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Zucchi

Annual Report Mar 22, 2016

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Annual Report

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Relazione finanziaria semestrale 2015

Vincenzo Zucchi S.p.A.

Capitale sociale Euro 7.546.782,57

Sede legale: Rescaldina, via Legnano 24 Registro delle Imprese di Milano, Codice fiscale e Partita IVA 00771920154

Il presente documento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 10 marzo 2016, è messo a disposizione del pubblico presso la sede della società, sul sito internet della Società www.gruppozucchi.com, nonché presso il meccanismo di stoccaggio centralizzato gestito da Computershare (****) in data 22 marzo 2016.

ORGANI SOCIALI

Consiglio di Amministrazione

Presidente Angelo Turi

Amministratori Giuseppe Riello Giuseppe Fornari Paolo Pedersoli Patrizia Polliotto Barbara Adami Lami Giovanni Battista Vacchi

Deleghe conferite:

Al Presidente Angelo Turi spetta la rappresentanza legale della Società.

Restano attribuiti al Consiglio di Amministrazione tutti gli altri poteri.

Dirigente preposto

Stefano Crespi

Collegio Sindacale

Sindaci effettivi Marcello Romano - Presidente Micaele Fonini Scaranari Chiara

Sindaci Supplenti Fabio Carusi Michele Altamore Alessandra Di Nasso

Revisori contabili indipendenti

KPMG S.p.A.

INDICE

Relazione intermedia sulla gestione del Gruppo
BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO
Prospetto della situazione patrimoniale – finanziaria consolidata 32
Prospetto dell'utile (perdita) del periodo e altre componenti di conto
economico complessivo consolidato
33
Prospetto delle movimentazioni di patrimonio netto consolidato 34
Rendiconto finanziario consolidato 35
Note illustrative sintetiche 37
Attestazione alla relazione semestrale 83

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE DEL GRUPPO

Informazioni
sulla gestione
La situazione societaria, certamente sussumibile nella nozione di stato di crisi, costituisce il
corollario di una pluralità di fattori, in larga misura ravvisabili nell'andamento – negli ultimi anni
di segno marcatamente negativo –
del mercato di riferimento,
anche a causa della
generalizzata e prolungata recessione; infatti, il settore tessile ha patito rilevanti contrazioni,
che si sono tradotte, quanto al Gruppo Zucchi, nella progressiva perdita di redditività, anche a
causa dell'obiettiva difficoltà di affrontare l'eccezionalità della congiuntura mediante rimedi
endogeni (tenuto conto, inter alia, della relativa incomprimibilità della maggior parte dei costi
fissi).
Di qui l'instaurazione di una trattativa con i principali creditori – a cominciare dalle banche – la
quale ha condotto, nel marzo 2013, alla stipulazione di un accordo ai sensi dell'art. 182-bis l.
fall., il cui contenuto è stato tuttavia superato dal successivo imprevisto (e, per vero,
imprevedibile) andamento del mercato, il che ha reso necessario procedere nuovamente alla
ristrutturazione dell'indebitamento, da espletarsi mediante l'elaborazione di una manovra
finanziaria che, unitamente all'individuazione di nuove linee strategiche sotto il profilo
industriale, salvaguardi la continuità aziendale (diretta o, quantomeno, indiretta), la quale
costituisce la migliore tutela dell'integrità e del valore del patrimonio sociale e, pertanto, sia
pure in via mediata, delle aspettative di soddisfacimento del ceto creditorio.
Al cospetto del progressivo delinearsi della situazione di crisi, il Gruppo ha da intrapreso
misure idonee ad avviare con celerità il percorso di turnaround, attivandosi con la massima
tempestività al fine di individuare (e, successivamente, di implementare) le misure industriali e
finanziarie più acconce allo scopo.
In questa prospettiva è stato predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015-2020),
finalizzato ad
enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a
recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a
migliorare la gestione finanziaria.
In particolare, il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of
one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi
in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e
"Bassetti") dei punti vendita. Date le tensioni finanziarie del gruppo, il percorso si sviluppa in
due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di
cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la
continuità aziendale nel lungo termine.
La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround"
ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita
(attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da
iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e
dei costi operativi (anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale
brasiliana.
La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore
complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti
di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di procedere al
riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche
grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante
l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali
e con lo sviluppo del
business delle licenze attive.
L'elaborazione del menzionato piano industriale si è accompagnata alla predisposizione, a
livello di gruppo, di un'articolata manovra finanziaria, nonché
alla ricerca di un partner
industriale o finanziario.
Di questa pluralità di iniziative la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha tenuto costantemente a giorno i
propri istituti finanziatori, instaurando con essi un'articolata e complessa trattativa, finalizzata a
raccogliere la disponibilità delle banche a supportare il nuovo piano industriale, aderendo alla
menzionata manovra finanziaria.
Eventi rilevanti
occorsi nel
periodo
Nel rimandare a quanto esposto nel seguito della presente relazione e nella nota integrativa
per maggiori dettagli, sia per quanto riguarda la situazione patrimoniale, sia per il prospetto
dell'utile (perdita) del periodo e delle altre componenti di conto economico, si descrivono di
seguito i principali eventi che hanno caratterizzato il primo semestre dell'esercizio 2015.
Liberazione aument o di capitale in opzione
Con riferimento all'integrale liberazione dell'aumento di capitale in opzione, perfezionato nel
mese di dicembre 2013, l'azionista Gianluigi Buffon non ha proceduto entro il termine del 31
dicembre 2014 (come deliberato dall'Assemblea in data 28 giugno 2013) all'integrale
liberazione della quota sottoscritta. Il Consiglio di Amministrazione si è, pertanto, attivato per
l'escussione della fidejussione assicurativa (per l'incasso della quota residua di cinque milioni
di Euro) a suo tempo rilasciata a garanzia del regolare pagamento di quanto dovuto per la
sottoscrizione delle nuove azioni che fossero rimaste inoptate. Il predetto importo è pervenuto
nella disponibilità della Società il 27 febbraio 2015 con conseguente liberazione integrale del
predetto aumento di capitale.
Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare
In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in
seduta straordinaria, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche finanziatrici a
proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla definizione della
correlata manovra finanziaria.
Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di
ristrutturazione con le banche finanziatrici ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, il
Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del ricorso ex art. 161,
sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di tempo intercorrente fra
tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della
Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e l'inoperatività della causa di
scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, cod. civ
Alla luce della summenzionata delibera, l'Assemblea ha disposto di rinviare ogni decisione sui
provvedimenti ex art. 2447 cod. civ., consentendo, nelle more, alla Società di addivenire ad un
nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare.
In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale
competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D.
267/1942.
In questo contesto la Società ha beneficiato degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla
normativa applicabile
consentendo
alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena
continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse della propria clientela e del
mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione dei
debiti.
In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A.
un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei
debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del piano, e della
documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Il Tribunale ha altresì disposto il deposito di una relazione esplicativa dell'attività di gestione ordinaria e dell'attività finalizzata alla predisposizione della proposta e del piano, nonché una situazione finanziaria dell'impresa, alle seguenti scadenze: 22 maggio 2015, 22 giugno 2015 e 22 luglio 2015.

In tale periodo gli atti di straordinaria amministrazione hanno necessitato della preventiva autorizzazione da parte del Tribunale.

La scadenza originaria assegnata dal Tribunale si è rivelata obiettivamente incompatibile con il varo del piano e della relazione dell'attestatore per l'oggettiva complessità della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della Vincenzo Zucchi S.p.A..

Per tale motivo, in data 5 agosto 2015, la Società ha depositato istanza di proroga dei termini della procedura ex art. 161, sesto comma, L.F..

Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, da parte di Mascioni S.p.A.

In data 8 maggio 2015 anche la controllata Mascioni S.p.A., alla luce della domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942, depositata dalla capogruppo, ha presentato la propria separata domanda di concordato preventivo "con riserva" ai sensi dell'art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942, prodromica anche in questo caso al deposito di un ricorso per l'omologazione di un accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F. ovvero di una proposta di concordato di tipo "in continuità".

In data 14 maggio 2015, il Tribunale di Varese ha concesso alla partecipata Mascioni S.p.A. un termine di 90 giorni per il deposito della proposta del piano e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Il Tribunale di Varese ha altresì disposto che la controllata proceda al deposito, alla scadenza del trentesimo giorno, di una aggiornata situazione economico finanziaria sull'andamento dell'attività d'impresa, con indicazione degli atti di straordinaria amministrazione compiuti, dei pagamenti per importi superiori a 150.000 Euro, delle eventuali istanze di fallimento, proposte nei di lei confronti, e dei pignoramenti ricevuti.

Nomina nuovo Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha convocato l'Assemblea degli azionisti, per il giorno 1 giugno 2015, avendo il Consigliere Anna Schiaffino rassegnato, per motivi personali, con effetto immediato, le proprie dimissioni da tutte le cariche ricoperte (consigliere non esecutivo/indipendente e membro del comitato per le retribuzioni e comitato per il controllo interno) e comportando, in tal modo, la decadenza dell'intero Consiglio di Amministrazione, che è rimasto in carica in regime di prorogatio sino alla data dell'assemblea ordinaria.

In data 30 maggio 2015 il sindaco effettivo, Primo Ceppellini, ha rassegnato, per motivi personali, le dimissioni dalla carica con efficacia dal 30 giugno 2015. La società, pertanto, ha convocato l'assemblea dei soci affinché la stessa provveda all'integrazione del collegio sindacale.

In data 1 giugno 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha eletto, previa definizione del numero dei suoi componenti in sette, il nuovo Consiglio di Amministrazione che resterà in carica sino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2017.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto dai Signori Giovanni Battista Vacchi, Angelo Turi, Paolo Pedersoli, Barbara Adami Lami e Giuseppe Rielli, espressi dall'unica lista presentata congiuntamente dagli azionisti Gianluigi Buffon e GB Holding S.r.l., nonché dai Signori Patrizia Polliotto e Giuseppe Fornari i cui nominativi sono stati espressi in sede assembleare dallo stesso azionista.

I Consiglieri Angelo Turi, Barbara Adami Lami, Giuseppe Rielli, Patrizia Polliotto e Giuseppe Fornari hanno dichiarato di essere in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla normativa applicabile e dallo Statuto Sociale. Il Consiglio di Amministrazione della Società, riunitosi in data 4 giugno 2015, ha attribuito le cariche sociali nominando Presidente del Consiglio di Amministrazione Angelo Turi e confermando Giovanni Battista Vacchi quale Amministratore Delegato. Sono stati nominati i componenti del Comitato per il Controllo Interno (composto da Giuseppe Fornari, Giuseppe Rielli e Paolo Pedersoli) e del Comitato Politiche Retributive (Barbara Adami Lami, Patrizia Polliotto e Giuseppe Rielli). Il Consiglio di Amministrazione ha, inoltre, nominato Patrizia Polliotto quale Lead Independent Director e Giovanni Battista Vacchi Amministratore Esecutivo incaricato di sovrintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno.

ANDAMENTO DEL GRUPPO
Prospetto
dell'utile
(perdita) del
periodo e delle
altre
componenti di
conto
Il prospetto seguente riporta i dati sintetici e riclassificati secondo criteri gestionali dei conti
economici consolidati al 30 giugno 2015 ed al 30 giugno 2014 rideterminato; questo prospetto
differisce dallo schema contabile del bilancio in quanto gli oneri e proventi di natura non
ricorrente, ma non specificatamente attribuibili ad operazioni di ristrutturazione (pari a 986
migliaia di Euro di oneri al 30 giugno 2015, e a 60 migliaia di Euro di oneri al 30 giugno 2014,
interamente riferibili Capogruppo), sono stati classificati assieme agli oneri e proventi di
ristrutturazione.
Nello schema di bilancio invece, in ossequio alle indicazioni di Consob, tali proventi ed oneri
economico
consolidato
riclassificato
non ricorrenti sono stati classificati nelle originarie categorie di spesa, pur se evidenziati
distintamente rispetto alle voci di costo di riferimento.
Nel prospetto seguente è stata creata una voce di risultato intermedio, prima dei costi e
proventi non ricorrenti e di ristrutturazione, denominata "Margine delle attività operative",
maggiormente indicativa dei risultati della gestione ordinaria del gruppo.
Infine, i risultati delle Discontinued operation (rappresentato dal segmento operativo Mascioni
e Filiali), oggetto di cessione, sono esposti separat amente nel prospetto di conto economico e
nella struttura patrimoniale e finanziaria; i corrispondenti valori relativi all'esercizio precedente,
ove presenti, sono riclassificati ed esposti separatamente a fini comparativi, nonché
rideterminati essendosi realizzate le condizioni di cui all'IFRS 5.
Il conto economico al 30 giugno 2014 è stato riclassificato di conseguenza per consentire la
comparabilità con quello al 30 giugno 2015.
Sotto il profilo patrimoniale, i valori del segmento operativo "Mascioni e Filiali" sono stati
riclassificati nei saldi attivi e passivi tra le Discontinued operation.
Il presente bilancio consolidato al 30 giugno 2015 si riferisce al Gruppo Zucchi ante cessione
delle quote di partecipazione nella Mascioni S.p.A., in quanto tale operazione ha avuto
efficacia dal 2 ottobre 2015. Peraltro, dal momento che l'operazione di cessione è divenuta
altamente probabile,
ai sensi dell'IFRS 5
– Attvità destinate alla vendita e Discontinued
operation, l'insieme delle attività e passività relative alla Mascioni S.p.A. e filiali, che
costituisce un settore operativo, si qualifica per il Gruppo Zucchi come "Discontinued
operation" e come tale è stato rappresentato nel presente bilancio. Tale rappresentazione, per
quanto riguarda la relazione sulla gestione, ha comportato quanto segue:
ß
per il semestre 2015 e, a fini comparativi, per il semestre 2014, le voci di costo e di
ricavo relative alle
Discontinued
operation
sono state classificate nella voce
Utile/(perdita) delle Discontinued operation del conto economico;
ß
le attività correnti e non correnti relative alle
Discontinued operation sono state
riclassificate, al 30 giugno 2015 e, ai fini comparativi per il 31 dicembre 2014, nella
voce Discontinued operation della situazione patrimoniale-finanziaria;
ß
le passività (escluso il patrimonio netto) relative alle Discontinued operation sono state
riclassificate, al 30 giugno 2015 e, ai fini comparativi per il 31 dicembre 2014, nella
voce Discontinued operation della situazione patrimoniale-finanziaria.
(in migliaia di euro) 30.06.2015 30.06.2014
rideterminato
Var.%
Vendite nette
Costo del venduto
43.963
26.660
100,0%
60,6%
45.435
26.957
100,0%
59,3%
(3,2%)
(1,1%)
Margine industriale 17.303 39,4% 18.478 40,7% (6,4%)
Spese di vendita e distribuzione 15.908 36,2% 17.189 37,8% (7,5%)
Pubblicità e promozione 752 1,7% 1.330 2,9% (43,5%)
Costi di struttura 6.914 15,7% 8.639 19,0% (20,0%)
Altri (ricavi) e costi (861) (2,0%) (420) (0,9%) 105,0%
Margine delle attività operative (5.410) (12,3%) (8.260) (18,2%) (34,5%)
Oneri e (proventi) non ricorrenti e di
ristrutturazione
3.818 8,7% 283 0,6% 1.249,1%
Risultato operativo (EBIT) (9.228) (21,0%) (8.543) (18,8%)
Oneri e (proventi) finanziari 739 1,7% 692 1,5%
Oneri e (proventi) da partecipazione - 0,0% (11) (0,0%) (100,0%)
Risultato prima delle imposte (9.967) (22,7%) (9.224) (20,3%)
Imposte 190 0,4% 338 0,7% (43,8%)
Risultato del periodo derivante dalle
attività operative
Risultato del periodo derivante dalle
(10.157) (23,1%) (9.562) (21,0%)
Discontinued operation - 0,0% (2.252) (5,0%) (100,0%)
Utile/(Perdita) del periodo (10.157) (23,1%) (11.814) (26,0%) (14,0%)
Attribuibile a:
Azionisti della controllante
Azionisti di minoranza
(10.157)
-
(11.176)
(638)
(9,1%)
(100,0%)
RISULTATO OPERATIVO (EBIT) (9.228) (21,0%) (8.543) (18,8%)
Ammortamenti e svalutazioni 1.333 3,0% 1.865 4,1% (28,5%)
Acc.to fondo svalutazione crediti 18 0,0% - 0,0%
Acc.ti fondi rischi e oneri 3.488 7,9% 93 0,2% 3.650,5%
Acc.to fondo svalutaz.rimanenze - 0,0% 19 0,0%
EBITDA (4.389) (10,0%) (6.566) (14,5%) (33,2%)
Oneri e (proventi) non ricorrenti 598 1,4% 223 0,5% 168,2%
Ricavi delle
vendite e delle
prestazioni
In applicazione di quanto previsto dell'IFRS 8 "Settori operativi", che introduce il concetto
dell'approccio direzionale per predisporre l'informativa di settore, si segnala che il più alto
livello decisionale operativo (CODM

Consiglio di Amministrazione. I settori di attività, i cui andamenti e risultati vengono
periodicamente rivisti dal CODM, al fine di allocare le risorse e valutarne i risultati, sono
rappresentati dalle seguenti Business Unit: Vincenzo Zucchi con le proprie filiali commerciali
estere,
Hospitality.It con la consociata americana Mascioni USA Inc., Basitalia S.r.l. che
svolge prevalentemente attività di gestione dei contratti di locazione dei punti vendita e
Mascioni S.p.A. con le sua controllata Mascioni America Inc. classificate tra le Discontinued
operation.
Chief Operating Decision Maker) si identifica nel
La Business Unit Zucchi e Filiali si occupa della vendita e della commercializzazione di articoli
di biancheria per la casa a marchio Zucchi e Bassetti e con alcuni marchi differenti dai propri
per i quali è in essere un contratto di licenza.
Gli articoli in precedenza citati sono venduti nella fascia medio e medio-alta del mercato
attraverso principalmente l'utilizzo di dettaglianti tradizionali, di una catena di negozi
monomarca diretti o in franchising e della grande distribuzione ("GDO").
La Business Unit Hospitality si occupa della vendita e della commercializzazione di articoli per
gli hotels e le comunità.
Basitalia S.r.l. si occupa della gestione e valorizzazione dei punti vendita commerciali ad oggi
quasi per conto esclusivamente della Capogruppo.
La Business Unit Mascioni (la cui partecipazione è stata ceduta in data 2 ottobre 2015) si
occupa prevalentemente dell'attività di nobilitazione di tessuti per conto terzi (tra cui
Vincenzo Zucchi S.p.A.) e del confezionamento e commercializzazione di biancheria per la
casa sul mercato americano attraverso la sua controllata Mascioni America Inc
la
Fatturato per
settore di attività
(in migliaia di euro) 30.06.2015 30.06.2014
rideterminato
Var.%
Vincenzo Zucchi e Filiali 42.748 44.550 (4,0%)
Hospitality 1.215 918 32,4%
Basitalia - - -
Rettifiche - (33) (100,0%)
Vendite Consolidate
Discontinued operation
43.963
18.699
45.435
23.597
(3,2%)
(20,8%)
Nel primo semestre 2015 il Gruppo Zucchi ha conseguito ricavi consolidati pari a 43.963
migliaia di Euro con un
precedente.
La difficile situazione del mercato di riferimento domestico, e di alcuni mercati esteri, che
evidenziano maggiori difficoltà di penetrazione anche in virtù del rallentamento delle relative
economie, così come la richiesta di ammissione alla procedura di concordato in bianco da
parte della Capogruppo, hanno determinato un calo generale sui vari canali in cui opera la
Business Unit "Zucchi e filiali" (-4% rispetto al primo semestre 2014).
decremento del 3,2% rispetto all'analogo periodo dell'esercizio
La voce "Rettifiche" si riferisce all'elisione delle operazioni infragruppo.
Fatturato per area
geografica
(in migliaia di euro) 30.06.2015 30.06.2014
rideterminato
Var.%
Italia 30.433 69,2% 32.579 71,7% (6,6%)
Estero:
Paesi europei 10.573 24,0% 9.914 21,8% 6,6%
Paesi extraeuropei 2.957 6,7% 2.942 6,5% 0,5%
13.530 30,8% 12.856 28,3% 5,2%
Totale 43.963 100,0% 45.435 100,0% (3,2%)
Discontinued operation 18.699 23.597 (20,8%)
Costi per il
personale
Il costo del personale è stato pari a 12 milioni di Euro, con un decremento di 1,2 milioni di
Euro rispetto ai
13,2
rideterminato.
I dipendenti del Gruppo al 30 giugno 2015 risultano pari a 702 unità, in calo di 62 unità rispetto
ai 764 dipendenti di fine 2014 e di 174 unità rispetto agli 876 al 30 giugno 2014.
Si segnala che alla data del 30 giugno 2015 n. 282 dipendenti della Vincenzo Zucchi S.p.A.
hanno fatto ricorso alla CIG per un totale di 92.310 ore di lavoro.
milioni di Euro dello stesso periodo dell'esercizio precedente
Ammortamenti Gli ammortamenti ammontano
(1.747 migliaia di Euro nel primo semestre 2014 rideterminato); quelli relativi a immobili,
impianti e macchinari sono pari a 1.206 migliaia di Euro (1.465 migliaia di Euro nel primo
semestre 2014 rideterminato), mentre 127 migliaia di Euro sono relativi ad attività immateriali (282
migliaia di Euro nel primo semestre 2014 rideterminato). La
semestre 2014 rideterminato, è la conseguenza della conclusione dei piani di ammortamento dei
beni iscritti tra le immobilizzazioni e al processo di dismissione dei negozi attuato dalla controllata
Zucchi do Brasil Ltda, nonché della chiusura di alcuni punti vendita da parte della Capogruppo.
complessivamente nel semestre a 1.333 migliaia di Euro
diminuzione, rispetto al primo
Risultato
operativo
La perdita operativa del semestre è stata di 9.228 migliaia di Euro, dopo aver contabilizzato
oneri non ricorrenti e di ristrutturazione pari a 3.818 migliaia di Euro (283 migliaia di Euro al 30
giugno 2014 rideterminato), - relativi ad accantonamenti effettuati dalla Capogruppo inerenti il
processo di ristrutturazione aperto, nonché agli oneri relativi alla rinegoziazione del debito con
le banche finanziatrici - contro
periodo dell'esercizio precedente rideterminato.
una perdita di 8.543 migliaia di Euro del corrispondente
Prima dei costi e proventi non ricorrenti e di ristrutturazione, la perdita operativa del periodo è
passata da 8.260 migliaia di Euro del primo semestre 2014 rideterminato a 5.410 migliaia di
Euro al 30 giugno 2015.
Il Risultato Operativo Lordo (EBITDA) del semestre è stato negativo per 4.389 migliaia di
Euro, rispetto a quello del corrispondente periodo 2014 rideterminato che era stato negativo
per 6.566 migliaia di Euro; prima dei costi e proventi non ricorrenti e di ristrutturazione,
l'EBITDA al 30 giugno 2015 è negativo per 3.791 migliaia di Euro (EBITDA negativo per 6.343
migliaia di Euro al 30 giugno 2014 rideterminato).
Le cause che hanno determinato il miglioramento dell'EBITDA sono da ricondursi nella politica
di riduzione dei costi già attuata a partire dall'ultimo
particolar modo la significativa riduzione dei costi per vendite dirette è dovuta alla chiusura di
quadrimestre dello scorso anno; in
alcuni punti vendita attuata dalla Capogruppo nel primo semestre, nonché alla progressiva
chiusura dei punti vendita da parte della filiale brasiliana.
Oneri e (proventi)
finanziari netti
Gli oneri finanziari netti sono stati pari complessivamente a 739 migliaia di Euro (1,7% delle
vendite nette) rispetto al valore di 692 migliaia di Euro (1,5% delle vendite nette) registrati
nello stesso periodo del 2014 rideterminato.
Nella voce "Oneri e proventi finanziari" sono inclusi:
-
685 migliaia di Euro per interessi su debiti bancari (695 migliaia di Euro al 30 giugno 2014
rideterminato);
-
77 migliaia di Euro per interessi su altri debiti (168 migliaia di Euro al 30 giugno 2014
rideterminato);
-
26 migliaia di Euro attivi quale saldo netto delle differenze cambio (153 migliaia di Euro
attive al 30 giugno 2014 rideterminato);
-
30 migliaia di Euro per altri proventi finanziari (82 migliaia di Euro al 30 giugno 2014
rideterminato);
-
33 migliaia di Euro per altri oneri finanziari (64 migliaia di Euro al 30 giugno 2014).
Oneri e (proventi)
da
partecipazione
Al 30 giugno 2015 non sono stati registrati proventi da partecipazione. Nel semestre 2014
rideterminato erano stati registrati proventi pari a 11 migliaia di Euro relativi al risultato della
collegata Welspun Zucchi Textile Ltd
la cui partecipazione è stata ceduta nel mese di
settembre.
Struttura
patrimoniale e
finanziaria
consolidata
La struttura patrimoniale e finanziaria consolidata è così sinteticamente rappresentata:
(in migliaia di euro) 30.06.2015 31.12.2014
Crediti commerciali
Altri crediti e crediti per imposte correnti
18.654
3.274
26.979
3.613
Rimanenze 30.445 37.238
Debiti a breve (commerciali e altri debiti) (31.312) (27.223)
Capitale circolante netto 21.061 40.607
Attività relative a Discontinued operation 29.929 31.568
Immobili, impianti e macchinari 36.854
-
37.945
-
Investimenti immobiliari
Attività immateriali
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del P.N. e altre
832
114
929
114
Altre attività non correnti 1.324 1.395
Attivo non corrente 39.124 40.383
Passività relative a Discontinued operation (29.948) (31.587)
Benefici a dipendenti e altri debiti esigibili oltre l'esercizio
successivo
(8.026) (9.659)
Fondi per rischi e oneri e passività per imposte differite (9.642) (8.339)
Capitale investito netto 42.498 62.973
Coperto da:
Debiti correnti verso banche ed altri finanziatori 81.682 97.306
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve (7.805) (5.398)
Debiti finanziari non correnti verso banche ed altri finanziatori - -
Crediti finanziari a breve termine
Crediti finanziari verso collegate a breve termine
(71)
(56)
(1.968)
(498)
Posizione finanziaria netta 73.750 89.442
Capitale e riserve di terzi (5) (5)
Patrimonio netto del Gruppo (31.247) (26.464)
Totale come sopra 42.498 62.973
Capitale investito
netto
Il capitale investito netto è complessivamente diminuito, rispetto al 31 dicembre 2014, di
20.475 migliaia di Euro; tale variazione è
principalmente imputabile alla diminuzione del
capitale circolante netto per
19.546
migliaia di Euro (in parte dovuto all'effetto
della
stagionalità dell'attività ed in parte maturato per gli effetti protettivi della procedura ex art. 161,
sesto comma, L.F. attivata dalla Capogruppo), alla diminuzione del capitale immobilizzato per
1.259 migliaia di Euro, nonché alla diminuzione dei fondi, dei benefici ai dipendenti e delle
altre passività non finanziarie a medio lungo termine per 330 migliaia di Euro.
La riduzione del capitale circolante netto è la somma algebrica di una diminuzione dei crediti
commerciali (dovuti alla stagionalità dell'attività) e delle giacenze di magazzino, nonché
all'aumento dei debiti commerciali (generato dagli effetti della procedura concorsuale attivata).
La riduzione dell'attivo non corrente è pressoché equivalente al valore degli ammortamenti del
periodo, stante la non significatività del valore degli investimenti effettuati.
Attivo non
corrente
È complessivamente diminuito di 1.259 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2014.
Gli investimenti in attività immateriali di 30 migliaia di Euro (41 migliaia di Euro nel primo
semestre 2014 rideterminato) si riferiscono interamente all'acquisto di software.
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari di 97 migliaia di Euro (1.767 migliaia di Euro
nel primo semestre 2014 rideterminato) comprendono
29 migliaia di Euro per acquisti e
ammodernamenti di impianti e fabbricati, nonché 60 migliaia di Euro relativi all'allestimento e
l'ammodernamento dei punti vendita.
Gli investimenti dell'esercizio in immobili, impianti e macchinari ed attività immateriali sono
così ripartiti per area geografica:
I semestre 2015
(in migliaia di euro)
Italia
Altri paesi europei
Altri paesi extraeuropei
Totale
I semestre 2014
Var.%
62
1.375
(95,5%)
65
177
(63,3%)
-
256
(100,0%)
127
1.808
(93,0%)
Posizione
finanziaria netta
L'indebitamento finanziario netto ammonta al 30 giugno 2015 a 73.750 migliaia di Euro, con
una diminuzione di 15.692 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2014, in conseguenza di:
(in migliaia di euro)
Diminuzione del capitale circolante netto
Diminuzione delle attività fisse nette
Diminuzione delle passività non finanziarie a medio
e lungo termine
Variazione del patrimonio netto:
di terzi
0
del Gruppo
4.783
(19.546)
(1.259)
330
4.783
(15.692)
Il fabbisogno di cassa del periodo è stato soddisfatto attraverso la realizzazione del circolante
(riduzione dei crediti commerciali
e delle giacenze di magazzino, aumento dei debiti
commerciali).
Le dinamiche che hanno determinato il miglioramento della posizione finanziaria netta sono
descritte e commentate dalla voce "Capitale investito netto".
Patrimonio netto
del Gruppo
Rispetto al 31 dicembre 2014 il patrimonio netto del Gruppo, negativo per 31.247 migliaia di
Euro, è diminuito di 4.783 migliaia di Euro, quale saldo risultante dei seguenti movimenti:
(in migliaia di euro)
Aumento capitale sociale
5.000
Riserva per aumento capitale sociale
-
Risultato del periodo
(10.157)
Differenze di conversione
374
Utile attuariale da valutazione TFR IAS 19
-
(4.783)
L'aumento di capitale sociale pari a 5.000 migliaia di Euro si riferisce alla liberazione del
capitale sociale, sottoscritto dall'azionista GB Holding S.r.l., avvenuta in data 27 febbraio
2015.
ALTRE
INFORMAZIONI
Attività di ricerca
e sviluppo
Le spese di sviluppo, prevalentemente inerenti allo studio e alla progettazione di nuovi
prodotti, sono state imputate al
prospetto dell'utile (perdita) del periodo e delle altre
componenti di conto economico.
Operazioni
atipiche e/o
inusuali
Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064296, si precisa che nel
corso del primo semestre 2015 il Gruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o
inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.
Emissioni,
riacquisti o
rimborsi di titoli
di debito o di
capitale
Nel corso del primo semestre 2015 non sono state poste in essere operazioni di emissione,
riacquisto o rimborso di titoli di debito o di capitale.
Rapporti
infragruppo e
con parti
correlate
Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni
infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali,
rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo. Dette operazioni sono
regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi
prestati.
Le informazioni sui rapporti con parti correlate, ivi incluse quelle richieste dalla Comunicazione
Consob del 28 luglio 2006, sono presentate nella Nota 19 del Bilancio consolidato semestrale
abbreviato al 30 giugno 2015.
Situazione
patrimoniale
della
Capogruppo,
iniziative per il
risanamento
della gestione e
per il
mantenimento
delle condizioni
di continuità
aziendale
In data 4 febbraio 2015, il Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A., a
seguito di una preliminare analisi dei dati di bilancio al 31 dicembre 2014, ha constatato la
sussistenza della fattispecie prevista dall'art. 2447 cod.civ
Il Consiglio di Amministrazione ha, pertanto, convocato l'Assemblea Straordinaria affinché
potessero essere assunti i provvedimenti ai sensi dell'art. 2447 cod. civ
In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti ha preso atto del fatto che le banche
finanziatrici hanno manifestato una disponibilità di massima ad accogliere la proposta di
ristrutturazione dei debiti, senza però averla ancora definitivamente ed interamente approvata
e, pertanto, senza ancora consentire alla Vincenzo Zucchi S.p.A., prima della data
dell'assemblea straordinaria, il deposito, con gli effetti di cui all'art. 182 sexies della legge
Fallimentare, del ricorso ex art. 182-bis, sesto comma, della Legge Fallimentare tale da
determinare, nel periodo di tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione dell'accordo
di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, la sospensione degli
effetti dell'art. 2447 cod.civ
L'Assemblea ha, pertanto, preso atto del fatto che sussistono i presupposti per il deposito, ai
sensi dell'art. 182 sexies della legge Fallimentare, del ricorso ex art. 161, sesto comma, della
Legge Fallimentare, e che, ove gli accordi con le banche finanziatrici non divengano efficaci e
non vengano eseguiti, gli amministratori si attiveranno per convocare una apposita assemblea
straordinaria.
Per maggiori dettagli si rinvia a quanto descritto nel successivo paragrafo.
Continuità
aziendale
Vengono richiamate le parti del bilancio in cui sono descritte le attività del Gruppo, insieme
con i fattori che verosimilmente ne influenzeranno il futuro sviluppo, la performance
economica, la posizione finanziaria, i flussi di cassa, la liquidità e i finanziamenti, gli obiettivi
del Gruppo, le sue politiche e i processi di gestione del capitale, gli obiettivi di gestione dei
rischi finanziari, i dettagli degli strumenti finanziari e delle attività di copertura e la propria
esposizione ai rischi di credito e di liquidità.
Il Gruppo ha chiuso il periodo al 30 giugno 2015 con una perdita di circa 10,1 milioni di Euro,
un patrimonio netto totale negativo per circa 31,2 milioni di Euro (comprensivo di tale perdita)
ed una posizione finanziaria netta consolidata negativa di circa 73,7 milioni di Euro.
La Capogruppo aveva chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2014 con una perdita di circa 33,0
milioni di Euro, un patrimonio netto negativo per circa 27,6 milioni di Euro (comprensivo di tale
perdita) ed una posizione finanziaria netta negativa di circa 92,7 milioni di Euro. La perdita
d'esercizio conseguita dalla Capogruppo nell'esercizio 2014 era
maturata, oltre che dalla
riduzione del fatturato che non ha generato sufficiente margine utile alla copertura dei costi di
struttura, anche per effetto delle svalutazioni della partecipazione detenuta in Mascioni e del
finanziamento concesso alla controllata di diritto brasiliano per la quale era stata decisa la
dismissione dei punti vendita. La perdita conseguita dalla Capogruppo aveva determinato la
ricorrenza della fattispecie di cui all'articolo 2447 del codice civile.
Con riferimento alle perdite realizzate nell'esercizio 2014, il Consiglio di Amministrazione
proporrà all'Assemblea di deliberare, in una successiva assemblea, la riduzione del capitale
sociale ex art.
2447, senza modificare il numero delle azioni in circolazione, con una
contestuale operazione di aumento di capitale riservato di 10 milioni di Euro, come definito
nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23 dicembre
2015, di cui si dirà successivamente.
La Capogruppo si è impegnata in attività e processi di natura straordinaria al fine di perseguire
il risanamento della gestione.
Alla luce dei risultati non positivi di un primo accordo di ristrutturazione, sottoscritto ai sensi
dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha stipulato in data 21
marzo 2013 con Banca Imi S.p.A., Unicredit S.p.A., Intesa San Paolo S.p.A., Banca di
Legnano S.p.A. (ora Banca Popolare di Milano s.c.a.r.l.), Banca Popolare di Bergamo S.p.A.,
Banco Popolare soc. coop., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. e Unicredit Factoring S.p.A.
un secondo Accordo di Ristrutturazione, omologato in data 4 giugno 2013.
La prima data di valutazione dei covenants relativi all'Accordo di Ristrutturazione era quella
del 31 dicembre 2014. La situazione economica dei mercati in cui opera la Vincenzo Zucchi
S.p.A. ed i risultati economici conseguiti non hanno consentito il rispetto degli obiettivi di tale
accordo. Le principali ragioni del mancato adempimento dell'Accordo di Ristrutturazione,
asseverato ai sensi dell'art. 67, comma 3, lettera d) della Legge Fallimentare, in data 18
marzo 2013 dal Dr. Franco Carlo Papa, devono essere certamente ricondotte all'attuale
congiuntura economica
e del mercato di riferimento, ma soprattutto alla difficoltà della
Capogruppo di rispondere in modo sufficientemente rapido ed efficace alla stessa stante
anche il ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento
dell'aumento di capitale, previsto in tale accordo, rispetto alle tempistiche previste nel piano
industriale di cui all'accordo di ristrutturazione sottoscritto nel mese di marzo 2013.
In tale scenario, i risultati conseguiti negli esercizi 2013 e 2014, sono stati negativamente
influenzati dal differente mix produttivo di prodotti Buy (si riferisce ad approvvigionamenti di
prodotti finiti e come tali già disponibili per la vendita al consumatore finale) rispetto a quelli
Make (si riferisce a prodotti realizzati attraverso l'ausilio di terzisti esterni nonché delle unità
produttive del gruppo) che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto
rispetto ai valori previsti nel piano industriale di cui all'Accordo di Ristrutturazione, dal
differente mix di vendite rispetto al piano, nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di
business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella
realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale
rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale di cui all'accordo di ristrutturazione

sottoscritto nel mese di marzo 2013).

Alla luce di tale situazione di oggettiva difficoltà, la Vincenzo Zucchi S.p.A., esaminando nel dettaglio le criticità ha predisposto un nuovo piano industriale, basato su un sostanziale cambiamento del modello di business sottostante (che considera l'evoluzione delle dinamiche dei consumi incidendo sull'architettura dell'offerta, le logiche distributive e di go-to-market, le modalità di approvvigionamento, la riduzione dei costi di struttura), sottoponendo quindi ai creditori un nuovo accordo di ristrutturazione che mira al raggiungimento di un risanamento della Società e quindi di un concreto soddisfacimento degli stessi, pur nella considerazione del protrarsi di una situazione di mercato avverso.

La prospettata violazione al 31 dicembre 2014 di alcuni obblighi finanziari (covenants) previsti nell'accordo di ristrutturazione, sottoscritto con le banche finanziatrici in data 21 marzo 2013, e l'avvenuto mancato pagamento della rata di rimborso di detto accordo in scadenza al 31 dicembre 2014, hanno determinato la possibilità che le banche finanziatrici si avvalessero, tra gli altri, del diritto a richiedere il rimborso anticipato dell'utilizzo delle linee di credito in essere.

La Capogruppo ha avviato già dallo scorso mese di luglio 2014 delle negoziazioni con le banche finanziatrici. Nel corso delle discussioni la Capogruppo e le banche finanziatrici hanno sempre considerato negli accordi di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare lo strumento più idoneo a regolamentare gli impegni che saranno assunti a sostegno del nuovo accordo di ristrutturazione. A tale riguardo, va precisato che l'efficacia degli impegni che verranno assunti nell'ambito degli accordi sarà subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione degli Accordi stessi da parte del Tribunale competente.

Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A., in accordo con le Banche Finanziatrici, ha inoltrato, in data 30 ottobre 2014, una richiesta di Stand Still a valere sull'accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis L.F. stipulato in data 21 marzo 2013 al fine di garantire il mantenimento delle linee di credito accordate e dallo stesso disciplinate. Le Banche Finanziatrici non hanno mai formalmente dato seguito alla suddetta richiesta concedendo, in tal modo, uno Stand Still di fatto alla Società.

In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in seduta straordinaria per assumere gli opportuni provvedimenti stante la situazione di cui all'art. 2447 del codice civile, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche finanziatrici a proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla definizione della correlata manovra finanziaria.

Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione con le banche finanziatrici ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e l'inoperatività della causa di scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, codice civile.

Alla luce della summenzionata delibera, l'Assemblea ha disposto di rinviare ogni decisione sui provvedimenti ex art. 2447 codice civile, consentendo, nelle more, alla Capogruppo di addivenire ad un nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare.

In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942.

In questo contesto la Società ha beneficiato degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla normativa applicabile che hanno consentito alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse della propria clientela e del mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione dei

debiti.
In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A.
un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei
debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del piano, e della
documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.
Alla luce della suddetta situazione patrimoniale e finanziaria, la Capogruppo ha conferito
mandato ad un advisor, già dallo scorso mese di febbraio, per la ricerca di soggetti finanziari o
industriali che siano interessati ad investire nella Vincenzo Zucchi S.p.A. e nel Gruppo. Tale
decisione è stata assunta anche per contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario
della Società ed eventualmente agevolare la negoziazione con le Banche Finanziatrici.
L'individuazione di un potenziale investitore, industriale o finanziario, avrebbe consentito di
agevolare la manovra con le banche finanziatrici non richiedendo il finanziamento di Euro 10
milioni, previsto nel piano di risanamento, consentendo cosi una più celere conclusione
dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario.
In data 5 agosto 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha inoltrato una richiesta di proroga del
concordato in bianco a causa della complessità delle attività di ristrutturazione in corso che
procedevano positivamente verso gli obiettivi del piano in corso di asseverazione.
In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto Arsizio concedeva alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un
ulteriore termine di 60 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di
ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare e della documentazione
di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.
In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di
risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali
interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento
patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche
finanziatrici, deliberava di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital SAS
concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione
ex art. 182-bis L.F
La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB
Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di
capitale riservato per euro 10 milioni.
Non essendo ancora pervenuti con le Banche Finanziatrici alla firma dell'accordo di
ristrutturazione del debito, in data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto
della mancanza del deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione
di cui ai commi 1° e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo
di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., dichiarava inammissibile il ricorso di cui
all'articolo 161, comma 6, della L.F.
Solo in data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di
ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di
banche creditrici
composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l.,
Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance
Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.
L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:
- la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a)
una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della
Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di
Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco,

Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il tras ferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo"), ammontante complessivamente a circa 49 milioni di Euro, saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività). Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di

omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"). L'Aumento di Capitale Zucchi è sostenuto da un impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH, ovvero in Newco, necessrio alla sottoscrizione e liberazione dell'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182-bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In questa prospettiva ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015-2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria.

La suddetta manovra finanziaria supporta il nuovo piano industriale, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. in data 17 dicembre 2015. Il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti") dei punti vendita. Il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine.

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround" ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale brasiliana (già avvenuta nel mese di luglio 2015).

La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il

rigetto della stessa.
Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e
GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno
raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance
acquisirà indirettamente il controllo della Società.
In particolare, l'intesa prevede:
- un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da
Astrance medesima;
- l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite
NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);
- un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per
persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a fronte
dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;
- il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione
da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno
2020 e sino al 31 dicembre 2020;
- il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della partecipazione
detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni tempo;
- l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo
complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie
per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a
fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di
ristrutturazione.
In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione
da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182
bis
e septies
della L.F.,
dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015,
nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del
relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.
In data 2 marzo 2016, il Tribunale di Busto Arsizio ha notificato il provvedimento di omologa
dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario, sottoscritto in data 23 dicembre 2015, in
base all'articolo 182-bis della Legge Fallimentare.
Il provvedimento ha esteso gli effetti dell'accordo di ristrutturazione a Banco Popolare ai sensi
dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare. Il Tribunale di Busto Arsizio ha altresì
dichiarato improcedibile l'istanza di fallimento proposta con ricorso depositato in data 21
dicembre 2015 dal Pubblico Ministero.
Tale accordo, ai sensi di legge, assumerà efficacia successivamente al passaggio in giudicato
del decreto di omologa, ossia trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione dello stesso presso il
Registro delle Imprese.
Con l'accoglimento da parte delle banche finanziatrici della proposta di ristrutturazione dei
debiti e quindi in virtù della conseguente stipula e omologa dell'accordo di ristrutturazione e
con l'esecuzione del relativo contenuto, il patrimonio netto della Società risulterà reintegrato
per effetto del rafforzamento patrimoniale che deriverà dall'attuazione dell'aumento di capitale
riservato nonché per effetto delle componenti economiche positive che potranno essere
rilevate nel conto economico di bilancio a seguito della remissione da parte delle banche
coinvolte di una porzione del loro credito (pari a circa Euro 49 milioni) ai sensi e per gli effetti
dell'articolo 1236 cod. civ
Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015,
la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE
REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A.,
(di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A, per un

importo complessivo di 150 mila Euro. Non si ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.

Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio). Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Mascioni ottenga l'omologa non più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Con riferimento alla realizzabilità delle iniziative sopra descritte, volte al riequilibrio economicofinanziario del Gruppo, si evidenzia l'esistenza di rilevanti incertezze che possono far sorgere dubbi significativi riguardo alla continuità aziendale tra le quali:

  • ß incertezze legate alla realizzabilità dei risultati delle azioni previste nel piano di risanamento, ed al raggiungimento degli obiettivi previsti nei budget/piani previsionali predisposti dalle singole controllate. Le condizioni generali dell'economia possono influenzare le assunzioni di riferimento utilizzate per lo sviluppo di tali piani con effetti negativi e/o positivi sui risultati previsti;
  • ß esistenza di significativi importi di debiti commerciali scaduti nei confronti dei propri fornitori, alcuni anche strategici, nonché di debiti previdenziali e tributari;
  • ß esistenza di possibili fabbisogni di cassa derivanti dalla stagionalità del business, nel periodo compreso tra i mesi di maggio e settembre 2016, in attesa che si possa perfezionare l'aumento di capitale disciplinato nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche e vengano attivate le linee di credito autoliquidanti disciplinate nello stesso accordo;
  • ß passaggio in giudicato del provvedimento di omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23 dicembre 2015 e conseguente realizzazione dell'aumento di capitale, la cui mancata esecuzione costituisce condizione risolutiva dell'accordo di ristrutturazione, nei termini e alle condizioni previste nell'accordo di ristrutturazione. La realizzazione dell'accordo di ristrutturazione consente alla Società di ripristinare il patrimonio positivo trovandosi allo stato nella fattispecie di cui all'articolo 2447 c.c..

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, pur in presenza delle incertezze sopra descritte, dopo avere effettuato le necessarie verifiche, alla luce dei risultati delle azioni di risanamento, già poste in essere sopra descritte, e dell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche finanziatrici e omologato dal Tribunale di Busto Arsizio, ritiene che, allo stato, sussista una ragionevole aspettativa che il Gruppo e la Capogruppo possano beneficiare delle risorse finanziarie e patrimoniali necessarie per continuare l'esistenza operativa in un prevedibile futuro, così come definito dai principi contabili di riferimento e che, per queste ragioni, si possa continuare ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.

Fatti di rilievo
avvenuti dopo il
Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare
30 giugno 2015 La scadenza originaria assegnata dal Tribunale si è rivelata obiettivamente incompatibile con
il varo del piano e della relazione dell'attestatore per l'oggettiva complessità della situazione
patrimoniale, finanziaria ed economica della Vincenzo Zucchi S.p.A
Per tale motivo, in data 5 agosto 2015, la Società ha depositato istanza di proroga dei termini
della procedura ex art. 161, sesto comma, L.F In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto
Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il
deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis
Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.
In data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito
della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2°
dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai
sensi dell'art. 182-bis L.F., ha dichiarato inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma
6, della L.F.
Zucchi do Brasil Ltda
La filiale Zucchi do Brasil Ltda ha completato nel mese di luglio 2015 la chiusura dei punti
vendita decisa nel mese di febbraio 2015 stante i negativi risultati conseguiti e l'assenza di
prospettive future per la filiale.
Cessione partecipazione Mascioni S.p.A.
Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015,
la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE
REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A.,
(di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A, per un
importo complessivo di 150 mila Euro, al lordo dei costi connessi alla cessione. Non si
ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del
contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.
Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di
concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o
successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di
capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale
sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa
eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato
preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei
confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio).
Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Società ottenga l'omologa non più
impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.
Accordo con Astrance Capital SAS
In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di
risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali
interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento
patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche
finanziatrici, ha deliberato di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital
SAS
concedendo un periodo di esclusiva fino alla
data del deposito di un accordo di
ristrutturazione ex art. 182-bis L.F
La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB
Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di
capitale riservato per euro 10 milioni successivamente all'intervenuta omologa dell'accordo di

ristrutturazione.

Accordo di ristrutturazione del debito con le banche finanziatrici ex art. 182bis L.F.

In data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo") saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento

dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività). Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì:

  • la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"); e

  • l'impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH ovvero in Newco nonché il contestuale impegno di quest'ultime a sottoscrivere e liberare l'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182-bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il rigetto della stessa.

Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.

In particolare, l'intesa prevede:

  • un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da Astrance medesima;

  • l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);

  • un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;

  • il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno 2020 e sino al 31 dicembre 2020;

  • il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni tempo;

  • l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di ristrutturazione.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.

In data 2 marzo 2016, il Tribunale di Busto Arsizio ha notificato il provvedimento di omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario, sottoscritto in data 23 dicembre 2015, in base all'articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Il provvedimento ha esteso gli effetti dell'accordo di ristrutturazione a Banco Popolare ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare. Il Tribunale di Busto Arsizio ha altresì dichiarato improcedibile l'istanza di fallimento proposta con ricorso depositato in data 21 dicembre 2015 dal Pubblico Ministero.

Tale accordo, ai sensi di legge, assumerà efficacia successivamente al passaggio in giudicato del decreto di omologa, ossia trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione dello stesso presso il Registro delle Imprese.

Cessione marchio Mascioni Hotel Collection

Si segnala, infine, che, nell'ambito del processo di cessione della partecipazione Mascioni, Basitalia S.r.l., società controllata da Vincenzo Zucchi S.p.A., in data 26 febbraio 2016 ha ceduto il marchio Mascioni Hotel Collection a Mascioni S.p.A. al prezzo di Euro 200 mila.

In data 30 dicembre 2015, il Consiglio di Amministrazione, nel migliore interesse dei creditori e dei soci, ha deciso di avocare a sé le operazioni rientranti nella delega precedentemente attribuita a Giovanni Battista Vacchi.

****

Non si rilevano altri eventi di particolare rilevanza successivi alla data della chiusura dell'esercizio.

Per ulteriori informazione si rinvia a quanto esposto nel paragrafo sulla Continuità aziendale.

Evoluzione
prevedibile della
gestione
Il contesto dei mercati è caratterizzato ancora da significativa incertezza. Il permanere di una
situazione di stagnazione dell'economia reale nei mercati europei, seppur con qualche debole
segnale di ripresa dei consumi nei primi mesi del 2015, unitamente ad un contesto geo
politico, economico e sociale a livello internazionale particolarmente complesso rendono lo
scenario oltremodo incerto e ancor più complessa l'attività previsionale.
Infatti, i risultati dell'esercizio 2015 sono stati comunque influenzati da rischi ed incertezze
dipendenti oltre che da molteplici fattori congiunturali, non tutti inerenti la sfera di controllo del
Gruppo e, in particolare, dall'oscillazione dei prezzi delle materie prime, anche dall'attività di
ristrutturazione e riorganizzazione del Gruppo.
Le vendite nette conseguite dal Gruppo nel 2015 sono state, infatti, inferiori di oltre il 14%
rispetto a quelle realizzate nel 2014.
Per ogni ulteriore informazione si rinvia al paragrafo sulla Continuità aziendale.
Obblighi di
informativa ai
sensi dell'art.
114, comma 5 del
In ottemperanza alla richiesta avanzata dalla Consob, protocollo n. 910055189, avente ad
oggetto gli obblighi di informativa ai sensi dell'art. 114, comma 5 del D. Lgs. n. 58/1998, si
segnala quanto segue:
D. Lgs. n. 58/1998 a.
il grado di rispetto di eventuali covenant, dei negative pledge e di ogni altra clausola
dell'indebitamento della Vincenzo Zucchi S.p.A. comportante limiti all'utilizzo delle
risorse finanziarie, con l'indicazione a data aggiornata del valore assunto dai
parametri di riferimento di dette clausole
In data 23 dicembre 2015 Vincenzo Zucchi S.p.A. (la "Società") ha sottoscritto un accordo di
ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto
da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca
Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital
S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.
L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:
-
la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito
da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"),
del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30
settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società
ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli
"Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque
dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del
Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un
fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici
con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale
liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;
-
che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un
ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti
derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out
Immobiliare");
-
che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli
Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236
del codice civile;
-
che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di
locazione
avente
ad
oggetto
l'immobile
sito
in
Rescaldina
a
fronte
della
corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente
incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti
con il Ramo
d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo
di azienda;
-
che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici
alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e
maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo") saranno oggetto di

remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse;

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti");
  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività). In data 28 dicembre 2015 la Società ha depositato la richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario.

Non esistono altri contratti che prevedano il rispetto di eventuali covenants, negative pledge e di ogni altra clausola dell'indebitamento.

b. l'approvazione e/o stato di avanzamento del piano di ristrutturazione del debito finanziario del gruppo Zucchi

In data 17 dicembre 2015 il Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha approvato un nuovo piano industriale propedeutico alla ristrutturazione dell'indebitamento, da espletarsi mediante la manovra finanziaria che, unitamente all'individuazione di nuove linee strategiche sotto il profilo industriale, salvaguardi la continuità aziendale (diretta o, quantomeno, indiretta), la quale costituisce la migliore tutela dell'integrità e del valore del patrimonio sociale e, pertanto, sia pure in via mediata, delle aspettative di soddisfacimento del ceto creditorio.

Al cospetto del progressivo delinearsi della situazione di crisi, il Gruppo ha da tempo intrapreso misure idonee ad avviare con celerità il percorso di turnaround, attivandosi con la massima tempestività al fine di individuare (e, successivamente, di implementare) le misure industriali e finanziarie più acconce allo scopo.

In questa prospettiva la Società ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015- 2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria.

In particolare, il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti") dei punti vendita. Date le tensioni finanziarie del gruppo, il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine.

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround" ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale brasiliana.

La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.

c. lo stato di implementazione del piano industriale di Zucchi, con l'evidenziazione degli eventuali scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quelli previsti.

Si rinvia a quanto esposto nei punti precedenti.

BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO

PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI

Prospetto della
situazione
(in migliaia di euro) Note 30.06.2015 di cui parti
correlate *
31.12.2014 di cui parti
correlate *
patrimoniale -
finanziaria
(Nota 19) (Nota 19)
consolidata Attivo corrente
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 7.805 5.398
Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
Altre attività finanziarie
Crediti commerciali
10 -
18.654
800 -
26.979
491
Crediti finanziari 127 122 2.466 2.461
Altri crediti 10 3.069 3.172
Crediti per imposte correnti 205 441
Rimanenze 11 30.445 37.238
Totale attivo corrente 60.305 922 75.694 2.952
Discontinued operation 29.929 4.092 31.568 5.134
Attivo non corrente
Immobili, impianti e macchinari
Investimenti immobiliari
7 36.854
-
37.945
-
Attività immateriali 9 832 929
Altre attività finanziarie 391 391
Partecipazioni contab. con il metodo del P.N. e altre 8 114 114
Crediti commerciali 10 527 538
Crediti finanziari
Altri crediti
10 -
406
-
466
Totale attivo non corrente 39.124 - 40.383 -
Elisione crediti e debiti verso Discontinued operation (4.861) (4.861) (7.588) (7.588)
Totale attivo
Passivo corrente
124.497 153 140.057 498
Debiti correnti verso banche 81.682 96.266
Debiti verso altri finanziatori - 1.040
Debiti commerciali e altri debiti 31.312 4.131 27.223
Debiti per imposte correnti
Fondi rischi ed oneri
15 -
4.652
-
3.440
Benefici ai dipendenti 14 2.289 2.289
Totale passivo corrente 119.935 4.131 130.258
Discontinued operation 29.948 841 31.587
Passivo non corrente
Debiti verso banche - -
Debiti verso altri finanziatori - -
Fondi rischi ed oneri
Benefici ai dipendenti
15
14
1.379
5.706
1.356
7.343
Passività per imposte differite 3.611 3.543
Altri debiti 31 2 7
Totale passivo non corrente 10.727 - 12.269
Patrimonio netto
Capitale sociale 7.547 2.547
Riserve e utili (perdite) a nuovo (28.637) 5.119
Risultato del periodo
Totale patrimonio netto del Gruppo
(10.157)
(31.247)
(34.130)
(26.464)
Capitale e riserve di terzi (5) (5)
Totale patrimonio netto (31.252) (26.469)
Elisione crediti e debiti verso Discontinued operation (4.861) (4.861) (7.588) 5.244
5.244
2.749
-
(7.588)
Prospetto
dell'utile
(perdita) del
periodo e delle
(in migliaia di euro) Note 30.06.2015 di cui parti
correlate *
(Nota 19)
30.06.2014
rideterminato
di cui parti
correlate *
(Nota 19)
altre Vendite nette 6 43.963 15 45.435
componenti di Costo del venduto 26.660 3.937 26.957 293
conto Margine industriale 17.303 (3.922) 18.478 (293)
economico Spese di vendita e distribuzione 15.908 8 17.189
complessivo Pubblicità e promozione 752 1.330
consolidato Costi di struttura
di cui non ricorrenti
7.512
598
111 8.639 2
Costi operativi
di cui non ricorrenti
24.172 119 27.158 2
Altri costi e (ricavi)
(Altri ricavi)
(473)
(1.551)
(377)
(377)
(360)
(1.025)
7
Altri costi 1.078 665 7
di cui non ricorrenti 388 60
Oneri (proventi) di ristrutturazione 2.832 223
(Proventi) di ristrutturazione 16
Oneri di ristrutturazione 16 2.832 223
Risultato operativo (EBIT) (9.228) (8.543)
Oneri (proventi) finanziari netti 739 (12) 692 (7)
(Proventi) finanziari netti (30) (12) (235) (7)
Rettifiche di valore di crediti finanziari - -
Altri oneri finanziari 769 927
Oneri (proventi) da partecipazioni - -
(Proventi) da partecipazioni - -
Oneri da partecipazioni - -
Quote (utile) perdita di partecip.contab. con il
metodo del p.n. al netto eff.fisc.
- (11)
Risultato prima delle imposte (9.967) (9.224)
Imposte sul reddito 17 190 338
Risultato del periodo (10.157) (9.562)
Risultato del periodo derivante dalle
Discontinued operation
- (2.252)
Utile/(perdita) del periodo (10.157) (11.814)
Altre componenti del conto economico
complessivo
Differenze di conversione 374 (33)
Utile attuariale da valutazione TFR IAS 19
Risultato del periodo complessivo (9.783) (11.847)
Risultato del periodo attribuibile a:
Azionisti della controllante
Azionisti di minoranza
(10.157)
-
(11.176)
(638)
(10.157) (11.814)
Risultato del periodo complessivo
attribuibile a:
Azionisti della controllante (9.783) (11.210)
Azionisti di minoranza -
(9.783)
(637)
(11.847)
Utile (perdita) per azione
Base 22 (0,02) (0,02)
Diluito 22 (0,02) (0,02)
* Ai sensi della delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006
Prospetto delle
variazioni di
patrimonio
netto
consolidato
(in migliaia di euro) Note Capitale
sociale
Riserva
legale
Riserva
IFRS
Altre
riserve e
utili
(perdite) a
nuovo
Utile
(perdita)
del
periodo
Totale Partecipa
zioni di
terzi
Totale
patrimonio
netto
Saldo al 31.12.2013 17.907 - 4.695 (2.204) (14.132) 6.266 5.328 11.594
Totale conto economico complessivo
Risultato del periodo
Altre componenti di conto economico
complessivo
- - - - (11.176) (11.176) (638) (11.814)
Differenze di cambio delle gestioni estere - - - - (34) (34) 1 (33)
Utile (perdita) attuariale da valutazione TFR IAS 19 - - - - -
Totale altre componenti del conto
economico complessivo
- - - - (34) (34) 1 (33)
Totale conto economico complessivo del
periodo
- - - - (11.210) (11.210) (637) (11.847)
Contribuzioni da parte dei soci e
distribuzioni a questi in qualità di soci
1.550 (285) 1.265 1.265
Copertura perdite (17.862) - - 17.862 - - - -
Destinazione risultato esercizio precedente - - - (14.132) 14.132 - - -
Totale contribuzioni da parte dei soci e
distribuzioni a questi ultimi in qualità di
soci
(16.312) - - 3.445 14.132 1.265 1.265
-
Riclassifiche
Totale variazioni nell'interessenza partecipativa
- - - (56) - (56) 56 -
in controllate - - - (56) - (56) 56 -
Saldo al 30 giugno 2014 1.595 - 4.695 1.185 (11.210) (3.735) 4.747 1.012
Saldo al 31.12.2014 2.547 - 4.695 1.470 (35.176) (26.464) (5) (26.469)
Totale conto economico complessivo
Risultato del periodo
Altre componenti di conto economico
complessivo
- - - - (10.157) (10.157) - (10.157)
Differenze di cambio delle gestioni estere - - - - 374 374 - 374
Utile (perdita) attuariale da valutazione TFR IAS 19
Totale altre componenti del conto economico
- - - - -
complessivo - - - - 374 374 - 374
Totale conto economico complessivo del
periodo
- - - - (9.783) (9.783) - (9.783)
Contribuzioni da parte dei soci e
distribuzioni a questi in qualità di soci
22 5.000 - - - - 5.000 - 5.000
Copertura perdite - - - - - - - -
Destinazione risultato esercizio precedente - - - (35.176) 35.176 - - -
Totale contribuzioni da parte dei soci e
distribuzioni a questi ultimi in qualità di
soci
5.000 - - (35.176) 35.176 5.000 - 5.000
Acquisizioni di partecipazioni di terzi - - - - - - - -
Totale variazioni nell'interessenza partecipativa
in controllate
Saldo al 30 giugno 2015
-
7.547
-
-
-
4.695
-
(33.706)
- -
(9.783) (31.247)
-
(5)
-
(31.252)
Rendiconto
finanziario
consolidato
(in migliaia di euro) Note I semestre
2015
I semestre
2014
rideterminato
FLUSSI DI CASSA GENERATI (ASSORBITI) DALLE ATTIVITA' OPERATIVE
Risultato del periodo del gruppo e dei terzi
(10.157) (9.562)
Rettifiche per:
Ammortamenti e rettifiche di valore degli Immobili, imp., macchinari ed attività immateriali 7 - 9
1.333 1.865
(Plusv) Minus. e quota di risultato delle partecipazioni in società collegate* - (11)
Proventi finanziari
Oneri finanziari
(3)
725
(20)
808
(Plusvalenze) minusvalenze su Immobili, impianti e macchinari - 2
Interessi su finanziamenti a società collegate* (3) (7)
Imposte 17 190 343
Sub-totale a (7.915) (6.582)
Variazioni di capitale circolante
(Aumento) diminuzione dei crediti comm., altri crediti e crediti per imposte correnti 8.896 8.949
(Aumento) diminuzione dei crediti commerciali verso società collegate* (97) 30
(Aumento) diminuzione delle rimanenze 11 6.793 (8.452)
Aumento (diminuzione) dei debiti commerciali, altri debiti e debiti per imposte 4.007 7.126
Aumento (diminuzione) dei debiti commerciali verso società collegate* (38) 53
Aumento (diminuzione) fondi e benefici ai dipendenti (442) (601)
Variazioni nette altre attività e passività
Sub-totale b
64
19.183
354
7.459
Sub-totale a+b 11.268 877
Pagamenti di interessi (527) (503)
Pagamenti di imposte (124) (33)
Differenze di conversione e altre variazioni patrimoniali 374 (55)
Disponibilità generate (assorbite) dalle operazioni dell'esercizio delle Discontinued operation 3.952 (1.402)
TOTALE 14.943 (1.116)
FLUSSO DI CASSA GENERATO ( ASSORBITO) DALLE ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO
Rimborso finanziamenti (banche) - -
Accensione finanziamenti (banche)
Aumento (diminuzione) debiti verso banche
13 -
(14.742)
-
(3.686)
Aumento (diminuzione) debiti verso altri finanziatori 13 (1.040) (2.161)
Aumento di capitale 5.000 1.265
Pagamento di dividendi - -
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di finanziamento delle Discontinued operation (1.187) 477
TOTALE (11.969) (4.105)
FLUSSO DI CASSA GENERATO (ASSORBITO) DALLE ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
(Acquisto) vendita attività finanziarie detenute per la negoziazione
Acquisto di Immobili, impianti, macchinari e attività immateriali
7 - 9 -
(148)
-
(1.934)
Incasso da cessione di Immobili, impianti, macchinari e attività immateriali 1 32
Aumento (diminuzione) dei debiti finanziari verso terzi - 100
(Aumento) diminuzione dei crediti finanziari verso terzi 1.897 (2.374)
(Aumento) diminuzione dei crediti finanziari verso società collegate* 445 355
Incasso di interessi 3 20
Incasso di interessi da società collegate* - -
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di investimento delle Discontinued operation (1.928) 898
TOTALE 270 (2.903)
Aumento (Diminuzione) disponibilità liquide e mezzi equivalenti 3.244 (8.124)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti iniziali 5.633 12.315
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti finali 8.877 4.191
di cui Disponibilità e mezzi liquidi equivalenti inclusi tra le Discontinued operation 1.072 548
* Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006.

Nel primo semestre 2015 le disponibilità sono aumentate di 3.244 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2014 (di cui 837 migliaia di Euro relativi alle Discontinued operation) e l'indebitamento finanziario si è attestato a 78.337 migliaia di Euro (di cui 4.587 migliaia di Euro relativi alle Discontinued operation).

Le attività di periodo hanno generato cassa per 14.943 migliaia di Euro (assorbito cassa per 1.116 migliaia di Euro nel primo semestre 2014). Rispetto allo scorso anno la liquidità è stata generata dall'attività di riduzione delle scorte di magazzino (nel primo semestre 2014 erano invece aumentate). A fronte di una riduzione delle giacenze, i debiti commerciali sono comunque aumentati per effetto dell'attivazione delle procedure concorsuali per la Capogruppo e la controllata Mascioni. Le attività di finanziamento hanno assorbito liquidità per 11.969 migliaia di Euro (4.105 migliaia di Euro nel corrispondente periodo dell'esercizio precedente) avendo ridotto l'utilizzo delle linee autoliquidanti. Le attività di investimento e di disinvestimento hanno generato liquidità per 270 migliaia di Euro (nel primo semestre 2014 era stata assorbita liquidità per 2.903 migliaia di Euro soprattutto per l'attività di espansione della rete retail).

NOTE ILLUSTRATIVE SINTETICHE

Note alla Sezione A – Informazioni generali
Relazione
finanziaria
semestrale
Nota 1
Contenuto e forma dei prospetti contabili consolidati
Nota 2
Principi di consolidamento e criteri di valutazione
Nota 3
Gestione e tipologia dei rischi finanziari
Nota 4
Continuità aziendale
Nota 5
Garanzie prestate ed impegni
Nota 6
Informazioni per settori e stagionalità
Nota 7
Immobili, impianti e macchinari
Nota 8
Partecipazioni
Nota 9
Attività immateriali
Nota 10 Crediti Commerciali e Altri crediti
Nota 11 Rimanenze
Nota 12 Discontinued operation
Nota 13 Posizione finanziaria netta
Nota 14 Piani a benefici definiti
Nota 15 Fondi per rischi ed oneri
Nota 16 Oneri (proventi) di ristrutturazione
Nota 17 Imposte
Nota 18 Passività potenziali
Nota 19 Transazioni con parti correlate
Nota 20 Eventi ed operazioni significative non ricorrenti
Nota 21 Compensi agli amministratori, sindaci e dirigenti con responsabilità strategiche della
Capogruppo
Nota 22 Utile (perdita) per azione
Nota 23 Fatti di rilievo avvenuti dopo il 30 giugno 2015

Sezione A – Informazioni generali

Gruppo e sulla prevedibile evoluzione della gestione.

Vincenzo Zucchi S.p.A. (la Società) è una società per azioni costituita in Italia presso il Registro delle imprese di Milano e quotata alla Borsa di Milano. Gli indirizzi della sede legale e delle altre sedi in cui sono condotte le attività del Gruppo sono indicate negli allegati al presente fascicolo di bilancio. Principalmente il gruppo Zucchi (il Gruppo) produce, distribuisce e commercializza prodotti nel settore della biancheria per la casa, ed opera anche, nello stesso settore, con servizi di nobilitazione attraverso la consolidata Mascioni S.p.A.. Il titolo della Capogruppo Vincenzo Zucchi S.p.A. è quotato nel segmento standard del Mercato Telematico

Azionario di Borsa Italiana S.p.A.. Si rimanda alla Relazione intermedia sulla gestione per i commenti sull'attività svolta nel primo semestre 2015 dal

La relazione intermedia sulla gestione ed il bilancio consolidato semestrale abbreviato sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione del 10 marzo 2016.

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del gruppo Zucchi è presentato in migliaia di Euro, che è la moneta funzionale nonché di riferimento della Capogruppo. Il presente bilancio consolidato intermedio è depositato presso la sede sociale, presso Borsa Italiana S.p.A. ed è consultabile sul sito internet www.gruppozucchi.com.

1. Contenuto e
forma dei
prospetti
contabili
consolidati
I prospetti contabili consolidati sono presentati secondo la medesima tipologia di schema
contabile adottata nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2014 e, in particolare, lo schema del
prospetto dell'utile (perdita) del periodo e delle altre componenti di conto economico presenta i
seguenti risultati intermedi:
- Margine industriale;
- Risultato operativo (Ebit - Utile prima di interessi e imposte);
- Risultato prima delle imposte.
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato non comprende tutte le informazioni richieste dal
bilancio consolidato annuale completo, redatto secondo gli IAS/IFRS, e deve essere pertanto
letto unitamente al bilancio consolidato per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014.
1.1 Perimetro di
consolidamento
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2015 comprende il bilancio della
Vincenzo Zucchi S.p.A.
e delle Società controllate, consolidate con il metodo integrale,
riportate nella sottostante tabella.
(in migliaia di Euro) Capitale sociale % di possesso in
consolidato al
30.06.2015
% di
partecipazione
diretta
indiretta tramite società
Basitalia S.r.l.
Conegliano (TV)
Euro 120 100,0 100,0
Bassetti Espanola S.A.
La Roca del Valles (Spagna)
Euro 299 100,0 100,0
Bassetti Deutschland G.m.b.H.
Martinsried Bei Munchen (Germania)
Euro 200 100,0 100,0
Bassetti Schweiz AG
Lugano (Svizzera)
Fr. Sv. 200 100,0 100,0
Zucchi S.A.
Bruxelles (Belgio)
Euro 62 100,0 99,0 1,0 Bassetti Schweiz AG
Zucchi do Brasil Com. e Imp. Ltda
San Paolo (Brasile)
Reais 2.570 100,0 75,0 25,0 Bassetti Schweiz AG
Ta Tria Epsilon Bianca S.A.
Atene (Grecia)
Euro 800 100,0 100,0
Hospitality.IT S.r.l. (*)
Rescaldina (MI)
Euro 100 100,0 100,0
Mascioni USA INC.
New York (USA)
\$ USA 80 100,00 100,0
Mascioni S.p.A.
Milano
Euro 5.000 71,65 71,65
Mascioni America Inc.
New York (USA)
\$ USA 1 71,65 - 100,0 Mascioni S.p.A.
(*) Società in liquidazione
Le partecipazioni nelle seguenti Società collegate, non consolidate,
metodo del patrimonio netto:
% di possesso in % di sono valutate con il
(in migliaia di Euro) Capitale sociale consolidato al
30.06.2015
partecipazione
diretta
indiretta tramite società
Intesa S.r.l.
Arconate (MI)
Euro 22 24,5 24,5 -
Per una più ampia informativa relativa alle partecipazioni detenute si rinvia a quanto indicato
alla Nota 19 del bilancio consolidato al 31 dicembre 2014.
1.2
Riclassificazioni di
dati relativi al
bilancio al
30 giugno 2014
Il presente bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2015 si riferisce al Gruppo
Zucchi ante cessione delle quote di partecipazione nella Mascioni S.p.A., in quanto tale
operazione ha avuto efficacia dal 2 ottobre 2015. Peraltro, dal momento che l'operazione di
cessione è divenuta altamente probabile, ai sensi dell'IFRS 5 – Attvità destinate alla vendita e
Discontinued operation, l'insieme delle attività e passività relative alla Mascioni S.p.A. e filiali,
che costituisce un settore operativo, si qualifica per il Gruppo Zucchi come "Discontinued
operation" e come tale è stato rappresentato nel presente bilancio. Tale rappresentazione ha
comportato quanto segue:
ß
ricavo relative alle
Utile/(perdita) delle Discontinued operation del conto economico;
Discontinued operation per il 30 giugno 2015 e, a fini comparativi, per il 30 giugno 2014, le voci di costo e di
sono state classificate nella voce
ß
le attività correnti e non correnti relative alle
Discontinued operation
sono state
riclassificate, al 30 giugno 2015, nella voce dell'attivo Discontinued operation della
situazione patrimoniale-finanziaria;
ß
le passività (escluso il patrimonio netto) relative alle Discontinued operation sono
state riclassificate, al 30 giugno 2015, nella voce del passivo Discontinued operation
della situazione patrimoniale-finanziaria;
ß
per il 30 giugno 2015 e, a fini comparativi, per il 30 giugno 2014, tutti i flussi di cassa
relativi alle Discontinued operation sono stati rappresentati in apposite voci relative
alle operazioni dell'esercizio, alle attività di investimento e alle attività di finanziamento
del Rendiconto finanziario.
In apposito capitolo della presente Nota integrativa, cui si rinvia, viene fornito il dettaglio
analitico del contenuto delle voci relative alle Discontinued operation così come presentate nel
conto economico, nella situazione patrimoniale-finanziaria e nel rendiconto finanziario
consolidati.
Per quanto riguarda la descrizione dell'operazione di cessione del segmento operativo, si
rinvia a quanto descritto nella Nota 12.
2. PRINCIPI DI
CONSOLIDAMEN
TO E CRITERI DI
VALUTAZIONE
I criteri di consolidamento sono analoghi a quelli adottati per la redazione del bilancio
consolidato abbreviato intermedio al 30 giugno 2014 e del bilancio consolidato al 31 dicembre
2014.
2.1 Principi di
consolidamento
I cambi applicati nella conversione dei bilanci delle società controllate estere di paesi non
aderenti all'Euro, sono i seguenti:
I semestre 2015
medio
al 30/06 I semestre 2014
medio
al 30/06
Franco svizzero 1,047 1,041 1,219 1,216
Real brasiliano 3,335 3,470 3,130 3,000
Dollaro U.S.A 1,109 1,119 1,371 1,366
2.2 Criteri di
valutazione
Il bilancio consolidato semestrale, esposto in forma abbreviata, è redatto in accordo con lo
IAS 34 "Bilanci intermedi" omologato dalla Comunità Europea, applicabile per l'informativa
finanziaria infrannuale, in ottemperanza alle disposizioni del regolamento emittenti definito
dalla delibera Consob n. 11971 del 14/05/1999 e successive modifiche.
Il presente bilancio consolidato semestrale abbreviato è stato redatto sulla base degli stessi
principi contabili utilizzati nel bilancio consolidato per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 a
cui fa espresso rinvio. Si rinvia al successivo paragrafo in merito ai nuovi principi e
interpretazioni in vigore dall'1 gennaio 2015.
In particolare, i criteri di valutazione delle voci di bilancio si ispirano ai criteri generali della
prudenza e della competenza, nella prospettiva della continuazione dell'attività.
La redazione del bilancio intermedio e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede,
da parte della direzione, l'effettuazione di valutazioni discrezionali e stime contabili che hanno
effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio intermedio e sull'informativa dello
stesso documento. Tali stime sono basate sull'esperienza e su altri fattori considerati rilevanti.
I risultati che si consuntiveranno potranno, pertanto, differire da tali stime.
Le aree di maggiore incertezza nella formulazione di stime e valutazioni durante il processo di
applicazione degli IFRS che hanno un effetto significativo sugli importi rilevati a bilancio
riguardano:
-
rischi su crediti;
-
obsolescenza di magazzino;
-
fondi per rischi ed oneri;
-
valutazione strumenti finanziari;
-
perdite di valore dell'attivo (ad esempio immobili, impianti e macchinari ed attività
immateriali);
-
recuperabilità delle attività per imposte differite.
Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione ad essa
apportate sono riflesse nel risultato dell'esercizio nel periodo in cui avviene la revisione di
stima se la revisione stessa ha effetti solo su tale periodo, o anche nei periodi successivi se la
revisione ha effetti sia sull'esercizio corrente sia sugli esercizi futuri.
In particolare le rimanenze finali sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione
e il valore netto di realizzo. Il valore netto di realizzo corrisponde al prezzo di vendita stimato
nel normale svolgimento dell'attività al netto dei costi stimati di completamento nonché della
stima di costi necessari per realizzare la vendita. Le scorte obsolete o di lento rigiro sono
svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o di realizzo sulla base di assunzioni
specifiche fatte dal management determinate in funzione dell'esperienza passata e
dell'andamento storico e atteso dai mercati di riferimento della biancheria per la casa.
Si segnala, inoltre, che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la
determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente
effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, allorquando sono
disponibili tutte le informazioni eventualmente necessarie, salvo i casi in cui vi siano indicatori
di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.
Per una più ampia descrizione dei processi valutativi più rilevanti per il Gruppo, si rinvia a
quanto indicato sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2014.
Discontinued
operation
Come indicato nel paragrafo 1.2 le attività e/o i gruppi di attività non correnti in dismissione
("Assets Held for sale and Discontinued operation"), come richiesto dall'IFRS 5, sono state
classificate al 30 giugno 2015 in una specifica voce dello stato patrimoniale e vengono
valutate al minore tra il loro precedente valore di carico ed il valore di mercato, al netto dei
costi di vendita sino alla cessione delle attività stesse.
I dati del bilancio consolidato
precedente, presentati ai fini comparitivi, sono stati riesposti (conto economico complessivo e
rendiconto finanziario) per tener conto della cessione delle quote della partecipata Mascioni
S.p.A. perfezionata in data 2 ottobre 2015, come previsto dallo IFRS 5.
Le attività rientrano in tale voce di bilancio in quanto il loro valore di carico sarà recuperato
mediante un'operazione di cessione anziché mediante lo svolgimento della normale attività del
Gruppo. Questa condizione è rispettata in quanto la vendita è altamente probabile (cessione
già avvenuta il 2 ottobre 2015), l'attività è disponibile per un'immediata vendita nelle sue
condizioni attuali ed il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha preso impegno per
la vendita, che è già avvenuta entro dodici mesi dalla data di classificazione in tale voce.
I ricavi ed i costi relativi alle attività detenute per la vendita e/o alle attività cessate sono stati
esposti alla voce "Risultato dell'esercizio derivante dalle Discontinued operation", in quanto
ricorrono le condizioni stabilite dall'IFRS 5 riferite a tali attività; ovvero le stesse fanno parte di
un unico programma coordinato di dismissione di un importante ramo autonomo di attività.
Nella
voce
di
conto
economico
denominata
"Risultato
dell'esercizio
derivante
dalle
Discontinued operation" viene esposto, in un'unica voce al netto dei relativi effetti fiscali, il
risultato d'esercizio realizzato dal segmento operativo "Mascioni e Filiali" comprensivo
dell'eventuale adeguamento delle loro attività nette al valore di mercato (fair value).
Il conto economico al 30 giugno 2014 è stato riclassificato di conseguenza per consentire la
comparabilità con quello del 2015.
L'analisi della composizione del risultato complessivo derivante dalle attività in esame viene
riportata nelle note esplicative.
Analogamente nel rendiconto finanziario i flussi di cassa delle Discontinued operation sono
stati esposti separatamente ripresentando anche il rendiconto finanziario al 30 giugno 2014.
Sotto il profilo patrimoniale, i valori del segmento operativo "Mascioni e Filiali" sono stati
riclassificati nei saldi attivi e passivi tra le Discontinued operation.
2.3 Principi
contabili
internazionali
entrati in vigore a
partire dall'1
gennaio 2015
Dall'1 gennaio 2015 sono in vigore i principi di seguito riportati. La prima applicazione dei
principi non ha avuto impatti sul bilancio consolidato del Gruppo:
IFRS 9 – "Strumenti finanziari"
Lo standard, emesso a novembre 2009, costituisce la prima fase del processo di sostituzione
dello IAS 39 – Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione. L'IFRS 9 introduce nuovi requisiti
per la classificazione e la misurazione delle attività finanziarie. Il nuovo standard riduce il
numero delle categorie di attività finanziarie previste dallo IAS 39 e richiede che tutte le attività
finanziarie siano (i) classificate sulla base del modello di cui l'impresa si è dotata per gestire le
proprie attività
finanziarie e dei flussi di cassa caratteristici dell'attività finanziaria, (ii)
inizialmente misurate al fair value più, nel caso di attività finanziarie non al fair value con
contropartita a conto economico, alcuni costi
accessori ("transaction costs"), e (iii)
successivamente misurate al fair value o al costo ammortizzato.
L'IFRS 9 prevede, inoltre, che i derivati impliciti che ricadono nell'ambito d'applicazione
dell'IFRS in esame non debbano più essere scorporati dal contratto principale che li contiene
e che l'impresa possa
decidere di contabilizzare direttamente nel conto economico
complessivo i cambiamenti di fair value delle
partecipazioni che ricadono nell'ambito
d'applicazione dell'IFRS in esame. Lo standard non è stato ancora omologato dall'Unione
Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio potrà avere sul bilancio del
Gruppo.
IFRS 15 – "Revenue from contracts with customers"
Il 28 maggio 2014 il FASB ha emesso l'IFRS 15 "Revenue from contract with customers". Il
nuovo standard sarà applicabile a partire dal primo trimestre degli esercizi che iniziano a
partire dal 1° gennaio 2017. Lo standard sostituisce lo IAS 18 – "Revenues," lo IAS 11
"Construction Contracts", IFRIC 13 "Customers Loyalty Programmes", "IFRIC 15 - Agreements
for the Construction of Real Estate", IFRIC 18 – "Transfers of Assets from Customers", SIC 31
"Revenue - Barter Transactions Involving Advertising Services". I ricavi sono riconosciuti
quando il cliente acquisisce il controllo sui beni e servizi e, quindi, quando lo stesso ha la
capacità di dirigerne l'uso e ottenerne i benefici. Quando una società concorda di fornire beni
o servizi ad un prezzo che varia in base al verificarsi o meno di alcuni eventi futuri, una stima
della parte variabile viene inclusa nel prezzo solo se il suo verificarsi risulta altamente
probabile. In caso di transazioni che prevedono la vendita contestuale di più beni e/o servizi, il
prezzo di vendita deve essere allocato in base al prezzo che la società applicherebbe ai clienti
qualora gli stessi beni e servizi inclusi nel contratto fossero venduti singolarmente. Le società
talvolta sostengono costi, come commissioni di vendita, per ottenere o dare esecuzione ad un
contratto. Tali costi, qualora determinati
criteri siano soddisfatti, sono capitalizzati e
riconosciuti nel conto economico lungo la durata del contratto.
Lo standard specifica, inoltre, che il prezzo di vendita deve essere aggiustato nel caso in cui
contenga una componente finanziaria significativa. Il Gruppo sta valutando gli impatti che
l'adozione del nuovo principio avrà sul suo bilancio consolidato. Il nuovo standard non è stato
omologato dall'Unione Europea alla data in cui tale bilancio consolidato semestrale abbreviato
è stato autorizzato alla pubblicazione.
Amendments to IAS 16 and IAS 38: Clarification of Acceptable Methods of Depreciation and
Amortisation
Le modifiche chiariscono l'uso dei "revenue- based methods" per calcolare l'ammortamento di
un'immobilizzazione. L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1° gennaio 2016 e non
risulta ancora omologata dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale
principio potrà avere sul bilancio del Gruppo.
Amendments to IFRS 11: Accounting for Acquisitions of Interests in Joint Operation
Le modifiche allo standard forniscono un orientamento sulla corretta contabilizzazione delle
acquisizioni derivanti da "Interests
in Joint Operation". L'applicazione delle modifiche ha
efficacia dal 1° gennaio 2016 e non risulta ancora
omologata dall'Unione Europea. Le
modifiche allo standard non hanno un impatto significativo sul bilancio consolidato del Gruppo.
3. Gestione e
tipologia dei
rischi finanziari
La gestione e la tipologia dei rischi finanziari del Gruppo Zucchi riflettono quelle del bilancio
consolidato per l'esercizio chiuso
al 31 dicembre 2014, il quale comprende tutte le
informazioni richieste dal bilancio consolidato annuale completo, redatto secondo gli
IAS/IFRS, e alla cui lettura si rinvia.
4. Continuità
aziendale
Vengono richiamate le parti del bilancio in cui sono descritte le attività del Gruppo, insieme
con i fattori che verosimilmente ne influenzeranno il futuro sviluppo, la performance
economica, la posizione finanziaria, i flussi di cassa, la liquidità e i finanziamenti, gli obiettivi
del Gruppo, le sue politiche e i processi di gestione del capitale, gli obiettivi di gestione dei
rischi finanziari, i dettagli degli strumenti finanziari e delle attività di copertura e la propria
esposizione ai rischi di credito e di liquidità.
Il Gruppo ha chiuso il periodo al 30 giugno 2015 con una perdita di circa 10,1 milioni di Euro,
un patrimonio netto totale negativo per circa 31,2 milioni di Euro (comprensivo di tale perdita)
ed una posizione finanziaria netta consolidata negativa di circa 73,7 milioni di Euro.
La Capogruppo aveva chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2014 con una perdita di circa 33,0
milioni di Euro, un patrimonio netto negativo per circa 27,6 milioni di Euro (comprensivo di tale
perdita) ed una posizione finanziaria netta negativa di circa 92,7 milioni di Euro. La perdita
d'esercizio conseguita dalla Capogruppo nell'esercizio 2014 era
maturata, oltre che dalla
riduzione del fatturato che non ha generato sufficiente margine utile alla copertura dei costi di
struttura, anche per effetto delle svalutazioni della partecipazione detenuta in Mascioni e del
finanziamento concesso alla controllata di diritto brasiliano per la quale era stata decisa la
dismissione dei punti vendita. La perdita conseguita dalla Capogruppo aveva determinato la
ricorrenza della fattispecie di cui all'articolo 2447 del codice civile.

Con riferimento alle perdite realizzate nell'esercizio 2014, il Consiglio di Amministrazione proporrà all'Assemblea di deliberare, in una successiva assemblea, la riduzione del capitale sociale ex art. 2447, senza modificare il numero delle azioni in circolazione, con una contestuale operazione di aumento di capitale riservato di 10 milioni di Euro, come definito nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23 dicembre 2015, di cui si dirà successivamente.

La Capogruppo si è impegnata in attività e processi di natura straordinaria al fine di perseguire il risanamento della gestione.

Alla luce dei risultati non positivi di un primo accordo di ristrutturazione, sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha stipulato in data 21 marzo 2013 con Banca Imi S.p.A., Unicredit S.p.A., Intesa San Paolo S.p.A., Banca di Legnano S.p.A. (ora Banca Popolare di Milano s.c.a.r.l.), Banca Popolare di Bergamo S.p.A., Banco Popolare soc. coop., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. e Unicredit Factoring S.p.A. un secondo Accordo di Ristrutturazione, omologato in data 4 giugno 2013.

La prima data di valutazione dei covenants relativi all'Accordo di Ristrutturazione era quella del 31 dicembre 2014. La situazione economica dei mercati in cui opera la Vincenzo Zucchi S.p.A. ed i risultati economici conseguiti non hanno consentito il rispetto degli obiettivi di tale accordo. Le principali ragioni del mancato adempimento dell'Accordo di Ristrutturazione, asseverato ai sensi dell'art. 67, comma 3, lettera d) della Legge Fallimentare, in data 18 marzo 2013 dal Dr. Franco Carlo Papa, devono essere certamente ricondotte all'attuale congiuntura economica e del mercato di riferimento, ma soprattutto alla difficoltà della Capogruppo di rispondere in modo sufficientemente rapido ed efficace alla stessa stante anche il ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale, previsto in tale accordo, rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale di cui all'accordo di ristrutturazione sottoscritto nel mese di marzo 2013.

In tale scenario, i risultati conseguiti negli esercizi 2013 e 2014, sono stati negativamente influenzati dal differente mix produttivo di prodotti Buy (si riferisce ad approvvigionamenti di prodotti finiti e come tali già disponibili per la vendita al consumatore finale) rispetto a quelli Make (si riferisce a prodotti realizzati attraverso l'ausilio di terzisti esterni nonché delle unità produttive del gruppo) che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto rispetto ai valori previsti nel piano industriale di cui all'Accordo di Ristrutturazione, dal differente mix di vendite rispetto al piano, nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale di cui all'accordo di ristrutturazione sottoscritto nel mese di marzo 2013).

Alla luce di tale situazione di oggettiva difficoltà, la Vincenzo Zucchi S.p.A., esaminando nel dettaglio le criticità ha predisposto un nuovo piano industriale, basato su un sostanziale cambiamento del modello di business sottostante (che considera l'evoluzione delle dinamiche dei consumi incidendo sull'architettura dell'offerta, le logiche distributive e di go-to-market, le modalità di approvvigionamento, la riduzione dei costi di struttura), sottoponendo quindi ai creditori un nuovo accordo di ristrutturazione che mira al raggiungimento di un risanamento della Società e quindi di un concreto soddisfacimento degli stessi, pur nella considerazione del protrarsi di una situazione di mercato avverso.

La prospettata violazione al 31 dicembre 2014 di alcuni obblighi finanziari (covenants) previsti nell'accordo di ristrutturazione, sottoscritto con le banche finanziatrici in data 21 marzo 2013, e l'avvenuto mancato pagamento della rata di rimborso di detto accordo in scadenza al 31 dicembre 2014, hanno determinato la possibilità che le banche finanziatrici si avvalessero, tra gli altri, del diritto a richiedere il rimborso anticipato dell'utilizzo delle linee di credito in essere.

La Capogruppo ha avviato già dallo scorso mese di luglio 2014 delle negoziazioni con le banche finanziatrici. Nel corso delle discussioni la Capogruppo e le banche finanziatrici hanno

sempre considerato negli accordi di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare lo strumento più idoneo a regolamentare gli impegni che saranno assunti a sostegno del nuovo accordo di ristrutturazione. A tale riguardo, va precisato che l'efficacia degli impegni che verranno assunti nell'ambito degli accordi sarà subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione degli Accordi stessi da parte del Tribunale competente.

Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A., in accordo con le Banche Finanziatrici, ha inoltrato, in data 30 ottobre 2014, una richiesta di Stand Still a valere sull'accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis L.F. stipulato in data 21 marzo 2013 al fine di garantire il mantenimento delle linee di credito accordate e dallo stesso disciplinate. Le Banche Finanziatrici non hanno mai formalmente dato seguito alla suddetta richiesta concedendo, in tal modo, uno Stand Still di fatto alla Società.

In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in seduta straordinaria per assumere gli opportuni provvedimenti stante la situazione di cui all'art. 2447 del codice civile, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche finanziatrici a proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla definizione della correlata manovra finanziaria.

Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione con le banche finanziatrici ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e l'inoperatività della causa di scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, codice civile.

Alla luce della summenzionata delibera, l'Assemblea ha disposto di rinviare ogni decisione sui provvedimenti ex art. 2447 codice civile, consentendo, nelle more, alla Capogruppo di addivenire ad un nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare.

In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942.

In questo contesto la Società ha beneficiato degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla normativa applicabile che hanno consentito alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse della propria clientela e del mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti.

In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del piano, e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Alla luce della suddetta situazione patrimoniale e finanziaria, la Capogruppo ha conferito mandato ad un advisor, già dallo scorso mese di febbraio, per la ricerca di soggetti finanziari o industriali che siano interessati ad investire nella Vincenzo Zucchi S.p.A. e nel Gruppo. Tale decisione è stata assunta anche per contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario della Società ed eventualmente agevolare la negoziazione con le Banche Finanziatrici.

L'individuazione di un potenziale investitore, industriale o finanziario, avrebbe consentito di agevolare la manovra con le banche finanziatrici non richiedendo il finanziamento di Euro 10 milioni, previsto nel piano di risanamento, consentendo cosi una più celere conclusione dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario.

In data 5 agosto 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha inoltrato una richiesta di proroga del concordato in bianco a causa della complessità delle attività di ristrutturazione in corso che procedevano positivamente verso gli obiettivi del piano in corso di asseverazione.

In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto Arsizio concedeva alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche finanziatrici, deliberava di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F..

La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di capitale riservato per euro 10 milioni.

Non essendo ancora pervenuti con le Banche Finanziatrici alla firma dell'accordo di ristrutturazione del debito, in data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., dichiarava inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F.

Solo in data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche fi nanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo"), ammontante complessivamente a circa 49 milioni di Euro, saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività). Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"). L'Aumento di Capitale Zucchi è sostenuto da un impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH, ovvero in Newco, necessrio alla sottoscrizione e liberazione dell'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182-bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In questa prospettiva ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015-2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a

recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria.

La suddetta manovra finanziaria supporta il nuovo piano industriale, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. in data 17 dicembre 2015. Il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti") dei punti vendita. Il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine.

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround" ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale brasiliana (già avvenuta nel mese di luglio 2015).

La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il rigetto della stessa.

Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.

In particolare, l'intesa prevede:

  • un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da Astrance medesima;

  • l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);

  • un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;

  • il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno 2020 e sino al 31 dicembre 2020;

  • il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni tempo; - l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di ristrutturazione.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.

In data 2 marzo 2016, il Tribunale di Busto Arsizio ha notificato il provvedimento di omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario, sottoscritto in data 23 dicembre 2015, in base all'articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Il provvedimento ha esteso gli effetti dell'accordo di ristrutturazione a Banco Popolare ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare. Il Tribunale di Busto Arsizio ha altresì dichiarato improcedibile l'istanza di fallimento proposta con ricorso depositato in data 21 dicembre 2015 dal Pubblico Ministero.

Tale accordo, ai sensi di legge, assumerà efficacia successivamente al passaggio in giudicato del decreto di omologa, ossia trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione dello stesso presso il Registro delle Imprese.

Con l'accoglimento da parte delle banche finanziatrici della proposta di ristrutturazione dei debiti e quindi in virtù della conseguente stipula e omologa dell'accordo di ristrutturazione e con l'esecuzione del relativo contenuto, il patrimonio netto della Società risulterà reintegrato per effetto del rafforzamento patrimoniale che deriverà dall'attuazione dell'aumento di capitale riservato nonché per effetto delle componenti economiche positive che potranno essere rilevate nel conto economico di bilancio a seguito della remissione da parte delle banche coinvolte di una porzione del loro credito (pari a circa Euro 49 milioni) ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1236 cod. civ..

Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A., (di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A, per un importo complessivo di 150 mila Euro. Non si ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.

Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio). Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Mascioni ottenga l'omologa non più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Con riferimento alla realizzabilità delle iniziative sopra descritte, volte al riequilibrio economicofinanziario del Gruppo, si evidenzia l'esistenza di rilevanti incertezze che possono far sorgere dubbi significativi riguardo alla continuità aziendale tra le quali:

ß
incertezze legate alla realizzabilità dei risultati delle azioni previste nel piano di
risanamento, ed al raggiungimento degli obiettivi previsti nei budget/piani previsionali
predisposti dalle singole controllate. Le condizioni generali dell'economia possono
influenzare le assunzioni di riferimento utilizzate per lo sviluppo di tali piani con effetti
negativi e/o positivi sui risultati previsti;
ß
esistenza di significativi importi di debiti commerciali scaduti nei confronti dei propri
fornitori, alcuni anche strategici, nonché di debiti previdenziali e tributari;
ß
esistenza di possibili fabbisogni di cassa derivanti dalla stagionalità del business, nel
periodo compreso tra i mesi di maggio e settembre
2016, in attesa che si possa
perfezionare l'aumento di capitale disciplinato nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto
con le banche e vengano attivate le linee di credito autoliquidanti disciplinate nello stesso
accordo;
ß
passaggio in giudicato del provvedimento di omologa dell'accordo di ristrutturazione del
debito sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23 dicembre 2015 e conseguente
realizzazione dell'aumento di capitale, la cui mancata esecuzione costituisce condizione
risolutiva dell'accordo di ristrutturazione, nei termini e alle condizioni previste nell'accordo
di ristrutturazione. La realizzazione dell'accordo di ristrutturazione consente alla Società di
ripristinare il patrimonio positivo trovandosi allo stato nella fattispecie di cui all'articolo 2447
c.c
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, pur in presenza delle incertezze sopra
descritte, dopo avere effettuato le necessarie verifiche, alla luce dei risultati delle azioni di
risanamento, già poste in essere sopra descritte, e dell'accordo di ristrutturazione sottoscritto
con le banche finanziatrici e omologato dal Tribunale di Busto Arsizio, ritiene che, allo stato,
sussista una ragionevole aspettativa che il Gruppo e la Capogruppo possano beneficiare delle
risorse finanziarie e patrimoniali necessarie per continuare l'esistenza operativa
in un
prevedibile futuro, così come definito dai principi contabili di riferimento e che, per queste
ragioni, si possa continuare ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella
redazione del bilancio.
5. Garanzie
prestate e
Garanzie prestate
impegni Al 30 giugno 2015 il Gruppo ha in essere fideiussioni a favore di terzi per utenze energetiche,
cauzioni doganali, concessioni pubbliche e contratti d'affitto di azienda per 3,5 milioni di Euro
(3,1 milioni di Euro rilasciate dalle Continuing operation, 0,4 milioni di Euro dalle Discontinued
operation) rispetto a 3,7 milioni di Euro al 31 dicembre 2014 (3,3 milioni di Euro rilasciate dalle
Continuing operation, 0,4 milioni di Euro dalle Discontinued operation).
Il fair value al 30 giugno 2015 delle altre garanzie e degli altri impegni di cui sopra è pari a
zero.
Non vi sono ipoteche o altri gravami iscritti sulle attività materiali del Gruppo.
Si segnala inoltre che la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha un impegno a subentrare nel contratto di
affitto dell'immobile di Vendin, dove viene esercitata l'attività, nel caso in cui Descamps S.A.S.
(società di cui la Vincenzo Zucchi S.p.A. deteneva il 20% del capitale sociale fino all'8 agosto
2012) divenisse insolvente rispetto allo stesso contratto. Esiste tuttavia una garanzia di cassa
prestata dalla stessa Descamps a copertura degli impegni derivanti dal contratto di affitto
durante il quale comunque la Vincenzo Zucchi S.p.A. avrebbe la disponibilità del bene con la
possibilità eventualmente di subaffittarlo. Descamps S.A.S. è inoltre vincolata da un impegno
contrattuale con la Vincenzo Zucchi S.p.A. per il quale qualsiasi eventuale modifica delle
condizioni contrattuali con il locatario deve essere preventivamente autorizzata dalla Vincenzo
Zucchi S.p.A Occorre altresì precisare che, nel mese di agosto, in occasione della cessione
dell'ulteriore quota di partecipazione al capitale di Descamps S.A.S., la società francese ed
Astrance Capital hanno confermato l'impegno nei confronti della Vincenzo Zucchi S.p.A. di
ricercare le modalità attraverso le quali sollevare quest'ultima dalla garanzia prestata.
La sentenza del 4 febbraio 2011 che ha approvato il piano di continuità della Descamps
S.A.S. non ha inoltre alcun impatto sull'impegno della Vincenzo Zucchi S.p.A. quale garante
degli obblighi della società Descamps verso il locatore, che rimane ad oggi disciplinato
secondo i termini e le condizioni del contratto di locazione a suo tempo stipulato.
Ad oggi il rischio di escussione della garanzia è considerato remoto. Anche il fair value della
suddetta garanzia è pari a zero.
Altri impegni e diritti contrattuali rilevanti
Il Gruppo ha sottoscritto contratti di licenza con terzi con diverse scadenze fino al 2016. Tali
contratti prevedono impegni per il cui dettaglio si rinvia alla Nota 7.1.1 del Bilancio Consolidato
al 31 dicembre 2014 non essendo intervenute significative variazioni.
Cessioni di crediti
La Capogruppo Vincenzo Zucchi S.p.A. alla data del 30 giugno 2015 ha smobilizzato "pro
soluto" crediti con scadenz a successiva alla chiusura del semestre per 0,2 milioni di Euro (0,4
milioni di Euro al 31 dicembre 2014).
La Mascioni S.p.A. ha anch'essa smobilizzato "pro soluto" crediti con scadenza successiva
alla data del 30 giugno 2015 per 0,8 milioni di Euro (4,3 milioni di Euro al 31 dicembre 2014).
Le suddette operazioni non hanno comportato la cancellazione di crediti commerciali in quanto
la clausola pro soluto contrattualizzata non rispetta i criteri di "derecognition" previsti dallo IAS
39.
Leasing operativi
Il Gruppo ha stipulato contratti di leasing operativo relativi a noleggio di autovetture e
attrezzature per ufficio; tali contratti hanno durata media 3-4 anni e sono annullabili con
decorrenza dal secondo anno corrispondendo una penale equivalente a circa 4 mensilità.
Nel corso del periodo il Gruppo ha rilevato costi per canoni di leasing operativi per 0,2 milioni
di Euro, di cui 0,1 milioni di Euro relativi alle Discontinued operation, e ha in essere impegni
nei prossimi anni per 0,5 milioni di Euro.
Il Gruppo ha altresì in essere diversi contratti di locazione commerciale per la gestione dei
propri punti vendita; tali contratti sono regolati dalle normative vigenti nei singoli Stati, ove gli
immobili sono situati sia per quanto riguarda la durata che la possibilità di risoluzione delle
scritture.
Nel corso del periodo il Gruppo ha rilevato costi di locazione commerciale pari a circa 2,6
milioni,
relativi alle
Continuing operation, e ha in essere impegni nei prossimi anni per
complessivi 17, 4 milioni di Euro.
6. Informazioni
per settori e
stagionalità
In applicazione di quanto previsto dell'IFRS 8 "Settori operativi", che introduce il concetto
dell'approccio direzionale per predisporre l'informativa di settore, si segnala che il più alto
livello decisionale operativo (CODM

Chief Operating Decision Maker) si identifica nel
Consiglio di Amministrazione. I settori di attività, i cui andamenti e risultati vengono
periodicamente rivisti dal CODM, al fine di allocare le risorse e valutarne i risultati, sono
rappresentati dalle seguenti Business Unit: Vincenzo Zucchi con le proprie filiali commerciali
estere,
Hospitality.It con la consociata americana Mascioni USA Inc., Basitalia S.r.l. che

svolge prevalentemente attività di gestione dei contratti di locazione dei punti vendita e Mascioni S.p.A. con le sua controllata Mascioni America Inc. classificate tra le Discontinued operation. La Business Unit Zucchi e Filiali si occupa della vendita e della commercializzazione di articoli di biancheria per la casa a marchio Zucchi e Bassetti e con alcuni marchi differenti dai propri per i quali è in essere un contratto di licenza. Gli articoli in precedenza citati sono venduti nella fascia medio e medio-alta del mercato attraverso principalmente l'utilizzo di dettaglianti tradizionali, di una catena di negozi monomarca diretti o in franchising e della grande distribuzione ("GDO"). La Business Unit Hospitality si occupa della vendita e della commercializzazione di articoli per gli hotels e le comunità. Basitalia S.r.l. si occupa della gestione e valorizzazione dei punti vendita commerciali ad oggi quasi per conto esclusivamente della Capogruppo. La Business Unit Mascioni si occupa prevalentemente dell'attività di nobilitazione di tessuti per conto terzi (tra cui la Vincenzo Zucchi S.p.A.) e del confezionamento e commercializzazione di biancheria per la casa sul mercato americano attraverso la sua controllata Mascioni America Inc.. (in migliaia di euro) V. Zucchi e Filiali Hospitality Basitalia Rettifiche Continuing operation Discontinued operation Vendite di settore 44.550 918 - (33) 45.435 23.597 Vendite da transazioni con altri settori operativi (25) (8) - 33 (6.440) Vendite verso terzi 44.525 910 - - 45.435 17.157 Variaz.% 2014/2013 -16,3% -32,1% 1,7% -8,7% Costo del venduto 26.226 706 - 25 26.957 22.402 Margine industriale 18.324 212 - (58) 18.478 1.195 Costi operativi 26.571 570 921 (904) 27.158 3.485 Altri costi e (ricavi) (204) (96) (925) 865 (360) (338) Oneri e (proventi) di ristrutturazione 223 - - 223 - Risultato operativo (EBIT) (8.266) (262) 4 (19) (8.543) (1.952) % sui ricavi -18,6% -28,8% -18,8% -11,4% Oneri (proventi) finanziari netti 691 (5) 6 - 692 205 (Proventi) finanziari netti (214) (5) - (16) (235) (31) Oneri finanziari netti 905 - 6 16 927 236 Oneri (proventi) da partecipazioni 164 - - (164) - - Quote (utili) perdite di partecipazioni contab. con il metodo del P.N. al netto effetto fiscale - - - (11) 11 - RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (9.121) (257) (2) 156 (9.224) (2.157) Imposte sul reddito 340 - - 2 338 95 Risultato d'esercizio di pertinenza di terzi - - - - - - RISULTATO NETTO (9.461) (257) (2) 158 (9.562) (2.252) Ammortamenti e svalutazioni 1.828 3 16 18 1.865 1.024 I semestre 2014 rideterminato

al 31 dicembre 2014
(in migliaia di euro) V. Zucchi e
Filiali
Hospitality Basitalia Rettifiche Continuing
operation
Discontinued
operation
Crediti commerciali 26.642 552 299 (514) 26.979 17.187
Altri crediti e crediti per imposte correnti 3.458 131 86 62 3.613 380
Rimanenze 36.474 764 - 0 37.238 8.152
Debiti a breve (commerciali e altri debiti) (25.583) (1.923) (474) 757 (27.223) (15.752)
Capitale circolante netto 40.991 (476) (89) 181 40.607 9.967
Immobili, impianti e macchinari 37.875 37 56 (23) 37.945 19.215
Investimenti immobiliari - - - - - 104
Attività immateriali 885 2 237 (195) 929 15
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del
P.N. e altre 533 - - (419) 114 7
Altre attività non correnti 1.300 56 39 - 1.395 784
Attivo non corrente 40.593 95 332 (637) 40.383 20.125
l'esercizio successivo
Fondi per rischi e oneri e passività per imposte
differite
(9.659)
(8.535)
-
-
-
-
-
0
196
(9.659)
(8.339)
(3.928)
(2.991)
Rettifiche per minor valore dell'attivo (14.684)
Capitale investito netto 63.390 (381) 243 (260) 62.992 8.489
Coperto da:
Debiti correnti verso banche ed altri finanziatori 97.306 - - 97.306 6.830
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve
Debiti finanziari non correnti verso banche ed altri
(5.009) (389) - - (5.398) (235)
finanziatori - - - - - -
Crediti finanziari a breve termine (5) - - 1963 (1.968) (50)
Crediti finanziari verso controllate/collegate (2.473) - (95) 2.070 (498) -
Debiti finanziari verso controllate/collegate 95 - 12 (107) - 1.963
Posizione finanziaria netta 89.914 (389) (83) - 89.442 8.508
Capitale e riserve di terzi - - - - - (5)
Patrimonio netto del Gruppo (26.524) 8 326 (260) (26.450) (14)
Totale come sopra 63.390 (381) 243 (260) 62.992 8.489
I semestre 2015
(in migliaia di euro) V. Zucchi e
Filiali
Hospitality Basitalia Rettifiche Continuing
operation
Discontinued
operation
Vendite di settore 42.748 1.215 - - 43.963 18.699
Vendite da transazioni con altri settori operativi - - - - - (3.305)
Vendite verso terzi 42.748 1.215 - - 43.963 15.394
Variaz.% 2015/2014 -4,0% 33,5% -3,2% -10,3%
Costo del venduto 25.527 863 - 270 26.660 17.566
Margine industriale 17.221 352 - (270) 17.303 1.133
Costi operativi 23.880 385 843 (936) 24.172 3.153
Altri costi e (ricavi) (254) (78) (807) 208 (931) (305)
Oneri e (proventi) di ristrutturazione 2.832 - 458 3.290 (2.137)
Risultato operativo (EBIT) (9.237) 45 (36) - (9.228) 422
% sui ricavi -21,6% 3,7% -21,0% 2,7%
Oneri (proventi) finanziari netti 746 (7) - - 739 311
(Proventi) finanziari netti (49) (7) - 26 (30) (3)
Oneri finanziari netti 795 - - (26) 769 314
Oneri (proventi) da partecipazioni
Quote (utili) perdite di partecipazioni contab. con il
- - - - - -
metodo del P.N. al netto effetto fiscale - - - - - -
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (9.983) 52 (36) - (9.967) 111
Imposte sul reddito 186 5 (1) - 190 111
Risultato d'esercizio di pertinenza di terzi - - - - - -
RISULTATO NETTO (10.169) 47 (35) - (10.157) -
Ammortamenti e svalutazioni 1.315 5 13 - 1.333 905
al 30 giugno 2015
(in migliaia di euro) V. Zucchi e
Filiali
Hospitality Basitalia Rettifiche Continuing
operation
Discontinued
operation
Crediti commerciali 18.378 645 499 (868) 18.654 13.310
Altri crediti e crediti per imposte correnti 3.254 118 103 201 3.274 391
Rimanenze 29.624 820 - 1 30.445 8.197
Debiti a breve (commerciali e altri debiti) (30.088) (1.803) (670) 1.249 (31.312) (17.115)
Capitale circolante netto 21.168 (220) (68) 181 21.061 4.783
Immobili, impianti e macchinari 36.791 37 49 (23) 36.854 18.345
Investimenti immobiliari - - - - - 104
Attività immateriali 795 1 231 (195) 832 11
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del
P.N. e altre 533 - - (419) 114 7
Altre attività non correnti 1.276 9 39 - 1.324 784
Attivo non corrente 39.395 47 319 (637) 39.124 19.251
Benefici a dipendenti e altri debiti esigibili oltre
l'esercizio successivo (8.026) - - - (8.026) (3.926)
Fondi per rischi e oneri e passività per imposte
differite (9.839) - - 197 (9.642) (2.993)
Rettifiche per minor valore dell'attivo (12.547)
Capitale investito netto 42.698 (173) 251 (259) 42.517 4.568
Coperto da:
Debiti correnti verso banche ed altri finanziatori 81.682 - - - 81.682 5.643
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve (7.572) (203) (30) - (7.805) (1.072)
Debiti finanziari non correnti verso banche ed altri
finanziatori - - - - - -
Crediti finanziari a breve termine (5) - - 66 (71) (50)
Crediti finanziari verso controllate/collegate (134) - (22) 100 (56) -
Debiti finanziari verso controllate/collegate 22 - 12 (34) - 66
Posizione finanziaria netta 73.993 (203) (40) - 73.750 4.587
Capitale e riserve di terzi - - - - - (5)
Patrimonio netto del Gruppo (31.295) 30 291 (259) (31.233) (14)
Totale come sopra 42.698 (173) 251 (259) 42.517 4.568

Il settore in cui opera il Gruppo è soggetto a variazioni stagionali legate alla tipologia di articolo venduto (gli articoli relativi alla stagione autunno inverno hanno un valore unitario ed una marginalità più elevate). Di norma la prima metà dell'anno genera ricavi e risultati di settore inferiori, in particolare per quanto riguarda la business unit "Zucchi e filiali".

7. Immobili,
impianti e
macchinari
La composizione della voce "Immobili, impianti e macchinari" e dei relativi ammortamenti
accumulati al 30 giugno 2015 e al 31 dicembre 2014 è la seguente:
(in migliaia di Euro) Valori lordi Fondo
ammortamento
30.06.2015
Valori netti
Continuing
operation
Valori netti
Discontinued
operation
Valori netti
Totale
31.12.2014
Valori netti
Continuing
operation
Terreni
Fabbricati
Impianti e macchinari
Attrezzature
Altri beni
Migliorie su beni di terzi
Immobilizzazioni in corso e acconti
32.948
67.294
132.369
5.650
25.047
4.988
104
-
53.771
127.319
5.622
22.491
3.998
-
22.449
9.608
1.292
-
2.466
990
49
10.499
3.915
3.758
28
90
-
55
32.948
13.523
5.050
28
2.556
990
104
22.449
9.978
1.519
-
2.756
1.197
46
268.400 213.201 36.854 18.345
31.12.2014
55.199 37.945
(in migliaia di Euro) Valori netti
Continuing
operation
Valori netti
Discontinued
operation
Valori netti
Totale
Terreni 22.449 10.499 32.948
Fabbricati 9.978 4.066 14.044
Impianti e macchinari 1.519 4.438 5.957
Attrezzature
Altri beni
-
2.756
37
108
37
2.864
Migliorie su beni di terzi 1.197 - 1.197
Immobilizzazioni in corso e acconti 46 67 113
37.945 19.215 57.160
(in migliaia di Euro) Valore lordo Ammortamenti
accumulati e
svalutazioni
Valore netto
Saldi al 31.12.2013 272.132 209.444 62.688
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2014:
per acquisti 2.485 - 2.485
per acconti (75) - (75)
per ammortamenti - 2.486 (2.486)
per svalutazioni - 118 (118)
per vendite ed eliminazioni (380) (346) (34)
per riclassifiche - - -
per differenze di conversione e altre minori 81 19 62
Saldi al 30.06.2014 274.243 211.721 62.522
Saldi al 31.12.2014 269.099 211.939 57.160
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2015:
per acquisti 142 - 142
per acconti (14) - (14)
per ammortamenti - 2.107 (2.107)
per svalutazioni - - -
per vendite ed eliminazioni (927) (926) (1)
per riclassifiche
per differenze di conversione e altre minori
-
100
-
81
-
19
Saldi al 30.06.2015 268.400 213.201 55.199
Riclassifica a Discontinued operation (146.650) (128.305) (18.345)
Saldi Continuing operation al 30.06.2015 36.854
Si riporta di seguito il dettaglio delle movimentazioni intervenute nel corso del 2014 suddivise 121.750 84.896
tra Continuing operation e Discontinued operation:
Continuing
operation
Discontinued
operation
Totale
per acquisti 97 45 142
per acconti - (14)
per ammortamenti (1.206) (901)
per svalutazioni - - -
per vendite ed eliminazioni
per riclassifiche
(1)
-
-
-
(14)
(2.107)
(1)
-
Variazioni Continuing operation
Gli
acquisti
del
periodo
si
riferiscono
prevalentemente
ad
investimenti
relativi
all'ammodernamento di impianti e fabbricati della Capogruppo per 29 migliaia di Euro,
nonché all'allestimento e ammodernamento dei punti di vendita della Capogruppo e delle
società commerciali controllate per l'importo di 60 migliaia di Euro.
Si segnala che le aree di Casorezzo, Isca Pantanelle e Notaresco sono considerate in
dismissione, ma non sono classificate tra le attività correnti destinate alla vendita non
essendosi verificate tutte le condizioni previste dall'IFRS 5. La valutazione complessiva delle
suddette aree, ottenuta da un terzo indipendente nel mese di febbraio 2015, alla data del 31
dicembre 2014 ammonta a circa 23,3 milioni di Euro (valore complessivo di iscrizione a
bilancio pari a circa 17,3 milioni di Euro).
Variazioni Discontinued operation
Gli acquisti del periodo si riferiscono quasi interamente (42 migliaia di Euro) ad investimenti
relativi all'ammodernamento di impianti e fabbricati della Mascioni S.p.A
Non vi sono ipoteche o altri gravami iscritti sulle attività materiali del Gruppo.
8. Partecipazioni La voce partecipazioni è composta per 121 migliaia di Euro da partecipazioni detenute in altre
imprese minori, di cui 7 migliaia di Euro relative alle Discontinued operation.
Per quanto riguarda le imprese collegate la partecipazione in Intesa S.r.l. (percentuale di
possesso pari al 24,50%) è stata azzerata in occasione della redazione del bilancio
consolidato al 31 dicembre 2009.
9. Attività
immateriali
La composizione delle attività immateriali e dei relativi ammortamenti accumulati al 30 giugno
2015 e al 31 dicembre 2014 è la seguente:
30.06.2015
31.12.2014
Valori netti
Valori netti
Fondo
Valori netti
Valori lordi
Continuing
Discontinued
Valori netti
deprezzamento
Totale
(in migliaia di Euro)
operation
operation
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione
di opere dell'ingegno
723
413
299
11
310
385
Concessioni, licenze, marchi
183
78
105
-
105
114
Avviamenti commerciali
-
-
-
-
-
-
Immobilizzazioni in corso e acconti
93
-
93
-
93
63
Altre
789
454
335
-
335
382
1.788
945
832
11
843
944
31.12.2014
(in migliaia di Euro) Valori netti
Continuing
operation
Valori netti
Discontinued
operation
Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione
di opere dell'ingegno 370 15
Concessioni, licenze, marchi 114
Avviamenti commerciali -
Immobilizzazioni in corso e acconti 63
Altre 382
929 15
Si fornisce inoltre qui di seguito l'analisi dei movimenti delle
ammortamenti accumulati intervenuti nel corso del semestre 2015
dell'esercizio corrente:
(in migliaia di Euro)
Valore lordo attività immateriali e degli
e del semestre
Ammortamenti
accumulati e
svalutazioni
Saldi al 31.12.2013 3.416 1.418
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2014:
per acquisti 56 -
per ammortamenti - 285
per vendite ed eliminazioni (714) (714)
-
per svalutazione -
per riclassifiche - -
per differenze di conversione e altre minori 79 15
Saldi al 30.06.2014 2.837 1.004
Saldi al 31.12.2014 2.824 1.880
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2015:
per acquisti 30 -
per ammortamenti - 131
per vendite ed eliminazioni (1.034) (1.034)
per svalutazione - -
per riclassifiche - -
per differenze di conversione e altre minori (32) (32)
Saldi al 30.06.2015 1.788 945
Riclassifica a Discontinued operation (23) (12)
Totale
44.755
-
(5.625)
-
-
(7.314)
(5.625)
37.441
-
2.082
-
(1.485)
-
597
(5.625)
38.038
L'utilizzo del fondo si riferisce alla copertura di crediti risultati inesigibili e già svalutati nei
31.12.2014
Totale
3.674
1.191
4.865
31.12.2014
Totale
718
1.340
632
984
3.674
460
250
359
122
1.191
4.865
La parte corrente della voce "Altri" per le Continuing operation include principalmente crediti
verso agenti per anticipi sulle provvigioni per 184 migliaia di Euro e ratei e risconti attivi per
Gli anticipi a fornitori per merci, al termine del semestre, sono aumentati rispetto all'importo
Per quanto riguarda le Discontinued operation la voce "Altri" include principalmente i crediti
derivanti dalla produzione di energia da parte della controllata Mascioni S.p.A. per
migliaia di Euro e ratei e risconti attivi correnti per 39 migliaia di Euro.
108
Relativamente ai crediti per "Certificati verdi" vantati dalla controllata Mascioni S.p.A. nei
confronti del Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (di seguito G.S.E.) si segnala quanto segue.
In data 17 luglio 2012, il G.S.E. disponeva un sopraluogo presso la Mascioni S.p.A. per
verificare i dati di autoconsumo di energia elettrica autoprodotta, dichiarati dalla società dal
2002 al 2010. In data 12 dicembre 2012 il G.S.E. contestava alla società Mascioni la
percentuale di autoconsumo dichiarata del 7,7%, determinandola nel 16,2% e richiedendo alla
società il rimborso di 4.569 certificati verdi, a loro giudizio indebitamente erogati e quantificati
in 480 migliaia di Euro. Confortati da autorevoli pareri di terze parti indipendenti, che valutano
il rischio di soccombenza possibile, si sono ritenute inapplicabili le richieste del G.S.E.,
richiedendo il rigetto del provvedimento. La Mascioni S.p.A., pertanto, ha fatto ricorso presso il
T.A.R. del Lazio chiedendo l'annullamento del provvedimento del G.S.E., del 12 dicembre
2012, con cui disponeva il recupero di 480 migliaia di Euro, oltre ad IVA, asseritamente
emessi in eccesso rispetto alla produzione dell'energia elettrica registrata nel periodo 2002-
2010 dall'impianto termoelettrico cogenerativo della società. Alla data odierna il tribunale
amministrativo non ha ancora fissato l'udienza per la discussione.
11. Rimanenze Il valore delle rimanenze lordo è diminuito di 2.066 migliaia di Euro, rispetto all'esistenza
registrata a fine esercizio 2014, per effetto delle azioni di contenimento poste in essere, con
decorrenza dal mese di febbraio, attraverso la progressiva riduzione del magazzino.
La riduzione registrata è anche il risultato di una progressiva riduzione dell'offerta proposta.
30.06.2015
Valori netti
Valori netti 31.12.2014
(in migliaia di Euro) Valori lordi Fondo
deprezzamento
Continuing
operation
Discontinued
operation
Valori netti Valori netti
Materie prime e sussidiarie
Materie prime
118 118 118 147
Materie sussidiarie e scorte varie 3.624
3.742
771
771
1.006
1.124
1.847
1.847
2.853
2.971
3.045
3.192
Prodotti in lav. e semilavorati
Merci in lavorazione
2.146 - 261 1.885 2.146 1.303
Semilavorati 8.712
10.858
640
640
5.328
5.589
2.744
4.629
8.072
10.218
10.144
11.447
Prodotti finiti 30.638 5.185 23.732 1.721 25.453 30.751
Totale 45.238 6.596 30.445 8.197 38.642 45.390
La movimentazione del fondo svalutazione magazzino è stata la seguente:
Saldo al 31.12.2014
Utilizzo dell'esercizio 2014
Accantonamento 2014
Differenze di conversione
Saldo al 31.12.2014
6.531
-
-
65
6.596
12. Discontinued
operation
Il bilancio consolidato semestrale, esposto in forma abbreviata, fornisce la rappresentazione,
sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5, della cessione del 100% delle quote di
partecipazione al capitale della Mascioni S.p.A. avvenuta in data 2 ottobre 2015, di cui si è
data informativa nel paragrafo relativo alla Continuità Aziendale.
L'operazione consiste nella cessione per cassa del 100% della partecipazione detenuta dalla
Capogruppo nel capitale della controllata Mascioni S.p.A. al fondo di restructuring PHI Fund II
F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners,
SGECR, S.A., per un importo complessivo di 150 mila Euro, che è stato interamente pagato.
Di seguito è rappresentato il risultato delle Discontinued operation:
(in migliaia di euro) 30.06.2015 30.06.2014
Risultato d'esercizio delle Discontinued operation
(Segmento operativo Mascioni e Filiali)
Minore realizzo di Discontinued operation
(2.137)
-
(2.252)
-
Risultato delle Discontinued operation (2.137) (2.252)
Risultato delle Discontinued di pertinenza di terzi - (638)
Di seguito viene rappresentato l'effetto sul patrimonio netto ottenuto dalla cessione di cui
sopra.
(in migliaia di euro)
Patrimonio netto Gruppo Mascioni al 31 dicembre 2014 13.805
Rett. di consolidamento realizzate a seguito cessione 860
Minor realizzo di Discontinued operation (14.684)
Prezzo di cessione (inclusi gli oneri accessori non ancora
spesati)
(19)
Il corrispettivo della cessione e il relativo utilizzo sono sintetizzati nella tabella che segue:
(in migliaia di euro)
Prezzo di cessione 150
di cui:
Importo incassato nel mese di ottobre 2015
Succes fee advisor industriale
Oneri accessori
Liquidità residua dalla cessione
150
(100)
(69)
(19)
Le Attività e le Passività illustrate tra le Discontinued operation al 30 giugno 2015 si riferiscono
alle attività e alle passività detenute dalla Business Unit Mascioni e Filiali.
Le Discontinued operation recepiscono l'adeguamento del valore derivante dalla cessione
della quota di partecipazione in Mascioni S.p.A., avvenuta in data 2 ottobre 2015 in quanto,
alla data di redazione del bilancio 2014, la Capogruppo ed il nuovo investitore di Mascioni
(PHI Asset Management) erano pervenuti ad una valutazione concorde e vincolante delle
attività e delle passività oggetto della cessione stessa.
Nella presente Nota viene fornito il dettaglio analitico del contenuto delle voci relative alle
Discontinued operation così come presentato nella Situazione patrimoniale-finanziaria.
Da un punto di vista metodologico si precisa che, con riferimento alla rappresentazione delle
Discontinued
operation
prevista
dall'IFRS
consolidamento del Gruppo al 31 dicembre 2014 e, pertanto, i saldi complessivi relativi
all'intero Gruppo sono determinati operando le dovute elisioni delle transazioni economiche e
finanziarie avvenute tra le Continuing e le Discontinued operation. Più in dettaglio si è
operato nel seguente modo:
ß
dettaglio dell'utile/(perdita) netta delle Discontinued operation riportate nel
bilancio sono presentate senza tenere conto dell'elisioni delle transazioni infragruppo
di conto economico sono presentati nelle note di commento;
ß
Operation implica, così come descritto in precedenza, l'elisione delle
Gruppo post cessione;
ß
5,
le
stesse
sono
incluse
nell'area
di
le singole voci di conto economico relative alle Continuing operation e le singole voci di
presente
avvenute tra le due operation, mentre la voce utile/(perdita) dell'esercizio comprende gli
effetti complessivi dell'elisione di tali transazioni. Gli effetti delle elisioni sulle singole voci
a livello patrimoniale-finanziario, il consolidamento delle Continuing e delle Discontinued
transazioni
infragruppo avvenute tra loro, in modo che gli ammontari iscritti alle Continuing Operation e
alle Discontinued Operation rappresentino i saldi attivi e passivi risultanti da transazioni
con soggetti esterni rispetto al Gruppo Zucchi nel suo complesso. Ne consegue che tali
saldi potrebbero, non essere rappresentativi della situazione patrimoniale-finanziaria del
con riferimento al rendiconto finanziario, tutti i flussi di cassa relativi alle Discontinued
alle attività di investimento e alle attività di finanziamento del Rendiconto finanziario. Operation sono stati rappresentati in apposite voci relative alle operazioni dell'esercizio,
Attivo corrente
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
13
1.072
235
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
-
Altre attività finanziarie
-
Attività per derivati
-
Crediti commerciali
10
13.310
17.187
Crediti finanziari
50
Altri crediti
10
596
502
Crediti per imposte correnti
-
Rimanenze
11
8.197
8.152
Totale attivo corrente
23.225
26.127
Attivo non corrente
Immobili, impianti e macchinari
7
18.345
19.215
Investimenti immobiliari
104
104
Attività immateriali
9
11
Altre attività finanziarie
-
Partecipazioni contab. con il metodo del P.N.ed altre
7
Crediti commerciali
59
Crediti finanziari
-
Altri crediti
10
725
725
Totale attivo non corrente
19.251
20.125
Rettifica per minor valore dell'attivo
(12.547)
(14.684)
Totale attivo della Discontinued operation
29.929
31.568
*Ai sensi della delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006. Si segnala che gli importi indicati nella tabella sopra si
riferiscono ai rapporti in essere verso le Continuing operation.
(in migliaia di euro) Note 30.06.2015 31.12.2014
Passivo corrente
Debiti correnti verso banche 13 4.812 4.324
Debiti verso altri finanziatori 13 831 2.506
Passività per derivati -
Debiti commerciali e altri debiti 17.099 15.752
Debiti finanziari 66 1.963
Debiti per imposte correnti 221 123
Fondi rischi ed oneri 15 84 84
Benefici ai dipendenti 14 223 335
Passivo non corrente
Debiti verso banche
-
Debiti verso altri finanziatori -
Fondi rischi ed oneri -
14 3.703 3.593
Benefici ai dipendenti
Passività per imposte differite
2.909 2.907
Altri debiti -
Totale passivo non corrente 6.612 6.500
Totale passivo delle Discontinued operation 29.948 31.587

Il dettaglio delle principali grandezze patrimoniali delle Discontinued operation è riportato nelle note di riferimento sopra indicate cui si rinvia.

Nel primo semestre 2015, la voce accoglie i risultati economici dell'esercizio riferiti alla Business Unit Mascioni e Filiali, nonché l'adeguamento del valore delle attività che recepisce gli effetti derivanti dalla cessione della quota di partecipazione avvenuta in data 2 ottobre 2015.

(in migliaia di euro) 30.06.2015 30.06.2014
rideterminato
Vendite nette 18.699 23.597
Costo del venduto 17.566 22.402
Margine industriale 1.133 1.195
Spese di vendita e distribuzione 607 678
Pubblicità e promozione - 11
Costi di struttura 2.546 2.796
Costi operativi 3.153 3.485
Altri costi e (ricavi) (305) (338)
(Altri ricavi) (396) (354)
Altri costi 91 16
Oneri (proventi) di ristrutturazione
(Proventi di ristrutturazione)
-
-
-
-
Oneri di ristrutturazione - -
Risultato operativo (EBIT) (1.715) (1.952)
Oneri (proventi) finanziari 311 205
(Proventi finanziari) (3) (31)
Rettifiche di valore di crediti finanziari -
Altri oneri finanziari 314 236
Oneri (proventi) da partecipazioni - -
(Proventi da partecipazioni) - -
Oneri da partecipazioni - -
Risultato prima delle imposte
Imposte sul reddito
(2.026)
111
(2.157)
95
Risultato dell'esercizio (2.137) (2.252)
Rilascio svalutazione da Discontinued operation 2.137 -
Risultato dell'esercizio derivante dalle Discontinued
operation
- (2.252)
Il segmento operativo Mascioni e Filiali ha fatturato 18,7 milioni di Euro
milioni di Euro del 30 giugno 2014 rideterminato. Ha registrato una perdita di 2,1 milioni di
Euro contro 2,3 milioni di Euro del corrispondente periodo dell'esercizio precedente.
Il rilascio svalutazione da Discontinued operation si riferisce alla perdita conseguita dalle
Discontinued operation nel primo semestre 2015 e già compresa nella svalutazione per
minor realizzo effettuata nel bilancio d'esercizio al 31.12.2014.
rispetto a 23,6

13. Posizione finanziaria netta Il dettaglio della posizione finanziaria netta è il seguente: (in migliaia di euro) 30.06.2015 Continuing operation 30.06.2015 Discontinued operation

A Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 7.805 1.072 8.877
B Altre disponibilità liquide - - - -
C Att. Finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
D=(A+B+C) Liquidità 7.805 1.072 - 8.877
E Crediti finanziari correnti 5 50 55
F Crediti finanz. v.so Discontinued operation 66 (66)
G Crediti finanziari verso collegate 56 - - 56
H Debiti bancari correnti 81.682 4.812 86.494
Parte corrente dell'indebitamento non
I corrente - - - -
L Debiti verso altri finanziatori correnti - 831 831
M Debiti finanziari v.so Continuing operation 66 (66)
N=(H+I+L+M) Indebitamento finanziario corrente 81.682 5.709 (66) 87.325
O=(N-D-E-F-G) Indebitamento finanziario corrente netto 73.750 4.587 - 78.337
P Crediti finanziari non correnti - - - -
Q Debiti bancari non correnti - - - -
R Debiti verso altri finanziatori non correnti - - - -
Indebitamento finanziario non corrente
S=(P+Q+R) netto - - - -
T=(O+S) Indebitamento finanziario netto 73.750 4.587 - 78.337

30.06.2015

Totale Elisioni

(in migliaia di euro) 31.12.2014
Continuing
operation
31.12.2014
Discontinued
operation
Elisioni 31.12.2014
Totale
A Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 5.398 235 - 5.633
B Altre disponibilità liquide - - - -
C Att. Finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
D=(A+B+C) Liquidità 5.398 235 - 5.633
E Crediti finanziari correnti 5 50 - 55
F Crediti finanz. v.so Discontinued operation 1.963 - (1.963) -
G Crediti finanziari verso collegate 498 - - 498
H Debiti bancari correnti 96.266 4.324 100.590
I Parte corrente dell'indebitamento non corrente - - - -
L Debiti verso altri finanziatori correnti 1.040 2.506 3.546
M Debiti finanziari v.so Continuing operation 1.963 (1.963) -
N=(H+I+L+M) Indebitamento finanziario corrente 97.306 8.793 (1.963) 104.136
O=(N-D-E-F-G) Indebitamento finanziario corrente netto 89.442 8.508 - 97.950
P Crediti finanziari non correnti - - - -
Q Debiti bancari non correnti - - - -
R Debiti verso altri finanziatori non correnti - - - -
S=(P+Q+R) Indebitamento finanziario non corrente netto - - - -
T=(O+S) Indebitamento finanziario netto 89.442 8.508 - 97.950
(in migliaia di euro) 30.06.2014
Continuing
operation
30.06.2014
Discontinued
operation
Elisioni 30.06.2014
Totale
A Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 3.643 548 - 4.191
B Altre disponibilità liquide - - - -
C Att. Finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
D=(A+B+C) Liquidità 3.643 548 - 4.191
E Crediti finanziari correnti 5 50 55
F Crediti finanz. Discontinued/Continuing 2.374 100 (2.474) -
G Crediti finanziari verso collegate 757 - 757
H Debiti bancari correnti 61.124 5.768 - 66.892
I Parte corrente dell'indebitamento non corrente - - - -
L Debiti verso altri finanziatori correnti 857 1.921 2.778
M Debiti finanziari v.so Continuing operation 100 2.374 (2.474) -
N=(H+I+L+M) Indebitamento finanziario corrente 62.081 10.063 (2.474) 69.670
O=(N-D-E-F-G) Indebitamento finanziario corrente netto 55.302 9.365 - 64.667
P Crediti finanziari non correnti - - - -
Q Debiti bancari non correnti 28.917 - - 28.917
R Debiti verso altri finanziatori non correnti - - - -
S=(P+Q+R) Indebitamento finanziario non corrente netto 28.917 - - 28.917
T=(O+S) Indebitamento finanziario netto 84.219 9.365 - 93.584

Le linee di credito attualmente in essere alla Capogruppo sono regolamentate dall'accordo di ristrutturazione sottoscritto in data 21 marzo 2013 e divenuto efficace in data 28 giugno 2013. L'Accordo di Ristrutturazione è governato anche da una serie di clausole risolutive espresse a favore delle banche finanziatrici ai sensi dell'art. 1456 del Codice Civile.

L'accordo prevedeva altresì il rispetto, da parte della Vincenzo Zucchi S.p.A., e non a livello consolidato, degli indici economico/finanziari (c.d. parametri finanziari) rappresentati dal livello delle vendite, dall'EBITDA, dall'Indebitamento Finanziario a breve e dal Patrimonio Netto Adjusted ad ogni data di piano.

Gli Amministratori della Vincenzo Zucchi S.p.A. hanno illustrato, sin dal mese di luglio 2014, alle Banche Finanziatrici che come già evidenziato nel 2013, anche il 2014, in termini di incidenza del costo del venduto rispetto all'Ebitda, gli obiettivi indicati nel Piano di Risanamento sarebbero stati difficilmente raggiungibili. Anche i risultati 2014 sarebbero stati negativamente influenzati, seppur in misura inferiore rispetto all'esercizio 2013, dal differente mix di prodotti Buy rispetto a quelli Make che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto rispetto al Piano Industriale, dal differente mix di vendite rispetto al Piano di Risanamento (la situazione di crisi di mercato ha determinato, e determina tuttora, difficoltà nel settore della biancheria confermando prezzi deflattivi per via di un orientamento generale verso prodotti e canali "promozionati"), nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale in opzione rispetto alle tempistiche previste nel Piano di Risanamento).

In considerazione degli scenari di mercato, che hanno evidenziavano maggiori difficoltà di penetrazione in alcuni mercati esteri, anche in virtù del rallentamento delle relative economie, ed un mercato domestico in continua flessione, si è reso necessario intervenire sul modello di business per adeguarlo alle nuove realtà economiche e alle mutate prospettive di consumo attraverso, tra l'altro, una revisione delle dinamiche distributive, una reingegnerizzazione dell'offerta ed una riduzione dell'incidenza dei costi fissi.

Alla luce dei risultati consuntivati nei primi mesi dell'esercizio 2014 e dell'andamento economico del settore, gli amministratori della Capogruppo hanno quindi ritenuto opportuno valutare la predisposizione di un nuovo piano industriale che rifletta i nuovi scenari.

In considerazione del fatto che la Capogruppo, nel rispetto dell'Accordo di Ristrutturazione sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare in data 21 marzo 2013, non poteva apportare alcuna significativa modifica al Piano di Risanamento, senza il preventivo consenso delle Banche Finanziatrici, in quanto, in caso contrario, si sarebbe determinata la risoluzione di diritto dell'Accordo di Ristrutturazione, in data 29 ottobre 2014, in accordo con le

Banche Finanziatrici, ha convenuto di predisporre, con l'ausilio di un advisor industriale, un nuovo piano industriale propedeutico alla definizione di una nuova manovra finanziaria. Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha altresì richiesto alle Banche Finanziatrici: a. una moratoria per il mantenimento delle linee di credito (revolving e consolidato) accordate e disciplinate dall'Accordo di Ristrutturazione; b. l'impegno a non dichiarare e a non far valer alcuna facoltà di risoluzione dell'Accordo di Ristrutturazione in relazione ad uno qualsiasi degli Eventi Risolutivi (come definiti nell'Accordo di Ristrutturazione); c. il mantenimento, senza alcuna revoca, delle linee definite dall'Accordo di Ristrutturazione, secondo le modalità operative in vigore. ß In data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon. ß In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario sottoscritto essendo l'efficacia dello stesso subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione, nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione. ß Per maggiori dettagli si rinvia alla Nota 4 in merito alla "Continuità aziendale". Il credito attualizzato di 391 migliaia di Euro, sorto in seguito all'escussione da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A., della garanzia rilasciata nell'interesse della Descamps S.A.S. non è considerato nell'indebitamento finanziario netto.

14. Piani a
benefici definiti
I piani a benefici definiti hanno avuto la seguente movimentazione:
(in migliaia di euro)
Debito al 31.12.2013 12.806
Utilizzi per erogazioni e trasf. f.di pensione
Accantonamento semestre 2014
(1.343)
1.114
Debito al 30.06.2014 12.577
Riclassifica a Discontinued operation (3.634)
Continuing operation 8.943
Debito al 31.12.2014 13.560
Utilizzi per erogazioni e trasf. f.di pensione
Accantonamento semestre 2015
(2.543)
904
Debito al 30.06.2015 11.921
Riclassifica a Discontinued operation (3.926)
Continuing operation 7.995
Il debito al 30 giugno 2015, di 11.921 migliaia di Euro, comprende 2.512 migliaia di Euro a
breve termine di cui 223 migliaia di Euro relativi alle Discontinued operation.
Gli accantonamenti dell'esercizio sono così dettagliati:
(in migliaia di euro) 30.06.2015
Continuing
30.06.2015
Discontinued
30.06.2015
Totale
30.6.2014
rideterminato
Costo previdenziale 511 336 847 957
(Provento) onere finanziario
(Utile) perdita attuariale
40
-
17
-
57
-
157
-
551 353 904 1.114
Il costo previdenziale è incluso nel costo del lavoro, mentre l'onere finanziario è incluso negli
"Oneri finanziari netti".

15. Fondi per rischi ed oneri La movimentazione è stata la seguente:

(in migliaia di Euro) Fondo
ristrutturazioni
Fondo indennità
cess.rapp. agenzia
Fondo rischi
diversi
Fondo rischi
su
partecipazioni
Saldi al 01.01.2014 3.867 1.005 1.046 110
Accantonamento del semestre 2014 - 33 60 -
Utilizzi e rilasci del semestre 2014 (237) - (84) -
Saldi al 30.06.2014 3.630 1.038 1.022 110
Saldi al 01.01.2015 3.184 1.091 507 98
Accantonamento del semestre 2015 2.832 36 620 -
Utilizzi e rilasci del semestre 2015 (2.237) (13) (8) -
Differenze di conversione - - 5 -
Saldi al 30.06.2015 3.779 1.114 1.124 98
Riclassifica a Discontinued operation - - (84) -
Saldi al 30.06.2015 3.779 1.114 1.040 98

La riduzione del fondo ristrutturazioni è dovuto principalmente all'utilizzo degli accantonamenti per gli incentivi all'esodo effettuati nell'ambito delle procedure poste in essere, tra cui quella della Capogruppo definita, nel mese di febbraio 2013, con le organizzazioni sindacali alle quali è stato dichiarato l'esubero di 159 persone interessanti tutte le unità locali della Vincenzo Zucchi S.p.A. e tutte le funzioni.

L'accantonamento effettuato nel primo semestre 2015 concerne gli oneri di ristrutturazione riferiti agli incentivi all'esodo stanziati dalla Capogruppo nell'ambito del processo di riorganizzazione della propria struttura, nonché di riorganizzazione dei punti vendita.

Il "Fondo rischi diversi" comprende, tra gli altri, un accantonamento di 205 migliaia di Euro che si riferisce al processo verbale di constatazione notificato alla Capogruppo in data 3 luglio 2009 a seguito di un controllo sull'esercizio 2006 e, successivamente, esteso agli esercizi 2004 e 2005 per i quali la società ha avuto esito positivo a seguito dei ricorsi presentati.

I rilievi evidenziati dall'Agenzia delle Entrate si riferiscono ad una indebita deduzione di perdite su crediti ed altri costi non inerenti, nonché interessi su finanziamenti intercompany e perdite fiscali delle filiali estere tramite politica transfer pricing. Sono stati altresì contestati costi, relativi agli acquisti di materie prime, sostenuti con operatori residenti in paesi con regime fiscale privilegiato. Il consulente fiscale ritiene che il maggior rischio di una passività fiscale appare legato ai rilievi, sia ai fini Ires, che IVA ed Irap, relativi alle deduzioni delle perdite su crediti ed altri costi non inerenti, ritenendo congruo il fondo appostato a bilancio.

16. Oneri e
(proventi) di
ristrutturazione
Proventi di
ristrutturazione
Non sono stati registrati proventi di ristrutturazione nel primo semestre 2015.
Oneri di
ristrutturazione
(in migliaia di Euro) I semestre 2015 I semestre 2014
rideterminato
Oneri ristrutturazione immobili destinati alla vendita - 223
Incentivi all'esodo 2.832 -
2.832 223
Nel primo semestre 2015 gli oneri di ristrutturazione si riferiscono interamente agli incentivi
all'esodo stanziati dalla Capogruppo nell'ambito del processo di riorganizzazione della propria
struttura, nonché di riorganizzazione dei punti vendita.
Gli "Oneri di ristrutturazione" relativi al primo semestre 2014 si riferiscono per 223 migliaia di
Euro agli oneri sostenuti dalla Capogruppo in relazione all'impegno assunto nei confronti
dell'Amministrazione Comunale di Casorezzo, nell'ambito della nuova convezione stipulata in
data 10 marzo 2014, per la realizzazione di alcuni lavori di urbanizzazione. L'accordo
comportato la cessione a titolo di permuta di alcuni edifici da parte della Vincenzo Zucchi
S.p.A. all'Amministrazione Comunale di Casorezzo e da parte di quest'ultima alla Società.
ha
Totale (in migliaia di Euro) I semestre 2015 I semestre 2014
rideterminato
Totale oneri e (proventi) di ristrutturazione 2.832 223
17. Imposte
(in migliaia di Euro) I semestre 2015 I semestre 2014
rideterminato
Imposte correnti 122 45
Imposte anticipate
Imposte differite
70
(2)
509
(216)
190 338
Le imposte correnti sono costituite principalmente dall'IRAP accantonata dalle società italiane
appartenenti al Gruppo.
Non sono state rilevate variazioni delle imposte differite attive e/o passive in quanto non si
evidenziano differenze temporanee che potrebbero dare luogo ad ammontari imponibili nella
determinazione dell'utile imponibile (o della perdita fiscale) dei futuri esercizi nei quali il valore
contabile dell'attività o passività sarà recuperato o pagato.
Si segnala che le imposte differite, nonostante sussistano sufficienti differenze temporanee
tassabili, sono state determinate senza considerare le perdite fiscali non utilizzate, relative alla
sola Capogruppo, e illimitatamente riportabili.
18. Passività In data 1 ottobre 2009, Vincenzo Zucchi S.p.A. conferiva a Cassiopea Partners S.r.l. l'incarico
potenziali di svolgere attività di consulenza per l'assistenza nella dismissione totale o frazionata della
controllata Descamps all'epoca detenuta.
Con l'apertura della procedura di Rédressement Juidiciare si rendeva del tutto inutilizzabile il
supporto di un consulente esterno quale Cassiopea Partners S.r.l. per effetto dell'intervento
del Tribunale di Parigi e, contestualmente, della nomina di un commissario giudiziale che, di
fatto, annullava in qualsiasi modo il potere negoziale degli operatori di mercato e, tanto più dei
loro consulenti essendo ogni tipo di trattativa e decisione assoggettata in prima analisi al
benestare e successivamente all'approvazione dello stesso tribunale francese.
L'operazione di cessione delle quote di Descamps S.A.S. si è, pertanto, perfezionata in sede
di procedura concorsuale.
In data 19 maggio 2011 Cassiopea Partners S.r.l. richiedeva ai sensi e per gli effetti del
contratto un compenso a titolo di commissione di successo pari a 325 migliaia di Euro, oltre
IVA.
In data 14 luglio 2011 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha proposto atto di citazione nei confronti di
Cassiopea Partners S.r.l. al fine di accertare che, in considerazione dell'intervenuta apertura
della procedura concorsuale a carico della Descamps S.A.S., non sussiste alcun tipo di
apporto né causale né sostanziale da parte di Cassiopea Partners s.r.l. e, conseguentemente,
la Vincenzo Zucchi S.p.A. non è tenuta al pagamento della somma richiesta.
Il giudizio di primo grado è terminato nel mese di luglio scorso con la sentenza con la quale il
Tribunale di Milano ha accolto, solo in minima parte, le richieste di Cassiopea Srl
condannando, quindi, la Vincenzo Zucchi SpA a pagare il minor importo di Euro 45.000
anziché la somma di Euro 325.000. Viste le motivazioni della sentenza in questione, che ha
debitamente tenuto conto delle difese svolte a favore della Capogruppo, si ritiene che non
sussistono i presupposti per interporre appello avvero tale decisione anche in considerazione
del pericolo, ad esito dell'eventuale giudizio di appello, di peggiorare il risultato ottenuto con la
sentenza del giudice di primo grado.
La Vincenzo Zucchi S.p.A. ha un impegno a subentrare nel contratto di affitto dell'immobile di
Vendin, dove viene esercitata l'attività, nel caso in cui Descamps S.A.S. (società di cui la
Vincenzo Zucchi S.p.A. deteneva il 20% del capitale sociale fino all'8 agosto 2012) divenisse
insolvente rispetto allo stesso contratto. Esiste tuttavia una garanzia di cassa prestata dalla
stessa Descamps a copertura degli impegni derivanti dal contratto di affitto durante il quale
comunque la Vincenzo Zucchi S.p.A. avrebbe la disponibilità del bene con la possibilità
eventualmente di subaffittarlo. Descamps S.A.S. è inoltre vincolata da un impegno
contrattuale con la Vincenzo Zucchi S.p.A. per il quale qualsiasi eventuale modifica delle
condizioni contrattuali con il locatario deve essere preventivamente autorizzata dalla Vincenzo
Zucchi S.p.A Occorre altresì precisare che, nel mese di agosto, in occasione della cessione
dell'ulteriore quota di partecipazione al capitale di Descamps S.A.S., la società francese ed
Astrance Capital hanno confermato l'impegno nei confronti della Vincenzo Zucchi S.p.A. di
ricercare le modalità attraverso le quali sollevare quest'ultima dalla garanzia prestata.
La Vincenzo Zucchi S.p.A. si è impegnata comunque ad accettare qualsiasi modifica del
contratto di locazione che dovesse consentire anche solo una riduzione del proprio rischio.
Descamps S.A.S. si è impegnata ad informare trimestralmente la Società della situazione
concernente il contratto di locazione in essere sino a quando non dovesse intervenire la
liberazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. dalla garanzia,.
Ad oggi il rischio di escussione della garanzia è remoto.
La Capogruppo è parte in causa di azioni legali e controversie. Si ritiene tuttavia che le
risoluzioni di tali controversie non debbano generare passività di rilievo per le quali non
risultino già stanziati appositi fondi rischi. Per ulteriori dettagli si rinvia alla Nota 15.
Non si rilevano altre attività e passività potenziali significative.
19. Transazioni
con parti
correlate
Nel corso del semestre il Gruppo ha effettuato, a normali condizioni di mercato operazioni
con imprese collegate, il cui elenco completo e dettagliato è esposto nel prospetto
sottostante. Tali operazioni sono di natura commerciale e finanziaria.
In conformità alla comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28.07.2006
e successive
modifiche, si precisa che il Gruppo nel periodo ha effettuato inoltre operazioni con parti
correlate diverse dalle fattispecie
sopradescritte
come di seguito riportato; tali rapporti
contrattuali sono stati oggetto di esame e di approvazione anche da parte del Comitato di
Controllo Interno.
Gli effetti di tali rapporti sul prospetto dell'utile (perdita) del periodo e delle altre componenti di
conto economico consolidato del Gruppo per il primo semestre 2015 e 2014 sono riportati di
seguito:
Spese di
Costi di
Altri
Oneri e
Oneri e
Vendite
Costo del
Costi di
vendita e
pubblicità e
(ricavi) e
(proventi)
(proventi) da
al 30.06.2015
(in migliaia di Euro)
nette venduto distribuzione promozione struttura costi finanziari partecipaz. Quota (utile)
perdita
collegate
Società collegate
Welspun Zucchi Ltd - - - - - - - - -
Intesa S.r.l. -
15
615
3.322
-
8
- 1
110
- (3) - -
Discontinued operation
Totale A
15 3.937 8 - 111 (377)
(377)
(9)
(12)
- -
Altre parti correlate
- - - - - - - - -
Totale B - - - - - - - - -
Totale A+B 15 3.937 8 - 111 (377) (12) - -
Totale a bilancio 43.963 26.660 15.908 752 7.512 (473) 739 - -
Incidenza % 0,03% 14,77% 0,05% 0,00% 1,48% 79,70% -1,62% 0,00% 0,00%
al 30.06.2014 Vendite
nette
Costo del
venduto
Spese di
vendita e
distribuzione
Costi di
pubblicità e
promozione
Costi di
struttura
Altri
(ricavi) e
costi
Oneri e
(proventi)
finanziari
Oneri e
(proventi) da
partecipaz.
Quota (utile)
perdita
collegate
(in migliaia di Euro)
Società collegate
Welspun Zucchi Ltd - - - - - - - - -
Intesa S.r.l. - 293 - - 2 - (7) - -
Totale A - 293 - - 2 - (7) - -
Altre parti correlate
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
- - - - - - - - -
Fidirex - - - - - 7 - - -
Totale B -
-
-
293
-
-
-
-
-
2
7
7
- -
-
-
-
Totale A+B (7)
Totale a bilancio 45.435 26.957 17.189 1.330 8.639 (360) 692 - (11)
Incidenza % 0,00% 1,09% 0,00% 0,00% 0,02% -1,94% -1,01% 0,00% 0,00%
Gli effetti di tali rapporti sullo Stato patrimoniale consolidato del Gruppo al 30 giugno 2015 e al
31 dicembre 2014 sono riportati di seguito:
al 30.06.2015
(in
migliaia di Euro)
Società collegate
Intesa
Rapporti tra Continuing e Discontinued operation
Altre parti correlate
Pirola Pennuto Zei Ass.
Studio dei revisori ass.
Totale
Totale a bilancio
Incidenza %
al 31.12.2014
(in
migliaia di Euro)
Società collegate
Welspun Zucchi
Intesa
Rapporti tra Continuing e Discontinued operation
Altre parti correlate
Pirola Pennuto Zei Ass.
Studio dei revisori ass.
Totale
Totale a bilancio
Incidenza %
Sulla base di quanto indicato dalla comunicazione Consob N. DEM/6064293 del 28 luglio
2006 vengono riportate di seguito gli effetti delle "Operazioni significative non ricorrenti" nel
primo semestre del 2015.
Isolando l'effetto della rilevazione dei proventi ed oneri non ricorrenti, il risultato operativo
delle attività ricorrenti è il seguente:
Crediti
commerciali
Continuing operation
Crediti finanziari
Debiti
commerciali e
Crediti
commerciali
Discontinued operation
Debiti finanziari
Debiti
commerciali e
altri debti altri debti
97
97
56
56
-
-
-
-
-
-
70
70
703 66 4.092 4.092 66 703
-
-
-
-
19
20
-
-
-
-
-
-
800 122 4.131 4.092 66 773
19.181
4,17%
127
96,06%
31.343
13,18%
13.310
30,74%
66
100,00%
17.099
4,52%
Crediti
commerciali
Continuing operation
Crediti finanziari
-
Debiti
commerciali e
altri debti
Crediti
commerciali
Discontinued operation
Debiti finanziari
-
Debiti
commerciali e
altri debti
- 498 38 - 295
- 498 38 - - 295
491 1.963 5.134 5.134 1.963 491
- - 32 - -
40
491
27.517
2.461
2.466
5.244
27.250
5.134
17.187
1.963
1.963
786
15.752
1,78% 99,80% 19,24% 29,87% 100,00% 4,99%
20. Eventi ed
operazioni
significative non
ricorrenti
(in migliaia di Euro)
Vendite nette
Risultato operativo (EBIT)
Risultato operativo (EBIT)%
Oneri e (proventi) non ricorrenti e di ristrutt.
Risultato operativo (EBIT) delle attività correnti
I semestre 2015 43.963
(9.228)
(21,0%)
3.818
(5.410)
I semestre 2014
rideterminato
45.435
(8.543)
(18,8%)
283
(8.260)
Risultato operativo (EBIT) delle attività correnti % (12,3%) (18,2%)

Si riportano di seguito gli effetti sul risultato netto del periodo di tali operazioni, unitamente a quelle non ricorrenti rilevate sotto l'EBIT:

(in migliaia di Euro) I semestre 2015 I semestre 2014
rideterminato
Costo del venduto - -
Spese di vendita e distribuzione - -
Costi di struttura 598 -
Altri costi 388 60
(Oneri) proventi di ristrutturazione 2.832 223
Imposte sul reddito - -
Risultato lordo 3.818 283
Effetto fiscale 23 9
Effetto totale 3.841 292
Risultato netto (10.157) (11.814)
Incidenza % 37,8% 2,5%

La voce Costi di struttura, relativamente al primo semestre 2015, include costi sostenuti per la rinegoziazione del nuovo accordo di ristrutturazione del debito bancario.

21. Compensi
agli
amministratori,
sindaci e
Carica
ricoperta
In carica dal Scadenza
della carica
Emolumenti
per la carica
Benifici non
monetari
Premi Compensi
per altri
incarichi
Compensi
in altre
società del
Gruppo
Note
dirigenti con
responsabilità
Angelo Turi Presidente 01/06/2015 31/12/2017 2
strategiche della
Capogruppo
Giovanni Battista Vacchi Amministratore
Delegato
23/12/2014 31/12/2017 157 2
Giuseppe Fornari Amministratore 01/06/2015 31/12/2017 2
Patrizia Polliotto Amministratore 01/06/2011 31/12/2017 2
Barbara Adami Lami Amministratore 01/06/2011 31/12/2017 2
Rielii Giuseppe Amministratore 01/06/2011 28/09/2015 2
Miriam Denise Caggiano Amministratore 29/09/2015 31/12/2017
Paolo Pedersoli Amministratore 29/12/2014 31/12/2017 47 1
Matteo Zucchi Presidente 01/06/2011 31/05/2015 29 11
Marco Valerio Corini Amministratore 01/06/2011 31/05/2015 12
Anna Schiaffino Amministratore 31/01/2014 31/05/2015 10
Marcello Romano Presidente 28/06/2012 31/12/2014 12 3
Micaele Fonini Sindaco
effettivo
09/09/2015 31/12/2014
Scaranari Chiara Sindaco
effettivo
09/09/2015 31/12/2014
Primo Ceppellini Sindaco
effettivo
28/06/2012 31/05/2015 9
Fabio Carusi Sindaco
effettivo
12/01/2015 31/12/2014 9
a) Compensi derivanti dal rapporto d'impiego come dirigente (inclusi nel costo del personale)
b) Compensi per servizi professionali vari
c) Compensi per la funzione di amministratore/sindaco in altre società del Gruppo
d) Compensi derivanti dal rapporto d'impiego (inclusi nel costo del personale)
22. Utile (perdita)
per azione
Come indicato alla Nota 28 del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2014, il capitale sociale di
Vincenzo Zucchi S.p.A. è rappresentato da due diverse tipologie di azioni (ordinarie e di
risparmio), cui spettano diversi diritti di distribuzione degli utili.
In data 12 giugno 2014 l'Assemblea Straordinaria della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha approvato,
inter alia, la situazione patrimoniale della Capogruppo al 31 marzo 2014 e, quindi, adottato i
necessari provvedimenti ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2446 c.c. deliberando:
(i)
una immediata riduzione del capitale sociale della Società di Euro 17.862.545,05 a
copertura delle perdite risultanti dal bilancio di esercizio 2013 nonché delle ulteriori
perdite evidenziate dai documenti contabili intermedi al 31 marzo 2014, così creando i
presupposti economici, finanziari e giuridici per poter procedere ad ulteriori operazioni di
modifica del capitale sociale;
(ii)
un aumento di capitale scindibile con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art.
2441, commi 5 e 6, c.c. riservato a GEM, nei limiti complessivi massimi di Euro 15 milioni
inclusivi di sovrapprezzo;
(iii)
un'emissione di massimi n. 46 milioni di Warrant da attribuire gratuitamente a GEM con
contestuale ulteriore aumento di capitale scindibile a servizio dei Warrant GEM medesimi
nei limiti complessivi massimi di Euro 12,5 milioni.
Il Contratto GEM ha efficacia di cinque anni decorrenti dalla data di sottoscrizione (11 aprile
2014). Durante tale periodo la Capogrupppo può richiedere a GEM la sottoscrizione di un
numero di azioni di nuova emissione, determinato sulla base dei volumi medi giornalieri di
scambio delle azioni Vincenzo Zucchi negoziate sul Mercato Telematico Azionario presso
Borsa Italiana S.p.A.; il prezzo di sottoscrizione delle azioni derivanti dall'Aumento di Capitale
riservato a GEM sarà pari al 91,50% della media dei Prezzi di Chiusura denaro del titolo
Vincenzo Zucchi rilevati.
Il calcolo degli utili (perdite) per azione di base e diluito è basato sui seguenti dati:
Utile (perdita) per azione base
(in migliaia di Euro) I semestre 2015 I semestre 2014
rideterminato
Utile (perdita) attribuibile agli azionisti (10.157) (11.176)
Azioni ordinarie emesse per il calcolo dell'utile
(perdita) per azione (in '000)
Utile (perdita) per azione base
519.810
(0,02)
519.799
(0,02)
Utile (perdita) per azione diluito
(in migliaia di Euro) I semestre 2015 I semestre 2014
rideterminato
Utile (perdita) diluito attribuibile agli azionisti (10.157) (11.176)
Media ponderata azioni ordinarie potenziali (in '000)
Utile (perdita) per azione diluito
565.810
(0,02)
599.429
(0,02)
La media ponderata del risultato per azione diluito del primo semestre 2015 considera
l'operazione di aumento di capitale deliberato dall'assemblea straordinaria in data 12 giugno
2014 limitatamente all'aumento di capitale deliberato a servizio dei warrant in quanto la
diluizione massima in termini di quote di partecipazione degli attuali azionisti
a seguito
dell'aumento di capitale riservato a GEM Global Yield Fund Limited, ai sensi dell'art. 2441,
commi 5 e 6 cc., dipenderà dagli importi delle tranches e dal relativo prezzo di sottoscrizione,
ad oggi non determinabili. Il numero potenziale di azioni a servizio dei warrant che verranno
attribuiti gratuitamente a GEM è pari a 46 milioni.
23. Fatti di rilievo Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare
avvenuti dopo il
30 giugno 2015
La scadenza originaria assegnata dal Tribunale si è rivelata obiettivamente incompatibile con
il varo del piano e della relazione dell'attestatore per l'oggettiva complessità della situazione
patrimoniale, finanziaria ed economica della Vincenzo Zucchi S.p.A
Per tale motivo, in data 5 agosto 2015, la Società ha depositato istanza di proroga dei termini
della procedura ex art. 161, sesto comma, L.F In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto
Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il
deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis
Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.
In data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito
della proposta di concordato, del
piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2°
dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai
sensi dell'art. 182-bis L.F., ha dichiarato inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma
6, della L.F.
Zucchi do Brasil Ltda
La filiale Zucchi do Brasil Ltda ha completato nel mese di luglio 2015 la chiusura dei punti
vendita decisa nel mese di febbraio 2015 stante i negativi risultati conseguiti e l'assenza di
prospettive future per la filiale.
Cessione partecipazione Mascioni S.p.A.
Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015,
la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE
REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A.,
(di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A, per un
importo complessivo di 150 mila Euro, al lordo dei costi connessi alla cessione. Non si
ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del
contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.
Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di
concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o
successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di
capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale
sociale di Mascioni (post-omologa),
PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa
eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato
preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei
confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio).
Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Società ottenga l'omologa non più
impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.
Accordo con Astrance Capital SAS
In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di
risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali
interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento
patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche

finanziatrici, ha deliberato di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F..

La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di capitale riservato per euro 10 milioni successivamente all'intervenuta omologa dell'accordo di ristrutturazione.

Accordo di ristrutturazione del debito con le banche finanziatrici ex art. 182bis L.F.

In data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Tras ferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo") saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività). Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì:

  • la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"); e

  • l'impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH ovvero in Newco nonché il contestuale impegno di quest'ultime a sottoscrivere e liberare l'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182-bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il rigetto della stessa.

Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.

In particolare, l'intesa prevede:
-----------------------------------
  • un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da Astrance medesima;

  • l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);

  • un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;

  • il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno 2020 e sino al 31 dicembre 2020;

  • il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni tempo;

  • l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di ristrutturazione.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.

In data 2 marzo 2016, il Tribunale di Busto Arsizio ha notificato il provvedimento di omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario, sottoscritto in data 23 dicembre 2015, in base all'articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Il provvedimento ha esteso gli effetti dell'accordo di ristrutturazione a Banco Popolare ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare. Il Tribunale di Busto Arsizio ha altresì dichiarato improcedibile l'istanza di fallimento proposta con ricorso depositato in data 21 dicembre 2015 dal Pubblico Ministero.

Tale accordo, ai sensi di legge, assumerà efficacia successivamente al passaggio in giudicato del decreto di omologa, ossia trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione dello stesso presso il Registro delle Imprese.

Cessione marchio Mascioni Hotel Collection

Si segnala, infine, che, nell'ambito del processo di cessione della partecipazione Mascioni, Basitalia S.r.l., società controllata da Vincenzo Zucchi S.p.A., in data 26 febbraio 2016 ha ceduto il marchio Mascioni Hotel Collection a Mascioni S.p.A. al prezzo di Euro 200 mila.

In data 30 dicembre 2015, il Consiglio di Amministrazione, nel migliore interesse dei creditori e dei soci, ha deciso di avocare a sé le operazioni rientranti nella delega precedentemente attribuita a Giovanni Battista Vacchi.

****

Non si rilevano altri eventi di particolare rilevanza successivi alla data della chiusura dell'esercizio.

Per ulteriori informazione si rinvia a quanto esposto nel paragrafo sulla Continuità aziendale.

ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO
ai sensi dell'art. 154 bisdel D. Lgs. 58/98
I sottoscritti Angelo Turi, in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione, e Stefano
Crespi, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari della
Vincenzo Zucchi S.p.A., attestano tenuto conto di quanto previsto dall'art.154-bis, commi 3 e
4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del
bilancio consolidato semestrale abbreviato del gruppo Zucchi nel corso del primo
semestre 2015.
La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione
del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2015 è basata su di un processo
definito da Vincenzo Zucchi S.p.A. in coerenza con il modello Internal Control-Integrated
Framework,
emanato
dal
Commitee
of
Sponsoring
Organizations
of
the
Treadway
Commission (CoSO), che rappresenta un framework di riferimento generalmente accettato a
livello internazionale.
Si attesta, inoltre:
1) che il bilancio consolidato semestrale abbreviato:
a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella
Comunità europea ai sensi del Regolamento CE n. 1606/2002 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002 e in particolare dallo IAS 34 "Bilanci
intermedi";
b)
corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c)
è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione
patrimoniale, economica e
finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese
incluse nel consolidamento.
2)
la relazione intermedia sulla gestione del gruppo contiene riferimenti agli eventi importanti
che si sono verificati nei primi sei mesi dell'esercizio ed alla loro incidenza sul bilancio
consolidato semestrale abbreviato, unitamente ad una descrizione dei principali rischi ed
incertezze per i sei mesi restanti dell'esercizio nonché le informazioni sulle operazioni
rilevanti con parti correlate.
10 marzo 2016
/f/ Angelo Turi
/f/ Stefano Crespi
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
Il Dirigente Preposto
Angelo Turi
Stefano Crespi

SEDI

Capogruppo e controllate

Bassetti Espanola S.A. Zucchi S.A. Mascioni America Inc.

08430 Barcellona (Spagna) 1050 Bruxelles (Belgio) 10305 New York (USA) Poligono Industriale Can Massaguer s/n - La Roca del Valles 331-333, Avenue Louise 1140 Bay Street, Suite 2C tel. +3493 8654946 tel. +32 2-6428600 tel. +1 718 727 7455 fax +3493 8653829 fax.+32 2-6428650

Bassetti Deutschland G.m.b.h. Hospitality.it S.r.l. Mascioni USA Inc.

82152 Martinsried bei Munchen (Germania) 20027 Rescaldina (MI) 100100 New York (USA) Fraunhoferstrasse 5+B50 Via Legnano 24 20 West 22ndStreet Suite 1410 tel. +49 898956200 tel. +39 0331 448111 tel. +1 212 529 0600 fax +49 898574513 fax +39 0331 448500 fax +1 212 529 0755

Bassetti Schweiz A.G. Basitalia S.r.l. Via Giacometti 1 Via Alfieri 1 tel. +41 9232241 tel. +39 04383601 tel. +41 9232261

Zucchi do Brasil Comércio e Importa ção Ltda 04532-060 San Paolo (Brasile) Rua Augusta, 2676 - Conuntos 41/43 - 4°andar - Cerqueira César tel. +55 11 30443327

Collegate

Intesa S.r.l. 20020 Arconate (MI) Viale del lavoro 30/32 tel. +39 0331 460130 fax +39 0331 539087

Vincenzo Zucchi S.p.A. Ta Tria Epsilon Bianca S.A. Mascioni S.p.A. 20027 Rescaldina (MI) 14563 Kifissia Attica (Grecia) 21030 Cuvio (VA) Via Legnano 24 3, Pallados Str. Via G. Mascioni 4 tel. +39 0331 448111 tel. +30 2108081220 tel. +39 0332 650600 fax +39 0331 448500 fax +30 210 8081325 fax +39 0332 659260

6901 Lugano (Svizzera) 31015 Conegliano (TV)

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