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Zucchi

Annual / Quarterly Financial Statement Mar 22, 2016

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Annual / Quarterly Financial Statement

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VINCENZO ZUCCHI S.P.A.

Via Legnano, 24 – 20027 Rescaldina (MI) Codice Fiscale e Partita IVA 00771920154 Numero REA MI 443968 Capitale sociale Euro 7.546.782,57

Bilanci e relazioni al 31.12.2014

Il presente documento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29 febbraio 2016, è messo a disposizione del pubblico presso la sede della società, sul sito internet della Società www.gruppozucchi.com, nonché presso il meccanismo di stoccaggio centralizzato gestito da Computershare (****) in data 22 marzo 2016.

Organi sociali

Consiglio di Amministrazione

Presidente Angelo Turi

Amministratori Giuseppe Riello Giuseppe Fornari Paolo Pedersoli Patrizia Polliotto Barbara Adami Lami Giovanni Battista Vacchi

Collegio Sindacale

Sindaci effettivi Marcello Romano - Presidente Micaele Fonini Chiara Scaranari

Sindaci Supplenti Fabio Carusi Michele Altamore Alessandra Di Nasso

Revisori contabili indipendenti

KPMG S.p.A.

Indice

Organi sociali 2
Indice 3
Relazione degli amministratori sull'andamento della gestione nell'esercizio 2014 6
Bilancio consolidato al 31 dicembre 2014 50
Prospetti contabili bilancio consolidato 51
Note al bilancio consolidato 58
Sezione A – INFORMAZIONI GENERALI 60
Sezione B – INFORMATIVA SETTORIALE 106
Sezione C1 – NOTE AL PROSPETTO DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE – FINANZIARIA
CONSOLIDATA ATTIVA
113
Sezione C2 – NOTE AL PROSPETTO DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE – FINANZIARIA
CONSOLIDATA PASSIVA
130
Sezione D – NOTE ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO – PROSPETTO DELL'UTILE/(PERDITA)
DELL'ESERCIZIO E DELLE ALTRE COMPONENTI DI CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO
CONSOLIDATO
146
Attestazione al bilancio consolidato 169
Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2014 170
Prospetti contabili bilancio d'esercizio 171
Note al bilancio d'esercizio 177
Sezione A – INFORMAZIONI GENERALI 179
Sezione B – INFORMATIVA SETTORIALE 214
Sezione C1 – NOTE AL PROSPETTO DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE – FINANZIARIA
ATTIVA
215
Sezione C2 – NOTE AL PROSPETTO DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE – FINANZIARIA
PASSIVA
232
Sezione D – NOTE ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO – PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO
COMPLESSIVO
247
Attestazione al bilancio d'esercizio 269

Relazione degli amministratori sull'andamento della gestione nell'esercizio 2014

INFORMAZIONI
SULLA
Signori Azionisti,
GESTIONE la situazione costituisce il corollario di una pluralità di fattori, in larga misura ravvisabili
nell'andamento –
negli ultimi anni di segno marcatamente negativo –
del mercato di
riferimento,
anche a causa della generalizzata e prolungata recessione;
infatti, il settore
tessile ha patito rilevanti contrazioni, che si sono tradotte, quanto al Gruppo Zucchi, nella
progressiva perdita di redditività, anche a causa dell'obiettiva difficoltà di affrontare
l'eccezionalità della congiuntura mediante rimedi endogeni (tenuto conto, inter alia, della
relativa incomprimibilità della maggior parte dei costi fissi).
Di qui l'instaurazione di una trattativa con i principali creditori – a cominciare dalle banche – la
quale ha condotto, nel marzo 2013, alla stipulazione di un accordo ai sensi dell'art. 182-bis l.
fall., il cui contenuto è stato tuttavia superato dal successivo imprevisto andamento del
mercato,
il
che
ha
reso
necessario
procedere
nuovamente
alla
ristrutturazione
dell'indebitamento, da espletarsi mediante l'elaborazione di una manovra finanziaria che,
unitamente all'individuazione di nuove linee strategiche sotto il profilo industriale, consentisse
di salvaguardare la continuità aziendale (diretta o, quantomeno, indiretta), la quale costituisce
la migliore tutela dell'integrità e del valore del patrimonio sociale e pertanto, sia pure in via
mediata, delle aspettative di soddisfacimento del ceto creditorio.
Al cospetto del progressivo delinearsi della situazione di crisi, il Gruppo ha intrapreso misure
idonee ad avviare con celerità il percorso di turnaround, attivandosi con la massima
tempestività al fine di individuare (e, successivamente, di implementare) le misure industriali
e finanziarie più acconce allo scopo.
In questa prospettiva
ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015-2020),
finalizzato ad
enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a
recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a
migliorare la gestione finanziaria.
In particolare, il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of
one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi
in ottica di maggiore complementarietà e
la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e
"Bassetti") dei punti vendita. Date le tensioni finanziarie del gruppo, il percorso si sviluppa in
due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di
cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la
continuità aziendale nel lungo termine.
La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround"
ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita
(molti dei quali oggi si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla
stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi
(anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale brasiliana.
La seconda fase (2017-2020) è stata rubricata "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella
maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui
posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di
procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati
esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata
mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo
del business delle licenze attive.
L'elaborazione del menzionato piano industriale si è accompagnata alla predisposizione, a
livello di gruppo, di un'articolata manovra finanziaria, nonché alla ricerca di un partner
industriale.
Di questa pluralità di iniziative la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha tenuto costantemente a giorno i
propri istituti finanziatori, instaurando con essi un'articolata e complessa trattativa, finalizzata
a raccogliere la disponibilità delle banche a supportare il nuovo piano industriale, aderendo
alla menzionata manovra finanziaria.
RELAZIONE
SULL'ANDAMEN
TO
Nel rimandare a quanto esposto nel seguito della presente relazione e nella nota integrativa
per maggiori dettagli, sia per quanto riguarda la situazione patrimoniale, sia per il conto
economico, si descrivono di seguito i principali eventi che hanno caratterizzato l'esercizio
2014.
Accordo con l'Amministrazione Comunale di Casorezzo
Al fine di agevolare la localizzazione degli spazi commerciali nel sito di Casorezzo, in data 10
marzo 2014, è stata sottoscritta una nuova convenzione con l'amministrazione comunale che
comporta la modifica, sotto il profilo sia della localizzazione, sia delle funzioni pubbliche
previste, delle previsioni del piano di intervento aventi ad oggetto le infrastrutture pubbliche e
di interesse generale.
L'atto ha comportato la cessione a titolo di permuta di alcuni edifici da parte della Vincenzo
Zucchi S.p.A. all'Amministrazione Comunale di Casorezzo e da parte di quest'ultima alla
Società. La società Vincenzo Zucchi S.p.A. provvederà altresì a ristrutturare a propria cura e
spese uno degli immobili ceduti al fine di consentirne l'utilizzo quale edificio pubblico
destinato ad attività culturali e a sede di associazioni culturali presenti nel Comune.
Contratto GEM
In data 11 aprile 2014, la Vincenzo Zucchi S.p.A., Gianluigi Buffon ("GB") e GB Holding
s.r.l.u. ("GBH"), GEM Global Yield Fund Limited ("GEM") e GEM Investments America LLC
hanno sottoscritto un accordo (il "Contratto GEM") con il quale GEM si è impegnata a
sottoscrivere, in diverse
tranche, e con una tempistica delle emissioni governata dalla
Società, un aumento di capitale con esclusione del diritto d'opzione riservato a GEM nella
forma di equity line of credit, fino ad un ammontare massimo pari ad Euro 15 milioni, nell'arco
temporale di cinque anni dalla sottoscrizione del Contratto GEM, sulla base di richieste di
sottoscrizione formulate da Zucchi in conformità alle condizioni e ai termini contenuti nel
Contratto GEM.
Il Contratto GEM prevede, inter alia,:

che, a partire dalla data di efficacia del Contratto GEM ed entro cinque anni decorrenti
da tale data, la Società possa richiedere a GEM la sottoscrizione di un numero di azioni
di nuova emissione (comprendenti ciascuna richiesta di sottoscrizione), determinato
sulla base dei volumi medi giornalieri di scambio delle azioni Vincenzo Zucchi
negoziate sul Mercato Telematico Azionario (di seguito "MTA") presso Borsa Italiana
S.p.A.;

che la Capogruppo possa richiedere a GEM di sottoscrivere un numero di azioni di
nuova emissione pari fino al 500% della media dei volumi giornalieri di scambio
registrati sul MTA nei 15 giorni di borsa aperta precedenti ciascuna richiesta di
sottoscrizione ("Richiesta di Sottoscrizione") e che GEM abbia l'obbligo di sottoscrivere
non meno del 50% delle azioni oggetto di ogni Richiesta di Sottoscrizione, con facoltà
di sottoscrivere fino al 200% di ciascuna di esse;

che il prezzo di sottoscrizione delle azioni derivanti dall'Aumento di Capitale riservato a
GEM sia pari al 91,50% della media dei Prezzi di Chiusura denaro ("Prezzo di
Chiusura") del titolo Vincenzo Zucchi rilevati – su Bloomberg - durante il Periodo di
Riferimento (come di seguito definito) ignorando ogni
giorno rimosso ("Giorno
Rimosso"), intendendosi come tale ogni giorno a) in cui (i) il 91,50% del Prezzo di
Chiusura è inferiore al prezzo minimo ("Prezzo Minimo") di ciascuna Richiesta di
Sottoscrizione o (ii) le azioni ordinarie non sono negoziate sul MTA, o b) che GEM
stabilisca di considerarlo come Giorno Rimosso a causa del verificarsi di un Material
Adverse Effect (cioè (i) una circostanza relativa alla Società che non permetta alla
stessa di rispettare, in modo sostanziale, quanto previsto dal Contratto GEM ovvero (ii)
che le azioni Vincenzo Zucchi cessino di essere negoziate sul MTA ovvero (iii) la
negoziazione sia sospesa per più di cinque giorni di borsa aperta) o (c) si sia verificato
un Material Change of Ownership ossia un cambiamento significativo nella compagine
sociale (che comporti una riduzione al di sotto del 30% del possesso azionario - diretto
o indiretto - del principale azionista) (complessivamente "Prezzo di Sottoscrizione").
che l'intervallo temporale per la formazione del prezzo di sottoscrizione delle azioni
dell'Aumento di Capitale da parte di GEM sia pari ai 10 giorni di borsa aperta
successivi alla presentazione di una Richiesta di Sottoscrizione da parte della Società
("Periodo di Riferimento");
  • che la Capogruppo abbia il diritto di indicare, in ciascuna Richiesta di Sottoscrizione, un Prezzo Minimo di sottoscrizione delle azioni oggetto di tale Richiesta di Sottoscrizione. In tal caso, se il Prezzo di Chiusura delle azioni Vincenzo Zucchi durante un giorno ricompreso nel Periodo di Riferimento moltiplicato per il 91,50% è inferiore al Prezzo Minimo di sottoscrizione, tale prezzo sarà rimosso dal calcolo della media dei prezzi giornalieri registrati durante il Periodo di Riferimento e il numero delle azioni oggetto della Richiesta di Sottoscrizione sarà ridotto di 1/10 per effetto delle previsioni dettate dal Giorno Rimosso;
  • che un prestito titoli con GB e GBH, in base al quale questi ultimi presteranno a GEM un quantitativo di azioni pari al 100% delle azioni oggetto di ciascuna Richiesta di Sottoscrizione (il "Prestito Azioni");
  • che la Capogruppo, contestualmente all'Aumento di Capitale riservato a GEM deliberi altresì l'assegnazione gratuita a GEM, entro il 31 dicembre 2014, di 46 milioni di Warrants che conferiscano a quest'ultima la facoltà di sottoscrivere n. 46.000.000 di azioni Zucchi di nuova emissione alle seguenti condizioni:
    • (i) numero 23 milioni di Warrants consentiranno di sottoscrivere azioni di nuova emissione ad un prezzo di Euro 0,20 per azione (il "Prezzo di esercizio") entro cinque anni dall'emissione dei Warrant GEM. Il Prezzo di esercizio sarà annualmente rivisto al valore più basso tra (a) il Prezzo di esercizio esistente (i.e. Euro 0,20) e (b) il 130% del prezzo medio ponderato del titolo ("VWAP") rilevato il primo giorno borsistico dell'anno. Tale meccanismo verrà applicato ogni anno sino al 2019 (quinto anno dei Warrant GEM);
    • (ii) numero 13 milioni di Warrants consentiranno di sottoscrivere azioni di nuova emissione ad un prezzo di Euro 0,30 per azione entro cinque anni dall'emissione dei Warrant GEM. Il prezzo di esercizio relativo a questi 13 milioni di Warrants rimarrà fisso per tutto il periodo;
    • (iii) numero 10 milioni di Warrants consentiranno di sottoscrivere azioni di nuova emissione ad un prezzo di Euro 0,40 per azione entro cinque anni dall'emissione dei Warrant GEM. Il prezzo di esercizio relativo a questi 10 milioni di Warrants rimarrà fisso per tutto il periodo.

Riduzione del capitale per copertura perdite e aumento di capitale GEM

In data 12 giugno 2014 l'Assemblea Straordinaria della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha approvato, inter alia, la situazione patrimoniale della Capogruppo al 31 marzo 2014 e, quindi, adottato i necessari provvedimenti ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2446 c.c. deliberando:

  • (i) una immediata riduzione del capitale sociale della Società di Euro 17.862.545,05 a copertura delle perdite risultanti dal bilancio di esercizio 2013 nonché delle ulteriori perdite evidenziate dai documenti contabili intermedi al 31 marzo 2014, così creando i presupposti economici, finanziari e giuridici per poter procedere ad ulteriori operazioni di modifica del capitale sociale;
  • (ii) un Aumento di Capitale scindibile con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art.

2441, commi 5 e 6, c.c. riservato a GEM, nei limiti complessivi massimi di Euro 15 milioni inclusivi di sovrapprezzo;

(iii) un'emissione di massimi n. 46 milioni di Warrant da attribuire gratuitamente a GEM con contestuale ulteriore Aumento di Capitale scindibile a servizio dei Warrant GEM medesimi nei limiti complessivi massimi di Euro 12,5 milioni.

L'operazione di Aumento di Capitale, ex art. 2441, comma 5, c.c., si inserisce nell'ambito di una più ampia operazione che contempla la riduzione ed il successivo aumento del capitale sociale con esclusione del diritto di opzione nella forma di Equity Line of Credit, finalizzato a rafforzare ulteriormente le dotazioni finanziarie e patrimoniali della Società.

Accordo sindacale Mascioni

In data 6 maggio 2014 la controllata Mascioni S.p.A. ha sottoscritto con le OO.SS. un accordo di durata triennale che comporterà una significativa riduzione del costo del personale attraverso l'introduzione di un premio aziendale, connesso all'efficienza e alla redditività aziendale, quindi variabile, in sostituzione di altri istituti esistenti quali la quattordicesima mensilità.

Zucchi France S.a.r.l. e Hospitality.it S.r.l.

In data 30 giugno 2014, nell'ambito del progetto di riorganizzazione e ristrutturazione del Gruppo, è stata posta in liquidazione la Zucchi France S.a.r.l. avendo conferito mandato di vendita ad un distributore francese. In data 15 settembre 2014 la società è stata definitivamente cancellata dal registro imprese con conseguente cessazione delle attività.

In data 29 luglio 2014, nell'ambito del processo di riorganizzazione del Gruppo, è stata posta in liquidazione la partecipata Hospitality.it S.r.l.. Ogni attività da essa svolte verrà trasferita alle altre società che compongono il Gruppo Zucchi.

Dismissione parziale immobile di Urago d'Oglio

In data 29 settembre 2014 la Capogruppo ha perfezionato l'atto di dismissione parziale del plesso immobiliare sito in Urago d'Oglio (BS) la cui attività è cessata lo scorso anno. Tale operazione ha consentito di realizzare una plusvalenza di circa 95 migliaia di Euro e ha manifestato un effetto finanziario positivo di circa 1.870 migliaia di Euro al netto della quota da rimborsare alle Banche Finanziatrici nel rispetto dell'accordo di ristrutturazione sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis L.F..

Cessione partecipazione Welspun

Nell'ambito del processo di riorganizzazione del gruppo, in data 11 ottobre 2014 è stata formalizzata la cessione della partecipazione nel capitale della Welspun Zucchi Textile Limited per un valore di 661 migliaia di Euro registrando una plusvalenza pari a 23 migliaia di Euro.

Accordo di Ristrutturazione del debito con le Banche

In data 21 marzo 2013, la Vincenzo Zucchi S.p.A. con il pool di banche finanziatrici (Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca di Legnano S.p.A., Banca Popolare di Bergamo S.p.A., Banco Popolare S.c. e Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.) ed Unicredit Factoring S.p.A., ha firmato un accordo di ristrutturazione del debito bancario della società.

L'accordo in oggetto, la cui scadenza era prevista alla data 31 dicembre 2017, non prevedeva la concessione di garanzie reali a favore delle banche.

L'accordo ha acquisito efficacia in data 28 giugno 2013 dopo il passaggio in giudicato del

decreto di omologa e contestualmente all'assunzione, da parte dell'assemblea della Vincenzo Zucchi S.p.A., delle delibere di aumento di capitale in opzione e di quello riservato alle banche.

L'Accordo di Ristrutturazione è governato anche da una serie di clausole risolutive espresse a favore delle banche finanziatrici ai sensi dell'art. 1456 del Codice Civile.

L'accordo prevedeva altresì il rispetto, da parte della Vincenzo Zucchi S.p.A., e non a livello consolidato, degli indici economico/finanziari (c.d. parametri finanziari) rappresentati dal livello delle vendite, dall'EBITDA, dall'Indebitamento Finanziario a breve e dal Patrimonio Netto Adjusted ad ogni data di piano.

Gli Amministratori della Vincenzo Zucchi S.p.A. hanno illustrato, sin dal mese di luglio 2014, alle Banche Finanziatrici che come già evidenziato nel 2013, anche nel 2014, in termini di incidenza del costo del venduto rispetto all'Ebitda, gli obiettivi indicati nel Piano di Risanamento sarebbero stati difficilmente raggiungibili. Anche i risultati 2014 sarebbero stati negativamente influenzati, seppur in misura inferiore rispetto all'esercizio 2013, dal differente mix di prodotti Buy rispetto a quelli Make che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto rispetto al Piano Industriale, dal differente mix di vendite rispetto al Piano di Risanamento (la situazione di crisi di mercato ha determinato, e determina tuttora, difficoltà nel settore della biancheria confermando prezzi deflattivi per via di un orientamento generale verso prodotti e canali "promozionati"), nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale in opzione rispetto alle tempistiche previste nel Piano di Risanamento).

In considerazione degli scenari di mercato, che evidenziavano, ed evidenziano tuttora, maggiori difficoltà di penetrazione in alcuni mercati esteri, anche in virtù del rallentamento delle relative economie, ed un mercato domestico in continua flessione, si è reso necessario intervenire sul modello di business per adeguarlo alle nuove realtà economiche e alle mutate prospettive di consumo attraverso, tra l'altro, una revisione delle dinamiche distributive, una reingegnerizzazione dell'offerta ed una riduzione dell'incidenza dei costi fissi.

Alla luce dei risultati consuntivati nei primi mesi dell'esercizio 2014 e dell'andamento economico del settore, gli amministratori della Società hanno quindi ritenuto opportuno valutare la predisposizione di un nuovo piano industriale che potesse riflettere i nuovi scenari.

In considerazione del fatto che la Società, nel rispetto dell'Accordo di Ristrutturazione sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare in data 21 marzo 2013, non poteva apportare alcuna significativa modifica al Piano di Risanamento, senza il preventivo consenso delle Banche Finanziatrici, in quanto, in caso contrario, si sarebbe determinata la risoluzione di diritto dell'Accordo di Ristrutturazione, in data 29 ottobre 2014, in accordo con le Banche Finanziatrici, ha convenuto di predisporre, con l'ausilio di un advisor industriale, un nuovo piano industriale propedeutico alla definizione di una nuova manovra finanziaria.

Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha altresì richiesto alle Banche Finanziatrici:

  • a. una moratoria per il mantenimento delle linee di credito (revolving e consolidato) accordate e disciplinate dall'Accordo di Ristrutturazione;
  • b. l'impegno a non dichiarare e a non far valer alcuna facoltà di risoluzione dell'Accordo di Ristrutturazione in relazione ad uno qualsiasi degli Eventi Risolutivi (come definiti nell'Accordo di Ristrutturazione);
  • c. il mantenimento, senza alcuna revoca, delle linee definite dall'Accordo di Ristrutturazione, secondo le modalità operative in vigore.
Cooptazione e nomina nuovo Amministratore Delegato
In data 23 Dicembre 2014 il Dott. Riccardo Carradori ha rassegnato, con effetto immediato,
per motivi personali, le proprie dimissioni dalla carica di Amministratore Delegato e di
Consigliere della Società.
In sostituzione del consigliere dimissionario, il Consiglio di Amministrazione ha nominato,
mediante
cooptazione,
il
Dott.
Giovanni
Battista
Vacchi
conferendogli
la
carica
di
Amministratore Delegato della Società con le opportune deleghe per la gestione ordinaria.
ANDAMENTO
DEL GRUPPO
Conto
economico
consolidato
riclassificato
Il prospetto seguente riporta i dati sintetici e riclassificati secondo criteri gestionali dei conti
economici consolidati 2014 e 2013 rideterminato; questo prospetto differisce dallo schema
contabile del bilancio in quanto gli oneri e proventi di natura non ricorrente, ma non
specificatamente attribuibili a operazioni di ristrutturazione (oneri pari a 1.897 migliaia di Euro
nel 2014, e oneri pari a 574 migliaia di Euro, oltre a 10.275 migliaia di Euro di proventi nel
2013), sono stati classificati assieme agli oneri e proventi di ristrutturazione. Nello schema di
bilancio invece, in ossequio alle indicazioni di Consob, tali proventi ed oneri non ricorrenti
sono stati classificati nelle originarie categorie di spesa, pur se evidenziati distintamente
rispetto alle voci di costo di riferimento.
Nel prospetto seguente è stata creata una voce di risultato intermedio, prima dei costi e
proventi non ricorrenti e di ristrutturazione, denominata "Margine delle attività operative",
maggiormente indicativa dei risultati della gestione ordinaria del gruppo.
Infine, i risultati delle Discontinued operation (rappresentato dal segmento operativo Mascioni
e Filiali) sono esposti separatemente nel prospetto di conto economico e nella struttura
patrimoniale e finanziaria; i corrispondenti valori relativi all'esercizio precedente, ove presenti,
sono riclassificati ed esposti separatemente a fini comparativi, nonché rideterminati
essendosi realizzate le condizioni di cui all'IFRS 5.
Il conto economico dell'esercizio 2013 è stato riclassificato di conseguenza per consentire la
comparabilità con quello del 2014.
Sotto il profilo patrimoniale, i valori del segmento operativo "Mascioni e Filiali" sono stati
riclassificati nei saldi attivi e passivi tra le Discontinued operation.
Il presente bilancio consolidato al 31 dicembre 2014 si riferisce al Gruppo Zucchi ante
cessione delle quote di partecipazione nella Mascioni S.p.A., in quanto tale operazione si è
perfezionata ed ha avuto efficacia dal 2 ottobre 2015. Ai sensi dell'IFRS 5 – Attvità destinate
alla vendita e Discontinued operation, l'insieme delle attività e passività relative alla Mascioni
S.p.A. e filiali, che costituisce un settore operativo, si qualifica per il Gruppo Zucchi come
"Discontinued operation" e come tale è stato rappresentato nel presente bilancio. Tale
rappresentazione, per quanto riguarda la relazione sulla gestione,
ha comportato quanto
segue:
ß
per il 2014 e, a fini comparativi, per il 2013, le voci di costo e di ricavo relative alle
Discontinued operation sono state classificate nella voce Utile/(perdita) delle Discontinued
operation del conto economico;
ß
le attività correnti e non correnti relative alle
Discontinued operation
sono state
riclassificate, al 31 dicembre 2014 e, ai fini comparativi per il 2013, nella voce
Discontinued operation della situazione patrimoniale-finanziaria;
ß
le passività (escluso il patrimonio netto) relative alle Discontinued operation sono state
riclassificate, al 31 dicembre 2014 e, ai fini comparativi per il 2013, nella voce
Discontinued operation della situazione patrimoniale-finanziaria.
(in migliaia di euro) Continuing
operation 2013
Discontinued
operation 2013
Rettifiche e
iscrizione a
Discontinued
operation
Consolidato 2013
Crediti commerciali 33.951 16.783 (4.936)
Altri crediti e crediti per imposte correnti 4.323 645
Rimanenze
Debiti a breve (commerciali e altri debiti)
36.872
(29.671)
8.979
(14.385)
-
4.936
Capitale circolante netto 45.475 12.022 -
Attività relative a Discontinued operation 48.400 - (48.400)
Immobili, impianti e macchinari 42.597 20.091 -
Investimenti immobiliari - 104 -
Attività immateriali
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del P.N. e altre
1.993
590
5
7
-
-
Atre attività non correnti 3.416 1.104 -
Attivo non corrente 48.596 21.311 -
Passività relative a Discontinued operation (29.412) - 29.412
Benefici a dipendenti e altri debiti esigibili oltre
l'esercizio successivo (9.401) (3.603) -
Fondi per rischi e oneri e passività per imposte differite (8.354) (3.443) -
Capitale investito netto 95.304 26.287 (18.988)
Coperto da:
Debiti correnti verso banche ed altri finanziatori 67.828 7.212 -
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve (11.733) (582) -
Debiti finanziari verso banche ed altri finanziatori 28.725 - -
Crediti finanziari a breve termine
Crediti finanziari a breve termine v.so controllate/collegate
(774)
(336)
-
(100)
769
-
Debiti finanziari verso controllate/collegate - 769 (769)
Posizione finanziaria netta 83.710 7.299 -
Capitale e riserve di terzi 5.384 - (56)
Patrimonio netto del Gruppo 6.210 18.988 (18.932)
Totale come sopra 95.304 26.287 (18.988)

Conto economico consolidato riclassificato

(in migliaia di euro) 2014 2013 Rideterminato Var.%
Vendite 100.215 100,0% 116.211 100,0% (13,8%)
Costo del venduto 60.490 60,4% 75.405 64,9% (19,8%)
Margine industriale 39.725 39,6% 40.806 35,1% (2,6%)
Spese di vendita e distribuzione 34.678 34,6% 34.973 30,1% (0,8%)
Pubblicità e promozione 2.331 2,3% 2.838 2,4% (17,9%)
Costi di struttura 18.635 18,6% 18.936 16,3% (1,6%)
Altri costi e (ricavi) (1.359) (1,4%) (3.588) (3,1%) (62,1%)
Margine delle attività operative (14.560) (14,5%) (12.353) (10,6%) 17,9%
Oneri e (proventi) non ricorrenti e di
ristrutturazione
3.409 3,4% 5.221 4,5% (34,7%)
Proventi finanziari non ricorrenti da
rinuncia al debito bancario - 0,0% (10.142) (8,7%) (100,0%)
Risultato operativo (EBIT) (17.969) (17,9%) (7.432) (6,4%) 141,8%
Oneri e (proventi) finanziari netti 1.666 1,7% 2.270 2,0% (26,6%)
Oneri e (proventi) da partecipazione (45) 0,0% 82 0,1% (154,9%)
Risultato prima delle imposte (19.590) (19,5%) (9.784) (8,4%) 100,2%
Imposte 1.151 1,1% 474 0,4% 142,8%
Risultato d'esercizio derivante dalle
Continuing operation (20.741) (20,7%) (10.258) (8,8%) 102,2%
Risultato d'esercizio derivante dalle
Discontinued operation (18.687) (18,6%) (4.900) (4,2%)
Risultato d'esercizio (39.428) (39,3%) (15.158) (13,0%) 160,1%
Attribuibile a:
Azionisti della controllante (34.130) (13.769) 147,9%
Azionisti di minoranza (5.298) (1.389) 281,4%
RISULTATO OPERATIVO (EBIT) (17.969) (17,9%) (7.432) (6,4%) 141,8%
Ammortamenti e svalutazioni 6.116 6,1% 3.119 2,7% 96,1%
Acc.to fondo svalutazione crediti 2.403 2,4% 514 0,4% 367,5%
Acc.ti fondi rischi e oneri
Acc.to fondo svalutaz.rimanenze
65
-
0,1%
0,0%
4.154
-
3,6%
0,0%
(98,4%)
EBITDA (9.385) (9,4%) 355 0,3% (2.743,7%)
Oneri e (proventi) non ricorrenti e di
ristrutturazione
583 0,6% (8.788) (7,6%) (106,6%)
EBITDA al netto degli oneri e
proventi non ricorrenti e di
L'EBITDA relativo all'esercizio 2013 rideterminato beneficia dall'iscrizione dei proventi di
natura finanziaria non ricorrenti maturati dalla rinuncia al debito da parte delle banche in
esecuzione all'operazione di aumento di capitale della Capogruppo, pari a 10.142 migliaia di
Euro.
Vendite Le vendite sono
diminuite
complessivamente del 13,8%, registrando una
diminuzione
principalmente relativa al fatturato della Capogruppo.
Margine
industriale
Il margine industriale è
diminuito in
termini di
valore assoluto, ma migliora l'incidenza
percentuale sul fatturato. La diminuzione, rispetto allo scorso esercizio
rideterminato, è
dovuta alla riduzione del volume di affari, mentre la voce evidenzia un decremento del costo
del venduto rispetto all'esercizio 2013 rideterminato in termini di incidenza percentuale sulle
vendite nette per effetto del processo di rivisitazione dell'architettura dell'offerta attivato nel
corso dell'esercizio.
Occorre
ricordare che il margine
industriale
relativo all'esercizio 2014
è influenzato
dall'utilizzo del fondo svalutazione delle rimanenze, da parte della Capogruppo, per l'importo
di 290 migliaia di Euro (nel 2013 si è registrato un utilizzo del fondo pari a 1.485 migliaia di
Euro), maturato dalla consistente riduzione delle giacenze anche attraverso l'attività di
destocking posta in essere.
Margine delle
attività operative
Il margine delle attività operative peggiora principalmente per una riduzione degli altri ricavi
caratteristici rispetto all'esercizio precedente passando da un risultato negativo di 12,4 milioni
di Euro, dell'esercizio 2013 rideterminato, ad uno negativo pari a 14,6 milioni di Euro al 31
dicembre 2014. La voce evidenzia altresì un decremento del margine industriale in termini di
valore assoluto, per effetto di una riduzione delle vendite, parzialmente compensato da una
riduzione dei costi operativi.
Costo del lavoro Il costo del personale (vedasi SEZIONE D delle note esplicative), al netto degli oneri registrati
a fronte degli interventi di riorganizzazione, è stato pari a 26,1 milioni di Euro in diminuzione
di 2,8 milioni rispetto all'esercizio precedente rideterminato.
La Capogruppo nel corso dell'esercizio ha fatto ricorso alla procedura di cassa integrazione
guadagni straordinaria.
Nell'esercizio 2014 la Mascioni S.p.A. si è avvalsa ancora della procedura dei contratti di
solidarietà.
Ammortamenti Gli ammortamenti dell'esercizio
ammontano
a 3,3
milioni di Euro (3,1 milioni di Euro
nell'esercizio precedente rideterminato), di cui 2,8 milioni di Euro per "Immobili, impianti e
macchinari" e 0,5 milioni di Euro per le attività immateriali (2,6 milioni di Euro per "Immobili,
impianti e macchinari" e 0,5 milioni di Euro per le attività immateriali nel 2013 rideterminato).
Oneri e proventi
non ricorrenti e
di
Il conto economico accoglie un saldo netto negativo di componenti di reddito non ricorrenti e
di ristrutturazione (vedasi Nota 34), per circa 3,4 milioni di Euro, nel 2013 rideterminato tale
saldo era negativo per 5,2 milioni di Euro.
ristrutturazione Nel 2014 tra i componenti negativi si registrano: oneri sostenuti dalla Capogruppo in relazione
all'impegno di esecuzione di alcuni lavori assunto nei confronti dell'Amministrazione
Comunale di Casorezzo, nell'ambito della nuova convezione stipulata in data 10 marzo 2014,
per 0,2 milioni di Euro; oneri di natura non ricorrente per 0,1 milioni di Euro relativi ad incentivi
all'esodo corrisposti nell'ambito del processo di riorganizzazione della Capogruppo; ulteriori
costi relativi al processo di ristrutturazione del debito bancario per circa 0, 4 milioni di Euro;
svalutazioni di cespiti effettuate a seguito della
decisione di
chiusura di negozi della
Capogruppo (0,6 milioni di Euro) e della controllata Zucchi do Brasil (1,3 milioni di Euro),
nonchè per l'adeguamento del valore al fair value delle immobilizzazioni della Capogruppo
(0,9 milioni di Euro).
La voce include altresì proventi non ricorrenti rappresentati
dalla
plusvalenza realizzata dalla Capogruppo per la cessione parziale del plesso immobiliare sito
in Urago d'Oglio (BS), la cui attività è cessata lo scorso anno (0,1 milioni di Euro).
Proventi
finanziari non
ricorrenti da
rinuncia al
debito bancario
Nel 2013 erano registrati proventi finanziari non ricorrenti pari a 10,1 milioni di Euro, realizzati
dalla Capogruppo a seguito della rinuncia della propria quota di debito consolidato da parte
della Banca Nazionale del Lavoro e della conversione parziale del debito consolidato in
aumento di capitale, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art. 2441, comma 5, del
Codice Civile, ad un prezzo di Euro 0,216, di cui Euro 0,072 a titolo di capitale sociale e la
differenza a titolo di provento non ricorrente di natura finanziaria, ai sensi del'accordo di
ristrutturazione sottoscritto.
Nel 2014 non sussistono proventi finanziari non ricorrenti.
EBIT Il risultato operativo (EBIT) è stato negativo per 18,0 milioni di Euro (negativo per 7,4 milioni
di Euro nell'esercizio 2013 rideterminato, comprensivo dei proventi finanziari non ricorrenti).
EBITDA L'EBITDA è stato negativo per 9,4 milioni di Euro rispetto al dato positivo di 0,4 milioni di Euro
nell'esercizio 2013 rideterminato.
Oneri e proventi
finanziari netti
Gli oneri finanziari al netto dei proventi sono stati complessivamente pari a 1,7 milioni di Euro
(1,7% delle vendite) rispetto al valore di 2,3 milioni di Euro (2,0% delle vendite) registrato
nell'esercizio 2013 rideterminato.
Nella voce "Oneri e proventi finanziari" netti sono inclusi:
ß
1,5
milioni di Euro per interessi su debiti bancari (1,6
milioni
di
Euro
nel
2013
rideterminato);
ß
0,4 milioni di Euro per interessi su altri debiti (0,4 milioni di Euro nel 2013 rideterminato);
ß
saldo algebrico nullo delle differenze cambio (0,3 milioni di Euro negativo al nell'esercizio
2013 rideterminato);
ß
0,2 milioni di Euro per altri proventi finanziari (0,1 milioni di Euro per altri proventi finanziari
nell'esercizio 2013 rideterminato);
Gli interessi bancari corrisposti alle Banche nel corso dell'esercizio 2014 ammontano a 1,1
milioni di Euro (1 milione di Euro nel 2013 rideterminato) e hanno un'incidenza pari all'1,09%
sulle vendite. Gli interessi sui debiti bancari sono diminuiti sia per una riduzione del tasso
Euribor di riferimento sia per una minore esposizione media registrata nel corso dell'esercizio,
principalmente a seguito della rinuncia al debito da parte delle banche finanziatrici.
Oneri e proventi
da
partecipazioni
I proventi netti da partecipazioni, pari a 45 migliaia di Euro, sono la somma algebrica dei
risultati conseguiti nell'esercizio 2014 dalle collegate Intesa S.r.l. e Welspun Zucchi Ltd, oltre
alla plusvalenza realizzata dalla cessione della partecipazione detenuta dalla Capogruppo
nel capitale della collegata Welspun Zucchi Textile Limited.
Imposte Le imposte correnti, pari a circa 1,2 milioni di Euro, sono costituite principalmente dall'IRES
accantonata dalle società italiane appartenenti al Gruppo.
Sono state rilevate variazioni delle imposte differite attive e/o passive
considerando le
differenze temporanee che daranno luogo ad ammontari imponibili nella determinazione
dell'utile imponibile (o della perdita fiscale) dei futuri esercizi nei quali il valore contabile
dell'attività o passività sarà recuperato o pagato.
Si segnala che le imposte differite come sopra calcolate, nonostante sussistano sufficienti
differenze temporanee tassabili, sono state determinate senza considerare le perdite fiscali
non utilizzate, relative alla sola Capogruppo, e illimitatamente riportabili, ammontanti, alla
data del 31 dicembre 2014, ad oltre Euro 45,5 milioni di Euro perdite fiscali cumulate (a tutto
l'esercizio 2013).
In fase di consolidamento, sono state rilevate variazioni delle imposte differite di importo non
significativo relativi agli adeguamenti registrati.
Risultato di
esercizio
Il risultato dell'esercizio è negativo per 39,4 milioni di Euro (negativo per 15,2 milioni di Euro
nell'esercizio 2013 rideterminato). La perdita di pertinenza di terzi è stata pari a 5,3 milioni di
Euro (perdita di 1,4 milioni di Euro nell'esercizio 2013 rideterminato) ed è relativa alle quote di
terzi nella controllata Mascioni; conseguentemente la perdita del Gruppo è stata pari a 34,1
milioni di Euro rispetto alla perdita di 13,8 milioni di Euro consuntivata nell'esercizio 2013
rideterminato.
Vendite per settore
di attività
(in migliaia di euro)
2014
2013
Var.%
Vincenzo Zucchi e Filiali
97.949
113.678
(13,8%)
Hospitality
2.675
2.565
4,3%
-
-
Basitalia
0,0%
Rettifiche
(409)
(32)
1.178,1%
Vendite consolidate
100.215
116.211
(13,8%)
La debolezza del mercato interno
si riflette nel calo dei livelli di
attività settoriali.
L'indebolimento della domanda interna è causata essenzialmente dalle incertezze legate
all'evoluzione del reddito disponibile, su cui gravano, e graveranno nei prossimi anni, le
politiche economiche restrittive necessarie al contenimento del debito e il lento recupero del
mercato del lavoro.
La stagnazione dei principali mercati di riferimento sul fronte domestico, ha reso necessario
adottare attente politiche di approvvigionamento per cercare di ridurre il più possibile
l'impatto sui prezzi al consumo e sui volumi di vendita, nonché di riduzione di alcuni costi di
struttura.
Nel corso dell'esercizio 2014 il Gruppo Zucchi ha conseguito ricavi consolidati pari a 100.215
migliaia di Euro con una riduzione del 13,8% rispetto all'esercizio precedente rideterminato.
Vendite per area
geografica
(in migliaia di euro) 2014 2013 Var.%
Italia
Estero:
71.531 71,4% 85.337 73,4% (16,2%)
Altri paesi europei 22.433 22,4% 25.275 21,7% (11,2%)
Paesi extraeuropei 6.251 6,2% 5.599 4,8% 11,6%
Totale estero 28.684 28,6% 30.874 26,6% (7,1%)
Vendite consolidate 100.215 100,0% 116.211 100,0% (13,8%)
Con riferimento alle vendite nei mercati geografici in cui opera il Gruppo, l'Italia ha registrato
una riduzione delle vendite pari al 16,2%. Le vendite negli altri paesi europei sono diminuite,
mentre quelle nei paesi extraeuropei si sono leggermente incrementate.
Personale La situazione dei dipendenti attivi, per inquadramento e per funzione e relativamente alle
Continuing operation, è di seguito sinteticamente rappresentata:
N.dipendenti al 31
dicembre
2014 2013 2012
Dirigenti 12 17 18
Impiegati 545 583 590
Operai 207 291 291
Totale 764 891 899
vs anno precedente -14% -1% -1%
N.dipendenti al 31
dicembre
2014 2013 2012
Produzione e logistica 238 337 344
Negozi e spacci 386 402 395
Struttura 140 152 160
Totale 764 891 899
Notevoli risorse sono state dedicate alla formazione in tutte le aree aziendali. Tutte le
categorie di dipendenti sono state oggetto di programmi di formazione che, unitamente
all'applicazione di sistemi di incentivazione e coinvolgimento del personale, hanno contribuito
a migliorare professionalità e orientamento ai risultati di tutta la squadra. In totale per la
formazione sono state dedicate oltre 600 ore (1.587 nell'esercizio 2013).
Il lavoro e gli investimenti nell'area del personale sono e saranno uno degli elementi centrali
per garantire il mantenimento e lo sviluppo di risorse costantemente allineate alle necessità
di un mercato e di un gruppo in evoluzione, ma anche capaci di anticipare e di attuare i
cambiamenti necessari per raggiungere gli obiettivi che il gruppo si pone per il futuro.
Sicurezza sul
lavoro
L'elevata sicurezza sul lavoro è da sempre uno degli obiettivi forti che il gruppo si pone.
Indipendentemente
dagli
obblighi
normativi,
il
gruppo
considera
proprio
dovere
professionale, manageriale e morale fare tutto il possibile per garantire ambienti salubri e
sicuri per il proprio personale e procedure di lavoro molto rispettose delle esigenze di tutela
dei collaboratori. Grande attenzione viene sistematicamente posta all'informazione e alla
formazione degli addetti e dei responsabili, ai sistemi di prevenzione e di intervento così
come al continuo e costante monitoraggio dell'andamento degli infortuni, relativamente ai
quali gli indici di frequenza e di gravità sono in costante miglioramento e si posizionano, in
tutte le aziende del gruppo, ben al di sotto dei dati medi di riferimento.
Il Consiglio di Amministrazione, considerando questo tema di importanza centrale nella
strategia del gruppo, verifica periodicamente
mezzi, strumenti e modalità ed effettua
direttamente un monitoraggio degli infortuni, delle loro cause e dei programmi e progetti di
miglioramento della sicurezza.
Struttura
patrimoniale e
finanziaria
consolidata
La struttura patrimoniale e finanziaria consolidata al 31 dicembre 2014 e al 31 dicembre 2013 è
così sinteticamente rappresentata:
(in migliaia di euro) 2014 2013
rideterminato
Crediti commerciali 26.979 33.951
Altri crediti e crediti per imposte correnti 3.613 4.323
Rimanenze 37.238 36.872
Debiti a breve (commerciali e altri debiti) (27.223) (29.671)
Capitale circolante netto 40.607 45.475
Attività relative a Discontinued operation 31.568 48.400
Immobili, impianti e macchinari 37.945 42.597
Investimenti immobiliari - -
Attività immateriali 929 1.993
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del P.N. e altre 114 590
Altre attività non correnti 1.395 3.416
Attivo non corrente 40.383 48.596
Passività relative a Discontinued operation (31.587) (29.412)
Benefici a dipendenti e altri debiti esigibili oltre
l'esercizio successivo (9.659) (9.401)
Fondi per rischi e oneri e passività per imposte differite (8.339) (8.354)
Capitale investito netto 62.973 95.304
Coperto da:
Debiti correnti verso banche ed altri finanziatori 97.306 67.828
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve (5.398) (11.733)
Debiti finanziari verso banche ed altri finanziatori - 28.725
Crediti finanziari a breve termine (1.968) (774)
Crediti finanziari verso collegate a breve termine (498) (336)
Crediti finanziari verso collegate a medio/lungo termine - -
Posizione finanziaria netta 89.442 83.710
Capitale e riserve di terzi (5) 5.384
Patrimonio netto del Gruppo (26.464) 6.210
Totale come sopra 62.973 95.304
Capitale
investito netto
Il capitale investito
è diminuito rispetto allo scorso esercizio (63,0 milioni di Euro al 31
dicembre 2014 e 95,3 milioni di Euro al 31 dicembre 2013 rideterminato).
La diminuzione del capitale circolante netto è la risultante della somma algebrica delle voci
che la compongono: i crediti commerciali e gli altri crediti sono diminuiti di 7,7 milioni di Euro,
le rimanenze sono aumentate di 0,4 milioni di Euro, mentre i debiti correnti sono diminuiti di
2,4 milioni di Euro.
Gli investimenti in attività immateriali di 0,1 milioni di Euro (1,6 milioni di Euro nel 2013
rideterminato) si riferiscono principalmente all'acquisto un software per l'unificazione
gestionale delle rete negozi della Capogruppo.
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari ammontano a 2,3 milioni di Euro (3,5 milioni
di Euro nel 2013 rideterminato) e comprendono, tra l'altro, 1,9 milioni di Euro per l'allestimento
dei punti di vendita (2,7 milioni di Euro nel 2013 rideterminato), 0,1 milioni di Euro per rinnovo
ed ammodernamento degli impianti negli stabilimenti della Capogruppo (1,2 milioni di Euro nel
2013 rideterminato).
Posizione
finanziaria netta
L'indebitamento finanziario netto ammonta al 31 dicembre 2014 a 89,4 milioni di Euro, con un
aumento di 5,7 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2013 rideterminato, in conseguenza di:
(in migliaia di euro)
Diminuzione del capitale circolante netto
Aumento delle attività non correnti
(4.868)
(8.213)
Diminuzione delle attività Discontinued operation (16.832)
Aumento delle passività relative alle Discontinued
operation
Aumento dei benefici ai dipendenti, dei fondi rischi
ed oneri, delle imposte differite e delle passività a
(2.175)
medio-lungo termine (243)
Variazione del patrimonio netto:
di terzi
5.389
del Gruppo
32.674
38.063
5.732
I commenti in merito alla posizione finanziaria netta sono stati riportati in maniera dettagliata
nel paragrafo "Rischi ed incertezze".
Patrimonio netto
del Gruppo
Il Patrimonio netto del Gruppo alla data del 31 dicembre 2014 è negativo per 26,5 milioni di
Euro ed è diminuito di 32,7 milioni di Euro, rispetto al 31 dicembre 2013, per effetto dei
seguenti movimenti:
(in migliaia di euro)
Risultato dell'esercizio
Aumento capitale sociale
Riserva per costi di transazione per aumento capitale
Utile attuariale da valutazione TFR IAS 19
(34.130)
2.502
(285)
(947)
Differenze di conversione e altre minori 186
(32.674)
ANDAMENTO
DELLA
CAPOGRUPPO
Il prospetto seguente riporta i dati sintetici e riclassificati secondo criteri gestionali dei conti
economici 2014 e 2013; questo prospetto differisce dallo schema contabile del bilancio in
quanto i proventi e gli oneri di natura non ricorrente, ma non specificatamente attribuibili ad
operazioni di ristrutturazione (oneri per 1,9 milioni di Euro nel 2014, proventi pari a 10,3
milioni di Euro, oltre che a 0,6 milioni di Euro di oneri nel 2013 rideterminato) sono stati
classificati assieme agli oneri e proventi di ristrutturazione.
Nello schema di bilancio invece, in ossequio alle indicazioni di Consob, tali oneri non
ricorrenti sono stati classificati nelle originarie categorie di spesa, pur se evidenziati
distintamente rispetto alle voci di costo di riferimento.
Inoltre nel prospetto seguente è stata creata una voce di risultato intermedio, prima dei costi

e proventi non ricorrenti e di ristrutturazione, denominata "margine delle attività operative", maggiormente indicativa dei risultati della gestione ordinaria della Società.

Conto
economico
riclassificato
(in migliaia di euro) 2014 2013 Var.%
Vendite 90.174 100,0% 103.889 100,0% (13,2%)
Costo del venduto 60.095 66,6% 72.126 69,4% (16,7%)
Margine industriale 30.079 33,4% 31.763 30,6% (5,3%)
Spese di vendita e distribuzione 26.653 29,6% 28.286 27,2% (5,8%)
Pubblicità e promozione 1.400 1,6% 1.818 1,7% (23,0%)
Costi di struttura 14.295 15,9% 14.166 13,6% 0,9%
Altri costi e (ricavi) (768) (0,9%) (973) (0,9%) (21,1%)
Margine delle attività operative (11.501) (12,8%) (11.534) (11,1%) (0,3%)
Oneri e (proventi) non ricorrenti e di
ristrutturazione 2.077 2,3% 4.943 4,8% (58,0%)
Proventi finanziari non ricorrenti da
rinuncia al debito bancario 0,0% (10.142) (9,8%) (100,0%)
Risultato operativo (EBIT) (13.578) (15,1%) (6.335) (6,1%) 114,3%
Oneri e (proventi) finanziari netti 5.344 5,9% 2.090 2,0% 155,7%
Oneri (proventi) da partecipazione 12.729 14,1% 5.667 5,5% 124,6%
Risultato prima delle imposte (31.651) (35,1%) (14.092) (13,6%) 124,6%
Imposte 1.325 1,5% 340 0,3% 289,7%
Risultato d'esercizio (32.976) (36,6%) (14.432) (13,9%) 128,5%
RISULTATO OPERATIVO (EBIT) (13.578) (15,1%) (6.335) (6,1%) 114,3%
Ammortamenti e svalutazioni 4.019 4,5% 2.513 2,4% 59,9%
Acc.to fondo svalutazione crediti 2.429 2,7% 796 0,8% 205,2%
Acc.ti fondi rischi e oneri 62 0,1% 3.901 3,8% (98,4%)
Acc.to fondo svalutaz.rimanenze 0,0% 0,0%
EBITDA (7.068) (7,8%) 875 0,8% (907,8%)
Oneri e (proventi) non ricorrenti e di
ristrutturazione
583 0,6% (8.949) (8,6%) (106,5%)
EBITDA al netto degli oneri e
proventi non ricorrenti e di
ristrutturazione (6.485) (7,2%) (8.074) (7,8%) (19,7%)

L'EBITDA relativo all'esercizio 2013 beneficia dall'iscrizione dei proventi di natura finanziaria non ricorrenti maturati dalla rinuncia al debito da parte delle banche in esecuzione all'operazione di aumento di capitale della Capogruppo, pari a 10.142 migliaia di Euro.

Vendite Le vendite della società hanno registrato nel 2014 una riduzione del 13,2%, passando da
103,9 milioni di Euro a 90,2 milioni di Euro.
La riduzione è generalizzata sia sulle marche Zucchi e Bassetti sia sulle licenze.
Per quanto riguarda i mercati geografici in cui opera la società, si registra un calo pari a circa
il 16,1% sul mercato italiano per effetto del persistere della congiuntura economica negativa;
mentre l'incidenza delle vendite estere sul totale del volume di affari passa dal 17,9%
registrato nel 2013 al 20,7% del 2014 restando pressoché invariato in termini di valore
assoluto.
Margine
industriale
Il margine industriale evidenzia un decremento rispetto all'esercizio 2013 in termini di valore
assoluto, ma un aumento in termini di incidenza percentuale sulle vendite nette per effetto del
processo di rivisitazione dell'architettura dell'offerta attivato nel corso dell'esercizio.
Spese operative Le spese operative sono diminuite rispetto all'esercizio precedente per effetto dell'attività di
riorganizzazione e di taglio dei costi posta in essere già a partire dell'esercizio precedente.
Margine delle
attività operative
Il margine delle attività operative, che è rimasto sostanzialmente invariato a 11,5 milioni di
Euro, riflette gli effetti derivanti dalle azioni poste in essere per la riduzione dei costi di
struttura. La riduzione dei costi di struttura ha consentito di assorbire la riduzione del margine
industriale registrata per effetto della riduzione delle vendite.
Occorre
ricordare che il margine
delle attività operative relativo all'esercizio 2014
è
influenzato dall'utilizzo del fondo svalutazione delle rimanenze per l'importo di 0,3 milioni di
Euro (nel 2013 si è registrato un utilizzo del fondo pari a 1.5 milioni di Euro), maturato dalla
consistente riduzione delle giacenze anche attraverso l'attività di destocking posta in essere.
Oneri e proventi
non ricorrenti e
di
ristrutturazione
Nel 2014 tra i componenti negativi si registrano oneri sostenuti in relazione all'impegno di
esecuzione di alcuni lavori assunto nei confronti dell'Amministrazione
Comunale
di
Casorezzo nell'ambito della nuova convezione stipulata in data 10 marzo 2014 per 0,2 milioni
di Euro; oneri di natura non ricorrente per 0,1 milioni di Euro relativi ad incentivi all'esodo
corrisposti nell'ambito del processo di riorganizzazione della Capogruppo;
costi relativi al
processo di ristrutturazione del debito bancario per circa 0,4 milioni di Euro; svalutazioni di
cespiti effettuate a seguito della chiusura di negozi per
0,6
milioni di Euro e per
l'adeguamento del valore al fair value delle immobilizzazioni per 0,9 milioni di Euro. La voce
include altresì proventi non ricorrenti rappresentati
dalla plusvalenza realizzata
per la
cessione parziale del plesso immobiliare sito in Urago d'Oglio (BS), la cui attività è cessata lo
scorso anno (0,1 milioni di Euro).
Proventi
finanziari non
ricorrenti da
rinuncia al debito
bancario
Nel 2013 erano stati registrano proventi finanziari non ricorrenti, pari a 10,1 milioni di Euro,
realizzati a seguito della rinuncia della propria quota di debito consolidato da parte della
Banca Nazionale del Lavoro e della conversione parziale del debito consolidato in aumento di
capitale, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art. 2441, comma 5, del Codice
Civile, ad un prezzo di Euro 0,216, di cui Euro 0,072 a titolo di capitale sociale e la differenza
a titolo di provento non ricorrente di natura finanziaria, ai sensi del'accordo di ristrutturazione
sottoscritto.
(in migliaia di euro) 2014 2013
Proventi
Rinuncia delle banche al credito consolidato (10.142)
Rilascio fondo attualizzazione credito Descamps
Plusvalenze cessione immobili e impianti
(95) (133)
Totale proventi (95) (10.275)
Oneri
Consulenze per ristrutturazione
Incentivi all'esodo
403
51
574
4.502
Oneri immobili destinati alla vendita 224 -
Oneri chiusura negozi 605 -
Svalutazione cespiti per adeguamento fair value 889 -
Totale oneri 2.172 5.076
Totale (proventi) ed oneri 2.077 (5.199)
EBIT Per effetto di quanto sopra esposto l'EBIT è passato da un risultato negativo di 6,3 milioni di
Euro dell'esercizio 2013 ad un risultato negativo di 13,6 milioni di Euro. Si ricorda che l'EBIT
relativo all'esercizio 2013 era influenzato da proventi finanziari non ricorrenti pari a 10,1
milioni di Euro.
Fatturato per
area geografica (in migliaia di euro)
2014
2013 Var.%
Italia
71.531
79,3% 85.281
82,1%
(16,1%)
Estero:
Altri paesi europei
14.852
16,5% 14.710
14,2%
1,0%
Paesi extraeuropei
3.791
4,2% 3.898
3,8%
(2,7%)
18.643 20,7% 18.608
17,9%
0,2%
Totale
90.174
100,0% 103.889
100,0%
(13,2%)
Ammortamenti Gli ammortamenti dell'esercizio, ancorché tale voce di costo non risulti evidenziata nel conto
economico riclassificato in precedenza (si veda la Nota 27 delle note esplicative del bilancio
separato), ammontano a 2,5 milioni di Euro (stesso importo nel 2013), di cui 2,2 milioni di
Euro per gli immobili, impianti e macchinari e 0,3 milioni di Euro per le attività immateriali (2,2
milioni di Euro e 0,3 milioni di Euro rispettivamente nel 2013).
Oneri e proventi
finanziari
Gli oneri finanziari al netto dei proventi sono stati pari a 5,3 milioni di Euro con una incidenza
del 5,9% sulle vendite (2,1 milioni di Euro al 31 dicembre 2013 ed una incidenza del 2,0% sul
fatturato).
Gli interessi sui debiti bancari sono diminuiti sia per una riduzione del tasso Euribor di
riferimento sia per una minore esposizione media registrata nel corso dell'esercizio,
principalmente a seguito della rinuncia al debito da parte delle banche finanziatrici.
Nella voce oneri e proventi finanziari netti sono inclusi:
ß
1,4 milioni di Euro per interessi su debiti bancari (1,6 milioni di Euro nell'esercizio 2013);
ß
0,3 milioni di Euro per interessi su altri debiti (0,4 milioni di Euro nel 2013);
ß
0,1 milioni di Euro quale saldo netto positivo delle differenze cambio (0,2 milioni di Euro
positivi al 31 dicembre 2013);
ß
0,1 milioni di Euro per altri proventi finanziari (oneri finanziari per 0,1 milioni di Euro
nell'esercizio 2013).
ß
3,8 milioni di Euro per rettifiche di valore dei crediti finanziari
Gli interessi bancari corrisposti alle Banche nel corso dell'esercizio 2014 ammontano a 1,1
milioni di Euro e hanno un incidenza pari all' 1,3% sulle vendite (1,3 milioni di Euro nel 2013 -
incidenza 1, 2%).
Oneri e proventi
da
partecipazione
Gli oneri da partecipazione netti comprendono la svalutazione delle partecipazioni Mascioni
S.p.A. per 12.900 migliaia di Euro, Bassetti Espanola per 65 migliaia di Euro, Mascioni USA
per 404 migliaia di Euro, Hospitality.it per 55 migliaia di Euro, Zucchi S.A. per 52 migliaia di
Euro, Ta Tria Epsilon Bianca per 40 migliaia di Euro, Zucchi France per 49 migliaia di Euro e
Basitalia S.r.l. per 18 migliaia di Euro. I proventi da partecipazione comprendono i dividendi
percepiti dalla controllata Bassetti Deutschland per 500 migliaia di Euro e la Bassetti Schweiz
per 331 migliaia di Euro.
sinteticamente rappresentata:
(in migliaia di euro) 2014 2013
36.127
3.302
32.312
(26.391)
Capitale circolante netto 42.972 45.350
Attività non correnti destinate alla vendita - -
Immobili, impianti e macchinari 36.914 40.924
Investimenti immobiliari - -
1.143
15.355
2.690
Passività direttamente attribuibili ad attività non correnti 60.112
destinate alla vendita - -
esigibili oltre l'esercizio successivo (14.422) (14.221)
(3.098)
88.143
Coperto da:
Debiti correnti verso banche e altri finanziatori 97.299 67.828
Debiti finanziari a breve verso società controllate e collegate 95 76
Crediti finanziari a breve verso terzi (5) (5)
Crediti finanziari a breve verso società controllate e collegate (2.473) (1.205)
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve (2.226) (9.080)
Crediti finanziari a lungo verso società controllate e collegate - (2.000)
Debiti finanziari e medio/lungo termine - 28.725
Posizione finanziaria netta 92.690 84.339
Patrimonio netto (27.648) 3.804
Totale come sopra 65.042 88.143
Crediti commerciali
Altri crediti e crediti per imposte correnti
Rimanenze
Debiti a breve
Attività immateriali
Partecipazioni
Altre attività non correnti
Attività non correnti
Benefici ai dipendenti e fondi per rischi ed oneri, altri debiti
Passività per imposte differite
Capitale investito netto
La struttura patrimoniale e finanziaria al 31 dicembre 2014 e al 31 dicembre 2013 è così
33.775
2.734
30.374
(23.911)
885
1.567
1.214
40.580
(4.088)
65.042
Capitale
investito netto
Il capitale investito netto è complessivamente diminuito rispetto al 31 dicembre 2013 di 32,3
milioni di Euro; tale variazione è imputabile alla riduzione delle attività non correnti per 19,5
milioni di Euro, del capitale circolante netto per 2,4 milioni di Euro, dall'aumento dei fondi
rischi ed oneri, passività per imposte differite e benefici ai dipendenti per complessivi 1,2
milioni di Euro.
La riduzione del capitale circolante netto è la somma algebrica della riduzione di tutte le voci
che lo compongono.
La riduzione delle attività non correnti è principalmente imputabile alla svalutazione delle
partecipazioni.
Posizione Gli investimenti in attività immateriali di 105 migliaia di Euro (481 migliaia di Euro nel 2013) si
riferiscono principalmente all'acquisto del software necessario all'unificazione gestionale delle
rete negozi.
Gli investimenti in immobilizzazioni materiali di 1,7 milioni di Euro (2,5 milioni di Euro nel
2013) comprendono principalmente 1,4 milioni di Euro per allestimento di punti di vendita (1,8
milioni di Euro nel 2013) e 0,1 milioni di Euro per rinnovo e ammodernamento di impianti
produttivi e fabbricati (0,7 milioni di Euro nel 2013).
finanziaria netta L'indebitamento finanziario netto ammonta al 31 dicembre 2014 a 92,7 milioni di Euro, con un
incremento 8,4 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2013, in conseguenza di:
(in migliaia di euro)
Diminuzione del capitale circolante netto (2.378)
Diminuzione delle attività non correnti (19.532)
Aumento dei benefici ai dipendenti, fondi rischi ed oneri, passività per
imposte differite (1.191)
Variazione del patrimonio netto: 31.452
Totale 8.351
I commenti in merito alla posizione finanziaria netta sono stati riportati in maniera dettagliata
nella Nota 6 delle note esplicative del bilancio separato.
Patrimonio netto Rispetto al 31 dicembre 2013 il patrimonio netto della Società, negativo per 27,6 milioni di
Euro, è diminuito di 31,5 milioni di Euro, come di seguito evidenziato:
(in migliaia di euro)
Risultato dell'esercizio (32.976)
Aumento capitale 2.502
Riserva per costi di transazione per aumento capitale (285)
Utile (perdita) attuariale da valutazione TFR IAS 19 (693)
(31.452)
Rapporti con
imprese
controllate,
collegate e con
entità correlate
In allegato alle note esplicative e negli schemi di bilancio vengono esposti i dettagli dei
rapporti intercorsi tra la Vincenzo Zucchi S.p.A., le società controllate, collegate e parti
correlate; sempre nelle note esplicative vengono dettagliati anche i rapporti tra il gruppo, le
società collegate e le entità correlate.
I dati delle società controllate sono desunti dai bilanci redatti secondo i principi contabili
internazionali omologati dall'UE e predisposti ai fini della loro inclusione nel bilancio
consolidato.
Le società controllate e collegate hanno avuto il seguente andamento:
Mascioni S.p.A. – Italia – partecipazione diretta 71,65%
Opera nel settore della nobilitazione tessile per conto terzi e nella vendita di prodotti
confezionati alla distribuzione organizzata e alle catene retail.
La Mascioni S.p.A. ha fatturato 46,6 milioni di Euro nell'esercizio 2014 rispetto a 46,1 milioni
di Euro del 2013, di cui il 24,7% verso il Gruppo (28,9% al 31 dicembre 2013). Ha chiuso
l'esercizio con una perdita di 6,1 milioni di Euro (4,9 milioni di Euro di perdita nell'anno
precedente).
L'incidenza delle esportazioni sul totale del fatturato è aumentata al 61,0% rispetto al 60,2%
registrata a fine 2013.
La Società controlla il 100% delle quote della Mascioni
America Inc, società di diritto
americano che svolge attività di servizi commerciali e assistenza post vendita per il mercato
nordamericano per conto della controllante.
I risultati marcatamente negativi degli ultimi esercizi, hanno indotto la Mascioni S.p.A.
nell'obiettiva impossibilità di far fronte con assoluta regolarità alle proprie obbligazioni, non
disponendo della liquidità necessaria per estinguere tutti i propri debiti alle scadenze pattuite.
Il 5 maggio 2015 il Consiglio di Amministrazione della Mascioni S.p.A. ha deliberato il
deposito della domanda ex art. 161, sesto comma, L.F., per poter beneficiare degli effetti
protettivi derivanti dalla procedura al fine di poter proseguire in piena continuità nella propria
attività nell'interesse della clientela e del mercato, nonché nell'attività di ristrutturazione
aziendale. L'8 maggio 2015 la società provvedeva a depositare la domanda di ammissione al
concordato preventivo presso il competente Tribunale ottenendone l'emissione in data 13
maggio.
Di qui l'instaurazione di una trattativa con i principali creditori finalizzata alla ristrutturazione
dell'indebitamento; il processo ha portato alla cessione della partecipazione (finalizzata in
data 2 ottobre 2015) a PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A
I benefici dell'operazione consentono la possibilità di accelerare il rilancio delle attività in
continuità attraverso una maggiore focalizzazione delle risorse da parte del nuovo investitore.
Basitalia S.r.l. - Italia – partecipazione 100%
La Società esercita attività di affitto di azienda per i negozi che fanno capo alla rete del
Gruppo.
Basitalia ha conseguito proventi per
2,1 milioni di Euro, stesso importo nel 2013 ed ha
realizzato una perdita
di 171
migliaia di Euro contro un utile di
60
migliaia di Euro
nell'esercizio 2013.
Hospitality.IT Srl – Italia – partecipazione 100%
In data 29 luglio 2014, nell'ambito del processo di riorganizzazione del Gruppo, è stata posta

in liquidazione, l'attività (di distribuzione dei prodotti per le comunità e in particolare per le grandi catene alberghiere) viene esercitata direttamente dalla Capogruppo.

Il marchio "Hotel Collection" è stato ceduto a Basitalia S.r.l..

Hospitality.IT Srl ha conseguito ricavi per 384 migliaia di Euro (665 migliaia di Euro nel 2013) ed ha registrato un utile 216 migliaia di Euro (74 migliaia di Euro di perdita nel 2013).

Mascioni USA Inc (ex Mascioni Hospitality Inc.) – Stati Uniti – partecipazione 100%

La Mascioni USA Inc, società che opera nel mercato nordamericano e distribuisce prodotti per le comunità e in particolare per le grandi catene alberghiere, ha conseguito un fatturato di 2,3 milioni di Euro (1. 9 milioni di Euro nel 2013) e realizzato perdite per 384 migliaia di Euro (perdita di 175 migliaia di Euro nel 2013).

Altre società controllate estere

Si tratta di società commerciali che distribuiscono i prodotti del gruppo sui mercati locali principalmente tramite negozi diretti e il canale del dettaglio tradizionale. Con riferimento alla partecipata spagnola si segnala l'attività di riorganizzazione e

ristrutturazione posta in essere a fine esercizio tesa alla riduzione dei costi fissi di struttura. La società di diritto belga Zucchi S.A. alla data di redazione del bilancio non risulta ancora operativa.

In sintesi:

Fatturato Utile ( perdita)
(in migliaia di euro) % partecipazione 2014 2013 2014 2013
Zucchi do Brasil Ltda - Brasile * 75% 446 65 (3.307) (1.270)
Bassetti Deutschland G.m.b.H. - Germania 100% 13.728 14.368 11 504
Bassetti Espanola S.A. - Spagna 100% 1.833 3.774 (65) (678)
Bassetti Schweiz AG - Svizzera ° 100% 5.412 4.859 302 (85)
Ta Tria Epsilon Bianca S.A. - Grecia 100% 1 30 (69) (47)
Zucchi S.A. - Belgio 99% - - (52) (42)

° Valori convertiti in Euro ai cambi utilizzati per la redazione del bilancio consolidato

Mascioni America Inc. – Stati Uniti – partecipazione indiretta 71,65%

La società controllata da Mascioni S.p.A., con sede in New York, ha per oggetto lo sviluppo del mercato americano, con particolare riguardo alla fornitura a noti marchi di moda locali. Il fatturato conseguito nell'esercizio 2014 è pari a 0,2 milioni di Euro (2,1 milioni di Euro nell'esercizio 2013) ed ha realizzato una perdita di 133 migliaia di Euro contro una perdita di 33 migliaia di Euro nell'esercizio precedente. La riduzione dei volumi rientra nelle strategie di gruppo che prevedono il trasferimento dell'attività direttamente in capo alla controllante diretta Mascioni S.p.A..

Welspun Zucchi Textiles Private Ltd - India - Partecipazione 50%

La Società è una "joint venture" con un importante gruppo indiano attivo anche in altri settori industriali e produce in India accappatoi di spugna prevalentemente ideati in Italia. L'esercizio si chiude al 31 marzo di ogni anno.

Nel corso dell'esercizio 2013 la partecipata ha cessato la propria attività e ha iniziato una procedura di liquidazione dei beni.

In data 11 ottobre 2014 è stato formalizzata la cessione della partecipazione nel capitale della Welspun Zucchi Textile Limited per un valore di 661 migliaia di Euro registrando una plusvalenza pari a 23 migliaia di Euro.

Intesa Srl - Partecipazione 24,50%
La Società produce tessuti per la casa e, prevalentemente, per l'abbigliamento.
Il bilancio al 31 dicembre 2014 approvato dal Consiglio di Amministrazione, mostra vendite
per 6,1 milioni di Euro (5,2 milioni di Euro al 31 dicembre 2013) e chiude con un utile di 39
migliaia di Euro (utile 12 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013).
Altre
informazioni
relative al
Gruppo
Attività di ricerca e sviluppo
Le spese di sviluppo, prevalentemente inerenti allo studio e alla progettazione di nuovi
prodotti, sono state imputate al conto economico dell'esercizio.
Informazioni ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali)
Si segnala che il documento programmatico sulla sicurezza, previsto dall'allegato B del
D.Lgs. 196/2003, è stato oggetto di revisione e aggiornamento da parte della capogruppo
Vincenzo Zucchi S.p.A. e delle altre italiane incluse nell'area di consolidamento.
Azioni proprie
La Società e le società controllate non possiedono direttamente e/o indirettamente azioni
proprie. Le società controllate non possiedono direttamente e/o indirettamente azioni e/o
quote della Società controllante.
Rapporti con parti correlate e gestione del rischio
Con riferimento ai rapporti con parti correlate, di natura commerciale e finanziaria, effettuati a
valori di mercato, attentamente monitorati dagli organi preposti (Comitato di Controllo Interno
e Collegio Sindacale), ed alla gestione del rischio si rinvia alle note esplicative.
Relativamente all'andamento delle società controllate e collegate ed i rapporti con le stesse si
rinvia a quanto già descritto in precedenza.
Si segnala altresì che, come avvenuto nel 2013, nel corso dell'esercizio la Vincenzo Zucchi
S.p.A. ha acquisito pro-solvendo crediti commerciali della collegata Intesa S.r.l. e dalla
controllata Mascioni S.p.A.
al fine di poterli negoziare sulle proprie linee di credito
autoliquidanti non disponendo le partecipate di sufficienti linee di credito autoliquidanti.
Le operazioni sono avvenute a normali condizioni di mercato.
Mascioni S.p.A. ed Intesa S.r.l. intrattengono da molto tempo rapporti commerciali con i
clienti ceduti e restano responsabile per le eventuali insolvenze di questi ultimi. Il rischio
connesso a tale operazione è quindi legato alla solvibilità di Mascioni S.p.A. e di Intesa S.r.l
Direzione e coordinamento
Ai sensi dell'art. 2497-bis codice civile, si precisa che la Capogruppo non è soggetta ad
attività di direzione e coordinamento da parte di altra compagine societaria, in quanto tutte le
decisioni aziendali sono prese autonomamente dal Consiglio di Amministrazione.
Operazioni atipiche o inusuali
Il bilancio dell'esercizio 2014
non riflette componenti di reddito e poste patrimoniali e
finanziarie (positive e/o negative) derivanti da eventi e operazioni atipiche e/o inusuali.
Sedi secondarie
L'elenco delle sedi secondarie della Capogruppo e delle società del Gruppo viene allegato al
presente fascicolo di bilancio.
Relazione annuale sul sistema di
Corporate Governance, sull'adesione al Codice di
Autodisciplina ed informazioni sugli assetti proprietari
La relazione annuale sul sistema di corporate governance e sull'adesione al codice di
autodisciplina, nonché relativa alle informazioni sugli assetti proprietari, viene depositata con
il fascicolo di bilancio e verrà messa a disposizione del pubblico presso la sede sociale e la
Borsa Italiana S.p.A. nei termini di legge prescritti.
La documentazione sarà disponibile anche sul sito internet della società all'indirizzo
www.gruppozucchi.com .
Relazione illustrativa in materia di politica sulla remunerazione
La relazione illustrativa in materia di politica sulla remunerazione viene depositata con il
fascicolo di bilancio e verrà messa a disposizione del pubblico presso la sede sociale e la
Borsa Italiana S.p.A. nei termini di legge prescritti.
La documentazione sarà disponibile anche sul sito internet della società all'indirizzo
www.gruppozucchi.com .
Ammontare dei compensi corrisposti agli amministratori, ai sindaci ed ai dirigenti con
responsabilità strategiche
Nella tabella allegata alla Nota 44 del Bilancio consolidato sono indicati gli emolumenti
corrisposti nel 2014 dalla Vincenzo Zucchi S.p.A. e dalle sue controllate ai componenti degli
organi di amministrazione e controllo e degli altri dirigenti con responsabilità strategiche.
Sono inclusi tutti i soggetti che hanno ricoperto le suddette cariche anche per una frazione
d'anno.
Eventi
successivi
relativi al
Gruppo
Liberazione aumento di capitale in opzione
Con riferimento all'integrale liberazione dell'aumento di capitale in opzione, perfezionato nel
mese di dicembre 2013, l'azionista Gianluigi Buffon non ha proceduto entro il termine del 31
dicembre 2014 (come deliberato dall'Assemblea in data 28 giugno 2013) all'integrale
liberazione della quota sottoscritta. Il Consiglio di Amministrazione si è, pertanto, attivato per
l'escussione della fidejussione assicurativa (per l'incasso della quota residua di cinque milioni
di Euro) a suo tempo rilasciata a garanzia del regolare pagamento di quanto dovuto per la
sottoscrizione delle nuove azioni che fossero rimaste inoptate. Il predetto importo è pervenuto
nella disponibilità della Società il 26 febbraio 2015 con conseguente liberazione integrale del
predetto aumento di capitale.
Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare
In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in
seduta straordinaria, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche finanziatrici a
proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla definizione della
correlata manovra finanziaria.
Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di
ristrutturazione con le banche finanziatrici ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, il
Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del ricorso ex art. 161,
sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di tempo intercorrente fra
tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della
Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e l'inoperatività della causa di
scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, cod. civ

sui provvedimenti ex art. 2447 cod. civ., consentendo, nelle more, alla Società di addivenire ad un nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare.

In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942.

In questo contesto la Società beneficerà degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla normativa applicabile che consentirà alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse della propria clientela e del mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti.

In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del piano, e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Il Tribunale ha altresì disposto che la Società depositi una relazione esplicativa dell'attività di gestione ordinaria e dell'attività finalizzata alla predisposizione della proposta e del piano, nonché una situazione finanziaria dell'impresa, alle seguenti scadenze: 22 maggio 2015, 22 giugno 2015 e 22 luglio 2015.

Gli atti di straordinaria amministrazione erano consentiti solo se urgenti, previa autorizzazione del Tribunale.

La scadenza originaria assegnata dal Tribunale si è rivelata obiettivamente incompatibile con il varo del piano e della relazione dell'attestatore per l'oggettiva complessità della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della Vincenzo Zucchi S.p.A..

Per tale motivo, in data 5 agosto 2015, la Società ha depositato istanza di proroga dei termini della procedura ex art. 161, sesto comma, L.F.. In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182 bis Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

In data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., ha dichiarato inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F.

Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, da parte di Mascioni S.p.A.

In data 8 maggio 2015 anche la controllata Mascioni S.p.A., alla luce della domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942, depositata dalla capogruppo, ha presentato la propria separata domanda di concordato preventivo "con riserva" ai sensi dell'art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942, prodromica anche in questo caso al deposito di un ricorso per l'omologazione di un accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F. ovvero di una proposta di concordato di tipo "in continuità".

In data 14 maggio 2015, il Tribunale di Varese ha concesso alla partecipata Mascioni S.p.A. un termine di 90 giorni per il deposito della proposta del piano e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Il Tribunale di Varese ha altresì disposto che la controllata proceda al deposito, alla scadenza del trentesimo giorno, di una aggiornata situazione economico finanziaria sull'andamento dell'attività d'impresa, con indicazione degli atti di straordinaria amministrazione compiuti, dei pagamenti per importi superiori a 150.000 Euro, delle eventuali istanze di fallimento, proposte nei di lei confronti, e dei pignoramenti ricevuti.

Nomina nuovo Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha convocato l'Assemblea degli azionisti, per il giorno 1 giugno 2015, avendo il Consigliere Anna Schiaffino rassegnato, per motivi personali, con effetto immediato, le proprie dimissioni da tutte le cariche ricoperte (consigliere non esecutivo/indipendente e membro del comitato per le retribuzioni e comitato per il controllo interno) e comportando, in tal modo, la decadenza dell'intero Consiglio di Amministrazione, che resta in carica in regime di prorogatio sino alla data della prossima assemblea ordinaria.

In data 30 maggio 2015 il sindaco effettivo, Primo Ceppellini, ha rassegnato, per motivi personali, le dimissioni dalla carica con efficacia dal 30 giugno 2015. La società, pertanto, ha convocato l'assemblea dei soci affinché la stessa provveda all'integrazione del collegio sindacale.

In data 1 giugno 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha eletto, previa definizione del numero dei suoi componenti in sette, il nuovo Consiglio di Amministrazione che resterà in carica sino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2017.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto dai Signori Giovanni Battista Vacchi, Angelo Turi, Paolo Pedersoli, Barbara Adami Lami e Giuseppe Rielli, espressi dall'unica lista presentata congiuntamente dagli azionisti Gianluigi Buffon e GB Holding S.r.l., nonché dai Signori Patrizia Polliotto e Giuseppe Fornari i cui nominativi sono stati espressi in sede assembleare dallo stesso azionista.

I Consiglieri Angelo Turi, Barbara Adami Lami, Giuseppe Rielli, Patrizia Polliotto e Giuseppe Fornari hanno dichiarato di essere in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla normativa applicabile e dallo Statuto Sociale.

Il Consiglio di Amministrazione della Società, riunitosi in data 4 giugno 2015, ha attribuito le cariche sociali nominando Presidente del Consiglio di Amministrazione Angelo Turi e confermando Giovanni Battista Vacchi quale Amministratore Delegato.

Sono stati nominati i componenti del Comitato per il Controllo Interno (composto da Giuseppe Fornari, Giuseppe Rielli e Paolo Pedersoli) e del Comitato Politiche Retributive (Barbara Adami Lami, Patrizia Polliotto e Giuseppe Rielli).

Il Consiglio di Amministrazione ha, inoltre, nominato Patrizia Polliotto quale Lead Independent Director e Giovanni Battista Vacchi Amministratore Esecutivo incaricato di sovrintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno.

Zucchi do Brasil Ltda

La filiale Zucchi do Brasil Ltda ha completato nel mese di luglio 2015 la chiusura dei punti vendita decisa nel mese di febbraio 2015 stante i negativi risultati conseguiti e l'assenza di prospettive future per la filiale.

Cessione partecipazione Mascioni S.p.A.

Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A., (di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A,

per un importo complessivo di 150 mila Euro, al lordo dei costi connessi alla cessione. Non si ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.

Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio). Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Società ottenga l'omologa non più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Accordo con Astrance Capital SAS

In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche finanziatrici, ha deliberato di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F..

La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di capitale riservato per euro 10 milioni successivamente all'intervenuta omologa dell'accordo di ristrutturazione.

Nuovo accordo di ristrutturazione del debito con le banche finanziatrici ex art. 182bis L.F.

In data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo") saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività).

Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì:

  • la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"); e

  • l'impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH ovvero in Newco nonché il contestuale impegno di quest'ultime a sottoscrivere e liberare l'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte

mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182 bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il rigetto della stessa.

Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.

In particolare, l'intesa prevede:

  • un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da Astrance medesima;

  • l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);

  • un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;

  • il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno 2020 e sino al 31 dicembre 2020;

  • il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni tempo;

  • l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di ristrutturazione.

L'esecuzione delle intese è subordinata all'omologa definitiva ed alle altre condizioni previste nell'accordo di ristrutturazione.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.

La procedura così instaurata porta il numero 4/2015.
Cessione marchio Mascioni Hotel Collection
Si segnala, infine, che, nell'ambito del processo di cessione della partecipazione Mascioni,
Basitalia S.r.l., società controllata da Vincenzo Zucchi S.p.A., in data 26 febbraio 2016 ha
ceduto il marchio Mascioni Hotel Collection a Mascioni S.p.A. al prezzo di Euro 200 mila.
Non si rilevano altri eventi di particolare rilevanza successivi alla data della chiusura
dell'esercizio.
Per ulteriori informazione si rinvia a quanto esposto nel paragrafo sulla Continuità aziendale.
Evoluzione
della gestione
del Gruppo
Il 2014 si è chiuso con quadro economico generale in ulteriore deterioramento, in particolare
per l'Italia.
Il contesto dei mercati è caratterizzato ancora da significativa incertezza. Il permanere di una
situazione di stagnazione dell'economia reale nei mercati europei, seppur con qualche
debole segnale di ripresa dei consumi nei primi mesi del 2015, unitamente ad un contesto
geo-politico, economico e sociale a livello internazionale particolarmente complesso rendono
lo scenario oltremodo incerto e ancor più complessa l'attività previsionale.
Infatti, i risultati dell'esercizio 2015 sono stati comunque influenzati da rischi ed incertezze
dipendenti oltre che da molteplici fattori congiunturali, non tutti inerenti la sfera di controllo del
Gruppo e, in particolare, dall'oscillazione dei prezzi delle materie prime, anche dall'attività di
ristrutturazione e riorganizzazione del Gruppo.
Le vendite nette conseguite nel 2015 sono state, infatti, inferiori di oltre il 14% rispetto a
quelle realizzate nel 2014.
Per ogni ulteriore informazione si rinvia al paragrafo sulla Continuità aziendale.
RISCHI ED
INCERTEZZE A
CUI IL GRUPPO
E' ESPOSTO
Rischi connessi
alle condizioni
generali
dell'economia
La situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo è influenzata dai vari fattori
che compongono il quadro macro-economico, inclusi l'incremento o il decremento del
Prodotto Nazionale Lordo, il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, l'andamento dei
tassi di interesse per il credito al consumo, il costo delle materie prime e il tasso di
disoccupazione nei vari Paesi in cui opera il Gruppo.
Il Gruppo opera in un settore storicamente soggetto ad elevata ciclicità soprattutto nella parte
a monte della filiera (Mascioni), che tende a riflettere il generale andamento dell'economia.
A causa delle difficoltà nel prevedere la dimensione e la durata dei cicli economici, non si può
fornire alcuna assicurazione circa gli andamenti futuri della domanda, o dell'offerta, dei
prodotti venduti dal Gruppo nel mercato in cui lo stesso opera.
Peraltro, anche in assenza di recessione economica o deterioramento del mercato del
credito, ogni evento macroeconomico
-
quali un incremento dei prezzi dell'energia,
fluttuazioni nei prezzi delle commodities e di altre materie prime, fluttuazioni avverse in fattori
specifici quali tassi di interesse e rapporti di cambio, modifiche delle politiche governative
(inclusa la regolamentazione in materia d'ambiente), potrebbero incidere in maniera
significativamente negativa sulle prospettive e sull'attività del Gruppo, nonché sui suoi risultati
economici e sulla sua situazione finanziaria.
Rischi connessi ai
fabbisogni di
Il futuro andamento del Gruppo dipenderà, tra l'altro, dalla capacità del Gruppo stesso di far
fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i
mezzi finanziari flussi derivanti dalla gestione operativa, la liquidità attualmente disponibile, il rinnovo o il
rifinanziamento dei prestiti bancari e l'eventuale ricorso al mercato dei capitali o altre fonti di
finanziamento.
Per maggiori dettagli sui rischi connessi al soddisfacimento dei fabbisogni finanziari si rinvia a
quanto descritto al paragrafo "Continuità aziendale".
Rischio di credito,
rischi connessi alla
fluttuazione dei
tassi di cambio ed
interesse
Il Gruppo, che opera su più mercati a livello mondiale, è naturalmente esposto a rischi di
mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse. L'esposizione ai rischi di
cambio è collegata principalmente alla diversa distribuzione geografica delle sue attività
produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi esportativi denominati in valute diverse
da quella dell'euro. In particolare il Gruppo risulta essere principalmente es posto, per le
esportazioni, alle fluttuazioni del dollaro americano e a quelle della sterlina inglese, mentre
per le importazioni, dalle fluttuazioni del dollaro americano dall'area dollaro USA a quella
dell'euro.
Il Gruppo utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni delle
proprie attività. Variazioni nei livelli dei tassi di interesse possono comportare incrementi o
riduzioni nel costo di tale fonte di finanziamento.
Coerentemente con le proprie politiche di gestione del rischio, il Gruppo cerca di fare fronte ai
rischi relativi alle oscillazioni dei tassi di cambio attraverso il ricorso a strumenti finanziari di
copertura. Nonostante l'efficacia di tali operazioni di copertura finanziaria, repentine
fluttuazioni dei tassi di cambio potrebbero avere un impatto negativo sui risultati economici e
finanziari del Gruppo.
Rischi connessi ai
rapporti con
dipendenti e
fornitori
In diversi paesi in cui il Gruppo opera, i dipendenti del Gruppo sono protetti da varie leggi e/o
contratti collettivi di lavoro che garantiscono loro, tramite rappresentanze locali e nazionali, il
diritto di essere consultati riguardo a specifiche questioni, ivi inclusi il ridimensionamento o la
chiusura di punti di vendita e la riduzione dell'organico. Tali leggi e/o contratti collettivi di
lavoro applicabili al Gruppo potrebbero influire sulla flessibilità del Gruppo stesso nel
ridefinire e/o riposizionare strategicamente le proprie attività. La capacità del Gruppo di
operare eventuali riduzioni di personale o altre misure di interruzione, anche temporanea, del
rapporto di lavoro è condizionata da autorizzazioni governative e dal consenso dei sindacati.
Le proteste sindacali da parte dei lavoratori dipendenti potrebbero avere effetti negativi sul
business dell'azienda.
Inoltre, il Gruppo acquista materie prime e componenti da un ampio numero di fornitori e
dipende dai servizi e dai prodotti fornitigli da altre aziende esterne al Gruppo. Alcune di tali
imprese sono anche altamente sindacalizzate. Una stretta collaborazione tra il produttore ed i
fornitori è usuale nei settori in cui il Gruppo opera, è soprattutto un fattore importante per
proseguire nell'azione di riduzione dei costi intrapresa e se, da un lato, può portare benefici
economici in termini di riduzione dei costi, dall'altro fa sì che il Gruppo debba fare affidamento
su detti fornitori con la conseguente possibilità che difficoltà dei fornitori (siano esse originate
da
fattori
esogeni
o
endogeni)
anche
di
natura
finanziaria,
possano
ripercuotersi
negativamente sul Gruppo.
Rischi connessi al
management
Il successo del Gruppo dipende in larga parte dall'abilità dei propri amministratori esecutivi di
gestire efficacemente il Gruppo ed i singoli settori. La perdita delle prestazioni di un
amministratore esecutivo o di altra risorsa chiave senza un'adeguata sostituzione, nonché
dell'incapacità di attrarre e trattenere risorse nuove e qualificate, potrebbe avere effetti
negativi sulle prospettive, attività e risultati economici e finanziari del Gruppo.
Rischi relativi alle
vendite su mercati
internazionali e
all'esportazione
Una parte delle vendite del Gruppo, seppur non significativa, ha luogo al di fuori dell'Unione
Europea. Il Gruppo è esposto ai rischi inerenti l'operare su scala globale, inclusi i rischi
relativi: all'esposizione a condizioni economiche e politiche locali, all'attuazione di politiche
restrittive delle importazioni e/o esportazioni, alla sottoposizione a molteplici regimi fiscali, in
particolare in tema di transfer pricing e di applicazione di ritenute o altre imposte su rimesse e
altri pagamenti a favore di, o da parte di, società controllate, all'introduzione di politiche
limitative e restrittive degli investimenti stranieri e/o del commercio, nonché politiche di
controllo dei tassi di cambio e relative restrizioni al rimpatrio dei capitali.
In particolare il Gruppo opera in acquisto con realtà quali la Turchia, l'India, il Pakistan e la
Cina. Il verificarsi di sviluppi politici e economici sfavorevoli in tali aree potrebbero incidere in
maniera significativamente negativa sulle prospettive e sull'attività del Gruppo, nonché sui
risultati economici e sulla situazione finanziaria del Gruppo.
Rischi connessi
alla politica
ambientale
Alcune attività del Gruppo, in particolare l'attività di nobilitazione, sono soggette a molteplici
norme e regolamenti in materia ambientale, e tale regolamentazione è oggetto di revisione in
senso restrittivo in molti ambiti geografici in cui il Gruppo opera. Per attenersi a tale
normativa, il Gruppo prevede di dover continuare a sostenere costi elevati.
Rischi connessi ai
risultati delle
controllate e
collegate
La Capogruppo ha crediti commerciali e finanziari nei confronti delle proprie filiali estere; la
redditività, e la conseguente gestione finanziaria della società, quindi, risentono in buona
parte della situazione-economico, patrimoniale e finanziaria delle controllate estere e delle
collegate, in quanto situazioni di difficoltà di pagamento o di calo degli ordini sofferto da parte
di quest'ultime, potrebbero comportare il rischio del mancato incasso a breve dei crediti
commerciali e finanziari.
I risultati della controllata Mascioni S.p.A., i relativi fabbisogni finanziari, il mancato
raggiungimento dei volumi di produzione dalla
stessa previsti, tali da consentire il
raggiungimento del punto di pareggio, possono influenzare gli andamenti economici e
finanziari dela Capogruppo.
Rischi connessi
alla capacità di
offrire prodotti
innovativi
Il successo delle attività del Gruppo dipenderà dalla capacità di mantenere ed incrementare
le quote sui mercati in cui attualmente opera e/o di espandersi in nuovi mercati attraverso
prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo che garantiscano adeguati livelli di
redditività. In particolare, qualora il Gruppo non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti
innovativi e competitivi rispetto a quelli dei principali concorrenti in termini, tra l'altro, di prezzo
e qualità, o qualora vi fossero dei ritardi nell'uscita sul mercato di nuove collezioni, le quote di
mercato del Gruppo potrebbero ridursi con un impatto significativamente negativo sui risultati
economici e finanziari del Gruppo stesso.
Continuità
aziendale
Vengono richiamate le parti del bilancio in cui sono descritte le attività del Gruppo, insieme
con i fattori che verosimilmente ne influenzeranno il futuro sviluppo, la performance
economica, la posizione finanziaria, i flussi di cassa, la liquidità e i finanziamenti, gli obiettivi
del Gruppo, le sue politiche e i processi di gestione del capitale, gli obiettivi di gestione dei
rischi finanziari, i dettagli degli strumenti finanziari e delle attività di copertura e la propria
esposizione ai rischi di credito e di liquidità.
Il Gruppo ha chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2014 con una perdita di circa 39,4 milioni di
Euro, inclusiva di una perdita di 18,7 milioni di Euro generata dalle discontinued operation, un
patrimonio netto totale negativo per circa 26,5 milioni di Euro (comprensivo di tale perdita) ed
una posizione finanziaria netta consolidata negativa di circa 89,4 milioni di Euro.
La Capogruppo ha chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2014 con una perdita di circa 33,0 milioni
di Euro, un patrimonio netto negativo per circa 27,6 milioni di Euro (comprensivo di tale
perdita) ed una posizione finanziaria netta negativa di circa 92,7 milioni di Euro. La perdita
d'esercizio conseguita dalla Capogruppo è maturata, oltre che dalla riduzione del fatturato
che non ha generato sufficiente margine utile alla copertura dei costi di struttura, anche per
effetto delle svalutazioni
della partecipazione detenuta in Mascioni e del finanziamento
concesso alla controllata di diritto brasiliano per la quale è stata decisa la dismissione dei
punti vendita. La perdita conseguita dalla Capogruppo ha determinato la ricorrenza della
fattispecie di cui all'articolo 2447 del codice civile.
Con riferimento alle perdite realizzate nell'esercizio 2014, il Consiglio di Amministrazione
proporrà all'Assemblea di deliberare, in una successiva assemblea, la riduzione del capitale
sociale ex art. 2447, senza modificare il numero delle azioni in circolazione, con una
contestuale operazione di aumento di capitale riservato di 10 milioni di Euro, come definito
nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23 dicembre
2015, di cui si dirà successivamente.
La Capogruppo è impegnata in attività e processi di natura straordinaria al fine di perseguire
il risanamento della gestione.
Alla luce dei risultati non positivi di un primo accordo di ristrutturazione, sottoscritto ai sensi
dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha stipulato in data 21
marzo 2013 con Banca Imi S.p.A., Unicredit S.p.A., Intesa San Paolo S.p.A., Banca di
Legnano S.p.A. (ora Banca Popolare di Milano s.c.a.r.l.), Banca Popolare di Bergamo S.p.A.,
Banco Popolare soc. coop., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. e Unicredit Factoring S.p.A.
un secondo Accordo di Ristrutturazione, omologato in data 4 giugno 2013.
La prima data di valutazione dei covenants relativi all'Accordo di Ristrutturazione è quella del
31 dicembre 2014. L'attuale situazione economica dei mercati in cui opera la Vincenzo
Zucchi S.p.A. ed i risultati economici conseguiti non hanno consentito il rispetto degli obiettivi
di
tale
accordo.
Le
principali
ragioni
del
mancato
adempimento
dell'Accordo
di

Ristrutturazione, asseverato ai sensi dell'art. 67, comma 3, lettera d) della Legge Fallimentare, in data 18 marzo 2013 dal Dr. Franco Carlo Papa, devono essere certamente ricondotte all'attuale congiuntura economica e del mercato di riferimento, ma soprattutto alla difficoltà della Capogruppo di rispondere in modo sufficientemente rapido ed efficace alla stessa stante anche il ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale, previsto in tale accordo, rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale.

In tale scenario, i risultati conseguiti negli esercizi 2013 e 2014, sono stati negativamente influenzati dal differente mix produttivo di prodotti Buy (si riferisce ad approvvigionamenti di prodotti finiti e come tali già disponibili per la vendita al consumatore finale) rispetto a quelli Make (si riferisce a prodotti realizzati attraverso l'ausilio di terzisti esterni nonché delle unità produttive del gruppo) che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto rispetto ai valori previsti nel piano industriale di cui all'Accordo di Ristrutturazione, dal differente mix di vendite rispetto al piano, nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale).

Alla luce di tale situazione di oggettiva difficoltà, la Vincenzo Zucchi S.p.A., esaminando nel dettaglio le criticità ha predisposto un nuovo piano industriale, basato su un sostanziale cambiamento del modello di business sottostante (che considera l'evoluzione delle dinamiche dei consumi incidendo sull'architettura dell'offerta, le logiche distributive e di go-to-market, le modalità di approvvigionamento, la riduzione dei costi di struttura), sottoponendo quindi ai creditori un nuovo accordo di ristrutturazione che mira al raggiungimento di un risanamento della Società e quindi di un concreto soddisfacimento degli stessi, pur nella considerazione del protrarsi di una situazione di mercato avverso.

La prospettata violazione al 31 dicembre 2014 di alcuni obblighi finanziari (covenants) previsti nell'accordo di ristrutturazione, sottoscritto con le banche finanziatrici in data 21 marzo 2013, e l'avvenuto mancato pagamento della rata di rimborso di detto accordo in scadenza al 31 dicembre 2014, hanno determinato la possibilità che le banche finanziatrici si avvalessero, tra gli altri, del diritto a richiedere il rimborso anticipato dell'utilizzo delle linee di credito in essere.

La Capogruppo ha avviato già dallo scorso mese di luglio 2014 delle negoziazioni con le banche finanziatrici. Nel corso delle discussioni la Capogruppo e le banche finanziatrici hanno sempre considerato negli accordi di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare lo strumento più idoneo a regolamentare gli impegni che saranno assunti a sostegno del nuovo accordo di ristrutturazione. A tale riguardo, va precisato che l'efficacia degli impegni che verranno assunti nell'ambito degli accordi sarà subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione degli Accordi stessi da parte del Tribunale competente.

Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A., in accordo con le Banche Finanziatrici, ha inoltrato, in data 30 ottobre 2014, una richiesta di Stand Still a valere sull'accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis L.F. stipulato in data 21 marzo 2013 al fine di garantire il mantenimento delle linee di credito accordate e dallo stesso disciplinate. Le Banche Finanziatrici non hanno mai formalmente dato seguito alla suddetta richiesta concedendo, in tal modo, uno Stand Still di fatto alla Società.

In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in seduta straordinaria per assumere gli opportuni provvedimenti stante la situazione di cui all'art. 2447 del codice civile, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche finanziatrici a proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla definizione della correlata manovra finanziaria.

Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione con le banche finanziatrici ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del ricorso ex art. 161,

sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e l'inoperatività della causa di scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, codice civile.

Alla luce della summenzionata delibera, l'Assemblea ha disposto di rinviare ogni decisione sui provvedimenti ex art. 2447 codice civile, consentendo, nelle more, alla Capogruppo di addivenire ad un nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare.

In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942.

In questo contesto la Società ha beneficiato degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla normativa applicabile che hanno consentito alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse della propria clientela e del mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti.

In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del piano, e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Alla luce della suddetta situazione patrimoniale e finanziaria, la Capogruppo ha conferito mandato ad un advisor, già dallo scorso mese di febbraio, per la ricerca di soggetti finanziari o industriali che siano interessati ad investire nella Vincenzo Zucchi S.p.A. e nel Gruppo. Tale decisione è stata assunta anche per contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario della Società ed eventualmente agevolare la negoziazione con le Banche Finanziatrici.

L'individuazione di un potenziale investitore, industriale o finanziario, avrebbe consentito di agevolare la manovra con le banche finanziatrici non richiedendo il finanziamento di Euro 10 milioni, previsto nel piano di risanamento, consentendo cosi una più celere conclusione dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario.

In data 5 agosto 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha inoltrato una richiesta di proroga del concordato in bianco a causa della complessità delle attività di ristrutturazione in corso che procedevano positivamente verso gli obiettivi del piano in corso di asseverazione.

In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto Arsizio concedeva alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche finanziatrici, deliberava di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F..

La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di capitale riservato per euro 10 milioni.

Non essendo ancora pervenuti con le Banche Finanziatrici alla firma dell'accordo di ristrutturazione del debito, in data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., dichiarava inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F.

Solo in data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo"), ammontante complessivamente a circa 49 milioni di Euro, saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività).

Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"). L'Aumento di Capitale Zucchi è sostenuto da un impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH, ovvero in Newco, necessrio alla sottoscrizione e liberazione dell'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182 bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In questa prospettiva ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015-2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria.

La suddetta manovra finanziariai supporta il nuovo piano industriale, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. in data 17 dicembre 2015. Il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti") dei punti vendita. Il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine.

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround" ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale

brasiliana (già avvenuta nel mese di luglio 2015).

La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il rigetto della stessa.

Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.

In particolare, l'intesa prevede:

  • un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da Astrance medesima;

  • l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);

  • un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;

  • il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno 2020 e sino al 31 dicembre 2020;

  • il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni tempo;

  • l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di ristrutturazione.

L'esecuzione delle intese è subordinata all'omologa definitiva ed alle altre condizioni previste nell'accordo di ristrutturazione.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.

La procedura così instaurata porta il numero 4/2015.

Con l'accoglimento da parte delle banche finanziatrici della proposta di ristrutturazione dei debiti e quindi in virtù della conseguente stipula e omologa dell'accordo di ristrutturazione e con l'esecuzione del relativo contenuto, il patrimonio netto della Società risulterà reintegrato per effetto del rafforzamento patrimoniale che deriverà dall'attuazione dell'aumento di capitale riservato nonché per effetto delle componenti economiche positive che potranno essere rilevate nel conto economico di bilancio a seguito della remissione da parte delle banche coinvolte di una porzione del loro credito (pari a circa Euro 49 milioni) ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1236 cod. civ..

Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A., (di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A, per un importo complessivo di 150 mila Euro. Non si ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.

Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio). Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Mascioni ottenga l'omologa non più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Con riferimento alla realizzabilità delle iniziative sopra descritte, volte al riequilibrio economico-finanziario del Gruppo, si evidenzia l'esistenza di rilevanti incertezze che possono far sorgere dubbi significativi riguardo alla continuità aziendale tra le quali:

  • ß incertezze legate alla realizzabilità dei risultati delle azioni previste nel piano di risanamento, ed al raggiungimento degli obiettivi previsti nei budget/piani previsionali predisposti dalle singole controllate. Le condizioni generali dell'economia possono influenzare le assunzioni di riferimento utilizzate per lo sviluppo di tali piani con effetti negativi e/o positivi sui risultati previsti;
  • ß esistenza di significativi importi di debiti commerciali scaduti nei confronti dei propri fornitori, alcuni anche strategici, nonché di debiti previdenziali e tributari;
  • ß esistenza di possibili fabbisogni di cassa derivanti dalla stagionalità del business, nel periodo compreso tra i mesi di maggio e settembre 2016, in attesa che si possa perfezionare l'aumento di capitale disciplinato nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche e vengano attivate le linee di credito autoliquidanti disciplinate nello stesso accordo;
  • ß incertezze connesse all'esito della procedura di omologazione, da parte del Tribunale, dell'accordo di ristrutturazione del debito sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23 dicembre 2015 e conseguente realizzazione dell'aumento di capitale, la cui mancata esecuzione costituisce condizione risolutiva dell'accordo di ristrutturazione, nei termini e alle condizioni previste nell'accordo di ristrutturazione. La realizzazione dell'accordo di ristrutturazione consente alla Società di ripristinare il patrimonio positivo trovandosi allo stato nella fattispecie di cui all'articolo 2447 c.c..
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, pur in presenza delle incertezze sopra
descritte, dopo avere effettuato le necessarie verifiche, alla luce dei risultati delle azioni di
risanamento, già poste in essere sopra descritte, e dell'accordo di ristrutturazione sottoscritto
con le banche finanziatrici, ritiene che, allo stato, sussista una ragionevole aspettativa che il
Gruppo e la Capogruppo
possano
beneficiare delle risorse finanziarie e
patrimoniali
necessarie per continuare l'esistenza operativa in un prevedibile futuro, così come definito
dai principi contabili di riferimento e che, per queste ragioni, si possa continuare ad adottare il
presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.
OBBLIGHI DI
INFORMATIVA AI
SENSI DELL'ART.
114, COMMA 5
DEL D.LGS
58/1998
In ottemperanza alla richiesta avanzata dalla Consob, protocollo n. 910055189, avente ad
oggetto gli obblighi di informativa ai sensi dell'art. 114, comma 5 del D. Lgs. n. 58/1998, si
segnala quanto segue:
a.
il grado di rispetto di eventuali covenant, dei negative pledge e di ogni altra clausola
dell'indebitamento della Vincenzo Zucchi S.p.A. comportante limiti all'utilizzo delle
risorse finanziarie, con l'indicazione a data aggiornata del valore assunto dai
parametri di riferimento di dette clausole
In data 23 dicembre 2015 Vincenzo Zucchi S.p.A. (la "Società") ha sottoscritto un accordo di
ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di
banche creditrici
composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l.,
Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance
Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.
L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:
-
la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito
da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"),
del debito della Società nei
confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30
settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società
ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli
"Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque
dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del
Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un
fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici
con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale
liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;
-
che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un
ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti
derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out
Immobiliare");
-
che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli
Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236
del codice civile;
-
che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di
locazione
avente
ad
oggetto
l'immobile
sito
in
Rescaldina
a
fronte
della
corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente
incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo
d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo
di azienda;
-
che
la
differenza
tra
l'esposizione
complessiva
nei
confronti
delle
Banche
Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi
maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo") saranno
oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice
civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla
base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore

Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse;

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti");
  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività).

In data 28 dicembre 2015 la Società ha depositato la richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario.

Non esistono altri contratti che prevedano il rispetto di eventuali covenants, negative pledge e di ogni altra clausola dell'indebitamento.

b. l'approvazione e/o stato di avanzamento del piano di ristrutturazione del debito finanziario del gruppo Zucchi

In data 17 dicembre 2015 il Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha approvato un nuovo piano industriale propedeutico alla ristrutturazione dell'indebitamento, da espletarsi mediante la manovra finanziaria che, unitamente all'individuazione di nuove linee strategiche sotto il profilo industriale, salvaguardi la continuità aziendale (diretta o, quantomeno, indiretta), la quale costituisce la migliore tutela dell'integrità e del valore del patrimonio sociale e, pertanto, sia pure in via mediata, delle aspettative di soddisfacimento del ceto creditorio.

Al cospetto del progressivo delinearsi della situazione di crisi, il Gruppo ha da tempo intrapreso misure idonee ad avviare con celerità il percorso di turnaround, attivandosi con la massima tempestività al fine di individuare (e, successivamente, di implementare) le misure industriali e finanziarie più acconce allo scopo.

In questa prospettiva la Società ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015- 2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria.

In particolare, il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of

one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti") dei punti vendita. Date le tensioni finanziarie del gruppo, il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine.

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround" ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale brasiliana.

La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.

c. lo stato di implementazione del piano industriale di Zucchi, con l'evidenziazione degli eventuali scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quelli previsti.

Si rinvia a quanto esposto nei punti precedenti.

(in migliaia di euro) Risultato netto
2014
2013 Patrimonio netto
31.12.2014
31.12.2013
Come da bilancio della Vincenzo Zucchi S.p.A. (32.976) (14.432) (27.648)
Adeguamento del valore delle Società collegate con il
metodo del patrimonio netto
22 (91) (146)
Risultati rettificati delle Società controllate e differenza
fra patrimoni rettificati delle Società controllate e relativo
valore di carico (al netto delle quote di terzi)
(16.894) (5.121) (1.860)
Storno delle svalutazioni delle partecipazioni effettuate
dalla Capogruppo in Società controllate
13.583 5.838 -
Dividendi incassati nel periodo dalla Capogruppo (831) (162) -
Eliminazione svalutazione crediti effettuata dalla
Capogruppo con le Società controllate
3.577 358 4.274
Eliminazione dell'(utile)/perdita realizzato dalla
Capogruppo con le Società controllate
(611) (159) (1.084)
Come da bilancio consolidato (34.130) (13.769) (26.464)
PARTECIPAZIONI
GENERALI
DEGLI AMMINISTRATORI, DEI SINDACI E DEI DIRETTORI
modalità del
possesso
titolo del
possesso
categoria
azioni
possedute al
31.12.2013
Numero azioni
acquisite
cedute possedute al
31.12.2014
Consiglio di amministrazione
Matteo Zucchi diretto proprietà ord. 6.809.962 6.809.962
nuda proprietà ord. 555.000 555.000
Giovanni Battista Vacchi - -
-
- -
Marco Valerio Corini - -
-
- -
Anna Schiaffino - -
-
- -
Paolo Pedersolli - -
-
- -
Collegio sindacale
Marcello Romano - -
-
- -
Primo Ceppelini - -
-
- -
Massimo Bellavigna - -
-
- -
Fabio Carusi - -
-
- -
Davide Lombardi - -
-
- -
Stefania Loffredo - -
-
- -
Rescaldina, 29 febbraio 2016
Il Consiglio di Amministrazione

Bilancio consolidato al 31 dicembre 2014

Prospetti contabili bilancio consolidato

Prospetto della
situazione
patrimoniale –
finanziaria
consolidata
(in migliaia di euro)
Attivo corrente
Note 31.12.2014 di cui parti
correlate
(Nota n.42)*
31.12.2013 di cui parti
correlate
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 9 5.398 12.315
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 10 - -
Altre attività finanziarie 11 - -
Crediti commerciali
Crediti finanziari
13
14
26.979
2.466
491
2.461
45.798
441
30
436
Altri crediti 15 3.172 4.490
Crediti per imposte correnti 24 441 478
Rimanenze 12 37.238 45.851
Totale attivo corrente 75.694 2.952 109.373 466
Discontinued operation 21 31.568 5.134 - -
Attivo non corrente
Immobili, impianti e macchinari
Investimenti immobiliari
Attività immateriali
16
17
18
37.945
-
929
62.688
104
1.998
Altre attività finanziarie 11 391 415
Partecipazioni contab. con il metodo del P.N.ed altre 19 114 597
Crediti commerciali 13 538 1.993
Crediti finanziari
Altri crediti
14
15
-
466
- -
2.112
-
Totale attivo non corrente 40.383 - 69.907 -
Elisione crediti e debiti verso
Discontinued operation
21 (7.588) (7.588) - -
Totale attivo 140.057 498 179.280 466
*Ai sensi della delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006
(in migliaia di euro) Note 31.12.2014 di cui parti
correlate
(Nota n.42)*
31.12.2013 di cui parti
correlate
Passivo corrente
Debiti correnti verso banche 22 96.266 68.582
Debiti verso altri finanziatori 22 1.040 6.458
Debiti commerciali e altri debiti 23 27.223 5.244 39.120 493
Debiti per imposte correnti 24 - -
Fondi rischi ed oneri 26 3.440 1.249
Benefici ai dipendenti 27 2.289 1.377
Totale passivo corrente 130.258 5.244 116.786 493
Discontinued operation 21 31.587 2.749 - -
Passivo non corrente
Debiti verso banche 22 - 28.725
Debiti verso altri finanziatori 22 - -
Fondi rischi ed oneri 26 1.356 4.779
Benefici ai dipendenti 26 7.343 11.429
Passività per imposte differite 25 3.543 5.769
Altri debiti 23 27 198
Totale passivo non corrente 12.269 - 50.900 -
Patrimonio netto
Capitale sociale 28 2.547 17.907
Riserve e utili ( perdite) a nuovo 28 5.119 2.128
Risultato dell'esercizio (34.130) (13.769)
Totale patrimonio netto del Gruppo (26.464) 6.266
Capitale e riserve di terzi 28 (5) 5.328
Totale patrimonio netto (26.469) 11.594
Elisione crediti e debiti verso
Discontinued operation
(7.588) (7.588) - -
Totale passivo 140.057 405 179.280 493

*Ai sensi della delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006

Prospetto dell'utile / (perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo

(in migliaia di euro) Note 2014 di cui parti
correlate
(Nota n.42)*
2013
rideterminato (**)
di cui parti
correlate
Vendite 8 100.215 116.211
Costo del venduto 30 61.094 11.982 75.405 1.591
di cui non ricorrenti 604
Margine industriale 39.121 (11.982) 40.806 (1.591)
Spese di vendita e distribuzione 31 35.283 34.973
di cui non ricorrenti 605
Pubblicità e promozione 32 2.331 2.838
Costi di struttura 33 19.323 275 19.510 252
di cui non ricorrenti 688 574
Costi operativi 56.937 275 57.321 -
Altri costi e (ricavi) 34 (1.359) (884) (3.588) -
(Altri ricavi) 34 (2.835) (891) (4.941)
Altri costi 34 1.476 7 1.353
Oneri (proventi) di ristrutturazione 35 1.512 - 4.780 -
(Proventi di ristrutturazione) 35 (95) (87)
Oneri di ristrutturazione 35 1.607 4.867
Risultato operativo (EBIT) (17.969) (11.373) (17.707) (1.843)
Oneri (proventi) finanziari 36 1.666 (58) (8.005) (6)
(Proventi finanziari) 36 (276) (58) (271) (6)
di cui non ricorrenti (133)
(Proventi finanziari) da rinuncia debito bancario 36 - (10.142)
di cui non ricorrenti (10.142)
Rettifiche di valore di crediti finanziari
Altri oneri finanziari
36
36
1.942 2.408
Oneri (proventi) da partecipazioni 37 (23) - (9) -
(Proventi da partecipazioni) 37 (23) (9)
Oneri da partecipazioni 37 - -
Quote (utile) perdita di partecipazioni contab. con il
metodo del p.n. al netto effetto fiscale 19 (22) (22) 91 91
Risultato prima delle imposte (19.590) (11.293) (9.784) (1.928)
Imposte sul reddito 38 1.151 474
Risultato dell'esercizio derivante dalle
Continuing operation (20.741) (11.293) (10.258) (1.928)
Risultato dell'esercizio derivante dalle
Discontinued operation 41 (18.687) (4.900)
Utile/(Perdita) dell'esercizio (39.428) (11.293) (15.158) (1.928)
Altre componenti del conto economico
complessivo
Differ. di conversione 28 196 (224)
Commissioni equity credit line (285)
Utile (perdita) attuariale da valutazione TFR IAS 19 (1.048) (163)
Risultato dell'esercizio complessivo (40.565) (11.293) (15.545) (1.928)
Risultato dell'esercizio attribuibile a:
Azionisti della controllante 40 (34.130) (13.769)
Azionisti di minoranza (5.298) (1.389)
(39.428) (15.158)
Risultato dell'esercizio complessivo attribuibile
a:
Azionisti della controllante 40 (35.176) (14.132)
Azionisti di minoranza (5.389) (1.413)
(40.565) (15.545)
Utile (perdita) per azione
Base 40 (0,07) (0,08)
Diluito 40 (0,05) (0,02)

* Ai sensi della delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006.

** Ai sensi dell'IFRS 5 i dati del 2013 sono stati riclassificati

Prospetto delle
variazioni di
patrimonio
netto
consolidato
Note Capitale
sociale
Riserva
legale
Riserva
IFRS
Altre
riserve e
utili
(perdite) a
Utile
(perdita)
dell'eser
cizio
Totale Partecipa
zioni di
terzi
Totale
patrimonio
netto
(in migliaia di euro) nuovo
Saldo al 31.12.2012
Totale conto economico
28 22.230 9 4.870 (14.914) (9.156) 3.039 6.741 9.780
complessivo dell'esercizio
Risultato dell'esercizio
Altre componenti di conto
- - - - (13.769) (13.769) (1.389) (15.158)
economico complessivo
Differenze di cambio delle gestioni
estere
- - - (218) (218) (6) (224)
Utile (perdita) attuariale da valutazione TFR IAS 19 (145) (145) (18) (163)
Totale altre componenti del conto
economico complessivo
- - - - (363) (363) (24) (387)
Totale conto economico
complessivo dell'esercizio - - - - (14.132) (14.132) (1.413) (15.545)
Contribuzioni da parte dei soci e
distribuzioni a questi in qualità di
soci al netto dei costi di transazione
per aumento di capitale 17.362 (3) 17.359 17.359
Copertura perdite
Riclassificazione riserve
(21.685) (9) (175) 21.869 - - - -
Destinazione risultato esercizio - - - -
precedente - - - (9.156) 9.156 - - -
Totale contribuzioni da parte dei soci
e distribuzioni a questi ultimi in
qualità di soci
Acquisizioni di partecipazioni di terzi
(4.323)
-
(9)
-
(175)
-
12.710
-
9.156
-
17.359
-
-
-
17.359
-
Totale variazioni nell'interessenza
partecipativa in controllate
Saldo al 31 dicembre 2013
28 -
17.907
-
-
-
4.695
-
(2.204)
-
(14.132)
-
6.266
-
5.328
-
11.594
Totale conto economico
complessivo
Risultato dell'esercizio
(34.130) (39.428)
Altre componenti di conto - - - - (34.130) (5.298)
economico complessivo
Differenze di cambio delle gestioni
estere - - - 186 186 10 196
Commissioni equity credit line - - - (285) (285) (285)
Utile (perdita) attuariale da valutazione
TFR IAS 19 al netto dell'effetto fiscale
Totale altre componenti del conto
(947) (947) (101) (1.048)
economico complessivo - - - - (1.046) (1.046) (91) (1.137)
Totale conto economico
complessivo dell'esercizio
- - - - (35.176) (35.176) (5.389) (40.565)
Contribuzioni da parte dei soci e
distribuzioni a questi in qualità di
soci al netto dei costi di transazione
per aumento di capitale
2.502 2.502 2.502
Copertura perdite (17.862) - - 17.862 - - - -
Riclassificazione riserve
Destinazione risultato esercizio
(56) - 56 56 -
precedente - - - (14.132) 14.132 - - -
Totale contribuzioni da parte dei soci
e distribuzioni a questi ultimi in
qualità di soci (15.360) - - 3.674 14.132 2.446 56 2.502
Acquisizioni di partecipazioni di terzi
Totale variazioni nell'interessenza
- - - - - - - -
partecipativa in controllate - - - - - - - -
Saldo al 31 dicembre 2014 28 2.547 - 4.695 1.470 (35.176) (26.464) (5) (26.469)
Rendiconto
finanziario
(in migliaia di euro) Note 2014 2013
rideterminato
consolidato FLUSSI DI CASSA GENERATI (ASSORBITI) DALLE ATTIVITA' OPERATIVE
Risultato dell'esercizio del gruppo e dei terzi (20.741) (10.258)
Rettifiche per:
Ammortamenti e rettifiche di valore degli Immobili, imp., macchinari ed attività immateriali
16/17/18 6.116 3.119
(Plusv) Minus. e quota di risultato delle partecipazioni in società collegate e altre minori* 19 (46) 82
Proventi finanziari 36 (12) (58)
Oneri finanziari 36 1.676 1.981
(Plusvalenze) minusvalenze su Immobili, impianti e macchinari
(Plusvalenze) minusvalenze su attività non correnti destinate alla vendita
34/35 (161)
-
(294)
-
Proventi finanziari non ricorrenti per rinuncia al debito bancario 36 - (10.142)
Interessi su finanziamenti a società collegate* 36 (13) (5)
Imposte 38 1.151 474
Rettifiche di valore di crediti finanziari verso società collegate (*)
Sub-totale a
36 -
(12.030)
-
(15.101)
Variazioni di capitale circolante
(Aumento) diminuzione dei crediti comm., altri crediti e crediti per imposte correnti 13/15/24 9.277 5.664
(Aumento) diminuzione dei crediti commerciali verso società collegate 13 30 (29)
(Aumento) diminuzione delle rimanenze
Aumento (diminuzione) dei debiti commerciali, altri debiti e debiti per imposte correnti
12
23/24
(366)
(2.633)
3.232
(2.935)
Aumento (diminuzione) dei debiti commerciali verso società collegate 23 (49) 2
Aumento (diminuzione) fondi e benefici ai dipendenti 26/27 (1.794) 3.444
Variazione nette altre attività e passività 11/13/15/23 520 (809)
Sub-totale b 4.985 8.569
Sub-totale a+b (7.045) (6.532)
Pagamenti di interessi (1.088) (1.228)
Pagamenti di imposte (222) (655)
Differenze di conversione e altre variazioni patrimoniali 145 (115)
Disponibilità generate (assorbite) dalle operazioni dell'esercizio delle Discontinued
operation 2.439 (1.826)
TOTALE (5.771) (10.356)
FLUSSO DI CASSA GENERATO ( ASSORBITO) DALLE ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO
Rimborso finanziamenti (banche)
22 - (126)
Accensione finanziamenti (banche) 22 - -
Aumento (diminuzione) debiti correnti verso banche per finanziamenti a breve 22 2.365 4.033
(Diminuzione) debiti verso banche per conversione in capitale 23 - (4.859)
Aumento (diminuzione) debiti verso altri finanziatori
Aumento di capitale
22
28
(1.978)
2.502
631
17.359
Commissioni equity credit line (285) -
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di finanziamento delle Discontinued
operation
(382) 2.139
TOTALE 2.222 19.177
FLUSSO DI CASSA GENERATO (ASSORBITO) DALLE ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
(Acquisto) vendita attività finanziarie detenute per la negoziazione 10 - -
Acquisto di Immobili, impianti, macchinari e attività immateriali 16/17/18 (2.517) (5.284)
Incasso da cessione di Immobili, impianti, macchinari e attività immateriali
(Aumento) diminuzione dei crediti finanziari verso terzi
2.238
(1.963)
442
338
(Acquisizioni) cessioni nette di partecipazioni in società collegate ed altre imprese* 561 18
(Aumento) diminuzione dei crediti finanziari verso società collegate* 14 607 (326)
Incasso di interessi 12 58
Incasso di interessi da società collegate* 13 3
Disponibilità generate (assorbite) dalle attività di investimento delle Discontinued
operation
(2.084) (324)
TOTALE (3.133) (5.075)
Aumento (Diminuzione) disponibilità liquide e mezzi equivalenti (6.682) 3.746
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti iniziali 12.315 8.569
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti finali 5.633 12.315
di cui: Disponibilità e mezzi liquidi equivalenti inclusi tra le Discontinued operation 235 582
*Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2008, gli effetti delle operazioni con parti correlate sul rendiconto finanziario consolidato
sono evidenziati nella Nota 40.

Le attività operative hanno assorbito cassa per 5.771 migliaia di Euro, rispetto a 10.356 migliaia di Euro dello scorso anno rideterminato. La variazione del capitale circolante netto ha contribuito a ridurre l'assorbimento di liquidità da parte dell'attività operativa. Le attività di finanziamento hanno generato liquidità per 2.222 migliaia di Euro (interamente derivanti dall'operazione di aumento di capitale), mentre al 31.12.2013 rideterminato hanno generato liquidità per 19.177 migliaia di Euro, di cui 17.359 migliaia di Euro derivano dall'operazione di aumento di capitale in opzione e riservato alle banche finanziatrici. Il flusso di cassa generato dalle attività di investimento e di disinvestimento ha assorbito liquidità per l'importo di 3.133 migliaia di Euro (assorbita liquidità di 5.075 migliaia di Euro nel 2013 rideterminato) principalmente per effetto della realizzazione del programma investimenti contenuto nel piano industriale 2013-2017.

Note esplicative al bilancio consolidato

Note al bilancio Sezione A - INFORMAZIONI GENERALI
consolidato Nota 1 Contenuto e forma dei prospetti contabili consolidati
Nota 2
Principi contabili e criteri di valutazione
Nota 3 Principi di consolidamento e criteri di valutazione
Nota 4
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2014
Nota 5
Emendamenti ed interpretazioni efficaci dal 1° gennaio 2014 non rilevanti per il Gruppo
Nota 6 Principi contabili,emendamenti ed interpretazioni non ancora applicabili e non adottati in via anticipata
Nota 7
Gestione e tipologia dei rischi finanziari
Sezione B - INFORMATIVA SETTORIALE
Nota 8 Informativa per settori operativi
Sezione C1 - NOTE AL PROSPETTO DELLA STRUTTURA PATRIMONIALE-FINANZIARIA ATTIVA
Nota 9 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Nota 10 Attività finanziarie detenute per la negoziazione
Nota 11 Altre attività finanziarie
Nota 12 Rimanenze
Nota 13 Crediti commerciali
Nota 14 Crediti finanziari
Nota 15 Altri crediti
Nota 16 Immobili, impianti e macchinari
Nota 17 Investimenti immobiliari
Nota 18 Attività immateriali
Nota 19 Partecipazioni in imprese collegate contabilizzate con il metodo del patrimonio netto ed altre
partecipazioni
Nota 20 Attività per imposte differite
Nota 21 Discontinued operation
Sezione C2 - NOTE AL PROSPETTO DELLA STRUTTURA PATRIMONIALE-FINANZIARIA PASSIVA
Nota 22 Debiti verso banche e altri finanziatori
Nota 23 Debiti commerciali e altri debiti
Nota 24 Crediti/Debiti per imposte correnti
Nota 25 Passività per imposte differite
Nota 26 Fondi per rischi ed oneri
Nota 27 Benefici ai dipendenti
Nota 28 Patrimonio netto
Sezione D - NOTE AL PROSPETTO DELL'UTILE/(PERDITA) DELL'ESERCIZIO E DELLE ALTRE
COMPONENTI DI CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO
Nota 29 Dettaglio spese per natura
Nota 30 Costo del venduto
Nota 31 Spese di vendita e distribuzione
Nota 32 Pubblicità e promozione
Nota 33 Costi di struttura
Nota 34 Altri ricavi e costi
Nota 35 Oneri e proventi di ristrutturazione
Nota 36 Oneri e proventi finanziari netti
Nota 37 Oneri e proventi da partecipazioni
Nota 38 Imposte
Nota 39 Dividendi
Nota 40 Utile (perdita) per azione
Nota 41 Risultato d'esercizio da Discontinued operation
Nota 42 Rapporti con parti correlate
Nota 43 Eventi ed operazioni significative non ricorrenti
Nota 44 Compensi agli amministratori e sindaci delle società del Gruppo
Nota 45 Compensi alla società di revisione
Nota 46 Operazioni atipiche e/o inusuali
Nota 47 Fatti di rilievo successivi al 31 dicembre 2014
Nota 48 Elenco delle società partecipate al 31 dicembre 2014

Sezione A - INFORMAZIONI GENERALI Il Gruppo Zucchi, costituito da 12 società facenti capo alla Vincenzo Zucchi S.p.A. (società per azioni costituita in Italia presso il Registro delle imprese di Milano e quotata nel segmento standard del Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana S.p.A.) produce, distribuisce e commercializza prodotti nel settore della biancheria per la casa, ed opera anche, nello stesso settore, con servizi di nobilitazione e, ormai in misura residuale, con semilavorati. Gli indirizzi della sede legale e delle altre sedi in cui sono condotte le attività del Gruppo sono indicate negli allegati al presente fascicolo di bilancio. Si rimanda alla Relazione sulla gestione per i commenti sull'attività svolta nel 2014 dal Gruppo e sulla prevedibile evoluzione della gestione. 1. CONTENUTO E FORMA DEI PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI 1.1 Forma dei prospetti contabili consolidati Il bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2014 è stato predisposto, ed approvato dal Consiglio di Amministrazione del 29 febbraio 2016, nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali ("IFRS") emessi dall'International Accounting Standards Board ("IASB") e omologati dall'Unione Europea, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'Art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005. Con "IFRS" si intendono anche gli International Accounting Standards ("IAS") tuttora in vigore, nonché tutti i documenti interpretativi emessi dall'IFRS Interpretation Commitee, precedentemente denominato International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC") e ancor prima Standing Interpretations Committee ("SIC"). Relativamente alla forma dei prospetti contabili consolidati il Gruppo ha scelto di presentare le seguenti tipologie di schemi contabili: Prospetto della situazione patrimoniale – finanziaria consolidata Il Prospetto della situazione patrimoniale – finanziaria consolidata viene presentato a sezioni contrapposte con separata indicazione delle Attività, Passività e Patrimonio Netto. A loro volta le Attività e le Passività vengono esposte sulla base della loro classificazione come correnti e non correnti. Prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio delle altre componenti di conto economico complessivo consolidato Il prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio delle altre componenti di conto economico complessivo consolidato viene presentato nella sua classificazione per destinazione. Ai fini di una più chiara comprensione dei risultati tipici della gestione industriale ordinaria, finanziaria e fiscale, il conto economico presenta i seguenti risultati intermedi: - Margine industriale; - Risultato Operativo (Ebit - Utile prima di interessi e imposte); - Risultato prima delle imposte. Prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato Si riporta il prospetto con evidenza separata del risultato del prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio delle altre componenti di conto economico complessivo consolidato. Rendiconto finanziario consolidato Viene presentato il prospetto suddiviso per aree di formazione dei flussi di cassa, predisposto secondo il metodo indiretto.

Altre informazioni
Si precisa, infine, che sono state adottate tutte le indicazioni previste dalle delibere Consob
15519 e 15520, nonché dalla comunicazione DEM /6064293 della Consob, che prevedono
la presentazione (qualora significative) delle
posizioni o transazioni con parti correlate
nonché dei componenti di reddito derivanti da eventi o fatti il cui accadimento risulta non
ricorrente, e l'informativa da fornire nelle note esplicative.
In conformità al nuovo principio IAS 19 tutti gli utili e le perdite attuariali, oltre ad essere
rilevati nelle passività/attività nette per benefici definiti sono rilevati obbligatoriamente nel
del prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio delle altre componenti di conto economico
complessivo consolidato. Tale modifica ha avuto impatto sul bilancio del Gruppo che, in
base allo IAS 19 finora vigente, applicava il metodo che consentiva di rilevare per intero tali
componenti nell'utile/perdita dell'esercizio.
Ai fini comparativi, ed in
conformità a quanto previsto dallo
IFRS5, la situazione
patrimoniale finanziaria consolidata, il prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio delle altre
componenti di conto economico complessivo consolidato e il rendiconto finanziario
consolidato sono stati confrontati con i dati rideterminati del relativo periodo; anche le
variazioni del patrimonio netto sono state modificate di conseguenza per tenere conto della
rideterminazione
dei
saldi
degli
esercizi
precedenti.
Per
la
riclassificazione
e
rideterminazione dei dati relativi all'esercizio 2013 si veda il successivo parargrafo 1.3.
1.2
Contenuto del
bilancio consolidato
e area di
consolidamento
Il bilancio consolidato comprende il bilancio della Vincenzo Zucchi S.p.A. e delle Società
da essa controllate (italiane ed estere) direttamente ed indirettamente (vedasi Nota 48 per
l'elenco delle Società partecipate).
Nella sezione D
della presente nota sono elencate le società incluse nell'area di
consolidamento e i loro rapporti di partecipazione.
Il presente bilancio è espresso in Euro (€) in quanto questa è la valuta nella quale è
condotta la maggior parte delle operazioni del Gruppo (moneta funzionale); i valori
espressi nelle note esplicative sono arrotondati alle migliaia di Euro tranne quando
diversamente indicato.
I valori esposti nei prospetti contabili sono espressi in migliaia di Euro.
Le attività estere sono incluse nel bilancio consolidato secondo i principi indicati nelle note
che seguono.
Per quanto concerne le variazioni dell'area di consolidamento rispetto all'esercizio 2013 si
segnala che in data 15 settembre 2014 la Zucchi France S.a.r.l., già in liquidazione, è stata
definitivamente cancellata dal registro imprese con conseguente cessazione delle attività.
Le variazioni intervenute ai fini del consolidato sono evi denziate nelle movimentazioni del
patrimonio netto e nelle note esplicative.
I bilanci utilizzati ai fini del consolidamento sono quelli predisposti dai Consigli di
Amministrazione per l'approvazione da parte delle Assemblee degli Azionisti delle singole
società, opportunamente riclassificati e rettificati per adeguarli ai criteri di Gruppo.
1.3
Riclassificazioni di
dati relativi al
bilancio
dell'esercizio 2013
Il presente bilancio consolidato al 31 dicembre 2014 si riferisce al Gruppo Zucchi ante
cessione delle quote di partecipazione nella Mascioni S.p.A., in quanto tale operazione ha
avuto efficacia dal 2 ottobre 2015. Peraltro, dal momento che l'operazione di cessione è
divenuta altamente probabile in dicembre, ai sensi dell'IFRS 5 – Attvità destinate alla
vendita e Discontinued operation, l'insieme delle attività e passività relative alla Mascioni
S.p.A. e filiali, che costituisce un settore operativo, si qualifica per il Gruppo Zucchi come
"Discontinued operation" e come tale è stato rappresentato nel presente bilancio. Tale
rappresentazione ha comportato quanto segue:
ß
per il 2014 e, a fini comparativi, per il 2013, le voci di costo e di ricavo relative alle
Discontinued
operation
sono
state
classificate
nella
voce
Utile/(perdita)
delle
Discontinued operation del conto economico;
ß
le attività correnti e non correnti
relative alle
Discontinued operation
sono state
riclassificate, al 31 dicembre 2014, nella voce dell'attivo Discontinued operation della
situazione patrimoniale-finanziaria;
ß
le passività (escluso il patrimonio netto) relative alle Discontinued operation sono state
riclassificate, al 31 dicembre 2014, nella voce del passivo Discontinued operation della
situazione patrimoniale-finanziaria;
per il 2014 e, a fini comparativi, per il 2013, tutti i flussi di cassa relativi alle Discontinued
ß
operation sono stati rappresentati in apposite voci relative alle operazioni dell'esercizio,
alle attività di investimento e alle attività di finanziamento del Rendiconto finanziario.
In apposito capitolo della presente Nota integrativa, cui si rinvia, viene fornito il dettaglio
analitico del contenuto delle voci relative alle Discontinued operation così come presentate
nel conto economico, nella situazione patrimoniale-finanziaria e nel rendiconto finanziario
consolidati.
Per quanto riguarda la descrizione dell'operazione di cessione del segmento operativo, si
rinvia a quanto descritto nella Nota 21.
2. PRINCIPI
CONTABILI E
CRITERI DI
VALUTAZIONE
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2014 è stato predisposto in conformità ai principi
contabili internazionali IAS-IFRS emessi dallo IASB e omologati dall'Unione Europea alla
data di chiusura del presente bilancio, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione
dell'articolo 9 del D.lgs 38/2005 e alle altre norme di legge e disposizioni Consob in materia
di bilancio per quanto applicabili.
2.1 Principi
contabili
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2014 è comparato con il bilancio consolidato
dell'esercizio prec edente, ed è costituito dal prospetto della situazione patrimoniale
-
finanziaria, dal prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio delle altre componenti di conto
economico complessivo consolidato, dal prospetto delle movimentazioni del patrimonio
netto consolidato, dal rendiconto finanziario nonché dalle presenti note esplicative.
Le note esplicative hanno la funzione di illustrare i principi di redazione adottati, fornire le
informazioni richieste dai principi contabili IAS/IFRS, e non contenute in altre parti del
bilancio, nonchè fornire l'ulteriore informativa che non è esposta nei prospetti di bilancio,
ma che è necessaria ai fini di una rappresentazione attendibile dell'attività aziendale.
Il bilancio consolidato è redatto sulla base del principio del costo storico, ad eccezione dei
terreni, per i quali si è optato per il modello del fair value, degli strumenti finanziari derivati
la cui valutazione è effettuata con il principio del fair value, e delle attività finanziarie
rappresentate da titoli per i quali si è optato per la classificazione tra le attività finanziarie
valutate al fair value con imputazione a conto economico, nonché sul presupposto della
continuità aziendale.
Discontinued
operation
Come indicato nel paragrafo 1.3 le attività e/o i gruppi di attività non correnti in dismissione
("Assets Held for sale and Discontinued operation"), come richiesto dall'IFRS 5, sono state
classificate per il 2014 in una specifica voce dello stato patrimoniale e vengono valutate al
minore tra il loro precedente valore di carico ed il valore di mercato, al netto dei costi di
vendita sino alla cessione delle attività stesse. I dati del bilancio consolidato precedente,
presentati ai fini comparitivi, sono stati riesposti
(conto economico complessivo e
rendiconto finanziario)
per tener conto della cessione delle quote della
partecipata
Mascioni S.p.A. perfezionata in data 2 ottobre 2015, come previsto dallo IFRS 5.
Le attività rientrano in tale voce di bilancio in quanto il loro valore di carico sarà recuperato
mediante un'operazione di cessione anziché mediante lo svolgimento della normale attività
del Gruppo. Questa condizione è rispettata in quanto la vendita è altamente probabile
(cessione già avvenuta il 2 ottobre 2015), l'attività è disponibile per un'immediata vendita
nelle sue condizioni attuali ed il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha preso
impegno per la vendita, che è già avvenuta entro dodici mesi dalla data di classificazione in
tale voce.
I ricavi ed i costi relativi alle attività detenute per la vendita e/o alle attività cessate sono
stati esposti alla voce "Risultato dell'esercizio derivante dalle Discontinued operation", in
quanto ricorrono le condizioni stabilite dall'IFRS 5 riferite a tali attività; ovvero le stesse
fanno parte di un unico programma coordinato di dismissione di un importante ramo
autonomo di attività.
Nella voce di conto economico denominata "Risultato dell'esercizio derivante dalle
Discontinued operation" viene esposto, in un'unica voce al netto dei relativi effetti fiscali, il
risultato d'esercizio realizzato dal segmento operativo "Mascioni e Filiali" comprensivo
dell'eventuale adeguamento delle loro attività nette al valore di mercato (fair value).
Il conto economico dell'esercizio 2013 è stato riclassificato di conseguenza per consentire
la comparabilità con quello del 2014.
L'analisi della composizione del risultato complessivo derivante dalle attività in esame
viene riportata nelle note esplicative.
Analogamente nel rendiconto finanziario i flussi di cassa delle Discontinued operation sono
stati esposti separatamente ripresentando anche il rendiconto finanziario 2013.
Sotto il profilo patrimoniale, i valori del segmento operativo "Mascioni e Filiali" sono stati
riclassificati nei saldi attivi e passivi tra le Discontinued operation.
Continuità
aziendale
Vengono richiamate le parti del bilancio in cui sono descritte le attività del Gruppo, insieme
con i fattori che verosimilmente ne influenzeranno il futuro sviluppo, la performance
economica, la posizione finanziaria, i flussi di cassa,
la liquidità e i finanziamenti, gli
obiettivi del Gruppo, le sue politiche e i processi di gestione del capitale, gli obiettivi di
gestione dei rischi finanziari, i dettagli degli strumenti finanziari e delle attività di copertura
e la propria esposizione ai rischi di credito e di liquidità.
Il Gruppo ha chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2014 con una perdita di circa 39,4 milioni di
Euro, inclusiva di una perdita di 18,7 milioni di Euro generata dalle discontinued operation,
un patrimonio netto totale negativo per circa 26,5 milioni di Euro (comprensivo di tale
perdita) ed una posizione finanziaria netta consolidata negativa di circa 89,4 milioni di
Euro.
La Capogruppo ha chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2014 con una perdita di circa 33,0
milioni di Euro, un patrimonio netto negativo per circa 27,6 milioni di Euro (comprensivo di
tale perdita) ed una posizione finanziaria netta negativa di circa 92,7 milioni di Euro. La
perdita d'esercizio conseguita dalla Capogruppo è maturata, oltre che dalla riduzione del
fatturato che non ha generato sufficiente margine utile alla copertura dei costi di struttura,
anche per effetto delle svalutazioni della partecipazione detenuta in Mascioni e del
finanziamento concesso alla controllata di diritto brasiliano per la quale è stata decisa la
dismissione dei punti vendita. La perdita conseguita dalla Capogruppo ha determinato la
ricorrenza della fattispecie di cui all'articolo 2447 del codice civile.
Con riferimento alle perdite realizzate nell'esercizio 2014, il Consiglio di Amministrazione
proporrà all'Assemblea di deliberare, in una successiva assemblea, la riduzione del
capitale sociale ex art. 2447, senza modificare il numero delle azioni in circolazione, con
una contestuale operazione di aumento di capitale riservato di 10 milioni di Euro, come

definito nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23 dicembre 2015, di cui si dirà successivamente.

La Capogruppo è impegnata in attività e processi di natura straordinaria al fine di perseguire il risanamento della gestione.

Alla luce dei risultati non positivi di un primo accordo di ristrutturazione, sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha stipulato in data 21 marzo 2013 con Banca Imi S.p.A., Unicredit S.p.A., Intesa San Paolo S.p.A., Banca di Legnano S.p.A. (ora Banca Popolare di Milano s.c.a.r.l.), Banca Popolare di Bergamo S.p.A., Banco Popolare soc. coop., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. e Unicredit Factoring S.p.A. un secondo Accordo di Ristrutturazione, omologato in data 4 giugno 2013.

La prima data di valutazione dei covenants relativi all'Accordo di Ristrutturazione è quella del 31 dicembre 2014. L'attuale situazione economica dei mercati in cui opera la Vincenzo Zucchi S.p.A. ed i risultati economici conseguiti non hanno consentito il rispetto degli obiettivi di tale accordo. Le principali ragioni del mancato adempimento dell'Accordo di Ristrutturazione, asseverato ai sensi dell'art. 67, comma 3, lettera d) della Legge Fallimentare, in data 18 marzo 2013 dal Dr. Franco Carlo Papa, devono essere certamente ricondotte all'attuale congiuntura economica e del mercato di riferimento, ma soprattutto alla difficoltà della Capogruppo di rispondere in modo sufficientemente rapido ed efficace alla stessa stante anche il ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale, previsto in tale accordo, rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale.

In tale scenario, i risultati conseguiti negli esercizi 2013 e 2014, sono stati negativamente influenzati dal differente mix produttivo di prodotti Buy (si riferisce ad approvvigionamenti di prodotti finiti e come tali già disponibili per la vendita al consumatore finale) rispetto a quelli Make (si riferisce a prodotti realizzati attraverso l'ausilio di terzisti esterni nonché delle unità produttive del gruppo) che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto rispetto ai valori previsti nel piano industriale di cui all'Accordo di Ristrutturazione, dal differente mix di vendite rispetto al piano, nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale).

Alla luce di tale situazione di oggettiva difficoltà, la Vincenzo Zucchi S.p.A., esaminando nel dettaglio le criticità ha predisposto un nuovo piano industriale, basato su un sostanziale cambiamento del modello di business sottostante (che considera l'evoluzione delle dinamiche dei consumi incidendo sull'architettura dell'offerta, le logiche distributive e di goto-market, le modalità di approvvigionamento, la riduzione dei costi di struttura), sottoponendo quindi ai creditori un nuovo accordo di ristrutturazione che mira al raggiungimento di un risanamento della Società e quindi di un concreto soddisfacimento degli stessi, pur nella considerazione del protrarsi di una situazione di mercato avverso.

La prospettata violazione al 31 dicembre 2014 di alcuni obblighi finanziari (covenants) previsti nell'accordo di ristrutturazione, sottoscritto con le banche finanziatrici in data 21 marzo 2013, e l'avvenuto mancato pagamento della rata di rimborso di detto accordo in scadenza al 31 dicembre 2014, hanno determinato la possibilità che le banche finanziatrici si avvalessero, tra gli altri, del diritto a richiedere il rimborso anticipato dell'utilizzo delle linee di credito in essere.

La Capogruppo ha avviato già dallo scorso mese di luglio 2014 delle negoziazioni con le banche finanziatrici. Nel corso delle discussioni la Capogruppo e le banche finanziatrici hanno sempre considerato negli accordi di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare lo strumento più idoneo a regolamentare gli impegni che saranno assunti a sostegno del nuovo accordo di ristrutturazione. A tale riguardo, va precisato che l'efficacia degli impegni che verranno assunti nell'ambito degli accordi sarà subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione degli Accordi stessi da parte del Tribunale

competente.
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Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A., in accordo con le Banche Finanziatrici, ha inoltrato, in data 30 ottobre 2014, una richiesta di Stand Still a valere sull'accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis L.F. stipulato in data 21 marzo 2013 al fine di garantire il mantenimento delle linee di credito accordate e dallo stesso disciplinate. Le Banche Finanziatrici non hanno mai formalmente dato seguito alla suddetta richiesta concedendo, in tal modo, uno Stand Still di fatto alla Società.

In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in seduta straordinaria per assumere gli opportuni provvedimenti stante la situazione di cui all'art. 2447 del codice civile, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche finanziatrici a proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla definizione della correlata manovra finanziaria.

Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione con le banche finanziatrici ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e l'inoperatività della causa di scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, codice civile.

Alla luce della summenzionata delibera, l'Assemblea ha disposto di rinviare ogni decisione sui provvedimenti ex art. 2447 codice civile, consentendo, nelle more, alla Capogruppo di addivenire ad un nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare.

In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942.

In questo contesto la Società ha beneficiato degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla normativa applicabile che hanno consentito alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse della propria clientela e del mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti.

In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del piano, e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Alla luce della suddetta situazione patrimoniale e finanziaria, la Capogruppo ha conferito mandato ad un advisor, già dallo scorso mese di febbraio, per la ricerca di soggetti finanziari o industriali che siano interessati ad investire nella Vincenzo Zucchi S.p.A. e nel Gruppo. Tale decisione è stata assunta anche per contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario della Società ed eventualmente agevolare la negoziazione con le Banche Finanziatrici.

L'individuazione di un potenziale investitore, industriale o finanziario, avrebbe consentito di agevolare la manovra con le banche finanziatrici non richiedendo il finanziamento di Euro 10 milioni, previsto nel piano di risanamento, consentendo cosi una più celere conclusione dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario.

In data 5 agosto 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha inoltrato una richiesta di proroga del concordato in bianco a causa della complessità delle attività di ristrutturazione in corso che

procedevano positivamente verso gli obiettivi del piano in corso di asseverazione.

In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto Arsizio concedeva alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche finanziatrici, deliberava di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F..

La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di capitale riservato per euro 10 milioni.

Non essendo ancora pervenuti con le Banche Finanziatrici alla firma dell'accordo di ristrutturazione del debito, in data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., dichiarava inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F.

Solo in data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai

sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo"), ammontante complessivamente a circa 49
milioni di Euro, saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo
1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione.
Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero
l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici
un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH
sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota,
in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.
  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività).

Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"). L'Aumento di Capitale Zucchi è sostenuto da un impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH, ovvero in Newco, necessrio alla sottoscrizione e liberazione dell'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182-bis e septies della Legge

Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In questa prospettiva ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015-2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria.

La suddetta manovra finanziariai supporta il nuovo piano industriale, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. in data 17 dicembre 2015. Il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti") dei punti vendita. Il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine.

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround" ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale brasiliana (già avvenuta nel mese di luglio 2015).

La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il rigetto della stessa.

Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.

In particolare, l'intesa prevede:

  • un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da Astrance medesima;

  • l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);

  • un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per

persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;

  • il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno 2020 e sino al 31 dicembre 2020;

  • il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni tempo;

  • l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di ristrutturazione.

L'esecuzione delle intese è subordinata all'omologa definitiva ed alle altre condizioni previste nell'accordo di ristrutturazione.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.

La procedura così instaurata porta il numero 4/2015.

Con l'accoglimento da parte delle banche finanziatrici della proposta di ristrutturazione dei debiti e quindi in virtù della conseguente stipula e omologa dell'accordo di ristrutturazione e con l'esecuzione del relativo contenuto, il patrimonio netto della Società risulterà reintegrato per effetto del rafforzamento patrimoniale che deriverà dall'attuazione dell'aumento di capitale riservato nonché per effetto delle componenti economiche positive che potranno essere rilevate nel conto economico di bilancio a seguito della remissione da parte delle banche coinvolte di una porzione del loro credito (pari a circa Euro 49 milioni) ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1236 cod. civ..

Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A., (di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A, per un importo complessivo di 150 mila Euro. Non si ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.

Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio). Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Mascioni ottenga l'omologa non più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Con riferimento alla realizzabilità delle iniziative sopra descritte, volte al riequilibrio economico-finanziario del Gruppo, si evidenzia l'esistenza di rilevanti incertezze che

possono far sorgere dubbi significativi riguardo alla continuità aziendale tra le quali:

  • ß incertezze legate alla realizzabilità dei risultati delle azioni previste nel piano di risanamento, ed al raggiungimento degli obiettivi previsti nei budget/piani previsionali predisposti dalle singole controllate. Le condizioni generali dell'economia possono influenzare le assunzioni di riferimento utilizzate per lo sviluppo di tali piani con effetti negativi e/o positivi sui risultati previsti;
  • ß esistenza di significativi importi di debiti commerciali scaduti nei confronti dei propri fornitori, alcuni anche strategici, nonché di debiti previdenziali e tributari;
  • ß esistenza di possibili fabbisogni di cassa derivanti dalla stagionalità del business, nel periodo compreso tra i mesi di maggio e settembre 2016, in attesa che si possa perfezionare l'aumento di capitale disciplinato nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche e vengano attivate le linee di credito autoliquidanti disciplinate nello stesso accordo;
  • ß incertezze connesse all'esito della procedura di omologazione, da parte del Tribunale, dell'accordo di ristrutturazione del debito sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23 dicembre 2015 e conseguente realizzazione dell'aumento di capitale, la cui mancata esecuzione costituisce condizione risolutiva dell'accordo di ristrutturazione, nei termini e alle condizioni previste nell'accordo di ristrutturazione. La realizzazione dell'accordo di ristrutturazione consente alla Società di ripristinare il patrimonio positivo trovandosi allo stato oggi nella fattispecie di cui all'articolo 2447 c.c..

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, pur in presenza delle incertezze sopra descritte, dopo avere effettuato le necessarie verifiche, alla luce dei risultati delle azioni di risanamento, già poste in essere sopra descritte, e dell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche finanziatrici, ritiene che, allo stato, sussista una ragionevole aspettativa che il Gruppo e la Capogruppo possano beneficiare delle risorse finanziarie e patrimoniali necessarie per continuare l'esistenza operativa in un prevedibile futuro, così come definito dai principi contabili di riferimento e che, per queste ragioni, si possa continuare ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.

3. PRINCIPI DI
CONSOLIDAMEN
TO E CRITERI DI
VALUTAZIONE
Il bilancio consolidato include il bilancio della Società e delle imprese da essa controllate
(le controllate – l'elenco delle quali è in Nota 48) redatti al 31 dicembre di ogni anno
modificati, ove necessario, per uniformarli ai principi adottati dal Gruppo. Si ha il controllo
di un'impresa quando la Società ha il potere di determinare le politiche finanziarie e
operative di un'impresa in modo tale da ottenere benefici dalla sua attività; ciò accade
generalmente
quando
la
quota
di
possesso
del
capitale
sociale
dell'impresa,
eventualmente tenendo conto dei potenziali diritti di voto esercitabili, è superiore al 50%.
3.1 Controllate
Principi di
consolidamento
I risultati economici delle imprese controllate acquisite o cedute nel corso dell'esercizio
sono inclusi nel prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio delle altre componenti di conto
economico complessivo consolidato dall'effettiva data di acquisizione fino all'effettiva data
di cessione.
Il valore contabile delle partecipazioni nelle società controllate è eliminato contro i relativi
patrimoni netti a fronte dell'assunzione delle attività e passività delle stesse secondo il
metodo della integrazione globale. La differenza tra il prezzo di acquisto della
partecipazione ed il patrimonio netto contabile alla data in cui l'impresa è inclusa nel
consolidamento è imputata, nei limiti attribuibili, agli elementi dell'attivo e del passivo e
delle passività potenziali dell'impresa consolidata. L'eventuale differenza residua se
positiva è attribuita alla voce avviamento, se negativa viene imputata al conto economico.
Tutte le operazioni significative intercorse (costi e ricavi) fra le società del Gruppo e i
relativi saldi (crediti e debiti) sono eliminati nel processo di consolidamento, così come gli
utili e le perdite non realizzati su tali transazioni; le perdite non sono eliminate nel caso in
cui esse rappresentino un effettivo minor valore del bene.
Sono integralmente eliminati i dividendi distribuiti nell'ambito del gruppo.
La quota di interessenza degli azionisti di minoranza (partecipazioni di terzi) nelle attività
nette delle controllate consolidate è identificata separatamente rispetto al patrimonio netto
di Gruppo; la quota dei terzi del risultato d'esercizio delle controllate viene evidenziata
separatamente nel prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio delle altre componenti di
conto economico complessivo consolidato. Tale interessenza viene determinata in base
alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data
dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data.
Successivamente le perdite attribuibili agli azionisti di minoranza (partecipazioni di terzi)
eccedenti il patrimonio netto di loro spettanza sono attribuite al patrimonio netto di Gruppo
ad eccezione dei casi in cui le minoranze hanno un'obbligazione vincolante e sono in
grado di fornire ulteriori investimenti per coprire le perdite.
I bilanci separati di ciascuna società appartenente al Gruppo vengono preparati nella
valuta dell'ambiente economico primario in cui essa opera (valuta funzionale), come di
seguito indicato:
Valuta
Mascioni America Inc.
USD
Mascioni USA Inc.
USD
Bassetti Schweiz A.G.
CHF
Bassetti do Brasil Ltda
BRL
Nella preparazione dei bilanci delle singole entità, le operazioni in valute diverse dall'Euro
sono inizialmente rilevate ai cambi alle date delle stesse.
Le transazioni in valuta estera sono rilevate inizialmente al tasso di cambio riferito alla
valuta funzionale in essere alla data della transazione. Le attività e passività monetarie,
denominate in valuta estera, sono riconvertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in
essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze di cambio sono rilevate nel
conto economico. Le poste non monetarie, valutate al costo storico in valuta estera, sono
convertite usando i tassi di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione della
transazione. Le poste non monetarie iscritte al valore equo in valuta estera sono convertite
usando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

Ai fini della presentazione del bilancio consolidato, le attività e le passività delle imprese controllate estere, le cui valute funzionali sono diverse dall'Euro, sono convertite ai cambi correnti alla data di bilancio, mentre il loro conto economico è convertito al cambio medio dell'esercizio, ritenuto rappresentativo dei cambi ai quali sono state effettuate le relative operazioni. Le differenze cambio emergenti sono rilevate nella voce del patrimonio netto Riserva di traduzione. Tale riserva è rilevata nel conto economico come provento o come onere nel periodo in cui la relativa impresa controllata è ceduta.

Nell'area di consolidamento non vi sono imprese controllate e/o collegate che appartengono a Paesi ad economia iperinflazionata.

L'avviamento e le altre rettifiche per esporre a fair value le attività e le passività di entità estere acquisite sono rilevati come attività e passività della società estera e sono convertiti al cambio di fine anno.

I cambi applicati nella conversione dei bilanci delle società estere di paesi non aderenti all'Euro sono i seguenti:

2014 2013
medio al 31/12 medio al 31/12
Franco svizzero 1,213 1,202 1,229 1,228
Dollaro U.S.A 1,321 1,214 1,331 1,379
Real brasiliano 3,109 3,221 2,894 3,258

Aggregazioni di imprese effettuate dal 1 gennaio 2004 al 31 dicembre 2007

L'acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secondo il metodo dell'acquisizione. Il costo dell'acquisizione è determinato dalla sommatoria dei valori correnti, alla data di ottenimento del controllo, delle attività date, delle passività sostenute o assunte, e degli strumenti finanziari emessi dal Gruppo in cambio del controllo dell'impresa acquisita, più i costi direttamente attribuibili all'aggregazione.

Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'impresa acquisita che rispettano le condizioni per l'iscrizione secondo l'IFRS 3 sono rilevate ai loro valori correnti alla data di acquisizione, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppo in dismissione) che sono classificate come detenute per la vendita in accordo con l'IFRS 5, le quali sono iscritte e valutate a valori correnti meno i costi di vendita.

L'avviamento derivante dall'acquisizione è iscritto come attività e valutato inizialmente al costo, rappresentato dall'eccedenza del costo dell'acquisizione rispetto alla quota di Gruppo nei valori correnti delle attività, passività e passività potenziali identificabili iscritti. Se, dopo la rideterminazione di tali valori, la quota di Gruppo nei valori correnti delle attività, passività e passività potenziali identificabili eccede il costo dell'acquisizione, l'eccedenza viene iscritta immediatamente a conto economico.

L'interessenza degli azionisti di minoranza (partecipazioni di terzi) nell'impresa acquisita è inizialmente valutata in misura pari alla loro quota dei valori correnti delle attività, passività e passività potenziali iscritti.

Non si riporta di seguito il principio per la contabilizzazione delle aggregazioni aziendali in conformità agli IFRS 3 (rivisto nel 2008) a partire dal 1 gennaio 2008 non avendo il Gruppo realizzato alcuna transazione in merito.

Collegate (partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto)

Le collegate sono entità sulle cui politiche finanziarie e gestionali il Gruppo esercita un'influenza notevole, pur non avendone il controllo.

Si suppone che esista un'influenza notevole quando il gruppo possiede tra il 20% e il 50% del potere di voto di un'altra entità.

3.2
Criteri di
valutazione
Le collegate sono contabilizzate secondo il metodo del patrimonio netto e rilevate
inizialmente al costo.
Le
partecipazioni
del
Gruppo
comprendono
l'avviamento
identificato
al
momento
dell'acquisizione al netto delle perdite di valore cumulate.
Il bilancio consolidato comprende la quota di pertinenza del gruppo degli utili o delle perdite
delle partecipate rilevate secondo il metodo del patrimonio netto, al netto delle rettifiche
necessarie per allineare i principi contabili a quelli del gruppo a partire dalla data in cui ha
inizio l'influenza notevole fino alla data in cui detta influenza o controllo cessano.
Quando la quota delle perdite di pertinenza del gruppo di una partecipazione contabilizzata
con il metodo del patrimonio netto eccede il valore contabile di detta partecipata, il Gruppo
azzera la partecipazione e cessa di rilevare la quota delle ulteriori perdite, tranne nei casi
in cui il gruppo abbia contratto obbligazioni legali o implicite oppure abbia effettuato dei
pagamenti per conto della partecipata.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti (attività finanziarie non derivate)
Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti comprendono il denaro in cassa e i depositi a
vista e investimenti aventi scadenza entro tre mesi dalla data di acquisizione.
Dopo la rilevazione iniziale, gli strumenti finanziari non derivati sono designati al fair value
rilevato a conto economico.
Gli scoperti di c/c sono classificati tra le passività correnti.
Rimanenze
Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione, determinato
secondo il metodo del costo medio ponderato, e il valore netto di realizzo.
Il valore netto di realizzo corrisponde al prezzo di vendita stimato nel normale svolgimento
dell'attività al netto dei costi stimati di completamento nonché della
stima dei costi
necessari per realizzare la vendita.
Il costo di produzione comprende il costo delle materie prime, i costi diretti e tutti quelli
indirettamente imputabili alla fabbricazione. Le scorte obsolete o di lento rigiro sono
svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o realizzo.
Crediti iscritti nell'attivo circolante (attività finanziarie non derivate)
I crediti sono rilevati inizialmente al fair value
del corrispettivo da ricevere che per tale
tipologia corrisponde normalmente al valore nominale indicato in fattura adeguato (se
necessario) al presumibile valore di realizzo mediante apposizioni di stanziamenti iscritti a
rettifica dei valori nominali. Successivamente i crediti vengono valutati con il criterio del
costo ammortizzato che generalmente corrisponde al valore nominale al netto di eventuali
perdite di valore.
I crediti ceduti a seguito di operazioni di factoring sono eliminati dall'attivo dello Stato
Patrimoniale se e solo se i rischi ed i benefici correlati alla loro titolarità sono stati
sostanzialmente trasferiti al cessionario. La cessione dei crediti che non soddisfa il
suddetto requisito rimane iscritto nel bilancio del Gruppo, sebbene il credito sia stato
legalmente ceduto; in tal caso una passività finanziaria di tale importo è iscritta nel passivo
a fronte dell'anticipazione ricevuta.
Immobili, impianti e macchinari
I terreni sono iscritti in bilancio al costo rideterminato, corrispondente al fair value alla data
della rivalutazione, determinato in base a periodiche, almeno triennali, valutazioni di periti
terzi indipendenti e in modo tale che il valore iscritto in bilancio non differisca
significativamente da quello che si determinerebbe utilizzando il fair value alla data di
bilancio.
Il maggior valore derivante dalla rivalutazione dei terreni è accreditato direttamente alla
riserva di rivalutazione, ad eccezione del caso in cui esso costituisca una ripresa di valore
di una precedente svalutazione della stessa attività rilevata a conto economico, in questo

caso il maggior valore è accreditato al conto economico dell'esercizio nella misura della svalutazione precedentemente rilevata. Un decremento nel valore di tali terreni è imputato al conto economico nella misura in cui esso ecceda l'eventuale saldo di rivalutazione relativo a precedenti rivalutazioni di tali attività.

Nel caso di vendita di terreni valutati al fair value, la corrispondente riserva di rivalutazione è riclassificata ad utili a nuovo previa approvazione dell'assemblea nei casi di legge previsti.

I fabbricati utilizzati per la produzione o la fornitura di beni e servizi o per scopi amministrativi sono iscritti in bilancio al costo storico dedotti i successivi ammortamenti e svalutazioni accumulati.

Gli immobili in corso di costruzione per fini produttivi, per uso amministrativo o per finalità non ancora determinate, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, comincia quando le attività sono disponibili per l'uso.

Gli impianti, i macchinari e le attrezzature sono iscritti al costo al netto degli ammortamenti accumulati e delle eventuali svalutazioni per perdite di valore. Il costo ricomprende gli eventuali costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS 37. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vite utili differenti sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

Il costo sostenuto per la sostituzione di una parte di un elemento di immobili, impianti e macchinari è sommato al valore contabile dell'elemento a cui si riferisce se è probabile che i relativi futuri benefici affluiranno al Gruppo e se il costo dell'elemento può essere determinato attendibilmente. Il valore contabile della parte sostituita viene eliminato. I costi per la manutenzione ordinaria di immobili, impianti e macchinari sono rilevati a conto economico nell'esercizio in cui sono sostenuti.

L'ammortamento viene determinato, a quote costanti, sul costo dei beni al netto dei relativi valori residui, in funzione della loro stimata vita utile.

Le vite utili stimate del periodo corrente e di quello comparativo sono le seguenti:

Fabbricati 34 anni
Costruzioni leggere 10 anni
Impianti e macchinari 6-8 anni
Attrezzature 4 anni
Mobili e macchine ufficio 5-8 anni
Automezzi 4-5 anni
Altre 5-10 anni

La voce "Altre" comprende le migliorie su beni di terzi.

I valori residui dei cespiti e la vita utile sono rivisti, e modificati se necessario, alla chiusura del bilancio.

I terreni non vengono ammortizzati, avendo vita utile illimitata.

Gli utili o le perdite generati dalla cessione di un'immobilizzazione materiale sono determinati come la differenza tra il corrispettivo netto dalla cessione e il valore contabile del bene, e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

I costi di manutenzione ordinaria sono spesati a conto economico nel periodo di sostenimento.

Immobilizzazioni in leasing

I contratti di locazione sono classificati come locazioni finanziarie ogniqualvolta i termini del contratto sono tali da trasferire sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà al

locatario. Tutte le altre locazioni sono considerate operative.
Le attività oggetto di contratti di locazione finanziaria sono rilevate come attività del Gruppo
al loro fair value alla data di stipulazione del contratto, oppure, se inferiore, al valore attuale
dei pagamenti minimi dovuti per il leasing. La corrispondente passività verso il locatore è
inclusa nello stato patrimoniale come passività per locazioni finanziarie. Le attività detenute
in seguito a contratti di locazione finanziaria sono ammortizzate in base alla loro stimata
vita utile come per le attività detenute in proprietà.
I pagamenti per i canoni di locazione sono suddivisi fra quota capitale e quota interessi in
modo da raggiungere un tasso di interesse costante sulla passività residua.
I costi per canoni di locazione derivanti da locazioni operative sono iscritti a quote costanti
in base alla durata del contratto. I benefici ricevuti o da ricevere a titolo di incentivo per
entrare in contratti di locazione operativa sono anch'essi iscritti a quote costanti sulla
durata del contratto.
Investimenti immobiliari
Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in
affitto e/o per l'apprezzamento patrimoniale, sono iscritti al costo di ac quisto, al netto degli
ammortamenti e delle perdite di valore.
Attività immateriali
Un'attività immateriale viene rilevata contabilmente solo se è identificabile, controllabile, ed
è prevedibile che generi benefici economici futuri e il suo costo può essere determinato in
modo attendibile.
Le immobilizzazioni immateriali a durata definita sono iscritte al costo di acquisto o di
produzione al netto degli ammortamenti e delle perdite di valori accumulati.
Le vite utili stimate del periodo corrente e di quello comparativo sono le seguenti:
Diritti di brevetto industriale e altri diritti
Concessioni, licenze e marchi
Altri
5 anni
10 anni
5-6 anni
L'ammortamento è parametrato al periodo della prevista vita utile dell'immobilizzazione e
inizia quando l'attività è disponibile all'uso.
Nella voce "Altri" sono compresi gli importi pagati per l'acquisizione dei diritti di ingresso
degli esercizi di vendita, aventi durata predefinita; detti importi sono quindi ammortizzati in
base alla durata del contratto.
Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di un bene immateriale sono misurati come la
differenza fra il ricavo netto di vendita e il valore contabile del bene e sono rilevati a conto
economico al momento dell'alienazione.
Costi di ricerca
I costi di ricerca vengono addebitati a Conto Economico quando sostenuti così come
stabilito dallo IAS 38.
Software
I costi delle licenze software, comprensivi degli oneri accessori, sono capitalizzati e iscritti
in bilancio al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite di valore accumulate.
La vita utile è stimata mediamente in cinque anni.

valore, per verificare che non abbia un minor valore. Le perdite di valore sono iscritte immediatamente a conto economico e non sono successivamente ripristinate. In caso di cessione di un'impresa controllata o di un'entità a controllo congiunto, l'ammontare dell'avviamento ad esse attribuibile è incluso nella determinazione della plusvalenza o minusvalenza da alienazione.

Gli avviamenti derivanti da acquisizioni effettuate prima della data di transizione agli IFRS sono mantenuti ai valori risultanti dall'applicazione dei principi contabili italiani a tale data e sono assoggettati ad impairment test con la frequenza sopra indicata.

Qualora l'avviamento iscritto a bilancio si riferisce all'acquisizione onerosa di diritti per l'esercizio di attività commerciali aventi vita utile definita. Lo stesso viene sistematicamente ammortizzato in un periodo uguale alla durata del contratto di locazione cui si riferisce l'esercizio e viene iscritto al costo, al netto di ammortamenti ed eventuali perdite di valore.

Se l'avviamento iscritto a bilancio si riferisce all'acquisizione onerosa di diritti per l'esercizio di attività commerciali aventi vita utile indefinita, il valore non viene più sistematicamente ammortizzato, ma assoggettato ad una verifica periodica ai fini dell'identificazione di eventuali perdite di valore.

Perdite di valore ("Impairment")

Ad ogni data di bilancio, o con frequenza maggiore qualora si verifichino eventi o cambiamenti che possono far emergere perdite di valore, il Gruppo rivede il valore contabile delle proprie attività materiali e immateriali per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito riduzioni di valore. Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'eventuale importo della svalutazione. Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, il Gruppo effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l'attività appartiene.

Le attività immateriali a vita utile indefinita tra cui l'avviamento e i marchi, vengono verificate annualmente e ogniqualvolta vi è un'indicazione di una possibile perdita di valore, al fine di determinare se vi sono perdite di valore.

L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d'uso. Nella determinazione del valore d'uso, i flussi di cassa futuri stimati sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell'attivi tà.

Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rappresentata da terreni, nel qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione.

Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia valutata a valore rivalutato, nel qual caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Attività non correnti detenute per la vendita

Un'attività non corrente (o un gruppo in dismissione composto da attività e passività) viene classificata come posseduta per la vendita se il suo valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché tramite il suo utilizzo continuato. Immediatamente prima della classificazione iniziale dell'attività (o gruppo in dismissione) come posseduta per la vendita, i valori contabili dell'attività sono valutati in conformità ai

principi contabili del Gruppo.
Successivamente, l'attività (o gruppo in dismissione) viene valutata al minore tra il suo
valore contabile e il fair value al netto dei costi di vendita. L'eventuale perdita di valore di
un gruppo in dismissione viene allocata in primo luogo all'avviamento, quindi alle restanti
attività e passività in misura proporzionale, ad eccezione di rimanenze, attività finanziarie,
attività per imposte differite, benefici per dipendenti e investimenti immobiliari, che
continuano ad essere valutate in conformità ai principi contabili del Gruppo.
Le perdite di valore derivanti dalla classificazione iniziale di un'attività come posseduta per
la vendita e le differenze di valutazione successive sono rilevate a conto economico. Le
variazioni di valore positive sono rilevate solo fino a concorrenza di eventuali perdite di
valore cumulate.
Finanziamenti
I finanziamenti sono riconosciuti inizialmente al fair value del valore ricevuto al netto degli
oneri accessori di acquisizione del finanziamento.
Dopo tale rilevazione iniziale i finanziamenti vengono rilevati con il criterio del costo
ammortizzato calcolato tramite l'applicazione del tasso d'interesse effettivo.
Il costo ammortizzato è calcolato tenendo conto dei costi di emissione e di ogni eventuale
sconto o premio previsti al momento della regolazione.
Debiti commerciali e altri debiti
I debiti sono rilevati inizialmente al fair value del corrispettivo da pagare.
Successivamente i debiti vengono valutati con il criterio del costo ammortizzato calcolato
tramite l'applicazione del tasso d'interesse effettivo.
Strumenti derivati e contabilizzazione delle operazioni di copertura
Il Gruppo utilizza gli strumenti finanziari derivati per coprire la propria esposizione ai rischi
di cambio. Gli strumenti finanziari derivati sono valutati al valore di mercato (c.d. fair value).
Uno strumento finanziario derivato può essere acquistato con finalità di negoziazione o con
finalità di copertura.
Gli utili o le perdite di valutazione correlati ai derivati acquistati con finalità di negoziazione
sono imputati a conto economico.
La contabilizzazione dei derivati acquistati con finalità di copertura può essere effettuata
secondo il c.d. "hedge accounting" che compensa la rilevazione a conto economico dei
derivati con quella delle poste coperte, solo quando i derivati rispondono a criteri specifici.
Ai fini della contabilizzazione, le operazioni di copertura sono classificate come "coperture
del fair value" se sono a fronte del rischio di variazione di mercato dell'attività o dell'attività
sottostante, oppure come "coperture dei flussi finanziari" se sono a fronte del rischio di
variabilità nei flussi finanziari derivanti sia da un'esistente attività o passività sia da
un'operazione futura.
Per quanto riguarda le copertura del fair value, gli utili e le perdite derivanti dalla
rideterminazione del valore di mercato dello strumento derivato sono imputati a conto
economico.
Per quanto riguarda le coperture dei flussi finanziari, gli utili e le perdite di valutazione dello
strumento di copertura sono rilevati a patrimonio netto per la parte efficace, mentre
l'eventuale porzione non efficace viene iscritta immediatamente a conto economico.
Per quanto riguarda le coperture dei flussi finanziari, gli utili e le perdite di valutazione dello
strumento di copertura sono rilevati a patrimonio netto per la parte efficace, mentre
l'eventuale porzione non efficace viene iscritta immediatamente a conto economico.
Gli strumenti derivati sono inizialmente rilevati al costo, successivamente sono valutati al
fair value.
Gli strumenti derivati utilizzati dalla Società non sono qualificati di copertura.
Fondi per rischi e oneri
I fondi per rischi e oneri sono relativi a accantonamenti che vengono stanziati solo quando

si ritiene di dover far fronte a un'obbligazione (legale o implicita) derivante da un evento passato e per la quale è probabile un utilizzo di risorse il cui ammontare deve poter essere stimato in maniera attendibile.

L'importo dei fondi è rappresentato dal valore attuale dei flussi finanziari attesi stimati, attualizzati a un tasso lordo delle imposte che riflette valutazioni correnti di mercato del valore attuale del denaro e i risultati specifici connessi alle passività.

Non si procede invece ad alcun stanziamento a fronte di rischi per i quali il manifestarsi di una passività è soltanto possibile. In questa evenienza si procede a darne menzione nell'apposita sezione informativa su impegni e rischi e non si procede ad alcun stanziamento.

Accantonamenti relativi a operazioni di riorganizzazione aziendale vengono stanziati solo quando esiste un piano formale dettagliato approvato dalla Direzione e tali operazioni sono portate a conoscenza delle principali parti coinvolte.

Benefici ai dipendenti

L'obbligazione netta del Gruppo a seguito di benefici ai dipendenti a lungo termine, diversi da quelli derivanti da piani pensionistici, corrisponde all'importo del beneficio futuro che i dipendenti hanno maturato per le prestazioni di lavoro nell'esercizio corrente e negli esercizi precedenti. Tale beneficio viene attualizzato, mentre il fair value di eventuali attività viene detratto dalle passività. Il tasso di attualizzazione è il rendimento, alla data di riferimento del bilancio, delle obbligazioni primarie le cui date di scadenza approssimano i termini delle obbligazioni del Gruppo. L'obbligazione viene calcolata utilizzando il metodo della proiezione unitaria del credito. Gli eventuali utili e perdite attuariali sono rilevati a conto economico nell'esercizio in cui sono realizzati o sostenuti.

La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti.

Piani a contribuzione definita

I contributi da versare ai piani a contribuzione definita sono rilevati come costo nel Conto Economico dell'esercizio in cui sono sostenuti.

Piani a benefici definiti

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dovuto ai dipendenti delle società italiane appartenenti al Gruppo ai sensi dell'articolo 2120 del Codice Civile, rientra tra i piani pensionistici a benefici definiti, piani basati sulla vita lavorativa dei dipendenti e sulla remunerazione percepita dal dipendente nel corso di un predeterminato periodo di servizio. In particolare, la passività relativa al trattamento di fine rapporto del personale è iscritta in bilancio in base al valore attuariale della stessa, in quanto qualificabile quale beneficio ai dipendenti dovuto in base ad un piano a prestazioni definite. L'iscrizione in bilancio dei piani a prestazioni definite richiede la stima con tecniche attuariali dell'ammontare delle prestazioni maturate dai dipendenti in cambio dell'attività lavorativa prestata nell'esercizio corrente e in quelli precedenti e l'attualizzazione di tali prestazioni al fine di determinare il valore attuale degli impegni del Gruppo.

La Legge del 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007) ha introdotto nuove regole per il TFR che matura a partire dal 1 gennaio 2007.

Per effetto della riforma della previdenza complementare:

  • ß le quote di TFR maturate fino al 31 dicembre 2006 rimangono in azienda;
  • ß le quote di TFR che matura a partire dal 1° gennaio 2007 devono, a scelta del dipendente; secondo le modalità di adesione esplicita o adesione tacita:
    • essere destinate a forme di previdenza complementare;
    • essere mantenute in azienda, la quale provvederà a trasferire le quote di TFR al Fondo di Tesoreria istituito presso l'INPS.

In entrambi i casi le quote di TFR maturate dopo il 1° gennaio 2007 (o alla data di effettuazione della scelta nei casi di destinazione a forme di previdenza complementare) è considerato un piano a contribuzione definita.

La Legge Finanziaria 2007 non ha comportato alcuna modifica relativamente al TFR maturato al 31 dicembre 2006 che pertanto rientra tra i piani pensionistici a benefici definiti. Peraltro, a seguito delle novità normative introdotte dalla Legge Finanziaria 2007, il TFR "maturato" ante 1 gennaio 2007 (o alla data di effettuazione della scelta nei casi di destinazione a forme di previdenza complementare) subisce una rilevante variazione di calcolo per effetto del venir meno delle ipotesi attuariali precedentemente previste legate agli incrementi salariali.

In particolare, la passività connessa al "TFR maturato" è valutata utilizzando tecniche attuariali al 1 gennaio 2007 (o alla data di effettuazione della scelta nei casi di destinazione a forme di previdenza complementare) senza applicazione del pro-rata (anni di servizio già prestati/anni complessivi di servizio), in quanto i benefici dei dipendenti relativi a tutto il 31 dicembre 2006 (o alla data di effettuazione della scelta nei casi di destinazione a forme di previdenza complementare) possono essere considerati quasi interamente maturati (con la sola eccezione della rivalutazione). Ne consegue che, ai fini di questo calcolo, i "current service costs" relativi alle prestazioni future di lavoro dei dipendenti sono da considerarsi nulli in quanto sono rappresentati dai versamenti contributivi ai fondi di previdenza integrativa o al Fondo di Tesoreria dell'INPS.

Benefici a breve termine

I benefici a breve termine per i dipendenti sono rilevati su base non attualizzata come costo nel momento in cui viene fornita la prestazione che dà luogo a tali benefici.

Il Gruppo rileva una passività per l'importo che si prevede dovrà essere pagato sotto forma di compartecipazione agli utili e piani di incentivazione quando ha un'obbligazione effettiva, legale o implicita, ad effettuare tali pagamenti come conseguenza di eventi passati e può essere effettuata una stima attendibile dell'obbligazione.

Imposte

La Capogruppo Vincenzo Zucchi S.p.A. ha aderito al consolidato fiscale nazionale per il periodo 2013-2015 e mondiale per il quale è stata autorizzata l'adesione per il periodo 2012-2014. Con tale sistema di tassazione, gli imponibili fiscali di tutte le controllate residenti ed estere sono inclusi, integralmente nel primo caso, proporzionalmente alla percentuale di possesso nel secondo, nella base imponibile della capogruppo, venendosi così a determinare un unico reddito (perdita) imponibile.

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data del bilancio.

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo liability method. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentiranno l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili. Tali attività e passività non sono rilevate se le differenze temporanee derivano da avviamento o dall'iscrizione iniziale (non in operazioni di aggregazioni di imprese) di altre attività o passivi tà in operazioni che non hanno influenza né sul risultato contabile né sul risultato imponibile.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui non sia più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione delle passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a

voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.

Le attività e passività fiscali differite sono compensate quando vi è un diritto legale a compensare le imposte correnti attive e passive e quando si riferiscono ad imposte dovute alla medesima autorità fiscale e il Gruppo intende liquidare le attività e le passività fiscali correnti su base netta.

Ricavi

Vendita di merci

I ricavi dalla vendita di merci sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o spettante tenendo conto del valore di eventuali resi, abbuoni, sconti commerciali e premi legati alla qualità. I ricavi sono rilevati quando i rischi significativi e i benefici connessi alla proprietà dei beni sono trasferiti all'acquirente, quando la recuperabilità del corrispettivo è probabile, i relativi costi o l'eventuale restituzione delle merci possono essere stimati attendibilmente, e se la direzione smette di esercitare il livello continuativo di attività solitamente associate con la proprietà della merce venduta.

Vendita di servizi

I ricavi derivanti da prestazioni di servizi sono rilevati a conto economico in base allo stato di avanzamento della prestazione alla data di riferimento del bilancio.

Lo stato di avanzamento viene valutato sulla base delle misurazioni del lavoro svolto.

Proventi e oneri finanziari

I proventi finanziari comprendono gli interessi attivi sulla liquidità investita (comprese le attività finanziarie disponibili per la vendita), i dividendi attivi, i proventi derivanti dalla vendita di attività finanziarie rilevate a conto economico e gli utili su strumenti di copertura rilevati a conto economico. Gli interessi attivi sono rilevati a conto economico per competenza utilizzando il metodo dell'interesse effettivo. I dividendi attivi sono rilevati quando si stabilisce il diritto del Gruppo a ricevere il pagamento che, nel caso di titoli quotati, corrisponde alla data di stacco cedola.

Gli oneri finanziari comprendono gli interessi passivi sui finanziamenti calcolati, il rilascio dell'attualizzazione dei fondi, le variazioni del fair value delle attività finanziarie al fair value rilevato a conto economico; le perdite di valore delle attività finanziarie sono rilevati a conto economico utilizzando il metodo dell'interesse effettivo.

Dividendi

I dividendi deliberati sono riconosciuti come debito verso i soci al momento della delibera di distribuzione. Inoltre essi vengono registrati quando sorge il diritto all'incasso che normalmente coincide con la delibera assembleare di distribuzione dei dividendi.

Conversione delle poste in valuta estera

Il bilancio consolidato, è presentato in Euro, che è la valuta funzionale e di presentazione adottata.

Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione.

Le differenze cambio realizzate nel corso dell'esercizio, in occasione dell'incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera, sono iscritte a conto economico.

Alla chiusura dell'esercizio, le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera, sono riconvertite nella valuta funzionale di riferimento al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio, registrando a conto economico le eventuale differenza cambio rilevata.

Attività finanziarie
Classificazione
In accordo con quanto previsto dallo
IFRS 7 e IAS 39, le attività finanziarie vengono
classificate nelle seguenti quattro categorie:
1.
attività finanziarie valutate al fair value direttamente a conto economico;
2.
investimenti posseduti fino a scadenza;
3.
finanziamenti e crediti finanziari assimilabili ai finanziamenti;
4.
attività finanziarie disponibili per la vendita.
La classificazione dipende dallo scopo per il quale le attività vengono acquistate e detenute
e il management determina la classificazione iniziale delle stesse al momento della loro
prima iscrizione verificandola successivamente ad ogni data di bilancio.
Una descrizione delle principali caratteristiche delle attività di cui sopra può essere
sintetizzata come segue:
1. Attività finanziarie valutate al fair value direttamente a conto economico
Tale categoria si compone di due sottocategorie:
ß
attività finanziarie detenute per specifico scopo di trading;
ß
attività finanziarie da considerare al fair value fin dal loro acquisto. In tale categoria
vengono
anche
compresi
tutti
gli
investimenti
finanziari,
diversi
da
strumenti
rappresentativi di capitale, che non hanno un prezzo quotato in un mercato attivo, ma il
cui fair value risulta determinabile.
Gli strumenti derivati vengono inclusi in questa categoria a meno che non siano designati
come strumenti di copertura (hedge instruments) e il loro fair value viene rilevato a Conto
Economico.
Tutte le attività di tale categoria sono classificate come correnti se sono detenute per
trading o se il loro realizzo è previsto essere effettuato entro 12 mesi dalla data di chiusura
del bilancio.
La designazione di uno strumento finanziario in tale categoria è da considerarsi definitiva e
può essere effettuata unicamente al momento della prima rilevazione.
2. Investimenti posseduti fino a scadenza
Rappresentano attività non derivate con pagamenti fissi o determinabili e scadenze fisse
che il Gruppo ha intenzione di detenere fino a scadenza (es. obbligazioni sottoscritte).
La valutazione della volontà e della capacità di detenere il titolo fino a scadenza deve
essere effettuata al momento della rilevazione iniziale e confermata a ogni chiusura di
bilancio.
In caso di cessione anticipata (significativa e non motivata da particolari eventi) di titoli
appartenenti a tale categoria di attività si procede alla riclassificazione e valutazione di tutto
il portafoglio titoli al fair value come attività finanziaria detenuta per la negoziazione.
3. Finanziamenti e crediti
Rappresentano attività finanziarie non derivate con pagamenti fissi o determinabili che non
sono quotate in un mercato attivo e per le quali il Gruppo non intende effettuare operazioni
di trading.
Sono incluse nelle attività correnti eccetto per la parte scadente oltre i 12 mesi dopo la data
di bilancio che viene invece classificata come attività non corrente.
  1. Attività finanziarie disponibili per la vendita

È questa una categoria residuale e rappresentata da attività finanziarie non derivate che sono designate come disponibili per la vendita e che non sono classificate in una delle categorie precedentemente descritte.

Sono classificate come attività non correnti a meno che il management non intenda dismetterle entro 12 mesi dalla data di bilancio.

Contabilizzazione

Le "attività finanziarie valutate al fair value direttamente a conto economico" (cat. 1) e le "attività finanziarie disponibili per la vendita" (cat. 4) vengono registrate al loro fair value aumentato degli oneri accessori all'acquisto.

Gli utili o le perdite relativi ad attività finanziarie detenute per la negoziazione vengono immediatamente rilevati a Conto Economico.

Gli utili o le perdite relativi ad attività finanziarie disponibili per la vendita sono iscritti in una voce separata del patrimonio netto fino a che esse non siano vendute o cessate o fino a che non si accerti che abbiano subito una perdita di valore. Al verificarsi di tali eventi tutti gli utili o le perdite fino a quel momento rilevati e accantonati a patrimonio netto vengono rilevati nel Conto Economico.

II valore equo (fair value) rappresenta il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata, o una passività estinta, in una libera transazione fra parti consapevoli e indipendenti. Conseguentemente si presume che l'impresa sia in funzionamento e che in nessuna delle parti vi sia la necessità di liquidare le proprie attività, intraprendendo operazioni a condizioni sfavorevoli.

In caso di titoli negoziati nei mercati regolamentati il valore equo è determinato con riferimento alla quotazione di borsa rilevata (bid price) al termine delle negoziazioni alla data di chiusura del periodo.

Nel caso in cui per l'investimento non sia disponibile una valutazione di mercato, il valore equo viene determinato o in base al valore corrente di mercato di un altro strumento finanziario sostanzialmente uguale o tramite l'utilizzo di appropriate tecniche finanziarie, quali il discounted cash flow (DCF analisi dei flussi di cassa attualizzati).

Gli acquisti o le vendite regolate secondo i "prezzi di mercato" sono rilevati secondo la data di negoziazione che corrisponde alla data in cui il Gruppo si impegna ad acquistare o vendere l'attività.

Nel caso in cui il fair value non possa essere attendibilmente determinato, l'attività finanziaria viene valutata al costo, con indicazione in nota integrativa della sua tipologia e delle relative motivazioni.

Gli "investimenti posseduti fino a scadenza" (cat. 2) e i "finanziamenti e crediti finanziari assimilabili ai finanziamenti" (cat. 3) sono rilevati inizialmente al fair value incrementato di eventuali costi di transazione direttamente attribuibili e successivamente vengono valutati con il criterio del costo ammortizzato utilizzando il tasso di interesse effettivo, al netto di eventuale perdita di valore, e tenendo conto di eventuali sconti o premi ottenuti al momento dell'acquisizione per rilevarli lungo l'i ntero periodo di tempo intercorrente fino alla scadenza. Gli utili o le perdite vengono rilevati a Conto Economico o nel momento in cui l'investimento giunge a maturazione o al manifestarsi di una perdita di valore, così come vengono rilevati durante il normale processo di ammortamento previsto dal criterio del costo ammortizzato.

Gli investimenti in attività finanziarie possono essere eliminati contabilmente (processo di derecognition) solo quando sono scaduti i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari derivanti dagli investimenti (es. rimborso finale di obbligazioni sottoscritte) o quando il Gruppo trasferisce l'attività finanziaria e con essa tutti i rischi e benefici connessi alla stessa.

Principali scelte valutative nell'applicazione dei principi contabili e fonti di incertezze nell'effettuazione delle stime

La redazione del bilancio e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede, da parte

della direzione l'effettuazione di valutazioni discrezionali e stime contabili che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa di bilancio. Tali stime sono basate sull'esperienza e su altri fattori considerati rilevanti.

I risultati che si consuntiveranno potranno, pertanto, differire da tali stime.

Le aree di maggiore incertezza nella formulazione di stime e valutazioni durante il processo di applicazione degli IFRS che hanno un effetto significativo sugli importi rilevati a bilancio riguardano:

  • ß rischi su crediti;
  • ß obsolescenza di magazzino;
  • ß fondi per rischi ed oneri;
  • ß valutazione strumenti finanziari;
  • ß perdite di valore dell'attivo (ad esempio immobili, impianti e macchinari ed attività immateriali);
  • ß recuperabilità delle attività per imposte differite;
  • ß rettifica valore attività finanziarie.

Le stime e le assunzioni utilizzate sono basate su elementi noti alla data di predisposizione del bilancio, sull'esperienza del Gruppo e su altri elementi eventualmente considerati rilevanti.

In tale ambito si segnala che la situazione causata dalle perduranti difficoltà del contesto economico e finanziario, in particolare nell'Eurozona, hanno comportato la necessità di effettuare assunzioni riguardanti l'andamento futuro caratterizzato da significativa incertezza, per cui non si può escludere il concretizzarsi, nel futuro, di risultati diversi da quanto stimato e che quindi potrebbero richiedere rettifiche, ad oggi ovviamente né stimabili né prevedibili, anche significative, al valore contabile delle relative poste. Le voci di bilancio principalmente interessate da tali situazioni di incertezza sono le attività non correnti (attività immateriali e materiali), le imposte differite attive, i fondi per i dipendenti, i fondi svalutazione magazzino.

Le stime e le assunzioni utilizzate sono verificate periodicamente e regolarmente dal Gruppo. ln caso di diverso andamento degli elementi considerati in tale processo, le stime che si consuntiveranno potrebbero differire da quelle originarie e richiedere di essere modificate. Gli effetti di ogni variazione di stima sono riflessi a conto economico nel periodo in cui avviene la revisione se questa ha effetti solo su tale periodo, o anche nei periodi successivi se la revisione ha effetti sia sull'esercizio corrente, sia su quelli futuri.

Perdita di valore di attività

Per determinare se vi sono indicatori di perdita di valore di attività è necessario stimare il fair value dell'attività oppure il suo valore d'uso. La determinazione del valore d'uso richiede la stima dei flussi di cassa attesi che l'impresa si attende di ottenere dall'attività, nonché la determinazione di un appropriato tasso di sconto.

Accantonamenti

Gli accantonamenti alle poste dell'attivo circolante (crediti, magazzino) sono stati iscritti, quanto ai crediti, sulla base di una valutazione dell'esigibilità dei crediti in essere e sull'esperienza storica di perdite su crediti; quanto al magazzino, sulle prospettive di utilizzo delle giacenze nel ciclo produttivo e sulla possibilità di economico realizzo delle giacenze di prodotti finiti.

Gli accantonamenti relativi agli oneri di ristrutturazione conseguenti alle dismissioni sono stati iscritti sulla base di previsioni dei tempi e dell'entità con cui si manifesteranno le varie forme di incentivazione concordate con le organizzazioni sindacali, per la gestione degli esuberi.

Gli accantonamenti relativi all'esistenza di contenziosi con terze parti sono stati iscritti nel caso in cui si pensi di far fronte ad un'obbligazione (legale o implicita) derivante da un evento passato e per la quale è probabile un utilizzo di risorse il cui ammontare viene stimato in maniera attendibile.

Informazioni per settore

In applicazione di quanto previsto dell'IFRS 8 "Settori operativi", che disciplina il concetto dell'approccio direzionale per predisporre l'informativa di settore, si segnala che il più alto livello decisionale operativo (CODM – Chief Operating Decision Maker) si identifica nel Consiglio di Amministrazione. I settori di attività, i cui andamenti e risultati vengono periodicamente rivisti dal CODM, al fine di allocare le risorse e valutarne i risultati, sono rappresentati dalle seguenti Business Unit: Vincenzo Zucchi con le proprie filiali commerciali estere, dalla Business Unit Hospitality composta dalle controllate Hospitality.IT e Mascioni USA Inc., nonchè dalla Basitalia S.r.l..

La Mascioni S.p.A., con la controllata americana Mascioni America Inc., è stata riclassificata tra le Discontinued Operations in quanto presenta i requisiti previsti dall'IFRS 5.

4. PRINCIPI
CONTABILI,
EMENDAMENTI
ED
INTERPRETAZIO
NI APPLICATI
DAL 1° GENNAIO
2014
I seguenti principi contabili ed emendamenti sono stati adottati dal Gruppo dal 1° gennaio
2014.
IFRIC 21 – "Levies"
L'interpretazione pubblicata dallo IASB in data 20 maggio 2013 si applica a partire dai
bilanci degli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2014. L'IFRIC 21 è un'interpretazione
dello IAS 37 provisions,
Contingent Liabilities and Contingent Assets, che prevede tra i criteri per la rivelazione di
una passività il fatto che l'entità abbia un'obbligazione attuale a seguito
di un evento
passato (cd. obligating event). L'Interpretazione chiarisce che l'evento vincolante che
comporta la rilevazione della passività a fronte dell'imposta da pagare è l'attività che dà
luogo al pagamento dell'imposta, così come individuata dalla legge. L'interpretazione è
applicabile in Europa a partire dal 1 giugno 2014 ma è permessa l'applicazione anticipata.
L'interpretazione non ha avuto un impatto significativo sul bilancio consolidato del Gruppo.
Modifiche allo IAS 32 "Financial instruments: Presentation on offsetting financial assets
and financial liabilities"
Le modifiche chiariscono alcuni requisiti necessari per la compensazione delle attività e
passività finanziarie. La modifica, pubblicata dallo IASB a dicembre 2011, è stata
omologata dalla Comunità Europea a dicembre 2012 ed è efficace per i periodi che
iniziano il 1° gennaio 2014. Le modifiche allo standard non hanno avuto un impatto
significativo sul bilancio consolidato del Gruppo.
Modifiche allo IAS 36 – "Impairment of assets"
Le modifiche indicano l'informativa da fornire sul valore recuperabile delle attività che
hanno subito una perdita di valore, nel caso in cui questo sia stato determinato in base al
fair value dell'attività meno i costi di vendita. Le modifiche sono applicabili per i periodi che
cominciano a partire dal 1° gennaio 2014. Le modifiche allo standard non hanno avuto
impatto sul bilancio consolidato del Gruppo.
5. EMENDAMENTI
ED
INTERPRETAZIO
NI EFFICACI DAL
1° GENNAIO 2014
NON RILEVANTI
PER IL GRUPPO
Non si ravvisano principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili dal 1 gennaio
2014 relativi a fattispecie ad ora non rilevanti per il Gruppo.
6. NUOVI
PRINCIPI E
INTERPREAZIONI
NON ANCORA
APPLICABILI
Amendments to IAS 19 "Defined Benefit Plans: Employee Contributions
Le modifiche apportate consentono la contabilizzazione in diminuzione del current service
cost del periodo dei contributi corrisposti dai dipendenti o da terze parti, che non siano
correlati al numero di anni di servizio, in luogo dell'allocazione di tali contributi lungo l'arco
temporale cui il servizio è reso. Le nuove disposizioni si applicano a partire dagli esercizi
che hanno inizio il, o dopo il, 1° febbraio 2015. Il Gruppo sta valutando gli impatti che
l'applicazione delle modifiche avranno sul proprio bilancio consolidato.
Annual Improvements to IFRSs - 2010–2012 Cycle
Le disposizioni approvate hanno apportato modifiche: (i) all'IFRS 2, chiarendo la
definizione di "condizione di maturazione" e introducendo le definizioni di condizioni di
servizio e di risultato; (ii) all'IFRS 3, chiarendo che le obbligazioni a corrispondere un
corrispettivo potenziale, diverse da quelle che rientrano nella definizione di strumento di
patrimonio netto, sono valutate al fair value ad ogni data di bilancio, con variazioni rilevate
a conto economico; (iii) all'IFRS 8, richiedendo che venga data informativa circa le
valutazioni effettuate dalla direzione aziendale nell'aggregazione dei segmenti operativi
descrivendo i segmenti che sono stati aggregati e gli indicatori economici che sono stati

valutati per determinare che i segmenti aggregati presentano caratteristiche economiche simili: (iv) allo IAS 16 e lo IAS 38, chiarendo la modalità di determinazione del valore contabile lordo delle attività, in caso di rivalutazione conseguente all'applicazione del modello della rideterminazione del valore; (v) allo IAS 24, stabilendo le informazioni da fornire quando vi è una entità terza che fornisce servizi relativi alla gestione dei dirigenti con funzioni strategiche dell'entità che redige il bilancio. Le nuove disposizioni si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 luglio 2014. Il Gruppo sta valutando gli impatti che l'applicazione delle modifiche sopra indicate avranno sul proprio bilancio consolidato.

Annual Improvements to IFRSs - 2011–2013 Cycle

Le disposizioni approvate hanno apportato modifiche: (i) all'IFRS 3, chiarendo che l'IFRS 3 non è applicabile per rilevare gli effetti contabili relativi alla formazione di una joint venture o joint operation (così come definiti dall'IFRS 11) nel bilancio della joint ventures o joint operation; (ii) all'IFRS 13, chiarendo che la disposizione contenuta nell'IFRS 13 in base alla quale è possibile misurare il fair value di un gruppo di attività e passività finanziarie su base netta, si applica a tutti i contratti (compresi i contratti non finanziari) rientranti nell'ambito dello IAS 39 o dell'IFRS 9; (iii) allo IAS 40, chiarendo che per stabilire quando l'acquisto di un investimento immobiliare costituisce una aggregazione aziendale, occorre fare riferimento alle disposizioni dell'IFRS 3. Le nuove disposizioni si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2015. Il Gruppo sta valutando gli impatti che l'applicazione delle modifiche sopra indicate avranno sul proprio bilancio consolidato.

IFRS 9 – "Strumenti finanziari"

La versione finale dello standard, pubblicata il 24 luglio 2014, comprende le tre fasi ("classificazione e misurazione", "impairment" e "hedge accounting") del progetto dello IASB volto alla sostituzione dello IAS 39 – Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione. L'IFRS 9 introduce nuovi requisiti per la classificazione e la misurazione delle attività finanziarie. Il nuovo standard riduce a tre il numero delle categorie di attività finanziarie previste dallo IAS 39 e richiede che tutte le attività finanziarie siano (i) classificate sulla base del modello di cui l'impresa si è dotata per gestire le proprie attività finanziarie e dei flussi di cassa caratteristici dell'attività finanziaria, (ii) inizialmente misurate al fair value più, nel caso di attività finanziarie non al fair value con contropartita a conto economico, alcuni costi accessori ("transaction costs"), e (iii) successivamente misurate al fair value o al costo ammortizzato. L'IFRS 9 prevede, inoltre, che i derivati impliciti che ricadono nell'ambito d'applicazione dell'IFRS in esame non debbano più essere scorporati dal contratto principale che li contiene e che l'impresa possa decidere di contabilizzare direttamente nel conto economico complessivo i cambiamenti di fair value delle partecipazioni che ricadono nell'ambito d'applicazione dell'IFRS in esame. Il nuovo modello d'impairment introdottto dal IFRS 9 non richiede più che occorra un evento particolare ("trigger event") prima che si possa contabilizzare una perdita di valore, al contrario, prevede che le perdite di valore attese siano registrate in ogni momento e che il loro ammontare sia rivisto ed adeguato ad ogni data di bilancio in modo da riflettere le variazioni del rischio di credito degli strumenti finanziari. L'IFRS 9 introduce un modello a tre fasi per contabilizzare le perdite di valore. Le modalità di determinazione delle perdite di valore variano a seconda che le attività finanziarie si trovino in una delle tre fasi. L'IRFS 9 allinea maggiormente la contabilizzazione degli strumenti di copertura con le attività di gestione dei rischi che le società pongono in essere al fine di ridurre e/o eliminare l'esposizione a rischi finanziari e non. Il nuovo modello introdotto dall'IFRS 9 permette l'utilizzo di documentazione prodotta internamente come base per implementare l'hedge accounting. L'IFRS 9 è efficace per i periodi che cominciano a partire dal 1 gennaio 2018. L'adozione anticipata dello standard è permessa. Alla data del presente bilancio consolidato lo standard non è stato ancora omologato dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio avrà sul proprio bilancio consolidato.

IFRS 15 – "Revenue from contracts with customers"

Il 28 maggio 2014 il FASB ha emesso l'IFRS 15 "Revenue from contract with customers". Il nuovo standard sarà applicabile a partire dal primo trimestre degli esercizi che iniziano a

partire dal 1° gennaio 2017, a meno che l'Unione Europea stabilisca una data diversa durante il processo di omologazione. Lo standard sostituisce lo IAS 18 – "Revenues," lo IAS 11 "Construction Contracts", IFRIC 13 "Customers Loyalty Programmes", "IFRIC 15 - Agreements for the Construction of Real Estate", IFRIC 18 –

"Transfers of Assets from Customers", SIC 31 – "Revenue—Barter Transactions Involving Advertising Services". I ricavi sono riconosciuti quando il cliente acquisisce il controllo sui beni e servizi e, quindi, quando lo stesso ha la capacità di dirigerne l'uso e ottenerne i benefici. Quando una società concorda di fornire beni o servizi ad un prezzo che varia in base al verificarsi o meno di alcuni eventi futuri, una stima della parte variabile viene inclusa nel prezzo solo se il suo verificarsi risulta altamente probabile. In caso di transazioni che prevedono la vendita contestuale di più beni e/o servizi, il prezzo di vendita deve essere allocato in base al prezzo che la società applicherebbe ai clienti qualora gli stessi beni e servizi inclusi nel contratto fossero venduti singolarmente. Le società talvolta sostengono costi, come commissioni di vendita, per ottenere o dare esecuzione ad un contratto. Tali costi, qualora determinati criteri siano soddisfatti, sono capitalizzati e riconosciuti nel conto economico lungo la durata del contratto. Lo standard specifica, inoltre, che il prezzo di vendita deve essere aggiustato nel caso in cui contenga una componente finanziaria significativa. Le disposizioni contenute nell'IFRS 15 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2017, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte dell'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che l'adozione del nuovo principio avrà sul suo bilancio consolidato. Il nuovo standard non è stato omologato dall'Unione Europea alla data in cui tale bilancio consolidato è stato autorizzato alla pubblicazione.

Amendments to IAS 16 and IAS 38: Clarification of Acceptable Methods of Depreciation and Amortisation

Le modifiche chiariscono l'uso dei "revenue-based methods" per calcolare l'ammortamento di un'immobilizzazione.

L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1° gennaio 2016 e non risulta ancora omologata dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio potrà avere sul proprio bilancio consolidato.

Amendments to IFRS 11: Accounting for Acquisitions of Interests in Joint Operation

Le modifiche allo standard forniscono un orientamento sulla corretta contabilizzazione delle acquisizioni derivanti da "Interests in Joint Operation". L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1° gennaio 2016 e non risulta ancora omologata

dall'Unione Europea. Le modifiche allo standard non avranno un impatto significativo sul bilancio consolidato del Gruppo.

Amendments to IFRS 10 and IAS 28: Sale or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture

Le modifiche introdotte hanno l'obiettivo di meglio definire il trattamento contabile in relazione a utili o perdite derivanti da transazioni con joint venture o società collegate valutate con il metodo del patrimonio netto. L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1° gennaio 2016 . Alla data del presente bilancio consolidato lo standard non è stato ancora omologato dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio avrà sul proprio bilancio consolidato.

Annual Improvements to IFRSs 2012–2014 Cycle

Le disposizioni apporteranno modifiche all'IFRS5, all'IFRS 7, allo IAS 19 e allo IAS 34. Alla data del presente bilancio consolidato le modifiche allo standard non sono state ancora omologate dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio avrà sul proprio bilancio consolidato.

Amendments to IAS 1 - Disclosure Initiative

Le modifiche proposte riguardano la materialità, l'aggregazione delle voci, la struttura delle note, l'informativa sui criteri contabili adottati e la presentazione delle altre componenti dell'utile complessivo derivanti dalla valutazione con il metodo del patrimonio netto delle partecipazioni. L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1° gennaio 2016 . Alla data

del presente bilancio le modifiche allo standard non sono state ancora omologate dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio avrà sul proprio bilancio consolidato.

Amendments to IFRS 10, IFRS 12 and IAS 28 - Investment Entities: Applying the Consolidation Exception

Le modifiche apportate forniscono chiarimenti nell'ambito dell'applicazione dell'eccezione al consolidamento per le investment entities. L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1° gennaio 2016 . Alla data del presente bilancio le modifiche agli standard non sono state ancora omologate dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio avrà sul proprio bilancio consolidato.

Il Gruppo adottera tali nuovi principi ed emendamenti, sulla base della data di applicazione prevista, e ne valutera i potenziali impatti sul Bilancio consolidato, quando questi saranno omologati dall'Unione Europea.

7. GESTIONE
E TIPOLOGIA
DEI RISCHI
FINANZIARI
Il Gruppo, in relazione alla sua attività ed all'utilizzo di strumenti finanziari, è esposto, oltre
al rischio generale legato alla conduzione del business, ai seguenti rischi:
ß
rischio di credito;
ß
rischio di liquidità;
rischio di mercato.
ß
Nella presente sezione vengono fornite informazioni integrative relative all'esposizione del
Gruppo a ciascuno dei rischi elencati in precedenza, agli obiettivi, alle politiche ed ai
processi di gestione di tali rischi ed ai metodi utilizzati per valutarli. La presente nota
contiene inoltre informazioni quantitative al fine di valutare l'entità dei rischi derivanti dagli
strumenti finanziari a cui il Gruppo è esposto nel corso dell'esercizio e alla data di
riferimento del bilancio. Ulteriori informazioni quantitative sono esposte nelle specifiche
note al bilancio relative alle attività e passività finanziarie.
La responsabilità complessiva per la creazione e la supervisione di un sistema di gestione
dei rischi del Gruppo è del Consiglio di Amministrazione. La Direzione Amministrazione e
Finanza è responsabile dello sviluppo e del monitoraggio delle politiche di gestione dei
rischi del Gruppo ed informa periodicamente il Consiglio di Amministrazione sulle proprie
attività.
Le politiche di gestione dei rischi del Gruppo hanno lo scopo di:
ß
identificare ed analizzare i rischi ai quali il Gruppo è esposto;
ß
definire
l'architettura
organizzativa,
con
individuazione
delle
unità
organizzative
coinvolte, relative responsabilità e sistema di deleghe;
ß
individuare i principi di risk management su cui si fonda la gestione operativa dei rischi;
ß
individuare le tipologie di operazioni ammesse per la copertura dell'esposizione (es.
negoziazione di derivati di copertura).
La Funzione Internal Audit controlla la corretta applicazione delle policy e delle procedure
applicate per la gestione dei rischi finanziari. La Funzione Internal Audit svolge verifiche
periodiche riportandone gli esiti al Consiglio di Amministrazione.
7.1 Rischi
finanziari
7.1.1. Rischio di
credito
Il rischio di credito è il rischio che un cliente o una delle controparti di uno strumento
finanziario causi una perdita finanziaria non adempiendo ad un'obbligazione e deriva
principalmente dai crediti commerciali e dagli investimenti finanziari del Gruppo.
Crediti commerciali e altri crediti
Il rischio di credito è principalmente connesso alla possibilità che i clienti non onorino i
propri debiti verso la società alle scadenze pattuite.
L'esposizione del Gruppo al rischio di credito dipende sostanzialmente dalle caratteristiche
specifiche di ciascun cliente. I crediti iscritti a bilancio sono segmentabili innanzitutto per
canale distributivo, quindi principalmente verso dettaglianti (affiliati e terzi), grossisti,
Grande Distribuzione
Organizzata (GDO) ed Export.
Il grado di concentrazione delle
esposizioni è in genere minimo ad eccezione del canale GDO, ove l'entità dei singoli crediti
è più significativa anche in considerazione della stagionalità del fatturato che si concentra
nell'ultimo trimestre dell'esercizio. Il grado di concentrazione dei crediti per i primi dieci
clienti è pari al 34,2% (35,5% nel 2013). Il grado di esposizione
rispetto all'anno
precedente si è ridotto leggermente per effetto della riduzione del fatturato conseguito
nell'ultimo trimestre rispetto all'esercizio precedente.
Il Gruppo ha adottato una procedura secondo cui viene determinata l'affidabilità di ciascun
nuovo cliente, ad esclusione di alcuni clienti gestiti direttamente dalla direzione, cui sono

poi offerte le condizioni standard di canale relativamente a termini di pagamento e consegna. L'analisi di affidabilità si basa su valutazioni di società di rating commerciali e, se disponibili, analisi di bilancio. Per ciascun cliente vengono stabiliti dei limiti di acquisto, rappresentativi della linea di credito massima; esposizioni oltre il fido accordato sono soggette a livelli di autorizzazione delle funzioni a ciò delegate.

Si segnala che nell'ambito del processo di delega, necessario per garantire il normale svolgimento dell'attività commerciale, i responsabili di funzione, dopo normale condivisione con il vertice aziendale e nell'ambito degli obiettivi di budget, hanno la facoltà di autorizzare sconfinamenti di fido o sblocchi di ordini/consegne e di definire le condizioni di pagamento. Con la maggioranza dei clienti, il Gruppo intrattiene rapporti commerciali da molto tempo. L'attività di monitoraggio del rischio di credito verso i clienti avviene in base a una reportistica che prevede una analisi della situazione espositoria sulla base delle caratteristiche del credito, considerando tra l'altro se si tratta di persone fisiche o persone giuridiche, la dislocazione geografica, il canale di appartenenza, l'anzianità del credito e l'esperienza storica sui pagamenti.

Il Gruppo accantona un fondo svalutazione per perdite di valore che riflette la stima delle possibili perdite sui crediti commerciali e sugli altri crediti, le cui componenti principali sono svalutazioni specifiche individuali di esposizioni scadute significative e svalutazioni generiche di esposizioni omogenee per scadenze. La svalutazione collettiva viene determinata sulla base dell'esperienza storica, tenendo anche in considerazione l'attuale stato di crisi a livello internazionale.

Tra i crediti commerciali non correnti si segnala l'esistenza di un cliente della Capogruppo appartenente al canale affiliati il cui credito, al termine dell'esercizio 2012, è stato oggetto di rinegoziazione per l'importo parziale di circa 1,8 milioni garantendo i relativi pagamenti. Il valore dei crediti commerciali nei confronti della ex collegata Descamps S.A.S., anche essi iscritti tra i crediti non correnti, che verranno rimborsati nel rispetto del piano di Rédressement Judiciaire, non essendo fruttiferi di interessi e in quanto non correnti, è rettificato da un fondo calcolato in forza dei flussi di cassa attesi. In Nota 13 sono fornite le ulteriori informazioni.

Relativamente ai crediti vantati dalla controllata Mascioni S.p.A. nei confronti del Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (di seguito G.S.E.) si segnala quanto segue. In data 17 luglio 2012, il G.S.E. disponeva un sopraluogo presso la Mascioni S.p.A. per verificare i dati di autoconsumo di energia elettrica autoprodotta, dichiarati dalla società dal 2002 al 2010. In data 12 dicembre 2012 il G.S.E. contestava alla società Mascioni la percentuale di autoconsumo dichiarata del 7,7%, determinandola nel 16,2% e richiedendo alla società il rimborso di 4.569 certificati verdi, a loro giudizio indebitamente erogati e quantificati in 480 migliaia di Euro. Confortati da autorevoli pareri di terze parti indipendenti, che valutano il rischio di soccombenza possibile, si sono ritenute inapplicabili le richieste del G.S.E., richiedendo il rigetto del provvedimento. La Mascioni S.p.A., pertanto, ha fatto ricorso presso il T.A.R. del Lazio chiedendo l'annullamento del provvedimento del G.S.E., del 12 dicembre 2012, con cui disponeva il recupero di 480 migliaia di Euro, oltre ad IVA, asseritamente emessi in eccesso rispetto alla produzione dell'energia elettrica registrata nel periodo 2002-2010 dall'impianto termoelettrico cogenerativo della società. Alla data odierna il tribunale amministrativo non ha ancora fissato l'udienza per la discussione.

In nota 7.2.1, sono fornite le informazioni quantitative sull'esposizione al rischio di credito per quanto riguarda i crediti commerciali e gli altri crediti, richieste dall'IFRS 7.

Attività finanziarie disponibili alla negoziazione

In tale categoria rientrano investimenti in titoli azionari di società quotate, obbligazioni emesse da società ad elevato rating, fondi azionari ed obbligazionari. In conseguenza della natura, dell'importo e del rating degli emittenti, i rischi di credito legati alla possibile inadempienza di emittenti strumenti finanziari, iscritti nell'attivo circolante alla voce Attività finanziarie al fair value imputato a conto economico, sono ritenuti non significativi.

Altre attività finanziarie e crediti finanziari

In questa voce è iscritto al fair value, seguendo le prescrizioni dei principi IFRS, il credito finanziario attualizzato, pari a 391 migliaia di Euro, relativo al diritto di regresso derivante dall'escussione della garanzia rilasciata ad Intesa France (ora Intesa Sanpaolo S.p.A.) a favore e nell'interesse di Descamps S.A.S..

Nel corso dell'esercizio la Capogruppo, come già avvenuto negli esercizi precedenti, ha acquisito pro-solvendo crediti commerciali della collegata Intesa S.r.l. al fine di poterli negoziare sulle proprie linee di credito autoliquidanti essendo stati revocati alcuni affidamenti alla partecipata.

Le operazioni sono avvenute a normali condizioni di mercato.

Intesa S.r.l. intrattiene da molto tempo rapporti commerciali con i clienti ceduti e resta responsabile per le eventuali insolvenze di questi ultimi. Il rischio connesso a tale operazione è quindi legato alla solvibilità di Intesa S.r.l.. I crediti ceduti pro-solvendo non presentano altresì un grado di concentrazione in pochi nominativi commerciali, ma sono frazionati in diversi soggetti riducendo notevolmente il livello medio di esposizione.

Garanzie prestate, impegni e altre passività potenziali

Garanzie prestate

Al 31 dicembre 2014 il Gruppo ha in essere fideiussioni a favore di terzi per utenze energetiche, cauzioni doganali, concessioni pubbliche e contratti d'affitto di azienda per 3,7 milioni di Euro (3,3 milioni di Euro rilasciate dalle Continuing operation, 0,4 milioni di Euro dalle Discontinued operation) rispetto a 3,6 milioni di Euro al 31 dicembre 2013.

Il fair value delle garanzie e degli impegni di cui sopra è pari a zero.

Si segnala inoltre che la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha un impegno a subentrare nel contratto di affitto dell'immobile di Vendin, dove viene esercitata l'attività, nel caso in cui Descamps S.A.S. (società di cui la Vincenzo Zucchi S.p.A. deteneva il 20% del capitale sociale fino all'8 agosto 2012) divenisse insolvente rispetto allo stesso contratto. Esiste tuttavia una garanzia di cassa prestata dalla stessa Descamps a copertura degli impegni derivanti dal contratto di affitto durante il quale comunque la Vincenzo Zucchi S.p.A. avrebbe la disponibilità del bene con la possibilità eventualmente di subaffittarlo. Descamps S.A.S. è inoltre vincolata da un impegno contrattuale con l'Emittente per il quale qualsiasi eventuale modifica delle condizioni contrattuali con il locatario deve essere preventivamente autorizzata dalla Vincenzo Zucchi S.p.A.. Occorre altresì precisare che in occasione della cessione dell'ulteriore quota di partecipazione al capitale di Descamps S.A.S., la società francese ed Astrance Capital, socio di riferimento della stessa, hanno confermato l'impegno nei confronti della Vincenzo Zucchi S.p.A. di ricercare le modalità attraverso le quali sollevare quest'ultima dalla garanzia prestata.

La sentenza del 4 febbraio 2011 che ha approvato il piano di continuità della Descamps S.A.S. non ha inoltre alcun impatto sull'impegno della Vincenzo Zucchi S.p.A. quale garante degli obblighi della società Descamps verso il locatore, che rimane ad oggi disciplinato secondo i termini e le condizioni del contratto di locazione a suo tempo stipulato.

Anche il fair value della suddetta garanzia è pari a zero.

Altri contratti e diritti contrattuali rilevanti

Contratti di licenza

Il Gruppo ha sottoscritto contratti di licenza con terzi con diverse scadenze fino al 2016. Tali contratti prevedono il riconoscimento ai licenzianti di royalties di compensi in percentuale sul fatturato netto derivante dalle vendite delle relative collezioni, talvolta con degli importi minimi garantiti annuali.

I minimi garantiti in ciascun esercizio successivo a quello del 31 dicembre 2014 sono di
seguito evidenziati:
2015
725 migliaia di Euro;
2016
235 migliaia di Euro.
Tali minimi garantiti sono dovuti nel caso di rescissione del contratto per l'anno in cui lo
stesso viene rescisso e quello successivo.
In ogni caso
il Gruppo
ha la possibilità di uscire unilateralmente dal contratto senza
corrispondere i minimi di cui sopra nel caso in cui il licenziatario non adempisse agli
obblighi contrattuali consistenti nello svolgimento di alcune attività operative per la
realizzazione dei prodotti oggetto delle licenza.
Cessioni di crediti
La Capogruppo Vincenzo Zucchi S.p.A. a fine esercizio ha smobilizzato "pro-soluto" crediti
con scadenza successiva al 31 dicembre 2014 per 0,4 milioni di Euro (2,7 milioni di Euro al
31 dicembre 2013).
Anche la Mascioni S.p.A., al 31 dicembre 2014, aveva in essere un'operazione di anticipo
da banche estere in applicazione del contratto di agenzia di pagamento "confirming" per
circa 4,3 milioni di Euro (3,4 milioni di Euro al 31 dicembre 2013).
Le suddette operazioni non hanno comportato la cancellazione di crediti commerciali in
quanto le clausole contrattuali non rispettano i criteri di "derecognition" previsti dallo IAS
39.
A fine 2014, la Capogruppo ha smobilizzato anche "pro-solvendo" crediti con scadenza
successiva al 31 dicembre 2014 per 2,4 milioni di Euro (3,2 milioni di euro al 31 dicembre
2013).
Leasing operativi
Il Gruppo ha stipulato contratti di leasing operativo relativi a noleggio di autovetture e
attrezzature per ufficio; tali contratti hanno durata media di 3-4 anni e sono annullabili con
decorrenza dal secondo anno corrispondendo una penale equivalente a circa 4 mensilità.
Nel corso dell'esercizio il Gruppo ha rilevato costi per canoni di leasing operativi per 0,8
milioni di Euro, di cui 0,1 milioni di Euro relativi alle Discontinued operation (0,7 milioni di
Euro nell'esercizio 2013).
Il Gruppo ha altresì in essere diversi contratti di locazione commerciale per la gestione dei
propri punti vendita; tali contratti sono regolati dalle normative vigenti nei singoli Stati, ove
gli immobili sono situati sia per quanto riguarda la durata che la possibilità di risoluzione
delle scritture.
Nel corso dell'esercizio il Gruppo ha rilevato costi di locazione commerciale (canoni di
leasing operativi) pari a circa 6,9 milioni di Euro relativi alle Continuing operation (stesso
importo nell'esercizio 2013).
I pagamenti derivanti da leasing operativi sono i seguenti:
ß
entro l'esercizio per 5,7 milioni di Euro;
ß
tra 2 e 5 esercizi per 15,1 milioni di Euro;
ß
oltre 5 esercizi per 3,9 milioni di Euro.
Passività potenziali
Il Gruppo, operando a livello internazionale, è esposto a numerosi rischi legali, di norme a
tutela della concorrenza e di ambiente e in materia fiscale o contributiva. È possibile che gli
esiti giudiziari possano determinare oneri non coperti, o non totalmente coperti, da
indennizzi assicurativi aventi pertanto effetti sulla situazione finanziaria e sui risultati del
Gruppo. Alla data di bilancio il Gruppo
non ha
passività potenziali tali da necessitare
stanziamenti di fondi rischi ed oneri in quanto ritiene non vi sia un esborso probabile di
risorse.
Laddove sia probabile che sarà dovuto un esborso di risorse finanziarie per adempiere a
delle obbligazioni e tale importo sia stimabile in modo attendibile, il Gruppo ha effettuato
specifici accantonamenti a fondi rischi ed oneri (vedi Nota 26).
7.1.2 Rischio di
liquidità
Il rischio di liquidità è il rischio che il Gruppo abbia difficoltà ad adempiere alle obbligazioni
associate a passività finanziarie. L'approccio del Gruppo nella gestione della liquidità
prevede di garantire, per quanto possibile, che vi siano sempre fondi sufficienti per
adempiere alle proprie obbligazioni alla scadenza, sia in condizioni normali che di tensione
finanziaria, senza dover sostenere oneri esorbitanti o rischiare di danneggiare la propria
reputazione.
I maggiori fabbisogni di cassa si evidenziano, per effetto della stagionalità del business, nel
periodo compreso tra i mesi di maggio e settembre.
Generalmente, il Gruppo si assicura che vi siano disponibilità liquide a vista sufficienti per
coprire le necessità generate dal ciclo operativo e dagli investimenti, compresi i costi
relativi alle passività finanziarie. I servizi di tesoreria del Gruppo effettuano in modo
continuativo previsioni finanziarie basate sulle entrate ed uscite attese nei mesi successivi
e adottano le conseguenti azioni correttive. Tuttavia, resta escluso l'effetto potenziale di
circostanze estreme che non possono esser ragionevolmente previste, quali le calamità
naturali.
In data 21 marzo 2013 è stato firmato dalla Capogruppo un accordo di ristrutturazione del
debito ai sensi dell'art. 182-bis L.F., di complessivi 130 milioni di Euro circa, con un pool
composto da sei banche.
L'operazione è stata assoggettata al rispetto di normali parametri finanziari (da rilevarsi
periodicamente a far data dal 31 dicembre 2014) e non ha previsto il rilascio di garanzie
reali da parte della Vincenzo Zucchi S.p.A
Gli Amministratori della Capogruppo hanno illustrato, sin dal mese di luglio 2014, alle
Banche Finanziatrici che come già evidenziato nel 2013, anche il 2014, in termini di
incidenza del costo del venduto rispetto all'Ebitda, gli obiettivi indicati nel Piano di
Risanamento sarebbero stati difficilmente raggiungibili.
In considerazione degli scenari di mercato, che evidenziavano, ed evidenziano tuttora,
maggiori difficoltà di penetrazione in alcuni mercati esteri, anche in virtù del rallentamento
delle relative economie, ed un mercato domestico in continua flessione, si
è reso
necessario intervenire sul modello di business per adeguarlo alle nuove realtà economiche
e alle mutate prospettive di consumo attraverso, tra l'altro, una revisione delle dinamiche
distributive, una reingegnerizzazione dell'offerta ed una riduzione dell'incidenza dei costi
fissi.
Alla luce dei risultati consuntivati nei primi mesi dell'esercizio 2014 e dell'andamento
economico del settore, gli amministratori della
Capogruppo
hanno quindi ritenuto
opportuno valutare la predisposizione di un nuovo piano industriale che rifletta i nuovi
scenari.
In considerazione del fatto che la Vincenzo Zucchi S.p.A., nel rispetto dell'Accordo di
Ristrutturazione sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare in data 21
marzo 2013, non poteva apportare alcuna significativa modifica al Piano di Risanamento,
senza il preventivo consenso delle Banche Finanziatrici, in quanto, in caso contrario, si
sarebbe determinata la risoluzione di diritto dell'Accordo di Ristrutturazione, in data 29
ottobre 2014, in accordo con le Banche Finanziatrici, ha convenuto di predisporre, con
l'ausilio di un advisor industriale, un nuovo piano industriale propedeutico alla definizione di
una nuova manovra finanziaria.
Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha
altresì richiesto alle Banche Finanziatrici:
a.
una moratoria per il mantenimento delle linee di credito (revolving e consolidato)
accordate e disciplinate dall'Accordo di Ristrutturazione;
b.
l'impegno a non dichiarare e a non far valer
alcuna facoltà di risoluzione
dell'Accordo di Ristrutturazione in relazione ad uno qualsiasi degli Eventi Risolutivi
(come definiti nell'Accordo di Ristrutturazione);
c.
il mantenimento, senza alcuna revoca, delle linee definite dall'Accordo di
Ristrutturazione, secondo le modalità operative in vigore.
Si rinvia altresì al paragrafo dedicato alla continuità aziendale per gli ulteriori aspetti relativi
al rischio liquidità.
Per quanto riguarda specificatamente i rapporti con le banche,
si rinvia a quanto
dettagliatamente descritto nella Nota 2.1 in merito alla continuità aziendale.
7.1.3 Rischio di
mercato
Il rischio di mercato è il rischio che i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario
fluttuino in seguito a variazioni dei prezzi di mercato per effetto di variazioni dei tassi di
cambio, di interesse e ad altri rischi di prezzo. L'obiettivo della gestione del rischio di
mercato è la gestione ed il controllo dell'esposizione del Gruppo a tale rischio entro livelli
accettabili ottimizzando, allo stesso tempo, il rendimento degli investimenti.
Rischio di cambio
Il Gruppo opera internazionalmente sia come acquirente di merci e lavorazioni che come
venditore dei propri prodotti e servizi ed è quindi esposto al rischio valutario derivante dalle
fluttuazioni delle valute con cui avvengono le transazioni commerciali
(in particolare
acquisti), in particolare il dollaro statunitense e la sterlina inglese. È politica del Gruppo
fronteggiare, ove possibile,
questi rischi mediante la copertura a termine delle singole
posizioni valutarie attive e passive previste a date future; la copertura, che tiene conto sia
del cambio previsto a budget sia delle aspettative di andamento dei cambi, è attuata non
per la totalità delle posizioni ma, per tener conto delle possibili variazioni dell'entità delle
transazioni rispetto alle previsioni e per poter sfruttare commercialmente
eventuali
variazioni del cambio,
viene coperta una percentuale dei flussi in valuta attesi nei
successivi 12 mesi; tale percentuale scende man mano la manifestazione futura dei flussi
si allontana nel tempo. Per la parte non coperta, si determinano delle differenze di cambio
rispetto ai cambi registrati che impattano il conto economico.
Ove non è possibile, si fronteggia il rischio di cambio mediante la gestione degli anticipi
all'importazione delle singole posizioni valutarie passive previste a date future; la
copertura, che tiene conto sia del cambio previsto a budget, sia delle aspettative di
andamento dei cambi, è attuata di volta in volta per ogni singolo anticipo in funzione del
cambio registrato alla data e delle aspettative future. Anche in questo caso le differenze di
cambio che si determinano rispetto ai cambi registrati impattano il conto economico.
Rischio tasso di interesse
Esso afferisce in particolare, quanto alle attività finanziarie detenute per la negoziazione,
agli effetti che le variazioni nei tassi di interesse hanno sul prezzo delle suddette attività;
svalutazioni e rivalutazione dei prezzi di tali attività sono addebitate/accreditate a conto
economico. Quanto invece alle passività finanziarie, il rischio di variazioni dei tassi di
interesse ha effetti sul conto economico determinando un minor o maggior costo per oneri
finanziari.
Non esistono strumenti a copertura del rischio oscillazione del tasso di interesse.
Altri rischi di prezzo
Riguardano la possibilità che il fair value di uno strumento finanziario possa variare per
motivi differenti dal variare dei tassi di interesse o di cambio.
Il Gruppo non è esposto a tali rischi.
7.2 Esposizione al
rischio
Il valore contabile delle attività finanziarie rappresenta l'esposizione massima del Gruppo al
rischio di credito. Alla data di chiusura dell'esercizio tale esposizione era la seguente:
7.2.1 Rischio di
credito
2014
2013
(in migliaia di Euro) Valori lordi Svalutazioni
Attualizzaz.
Valori lordi Svalutazioni
Attualizzaz.
Attività finanziarie correnti e non correnti
Attività finanziarie al fair value rilevato a
conto economico
Altre attività finanziarie
-
775
-
(384)
-
799
-
(384)
Crediti commerciali
Crediti finanziari
52.462
2.516
(8.799)
-
55.189
441
(7.398)
-
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Altri crediti e crediti per imposte correnti
5.633
5.184
-
-
12.315
7.080
-
-
Contratti a termine su cambi:
Attività per derivati
-
-
-
-
-
-
-
-
Elisione crediti (7.588)
58.982
-
(9.183)
75.824 (7.782)
Valori lordi
(in migliaia di Euro)
Continuing operation 2014
Svalutazioni
Attualizzaz.
Discontinued operation 2014
Svalutazioni
Valori lordi
Attualizzaz.
Valori lordi Totale 2014
Svalutazioni
Attualizzaz.
Attività finanziarie correnti e non correnti
Attività finanziarie al fair value rilevato a
conto economico
-
Altre attività finanziarie
775
Crediti commerciali
34.239
-
(384)
(6.722)
-
-
18.223
-
-
(2.077)
52.462
-
-
775
(384)
(8.799)
Crediti finanziari
2.466
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
5.398
Altri crediti e crediti per imposte correnti
4.079
-
-
-
50
235
1.105
-
-
-
2.516
-
5.633
-
5.184
-
Contratti a termine su cambi:
-
Attività per derivati
-
Elisione crediti
(2.454)
44.503
-
-
-
(7.106)
-
-
(5.134)
14.479
-
-
-
(2.077)
58.982
-
-
-
-
(7.588)
-
(9.183)
La voce "Altre attività finanziarie" è costituita principalmente dal credito vantato dalla
Capogruppo nei confronti della collegata Intesa S.r.l., per 436 migliaia di Euro, per un
finanziamento concesso a fronte di cessioni pro-solvendo di crediti commerciali acquisiti al
fine di poterli negoziare sulle proprie linee di credito autoliquidanti non disponendo la
collegata di sufficienti linee di credito.
Nel corso dell'esercizio, come negli esercizi precedente, la Capogruppo ha acquisito pro
solvendo crediti commerciali della collegata Intesa S.r.l. al fine di poterli negoziare sulle
proprie linee di credito autoliquidanti non disponendo la partecipata di sufficienti linee
autoliquidanti.
Le operazioni sono avvenute a normali condizioni di mercato.
Intesa S.r.l. intrattiene da molto tempo rapporti commerciali con i clienti ceduti e resta
responsabile per le eventuali insolvenze di questi ultimi. Il rischio connesso a tale
operazione è pertanto legato alla solvibilità di Intesa S.r.l
Si segnala inoltre che al 31 dicembre 2014 non esistono crediti commerciali verso Intesa
S.r.l. (30 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013) e che il debito commerciale ammonta a
333 migliaia di Euro; 38 migliaia di Euro per le Continuing operation e 295 migliaia di Euro
per le Discontinued operation (481 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013).
Il rischio massimo derivante dall'eventuale escussione di garanzie è pari a 10,1 milioni di
Euro a fronte di fideiussioni a favore di terzi per utenze energetiche, cauzioni doganali,
concessioni pubbliche e contratti d'affitto d'aziende o di locazioni di negozi (di cui 0,4
milioni relativi alle Discontinued operation).

La massima esposizione al rischio di credito a fine esercizio derivante da crediti commerciali, suddivisa per regione geografica, era la seguente: (in migliaia di Euro) Valori lordi Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni Italia 35.508 (6.593) 38.159 (5.435) Francia 2.575 (634) 2.835 (372) Altri paesi europei 13.204 (1.466) 12.408 (1.447) Altri paesi extraeuropei 1.175 (106) 1.787 (144) Elisione crediti (5.625) Totale 46.837 (8.799) 55.189 (7.398) 2014 2013 (in migliaia di Euro) Valori lordi Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni Italia 26.909 (5.129) 7.066 (364) 33.975 (5.493) Francia 485 (485) 2.090 (149) 2.575 (634) Altri paesi europei 6.483 (1.083) 6.721 (383) 13.204 (1.466) Altri paesi extraeuropei 362 (25) 2.346 (1.181) 2.708 (1.206) Elisione crediti (491) (5.134) (5.625) Totale 33.748 (6.722) 13.089 (2.077) 46.837 (8.799) Continuing operation 2014 Discontinued operation 2014 Totale 2014 Nella riga elisione sono compresi crediti pari a 5.625 migliaia di Euro relativi all'area geografica "Italia". La massima esposizione al rischio di credito a fine esercizio derivante da crediti commerciali, suddivisa per tipologia di clientela (canale distributivo), era la seguente: (in migliaia di Euro) Valori lordi Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni Dettaglio e Affiliati 17.573 (3.631) 18.631 (3.257) Ingrosso 1.759 (276) 3.253 (451) Grande Distrib. Organizzata e Promozione 12.465 (1.902) 16.692 (2.074) 2014 2013

Continuing operation 2014 Discontinued operation 2014 Totale 2014
(in migliaia di Euro) Valori lordi Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni
Dettaglio e Affiliati 17.573 (3.631) 17.573 (3.631)
Ingrosso 1.759 (276) 1.759 (276)
Grande Distrib. Organizzata e Promozione 12.465 (1.902) 12.465 (1.902)
Altri 2.442 (913) 18.223 (2.077) 20.665 (2.990)
Elisione crediti (491) (5.134) (5.625)
Totale 33.748 (6.722) 13.089 (2.077) 46.837 (8.799)

Altri 20.665 (2.990) 16.613 (1.616)

Totale 46.837 (8.799) 55.189 (7.398)

Il canale "Altri" è riferito in particolar modo alle vendite industriali.

L'elisione crediti si riferisce interamente al canale "Altri".

Elisione crediti (5.625)

2014 2013
(in migliaia di Euro) Valori lordi Svalutazioni Valori lordi
Non ancora scaduti 42.408 (2.654) 42.346
Scaduti da 1-30 giorni 1.357 (53) 2.602
Scaduti da 31-120 giorni 1.795 (158) 2.823
Oltre 6.902 (5.934) 7.418
Elisione crediti (5.625)
Totale 46.837 (8.799) 55.189
Continuing operation 2014 Discontinued operation 2014
Valori lordi
(in migliaia di Euro)
Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni
Valori lordi
Non ancora scaduti
Scaduti da 1-30 giorni
28.275
(2.601)
401
(8)
14.133
956
(53)
42.408
(45)
Scaduti da 31-120 giorni 1.220
(115)
575 (43)
Oltre 4.343
(3.998)
2.559 (1.936)
Elisione crediti
Totale
(491)
33.748
(6.722)
(5.134)
13.089
(5.625)
(2.077)
46.837
Nella riga elisione sono compresi crediti pari a 491 migliaia di Euro non ancora scaduti che
si riferiscono a crediti vantati dalle
operativo Mascioni; per 5.134 migliaia di Euro vantati dalle Discontinued operation verso la
Continuing operation nei confronti del segmento
Capogruppo e altre società comprese nelle Continuing oparation, di cui 3.601 migliaia di
Euro non ancora scaduti e 1.533 migliaia di Euro scaduti da oltre 120 giorni.
I movimenti del fondo svalutazione crediti commerciali nel corso dell'esercizio sono stati i
seguenti:
(in migliaia di Euro) 2014 2013
Saldo al 1° gennaio 7.398 9.674
Perdita di valore dell'esercizio 3.703 614
Utilizzi dell'esercizio (2.108) (2.864)
Rilascio dell'esercizio (197) (24)
Differenze di conversione
Saldo al 31 dicembre
8.799 3
7.398
(2)
2014 2014
(in migliaia di Euro) Continuing
operation
Discontinued
operation
2014 Totale
Saldo al 1° gennaio 6.251 1.147
Perdita di valore dell'esercizio 2.403 1.300
Utilizzi dell'esercizio (1.738) (370)
Rilascio dell'esercizio (197)
Differenze di conversione
Saldo al 31 dicembre
6.722 3 2.077
La perdita di valore dell'esercizio, imputata tra le spese di vendita
modo che il saldo del fondo svalutazione alla fine dell'esercizio rappresenti la ragionevole
riduzione del valore delle attività finanziarie a fronte dei crediti ritenuti inesigibili. Essa è
determinata sulla base di dati storici relativi alle perdite su crediti e delle ragionevoli
prospettive di incasso, applicando a tutti i crediti in essere percentuali di svalutazione
diverse a seconda dell' anzianità del credito.
Il Gruppo utilizza i fondi svalutazione per riconoscere le perdite di valore sui crediti
commerciali; tuttavia, quando vi è la certezza che non sarà possibile recuperare l'importo
dovuto, l'ammontare considerato irrecuperabile viene direttamente stornato dalla relativa
attività finanziaria con contropartita, fino a capienza, il fondo svalutazione e, per l'eventuale
eccedenza, il conto economico.
Per quanto concerne i movimenti del fondo svalutazione crediti commerciali, inclusivo delle
attualizzazioni effettuate, si rinvia a quanto esposto nelle note esplicative al bilancio.
viene determinata in
7.2.2 Rischio di
liquidità
Le scadenze contrattuali delle passività finanziarie, compresi gli interessi da versare, sono
esposte nella tabella seguente:
31 dicembre 2013 Valore Flussi Fin. 0-6 mesi 6-12 mesi 1-2 anni 2-5 anni Oltre 5
(in migliaia di Euro)
Passività finanziarie non derivate
contabile contrattuali anni
Banche 97.307 97.307 68.582 - 28.725 -
Leasing finanziari
Banche a m-l/t
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Debiti commerciali e altri debiti
Debiti verso altri finanziatori
41.944
6.458
41.944
6.458
41.746
6.458
-
-
198
-
-
-
-
-
Passività finanziarie derivate
Interest rate swap di copertura
-
Contratti a termine su cambi
Flussi in entrata
- - - - - - -
Flussi in uscita - - - - - -
31 dicembre 2014
(in migliaia di Euro)
Passività finanziarie non derivate
Valore
contabile
Flussi Fin.
contrattuali
0-6 mesi Continuing operation
6-12 mesi
1-2 anni 2-5 anni Oltre 5
anni
Banche
Leasing finanziari
96.266
-
96.266
-
96.266
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Banche a m-l/t
Debiti commerciali e altri debiti
-
32.979
-
32.979
-
32.952
-
-
-
27
-
-
-
-
Debiti verso altri finanziatori 1.040 1.040 1.040 - - - -
Elisione debiti
Passività finanziarie derivate
Interest rate swap di copertura
(5.134)
-
(5.134) (5.134) - - - -
Contratti a termine su cambi
Flussi in entrata
Flussi in uscita
- -
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
31 dicembre 2014
Discontinued operation
Valore
Flussi Fin.
Oltre 5
0-6 mesi
6-12 mesi
1-2 anni
2-5 anni
(in migliaia di Euro)
contabile
contrattuali
anni
Passività finanziarie non derivate
Banche
4.324
4.324
4.324
-
-
-
-
Leasing finanziari
-
-
-
-
-
-
-
Banche a m-l/t
-
-
-
-
-
-
-
Debiti commerciali e altri debiti
16.171
16.171
16.171
-
-
-
-
Debiti verso altri finanziatori
4.469
4.469
4.469
-
-
-
-
Elisione debiti
(2.454)
(2.454)
(2.454)
-
-
-
-
Passività finanziarie derivate
Interest rate swap di copertura
-
Contratti a termine su cambi
Flussi in entrata
-
-
-
-
-
-
-
Flussi in uscita
-
-
-
-
-
-
I flussi futuri indicizzati all'Euribor sono determinati in funzione dell'ultimo fixing dell'Euribor.
Ai meri fini comparitivi si precisa che al 31 dicembre 2014 i debiti bancari correnti includono
29.091 migliaia di Euro relativi al finanziamento concesso dalle banche alla Capogruppo,
inclusivo della quota a medio lungo di tale finanziamento, è stata riclassificata tra i debiti
correnti così come previsto dallo IAS1 in quanto i parametri finanziari che regolano
l'accordo di ristrutturazione non risultano rispettati.
I debiti correnti verso banche, utilizzati per il finanziamento del capitale circolante netto,
sono anch'essi regolati dall'accordo di ristrutturazione sottoscritto in data 21 marzo 2013
che prevede un affidamento massimo complessivo di 87 milioni di Euro.
Si evidenzia che l'ammontare delle lettere di credito al 31 dicembre 2014, utilizzate quale
modalità di pagamento di fornitori extra UE, è pari circa a 3,3 milioni di Euro (3,5 milioni di
Euro al 31 dicembre 2013).
Tali lettere di credito sono interamente utilizzate dalla
controllata Mascioni S.p.A
Per ogni ulteriore informazione sui rischi al soddisfacimento dei fabbisogni di cassa si
rinvia al paragrafo sulla "Continuità aziendale".
7.2.3 Rischio di
cambio
La tabella seguente evidenzia l'esposizione del Gruppo al rischio di cambio in base al
valore nozionale:
Continuing operation
Discontinued operation
31/12/2014
31/12/2014
31/12/2014
31/12/2013
USD
SEK
USD
GBP
USD
SEK
GBP
USD
SEK
GBP
Crediti commerciali
578
263
766
33
1.344
263
33
2.030
83
83
Debiti commerciali
58
1
1.279
19
1.337
1
19
443
42
13
Esposizione lorda nel prospetto della
situazione patrimoniale-finanziaria
520
262
(513)
14
7
262
14
1.587
41
70
Acquisti previsti per l'esercizio seguente
(25.000)
(25.000)
(25.000)
Esposizione lorda
(24.480)
262
(513)
14
(24.993)
262
14
(23.413)
41
70
Acquisti previsti stimati
Contratti a termine su cambi
Esposizione netta
(24.480)
262
(513)
14
(24.993)
262
14
(23.413)
41
70
La sottoscrizione del nuovo accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis L.F. ha
consentito alla Capogruppo di ripristinare nuove linee di credito dedicate all'acquisto di
valuta (contratti a termine) al fine di consentire alla stessa di fronteggiare il rischio cambio.
I principali tassi di cambio applicati nel corso dell'esercizio sono i seguenti:
Cambio medio
2014
2013 Cambio fine eserc.
2014
2013
USD
GBP
CHF
BRL
1,3211
0,8031
1,2127
3,1093
1,3308
0,8501
1,2291
2,8937
1,2141
0,7789
1,2024
3,2207
1,3791
0,8337
1,2276
3,2576
Analisi di sensitività
Un apprezzamento dell'euro di 5 centesimi rispetto alle valute sotto riportate, avrebbe
comportato al 31 dicembre un aumento (decremento) del patrimonio netto e del risultato
netto. L'analisi è stata svolta presupponendo che tutte le altre variabili, in particolare i tassi
di interesse, siano costanti ed è stata svolta per il 2013 utilizzando gli stessi presupposti.
L'analisi include anche i contratti a termine su cambi.
Stante le esposizioni esistenti a fine esercizio, non si avrebbe alcun effetto per la valuta
USD (negativo per 40 migliaia di Euro nel 2013) e nemmeno per GBP (negativo per 3
migliaia di Euro nel 2013).
Un deprezzamento dell'Euro di 5 centesimi rispetto alle valute sopra riportate, stante le
esposizioni esistenti a fine anno, non avrebbe alcun effetto sia per la valuta USD (positivo
per 43 migliaia nel 2013) che per la valuta GBP (positivo 3 migliaia di Euro nel 2013).

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7.2.4 Rischio di
tasso di interesse
Il valore degli strumenti finanziari del Gruppo, distinto tra strumenti finanziari fruttiferi di
interessi e strumenti infruttiferi, alla data di chiusura del bilancio era il seguente:
(in migliaia di Euro) 2014
Continuing
operation
2014
Discontinued
operation
2014 2013
Strumenti finanziari fruttiferi a tasso
fisso
Attività finanziarie - - - -
Passività finanziarie - - - -
Strumenti finanziari fruttiferi a tasso
variabile
Attività finanziarie 7.864 285 8.149 12.756
Elisione crediti (1.963) (1.963)
Totale attività finanziarie 5.901 285 6.186 12.756
Passività finanziarie (96.266) (6.287) (102.553) (97.307)
Elisione debiti
Totale passività finanziarie
(96.266) 1.963
(8.250)
1.963
(104.516)
(97.307)
Strumenti finanziari infruttiferi
Attività finanziarie 31.987 18.474 50.461 55.286
Elisione crediti (491) (5.134) (5.625)
Totale attività finanziarie 31.496 13.340 44.836 55.286
Passività finanziarie (34.019) (18.677) (52.696) (48.402)
Elisione debiti
Totale passività finanziarie
5.134
(39.153)
491
(19.168)
5.625
(58.321)
(48.402)
Gli strumenti finanziari fruttiferi a tasso variabile sono costituiti dalle disponibilità di cassa,
dai crediti finanziari verso collegate e società uscite dal perimetro del gruppo, da altre
attività finanziarie, dai debiti correnti e medio-lungo termine verso banche, quest'ultimi
iscritti al costo ammortizzato e, con l'eccezione dei debiti non correnti, hanno una maturity
a breve scadenza. Pertanto una variazione dei tassi di interesse non ha effetti significativi
sui flussi finanziari di tali strumenti finanziari.
I debiti verso
gli altri finanziatori sono esclusi in quanto si riferiscono ad operazioni di
cessione dei crediti che scontano il pagamento degli interessi già al momento della
cessione e, pertanto, non sono più fruttiferi di interessi.
Analisi di sensitività dei flussi finanziari degli strumenti finanziari a tasso variabile
Se la curva dei tassi di interesse fosse aumentata/diminuita di 100 bps alla data di chiusura
del bilancio, il patrimonio netto e il risultato netto sarebbero aumentati/diminuiti di 1.034
migliaia di Euro (1.126 migliaia di Euro nel 2013).
L'analisi è stata svolta presupponendo che le altre variabili siano rimaste costanti.
7.3 Gestione del
capitale
L'obiettivo primario della gestione del capitale del gruppo è garantire che sia mantenuto un
solido rating creditizio ed adeguati livelli degli indicatori di capitale in modo da supportare
l'attività, massimizzare il valore per gli azionisti e ridurre il costo del capitale.
Il Gruppo gestisce la struttura del capitale e lo modifica in funzione di variazioni nelle
condizioni economiche.
Per mantenere o adeguare la struttura del capitale, il Gruppo può adeguare i dividendi
pagati agli azionisti, rimborsare il capitale o emettere nuove azioni.
Nessuna variazione è stata apportata agli obiettivi, alle politiche o alle procedure durante
gli esercizi 2014 e 2013.
Il Gruppo verifica il proprio capitale mediante il rapporto di gearing, ovvero rapportando il
debito netto al totale del patrimonio netto più il debito netto.
L'indice evidenzia in quale proporzione le risorse finanziarie di terzi finanziano la quantità
di capitale necessario per la continuità della vita aziendale.
I risultati negativi degli ultimi esercizi, nonché gli oneri sostenuti per le attività di
ristrutturazione, hanno pesantemente inciso sull'indice di leva finanziaria, evidenziando in
tal modo una sempre maggior dipendenza dal capitale di debito.
Il Gruppo include nel debito netto i finanziamenti onerosi al netto delle disponibilità liquide
e mezzi equivalenti.
2014 2014
(in migliaia di Euro) Continuing
operation
Discontinued
operation
2014 2013
Debiti finanziari 97.306 6.830 104.136 103.765
Disponibilità (5.398) (235) (5.633) (12.315)
Debito netto 91.908 6.595 98.503 91.450
Patrimonio netto
Totale capitale
(26.450)
65.458
(19)
6.576
(26.469)
72.034
11.594
103.044
Gearing ratio 140,41% 100,29% 136,75% 88,75%
7.4 Classi di
strumenti finanziari
Gli strumenti finanziari iscritti nello stato patrimoniale del Gruppo sono così raggruppabili
per classi:
(in migliaia di euro) Finanziamenti
e crediti - costo
ammortizzato
Attiv. Fin.rie al fair
value imputato a
conto economico
Passività al
costo
ammortizzato
Totale
31 dicembre 2013
ATTIVO
Disponibilità 12.315 12.315
Attiv. Fin.rie al fair value imputato a
conto economico
415 415
Crediti commerciali e altri crediti 55.312 55.312
Totale 67.627 415 - 68.042
PASSIVO
Debiti verso banche e altre pass.fin. 103.765 103.765
Debiti commerciali e altri debiti 41.944 41.944
Totale - - 145.709 145.709
(in migliaia di euro) Finanziamenti
e crediti - costo
ammortizzato
Continuing operation
Attiv. Fin.rie al fair
value imputato a
conto economico
Passività al
costo
ammortizzato
Totale
31 dicembre 2014
ATTIVO
Disponibilità 5.398 5.398
Attiv. Fin.rie al fair value imputato a
conto economico
391 391
Crediti per derivati - -
Crediti commerciali e altri crediti
Elisione crediti v.so Discontinued
34.062 34.062
operation
Totale
(2.454)
37.006
391 - (2.454)
37.397
PASSIVO
Debiti verso banche e altre pass.fin.
97.306 97.306
Debiti per derivati
Debiti commerciali e altri debiti
- -
32.979
-
32.979
Elisione debiti v.so Discontinued
operation
Totale
- - (5.134)
125.151
(5.134)
125.151
Discontinued operation
Finanziamenti
e crediti - costo
Attiv. Fin.rie al fair
value imputato a
Passività al
costo
Totale
(in migliaia di euro) ammortizzato conto economico ammortizzato
31 dicembre 2014
ATTIVO
Disponibilità
Attiv. Fin.rie al fair value imputato a
conto economico
235 235
-
Crediti per derivati
Crediti commerciali e altri crediti
18.524 - -
18.524
Elisione crediti v.so Continuing
operation
Totale
(5.134)
13.625
- - (5.134)
13.625
PASSIVO
Debiti verso banche e altre pass.fin.
Debiti per derivati
- 6.830
-
6.830
-
Debiti commerciali e altri debiti
Elisione debiti v.so Continuing
18.134 18.134
operation (2.454) (2.454)
Totale - - 22.510 22.510
Le attività finanziarie al fair value sono rappresentate principalmente dal credito finanziario
attualizzato, pari a
391
dall'escussione della garanzia rilasciata ad Intesa France (ora Intesa Sanpaolo S.p.A.) a
favore e nell'interesse di Descamps S.A.S
Si segnala che non vi sono state riclassifiche tra le diverse categorie.
migliaia di Euro, relativo al diritto di regresso derivante
7.5 Fair value Nella seguente tabella sono esposti per ogni attività e passività finanziaria, il valore
contabile iscritto nello stato patrimoniale ed il relativo fair value:
Valore Continuing operation
31 dicembre 2014
Discontinued operation
dicembre 2014
Valore
31 31 dicembre 2014
Valore
31 dicembre 2013
Valore
(in migliaia di euro)
contabile
Fair Value contabile Fair Value contabile Fair Value contabile Fair Value
Disponibilità investite in valori mobiliari
Crediti commerciali/finanziari e altri crediti
34.453
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
5.398
34.453
5.398
18.524
235
18.524
235
52.977
5.633
52.977
5.633
55.727
12.315
55.727
12.315
Contratti a termine su cambi di copertura
Attività
-
- - - - - - -
Passività
-
Altri contratti a termine su cambi
-
Passività per leasing finanziari
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Debiti bancari a breve termine non
garantiti
(96.266)
Debiti v/altri finanziatori e v/banche per
(96.266) (4.324) (4.324) (100.590) (100.590) (68.582) (68.582)
quota a breve finanziamento
(1.040)
Debiti commerciali e altri debiti
(32.979)
(1.040)
(32.979)
(2.506)
(16.171)
(2.506)
(16.171)
(3.546)
(49.150)
(3.546)
(49.150)
(6.458)
(41.944)
(6.458)
(41.944)
Debiti verso banche a m/l termine
-
Elisione crediti e debiti
2.680
Totale
(87.754)
-
2.680
(87.754)
-
(2.680)
(6.922)
-
(2.680)
(6.922)
-
-
(94.676)
-
-
(94.676)
(28.725)
(77.667)
(28.725)
(77.667)

Criteri per la determinazione del fair value

I metodi e le principali assunzioni utilizzate per la determinazione dei fair value degli strumenti finanziari sono indicati di seguito.

Debiti bancari

Il prospettato mancato rispetto dei parametri finanziari e la conseguente necessità di predisposizione di un nuovo piano industriale che rifletta i nuovi scenari, hanno determinato la necessità, da parte della Capogruppo, di richiedere alle Banche Finanziatrici:

  • d. una moratoria per il mantenimento delle linee di credito (revolving e consolidato) accordate e disciplinate dall'Accordo di Ristrutturazione;
  • e. l'impegno a non dichiarare e a non far valer alcuna facoltà di risoluzione dell'Accordo di Ristrutturazione in relazione ad uno qualsiasi degli eventi risolutivi (come definiti nell'Accordo di Ristrutturazione);
  • f. il mantenimento, senza alcuna revoca, delle linee definite dall'Accordo di Ristrutturazione, secondo le modalità operative in vigore.

La Capogruppo prosegue le trattative con le Banche Finanziatrici illustrando la situazione della Società e del Gruppo e rappresentando le principali linee guida del piano economico finanziario proposto ed in corso di discussione con le banche stesse. La Capogruppo sta elaborando una manovra finanziaria con l'obiettivo di riportare l'indebitamento a livelli sostenibili a garantire alla società l'adeguato grado di flessibilità finanziaria necessario a far fronte ai picchi stagionali. La manovra finanziaria sarà inoltre supportata da un piano di dismissione degli immobili.

I debiti bancari correnti includono 29.091 migliaia di Euro relativi al finanziamento concesso dalle banche finanziatrici; la quota a medio lungo di tale finanziamento è stata riclassificata tra i debiti correnti così come previsto dallo IAS1 in quanto i parametri finanziari che regolano l'accordo di ristrutturazione non risultano rispettati.

Strumenti finanziari derivati

Il fair value dei contratti a termine su cambi è determinato sulla base della loro quotazione alla data di riferimento del bilancio, se disponibile. Se non è disponibile una quotazione di mercato, il fair value è stimato attualizzando la differenza tra il prezzo a termine definito dal contratto e il prezzo a termine corrente per la durata residuale del contratto utilizzando un tasso di interesse privo di rischio.

Passività finanziarie

Il fair value delle passività finanziarie è calcolato come il valore attuale dei flussi finanziari futuri attualizzato al tasso di interesse di mercato rilevato alla data di chiusura del bilancio.

Crediti commerciali ed altri crediti

Il fair value dei crediti commerciali e degli altri crediti è calcolato come il valore attuale dei flussi finanziari futuri per capitale ed interessi attualizzato al tasso di interesse di mercato rilevato alla data di chiusura del bilancio.

Tassi di interesse utilizzati per calcolare il fair value

I tassi di interesse utilizzati per attualizzare i flussi finanziari previsti, ove applicabile, si basano sulla curva dei tassi di mercato alla data di bilancio incrementati di un credit spread adeguato e sono riportati nella tabella seguente:

(in migliaia di euro) 2014 2013
Contratti di finanziamento 1,110-6,840% 1,110-6,840%
Contratti di leasing non esistenti non esistenti
SEZIONE B - INFORMATIVA SETTORIALE
Nota 8
INFORMATIVA
PER SETTORI
OPERATIVI
In applicazione di quanto previsto dell'IFRS 8 "Settori operativi", che introduce il concetto
dell'approccio direzionale per predisporre l'informativa di settore, si segnala che il più alto
livello decisionale operativo (CODM – Chief Operating Decision Maker) si identifica nel
Consiglio di Amministrazione. I settori di attività, i cui andamenti e risultati vengono
periodicamente rivisti dal CODM, al fine di allocare le risorse e valutarne i risultati, sono
rappresentati dalle
seguenti Business Unit:
Vincenzo Zucchi con le proprie filiali
commerciali estere, Hospitality.It con la consociata americana Mascioni USA Inc., Basitalia
S.r.l. che svolge prevalentemente attività di gestione dei contratti di locazione dei punti
vendita e Mascioni S.p.A. con le sua controllata Mascioni America Inc. classificate tra le
Discontinued operation.
La Business Unit Zucchi e Filiali si occupa della vendita e della commercializzazione di
articoli di biancheria per la casa a marchio Zucchi e Bassetti e con alcuni marchi differenti
dai propri per i quali è in essere un contratto di licenza.
Gli articoli in precedenza citati sono venduti nella fascia medio e medio-alta del mercato
attraverso principalmente l'utilizzo di dettaglianti tradizionali, di una catena di negozi
monomarca diretti o in franchising e della grande distribuzione ("GDO").
La Business Unit Hospitality si occupa della vendita e della commercializzazione di articoli
per gli hotels e le comunità.
Basitalia S.r.l. si occupa della gestione e valorizzazione dei punti vendita commerciali ad
oggi quasi per conto esclusivamente della Capogruppo.
La Business Unit Mascioni si occupa prevalentemente dell'attività di nobilitazione di tessuti
per
conto
terzi
(tra
cui
la
Vincenzo
Zucchi
S.p.A.)
e
del
confezionamento
e
commercializzazione di biancheria per la casa sul mercato americano attraverso la sua
controllata Mascioni America Inc
La situazione patrimoniale 2013 di seguito rappresentata riporta quella pubblicata nel
bilancio consolidato al 31 dicembre 2013.
La situazione patrimoniale 2014 di seguito rappresentata riflette l'operazione di cessione
del segmento operativo Mascioni e filiali.
Le situazioni economiche rappresentate considerano anch'esse l'operazione di cessione
del segmento operativo Mascioni e Filiali.
(in migliaia di euro) V. Zucchi e
Filiali
Hospitality Basitalia Rettifiche Continuing
operation
Discontinued
operation
Vendite di settore 113.678 2.565 - (32) 116.211 46.874
Vendite da transazioni con altri settori operativi (32) - - 32 - (12.082)
34.792
-8,7%
Costo del venduto 71.469 1.706 - 2.230 75.405 45.021
1.853
6.976
Altri costi e (ricavi) (1.018) (151) (1.732) (687) (3.588) (767)
Oneri e (proventi) di ristrutturazione 4.780 - - 4.780 -
(4.356)
% sui ricavi -15,5% -9,3% -15,2% -12,5%
423
(46)
Oneri finanziari netti 2.332 9 - 67 2.408 469
-
metodo del P.N. al netto effetto fiscale - - - 91 91 -
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (13.888) (248) 62 4.290 (9.784) (4.779)
121
Risultato d'esercizio (14.359) (249) 60 4.290 (10.258) (4.900)
Risultato d'esercizio di pertinenza di terzi - - - - - (1.389)
RISULTATO NETTO (14.359) (249) 60 4.290 (10.258) (3.511)
Ammortamenti e svalutazioni 3.037 5 27 50 3.119 2.214
Vendite verso terzi
Variaz.% 2013/2012
Margine industriale
Costi operativi
Risultato operativo (EBIT)
Oneri (proventi) finanziari netti
(Proventi) finanziari netti
Oneri (proventi) da partecipazioni
Imposte sul reddito
113.646
-4,2%
42.209
56.059
(17.612)
(7.994)
(10.326)
4.270
Quote (utili) perdite di partecipazioni contab. con il
471
2.565
15,6%
859
1.249
(239)
9
-
-
1
-
-
1.670
62
-
-
-
2
2013
-
(2.262)
(1.657)
82
(20)
(87)
(4.279)
-
116.211
-5,0%
40.806
57.321
(17.707)
(8.005)
(10.413)
(9)
474
Stato patrimoniale
2013
(in migliaia di euro) V. Zucchi e
Filiali
Mascioni e
Filiali
Hospitality al 31 dicembre 2013
Basitalia
Rettifiche Consolidato
Crediti commerciali 33.582 16.783 511 377 (5.455) 45.798
Altri crediti e crediti per imposte correnti 3.869 645 434 149 (129) 4.968
Rimanenze 36.184 9.224 687 - (244) 45.851
Debiti a breve (commerciali e altri debiti) (28.671) (14.385) (1.625) (243) 5.804 (39.120)
Capitale circolante netto 44.964 12.267 7 283 (24) 57.497
Immobili, impianti e macchinari 42.536 20.091 35 32 (6) 62.688
Investimenti immobiliari - 104 - - - 104
Attività immateriali 1.939 5 200 49 (195) 1.998
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del
P.N. e altre 14.153 7 - - (13.563) 597
Altre attività non correnti 3.313 1.104 46 57 - 4.520
Attivo non corrente 61.941 21.311 281 138 (13.764) 69.907
Benefici a dipendenti e altri debiti esigibili oltre
l'esercizio successivo
(9.401) (3.603) - - - (13.004)
Fondi per rischi e oneri e passività per imposte
differite
(8.245) (3.520) - - (32) (11.797)
Rettifiche per minor valore dell'attivo
Capitale investito netto 89.259 26.455 288 421 (13.820) 102.603
Coperto da:
Debiti correnti verso banche ed altri finanziatori 67.828 7.212 - - 75.040
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve (11.629) (582) (104) - - (12.315)
Debiti finanziari non correnti verso banche ed altri
finanziatori 28.725 - - - - 28.725
Crediti finanziari a breve termine (5) - - - - (5)
Crediti finanziari verso controllate/collegate (1.205) (100) - (76) 945 (436)
Debiti finanziari verso controllate/collegate 96 769 238 - (1.103) -
Crediti finanziari verso collegate non correnti - - - -
Posizione finanziaria netta 83.810 7.299 134 (76) (158) 91.009
Capitale e riserve di terzi - - - - 5.328 5.328
Patrimonio netto del Gruppo 5.449 19.156 154 497 (18.990) 6.266
Totale come sopra 89.259 26.455 288 421 (13.820) 102.603
(in migliaia di euro) V. Zucchi e
Filiali
Hospitality Basitalia Rettifiche Continuing
operation
Discontinued
operation
46.733
Vendite da transazioni con altri settori operativi (25) (384) - 409 - (11.463)
Vendite verso terzi 97.924 2.291 - - 100.215 35.270
Variaz.% 2014/2013 -13,8% -10,7% -13,8% 1,4%
44.474
2.259
6.954
Altri costi e (ricavi) (796) (237) (1.771) 1.445 (1.359) (1.245)
Oneri e (proventi) di ristrutturazione 1.512 - - 1.512 14.684
(18.134)
-51,4%
352
(Proventi) finanziari netti (412) 9 - 145 (276) (168)
Oneri finanziari netti 1.937 - 12 (7) 1.942 520
-
-
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (32.505) (115) (171) 13.201 (19.590) (18.486)
Imposte sul reddito 1.141 11 - (1) 1.151 201
(18.687)
(5.298)
RISULTATO NETTO (33.646) (126) (171) 13.202 (20.741) (13.389)
Ammortamenti e svalutazioni 6.060 9 29 18 6.116 2.283
Vendite di settore
Costo del venduto
Margine industriale
Costi operativi
Risultato operativo (EBIT)
% sui ricavi
Oneri (proventi) finanziari netti
Oneri (proventi) da partecipazioni
metodo del P.N. al netto effetto fiscale
Risultato d'esercizio
Risultato d'esercizio di pertinenza di terzi
97.949
59.324
38.625
55.535
(17.626)
-18,0%
1.525
13.354
-
(33.646)
-
2.675
1.849
826
1.187
(124)
-5,4%
(9)
-
-
(126)
-
-
-
-
1.930
(159)
12
-
-
(171)
-
2014
(409)
(79)
(330)
(1.715)
(60)
138
(13.377)
(22)
13.202
-
100.215
61.094
39.121
56.937
(17.969)
-17,9%
1.666
(23)
(22)
(20.741)
-
Stato patrimoniale
2014 (in migliaia di euro) V. Zucchi e
Filiali
Hospitality Basitalia Rettifiche Continuing
operation
Discontinued
operation
Crediti commerciali 26.642 552 299 (514) 26.979 17.187
Altri crediti e crediti per imposte correnti 3.458 131 86 (62) 3.613 380
Rimanenze 36.474 764 - 0 37.238 8.152
Debiti a breve (commerciali e altri debiti) (25.583) (1.923) (474) 757 (27.223) (15.752)
Capitale circolante netto 40.991 (476) (89) 181 40.607 9.967
Immobili, impianti e macchinari 37.875 37 56 (23) 37.945 19.215
Investimenti immobiliari - - - - - 104
Attività immateriali 885 2 237 (195) 929 15
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del
P.N. e altre 533 - - (419) 114 7
Altre attività non correnti 1.300 56 39 - 1.395 784
Attivo non corrente 40.593 95 332 (637) 40.383 20.125
Benefici a dipendenti e altri debiti esigibili oltre
l'esercizio successivo (9.659) - - - (9.659) (3.928)
Fondi per rischi e oneri e passività per imposte
differite (8.535) - - 196 (8.339) (2.991)
Rettifiche per minor valore dell'attivo (14.684)
Capitale investito netto 63.390 (381) 243 (260) 62.992 8.489
Coperto da:
Debiti correnti verso banche ed altri finanziatori 97.306 - - 97.306 6.830
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve (5.009) (389) - - (5.398) (235)
Debiti finanziari non correnti verso banche ed altri
finanziatori - - - - - -
Crediti finanziari a breve termine (5) - - (1.963) (1.968) (50)
Crediti finanziari verso controllate/collegate (2.473) - (95) 2.070 (498) -
Debiti finanziari verso controllate/collegate 95 - 12 (107) - 1.963
Posizione finanziaria netta 89.914 (389) (83) - 89.442 8.508
Capitale e riserve di terzi - - - - - (5)
Patrimonio netto del Gruppo (26.524) 8 326 (260) (26.450) (14)
Totale come sopra 63.390 (381) 243 (260) 62.992 8.489
Le tabelle seguenti presentano per gli esercizi 2013 e 2014 la ripartizione dei ricavi per
area geografica "di destinazione", ovvero con riferimento alla nazionalità del cliente, e
forniscono dati patrimoniali in relazione alle aree geografiche "di origine", ovvero prendendo
a riferimento il paese di ubicazione delle società con cui è in essere il rapporto. Nello Stato
Patrimoniale quindi le attività e passività non ripartite riguardano, oltre alle voci citate per
l'informativa primaria di settore, anche i crediti e debiti per area geografica in quanto
caratterizzati dalla "destinazione" e non "dall'origine" come criterio di allocazione.
2013
Altri paesi
Paesi
Contuining
Discontinued
Italia
Francia
Rettifiche
(in migliaia di euro)
europei
extraeuropei
operation
operation
RICAVI
Vendite a terzi
85.337
337
24.938
5.599
-
116.211
34.792
Variaz.%2013/2012
-7,1%
-23,1%
7,2%
6,4%
-3,8%
-1,3%
Il fatturato delle Discontinued operation è suddiviso tra le seguenti aree geografiche:
-
6.752 migliaia di Euro in Italia;
-
4.869 migliaia di Euro in Francia;
-
15.359 migliaia di Euro in altri paesi europei;
-
7.812 migliaia di Euro in altri paesi extraeuropei.
2013
Altri paesi
Paesi extra
Italia
Rettifiche
Consolidato
europei
europei
(in migliaia di euro)
ATTIVITA'
Attività del settore
109.511
5.469
3.431
(1.168)
117.243
Attività non ripartite
62.037
62.037
Totale
109.511
5.469
3.431
60.869
179.280
Ricavi 2013
Stato patrimoniale
2013
PASSIVITA'
Passività del settore
27.057
1.256
109
(1.166)
27.256
Passività non ripartite
152.024
152.024
Totale
27.057
1.256
109
150.858
179.280
ALTRE INFORMAZIONI
Investimenti in immobilizzazioni materiali e
immateriali
3.977
190
1.854
(23)
5.998
Ammortamenti e svalutazioni
4.755
354
174
50
5.333
Ricavi 2014 (in migliaia di euro)
RICAVI
Vendite a terzi
Variaz.%2014/2013
Il fatturato delle Discontinued operation è suddiviso tra le seguenti aree geografiche:
-
7.802 migliaia di Euro in Italia;
-
5.345 migliaia di Euro in Francia;
17.505 migliaia di Euro in altri paesi europei;
-
4.618 migliaia di Euro in altri paesi extraeuropei.
-
Italia 71.531
-16,2%
Francia
-
-100,0%
2014
Altri paesi
europei
22.433
-10,0%
Paesi
extraeuropei
6.251
11,6%
Rettifiche
-
Consolidato
100.215
-13,8%
Discontinued
operation
35.270
1,4%
Stato patrimoniale
2014
(in migliaia di euro) Italia Altri paesi
europei
2014
Paesi extra
europei
Rettifiche Elisioni crediti
e debiti verso
Discontinued
operation
Continuing
operation
Discontinued
operation
Totale
consolidato
ATTIVITA'
Attività del settore
71.602 8.385 1.663 (1.899) 79.751 28.713 108.464
Attività non ripartite 36.326 (7.588) 28.738 2.855 31.593
Totale 71.602 8.385 1.663 34.427 (7.588) 108.489 31.568 140.057
PASSIVITA'
Passività del settore
Passività non ripartite
19.471 943 286 (1.083)
96.441
(7.588) 19.617
88.853
6.715
24.872
26.332
113.725
Totale 19.471 943 286 95.358 (7.588) 108.470 31.587 140.057
ALTRE INFORMAZIONI
Investimenti in immobilizzazioni materiali e
immateriali
1.821 293 287 2.401 1.559 3.960
Ammortamenti e svalutazioni 4.048 327 1.723 18 6.116 2.283 8.399
Le attività e le passività non ripartite e le attività e passività del settore riferite alle
Discontinued operation, nonché gli investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali
ed i relativi ammortamenti si riferiscono interamente all'area geografica dell'Italia.
Sezione
C1
-
NOTE
AL
PROSPETTO
FINANZIARIA CONSOLIDATA ATTIVA
DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE -
Nota 9
DISPONIBILITA'
LIQUIDE E MEZZI
EQUIVALENTI
(in migliaia di euro)
Depositi bancari
Assegni
Denaro e valori di cassa
Totale
I depositi bancari sono a vista e sono remunerati ad un tasso variabile di circa 0,01%.
Il valore di carico delle disponibilità si ritiene sia allineato al fair value alla data di bilancio.
Per ulteriori commenti si rimanda alla Nota 22.
31.12.2014
Continuig
operation
4.967
115
316
5.398
31.12.2014
Discontinued
operation
230
5
235
31.12.2014
Totale
5.197
115
321
5.633
31.12.2013
11.864
97
354
12.315
Nota 10
ATTIVITA'
FINANZIARIE
DETENUTE PER
LA
NEGOZIAZIONE
(in migliaia di euro)
Titoli
Al 31 dicembre 2014 nessuna società del Gruppo detiene attività finanziarie per la
negoziazione.
31.12.2014
Continuig
operation
-
31.12.2014
Discontinued
operation
-
31.12.2014
Totale
-
31.12.2013
-
Nota 11
ALTRE ATTIVITA'
FINANZIARIE
(in migliaia di euro)
Correnti
Non correnti
Totale
Le altre attività finanziarie, riferite interamente alle Continuing operation, pari a 391 migliaia
di Euro, sono composte dal credito finanziario attualizzato relativo al diritto di regresso
derivante dall'escussione della garanzia rilasciata ad Intesa France (ora Intesa Sanpaolo
S.p.A.) a favore e nell'interesse di Descamps S.A.S In data 28 dicembre 2010 Intesa
Sanpaolo S.p.A. ha comunicato l'escussione della garanzia rilasciata dalla Vincenzo Zucchi
S.p.A. in data 1 agosto 2006 (e successive modificazioni ed integrazioni) a Banca Intesa
France S.A. nell'interesse della società Descamps S.A.S. con la quale ci si impegnava, tra
l'altro, nel caso in cui quest'ultima fosse sottoposta a procedura concorsuale, a rimborsare
tutto quanto dovuto dalla predetta società per capitale, interessi e spese. La somma
escussa ammonta a 888 migliaia di Euro oltre interessi maturati dal 1 ottobre 2010. Nel
rispetto del piano di ammortamento previsto dalla procedura di Rédressement Juidiciaire,
31.12.2014
Continuig
operation
391
391
31.12.2014
Discontinued
operation
-
-
-
-
31.12.2014
Totale
-
391
391
31.12.2013
-
415
415
Descamps S.A.S., nel corso degli esercizi 2012 e 2014, ha corrisposto la prime tre rate pari
complessivamente al 20% della somma a debito. La Vincenzo Zucchi S.p.A. ha
regolamentato con Intesa Sanpaolo S.p.A. le garanzie di pagamento della somma escussa
nell'accordo di ristrutturazione del debito bancario sottoscritto in data 13 giugno 2011 e poi
confermate anche nell'accordo sottoscritto in data 21 marzo 2013.
Nota 12
RIMANENZE
(in migliaia di Euro) Valori lordi Fondo
deprezzamento
31.12.2014
Valori netti
Continuing
operation
Valori netti
Discontinued
operation
Valori netti 31.12.2013
Valori netti
Materie prime e sussidiarie
Materie prime
Materie sussidiarie e scorte varie
147
1.313
421 147
892
2.153 147
3.045
19
3.629
1.460 421 1.039 2.153 3.192 3.648
Prodotti in lav. e semilavorati
Merci in lavorazione
81 - 81 1.222 1.303 1.314
Semilavorati 7.423 533 6.890 3.254 10.144 10.707
7.504 533 6.971 4.476 11.447 12.021
Prodotti finiti 34.208 4.980 29.228 1.523 30.751 30.182
Totale 43.172 5.934 37.238 8.152 45.390 45.851
Si segnala che il valore delle rimanenze, al lordo del fondo, si è incrementato rispetto ai
valori del 2013 di circa 0,2 milioni di Euro.
Il valore lordo delle rimanenze delle Discontinued operation è diminuito di circa 0,8 milioni
di Euro rispetto all'anno precedente.
Per quanto concerne le Continuing operation, pur avendo la Capogruppo ridotto il proprio
magazzino di circa 2,2 milioni di Euro (al lordo del fondo), le filiali commerciali, in particolare
quella tedesca, hanno incrementato le rimanenze esistenti rispetto all'esercizio precedente.
La movimentazione del fondo svalutazione magazzino è stata la seguente:
Saldo al 31.12.2012 8.230
Utilizzo dell'esercizio 2013 (1.523)
Accantonamento 2013 60
Differenze di conversione (14)
Saldo al 31.12.2013 6.753
Utilizzo dell'esercizio 2014 (2.315)
Accantonamento 2014 2.056
Differenze di conversione 37
Saldo al 31.12.2014 6.531
Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione e il valore netto
di realizzo. Il valore netto di realizzo corrisponde al prezzo di vendita stimato nel normale
svolgimento dell'attività al netto dei costi stimati di completamento nonché della stima dei
costi necessari per realizzare la vendita.
Le scorte obsolete o di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo
o di realizzo sulla base di assunzioni specifiche fatte dal management determinate in
funzione dell'esperienza passata e dell'andamento storico e atteso dai mercati di
riferimento della biancheria per la casa.
Anche nell'esercizio 2014, la Capogruppo, considerati i significativi risultati di riduzione del
magazzino ottenuti già nel corso dell'esercizio 2013, per effetto delle azioni commerciali
intraprese, ha ritenuto consono procedere ad utilizzare parte del
rimanenze con riferimento alle minori giacenze esistenti ed all'intervenuto miglioramento
delle fasce di rotazione (importo al netto dell'adeguamento effettuato pari a 290 migliaia di
Euro).
fondo svalutazione
Nota 13
CREDITI
COMMERCIALI
(in migliaia di euro)
Corrente
31.12.2014
Continuig
operation
31.12.2014
Discontinued
operation
Elisione crediti 31.12.2014
Totale
31.12.2013
Crediti verso terzi 31.725 13.030 44.755 52.406
Crediti verso imprese collegate
Cred. v.so Discontin./Continuing operation
-
491
-
5.134
-
(5.625)
- 30
Svalutazione crediti per rischi di inesigibilità e
attualizzazione
(5.237) (2.077) (7.314) (6.638)
Totale 26.979 16.087 (5.625) 37.441 45.798
Non corrente
Crediti verso terzi
Crediti verso imprese collegate
2.023 59 2.082 2.753
Svalutazione crediti per rischi di inesigibilità e
attualizzazione
(1.485) (1.485) (760)
538 59 - 597 1.993
Totale 27.517 16.146 (5.625) 38.038 47.791
La diminuzione dei crediti verso terzi è imputabile alla diminuzione del fatturato, quale
conseguenza di un calo generale della domanda nel mercato della biancheria per la casa.
Al 31 dicembre 2014 i crediti commerciali sono diminuiti complessivamente di 9.753
migliaia di Euro, di cui 8.303 migliaia di Euro relativi alle Continuing operation e 1.450
migliaia di Euro alle Discontinued operation.
Alla data del 31 dicembre 2014 la Capogruppo aveva in essere con Unicredit Factoring
S.p.A. operazioni di cessione di crediti pro-soluto perfezionate nel rispetto della legge n.
52/91 e degli artt. 1260 e ss. del c.c. per un valore nominale di 408 migliaia di Euro (2.658
migliaia al 31 dicembre 2013). Le suddette operazioni non hanno comportato la
cancellazione di crediti commerciali in quanto la clausola pro-soluto contrattualizzata non
rispetta i criteri di "derecognition" previsti dallo IAS 39.
Nel corso dell'esercizio sono state poste in essere operazioni di cessione di crediti pro
soluto perfezionate nel rispetto della legge n. 52/91 e degli artt. 1260 e ss. del c.c.,
prevalentemente verso alcuni importanti clienti appartenenti al canale Grande Distribuzione
Organizzata, per complessivi
nominali nel 2013).
5.793 migliaia di Euro nominali (6.122 migliaia di Euro
Alla data del 31 dicembre 2014 la Capogruppo ha altresì in essere operazioni di cessione di
crediti pro-solvendo per un valore nominale di 2.399 migliaia di Euro (3.235 migliaia di Euro
al 31 dicembre 2013). Nel corso dell'esercizio sono stati ceduti crediti per un controvalore
pari a 4.416 migliaia di Euro (4.811 migliaia di Euro nominali nel 2013).
Anche la Mascioni S.p.A., al 31 dicembre 2014, aveva in essere un'operazione di anticipo
da banche estere in applicazione del contratto di agenzia di pagamento "confirming" per
circa 4,3 milioni di Euro (3,4 milioni di Euro al 31 dicembre 2013).

Le suddette operazioni non hanno comportato la cancellazione di crediti commerciali in quanto la clausola pro-soluto contrattualizzata non rispetta i criteri di "derecognition" previsti dallo IAS 39.

I crediti commerciali non correnti comprendono quelli verso Descamps S.A.S.(interamente svalutato alla luce della proposta di riaggiornamento del piano pervenuta successivamente alla chiusura dell'esercizio e da sottoporre all'approvazione del ceto creditorio), e quelli verso un cliente affiliato della Capogruppo con cui è stato sottoscritto un accordo di ristrutturazione del credito commerciale (valore netto 538 migliaia di Euro).

Il rischio della recuperabilità del credito verso Descamps S.A.S. è legato al rischio di insolvenza della stessa non essendo l'incasso dei crediti garantito.

In data 20 novembre 2012, la Capogruppo ha sottoscritto con un affiliato una scrittura privata notarile con la quale il cliente, riconoscendo il debito, si è impegnato ad adempiere regolarmente al pagamento delle obbligazioni nascenti oltre a quelle connesse al rientro del debito esistente alla data. Il debito oggetto di ristrutturazione è fruttifero di interessi. A garanzia dell'adempimento delle obbligazioni patrimoniali di cui alla scrittura privata, l'affiliato ha riconosciuto alla Capogruppo il diritto di opzione sulla vendita di tutti i punti vendita dallo stesso gestiti e ha costituito ipoteca volontaria su alcuni immobili.Tale ristrutturazione del credito ha comportato l'iscrizione del credito commerciale tra le partite non correnti. Nel corso dell'esercizio 2013 l'affiliato ha onorato regolarmente le nuove scadenze e ha adempiuto al pagamento della rata prevista nel piano di rimborso.

Si segnala infine che la ripartizione per area geografica, la suddivisione per tipologia di clientela e le informazioni relative all'anzianità dei crediti sono riportate nella Nota 7.2.1.

Di seguito la movimentazione del fondo svalutazione crediti verso clienti:

(in migliaia di Euro) 31.12.2014
Continuig
operation
31.12.2014
Discontinued
operation
Elisioni 31.12.2014
Totale
Saldo al 31.12.2013 6.251 1.147 7.398
Accantonamento dell'esercizio 2014 2.403 1.300 3.703
Utilizzi dell'esercizio 2014 (1.738) (370) (2.108)
Rilascio dell'esercizio 2014 (197) (197)
Differenze da conversione 3 3
Saldo al 31.12.2014 6.722 2.077 - 8.799
Nota 14
CREDITI
FINANZIARI
31.12.2014
Continuig
31.12.2014
Discontinued
Elisione crediti 31.12.2014
Totale
31.12.2013
(in migliaia di euro) operation operation
Corrente
Crediti per finanziamenti a società collegate
Crediti per finanziamenti verso terzi
498
5
-
50
-
-
498
55
436
5
Cred. per fin. v.so Discontinued operation 1.963
2.466
-
50
(1.963)
(1.963)
-
553
441
Non corrente
Crediti per finanziamenti a società collegate - - - - -
Totale 2.466 50 (1.963) 553 441
Con riferimento alle Discontinued operation, l'importo di 50 migliaia di Euro, iscritto tra i
crediti per finanziamenti verso terzi, è relativo alla quota versata dalla controllata Mascioni
S.p.A. alla società Interfidicom S.Con. S.r.l
Relativamente alle Continuing operation si segnala quanto segue.
Nel corso del 2013 la Descamps S.A.S. ha rimborsato anticipatamente il finanziamento
fruttifero di un milione di Euro concesso alla allora collegata francese in data 9 febbraio
2011 per cui era stato concordato il rimborso in un'unica soluzione nel mese di febbraio
2016, rimane ancora in essere un credito per interessi per un valore di circa 5 migliaia di
Euro.
La voce "Crediti per finanziamenti correnti" verso società collegate, interamente imputabile
alle Continuing operation, pari a 498 migliaia di Euro, è costituita dal credito vantato dalla
Capogruppo nei confronti della collegata Intesa S.r.l. per un finanziamento concesso a
fronte di cessioni pro-solvendo di crediti commerciali acquisiti al fine di poterli negoziare
sulle proprie linee di credito autoliquidanti non disponendo la collegata di sufficienti linee di
credito.
Le operazioni sono avvenute a normali condizioni di mercato.
Intesa S.r.l. intrattiene da molto tempo rapporti commerciali con i clienti ceduti e resta
responsabile per le eventuali insolvenze di questi ultimi. Il rischio connesso a tale
operazione è quindi legato alla solvibilità di Intesa S.r.l
Nota 15 Gli "Altri crediti" ammontano complessivamente a 4.865 migliaia di Euro in diminuzione di
ALTRI CREDITI 1.737 migliaia di Euro rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente (di cui 1.412
migliaia di Euro relativi alle Continuing operation e 325 migliaia di Euro per le Discontinued
operation).
31.12.2014 31.12.2014
Continuig
operation
Discontinued
operation
31.12.2014
Totale
31.12.2013
(in migliaia di euro)
Corrente
Non corrente
3.172
466
502
725
3.674
1.191
4.490
2.112
3.638 1.227 4.865 6.602
(in migliaia di euro) 31.12.2014
Continuig
operation
31.12.2014
Discontinued
operation
31.12.2014
Totale
31.12.2013
Corrente
Anticipi a fornitori 596 122 718 1.441
Inps 1.340 1.340 255
IVA 444 188 632 1.597
Altri 792
3.172
192
502
984
3.674
1.197
4.490
Non corrente
Depositi cauzionali 369 91 460 504
Piani a benefici definiti a credito (TFR) - 250 250 250
Depositi a garanzia contratti locaz. negozi - - 575
Certificati verdi - 359 359 615
Altri 97 25 122 168
466 725 1.191 2.112
Totale 3.638 1.227 4.865 6.602
operation, per 723 migliaia di Euro e dell'IVA a credito per 965 migliaia di Euro, nonchè
della voce "Altri" per 213 migliaia di Euro, compensate parzialmente dall'incremento dei
crediti verso Inps pari a 1.085 migliaia di Euro essenzialmente maturato dalla Capogruppo
(Continuing operation) per effetto dell'anticipo della cassa integrazione guadagni da parte
della Società.
La parte corrente della voce "Altri" include principalmente crediti per ritenute d'acconto su
dividendi esteri per 132 migliaia di Euro
e ratei e risconti attivi correnti (per premi
assicurativi e canoni di locazione) per complessivi 295 migliaia di Euro.
La riduzione della quota non corrente è imputabile all'azzeramento dei depositi a garanzia
dei contratti di locazione (in capo alle Continuing operation), nonché al parziale incasso dei
certificati ve rdi rilevato dalla partecipata Mascioni S.p.A. (Discontinued operation).
Nota 16
IMMOBILI,
IMPIANTI E
MACCHINARI
La composizione della voce "Immobili, impianti e macchinari" e dei relativi ammortamenti
accumulati al 31 dicembre 2014 e 2013 è la seguente:
Valori lordi
(in migliaia di Euro)
Fondo
ammortamento
31.12.2014
Valori netti
Continuing
Valori netti
Discontinued
Valori netti
31.12.2013
Valori netti
operation operation
Terreni
22.449
- 22.449 10.499 32.948
35.164
Fabbricati
44.241
Impianti e macchinari
33.815
34.263
32.296
9.978
1.519
4.066
4.438
14.044
15.503
5.957
6.776
Attrezzature 243
243
- 37 37
39
Altri beni
15.989
13.233 2.756 108 2.864
3.311
Migliorie su beni di terzi
Immobilizzazioni in corso e acconti
5.697
4.500
46
-
1.197
46
67 1.197
1.592
113
303
122.480 84.535 37.945 19.215 57.160
62.688
(in migliaia di Euro) Valori lordi 31.12.2014
Fondo
ammortamento
Valori netti
Continuing
operation
Valori netti
Discontinued
operation
Valori netti
Fabbricati 1.978 1.280 698 464 1.162
Impianti e macchinario
Altri beni
2.054
-
2.054
-
-
-
4.032 3.334 698 464 1.162
Si segnala, per i fabbricati e gli impianti e macchinari, che non vi sono significativi impatti
sulle passività finanziarie derivanti dall'applicazione della metodologia finanziaria in quanto i
suddetti beni sono stati riscattati negli anni passati.
Si fornisce inoltre qui di seguito l'analisi dei movimenti delle immobilizzazioni e degli
ammortamenti accumulati intervenuti nel corso dell'esercizio:
(in migliaia di Euro) Valore lordo Ammortamenti
accumulati e
svalutazioni
Valore netto
Saldi all'01.01.2013 273.018 209.753
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2013:
per acquisti 4.414 -
per acconti 114 -
per ammortamenti - 4.843
per svalutazioni - 27
per vendite ed eliminazioni (5.308) (5.160)
per riclassifiche
per differenze di conversione e altre minori
-
(106)
-
(19)
Saldi al 31.12.2013 272.132 209.444
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2014: 3.834 -
per acquisti -
per acconti (142)
per ammortamenti - 4.846
per svalutazioni (604) 1.730
per vendite ed eliminazioni (6.158) (4.081)
per riclassifiche - -
per differenze di conversione e altre minori 37 -
Saldi al 31.12.2014 269.099 211.939
Riclassifica a Discontinued operation (146.619) (127.404)

Si riporta di seguito il dettaglio delle movimentazioni intervenute nel corso del 2014 suddivise tra Continuing operation e Discontinued operation:

Continuing
operation
Discontinued
operation
Totale
per acquisti 2.293 1.541 3.834
per acconti - (142) (142)
per ammortamenti (2.821) (2.025) (4.846)
per svalutazioni (2.084) (250) (2.334)
per vendite ed eliminazioni (2.077) - (2.077)
per riclassifiche - - -
per differenze di conversione e altre minori 37 - 37

Variazioni Continuing operation

Gli acquisti dell'esercizio, pari ad 2.293 migliaia di Euro, comprendono 144 migliaia di Euro per il rinnovo e l'ammodernamento degli impianti nei principali stabilimenti della Capogruppo e 1.908 migliaia di Euro per l'allestimento e l'ammodernamento dei punti di vendita.

La voce "vendite ed eliminazioni" si riferisce principalmente alla cessione parziale, effettuata dalla Capogruppo, del plesso immobiliare sito in Urago d'Oglio (BS), la cui attività è cessata lo scorso anno, per un valore di libro pari a 4.957 migliaia di Euro ammortizzato per 2.967 migliaia di Euro determinando una plusvalenza di circa 95 migliaia di Euro.

Durante l'esercizio si è provveduto alla demolizione di impianti, macchinari e attrezzature non più utilizzati nei vari stabilimenti della Capogruppo, nonché di altri beni e impianti di alcuni negozi di cui si è proceduto alla chiusura da parte della Capogruppo e della controllata Basitalia S.r.l..

Nel mese di dicembre è stata registrata una svalutazione di 692 migliaia di Euro relativa alle migliorie su immobili di terzi inerenti i punti vendita della filiale Zucchi do Brasil avendo valutato una graduale dismissione degli stessi alla luce delle nuove scelte gestionali.

Nell'ambito dell'applicazione dello IAS 36 la Capogruppo ha adeguato al fair value il valore dei terreni. Inoltre, l'applicazione dello IAS 36 ha determinato un adeguamento dei valori delle immobilizzazioni materiali comportando una svalutazione di 889 migliaia di Euro dei fabbricati e di 503 migliaia di Euro i mobili e arredi, relativi ad alcuni negozi per i quali è stata programmata la chiusura nel corso dell'esercizio 2015.

Variazioni Discontinued operation

Gli acquisti dell'esercizio, pari a 1.541 migliaia di Euro, comprendono migliorie effettuate sui fabbricati per 28 migliaia di Euro e 1.489 migliaia di Euro per il rinnovo e l'ammodernamento degli impianti, tra cui l'acquisto di una nuova macchina per stampa digitale.

Nel mese di dicembre, nell'ambito dell'applicazione dello IAS 16, la controllata Mascioni S.p.A. ha adeguato al fair value il valore degli impianti registrando una svalutazione di 250 migliaia di Euro.

Valutazione aree in dismissione

Si segnala che le aree di Casorezzo, Isca Pantanelle e Notaresco sono considerate in dismissione, ma non classificate tra le attività correnti destinate alla vendita non essendosi verificate tutte le condizioni previste dall'IFRS 5. La valutazione delle suddette aree,

ottenuta da un terzo indipendente, alla data del 31 dicembre 2014 ammonta a: ß Casorezzo: valutazione totale dell'area 16,4 milioni di Euro; ß Isca Pantanelle: valutazione totale dell'area 1,6 milioni di Euro; ß Notaresco: valutazione totale dell'area 5,3 milioni di Euro. Il fair value delle singole unità immobiliari sopra esposte è pari all'ammontare stimato a cui una proprietà dovrebbe essere ceduta e acquistata, alla data della valutazione, da un venditore e da un acquirente entrambi interessati alla transazione, a condizioni concorrenziali, dopo un'adeguata commercializzazione in cui le parti abbiano agito in modo informato. Le valutazioni hanno considerato i beni nella destinazione d'uso alla data di riferimento della stima ed hanno tenuto conto dei costi di cessione. Valutazione terreni I terreni sono stati valutati al costo rideterminato corrispondente al fair value alla data della transizione agli IFRS (1° gennaio 2004), a seguito di perizia di periti esperti indipendenti, redatta in conformità agli Standard Internazionali di valutazione; la rivalutazione è stata effettuata sulla base dei valori di mercato. L'importo della rivalutazione alla data di transizione agli IFRS (46,3 milioni di Euro), al netto delle imposte differite (14,5 milioni di Euro), è stato allocato a patrimonio netto. Il valore residuo ad oggi della rivalutazione, diminuito a seguito di dismissioni realizzate dal 2004 ad oggi, è pari ad 23,3 milioni di Euro (di cui 10,5 milioni di Euro relativi alle aree di Casorezzo, Isca Pantanelle e Notaresco) e le relative imposte differite ammontano ad 7,5 milioni di Euro. Trattandosi di terreni, il valore di mercato è stato determinato facendo riferimento alla destinazione urbanistica del suolo ed alle potenzialità edificatorie previste dagli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti (approvati o adottati). Laddove ritenuto opportuno sono stati applicati fattori correttivi per tener conto delle caratteristiche intrinseche ed estrinseche ai singoli lotti di terreno. Ai fini della redazione del bilancio al 31 dicembre 2014, stante la persistente crisi economico-finanziaria che ha caratterizzato l'economia mondiale, è stato richiesto al perito indipendente, seppur non fosse trascorso un triennio dall'ultima valutazione ottenuta degli stessi, una verifica dei valori che ha confermato la congruità dei valori iscritti in bilancio (fatto salvo l'adeguamento intervenuto sulla parte residua dell'immobile di Urago d'Oglio). Valutazione fabbricati e impianti generici Per quanto concerne il valore dei fabbricati iscritto, ad eccezione di quello relativo ai fabbricati non più strumentali (per i quali sono state ottenute specifiche perizie come già sopra descritto), è stata richiesta una perizia ad un terzo indipendente volta a stimare il valore corrente di utilizzo attribuibile ai fabbricati e agli impianti generici dei complessi immobiliari siti in Cuggiono, Rescaldina e Cuvio. Tali perizie hanno evidenziato valori notevolmente superiori di quelli iscritti in bilancio. Valutazioni impianti, macchinari e altri beni – assunzioni utilizzate Il parco impianti e macchinari e quello delle attrezzature comprendono cespiti contabilmente già totalmente ammortizzati, ma ancora impiegati nella produzione essendo la loro capacità produttiva superiore alla vita contabile. Vincenzo Zucchi S.p.A. Valutata la natura degli asset della Società, in prevalenza generica, e il loro attuale utilizzo operativo, constatata la sussistenza di diverse metodologie di calcolo del fair value che ben sembrano adattarsi alla valutazione dei predetti assets, si è ritenuto di recepire la metodologia e i valori contenuti nella perizia di stima del fair value delle immobilizzazioni tecniche redatta dal perito professionalmente qualificato incaricato dalla Vincenzo Zucchi S.p.A., ossia da Praxi S.p.A., per la determinazione del recoverable amount delle

immobilizzazioni tecniche ai fini del giudizio di impairment prevista dallo IAS 36 nella prospettiva del bilancio separato della Vincenzo Zucchi S.p.A.. In particolare per la stima degli asset in oggetto Praxi S.p.A. si è avvalsa:

  • del metodo comparativo, attraverso il quale il valore di un bene è stimato per comparazione con altri beni analoghi (per tipologia, caratteristiche e destinazione d'uso) di cui è noto il valore. Il metodo comparativo è utilizzabile laddove sia presente un numero sufficiente di valori di riferimento. Per la determinazione del valore finale dell'asset, quindi, il perito ha svolto le seguenti attività: (i) individuazione dei comparable, (ii) comparazione, (iii) apprezzamento/deprezzamento dell'asset rispetto ai comparable, in funzione delle sue caratteristiche specifiche e (iv) calcolo del valore finale;
  • del metodo del costo, attraverso il quale il valore di un bene, chiamato dal perito "Valore Corrente di Utilizzo" è stimato partendo dal suo costo di ricostruzione a nuovo da cui sono poi sottratti gli eventuali deprezzamenti imputabili a passività che gravano sul bene stesso (eccesso di investimento, usura fisica, inadeguatezza tecnologica, obsolescenza funzionale). Il metodo del costo è utilizzato per la valutazione di beni che presentano specificità tali da non consentire un confronto diretto con altri beni.

Praxi S.p.A. ha stimato il fair value, al netto dei costi di vendita, degli impianti, macchinari e degli altri beni applicando il metodo comparativo; quello del costo per gli impianti e macchinari non standard e installati in opera.

Il recoverable amount delle immobilizzazioni tecniche (esclusi i fabbricati e i terreni) è stato assunto pari al fair value e risulta pari a 32.173 migliaia di Euro a fronte di un valore di libro pari 14.465 migliaia di Euro.

Discontinued operation (Mascioni S.p.A. e sua controllata)

Nonostante, fino ai primi anni duemila, la Mascioni S.p.A. abbia conosciuto un continuo sviluppo di business e di prodotto, tradottosi nella crescita anche dimensionale dell'impresa, oggi versa nell'obiettiva impossibilità di far fronte con assoluta regolarità alle proprie obbligazioni, non disponendo della liquidità necessaria per estinguere tutti i propri debiti alle scadenze pattuite.

Questa situazione, certamente sussumibile nella nozione di stato di crisi, costituisce il corollario di una pluralità di fattori, in larga misura ravvisabili nell'andamento – negli ultimi anni di segno marcatamente negativo – del mercato di riferimento: anche a causa della generalizzata e prolungata recessione; infatti, il settore tessile ha patito rilevanti contrazioni, che si sono tradotte, quanto alla Mascioni S.p.A., nella progressiva perdita di redditività, anche a causa dell'obiettiva difficoltà di affrontare l'eccezionalità della congiuntura mediante rimedi endogeni (tenuto conto, inter alia, della relativa incomprimibilità della maggior parte dei costi fissi).

Di qui l'instaurazione di una trattativa con i principali creditori finalizzata alla ristrutturazione dell'indebitamento, da espletarsi mediante l'elaborazione di una manovra finanziaria che, unitamente all'individuazione di nuove linee strategiche sotto il profilo industriale, consenta di salvaguardare la continuità aziendale (diretta o, quantomeno, indiretta), la quale costituisce la migliore tutela dell'integrità e del valore del patrimonio sociale e, pertanto, sia pure in via mediata, delle aspettative di soddisfacimento del ceto creditorio.

Tenuto conto della situazione economica-finanziaria e dell'incapacità attuale di generare flussi di cassa (dalla gestione operativa) autonomi da parte della controllata Mascioni S.p.A., si è proceduto alla valutazione dei cespiti della partecipata facendo riferimento all'ottica "esterna", quella cioè di un generico investitore per il quale l'attività da stimare vale nella misura in cui essa può essere scambiata nel mercato ad un determinato prezzo.

Altre informazioni
Non vi sono ipoteche o altri gravami iscritti sulle attività materiali del Gruppo.
L'accordo di ristrutturazione sottoscritto in data 21 marzo 2013, ai sensi dell'articolo 182-bis
L.F., contiene, fra gli altri, restrizioni alla cessione degli immobili nonché alla costituzione di
vincoli sugli stessi.
Si evidenzia che il valore degli ordini emessi per l'acquisto di immobilizzazioni materiali alla
data di bilancio era di importo non rilevante.
Nota 17
INVESTIMENTI
IMMOBILIARI
Gli investimenti immobiliari, interamente riferibili, alla data del 31 dicembre 2014, alle
Discontinued operation, comprendono terreni e fabbricati detenuti per conseguirne una
plusvalenza al momento della loro alienazione.
Gli investimenti immobiliari sono iscritti al costo storico, eventualmente rettificato per
riconoscere perdite di valore, che è rappresentativo del fair value alla data di bilancio.
Valori lordi
(in migliaia di Euro)
31.12.2014
Valori netti
Fondo
Continuing
deprezzamento
operation
Valori netti
Discontinued
Valori netti
operation
31.12.2013
Valori netti
Fabbricati civili - 104 104
104
Nel corso del 2014 la voce, per quanto riguarda le Continuing operation, ha registrato un
decremento per un valore lordo di 55 migliaia di Euro completamente ammortizzati a
seguito della cessione da parte della Capogruppo, avvenuta in data 7 ottobre 2014, dei due
box siti in Milano, non più funzionali all'attività. L'operazione ha determinato un effetto
economico positivo e di cassa pari a circa 85 migliaia di Euro.
Ammortamenti
Valore lordo
Valore netto
accumulati
(in migliaia di Euro)
Saldi all'01.01.2013 496 392 104
Incrementi (decrementi) esercizio 2013
Riclassifiche dell'esercizio 2013
(210)
-
(210)
-
-
-
Saldi al 31.12.2013 286 182 104
Incrementi (decrementi) esercizio 2014 (55) (55) -
Riclassifiche dell'esercizio 2014 - - -
Saldi al 31.12.2014 231 127 104
Riclassifica a Discontinued operation (231) (127) (104)
Saldi Continuing operation al 31.12.2014 - - -
In questa voce rimane classificato, per le sole Discontinued operation, un immobile della
controllata Mascioni S.p.A. adiacente al sito produttivo adibito ad uso foresteria per un
valore netto di 104 migliaia di Euro.
Si evidenzia che nel 2014 non sono stati registrati ricavi per canoni e costi operativi
relativamente agli investimenti immobiliare di cui sopra.
Nota 18
ATTIVITA'
IMMATERIALI
La composizione delle attività immateriali e dei relativi ammortamenti accumulati al 31
dicembre 2014 e 2013 è la seguente:
31.12.2014 31.12.2013
(in migliaia di Euro) Valori lordi Valori netti
Fondo
deprezzamento
operation
Valori netti
Continuing
Discontinued
operation
Valori netti
Totale
Valori netti
Diritti di brevetto industriale e diritti di
utilizzazione di opere dell'ingegno
Concessioni, licenze, marchi
824
190
454
76
370
15
114
385
114
300
132
Avviamenti commerciali
Immobilizzazioni in corso e acconti
-
63
-
-
-
63
-
63
-
122
Altre 1.724 1.342 382 382 1.444
2.801 1.872 929
15
944 1.998
I "Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno"
comprendono in prevalenza acquisti di software per elaboratori elettronici. La loro
iscrizione avviene al costo storico che viene ammortizzato sulla base della vita utile,
definita mediamente in cinque anni.
Nella voce "Altre" sono compresi gli importi pagati per l'acquisizione dei diritti di ingresso
degli esercizi di vendita, aventi durata predefinita; detti importi sono quindi ammortizzati in
base alla durata del contratto e svalutati in caso di perdite di valore.
Si fornisce inoltre qui di seguito l'analisi dei movimenti delle immobilizzazioni e degli
ammortamenti accumulati intervenuti nel corso dell'esercizio:
(in migliaia di Euro) Valore lordo Ammortamenti
accumulati e
svalutazioni
Valore netto
Saldi all'01.01.2013 18.945 17.968 977
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2013:
per acquisti 1.584 - 1.584
per ammortamenti - 463 (463)
per vendite ed eliminazioni
per svalutazione
(16.997)
-
(16.997)
-
-
-
per riclassifiche - - -
per differenze di conversione e altre minori (116) (16) (100)
Saldi al 31.12.2013 3.416 1.418 1.998
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2014:
per acquisti
126 - 126
per ammortamenti - 477 (477)
per vendite ed eliminazioni (729) (729) -
per svalutazione - 742 (742)
per riclassifiche - - -
per differenze di conversione e altre minori 11 (28) 39
Saldi al 31.12.2014 2.824 1.880 944
Riclassifica a Discontinued operation (23) (8) (15)
Saldi Continuing operation al 31.12.2014 2.801 1.872 929
Gli acquisti dell'esercizio, pari a 126 migliaia di Euro (di cui 18 migliaia di Euro relativi alle
Discontinued operation), si riferiscono
principalmente all'acquisto un software per
l'unificazione gestionale delle rete negozi della Capogruppo.
Nel mese di dicembre è stata registrata una svalutazione pari a 742
migliaia di Euro
(interamente riferita alle
Continuing operation)
relativa
per 640 migliaia di Euro
agli
avviamenti commerciali, a vita utile definita, inerenti i punti vendita della filiale Zucchi do
Brasil, avendo valutato una graduale dismissione degli stessi alla luce delle nuove scelte
gestionali, e per 102 migliaia di Euro alle migliorie su immobili di terzi inerenti alcuni negozi
della Capogruppo per i quali è stata programmata la chiusura.
Si evidenzia che alla data di redazione del bilancio non esistono rilevanti ordini emessi per
l'acquisto di immobilizzazioni immateriali.
Nota 19
PARTECIPAZIONI
IN IMPRESE
COLLEGATE
CONTABILIZZAT
La voce partecipazioni pari a 121 migliaia di Euro (597 migliaia di Euro nel 2013) è così
composta:
E CON IL
METODO DEL
31.12.2014
31.12.2014
31.12.2014
PATRIMONIO
NETTO ED
Continuing
Discontinued
31.12.2013
Totale
operation
operation
(in migliaia di euro)
ALTRE
PARTECIPAZIONI
Partecipazioni in imprese collegate
576
Partecipazioni in altre imprese
114
7
121
21
Totale
114
7
121
597
Nel corso del 2014 la Capogruppo ha acquisito una partecipazione nella società Interfidicom
S.Con. S.r.l. pari a 100 migliaia di Euro.
Partecipazioni in
imprese collegate
Di seguito si riporta il dettaglio delle partecipazioni e l'analisi sulle variazioni intervenute nel
corso del 2014.
31.12.2013
31.12.2014
Altri incrementi
Quota utili (perdite)
(decrementi)
% di
% di
Valori
Valori
(in migliaia di Euro)
Welspun Zucchi Textiles Private Ltd
50,0
576
10
(586)
-
(India)
-
Intesa S.r.l.
24,5
-
-
-
-
24,5
576
-
-
10
(586)
In data 11 ottobre 2014 è stato formalizzata la cessione della partecipazione nel capitale
della Welspun Zucchi Textile Limited per un valore di 661 migliaia di Euro registrando una
plusvalenza pari a 23 migliaia di Euro.
Si segnala inoltre che le partecipazioni detenute nelle società collegate sono iscritte con il
metodo del patrimonio netto. Si evidenzia infine che non esistono passività potenziali che
sorgono a causa di responsabilità solidale della partecipante per tutte o parte delle
passività delle collegate sopra indicate.
Una sintesi dell'informazione finanziaria delle collegate è riportata nella Nota 45 del bilancio
separato della Capogruppo.
Nota 20
ATTIVITA' PER
IMPOSTE
DIFFERITE
Le attività per imposte differite e le passività per imposte differite sono compensate
quando esiste un diritto legale a compensare attività e passività fiscali correnti e quando le
imposte differite si riferiscono alla medesima giurisdizione fiscale.
Il Gruppo ha rilevato imposte differite attive conseguenti a differenze temporali che si
riverseranno negli esercizi futuri; tali attività per imposte differite sono state iscritte
considerando i redditi imponibili futuri eccedenti gli imponibili derivanti dall'annullamento di
differenze temporanee imponibili esistenti.
Per quanto concerne la composizione della voce in esame e la sua movimentazione si
rinvia a quanto esposto alla
differite".
Nota 25 a commento della voce "Passività per imposte
Nota 21
DISCONTINUED
OPERATION
Il bilancio 2014 fornisce la rappresentazione, sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5, della
cessione del 100% delle quote di partecipazione al capitale della Mascioni S.p.A., avvenuta
in data 2 ottobre 2015.
L'operazione consiste nella cessione per cassa del 100% della partecipazione detenuta
dalla Capogruppo nel capitale della controllata Mascioni S.p.A. al fondo di restructuring PHI
Fund II F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management
Partners, SGECR, S.A.,
per un importo complessivo di 150 mila Euro,
interamente pagato.
Di seguito è rappresentato il risultato delle Discontinued operation:
che è stato
(in migliaia di euro)
Risultato d'esercizio delle Discontinued operation (Segmento operativo
Mascioni e Filiali)
Minore realizzo di Discontinued operation
Risultato delle Discontinued operation
Risultato delle Discontinued di pertinenza del Gruppo
Risultato delle Discontinued di pertinenza di terzi
Il minor realizzo indicato nella tabella si riferisce alla minusvalenza derivante dalla cessione
della quota di maggioranza del gruppo Mascioni.
31.12.2014
31.12.2013
(4.003)
(4.900)
(14.684)
(18.687)
(4.900)
(13.389)
(3.511)
(5.298)
(1.389)
Di seguito viene rappresentato l'effetto sul patrimonio netto ottenuto dalla cessione di cui
sopra.
(in migliaia di euro)
Patrimonio netto Gruppo Mascioni al 31 dicembre 2014
Rettifiche di consolidamento realizzate a seguito cessione
13.805
860
Minor realizzo di Discontinued operation (14.684)
Prezzo di cessione (inclusi gli oneri accessori non ancora spesati) (19)
Il corrispettivo della cessione e il relativo utilizzo sono sintetizzati nella tabella che segue:
(in migliaia di euro)
Prezzo di cessione 150
di cui:
Importo incassato nel mese di ottobre 2015
Succes fee advisor industriale
150
(100)
Oneri accessori (69)
Liquidità residua dalla cessione (19)
Il risultato economico delle attività destinate alla cessione è meglio rappresentato alla Nota
41.
Le Attività e le Passività illustrate tra le Discontinued operation al 31 dicembre 2014 si
riferiscono alle attività e alle passività detenute dalla Business Unit Mascioni e Filiali.
Le Discontinued operation recepiscono l'adeguamento del valore derivante dalla cessione
della quota di partecipazione in Mascioni S.p.A., avvenuta in data 2 ottobre 2015 in quanto,
alla data di redazione del bilancio 2014, la Capogruppo ed il nuovo investitore di Mascioni
(PHI Asset Management) erano pervenuti ad una valutazione concorde e vincolante delle
attività e delle passività oggetto della cessione stessa.
Nella presente Nota viene fornito il dettaglio analitico del contenuto delle voci relative alle
Discontinued operation così come presentato nella Situazione patrimoniale-finanziaria.
Da un punto di vista metodologico si precisa che, con riferimento alla rappresentazione
delle Discontinued operation prevista dall'IFRS 5, le stesse sono incluse nell'area di
consolidamento del Gruppo al 31 dicembre 2014 e, pertanto, i saldi complessivi relativi
all'intero
Gruppo
sono
determinati
operando
le
dovute
elisioni
delle
transazioni
economiche e finanziarie avvenute tra le Continuing e le Discontinued operation. Più in
dettaglio si è operato nel seguente modo:
ß
le singole voci di conto economico relative alle Continuing operation e le singole voci
di dettaglio dell'utile/(perdita) netta delle Discontinued operation riportate nel presente
bilancio sono presentate senza tenere conto dell'elisioni delle transazioni infragruppo
avvenute tra le due operation, mentre la voce utile/(perdita) dell'esercizio comprende
gli effetti complessivi dell'elisione di tali transazioni. Gli effetti delle elisioni sulle singole
voci di conto economico sono presentati nelle note di commento;
ß
a livello patrimoniale-finanziario, il consolidamento delle Continuing e delle Discontinued
Operation implica, così
infragruppo avvenute tra loro, in modo che gli ammontari iscritti alle Continuing
come descritto in precedenza, l'elisione delle transazioni
transazioni con soggetti esterni rispetto al Gruppo
consegue che tali saldi potrebbero, non essere rappresentativi della situazione
patrimoniale-finanziaria del Gruppo post cessione;
Zucchi
nel suo
Operation e alle Discontinued Operation rappresentino i saldi attivi e passivi risultanti da
complesso. Ne
con riferimento al rendiconto finanziario, tutti i flussi di cassa relativi alle Discontinued
ß
Operation sono stati rappresentati in apposite voci relative alle operazioni dell'esercizio,
alle attività di investimento e alle attività di finanziamento del Rendiconto finanziario.
Note 31.12.2014 di cui parti
correlate (Nota
31.12.2013 di cui parti
correlate *
(in migliaia di euro)
Attivo corrente
n.43)*
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
9 235
-
582
-
Altre attività finanziarie - -
Attività per derivati - -
Crediti commerciali 13 17.187 5.134 16.783
Crediti finanziari 50 100
Altri crediti 15 502 573
Crediti per imposte correnti 1 72
Rimanenze 12 8.152 8.979
Totale attivo corrente 26.127 5.134 27.089
Attivo non corrente
Immobili, impianti e macchinari 16 19.215 20.091
Investimenti immobiliari 104 104
Attività immateriali 18 15 5
Altre attività finanziarie - -
Partecipazioni contab. con il metodo del P.N.ed altre 7 7
Crediti commerciali 59 -
Crediti finanziari - -
Altri crediti 15 725 1.104
Totale attivo non corrente 20.125 - 21.311
41 (14.684)
Rettifica per minor valore dell'attivo
Debiti verso banche
Debiti verso altri finanziatori
Fondi rischi ed oneri
Benefici ai dipendenti
22
26
27
-
-
-
3.593
-
-
-
3.294
Totale passivo corrente
Passivo non corrente
25.087 2.749 23.171 1.041
Benefici ai dipendenti 335 309
Fondi rischi ed oneri 26 84 496
Debiti per imposte correnti 123 -
Debiti finanziari 1.963 1.963 769 769
Debiti commerciali e altri debiti 23 15.752 786 14.385 272
Passività per derivati - -
Debiti correnti verso banche
Debiti verso altri finanziatori
22
22
4.324
2.506
3.772
3.440
Passivo corrente
(in migliaia di euro) Note 31.12.2014 di cui parti
correlate (Nota
n.43)*
31.12.2013 di cui parti
correlate*

*Ai sensi della delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006. Si segnala che gli importi indicati nella tabella sopra si riferiscono ai rapporti in essere verso le Continuing operation.

Le attività e le passività delle Discontinued Operation, relative all'esercizio 2013, sono state riclassificate al fine di consentire il confronto con l'esercizio 2014.

I valori esposti includono i crediti e i debiti relativi a quelle operazioni intercorse tra le Continuing Operation e il segmento operativo "Mascioni e Filiali" che, nel bilancio consolidato annuale al 31 dicembre 2013, erano stati eliminati quali transazioni infragruppo.

Il dettaglio delle principali grandezze patrimoniali delle Discontinued operation è riportato nelle note di riferimento sopra indicate cui si rinvia.

Il dettaglio delle attività e passività per settore di attività è riportato alla Nota 8 "Informativa per settori operativi".

I flussi di cassa relativi alle Discontinued operation sono rappresentati nel Rendiconto finanziario consolidato.

Sezione
C2
-
NOTE
AL
PROSPETTO
FINANZIARIA CONSOLIDATA PASSIVA
DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE
Nota 22
DEBITI VERSO
BANCHE E ALTRI
FINANZIATORI
(in migliaia di euro)
Corrente
31.12.2014
Continuig
operation
31.12.2014
Discontinued
operation
31.12.2014
Totale
31.12.2013
Debiti verso banche
Debiti verso altri finanziatori
96.266
1.040
97.306
4.324
2.506
6.830
100.590
3.546
104.136
68.582
6.458
75.040
Non corrente
Debiti verso banche
Debiti verso altri finanziatori
- - - 28.725
Totale -
97.306
-
6.830
-
104.136
28.725
103.765
Debiti verso banche
In data 21 marzo 2013, la Capogruppo con il pool di banche finanziatrici (Unicredit S.p.A.,
Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca di Legnano S.p.A., Banca Popolare di Bergamo S.p.A.,
Banco Popolare S.c. e Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.) ed Unicredit Factoring S.p.A.,
ha firmato un accordo di ristrutturazione del debito bancario della società che prevede:

un aumento di capitale sociale a pagamento
ordinarie da offrire in opzione a favore di tutti i soci, dell'importo complessivo di 20
milioni di Euro (perfezionatosi nel mese di dicembre 2013);

la conferma delle linee a breve termine (per cassa e autoliquidanti) per il finanziamento
del capitale circolante netto per un ammontare complessivo massimo di 87 milioni di
Euro, con facoltà di utilizzo per gli esercizi 2013 e 2014 di una maggiore linea di cassa
nell'ambito dell'affidamento complessivo;

una riduzione dell'esposizione a medio/lungo termine (pari a circa 42,6 milioni di Euro)
di circa 15 milioni di Euro, attraverso la sottoscrizione di azioni ordinarie da parte delle
banche finanziatrice ad prezzo unitario pari a tre volte il prezzo al quale sono state
emesse e sottoscritte le azioni rivenienti dall'aumento di capitale in opzione; il residuo
importo del debito a medio/lungo termine pari a circa 27,6 milioni di
rimborsato mediante utilizzo degli incassi realizzati dal piano di dismissione degli
immobili entro il 31 dicembre 2017;

la revisione annuale dei parametri finanziari cui assoggettare l'operazione
decorrenza dall'esercizio 2014,
economico-finanziarie
del
nuovo
Capogruppo.
I debiti non correnti verso banche includono anche la garanzia escussa da Intesa Sanpaolo
S.p.A., all'epoca rilasciata a favore e nell'interesse della partecipata Descamps S.A.S., per
la quale l'accordo di ristrutturazione disciplina le modalità di pagamento.
L'accordo in oggetto, la cui scadenza era prevista alla
prevedeva la concessione di garanzie reali a favore delle banche.
L'accordo ha acquisito efficacia in data 28 giugno 2013 dopo il passaggio in giudicato del
decreto di omologa
Vincenzo Zucchi S.p.A., delle delibere di aumento di capitale in opzione e di quello
riservato alle banche.
piano inscindibile, con emissione di azioni
per meglio calibrare gli stessi alle prospettive
industriale
2013-2017
e contestualmente all'assunzione, da parte dell'assemblea della
predisposto
data 31 dicembre 2017, non
Euro verrà
con
dalla

L'Accordo di Ristrutturazione è governato anche da una serie di clausole risolutive espresse a favore delle banche finanziatrici ai sensi dell'art. 1456 del Codice Civile.

L'accordo prevedeva altresì il rispetto, da parte della Vincenzo Zucchi S.p.A., e non a livello consolidato, degli indici economico/finanziari (c.d. parametri finanziari) rappresentati dal livello delle vendite, dall'EBITDA, dall'Indebitamento Finanziario a breve e dal Patrimonio Netto Adjusted ad ogni data di piano.

Gli Amministratori della Vincenzo Zucchi S.p.A. hanno illustrato, sin dal mese di luglio 2014, alle Banche Finanziatrici che come già evidenziato nel 2013, anche il 2014, in termini di incidenza del costo del venduto rispetto all'Ebitda, gli obiettivi indicati nel Piano di Risanamento sarebbero stati difficilmente raggiungibili. Anche i risultati 2014 sarebbero stati negativamente influenzati, seppur in misura inferiore rispetto all'esercizio 2013, dal differente mix di prodotti Buy rispetto a quelli Make che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto rispetto al Piano Industriale, dal differente mix di vendite rispetto al Piano di Risanamento (la situazione di crisi di mercato ha determinato, e determina tuttora, difficoltà nel settore della biancheria confermando prezzi deflattivi per via di un orientamento generale verso prodotti e canali "promozionati"), nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale in opzione rispetto alle tempistiche previste nel Piano di Risanamento).

In considerazione degli scenari di mercato, che hanno evidenziavano maggiori difficoltà di penetrazione in alcuni mercati esteri, anche in virtù del rallentamento delle relative economie, ed un mercato domestico in continua flessione, si è reso necessario intervenire sul modello di business per adeguarlo alle nuove realtà economiche e alle mutate prospettive di consumo attraverso, tra l'altro, una revisione delle dinamiche distributive, una reingegnerizzazione dell'offerta ed una riduzione dell'incidenza dei costi fissi.

Alla luce dei risultati consuntivati nei primi mesi dell'esercizio 2014 e dell'andamento economico del settore, gli amministratori della Capogruppo hanno quindi ritenuto opportuno valutare la predisposizione di un nuovo piano industriale che rifletta i nuovi scenari.

In considerazione del fatto che la Capogruppo, nel rispetto dell'Accordo di Ristrutturazione sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare in data 21 marzo 2013, non poteva apportare alcuna significativa modifica al Piano di Risanamento, senza il preventivo consenso delle Banche Finanziatrici, in quanto, in caso contrario, si sarebbe determinata la risoluzione di diritto dell'Accordo di Ristrutturazione, in data 29 ottobre 2014, in accordo con le Banche Finanziatrici, ha convenuto di predisporre, con l'ausilio di un advisor industriale, un nuovo piano industriale propedeutico alla definizione di una nuova manovra finanziaria. Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha altresì richiesto alle Banche Finanziatrici:

  • a. una moratoria per il mantenimento delle linee di credito (revolving e consolidato) accordate e disciplinate dall'Accordo di Ristrutturazione;
  • b. l'impegno a non dichiarare e a non far valer alcuna facoltà di risoluzione dell'Accordo di Ristrutturazione in relazione ad uno qualsiasi degli Eventi Risolutivi (come definiti nell'Accordo di Ristrutturazione);
  • c. il mantenimento, senza alcuna revoca, delle linee definite dall'Accordo di Ristrutturazione, secondo le modalità operative in vigore.

In data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario sottoscritto essendo l'efficacia dello stesso subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione, nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione.

Per maggiori dettagli si rinvia alla Nota 2.1 in merito alla "Continuità aziendale".

La movimentazione nell'esercizio è stata la seguente:

Continuing operation Discontinued operation
(in migliaia di Euro) Debiti correnti Debiti non correnti Debiti correnti Debiti non
correnti
Saldo al 31.12.2013 64.810 28.725 3.772 -
Nuovo mutuo (capitalizzazione interessi) 366 -
Trasferimento da debito non corrente a debito
corrente 29.091 (29.091) - -
Rimborso mutui a lungo - -
Rinuncia al debito - - - -
Conversione del debito in conto capitale - - - -
Variazione linee di credito c/c 2.365 - 552 -
Saldo al 31.12.2014 96.266 - 4.324 -

Il tasso medio d'interesse variabile, riferito al 31 dicembre 2014, dei finanziamenti a medio e lungo termine di cui sopra, è pari all'Euribor a 6 mesi maggiorato di un margine di 100bp (1,25% al 31 dicembre 2014 e 1,22% al 31 dicembre 2013).

Il tasso medio di interesse degli scoperti bancari è pari, al 31 dicembre 2014, all'Euribor 3 mesi maggiorato di 125bp (1,50% al 31 dicembre 2014 e 1,47% al 31 dicembre 2013). Gli scoperti bancari sono a scadenza.

Al 31 dicembre 2014 il Gruppo disponeva di 122,0 milioni di Euro di linee di credito (115 milioni relativi alle Continuing operation e 7 milioni alle Discontinued operation) di linee di credito (123,5 milioni al 31 dicembre 2013) ridottesi già alla data del 31 dicembre 2013 per effetto della conversione/rinuncia del debito consolidato nei confronti della Capogruppo, di complessivi Euro 15 milioni, e a causa della chiusura, come disciplinato dall'accordo di ristrutturazione, della linea di credito a breve (pari a circa un milione di Euro) da parte della Banca Nazionale del Lavoro S.p.A..

Come previsto dall'accordo di ristrutturazione, gli interessi maturati sul debito consolidato non sono stati corrisposti nell'esercizio, in quanto verranno pagati, in via posticipata, solo quando il capitale relativo al dedito consolidato sia stato integralmente rimborsato e nella misura in cui vi siano flussi derivanti da uno o più degli atti di disposizione relativi agli immobili da dismettere.

Debiti verso altri finanziatori

(in migliaia di Euro) 31.12.2014
Continuing
operation
31.12.2014
Discontinued
operation
31.12.2014
Totale
Saldo al 31.12.2013 3.018 3.440 6.458
Nuovi finanziamenti 10.826 11.044 21.870
Rimborsi dell'esercizio (12.804) (11.978) (24.782)
Riclassifiche - - -
Saldo al 31.12.2014 1.040 2.506 3.546

La voce "Debiti verso altri finanziatori" è composta:

  • per le Continuing operation dal debito pari a 64 migliaia di Euro della Capogruppo verso Unicredit Factoring per operazioni di cessione di crediti pro soluto, perfezionate nel rispetto della legge n. 52/91 e degli artt. 1260 e ss. del c.c. (vedi Nota 13). La voce comprende anche debiti verso Comfactor S.p.A. per 976 migliaia di Euro generati dalle operazioni di cessione del credito pro-solvendo, che la Vincenzo Zucchi S..p.A. vanta nei confronti di alcuni operatori della grande distribuzione organizzata,
  • per le Discontinued operation dal debito pari a 2.506 migliaia di Euro della Mascioni S.p.A. verso banche estere in applicazione del contratto di agenzia di pagamento "confirming".

Le operazioni di cessione dei crediti poste in essere hanno comportato l'iscrizione del debito nei confronti della controparte in quanto le clausole contrattuali non rispettano i criteri di "derecognition" previsti dallo IAS 39.

Nella tabella sottostante viene illustrata la posizione finanziaria netta del Gruppo:

(in migliaia di euro) 31.12.2014
Continuing
operation
31.12.2014
Discontinued
operation
Elisioni 31.12.2014
Totale
A Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 5.398 235 - 5.633
B Altre disponibilità liquide - - - -
C Att. Finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
D=(A+B+C) Liquidità 5.398 235 - 5.633
E Crediti finanziari correnti 5 50 - 55
F Crediti finanz. v.so Discontinued operation 1.963 (1.963) -
G Crediti finanziari verso collegate 498 - - 498
H Debiti bancari correnti 96.266 4.324 - 100.590
Parte corrente dell'indebitamento non
I corrente - - - -
L Debiti verso altri finanziatori correnti 1.040 2.506 - 3.546
M Debiti finanziari v.so Continuing operation 1.963 (1.963) -
N=(H+I+L+MI) Indebitamento finanziario corrente 97.306 8.793 (1.963) 104.136
O=(N-D-E-F-G) Indebitamento finanziario corrente netto 89.442 8.508 - 97.950
P Crediti finanziari non correnti - - - -
Q Debiti bancari non correnti - - - -
R Debiti verso altri finanziatori non correnti - - - -
Indebitamento finanziario non corrente
S=(P+Q+R) netto - - - -
T=(O+S) Indebitamento finanziario netto 89.442 8.508 - 97.950
Ai meri fini comparitivi si precisa che al 31 dicembre 2014 i debiti bancari correnti includono
29.091
migliaia di Euro
(interamente in capo alle
Continuing operation) relativi al
finanziamento concesso dalle banche, inclusivo della
quota a medio lungo di
tale
finanziamento, è stata riclassificata tra i debiti correnti così come previsto dallo IAS1 in
quanto i parametri finanziari che regolano l'accordo di ristrutturazione non risultano
rispettati e in seguito all'avvenuto mancato pagamento della rata di rimborso di detto
accordo in scadenza al 31 dicembre 2014.
Il credito verso la collegata Intesa Srl è stato considerato nella posizione finanziaria al 31
dicembre 2013 (498 migliaia di Euro al 31 dicembre 2014 - 436 migliaia di Euro al 31
dicembre 2013) in quanto si riferisce a crediti commerciali pro-solvendo acquisiti dalla
partecipata. Tali operazioni sono state poste in essere al fine di consentire alla collegata
Intesa S.r.l. di poterli negoziare non disponendo di sufficienti affidamenti autoliquidanti.
I crediti finanziari verso terzi comprendono 5 migliaia di Euro relativi ad interessi ancora
dovuti dalla Descamps S.A.S.
e 50 migliaia di euro relativi alla quota versata dalla
controllata Mascioni S.p.A. alla società Interfidicom S.Con. S.r.l
Il credito attualizzato di 391 migliaia di Euro, sorto in seguito all'escussione da parte di
Intesa Sanpaolo S.p.A., della garanzia rilasciata nell'interesse della Descamps S.A.S. non
è considerato nell'indebitamento finanziario netto.
In merito al miglioramento della posizione finanziaria netta ed al rischio di liquidità si rinvia
a quanto descritto dettagliatamente nella Relazione sulla gestione e alla Nota 7.1 (Rischi
finanziari).
Nota 23
DEBITI
COMMERCIALI E
ALTRI DEBITI
I debiti commerciali e gli altri debiti ammontano complessivamente a 37.377 migliaia di
Euro (39.318 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013) e sono così composti:
Debiti verso
fornitori
31.12.2014
31.12.2014
31.12.2014
Continuing
Discontinued
Elisione debiti
31.12.2013
Totale
operation
operation
(in migliaia di euro)
Corrente
21.133
12.674
(5.625)
28.182
28.963
Non corrente
-
-
-
-
149
Totale A
21.133
12.674
(5.625)
28.182
29.112
La riduzione dei debiti verso fornitori è connessa alla riduzione del volume di affari rispetto
all'anno precedente ed all'ulteriore utilizzo delle giacenze di magazzino.
Per le Continuing operation (non considerando i debiti verso le Discontinued operation)
analizzando la suddivisione per area geografica dei debiti commerciali, si evidenziano
debiti verso fornitori appartenenti all'area europea (esclusa Italia) per 3.193 migliaia di Euro
(3.029 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013) e verso fornitori appartenenti a Paesi extra
Europa per 671 migliaia di Euro (667 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013). Tutti gli altri
debiti sono relativi a creditori italiani.
Per le Discontinued operation (non considerando i debiti verso le Continuing operation)
analizzando la suddivisione per area geografica dei debiti commerciali, si evidenziano
debiti verso fornitori appartenenti all'area europea (esclusa Italia) per 1.756 migliaia di Euro
(3.291 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013) e verso fornitori appartenenti a Paesi extra
Europa per 1.480 migliaia di Euro (414 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013). Tutti gli altri
debiti sono relativi a creditori italiani.
Alla data odierna non vi sono azioni in corso (decreti ingiuntivi, etc.) da parte dei creditori
del Gruppo. Si evidenzia infine che non vi sono particolari concentrazioni dei volumi di
acquisti verso uno o pochi fornitori. Per quanto riguarda l'esposizione al rischio di cambio
verso fornitori si rinvia alla nota 7.2.3.
I debiti verso fornitori non sono soggetti ad interessi.
Si segnala che alla data di bilancio l'esposizione debitoria scaduta del Gruppo nei confronti
dei fornitori è così rappresentata:
per le Continuing operation
ß
1.727 migliaia di Euro scaduti da 1-30 giorni;
ß
942 migliaia di Euro scaduti da 31-60 giorni;
2.080 migliaia di Euro scaduti oltre 60 giorni.
ß
per le Discontinued operation
ß
2.333 migliaia di Euro scaduti da 1-30 giorni;
ß
1.084 migliaia di Euro scaduti da 31-60 giorni;
1.456 migliaia di Euro scaduti oltre 60 giorni.
ß
Debiti verso
imprese collegate
31.12.2014
31.12.2014
31.12.2014
Continuing
Discontinued
Elisione debiti
31.12.2013
Totale
operation
operation
(in migliaia di euro)
Corrente: Debiti commerciali
38
295
333
481
Non corrente
-
-
-
-
Totale B
38
295
-
333
481
La voce corrente dei "Debiti commerciali verso collegate" si riferisce al debito che la
Capogruppo e la partecipata Mascioni S.p.A. hanno verso le collegata Intesa Srl.
Si segnala che alla data di bilancio l'esposizione debitoria scaduta delle Continuing
operation nei confronti delle imprese collegate è così rappresentata:
ß
2 migliaia di Euro scaduti da 1-30 giorni;
ß
21 migliaia di Euro scaduti da 31-60 giorni.
L'esposizione debitoria scaduta delle Discontinued operation è cosi rappresentata:
ß
25 migliaia di Euro scaduti da 1-30 giorni;
ß
10 migliaia di Euro scaduti oltre 60 giorni.
Debiti verso altri
(in migliaia di euro) 31.12.2014
Continuing
operation
31.12.2014
Discontinued
operation
31.12.2014
Totale
31.12.2013
Corrente
Salari e stipendi da pagare di competenza
dicembre, ferie, e premi maturati 1.962 1.125 3.087 3.755
Debiti e anticipi da clienti 146 69 215 409
Debiti verso istituti previdenziali
IVA
1.651
272
1.002
-
2.653
272
2.668
293
Irpef per dipendenti 858 333 1.191 1.193
Altri debiti 1.163 254 1.417 1.358
Totale ( C) 6.052 2.783 8.835 9.676
Non corrente
Debiti verso istituti previdenziali - - - -
Altri debiti
Totale (D)
27
27
-
-
27
27
49
49
Totale (C+D) 6.079 2.783 8.862 9.725
e verso dipendenti sia per le Continuing operation che per le Discontinued operation.
La voce "Salari e stipendi da pagare" delle Continuing operation registra un decremento
rispetto all'esercizio precedente in quanto il saldo al 31 dicembre 2013 includeva anche
circa 440 migliaia di Euro relativo alle indennità di cessazione del rapporto di lavoro
riconosciute a tre dirigenti in forza alla Capogruppo con cui era stato risolto il rapporto di
lavoro a fine 2013. La riduzione è altresì giustificata dalla riduzione del personale in forza
rispetto all'esercizio precedente.
Gli altri debiti si riferiscono, per le Continuing operation per l'importo di 407 migliaia di Euro,
agli impegni assunti dalla Società nei confronti dell'Amministrazione Comunale di
Casorezzo relativamente all'esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria da
realizzarsi in conformità al piano integrato di intervento interessante il recupero dell'area
industriale dismessa. Tali obbligazioni sono garantite mediante polizza fideiussoria di 1.059
migliaia di Euro, nel rispetto della convenzione sottoscritta con l'Amministrazione Comunale
di Casorezzo in data 21 marzo 2011.
Totale debiti
commerciali e altri
debiti
(in migliaia di euro) 31.12.2014
31.12.2014
Continuing
Discontinued
operation
operation
Elisione debiti 31.12.2014
Totale
31.12.2013
Totale (A+B+C+D) 27.250 15.752
(5.625)
37.377 39.318
Nota 24
CREDITI/DEBITI
PER IMPOSTE
CORRENTI
(in migliaia di euro)
IRES a credito
IRAP a debito
IRAP a credito
Erario per imposte correnti a credito (debito)
La voce "Erario
per imposte correnti"
operation, è relativa a maggiori acconti IRAP versati dalla Capogruppo.
Si segnala che non vi sono posizioni debitorie scadute di natura tributaria.
31.12.2014
Continuing
operation
179
28
234
441
31.12.2014
Discontinued
operation
-
(111)
(11)
(122)
a credito, interamente riferita alle
31.12.2014
Totale
179
(83)
-
223
319
31.12.2013
20
-
423
35
478
Continuing
Nota 25
PASSIVITA' PER
IMPOSTE
DIFFERITE
Si riportano di seguito le attività e passività per imposte differite e la loro movimentazione
nel corso dell'esercizio.
(in migliaia di euro)
Immobili, impianti e macchinari
Attività immateriali
Altre attività finanziarie
Crediti commerciali ed altri crediti
Rimanenze
Debiti commerciali ed altri debiti
Benefici per i dipendenti
Fondo rischi ed oneri
Altro
(Attività)/passività per imposte differite
Imposte differite attive non rilevate
(Attività)/Passività per imposte differite nette
Attività
2014
732
17
163
1.802
2.021
228
1.249
2
6.214
(2.042)
4.172
Passività
2013
2014
478
(10.586)
20
177
1.670
1.810
1.443
(22)
3
(14)
5.601
(10.622)
-
-
5.601
(10.622)
2013
(11.316)
(7)
(44)
(3)
(11.370)
-
(11.370)
Importo netto
2014
2013
(9.854)
(10.838)
17
20
163
177
1.802
1.670
2.021
1.810
-
-
228
(7)
1.227
1.399
(12)
-
(4.408)
(5.769)
(2.042)
-
(6.450)
(5.769)
(in migliaia di euro) Saldo
1.1.2013
Rilevate a
CE
Rilevate
nel PN
Saldo
31.12.13
Rilevate a CE
(**)
Rilevate
nel PN
Riclassifica a
Disconitinued
operation
Saldo
31.12.14
Crediti commerciali 2.319 (649) - 1.670 132 - - 1.802
Rimanenze 1.980 (170) - 1.810 211 - (111) 1.910
Fondo rischi ed oneri 353 1.090 - 1.443 (194) - - 1.249
Immobili, impianti e macchinari
Attività immateriali
456
23
22
(3)
-
-
478
20
254
(3)
-
-
-
-
732
17
Altre attività finanziarie 1.109 (932) - 177 (14) - - 163
Debiti commerciali e altri debiti - - - - - - - -
Benefici per i dipendenti - - - - - 228 - 228
Altre minori 6 (3) - 3 (1) - - 2
Perdite fiscali riportate a nuovo - - - - - - - -
Attività per imposte differite non rilevate (*)
Totale attività per imposte differite
(112)
6.134
112
(533)
-
-
-
5.601
(2.042)
(1.657)
-
228
-
(111)
(2.042)
4.061
Passività per imposte differite
(in migliaia di euro)
Saldo
1.1.2013
Rilevate a
CE
Rilevate
nel PN
Saldo
31.12.13
Rilevate a CE
(**)
Rilevate
nel PN
Riclassifica a
Disconitinued
operation
Saldo
31.12.14
Immobili, impianti e macchinari (11.356) 40 - (11.316) 730 - 3.018 (7.568)
Benefici a dipendenti (54) 10 - (44) 44 - - -
Debiti commerciali ed altri debiti
Passività per derivati
(127)
-
120
-
-
-
(7)
-
7
-
-
-
-
-
-
-
Fondo rischi ed oneri (44) 41 - (3) (19) - - (22)
Altre minori (4) 4 - - (14) - - (14)
Passività per imposte differite non rilevate - - - - - - - -
Totale (11.585) 215 - (11.370) 748 - 3.018 (7.604)
Riclassifica passività direttamente attribuibili ad
attività non correnti destinate alla vendita
- - - - - - - -
Totale passività per imposte differite (11.585) 215 - (11.370) 748 - 3.018 (7.604)
Attività/Passività per imposte differite nette (5.451) (318) - (5.769) (909) 228 2.907 (3.543)
(**) comprende anche l'effetto economico relativo alle Discontinued operation (*) escluso il valore delle perdite fiscali riportate a nuovo del Gruppo
(in migliaia di Euro) 2014 2013
Perdite fiscali anni precedenti 24.474 21.814
Differenze temporanee deducibili nette 2.042 -
Totale attività per imposte differite non rilevate 26.516 21.814
Per le seguenti voci non sono state rilevate attività per imposte differite:
Per effetto delle disposizioni di cui all'art. 23, comma 9, d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito
con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le perdite fiscali possono essere
computate in diminuzione del reddito dei periodi di imposta successivi in misura non
superiore all'ottanta per cento del reddito imponibile di ciascuno di essi e per l'intero
importo che trova capienza in tale ammontare. Scompare, quindi, il limite temporale di
deducibilità. Le perdite fiscali esposte non includono la perdita dell'esercizio 2013 in quanto
ancora in corso di definizione.
Si segnala che le imposte differite come sopra calcolate, nonostante sussistano sufficienti
differenze temporanee tassabili, sono state determinate senza considerare le perdite fiscali
non utilizzate, relative alla sola Capogruppo, e illimitatamente riportabili, ammontanti, alla
data del 31 dicembre 2013, ad oltre Euro 45,5 milioni di Euro (perdite fiscali cumulate a
tutto l'esercizio 2013).
Non sono state scritte imposte differite sulle riserve di utili non distribuiti dalle controllate,
dal momento che il Gruppo è in grado di controllare le tempistiche di distribuzione di dette
riserve ed è probabile che non siano distribuite nel prevedibile futuro.

Nota 26 FONDI PER RISCHI ED ONERI

(in migliaia di euro) 31.12.2014
Continuing
operation
31.12.2014
Discontinued
operation
31.12.2014
Totale
31.12.2013
Corrente
Fondo ristrutturazioni 3.184 - 3.184 358
Fondo indennità di cessazione del rapporto di
agenzia - - - -
Fondo rischi diversi 158 84 242 781
Altri fondi rischi 98 - 98 110
3.440 84 3.524 1.249
Non correnti
Fondo ristrutturazioni - - - 3.509
Fondo indennità di cessazione del rapporto di
agenzia 1.091 - 1.091 1.005
Fondo rischi diversi 265 - 265 265
1.356 - 1.356 4.779
Totale fondo rischi ed oneri 4.796 84 4.880 6.028

Di seguito si presenta la movimentazione dettagliata dei fondi per rischi ed oneri:

Fondo
ristrutturazioni
Fondo indennità
cess.rapp. agenzia
Fondo rischi
diversi
Fondo rischi
su
partecipazioni
(in migliaia di Euro)
Saldi al 31.12.2012 407 986 778 115
Accantonamento dell'esercizio 2013 3.867 131 455 -
Utilizzi e rilasci dell'esercizio 2013 (407) (112) (187) (5)
Saldi al 31.12.2013 3.867 1.005 1.046 110
Accantonamento dell'esercizio 2014 142 3 -
Utilizzi e rilasci dell'esercizio 2014 (683) (56) (542) (12)
Saldi al 31.12.2014 3.184 1.091 507 98
Riclassifica a Discontinued operation - - (84) -
Saldi al 31.12.2014 3.184 1.091 423 98

Gli accantonamenti si riferiscono interamente alle Continuing operation mentre tra gli utilizzi del fondo rischi sono presenti 412 migliaia di Euro relativi alle Discontinued operation.

Fondo ristrutturazioni

La diminuzione del "Fondo indennità esuberi" è stato determinato dall'utilizzo per la riduzione parziale del personale avvenuta nel corso dell'esercizio a fronte del processo di riorganizzazione in corso posto in essere dalla Capogruppo (Continuing operation). Nel rispetto dell'accordo sottoscritto in data 11 febbraio 2013 tra la Vincenzo Zucchi S.p.A. e le Organizzazioni Sindacali, al fine di agevolare processi di ricollocazione esterna atte a favorire la collocazione in mobilità del personale che risulta eccedente rispetto al piano industriale predisposto, sono state corrisposte delle indennità per la risoluzione del rapporto.

Si evidenzia che quota di tale fondo verrà impiegato anche nel processo di riorganizzazione e chiusura dei punti vendita.

Fondo rischi diversi

Il "Fondo rischi diversi" comprende, tra gli altri, un accantonamento di 205 migliaia di Euro che si riferisce al processo verbale di constatazione notificato alla Capogruppo in data 3 luglio 2009 a seguito di un controllo sull'esercizio 2006 e, successivamente, esteso agli esercizi 2004 e 2005 per i quali la società ha avuto esito positivo a seguito dei ricorsi presentati.

I rilievi evidenziati dall'Agenzia delle Entrate si riferiscono ad una indebita deduzione di perdite su crediti ed altri costi non inerenti, nonché interessi su finanziamenti intercompany e perdite fiscali delle filiali estere tramite politica transfer pricing. Sono stati altresì contestati costi, relativi agli acquisti di materie prime, sostenuti con operatori residenti in paesi con regime fiscale privilegiato. Il consulente fiscale ritiene che il maggior rischio di una passività fiscale appare legato ai rilievi, sia ai fini IRES, che IVA ed IRAP, relativi alle deduzioni delle perdite su crediti ed altri costi non inerenti, ritenendo congruo il fondo appostato a bilancio.

Si precisa altresì che la Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha accolto il ricorso della Vincenzo Zucchi S.p.A. con riferimento alle contestazioni sollevate aventi ad oggetto le operazioni poste in essere con operatori residenti in paesi con regime fiscale privilegiato.

Il residuo fondo rischi diversi è a copertura di altri contenziosi, ciascuno di importo non rilevante.

In data 1 ottobre 2009, Vincenzo Zucchi S.p.A. conferiva a Cassiopea Partners S.r.l. l'incarico di svolgere attività di consulenza per l'assistenza nella dismissione totale o frazionata della controllata Descamps all'epoca detenuta.

Con l'apertura della procedura di Rédressement Juidiciare si rendeva del tutto inutilizzabile il supporto di un consulente esterno quale Cassiopea Partners S.r.l. per effetto dell'intervento del Tribunale di Parigi e, contestualmente, della nomina di un commissario giudiziale che, di fatto, annullava in qualsiasi modo il potere negoziale degli operatori di mercato e, tanto più dei loro consulenti essendo ogni tipo di trattativa e decisione assoggettata in prima analisi al benestare e successivamente all'approvazione dello stesso tribunale francese.

L'operazione di cessione delle quote di Descamps S.A.S. si è, pertanto, perfezionata in sede di procedura concorsuale.

In data 19 maggio 2011 Cassiopea Partners S.r.l. richiedeva ai sensi e per gli effetti del contratto un compenso a titolo di commissione di successo pari a 325 migliaia di Euro, oltre IVA.

In data 14 luglio 2011 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha proposto atto di citazione nei confronti di Cassiopea Partners S.r.l. al fine di accertare che, in considerazione dell'intervenuta apertura della procedura concorsuale a carico della Descamps S.A.S., non sussiste alcun tipo di apporto né causale né sostanziale da parte di Cassiopea Partners s.r.l. e, conseguentemente, la Vincenzo Zucchi S.p.A. non è tenuta al pagamento della somma richiesta.

Il giudizio di primo grado è terminato nel mese di luglio scorso con la sentenza con la quale il Tribunale di Milano ha accolto, solo in minima parte, le richieste di Cassiopea Srl condannando, quindi, la Vincenzo Zucchi SpA a pagare il minor importo di Euro 45.000 anziché la somma di Euro 325.000. Viste le motivazioni della sentenza in questione, che ha debitamente tenuto conto delle difese svolte a favore della Capogruppo, si ritiene che non sussistono i presupposti per interporre appello avvero tale decisione anche in considerazione del pericolo, ad esito dell'eventuale giudizio di appello, di peggiorare il risultato ottenuto con la sentenza del giudice di primo grado.

In data 17 luglio 2012, il Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (di seguito G.S.E.) disponeva un sopralluogo presso la Mascioni S.p.A. (Discontinued operation) per verificare i dati di autoconsumo di energia elettrica autoprodotta, dichiarati dalla società dal 2002 al 2010. In data 12 dicembre 2012 il G.S.E. contestava alla società Mascioni la percentuale di autoconsumo dichiarata del 7,7%, determinandola nel 16,2% e richiedendo alla società il

rimborso di 4.569 certificati verdi, a loro giudizio indebitamente erogati e quantificati in 480 migliaia di Euro.

Confortati da autorevoli pareri di terze parti indipendenti, che valutano il rischio di soccombenza possibile, si sono ritenute inapplicabili le richieste del G.S.E., richiedendo il rigetto del provvedimento.

La Mascioni S.p.A., pertanto, ha fatto ricorso presso il T.A.R. del lazio chiedendo l'annullamento del provvedimento del G.S.E., del 12 dicembre 2012, con cui disponeva il recupero di 480 migliaia di Euro, oltre ad IVA, asseritamente emessi in eccesso rispetto alla produzione dell'energia elettrica registrata nel periodo 2002-2010 dall'impianto termoelettrico cogenerativo della società.

Fondo indennità di cessazione del rapporto di agenzia

Il fondo indennità di cessazione del rapporto di agenzia rappresenta il valore attuale delle obbligazioni, per la maggior parte in capo alla Capogruppo (Continuing operation), valutate sulla base di tecniche attuariali al fine di esprimere il valore attuale del beneficio erogabile al termine del rapporto di lavoro.

Ai fini della valutazione attuariale sono state considerate le seguenti assunzioni di natura demografica e finanziaria:

2014 2013
Probabilità di dimissioni volontarie 0,00% 0,00%
Probabilità di dispensa dal servizio 10,00% 10,00%
Probabilità annua di decesso e inabilità Tavole Inps Tavole Inps
Tasso di attualizzazione 0,72% 2,50%

Il tasso annuo di attualizzazione utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato desunto, coerentemente con il par. 78 dello IAS 19, dall'indice Iboxx Corporate AA con duration 7-10 rilevato alla data della valutazione.

Al fine di determinare la vita lavorativa residua media degli agenti è stata considerata l'età terminale di 65 anni.

Nota 27
BENEFICI AI
DIPENDENTI
Con riferimento alle società italiane del Gruppo, il trattamento di fine rapporto di lavoro
subordinato (che rappresenta la copertura delle passività emergenti alla chiusura del
rapporto a norma delle vigenti disposizioni contrattuali in materia) rientra nella tipologia dei
piani a benefici definiti (fino al 31 dicembre 2006) ed è quindi soggetto a valutazione di
natura attuariale al fine di esprimere il valore attuale del beneficio erogabile al termine del
rapporto di lavoro, che i dipendenti hanno maturato alla data del bilancio.
La voce ha avuto la seguente movimentazione:
(in migliaia di euro)
Debito al 31.12.2012 12.828
Utilizzi per erogazioni e trasf. f.di pensione
Accantonamento dell'esercizio 2013
(2.560)
2.538
Debito al 31.12.2013 12.806
Utilizzi per erogazioni e trasf. f.di pensione
Accantonamento dell'esercizio 2014
(2.602)
3.356
Debito al 31.12.2014 13.560
Riclassifica a Discontinued operation (3.928)
Continuing operation 9.632
Gli utilizzi per erogazioni si riferiscono prevalentemente al personale coinvolto nelle
procedure di ristrutturazione.
Il debito al 31 dicembre 2014 comprende 2.624 migliaia di Euro a breve termine (335
migliaia di Euro relativi alle Discontinued operation), nel 2013 il debito a breve termine
ammontava a 1.377 migliaia di Euro.
Gli accantonamenti dell'esercizio sono così suddivisibili:
(in migliaia di euro)
Costo previdenziale
31.12.2014
31.12.2014
Continuing
Discontinued
1.126
642 31.12.2014
Totale
1.768
31.12.2013
2.036
(Provento) onere finanziario
(Utile) perdita attuariale
222
922
89
355
311
1.277
339
163
2.270 1.086 3.356 2.538
Il costo previdenziale è incluso nel costo del lavoro, mentre l'onere finanziario è incluso
negli "Oneri finanziari netti" (vedi nota 36).
Le principali assunzioni attuariali utilizzate nel calcolo sono le seguenti:
2014 2013
Tasso di attualizzazione 0,91% 2,50%
Tasso di inflazione futura - 2015 0,60% 2,00%
Tasso di inflazione futura - 2016 1,20% 2,00%
Tasso di inflazione futura - 2017/2018 1,50% 2,00%
Tasso di inflazione futura - oltre 2,00% 2,00%
Tavola di mortalità R.G.48 R.G.48
Tasso annuo incremento t.f.r. - 2015 1,95% 3,00%
Tasso annuo incremento t.f.r. - 2016 2,40% 3,00%
Tasso annuo incremento t.f.r. - 2017/2018 2,63% 3,00%
Tasso annuo incremento t.f.r. - oltre 3,00% 3,00%
Tasso relativo alle dimissioni 5,00% 5,00%
dell'obbligazione è stato desunto, coerentemente con il par. 78 dello IAS 19, dall'indice
Iboxx Corporate AA con duration 7-10 rilevato alla data della valutazione. A tal fine si è
scelto il rendimento avente durata comparabile alla duration del collettivo di lavoratori
oggetto della valutazione.
Ai fini della valutazione attuariale ogni società ha considerato le proprie basi aziendali
relative al numero dei beneficiari, agli anni mancanti al pensionamento e all'età media dei
dipendenti.
Nota 28
PATRIMONIO
NETTO
Capitale sociale Il capitale sociale, sottoscritto per Euro 7.546.782,57, e liberato per Euro 2.546.782,57 alla
data del 31 dicembre 2014, è suddiviso in numero 380.921.019 azioni ordinarie, prive di
valore nominale aventi godimento regolare, numero 138.888.889 azioni ordinarie, prive di
valore nominale aventi godimento regolare, non interamente liberate
quotate, e numero 3.427.403 azioni di risparmio non convertibili, prive di valore nominale
aventi godimento regolare.
febbraio 2015.
e, pertanto, non
Il capitale sociale è stato interamente liberato nel mese di
L'Assemblea Straordinaria del 24 gennaio 2011 ha deliberato l'eliminazione del valore
nominale avvalendosi della facoltà di cui agli artt. 2328 e 2346 del Codice Civile. Tale
istituto presuppone la conservazione del capitale sociale e la sua suddivisione in azioni le
quali, prive di valore nominale, mantengono un valore contabile figurativo o implicito che
risulta dalla divisione dell'ammontare totale del capitale sociale per il numero di azioni
emesse (cosiddetta "parità contabile").
In data 12 giugno 2014 l'Assemblea Straordinaria della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha
approvato, inter alia, la situazione patrimoniale della Capogruppo al 31 marzo 2014 e,
quindi, adottato i necessari provvedimenti ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2446 c.c.
deliberando:
(iv)
una immediata riduzione del capitale sociale della Società di Euro 17.862.545,05 a
copertura delle perdite risultanti dal bilancio di esercizio 2013 nonché delle ulteriori
perdite evidenziate dai documenti contabili intermedi al 31 marzo 2014, così creando i
presupposti economici, finanziari e giuridici per poter procedere ad ulteriori operazioni
di modifica del capitale sociale;
(v)
un aumento di capitale scindibile con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art.
2441, commi 5 e 6, c.c. riservato a GEM, nei limiti complessivi massimi di Euro 15
milioni inclusivi di sovrapprezzo;
(vi)
un'emissione di massimi n. 46 milioni di Warrant da attribuire gratuitamente a GEM
con contestuale ulteriore aumento di capitale scindibile a servizio dei Warrant GEM
medesimi nei limiti complessivi massimi di Euro 12,5 milioni.
Il Contratto GEM ha efficacia di cinque anni decorrenti dalla data di sottoscrizione (11 aprile
2014). Durante tale periodo la Capogrupppo può richiedere a GEM la sottoscrizione di un
numero di azioni di nuova emissione, determinato sulla base dei volumi medi giornalieri di
scambio delle azioni Vincenzo Zucchi negoziate sul Mercato Telematico Azionario presso
Borsa Italiana S.p.A.; il prezzo di sottoscrizione delle azioni derivanti dall'Aumento di
Capitale riservato a GEM sarà pari al 91,50% della media dei Prezzi di Chiusura denaro del
titolo Vincenzo Zucchi rilevati.
Riserva legale Non esistono riserve legali essendo state in precedenza azzerate dall'assemblea per la
copertura delle perdite.
Riserva IFRS La riserva IFRS accoglie le rettifiche effettuate su alcune poste di bilancio alla data della
transizione agli IFRS/IAS, per la quota di competenza del Gruppo, al netto dell'effetto
fiscale.
In particolare, la riserva è stata costituita per effetto della valutazione al fair value dei
terreni, dell'applicazione dello IAS 17 a cespiti acquisiti a suo tempo con leasing finanziari,
della valutazione al fair value delle attività finanziarie disponibili per la negoziazione e per
l'effetto della valutazione attuariale dei benefici ai dipendenti (trattamento di fine rapporto),
mentre è stata addebitata per lo storno di alcuni costi precedentemente iscritti tra gli oneri
ad utilità differita, la cui capitalizzazione non è più consentita dai principi contabili
internazionali.
(in migliaia di Euro)
2014
2013
Terreni (IAS 16)
4.447
4.447
Benefici ai dip. e Ind. Suppl. client.(IAS 19)
(527)
(527)
Leasing fabbricati (IAS 17)
479
479
Altre minori
296
296
4.695
4.695
Per quanto concerne la Capogruppo, ai fini dell'applicazione della disciplina degli artt. 2446
e 2447 cod. civ. e quindi ai fini dell'assorbimento delle perdite d'esercizio, la riserva IFRS
può essere interamente utilizzata con applicazione della disciplina stabilita dall'art. 6,
comma 5, del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38, e quindi con obbligo della sua ricostituzione,
per la parte non utilizzabile alla data di riformazione (ammontante a 22,9 milioni di Euro alla
data del 31 dicembre 2011), con gli utili degli esercizi successivi e anche della sua erosione
da ultima.
La riserva relativa alla valutazione al Fair Value dei terreni della Capogruppo, essendo
stata interamente utilizzata con apllicazione della disciplina stabilita dall'art. 6, comma 5,
del D.Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38, deve essere obbligatoriamente ricostituita, con gli utili
degli esercizi successivi, per la parte relativa ai terreni non ancora ceduti, prima di
procedere ad una distribuzione di dividendi (ammontante a 16,4 milioni di Euro alla data del
31 dicembre 2014).
La riserva IFRS non è disponibile per la distribuzione agli azionisti se non per le poste che
hanno generato i flussi finanziari relativi, previa approvazione dell'assemblea nei casi di
legge previsti.
Altre riserve
Riserve di
traduzione
Le altre riserve sono interamente costituite dalla differenza tra i patrimoni rettificati delle
società consolidate ed il relativo valore di carico.
Le altre riserve
includono altresì differenze per copertura perdite come da delibera
dell'assemblea straordinaria del 12 giugno 2014.
La riserva di traduzione è negativa per 75 migliaia di Euro
(261 migliaia di Euro al 31
dicembre 2013). La stessa si è incrementata nel corso dell'esercizio per 186 migliaia di
Euro.
Capitale e riserve
di terzi
La movimentazione é stata la seguente:
Saldo al 31.12.2012 6.741
Risultato dell'esercizio di pertinenza di terzi
Dividendi distribuiti
(1.389)
-
Utile (perdita) attuariale da valut.TFR IAS 19
Differenze di conversione ed altre minori
(18)
(6)
Saldo al 31.12.2013 5.328
Risultato dell'esercizio di pertinenza di terzi (5.298)
Utile (perdita) attuariale da valut.TFR IAS 19 (101)
Differenze di conversione ed altre minori 10
Riclassificazione riserve 56
Saldo al 31.12.2014 (5)

Sezione D - NOTE ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO – PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO

Si riportano di seguito informazioni sulla natura delle spese incluse nel prospetto di conto economico complessivo consolidato e alcuni dettagli delle principali voci per funzione e delle altre componenti del prospetto di conto economico complessivo consolidato.

In merito alle principali variazioni esposte nelle voci del prospetto di conto economico complessivo consolidato si rinvia a quanto dettagliatamente descritto nella Relazione sulla Gestione.

Nota 29 DETTAGLIO SPESE PER

DETTAGLIO
SPESE PER
NATURA
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Consumi e altri acquisti 40.981 55.410
Prestazioni di servizi 45.147 46.077
Costo del lavoro1 26.078 28.851
Ammortamenti e svalutazioni2 4.784 3.119
Svalutazione crediti 2.403 514
Altri 114 108
Totale costo del venduto, spese di vendita e
distribuzione, pubblicità,struttura e altri costi
119.507 134.079

1 Il costo del lavoro non comprende incentivi all'esodo per 51 migliaia di Euro iscritti negli oneri di ristrutturazione per l'anno 2014 (4.867 migliaia di Euro nel 2013).

di ristrutturazione 2Le svalutazioni di immobilizzazioni non comprendono 1.332 migliaia di Euro iscritte negli oneri

I canoni di leasing operativi o noleggi operativi non sono rilevati nel Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, i relativi canoni sono rilevati a conto economico a quote costanti ripartite sulla durata del contratto.

Per ogni altro dettaglio si rinvia alla nota "Garanzie prestate, impegni e altre passività potenziali".

Nella tabella seguente viene riportato il numero medio dei dipendenti per categoria:

2014
Continuing
operation
2014 Discontinued
operation
2014
Totale
2013
Continuing
operation
2013
Discontinued
operation
2013
Totale
Dirigenti 12 6 18 16 7 23
Impiegati 570 86 656 580 84 664
Operai 279 237 516 294 238 532
861 329 1.190 890 329 1.219

Il numero medio dei dipendenti in forza si è ridotto nel corso del 2014 per effetto dell'attività di riorganizzazione e ristrutturazione in essere nel Gruppo.

Il numero effettivo dei dipendenti in forza al 31 dicembre 2014 è stato di 1.092 contro i 1.220 del 31 dicembre 2013.

La Capogruppo nel corso dell'esercizio ha fatto ricorso alla procedura di cassa integrazione guadagni straordinaria.

Note 30
COSTO DEL
VENDUTO (in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Consumo materiali 37.414 51.401
Manodopera 4.531 5.993
Costi per energie 231 311
Ammortamenti 793 1.010
Lavorazioni esterne 16.419 15.430
Spese generali di produzione 1.706 1.260
di cui non ricorrenti 604
61.094 75.405
di cui non ricorrenti 604
La voce evidenzia
complessivamente un decremento rispetto all'esercizio 2013 sia in
termini assoluti che in termini percentuali per effetto del processo di rivisitazione
dell'architettura dell'offerta attivato nel corso dell'esercizio.
Gli oneri non ricorrenti si riferiscono alla svalutazione effettuata dalla Capogruppo per
l'adeguamento al fair value del valore dei terreni e di altre categorie di immobilizzazioni
materiali.
Consumo materiali
Per quanto riguarda la Capogruppo occorre altresì precisare che i consumi dei materiali
beneficiano anche degli utilizzi del fondo svalutazione magazzini, rispettivamente per 290
migliaia di Euro nell'esercizio 2014 e per 1.485 migliaia di Euro nell'esercizio 2013.
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Materie prime 220 555
Materie sussidiarie 4.589 4.370
Semilavorati e prodotti finiti 32.055 45.863
Altri acquisti 550 613
37.414 51.401
Nota 31
SPESE DI
VENDITA E
DISTRIBUZIONE
2014 2013 rideterminato
(in migliaia di Euro)
Spese di Magazzinaggio 4.064 4.563
distribuzione Trasporto a clienti 1.428 1.646
Altre spese 139 223
5.631 6.432
Le "Spese di distribuzione", rispetto all'esercizio 2013, hanno registrano un decremento per
effetto della riduzione delle vendite incrementando l'incidenza percentuale rispetto alle
vendite nette conseguite per effetto della quota delle spese fisse.
Royalties
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Royalties 899 1.038
Le Royalties nel corso dell'esercizio 2014
nell'esercizio 2013 per effetto della rinegoziazione di alcuni minimi previsti nei contratti di
licenza e della risoluzione di alcuni contratti.
sono diminuite rispetto a quelle registrate
Spese di vendita
dirette (in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Venditori ed agenti 3.096 3.522
Negozi e spacci - spese di gestione
di cui non ricorrenti
25.021
605
23.400
Altre spese 636 581
di cui non ricorrenti 28.753
605
27.503
La voce "Spese di vendita dirette" è aumentata rispetto all'esercizio precedente.
Le spese non ricorrenti registrate nel 2014 si riferiscono alla svalutazione delle
immobilizzazioni dei negozi per i quali è prevista la chiusura nel piano industriale di cui
all'accordo di ristrutturazione con le banche finanziatrici.
Le spese di gestione diretta dei negozi e degli spacci, al netto delle spese non ricorrenti,
sono aumentate per effetto dei nuovi punti vendita aperti a fine esercizio 2013 dalla
controllata di diritto brasiliano.
Le "Altre spese di vendita" sono rappresentate, principalmente, dai contributi riconosciuti
alla rete.
Totale (in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Totale spese di vendita e distribuzione 35.283 34.973
Nota 32
PUBBLICITA' E
PROMOZIONE
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Spese di pubblicità 1.052 1.498
Contributi e materiali promozionali
Partecipazioni a fiere
883
396
1.136
204
Altre spese - -
2.331 2.838
Nel corso dell'esercizio 2014 la politica di riduzione dei costi ha interessato anche i costi di
pubblicità e promozione.
Nota 33
COSTI DI
STRUTTURA
Marketing e
prodotto
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Marketing 1.013 927
Prodotto 1.470 1.642
Quadri stampa 1.144 1.179
Altri costi 10 34
3.637 3.782
I costi per marketing e prodotto al 31 dicembre 2014 sono rimasti sostanzialmente invariati
rispetto all'esercizio.
Amministrazione e
vendite sede
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Direzione commerciale di sede
di cui non ricorrenti
6.189 5.156
156
Si evidenzia che la voce comprende 2.403 migliaia di Euro (514 migliaia di Euro nel 2013)
per accantonamento al fondo svalutazione crediti iscritti nell'attivo corrente.
Tale voce di spesa includeva nell'esercizio 2013 anche oneri non ricorrenti, pari a 156
migliaia di Euro, rappresentati da costi sostenuti dalla Capogruppo nell'interesse della neo
Generali e
amministrative
costituita Zucchi do Brasil Ltda. 2014 2013 rideterminato
(in migliaia di Euro)
Direzione generale 2.340 3.077
di cui non ricorrenti 52 336
Amministrazione e finanza 3.224 3.602
di cui non ricorrenti 351
EDP
Personale
1.243
402
1.434
440
Acquisti 27 -
Servizi generali 1.274 914
Altri costi generali e amministrativi 1.007 939
di cui non ricorrenti 285 82
9.517 10.406
di cui non ricorrenti 688 418
Nella voce "Spese generali e amministrative" sono inclusi anche costi non ricorrenti per 688
migliaia di Euro (418 migliaia di Euro nel 2013), relativi per 403 migliaia di Euro ai costi
sostenuti per la negoziazione del nuovo accordo di ristrutturazione del debito bancario da
parte della Capogruppo e per 285 migliaia di Euro alla svalutazione registrata per
l'adeguamento delle immobilizzazioni al valore del fair value.
La significativa riduzione dell'ammontare registrato al 31 dicembre 2014 da tale voce è la
risultante della politica di riduzione dei costi posta in essere nel 2014.
Totale (in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Totale costi di struttura
di cui non ricorrenti
19.323
688
19.510
658
Nota 34
ALTRI RICAVI E
COSTI
Sono così composti:
Altri ricavi (in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Ricavi per servizi a terzi (379) (280)
Ricavi per addebiti vari (20) (12)
Vendita greggi (337) (2.307)
Ricavi da affitti ramo d'azienda (567) (773)
Plusvalenze alienazione cespiti (90) (320)
Sopravvenienze attive (825) (651)
Altri (617) (598)
(2.835) (4.941)
La voce "Altri ricavi" al 31 dicembre 2014, cumulativamente considerata, si è ridotta di circa
due milioni di Euro rispetto all'esercizio precedente per effetto di minori vendite di greggi
alla Mascioni S.p.A. (Discontinued operation).
La voce "Altri" è composta principalmente da ricavi per addebiti a terzi pari a 298 migliaia di
Euro (190 migliaia di Euro nel 2013) e royalties attive per 170 migliaia di Euro corrisposte
alla Vincenzo Zucchi S.p.A. per l'utilizzo di alcuni marchi della Capogruppo (85 migliaia di
Euro nell'esercizio precedente).
Nella voce "Sopravvenienze attive" sono stati registrati storni di accantonamenti stanziati in
eccesso nell'esercizio precedente per un importo di 475 migliaia di Euro relativo a fatture
da ricevere.
Il Gruppo stipula alcuni contratti d'affitto di ramo d'azienda che provvede poi a sublocare a
dei franchisee riaddebitandone il costo sostenuto. Il
costo è iscritto nella voce "Canoni
affitto ramo d'azienda" ed il relativo riaddebito nella voce " Ricavi da affitto ramo d'azienda".
Si segnala che la voce "Ricavi da affitti ramo d'azienda" include i ricavi per l'affitto dei
negozi da parte della Vincenzo Zucchi S.p.A. per 272 migliaia di Euro e di Basitalia S.r.l.
per 295 migliaia di Euro (Vincenzo Zucchi S.p.A. per 310 migliaia di Euro e Basitalia S.r.l.
per 463 migliaia di Euro nell'esercizio 2013).
Altri costi
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Costi per servizi a terzi - -
Costo energia elettrica - -
Canoni affitto ramo d'azienda
Minusvalenze alienazione cespiti
592
24
660
26
Sopravvenienze passive 386 413
Altri 474 254
1.476 1.353
La voce "Altri" al 31 dicembre 2014 è composta prevalentemente dai costi riaddebitati da
terzi (114 migliaia di Euro nell'esercizio 2014 contro 138 migliaia di Euro nell'esercizio
2013) prevalentemente a titolo di contributi pubblicitari.
La voce "Sopravvenienze passive" include prevalentemente costi per fatture relative ad
esercizi precedenti non previste.
Totale
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Totale altri ricavi e costi (1.359) (3.588)
Nota 35
ONERI E
PROVENTI DI
RISTRUTTURAZIO
NE
La voce è così composta:
Proventi di
ristrutturazione
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Plusvalenze dismissioni
Rilascio fondi rischi in esubero
(95)
-
(95)
-
(87)
(87)
La voce "Proventi di
ristrutturazione"
Capogruppo per la cessione parziale del plesso immobiliare sito in Urago d'Oglio (BS), la
cui attività è cessata lo scorso anno.
è costituita dalla plusvalenza realizzata dalla
Oneri di
ristrutturazione
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Oneri immobili destinati alla vendita
Oneri chiusura negozi
224
1.332
-
-
Incentivi all'esodo 51
1.607
4.867
4.867
Gli "Oneri di ristrutturazione" relativi all'esercizio 2014 si riferiscono per 224 migliaia di Euro
agli oneri sostenuti dalla Capogruppo in relazione all'impegno assunto nei confronti
dell'Amministrazione Comunale di Casorezzo, nell'ambito della nuova convezione stipulata
in data 10 marzo 2014, per la realizzazione di alcuni lavori di urbanizzazione. L'accordo ha
comportato la cessione a titolo di permuta di alcuni edifici da parte della Vincenzo Zucchi
S.p.A. all'Amministrazione Comunale di Casorezzo e da parte di quest'ultima alla Società.
Nel mese di dicembre sono state registrate negli oneri di ristrutturazione svalutazioni delle
migliorie su immobili di terzi e degli avviamenti commerciali inerenti i punti vendita della
filiale Zucchi do Brasil, avendo valutato la dismissione degli stessi alla luce delle nuove
scelte gestionali, pari a complessivi 1.332 migliaia di Euro.
Sono compresi, inoltre, 51 migliaia di Euro per gli incentivi all'esodo stanziati nell'ambito del
processo di riorganizzazione della struttura della Capogruppo (4.867 migliaia di Euro nel
2013, di cui 4.502 della Capogruppo e 365 migliaia di Euro
della controllata Bassetti
Espanola S.A.).
Totale 2014 2013 rideterminato
(in migliaia di Euro)
Totale oneri e (proventi) di ristrutturazione
1.512 4.780
Nota 36
ONERI E
PROVENTI
FINANZIARI
NETTI
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Proventi finanziari Da crediti a lungo termine (42) (9)
Proventi diversi dai precedenti:
da imprese collegate (13) (6)
da Discontinued operation (45) (12)
da altri
Interessi da attività finanziarie al fair value
imputato a conto economico - -
Altri interessi attivi (12) (58)
Plusvalenza su attività finanziarie al fair value
imputato a conto economico - -
Rivalutazione di attività finanziarie al fair value
imputato a conto economico (23) -
Altri proventi finanziari
di cui non ricorrenti
(141) (186)
(133)
Totale proventi da altri (176) (244)
Totale proventi finanziari (276) (271)
di cui non ricorrenti (133)
Proventi
finanziari
da rinuncia al
debito bancario
a 133 migliaia di Euro dovuti al rilascio parziale del fondo stanziato nel 2010 per
l'attualizzazione della garanzia rilasciata dalla Vincenzo Zucchi S.p.A. a favore di
Descamps S.A.S. ed escussa da Intesa Sanpaolo in data 28 dicembre 2010.
(in migliaia di Euro) 2014 2013
rideterminato
Proventi finanziari da rinuncia debito bancario (10.142)
di cui non ricorrenti (10.142)
Totale - (10.142)
Nell'esercizio 2013 si riferivano ai proventi finanziari di natura non ricorrente, pari a 10.142
migliaia di Euro, realizzati dalla Capogruppo, maturati dalla rinuncia della propria quota di
debito consolidato da parte della Banca Nazionale del Lavoro (pari a 424 migliaia di Euro) e
dalla conversione parziale del debito consolidato in aumento di capitale, con esclusione del
diritto di opzione ai sensi dell'art. 2441, comma 5, del Codice Civile, ad un prezzo di Euro
0,216, di cui Euro 0,072 a titolo di capitale sociale e la differenza a titolo di provento non
ricorrente di natura finanziaria, ai sensi del'accordo di ristrutturazione sottoscritto.
Rettifiche di
valore di crediti
finanziari
(in migliaia di Euro)
Rettifiche di valore di crediti finanziari
2014
-
2013 rideterminato
-
Oneri finanziari Nell'esercizio non sono state registrate rettifiche di valore ai crediti finanziari.
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Verso altri
Interessi su debiti bancari 1.454 1.601
Interessi su altri debiti 371 380
Minusvalenza su attività finanziarie al fair
value imputato a conto economico - -
Oneri di attualizzazione e rettifiche di valore di
attività finanziarie al fair value imputato a
conto economico 37 2
Altri oneri finanziari 75 88
Totale oneri finanziari 1.937 2.071
Gli interessi su debiti bancari sono diminuiti sia per una riduzione del tasso di interesse di
riferimento
(Euribor) sia per una minore esposizione media registrata nel corso
dell'esercizio, anche per effetto della conversione di parte del debito in patrimonio.
La voce "Interessi su altri debiti" comprende altresì 222 migliaia di Euro per oneri finanziari
relativi agli accantonamenti per i benefici ai dipendenti di cui alla Nota 27 (244 migliaia di
Euro nell'esercizio 2013).
Differenze cambio
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Differenze cambio attive (458) (92)
DIfferenze cambio passive 463 429
Totale differenze cambio 5 337
Le differenze cambio al 31 dicembre 2014 hanno registrato un effetto negativo per soli 5
migliaia di Euro
registrate (rispetto ad un saldo negativo per 337 migliaia di Euro nell'esercizio 2013).
a seguito di un significativo aumento delle differenze cambio attive
Totale (in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Totale (proventi) oneri finanziari netti 1.666 (8.005)
di cui non ricorrenti (10.275)
Nota 37
ONERI E
PROVENTI DA
PARTECIPAZIONI
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Dividendi - -
Plusvalenza su alienazione partecipazioni (23) (9)
(23) (9)
La voce "Plusvalenza su alienazione di partecipazioni" si riferisce al risultato conseguito in
seguito alla cessione
Textile Limited per il controvalore di circa 661 migliaia di Euro.
della partecipazione nel capitale della collegata Welspun Zucchi
Nota 38
IMPOSTE SUL
REDDITO
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Imposte correnti 202 146
Imposte anticipate 1.680 (183)
Imposte differite (731) 511
1.151 474
Le imposte correnti, pari a circa
202 migliaia di Euro, sono costituite principalmente
dall'IRAP accantonata dalle società italiane appartenenti al Gruppo.
Sono state rilevate variazioni delle imposte differite attive e/o passive considerando le
differenze temporanee che daranno luogo ad ammontari imponibili nella determinazione
dell'utile imponibile (o della perdita fiscale) dei futuri esercizi nei quali il valore contabile
dell'attività o passività sarà recuperato o pagato.
Si segnala che le imposte differite come sopra calcolate, nonostante sussistano sufficienti
differenze temporanee tassabili, sono state determinate senza considerare le perdite fiscali
non utilizzate, relative alla sola Capogruppo, e illimitatamente riportabili, ammontanti, alla
data del 31 dicembre 2014, ad oltre Euro 45,5 milioni di Euro perdite fiscali cumulate (a
tutto l'esercizio 2013).
In fase di consolidamento, sono state rilevate variazioni delle imposte differite di importo
non significativo relativi agli adeguamenti registrati.
Per le variazioni delle imposte anticipate e differite si rinvia alla nota 25.
aliquote fiscali teoriche vigenti in Italia. Alla luce delle perdite fiscali pregresse e dei risultati negativi conseguiti nell'esercizio, in
considerazione del fatto che, per la riconciliazione tra l'onere fiscale iscritto in bilancio e
l'onere fiscale teorico, non si tiene condo dell'IRAP in quanto, essendo tale imposta
calcolata su una base imponile differente dall'utile ante-imposte, determinerebbe effetti
discorsivi, si segnala che la suddetta riconciliazione non evidenzia differenze significative
tra l'onere fiscale iscritto in bilancio e quello fiscale teorico, determinato sulla base delle
Nota 39
DIVIDENDI
Relativamente all'esercizio 2014 non viene proposta nessuna distribuzione di dividendi.
Nota 40
UTILE (PERDITA)
PER AZIONE
Il calcolo degli utili (perdite) per azione di base e diluito è basato sui seguenti dati:
Utile (perdita) per
azione base
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Utile (perdita) attribuibile agli azionisti
Media ponderata azioni ordinarie emesse (in
'000)
Utile (perdita) per azione base
(34.130)
519.800
(0,07)
(13.769)
182.099
(0,08)
Utile (perdita) per
azione diluito
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Utile (perdita) attribuibile agli azionisti per
determinare l'utile (perdita) per azione diluito
(34.130) (13.769)
Azioni ordinarie emesse per il calcolo dell'utile
(perdita) per azione diluito (in '000)
640.855 594.857
Utile (perdita) per azione diluito (0,05) (0,02)
In data 31 dicembre 2014
è scaduta la possibilità di esercitare i warrants assegnati
gratuitamente in occasione dell'aumento di capitale conclusosi nel mese di dicembre 2011.
In data 24 gennaio 2011, infatti, l'Assemblea Straordinaria della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha
deliberato, tra l'altro, un aumento di capitale sociale scindibile, a pagamento, a servizio
dell'esercizio dei warrant "Vincenzo Zucchi 2011-2014" per massimi Euro 15.014.269,60.
I titolari di warrant avevano la facoltà di sottoscrivere le azioni di compendio nel rapporto di
1 azione di compendio per ogni due warrant posseduti, ad un prezzo di esercizio pari a
Euro 0,20. Le azioni di compendio potevano essere sottoscritte in qualsiasi momento fino al
31 dicembre 2014.
Durante il periodo di negoziazione dei warrant, sono state esercitati, complessivante n.
53.082 a cui sono state attribuite le relative azioni ordinarie con godimento regolare.
La media ponderata del risultato per azione diluito considera l'operazione di aumento di
capitale deliberato dall'assemblea straordinaria in data 12 giugno 2014 limitatamente
all'aumento di capitale deliberato a servizio dei warrant in quanto la diluizione massima in
termini di quote di partecipazione degli attuali azionisti a seguito dell'aumento di capitale
riservato a GEM Global Yield Fund Limited, ai sensi dell'art. 2441, commi 5 e 6 cc.,
dipenderà dagli importi delle tranches e dal relativo prezzo di sottoscrizione, ad oggi non
determinabili. Il numero potenziale di azioni a servizio dei warrant che verranno attribuiti
gratuitamente a GEM è pari a 46 milioni.
Nota 41
RISULTATO
D'ESERCIZIO DA
DISCONTINUED
OPERATION
Nell'esercizio 2014, la voce accoglie i risultati economici dell'esercizio riferiti alla Business
Unit Mascioni e Filiali, nonché l'adeguamento del valore delle attività che recepisce gli
effetti derivanti dalla cessione della quota di partecipazione avvenuta in data 2 ottobre
2015.
(in migliaia di euro) 2014 di cui parti
correlate
(Nota n.43)*
2013 di cui parti
correlate
Vendite nette 46.733 11.463 46.874 12.082
Costo del venduto 44.474 337 45.021 2.427
Margine industriale 2.259 11.126 1.853 9.655
Spese di vendita e distribuzione 1.317 6 1.500
Pubblicità e promozione 18 25
Costi di struttura 5.619 392 5.451 172
Costi operativi 6.954 398 6.976 172
Altri costi e (ricavi) (1.245) (127) (767) (228)
(Altri ricavi) (1.486) (283) (1.065) (228)
Altri costi 241 156 298 -
Oneri (proventi) di ristrutturazione - - - -
(Proventi di ristrutturazione) - -
Oneri di ristrutturazione - -
Risultato operativo (EBIT) (3.450) 10.855 (4.356) 9.711
Oneri (proventi) finanziari 352 45 423 12
(Proventi finanziari) (168) - (46)
Rettifiche di valore di crediti finanziari -
Altri oneri finanziari 520 45 469 12
Oneri (proventi) da partecipazioni - - - -
(Proventi da partecipazioni) - -
Oneri da partecipazioni - -
Quote (utile) perdita di partecipazioni contab. con il metodo del
p.n. al netto effetto fiscale
- -
Risultato prima delle imposte (3.802) 10.810 (4.779) 9.699
Imposte sul reddito 201 121
Risultato dell'esercizio (4.003) 10.810 (4.900) 9.699
Accantonamento per minor realizzo da Discontinued
operation (14.684) -
Risultato dell'esercizio derivante dalle Discontinued
operation
(18.687) 10.810 (4.900) 9.699

Il segmento operativo Mascioni e Filiali ha fatturato 46,7 milioni di Euro rispetto a 46,9 milioni di Euro del 2013. Ha registrato una perdita di 4 milioni di Euro contro 4,9 milioni di Euro dell'esercizio precedente.

I risultati marcatamente negativi degli ultimi esercizi, hanno indotto la Mascioni S.p.A. nell'obiettiva impossibilità di far fronte con assoluta regolarità alle proprie obbligazioni, non disponendo della liquidità necessaria per estinguere tutti i propri debiti alle scadenze pattuite.

Di qui l'instaurazione di una trattativa con i principali creditori finalizzata alla ristrutturazione dell'indebitamento; il processo ha portato alla cessione della partecipazione (finalizzata in data 2 ottobre 2015) a PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A..

I benefici dell'operazione consentono la possibilità di accelerare il rilancio delle attività in continuità attraverso una maggiore focalizzazione delle risorse da parte del nuovo investitore.

Nota 42
RAPPORTI CON
PARTI
CORRELATE
Secondo quanto disposto dallo IAS 24 e dalla delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, i
rapporti intervenuti nel corso del 2014, regolati a normali condizioni di mercato, riferiti
principalmente ai rapporti con le società collegate, sono stati evidenziati negli schemi di
bilancio e nel rendiconto finanziario.
Di seguito si riporta una tabella di dettaglio dell'incidenza delle operazioni con parti
correlate sulla situazione patrimoniale e sul risultato economico di Gruppo; si riporta inoltre
una tabella di dettaglio dei rapporti con le stesse.
(in migliaia di Euro) Vendite nette Costo del
venduto
Spese di
vendita e
distribuzione
Costi di
pubblicità e
promozione
Costi di
struttura
Altri (ricavi)
e costi
Oneri e
(proventi)
finanziari
Oneri e
Quota
(proventi)
(utile)
da
perdita
partecipaz.
collegate
Società collegate
Welspun Zucchi - - - - - - - -
(10)
Intesa -
-
480
11.499
- -
-
2
247
-
(891)
(13)
(45)
-
(12)
Discontinued operation
A
- 11.979 -
-
- 249 (891) (58) -
(22)
- - - - - - -
-
Pirola Pennuto Zei Ass. - - - - 26 - - -
-
Bisenzio8 - 3 - - - - - -
-
Fidirex & partners - - - - - 7 - -
-
- - - - - - - -
-
-
-
-
3
-
-
-
-
-
26
-
7
-
-
-
-
-
-
B - 11.982 - - 275 (884) (58) -
(22)
Totale A+B
Totale a bilancio
100.215 61.094 35.283 2.331 19.323 (1.359) 1.666 (23)
(22)
Incidenza % 0,00% 19,61% 0,00% 0,00% 1,42% 65,05% -3,48% 100,00%
0,00%
(in migliaia di Euro)
Società collegate
Welspun Zucchi
Intesa
Crediti
commerciali
-
Continuing operation
Crediti finanziari
-
498
Debiti
commerciali e
altri debti
38
Crediti
commerciali
-
Discontinued operation
Debiti finanziari
-
Debiti
commerciali e
altri debti
295
- 498 38 - - 295
Rapporti tra Continuing e Discontinued operation 491 1.963 5.134 5.134 1.963 491
Altre parti correlate
Pirola Pennuto Zei Ass.
- - 32 - -
Studio dei revisori ass. 40
Totale 491 2.461 5.244 5.134 1.963 786
Totale a bilancio 27.517 2.466 27.250 17.187 1.963 15.752
Incidenza % 1,78% 99,80% 19,24% 29,87% 100,00% 4,99%
Si rinvia a quanto contenuto nelle Note 7.2.1 relativamente al rischio di credito nei confronti
delle collegate.
Nota 43
EVENTI ED
OPERAZIONI
SIGNIFICATIVE
NON
RICORRENTI
Sulla base di quanto indicato dalla delibera Consob N.15519 del 27 luglio 2006 vengono
riportate di seguito gli effetti delle "Operazioni significative non
ricorrenti" nell'esercizio
2014.
Isolando l'effetto della rilevazione dei proventi ed oneri non ricorrenti, il risultato operativo
delle attività ricorrenti è il seguente:
(in migliaia di Euro) 2014 2013 rideterminato
Vendite nette 100.215 116.211
Risultato operativo (EBIT) (17.969) (17.707)
Risultato operativo (EBIT)% (18%) (15%)
Proventi ed oneri non ricorrenti e di ristrutt.
Risultato operativo (EBIT) delle attività
3.409 5.354
correnti (14.560) (12.353)
Risultato operativo (EBIT) delle attività
correnti % (15%) (11%)
Si riportano di seguito gli effetti sul risultato netto dell'esercizio di tali operazioni:
2014
2013 rideterminato
(in migliaia di Euro)
Costo del venduto 604 -
Spese di vendita e distribuzione 605 -
Costi di struttura 688 574
Proventi finanziari - (10.275)
Oneri (proventi) di ristrutturazione 1.512 4.780
Risultato lordo (3.409) 4.921
Effetto fiscale (70) -
Effetto totale (3.339) 4.921
Risultato netto delle attività (39.428) (15.158)
Incidenza (%) 8,47% (32,46%)
Nel costo del venduto sono registrate le svalutazioni effettuate dalla Capogruppo per
l'adeguamento al fair value del dei terreni per 604 migliaia di Euro.
La Capogruppo stessa
ha inoltre svalutato,
registrando nelle spese di vendita e
distribuzione, per un valore di 605 migliaia di Euro i mobili e arredi relativi ad alcuni negozi
dei quali si è proceduto alla chiusura.
L'effetto sulle spese di struttura, pari a 688 migliaia di Euro, è relativo ai costi sostenuti per
la rinegoziazione del nuovo accordo di ristrutturazione del debito bancario (403 migliaia di
Euro) e alla svalutazione per l'adeguamento al fair value degli immobili (285 migliaia di
Euro).
La voce "Oneri e proventi di ristrutturazione", pari a 1.512 migliaia di Euro (vedi Nota 35) è
composta dalla plusvalenza realizzata dalla Capogruppo per la cessione parziale del plesso
immobiliare sito in Urago d'Oglio (BS), da oneri relativi agli incentivi all'esodo corrisposti per
la riorganizzazione della struttura della Capogruppo (51 migliaia di Euro), da oneri sostenuti
dalla Capogruppo in relazione all'impegno di esecuzione di alcuni lavori assunto nei
confronti dell'Amministrazione Comunale di Casorezzo nell'ambito della nuova convezione

stipulata in data 10 marzo 2014 (224 migliaia di Euro) e dalle svalutazioni relative alle migliorie su immobili terzi ed agli avviamenti commerciali inerenti i punti vendita della filiale Zucchi do Brasil avendo valutato una possibile dismissione degli stessi alla luce delle nuove scelte gestionali (1.332 migliaia di Euro).

Si riportano di seguito gli effetti sui valori patrimoniali e sui flussi finanziari che le operazioni hanno avuto:

Al 31 dicembre 2014 (in migliaia di Euro) Valore
economico
Valore patrimoniale
al 31.12.2013
Effetto fin. del
perdiodo
Valore
patrimoniale al
31.12.2014
Costo del venduto 604 - - -
Spese di vendita e distribuzione 605 - - -
Costi di struttura 688 (166) (403) (82)
Proventi finanziari - - - -
Oneri (proventi) di ristrutturazione 1.512 (3.867) (462) (3.184)
Totale 3.409 (4.033) (865) (3.266)
Nota 44
COMPENSI AGLI
AMMINISTRATO
Carica
ricoperta
Periodo 2014 per
cui è stata
ricoperta la
carica
Scadenza
della carica
Emolumenti
per la carica
Benifici non
monetari
Premi Altri
compensi
Compensi
incarichi in
altre società
del gruppo
Note
RI E SINDACI
Matteo Zucchi
Riccardo Carradori
Presidente
Amministratore
1/1-31/12/2014
1/1-23/12/2014
31/12/2016
31/12/2016
70
425
5
4
100 7 c
a
Alessandro Cortesi Delegato
Amministratore
1/1-12/06/2014 31/12/2015 23 12 c
Marco Valerio Corini Amministratore 1/1-31/12/2014 31/12/2016 29 50 c
Luigi Piergiuseppe Murciano
Barbara Rondilone
Amministratore
Amministratore
1/1-12/06/2014
13/6-29/12/2014
31/12/2015
31/12/2016
11
13
Anna Schiaffino Amministratore 1/1-31/12/2014 31/12/2016 26
Giovanni Battista Vacchi Amministratore 24/12-31/12/2014 31/12/2016 7
Presidente
Collegio
Sindacale
1/1-31/12/2014 31/12/2014 32 6 c
Marcello Romano Sindaco 1/1-31/12/2014 31/12/2014 19
Primo Ceppellini effettivo
Sindaco
Massimo Bellavigna effettivo 1/1-31/12/2014 31/12/2014 19
a) Compensi derivanti dal rapporto d'impiego come dirigente (inclusi nel costo del personale)
b) Compensi per servizi vari
c) Compensi per la funzione di amministratore/sindaco in altre società del Gruppo
Nota 45
COMPENSI ALLA
SOCIETA' DI
REVISIONE
Tipologia di servizi Soggetto che ha erogato il servizio Destinatario Compensi
(migliaia di
Euro)
Revisione contabile KPMG SpA Vincenzo Zucchi S.p.A. 213
Dichiarazioni fiscali KPMG SpA Vincenzo Zucchi S.p.A. 3
Predisposizione parere di
congruità sull'aumento di
capitale riservato, relazione
sui dati pro-forma contenuti
nel Prospetto Informativo per
l'aumento di capitale
KPMG SpA Vincenzo Zucchi S.p.A. 109
TOTALE COMPENSI 325
Revisione contabile
Dichiarazioni fiscali
KPMG SpA
KPMG SpA
Mascioni S.p.A.
Mascioni S.p.A.
67
2
TOTALE COMPENSI 69
Revisione contabile KPMG AG Bassetti G.m.b.H 28
Revisione contabile KPMG SA Bassetti Schweiz A.G. 14
Revisione contabile KMPG Auditores SL Bassetti Espanola SA 21
Servizi legali KMPG Auditores SL Bassetti Espanola SA 8
TOTALE COMPENSI 29
Revisione contabile KPMG Réviseurs d'Entreprises Zucchi S.A. 3
Revisione contabile KPMG SpA Basitalia S.r.l. 12
Revisione contabile KPMG SpA Mascioni USA Inc 12
Revisione contabile KPMG SpA Mascioni America 8
Revisione contabile KPMG Assurance Services Ltda Zucchi do Brasil Ltda 8
Totale 508
Nota 46
OPERAZIONI
ATIPICHE E/O
I servizi di revisione contabile includono la revisione del bilancio al 31 dicembre 2014 e la
revisione contabile limitata della situazione semestrale al 30 giugno 2014.
I compensi corrisposti dalla Capogruppo alla Società di Revisione includono anche
compensi connessi ad ulteriori attività connesse all'asseverazione del piano industriale e
per la certificazione di dati pro-forma contenuti nel Prospetto Informativo di aumento di
capitale.
Il bilancio consolidato dell'esercizio 2014
non riflette componenti di reddito e poste
patrimoniali e finanziarie (positive e/o negative) derivanti da eventi od operazioni atipiche
e/o inusuali.
INUSUALI
Nota 47
FATTI DI RILIEVO
SUCCESSIVI AL
31 DICEMBRE
2014
Liberazione aumento di capitale in opzione
Con riferimento all'integrale liberazione dell'aumento di capitale in opzione, perfezionato nel
mese di dicembre 2013, l'azionista Gianluigi Buffon non ha proceduto entro il termine del
31 dicembre 2014 (come deliberato dall'Assemblea in data 28 giugno 2013) all'integrale
liberazione della quota sottoscritta. Il Consiglio di Amministrazione si è, pertanto, attivato
per l'escussione della fidejussione assicurativa (per l'incasso della quota residua di cinque
milioni di Euro) a suo tempo rilasciata a garanzia del regolare pagamento di quanto dovuto
per la sottoscrizione delle nuove azioni che fossero rimaste inoptate. Il predetto importo è
pervenuto nella disponibilità della Società il 26 febbraio 2015 con conseguente liberazione
integrale del predetto aumento di capitale.
Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare
In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in
seduta straordinaria, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche finanziatrici
a proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla definizione
della correlata manovra finanziaria.
Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di
ristrutturazione
con
le
banche
finanziatrici
ai
sensi
dell'art.
182-bis
della
Legge
Fallimentare, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del
ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di
tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del
debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e
l'inoperatività della causa di scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, cod. civ
Alla luce della summenzionata delibera, l'Assemblea ha disposto di rinviare ogni decisione
sui provvedimenti ex art. 2447 cod. civ., consentendo, nelle more, alla Società di addivenire
ad un nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge
Fallimentare.
In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale
competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D.
267/1942.
In questo contesto la Società beneficerà degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla
normativa applicabile che consentirà alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena
continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse della propria clientela e del
mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione
dei debiti.
In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi

S.p.A. un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del piano, e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Il Tribunale ha altresì disposto che la Società depositi una relazione esplicativa dell'attività di gestione ordinaria e dell'attività finalizzata alla predisposizione della proposta e del piano, nonché una situazione finanziaria dell'impresa, alle seguenti scadenze: 22 maggio 2015, 22 giugno 2015 e 22 luglio 2015.

Gli atti di straordinaria amministrazione erano consentiti solo se urgenti, previa autorizzazione del Tribunale.

La scadenza originaria assegnata dal Tribunale si è rivelata obiettivamente incompatibile con il varo del piano e della relazione dell'attestatore per l'oggettiva complessità della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della Vincenzo Zucchi S.p.A..

Per tale motivo, in data 5 agosto 2015, la Società ha depositato istanza di proroga dei termini della procedura ex art. 161, sesto comma, L.F.. In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

In data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., ha dichiarato inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F.

Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, da parte di Mascioni S.p.A.

In data 8 maggio 2015 anche la controllata Mascioni S.p.A., alla luce della domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942, depositata dalla capogruppo, ha presentato la propria separata domanda di concordato preventivo "con riserva" ai sensi dell'art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942, prodromica anche in questo caso al deposito di un ricorso per l'omologazione di un accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F. ovvero di una proposta di concordato di tipo "in continuità".

In data 14 maggio 2015, il Tribunale di Varese ha concesso alla partecipata Mascioni S.p.A. un termine di 90 giorni per il deposito della proposta del piano e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Il Tribunale di Varese ha altresì disposto che la controllata proceda al deposito, alla scadenza del trentesimo giorno, di una aggiornata situazione economico finanziaria sull'andamento dell'attività d'impresa, con indicazione degli atti di straordinaria amministrazione compiuti, dei pagamenti per importi superiori a 150.000 Euro, delle eventuali istanze di fallimento, proposte nei di lei confronti, e dei pignoramenti ricevuti.

Nomina nuovo Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha convocato l'Assemblea degli azionisti, per il giorno 1 giugno 2015, avendo il Consigliere Anna Schiaffino rassegnato, per motivi personali, con effetto immediato, le proprie dimissioni da tutte le cariche ricoperte (consigliere non esecutivo/indipendente e membro del comitato per le retribuzioni e comitato per il controllo interno) e comportando, in tal modo, la decadenza dell'intero Consiglio di Amministrazione, che resta in carica in regime di prorogatio sino alla data della prossima assemblea ordinaria.

In data 30 maggio 2015 il sindaco effettivo, Primo Ceppellini, ha rassegnato, per motivi personali, le dimissioni dalla carica con efficacia dal 30 giugno 2015. La società, pertanto, ha convocato l'assemblea dei soci affinché la stessa provveda all'integrazione del collegio sindacale.

In data 1 giugno 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha eletto, previa definizione del numero dei suoi componenti in sette, il nuovo Consiglio di Amministrazione che resterà in carica sino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2017.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto dai Signori Giovanni Battista Vacchi, Angelo Turi, Paolo Pedersoli, Barbara Adami Lami e Giuseppe Rielli, espressi dall'unica lista presentata congiuntamente dagli azionisti Gianluigi Buffon e GB Holding S.r.l., nonché dai Signori Patrizia Polliotto e Giuseppe Fornari i cui nominativi sono stati espressi in sede assembleare dallo stesso azionista.

I Consiglieri Angelo Turi, Barbara Adami Lami, Giuseppe Rielli, Patrizia Polliotto e Giuseppe Fornari hanno dichiarato di essere in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla normativa applicabile e dallo Statuto Sociale.

Il Consiglio di Amministrazione della Società, riunitosi in data 4 giugno 2015, ha attribuito le cariche sociali nominando Presidente del Consiglio di Amministrazione Angelo Turi e confermando Giovanni Battista Vacchi quale Amministratore Delegato.

Sono stati nominati i componenti del Comitato per il Controllo Interno (composto da Giuseppe Fornari, Giuseppe Rielli e Paolo Pedersoli) e del Comitato Politiche Retributive (Barbara Adami Lami, Patrizia Polliotto e Giuseppe Rielli).

Il Consiglio di Amministrazione ha, inoltre, nominato Patrizia Polliotto quale Lead Independent Director e Giovanni Battista Vacchi Amministratore Esecutivo incaricato di sovrintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno.

Zucchi do Brasil Ltda

La filiale Zucchi do Brasil Ltda ha completato nel mese di luglio 2015 la chiusura dei punti vendita decisa nel mese di febbraio 2015 stante i negativi risultati conseguiti e l'assenza di prospettive future per la filiale.

Cessione partecipazione Mascioni S.p.A.

Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A., (di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A, per un importo complessivo di 150 mila Euro, al lordo dei costi connessi alla cessione. Non si ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.

Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio). Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Società ottenga

l'omologa non più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Accordo con Astrance Capital SAS

In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche finanziatrici, ha deliberato di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F..

La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di capitale riservato per euro 10 milioni successivamente all'intervenuta omologa dell'accordo di ristrutturazione.

Nuovo accordo di ristrutturazione del debito con le banche finanziatrici ex art. 182bis L.F.

In data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo") saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e

suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività).

Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì:

  • la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"); e

  • l'impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH ovvero in Newco nonché il contestuale impegno di quest'ultime a sottoscrivere e liberare l'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182-bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia

dell'istanza di fallimento.
L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di
inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente
depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il
deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo
provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello
stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il
rigetto della stessa.
Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB")
e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo,
hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale
Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.
In particolare, l'intesa prevede:
- un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da
Astrance medesima;
- l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o
tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);
- un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per
persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a
fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;
- il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione
da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno
2020 e sino al 31 dicembre 2020;
-
il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della
partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni
tempo;
-
l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di
GBH un finanziamento infruttifero
dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle
risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di
Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti
nell'accordo di ristrutturazione.
L'esecuzione delle intese è subordinata all'omologa definitiva ed alle altre condizioni
previste nell'accordo di ristrutturazione.
In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della
richiesta di
omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies
della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23
dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il
congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.
La procedura così instaurata porta il numero 4/2015.
Non si rilevano altri eventi di particolare rilevanza successivi alla data della chiusura
dell'esercizio.
Per ulteriori informazione si rinvia a quanto esposto nel paragrafo sulla Continuità
aziendale.

Nota 48 ELENCO DELLE SOCIETA' PARTECIPATE AL 31 DICEMBRE 2014

Le partecipazioni nelle seguenti società controllate sono state valutate con il metodo del consolidamento integrale:

(in migliaia di Euro) Capitale sociale (in
migliaia)
% di possesso in
consolidato al
31.12.2014
% di
partecipazione
diretta
indiretta tramite società
Basitalia S.r.l.
Conegliano (TV)
Euro 120 100,0 100,0 -
Bassetti Espanola S.A.
La Roca del Valles (Spagna)
Euro 299 100,0 100,0 -
Bassetti Deutschland G.m.b.H.
Martinsried Bei Munchen (Germania)
Euro 200 100,0 100,0 -
Bassetti Schweiz AG
Lugano (Svizzera)
Fr. Sv. 200 100,0 100,0 -
Zucchi S.A.
Bruxelles (Belgio)
Euro 62 100,0 99,0 1,0
Bassetti Schweiz S.A.
Zucchi do Brasil Com. e Imp. Ltda
San Paolo (Brasile)
Reais 2.570 100,0 75,0 25,0
Bassetti Schweiz S.A.
Ta Tria Epsilon Bianca S.A.
Atene (Grecia)
Euro 800 100,0 100,0 -
Hospitality. IT S.r.l. (*)
Rescaldina (MI)
Euro 100 100,0 100,0 -
Mascioni USA INC.
New York (USA)
\$ USA 80 100,00 100,0 -
Mascioni S.p.A.
Milano
Euro 5.000 71,65 71,65 -
Mascioni America Inc.
New York (USA)
\$ USA 1 71,65 - 100,0 Mascioni S.p.A.

(*) Società in liquidazione

Il 30 giugno 2014, nell'ambito del progetto di riorganizzazione e ristrutturazione del Gruppo, è stata posta in liquidazione la Zucchi France S.a.r.l. avendo conferito mandato di vendita ad un distributore francese. In data 15 settembre 2014 la società è stata definitivamente cancellata dal registro imprese con conseguente cessazione delle attività. In data 29 luglio 2014 è stata posta in liquidazione la partecipata Hospitality.it S.r.l.. Ogni attività da essa svolte verrà trasferita alle altre società che compongono il Gruppo Zucchi.

Le partecipazioni nelle seguenti società collegate sono state valutate con il metodo del patrimonio netto:

(in migliaia di Euro) Capitale sociale (in
migliaia)
% di possesso in
consolidato al
31.12.2014
% di
partecipazione
diretta
indiretta tramite società
Intesa S.r.l.
Arconate (MI)
Euro 22
24,5
24,5 -
In data 11 ottobre 2014 è stata formalizzata la cessione della partecipazione nel capitale
della Welspun Zucchi Textile Limited.

Attestazione al bilancio consolidato

ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento CONSOB n° 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni

I sottoscritti Angelo Turi, in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione, e Stefano Crespi, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Vincenzo Zucchi S.p.A., attestano tenuto anche conto di quanto previsto dall'art.154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n° 58:

  • ß l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
  • ß l'effettiva applicazione

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell'esercizio 2014.

La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2014 è basata su di un processo definito da Vincenzo Zucchi S.p.A. in coerenza con il modello Internal Control-Integrated Framework, emanato dal Commitee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (CoSO), che rappresenta un framework di riferimento generalmente accettato a livello internazionale.

Si attesta, inoltre, che il bilancio d'esercizio:

  • a) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • b) redatto in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005;
  • c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'Emittente.

29 febbraio 2016

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Il Dirigente Preposto Angelo Turi Stefano Crespi

/f/ Angelo Turi /f/ Stefano Crespi

Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2014

Prospetti bilancio d'esercizio

Prospetto della situazione patrimoniale finanziaria

(in migliaia di euro) Note 31.12.2014 di cui parti
correlate (Nota
n.38)*
31.12.2013 di cui parti
correlate
Attivo corrente
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 8 2.226 9.080
Crediti commerciali 11 33.775 9.166 36.127 6.069
Crediti finanziari verso terzi 12 5 5
Crediti finanziari verso controllate/collegate 12 2.473 2.473 1.205 1.205
Altri crediti 13 2.518 2.867
Crediti per imposte correnti 21 216 435
Rimanenze 10 30.374 32.312
Totale attivo corrente 71.587 11.639 82.031 7.274
Attività non correnti destinate alla vendita 14 - - - -
Attivo non corrente
Immobili, impianti e macchinari 15 36.914 40.924
Investimenti immobiliari 16 - -
Attività immateriali 17 885 1.143
Altre attività finanziarie 9 391 415
Partecipazioni 18 1.567 15.355
Crediti commerciali 11 538 1.869
Crediti finanziari verso controllate/collegate 12 - 2.000 2.000
Altri crediti 13 285 406
Totale attivo non corrente 40.580 - 62.112 -
Totale attivo 112.167 11.639 144.143 9.274

*Ai sensi della delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006

(in migliaia di euro) Note 31.12.2014 di cui parti
correlate (Nota
n.38)*
31.12.2013 di cui parti
correlate
Passivo corrente
Debiti correnti verso banche 20 96.259 64.810
Debiti verso altri finanziatori 20 1.040 3.018
Debiti commerciali e altri debiti 21 23.911 3.913 26.391 3.995
Debiti finanziari verso controllate/collegate 21 95 95 76 76
Debiti per imposte 22 - -
Fondi rischi e oneri 24 3.608 452
Benefici ai dipendenti 25 2.289 1.068
Totale passivo corrente 127.202 4.008 95.815 4.071
Debiti verso banche
Fondi rischi ed oneri
20
24
-
1.182
28.725
4.566
Benefici ai dipendenti 25 7.343 8.135
Passività per imposte differite 23 4.088 3.098
Altri debiti 21 - -
Totale passivo non corrente 12.613 - 44.524
Patrimonio netto
Capitale sociale 26 2.547 17.907
Riserve e utili ( perdite) a nuovo 26 2.781 329
Risultato dell'esercizio 26 (32.976) (14.432)
Totale patrimonio netto (27.648) - 3.804 -
-

*Ai sensi della delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006

Prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo

(in migliaia di euro) Note 2014 di cui parti
correlate
(Nota n.38)*
2013 di cui parti
correlate
Vendite 7 90.174 13.656 103.889 13.348
Costo del venduto 28 60.699 11.268 72.126 11.521
di cui non ricorrenti 604
Margine industriale 29.475 2.388 31.763 1.827
Spese di vendita e distribuzione 29 27.258 1.808 28.286 1.579
di cui non ricorrenti 605
Costi di pubblicità e promozione 30 1.400 1.818
Costi di struttura 31 14.983 284 14.740 490
di cui non ricorrenti 688 574
Totale costi operativi 43.641 2.092 44.844 2.069
Altri costi e (ricavi) 32 (768) (1.950) (973) (3.641)
(Altri ricavi) 32 (3.367) (1.959) (5.377) (3.641)
Altri costi 32 2.599 9 4.404
Oneri (proventi) di ristrutturazione 33 180 - 4.502 -
(Proventi di ristrutturazione) 33 (95) -
Oneri di ristrutturazione 33 275 4.502
Risultato operativo (EBIT) (13.578) 2.246 (16.610) 3.399
Oneri e (proventi) finanziari 34 5.344 3.647 (8.185) (38)
(Proventi finanziari) 34 (365) (165) (278) (38)
di cui non ricorrenti (133)
(Proventi finanziari) da rinuncia al debito bancario 34 - (10.142)
di cui non ricorrenti (10.142)
Rettifiche di valore di crediti finanziari 34 3.812 3.812 20 -
Altri oneri finanziari 34 1.897 2.215
di cui non ricorrenti
Oneri e (proventi) da partecipazioni 35 12.729 12.752 5.667 5.667
(Proventi da partecipazioni) 35 (854) (831) (171) (171)
Oneri da partecipazioni 35 13.583 13.583 5.838 5.838
Risultato prima delle imposte (31.651) (14.153) (14.092) (2.230)
Imposte 36 1.325 340
di cui non ricorrenti
Risultato dell'esercizio (32.976) (14.153) (14.432) (2.230)
Altre componenti del conto economico complessivo - -
Commissioni equity credit line (285)
Utile (Perdita) attuariale da valutazione TFR IAS 19
Risultato dell'esercizio complessivo
(693)
(33.954)
(14.153) (99)
(14.531)
(2.230)

*Ai sensi della delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006

Prospetto delle
variazioni di
patrimonio netto
per gli esercizi
Riserva per
2013 e 2014 Note Capitale
sociale
costi di
transazione
per aumento
capitale
sociale
Riserva
legale
Riserva
IFRS
Riserva di
copertura
perdite
Riserva da
rimisurazione
piani a benefici
definiti
Utili
(perdite)
portati a
nuovo
Utile (perdita)
dell'esercizio
Totale
(in migliaia di euro)
Saldo al 31.12.2012 26 22.230 (287) 9 175 (486) (14.030) (6.635) 976
Totale conto economico
complessivo dell'esercizio
Risultato dell'esercizio
Altre componenti di conto
- - - - (14.432) (14.432)
economico complessivo
Utile (perdita) attuariale da valutazione TFR IAS 19
(99) (99)
Totale altre componenti del conto
economico complessivo
- - - - - (99) - - (99)
Totale conto economico
complessivo d'esercizio
- - - - - (99) - (14.432) (14.531)
Contribuzioni da parte dei soci
e distribuzioni a questi in
qualità di soci
Copertura perdite
17.362
(21.685)
(3)
287
(9) (175) 486 21.096 - 17.359
-
Destinazione risultato esercizio
precedente
- - - - - - (6.635) 6.635 -
Totale contribuzioni da parte
dei soci e distribuzioni a
questi ultimi in qualità di soci
Saldo al 31 dicembre 2013
(4.323)
17.907
284
(3)
(9)
-
(175)
-
-
-
486
(99)
14.461
431
6.635
(14.432)
17.359
3.804
26
Totale conto economico
complessivo dell'esercizio
Risultato dell'esercizio
Altre componenti di conto
- - - - - - (32.976) (32.976)
economico complessivo
Commissioni equity credit line
- (285) - - - - - (285)
Utile (perdita) attuariale da
valutazione TFR IAS 19 al netto
dell'effetto fiscale
(693) (693)
Totale altre componenti del conto
economico complessivo
- (285) - - - (693) - - (978)
Totale conto economico
complessivo dell'esercizio
- (285) - - - (693) - (32.976) (33.954)
Contribuzioni da parte dei soci
e distribuzioni a questi in
qualità di soci
Copertura perdite
2.502
(17.862)
3.861 14.001 2.502
-
Destinazione risultato esercizio
precedente
- - - - - - (14.432) 14.432 -
Totale contribuzioni da parte
dei soci e distribuzioni a
questi ultimi in qualità di soci (15.360) - - - 3.861 - 431 14.432 2.502
Saldo al 31 dicembre 2014 26 2.547 (288) - - 3.861 (792) - (32.976) (27.648)
Rendiconto
finanziario
(in migliaia di euro) Note 2014 2013
FLUSSI DI CASSA GENERATI (ASSORBITI) DALLE ATTIVITA' OPERATIVE
Risultato dell'esercizio (32.976) (14.432)
Rettifiche per:
Ammortamenti e svalutazioni degli Immobili,imp.,macchinari ed attività immateriali
15/16/17 4.019 2.513
(Rivalutazioni)/Svalutazioni di partecipazioni* 18 13.583 5.838
(Plusv) Minus su partecipazioni in società controllate e collegate* e altre minori 35 (23) (9)
Proventi finanziari 34 (6) (53)
Oneri finanziari
(Plusvalenze) minusvalenze su Immobili, impianti e macchinari
34
32
1.766
(161)
1.981
(262)
(Plusvalenze) minusvalenze su attività non correnti destinate alla vendita - -
Proventi finanziari non ricorrenti per rinuncia al debito bancario 34 - 10142
Dividendi da controllate* 35 (831) (162)
Interessi su finanziamenti a terzi
Interessi su finanziamenti a controllate e collegate*
34
34
-
(153)
(5)
(37)
Rettifiche di valore dei crediti finanziari verso società controllate e collegate (*) 34 3.812 20
Imposte sul reddito 36 1.325 340
Sub-totale a (9.645) (14.410)
Variazioni di capitale circolante
(Aumento) diminuzione dei crediti commerciali, altri crediti e crediti per imposte correnti
11/13/22 7.374 6.138
(Aumento) diminuzione dei crediti commerciali verso società controllate e collegate* 11 (3.097) (1.359)
(Aumento) diminuzione delle rimanenze 10 1.938 4.577
Aumento (diminuzione) dei debiti commerciali, altri debiti e debiti per imposte correnti 21/22 (2.295) (1.410)
Aumento (diminuzione) dei debiti commerciali verso società controllate e collegate*
Aumento (diminuzione) fondi e benefici ai dipendenti
21
24/25
(145)
(1.238)
(2.231)
3.318
Variazioni nette altre attività e passività 12/14/21 145 (280)
Sub-totale b 2.682 8.753
Sub-totale a+b (6.963) (5.657)
Pagamenti di interessi (1.178) (1.228)
Pagamenti di imposte
TOTALE
-
(8.141)
(433)
(7.318)
Rimborso finanziamenti (banche)
Accensione finanziamenti (banche)
20
20
-
-
(126)
-
Aumento (diminuzione) debiti verso banche per finanziamenti a breve 20 2.358 4.033
(Diminuzione) debiti verso banche per conversione in conto capitale 20 - (4.859)
Aumento (diminuzione) debiti verso altri finanziatori 20 (1.978) -
Aumento (diminuzione) debiti finanziari verso società controllate*
Aumento di capitale
21
26
19
2.502
(369)
17.359
Commissioni equity credit line (285) -
Pagamento di dividendi
TOTALE
-
2.616
-
16.669
FLUSSO DI CASSA GENERATO (ASSORBITO) DALLE ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
(Acquisto) vendita attività finanziarie detenute per la negoziazione
(Acquisto) di immobili, impianti, macchinari e altre attività immateriali
15/16/17 -
(1.820)
-
(3.382)
Incasso da cessione di Immobili, imp., macchinari ed attività immateriali 2.190 289
Incasso da cessione di attività non correnti destinate alla vendita* - -
(Erogazione) rimborso finanziamenti a società controllate e collegate* 12 - -
(Aumento) diminuzione crediti finanziari verso terzi 12
9/12
- 1.000
(Aumento) diminuzione crediti finanziari verso società controllate e collegate
(Acquisizioni) vendita-liquidazione di partecipazioni e acquisizione di quote di minoranza
(2.940)
563
(3.083)
204
Ricapitalizzazione di società controllate/collegate * 18 (40) (862)
Incasso di interessi 6 53
Incasso di dividendi* 699 162
Incasso di interessi da finanziamenti a società controllate e collegate* 13 15
TOTALE (1.329) (5.604)
Aumento (Diminuzione) disponibilità liquide e mezzi equivalenti (6.854) 3.747
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti iniziali 9.080 5.333
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti finali 2.226 9.080
*Effetti sul Rendiconto Finanziario derivanti da operazioni con parti correlate come richiesto dalla delibera Consob 15519 del 27 luglio 2008

Note esplicative al bilancio d'esercizio

Nota 9
Nota 10
Nota 11
Nota 12
Nota 13
Nota 14
Nota 15
Nota 16
Nota 17
Nota 18
Nota 19
Nota 20
Nota 21
Nota 22
Nota 23
Nota 24
Nota 25
Nota 26
Nota 27
Nota 28
Nota 29
Nota 30
Nota 31
Altre attività finanziarie
Rimanenze
Crediti commerciali
Crediti finanziari
Altri crediti
Attività non correnti destinate alla vendita
Immobili, impianti e macchinari
Investimenti immobiliari
Attività immateriali
Partecipazioni
Attività per imposte differite
Debiti verso banche e altri finanziatori
Debiti commerciali, altri debiti e debiti finanziari verso controllate e collegate
Crediti/Debiti per imposte correnti
Passività per imposte differite
Fondi per rischi ed oneri
Benefici ai dipendenti
Patrimonio netto
Sezione D - NOTE ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO-PROSPETTO DELL'UTILE/(PERDITA)
DELL'ESERCIZIO E DELLE ALTRE COMPONENTI DI CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO
Dettaglio spese per natura
Costo del venduto
Spese di vendita e distribuzione
Costi di pubblicità e promozione
Costi di struttura
Sezione C2 – NOTE AL PROSPETTO DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA PASSIVA
Nota 32 Altri ricavi e costi
Nota 33 Oneri e proventi di ristrutturazione
Nota 34 Oneri e proventi finanziari
Nota 35 Oneri e proventi da partecipazioni
Nota 36 Imposte
Nota 37 Dividendi
Nota 38 Rapporti con parti correlate
Nota 39 Eventi ad operazioni significative non ricorrenti
Nota 40 Compensi agli amministratori e sindaci
Nota 41 Compensi alla società di revisione
Nota 42 Operazioni atipiche e/o inusuali
Nota 43 Fatti di rilievo successivi al 31dicembre 2014
Nota 44 Elenco delle società partecipate al 31 dicembre 2014
Nota 45 Prospetti riepilogativi dei dati essenziali del bilancio al 31 dicembre 2014 delle società controllate (a

Sezione A - INFORMAZIONI GENERALI

Vincenzo Zucchi S.p.A. (la Società) è una società per azioni costituita in Italia presso il Registro delle imprese di Milano. Gli indirizzi della sede legale e delle altre sedi in cui sono condotte le attività della Società sono indicate negli allegati al presente fascicolo di bilancio. Principalmente la Società produce, distribuisce e commercializza prodotti nel settore della biancheria per la casa.

1. CONTENUTO E
FORMA DEI
PROSPETTI
CONTABILI
Il bilancio chiuso al 31 dicembre 2014 è stato redatto in conformità ai principi contabili
internazionali IAS/IFRS, omologati dall'Unione Europea, ed è stato approvato dal Consiglio di
Amministrazione in data 29 febbraio 2016.
Ai
sensi dell'art. 2429 c.c. viene allegato
un prospetto riepilogativo dei dati essenziali
dell'ultimo bilancio delle società controllate e collegate (vedi Nota 45).
1.1 Forma dei
prospetti contabili
Relativamente alla forma dei prospetti contabili la società ha optato di presentare le seguenti
tipologie di schemi contabili:
Prospetto della situazione patrimoniale - finanziaria
Tale prospetto
viene presentato a sezioni contrapposte con separata indicazione delle
Attività, Passività e Patrimonio Netto.
A loro volta le Attività e le Passività vengono esposte sulla base della loro classificazione
come correnti e non correnti.
Prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico
complessivo
Il prospetto dell'utile/(perdita)
dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico
complessivo viene presentato nella sua classificazione per destinazione.
Ai fini di una più chiara comprensione dei risultati tipici della gestione industriale ordinaria,
finanziaria e fiscale, il conto economico presenta i seguenti risultati intermedi:
ß
Margine industriale;
ß
Risultato Operativo (Ebit risultato prima di interessi ed imposte);
ß
Risultato prima delle imposte.
Prospetto delle variazioni di patrimonio netto
Si riporta il prospetto con evidenza separata del risultato del prospetto dell'utile/(perdita)
dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo, comprensivo di ogni
altra variazione non transitata a Conto Economico, ma imputata direttamente a Patrimonio
Netto sulla base di specifici principi contabili IAS/IFRS.
Rendiconto finanziario
Viene presentato il prospetto suddiviso per aree di formazione dei flussi di cassa, predisposto
secondo il metodo indiretto.
Si precisa, inoltre, che sono state adottate tutte le indicazioni previste dalle delibere Consob
15519 e 15520, nonché dalla comunicazione DEM /6064293 della Consob, che prevedono la
presentazione (qualora significative) delle posizioni o transazioni con parti correlate nonché
dei componenti di reddito derivanti da eventi o fatti il cui accadimento risulta non ricorrente, e
l'informativa da fornire nelle note esplicative.
In conformità al nuovo principio IAS 19 tutti gli utili e le perdite attuariali, oltre ad essere
rilevati nelle passività/attività nette per benefici definiti sono rilevati obbligatoriamente nelle
altre componenti del prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di
conto economico complessivo. Tale modifica ha avuto impatto sul bilancio della Società che,
in base allo IAS 19 finora vigente, applicava il metodo che consentiva di rilevare per intero
tali componenti nell'utile/perdita dell'esercizio.
Ai fini comparativi, ed in conformità a quanto previsto dallo IAS 8, la situazione patrimoniale
finanziaria, il prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di conto
economico complessivo e il rendiconto finanziario della Società sono stati confrontati con i
dati rideterminati del relativo periodo; anche le variazioni del patrimonio netto sono state
modificate di conseguenza per tenere conto della rideterminazione dei saldi degli esercizi
precedenti.
1.2 Moneta
funzionale
Il presente bilancio d'esercizio è espresso in Euro, moneta funzionale della società.
I valori esposti nei prospetti contabili e nelle note esplicative sono espressi in migliaia di
Euro.
I cambi applicati nella conversione al 31 dicembre 2014 delle attività e passività monetarie in
valuta estera sono i seguenti:
2014
2013
Franco svizzero
1,2024
1,2276
Dollaro U.S.A
1,2141
1,3791
Real brasiliano
3,2207
3,2576
2. PRINCIPI
CONTABILI E
CRITERI DI
VALUTAZIONE
Il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2014 è stato predisposto in conformità ai principi
contabili internazionali IAS-IFRS emessi dallo IASB e omologati dall'Unione Europea alla
data di relazione del presente bilancio, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione
dell'articolo 9 del D. Lgs 38/2005 e alle altre norme di legge e disposizioni Consob in materia
di bilancio per quanto applicabili.
2.1 Principi
contabili
Il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2014 è comparato con il bilancio d'esercizio precedente,
ed è costituito dal prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria, dal prospetto
dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo, dal
prospetto delle movimentazioni avvenute nei conti di patrimonio netto e rendiconto
finanziario, nonché dalle presenti note esplicative.
Le note esplicative hanno la funzione di illustrare i principi di redazione adottati, fornire le
informazioni richieste dai principi contabili IAS/IFRS e non contenute in altre parti del bilancio
e fornire l'ulteriore informativa che non è esposta nei prospetti di bilancio, ma che è
necessaria ai fini di una rappresentazione attendibile dell'attività aziendale.
Il bilancio è stato redatto sulla base del principio del costo storico, ad eccezione dei terreni
per i quali si è optato per il modello del fair value e delle attività finanziarie e strumenti
derivati rappresentate da titoli per le quali si è optato per la valutazione al fair value con
imputazione a conto economico.
Continuità
aziendale
Vengono richiamate le parti del bilancio in cui sono descritte le attività del Gruppo, insieme
con i fattori che verosimilmente ne influenzeranno il futuro sviluppo, la performance
economica, la posizione finanziaria, i flussi di cassa, la liquidità e i finanziamenti, gli obiettivi
del Gruppo, le sue politiche e i processi di gestione del capitale, gli obiettivi di gestione dei
rischi finanziari, i dettagli degli strumenti finanziari e delle attività di copertura e la propria
esposizione ai rischi di credito e di liquidità.
Il Gruppo ha chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2014 con una perdita di circa 39,4 milioni di

Euro, inclusiva di una perdita di 18,7 milioni di Euro generata dalle discontinued operation, un patrimonio netto totale negativo per circa 26,5 milioni di Euro (comprensivo di tale perdita) ed una posizione finanziaria netta consolidata negativa di circa 89,4 milioni di Euro.

La Capogruppo ha chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2014 con una perdita di circa 33,0 milioni di Euro, un patrimonio netto negativo per circa 27,6 milioni di Euro (comprensivo di tale perdita) ed una posizione finanziaria netta negativa di circa 92,7 milioni di Euro. La perdita d'esercizio conseguita dalla Capogruppo è maturata, oltre che dalla riduzione del fatturato che non ha generato sufficiente margine utile alla copertura dei costi di struttura, anche per effetto delle svalutazioni della partecipazione detenuta in Mascioni e del finanziamento concesso alla controllata di diritto brasiliano per la quale è stata decisa la dismissione dei punti vendita. La perdita conseguita dalla Capogruppo ha determinato la ricorrenza della fattispecie di cui all'articolo 2447 del codice civile.

Con riferimento alle perdite realizzate nell'esercizio 2014, il Consiglio di Amministrazione proporrà all'Assemblea di deliberare, in una successiva assemblea, la riduzione del capitale sociale ex art. 2447, senza modificare il numero delle azioni in circolazione, con una contestuale operazione di aumento di capitale riservato di 10 milioni di Euro, come definito nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23 dicembre 2015, di cui si dirà successivamente.

La Capogruppo è impegnata in attività e processi di natura straordinaria al fine di perseguire il risanamento della gestione.

Alla luce dei risultati non positivi di un primo accordo di ristrutturazione, sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha stipulato in data 21 marzo 2013 con Banca Imi S.p.A., Unicredit S.p.A., Intesa San Paolo S.p.A., Banca di Legnano S.p.A. (ora Banca Popolare di Milano s.c.a.r.l.), Banca Popolare di Bergamo S.p.A., Banco Popolare soc. coop., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. e Unicredit Factoring S.p.A. un secondo Accordo di Ristrutturazione, omologato in data 4 giugno 2013.

La prima data di valutazione dei covenants relativi all'Accordo di Ristrutturazione è quella del 31 dicembre 2014. L'attuale situazione economica dei mercati in cui opera la Vincenzo Zucchi S.p.A. ed i risultati economici conseguiti non hanno consentito il rispetto degli obiettivi di tale accordo. Le principali ragioni del mancato adempimento dell'Accordo di Ristrutturazione, asseverato ai sensi dell'art. 67, comma 3, lettera d) della Legge Fallimentare, in data 18 marzo 2013 dal Dr. Franco Carlo Papa, devono essere certamente ricondotte all'attuale congiuntura economica e del mercato di riferimento, ma soprattutto alla difficoltà della Capogruppo di rispondere in modo sufficientemente rapido ed efficace alla stessa stante anche il ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale, previsto in tale accordo, rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale.

In tale scenario, i risultati conseguiti negli esercizi 2013 e 2014, sono stati negativamente influenzati dal differente mix produttivo di prodotti Buy (si riferisce ad approvvigionamenti di prodotti finiti e come tali già disponibili per la vendita al consumatore finale) rispetto a quelli Make (si riferisce a prodotti realizzati attraverso l'ausilio di terzisti esterni nonché delle unità produttive del gruppo) che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto rispetto ai valori previsti nel piano industriale di cui all'Accordo di Ristrutturazione, dal differente mix di vendite rispetto al piano, nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale).

Alla luce di tale situazione di oggettiva difficoltà, la Vincenzo Zucchi S.p.A., esaminando nel dettaglio le criticità ha predisposto un nuovo piano industriale, basato su un sostanziale cambiamento del modello di business sottostante (che considera l'evoluzione delle dinamiche dei consumi incidendo sull'architettura dell'offerta, le logiche distributive e di go-tomarket, le modalità di approvvigionamento, la riduzione dei costi di struttura), sottoponendo

quindi ai creditori un nuovo accordo di ristrutturazione che mira al raggiungimento di un risanamento della Società e quindi di un concreto soddisfacimento degli stessi, pur nella considerazione del protrarsi di una situazione di mercato avverso.

La prospettata violazione al 31 dicembre 2014 di alcuni obblighi finanziari (covenants) previsti nell'accordo di ristrutturazione, sottoscritto con le banche finanziatrici in data 21 marzo 2013, e l'avvenuto mancato pagamento della rata di rimborso di detto accordo in scadenza al 31 dicembre 2014, hanno determinato la possibilità che le banche finanziatrici si avvalessero, tra gli altri, del diritto a richiedere il rimborso anticipato dell'utilizzo delle linee di credito in essere.

La Capogruppo ha avviato già dallo scorso mese di luglio 2014 delle negoziazioni con le banche finanziatrici. Nel corso delle discussioni la Capogruppo e le banche finanziatrici hanno sempre considerato negli accordi di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare lo strumento più idoneo a regolamentare gli impegni che saranno assunti a sostegno del nuovo accordo di ristrutturazione. A tale riguardo, va precisato che l'efficacia degli impegni che verranno assunti nell'ambito degli accordi sarà subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione degli Accordi stessi da parte del Tribunale competente.

Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A., in accordo con le Banche Finanziatrici, ha inoltrato, in data 30 ottobre 2014, una richiesta di Stand Still a valere sull'accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis L.F. stipulato in data 21 marzo 2013 al fine di garantire il mantenimento delle linee di credito accordate e dallo stesso disciplinate. Le Banche Finanziatrici non hanno mai formalmente dato seguito alla suddetta richiesta concedendo, in tal modo, uno Stand Still di fatto alla Società.

In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in seduta straordinaria per assumere gli opportuni provvedimenti stante la situazione di cui all'art. 2447 del codice civile, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche finanziatrici a proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla definizione della correlata manovra finanziaria.

Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione con le banche finanziatrici ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e l'inoperatività della causa di scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, codice civile.

Alla luce della summenzionata delibera, l'Assemblea ha disposto di rinviare ogni decisione sui provvedimenti ex art. 2447 codice civile, consentendo, nelle more, alla Capogruppo di addivenire ad un nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare.

In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942.

In questo contesto la Società ha beneficiato degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla normativa applicabile che hanno consentito alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse della propria clientela e del mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti.

In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del piano, e della

documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Alla luce della suddetta situazione patrimoniale e finanziaria, la Capogruppo ha conferito mandato ad un advisor, già dallo scorso mese di febbraio, per la ricerca di soggetti finanziari o industriali che siano interessati ad investire nella Vincenzo Zucchi S.p.A. e nel Gruppo. Tale decisione è stata assunta anche per contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario della Società ed eventualmente agevolare la negoziazione con le Banche Finanziatrici.

L'individuazione di un potenziale investitore, industriale o finanziario, avrebbe consentito di agevolare la manovra con le banche finanziatrici non richiedendo il finanziamento di Euro 10 milioni, previsto nel piano di risanamento, consentendo cosi una più celere conclusione dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario.

In data 5 agosto 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha inoltrato una richiesta di proroga del concordato in bianco a causa della complessità delle attività di ristrutturazione in corso che procedevano positivamente verso gli obiettivi del piano in corso di asseverazione.

In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto Arsizio concedeva alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche finanziatrici, deliberava di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F..

La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di capitale riservato per euro 10 milioni.

Non essendo ancora pervenuti con le Banche Finanziatrici alla firma dell'accordo di ristrutturazione del debito, in data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., dichiarava inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F.

Solo in data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli

Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo"), ammontante complessivamente a circa 49 milioni di Euro, saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banc he Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività).

Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"). L'Aumento di Capitale Zucchi è sostenuto da un impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH, ovvero in Newco, necessrio alla sottoscrizione e liberazione dell'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182 bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In questa prospettiva ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015-2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria.

La suddetta manovra finanziariai supporta il nuovo piano industriale, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. in data 17 dicembre 2015. Il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti") dei punti vendita. Il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine.

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround" ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale brasiliana (già avvenuta nel mese di luglio 2015).

La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello

stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il
rigetto della stessa.
Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e
GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno
raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance
acquisirà indirettamente il controllo della Società.
In particolare, l'intesa prevede:
- un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da
Astrance medesima;
- l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite
NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);
- un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per
persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a
fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;
- il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione
da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno
2020 e sino al 31 dicembre 2020;
-
il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della
partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni
tempo;
-
l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero
dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle
risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di
Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti
nell'accordo di ristrutturazione.
nell'accordo di ristrutturazione.
In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della
richiesta di
relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.
La procedura così instaurata porta il numero 4/2015.
Con l'accoglimento da parte delle banche finanziatrici della proposta di ristrutturazione dei
debiti e quindi in virtù della conseguente stipula e omologa dell'accordo di ristrutturazione e
con l'esecuzione del relativo contenuto, il patrimonio netto della Società risulterà reintegrato
per effetto del rafforzamento
patrimoniale che deriverà dall'attuazione dell'aumento di
capitale riservato nonché per effetto delle componenti economiche positive che potranno
essere rilevate nel conto economico di bilancio a seguito della remissione da parte delle
gli effetti dell'articolo 1236 cod. civ
Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre
2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II
F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners,
SGECR, S.A., (di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata
derivanti dalla cessione della partecipazione.
L'esecuzione delle intese è subordinata all'omologa definitiva ed alle altre condizioni previste
omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della
L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015,
nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del
banche coinvolte di una porzione del loro credito (pari a circa Euro 49 milioni) ai sensi e per
Mascioni S.p.A, per un importo complessivo di 150 mila Euro. Non si ravvisano potenziali
rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del contratto di vendita e
Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di
concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o
successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento
di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale
sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa
eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato
preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei
confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio).
Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Mascioni ottenga l'omologa non
più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.
Con riferimento alla realizzabilità delle iniziative sopra descritte, volte al riequilibrio
economico-finanziario del Gruppo, si evidenzia l'esistenza di rilevanti incertezze che possono
far sorgere dubbi significativi riguardo alla continuità aziendale tra le quali:
ß
incertezze legate alla realizzabilità dei risultati delle azioni
previste nel piano di
risanamento, ed al raggiungimento degli obiettivi previsti nei budget/piani previsionali
predisposti dalle singole controllate. Le condizioni generali dell'economia possono
influenzare le assunzioni di riferimento utilizzate per lo sviluppo di tali piani con effetti
negativi e/o positivi sui risultati previsti;
ß
esistenza di significativi
importi di debiti commerciali scaduti nei confronti dei propri
fornitori, alcuni anche strategici, nonché di debiti previdenziali e tributari;
ß
esistenza di possibili fabbisogni di cassa derivanti dalla stagionalità del business, nel
periodo compreso tra
i mesi di maggio e settembre 2016, in attesa che si possa
perfezionare l'aumento di capitale disciplinato nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto
con le banche e vengano attivate le linee di credito autoliquidanti disciplinate nello stesso
accordo;
ß
incertezze connesse all'esito della procedura di omologazione, da parte del Tribunale,
dell'accordo di ristrutturazione del debito sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23
dicembre 2015 e conseguente realizzazione dell'aumento di capitale, la cui mancata
esecuzione costituisce condizione risolutiva dell'accordo di ristrutturazione, nei termini e
alle condizioni previste nell'accordo di ristrutturazione.
La realizzazione dell'accordo di
ristrutturazione consente alla Società di ripristinare il patrimonio positivo trovandosi allo
stato oggi nella fattispecie di cui all'articolo 2447 c.c
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, pur in presenza delle incertezze sopra
descritte, dopo avere effettuato le necessarie verifiche, alla luce dei risultati delle azioni di
risanamento, già poste in essere sopra descritte, e dell'accordo di ristrutturazione sottoscritto
con le banche finanziatrici, ritiene che, allo stato, sussista una ragionevole aspettativa che il
Gruppo e la Capogruppo
possano
beneficiare delle risorse finanziarie e patrimoniali
necessarie per continuare l'esistenza operativa in un prevedibile futuro, così come definito
dai principi contabili di riferimento e che, per queste ragioni, si possa continuare ad adottare
il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.
2.2 Criteri di
valutazione
Nel bilancio al 31 dicembre 2014 sono stati applicati i seguenti principi e criteri di valutazione.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti (attività finanziarie non derivate)
Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti comprendono il denaro in cassa, i depositi a vista
e gli investimenti aventi scadenza entro tre mesi dalla data di acquisizione.
Dopo la rilevazione iniziale, gli strumenti finanziari non derivati sono designati al fair value
rilevato a conto economico.
Gli scoperti di c/c bancario sono classificati tra le passività correnti.
Rimanenze
Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione, determinato
secondo il metodo del costo medio ponderato, e il valore netto di realizzo.
Il valore netto di realizzo corrisponde al prezzo di vendita stimato nel normale svolgimento
dell'attività al netto dei costi stimati di completamento nonché della stima dei costi necessari
per realizzare la vendita.
Il costo di produzione comprende il costo delle materie prime, i costi diretti e tutti quelli
indirettamente imputabili alla fabbricazione. Le scorte obsolete o di lento rigiro sono svalutate
in relazione alla loro possibilità di utilizzo o realizzo.
Crediti iscritti nell'attivo circolante (attività finanziarie non derivate)
I crediti sono rilevati inizialmente al fair value del corrispettivo da ricevere che per tale
tipologia corrisponde normalmente al valore nominale indicato in fattura
adeguato (se
necessario) al presumibile valore di realizzo mediante apposizioni di stanziamenti iscritti a
rettifica dei valori nominali. Successivamente i crediti vengono valutati con il criterio del costo
ammortizzato che generalmente corrisponde al valore nominale al netto di eventuali perdite
di valore.
I crediti ceduti a seguito di operazioni di factoring sono eliminati dall'attivo dello Stato
Patrimoniale se e solo se i rischi ed i benefici correlati alla loro titolarità sono stati
sostanzialmente trasferiti al cessionario. La cessione dei crediti che non soddisfa il suddetto
requisito rimane iscritta nel bilancio della società, sebbene il credito sia stato legalmente
ceduto; in tal caso una passività finanziaria di tale importo è iscritta nel passivo
a fronte
dell'anticipazione ricevuta.
Immobili, impianti e macchinari
I terreni sono iscritti in bilancio al
costo rideterminato,
corrispondente al fair value,
determinato in base a periodiche, almeno triennali, valutazioni di periti terzi indipendenti e in
modo tale che il valore iscritto in bilancio non differisca significativamente da quello che si
determinerebbe utilizzando il fair value alla data di bilancio.
Il maggior valore derivante dalla rivalutazione dei terreni è accreditato direttamente alla
riserva di rivalutazione, ad eccezione del caso in cui esso costituisca una ripresa di valore di
una precedente svalutazione della stessa attività rilevata a conto economico, in questo caso
il maggior valore è accreditato al conto economico dell'esercizio nella misura della
svalutazione precedentemente rilevata. Un decremento nel valore di tali terreni è imputato al
conto economico nella misura in cui esso ecceda l'eventuale saldo di rivalutazione relativo a
precedenti rivalutazioni di tali attività.
Nel caso di vendita di terreni valutati al fair value, la corrispondente riserva di rivalutazione è
riclassificata ad utili a nuovo, previa approvazione dell'Assemblea, nei casi di legge previsti.
I fabbricati utilizzati per la produzione o la fornitura di beni e servizi o per scopi amministrativi
sono iscritti in bilancio al costo storico dedotti i successivi ammortamenti e svalutazioni
accumulati.
Gli immobili in corso di costruzione per fini produttivi, per uso amministrativo o per finalità non
ancora determinate, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il
costo include eventuali onorari professionali. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli
altri cespiti, comincia quando le attività sono disponibili per l'uso.
Il costo sostenuto per la sostituzione di una parte di un elemento di immobili, impianti e
macchinari è sommato al valore contabile dell'elemento a cui si riferisce se è probabile che i
relativi futuri benefici affluiranno alla società
e se il costo dell'elemento può essere
determinato attendibilmente. Il valore contabile della parte sostituita viene eliminato. I costi
per la manutenzione ordinaria di immobili, impianti e macchinari sono rilevati a conto
economico nell'esercizio in cui sono sostenuti.
Gli impianti, i macchinari e le attrezzature sono iscritti al costo al netto degli ammortamenti
accumulati e delle eventuali svalutazioni per perdite di valore. Il costo ricomprende
gli
eventuali costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui
insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS 37. I beni
composti di componenti, di importo significativo, con vite utili differenti sono considerati
separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

L'ammortamento viene determinato, a quote costanti, sul costo dei beni al netto dei relativi valori residui, in funzione della loro stimata vita utile.

Le vite utili stimate del periodo corrente e di quello comparativo sono le seguenti:

Fabbricati 34 anni
Costruzioni leggere 10 anni
Impianti e macchinari 6-8 anni
Attrezzature 4 anni
Mobili e macchine ufficio 5-8 anni
Automezzi 4-5 anni
Altre 5-10 anni

La voce "Altre" comprende le migliorie su beni di terzi.

I valori residui dei cespiti e la vita utile sono rivisti, e modificati se necessario, alla chiusura del bilancio.

I terreni non vengono ammortizzati, avendo vita utile illimitata.

Gli utili o le perdite generati dalla cessione di un'immobilizzazione materiale sono determinati come la differenza tra il corrispettivo netto dalla cessione e il valore contabile del bene, e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

I costi di manutenzione ordinaria sono spesati a conto economico nel periodo di sostenimento.

Immobilizzazioni in leasing

I contratti di locazione sono classificati come locazioni finanziarie ogni qualvolta i termini del contratto sono tali da trasferire sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà al locatario. Tutte le altre locazioni sono considerate operative.

Le attività oggetto di contratti di locazione finanziaria sono rilevate come attività della Società al loro fair value alla data di stipulazione del contratto, oppure, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing. La corrispondente passività verso il locatore è inclusa nello stato patrimoniale come passività per locazioni finanziarie.

Le attività detenute in seguito a contratti di locazione finanziaria sono ammortizzate in base alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà.

I pagamenti per i canoni di locazione sono suddivisi fra quota capitale e quota interessi in modo da raggiungere un tasso di interesse costante sulla passività residua. I costi per canoni di locazione derivanti da locazioni operative sono iscritti a quote costanti in base alla durata del contratto. I benefici ricevuti o da ricevere a titolo di incentivo per entrare in contratti di locazione operativa sono anch'essi iscritti a quote costanti sulla durata del contratto.

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento patrimoniale, sono iscritti al costo di acquisto, al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore.

Attività immateriali

Un'attività immateriale viene rilevata contabilmente solo se è identificabile, controllabile, ed è prevedibile che generi benefici economici futuri e il suo costo può essere determinato in modo attendibile.

Le immobilizzazioni immateriali a durata definita sono iscritte al costo di acquisto o di produzione al netto degli ammortamenti e delle perdite di valori accumulati.

Le vite utili stimate del periodo corrente e di quello comparativo sono le seguenti:

Diritti di brevetto industriale e altri diritti
Concessioni, licenze e marchi
Altri
La voce "Altri" comprende indennità pagate per il rilascio dei locali adibiti ad attività
commerciali.
L'ammortamento è parametrato al periodo della prevista vita utile dell'immobilizzazione e
inizia quando l'attività è disponibile all'uso.
Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di un bene immateriale sono misurati come la
differenza fra il ricavo netto di vendita e il valore contabile del bene e sono rilevati a conto
economico al momento dell'alienazione.
Costi di ricerca
I costi di ricerca vengono addebitati a Conto Economico quando sostenuti così come stabilito
dallo IAS 38.
Software
I costi delle licenze software, comprensivi degli oneri accessori, sono capitalizzati e iscritti in
bilancio al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite di valore accumulate.
La vita utile è stimata in cinque anni.
Avviamento
L'avviamento iscritto a bilancio si riferisce all'acquisizione onerosa di diritti per l'esercizio di
attività commerciali aventi vita utile definita. Lo stesso viene sistematicamente ammortizzato
in un periodo uguale alla durata del contratto di locazione cui si riferisce l'esercizio e viene
iscritto al costo, al netto di ammortamenti ed eventuali perdite di valore.
5 anni
10 anni
5-6 anni
Qualora l'avviamento iscritto a bilancio si riferisce all'acquisizione onerosa di diritti per
l'esercizio di attività commerciali aventi vita utile indefinita,
sistematicamente
ammortizzato,
ma
assoggettato
ad
una
dell'identificazione di eventuali perdite di valore.
Partecipazioni
il valore
non viene più
verifica
periodica
ai
fini
Le partecipazioni nelle società controllate, collegate ed altre imprese sono iscritte al costo,
eventualmente rettificato per tener conto di perdite di valore.
Perdite di valore ("Impairment")
Ad ogni data di bilancio,
o con frequenza maggiore qualora si verifichino eventi o
cambiamenti che possono far emergere eventuali perdite di valore, la Società rivede il valore
contabile delle proprie attività materiali e immateriali per determinare se vi siano indicazioni
che queste attività abbiano subito riduzioni di valore. Qualora queste indicazioni esistano,
viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'eventuale importo
della svalutazione. Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività
individualmente, la Società effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di
flussi finanziari a cui l'attività appartiene.
L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore
d'uso. Nella determinazione del valore d'uso, i flussi di cassa futuri stimati sono scontati al
loro valore attuale utilizzando un tasso al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti
di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell'attività.
Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è
stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore
recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno
che l'attività sia rappresentata da terreni o attività immateriali rilevate a valori rivalutati, nel
qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione.
Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile
dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è
incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre
il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la
svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico

immediatamente, a meno che l'attività sia valutata a valore rivalutato, nel qual caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione. Attività non correnti detenute per la vendita

Un'attività non corrente (o un gruppo in dismissione composto da attività e passività) viene classificata come posseduta per la vendita se il suo valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché tramite il suo utilizzo continuato.

Immediatamente prima della classificazione iniziale dell'attività (o gruppo in dismissione) come posseduta per la vendita, i valori contabili dell'attività sono valutati in conformità ai principi contabili della società.

Successivamente, l'attività (o gruppo in dismissione) viene valutata al minore tra il suo valore contabile e il fair value al netto dei costi di vendita. L'eventuale perdita di valore di un gruppo in dismissione viene allocata in primo luogo all'avviamento, quindi alle restanti attività e passività in misura proporzionale, ad eccezione di rimanenze, attività finanziarie, attività per imposte differite, benefici per dipendenti ed investimenti immobiliari, che continuano ad essere valutate in conformità ai principi contabili della società.

Le perdite di valore derivanti dalla classificazione iniziale di un'attività come posseduta per la vendita e le differenze di valutazione successive sono rilevate a conto economico. Le variazioni di valore positive sono rilevate solo fino a concorrenza di eventuali perdite di valore cumulate.

Finanziamenti

I finanziamenti sono riconosciuti inizialmente al fair value del valore ricevuto al netto degli oneri accessori di acquisizione del finanziamento.

Dopo tale rilevazione iniziale i finanziamenti vengono rilevati con il criterio del costo ammortizzato calcolato tramite l'applicazione del tasso d'interesse effettivo.

Il costo ammortizzato è calcolato tenendo conto dei costi di emissione e di ogni eventuale sconto o premio previsti al momento della regolazione.

Debiti commerciali e altri debiti

I debiti sono rilevati inizialmente al fair value del corrispettivo da pagare. Successivamente i debiti vengono valutati con il criterio del costo ammortizzato calcolato tramite l'applicazione del tasso d'interesse effettivo.

Strumenti derivati e contabilizzazione delle operazioni di copertura

La Società utilizza gli strumenti finanziari derivati per coprire la propria esposizione ai rischi di cambio. Gli strumenti finanziari derivati sono valutati al valore di mercato (c.d. fair value).

Uno strumento finanziario derivato può essere acquistato con finalità di negoziazione o con finalità di copertura.

Gli utili o le perdite di valutazione correlati ai derivati acquistati con finalità di negoziazione sono imputati a conto economico.

La contabilizzazione dei derivati acquistati con finalità di copertura può essere effettuata secondo il c.d. "hedge accounting" che compensa la rilevazione a conto economico dei derivati con quella delle poste coperte, solo quando i derivati rispondono a criteri specifici.

Ai fini della contabilizzazione, le operazioni di copertura sono classificate come "coperture del fair value" se sono a fronte del rischio di variazione di mercato dell'attività o dell'attività sottostante, oppure come "coperture dei flussi finanziari" se sono a fronte del rischio di variabilità nei flussi finanziari derivanti sia da un'esistente attività o passività sia da un'operazione futura.

Per quanto riguarda le copertura del fair value, gli utili e le perdite derivanti dalla rideterminazione del valore di mercato dello strumento derivato sono imputati a conto economico.

Per quanto riguarda le coperture dei flussi finanziari, gli utili e le perdite di valutazione dello strumento di copertura sono rilevati a patrimonio netto per la parte efficace, mentre l'eventuale porzione non efficace viene iscritta immediatamente a conto economico.

Gli strumenti derivati sono inizialmente rilevati al costo, successivamente sono valutati al fair

value.

Gli strumenti derivati utilizzati dalla Società non sono qualificati di copertura. Fondi per rischi e oneri

I fondi per rischi e oneri sono relativi ad accantonamenti che vengono stanziati solo quando si ritiene di dover far fronte a un'obbligazione (legale o implicita) derivante da un evento passato e per la quale è probabile un utilizzo di risorse il cui ammontare deve poter essere stimato in maniera attendibile.

L'importo dei fondi è rappresentato dal valore attuale dei flussi finanziari attesi stimati, attualizzati a un tasso lordo delle imposte che riflette valutazioni correnti di mercato del valore attuale del denaro e i risultati specifici connessi alle passività.

Non si procede invece ad alcun stanziamento a fronte di rischi per i quali il manifestarsi di una passività è soltanto possibile. In questa evenienza si procede a darne menzione nell'apposita sezione informativa su impegni e rischi e non si procede ad alcun stanziamento. Accantonamenti relativi a operazioni di riorganizzazione aziendale vengono stanziati solo quando esiste un piano formale dettagliato approvato dalla Direzione e tali operazioni sono portate a conoscenza delle principali parti coinvolte.

Benefici a dipendenti

Piani a contribuzione definita

I contributi da versare ai piani a contribuzione definita sono rilevati come costo nel Conto Economico dell'esercizio in cui sono sostenuti.

Piani a benefici definiti

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dovuto ai dipendenti ai sensi dell'articolo 2120 del Codice Civile, rientra tra i piani pensionistici a benefici definiti, piani basati sulla vita lavorativa dei dipendenti e sulla remunerazione percepita dal dipendente nel corso di un predeterminato periodo di servizio. In particolare, la passività relativa al trattamento di fine rapporto del personale è iscritta in bilancio in base al valore attuariale della stessa, in quanto qualificabile quale beneficio ai dipendenti dovuto in base ad un piano a prestazioni definite. L'iscrizione in bilancio dei piani a prestazioni definite richiede la stima con tecniche attuariali dell'ammontare delle prestazioni maturate dai dipendenti in cambio dell'attività lavorativa prestata nell'esercizio corrente e in quelli precedenti e l'attualizzazione di tali prestazioni al fine di determinare il valore attuale degli impegni della Società.

La Legge del 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007) ha introdotto nuove regole per il TFR che matura a partire dal 1 gennaio 2007.

Per effetto della riforma della previdenza complementare:

  • ß le quote di TFR maturate fino al 31dicembre 2006 rimangono in azienda;
  • ß le quote di TFR che matura a partire dal 1° gennaio 2007 devono, a scelta del dipendente; secondo le modalità di adesione esplicita o adesione tacita:
    • essere destinate a forme di previdenza complementare;
    • essere mantenute in azienda, la quale provvederà a trasferire le quote di TFR al Fondo di Tesoreria istituito presso l'INPS.

In entrambi i casi le quote di TFR maturate dopo il 1° gennaio 2007 (o alla data di effettuazione della scelta nei casi di destinazione a forme di previdenza complementare) è considerato un piano a contribuzione definita.

La Legge Finanziaria 2007 non ha comportato alcuna modifica relativamente al TFR maturato al 31 dicembre 2006 che pertanto rientra tra i piani pensionistici a benefici definiti. Peraltro, a seguito delle novità normative introdotte dalla Legge Finanziaria 2007, il TFR "maturato" ante 1 gennaio 2007 (o alla data di effettuazione della scelta nei casi di destinazione a forme di previdenza complementare) subisce una rilevante variazione di calcolo per effetto del venir meno delle ipotesi attuariali precedentemente previste legate agli incrementi salariali.

In particolare, la passività connessa al "TFR maturato" è valutata utilizzando tecniche

attuariali al 1 gennaio 2007 (o alla data di effettuazione della scelta nei casi di destinazione a forme di previdenza complementare) senza applicazione del pro-rata (anni di servizio già prestati/anni complessivi di servizio), in quanto i benefici dei dipendenti relativi a tutto il 31 dicembre 2006 (o alla data di effettuazione della scelta nei casi di destinazione a forme di previdenza complementare) possono essere considerati quasi interamente maturati (con la sola eccezione della rivalutazione). Ne consegue che, ai fini di questo calcolo, i "current service costs" relativi alle prestazioni future di lavoro dei dipendenti sono da considerarsi nulli in quanto sono rappresentati dai versamenti contributivi ai fondi di previdenza integrativa o al Fondo di Tesoreria dell'INPS.

Benefici a breve termine

I benefici a breve termine per i dipendenti sono rilevati su base non attualizzata come costo nel momento in cui viene fornita la prestazione che dà luogo a tali benefici.

La società rileva una passività per l'importo che si prevede dovrà essere pagato sotto forma di compartecipazione agli utili e piani di incentivazione quando ha un'obbligazione effettiva, legale o implicita, ad effettuare tali pagamenti come conseguenza di eventi passati e può essere effettuata una stima attendibile dell'obbligazione.

Imposte

La Vincenzo Zucchi S.p.A. ha aderito al consolidato fiscale nazionale per il periodo 2013- 2015 e mondiale per il quale è stata autorizzata l'adesione per il triennio 2012-2014.

Con tale sistema di tassazione, gli imponibili fiscali di tutte le controllate residenti ed estere sono inclusi, integralmente nel primo caso, proporzionalmente alla percentuale di possesso nel secondo, nella base imponibile della capogruppo, venendosi così a determinare un unico reddito (perdita) imponibile.

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data del bilancio.

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il liability method. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentiranno l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili. Tali attività e passività non sono rilevate se le differenze temporanee derivano da avviamento o dall'iscrizione iniziale (non in operazioni di aggregazioni di imprese) di altre attività o passività in operazioni che non hanno influenza né sul risultato contabile né sul risultato imponibile.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui non sia più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione delle passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.

Le attività e passività fiscali differite sono compensate quando vi è un diritto legale a compensare le imposte correnti attive e passive e quando si riferiscono ad imposte dovute alla medesima autorità fiscale e la Società intende liquidare le attività e le passività fiscali correnti su base netta.

Vendita di merci

Ricavi

I ricavi dalla vendita di merci sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o spettante tenendo conto del valore di eventuali resi, abbuoni, sconti commerciali e premi legati alla qualità. I ricavi sono rilevati quando i rischi significativi e i benefici connessi alla proprietà dei beni sono trasferiti all'acquirente, quando la recuperabilità del corrispettivo è probabile, i relativi costi o l'eventuale restituzione delle merci possono essere stimati attendibilmente, e se la direzione smette di esercitare il livello continuativo di attività solitamente associate con la proprietà della merce venduta.

Vendita di servizi

I ricavi derivanti da prestazioni di servizi sono rilevati a conto economico in base allo stato di avanzamento della prestazione alla data di riferimento del bilancio.

Lo stato di avanzamento viene valutato sulla base delle misurazioni del lavoro svolto.

Proventi e oneri finanziari

I proventi finanziari comprendono gli interessi attivi sulla liquidità investita (comprese le attività finanziarie disponibili per la vendita), i dividendi attivi, i proventi derivanti dalla vendita di attività finanziarie rilevate a conto economico e gli utili su strumenti di copertura rilevati a conto economico. Gli interessi attivi sono rilevati a conto economico per competenza utilizzando il metodo dell'interesse effettivo. I dividendi attivi sono rilevati quando si stabilisce il diritto della società a ricevere il pagamento che, nel caso di titoli quotati, corrisponde alla data di stacco cedola.

Gli oneri finanziari comprendono gli interessi passivi sui finanziamenti calcolati, il rilascio dell'attualizzazione dei fondi, le variazioni del fair value delle attività finanziarie al fair value rilevato a conto economico; le perdite di valore delle attività fi nanziarie sono rilevate a conto economico utilizzando il metodo dell'interesse effettivo.

Conversione delle poste in valuta estera

Il bilancio d'esercizio, è presentato in Euro, che è la valuta funzionale e di presentazione adottata.

Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione.

Le differenze cambio realizzate nel corso dell'esercizio, in occasione dell'incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera, sono iscritte a conto economico.

Alla chiusura dell'esercizio, le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera, sono riconvertite nella valuta funzionale di riferimento al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio, registrando a conto economico la eventuale differenza cambio rilevata.

Dividendi

I dividendi sono registrati quando sorge il diritto all'incasso che normalmente corrisponde alla delibera assembleare di distribuzione dei dividendi.

I dividendi deliberati sono riconosciuti come debito verso i soci al momento della delibera di distribuzione.

Attività finanziarie

In accordo con quanto previsto dallo IFRS 7 e dallo IAS 39, le attività finanziarie vengono classificate nelle seguenti quattro categorie:

  1. attività finanziarie valutate al fair value direttamente a conto economico;

    1. investimenti detenuti fino a scadenza;
    1. finanziamenti e crediti finanziari assimilabili ai finanziamenti;
4. attività finanziarie disponibili per la vendita.
La classificazione dipende dallo scopo per il quale le attività vengono acquistate e detenute e
il management determina la classificazione iniziale delle stesse al momento della loro prima
iscrizione verificandola successivamente ad ogni data di bilancio.
Una descrizione delle principali caratteristiche delle attività di cui sopra può essere
sintetizzata come segue:
1. Attività finanziarie valutate al fair value direttamente a conto economico
Tale categoria si compone di due sottocategorie:
ß
attività finanziarie detenute per specifico scopo di trading;
ß
attività finanziarie da considerare al fair value fin dal loro acquisto. In tale categoria
vengono
anche
compresi
tutti
gli
investimenti
finanziari,
diversi
da
strumenti
rappresentativi di capitale, che non hanno un prezzo quotato in un mercato attivo, ma il cui
fair value risulta determinabile.
Gli strumenti derivati utilizzati dalla società vengono inclusi in questa categoria, a meno che
non siano designati come strumenti di copertura (hedge instruments), e il loro fair value viene
rilevato a Conto Economico.
Tutte le attività di tale categoria sono classificate come correnti se sono detenute per trading
o se il loro realizzo è previsto essere effettuato entro 12 mesi dalla data di chiusura del
bilancio.
La designazione di uno strumento finanziario in tale categoria è da considerarsi definitiva e
può essere effettuata unicamente al momento della prima rilevazione.
2. Investimenti posseduti fino a scadenza
Rappresentano attività non derivate con pagamenti fissi o determinabili e scadenze fisse che
la Società ha intenzione di detenere fino a scadenza (es. obbligazioni sottoscritte).
La valutazione della volontà e della capacità di detenere il titolo fino a scadenza deve essere
effettuata sia al momento della rilevazione iniziale, sia confermata a ogni chiusura di bilancio.
In caso di cessione anticipata (significativa e non motivata da particolari eventi) di titoli
appartenenti a tale categoria di attività si procede alla riclassificazione e valutazione di tutto il
portafoglio titoli al fair value come attività finanziaria detenuta per la negoziazione.
3. Finanziamenti e crediti
Rappresentano attività finanziarie non derivate con pagamenti fissi o determinabili che non
sono quotate in un mercato attivo e per le quali la Società non intende effettuare operazioni
di trading.
Sono incluse nelle attività correnti eccetto per la parte scadente oltre i 12 mesi dopo la data
di bilancio che viene invece classificata come attività non corrente.
4. Attività finanziarie disponibili per la vendita
È questa una categoria residuale e rappresentata da attività finanziarie non derivate che
sono designate come disponibili per la vendita e che non sono classificate in una delle
categorie precedentemente descritte.
Sono classificate come attività non correnti a meno
che il management non intenda
dismetterle entro 12 mesi dalla data di bilancio.
Le "attività finanziarie valutate al fair value direttamente a conto economico" (cat. 1) e le
"attività finanziarie disponibili per la vendita" (cat. 4) vengono registrate al
loro fair value
aumentato degli oneri accessori all'acquisto.
Gli utili o le perdite relativi a attività finanziarie detenuti per la negoziazione vengono
immediatamente rilevati a Conto Economico.
Gli utili o le perdite relativi a attività finanziarie disponibili per la vendita sono iscritti in una
voce separata del patrimonio netto fino a che esse non siano vendute o cessate o fino a che
non si accerti che abbiano subito una perdita di valore. Al verificarsi di tali eventi tutti gli utili o
le perdite fino a quel momento rilevati e accantonati a patrimonio netto vengono rilevati nel
Conto Economico.
II valore equo (fair value) rappresenta il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere
scambiata, o una passività estinta, in una libera transazione fra parti consapevoli e
indipendenti. Conseguentemente si presume che l'impresa sia in funzionamento e che in
nessuna delle parti vi sia la necessità di liquidare le proprie attività, intraprendendo
operazioni a condizioni sfavorevoli.
In caso di titoli negoziati nei mercati regolamentati il valore equo è determinato con
riferimento alla quotazione di borsa rilevata (bid price) al termine delle negoziazioni alla data
di chiusura del periodo.
Nel caso in cui per l'investimento non sia disponibile una valutazione di mercato, il valore
equo viene determinato o in base al valore corrente di mercato di un altro strumento
finanziario sostanzialmente uguale o tramite l'utilizzo di appropriate tecniche
finanziarie,
quali il discounted cash flows (DCF, analisi dei flussi di cassa attualizzati).
Gli acquisti o le vendite regolate secondo i "prezzi di mercato" sono rilevati secondo la data
di negoziazione che corrisponde alla data in cui la Società si impegna ad acquistare o
vendere l'attività.
Nel caso in cui il fair value non possa essere attendibilmente determinato, l'attività
finanziaria viene valutata al costo, con indicazione in nota integrativa della sua tipologia e
delle relative motivazioni.
Gli "investimenti posseduti fino a scadenza" (cat. 2) e i "finanziamenti e crediti finanziari
assimilabili ai finanziamenti" (cat. 3)
sono rilevati inizialmente al fair value incrementato di
eventuali costi di transazione direttamente attribuibili e successivamente vengono valutati
con il criterio del costo ammortizzato utilizzando il tasso di interesse effettivo, al netto di
eventuale perdita di valore, e tenendo conto di eventuali sconti o premi ottenuti al momento
dell'acquisizione per rilevarli lungo l'intero periodo di tempo intercorrente fino alla scadenza.
Gli utili o le perdite vengono rilevati a Conto Economico o nel momento in cui l'investimento
giunge a maturazione o al manifestarsi di una perdita di valore, così come vengono rilevati
durante il normale processo di ammortamento previsto dal criterio del costo ammortizzato.
Gli investimenti in attività finanziarie possono essere eliminati contabilmente (processo di
derecognition) solo quando sono scaduti i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari
derivanti dagli investimenti (es. rimborso finale di obbligazioni sottoscritte) o quando la
Società trasferisce l'attività finanziaria e con essa tutti i rischi e benefici connessi alla stessa.
Principali scelte valutative nell'applicazione dei principi contabili e fonti di incertezze
nell'effettuazione delle stime
La redazione del bilancio e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede, da parte
della direzione l'effettuazione di valutazioni discrezionali e stime contabili che hanno effetto
sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa di bilancio. Tali stime
sono basate sull'esperienza e su altri fattori considerati rilevanti.
I risultati che si consuntiveranno potranno, pertanto, differire da tali stime.
Le aree di maggiore incertezza nella formulazione di stime e valutazioni durante il processo
di applicazione degli IFRS che hanno un effetto significativo sugli importi rilevati a bilancio
riguardano:
ß
rischi su crediti;
ß
obsolescenza di magazzino;
ß
fondi per rischi ed oneri;
ß
valutazione strumenti finanziari;
ß
rettifica di valore di attività finanziarie (ad esempio partecipazioni in controllate);
ß
perdite di valore dell'attivo (ad esempio immobili, impianti e macchinari ed attività
immateriali);

ß recuperabilità delle attività per imposte differite.

Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione ad esse
apportate sono riflesse nel risultato dell'esercizio nel periodo in cui avviene la revisione di
stima se la revisione stessa ha effetti solo su tale periodo, o anche nei periodi successivi se
la revisione ha effetti sia sull'esercizio corrente sia sugli esercizi futuri.
Perdita di valore di attività
In tale ambito si segnala che la situazione causata dalle perduranti difficoltà del contesto
economico e finanziario, in particolare nell'Eurozona, ha comportato la necessità di effettuare
assunzioni riguardanti l'andamento futuro caratterizzato da significativa incertezza, per cui
non si può escludere il concretizzarsi, nel futuro, di risultati diversi da quanto stimato e che
quindi potrebbero richiedere rettifiche, ad oggi ovviamente né stimabili né prevedibili, anche
significative, al valore contabile delle relative poste. La voce di bilancio principalmente
interessata dall'utilizzo di stime è rappresentata dalle partecipazioni in imprese controllate e
collegate incluse tra le attività non correnti, dove le stime sono utilizzate per determinare
eventuali rettifiche e ripristini di valore. Non presentano invece né particolari criticità,

assumono rilevanza, in relazione alla ridotta significativi tà relativa delle sottostanti voci di
bilancio, le stime adottate per rilevare i benefici ai dipendenti, le imposte e gli accantonamenti
a fondi per rischi ed oneri.
Accantonamenti
Gli accantonamenti alle poste dell'attivo circolante (crediti, magazzino) sono stati iscritti,
quanto ai crediti, sulla base di una valutazione dell'esigibilità dei crediti in essere e
sull'esperienza storica di perdite su crediti; quanto al magazzino, sulle prospettive di utilizzo
delle giacenze nel ciclo produttivo e sulla possibilità di economico realizzo delle giacenze di
prodotti finiti.
Gli accantonamenti relativi agli oneri di ristrutturazione conseguenti alle dismissioni sono stati
iscritti sulla base di previsioni dei tempi e dell'entità con cui si manifesteranno le varie forme
di incentivazione concordate con le organizzazioni sindacali, per la gestione degli esuberi.
Gli accantonamenti relativi all'esistenza di contenziosi con terze parti sono stati iscritti nel
caso in cui si pensi di far fronte ad un'obbligazione (legale o implicita) derivante da un evento
passato e per la quale è probabile un utilizzo di risorse il cui ammontare viene stimato in
maniera attendibile.
3. PRINCIPI
CONTABILI,
EMENDAMENTI
I seguenti principi contabili ed emendamenti sono stati adottati dalla Società dal 1° gennaio
2014.
ED IFRIC 21 – "Levies"
INTERPRETAZIO
NI APPLICATI
DAL 1° GENNAIO
2014
L'interpretazione pubblicata dallo IASB in data 20 maggio 2013 si applica a partire dai bilanci
degli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2014. L'IF RIC 21 è un'interpretazione dello IAS 37
provisions,
Contingent Liabilities and Contingent Assets, che prevede tra i criteri per la rivelazione di una
passività il fatto che l'entità abbia un'obbligazione attuale a seguito di un evento passato (cd.
obligating event). L'Interpretazione chiarisce che l'evento vincolante che comporta la
rilevazione della passività a fronte dell'imposta da pagare è l'attività che dà luogo al
pagamento dell'imposta, così come individuata dalla legge. L'interpretazione è applicabile in
Europa
a
partire
dal
1
giugno
2014
ma
è
permessa
l'applicazione
anticipata.
L'interpretazione non ha avuto un impatto significativo sul bilancio consolidato del Gruppo.
Modifiche allo IAS 32 "Financial instruments: Presentation on offsetting financial assets and
financial liabilities"
Le modifiche chiariscono alcuni requisiti necessari per la compensazione delle attività e
passività finanziarie. La modifica, pubblicata dallo IASB a dicembre 2011, è stata omologata
dalla Comunità Europea a dicembre 2012 ed è efficace per i periodi che iniziano il 1° gennaio
2014. Le modifiche allo standard non hanno avuto un impatto significativo sul bilancio
consolidato del Gruppo.
Modifiche allo IAS 36 – "Impairment of assets"
Le modifiche indicano l'informativa da fornire sul valore recuperabile delle attività che hanno
subito una perdita di valore, nel caso in cui questo sia stato determinato in base al fair value
dell'attività meno i costi di vendita. Le modifiche sono applicabili per i periodi che cominciano
a partire dal 1° gennaio 2014. Le modifiche allo standard non hanno avuto impatto sul
bilancio consolidato del Gruppo.
4. EMENDAMENTI
ED
INTERPRETAZIO
NI EFFICACI DAL
1° GENNAIO 2014
NON RILEVANTI
PER LA SOCIETA'
Non si ravvisano principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili dal 1 gennaio
2014 relativi a fattispecie ad ora non rilevanti per la Società.
5. NUOVI
PRINCIPI
CONTABILI ED
INTERPRETAZIO
NI NON ANCORA
APPLICABILI
Amendments to IAS 19 "Defined Benefit Plans: Employee Contributions
Le modifiche apportate consentono la contabilizzazione in diminuzione del current service
cost del periodo dei contributi corrisposti dai dipendenti o da terze parti, che non siano
correlati al numero di anni di servizio, in luogo dell'allocazione di tali contributi lungo l'arco
temporale cui il servizio è reso. Le nuove disposizioni si applicano a partire dagli esercizi che
hanno inizio il, o dopo il, 1° febbraio 2015. Il Gruppo sta valutando gli impatti che
l'applicazione delle modifiche avranno sul proprio bilancio consolidato.
Annual Improvements to IFRSs - 2010–2012 Cycle
Le disposizioni approvate hanno apportato modifiche: (i) all'IFRS 2, chiarendo la definizione
di "condizione di maturazione" e introducendo le definizioni di condizioni di servizio e di
risultato; (ii) all'IFRS 3, chiarendo che le obbligazioni a corrispondere un corrispettivo
potenziale, diverse da quelle che rientrano nella definizione di strumento di patrimonio netto,
sono valutate al fair value ad ogni data di bilancio, con variazioni rilevate a conto economico;
(iii) all'IFRS 8, richiedendo che venga data informativa circa le valutazioni effettuate dalla
direzione aziendale nell'aggregazione dei segmenti operativi descrivendo i segmenti che
sono stati aggregati e gli indicatori economici che sono stati valutati per determinare che i
segmenti aggregati presentano caratteristiche economiche simili: (iv) allo IAS 16 e lo IAS 38,
chiarendo la modalità di determinazione del valore contabile lordo delle attività, in caso di
rivalutazione conseguente all'applicazione del modello della rideterminazione del valore; (v)
allo IAS 24, stabilendo le informazioni da fornire quando vi è una entità terza che fornisce
servizi relativi alla gestione dei dirigenti con funzioni strategiche dell'entità che redige il
bilancio. Le nuove disposizioni si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo
il, 1 luglio 2014. Il Gruppo sta valutando gli impatti che l'applicazione delle modifiche sopra
indicate avranno sul proprio bilancio consolidato.
Annual Improvements to IFRSs - 2011–2013 Cycle
Le disposizioni approvate hanno apportato modifiche: (i) all'IFRS 3, chiarendo che l'IFRS 3
non è applicabile per rilevare gli effetti contabili relativi alla formazione di una joint venture o
joint operation (così come definiti dall'IFRS 11) nel bilancio della joint ventures o joint
operation; (ii) all'IFRS 13, chiarendo che la disposizione contenuta nell'IFRS 13 in base alla
quale è possibile misurare il fair value di un gruppo di attività e passività finanziarie su base
netta, si applica a tutti i contratti (compresi i contratti non finanziari) rientranti nell'ambito dello
IAS 39 o dell'IFRS 9; (iii) allo IAS 40, chiarendo che per stabilire quando l'acquisto di un
investimento immobiliare costituisce una aggregazione aziendale, occorre fare riferimento
alle disposizioni dell'IFRS 3. Le nuove disposizioni si applicano a partire dagli esercizi che
hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2015. Il Gruppo sta valutando gli impatti che
l'applicazione delle modifiche sopra indicate avranno sul proprio bilancio consolidato.
IFRS 9 – "Strumenti finanziari"
La versione finale dello standard, pubblicata il 24 luglio 2014, comprende le tre fasi

("classificazione e misurazione", "impairment" e "hedge accounting") del progetto dello IASB volto alla sostituzione dello IAS 39 – Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione. L'IFRS 9 introduce nuovi requisiti per la classificazione e la misurazione delle attività finanziarie. Il nuovo standard riduce a tre il numero delle categorie di attività finanziarie previste dallo IAS 39 e richiede che tutte le attività finanziarie siano (i) classificate sulla base del modello di cui l'impresa si è dotata per gestire le proprie attività finanziarie e dei flussi di cassa caratteristici dell'attività finanziaria, (ii) inizialmente misurate al fair value più, nel caso di attività finanziarie non al fair value con contropartita a conto economico, alcuni costi accessori ("transaction costs"), e (iii) successivamente misurate al fair value o al costo ammortizzato. L'IFRS 9 prevede, inoltre, che i derivati impliciti che ricadono nell'ambito d'applicazione dell'IFRS in esame non debbano più essere scorporati dal contratto principale che li contiene e che l'impresa possa decidere di contabilizzare direttamente nel conto economico complessivo i cambiamenti di fair value delle partecipazioni che ricadono nell'ambito d'applicazione dell'IFRS in esame. Il nuovo modello d'impairment introdottto dal IFRS 9 non richiede più che occorra un evento particolare ("trigger event") prima che si possa contabilizzare una perdita di valore, al contrario, prevede che le perdite di valore attese siano registrate in ogni momento e che il loro ammontare sia rivisto ed adeguato ad ogni data di bilancio in modo da riflettere le variazioni del rischio di credito degli strumenti finanziari. L'IFRS 9 introduce un modello a tre fasi per contabilizzare le perdite di valore. Le modalità di determinazione delle perdite di valore variano a seconda che le attività finanziarie si trovino in una delle tre fasi. L'IRFS 9 allinea maggiormente la contabilizzazione degli strumenti di copertura con le attività di gestione dei rischi che le società pongono in essere al fine di ridurre e/o eliminare l'esposizione a rischi finanziari e non. Il nuovo modello introdotto dall'IFRS 9 permette l'utilizzo di documentazione prodotta internamente come base per implementare l'hedge accounting. L'IFRS 9 è efficace per i periodi che cominciano a partire dal 1 gennaio 2018. L'adozione anticipata dello standard è permessa. Alla data del presente bilancio consolidato lo standard non è stato ancora omologato dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio avrà sul proprio bilancio consolidato.

IFRS 15 – "Revenue from contracts with customers"

Il 28 maggio 2014 il FASB ha emesso l'IFRS 15 "Revenue from contract with customers". Il nuovo standard sarà applicabile a partire dal primo trimestre degli esercizi che iniziano a partire dal 1° gennaio 2017, a meno che l'Unione Europea stabilisca una data diversa durante il processo di omologazione. Lo standard sostituisce lo IAS 18 – "Revenues," lo IAS 11 "Construction Contracts", IFRIC 13 "Customers Loyalty Programmes", "IFRIC 15 - Agreements for the Construction of Real Estate", IFRIC 18 –

"Transfers of Assets from Customers", SIC 31 – "Revenue—Barter Transactions Involving Advertising Services". I ricavi sono riconosciuti quando il cliente acquisisce il controllo sui beni e servizi e, quindi, quando lo stesso ha la capacità di dirigerne l'uso e ottenerne i benefici. Quando una società concorda di fornire beni o servizi ad un prezzo che varia in base al verificarsi o meno di alcuni eventi futuri, una stima della parte variabile viene inclusa nel prezzo solo se il suo verificarsi risulta altamente probabile. In caso di transazioni che prevedono la vendita contestuale di più beni e/o servizi, il prezzo di vendita deve essere allocato in base al prezzo che la società applicherebbe ai clienti qualora gli stessi beni e servizi inclusi nel contratto fossero venduti singolarmente. Le società talvolta sostengono costi, come commissioni di vendita, per ottenere o dare esecuzione ad un contratto. Tali costi, qualora determinati criteri siano soddisfatti, sono capitalizzati e riconosciuti nel conto economico lungo la durata del contratto. Lo standard specifica, inoltre, che il prezzo di vendita deve essere aggiustato nel caso in cui contenga una componente finanziaria significativa. Le disposizioni contenute nell'IFRS 15 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2017, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte dell'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che l'adozione del nuovo principio avrà sul suo bilancio consolidato. Il nuovo standard non è stato omologato dall'Unione Europea alla data in cui tale bilancio consolidato è stato autorizzato alla pubblicazione.

Amendments to IAS 16 and IAS 38: Clarification of Acceptable Methods of Depreciation and Amortisation

Le modifiche chiariscono l'uso dei "revenue-based methods" per calcolare l'ammortamento di

un'immobilizzazione.
L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1° gennaio 2016 e non risulta ancora
omologata dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio potrà
avere sul proprio bilancio consolidato.
Amendments to IFRS 11: Accounting for Acquisitions of Interests in Joint Operation
Le modifiche allo standard forniscono un orientamento sulla corretta contabilizzazione delle
acquisizioni derivanti da "Interests in Joint Operation". L'applicazione delle modifiche ha
efficacia dal 1° gennaio 2016 e non risulta ancora omologata
dall'Unione Europea. Le modifiche allo standard non avranno un impatto significativo sul
bilancio consolidato del Gruppo.
Amendments to IFRS 10 and IAS 28: Sale or Contribution of Assets between an Investor and
its Associate or Joint Venture
Le modifiche introdotte hanno l'obiettivo di meglio definire il trattamento contabile in relazione
a utili o perdite derivanti da transazioni con joint venture o società collegate valutate con il
metodo del patrimonio netto. L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1° gennaio 2016 .
Alla data del presente bilancio consolidato lo standard non è stato ancora omologato
dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio avrà sul proprio
bilancio consolidato.
Annual Improvements to IFRSs 2012–2014 Cycle
Le disposizioni apporteranno modifiche all'IFRS5, all'IFRS 7, allo IAS 19 e allo IAS 34. Alla
data del presente bilancio consolidato le modifiche allo standard non sono state ancora
omologate dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio avrà sul
proprio bilancio consolidato.
Amendments to IAS 1 - Disclosure Initiative
Le modifiche proposte riguardano la materialità, l'aggregazione delle voci, la struttura delle
note, l'informativa sui criteri contabili adottati e la presentazione delle altre componenti
dell'utile complessivo derivanti dalla valutazione con il metodo del patrimonio netto delle
partecipazioni. L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1° gennaio 2016 . Alla data del
presente bilancio le modifiche allo standard non sono state ancora omologate dall'Unione
Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio avrà sul proprio bilancio
consolidato.
Amendments to IFRS 10, IFRS 12 and IAS 28
-
Investment Entities: Applying the
Consolidation Exception
Le modifiche apportate forniscono chiarimenti nell'ambito dell'applicazione dell'eccezione al
consolidamento per le investment entities. L'applicazione delle modifiche ha efficacia dal 1°
gennaio 2016 . Alla data del presente bilancio le modifiche agli standard non sono state
ancora omologate dall'Unione Europea. Il Gruppo sta valutando gli impatti che tale principio
avrà sul proprio bilancio consolidato.
La Società adotterà tali nuovi principi ed emendamenti, sulla base della data di applicazione
prevista, e ne valutera i potenziali impatti sul Bilancio consolidato, quando questi saranno
omologati dall'Unione Europea.
6. GESTIONE E
TIPOLOGIA DEI
RISCHI
FINANZIARI
La Società, in relazione alla sua attività ed all'utilizzo di strumenti finanziari, è esposta, oltre
al rischio generale legato alla conduzione del business, ai seguenti rischi:
ß
rischio di credito;
ß
rischio di liquidità;
ß
rischio di mercato.
Nella presente sezione vengono fornite informazioni integrative relative all'esposizione della

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società a ciascuno dei rischi elencati in precedenza, agli obiettivi, alle politiche ed ai processi
di gestione di tali rischi ed ai metodi utilizzati per valutarli. La presente nota contiene inoltre
informazioni quantitative al fine di valutare l'entità dei rischi derivanti dagli strumenti finanziari
a cui la società è esposta nel corso dell'esercizio e alla data di riferimento del bilancio.
Ulteriori informazioni quantitative sono esposte nelle specifiche note al bilancio relative alle
attività e passività finanziarie.
La responsabilità complessiva per la creazione e la supervisione di un sistema di gestione
dei rischi della società è del Consiglio di Amministrazione. La Direzione Amministrazione e
Finanza è responsabile dello sviluppo e del monitoraggio delle politiche di gestione dei rischi
della società ed informa periodicamente il Consiglio di Amministrazione sulle proprie attività.
Le politiche di gestione dei rischi della società hanno lo scopo di:
ß
identificare ed analizzare i rischi ai quali la società è esposta;
ß
definire l'architettura organizzativa, con individuazione delle unità organizzative coinvolte,
relative responsabilità e sistema di deleghe;
ß
individuare i principi di risk management su cui si fonda la gestione operativa dei rischi;
ß
individuare le tipologie di operazioni ammesse per la copertura dell'esposizione (es.
negoziazione di derivati di copertura).
La Funzione Internal Audit controlla la corretta applicazione delle policy e delle procedure
applicate per la gestione dei rischi finanziari. La Funzione Internal Audit svolge verifiche
periodiche riportandone gli esiti al Consiglio di Amministrazione.
6.1 Rischi
finanziari
Il rischio di credito è il rischio che un cliente o una delle controparti di uno strumento
finanziario causi una perdita finanziaria non adempiendo ad un'obbligazione e deriva
principalmente dai crediti commerciali e dagli investimenti finanziari della società.
6.1.1 Rischio di
credito
Crediti commerciali e altri crediti
Il rischio di credito è principalmente connesso alla possibilità che i clienti non onorino i propri
debiti verso la società alle scadenze pattuite.
L'esposizione della società al rischio di credito dipende sostanzialmente dalle caratteristiche
specifiche di ciascun cliente. I crediti iscritti a bilancio sono segmentabili innanzitutto per
canale distributivo, quindi principalmente verso dettaglianti (affiliati e terzi), grossisiti, Grande
Distribuzione Organizzata (GDO) e Export. Il grado di concentrazione dell'esposizione è
elevato: il 31,9% (36,0% nel 2013) dei crediti è costituito dall'esposizione verso i primi 10
clienti. Il grado di esposizione rispetto all'anno precedente si è ridotto in considerazione del
fatto che il fatturato conseguito nell'ultimo trimestre 2013 era fortemente concentrato nei
confronti di un cliente appartenente al canale promozionale, i cui crediti sono stati
regolarmente incassati alle scadenze nei primi mesi del 2014.
La società ha adottato una procedura secondo cui viene determinata l'affidabilità di ciascun
nuovo cliente, ad esclusione di alcuni clienti gestiti direttamente dalla direzione, con cui sono
poi negoziate le condizioni di pagamento e consegna. L'analisi di affidabilità si basa su
valutazioni di società di rating commerciali e, se disponibili, analisi di bilancio. Per ciascun
cliente vengono stabiliti dei limiti di acquisto, rappresentativi della linea di credito massima;
esposizioni oltre il fido accordato sono soggette a livelli di autorizzazione delle funzioni a ciò
delegate.
Si segnala che nell'ambito del processo di delega, necessario per garantire il normale
svolgimento dell'attività commerciale, i responsabili di funzione, dopo normale condivisione
con il vertice aziendale e nell'ambito degli obiettivi di budget, hanno la facoltà di autorizzare
sconfinamenti di fido o sblocchi di ordini/consegne e di definire le condizioni di pagamento.

che prevede un'analisi della situazione espositoria sulla base dell'anzianità del credito, del portafoglio ordini da evadere e dell'esperienza storica sui pagamenti.

La società accantona un fondo svalutazione per perdite di valore che riflette la stima delle possibili perdite sui crediti commerciali e sugli altri crediti, le cui componenti principali sono svalutazioni specifiche individuali di esposizioni scadute significative e svalutazioni generiche di esposizioni omogenee per scadenze. La svalutazione collettiva viene determinata sulla base dell'esperienza storica, tenendo anche in considerazione l'attuale stato di crisi a livello internazionale.

Tra i crediti commerciali non correnti si segnalano: (i) l'esistenza di un cliente appartenente al canale affiliati il cui credito è stato parzialmente oggetto di rinegoziazione, nel mese di novembre 2012, per l'importo capitale originario di circa 1,8 milioni garantendone i relativi pagamenti e (ii) i crediti commerciali nei confronti della ex collegata Descamps S.A.S., anche essi iscritti tra i crediti non correnti, che verranno rimborsati nel rispetto del piano di Rédressement Judiciaire. I crediti commerciali verso Descamps S.A.S., non essendo fruttiferi di interessi e in quanto non correnti, sono rettificati da un fondo calcolato in forza dei flussi di cassa attesi. In Nota 11 sono fornite le ulteriori informazioni.

Altre attività finanziarie e crediti finanziari

In questa voce è iscritto al fair value, seguendo le prescrizioni dei principi IFRS, il credito finanziario attualizzato, pari a 391 migliaia di Euro, relativo al diritto di regresso derivante dall'escussione della garanzia rilasciata ad Intesa France (ora Intesa Sanpaolo S.p.A.) a favore e nell'interesse di Descamps S.A.S..

Crediti finanziari verso controllate/collegate

Nel corso dell'esercizio, come già avvenuto nell'esercizio precedente, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha acquisito pro-solvendo crediti commerciali della collegata Intesa S.r.l. e della controllata Mascioni S.p.A. al fine di poterli negoziare sulle proprie linee di credito autoliquidanti essendo stati revocati alcuni affidamenti alla partecipata.

Le operazioni sono avvenute a normali condizioni di mercato.

Intesa S.r.l. e Mascioni S.p.A. intrattengono da molto tempo rapporti commerciali con i clienti ceduti e restano responsabili per le eventuali insolvenze di questi ultimi. I rischi connessi a tali operazioni sono quindi legati alla solvibilità di Intesa S.r.l. e di Mascioni S.p.A..

Nel corso dell'esercizio, la Società ha concesso alla partecipata Zucchi do Brasil Ltda ulteriori finanziamenti per circa due milioni di Euro al fine di sostenere le attività di apertura dei nuovi punti vendita e finanziare il circolante della stessa. I finanziamenti sono fruttiferi di interessi e prevedono un periodo di preammortamento di 18 mesi (originariamente concesso al fine di non gravare i flussi finanziari della controllata nella fase di start-up dell'attività). Il finanziamento concesso alla controllata Zucchi do Brasil Ltda, pari a complessivi 3.970 migliaia di Euro, è stato interamente svalutato avendo attivato una dismissione dei negozi della stessa alla luce delle nuove scelte gestionali e dei risultati negativi conseguiti.

Crediti commerciali verso controllate/collegate

Sono state effettuate valutazioni in merito alla capacità delle controllate di rimborsare i propri debiti commerciali, con particolare attenzione alla Ta Tria Epsilon Bianca S.A. e alla Bassetti Espanola S.A. per le condizioni economiche dei Paesi in cui operano.

I crediti commerciali verso la Ta Tria Epsilon Bianca S.A. sono quasi stati interamente svalutati.

Anche i crediti commerciali verso la Mascioni USA Inc. sono stati giudicati difficilmente recuperabili stante la situazione patrimoniale della stessa e le continue perdite accumulate negli ultimi esercizi.

Sono state altresì effettuate valutazioni in merito alla capacità della Zucchi do Brasil Ltda di rimborsare i propri debiti commerciali; considerata l'attività di dismissione avviata.

Per i dettagli relativi alle valutazioni condotte per tutte le controllate si rinvia alla Nota 11 e alla Nota 18.

Garanzie prestate, impegni e altre passività potenziali
Garanzie prestate
Al 31 dicembre 2014
la Società ha in essere
fideiussioni per 3,1 milioni di Euro
principalmente per utenze energetiche, cauzioni doganali, concessioni pubbliche e contratti
di affitto di aziende o di locazione di negozi (3,0 milioni di Euro al 31 dicembre 2013).
Il fair value delle garanzie e degli impegni di cui sopra è pari a zero.
Si segnala inoltre che la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha un impegno a subentrare nel contratto di
affitto dell'immobile di Vendin, dove viene esercitata l'attività,
nel caso in cui Descamps
S.A.S. (società di cui la Vincenzo Zucchi S.p.A. deteneva il 20% del capitale sociale fino all'8
agosto 2012) divenisse insolvente rispetto allo stesso contratto. Esiste tuttavia una garanzia
di cassa prestata dalla stessa Descamps a copertura degli impegni derivanti dal contratto di
affitto durante il quale comunque la Vincenzo Zucchi S.p.A. avrebbe la disponibilità del bene
con la possibilità eventualmente di subaffittarlo. Descamps S.A.S. è inoltre vincolata da un
impegno contrattuale con la Vincenzo Zucchi S.p.A. per il quale qualsiasi eventuale modifica
delle condizioni contrattuali con il locatario deve essere preventivamente autorizzata dalla
garante. Occorre altresì precisare che, in occasione della cessione della residua quota di
partecipazione al capitale di Descamps S.A.S., la società francese ed Astrance Capital
hanno confermato l'impegno nei confronti della Vincenzo Zucchi S.p.A. di ricercare le
modalità attraverso le quali sollevare quest'ultima dalla garanzia prestata.
La sentenza del 4 febbraio 2011 che ha approvato il piano di continuità della Descamps
S.A.S. non ha inoltre prodotto alcun impatto sull'impegno della Vincenzo Zucchi S.p.A. quale
garante degli
obblighi della società Descamps verso il locatore, che rimane ad oggi
disciplinato secondo i termini e le condizioni del contratto di locazione a suo tempo stipulato.
Anche il fair value della suddetta garanzia è pari a zero.
Altri contratti e diritti contrattuali rilevanti
Contratti di licenza
La società ha sottoscritto contratti di licenza con terzi con diverse scadenze fino al 2016. Tali
contratti prevedono il riconoscimento ai licenzianti di royalties in percentuale sul fatturato
netto derivante dalle vendite delle relative collezioni, talvolta con degli importi minimi garantiti
annuali.
I minimi garantiti in ciascun esercizio successivo a quello del 31 dicembre 2014 sono di
seguito evidenziati:
2015
725 migliaia di Euro;
2016
235 migliaia di Euro.
Tali minimi garantiti sono dovuti nel caso di rescissione del contratto per l'anno in cui lo
stesso viene rescisso e quello successivo.
In ogni caso la Società ha la possibilità di uscire unilateralmente dal contratto senza
corrispondere i minimi di cui sopra nel caso in cui il licenziatario non adempisse agli obblighi
contrattuali consistenti nello svolgimento di alcune attività operative per la realizzazione dei
prodotti oggetto delle licenza.
Cessioni di crediti
La Società ha smobilizzato a fine esercizio "pro-soluto" crediti con scadenza successiva al 31
dicembre 2014 per 0,4 milioni di Euro (2,7 milioni di Euro nel 2013). Lo smobilizzo è relativo
a crediti commerciali ceduti a società di factoring nel rispetto della legge n. 52/91 e degli artt.
1260 e ss. del Codice Civile. Le suddette operazioni non hanno comportato la cancellazione
di crediti commerciali in quanto la clausola pro-soluto contrattualizzata non rispetta i criteri di
"derecognition" previsti dallo IAS 39.
A fine 2014, la Società ha smobilizzato anche
"pro-solvendo"
crediti con scadenza
successiva al 31 dicembre 2014 per 2,4 milioni di Euro (3,2 milioni di Euro al 31 dicembre
2013).
Leasing operativi
La Società ha stipulato contratti di leasing
operativo relativi a
noleggio di autovetture e
attrezzature per ufficio; tali contratti hanno durata media di 3-4 anni.
Nel caso di annullamento alcuni contratti prevedono la corresponsione di una penale
equivalente a circa 4 mensilità, mentre alcuni relativi al noleggio di autovetture prevedono un
ricalcolo degli importi in base al periodo effettivo di noleggio e ai km di percorrenza.
I contratti di noleggio di attrezzature da ufficio in caso di rescissione dal contratto prevedono
il pagamento di tutti i canoni dovuti fino alla scadenza del contratto stesso.
Il canone
complessivo annuale è di importo non significativo.
Nel corso dell'esercizio la Società ha rilevato costi per canoni di leasing operativi per circa
637 migliaia di Euro (616 migliaia di Euro nel 2013).
La Società ha altresì in essere diversi contratti di locazione commerciale per la gestione dei
propri punti vendita; tali contratti sono regolati dalla normativa relativa alle locazioni
commerciali, sia per quanto riguarda la durata che la possibilità di risoluzione degli stessi.
Nel corso dell'esercizio la società ha rilevato costi di locazione commerciale (canoni di
leasing operativi) pari a 6,6 milioni di Euro (6,6 milioni di Euro nel 2013).
I pagamenti derivanti da leasing operativi, che si riferiscono solo ed esclusivamente ai punti
vendita gestiti dalla Società, sono i seguenti:
ß
entro l'esercizio per 5.244 migliaia di Euro;
ß
tra 1 e 5 esercizi per 13.336 migliaia di Euro;
ß
oltre 5 esercizi per 3.942 migliaia di Euro.
Rispetto all'esercizio precedente si registra un incremento degli impegni contrattuali per
effetto della stipula di nuovi contratti di locazione a rinnovo di quelli scaduti (e quindi
determinano nuovi impegni che lo scorso esercizio risultavano in scadenza) ed altri nuovi per
l'apertura di nuovi spazi commerciali.
Passività potenziali
La Società operando a livello internazionale, è esposta a numerosi rischi legali, di norme a
tutela della concorrenza e dell'ambiente e in materia fiscale o contributiva. È possibile che gli
esiti giudiziari possano determinare oneri non coperti, o non totalmente coperti, da indennizzi
assicurativi aventi pertanto effetti sulla situazione finanziaria e sui risultati della Società. Alla
data di bilancio la Società non ha passività potenziali tali da richiedere stanziamenti a fondi
rischi ed oneri.
Laddove sia probabile che sarà dovuto un esborso di risorse finanziarie per adempiere a
delle obbligazioni e tale importo sia stimabile in modo attendibile, la Società ha effettuato
specifici accantonamenti a fondi rischi ed oneri alla cui nota si rimanda.
6.1.2 Rischio di
liquidità
Il rischio di liquidità è il rischio che la società abbia difficoltà ad adempiere alle obbligazioni
associate a passività
finanziarie. L'approccio della Società nella gestione della liquidità
prevede di garantire, per quanto possibile, che vi siano sempre fondi sufficienti per
adempiere alle proprie obbligazioni alla scadenza, sia in condizioni normali che di tensione
finanziaria, senza dover sostenere oneri esorbitanti o rischiare di danneggiare la propria
reputazione.
Generalmente, la società si assicura che vi siano disponibilità liquide a vista sufficienti per
coprire le necessità generate dal ciclo operativo e dagli investimenti, compresi i costi relativi
alle passività finanziarie. I servizi di tesoreria della società effettuano previsioni finanziarie
basate sulle entrate ed uscite attese nei mesi successivi e adottano le conseguenti azioni
correttive. Tuttavia, resta escluso l'effetto potenziale di circostanze estreme che non possono
esser ragionevolmente previste, quali le calamità naturali.
In data 21 marzo 2013 è stato firmato dalla Società un accordo di ristrutturazione del debito
ai sensi dell'art. 182-bis L.F., di complessivi 130 milioni di Euro circa, con un pool composto
da sei banche.
L'operazione è stata assoggettata al rispetto di normali parametri finanziari (da rilevarsi
periodicamente a far data dal 31 dicembre 2014) e non ha previsto il rilascio di garanzie reali
da parte della Società.
Gli Amministratori della Società hanno illustrato, sin dal mese di luglio 2014, alle Banche
Finanziatrici che come già evidenziato nel 2013, anche il 2014, in termini di incidenza del
costo del venduto rispetto all'Ebitda, gli obiettivi indicati nel Piano di Risanamento sarebbero
stati difficilmente raggiungibili.
In considerazione degli scenari di mercato, che evidenziavano, ed evidenziano tuttora,
maggiori difficoltà di penetrazione in alcuni mercati esteri, anche in virtù del rallentamento
delle relative economie, ed un mercato domestico in continua flessione, si è reso necessario
intervenire sul modello di business per adeguarlo alle nuove realtà economiche e alle mutate
prospettive di consumo attraverso, tra l'altro, una revisione delle dinamiche distributive, una
reingegnerizzazione dell'offerta ed una riduzione dell'incidenza dei costi fissi.
Alla luce dei risultati consuntivati nei primi mesi dell'esercizio 2014 e dell'andamento
economico del settore, gli amministratori della Società hanno quindi ritenuto opportuno
valutare la predisposizione di un nuovo piano industriale che rifletta i nuovi scenari.
In considerazione del fatto che la Società, nel rispetto dell'Accordo di Ristrutturazione
sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare in data 21 marzo 2013, non
poteva apportare alcuna significativa modifica al Piano di Risanamento, senza il preventivo
consenso delle Banche Finanziatrici, in quanto, in caso contrario, si sarebbe determinata la
risoluzione di diritto dell'Accordo di Ristrutturazione, in data 29 ottobre 2014, in accordo con
le Banche Finanziatrici, ha convenuto di predisporre, con l'ausilio di un advisor industriale, un
nuovo piano industriale propedeutico alla definizione di una nuova manovra finanziaria.
Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha
altresì richiesto alle Banche Finanziatrici:
d.
una moratoria per il mantenimento delle linee di credito (revolving e consolidato)
accordate e disciplinate dall'Accordo di Ristrutturazione;
e.
l'impegno a non dichiarare e a non far valer alcuna facoltà di risoluzione dell'Accordo
di Ristrutturazione in relazione ad uno qualsiasi degli Eventi Risolutivi (come definiti
nell'Accordo di Ristrutturazione);
f.
il
mantenimento,
senza
alcuna
revoca,
delle
linee
definite
dall'Accordo
di
Ristrutturazione, secondo le modalità operative in vigore.
Altre informazioni di tipo quantitativo sono fornite alla nota 6.2.2.
Si rinvia altresì al paragrafo dedicato alla continuità aziendale per gli ulteriori aspetti relativi al
rischio liquidità.
6.1.3 Rischio di
mercato
Il rischio di mercato è il rischio che i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario
fluttuino in seguito a variazioni dei prezzi di mercato per effetto di variazioni dei tassi di
cambio, di interesse e ad altri rischi di prezzo. L'obiettivo della gestione del rischio di mercato
è la gestione e il controllo dell'esposizione della società a tale rischio entro livelli accettabili
ottimizzando, allo stesso tempo, il rendimento degli investimenti.
Rischio di cambio
La Società opera internazionalmente sia come acquirente di merci e lavorazioni che come
venditore dei propri prodotti e servizi ed è quindi esposta al rischio valutario derivante dalle
fluttuazioni delle valute con cui avvengono le transazioni commerciali
(soprattutto gli
acquisti), in particolare il dollaro statunitense e la sterlina inglese. È politica della Società
fronteggiare, ove possibile,
questi rischi mediante la copertura a termine delle singole
posizioni valutarie attive e passive previste a date future; la copertura, che tiene conto sia del
cambio previsto a budget sia delle aspettative di andamento dei cambi, è attuata non per la
totalità delle posizioni ma, per tener conto delle possibili variazioni dell'entità delle transazioni
rispetto alle previsioni e per poter sfruttare commercialmente eventuali variazioni del cambio,
viene coperta una percentuale dei flussi in valuta attesi nei successivi 12 mesi; tale
percentuale scende man mano la manifestazione futura dei flussi si allontana nel tempo. Per
la parte non coperta, si determinano delle differenze di cambio rispetto ai cambi registrati che
impattano il conto economico.
Ove non è possibile, si fronteggia il rischio di cambio mediante la gestione degli anticipi
all'importazione delle singole posizioni valutarie passive previste a date future; la copertura,
che tiene conto sia del cambio previsto a budget, sia delle aspettative di andamento dei
cambi, è attuata di volta in volta per ogni singolo anticipo in funzione del cambio registrato
alla data e delle aspettative future. Anche in questo caso le differenze di cambio che si
determinano rispetto ai cambi registrati impattano il conto economico.
Le differenze di cambio che si determinano rispetto ai cambi registrati impattano il conto
economico.
Rischio tasso di interesse
Esso afferisce in particolare alle passività finanziarie, il cui rischio di variazioni dei tassi di
interesse ha effetti sul conto economico determinando un minor o maggior costo per oneri
finanziari.
Non esistono strumenti a copertura del rischio oscillazione del tasso di interesse.
Altri rischi di prezzo
Riguardano la possibilità che il fair value di uno strumento finanziario possa variare per motivi
differenti dal variare dei tassi di interesse o di cambio.
La Società non è esposta a tali rischi.
6.2 Esposizione al
rischio
6.2.1 Rischio di
credito
Il valore contabile delle attività finanziarie rappresenta l'esposizione massima della Società al
rischio di credito. Alla data di chiusura dell'esercizio tale esposizione era la seguente:
La voce "Altre attività finanziarie" si riferisce al credito finanziario attualizzato relativo al diritto
di regresso derivante dall'escussione della garanzia rilasciata ad Intesa France (ora Intesa
Sanpaolo S.p.A.) a favore e nell'interesse di Descamps S.A.S
La voce "Crediti finanziari verso controllate e collegate" è rappresentata dal credito
finanziario verso le controllate Mascioni S.p.A., Zucchi do Brasil Ltda e la collegata Intesa
S.r.l I crediti hanno subito i seguenti movimenti nel corso dell'esercizio 2014:
Zucchi do
Intesa Srl
Mascioni
Basitalia
Totale
(in migliaia di euro)
Brasil
Saldi iniziali al 31.12.2013
436
769
2.000
-
3.205
incrementi
1.146
9.251
1.950
12
12.359
decrementi
(1.084)
(8.057)
-
-
(9.141)
Svalutazione
-
-
(3.950)
-
(3.950)
Saldo al 31.12.2014
498
1.963
-
12
2.473
Sono state altresì effettuate valutazioni in merito alla capacità della Zucchi do Brasil Ltda di
rimborsare i propri debiti commerciali; alla luce delle valutazioni effettuate in merito alla
recuperabilità del credito a seguito dell'attività di dismissione attivata da parte della
controllata, si è ritenuto di procedere alla svalutazione dell'intero credito commerciale.
Nel corso dell'esercizio, come avvenuto nel 2013, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha acquisito pro
solvendo crediti commerciali della collegata Intesa S.r.l. e dalla controllata Mascioni S.p.A. al
fine di poterli negoziare sulle proprie linee di credito auto liquidanti, non avendo le partecipate
sufficienti linee a disposizione per la lavorazione dei crediti.

Le operazioni sono avvenute a normali condizioni di mercato. Mascioni S.p.A. ed Intesa S.r.l. intrattengono da molto tempo rapporti commerciali con i clienti ceduti e restano responsabili per le eventuali insolvenze di questi ultimi. I rischi connessi a tali operazioni sono pertanto legati alla solvibilità di Intesa S.r.l. e di Mascioni S.p.A..

Nel corso dell'esercizio, la Società ha concesso alla partecipata Zucchi do Brasil Ltda ulteriori finanziamenti per circa due milioni di Euro al fine di sostenere le attività di apertura dei nuovi punti vendita e finanziare il circolante della stessa. I finanziamenti sono fruttiferi di interessi e prevedono un periodo di preammortamento di 18 mesi (originariamente concesso al fine di non gravare i flussi finanziari della controllata nella fase di start-up dell'attività). Il finanziamento concesso alla controllata Zucchi do Brasil Ltda, pari a complessivi 3.970 migliaia di Euro, è stato interamente svalutato avendo attivato una dismissione dei negozi della stessa alla luce delle nuove scelte gestionali e dei risultati negativi conseguiti.

Il rischio massimo di credito derivante dall'eventuale escussione di garanzie è pari a 9,5 milioni di Euro per utenze energetiche, cauzioni doganali, concessioni pubbliche e contratti di affitto d'aziende o di locazioni di negozi (8,6 milioni di Euro al 31 dicembre 2013).

La massima esposizione al rischio di credito a fine esercizio derivante da crediti commerciali, suddivisa per regione geografica, era la seguente:

2014 2013
(in migliaia di euro) Valori lordi Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni
Italia 26.898 (5.129) 35.029 (5.200)
Francia 485 (485) 996 (201)
Altri paesi europei 13.241 (727) 7.675 (342)
Altri paesi extraeuropei 296 (266) 474 (435)
Totale 40.920 (6.607) 44.174 (6.178)

La massima esposizione al rischio di credito a fine esercizio derivante da crediti commerciali, suddivisa per tipologia di clientela è la seguente:

2014 2013
(in migliaia di euro) Valori lordi Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni
Dettaglianti ed affiliati 15.785 (3.232) 16.831 (2.699)
Ingrosso 1.759 (276) 3.253 (451)
Grande Distrib. Organizzata e Promozione 12.131 (1.901) 14.734 (2.041)
Altri 1.530 (649) 2.748 (448)
Controllate/Collegate 9.715 (549) 6.608 (539)
Totale 40.920 (6.607) 44.174 (6.178)

L'anzianità dei crediti commerciali alla data del bilancio era la seguente:

2014 2013
(in migliaia di euro) Valori lordi Svalutazioni Valori lordi Svalutazioni
Non ancora scaduti 29.629 (2.588) 33.883 (845)
Scaduti da 1-30 giorni 1.403 (107) 1.207 (3)
Scaduti da 31-120 giorni 4.171 (115) 2.026 (473)
Oltre 5.717 (3.797) 7.058 (4.857)
Totale 40.920 (6.607) 44.174 (6.178)
I movimenti del fondo svalutazione crediti commerciali nel corso dell'esercizio, inclusivo delle
attualizzazioni effettuate, sono stati i seguenti:
(in migliaia di euro)
2014
2013
Saldo al 1° gennaio
6.178
8.320
Utilizzi / rilasci dell'esercizio
(2.000)
(2.938)
Perdita di valore dell'esercizio
2.429
796
Saldo al 31 dicembre
6.607
6.178
La perdita di valore dell'esercizio, imputata tra le spese di vendita, viene determinata in modo
che il saldo del fondo svalutazione alla fine dell'esercizio rappresenti la ragionevole riduzione
del valore delle attività finanziarie a fronte dei crediti ritenuti inesigibili. Essa è determinata
sulla base di dati storici relativi alle perdite su crediti e delle ragionevoli prospettive di
incasso, applicando a tutti i crediti in essere percentuali di svalutazioni diverse a seconda
della anzianità del credito.
La Società utilizza i fondi svalutazione per riconoscere le perdite di valore sui crediti
commerciali; tuttavi a, quando vi è la certezza che non sarà possibile recuperare l'importo
dovuto, l'ammontare considerato irrecuperabile viene direttamente stornato dalla relativa
attività finanziaria con contropartita, fino a capienza, il fondo svalutazione e, per l'eventuale
eccedenza, il conto economico.
Per quanto concerne i movimenti del fondo svalutazione crediti commerciali, inclusivo delle
attualizzazioni effettuate, si rinvia a quanto esposto nelle note esplicative al bilancio.
6.2.2 Rischio di
liquidità
Le scadenze contrattuali delle passività finanziarie, compresi gli interessi da versare, sono
esposte nella tabella seguente:
31.12.2014
(in migliaia di euro)
contabile
contrattuali
0-6 mesi
6-12 mesi
1-2 anni
2-5 anni
5 anni
Passività finanziarie non derivate
Banche
96.259
96.259
96.259
Banche a m-l/t
-
-
Debiti verso altri finanziatori
1.040
1.040
1.040
Debiti commerciali e altri debiti
29.903
29.903
29.903
Contratti a termine su cambi
Flussi in entrata
Flussi in uscita
31.12.2013
contabile
contrattuali
0-6 mesi
6-12 mesi
1-2 anni
2-5 anni
5 anni
(in migliaia di euro)
Passività finanziarie non derivate
Banche
64.810
64.810
64.810
Banche a m-l/t
28.725
-
28.725
Debiti verso altri finanziatori
3.018
3.018
3.018
Debiti commerciali e altri debiti
27.987
27.987
27.987
Contratti a termine su cambi
Flussi in entrata
Flussi in uscita
I flussi futuri indicizzati all'Euribor sono determinati in funzione dell'ultimo fixing dell'Euribor.
Ai meri fini comparitivi si precisa che al 31 dicembre 2014 i debiti bancari correnti includono
29.091 migliaia di Euro relativi al finanziamento concesso dalle banche, inclusivo della quota
a medio lungo di tale finanziamento, è stata riclassificata tra i debiti correnti così come
previsto dallo IAS1 in quanto i parametri finanziari che regolano l'accordo di ristrutturazione
non risultano rispettati.
I debiti correnti verso banche, utilizzati per il finanziamento del capitale circolante netto, sono
anch'essi regolati dall'accordo di ristrutturazione sottoscritto in data 21 marzo 2013 che
prevede un affidamento massimo complessivo di 87 milioni di Euro.
Si evidenzia che alla data del 31 dicembre 2014 non sono in essere lettere di credito.
Per ogni ulteriore informazione sui rischi legati al soddisfacimento dei fabbisogni finanziari si
rinvia al paragrafo sulla "Continuità aziendale".
6.2.3 Rischio di
cambio
La tabella seguente evidenzia l'esposizione della Società al rischio di cambio in base al
valore nozionale:
31 dicembre 2014
31 dicembre 2013
USD
SEK
USD
SEK
CHF
Crediti commerciali
578
263
226
83
Debiti commerciali
58
1
(142)
42
1 5
Esposizione lorda nel prospetto della
situazione patrimoniale-finanziaria
520
262
368
41
(15)
Acquisti previsti per l'esercizio 2015
-
-
-
-
-
Esposizione lorda
520
-
368
-
(15)
Contratti a termine su cambi
-
-
-
Esposizione netta
520
-
368
-
(15)
La sottoscrizione del nuovo accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis L.F. ha
consentito di ripristinare nuove linee di credito dedicate all'acquisto di valuta (contratti a
termine) al fine di consentire alla Società di fronteggiare il rischio cambio.
I principali tassi di cambio applicati nel corso dell'esercizio sono i seguenti:
Cambio medio
Cambio fine eserc.
2014
2013
2014
2013
USD
1,3211
1,3308
1,2141
1,3791
GBP
0,8031
0,8501
0,7789
0,8337
CHF
1,2127
1,2291
1,2024
1,2276
BRL
3,1093
2,8937
3,2207
3,2576
Analisi di sensitività
Un apprezzamento dell'Euro di 5 centesimi rispetto al dollaro, avrebbe comportato al 31
dicembre 2014 un aumento del patrimonio netto e del risultato netto per 17 migliaia di euro (9
migliaia di euro nel 2013).
Un deprezzamento dell'Euro di 5 centesimi rispetto al dollaro avrebbe causato una
diminuzione del risultato netto e del patrimonio netto al 31 dicembre 2014 di 18 migliaia di
Euro (10 migliaia di Euro nel 2013), presupponendo che tutte le altre variabili siano rimaste
costanti.
L'analisi è stata svolta solo per il dollaro in considerazione della scarsa significatività
dell'esposizione nelle altre valute e presupponendo che tutte le altre variabili, in particolare i
tassi di interesse, siano costanti ed è stata svolta per il 2013
utilizzando gli stessi
presupposti.
6.2.4 Rischio di
tasso di interesse
Il valore degli strumenti finanziari della società distinto tra strumenti fruttiferi di interessi e
strumenti infruttiferi, alla data della chiusura di bilancio era il seguente:
Valore contabile
(in migliaia di euro)
2014
2013
Strumenti finanziari fruttiferi a tasso fisso
Attività finanziarie
-
-
Passività finanziarie
-
-
Strumenti finanziari a tasso variabile
Attività finanziarie
4.704
12.290
Passività finanziarie
(96.259)
(93.535)
Strumenti finanziari infruttiferi
Attività finanziarie
37.723
42.119
Passività finanziarie
(30.943)
(31.005)
Gli strumenti finanziari fruttiferi a tasso variabile sono costituiti dalle disponibilità liquide e
mezzi equivalenti, dai crediti finanziari verso controllate/collegate e società non più
partecipate, dai debiti verso banche correnti e a medio/lungo termine.
La variazione dei tassi ha effetti significativi soltanto sui flussi finanziari relativi ai debiti a
medio/lungo termine in considerazione della loro maturity.
I debiti verso gli altri finanziatori sono esclusi in quanto si riferiscono ad operazioni di cessione
dei crediti che scontano il pagamento degli interessi già al momento della cessione e,
pertanto, non sono più fruttiferi di interessi.
Analisi di sensitività dei flussi finanziari degli strumenti finanziari a tasso variabile
Se la curva dei tassi di interesse fosse aumentata/diminuita di 100 bps nel corso del 2014,
avrebbe comportato un aumento/diminuzione di 1.018 migliaia di Euro (988 migliaia di Euro
nel 2013) di interessi passivi. L'analisi è stata svolta presupponendo che le altre variabili
siano rimaste costanti.
6.3 Gestione del
capitale
L'obiettivo primario della gestione del capitale della Società è garantire che sia mantenuto un
solido rating creditizio ed adeguati livelli degli indicatori di capitale in modo da supportare
l'attività, massimizzare il valore per gli azionisti e ridurre il costo del capitale.
La Società gestisce la struttura
del capitale e la modifica in funzione di variazioni nelle
condizioni economiche.
Per mantenere o adeguare la struttura del capitale, la Società può adeguare i dividendi
pagati agli azionisti, rimborsare il capitale o emettere nuove azioni.
Nessuna variazione è stata apportata agli obiettivi, alle politiche o alle procedure durante gli
esercizi 2013 e 2014.
La Società verifica il proprio capitale mediante il rapporto di gearing, ovvero rapportando il
debito netto al totale del patrimonio netto.
Il "gearing ratio" è un indice che segnala il grado di solidità patrimoniale dell'impresa
attraverso il livello di indebitamento finanziario netto.
L'indice evidenzia in quale proporzione le risorse finanziarie di terzi finanziano la quantità di
capitale necessario per la continuità della vita aziendale.
I risultati negativi degli ultimi esercizi, nonché gli oneri sostenuti per le attività di
ristrutturazione, hanno pesantemente inciso sull'indice di leva finanziaria, evidenziando in tal
modo una sempre maggior dipendenza dal capitale di debito.
La Società include nel debito netto finanziamenti onerosi (escluso il debito finanziario verso
la controllata Basitalia S.r.l., pari a circa 95 migliaia di al 31 dicembre 2014) al netto delle
disponibilità liquide e mezzi equivalenti.
(in migliaia di euro) 2014 2013
Debiti finanziari 97.299 96.553
Disponibilità
Debito netto
(2.226)
95.073
(9.080)
87.473
Patrimonio netto (27.648) 3.804
Totale capitale 67.425 91.277
Gearing ratio 141,01% 95,83%
6.4 Classi di
strumenti finanziari
Gli strumenti iscritti nello stato patrimoniale della Società sono così raggruppabili per classi:
(in migliaia di euro) Finanziamenti e
crediti -costo
ammortizzato
Attiv. Fin.rie al fair
value imputato a
conto economico
Passività al
costo
ammortizzato
Totale
31 dicembre 2014
Disponibilità
Attività Finanziarie al fair value imputato a
conto economico
Crediti commerciali e crediti finanziari e altri
crediti
Totale
2.226
-
39.810
42.036
-
391
-
391
-
-
-
-
2.226
391
39.810
42.427
PASSIVO
Debiti verso banche
Debiti verso altri finanziatori
Debiti commerciali e altri debiti
Totale
-
1.040
-
1.040
-
-
-
-
96.259
-
29.903
126.162
96.259
1.040
29.903
127.202
Scala gerarchica del fair value
Le attività finanziarie al fair value sono rappresentate dal credito finanziario attualizzato, pari
a 391 migliaia di Euro, relativo al diritto di regresso derivante dall'escussione della garanzia
rilasciata ad Intesa France (ora Intesa Sanpaolo S.p.A.) a favore e nell'interesse di
Descamps S.A.S
Si segnala che non vi sono state riclassifiche tra le diverse categorie.
6.5 Fair value Nella seguente tabella sono esposti per ogni attività e passività finanziaria, il valore contabile
iscritto nello stato patrimoniale ed il relativo fair value:
31 dicembre 2014
31 dicembre 2013
(in migliaia di euro) Valore contabile Fair Value Valore
contabile
Fair Value
Attività valutate al fair value
Crediti commerciali e altri crediti
Crediti finanziari verso terzi
391
37.332
5
391
37.332
5
415
41.704
5
415
41.704
5
Crediti finanziari verso controllate e collegate
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Attività
Passività
2.473
2.226
-
-
2.473
2.226
-
-
3.205
9.080
-
-
3.205
9.080
-
-
Altri contratti derivati
Debiti bancari a breve non garantiti
Debiti verso banche per quota a breve fin.
-
(96.259)
-
(96.259)
-
(64.810)
-
(64.810)
Debiti verso altri finanziatori
Debiti commerciali e altri debiti
Debiti verso banche a m/l termine
(1.040)
(29.903)
-
(1.040)
(29.903)
-
(3.018)
(27.987)
(28.725)
(3.018)
(27.987)
(28.725)
Criteri per la determinazione del fair value
I metodi e le principali assunzioni utilizzate per la determinazione dei fair value degli
strumenti finanziari sono indicati di seguito.

Debiti bancari

Il prospettato mancato rispetto dei parametri finanziari e la conseguente necessità di predisposizione di un nuovo piano industriale che rifletta i nuovi scenari, hanno determinato la necessità di richiedere alle Banche Finanziatrici:

  • g. una moratoria per il mantenimento delle linee di credito (revolving e consolidato) accordate e disciplinate dall'Accordo di Ristrutturazione;
  • h. l'impegno a non dichiarare e a non far valer alcuna facoltà di risoluzione dell'Accordo di Ristrutturazione in relazione ad uno qualsiasi degli Eventi Risolutivi (come definiti nell'Accordo di Ristrutturazione);
  • i. il mantenimento, senza alcuna revoca, delle linee definite dall'Accordo di Ristrutturazione, secondo le modalità operative in vigore.

La Società prosegue le trattative con le Banche Finanziatrici illustrando la situazione della Società e del Gruppo e rappresentando le principali linee guida del piano economico finanziario proposto ed in corso di discussione con le banche stesse. La Società sta elaborando una manovra finanziaria con l'obiettivo di riportare l'indebitamento a livelli sostenibili a garantire alla società l'adeguato grado di flessibilità finanziaria necessario a far fronte ai picchi stagionali. La manovra finanziaria sarà inoltre supportata da un piano di dismissione degli immobili.

I debiti bancari correnti includono 29.091 migliaia di Euro relativi al finanziamento concesso dalle banche finanziatrici; la quota a medio lungo di tale finanziamento è stata riclassificata tra i debiti correnti così come previsto dallo IAS1 in quanto i parametri finanziari che regolano l'accordo di ristrutturazione non risultano rispettati.

Strumenti finanziari derivati

Il fair value dei contratti a termine su cambi è determinato sulla base della loro quotazione alla data di riferimento del bilancio, se disponibile. Se non è disponibile una quotazione di mercato, il fair value è stimato attualizzando la differenza tra il prezzo a termine definito dal contratto e il prezzo a termine corrente per la durata residuale del contratto utilizzando un tasso di interesse privo di rischio.

Passività finanziarie

Il fair value delle passività finanziarie è calcolato come il valore attuale dei flussi finanziari futuri attualizzato al tasso di interesse di mercato rilevato alla data di chiusura del bilancio.

Crediti commerciali ed altri crediti

Il fair value dei crediti commerciali e degli altri crediti è calcolato come il valore attuale dei flussi finanziari futuri per capitale ed interessi attualizzato al tasso di interesse di mercato rilevato alla data di chiusura del bilancio.

Tassi di interesse utilizzati per calcolare il fair value

I tassi di interesse utilizzati per attualizzare i flussi finanziari previsti, ove applicabile, si basano sulla curva dei tassi interbancari più un credit spread che riflette, oltre al costo del denaro, il rischio paese, mercato e natura del debitore.

Il costo del denaro applicato, quale valore di partenza, è riportato nella tabella seguente:

(in migliaia di euro) 2014 2013
Strumenti finanziari
Contratti di finanziamento
1,110-2,090 % 1,110-2,090 %
Contratti di leasing non esistenti non esistenti
Sezione B
-
INFORMATIVA SETTORIALE
Nota 7
INFORMATIVA
PER SETTORI
Come indicato nel paragrafo 4 dell'IFRS 8 l'informativa per settori operativi è stata fornita
solo nel bilancio consolidato. Si riporta di seguito esclusivamente la suddivisione dei ricavi
delle vendite per area geografica.
Vendite 2013 2013
Altri paesi
Paesi
Totale
Italia
europei
extraeuropei
(in migliaia di euro)
RICAVI
Vendite
85.281
14.710
3.898
103.889
Vendite 2014 2014
Altri paesi
Paesi
Totale
Italia
europei
extraeuropei
(in migliaia di euro)
RICAVI
Vendite
71.531
14.852
3.791
90.174
Variazione 2014-2013
-16,1%
1,0%
-2,7%
-13,2%
Le vendite della Società hanno registrato nel 2014 un diminuzione del 13,2%, passando da
103,9 milioni di Euro a 90,2 milioni di Euro.
La riduzione ha interessato tutti i canali in cui opera la Società.
Per ogni ulteriore informazione si rinvia alla Relazione sulla gestione.
Sezione C1- NOTE AL PROSPETTO DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE -
FINANZIARIA ATTIVA
Nota 8
DISPONIBILITA'
LIQUIDE E MEZZI
(in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
EQUIVALENTI Depositi bancari 1.944 8.768
Assegni - -
Denaro e valori di cassa 282 312
Totale 2.226 9.080
I depositi bancari sono a vista e sono remunerati ad un tasso variabile di circa 0,01%. Il fair
value delle disponibilità liquide è di 2.226 migliaia di Euro.
Per ulteriori commenti si rimanda alla Nota 20.
Nota 9
ALTRE ATTIVITA'
FINANZIARIE
(in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
Correnti - -
Non correnti 391 415
Totale 391 415
Le altre attività finanziarie, pari a 391 migliaia di Euro, sono composte dal credito finanziario
attualizzato relativo al diritto di regresso derivante dall'escussione della garanzia rilasciata ad
Intesa France (ora Intesa Sanpaolo S.p.A.) a favore e nell'interesse di Descamps S.A.S In
data 28 dicembre 2010 Intesa Sanpaolo S.p.A. ha comunicato l'escussione della garanzia
rilasciata dalla Vincenzo Zucchi S.p.A. in data 1 agosto 2006 (e successive modificazioni ed
integrazioni) a Banca Intesa France S.A. nell'interesse della società Descamps S.A.S. con la
quale ci si impegnava, tra l'altro, nel caso in cui quest'ultima fosse sottoposta a procedura
concorsuale, a rimborsare tutto quanto dovuto dalla predetta società per capitale, interessi e
spese. La somma escussa ammonta a 888 migliaia di Euro oltre interessi maturati dal 1
ottobre 2010.
Nel rispetto del piano di ammortamento previsto dalla procedura di
Rédressement Juidiciaire, Descamps S.A.S., nel corso degli esercizi 2012, 2013 e 2014, ha
corrisposto la prime tre rate pari complessivamente al 20% della somma a debito. La
Vincenzo Zucchi S.p.A. ha regolamentato con Intesa Sanpaolo S.p.A. le garanzie di
pagamento della somma escussa nell'accordo
di ristrutturazione del debito bancario
sottoscritto in data 13 giugno 2011 e poi confermate anche nell'accordo sottoscritto in data
21 marzo 2013.
31.12.2013
Fondo Valori netti
(in migliaia di Euro) deprezzamento
Materie prime e sussidiarie
Materie prime 147 147 19
1.415
1.434
Prodotti in lav. e semilavorati
Merci in lavorazione 81 - 81 321
6.638
6.959
Prodotti finiti 25.915 3.551 22.364 23.919
Totale 34.879 4.505 30.374 32.312
Saldo al 31.12.2012
Utilizzi dell'esercizio 2013
Saldo al 31.12.2013
Utilizzi dell'esercizio 2014
Saldo al 31.12.2014
6.280
-
(1.485)
4.795
1.932
(2.222)
4.505
Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione ed il valore netto
di realizzo. Il valore netto di realizzo corrisponde al prezzo di vendita stimato nel normale
svolgimento dell'attività al netto dei costi stimati di completamento nonché della stima dei
costi necessari per realizzare la vendita.
Le scorte obsolete o di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o
di realizzo sulla base di assunzioni specifiche fatte dal management determinate in funzione
dell'esperienza passata e dell'andamento storico e atteso dai mercati di riferimento della
biancheria per la casa.
Anche nell'esercizio 2014, la Società, considerati i significativi risultati di riduzione del
magazzino ottenuti già nel corso dell'esercizio 2013, per effetto delle azioni commerciali
intraprese, ha ritenuto consono procedere ad utilizzare parte del
fondo svalutazione
rimanenze con riferimento alle minori giacenze esistenti ed all'intervenuto miglioramento
delle fasce di rotazione (importo al netto dell'adeguamento effettuato pari a 290 migliaia di
Euro).
Materie sussidiarie e scorte varie
Semilavorati
Valori lordi
1.313
1.460
7.423
7.504
Accantonamento dell'esercizio 2013
Accantonamento dell'esercizio 2014
31.12.2014
421
421
533
533
Si segnala che il valore delle rimanenze, al lordo del fondo,
rispetto ai valori del 2013 di circa 2,2 milioni di Euro.
La movimentazione del fondo svalutazione è stata la seguente:
Valori netti
892
1.039
6.890
6.971
ha subito una diminuzione
Questa riduzione ha interessato in misura significativa i prodotti finiti (circa 1,2 milioni di
Euro), i semilavorati (circa 0,9 milione di Euro) e, considerati i già ridotti volumi, in misura
marginale le materie prime e sussidiarie (circa 0,1 milioni di Euro).
Nota 11
CREDITI
COMMERCIALI
La voce in oggetto si riferisce, essenzialmente, a normali operazioni di vendita e risulta così
composta:
(in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
Corrente
Crediti verso terzi 29.182 34.937
Svalutazione crediti per rischi di inesigibilità (4.573) (4.879)
Attualizzazione crediti v/o terzi
Totale A
24.609 30.058
Crediti commerciali v/o controllate 9.715 6.578
Svalut.crediti v/o controll. per rischi inesigibilità
Crediti commerciali v/o collegate
(549)
-
(539)
30
Attualizzazione crediti v/o collegate
Totale B 9.166 6.069
Totale crediti commerciali correnti(A+B) 33.775 36.127
Non corrente
Crediti verso terzi 2.023 2.629
Crediti commerciali v/o collegate
Svalutazione crediti per rischi di inesigibilità (1.485) (760)
Totale crediti commerciali non correnti 538 1.869
Totale crediti commerciali 34.313 37.996
La diminuzione dei crediti
verso terzi è
imputabile alla diminuzione del fatturato, quale
conseguenza di un calo generale della domanda nel mercato della biancheria per la casa,
nonché all'incremento dell'incidenza della quota di fatturato estero rappresentato, nel caso di
specie, dall'aumento dei crediti commerciali verso le controllate commerciali estere.
L'adeguamento al cambio in vigore alla data di bilancio dei crediti espressi in valuta estera in
essere alla data di chiusura dell'esercizio non ha comportato l'iscrizione di differenze ritenute
significative.
Alla data del 31 dicembre 2014 erano in essere con Unicredit Factoring SpA operazioni di
cessione di crediti pro-soluto perfezionate nel rispetto della legge n. 52/91 e degli artt. 1260 e
ss. del c.c. per un valore nominale di 408 migliaia di Euro (2.658 migliaia al 31 dicembre
2013). Le suddette operazioni non hanno comportato la cancellazione di crediti commerciali
in quanto la clausola pro-soluto contrattualizzata non rispetta i criteri di "derecognition"
previsti dallo IAS 39.
Nel corso dell'esercizio sono state poste in essere operazioni di cessione di crediti pro-soluto
perfezionate nel rispetto della legge n. 52/91 e degli artt. 1260 e ss. del c.c., prevalentemente
verso alcuni importanti clienti appartenenti al canale Grande Distribuzione Organizzata, per
complessivi 5.793 migliaia di Euro nominali (6.122 migliaia di Euro nominali nel 2013).
Alla data del 31 dicembre 2014 sono altresì in essere operazioni di cessione di crediti pro
solvendo per un valore nominale di 2.399 migliaia di Euro (3.235 migliaia di Euro al 31
dicembre 2013). Nel corso dell'esercizio sono stati ceduti crediti per un controvalore pari a
4.416 migliaia di Euro (4.811 migliaia di Euro nel corso dell'esercizio 2013).
Si riporta di seguito il dettaglio dei crediti commerciali verso società controllate:
(in migliaia di Euro) Credito Svalutazione Credito netto
Ta Tria Epsilon Bianca S.A. 45 (44) 1
Mascioni S.p.A. 449 (245) 204
Mascioni USA 158 (158) -
Zucchi do Brasil 102 (102) -
Altre controllate non svalutate* 8.961 - 8.961
*Bassetti Schweiz S.A., Bassetti Deutschland G.m.b.H.,Bassetti Espanola S.A.,Basitalia S.r.l.
L'aumento dei crediti commerciali verso le controllate, rispetto all'esercizio precedente, è da
imputarsi principalmente ad un maggior contributo da parte delle controllate commerciali
nell'attività di vendita del magazzino, facilitato da attività promozionali, in particolare
attraverso le controllate commerciali spagnola e tedesca.
Si segnala infine che la ripartizione per area geografica, la suddivisione per tipologia di
clientela e le informazioni relative all'anzianità dei crediti sono riportate nella Nota 6.2.1.
Di seguito la movimentazione del fondo svalutazione crediti
controllate/collegate a breve termine:
verso clienti terzi e verso
terzi controllate collegate
Saldo al 31.12.2012 7.025 201 -
Accantonamento dell'esercizio 2013 368 428 -
Utilizzi dell'esercizio 2013 e rilascio (2.553) (90) -
Giroconto a quota non corrente - - -
Giroconto da quota non corrente 39 -
Saldo al 31.12.2013 4.879 539 -
Accantonamento dell'esercizio 2014 1.256 271 -
Utilizzi dell'esercizio 2014 e rilascio (1.601) (261) -
Giroconto da quota non corrente 39 - -
Saldo al 31.12.2014 4.573 549 -
I crediti commerciali non correnti comprendono quelli verso Descamps S.A.S.(interamente
svalutato alla luce della proposta di riaggiornamento del piano pervenuta successivamente
alla chiusura dell'esercizio e da sottoporre all'approvazione del ceto creditorio), e quelli verso
un cliente affiliato con cui è stato sottoscritto un accordo di ristrutturazione del credito
commerciale (valore netto 538 migliaia di Euro).
Il rischio della recuperabilità del credito è legato al rischio di insolvenza della Descamps
S.A.S. non essendo l'incasso dei crediti vantati nei confronti della stessa garantito.
In data 20 novembre 2012, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto con un affiliato una
scrittura privata notarile con la quale il cliente, riconoscendo il debito, si è impegnato ad
adempiere regolarmente al pagamento delle obbligazioni nascenti oltre a quelle connesse al
rientro del debito esistente alla data. Il debito oggetto di ristrutturazione è fruttifero di
interessi. A garanzia dell'adempimento delle obbligazioni patrimoniali di cui alla scrittura
privata, l'affiliato ha riconosciuto alla Vincenzo Zucchi S.p.A. il diritto di opzione sulla vendita
di tutti i punti vendita dallo stesso gestiti e ha costituito ipoteca volontaria su alcuni
immobili.Tale ristrutturazione del credito ha comportato l'iscrizione del credito commerciale
tra le partite non correnti.
regolarmente le nuove scadenze e ha adempiuto al pagamento della rata prevista nel piano
di rimborso.
Nel corso degli esercizi 2013 e 2014 l'affiliato ha onorato
Nota 12
CREDITI
FINANZIARI
(in migliaia di Euro)
Corrente
Verso terzi
Verso controllate/collegate
Totale
31.12.2014
5
2.473
2.478
31.12.2013
5
1.205
1.210
Non corrente
Verso terzi
Verso controllate/collegate
Totale
Nel corso del 2013 la Descamps S.A.S. ha rimborsato anticipatamente il finanziamento
fruttifero di un milione di Euro concesso alla allora collegata francese in data 9 febbraio 2011
per cui era stato concordato il rimborso in un'unica soluzione nel mese di febbraio 2016,
rimane ancora in essere un credito per interessi per un valore di circa 5 migliaia di Euro.
I crediti finanziari verso controllate e collegate ammontano in totale a 2.473 migliaia di Euro al
31 dicembre 2014 rispetto a
dettagliati:
-
-
-
-
2.000
2.000
1.205 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013 e sono così
VERSO
CONTROLLATE E
COLLEGATE
(in migliaia di Euro)
Corrente
Crediti per finanziamenti
Svalutazione crediti finanziari
Totale
31.12.2014
6.443
(3.970)
2.473
31.12.2013
1.363
(158)
-
1.205
Non corrente
Crediti per finanziamenti
Svalutazione crediti finanziari
-
-
-
2.473
2.000
-
2.000
3.205

La voce "Crediti per finanziamenti correnti" è principalmente rappresentata dal finanziamento concesso alla controllata Zucchi do Brasil Ltda pari a 3.970 migliaia di Euro interamente svalutato avendo attivato una dismissione dei negozi della stessa alla luce delle nuove scelte gestionali e dei risultati negativi conseguiti dalla controllata brasiliana.

La voce include altresì crediti vantati nei confronti della controllata Mascioni S.p.A. per 1.963 migliaia di Euro (interamente rimborsati prima del deposito dell'istanza ex art. 161, sesto comma, L.F.) e verso la collegata Intesa S.r.l. per 498 migliaia di Euro per finanziamenti concessi a fronte di cessioni pro-solvendo di crediti commerciali. Le operazioni sono intervenute a normali condizioni di mercato e hanno consentito, mediante l'utilizzo di linee auto liquidanti della Vincenzo Zucchi S.p.A., lo smobilizzo di crediti per le quali le partecipate non avevano sufficienti linee di credito per consentirne la lavorazione.

Nota 13
ALTRI CREDITI
Gli "Altri crediti" ammontano complessivamente a 2.803 migliaia di Euro, in diminuzione
rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente, e sono così composti:
(in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
Corrente
Non corrente
2.518
285
2.867
406
Totale 2.803 3.273
Il dettaglio della quota corrente e di quella non corrente è così composto:
(in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
Corrente
Anticipi a fornitori
Cred. v/Inps
575
1.340
1.143
253
IVA a credito e IVA richiesta a rimborso 176 1.024
Altri 427 447
2.518 2.867
Non corrente
Depositi cauzionali 199 293
Crediti d'imposta su ritenute TFR - -
Crediti verso Erario - -
Altri 86 113
Totale 285 406
Il decremento, rispetto allo scorso esercizio, è dovuto principalmente alla riduzione della voce
"Anticipi a fornitori" per 568 migliaia di Euro mentre l'effetto dell'incremento dei crediti verso
Inps è dovuto per l'anticipo della cassa integrazione guardagni da parte della Società, è stato
compensato dalla riduzione del credito IVA.
La quota non corrente è essenzialmente rappresentata dai depositi cauzionali versati per le
utenze o per alcuni contratti di locazione.
Nota 14
CORRENTI
VENDITA
ATTIVITA' NON
DESTINATE ALLA
La partecipazione nella Mascioni S.p.A. al 31 dicembre 2014 è stata riclassificata alla voce
"Attività non correnti destinate alla vendita" in quanto sussistono i requisiti previsti dall'IFRS
5.
Come è noto, l'andamento negativo dell'economia ed il conseguente calo dei consumi ha
duramente colpito, in questi ultimi anni, anche il settore tessile, determinando l'attuale stato di
crisi della Società, con tutte le inevitabili ed immaginabili ripercussioni, anche di natura
finanziaria, sulla Società medesima.
Al cospetto del progressivo delinearsi dell'attuale situazione di crisi, la Vincenzo Zucchi ha da
tempo intrapreso misure idonee ad avviare con celerità il percorso di turnaround, attivandosi
con la massima tempestività al fine di individuare (e, successivamente, di implementare) le
misure industriali e finanziarie più acconce allo scopo, tra le quali la cessione della
partecipazione nel capitale della Mascioni S.p.A
Lo stato in cui versa Mascioni, certamente sussumibile nella nozione di stato di crisi,
costituisce il corollario di una pluralità di fattori, in larga misura ravvisabili nell'andamento –
negli ultimi anni di segno marcatamente negativo – del mercato di riferimento: anche a causa
della generalizzata e prolungata recessione, infatti, il settore tessile ha patito rilevanti
contrazioni, che si sono tradotte, quanto alla Mascioni, nella progressiva perdita di redditività,
anche a causa dell'obiettiva difficoltà di affrontare l'eccezionalità della congiuntura mediante
rimedi endogeni.
Alla luce della suddetta situazione patrimoniale e finanziaria, l'Emittente ha conferito mandato
per la ricerca di soggetti finanziari o industriali che siano interessati ad investire nella
Vincenzo Zucchi S.p.A. e nel Gruppo. Tale decisione è stata assunta anche per contribuire al
rafforzamento patrimoniale e finanziario della Società ed eventualmente agevolare la
negoziazione con le banche finanziatrici.
In tale ambito sono, pertanto, stati ricercati potenziali investitori che potessero supportare, sia
dal punto di vista finanziario che manageriale, il rilancio della Mascioni S.p.A. e sollevare la
Vincenzo Zucchi S.p.A. dai rischi economico-finanziari legati alle difficoltà della controllata
Mascioni. L'operazione è quindi il risultato di un processo finalizzato al completamento del
percorso di risanamento e rilancio del gruppo che, anche attraverso questo passaggio,
concentrerà le proprie risorse finanziarie e manageriali sulle attività che stanno mostrando i
positivi risultati delle azioni di riequilibrio e sviluppo.
I benefici dell'operazione si sostanziano quindi in una significativa riduzione del rischio,
attraverso la cessione della partecipazione nel capitale della Mascioni S.p.A., e alla
conseguente possibilità di accelerare il rilancio delle attività in continuità attraverso una
maggiore focalizzazione delle risorse.
Si segnala che l'operazione è stata perfezionata in data 2 ottobre 2015 con PHI Fund II
F.C.R. de regimen simplificado, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR,
S.A
Essendo disponibile il fair value nel caso specifico, basato su un accordo vincolante di
vendita, il valore della partecipazione è stato azzerato alla luce anche delle spese di cessione
della stessa.
Nota 15
IMMOBILI,
IMPIANTI E
MACCHINARI
La composizione della voce "Immobili, impianti e macchinari" e dei relativi ammortamenti
accumulati al 31 dicembre 2014 e 2013 è la seguente:
31.12.2014 31.12.2013
(in migliaia di Euro) Valore lordo Ammortamenti
accumulati e
svalutazioni
Valore netto Valore netto
Terreni
Fabbricati
22.449
44.241
-
34.263
22.449
9.978
24.665
11.087
Impianti e macchinari 35.116 33.597 1.519 2.002
Attrezzature 243 243 - -
Altri beni 10.667 8.676 1.991 2.289
Migliorie su beni di terzi
Immobilizzazioni in corso e acconti
4.249
46
3.318
-
931
46
802
79
Totale 117.011 80.097 36.914 40.924
(stabilimento chiuso a dicembre 2008), Casorezzo (stabilimento chiuso a giugno 2006) ed
Isca Pantanelle (stabilimento chiuso a gennaio 2006).
Si fornisce di seguito un riepilogo dei valori netti contabili suddiviso per ubicazione.
(in migliaia di Euro)
Casorezzo
Terreni
7.349
Fabbricati
4.402
Isca
Notaresco
287
-
Urago
2.933
190
1.052
116
Altre
11.690
4.408
Totale
22.449
9.978
Impianti e macchinari
3
Attrezzature
-
-
-
-
-
-
-
1.516
-
1.519
-
Altri beni
-
- -
-
1.991 1.991
Migliorie su beni di terzi
-
Immobilizzazioni in corso e acconti
-
Totale
11.754
-
-
287
-
-
-
-
3.985
306
931
46
20.582
931
46
36.914
La voce "altre" include i valori netti contabili dei cespiti di proprietà locati nelle ubicazioni in
cui attualmente la Società esercita la propria attività (Rescaldina, Cuggiono, Vimercate e
Cuveglio).
Nel mese di settembre 2013 la Società ha cessato la propria attività nello stabilimento di
Urago d'Oglio (valutazione totale dell'area: 3,6 milioni di Euro). In data 29 settembre 2014 è
stato perfezionato l'atto di dismissione parziale del plesso immobiliare.
Si segnala che le aree di Casorezzo, Isca Pantanelle e Notaresco sono considerate in
dismissione, ma non classificate tra le attività correnti destinate alla vendita non essendosi
verificate tutte le condizioni previste dall'IFRS 5. La valutazione delle suddette aree, ottenuta
da un terzo indipendente, alla data del 31 dicembre 2014 ammonta a:
ß
Casorezzo: valutazione totale dell'area 16,4 milioni di Euro;
ß
Isca Pantanelle: valutazione totale dell'area 1,6 milioni di Euro;
ß
Notaresco: valutazione totale dell'area 5,3 milioni di Euro.
Il fair value delle singole unità immobiliari sopra esposte è pari all'ammontare stimato a cui
una proprietà dovrebbe essere ceduta e acquistata, alla data della valutazione, da un
venditore
e
da
un
acquirente
entrambi
interessati
alla
transazione,
a
concorrenziali, dopo un'adeguata trattativa in cui le parti abbiano agito in modo informato. Le
valutazioni hanno considerato i beni nella destinazione d'uso alla data di riferimento della
stima ed hanno tenuto conto dei costi di cessione.
Nel corso dell'esercizio 2014 è stata perfezionata la dismissione parziale dell'immobile di
Urago d'Oglio che ha generato un effetto finanziario positivo di circa 2.085 migliaia di Euro e
una plusvalenza di circa 95 migliaia di Euro.
condizioni
Valutazioni terreni
I terreni sono stati valutati al costo rideterminato corrispondente al fair value alla data della
transizione agli IFRS (1° gennaio 2004), a seguito di perizia di periti esperti indipendenti,
redatta in conformità agli Standard Internazionali di valutazione; la rivalutazione è stata
effettuata sulla base dei valori di mercato.
L'importo della rivalutazione alla data di transizione agli IFRS (36,8 milioni di Euro), al netto
delle imposte differite (11,7 milioni di Euro), è stato allocato a patrimonio netto.
Il valore residuo ad oggi della rivalutazione, diminuito a seguito di dismissioni realizzate dal
2004 ad oggi, è pari ad 23,3 milioni di Euro (di cui 10,5 milioni di Euro relativi alle aree di
Casorezzo, Isca Pantanelle e Notaresco) e le relative imposte differite ammontano a 7,5
milioni di Euro.
Trattandosi di terreni, il valore di mercato è stato determinato facendo riferimento alla
destinazione urbanistica del suolo ed alle potenzialità edificatorie previste dagli strumenti di
pianificazione urbanistica vigenti (approvati o adottati).
Laddove ritenuto opportuno sono stati applicati fattori correttivi per tener conto delle
caratteristiche intrinseche ed estrinseche ai singoli lotti di terreno.
Ai fini della redazione del bilancio al 31 dicembre 2014, stante la persistente crisi economico
finanziaria che ha caratterizzato l'economia mondiale, è stato richiesto al perito indipendente,
seppur non fosse trascorso un triennio dall'ultima valutazione ottenuta degli stessi, una
verifica dei valori che ha confermato la congruità dei valori iscritti in bilancio (fatto salvo
l'adeguamento intervenuto sulla parte residua dell'immobile di Urago d'Oglio).
Valutazione fabbricati e impianti generici
Per quanto concerne il valore dei fabbricati iscritto, ad eccezione di quello relativo ai
fabbricati non più strumentali (per i quali sono state ottenute specifiche perizie come già
sopra descritto), è stata richiesta una perizia ad un terzo indipendente volta a stimare il
valore corrente di utilizzo attribuibile ai fabbricati e agli impianti generici dei complessi
immobiliari siti in Cuggiono, Vimercate e Rescaldina. Tali perizie hanno evidenziato valori
superiori di quelli iscritti in bilancio.
Valutazione altri beni e impianti e macchinari
Gli altri beni si riferiscono principalmente agli impianti e ai macchinari generici utilizzati per la
logistica (carrelli elevatori, sorter per spedizione, magazzini automatici, etc.), ai mobili e agli
arredi dei vari punti vendita direttamente gestiti; tali beni sono di importo unitario non
rilevante, soggetti a processo di ammortamento.

Si fornisce inoltre qui di seguito l'analisi dei movimenti delle immobilizzazioni e degli ammortamenti accumulati intervenuti nel corso dell'esercizio:

(in migliaia di Euro) Valore lordo Ammortamenti
accumulati e
svalutazioni
Valore netto
Saldi all'01.01.2013 121.616 80.974 40.642
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2013:
per riclassifiche
per acquisti
-
2.526
-
-
-
2.526
per acconti e altre minori
per ammortamenti
-
-
-
2.217
-
(2.217)
per vendite ed eliminazioni
Saldi al 31.12.2013
(2.722)
121.420
(2.695)
80.496
(27)
40.924
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2014:
per riclassifiche - - -
per acquisti 1.675 - 1.675
per acconti e altre minori - - -
per ammortamenti - 2.264 (2.264)
per svalutazioni (604) 788 (1.392)
per vendite ed eliminazioni (5.480) (3.451) (2.029)
Saldi al 31.12.2014 117.011 80.097 36.914

Gli acquisti dell'esercizio, pari a 1.675 migliaia di Euro sono relativi all'allestimento e all'adeguamento dei punti di vendita ai nuovi concept per 1.353 migliaia di Euro, nonché all'ammodernamento di impianti e macchinari per 144 migliaia di Euro.

La voce "vendite ed eliminazioni" si riferisce principalmente alla cessione parziale del plesso immobiliare sito in Urago d'Oglio (BS), la cui attività è cessata lo scorso anno, per un valore di libro pari a 4.957 migliaia di Euro ammortizzato per 2.967 migliaia di Euro determinando una plusvalenza di circa 95 migliaia di Euro.

Durante l'esercizio si è provveduto alla demolizione di impianti, macchinari e attrezzature non più utilizzati nei vari stabilimenti, nonché di altri beni e impianti di alcuni negozi di cui si è proceduto alla chiusura.

Nell'ambito dell'applicazione dello IAS 16 è stato adeguato al fair value il valore dei terreni (604 migliaia di Euro per la sola parte residua dell'immobile di Urago d'Oglio) e di altre categorie di immobili (285 migliaia di Euro) registrando una svalutazione di 889 migliaia di Euro. Sono stati inoltre svalutati per un valore di 503 migliaia di Euro i mobili e arredi relativi ad alcuni negozi per i quali il nuovo piano industriale, in corso di discussione con le banche finanziatrici, prevede la chiusura, o per cui la chiusura è già intervenuta in questi primi mesi dell'esercizio 2015.

Impairment test delle immobilizzazioni materiali (immobili, impianti e macchinari) – assunzioni utilizzate

Valutata la natura degli asset della Società, in prevalenza generica, e il loro attuale utilizzo operativo, constatata la sussistenza di diverse metodologie di calcolo del fair value che ben sembrano adattarsi alla valutazione dei predetti assets, si è ritenuto di recepire la metodologia e i valori contenuti nella perizia di stima del fair value delle immobilizzazioni tecniche redatta dal perito professionalmente qualificato incaricato dalla Vincenzo Zucchi S.p.A., ossia da Praxi S.p.A., per la determinazione del recoverable amount delle

immobilizzazioni tecniche ai fini del giudizio di impairment prevista dallo IAS 36 nella prospettiva del bilancio separato della Vincenzo Zucchi S.p.A.. In particolare per la stima degli asset in oggetto Praxi S.p.A. si è avvalsa:

  • del metodo comparativo, attraverso il quale il valore di un bene è stimato per comparazione con altri beni analoghi (per tipologia, caratteristiche e destinazione d'uso) di cui è noto il valore. Il metodo comparativo è utilizzabile laddove sia presente un numero sufficiente di valori di riferimento. Per la determinazione del valore finale dell'asset, quindi, il perito ha svolto le seguenti attività: (i) individuazione dei comparable, (ii) comparazione, (iii) apprezzamento/deprezzamento dell'asset rispetto ai comparable, in funzione delle sue caratteristiche specifiche e (iv) calcolo del valore finale;
  • del metodo del costo, attraverso il quale il valore di un bene, chiamato dal perito "Valore Corrente di Utilizzo" è stimato partendo dal suo costo di ricostruzione a nuovo da cui sono poi sottratti gli eventuali deprezzamenti imputabili a passività che gravano sul bene stesso (eccesso di investimento, usura fisica, inadeguatezza tecnologica, obsolescenza funzionale). Il metodo del costo è utilizzato per la valutazione di beni che presentano specificità tali da non consentire un confronto diretto con altri beni.

Praxi S.p.A. ha stimato il fair value, al netto dei costi di vendita, dei fabbricati e degli impianti e macchinari applicando il metodo comparativo; quello del costo per gli impianti e macchinari non standard e installati in opera.

Il recoverable amount delle immobilizzazioni tecniche (esclusi i terreni) è stato assunto pari al fair value e risulta pari a 32.173 migliaia di Euro a fronte di un valore di libro pari 14.465 migliaia di Euro.

Leasing

Si è fatto ricorso in passato al finanziamento in leasing di investimenti tecnici per la contabilizzazione dei quali si è adottata la metodologia finanziaria, che comporta la contabilizzazione degli interessi sul capitale finanziato e di quote d'ammortamento sul valore dei beni acquisiti, commisurate sulla residua possibilità di utilizzo dei beni stessi, oltre all'iscrizione dei beni nell'attivo e del debito residuo nel passivo patrimoniale. Conseguentemente, la voce "immobili" include, per circa 200 migliaia di Euro, immobilizzazioni acquisite in leasing finanziario iscritte al costo storico di circa 650 migliaia di Euro al netto del rispettivo fondo ammortamento di circa 450 migliaia di Euro. Si segnala che non vi sono impatti sulle passività finanziarie derivanti dall'applicazione della metodologia finanziaria in quanto i suddetti beni sono stati riscattati negli anni passati.

Non vi sono ipoteche o altri gravami iscritti sulle attività materiali della Vincenzo Zucchi S.p.A..

L'accordo di ristrutturazione sottoscritto in data 21 marzo 2013, ai sensi dell'articolo 182-bis L.F., contiene, fra gli altri, restrizioni alla cessione degli immobili nonché alla costituzione di vincoli sugli stessi.

Si evidenzia che il valore degli ordini emessi per l'acquisto di immobilizzazioni materiali alla data di bilancio era di importo non rilevante.

Nota 16
INVESTIMENTI
IMMOBILIARI
Valore lordo 31.12.2014
Ammortamenti
accumulati e
Valore netto 31.12.2013
Valore netto
(in migliaia di Euro) svalutazioni
Fabbricati civili - - - -
Nel corso del 2014 la voce ha registrato un decremento per un valore lordo di 55 migliaia di
Euro completamente ammortizzati a seguito della cessione, avvenuta in data 7 ottobre 2014,
dei due box siti in Milano, non più funzionali all'attività. L'operazione ha determinato un effetto
economico positivo e di cassa pari a circa 85 migliaia di Euro.
(in migliaia di Euro) Valore lordo Ammortamenti
accumulati e
svalutazioni
Valore netto
Saldi all'01.01.2013 265 265 -
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2013: -
per svalutazioni
per vendite ed eliminazioni
-
(210)
-
(210)
-
-
Saldi al 31.12.2013 55 55 -
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2014:
per svalutazioni - - -
per vendite ed eliminazioni (55) (55) -
Saldi al 31.12.2014 - - -
Si evidenzia che nel 2014 non sono stati registrati ricavi per canoni e costi operativi
relativamente all'investimento immobiliare di cui sopra.
Nota 17
ATTIVITA'
IMMATERIALI
La composizione delle
dicembre 2014 e 2013 é la seguente:
attività immateriali e dei relativi ammortamenti accumulati al 31
31.12.2014 31.12.2013
(in migliaia di Euro) Valore lordo Ammortamenti
accumulati
Valore netto Valore netto
Diritti di brevetto industriale e diritti di
utilizzazione di opere dell'ingegno
Concessioni, licenze, marchi
762
184
430
76
332
108
295
127
Altre
Immobilizzazioni in corso e acconti
789
63
407
-
382
63
599
122
Totale 1.798 913 885 1.143
I "Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno" comprendono
in prevalenza acquisti di software per elaboratori elettronici; tali immobilizzazioni immateriali
sono iscritte al costo storico che viene ammortizzato sulla base della vita utile, definita in
cinque anni.
Nella voce "Altre" sono compresi gli importi pagati per l'acquisizione dei diritti relativi agli
esercizi di vendita, aventi durata predefinita; detti importi sono quindi ammortizzati in base
alla durata del contratto.
Si fornisce inoltre qui di seguito l'analisi dei movimenti delle immobilizzazioni e degli
ammortamenti accumulati intervenuti nel corso dell'esercizio:
(in migliaia di Euro) Valore lordo Ammortamenti
accumulati
Valore netto
Saldi all'01.01.2013 6.460 5.502 958
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2013:
per riclassifiche
- - -
per acquisti 481 - 481
per acconti - - -
per ammortamenti - 296 (296)
per vendite ed eliminazioni (4.534) (4.534) -
Saldi al 31.12.2013 2.407 1.264 1.143
Incrementi (decrementi) dell'esercizio 2014:
per acquisti
105 - 105
per ammortamenti 261 (261)
per vendite ed eliminazioni (714) (714) -
per svalutazioni 102 (102)
Saldi al 31.12.2014 1.798 913 885
Gli acquisti dell'esercizio, pari a 105 migliaia di Euro si riferiscono principalmente all'acquisto
del software necessario all'unificazione gestionale delle rete negozi.
La voce "vendite ed eliminazioni" è costituita dall'eliminazione dei valori lordi e dei relativi
ammortamenti dei beni che hanno raggiunto il completamento dell'ammortamento.
Nel mese di dicembre è stata registrata una svalutazione pari a 102 migliaia di Euro relativa
alle migliorie su immobili di terzi inerenti alcuni negozi per i quali è stata prevista la chiusura
nel nuovo piano industriale in corso di discussione con le banche finanziatrici.
Si evidenzia che alla data di redazione del bilancio non esistono rilevanti ordini emessi per
l'acquisto di immobilizzazioni immateriali.
Nota 18
PARTECIPAZIONI
La voce partecipazioni, pari a 1.567 migliaia di Euro (15.355 migliaia di Euro nel 2013) è così
composta:
(in migliaia di Euro) 2014 2013
Partecipazioni in imprese controllate
Partecipazioni in imprese collegate
Partecipazioni in altre imprese
1.405
48
114
14.655
686
14
Totale partecipazioni 1.567 15.355

Partecipazioni in imprese controllate Il valore delle partecipazioni in imprese controllate evidenzia un significativo decremento rispetto al 31 dicembre 2014 per effetto della riclassifica del valore della partecipazione in Mascioni S.p.A. alla voce "Attività non correnti destinate alla vendita"; di seguito si riporta il dettaglio delle partecipazioni e l'analisi sulle variazioni intervenute nel corso del 2014.

31.12.2013 Incrementi (Svalutazioni) Riclassifica ad
attività non
31.12.2014
(in migliaia di Euro) % di
possesso
Valori Decrementi Ripristini correnti
destinate alla
vendita
Valori % di
possesso
Basitalia S.r.l. 100,0 344 (18) 326 100,0
Mascioni S.p.A. 71,65 12.900 (12.900) - 71,65
Zucchi do Brasil 75,0 - - 75,0
Bassetti Espanola 100,0 774 (65) 709 100,0
Bassetti Deutsch. 100,0 211 211 100,0
Bassetti Schweiz 100,0 106 106 100,0
Zucchi France 100,0 50 (1) (49) - -
Zucchi SA 100,0 61 (1) (52) 8 100,0
Ta Tria Epsilon 100,0 - 40 (40) - 100,0
Hospitality.it 100,0 100 (55) 45 100,0
Mascioni USA 100,0 109 (109) - 100,0
14.655 38 (388) (12.900) 1.405

Bassetti Espanola

Alla data del 31 dicembre 2014 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha proceduto ad adeguare il valore della partecipazione al valore patrimoniale della controllata. La regolarità dei pagamenti commerciali manifestata nel corso dell'esercizio e la ristrutturazione intrapresa, consentono di ritenere recuperabili i crediti commerciali in essere alla data del 31 dicembre 2014.

Ta Tria Epsilon

Nel mese di febbraio 2013, la società ha cessato ogni attività concendendo in uso, a terzi estranei al gruppo, il marchio "Bianca" e noleggiando l'uso di attrezzature.

Hospitality.it

In data 29 luglio 2014, nell'ambito del processo di riorganizzazione del Gruppo, è stata posta in liquidazione la partecipata Hospitality.it S.r.l.. Il valore della partecipazione al 31 dicembre 2014 è stato adeguato al valore patrimoniale della società.

L'attività di cui alla business unit Hospitality viene esercitato direttamente dalla Capogruppo.

Mascioni USA Inc.

Tenuto conto della situazione economico-finanziaria della controllata, nonché dei risultati economici conseguiti, in occasione della redazione del bilancio, la Vincenzo Zucchi S.p.A., al fine di adeguare il valore di iscrizione a bilancio al valore patrimoniale della controllata, ha proceduto ad effettuare una svalutazione della partecipazione per l'importo di 109 migliaia di Euro e a svalutare interamente i crediti commerciali vantati nei confronti della stessa (adeguando il fondo a 158 migliaia di Euro).

Zucchi S.A.

La controllata, alla data di redazione del bilancio, non ha ancora iniziato la propria attività commerciale.

Zucchi France S.a.r.l.
In data 30 giugno 2014, nell'ambito del progetto di riorganizzazione e ristrutturazione del
Gruppo, è stata posta in liquidazione la Zucchi France S.a.r.l. avendo conferito mandato a
vendere
ad un distributore francese. In data 15 settembre 2014 la società è stata
definitivamente cancellata dal registro imprese con conseguente cessazione delle attività.
Zucchi do Brasil Ltda
Nel mese di febbraio 2015 il Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A., alla
luce dei risultati conseguiti dalla partecipata di diritto brasiliano, ha ritenuto di procedere alla
fermata delle attività della filiale brasiliana con modalità tali da cercare di recuperare per
quanto possibile il valore dell'attivo fisso e circolante di tale società, prendendo atto della
assenza di prospettive future per la filiale tali da non consentire il recupero del credito
finanziario e dei crediti commerciali. Sono state quindi avviate tutte le attività necessarie ed
opportune per procedere alla chiusura delle attività della Zucchi do Brasil Ltda riducendo al
minimo ogni costo societario ed evitando ogni richiesta finanziaria alla Vincenzo Zucchi
S.p.A
Nella Nota 45 sono riportate le informazioni relative a ciascuna impresa controllata.
Partecipazioni in
imprese collegate
31.12.2013
31.12.2014
Svalutazione
Vendita
% di
% di
Valori
Valori
possesso
possesso
(in migliaia di Euro)
Welspun Zucchi Tex. LTD
50,0
638
-
(638)
-
-
Intesa S.r.l.
24,5
48
-
-
48
24,5
686
-
(638)
48
In data 11 ottobre 2014 è stato formalizzata la cessione della partecipazione nel capitale della
Welspun Zucchi Textile Limited per un valore di 661 migliaia di Euro registrando una
plusvalenza pari a 23 migliaia di Euro.
Si segnala inoltre che nel bilancio
d'esercizio
le partecipazioni detenute nelle società
collegate sono iscritte con il metodo del costo rettificato per perdite di valore, mentre nel
bilancio consolidato, presentato contestualmente al bilancio
di esercizio, le stesse sono
iscritte utilizzando
il metodo del patrimonio netto.
Si evidenzia infine che non esistono
passività potenziali che sorgono a causa di responsabilità solidale della partecipante per tutte
o parte delle passività delle collegate sopra indicate.
Partecipazioni in
altre imprese
31.12.2014 31.12.2013
(in migliaia di Euro) % di
possesso
Valori % di
possesso
Valori
Altre minori - 114 - 14
S.r.l. pari a 100 migliaia di Euro. Nel corso del 2014 è stata acquisita una partecipazione nella società Interfidicom S.Con.
Nota 19
ATTIVITA' PER
IMPOSTE
DIFFERITE
differite si riferiscono alla medesima giurisdizione fiscale. Le attività per imposte differite e le passività per imposte differite sono compensate quando
esiste un diritto legale a compensare attività e passività fiscali correnti e quando le imposte
La Vincenzo Zucchi S.p.A.
ha rilevato imposte differite attive conseguenti a differenze
temporali che si riverseranno negli esercizi futuri; tali attività per imposte differite sono state
iscritte
considerando
i
redditi
imponibili
futuri
eccedenti
gli
imponibili
derivanti
dall'annullamento di differenze temporanee imponibili esistenti.
Per quanto concerne la composizione della voce in esame e la sua movimentazione si rinvia
a quanto esposto alla Nota 23 a commento della voce "Passività per imposte differite".
Sezione
C2
-
NOTE
AL
PROSPETTO
DELLA
SITUAZIONE
PATRIMONIALE
FINANZIARIA PASSIVA
Nota 20
DEBITI VERSO
BANCHE E
VERSO ALTRI
FINANZIATORI
(in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
Corrente
Debiti verso banche
Debiti verso altri finanziatori
96.259
1.040
97.299
64.810
3.018
67.828
Non corrente
Debiti verso banche
Debiti verso altri finanziatori
-
-
-
28.725
-
28.725
Totale 97.299 96.553
Debiti verso banche
In data 21 marzo 2013, la Vincenzo Zucchi S.p.A. con il
pool di
banche finanziatrici
(Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca di Legnano S.p.A., Banca Popolare di
Bergamo S.p.A., Banco Popolare S.c. e Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.) ed Unicredit
Factoring S.p.A., ha firmato un accordo di ristrutturazione del debito bancario della società
che prevede:

un aumento di capitale sociale a pagamento inscindibile, con emissione di
azioni ordinarie da offrire in opzione a favore di tutti i soci, dell'importo
complessivo di 20 milioni di Euro (perfezionatosi nel mese di dicembre 2013);

la conferma delle linee a breve termine
(per cassa e autoliquidanti) per il
finanziamento del capitale circolante netto per un ammontare complessivo
massimo di 87 milioni di Euro, con facoltà di utilizzo per gli esercizi 2013 e
2014 di una maggiore linea di cassa nell'ambito dell'affidamento complessivo;

una riduzione dell'esposizione a medio/lungo termine (pari a circa 42,6 milioni
di Euro) di circa 15 milioni di Euro, attraverso la sottoscrizione di azioni
ordinarie da parte delle banche finanziatrice ad prezzo unitario pari a tre volte
il prezzo al quale
sono state emesse e sottoscritte le azioni rivenienti
dall'aumento di capitale in opzione; il residuo importo del debito a medio/lungo
termine pari a circa 27,6 milioni di Euro verrà rimborsato mediante utilizzo
degli incassi realizzati dal piano di dismissione degli immobili
entro il 31
dicembre 2017;

la revisione annuale dei parametri finanziari cui assoggettare l'operazione con
decorrenza dall'esercizio 2014, per meglio calibrare gli stessi alle prospettive
economico-finanziarie del nuovo piano industriale 2013-2017 predisposto dalla
Società.
I debiti non correnti verso banche includono anche la garanzia escussa da Intesa Sanpaolo
S.p.A., all'epoca rilasciata a favore e nell'interesse della partecipata Descamps S.A.S., per
la quale l'accordo di ristrutturazione disciplina le modalità di pagamento.
L'accordo in oggetto, la cui scadenza era prevista alla
data 31 dicembre 2017, non
prevedeva la concessione di garanzie reali a favore delle banche.
L'accordo ha acquisito efficacia in data 28 giugno 2013 dopo il passaggio in giudicato del
decreto di omologa
e contestualmente all'assunzione, da parte dell'assemblea della
Vincenzo Zucchi S.p.A., delle delibere di aumento di capitale in opzione e di quello

riservato alle banche.

L'Accordo di Ristrutturazione è governato anche da una serie di clausole risolutive espresse a favore delle banche finanziatrici ai sensi dell'art. 1456 del Codice Civile.

L'accordo prevedeva altresì il rispetto, da parte della Vincenzo Zucchi S.p.A., e non a livello consolidato, degli indici economico/finanziari (c.d. parametri finanziari) rappresentati dal livello delle vendite, dall'EBITDA, dall'Indebitamento Finanziario a breve e dal Patrimonio Netto Adjusted ad ogni data di piano.

Gli Amministratori della Vincenzo Zucchi S.p.A. hanno illustrato, sin dal mese di luglio 2014, alle Banche Finanziatrici che come già evidenziato nel 2013, anche il 2014, in termini di incidenza del costo del venduto rispetto all'Ebitda, gli obiettivi indicati nel Piano di Risanamento sarebbero stati difficilmente raggiungibili. Anche i risultati 2014 sarebbero stati negativamente influenzati, seppur in misura inferiore rispetto all'esercizio 2013, dal differente mix di prodotti Buy rispetto a quelli Make che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto rispetto al Piano Industriale, dal differente mix di vendite rispetto al Piano di Risanamento (la situazione di crisi di mercato ha determinato, e determina tuttora, difficoltà nel settore della biancheria confermando prezzi deflattivi per via di un orientamento generale verso prodotti e canali "promozionati"), nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale in opzione rispetto alle tempistiche previste nel Piano di Risanamento).

In considerazione degli scenari di mercato, che evidenziavano, ed evidenziano tuttora, maggiori difficoltà di penetrazione in alcuni mercati esteri, anche in virtù del rallentamento delle relative economie, ed un mercato domestico in continua flessione, si è reso necessario intervenire sul modello di business per adeguarlo alle nuove realtà economiche e alle mutate prospettive di consumo attraverso, tra l'altro, una revisione delle dinamiche distributive, una reingegnerizzazione dell'offerta ed una riduzione dell'incidenza dei costi fissi.

Alla luce dei risultati consuntivati nei primi mesi dell'esercizio 2014 e dell'andamento economico del settore, gli amministratori della Società hanno quindi ritenuto opportuno valutare la predisposizione di un nuovo piano industriale che rifletta i nuovi scenari.

In considerazione del fatto che la Società, nel rispetto dell'Accordo di Ristrutturazione sottoscritto ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare in data 21 marzo 2013, non poteva apportare alcuna significativa modifica al Piano di Risanamento, senza il preventivo consenso delle Banche Finanziatrici, in quanto, in caso contrario, si sarebbe determinata la risoluzione di diritto dell'Accordo di Ristrutturazione, in data 29 ottobre 2014, in accordo con le Banche Finanziatrici, ha convenuto di predisporre, con l'ausilio di un advisor industriale, un nuovo piano industriale propedeutico alla definizione di una nuova manovra finanziaria. Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha altresì richiesto alle Banche Finanziatrici:

  • a. una moratoria per il mantenimento delle linee di credito (revolving e consolidato) accordate e disciplinate dall'Accordo di Ristrutturazione;
  • b. l'impegno a non dichiarare e a non far valer alcuna facoltà di risoluzione dell'Accordo di Ristrutturazione in relazione ad uno qualsiasi degli Eventi Risolutivi (come definiti nell'Accordo di Ristrutturazione);
  • c. il mantenimento, senza alcuna revoca, delle linee definite dall'Accordo di Ristrutturazione, secondo le modalità operative in vigore.

La Società prosegue le trattative con le Banche Finanziatrici illustrando la situazione della Società e del Gruppo e rappresentando le principali linee guida del piano economico

finanziario proposto ed in corso di discussione con le banche stesse. La Società sta elaborando una manovra finanziaria con l'obiettivo di riportare l'indebitamento a livelli sostenibili a garantire alla società l'adeguato grado di flessibilità finanziaria necessario a far fronte ai picchi stagionali. La manovra finanziaria sarà inoltre supportata da un piano di dismissione degli immobili.

Per maggiori dettagli si rinvia alla Nota 2 in merito alla "Continuità aziendale".

La movimentazione nell'esercizio dei debiti è stata la seguente:

(in migliaia di Euro) Debiti correnti Debiti non correnti
Saldo al 31.12.2013 64.810 28.725
Nuovi mutui (capitalizzazione interessi passivi) - 366
Trasferimento da debito corrente a debito non
corrente 29.091 (29.091)
Rimborso mutui a lungo - -
Rinuncia al debito - -
Conversione del debito in conto capitale - -
Variazione linee di credito c/c 2.358 -
Saldo al 31.12.2014 96.259 -

Come già evidenziato in precedenza, i debiti bancari correnti includono 29.091 migliaia di Euro relativi al finanziamento concesso dalle banche finanziatrici; la quota a medio lungo di tale finanziamento è stata riclassificata tra i debiti correnti così come previsto dallo IAS1 in quanto i parametri finanziari che regolano l'accordo di ristrutturazione non risultano rispettati.

Il tasso medio d'interesse variabile, riferito al 31 dicembre 2014, dei finanziamenti a medio e lungo termine di cui sopra, è pari all'Euribor a 6 mesi maggiorato di un margine di 100bps (1,25% al 31 dicembre 2014 e 1,22% al 31 dicembre 2013).

Il tasso medio di interesse degli scoperti bancari è pari, al 31 dicembre 2014, all'Euribor 3 mesi maggiorato di 125bps (1,50% al 31 dicembre 2014 e 1,47% al 31 dicembre 2013). Gli scoperti bancari sono a scadenza.

Al 31 dicembre 2014 la Società disponeva di linee di credito pari a 113 milioni di Euro (113 milioni di Euro al 31 dicembre 2013), ridottesi già alla data del 31 dicembre 2013 per effetto della conversione/rinuncia del debito consolidato, di complessivi Euro 15 milioni, e a causa della chiusura, come disciplinato dall'accordo di ristrutturazione, della linea di credito a breve (pari a circa un milione di Euro) da parte della Banca Nazionale del Lavoro S.p.A..

Come previsto dall'accordo di ristrutturazione, gli interessi maturati sul debito consolidato non sono stati corrisposti nell'esercizio, in quanto verranno pagati, in via posticipata, solo quando il capitale relativo al dedito consolidato sia stato integralmente rimborsato e nella misura in cui vi siano flussi derivanti da uno o più degli atti di disposizione relativi agli immobili da dismettere.

Debiti verso altri finanziatori

In questa voce sono stati iscritti i debiti per 64 migliaia di Euro verso Unicredit Factoring (2.100 migliaia di Euro alla data del 31 dicembre 2013) generati dalle operazioni di cessione del credito pro-soluto perfezionate nel rispetto della legge n. 52/91 e degli artt. 1260 e ss. del c.c. (vedi Nota 11).

Le suddette operazioni hanno comportato l'iscrizione del debito nei confronti della controparte in quanto la clausola pro-soluto contrattualizzata non rispetta i criteri di "derecognition" previsti dallo IAS 39.

La voce comprende anche debiti verso Comfactor S.p.A. per 976 migliaia di Euro generati dalle operazioni di cessione del credito pro-solvendo che la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha nei confronti di alcuni operatori della grande distribuzione organizzata (918 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013).

Nella tabella sottostante viene illustrata la posizione finanziaria netta della Società:

(in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
A Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 2.226 9.080
B Altre disponibilità liquide - -
C Att. finanziarie detenute per la negoziazione - -
D= (A+B+C) Liquidità 2.226 9.080
E Crediti finanziari correnti verso terzi 5 5
F Crediti finanziari correnti verso controllate 1.975 769
G Crediti finanziari correnti verso collegate 498 436
H Debiti bancari correnti 96.259 64.721
I Parte corrente dell'indebitamento non corrente - 89
L Debiti verso altri finanziatori correnti 1.040 3.018
M Debiti finanziari correnti verso controllate 95 76
N=(H+I+L+M) Indebitamento finanziario corrente 97.394 67.904
O=(N-D-E-F-G) Indebitamento finanziario corrente netto 92.690 57.614
P Debiti bancari non correnti - 28.725
Q Indebitamento verso altri finanziatori non corrente netto - -
R=(P+Q) Indebitamento finanziario non corrente netto - 28.725
S=(O+R) Indebitamento finanziario netto 92.690 86.339

Ai meri fini comparitivi si precisa che al 31 dicembre 2014 i debiti bancari correnti includono 29.091 migliaia di Euro relativi al finanziamento concesso dalle banche, inclusivo della quota a medio lungo di tale finanziamento, è stata riclassificata tra i debiti correnti così come previsto dallo IAS1 in quanto i parametri finanziari che regolano l'accordo di ristrutturazione non risultano rispettati e in seguito all'avvenuto mancato pagamento della rata di rimborso di detto accordo in scadenza al 31 dicembre 2014.

Il credito verso la collegata Intesa Srl è stato considerato nella posizione finanziaria al 31 dicembre 2014 (498 migliaia di Euro al 31 dicembre 2014 - 436 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013) in quanto si riferisce a crediti commerciali pro-solvendo acquisiti dalla partecipata. Tali operazioni sono state poste in essere al fine di consentire alla collegata Intesa S.r.l. di poterli negoziare non disponendo di sufficienti affidamenti autoliquidanti.

Alla data del 31 dicembre 2014 erano altresì in essere crediti finanziari, per complessivi 1.975 migliaia di Euro (Euro 769 migliaia al 31 dicembre 2013), nei confronti della controllata Mascioni S.p.A. avendo la capogruppo acquisito pro-solvendo crediti commerciali dalla controllata al fine di poterli negoziare, non disponendo la partecipata di sufficienti affidamenti auto liquidanti. Le operazioni sono avvenute a normali condizioni di mercato.

Alla data del 31 dicembre 2014 esistono crediti finanziari paria circa 5 migliaia di Euro relativi ad interessi ancora dovuti dalla Descamps S.A.S..

Il credito attualizzato di 391 migliaia di Euro, sorto in seguito all'escussione da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A., della garanzia rilasciata nell'interesse della Descamps S.A.S. non è considerato nell'indebitamento finanziario netto.

Alla data del 31 dicembre 2014 anche il credito finanziario a medio lungo termine di circa quattro milioni di Euro, interamente svalutato, nei confronti della controllata Zucchi do Brasil Ltda, non è considerato, per gli stessi motivi, nell'indebitamento finanziario sopra esposto.

In merito all'andamento della posizione finanziaria netta si rinvia a quanto dettagliatamente descritto nella relazione sulla gestione.

Nota 21
DEBITI
COMMERCIALI,
ALTRI DEBITI E
DEBITI
FINANZIARI
VERSO
CONTROLLATE E
COLLEGATE
Ammontano a 24.006 migliaia di Euro (26.467 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013) e sono
così composti:
Debiti verso
fornitori
(in migliaia di Euro)
Corrente
Non corrente
Totale (A)
31.12.2014
15.087
-
15.087
31.12.2013
15.830
-
15.830
Si segnala che alla data di bilancio l'esposizione debitoria della società nei confronti dei
fornitori è così rappresentata:
ß
1.672 migliaia di Euro scaduti da 1-30 giorni;
ß
887 migliaia di Euro scaduti da 31-60 giorni;
ß
2.034 migliaia di Euro scaduti oltre i 60 giorni.
Analizzando la suddivisione per area geografica dei debiti commerciali, si evidenziano
debiti verso fornitori appartenenti all'area europea (esclusa Italia) per 2.522 migliaia di Euro
(1.809 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013) e verso fornitori appartenenti a Paesi extra
Europa per 575 migliaia di Euro (552 migliaia di Euro al 31 dicembre 2013).
Tutti gli altri debiti sono relativi a creditori italiani.
Alla data odierna non vi sono azioni in corso (decreti ingiuntivi, etc.) da parte dei creditori
della Società. Si evidenzia infine che non vi sono particolari concentrazioni dei volumi di
acquisti verso uno o pochi fornitori. Per quanto riguarda l'esposizione al rischio di cambio
verso fornitori si rinvia alla nota 6.2.3.
I debiti commerciali per i quali la Società non può far fronte regolarmente essendo sorti
anteriormente al deposito della domanda di concordato ex art. 161, sesto comma, L.F.
ammontano a circa 15.622 migliaia di Euro. La Società
obbligazioni solo ai termini ed alle condizioni di cui all'accordo di ristrutturazione od al
piano che dovrà essere presentato unitamente alla proposta concordataria.
I debiti verso fornitori non sono soggetti ad interessi.
potrà adempiere a dette
Debiti verso
imprese
controllate/
collegate
(in migliaia di Euro)
Corrente
Debiti commerciali
Debiti finanziari
Totale (B)
31.12.2014
3.841
95
3.936
31.12.2013
3.986
76
4.062
Nel corso dell'esercizio, a causa della crisi economica che investe il settore in cui opera la
partecipata, la Capogruppo è intervenuta finanziariamente a sostegno della controllata non
generando posizioni scadute nei confronti della stessa.
Si segnala che alla data di bilancio l'esposizione debitoria della Società nei confronti delle
imprese controllate e collegate è così rappresentata:
ß
2 migliaia di Euro scaduti da 1-30 giorni;
ß
21 migliaia di Euro scaduti da 31-60 giorni;
I debiti finanziari verso Basitalia S.r.l. per cash pooling sono aumentati da 76 migliaia di
Euro al 31 dicembre 2013 a 95 migliaia di Euro al 31 dicembre 2014. Il tasso di interesse
applicato è quello che regola i rapporti di conto corrente tra la controllata e le banche.
I debiti commerciali per i quali la Società non può far fronte regolarmente essendo sorti
anteriormente al deposito della domanda di concordato ex art. 161, sesto comma, L.F.
ammontano a circa 2.378 migliaia di Euro. La Società
potrà adempiere a dette
obbligazioni solo ai termini ed alle condizioni di cui all'accordo di ristrutturazione od al
piano che dovrà essere presentato unitamente alla proposta concordataria.
Debiti verso altri
(in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
Corrente
Salari e stipendi da pagare di competenza
dicembre, ferie, e premi maturati
1.763 2.780
Debiti e anticipi verso clienti 112 275
IVA 116
Ritenute d'acconto da versare 809 905
Debiti verso istituti previdenziali 1.587 1.931
Altri debiti 596 684
( C) 4.983 6.575
Non corrente
Debiti verso istituti previdenziali - -
(D) - -
Totale debiti verso altri (C+D) 4.983 6.575
Alla data del 31 dicembre 2014 non vi sono posizioni debitorie scadute di natura
previdenziale e verso dipendenti.
La voce "Debiti verso istituti previdenziali" registra un decremento rispetto all'esercizio
precedente principalmente per l'avvenuto pagamento, quasi integrale, del piano di
rateizzazione ottenuto per i contributi riferiti ai mesi di aprile e maggio 2013.
La voce "Salari e stipendi da pagare" registra un decremento rispetto all'esercizio
precedente in quanto il saldo al 31 dicembre 2013 includeva anche circa 440 migliaia di
Euro relativo alle indennità di cessazione del rapporto di lavoro riconosciute a tre dirigenti
con cui era stato risolto il rapporto di lavoro a fine 2013. La riduzione è altresì giustificata
dalla riduzione del personale in forza rispetto all'esercizio precedente.
Gli altri debiti si riferiscono principalmente agli impegni assunti dalla Società nei confronti
dell'Amministrazione Comunale di Casorezzo relativamente all'esecuzione delle opere di
urbanizzazione primaria da realizzarsi in conformità al piano integrato di intervento
interessante il recupero dell'area industriale dismessa. Alla data del 31 dicembre 2014 tali
impegni ammontano ad un importo preventivato pari a 328 migliaia di Euro garantiti
mediante polizza fideiussoria di 1.059 migliaia di Euro, nel rispetto della convenzione
sottoscritta con l'Amministrazione Comunale di Casorezzo in data 21 marzo 2011.
I "Debiti e anticipi verso clienti" sono diminuiti passando da 275 migliaia di Euro a 112
migliaia di Euro.
Totale debiti
commerciali e altri
debiti
31.12.2014 31.12.2013
Totale Debiti ( A+B+C+D) 24.006 26.467
Nota 22
CREDITI/DEBITI
PER IMPOSTE
CORRENTI
(in migliaia di Euro)
Erario IRES a credito
IRAP a credito
IRAP a debito
Totale 31.12.2014
179
37
216
31.12.2013 20
415
435
Si segnala che non vi sono posizioni debitorie scadute di natura tributaria.
Nota 23
PASSIVITA' PER
IMPOSTE
DIFFERITE
Si riportano di seguito le attività e passività per imposte differite rilevate e la loro
movimentazione nel corso dell'esercizio.
Attività Passività Importo netto
(in migliaia di Euro) 2014
2013
2014 2013 2014 2013
Immobili, impianti e macchinari
Attività immateriali
Altre attività finanziarie
Crediti commerciali ed altri crediti
732
478
17
20
163
177
1.802
1.670
(7.568)
-
-
-
(8.281)
-
-
-
(6.836)
17
163
1.802
(7.803)
20
177
1.670
Rimanenze
Debiti commerciali ed altri debiti
1.415
1.506
-
-
-
-
-
-
1.415
-
1.506
-
Benefici per i dipendenti
Fondo rischi ed oneri
228
-
1.199
1.383
-
(22)
(7)
(44)
228
1.177
(7)
1.339
Altro
Perdite fiscali riportate a nuovo
2
3
12.505
11.350
(14)
-
(3)
-
(12)
12.505
-
11.350
(Attività)/passività per imposte differite 18.063
16.587
(7.604) (8.335) 10.459 8.252
Imposte differite non rilevate
Riclassifica per passività direttamente attribuibili ad
(14.547)
(11.350)
- - (14.547) (11.350)
attività non correnti destinate alla vendita -
-
- - - -
(Attività)/Passività per imposte differite nette -
-
- - (4.088) (3.098)
(in migliaia di Euro) Saldo
1.1.2013
Rilevate a
CE
Rilevate
nel PN
Saldo
31.12.13
Rilevate a
CE
Rilevate
nel PN
Saldo
31.12.14
Crediti commerciali 2.319 (649) - 1.670 132 - 1.802
Rimanenze 1.727 (221) - 1.506 (91) - 1.415
Fondo rischi ed oneri 308 1.075 - 1.383 (184) - 1.199
Immobili, impianti e macchinari 456 22 - 478 254 - 732
Attività immateriali 23 (3) - 20 (3) - 17
Altre attività finanziarie 1.109 (932) - 177 (14) - 163
Benefici per i dipendenti - - - - - 228 228
Debiti commerciali e altri debiti - - - - - -
Altre minori 6 (3) - 3 (1) -
Perdite fiscali riportate a nuovo - - - - - -
Attività per imposte differite non rilevate (*)
Totale
(112)
5.836
112
(599)
-
-
-
5.237
(2.042)
(1.949)
-
228
(2.042)
3.516
Passività per imposte differite
(in migliaia di Euro)
Saldo
1.1.2013
Rilevate a
CE
Rilevate
nel PN
Saldo
31.12.13
Rilevate a
CE
Rilevate
nel PN
Saldo
31.12.14
Immobili, impianti e macchinari (8.306) 25 - (8.281) 713 - (7.568)
Benefici a dipendenti (38) 31 - (7) 7 -
Debiti commerciali ed altri debiti (127) 127 - - - -
Passività per derivati -
(44)
-
-
- -
(44)
-
22
- (22)
Fondo rischi ed oneri - (3) - (14)
Altre minori
Passività per imposte differite non rilevate
(4)
-
1
-
-
-
- (11)
-
-
-
Totale (8.519) 184 - (8.335) 731 - (7.604)
Riclassifica passività direttamente attribuibili ad
attività non correnti destinate alla vendita
- - - - - -
Totale passività per imposte differite (8.519) 184 - (8.335) 731 - (7.604)
(2.683) (415) - (3.098) (1.218) 228 (4.088)
Attività/Passività per imposte differite nette
(*) escluso il valore delle perdite fiscali riportate a nuovo
Per le seguenti voci non sono state rilevate attività per imposte differite:
(in migliaia di Euro) 2014 2013
Perdite fiscali 12.505 11.350
Differenze temporanee deducibili nette 2.042
Totale attività per imposte differite non rilevate 14.547 11.350
Per effetto delle disposizioni di cui all'art. 23, comma 9, d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito
con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le perdite
computate in diminuzione del reddito dei periodi di imposta successivi in misura non
superiore all'ottanta per cento del reddito imponibile di ciascuno di essi e per l'intero
importo che trova capienza in tale ammontare. Scompare, quindi, il limite temporale di
deducibilità. Le perdite fiscali esposte non includono la perdita dell'esercizio 2013 in quanto
ancora in corso di definizione.
fiscali possono essere
Nota 24
FONDI RISCHI
ED ONERI (in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
Correnti
Fondo indennità esuberi 3.184 241
Fondo rischi diversi 424
3.608
211
452
Non correnti
Fondo indennità di cessazione del rapporto di
agenzia
917 792
Fondo indennità esuberi - 3.509
Fondi rischi diversi 265 265
1.182 4.566
Totale 4.790 5.018
Di seguito si presenta la movimentazione dettagliata dei fondi per rischi ed oneri:
Fondo indennità Fondo rischi diversi Fondo indennità di
cessione rapp.
(in migliaia di Euro) esuberi Agenzia
Saldi al 31.12.2012 76 494 821
Accantonamento dell'esercizio 2013 3.750 82 69
Utilizzi/Rilasci dell'esercizio 2013 (76) (100) (141)
Adeguamento attuariale - - 43
Saldi al 31.12.2013 3.750 476 792
Accantonamento dell'esercizio 2014 62
Utilizzi/Rilasci dell'esercizio 2014 (566) (82) (17)
Adeguamento attuariale - - 80
Saldi al 31.12.2014 3.184 394 917
Fondo indennità esuberi
La diminuzione del "Fondo indennità esuberi" è stato determinato dall'utilizzo per la
riduzione parziale del personale avvenuta nel corso dell'esercizio a fronte del processo di
riorganizzazione in corso. Nel rispetto dell'accordo sottoscritto in data 11 febbraio 2013 tra
la Società e le Organizzazioni Sindacali, al fine di agevolare processi di ricollocazione
esterna atte a favorire la collocazione in mobilità del personale che risulta eccedente
rispetto al piano industriale predisposto, sono state corrisposte delle indennità per la
risoluzione del rapporto.
Si evidenzia che quota di tale fondo verrà impiegato anche nel processo di riorganizzazione
e chiusura dei punti vendita.
Fondo rischi diversi
Il "Fondo rischi diversi" comprende, tra gli altri, 205 migliaia di Euro accantonati nel 2011
che si riferiscono al processo verbale di constatazione notificato alla società in data 3 luglio

2009 a seguito di un controllo sull'esercizio 2006 e, successivamente, esteso agli esercizi 2004 e 2005 per i quali la società ha avuto esito positivo a seguito dei ricorsi presentati.

I rilievi evidenziati dall'Agenzia delle Entrate si riferiscono ad una indebita deduzione di perdite su crediti ed altri costi non inerenti, nonché interessi su finanziamenti intercompany e perdite fiscali delle filiali estere tramite politica transfer pricing. Sono stati altresì contestati costi, relativi agli acquisti di materie prime, sostenuti con operatori residenti in paesi con regime fiscale privilegiato. Il consulente fiscale ritiene che il maggior rischio di una passività fiscale appare legato ai rilievi, sia ai fini IRES, che IVA ed IRAP, relativi alle deduzioni delle perdite su crediti ed altri costi non inerenti, ritenendo congruo il fondo appostato a bilancio. Si precisa altresì che la Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha accolto il ricorso della Vincenzo Zucchi S.p.A. con riferimento alle contestazioni sollevate aventi ad oggetto le operazioni poste in essere con operatori residenti in paesi con regime fiscale privilegiato. Il residuo fondo rischi diversi è a copertura di altri contenziosi, ciascuno di importo non rilevante.

In data 1 ottobre 2009, Vincenzo Zucchi S.p.A. conferiva a Cassiopea Partners S.r.l. l'incarico di svolgere attività di consulenza per l'assistenza nella dismissione totale o frazionata della controllata Descamps all'epoca detenuta.

Con l'apertura della procedura di Rédressement Juidiciare si rendeva del tutto inutilizzabile il supporto di un consulente esterno quale Cassiopea Partners S.r.l. per effetto dell'intervento del Tribunale di Parigi e, contestualmente, della nomina di un commissario giudiziale che, di fatto, annullava in qualsiasi modo il potere negoziale degli operatori di mercato e, tanto più dei loro consulenti essendo ogni tipo di trattativa e decisione assoggettata in prima analisi al benestare e successivamente all'approvazione dello stesso tribunale francese.

L'operazione di cessione delle quote di Descamps S.A.S. si è, pertanto, perfezionata in sede di procedura concorsuale.

In data 19 maggio 2011 Cassiopea Partners S.r.l. richiedeva ai sensi e per gli effetti del contratto un compenso a titolo di commissione di successo pari a 325 migliaia di Euro, oltre IVA.

In data 14 luglio 2011 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha proposto atto di citazione nei confronti di Cassiopea Partners S.r.l. al fine di accertare che, in considerazione dell'intervenuta apertura della procedura concorsuale a carico della Descamps S.A.S., non sussiste alcun tipo di apporto né causale né sostanziale da parte di Cassiopea Partners s.r.l. e, conseguentemente, la Vincenzo Zucchi S.p.A. non è tenuta al pagamento della somma richiesta.

Il giudizio di primo grado è terminato nel mese di luglio scorso con la sentenza con la quale il Tribunale di Milano ha accolto, solo in minima parte, le richieste di Cassiopea Srl condannando, quindi, la Vincenzo Zucchi SpA a pagare il minor importo di Euro 45.000 anziché la somma di Euro 325.000. Viste le motivazioni della sentenza in questione, che ha debitamente tenuto conto delle difese svolte a favore della Capogruppo, si ritiene che non sussistono i presupposti per interporre appello avvero tale decisione anche in considerazione del pericolo, ad esito dell'eventuale giudizio di appello, di peggiorare il risultato ottenuto con la sentenza del giudice di primo grado.

La Vincenzo Zucchi S.p.A. è parte in causa di azioni legali e controversie. Si ritiene tuttavia che le risoluzioni di tali controversie non debbano generare passività di rilievo per le quali non risultino già stanziati appositi fondi rischi.

Fondo indennità di cessazione rapporti di agenzia

Il fondo indennità di cessazione del rapporto di agenzia rappresenta il valore attuale delle obbligazioni della società valutate in conformità delle tecniche attuariali disciplinate dallo IAS 37.

La perdita attuariale dell'esercizio contabilizzata a conto economico è stata di 43 migliaia di Euro.

Ai fini della valutazione attuariale sono state considerate le seguenti assunzioni di natura
demografica e finanziaria:
2014 2013
Probabilità di dimissioni volontarie
Probabilità di dispensa dal servizio
Probabilità annua di decesso e inabilità
Tasso di attualizzazione
0,00%
10,00%
Tavole Inps
0,72%
0,00%
10,00%
Tavole Inps
2,50%
Il tasso annuo di attualizzazione utilizzato per la determinazione del valore attuale
dell'obbligazione è stato desunto, coerentemente con il par. 78 dello IAS 19, dall'indice
Iboxx Corporate AA con duration 7-10 rilevato alla data della valutazione.
Al fine di determinare la vita lavorativa residua degli agenti è stata considerata l'età
terminale di 65 anni. Il numero di beneficiari al 31 dicembre 2014 è pari a 38 (44 al 31
dicembre 2013).
Nota 25
BENEFICI AI
DIPENDENTI
Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (che rappresenta la copertura delle
passività emergenti alla chiusura del rapporto a norma delle vigenti disposizioni contrattuali
in materia) rientra nella tipologia dei piani a benefici definiti ed è quindi
valutazione di natura attuariale al fine di esprimere il valore attuale del beneficio erogabile
al termine del rapporto di lavoro, che i dipendenti hanno maturato alla data del bilancio.
A
partire dal 1° gennaio 2007 la Legge Finanziaria e relativi decreti attuativi hanno
introdotto modificazioni rilevanti nella disciplina del TFR, tra cui la scelta del lavoratore in
merito alla destinazione del proprio TFR maturando. In particolare, i nuovi flussi di TFR
possono essere indirizzati dal lavoratore a forme pensionistiche prescelte oppure mantenuti
in azienda (nel qual caso quest'ultima versa i contributi TFR ad un conto di tesoreria istituito
presso l'INPS). Dette modifiche rendono le future quote di TFR un piano a contributi definiti
mentre l'obbligazione maturata al 31 dicembre 2006 continua ad essere trattata
contabilmente come un piano a benefici definiti, con la conseguente necessità di effettuare i
conteggi attuariali escludendo tuttavia la componente relativa agli incrementi salariali futuri.
soggetto a

Tale voce ha avuto la seguente movimentazione:

Debito al 31.12.2012 9.268
Utilizzi per erogazioni (483)
Trasferimenti ad INPS e fondi prev. integrativa (1.257)
Accantonamento dell'esercizio 2013 1.675
Debito al 31.12.2013 9.203
Utilizzi per erogazioni (715)
Trasferimenti ad INPS e fondi prev. integrativa (1.126)
Accantonamento dell'esercizio 2014 2.270
Debito al 31.12.2014 9.632

Gli utilizzi per erogazioni si riferiscono prevalentemente al personale coinvolto nella ristrutturazione in corso.

Il debito al 31 dicembre 2014 è di 9.632 migliaia di Euro e comprende 2.289 migliaia di Euro a breve termine. Nel 2013 la quota a breve termine ammontava a 1.068 migliaia di Euro.

Gli accantonamenti dell'esercizio sono così suddivisibili:

(in migliaia di Euro) 31.12.2014 31.12.2013
Costo previdenziale 1.126 1.332
Onere finanziario 222 244
(Utile) perdita attuariale 922 99
Totale 2.270 1.675

Il costo previdenziale è incluso nel costo del lavoro.

Le principali assunzioni attuariali utilizzate nel calcolo sono le seguenti:

31.12.2014 31.12.2013
Tasso di attualizzazione 0,91% 2,50%
Tasso di inflazione futura - 2015 0,60% 2,00%
Tasso di inflazione futura - 2016 1,20% 2,00%
Tasso di inflazione futura - 2017/2018 1,50% 2,00%
Tasso di inflazione futura - oltre 2,00% 2,00%
Tavola di mortalità R.G.48 R.G.48
Tasso annuo incremento t.f.r. - 2015 1,95% 3,00%
Tasso annuo incremento t.f.r. - 2016 2,40% 3,00%
Tasso annuo incremento t.f.r. - 2017/2018 2,63% 3,00%
Tasso annuo incremento t.f.r. - oltre 3,00% 3,00%
Tasso relativo alle dimissioni 5,00% 5,00%
Ai fini della valutazione attuariale sono state considerate le seguenti basi aziendali:
ß
Numero di beneficiari al 31 dicembre 2014: 621, rispetto al numero di 784 dipendenti
beneficiari al 31 dicembre 2013;
ß
Anni al pensionamento: 18,1 (20,9 nel 2013);
ß
Età media dipendenti: 48,5 anni (45,7 anni nel 2013).
Il tasso annuo di attualizzazione utilizzato per la
determinazione del valore attuale
dell'obbligazione è stato desunto, coerentemente con il par. 78 dello IAS 19, dall'indice
Iboxx Corporate AA con duration 7-10 rilevato alla data della valutazione. A tal fine si è
scelto il rendimento avente durata comparabile alla duration del collettivo di lavoratori
oggetto della valutazione.
Nota 26
PATRIMONIO
NETTO
Capitale sociale Il capitale sociale, sottoscritto per Euro 7.546.782,57, e liberato per Euro 2.546.782,57 alla
data del 31 dicembre 2014, è suddiviso in numero 380.921.019 azioni ordinarie, prive di
valore nominale aventi godimento regolare, numero 138.888.889 azioni ordinarie, prive di
valore nominale aventi godimento regolare, non interamente liberate e, pertanto, non
quotate, e numero 3.427.403 azioni di risparmio non convertibili, prive di valore nominale
aventi godimento regolare.
Il capitale sociale è stato interamente liberato nel mese di
febbraio 2015.
L'Assemblea Straordinaria del 24 gennaio 2011 ha deliberato l'eliminazione del valore
nominale avvalendosi della facoltà di cui agli artt. 2328 e 2346 del Codice Civile. Tale
istituto presuppone la conservazione del capitale sociale e la sua suddivisione in azioni le
quali, prive di valore nominale, mantengono un valore contabile figurativo o implicito che
risulta dalla divisione dell'ammontare totale del capitale sociale per il numero di azioni
emesse (cosiddetta "parità contabile").
In data 12 giugno 2014 l'Assemblea Straordinaria della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha
approvato, inter alia, la situazione patrimoniale della Capogruppo al 31 marzo 2014 e,
quindi, adottato i necessari provvedimenti ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2446 c.c.
deliberando:
(vii)
una immediata riduzione del capitale sociale della Società di Euro 17.862.545,05 a
copertura delle perdite risultanti dal bilancio di esercizio 2013 nonché delle ulteriori
perdite evidenziate dai documenti contabili intermedi al 31 marzo 2014, così creando i
presupposti economici, finanziari e giuridici per poter procedere ad ulteriori operazioni
di modifica del capitale sociale;
(viii) un aumento di capitale scindibile con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art.
2441, commi 5 e 6, c.c. riservato a GEM, nei limiti complessivi massimi di Euro 15
milioni inclusivi di sovrapprezzo;
(ix)
un'emissione di massimi n. 46 milioni di Warrant da attribuire gratuitamente a GEM
con contestuale ulteriore aumento di capitale scindibile a servizio dei Warrant GEM
medesimi nei limiti complessivi massimi di Euro 12,5 milioni.
Il Contratto GEM ha efficacia di cinque anni decorrenti dalla data di sottoscrizione (11 aprile
2014). Durante tale periodo la Società può richiedere a GEM la sottoscrizione di un numero
di azioni di nuova emissione, determinato sulla base dei volumi medi giornalieri di scambio
delle azioni Vincenzo Zucchi negoziate sul Mercato Telematico Azionario presso Borsa
Italiana S.p.A.; il prezzo di sottoscrizione delle azioni derivanti dall'Aumento di Capitale
riservato a GEM sarà pari al 91,50% della media dei Prezzi di Chiusura denaro del titolo
Vincenzo Zucchi rilevati.
Non esistono riserve legali essendo state in precedenza azzerate dall'assemblea per la
copertura delle perdite.
Le altre riserve sono
composte da residui per copertura perdite come da delibera
dell'assemblea straordinaria del 12 giugno 2014.
Si precisa che in precedenza la "Riserva IFRS", pari a 28.510 migliaia di Euro alla data del
31 dicembre 2010, era stata interamente azzerata per la copertura delle perdite come da
delibera del 24 gennaio 2011. La riserva IFRS accoglieva le rettifiche effettuate su alcune
poste di bilancio alla data della transizione agli IFRS/IAS, al netto dell'effetto fiscale. In
particolare, la riserva era stata costituita per effetto della valutazione al fair value dei terreni,
dell'applicazione dello IAS 17 a cespiti acquisiti a suo tempo con leasing finanziari, della
valutazione al fair value delle attività finanziarie disponibili per la negoziazione e per l'effetto
della valutazione attuariale dei benefici ai dipendenti (trattamento di fine rapporto), mentre è
stata addebitata per lo storno di alcuni costi precedentemente iscritti tra gli oneri ad utilità
differita, la cui capitalizzazione non è più consentita dai principi contabili internazionali.
La riserva IFRS non è disponibile per la distribuzione agli azionisti se non per le poste che
hanno generato i flussi finanziari relativi, previa approvazione dell'assemblea nei casi di
legge previsti.
In particolare si segnala che la riserva in questione include quella relativa alla valutazione al
fair value dei terreni (25.149
migliaia di Euro) che è utilizzabile per l'importo di 8.736
migliaia di Euro; tale quota si riferisce a terreni già ceduti i cui plusvalori da fair value sono
stati realizzati. La riserva relativa alla valutazione al Fair Value dei terreni, essendo stata
interamente utilizzata per la copertura delle perdite con aplicazione della disciplina stabilita
dall'art. 6, comma 5, del D.Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38, deve essere obbligatoriamente
ricostituita, con gli utili degli esercizi successivi, per la parte relativa ai terreni non ancora
ceduti (Euro 16,4 milioni al 31 dicembre 2014), prima di procedere ad una distribuzione di
dividendi.
Nel prospetto seguente sono indicate analiticamente le voci di patrimonio netto, con
l'esclusione del risultato d'esercizio, con la specificazione della loro possibilità di
utilizzazione.
(in migliaia di Euro) Importo Possibilità di
utilizzazione
Quota disponibile Riepilogo degli
utilizzi effettuati nei
tre precedenti
esercizi
Capitale 2.547 B 2.547 -
Riserve di utili:
Riserva legale
Riserva sovrapprezzo azioni
-
-
B -
-
5.561
12.520
Perdite portate a nuovo - - -
Utili portati a nuovo - A.B. - 2.395
Altre riserve:
Riserva per aumento capitale (288) (288) -
Riserva di capitale 3.861 3.861 430
Riserva IFRS
Riserve da rimisurazione piani a benefici definiti
(792) A.B.
A.B.
- 28.510
-
Riserva di rivalutazione - 1.008
Riserve legge 183/64 ricostituita - - -
TOTALE 5.328 6.120 -
Quota non distribuibile
Residua quota distribuibile
-
-
-
-
-
-
Utili/perdite a Legenda
A= per aumenti di capitale
B= per copertura perdite
C= per distribuzione ai soci
nuovo Accoglie tutti i risultati cumulati al netto dei dividendi pagati agli azionisti. La riserva
accoglie anche i trasferimenti derivanti da altre riserve di patrimonio nel momento in cui
queste si liberano da eventuali vincoli a cui sono sottoposte.
Sezione
D
-
ECONOMICO
NOTE
ALLE
PRINCIPALI
VOCI
DELL'UTILE/(PERDITA) DELL'ESERCIZIO E DELLE ALTRE COMPONENTI DI CONTO
DI
BILANCIO
IL
PROSPETTO
conto economico complessivo. Si riportano di seguito informazioni sulla natura delle spese incluse nel
dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo e alcuni dettagli delle principali voci per
funzione e delle altre componenti del prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di
prospetto dell'utile/(perdita)
Nota 27
DETTAGLIO
SPESE PER
Si riporta nella tabella sottostante, come richiesto dallo IAS 1, il conto economico esposto
per natura.
NATURA (in migliaia di Euro) 2014 2013
Consumi e altri acquisti
Prestazioni di servizi
40.171
36.971
53.470
38.795
Costo del lavoro1 22.096 24.397
Ammortamenti e svalutazioni 4.019 2.513
Svalutazione crediti 2.429 796
Altro 1.253 1.403
Totale costo del venduto, spese di vendita e
distribuzione, pubblicità,struttura e altri costi
106.939 121.374
1
Il costo del lavoro non comprende incentivi all'esodo per 51 migliaia di Euro nell'esercizio 2014 ( 4.502 migliaia di
Euro nell'esercizio 2013).
I canoni di leasing operativi o noleggi operativi non sono rilevati nello Stato Patrimoniale; i
relativi canoni sono rilevati a conto economico a quote costanti ripartite sulla durata del
contratto.
Per ogni altro dettaglio si rinvia alla nota "Garanzie prestate, impegni e altre
passività potenziali".
La tabella seguente indica in numero dei dipendenti medio per categoria:
2014 2013
Dirigenti 12 14
Impiegati 473 479
Operai 275 287
760 780
Il numero medio dei dipendenti in forza si è ridotto nel corso del 2014 per effetto dell'attività
di ristrutturazione e riorganizzazione in corso.
Il numero effettivo dei dipendenti in forza al 31 dicembre 2014 è stato di 655 contro i 784
del 31 dicembre 2013.
La consistente differenza tra il numero effettivo alla data del 31 dicembre 2014 ed il numero
medio è dettata dal fatto che quasi tutti i rapporti di lavoro si sono conclusi nel mese di
dicembre.
Nel corso dell'esercizio si è fatto ricorso a n. 254.115 ore di cassa integrazione guadagni
straordinaria (nel 2013 si era ricorso a n. 170.289 ore di cassa integrazione guadagni
ordinaria).
Nota 28
COSTO DEL
VENDUTO
(in migliaia di Euro) 2014 2013
Consumo materiali 36.729 48.136
Manodopera 4.531 5.993
Costi per energia 231 311
Ammortamenti 793 1.010
Lavorazioni esterne 16.432 15.416
Spese generali di produzione 1.983 1.260
di cui non ricorrenti 604
Totale 60.699 72.126
di cui non ricorrenti 604
La voce evidenzia un decremento del costo del venduto rispetto all'esercizio 2013 sia in
termini di valore assoluto che in termini di incidenza percentuale sulle vendite nette per
effetto
del
processo
di
rivisitazione
dell'architettura
dell'offerta
attivato
nel
dell'esercizio.
Gli
oneri
non
ricorrenti
si
riferiscono
alla
svalutazione
effettuata,
nell'ambito
dell'applicazione dello IAS 16, per l'adeguamento al fair value del valore dei terreni.
Occorre altresì precisare che i consumi dei materiali beneficiano anche degli utilizzi del
fondo svalutazione magazzini, rispettivamente per 290 migliaia di Euro nell'esercizio 2014 e
per 1.485 migliaia di Euro nell'esercizio 2013.
(in migliaia di Euro) 2014 2013
Materie prime 220 555
Materie sussidiarie 4.589 4.370
Semilavorati e prodotti 31.370 42.609
Altri acquisti 550 602
Totale 36.729 48.136
Nota 29
SPESE DI (in migliaia di Euro)
VENDITA E 2014 2013
DISTRIBUZIONE
Costi di magazzinaggio 3.574 4.309
Spese di Trasporto a clienti 739 928
distribuzione Altre spese 139 223
Totale 4.452 5.460
Le "Spese di distribuzione" hanno registrano un decremento per effetto della riduzione delle
vendite incrementando l'incidenza percentuale rispetto alle vendite nette conseguite per
effetto della quota delle spese fisse.
Royalties
(in migliaia di Euro) 2014 2013
Royalties 682 920
Le Royalties nel corso dell'esercizio 2014
nell'esercizio 2013 per effetto della rinegoziazione di alcuni minimi previsti nei contratti di
licenza e della risoluzione di alcuni contratti.
sono diminuite rispetto a quelle registrate
Spese di vendita (in migliaia di Euro) 2014 2013
dirette Venditori ed agenti
Negozi - spese di gestione
di cui non ricorrenti
Spacci - spese di gestione
di cui non ricorrenti
Altre spese di vendita
Totale
di cui non ricorrenti
La voce "Spese di vendita dirette" è rimasta sostanzialmente rispetto all'esercizio
precedente.
Le spese non ricorrenti registrate nel 2014 si riferiscono alla svalutazione delle
immobilizzazioni dei negozi per i quali è prevista la chiusura nel piano industriale in corso di
discussione con le banche finanziatrici.
Le spese di gestione diretta dei negozi, al netto delle spese non ricorrenti, è rimasta
pressoché invariata rispetto all'esercizio precedente.
Anche le spese di gestione degli spacci sono invariate, mentre sono diminuite le spese per
venditori ed agenti per effetto della riduzione del volume delle vendite e per la rivisitazione
della rete agenti.
Le "Altre spese di vendita" sono rappresentate, principalmente, dai contributi riconosciuti
2.113
12.687
591
6.833
14
491
22.124
605
2.481
12.041
6.915
469
21.906
Totale alla rete.
(in migliaia di Euro)
Totale spese di vendita e distribuzione
di cui non ricorrenti
2014
27.258
605
2013
28.286
Nota 30
COSTI DI
PUBBLICITA' E
PROMOZIONE
(in migliaia di Euro)
Spese di pubblicità
Contributi e materiali promozionali
Partecipazioni a fiere
Altre spese
Totale
Nel corso dell'esercizio 2014 la politica di riduzione dei costi ha interessato anche i costi di
pubblicità e promozione.
2014
431
718
251
-
1.400
2013
806
1.001
11
-
1.818
Nota 31
COSTI DI
STRUTTURA
Marketing e
prodotto
(in migliaia di Euro)
Marketing
Prodotto
Quadri stampa
Altri costi
Totale
I costi per marketing e prodotto al 31 dicembre 2014 sono rimasti sostanzialmente invariati
rispetto all'esercizio precedente.
2014
945
1.340
1.274
10
3.569
2013
920
1.500
1.321
34
3.775
Amministrazione
vendite sede
(in migliaia di Euro)
Direzione commerciale di sede
di cui non ricorrenti
Si evidenzia che la voce comprende 2.015 migliaia di Euro (796 migliaia di Euro nel 2013)
per accantonamento al fondo svalutazione crediti iscritti nell'attivo corrente.
Gli oneri non ricorrenti dell'esercizio 2013, pari a 156 migliaia di Euro, sono rappresentati
da costi sostenuti dalla Società nell'interesse della neo-costituita Zucchi do Brasil Ltda.
2014
3.870
2013
3.099
156
Generali e
amministrative
(in migliaia di Euro)
Direzione generale
di cui non ricorrenti
Amministrazione e finanza
di cui non ricorrenti
EDP
Personale
Servizi generali
Altri costi generali e amministrativi
di cui non ricorrenti
Totale
di cui non ricorrenti
Nella voce "Spese generali e amministrative" sono inclusi anche costi non ricorrenti per 688
migliaia di Euro (418 migliaia di Euro nel 2013), relativi per 403 migliaia di Euro ai costi
sostenuti per la negoziazione del nuovo accordo di ristrutturazione del debito bancario e
per
285
migliaia
di
Euro
alla
svalutazione
immobilizzazioni al valore del fair value.
2014
2.264
52
1.902
351
1.068
402
1.209
699
285
7.544
688
registrata
2013
2.708
336
2.230
1.297
440
862
329
82
7.866
418
per
l'adeguamento
delle
Totale costi di
struttura
(in migliaia di Euro)
Totale costi di struttura
di cui non ricorrenti
2014
14.983
688
2013
14.740
574
Nota 32
ALTRI RICAVI E
COSTI
Altri ricavi
(in migliaia di Euro)
Ricavi per addebiti vari
Ricavi per servizi vari
Vendita energia elettrica
Vendita greggi
Ricavi da affitti ramo d'azienda
Plusvalenze alienazione cespiti
Sopravvenienze attive
Altri
Totale
La voce "Altri ricavi" al 31 dicembre 2014 è diminuita rispetto all'esercizio precedente per
effetto della riduzione dell'attività di vendita greggi alla società controllata Mascioni S.p.A. il
cui costo relativo è registrato nelle voce "Costi accessori". Al netto di tale attività la voce è
rimasta sostanzialmente invariata rispetto all'anno precedente.
Nella
voce
"Sopravvenienze
attive"
sono
accantonamenti stanziati in eccesso nell'esercizio precedente per un importo di 454
migliaia di Euro relativo a fatture da ricevere e 21 migliaia di Euro relativi al fondo note
credito da emettere.
Si segnala infine che la Società stipula alcuni contratti d'affitto di ramo d'azienda che
provvede poi a sublocare a dei franchisee riaddebitandone il costo sostenuto; il costo è
iscritto nella voce "Canoni affitto ramo d'azienda" (negli altri costi) ed il relativo riaddebito
nella voce "Ricavi da affitto ramo d'azienda" per il medesimo importo.
Allo stesso modo, la Società sostiene dei costi per contributi promozionali, royalties e
management relativi alle Società controllate che poi provvede a riaddebitare alle stesse; il
costo viene iscritto nella voce "Costi da riaddebitare" ed il relativo riaddebito nelle voce
"Ricavi per addebiti vari" per il medesimo importo.
2014
(1.113)
(651)
(337)
(272)
(185)
(658)
(151)
(3.367)
registrate
2013
(991)
(507)
(2.307)
(310)
(288)
(615)
(359)
(5.377)
principalmente
dai
storni
di
Altri costi
(in migliaia di Euro) 2014 2013
Costi da riaddebitare
Costi per servizi vari
Costo energia elettrica
Costo greggi venduti
Canoni affitto ramo d'azienda
Minusvalenze alienazione cespiti
Sopravvenienze passive
Altri
Totale
Il decremento della voce "Altri costi" nel'esercizio 2014 è da imputare alla diminuzione del
costo
per i greggi venduti alla controllata Mascioni S.p.A. in seguito alla riduzione
dell'attività il cui ricavo relativo è iscritto negli "Altri ricavi" come precedentemente descritto.
1.113
533
330
272
24
242
85
2.599
991
390
2.262
310
26
372
53
4.404
Totale Altri Ricavi
e costi
(in migliaia di Euro)
Totale (Altri ricavi)/Altri costi
di cui non ricorrenti
2014
(768)
2013
(973)
Nota 33
ONERI E
PROVENTI DI
RISTRUTTURA
ZIONE
Proventi di
ristrutturazione
(in migliaia di Euro)
Rilascio fondi ristrutturazione in esubero
Plusvalenza dismissione immobili
Totale
La voce "Proventi di ristrutturazione"
cessione parziale del plesso immobiliare sito in Urago d'Oglio (BS), la cui attività è cessata
lo scorso anno.
2014
-
(95)
(95)
2013
-
-
-
è costituita dalla plusvalenza realizzata per la
Oneri di
ristrutturazione
(in migliaia di Euro)
Incentivi all'esodo
Oneri ristrutturaz. immobili destinati alla vendita
Totale
Gli "Oneri di ristrutturazione" relativi all'esercizio 2014 si riferiscono per 224 migliaia di Euro
agli oneri sostenuti dalla Capogruppo in relazione all'impegno di esecuzione di alcuni lavori
2014 2013
51
4.502
-
224
275
4.502
assunto nei confronti dell'Amministrazione Comunale di Casorezzo nell'ambito della nuova
convezione stipulata in data 10 marzo 2014. L'accordo ha comportato la cessione a titolo
di permuta di alcuni edifici da parte della Vincenzo Zucchi S.p.A. all'Amministrazione
Comunale di Casorezzo e da parte di quest'ultima alla Società.
Sono compresi, inoltre, 51 migliaia di Euro per gli incentivi all'esodo stanziati nell'ambito del
processo di riorganizzazione della struttura della Capogruppo (4.502 migliaia di Euro nel
2013).
Totale (in migliaia di Euro)
Totale oneri e proventi di ristrutturazione
2014
180
2013
4.502
Nota 34
ONERI E
PROVENTI
FINANZIARI
Proventi finanziari
(in migliaia di Euro)
da imprese collegate/controllate
da altri
Altri interessi attivi
Altri proventi
di cui non ricorrenti
Totale proventi finanziari
di cui non ricorrenti
I proventi finanziari da imprese collegate/controllate si riferiscono agli interessi maturati sui
finanziamenti concessi alle controllate Mascioni S.p.A. (45 migliaia di Euro), Zucchi do
Brasil Ltda (95 migliaia di Euro), Basitalia S.r.l. (12 migliaia di Euro) ed alla collegata Intesa
S.r.l. per 13 migliaia di Euro.
Nell'esercizio 2013 gli altri proventi finanziari di natura non ricorrente pari a 133 migliaia di
Euro erano dovuti al rilascio parziale del fondo stanziato nel 2010 per l'attualizzazione della
garanzia rilasciata dalla Vincenzo Zucchi S.p.A. a favore di Descamps S.A.S. ed escussa
da Intesa Sanpaolo in data 28 dicembre 2010.
(in migliaia di Euro)
Proventi finanziari da rinuncia debito bancario
di cui non ricorrenti
Totale
2014
(165)
(6)
(118)
(124)
(289)
2014
-
2013
(38)
(53)
(187)
(133)
(240)
(278)
(133)
2013
(10.142)
(10.142)
(10.142)
Proventi finanziari
da rinuncia al
debito bancario
Nell'esercizio 2013 erano costituiti dai proventi finanziari di natura non ricorrente, pari a
10.142 migliaia di Euro, realizzati dalla Società, maturati dalla rinuncia della propria quota
di debito consolidato da parte della Banca Nazionale del Lavoro (pari a 424 migliaia di
Euro) e dalla conversione parziale del debito consolidato in aumento di capitale, con
esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art. 2441, comma 5, del Codice Civile, ad un
prezzo di Euro 0,216, di cui Euro 0,072 a titolo di capitale sociale e la differenza a titolo di
provento non ricorrente di natura finanziaria, ai sensi del'accordo di ristrutturazione
sottoscritto nel mese di marzo.
(in migliaia di Euro)
Rettifiche di valore di crediti finanziari da imprese
controllate/collegate
2014
2013
3.812
20
Rettifiche di valore
di crediti finanziari
La rettifica di valore di crediti finanziari si riferisce alla svalutazione totale del finanziamento
concesso alla controllata Zucchi do Brasil Ltda pari a 3.950 migliaia di Euro avendo deciso
di procedere alla chiusura dei punti vendita gestiti dalla partecipata.
È stato inoltre rilasciato l'importo di 138 migliaia di Euro relativo ad una svalutazione
effettuata negli anni precedenti sul credito finanziario concesso alla Hospitality.it in quanto
tale credito è stato recuperato.
Oneri finanziari (in migliaia di Euro)
Verso imprese controllate/collegate
2014
2013
-
-
Verso altri
Interessi su debiti bancari
Interessi su altri debiti
Rettifiche di valore di attività finanziarie
Altri oneri finanziari
di cui non ricorrenti
di cui non ricorrenti
Totale oneri finanziari
di cui non ricorrenti
Gli interessi su debiti bancari sono diminuiti sia per una riduzione del tasso di interesse di
riferimento (Euribor) sia per una minore esposizione media registrata nel corso
dell'esercizio, anche per effetto della conversione di parte del debito in patrimonio.
La voce "Interessi su altri debiti" include 222 migliaia di Euro per interessi maturati sul TFR
accumulato (244 migliaia di Euro nel 2013).
1.447
1.601
345
380
37
2
68
65
1.897
2.048
1.897
2.048
Differenze cambio (in migliaia di Euro)
Differenze cambio attive
DIfferenze cambio passive
Totale
2014
(132)
56
(76)
2013
(92)
259
167
Totale (in migliaia di Euro)
Totale oneri e proventi finanziari
di cui non ricorrenti
2014
5.344
2013
(8.185)
(10.275)
Nota 35
ONERI E
PROVENTI DA
PARTECIPAZIONI
Proventi e oneri
da partecipazioni
(in migliaia di Euro)
Dividendi
Plusvalenza su alienazioni partecipazioni
Svalutazione di partecipazioni
Totale
I dividendi, pari a 831 migliaia di Euro, sono stati distribuiti dalle controllate Bassetti
Deutschland A.G. per 500 migliaia di Euro e Bassetti Schweiz A.G. per 331 migliaia di
Euro.
In data 11 ottobre 2014 è stata ceduta la partecipazione nel capitale della Welspun Zucchi
Textile Limited per il controvalore di circa 661 migliaia di Euro registrando una plusvalenza
pari a 23 migliaia di Euro.
Per quanto concerne la voce "Svalutazione di partecipazioni" si rinvia a quanto descritto
nella Nota 14 e Nota 18.
2014
(831)
(23)
13.583
12.729
2013
(162)
(9)
5.838
5.667
Nota 36
IMPOSTE (in migliaia di Euro) 2014 2013
Imposte correnti 107 (75)
Imposte anticipate 1.949 598
Imposte differite
Tolate
(731)
1.325
(183)
340
Le imposte correnti comprendono l'IRAP accantonata. Al 31 dicembre 2013 l'importo risulta
essere negativo per effetto di una minore imposta registrata in sede di dichiarazione
rispetto a quella contabilizzata in sede di bilancio 2012.
Sono state rilevate variazioni delle imposte differite attive e/o passive considerando le
differenze temporanee che daranno luogo ad ammontari imponibili nella determinazione
dell'utile imponibile (o della perdita fiscale) dei futuri esercizi nei quali il valore contabile
dell'attività o passività sarà recuperato o pagato.
Si segnala che le imposte differite come sopra calcolate, nonostante sussistano sufficienti
differenze temporanee tassabili, sono state determinate senza considerare le perdite fiscali
non utilizzate, relative alla sola società, e illimitatamente riportabili, ammontanti, alla data
del 31 dicembre 2014, ad oltre Euro 45,5 milioni di Euro perdite fiscali cumulate (a tutto
l'esercizio 2013).
Per le variazioni delle imposte anticipate e differite si rinvia alla Nota 23.
Alla luce delle perdite fiscali pregresse e dei risultati negativi conseguiti nell'esercizio, in
considerazione del fatto che, per la riconciliazione tra l'onere fiscale iscritto in bilancio e
l'onere fiscale teorico, non si tiene condo dell'IRAP in quanto, essendo tale imposta
calcolata su una base imponile differente dall'utile ante-imposte, determinerebbe effetti
discorsivi, si segnala che la suddetta riconciliazione non evidenzia differenze significative
tra l'onere fiscale iscritto in bilancio e quello fiscale teorico, determinato sulla base delle
aliquote fiscali teoriche vigenti in Italia.
Nota 37 Relativamente all'esercizio 2014 non viene proposta nessuna distribuzione di dividendi.
DIVIDENDI
Nota 38
RAPPORTI CON
PARTI
CORRELATE
Secondo quanto disposto dallo IAS 24 e dalla Delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, i
rapporti intervenuti nel corso del 2014, regolati a normali condizioni di mercato e riferiti
principalmente al Gruppo Zucchi nel suo complesso, sono stati evidenziati negli schemi di
bilancio e nel rendiconto finanziario.
Di seguito si riporta una tabella di sintesi dell'incidenza delle operazioni con parti correlate
sulla situazione patrimoniale e sul risultato economico;
dettaglio dei rapporti con le stesse.
si riporta inoltre una tabella di
(in migliaia di Euro) Vendite nette Costo del
venduto
Spese di
vendita e
distribuzione
Costi di
pubblicità e
promozione
Costi di
struttura
Altri (ricavi)
e costi
Oneri e
(proventi)
finanziari
Oneri e
(proventi)
partecipaz.
Società controllate
Mascioni
Zucchi do Brasil
252 10.424
-
-
-
-
-
464
(194)
(685)
-
(45)
3.855
12.900
-
Bassetti Espanola 905 - - - - (196) - 65
Bassetti Deutschland 9.829 - - - - (657) - (500)
Bassetti Schweiz
Bassetti Austria
2.645
-
-
-
-
-
-
-
-
-
(282)
-
-
-
(331)
-
Zucchi France - - - - - - - 49
Zucchi S.A.
Ta Tria Epsilon
-
-
-
-
-
-
-
-
10
-
-
-
-
-
52
40
Hospitality.it - 361 - - (50) - (138) 55
Mascioni USA 25 - - - - - - 404
Basitalia Leasing - - 1.808 - 26 (137) (12) 18
Società collegate
Welspun Zucchi - - - - - - - -
-
Intesa
Immobiliare Astra
-
-
480
-
-
-
-
-
2
-
-
-
(13)
-
-
Altre
Bisenzio8
Pirola Pennuto Zei Ass.
-
-
3
-
-
-
-
-
-
26
-
-
-
-
-
-
Fodirex & partners - - - - - 7 - -
Totale 13.656 11.268 1.808 - 284 (1.950) 3.647 12.752
Totale voce
Incidenza percentuale
90.174
15,1%
60.699
18,6%
27.258
6,6%
1.400
0,0%
14.983
1,9%
(768)
253,9%
5.344
68,2%
12.729
100,2%
(in migliaia di Euro) Crediti
commerciali
Crediti
finanziari
Debiti
commerciali e
altri debiti
Debiti finanziari
Società controllate
Mascioni1 204 1.963 3.559
Zucchi do Brasil2 - - -
Bassetti Espanola 875 - -
Bassetti Deutschland 6.342 - -
Bassetti Schweiz 1.618 - -
Zucchi France - - -
Hospitality.IT - - 40
Ta Tria Epsilon3 1 - -
-
Mascioni USA4 - -
Basitalia Leasing
Società collegate
Welspun Zucchi
126
-
12
-
204
-
Intesa - 498 38
Altre
Partners S.p.A. - - -
Studio dei revisori associati - - 40 95
Pirola Pennuto Zei associati - - 32
Totale 9.166 2.473 3.913
Totale voce 34.313 2.473 23.911 95
95
Nota 39
EVENTI ED
OPERAZIONI
SIGNIFICATIVE
NON
RICORRENTI
Sulla base di quanto indicato dalla delibera Consob N.15519 del 27 luglio 2006 vengono
riportati di seguito gli effetti delle "Operazioni significative non ricorrenti" nell'esercizio 2013.
Isolando l'effetto della rilevazione dei proventi ed oneri non ricorrenti, il risultato operativo
delle attività non ricorrenti è il seguente:
2014
2013
(in migliaia di Euro)
Costo del venduto
Spese di vendita e distribuzione
Costi di struttura
Altri costi e (ricavi)
Oneri (proventi) di ristrutturazione
Oneri (proventi) finanziari
Risultato lordo
Effetto fiscale
Imposte
Totale netto
Risultato dell'esercizio
Incidenza %
Nel costo del venduto è registrata la svalutazione per l'adeguamento al fair value del valore
dei terreni per 604 migliaia di Euro.
Sono stati inoltre svalutati, registrando nelle spese di vendita e distribuzione, per un valore
di 605 migliaia di Euro i mobili e arredi relativi ad alcuni negozi dei quali si è proceduto alla
chiusura.
L'effetto sulle spese di struttura, pari a 688 migliaia di Euro, è relativo ai costi sostenuti per
la rinegoziazione del nuovo accordo di ristrutturazione del debito bancario (403 migliaia di
Euro) e alla svalutazione per l'adeguamento al fair value delle immobilizzazioni
migliaia di Euro).
La voce "Oneri e proventi di ristrutturazione", pari a 180 migliaia di Euro (vedi Nota 33) è
composta per 95 migliaia di Euro dalla plusvalenza realizzata per la cessione parziale del
plesso immobiliare sito in Urago d'Oglio (BS), da oneri relativi agli incentivi all'esodo
corrisposti per la riorganizzazione della struttura (51 migliaia di Euro) e da oneri sostenuti in
relazione
all'impegno
di
dell'Amministrazione Comunale di Casorezzo nell'ambito della nuova convezione stipulata
in data 10 marzo 2014 (224 migliaia di Euro).
Si riportano di seguito gli effetti sui valori patrimoniali e sui flussi finanziari che le operazioni
esecuzione
di
-
-
(2.077)
-
(2.007)
(32.976)
alcuni
lavori
604
605
688
180
(70)
6%
assunto
-
574
-
4.502
(10.275)
5.199
(22)
-
5.221
(14.432)
(36)%
(285
nei
confronti
hanno avuto:
(in migliaia di Euro)
Valore economico Valore patrimoniale
al 31.12.2013
Effetto fin. del
periodo
Valore patrimoniale
al 31.12.2014
Costo del venduto
Spese di vendita e distribuzione
Costi di struttura
Oneri (proventi) di ristrutturazione
Oneri (proventi) finanziari
Imposte
Totale
604
605
688
180
-
-
2.077
-
-
(82)
(3.750)
-
-
(3.832)
-
-
(403)
(462)
-
-
(865)
-
-
(82)
(3.184)
-
-
(3.266)
Nota 40
COMPENSI AGLI
AMMINISTRATO
RI E AI SINDACI
Carica
ricoperta
Periodo 2014 per
cui è stata
Scadenza
della carica
Emolumenti
per la carica
Benifici
non
Premi Altri
compensi
Compensi
incarichi in
altre società
Note
ricoperta la carica monetari del gruppo
Matteo Zucchi Presidente 1/1-31/12/2014 31/12/2016 70 5 7 c
Riccardo Carradori Amministratore 1/1-23/12/2014 31/12/2016 425 4 100 a
Alessandro Cortesi Delegato
Amministratore
1/1-12/06/2014 31/12/2015 23 12 c
Marco Valerio Corini
Luigi Piergiuseppe Murciano
Amministratore
Amministratore
1/1-31/12/2014
1/1-12/06/2014
31/12/2016
31/12/2015
29
11
50 c
Barbara Rondilone Amministratore 13/6-29/12/2014 31/12/2016 13
Anna Schiaffino
Giovanni Battista Vacchi
Amministratore
Amministratore
1/1-31/12/2014
24/12-31/12/2014
31/12/2016
31/12/2016
26
7
Delegato
Marcello Romano Presidente
Collegio
Sindacale
1/1-31/12/2014 31/12/2014 32 6 c
Primo Ceppellini Sindaco effettivo 1/1-31/12/2014 31/12/2014 19
Massimo Bellavigna Sindaco effettivo 1/1-31/12/2014 31/12/2014 19
a) Compensi derivanti dal rapporto d'impiego come dirigente (inclusi nel costo del personale)
b) Compensi per servizi vari
c) Compensi per la funzione di amministratore/sindaco in altre società del Gruppo
Non sono stati stipulati accordi tra la Società e gli amministratori che prevedono indennità
in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa.
Nota 41
COMPENSI ALLA
SOCIETA' DI
Tipologia di servizi Soggetto che ha Destinatario Compensi
REVISIONE erogato il servizio (migliaia di Euro)
Revisione contabile (1) KPMG SpA Vincenzo Zucchi SpA 213
Altri servizi (2) KPMG SpA Vincenzo Zucchi SpA 112
Totale
(1) Importo inclusivo della rivaluzione ISTAT e dei corrispettivi per la sottoscrizione delle
325
Nota 42
OPERAZIONI
ATIPICHE E/O
INUSUALI
Il bilancio dell'esercizio 2014 non riflette componenti di reddito e poste patrimoniali e
finanziarie (positive e/o negative) derivanti da eventi od operazioni atipiche e/o inusuali.
Nota 43
FATTI DI RILIEVO
SUCCESSIVI AL
31 DICEMBRE
2014
Liberazione aumento di capitale in opzione
Con riferimento all'integrale liberazione dell'aumento di capitale in opzione, perfezionato nel
mese di dicembre 2013, l'azionista Gianluigi Buffon non ha proceduto entro il termine del
31 dicembre 2014 (come deliberato dall'Assemblea in data 28 giugno 2013) all'integrale
liberazione della quota sottoscritta. Il Consiglio di Amministrazione si è, pertanto, attivato
per l'escussione della fidejussione assicurativa (per l'incasso della quota residua di cinque
milioni di Euro) a suo tempo rilasciata a garanzia del regolare pagamento di quanto dovuto
per la sottoscrizione delle nuove azioni che fossero rimaste inoptate. Il predetto importo è
pervenuto nella disponibilità della Società il 26 febbraio 2015 con conseguente liberazione
integrale del predetto aumento di capitale.
Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare
In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in
seduta straordinaria, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche finanziatrici
a proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla definizione
della correlata manovra finanziaria.
Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di
ristrutturazione
con
le
banche
finanziatrici
ai
sensi
dell'art.
182-bis
della
Legge
Fallimentare, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del
ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di
tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del
debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e
l'inoperatività della causa di scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, cod. civ
Alla luce della summenzionata delibera, l'Assemblea ha disposto di rinviare ogni decisione
sui provvedimenti ex art. 2447 cod. civ., consentendo, nelle more, alla Società di addivenire
ad un nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge
Fallimentare.
In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale
competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D.
267/1942.
In questo contesto la Società beneficerà degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla
normativa applicabile che consentirà alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena
continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse
della propria clientela e del
mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione
dei debiti.
In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi
S.p.A. un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di
ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del
piano, e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Il Tribunale ha altresì disposto che la Società depositi una relazione esplicativa dell'attività di gestione ordinaria e dell'attività finalizzata alla predisposizione della proposta e del piano, nonché una situazione finanziaria dell'impresa, alle seguenti scadenze: 22 maggio 2015, 22 giugno 2015 e 22 luglio 2015.

Gli atti di straordinaria amministrazione erano consentiti solo se urgenti, previa autorizzazione del Tribunale.

La scadenza originaria assegnata dal Tribunale si è rivelata obiettivamente incompatibile con il varo del piano e della relazione dell'attestatore per l'oggettiva complessità della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della Vincenzo Zucchi S.p.A..

Per tale motivo, in data 5 agosto 2015, la Società ha depositato istanza di proroga dei termini della procedura ex art. 161, sesto comma, L.F.. In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

In data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., ha dichiarato inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F.

Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, da parte di Mascioni S.p.A.

In data 8 maggio 2015 anche la controllata Mascioni S.p.A., alla luce della domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942, depositata dalla capogruppo, ha presentato la propria separata domanda di concordato preventivo "con riserva" ai sensi dell'art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942, prodromica anche in questo caso al deposito di un ricorso per l'omologazione di un accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F. ovvero di una proposta di concordato di tipo "in continuità".

In data 14 maggio 2015, il Tribunale di Varese ha concesso alla partecipata Mascioni S.p.A. un termine di 90 giorni per il deposito della proposta del piano e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Il Tribunale di Varese ha altresì disposto che la controllata proceda al deposito, alla scadenza del trentesimo giorno, di una aggiornata situazione economico finanziaria sull'andamento dell'attività d'impresa, con indicazione degli atti di straordinaria amministrazione compiuti, dei pagamenti per importi superiori a 150.000 Euro, delle eventuali istanze di fallimento, proposte nei di lei confronti, e dei pignoramenti ricevuti.

Nomina nuovo Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha convocato l'Assemblea degli azionisti, per il giorno 1 giugno 2015, avendo il Consigliere Anna Schiaffino rassegnato, per motivi personali, con effetto immediato, le proprie dimissioni da tutte le cariche ricoperte (consigliere non esecutivo/indipendente e membro del comitato per le retribuzioni e comitato per il controllo interno) e comportando, in tal modo, la decadenza dell'intero Consiglio di Amministrazione, che resta in carica in regime di prorogatio sino alla data della prossima assemblea ordinaria.

In data 30 maggio 2015 il sindaco effettivo, Primo Ceppellini, ha rassegnato, per motivi personali, le dimissioni dalla carica con efficacia dal 30 giugno 2015. La società, pertanto, ha convocato l'assemblea dei soci affinché la stessa provveda all'integrazione del collegio sindacale.

In data 1 giugno 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha eletto, previa definizione del numero dei suoi componenti in sette, il nuovo Consiglio di Amministrazione che resterà in carica sino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2017.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto dai Signori Giovanni Battista Vacchi, Angelo Turi, Paolo Pedersoli, Barbara Adami Lami e Giuseppe Rielli, espressi dall'unica lista presentata congiuntamente dagli azionisti Gianluigi Buffon e GB Holding S.r.l., nonché dai Signori Patrizia Polliotto e Giuseppe Fornari i cui nominativi sono stati espressi in sede assembleare dallo stesso azionista.

I Consiglieri Angelo Turi, Barbara Adami Lami, Giuseppe Rielli, Patrizia Polliotto e Giuseppe Fornari hanno dichiarato di essere in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla normativa applicabile e dallo Statuto Sociale.

Il Consiglio di Amministrazione della Società, riunitosi in data 4 giugno 2015, ha attribuito le cariche sociali nominando Presidente del Consiglio di Amministrazione Angelo Turi e confermando Giovanni Battista Vacchi quale Amministratore Delegato.

Sono stati nominati i componenti del Comitato per il Controllo Interno (composto da Giuseppe Fornari, Giuseppe Rielli e Paolo Pedersoli) e del Comitato Politiche Retributive (Barbara Adami Lami, Patrizia Polliotto e Giuseppe Rielli).

Il Consiglio di Amministrazione ha, inoltre, nominato Patrizia Polliotto quale Lead Independent Director e Giovanni Battista Vacchi Amministratore Esecutivo incaricato di sovrintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno.

Zucchi do Brasil Ltda

La filiale Zucchi do Brasil Ltda ha completato nel mese di luglio 2015 la chiusura dei punti vendita decisa nel mese di febbraio 2015 stante i negativi risultati conseguiti e l'assenza di prospettive future per la filiale.

Cessione partecipazione Mascioni S.p.A.

Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A., (di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A, per un importo complessivo di 150 mila Euro, al lordo dei costi connessi alla cessione. Non si ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.

Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio). Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Società ottenga l'omologa non più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Accordo con Astrance Capital SAS

In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche finanziatrici, ha deliberato di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F..

La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di capitale riservato per euro 10 milioni successivamente all'intervenuta omologa dell'accordo di ristrutturazione.

Nuovo accordo di ristrutturazione del debito con le banche finanziatrici ex art. 182bis L.F.

In data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo") saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito

autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività).

Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito all'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei all'accordo.

La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto di omologa.

La ristrutturazione del debito prevede altresì:

  • la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"); e

  • l'impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH ovvero in Newco nonché il contestuale impegno di quest'ultime a sottoscrivere e liberare l'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182-bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di

inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il rigetto della stessa.

Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.

In particolare, l'intesa prevede:

  • un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da Astrance medesima;

  • l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);

  • un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;

  • il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno 2020 e sino al 31 dicembre 2020;

  • il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni tempo;

  • l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di ristrutturazione.

L'esecuzione delle intese è subordinata all'omologa definitiva ed alle altre condizioni previste nell'accordo di ristrutturazione.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.

La procedura così instaurata porta il numero 4/2015.

Cessione marchio Mascioni Hotel Collection

Si segnala, infine, che, nell'ambito del processo di cessione della partecipazione Mascioni, Basitalia S.r.l., società controllata da Vincenzo Zucchi S.p.A., in data 26 febbraio 2016 ha ceduto il marchio Mascioni Hotel Collection a Mascioni S.p.A. al prezzo di Euro 200 mila.

Non si rilevano altri eventi di particolare rilevanza successivi alla data della chiusura dell'esercizio.

Per ulteriori informazione si rinvia a quanto esposto nel paragrafo sulla Continuità aziendale.

ELENCO DELLE
Controllate
PARTECIPATE
AL 31 DICEMBRE
Capitale sociale
(in migliaia)
% di possesso
al 31.12.2014
% di
partecipazione
diretta
Basitalia S.r.l.
Conegliano (TV)
Euro 120 100,0 100,0
Bassetti Espanola S.A.
La Roca del Valles (Spagna)
Euro 299 100,0 100,0
Bassetti Deutschland G.m.b.H.
Martinsried Bei Munchen (Germania)
Euro 200 100,0 100,0
Bassetti Schweiz AG
Lugano (Svizzera)
Fr. Sv. 200 100,0 100,0
Zucchi S.A.
Bruxelles (Belgio)
Euro 62 100,0 99,0
Zucchi do Brasil Com. e Imp. Ltda
San Paolo (Brasile)
Reais 2.570 75,0 75,0
Ta Tria Epsilon Bianca S.A.
Atene (Grecia)
Euro 800 100,0 100,0
Hospitality.IT S.r.l. (*)
Rescaldina (MI)
Euro 100 100,0 100,0
Mascioni Usa Inc.
New York (U.S.A.)
\$USA 80 100,0 100,0
Mascioni S.p.A.
Milano
Euro 5.000 71,65 71,65
Collegate Il 30 giugno 2014, nell'ambito del progetto di riorganizzazione e ristrutturazione del Gruppo,
è stata posta in liquidazione la Zucchi France S.a.r.l. avendo conferito mandato di vendita
ad un distributore francese. In data 15 settembre 2014 la società è stata definitivamente
cancellata dal registro imprese con conseguente cessazione delle attività.
In data 29 luglio 2014 è stata posta in liquidazione la Hospitality.it S.r.l
% di
Capitale sociale
% di possesso
(in migliaia) al 31.12.2014 partecipazione
diretta
Intesa S.r.l.
Arconate (MI)
Euro 22 24,5 24,5
In data 11 ottobre 2014 è stata formalizzata la cessione della partecipazione nel capitale
della Welspun Zucchi Textile Limited.
Nota 45
PROSPETTI
RIEPILOGATIVI
DEI DATI
ESSENZIALI DEI
BILANCI AL 31
DICEMBRE 2014
DELLE SOCIETA'
CONTROLLATE
(A VALORI IFRS)
E COLLEGATE
Si riportano di seguito i prospetti riepilogativi dei dati essenziali dei bilanci al 31 dicembre
2014 delle società controllate e collegate.
Stato patrimoniale
controllate
Controllate Attivo non
corrente
Attivo corrente Totale attivo Patrimonio
netto
Passivo
non
corrente
Passivo
corrente
Totale
passivo
(in migliaia di Euro)
Zucchi do Brasil 72 761 833 (3.536) - 4.369 833
Basitalia Leasing S.p.A. 332 480 812 326 - 486 812
Bassetti Espanola S.A. 114 1.666 1.780 709 - 1.071 1.780
Bassetti Deutschland G.m.b.H.
Bassetti Schweiz AG
769
136
7.795
2.618
8.564
2.754
1.246
735
174
27
7.144
1.992
8.564
2.754
Bassetti Austria G.m.b.H. - - - - - - -
Ta Tria Epsilon Bianca S.A. 7 8 15 (36) - 51 15
Zucchi S.A. - 42 42 8 - 34 42
Zucchi France S.a.r.l. - - - - - - -
Hospitality.IT
Mascioni S.p.A.
-
20.126
337
23.756
337
43.882
261
12.197
-
6.611
76
25.074
337
43.882
Mascioni America Inc. - 21 21 9 - 12 21
Mascioni USA Inc. 95 1.499 1.594 (295) - 1.889 1.594
Stato patrimoniale
collegate
Collegate Attivo non
corrente
Attivo corrente Totale attivo Patrimonio
netto
Passivo
non
corrente
Passivo
corrente
Totale
passivo
(in migliaia di Euro)
Intesa S.r.l. 1.804 5.684 7.488 883 116 6.489 7.488
Conto economico
controllate
Controllate Vendite nette Costo del
venduto
Spese di
vendita
Costi di
pubblicità e
promozione
Costi di
struttura
(Ricavi) e
costi gest.
accessoria
(Proventi) e
oneri finanz.
e partecip.
Imposte Utile
(perdita)
netti
(in migliaia di Euro)
Zucchi do Brasil 446 237 3.204 - 179 30
103
- (3.307)
Basitalia Leasing S.p.A. - - 1.611 - 319 (1.771) 12
-
(171)
Bassetti Espanola S.A. 1.833 1.230 518 27 119 6 (2)
-
(65)
Bassetti Deutschland G.m.b.H.
Bassetti Schweiz AG
13.728
5.412
7.036
2.849
3.839
1.874
795
109
2.024
276
(25)
(75)
26
22
4
73
11
302
Bassetti Austria GmbH - - - - - -0
-
- -
Ta Tria Epsilon Bianca S.A.
Zucchi S.A.
1
-
19
-
-
-
-
-
14
62
37
-
(10)
-
-
-
(69)
(52)
Zucchi France S.a.rl. (9) - - - 2 (1)
-
- (10)
Hospitality.IT
Mascioni S.p.A.
384
46.633
114
44.182
-
1.317
-
18
82
8.308
(1.247) (30) (9)
11
(24)
223
216
(6.144)
Mascioni America Inc. 204 324 - - 11 2
-
- (133)
Mascioni USA Inc. 2.291 1.735 94 - 1.053 (207)
-
- (384)
Conto economico Rettifiche
collegate Collegate Vendite nette (Altre ricavi) e
altri costi
Costi della
produzione
(Proventi) e
oneri
finanziari
di valore
attività
finanziarie
(Proventi) e
oneri
straordinari
Imposte Utile
(perdita)
netti
(in migliaia di Euro)
Intesa S.r.l. 6.133 (345) 6.201 199 - (10) 49 39
Rescaldina, 29 febbraio 2016
Il Consiglio di Amministrazione

Attestazione al bilancio d'esercizio

ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento CONSOB n° 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni

I sottoscritti Angelo Turi, in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione, e Stefano Crespi, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Vincenzo Zucchi S.p.A., attestano tenuto conto di quanto previsto dall'art.154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n° 58:

  • ß l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
  • ß l'effettiva applicazione

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio nel corso dell'esercizio 2014.

La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2014 è basata su di un processo definito da Vincenzo Zucchi S.p.A. in coerenza con il modello Internal Control-Integrated Framework, emanato dal Commitee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (CoSO), che rappresenta un framework di riferimento generalmente accettato a livello internazionale.

Si attesta, inoltre, che il bilancio d'esercizio:

  • a) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • b) redatto in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005;
  • c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'Emittente.

29 febbraio 2016

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Il Dirigente Preposto Angelo Turi Stefano Crespi

/f/ Angelo Turi /f/ Stefano Crespi

SEDI

Capogruppo e controllate

Bassetti Espanola S.A. Zucchi S.A. Mascioni America Inc.

08430 Barcellona (Spagna) 1050 Bruxelles (Belgio) 10305 New York (USA) Poligono Industriale Can Massaguer s/n - La Roca del Valles 331-333, Avenue Louise 1140 Bay Street, Suite 2C tel. +3493 8654946 tel. +32 2-6428600 tel. +1 718 727 7455 fax +3493 8653829 fax.+32 2-6428650

Bassetti Deutschland G.m.b.h. Hospitality.it S.r.l. Mascioni USA Inc.

tel. +49 898956200 tel. +39 0331 448111 tel. +1 212 529 0600 fax +49 898574513 fax +39 0331 448500 fax +1 212 529 0755

Bassetti Schweiz A.G. Basitalia S.r.l. 6901 Lugano (Svizzera) 31015 Conegliano (TV) Via Giacometti 1 Via Alfieri 1 tel. +41 9232241 tel. +39 04383601 tel. +41 9232261

Zucchi do Brasil Comércio e Importação Ltda 04532-060 San Paolo (Brasile) Rua Augusta, 2676 - Conuntos 41/43 - 4°andar - Cerqueira César tel. +55 11 30443327

Collegate

Intesa S.r.l. 20020 Arconate (MI) Viale del lavoro 30/32 tel. +39 0331 460130 fax +39 0331 539087

Vincenzo Zucchi S.p.A. Ta Tria Epsilon Bianca S.A. Mascioni S.p.A. 20027 Rescaldina (MI) 14563 Kifissia Attica (Grecia) 21030 Cuvio (VA) Via Legnano 24 3, Pallados Str. Via G. Mascioni 4 tel. +39 0331 448111 tel. +30 2108081220 tel. +39 0332 650600 fax +39 0331 448500 fax +30 210 8081325 fax +39 0332 659260

82041 Oberhaching (Germania) 20027 Rescaldina (MI) 100100 New York (USA) Raiffeisenallee 6 Via Legnano 24 20 West 22nd Street Suite 1410

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