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Regulatory Filings Apr 12, 2023

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Regulatory Filings

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Rodolfo Parietti

Tenute sotto traccia dalla Bce, le vulnerabilità del settore bancario non vengono sottovalutate dal Fondo monetario internazionale. Anzi. I fallimenti a catena che hanno investito alcuni istituti regionali statunitensi, il salvataggio di Credit Suisse con l'aiuto decisivo della mano pubblica e le conseguenti tensioni che hanno stressato i mercati finanziari, hanno inclinato l'asse delle aspettative economiche verso il basso. Fino al punto che "un atterraggio duro, in particolare per le economie avanzate, è diventato un rischio molto più grande", mette in guardia l'Fmi.

Lo scenario più avverso, quello che governi e banchieri centrali non hanno finora mai preso in considerazione, ha nell'ultimo World Economic Outlook del Fondo un accento di preoccupazione ancor più marcato rispetto a previsioni di crescita tutt'altro che esaltanti. L'organismo di Washington ha ritoccato al ribasso le stime che ora vedono il Pil globale in espansione del 2,8% quest'anno e del 3% nel 2024, con un taglio di 0,1% rispetto a gennaio. Gli Usa dovrebbero crescere dell'1,6% quest'anno e dell'1,1% il prossimo, per l'euro zona si passa da un +0,8% nel '23 a un +1,4 nel 2024. Un andamento lento destinato a perdurare poiché fra 5 anni la crescita globale non andrà oltre il 3%. È la previsione a medio termine più bassa dal 1990.

I tassi di sviluppo nell'anno successivo alla pandemia, quando il recupero era stato dirompente, sono quindi sfioriti in fretta. L'organismo guidato da Kristalina Georgieva avverte che "le principali forze che han-

no colpito il mondo nel 2022 posizioni monetarie restrittive delle banche centrali per placare l'inflazione, riserve fiscali limitate per assorbire livelli di debito storicamente elevati, impennate dei prezzi delle materie prime e frammentazione geo economica, con la guerra in Ucraina e la riapertura economica della Cina - sembrano destinate a continuare nel 2023". Un vaticinio facile-facile: fra Mosca

e Kiev, non esiste al momento neppure un'ipotesi di negoziato che possa perlomeno portare a

una sospensione delle ostilità. Inoltre, gli istituti di emissione manterranno una postura rigida perché il carovita non è stato ancora debellato. L'unica a muoversi in direzione contraria potrebbe essere la Fed: anche se la segretaria al Tesoro Janet Yellen ha ribadito ieri che "il sistema del credito è solido", Jerome Powell ha bisogno di allentare la presa sui tassi per non inguaiare ulteriormente le banche. Infine, gli spazi di manovra dei governi, soprattutto di quelli dei Paesi più indebitati come l'Italia, rischiano di restringersi ulteriormente se passerà la riforma in salsa tedesca del Patto di stabilità, improntata a un'austerità senza compromessi

In questo scenario già delicato si innestano le pressioni che hanno colpito il settore bancario. L'Fmi ha basato le proprie previsioni sull'ipotesi "che i recenti stress del settore finanziario siano contenuti". Ma questo stress potrebbe amplificarsi e il contagio diffondersi. Col risultato di "indebolire l'economia reale attraverso un forte deterioramento delle condizioni di finanziamento e costringendo le banche centrali a riconsiderare i loro percorsi di politica monetaria". Cioè a soprassedere dall'alzare il costo del denaro, prospettiva sgradita dal Fondo che considera "una priorità" la lotta all'inflazione. Dall'8,7% del 2022, i prezzi su scala globale dovrebbero scendere al 7% quest'anno, ma l'inflazione core (al netto di cibo ed energia), dovrebbe impiegare più tempo a scendere.

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PREVISIONI

L'Fmi lancia l'allarme crescita «Rischiano i Paesi più ricchi»

Tagliate le stime del Pil globale, di Usa ed eurozona. E per 5 anni non si supererà il 3%: è il dato più basso dal 1990

PIAZZA AFFARI I migliori Valore var% su rif. I peggiori Valore var% su rif. NEW YORK Dow Jones 33.750,512 0,49 DOLLARO Americano 1,091 -0,09
1) Bioera 0,100 -9,91 NEW YORK Nasdaq 12.045,463 -0,32 STERLINA Inglese 0,877 0,28
Valore % 1) Coinbase Global 65,750 18,90 LONDRA FTSE 100 7.785,720 0,57 FRANCO Svizzero 0,987 -0,10
FTSE MIB 27.525,510 1,15 2) Eems 0,059 15,69 2) Conafi 0,377 -8,05 FRANCOFORTE Dax 15.655,170 0,37 YEN Giapponese 145,280 1,25
FTSE Italia All Share 29.712,860 1,08 3) Micron Technology 58,080 8,76 3) Gequity 0,012 -7,69 PARIGI Cac 40 7.390,280 0,89 DOLLARO Australiano 1,639 0,46
FTSE Italia Mid Cap 43.765,650 0,54 4) Thyssenkrupp AG 6,766 6,05 4) Snowflake 126,000 -4,55 TOKYO Nikkei 225 27.923,369 1,05 DOLLARO Canadese 1,473 0,19
FTSE Italia Star 48.870,510 0,57 5) B Profilo 0,225 5,63 5) Siemens Energy 21,110 -4,00 BORSE ESTERE ZURIGO SMI 11.265,300 0,31 CAMBI CORONA Danese 7,451 -0,01

ECONOMIA

La Ferrari ha firmato un memorandum d'intesa con Samsung Display, azienda specializzata nella produzione di schermi basati sulla tecnologia Oled, finalizzato allo sviluppo di soluzioni specifiche all'avanguardia per i futuri modelli del Cavallino Rampante. Benedetto Vigna, amministratore delegato della Ferrari, ha incontrato presso il campus di Asan (Corea del Sud) JS Choi, presidente e ceo di Samsung Display, per la firma. Le innovazioni apportate da Samsung Display consentiranno alla Ferrari massimizzare l'esperienza di guida

ACCORDO CON SAMSUNG DISPLAY

Ferrari punta sugli schermi Oled

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