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Unipol Annual Report 2024

Apr 7, 2025

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Annual Report

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Unipol Assicurazioni Bilancio Consolidato 2024

Il documento ufficiale contenente il Bilancio Consolidato 2024, predisposto secondo i requisiti tecnici previsti dal Reg. UE 815/2019 (European Single Electronic reporting Format - ESEF), è disponibile, nei termini di legge, sul sito internet della Società (www.unipol.it). Il presente documento in formato PDF riporta il testo del Bilancio Consolidato 2024 per consentirne una più agevole lettura.

[Digitare qui]

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Cariche sociali e direttive

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE Carlo Cimbri
VICE PRESIDENTE Ernesto Dalle Rive
AMMINISTRATORE DELEGATO Matteo Laterza
CONSIGLIERI Gianmaria Balducci Daniele Ferrè
Daniela Becchini Giusella Dolores Finocchiaro
Stefano Caselli Rossella Locatelli
Mario Cifiello Claudia Merlino
Roberta Datteri Roberto Pittalis
Cristina De Benetti Annamaria Trovò
Patrizia De Luise Carlo Zini
Massimo Desiderio
SEGRETARIO DEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE
Fulvia Pirini
DIRETTORE GENERALE Matteo Laterza
COLLEGIO SINDACALE PRESIDENTE Mario Civetta
SINDACI EFFETTIVI Maurizio Leonardo Lombardi
Rossella Porfido
SINDACI SUPPLENTI Massimo Gatto
Luciana Ravicini
DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI
DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI
Luca Zaccherini
SOCIETÀ DI REVISIONE EY SpA

Indice

5.Attestazioni del Bilancio Consolidato ai
sensi dell'art. 81-ter del regolamento Consob
n. 11971/1999 371
Lettera del Presidente 8
Lettera dell'Amministratore delegato 9
1.Relazione sulla gestione 11
Struttura della Relazione sulla gestione 12
Scenario macroeconomico e andamento dei mercati 13
Grafico Area di Consolidamento 21
Relazione sulla gestione finanziaria 24
Sintesi dei dati più significativi del Gruppo 24
Performance del Gruppo Unipol 26
Altre informazioni 53
Rendicontazione di Sostenibilità 61
Informazioni generali 61
Informazioni ambientali 98
Informazioni sociali 151
Informazioni sulla governance 171
Fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura del periodo
ed evoluzione prevedibile della gestione
198
Glossario 200
2.Bilancio Consolidato al 31.12.2024
Prospetti contabili consolidati
205
3.Note informative integrative 213
Criteri generali di redazione 214
Note illustrative del bilancio 242
Altre informazioni 318
Risk Report 339
4. Prospetto dei corrispettivi di competenza
dell'esercizio a fronte dei servizi forniti dalla
Società di Revisione 367

6.Relazioni della società di Revisione 375

Lettera del Presidente

Gentili lettori del bilancio, gentili azionisti di Unipol Assicurazioni,

il Gruppo Unipol chiude il 2024 con risultati economici e reddituali superiori agli obiettivi del piano industriale 2022-2024, nonostante un contesto tutt'altro che favorevole, segnato da una crescita economica debole, frenata da tassi di interesse ancora elevati, da prezzi energetici superiori ai livelli pre-pandemia e da incertezze nel quadro geopolitico.

Il 2024 ha rappresentato una tappa cruciale nella storia del nostro Gruppo, con il completamento della fusione per incorporazione di UnipolSai in Unipol Gruppo, oggi Unipol Assicurazioni. Con questa operazione abbiamo dotato il Gruppo di una governance più semplice ed efficace, ottimizzando la struttura dei costi e migliorato la posizione di solvibilità.

Il mercato, gli analisti, i media e l'intera comunità finanziaria hanno riconosciuto il valore strategico di questa operazione, accogliendola con grande favore. Il titolo Unipol ha più che raddoppiato il suo valore in Borsa, mentre le agenzie di rating hanno rivisto al rialzo il giudizio sul nostro livello di solidità finanziaria. Questa operazione riflette una visione industriale e un percorso intrapreso con coraggio e determinazione che, nel tempo, ha portato Unipol a diventare leader di mercato e ad essere riconosciuta come primo brand "top of mind" nel settore assicurativo.

Con il 2024 si conclude il Piano Industriale "Opening New Ways". Abbiamo superato tutti gli obiettivi che ci eravamo posti, a testimonianza della concretezza della nostra strategia e della capacità di mantenere e realizzare gli impegni presi con tutti i nostri stakeholders. Abbiamo raggiunto questi risultati soprattutto grazie all'impegno di chi, ogni giorno, con dedizione, passione e competenza, lavora per rendere Unipol una realtà sempre più forte, all'avanguardia e vicina alle persone. Unipol si presenta come un Gruppo con fondamenta robuste, una visione chiara e gli strumenti per affrontare con fiducia la prossima fase del suo sviluppo. Il nuovo Piano Industriale Stronger | Faster | Better raccoglie un'eredità e asset distintivi ai quali guardiamo con orgoglio, proiettandoli verso il futuro: eccellenza tecnica e tecnologica, innovazione nei servizi e centralità del cliente saranno i pilastri del nostro impegno.

Guardiamo al futuro con la consapevolezza che la sfida più urgente per l'Europa è quella di preservare e rilanciare la propria competitività. In questo contesto, anche il settore assicurativo è chiamato a evolvere con rapidità, in un ambiente segnato da trasformazioni profonde. L'invecchiamento della popolazione sollecita nuovi modelli di welfare e mette sotto pressione la sostenibilità dei sistemi sociali; il cambiamento climatico amplifica la frequenza e l'intensità degli eventi naturali; la crescente domanda di salute si confronta con un aumento strutturale della spesa e con risorse pubbliche sempre più limitate; il rischio cyber si espande, diventando sempre più pervasivo e sofisticato. A questi si aggiungono i cambiamenti tecnologici, che non solo abilitano nuove soluzioni ma generano anche nuove vulnerabilità e profondi mutamenti nei comportamenti e nelle aspettative dei cittadini. In questo scenario, un sistema assicurativo solido e innovativo può offrire protezione concreta contro queste fragilità e contribuire alla costruzione di una società più resiliente, equa e sostenibile. Unipol affronta queste sfide facendo leva su solidità, innovazione e capacità di leggere il cambiamento con responsabilità e visione, come dimostra la sua storia recente.

Davanti a noi si apre quindi una nuova rotta, che affronteremo con determinazione e senso di appartenenza. Sotto la nuova denominazione, Unipol Assicurazioni, rinnoviamo il nostro impegno: essere presenti e sostenere i nostri clienti nel momento in cui ne avranno bisogno. Lo faremo con il senso di responsabilità che da sempre ci contraddistingue e con l'ambizione di migliorarci costantemente, guidati dalla volontà di offrire il meglio ai nostri clienti e di generare valore duraturo per tutti i nostri stakeholder.

Carlo Cimbri

Lettera dell'Amministratore delegato

Gentile lettore del bilancio, gentili azionisti di Unipol Assicurazioni,

il 2024 è stato un anno complesso per l'economia europea, caratterizzato da una crescita debole (+0,8%), penalizzata dalla recessione tedesca, dalla stagnazione dell'industria e dalla scarsa vivacità dei consumi. Anche in Italia la crescita del PIL è stata modesta (+0,5%), risentendo della debolezza della manifattura e dei servizi. Il rientro dell'inflazione, favorito dalla parziale riduzione dei prezzi dei beni energetici, ha consentito alla Banca Centrale Europea di ridurre gradualmente i tassi di interesse di riferimento.

Pur in un quadro di debole crescita economica e di grande incertezza, nel 2024 Unipol ha conseguito risultati molto positivi in tutte le principali linee di business, mantenendo un elevato livello di solidità patrimoniale. Nel comparto Danni, la crescita della raccolta è stata significativa, con un andamento positivo, in particolare, nei segmenti Auto e Malattia, mentre la marginalità tecnica ha registrato un forte recupero, con un combined ratio che si è attestato al 93,6%, grazie ad un'attenta politica di sottoscrizione e agli interventi sui presidi tecnici.

Nell'ecosistema Salute e Welfare, UniSalute ha confermato la propria leadership, servendo oltre 10 milioni di clienti. In ambito corporate, la raccolta delle polizze collettive ha beneficiato dei rinnovi di tutti i principali contratti in scadenza, delle riforme sui piani sanitari già in portafoglio e dell'incremento della popolazione assicurata nei principali Fondi sanitari integrativi di settore, oltre che dell'acquisizione di nuovi clienti di rilievo.

Nel comparto Vita i riscatti sono rimasti sostenuti, ma largamente inferiori alla media di mercato, e la raccolta premi ha registrato un incremento significativo, trainata da una forte ripresa del Ramo III e dalla prosecuzione del trend positivo del Ramo I.

La gestione finanziaria è stata caratterizzata da performance molto positive, con rendimenti degli attivi pari al 5,46%, grazie anche al brillante andamento degli investimenti azionari e alternativi. Un contributo molto importante ai risultati economici proviene anche dalle nostre partecipate bancarie BPER e Banca Popolare di Sondrio, con le quali sono proseguite le attività volte a rafforzare le sinergie commerciali e distributive.

Forti di questi risultati, frutto di una gestione prudente, di una strategia ambiziosa e dell'impegno di tutto il Gruppo nel conseguire con successo gli obiettivi che ci eravamo posti con il Piano Industriale "Opening New Ways", proponiamo all'approvazione degli azionisti un dividendo pari a 0,85 euro per azione, riconoscendo un dividend yield tra i più elevati a livello di settore, a conferma della solidità e coerenza della nostra politica di remunerazione del capitale.

I risultati raggiunti, il nuovo assetto di governance di cui si è dotato il Gruppo e gli asset distintivi costruiti da Unipol nel corso degli anni, ci consentono di affrontare con serenità e ottimismo le sfide che ci attendono per la realizzazione del nuovo Piano Industriale 2025- 2027, Stronger | Faster | Better. Nei prossimi tre anni ci concentreremo nel rafforzare la nostra leadership nel mercato assicurativo italiano, dove intendiamo diventare ancora più forti grazie ai numerosi asset distintivi di cui il Gruppo Unipol dispone ed ai rilevanti investimenti che effettueremo in capitale umano e tecnologico. Questo ci permetterà di essere più veloci nel trovare soluzioni volte a soddisfare i bisogni della nostra clientela e nel cogliere le opportunità che ci offrirà il mercato, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente le nostre performance e di incrementare la remunerazione dei nostri Azionisti.

In una fase storica caratterizzata da grandi sfide e profonda incertezza, sentiamo forte la responsabilità di confermare, giorno dopo giorno, il valore della nostra reputazione, proteggendo le famiglie e le imprese, sostenendole nei momenti più difficili e contribuendo allo sviluppo delle comunità in cui operiamo.

Matteo Laterza

1.Relazione sulla gestione

UU

Struttura della Relazione sulla gestione

2021

La struttura della Relazione sulla gestione che accompagna il bilancio consolidato del Gruppo Unipol è stata oggetto, rispetto all'impostazione adottata negli anni precedenti, di un aggiornamento conseguente al mutato contesto normativo applicabile a partire dalle rendicontazioni riferite all'esercizio 2024.

In particolare, con il Decreto Legislativo n. 125 del 2024, è stata recepita in Italia la normativa europea riguardante la rendicontazione societaria di sostenibilità contenuta nella Direttiva (UE) 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive o CSRD) che innova in maniera rilevante il previgente contesto normativo introducendo, mediante il Regolamento Delegato (UE) 2023/2772, specifici principi di rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standard - ESRS). L'oggetto di tale impianto normativo è la definizione di un nuovo quadro obbligatorio relativo alla rendicontazione di sostenibilità, che supera la precedente disciplina della Dichiarazione di carattere non finanziario (DNF), con la finalità di estendere il novero delle imprese tenute a rendicontare in merito alla sostenibilità, rafforzare l'autorevolezza della rendicontazione di sostenibilità e aumentare la disponibilità e comparabilità delle informazioni.

Conseguentemente alle citate novità normative, la Relazione sulla gestione contiene nella sezione denominata "Relazione sulla gestione finanziaria" le informazioni che devono esservi riportate secondo le previsioni dell'art. 100 del D.Lgs. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private) integrato dal Regolamento n. 7 del 13 luglio 2007 di ISVAP e nella sezione "Rendicontazione di Sostenibilità" le informazioni richieste dal nuovo impianto normativo riferibile all'informativa non finanziaria.

In particolare, nella Rendicontazione di Sostenibilità sono contenute le informazioni – consolidate, in quanto Unipol Assicurazioni SpA è la società controllante di un gruppo di grandi dimensioni – necessarie alla comprensione dell'impatto del Gruppo sulle questioni di sostenibilità, nonché sulle modalità in cui tali questioni di sostenibilità influiscono sull'andamento del Gruppo, sui suoi risultati e sulla sua situazione, presentati come richiesto dagli ESRS.

In chiusura della Relazione sulla gestione è presente un Glossario, a cui si può fare riferimento per la spiegazione degli acronimi riportati nella Relazione.

Scenario macroeconomico e andamento dei mercati

Scenario macroeconomico

Nel 2024 il PIL mondiale è cresciuto del 2,7%, in lieve rallentamento rispetto al +2,8% del 2023, mentre l'inflazione è risultata in graduale riduzione nelle principali economie, favorendo un allentamento delle politiche monetarie restrittive da parte delle banche centrali internazionali. Il rallentamento della crescita globale è in parte legato alla debolezza dell'economia cinese, tuttavia, il raggiungimento dei target di crescita prefissati dal Governo cinese ha impedito un rallentamento più significativo della crescita globale.

Nel 2024 il PIL degli Stati Uniti è cresciuto del 2,8%, contro il +2,9% del 2023: la crescita economica si è mantenuta tonica per tutto l'anno, registrando un +0,8% nel terzo trimestre ed un +0,6% nel quarto trimestre (rispetto al trimestre precedente), più in particolare, la crescita del PIL è stata sostenuta dai consumi privati, dal buon andamento degli investimenti privati e dalla spesa pubblica. La dinamica dei consumi è stata supportata da un mercato del lavoro ancora molto solido, con il tasso di disoccupazione che, nel 2024, si è confermato ai minimi storici (mediamente pari al 4%, in lieve aumento rispetto al 3,6% del 2023). La crescita è stata accompagnata anche da una graduale riduzione dell'inflazione che, tuttavia, si è mantenuta al di sopra del target del 2% della Federal Reserve (3% nella media del 2024 rispetto al 4,1% del 2023).

In Cina il PIL è cresciuto nel 2024 del 5%, in rallentamento rispetto al +5,4% del 2023 a causa delle persistenti difficoltà della domanda interna e del calo delle esportazioni. Tuttavia, le misure di stimolo adottate dal Governo e dalla Banca centrale hanno favorito l'accelerazione della crescita del PIL nel quarto trimestre, che si è attestata al +1,6% rispetto al trimestre precedente, e il raggiungimento del target del 5% del Governo cinese. Il mercato del lavoro si è quindi mantenuto solido, con un tasso di disoccupazione al 5,1% nella media del 2024 (in lieve calo rispetto al 5,2% del 2023), mentre il tasso di inflazione medio annuo è risultato stabile allo 0,2%.

In Giappone il PIL dovrebbe chiudere il 2024 in calo dello 0,2% a causa del dato fortemente negativo del primo trimestre dell'anno (-0,6% rispetto al quarto trimestre del 2023) in cui l'economia giapponese è stata frenata dal calo dei consumi e degli investimenti e dalla flessione del commercio con l'estero. Nonostante la ripresa del PIL nel secondo e nel terzo trimestre, le esportazioni di beni si sono mantenute deboli, soprattutto verso l'Unione Europea e gli Stati Uniti. Tuttavia, il tasso di disoccupazione si è mantenuto su livelli modesti, pari, in media, al 2,5% annuo contro il 2,6% del 2023, mentre il tasso di inflazione è calato in media annua al 2,7% rispetto al 3,3% del 2023, nonostante l'accelerazione di dicembre al 3,6%.

Nel 2024 il PIL dell'Area Euro è cresciuto dello 0,7%, in accelerazione rispetto al +0,5% del 2023. Tuttavia, la crescita economica resta fragile e differenziata tra i principali Paesi. Il PIL nel terzo trimestre è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e nel quarto trimestre è risultato stagnante, essendo stato sostenuto principalmente dai consumi, mentre gli investimenti hanno risentito delle condizioni monetarie restrittive e il commercio estero è stato penalizzato dalla debole domanda della Cina. Il ciclo negativo della manifattura ha colpito principalmente la Germania e l'Italia, mentre la Spagna, maggiormente orientata ai servizi, ha registrato tassi di crescita superiori alla media dell'Area Euro. Nonostante la debolezza della congiuntura, il tasso di disoccupazione è calato al 6,4% rispetto al 6,6% del 2023, mentre il tasso di inflazione è calato in media annua al 2,4% contro il 5,5% del 2023, favorendo quindi un allentamento della restrizione monetaria da parte della BCE.

Nel 2024 il PIL italiano è cresciuto dello 0,5%, in rallentamento rispetto al +0,8% del 2023 a causa del ciclo negativo della manifattura e del rallentamento dell'Area Euro. La crescita è risultata debole e in calo lungo tutto il corso dell'anno, passando dal +0,4% nel primo trimestre e dal +0,2% nel secondo trimestre (rispetto al trimestre precedente) alla stagnazione nel terzo e quarto trimestre. La crescita è stata penalizzata soprattutto dalla debolezza degli investimenti privati, che hanno risentito delle condizioni finanziarie restrittive e della riduzione degli incentivi fiscali (tra cui il Superbonus edilizio). Nonostante la frenata del commercio con la Germania e il rallentamento della crescita in Cina, le esportazioni nette hanno contribuito positivamente alla crescita del PIL italiano. Il tasso di inflazione medio annuo è calato all'1,1% dal 6% del 2023, grazie soprattutto alla flessione dell'inflazione energetica. Il mercato del lavoro si è confermato solido nonostante la debolezza della crescita economica, con un tasso di disoccupazione medio annuo in calo al 6,5% rispetto al 7,7% del 2023.

Mercati finanziari

Nel corso del 2024 la Fed ha tagliato il tasso sui Fed funds di 100 punti base e ridotto ulteriormente i volumi del portafoglio titoli acquistati durante i vari programmi di Quantitative easing. Anche la BCE ha interrotto la fase di restrizione monetaria riducendo anch'essa di 100 punti base il tasso sui depositi che, nel nuovo framework di politica monetaria adottato nel corso del 2024, è diventato il tasso ufficiale di policy. Da settembre del 2024, nell'ambito del nuovo framework, con l'obiettivo di mantenere soddisfacenti condizioni di liquidità sui mercati monetari e interbancari, la BCE ha contestualmente effettuato un restringimento da 50 a 15 punti base del corridoio di politica monetaria, tagliando il tasso refi al 3,15% (-135 punti base). Infine, nel 2024, la BCE ha continuato a ridurre l'ammontare di titoli detenuti in portafoglio per finalità di politica monetaria, non rinnovando i titoli in scadenza acquistati nell'ambito dell'Asset Purchase Programme e riducendo il portafoglio di titoli acquistati durante la pandemia (nell'ambito del Pandemic Emergency Purchase Programme) al ritmo di euro 7,5 miliardi al mese in media.

Per effetto del taglio dei tassi attuato dalla BCE, il tasso Euribor a 3 mesi ha chiuso il 2024 in calo al 2,71%, circa 120 punti base in meno rispetto ai valori di fine 2023, mentre il tasso Swap a 10 anni si è ridotto nello stesso periodo di circa 12 punti base, chiudendo il 2024 al 2,37%.

In Germania, il Bund a 10 anni ha chiuso il 2024 al 2,38%, in aumento di circa 35 punti base rispetto ai valori di fine 2023, mentre in Italia il BTP a 10 anni ha chiuso il 2024 al 3,53%, in calo di 15 punti base. Lo spread a 10 anni tra i tassi italiani e tedeschi è pertanto risultato, a fine 2024, pari a 115 punti base, in calo di 51 punti base rispetto al valore di fine 2023.

Il 2024 si è chiuso positivamente per i mercati azionari internazionali. In Europa, l'indice Eurostoxx 50, riferito ai listini dell'Area Euro, ha evidenziato nel 2024 un rialzo dell'8,3% rispetto ai valori di fine 2023. L'indice FTSE Mib, riferito alle società quotate italiane, ha registrato, nello stesso periodo, un aumento del 12,6%, mentre l'indice DAX, riferito alle società quotate tedesche, ha chiuso il 2024 in aumento del 18,8% rispetto a dicembre del 2023.

Negli Stati Uniti, l'indice S&P 500 ha invece chiuso il 2024 in aumento del 23,3% rispetto ai valori di fine 2023. Anche i listini azionari internazionali hanno chiuso il 2024 in forte aumento: l'indice azionario Nikkei, riferito alle società quotate del Giappone, ha chiuso il 2024 con una crescita del 19,2% rispetto a dicembre 2023, mentre l'indice Morgan Stanley Emerging Markets (MSCI EM), riferito ai mercati emergenti, ha registrato al 31 dicembre del 2024 un rialzo più contenuto, pari al 5,1% rispetto a dicembre 2023.

L'allargamento dei differenziali dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Area Euro ha favorito un apprezzamento del 6% del dollaro statunitense rispetto all'euro, con il tasso di cambio euro/dollaro che ha chiuso il 2024 a 1,04 dollari per euro contro l'1,10 di fine 2023.

Settore assicurativo

I dati consuntivi relativi al terzo trimestre del 2024 evidenziano una raccolta premi del mercato assicurativo del lavoro Diretto Italiano ed Extra U.E. di circa euro 109,3 miliardi, in crescita del 16,4% rispetto al terzo trimestre del 2023. Stimiamo pertanto che il 2024 si chiuda in significativo aumento rispetto all'anno precedente, ossia con una raccolta prossima agli euro 149 miliardi (+16% rispetto al 2023).

Nel terzo trimestre del 2024, i premi raccolti complessivi del lavoro Diretto Italiano ed Extra U.E. dei rami Danni sono aumentati del 7,7% rispetto allo stesso trimestre del 2023 e si prospetta pertanto una chiusura d'anno in crescita del 7,3%, con una raccolta superiore agli euro 40 miliardi.

Le rilevazioni ANIA per il terzo trimestre 2024 riportano una raccolta premi complessiva dei rami R.C. Auto, R.C. Veicoli Marittimi e Corpi Veicoli Terrestri in crescita dell'8,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, spinta dall'andamento positivo della raccolta della componente R.C. Auto (+6,8%) e dal trend positivo della componente Corpi Veicoli Terrestri (+15,2%). L'incremento della raccolta R.C. Auto è stato favorito dall'aumento del premio medio R.C. Auto che è risultato in crescita di circa il 7% rispetto allo stesso trimestre del 2023 (attestandosi a euro 416 rispetto agli euro 389 dello scorso anno come risultante nelle rilevazioni IPER pubblicate da IVASS riferite al terzo trimestre 2024). L'aumento del premio medio è confermato anche dai valori di listino ISTAT che, a dicembre, registrano un incremento del 7,2% rispetto allo stesso mese del 2023. In chiusura di 2024, stimiamo che i volumi complessivi del comparto Auto risultino in aumento di circa l'8,3% rispetto al 2023.

Per quanto concerne i rami Danni Non Auto, la raccolta del comparto ha registrato nel terzo trimestre 2024 una crescita del 6,8%, raggiungendo gli euro 16 miliardi, trainata dall'incremento della raccolta premi per le coperture Malattia (+11,7%) e Property (+8,5%). I volumi degli altri rami Danni Non Auto risultano in crescita di circa il 4,8% rispetto al terzo trimestre del 2023 grazie, in particolare, al contributo positivo dei rami Perdite pecuniarie (+13,8%) e Assistenza (+9,8%). L'andamento positivo dovrebbe essere confermato anche in chiusura di 2024 con una raccolta dei rami Non Auto che stimiamo pari a circa euro 23 miliardi, in crescita di circa il 6,6%, guidata dai rami Malattia (+10,8%) e Property (+8,5%). I volumi degli Altri rami Danni a fine 2024 si confermerebbero in crescita di circa il 6,9% trainata dai rami Assistenza e Perdite pecuniarie.

Nel terzo trimestre del 2024, i dati relativi ai canali distributivi del lavoro Diretto Italiano ed Extra U.E. evidenziano un aumento della raccolta su tutti i canali distributivi del settore Auto. Il canale agenziale ha realizzato una crescita pari all'8,9% rispetto al terzo trimestre del 2023, con una quota sostanzialmente stabile all'83,3%. Per il canale Direct si è osservato un aumento della raccolta del 4,4% con una quota in riduzione di 0,3 punti percentuali (dall'8,5% all'8,2%). Il canale bancario ha registrato una raccolta in aumento del 25,4% rispetto al terzo trimestre dell'anno precedente e una quota complessiva pari a circa il 4,5% (+0,6 punti percentuali rispetto al 3,9% del terzo trimestre 2023). Nel terzo trimestre del 2024, nel settore Non Auto tutti i canali hanno sperimentato un aumento della raccolta premi, fatta eccezione per il canale Direct, con l'aumento più significativo della raccolta conseguito dal canale bancario (+11,7%), con una quota attestatasi al 15%, dal 13,9% del terzo trimestre dell'anno precedente. Il canale agenti si è attestato ad una quota di mercato del 63,8%, in riduzione di circa 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, a fronte di un incremento della raccolta premi del 6,5%.

A fine 2024, la raccolta premi Vita risulta pari a circa euro 110 miliardi, in crescita del 21% rispetto al 2023, con un incremento della raccolta di ramo III e di ramo I rispettivamente pari al 59,5% e all'11,0%. Per il 2024 è risultata in aumento anche la raccolta del ramo IV e V, rispettivamente +16,8% e +46%, mentre risulta in leggera contrazione la raccolta del ramo VI (-1,9% rispetto al 2023). Complessivamente, la raccolta di questi rami si attesta a circa euro 5,6 miliardi.

Nel 2024 la raccolta premi del lavoro Diretto Italiano ed Extra U.E. nel settore Vita è rimasta sbilanciata verso il canale bancario, con una quota del 56,4% sul totale e in lieve riduzione (-1,1 punti percentuali) rispetto al 2023. È risultata in crescita la quota del canale consulenti dal 13,6% del 2023 al 16,9% del 2024, mentre è diminuita la quota del canale agenti (dal 15,3% al 13,7%). Sono risultate sostanzialmente stabili le quote del canale Direct (11,3%) e la quota del canale Broker (1,7%).

I fondi pensione

Nel 2024, in base ai dati di Assogestioni, la raccolta netta del risparmio gestito (fondi comuni, gestioni patrimoniali individuali, forme pensionistiche collettive e individuali) è risultata pari a euro 30,1 miliardi, di cui euro 14,1 miliardi raccolti attraverso gestioni collettive (fondi aperti e fondi chiusi) ed euro 15,9 miliardi di raccolta netta per le gestioni di portafoglio.

La gestione dei patrimoni previdenziali, con una raccolta netta pari a circa euro 2,5 miliardi nel terzo trimestre del 2024, è risultata in riduzione rispetto agli euro 4 miliardi di raccolta netta registrata nello stesso trimestre dell'anno precedente. Il patrimonio gestito dai fondi pensione e piani pensionistici individuali ammonta, al termine del terzo trimestre 2024, a euro 122,3 miliardi, e rappresenta il 5% del totale del risparmio gestito complessivo.

Nel corso del 2024, le posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari, riportate da COVIP, sono risultate in aumento di n. 447 mila unità rispetto alla chiusura del 2023. L'incremento del 4,2% registrato in chiusura del 2024 conferma il trend di crescita degli ultimi anni. A dicembre 2024 si registrano quindi n. 11,1 milioni di posizioni in essere, di cui n. 8,3 milioni sono detenute da lavoratori dipendenti (74,4%).

In linea con la tendenza del settore, a dicembre del 2024 i fondi negoziali hanno conseguito una crescita del 5,7% rispetto a dicembre 2023 (con un incremento di n. 227 mila posizioni), per un totale, a fine anno, di n. 4,2 milioni posizioni e un aumento dei contributi pari all'8,8%. Il principale driver della crescita è rappresentato dall'apporto delle adesioni contrattuali, in particolare nel fondo del settore edile (per circa n. 85 mila posizioni) in cui l'adesione avviene mediante il pagamento di un modesto contributo a carico del datore di lavoro e, nel settore pubblico, dall'attivazione della tacita iscrizione per i neo-dipendenti pubblici (per circa n. 38 mila posizioni). In aumento rispetto alla chiusura del 2023 sono risultate anche le forme pensionistiche di mercato, con un incremento delle posizioni in essere dei fondi aperti (+6,9%) e dei PiP "nuovi" (+2,2%) e contributi in aumento rispettivamente del 6,8% e del 4,7%. Gli ultimi dati disponibili per i fondi pensione preesistenti, aggiornati al mese di dicembre 2024, mostrano un incremento del numero di posizioni pari allo 0,4% rispetto a dicembre 2023 (circa n. 3 mila unità in più).

A dicembre 2024 le risorse destinate alle prestazioni per la previdenza complementare sono risultate in crescita dell'8,2% rispetto a dicembre 2023 (circa euro 243 miliardi contro gli euro 224 miliardi registrati a dicembre del 2023) per effetto sia dei rialzi dei prezzi degli asset quotati sui mercati finanziari, in particolare per le gestioni con una maggiore esposizione azionaria, sia per l'aumento complessivo dei contributi. Il rendimento netto con un orizzonte di 10 anni è stato pari al 2,2% per i fondi negoziali, al 2,4% per i fondi aperti, al 2,9%

per i PiP "nuovi" in gestione Unit Linked e all'1,6% per quanto riguarda la componente di gestione separata dei PiP "nuovi". Tutti i rendimenti con un orizzonte di 10 anni sono risultati in linea o leggermente superiori alla soglia di rivalutazione del TFR, pari a circa il 2,4%.

Mercato immobiliare

Nel 2024, la rimozione degli incentivi statali all'edilizia e della possibilità di cedere il credito di imposta maturato ha comportato un calo deciso degli investimenti in abitazioni delle famiglie (-2,3%). Tuttavia, il miglioramento delle condizioni di accesso al credito, con il tasso medio sui mutui che a fine 2024 è sceso al 3,4% dal 4,4% di fine 2023, ha stimolato le compravendite di abitazioni nella seconda metà dell'anno per cui, complessivamente, nel 2024 le compravendite sono calate dell'1,8%, recuperando nel secondo semestre i livelli di fine 2023. Sorprende negativamente il calo del 4,7% delle compravendite a Milano, a causa di un mercato poco accessibile, e degli effetti negativi per le abitazioni nuove dello stallo regolamentare sulle opere di rigenerazione urbana, dopo il rinvio a giugno del Dl. "Salva Milano".

Nel corso del 2024 la dinamica dei prezzi delle abitazioni è però stata sostenuta sia dal calo dell'offerta di immobili, che si è accompagnato alla bassa domanda, sia dal rapido miglioramento delle aspettative degli agenti immobiliari per i prossimi due anni. Nel 2024, infatti, si è osservata un'ulteriore riduzione dello sconto medio richiesto fino al 7,8% nel terzo trimestre (dall'8,6% di fine 2023) e un conseguente aumento dei prezzi delle abitazioni che, nella media delle 13 grandi città, è stato pari all'1,7% per le abitazioni usate e al 2,2% per quelle nuove. Grazie, inoltre, alla veloce moderazione dell'inflazione, nel 2024 si è osservata una rivalutazione degli immobili in termini reali di circa lo 0,4%. La crescita dei prezzi è stata diffusa a tutte le 13 grandi città, tuttavia, in controtendenza rispetto agli altri centri urbani, il mercato di Milano (+2,1% in media annua) nel secondo semestre ha registrato un tasso di crescita dei prezzi delle abitazioni usate in forte rallentamento (+0,3% sul secondo semestre 2023), risultando uno dei mercati meno attrattivi.

Nel 2024 il numero di abitazioni locate è rimasto sui livelli del 2023 poiché, mentre si è ridotto il numero di locazioni di lungo periodo (-1,9% con contratti superiori a 3 anni), sono cresciute sia le locazioni con contratti tra 1 e 3 anni (+2,4%) e, soprattutto, le locazioni di alloggi in porzione a studenti (+18,6%). L'offerta di immobili rimane però scarsa, con solo l'8% degli immobili non adibiti a prima casa effettivamente locati, per cui l'elevata domanda di locazione continua a esercitare pressione sui canoni. Infatti, nel 2024 i canoni delle abitazioni usate sono cresciuti, nella media delle 13 grandi città, del 4,4% (con tassi che variano dal 6,1% di Bologna al 3,3% di Genova e Palermo), comportando un rialzo dei cap rate al 5,4%. Gli elevati rendimenti totali (somma di prezzi e cap rate), pari per le abitazioni usate al 7,1% (in salita dal 6,6% del 2023) rendono, quindi, il mercato residenziale particolarmente attrattivo.

Nel 2024, al contrario degli investimenti in abitazioni, gli investimenti in fabbricati delle imprese sono cresciuti del 9,6% grazie all'accelerazione nell'implementazione del PNRR, e hanno trainato una crescita delle compravendite non residenziali del 3,1%. Mentre le compravendite del comparto produttivo sono cresciute dell'8,1% e quelle di negozi del 4,3%, sono calate ancora quelle di uffici (-2,0%). Sono cresciuti anche gli investimenti corporate che, dopo il forte calo del 2023, nel 2024 si sono riportati sui livelli del 2022 (circa euro 9,6 miliardi), grazie all'espansione dei settori commerciale e direzionale. L'espansione del mercato non residenziale ha permesso quindi una crescita dei prezzi nel 2024, maggiore per i negozi (+0,8%) e più modesta per gli uffici (+0,2%). Inoltre, grazie a una crescita sostenuta dei canoni (+1,3% per gli uffici e 1,6% per i negozi) sono aumentati sia i cap rate (5,3% gli uffici e 7,4% i negozi) che i rendimenti totali (5,5% gli uffici e 8,2% i negozi).

Principali novità normative

Nel 2024 il quadro normativo di riferimento per i settori in cui opera il Gruppo è stato oggetto di importanti innovazioni.

Normativa di interesse del settore assicurativo

Per quanto riguarda la normativa europea, il 27 novembre 2024 sono state approvate dai co-legislatori la Direttiva (UE) 2025/2, che modifica la Direttiva 2009/138/CE (Solvency II), e la Direttiva (UE) 2025/1, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione delle imprese di assicurazione e di riassicurazione (IRRD). Entrambe le Direttive sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (GUUE) l'8 gennaio 2025 e saranno applicabili a partire dal 30 gennaio 2027, dopo il loro recepimento nazionale. La Direttiva di revisione della Solvency II prevede importanti novità, tra cui l'introduzione di nuovi trigger di attivazione della componente nazionale del Volatility Adjustment (VA), che dovrebbe garantire una maggiore gradualità e continuità nella mitigazione della volatilità finanziaria a livello domestico. Rispetto al Risk Margin, si prevede una riduzione del Cost of Capital dal 6% al 4,75% che, secondo stime della Commissione, dovrebbe liberare fino a euro 50 miliardi a livello europeo in termini di minor assorbimento di capitale.

La IRRD istituisce un quadro di risanamento e risoluzione delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, riprendendo l'impianto della disciplina applicabile al settore bancario (BRRD), senza tuttavia introdurre requisiti patrimoniali aggiuntivi. La IRRD richiede che le principali compagnie assicurative preparino e aggiornino un "Piano preventivo di risanamento", sottoposto al riesame delle Autorità di vigilanza. Alle costituende Autorità di risoluzione si attribuisce invece l'obbligo di predisporre un "Piano di risoluzione" contenente una valutazione ex ante in merito alla possibilità di risoluzione delle singole compagnie assicurative senza sostegni finanziari pubblici straordinari (resolvability). Inoltre, alle Autorità di Risoluzione è conferito il potere di richiedere alle compagnie l'adozione di misure strutturali volte a eliminare gli impedimenti alla resolvability, pur in assenza di stress sulla condizione di solvibilità, e numerosi poteri in fase di risoluzione, tra cui quello di svalutare le passività assicurative (bail-in).

Per quanto riguarda la normativa nazionale, la Legge di Bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213) introduce l'obbligo per tutte le imprese, ad eccezione di quelle agricole, di stipulare una polizza assicurativa contro i danni a immobilizzazioni materiali (terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali) causati da eventi catastrofali quali sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Inoltre, la Legge di Bilancio 2024 introduce per compagnie e intermediari assicurativi l'obbligo di creare un Fondo di Garanzia Assicurativo dei rami Vita, che rappresenta "un organismo associativo istituito fra le imprese di assicurazione e gli intermediari con lo scopo di intervenire a tutela degli aventi diritto a prestazioni assicurative nei confronti delle imprese aderenti". In caso di liquidazione coatta amministrativa di una impresa aderente, il Fondo effettua pagamenti agli aventi diritto alle prestazioni assicurative, fino all'importo massimo di euro 100 mila. A regime, il Fondo disporrà di una dotazione finanziaria equivalente almeno allo 0,4% dell'ammontare delle riserve tecniche dei rami Vita (determinate sulla base delle metriche SII) detenute alla fine dell'anno precedente dalle imprese aderenti. A seguito della conclusione dell'iter di costituzione del Fondo di Garanzia Assicurativo dei rami Vita, nel corso dei primi mesi dell'esercizio 2025 è stata versata dagli aderenti la contribuzione dovuta al fondo per l'anno 2024, pari, con riferimento alle compagnie di assicurazione, allo 0,4 per mille dell'importo delle riserve tecniche dei rami vita al 31 dicembre 2023.

La Legge annuale per la concorrenza e il mercato 2023 (Legge 16 dicembre 2024, n. 193) introduce un divieto per le compagnie di assicurazione di inserire nei contratti R.C. Auto clausole che limitino il diritto dell'assicurato di disinstallare gratuitamente le scatole nere alla scadenza annuale del contratto. Inoltre, si riconosce all'assicurato il diritto alla portabilità dei dati della scatola nera, sebbene restino da individuare le idonee modalità di scambio dei dati telematici tra compagnie di assicurazione e gli standard tecnologici comuni. Infine, si prevede la creazione di una nuova banca dati ANIA per migliorare la prevenzione e il contrasto delle frodi assicurative nei rapporti assicurativi non obbligatori.

Quanto alla normativa di rango secondario, il 27 marzo 2024 IVASS ha pubblicato una Lettera al mercato contenente le aspettative di vigilanza in materia di governo e controllo dei prodotti assicurativi (c.d. POG), per favorire la corretta e uniforme applicazione del framework normativo europeo e nazionale. La lettera al mercato delinea le aspettative di vigilanza dell'Istituto in tema di POG e di Value for Money (V4M), con particolare riferimento alla valutazione del valore del prodotto per il cliente che scaturisce dalla fase di test (profit test) per i prodotti di investimento assicurativi (IBIP). IVASS si conforma alle indicazioni EIOPA in tema di valutazione del V4M e le declina con maggior dettaglio, tenendo conto delle evidenze acquisite mediante le ispezioni e le indagini effettuate. L'Istituto si attende dalle compagnie un rafforzamento delle politiche POG, un incremento della granularità nell'individuazione del mercato di riferimento e l'attribuzione di un maggior peso alla redditività del prodotto per il cliente in fase di valutazione e test del prodotto. Inoltre, il 28 marzo 2024 IVASS ha pubblicato, con documento di consultazione n. 2/2024, uno Schema di regolamento recante disposizioni in materia di

contratti linked, nel quale l'Istituto propone regole di asset allocation più flessibili rispetto a quelle previste dalla Circolare ISVAP n. 474/2002 e disposizioni volte a valorizzare la componente di garanzia demografica e a contenere i costi, così da incrementare ulteriormente il V4M dei prodotti linked.

Il 26 novembre 2024 è stato pubblicato il Provvedimento IVASS n. 151 che modifica il Reg. n. 38/2011 in materia di gestioni separate al fine disciplinare l'utilizzo del fondo utili per contratti in corso. Il fondo utili, introdotto dal Provvedimento IVASS n. 68/2018 al fine di stabilizzare i rendimenti delle gestioni separate, è una riserva matematica che permette di accantonare le plusvalenze nette derivanti dalla vendita di titoli nelle gestioni separate, per essere destinate alle prestazioni assicurative previste nei contratti assicurativi entro otto anni. Inizialmente applicabile solo ai nuovi contratti, il Provvedimento IVASS n. 151 del 26 novembre 2024 estende la possibilità di utilizzare il fondo utili anche ai contratti in essere, a condizione che la gestione separata sia aperta a nuove sottoscrizioni e che l'unica modifica del regolamento della gestione separata riguardi la determinazione del tasso medio di rendimento per l'introduzione del fondo utili. L'adesione alla modifica del regolamento della gestione separata è facoltativa, senza costi, e può avvenire anche tramite mezzi digitali, con la possibilità per la compagnia di stabilire una quota minima di adesioni per attivarla.

Infine, IVASS ha pubblicato il Provvedimento n. 152 del 26 novembre 2024 che modifica il Reg. ISVAP n. 7/2007 in materia di bilancio assicurativo. Dal 1° gennaio 2023 è entrato in vigore il principio contabile internazionale IFRS 17 "Contratti assicurativi" sostituendo l'IFRS 4. A seguito dell'esame dei bilanci riferiti all'esercizio 2023, predisposti secondo la nuova normativa, si sono resi necessari ulteriori interventi di modifica e integrazione al Reg. ISVAP n. 7/2007 volti a migliorare la comparabilità delle informazioni pubblicate dalle compagnie. Si rimanda a quanto riportato nelle note informative integrative per le novità introdotte dalle modifiche regolamentari.

Normativa tributaria

Si segnala l'emanazione, nell'esercizio 2024, dei seguenti provvedimenti normativi.

  • In attuazione della Legge 9 agosto 2023, n. 111 contenente la "Delega al Governo per la riforma fiscale" le disposizioni di maggior interesse concernono:
    • le nuove regole dell'accertamento tributario (D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13);
    • la revisione del sistema sanzionatorio tributario (D.Lgs. 14 giugno 2024 n. 87);
    • la razionalizzazione dell'imposta di registro, e degli altri tributi indiretti diversi dall'IVA (D.lgs. 18 settembre 2024, n. 139);
    • la revisione del regime impositivo dei redditi IRPEF e IRES (D.lgs. 13 dicembre 2024, n. 192).
  • Decreto-legge 2 marzo 2024 n. 19 convertito dalla Legge 29 aprile 2024, n. 56 contenente le "Ulteriori disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)". Tra le disposizioni di interesse si segnala il nuovo "Piano Transizione 5.0" volto a sostenere gli investimenti in digitalizzazione e nella transizione green delle imprese.
  • Decreto-legge 29 marzo 2024 n. 39 convertito dalla Legge 23 maggio 2024, n. 67 contenente le "Misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali". Tra le disposizioni di interesse si segnalano:
    • le rettifiche alla disciplina dell'utilizzo dei crediti di imposta per bonus edilizi con particolare riferimento all'esclusione dell'utilizzo in compensazione per il pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dal 2025;
    • il nuovo limite alla compensazione dei crediti di imposta per bonus edilizi in presenza di ruoli scaduti per importi complessivamente superiori a euro 10.000;
    • le modifiche al divieto di compensazione dei crediti di imposta di ogni natura in presenza di ruoli scaduti superiori a euro 100.000 in vigore dal 1° luglio 2024;
    • la norma antiusura per i soggetti qualificati acquirenti di crediti di imposta da bonus edilizi.
  • Decreto-legge 9 agosto 2024 n. 113 convertito dalla Legge 7 ottobre 2024, n. 143 contenente le "Misure urgenti di carattere fiscale, proroghe di termini normativi ed interventi di carattere economico" (c.d. Decreto Omnibus).
  • Decreto-legge 16 settembre 2024 n. 131 convertito dalla Legge 14 novembre 2024, n. 166 contenente le "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi derivanti da atti dell'Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano." Tra le disposizioni di interesse si segnala la modifica normativa per i prestiti ed i distacchi di personale stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2025, che divengono imponibili IVA con aliquota ordinaria, qualificandosi delle prestazioni di servizi.
  • Legge 30 dicembre 2024 n. 207 contenente il "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027 (Legge di Bilancio 2025). Tra le disposizioni di interesse, in vigore dal 2025, si segnalano:
    • diverse modifiche in tema IRPEF, tra cui: la conferma a regime delle tre aliquote IRPEF, distinte per scaglioni, già applicate nel 2024; l'introduzione di un nuovo bonus esente e di un'ulteriore detrazione per i percettori di redditi medio-bassi; la revisione di alcuni fringe benefits, tra cui i veicoli concessi a uso promiscuo, e delle detrazioni per carichi di famiglia; l'incremento del limite di esenzione annuo delle erogazioni in natura ai dipendenti per gli anni 2025, 2026 e 2027; l'obbligo di tracciabilità delle spese di

trasferta; la conferma dell'aliquota del 5% per la tassazione dei premi di produttività agevolabili erogati nel 2025, 2026 e 2027; l'abbattimento delle detrazioni spettanti per i redditi superiori a euro 75.000 comprese quelle relative ai premi di assicurazione per tutti i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025; l'allargamento ai familiari a carico dei premi per polizze LTC e Dread Desease pagati dal datore di lavoro che non costituiscono reddito per il dipendente.

  • il differimento, ai fini IRES e IRAP, ai successivi periodi di imposta, delle quote deducibili relative a svalutazioni e perdite su crediti e all'avviamento. Il differimento della deduzione di tali poste ha effetto principalmente su enti creditizi e finanziari e imprese di assicurazione.
  • la proroga per i prossimi tre anni della maggiorazione del 20% della deduzione relativa al costo del lavoro derivante da nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato. La deduzione può arrivare fino al 130% nel caso di assunzioni stabili di particolari categorie di soggetti.
  • la mini- IRES con riduzione dal 24% al 20% dell'aliquota IRES per le imprese che reinvestono l'80% degli utili, di cui almeno il 30% per investimenti in beni 4.0 e 5.0, e che assumano l'1% di lavoratori in più.
  • la riduzione delle detrazioni fiscali per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 per interventi di recupero del patrimonio edilizio e interventi di riqualificazione energetica.
  • limitazioni per l'accesso al superbonus (condizionato alla presentazione del titolo abilitativo all'esecuzione e all'avvio dei lavori entro il 15 ottobre 2024) e riduzione delle aliquote di detrazione (limitata al 65% per le spese sostenute nel 2025).

Con riferimento al settore assicurativo, si segnala altresì che la Legge di Bilancio 2025 ha modificato il regime di versamento dell'imposta di bollo sulle comunicazioni finanziarie relative ai contratti di assicurazione sulla vita con contenuto finanziario di ramo III e V, che dovrà essere effettuato annualmente e non più, su base cumulata, alla scadenza o riscatto del contratto. Tali versamenti annuali saranno recuperati, senza interessi, dalle compagnie sulle prestazioni dovute agli assicurati/beneficiari al momento della scadenza o riscatto del contratto, determinando conseguentemente, in capo alle compagnie stesse, un onere implicito a fronte del disallineamento temporale esistente tra il versamento d'imposta e il recupero della stessa. La Legge di Bilancio 2025 ha inoltre previsto un meccanismo di anticipazione a carico della compagnia anche per lo stock di imposta maturata per i contratti in essere alla fine del 2024, con versamenti scaglionati negli esercizi 2025 (50%), 2026 (20%), 2027 (20%) e 2028 (10%).

  • In attuazione del D.Lgs. n. 209 del 27 dicembre 2023, in materia di fiscalità internazionale, che ha previsto l'introduzione in Italia del regime di tassazione minima globale (Global Minimum Tax) a decorrere dal 1° gennaio 2024, nel corso del 2024 sono stati emanati i seguenti decreti attuativi che regolano specificatamente i diversi aspetti dell'imposizione integrativa:
    • Decreto ministeriale del 20 maggio 2024, contenente le disposizioni di attuazione dei regimi transitori semplificati: i cosiddetti transitional safe harbours, ovvero regimi opzionali di carattere temporaneo che sono stati previsti al fine di limitare gli oneri amministrativi e di conformità sia per i Grandi Gruppi sia per le Amministrazioni Finanziarie;
    • Decreto ministeriale del 1° luglio 2024 contenente le modalità di attuazione dell'imposta minima nazionale o Qualified Domestic Minimum Top-up Tax (QDMTT). L'imposta, che si applica in via prioritaria rispetto all'imposta minima integrativa (IIR) e all'imposta minima suppletiva (UTPR), è rivolta alle imprese italiane appartenenti a grandi gruppi (multinazionali ed interni), soggetti alle regole della global minimum tax, che scontano in Italia un'imposizione sui redditi effettiva inferiore all'aliquota del 15%;
    • Decreto ministeriale del 11 ottobre 2024 che norma le modalità di determinazione del reddito netto considerato ai fini della determinazione della global minimum tax, prevedendo riduzioni di tale reddito netto, determinato in ciascuna giurisdizione, in ragione delle c.d. attività economiche sostanziali svolte in tali giurisdizioni. Le riduzioni per attività economiche sostanziali sono calcolate applicando specifici coefficienti alle spese salariali e alle immobilizzazioni materiali, con l'obiettivo di non penalizzare i gruppi che si stabiliscono in una giurisdizione a bassa imposizione con persone e beni fisici;
    • Decreto ministeriale del 20 dicembre 2024, contenente norme volte ad adattare la normativa nazionale ai chiarimenti OCSE ed OECD. Si occupa di definire alcuni principi contabili in relazione alla normativa, delle regole generali di conversione valutaria e del regime CFC misto;
    • Decreto ministeriale del 27 dicembre 2024, contenente le disposizioni transitorie per la definizione dell'aliquota di imposizione effettiva.

Altre normative

Il 12 luglio 2024 è stato pubblicato nella GUUE il Regolamento (UE) 2024/1689 in tema di intelligenza artificiale (AI Act) che: (i) vieta alcuni sistemi di IA che pongono rischi "inaccettabili" (ad esempio i sistemi di IA manipolativi); (ii) prevede una serie di requisiti, incluso l'obbligo di ottenere una certificazione di conformità, per i sistemi di IA identificati come ad "alto rischio"; (iii) stabilisce obblighi informativi rispetto ai sistemi di IA a "basso rischio" che interagiscono con le persone (come i chatbot). Nel testo finale sono stati classificati tra i sistemi di IA ad alto rischio i "sistemi di IA destinati a essere utilizzati per la valutazione dei rischi e la determinazione dei

prezzi in relazione a persone fisiche nel caso di assicurazioni sulla Vita e assicurazioni sanitarie". Pertanto, le compagnie assicurative che sviluppano e immettono sul mercato tali sistemi sono soggette ai numerosi requisiti previsti per i sistemi ad alto rischio. Invece, le compagnie assicurative che si limitano ad utilizzare tali sistemi di IA, sviluppati e/o venduti da soggetti terzi, sono qualificabili come utilizzatori (deployer) e, pertanto, soggette a obblighi minori. La data di applicabilità per la maggior parte delle disposizioni dell'AI Act è prevista per il 2 agosto 2026.

Infine, a decorrere dal 21 dicembre 2024 si applica il Regolamento (UE) 2023/2631 sulle obbligazioni verdi europee e sull'informativa volontaria per le obbligazioni commercializzate come obbligazioni ecosostenibili e per le obbligazioni legate alla sostenibilità ("Regolamento EU GBS"), pubblicato nella GUUE del 23 novembre 2023. Il Regolamento EU GBS stabilisce degli standard per gli emittenti di obbligazioni che desiderano avvalersi della denominazione "obbligazione verde europea" o "EuGB" per la promozione dei loro titoli di debito, prendendo a riferimento gli standard di autodisciplina già presenti sul mercato e utilizzati dagli emittenti per qualificare un'obbligazione come "green bond" (in particolare, i "Green Bond Principles" elaborati dall'ICMA che rappresentano attualmente lo standard di mercato più utilizzato per le emissioni di obbligazioni verdi). Nel Regolamento EU GBS vengono introdotte regole più rigorose rispetto agli standard ICMA, imponendo agli emittenti che vogliano avvalersi della denominazione "EuGB" per la promozione dei propri titoli di debito l'obbligo di utilizzare integralmente le risorse raccolte esclusivamente per finanziare progetti ecosostenibili come definiti dal Regolamento (UE) 2020/852 ("Tassonomia"), una maggiore trasparenza sulle modalità di allocazione dei proventi e l'ottenimento di una certificazione esterna che garantisca che le risorse raccolte vengano effettivamente destinate ad investimenti ecosostenibili.

Il Bilancio consolidato di Unipol Assicurazioni SpA è sottoposto a revisione legale da parte della società di revisione EY SpA, incaricata della revisione legale dei bilanci consolidati per gli esercizi 2021/2029.

Grafico Area di Consolidamento

(metodo integrale e principali società collegate consolidate con il metodo del patrimonio netto - quote dirette detenute sul capitale totale. Per maggiori dettagli si rinvia al capitolo "Area di consolidamento")

Attività e settori

Unipol Assicurazioni SpA (anche "Unipol Assicurazioni" o "Unipol"), quotata alla Borsa di Milano e inclusa negli indici FTSE MIB e MIBR ESG, è capogruppo del Gruppo Unipol (anche "il Gruppo"), che ha una posizione preminente nel mercato assicurativo italiano ed è presente in diversi settori di mercato, oltre a quello assicurativo. Unipol Assicurazioni, svolge funzioni di direzione e coordinamento di tutte le società controllate.

Il Gruppo Unipol, nel corso degli ultimi due Piani Strategici (2019-2021 e 2022-2024), ha integrato l'attività assicurativa caratteristica con una pluralità di servizi diversi e oggi offre servizi secondo la logica degli Ecosistemi: opera, cioè, in tre principali ambiti di attività - Mobility, Welfare e Property -, proponendo in ciascuno di essi servizi assicurativi e servizi non assicurativi, che di volta in volta possono essere a supporto dell'attività assicurativa o, in senso più ampio, a supporto dei clienti per rispondere alle loro esigenze di mobilità, di salute e benessere, di gestione della proprietà e del lavoro.

L'attività del Gruppo si articola quindi nelle seguenti aree di business:

Area Assicurativa

Il Gruppo offre sul mercato l'intera gamma di soluzioni a copertura dei rischi: in mobilità (veicoli, nautica e viaggi), per la casa e i condomini, per il lavoro (prodotti dedicati a imprese, commercianti, professionisti e alla tutela legale), per la protezione delle persone (in particolare polizze infortuni e tutela della salute), per gli investimenti e la previdenza. L'offerta di servizi assicurativi è proposta ai clienti attraverso una pluralità di canali, dalla rete agenziale a quella bancaria (dove Unipol opera sulla base di accordi di bancassicurazione), dalla vendita diretta al canale broker.

Unipol Assicurazioni SpA è la principale Compagnia Assicurativa, a cui si affiancano compagnie specializzate: UniSalute, specializzata nel comparto Salute; Linear, società specializzata nella vendita diretta, attraverso Internet e call center, di prodotti del comparto Auto; SIAT, società operante nel ramo Trasporti, con clienti corporate raggiunti prevalentemente tramite broker. Attraverso il canale della bancassicurazione sono distribuiti i prodotti delle società Arca Assicurazioni, Arca Vita e Arca Vita International, presso le reti di Gruppo BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio, e della società BIM Vita, tramite Banca Investis.

Al di fuori dell'Italia il Gruppo offre prodotti assicurativi in Serbia, attraverso la controllata DDOR Novi Sad e la compagnia di riassicurazione captive ad essa dedicata Ddor Re.

Servizi non assicurativi negli Ecosistemi Mobility, Welfare e Property

Unipol è un punto di riferimento negli ecosistemi Mobility, Welfare e Property dove opera con una pluralità di società che offrono ai clienti sia servizi integrati all'attività e ai processi assicurativi, sia soluzioni che affiancano i servizi assicurativi nel rispondere a più ampie esigenze dei clienti nei tre ambiti:

  • Mobility: il Gruppo è un partner a 360° per tutto il ciclo di vita della mobilità, in particolare per la gestione del processo di riparazione di veicoli con UnipolService e cristalli auto con UnipolGlass, la risoluzione delle richieste di assistenza con Unipol Assistance, il mercato del Noleggio a Lungo Termine con UnipolRental, il mondo del telepedaggio e l'offerta di pagamenti in mobilità con UnipolMove, brand di UnipolTech che è provider telematico di Unipol e delle altre società del Gruppo, la fornitura di sistemi antifurto tramite l'identificazione con I.Car.
  • Welfare: il Gruppo sta rafforzando il proprio posizionamento grazie al network di strutture sanitarie proprietarie e convenzionate, con i 45 poliambulatori Santagostino e Dyadea gestiti da Società&Salute e le case di cura Villa Donatello e Centro Florence, massimizzando le sinergie con le prestazioni assicurative. Offre, inoltre, tramite DaVinci HealthCare piattaforma di sanità digitale, ulteriori servizi di digital health, inclusa la telemedicina, di prevenzione e di assistenza domiciliare di tipo infermieristico, fisioterapico e socio-assistenziale. Infine, completa l'offerta il welfare provider Welbee tramite la piattaforma di flexible benefits (gestita dalla digital company Tantosvago) ottimizzata sia per PMI che per grandi aziende;
  • Property: il Gruppo offre servizi relativi all'abitazione e ai condomini, in particolare attraverso lo sviluppo di un network di artigiani per garantire qualità del servizio e risparmio sulle prestazioni assicurate (UnipolHome) e attraverso una rete di amministratori in franchising per l'erogazione di servizi ad amministratori e condomini (UniCasa).

Altre Attività

Il Gruppo è uno dei principali operatori immobiliari in Italia quanto a patrimonio, che include sia immobili "strumentali", utilizzati prevalentemente per lo svolgimento di attività delle società del Gruppo, sia immobili "uso terzi", ossia fabbricati che rappresentano per il Gruppo investimenti (svolti direttamente, da società del Gruppo a questo vocate, o indirettamente) e sono per lo più locati a soggetti terzi.

Tramite Unipol Investimenti SGR il Gruppo Unipol gestisce fondi comuni di investimento immobiliare.

Unipol è attiva altresì nei settori:

  • alberghiero con il Gruppo UNA, che gestisce, al 31 dicembre 2024, 56 strutture (hotel, residence e resort attraverso formule di leasing, franchising e management) in alcune delle principali città e delle più rinomate località turistiche italiane;
  • agricolo con Tenute del Cerro, proprietaria di circa 4.000 ettari di terreno in Toscana e Umbria, tra cui 300 ettari di vigneti tra i più vocati per la produzione di vino di alta qualità;
  • portuale con la struttura di Marina di Loano, che gode di una posizione centrale nel Ponente Ligure ed è in grado di accogliere 1.000 imbarcazioni da 6 a 77 metri di lunghezza.

Leithà è la società specificamente dedicata all'innovazione e alla trasformazione digitale.

UnipolPay, istituto di moneta elettronica (IMEL), è autorizzata a fornire servizi di pagamento e di moneta elettronica in Italia.

Unipolis è la fondazione d'impresa del Gruppo Unipol, del quale costituisce uno degli strumenti più rilevanti per realizzare iniziative di responsabilità sociale, nel quadro della più complessiva strategia di sostenibilità.

Relazione sulla gestione finanziaria

Sintesi dei dati più significativi del Gruppo

Valori in milioni di euro

31/12/2024 31/12/2023
Risultato dei servizi assicurativi 841 407
variazione % 106,6 (62,1)
Risultato finanziario netto 829 1.148
variazione % (27,8) n.s.
Risultato consolidato 1.119 1.331
variazione % (15,9) 96,9
Risultato conto economico complessivo 1.238 1.529
Investimenti e disponibilità 71.646 67.309
variazione % 6,4 7,2
Passività assicurative 53.226 51.200
variazione % 4,0 8,2
CSM Vita 2.426 2.295
variazione % 5,7 1,3
CSM Vita da nuova produzione 272 248
variazione % 9,7 n.a.
Passività finanziarie 17.412 15.523
variazione % 12,2 16,4
Attività non correnti o di un gruppo in dismissione posseduto per la vendita 82 133
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo1 9.321 7.967
variazione % 17,0 16,1
Indice di solvibilità del Gruppo2 212 215
Numero dipendenti 12.770 12.407

1 Il patrimonio netto di pertinenza del gruppo al 31 dicembre 2024 include il bond ibrido perpetuo restricted tier 1 per un valore nominale di euro 500 milioni originariamente emesso da UnipolSai, incorporata in Unipol Assicurazioni con efficacia in pari data. Tale strumento di capitale, fino all'esercizio 2023, era classificato nel patrimonio netto di pertinenza di terzi.

2 Valore determinato sulla base delle informazioni disponibili alla data odierna. I risultati definitivi saranno comunicati all'Autorità di Vigilanza secondo le tempistiche previste dalla normativa vigente.

Indicatori alternativi di performance3

Indicatori alternativi di performance rami 31/12/2024 31/12/2023
Raccolta assicurativa diretta Danni danni 9.175 8.651
variazione % danni 6,1 4,2
Raccolta assicurativa diretta Vita vita 6.446 6.409
variazione % vita 0,6 20,0
di cui raccolta prodotti d'investimento Vita vita 1.997 2.237
variazione % vita (10,7) 3,1
Raccolta assicurativa diretta totale 15.621 15.060
variazione % totale 3,7 10,4
Loss ratio danni 67,6% 71,5%
Expense ratio danni 26,0% 26,7%
Combined ratio danni 93,6% 98,2%
Indice di conservazione premi danni 94,4% 94,4%
Indice di conservazione premi vita 99,5% 99,5%
Indice di conservazione premi totale 96,0% 96,0%
Risultato netto del Gruppo Assicurativo totale 860 768

3 La Raccolta premi indicata nella Relazione sulla Gestione rappresenta il volume dei premi complessivamente emessi da compagnie di assicurazione nel corso dell'esercizio. Tali contratti sono soggetti a differenti modalità di contabilizzazione a seconda delle rispettive caratteristiche economiche. Conseguentemente, la Raccolta premi differisce dalla voce dei "Ricavi assicurativi derivante dai contratti assicurativi emessi" del Conto economico consolidato il cui ammontare è determinato sulla base dell'IFRS 17 come meglio illustrato nelle note informative integrative.

Il Combined ratio è l'indicatore che misura l'equilibrio della gestione tecnica complessiva Danni, ossia il rapporto tra oneri e ricavi assicurativi. Il ratio viene calcolato con la seguente formula: 1 - (risultato servizi assicurativi/ricavi contratti assicurativi).

Il Combined ratio corrisponde alla somma di Loss ratio (che include tra gli oneri gli indennizzi e le spese riferibili ai sinistri) ed Expense ratio (che include tutti gli altri oneri assicurativi quali i costi di acquisizione a amministrazione e gli altri costi imputabili ai contratti assicurativi)

L'indice di conservazione dei premi, che rappresenta la quota dei rischi assunti che non è trasferita ai riassicuratori mediante contratti di riassicurazione passiva, è dato dal rapporto tra premi conservati (totale Raccolta premi diretti e indiretti al netto dei premi ceduti) e il totale dei premi diretti e indiretti. Nel calcolo dell'indice non vengono considerati i prodotti di investimento.

Il Risultato netto del gruppo assicurativo corrisponde al risultato netto consolidato determinato escludendo gli effetti derivanti da consolidamento delle collegate BPER e BPSO con il metodo del patrimonio netto. L'apporto economico di tali partecipate al risultato netto del gruppo assicurativo corrisponde conseguentemente ai soli dividendi incassati nel periodo.

Performance del Gruppo Unipol

Informazioni sui principali eventi

Progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo

In data 16 febbraio 2024, i Consigli di Amministrazione di Unipol Gruppo e UnipolSai Assicurazioni hanno approvato un progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo Unipol (l'"Operazione"), da realizzarsi mediante la fusione per incorporazione (la "Fusione") nella controllante Unipol Gruppo di UnipolSai Assicurazioni SpA, nonché di Unipol Finance Srl, UnipolPart I SpA e Unipol Investment SpA, società interamente partecipate da Unipol Gruppo che detenevano partecipazioni in UnipolSai (le "Holding Intermedie"); a tale fine, le parti hanno sottoscritto un accordo quadro (l'"Accordo Quadro") finalizzato a (i) fissare i principali termini e condizioni dell'Operazione, (ii) disciplinare le attività propedeutiche e/o funzionali alla realizzazione della stessa, nonché (iii) stabilire la relativa tempistica, la gestione interinale delle società del Gruppo e le condizioni e modalità di esecuzione dell'Operazione, determinando il rapporto di cambio della Fusione – qualora ne fossero ricorsi i presupposti – in 3 azioni Unipol Gruppo per ogni 10 azioni UnipolSai.

Con riferimento alla Fusione, si segnala che (i) in data 29 aprile 2024, è stato depositato presso la sede sociale il progetto di Fusione per incorporazione in Unipol Gruppo di UnipolSai, nonché delle Holding Intermedie, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società nel corso della riunione del 21 marzo 2024; (ii) in data 25 luglio 2024, IVASS ha autorizzato la Fusione ai sensi e per gli effetti dell'art. 201 del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 e dell'art. 23 del Regolamento IVASS n. 14/2008 e che (iii) in data 30 luglio 2024 il progetto di fusione è stato iscritto presso il Registro delle Imprese competente.

Nel contesto dell'Operazione, Unipol Gruppo ha promosso altresì un'offerta pubblica di acquisto volontaria (l'"Offerta") avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di UnipolSai (ora incorporata in Unipol) (di seguito più brevemente "UnipolSai") non detenute, direttamente e indirettamente, da Unipol Gruppo medesima. L'Offerta ha avuto ad oggetto massimo n. 418.788.217 azioni UnipolSai, rappresentative del 14,800% del capitale sociale, ad un corrispettivo pari a euro 2,700 (cum dividendo, ossia inclusivo delle cedole relative ad eventuali dividendi distribuiti da UnipolSai), per ciascuna azione portata in adesione all'Offerta.

Ad esito delle adesioni pervenute all'Offerta, Unipol ha acquistato, in data 3 maggio 2024, n. 274.937.646 azioni UnipolSai, per un controvalore complessivo pari a euro 742.331.644,20, arrivando a detenere direttamente e indirettamente una quota pari al 94,916% del capitale sociale di quest'ultima.

Successivamente, ricorrendone le condizioni normativamente previste, Unipol Gruppo ha altresì dato corso alla Procedura Congiunta per l'esercizio dell'Obbligo di Acquisto ai sensi dell'art. 108, comma 2, del TUF (la "Procedura di Sell-Out") e del diritto di acquisto ai sensi degli artt. 108, comma 1, e 111 del TUF (il "Diritto di Acquisto") a valere sulle residue azioni UnipolSai oggetto dell'Offerta e a questa non conferite.

Pertanto, Unipol Gruppo ha acquistato, per un corrispettivo unitario di euro 2,535 per azione UnipolSai (pari al corrispettivo dell'Offerta al netto del dividendo nel frattempo distribuito da UnipolSai):

  • (i) in data 28 giugno 2024, n. 57.113.309 azioni UnipolSai per le quali sono state presentate richieste di vendita durante la Procedura di Sell-Out per un corrispettivo complessivo pari a euro 144.782.238,32, arrivando a detenere, direttamente ed indirettamente, n. 2.742.980.110 azioni UnipolSai, pari al 96,93% del capitale sociale
  • (ii) in data 3 luglio 2024, n. 86.737.262 azioni UnipolSai per le quali Unipol Gruppo ha esercitato il Diritto di Acquisto per un corrispettivo complessivo pari a euro 219.878.959,17. In pari data, ricorrendone le condizioni normativamente previste, Borsa Italiana SpA ha disposto la revoca delle azioni UnipolSai dalla quotazione sull'Euronext Milan;
  • (iii) in data 11 settembre 2024, n. 109.208 azioni UnipolSai non rientrate nella procedura di squeeze outin quanto detenute da società controllate da UnipolSai o assegnate, successivamente all'esercizio del Diritto di Acquisto, a manager di UnipolSai in esecuzione di piani di compensi.

Per effetto degli acquisti di cui sopra, Unipol Gruppo è venuta a detenere, direttamente o tramite le Holding Intermedie, l'intero capitale sociale di UnipolSai, ad eccezione delle azioni proprie UnipolSai direttamente detenute da quest'ultima oggetto di annullamento per effetto della Fusione, non rendendo conseguentemente necessaria l'emissione di nuove azioni a servizio della Fusione.

In data 21 ottobre 2024 l'Assemblea straordinaria di Unipol Gruppo ha approvato il Progetto di Fusione e si è altresì espressa in merito alla modifica dello statuto di Unipol Gruppo resa necessaria, tra l'altro, dal cambiamento dell'oggetto sociale. Ai titolari di azioni ordinarie Unipol Gruppo che non hanno concorso all'approvazione del progetto di Fusione e, quindi, alla modifica dell'oggetto sociale, è spettato il

diritto di recesso ai sensi dell'art. 2437, comma 1, lett. a), c.c. (il "Diritto di Recesso"). Il Diritto di Recesso è stato validamente esercitato per un totale di 37 azioni, che, dato il numero estremamente esiguo delle azioni oggetto di recesso, sono state acquistate direttamente da Unipol Gruppo ai sensi dell'art. 2437-quater, comma 5, del codice civile utilizzando riserve disponibili.

Essendosi verificate tutte le condizioni sospensive previste dal Progetto di Fusione, in data 23 dicembre è stato stipulato l'atto di fusione che è stato depositato e iscritto, sempre nella stessa data, presso il competente ufficio del Registro delle Imprese di Bologna. Gli effetti civilistici della Fusione sono decorsi dalle ore 23.59 del 31 dicembre 2024 (la "Data di Efficacia"). Gli effetti contabili e fiscali della Fusione sono decorsi dal 1° gennaio 2024.

A decorrere dalla Data di Efficacia, Unipol Gruppo ha assunto l'attuale denominazione sociale di "Unipol Assicurazioni SpA" o, in breve, "Unipol SpA" e sono entrate in vigore le modifiche statutarie connesse alla Fusione.

Fusione per incorporazione di Centri Medici Dyadea Srl in Società e Salute SpA

A partire dal 1° gennaio 2024, ha avuto efficacia la fusione per incorporazione di Centri Medici Dyadea Srl in Società e Salute SpA.

Accordo sindacale relativo al Contratto Integrativo Aziendale

In data 28 febbraio 2024 è stata sottoscritta con le Organizzazioni Sindacali un'ipotesi di accordo ponte, successivamente approvata da parte delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto assicurativo, tramite referendum, e da parte del Consiglio di Amministrazione di Unipol Gruppo e di UnipolSai nella seduta del 21 marzo 2024. Con tale accordo si è inteso migliorare i trattamenti relativi al welfare aziendale (previdenza complementare e credito welfare, quest'ultimo a valere per il 2024), riconoscendo altresì un miglioramento del Premio Aziendale Variabile, in correlazione alla fruizione delle ferie e della formazione obbligatoria, e un importo una tantum relativo agli anni 2022 e 2023.

Fitch migliora il rating del Restricted Tier 1 di UnipolSai

In data 8 marzo 2024, l'Agenzia di rating Fitch ha alzato il rating del Restricted Tier 1 (ISIN code XS2249600771) emesso da UnipolSai SpA da BB a BB+. Il miglioramento del rating è avvenuto nel contesto di un aggiornamento della metodologia di Fitch Ratings che ha rivisto la sua valutazione su alcune tipologie di emissioni subordinate principalmente di assicurazioni e riassicurazioni europee.

Rinnovato l'accordo di bancassurance con BPER

In data 22 marzo 2024, UnipolSai e BPER hanno siglato il rinnovo dell'accordo "per la distribuzione di prodotti assicurativi UnipolSai e di prodotti bancari standardizzati del Gruppo Bper", con prolungamento della scadenza al 31 dicembre 2027. L'operazione si inserisce nella direttrice Bancassurance Boosting del Piano Strategico "Opening New Ways", con l'obiettivo di potenziare il modello di business bancassicurativo e rafforzare la sinergia tra il Gruppo Unipol e BPER. In questo contesto, le novità introdotte confermano la volontà di sfruttare a pieno le potenzialità delle reti assicurative e bancarie e testimoniano le rinnovate e crescenti ambizioni alla base dell'accordo. I principali ambiti di intervento oggetto del rinnovo mirano ai seguenti obiettivi:

  • l'aumento della flessibilità complessiva, al fine di raccogliere stimoli e opportunità provenienti dal mercato;
  • la semplificazione dell'infrastruttura contrattuale;
  • l'ottimizzazione del modello di funzionamento.

Emissione di uno strumento subordinato "Tier 2" e rimborso anticipato di un prestito "Tier 1"

In data 15 maggio 2024, il Consiglio di Amministrazione di UnipolSai ha autorizzato l'emissione, da parte della Compagnia, di uno strumento di capitale subordinato di livello 2 - c.d. "Tier 2" – denominato in Euro, a tasso fisso, per un importo nominale massimo non superiore a euro 750 milioni (l'"Emissione" e il "Tier 2"), da collocare esclusivamente presso investitori qualificati italiani ed esteri (con eccezione degli investitori statunitensi) e da quotare sul mercato regolamentato del Luxembourg Stock Exchange.

Il Tier 2 è stato emesso in data 23 maggio 2024 a 99,853%, con cedola fissa in ragione d'anno del 4,9%. L'emissione ha suscitato un forte interesse da parte degli investitori, a conferma della solida reputazione di cui UnipolSai e il Gruppo Unipol godono sui mercati internazionali. Durante il collocamento sono stati raccolti ordini superiori a euro 1,65 miliardi, con una copertura del book di circa 2,2 volte. Il Tier 2, al quale è stato assegnato un rating Ba1 per Moody's e BBB- per Fitch, è stato collocato per circa l'80% presso investitori istituzionali esteri.

Ai fini di una gestione efficiente delle proprie passività e subordinatamente all'esito favorevole dell'Emissione, il Consiglio di Amministrazione di UnipolSai ha altresì deliberato l'esercizio da parte della Compagnia dell'opzione di rimborso anticipato, già autorizzato dall'IVASS, del prestito obbligazionario subordinato perpetuo classificato nei fondi propri di base di livello 1 pari a euro 750

milioni, denominato "Euro 750,000,000 Fixed/Floating Undated Subordinated Notes" (ISIN XS1078235733). Il rimborso anticipato è stato perfezionato in data 18 giugno 2024, contribuendo al contenimento della leva finanziaria di UnipolSai.

Dimissioni del Vice Presidente

In data 27 giugno 2024, il signor Fabio Cerchiai ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Vice Presidente e Amministratore di UnipolSai, con decorrenza in pari data.

Dette dimissioni sono conseguenti alla nomina, avvenuta lo scorso 19 aprile, del signor Cerchiai quale Amministratore e Presidente del Consiglio di Amministrazione di BPER Banca SpA, carica che ha determinato una situazione di incompatibilità ai fini della normativa c.d. "interlocking". Il signor Cerchiai – Amministratore non esecutivo e non indipendente, né facente parte di alcun comitato – era stato nominato dall'Assemblea ordinaria degli Azionisti del 27 aprile 2022, nell'ambito dell'unica lista presentata dal socio di maggioranza Unipol Gruppo SpA.

Accordo sindacale in materia di Personale e accesso al Fondo di Solidarietà

Nell'ambito del percorso intrapreso per perseguire un continuo e graduale ricambio generazionale, nonché il rafforzamento di nuove specializzazioni e competenze, in data 15 luglio 2024 è stato sottoscritto da UnipolSai un accordo con le Organizzazioni sindacali finalizzato all'attuazione di un piano di accompagnamento alla pensione su base volontaria per circa 600 colleghi, tramite:

  • incentivazioni all'esodo per il personale che abbia già maturato o maturi il requisito al trattamento pensionistico ex "riforma Fornero" entro il 31 ottobre 2025; in tale caso la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro è stata fissata al 31 gennaio 2025 per coloro che hanno già maturato i requisiti richiesti, ovvero viene fissata, tempo per tempo, nell'ultimo giorno che precede la decorrenza del predetto trattamento pensionistico per coloro che hanno già maturato i requisiti richiesti per un numero complessivo di 63 dipendenti;
  • il ricorso alla sezione straordinaria del Fondo di solidarietà, per i colleghi che raggiungano i requisiti pensionistici nell'arco temporale fra il 1° novembre 2025 ed il 31 dicembre 2029; in tale caso le risoluzioni consensuali dei rapporti di lavoro dei predetti dipendenti avverranno con accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà a far tempo dal:
    • 1° febbraio 2025 (cessazione/ultimo giorno di lavoro il 31 gennaio 2025) per coloro che matureranno il trattamento pensionistico tra il 1° novembre 2025 ed il 31 dicembre 2027, per un numero complessivo di 66 dipendenti;
    • 1° luglio 2025 (cessazione/ultimo giorno di lavoro il 30 giugno 2025) per coloro che matureranno il trattamento pensionistico tra il 1° gennaio 2028 e il 31 dicembre 2029, per un numero complessivo di 469 dipendenti.

Inoltre, nel mese di dicembre 2024, è stato sottoscritto un accordo sindacale in materia di accompagnamento alla pensione per il personale dirigente che raggiungerà i requisiti pensionistici di anzianità contributiva o di vecchiaia entro il 31 dicembre 2029. L'accordo citato fa riferimento alle previsioni dell'istituto disciplinato dall'art. 4, commi da 1 a 7 ter, della legge n. 92 del 28 giugno 2012 (c.d. legge Fornero), così come modificata dall'art. 34, comma 54, della legge n. 221 del 17 dicembre 2012 e dall'art. 1, comma 160, della legge n. 205 del 27 dicembre 2017.

Destinatari potenziali del piano di accompagnamento sono 14 dirigenti.

Nomina di nuovi amministratori della Capogruppo

In data 21 ottobre 2024, l'assemblea ordinaria di Unipol, ha deliberato l'incremento del numero di Amministratori della Società da 15 a 19 e la nomina dei Signori/e Matteo Laterza, Stefano Caselli, Giusella Dolores Finocchiaro e Rossella Locatelli quali nuovi Amministratori, approvando la proposta presentata dai soci aderenti al patto parasociale cui aderiscono alcuni Azionisti di Unipol. Il mandato dei neo nominati Amministratori scadrà, contestualmente a quello degli altri Amministratori attualmente in carica, in occasione dell'Assemblea di approvazione del bilancio dell'esercizio 2024. Tutti i nuovi Consiglieri sono in possesso di esperienza diretta in primarie imprese assicurative avendo ricoperto ciascuno l'incarico di Consigliere in UnipolSai nonché, Matteo Laterza, l'incarico di Amministratore Delegato della stessa. I curricula vitae dei richiamati Amministratori sono consultabili nel sito internet della Società all'indirizzo www.unipol.it.

Regime di adempimento collaborativo con l'Agenzia delle Entrate

Nel corso del mese di dicembre 2024 Unipol è stata ammessa dall'Agenzia delle Entrate al regime fiscale di adempimento collaborativo (cooperative compliance). Il regime di adempimento collaborativo ha come principale obiettivo quello di instaurare un rapporto di fiducia e trasparenza tra Amministrazione Finanziaria italiana e contribuente per aumentare il livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. In particolare, la collaborazione si esplica attraverso un'interlocuzione costante e preventiva finalizzata a una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali. L'ammissione al regime di adempimento collaborativo è l'atto conclusivo di un'attività

istruttoria condotta dall'Agenzia delle Entrate a seguito della presentazione dell'istanza di adesione, lo scorso dicembre 2023. Tale ammissione si fonda sul possesso da parte dell'azienda di un adeguato sistema di rilevazione, gestione e controllo dei rischi fiscali, integrato all'interno di un più ampio sistema di controllo interno, in linea con la migliore prassi internazionale.

Andamento della gestione

Il Gruppo Unipol chiude l'esercizio 2024 con un utile netto consolidato pari a euro 1.119 milioni (-15,9% rispetto al 31/12/2023; +5,2% rispetto al risultato 2023 normalizzato, pari a euro 1.064 milioni, calcolato escludendo l'effetto del primo consolidamento a equity della partecipazione in Banca Popolare di Sondrio).

L'utile netto del gruppo assicurativo, determinato escludendo gli effetti derivanti dal consolidamento pro-quota delle collegate BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio ma considerando i solo dividendi di competenza del periodo, è pari a 860 milioni di euro (768 milioni di euro nel 2023, +12,0%).

Si segnala che il risultato consolidato al 31 dicembre 2024 considera lo stanziamento di un fondo di solidarietà per il prepensionamento di circa n. 600 dipendenti, per un importo pari a euro 173 milioni al lordo del relativo effetto fiscale, i cui benefici in termini di riduzione dei costi del personale avranno effetto nel corso dei prossimi esercizi. Si precisa inoltre che nell'analisi dei risultati per settori contabili, il confronto tra l'esercizio 2024 e il precedente è influenzato dall'intervenuta fusione di UnipolSai e delle Holding Intermedie nella capogruppo Unipol. Più precisamente, il contributo economico e patrimoniale della capogruppo Unipol (ex Unipol Gruppo) e delle Holding Intermedie è incluso nel settore Altre attività nei dati dell'esercizio 2023, mentre tale contributo è attribuito per l'esercizio 2024 ai settori Danni e Vita in ragione del cambio di attività della Capogruppo incorporante conseguente al perfezionamento della Fusione.

Al 31 dicembre 2024 la raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, si è attestata a euro 15.621 milioni, in crescita del 3,7% rispetto al 31/12/2023: l'incremento risulta pari al 4,6% escludendo dai dati 2023 il contributo di Incontra Assicurazioni ceduta nel corso del 2023.

La raccolta diretta nel comparto Danni, pari a 9.175 milioni di euro, ha registrato una crescita del 6,1% (+7,7% a perimetro omogeneo, ossia escludendo dai dati dall'esercizio 2023 il contributo di Incontra Assicurazioni ceduta nel corso del 2023) rispetto agli euro 8.651 milioni al 31/12/2023. A tale ammontare contribuiscono Unipol Assicurazioni, che registra premi per euro 7.306 milioni (+5,1%) e le altre principali compagnie del Gruppo: UniSalute per euro 1.013 milioni (+27,2%), Linear per euro 251 milioni (+16,3%) e Arca Assicurazioni per euro 313 milioni (+14,9%).

Il comparto Auto risulta in aumento del 9,2% rispetto all'esercizio precedente, registrando premi pari a euro 4.373 milioni. La gestione ha risentito positivamente dell'attività di miglioramento dei margini industriali volta a far fronte alla crescita del costo sinistri legata alla dinamica inflattiva che ha interessato il comparto e agli adeguamenti normativi dei valori di riferimento dei danni per macro-lesioni. In continuo sviluppo, inoltre, le garanzie accessorie comprese nel ramo Corpi Veicoli Terrestri che ha segnato una crescita del 17,6% rispetto al 2023.

Il comparto Non Auto denota ancora una positiva performance, con premi pari a 4.802 milioni di euro e una crescita del 3,4% (+6,3% a perimetro omogeneo) rispetto al 31/12/2023, risultato al quale hanno contribuito tutti i principali rami di attività e tutti i canali di vendita del Gruppo.

Il combined ratio al 31 dicembre 2024 è pari al 93,6%, rispetto al 98,2% realizzato al 31/12/2023. Il loss ratio è risultato pari al 67,6% (rispetto al 71,5% del 2023), mentre l'expense ratio si è attestato al 26,0% (contro il 26,7% al 31/12/2023).

Tutte le linee di business degli Ecosistemi hanno evidenziato performance positive.

L'Ecosistema Mobility registra in ambito assicurativo una raccolta pari a euro 4.742 milioni (+8,6% rispetto al 31/12/2023). UnipolMove, nel suo terzo anno di operatività sul mercato del telepedaggio, ha raggiunto il numero di 2 milioni di dispositivi in circolazione. L'Ecosistema Welfare ha riportato nel 2024 una raccolta pari a euro 1.825 milioni (+3% rispetto al 31/12/2023; +10% a perimetro omogeneo), con un incremento significativo di UniSalute (+27,2%), mentre l'Ecosistema Property, con una raccolta pari a euro 2.608 milioni, ha segnato una crescita del 3,7% (+4,4% a perimetro omogeneo).

Il risultato ante imposte del settore Danni è pari a euro 537 milioni contro euro 658 milioni al 31/12/2023. In particolare, sul risultato al 31 dicembre 2024 del settore Danni hanno impattato costi e interessi passivi riferibili a Unipol Gruppo SpA, precedentemente rappresentati nel settore Holding e Altre Attività, oltre al predetto fondo di solidarietà e ad alcuni costi straordinari, legati alla predetta fusione e alla svalutazione di asset della controllata UnipolRental.

Nel comparto Vita, il Gruppo ha realizzato una raccolta diretta pari a euro 6.446 milioni, con un incremento dello 0,6%, rispetto agli euro 6.409 milioni registrati nell'esercizio 2023. L'attività delle reti di vendita si è concentrata su prodotti tradizionali e multiramo, in una logica di ottimizzazione dei flussi netti delle gestioni separate, che ha consentito di raggiungere una raccolta netta positiva. In particolare, Arca Vita, unitamente alla controllata Arca Vita International, ha segnato una raccolta diretta pari a euro 2.805 milioni (+9,8% rispetto al 2023); Unipol ha realizzato una raccolta diretta pari a euro 3.601 milioni (-5,5% sul 2023 contraddistinto da una raccolta molto importante di Fondi Pensione chiusi).

Il risultato ante imposte del settore Vita è pari a euro 325 milioni contro euro 329 milioni dello scorso anno. Anche sul settore Vita influiscono i sopracitati effetti derivanti dalla Fusione e dal fondo di solidarietà, oltre all'onere per il contributo al nuovo Fondo Garanzia Vita per un importo pari a euro 18 milioni.

La redditività lorda del portafoglio degli investimenti finanziari assicurativi del Gruppo ha registrato un rendimento pari al 4,1% degli asset investiti di cui 3,5% da cedole e dividendi e 0,6% da realizzi e valutazioni. Lo stesso dato al 31/12/2023 era pari al 3,8%, di cui 3,4% legato alla componente cedole e dividendi e 0,4% ai realizzi e alle valutazioni.

La gestione degli investimenti finanziari ha beneficiato delle scelte di asset allocation, focalizzate su titoli a elevato merito creditizio, con un contestuale miglioramento in termini di diversificazione e profilo di rischio-rendimento complessivo.

Il risultato ante imposte del settore Collegate Bancarie al 31 dicembre 2024, che espone il consolidamento pro-quota dei risultati consolidati di BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio, è pari a euro 393 milioni (euro 597 milioni al 31/12/2023; euro 330 milioni escludendo l'effetto del primo consolidamento a equity della partecipazione in Banca Popolare di Sondrio).

Il risultato ante imposte del settore Altre Attività è pari a euro 61 milioni di euro (-19 milioni di euro al 31/12/2023). Prosegue il positivo contributo del Gruppo UNA, attiva nel settore alberghiero, che registra una crescita dei ricavi e un utile lordo di circa euro 31 milioni. Come menzionato in precedenza, anche questo settore risente del diverso perimetro derivante dalla Fusione.

Il patrimonio netto consolidato ammonta, al 31 dicembre 2024, a euro 9.628 milioni (euro 9.799 milioni di euro al 31/12/2023), di cui euro 9.321 milioni di euro di pertinenza del Gruppo.

L'indice di solvibilità di Gruppo al 31 dicembre 2024 risulta pari al 212% (215% al 31/12/2023).

Sintesi conto economico consolidato gestionale per settori

Rami Danni Rami Vita Attività Assicurativa
31/12/2024 31/12/2023 var. % 31/12/2024 31/12/2023 var. % 31/12/2024 31/12/2023 var. %
Ricavi assicurativi derivanti dai contratti
assicurativi emessi
9.112 8.947 1,8 698 623 12,0 9.810 9.571 2,5
Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti
assicurativi emessi
(8.369) (9.029) (7,3) (428) (376) 14,0 (8.797) (9.405) (6,5)
Risultato derivante da cessioni in riassicurazione (161) 247 n.s. (11) (6) 73,2 (172) 240 n.s.
Risultato dei servizi assicurativi 582 165 n.s. 259 241 7,2 841 406 107,1
Risultato degli investimenti* 722 669 8,0 1.462 1.308 11,8 2.185 1.977 10,5
Costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai
contratti assicurativi
(194) (97) (99,3) (1.340) (1.191) (12,5) (1.534) (1.289) (19,1)
Risultato finanziario netto (esclusi interessi
passivi su passività finanziarie)
528 572 (7,6) 122 116 4,9 650 688 (5,5)
Altri proventi/oneri (376) 8 n.s. (16) 6 n.s. (393) 13 n.s.
Utile (perdita) prima delle imposte e degli
interessi passivi su passività finanziarie
734 744 (1,3) 365 363 0,4 1.099 1.107 (0,8)
Interessi passivi su passività finanziarie (197) (86) 129,9 (40) (34) 17,3 (237) (120) 97,9
Utile (perdita) prima delle imposte 537 658 (18,5) 325 329 (1,4) 861 987 (12,8)
Imposte (85) (157) (45,8) (92) (94) (2,2) (177) (250) (29,5)
Utile (perdita) attività operative cessate
Utile (perdita) consolidato 452 502 (9,9) 233 235 (1,1) 685 737 (7,1)
Utile (perdita) di Gruppo
Utile (perdita) di Terzi

* dato al netto degli interessi passivi su passività finanziarie

Tra gli aspetti che hanno caratterizzato l'andamento economico del Gruppo si segnalano i seguenti:

  • la raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, risulta pari a euro 15.621 milioni (euro 15.060 milioni al 31/12/2023, +3,7%). La raccolta diretta Danni ammonta a euro 9.175 milioni (euro 8.651 milioni al 31/12/2023, +6,1%) e quella Vita euro 6.446 milioni (euro 6.409 milioni al 31/12/2023, +0,6%), di cui euro 1.997 milioni relativi a prodotti di investimento dei rami Vita (euro 2.237 milioni al 31/12/2023);
  • il combined ratio, netto riassicurazione, nel comparto Danni è del 93,6% (98,2 % al 31/12/2023).
Collegate bancarie Altre attività Elisioni intersettoriali Totale Consolidato
31/12/2024 31/12/2023 var. % 31/12/2024 31/12/2023 var. % 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 var. %
9.810 9.571 2,5
(8.797) (9.405) (6,5)
(172) 241 n.s.
841 407 106,6
393 597 (34,1) 77 117 (34,0) (69) (67) 2.586 2.623 (1,4)
(1.534) (1.289) (19,0)
393 597 (34,1) 77 117 (34,0) (69) (67) 1.052 1.334 (21,1)
(4) (46) (91,9) 42 44 (354) 10 n.s.
393 597 (34,1) 73 71 3,2 (27) (24) 1.539 1.751 (12,1)
(13) (90) (86,1) 27 24 (223) (186) 19,8
393 597 (34,1) 61 (19) n.s. 1.316 1.565 (15,9)
(20) 16 n.s. (197) (234) (15,8)
393 597 (34,1) 41 (2) n.s. 1.119 1.331 (15,9)
1.074 1.101
45 230

Performance Attività Assicurativa

Complessivamente l'Attività Assicurativa del Gruppo chiude con un risultato ante imposte positivo per euro 861 milioni (euro 987 milioni al 31/12/2023, -12,8%), di cui euro 537 milioni relativi al comparto Danni (euro 658 milioni al 31/12/2023, -18,5%) ed euro 325 milioni relativi al comparto Vita (euro 329 milioni al 31/12/2023, -1,4%).

Gli Investimenti e le disponibilità liquide ammontano, al 31 dicembre 2024, a euro 66.857 milioni (euro 61.780 milioni al 31/12/2023), di cui euro 14.559 milioni nei rami Danni (euro 13.035 milioni al 31/12/2023) ed euro 52.298 milioni nei rami Vita (euro 48.744 milioni al 31/12/2023).

Le Passività assicurative ammontano a euro 53.226 milioni (euro 51.200 milioni al 31/12/2023), di cui euro 13.817 milioni nei rami Danni (euro 13.585 milioni al 31/12/2023) ed euro 39.409 milioni nei rami Vita (euro 37. 615 milioni al 31/12/2023).

Le Passività finanziarie ammontano a euro 17.925 milioni (euro 13.489 milioni al 31/12/2023), di cui euro 5.218 milioni nei rami Danni (euro 2.301 milioni al 31/12/2023) ed euro 12.707 milioni nei rami Vita (euro 11.188 milioni al 31/12/2023).

La raccolta complessiva (premi diretti e indiretti e prodotti di investimento) al 31 dicembre 2024 ammonta a euro 15.685 milioni (euro 15.205 milioni al 31/12/2023, +3,2%). La raccolta Danni ammonta a euro 9.238 milioni (euro 8.796 milioni al 31/12/2023, +5%) e la raccolta Vita ammonta a euro 6.446 milioni (euro 6.410 milioni al 31/12/2023, +0,6%), di cui euro 1.997 milioni relativi ai prodotti di investimento (euro 2.237 milioni al 31/12/2023, -10,7%).

La raccolta diretta ammonta a euro 15.621 milioni (euro 15.060 milioni al 31/12/2023, +3,7%), di cui euro 9.175 milioni di rami Danni (+6,1%) ed euro 6.446 milioni di rami Vita (+0,6%).

Valori in milioni di euro

31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp. % var.%
Raccolta diretta Danni 9.175 58,7 8.651 57,4 6,1
Raccolta diretta Vita 6.446 41,3 6.409 42,6 0,6
Totale raccolta diretta 15.621 100,0 15.060 100,0 3,7

La raccolta indiretta Danni e Vita al 31 dicembre 2024 ammonta a complessivi euro 64 milioni (euro 145 milioni al 31/12/2023, -55,7%), quasi interamente costituita da rami Danni.

Valori in milioni di euro

31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp.% var.%
Premi indiretti rami Danni 64 99,4 145 99,8 (55,9)
Premi indiretti rami Vita 0,6 0,2 45,1
Totale premi indiretti 64 100,0 145 100,0 (55,7)

I premi ceduti del Gruppo ammontano complessivamente a euro 545 milioni (euro 515 milioni al 31/12/2023), di cui euro 522 milioni di premi ceduti nei rami Danni (euro 494 milioni al 31/12/2023) ed euro 23 milioni nei rami Vita (euro 21 milioni al 31/12/2023). Gli indici di conservazione si mantengono sostanzialmente stabili sia nei rami Danni sia nei rami Vita.

Valori in milioni di euro
31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp. % var. %
Premi ceduti rami Danni 522 95,8 494 95,9 5,7
indice di conservazione rami Danni (%) 94,4% 94,4%
Premi ceduti rami Vita 23 4,2 21 4,1 8,4
Indice di conservazione rami Vita (%) 99,5% 99,5%
Totale premi ceduti 545 100,0 515 100,0 5,8
Indice di conservazione globale (%) 96,0% 96,0%

Rami Danni

I premi complessivi (diretti e indiretti) del portafoglio Danni al 31 dicembre 2024 ammontano a euro 9.238 milioni (euro 8.796 milioni al 31/12/2023, +5%). I premi del solo lavoro diretto ammontano a euro 9.175 milioni (euro 8.651 milioni al 31/12/2023, +6,1%).

Raccolta diretta Rami Danni

Totale premi diretti Danni 9.175 100,0 8.651 100,0 6,1
7,5 Totale premi Non Auto 4.802 52,3 4.645 53,7 3,4
16,2
8,8
Altri rami elementari 685 7,5 674 7,8 1,7
R.C. generale (ramo 13) 809 8,8 807 9,3 0,3
Incendio e Altri danni ai beni (rami 8 e 9) 1.483 16,2 1.392 16,1 6,5
35,5 Infortuni e Malattia (rami 1 e 2) 1.825 19,9 1.772 20,5 3,0
19,9 Totale premi Auto 4.373 47,7 4.006 46,3 9,2
Corpi veicoli terrestri (ramo 3) 1.114 12,1 947 10,9 17,6
12,1 R.C. auto e veicoli marittimi, lacustri e fluviali
(rami 10 e 12)
3.259 35,5 3.059 35,4 6,5
31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp. % var.%
Valori in milioni di euro

Nel comparto Auto la raccolta premi del ramo R.C. Auto è di euro 3.259 milioni, in crescita del 6,5% rispetto al 31/12/2023 come anche il ramo Corpi Veicoli Terrestri con una raccolta pari a euro 1.114 milioni (euro 947 milioni al 31/12/2023). In crescita anche il comparto Non Auto, con premi pari a euro 4.802 milioni, che registra una raccolta in incremento del 3,4%.

Sinistri Danni

Come già indicato nei paragrafi precedenti, nel corso dell'esercizio 2024 la gestione ha risentito positivamente dell'attività di recupero margini volta a far fronte alla crescita del costo sinistri legata alla dinamica inflattiva che ha interessato il comparto sia per quanto concerne i costi di riparazione dei veicoli che per gli adeguamenti normativi dei valori di riferimento dei danni per macro-lesioni.

Il tasso di sinistralità (loss ratio al netto della riassicurazione nei rami Danni) è pari al 67,6% (71,5% al 31/12/2023).

Il numero dei sinistri denunciati, senza considerare il ramo R.C. Auto, registra un incremento del 10,8%. Di seguito viene riportata la tabella con evidenza della variazione per ramo.

Numero sinistri denunciati (escluso ramo R.C.Auto)

31/12/2024 31/12/2023 var.%
Corpi Veicoli Terrestri (ramo 3) 362.802 446.992 (18,8)
Infortuni (ramo 1) 111.423 112.542 (1,0)
Malattia (ramo 2) 7.282.670 6.287.983 15,8
Incendio e Altri danni ai beni (rami 8 e 9) 299.669 378.542 (20,8)
R.C. Generale (ramo 13) 86.624 90.737 (4,5)
Altri rami elementari 541.489 524.060 3,3
Totale 8.684.677 7.840.856 10,8

Per quanto riguarda il ramo R.C. Auto, dove si applica la convenzione CARD4, nel 2024 le gestioni relative a sinistri "causati" (No Card, Card Debitori o Card Naturali) denunciati sono n. 509.292 in diminuzione del 4,8% (n. 534.844 nel 2023).

I sinistri denunciati che presentano almeno una gestione Card Debitrice sono n. 319.072 in calo del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente.

I Card Gestionari sono n. 378.583 (comprensivi di n. 71.270 Card Naturali, sinistri avvenuti tra assicurati presso la medesima compagnia) in calo del 5,7%. La velocità di liquidazione nell'esercizio 2024 è stata del 78,9% contro il 77,9% dell'esercizio precedente.

Il peso delle gestioni conformi ai principi di applicabilità della convenzione Card (sia gestionarie sia debitrici) sul totale delle gestioni (No Card + Card Gestionarie + Card Debitrici) al 31 dicembre 2024 è pari a 85,4% (invariata rispetto al 31/12/2023).

L'expense ratio del comparto Danni, al netto della riassicurazione, risulta pari al 26% (26,7% al 31/12/2023).

Il combined ratio, al netto della riassicurazione, è risultato, al 31 dicembre 2024, pari al 93,6% (98,2% al 31/12/2023).

Raccolta rami Danni e andamento delle principali compagnie del Gruppo

La raccolta diretta riconducibile alla Capogruppo Unipol è pari a euro 7.306 milioni (+5,1%), di cui euro 4.027 milioni nei rami Auto (+8,8%) ed euro 3.279 milioni nei rami Non Auto (+0,9%).

Unipol Assicurazioni Spa - Raccolta diretta Rami Danni

Valori in milioni di euro
31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp.% var.%
R.C. auto e veicoli marittimi, lacustri e fluviali (rami 10 e 12) 2.975 40,7 2.811 40,4 5,8
Corpi veicoli terrestri (ramo 3) 1.052 14,4 890 12,8 18,2
Totale premi Auto 4.027 55,1 3.701 53,2 8,8
Infortuni e Malattia (rami 1 e 2) 671 9,2 736 10,6 (8,8)
Incendio e Altri danni ai beni (rami 8 e 9) 1.346 18,4 1.282 18,4 5,0
R.C. generale (ramo 13) 782 10,7 780 11,2 0,3
Altri rami elementari 480 6,6 452 6,5 6,1
Totale premi Non Auto 3.279 44,9 3.250 46,8 0,9
Totale premi diretti Danni 7.306 100,0 6.952 100,0 5,1

Per quanto riguarda la raccolta nei rami Auto, euro 2.975 milioni sono relativi ai rami R.C. Auto e R.C. Veicoli marittimi, lacustri e fluviali (euro 2.811 milioni al 31/12/2023, +5,8%).

Nel comparto Auto, la crescita della raccolta interessa sia il ramo R.C. Auto, per effetto dell'incremento di premio medio, sia il ramo Corpi Veicoli Terrestri dove, alla crescita di premio medio delle diverse garanzie, si aggiunge l'effetto di un importante accordo di distribuzione siglato a fine 2023.

Il ramo R.C. Auto chiude il 2024 con raccolta premi in crescita: gli interventi di recupero della marginalità effettuati a partire dalla fine del 2022 hanno, infatti, permesso una significativa inversione del trend di calo del premio medio che aveva caratterizzato il comparto negli ultimi 10 anni. La risalita del premio medio, accelerata nel secondo semestre del 2023 e proseguita, anche se con una minore incisività, nel corso del 2024, ha garantito l'incremento degli incassi che riguarda sia il comparto Auto Singole che il comparto Auto Flotte, compensando la contrazione del portafoglio clienti. Il ritorno a una normalità post-pandemica ha mantenuto un certo vantaggio in termini di frequenza sinistri, che segna un'ulteriore riduzione rispetto al 2023, con conseguente decremento del numero dei sinistri, dovuto anche

4 Di seguito una sintetica descrizione dei termini utilizzati:

- sinistri No Card: sinistri regolati dal regime ordinario che non rientrano nell'ambito di applicazione della CARD;

- sinistri Card Debitrice: sinistri regolati dalla CARD in cui il "nostro" assicurato è responsabile in tutto o in parte, che vengono liquidati dalle compagnie di controparte alle quali la "nostra" compagnia deve corrispondere un rimborso forfetario ("Forfait Debitrice");

- sinistri Card Gestionaria: sinistri regolati dalla CARD in cui il "nostro" assicurato è non responsabile, in tutto o in parte, che vengono liquidati dalla "nostra" compagnia alla quale le compagnie di controparte devono corrispondere un rimborso forfetario ("Forfait Gestionaria").

Va tuttavia precisato che la classificazione sopra indicata rappresenta una schematizzazione semplificata in quanto, in realtà, un singolo sinistro può comprendere partite di danno rientranti in ognuna delle tre gestioni sopra indicate.

al calo del portafoglio. Di contro è in crescita il costo sinistri per effetto dell'incremento del costo medio derivante dalle spinte inflazionistiche e dagli orientamenti giurisprudenziali in materia di microlesioni e quantificazione dei danni parentali sui sinistri mortali. La forte ripresa del premio medio ed il miglioramento della frequenza sinistri hanno garantito il mantenimento del positivo risultato tecnico del ramo.

Per quanto riguarda il ramo Corpi Veicoli Terrestri, la raccolta premi registra un trend di crescita in doppia cifra, dovuto in particolare al comparto Auto Flotte grazie a un importante accordo di distribuzione con un primario Gruppo internazionale. L'incremento della raccolta premi per la parte Auto Singole è comunque significativo e determinato principalmente dall'aumento del premio medio di alcune garanzie rilevanti, tra cui Eventi Naturali, Kasko e Cristalli. La forte contrazione del denunciato e dei costi è dovuta al confronto con il 2023 gravato dagli eccezionali eventi naturali alluvionali e grandinigeni e dai primi risultati legati alle azioni di portafoglio sul ramo.

Nel comparto Non Auto, la leggera crescita è determinata dai rami Property, su cui sono state effettuate importanti azioni di riposizionamento tariffario, che compensano la contrazione nel "segmento persone", prevalentemente legata alla riduzione del ramo Malattia per il progetto Unisalute 2.0, che prevede l'accentramento del portafoglio malattia su UniSalute, compagnia specialistica del Gruppo. Per l'anno 2024 l'effetto di riduzione è dovuto principalmente al passaggio in UniSalute delle polizze collettive caratterizzate da un volume di incassi significativo, mentre sul portafoglio retailla diminuzione è stata più graduale.

Il ramo Infortuni chiude l'esercizio 2024 con la raccolta premi in flessione. Il contesto macroeconomico continua a causare una contrazione della capacità di spesa assicurativa dei clienti e le diverse iniziative commerciali attivate hanno sostenuto parzialmente lo sviluppo e la retention. In ambito Retail la contrazione dei premi è determinata dal calo dei contratti Infortuni della Circolazione, sottoscritti in concomitanza con la stipula delle polizze Auto che risultano quindi correlati con le dinamiche dei prezzi della R.C. Auto, mentre le altre polizze individuali segnano una ripresa produttiva. Nel comparto delle coperture di rischi collettivi in ambito Gare per Enti Pubblici e Federazioni Sportive è proseguita la politica assuntiva più restrittiva finalizzata al recupero di marginalità che ha portato ad una contrazione dei premi, mentre negli altri comparti si registra un incremento della raccolta.

Per contro, la raccolta premi del ramo Altri Danni ai Beni si conferma in crescita in tutte le Linee di Business, anche per effetto di azioni di riposizionamento tariffario sia sui prodotti a listino che sul portafoglio. Anche il ramo Incendio conferma il significativo incremento della raccolta premi rilevato nel corso dell'anno, con crescite sia nella Linea Retail, nel comparto Casa, sia nella Linea SME (Small Medium Enterprise) in tutti i segmenti di business, con punte significative su Condomini, Commercio ed Enti Pubblici. Tale evoluzione positiva della raccolta è dovuta prevalentemente ad azioni di movimentazioni e riposizionamenti tariffari del portafoglio e dei prodotti a listino. Anche il comparto Corporate registra un incremento degli incassi legato anche alle azioni di recupero marginalità messe in atto a partire dal 2023.

La raccolta premi del ramo Responsabilità Civile Generale, sempre improntata su politiche assuntive particolarmente attente, rimane pressoché stabile sull'anno precedente. La buona performance della Linea Corporate, nonché della Linea Retail e dei comparti Edilizia e Commercio, riescono a compensare la flessione dei segmenti Enti Pubblici, legata ad azioni di portafoglio, nonché Professionisti dove sono venute a mancare le attività di asseverazioni legate al Superbonus 110%.

Il ramo Merci Trasportate presenta un calo nella raccolta premi sostanzialmente ascrivibile al trasferimento di un rischio rilevante verso Siat, la Compagnia specialistica di Gruppo. In misura minore il ramo risente della forte concorrenza in atto abbinata a una contrazione di una parte dei fatturati di alcune aziende rilevanti. Per contro l'azione commerciale e il gradimento della rete contengono la perdita e generano diverse opportunità di coperture.

Le azioni realizzate nel corso del 2024, volte a rendere più efficienti i processi liquidativi, sono state:

  • Telematica: prosegue il progetto avviato in collaborazione con UnipolTech volto a migliorare l'efficacia delle box e a incrementare il set di dati disponibili. In ottica di evoluzione del processo di liquidazione telematica e dell'utilizzo in modo innovativo delle informazioni fornite dalla scatola nera per i sinistri Rami Auto, sono state integrate anche nell'applicativo sinistri le informazioni dei dati telematici raccolti, al fine di fornire al liquidatore più informazioni. Sono, inoltre, in costante miglioramento anche i modelli predittivi della responsabilità del sinistro al fine di migliorare la verifica, da parte del liquidatore, di coerenza tra quanto dichiarato e l'effettiva dinamica dell'evento.
  • Tool rilevazione eventi atmosferici: è stato migliorato il tool di rilevazione dell'intensità degli eventi atmosferici, inizialmente focalizzato sull'intensità delle precipitazioni (fino alla grandine) e ora arricchito con ulteriori mappe che rappresentano anche la presenza e l'intensità di fenomeni ventosi ed esondazioni dei corsi d'acqua. Questi dati, associati con quelli della telematica, concorrono all'ottimizzazione della gestione dei sinistri, in termini di velocità e accuratezza di determinazione della dinamica e della colpa, nonché al contenimento del costo medio.
  • CPM/SPM: il CPM (Centro Perizia Medica) è un servizio offerto al danneggiato con lesioni lievi (Auto, Infortuni o R.C. Generale), al quale viene data la possibilità di effettuare la visita medico-legale direttamente presso gli uffici della Compagnia per poi essere prontamente liquidato. È stato ottimizzato il processo di prenotazione delle visite potenziando il servizio di contatto del cliente e introducendo l'utilizzo di nuove funzionalità.

  • Sinistri con lesioni: sono continuati gli interventi per ottimizzare la gestione di sinistri con lesioni, attraverso la realizzazione di diversi tool e procedure, che hanno rafforzato l'uso dei dati per identificare tipologia/gravità delle lesioni e ottimizzato il percorso di gestione della lesione e della riservazione.
  • Riparazione Diretta Rami Elementari (RE): è in corso il progetto relativo alla creazione di un network di artigiani di Compagnia, con la creazione di UnipolHome, per favorire l'evoluzione del modello di Riparazione Diretta RE attuale a uno più strutturato, con presidio completo di Compagnia. L'obiettivo ultimo dell'azione è il conseguimento dei benefici in termini di costo e servizio sulla liquidazione Property.
  • Customer Journey Auto e Property: la revisione delle Customer Journey dei clienti, che subiscono un sinistro Auto o Property, è stata un'altra delle priorità del Piano Strategico 2022-2024. In maniera personalizzata, attraverso i dati del cliente e i dati digitali raccolti durante e dopo il sinistro, grazie all'impiego delle nuove tecnologie, si stanno impostando interventi che garantiranno un'esperienza multicanale, semplice, veloce e al passo con i tempi.

Arca Assicurazioni registra un utile netto al 31 dicembre 2024 pari a circa euro 56 milioni (euro 66 milioni al 31/12/2023), raggiungendo una raccolta premi diretta di euro 312,7 milioni (+14,9%). Nello specifico, si rileva un incremento sia nel comparto Non Auto (+17,2%), sia nel comparto Auto (+6,2%). La ripartizione del portafoglio fra i canali distributivi è quasi totalmente focalizzata sul canale bancario che, al 31 dicembre 2024, raccoglie il 99,1% dei premi danni totali (in linea con il 2023). Complessivamente, il canale bancario ha fatto registrare un incremento nella raccolta premi pari al 14,9% rispetto all'esercizio precedente, con premi contabilizzati pari a euro 309,9 milioni.

Compagnia Assicuratrice Linear, specializzata nella vendita diretta di prodotti assicurativi attraverso canali "telematici", ha evidenziato nel 2024 un utile pari a euro 9,3 milioni in calo rispetto al 31/12/2023 (euro 10,8 milioni). Nel corso del 2024 ha emesso premi per euro 251,3 milioni, in incremento rispetto all'analogo periodo del precedente esercizio (+16,3%, con euro 216 milioni), prevalentemente concentrati nei rami Auto. Positivo anche l'apporto della commercializzazione del prodotto "Poste Guidare Sicuri LN", collocato tramite la rete di Poste Italiane, che ha registrato premi per circa euro 14,3 milioni (euro 10,5 milioni al 31/12/2023). Il nuovo prodotto "Berebel Autovetture", in collaborazione con Berebel, nel 2024 ha registrato premi per circa euro 21,5 milioni (euro 7 milioni al 31/12/2023). Alla fine dell'esercizio 2024 i contratti in portafoglio sono prossimi alle 717 mila (+4,8%), in aumento rispetto allo sviluppo di portafoglio sperimentato negli ultimi anni.

DDOR Novi Sad registra un risultato totale (settore Danni e settore Vita) al 31 dicembre 2024 positivo per circa euro 8,6 milioni (contro un risultato totale al 31/12/2023 di 4,2 milioni di euro), grazie al prevalente apporto di un risultato tecnico netto positivo del comparto Danni. La raccolta premi complessiva è in crescita e si attesta a euro 152,6 milioni al 31 dicembre 2024 (di cui euro 131,7 milioni nel settore Danni) contro gli euro 134,1 milioni al 31/12/2023 (di cui euro 113,9 milioni nel settore Danni). In un mercato assicurativo serbo altamente concentrato e dominato dal business Danni (pari circa all'80%), DDOR rappresenta uno dei principali attori: nel corso del 2024, il mercato complessivo, secondo i dati preliminari pubblicati dalla Camera di commercio e industria della Serbia, è cresciuto di circa il 14%, trend inferiore rispetto al ritmo di crescita della società, pari al 16%.

SIAT ha evidenziato nel 2024 un utile pari a euro 4,7 milioni (euro 5,8 milioni al 31/12/2023). La raccolta premi lorda complessiva (diretta e indiretta) risulta in calo del 7,3% e pari a euro 178 milioni (euro 192 milioni al 31/12/2023). In particolare, per quanto riguarda il settore Corpi il calo della produzione è da ricondursi a uno slittamento dei rinnovi delle coperture su importanti cantieri navali che ha comportato una riduzione del periodo di copertura di competenza dell'esercizio e a una sopraggiunta scadenza nel corso 2024 di coperture pluriennali rilevanti. Da segnalare una leggera flessione nel settore Merci, i cui dati di chiusura confermano quanto già rilevato nel corso dell'anno: sui premi ha inciso in maniera rilevante l'apporto dei premi addizionali praticati per la copertura dei rischi guerra, in prevalenza su carichi petroliferi con partenza da porti russi. Con l'obiettivo di una maggiore diversificazione del portafoglio, tale settore continua a ricercare e sviluppare (mediante intermediari medio piccoli) affari con clienti appartenenti alla piccola – media impresa, normalmente più remunerativi.

La produzione Corpi e Merci ha positivamente risentito dell'aumento (+6%) registrato dal dollaro statunitense.

UniSalute, compagnia di assicurazione specializzata nel comparto sanitario, conferma la propria leadership nel comparto Salute incrementando la raccolta del lavoro diretto del 27,2%. La raccolta premi complessiva (inclusiva del lavoro indiretto) è pari a circa euro 1.040 milioni (euro 796,2 milioni al 31/12/2023), in crescita del 30,6%. Sul versante della sinistralità, nel ramo Malattia i sinistri pagati nell'esercizio risultano pari a circa euro 620 milioni, in aumento rispetto al 2023 (+30,6%), mentre nel ramo Infortuni i sinistri pagati nell'esercizio ammontano a euro 6,1 milioni (+22,2%). L'incremento è attribuibile, oltre all'aumento della sinistralità del portafoglio corporate, anche all'incidenza dei sinistri dei canali retail, PMI e bancassurance, per i quali si è evidenziata una corrispondente crescita della raccolta.

La raccolta del periodo ha beneficiato di alcune significative nuove aggiudicazioni a favore di UniSalute, in particolare segnaliamo: UNI.CA (Cassa di Assistenza del Gruppo Unicredit), Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, Fondo FasGeP (Fondo di

Assistenza Sanitaria dei dipendenti del comparto Gomma e Plastica), Fondazione Enasarco (tramite Mutua Hygeia). Inoltre, la raccolta ha beneficiato dei rinnovi di tutti i principali contratti in scadenza, delle riforme di importanti piani sanitari già in portafoglio e dell'incremento della popolazione assicurata nei principali Fondi di settore.

Si segnala infine il lancio del nuovo sito avvenuto nel mese di dicembre 2024 che, insieme al nuovo prodotto "UniSalute per te", consente al cliente di operare in un ambiente innovativo, con maggiore possibilità di personalizzare la polizza rispetto al passato. L'esercizio 2024 evidenzia un utile di euro 100,1 milioni, in crescita rispetto a euro 71,9 milioni rilevati alla fine del 2023.

Nuovi prodotti

Nel comparto R.C. Auto e Corpi Veicoli Terrestri si segnala, a partire da maggio 2024, il recepimento delle disposizioni del Decreto Legislativo 22 novembre 2023, n. 184 (c.d. Decreto RCA), in esecuzione della Direttiva (UE) 2021/2118 concernente l'assicurazione R.C. Auto e il controllo dell'obbligo di assicurare tale responsabilità. Al riguardo si precisa che IVASS ha invitato tutte le imprese che operano su Preventivass a disabilitare, nel caso fosse stata attivata, la clausola aggiuntiva della sospensione, sottraendola agli elementi facoltativi oggetto di libera contrattazione tra le parti.

Fra i principali argomenti oggetto di intervento si segnalano:

  • Kasko: la garanzia base è stata ristretta a un solo sinistro per annualità assicurativa; contestualmente è stata inserita una personalizzazione denominata "Kasko Extra" che, con una maggiorazione di premio, supera tale limitazione;
  • Smart Drive: con riferimento al dispositivo Unibox Smart Drive, è stato rivisto il processo di sostituzione in caso di guasto accertato. In particolare, il cliente viene invitato a recarsi presso la propria agenzia di riferimento, anziché presso un installatore convenzionato, per provvedere alla sostituzione del dispositivo associando un nuovo numero seriale al voucherdel cliente;
  • risoluzione del contratto: sono state inserite due nuove casistiche per le quali è possibile procedere con la risoluzione della copertura R.C. Auto:
    • veicolo inidoneo all'uso come mezzo di trasporto, tramite formale comunicazione alla Compagnia;
    • veicolo per il quale viene documentato il divieto all'uso, in via temporanea o permanente, in forza di una misura adottata dall'autorità competente conformemente alla normativa vigente (es. fermo amministrativo, confisca e sequestro).

Nell'esercizio 2024, per il listino Auto, sono stati adottati alcuni interventi di revisione tariffaria con l'obiettivo di perseguire l'eccellenza tecnica nei rami Danni Auto e di garantire adeguati livelli di sviluppo e marginalità. Sono state introdotte nuove misure atte a ridurre, rispetto al passato, l'esposizione del portafoglio ai fenomeni catastrofali: non risulta infatti essere più sufficiente modificare solo i livelli dei coefficienti tariffari, ma si è reso necessario rivedere anche i contenuti dell'offerta alla clientela, già a partire dal 1° febbraio 2024.

Per quanto concerne il comparto Non Auto, Unipol ha provveduto all'aggiornamento del prodotto Unipol Casa&Servizi, apportando revisioni normative e tariffarie. A partire dal mese di gennaio 2024, la nuova edizione del prodotto è stata focalizzata principalmente sulla garanzia "Eventi Atmosferici" con la finalità di presidiare con maggiore attenzione l'andamento tecnico della garanzia, al fine di poter sostenere una ragionevole marginalità rispetto al nuovo contesto climatico ed economico anche attraverso l'integrazione di un più aggiornato modello di tariffazione dei rischi alluvione e allagamento che prevede nuove mappe di rischio territoriale e una differente "clusterizzazione" delle stesse, in ottica di un miglior presidio delle aree maggiormente esposte a potenziali eventi estremi.

Si segnala inoltre l'iniziativa di ascolto continuo e di monitoraggio della soddisfazione del cliente, che il Gruppo Unipol sta portando avanti da tre anni, denominata "Voice of Customer" (VOC). Il modello VOC prevede la somministrazione di questionari di soddisfazione ai clienti che hanno interagito con l'azienda, l'analisi degli stessi e il ricontatto dei clienti non soddisfatti, allo scopo di comprenderne le ragioni e risolvere le problematiche. Le informazioni raccolte, infatti, sono fondamentali per identificare esigenze e aspettative, al fine di offrire un servizio più personalizzato e proattivo. Dopo una prima fase pilota, a partire dal mese di novembre 2024 il progetto è approdato in tutte le agenzie. Il modello VOC accresce il livello di fidelizzazione dei clienti, costruendo relazioni di lungo termine e riducendo il tasso di abbandono, a dimostrazione del fatto che l'analisi dei dati è fondamentale per prendere decisioni strategiche, ottimizzando i processi interni.

Rami Vita

La raccolta diretta Vita, che rappresenta la quasi totalità della raccolta, ammonta complessivamente a euro 6.446 milioni (euro 6.409 milioni al 31/12/2023), di cui euro 1.997 milioni di prodotti di investimento (euro 2.237 milioni al 31/12/2023), ed è composta come segue:

Raccolta diretta Rami Vita

31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp. % var.%
Totale raccolta
I - Assicurazioni sulla durata della vita umana 4.285 66,5 3.986 62,2 7,5
III - Ass. connesse con fondi di inv./indici di mercato 639 9,9 466 7,3 37,2
IV - Malattia 16 0,2 14 0,2 10,3
V - Operazioni di capitalizzazione 132 2,0 151 2,4 (12,8)
VI - Fondi pensione 1.374 21,3 1.792 28,0 (23,3)
Totale raccolta diretta rami Vita 6.446 100,0 6.409 100,0 0,6
- di cui prodotti di investimento 1.997 31,0 2.237 34,9 (10,7)

Rendimenti Gestioni Separate e minimi garantiti

Fondi Pensione

Unipol Assicurazioni, pur nell'attuale difficile contesto economico, ha mantenuto la propria posizione di rilievo nel mercato della previdenza complementare.

Al 31 dicembre 2024 Unipol Assicurazioni gestisce complessivamente n. 28 mandati per Fondi Pensione Negoziali (di cui n. 22 mandati per gestioni "con garanzia di capitale e/o di rendimento minimo"). Alla stessa data le risorse complessivamente gestite ammontano a euro 6.587 milioni (di cui euro 5.868 milioni con garanzia). Al 31/12/2023 UnipolSai gestiva lo stesso numero di mandati per un valore complessivo di risorse gestite pari a euro 5.834 milioni (di cui euro 5.187 milioni con garanzia).

Con riferimento ai Fondi Pensione Aperti, il Gruppo al 31 dicembre 2024 gestisce n. 2 fondi pensione aperti (Unipol Previdenza FPA, Fondo Pensione Aperto BIM Vita) che alla stessa data contano un totale di n. 41.603 iscritti ed un patrimonio complessivo di circa euro 1.007 milioni. Al 31/12/2023 i medesimi Fondi presentavano un patrimonio complessivo di euro 953 milioni ed un numero totale di aderenti pari a n. 41.337 unità.

Raccolta rami Vita e andamento delle principali compagnie del Gruppo

La raccolta diretta riconducibile alla Capogruppo Unipol è pari a euro 3.601 milioni (euro 3.811 milioni al 31/12/2023, -5,5%).

31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp.% var.%
Totale raccolta
I - Assicurazioni sulla durata della vita umana 1.955 54,3 1.709 44,8 14,4
III - Ass. connesse con fondi di inv./indici di mercato 130 3,6 149 3,9 (13,0)
IV - Malattia 16 0,4 14 0,4 10,1
V - Operazioni di capitalizzazione 132 3,7 151 4,0 (12,8)
VI - Fondi pensione 1.369 38,0 1.788 46,9 (23,4)
Totale raccolta diretta rami Vita 3.601 100,0 3.811 100,0 (5,5)
- di cui Prodotti di investimento 1.499 41,6 1.936 50,8 (22,6)

Nel settore delle polizze individuali (che presenta un incremento pari all'8,1% rispetto al 2023) la scelta distributiva del 2024 è stata influenzata dal contesto finanziario caratterizzato da tassi alti d'interesse con una conseguente opportunità di sviluppo nel ramo I (+14,4%), colta dalla Compagnia attraverso il nuovo prodotto Unipol Investimento MultiGest, costruito con un mix di Gestioni separate per garantire un rendimento prospettico elevato tale da rendere il prodotto competitivo rispetto ad altri strumenti finanziari. L'offerta 2024 ha visto anche il proseguimento della campagna sul prodotto Unipol Investimento Garantito che, a determinate condizioni, prevede l'applicazione di una minore commissione di gestione.

La clientela ha risposto positivamente alla proposta distributiva, garantendo all'esercizio 2024 ottime performance di vendita nel ramo I che hanno permesso di compensare parzialmente i flussi in uscita e una riduzione del saldo netto negativo. Per contro, l'offerta verso prodotti Gestioni Separate stand-aloneha ridotto la raccolta di ramo III, complessivamente in calo del 13% rispetto al 2023.

Nel settore delle polizze collettive si evidenzia un decremento del 14,2% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente, imputabile però alla minore raccolta nel ramo VI con i Fondi Pensione Negoziali. Al netto dei Fondi Pensione, la raccolta delle collettive risulta in incremento del 16,6% ed evidenzia un ottimo sviluppo anche di questo comparto.

A completamento della lettura dei dati per ramo ministeriale, si segnala inoltre l'incremento del 10,1% nel ramo IV.

I premi di prima annualità si decrementano rispetto all'esercizio precedente (-3,1%) con particolare evidenza sui dati relativi al ramo I (-6,1%).

BIM Vita registra un risultato economico al 31 dicembre 2024 di euro 1,02 milioni (euro 1,7 milioni alla fine del 2023). In termini di raccolta, i premi riferiti a contratti assicurativi ammontano a euro 8,2 milioni (circa euro 15,5 milioni al 31/12/2023, -47,1%), a cui si aggiungono prodotti finanziari per euro 10,9 milioni (euro 9,2 milioni al 31/12/2023, +19,2%). Il volume degli investimenti si è attestato a euro 470 milioni (euro 564 milioni al 31/12/2023).

Il canale di bancassicurazione del Gruppo Arca (Arca Vita e Arca Vita International) ha realizzato una raccolta diretta (inclusi i prodotti di investimento) per euro 2.805 milioni (euro 2.554 milioni al 31/12/2023, +9,8%). In particolare, nei primi mesi del 2024, in continuità con l'esercizio scorso, Arca Vita ha sostenuto la raccolta di ramo I tramite campagne commerciali che hanno favorito la Nuova Produzione di prodotti tradizionali: successivamente, anche a causa delle attese di progressiva riduzione dei tassi di mercato, la Compagnia ha posto in essere azioni volte al graduale riequilibrio del mix di portafoglio, favorendo la raccolta di prodotti Multiramo.

Il volume degli investimenti complessivi ha raggiunto l'ammontare di euro 16.884 milioni (euro 14.804 milioni al 31/12/2023). Il risultato economico di Arca Vita, al netto dei dividendi incassati da società controllate, è positivo per euro 66,6 milioni (in aumento rispetto a euro 59,8 milioni rilevati al 31/12/2023), così come quello di Arca Vita International, che registra un utile pari a circa euro 0,5 milioni (euro 0,9 milioni al 31/12/2023).

Nuovi prodotti

Nel corso del mese di gennaio 2024, Unipol ha ampliato l'offerta dei prodotti rivalutabili con la commercializzazione di un nuovo prodotto di investimento a premio unico, Unipol Investimento MultiGest, caratterizzato dal collegamento a due Gestioni separate per l'intera durata contrattuale con una pari allocazione dei premi (50% Press – 50% Fondivita). Il nuovo prodotto consente versamenti aggiuntivi e prevede una commissione trattenuta ridotta nei primi tre anni di contratto. Nel mese di maggio 2024 è stato effettuato il restyling di tale prodotto: la nuova versione mantiene le stesse caratteristiche tecniche della precedente ma inserisce, tra le Gestioni separate collegate al prodotto, anche Risparmio Dinamico, con la seguente allocazione dei premi: 35% Press, 35% Fondivita e 30% Risparmio Dinamico (quest'ultima sostituita da Real Estate Unipol a partire da ottobre 2024).

Nel corso del secondo semestre 2024 Arca Vita ha reso disponibile un nuovo contratto di assicurazione mista sulla vita di ramo I a premi unici ricorrenti collegato alla gestione separata "Oscar 100%" e denominato "Piano Risparmio Progressivo Oscar100" che prevede la liquidazione di un bonus alla scadenza contrattuale e una copertura aggiuntiva in caso di premorienza dell'assicurato in corso di contratto. È stato inoltre effettuato il restyling dei prodotti Multiramo "Ingegno", con l'aggiunta di n. 20 nuovi fondi esterni al novero di quelli liberamente sottoscrivibili dal cliente e la classificazione in base all'articolo 8 del Regolamento UE 2019/2088, sia della gestione separata Oscar 100% che dei portafogli di fondi esterni, come attivi che promuovono caratteristiche ambientali o sociali (ESG).

A partire dal mese di ottobre sono state commercializzate le nuove versioni di prodotto di puro rischio Temporanee Caso Morte a capitale decrescente (premio annuo e premio unico) e a capitale costante (premio unico). I nuovi prodotti, grazie all'aggiornamento delle basi demografiche, risultano maggiormente competitivi e presentano una maggiore flessibilità grazie all'ampliamento dei limiti assuntivi.

Nell'ultima parte dell'anno, Unipol ha arricchito l'offerta dei prodotti a premi unici ricorrenti con il nuovo prodotto Risparmio mixESG. Il prodotto è caratterizzato da alcuni presìdi volti a dare maggiore continuità al piano di pagamento dei premi, in coerenza con il corrispondente prodotto a premio unico, gli investimenti sono collegati in combinazione fissa con la Gestione separata (60%) Real Estate Unipol e con il Fondo interno Unipol ESG (40%). Il prodotto promuove caratteristiche ambientali o sociali ma non ha come obiettivo investimenti sostenibili, può soddisfare eventuali preferenze di sostenibilità espresse mediante considerazione di alcuni PAI (Principal Adverse Impact).

Nel mese di dicembre è stata commercializzata la nuova versione del prodotto Investimento MixSostenibile, ridenominato Unipol Investimento mixESG. Il nuovo prodotto mantiene le stesse caratteristiche tecniche del precedente "MixSostenibile" ad eccezione della modifica della Gestione Separata (sostituzione di Fondo 3A con Real Estate Unipol) e della riduzione della commissione di gestione.

Riassicurazione

Politica di riassicurazione del Gruppo Unipol

Per i rischi assunti nei rami Danni nel 2024, sono state riviste le priorità dei principali trattati in eccesso di sinistro (Incendio per evento, Incendio per rischio, R.C. Generale e R.C. Auto). Più in generale, per il 2024 si è cercato di efficientare ulteriormente la struttura riassicurativa; ad esempio, è stata aggiunta la copertura sui rischi CVT all'interno del trattato Incendio per evento, mentre, per quanto riguarda i Rischi Tecnologici, è stata ridotta la percentuale di cessione del trattato Quota Share dal 70% al 50% ed è stato introdotto il trattato Excess of Loss a copertura della quota conservata. Rispetto all'anno 2023, è stato cancellato il programma Aggregate multiline Multipol Excess of Loss, principalmente per lo scarso appetito dei mercati riassicurativi verso questa tipologia di coperture e per le ingenti perdite registrate dai riassicuratori dal 2016 al 2023 su questo trattato.

A livello di Gruppo sono state negoziate e acquisite le seguenti coperture:

  • trattati in eccesso di sinistro per la protezione dei portafogli: R.C. Auto, R.C. Generale, Incendio per rischio, Catastrofale (Property e CVT), Furto, Infortuni e Trasporti;
  • trattato stop loss per il ramo Grandine;
  • trattati in forma proporzionale per: rischi Tecnologici (C.A.R., Montaggio e Decennale Postuma, la cui ritenzione è poi protetta da un eccesso di sinistro "risk attaching"), Cauzioni (la cui ritenzione è poi protetta da un eccesso di sinistro "risk attaching"), Aviazione (Infortuni, Corpi e RC, le cui ritenzioni sono protette da eccessi di sinistro "loss attaching"), Tutela Giudiziaria, settore responsabilità civile "D & O" e "Cyber".

Al fine di ridurre il più possibile il rischio di controparte, il piano di riassicurazione continua a essere frazionato e collocato presso i principali riassicuratori professionali, valutati a elevato parametro di solidità finanziaria dalle principali agenzie di rating, in un'ottica di

completezza e concorrenzialità del servizio fornito. I rischi dei rami Tutela Giudiziaria e di parte dei Trasporti sono invece ceduti a riassicuratori specializzati e/o compagnie specialistiche del Gruppo.

Per quanto riguarda i rami Vita, il rinnovo delle coperture riassicurative per l'esercizio 2024 è avvenuto nella totale continuità con quello in scadenza, per cui i rischi assunti sono principalmente coperti a livello di Gruppo con due trattati, uno per i rischi individuali e uno per i rischi collettivi, proporzionali in eccedente a premio di rischio. La ritenzione è protetta con una copertura non proporzionale in eccesso di sinistro per evento che interessa i rami Vita e/o Infortuni. Ci sono anche tre coperture proporzionali per le garanzie LTC, una copertura proporzionale per le Malattie Gravi Individuali e una per i Rischi Tarati.

Performance settore Collegate bancarie

Si riportano di seguito i principali dati economici relativi al settore Collegate bancarie integralmente attribuibili al consolidamento con il metodo del patrimonio netto delle partecipazioni di collegamento detenute in BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio:

Utile (perdita) dell'esercizio prima delle imposte 393 597 (0,3)
Proventi/oneri delle partecipazioni in collegate e joint venture 393 597 (0,3)
31/12/2024 31/12/2023 var.%
Valori in milioni di euro

Si ricorda che il dato al 31/12/2023 ha risentito positivamente per euro 267 milioni del badwill iscritto per effetto del primo consolidamento a equity della partecipazione in Banca Popolare di Sondrio.

Al 31 dicembre 2024 le partecipazioni di collegamento in BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio sono iscritte nell'attivo patrimoniale consolidato per un valore pari a euro 2.833 milioni (euro 2.559 milioni al 31/12/2023) corrispondente alla valutazione delle stesse con il metodo del patrimonio netto.

Performance settore Altre attività

Si riportano di seguito i principali dati economici relativi al settore Altre attività5:

31/12/2024 31/12/2023 var.%
Proventi/oneri da attività e passività finanziarie valutate al fair value rilevato a
conto economico
11 (98,2)
Proventi/oneri delle partecipazioni in collegate e joint venture 4 16 (75,3)
Proventi/oneri da altre attività e passività finanziarie e da investimenti
immobiliari
61 1 n.s.
Risultato finanziario netto 65 27 n.s.
Altri ricavi 508 469 8,4
Altri costi (*) (512) (515) (0,5)
Utile (perdita) dell'esercizio prima delle imposte 61 (19) 423,2

(*) Include Spese di gestione, Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri, Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali e immateriali, Altri oneri/proventi di gestione

Il risultato ante imposte al 31 dicembre 2024 è positivo per euro 61 milioni (-19 milioni di euro al 31/12/2023).

Al 31 dicembre 2024 gli Investimenti e le disponibilità liquide del settore Altre attività (inclusi gli immobili uso proprio per euro 852 milioni) ammontano a euro 2.718 milioni (euro 3.683 milioni al 31/12/2023).

Le Passività finanziarie ammontano a euro 275 milioni (euro 2.795 milioni al 31/12/2023): la riduzione è conseguente alla modifica del settore di operatività della Capogruppo in seguito alla già citata operazione di fusione e al conseguente cambio di oggetto sociale.

Per quanto concerne il settore alberghiero, il 2024, rispetto al 2023, ha mostrato un miglioramento sia nell'ADR – Average Daily Rate (euro 163,8 rispetto a euro 159,9) sia nell'occupazione (76,1% rispetto a 74,8%). I ricavi di Gruppo UNA sono aumentati rispetto al 2023 di circa il 6,9% (da euro 208 milioni a circa euro 223 milioni). Al 31 dicembre 2024 risultano 33 strutture in gestione diretta. Il periodo si è chiuso con un utile di euro 22,3 milioni, al di sopra delle previsioni di inizio anno (euro 25,3 milioni al 31/12/2023). Si evidenzia che il 2023 era stato impattato da proventi per benefici fiscali per un importo pari a euro 10,1 milioni.

Relativamente al polo sanitario, Casa di Cura Villa Donatello ha registrato, nel 2024, un giro d'affari pari a euro 46,7 milioni, in miglioramento di circa il 6,1% rispetto al dato del 2023 (euro 44 milioni). L'andamento dei ricavi evidenzia il proseguimento del trend positivo riguardante l'attività caratteristica, sia per la parte ricoveri (degenze) sia per la parte ambulatoriale (visite e diagnostica). La società chiude con un utile pari a euro 2,6 milioni (utile pari a euro 2,8 milioni nel precedente esercizio).

Riguardo all'attività agricola, considerando i dati congiunti di Tenute del Cerro e di Tenute del Cerro Wines, le vendite di vino confezionato hanno fatto registrare una crescita di circa il 6,8% rispetto al dato al 31/12/2023, raggiungendo euro 10,5 milioni, mentre i ricavi complessivi sono passati da euro 11,9 milioni a euro 12,6 milioni. Il periodo si è chiuso con una perdita complessiva delle due società di euro 0,1 milioni (utile di euro 0,2 milioni al 31/12/2023).

5 Il settore era denominato Holding e Altre attività nella rendicontazione riferita all'esercizio 2023. Il cambio di denominazione per l'esercizio 2024 è dovuto al perfezionamento della Fusione a seguito della quale la Capogruppo ha assunto la qualifica di compagnia assicurativa, anziché di Holding di partecipazione assicurativa.

Performance patrimoniale e finanziaria

Investimenti e disponibilità

Al 31 dicembre 2024 la consistenza degli Investimenti e delle disponibilità liquide del Gruppo ha raggiunto complessivamente euro 71.646 milioni (euro 67.309 milioni al 31/12/2023):

Valori in milioni di euro
31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp. % var. %
Settore assicurativo 66.857 93,3 61.780 91,8 8,2
Collegate bancarie 2.833 4,0 2.559 3,8 10,7
Settore altre attività 2.718 3,8 3.683 5,5 (26,2)
Elisioni intersettoriali (762) (1,1) (713) (1,1) 6,9
Totale Investimenti e Disponibilità liquide 71.646 100,0 67.309 100,0 6,4

La suddivisione per categoria di investimento è la seguente:

31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp. % var. %
Investimenti
Immobili (*) 3.824 5,3 3.869 5,7 (1,2)
Partecipazioni in collegate e joint venture 2.942 4,1 2.656 3,9 10,8
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.081 2,9 1.857 2,8 12,1
titoli di debito 1.273 1,8 1.282 1,9 (0,6)
altri finanziamenti e crediti 808 1,1 575 0,9 40,5
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
42.644 59,5 40.697 60,5 4,8
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico 18.442 25,7 16.412 24,4 12,4
attività finanziarie detenute per la negoziazione 185 0,3 72 0,1 156,9
attività finanziarie designate al fair value 11.980 16,7 10.679 15,9 12,2
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 6.277 8,8 5.661 8,4 10,9
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 1.713 2,4 1.818 2,7 (5,8)
Totale Investimenti e Disponibilità 71.646 100,0 67.309 100,0 6,4

(*) Inclusi gli Immobili strumentali a uso proprio

Operatività svolta nel corso dell'esercizio

Attività finanziaria

Nel presente paragrafo si fornisce informativa sull'operatività finanziaria con riferimento agli investimenti del Gruppo diversi da quelli il cui rischio è sopportato dalla clientela, con la sola esclusione dei portafogli detenuti dalle compagnie estere DDOR e DDOR Re, i cui valori, nell'ambito del portafoglio complessivo del Gruppo, sono poco significativi.

Anche nel corso del 2024 le politiche di investimento attuate dall'area finanza hanno perseguito, in un'ottica di medio lungo termine, un criterio generale di prudenza e di preservazione della qualità degli attivi in coerenza con le linee guida definite nell'Investment Policy di Gruppo.

In particolare, l'operatività finanziaria è stata finalizzata al raggiungimento di target di redditività coerenti con il profilo di rendimento degli attivi e con la dinamica dei passivi in un orizzonte temporale pluriennale, mantenendo un elevato standard qualitativo del portafoglio attraverso un processo di selezione degli emittenti in funzione di criteri di diversificazione e di solidità degli stessi, con particolare attenzione al profilo di liquidabilità.

Per quanto riguarda il comparto obbligazionario si è mantenuto un approccio costruttivo assumendo un posizionamento coerente con un contesto di tassi di interesse stabile rispetto ai valori di fine 2023 e di inflazione tornata su livelli accettabili.

L'esercizio è stato caratterizzato dalla riduzione dell'esposizione verso titoli di emittenti governativi, in particolare verso titoli di Stato italiani.

La componente non governativa di titoli obbligazionari, nel corso del 2024, ha registrato un incremento nel comparto Vita mentre ha registrato una riduzione dell'esposizione nel comparto Danni. Le vendite hanno interessato, principalmente, titoli subordinati di emittenti finanziari e corporate e sono state funzionali a ridurre il profilo di rischio del portafoglio e a gestire la volatilità del Conto economico mentre gli acquisti si sono focalizzati principalmente su titoli di emittenti finanziari di buona qualità (con merito creditizio investment grade) e ben diversificati.

Nel corso del 2024 si è incrementata l'esposizione verso titoli strutturati di livello 2 mentre è rimasta invariata verso i titoli di livello 3.

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023 delta
Valore
carico
Valore
mercato
Plus/ Minus
implicita
Valore
carico
Valore
mercato
Plus/ Minus
implicita
valori
carico
valori
mercato
Titoli strutturati - Livello 1 15 15 14 14
Titoli strutturati - Livello 2 338 345 6 238 239 100 106
Titoli strutturati - Livello 3 1 1 1 1
Totale titoli strutturati 354 360 6 254 254 100 106

La seguente tabella riporta l'esposizione in titoli strutturati del Gruppo:

L'esposizione azionaria è aumentata, nel corso del 2024, di euro 465 milioni. Si è proceduto ad aumentare l'esposizione verso la Cina e verso i titoli tecnologici di Hong Kong e di alcuni mercati azionari del Sud Est Asiatico (Vietnam, Indonesia e Thailandia). In Europa è cresciuta l'esposizione verso settori con buoni fondamentali, valutazioni contenute e che garantiscono remunerazioni interessanti agli azionisti sotto forma di dividendi distribuiti. La quasi totalità dei titoli di capitale presenti appartengono ai principali indici azionari di paesi sviluppati.

Nel corso dell'anno, alla luce della buona performance fatta segnare già nei primi mesi dell'anno, sono state acquistate delle protezioni, sotto forma di put spread, su circa il 27% del portafoglio azionario che a fine anno sono state estese fino alla fine del 2025.

L'esposizione a fondi alternativi, categoria a cui appartengono fondi di Private Equity, Hedge Fund e investimenti in Real Asset, si attesta a euro 3.215 milioni registrando un incremento di circa euro 462 milioni rispetto al 31/12/2023.

Composizione degli investimenti finanziari per tipologia

(escluse le attività finanziarie il cui rischio di investimento è sopportato dagli assicurati/clientela e derivanti dalla gestione dei fondi pensione)

L'operatività in cambi è stata gestita attivamente seguendo l'andamento dei corsi valutari con l'obiettivo di gestire l'esposizione netta al rischio valutario delle posizioni azionarie e obbligazionarie in essere.

La duration complessiva del gruppo, pari a 5,54 anni, sostanzialmente invariata rispetto ai 5,53 anni di fine 2023. Nel comparto Danni la duration si attesta a 2,45 anni (2,97 a fine 2023) mentre nel comparto Vita risulta pari a 6,46 anni (6,48 a fine 2023). Le componenti tasso fisso e tasso variabile del portafoglio obbligazionario si attestano rispettivamente al 91,8% e all'8,2%. La componente governativa costituisce circa il 62,6% del portafoglio obbligazionario, mentre la componente corporate risulta complementare con un 37,4%, articolato in credito financial per il 27% e industrial per il 10,4%.

Il 93,1% del portafoglio obbligazionario è investito in titoli con rating superiore a BBB-.

Nell'ambito dell'operatività finanziaria del 2024 si segnala inoltre che, in data 21 giugno 2024, UnipolSai (ora incorporata in Unipol) ha sottoscritto un contratto derivato di tipo share swap, con regolamento esclusivamente in contanti, avente come sottostante complessivo, da raggiungersi progressivamente nell'arco di un periodo di due mesi dall'avvio del contratto, 67,5 milioni di azioni BPER corrispondenti a circa il 4,75% del capitale sociale.

Il contratto derivato, che ha scadenza massima 25 febbraio 2028, è stato sottoscritto in quanto è stato ritenuto rappresentare un'interessante opportunità di investimento, poiché consente di replicare sinteticamente le risultanze economico-finanziarie derivanti dalla detenzione dei titoli azionari sottostanti.

Si segnala che lo strumento derivato è contabilizzato tra le attività/passività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value a conto economico, con impatto non significativo sul risultato economico del Gruppo, tenuto conto anche dell'effetto del c.d. "mirroring" applicabile agli strumenti finanziari sottostanti a contratti assicurativi contabilizzati sulla base del metodo VFA.

Attività immobiliare del gruppo

Con riferimento all'operatività immobiliare, è proseguita nel corso dell'esercizio l'attività di riqualificazione e sviluppo del patrimonio immobiliare sia a uso diretto sia a uso terzi.

Si evidenzia che, nel corso dell'esercizio, sono state completate le attività riguardanti l'allestimento degli spazi interni del nuovo edificio direzionale di Milano (zona Porta Nuova Garibaldi) che ha ottenuto la certificazione Leed Platinum, best practice di mercato in termini di risparmio energetico-idrico e di qualità ecologica degli interni.

Nel corso del 2024 sono stati, inoltre, effettuati nuovi investimenti riferibili principalmente a un immobile a destinazione d'uso logistica ad Agrate. Per quanto riguarda le vendite, concentrate prevalentemente su immobili sfitti e a bassa redditività, le principali cessioni hanno riguardato un complesso a uso direzionale a Milano e uno a uso alberghiero nell'area ligure.

Risultato finanziario netto

Il dettaglio del Risultato finanziario netto è esposto nella seguente tabella:

31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp. % var.%
Proventi/oneri da investimenti immobiliari 4 0,1 17 0,7 (78,5)
Proventi/oneri da partecipazioni in collegate e joint venture 402 15,8 641 24,9 (37,3)
Proventi netti da attività finanziarie valutate a costo ammortizzato 187 7,4 136 5,3 38,2
Proventi netti da attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva (*)
1.415 55,8 1.368 53,1 3,4
Proventi netti da attività finanziarie a fair value rilevato a CE (**) 528 20,8 416 16,2 26,9
Totale proventi netti da attività finanziarie e disponibilità liquide 2.536 100,0 2.577 100,0 (1,6)
Totale oneri netti da passività finanziarie (234) (194) 20,1
Totale proventi netti (***) 2.302 2.383 (3,4)
Proventi netti da attività finanziarie designate a fair value (****) 692 668 3,5
Oneri netti da passività finanziarie designate a fair value (****) (631) (614) 2,8
Totale proventi netti da strumenti finanz. designati a fair value (****) 60 54 12,0
Risultato degli investimenti 2.363 2.437 (3,0)
Costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi (1.554) (1.286) 20,8
Ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 20 (3) n.s.
Risultato finanziario netto 829 1.148 (27,8)

(*) escluse le valutazioni di attività finanziarie a fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di hedge accounting

(**) esclusi proventi e oneri netti da strumenti finanziari designati a fair value rilevato a conto economico il cui rischio di investimento è sopportato dalla clientela (index e unit linked) e derivanti dalla gestione dei fondi pensione; incluse le valutazioni di attività finanziarie a fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di hedge accounting

(***) esclusi proventi e oneri netti da strumenti finanziari designati a fair value rilevato a conto economico il cui rischio di investimento è sopportato dalla clientela (index e unit linked) e derivanti dalla gestione dei fondi pensione

(****) proventi e oneri netti da strumenti finanziari designati a fair value rilevato a conto economico con rischio di investimento sopportato dalla clientela (index e unit linked) e derivanti dalla gestione dei fondi pensione

I Proventi netti al 31 dicembre 2024, pari a euro 2.302 milioni, includono il provento netto per euro 393 milioni (euro 597 milioni al 31/12/2023), derivante dal consolidamento con il metodo del patrimonio netto di BPER e Banca Popolare di Sondrio.

Alla voce Proventi/oneri da Investimenti immobiliari sono presenti euro 54 milioni di ammortamenti (euro 53 milioni al 31/12/2023).

Patrimonio netto

Al 31 dicembre 2024 il Patrimonio netto ammonta a euro 9.628 milioni (euro 9.799 milioni al 31/12/2023). Il Patrimonio netto di Gruppo, pari a euro 9.321 milioni (euro 7.967 milioni al 31/12/2023), è così composto:

31/12/2024 31/12/2023 var. importo
Capitale 3.365 3.365
Altri strumenti patrimoniali 496 496
Riserve di capitale 1.639 1.639
Riserve di utili e altre riserve patrimoniali 2.518 1.756 762
Azioni proprie (-) (14) (4) (10)
Riserve da valutazione 243 110 133
Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo (+/-) 1.074 1.101 (27)
Totale patrimonio netto di pertinenza del Gruppo 9.321 7.967 1.354

Le principali variazioni intervenute nel periodo sono le seguenti:

  • decremento per distribuzione di dividendi pari a euro 273 milioni;
  • incremento di euro 496 milioni in seguito alla riconduzione al patrimonio netto di Gruppo dello strumento di capitale regolamentare perpetuo (cosiddetto "Restricted Tier 1") emesso dalla incorporata UnipolSai nell'esercizio 2020;
  • decremento di euro 100 milioni per la variazione di interessenza della partecipazione di Unipol in UnipolSai in relazione agli acquisti di azioni UnipolSai perfezionati nel corso dell'esercizio nell'ambito del progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo;
  • incremento di euro 75 milioni per variazioni nella stima delle passività rilevate a fronte di azionisti di minoranza titolari di opzioni put;
  • decremento, pari a euro 25 milioni al netto dei relativi effetti fiscali, per pagamento della cedola ai detentori del suddetto strumento di capitale Restricted Tier 1;
  • incremento di euro 133 milioni per variazione positiva delle riserve da valutazione (di cui euro 21 milioni per la variazione di interessenza della partecipazione di Unipol in UnipolSai in relazione agli acquisti di azioni UnipolSai perfezionati nel corso dell'esercizio nell'ambito del progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo);
  • incremento di euro 1.074 milioni per risultato economico positivo di Gruppo al 31 dicembre 2024.

Il Patrimonio netto di pertinenza di terzi ammonta a euro 307 milioni (euro 1.832 milioni al 31/12/2023). Le principali variazioni intervenute nel periodo sono le seguenti:

  • decremento di euro 53 milioni per pagamento di dividendi a terzi;
  • decremento di euro 496 milioni in seguito alla riconduzione al patrimonio netto di Gruppo dello strumento di capitale regolamentare perpetuo (cosiddetto "Restricted Tier 1") emesso dalla incorporata UnipolSai nell'esercizio 2020;
  • decremento di euro 1.029 milioni per variazione delle interessenze partecipative principalmente in relazione agli acquisti di azioni UnipolSai perfezionati nel corso dell'esercizio nell'ambito del progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo;
  • incremento di euro 45 milioni per risultato economico positivo di pertinenza dei terzi.

Azioni proprie

Al 31 dicembre 2024 le azioni proprie detenute da Unipol e dalle sue società controllate sono pari a n. 1.302.200 (n. 928.678 al 31/12/2023), di cui n. 1.236.961 azioni detenute direttamente.

In esecuzione del Piani di compensi basati su strumenti finanziari del tipo performance share, destinati al personale dirigente di Unipol e delle sue controllate, sono state assegnate, nel corso del mese di marzo, n. 774.818 azioni Unipol in esecuzione del Piano di compensi Long Term Incentive 2019-21 e, nel corso del mese di agosto, n. 1.660 azioni Unipol in esecuzione del Piano di compensi Short Term Incentive 2021 e 2023.

Prospetto di raccordo fra il risultato del periodo e il patrimonio netto di Gruppo con i corrispondenti valori della Capogruppo

In conformità alla comunicazione Consob n. 6064293 del 28/7/2006, si riporta di seguito il prospetto di raccordo fra il risultato del periodo e il patrimonio netto di Gruppo con i corrispondenti valori della Capogruppo:

Capitale e Risultato di Patrimonio netto
riserve periodo al 31/12/2024
Saldi della Capogruppo secondo principi contabili italiani 5.525 776 6.301
Rettifiche IAS/IFRS al bilancio della Capogruppo 1.755 106 1.862
Differenze tra valore netto di carico e patrimonio netto e risultati di esercizio delle partecipazioni
consolidate, di cui:
(966) 211 (755)
- Riserva differenze cambio nette 4 4
- Utili o perdite su attività finanziarie disponibili per la vendita (332) (332)
- Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi e alle cessioni in
riassicurazione
229
- Altri utili o perdite rilevati direttamente nel patrimonio netto 76 76
Differenza da consolidamento 396 396
Valutazione delle società iscritte con il metodo del patrimonio netto 1.432 401 1.833
Eliminazione dividendi infragruppo 377 (377)
Altre rettifiche (24) 1 (23)
Totale consolidato 8.495 1.119 9.614
Quote di terzi 262 45 307
Saldi consolidati per la quota del Gruppo 8.247 1.074 9.307

Passività assicurative e finanziarie

Al 31 dicembre 2024 le Passività assicurative ammontano a euro 53.226 milioni (euro 51.200 milioni al 31/12/2023) e le Passività finanziarie ammontano a euro 17.412 milioni (euro 15.523 milioni al 31/12/2023).

66.723 5,9
15.523 12,2
3.728 14,5
1.287 (0,5)
5.016 10,6
95 32,6
10.412 12,7
10.507 12,9
51.200 4,0
37.615 4,8
13.585 1,7
31/12/2023 var.%

Indebitamento del Gruppo Unipol

Ai fini di una corretta rappresentazione delle poste in esame, si ritiene opportuno dare evidenza separata delle poste relative al solo indebitamento finanziario, inteso come l'ammontare complessivo delle passività finanziarie non strettamente attinenti all'attività operativa caratteristica.

Totale indebitamento 5.548 5.015 533
Altri finanziamenti 1.834 1.300 534
Titoli di debito emessi da Unipol 2.433 2.428 5
Passività subordinate 1.281 1.287 (6)
31/12/2024 31/12/2023 var.importo
Valori in milioni di euro

Le passività subordinate sono relative, per nominali euro 500 milioni, a un prestito obbligazionario subordinato emesso dall'incorporata UnipolSai in data 1° marzo 2018 con durata decennale e quotato presso il Luxembourg Stock Exchange e, per nominali euro 750 milioni, a un prestito obbligazionario subordinato emesso sempre da UnipolSai in data 23 maggio 2024 con durata decennale e quotato presso il Luxembourg Stock Exchange.

I Titoli di debito emessi da Unipol Assicurazioni SpA ammontano ad euro 2.433 milioni e sono relativi a due prestiti obbligazionari senior unsecured, quotati presso la Borsa del Lussemburgo, del valore nominale complessivo di euro 1.500 milioni e ad un prestito obbligazionario senior "green" del valore nominale di euro 902 milioni, quotato presso la Borsa del Lussemburgo con durata decennale, emesso in due tranche il 23 settembre e il 26 novembre 2020. Le emissioni sopra descritte sono state attuate a valere sul programma di Euro Medium Term Notes (EMTN Programme), dell'importo nominale complessivo di massimi euro 3.000 milioni, costituito nel dicembre 2009 per euro 2.000 milioni, con ultimo rinnovo ed incremento a euro 3.000 milioni nel settembre 2020.

Relativamente agli Altri finanziamenti pari ad euro 1.834 milioni (euro 1.300 milioni al 31/12/2023), sono principalmente riferibili al finanziamento acceso, per l'acquisto di immobili e per opere di miglioria, dal Fondo Chiuso Immobiliare Athens R.E. Fund per euro 134 milioni e dal Fondo Chiuso Immobiliare Tikal per euro 100 milioni; ai finanziamenti in capo a UnipolRental ottenuti da istituti di credito e da altri per complessivi euro 1.475 milioni. Nella voce sono, inoltre, comprese le passività finanziarie derivanti dal valore attuale dei canoni futuri dovuti per i contratti di leasing contabilizzati sulla base dell'IFRS 16 per complessivi euro 118 milioni.

Altre informazioni

Informazioni sulle risorse immateriali essenziali

Le risorse immateriali essenziali sono risorse prive di consistenza fisica da cui dipende in maniera fondamentale il modello aziendale dell'impresa e che costituiscono direttamente o indirettamente una fonte di creazione di valore per l'impresa nel breve, medio e lungo periodo: queste possono generare un valore strategico legato al miglioramento del profilo competitivo, di mercato, produttivo, reputazionale e/o di rischio dell'organizzazione, oltre a un valore finanziario legato alla generazione dei flussi di cassa nel tempo. Si premette che, a seconda della natura o della modalità di acquisizione delle stesse, le risorse immateriali acquisite o generate dal Gruppo Unipol possono o meno avere rilevanza anche ai fini della predisposizione dell'informativa finanziaria contenuta nel Bilancio Consolidato. In particolare, lo stato patrimoniale del Gruppo Unipol accoglie, nella voce Attività immateriali, la porzione delle risorse immateriali che soddisfano i criteri per la rilevazione in bilancio. Per la descrizione dei criteri di rilevazione e misurazione contabile delle Attività immateriali e per le relative informazioni qualitative e quantitative previste dai principi contabili internazionali si rimanda all'informativa fornita nelle note informative integrative del bilancio consolidato.

Ciò premesso, al fine di fornire un'informativa complessiva delle risorse immateriali essenziali, che includano quindi anche quelle che non soddisfano i criteri per la rilevazione e misurazione anche a fini contabili, il Gruppo Unipol adotta come riferimento quadri concettuali quali l'International Integrated Reporting Framework6, che individua nei "capitali" gli stock di valore da cui dipende il successo. Tra queste Unipol individua come risorse immateriali essenziali:

  • il capitale intellettuale, intendendo l'insieme di processi volti ad accrescere le conoscenze del Gruppo, a partire da quelle che supportano lo svolgimento del core business assicurativo, e a generare innovazione (nell'offerta, nei modelli di funzionamento, nelle tecnologie adottate, ecc.). Questo comprende brevetti, algoritmi proprietari, modelli predittivi e piattaforme digitali per l'analisi dei rischi e la gestione dei sinistri;
  • il capitale umano, che comprende le competenze, le capacità e l'esperienza delle persone, il loro livello di engagement, la formazione continua e la capacità di adattamento alle nuove tecnologie, la condivisione e il sostegno a governance e valori del Gruppo;
  • il capitale sociale e relazionale, che include le relazioni con gli stakeholder chiave, la capacità di condividere informazioni al fine di aumentare il benessere individuale e collettivo, la fiducia costruita tra il Gruppo e gli stakeholder, la reputazione di Unipol e il suo livello di gestione delle relazioni di lungo periodo.

Questi temi sono trattati approfonditamente nella "Rendicontazione di Sostenibilità" che rappresenta parte integrante della presente Relazione; questo vale per il ruolo della telematica (v. capitolo "Consumatori e utilizzatori finali") e dell'Intelligenza Artificiale (v. Capitolo "Condotta delle imprese"), le azioni volte a sviluppare le competenze e rafforzare la motivazione dei dipendenti (v. capitolo "Forza lavoro propria"), la costruzione della relazione con i clienti (v. capitolo "Consumatori e utilizzatori finali") e, più in generale, l'approccio per il coinvolgimento degli stakeholder (v. capitolo "Informazioni generali").

Oltre a quanto rendicontato in queste sezioni, per comprendere come le risorse immateriali essenziali rappresentano una fonte di creazione di valore per l'impresa è opportuno considerare quanto segue.

Capitale intellettuale

Il capitale intellettuale rappresenta un asset fondamentale per la realizzazione delle strategie del Gruppo e viene continuamente arricchito grazie a investimenti in innovazione. Già nel dicembre 2016 Unipol ha costituito Leithà, la società del Gruppo dedicata alle nuove tecnologie, con l'obiettivo di supportare la realizzazione di prototipi di software, la sperimentazione di nuove tecnologie, nonché l'analisi predittiva di dati a supporto dell'evoluzione dei business e dei sistemi informatici del Gruppo.

Nel Piano Strategico 2022-2024 gli investimenti in ICT, nei tre ecosistemi in cui opera il Gruppo, sono stati impiegati a migliorare la comprensione delle esigenze e la relazione con i clienti attraverso modelli predittivi, rafforzare l'eccellenza tecnica e la precisione dei processi di pricing&underwriting (grazie, ad esempio, all'utilizzo di big data analytics) e sviluppare soluzioni di prevenzione e protezione con il supporto della tecnologia, a partire dall'ambito Mobility.

6 Emanato dall'International Integrated Reporting Council (IIRC), come aggiornato nell'edizione di gennaio 2021.

Capitale umano

Nel triennio di Piano Strategico Unipol ha operato, con la direttrice "Tech & People Evolution", per sviluppare un approccio che vede la tecnologia come parte integrante della vita lavorativa e come strumento per far evolvere continuamente le competenze delle persone, facilitare la collaborazione sul lavoro e rafforzare l'ingaggio e la condivisione in senso ampio. Per questo, il Gruppo ha sviluppato specifiche strategie per mantenere una comunicazione efficace con i dipendenti attraverso un sistema di canali fisici e digitali interni. Tra le iniziative più rilevanti: la "Sfida dei 21 giorni", per aiutare i lavoratori a ad avanzare a piccoli passi nel cammino verso la digitalizzazione; "Percorsi digitali", che ha accompagnato i dipendenti in un percorso di maturità digitale personalizzato; la "Digital Routine", che propone esercizi per facilitare l'adozione di abitudini digitali efficaci; il "decalogo della sostenibilità digitale", dieci buone pratiche per ridurre l'impatto ambientale degli strumenti tecnologici che si usano ogni giorno sul lavoro; la creazione di Digital workplace (DWP) dedicati alle singole direzioni.

Nel 2024 è stata inoltre avviata la community degli Innovation Champions, un gruppo di persone appartenenti a diverse funzioni e società che, attraverso percorsi formativi e incontri dedicati, sono coinvolte e abilitate come sponsor dei processi di innovazione del Gruppo.

Capitale relazionale

La fiducia consolidata nel tempo verso il Gruppo Unipol rappresenta un asset strategico per il successo aziendale, in primo luogo nel settore assicurativo, dove la credibilità e l'affidabilità sono elementi essenziali per la crescita e lo sviluppo del business.

Per questo motivo, oltre al presidio costante delle relazioni con i singoli stakeholder, dal 2014 Unipol ha avviato un programma di Reputation Management, finalizzato alla costruzione e protezione nel tempo del capitale reputazionale, strutturando un modello di governance integrata che ha identificato con chiarezza i processi da attuare e i soggetti coinvolti, e istituito organi dedicati:

  • Il Reputation Network, composto dai responsabili delle principali Direzioni/Funzioni del Gruppo, con le seguenti responsabilità:
    • o garantire la gestione proattiva della Reputazione e del rischio reputazionale contribuendo a sviluppare la cultura reputazionale all'interno del Gruppo;
    • o garantire l'accountability dell'indice reputazionale che è stato inserito nel sistema di incentivazione aziendale (MBO) per i dirigenti del Gruppo.
  • Il Team Operativo Reputation Management, composto da membri appartenenti alle direzioni Risk Management e Communication and media relations, garantisce la gestione operativa della Reputazione.
  • I Reputation Supporters, persone designate dai membri del Reputation Network che interagiscono con il Team Operativo Reputation Management al fine di favorire l'intercettazione dei segnali di rischio reputazionale, disseminare la cultura reputazionale in azienda e consentire la raccolta dei KPI reputazionali in ottica di rendicontazione.

Unipol ha previsto un ascolto strutturato e sistematico dei principali stakeholder del Gruppo, secondo il modello di analisi RepTrak® di The RepTrak Company, con survey annuali su clienti, agenti, dipendenti, key opinion leader (opinion maker, comunità finanziaria, istituzioni) e survey mensili sull'opinione pubblica.

Nel 2024 l'indice reputazionale del Gruppo Unipol presso l'opinione pubblica in Italia ha raggiunto una quota di 76,9 su una scala a 100 punti, posizionandosi in una fascia reputazionale "forte"; presso i clienti assicurativi è pari a 81,2 e per i clienti fruitori di servizi a supporto dell'assicurativo è di 81,6 (fascia eccellente); presso gli agenti del Gruppo lo score è pari a 85,7 punti su 100 (fascia eccellente).

Presso il personale dipendente l'indice reputazionale è di 82 punti, mentre quello di strategic alignment (che misura il grado di conoscenza e ingaggio nelle strategie per il perseguimento degli obiettivi aziendali) è pari a 72,4.

Contribuisce decisamente alla credibilità e affidabilità aziendale anche l'area di relazione con i clienti dove, nell'ambito delle indagini continuative (Multifinanziaria Retail Market di Ipsos), nel 2024, l'indice di soddisfazione overall calcolato sui possessori di polizze UnipolAssicurazioni è stabile rispetto all'anno precedente (71,6 vs 71,4), e si mantiene in linea con il dato medio di mercato, che da 70,2 passa a 71,5.

Sempre in questo ambito, nel corso del 2024, Unipol Assicurazioni ha sviluppato ulteriormente il modello di ascolto del cliente denominato "Voice of Customer" (VoC), aggiungendo nuovi touchpoint e arrivando a 25 survey attive. Attraverso la raccolta di oltre ,7 mln

di feedback dai clienti e con l'identificazione di oltre 90 iniziative atte a migliorare la loro esperienza, Unipol Assicurazioni continua a operare per migliorare l'efficacia in termini di ricezione e analisi dei punti di ascolto attivi.

Il personale

Il totale complessivo dei dipendenti del Gruppo al 31 dicembre 2024 è di 12.770 unità (+363 unità rispetto al 2023).

31/12/2024 31/12/2023 variazione
Totale numero dipendenti Gruppo Unipol 12.770 12.407 363
di cui tempi determinati 579 706 (127)
Full Time Equivalent – FTE 12.279 11.904 375

Sono inclusi i dipendenti stagionali di Gruppo UNA, pari a n. 171 lavoratori al 31 dicembre 2024 (n. 204 al 31/12/2023) e, tra i dipendenti delle società estere (n. 1.273), sono compresi n. 498 agenti.

L'incremento di 363 unità rispetto al 31/12/2023 è dovuto, al netto delle movimentazioni a tempo determinato o per lavoro stagionale iniziate e concluse nel corso dell'anno, a n. 1.025 ingressi e n. 662 uscite.

La rete distributiva del Gruppo

Al 31 dicembre 2024 sono attive n. 2.127 agenzie, di cui n. 1.893 della Capogruppo Unipol (al 31/12/2023 le agenzie erano n. 2.236, di cui n. 1.991 di UnipolSai, ora incorporata in Unipol), nell'ambito delle quali operano n. 3.646 agenti (n. 3.700 al 31/12/2023).

Le principali compagnie di bancassicurazione del Gruppo collocano i rispettivi prodotti tramite le seguenti reti di vendita:

  • Arca Assicurazioni, Arca Vita e Arca Vita International prevalentemente tramite BPER Banca SpA e Banca Popolare di Sondrio SpA; - BIM Vita tramite gli sportelli bancari della Banca Investis e della Finint Private Bank e, per quanto riguarda il solo post-vendita, della Cassa di Risparmio di Fermo.

Fra le maggiori azioni a supporto del business, si segnalano: le campagne di riforma finalizzate al miglioramento della qualità del portafoglio sui Rami Elementari, con particolare attenzione ai prodotti Property e alle relative coperture sui rischi atmosferici, il sostegno della nuova produzione e della migrazione del portafoglio Unipol su UniSalute nell'ambito del progetto di rilancio del business Salute, il rilancio delle campagne commerciali in ambito Vita, in particolare sui comparti Protezione (TCM e LTC) e Investimento. Si segnala inoltre l'ampliamento del numero di Referenti Omnicanalità (la figura specialistica che in agenzia ha il compito di favorire l'evoluzione del modello distributivo omnicanale), nonché il consolidamento di modalità di vendita omnicanale sviluppate sui prodotti per assicurare la casa, gli animali domestici e il viaggio temporaneo. Da sottolineare l'intensificazione delle attività comunicative a favore del servizio di rinnovo online delle polizze in scadenza che ha portato, nell'esercizio 2024, a un incremento del 16,4% (rispetto allo stesso periodo del 2023), del pagamento online delle quietanze tramite i canali digitali. Il tasso di retention per le polizze visualizzate online ha inoltre raggiunto l'85% per il ramo Auto e il 93% per i Rami Elementari. In ultimo, da evidenziare l'evoluzione continua del sito web e dell'App Unipol che punta a migliorare l'esperienza digitale e a potenziare i servizi offerti a oltre 5,1 milioni di clienti registrati all'Area Riservata. Il pieno dispiegamento degli effetti del nuovo Patto Unipol 3.0 con la rete agenziale introduce, tra le altre novità, innovativi sistemi di determinazione delle provvigioni e un nuovo sistema incentivante sul business Salute.

Servizi Informatici

Nel corso del 2024 sono proseguite le attività IT di sviluppo per la nuova piattaforma "NEW CORE-Prodotto Unico" e sono state rilasciate le funzionalità di post-vendita e frazionamento mensile alle agenzie pilota.

È stato attivato il nuovo canale di vendita tramite Contact Center e ottimizzata la Customer Experience per il collocamento digitale dei prodotti Pet, Viaggi e Casa e, inoltre, è stato attivato il nuovo sistema di VIDEOPERIZIA Auto e Property nel quadro del programma "Liquidazione 24H".

È stato avviato il progetto Cronos Vita che prevede, tra l'altro, la migrazione sui sistemi Unipol di circa 500 prodotti fra individuali e previdenziali nel corso del prossimo anno.

Nell'ambito del nuovo progetto CRM (Customer Relationship Management), sono state rilasciate le prime nuove funzionalità per la predisposizione e l'invio delle comunicazioni commerciali.

È stato completato il roll-out della nuova infrastruttura di agenzia (Next Gen Agency) sui n. 5.194 punti vendita della rete agenziale e delle Assicoop, riconfigurando più di n. 40.000 apparati e migrando tutte le n. 9.200 postazioni di lavoro di Direzione su Windows 11.

È proseguito il percorso di estensione dell'utilizzo del Cloud introducendo una nuova tecnologia per la gestione dei dati in cloud (SnowFlake) utilizzata anche per la realizzazione della nuova reportistica di agenzia per circa 10.000 operatori.

Sono proseguite le attività di adeguamento al Regolamento Europeo DORA e sono state svolte attività di aggiornamento e consolidamento delle difese cyber, grazie alle quali abbiamo gestito oltre n. 60.000 attacchi/mese senza avere riscontrato problematiche di rilievo.

Nel quadro del nuovo progetto di introduzione dell'Intelligenza Artificiale Generativa è stata avviata la costruzione della AI Platform, necessaria per controllare e integrare la nuova tecnologia con le applicazioni core, ed è stata creata la prima versione di "GenAi Code Assistant" per automatizzare la scrittura di codice Java.

È stato rilasciato su APP e WEB il nuovo chatbot CHIARA a supporto del prodotto Casa, realizzato utilizzando le nuove tecnologie di "Generative AI" e predisposta la nuova knowledge base per l'avvio del nuovo chatbot di assistenza informativo e dispositivo dall'inizio 2025.

Sono proseguite le attività di sviluppo sul programma UNIPORT per la Bancassurance, che consente l'integrazione fra i sistemi di BPER, Arca e UniSalute, portando l'offerta a n. 23 prodotti e sviluppando una journey unica che consente di migliorare sensibilmente la capacità di proposizione commerciale e di attivare la vendita on-line dei nuovi prodotti Digitali UniSalute per i clienti BPER e sono proseguite le attività di convergenza dei sistemi amministrativi delle società Beyond su quelli di Gruppo.

Informativa in materia di operazioni con parti correlate

La Procedura per l'effettuazione di operazioni con parti correlate (la "Procedura") - predisposta ai sensi dell'art. 4 del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche (il "Regolamento CONSOB") e aggiornata da ultimo dal Consiglio di Amministrazione di Unipol in data 19 dicembre 2024 con decorrenza dal 1° gennaio 2025 - ha lo scopo di definire le regole, le modalità e i principi volti ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate poste in essere da Unipol, direttamente o per il tramite di società controllate (aggiornamento Procedura).

La Procedura è pubblicata nella sezione "Governance/Operazioni con parti correlate" del sito internet del Gruppo Unipol (www.unipol.com).

Avuto riguardo all'esecuzione di Operazioni con Parti Correlate qualificate come di "Maggiore Rilevanza", il Consiglio di Amministrazione di Unipol, avendo deciso in via volontaria di non avvalersi della causa di esenzione prevista per le operazioni con società controllate ai sensi della Procedura, ha approvato – nella riunione del 15/16 febbraio 2024 – in conformità alla Procedura, il progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo Unipol mediante fusione per incorporazione in Unipol, di UnipolSai Assicurazioni SpA ("UnipolSai"), Unipol Investment SpA, Unipol Finance Srl e UnipolPart I SpA (la "Fusione"), preceduta da un'offerta pubblica di acquisto volontaria promossa da Unipol medesima, avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di UnipolSai dedotte le azioni detenute, direttamente e indirettamente, da Unipol, e le azioni proprie detenute, direttamente e indirettamente, da UnipolSai.

La Fusione è stata pertanto preventivamente esaminata dal Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (il "Comitato") di Unipol che – ad esito delle attività di competenza – ha rilasciato il proprio parere favorevole sull'interesse della Società al compimento dell'operazione, nonché sulla convenienza e correttezza sostanziale e procedimentale della stessa.

La Fusione è stata preventivamente esaminata anche dal Comitato dell'incorporata UnipolSai che – ad esito delle attività di competenza – ha rilasciato all'organo amministrativo il proprio parere favorevole sull'interesse della compagnia al suo perfezionamento, nonché sulla convenienza e correttezza sostanziale e procedimentale dell'operazione medesima.

In data 23 febbraio 2024, Unipol ha pubblicato, ai sensi dell'art. 5 del Regolamento CONSOB, nonché dell'art. 14 della Procedura, il relativo documento informativo che è stato messo a disposizione del pubblico presso la sede sociale di Unipol, sul meccanismo di stoccaggio autorizzato e Market Storage () e sul sito internet di Unipol (www.unipol.com/it/governance/operazionisocietarie/progetto-di-razionalizzazione-societaria-del-gruppo-unipol). Analoga informativa è stata messa a disposizione del pubblico, in pari data, dall'incorporata UnipolSai.

Successivamente, in vista dell'approvazione consiliare del progetto di Fusione intervenuta il 21 marzo 2024, entrambi i Comitati, in data 19 marzo 2024, hanno confermato le conclusioni espresse nei rispettivi pareri.

Gli effetti civilistici della Fusione hanno avuto decorrenza dal 31 dicembre 2024, mentre quelli contabili e fiscali dal 1° gennaio 2024.

Per completezza si evidenzia che, in data 3 luglio 2024, Borsa Italiana ha disposto la sospensione e la revoca delle azioni dell'incorporata UnipolSai dalla quotazione (c.d. "Delisting") e, pertanto, sono venuti meno gli adempimenti posti a carico della stessa quale emittente titoli quotati italiani, ivi inclusa l'applicazione della Procedura.

Si precisa infine che nel corso del 2024 Unipol non ha deliberato, né eseguito, direttamente o per il tramite di società controllate, ulteriori Operazioni con Parti Correlate qualificate come di "Maggiore Rilevanza".

Per quanto riguarda l'informativa prevista dal principio contabile IAS 24 e dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293/2006 si rinvia al paragrafo Operazioni con parti correlate delle Note informative integrative.

Posizione di solvibilità Solvency II

Di seguito si espongono i valori relativi ai Fondi propri e al Requisito patrimoniale di solvibilità determinati sulla base delle informazioni disponibili alla data odierna:

Valori in milioni di euro Totale
Fondi propri ammissibili a copertura del Requisito Patrimoniale di Solvibilità
Tier 1 - unrestricted
10.839
9.067
Tier 1 - restricted 455
Tier 2 1.294
Tier 3 23
Requisito Patrimoniale di Solvibilità 5.116
Rapporto tra Fondi propri ammissibili e Requisito Patrimoniale di Solvibilità 2,12

La situazione di solvibilità del Gruppo sarà oggetto di apposita informativa al mercato e all'Autorità, entro i termini previsti dalla normativa vigente, nell'ambito della pubblicazione della Relazione sulla Solvibilità e Condizione Finanziaria (SFCR) prevista dall'art. 359 del Reg. UE 35/2015.

Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari ai sensi dell'art. 123-bis del D. Lgs.24 febbraio 1998, n. 58

Le informazioni prescritte dall'art. 123-bis del D. Lgs. n. 58 del 24 febbraio 1998, e successive modifiche, sono riportate nella Relazione annuale sulla Corporate Governance, approvata dal Consiglio di Amministrazione e pubblicata, congiuntamente alla Relazione sulla gestione, sul sito internet della Società (www.unipol.com).

Obiettivi e politiche di gestione del rischio finanziario

Con riferimento all'informativa in materia di esposizione e relativa gestione del Gruppo ai rischi, inclusi quelli finanziari, si rimanda a quanto descritto nella sezione Risk Report riportata nelle Note informative integrative al bilancio consolidato.

Ulteriori informazioni

DDOR entra a far parte della community di Ogyre

In linea con l'impegno già intrapreso dal Gruppo Unipol, nel mese di gennaio 2024 anche DDOR è entrata a far parte della grande comunità di Ogyre, con l'obiettivo di perseguire la strategia di sviluppo sostenibile contribuendo alla tutela dei mari. DDOR ha acquistato 1.000 borracce Ogyre, un investimento finalizzato alla rimozione di 1.000 kg di rifiuti marini, per contribuire alla rigenerazione del Mar Mediterraneo. L'impegno di DDOR per allinearsi ad un alto standard ESG è stato riconosciuto e premiato nel 2022 da Confindustria Serbia e nel 2023 dalla Camera di Commercio Italo-Serba.

Welfare, Italia

Nel mese di ottobre 2024, si è tenuto a Roma il Forum "Welfare, Italia" dal titolo "Quali opportunità per creare valore nel sistema di Welfare". Durante l'evento, aperto dal messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato presentato il Rapporto 2024 del Think Tank "Welfare, Italia" supportato da Unipol Gruppo con la collaborazione di The European House – Ambrosetti (TEHA), e con il sostegno di un comitato scientifico. Il ruolo trasversale della prevenzione per rispondere alle sfide evolutive del sistema di welfare in quanto elemento capace di ridurre i costi sistemici, la sostenibilità di medio-lungo termine del sistema di welfare, il ruolo del privato e degli investimenti sociali sono solo alcuni dei temi di dibattito affrontati nell'appuntamento annuale del Welfare Italia Forum. Il Think Tank "Welfare, Italia" si propone da oltre un decennio come luogo di analisi, studio e riflessione sui temi del welfare, aperto al confronto tra i principali stakeholder del settore sia pubblico che privato: decisori, esponenti governativi nazionali e locali, parti sociali, casse e fondi previdenza e assistenza, rappresentanti di imprese e dei lavoratori, università e terzo settore.

Advertising e sponsorizzazioni

UnipolSai e Ducati Corse ancora insieme nella sfida MotoGP

UnipolSai (ora incorporata in Unipol) rimane al fianco di Ducati Corse nel Campionato Mondiale MotoGP in qualità di Official Sponsor attraverso un sodalizio rinnovato per le stagioni 2024 e 2025.

Sport Heroes UnipolSai

Dal 19 aprile 2024 è arrivata sull'app di DAZN, disponibile anche in modalità free, "Sport Heroes UnipolSai", la serie video originale UnipolSai che racconta a 360° la vita di cinque atlete e atleti espressione dell'eccellenza dello sport italiano e dei suoi valori più profondi: Gregorio Paltrinieri (nuoto), Simone Giannelli (pallavolo), Carlotta Gilli (nuoto paralimpico), Laura Rogora (arrampicata) e Mattia Furlani (salto in lungo).

Title Sponsor del Forum di Milano

Nel mese di maggio 2024 è stata ufficializzata la partnership di Unipol con Forumnet (proprietario e gestore del Forum di Milano) che vede il gruppo assicurativo acquisire, in qualità di title sponsor, i naming rights dell'iconico impianto milanese, che assume così la denominazione Unipol Forum, sulla base di un accordo pluriennale che si svilupperà da maggio 2024 a dicembre 2026, con opzione per un ulteriore anno di contratto fino alla fine del 2027.

Unipol è supporter del Giubileo 2025

Dopo la coinvolgente esperienza come Supporter del Giubileo della Misericordia 2016, Unipol è nuovamente accanto alla Santa Sede per l'Anno Giubilare 2025, rivolgendosi ai milioni di pellegrini e volontari provenienti da ogni angolo del mondo. Questa vicinanza si esprime anche in un sostegno concreto alle esigenze dell'Anno Giubilare, contribuendo in particolare alla realizzazione della importante campagna "13 case", iniziativa voluta fortemente da Papa Francesco a favore dei senzatetto e degli emarginati in diversi Paesi del mondo.

Riconoscimenti

MF Insurance Awards 2024

Lo scorso 8 febbraio 2024, durante la cerimonia di premiazione degli MF Insurance Awards 2024, sono stati attribuiti a UnipolSai 4 premi "Compagnia di Valore" per il "Miglior risultato tecnico": "Miglior Risultato Tecnico per il Ramo Assistenza", "Miglior Risultato Tecnico per il Ramo Corpi Veicoli Terrestri", "Miglior Risultato Tecnico per il Ramo Tutela legale" e "Miglior Risultato Tecnico per il Ramo RC generale". A UnipolSai è stato anche assegnato il premio Insurance Elite ("Migliore strategia di ecosistema") per la nuova campagna di acquisizioni di attività nel campo della salute (Centro Medico Santagostino) e della mobilità (noleggio lungo termine) in simbiosi con l'offerta di protezione, oltre al premio MF Innovazione per l'Evoluzione Omnicanale del modello distributivo.

Premiata anche Siat con il riconoscimento "Compagnia di Valore" per il "Miglior Risultato Tecnico" per il Ramo Corpi veicoli aerei, ferroviari e marittimi, oltre al premio per crescita media utili.

A UniSalute è stato assegnato il premio per il "Miglior Risultato Tecnico" per il Ramo Malattia.

Importante riconoscimento anche per BeRebel, con il premio "MF Innovazione Award" nella categoria prodotto/servizio – Mobilità e per Arca Vita con il premio "Superindice Lombard".

Classifica RepTrack Company

Il Gruppo Unipol è la prima azienda per reputazione nel settore assicurativo e bancario secondo il modello specifico costruito da The RepTrak Company, società internazionale specializzata nella misurazione della reputazione che ogni anno misura n. 7 mila aziende a livello internazionale in circa 40 mercati. A dieci anni dall'avvio del programma di Reputation Management – che prevede la misurazione continuativa su base mensile della reputazione aziendale presso un campione rappresentativo della popolazione italiana e annuale presso altri sei stakeholder chiave – il Gruppo, anche in un anno di calo reputazionale generalizzato in tutti i settori aziendali, nel mese di aprile 2024 si conferma leader con una differenza positiva di +9,9 punti rispetto alla media reputazionale del settore assicurativo e di +10,7 punti rispetto alla media del settore bancario. Un divario positivo rispetto al settore assicurativo in costante crescita, passato dai +5,7 punti del 2019 ai +9,9 del 2023, per una performance reputazionale pari a 77,6 punti su una scala da 0 a 100 che colloca Unipol nella fascia "strong" (70-79).

World's Most Trustworthy Companies 2024

Nel mese di settembre 2024 è stata stilata la classifica "World's Most Trustworthy Companies 2024", pubblicata dal magazine americano Newsweek in collaborazione con il provider di dati di mercato e di consumo Statista (che si basa su un sondaggio indipendente di oltre 70.000 partecipanti e 230.000 valutazioni di clienti, investitori e dipendenti), secondo la quale Unipol è l'unico Gruppo italiano con 2 società tra le prime 1.000 in 20 Paesi del mondo, per requisiti di fiducia, affidabilità e sicurezza.

Urban Up: a Unipol Tower il prestigioso Award of Excellence del CTBUH

Nell'edizione 2024 del CTBUH (Council on Tall Buildings and Urban Habitat) Annual Awards, Unipol Tower è stato l'unico nuovo building italiano ad essere premiato nelle 20 categorie del concorso. In occasione della CTBUH 2024 International Conference, che si è tenuta dal 23 al 27 settembre 2024 fra Londra e Parigi e che ogni anno vede la partecipazione di oltre 1.300 delegati provenienti da 50 paesi del mondo, Unipol Tower ha ricevuto il prestigioso Award of Excellence nella categoria Tall Building 100-199 metri. Si tratta di un autorevole riconoscimento a livello mondiale che premia progetti che hanno dato un contributo straordinario al progresso degli edifici alti e dell'ambiente urbano raggiungendo i più alti standard di sostenibilità.

UnipolSai (ora incorporata in Unipol) si conferma il brand assicurativo più forte in Italia

Il Report Brand Finance Insurance 2024, che ha valutato i brand assicurativi in base alla loro capacità di influenzare le scelte dei consumatori, ha riconosciuto UnipolSai (ora incorporata in Unipol) come il brand assicurativo più forte in Italia. Questo prestigioso risultato conferma la posizione di leader nel mercato assicurativo italiano e la forza del brand. UnipolSai (ora incorporata in Unipol) ha infatti ottenuto un punteggio eccezionale, compreso tra 8/10 e 9/10 in quasi tutti gli indicatori chiave: familiarità del marchio, conoscenza elevata, prodotti adatti alle esigenze, reputazione complessiva e propensione all'acquisto. Particolarmente degno di nota è il punteggio nella categoria "Propensione ad accettare prezzi più elevati per i servizi offerti", che indica la fiducia e il valore che i clienti riconoscono ai prodotti e servizi di UnipolSai. La Compagnia è stata inoltre elogiata per la facilità di dialogo e la qualità del servizio clienti.

BeRebel premiata agli NC Digital Awards

Agli NC Digital Awards 2024, BeRebel ha ottenuto tre premi per l'innovativa campagna "L'intelligenza reale", che è stata premiata come prima campagna multi-soggetto completamente ideata e realizzata con l'intelligenza artificiale, con un risparmio del 90% su costi e tempi di produzione. Nel dettaglio, i riconoscimenti ottenuti sono stati due ori come Miglior Campagna Digitale Integrata e Altre Soluzioni Digitali e un bronzo nella categoria Grand Prix. La realizzazione della campagna ha visto l'utilizzo di diversi strumenti di AI generativa per ogni aspetto della produzione. Questo approccio multidisciplinare sottolinea l'importanza dell'innovazione e della sperimentazione nei processi creativi, mostrando come l'intelligenza artificiale possa radicalmente trasformare le strategie di marketing.

MF Best ESG Rating Award

Nel mese di ottobre 2024, UnipolSai è stata premiata con il "MF Best ESG Rating Award", assegnato da Class Editori - Milano Finanza. Alla base del riconoscimento, il rating che Standard Ethics ha rilasciato, EEE-, il più alto in Italia, "Per aver perseguito razionalizzazioni strutturali e innovazioni in linea con le politiche di Sostenibilità promosse da UE, ONU e OCSE. Il Piano Strategico e la Politica di Sostenibilità includono Linee Guida e obiettivi ambiziosi per la tutela dell'Ambiente (Strategia Climatica), dei temi Social (Linee Guida Diritti Umani) e della Governance (Linee Guida Anticorruzione)".

App UnipolMove entra nel Design Index 2024 e viene candidata al Compasso d'Oro

Nel mese di ottobre 2024, il design dell'App UnipolMove è stato selezionato per il Design Index 2024 dall'ADI (Associazione per il Design Industriale) e ha ricevuto la prestigiosa candidatura al Compasso d'Oro, uno dei premi più importanti nel mondo del design che valorizza i progetti capaci di distinguersi per innovazione, qualità e impatto. Questo importante traguardo testimonia l'impegno di UnipolMove nel digitale ed è frutto di un articolato lavoro di squadra che ha visto coinvolte le diverse strutture del Gruppo.

Consegna dell'onorificenza dell'Ordine "Al Merito del Lavoro" al Presidente Carlo Cimbri

Il Presidente Carlo Cimbri figura tra i 25 nuovi Cavalieri del Lavoro nominati durante la cerimonia per la consegna delle onorificenze dell'Ordine "Al Merito del Lavoro" da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, svoltasi il 30 ottobre presso il Quirinale. "I Cavalieri del lavoro sono interpreti della 'funzione sociale' dell'impresa. Le aziende, le realtà produttive, sono motrici di un benessere ampio delle famiglie, sviluppano filiere, fanno crescere territori. È la consapevolezza di questa responsabilità che rende gli operatori economici partecipi del compito e della responsabilità di dirigere il Paese", ha dichiarato il Capo dello Stato.

Rendicontazione di Sostenibilità

Informazioni generali

I criteri per la redazione

Premessa

La presente Rendicontazione di Sostenibilità è redatta, su base consolidata, da Unipol Assicurazioni SpA, in applicazione delle previsioni della Direttiva (UE) 2022/2464 del Parlamento Europeo e del Consiglio7 , recepita nell'ordinamento italiano dal Decreto Legislativo n. 125/2024. Si precisa che la redazione della Rendicontazione di Sostenibilità consolidata del Gruppo Unipol consente alle imprese del Gruppo Unipol che sarebbero state altrimenti tenute a tale adempimento su base individuale (Unipol Assicurazioni SpA e UniSalute SpA) di avvalersi della facoltà di esonero prevista dall'art. 7 del D.Lgs. 125/2024. Il perimetro di rendicontazione della Rendicontazione di Sostenibilità del Gruppo Unipol coincide con quello del bilancio consolidato al 31 dicembre 2024 così come riepilogato nel capitolo "Area di consolidamento".

Si premette inoltre che, nella redazione della Rendicontazione di Sostenibilità:

  • non è stata applicata l'opzione di omettere una specifica informazione corrispondente a proprietà intellettuale, know-how o a risultati dell'innovazione, né l'esenzione dalla comunicazione di informazioni concernenti gli sviluppi imminenti o le questioni oggetto di negoziazione;
  • non sono stati definiti orizzonti temporali di riferimento ai fini della rendicontazione diversi dagli orizzonti a medio e lungo termine identificati dallo European Sustainability Reporting Standard (ESRS) 1, sezione 6.4 "Definizione di breve, medio e lungo periodo ai fini della rendicontazione"8.

Il Gruppo include nella Rendicontazione di Sostenibilità alcune delle metriche previste dagli standard di rendicontazione pubblicati dalla Global Reporting Initiative (GRI) nel Financial Services Sector Supplement, in quanto rappresentative di un orientamento settoriale; si tratta di:

  • GRI FS7: Valore monetario di prodotti e/o servizi con specifiche finalità sociali;
  • GRI FS8: Valore monetario di prodotti e/o servizi con specifiche finalità ambientali.

Informazioni e dati sulla catena del valore

La rendicontazione di sostenibilità del Gruppo Unipol fornisce informazioni e dati sulla sua catena del valore a monte e a valle nella misura in cui, dall'analisi di rilevanza effettuata, sia emersa la presenza di impatti, rischi e/o opportunità rilevanti con riferimento ai diversi attori che la compongono. In tal caso il Gruppo rendiconta le politiche definite, le azioni adottate, gli obiettivi fissati e, in relazione alle metriche, mette a disposizione i dati richiesti e disponibili in merito alle attività svolte dagli attori della catena del valore ove rilevanti, segnalando, nel caso, il ricorso a stime e le caratteristiche delle stesse.

Per rendicontare le emissioni lorde di gas a effetto serra (GES) di ambito 3, il Gruppo Unipol ha proceduto al loro calcolo considerando tutte le quindici categorie significative legate alla catena del valore. Il calcolo si è basato su fonti indirette e ha fatto ricorso a stime, come puntualmente dettagliato nel capitolo "Cambiamenti climatici", paragrafo "Le metriche".

orizzonte temporale di lungo periodo: oltre i cinque anni."

7 Direttiva (UE) 2022/2464 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2022 che modifica il regolamento (UE) n. 537/2014, la direttiva 2004/109/CE, la direttiva 2006/43/CE e la direttiva

2013/34/UE per quanto riguarda la rendicontazione societaria di sostenibilità. 8 ESRS 1 6.4 "Definizione di breve, medio e lungo periodo ai fini della rendicontazione", par. 77:

"Nel redigere la Rendicontazione di Sostenibilità, l'impresa adotta gli intervalli di tempo seguenti, a decorrere dalla fine del periodo di riferimento:

orizzonte temporale di breve periodo: il periodo adottato dall'impresa come periodo di riferimento dei propri bilanci;

orizzonte temporale di medio periodo: fino a cinque anni dalla fine del periodo di riferimento di breve periodo definito alla lettera a); e

La governance

Il ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo nella governance della sostenibilità

Unipol Assicurazioni SpA (nel seguito anche "Unipol") ritiene che efficaci assetti organizzativi e di governo societario costituiscano per le società del Gruppo un presupposto essenziale per il perseguimento degli obiettivi aziendali e per assicurare, altresì, in ragione delle peculiari caratteristiche che connotano l'attività del Gruppo medesimo, condizioni di sana e prudente gestione. Il responsabile ultimo del sistema di governo societario di Gruppo è il Consiglio di Amministrazione di Unipol, il quale ne definisce gli indirizzi strategici, anche nell'ottica del perseguimento del successo sostenibile, e ne garantisce la complessiva coerenza affinché tale sistema sia adeguato al modello di business e alla struttura societaria di Gruppo prescelta, alla natura, portata e complessità dei rischi del Gruppo e delle singole società.

Di seguito si illustrano la composizione e la diversità dei membri del Consiglio di Amministrazione e degli organi di amministrazione, direzione e controllo9 della società Unipol Assicurazioni SpA alla data del 31 dicembre 202410.

Composizione e diversità del Consiglio di amministrazione (Unipol Assicurazioni SpA) 31/12/2024
Numero di membri con incarichi esecutivi 1
Numero di membri con incarichi non esecutivi 18
Percentuale di membri indipendenti 57,9%
Diversità di genere
Percentuale media dei membri del CdA - Uomini 58,8%
Percentuale media dei membri del CdA - Donne 41,2%

Principi di rendicontazione

Diversità di genere all'interno del CdA: è calcolata come media nel periodo di reporting (01/01/2024 – 31/12/2024), rispettivamente della media della componente maschile e della media della componente femminile sulla media totale dei membri del CdA (maschile e femminile).

Diversità dei membri degli Organi di amministrazione, direzione e controllo11 (Unipol Assicurazioni SpA) 31/12/2024
Percentuale dei membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo - Uomini 58,3%
Percentuale dei membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo - Donne 41,7%

Si riporta inoltre la composizione dei comitati endoconsiliari della società Unipol Assicurazioni SpA alla data del 31 dicembre 2024.

Composizione dei comitati endoconsiliari Comitato
Strategico
Comitato
Nomine,
Governance e
Sostenibilità
Comitato per la
Remunerazione
Comitato
Controllo e
Rischi
Comitato
Parti correlate
Numero componenti 7 3 3 4 4
Non esecutivi 7 3 3 4 4
Indipendente da Codice e da TUF 0 2 2 4 4
Donne 0 2 2 2 2
Uomini 7 1 1 2 2

9 All'interno degli organi di amministrazione, direzione e controllo non vi è alcuna rappresentanza dei dipendenti e degli altri lavoratori.

10 Alla data di redazione della presente Relazione, l'organo amministrativo è composto da 18 Amministratori, in seguito alla prematura scomparsa del Consigliere Paolo Fumagalli. 11 Organi indipendenti e non esecutivi.

Le Direttive in materia di governo societario di Gruppo, la Politica in materia di Sostenibilità (di seguito anche "Politica di Sostenibilità") e le altre politiche e linee guida definite per presidiare impatti, rischi e opportunità di sostenibilità (descritte a seguire in questo capitolo nel paragrafo "Le politiche per la gestione delle questioni di sostenibilità rilevanti") delineano il ruolo degli organi societari nel presidio delle questioni di sostenibilità, compresa la condotta d'impresa.

Il Consiglio di Amministrazione ha istituito al suo interno, tra gli altri, il Comitato Nomine, Governance e Sostenibilità e il Comitato Controllo e Rischi, entrambi preposti – ciascuno nell'ambito delle proprie competenze – alla sorveglianza su impatti, rischi e opportunità rilevanti.

In particolare, il Comitato Nomine, Governance e Sostenibilità (CNGS) svolge un ruolo propositivo, consultivo, di istruttoria e di supporto a favore del Consiglio di Amministrazione di Unipol e delle altre società del Gruppo sulle questioni di sostenibilità, coordinando − per gli aspetti di competenza − gli indirizzi, i processi, le iniziative e le attività tese a presidiare e promuovere l'impegno della società e, in generale, del Gruppo per il perseguimento del successo sostenibile. In particolare, al CNGS è affidato il compito di coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nelle seguenti principali attività, coordinandosi con il Comitato Controllo e Rischi, ove competente:

  • − individuazione delle linee guida per l'integrazione delle questioni di sostenibilità nei processi di pianificazione strategica, attraverso l'analisi dei temi di sostenibilità, anche rilevanti per la generazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti;
  • − analisi della metodologia adottata per lo sviluppo dell'analisi di rilevanza e individuazione dei relativi temi rilevanti per la società e il Gruppo, attraverso l'analisi delle questioni di sostenibilità individuate nell'ambito dell'interazione della società e del Gruppo stessi con i propri stakeholder;
  • − redazione e revisione della Rendicontazione di Sostenibilità contenuta nella Relazione sulla gestione del Bilancio Consolidato e, in genere, predisposizione delle relazioni, rendicontazioni, rapporti consuntivi e documentazione anche di Gruppo in tema di sostenibilità;
  • − redazione e revisione della Politica di sostenibilità e della documentazione aziendale afferente, nonché esame del rispetto delle previsioni ivi contenute attraverso il monitoraggio di indicatori appositamente individuati;
  • − redazione e revisione, per quanto di competenza, delle politiche per il raggiungimento degli obiettivi sui cambiamenti climatici, nonché definizione dei relativi impegni e monitoraggio degli indicatori per il rispetto degli stessi;
  • − esame delle iniziative nazionali e internazionali in materia di sostenibilità, monitoraggio dell'evoluzione normativa e delle best practice in materia, al fine di consolidare il successo sostenibile e la reputazione del Gruppo in materia di sostenibilità.

Inoltre, il Comitato Controllo e Rischi (CCR) ha un ruolo propositivo, consultivo, di istruttoria e di supporto al Consiglio di Amministrazione, tra l'altro, nella definizione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e gestione dei rischi. Esercitando tali funzioni contribuisce al successo sostenibile del Gruppo, in modo che i principali rischi risultino correttamente identificati, adeguatamente misurati, gestiti e monitorati. Il CCR supporta il Consiglio di Amministrazione nella definizione del modello di identificazione, valutazione e gestione dei principali rischi legati alla sostenibilità, tra cui in particolare quelli legati al clima, e dei loro impatti sulla strategia di business, tenendone informato il CNGS per quanto di competenza di quest'ultimo.

Ai sensi di legge, di Statuto sociale e delle policy interne in vigore, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto dei comitati endoconsiliari competenti, fra l'altro:

  • − esamina e approva i piani strategici e di sostenibilità della società e del Gruppo, tenendo conto dell'analisi dei temi rilevanti per la generazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, degli interessi degli altri stakeholder rilevanti, e ne monitora periodicamente l'attuazione;
  • − definisce la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici del Gruppo, includendo nelle proprie valutazioni tutti gli elementi che possono assumere rilievo nell'ottica del successo sostenibile del Gruppo;
  • − nell'esercizio della propria attività di direzione e coordinamento nei confronti delle società controllate:
    • o approva la Politica di sostenibilità e i relativi allegati tematici;
    • o garantisce la coerenza tra la Politica di sostenibilità e le politiche di gestione dei rischi specifici;
    • o approva il Bilancio Consolidato, compresa la Rendicontazione di Sostenibilità ai sensi della normativa CSRD, che costituisce una sezione specifica della Relazione sulla gestione;
    • o approva l'analisi di rilevanza che individua gli impatti, i rischi e le opportunità connessi alle questioni di sostenibilità rilevanti da comunicare, a livello di Gruppo.

L'Alta Direzione di Unipol, anche in qualità di Capogruppo:

  • − attua gli impegni assunti nella Politica di sostenibilità in base a rischi e impatti identificati come rilevanti dall'apposita analisi;
  • − identifica gli indicatori da adottare per monitorare l'attuazione degli impegni;
  • − riceve annualmente il monitoraggio degli indicatori da parte della Funzione Sustainability;

  • − adotta le azioni a supporto dell'implementazione della Politica di Sostenibilità ed interviene in caso di esplicita violazione della stessa;
  • − definisce e presidia l'attuazione del Piano di Sostenibilità del Gruppo.

La dirigenza delle società nel perimetro del Gruppo Unipol è responsabile, a sua volta, dell'attuazione degli impegni assunti con la Politica di sostenibilità nei diversi contesti societari di riferimento.

Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Unipol (descritto nel capitolo "Risk Report" della Relazione sulla gestione finanziaria) è costituito dall'insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative che mirano ad assicurare una effettiva ed efficace identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, e ha a oggetto della propria attività anche i rischi legati alla sostenibilità, al fine di contribuire al successo sostenibile del Gruppo.

L'Alta Direzione di Unipol si avvale della Funzione Sustainability la quale, in conformità alla Politica di Sostenibilità, svolge – tra gli altri – i seguenti compiti:

  • − a partire dai temi identificati dall'Area Risk sulla base dell'Osservatorio Reputational&Emerging Risk, nonché dai principali framework in materia di sostenibilità, coinvolge tutte le funzioni aziendali, ove previsto le società del Gruppo e gli stakeholder principali, per la costruzione e aggiornamento dell'analisi di rilevanza;
  • − coordina e indirizza i tavoli operativi tematici attivati per presidiare costantemente le attività di implementazione del percorso di transizione connesso alla strategia sul cambiamento climatico del Gruppo;
  • − promuove e presidia i processi connessi all'applicazione del dovere di diligenza, coinvolgendo le funzioni di volta in volta interessate;
  • − predispone la reportistica nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale, del CNGS e del CCR.

Il rispetto delle previsioni contenute all'interno della Politica di sostenibilità, nonché dei progressi compiuti rispetto alle azioni pianificate e agli obiettivi assunti relativamente al Gruppo, viene annualmente rendicontato, da parte della Funzione Sustainability, all'Alta Direzione e al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo, previo esame, per quanto di rispettiva competenza, di CNGS e CCR di Capogruppo, attraverso il monitoraggio di appositi indicatori, di concerto con gli organi e le strutture aziendali interessate. L'approccio di presidio è strutturato in modo diffuso: gli esiti del monitoraggio svolto sui piani di sostenibilità individuali, oggetto di esame da parte dei Consigli di Amministrazione delle rispettive società del Gruppo, confluiscono nel monitoraggio del Piano di Sostenibilità del Gruppo Unipol, oggetto di esame da parte del Consiglio di Amministrazione di Capogruppo.

Il monitoraggio dei rischi legati alla sostenibilità è svolto dall'Area Risk attraverso strumenti specifici, e in particolare: il Framework Rischi Emergenti, attraverso il quale sono rilevati e valutati anche rischi legati alla sostenibilità, e un cruscotto dedicato di KRI (Key Risk Indicators) per il monitoraggio dei rischi ambientali, sociali e di governo societario, con attenzione rivolta anche ai potenziali effetti negativi degli stessi. Con cadenza almeno annuale il Consiglio di Amministrazione di Unipol Assicurazioni è informato sugli esiti del monitoraggio dall'Area Risk.

Le competenze in materia di sostenibilità

In occasione della Board Performance Evaluation, da ultimo compiuta nel corso della riunione del 13 febbraio 2025 e riferita all'esercizio 2024, 17 componenti del Consiglio di Amministrazione (pari al 90% del totale), hanno dichiarato di possedere un livello di conoscenza alto o medio-alto nell'ambito "sostenibilità e fattori ambientali, sociali e di governo societario", compresa la condotta d'impresa. Il Consiglio di Amministrazione, al fine di accrescere le competenze individuali dei suoi componenti, e quindi dell'intero organo, in materia di sostenibilità, ha indetto e svolto in data 8 novembre 2024 una sessione di induction sul tema "Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD): la nuova normativa sulla rendicontazione di sostenibilità e gli impatti sul Gruppo".

Anche il Collegio Sindacale, in occasione della valutazione della propria adeguata composizione collettiva in vista del prossimo rinnovo delle cariche, ha riscontrato competenze in capo a ciascuno dei Sindaci in materia di sostenibilità, tali da realizzare gli obiettivi di un'adeguata diversificazione della composizione dell'organo. Grazie a tali conoscenze è stato possibile garantire un supporto efficace ai processi aziendali di gestione delle attività e dei rischi, tenendo conto dei vari interessi facenti capo ai diversi stakeholder della società e concorrendo alla sana e prudente gestione dell'impresa.

Fatte salve le loro competenze in materia di sostenibilità, il CNGS e il CCR dispongono di un budget, approvato dal Consiglio di Amministrazione, adeguato per l'adempimento dei compiti assegnati.

In particolare, il CCR e il CNGS possono:

  • − richiedere alle funzioni aziendali della società e agli organi delle società controllate le informazioni, anche documentali, necessarie a consentire il corretto svolgimento dei propri compiti;
  • − proporre, nei limiti di budget di spesa di volta in volta attribuito e dandone adeguata motivazione, il nominativo del consulente esterno di cui intende avvalersi;
  • − proporre, promuovere e convocare, al fine di instaurare e mantenere idonei collegamenti funzionali con gli analoghi Comitati endo-consiliari costituiti nell'ambito delle società del Gruppo, riunioni congiunte con gli stessi anche per realizzare reciproci flussi informativi.

Nel corso del 2024 il CCR non si è avvalso di consulenti esterni per lo svolgimento dei propri compiti. Il CNGS si è avvalso di advisor al fine di definire tempi, criteri e strumenti di effettuazione del processo di board performance evaluation.

In ogni caso, anche in qualità di componenti del Consiglio di Amministrazione, gli Amministratori nominati nei comitati partecipano alle sedute di induction organizzate dalla società al fine di migliorare la comprensione del business e dei relativi rischi rilevanti.

Le questioni di sostenibilità affrontate dal Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione, nel periodo di riferimento, ha affrontato diversi impatti, rischi ed opportunità rilevanti, di seguito indicati:

  • − ha approvato l'analisi di rilevanza svolta per il Gruppo Unipol, nell'ambito del processo di applicazione della Corporate Sustainability Reporting Directive (Direttiva UE 2022/2464 del 14 dicembre 2022);
  • − ha esaminato e approvato, fra l'altro:
    • o il resoconto annuale sulla valutazione interna del rischio e della solvibilità Own Risk and Solvency Assessment ("ORSA") con riferimento alla chiusura dell'esercizio 2023 e informativa in merito alla sintesi dei risultati dell'esercizio di stress test. Nell'ambito di tale relazione, con riferimento ai rischi legati alla sostenibilità, sono valutati gli impatti di scenari di stress test sull'indice di solvibilità del Gruppo e delle Compagnie assicurative del Gruppo Unipol in termini di rischi fisici e di transizione, in un orizzonte temporale di near term. La valutazione avviene con frequenza almeno annuale, fatta salva la verifica della materialità dei rischi stessi;
    • o il Risk Appetite Statement, sul quale si segnala che per quanto riguarda i rischi ambientali, sociali e di governance identificati nell'ambito dei rischi emergenti e presidiati lungo la catena di valore (in particolare a livello di impatto sui rischi di sottoscrizione e di investimento), il Gruppo ritiene non accettabile che vi siano ambiti di rischio, identificati su un orizzonte temporale coerente con quello del Piano Strategico, che si collochino nell'area rossa (corrispondente a presidio strategico "Non adeguato") all'interno della mappa di presidio del Gruppo, adottata nell'ambito del framework di gestione dei rischi emergenti. Per quanto riguarda invece gli impatti, il Gruppo identifica alcuni specifici KPI da monitorare, valutati sulla base di una scala di tipo quali-quantitativo (valutazione compresa tra 1 e 5). In termini di appetito al rischio il Gruppo ritiene non accettabile di avere ambiti di rischio che presentino una valutazione media di rischiosità dei relativi KRI di monitoraggio pari o superiore a 4. Per i rischi legati alla sostenibilità non è definito un Risk Appetite a livello di singola società, ma il presidio e il monitoraggio (su base annuale) vengono effettuati a livello di Gruppo;
    • o le Politiche di Remunerazione del Gruppo Unipol, elaborate in coerenza con le strategie e la politica di gestione del rischio del Gruppo, con la propensione e i limiti di tolleranza al rischio di Gruppo;
    • o la Politica di Sottoscrizione Business Danni e il relativo allegato "Linee Guida per l'attività di sottoscrizione Business Danni con riferimento ai fattori ambientali, sociali e di governance" e la Politica di Sottoscrizione – Business Vita e il relativo allegato "Linee Guida per l'attività di sottoscrizione Business Vita con riferimento ai fattori ambientali, sociali e di governance";
    • o la Politica per la parità di genere;
    • o la Politica in materia di esternalizzazione e scelta dei fornitori, che prevede, fra l'altro, per tutti i Fornitori di Servizi l'impegno al rispetto del codice di condotta fornitori per approvvigionamento responsabile;
    • o la "Politica sull'utilizzo di Servizi ICT a supporto di funzioni essenziali o importanti prestati da fornitori terzi di servizi ICT", che definisce le linee guida nell'ambito del Gruppo Unipol in materia di utilizzo e scelta di Fornitori, compresi fornitori infragruppo, di Servizi ICT a supporto di funzioni essenziali o importanti (FEI), al fine di disciplinare il processo decisionale, le responsabilità, i compiti, i controlli nell'ambito del Gruppo, rafforzando così il presidio dei rischi connessi ai rapporti contrattuali stipulati con i suddetti fornitori terzi di servizi ICT;
  • − ha esaminato la Lettera al Mercato dell'IVASS, contenente le aspettative di vigilanza, rivolte alle imprese di assicurazione e agli intermediari produttori di fatto, in materia di governo e controllo dei prodotti assicurativi ("Product oversight and governance"), con riferimento al processo di ideazione e realizzazione dei prodotti assicurativi (Vita e Danni) destinati al mercato, in ottica di tutela del consumatore, assicurandosi che venisse effettuata un'approfondita ed esaustiva analisi con riferimento alle Aspettative elaborate dall'IVASS e puntualmente riportate nella Lettera;
  • − ha analizzato la Relazione del Data Protection Officer di Gruppo, coerente con quanto previsto dalle disposizioni applicabili in materia di protezione dei dati personali, il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati; il Decreto legislativo n. 196 del 30 Giugno 2003; le Linee Guida emanate dal "Gruppo di Lavoro articolo 29 per la protezione dei dati"; i Provvedimenti ed ogni altro atto e autorizzazione emanati dall'Autorità Garante per la protezione dei dati personali;
  • − ha nominato il Responsabile della protezione dei dati di Gruppo ai sensi del Regolamento GDPR;
  • − ha esaminato il Rapporto Etico annuale in merito, tra l'altro, alla coerenza generale tra i principi dichiarati nel Codice Etico della società e la gestione aziendale;
  • − è stato informato in merito al Piano triennale 2024-2026 delle attività della Fondazione Unipolis nonché all'esito del "Bando ACT" ("Aspirare, Coinvolgere, Trasformare") emanato dalla stessa, rivolto alle organizzazioni del Terzo settore, con l'obiettivo

di contribuire a realizzare nel Paese una società più solidale, equa e coesa, sostenendo le persone maggiormente fragili nell'accesso alle opportunità, all'autonomia e ai diritti.

Infine, si segnala che al CCR viene fornita annualmente un'informativa relativa alla gestione dei rischi emergenti, del rischio reputazionale e dei principali rischi legati alla sostenibilità.

I sistemi di incentivazione

Le società del Gruppo Unipol adottano annualmente le proprie Politiche di Remunerazione, redatte in linea con le previsioni normative degli Organismi Regolatori di settore e coerenti con gli obiettivi di breve e di lungo termine del Gruppo, al fine di garantire una remunerazione equa, adeguata al ruolo, alla responsabilità, al livello di professionalità ed alle capacità individuali, conforme alle previsioni giuridico-normative, coerente con le esigenze di una performance sostenibile e allineata rispetto ai parametri di riferimento previsti dai Contratti Collettivi Nazionali applicabili. Nelle stesse vengono illustrati gli obiettivi di performance e gli indicatori sottostanti legati a tematiche di sostenibilità.

Le Politiche di Remunerazione sono approvate dai Consigli di Amministrazione delle società del Gruppo, previo parere del Comitato per la Remunerazione ove costituito, e dalle rispettive Assemblee.

Al Direttore Generale, al personale dirigente, nonché all'Amministratore Delegato è riconosciuto, in aggiunta al compenso fisso, una componente variabile di remunerazione disciplinata, nel triennio 2022-2024, mediante il Sistema Incentivante Unipol Variable Pay ("UVP"). Tale sistema, equilibrato tra erogazioni in forma monetaria e/o in strumenti finanziari, si prefigge l'obiettivo di premiare i risultati conseguiti nel breve e nel medio-lungo termine, espressi non soltanto in forma di ricavi economici, ma anche in forma di attenzione ai rischi e di prestazioni qualitative, collegate anche a questioni di sostenibilità, nonché di sviluppare le capacità professionali, attuando un'efficace politica di retention. All'interno delle Politiche di remunerazione sono definiti gli indicatori di performance di sostenibilità previsti dal Sistema UVP. Costituiscono parametri specifici i seguenti principi:

  • un adeguato bilanciamento tra la componente fissa e la componente variabile della remunerazione e collegamento di quest'ultima a criteri di efficienza predeterminati, oggettivi e misurabili, per rafforzare la correlazione tra risultati e remunerazione;
  • la fissazione di limiti ex-ante per la componente variabile;
  • la sostenibilità grazie ad un corretto equilibrio tra i criteri di efficienza a breve ed a lungo termine, cui è subordinata la remunerazione, attraverso il pagamento dilazionato della componente variabile, la fissazione di un periodo di maturazione minimo per l'assegnazione di strumenti finanziari, la possibilità di riduzione o il diritto di esigere la restituzione di tale componente in mancanza di determinati presupposti;
  • con riferimento ai vertici aziendali e al Top Management, la previsione di requisiti di possesso azionario, consistenti nell'obbligo del mantenimento (Lock-up), per un predeterminato periodo, delle azioni attribuite in virtù della partecipazione ai piani di incentivazione.

Presupposto per il riconoscimento di qualsiasi incentivo è la persistenza di effettivi risultati economici positivi e la minimizzazione dei fattori di rischio, oltre alla presenza di una Dividend Capability, ossia la presenza delle condizioni, in termini di risultato economico e di requisiti minimi di solvibilità del Gruppo Unipol, per l'eventuale distribuzione di un dividendo agli azionisti Unipol.

La componente variabile è suddivisa in un Bonus di Breve Termine (STI) e in un Bonus di Lungo Termine (LTI):

  • Bonus di Breve Termine (STI) erogato in forma monetaria: a ogni destinatario sono assegnati annualmente, attraverso un processo di cascading, che declina progressivamente sulle singole strutture aziendali gli obiettivi previsti a livello di Gruppo, obiettivi economico-finanziari e obiettivi non finanziari, sia qualitativi sia quantitativi, differenziati sulla base del livello di responsabilità gerarchico-organizzativa. Il Livello di Performance Individuale è determinato in funzione del grado di raggiungimento degli obiettivi di performance assegnati;
  • Bonus di Lungo Termine (LTI): l'incentivo di Lungo Termine è attribuito interamente in virtù di un piano chiuso di compensi basato su strumenti finanziari, che prevede la distribuzione di azioni nel triennio 2026-2028 (quinquennio 2026-2030 per i Dirigenti di Fascia Executive e per l'Amministratore Delegato e Direttore Generale).

Il 20% della componente variabile di lungo periodo è legato a temi di sostenibilità, quali:

  • tematiche di Strategia climatica e Finanza per gli SDGs: tale obiettivo è costituito da un indicatore che misura la riduzione delle emissioni di gas serra di Scope 1 e 2 degli immobili strumentali del Gruppo Unipol (in linea con obiettivi basati sulla scienza climatica, inclusi nel piano di azione integrato per contribuire al raggiungimento di un obiettivo di zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050) e un ulteriore indicatore che misura l'incremento dell'ammontare degli investimenti a supporto dell'Agenda ONU 2030, in linea con l'obiettivo di Piano Strategico di raggiungere euro 1.300 milioni entro il 2024;
  • Gender Pay Gap: tale obiettivo è costituito da un indicatore che misura il raggiungimento degli obiettivi di contenimento di tale rapporto.

Con riferimento all'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Capogruppo, la percentuale della retribuzione variabile legata a obiettivi relativi alla sostenibilità, calcolata come rapporto tra la quota variabile che dipende da tali obiettivi e la sola retribuzione variabile di breve e lungo periodo, è pari al 12%.

Il processo di due diligence

Il Gruppo, nell'ambito della Rendicontazione di Sostenibilità, tratta l'applicazione degli aspetti e delle fasi principali del processo di due diligence sia in un'ottica trasversale, sia con riferimento a specifici ambiti di potenziale impatto che attengono a temi rilevanti, come sintetizzato in seguito:

ELEMENTI FONDAMENTALI DEL
PROCESSO DI DUE DILIGENCE
PARAGRAFI NELLA RENDICONTAZIONE SULLA SOSTENIBILITÀ
a. Integrare il dovere di diligenza nella
governance, nella strategia e nel modello
aziendale
-
Capitolo "Informazioni generali", paragrafi:
o "Il ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo nella governance della sostenibilità";
o "Le politiche per la gestione delle questioni di sostenibilità rilevanti";

Capitolo "Cambiamenti climatici", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in relazione ai cambiamenti
climatici";

Capitolo "Biodiversità ed ecosistemi", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in relazione alla
biodiversità e agli ecosistemi";

Capitolo "Forza lavoro propria", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla forza lavoro
propria";

Capitolo "Consumatori e utilizzatori finali", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti nella relazione con i
clienti";

Capitolo "Condotta delle imprese", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla condotta
d'impresa.
b. Coinvolgere i portatori di interesse in
tutte le fasi fondamentali del dovere di
diligenza

Capitolo "Informazioni generali", paragrafi:
o "Il ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo nella governance della sostenibilità";
o "Il ruolo degli stakeholder";
o "Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità – L'analisi di rilevanza";
o "Le politiche per la gestione delle questioni di sostenibilità rilevanti";

Capitolo "Forza lavoro propria", paragrafo "Il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti";

Capitolo "Consumatori e utilizzatori finali", paragrafo "Il coinvolgimento dei clienti";

Capitolo "Condotta delle imprese", paragrafi:
o "La protezione degli informatori";
o "La gestione dei rapporti con i fornitori".

ELEMENTI FONDAMENTALI DEL
PROCESSO DI DUE DILIGENCE
PARAGRAFI NELLA RENDICONTAZIONE SULLA SOSTENIBILITÀ
c. Individuare e valutare gli impatti negativi -
Capitolo "Informazioni generali", paragrafo "Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità – L'analisi di
rilevanza";
-
Capitolo "Cambiamenti climatici", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in relazione ai cambiamenti
climatici";
-
Capitolo "Biodiversità ed ecosistemi", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in relazione alla
biodiversità e agli ecosistemi";
-
Capitolo "Forza lavoro propria", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla forza lavoro
propria";
-
Capitolo "Consumatori e utilizzatori finali", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti nella relazione con i
clienti";
-
Capitolo "Condotta delle imprese", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla condotta
d'impresa.
d. Intervenire per far fronte agli impatti
negativi
-
Capitolo "Cambiamenti climatici", paragrafi:
o "Cambiamenti climatici e attività proprie – Azioni";
o "Cambiamenti climatici e catena del valore – Gli investimenti – Azioni; La sottoscrizione – Azioni; Gli acquisti –
Azioni";
-
Capitolo "Biodiversità ed ecosistemi", paragrafo "Le azioni relative alla biodiversità e agli ecosistemi";
-
Capitolo "Forza lavoro propria", paragrafo "Le azioni per gestire gli impatti rilevanti per la forza lavoro propria";
-
Capitolo "Consumatori e utilizzatori finali", paragrafo "Le azioni per gestire impatti, rischi e opportunità rilevanti in
relazione ai clienti";
-
Capitolo "Condotta delle imprese", paragrafi:
o "L'agire responsabile nelle attività di investimento e sottoscrizione";
o "La relazione con la rete agenziale";
o "Digitalizzazione ed etica dell'Intelligenza Artificiale".
e. Monitorare l'efficacia degli interventi -
Capitolo "Cambiamenti climatici", paragrafi:
o "Cambiamenti climatici e attività proprie – Obiettivi";
o "Cambiamenti climatici e catena del valore – Gli investimenti – Obiettivi; La sottoscrizione – obiettivi";
o "Le metriche";
-
Capitolo "Forza lavoro propria", paragrafi:
o "Gli obiettivi";
o "Le metriche";
-
Capitolo "Consumatori e utilizzatori finali", paragrafo "Gli obiettivi e le metriche";
-
Capitolo "Condotta delle imprese", paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla condotta
d'impresa.

I controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità

Il sistema di controllo interno e la gestione del rischio nella rendicontazione di sostenibilità sono interconnessi e fondamentali per garantire l'affidabilità e la trasparenza delle informazioni riportate. Il sistema di controllo interno di Gruppo si basa su procedure standardizzate che disciplinano la raccolta, l'elaborazione e la comunicazione dei dati di sostenibilità, assicurando che ogni fase del processo sia ben definita e documentata. La suddivisione dei compiti riduce il rischio di errori e conflitti di interesse, mentre audit interni regolari verificano la conformità e l'efficacia dei controlli implementati.

Al fine di recepire compiutamente la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) il modello di controllo interno del Gruppo è stato aggiornato per assicurare il corretto presidio delle informazioni di sostenibilità, l'esaustività delle stesse e l'affidabilità della dichiarazione in coerenza agli standard applicabili. È stata attribuita al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari la responsabilità di attestare che la rendicontazione di sostenibilità è stata redatta:

  • a) conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125;
  • b) con le specifiche adottate a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020.

Il "modello di financial reporting risk" adottato si basa su un processo ispirato al COSO Framework (Internal Control–Integrated Framework emesso nel 1992 e revisionato nel 2013 dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission), riconosciuto come standard di riferimento per l'implementazione e la valutazione dei sistemi di controllo interno. Nel 2023 il COSO ha pubblicato una guida supplementare (Achieving Effective Internal Control of Sustainability Reporting (ICSR)) che si basa sull'Internal Control-Integrated Framework per supportare le organizzazioni nel processo di adeguamento del proprio sistema di controllo interno sulla rendicontazione di sostenibilità.

La finalità di una metodologia di pianificazione basata su logiche "risk-driven" è quella di orientare le attività di verifica sui processi caratterizzati da un maggior grado di rischiosità utilizzando approcci di analisi differenziati.

I controlli sull'adeguatezza dei processi di formazione del dato relativi alla Rendicontazione di Sostenibilità devono essere effettuati annualmente su un perimetro d'indagine opportunamente identificato come rilevante/significativo secondo le risultanze dell'ultima rendicontazione di sostenibilità presentata. Per avviare le attività di valutazione è necessario definire lo scoping che si articola come segue:

  • identificazione degli indicatori di sostenibilità previsti dalla direttiva CSRD che risultano significativi secondo la metodologia della doppia rilevanza (rilevanza finanziaria e rilevanza d'impatto);
  • individuazione delle società in perimetro rilevanti per l'indicatore di sostenibilità individuato.

Una volta delineato il perimetro di indagine è necessario procedere alla pianificazione delle attività di verifica per il periodo di riferimento. La programmazione delle attività si basa su una logica "risk-driven"; si definisce, cioè, un grado di rischiosità dei processi, in funzione del quale si possono applicare approcci di analisi differenziati. I principali rischi individuati includono la possibilità di errori umani o di sistema nella raccolta e nel reporting dei dati, che possono compromettere l'accuratezza e l'affidabilità delle informazioni. Sono stati inoltre considerati fattori come la conformità alla normativa, che possono comportare sanzioni, multe e danni reputazionali, e rischi di mancata segregazione dei compiti che possono generare conflitti d'interesse o opportunità per comportamenti scorretti.

Per mitigare questi rischi, è necessario stabilire quadri chiari per la sostenibilità, adottare pratiche di reporting trasparenti e coerenti, investire in sistemi di raccolta dati affidabili e rivedere e aggiornare regolarmente l'approccio di rendicontazione per rispondere all'evoluzione delle normative e delle aspettative sulla rendicontazione di sostenibilità.

Nell'espletamento delle proprie funzioni, il Dirigente Preposto deve assicurare l'effettuazione degli opportuni controlli atti a verificare l'adeguatezza e l'affidabilità delle procedure di formazione del dato, nonché la produzione della documentazione riportante l'esito dei controlli stessi.

Il Dirigente Preposto si avvale, tra l'altro, della struttura Financial & Sustainability Reporting Control che svolge tutte le attività necessarie per la verifica del sistema dei controlli interni e fornisce supporto nei rapporti con le altre funzioni del Gruppo per la raccolta e la condivisione dei flussi informativi.

Le valutazioni dei rischi, i risultati delle attività di verifica e i controlli interni relativi al processo di rendicontazione della sostenibilità sono rendicontati agli organi di amministrazione, direzione e controllo periodicamente prima del rilascio dell'attestazione allegata al bilancio consolidato.

La strategia

La strategia, il modello aziendale e la catena del valore

Per il Gruppo Unipol la sostenibilità rappresenta un fattore strategico di creazione di valore a lungo termine, e integra questa visione lungo tutta la catena del valore assicurativa e degli altri business del Gruppo.

Come anche descritto nel paragrafo "Attività e settori" della Relazione sulla Gestione, il Gruppo opera prevalentemente in tre principali ambiti di attività: Mobility, Welfare e Property, secondo la logica degli Ecosistemi, ossia proponendo in ciascuno di essi servizi assicurativi (per i quali ha una posizione preminente nel mercato italiano) e non assicurativi12.

12 Poiché nessun servizio non assicurativo rappresenta più del 10% dei ricavi dell'impresa, sono presentati solo servizi non assicurativi collegati con impatti rilevanti effettivi o con impatti rilevanti negativi potenziali dell'impresa.

Si precisa che il Gruppo non offre prodotti o servizi vietati in determinati mercati e non è attivo nel settore dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas), nella fabbricazione di prodotti chimici, nelle armi controverse (mine antiuomo, munizioni a grappolo, armi chimiche e armi biologiche) e nella coltivazione e produzione di tabacco.

Servizi assicurativi

I servizi offerti

Il Gruppo, attraverso Unipol Assicurazioni, la principale Compagnia che opera sia nel ramo Danni che nel ramo Vita, e le altre Compagnie assicurative che la affiancano, rispondendo a segmenti e bisogni specifici e/o intervenendo su canali specialistici, offre sul mercato l'intera gamma di soluzioni a copertura dei rischi. In particolare, i prodotti assicurativi proposti sono rivolti a proteggere:

  • la mobilità (ecosistema Mobility): nell'assicurazione per i veicoli operano Unipol Assicurazioni e Linear, società specializzata nella vendita diretta, attraverso Internet e call center, di prodotti del comparto Auto; la società SIAT invece opera in modo specializzato nel ramo Trasporti;
  • le persone e la salute, i risparmi e le prospettive di lungo periodo (ecosistema Welfare): in questo ambito opera la società UniSalute, prima assicurazione italiana per numero di clienti gestiti, che dal 2023 rappresenta l'unica fabbrica di prodotto del Gruppo per il ramo Malattia; i prodotti di ramo Vita di Unipol Assicurazioni propongono diverse opzioni volte alla tutela dei risparmi, alla valorizzazione dei capitali tramite investimenti e all'integrazione previdenziale;
  • la proprietà e il lavoro (ecosistema Property): in questo ambito Unipol Assicurazioni mette a disposizione prodotti rivolti alle famiglie (per la casa e il condominio) e alle attività economiche (imprese, commercianti e professionisti).

I prodotti assicurativi per la tutela della mobilità, della salute, della casa e dell'impresa, nonché per il risparmio e l'investimento, sono distribuiti, oltre che mediante gli intermediari assicurativi (agenzie e broker), anche presso il canale bancario tramite accordi di bancassicurazione.

Al di fuori dell'Italia, il Gruppo opera in Serbia attraverso la controllata DDOR Novi Sad, erogando servizi e prodotti sia Danni che Vita.

I clienti

Il Gruppo fornisce i suoi servizi a oltre 16,9 milioni di clienti assicurati, di cui 507mila serviti da DDOR in Serbia; il 94,6% sono persone fisiche (pari a 16 milioni) e il restante 5,4% (919 mila) persone giuridiche che sono a loro volta, in gran parte, società di persone, o società di capitali costituite da imprese di piccole o piccolissime dimensioni.

L'offerta assicurativa per la mobilità Auto (con oltre 8,8 milioni di polizze sottoscritte nel 2024) e i servizi rivolti alla casa in ambito protezione della proprietà sono rivolti prevalentemente a contraenti individuali.

Nell'ambito dei servizi di assicurazione Malattia, invece, la gran parte dei clienti è assicurata tramite polizze collettive, sottoscritte da aziende, fondi sanitari di categoria e casse professionali; UniSalute, infatti, è leader nella gestione dei fondi sanitari di categoria. Nell'ultimo triennio la stessa ha realizzato soluzioni specifiche per le Piccole e Medie Imprese (PMI), disponibili anche attraverso la rete agenziale di Unipol Assicurazioni, e ha strutturato e rafforzato una proposta rivolta alla clientela retail.

Nel ramo Vita, ai clienti che sottoscrivono prodotti individuali e collettivi e aderiscono alle forme di previdenza complementare messe a disposizione dal Gruppo si aggiungono gli aderenti ai Fondi Pensione Negoziali per i quali Unipol Assicurazioni ha un mandato di gestione.

L'integrazione della sostenibilità nel business

L'assicurazione ha un ruolo chiave nel sistema economico, in primo luogo per la funzione tipica di assunzione e mutualizzazione dei rischi, che fornisce protezione a famiglie e imprese, nonché per il ruolo di investitore istituzionale che raccoglie risorse finanziarie e può canalizzarle verso investimenti che supportano la transizione verso un'economia sostenibile. Il Piano Strategico 2022 – 2024 "Opening New Ways" ha previsto l'integrazione di obiettivi e azioni relativi alla sostenibilità in tutte le direttrici strategiche che lo contraddistinguono, nonché obiettivi trasversali inerenti i diversi servizi e gruppi di clienti.

Rispetto ai diversi ambiti di operatività dell'attività assicurativa si evidenziano:

  • Mobilità: Unipol, nell'assicurazione Auto, mira ad adottare un approccio che rafforzi la sicurezza, l'equità e l'ampiezza del supporto ai clienti; allo stesso tempo intende promuovere comportamenti di guida utili a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, e insieme a mitigare i rischi per gli assicurati e la generalità delle persone sulla strada. L'impiego della tecnologia e in particolare della telematica (con la larga diffusione delle blackbox, ambito in cui il Gruppo è leader europeo) contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità di Unipol, grazie alla significativa riduzione del rischio di frode, all'attivazione dei soccorsi tempestivi in caso di sinistri di entità significativa, alla possibilità di realizzare pricing mirati sulla base di una reale conoscenza dei comportamenti dell'utente. Il recente sviluppo di nuove applicazioni telematiche, più accessibili dal punto di vista economico e logistico, e più sensibili rispetto alla registrazione dei comportamenti di guida, è funzionale a incentivare approcci che riducano le emissioni e i rischi; per sviluppare appieno il potenziale di queste soluzioni saranno realizzate azioni volte ad aumentarne la diffusione.
  • Persone e salute: i cambiamenti demografici e socioeconomici determinano opportunità e rischi per il business Salute e Vita, rappresentando al contempo una leva strategica per l'inclusione finanziaria dei clienti in un ambito di fondamentale rilevanza. Proponendo servizi di sanità integrativa il Gruppo si pone come obiettivi: la promozione della prevenzione, che consente di intercettare eventuali problematiche intervenendo tempestivamente e riducendo gli effetti negativi per la salute; la risposta a esigenze specifiche che si manifestano nei diversi periodi della vita; l'ampliamento della popolazione che può avere accesso a tali soluzioni. Inoltre, in ottica di risparmi e prospettive di lungo periodo il Gruppo ha l'obiettivo di individuare proposte adeguate ai bisogni dei clienti in ottica di ciclo di vita, con particolare attenzione alle fasce più giovani e meno tutelate; intende, inoltre, impegnarsi in una gestione delle risorse raccolte che, oltre a gestire i rischi di sostenibilità e gli impatti che gli stessi possono determinare sui rendimenti, sia svolta in modo responsabile e in grado di soddisfare eventuali preferenze di sostenibilità dei clienti. Sarà importante per il Gruppo rafforzare la comprensione degli impatti a lungo termine di questioni quali i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità sulla salute dei propri assicurati, per definire azioni adeguate.
  • Proprietà e lavoro: frequenza e significatività degli eventi climatici estremi mettono e metteranno sempre più sotto pressione l'attività assicurativa (e non solo). In questo ambito Unipol ha l'obiettivo di mettere a disposizione prodotti che, oltre a proteggere famiglie e imprese nel caso di eventi avversi (tra cui quelli climatici), siano integrati con servizi che promuovono la prevenzione, intesa come approccio che agevola il persistere di condizioni di assicurabilità dei singoli attori e di sostenibilità complessiva per la Compagnia. Unipol Assicurazioni ha costruito un'offerta di prodotti rivolti alle imprese, sia PMI che Corporate, sia "standard" che "tailor made", che supporta e incentiva le attività di prevenzione dei danni connessi agli eventi climatici estremi. Sono inoltre previste garanzie e soluzioni che facilitano la ripresa dell'attività economica in caso di sinistro che la comprometta. In questo ambito saranno ulteriormente sviluppate soluzioni utili a diffondere la conoscenza dei rischi climatici e degli strumenti di prevenzione.

La distribuzione di prodotti assicurativi presso il canale bancario ha l'obiettivo di accrescere le opportunità di accesso alle coperture attraverso prodotti mirati alle esigenze dei clienti, concorrendo in questo modo a ridurre il fenomeno della sottoassicurazione, particolarmente significativo nel contesto italiano.

La canalizzazione nel processo di gestione dei sinistri verso società del Gruppo o reti di partner convenzionati (in tutti gli ecosistemi) risponde, innanzitutto, a un obiettivo generale di inclusione finanziaria, mettendo gli assicurati in condizione di non fare esborsi monetari diretti, oltre a garantire loro livelli di servizio, tempi e condizioni vantaggiose.

La definizione di un percorso di decarbonizzazione, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, determina impatti trasversali su tutte le attività di business del Gruppo, in particolare su quelle relative agli investimenti e alla sottoscrizione. A partire dalla misurazione degli impatti, e dal suo progressivo affinamento, il Gruppo dovrà definire obiettivi di riduzione delle emissioni e relative leve di applicazione.

Il modello aziendale e la catena del valore13

Le Compagnie assicurative che sviluppano la propria offerta attraverso fabbriche prodotti interne gestiscono i processi di assunzione del rischio con la definizione dei criteri di sottoscrizione e l'adeguata tariffazione dell'assunzione stessa. Le stesse hanno attivato presidi dedicati alla gestione delle diverse reti distributive per raggiungere i propri clienti.

13 La raccolta dei dati utilizzati per descrivere il modello aziendale e la catena del valore è svolta coinvolgendo le competenti funzioni di Unipol Assicurazioni e, ove opportuno, i referenti interessati presso le Società del Gruppo, con il supporto di un sistema informativo che, attraverso una pluralità di livelli di controllo e approvazione, garantisce la correttezza e tracciabilità degli input e la solidità della loro elaborazione.

Una fase fondamentale nella relazione con il cliente è la liquidazione dei sinistri, per la quale Unipol ha strutturato negli anni un modello di servizio internalizzato che comprende una rete di partner, illustrata in seguito come parte della catena del valore.

Nell'ambito dell'attività assicurativa rileva l'attività di investimento – sia finanziario che immobiliare – che viene svolta da Unipol Assicurazioni insieme ad altre società del Gruppo che svolgono attività di investimento per la stessa, in particolare in ambito immobiliare.

Tra le tecniche di mitigazione del rischio assume principale rilievo, nell'attività assicurativa, la riassicurazione passiva.

Gli attori principali della catena del valore dell'attività assicurativa sono:

  • a monte:
    • o i fornitori, suddivisi in due macro-gruppi: i fornitori generali assicurativi (la cui spesa è considerata un costo indiretto non inerente al business) e i fornitori e partner che operano nel processo di liquidazione dei sinistri. Per le forniture generali in ambito assicurativo il Gruppo ha avuto nel 2024 rapporti commerciali con circa 2.600 imprese; tra le principali voci di spesa si segnalano i servizi di supporto IT e la gestione immobiliare. La spesa verso questi fornitori nel 2024 è stata erogata per il 95% in Italia. Per quanto riguarda il processo di liquidazione dei sinistri, il modello di gestione internalizzato ha portato alla costituzione di un network che comprende:
      • in ambito Mobility, 2.876 carrozzerie convenzionate e gestite da UnipolService; 211 centri di posa UnipolGlass; circa 560 attori nel servizio di soccorso gestiti da UnipolAssistance;
      • in ambito Welfare, oltre 69mila strutture socio-sanitarie convenzionate;
      • in ambito Property, 41 società di artigiani gestite da UnipolHome.

- a valle:

  • o i clienti, come sopra descritti nella sezione "I clienti";
  • o le reti distributive, articolate in diversi tipi a seconda della tipologia di Compagnia e di prodotto. La rete agenziale del Gruppo Unipol, composta da 1.969 agenzie e 4.923 subagenzie cui si aggiungono le società di broker, è la più numerosa in Italia. I punti vendita in convenzione nel segmento bancassurance sono 3.035. In Serbia, DDOR distribuisce i propri prodotti attraverso una rete multicanale di 158 punti vendita, composta da strutture sia interne che esterne;
  • o i soggetti destinatari di investimenti. Gli investimenti finanziari possono essere distinti, per quanto riguarda le modalità operative, in Portafogli gestiti di proprietà e portafogli Vita di Classe C da un lato, e Portafogli dei prodotti assicurativi Vita il cui rischio è sopportato dagli assicurati e dei Fondi Pensione dall'altro. La quota principale degli investimenti diretti è rappresentata da azioni e obbligazioni corporate e obbligazioni governative. A questi si aggiungono investimenti in OICR e altre tipologie di investimento quali gli Investimenti Alternativi. Unipol realizza inoltre investimenti immobiliari partecipando a fondi comuni di investimento immobiliare.

Servizi non assicurativi nell'ambito degli Ecosistemi

I servizi offerti

Nel corso degli ultimi due Piani Strategici (2019-2021 e 2022-2024) il Gruppo ha progressivamente arricchito la propria proposta di prodotti e servizi nell'ambito dei tre ecosistemi in cui opera anche per la propria offerta assicurativa (c.d. "Beyond Insurance").

Nell'ecosistema Mobility Unipol supporta la risoluzione delle richieste di assistenza con UnipolAssistance e il processo di riparazione dei veicoli con UnipolService e dei cristalli auto con UnipolGlass. Con UnipolRental opera nel mercato del Noleggio a Lungo Termine e dal 2022 offre, mediante UnipolTech, servizi di telepedaggio e pagamenti in mobilità.

Nell'ecosistema Welfare il Gruppo ha costituito un proprio network di strutture sanitarie proprietarie, gestite da Società e Salute, che operano anche in sinergia con le prestazioni assicurative per il supporto degli assicurati in caso di sinistro.

Con le società dell'ecosistema Property il Gruppo offre servizi relativi all'abitazione e ai condomini. UnipolHome ha sviluppato un network di artigiani per garantire qualità del servizio e risparmio sulle prestazioni assicurate, mentre UniCasa eroga servizi ad amministratori e condomini attraverso una rete di amministratori in franchising.

I clienti

Le attività delle società degli Ecosistemi generano annualmente relazioni con oltre un milione di clienti, generati per lo più dalle società del Beyond Insurance Mobilità e dal settore sanitario.

L'integrazione della sostenibilità nel business

L'approccio per Ecosistemi ha l'obiettivo di offrire competenze e soluzioni integrate che, da un lato, supportino l'esperienza degli assicurati in caso di sinistro e, dall'altro, mettano a disposizione della generalità delle persone e delle imprese opzioni innovative per la risposta a bisogni di mobilità, di benessere e di gestione della proprietà.

Tra gli obiettivi di sostenibilità, nell'ecosistema Mobility, c'è il contributo a una mobilità più sostenibile, con leve che incidono sui comportamenti di mobilità delle persone. Tra queste il noleggio a lungo termine concorre allo spostamento del paradigma dal possesso dell'auto all'uso dell'auto, mentre il telepedaggio, oltre ad agevolare la mobilità delle persone, determina impatti in termini di riduzione delle emissioni.

Nell'ecosistema Welfare Unipol ha l'obiettivo di facilitare, a diversi livelli, l'accessibilità a prestazioni sanitarie e di welfare, anche valorizzando le opportunità offerte dalla tecnologia quali la telemedicina, che garantisce ai pazienti accesso facilitato alla cura e tempi d'attesa più brevi, e la messa a disposizione di flexible benefit ai dipendenti di PMI e grandi aziende attraverso apposite piattaforme.

Nell'ecosistema Property il Gruppo ha l'obiettivo di intervenire in filiere critiche con un approccio di condotta responsabile: la strutturazione di una rete di professionisti consente un presidio diretto da parte del Gruppo della qualità del network e dell'efficienza, efficacia e trasparenza dei processi di riparazione.

Il modello aziendale e la catena del valore

Gli Ecosistemi comprendono attività significativamente differenti anche all'interno di ciascuno di essi. Visto l'elevato livello di integrazione di servizi assicurativi e non assicurativi nell'ambito degli Ecosistemi, alcune società del Beyond Insurance forniscono (per la totalità della loro attività, oppure per una parte significativa) servizi integrati nel modello aziendale dell'attività assicurativa, con particolare riferimento all'attività di liquidazione dei sinistri.

Con riferimento all'Ecosistema Mobility è opportuno citare UnipolRental, che è attiva nel servizio del noleggio a lungo termine di automobili e nel 2024 ha gestito una flotta di 138mila veicoli circolanti.

Il noleggio a lungo termine è una formula contrattuale alternativa all'acquisto con cui una vettura viene concessa in locazione all'automobilista a fronte del pagamento di un canone mensile, fisso per tutto il contratto e che consente quindi la pianificazione puntuale dei costi, comprensivo di servizi quali assicurazioni, manutenzioni, pneumatici, soccorso. Questo sistema permette ai clienti di avere a disposizione una tecnologia aggiornata e gioca un ruolo nel rinnovo del parco circolante nazionale, sostenendo la transizione ecologica. Al termine del contratto, se il cliente non desidera prolungare il noleggio o acquistare il veicolo, UnipolRental si occupa direttamente della sua vendita come usato. Le economie di scala legate alla gestione di grandi volumi incidono quindi positivamente sulle condizioni di acquisto dei veicoli, di acquisto di servizi, di rivendita.

Gli attori principali della catena del valore per UnipolRental sono:

  • a monte:
    • o i fornitori, tra cui assumono particolare rilevanza quelli dei veicoli acquistati per il noleggio ai clienti. A questi si aggiungono i fornitori di servizi per le auto nelle diverse fasi della gestione; una parte di questi coincide con il network strutturato da Unipol per la gestione dei sinistri in ambito Mobility;
  • a valle:
    • o i clienti del noleggio a lungo termine suddivisi in clienti business (aziende e Partite IVA, ma anche pubbliche amministrazioni) e clienti privati;
    • o i clienti acquirenti delle auto usate;
    • o le reti distributive. Oltre ai canali commerciali diretti per clienti corporate e retail, e alla partecipazione a gare (in particolare per le pubbliche amministrazioni), la società si avvale per l'attività commerciale anche delle Agenzie che

distribuiscono i prodotti assicurativi Unipol, nonché del canale bancario, tramite banche che hanno accordi di bancassicurazione con Unipol.

Con riferimento all'Ecosistema Welfare è opportuno citare Società e Salute, che gestisce una rete composta da 45 poliambulatori Santagostino e Dyadea, con strutture diffuse nel nord e centro Italia. I poliambulatori forniscono prestazioni specialistiche in tempi brevi e a costi contenuti per contribuire alla salute della comunità, in complementarità con il Servizio Sanitario Nazionale, con una attenzione costante all'innovazione tecnologica a supporto della diagnostica e della cura (fornendo ad esempio prestazioni online di psicoterapia e telemedicina).

Un elemento centrale per la generazione di valore in tale modello è il personale medico e infermieristico, costituito in parte da dipendenti, e in parte da professionisti esterni che collaborano con la società mettendo a disposizione le proprie competenze specializzate.

Per quanto riguarda l'Ecosistema Property, UnipolHome ha costituito una rete di tecnici professionisti in grado di fornire servizi di manutenzione, riparazione e installazione di impianti domestici per clienti privati. Il modello di servizio così strutturato è accessibile online: tutti i servizi sono forniti con il supporto di un processo digitale, consentendo trasparenza e tracciabilità completa del ciclo che va dal preventivo, all'appuntamento e al pagamento.

Altro elemento centrale per la generazione di valore è il network di tecnici professionisti, che sono inseriti da UnipolHome nell'Albo dei riparatori dopo un attento processo di ricerca e selezione.

Altri servizi

I servizi offerti

Unipol Gruppo si occupa di sviluppo e gestione immobiliare sia attraverso Unipol Assicurazioni che tramite altre società del Gruppo, tra le quali si segnala Unipol Investimenti SGR che gestisce fondi comuni di investimento immobiliare. Tra i servizi offerti tramite le attività diversificate è significativa l'operatività nel settore alberghiero con il Gruppo UNA.

I clienti

La grande maggioranza dei clienti delle società diversificate è generata dal settore alberghiero (569 mila clienti).

L'integrazione della sostenibilità nel business

Con lo sviluppo e la gestione del patrimonio immobiliare, nonché la gestione di fondi comuni di investimento immobiliare da parte di Unipol Investimenti SGR, il Gruppo amministra impatti, rischi e opportunità connessi alla gestione immobiliare, quali quelli in materia di clima, con l'obiettivo di tenere in equilibrio gli obiettivi di redditività con le istanze di riduzione delle emissioni e di condotta d'impresa responsabile.

Nell'attività di sviluppo immobiliare le società del Gruppo privilegiano investimenti volti a migliorare la qualità ecologica dei centri urbani e a incrementare il benessere dei cittadini, l'inclusione sociale e l'occupazione, anche attraverso progettualità volte a ridefinire temporaneamente la funzione d'uso e a riqualificare porzioni di patrimonio. La gestione del patrimonio immobiliare è svolta pianificando e realizzando interventi volti a un miglioramento continuo delle performance, fino al raggiungimento di elevati standard riconosciuti di qualità ambientale.

Nel settore alberghiero il Gruppo UNA si impegna a promuovere un'attività turistica responsabile, accessibile e consapevole degli impatti ambientali e sociali. La società ha avviato un percorso di sostenibilità strutturato, che prevede l'ottenimento di riconoscimenti per l'attenzione rivolta a categorie fragili e la realizzazione di investimenti finalizzati alla riduzione di consumi ed emissioni.

Il modello aziendale e la propria catena del valore

L'attività diretta del Gruppo in ambito immobiliare prevede diverse possibili fasi:

  • l'acquisto di immobili, così come la loro vendita;
  • lo sviluppo di progetti immobiliari;
  • la gestione e manutenzione di immobili.

L'attività di sviluppo e, con riferimento a determinate tipologie di immobili, anche quella di gestione, offrono opportunità di intervenire sui contesti urbani, contribuendo, ad esempio, alla rigenerazione delle periferie, con interventi che valorizzano sia gli immobili (secondo un approccio di retrofitting, ossia di miglioramento e ammodernamento della tecnologia di edifici preesistenti), sia le zone in cui questi si trovano, ad esempio attraverso la realizzazione di eventi e progetti che offrono opportunità di aggregazione e scambio, individuando e sviluppando destinazioni d'uso temporanee.

L'attività svolta da Unipol Investimenti SGR prevede la gestione di fondi comuni di investimento immobiliare. Tra gli aspetti caratteristici di tale attività c'è la conduzione della relazione con i locatari o tenants.

Nella catena del valore dell'attività immobiliare sono da segnalare:

  • a monte:
    • o i fornitori, in particolare quelli connessi allo sviluppo e alla gestione degli immobili;
  • a valle:
    • o i tenants, che possono essere di diverse tipologie (dall'azienda strutturata fino al singolo locatario).

Con riferimento a Gruppo UNA, la società è attiva nel servizio di ospitalità alberghiera attraverso 55 hotel, resort e residence, di cui 34 gestiti direttamente e 21 affidati in franchising.

Gli attori principali della catena del valore per Gruppo UNA sono:

  • a monte:
    • o i fornitori, suddivisi in due categorie: i fornitori "di catena", selezionati a livello centrale e che operano per tutte le strutture (per beni e servizi quali l'energia, la biancheria, l'housekeeping, gli strumenti tecnologici, una parte standardizzata di food&beverage), e i fornitori "locali", in particolare per i prodotti alimentari freschi;
    • o i franchisee, soggetti che gestiscono in genere una sola struttura e che possono avere con Gruppo UNA contratti che prevedono diversi livelli di impegno reciproco, ma che sono tutti oggetto di costante monitoraggio da parte delle strutture centrali per la verifica dei corretti adempimenti;
  • a valle:
    • o le reti distributive attraverso le quali sono venduti i servizi a clienti e utilizzatori finali degli stessi. Le principali categorie sono le Online Travel Agencies (OTAs), gli enti organizzatori del segmento MICE (Meeting Incentive Conference Events), i Tour Operator;
    • o i clienti e utilizzatori finali, che vanno dai clienti Corporate, ai clienti privati che prenotano il proprio soggiorno tramite le reti distributive o direttamente sul sito di UNA, nonché gli ospiti che beneficiano dei soggiorni organizzati.

I dipendenti

Si riporta di seguito il numero di dipendenti del Gruppo, con la relativa distribuzione per area geografica, rimandando alla sezione dedicata alla Forza lavoro propria per ulteriori informazioni sui relativi aspetti di sostenibilità.

Dipendenti del Gruppo (numero di persone in forza) 31/12/2024
Numero totale di dipendenti 12.770
Distribuzione per area geografica:
- Italia 11.506
- Serbia 1.255
- Irlanda 9

Principi di rendicontazione

Il numero di dipendenti del Gruppo (numero di persone in forza) è calcolato in termini di headcount (numero effettivo). Include i dipendenti con contratto subordinato, suddivisi in contratti a tempo indeterminato; contratti a tempo determinato; contratti a orario variabile. Il dato è rilevato alla fine del periodo di rendicontazione.

I ricavi totali

Avendo come attività principale quella assicurativa, il Gruppo Unipol è tenuto a redigere il proprio bilancio consolidato conformemente alle previsioni della regolamentazione nazionale per i gruppi assicurativi, che non prevede un'identificazione univoca della voce ricavi14 definiti dagli ESRS. In tale contesto il volume dei ricavi del Gruppo Unipol è stato determinato in euro 15.660 milioni, corrispondente alla somma dei:

  • Ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi (voce 1. del Conto economico), per euro 9.891 milioni;
  • Proventi, inclusi insieme ai relativi Oneri, nelle voci 6., 7. (esclusi i ricavi da passività il cui rischio è a carico degli assicurati) e 8. del Conto economico, per euro 3.861 milioni;
  • Altri Ricavi (inclusi, insieme agli Altri Costi nella voce 13. del Conto economico), per euro 1.908 milioni.

I ricavi delle entità del Gruppo, ripartite sulla base dell'attività da queste svolta nell'ambito del Gruppo Stesso (assicurativa o diversa da quella assicurativa) costituiscono il dato numerico utilizzato ai fini della determinazione degli indicatori previsti per l'informativa in materia di attività economiche ecosostenibili ai sensi del regolamento (UE) 2020/852.

14 Si precisa che il concetto di "ricavi" è utilizzato, coerentemente a quanto previsto dagli ESRS, come sostanziale sinonimo di "fatturato" e "fatturato netto".

Il ruolo degli stakeholder

Il Gruppo Unipol persegue l'obiettivo di ascoltare e conoscere gli interessi e le aspettative dei portatori di interesse (in seguito anche "stakeholder") nei confronti del Gruppo, per poter valutare in modo più approfondito gli impatti derivanti dalle proprie attività e monitorare i progressi delle iniziative intraprese per gestire rischi e opportunità associati alla sostenibilità. A questo fine Unipol Assicurazioni SpA adotta modelli di relazione diffusi – sia per quanto riguarda le strutture aziendali che li presidiano, sia per quanto riguarda i portatori di interessi coinvolti – e strutturati, che prevedono anche il coinvolgimento di soggetti esterni accreditati per la raccolta ed elaborazione delle opinioni, come garanzia di terzietà. Unipol collabora inoltre, sia a livello istituzionale che operativo, con attori pubblici e privati, con i quali condivide lo sviluppo di progetti innovativi a supporto di obiettivi di sostenibilità.

I principali stakeholder del Gruppo sono:

  • i lavoratori e le forme organizzate che li rappresentano ai diversi livelli;
  • i clienti, nelle diverse articolazioni di persone fisiche e giuridiche;
  • gli agenti;

  • gli azionisti;

  • i fornitori, nelle loro diverse tipologie e con i differenti ruoli assunti nella catena del valore, a partire dai partner che operano nelle reti costituite dal Gruppo per la gestione della fase di liquidazione dei sinistri;
  • le istituzioni ai diversi livelli;
  • la comunità.

Di seguito è rappresentato sinteticamente l'approccio adottato dal Gruppo Unipol per coinvolgere gli stakeholder:

Categoria di
stakeholder
Coinvolgimento e modalità di
organizzazione
Finalità Considerazione dei risultati
Lavoratori e
relativi organismi
di rappresentanza
Survey rivolte a tutta o a parte
della popolazione aziendale, svolte
online, su questioni specifiche,
quali:
- Welfare aziendale
- Mobilità
- Stress lavoro correlato
Migliore comprensione delle esigenze dei
lavoratori, in merito alle diverse questioni
specifiche, e del livello di gradimento per azioni
e iniziative attuate dal Gruppo
I risultati sono considerati nel continuo lavoro di
definizione delle politiche e pianificazione delle azioni
rivolte ai lavoratori, e possono costituire spunto per
l'introduzione di iniziative specifiche in risposta a
esigenze emerse.
Survey annuale secondo il modello
Misurazione della reputazione del Gruppo
Rep Trak®, rivolta a un ampio
presso la forza lavoro su sette dimensioni di
campione della popolazione
valutazione previste dalla metodologia Rep
aziendale aggiornato ogni tre anni
Trak®, tra cui "Workplace"
e svolta online
I risultati sono impiegati dal Team Reputation
Management e diffusi alle funzioni interessate, al fine di
individuare annualmente azioni a presidio e a supporto
della reputazione del Gruppo presso i diversi
stakeholder.
Assemblee e incontri con le
rappresentanze sindacali, in
presenza e in videoconferenza
Strutturazione di un modello proattivo di
confronto che tratta le questioni chiave della
relazione tra Gruppo e lavoratori
I risultati del confronto trovano attuazione negli
strumenti di contrattazione aziendale, quali i Contratti
Integrativi Aziendali tempo per tempo vigenti e gli
accordi sindacali sottoscritti per gestire le fasi di
evoluzione delle realtà aziendali
Commissioni bilaterali tra azienda
e rappresentanze sindacali
aziendali, suddivise per temi da
trattare, con incontri periodici
Valutazione e co-determinazione di iniziative in
materia di: Formazione professionale, Pari
opportunità, Sanità (con focalizzazione
sull'assistenza sanitaria integrativa) e
prevenzione rispetto al rischio di mobbing
Dal confronto possono emergere iniziative puntuali e
fattibili che vengono integrate nelle pratiche aziendali
nei diversi ambiti oggetto delle Commissioni

Categoria di
stakeholder
Coinvolgimento e modalità di
organizzazione
Finalità Considerazione dei risultati
Clienti – persone
fisiche e persone
giuridiche
Survey periodiche di Customer
Satisfaction
Ascolto delle esigenze dei clienti e
approfondimento del livello di soddisfazione
verso i servizi offerti e la relazione con le
aziende del Gruppo
I risultati delle survey contribuiscono a individuare le
esigenze prioritarie dei clienti e a indirizzare i processi di
sviluppo e aggiornamento dei prodotti per le società del
Gruppo
Net Promoter Score Valutazione dell'esperienza dei clienti in
relazione a specifici "snodi" della relazione con
Unipol Assicurazioni, nonché alla relazione in
generale
I risultati dell'indagine di Net Promoter Score
supportano processi di miglioramento continuo nel
modo in cui le società del Gruppo forniscono i propri
servizi e si relazionano con i clienti
Survey annuale secondo il modello
Rep Trak®, rivolta a un campione
rappresentativo di clienti e svolta
online
Misurazione della reputazione del Gruppo
presso la forza lavoro su sette dimensioni di
valutazione previste dalla metodologia Rep
Trak®, tra cui "Product&Services" e
"Innovation"
I risultati sono impiegati dal Team Reputation
Management e diffusi alle funzioni interessate, al fine di
individuare annualmente azioni a presidio e a supporto
della reputazione del Gruppo presso i diversi
stakeholder
Agenti Incontri con gli uffici di Presidenza
dei Gruppi Agenti
Gruppi di lavoro operativi
Commissioni Tecniche Gruppi
Agenti
Raccolta delle aspettative della rete agenziale,
condivisione di obiettivi strategici e
dell'approccio di creazione di valore condiviso
tra Gruppo e agenti
I risultati determinano la periodica evoluzione del
modello di relazione tra Gruppo e Agenti e
contribuiscono alla definizione condivisa di politiche che
considerino le esigenze della rete, anche nella gestione di
impatti legati alla sostenibilità
Survey di monitoraggio della
soddisfazione della rete
Misurazione della soddisfazione e della
fidelizzazione della rete agenziale
I risultati contribuiscono allo sviluppo e
all'aggiornamento continuo di modelli e strumenti di
supporto all'attività degli Agenti, nel quadro delle
politiche condivise
Survey annuale secondo il modello
Rep Trak®, rivolta a un campione
rappresentativo di agenti e svolta
online
Misurazione della reputazione del Gruppo
presso la forza lavoro su sette dimensioni di
valutazione previste dalla metodologia Rep
Trak®, tra cui "Product&Services", "Innovation",
"Leadership", "Conduct"
I risultati sono impiegati dal Team Reputation
Management e diffusi alle funzioni interessate, al fine di
individuare annualmente azioni a presidio e a supporto
della reputazione del Gruppo presso i diversi
stakeholder
Azionisti Assemblee Condivisione della strategia e delle
performance del Gruppo; raccolta di
aspettative e considerazioni dagli azionisti,
anche eventualmente in relazione agli impatti
del Gruppo legati alla sostenibilità
Le eventuali considerazioni espresse dagli azionisti in
Assemblea rappresentano un importante stimolo per
l'evoluzione delle politiche e delle strategie del Gruppo,
comprese eventualmente quelle relative agli impatti
legati alla sostenibilità
Presentazioni e roadshow Condivisione della strategia e delle
performance del Gruppo e raccolta di
aspettative e considerazioni dagli azionisti,
anche eventualmente in relazione agli impatti
del Gruppo legati alla sostenibilità
Le eventuali considerazioni espresse da azionisti,
nonché dalla comunità finanziaria nel suo complesso,
possono essere tenute in considerazione nella
definizione di sviluppi delle politiche e delle strategie del
Gruppo, comprese eventualmente quelle relative agli
impatti legati alla sostenibilità

Categoria di
stakeholder
Coinvolgimento e modalità di
organizzazione
Finalità Considerazione dei risultati
Fornitori e
partner
Audit Valutazione e confronto su performance di
sostenibilità
I risultati dell'attività di audit sulle performance di
sostenibilità, oltre a evidenziare gli eventuali ambiti di
miglioramento, consentono l'apertura di un dialogo tra
società del Gruppo e fornitori in merito a eventuali
esigenze e questioni aperte nella gestione degli impatti
legati alla sostenibilità da parte dei fornitori stessi, che
possono orientare valutazioni e azioni da parte delle
società.
Istituzioni Riunioni tematiche con Legislatori
e Amministratori ai diversi livelli
Confronto sull'attività legislativa e
regolamentare su temi di comune interesse, tra
cui eventuali impatti legati alla sostenibilità
attinenti alle attività del Gruppo
Il Gruppo può cogliere dal confronto con le istituzioni
indicazioni rispetto alle aspettative delle istituzioni
stesse in merito allo svolgimento del proprio ruolo
economico e sociale
Think tank Stimolo della riflessione e del confronto tra il
Gruppo e le istituzioni, nonché altri stakeholder
rilevanti nella comunità economica e sociale, in
merito a temi rilevanti per lo sviluppo della
comunità, quali il welfare (nel think tank
"Welfare Italia") e la mobilità (nel think tank
"The Urban Mobility Council")
Gli interessi e le aspettative espresse dalle istituzioni e
dagli altri portatori di interessi coinvolti costituiscono
uno stimolo per il Gruppo per orientare la propria azione
negli ambiti considerati, ivi compresa la gestione di
opportunità legate alla sostenibilità in tali ambiti
Survey annuale secondo il modello
Rep Trak®, rivolta a interlocutori
chiave nelle istituzioni svolta online
Misurazione della reputazione del Gruppo
presso la forza lavoro su sette dimensioni di
valutazione previste dalla metodologia Rep
Trak®, tra cui "Conduct" e "Citizenship"
I risultati sono impiegati dal Team Reputation
Management e diffusi alle funzioni interessate, al fine di
individuare annualmente azioni a presidio e a supporto
della reputazione del Gruppo presso i diversi
stakeholder
Comunità Consigli Regionali Unipol (CRU), 21
organismi territoriali che
riuniscono oltre 200 organizzazioni
rappresentative dei principali
stakeholder
Comprensione degli orientamenti e dei bisogni
emergenti a livello territoriale
Il confronto all'interno dei CRU stimola lo sviluppo di
progetti territoriali sostenibili che abbiano un impatto
sociale, economico, civile e culturale, coinvolgendo le
risorse attive sui diversi territori
Survey annuale secondo il modello
Trak®, rivolta a interlocutori
chiave nella comunità e svolta
online
Misurazione della reputazione del Gruppo
presso la forza lavoro su sette dimensioni di
valutazione previste dalla metodologia Rep
Trak®, tra cui "Conduct" e "Citizenship"
I risultati sono impiegati dal Team Reputation
Management e diffusi alle funzioni interessate, al fine di
individuare annualmente azioni a presidio e a supporto
della reputazione del Gruppo presso i diversi
stakeholder

Oltre alle iniziative di coinvolgimento attivo, volte a stimolare l'espressione da parte degli stakeholder delle loro opinioni in merito alle questioni di sostenibilità, il Gruppo ha instaurato dei canali attraverso i quali gli stessi possono fare ricorso per segnalare in modo specifico loro preoccupazioni o reclami in merito ad azioni compiute da parte del Gruppo che potrebbero avere generato impatti negativi per la loro categoria o su altri stakeholder. Anche queste segnalazioni, qualora avanzate, sarebbero tenute in considerazione dal Gruppo nel corso del processo di due diligence e di valutazione della rilevanza, come descritto nel paragrafo "Il processo di due diligence".

Un'altra fonte attraverso la quale il Gruppo raccoglie efficacemente gli interessi e le preoccupazioni degli stakeholder in merito alle questioni di sostenibilità in cui è effettivamente o potenzialmente coinvolto è la partecipazione della Capogruppo alle principali iniziative globali in ambito di sostenibilità. Organizzazioni quali UN Global Compact, UN PRI, UNEP FI PSI, Net-Zero Asset Owner Alliance rappresentano contesti in cui, anche attraverso l'ascolto strutturato di autorevoli stakeholder con orizzonte globale, la comprensione delle questioni di sostenibilità potenzialmente rilevanti per attori del settore finanziario e assicurativo è aggiornata in modo costante e strutturata chiaramente.

Per quanto riguarda la dimensione dei rischi legati a questioni di sostenibilità, il Gruppo Unipol ha articolato uno strumento volto ad ascoltare in modo strutturato i segnali di cambiamento dell'ambiente esterno, l'Osservatorio Reputational&Emerging Risk (di seguito anche "l'Osservatorio") che, attraverso il modello Meeting Point, effettua un ascolto strutturato dei flussi comunicativi che influiscono sull'evoluzione del settore assicurativo e ha come risultato l'individuazione dei Macro-Trend e dei Rischi Emergenti che possono avere maggiori effetti sulla capacità del Gruppo di creare valore, la maggior parte dei quali legati a questioni di sostenibilità. Tale analisi è integrata periodicamente dall'ascolto diretto con la Survey su un panel di esperti esterni per il mercato assicurativo italiano, che è finalizzata a rilevare l'orizzonte temporale, la probabilità di accadimento, il potenziale impatto sul settore assicurativo italiano e le interconnessioni dei rischi identificati tramite l'Osservatorio.

Gli esiti delle attività di coinvolgimento degli stakeholder contribuiscono all'analisi della rilevanza e ai percorsi di pianificazione strategica, i quali, a loro volta, periodicamente, determinano eventuali evoluzioni nel modello di gestione delle attività aziendali.

L'evoluzione della strategia e del modello aziendale negli ultimi due Piani Strategici hanno tenuto conto degli interessi e delle opinioni dei portatori di interessi portando ad ampliare l'ambito di operatività del Gruppo dall'attività assicurativa alla logica degli Ecosistemi, arricchendo cioè la protezione rispetto ai rischi con servizi a supporto delle esigenze espresse dai clienti e dalla comunità nelle diverse occasioni di relazione e confronto. In questo senso si sono sviluppate le azioni volte a mettere a disposizione di clienti e cittadini, strumenti di mobilità alternativi all'acquisto dell'auto e strumenti di facilitazione dei pagamenti in mobilità; oppure, opportunità di accesso a servizi sanitari e di assistenza in modalità remota, su forte stimolo delle esigenze trasmesse dai clienti in occasione della pandemia.

Gli organi di amministrazione e direzione sono informati degli esiti dei processi di coinvolgimento e ascolto come segue:

  • il Presidente e l'Amministratore Delegato del Gruppo Unipol sono responsabili in prima persona del coinvolgimento degli azionisti e, in senso più ampio, della comunità finanziaria attraverso Assemblee, presentazioni e roadshow, nell'ambito dei quali raccolgono le loro considerazioni;
  • l'Amministratore Delegato è periodicamente informato dei risultati delle Survey realizzate secondo il modello Rep Trak®, che coinvolge gran parte delle principali categorie di stakeholder e consente di presidiare le valutazioni degli stessi sull'operato del Gruppo, compresi alcuni ambiti di impatti del Gruppo su questioni di sostenibilità, e i relativi effetti sulla reputazione del Gruppo stesso;
  • l'Amministratore Delegato del Gruppo Unipol è periodicamente informato sugli esiti dei confronti tra le Società del Gruppo e gli organismi di rappresentanza sindacale;
  • il Presidente e l'Amministratore Delegato sono informati sulle evidenze rilevanti emerse dalla relazione con le Istituzioni, tra cui quelle eventualmente riguardanti impatti del Gruppo legati alla sostenibilità; sono inoltre informati e direttamente coinvolti nel confronto all'interno dei think tank promossi dal Gruppo in merito a temi centrali per lo sviluppo della comunità, quali il welfare e la mobilità, nei quali una pluralità di portatori di interesse intervengono portando interessi e opinioni che possono riguardare anche gli impatti effettivi o potenziali del Gruppo legati alla sostenibilità.

Nella prospettiva del costante dialogo con la comunità finanziaria e in ossequio a quanto raccomandato in proposito dal Codice di Corporate Governance, il Consiglio di Amministrazione di Unipol, su proposta del Presidente, ha adottato – e reso disponibile al pubblico – una politica per la gestione del dialogo con la generalità degli investitori che richiedono un contatto con l'organo amministrativo su materie di specifica competenza del medesimo (la "Politica di Dialogo"), nel rispetto di princìpi di parità di trattamento informativo, correttezza e trasparenza.

La Politica di Dialogo si rivolge a tutti gli "Investitori", intendendosi per essi gli Azionisti attuali e/o potenziali di Unipol, gli altri possessori di strumenti finanziari della Società nonché coloro che sono portatori di interesse relativamente alla detenzione di azioni e/o di altri strumenti finanziari, per conto proprio o per conto di terzi, quali gli investitori istituzionali e i gestori di attivi. La Politica di Dialogo definisce i princìpi generali, le modalità di gestione, i principali contenuti e gli argomenti che possono formare oggetto di dialogo tra stakeholders e la Società, individuando altresì gli interlocutori, le tempistiche e i canali di interazione.

Gli argomenti che possono formare oggetto di dialogo afferiscono, in particolare, a:

  • sistema di governo societario adottato dalla Società e, in particolare, nomina e composizione del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati endo-consiliari;
  • Politiche di Remunerazione del Gruppo;

  • sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;

  • piani strategici e industriali del Gruppo;
  • linee strategiche e politiche in materia di sostenibilità ambientale e sociale.

La Politica di Dialogo persegue quindi l'obiettivo di disciplinare occasioni di comunicazione e di partecipazione aggiuntive rispetto all'Assemblea degli Azionisti e alle altre forme di dialogo che ricadono negli ordinari processi svolti dalle competenti funzioni sulla base di apposite procedure aziendali, nella prospettiva di assicurare trasparenza informativa, accrescere la comprensione degli Investitori in merito alle strategie, ai risultati conseguiti e a ogni aspetto di carattere finanziario e non finanziario della Società rilevante ai fini delle scelte di investimento, anche per quanto riguarda le Questioni di Sostenibilità, favorendo la stabilità degli investimenti degli Azionisti e il Successo Sostenibile di Unipol.

I soggetti interni alla Società preposti alla gestione del dialogo sono:

  • il Consiglio di Amministrazione, con il compito di promuovere il dialogo con gli Investitori e definire la relativa Politica;
  • il Presidente del Consiglio di Amministrazione e l'Amministratore Delegato, ai quali il Consiglio di Amministrazione affida la gestione del Dialogo, anche disgiuntamente tra loro;
  • la Funzione Investor Relations, in qualità di funzione aziendale che rappresenta il punto di contatto per gli Investitori.

I temi rilevanti

La valutazione della rilevanza per il Gruppo Unipol ha fatto emergere impatti, rischi e opportunità (di seguito anche IRO) rilevanti in merito ai seguenti temi di sostenibilità, così come contemplati negli ESRS tematici:

  • Cambiamenti climatici
  • Biodiversità ed ecosistemi
  • Forza lavoro propria
  • Consumatori e utilizzatori finali
  • Condotta delle imprese

Le informazioni relative a tali IRO sono riportate nell'ambito della rendicontazione dei relativi temi; in tale sede è descritto anche come tali impatti, rischi e opportunità interagiscono con la strategia e il modello aziendale15.

Nella trattazione dei temi "Consumatori e utilizzatori finali" e "Condotta delle imprese" è evidenziato come determinati IRO rilevanti sono riconducibili a sotto-temi relativi a specifici ambiti di business o società del Gruppo, e sono quindi oggetto di informativa aggiuntiva specifica per l'entità.

15 Saranno quindi trattati in quella sede i contenuti relativi ai datapoint SBM-3_03, SBM-3_04, SBM-3_05, SBM-3_06, SBM-3_07, SBM-3_08, SBM-3_10

La gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

L'analisi di rilevanza

L'analisi di rilevanza è stata svolta considerando le indicazioni contenute nella "Implementation Guidance 1 – Materiality Assessment16 predisposta da EFRAG a supporto delle imprese.

Il processo di analisi si è articolato in tre fasi:

  • comprensione del contesto;
  • identificazione di impatti, rischi e opportunità attuali e potenziali legati alle questioni di sostenibilità;
  • valutazione e determinazione di impatti, rischi e opportunità rilevanti legati alle questioni di sostenibilità.

A queste è seguita poi la fase di validazione dei risultati, articolata in:

  • validazione della valutazione di rilevanza per società;
  • validazione della valutazione di rilevanza a livello di Gruppo.

Per la comprensione del contesto sono state considerate numerose fonti interne ed esterne. Dal punto di vista interno, il Piano Strategico e i documenti di rendicontazione annuale, finanziaria e non finanziaria, hanno costituito il quadro concettuale che ha supportato la formalizzazione del modello di business e delle catene del valore del Gruppo. Tra le fonti esterne vi sono sia fonti di carattere generale, quali i contributi di iniziative internazionali come UN Global Compact e OCSE e il corpus normativo comunitario in materia di sostenibilità, sia quelle relative al settore finanziario e assicurativo nello specifico, come gli impegni e i paper di UN PRI, UNEP-FI PSI, ICMIF nonché osservatori sui mega-trend relativi ai settori in cui il Gruppo opera. La mappa degli stakeholder del Gruppo è stata rivista per verificarne l'attualità, nonché come attività propedeutica alla comprensione dei portatori d'interesse interessati dai diversi impatti da identificare.

Per l'identificazione di impatti, rischi e opportunità Unipol ha adottato come punto di partenza l'elenco delle questioni di sostenibilità contemplate negli ESRS tematici17. Per ciascuno dei temi e sottotemi elencati, il Gruppo ha individuato impatti (negativi e positivi), rischi e opportunità, attuali e potenziali, generando così un elenco articolato da sottoporre a valutazione della rilevanza. L'individuazione degli IRO ha tenuto in considerazione i diversi settori e ambiti di attività in cui il Gruppo opera anche mediante società controllate, in modo da poter cogliere eventuali differenze significative tra i rischi e gli impatti legati all'attività del core business assicurativo e quelli connessi alle altre attività del Gruppo.

Con specifico riferimento agli impatti, l'individuazione è stata supportata dalle competenze interne maturate, nelle diverse funzioni e società del Gruppo, attraverso: la ge-stione strategica e operativa dei temi di sostenibilità, il confronto all'interno dei network, di sostenibilità e/o settoriali, la considerazione delle esperienze di relazione, confronto, ascolto dei portatori di interesse, nonché l'approfondimento desk delle questioni di sostenibilità nei diversi settori e contesti di operatività.

Queste competenze nel tempo hanno originato, da un lato, il sistema di gestione degli impatti adottato dal Gruppo nell'applicazione del processo di due diligence e, dall'altro, si sono continuamente alimentate delle evidenze emerse da tale sistema, considerando gli esiti delle procedure strutturate a presidio e monitoraggio dei diversi ambiti di attività.

Con riferimento ai rischi legati alla sostenibilità, il Gruppo ha adottato da tempo un impianto di presidio che consente di identificare i rischi connessi alla sostenibilità, individuando quelli rilevanti per gli effetti finanziari che hanno o potrebbero avere sul business. Tale approccio è stato impostato prendendo in considerazione l'attività assicurativa, come core business del Gruppo, ma i risultati in termini di identificazione dei rischi sono significativi anche per le attività che si affiancano nella proposizione di servizi non assicurativi nell'ambito degli Ecosistemi, poiché i macro-trend che li originano sono per lo più trasversali.

L'Osservatorio Reputational&Emerging Risk, avviato nel 2014, ha l'obiettivo di anticipare i trend di cambiamento e prepararsi ai futuri rischi e opportunità. L'Osservatorio si avvale di un modello predittivo fondato sulla teoria dei Meeting Point, che anticipa le tendenze future secondo diverse scansioni temporali, da 6 mesi fino a 5 anni, e di metodologie fondate sui futures studies, che esplorano finestre temporali più lunghe, da 10 a 20 anni, con l'obiettivo di rafforzare la resilienza della strategia del Gruppo in un contesto esterno caratterizzato da crescenti livelli di complessità e incertezza18.

17 Riportato nell'ESRS 1, Requisito Applicativo (RA) 16.

16 Link al documento: https://www.efrag.org/sites/default/files/sites/webpublishing/SiteAssets/IG%201%20Materiality%20Assessment_final.pdf

18 Approfondimenti sono disponibili alla pagina https://www.unipol.com/it/la-nostra-identita/osservatorio-reputational-emerging-risk.

L'Osservatorio ha sviluppato un framework di gestione dei rischi emergenti che parte dall'anticipazione e monitoraggio dei Macro Trend e che attualmente ha portato all'identificazione di 17 macro-trend nelle dimensioni del contesto esterno (Social, Technological, Environmental e Political).

Partendo dai Macro Trend il framework di gestione anticipante dei rischi emergenti si articola nelle seguenti fasi:

− identificazione dei rischi emergenti organizzati in sei ambiti di rischio;

  • − valutazione dei rischi emergenti per il settore assicurativo italiano (con la costruzione del Radar dei Rischi Emergenti e della mappa delle interconnessioni);
  • − analisi di rilevanza per i rischi emergenti prioritari con la costruzione della Heatmap di esposizione.

La Funzione Sustainability e l'Area Risk hanno finalizzato l'attribuzione dei rischi individuati nel sistema Enterprise Risk Management (ERM) alle questioni di sostenibilità contemplate negli ESRS tematici e, con il supporto delle altre società del Gruppo coinvolte, ne hanno provveduto all'integrazione di ulteriori potenziali, prendendo in considerazione rischi che potrebbero derivare dagli impatti e dipendenze identificati, rischi connessi a questioni specifiche per l'entità, rischi connessi ad ambiti di attività diversi dall'attività assicurativa.

L'identificazione delle opportunità legate alla sostenibilità è integrata nei processi di pianificazione strategica triennale del Gruppo: la Funzione Sustainability, in accordo e coordinamento con la Funzione Pianificazione e Capital Management, a partire dagli strumenti disponibili (come lo stesso Osservatorio), svolge un processo di analisi, approfondimento e formalizzazione di potenziali ambiti di opportunità che potrebbero avere effetti finanziari sul Gruppo, che diventano oggetto di confronto con le direzioni e società interessate per la selezione delle azioni da pianificare e realizzare concretamente. Per lo svolgimento dell'analisi di rilevanza, l'individuazione delle opportunità ha potuto beneficiare sia delle opportunità individuate nell'ambito del Piano Strategico 2022-2024, per lo più già concretamente realizzate, sia degli ambiti di sviluppo potenziali individuati ai fini del processo di pianificazione strategica per il triennio 2025-2027.

Il processo di valutazione della rilevanza, nel suo complesso, ha visto il coinvolgimento di:

  • direzioni/funzioni della Capogruppo (Sustainability, Risk, Pianificazione e Capital Management, Human Resources, Compliance and Anti-Money Laundering, Acquisti e Servizi generali, Immobiliare, Commercial, Marketing and Commercial Communication);
  • società del Gruppo, operative nei servizi assicurativi in Italia e in Serbia, nei servizi non assicurativi nell'ambito degli Ecosistemi, in ambito Immobiliare o di altre attività economiche.

Sono inoltre stati coinvolti rappresentanti delle seguenti categorie di stakeholder: azionisti, agenti, associazioni di categoria, associazioni per la promozione della finanza sostenibile, sindacati, associazioni ambientaliste e associazioni per la promozione sociale.

Per la valutazione degli impatti, rischi e opportunità sono state definite scale di valutazione quali-quantitative (ossia, che associano un numero a un comportamento o situazione descritta) di rilevanza d'impatto e di rilevanza finanziaria. La scelta deriva dall'obiettivo di uniformare l'espressione delle valutazioni di un'ampia pluralità di soggetti partecipanti, sia interni che esterni al Gruppo. Le valutazioni degli stessi si sono basate su dati e informazioni puntuali, ove utili e disponibili, e sul giudizio esperto. Con riferimento agli orizzonti temporali considerati, oltre a una valutazione di dettaglio focalizzata sul breve e medio termine, ai valutatori interni è stato chiesto anche di indicare se, sulla base dei dati e informazioni a loro disposizione, la valutazione si sarebbe modificata, in diminuzione o in aumento, considerando il lungo periodo. Tale ulteriore indicazione, qualora evidenziasse un incremento in termini di rilevanza rispetto all'orizzonte di breve e medio termine, è stata tenuta in considerazione per la quantificazione complessiva di rilevanza di ciascun IRO.

Per la valutazione degli impatti è stata predisposta una scala di valutazione che considera:

  • per gli impatti negativi, la gravità dell'impatto, che è determinata valutandone entità, portata e natura irrimediabile, e la sua probabilità;
  • per gli impatti positivi, l'importanza dell'impatto, che è determinata valutandone entità, portata e la sua probabilità.

La valutazione degli impatti, al livello della Capogruppo, è stata svolta dalla Funzione Sustainability portando a sintesi, tra l'altro, tutte le informazioni di input derivanti dal sistema di gestione degli impatti adottato dal Gruppo. Analoghe considerazioni hanno orientato la valutazione degli impatti da parte delle altre direzioni/funzioni e società coinvolte. Attraverso l'utilizzo delle scale quali-quantitative, a ciascun impatto negativo e positivo è stato assegnato un punteggio da 1 (impatto per nulla rilevante) a 5 (impatto molto rilevante).

La valutazione degli impatti ha preso in considerazione in modo completo le attività svolte dal Gruppo per la fornitura dei diversi tipi di servizi nei diversi contesti geografici e ha considerato sia gli impatti nei quali l'impresa è coinvolta attraverso le sue attività, sia quelli che derivano dai suoi rapporti commerciali, svolgendo, ove opportuno, valutazioni distinte.

Per supportare la comprensione degli impatti effettivamente o potenzialmente generati dal Gruppo sono stati consultati, a seconda del tema, dell'interesse e/o competenza, portatori di interessi ed esperti esterni, tra cui si annoverano i Consigli Regionali Unipol, con trentasette rappresentanti di sindacati, associazioni datoriali, mondo cooperativo, enti del terzo settore, provenienti da quindici Regioni e una Provincia Autonoma. Per ciascuna categoria è stato predisposto un questionario focalizzato, di volta in volta, sugli impatti verso forza lavoro propria e lavoratori nella catena del valore, clienti e utilizzatori finali, condotta delle imprese, comunità interessate. Questo ha consentito di raccogliere valutazioni informate da parte di enti che rappresentano i principali portatori di interessi con cui Unipol ha relazioni costanti e che conoscono direttamente la realtà del Gruppo e il suo operato nei diversi ambiti.

Per quanto riguarda la valutazione dei rischi, a partire dal 2023, a seguito di un percorso progettuale strutturato, è stato introdotto un framework per la valutazione della potenziale esposizione dell'attività assicurativa del Gruppo (a partire da quella di Capogruppo) ai rischi legati alla sostenibilità (da qui a seguire "il framework di valutazione delle esposizioni ai rischi di sostenibilità"). Il perimetro di analisi si è focalizzato, nella prima fase, sui rischi legati agli ambiti che – in base alle risultanze dell'Osservatorio e delle numerose attività di approfondimento svolte dalla Funzione deputata al presidio dei rischi reputazionali ed emergenti – sono risultati essere potenzialmente più significativi, ossia: cambiamenti climatici (tenendo conto dei rischi acuti, cronici e di transizione), cambiamenti demografici, cyber risk e perdita di biodiversità.

Tale processo ha permesso di:

  • identificare i risk driver, cioè gli attributi, le caratteristiche, le variabili o altri determinanti connessi al rischio, che influenzano il profilo di rischio di un sistema, un'entità, un'attività finanziaria;
  • comprendere i canali di trasmissione, ovvero le catene causali che spiegano come la manifestazione dei risk driver legati a questioni di sostenibilità generi potenziali impatti all'interno delle diverse dimensioni aziendali incluse nel sistema di gestione e monitoraggio dei rischi (Enterprise Risk Management).

Sono quindi stati definiti dall'Area Risk, insieme alle funzioni individuate come risk owner, degli indicatori di esposizione per ogni categoria di rischio (esposizione nettata della componente legata agli impatti macroeconomici), che utilizzano grandezze comunemente misurate nella gestione del business assicurativo (quali, ad esempio, la raccolta premi danni, le riserve, il valore degli asset). In questo modo è stato possibile valutare l'esposizione delle principali categorie di rischio "tradizionali" (quali il rischio tecnico-assicurativo danni e salute, il rischio tecnico-assicurativo vita, il rischio di mercato, il rischio operativo, il rischio strategico e il rischio reputazionale) alle componenti dei rischi legati alla sostenibilità. Il progetto ha permesso quindi di dotare il Gruppo di un sistema di prioritizzazione delle esposizioni mediante la costruzione della Heatmap dei Rischi emergenti e di sostenibilità. La stessa consente a Unipol di:

  • integrare, nelle modalità di gestione delle categorie di rischio tradizionale, i fattori di esposizione ai rischi emergenti e di sostenibilità;
  • sviluppare una vista trasversale delle esposizioni, che permette di valutare il grado di rilevanza di ciascun rischio emergente e di sostenibilità.

La cultura della valutazione dei rischi, particolarmente radicata nell'attività assicurativa, è in corso di diffusione nel Gruppo; di tale processo di valutazione è previsto l'aggiornamento annuale e il progressivo ampliamento del perimetro, sia integrando nuovi ambiti di rischio che coinvolgendo ulteriori società e ambiti di business del Gruppo.

Per i rischi e le opportunità è stata predisposta una scala di valutazione che considera la magnitudo, ossia quanto il rischio finanziario/l'opportunità finanziaria legato a un tema di sostenibilità possa influenzare negativamente/positivamente i flussi di cassa, lo sviluppo, le performance, il posizionamento, il costo del capitale o l'accesso ai finanziamenti dell'impresa nel breve, medio o lungo termine, e la sua probabilità; insieme al giudizio esperto tale scala, è stata utilizzata dalla Funzione Risk Management di Capogruppo e dalle altre società del Gruppo coinvolte in caso di rischi, dalla Funzione Pianificazione e Capital Management di Capogruppo e dalle altre società del Gruppo coinvolte in caso di opportunità. Sulla base dei risultati del modello di valutazione o sulla base dei risultati delle azioni svolte nel triennio 2022-2024 e delle elaborazioni sottostanti alla pianificazione strategica per il triennio 2025-2027, le stesse funzioni hanno assegnato rispettivamente per ciascun rischio/opportunità.

Unipol ha ritenuto importante confrontarsi con i portatori di interessi anche in merito alla valutazione dei rischi e delle opportunità legati alla sostenibilità: a questo fine sono stati coinvolti investitori di diverse tipologie e categorie per comprendere quali aspetti legati nella sostenibilità abbiano, nella loro visione e secondo i loro modelli di analisi, maggiore potenzialità di generare effetti finanziari per il Gruppo.

Ai fini dell'individuazione di una valutazione sintetica di rilevanza per ciascun IRO a livello consolidato, le informazioni raccolte sono state oggetto di un articolato processo di aggregazione e ponderazione che ha tenuto in considerazione, tra l'altro:

  • il contributo di ciascuna società rilevante a specifici indicatori, opportunamente differenziati per ambito di riferimento, quali i ricavi, il numero di dipendenti e i clienti totali
  • elementi di giudizio esperto, ad esempio ai fini della ponderazione dei contributi da valutazione interne e da portatori di interesse esterni.

La validazione dei risultati è stata svolta coinvolgendo – con un passaggio introdotto per la prima volta nel processo di analisi di rilevanza del Gruppo – i Consigli di Amministrazione di dieci società rilevanti19 nell'approvazione degli esiti dell'analisi di rilevanza relativa alle società stesse, per rafforzare la consapevolezza diffusa su impatti, rischi e opportunità legati alla sostenibilità nei diversi contesti in cui Unipol opera. Il processo si è quindi concluso con l'approvazione degli esiti dell'analisi di rilevanza per il Gruppo Unipol da parte del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

Considerando la valutazione della rilevanza come un processo dinamico, il Gruppo Unipol prevede di verificare, in occasione di ogni anno di rendicontazione, l'opportunità di svolgere aggiornamenti alla propria analisi, prendendo in considerazione gli eventuali fatti e circostanze rilevanti modificati rispetto all'analisi precedente, così come l'eventuale evoluzione degli strumenti interni di presidio che possa fornire ulteriori contributi e rafforzare la capacità di analisi e comprensione di impatti, rischi e opportunità. Revisioni più significative dell'analisi sono inoltre previste a cadenza triennale, in concomitanza con l'adozione di un nuovo Piano Strategico che può determinare evoluzioni nelle attività e nelle modalità operative.

I contenuti della Rendicontazione di Sostenibilità

Ai fini dell'individuazione dei temi e sottotemi di cui trattare nella rendicontazione, sono stati presi in considerazione quelli per i quali, a livello di Gruppo, siano stati identificati impatti negativi e/o impatti positivi e/o rischi e/o opportunità valutati come rilevanti (punteggio di 4 su 5) e molto rilevanti (punteggio di 5 su 5).

È inoltre prevista la rendicontazione di specifici sottotemi che sono emersi come rilevanti in relazione a determinate attività o società; si tratta di sottotemi che risultano, per determinate attività o società, rilevanti per la dimensione finanziaria, mentre a livello di Gruppo sono rilevanti soltanto per la dimensione dell'impatto, o viceversa; oppure, sottotemi che risultano rilevanti soltanto in relazione a determinate attività o società.

Il Gruppo valuta l'applicabilità degli specifici obblighi di informativa richiesti dalla normativa riferiti a specifici temi o sottotemi in funzione della pertinenza e della rilevanza delle informazioni relative ad impatti, rischi ed opportunità rispetto al proprio ambito di business. In particolare, l'impresa tiene in considerazione:

  • la significatività delle informazioni in relazione alla questione che si intende rappresentare o spiegare;
  • la corretta rappresentazione della situazione aziendale;
  • la capacità di tali informazioni di rispondere alle esigenze decisionali dei propri stakeholder.

Di seguito è presentato l'elenco degli obblighi di informativa cui Unipol adempie nella redazione della Rendicontazione di Sostenibilità, in base ai risultati della valutazione della rilevanza:

19 Sono state considerate rilevanti nell'ambito del Gruppo: società che per l'anno di rendicontazione 2024 o 2025 rientrano tra quelle tenute alla rendicontazione di sostenibilità su base individuale (indipendentemente dall'intenzione di avvalersi della rendicontazione stessa in qualità di società figlia della Capogruppo Unipol); le principali entità soggette a vigilanza prudenziale da parte di apposite Autorità di Vigilanza; società che operano in settori diversificati rispetto all'attività di core business assicurativo, qualora contribuiscano in misura significativa ai ricavi consolidati. Si tratta nello specifico di: Arca Assicurazioni, Arca Vita, Linear, Siat, UniSalute, UnipolRental, Società e Salute, Unipol Investimenti SGR, UnipolPay, Gruppo UNA.

ESRS e tema Titolo Obbligo di informativa
Criteri per la
redazione
Obbligo di informativa BP-1 – Criteri generali per la redazione della Rendicontazione di Sostenibilità 61
Obbligo di informativa BP-2 – Informativa in relazione a circostanze specifiche 61
Obbligo di informativa GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo 62-64
Governance Obbligo di informativa GOV-2 – Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa
e questioni di sostenibilità da questi affrontate
Obbligo di informativa GOV-3 – Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione 67-68
Obbligo di informativa GOV-4 – Dichiarazione sul dovere di diligenza 68-69
ESRS 2
Informazioni
Obbligo di informativa GOV-5 – Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità 69-70
generali Obbligo di informativa SBM-1 – Strategia, modello aziendale e catena del valore 70-77
Strategia Obbligo di informativa SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori di interessi 78-82
Obbligo d'informativa SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello
aziendale
82
Gestione degli
impatti, dei
rischi e delle
opportunità
Obbligo di informativa IRO-1 – Descrizione del processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità
rilevanti
83-86
Obbligo di informativa IRO-2 – Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della Rendicontazione di Sostenibilità
dell'impresa
87-89
Governance Obbligo d'informativa relativo all'ESRS 2 GOV-3 – Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi
di incentivazione
121
Strategia Obbligo di informativa E1-1 – Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici 121
Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
121-124
Gestione degli
impatti, dei
rischi e delle
opportunità
Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi
e le opportunità rilevanti legati al clima
124-129
E1 Obbligo di informativa E1-2 – Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi 91-92; 129;
131; 133; 136
Cambiamenti
climatici
Obbligo di informativa E1-3 – Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici 129-130; 132;
134; 136
Metriche e
obiettivi
Obbligo di informativa E1-4 – Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi 130; 132; 135
Obbligo di informativa E1-5 – Consumo di energia e mix energetico 137
Obbligo di informativa E1-6 – Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES 138-145
Obbligo di informativa E1-7 – Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di GES finanziati con crediti
di carbonio
Obbligo di informativa E1-8 – Fissazione del prezzo interno del carbonio 146
Strategia Obbligo di informativa E4-1 — Piano di transizione e attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi nella strategia e nel
modello aziendale
121
E4
Biodiversità
Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
147-148
ed
ecosistemi
Gestione degli
impatti, dei
Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi
e le opportunità rilevanti connessi alla biodiversità e agli ecosistemi
147-148
rischi e delle
opportunità
Obbligo di informativa E4-2 — Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi 91;93;148;149

ESRS e tema Titolo Obbligo di informativa
Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
Strategia Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
Obbligo di informativa S1-1 – Politiche relative alla forza lavoro propria
Gestione degli
impatti, dei
rischi e delle
opportunità
Obbligo di informativa S1-2 – Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri e dei rappresentanti dei
lavoratori in merito agli impatti
Obbligo di informativa S1-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai
lavoratori propri di sollevare preoccupazioni
Obbligo di informativa S1-4 – Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la mitigazione dei
rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali
azioni
155-156
S1
Forza lavoro
propria
Obbligo di informativa S1-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli
impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Obbligo di informativa S1-6 – Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa 157-158
Metriche e
obiettivi
Obbligo di informativa S1-8 – Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale
Obbligo di informativa S1-9 – Metriche della diversità
Obbligo di informativa S1-10 – Salari adeguati 159
Obbligo di informativa S1-11 – Protezione sociale phase-in
Obbligo di informativa S1-13 – Metriche di formazione e sviluppo delle competenze phase-in
Obbligo di informativa S1-14 – Metriche di salute e sicurezza 159
Obbligo di informativa S1-16 – Metriche di retribuzione (divario retributivo e retribuzione totale) 160
Obbligo di informativa S1-17 – Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani 160
Strategia Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi 79; 164
Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la
strategia e il modello aziendale
161-162
Gestione degli
impatti, dei
rischi e delle
opportunità
Obbligo di informativa S4-1 – Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali 91-92; 162-
164
S4 Obbligo di informativa S4-2 – Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti 164
Consumatori
e utilizzatori
finali
Obbligo di informativa S4-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori
e agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni
164-165
Obbligo di informativa S4-4 – Interventi su impatti rilevanti per i consumatori e gli utilizzatori finali e approcci per la
mitigazione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti in relazione ai consumatori e agli utilizzatori
finali, nonché efficacia di tali azioni
165-169
Metriche e
obiettivi
Obbligo di informativa S4-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli
impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
169-170

ESRS e tema Titolo Obbligo di informativa
G1
Condotta
delle imprese
Governance Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
Gestione degli
impatti, dei
rischi e delle
opportunità
Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi
e le opportunità rilevanti
Obbligo di informativa G1-1 – Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese
Obbligo di informativa G1-2 – Gestione dei rapporti con i fornitori 178-179
Obbligo di informativa G1-3 – Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva 175-177
Metriche e
obiettivi
Obbligo di informativa G1-4 – Casi accertati di corruzione attiva o passiva 177
Obbligo di informativa G1-5 – Influenza politica e attività di lobbying 180-182
Obbligo di informativa G1-6 – Prassi di pagamento 179

Le politiche per la gestione delle questioni di sostenibilità rilevanti

Di seguito sono riportate le politiche adottate per la gestione delle questioni di sostenibilità rilevanti, con le principali informazioni connesse. Nella trattazione delle questioni di sostenibilità rilevanti sarà approfondito il modo in cui le politiche intervengono nella gestione di impatti, rischi e opportunità rilevanti.

Politica Contenuti principali Monitoraggio Perimetro Responsabile
attuazione
Principali norme o iniziative
collegate
Disponibilità
Codice Etico - Promozione e diffusione della
cultura dei Valori dell'impresa
nei confronti degli stakeholder;
- Prevenzione di comportamenti
contrastanti con i Valori e i
principi del Codice ad ogni
livello dell'attività del Gruppo.
Comitato etico:
- definisce il piano di
comunicazione, conoscenza e
sensibilizzazione etica in
collaborazione con il
Responsabile Etico e con le
Direzioni aziendali
competenti;
- vigila sul rispetto del Codice
Etico eseguendo, tramite il
Responsabile Etico, verifiche
sui destinatari del medesimo;
- riceve e valuta il Rapporto
Etico redatto dal
Responsabile Etico
curandone la pubblicazione.
Responsabile Etico:
- promuove e organizza
l'attività periodica di
comunicazione, conoscenza e
sensibilizzazione al Codice;
- redige il Rapporto Etico,
rendicontando annualmente
la coerenza tra i principi etici
e l'attività organizzativa,
individuando le aree a rischio
e verificando l'effettiva
attuazione del Codice.
Capogruppo e società
controllate che
rientrano nel
perimetro di
consolidamento del
Gruppo
Responsabile
Etico
- Principi del Global
Compact delle Nazioni
Unite
- Linee guida OCSE per le
imprese multinazionali
- Agenda 2030 per lo
Sviluppo Sostenibile delle
Nazioni Unite
Sito web e
intranet
aziendale

Politica Contenuti principali Monitoraggio Perimetro Responsabile
attuazione
Principali norme o iniziative
collegate
Disponibilità
Politica in
materia di
Sostenibilità
- Definizione degli impegni del
Gruppo per migliorare i propri
risultati di sostenibilità;
prevenire, attenuare e
correggere gli impatti negativi e
potenziare gli impatti positivi;
affrontare i rischi legati alla
sostenibilità, nonché
perseguire le opportunità
legate alla sostenibilità;
- Definizione ruoli e
responsabilità degli organi e
delle strutture aziendali nel
presidio delle questioni di
sostenibilità.
- Ambiti di impegno della
Politica:
o tutela dei lavoratori e delle
pari opportunità;
o tutela dell'ambiente, degli
ecosistemi terrestri, marini e
di acqua dolce e lotta al
cambiamento climatico;
o inclusione ed educazione
finanziaria;
o tutela del cliente;
o corrette pratiche di business.
- Funzione Sustainability
rendiconta annualmente
all'Alta Direzione e al
Consiglio di Amministrazione
il rispetto della Politica,
tramite il monitoraggio di
appositi KPI;
- Funzione Risk Management
gestisce un cruscotto per il
monitoraggio di rischi e
impatti ESG, considerando
anche i potenziali effetti
negativi.
Capogruppo e società
controllate che
rientrano nel
perimetro di
consolidamento del
Gruppo
Responsabile
della
funzione
Sustainability
della
Capogruppo
- Principi del Global
Compact delle Nazioni
Unite
- Linee guida OCSE per le
imprese multinazionali
- Agenda 2030 per lo
Sviluppo Sostenibile delle
Nazioni Unite
Sito web e
intranet
aziendale

Politica Contenuti principali Monitoraggio Perimetro Responsabile
attuazione
Principali norme o iniziative
collegate
Disponibilità
La strategia del
Gruppo Unipol
sul
cambiamento
climatico
(Allegato della
Politica in
materia di
Sostenibilità)
- Definizione dell'approccio del
Gruppo per individuare,
valutare, gestire e/o porre
rimedio ai propri impatti,
affrontare i rischi e cogliere le
opportunità connessi al clima,
definendo target di riduzione
delle emissioni di gas serra in
linea con l'Accordo di Parigi;
- Definizione di target puntuali di
riduzione delle emissioni di
Scope 1 e Scope 2 e, per quanto
riguarda lo Scope 3, delle
emissioni del portafoglio di
investimenti finanziari gestiti
direttamente;
- Impegno a estendere
progressivamente il perimetro
di misurazione delle emissioni e
definizione target di riduzione.
Funzione Sustainability:
- monitora avanzamento dei
target e rendiconta ad Alta
Direzione e Consiglio di
Amministrazione;
- valuta efficacia delle azioni di
implementazione e, con le
funzioni e società interessate,
individua eventuali correttivi.
Capogruppo e società
controllate che
rientrano nel
perimetro di
consolidamento del
Gruppo
Responsabile
della
funzione
Sustainability
della
Capogruppo
- Accordo di Parigi sui
cambiamenti climatici
- Net-Zero Asset Owner
Alliance (NZAO)
Sito web e
intranet
aziendale
Linee guida in
materia di
diritti umani
(Allegato della
Politica in
materia di
Sostenibilità)
- Definizione di un approccio
strutturato per il rispetto dei
diritti umani;
- Monitoraggio e gestione degli
impatti sui diritti umani per
prevenire e mitigare gli effetti
negativi.
V. Politica in materia di
Sostenibilità
Capogruppo e società
controllate che
rientrano nel
perimetro di
consolidamento del
Gruppo
Responsabile
della
funzione
Sustainability
della
Capogruppo
- Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani
- Principi Guida su imprese
e Diritti Umani delle
Nazioni Unite
- Convenzioni delle Nazioni
Unite sui diritti delle
donne, sull'eliminazione di
ogni forma di
discriminazione razziale,
sui diritti dell'infanzia, sui
diritti delle persone con
disabilità
- Dichiarazione sui Principi
e Diritti Fondamentali del
Lavoro e le otto
Convenzioni fondamentali
ILO
Sito web e
intranet
aziendale

Politica Contenuti principali Monitoraggio Perimetro Responsabile
attuazione
Principali norme o iniziative
collegate
Disponibilità
Linee guida in
materia di
biodiversità
(Allegato della
Politica in
materia di
Sostenibilità)
- Impegno del Gruppo per la
prevenzione e mitigazione degli
impatti negativi sulla natura
derivanti da attività
assicurative e investimenti;
- contributo al dibattito sul ruolo
delle assicurazioni nella tutela
della biodiversità.
V. Politica in materia di
Sostenibilità
Capogruppo e società
controllate che
rientrano nel
perimetro di
consolidamento del
Gruppo
Responsabile
della
funzione
Sustainability
della
Capogruppo
- Kunming-Montreal Global
Biodiversity Framework
- Task Force on Nature
Related Financial
Disclosure (TNFD)
Sito web e
intranet
aziendale
Politiche di
Remunerazione
del Gruppo
Unipol
Definizione di una remunerazione
equa, adeguata all'ampiezza e al
livello di responsabilità,
professionalità ed esperienza
richieste dall'incarico e alle
capacità individuali, al fine di
attrarre, motivare, valorizzare e
trattenere le risorse chiave, in
coerenza con la strategia di
business e di sostenibilità del
Gruppo.
Il Chief Risk Officer e le Funzioni
Compliance and Group Anti
Money Laundering e Audit
riferiscono sui risultati delle
verifiche compiute agli organi
competenti ad adottare
eventuali misure correttive. Gli
esiti delle verifiche condotte
vengono portati annualmente a
conoscenza dell'Assemblea della
Capogruppo nell'ambito
dell'informativa sull'applicazione
delle Politiche di
Remunerazione.
- Unipol
- altre imprese di
assicurazione del
Gruppo aventi sede
in Italia e delle
Società
strumentali
assicurative
rilevanti
- SGR
- UnipolPay
- Altre Società
rilevanti
Chief Human
Resources
Officer della
Capogruppo
- Regolamento IVASS n. 38
del 3 luglio 2018 e Lettera
al Mercato IVASS del 5
luglio 2018
- D.lgs. 24 febbraio 1998 n.
58 (TUF);
- Regolamento emittenti
- Codice di Corporate
Governance delle Società
Quotate
Intranet
aziendale
Politica di
gestione del
personale
- Definizione di principi per la
gestione strategica e il
supporto del personale lungo
tutto il ciclo lavorativo;
- individuazione e gestione di
impatti, rischi e opportunità
legati alla gestione del
personale.
Area Human Resources
individua gli indicatori più
rilevanti e li rappresenta in
dashboard profilate su diversi
livelli di profondità per
Direzione, Middle Management,
funzioni Operative.
Capogruppo e Società
controllate che
rientrano nel
perimetro di
consolidamento del
Gruppo
Chief Human
Resources
Officer della
Capogruppo
- Principi del Global
Compact delle Nazioni
Unite
- Agenda ONU 2030 per lo
Sviluppo Sostenibile
Intranet
aziendale
Politica per la
parità di
genere
- Definizione di linee guida per
promuovere diversità, pari
opportunità e inclusione sul
luogo di lavoro;
- orientamento di prassi e
processi aziendali per la
creazione di un ambiente
collaborativo, equo e inclusivo.
Funzione Diversity, Equity and
Inclusion (DE&I) di Capogruppo
trasmette al Comitato DE&I,
almeno annualmente, la
reportistica sullo stato di
avanzamento del Piano
Strategico sulla parità di genere
e sull'andamento dei relativi KPI.
Capogruppo e dalle
Società del Gruppo
aventi sede legale in
Italia
Comitato
Diversity,
Equity and
Inclusion
- Agenda ONU 2030 per lo
Sviluppo Sostenibile
- Convenzioni e Risoluzioni
ONU relative al tema in
esame
Sito web e
intranet
aziendale

Politica Contenuti principali Monitoraggio Perimetro Responsabile
attuazione
Principali norme o iniziative
collegate
Disponibilità
Politica in
materia di
diversità
- Linee guida per la composizione
ottimale degli Organi Sociali;
- supporto per un efficace
svolgimento di compiti e
responsabilità normative e
statutarie;
- conformità alle disposizioni di
legge e di
autoregolamentazione.
L'Organo Amministrativo della
Società, con il supporto del
Comitato Nomine, Governance e
Sostenibilità, monitora
l'attuazione della Politica e ne
cura l'aggiornamento tenendo
conto anche degli esiti del
processo di autovalutazione
annuale del Consiglio di
Amministrazione.
Consiglio di
Amministrazione e
Collegio Sindacale
Unipol Assicurazioni
SpA
Chief
Corporate
Affairs
- Decreto legislativo 2
maggio 2022, n. 88
- Testo Unico delle
Disposizioni in Materia di
Intermediazione
Finanziaria (TUF)
Sito web e
intranet
aziendale
Politica di
gestione dei
rischi
- Definizione di principi e logiche
comuni per migliorare la
gestione dei rischi;
- strutturazione di un approccio
di gestione omogeneo e
coerente con il Risk Appetite di
Gruppo;
- impegno per l'aumento di
conoscenza e consapevolezza
sulle diverse tipologie di rischio,
per supportare le scelte
strategiche.
L'Alta Direzione è responsabile
dell'attuazione, mantenimento e
monitoraggio del sistema di
controlli interni e gestione dei
rischi e garantisce la definizione
e verifica dei limiti operativi,
oltre al monitoraggio delle
esposizioni ai rischi.
- Capogruppo
- Altre Società
assicurative del
Gruppo aventi sede
in Italia
- Unipol
Investimenti SGR
SpA
- UnipolPay SpA
Chief Risk
Officer
- Direttiva 2009/138/CE
del Parlamento europeo e
del Consiglio del 25
novembre 2009
("Direttiva Solvency II") e
successive modifiche
- Direttiva 2013/36/UE del
Parlamento europeoe del
Consiglio del 26 giugno
2013 sull'accesso
all'attività degli enti
creditizi e sulla vigilanza
prudenziale sugli enti
creditizi e sulle imprese di
investimento
- Direttiva 2011/61/UE del
Parlamento europeo e del
Consiglio dell'8 giugno
2011 e ss.mm. ("AIFMD")
Intranet
aziendale
Linee guida in
materia di
Anticorruzione
(Allegato della
Politica in
materia di
Sostenibilità)
- Definizione organica dei
principi anticorruzione per le
società del Gruppo Unipol;
- individuazione di principi
generali e di comportamento
per attività a rischio di
corruzione;
- linee guida sul sistema di
monitoraggio e controllo del
rischio di corruzione
- Sistema di controllo
articolato secondo più livelli:
controlli di linea, controlli sui
rischi e sulla conformità,
revisione interna
- Funzioni Audit e Compliance e
Anti-Money Laundering fanno
verifiche sui rischi di
corruzione, inviando relativa
documentazione agli
Organismi di Vigilanza
Capogruppo e società
del Gruppo da essa
controllate con sede
legale in Italia
Responsabile
Funzione
Sustainability
della
Capogruppo
- Principi del Global
Compact delle Nazioni
Unite
- D.lgs. n. 231/2001
- Convenzione sulla lotta
alla corruzione di pubblici
ufficiali stranieri nelle
operazioni economiche
internazionali dell'OCSE
del 23 maggio 1997
- Convenzione
dell'Organizzazione delle
Nazioni Unite contro la
corruzione del 31 ottobre
2003 (c.d. Convenzione di
Merida)
Sito web e
intranet
aziendale

Politica Contenuti principali Monitoraggio Perimetro Responsabile
attuazione
Principali norme o iniziative
collegate
Disponibilità
Procedura per
la segnalazione
delle violazioni
(c.d. "Whistle
blowing")
- Regolamentazione del sistema
di segnalazione interna
(whistleblowing) di violazioni
normative nazionali o UE;
- individuazione dei soggetti
titolati a fare segnalazioni, dei
canali e dei mezzi di
segnalazione.
Il Responsabile dei sistemi
interni di segnalazione, presente
unicamente per le Società in
perimetro per cui vige uno
specifico obbligo ai sensi della
normativa in materia di
whistleblowing applicabile,
redi.ge e condivide annualmente
con il Consiglio di
Amministrazione e il Collegio
Sindacale una relazione sul
corretto funzionamento del
sistema interno di segnalazione.
Società del Gruppo
che siano:
1) "Società Medie e
Grandi" (almeno
cinquanta lavoratori
subordinati in media
nell'ultimo anno);
2) "Società che
operano in settori
sensibili";
3) diverse da quelle di
cui al punto 1) e 2) e
dotate di MOG ai
sensi del Decreto
231/01.
Titolare della
Funzione
Compliance
and Group
Anti-Money
Laundering di
Unipol
- Direttiva UE 2019/1937 –
Protezione delle persone
che segnalano violazioni
del diritto dell'Unione
(Whistleblower
Protection Directive)
- Decreto Legislativo 10
marzo 2023, n. 24 di
attuazione della Direttiva
(UE) 2019/1937
Sito web e
intranet
aziendale
Politica di
gestione dei
reclami
- Linee guida per la gestione
tempestiva e corretta dei
reclami relativi a imprese di
assicurazione, agenti e
intermediari del Gruppo Unipol;
- definizione di approccio basato
sui principi di equo trattamento
di assicurati, contraenti,
beneficiari e danneggiati;
- disposizioni specifiche su
ricezione, archiviazione e
reporting dei reclami sugli
intermediari assicurativi.
La funzione Audit, nell'ambito
dell'attività di monitoraggio
dell'efficacia ed efficienza del
sistema del controllo interno e di
gestione dei rischi, verifica la
correttezza delle procedure di
gestione dei Reclami. La
Funzione Compliance and Group
Anti-Money Laundering riporta,
nell'ambito delle relazioni
periodiche sull'attività svolta, la
situazione complessiva dei
Reclami ricevuti sui prodotti di
investimento assicurativi
distribuiti direttamente, ove
applicabile.
- Società
assicurative del
Gruppo aventi sede
in Italia
- Imprese di
assicurazione
comunitarie del
Gruppo abilitate ad
operare in Italia in
regime di libertà di
prestazione di
servizi
Chief Legal
Officer
EIOPA, Guidelines on
Complaints-Handling by
Insurance Undertakings
D.Lgs n. 58 del 24 febbraio
1998 e s.m. ("Testo unico
delle disposizioni in materia
di intermediazione
finanziaria" o "TUF")
Intranet
aziendale
Linee guida
ESG Danni e
Vita
(allegate alle
relative
Politiche di
Sottoscrizione)
- Integrazione dei rischi di
sostenibilità nei processi di
sottoscrizione assicurativa;
- gestione degli effetti negativi
per la sostenibilità derivanti
dalle decisioni di
sottoscrizione;
- definizione dell'approccio di
valutazione delle performance
di sostenibilità e individuazione
di casistiche di esclusione per
clienti con rischi o impatti ESG
non compatibili.
Funzione Sustainability
monitora l'applicazione delle
Linee Guida con riferimento al
presidio degli Effetti negativi e
annualmente condivide un
report sintetico dei risultati con:
- le Funzioni di Business Danni
e Vita;
- il Consiglio di
Amministrazione;
- Comitato Nomine,
Governance e Sostenibilità;
- Comitato Rischi di Gruppo.
Società assicurative
del Gruppo aventi
sede legale in Italia
che esercitano i rami
Danni e Vita
Group
Insurance
General
Manager
UNEP FI Principles for
Sustainable Insurance
Sito web e
intranet
aziendale

Politica Contenuti principali Monitoraggio Perimetro Responsabile
attuazione
Principali norme o iniziative
collegate
Disponibilità
Linee guida per
le attività di
investimento
responsabile
(allegate alla
Politica in
materia di
investimenti)
- Linee guida per investimenti
responsabili, gestendo rischi e
impatti legati alla sostenibilità;
- integrazione dei fattori di
sostenibilità nell'analisi,
decisioni e gestione degli
investimenti finanziari e
immobiliari;
- promozione di investimenti
tematici e a impatto per
affrontare sfide ambientali e
sociali.
Funzione Sustainability
predispone una reportistica per
tutte le società in perimetro
circa i risultati dell'applicazione
delle Linee Guida RI, presentata
con frequenza almeno annuale
Consiglio di Amministrazione
- Capogruppo
- Altre Società
assicurative del
Gruppo aventi sede
nello Spazio
Economico
Europeo
- Unipol
Investimenti SGR
SpA
Direzione
Finanza e
Direzione
Immobiliare
di
Capogruppo
- UN Principles for
Responsibile Investment
- Sustainable Finance
Disclosure Regulation
(SFDR)
Sito web e
intranet
aziendale
Codice di
condotta
fornitori per
approvvigiona
mento
responsabile
(CdCF)
Definizione di standard per le
relazioni commerciali con i
fornitori, per prevenire e mitigare
impatti negativi sulla sostenibilità.
La Funzione Acquisti di Unipol
Assicurazioni SpA e gli uffici
deputati agli acquisti delle
singole Società in Perimetro
presidiano l'adesione al CdCF
nelle fasi di selezione del
Fornitore e di stesura del
Contratto di Fornitura
Tutti i soggetti che
stipulano contratti
per la fornitura di beni
o servizi con la
Capogruppo e le
Società controllate
che rientrano nel
perimetro di
consolidamento del
Gruppo (fatta
eccezione per agenti e
P.A.)
Funzione
Acquisti di
Unipol
Assicurazioni
SpA e uffici
deputati agli
acquisti delle
Società in
Perimetro
- Principi del Global
Compact delle Nazioni
Unite
- Principi guida della
ISO20400 –
Approvvigionamento
responsabile
Sito web e
intranet
aziendale
Politica in
materia di
protezione e
valorizzazione
dei dati
personali e
"Unipol Data
Vision" allegata
Definizione delle Linee Guida in
materia di protezione dei dati
personali, tra cui l'approccio per
garantire la protezione dei diritti e
delle libertà degli individui in
relazione ai loro dati personali e
definisce le modalità con cui
utilizzare i dati disponibili per la
creazione di valore condiviso a
vantaggio della Comunità
Il DPO monitora la conformità
normativa in ambito privacy,
coinvolgendo i Process Owner e i
Referenti Privacy, e presenta
annualmente al Consiglio di
Amministrazione una relazione
sull'efficacia dei presidi adottati
e un piano di interventi basato
sul rischio
Capogruppo e alle
società del Gruppo da
essa controllate con
sede legale in Italia
che trattano dati
personali.
Le società del Gruppo
non aventi sede legale
in Italia si dotano di
una propria politica in
materia di protezione
dei Dati Personali
coerente con la
presente Politica
Chief Legal
Officer
Regolamento generale sulla
protezione dei dati (GDPR)
Sito web e
intranet
aziendale
Politica Contenuti principali Monitoraggio Perimetro Responsabile
attuazione
Principali norme o iniziative
collegate
Disponibilità
Patto 3.0 Definizione di principi guida della
relazione e impegni reciproci tra
Unipol Assicurazioni e rete
agenziale, rappresentata da
Agenti Unipol Associati (AUA)
La Compagnia fornisce
mensilmente ad AUA un report
contenente i dati relativi agli
andamenti delle Agenzie,
necessari a monitorare gli
andamenti rispetto agli impegni
presi
Applicata a tutti gli
Agenti con cui Unipol
Assicurazioni ha un
accordo di mandato
(con limitatissime
eccezioni)
Chief
Commercial
Officer
Distribuita
agli Agenti
associati ad
AUA

Tutte le politiche, linee guida e procedure sopra citate sono oggetto di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, anche nell'esercizio della propria attività di direzione e coordinamento nei confronti delle Società in perimetro. Successivamente, i Consigli di Amministrazione delle altre Società valutano e approvano la Politica, per quanto applicabile, in conformità con il proprio modello di business.

Gli interessi degli stakeholder, così come rilevati e raccolti in molteplici modalità, sono stati considerati nella definizione delle Politiche, Linee guida e procedure e nei loro successivi aggiornamenti.

Informazioni ambientali

Informativa a norma dell'art. 8 del Regolamento (UE) 2020/852 (regolamento sulla Tassonomia)

Nel presente paragrafo sono fornite le informazioni previste dall'art. 8 del Regolamento (UE) 2020/852, che integra il "Regolamento Tassonomia" e disciplina la comunicazione in merito alle attività economiche ecosostenibili, definendo gli indicatori fondamentali di prestazione delle imprese finanziarie da includere nelle relazioni finanziarie annuali pubblicate a partire dal 1° gennaio 2024.

Nell'impegno del Gruppo Unipol per contribuire alle sfide poste dal cambiamento climatico in relazione ai propri principali ambiti di attività, gli investimenti e la sottoscrizione di contratti assicurativi, la tassonomia europea delle attività economiche ecosostenibili20 (la "Tassonomia") costituisce un riferimento di supporto per rafforzare l'orientamento delle strategie verso il raggiungimento degli obiettivi ambientali comunitari (gli "Obiettivi ambientali")21 .

Si premette che la metodologia adottata dal Gruppo Unipol nell'esercizio 2024 per il calcolo dei KPI previsti dal Regolamento Tassonomia è stata oggetto di aggiornamento rispetto a quella degli esercizi precedenti come meglio precisato di seguito. Si segnala, infatti che, fino all'esercizio 2023, il Gruppo Unipol aveva provveduto a rendicontare le informazioni richieste dalla Tassonomia, in conformità al Regolamento (UE) 2020/852 e agli atti delegati ad esso collegati, in ragione di una metodologia omogenea per l'intero perimetro del Gruppo. In particolare, come impresa finanziaria la cui attività prevalente è quella assicurativa, il Gruppo aveva determinato i KPI di ammissibilità e allineamento alla Tassonomia relativi agli investimenti e alle sottoscrizioni per i primi due obiettivi climatici, adottando, per l'intero perimetro del Gruppo la metodologia di calcolo prevista con riferimento alle compagnie di assicurazione.

A novembre 2024, con la Comunicazione 2024/669122 ("Third Commission Notice"), la Commissione Europea ha chiarito le modalità di rendicontazione da adottare per le imprese capogruppo di un gruppo composto da imprese che svolgono attività economiche soggette, su base individuale, a diverse metodologie di calcolo dei KPI sulle attività economiche ecosostenibili. Nello specifico è stato chiarito che, indipendentemente dall'esistenza di un'attività economica largamente prevalente, l'impresa capogruppo debba determinare un KPI consolidato, che rappresenta una media ponderata dei KPI delle diverse attività economiche del Gruppo, secondo le rispettive metodologie definite dal Regolamento Delegato (UE) 2021/2178. Il fattore di ponderazione da considerare per la determinazione del KPI consolidato è rappresentato dal contributo di ciascuna attività economica al fatturato consolidato complessivo del Gruppo.

Sulla base di quanto appena descritto, ai fini del calcolo del totale e della percentuale media ponderata delle esposizioni ammissibili (e, ove possibile, allineate) alla Tassonomia sulla base del fatturato e sulla base delle spese in conto capitale, come richiesto dalla normativa e come chiarito dalla Comunicazione 2024/6691 della Commissione e riportato nelle successive tabelle, per l'esercizio 2024 il Gruppo ha proceduto attribuendo ciascuna società del Gruppo a un comparto specifico a seconda dell'attività da questa svolta nell'ambito del consolidato del Gruppo Unipol. Ogni società del Gruppo è stata conseguentemente attribuita al Comparto Assicurativo o al Comparto Non Assicurativo, inteso come insieme delle entità che svolgono attività non finanziaria. Fanno parte del Comparto Assicurativo le compagnie assicurative, le società che svolgono attività prevalentemente strumentale al Gruppo assicurativo e le società che svolgono attività immobiliare e finanziaria per conto di Unipol Assicurazioni; del Comparto Non Assicurativo fanno invece parte le altre società del Gruppo, che svolgono un'attività propria differente e non prevalentemente strumentale all'attività assicurativa quali, a titolo esemplificativo, le entità che operano nel settore alberghiero e agricolo.

Di seguito sono presentate le informazioni, con riferimento alle entità del Comparto Assicurativo, su come e in che misura le attività del Gruppo Unipol sono associate ad attività economiche ecosostenibili relativamente agli investimenti, alle attività di sottoscrizione, nonché in ottica consolidata; tali informazioni sono redatte sulla base dei requisiti normativi intesi anche considerando i documenti interpretativi e/o i chiarimenti pubblicati23. Si precisa, infine che, tenuto conto dell'ampia prevalenza delle attività assicurative nell'ambito del Gruppo Unipol, il contributo ai KPI di fatturato e di spese in conto capitale riferite alle imprese del Comparato Non Assicurativo sono stati determinati esclusivamente in funzione del calcolo del KPI consolidato del Gruppo.

20 Definita dal Reg. (UE) 852/2020 e relativi Atti Delegati. 21 Reg. Del. (UE) 2021/2139 della Commissione del 4 giugno 2021 e s.m. ("Atto delegato sul clima") e Regolamento Delegato (UE) 2023/2486 della Commissione del 27 giugno 2023. 22 "Commission Notice on the interpretation and implementation of certain legal provisions of the Disclosures Delegated Act under Article 8 of the EU Taxonomy Regulation on the reporting of Taxonomy-

eligible and Taxonomy-aligned economic activities and assets (third Commission Notice)" pubblicato nel mese di novembre 2024. 23 "FAQs: How should financial and non-financial undertakings report Taxonomy-eligible economic activities and assets in accordance with the Taxonomy regulation Article 8 Disclosures Delegated Act?" pubblicate a dicembre 2021 e integrate dal "Commission Notice on the interpretation and implementation of certain legal provisions of the Disclosures Delegated Act under Article 8 of the EU Taxonomy Regulation on the reporting of Taxonomy-eligible and Taxonomy-aligned economic activities and assets (third Commission Notice)" pubblicato nel mese di di novembre 2024.

KPI relativo agli investimenti – Comparto Assicurativo

Valore medio ponderato di tutti gli investimenti dell'impresa di assicurazione o
riassicurazione diretti a finanziare o associati ad attività economiche allineate alla
Tassonomia rispetto al valore di tutti gli attivi coperti dal KPI, con le seguenti
ponderazioni per gli investimenti nell'impresa:
Valore medio ponderato di tutti gli investimenti dell'impresa di assicurazione o
riassicurazione diretti a finanziare o associati ad attività economiche allineate
alla Tassonomia, con le seguenti ponderazioni per gli investimenti nell'impresa:
sulla base del fatturato (%) 5,6 sulla base del fatturato (milioni di euro) 2.253
sulla base delle spese in conto capitale (%) 6,7 sulla base delle spese in conto capitale (milioni di euro) 2.662
Percentuale di attivi coperti dal KPI rispetto al totale degli investimenti delle imprese di
assicurazione o riassicurazione (totale attività finanziarie gestite).
A esclusione degli investimenti in entità sovrane.
Valore monetario degli attivi coperti dal KPI.
A esclusione degli investimenti in entità sovrane.
Coefficiente di copertura (%)
56,1
Copertura (milioni di euro) 39.922

Gli investimenti in amministrazioni centrali, banche centrali ed emittenti sovranazionali rappresentano il 43,9% del totale degli Investimenti del Gruppo, pari a euro 31.238 milioni.

Investimenti finanziari

Ai fini del calcolo della quota delle esposizioni, il denominatore, che corrisponde al concetto di "totale degli investimenti" della tabella sopra riportata, corrisponde alla somma delle voci "2. Attività materiali", per la parte facente riferimento a Immobili, "4 Investimenti" e "7 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti" delle società del Comparto Assicurativo, così come risultanti dallo Stato patrimoniale24.

Con riferimento, invece, al denominatore delle quote delle esposizioni in attività economiche ammissibili e non ammissibili alla Tassonomia, delle esposizioni in attività finanziarie derivate, delle esposizioni verso imprese non soggette all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE ("Dichiarazione non finanziaria") che corrisponde al concetto di "Attivi coperti dal KPI" delle tabelle riportate di seguito, questo è determinato deducendo dal denominatore sopra definito l'ammontare degli Investimenti in entità sovrane.

La Commissione Europea25, al fine di garantire un'effettiva comparabilità tra i dati pubblicati, ha richiesto che le comunicazioni relative alle quote sopra menzionate si basino su informazioni effettive fornite dall'impresa finanziaria o non finanziaria nella quale è detenuta l'esposizione.

Per rispondere a questa richiesta, evitando quindi l'utilizzo di stime, Unipol ha preso come riferimento, per il calcolo dell'ammissibilità e dell'allineamento dei propri investimenti secondo la Tassonomia, i dati comunicati dagli emittenti facenti parte del proprio portafoglio tramite le relative Dichiarazioni di carattere Non Finanziario (DNF) riferite all'anno 202326. Tali dati sono stati raccolti puntualmente con il supporto di un provider specializzato27. L'ammissibilità e l'allineamento alla Tassonomia sono considerati solo per le imprese che rientrano nel perimetro di applicazione della normativa DNF e pubblicano i relativi dati.

Per i singoli emittenti quotati in borsa si è adottata una gerarchia di dati: la priorità è assegnata ai dati comunicati a livello di emittente; qualora non disponibili, si risale nella catena di controllo ai dati a livello della più prossima delle entità controllanti dell'emittente per cui siano disponibili i dati. Per la valutazione dell'allineamento si sono considerati i criteri di vaglio tecnico e quelli legati al non arrecare danno significativo ("do not significant harm" o DNSH), nonché il rispetto di garanzie minime di salvaguardia nella conduzione del business da parte degli emittenti.

La raccolta dati, con la conseguente analisi di ammissibilità, in una fase in cui sono ancora in via di strutturazione e applicazione – a livello di sistema – gli strumenti per gestire i flussi informativi e le elaborazioni necessarie all'applicazione della normativa, si è focalizzata sugli emittenti che sono oggetto di investimenti detenuti direttamente dal Gruppo e che rientrano anch'essi nel perimetro di soggetti tenuti alla rendicontazione prevista dalla Tassonomia (imprese finanziarie e non finanziarie dell'Unione Europea soggette all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE). Gli investimenti indiretti verso imprese potenzialmente soggette all'obbligo di

24 Non sono quindi compresi nel totale degli investimenti considerato a fini di elaborazione dell'indicatore tassonomico sugli investimenti le voci "1 Attività immateriali", "2. Attività materiali" diverse da immobili, "3 Attività assicurative", "5 Altre attività finanziarie", "6 Altri elementi dell'attivo". 25 "FAQs: How should financial and non-financial undertakings report Taxonomy-eligible economic activities and assets in accordance with the Taxonomy regulation Article 8 Disclosures Delegated Act?"

pubblicate a dicembre 2021, FAQ n. 12

26 A partire dall'anno di rendicontazione 2024, la fonte delle informazioni sarà la Rendicontazione di Sostenibilità redatta ai sensi della Direttiva (UE) 2022/2464.

27 Le diverse modalità di rendicontazione degli indicatori adottate dalle società finanziarie e non finanziarie hanno determinato eterogeneità nei dati forniti dall'info-provider di riferimento, incidendo sulla loro aggregazione e sulla comparabilità delle informazioni.

rendicontazione secondo la CSRD sono stati conseguentemente considerati in questa fase come non ammissibili, non avendo potuto completare l'analisi su tutti gli strumenti finanziari indiretti in portafoglio.

Si precisa che con riferimento all'indicatore relativo agli investimenti, per il calcolo del totale e della percentuale media ponderata delle esposizioni ammissibili e allineate alla tassonomia sulla base del fatturato e sulla base delle spese in conto capitale, come richiesto dalla normativa e riportato nelle successive tabelle, si è proceduto come segue:

  • con riferimento alle esposizioni in imprese non finanziarie, sono stati considerati i dati di ammissibilità e allineamento forniti dagli emittenti, già distinti in ragione del fatturato e spese in conto capitale;
  • per le esposizioni diverse da quelle in imprese non finanziarie, il valore considerato per entrambi gli indicatori è stato:
    • o per gli enti creditizi, la quota di esposizioni ad attività economiche ammissibili alla tassonomia rispetto agli attivi totali coperti;
    • o per le imprese di assicurazione e riassicurazione, la media tra la quota di esposizioni in attività economiche ammissibili alla Tassonomia rispetto agli attivi totali coperti e la quota di attività economiche di assicurazione danni ammissibili alla Tassonomia rispetto ai premi danni totali, ponderata secondo la proporzione di ricavi che le imprese di assicurazione e riassicurazione derivano dalle attività di investimento e la proporzione di ricavi che le imprese di assicurazione e riassicurazione derivano dalle attività di sottoscrizione non vita sul totale dei ricavi delle imprese di assicurazione e riassicurazione, ove disponibili;
    • o per gli investimenti immobiliari, a esclusione dei terreni, l'intero valore, in quanto considerati esposizioni in attività economiche ammissibili alla tassonomia in quanto la natura degli stessi è stata ritenuta coerente con l'elenco contenuto negli Allegati I e II del Regolamento Delegato (UE) 2021/2139 ("Atto delegato sul clima").

Per la ponderazione delle esposizioni sono stati utilizzati valori contabili.

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari e i beni immobili a uso proprio (fatta eccezione per i terreni), riferiti a società del Comparto Assicurativo, inclusi nella voce voci 2 "Attività materiali" e 4.1 "Investimenti immobiliari" dello Stato patrimoniale, sono stati considerati come esposizioni in attività economiche ammissibili alla tassonomia in quanto la natura degli stessi è stata ritenuta coerente con l'elenco contenuto negli Allegati I e II del Regolamento Delegato UE 2021/2139 ("Atto delegato del Clima"); per determinare l'allineamento degli stessi sono stati applicati i criteri di vaglio tecnico previsti dal paragrafo 7.7 dell'Allegato I del Regolamento Delegato (UE) 2021/2139. Con riferimento agli investimenti in immobili, per il calcolo degli attivi allineati nell'anno 2024, in continuità con l'esercizio precedente, il Gruppo ha preso in considerazione un sottoinsieme di immobili rispetto ai quali ha a disposizione informazioni puntuali sulle performance energetiche, ossia quelli compresi nel perimetro del sistema di gestione dell'energia certificato secondo lo standard ISO 50001. All'interno di questo perimetro sono stati considerati come allineati ai criteri di vaglio tecnico, in primo luogo, gli edifici (costruiti prima del 31 dicembre 2020) che dispongono almeno di un attestato di prestazione energetica di classe A. Per quelli che hanno un attestato di classi inferiori, sono state considerate le prestazioni energetiche puntualmente rilevate dagli Attestati di Prestazione Energetica (APE), misurate in termini di kWh/mq28. Si è quindi provveduto a calcolare le prestazioni del primo 15% del parco immobiliare in termini di fabbisogno di energia primaria operativo, considerando come punto di riferimento le singole zone climatiche in cui si trovano gli edifici di cui valutare l'allineamento. A questo fine sono state utilizzate, in via prudenziale29, le informazioni sulle prestazioni energetiche per zona climatica contenute nel portale SIAPE (Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica) realizzato e gestito da ENEA30. Per garantire una corretta comparabilità delle prestazioni, considerando che gli edifici residenziali, per loro caratteristiche tecniche, hanno un IPE (indice di prestazione energetica) medio inferiore rispetto agli edifici non residenziali, nell'elaborazione per l'esercizio 2024, le prestazioni considerate sono state suddivise in due categorie, quella degli immobili residenziali e quella degli altri immobili. Le loro

prestazioni energetiche sono state quindi messe a confronto con le prestazioni del primo 15% del parco immobiliare degli edifici della stessa categoria e della corrispondente zona climatica in termini di fabbisogno di energia primaria operativo; gli edifici per i quali la prestazione è risultata inferiore, sono stati considerati rispondenti ai criteri di vaglio tecnico per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Nei casi in cui un edificio presenti più unità catastali con prestazioni energetiche differenti, la prestazione dell'edificio è stata calcolata considerando la media delle prestazioni ponderata per la superficie utile di ogni unità.

Per gli immobili che contribuiscono sostanzialmente all'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici è stato valutato il rispetto del criterio di non arrecare danno significativo all'obiettivo di adattamento al cambiamento climatico. Nell'ambito delle analisi effettuate

28 Per i siti che presentano un APE con prestazione energetica valutata precedentemente rispetto all'attuale classificazione (26/06/2015) si è provveduto a normalizzare l'indice, riportando la prestazione da kWh/mc a kWh/mq.

29 L'approccio adottato è prudenziale in quanto assume che la prestazine energetica del parco immobiliare complessivo sia rappresentata da quella presente nel SIAPE. È invece ragionevole attendersi che la porzione del parco immobiliare complessivo non provvista di APE possa avere una prestazione energetica media significativamente peggiore perché non oggetto di edificazione e/o riqualificazione energetica in tempi recenti.

30 Un utile riferimento metodologico a supporto dell'analisi è stato il report "Percentage distribution of primary energy (Ep) values in the Italian national building stock", redatto da Comitato Termotecnico Italiano per CRIF, 2022.

sul portafoglio di proprietà si è misurato l'impatto dello scenario IPCC RCP8.5 al 2030 sulla somma della variazione della perdita attesa (AAL, Average Annual Loss) e dei costi di riassicurazione tra lo scenario di base e quello informato degli effetti del cambiamento climatico. L'analisi è stata condotta con riferimento al portafoglio rischi atteso per l'anno 2027 e in relazione ai climate-sensitive ai quali il Gruppo risulta maggiormente esposto: alluvione, tempeste convettive e danno elettrico da eventi meteorologici. Nella valutazione dell'impatto degli scenari non sono stati considerate possibili azioni di gestione finalizzate alla mitigazione dei rischi fisici. In tale contesto, l'impatto in termini di AAL risulta essere poco significativo e non vengono evidenziati rischi rilevanti.

Gli immobili in questione appartengono a società del Gruppo Unipol (Unipol Assicurazioni, SIAT, Midi) cui si applicano le politiche descritte a seguire nel paragrafo "Verifica delle clausole di salvaguardia di cui all'articolo 3 lettera "c" del Regolamento Tassonomia" a rispetto di garanzie minime di salvaguardia nella conduzione del business.

In merito alla scomposizione del numeratore del KPI per obiettivo ambientale, con le informazioni fornite nel 2023 da parte delle imprese è possibile determinare una scomposizione dei dati rispetto all'allineamento ai primi due obiettivi ambientali, Mitigazione dei cambiamenti climatici e Adattamento ai cambiamenti climatici mentre, in riferimento agli altri quattro obiettivi ambientali previsti dal Regolamento Delegato (UE) 2023/2486 (Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, Transizione verso un'economia circolare, Prevenzione e riduzione dell'inquinamento, Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi), le imprese hanno messo a disposizione informazioni relative alla ammissibilità. Il Gruppo ha quindi provveduto a integrare nelle proprie analisi le informazioni di ammissibilità relative agli altri quattro obiettivi ambientali, mentre provvederà ad integrare le informazioni relative all'allineamento a partire dalla rendicontazione riferita all'esercizio 2025.

Per facilitare la lettura delle informazioni fornite in merito all'associazione ad attività economiche ecosostenibili degli investimenti del Gruppo, sono presentate di seguito alcune tabelle di sintesi, integrate su base volontaria; a seguire sono presentate le informazioni aggiuntive complementari con la struttura e il dettaglio richiesti dalla normativa di riferimento.

Integrazione di informazioni su base volontaria

Scomposizione Totale degli Investimenti Importo (milioni di euro) %
Investimenti in amministrazioni centrali, banche centrali ed emittenti sovranazionali 31.238 43,9
Attivi coperti dal KPI 39.922 56,1
Totale degli Investimenti 71.160 100
Scomposizione Attivi coperti dal KPI – Fatturato Allineato
Importo (milioni di euro)
Ammissibile Non Allineato
Importo (milioni di euro)
Non Ammissibile
Importo (milioni di euro)
Derivati 185 0,5 185
Esposizioni verso imprese non soggette
all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis
della Direttiva 2013/34/EU
5.982 15,0 5.982
Esposizioni verso imprese soggette
all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis
della Direttiva 2013/34/EU
17.150 43,0 853 2.658 13.639
Esposizioni verso altre controparti
(immobili)
3.561 8,9 1.400 2.016 146
Altre esposizioni attraverso Fondi che non
possono essere valutate per
l'ammissibilità secondo la Tassonomia UE
10.338 25,9 10.338
Altro 1.106 2,8 1.106
Liquidità ed equivalenti 1.598 4,0 1.598
Attivi coperti dal KPI 39.922 100 2.253 4.674 32.995
Percentuale % 5,6 11,7 82,7
Scomposizione Attivi coperti dal KPI – Conto capitale Allineato
Importo (milioni di euro)
Ammissibile Non Allineato
Importo (milioni di euro)
Non Ammissibile
Importo (milioni di euro)
Derivati 185 0,5 185
Esposizioni verso imprese non soggette
all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis
della Direttiva 2013/34/EU
5.982 15,0 5.982
Esposizioni verso imprese soggette
all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis
della Direttiva 2013/34/EU
17.150 43,0 1.263 2.551 13.337
Esposizioni verso altre controparti
(immobili)
3.561 8,9 1.400 2.016 146
Scomposizione Attivi coperti dal KPI – Conto capitale Allineato
Importo (milioni di euro)
Ammissibile Non Allineato
Importo (milioni di euro)
Non Ammissibile
Importo (milioni di euro)
Altre esposizioni attraverso Fondi che non
possono essere valutate per
l'ammissibilità secondo la Tassonomia UE
10.338 25,9 10.338
Altro 1.106 2,8 1.106
Liquidità ed equivalenti 1.598 4,0 1.598
Attivi coperti dal KPI 39.922 100 2.662 4.566 32.693
Percentuale % 6,7 11,4 81,9

Informazioni aggiuntive complementari – scomposizione del denominatore del KPI

Percentuale di derivati rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI Valore in importi monetari dei derivati
% 0,5 (milioni di euro) 185
Quota di esposizioni verso imprese finanziarie e non finanziarie dell'Unione
Europea31 non soggette all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva
2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI:
Valore delle esposizioni verso imprese finanziarie e non finanziarie dell'Unione
Europea non soggette all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva
2013/34/UE:
per le imprese non finanziarie (%) 0,5 per le imprese non finanziarie (milioni di euro) 201
per le imprese finanziarie (%) 20,6 per le imprese finanziarie (milioni di euro) 8.235
Quota di esposizioni verso imprese finanziarie e non finanziarie di paesi terzi non
soggette all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE
rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI:
Valore delle esposizioni verso imprese finanziarie e non finanziarie di paesi terzi
non soggette all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva
2013/34/UE:
per le imprese non finanziarie (%) 4,1 per le imprese non finanziarie (milioni di euro) 1.651
per le imprese finanziarie (%) 15,6 per le imprese finanziarie (milioni di euro) 6.234
Quota di esposizioni verso imprese finanziarie e non finanziarie soggette
all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE rispetto al
totale degli attivi coperti dal KPI:
Valore delle esposizioni verso imprese finanziarie e non finanziarie soggette
all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE:
per le imprese non finanziarie (%) 11,0 per le imprese non finanziarie (milioni di euro) 4.395
per le imprese finanziarie (%) 32,0 per le imprese finanziarie (milioni di euro) 12.755

31 Il Gruppo ha valutato di fare riferimento, per la rendicontazione di questo indicatore, alle tabelle esemplificative proposte dal documento "Platform considerations on voluntary information as part of Taxonomy-eligibility reporting – Appendix 1" per la rendicontazione del KPI investimenti per le imprese finanziarie, limitando il perimetro di questa voce alle imprese della Unione Europea non soggette all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva 2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI. Questo consente di presentare una scomposizione del denominatore del KPI con attraverso valori singoli che, complessivamente, costituiscono il 100% del denominatore, rendendo il dato più facilmente comprensibile e comparabile.

Quota di esposizioni verso altre controparti rispetto al totale degli attivi coperti dal
KPI:
Valore delle esposizioni verso altre controparti:
(%) 15,7 (milioni di euro) 6.266
Quota degli investimenti dell'impresa di assicurazione o riassicurazione diversi dagli
investimenti detenuti in relazione a contratti di assicurazione vita in cui il rischio di
investimento è sopportato dai contraenti, che sono diretti a finanziare o associati ad
attività economiche allineate alla tassonomia:
Valore degli investimenti dell'impresa di assicurazione o riassicurazione diversi
dagli investimenti detenuti in relazione a contratti di assicurazione vita in cui il
rischio di investimento è sopportato dai contraenti, che sono diretti a finanziare o
associati ad attività economiche allineate alla tassonomia:
Sulla base del fatturato (%) 0,2 Sulla base del fatturato (milioni di euro) 62
Sulla base delle spese in conto capitale (%) 0,2 Sulla base delle spese in conto capitale (milioni di euro) 89
Valore di tutti gli investimenti che finanziano attività economiche non ammissibili alla
tassonomia rispetto al valore di tutti gli attivi coperti dal KPI:
Valore di tutti gli investimenti che finanziano attività economiche non ammissibili
alla tassonomia:
sulla base del fatturato (%) 82,6 sulla base del fatturato (milioni di euro) 32.995
sulla base delle spese in conto capitale (%) 81,9 sulla base del conto capitale (milioni di euro) 32.693
Valore di tutti gli investimenti che finanziano attività economiche ammissibili ma non
allineate alla tassonomia rispetto al valore di tutti gli attivi coperti dal KPI:
Valore di tutti gli investimenti che finanziano attività economiche ammissibili ma
non allineate alla tassonomia:
sulla base del fatturato (%) 11,7 sulla base del fatturato (milioni di euro) 4.674

Informazioni aggiuntive complementari – scomposizione del numeratore del KPI

Quota di esposizioni allineate alla tassonomia verso imprese finanziarie e non
finanziarie soggette all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della direttiva
2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI:
Valore delle esposizioni allineate alla tassonomia verso imprese finanziarie e
non finanziarie soggette all'applicazione degli articoli 19 bis e 29 bis della
direttiva 2013/34/UE rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI:
Per le imprese non finanziarie
Sulla base del fatturato (%) 1,2 Sulla base del fatturato (milioni di euro) 485
Sulla base delle spese in conto capitale (%) 2,2 Sulla base delle spese in conto capitale (milioni di euro) 864
Per le imprese finanziarie32
Sulla base del fatturato (%) 0,9 Sulla base del fatturato (milioni di euro) 369
Sulla base delle spese in conto capitale (%) 1,0 Sulla base delle spese in conto capitale (milioni di euro) 399

sulla base delle spese in conto capitale (%) 11,4 sulla base del conto capitale (milioni di euro) 4.566

32 Per le esposizioni in imprese finanziarie, non essendo disponibili gli indicatori distinti tra fatturato e spese in conto capitale, il valore considerato per entrambi gli indicatori è stato: per gli enti creditizi, la quota di attività economiche allineate alla tassonomia delle imprese beneficiarie degli investimenti; per le imprese di assicurazione e riassicurazione, la media aritmetica tra la quota di esposizioni in attività economiche ammissibili alla Tassonomia rispetto agli attivi totali coperti e la quota di attività economiche di assicurazione danni ammissibili alla Tassonomia rispetto ai premi danni totali.

Quota degli investimenti dell'impresa di assicurazione o riassicurazione diversi dagli
investimenti detenuti in relazione a contratti di assicurazione vita in cui il rischio di
investimento è sopportato dai contraenti, che sono diretti a finanziare o associati ad
attività economiche allineate alla tassonomia:
Valore degli investimenti dell'impresa di assicurazione o riassicurazione diversi
dagli investimenti detenuti in relazione a contratti di assicurazione vita in cui il
rischio di investimento è sopportato dai contraenti, che, sulla base dell'attività
principale svolta dall'emittente (attivi finanziari) o sulla natura dell'investimento
(immobili), sono diretti a finanziare o associati ad attività economiche allineate
alla tassonomia:
Sulla base del fatturato (%) 0,2 Sulla base del fatturato (milioni di euro) 62
Sulla base delle spese in conto capitale (%) 0,2 Sulla base delle spese in conto capitale (milioni di euro) 89
Quota di esposizioni allineate alla Tassonomia verso altre controparti (immobili)
rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI33:
Valore delle esposizioni allineate alla Tassonomia verso altre controparti
(immobili) rispetto al totale degli attivi coperti dal KPI:
sulla base del fatturato (%)
3,5
sulla base del fatturato (milioni di euro) 1.400
sulla base delle spese in conto capitale (%) 3,5 sulla base delle spese in conto capitale (milioni di euro) 1.400

Scomposizione del numeratore del KPI per obiettivo ambientale

Attività allineate alla tassonomia – con riserva di una valutazione positiva in relazione al principio "non arrecare danno significativo" e alle salvaguardie sociali:
In percentuale
1)
2)
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
sulla base del fatturato (%) 97,8 sulla base del fatturato (%) 1,5
Attività di transizione sulla base delle spese in conto
capitale (%)
1,1
98,6 sulla base del fatturato (%) 24,1
sulla base delle spese in conto
capitale (%)
Attività abilitanti sulla base delle spese in conto
capitale (%)
10,8
Adattamento ai
cambiamenti climatici
sulla base del fatturato (%) 2,2 sulla base del fatturato (%) 0,6
sulla base delle spese in conto
capitale (%)
1,4 Attività abilitanti sulla base delle spese in conto
capitale (%)
0,1
Attività allineate alla tassonomia – con riserva di una valutazione positiva in relazione al principio "non arrecare danno significativo" e alle salvaguardie sociali: In milioni di euro
1) Mitigazione dei
cambiamenti climatici
sulla base del fatturato (milioni
di euro)
2.205 sulla base del fatturato
(milioni di euro)
34
Attività di transizione sulla base delle spese in
conto capitale (milioni di
euro)
30
sulla base delle spese in conto
2.626
capitale (milioni di euro)
sulla base del fatturato
(milioni di euro)
544
Attività abilitanti sulla base delle spese in
conto capitale (milioni di
euro)
287

33 La quota di esposizioni ammissibili alla tassonomia verso altre controparti è costituita interamente da investimenti immobiliari; non è pertanto possibile presentare un dato sulla base del fatturato e/o sulla base delle spese in conto capitale. Gli importi indicati rappresentano quindi il valore dell'investimento come iscritto a Bilancio.

Attività allineate alla tassonomia – con riserva di una valutazione positiva in relazione al principio "non arrecare danno significativo" e alle salvaguardie sociali:
In percentuale
sulla base del fatturato (milioni
di euro)
48 sulla base del fatturato
(milioni di euro)
13
2)
Adattamento ai
cambiamenti climatici
sulla base delle spese in conto
capitale (milioni di euro)
36 Attività abilitanti sulla base delle spese in
conto capitale (milioni di
euro)
2

Modello 1 – Attività legate al nucleare e ai gas fossili34

Riga Attività legate all'energia nucleare Fatturato Capex
1. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la
realizzazione di impianti innovativi per la generazione di energia elettrica che producono energia a
partire da processi nucleari con una quantità minima di rifiuti del ciclo del combustibile.
NO NO
2. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l'esercizio sicuro di nuovi impianti
nucleari per la generazione di energia elettrica o calore di processo, anche a fini di teleriscaldamento o
per processi industriali quali la produzione di idrogeno, e miglioramenti della loro sicurezza, con l'ausilio
delle migliori tecnologie disponibili.
NO SI
3. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso l'esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che
generano energia elettrica o calore di processo, anche per il teleriscaldamento o per processi industriali
quali la produzione di idrogeno a partire da energia nucleare, e miglioramenti della loro sicurezza.
SI
Riga Attività legate ai gas fossili Fatturato Capex
4. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la
produzione di energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili.
SI
5. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di
impianti di generazione combinata di calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili
gassosi fossili.
SI
6. L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di
impianti di generazione di calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili.
NO NO

34 Il Gruppo, in applicazione del Regolamento Delegato (UE) 2021/2178, ha integrato nella propria rendicontazione i modelli da esso previsti in merito alla rendicontazione di attività legate al nucleare e ai gas fossili. Si segnala però che si è rilevata una copertura molto parziale da parte degli emittenti delle informazioni in merito, per cui i dati sono da considerarsi non pienamente rappresentativi.

Modello 2 – Attività economiche allineate alla tassonomia (denominatore)

A) Per fatturato

Attività economiche Importo e quota
Riga CCM+CCA Mitigazione dei cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai cambiamenti
climatici (CCA)
Importo (milioni
di euro)
% Importo (milioni di
euro)
% Importo (milioni di
euro)
%
1. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.26 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
2. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.27 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
3. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.28 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
4. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.29 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
5. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
4 0,01 4 0,01
6. Importo e quota dell'attività /economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.31 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
7. Importo e quota di altre attività economiche allineate alla
tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al
denominatore del KPI applicabile
2.249 5,6 2.200 5,5 49 0,1
8. KPI applicabile totale 39.922 100 39.873 99,9 49 0,1

B) Per conto capitale

Importo e quota
Riga Attività economiche CCM+CCA Mitigazione dei cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai cambiamenti
climatici (CCA)
Importo (milioni
di euro)
% Importo (milioni di
euro)
% Importo (milioni di
euro)
%
1. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.26 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
2. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.27 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
3. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.28 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
4. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.29 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
5. Importo e quota dell'attività economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.30 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
4 0,01 4 0,01
6. Importo e quota dell'attività /economica allineata alla
tassonomia di cui alla sezione 4.31 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE) 2021/2139 al
denominatore del KPI applicabile
7. Importo e quota di altre attività economiche allineate
alla tassonomia non incluse nelle righe da 1 a 6 al
denominatore del KPI applicabile
2.658 6,7 2.622 6,6 36 0,1
8. KPI applicabile totale 39.922 100 39.886 99,9 36 0,1

Modello 3 – Attività economiche allineate alla tassonomia (numeratore)

A) Per fatturato

Importo e quota
Riga Attività economiche CCM+CCA Mitigazione dei cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai cambiamenti
climatici (CCA)
Importo (milioni
di euro)
% Importo
(milioni di euro)
% Importo (milioni
di euro)
%
1. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.26
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
2. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.27
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
3. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.28
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
4. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.29
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
5. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.30
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
4 0,2 4 0,2
6. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.31
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
7. Importo e quota di altre attività economiche
allineate alla tassonomia non incluse nelle righe
da 1 a 6 al numeratore del KPI applicabile
2.249 99,8 2.200 97,7 49 2,2
8. Importo e quota totali delle attività
economiche allineate alla tassonomia al
numeratore del KPI applicabile
2.253 100 2.205 97,8 49 2,2

B) Per conto capitale

Importo e quota
Riga Attività economiche CCM+CCA Mitigazione dei cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai cambiamenti
climatici (CCA)
Importo (milioni
di euro)
% Importo
(milioni di euro)
% Importo (milioni
di euro)
%
1. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.26
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
2. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.27
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
3. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.28
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
4. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.29
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
5. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.30
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
4 0,2 4 0,2
6. Importo e quota dell'attività economica
allineata alla tassonomia di cui alla sezione 4.31
degli allegati I e II del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al numeratore del KPI applicabile
7. Importo e quota di altre attività economiche
allineate alla tassonomia non incluse nelle righe
da 1 a 6 al numeratore del KPI applicabile
2.658 99,8 2.622 98,5 36 1,4
8. Importo e quota totali delle attività
economiche allineate alla tassonomia al
numeratore del KPI applicabile
2.662 100 2.626 98,6 36 1,4

A) Per fatturato

Attività economiche Importo e quota
Riga CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai cambiamenti climatici
(CCA)
Importo (milioni
di euro)
% Importo (milioni
di euro)
% Importo (milioni di
euro)
%
1. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.26 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
2. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.27 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
3. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.28 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
29 0,1 29 0,1
4. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.29 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
5 0 5 0

Attività economiche Importo e quota
Riga CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti
climatici (CCM)
Adattamento ai cambiamenti climatici
(CCA)
Importo (milioni
di euro)
% Importo (milioni
di euro)
% Importo (milioni di
euro)
%
5. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.30 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
0,01 0 0,01 0
6. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.31 degli allegati I e II
del regolamento delegato (UE)
2021/2139 al denominatore del
KPI applicabile
7. Importo e quota di altre attività
economiche ammissibili alla
tassonomia ma non allineate
alla tassonomia non incluse
nelle righe da 1 a 6 al
denominatore
del
KPI
applicabile
4.640 11,6 320 0,8 2 0,04
8. Importo e quota totali delle
attività
economiche
ammissibili alla tassonomia
ma
non
allineate
alla
tassonomia al denominatore
del KPI applicabile
4.674 11,7 354 0,9 2 0

Attività economiche Importo e quota
Riga CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti climatici
(CCM)
Adattamento ai cambiamenti
climatici (CCA)
Importo (milioni di
euro)
% Importo (milioni di
euro)
% Importo (milioni di
euro)
%
1. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.26 degli allegati I e II
del
regolamento
delegato
(UE)
2021/2139
al
denominatore
del
KPI
applicabile
2. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.27 degli allegati I e II
del
regolamento
delegato
(UE)
2021/2139
al
denominatore
del
KPI
applicabile
4 0 4 0
3. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.28 degli allegati I e II
del
regolamento
delegato
(UE)
2021/2139
al
denominatore
del
KPI
applicabile
4. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.29 degli allegati I e II
del
regolamento
delegato
(UE)
2021/2139
al
denominatore
del
KPI
applicabile
2 0 2 0

Importo e quota
Riga Attività economiche CCM + CCA Mitigazione dei cambiamenti climatici
(CCM)
Adattamento ai cambiamenti
climatici (CCA)
Importo (milioni di
euro)
% Importo (milioni di
euro)
% Importo (milioni di
euro)
%
5. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.30 degli allegati I e II
del
regolamento
delegato
(UE)
2021/2139
al
denominatore
del
KPI
applicabile
0,01 0 0,01 0
6. Importo e quota dell'attività
economica ammissibile alla
tassonomia ma non allineata
alla tassonomia di cui alla
sezione 4.31 degli allegati I e II
del
regolamento
delegato
(UE)
2021/2139
al
denominatore
del
KPI
applicabile
7. Importo e quota di altre
attività
economiche
ammissibili alla tassonomia
ma
non
allineate
alla
tassonomia non incluse nelle
righe da 1 a 6 al denominatore
del KPI applicabile
4.560 11,4 329 0,8 30 0,1
8. Importo e quota totali delle
attività
economiche
ammissibili alla tassonomia
ma
non
allineate
alla
tassonomia al denominatore
del KPI applicabile
4.566 11,4 336 0,8 30 0,1

Modello 5 – Attività economiche non ammissibili alla tassonomia

A) Per fatturato

Riga Attività economiche Importo (milioni di euro) %
1. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 1 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.26 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
2. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 2 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.27 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
3. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 3 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.28 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
3 0,01
4. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 4 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.29 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
5. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 5 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.30 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
6. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 6 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.31 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
7. Importo e quota di altre attività economiche non ammissibili alla tassonomia non
incluse nelle righe da 1 a 6 al denominatore del KPI applicabile
32.992 82,7
8. Importo e quota totali delle attività economiche non ammissibili alla tassonomia
al denominatore del KPI applicabile
32.995 82,7

B) Per conto capitale

Riga Attività economiche Importo (milioni di euro) %
1. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 1 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.26 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
2. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 2 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.27 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
3. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 3 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.28 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
4. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 4 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.29 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
5. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 5 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.30 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile
6. Importo e quota dell'attività economica di cui alla riga 6 del modello 1 che non è
ammissibile alla tassonomia conformemente alla sezione 4.31 degli allegati I e II del
regolamento delegato (UE) 2021/2139 al denominatore del KPI applicabile

Riga Attività economiche Importo (milioni di euro) %
7. Importo e quota di altre attività economiche non ammissibili alla tassonomia non
incluse nelle righe da 1 a 6 al denominatore del KPI applicabile
32.693 81,9
8. Importo e quota totali delle attività economiche non ammissibili alla tassonomia
al denominatore del KPI applicabile
32.693 81,9

KPI relativo alle attività di sottoscrizione – Comparto Assicurativo

L'attività di assicurazione e riassicurazione è inclusa nella Tassonomia come attività economica che può fornire un sostanziale contributo all'obiettivo di adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso la fornitura di servizi assicurativi e riassicurativi relativi alla copertura dei pericoli legati al clima conformemente all'Allegato II, punti 10.1 e 10.2, dell'Atto delegato sul clima. In particolare, per quanto riguarda l'assicurazione, l'attività economica descritta dal punto 10.1 è la fornitura di servizi assicurativi relativi alla sottoscrizione dei pericoli legati al clima (classificati nell'Appendice A dell'Atto delegato sul clima), all'interno delle otto aree dell'attività assicurativa espressamente esplicitate.

Per essere considerata ammissibile alla tassonomia, oltre ad appartenere a una delle summenzionate aree di attività, una polizza deve avere condizioni che prevedono la copertura dei rischi relativi ai "pericoli climatici"35.

Per individuare le polizze ammissibili alla Tassonomia, e i relativi premi, il Gruppo ha utilizzato come elemento di analisi e di selezione la categoria di rischio, che rappresenta l'unità minima di disaggregazione attraverso la quale i premi contabilizzati nei differenti rami ministeriali36 sono attribuiti ai differenti tipi di garanzie. Unipol ha selezionato, tra le categorie di rischio nelle quali è classificato il proprio portafoglio, quelle che sono riferibili a rischi relativi a pericoli climatici; tra queste rivestono particolare rilevanza in portafoglio le categorie di rischio relative a eventi atmosferici, incendio, alluvione. A partire da tali categorie di rischio sono state individuate le garanzie e i prodotti che le contengono e ne prevedono quindi la copertura37.

L'analisi così svolta ha consentito di evidenziare quali sono le linee di business in cui il Gruppo fornisce coperture assicurative a fronte di pericoli legati al clima, e, nell'ambito di tali attività assicurative, quali sono le polizze che coprono rischi relativi ai "pericoli climatici", da rendicontare ai fini del calcolo del KPI relativo alla sottoscrizione.

A esito dell'analisi effettuata, il Gruppo ha rilevato attività significative di sottoscrizione di pericoli legati al clima, e quindi ammissibili, nelle seguenti aree di attività:

  • altre assicurazioni auto;
  • assicurazione marittima, aeronautica e trasporti;
  • assicurazione incendio e altri danni ai beni.

Per essere considerata allineata alla tassonomia, un'attività assicurativa deve rispondere ai criteri di vaglio tecnico che ne sanciscono il contributo sostanziale all'adattamento ai cambiamenti climatici.

All'interno delle attività che rientrano nel novero dell'ammissibilità, il Gruppo ha verificato puntualmente il rispetto dei diversi criteri di vaglio tecnico.

È risultato rispondente ai criteri di vaglio tecnico un sottoinsieme di prodotti/garanzie proprie dell'offerta di Unipol Assicurazioni, rivolti alle imprese, sia PMI che Corporate, sia "standard" che "tailor made".

Nel caso in cui le garanzie a copertura di rischi climatici siano comprese in contratti assicurativi che coprono una pluralità di rischi, allo scopo di calcolare l'allineamento alla tassonomia sono state computate puntualmente le sole quote dei premi che riguardano la copertura dei rischi climatici, utilizzando come elemento per il computo la categoria di rischio.

Per rispettare il criterio di non arrecare danno significativo all'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici, dai premi allineati sono stati esclusi quelli sottoscritti da persone giuridiche che operano nei settori dell'estrazione, dello stoccaggio, del trasporto o della produzione di combustibili fossili, individuate attraverso l'analisi e selezione dei rispettivi codici ATECO.

37 Si precisa che, nei limitati casi nei quali nelle base dati non fosse disponibile un'affidabile ripartizione dei premi per categoria di rischio, tali premi sono stati prudenzialmente considerati non ammissibili.

35 "Draft Commission notice on the interpretation of certain legal provisions of the Disclosures Delegated Act under Article 8 of EU Taxonomy Regulation on the reporting of eligible economic activities and assets", FAQ n. 25

36 Nell'ordinamento italiano, per "ramo" si intende la gestione della forma assicurativa corrispondente ad un rischio o ad un gruppo di rischi simili tra loro sia dal punto di vista dell'assunzione del rischio sia nella liquidazione del danno.

emarket
sdir scorage
CERTIFIED
Contributo sostanziale
all'adattamento ai cambiamenti
climatici
Non arrecare danno significativo (DNSH)
Attività economiche Premi
assoluti,
anno 2024
(2)
Quota di
premi,
anno
2024 (3)
Quota di
premi,
anno
2023 (4)
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici (5)
Acqua e
risorse marine
(6)
Economia
circolare (7)
Inquinamento
(8)
Biodiversità
ed ecosistemi
(9)
Garanzie
minime di
salvaguardia
(10)
Valuta
(milioni di
euro)
% % Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No
A.1. Sottoscrizioni
assicurazione e
riassicurazione non vita –
Attività allineate alla
Tassonomia
(ecosostenibili)
138 1,5 1,5 Non
pertinente
Non
pertinente
Non
pertinente
Non
pertinente
A.1.1 Di cui riassicurate 15 0,2 0,1 Non
pertinente
Non
pertinente
Non
pertinente
Non
pertinente
A.1.2 Di cui derivanti
dall'attività di
riassicurazione
- - - - - - - - -
A.1.2.1 Di cui riassicurate
(retrocessione)
- - - - - - - - -
A.2 Sottoscrizioni
assicurazione e
riassicurazione non vita –
Attività ammissibili alla
tassonomia ma non
ecosostenibili (attività
non allineate alla
tassonomia)
1.038 11,2 8,8
B Sottoscrizioni
assicurazione e
riassicurazione non vita –
Attività non ammissibili
alla tassonomia
8.062 87,3 89,7
Totale (A.1 + A.2 + B) 9.238 100 100

KPI consolidato – Comparto Assicurativo e Comparto Non Assicurativo

In conformità alle indicazioni fornite dalla Third Commission Notice della Commissione Europea, il Gruppo Unipol ha calcolato e rendicontato il KPI consolidato, elaborato come media ponderata dei KPI delle società finanziarie e non finanziarie del Gruppo, nel rispetto delle metodologie previste dal Regolamento (UE) 2020/852 e dai relativi atti delegati.

Per le società del settore non assicurativo del Gruppo sono state condotte analisi sulle attività descritte dalla tassonomia europea in relazione agli obiettivi ambientali, individuando le seguenti categorie di attività ammissibili:

  • 6.5 Trasporto mediante moto, autovetture e veicoli commerciali leggeri;
  • 7.2 Ristrutturazione di edifici esistenti;
  • 7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l'efficienza energetica;
  • 7.4 Installazione, manutenzione e riparazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici negli edifici (e negli spazi adibiti a parcheggio di pertinenza degli edifici);
  • 7.5 Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per la misurazione, la regolazione e il controllo delle prestazioni energetiche degli edifici;
  • 7.6 Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili, in riferimento agli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici e di transizione verso un'economia circolare (secondo gli allegati di riferimento).

In tale contesto, è stata condotta un'analisi sugli investimenti e sul fatturato derivante dalle attività di leasing auto della controllata UnipolRental, che ha evidenziato investimenti e fatturato potenzialmente allineati ai criteri di vaglio tecnico per l'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici, nello specifico nell'ambito dell'attività 6.5 "Trasporto mediante moto, autovetture e veicoli commerciali leggeri". Nello specifico, il KPI relativo agli investimenti potenzialmente allineati si attesta a euro 338 milioni, corrispondenti al 38% del totale degli investimenti del Comparto Non Assicurativo, mentre il KPI relativo al fatturato ammonta a euro 58 milioni, pari al4% del fatturato complessivo del Comparto Non Assicurativo.

Nella fase attuale, in relazione a un patrimonio informativo che non consente, in particolare, di verificare compiutamente la rispondenza ai criteri di "Do Not Significant Harm" rispetto agli altri obiettivi ambientali, Unipol non rendiconta attività non finanziarie allineate alla tassonomia per il periodo di rendicontazione 2024, al fine di garantire la piena conformità al Regolamento (UE) 2020/852.

Ricavi Quota dei ricavi
totali del Gruppo
(A)
KPI basato sul
fatturato (B)
KPI basato sulle
spese in conto
capitale (C)
KPI basato sul
fatturato,
ponderato (A*B)
KPI basato sulle
spese in conto
capitale,
ponderato (A*C)
A. Comparto Assicurativo 14.020 89,5% 2,7% 3,0% 2,4% 2,7%
KPI relativo al
fatturato (B)
KPI relativo alle
spese in conto
capitale (C)
KPI relativo al
fatturato,
ponderato (A*B)
KPI relativo alle
spese in conto
capitale,
ponderato (A*C)
B. Comparto Non Assicurativo 1.639 10,5%
Totale dei ricavi del Gruppo
15.660
100%
Media KPI sulla
base del fatturato
Media KPI sulla
base delle spese in
conto capitale
Media KPI del Gruppo 2,4% 2,7%

Verifica delle clausole di salvaguardia di cui all'articolo 3 lettera "c" del Regolamento Tassonomia

I criteri di ecosostenibilità delle attività economiche di cui all'articolo 3 del Regolamento Tassonomia, in aggiunta ai principi del contributo sostanziale al raggiungimento di uno o più obiettivi ambientali con il vincolo di "non arrecare un danno significativo" a nessuno degli altri, prevedono il rispetto di garanzie minime di salvaguardia nella conduzione del business. Le garanzie minime sono descritte dall'articolo 18, comma 1 del medesimo Regolamento, che le identifica con le "procedure attuate da un'impresa al fine di garantire che la gestione aziendale sia conforme alle Linee Guida OCSE per le imprese multinazionali e ai Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, inclusi quelli stabiliti dalle otto convenzioni fondamentali individuate nella dichiarazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro e dalla Carta internazionale dei diritti dell'uomo".

La verifica del rispetto della clausola di salvaguardia si fonda quindi sull'istituzione e mantenimento di adeguati processi e sistemi aziendali di dovuta diligenza sui temi indicati dalle Linee Guida e Principi Guida sopra citati, e in particolare: Diritti umani; Occupazione e relazioni industriali; Ambiente; Corruzione, istigazione alla corruzione e concussione; Interessi dei consumatori; Scienza e tecnologia; Concorrenza leale; Tassazione.

I processi e i sistemi aziendali di due diligence si fondano sulle indicazioni della "Guida sul dovere di diligenza per la condotta d'impresa responsabile" dell'OCSE, che prevede l'utilizzo di un framework volto a identificare, prevenire, mitigare, tracciare e comunicare in modo continuativo gli impatti negativi reali e potenziali sui diritti umani nelle proprie operazioni, nelle catene di fornitura e in altri rapporti commerciali.

Gli aspetti e le fasi principali del processo di due diligence posto in essere dal Gruppo sia in ottica trasversale, sia con riferimento a specifici ambiti di potenziale impatto che attengono a temi rilevanti, sono integrati nel presente documento come evidenziato dalla tabella presente nel capitolo "Informazioni generali", paragrafo "Il processo di due diligence".

A livello generale, il Gruppo Unipol è impegnato ad agire nel rispetto della Carta dei Valori e del Codice Etico di Gruppo e dei Principi del Global Compact delle Nazioni Unite, cui aderisce. Si è dotato di una "Procedura per la segnalazione di violazioni (c.d. "whistleblowing"), con la finalità di consentire la segnalazione interna di violazioni di disposizioni normative nazionali o dell'Unione europea, lesive dell'interesse pubblico o dell'integrità delle società rientranti nel perimetro di applicazione, e di cui i segnalanti siano venuti a conoscenza nel contesto lavorativo; una descrizione dell'approccio e dei risultati dell'applicazione è contenuta nel capitolo "Informazioni sulla Governance, paragrafo "Condotta delle imprese", sezione "La protezione degli informatori".

A livello di specifici temi, si ritiene opportuno riepilogare di seguito i sistemi di dovuta diligenza adottati da Unipol in ambito diritti umani (compresi diritti dei lavoratori e dei consumatori), per fornire una vista d'insieme dell'approccio adottato in merito a diversi temi rilevanti, nonché in ambito concorrenza leale e tassazione, che non trovano trattazione in altri punti della Rendicontazione di Sostenibilità.

I sistemi di dovuta diligenza adottati da Unipol negli ambiti relativi sono:

Diritti umani (compresi diritti dei lavoratori e dei consumatori)

Le "Linee Guida in materia di diritti umani" hanno l'obiettivo di definire e sviluppare un approccio strutturato sul tema, al fine di identificare, monitorare e gestire gli impatti sui diritti umani in tutte le loro forme, con un impegno volto a evitare di causare direttamente, contribuire indirettamente o essere comunque connessi alla generazione di impatti negativi sui diritti umani in tutte le sfere di influenza di Unipol, attraverso la sistematica applicazione delle Linee Guida stesse in modo progressivo e a ogni livello organizzativo e funzionale del Gruppo.

L'identificazione e la valutazione degli Impatti negativi, attuali e potenziali, sui diritti umani sono oggetto di un processo sistematico, strutturato e periodicamente ripetuto, che prevede strumenti di analisi interni e integrazione di fonti esterne per garantire un presidio ampio e puntuale.

Nel modello di gestione degli impatti del Gruppo sono stabilite procedure di valutazione che rendono possibile identificare e analizzare in modo sistematico il rischio di generare potenziali Impatti negativi sui diritti umani da parte del Gruppo direttamente o come contributo, nonché indirettamente attraverso la sua catena del valore. Al proprio interno e lungo la catena del valore il Gruppo adopera vari strumenti di analisi e ascolto (whistleblowing, segnalazioni fatte al Responsabile Etico, comunicazioni sindacali, sistemi di analisi data-driven) e coinvolge molteplici attori (tra cui: i titolari dei diritti; gli attori della catena del valore, quali fornitori, imprese oggetto di investimento, clienti; fonti informative esterne credibili, indipendenti e competenti; provider di dati e informazioni relative ai fattori di sostenibilità) con cui collabora per individuare potenziali violazioni dei diritti umani legate direttamente alle proprie attività o indirettamente attraverso le proprie sfere di influenza.

La valutazione è volta a determinare:

  • i potenziali impatti negativi sui diritti umani nei diversi ambiti di attività del Gruppo;

  • gli sforzi del modello di business per mitigare o gestire il rischio di generare tali impatti.

Tale processo consente l'identificazione tempestiva anche di eventuali impatti negativi effettivamente generati; nel qual caso, è previsto lo svolgimento di una valutazione delle cause principali, al fine di prevenire la ripetizione di adottare presidi atti a prevenire la ripetizione di eventi con la stessa causa.

Attraverso queste valutazioni il Gruppo Unipol individua quindi le priorità di intervento in termini di prevenzione e mitigazione degli impatti negativi sui diritti umani che possono essere legati alle proprie attività dirette e alla propria catena del valore, in funzione della gravità e della probabilità dell'impatto negativo.

Qualora l'analisi di rilevanza identifichi impatti negativi, effettivi o potenziali, in materia di Diritti Umani, Unipol descrive all'interno della Rendicontazione di Sostenibilità, in relazione ai temi e sottotemi rispetto a cui si verificano gli impatti rilevanti, le politiche e le azioni adottate per prevenire, mitigare, gestire e porre rimedio a tali impatti, e i risultati ottenuti in conseguenza.

Concorrenza leale

Il Gruppo Unipol ha dotato le tre principali Compagnie assicurative di appositi programmi di compliance Antitrust (Linear nel 2021, Unipol Assicurazioni38 nel 2022 e UniSalute nel 2023).

Tali programmi hanno l'obiettivo di "mettere in sicurezza" i processi e le attività aziendali delle società, rafforzando ulteriormente la cultura e la sensibilità antitrust nei propri dipendenti, e sono realizzati sulla base delle indicazioni fornite dalle Linee Guida dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulla compliance antitrust e delle best practice nazionali ed internazionali di riferimento. L'applicazione dei programmi prevede di:

  • effettuare una mappatura delle aree e delle attività aziendali potenzialmente esposte al rischio antitrust;
  • predisporre un manuale, contenente delle linee guida riguardo alla gestione delle attività potenzialmente sensibili dal punto di vista antitrust, e una procedura organizzativa recante adeguate misure per a prevenire la commissione di illeciti antitrust o contenerne le conseguenze;
  • individuare un referente interno cui affidare le funzioni di Antitrust Compliance Officer, con il compito di sovrintendere all'attuazione della Procedura.

Parallelamente il Gruppo ha intrapreso un'importante iniziativa di sensibilizzazione dei propri dipendenti e della rete agenziale in materia di tutela del consumatore, tramite una specifica attività di formazione che ha coinvolto tutte le Compagnie del Gruppo.

Tassazione

Nel 2022 il Consiglio di Amministrazione di Unipol Gruppo SpA ha approvato la strategia volta a definire i principi e i limiti sui quali si basa la gestione del rischio in materia tributaria (la c.d. "Strategia Fiscale"), a valere per tutte le società del Gruppo.

Il Gruppo Unipol attribuisce rilievo strategico al presidio del rischio fiscale nel perseguimento degli obiettivi di successo sostenibile. Al fine di ridurre l'esposizione ai rischi di natura fiscale, Unipol – in linea con le indicazioni dell'OCSE così come recepite dall'Agenzia delle Entrate nella regolamentazione dell'istituto dell'adempimento collaborativo – ha implementato un sistema di gestione del rischio fiscale ("Tax Control Framework" o "TCF"), quale insieme di regole, procedure, strutture organizzative e presidi, volti a consentire la rilevazione, la misurazione, la gestione e il controllo del rischio fiscale. Il Tax Control Framework adottato da Unipol è conforme agli standard internazionali ed alle indicazioni rese dall'Agenzia delle Entrate; grazie all'adozione di questo approccio, nel dicembre 2024 la Capogruppo è stata ammessa al regime di adempimento collaborativo.

Unipol, pur nella consapevolezza che il presidio delle performance di sostenibilità di clienti (che sono per lo più piccole e piccolissime imprese) presenti significative complessità, ha definito con le Linee Guida ESG Danni un approccio che prevede di effettuare una valutazione delle performance sui fattori di sostenibilità dei clienti attuali e potenziali, sulla base della quale decidere se portare avanti la relazione commerciale. Lo Score ESG che viene assegnato a ciascun cliente società di capitali utilizza dati pubblici, sia puntuali sulla singola impresa che relativi al settore e territorio di appartenenza, generando una valutazione predittiva in merito alla potenzialità dell'impresa di determinare impatti negativi su aspetti sociali (in particolare legati a diritti umani e dei lavoratori), di governo societario, ambientali. Ulteriori approfondimenti sono disponibili nel capitolo "Informazioni sulla Governance – Condotta delle imprese", paragrafo "L'agire responsabile nelle attività di investimento e sottoscrizione".

38 Il Manuale di Compliance Antitrust e la Procedura Organizzativa Antitrust sono stati approvati per la prima volta in data 15 dicembre 2022, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione dell'allora UnipolSai Assicurazioni S.p.A.. Ad esito dell'operazione di fusione per incorporazione di UnipolSai Assicurazioni S.p.A. in Unipol Gruppo S.p.A. e della conseguente modifica della denominazione sociale in Unipol Assicurazioni S.p.A., essi sono stati aggiornati e approvati al fine di renderli applicabili alla stessa Unipol Assicurazioni S.p.A., con efficacia a partire dal 1° gennaio 2025.

Cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici rappresentano un tema fondamentale per un attore del settore finanziario e assicurativo, in quanto rilevano sia in una prospettiva di impatto che finanziaria, negli aspetti della mitigazione e dell'adattamento.

Per questo, il Gruppo Unipol ha definito un sistema organico di approccio al tema, che va dalla definizione di presidi di governance fino alla misurazione e monitoraggio degli impatti.

Per supportare e rafforzare tale approccio, le politiche di remunerazione definite per il triennio 2022-2024 prevedono che una quota pari al 15% della remunerazione variabile di lungo termine (Bonus LTI) dell'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Capogruppo e del Personale Rilevante sia collegata al raggiungimento di obiettivi di riduzione delle emissioni di ambito (di seguito anche "scope") 1 e 2 e alla realizzazione di investimenti tematici, per la maggior parte volti alla riduzione delle emissioni. Pertanto, circa il 6% della remunerazione totale dell'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Capogruppo è collegata a tale tipologia di obiettivi.

Unipol ha avviato, nel 2024, il percorso di stesura del proprio piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici sulla base delle indicazioni fornite dai principali framework di riferimento a livello internazionale ed europeo. La definizione dei contenuti dello stesso proseguirà nel corso del 2025: Unipol si è data l'obiettivo di adottarlo entro la fine del 2026. Tuttavia, gli sviluppi e la finalizzazione dei contenuti saranno correlati agli sviluppi di linee guida da parte delle principali organizzazioni di riferimento a livello europeo.

Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in relazione ai cambiamenti climatici

L'analisi di rilevanza ha evidenziato impatti e rischi rilevanti in merito ai cambiamenti climatici a livello aggregato di Gruppo, descritti a seguire:

Sottotema Descrizione ed effetti IRO I / R / O Orizzonte
temporale*
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici
(E1 – I1) Generazione di emissioni di gas a effetto serra, che contribuiscono ai cambiamenti climatici, a causa
delle attività del Gruppo
Impatto negativo
(effettivo)
BT
MT
LT
(E1 – I2) Contributo indiretto all'incremento di emissioni di gas a effetto serra, dovuto al supporto dato a
imprese/settori con impatti rilevanti su ambiente e clima (attraverso investimenti finanziari e/o la
sottoscrizione di contratti assicurativi), e all'acquisto da fornitori di beni e servizi che non abbiano adottato
approcci di riduzione delle emissioni
Impatto negativo
(effettivo)
BT
MT
LT
(E1 – I3) Sviluppo di prodotti/servizi che possano abbassare la generazione di emissioni da parte dei clienti Impatto positivo
(effettivo e potenziale)
BT
MT
(E1 – RO1) Rischi di transizione legati a diverse categorie di rischio "tradizionali" in conseguenza dei
cambiamenti climatici, tra cui:
rischio di mercato per investimento in controparti corporate non rispondenti alle aspettative in merito al
percorso di transizione sostenibile;
rischio di mercato per diminuzione del valore degli asset immobiliari che non rispettino standard di efficienza
energetica;
rischio reputazionale a seguito di attacchi da parte del mercato per insufficiente contributo alla transizione;
rischio di sottoscrizione legato a contratti di assicurazione a protezione di beni e patrimoni di assicurati
operanti in settori emissivi;
rischio operativo per aumento dei costi da sostenere a fronte di eventi legati alla transizione climatica (quali
ammonizioni e sanzioni);
rischio strategico connesso agli obiettivi di Piano Strategico a seguito di politiche orientate alla riduzione
dell'uso dell'auto
Rischio (potenziale) BT
MT

Sottotema Descrizione ed effetti IRO I / R / O Orizzonte
temporale*
Adattamento ai
cambiamenti
climatici
(E1 – I4) Mancata protezione da eventi relativi ai cambiamenti climatici di settori economici/aziende/ persone,
a causa dei limiti alla possibilità di offrire coperture per garantire la sostenibilità più complessiva delle
Compagnie, anche a fronte della scarsa propensione all'adozione di misure di adattamento da parte della
società stessa che ne riduce la resilienza, insieme alla base di clienti assicurabili
Impatto negativo
(potenziale)
BT
MT
LT
(E1 – I5) Impatti positivi determinati dal contributo alla crescita di consapevolezza della società sui
cambiamenti climatici attraverso attività di divulgazione e sensibilizzazione dei cittadini e delle imprese, che
determinano l'aumento delle azioni di prevenzione, della protezione e della resilienza di clienti e società nel
complesso
Impatto positivo
(effettivo e potenziale)
BT
MT
(E1 – RO2) Rischi legati agli effetti fisici dei cambiamenti climatici che impattano su diverse categorie di rischio
"tradizionali", tra cui:
rischio tecnico assicurativo danni e salute, in seguito all'aumento della frequenza e gravità dei sinistri legati alle
conseguenze del cambiamento climatico, con possibile riduzione della profittabilità;
rischio reputazionale, legato a mancata capacità di risposta ai bisogni di tutela dei clienti o aumento
straordinario dei prezzi;
rischio di mercato, in seguito a riduzione del valore degli investimenti verso settori o aree geografiche
vulnerabili ai rischi fisici;
rischio strategico, legato ad aumento del costo della riassicurazione e irrigidimento del mercato riassicurativo,
connesso agli effetti fisici dei cambiamenti climatici, che limiti la capacità di assunzione delle Compagnie di
assumere ostacolando in raggiungimento degli obiettivi di Piano Strategico
*BT=Breve Termine; MT=Medio Termine; LT=Lungo Termine
Rischio (potenziale) BT
MT
LT

Gli impatti sopra indicati hanno origine e sono collegati alla strategia e al modello aziendale del Gruppo, in particolare al core business assicurativo, che ha un ruolo centrale nella prevenzione e protezione della società dai rischi climatici, e all'attività di investimento, in quanto abilitante dell'operato di altri attori economici. Gli effetti finanziari attesi e attuali dei rischi e delle opportunità costituiscono un elemento fondamentale per la definizione della strategia aziendale di breve, medio e lungo termine. Coerentemente a quanto previsto dai principi contabili vigenti, ove applicabile e pertinente, il contesto di rischi e opportunità e la relativa strategia sono stati tenuti in considerazione ai fini della predisposizione del bilancio consolidato del Gruppo Unipol, sia in termini attuali (es. valutazione di immobili, riserve tecniche ed eventuali accantonamenti per rischi o oneri futuri), sia prospettici (es. valutazione di impairment di attivi finanziari o di avviamenti).

Nel framework di Gruppo, i rischi legati ai cambiamenti climatici includono la crescita della frequenza e della severità di eventi naturali derivante dal cambiamento climatico, con conseguente aumento dei danni per il Gruppo e per i clienti assicurati (rischi fisici acuti), e i cambiamenti di lungo termine del clima, con conseguente aumento di condizioni avverse per il Gruppo e per i clienti assicurati (cronicizzazione degli eventi – rischi fisici cronici). Sono compresi anche i rischi derivanti dalla transizione a un'economia a basse emissioni di gas serra, tra cui cambiamenti regolamentari, tecnologici e nelle preferenze del mercato.

L'analisi di resilienza

Nell'ambito del framework di valutazione delle esposizioni ai rischi di sostenibilità, in merito ai rischi legati al clima sono stati identificati i seguenti risk driver:

    1. Rischi fisici: Temperatura, Acqua, Massa e Vento;
    1. Rischi di transizione: Preferenze della clientela e sentiment di mercato, Nuove tecnologie, Politiche nazionali e internazionali e alleanze di mercato e Contenzioso.

Tale framework di analisi è stato sviluppato su Unipol Assicurazioni in qualità di Compagnia maggiormente rappresentativa del Gruppo ed è prevista la progressiva estensione del perimetro a UniSalute in qualità di polo Salute del Gruppo.

Sono poi stati analizzati i canali di trasmissione microeconomici e macroeconomici; gli impatti identificati sono stati tradotti sulle tradizionali categorie di rischio (tecnico-assicurativo danni e salute, tecnico-assicurativo vita, mercato, reputazionale, strategico e operativo). Questo processo ha consentito di stimare il livello di esposizione rispetto ai rischi legati al clima con riferimento a ciascuna categoria di rischio. tramite un'ampia raccolta di dati e la definizione di appositi indicatori (Key Risk Indicator – KRI). Il risultato finale è stato una heatmap dei rischi climatici, riportata all'interno della Relazione ORSA, che consente di stimare l'esposizione per categoria di rischio e il livello di rilevanza complessivo attraverso la visione trasversale delle diverse categorie di rischio tradizionali.

Con riferimento ai rischi connessi al cambiamento climatico, al fine di testare la resilienza della propria strategia e del proprio modello di business, il Gruppo Unipol ha sviluppato analisi di scenario finalizzate a misurare gli impatti dei rischi fisici e di transizione sugli attivi e passivi del bilancio di Gruppo, prevedendo un aggiornamento annuale delle valutazioni. Da ultimo, l'analisi è stata condotta al 31 dicembre 2024. Inoltre, vengono valutati specifici scenari di stress per quanto riguarda i rischi fisici e i rischi di transizione nell'ambito del framework di stress test definito dal Gruppo e riportato nella Relazione ORSA. Al fine di garantire uno standard di comparabilità, il Gruppo ha deciso di adottare per l'analisi dei rischi fisici relativi al business assicurativo gli scenari definiti dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC). Dato che EIOPA, nella sua Opinion39, prescrive di sottoporre l'impresa ad un range di stress sufficientemente ampio, comprendendo almeno due scenari, sono stati analizzati, laddove possibile, tutti gli scenari RCP40 (2.6, 4.5, 6.0, 8.5)41.

Con riferimento al business assicurativo Non-Life, l'analisi dell'impatto dei cambiamenti climatici sui rischi fisici all'interno della Relazione ORSA si articola in:

    1. identificazione delle linee di business caratterizzate da impatti diretti o indiretti dei cambiamenti climatici;
    1. analisi di monitoraggio dei cambiamenti climatici fino ad oggi (cd. "Climate Change So Far");
    1. analisi alla base della calibrazione degli scenari di stress più rilevanti ("Hot House World" e "Delayed Transition");
    1. analisi delle diverse combinazioni disponibili di "scenario IPCC-RCP/orizzonte" per i rischi fisici acuti più rilevanti (alluvione e tempeste convettive)
    1. analisi di lungo termine (2050-2100) per i rischi cronici (i.e. innalzamento del livello medio del mare) e i rischi acuti ad oggi considerati come secondary perils (incendi e siccità) in considerazione della composizione del portafoglio del Gruppo.

È opportuno rimarcare come il clima sia un sistema complesso, la cui dinamica può mutare drasticamente al superamento di valori soglia di alcune variabili chiave. Pertanto, per quanto i modelli che sono stati adottati prendano in considerazione la presenza di incertezza, essi non possono modellare adeguatamente tutte le dinamiche estreme che potrebbero emergere a seguito dell'attivazione di meccanismi di feedback che condurrebbero il sistema verso un nuovo equilibrio.

Con riferimento al business assicurativo Life, l'analisi dell'impatto dei cambiamenti climatici sui rischi fisici acuti all'interno della Relazione ORSA si articola in:

    1. identificazione delle linee di business caratterizzate da impatti diretti o indiretti dei cambiamenti climatici;
    1. analisi degli impatti, anche di lungo periodo, di eventi climatologici (i.e. ondate di calore, ondate di freddo, siccità, incendi), idrogeologici (i.e. alluvioni, movimenti di massi) e metereologici (i.e. tempeste) sulla base di diversi studi scientifici presenti nella letteratura di riferimento.

Per quanto riguarda la valutazione dell'impatto dei cambiamenti climatici sui rischi fisici relativi al portafoglio degli investimenti finanziari, il Gruppo quantifica le perdite di valore sulla base degli scenari delineati dal Network for Greening the Financial System (NGFS) coerenti con gli scenari utilizzati al fine della valutazione dei rischi fisici delle passività assicurative. Le analisi sono svolte a livello di singolo hazard, a sua volta classificato come acuto o cronico e successivamente aggregati, e per singolo asset fisico detenuto da ciascuna controparte presente nel portafoglio. Gli impatti sul valore degli investimenti finanziari originano dai danni fisici e dall'interruzione delle attività (business interruption) per gli hazard di tipo acuto, e dalla business interruption o perdita di produttività per gli hazard di tipo cronico.

Per quanto riguarda la valutazione dell'impatto dei cambiamenti climatici sui rischi di transizione degli investimenti, il Gruppo quantifica le perdite di valore in riferimento alle diverse asset class (obbligazioni, azioni, fondi, ecc.) rivenienti dagli shock, segmentati per settore di attività (NACE), calibrati sulla base degli scenari delineati dal NGFS, relativi alla Fase IV.

Inoltre, con particolare riferimento alla valutazione del rischio di transizione relativo agli immobili, è stato stimato il costo della riqualificazione degli stessi mediante un modello che, in relazione all'impronta di carbonio effettiva o stimata di ciascun edificio,

39 EIOPA-BoS-21-127, paragrafi 3.15 e seguenti.

40 Percorsi Rappresentativi di Concentrazione (Representative Concentration Pathways, RCP) 41 Per maggiori approfondimenti, si veda ad esempio IPCC (2021). Climate Change 2021: The Physical Science Basis. Contribution of Working Group I to the Sixth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change [Masson-Delmotte, V., P. Zhai, A. Pirani, S.L. Connors, C. Péan, S. Berger, N. Caud, Y. Chen, L. Goldfarb, M.I. Gomis, M. Huang, K. Leitzell, E. Lonnoy, J.B.R. Matthews, T.K. Maycock, T. Waterfield, O. Yelekçi, R. Yu, and B. Zhou (eds.)]. Cambridge University Press. In Press. https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/

definisce quali misure di efficienza energetica debbano essere applicate per allineare le future carbon performance degli immobili, espresse in termini di intensità di gas ad effetto serra, ai percorsi di decarbonizzazione specifici per tipologia di immobile e per paese previsti per lo scenario di riferimento. Invece, in relazione agli immobili di proprietà ad uso strumentale, sono state condotte le valutazioni circa gli impatti dei rischi climatici fisici, basate sulle analisi delle diverse combinazioni disponibili di "scenario IPCC-RCP/orizzonte" per i rischi fisici acuti più rilevanti (alluvione e tempeste convettive).

Con riferimento agli scenari di stress valutati su entrambe le tipologie di rischi climatici, sulla base delle informazioni disponibili alla data di redazione della Relazione ORSA, delle stime degli sviluppi patrimoniali ed economici, delle metodologie di valutazione descritte e delle ipotesi effettuate all'interno di quest'ultima, si ritiene che il livello di adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica del Gruppo Unipol, misurata mediante il Modello Interno Parziale, sia adeguato a rispettare, anche a fronte degli scenari di stress test definiti per i rischi fisici e di transizione, il livello di Risk Appetite e Risk Tolerance approvati.

L'approccio per l'individuazione di impatti e rischi rilevanti

L'individuazione e la valutazione degli impatti sui cambiamenti climatici

Il Gruppo ha in essere un processo consolidato per l'analisi e il monitoraggio dei suoi impatti diretti e indiretti sui cambiamenti climatici lungo tutta la catena del valore. Unipol monitora e rendiconta le sue emissioni lorde di gas climalteranti di ambito (di seguito anche "Scope") 1, cioè quelle provenienti da fonti proprie dell'azienda o controllate dall'azienda, di ambito 2, cioè le emissioni indirette legate all'utilizzo di elettricità, vapore o calore) basate sulla posizione (di seguito anche "location-based") e basate sul mercato (di seguito anche "market-based") e di ambito 3, cioè le emissioni indirette che si verificano nella catena del valore.

In merito a quest'ultimo ambito, sono state in primo luogo prese in considerazione tutte le categorie previste dallo standard GHG Protocol, per definire quelle applicabili. Per le diverse categorie sono poi state considerate le metodologie di calcolo e/o di stima disponibili a livello di mercato e di settore, in modo da quantificare le emissioni del Gruppo. Come puntualmente evidenziato dalla tabella di dettaglio relativa alla metrica "Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES", per alcune categorie di Scope 3 le emissioni calcolate sono relative a una parte del perimetro complessivo, determinata sulla base delle metodologie fruibili e/o dei dati a disposizione del Gruppo. Nell'esaminare il quadro riepilogativo delle emissioni di GES di Scope 1, 2 e 3 presentato a seguire occorre quindi considerare che i risultati che fanno riferimento al 2024 saranno oggetto di aggiornamenti evolutivi, che porteranno a:

  • affinamenti metodologici e di basi dati;
  • integrazioni delle diverse categorie con ulteriori porzioni di perimetro, a seguito degli affinamenti metodologici e di basi dati di cui sopra.

L'analisi svolta per tutte le categorie, con i perimetri dettagliati nella tabella "Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES", conferma che gli impatti negativi sui cambiamenti climatici avvengono nella catena del valore a monte e a valle. Se si considerano anche le emissioni connesse alle attività assicurative nel totale delle emissioni di GES di ambito 1, 2 e 3:

  • le emissioni connesse alle attività assicurative42 e alle attività di investimento43 (Scope 3 categorie 15) rappresentano oltre il 65% delle emissioni totali;
  • le emissioni dei clienti autonoleggio a lungo termine di Unipol Rental (Scope 3 categoria 13) rappresentano circa il 16% delle emissioni totali;
  • le emissioni connesse all'acquisto di beni e servizi (Scope 3 categoria 1) rappresentano circa il 5% delle emissioni totali44;
  • le emissioni di Scope 1 e 2 rappresentano invece meno di 1% delle emissioni totali di GES.

Nell'analisi di rilevanza gli impatti relativi alla generazione di emissioni di Scope 1 e 2, per quanto quantitativamente ridotti rispetto ad altre categorie, sono emersi come rilevanti in quanto rappresentano l'ambito di responsabilità diretta del Gruppo, rispetto al quale il contesto regolamentare e di mercato esprime da anni aspettative di presidio, e sul quale il Gruppo dispone pienamente delle leve di azione per contribuire agli obiettivi globali di contenimento del riscaldamento globale.

42 Le emissioni connesse alle attività assicurative sono calcolate su premi per un totale di euro 5.907 milioni, che sono pari al 64% dei premi Danni del Gruppo (perimetro per il quale è parzialmente disponibile una metodologia di calcolo delle emissioni) e al 38% dei premi totali del Gruppo (considerando anche i premi Vita per i quali non è attualmente disponibile una metodologia di calcolo delle emissioni). 43 Per quanto riguarda gli impatti climatici degli investimenti, l'analisi è stata condotta, su dati al 31/12/2024, sull'80 % del totale degli asset in gestione (diretti e indiretti). Gli asset in gestione sottoposti all'analisi comprendono sia titoli di debito e di capitale Corporate (pari al 31% del portafoglio oggetto dell'analisi) che titoli Governativi (pari al 49% del portafoglio oggetto dell'analisi). Il valore di 843.745 tCO2eq rendicontato nello Scope 3 – Categoria 15 Investimenti rappresenta le emissioni assolute del portafoglio titoli di debito e di capitale Corporate gestito direttamente, in termini di emissioni di CO2eq di Scope 1 & 2. L'impatto climatico dei titoli governativi viene misurato attraverso metriche di intensità carbonica e non in emissioni assolute. Sono esclusi dall'analisi le classi di attività: cash, OICR, ETF,

derivati e strumenti non quotati.

44 In questo primo anno di stima delle emissioni connesse all'acquisto di beni e servizi, non sono stati inclusi, nel perimetro di calcolo, i costi sostenuti per l'indennizzo monetario o in natura riferiti al risarcimento danni dovuti ai beneficiari degli indennizzi derivanti dall'attività assicurativa in attesa di ulteriori approfondimenti e sviluppi metodologici specifici di settore.

Il Gruppo Unipol ha inoltre un processo di individuazione e valutazione dei rischi connessi ai cambiamenti climatici sia relativamente ai rischi fisici che ai rischi di transizione che viene descritto di seguito.

Rispetto ad altri rischi tipicamente analizzati in relazione al business assicurativo, si evidenziano due aspetti distintivi nell'analisi del rischio climatico:

  • il framework temporale di riferimento che è di più lunga durata e considera sia un orizzonte temporale coerente con l'analisi di business e di pianificazione strategica sia un orizzonte temporale più lungo coerente con la natura dell'oggetto di studio. Lo schema di seguito riportato, proposto nell'Application Guidance dell'EIOPA45, è utile al fine di riconciliare la tassonomia degli orizzonti temporali in ambito rischi climatici con quella tipica dell'analisi di business;
  • l'incertezza, che, data la risoluzione e i limiti dei modelli climatici esistenti, risulta più elevata rispetto alle altre analisi di rischio.
2021 2031 2041 2051 2100
Orizzonte temporale dell'analisi di
business
(Business time horizon)
Breve termine
(short-term)
Medio termine
(mid-term)
Lungo termine
(long-term)
Orizzonte temporale dell'analisi dei
cambiamenti climatici
(Climate change time horizon)
Breve termine
(short-term)
Medio termine
(mid-term)
Lungo termine
(long-term)

45 EIOPA (2022). Application guidance on running climate change materiality assessment and using climate change scenarios in the ORSA. EIOPA -BoS-22/329

L'individuazione e la valutazione dei rischi fisici

Per quanto riguarda l'analisi dei rischi fisici, i pericoli legati al clima e gli ambiti della catena del valore analizzati, identificati sulla base della rilevanza dei pericoli climatici sul territorio italiano che rappresenta il mercato di riferimento del Gruppo, nonché del modello di business e delle esposizioni del Gruppo, sono i seguenti:

Business assicurativo
Danni
Business assicurativo Vita Immobili di proprietà
strumentali e a uso terzi
Investimenti finanziari
Rischi
acuti
Alluvioni e precipitazioni
estreme
X X X
Tempeste convettive
severe
X X X
Siccità X
(secondary perils)
Incendi (wildfire) X
(secondary perils)
X
Ondate di calore X
(secondary perils)
Rischi
cronici
Innalzamento del livello
medio del mare
X
(secondary perils)
Calore, Freddo e
precipitazioni estreme
X
Neve e vento estremo X

Per quanto riguarda il business assicurativo Danni e Vita, le esposizioni dirette ai rischi fisici del Gruppo sono quasi interamente concentrate sul territorio italiano (oltre il 99% delle somme assicurate in ambito property). Le valutazioni sull'evoluzione dei rischi fisici, che hanno costituito la base per le analisi in merito all'esposizione del Gruppo a tali rischi, sono quelle riportate nel report "AR6 Climate Change 2021: The Physical Science Basis" dell'IPCC (di seguito "Report AR6 dell'IPCC"), considerando – come detto sopra – tutti gli scenari RCP ove possibile. Il report si riferisce in maniera aggregata alla macroregione dell'Europa Meridionale, all'interno della quale paesi come Spagna, Italia e Grecia evidenziano dinamiche diverse in dipendenza dal rischio considerato; per le proprie analisi Unipol ha preso in considerazione il maggiore livello di granularità disponibile con riferimento al territorio dove opera.

Per quanto riguarda il monitoraggio dei pericoli climatici più rilevanti per il territorio italiano, al fine di fornire un quadro complessivo in termini di frequenza e severità degli eventi naturali estremi, il Gruppo monitora inoltre l'evoluzione temporale di una serie di indicatori inclusi nello European Extreme Events Climate Index (E3CI) promosso da IFAB (Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development), CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) e Leithà (società del Gruppo specializzata nello sviluppo di soluzioni data-intensive). L'obiettivo è quello di fornire informazioni sulle aree interessate da diversi tipi di fenomeni naturali meteoindotti e sulla loro severità46.

Con riferimento ad alluvione e tempeste convettive, le valutazioni di impatto relative al portafoglio assicurativo del Gruppo sono state condotte a partire dalle stime baseline (non condizionate dai cambiamenti climatici) di alcuni dei più avanzati modelli di mercato per l'analisi dei rischi fisici acuti. Sono stati valutati gli impatti dei cambiamenti climatici in relazione agli orizzonti temporali breve, medio e lungo termine e agli scenari di emissione RCP2.6, RCP4.5, RCP6.0 e RCP8.5. Operando nella logica frequenza-severità, le analisi si sono basate sull'ipotesi di variazione della sola componente legata alla frequenza (frequency), considerando costante l'intensità (severity). In particolare, sono stati analizzati sia il portafoglio sottoscrizione, sulle linee Property e Auto, che quello relativo agli immobili di proprietà del Gruppo. Nello specifico, per la valutazione del rischio alluvione si è fatto ricorso ad un modulo dedicato, integrato all'interno del modello catastrofale di mercato a disposizione, mentre per le tempeste convettive sono state condotte analisi interne basate sul condizionamento delle risultanze dei modelli di mercato mediante un approccio statistico, sulla base delle evidenze della più recente letteratura scientifica di settore, opportunamente corroborata dal confronto con partner che hanno esperienza specifica in materia. Per quanto concerne l'alluvione, le analisi condotte evidenziano un incremento dell'hazard, che risulta più rilevante sugli RCP più severi: mentre per lo scenario RCP2.6 la dinamica dell'incremento risulta contenuta sia nel breve che nel lungo termine, per il più severo scenario RCP8.5 l'aumento dell'hazard risulta significativo soprattutto con riferimento al lungo termine. Relativamente alle tempeste convettive, con particolare riferimento al contributo congiunto di grandine, raffiche di vento e tornado, si conferma che RCP8.5 risulta il più severo nel lungo periodo, con un impatto maggiore al crescere dell'orizzonte temporale considerato. Per quest'ultimo pericolo preme evidenziare ulteriormente la considerevole incertezza associata alle valutazioni condotte, legata alla complessa natura di tali fenomeni nonché alla divergenza delle stime dei modelli ad oggi disponibili, particolarmente evidente in alcune zone geografiche.

Per quanto riguarda i secondary perils, nel complesso, i risultati delle analisi forniscono un supporto soprattutto in relazione ai potenziali rischi strategici che potrebbero, nel medio-lungo termine, cambiare la composizione territoriale dei rischi assicurabili o rivedere al rialzo la significatività di alcuni rischi in termini di sottoscrizione assicurativa Danni del mercato italiano.

Il Gruppo Unipol ha, inoltre, effettuato la valutazione degli impatti del rischio fisico sull'intero portafoglio di attivi finanziari, attraverso la quantificazione della perdita di valore degli investimenti del settore Danni che al settore Vita, e per quest'ultimo sia con riferimento agli investimenti di Classe C e Classe D e patrimonio libero.

Con riferimento ai rischi fisici acuti, sono valutati i costi per danni fisici, ovvero le perdite economiche derivanti dalla distruzione parziale o totale di un bene esposto e il costo necessario per riparare o sostituire completamente il bene e ripristinare le operazioni. Per tutti i rischi acuti, ad eccezione dei cicloni tropicali, è considerato anche il costo derivante dall'interruzione di attività (business interruption) che si verificherebbe durante e immediatamente dopo un evento climatico: infatti il modello presuppone che la maggior parte dei rischi fisici comportino un'interruzione spazialmente limitata ma intensa delle operazioni aziendali e che la produzione venga persa durante la durata dell'evento.

I rischi fisici cronici si manifestano principalmente come riduzione della produttività e della disponibilità del lavoro o cambiamenti nell'efficienza dei processi produttivi. A differenza dei rischi acuti, quelli cronici si manifestano lentamente, ma possono persistere per periodi prolungati. Tuttavia, fenomeni come i cambiamenti climatici causati da un aumento dei gas serra sono in grado di causare interruzioni delle attività commerciali e danneggiare l'economia locale e globale, le ondate di caldo possono ridurre la produttività complessiva, la siccità può impedire l'accesso all'acqua e i modelli irregolari delle precipitazioni possono influenzare la produzione agricola. In questo contesto, dunque, i rischi cronici sono principalmente associati al fenomeno dell'interruzione delle attività (business interruption).

In linea generale i costi climatici dei rischi fisici sul portafoglio finanziario rappresentano i costi aggiuntivi, rappresentati da costi per danni fisici agli asset e costi da business interruption, che le aziende emittenti degli strumenti finanziari in cui si investe dovrebbero sostenere a causa dei futuri cambiamenti climatici. Tali costi vengono valutati su base annua, con un dettaglio a livello di dislocazione geografica degli asset, per singolo hazard e scenario climatico e valutati finanziariamente in termini di valore attuale. Inoltre, il modello elabora una vista integrata a livello di emittente di queste valutazioni. In relazione ai rischi acuti i costi associati ai danni fisici alle risorse aziendali, sono calcolati utilizzando le funzioni di danno associate a ciascun hazard e in base al valore patrimoniale degli asset aziendali. Per ciascuna sede aziendale delle imprese emittenti, è valutato l'impatto finanziario di un'interruzione dell'attività, utilizzando due o più soglie per ciascun rischio cronico e incorporando le vulnerabilità regionali / dell'area geografica. Il modello fissa queste soglie in linea con le ricerche di settore per ciascun rischio cronico per catturare la variabilità degli impatti da quelli moderati a quelli elevati. All'interno del modello è definita una matrice di fattori di vulnerabilità basata su pubblicazioni scientifiche in combinazione con informazioni

46 Allo stato attuale, l'E3CI esamina le sette componenti climatiche di seguito riportate attraverso degli indicatori impiegati come proxy degli impatti associati: (1) temperature minima estrema (extreme minimum temperature), (2) temperatura massima estrema (extreme maximum temperature), (3) siccità (drought), (4) precipitazioni estreme (extreme precipitation), (5) grandine (hail), (6) venti estremi (extreme wind) e (7) incendi (forest fire)

provenienti da resoconti dei media, che traducono i superamenti di tali soglie in un valore monetario: si ipotizza che in ogni giorno in cui viene superata una determinata soglia, viene persa una percentuale fissa di ricavi, specifica per ciascun segmento di attività dell'azienda. Viene, inoltre, apportato un aggiustamento regionale per ridurre la vulnerabilità delle aziende in località più adatte a condizioni estreme, assumendo che la vulnerabilità agli estremi meteorologici cronici è inferiore nelle regioni in cui questi eventi sono più frequenti e le imprese locali hanno esperienza nell'affrontarne le conseguenze.

Le valutazioni di cui sopra sono state svolte sia a livello consolidato che a livello di singola Compagnia, a fronte degli scenari climatici dal Network for Greening the Financial System (NGFS) relativi alla Fase IV coerenti con le valutazioni effettuate in sede di analisi del rischio fisico nel breve (scenario Delayed Transition) e nel lungo termine (scenario Current Policies). Sono stati altresì valutati, secondo un approccio qualitativo, gli impatti dei cambiamenti climatici sui rischi fisici a fronte di uno scenario climatico che prevede il rispetto degli Accordi di Parigi sul cambiamento climatico – NetZero 2050 (1,5°C) – in un orizzonte temporale di breve termine.

L'esito delle valutazioni riportate nell'ambito dell'ORSA basate sulle analisi di stress test, ha consentito di verificare il rispetto del livello di Risk Appetite e Risk Tolerance approvati.

L'individuazione e la valutazione dei rischi di transizione

Nell'ambito dell'ERM Framework, i rischi di transizione vengono identificati e analizzati nelle loro componenti (Regolamentari, Legali, Tecnologici, legati ai cambiamenti delle preferenze del mercato e Reputazionali).

Business assicurativo Danni Business
assicurativo Vita
Immobili di proprietà
strumentali e a uso terzi
Investimenti
Rischi reputazionali X X X X
Rischi di mercato X X X X
Rischi regolamentari X X X X
Rischi legali X X
Rischi tecnologici X X

Con particolare riferimento agli investimenti, il Gruppo ha consolidato la sua collaborazione con Moody's Analytics finalizzata alla valutazione dei rischi di transizione. Tali valutazioni hanno preso in considerazione i rischi di transizione connessi ai portafogli finanziari e agli investimenti in real estate.

L'analisi ha avuto l'obiettivo di modellizzare e quantificare le perdite di valore degli investimenti finanziari, in riferimento alle diverse asset class (obbligazioni, azioni, fondi, ecc.) rivenienti dagli shock, segmentati per settore di attività (NACE), calibrati sulla base degli scenari delineati dal NGFS relativi alla Fase IV.

Nello specifico, sono stati analizzati tre scenari:

  • si è proceduto a quantificare la perdita di valore degli strumenti finanziari detenuti nei portafogli (settore danni, settore vita con riferimento alla Classe C e alla classe D e al patrimonio libero), sia a livello consolidato che a livello di singola Compagnia,
    • o a fronte di un prescelto scenario climatico Delayed Transition47 –valutato in un orizzonte temporale di breve termine, e
    • o a fronte di uno scenario climatico Current Policies48 valutato in un orizzonte temporale di medio-lungo termine;
  • sono stati altresì valutati, secondo un approccio qualitativo, gli impatti dei cambiamenti climatici sui rischi di transizione sugli strumenti finanziari a fronte di uno scenario climatico – NetZero 2050 (1,5°C) – in un orizzonte temporale di breve termine.

47 Lo scenario NGFS "Delayed Transition" assume che le emissioni globali su base annua fino al 2030 non avviino un trend di riduzione. Di conseguenza, al fine di limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C a fine secolo rispetto all'era preindustriale, sarà necessario adottare politiche climatiche più rigorose e con interventi tecnologici significativi dopo tale data. In tale scenario, i rischi di transizione risulteranno più elevati a causa dell'implementazione tardiva e potenzialmente più incisive delle misure necessarie per la decarbonizzazione. Tuttavia, i rischi fisici associati ai cambiamenti climatici, in tale scenario, rimangono moderati poiché l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale viene comunque perseguito, sebbene con un ritardo nell'azione. Tale scenario è classificato nella categoria "disorderly" la quale a sua volta assume che la disponibilità delle tecnologie di cattura e rimozione dell'anidride carbonica (CDR - Carbon Dioxide Removal) sia inferiore rispetto ad altri scenari classificati come "orderly", quali ad esempio il Net Zero 2050. Nonostante lo scenario Delayed Transition limiti il riscaldamento globale, non risulta in linea con gli obiettivi climatici globali presentando transizioni disordinate e instabili tra i diversi paesi raggiungendo il picco della temperatura globale a 1.8°C ed una temperatura al 2100 di 1,7°C. Ciò comporta rischi di transizione considerevolmente più elevati rispetto allo scenario Net Zero

2050, ma nel complesso rischi fisici più contenuti rispetto agli altri scenari NGFS della Fase IV. 48 Lo scenario Current Policies, appartenente alla categoria "Hot House World" (mondo surriscaldato), assume che le emissioni globali continuino a crescere comportando un aumento della temperatura a fine secolo pari a 2,9°C con impatti gravi e irreversibili. Di conseguenza, i rischi fisici associati ai cambiamenti climatici, come eventi meteorologici estremi, siccità e ondate di calore, aumenteranno in frequenza e intensità. Ciò porta a cambiamenti cronici nelle condizioni di vita che incidono sulla salute, sulla produttività del lavoro, sull'agricoltura e sull'innalzamento del livello del mare

Il Gruppo Unipol ha effettuato la valutazione degli impatti del rischio di transizione sull'intero portafoglio di attivi finanziari, sia con riferimento al settore Danni che al settore Vita, e per quest'ultimo sia con riferimento agli investimenti di Classe C e Classe D e patrimonio libero. Con specifico riferimento agli investimenti in fondi quando non è risultata possibile l'associazione tramite l'approccio lookthrough, è stata condotta un'analisi volta ad individuare il settore principale di esposizione, sulla base del quale è stato associato lo shock del settore NACE corrispondente. In quest'ottica non è stato attribuito alcun impatto agli investimenti in fondi infrastrutturali principalmente focalizzati sulle energie rinnovabili.

Per calcolare gli impatti climatici sulle diverse classi di attività, la metodologia prevede di calcolare innanzitutto i costi economici a lungo termine all'interno degli scenari NGFS relativi alla Fase IV dovuti ai danni fisici e agli investimenti per l'abbattimento delle emissioni di CO2. Successivamente questi costi sono stati convertiti in variazioni attese dei rendimenti reali e dei premi al rischio, utilizzando modelli economico-finanziari attraverso una combinazione della regola di Ramsey e di modelli del tipo multi-asset capital pricing. Applicando tale metodologia agli scenari NGFS selezionati sono state quantificate le potenziali implicazioni del cambiamento climatico sulle esposizioni finanziarie detenute da investitori di lungo termine come le compagnie assicurative. Le valutazioni sono state svolte, sia a livello consolidato che a livello di singola Compagnia, a fronte degli scenari climatici coerenti con le valutazioni effettuate in sede di analisi del rischio di transizione nel breve (scenario Delayed Transition) e nel lungo termine (scenario Current Policies). Sono stati altresì valutati, secondo un approccio qualitativo, gli impatti dei cambiamenti climatici sui rischi di transizione a fronte di uno scenario climatico che prevede il rispetto degli Accordi di Parigi sul cambiamento climatico – NetZero 2050 (1,5°C) – in un orizzonte temporale di breve termine.

L'esito delle valutazioni riportate nell'ambito dell'ORSA basate sulle analisi di stress test, ha consentito di verificare il rispetto del livello di Risk Appetite e Risk Tolerance approvati. La valutazione degli impatti degli scenari connessi ai rischi fisici e ai rischi di transizione sopra descritti è stata svolta in coerenza con le valutazioni prospettiche sviluppate nella Relazione ORSA in termini di posizione di solvibilità.

I cambiamenti climatici e le attività proprie

Le politiche

Gli impegni del Gruppo Unipol in relazione ai cambiamenti climatici, con riferimento alle attività proprie, sono indirizzati dalla Politica in materia di Sostenibilità (la "Politica di Sostenibilità"), che esprime l'intento del Gruppo di concorrere alla mitigazione dei cambiamenti climatici supportando il raggiungimento degli obiettivi assunti dai Governi con l'Accordo di Parigi, finalizzati a: (i) limitare l'incremento della temperatura globale media a 1.5°C, e, di conseguenza, (ii) realizzare l'obiettivo di zero emissioni di CO2 nette globali entro il 2050. La "Strategia del Gruppo Unipol sul cambiamento climatico" 49 (di seguito anche "la Strategia climatica"), allegata alla Politica di sostenibilità, dettaglia il modo in cui il Gruppo si sta attrezzando per individuare, valutare, gestire e/o porre rimedio ai propri impatti, affrontare i rischi e cogliere le opportunità connessi al clima, definendo target di medio-lungo termine di riduzione delle emissioni di gas serra a supporto del proprio percorso di decarbonizzazione.

Per quanto riguarda gli immobili detenuti direttamente, le società del Gruppo sono impegnate, nelle attività di sviluppo, a privilegiare investimenti volti a migliorare la qualità ecologica dei centri urbani e a rispettare, nei più significativi interventi di nuova realizzazione, elevati standard ambientali, anche attraverso l'ottenimento di certificazioni riconosciute a livello internazionale. Nella gestione del patrimonio di immobili strumentali, le Società del Gruppo si impegnano a realizzare interventi che determinano il miglioramento continuo delle performance, con l'obiettivo di raggiungere elevati standard riconosciuti di qualità ambientale; si tratta di: adozione di sistemi di gestione rigorosi e certificati; implementazione di interventi di efficienza energetica e investimenti per la riduzione del consumo di risorse; acquisto di energia da fonti rinnovabili.

Le azioni

Per concretizzare gli impegni assunti, Unipol orienta le sue attività in ambito immobiliare al conseguimento di certificazioni di qualità ambientale, che rappresentano un quadro riconosciuto nel quale individuare i percorsi di miglioramento. A oggi, il Gruppo ha ottenuto per 3 immobili la certificazione Leed Gold, che richiede un approccio orientato alla sostenibilità dell'intero processo realizzativo riconoscendo le prestazioni degli edifici in settori chiave, quali il risparmio energetico e idrico, la riduzione delle

49 La Politica in materia di Sostenibilità, con la Strategia sul cambiamento climatico, prevede la gestione degli impatti Indicati nella tabella di cui al paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in relazione ai cambiamenti climatici" come E1-I1.

emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, dei materiali e delle risorse impiegate, il progetto e la scelta del sito.

Nelle attività di gestione del patrimonio immobiliare, comprendente immobili sia strumentali che ad uso terzi, il sistema di gestione dell'energia certificato secondo lo standard ISO50001, implementato da Unipol Assicurazioni, impegna l'azienda a un continuo miglioramento attraverso un monitoraggio capillare dei consumi energetici e una pianificazione delle attività volte a ridurre i consumi di energia elettrica e termica. Attualmente la certificazione ISO 50001 copre il 100% delle sedi strumentali gestite dalla Direzione Tecnica Immobiliare del Gruppo ed una quota parte degli edifici ad uso terzi. Con l'adozione del sistema di gestione dell'energia, ci si è posti come obiettivo per il triennio 2022-2024 una riduzione annua dell'1% dei consumi in tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Nel 2024, anche Gruppo UNA e UnipolRental hanno ottenuto tale certificazione per una quota parte dei loro immobili in gestione.

È proseguito il percorso di certificazione di importanti sedi strumentali del Gruppo con la certificazione BREEAM In-Use che valuta la prestazione ambientale degli edifici. Nel corso dell'anno 2024 si è registrato un incremento nel numero di immobili certificati, tra i quali alcuni hanno conseguito il livello Excellent. Oltre al tema dell'uso dell'energia, i criteri di valutazione di BREEAM50 includono numerose tematiche connesse agli impatti sulla natura quali salute e benessere, trasporti, uso dell'acqua, materiali, uso del suolo ed inquinamento. Per rafforzare l'analisi delle performance del proprio patrimonio immobiliare secondo il profilo della sostenibilità, è stata estesa ad un più ampio numero di immobili del Gruppo51 l'analisi secondo criteri GRESB52 che costituisce il sistema di rating ESG di riferimento a livello internazionale per gli investimenti immobiliari, con l'intento di avviare un percorso di miglioramento continuo e di proseguire l'estensione del perimetro.

Nel 2024, inoltre, il 95% del consumo di energia elettrica in Italia e in Serbia era riferito a energia da fonte rinnovabile con garanzie di origine.

Nel 2024, il Gruppo ha proseguito l'implementazione di interventi impiantistici e gestionali, migliorando l'efficienza energetica degli immobili. Ciò ha comportato una riduzione dei consumi di gas ed elettricità e una diminuzione di circa 440 tCO2eq (secondo l'approccio basato sul mercato del GHG Protocol). Gli investimenti CAPEX ammontano a circa euro 2 milioni.

Gli obiettivi

La Strategia sul cambiamento climatico definisce obiettivi di riduzione delle emissioni di GES connesse alle attività dirette, ossia emissioni di Scope 1 e Scope 2, utilizzando questa metrica per verificare l'efficacia delle azioni volte a ridurre e mitigare gli impatti diretti del Gruppo sui cambiamenti climatici.

Il Gruppo Unipol ha assunto un obiettivo di riduzione del 46,2% entro il 2030 rispetto al 2019 delle emissioni di Scope 1 e 2 (in termini di emissioni assolute in tonnellate di CO2eq) legate a consumi elettrici, di gas e delle altre fonti energetiche per tutti gli edifici strumentali su cui il Gruppo ha un controllo diretto, in Italia e all'estero, nonché alla flotta auto dei dipendenti del Gruppo, utilizzando la metodologia market-based in accordo con il GHG Protocol. A seguito dell'ingresso di nuove società in perimetro nel 2023 (integrazione tramite fusione per incorporazione di SIFÀ – Società Italiana Flotte Aziendali SpA in UnipolRental e acquisizione dei Centri Medici Santagostino), la baseline al 31.12.2019 è stata aggiornata per tenere conto del perimetro aggiornato. La baseline al 31.12.2019 è pari a 32.126 ton CO2eq.

Negli scenari valutati nel suo Sesto Rapporto di Valutazione, l'IPCC ha ribadito che limitare l'aumento della temperatura media globale entro 1,5°C, come richiesto dall'Accordo di Parigi, comporta che le emissioni globali di gas serra raggiungano il loro picco massimo al più tardi entro il 2025 e poi, entro il 2030, siano ridotte del 43% [34 - 60%] rispetto ai livelli del 201953. Il contenimento della temperatura media globale entro 1,5°C richiede inoltre il raggiungimento di zero emissioni nette di anidride carbonica entro i primi anni 2050, insieme a forti riduzioni delle emissioni degli altri gas serra54. Il target al 2030 è stato calcolato seguendo l'approccio di contrazione assoluta (scenario di 1,5 gradi) definito dalla Science-Based Target Initiative55 che prevede una riduzione annuale lineare delle emissioni del 4,2%.

Nel 2024, il totale delle emissioni di Scope 1 e 2 calcolato secondo l'approccio market-based era di 15.904 tonnellate di CO2eq, ovvero una riduzione del 50,5% rispetto alla baseline del 2019.

Tale obiettivo verrà raggiunto valutando una serie di leve di decarbonizzazione in base all'evoluzione degli scenari climatici, economici, tecnologici e normativi, in particolare nel breve termine continuando ad acquistare energia elettrica da fonte rinnovabile, realizzare

50 Building Research Establishment Environmental Assessment Method (in italiano: Metodo di valutazione ambientale dell'istituto di ricerca edilizio), metodo di valutazione ambientale degli edifici. 51 Nel 2024, il perimetro di analisi GRESB copriva quasi 100 immobili del Gruppo. 52 Global Real Estate Sustainability Benchmark, il sistema di rating più accreditato a livello mondiale per il benchmarking e il reporting Esg.

53 IPCC - Working Group III contribution to the IPCC sixth Assessment Report (AR6), Summary for Policymaker, C.1 54 IPCC - Working Group III contribution to the IPCC sixth Assessment Report (AR6), Summary for Policymaker, C.2 55 Financial sector science-based targets guidance Version 1.0 and Science-based target setting tool version 1.2. Il target non è stato sottoposto alla Science-Based Target Initiative per approvazione.

interventi di efficienza energetica e consolidare il sistema di gestione dell'energia certificato secondo lo standard ISO 50001, con l'intento di ridurre le emissioni connesse al fabbisogno energetico di circa 2% all'anno su tutti i vettori energetici entro il 2030.

I cambiamenti climatici e la catena del valore

Il Gruppo Unipol è consapevole del ruolo fondamentale degli attori del settore finanziario nel supportare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e per questo è coinvolto a contribuire al conseguimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi, assumendo impegni in merito alla gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità relativi ai cambiamenti climatici nella propria catena del valore.

Gli impegni del Gruppo in merito alla mitigazione dei cambiamenti climatici sono definiti all'interno della "Strategia del Gruppo Unipol per il cambiamento climatico" (la "Strategia sul cambiamento climatico"), nonché delle linee guida rivolte agli ambiti della catena del valore che determinano i principali impatti, quali: Linee guida per l'attività di Investimento Responsabile (le "Linee Guida RI")56 e Linee guida per l'attività di sottoscrizione con riferimento ai fattori ambientali, sociali e di governance – Business Danni e Business Vita (le "Linee Guida ESG Danni" e "Linee Guida ESG Vita57")58.

Unipol è impegnata a estendere progressivamente il perimetro sul quale misurare gli impatti in termini di emissioni delle attività della propria catena del valore, adottando, ogni qualvolta sia possibile, metodi di misurazione basati su dati primari, che sostituiscano gradualmente le stime, al fine di definire target di riduzione delle emissioni funzionali a decarbonizzare tutti gli ambiti di business.

Gli investimenti

Le politiche

Con riferimento agli investimenti, Gruppo Unipol ha aderito alla Net-Zero Asset Owner Alliance59 (NZAOA) assumendo così l'impegno a ridurre le emissioni dei propri portafogli di investimento a zero emissioni nette di gas ad effetto serra entro il 2050, definendo specifici target intermedi. In questo contesto, il Gruppo ha definito un primo obiettivo quantitativo di riduzione delle emissioni riferito a una porzione di portafoglio (descritto nella successiva sezione "Gli obiettivi"). Al contempo si è impegnato a:

  • svolgere attività di engagement con le società investite che generano le maggiori emissioni di Scope 1 e 2, supportando così il raggiungimento del target di riduzione;
  • realizzare investimenti a supporto della transizione, individuando a tal fine lo strumento degli investimenti tematici in progetti che supportano la mitigazione.

Sono stati inoltre definiti impegni specifici riguardo agli investimenti finanziari in settori ad alto impatto climatico; sono esclusi gli investimenti diretti in emittenti corporate coinvolti60 in:

  • estrazione di carbone (qualora il fatturato derivante da tale business sia uguale o superiore al 30% del totale);
  • generazione di energia elettrica da carbone termico (qualora il fatturato derivante da tale business sia uguale o superiore al 30% del totale);
  • attività connesse a sabbie bituminose, gas di scisto e arctic drilling (qualora il fatturato derivante rispettivamente da tali business sia uguale o superiore al 30% del totale).

Il Gruppo ha programmato una riduzione periodica della soglia dei ricavi da carbone termico degli emittenti corporate investiti ritenuta ammissibile, prevedendo di completare il disinvestimento dal carbone entro il 2030 (orizzonte che potrà essere modificato rispetto a quanto programmato in base alla velocità di risposta dei mercati finanziari).

56 Si applicano a Portafogli di investimenti in attivi finanziari e immobiliari - limitatamente agli immobili detenuti direttamente dalle Società in perimetro – a copertura delle riserve tecniche (riserve tecniche Danni e riserve tecniche di Classe C) e patrimonio libero; Portafogli di investimenti in attivi finanziari a copertura delle riserve di Classe D, costituiti da: Unit Linked (o Fondi interni collegati a prodotti Multiramo), Index Linked e Fondi Pensione Aperti, laddove i prodotti presentino caratteristiche di sostenibilità considerate anche per la soddisfazione delle eventuali preferenze espresse dai Clienti. In relazione alle tipologie di investimenti, si applicano a azioni; obbligazioni corporate; obbligazioni governative; investimenti alternativi e altri investimenti; immobili; altre attività patrimoniali. Attualmente

non rientrano nel perimetro di applicazione le tipologie di investimento riconducibili agli OICR. 57 Le limitazioni settoriali descritte nel paragrafo si applicano ai prodotti di investimento, in conseguenza delle caratteristiche degli stessi e quindi del ruolo che svolgono per le aziende; non si applicano invece ai prodotti previdenziali, di protezione e di risparmio rivolti ai dipendenti dei soggetti giuridici contraenti/aderenti, che si ritiene abbiano intrinsecamente una valenza sociale in una logica d'integrazione tra welfare pubblico e privato.

58 La Strategia sul cambiamento climatico, insieme alle Linee Guida RI e alle Linee Guida ESG Danni e Vita, prevede la gestione degli impatti e rischi Indicati nella tabella di cui al paragrafo "Gli impatti, i rischi

e le opportunità rilevanti in relazione ai cambiamenti climatici" come E1-I2, E1-I3, E1-RO1. Le alle Linee Guida ESG Danni e Vita indirizzano gli impatti e i rischi indicati come E1-I4, E1-I5, E1-RO2. 59 Iniziativa, organizzata dalle Nazioni Unite, di investitori istituzionali che si impegnano a convertire i loro portafogli di investimento in emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050, compatibilmente con un aumento massimo della temperatura di 1,5 °C. 60 Al fine di valutare l'ammissibilità di Emittenti coinvolti in attività connesse all'estrazione/utilizzo di fonti fossili di cui sopra – nei casi in cui la soglia dei ricavi derivanti da tali attività sia pari al o superi il

30% – viene considerato anche il posizionamento in termini di transizione del business verso un'economia a basse emissioni di carbonio mediante specifici indicatori di tipo forward-looking, tra cui il rispetto del Paris Alignment.

Le azioni

In attuazione delle politiche volte alla riduzione delle emissioni degli investimenti finanziari, il Gruppo ha provveduto a:

  • monitorare periodicamente le performance climatiche dei portafogli che rientrano nell'ambito di presidio delle Linee Guida RI, per individuarne tempestivamente gli andamenti e presidiare l'impatto delle decisioni di investimento sulla generazione di emissioni di GES;
  • svolgere attività di engagement sulle società maggiormente impattanti a livello di emissioni; in particolare, l'azione si è concentrata sulle attività di engagement collettive, portate avanti da Climate Action 100+, iniziativa guidata dagli investitori per coinvolgere le aziende più inquinanti in termini di emissioni di gas a effetto serra per migliorare il governo del fenomeno del cambiamento climatico, ridurre le emissioni e rafforzare la trasparenza finanziaria su questi temi. Unipol partecipa anche all'Investor Signatory Program del CDP. In questo ambito ha aderito alle campagne Science-Based Target 2022-2023 e 2023- 2024 con l'obiettivo di portare avanti un'azione di engagement collettivo su oltre 1.000 delle aziende più impattanti a livello mondiale, per chiedere loro di fissare obiettivi di riduzione delle emissioni in linea con l'obiettivo di 1,5° C dell'Accordo di Parigi. Unipol ha anche aderito alla non-disclosure campaign 2024 del CDP, rivolta a 1.998 aziende a livello mondiale che non dimostrano un livello sufficiente di rendicontazione alla comunità finanziaria su temi connessi al cambiamento climatico e alla natura;
  • realizzare investimenti tematici che finanziano l'implementazione di tecnologie volte a proteggere l'ambiente e mitigare i cambiamenti climatici: produzione di energia da fonti rinnovabili, ecoefficienza e mobilità sostenibile.

Gli obiettivi

Con riferimento agli impatti negativi sui cambiamenti climatici derivanti dalle attività di investimento il Gruppo, avendo il fine di allineare il portafoglio finanziario a una traiettoria di contenimento dell'aumento della temperatura media globale a circa 1,5°C, ha assunto un impegno net-zero al 2050. Per misurare l'efficacia delle proprie azioni in tal senso utilizza, per l'obiettivo di riduzione delle emissioni definito nell'ambito della NZAOA, la metrica del Carbon to Value invested (C/V) che misura l'ammontare di emissioni indotte dal portafoglio (in tCO2eq) sul valore del portafoglio stesso (in milioni di euro). Il calcolo utilizza come denominatore del fattore di attribuzione delle emissioni il valore dell'azienda espresso in termini di EVIC (Enterprise Value Including Cash).

In linea con il Target Setting Protocol61 della Net Zero Asset Owner Alliance, Unipol ha fissato un obiettivo intermedio al 2030 di riduzione del 50%, rispetto al 30 settembre 2022, dell'intensità di carbonio (tCO2(e)/EVIC) dei propri portafogli di listed equities e publicly traded corporate bonds gestiti direttamente, arrivando a un valore di 30 tCO2eq/m€. L'impegno a ridurre l'intensità di carbonio riguarda le emissioni di Scope 1 e 2 delle società in perimetro. Gli asset coperti dal target – al 30 settembre 2022 – erano pari a 16,1 Mld USD (€16,5 Mld). La baseline al 30.09.2022 era di 59 tCO2eq/m€. Nel 2024, il valore Carbon to Value invested (C/V) è stato di 45 tCO2eq/mEUR pari ad una riduzione del 23,7% rispetto alla baseline del 2022.

Gli scenari climatici sottostanti alla definizione degli obietti vengono descritti in maniera estensiva nel Target Setting Protocol della Net-Zero Asset Owner Alliance (NZAOA). Nelle prime due versioni del protocollo (in particolare la seconda edizione secondo cui è stato definito l'obiettivo del Gruppo Unipol), la NZAOA ha valutato i percorsi IPCC SR1.5 con superamento (overshoot) nullo o limitato, per informare i singoli membri sull'approccio alla definizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni di portafoglio. A partire dalla terza versione del protocollo, l'Alleanza ha valutato il Sesto Rapporto di Valutazione (AR6) dell'IPCC per ottenere un intervallo aggiornato per il periodo 2020-2030. Poiché l'impegno della stessa prevede il perseguimento dell'azzeramento netto dei GES entro il 2050, in linea con un aumento massimo della temperatura di 1,5°C, l'Alleanza ha utilizzato fin dall'inizio percorsi di CO2 con un intervallo interquartile di 75/25 come proxy. I membri della NZAOA devono definire un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra compreso tra il 40% e il 60% entro il 2030 (rispetto all'anno 2019), in linea con le stime dell'IPCC62. A supporto del raggiungimento del target al 2030, il Gruppo Unipol proseguirà con le azioni indicate nel paragrafo precedente, a partire dall'attività di engagement con le 20 società che generano le maggiori emissioni di Scope 1 e 2, tenendo inoltre conto dell'evoluzione degli scenari climatici, normativi, tecnologici ed economici.

Il Piano Strategico 2022-2024 ha definito anche l'obiettivo di raggiungere per la fine del 2024 euro 1.300 milioni di investimenti tematici a sostegno dell'Agenda 2030, partendo dalla baseline di euro 862,2 milioni realizzati a dicembre 2021; una parte significativa di tali investimenti contribuisce a ridurre la generazione di emissioni di GES. Gli investimenti tematici (private equity, real asset e hedge fund) sono selezionati considerando, oltre alle tradizionali analisi finanziarie, l'approfondimento dei criteri socio-ambientali e di governance e la mappatura dei rischi di sostenibilità che possono avere un impatto reputazionale, secondo una metodologia definita internamente.

61 Seconda versione pubblicata a gennaio 2022. 62 AR6 Synthesis Report Summary for Policymakers.

Al 31/12/2024 gli investimenti tematici ammontano a euro 1.641 milioni, di cui oltre euro 1 miliardo focalizzati sulla mitigazione dei cambiamenti climatici.

Investimenti tematici

Temi Valore € mln SDGs Temi Valore € mln
Energia rinnovabile, ecoefficienza 934 Gestione sostenibile delle foreste 61
Acqua 47
Reti digitali e Infrastrutture 384 Agricoltura biologica e
Ecoinnovazione
Formazione e cultura
43
Cura Residenziale
e Socio-assistenziale
79 16
Mobilità sostenibile 75 Housing Sociale
TOTALE € 1.641 mln

La sottoscrizione

Le politiche

Con riferimento alla mitigazione dei cambiamenti climatici, l'impegno del Gruppo nell'attività di sottoscrizione è rivolto, in primo luogo, a supportare i clienti ad accrescere la loro consapevolezza rispetto agli impatti negativi, attuali o potenziali, sui cambiamenti climatici generati dai propri comportamenti e, ove possibile, a mettere loro a disposizione il proprio know-how (sotto forma di informazioni, linee guida, strumenti, servizi) per supportare la prevenzione o riduzione degli impatti negativi medesimi.

Le Linee Guida ESG Danni e Vita prevedono l'esclusione dall'attività di sottoscrizione63 di:

  • aziende che traggono il 30% e oltre dei loro ricavi dalle attività di estrazione di carbone o di generazione di energia elettrica da carbone termico;
  • aziende che adottano pratiche estrattive non convenzionali (quali rimozione delle cime delle montagne, fratturazioni idrauliche – fracking –, sabbie bituminose, perforazione in acque profonde, gas di scisto e arctic drilling) e che non dimostrino un posizionamento sufficientemente ambizioso in termini di transizione del business verso un'economia a basse emissioni di carbonio.

Sono inoltre individuati dei settori "sensibili" a causa dei potenziali impatti negativi sulla mitigazione dei cambiamenti climatici che, in quanto tali, sono oggetto di particolare attenzione nel processo di valutazione delle performance ambientali, sociali e di governance di clienti e potenziali clienti; si tratta dei i settori costruzioni, trasporto e magazzinaggio, agricoltura, allevamento, silvicoltura e pesca.

L'adattamento ai cambiamenti climatici genera impatti e rischi rilevanti sull'attività di sottoscrizione; in merito il Gruppo ha definito impegno generale nella Politica in materia di Sostenibilità, poi approfondito nelle Linee Guida ESG Danni e Vita.

A livello generale, Unipol è continuamente impegnata nell'individuare soluzioni innovative per la creazione di valore condiviso nella gestione dei cambiamenti climatici, sviluppando – anche con il supporto e cofinanziamento delle istituzioni comunitarie – strumenti che contribuiscano ad accrescere la consapevolezza del settore pubblico e privato rispetto ai rischi connessi ai cambiamenti climatici e supportino la definizione di misure di adattamento e prevenzione e che contribuiscano a ridurre i rischi preservando l'assicurabilità.

Più specificamente, nell'ambito del processo di tariffazione per il business Danni, le società del Gruppo sono impegnate a tenere conto dei rischi legati ai cambiamenti climatici, anche grazie all'adozione di una gestione attiva del portafoglio attraverso la proposta di prodotti più recenti e in linea con le variazioni dei rischi in conseguenza dei cambiamenti climatici. Per quanto riguarda il business Vita, le Società in perimetro sono consapevoli che i cambiamenti climatici possono influenzare le caratteristiche demografiche della popolazione incidendo sui rischi di longevità, mortalità e morbilità, sia in termini di rischi fisici acuti che cronici e quindi di lungo periodo;

63 Le esclusioni sulla base delle prestazioni ESG non si applicano in caso di sottoscrizione di prodotti che tutelano i dipendenti dei soggetti giuridici contraenti in caso di malattia e infortunio, in funzione del ruolo sociale che queste coperture svolgono nei confronti delle persone, né ai prodotti previdenziali, di protezione e di risparmio rivolti ai dipendenti dei soggetti giuridici contraenti/aderenti, per la loro valenza sociale in una logica d'integrazione tra welfare pubblico e privato.

tuttavia, l'incertezza dell'entità e della tempistica di tali cambiamenti, oltre alla parziale disponibilità di dati, rendono limitata ad oggi la possibilità di applicazione ai modelli demografici. Esse sono impegnate a monitorare i modi in cui i cambiamenti climatici si evolvono rispetto alle risultanze che emergono dai dati storici, nonché il loro possibile impatto sulle tendenze e prospettive future, con riferimento anche ai rischi catastrofali, e a fare una corretta rilevazione, valutazione e monitoraggio dei rischi tecnici di mortalità, longevità e morbilità/disabilità, effettuando la revisione delle basi tecniche adottate qualora necessario.

Le azioni

Il supporto ai clienti per la riduzione delle emissioni è realizzato in particolare in ambito di assicurazione Auto, che rappresenta una parte molto significativa del business Danni del Gruppo. Il diffuso impiego della telematica sui veicoli assicurati funge in generale da stimolo al contenimento dell'uso del mezzo, mettendo in relazione il costo della polizza con i chilometri percorsi nell'anno precedente. A questo si aggiunge la commercializzazione di soluzioni distintive per modelli di tariffazione e sottoscrizione evoluti, grazie allo sviluppo di algoritmi basati anche su dati relativi alle abitudini di guida: si tratta di polizze auto che prevedono l'installazione di un dispositivo telematico avanzato in grado di monitorare l'utilizzo dell'auto, i chilometri percorsi e lo stile di guida, ponendo così l'attenzione dei clienti sulla riduzione dei loro impatti ambientali e invitandoli a fissare obiettivi di riduzione delle loro emissioni di CO2 (offerta telematica Smart Drive) o, nel caso di BeRebel, di una polizza "pay-per-use" altamente personalizzata, dove a un costo minimo mensile corrisponde una quantità di chilometri a disposizione, e che propone ai clienti che lo desiderano di versare un contributo mensile per compensare emissioni di CO2.

Nel 2024 il Gruppo ha fatto per la prima volta un esercizio di misurazione delle emissioni connesse alle attività di sottoscrizione, con il perimetro e secondo le metodologie descritte a seguire ne paragrafo "Le metriche". Questo risultato rappresenta un primo fondamentale passaggio per la comprensione di come tali emissioni si generino e per l'individuazione di possibili approcci per supportarne la riduzione, fino alla definizione di specifici target in merito.

In materia di adattamento ai cambiamenti climatici, il Gruppo Unipol ha realizzato – grazie al supporto di Leithà – strumenti basati sulla capacità di analizzare dati meteorologici e climatici e renderli disponibili a diversi attori della catena del valore del business assicurativo. Questi riguardano i seguenti ambiti:

  • prevenzione del rischio: servizio di Alert Meteo, sviluppato sulla base di un modello predittivo in grado di avvertire in anticipo i clienti (di Unipol, Linear e Arca) circa il rischio di eventi climatici estremi tramite l'invio di SMS sulla base della o delle località rispetto a cui i clienti hanno chiesto di ricevere informazioni;
  • pricing: sviluppo dell'European Extreme Events Climate Index (E3CI), il primo indice in Europa per monitorare e gestire l'impatto degli eventi meteorologici estremi, che rappresenta un supporto applicativo importante per il pricing o lo sviluppo di assicurazioni parametriche e che viene periodicamente arricchito di componenti legati a ulteriori fenomeni meteorologici;
  • gestione dei sinistri: sviluppo e costante perfezionamento di Lorentz, strumento avanzato di raccolta e presentazione di indicatori meteo che, nell'ambito dei Rami Elementari, consente al Liquidatore e al Fiduciario di avere contezza delle condizioni meteorologiche che hanno portato alla generazione dei sinistri, concorrendo all'ottimizzazione della loro gestione in termini di velocità e accuratezza di determinazione della dinamica, della rilevazione di frodi e al contenimento del costo medio del sinistro; sviluppo del progetto HaMMon (Hazard mapping and Vulnerability Monitoring) che mira all'utilizzo di tecnologie di Intelligenza Artificiale e Data Visualization per la mappatura e la valutazione dell'impatto dei disastri naturali estremi.

A supporto della definizione della tariffa, per quanto attiene in particolare alle garanzie riferite alle catastrofi naturali, Unipol si avvale anche dei risultati di modelli dedicati e riconosciuti nel settore assicurativo che, a seconda del rischio in esame, consentono anche di effettuare analisi predittive. Il Gruppo monitora i modi in cui i cambiamenti climatici si evolvono rispetto alle risultanze che emergono dai dati storici, nonché il loro possibile impatto sulle tendenze e prospettive future.

Il Gruppo persegue sistematicamente e in modo continuativo investimenti in innovazione tecnologica per lo sviluppo di soluzioni basate sui dati per la gestione dei rischi e degli eventi climatici.

Il Gruppo Unipol ha ideato e implementato due strumenti volti a diffondere la consapevolezza in merito ai rischi climatici presso due segmenti di clientela, le piccole e medie imprese (PMI) e le imprese agricole. I tool, sviluppati nell'ambito di progetti cofinanziati dal programma europeo LIFE (LIFE DERRIS e LIFE ADA) e frutto della collaborazione di partenariati ampi e compositi nelle competenze, consentono ai soggetti che li utilizzano di svolgere una autovalutazione dei rischi climatici della propria attività e li supportano nella definizione di piani di adattamento, che individuano le azioni da compiere per prevenire i danni, ridurre i rischi e contribuire a mantenere le imprese assicurabili per i danni da eventi climatici. Il CRAM Tool rivolto alle PMI era stato utilizzato, a fine 2024, da oltre 10.500 utenti per un totale di oltre 13.500 sessioni (+700 rispetto all'anno precedente). L'ADA Tool per le imprese agricole, rilasciato nel 2023, a fine 2024 era stato utilizzato da oltre 2.000 utenti.

Oltre a proseguire con la promozione e diffusione degli strumenti esistenti, nel 2024 Unipol Assicurazioni ha sviluppato un analogo tool rivolto a case e condomini, disponibile per i clienti dall'inizio del 2025, con l'obiettivo, anche in questo caso, di accrescere la consapevolezza sui rischi climatici e di indicare possibili approcci di mitigazione.

Gli obiettivi

Per monitorare l'efficacia delle azioni volte a rafforzare la propria capacità di generare impatti positivi rilevanti in ambito sottoscrizione, Unipol ha assunto un obiettivo relativo allo sviluppo di soluzioni assicurative distintive che integrano la crescita economica con gli aspetti ambientali e i fattori sociali, creando valore condiviso con i propri stakeholder e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile e alla realizzazione dell'Agenda 2030 nel suo complesso. Per essere considerato "soluzione a valore sociale e ambientale", un prodotto o servizio deve essere in grado di rispondere a bisogni sociali migliorando la vita delle persone, avere un impatto ambientale positivo o rispondere alle preoccupazioni relative al clima. Per quanto rilevante ai fini del tema "Cambiamenti Climatici", gli impatti e le opportunità sono realizzati attraverso le soluzioni a valore ambientale.

Tale obiettivo è stato fissato per stimolare le Compagnie a prestare attenzione, nel processo di definizione e conduzione dell'offerta, alla possibilità di supportare i clienti nella riduzione dei propri impatti negativi sui cambiamenti climatici e nella complessità dei percorsi di adattamento ai cambiamenti climatici, in linea con gli obiettivi politici descritti nel paragrafo "Le politiche".

L'obiettivo assunto con il Piano Strategico 2022-2024 è il raggiungimento di un'incidenza dei prodotti a valore ambientale e sociale pari al 30% della raccolta premi complessiva Danni e Vita delle Compagnie Assicurative del Gruppo, avendo come valore base il 25,9%, riferito all'anno 2021. L'obiettivo è quindi espresso in termini relativi, ha come unità di misura una percentuale calcolata sul dato dei premi lordi contabilizzati nell'anno 2024 riferiti al solo lavoro diretto, per le Compagnie assicurative del Gruppo operanti in Italia e all'estero. È in corso di definizione un obiettivo analogo per il periodo 2025-2027, nell'ambito della definizione del relativo Piano Strategico.

A supporto dell'individuazione dei prodotti a valore ambientale da computare nella determinazione dell'obiettivo, Unipol ha considerato una pluralità di fonti (standard volontari di rendicontazione riconosciuti sul mercato, paper di organizzazioni di settore, benchmark tra i principali attori del settore), al fine di evitare l'autoreferenzialità. A supporto della definizione dell'obiettivo quantitativo si sono considerate le previsioni di premi relative ai prodotti in perimetro utilizzate come ipotesi alla base del Piano triennale, coerenti e conseguenti con gli impegni strategici del Gruppo sul tema. I dati utilizzati per definire l'obiettivo e per monitorare l'andamento nel tempo sono dati previsionali e gestionali provenienti dai sistemi informativi delle Società del Gruppo e che, nella dimensione a consuntivo, alimentano la rendicontazione delle performance finanziarie.

Nel 2024 Unipol ha incassato premi per euro 4.923 milioni da soluzioni che integrano crescita economica e valore sociale, pari al 31,5% della raccolta assicurativa diretta. L'obiettivo complessivo assunto con il Piano Strategico 2022-2024 è stato quindi raggiunto e superato.

In questo ambito, i prodotti a valore ambientale rappresentano il 34% dell'offerta, e incidono sulla raccolta diretta del ramo Danni per il 18%.64

Gli acquisti

Le politiche

In merito alla catena di fornitura, con la Strategia sul cambiamento climatico il Gruppo si è impegnato a porre un'attenzione crescente sulla riduzione degli impatti ambientali del suo processo di gestione dei sinistri, ad esempio tramite l'implementazione di processi di economia circolare volti a ridurre le emissioni di gas serra e il prelievo ed impiego di materie prime. Inoltre, la Politica in materia di esternalizzazione e selezione dei fornitori prevede che, tra i criteri di selezione dei fornitori, siano valutati anche i requisiti di gestione corretta e responsabile, compreso il rispetto dell'ambiente (ulteriori approfondimenti sono disponibili nel Capitolo "Condotta delle Imprese", paragrafo "La gestione dei rapporti verso i fornitori".

Le azioni

Come specificato nel paragrafo "Le metriche", sezione "Emissioni lorde di GES di ambito 1,2,3 ed emissioni totali di GES" , le emissioni connesse all'acquisto di beni e servizi (Scope 3 – categoria 1) rappresentano il 5% delle emissioni totali di GES di ambito 1, 2 e 3 (se si considerano anche le emissioni connesse alle attività assicurative nel totale delle emissioni). Rispetto alla riduzione delle emissioni legate agli acquisti, le strutture che si occupano di acquisti nelle società del Gruppo tengono conto di aspetti connessi alla sostenibilità nella selezione delle caratteristiche dei beni e servizi acquistati anche tramite acquisti centralizzati.

Nelle scelte di approvvigionamento il Gruppo si impegna a privilegiare soluzioni che non riducano gli impatti negativi sull'ambiente e sul clima. L'impegno a ridurre la propria impronta ecologica è testimoniato, tra le altre cose, dall'implementazione di criteri green negli acquisti in diversi categorie: acquisto di elettricità da fonte rinnovabile, ristrutturazione di immobili con criteri ambientali, acquisto o noleggio di beni selezionati eco-efficienti, apparecchiature ICT dotate di certificazioni di prestazioni ambientali e energetiche, stampanti multifunzioni che garantiscono stampa intelligente e la riduzione degli sprechi, installazione di insegne luminose ad alto risparmio energetico, acquisto o noleggio di beni o servizi con minori impatti sulle emissioni di gas climalteranti, acquisto di beni riciclati o rigenerabili come carta, toner, cancelleria, acquisti alberghieri per servizi di lavanderia e ristorazione, articoli monouso e guest supplies.

Per talune categorie merceologiche dove le caratteristiche di sostenibilità sono considerate rilevanti, tali informazioni costituiscono uno dei parametri di negoziazione o criteri richiesti in fase di bando, appalto, offerta o contratto.

64 Le informazioni qui presentate differiscono, per tipologia del fenomeno che intendono rappresentare, da quelli pubblicate nel paragrafo "Informativa inerente la tassonomia europea delle attività economiche ecosostenibili", e non sono pertanto in nessun modo ad esse paragonabili.

Le metriche

Consumo di energia e mix energetico

Consumo di energia e mix energetico Unità di misura 31/12/2024
1 Consumo di combustibile da carbone e prodotti del carbone MWh
2 Consumo di combustibile da petrolio grezzo e prodotti petroliferi MWh 2.438
3 Consumo di combustibile da gas naturale MWh 173
4 Consumo di combustibili da altre fonti non rinnovabili MWh n.a.
5 Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti fossili, acquistati o acquisiti MWh 239
6a Consumo totale di energia da fonti fossili delle aziende operanti in settori ad alto impatto climatico (somme delle righe da
1 a 5)
MWh 2.850
6b Consumo totale di energia da fonti fossili delle aziende operanti in settori non ad alto impatto climatico MWh 52.874
6 Consumo totale di energia da fonti fossili (somma delle righe 6a e 6b) MWh 55.724
Quota di fonti fossili sul consumo totale di energia % 40,2%
7 Consumo da fonti nucleari MWh 161
Quota di fonti nucleari sul consumo totale di energia % 0,1%
8 Consumo di combustibili da fonti rinnovabili, compresa la biomassa (include anche i rifiuti industriali e urbani di origine
biologica, il biogas, l'idrogeno rinnovabile, ecc.)
MWh
9 Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti rinnovabili, acquistati o acquisiti MWh 82.538
10 Consumo di energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a combustibili MWh 230
11 Consumo totale di energia da fonti rinnovabili (somma delle righe da 8 a 10) MWh 82.768
Quota di fonti rinnovabili sul consumo totale di energia % 59,7%
Consumo totale di energia (somma delle righe 6,7 e 11) MWh 138.653

Principi di rendicontazione.

Consumo di combustibile da petrolio grezzo e prodotti petroliferi: comprende i consumi di gasolio e di GPL degli immobili, di benzina, diesel, GPL e combustibile per veicoli ibridi delle flotte aziendali; e di gasolio per autotrazione dei mezzi agricoli.

Consumo di combustibile da gas naturale: comprende i consumi di gas degli immobili.

Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti fossili, acquistati o acquisiti: comprende i consumi di energia elettrica non da fonte rinnovabile, di teleriscaldamento e di teleraffrescamento non da fonte rinnovabile per gli immobili; e i consumi dei veicoli elettrici delle flotte aziendali. I KWh termici e frigorifici connessi ai consumi di teleriscadamento e teleraffrescamento sono stati convertiti in KWh elettrici attraverso l'utilizzo di fattori di conversione in tonnellate equivalenti di petrolio (tep) forniti dalla Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia (FIRE).

Consumo totale di energia da fonti fossili delle aziende operanti in settori ad alto impatto climatico (somme delle righe da 1 a 5): Le righe 1 a 5 della tabella riportano i dati di consumo energetico delle aziende del Gruppo operanti in settore ad alto impatto climatico. Il Gruppo Unipol ha assegnato ogni società a un settore (assicurativo o non assicurativo) anche se svolge attività "mista" assicurativa (o strumentale ad essa) e non assicurativa. Per il calcolo degli indicatori, sono assegnate al comparto assicurativo: - le compagnie di assicurazione;

  • le società che svolgono prevalentemente attività strumentale al gruppo assicurativo (gruppo IVASS) qualora la maggior parte dei ricavi da queste consuntivati derivi da compagnie di assicurazione;

  • le società che svolgono attività immobiliare e finanziaria "pura" in quanto svolgono mera attività di investimento indiretta per conto di Unipol Assicurazioni.

Sono quindi associate al settore non assicurativo tutte le altre società, ossia quelle che svolgono un'attività propria differente e non strumentale all'attività assicurativa.

Le società del Gruppo che rientrano in questa seconda categoria e il cui codice NACE appartiene alle sezioni da A a H e alla sezione L dell'Allegato I del Regolamento (CE) 1893/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio che definisce la classificazione statistica delle attività economiche NACE (Revisione 2), come definiti nel Regolamento Delegato (UE) 2022/1288 della Commissione, sono classificate come ad alto impatto climatico. Rientrano in questa categoria: Tenute del Cerro SpA, Marina di Loano SpA, Cambiomarcia Srl, UnipolHome SpA, Unicasa Italia SpA, Santagostino Servizi e Prodotti Srl, Tenute del Cerro Wines Srl.

Consumo totale di energia da fonti fossili delle aziende operanti in settori non ad alto impatto climatico: comprende i consumi di:

  • gasolio, GPL, gas, energia elettrica non da fonte rinnovabile, teleriscaldamento non da fonte rinnovabile e teleraffrescamento non da fonte rinnovabile degli immobili. I KWh termici e frigorifici connessi ai consumi di teleriscaldamento e teleraffrescamento sono stati convertiti in KWh elettrici attraverso l'utilizzo di fattori di conversione in tonnellate equivalenti di petrolio (tep) forniti dalla Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia (FIRE);

  • benzina, diesel, GPL, combustibile per veicoli ibridi e consumi dei veicoli elettrici delle flotte aziendali.

Consumo da fonti nucleari: il calcolo è stato effettuato utilizzando il dato del mix energetico ("Total Supplier Mix 2023") fornito da AIB (Association of Issuing Bodies) European Residual Mixes 2023 pubblicato a maggio 2024

Consumo di energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a combustibili: Il dato corrisponde al totale di produzione di energia da fonti rinnovabili in quanto il totale dell'energia rinnovabile prodotta è autoconsumata.

I dati dei consumi energetici degli immobili strumentali e al consumo di carburante dei mezzi agricoli sono relativi al periodo ottobre 2023-settembre 2024.

L'intensità energetica (intesa come consumo totale di energia rispetto ai ricavi netti) associata alle attività in settori ad alto impatto climatico è di 0,0002 MWh/€65.

Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES

Il Gruppo ha in essere un processo consolidato per l'analisi e il monitoraggio dei suoi impatti diretti e indiretti sui cambiamenti climatici lungo tutta la catena del valore. Unipol monitora e rendiconta le sue emissioni lorde di gas climalteranti di ambito 1, di ambito 2 basate sulla posizione e basate sul mercato e di ambito 3, come evidenziato nella tabella successiva. Nel 2024, per quanto concerne quest'ultimo ambito, Unipol ha valutato le emissioni di GES referite a tutte le categorie applicabili, previste dallo standard GHG Protocol66, mentre non vengono rendicontate la categoria 8 (Attivi in leasing a monte) poiché risultata non rilevante e la categoria 10 dello Scope 3 (Trasformazione dei prodotti venduti) in quanto non applicabile considerando gli ambiti di attività del Gruppo. Gli obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici sono stati rendicontati nelle sezioni "Gli obiettivi" dei paragrafi "I Cambiamenti climatici e le attività proprie" e "I Cambiamenti climatici e la catena del valore".

  • Proventi, inclusi insieme ai relativi Oneri, nelle voci 6., 7. e 8. del Conto economico, per euro 9 milioni;

65 Il dato del consumo totale di energia delle attività in settori ad alto impatto climatico considera il consumo di energia da fonti fossili, nucleari e rinnovabili delle aziende del Gruppo operanti in settore ad alto impatto climatico. Il volume dei ricavi relativi ad attività ad alto impatto climatico è pari a euro 34 milioni, corrispondente alla somma dei:

- Altri Ricavi (inclusi, insieme agli Altri Costi nella voce 13. del Conto economico), per euro 25 milioni. 66 Il totale delle emissioni di Scope 3 rendicontate nella tabella emissioni lorde di GES di ambito 1 e 2 e 3 (2.264.888 tCO2eq) è stato calcolato utilizzando l'11,4 % di dati primari.

Emissioni lorde di GES disaggregate per ambito 1 e 2 e 3

Retrospettiva Traguardi e anni-obiettivo
Emissioni lorde di GES (tCO2eq)
disaggregate per ambito 1 e 2 e 3
Anno Base 2023 2024 % 2024 /
2023
2025 2030 Obiettivo %
annuale /
Anno base
Emissioni di GES di ambito 1
Emissioni lorde di GES di ambito 1 11.350 8.624 9.062 5,1% n.a. n.a. n.a.
Percentuale di emissioni di GES di ambito 1
coperta da sistemi regolamentati di scambio
di quote di emissioni
n.a. 0,0% 0,0% n.a. n.a. n.a. n.a.
Emissioni di GES di ambito 2
Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate
sulla posizione
n.a. 28.021 32.205 14,9% n.a. n.a. n.a.
Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sul
mercato
20.776 5.868 6.842 16,6% n.a. n.a. n.a.
Emissioni significative di GES di ambito 3
Emissioni indirette lorde totali di GES
(ambito 3)
n.a. n.s. 2.264.888 n.s. n.a. n.a. n.a.
1. Beni e servizi acquistati n.a. n.d. 212.613 n.d. n.a. n.a. n.a.
2. Beni strumentali n.a. n.d. 271.149 n.d. n.a. n.a. n.a.
3. Attività legate ai combustibili e all'energia
(non incluse nello ambito 1 o 2)
n.a. n.d. 3.836 n.d. n.a. n.a. n.a.
4. Trasporto e distribuzione a monte n.a. n.d. 12.996 n.d. n.a. n.a. n.a.
5. Rifiuti generati nel corso delle operazioni n.a. n.s. 83.122 n.s. n.a. n.a. n.a.
6. Viaggi d'affari n.a. 2.827 3.655 n.s. n.a. n.a. n.a.
7. Pendolarismo dei dipendenti n.a. n.d. 15.314 n.d. n.a. n.a. n.a.
9. Trasporto a valle n.a. n.d. 82 n.d. n.a. n.a. n.a.
11. Uso dei prodotti venduti n.a. n.d. 105.176 n.d. n.a. n.a. n.a.
12. Trattamento di fine vita dei prodotti
venduti
n.a. n.d. 7 n.d. n.a. n.a. n.a.
13. Attivi in leasing a valle n.a. 541.225 705.278 n.s. n.a. n.a. n.a.
14. Franchising n.a. n.d. 7.914 n.d. n.a. n.a. n.a.
15. Investimenti n.a. 819.584 843.745 2,9% n.a. n.a. n.a.
Emissioni totali di GES
Emissioni totali di GES (basate sulla
posizione)
n.a. 1.400.281 2.306.155 n.s. n.a. n.a. n.a.
Emissioni totali di GES (basate sul mercato) n.a. 1.378.128 2.280.792 n.s. n.a. n.a. n.a.

* Categorie per le quali i dati dell'esercizio 2024 e 2023 sono determinati su perimetri disomogenei e, come tali non sono confrontabili. Si rimanda ai principi di rendicontazioni per informazioni specifiche alle singole voci.

n.a: non applicabile - n.d: non disponibile - n.s.: confronto non significativo per diversità di perimetro tra esercizi.

Oltre alle categorie sopra-indicate, Unipol ha calcolato le emissioni connesse alle polizze assicurative dei clienti auto persone fisiche di Unipol Assicurazioni (che corrispondono alla LOB Motor Personal delle linee guida PCAF Insurance-related emissions) e alle polizze assicurative sottoscritte da clienti Unipol Assicurazioni (persone giuridiche) in base alla classificazione delle LOB previste dalle linee guida PCAF Insurance-related emissions.

Emissioni di GES di ambito 3 2024
15. Clienti assicurativi persone fisiche di Unipol Assicurazioni (tCO2eq) 866.338
15. Clienti assicurativi persone giuridiche di Unipol Assicurazioni (tCO2eq) 1.112.57267

Di seguito si riporta una disaggregazione delle emissioni di Scope 1 e 2 per Paese.

Paese Emissioni Unità di misura 31/12/2024
Emissioni di GES di ambito 1
Italia Emissioni lorde di GES di ambito 1 tCO2eq 8.232
Emissioni di GES di ambito 2
Italia Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sulla posizione tCO2eq 30.192
Italia Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sul mercato tCO2eq 6.009
Emissioni di GES di ambito 1
Irlanda Emissioni lorde di GES di ambito 1 tCO2eq
Emissioni di GES di ambito 2
Irlanda Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sulla posizione tCO2eq 2
Irlanda Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sul mercato tCO2eq 4
Emissioni di GES di ambito 1
Serbia Emissioni lorde di GES di ambito 1 tCO2eq 830
Emissioni di GES di ambito 2
Serbia Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sulla posizione tCO2eq 2.011
Serbia Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sul mercato tCO2eq 829

Le emissioni di GES rendicontate sono state calcolate per l'intero perimetro del Gruppo consolidato prendendo in considerazione i principi, le prescrizioni e gli orientamenti contenuti negli standard del Greenhouse Gas Protocol.mIl calcolo è stato effettuato prendendo in considerazione le emissioni di CO2, CH4, N2O, HFC, PFC, SF6 e NF3 e utilizza i valori più recenti del potenziale di riscaldamento globale (GWP) pubblicati dall'IPCC.

67 Nel calcolo delle emissioni della LOB "commercial motor" sono incluse le emissioni connesse all'assicurazione delle auto di noleggio a lungo termine di Unipol Rental.

Principi di rendicontazione
AMBITO DI EMISSIONI DI
GES
NOTA METODOLOGICA FATTORI DI CONVERSIONE
Ambito 1 e 2 Unipol monitora le sue emissioni di gas climalteranti connesse ai consumi energetici
del patrimonio immobiliare strumentale, del consumo di carburante dei mezzi agricoli
di Tenute del Cerro e della flotta aziendale. Nello specifico, per quanto riguarda il
patrimonio immobiliare strumentale, nel 2024, il calcolo delle emissioni di Scope 1 e 2 è
stato determinato dai consumi elettrici, di gas e delle altre fonti energetiche (gasolio e
diesel, GPL, teleriscaldamento e teleraffrescamento) per tutti gli edifici su cui il
Gruppo ha un controllo diretto. Il calcolo delle emissioni di Scope 1 non prende in
considerazione le emissioni di GES provenienti da emissioni fuggitive.
Le emissioni di ambito 1 e di ambito 2 relative ai consumi energetici degli immobili
strumentali e al consumo di carburante dei mezzi agricoli sono state calcolate sulla
base di dati relativi al periodo ottobre 2023-settembre 2024, mentre le emissioni di
ambito 1 relative alle flotte aziendali sono state calcolate sulla base di dati rilevati al 31
dicembre 2024.
Le emissioni di ambito 1 comprendono le emissioni connesse ai consumi energetici
degli immobili strumentali (legati ai consumi di gas, gasolio e GPL) pari a 6.500 tCO2eq
nel 2024 (vs 6.147 tCO2eq nel 2023, +5,7%), ai consumi di carburante dei mezzi agricoli
di Tenute del Cerro pari a 368 tCO2eq nel 2024 (vs 388 tCO2eq nel 2023, -5,1%) e della
flotta aziendale pari a 2.194 tCO2eq nel 2024 (vs 2.090 tCO2eq nel 2023, +5%).
L'aumento delle emissioni connesse ai consumi energetici degli immobili strumentali è
dovuto a un aumento dei consumi di tutti i vettori energetici. Per quanto riguarda le
flotte aziendali, l'aumento delle emissioni è connesso ad un aumento dei chilometri
percorsi dalla flotta aziendale in Italia. L'aumento delle emissioni di ambito 2 basate
sulla posizione è connesso ad un aumento dei consumi di energia elettrica. L'aumento
delle emissioni di ambito 2 basate sul mercato è legato ad una minore copertura
temporanea dei consumi di energia elettrica da garanzie di origine. Nel 2024, il 95% del
consumo di energia elettrica in Italia, Serbia e Irlanda era riferito a energia da fonte
rinnovabile (vs 98% nel 2023).
La percentuale di emissioni di ambito 2 basate sul mercato coperte da strumenti quali
la garanzia di origine o i certificati di energia rinnovabile era del 85% nel 2024, di cui
100% coperte da garanzie di origine.
L'anno base si riferisce all'anno 2019 in quanto il Gruppo Unipol si è impegnato a ridurre
le emissioni di ambito 1 e di ambito 2 del 46,2% entro il 2030 rispetto al 2019,
utilizzando la metodologia basata sul mercato in accordo con il GHG Protocol. Tale
obiettivo di riduzione delle emissioni di ambito 1 e di ambito 2 al 2030 è stato definito
congiuntamente per le emissioni di ambito 1 e 2.
Consumi energetici degli immobili:
- Per le emissioni di ambito 1: fattori ISPRA
indicati nelle Linee Guida sull'applicazione
nell'ambito dell'operatività bancaria degli
European Sustainability Reporting Standard
(ESRS) in materia ambientale elaborata da ABI
- Associazione Bancaria Italiana (versione
dicembre 2024)
- Compagnie operanti in Italia: Linee Guida
sull'applicazione nell'ambito dell'operatività
bancaria
degli
European
Sustainability
Reporting
Standard
(ESRS)
in
materia
ambientale elaborata da ABI - Associazione
Bancaria Italiana (versione dicembre 2024) per
le emissioni di ambito 2 basate sulla posizione
e i European Residual Mixes 2023 derivanti
dall' AIB Association of Issuing Bodies per le
emissioni lorde di ambito 2 basate sul mercato.
- Compagnie operanti in Serbia e Irlanda:
fattori di emissione European Residual Mixes
2023 derivanti dall' AIB Association of Issuing
Bodies e DEFRA (versione aggiornata nel
2024) per le emissioni di ambito 2 basate sulla
posizione e sul mercato.
Emissioni derivanti dal carburante dei mezzi
agricoli: fattori di conversione ISPRA ISPRA
indicati nelle Linee Guida sull'applicazione
nell'ambito dell'operatività bancaria degli
European Sustainability Reporting Standard
(ESRS) in materia ambientale elaborata da ABI
- Associazione Bancaria Italiana (versione
dicembre 2024)
Flotte aziendali: fattori di emissione di DEFRA
(versione aggiornata nel 2024).

Principi di rendicontazione
AMBITO DI EMISSIONI DI
GES
NOTA METODOLOGICA FATTORI DI CONVERSIONE
Ambito 3 categoria 1 - Beni e
servizi acquistati
Le emissioni sono state calcolate sulla base del valore economico di una selezione di
dati contabili risultanti dal bilancio consolidato legati agli acquisti di beni e servizi
applicabili utilizzando una metodologia di calcolo spend-based. Un futuro ambito di
miglioramento per accrescere l'accuratezza del calcolo può consistere nella
rilevazione dei dati di emissione puntuali dei fornitori più importanti in termine di
valore economico. Nel perimetro di calcolo non sono stati inclusi i costi sostenuti per
indennizzo monetario o in natura riferiti al risarcimento danni dovuti ai beneficiari degli
indennizzi derivanti dall'attività assicurativa, in attesa di ulteriori approfondimenti e
sviluppi metodologici specifici di settore.
Nel 2023, erano state calcolate e rendicontate le emissioni connesse al solo acquisto
di carta in Italia pari a 484 tCO2eq per la categoria 1 dell'ambito 3. Nel 2024, il calcolo è
stato esteso all'intero perimetro del Gruppo.
I due dati non sono pertanto
confrontabili.
Fattore di conversione CEDA correlato
all'attività economica in oggetto in base alla
descrizione della spesa sostenuta al 31
dicembre 2024
Ambito 3 categoria 2 - Beni
strumentali
Le emissioni sono state calcolate sulla base del valore economico degli acquisti o
migliorie capitalizzabili delle immobilizzazioni materiali, suddivisi per tipologia,
utilizzando un fattore spend-based.
Fattore di conversione CEDA correlato
all'attività economica in oggetto in base alla
descrizione della spesa sostenuta al 31
dicembre 2024
Ambito 3 categoria 3 -
Attività legate ai combustibili
e all'energia (non incluse
nell'ambito 1 o 2)
Si tratta del calcolo delle emissioni upstream legato ai beni energetici acquistati
(energia elettrica, gas naturale, carburanti per la flotta aziendale, ecc.).
Fattori di emissione WTT e T&D losses (fonte:
DEFRA, IEA)
Ambito 3 categoria 4 -
Trasporto e distribuzione a
monte
Le emissioni sono state calcolate sulla base del valore economico di una selezione di
dati contabili risultanti dal bilancio consolidato legati agli acquisti di servizi di logistica
e trasporti di beni (pagati dal Gruppo), utilizzando un opportuno fattore spend-based.
Fattore di conversione CEDA correlato
all'attività economica in oggetto in base alla
descrizione della spesa sostenuta al 31
dicembre 2024
Ambito 3 categoria 5 - Rifiuti
generati
nel
corso
delle
operazioni
Si tratta del calcolo delle emissioni associate allo smaltimento dei rifiuti generati dalle
attività proprie attraverso la metodologia average data method mediante la
costruzione di due scenari di fine vita: a recupero e in discarica. In questa categoria, nel
2024, sono inoltre inclusi i casi di rottamazione dei veicoli utilizzati da UnipolRental e
rottamati nell'anno. La stima delle emissioni associate alla rottamazione è operata
sulla base del numero di veicoli che seguono questo destino, utilizzando un peso
stimato del veicolo e il destino a smaltimento. Una futura area di miglioramento per
accrescere l'accuratezza del calcolo delle emissioni associate alla rottamazione dei
veicoli consiste nell'applicare fattori di conversione più specifici a tale ambito.
Considerando che nel 2024 le emissioni connesse alla rottamazione di veicoli di Unipol
Rental sono state incluse nel calcolo delle emissioni connesse alla categoria 5 - Rifiuti
generati nel corso delle operazioni, il dato del 2024 non è confrontabile con il dato
rendicontato nel 2023.
Scenario a recupero: mix di fattori DEFRA
"open loop" e "closed loop"
Scenario in discarica: fattore Ecoinvent - Solid
waste treatment of, sanitary landfill
Principi di rendicontazione
AMBITO DI EMISSIONI DI
GES
NOTA METODOLOGICA FATTORI DI CONVERSIONE
Ambito 3 categoria 6 - Viaggi
d'affari
Si tratta del calcolo delle emissioni associate alle trasferte di lavoro mediante la
conversione delle distanze percorse per tipologia di mezzo (auto proprie, aereo, treno)
in emissioni.
Nel 2024, il calcolo delle emissioni connesse alla categoria 6 – Viaggi d'affari è stato
esteso all'insieme delle aziende del Gruppo.
Fattori di emissione DEFRA, incluso WTT
(versione aggiornata 2024)
Ambito 3 categoria 7 -
Pendolarismo dei dipendenti
Si tratta del calcolo delle emissioni associate agli spostamenti casa-lavoro dei
dipendenti delle società del Gruppo mediante la conversione delle distanze
chilometriche tra il domicilio e la sede di lavoro di ogni dipendente del Gruppo
considerando le tratte andata-ritorno e tenendo in considerazione informazioni
relative alla durata del contratto, la possibilità di usufruire di telelavoro e l'acquisto di
abbonamenti per mezzi di trasporto pubblici.
Fattori di conversione DEFRA, incluso WTT
(versione aggiornata 2024)
Ambito 3 categoria 9 -
Trasporto a valle
In questa categoria sono state calcolate le emissioni legate al trasporto a valle dei beni
venduti da Tenute del Cerro, sulla base della loro destinazione geografica.
Fattori di conversione DEFRA, incluso WTT
(versione aggiornata 2024)
Ambito 3 categoria 11 - Uso
dei prodotti venduti
In questa categoria sono state considerate le emissioni connesse alla rivendita di
veicoli di Unipol Rental al cliente finale. La stima delle emissioni è stata operata sulla
base del numero di veicoli che seguono questo destino rispetto al totale flotta.
Fattori di emissione DEFRA, incluso WTT
(versione aggiornata 2024)
Ambito 3 categoria 12 -
Trattamento di fine vita dei
prodotti venduti
In questa categoria sono incluse le emissioni connesse al fine vita dei prodotti venduti
da Tenute del Cerro, sulla base di un peso stimato delle bottiglie destinate a
smaltimento.
Fattori di conversione DEFRA (versione
aggiornata 2024)

Principi di rendicontazione
AMBITO DI EMISSIONI DI
GES
NOTA METODOLOGICA FATTORI DI CONVERSIONE
Ambito 3 categoria 13 - Attivi
in leasing a valle
In questa categoria sono state considerate le emissioni connesse a:
- l'utilizzo dei veicoli in leasing da parte dei clienti di UnipolRental, sulla base di una
stima dei chilometri annui percorsi dai clienti;
- gli immobili di proprietà affittati a terzi in Italia e Serbia. La quantificazione delle
emissioni è basata sulla localizzazione geografica e le superficie affittate per l'Italia e
su dati primari di consumi energetici per la Serbia. Un futuro ambito di miglioramento
per accrescere l'accuratezza del calcolo delle emissioni associate agli immobili ad uso
terzi in Italia consiste nell'ampliare la rilevazione di dati puntuali sui consumi energetici.
Nel 2024, il calcolo delle emissioni connesse alla categoria 13 - Attivi in leasing a valle
comprende le emissioni connesse all'utilizzo dei veicoli in leasing da parte dei clienti di
Unipol Rental (pari a 681.602 tCO2eq nel 2024 vs 541.225 CO2eq nel 2023) e le emissioni
degli immobili di proprietà affittati a terzi in Italia e Serbia (non calcolate nel 2023).
Considerando solo le emissioni connesse all'utilizzo dei veicoli in leasing da parte dei
clienti di Unipol Rental, le emissioni della categoria 13 sono aumentate del 25,9%. Tale
aumento è dovuto al fatto che, nel 2024, il calcolo di tali emissioni è stato esteso per
prendere in considerazione anche le attività legate ai combustibili e all'energia
(cosiddette Well-to-tank - WTT).
Utilizzo dei veicoli in leasing da parte dei
clienti di UnipolRental: fattori di conversione
DEFRA, incluso WTT (versione aggiornata
2024).
Immobili di proprietà affittati a terzi in Italia e
Serbia: fonte fattori di emissione: PCAF
Ambito 3 categoria 14 -
Franchising
In questa categoria sono state considerate le emissioni dei franchising di:
- UniCasa (67 uffici amministratori di condominio al 31.12.2024). La quantificazione è
basata su localizzazione geografica degli uffici e la loro superficie;
- Gruppo UNA (21 alberghi in franchising al 31.12.2024). La quantificazione è basata sui
dati reali ove disponibili (considerati come dati primari) e stime delle emissioni dei
restanti alberghi;
- Unipol Glass (128 centri di posa in franchising al 31.12.2024) utilizzando un fattore di
emissione spend-based associato all'attività economica (riparazione veicoli).
UniCasa: Fattori di emissione PCAF
Gruppo UNA: fattori di emissione ABI, AIB e
ISPRA
Unipol Glass: fattori di emissione CEDA

Principi di rendicontazione
AMBITO DI EMISSIONI DI
GES
NOTA METODOLOGICA FATTORI DI CONVERSIONE
Ambito 3 categoria 15 –
Investimenti
e
attività
assicurative
In questa categoria sono state considerate le emissioni connesse a:
- gli investimenti: per quanto riguarda gli impatti climatici degli investimenti, in linea
con quanto specificato dal GHG Protocol Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting
and Reporting Standard per la Categoria 15-Investimenti e dal Global GHG accounting
& reporting Standard for the financial industry del PCAF, sono state calcolate le
emissioni assolute del portafoglio corporate (listed equities and corporate bonds) e
delle aziende partecipate in termini di emissioni di CO2eq di Scope 1 & 2. Il calcolo è
stato effettuato con il supporto di S&P Global Sustainable 1.
Il valore di 843.745 tCO2eq rappresenta le emissioni assolute del portafoglio corporate
(listed equities and corporate bonds) in termini di emissioni di CO2eq di ambito 1 & 2. Il
portafoglio Corporate analizzato corrisponde agli investimenti diretti del Gruppo in
Corporate Bond ed Equity (esclusi quindi gli investimenti in cash, OICR, ETF, derivati e
strumenti non quotati). Il 30% delle emissioni è stato calcolato sulla base di dati relativi
alle emissioni di Scope 1 & 2 pubblicati dalle aziende (considerati come dati primari), il
55% sulla base di dati parzialmente rendicontati dalle aziende e il rimanente 15% sulla
base di dati modellizzati. Nel 2024, è stato calcolato anche il valore delle emissioni
delle aziende partecipate che sono pari a 3.231 tCO2eq.
- le polizze assicurative dei clienti auto persone fisiche di Unipol Assicurazioni, che
corrispondono alla LOB Motor Personal delle linee guida del PCAF Insurance-related
emissions. Le emissioni sono state calcolate sulla base delle percorrenze
chilometriche dei clienti dotati di dispositivo telematico, utilizzando il valore delle
polizze di tale flotta (53%) come proxy per il calcolo delle emissioni dei clienti senza
dispositivo telematico (47%). E' stato applicato il fattore di attribuzione fornito dal
PCAF;
- le polizze assicurative sottoscritte da clienti Unipol Assicurazioni (persone
giuridiche) in base alla classificazione delle LOB previste dalle linee guida PCAF
Insurance-related emissions, mediante l'estrazione dei premi emessi lordi per codice
Ateco e attribuzione di un fattore di emissione spend-based associato all'attività
economica correlata al codice Ateco. Un futuro ambito di miglioramento per
accrescere l'accuratezza del calcolo di tali emissioni consiste nella rilevazione di dati
puntuali sulle emissioni dei clienti assicurativi. Nel calcolo delle emissioni della LOB
"commercial motor" sono incluse le emissioni connesse all'assicurazione delle auto di
noleggio a lungo termine di Unipol Rental.
Polizze assicurative dei clienti auto persone
fisiche di Unipol Assicurazioni: fattori di
conversione utilizzati sono quelli di DEFRA,
incluso WTT (versione aggiornata nel 2024).
Polizze assicurative sottoscritte da clienti
Unipol assicurazioni (persone giuridiche):
fattore di emissione spend-based associato
all'attività economica correlata al codice
Ateco (fonte EXIOBASE / DEFRA)

Il volume dei ricavi netti utilizzati come denominatore per il calcolo dell'intensità delle emissioni di GES è pari al volume dei ricavi totali così come descritto e riconciliato nel paragrafo Strategia, modello aziendale e catena del valore dell'ESRS 2, nella sezione I ricavi totali, a cui si rimanda.

Intensità di GES rispetto ai ricavi netti Unità di misura 31/12/2024
Emissioni totali di GES (in base alla posizione) rispetto ai ricavi netti tCO2eq/milioni di euro 147,3
Emissioni totali di GES (in base al mercato) rispetto ai ricavi netti tCO2eq/milioni di euro 145,6

Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di GES finanziati con crediti di carbonio

Al 2024, il Gruppo Unipol non ha in essere progetti di assorbimento e stoccaggio di GES né progetti di mitigazione delle emissioni di GES finanziati con crediti di carbonio.

Fissazione del prezzo interno del carbonio

Il Gruppo Unipol non applica sistemi di fissazione del prezzo interno del carbonio.

Biodiversità ed ecosistemi

Dal 2020 il rischio di perdita di biodiversità è stato identificato e monitorato dall'Osservatorio Reputational&Emerging Risks nell'ambito del Megatrend Cambiamento Climatico, e dal 2023 Natura e Biodiversità hanno assunto la rilevanza di Megatrend autonomo, a fronte dei crescenti segnali colti dalle analisi del contesto.

Per questo Unipol ha dedicato crescenti attenzioni e risorse ad approfondire la propria comprensione del tema nel suo complesso e di come esso possa determinare impatti, rischi, dipendenze e opportunità per il Gruppo (focalizzandosi in primo luogo sul core business assicurativo).

Come primo passo per la strutturazione di un approccio organico, Unipol ha approvato nel febbraio 2025 le Linee Guida in materia di Biodiversità, approfondite in seguito nella sezione "Le politiche in merito a biodiversità ed ecosistemi", ed è intenzionata a proseguire nel percorso di crescita della consapevolezza, definizione di impegni e costruzione di strumenti di presidio di impatti e rischi individuati come rilevanti.

Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in relazione alla biodiversità e agli ecosistemi

L'analisi di rilevanza ha evidenziato impatti rilevanti in merito alla biodiversità e agli ecosistemi a livello aggregato di Gruppo e dei rischi rilevanti a livello di Unipol Assicurazioni, riportati anch'essi in tabella alla luce del ruolo centrale che la Capogruppo ha per il core business assicurativo.

Sottotema Descrizione ed effetti IRO I / R / O Orizzonte
temporale*
Fattori di impatto
diretto sulla
perdita di
biodiversità
Impatti sullo stato
delle specie
Impatti
(E4 – I1) Sottoscrizione di polizze o investimenti in controparti che causano perdita della biodiversità e degli
ecosistemi e non intraprendono azioni di salvaguardia, abilitando e supportando attori economici che
contribuiscono al degrado degli ecosistemi.
Impatto negativo
(potenziale)
BT
MT
sull'estensione e
la condizione degli
ecosistemi
Impatti e
dipendenze in
termini di servizi
ecosistemici
(E1 – R1) Rischi legati a diverse categorie di rischio "tradizionali" in conseguenza della progressiva perdita di
biodiversità e del cambiamento degli ecosistemi:
- rischio tecnico assicurativo danni e salute (ad esempio, maggiore sinistrosità per polizze che coprono
settori esposti ai fenomeni citati);
- rischio tecnico assicurativo vita (ad esempio, aumento rischi di mortalità e morbilità in seguito al degrado
degli ecosistemi);
- rischio reputazionale (ad esempio, per investimento e assicurazione di imprese il cui percorso di tutela
della biodiversità sia ritenuto insufficiente dagli stakeholder).
Rischio (potenziale) BT
MT
LT

*BT=Breve Termine; MT=Medio Termine; LT=Lungo Termine

L'individuazione e valutazione degli impatti, dei rischi delle opportunità in merito a biodiversità ed ecosistemi è stata svolta all'interno del processo di analisi di rilevanza descritto nel capitolo "Informazioni generali", paragrafo "L'analisi di rilevanza".

Gli impatti sopra indicati hanno origine e sono collegati alla strategia e al modello aziendale del Gruppo, in particolare al core business assicurativo e all'attività di investimento in quanto abilitanti dell'operato di altri attori economici68.

È stata condotta un'analisi dei siti delle operazioni proprie attraverso il tool IBAT (Integrated Biodiversity Assessment Tool) per approfondire la vicinanza di oltre 300 siti strumentali ad aree sensibili dal punto di vista della biodiversità suddivise in aree protette e le principali aree di biodiversità (Key Biodiversity Areas – KBA). Il numero di siti ubicati all'interno o in prossimità di aree sensibili sotto il

68 Non essendo stati identificati impatti rilevanti connessi alle operazioni dirette, non sono state condotte consultazioni con le comunità interessate.

profilo della biodiversità e che possano influire negativamente su tali aree provocando il deterioramento degli habitat naturali e degli habitat di specie è risultato non rilevante.

Gli effetti finanziari attesi e attuali dei rischi costituiscono un elemento fondamentale per la definizione della strategia aziendale di breve medio e lungo termine. Coerentemente a quanto previsto dai principi contabili vigenti, ove applicabile e pertinente, il contesto di rischi e opportunità e la relativa strategia sono stati tenuti in considerazione ai fini della predisposizione del bilancio consolidato del Gruppo Unipol, sia in termini attuali (es. riserve tecniche ed eventuali accantonamenti per rischi o oneri futuri), sia prospettici (es. valutazione di impairment di attivi finanziari o di avviamenti). L'impegno del Gruppo nel cogliere in modo strutturato i macro-trend legati al benessere umano, ovvero l'evoluzione della salute e benessere alla luce dei cambiamenti della Natura e della Biodiversità, e comprendere il loro impatto sulle diverse dimensioni del business e secondo i diversi orizzonti temporali, è volto a fornire alle Funzioni e società gli strumenti per definire risposte strategiche in grado di garantire la resilienza della strategia e del modello aziendale a fronte degli impatti e dei rischi rilevanti.

ll framework di valutazione delle esposizioni ai rischi di sostenibilità69 considera i rischi fisici, derivanti dalla degradazione di ricchezza specifica e di collasso di ecosistemi naturali (terrestri e acquatici – marini e d'acqua dolce) con rilevanti impatti sui servizi ecosistemici, sulla salute umana e sul benessere psicofisico, sulla sicurezza alimentare e sulla profittabilità nel tempo delle attività economiche. Tali rischi possono essere acuti, se determinati nel breve termine da eventi specifici, o cronici, se i cambiamenti nella natura avvengono con gradualità. Sono inclusi anche i rischi di transizione, derivanti dalla transizione a un'economia "Nature-positive", tra cui cambiamenti regolamentari, tecnologici e relativi alle preferenze del mercato e ai contenziosi. Infine, i rischi sistemici, derivanti dalla destabilizzazione di un ecosistema critico o di un intero sistema finanziario dato dalla manifestazione combinata dei rischi fisici e di transizione.

Sono stati identificati sei fattori di rischio (risk driver): (1) rischio fisico - Ecosistemi Terrestri e Acquatici, (2) Rischio fisico – Specie, (3) Rischio di transizione - Preferenze della clientela e sentiment di mercato (altri stakeholder), (4) Rischio di transizione - Nuove tecnologie, (5) Rischio di transizione - Politiche nazionali e internazionali e alleanze di mercato, (6) Rischio di transizione – Contenzioso. Successivamente sono stati definiti i canali di trasmissione che spiegano in che modo i risk driver influenzano le compagnie assicurative (direttamente attraverso le loro attività, e indirettamente attraverso le loro controparti e l'economia in cui operano). Gli impatti identificati durante l'analisi dei canali di trasmissione sono stati tradotti sulle tradizionali categorie di rischio (tecnico-assicurativo danni e salute, tecnico-assicurativo vita, mercato, reputazionale, strategico e operativo).

Il modello di stima del livello di esposizione70 di Unipol rispetto al rischio di perdita di biodiversità con riferimento a ciascuna categoria di rischio impattata ha evidenziato un livello di esposizione "significativo" rispetto al rischio tecnico-assicurativo danni, un'esposizione "importante" rispetto ai rischi tecnico-assicurativo vita, di mercato, reputazionale, strategico, e un'esposizione solo informativa rispetto al rischio operativo.

Le politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi

Con la Politica in materia di sostenibilità Unipol ha assunto l'impegno di rafforzare la propria comprensione del tema, complesso e articolato, della biodiversità, per poter efficacemente gestire gli impatti, affrontare i rischi e cogliere le opportunità connesse alla natura.

Le "Linee Guida in materia di Biodiversità", allegate alla Politica citata, hanno come primo obiettivo quello di avviare una riflessione sul ruolo che Unipol può svolgere per contribuire alla salvaguardia e al ripristino degli ecosistemi naturali, avendo considerato come rilevanti a questo scopo i principali ambiti della propria catena del valore, ovvero l'attività assicurativa e gli investimenti. In generale, il Gruppo si è impegnato a tutelare alcuni ecosistemi terrestri ed acquatici, individuando e sviluppando le leve che ha a disposizione per evitare e ridurre gli impatti negativi sulla natura e promuovendo un approccio cosiddetto "nature-positive". Le Linee Guida in materia di Biodiversità si riferiscono alla biodiversità definita come variabilità degli organismi viventi di qualunque origine, inclusi gli ecosistemi terrestri, marini e altri sistemi acquatici, e i complessi ecologici di cui fanno parte71; e alla Natura come definita nel contesto dell'IPBES72 in cui il termine "natura" si riferisce al mondo naturale con un'enfasi sulle sue componenti viventi. A fronte di un tema ampio e complesso come la tutela della biodiversità e degli ecosistemi, il Gruppo si è quindi impegnato innanzitutto nella comprensione della propria posizione e del proprio ruolo, con particolare riferimento a:

69 In questa prima analisi approfondita sul tema, non sono state analizzate in maniera dettagliata le dipendenze, né considerati i rischi sistemici. 70 Secondo una scala che prevede i livelli "trascurabile", "informativo", "importante", "significativo" e "critico". 71 Comprende le variazioni degli attributi genetici, fenotipici, filogenetici e funzionali, nonché i cambiamenti in termini di abbondanza e distribuzione nel tempo e nello spazio tra le specie, le comunità biologiche e gli ecosistemi, e al loro interno.

72 Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services: piattaforma intergovernativa che ha il compito di valutare lo stato della biodiversità e dei servizi eco-sistemici

  • il modo in cui influisce sulla biodiversità e gli ecosistemi, individuando quali sono gli impatti positivi e negativi, effettivi e potenziali, rilevanti;
  • la natura, il tipo e la portata dei rischi, delle dipendenze e delle opportunità rilevanti dell'impresa, connessi alla biodiversità e agli ecosistemi.

Secondo una logica di "doppia rilevanza", il Gruppo Unipol intende gestire gli impatti, affrontare i rischi e cogliere le opportunità connesse alla natura che, nell'ambito della sua attività, ha individuato in particolare in relazione alla propria catena del valore (attività assicurative e investimenti).

Le Linee Guida in materia di Biodiversità affrontano tematiche connesse a pratiche agricole/di utilizzo del suolo sostenibili, di utilizzo del mare/degli oceani sostenibili, e alla deforestazione.

Le azioni per gestire gli impatti e i rischi rilevanti relativi alla biodiversità e agli ecosistemi

Nelle Linee Guida in materia di Biodiversità, la strutturazione del framework di intervento sulla biodiversità tiene conto, da un lato, dei principi della gerarchia di mitigazione sviluppati dal Science Based Targets Network nell'ambito del suo quadro di azione, il cosiddetto "AR3T" (Avoid, Reduce, Restore, Regenerate, Transform) e, dall'altro, delle Raccomandazioni della Task-Force on Nature-Related Financial Disclosures (TNFD) in merito all'identificazione dei principali rischi fisici e di transizione.

Sottoscrizione

Pur consapevole che ogni settore di attività è esposto a generare impatti e a subire rischi inerenti alla natura (determinati a loro volta da impatti e/o da dipendenze da risorse naturali e servizi ecosistemici), alcuni settori sono maggiormente esposti, rispetto ad altri, ad impatti finanziari in termini di rischio fisico e/o rischio di transizione a causa della loro esposizione a dipendenze e/o impatti sulla natura. Sulla base dei settori tematici prioritari identificati dalla TNFD73, dal WWF Biodiversity Risk Filter e dal database ENCORE, il sistema di presidio degli impatti e dei rischi di sostenibilità prevede una particolare attenzione ad alcuni settori, attraverso l'integrazione di indicatori connessi alla natura nella componente "E" dello Score ESG74 dei clienti o potenziali clienti operanti in settori i cui codici ATECO sono riconducibili ai settori elencati dalla TNFD: energia, settore manufatturiero (incluso settore chimico, materiali per l'edilizia, metalli ed estrazione mineraria, silvicoltura e prodotti derivati dal legno), settore dei trasporti, settore automotive, beni durevoli (incluso settore tessile), settore turistico, settore agroalimentare (incluso settore agricolo e ittico), prodotti per la cura della persona, settore farmaceutico, utilities (compresi servizi elettrici, servizi del gas, servizi idrici, fognature, raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti) e sviluppo di progetti immobiliari.

Il settore assicurativo dispone inoltre di alcuni strumenti che possono contribuire a prevenire i danni alle matrici ambientali quali acqua, aria e terra e ridurne gli impatti qualora si verifichino; su questi il Gruppo proseguirà opportuni ragionamenti per capire come promuoverne ulteriormente le potenzialità. Per quanto riguarda la sottoscrizione danni, Unipol include l'analisi del possibile danno alle risorse naturali nelle sue attività di loss prevention, per contribuire ad accrescere la consapevolezza dei propri clienti sulle misure di prevenzione del rischio che possono essere attuate a riguardo e stimolare l'adozione di comportamenti virtuosi. La garanzia di tutela ambientale costituisce uno strumento fondamentale di prevenzione e riduzione dei danni da inquinamento agli ecosistemi: oltre al risarcimento del danno, sono infatti previsti vari servizi, tra cui la formazione preventiva del cliente e un pronto intervento (post evento dannoso) con ditte specializzate atto a limitare sia i danni diretti, sia i tempi dell'eventuale interruzione delle attività dell'impresa coinvolta. Similarmente, l'assicurazione del trasporto marittimo svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione e gestione di eventuali danni da inquinamento degli ecosistemi marini grazie alla tempistica della risposta e all'expertise tecnica fornita nella gestione successiva al danno. In entrambi questi ambiti, Unipol e le sue società assicurative specialistiche (SIAT per quanto riguarda il trasporto marittimo) si impegnano a proseguire le loro analisi sul ruolo che possono svolgere per contribuire ad evitare e ridurre i possibili impatti di danni alle risorse naturali, promuovendo una cultura della prevenzione del rischio.

73 TNFD, Additional guidance for financial institutions, Versione 2.0, giugno 2024. 74 Punteggio associato, in base a un approccio data-driven, per integrare nel processo di assunzione una valutazione sintetica delle prestazioni di sostenibilità di ciascun cliente, sulla base della quale si definisce la compatibilità o meno degli impatti negativi (effettivi o potenziali) derivanti dalla relazione commerciale rispetto all'approccio alla sostenibilità e agli obiettivi di gestione del rischio del Gruppo.

Investimenti

Per gli emittenti corporate dei Portafogli Danni, Patrimonio Libero e Vita Classe C, nel caso di investimenti diretti, mancando una prassi di mercato consolidata su questi temi si inizierà con un'attività di monitoraggio ex post da parte della Funzione Sustainability che riguarderà le aziende potenzialmente coinvolte in attività di deforestazione e gli emittenti con impatti significativi sulla biodiversità, supportata da indicatori e reportistica riconducibili alla cosiddetta biodiversity footprint, nel rispetto dei limiti di applicabilità del KPI e delle informazioni rese disponibili

Contributo al ripristino degli ecosistemi

Unipol ha una struttura dedicata alla selezione e gestione di investimenti alternativi, quali private equity, real asset e hedge fund. Questi vengono scelti attraverso un'apposita due diligence che valuta, oltre agli usuali aspetti finanziari, anche la tipologia di asset target del fondo. Alcuni di tali investimenti sono relativi alla tutela degli ecosistemi terrestri e acquatici.

Il Gruppo Unipol ha attivato una collaborazione strutturata, che intende proseguire anche nel prossimo periodo di pianificazione strategica, con Legambiente nell'ambito del progetto "Bellezza Italia", che si concretizza in una campagna che ha l'obiettivo di studiare gli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi naturali in Italia e di restituire aree compromesse alla bellezza e alla fruizione sicura, aiutandole a diventare resilienti ad eventi estremi. Nel corso degli anni ha inoltre sostenuto una serie di progetti collocati su tutto il territorio italiano e riguardanti tipologie di ecosistemi molto diversi tra di loro (dune, laghi, foci, progetti in ambito agricolo). Tali progetti rappresentano dei casi studio che consentono di approfondire l'analisi di tali ecosistemi e dell'impatto delle attività di ripristino introdotte, con un focus sulle sfide e le opportunità di soluzioni basate sulla natura implementate specificamente sul territorio italiano.

Il Gruppo non ha ad oggi definito obiettivi misurabili connessi alla biodiversità. Il rispetto delle previsioni contenute all'interno delle Linee Guida in materia di biodiversità viene monitorato e rendicontato annualmente all'Alta Direzione e al Consiglio d'Amministrazione della Capogruppo.

Informazioni sociali

Forza lavoro propria

Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla forza lavoro propria

L'analisi di rilevanza ha evidenziato che, in merito alla relazione con la forza lavoro propria (di seguito anche "i lavoratori"), a livello aggregato di Gruppo ci sono impatti rilevanti nei seguenti sottotemi:

Sottotema Descrizione ed effetti IRO I / R / O Orizzonte
temporale*
Condizioni di
lavoro
(S1-I1) Contesto di lavoro caratterizzato da occupazione sicura, dialogo sociale, libertà di associazione,
proficua contrattazione collettiva, che contribuisce a incrementare la fidelizzazione della forza lavoro e
rafforzare la fiducia dei lavoratori nei confronti del Gruppo
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
(S1-I2) Contesto di lavoro caratterizzato dall'attenzione all'equilibrio tra vita professionale e vita privata dei
lavoratori, che contribuisce a incrementare la produttività, la motivazione e la fidelizzazione della forza
lavoro
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
(S1 -I3) Contesto di lavoro salubre e sicuro, che contribuisce a rafforzare la fiducia dei lavoratori nei confronti
del Gruppo
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
Altri diritti
connessi al lavoro
(solo riservatezza)
(S1-I4) Prevenzione dell'uso improprio, intenzionale e/o non intenzionale, dei dati dei lavoratori, che
determina la tutela e protezione dei dati dei lavoratori
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
Parità di
trattamento e di
opportunità per
tutti
(S1-I5) Ambiente di lavoro equo, inclusivo, sicuro, che garantisce la parità di genere e le pari opportunità per
lavoratori con disabilità, che contribuisce alla valorizzazione dei diversi contributi personali all'obiettivo
collettivo e al rafforzamento della fiducia dei lavoratori reciproca e nei confronti del Gruppo
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
(S1-I6) Contesto di lavoro favorevole allo sviluppo dei talenti dei lavoratori, anche grazie a eque politiche di
remunerazione, e all'evoluzione costante delle competenze, in linea con le esigenze che cambiano in funzione
del contesto e della strategia, che contribuiscono a portare efficacia, efficienza e innovazione nelle strategie
e nei processi
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
LT

* BT=Breve Termine; MT=Medio Termine; LT=Lungo Termine

Tutti gli impatti sopra indicati hanno origine e sono strettamente collegati alla strategia e al modello aziendale del Gruppo, in quanto riguardano la relazione tra le aziende del Gruppo e le persone che vi prestano attività lavorativa, ed evolvono in funzione degli obiettivi che il Gruppo intende raggiungere. Gli effetti finanziari attesi e attuali dei rischi e delle opportunità costituiscono un elemento fondamentale per la definizione della strategia aziendale di breve medio e lungo termine. Coerentemente a quanto previsto dai principi contabili vigenti, ove applicabile e pertinente, il contesto di rischi e opportunità e la relativa strategia sono stati tenuti in considerazione ai fini della predisposizione del bilancio consolidato del Gruppo Unipol, sia in termini attuali (es. accantonamenti per rischi o oneri futuri), sia prospettici (es. valutazione di impairment di attivi finanziari o di avviamenti).

L'impegno del Gruppo nel cogliere in modo strutturato i macro-trend legati alla forza lavoro propria e comprendere il loro impatto sulle diverse dimensioni del business e secondo i diversi orizzonti temporali, è volto a fornire alle funzioni e società gli strumenti per definire

risposte strategiche in grado di garantire la resilienza della strategia e del modello aziendale a fronte degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti.

Oltre agli impatti individuati a livello di Gruppo si segnala che in relazione ad alcune società (SIAT, UniSalute, Linear, UnipolRental, Gruppo UNA), i sottotemi sopra elencati sono emersi come rilevanti anche per la dimensione finanziaria; nella descrizione delle modalità di gestione degli impatti saranno integrati, ove opportuno, specifici riferimenti ad entrambe le dimensioni.

Gli impatti positivi individuati come rilevanti possono avere degli effetti su tutta la forza lavoro propria, ovvero 12.770 dipendenti e 120 non dipendenti. Nella rendicontazione sono considerati esclusivamente i lavoratori propri con natura rapporto di "dipendente", ovvero dipendenti e dirigenti; non rientrano quindi i lavoratori che, pur facendo parte della forza lavoro aziendale, sono impiegati con una diversa natura o rapporto, quali lavoratori somministrati, interinali, stagisti, consulenti o agenti. Le attività del Gruppo non prevedono operazioni a grave rischio di lavoro forzato o di lavoro minorile.75

Le politiche relative alla forza lavoro propria

Unipol ha predisposto un articolato insieme di politiche per gestire la relazione con la forza lavoro propria.

Nel Codice Etico Unipol definisce come i propri valori si declinano nella relazione con i dipendenti e si impegna a costruire relazioni basate sul rispetto e sulla tutela delle persone, sulla trasparenza e sul dialogo. Con la Politica in materia di Sostenibilità, il Gruppo Unipol riconosce che le qualità professionali, la correttezza, la capacità di collaborazione e innovazione di tutti i lavoratori rappresentano un elemento fondante del proprio successo imprenditoriale, e si impegna a creare un ambiente di lavoro propizio a questi elementi e che supporti lo sviluppo di ciascuno.

A febbraio 2025 il Gruppo ha approvato la Politica per la gestione del Personale76 (di seguito anche la "Politica del Personale") che definisce i principi generali cui Unipol si attiene nella relazione con i lavoratori, focalizzandosi su meritocrazia; rispetto delle persone; integrazione di molteplici competenze, capacità e attitudini; valorizzazione delle differenze attraverso un approccio gestionale che assicuri pari opportunità di crescita professionale.

La Politica del Personale declina poi gli impegni del Gruppo nei diversi processi stabiliti per la gestione del personale, dalla pianificazione degli organici fino alle politiche di remunerazione dei dipendenti. In questo contesto rilevano:

  • la prevenzione e il contrasto di ogni forma di abuso e di molestia, la promozione e il presidio di programmi e iniziative volti a valorizzare l'unicità delle persone, senza pregiudizi e stereotipi, riconoscendo e valorizzando le differenze individuali, garantendo pari opportunità e definendo una cultura aziendale inclusiva sempre più focalizzata sulla centralità della persona stessa77;
  • l'approccio al Disability Management, caratterizzato dalla valorizzazione delle abilità delle persone al fine di garantire loro una partecipazione attiva all'ambiente di lavoro;
  • l'impegno a mantenere e consolidare un rapporto partecipativo e collaborativo con le organizzazioni sindacali, espressione e rappresentanza delle esigenze del personale dipendente, al cui scopo è definito un modello di confronto articolato su due livelli di interlocuzione (negoziale e informativa);
  • l'impegno a ridurre al minimo i rischi per i lavoratori e le terze parti, con lo sviluppo e l'implementazione di un Sistema per la Gestione della Salute e della Sicurezza dei lavoratori che è ritenuto essenziale nella pianificazione e nello svolgimento di ogni attività lavorativa del Gruppo Unipol. Nella stessa è inoltre prevista una specifica procedura dedicata alla gestione di infortuni, incidenti e near miss che sono indagati con l'obiettivo di identificarne ed analizzare le motivazioni, risalendo alle cause radice e individuare eventuali azioni di rimedio e se possibile di prevenzione;
  • l'attenzione allo sviluppo del capitale umano da un punto di vista sia tecnico sia manageriale, con la progettazione ed erogazione di percorsi tali da garantire la professionalità e la preparazione necessaria per ricoprire i profili attesi dell'azienda e per accompagnare il cambiamento e le evoluzioni sia organizzative che tecnologiche;
  • le politiche di remunerazione definite in modo da garantire una remunerazione equa, adeguata all'ampiezza e al livello di responsabilità, di professionalità ed esperienza richieste dall'incarico e alle capacità individuali, al fine di attrarre, motivare, valorizzare e trattenere le risorse di valore;

75 L'analisi di rilevanza non ha evidenziato nella fase attuale, a livello di Gruppo, impatti negativi, rischi e opportunità rilevanti per cui fornire specifiche disclosure. 76 La Politica di gestione del Personale, prevede la gestione degli impatti Indicati nella tabella di cui al paragrafo "Gli impatti rilevanti in relazione alla forza lavoro propria" come S1-I1, S1-I2, S1-I3, S1-I5, S1-I6. 77 Nelle politiche del Gruppo, che hanno come riferimento i Principi del Global Compact delle Nazioni Unite, sono da evitare tutte le discriminazioni, a partire da quelle fondate su razza, colore, sesso, religione, idee politiche, nazionalità o estrazione sociale.

  • lo sviluppo di una data culture che, a partire dall'analisi ed elaborazione dei dati utili a rappresentare i fenomeni relativi al personale dipendente (quali analisi organici, entrate e uscite, turnover, formazione, presenze, assenze, ferie), consenta di individuare gli indicatori fondamentale a supporto delle decisioni strategiche. Questo approccio si sviluppa nell'ambito di procedure standardizzate e aggiornate regolarmente, per garantire che i dati del personale siano trattati nel rispetto delle normative sulla privacy e dell'approccio responsabile del Gruppo alla gestione dei dati (descritto approfonditamente nel capitolo "Consumatori e utilizzatori finali", paragrafo "Le azioni per gestire gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in relazione ai clienti", sezione "La gestione degli impatti" ).

Con le Linee Guida in materia di Diritti Umani78 il Gruppo si impegna a rispettare il principio secondo cui ogni individuo è titolare di diritti e libertà fondamentali, a prescindere da nazionalità, genere, religione, etnia o qualsiasi altra condizione personale; nello specifico della relazione con i lavoratori, si impegna al rispetto della persona e della dignità di ciascun dipendente. In particolare, in coerenza con i principi internazionali cui fa riferimento nel proprio operato in materia di Diritti Umani79, Unipol adotta i necessari presidi per contrastare pratiche quali la tratta degli esseri umani, il lavoro forzato o coatto e le forme illegali di lavoro minorile.

La Politica per la parità di genere80 definisce le linee guida del Gruppo per la valorizzazione e la tutela della diversità e delle pari opportunità sul luogo di lavoro cui orientare le prassi e i processi aziendali per la creazione di un ambiente di lavoro equo e inclusivo nell'intero ciclo di selezione, gestione e sviluppo delle persone. In ciascuno dei processi cardine della gestione del personale, tale Politica individua presidi per prevenire tutte le forme di discriminazione, impegnandosi nella rimozione di pregiudizi di genere e unconscious bias, e definisce azioni positive per promuovere concretamente la parità di genere, agendo sulla formazione e l'organizzazione del lavoro.

In merito alla tutela dei dati, vale per i dati dei lavoratori l'impianto descritto in modo dettagliato nel Capitolo "Consumatori e utilizzatori finali", paragrafo "Le politiche che presidiano la relazione con i clienti"81.

Il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti

I lavoratori costituiscono per il Gruppo uno stakeholder fondamentale; nella definizione della strategia e del modello aziendale Unipol considera gli impatti che le evoluzioni possono determinare sulla forza lavoro, come la forza lavoro può contribuire alla realizzazione degli obiettivi, quali strumenti attuare per agevolare la conciliazione tra tali obiettivi e le aspettative dei lavoratori.

Il Gruppo adotta da tempo un modello proattivo di coinvolgimento e confronto con i lavoratori e le organizzazioni sindacali che, nell'ambito dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, trova attuazione nei Contratti Integrativi Aziendali tempo per tempo vigenti e nei numerosi accordi sindacali sottoscritti per gestire le fasi di evoluzione delle realtà aziendali, che disciplinano anche le tempistiche del confronto. In questo ambito sono trattati i seguenti principi, interpretati alla luce del contesto aziendale: diritto a un'equa remunerazione; libertà di associazione; libertà sindacali e di associazione in organismi rappresentativi dei collaboratori; contrasto alle forme illegali di lavoro minorile; salvaguardia della sicurezza sociale assicurando un'adeguata contribuzione alla previdenza complementare; diritto alla vita familiare attraverso politiche di conciliazione casa-lavoro.

Con particolare riferimento al settore assicurativo, il modello di confronto con le Organizzazioni sindacali, articolato su due livelli di interlocuzione (negoziale e informativo tramite incontri periodici di monitoraggio), consente di gestire temi complessi, in particolare la costante evoluzione organizzativa conseguente alle numerose riorganizzazioni aziendali effettuate, l'innovazione tecnologica ed il ricorso a strumenti di flessibilità. Anche nell'ambito del settore non assicurativo il modello di confronto con le Organizzazioni sindacali, sia a livello nazionale che territoriale, genera una relazione qualificata e caratterizzata dalla disponibilità delle parti.

Sono inoltre istituite delle Commissioni bilaterali, che si riuniscono periodicamente nel corso dell'anno e hanno il compito di approfondire e promuovere iniziative e progetti in materia di formazione professionale, pari opportunità, salute (con focalizzazione sull'assistenza sanitaria integrativa) e prevenzione del rischio di mobbing.

L'efficacia dei processi di coinvolgimento viene valutata in base al numero di accordi raggiunti, indicatori tangibili della collaborazione instaurata, nonché attraverso processi di monitoraggio e verifica periodica nei tavoli di confronto dedicati, che prendono in considerazione l'applicazione concreta delle misure concordate e individuano eventuali necessità di miglioramento o adattamento. Nel 2024 sono stati sottoscritti 22 accordi sindacali che coprono tematiche significative come condizioni di lavoro, politiche di welfare e

78 Le Linee Guida in materia di Diritti Umani prevedono la gestione degli impatti Indicati nella tabella di cui al paragrafo "Gli impatti rilevanti in relazione alla forza lavoro propria" come S1-I1. 79 Un Global Compact, Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, Dichiarazione OIL su principi e diritti fondamentali nel lavoro; Linee Guida OCSE destinate alle imprese multinazionali. 80 La Politica per la parità di genere prevede la gestione degli impatti Indicati nella tabella di cui al paragrafo "Gli impatti rilevanti in relazione alla forza lavoro propria" come S1-I5. 81 Le Politiche richiamate prevedono la gestione degli impatti Indicati nella tabella di cui al paragrafo "Gli impatti rilevanti in relazione alla forza lavoro propria" come S1-I4.

gestione dei cambiamenti organizzativi. La verifica dell'effettivo coinvolgimento è affidata al Group Corporate General Manager, che svolge le attività apicali e generali di gestione delle risorse umane. A diretto riporto opera l'Area Human Resources della Capogruppo, che si avvale dell'ufficio Relazioni Industriali e Welfare, cui sono affidati i compiti operativi dello svolgimento delle relazioni sindacali in tutto il Gruppo, nelle varie fasi connesse all'informazione, al confronto ed alla negoziazione. Il personale che svolge le funzioni operative è in possesso della competenza professionale acquisita nel corso dell'esperienza lavorativa e rafforzata attraverso specifici corsi di formazione erogati dalle preposte strutture aziendali.

I canali di accesso e i processi di rimedio

Il Gruppo ha predisposto vari canali attraverso i quali i lavoratori possono segnalare le proprie preoccupazioni ed esigenze, nonché segnalare eventuali violazioni di propri diritti/episodi di discriminazione; si tratta in particolare di meccanismo di segnalazione all'Ethic Officer della Capogruppo, procedura di whistleblowing82, comunicazioni sindacali. Il Gruppo individua due organismi responsabili della promozione e della corretta interpretazione dei contenuti e delle finalità del Codice Etico (di seguito anche "il Codice"): il Comitato Nomine, Governance e Sostenibilità (di seguito anche "il Comitato"), che svolge un ruolo propositivo, consultivo, di istruttoria e di supporto con riferimento ai contenuti e alle finalità del Codice Etico, e l'Ethic Officer, che coadiuva il Comitato nello svolgimento dei suoi compiti. Il Codice prevede che possano essere effettuate segnalazioni circa la presunta violazione dei contenuti, critiche, suggerimenti e, più in generale, richieste di chiarimenti e/o pareri interpretativi sui modelli di condotta più idonei a evitare violazioni o inosservanze del Codice stesso. Le comunicazioni e le istanze possono essere effettuate da tutti i lavoratori scrivendo all'Ethics Officer per posta ordinaria, per posta elettronica (all'indirizzo [email protected]) o telefonicamente. In caso di comportamenti vessatori il dipendente, oltre a portare la propria condizione all'attenzione della funzione People Management, può far riferimento ai membri di nomina sindacale della Commissione Mobbing del Gruppo. Qualora emergano situazioni che, pur in assenza di segnalazioni, possano ragionevolmente configurare comportamenti in contrasto con il Codice Etico, il Comitato, o il Responsabile Etico da esso delegato, può intraprendere istruttorie specifiche.

Per la gestione di ogni caso, il Responsabile Etico avvia indagini approfondite e ascolta, garantendo il rispetto del contraddittorio, tutti gli attori coinvolti, sia interni che esterni al Gruppo, impegnandosi a garantire la piena riservatezza delle informazioni ricevute nell'ambito delle sue funzioni e assicurando così il massimo rispetto e protezione al dipendente. Al termine delle analisi, redige un parere scritto riguardante eventuali comportamenti non conformi ai principi del Codice, indicando eventuali misure riparatorie appropriate a prevenire il ripetersi di comportamenti inadeguati, e promuovendo al contempo iniziative di sensibilizzazione sui principi del Codice. Conclusa la procedura, il Comitato comunica l'esito agli stakeholder interessati, motivando in modo dettagliato e documentato le decisioni adottate, senza però essere obbligato a rendere pubblici gli atti. Il Responsabile Etico si impegna a fornire una risposta entro 30 giorni.

Per altre tipologie di segnalazioni, relative ad ambiti più operativi, come questioni legate all'equilibrio tra vita professionale e privata, orari di lavoro o aspetti retributivi, i dipendenti possono portare la propria condizione all'attenzione della funzione People Management o inviare una e-mail all'indirizzo di posta delle Risorse Umane.

Per quanto concerne la tutela e protezione dei dati, il Responsabile per la protezione dei dati è a disposizione degli interessati per ogni eventuale dubbio o chiarimento e può essere contattato tramite e-mail per l'esercizio dei propri diritti.

Il Gruppo promuove la consapevolezza in merito ai canali di segnalazione attraverso la pubblicazione della Procedura per la segnalazione di Violazione e del Codice Etico in una sezione dedicata della intranet aziendale e, nel primo caso, nella sezione "Adempimenti e normative – Rapporto con la Compagnia – Whistleblowing" del portale dedicato agli Agenti. Per garantire la condivisione dei contenuti del Codice Etico e sensibilizzare sulle sue finalità, il Gruppo pianifica e realizza attività formative rivolte a Dipendenti, Agenti e Collaboratori. La combinazione tra l'ampia accessibilità delle procedure di segnalazione e l'organizzazione di attività formative sul Codice Etico rivolte a dipendenti, agenti e collaboratori, assicura che i lavoratori siano consapevoli dell'esistenza di strutture e processi per comunicare preoccupazioni o esigenze.

82 Una descrizione dettagliata della procedura di whistleblowing, comprese le politiche adottate dal Gruppo a protezione delle persone che effettuano segnalazioni, è illustrata nel Capitolo "Condotta dell'impresa", paragrafo "La protezione degli informatori", cui si rimanda.

Le azioni per gestire gli impatti rilevanti per la forza lavoro propria

Nel 2024 Unipol ha portato avanti una pluralità di azioni volte a generare impatti positivi per i lavoratori negli ambiti individuati come rilevanti.

Ai dipendenti vengono messi a disposizione strumenti concreti per facilitare la conciliazione tra vita privata e lavoro, promuovendo un equilibrio tra le esigenze di flessibilità dell'azienda e quelle dei dipendenti. In questa direzione, le principali iniziative, definite tramite accordi sindacali e collettivi, sono:

  • contratto a tempo parziale;
  • flessibilità degli orari di lavoro;
  • congedo di cura diverso dal congedo parentale;
  • permessi retribuiti per studio, per volontariato, per visite mediche, cure terapeutiche, per assemblee sindacali, per decessi di familiari;
  • iniziative a supporto della genitorialità e dei caregiver tramite permessi retribuiti e no, e altre convenzioni per servizi di assistenza/welfare;
  • ampliamento delle giornate di permessi retribuiti mensili previste ex legge 104/92;
  • asili nido interaziendali istituiti tramite accordi con gli enti pubblici competenti per garantire la disponibilità di alcuni posti nei servizi di asilo nido, gestiti in appositi locali posti nelle vicinanze delle sedi aziendali;
  • banca delle ore;
  • accordi territoriali per servizi alla persona e reti territoriali di conciliazione con istituzione e altre imprese;
  • benefit aziendali.

Unipol adotta un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza (SGSSL) conforme alla norma ISO 45001:2018, che include procedure operative pubblicate sulla intranet aziendale, che stabiliscono le responsabilità, dettagliano le modalità operative e i controlli che devono essere effettuati per ogni attività che possa provocare impatti significativi sulla sicurezza. Nel 2024 il Gruppo ha proseguito il progetto di valutazione del rischio stress lavoro-correlato in diverse società rilevanti, seguendo le Linee Guida INAIL, e ha previsto corsi di formazione per lavoratori, preposti e dirigenti. Il Gruppo ha anche adottato misure per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, con una procedura specifica per la gestione degli incidenti e l'analisi delle cause radice.

In tema di protezione dei dati, le azioni intraprese dal Gruppo riguardano principalmente l'ambito formativo: nel corso del 2024, la formazione sui temi della privacy e della cyber security, ha coinvolto gran parte dei collaboratori; la partecipazione e il completamento di tali corsi è oggetto di costante monitoraggio.

Nel 2023 presso la Capogruppo è stata istituita la funzione "Diversity, Equity and Inclusion" (DE&I), che sviluppa iniziative per garantire pari opportunità e una cultura aziendale incentrata sulla persona. Nel 2024 è stato impostato un approccio analitico per individuare le aree di intervento prioritarie: la parità di genere e la gestione intergenerazionale. In questi ambiti sono stati definiti progetti specifici come "GenerationShip", un ciclo di incontri tra le generazioni più giovani e il Presidente del Gruppo, e iniziative formative come la pillola "La via del rispetto", che mira a sensibilizzare i dipendenti su stereotipi e pregiudizi, migliorando le relazioni sia interne che esterne all'azienda.

Per favorire l'inclusione di colleghe e colleghi con disabilità uditiva, Unipol ha attivato dal mese di novembre 2024 il servizio VEASYT, uno strumento teso ad abbattere le barriere comunicative che permette ai colleghi sordi di avere a disposizione, tramite l'apposito programma online, un interprete LIS in video-chiamata per tutte le necessità professionali: riunioni in presenza, telefonate, dialoghi in ufficio tra colleghi, chiamate e videochiamate su Teams. Per i lavoratori portatori di handicap in situazione di gravità (ex lege 104 art. 3 co. 3), Unipol ha previsto nel proprio contratto integrativo delle società assicurative l'estensione dei tre giorni di permessi previsti dall'art. 33 della legge 104/92 con ulteriori due giorni di permesso retribuiti mensili, per un totale di cinque giornate. Dal 2024 tale estensione è applicata anche a tutti i dipendenti con disabilità grave cui si applica il CCNL del terziario.

Unipol ha predisposto un programma di supporto per i dipendenti che adempiono anche compiti di cura dei propri familiari, che prevede: partecipazione a una Scuola per Caregiver, con webinar, formazione e-learning e Gruppi di Auto Mutuo Aiuto, sessioni aggiuntive di Mental Coach83, servizio di "sportello on line" (lanciato nel 2024) per consulenze one-to-one su servizi territoriali, criteri di accesso e normativa a supporto dei caregiver.

83 Mental Coach è un servizio attivato nel 2020 da NoiUnipol a seguito della pandemia, nell'ottica di supportare le persone in quel difficile periodo.

La Corporate Academy offre ai dipendenti una formazione personalizzata e strutturata su diversi livelli promuovendolo sviluppo di competenze chiave, come la digitalizzazione, la gestione manageriale, la conoscenza normativa e assicurativa e il project management, con un approccio basato sull'apprendimento continuo. Il metodo utilizzato dall'Academy integra un sistema di misurazione che consente di monitorare i contenuti proposti, valutare l'efficacia dei corsi e identificare nuove necessità di sviluppo professionale. Nel corso del 2024, nell'ambito della formazione rivolta ai dipendenti, sono stati resi disponibili complessivamente 500 corsi e-learning e 446 corsi in aula virtuale o in presenza, suddivisi per area formativa. Tra i progetti formativi più rilevanti spiccano nel 2024 interventi mirati a supportare processi di reskilling e upskilling di cui il percorso formativo dedicato alla riorganizzazione dell'Area P&C, che ha coinvolto 89 colleghi dell'Assistenza Tecnica Retail, fa parte. Nell'ambito del progetto "Percorsi digitali", circa 450 dipendenti hanno sperimentato nuove modalità di apprendimento. Contestualmente, è stato potenziato il focus sulla Cybersecurity Awareness attraverso un corso elearning dedicato a tematiche cruciali come phishing, CEO fraud e rischi legati alle nuove tecnologie. Il 2024 ha segnato anche il lancio di "UniVerso", un ecosistema formativo per i Responsabili che ha coinvolto 150 colleghi attraverso un approccio integrato, combinando formazione in aula, laboratori esperienziali, seminari ed e-learning. Complessivamente, nel corso del 2024, l'investimento diretto per l'offerta formativa per i dipendenti è stato pari a euro 4,5 milioni.

Le azioni descritte sono realizzate in ottica continuativa: il Gruppo effettua una pianificazione triennale delle direttrici fondamentali, in coerenza con gli obiettivi che il Piano Strategico ha definito in merito ai lavoratori e all'organizzazione del lavoro, e declina annualmente le azioni specifiche. Il Piano Strategico 2025-2027 individuerà quindi il quadro entro il quale saranno dettagliate le azioni da realizzare per il relativo triennio.

Gli obiettivi

Il Gruppo, nel Piano Strategico 2022-2024, ha definito un obiettivo volto a rafforzare la propria capacità di generare impatti positivi rilevanti sul tema delle nuove competenze e della specializzazione, attraverso l'assunzione di nuove figure dal mercato con competenze tecnologiche, digitali e specialistiche avanzate, in grado di supportare l'evoluzione dell'azienda e di rispondere alle nuove esigenze del settore.

Tale percorso si innesta all'interno di un obiettivo più ampio relativo al ricambio generazionale: l'inserimento delle nuove figure avviene a fronte delle uscite pianificate nell'ambito dei programmi di accompagnamento alla pensione. Questo approccio consente al Gruppo di mantenere un equilibrio tra innovazione e continuità, garantendo da un lato l'inserimento di nuove competenze strategiche e dall'altro una gestione sostenibile del turnover. L'obiettivo assunto con il Piano Strategico 2022-2024, condiviso con i rappresentanti dei lavoratori, prevedeva per UnipolSai 300 assunzioni qualificate e l'accompagnamento alla pensione con adesione volontaria di un massimo di 800 persone (eventualmente elevabili di un ulteriore 10%). Gli obiettivi sia di assunzioni che di uscite sono stati ampiamente raggiunti.

Il processo di definizione degli obiettivi segue un approccio prevalentemente top-down: il management stabilisce le priorità strategiche, successivamente diffuse all'interno dell'organizzazione attraverso diversi canali di comunicazione quali la pubblicazione degli obiettivi nel piano industriale e le iniziative di cascading interno, volte a garantire una condivisione strutturata con la forza lavoro e a raccogliere eventuali feedback. Il monitoraggio dell'obiettivo viene effettuato attraverso strumenti di analytics84, garantendo un controllo costante sull'andamento del turnover aziendale. In particolare, la funzione Human Resources fornisce un rendiconto mensile sugli ingressi e le uscite del personale e, mediante una dashboard dedicata, monitora l'adesione ai programmi di accompagnamento alla pensione e i relativi accordi di conciliazione per l'intero periodo del piano industriale. Con cadenza semestrale, inoltre, la funzione Human Resources fornisce un report sull'andamento del forecast dell'organico, sull'evoluzione dell'età media e sulle variazioni, in aumento o in diminuzione, delle principali famiglie professionali di interesse strategico.

84 Il passaggio dall'utilizzo di file Excel all'adozione di strumenti di HR Analytics ha permesso di ridurre i rischi operativi, migliorare l'accuratezza del controllo e ottimizzare i tempi di analisi.

Le metriche

Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa

La compilazione dei dati relativi ai dipendenti che costituiscono la forza lavoro propria si basa sull'anagrafica dei dipendenti di tutte le società del Gruppo85. Questa base dati include i principali elementi anagrafici e le informazioni sul rapporto di lavoro dei dipendenti, tra cui, a titolo esemplificativo:

  • genere;
  • fascia d'età;
  • paese di appartenenza;
  • tipologia di contratto;
  • livello aziendale.

I dati sono rendicontati come numero di persone (headcount) e sono relativi alla fine del periodo di riferimento (31/12/2024).

I principali motivi di assunzione di dipendenti con contratto a tempo determinato sono le esigenze legate a lavori di natura stagionale, le sostituzioni per congedi di maternità, nonché l'inserimento di nuovi dipendenti come passo iniziale prima di procedere a una possibile trasformazione del contratto in rapporto a tempo indeterminato86.

Dipendenti 31/12/2024
Numero di dipendenti 12.770
Numero totale di dipendenti che hanno lasciato il Gruppo durante il periodo di riferimento 1.326
Tasso di avvicendamento 10,7%
Dipendenti per genere 31/12/2024
Uomini 5.740
Donne 7.030
Totale dipendenti 12.770
Dipendenti per fascia d'età 31/12/2024
Età inferiore a 30 anni 1.003
Età compresa tra 30 e 50 anni 6.831
Età superiore a 50 anni 4.936
Dipendenti per Paese 31/12/2024
Italia 11.506
Serbia 1.255
Irlanda 9
Dipendenti per tipologia di contratto 31/12/2024
DONNE UOMINI TOTALE
Tempo indeterminato 6.685 5.506 12.191
Tempo determinato 345 234 579
Orario variabile

85 Le informazioni relative al paragrafo 50 a) possono essere riconciliate con il capitolo "Altre informazioni", paragrafo "Il personale" della presente Relazione sulla Gestione. 86 Non sono rendicontati contratti a orario variabile, in quanto non presenti all'interno dell'organizzazione.

Principi di rendicontazione: Dipendenti

Il numero dei lavoratori propri è calcolato in termini di headcount (numero effettivo). Sono inclusi i dipendenti con contratto subordinato. Il dato è rilevato alla fine del periodo di rendicontazione.

Tasso di avvicendamento dei dipendenti (turnover): Il dato è calcolato come rapporto tra dipendenti che hanno lasciato il Gruppo durante il periodo di riferimento e il numero di dipendenti ad inizio periodo. Nel Numero totale di dipendenti che hanno lasciato il Gruppo durante il periodo di riferimento sono incluse tutte le seguenti motivazioni: cessazione volontaria, licenziamento, pensionamento, decesso in servizio, uscita incentivata.

Dipendenti per fasce di età: la categoria 30-50 esclude gli estremi.

Dipendenti per Paese si riferisce alla nazione della società presso cui è impiegato ciascun dipendente.

Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale

Tutta la popolazione aziendale con sede in Italia è coperta da accordi di contrattazione collettiva nazionale e, nella maggior parte dei casi, anche aziendale. In Irlanda e Serbia non è prevista contrattazione collettiva87.

Contrattazione collettiva 31/12/2024
Percentuale del totale dei dipendenti coperti da contratti collettivi di lavoro 90,0%
Copertura della contrattazione collettiva e del dialogo sociale Copertura della contrattazione
collettiva
Copertura della contrattazione collettiva Dialogo sociale
Tasso di copertura Lavoratori dipendenti – SEE (per i
paesi con > 50 imp. Che
rappresentano > 10 % degli impiegati
totali)
Lavoratori dipendenti – non SEE (stima
per le regioni con > 50 imp. che
rappresentano > 10 % degli impiegati
totali)
Rappresentanza sul luogo di lavoro
(soltanto SEE) (per i paesi con > 50 imp.
che rappresentano > 10 % degli
impiegati totali)
0-19% #NAME? #NAME? #NAME?
20-39%
40-59% Italia
60-79%
80-100% Italia

Principi di rendicontazione

Copertura della contrattazione collettiva: include il numero dei I dipendenti coperti da contratti collettivi di lavoro sono i lavoratori subordinati il cui rapporto di lavoro è regolato da un contratto collettivo di lavoro (CCNL); un accordo stipulato tra le organizzazioni rappresentative dei lavoratori (sindacati) e dei datori di lavoro (associazioni datoriali o singole imprese).

Dialogo sociale: i dipendenti coperti da rappresentanti del lavoro sono i lavoratori iscritti al sindacato.

87 Non esistono accordi con i propri dipendenti per la rappresentanza da parte di un comitato aziendale europeo (CAE), un comitato aziendale di una società europea (SE) o un comitato aziendale di una società cooperativa europea (SCE).

Metriche della diversità

Il Gruppo definisce come alta dirigenza/top management i dipendenti con qualifica di "dirigente" appartenenti alle categorie "executive" e "fascia 1", nonché l'Amministratore delegato.

Distribuzione di genere in numero e in percentuale a livello di alta dirigenza

Genere Numero al 31/12/2024 Percentuale al 31/12/2024
Uomini 31 88,6%
Donne 4 11,4%

Principi di rendicontazione.

Distribuzione di genere in numero e in percentuale a livello di alta dirigenza: la categoria Alta Dirigenza/Top Management include solo dirigenti di livello Executive o di Fascia1 così definiti nelle Politiche di remunerazione.

Salari adeguati

Tutti i dipendenti del Gruppo percepiscono una remunerazione equa, adeguata al ruolo, alla responsabilità, al livello di professionalità ed alle capacità individuali, conforme alle previsioni giuridico-normative, coerente con le esigenze di una performance sostenibile e allineata rispetto ai parametri di riferimento previsti dai Contratti Collettivi Nazionali applicabili. Nei paesi in cui non sono applicabili i contratti collettivi, per retribuzione adeguata si intende il "salario minimo" prevalente stabilito dalla normativa locale.

Salute e sicurezza

Salute e sicurezza Unità di
misura
31/12/2024
Percentuale di lavoratori propri coperti dal sistema di gestione della salute e della sicurezza dell'impresa in base a
prescrizioni giuridiche e/o norme od orientamenti riconosciuti
% 100,0%
Numero di decessi dovuti a lesioni e malattie connesse al lavoro # 1
Numero di decessi di lavoratori dovuti a lesioni e malattie connesse al lavoro in un sito dell'impresa #
Numero di infortuni sul lavoro registrabili # 104
Tasso di infortuni sul lavoro registrabili % 4,2

Principi di rendicontazione.

Salute e Sicurezza: il numero dei lavoratori propri è calcolato in termini di headcount (numero effettivo) coperti dal sistema di gestione della salute e della sicurezza (disciplinato dall'ordinamento nazionale D.lgs. 81/2008) dell'impresa in base a prescrizioni giuridiche e/o norme od orientamenti riconosciuti, senza distinzione tra lavoratori dipendenti e non dipendenti.

Tasso di infortuni sul lavoro registrabili: Per il calcolo del dato è stato considerato il numero di ore teoriche lavorate dai dipendenti (ore mensili da contrattox12)-(Giorni ferie std[30]x ore giornaliere da contratto). Questo calcolo esclude periodi di assenza come malattia o maternità e le ferie standard vengono considerate giorni non lavorativi. Non distingue tra dipendenti full-time e part-time. Le ore lavorative teoriche sono considerate in proporzione al contratto individuale.

Il dato è rilevato alla fine del periodo di rendicontazione.

Metriche di remunerazione (divario retributivo e remunerazione totale)

Remunerazione Unità di
misura
31/12/2024
Divario retributivo di genere per Qualifica: %
- Alta Dirigenza 15,1%
- Altri Dirigenti 22,5%
- Funzionari/Quadri 7,6%
- Impiegati 14,3%
- Operai/Altri 14,4%
- Operatori Call Center (0,3)%
Tasso di remunerazione totale annua 1 : 56

Principi di rendicontazione.

Divario retributivo di genere: il dato considera la retribuzione oraria media di ciascun dipendente con riferimento all'esercizio 2024, calcolata includendo tutte le componenti retributive (fisse, variabili e non monetarie) e moltiplicata per le ore teoriche. Il divario retributivo, calcolato come differenza tra i livelli retributivi medi corrisposti ai lavoratori di sesso femminile e a quelli di sesso maschile, espressa in percentuale del livello retributivo medio dei lavoratori di sesso maschile, è calcolato a livello di Gruppo ed è rappresentato per qualifica. Con riferimento al cluster Alta Dirigenza non sono stati considerati i dati relativi alla figura dell'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Gruppo, in quanto per la natura stessa del ruolo è univoco e quindi non è comparabile.

Tasso di remunerazione totale annua: come numeratore è utilizzata la remunerazione totale annua dell'Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo, che comprende compensi fissi, compensi per la partecipazione a comitati, compensi variabili non equity, fair value dei compensi equity, benefici non monetari e altri compensi, tutti definiti per competenza come riportato nella seconda sezione "Compensi corrisposti" della "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti di Unipol Assicurazioni SpA relativa all'esercizio 2025". Come denominatore, la remunerazione totale annua mediana dei dipendenti di tutto il Gruppo ad esclusione dell'Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo.

Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani

Nel 2024 si è verificato un primo caso di molestie in una società del Gruppo, segnalato tramite i canali predisposti dal Gruppo. L'episodio è stato oggetto di denuncia/querela nei confronti di ignoti, sporta alle Autorità da una dipendente. Questo non ha comportato nessuna sanzione, né risarcimento di danni.

Si è poi verificato, a dicembre 2024, un secondo caso di molestie che è stato denunciato da una dipendente a UnipolAssistance. Il caso si è verificato a novembre 2024 in occasione di un evento aziendale. Tale episodio ha visto coinvolto un collega, successivamente oggetto di procedimento disciplinare conclusosi con il licenziamento per giusta causa a marzo 2025.

Infine, nel 2024 non si sono verificati casi di incidenti gravi in materia di diritti umani connessi alla forza lavoro, in particolare in riferimento a lavoro forzato, tratta esseri umani, età minima lavorativa o forme peggiori di lavoro minorile.

Consumatori e utilizzatori finali

Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti nella relazione con i clienti

L'analisi di rilevanza ha evidenziato che, in merito alla relazione con i clienti, a livello aggregato di Gruppo ci sono impatti, rischi e opportunità rilevanti in relazione ai seguenti sottotemi:

Sottotema Sotto
sottotema
Descrizione ed effetti IRO I / R / O Orizzonte
temporale*
Impatti legati
alle
informazioni
per i
consumatori e /
o gli utilizzatori
finali
Riservatezza (S4-I1) Perdita di riservatezza per i clienti (e i potenziali clienti) dei servizi assicurativi e non
assicurativi, anche rispetto a dati sensibili, a causa di perdita, diffusione impropria, utilizzo
improprio dei dati da parte del Gruppo (connessi a singoli incidenti), con una potenzialità
crescente a fronte di strategie che prevedono un uso sempre più intensivo di Data e Analytics
Impatto negativo
(potenziale)
BT
MT
(S4-I2) Rafforzamento delle competenze di cittadinanza economica per i clienti e potenziali
clienti grazie a:
- informazioni corrette e trasparenti fornite da Gruppo, che supportano l'adozione di decisioni
consapevoli;
- programmi attivati dal Gruppo che supportano la l'alfabetizzazione finanziaria e assicurativa,
concorrendo al rafforzamento della relazione di fiducia tra Gruppo e clienti in un settore in cui è
fondamentale che i clienti ricevano informazioni esatte e accessibili in merito ai servizi che
acquistano
Impatto positivo
(potenziale)
BT
MT
(S4-RO1) Rischi reputazionali a seguito di perdita di riservatezza, integrità e / o disponibilità
dei dati, o mancata conformità normativa, che determinano perdita di fiducia da parte dei
clienti di tutte le tipologie
Rischio (potenziale) BT MT
Inclusione
sociale dei
consumatori e /
o degli
utilizzatori finali
Non
discriminazione
Accesso a
prodotti e servizi
Pratiche
commerciali
responsabili
(S4-I3) Creazione di valore condiviso tra Gruppo e clienti, aumento della resilienza finanziaria e
riduzione della vulnerabilità per i gruppi più svantaggiati grazie alla possibilità di trasferire il
rischio in una pluralità di ambiti
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
(S4-I4) Creazione di valore condiviso tra Gruppo e clienti e incremento dell'accesso alla
copertura assicurativa grazie alla predisposizione di soluzioni personalizzate
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
(S4-I5) Qualità e rapidità del servizio e assenza di esborso economico diretto, grazie alla
liquidazione canalizzata dei sinistri da parte del Gruppo, con conseguente aumento della
soddisfazione e fidelizzazione dei clienti
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
Valorizzazione e
utilizzo
responsabile
dei dati (ambito
specifico per
l'entità)
- (S4-I6) Contributo della telematica per promuovere presso i clienti comportamenti virtuosi e
supportare le attività quotidiane, determinando comportamenti meno rischiosi e meno
impattanti dal punto di vista ambientale
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
LT
(S4-RO2) Rischi (strategici e operativi) connessi all'aumento della vulnerabilità dei sistemi
informatici ad attacchi dall'esterno, con potenziale compromissioni della capacità di
raggiungere obiettivi aziendali
Rischio (potenziale) BT MT
(S4-RO3) Riduzione dei costi in seguito al contrasto delle frodi grazie all'utilizzo di dati e
telematica, determinando anche maggiore equità tra i clienti
Opportunità
(effettivo e
potenziale)

Sottotema Sotto
sottotema
Descrizione ed effetti IRO I / R / O Orizzonte
temporale*
Cambiamenti
demografici
- (S4-RO4) Potenziali effetti significativi sul business legati a diverse categorie di rischio
"tradizionali" in conseguenza dei cambiamenti demografici: rischio strategico (ad esempio, per
riduzione assicurabilità delle fasce più vulnerabili, aumento della morosità); rischio tecnico
assicurativo vita (ad esempio, per impatti invecchiamento popolazione su rischio assunto in
ambito welfare e previdenza); rischio tecnico assicurativo danni e salute (ad esempio, per
incremento della sinistrosità dovuta ad aumento morbilità cronica e acuta); rischio
reputazionale (ad esempio, per mancato adeguamento dell'offerta ai nuovi bisogni della
popolazione)
Rischio (potenziale) BT MT
LT
(S4-RO5) Sviluppo di nuovi servizi assicurativi e non assicurativi in grado di cogliere le esigenze
di una popolazione che evolve, con particolare riferimento all'accompagnamento e supporto
nell'invecchiamento
Opportunità
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
LT

* BT=Breve Termine; MT=Medio Termine; LT=Lungo Termine

Tutti gli impatti sopra indicati hanno origine e sono strettamente collegati alla strategia e al modello aziendale del Gruppo in quanto possono essere generati dalle società nello svolgimento delle loro attività di business e, in alcuni casi, sono potenzialmente rafforzati da scelte strategiche quali l'uso sempre più intensivo di Data e Analytics. Gli effetti finanziari attesi e attuali dei rischi e delle opportunità costituiscono un elemento fondamentale per la definizione della strategia aziendale di breve medio e lungo termine. Coerentemente a quanto previsto dai principi contabili vigenti, ove applicabile e pertinente, il contesto di rischi e opportunità e la relativa strategia sono stati tenuti in considerazione ai fini della predisposizione del bilancio consolidato del Gruppo Unipol, sia in termini attuali (es. accantonamenti per rischi o oneri futuri), sia prospettici (es. valutazione di impairment di attivi finanziari o di avviamenti). L'impegno del Gruppo nel cogliere in modo strutturato i macro-trend legati ai consumatori e utilizzatori finali e comprendere il loro impatto sulle diverse dimensioni del business e secondo i diversi orizzonti temporali, è volto a fornire alle Funzioni e società gli strumenti per definire risposte strategiche in grado di garantire la resilienza della strategia e del modello aziendale a fronte degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti.

Oltre a impatti, rischi e opportunità individuati a livello di Gruppo, si segnala che:

  • in relazione ad alcune società, i sottotemi sopra elencati sono emersi come rilevanti anche per una dimensione ulteriore a quella valutata come rilevante a livello di Gruppo. Questo vale per il sottotema Inclusione sociale dei consumatori e/o degli utilizzatori finali, che è stato valutato come rilevante anche secondo la dimensione finanziaria per le società UniSalute, Linear, UnipolRental, e Gruppo UNA; nonché per il sottotema Cambiamenti demografici, che è stato valutato come rilevante anche secondo la dimensione dell'impatto per le società UniSalute, Arca Vita e Arca Assicurazioni, per le specificità dei settori e dei canali di operatività. In tali casi, nella descrizione delle modalità di gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi ai sottotemi saranno integrati ove opportuno specifici riferimenti a entrambe le dimensioni;

il sottotema Sicurezza personale dei consumatori e/o degli utilizzatori finali, che non è risultato rilevante in ottica aggregata, è invece risultato rilevante secondo la dimensione finanziaria per le società UnipolRental e Gruppo UNA. In tale caso, sarà integrata una sintetica descrizione delle modalità di gestione dei rischi e delle opportunità per tali entità.

Le politiche che presidiano la relazione con i clienti

Unipol ha predisposto un articolato insieme di politiche di adozione volontaria per gestire impatti, rischi e opportunità rilevanti connessi ai consumatori e utilizzatori finali, che integra quelle obbligatorie volte a rispondere a richieste normative e regolamentari (caratteristiche di un settore soggetto a vigilanza come quello assicurativo).

Tra queste, la Politica in materia di Sostenibilità88 definisce specifici impegni in merito a:

88 La Politica in materia di Sostenibilità prevede la gestione degli IRO Indicati nella tabella del paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti nella relazione con i clienti" come S4-I2, S4-I3, S4-I4, S4-I5, S4-RO4, S4-RO5.

  • inclusione finanziaria. Il Gruppo favorisce iniziative e progetti inclusivi che garantiscano l'ampliamento dell'accesso ai servizi, assicurativi e non, a fasce della popolazione svantaggiate e contribuiscano alla mitigazione delle disuguaglianze. L'impegno di Unipol in questo ambito è volto, in primo luogo, a ridurre il gap di protezione che caratterizza il contesto in cui opera, facendo leva sulle opportunità fornite dalla grande disponibilità di dati e dalla digitalizzazione per accrescere la resilienza dei gruppi a basso reddito, bilanciando le opportunità provenienti dalla crescente personalizzazione delle tariffe con le logiche di mutualità su cui si basa il meccanismo assicurativo, anche al fine di evitare approcci discriminatori e di penalizzazione di persone a vario titolo vulnerabili; nonché a diffondere l'assicurazione come strumento per promuovere la crescita economica e ridurre le disuguaglianze, supportando le persone e famiglie che subiscono degli shock nella gestione dei redditi e incoraggiando azioni di mitigazione del rischio;
  • educazione finanziaria. Unipol mira a costruire consapevolezza e competenze di cittadinanza economica nelle diverse generazioni, attraverso iniziative di educazione finanziaria e assicurativa rivolte a differenti categorie di cittadini e imprese;
  • tutela del cliente. Unipol si è impegnata nel tempo a diffondere una cultura della correttezza e della trasparenza, supportate dalla definizione di stringenti procedure di controllo, per garantire il corretto trattamento del cliente, evitando in particolare l'adozione di pratiche di marketing e di sviluppo del prodotto non orientate a rispondere ai bisogni delle persone e l'uso di strumenti di comunicazione poco trasparenti. In ambito assicurativo, il Gruppo si impegna ad agire con equità e tempestività per tutelare i diritti al risarcimento e considera la consulenza assicurativa uno strumento efficace di protezione dei clienti vulnerabili, per la consapevolezza delle conseguenze delle condizioni nei contratti assicurativi. Unipol, infine, definisce e adotta processi e presidi volti a garantire la sicurezza di prodotti e servizi, tenendo conto delle specificità operative delle diverse società che lo compongono.

Con specifico riferimento ai diritti umani, nelle Linee Guida in materia di Diritti Umani89 Unipol si è impegnata ad adottare un sistema di presidi per garantire che, nelle proprie interazioni con i clienti, ne siano rispettati i diritti e l'integrità personale e ne sia tutelata la sicurezza, e a mettere a disposizione dei clienti una pluralità di canali di accesso per facilitare la comunicazione con le aziende del Gruppo, attivando inoltre specifici canali di ascolto per sollecitare l'espressione di valutazioni sulle loro relazioni con le società del Gruppo, nonché sul Gruppo nel suo complesso.

Le linee guida del Gruppo per la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei loro dati personali sono definiti all'interno della Politica in materia di protezione e valorizzazione dei dati personali90, che definisce:

  • il Modello organizzativo (organizzazione e ruoli, persone, cultura e competenze);
  • il Modello operativo (processi, regole e documentazione);
  • il Modello architetturale (dati personali, tecnologie e strumenti).

Gli strumenti di applicazione di tale Politica prevedono che, per ogni attività che può potenzialmente ledere i diritti degli interessati, questi ultimi siano al corrente dell'esistenza di strutture a cui rivolgersi per esprimere preoccupazioni o esigenze e ricevere assistenza in merito al trattamento dei dati personali da parte del Gruppo. La diffusione e la conoscenza presso gli stakeholder, in primo luogo i clienti, dei canali attraverso cui fare le segnalazioni è garantita dalla disponibilità di sezioni dedicate sui siti web istituzionali e commerciali delle varie aziende del Gruppo. Inoltre, in tutte le documentazioni di informativa precontrattuale e nelle comunicazioni periodiche in corso di contratto viene data adeguata evidenza alle informazioni concernenti il trattamento dei dati personali.

La Politica include un allegato, la "Unipol Data Vision"), che definisce gli impegni assunti dal Gruppo nei confronti dei propri clienti, e di tutti gli stakeholder, affinché la protezione accordata ai dati personali che sono nella disponibilità delle società in perimetro sia sostenuta da una crescente attività di valorizzazione. La "valorizzazione" dei dati personali è l'attività di promozione, sviluppo ed arricchimento del patrimonio informativo del Gruppo per la creazione di valore condiviso tra Unipol e gli stakeholder. La valorizzazione responsabile dei dati può generare valore sia per i clienti, in quanto le società del Gruppo possono comprendere meglio i loro bisogni reali di protezione e servizio e quindi fornire soluzioni mirate e concrete, sia per le società del Gruppo, in ragione del fatto che la raccolta e l'utilizzo dei dati permettono una migliore conoscenza dei rischi e delle opportunità, che comporta maggiore consapevolezza e quindi una maggiore sostenibilità complessiva.

A completamento dell'approccio di tutela dei dati personali ci sono la Politica in materia di data governance, che definisce le linee guida per un efficace governo del dato lungo il suo ciclo di vita nell'ambito del Gruppo Unipol, e la Politica di sicurezza delle informazioni, che individua le linee guida di indirizzo in materia di gestione del rischio informatico e di sicurezza delle informazioni.

89 Le Linee Guida in materia di Diritti Umani prevedono la gestione degli impatti Indicati nella tabella del paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti nella relazione con i clienti" come S4-I1.

90 La Politica in materia di protezione e valorizzazione dei dati personali, insieme all'allegato Unipol Data Vision, prevede la gestione degli impatti Indicati nella tabella del paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti nella relazione con i clienti" come S4-I1, S4-I6, S4-RO1, S4-RO2, S4-RO3.

Le società del Gruppo non aventi sede legale in Italia si sono dotate di una propria politica in materia di protezione dei dati personali coerente con quella della Capogruppo.

Le politiche sono redatte in conformità alle norme riconosciute a livello internazionale pertinenti per i clienti, compresi i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. Il Gruppo non ha riscontrato nella catena del valore a valle violazioni dei principi del Global Compact delle Nazioni Unite e delle linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali che interessano i clienti.

Il coinvolgimento dei clienti

Unipol ha strutturato modalità di relazione con i clienti volte a raccoglierne e comprenderne gli interessi e le opinioni, che prende in considerazione al fine di tutelarne i diritti e individuare opportunità di creazione di valore condiviso, sia sollecitandoli attraverso azioni di ascolto e coinvolgimento, sia aprendo canali per consentire la loro spontanea manifestazione.

I risultati delle azioni di ascolto dei clienti sono messi a fattor comune delle Funzioni aziendali che si occupano, a vario titolo, dello sviluppo di servizi e soluzioni, dell'innovazione, delle attività di relazione e comunicazione, della strutturazione dei presidi di tutela, in modo che le loro istanze possano essere adeguatamente considerate. Questo vale in particolare nell'attività di sviluppo dei prodotti assicurativi: le Compagnie assicurative del Gruppo integrano, nei processi di sviluppo, valutazioni sulla capacità dei prodotti di rispondere a istanze sociali e ambientali di interesse dei consumatori, per facilitarne la considerazione e rafforzare progressivamente la consapevolezza interna su tali temi. Allo stesso modo, anche le politiche e azioni del Gruppo volte a garantire la gestione corretta delle pratiche commerciali, delle procedure distributive, delle strategie di marketing e pubblicitarie sono definite considerando le segnalazioni e le preoccupazioni dei consumatori in merito alla tutela dei propri diritti.

Unipol Assicurazioni ha strutturato diversi processi di coinvolgimento dei clienti assicurativi, svolti in varie fasi della relazione e con differenti finalità. In particolare, vengono coinvolti:

  • due volte l'anno in indagini continuative di soddisfazione, con l'obiettivo di conoscere i bisogni e individuare esigenze e aspettative in ambito assicurativo, utili a comprenderne le priorità e supportare i processi di sviluppo e aggiornamento dei prodotti;
  • in indagini (relative al cosiddetto progetto VOC- Voice of Customer) volte a monitorare e comprendere la loro esperienza con il Gruppo, in generale e in relazione a specifici momenti della customer journey, in logica omnicanale. Il fine principale di questa iniziativa è individuare eventuali criticità nell'esperienza del cliente che incidano sulla sua soddisfazione complessiva, comprenderne i motivi e proporre eventuali azioni di miglioramento.

Gruppo UNA ha strutturato un sistema di ascolto continuo che si avvale di una pluralità di strumenti (questionari Post Stay Survey – PSS e On Site Survey – OSS, monitoraggio delle recensioni online), per raccogliere feedback costanti che consentono di comprendere le aspettative e i bisogni degli ospiti delle strutture alberghiere.

Infine, un campione di clienti di servizi assicurativi e non assicurativi viene coinvolto nella survey annuale del Gruppo sulla reputazione. Le sezioni dell'indagine relativa a "Product&Services" e a "Innovation" consentono di raccogliere la percezione dei clienti sugli impatti dell'offerta del Gruppo rispetto alle loro esigenze e aspettative, nonché comprendere le eventuali conseguenze in termini di rischio reputazionale.

Le funzioni che, nella Capogruppo, hanno la responsabilità operativa di assicurare che il coinvolgimento abbia luogo sono la Direzione Marketing and Commercial Communication, che rientra nell'ambito di responsabilità dell'Insurance General Manager, nonché la Direzione Communication and Media Relations e il Chief Risk Officer per quanto riguarda le survey focalizzate sulla reputazione.

Sono regolarmente istituiti tavoli di confronto con le funzioni aziendali interessate, per condividere le evidenze riscontrate nelle indagini e valutare possibili azioni di miglioramento per le fasi di relazione con il cliente ritenute critiche. A seguito delle azioni intraprese dalle aree di business, avviene un monitoraggio successivo per valutarne l'efficacia.

Unipol svolge attività di coinvolgimento approfondite e mirate per comprendere il punto di vista dei consumatori potenzialmente vulnerabili in particolare qualora debba sviluppare servizi ad essi dedicati, attraverso l'engagement diretto di associazioni impegnate nella tutela degli interessi specifici di tali segmenti.

I canali di accesso e i processi di rimedio

Per un settore regolamentato come quello assicurativo, la definizione dei canali attraverso cui i consumatori e gli utilizzatori finali possono esprimere le proprie preoccupazioni, e la strutturazione di processi per porre rimedio agli impatti negativi rilevanti, sono orientate da previsioni e requisiti definiti dalla normativa e dall'Autorità di Vigilanza. Sulla base di questo impianto Unipol ha strutturato il proprio approccio (coerente con le principali indicazioni degli organismi internazionali in materia) prevedendo una pluralità di

procedure. Il Gruppo ha definito una Politica di gestione dei reclami che ha come obiettivi: preservare la correttezza dei rapporti tra la clientela, gli intermediari e le Compagnie; assicurare la tutela dei diritti, delle informazioni e dei dati personali della clientela; rendere disponibile un'informativa su eventuali prodotti, servizi e processi aziendali oggetto di particolari o frequenti lamentele da parte della clientela, delle relative cause e una valutazione del loro possibile impatto su altri prodotti o processi, al fine di definire adeguati interventi di rimedio e opportune azioni di prevenzione per il futuro.

Le società del Gruppo si impegnano a garantire sistemi flessibili e idonei a semplificare i rapporti con la clientela affinché la stessa possa esprimere le proprie preoccupazioni; per i reclami sono infatti predisposi quali appositi form online, ticket interni, PEC, numeri di assistenza, chat, processi di dialogo/ascolto. Le informazioni relative a come sporgere un reclamo e come questo viene gestito sono disponibili tramite diversi canali (in home page nel sito internet, nella documentazione precontrattuale e periodica dei prodotti). In particolare, vengono esplicitate le modalità di presentazione del reclamo all'impresa e la tempistica di risposta, ed è indicata la funzione aziendale incaricata dell'esame con i relativi recapiti, la cui collocazione organizzativa è idonea a garantirne l'imparzialità di giudizio.

Attraverso i percorsi definiti possono essere raccolti reclami relativi al comportamento delle Compagnie assicurative del Gruppo, nonché a quello degli agenti e degli intermediari, presidiando, così, la tutela dei clienti anche lungo la catena distributiva. La Politica definisce gli strumenti da utilizzare per la raccolta dei reclami, i processi interni e le responsabilità definite per la loro gestione, le modalità di riscontro e il sistema di reportistica adottato per attivare processi di miglioramento nelle aree oggetto di segnalazioni da parte dei consumatori. Nel caso di mancato o parziale accoglimento del reclamo, nella risposta al reclamante sono fornite una chiara spiegazione della posizione della Compagnia e un'informativa in merito alla possibilità di interessare, in primo luogo, l'Autorità giudiziaria, o di rivolgersi all'Autorità di Vigilanza o di utilizzare sistemi alternativi per la risoluzione delle controversie previsti a livello normativo o convenzionale, specificandone le modalità.

L'Ethics Officer può essere coinvolto come "facilitatore" di possibili soluzioni a fronte di richieste ed esigenze dei clienti, in collaborazione con la Funzione Customer Advocacy.

Approcci ugualmente strutturati sono adottati dalle società che offrono servizi non assicurativi, quali società e Salute, Gruppo UNA e UnipolRental che, in particolare, nell'ambito del mantenimento della certificazione UNI EN ISO 9001:2015, ha identificato per il prossimo triennio di pianificazione industriale un progetto volto alla realizzazione di un sistema di Customer Relationship Management (CRM) per gestire in modo evoluto i touch point con clienti e utilizzatori.

Non sono previste specifiche regole per proteggere dalle ritorsioni le persone che avanzano dubbi o segnalazioni, ma al reclamante è garantito il diritto di reiterare le lamentele ogni qualvolta lo ritenga opportuno. I reclami sono gestiti nel rispetto dei diritti alla riservatezza e alla protezione dei dati da parte delle strutture competenti, mentre non è consentito ai consumatori e/o agli utilizzatori finali di ricorrere a tali meccanismi in forma anonima.

A supporto della consapevolezza da parte dei clienti dell'esistenza dei canali di espressione è da segnalare che la Compagnie assicurative italiane hanno ricevuto e gestito nel 2024 22.145 reclami e 5.733 seguiti (i casi in cui il cliente ritiene non soddisfacente la replica della compagnia, lasciando aperta la segnalazione). Le stesse pubblicano annualmente, sul proprio sito internet, un rendiconto sull'attività di gestione dei reclami che riporta, in sintesi, i dati, le tipologie di reclami pervenuti e il relativo esito.

Per quanto riguarda il settore alberghiero, Gruppo UNA ha gestito, nel 2024, un totale di 104 reclami, focalizzati su modifiche e cancellazioni delle prenotazioni, pulizia e manutenzione.

La numerosità dei reclami e il fatto che le informazioni relative a come sporgere un reclamo siano rese disponibili nei documenti accessibili ai clienti rappresentano due fattori che il Gruppo utilizza per valutare che i consumatori e/o utilizzatori finali siano al corrente di tali canali di segnalazione.

Le azioni per gestire gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in relazione ai clienti

La gestione degli impatti

Con riferimento ai potenziali impatti negativi per i clienti derivanti dalla perdita, dalla diffusione impropria e dall'utilizzo improprio dei loro dati, il Gruppo ha definito, secondo lo standard ISO 27001, le linee guida di indirizzo in materia di cyber security, che prevedono l'adozione di misure di sicurezza fisica, logica e procedurale volte a garantire la protezione appropriata e coerente delle informazioni trattate attraverso i sistemi informatici lungo l'intero ciclo di vita.

Il Piano Strategico 2022-2024 ha previsto iniziative volte al rafforzamento e all'evoluzione della cyber security, che hanno portato all'aggiornamento delle politiche e delle procedure aziendali in funzione dell'evoluzione normativa e delle minacce cyber. La formazione è considerata un elemento essenziale di prevenzione e mitigazione: sono state portate avanti in tutto il triennio iniziative di cyber awareness per il personale tecnico e gli utenti finali, volte alla mitigazione del rischio legato al fattore umano, che si concretizzano in corsi

rivolti a dipendenti e intermediari, nonché un workshop di sicurezza applicativa rivolto specificamente alla popolazione aziendale dei programmatori. Dal 2013 Unipol è certificata secondo lo standard internazionale di sicurezza ISO/IEC 2700147 per il servizio di Firma Elettronica Avanzata e, annualmente, è sottoposta a verifica di auditor esterni.

L'analisi dei rischi operativi in materia cyber è svolta in modo strutturato e diffuso tra le società del Gruppo e consente di individuare e prioritizzare le azioni a presidio degli impatti negativi.

Tali azioni coprono trasversalmente le attività del Gruppo, con particolare attenzione rivolta ai processi che prevedono maggiori attività di trattamento dei dati: in ambito assicurativo, la sottoscrizione e la gestione sinistri; in ottica generale, il call center e il marketing. Le attività di presidio coinvolgono anche i fornitori in ambito GDPR e in ambito servizi ICT, rispetto ai quali (nell'ambito del processo di Verifiche sulle Terze Parti e secondo logiche risk-based) vengono eseguiti approfondimenti in merito alla gestione dei dati.

Le azioni descritte sono realizzate in ottica continuativa: il Gruppo effettua una pianificazione triennale delle direttrici fondamentali, in coerenza con gli obiettivi che il Piano Strategico ha definito in ambito di dati, e declina annualmente le azioni specifiche. Il Piano Strategico 2025-2027 individuerà quindi il quadro entro il quale saranno dettagliate le azioni da realizzare per il relativo triennio.

Il sistema di presidio strutturato prevede che, in caso di rilevazione di un data breach (cioè una violazione di sicurezza che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l'accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati), si attivino le strutture competenti, che intervengono secondo procedura, gestendo e risolvendo tempestivamente i casi in modo da minimizzare le conseguenze dell'evento. Ogni segnalazione ricevuta viene valutata in base alle previsioni di specifiche direttive interne scritte e pubblicate sulla intranet aziendale.

L'efficacia di questo approccio viene monitorata e valutata prendendo in considerazione la capacità di prevenire le violazioni, con particolare riferimento agli eventi di significativa gravità ovvero quelli che devono essere notificati al Garante per la protezione dei dati personali in quanto comportano un rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

Questo approccio ha fatto sì che, nel 2024:

  • in nessun caso è stata irrogata alcuna sanzione amministrativa, e di conseguenza non sono state pagate somme a titolo di risarcimento;
  • le violazioni notificate all'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali sono state 20, la gran parte delle quale riferibili un singolo evento che ha coinvolto 15 diverse società titolari del Gruppo, generando pertanto 15 notifiche;
  • sono pervenute dal Garante per la Protezione dei Dati Personali due denunce documentate per presunta violazione della privacy, alle quali è stato dato tempestivo riscontro, senza alcun seguito da parte dell'Autorità stessa.

Pur a fronte di specifici episodi legati ai dati, dunque, non sono stati segnalati gravi problemi o incidenti in materia di diritti umani connessi ai consumatori e agli utilizzatori finali.

Nel 2024 Unipol ha portato avanti una pluralità di azioni volte a generare impatti positivi, contribuendo positivamente a migliorare i risultati sociali per i consumatori e gli utilizzatori finali, intervenendo nei diversi ambiti nei quali ha individuato la possibilità di determinare impatti positivi rilevanti.

Si possono evidenziare:

- Iniziative volte a supportare i consumatori nell'adozione di decisioni consapevoli, grazie a informazioni corrette e trasparenti

L'attività assicurativa ha un significativo livello di complessità, basandosi sulla costruzione di fiducia tra consumatori e Compagnia. Nella fase di predisposizione del materiale commerciale e di comunicazione, le società del Gruppo redigono i documenti d'offerta tenendo conto delle continue evoluzioni in materia e impegnandosi a migliorarne trasparenza e semplicità nel linguaggio; lo stesso avviene nella definizione dei messaggi pubblicitari. Regole interne e procedure prevedono che le comunicazioni e il materiale pubblicitario dei prodotti siano soggette a un percorso interno di autorizzazione, siano chiaramente identificabili come tali, siano imparziali e complete per non indurre in errore circa le caratteristiche, la natura, le garanzie, e i rischi del prodotto offerto. Il presidio sul processo di predisposizione dei messaggi pubblicitari monitora anche la pubblicità di prodotti assicurativi Vita e Danni mediante siti internet (inclusi quelli di agenzia), pagine di social network e applicazioni. Consapevoli dei rischi e degli impatti del greenwashing come forma di pubblicità ingannevole, le società del Gruppo adottano comuni orientamenti fondati sull'attenzione all'accuratezza e affidabilità delle strategie e dei dati alla base delle comunicazioni a tema di sostenibilità, nel rispetto dei principi disciplinati dall'art. 36 del Regolamento 41 di IVASS e della normativa europea (Regolamento (UE) 2019/2088 e Regolamento Delegato (UE) 2021/1288). L'attenzione è volta a fornire dichiarazioni in merito alla sostenibilità che siano accurate, precise e che rappresentino in modo equo il profilo di sostenibilità del prodotto o della società stessa, evitando ambiguità e omettendo aspetti che potrebbero creare una percezione errata del contributo effettivo del prodotto o della società alla sostenibilità.

- Iniziative a supporto dell'alfabetizzazione finanziaria e assicurativa

Unipol attua iniziative di educazione finanziaria in modo autonomo (https://www.unipoleos.it/it/index.html) e in collaborazione con FEduF (Fondazione per l'Educazione Finanziaria e al Risparmio), con l'obiettivo di avvicinare i giovani al mondo del lavoro e alla cultura previdenziale.

- Iniziative per la diffusione della liquidazione canalizzata dei sinistri

Iniziativa che determina migliore qualità e maggiore rapidità del servizio e assenza di esborso economico diretto per i consumatori

Il modello liquidativo del Gruppo in relazione alle polizze Auto, Infortuni e R.C. Generale prevede, per le persone danneggiate con lesioni lievi, un servizio specifico fornito da decine di Centri di Perizia Medica (CPM) distribuiti sul territorio, con la possibilità di effettuare la visita medico-legale direttamente presso gli uffici della Compagnia, per poi ricevere prontamente la liquidazione del sinistro, con una significativa velocizzazione dei tempi.

Unipol opera costantemente per incentivare il ricorso alla riparazione in forma diretta, investendo nell'ampliamento dei network in ambito Mobility, Welfare e Property, con una strategia che coinvolge anche società non assicurative del Gruppo che operano nell'ambito degli Ecosistemi.

Un significativo indicatore di efficacia di tali azioni è rappresentato dal tasso di fidelizzazione dei clienti che usufruiscono della canalizzazione dei sinistri, superiore rispetto a quelli che non lo fanno.

- Iniziative a supporto della resilienza finanziaria e dell'accessibilità al trasferimento del rischio, anche per gruppi più svantaggiati

Le principali azioni adottate a supporto della resilienza finanziaria e dell'accessibilità sono:

  • o il frazionamento mensile a tasso zero del premio assicurativo attivo sul segmento Auto e sui principali prodotti standard Rami Elementari, che ha riguardano nel 2024 un milione di polizze, pari a una raccolta premi di oltre euro 620 milioni;
  • o le coperture "smart", accessibili in modo semplice e veloce, che rispondono a livelli di reddito diversi e forniscono opzioni assicurative a prezzi contenuti, come quelle rivolte a micro-imprese e start-up;
  • o in ambito Auto, l'offerta BeRebel che offre soluzioni pienamente personalizzabili, consentendo l'adattabilità on-demand delle coperture e dei periodi di blocco offrendo ai clienti il controllo della protezione assicurativa di cui hanno bisogno, in base alle loro abitudini di guida;
  • o la soluzione assicurativa per gli Enti del Terzo Settore, che consente un'elevata personalizzazione in base alle diverse finalità economiche e sociali degli enti stessi.

- Contributo della telematica per promuovere presso i clienti comportamenti virtuosi e supportare le attività quotidiane

L'ampia diffusione della telematica a supporto dell'assicurazione in ambito Mobility è una caratteristica distintiva di Unipol, che è il principale operatore in Europa in questo ambito. Grazie alle potenzialità offerte dalla telematica, sono a disposizione soluzioni per prevenire e proteggere dai rischi della mobilità, come i servizi di assistenza e allerta sulla pericolosità degli stili di guida e la garanzia "Assistenza Completa", che prevede anche servizi dedicati alle nuove esigenze degli utilizzatori di auto elettriche.

Le polizze con telematica Unibox costituiscono a fine 2024 il 41% del totale polizze Auto di Unipol Assicurazioni, corrispondente al 47% dei relativi premi. Completano l'offerta auto telematica del Gruppo le soluzioni di Arca Assicurazioni e le diverse soluzioni di Linear. Complessivamente, nel 2024 sono stati gestiti dal Gruppo 264 Terabyte di dati.

Le azioni suindicate hanno anche la funzione di perseguire opportunità rilevanti connesse all'Inclusione sociale dei consumatori e/o degli utilizzatori finali per le società che hanno valutato tale tema rilevante anche per la dimensione finanziaria.

Le azioni descritte attengono al periodo di pianificazione strategica 2022-2024 e nella fase attuale ne è prevista la prosecuzione. Il Piano Strategico 2025-2027 individuerà il quadro entro il quale saranno dettagliate le azioni da realizzare per il triennio successivo.

La gestione dei rischi e delle opportunità

Unipol ha definito azioni per mitigare i rischi rilevanti nell'ambito della relazione con consumatori e utilizzatori finali, e in particolare:

  • in merito ai rischi reputazionali che, a seguito di perdita di riservatezza, integrità e/o disponibilità dei dati, o mancato conformità normativa in relazione a dati e privacy, determinano perdita di fiducia da parte dei consumatori. Tali rischi sono conseguenza degli impatti negativi sopra citati, e si rimanda alle azioni descritte per prevenire tali impatti negativi;
  • in merito ai rischi strategici e operativi connessi all'aumento della vulnerabilità dei sistemi informatici ad attacchi dall'esterno, che possono compromettere la possibilità di raggiungere gli obiettivi aziendali. Le azioni sopra citate rappresentano un presidio di prevenzione e mitigazione anche in questo ambito;
  • in merito ai rischi strategici, tecnici assicurativi vita e danni e reputazionali connessi ai cambiamenti demografici, il Gruppo è attivo attraverso gli strumenti di identificazione e valutazione dei rischi per comprendere pienamente, monitorare e valutare gli impatti dei fenomeni in atto. Unipol ha inoltre costituito "Welfare, Italia", un think tank attraverso il quale anima una piattaforma di discussione, condivisione di idee e valorizzazione di buone pratiche di carattere pubblico, privato e no profit. Il percorso coinvolge decisori, esponenti del Governo nazionale e locale, parti sociali, casse e fondi di previdenza e assistenza, rappresentanti di imprese, università e terzo settore e ha l'obiettivo di fornire un contributo concreto alla definizione di una nuova visione del welfare per il contesto italiano. Tutti questi strumenti sono impiegati a supporto dell'evoluzione dell'offerta del Gruppo in tale ambito, volta a perseguire le opportunità come descritto a seguire. Il think tank è attivo dal 2019 e ne è prevista la continuazione.

Il Gruppo si è inoltre impegnato nel realizzare azioni volte a perseguire le opportunità rilevanti, tra le quali si possono evidenziare:

- Iniziative volte a contrastare le frodi grazie all'utilizzo di dati e telematica, al fine di riduzione costi

La funzione Legale Penale, Antifrode e Riscontro Autorità lavora costantemente, insieme alle funzioni deputate nell'Area Claims e nell'Area Information, allo sviluppo e affinamento di nuove metodologie e applicativi informatici dedicati all'individuazione delle frodi, basati anche su motori di ricerca e sistemi predittivi. In questo ambito, come previsto dalla direttrice di Piano Strategico 2022-2024 "Data-driven Omnichannel Insurance", Unipol ha lavorato nell'ultimo triennio allo sviluppo e all'evoluzione del motore antifrode (denominato "Rulex"), grazie all'integrazione con i dati di portafoglio relativi a determinati prodotti dei Rami Elementari, che ha rafforzato la creazione di modelli predittivi in questo ambito. Sono inoltre attivi il Modello Predittivo RCA e il Modello Predittivo CVT relativo ai rami Furto e Kasko. L'affinamento dei metodi e criteri per l'individuazione delle frodi è continuo e supportato da investimenti in innovazione tecnologica per lo sviluppo di soluzioni basate sulla gestione dei dati.

- Sviluppo di nuovi servizi assicurativi e non assicurativi in grado di cogliere le esigenze di una popolazione che evolve, con particolare riferimento all'accompagnamento e supporto nell'invecchiamento

Il Gruppo è impegnato a cogliere opportunità in questo ambito, come previsto dalla direttrice del Piano Strategico 2022-2024 "Focus Salute e Life Cycle". Nel corso del triennio di Piano, Unipol ha fatto evolvere la propria offerta Vita&Salute in ottica Life Cycle ("Ciclo di vita" o "Fasi della vita"), proponendo soluzioni assicurative e servizi di assistenza studiati per rispondere alle esigenze specifiche che si manifestano nei diversi periodi della vita. In particolare, l'offerta dedicata ai privati "UniSalute al tuo fianco", realizzata in sinergia con UniSalute e acquistabile presso le Agenzie del Gruppo, è stata progettata per adattarsi alle esigenze dell'Assicurato/a, e propone tre soluzioni rivolte a diversi segmenti di popolazione: Giovani, adatta a chi studia o affronta le prime esperienze lavorative anche lontano da casa; Genitori, con prestazioni sanitarie specifiche per i genitori e servizi utili per l'assistenza e la gestione dei figli; Senior, per chi ha superato i 60 anni, anche per i casi di non autosufficienza con tanti servizi utili specifici fruibili sull'App SiSalute Up. Si tratta di un approccio ampio e integrato tra soluzioni tipicamente assicurative e servizi di assistenza innovativi. Anche l'offerta di UniSalute, acquistabile online sul sito unisalute.it. propone soluzioni che rispondono alle necessità emergenti della popolazione grazie alla formula "UniSalute Per Te". L'utente può costruire, in modo rapido e intuitivo, la propria copertura sanitaria personalizzata, rispondendo a poche e semplici domande, e ottenere così soluzioni su misura. Tra le soluzioni abbinabili alla polizza base, le seguenti sono rivolte a fasce di popolazione con esigenze specifiche:

  • o My Baby è dedicata alla neomamma e al suo bambino. Per la madre, prevede trattamenti fisioterapici riabilitativi per la madre nel periodo post·parto, il servizio SiSereno, fornito da SiSalute, per video-sedute psicologiche a tariffe speciali; per il neonato, il pagamento delle spese per visite specialistiche e accertamenti diagnostici del neonato, nonché quelle pre e post ricovero. Inoltre, è previsto un medico a disposizione attraverso chat e/o televisite.
  • o My Support è dedicata al care giver e alla persona assistita. Le coperture e i servizi previsti aiutano il care giver a prendersi cura del suo assistito nelle attività quotidiane (con l'invio di personale medico o badanti a domicilio e mettendo a

disposizione telefonicamente un medico) e/o nei casi in cui non lo stesso care giver non è fisicamente in grado di farlo (ad esempio, perché è in fase di recupero da un ricovero), per il trasporto sanitario dell'assistito per effettuare visite o cicli di terapia. Inoltre, è previsto anche il servizio SiSereno, fornito da SiSalute, per prenotare video-sedute psicologiche a tariffe agevolate.

L'offerta in ambito Salute comprende la copertura del rischio di non autosufficienza, come nel prodotto Unipol Autonomia Costante. Il modello di assistenza globale integrata messo a punto dal Gruppo prevede la gestione personalizzata di percorsi di cura e consulenza medica di eccellenza nei casi di non autosufficienza e di ospedalizzazione domiciliare a seguito di ricovero.

Anche le soluzioni Vita evolvono introducendo un nuovo modello di proposizione commerciale in ottica Life Cycle. Va in questa direzione l'iniziativa commerciale previdenziale inclusa nel PIP multi-ramo Unipol Previdenza Futura rivolta ai Giovani, con cui si incentiva la previdenza complementare tra i giovani avviando un percorso di copertura dei rischi e di risposta a esigenze che evolveranno nel tempo, anche grazie a una riduzione del 50% delle spese a carico dell'aderente da sostenere fino al compimento del 26° anno di età.

Il perseguimento di opportunità connesse ai cambiamenti demografici è portato avanti anche attraverso l'offerta di servizi nell'ambito dell'Ecosistema Welfare, integrati e/o complementari con l'offerta assicurativa, erogati da tre società del Gruppo. SiSalute, società di UniSalute, offre servizi sanitari non assicurativi e servizi di welfare aziendale sia in integrazione all'offerta assicurativa sia direttamente ai singoli utenti attraverso la proposizione di pacchetti di servizi (Contact Care, Smart Care, Doctor Care, Private Care, Esami e Visite, Fisioterapia) fruibili tramite app (Sisalute Up), che consentono l'accesso alle prestazioni sanitarie nella rete di strutture convenzionate a tariffe scontate e innovativi servizi in ambito sanitario utilizzabili anche online. Tra i servizi offerti anche quello di psicoterapia online SiSereno, che permette di effettuare un percorso psicologico personalizzabile e fruibile tramite videoconsulto mediante psicologi e psicoterapeuti regolarmente iscritti all'Albo.

A Tantosvago e WelBee è affidata la gestione e diffusione dei servizi di Welfare aziendale tramite una piattaforma online multicanale dedicata ai dipendenti delle aziende clienti, che consente l'accesso a un'ampia rete di servizi e prodotti acquistabili, erogati da 40.120 fornitori/partner convenzionati.

Le azioni suindicate hanno anche la funzione di determinare impatti positivi rilevanti connessi ai Cambiamenti demografici per le società che hanno valutato tale tema rilevante anche per quanto riguarda la dimensione dell'impatto.

Le azioni sopra descritte attengono al periodo di pianificazione strategica 2022-2024 e nella fase attuale ne è prevista la prosecuzione. Il Piano Strategico 2025-2027 individuerà il quadro entro il quale saranno dettagliate le azioni da realizzare per il triennio successivo.

Ai fini della gestione sia degli impatti che dei rischi e delle opportunità, nel 2024 Unipol ha realizzato investimenti in ICT per euro 91 milioni. Nell'arco del Piano triennale, tali investimenti sono stati impiegati, nei tre ecosistemi in cui opera il Gruppo, per migliorare la comprensione delle esigenze e la relazione con i clienti (ad esempio, sviluppando modelli predittivi a supporto della relazione e piattaforme che integrano una pluralità di punti di contatto); rafforzare l'eccellenza tecnica (grazie, ad esempio, all'utilizzo di big data analytics per i processi di pricing&underwriting); sviluppare soluzioni per la prevenzione e la protezione con il supporto della tecnologia, a partire dall'ambito Mobility; rafforzare la cybersecurity.

Gli obiettivi e le metriche

L'obiettivo dell'incidenza dei prodotti a valore ambientale e sociale sul portafoglio è volto a monitorare l'efficacia delle azioni volte a rafforzare la propria capacità di generare gli impatti positivi rilevanti sul tema Inclusione sociale dei clienti, nonché realizzare le opportunità rilevanti sul tema cambiamenti demografici.

Tale obiettivo è stato fissato per stimolare le Compagnie a prestare attenzione, nel processo di definizione e conduzione dell'offerta, ai bisogni sociali, cogliendo allo stesso tempo opportunità, in linea con gli obiettivi politici descritti nel paragrafo "Le Politiche connesse ai clienti".

L'obiettivo assunto con il Piano Strategico 2022-2024 è il raggiungimento di un'incidenza dei prodotti a valore ambientale e sociale pari al 30% della raccolta premi complessiva Danni e Vita delle Compagnie Assicurative del Gruppo. L'obiettivo è quindi espresso in termini relativi ed ha come unità di misura una percentuale calcolata sul dato dei premi lordi contabilizzati nell'anno 2022 riferiti al solo lavoro diretto, per le Compagnie assicurative del Gruppo operanti in tutti i contesti geografici, espressi in euro.

Il valore base del dato su cui si è definito l'obiettivo è pari al 25,9%, riferito all'anno 2021. L'obiettivo è stato applicato al periodo 2022- 2024, senza la definizione di traguardi intermedi. È in corso di definizione un obiettivo analogo per il periodo 2025-2027, nell'ambito della definizione del relativo Piano Strategico.

A supporto dell'individuazione dei prodotti a valore sociale, Unipol ha considerato una pluralità di fonti (standard volontari di rendicontazione riconosciuti sul mercato, paper di organizzazioni di settore, benchmark tra i principali attori del settore), al fine di evitare l'autoreferenzialità. A supporto della definizione dell'obiettivo quantitativo si sono considerate le previsioni di premi relative ai prodotti in perimetro utilizzate come ipotesi alla base del Piano triennale, coerenti e conseguenti con gli impegni strategici del Gruppo sul tema. I

dati utilizzati per definire l'obiettivo e per monitorare l'andamento nel tempo sono dati previsionali e gestionali provenienti dai sistemi informativi delle società del Gruppo e che, nella dimensione a consuntivo, alimentano la rendicontazione delle performance finanziarie. Nel 2024 Unipol ha incassato premi per euro 4.923 milioni da soluzioni che integrano crescita economica e valore sociale, pari al 31,5% della raccolta assicurativa diretta. L'obiettivo assunto con il Piano Strategico 2022-2024 è stato quindi raggiunto e superato. Per quanto riguarda l'andamento dei prodotti a valore sociale, l'incidenza dei premi ha registrato nel complesso una crescita di 3,8 punti percentuali rispetto all'anno precedente, determinata in particolare dagli esiti della campagna di frazionamento a tasso zero attiva sul segmento Auto, sui principali prodotti standard Rami Elementari e sull'offerta integrata Salute. Il 64% dei premi associati a soluzioni assicurative orientate a benefici sociali sono riconducibili al business Danni, mentre il 36% del segmento Vita è determinato in particolare dal ruolo di rilievo che il Gruppo occupa in ambito previdenziale.

Prodotti che promuovono comportamenti responsabili

Per valutare i progressi compiuti in merito al sotto-tema dei Cambiamenti Demografici, il Gruppo utilizza anche l'indicatore della percentuale di cittadini italiani raggiunti da coperture di Welfare fornite dalle società del Gruppo Unipol, calcolato come percentuale della popolazione residente in Italia raggiunta dal Gruppo Unipol con coperture assicurative di welfare Vita (fondi pensione) o Salute (assicurazioni sanitarie). Nel 2024 tale quota è pari al 14,8%91.

91 Non è prevista la convalida della misura della metrica da parte di un ente esterno diverso dal soggetto che rilascia l'attestazione della conformità.

Informazioni sulla governance

Condotta delle imprese

Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla condotta d'impresa

L'analisi di rilevanza, svolta secondo il processo descritto nel Capitolo "Informazioni generali", paragrafo "L'analisi di rilevanza", considerati l'ubicazione geografica delle diverse società del Gruppo, l'attività svolta dalle stesse, il settore in cui operano e il modo in cui sono strutturate e organizzate per svolgere le rispettive attività, ha evidenziato che, in merito alla condotta dell'impresa, a livello aggregato di Gruppo ci sono impatti, rischi e opportunità rilevanti in relazione ai seguenti sottotemi:

Sottotema Descrizione ed effetti IRO I / R / O Orizzonte
temporale*
- Cultura d'impresa
- Gestione dei rapporti
con i fornitori,
(G1 – I1) Promozione della legalità nel sistema economico e diffusione di una cultura dell'etica aziendale
basata sul rispetto dei diritti umani e della normativa esterna e interna
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
comprese le prassi di
pagamento
(G1 – I2) Consolidamento di realtà di piccola imprenditoria, grazie a relazioni stabili con il Gruppo (sia per il
mondo assicurativo che non assicurativo) e puntualità dei pagamenti e presidio della legalità nelle filiere
interessate dalle attività del Gruppo (quali i fornitori e le reti di imprese costituite per gestire i sinistri).
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
Protezione degli
informatori
(G1 – I3) Messa a disposizione di canali aperti e sicuri per la segnalazione di anomalie e comportamenti
scorretti e un sistema adeguato di protezione dei whistleblowers e di gestione delle segnalazioni ricevute
(che possono arrivare sia dalla forza lavoro sia da altri portatori di interessi), agevolando anche
l'individuazione tempestiva di ambiti in cui potrebbero verificarsi impatti negativi.
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
- Corruzione attiva e
passiva
- Prevenzione e
individuazione
(G1 – I4) Incidenza negativa sui meccanismi di libera e corretta competizione, determinata da pratiche di
Impatto negativo
corruzione attuate dal Gruppo, sia dal comparto assicurativo sia da quello non assicurativo, con potenziale
(potenziale)
riduzione dell'efficienza ed efficacia del modello aziendale.
BT
MT
compresa la
formazione
- Incidenti
(G1 – I5) Promozione della legalità e mitigazione del rischio di corruzione nel sistema economico grazie
all'approccio del Gruppo alle relazioni commerciali, compresa la selezione dei fornitori.
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
Impegno politico e
attività di lobbying
(G1 – I6) Orientamento a considerare nelle decisioni politiche gli impatti ambientali, sociali e di governance
determinato dalla promozione di pratiche di lobbying responsabili da parte del comparto assicurativo,
stimolando la discussione sul ruolo dell'assicurazione in ambiti chiave dell'organizzazione sociale.
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT
Relazioni con la rete
agenziale
(ambito specifico per
l'entità)
(G1 – I7) Incremento delle competenze e della competitività degli Agenti, grazie a opportunità di formazione
e a un sistema di offerta e strumenti per la relazione con i clienti forniti da Unipol Assicurazioni, che
determinano la qualificazione della Rete Agenziale.
Impatto positivo
(effettivo e
potenziale)
BT
MT

Sottotema Descrizione ed effetti IRO I / R / O Orizzonte
temporale*
Digitalizzazione ed etica
della Intelligenza
Artificiale - IA
(ambito specifico per
l'entità)
(G1 – I8) Profilazione scorretta/ingiusta del rischio per i clienti (con potenziali preferenze o discriminazioni
non eque verso determinati gruppi o individui) a causa di bias negli algoritmi utilizzati dalle società che
operano in ambito assicurativo, con potenzialità crescente di generare impatti a causa della progressiva
integrazione dell'IA in una pluralità di processi aziendali.
Impatto negativo
(potenziale)
BT
MT
LT
(G1 – I9) Miglioramento del servizio rivolto ai clienti grazie alle innovazioni introdotte dall'impiego dell'IA,
Impatto positivo
con prodotti personalizzati e più accessibili, in ambito assicurativo.
(potenziale)
BT
MT
LT
(G1 – RO1) Potenziali perdite derivanti dall'uso dell'IA in ambito assicurativo, secondo due prospettive:
- tecnologica (legata a riservatezza e sicurezza dei dati, abuso degli algoritmi di IA, eccessiva dipendenza
e scarsa attendibilità dei modelli);
- di contesto economico (legata a modifiche del mondo del lavoro, data ethics, contenzioso, minacce alle
sostenibilità ambientale, perdita di vantaggio strategico, modifiche alla supply chain).
Rischio (potenziale) BT MT
LT
(G1 – RO2) Potenziali benefici derivanti dall'uso dell'IA in ambito assicurativo, ad esempio tramite:
-
sviluppo di prodotti e pricing "personalizzati" con il supporto di tecnologie di IA;
-
uso più efficiente delle risorse e processi automatizzati.
Opportunità
(effettiva e
potenziale)
BT
MT
LT

*BT=Breve Termine; MT=Medio Termine; LT=Lungo Termine

Tutti gli impatti sopra indicati hanno origine e sono strettamente collegati alla strategia e al modello aziendale del Gruppo, in quanto possono essere generati dalle società nello svolgimento delle loro attività di business e, in alcuni casi, sono potenzialmente rafforzati da scelte strategiche quali il modello di canalizzazione dei sinistri e l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nei processi del Gruppo.

Gli effetti finanziari attesi e attuali dei rischi e delle opportunità costituiscono un elemento fondamentale per la definizione della strategia aziendale di breve, medio e lungo termine. Coerentemente a quanto previsto dai principi contabili vigenti, ove applicabile e pertinente, il contesto di rischi e opportunità e la relativa strategia sono stati tenuti in considerazione ai fini della predisposizione del bilancio consolidato del Gruppo Unipol, sia in termini attuali (es. accantonamenti per rischi o oneri futuri), sia prospettici (es. valutazione di impairment di attivi finanziari o di avviamenti). L'impegno del Gruppo nel cogliere in modo strutturato i macro-trend legati alla condotta delle imprese, e comprendere il loro impatto sulle diverse dimensioni del business e secondo i diversi orizzonti temporali, è volto a fornire alle funzioni e società gli strumenti per definire risposte strategiche in grado di garantire la resilienza della strategia e del modello aziendale a fronte degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti.

Oltre agli impatti, rischi e opportunità individuati a livello di Gruppo è opportuno segnalare che, in relazione ad alcune Società e ad alcuni ambiti di attività, i sottotemi sopra elencati sono emersi come rilevanti anche per una dimensione ulteriore a quella valutata come rilevante a livello di Gruppo. Questo vale per: il sottotema Cultura d'impresa e Gestione dei rapporti con i fornitori, comprese le prassi di pagamento, che è stato valutato come rilevante anche secondo la dimensione finanziaria per le società Linear, SIAT, Gruppo UNA, per i rischi e le opportunità a esso connesse; il sottotema Protezione degli informatori, che è stato valutato come rilevante anche secondo la dimensione finanziaria per la società SIAT, per i rischi a esso connessi; il sottotema Corruzione attiva e passiva, che è stato valutato come rilevante anche secondo la dimensione finanziaria per le società UniSalute e SIAT, per i rischi a esso connessi. Infine, il sottotema specifico per l'entità Relazioni con la rete agenziale è stato valutato come rilevante anche secondo la dimensione finanziaria per la società UnipolRental, per le opportunità a esso connesse. In tali casi, nella descrizione delle modalità di gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi ai sottotemi saranno integrati, ove opportuno, specifici riferimenti a entrambe le dimensioni.

Gli strumenti a presidio della condotta d'impresa

La cultura del Gruppo

Per Unipol la cultura d'impresa è data dall'insieme di valori, impegni, conoscenze, competenze e processi definiti, alimentati e strutturati per adempiere alla Mission che il Gruppo si è dato, e che recita: "Siamo responsabili del miglioramento della qualità della vita dei nostri clienti proponendo soluzioni per la tutela, il supporto e la realizzazione dei loro progetti. Perseguiamo una gestione imprenditoriale efficiente, profittevole e sostenibile nel tempo, basata sul contributo e sulla valorizzazione delle nostre persone. Ci impegniamo a operare con semplicità, efficacia e trasparenza organizzativa e operativa, per essere vicini alle esigenze degli stakeholder; promuovere la cultura dell'innovazione finalizzata a maggiori benefici per i clienti; contribuire a realizzare nuove forme e strumenti per migliorare il benessere sociale."

Per stabilire e sviluppare la cultura d'impresa in un contesto complesso come il Gruppo Unipol, che è tra l'altro il risultato di numerose e significative aggregazioni nel corso della sua storia, è fondamentale integrare una pluralità di leve, a partire da principi guida della governance, sistema di politiche che definiscono gli impegni e ulteriore normativa interna che contribuisce alla loro applicazione, sistema di controllo interno e gestione dei rischi, per arrivare alla molteplicità di iniziative con cui le persone sono coinvolte nella costruzione ed evoluzione quotidiana di tale cultura (attività formative, comprese quelle di sviluppo manageriale e dei talenti, attività di ingaggio, reputation management).

La diffusione dei principi sulla condotta d'impresa

Il Gruppo Unipol pone attenzione alla formazione quale strumento fondamentale per promuovere una condotta aziendale conforme ai principi etici, normativi e di governance, e struttura quindi iniziative formative volte a garantire una diffusione capillare e un approfondimento mirato dei temi legati alla condotta aziendale, con specifica enfasi sulla lotta alla corruzione, secondo l'approccio descritto a seguire nella sezione "Il contrasto alla corruzione attiva e passiva".

La formazione a tutti i dipendenti (erogata via web o tramite sessioni d'aula in funzione della numerosità dei dipendenti della singola società) viene effettuata a seguito della prima approvazione del MOG (indicativamente entro 1 anno) e successivamente sono previsti nuovi moduli di aggiornamento, indicativamente ogni 3 - 4 anni.

Nel corso del 2024, il Gruppo ha avviato una nuova fase formativa per diverse società:

  • in UniSalute Servizi e UnipolRental, che avevano definito il proprio Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo nel 2023, è stata erogata formazione in modalità e-learning;
  • in UnipolPay e UnipolService, che hanno implementato i rispettivi modelli nel 2024, sono state organizzate specifiche sessioni formative per i dipendenti, sia in aula che in modalità e-learning.

Il processo a presidio dei potenziali incidenti

L'impresa ha strutturato un approccio procedurale volto a indagare in modo celere, indipendente e obiettivo su potenziali incidenti riguardanti la condotta dell'impresa, individuando la Funzione Audit come competente per le attività di prevenzione, rilevamento e investigazione su comportamenti fraudolenti o irregolarità di natura tecnico/regolamentare e comportamentale da parte di dipendenti o collaboratori del Gruppo. In tale ambito, l'attività dell'Audit è strutturata nelle seguenti fasi:

  • Prevenzione delle frodi: attività volta a individuare e valutare i potenziali rischi di frode esterna/interna a cui il Gruppo è esposto e il relativo sistema di controllo interno in essere atto a mitigarli;
  • Rilevamento delle frodi: monitoraggio nel continuo di ambiti di attività ritenuti particolarmente esposti al rischio frode. In tale contesto, l'Audit prevede un presidio continuativo sui processi liquidativi danni di Unipol e delle principali altre imprese di assicurazione;
  • Investigazione delle frodi: attività volte a (i) ricostruire incidenti o (ii) approfondire fenomeni potenzialmente anomali al fine di accertare eventuali comportamenti fraudolenti o irregolarità di natura tecnico/regolamentare o comportamentale da parte di dipendenti o collaboratori del Gruppo.

Ove necessario, gli esiti delle verifiche svolte vengono condivisi con le competenti strutture per i necessari provvedimenti di carattere organizzativo e disciplinare, mediante la predisposizione di Relazioni riservate. Laddove dalle verifiche svolte emergano anche carenze nel sistema dei controlli interni, la Funzione Audit redige un Audit Report per le opportune condivisioni con il management interessato.

Con riferimento alla condotta d'impresa Unipol ha predisposto un insieme di politiche, in parte volte a rispondere a richieste normative e regolamentari (che sono in particolare caratteristiche di un settore soggetto a vigilanza come quello assicurativo), in parte di adozione volontaria, descritte nei successivi paragrafi in relazione agli ambiti specifici.

L'agire responsabile nelle attività di investimento e sottoscrizione

Le "Linee guida RI", in merito all'attività di investimento responsabile, e le "Linee Guida ESG Sottoscrizione – Business Danni" e "Business Vita", riguardo l'integrazione delle questioni di sostenibilità nel processo assuntivo, delineano gli impegni che il Gruppo assume per promuovere la legalità nel sistema economico e diffondere una cultura dell'etica aziendale basata sul rispetto dei diritti umani e della normativa esterna e interna92.

Per quanto riguarda gli investimenti che rientrano nel perimetro delle Linee Guida RI, l'integrazione delle questioni di sostenibilità nel processo di investimento avviene attraverso: (i) screening ESG degli emittenti in ciascuna dimensione ambientale, sociale e di governance, (ii) esclusioni selettive conduct-based e product- based, (iii) attività di engagement bilaterale e/o collettivo.

Sulla base dei risultati dello screening, Unipol esclude gli investimenti diretti in emittenti corporate che, nello svolgimento della loro attività principale, non raggiungono una specifica soglia minima di performance ESG in ciascuna delle tre dimensioni ambientale, sociale e di governance, opportunamente pesata in base alla rilevanza della dimensione. Sono inoltre esclusi gli investimenti diretti in emittenti corporate che non adottano sufficienti presidi in materia di diritti umani e dei lavoratori, impiego di risorse naturali e contrasto alla corruzione e, quindi, non raggiungono una soglia minima di performance in tali ambiti.

In merito al settore di operatività, oltre alle esclusioni climate-related segnalate nel capitolo "I cambiamenti climatici e la catena del valore", sono esclusi gli investimenti diretti in emittenti corporate coinvolti nella produzione di armi controverse quali munizioni e submunizioni a grappolo, mine antipersona, armi chimiche e armi biologiche, nonché nel gioco d'azzardo (qualora il fatturato derivante da tale business sia uguale o superiore al 20% del totale). Nel caso di emittenti governativi il Gruppo ritiene non sostenibile effettuare investimenti diretti in titoli di Stato emessi da Paesi che non raggiungono una specifica soglia minima di performance di sostenibilità o in cui si verificano gravi violazioni dei diritti umani o politiche predatorie nei confronti delle risorse ambientali con impatto globale.

Unipol promuove il dialogo con gli emittenti in cui investe, allo scopo di migliorarne strategie e performance di sostenibilità e per accompagnare e supportare il sistema economico e finanziario verso una transizione giusta. Per questo prevede di svolgere attività di engagement sia collettivo, in collaborazione con altri investitori verso uno o più emittenti corporate, che bilaterale, da effettuarsi attraverso un confronto diretto con gli emittenti corporate.

Nel 2024, gli asset rientranti nel perimetro di applicazione delle Linee Guida per le attività di Investimento Responsabile (Linee Guida RI) risultano pari al 86,1% del totale degli asset in gestione.

Rispetto agli esercizi precedenti, è stata operata una revisione del perimetro di analisi, originariamente comprensivo anche dei Fondi Pensione Negoziali Garantiti (FPNG). A partire da quest'anno, tali fondi sono stati esclusi al fine di rappresentare in modo più coerente l'effettivo perimetro di applicazione della politica RI.

Nell'attività di sottoscrizione il Gruppo è impegnato a supportare i propri clienti ad accrescere la loro consapevolezza rispetto agli impatti negativi, attuali o potenziali, generati dai propri comportamenti sui fattori di sostenibilità e, ove possibile, a mettere loro a disposizione il proprio know-how (sotto forma di informazioni, linee guida, strumenti, servizi) per supportare la prevenzione o riduzione degli impatti negativi medesimi. Inoltre, attraverso l'individuazione degli impatti negativi per la sostenibilità generati o generabili dai soggetti giuridici clienti o potenziali contraenti (tenendo in considerazione il settore in cui gli stessi operano e le modalità di gestione delle relative attività) Unipol concorre a una più consapevole valutazione della correttezza, solidità e trasparenza di questi ultimi. A questo fine, il Gruppo è impegnato nella progressiva strutturazione ed estensione di un approccio di dovuta diligenza che consenta di integrare nel processo di sottoscrizione l'identificazione, la valutazione e il monitoraggio degli impatti negativi per la sostenibilità connessi alle proprie relazioni di business.

Il Gruppo intende inoltre prestare attenzione a non instaurare rapporti contrattuali con soggetti che operino in condizione di: violazione dei diritti umani e dei lavoratori;

  • sfruttamento delle risorse naturali che non tenga nel dovuto conto i relativi impatti ambientali;
  • utilizzo sistematico della corruzione e di pratiche illegali nella gestione del business.

92 Le Linee Guida RI e le Linee Guida ESG Sottoscrizione Danni e Vita prevedono la gestione degli IRO Indicati nella tabella del paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla condotta d'impresa" come G1-I1.

A questo fine il Gruppo si è dotato di processi e strumenti volti a supportare la valutazione degli Effetti negativi per la sostenibilità attuali e potenziali nel processo di sottoscrizione, che gradualmente sono implementati in considerazione della progressiva diffusione di consapevolezza, a tutti i livelli e in tutte le Società del Gruppo, con modalità e tempistiche proporzionali rispetto alle dimensioni e alla rilevanza delle realtà coinvolte e delle operazioni contrattuali.

In particolare, Unipol Assicurazioni adotta misure appropriate per integrare le considerazioni sugli Effetti negativi per la sostenibilità nei processi e nelle strategie del core business assicurativo Danni. Le principali misure in merito sono:

  • la strutturazione di un approccio data-driven, in grado di integrare nel processo di assunzione una valutazione sintetica delle prestazioni ESG di ciascun cliente, sulla base della quale si definisce la compatibilità o meno degli effetti negativi (attuali o potenziali) derivanti dalla relazione commerciale rispetto all'approccio alla sostenibilità e agli obiettivi di gestione del rischio del Gruppo; in caso di mancata compatibilità, si esclude la creazione o prosecuzione del rapporto contrattuale;
  • la realizzazione di attività di formazione e sensibilizzazione rivolte sia alle strutture interne che agli intermediari, per supportarli nell'applicazione delle presenti Linee Guida e rafforzare la consapevolezza sul ruolo degli Effetti negativi per la sostenibilità.

Oltre alle esclusioni climate-related segnalate nel capitolo "I cambiamenti climatici e la catena del valore", sono da considerarsi esclusi dall'attività di sottoscrizione Rami Danni93 e Rami Vita94 i seguenti settori:

  • imprese che sviluppano e producono armi controverse quali munizioni e submunizioni a grappolo, mine antipersona, armi chimiche e armi biologiche;
  • imprese che distribuiscono armi in zone di conflitto o guerra civile, o verso paesi che perpetrano sistematiche violazioni dei diritti umani;
  • imprese che trasportano armi controverse e/o bandite da trattati internazionali in zone di conflitto o guerra civile, o verso paesi che perpetrano sistematiche violazioni dei diritti umani;
  • attività commerciali destinate unicamente o in modo preponderante allo svolgimento del gioco d'azzardo (quali sale VLT e similari).

In relazione ai Rami Danni sono poi individuati dei settori sensibili, che sono oggetto di particolare attenzione nel processo di valutazione delle prestazioni di sostenibilità; si tratta di: attività di gestione dei rifiuti e risanamento; costruzioni; trasporto e magazzinaggio; agricoltura, allevamento, silvicoltura e pesca; tessile e pelletteria.

Il contrasto alla corruzione attiva e passiva

Le Linee Guida in materia di Anticorruzione95 hanno l'obiettivo di fornire in modo organico i principi di riferimento in materia di anticorruzione. Esse contengono i principi generali cui è sotteso il sistema di organizzazione delle società del Gruppo in perimetro e i principi di comportamento specifici che disciplinano lo svolgimento di attività maggiormente esposte al rischio di corruzione (le cosiddette "attività sensibili"), le linee guida sul sistema di monitoraggio e controllo del rischio di corruzione, le modalità di segnalazione di comportamenti potenzialmente illeciti, il sistema sanzionatorio dei comportamenti potenzialmente illeciti e le linee guida per la formazione in materia di contrasto alla corruzione.

Nel settore assicurativo, le funzioni all'interno del Gruppo che sono maggiormente a rischio di corruzione sono quelle coinvolte nei processi aziendali di vendita, quali: gestione del portafoglio, dei sinistri (strutture liquidative e funzioni attuariali) e dei reclami, gestione della tesoreria, degli investimenti finanziari e immobiliari, le contabilità tecniche, gli adempimenti fiscali, i rapporti con i fornitori e la logistica, i rapporti infragruppo, la gestione e controllo dell'outsourcing, la riassicurazione, il personale (strutture che si occupano di selezione, sicurezza, normativa, formazione, incentivi), i processi legali e della gestione privacy e la cybersecurity.

Alcune funzioni a rischio corruzione operano negli altri settori di business, in particolare: nelle attività di produzione agricola, servizi alberghieri, portuali e di ristorazione per il settore turistico-alberghiero; nei servizi di noleggio auto e assistenza per UnipolRental,

93 Le esclusioni sulla base delle prestazioni di sostenibilità non si applicano in caso di sottoscrizione di prodotti che tutelano i dipendenti dei soggetti giuridici contraenti in caso di malattia e infortunio, in funzione del ruolo sociale che queste coperture svolgono nei confronti delle persone. In riferimento a questi prodotti non sono quindi previste esclusioni a priori connesse al settore di operatività dell'azienda contraente. È fatta inoltre salva la sottoscrizione delle proposte assicurative Rami Danni che presentino un obbligo a contrarre normativamente sancito per le Compagnie.

94 I prodotti previdenziali, di protezione e di risparmio rivolti ai dipendenti dei soggetti giuridici contraenti/aderenti si ritiene abbiano intrinsecamente una valenza sociale in una logica d'integrazione tra welfare pubblico e privato, tale per cui non sono quindi previste limitazioni ed esclusioni connesse al settore di operatività dell'azienda contraente. Le esclusioni si applicano quindi ai prodotti di investimento. 95 Le Linee Guida in materia di Anticorruzione prevedono la gestione degli IRO Indicati nella tabella del paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla condotta d'impresa" come G1-I4 e G1-I5.

UnipolService e UnipolGlass; nella gestione del rischio clinico, accettazione e prenotazione, diagnosi e cura dei pazienti, nel rapporto con il Servizio Sanitario Nazionale, per le società del settore sanitario; nella gestione operativa di conti e bonifici, nello sviluppo di partnership e joint venture, nelle relazioni con gli organi di vigilanza, per UnipolPay attiva nei servizi di pagamento.

Il sistema di procedure volte a prevedere e gestire i casi potenziali o effettivi di corruzione è composto da:

  • Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG), dove la Parte Speciale 1 "Delitti nei rapporti con la Pubblica Amministrazione" è dedicata ai presidi e agli strumenti di controllo per il contrasto alla corruzione nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, e la Parte Speciale 2 "Reati Societari" tratta il reato di corruzione tra privati previsto dal Codice civile, dettagliando i principi di controllo specifici per prevenire il compimento di ciascuna tipologia di reato precedentemente indicata;
  • Regola Operativa che ha l'obiettivo di disciplinare il comportamento che i dipendenti delle società del Gruppo devono tenere, nell'ambito del rapporto lavorativo, nei confronti di clienti, fornitori, nonché qualunque altro soggetto/ente che intrattenga o intenda intrattenere rapporti con una delle società del Gruppo, con riferimento sia al ricevimento sia alla promessa e donazione di regalie;
  • Sistema di controllo articolato secondo più livelli, come descritto dalle Linee Guida in materia di Anticorruzione:
    • o controlli di linea (c.d. "controlli di primo livello"), diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni. Essi sono effettuati dalle stesse strutture operative (es. controlli di tipo gerarchico, sistematici e a campione), anche attraverso diverse unità che riportano ai responsabili delle strutture stesse, ovvero eseguiti nell'ambito delle attività di back office. Per quanto possibile, essi sono incorporati nelle procedure informatiche;
    • o controlli sui rischi e sulla conformità (c.d. "controlli di secondo livello"), che hanno l'obiettivo di assicurare la corretta attuazione del processo di gestione dei rischi; il rispetto dei limiti operativi assegnati alle varie funzioni; il rispetto delle disposizioni, anche di autoregolamentazione, in materia di gestione dei conflitti di interesse; la conformità alle norme, anche di autoregolamentazione, dell'operatività aziendale;
    • o revisione interna (c.d. "controlli di terzo livello"), cioè l'attività di verifica sulla completezza, funzionalità, adeguatezza e affidabilità del Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (inclusi i controlli di primo e secondo livello) nonché della coerenza dell'operatività aziendale rispetto ad esso.

Con riferimento alle imprese di assicurazione estere che operano in Serbia e in Irlanda vi sono presidi e procedure interni in linea con le disposizioni di legge locali.

Il Gruppo promuove la conoscenza delle Linee Guida in materia di Anticorruzione e del MOG tramite una comunicazione aziendale notificata via e-mail da parte della struttura competente. Le stesse politiche sono pubblicate sulla intranet aziendale e sempre consultabili.

Il MOG è oggetto di un corso di formazione online obbligatorio per i dipendenti, la cui fruizione è monitorata dalle strutture preposte; ne è richiesta la presa d'atto da parte degli agenti; i fornitori sottoscrivono una clausola con la quale si impegnano a rispettarlo, pena la risoluzione del contratto stipulato con la società del Gruppo.

L'attività di formazione in materia di anticorruzione viene valutata e pianificata da ciascuna società del Gruppo, in coerenza con la disciplina contenuta nelle disposizioni aziendali relative ai processi formativi.

L'Organismo di Vigilanza (che comprende anche i membri del CCR) riceve periodica informazione sulle evoluzioni del MOG e sulle relative pratiche applicative.

L'adozione di sistema di controllo interno e di gestione dei rischi articolato secondo più livelli permette una separazione delle funzioni chiamate ad indagare sulle questioni di corruzione.

La documentazione rappresentativa delle attività svolte per la prevenzione e l'individuazione della corruzione attiva e passiva è inviata, per quanto di competenza, ai soggetti individuati nelle politiche aziendali in vigore, tra cui rientrano gli Organismi di Vigilanza delle società del Gruppo che ne sono dotate, nel caso in cui i fenomeni di natura corruttiva risultino rilevanti sotto il profilo del Decreto Legislativo 231/01.

La formazione di livello base sul Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo è diretta sia a dipendenti che ad agenti e prevede programmi specifici adattati alla realtà delle singole società del Gruppo, con corsi obbligatori da fruire online o sessioni formative in aula

da completare entro 90 giorni dalla data di assegnazione. La partecipazione a questi corsi è monitorata per garantire un'adesione completa.

Qualora vi siano novità normative esterne o interne alla Società che comportano una modifica significativa o un eventuale integrazione del MOG, è prevista l'erogazione di un modulo di aggiornamento dei corsi. L'accesso a tale modulo richiede il completamento preliminare del modulo base e di eventuali precedenti aggiornamenti. In caso di mancato rispetto di tale requisito, è necessario ripetere interamente il modulo base. In assenza di modifiche sostanziali, è prevista una sessione di aggiornamento ogni tre anni per tutti i destinatari, con l'obiettivo di consolidare le conoscenze acquisite.

I ruoli apicali, i dirigenti e i responsabili di funzioni aziendali a rischio di reati contemplati dal D.Lgs. 231/2001 partecipano a sessioni formative "one-to-one" specifiche, focalizzate su comportamenti adeguati e modalità operative. Questi incontri mirano a rafforzare la consapevolezza delle conseguenze legate al mancato rispetto delle Linee Guida e delle norme aziendali.

Questa tipologia di formazione viene assegnata successivamente alla formazione base ed è concordata ed erogata sulla base di specifiche esigenze.

Formazione sul contrasto alla corruzione attiva e passiva Unità di
misura
Dipendenti Funzioni a
rischio
Dirigenti Altri lavoratori
propri
Copertura della formazione % 95,9% 78,2% 84,6%
Totale # 6.045 124 5.241
Totale destinatari della formazione # 5.796 97 4.432
Modalità di erogazione e durata
Durata della formazione in aula ore
Durata della formazione obbligatoria tramite computer ore 4,1 1,7 4,6
Durata della formazione volontaria tramite computer ore

Principi di rendicontazione:

Percentuale di funzioni a rischio contemplate dai programmi di formazione: Per funzioni a rischio di corruzione attiva e passiva s'intendono le funzioni a rischio di corruzione attiva e passiva a causa delle mansioni svolte e delle relative responsabilità. Le stesse sono identificate a partire dalla matrice dei processi di III livello a rischio corruzione attiva condotta dalle funzioni Presidio 231 e Organizzazione. Qualora una persona risulti sia dirigente di una società, sia membro del CdA della stessa società o di altre società del Gruppo, è stato conteggiato come dirigente. I membri del CdA sono da considerarsi solo quelli relativi alla società Capogruppo. Per il calcolo delle ore si fa riferimento alle ore di corso, alla durata del singolo corso messo a disposizione.

Nel 2024 non sono state rilevate condanne per violazione delle leggi contro la corruzione attiva o passiva.

La protezione degli informatori

Con riferimento alle società in Perimetro vigilate e/o dotate di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo, il Gruppo si è dotato di un sistema interno di segnalazione delle violazioni che consente di comunicare, a tutela dell'interesse pubblico e dell'integrità dell'ente, informazioni, compresi i fondati sospetti, riguardanti, tra l'altro una violazione delle norme disciplinanti l'attività svolta dalle società medesime, tra i quali sono da ritenersi comprese le condotte illecite ai sensi delle Linee Guida.

Il sistema interno per la segnalazione delle violazioni è formalizzato in una specifica procedura di Gruppo (la "Procedura Whistleblowing" 96). La Procedura indica i soggetti che possono attivare il sistema interno di segnalazione delle violazioni; tra questi: lavoratori subordinati delle Società in perimetro, lavoratori autonomi che prestano la propria attività presso le società in perimetro, lavoratori e collaboratori che svolgono la propria attività lavorativa presso fornitori di beni o servizi, appaltatori o sub appaltatori di cui

96 La Procedura Whistleblowing prevede la gestione degli IRO Indicati nella tabella del paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla condotta d'impresa" come G1-I3.

si servono le società in perimetro, agenti e collaboratori di agenzia, azionisti, persone con funzioni di amministrazione, direzione, controllo, vigilanza o rappresentanza.

La Procedura individua, per le diverse società del Gruppo, la "Struttura Preposta Principale" cui possono essere trasmesse le segnalazioni. Si tratta de: il Titolare/Responsabile della Funzione Compliance istituita per le società vigilate, la persona o funzione istituita nelle singole società di grandi dimensioni97 diverse dalle società vigilate, il Titolare della Funzione Compliance di Capogruppo per tutte le altre società. Al fine di rendere più efficace la procedura di raccolta delle segnalazioni, è individuata anche una "Struttura Preposta Alternativa", che è il Titolare/Responsabile della Funzione Audit istituita per le società vigilate e il Titolare della Funzione Audit di Capogruppo per tutte le altre società. Ai membri delle Strutture Preposte il Gruppo ha erogato una specifica formazione con l'obiettivo di fornire loro le conoscenze necessarie per svolgere tale ruolo e acquisire le principali competenze operative per il processo di gestione delle segnalazioni tramite la Piattaforma.

Le segnalazioni possono essere effettuate in forma scritta o in forma orale, per mezzo di una piattaforma informatica dedicata, accessibile a tutti i segnalanti tramite web. Non è consentita la segnalazione in forma anonima. I lavoratori del Gruppo ricevono adeguata informazione, tramite la intranet, sulla possibilità di segnalare comportamenti illeciti o in contrasto con codici di condotta e regolamenti interni, e sulle modalità per farlo.

La Procedura specifica in apposita sezione le misure volte a proteggere i propri lavoratori che abbiano effettuato segnalazioni da licenziamento e da qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria, che sono nulli ove adottati per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione fatta.

La gestione dei rapporti con i fornitori

Nella gestione delle relazioni con i fornitori e nelle politiche di acquisto, Unipol si pone l'obiettivo di negoziare il miglior rapporto qualitàprezzo e di creare valore condiviso, generando impatti positivi in termini di sostenibilità e prevenendo eventuali impatti negativi e rischi a essi connessi. Il Gruppo mira a favorire uno sviluppo economico attento alla tutela dell'ambiente e al rispetto dei diritti umani, e adotta processi e logiche di acquisto uniformi, in modo da allineare le attività di sourcing, presidio normativo, qualifica e monitoraggio dei fornitori di tutte le società ai principi di trasparenza e correttezza sanciti dal Codice Etico e alla cultura d'impresa responsabile condivisi dal Gruppo.

La coerenza degli acquisti rispetto agli indirizzi consolidati nella normativa interna di riferimento è assicurata dal presidio svolto dalle Funzioni Acquisti delle società del Gruppo. Il sistema di Vendor Management è alla base dello svolgimento di negoziazioni improntate alla correttezza e al confronto competitivo, poiché consente un monitoraggio continuativo e puntuale su tutte le posizioni considerate, contribuendo a rendere più efficace l'attività di valutazione e di controllo.

I principi a supporto dell'approvvigionamento responsabile sono inclusi nella "Politica di esternalizzazione e selezione dei fornitori" 98, che dispone che i fornitori di beni e servizi, sia diretti sia indiretti, siano valutati, nell'ambito dei criteri di selezione, anche attraverso i requisiti di gestione corretta e responsabile verso i propri portatori di interessi, così come espressi nel Codice Etico del Gruppo Unipol che i fornitori consultano al momento dell'iscrizione al sistema di Vendor Management e che successivamente, in caso di stipula del contratto, si assumono l'impegno di rispettare.

Ai fornitori è chiesto di impegnarsi a rispettare il Codice di Condotta Fornitori per l'approvvigionamento responsabile (o "CdCF"), adottato a fine 2018 e ispirato ai principi dell'United Nations Global Compact e alla ISO20400. Nel corso del 2023 il CdCF è stato aggiornato per renderlo più adeguato all'adozione anche da parte delle società del Gruppo che operano nei settori extra-assicurativi degli ecosistemi Mobility, Property e Welfare. Per migliorare il presidio degli impegni e l'accessibilità del Gruppo sono stati inclusi i canali e i mezzi di segnalazione previsti dalla Procedura Whistleblowing in vigore nel Gruppo per segnalare eventuali violazioni di disposizioni normative ai sensi della Procedura stessa. Il Codice delinea cosa Unipol si aspetta dai fornitori in materia di tutela dei diritti umani e dei lavoratori (inclusa l'eliminazione del lavoro minorile), protezione dell'ambiente e lotta alla corruzione e prevede – tra gli altri aspetti – il diritto in capo a Unipol di controllare processi e strutture del fornitore per verificarne la conformità, nonché di intraprendere meccanismi sanzionatori nel caso in cui questi perseveri nella sua mancanza di conformità al CdCF. Ai fornitori, ad eccezione delle Pubbliche Amministrazioni, è richiesto di firmare il CdCF alla sottoscrizione o al rinnovo del contratto.

97 Società Grandi: le società del Gruppo che hanno impiegato, nell'ultimo anno, la media di almeno duecentocinquanta lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato. 98 La Politica di esternalizzazione e selezione dei fornitori, con il CdCF, prevedono la gestione degli IRO Indicati nella tabella del paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla condotta d'impresa" come G1-I2

Dal 2022 Unipol ha strutturato un'attività di verifica dell'affidabilità dei fornitori che prevede controlli sistematici e periodici delle organizzazioni fornitrici ritenute strategiche o esposte a potenziale rischio, mediante azioni mirate che analizzano l'adeguatezza e la conformità dei fornitori nei seguenti ambiti di analisi: privacy, 231/01, sostenibilità, ICT per fornitori di servizi cloud; crisi energetica. Con riferimento ai controlli effettuati sui fornitori e sulle terze parti, nel 2024 sono state condotte verifiche su 159 fornitori, selezionati a partire da una valutazione dei potenziali rischi legati al settore di operatività o alle caratteristiche dell'organizzazione. Con particolare riferimento alle questioni di sostenibilità, dei 56 fornitori in esame il 21% ha un profilo di rischio alto; tale dato significativo è in parte insito negli stessi criteri di selezione risk-based. Per questi sono state identificate oltre 60 azioni di miglioramento, di cui quasi la metà relative al tema "Ambiente".

Consapevole dell'asimmetria di potere negoziale tra piccoli e grandi operatori che può rendere le imprese più piccole più vulnerabili al rischio di subire ritardi nei pagamenti, il Gruppo adotta un articolato sistema di autoregolamentazione che assicura l'efficienza, l'efficacia e la tempestività nell'espletamento di tutte le operazioni che comportano transazioni commerciali con i fornitori, incluso il pagamento. Sono adottate procedure per facilitare i flussi di pagamento e i tempi di evasione delle pratiche, prevedendo automatismi di pagamento per i processi in cui l'iter autorizzativo è stato rispettato e non si sono riscontrate anomalie in sede di verifica del bene o servizio.

Con l'obiettivo di garantire la liquidità ai propri fornitori e contenere in 30 giorni i termini di pagamento, Unipol ha attivato da anni, per i fornitori registrati al Portale Fornitori sulla piattaforma Ariba Network, l'iniziativa "#unamanoaifornitori". L'iniziativa consiste nella verifica del rispetto da parte dei fornitori delle condizioni di funzionamento delle procedure aziendali di fornitura; l'esito positivo delle suddette verifiche consente di accelerare i tempi di pagamento tra il momento di erogazione della prestazione e quello di liquidazione della fattura. Con specifico riferimento alle PMI, l'adesione a questa iniziativa ha il beneficio di ottenere continuità e solidità nel rapporto con i fornitori, che si riflettono sulla qualità, eticità e sicurezza delle forniture e sulla crescita professionale reciproca.

Informazioni quantitative sulle prassi di pagamento

I termini contrattuali standard di pagamento dei fornitori del Gruppo prevedono una scadenza variabile in base alle categorie contrattuali esistenti e alla tipologia dei beni o servizi acquistati (servizi generali, costi legati alla liquidazione dei sinistri, provvigioni intermediari e altri fornitori). I termini contrattuali variano dai 15 fino ai 90 giorni dalla data di emissione della fattura, con una prevalenza dei pagamenti a 60 giorni (circa il 70%). Di seguito sono riportati gli indicatori quantitativi previsti con riferimento alle prassi di pagamento:

Prassi di pagamento Unità di misura 2024
Numero medio di giorni per il pagamento della fattura dalla data di inizio del calcolo del termine di pagamento contrattuale o
legale
gg 50,2
Percentuale di pagamenti allineati ai termini di pagamento standard % 85,2%
Numero di procedimenti giudiziari attualmente pendenti dovuti a ritardi di pagamento #

Principi di rendicontazione:

Prassi di pagamento: il tempo medio di pagamento delle fatture è stato determinato come sommatoria dei giorni di calendario intercorsi tra la data di pagamento delle fatture e la data documento rapportata per il numero totale di fatture pagate. Ai fini della determinazione della quota di pagamenti effettuati conformemente ai termini contrattuali, sono stati considerati i tempi tecnici previsti per la gestione delle procedure di autorizzazione e gestione dei flussi di pagamenti

L'influenza politica e l'attività di lobbying

Il Gruppo si relaziona attivamente e in modo trasparente con gli stakeholder istituzionali, con l'obiettivo di contribuire alla conoscenza delle dinamiche tecniche, economiche e di mercato, ponendoli quindi nelle migliori condizioni per prendere le decisioni di policy.

Per la rappresentanza di interessi il Gruppo Unipol si avvale principalmente di due canali:

  • i processi pubblici di consultazione avviati dalle istituzioni e dalle autorità competenti, sia a livello nazionale sia europeo e internazionale;
  • il dialogo e la collaborazione attraverso gruppi di lavoro, tavole rotonde, incontri bilaterali con le parti interessate, incluse le autorità pubbliche, le associazioni di settore e territoriali, basandosi su criteri di condivisione, cooperazione e trasparenza.

Il primo canale è presidiato dalla Funzione Regolamentazione di Capogruppo, che fa capo al Chief Regulation and Economic Studies Officer (a diretto riporto dell'Amministratore Delegato), che favorisce e promuove il dialogo con le Istituzioni, iregulators e i supervisori nazionali ed europei per supportare e rappresentare le istanze delle società del Gruppo, in maniera trasparente e nel completo rispetto del Codice Etico di Gruppo, instaurando un rapporto di collaborazione costruttiva.

Nel 2024, con riguardo ai temi individuati come rilevanti, il Gruppo è intervenuto fornendo un proprio contributo nei seguenti processi di consultazione pubblica a livello europeo e nazionale:

Processo pubblico di consultazione Posizioni del Gruppo Unipol Impatti, rischi e opportunità rilevanti
interessati dall'attività
IVASS – Documento di consultazione n.
9/2023 (23 novembre 2023 – 22 gennaio
2024) per modifica dei Regolamenti IVASS n.
40/2018 e n. 41/2018 in ragione dei possibili
impatti sull'informativa pre-contrattuale.
Razionalizzare l'informativa pre-contrattuale, tramite l'eliminazione delle
informazioni ultronee e il rinvio ad altre fonti per le informazioni non
essenziali, così da veicolare l'attenzione del cliente sugli aspetti più
importanti dell'informativa (c.d. vital information) (principio del
layering).
ESRS S4 – Consumatori e utilizzatori finali –
Impatti legati alle informazioni per i
consumatori e utenti finali – IRO: (S4-I2)
Adozione di decisioni consapevoli, grazie a
informazioni corrette e trasparenti.
COMM UE – Call for evidence – Relazione
sul regolamento generale sulla protezione
dei dati (11 gennaio – 8 febbraio 2024) –
Normativa GDPR.
Affrontare le seguenti questioni nella valutazione del GDPR:
- l'esigenza di aggiungere una specifica base giuridica a livello europeo
per il trattamento di "categorie particolari" di dati per la conclusione e
l'esecuzione dei contratti assicurativi (es. in fase di liquidazione dei
sinistri); in mancanza di una base giuridica ad hoc
le compagnie devono
,
ricorrere necessariamente al consenso dell'interessato con conseguenti
potenziali impatti sull'operatività dei contratti;
- l'impatto del GDPR sull'applicazione delle tecnologie di intelligenza
artificiale e più in generale sull'innovazione.
ESRS S4 – Consumatori e utilizzatori finali –
Impatti legati alle informazioni per i
consumatori e/o per gli utilizzatori finali –
IRO: (S4-I1) Perdita, diffusione impropria,
utilizzo improprio dei dati.
ESAs – DORA RTS 2nd Batch (8 dicembre
2023 – 4 marzo 2024) - normativa volta al
miglioramento della resilienza operativa
digitale degli operatori del settore
finanziario dell'UE.
Adottare un approccio in grado di garantire un'applicazione equilibrata e
fattibile nella pratica dei requisiti di monitoraggio delle catene di
subappalto, in linea con i principi di proporzionalità e gestione basata sul
rischio, che tenga in considerazione anche le peculiarità dei fornitori di
servizi ICT infragruppo.
ESRS G1 – Condotta delle imprese –
gestione dei rapporti con i fornitori,
comprese le prassi di pagamento – IRO: (G1 –
I1) Consolidamento di realtà di piccola
imprenditoria, grazie a relazioni stabili con il
Gruppo (sia per il mondo assicurativo che
non assicurativo) e puntualità dei pagamenti;
promozione della legalità nel sistema
economico.

Processo pubblico di consultazione Posizioni del Gruppo Unipol Impatti, rischi e opportunità rilevanti
interessati dall'attività
EIOPA Consultation on its methodology for
setting value-for-money benchmarks (12
dicembre 2023 – 15 marzo 2024) -
metodologia per costruire dei benchmark
focalizzati principalmente su costi e
performance di prodotti unit-linked e
multiramo, al fine di supportare le Autorità e
le imprese nell'individuare i prodotti che
presentano maggiori criticità in termini di
Value for Money (VfM).
- Valorizzare non solo i costi/rendimenti, ma considerare nella
valutazione del Value for Money dei prodotti elementi come le opzioni di
decumulo, tecniche di mitigazione del rischio avanzate, servizi di
consulenza on-going e caratteristiche di sostenibilità.;
- valorizzare aspetti qualitativi che riguardano le caratteristiche della
compagnia assicurativa stessa, come l'affidabilità della compagnia e il
numero di reclami ricevuti;
- in disaccordo con la proposta di rendere pubblici i benchmark, in quanto
la loro pubblicazione potrebbe involontariamente favorire
comportamenti imitativi da parte delle compagnie assicurative.
ESRS S4 – Inclusione sociale dei
consumatori e/o degli utilizzatori finali –
Pratiche commerciali responsabili – IRO:
(S4-I4) Incremento dell'accesso alla
copertura assicurativa anche grazie alla
predisposizione di soluzioni personalizzate.
IVASS – Documento n. 3/2024 (28 marzo –
27 maggio 2024) - modifiche e integrazioni al
Regolamento ISVAP n. 38 del 3 giugno 2011
volte a definire le modalità e le condizioni
che le imprese sono tenute a rispettare se
intendono proporre ai titolari di contratti in
corso che insistono su gestioni separate
l'utilizzo del Fondo utili con conseguente
modifica delle modalità di determinazione
del tasso medio di rendimento.
- Consentire il ricorso anche a modalità digitali per la raccolta del
consenso, ossia a strumenti come la firma elettronica avanzata, la firma
elettronica qualificata e la firma digitale, già contemplati per la
sottoscrizione dei contratti assicurativi;
- subordinare l'istituzione del fondo utili al raggiungimento di una quota
minima di adesioni, liberamente definibile dalla compagnia per evitare
che, a seguito di una scarsa adesione, il Gruppo vada incontro
all'impossibilità di procedere con la scissione e a notevoli difficoltà
operative per il calcolo di rendimenti della gestione secondo due diverse
modalità, a fronte di un beneficio di stabilizzazione dei rendimenti
residuale e afferente a pochi contraenti.
ESRS S4 – Consumatori e utilizzatori finali –
Inclusione sociale dei consumatori e/o degli
utilizzatori finali – Accesso a prodotti e
servizi – IRO: (S4-I4) Incremento
dell'accesso alla copertura assicurativa
anche grazie alla predisposizione di
soluzioni personalizzate.
EU COMM Consultation on greening the
corporate fleets (6 febbraio – 8 luglio 2024):
la Commissione ha avviato una
consultazione per chiedere, inter alia, agli
stakeholders la loro opinione sulle modalità
da attuare per accelerare la transizione
green nelle flotte. Possibili impatti sul
business sia assicurativo (ramo danni, per
l'RCA) che sul business del noleggio auto
(UnipolRental).
- Non attuare misure obbligatorie rigorose come l'introduzione di
requisiti di quote minime di veicoli a emissioni zero nei nuovi acquisti o
nelle flotte, soprattutto senza aver prima effettuato una valutazione
d'impatto;
- riconoscere l'importante ruolo che la digitalizzazione può svolgere nella
transizione, come, ad esempio la telematica dei veicoli.
ESRS E1 – Cambiamenti climatici –
Mitigazione dei cambiamenti climatici – (E1 –
I2) Contributo indiretto all'incremento di
emissioni di gas a effetto serra, dovuto al
supporto dato a imprese / settori con
impatti rilevanti su ambiente e clima
(attraverso investimenti finanziari e/o la
sottoscrizione di contratti assicurativi), e
all'acquisto da fornitori di beni e servizi che
non abbiano adottato approcci di riduzione
delle emissioni.
IVASS – Documento di consultazione n.
2/2024 (28 marzo – 27 maggio 2024) -
consultazione sulla disciplina delle polizze
linked, rilevante per il business Vita del
Gruppo.
Proposte per:
- ripristinare il level playing field applicando anche alle compagnie estere
le norme che obbligheranno a fornire una garanzia su una percentuale
congrua del premio investito;
- ampliare la platea di clienti affluent che potranno accedere alle polizze
collegate a fondi interni caratterizzati da una maggiore quota di attività
illiquide;
- allentare ulteriormente alcuni vincoli in tema di investimenti.
ESRS S4 – Consumatori e utilizzatori finali –
Inclusione sociale dei consumatori e/o degli
utilizzatori finali – Accesso a prodotti e
servizi – IRO (S4-I4) Incremento dell'accesso
alla copertura assicurativa anche grazie alla
predisposizione di soluzioni personalizzate.

Processo pubblico di consultazione Posizioni del Gruppo Unipol Impatti, rischi e opportunità rilevanti
interessati dall'attività
IVASS – Documento di consultazione n.
6/2024 (17 luglio - 27 settembre 2024): la
consultazione ha impatti sul business danni
(RCA) del Gruppo perché riguarda le
integrazioni al regolamento ISVAP
(normativa secondaria) relativo al modulo di
Constatazione Amichevole d'Incidente (CAI)
al fine di permettere la denuncia di sinistro
anche in formato digitale.
- Estendere lo strumento digitale della compilazione del modulo di
denuncia sinistro a tutto il mercato per offrire una migliore esperienza
utente in termini di semplicità d'uso, velocità di compilazione e
accuratezza delle informazioni raccolte, anche grazie a processi guidati;
- Trovare un migliore contemperamento tra esigenze di robustezza del
processo e facilità di utilizzo, ammettendo l'utilizzo anche della firma
elettronica semplice oltre alla firma elettronica avanzata (FEA), purché si
adottino adeguati presidi in relazione all'identificazione dei firmatari. In
situazioni di sinistro stradale, la priorità degli assicurati è infatti quella di
scambiarsi i dati necessari alla compilazione del modulo di denuncia
sinistro e liberare la strada dai propri veicoli il prima possibile.
ESRS S4 – Consumatori e utilizzatori finali –
Valorizzazione e utilizzo dei dati – IRO (S4-
I6) Contributo della telematica per
promuovere presso i consumatori
comportamenti virtuosi e supportare le
attività quotidiane.
DDL Ricostruzione Post-calamità - speciale
procedura di liquidazione anticipata parziale
per il danno subito da beni, mobili e immobili,
strumentali all'esercizio dell'attività di
impresa, a favore dei soggetti assicurati che
si trovano nelle aree colpite da eventi
calamitosi e per le quali è stato dichiarato lo
stato di ricostruzione.
Considerare attentamente le complessità connesse alla liquidazione di
danni che coinvolgono migliaia di assicurati contemporaneamente, su
aree difficilmente raggiungibili a seguito di eventi calamitosi
ESRS S4 – Consumatori e utilizzatori finali –
Inclusione sociale dei clienti – IRO (S4-I5)
Qualità e rapidità del servizio e assenza di
esborso economico diretto, grazie alla
liquidazione canalizzata dei sinistri.
DDL Concorrenza 2023 – introduzione della
portabilità dei dati della scatola nera
installata sui veicoli a fini assicurativi.
Non penalizzare le imprese che hanno investito in telematica di bordo ESRS S4 – Consumatori e utilizzatori finali –
Valorizzazione e utilizzo responsabile dei
dati – (S4-I6) Contributo della telematica
per promuovere presso i clienti
comportamenti virtuosi e supportare le
attività quotidiane.

L'approccio di dialogo e collaborazione con le parti interessate è promosso e presidiato dalla Funzione Institutional & Public Affairs, che riporta al Presidente della Capogruppo. Oltre agli incontri e alla partecipazione a iniziative collaborative promosse da istituzioni e altri stakeholder rilevanti, il Gruppo si è fatto direttamente promotore di attività strutturate di advocacy in merito ad ambiti chiave della propria attività, con i think tank "Welfare, Italia" e "The Urban Mobility Council" che stimolano la riflessione sul futuro del welfare e della mobilità, e sul relativo ruolo delle assicurazioni, attraverso la realizzazione di ricerche, la condivisione di contributi concettuali, nonché la promozione del dialogo tra portatori di interessi in eventi annuali.

Il Gruppo Unipol non finanzia né in Italia né all'estero partiti, loro rappresentanti o candidati, né effettua sponsorizzazioni di congressi o feste che abbiano un fine esclusivo di propaganda politica, non effettua contributi e spese per campagne politiche, organizzazioni politiche. Inoltre, non finanzia soggetti intermediari collegati o che supportano un particolare partito politico o una specifica causa politica. Il Gruppo è iscritto nel registro per la trasparenza dell'Unione europea con il numero di registrazione 073609715164-10 e in Italia nel registro dei rappresentanti di Interesse della Camera dei Deputati dal 2017.

Non vi sono membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo che, nei due anni precedenti la nomina nel periodo di riferimento attuale, abbiano ricoperto una posizione comparabile nella pubblica amministrazione (comprese le autorità di regolamentazione).

La relazione con la rete agenziale

Unipol Assicurazioni è, tra le Compagnie assicurative del Gruppo, quella che distribuisce i propri prodotti principalmente attraverso la rete agenziale; di recente tale canale è stato introdotto anche per la distribuzione dei prodotti di UniSalute destinati alla clientela privata. Le Agenzie rappresentano un canale significativo anche per società che offrono servizi non assicurativi, quali UnipolRental e UnipolMove, e tale approccio è in estensione ad altre attività proprie degli ecosistemi.

La relazione con la rete è definita attraverso un sistema di accordi e norme interne, che definiscono come la Compagnia e la rete si impegnano a raggiungere gli obiettivi definiti nei Piani Strategici di Gruppo attraverso la collaborazione tra i due attori; in questo modo viene definito il supporto di Unipol Assicurazioni volto a realizzare gli impatti positivi rilevanti nei confronti degli agenti (attraverso strumenti che concorrono alla prevenzione di rischi e la generazione di opportunità finanziarie per le società del Gruppo).

Il Piano Strategico 2022-2024 ha un ambito di azione identificato come "Centralità della rete agenziale", che ha come obiettivo generale il potenziamento dell'efficacia del più grande network di agenti nazionale completandone l'evoluzione "omnicanale", ossia la possibilità di gestire le relazioni con i clienti in modo efficace su qualsiasi canale esse avvengano, rafforzando sia la capacità di presidio degli agenti, sia la flessibilità per i clienti. In questo contesto, il Piano ha inoltre individuato la specializzazione come leva di creazione di valore condiviso tra Compagnia, agenti e clienti.

Nel 2023 Unipol Assicurazioni e Agenti Unipol Associati – AUA (l'associazione che rappresenta e tutela gli interessi professionali degli agenti Unipol) hanno sottoscritto il cosiddetto "Patto 3.0" 99 ("il Patto"), un accordo che definisce gli impegni reciproci e regolamenta in modo dettagliato la loro relazione (facendo seguito alle precedenti versioni del 2011 e 2017).

Il Patto si compone di una pluralità di documenti, tra cui l'Accordo Quadro Programmatico che inquadra i principi generali che guidano la relazione (richiamando tra l'altro il rispetto di quanto previsto da Codice Etico e Carta dei Valori di Gruppo), e l'Accordo Integrativo 3.0, che regolamenta nel dettaglio una serie di istituti a beneficio della Rete Agenziale.

Tra gli istituti più significativi per la generazione degli impatti positivi rilevanti presso la rete agenziale vi sono:

  • la disciplina della distribuzione multicanale o omnicanalità, come innovativa forma di distribuzione delle polizze assicurative, che prevede la stretta interazione tra diversi canali di vendita, dove i canali digitali sono integrati con la rete agenziale valorizzando il patrimonio di competenza della rete stessa, unitamente alle sue capacità consulenziali e relazionali;
  • il riconoscimento della formazione come componente essenziale per lo svolgimento dell'attività e al contempo leva fondamentale per favorire l'evoluzione della rete agenziale e della rete di vendita delle agenzie; per questo è definito un impegno da parte della Compagnia a supportare la formazione e si prevede la collaborazione tra Compagnia e Gruppo Agenti nella progettazione, gestione e realizzazione dei percorsi formativi da erogare agli agenti;
  • la definizione di una infrastruttura tecnologica (con il sistema informatico) e organizzativa (grazie all'ottimizzazione dei processi gestionali) che consente agli agenti di lavorare con flessibilità ed efficacia, supportati dal necessario patrimonio informativo.

Il Patto 3.0 è frutto di un percorso di confronto e condivisione tra la Compagnia e l'associazione di rappresentanza degli agenti Unipol, che prevede anche di sottoporre l'accordo al Sindacato Nazionale Agenti (SNA) prima che lo stesso venga sottoscritto dal Presidente di AUA.

Gli impegni assunti con il Patto sono attuati attraverso una pluralità di azioni svolte dalla Compagnia in collaborazione e a supporto della rete agenziale.

Le principali linee di azione riguardano:

  • interventi di consolidamento e ottimizzazione, volti a ottenere una rete di agenzie che gestiscano portafogli più rilevanti, con strutture specialistiche altamente competenti, che possano supportare lo sviluppo di tutti gli ecosistemi di business, mantenendo l'elevato livello di copertura del territorio;
  • attività a sostegno dello sviluppo del business riferito a target specifici, attraverso l'individuazione di Business Specialist e Family Welfare Specialist distribuiti presso centinaia di agenzie, e la definizione di strutture organizzative di Compagnia composte da Tutor PMI, per sostenere le strutture commerciali nel rispondere alle esigenze delle piccole e medie imprese, e da Consulenti Welfare, che supportano la rete agenziale nello sviluppo di Piani di Welfare dedicati agli imprenditori, alle loro aziende e ai loro dipendenti;

99 Il Patto 3.0 prevede la gestione degli IRO Indicati nella tabella del paragrafo "Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti in merito alla condotta d'impresa" come G1-I7.

  • progettazione ed erogazione di formazione alle persone della rete italiana di vendita agenziale e subagenziale (con oltre 500 corsi disponibili); oltre ai contenuti legati a caratteristiche dell'offerta, compliance normativa, protezione dai rischi, sono previsti ad esempio percorsi formativi volti a supportare la crescita di agenti ad alto potenziale, o programmi mirati al ricambio generazionale Complessivamente, nel corso del 2024, l'investimento diretto per l'offerta formativa per la rete agenziale è stato pari a euro 2,4 milioni;
  • l'innovazione continua degli strumenti digitali e dei processi di vendita e assistenza per massimizzare il livello di servizio ai clienti.

Le azioni descritte attengono al periodo di pianificazione strategica 2022-2024 e nella fase attuale ne è prevista la prosecuzione. Il Piano Strategico 2025-2027 individuerà il quadro entro il quale saranno dettagliate le azioni da realizzare per il triennio successivo.

La digitalizzazione e l'etica dell'Intelligenza Artificiale

Nell'ambito della direttrice strategica "Tech and People Evolution", per cui il Piano Strategico 2022-2024100 si è dato come obiettivo l'evoluzione digitale del modello operativo attraverso l'utilizzo intensivo di nuove tecnologie, dati, automatizzazione, Unipol ha avviato nel 2024 un percorso trasformativo volto a integrare l'Intelligenza Artificiale (di seguito anche "IA") nei processi di business, al fine di coglierne le opportunità connesse, comprese quelle legate alla sostenibilità.

Il framework generale per la gestione del tema è dato dalla "Unipol Data Vision" che, nel definire i principi osservati dal Gruppo nell'ambito della protezione e valorizzazione dei dati personali, enuncia impegni coerenti anche con l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale, e in particolare:

  • svolgimento delle attività che prevedono l'impiego di dati nel pieno rispetto dei valori che guidano l'agire del Gruppo, come espressi nella Carta dei Valori e nel Codice Etico;
  • informazione trasparente ai clienti circa l'uso cui saranno destinati i dati raccolti, al fine di metterli in condizione di comprendere gli impatti delle proprie scelte di condivisione dei dati;
  • impegno a mettere sempre al centro la persona e i suoi bisogni nello sviluppo di soluzioni tecnologiche, al fine di realizzare sistemi inclusivi e non discriminatori.
  • Tali impegni supportano la gestione degli impatti rilevanti, nonché dei rischi a essi connessi in merito al sottotema "Digitalizzazione ed etica dell'Intelligenza Artificiale, in relazione ai clienti delle attività assicurative del Gruppo, nell'ambito delle quali è stato avviato il percorso di integrazione dell'IA101.

Nella consapevolezza della rapida evoluzione del contesto esterno e interno rispetto all'impiego dell'IA e del crescente utilizzo previsto per questi strumenti, il Gruppo Unipol si impegna a definire, nel corso del triennio di Piano Strategico 2025-2027,una politica sull'innovazione tecnologica e digitale, che tratti le tematiche inerenti all'Intelligenza Artificiale e disciplini puntualmente l'approccio per la gestione dei suoi impatti sull'organizzazione.

Il percorso trasformativo per l'integrazione dell'IA nei processi di Unipol Assicurazioni è caratterizzato, fin dal suo avvio, da azioni volte a orientare lo sviluppo delle soluzioni e il cambiamento necessario per la loro applicazione in modo responsabile verso tutti gli attori coinvolti, dai clienti ai dipendenti.

Tra i numerosi utilizzi dell'IA individuati e approfonditi, gli use case da sviluppare prioritariamente sono stati selezionati, in quanto massimizzano i risultati e generano vantaggi competitivi, nel medio termine, risultando trasformativi sia in termini di produttività che di efficacia; la maggior parte di questi è applicata ai processi di sottoscrizione e gestione dei sinistri.

Per prevenire i rischi e contenere la potenzialità di generare impatti negativi, Unipol Assicurazioni ha definito i tratti principali della governance dei processi di sviluppo e impiego dell'Intelligenza Artificiale, prevedendo:

  • la valutazione dei casi d'uso, nella fase di design, rispetto alle linee guida e ai rischi messi in evidenza rispetto alle linee guida e ai rischi dell'"AI Act" dell'Unione Europea (Regolamento (UE) 2024/1689);
  • il monitoraggio continuo e la documentazione dei casi d'uso durante il ciclo di vita;

100 Il Piano Strategico 2022-2024 supporta la gestione dell'opportunità indicata nella tabella di cui all'"Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale" quale G1-RO2. 101 L'Unipol Data Vision supporta la gestione degli IRO indicati nella tabella di cui all'"Obbligo di informativa relativo all'ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia

e il modello aziendale" quali G1-I7, G1-I8, G1-RO1.

  • l'integrazione di guardrail, ossia di sistemi progettati per garantire che gli strumenti di intelligenza artificiale operino in conformità con gli standard, le politiche e i valori aziendali, alle fondamenta dello sviluppo delle diverse soluzioni.

Nel presidio di soluzioni d'uso che prevedono l'interazione tra utenti e chatbot, il guardrail consente di monitorare la compliance con la normativa esterna e interna e il rispetto di principi etici, al fine di evitare che nelle interazioni tra utenti e intelligenza artificiale non si generino contenuti che riportano riferimenti all'odio, sessuali, violenti, autolesionisti.

Le soluzioni sviluppate sono incentrate sull'approccio "human-in-the-loop", che integra intelligenza artificiale e umana nella creazione dei modelli di apprendimento automatico, coinvolgendo le persone nel ciclo di addestramento, messa a punto e test degli algoritmi; la supervisione dell'essere umano agevola significativamente l'applicazione di presidi di prevenzione degli impatti negativi e a supporto dell'impiego responsabile dell'Intelligenza Artificiale.

Nella consapevolezza dei potenziali impatti di questo processo trasformativo sui lavoratori, Unipol Assicurazioni ha avviato la definizione di un percorso di change management che accompagni e supporti le persone maggiormente coinvolte e l'organizzazione in generale.

Elenco degli elementi d'informazione di cui ai principi trasversali e tematici derivanti da altri atti legislativi dell'UE

Il Gruppo comunica gli elementi d'informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE (elencati ai sensi dell'ESRS 2 Appendice B) nelle sezioni della Rendicontazione di Sostenibilità indicate dalla tabella che segue:

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS 2 GOV-1
Diversità di genere nel
consiglio, paragrafo 21, lettera
d)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 13
Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della
Commissione102, allegato II
Informazioni generali
la governance
Il ruolo degli organi di
amministrazione,
direzione e controllo
nella governance
della sostenibilità
ESRS 2 GOV-1
Percentuale di membri
indipendenti del consiglio di
amministrazione, paragrafo 21,
lettera e)
Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della
Commissione, allegato II
Informazioni generali
la governance Il
ruolo degli organi di
amministrazione,
direzione e controllo
nella governance
della sostenibilità
ESRS 2 GOV-4
Dichiarazione sul dovere di
diligenza, paragrafo 30
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 10
Informazioni generali
la governance il
processo di due
diligence
ESRS 2 SBM-1
Coinvolgimento in attività
collegate ad attività nel
settore dei combustibili fossili,
paragrafo 40, lettera d), punto
i)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 4
Articolo 449 bis del
regolamento (UE) n.
575/2013;
regolamento di
esecuzione
(UE) 2022/2453 della
Commissione103,
tabella 1 –
Informazioni
qualitative sul rischio
ambientale e tabella
2
– Informazioni
qualitative sul rischio
sociale
Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della
Commissione, allegato II
Informazioni generali
La strategia
strategia, il modello
aziendale e la catena
del valore

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS 2 SBM-1
Coinvolgimento in attività
collegate alla produzione di
sostanze chimiche, paragrafo
40, lettera d), punto ii)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 9
Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione,
allegato II
Informazioni generali
La strategia
strategia, il modello
aziendale e la catena
del valore
ESRS 2 SBM-1
Partecipazione ad attività
connesse ad armi controverse,
paragrafo 40, lettera d), punto
iii)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 14
Articolo 12,
paragrafo 1, del regolamento
delegato (UE) 2020/1818104 e
allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816
Informazioni generali
La strategia
strategia, il modello
aziendale e la catena
del valore
ESRS 2 SBM-1
Coinvolgimento in attività
collegate alla coltivazione e
alla produzione di tabacco,
paragrafo 40, lettera d), punto
iv)
Articolo 12,
paragrafo 1, del regolamento
delegato (UE) 2020/1818 e
allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816
Informazioni generali
La strategia
strategia, il modello
aziendale e la catena
del valore
ESRS E1-1
Piano di transizione per
conseguire la neutralità
climatica entro il 2050,
paragrafo 14
Articolo 2,
paragrafo 1, del
regolamento (UE)
2021/1119
Informazioni
ambientali
Cambiamenti
climatici
ESRS E1-1
Imprese escluse dagli indici di
riferimento allineati con
l'accordo di Parigi, paragrafo
16, lettera g)
Articolo 449 bis del
regolamento (UE) n.
575/2013;
regolamento di
esecuzione
(UE) 2022/2453 della
Commissione,
modello 1:
Portafoglio bancario
– Indicatori del
potenziale rischio di
transizione connesso
ai cambiamenti
climatici: Qualità
creditizia delle
esposizioni per
settore, emissioni e
durata residua
Articolo 12, paragrafo 1, lettere
a d) a g), e paragrafo 2, del
regolamento delegato
(UE) 2020/1818
Non applicabile

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS E1-4
Obiettivi di riduzione delle
emissioni di GES, paragrafo 34
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 4
Articolo 449 bis del
regolamento (UE) n.
575/2013;
regolamento di
esecuzione (UE)
2022/2453 della
Commissione,
modello 3:
Portafoglio bancario
– Indicatori del
potenziale rischio di
transizione connesso
ai cambiamenti
climatici: metriche di
allineamento
Articolo 6 del regolamento
delegato (UE) 2020/1818
Informazioni
ambientali
Cambiamenti
climatici I
Cambiamenti
climatici e le attività
proprie
ESRS E1-5
Consumo di energia da
combustibili fossili
disaggregato per fonte (solo
settori ad alto impatto
climatico), paragrafo 38
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 5 e
allegato I, tabella 2,
indicatore n. 5
Informazioni
ambientali
Cambiamenti
climatici Le
metriche
ESRS E1-5 Consumo di energia
e mix energetico, paragrafo 37
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 5
Informazioni
ambientali
Cambiamenti
climatici Le
metriche
ESRS E1-5
Intensità energetica associata
con attività in settori ad alto
impatto climatico, paragrafi da
40 a 43
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 6
Informazioni
ambientali
Cambiamenti
climatici Le
metriche

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS E1-6
Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3
ed emissioni totali di GES,
paragrafo 44
Allegato I, tabella 1,
indicatori n. 1 e 2
Articolo 449 bis del
regolamento (UE)
n.575/2013;
regolamento di
esecuzione
(UE) 2022/2453 della
Commissione,
modello 1:
Portafoglio bancario
– Indicatori del
potenziale rischio di
transizione connesso
ai cambiamenti
climatici: Qualità
creditizia delle
esposizioni per
settore, emissioni e
durata residua
Articolo 5, paragrafo
1,
articolo 6 e
articolo 8,
paragrafo 1 del regolamento
delegato
(UE) 2020/1818
Informazioni
ambientali
Cambiamenti
climatici Le
metriche
ESRS E1-6
Intensità delle emissioni lorde
di GES, paragrafi da 53 a 55
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 3
Articolo 449 bis del
regolamento (UE)
n. 575/2013;
regolamento di
esecuzione (UE)
2022/2453 della
Commissione,
modello 3:
Portafoglio bancario
– Indicatori del
potenziale rischio di
transizione connesso
ai cambiamenti
climatici: metriche di
allineamento
Articolo 8, paragrafo 1, del
regolamento delegato
(UE) 2020/1818
Informazioni
ambientali
Cambiamenti
climatici Le
metriche
ESRS E1-7
Assorbimenti di GES e crediti
di carbonio, paragrafo 56
Articolo 2,
paragrafo 1, del
regolamento (UE)
2021/1119
Informazioni
ambientali
Cambiamenti
climatici Le
metriche

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS E1-9
Esposizione del portafoglio
dell'indice di riferimento verso
rischi fisici legati al clima,
paragrafo 66
Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1818 e
allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816
Il Gruppo Unipol si è
avvalso della
possibilità di
omettere le
informazioni
prescritte da tale
obbligo di
informativa con
l'impegno di inserirle
nella seconda
annualità di
rendicontazione, in
linea con quanto
previsto dalla
normativa
ESRS E1-9
Disaggregazione degli importi
monetari per rischio fisico
acuto e cronico, paragrafo 66,
lettera a)
ESRS E1-9
Posizione delle attività
significative a rischio fisico
rilevante, paragrafo 66, lettera
c)
Articolo 449 bis del
regolamento (UE)
n. 575/2013; punti 46
e 47 del regolamento
di esecuzione (UE)
2022/2453 della
Commissione;
modello 5:
Portafoglio bancario
– Indicatori del
potenziale rischio
fisico connesso ai
cambiamenti
climatici: esposizioni
soggette al rischio
fisico
Il Gruppo Unipol si è
avvalso della
possibilità di
omettere le
informazioni
prescritte da tale
obbligo di
informativa con
l'impegno di inserirle
nella seconda
annualità di
rendicontazione, in
linea con quanto
previsto dalla
normativa

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS E1-9 Ripartizione del
valore contabile dei suoi attivi
immobiliari per classi di
efficienza energetica,
paragrafo 67, lettera c)
Articolo 449 bis del
regolamento (UE) n.
575/2013; punto 34
del regolamento di
esecuzione
(UE) 2022/2453 della
Commissione;
Modello 2:
Portafoglio bancario
– Indicatori del
potenziale rischio di
transizione connesso
ai cambiamenti
climatici: prestiti
garantiti da beni
immobili – Efficienza
energetica delle
garanzie reali
Il Gruppo Unipol si è
avvalso della
possibilità di
omettere le
informazioni
prescritte da tale
obbligo di
informativa con
l'impegno di inserirle
nella seconda
annualità di
rendicontazione, in
linea con quanto
previsto dalla
normativa
ESRS E1-9
Grado di esposizione del
portafoglio a opportunità
legate al clima, paragrafo 69
Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1818
Il Gruppo Unipol si è
avvalso della
possibilità di
omettere le
informazioni
prescritte da tale
obbligo di
informativa con
l'impegno di inserirle
nella seconda
annualità di
rendicontazione, in
linea con quanto
previsto dalla
normativa
ESRS E2-4
Quantità di ciascun inquinante
che figura nell'allegato II del
regolamento E-PRTR (registro
europeo delle emissioni e dei
trasferimenti di sostanze
inquinanti) emesso nell'aria,
nell'acqua e nel suolo,
paragrafo 28
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 8;
allegato I, tabella 2,
indicatore n. 2;
allegato 1, tabella 2,
indicatore n. 1;
allegato I, tabella 2,
indicatore n. 3
Non rilevante

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS E3-1
Acque e risorse marine,
paragrafo 9
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 7
Non rilevante
ESRS E3-1
Politica dedicata, paragrafo 13
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 8
Non rilevante
ESRS E3-1
Sostenibilità degli oceani e dei
mari paragrafo 14
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 12
Non rilevante
ESRS E3-4
Totale dell'acqua riciclata e
riutilizzata, paragrafo 28,
lettera c)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 6.2
Non rilevante
ESRS E3-4
Consumo idrico totale in m3
rispetto ai ricavi netti da
operazioni proprie, paragrafo
29
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 6.1
Non rilevante
ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo
16, lettera a), punto i)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 7
Non rilevante
ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo
16, lettera b)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 10
Non rilevante
ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo
16, lettera c)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 14
Non rilevante
ESRS E4-2
Politiche o pratiche agricole/di
utilizzo del suolo sostenibili,
paragrafo 24, lettera b)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 11
Informazioni
ambientali
Biodiversità ed
ecosistemi Le
politiche relative alla
biodiversità e agli
ecosistemi
ESRS E4-2
Pratiche o politiche di utilizzo
del mare/degli oceani
sostenibili, paragrafo 24,
lettera c)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 12
Informazioni
ambientali
Biodiversità ed
ecosistemi Le
politiche relative alla
biodiversità e agli
ecosistemi
emarket
sdir storage
CERTIFIED
Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS E4-2
Politiche volte ad affrontare la
deforestazione, paragrafo 24,
lettera d)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 15
Informazioni
ambientali
Biodiversità ed
ecosistemi Le
politiche relative alla
biodiversità e agli
ecosistemi
ESRS E5-5
Rifiuti non riciclati, paragrafo
37, lettera d)
Allegato I, tabella 2,
indicatore n. 13
Non rilevante
ESRS E5-5
Rifiuti pericolosi e rifiuti
radioattivi, paragrafo 39
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 9
Non rilevante
ESRS 2 – SBM3 – S1
Rischio di lavoro forzato,
paragrafo 14, lettera f)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 13
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti
in merito alla forza
lavoro propria
ESRS 2 – SBM3 – S1
Rischio di lavoro minorile,
paragrafo 14, lettera g)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 12
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti
in merito alla forza
lavoro propria
ESRS S1-1
Impegni politici in materia di
diritti umani, paragrafo 20
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 9 e
allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le politiche relative
alla forza lavoro
propria
ESRS S1-1
Politiche in materia di dovuta
diligenza sulle questioni
oggetto delle convenzioni
fondamentali da 1 a 8
dell'Organizzazione
internazionale del lavoro,
paragrafo 21
Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione,
allegato II
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le politiche relative
alla forza lavoro
propria

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS S1-1
Procedure e misure per
prevenire la tratta di esseri
umani, paragrafo 22
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 11
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le politiche relative
alla forza lavoro
propria
ESRS S1-1
Politica di prevenzione o
sistema di gestione degli
infortuni sul lavoro, paragrafo
23
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 1
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le politiche relative
alla forza lavoro
propria
ESRS S1-3
Meccanismi di trattamento dei
reclami/delle denunce,
paragrafo 32, lettera c)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 5
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Il coinvolgimento dei
lavoratori e dei loro
rappresentanti
ESRS S1-14
Numero di decessi e numero e
tasso di infortuni connessi al
lavoro, paragrafo 88, lettere
b) e c)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 2
Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della
Commissione, allegato II
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le metriche
ESRS S1-14
Numero di giornate perdute a
causa di ferite, infortuni,
incidenti mortali o malattie,
paragrafo 88, lettera e)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 3
Il Gruppo Unipol si è
avvalso della
possibilità di
omettere le
informazioni
prescritte da tale
obbligo di
informativa con
l'impegno di inserirle
nella seconda
annualità di
rendicontazione, in
linea con quanto
previsto dalla
normativa
ESRS S1-16
Divario retributivo di genere
non corretto, paragrafo 97,
lettera a)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 12
Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della
Commissione, allegato II
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le metriche

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS S1-16
Eccesso di divario retributivo a
favore dell'amministratore
delegato, paragrafo 97, lettera
b)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 8
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le metriche
ESRS S1-17
Incidenti legati alla
discriminazione, paragrafo 103,
lettera a)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 7
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le metriche
ESR S1-17 Mancato rispetto dei
principi guida delle Nazioni
Unite su imprese e diritti umani
e OCSE, paragrafo 104, lettera
a)
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 10 e
allegato I, tabella 3,
indicatore n. 14
Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816 e
articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE)
2020/1818
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le metriche
ESRS 2 SBM-3 – S2
Grave rischio di lavoro minorile
o di lavoro forzato nella catena
del lavoro, paragrafo 11, lettera
b)
Allegato I, tabella 3,
indicatori n. 12 e 13
Informazioni sociali
forza Lavoro propria
Le metriche
ESRS S2-1
Impegni politici in materia di
diritti umani, paragrafo 17
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 9 e
allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
Non rilevante
ESRS S2-1 Politiche connesse
ai lavoratori nella catena del
valore, paragrafo 18
Allegato I, tabella 3,
indicatori n. 11 e 4
Non rilevante
ESRS S2-1 Mancato rispetto
dei principi guida delle Nazioni
Unite su imprese e diritti umani
e delle linee guida dell'OCSE,
paragrafo 19
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 10
Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816 e
articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE)
2020/1818
Non rilevante

Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS S2-1
Politiche in materia di dovuta
diligenza sulle questioni
oggetto delle convenzioni
fondamentali da 1 a 8
dell'Organizzazione
internazionale del lavoro,
paragrafo 19
Regolamento delegato (UE)
2020/1816 della Commissione,
allegato II
Non rilevante
ESRS S2-4
Problemi e incidenti in materia
di diritti umani nella sua catena
del valore a monte e a valle,
paragrafo 36
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 14
Non rilevante
ESRS S3-1
Impegni politici in materia di
diritti umani, paragrafo 16
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 9 e
allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
Non rilevante
ESRS S3-1
Mancato rispetto dei principi
guida delle Nazioni Unite su
imprese e diritti umani, dei
principi dell'OIL o delle linee
guida dell'OCSE, paragrafo 17
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 10
Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816 e
articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE)
2020/1818
Non rilevante
ESRS S3-4
Problemi e incidenti in materia
di diritti umani, paragrafo 36
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 14
Non rilevante
ESRS S4-1 Politiche connesse
ai consumatori e agli
utilizzatori finali, paragrafo 16
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 9 e
allegato I, tabella 1,
indicatore n. 11
Informazioni sociali
Consumatori e
utilizzatori finali Le
politiche che
presidiano la
relazione con i clienti
ESRS S4-1
Mancato rispetto dei principi
guida delle Nazioni Unite su
imprese e diritti umani e delle
linee guida dell'OCSE,
paragrafo 17
Allegato I, tabella 1,
indicatore n. 10
Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816 e
articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE)
2020/1818
Informazioni sociali
Consumatori e
utilizzatori finali Le
politiche che
presidiano la
relazione con i clienti

emarket
sdir storage
CERTIFIED
Obbligo di informativa ed
elemento d'informazione
corrispondente
Riferimento SFDR Riferimento terzo
pilastro
Riferimento regolamento sugli
indici di riferimento
Riferimento
normativa dell'UE sul
clima
Sezione di
riferimento
ESRS S4-4
Problemi e incidenti in materia
di diritti umani, paragrafo 35
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 14
Informazioni sociali
Consumatori e
utilizzatori finali Le
azioni per gestire gli
impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti
in relazione ai clienti
ESRS G1-1
Convenzione delle Nazioni
Unite contro la corruzione,
paragrafo 10, lettera b)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 15
Informazioni sulla
governance
Condotta delle
imprese Gli
strumenti a presidio
della condotta di
impresa
ESRS G1-1
Protezione degli informatori,
paragrafo 10, lettera d)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 6
Informazioni sulla
governance
Condotta delle
imprese La
protezione degli
informatori
ESRS G1-4
Ammende inflitte per
violazioni delle leggi contro la
corruzione attiva e passiva,
paragrafo 24, lettera a)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 17
Allegato II del regolamento
delegato (UE) 2020/1816
Informazioni sulla
governance
Condotta delle
imprese Il contrasto
alla corruzione attiva
e passiva
ESRS G1-4
Norme di lotta alla corruzione
attiva e passiva, paragrafo 24,
lettera b)
Allegato I, tabella 3,
indicatore n. 16
Informazioni sulla
governance
Condotta delle
imprese Il contrasto
alla corruzione attiva
e passiva

Fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione

Fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura del periodo

Fitch assegna rating IFS "A-", migliora il giudizio sul debito

In data 14 gennaio 2025, Fitch Ratings ha assegnato a Unipol Assicurazioni (in precedenza Unipol Gruppo) un rating Insurer Financial Strength (IFS) di "A-" (Strong). Ha inoltre migliorato il rating sulle obbligazioni senior da "BBB" a "BBB+" e ha rimosso il debito da Rating Watch Positive. Allo stesso tempo, Fitch ha confermato il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) di Unipol a "BBB+". Tutti gli outlook sono positivi.

Aggiornamento del rating di credito a seguito del perfezionamento della fusione per incorporazione

In data 16 gennaio 2025 è avvenuto l'aggiornamento dei rating di credito a seguito del perfezionamento della fusione per incorporazione di UnipolSai Assicurazioni SpA. A Unipol è stato assegnato un Insurance Financial Strength Rating "Baa2/Stable Outlook" da Moody's, un Insurer Financial Strength Rating "A-/Positive Outlook" da Fitch e un Financial Strength Rating "A (high)/Stable Trend" da Morningstar DBRS.

Inoltre, Moody's ha aggiornato il rating del debito senior non garantito e il rating dell'emittente a lungo termine di Unipol a "Baa3" dal precedente "Ba1" e il programma di senior unsecured medium term note a "(P)Baa3" da "(P)Ba1", con Outlook Stabile. Fitch ha migliorato le senior notes di Unipol a "BBB+" da "BBB" e ha confermato il Long-Term Issuer Default Rating a "BBB+", con outlook positivo. Morningstar DBRS ha aggiornato l'Issuer Rating di Unipol a "A(high)" da "BBB" con trend stabile.

Ops promossa da BPER Banca SpA sulla totalità delle azioni della Banca Popolare di Sondrio SpA

In data 6 febbraio 2025 BPER Banca SpA ("BPER") ha annunciato di avere assunto la decisione di promuovere un'offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria ai sensi e per gli effetti degli artt. 102 e 106, comma 4, del TUF (l'"Offerta"), avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Banca Popolare di Sondrio SpA ("BPSO") ammesse alla negoziazione. BPER riconoscerà - per ciascuna Azione di BPSO portata in adesione all'Offerta - un corrispettivo unitario, non soggetto ad aggiustamenti fatti i salvi gli effetti derivanti dalla distribuzione dei dividendi o di operazioni sul capitale di BPSO stessa), pari a n. 1,450 azioni ordinarie di BPER di nuova emissione. Il Consiglio di Amministrazione di Unipol Assicurazioni ha effettuato, in data 13 febbraio 2024, una prima analisi della struttura e delle caratteristiche dell'Offerta, condividendo il razionale strategico e industriale dell'operazione, che coinvolge due istituti di credito con radici comuni e legati da una pluriennale condivisione di società prodotto in diversi ambiti di attività: dal risparmio gestito, al leasing e alle assicurazioni. Tenuto anche conto dell'accelerazione del processo di consolidamento del settore bancario italiano attualmente in corso, quali azionisti significativi e partner bancassicurativi di entrambi gli istituti, l'Organo Amministrativo ha sottolineato l'importanza, sia per BPER che per BPSO di intraprendere - auspicabilmente con spirito costruttivo da entrambe le parti - un processo aggregativo che consentirà di rafforzare le dimensioni e il posizionamento competitivo nonché di favorire le evoluzioni delle stesse, con positivi riflessi anche sulle attività industriali in comune con il Gruppo Unipol, valorizzando al contempo i tradizionali legami con i territori di riferimento, segno distintivo della storia di entrambi gli istituti.

Evoluzione prevedibile della gestione

Le previsioni macroeconomiche internazionali per l'anno 2025 sono caratterizzate da aspettative di accelerazione della crescita economica mondiale, con un'economia statunitense ancora solida e con un'accelerazione della crescita del PIL dell'Area Euro. In Italia, si prevede che la crescita venga trainata da un maggiore contributo dei consumi privati e dalla fine del ciclo negativo delle scorte; si prevede, inoltre, una convergenza dell'inflazione italiana poco al di sotto del target BCE del 2%.

Per quanto concerne il business assicurativo Danni, gli effetti dei cambiamenti climatici stanno comportando interventi sui prodotti, sia a livello tariffario che normativo. In ambito R.C. Auto, pur in un contesto di mercato ancora fortemente competitivo, le azioni in corso sono volte a perseguire l'ottenimento di una marginalità positiva favorendo la selezione del portafoglio e il contenimento dei costi anche grazie al know-how acquisito nel campo della telematica e al costante impulso della canalizzazione dei sinistri auto sul network UnipolService e UnipolGlass che consente ottimi risultati in termini di contenimento dei costi medi delle riparazioni.

Nel comparto Vita, si continuerà a proporre anche nel 2025, su tutte le reti produttive, prodotti tradizionali di ramo I per favorire la redditività delle gestioni separate ai quali cui si affiancheranno prodotti multiramo e di protezione, mantenendo la leadership nel settore dei Fondi Pensione.

La gestione degli investimenti del Gruppo resta finalizzata alla coerenza tra attivi e passivi, all'ottimizzazione del profilo rischio rendimento e di liquidità del portafoglio anche al fine del mantenimento di un adeguato livello di solvibilità.

Il Gruppo ha ultimato la predisposizione del nuovo Piano Strategico 2025-2027 che verrà presentato ai mercati in data 28 marzo 2025. Il risultato della gestione per l'anno in corso, escludendo eventi attualmente non prevedibili date anche le incertezze del contesto di riferimento, è atteso positivo.

Milano, 27 marzo 2025

Il Consiglio di Amministrazione

Glossario

ALM: per Asset and Liability Management si intende la gestione integrata relativa all'attivo e al passivo finalizzata ad allocare le risorse nell'ottica di ottimizzazione del rapporto rischio/rendimento.

Capitali: stock di valore da cui dipende il successo di qualsiasi organizzazione. Vengono utilizzati come input per il modello di business e possono essere incrementati, ridotti o trasformati attraverso le attività e gli output dell'organizzazione. Nell' Framework i capitali vengono suddivisi nelle seguenti categorie: finanziario, produttivo, intellettuale, umano, sociale e relazionale e naturale. (International Framework).

CARD - Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto: i sinistri R.C.Auto possono essere classificati come rientranti in tre diverse gestioni:

sinistri No Card: sinistri regolati dal regime ordinario che non rientrano nell'ambito di applicazione della CARD;

sinistri Card Debitrice: sinistri regolati dalla CARD in cui il "nostro" assicurato è responsabile in tutto in parte, che vengono liquidati dalle compagnie di controparte alle quali la "nostra" compagnia deve corrispondere un rimborso forfetario ("Forfait Debitrice");

sinistri Card Gestionaria: sinistri regolati dalla CARD in cui il "nostro" assicurato è non responsabile, in tutto o in parte, che vengono liquidati dalla "nostra" compagnia alla quale le compagnie di controparte devono corrispondere un rimborso forfetario ("Forfait Gestionaria").

Va tuttavia precisato che la classificazione sopra indicata rappresenta una schematizzazione semplificata in quanto, in realtà, un singolo sinistro può comprendere partite di danno rientranti in ognuna delle tre gestioni sopra indicate.

Combined ratio: indicatore che misura l'equilibrio della gestione tecnica complessiva Danni calcolato con la seguente formula: 1 - (risultato dei servizi assicurativi/ricavi da contratti assicurativi emessi). È la somma di loss ratio ed expense ratio.

Contrattazione collettiva: L'insieme delle negoziazioni che avvengono tra un datore di lavoro, un gruppo di datori di lavoro o una o più organizzazioni di datori di lavoro, da un lato, e uno o più sindacati o, in loro assenza, i rappresentanti dei lavoratori debitamente eletti e da essi autorizzati conformemente alle disposizioni legislative e regolamentari nazionali, dall'altro, al fine di:

  • determinare le condizioni di lavoro e di impiego; e/o
  • regolamentare i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori; regolamentare i rapporti tra i datori di lavoro o le loro organizzazioni e una o più organizzazioni dei lavoratori.

Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD): la Direttiva UE 2022/2464 del 14 dicembre 2022 che introduce nuove regole per il reporting di sostenibilità delle imprese, armonizzando la comunicazione delle informazioni sulla sostenibilità, in modo che le società finanziarie, gli investitori e il grande pubblico dispongano di informazioni trasparenti, comparabili e affidabili.

Doppia rilevanza: la doppia rilevanza ha due dimensioni, la rilevanza dell'impatto e la rilevanza finanziaria. Una questione di sostenibilità soddisfa il criterio della doppia rilevanza se è rilevante da un punto di vista dell'impatto, da un punto di vista finanziario, o da entrambi i punti di vista.

Emissioni di GES di ambito 1: emissioni dirette di gas a effetto serra da fonti che sono di proprietà o sotto il controllo dell'impresa.

Emissioni di GES di ambito 2: emissioni indirette della generazione di energia elettrica, vapore, calore o raffrescamento, acquistati o acquisiti, che l'impresa consuma.

Emissioni di GES di ambito 3: tutte le emissioni indirette di gas a effetto serra (che non rientrano tra le emissioni di GES di ambito 2) generate nella catena del valore dell'impresa comunicante, comprese le emissioni a monte e a valle. Possono essere suddivise in categorie di ambito 3.

Environmental, social and governance (ESG): acronimo che fa riferimento agli aspetti organizzativi di un'azienda legati alle politiche ambientali, sociali e di buon governo, agli obiettivi e alle modalità di implementazione.

Effetti finanziari attesi: effetti finanziari che non soddisfano i criteri per figurare nelle voci del bilancio nel periodo di riferimento e che non rientrano negli effetti finanziari attuali.

Expense ratio: indicatore percentuale del rapporto tra le spese di gestione e i ricavi da contratti assicurativi emessi.

EU Sustainability Reporting Standard (ESRS): gli standard di rendicontazione predisposti da EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) su mandato della Commissione Europea, volti a definire le informazioni sulla sostenibilità che le imprese devono comunicare in adempimento alla normativa Corporate Sustainability Reporting Directive.

FSB - Financial Stability Board: ente internazionale che controlla e formula raccomandazioni sul sistema finanziario globale.

Global Compact: iniziativa delle Nazioni Unite nata nel 2000 per incoraggiare le aziende di tutto il mondo ad adottare politiche sostenibili e nel rispetto della responsabilità sociale d'impresa e per rendere pubblici i risultati delle azioni intraprese. Prevede il rispetto di 10 Principi articolati in quattro ambiti: Diritti Umani, Lavoro, Ambiente, Lotta alla Corruzione. Ad oggi hanno aderito oltre 18.000 aziende provenienti da 160 paesi nel mondo, a supporto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite per il 2030.

Global Reporting Initiative (GRI): ente internazionale senza scopo di lucro nato con il fine di definire gli standard di rendicontazione delle performance di sostenibilità di aziende e organizzazioni di qualunque dimensione, appartenenti a qualsiasi settore e paese del mondo. Il GRI ha sviluppato ed elaborato i GRI Standard, che costituiscono un quadro di riferimento per la rendicontazione da parte degli organismi di cui sopra.

Impatti: effetti che l'impresa ha o può avere sull'ambiente e sulle persone, compresi gli effetti sui diritti umani, come conseguenza delle sue attività o dei suoi rapporti commerciali. Gli impatti possono essere effettivi o potenziali, negativi o positivi, di breve, medio o lungo periodo, intenzionali o non intenzionali, reversibili o irreversibili. Gli impatti indicano il contributo dell'impresa, negativo o positivo, allo sviluppo sostenibile.

IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change: organismo scientifico delle Nazioni Unite che si occupa della valutazione dei cambiamenti climatici, delle loro implicazioni e i potenziali rischi futuri, nonché di proporre opzioni di adattamento e mitigazione.

ISO 50001: norma internazionale di carattere volontario che fornisce alle organizzazioni di qualsiasi dimensione un sistema per ottimizzare la performance energetica di tutti i loro processi e per promuovere una gestione più efficiente dell'energia.

Linee Guida ESG: Linee d'indirizzo per la valutazione ex-ante dei rischi ESG che possono presentarsi nel corso dei processi di business (investimenti, assunzione, credito), allegate alle relative Politiche, utili per supportare la corretta valutazione degli stessi in coerenza con le Linee guida in materia di sostenibilità.

Loss ratio: indicatore primario di economicità della gestione di un'impresa di assicurazione per il settore Danni. Consiste nel rapporto fra il costo dei sinistri di competenza e i ricavi da contratti assicurativi emessi.

Mission: stabilisce cosa fa l'Azienda. Coglie giorno per giorno le attività dell'Azienda stessa.

MRO (Main Refinancing operations): operazioni di mercato aperto effettuate dall'Eurosistema.

Paris Agreement: L'Accordo di Parigi definisce un quadro globale per evitare pericolosi cambiamenti climatici limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 ° C e proseguendo gli sforzi per limitarlo a 1,5 ° C (rispetto ai livelli preindustriali). È stato concordato alla conferenza sul clima di Parigi (COP21) nel dicembre 2015 ed è attualmente ratificato da quasi 190 parti, inclusa l'UE e dei suoi Stati membri.

PRI: principi per l'investimento responsabile, promossi nel 2006 dalle Nazioni Unite con l'intento di favorire la diffusione dell'investimento sostenibile e responsabile tra gli investitori istituzionali, che sono sottoscritti e implementati dalle società del settore finanziario. Le società si impegnano a incorporare le tematiche ESG nell'analisi e nei processi decisionali di investimento, nelle proprie politiche e nelle pratiche aziendali.

Regolamento sulla Tassonomia: Regolamento UE 2020/852 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020 sulla creazione di un quadro normativo per facilitare gli investimenti sostenibili.

Reputation Index: indice di reputazione elaborato dal Reputation Institute, per la misurazione e gestione della reputazione delle aziende e dei suoi brand, come leva per la crescita del business, a valenza internazionale. La reputazione del Gruppo Unipol consiste nell'insieme delle aspettative, percezioni ed opinioni sviluppate nel tempo dagli Stakeholder di riferimento (clienti, dipendenti, agenti, comunità finanziaria, istituzioni, opinion maker, opinione pubblica) inerenti alle qualità del Gruppo stesso, alle sue caratteristiche e ai suoi comportamenti, che derivano dall'esperienza, dal sentito dire o dall'osservazione delle azioni del Gruppo. La coerenza dei comportamenti del Gruppo con le promesse e la conseguente risposta alle attese formulate dai suoi Stakeholder determinano la formazione della Reputazione aziendale.

Rilevanza d'impatto: una questione di sostenibilità è rilevante dal punto di vista dell'impatto quando riguarda gli impatti rilevanti dell'impresa, negativi o positivi, effettivi o potenziali, sulle persone o sull'ambiente nel breve, medio o lungo periodo. Una questione di sostenibilità rilevante dal punto di vista dell'impatto comprende gli impatti connessi alle attività proprie dell'impresa e alla catena del valore a monte e a valle, anche attraverso i suoi prodotti e servizi e i suoi rapporti commerciali.

Rilevanza finanziaria: una questione di sostenibilità può essere rilevante da un punto di vista finanziario se genera rischi od opportunità che incidono o di cui si può ragionevolmente prevedere che incidano sulla situazione patrimoniale-finanziaria, sul risultato economico e sui flussi finanziari dell'impresa, sull'accesso ai finanziamenti o sul costo del capitale nel breve, medio o lungo periodo.

Rischi di transizione: i rischi derivanti dal mancato allineamento tra la strategia e la gestione di un'organizzazione o di un investitore e l'evoluzione del panorama normativo, politico o sociale nel quale essi operano. Gli sviluppi volti ad arrestare o invertire i danni inflitti al clima o alla natura quali le misure governative, il progresso tecnologico, le modifiche del mercato, i contenziosi e il cambiamento delle preferenze dei consumatori possono tutti creare o incidere sui rischi di transizione.

Rischi fisici: tutte le imprese economiche globali dipendono dal funzionamento dei sistemi terrestri, come la stabilità del clima e dei servizi ecosistemici, ad esempio la fornitura di biomassa (materie prime). I rischi fisici legati alla natura sono il risultato diretto della dipendenza di un'organizzazione dalla natura. I rischi fisici sorgono quando i sistemi naturali sono compromessi, a causa dell'impatto di eventi climatici (ad esempio eventi meteorologici estremi come la siccità), di eventi geologici (ad esempio eventi sismici come un terremoto) o di cambiamenti negli equilibri ecosistemici, come la qualità del suolo o l'ecologia marina, che si ripercuotono sui servizi ecosistemici da cui le organizzazioni dipendono. Possono essere di natura acuta, cronica, o di entrambi i tipi. I rischi fisici legati alla natura derivano da cambiamenti nelle condizioni biotiche (viventi) e abiotiche (non viventi) che sono alla base di ecosistemi sani e funzionanti. I rischi fisici sono solitamente specifici per luogo. I rischi fisici legati alla natura sono spesso associati ai rischi fisici legati al clima.

Rischi legati alla sostenibilità: eventi o condizioni ambientali, sociali o di governance, di natura incerta, che, qualora si verificassero, potrebbero sortire un effetto negativo rilevante sulla strategia o sul modello aziendale dell'impresa, o sulla sua capacità di conseguire i suoi obiettivi e creare valore, e di conseguenza potrebbero influenzare le decisioni dell'impresa e quelle dei partner con cui intrattiene rapporti commerciali riguardo alle questioni di sostenibilità. Come qualsiasi altro rischio, anche i rischi legati alla sostenibilità sono una combinazione dell'entità dell'impatto e della probabilità che si verifichi.

Scope of GHG emissions: classificazione dei confini organizzativi dove si verificano le emissioni di GHG (Greenhouse Gas) dirette e indirette prodotti dalle attività di una organizzazione. Esistono 3 classi di Scope: Scope 1, Scope 2 and Scope 3. La classificazione deriva dal World Resources Institute (WRI) e dal World Business Council for Sustainable Development (WBCSD). Per Scope 1 si intendono le emissioni dirette di GHG provenienti da istallazioni di proprietà o controllate dall'organizzazione. Per Scope 2 si intendono emissioni indirette di GHG derivanti dalla generazione di energia elettrica, energia a vapore, da riscaldamento e raffreddamento, importati e consumati all'interno dell'organizzazione. Scope 3 riguarda le altre emissioni indirette che non rientrano nello Scope 2 quali ad esempio le emissioni connesse ai viaggi di lavoro.

SDGs– Sustainable Development Goals: l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d'azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell'ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs – di seguito elencati:

TLTRO - Targeted Long Term Refinancing Operations (piani di rifinanziamento a lungo termine targetizzati): interventi finanziari effettuati dalla Banca Centrale Europea introdotti per la prima volta durante la crisi del debito sovrano dei paesi dell'Eurozona. I TLTRO prevedono l'erogazione, tramite asta, di prestiti della durata di 4 anni alle banche dell'Eurozona, con rendimenti molto bassi, con lo scopo di immettere liquidità nell'economia reale. Le banche devono infatti utilizzare questa liquidità per sostenere il credito alle piccole e medie imprese.

UNEP - United Nations Environment Programme: è la principale autorità ambientale globale che stabilisce l'agenda ambientale globale, promuove l'implementazione coerente della dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile all'interno del sistema delle Nazioni Unite e funge da autorevole difensore dell'ambiente globale.

UNEP FI - United Nations Environment Programme Finance Initiative: una partnership globale istituita tra il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente e il settore finanziario.

uu

31.12.2024

2.Bilancio Consolidato al

Prospetti contabili consolidati

Stato patrimoniale

Attività

Voci delle attività 31/12/2024 31/12/2023
1. ATTIVITÀ IMMATERIALI 2.558 2.485
di cui: avviamento 1.883 1.883
2. ATTIVITÀ MATERIALI 4.467 4.187
3. ATTIVITÀ ASSICURATIVE 1.089 1.123
3.1 Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività 78 63
3.2 Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 1.011 1.060
4. INVESTIMENTI 68.189 63.924
4.1 Investimenti immobiliari 2.080 2.302
4.2 Partecipazioni in collegate e joint venture 2.942 2.656
4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.081 1.857
4.4 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 42.644 40.697
4.5 Attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico 18.442 16.412
a)
attività finanziarie detenute per la negoziazione
185 72
b)
attività finanziarie designate al fair value
11.980 10.679
c)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
6.277 5.661
5. ALTRE ATTIVITÀ FINANZIARIE 1.142 1.145
6. ALTRI ELEMENTI DELL'ATTIVO 4.267 4.776
6.1 Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita 82 133
6.2 Attività fiscali 993 1.079
a)
correnti
364 378
b)
differite
629 701
6.3 Altre attività 3.192 3.564
7 DISPONIBILITÀ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI 1.713 1.818
TOTALE DELL'ATTIVO 83.425 79.458

Stato patrimoniale

Patrimonio netto e passività

Voci del patrimonio netto e delle passività 31/12/2024 31/12/2023
1. PATRIMONIO NETTO 9.628 9.799
1.1 Capitale 3.365 3.365
1.2 Altri strumenti patrimoniali 496 0
1.3 Riserve di capitale 1.639 1.639
1.4 Riserve di utili e altre riserve patrimoniali 2.518 1.756
1.5 Azioni proprie (-) (14) (4)
1.6 Riserve da valutazione 243 110
1.7 Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 262 1.602
1.8 Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo (+/-) 1.074 1.101
1.9 Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi (+/-) 45 230
2. FONDI PER RISCHI ED ONERI 712 552
3. PASSIVITÀ ASSICURATIVE 53.226 51.200
3.1 Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 53.137 51.108
3.2 Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività 89 92
4. PASSIVITÀ FINANZIARIE 17.412 15.523
4.1 Passività finanziarie valutate al fair value rilevato al conto economico 11.862 10.507
a)
passività finanziarie detenute per la negoziazione
126 95
b)
passività finanziarie designate al fair value
11.736 10.412
4.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 5.550 5.016
5. DEBITI 953 938
6. ALTRI ELEMENTI DEL PASSIVO 1.494 1.446
6.1 Passività di un gruppo in dismissione posseduto per la vendita 0 0
6.2 Passività fiscali 51 106
a)
correnti
34 17
b)
differite
17 89
6.3 Altre passività 1.443 1.340
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 83.425 79.458

Conto economico

Valori in milioni di euro

Voci 31/12/2024 31/12/2023
1. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi 9.810 9.571
2. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi (8.797) (9.405)
3. Ricavi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione 220 637
4. Costi per servizi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione (392) (396)
5. Risultato dei servizi assicurativi 841 407
6. Proventi/oneri da attività e passività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico 572 470
7. Proventi/oneri delle partecipazioni in collegate e joint venture 402 641
8. Proventi/oneri da altre attività e passività finanziarie e da investimenti immobiliari 1.389 1.326
8.1 - Interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 1.526 1.452
8.2 - Interessi passivi (223) (186)
8.3 - Altri proventi/Oneri 169 160
8.4 - Utili/perdite realizzati 1 (9)
8.5 - Utili/perdite da valutazione (84) (91)
di cui: Connessi con attività finanziarie deteriorate (4) (10)
9. Risultato degli investimenti 2.363 2.437
10. Costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi (1.554) (1.286)
11. Ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 20 (3)
12. Risultato finanziario netto 829 1.148
13. Altri ricavi/costi 1.096 1.096
14. Spese di gestione: (638) (564)
14.1 - Spese di gestione degli investimenti (72) (75)
14.2 - Altre spese di amministrazione (566) (489)
15. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (44) (10)
16. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (624) (377)
17. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (143) (133)
di cui: Rettifiche di valore dell'avviamento 0 0
18. Altri oneri/proventi di gestione (1) (2)
19. Utile (Perdita) dell'esercizio prima delle imposte 1.316 1.565
20. Imposte (197) (234)
21. Utile (Perdita) dell'esercizio al netto delle imposte 1.119 1.331
22. Utile (Perdita) delle attività operative cessate 0 0
23. Utile (Perdita) consolidato 1.119 1.331
di cui: di pertinenza della capogruppo 1.074 1.101
di cui: di pertinenza di terzi 45 230

Conto economico complessivo

Valori in milioni di euro

Voci 31/12/2024 31/12/2023
1 Utile (Perdita) d'esercizio 1.119 1.331
2 Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza riclassifica a conto economico 95 67
2.1 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 13 5
2.2 Variazione della riserva da valutazione di attività immateriali 0 0
2.3 Variazione della riserva da valutazione di attività materiali 0 0
2.4 Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi (21) (22)
2.5 Proventi od oneri relativi ad attività non correnti o a un gruppo in dismissione posseduti per la vendita 0 0
2.6 Utili e perdite attuariali e rettifiche relativi a piani a benefici definiti 2 (7)
2.7 Utili o perdite su titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 101 91
2.8 Variazione del proprio merito creditizio su passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico 0 0
2.9 Altri elementi 0 0
3 Altre componenti reddituali al netto delle imposte con riclassifica a conto economico 25 129
3.1. Variazione della riserva per differenze di cambio nette 0 0
3.2 Utili o perdite su attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
363 1.578
3.3 Utili o perdite su strumenti di copertura di un flusso finanziario 15 37
3.4 Utili o perdite su strumenti di copertura di un investimento netto in una gestione estera 0 0
3.5 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 16 26
3.6 Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi (377) (1.526)
3.7 Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 8 14
3.8 Proventi od oneri relativi ad attività non correnti o a un gruppo in dismissione posseduti per la vendita 0 0
3.9 Altri elementi 0 0
4 TOTALE DELLE ALTRE COMPONENTI DEL CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO 120 196
5 TOTALE DEL CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO (Voce 1+4) 1.238 1.529
5.1 di cui: di pertinenza della capogruppo 1.206 1.268
5.2 di cui: di pertinenza di terzi 32 261

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Valori in milioni di euro

Capitale Altri
strumenti
patrimoniali
Riserve di
capitale
Riserve di
utili e altre
riserve
patrimoniali
Azioni
proprie
Riserve da
valutazione
Utile (Perdita)
dell'esercizio
Patrimonio
netto della
capogruppo
Patrimonio
netto di
terzi
Patrimonio
netto totale
Esistenze al 1.1.2023 3.365 0 1.639 2.974 (5) (70) 675 6.863 1.716 8.579
di cui: Modifica saldi di apertura 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Allocazione del risultato esercizio
2022
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Riserve 0 0 0 312 0 0 (312) 0 0 0
Dividendi ed altre destinazioni 0 0 0 (25) 0 0 (363) (265) (123) (388)
Variazioni dell'esercizio 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Emissione nuove azioni 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Acquisto azioni proprie 0 0 0 0 1 0 0 1 0 1
Variazioni interessenze
partecipative
0 0 0 1 0 0 0 0 1 1
Conto economico complessivo 0 0 0 0 0 198 1.331 1.268 261 1.530
Altre variazioni 0 0 0 77 0 0 0 100 (24) 77
Esistenze al 31.12.2023 3.365 0 1.639 3.339 (4) 128 1.331 7.967 1.832 9.799
Esistenze al 1.1.2024 3.365 0 1.639 3.339 (4) 128 1.331 7.967 1.832 9.799
Modifica saldi di apertura 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Allocazione del risultato esercizio
2023
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Riserve 0 0 0 1.006 0 0 (1.006) 0 0 0
Dividendi ed altre destinazioni 0 0 0 (25) 0 0 (325) (297) (53) (350)
Variazioni dell'esercizio 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Emissione nuove azioni 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Acquisto azioni proprie 0 0 0 0 (10) 0 0 (10) 0 (10)
Variazioni interessenze
partecipative
0 0 0 (1.129) 0 0 0 (121) (1.008) (1.129)
Conto economico complessivo 0 0 0 0 0 119 1.119 1.206 32 1.238
Altre variazioni 0 496 0 (416) 0 0 0 575 (495) 80
Esistenze al 31.12.2024 3.365 496 1.639 2.775 (14) 248 1.119 9.321 307 9.628

Rendiconto finanziario (metodo indiretto)

Importo
31/12/2024 31/12/2023
Liquidità netta generata/assorbita da:
- Utile (perdita) dell'esercizio (+/-) 1.119 1.331
- Ricavi e costi netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione (+/-) 693 883
- Plus/minusvalenze su attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico (-/+) (611) (1.705)
- Altri proventi e oneri non monetari derivanti da strumenti finanziari. investimenti immobiliari e partecipazioni (+/-) 76 (1.661)
- Accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri (+/-) 160 (83)
- Interessi attivi. dividendi. interessi passivi. imposte (+/-) (1.418) (2.713)
- Altri aggiustamenti (+/-) 27 823
- interessi attivi incassati (+) 1.193 1.026
- dividendi incassati (+) 238 229
- interessi passivi pagati (-) (264) (206)
- imposte pagate (-) (260) (100)
Liquidità netta generata/assorbita da altri elementi monetari attinenti all'attività operativa
- Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività/attività (+/-) 914 587
- Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività/passività (+/-) (92) 68
- Passività da contratti finanziari emessi da imprese di assicurazione (+/-) 667 1.187
- Crediti di controllate bancarie (+/-) 0 0
- Passività di controllate bancarie (+/-) 0 (1)
- Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico (+/-) (318) 1.676
-
Altre attività e passività finanziarie (+/-)
393 196
Totale liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 2.517 1.537
Liquidità netta generata/assorbita da
- Vendita/acquisto di investimenti immobiliari (+/-) (45) (24)
- Vendita/acquisto di partecipazioni in società collegate e joint venture (+/-) 0 (288)
- Dividendi incassati su partecipazioni (+) 307 553
- Vendita/acquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (+/-) (288) (16)
- Vendita/acquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (+/-) (1.275) (291)
- Vendita/acquisto di attività materiali e immateriali (+/-)
- Vendita/acquisti di società controllate e di rami d'azienda (+/-)
(924)
(589)
(1.293)
(114)
- Altri flussi di liquidità netta dall'attività d'investimento (+/-) 46 63
Totale liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (2.768) (1.410)
Liquidità netta generata/assorbita da
- Emissioni/acquisti di strumenti di capitale (+/-) 0 0
- Emissioni/acquisti di azioni proprie (+/-) (8) 1
- Distribuzione dividendi e altre finalità (-) (350) (388)
- Vendita/acquisto di controllo di terzi (+/-) (1) 0
- Emissioni/acquisti di passività subordinate e di strumenti finanziari partecipativi (+/-) 0 (116)
- Emissioni/acquisti di passività valutate al costo ammortizzato (+/-) 505 392
Totale liquidità netta generata/assorbita dall'attività di finanziamento 146 (111)
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO (105) 16

Legenda:

(+) generata (–) assorbita

T = anno di riferimento del bilancio

RICONCILIAZIONE

Voci di bilancio Importo
31/12/2024 31/12/2023
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 1.818 1.802
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio (105) 16
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi 0 0
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 1.713 1.818

Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti all'inizio dell'esercizio 2023 comprendono le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti delle attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita per euro 4 milioni.

3.Note informative integrative

Criteri generali di redazione

Il Gruppo Unipol, costituito dalla Capogruppo Unipol Assicurazioni SpA (di seguito Unipol) e dalle sue società controllate, esercita attività di assicurazione, riassicurazione e capitalizzazione; può emettere contratti di investimento e può procedere alla costituzione e alla gestione di Fondi Pensione Aperti, in conformità a quanto previsto dall'art. 9 D. Lgs. 21/4/1993, n. 124 e successive modificazioni. Come ampiamente descritto nella Relazione sulla gestione, in seguito all'operazione di fusione per incorporazione di UnipolSai Assicurazioni SpA, Unipol Finance Srl, UnipolPart I SpA e Unipol Investment SpA in Unipol Gruppo SpA, quest'ultima ha assunto la denominazione sociale "Unipol Assicurazioni SpA" o, in breve, "Unipol SpA".

A supporto del business assicurativo e dei relativi ecosistemi, il Gruppo Unipol ha sviluppato attività commerciali di natura strumentale, attinenti in particolare alla riparazione dei veicoli e alla sostituzione dei cristalli auto, alla gestione di scatole nere e altri dispositivi telematici, alla gestione di pagamenti in mobilità, al noleggio a lungo termine e alla commercializzazione di sistemi di antifurto per veicoli. Esercita inoltre attività immobiliare, attività finanziaria, attività alberghiera, agricola, sanitaria e nell'ambito dei flexible benefits. Il Gruppo Unipol opera principalmente in Italia: al di fuori dell'Italia il Gruppo opera in Serbia, attraverso la controllata DDOR Novi Sad e la compagnia di riassicurazione captive ad essa dedicata Ddor Re.

La Capogruppo Unipol, capogruppo del Gruppo Assicurativo Unipol, è una società per azioni, con sede legale a Bologna, via Stalingrado 45 (Italia), quotata alla Borsa Italiana di Milano.

Il Bilancio consolidato del Gruppo Unipol è redatto ai sensi dell'art. 154-ter del D. Lgs. N. 58/1998 (TUF) e del Regolamento ISVAP n. 7 del 13 luglio 2007, e successive modificazioni, ed è conforme ai principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dallo IASB e omologati dall'Unione Europea, con le relative interpretazioni emanate dall'IFRIC, secondo quanto disposto dal Regolamento Comunitario n. 1606/2002, e in vigore alla data di chiusura del bilancio.

Il Bilancio consolidato è costituito da:

• Stato patrimoniale;

  • Conto economico e Conto economico complessivo;
  • Prospetto delle variazioni del patrimonio netto;
  • Rendiconto finanziario;
  • Note informative integrative.

Lo schema di esposizione è conforme a quanto previsto dal Titolo III del Regolamento ISVAP n. 7 del 13 luglio 2007, e successive modificazioni, concernente gli schemi per il bilancio consolidato delle imprese di assicurazione e riassicurazione che sono tenute all'adozione dei principi contabili internazionali.

Sono inoltre fornite le informazioni richieste dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006.

Il Bilancio consolidato è redatto nel presupposto della continuità aziendale, in applicazione dei principi di competenza, di rilevanza e attendibilità dell'informativa contabile, al fine di fornire una rappresentazione fedele della situazione patrimoniale-finanziaria e del risultato economico, nel rispetto della prevalenza della sostanza economica delle operazioni sulla forma giuridica.

Il presupposto della continuità aziendale si considera confermato con ragionevole certezza in quanto si ritiene che le società appartenenti al Gruppo Unipol abbiano risorse adeguate a garantire la continuità dell'operatività in un prevedibile futuro. Anche il rischio di liquidità è ritenuto assai remoto.

Il Bilancio è esposto in forma comparata con l'indicazione dei valori dell'esercizio precedente. Ove necessario, in caso di modifica di principi contabili, criteri di valutazione o di classificazione, i dati comparativi vengono rielaborati e riclassificati per fornire un'informativa omogenea e coerente.

L'unità di conto utilizzata è l'euro e tutti gli importi, salvo quando diversamente indicato, sono esposti in milioni di euro. Si precisa che, coerentemente a quanto previsto dal Regolamento ISVAP n. 7 del 13 luglio 2007, con riferimento agli schemi di Stato patrimoniale, Conto economico, Conto economico complessivo, Rendiconto finanziario e al Prospetto delle variazioni di patrimonio netto (gli "Schemi di bilancio") gli importi delle sottovoci sono stati arrotondati trascurando le frazioni degli importi pari o inferiori a euro 500 mila ed elevando al milione superiore le frazioni maggiori di euro 500 mila. L'importo arrotondato delle voci è stato determinato come somma degli importi arrotondati delle sottovoci. La somma algebrica delle differenze derivanti dagli arrotondamenti operati sulle voci è ricondotta alle voci di ciascuno degli Schemi di bilancio specificamente individuate dal regolamento. Gli importi esposti nelle Note informative integrative sono arrotondati sulla base del medesimo criterio ed esposti in milioni di euro, garantendo la concordanza degli importi in essa riportati con quelli risultanti dagli Schemi di bilancio.

Il Bilancio consolidato di Unipol è sottoposto a revisione legale da parte della società di revisione EY SpA, incaricata della revisione legale dei bilanci consolidati per gli esercizi 2021-2029.

Regolamento UE ESEF – Bilanci in formato elettronico unico di comunicazione

La c.d. Direttiva Transparency (2004/109/CE) ha previsto l'obbligo per le società quotate di pubblicare la relazione finanziaria annuale predisposta dalle società quotate in un formato elettronico unico di comunicazione. A tal fine, il Regolamento UE 2019/815 del 2018 (c.d. Regolamento ESEF) così come integrato dalla normativa nazionale, ha imposto l'obbligo, a partire dall'esercizio 2021, di redigere tale reporting nel formato XHTML, marcando altresì alcune informazioni del bilancio consolidato con le specifiche XBRL. In particolare, il bilancio consolidato contiene la marcatura dei dati numerici contenuti nello Stato patrimoniale, nel Conto economico e nel Conto economico complessivo, nel Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e nel Rendiconto finanziario, nonché degli elementi informativi identificati nell'Allegato II del regolamento qualora questi siano riportati nelle note informative integrative.

Data di riferimento

La data di riferimento del Bilancio consolidato è il 31 dicembre 2024, data di chiusura del Bilancio di esercizio della Capogruppo Unipol. Tutte le imprese rientranti nell'area di consolidamento chiudono il proprio bilancio al 31 dicembre, a eccezione delle seguenti:

  • la società collegata Pegaso Finanziaria SpA chiude l'esercizio al 30 giugno e predispone un bilancio intermedio riferito alla data del bilancio consolidato;
  • la società collegata Fin.Priv Srl chiude l'esercizio al 30 novembre.

Per la redazione del Bilancio Consolidato vengono utilizzate rielaborazioni dei bilanci individuali delle società rientranti nell'area di consolidamento adeguati in conformità ai principi contabili internazionali IAS/IFRS, così come applicati dalla Capogruppo Unipol, e approvati dai Consigli di Amministrazione delle rispettive società..

Criteri di consolidamento

Società consolidate integralmente

Il metodo di consolidamento delle società controllate prevede l'assunzione integrale, a partire dalla data dell'acquisizione, delle attività, delle passività, dei proventi e degli oneri delle imprese consolidate, contro l'eliminazione del valore di carico della partecipazione eliso con la corrispondente quota del patrimonio netto di ciascuna controllata e l'evidenziazione, nel caso di partecipazioni non totalitarie, della quota di capitale netto e del risultato d'esercizio di spettanza delle minoranze azionarie.

L'importo del capitale netto corrispondente a partecipazioni di terzi è iscritto nella voce di patrimonio netto denominata "Capitale e riserve di terzi", mentre la rispettiva quota del risultato economico consolidato è evidenziata nella voce "Utile (perdita) dell'esercizio di pertinenza di terzi".

I bilanci delle società controllate sono consolidati con il metodo dell'integrazione globale.

Avviamento

L'eccedenza del costo di acquisizione delle partecipazioni in società controllate, rispetto alla quota di interessenza al valore corrente (fair value) netto delle attività, passività e passività potenziali identificabili, viene contabilizzata come avviamento tra le attività immateriali.

L'avviamento rappresenta un pagamento effettuato in previsione di benefici economici futuri derivanti da attività che non possono essere identificate individualmente e rilevate separatamente.

Negli esercizi successivi a quello dell'acquisto, l'avviamento viene valutato al costo, al netto delle eventuali perdite di valore accumulate. I costi accessori sostenuti in una operazione di acquisizione vengono spesati nel conto economico nell'esercizio in cui i costi stessi sono sostenuti o i servizi resi.

Le variazioni nell'interessenza partecipativa in una controllata che non comportano la perdita del controllo, in base all'IFRS 10.23, sono contabilizzate come operazioni sul capitale. Qualsiasi differenza positiva tra la frazione del fair value netto delle attività, passività e passività potenziali identificabili della controllata e il fair value del corrispettivo pagato o ricevuto viene rilevata direttamente nell'utile del periodo e attribuita ai soci della controllante.

Società valutate con il metodo del patrimonio netto

Secondo questo metodo il valore della partecipazione viene adeguato alla corrispondente frazione di patrimonio netto comprensivo del risultato d'esercizio operando, peraltro, tutte le rettifiche proprie del consolidamento integrale. L'eventuale differenza tra la frazione di patrimonio netto acquisita e il fair value del corrispettivo pagato (avviamento) viene rilevata direttamente nel valore di carico della partecipazione. Le variazioni nell'interessenza partecipativa in una società collegata che non comportano l'acquisizione del controllo o la perdita dell'influenza notevole sono trattate come operazioni di acquisto o vendita di quote, anche se dovute a cause diverse dalla compravendita, e determinano, conseguentemente, proventi o oneri rilevati nel conto economico e calcolati sulla base della differenza tra il corrispettivo eventualmente dovuto o ricevuto e la variazione della frazione di patrimonio netto della partecipata detenuta dalla partecipante.

Eliminazione di operazioni infragruppo

Nella redazione del Bilancio consolidato vengono eliminati i crediti e i debiti intercorrenti tra le società incluse nell'area di consolidamento, i proventi e gli oneri relativi a operazioni effettuate tra le società medesime, nonché gli utili e le perdite conseguenti a operazioni effettuate tra tali imprese e non ancora realizzati con soggetti terzi rispetto al Gruppo.

Opzioni put su patrimonio di pertinenza di terzi

In presenza di opzioni put concesse dal gruppo sulle quote di patrimonio di società controllate detenute da soci terzi, e in assenza di meccanismi di determinazione del prezzo di esercizio che rendano, nella sostanza, il Gruppo già esposto ai rischi e benefici derivanti dalla detenzione di tali quote di patrimonio, viene adottato il seguente trattamento contabile:

  • a livello economico, il risultato di periodo della società controllata è ripartito tra quota di pertinenza del gruppo e quota di pertinenza di terzi sulla base della quota effettivamente detenuta dalle due categorie di soci nel corso dell'esercizio;
  • a livello patrimoniale, viene rilevata una passività finanziaria per l'ammontare pari al valore attuale del prezzo di esercizio dell'opzione put e, in contropartita, si procede ad annullare il patrimonio netto di pertinenza di terzi oggetto dell'opzione put stessa. Eventuali differenze tra i due valori vengono imputate a riduzione o incremento del patrimonio di pertinenza del gruppo.

Qualora, invece, le citate opzioni put concesse dal gruppo sulle quote di patrimonio di società controllate detenute da soci terzi rendessero, nella sostanza, il Gruppo già esposto ai rischi e benefici derivanti dalla detenzione di tali quote, l'operazione sarebbe trattata analogamente ad un acquisto di quote di minoranza con pagamento differito.

Informativa di settore

L'informativa di settore è redatta secondo le disposizioni dell'IFRS 8 ed è strutturata in base ai settori significativi di attività nei quali il Gruppo ha operato nel corso dell'esercizio oggetto del presente bilancio consolidato o in quello precedente:

  • Attività Assicurativa: rami Danni;
  • Attività Assicurativa: rami Vita;
  • Attività delle Collegate Bancarie;
  • Altre Attività.

Si precisa che, al fine di fornire una migliore rappresentazione dell'effettivo contributo ai risultati consolidati, e tenendo altresì in considerazione la significatività di tale attività su quella complessiva del Gruppo, le risultanze economiche e patrimoniali di alcuni Fondi comuni immobiliari consolidati integralmente sono state allocate al settore Vita, qualora riferibili ad attività i cui rendimenti influenzino le prestazioni da erogare ai sottoscrittori di prodotti rivalutabili, e al settore Altre attività per la porzione residuale.

Le informazioni per settore sono elaborate consolidando separatamente i dati contabili relativi alle singole società controllate e collegate appartenenti a ognuno dei settori individuati, eliminando i saldi infragruppo tra società facenti parte dello stesso settore ed elidendo, ove applicabile, il valore di carico delle partecipazioni a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto. Nella colonna "Elisioni intersettoriali" vengono eliminati i saldi infragruppo tra società facenti parte di settori diversi.

  • i rapporti di partecipazione fra società appartenenti a settori diversi in quanto l'elisione della partecipazione avviene direttamente nel settore della società che detiene la partecipazione;
  • i dividendi incassati elisi nel settore della società che incassa il dividendo;
  • i profitti e oneri realizzati in quanto l'elisione avviene direttamente nel settore della società che realizza la plus o minusvalenza.

Non viene presentata una informativa di settore suddivisa per aree geografiche in quanto il Gruppo opera prevalentemente a livello nazionale dove, per il tipo di attività esercitata, non si rilevano rischi e benefici significativamente diversificati correlati all'ambiente economico delle singole regioni.

Lo schema di rappresentazione dell'informativa per settori è conforme a quanto previsto dal Regolamento ISVAP n. 7/2007 e successive modificazioni.

Si segnala, infine, che nell'analisi dei risultati per settori contabili, il confronto tra l'esercizio 2024 e il precedente è influenzato dall'intervenuta fusione di UnipolSai e delle Holding Intermedie nella capogruppo Unipol. Più precisamente, il contributo economico e patrimoniale della capogruppo Unipol (ex Unipol Gruppo) e delle Holding Intermedie è incluso nel settore Altre attività nei dati dell'esercizio 2023, mentre tale contributo è attribuito per l'esercizio 2024 ai settori Danni e Vita in ragione del cambio di attività della Capogruppo incorporante conseguente al perfezionamento della Fusione.

Principi contabili adottati

Nuovi principi contabili

Di seguito si riepilogano le modifiche ai principi contabili previgenti la cui applicazione ha avuto decorrenza a partire dal 1° gennaio 2024. Tra le novità di maggior rilevanza per il Gruppo Unipol si segnala l'entrata in vigore della Direttiva UE 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD), che introduce nuove regole per il reporting di sostenibilità delle imprese a partire dalla corrente rendicontazione e sulla base della quale è stata redatta la Rendicontazione di Sostenibilità inserita nella Relazione sulla gestione consolidata. Per quanto invece attiene alle altre novità normative non si evidenziano impatti contabili degni di nota.

Modifiche IAS 7 e IFRS 7 – Accordi di finanziamento dei fornitori

In data 16 maggio 2024 è stato pubblicato il Regolamento UE 2024/1317, che recepisce il documento IASB "Accordi di finanziamento per le forniture" emanato a maggio 2023 che modifica lo IAS 7 "Rendiconto finanziario" e l'IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative". In particolare viene richiesto alle entità di fornire informazioni integrative - sia qualitative sia quantitative - sugli accordi di finanziamento dei fornitori, al fine di consentire agli utilizzatori del bilancio di valutare in che modo tali accordi influiscano sulle passività e sui flussi finanziari della società, nonché sulla propria esposizione al rischio di liquidità.

Reporting in materia di sostenibilità

Il Decreto Legislativo 6 settembre 2024 n. 125 ha dato attuazione alla Direttiva UE 2022/2464 (cd. CSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive) che, inquadrandosi nell'ambito del Progetto europeo "Green Deal", ha lo scopo di promuovere la trasparenza e la divulgazione di informazioni da parte delle imprese riguardo agli impatti ambientali, sociali e legati alla governance (ESG – Environmental, Social, Governance), attraverso un rafforzamento degli obblighi di reporting. Nello specifico, la Direttiva CSRD ha innovato la Direttiva UE 2014/95 (cd. NFRD - Non-Financial Reporting Directive) la quale, tramite il D. Lgs. 254/2016, aveva già introdotto l'obbligo per gli enti di interesse pubblico (es. società quotate, banche e assicurazioni) di una rendicontazione "non finanziaria" di sostenibilità. Anche al fine di raggiungere una maggiore completezza ed efficacia dell'informativa di reporting che possa garantire una più elevata trasparenza e comparabilità dei dati, la Direttiva CSRD ha, nello specifico, introdotto i seguenti elementi:

• un'estensione del perimetro di applicazione, seppur in modo graduale, alle imprese tenute a rendicontare le proprie performance ESG (nello specifico, tutte le grandi imprese – quotate e no, piccole e medie imprese quotate, imprese extra-UE con significative attività nell'UE);

• un rafforzamento del ruolo dei temi e delle performance di sostenibilità nella governance e nella strategia dell'impresa. Come previsto dalla normativa, la rendicontazione sulla sostenibilità redatta ai sensi della CSRD deve essere collocata all'interno della Relazione sulla gestione al bilancio consolidato nonché oggetto di esame da parte della società di revisione.

Si segnala inoltre che il 22 dicembre 2023 è stato pubblicato il Regolamento UE 2023/2772 in materia di principi di rendicontazione di sostenibilità (cd. ESRS - European Sustainability Reporting Standards) che, emanati dall'EFRAG il 22 novembre 2022, individuano le specifiche informazioni di reporting che un'impresa è tenuta a comunicare al mercato in merito ai suoi impatti, rischi e opportunità ("materiali") in relazione alle questioni di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. In particolare, la normativa prevede le seguenti categorie di standard ESRS:

  • principi trasversali (che prescindono sia dal settore di attività e riguardano tutti i temi della sostenibilità);
  • principi tematici (ESG ambientali, sociali e di governance);
  • principi settoriali.

In merito all'ultima categoria, si informa che l'8 maggio 2024 è stata pubblicata in G.U. la Direttiva UE 2024/1306 che modifica la Direttiva UE 2013/34 per quanto concerne i termini per l'adozione da parte della Commissione UE dei principi di rendicontazione di sostenibilità specifici per un settore merceologico nonché per talune categorie di imprese extra-UE. Nel dettaglio, la Direttiva ha prorogato la scadenza, inizialmente fissata per il 30 giugno 2024, al 30 giugno 2026 al fine di consentire ai soggetti coinvolti un migliore adeguamento alle evoluzioni normative.

Nuovi principi contabili non ancora entrati in vigore

Di seguito vengono illustrati i principali documenti pubblicati dall'International Accounting Standard Board (IASB), che potrebbero essere rilevanti per il Gruppo, ma che non sono ancora applicabili in quanto non ancora omologati dall'Unione Europea o non ancora entrati in vigore alla data di riferimento del bilancio.

Modifiche IAS 21 – Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere

Il Reg. UE 2024/2862 ha recepito le modifiche allo IAS 21 "Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere" emanate dallo IASB il 15 agosto 2023 ed applicabili a partire dal 1° gennaio 2025. Gli emendamenti contengono il dettaglio dei requisiti che un'entità deve considerare per stabilire quando una valuta sia o meno convertibile in un'altra valuta, nonché un'apposita informativa aggiuntiva da fornire in nota integrativa. Inoltre, le nuove disposizioni impongono a un'entità di stimare il tasso di cambio a pronti quando essa determina che una valuta non sia convertibile in un'altra valuta. In ultimo, il Regolamento prevede altresì una guida operativa che dovrebbe supportare le imprese nella fase di verifica della eventuale conversione delle valute.

Aggiornamento sulle principali attività IASB/Authority in materia contabile

IVASS – Provvedimento 152/2024 "Schemi per il bilancio consolidato IFRS per il settore assicurativo"

Come è noto, al fine di recepire le novità introdotte dall'IFRS 17 "Contratti assicurativi", tramite il Provvedimento n. 121 del 7 giugno 2022, l'IVASS ha aggiornato il Regolamento n. 7 del 2007 "Schemi per il bilancio delle imprese di assicurazione e di riassicurazione che sono tenute all'adozione degli IFRS", apportando alcune modifiche ai prospetti di bilancio in modo tale da favorire la trasparenza informativa e garantire, al contempo, un adeguato livello di comparabilità tra settori, a beneficio degli utilizzatori di bilancio.

Al fine di rafforzare ulteriormente la trasparenza informativa e anche alla luce delle informazioni fornite nel bilancio 2023 dalle compagnie europee, il 26 novembre 2024 l'IVASS con il Provvedimento n. 152/2024 ha ulteriormente emendato il Regolamento 7 del 2007. Le modifiche apportate riguardano:

  • l'introduzione di una tabella contenente specifici scaglioni temporali con riferimento al periodo atteso di rilevazione in conto economico del margine sui servizi contrattuali dei contratti di assicurazione;
  • l'introduzione di tre tabelle con dettagli inerenti all'informativa sul rischio di liquidità, riferiti in particolare a:
    • (i) la distribuzione per scaglioni temporali dei flussi finanziari netti dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione che costituiscono passività;
    • (ii) l'importo pagabile a richiesta e il valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione che costituiscono passività che prevedono clausole di riscatto;
    • (iii) la distribuzione temporale per vita residua contrattuale delle attività e delle passività finanziarie;
  • altre rettifiche e integrazioni minori alle istruzioni e allineamenti terminologici formali.

Tutte le modifiche introdotte con il provvedimento citato sono applicabili dal bilancio dell'esercizio 2024, ad eccezione della tabella relativa alla distribuzione temporale per vita residua contrattuale delle attività e delle passività finanziarie, che è invece posticipata al bilancio dell'esercizio 2025.

Lettera al mercato IVASS del 18 dicembre 2024 – Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita

Il 18 dicembre 2024 l'IVASS ha emanato una Lettera al mercato sul trattamento in bilancio dei contributi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita (istituito con la legge n. 213 del 2023) in cui l'Istituto ha fornito chiarimenti circa le modalità di rilevazione nel bilancio d'esercizio e consolidato dei contributi ordinari e straordinari che le imprese aderenti sono tenute a versare al Fondo. Con riferimento al bilancio consolidato, in applicazione dello IAS 37 "Accantonamenti, passività e attività potenziali" e all'interpretazione IFRIC 21 "Tributi", l'IVASS ha precisato che i contributi annualmente dovuti dalle compagnie costituiscono un costo da iscrivere nel Conto Economico nella voce 14.2 "Spese di gestione – altre spese di amministrazione" e che, qualora alla data di riferimento del bilancio non si fosse ancora manifestata l'uscita di cassa, la corrispondente passività va riportata nella sottovoce 6.3 Altre passività.

Modiche IFRS 9, IFRS 7 e IAS 32 – Strumenti finanziari

Il 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato la versione definitiva del documento "Modifiche alla classificazione e misurazione degli strumenti finanziari IFRS 9 e IFRS 7" rientrante nel progetto Post Implementation Review (PIR), conclusosi a dicembre 2022, istituito per valutare i requisiti di classificazione e misurazione degli strumenti finanziari. In tale contesto lo IASB ha dichiarato di non aver riscontrato alcuna criticità rilevante in merito alla chiarezza o all'adeguatezza degli obiettivi degli standard, fatti salvi alcuni temi quali gli strumenti finanziari con caratteristiche di sostenibilità (cd. financial asset with ESG-linked features) e i trasferimenti elettronici di contante come regolamento di un'attività o passività finanziaria. Nel dettaglio, in merito alle attività finanziarie con caratteristiche ESG, il Board ha proposto alcuni chiarimenti sui principi generali dell'SPPI test applicabili a tali strumenti e ha riportato, altresì, alcuni esempi applicativi. Il 9 ottobre 2024 l'EFRAG ha espresso il suo Endorsement Advice favorevole e il 13 gennaio 2025 l'ARC ha concesso il proprio nulla-osta. Le modifiche saranno efficaci a partire dal 1° gennaio 2026.

In data 4 luglio 2024 lo IASB ha inoltre emanato il documento conclusivo del Progetto Post-Implementation Review IFRS 9 Strumenti finanziari―Impairment" intrapreso al fine di ottenere feedback di mercato circa le disposizioni in materia di expected credit loss. Sempre in materia di strumenti finanziari, lo IASB ha infine emanato l'Exposure Draft 2023/5 "Strumenti finanziari con caratteristiche di capitale (Modifiche allo IAS 32, IFRS 7 e IAS 1)" sui requisiti di classificazione degli strumenti finanziari in consultazione fino a marzo 2024.

IASB – Informativa in bilancio su incertezze sul clima e altre incertezze

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Il 31 luglio 2024 lo IASB ha diffuso in consultazione, fino al 28 novembre 2024, l'Exposure Draft "Climate-related and Other Uncertainties in the Financial Statements" che riporta alcuni esempi illustrativi al fine di migliorare l'informativa in bilancio su rischi climatici e altri rischi. Inizialmente incentrato sui rischi legati al clima, il perimetro del progetto IASB è stato successivamente ampliato per affrontare altre incertezze nella rendicontazione finanziaria, come le stime contabili, i giudizi e l'impairment. Il principio definitivo è atteso per i primi mesi del 2025.

CONSOB/Banca d'Italia – Comunicazione "Cripto-attività e informativa di bilancio"

In seguito all'entrata in vigore del Regolamento UE 2023/1114 (cd. MiCAr - Markets in Crypto-Assets Regulation), che ha introdotto un quadro normativo armonizzato in materia di cripto-attività nell'Unione Europea intrapreso nel 2020 con l'emanazione del Digital Finance Package da parte della Commissione UE, il 6 marzo 2025 la Consob e la Banca d'Italia hanno diffuso una Comunicazione rivolta alla società quotate avente ad oggetto l'informativa in bilancio sugli investimenti detenuti in cripto-attività nonchè le approfondite verifiche cui sono tenuti i revisori contabili in materia, motivate dalla particolare rischiosità insita in tale tipologia di strumenti. Nel dettaglio, pur senza introdurre obblighi informativi ad hoc, le suddette Autorità, al fine di perseguire una maggiore trasparenza contabile, hanno ribadito l'importanza di fornire in bilancio disclosure utili a comprendere gli effetti delle cripto-attività sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'investitore, alla luce dell'esposizione e del rischio legato alle posizioni detenute, partendo, in ogni caso, dai principi contabili IAS/IFRS applicabili.

La numerazione dei singoli paragrafi riflette le corrispondenti voci degli schemi dello Stato patrimoniale e Conto economico previsti dal Regolamento ISVAP n. 7/2007 e successive modificazioni.

Stato patrimoniale

Attività

1 Attività immateriali - IAS 38

Secondo quanto previsto dallo IAS 38 possono essere capitalizzate solamente le attività immateriali identificabili e controllabili dall'impresa a fronte delle quali affluiranno all'impresa benefici economici futuri.

Sono rilevate come attività immateriali a vita utile definita le principali seguenti attività:

  • avviamenti pagati per l'acquisizione di portafogli Danni e Vita: il valore dei contratti acquistati è determinato stimando il valore attuale dei flussi di cassa futuri dei contratti in essere. Il Gruppo ammortizza questo valore lungo la prevista durata media residua. Ogni anno tale valutazione viene rivista;
  • costi sostenuti per l'acquisto di licenze di software, ammortizzati in tre anni;
  • marchi acquisiti nell'ambito di business combination;
  • costi sostenuti per consulenze su progetti strategici di sviluppo e implementazione di sistemi informatici, incluse le personalizzazioni dei relativi software, ammortizzati in cinque o dieci anni a seconda della loro presumibile vita utile.

Per i progetti in corso d'opera l'ammortamento non viene effettuato, ma rinviato all'esercizio in cui inizia il relativo utilizzo.

Sono inoltre inclusi tra le attività immateriali, come già illustrato nel precedente paragrafo Criteri di consolidamento, gli avviamenti (anche provvisoriamente determinati in base ai dettami dell'IFRS 3) pagati nelle acquisizioni/integrazioni aziendali. Essendo tali avviamenti a vita utile indefinita non vengono ammortizzati, ma sono valutati almeno una volta all'anno, o comunque tutte le volte che si riscontrino indicatori di potenziale perdita di valore durevole, tramite un test (impairment test); nel caso in cui la perdita di valore si confermi durevole viene rilevata a conto economico e non può più essere ripresa negli esercizi successivi.

2 Attività materiali - IAS 16 e IFRS 16

La voce include immobili a uso strumentale, impianti, altre macchine e attrezzature di proprietà del Gruppo e i diritti d'uso ("right of use") acquisiti mediante contratti di locazione relativi all'utilizzo di un'attività materiale, ad eccezione dei contratti con durata uguale o inferiore ai 12 mesi oppure aventi ad oggetto beni di modesto valore unitario.

Per la rilevazione e valutazione di questa categoria di beni il Gruppo ha adottato il modello del costo, che prevede l'ammortamento sistematico del valore ammortizzabile nell'arco della vita utile del bene. Con riferimento alle attività materiali derivanti dalla rilevazione di diritti d'uso, come previsto dall'IFRS 16, il valore di prima iscrizione corrisponde al valore attuale dei pagamenti futuri dovuti al locatore nel corso della durata del contratto, includendo anche le somme dovute al locatore per l'esercizio dell'eventuale opzione di acquisto del bene qualora l'esercizio della stessa sia ritenuto ragionevolmente certo.

L'ammortamento, che viene effettuato in ogni esercizio a quote costanti, inizia quando il bene è disponibile e pronto per l'utilizzo e termina quando il bene ha esaurito la propria vita utile (stimata per gli immobili in 33,4 anni). Nel caso di immobili posseduti interamente (cosiddetti cielo-terra) l'ammortamento viene effettuato sul solo fabbricato.

Le società immobiliari consolidate includono nel valore di carico gli oneri finanziari sostenuti per i capitali presi a prestito, specificamente per l'acquisizione e ristrutturazione delle immobilizzazioni, ove ne ricorrano i presupposti.

I costi per migliorie e trasformazioni vengono capitalizzati nel caso in cui si traducano in un incremento della vita utile o del valore dei cespiti.

Per i beni immobili che presentano perdite di valore durature, si procede alla necessaria svalutazione. Il valore degli immobili acquisiti nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale viene rideterminato sulla base del valore corrente alla data di acquisizione.

3 Attività assicurative – IFRS 17

3.1 Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività

Nella presente voce vengono riportati i contratti assicurativi emessi definiti e disciplinati dall'IFRS 17 – contratti di assicurazione e riassicurazione, nonché contratti d'investimento con elementi di partecipazione discrezionale - appartenenti a gruppi di contratti (UoA) le cui posizioni nette a fine esercizio costituiscono attività. Si rimanda a quanto riportato a commento della voce 3 Passività assicurative – IFRS 17 per ulteriori informazioni circa i criteri di rilevazione e valutazione adottati riferiti ai contratti assicurativi.

3.2 Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività

In questa voce sono vengono riportati i contratti di cessioni in riassicurazione definiti e disciplinati dall'IFRS 17, appartenenti a gruppi di contratti (Unit of Account - UoA) le cui posizioni nette a fine esercizio costituiscono attività.

Classificazione dei contratti di cessione in riassicurazione

Ai contratti di cessione in riassicurazione che configurano un trasferimento di rischio significativo, definiti e disciplinati dall'IFRS 17, il Gruppo applica generalmente i medesimi criteri di rilevazione e valutazione utilizzati per i contratti assicurativi emessi senza caratteristiche di partecipazione diretta, illustrati nel seguito della presente nota a commento della voce 3 Passività assicurative – IFRS 17 cui si fa rinvio. In particolare, le cessioni in riassicurazione possono essere rilevate sia secondo il modello contabile Building Block Approach (BBA) sia secondo il Premium Allocation Approach (PAA). Analogamente ai contratti assicurativi sottostanti, generalmente il PAA viene utilizzato per le coperture riassicurative a breve termine, mentre i contratti con coperture a lungo termine sono misurati con il BBA. Si segnala che poiché le specificità dei trattati possono influenzarne la rispettiva classificazione, ogni contratto di riassicurazione è soggetto ad un'analisi dettagliata da parte del Gruppo al fine di identificare il corrispondente trattamento contabile appropriato. Inoltre, la valutazione dei contratti di cessione in riassicurazione adotta assunzioni coerenti con quelle utilizzate per le stime del valore attuale dei flussi di cassa futuri dei sottostanti contratti assicurativi, integrando un aggiustamento per il rischio di inadempimento del riassicuratore valutato ad ogni data di bilancio, il cui effetto è rilevato a conto economico. La dinamica dei modelli di valutazione è la medesima dei contratti assicurativi sottostanti tranne per il concetto di margine per i servizi contrattuali (Contractual Service Margin - CSM), che viene sostituito da quello di "costo netto/guadagno netto" che, in ogni caso, è comunque differito e rilasciato a Conto Economico durante il periodo di copertura, in linea con la fornitura dei servizi di riassicurazione.

4 Investimenti

4.1 Investimenti immobiliari - IAS 40 e IFRS 16

In questa voce sono classificati gli immobili o i diritti d'uso (IFRS 16) detenuti al fine di conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito, o per entrambe le motivazioni.

Gli investimenti in immobili sono stati contabilizzati applicando il modello del costo, così come consentito dallo IAS 40 (metodo alternativo a quello del fair value).

Gli immobili per i quali è stato stimato un valore recuperabile terminale inferiore al valore contabile (o pari a zero) sono ammortizzati in ogni esercizio a quote costanti in relazione al valore recuperabile e alla presunta vita utile (stimata in n. 33,4 anni).

Nel caso in cui si sia stimato che il valore recuperabile dell'immobile sia superiore al valore contabile, l'ammortamento non viene effettuato. Nel caso di immobili posseduti interamente (cosiddetti cielo-terra) l'ammortamento viene effettuato sul solo fabbricato.

I costi per migliorie e trasformazioni vengono capitalizzati nel caso in cui si traducano in un incremento di valore, della vita utile o della redditività dei cespiti.

Per i beni immobili che presentano perdite di valore durature si procede alla necessaria svalutazione. Il valore di mercato viene determinato, almeno una volta all'anno, tramite apposite perizie rilasciate da società esterne.

Il valore degli immobili acquisiti nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendale viene rideterminato sulla base del valore corrente alla data di acquisizione.

4.2 Partecipazioni in collegate e joint venture - IAS 28 e IFRS 11

La voce comprende le partecipazioni in imprese collegate, come definite dallo IAS 28, valutate con il metodo del patrimonio netto o al costo.

Strumenti finanziari - IAS 32 - IFRS 7 9 e 13

Data di rilevazione

Il Gruppo registra generalmente le transazioni finanziarie in base alla data di regolamento (valuta), con riferimento agli strumenti finanziari inclusi nelle voci 4. Investimenti e 4. Passività Finanziarie e in base della data dell'operazione (negoziazione) per gli strumenti finanziari rilevati nelle altre voci dello Stato patrimoniale.

Riclassificazioni di attività finanziarie – IFRS 9

Con riferimento ai titoli di debito, le riclassifiche tra le diverse categorie di attività finanziarie sono limitate ai casi in cui avvenga una modifica del modello di business per la gestione delle attività finanziarie e sono rilevate in maniera prospettica, ossia senza rettificare qualsiasi componente economica rilevata in precedenza. Non sono consentite riclassifiche con riferimento ai titoli di capitale.

Strumenti derivati

Gli strumenti finanziari derivati sono inizialmente iscritti al costo di acquisto rappresentativo del fair value e successivamente misurati al fair value. Per quanto riguarda la determinazione del fair value si rimanda al paragrafo "Criteri di valutazione del fair value – IFRS 13".

Gli strumenti finanziari derivati possono essere acquistati per finalità "di trading" o "di copertura". Per le operazioni di copertura, i principi contabili prevedono regole gestionalmente onerose e complesse atte a verificare, tramite redazione di apposita documentazione, l'efficacia della copertura dal momento dell'attivazione e per l'intera durata della stessa (hedge accounting). Si precisa che il Gruppo ha esercitato la facoltà, concessa dall'IFRS 9, di continuare a rilevare le operazioni di copertura secondo il modello di contabilizzazione previsto dal previgente IAS 39.

Si segnala che a partire dal 1° gennaio 2025, fatta eccezione per le eventuali future operazioni di copertura di portafoglio (c.d. "Macrohedging"), il Gruppo cesserà di avvalersi della facoltà di rilevare le operazioni di copertura secondo il modello di contabilizzazione previsto dallo IAS 39 e, pertanto, applicherà a tali operazioni le regole di hedge accounting previste dall'IFRS 9.

L'adozione dei principi previsti dall'IFRS 9 consentirà di allineare in maniera più efficace e sostanziale le logiche di risk management sottostanti le operazioni di copertura alla relativa rappresentazione contabile. L'IFRS 9, infatti, semplifica i requisiti di documentazione dell'efficacia della copertura e amplia le categorie di strategie di copertura ammissibili all'hedge accounting, favorendo un'informativa finanziaria più trasparente e utile per gli stakeholder.

Con riferimento alle operazioni di copertura in corso a fine 2024 e contabilizzate secondo lo IAS 39, si stima che la transizione all'IFRS 9 non comprometta la valutazione di efficacia delle relazioni di copertura in essere né comporti modifiche nella determinazione dei valori iscritti in bilancio.

Tutti gli strumenti finanziari derivati sono classificati nelle voci "Attività finanziarie al fair value rilevato a conto economico – Attività finanziarie detenute per la negoziazione" e "Passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico - Passività finanziarie detenute per la negoziazione".

Contabilizzazione dei titoli strutturati emessi da società veicolo (Special Purpose Vehicle "SPV")

Il Gruppo investe in notes emesse da SPV con finalità e modalità di gestione del tutto analoghe a quelle che caratterizzano il complesso degli investimenti in titoli obbligazionari, strutturati e no, effettuati nell'ambito della ordinaria gestione finanziaria delle risorse rivenienti dall'attività caratteristica. Tale gestione finanziaria è caratterizzata, in relazione al settore di attività del Gruppo, da una particolare complessità che rende peraltro necessaria, in talune circostanze, la sottoscrizione di attività finanziarie con specifiche caratteristiche (in termini, a esempio, di scadenza, merito creditizio e payoff) che non sempre risultano facilmente reperibili sui mercati finanziari. Le opportunità di investimento offerte tramite gli SPV consentono, per la loro specifica natura, anche di ampliare la gamma di investimenti finanziari disponibili.

Il Gruppo Unipol classifica e contabilizza i titoli emessi da SPV in base a quanto previsto dall'IFRS 9, ritenendo irrilevante la circostanza che essi siano stati emessi da SPV, in considerazione del fatto che l'SPV viene di fatto considerato un mero strumento tecnico tramite il quale strutturare strumenti finanziari complessi il cui profilo di rischio/rendimento viene valutato, nella sostanza, considerando congiuntamente i contratti che disciplinano le notes emesse dall'SPV, i contratti derivati associati (in genere swap agreement) ed eventuali ulteriori clausole contrattuali quali clausole di garanzia finanziaria o similari, ovvero ancora le altre clausole "ancillari" che possano, in ipotesi, prevedere, al ricorrere di determinate condizioni, l'eventuale liquidazione dei titoli. Gli SPV i cui titoli sono detenuti dal Gruppo Unipol replicano infatti specularmente con l'arranger le posizioni che assumono nei confronti dei noteholders, non potendo conservare al proprio interno né rischi né benefici dell'operazione.

Per quanto sopra esposto gli investimenti in notes emesse da SPV vengono contabilizzati sulla base dell'IFRS 9, con gli stessi criteri applicati per gli investimenti in titoli obbligazionari, strutturati e no, avendo in particolare riguardo allo svolgimento del c.d. SPPI test.

Un'entità deve consolidare un SPV solo nel caso in cui l'entità eserciti su di esso il controllo ai sensi dell'IFRS 10, paragrafi 6 e 7. Il Gruppo Unipol, relativamente ai titoli emessi da SPV in portafoglio al 31 dicembre 2024, non esercita alcuna forma di controllo sugli SPV, nel senso che non è in grado di governare il processo gestionale degli SPV (che di fatto è definito dagli arranger dell'operazione di investimento cui partecipa il Gruppo sottoscrivendo le notes e gli altri contratti rilevanti) e non trae dagli SPV benefici diversi da quelli strettamente dipendenti dallo strumento finanziario formalmente sottoscritto. Il Gruppo detiene le notes emesse dal veicolo e solo di esse può disporre in autonomia, non avendo alcun potere di disporre degli strumenti finanziari detenuti dal veicolo. Da tali considerazioni discende ragionevolmente che non ricorre in capo al Gruppo alcuna forma di controllo degli SPV ai sensi di quanto previsto dall'IFRS 10. Nei casi in cui, attraverso i comparti interni all'SPV che segregano i rischi e benefici delle emissioni, tali rischi e benefici siano in maggioranza trasferiti al Gruppo Unipol, si rileva nella sostanza il consolidamento dei comparti che porterebbe a dover sostituire i titoli di debito emessi dall'SPV e sottoscritti dal Gruppo con un'attività finanziaria che, sul piano del rendimento e dei rischi associati, replica esattamente il profilo finanziario delle notes cancellate per effetto del consolidamento.

I comparti infatti replicano specularmente con l'arranger le posizioni che questi assumono nei confronti dei noteholders, non potendo conservare al proprio interno né rischi né benefici dell'operazione. Ne consegue che l'attività finanziaria da iscrivere per effetto del consolidamento dei comparti avrebbe, sul piano sostanziale, e dunque ai fini di classificazione e valutazione ex IFRS 9, caratteristiche identiche a quelle delle notes cancellate per effetto del consolidamento del comparto stesso; da questo discende che, nel caso di consolidamento di comparti nei quali i rischi/benefici dell'attività siano integralmente di competenza del Gruppo Unipol, non vi sarebbero effetti sostanziali sulla rappresentazione contabile dell'operazione, a sostanziale conferma della circostanza che, in effetti, le società veicolo sono strumenti tecnici per realizzare un'operazione di investimento in attività finanziarie aventi caratteristiche nella sostanza equivalenti a quelle delle notes emesse dal veicolo stesso e segregate nel comparto.

Impairment

Ai fini della quantificazione dell'impairment, le attività finanziarie (diverse da quelle acquistate o originate che, sin dalla data di rilevazione iniziale, presentano obiettive evidenze di impairment "Purchased or Originated Credit Impaired assets" o "POCI") rilevate nelle categorie Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono classificate in tre stages (stadi di merito creditizio):

Stage 1: attività finanziarie qualificate "in bonis" per le quali non si sia rilevato un significativo incremento del rischio di credito rispetto alla data di rilevazione iniziale.);

Stage 2: attività finanziare qualificate "in bonis" per le quali si sia rilevato un significativo incremento del merito creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale;

Stage 3: attività finanziarie deteriorate.

Con riferimento ai POCI, il costo ammortizzato e le relative rettifiche per impairment vengono calcolati in maniera peculiare sulla base di un tasso di interesse effettivo corretto per il rischio di credito determinato tenendo conto, nelle stime dei flussi futuri, delle perdite attese iniziali.

ll modello di impairment IFRS 9 si fonda su criteri sia oggettivi (quantitativi) sia qualitativi per la determinazione del significativo incremento del rischio di credito utilizzato per la classificazione delle singole attività finanziarie nello Stage 1 o nello Stage 2. Nello specifico, il Gruppo Unipol rileva nello Stage 2 eventuali situazioni di inadempienza da almeno 30 giorni alla data di reporting ed eventuali esposizioni per le quali sia avvenuto un determinato downgrade (in termini di notch) del rating attribuito al titolo stesso. Per quanto riguarda il downgrading, si precisa che è applicata la facoltà di escludere una porzione del proprio portafoglio titoli caratterizzato da un basso rischio di credito ai fini dell'individuazione di un significativo incremento del rischio di credito (c.d. "low credit risk exemption"). In particolare, tale facoltà è applicata ai titoli di debito con rating "investment grade". Sono classificate nello Stage 3 tutte le esposizioni per le quali sia emersa una oggettiva evidenza di perdita.

Per ciascuno Stage sono state definite differenti modalità di misurazione delle rettifiche di valore secondo l'univoco concetto di "Perdita Attesa", o anche "Expected credit losses" (ECL), e in particolare:

  • laddove si ritenga che il rischio di credito dello strumento risulti essere significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale (Stage 2) e per i crediti in Stage 3, si applica una stima della ECL in modalità "lifetime" (determinazione delle possibili perdite lungo tutta la vita residua dello strumento);
  • per gli strumenti classificati in Stage 1 o, in ogni caso, sugli strumenti in scadenza entro l'anno, si applica una stima di ECL derivante da eventi di default possibili entro i 12 mesi.

I modelli di misurazione delle perdite attese includono, nei parametri di rischio utilizzati per il calcolo dell'ECL, le condizioni di ciclo macroeconomico corrente (Point-in-Time risk measures) e le informazioni di natura anticipatorie (Forward looking risk measures) circa la futura dinamica dei fattori macroeconomici da cui dipende la perdita attesa lifetime. Si precisa che la quantificazione dell'ECL applicabile a ciascuno strumento di debito classificato tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o FVOCI, in quanto basata prevalentemente su rating esterni, incorpora anche le aspettative degli effetti derivanti dalle perdite attese future dovute ai cambiamenti climatici.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – IFRS 9

In questa voce di bilancio sono state rilevate le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è detenuta nel contesto di un modello di business che si pone come obiettivo l'incasso dei flussi di cassa contrattuali (HTC - Held to Collect);
  • le condizioni contrattuali dell'attività finanziaria generano, a scadenze predeterminate, dei flussi finanziari rappresentativi esclusivamente di capitale e interessi sul capitale residuo, che soddisfano la condizione di Solely Payments of Principal and Interest (SPPI).

La rilevazione iniziale di tali attività finanziarie viene effettuata quando il Gruppo diventa parte nelle clausole contrattuali dello strumento finanziario, che di norma coincide con la data di regolamento. Il valore di rilevazione iniziale è pari al fair value dello strumento finanziario, che generalmente corrisponde al relativo costo di acquisto, inclusi i costi o i proventi di transazione direttamente imputabili.

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività in esame sono valutate al costo ammortizzato utilizzando il metodo dell'interesse effettivo, nonché al netto delle perdite di valore (impairment).

4.4 Attività finanziarie valutate al Fair Value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) – IFRS 9

In questa categoria sono rilevati i titoli di debito o i finanziamenti che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è detenuta nel contesto di un modello di business che si pone come obiettivo sia l'incasso dei flussi di cassa contrattuali sia la vendita delle attività finanziarie (HTCS – Held to Collect & Sell), e;
  • le condizioni contrattuali dell'attività finanziaria generano, a date predeterminate, flussi finanziari rappresentativi esclusivamente di capitale e interessi sul capitale residuo, che soddisfano la condizione SPPI.

La rilevazione iniziale di tali attività finanziarie viene effettuata alla data in cui il Gruppo diventa parte nelle clausole contrattuali dello strumento finanziario, che di norma coincide con la data di regolamento. Il valore di rilevazione iniziale è pari al fair value dello strumento, che generalmente corrisponde al relativo costo di acquisto, inclusi i costi o i proventi di transazione direttamente imputabili al medesimo. Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività in esame continuano ad essere valutate al fair value. La componente interessi derivante dall'applicazione del metodo del costo ammortizzato, nonché le perdite di valore derivanti dalla misurazione del rischio di credito, confluiscono a conto economico, mentre gli utili e le perdite conseguenti alla variazione di fair value vengono rilevate direttamente a patrimonio netto nella voce "Utili o perdite su attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

Nei casi in cui l'attività venga cancellata, gli utili e le perdite cumulati per variazioni di fair value vengono rilevati a conto economico. Per i dettagli in tema di determinazione delle eventuali perdite di valore (impairment) vale quanto riportato con riferimento al precedente paragrafo "Impairment".

Sono inoltre classificati nella categoria Attività finanziarie valutate al Fair Value con impatto sulla redditività complessiva i titoli di capitale che soddisfano tutte le seguenti condizioni:

  • non si qualificano come partecipazioni in società controllate, collegate o a controllo congiunto;
  • non sono detenuti con finalità di negoziazione né rappresentano un potenziale compenso per un'aggregazione aziendale ai sensi dell'IFRS 3;
  • per essi è stata esercitata l'opzione irrevocabile per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Eventuali utili o perdite conseguenti alla variazione di fair value vengono rappresentate direttamente a patrimonio netto nella voce "Utili o perdite su titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

Nello specifico, la contabilizzazione dei titoli di capitale classificati nella categoria FVOCI si differenzia da quella applicabile ai titoli di debito classificati nella medesima categoria, in quanto:

  • i requisiti di impairment dell'IFRS 9 non sono applicabili agli strumenti di capitale;
  • tutte le differenze di cambio sono rilevate nella riserva OCI;
  • i valori iscritti in OCI (Other Comprehensive Income conto economico complessivo) non sono mai riclassificati a conto economico (nemmeno per la cancellazione/eliminazione);
  • solamente i dividendi sono rilevati a conto economico.

4.5 Attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico - IFRS 9

Gli investimenti classificati in questa categoria sono valutati al fair value e le differenze (positive o negative) tra fair value e valore contabile vengono rilevate a conto economico.

Per quanto riguarda la determinazione del fair value si rimanda al paragrafo "Criteri di valutazione del fair value – IFRS 13".

Sono previste tre ulteriori sottovoci:

  • attività finanziarie detenute per la negoziazione, dove sono classificati titoli di debito e di capitale principalmente quotati, le posizioni attive in contratti derivati e gli strumenti finanziari strutturati per i quali sarebbe necessaria la separazione del derivato incorporato nel caso in cui fossero classificati in altra categoria;
  • attività finanziarie designate per essere valutate al fair value rilevato a conto economico, dove sono classificate, in particolare, le attività collegate a passività finanziarie valutate al fair value quali gli investimenti relativi a contratti emessi da compagnie di assicurazione il cui rischio di investimento è sopportato dagli assicurati e derivanti dalla gestione dei fondi pensione;
  • attività finanziarie valutate obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico (FVTPL): rientrano in questa categoria le attività finanziarie che non soddisfano i criteri di classificazione al costo ammortizzato o al fair value con variazioni rilevate nella redditività complessiva (FVOCI), che non siano attività finanziarie designate al fair value o attività finanziarie detenute per la negoziazione.

La rilevazione iniziale di tali attività finanziarie viene effettuata alla data in cui l'entità diventa parte nelle clausole contrattuali dello strumento finanziario, che di norma coincide con la data di regolamento per i titoli di debito e di capitale e alla data di sottoscrizione per i contratti derivati, per un valore pari al fair value dello strumento finanziario senza considerare i costi o i proventi di transazione direttamente attribuibili, che vengono direttamente imputati a conto economico.

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività in esame vengono valutate al fair value e le variazioni di valore riscontrate vengono rilevate a conto economico.

5 Altre attività finanziarie

La voce comprende le attività finanziarie non ricomprese nella voce "Investimenti", quali ad esempio, i crediti commerciali e i crediti verso l'Erario. Tali attività sono iscritte al valore nominale e successivamente sono valutate al presumibile valore di realizzo. Nelle Altre attività finanziarie sono tra l'altro classificati i crediti derivanti dall'operatività assicurativa e riassicurativa non inclusi, in applicazione delle previsioni dell'IFRS 17, nei flussi di cassa tenuti in considerazione per il calcolo delle Attività e Passività assicurative e i crediti verso l'erario.

6 Altri elementi dell'attivo

6.1 Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita - IFRS 5

Vengono classificate in questa voce le Attività non correnti possedute per la vendita e le eventuali attività operative cessate definite dall'IFRS 5.

Le attività possedute per la vendita sono contabilizzate al minore tra il valore contabile e il fair value al netto degli eventuali costi di vendita.

Nel caso sia programmata entro il lasso temporale previsto dall'IFRS 5, la cessione di una partecipazione in una impresa controllata consolidata con il metodo integrale, nello Stato patrimoniale consolidato tutte le attività dell'entità oggetto di cessione sono riclassificate nella voce denominata "Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita" (voce 6.1 dell'Attivo), anche le passività sono riclassificate analogamente in un'unica voce denominata "Passività di un gruppo in dismissione posseduto per la vendita" (voce 6.1 del Passivo). Entrambe le voci, nell'esposizione del Bilancio consolidato, sono al netto delle operazioni infragruppo con l'entità oggetto di cessione.

Le voci di conto economico relative alle attività di un gruppo in dismissione possedute per la vendita, nel caso in cui il gruppo continui a operare nel settore di attività dell'entità in dismissione, sono esposte secondo le normali regole di consolidamento linea per linea...

6.2 Attività fiscali correnti e attività fiscali differite – IAS 12

La voce include le attività di natura fiscale, correnti e differite, definite e disciplinate dallo IAS 12.

In particolare, le imposte differite attive sono calcolate sulle differenze temporanee deducibili esistenti fra i valori contabili e quelli riconosciuti ai fini fiscali delle attività e passività delle singole società consolidate e sulle rettifiche di consolidamento. Inoltre, in presenza di perdite fiscali vengono rilevate attività fiscali differite nella misura in cui è probabile che sarà disponibile in futuro un reddito imponibile a fronte del quale potranno essere utilizzate.

La quantificazione delle imposte differite è effettuata in base alle aliquote fiscali vigenti alla data di chiusura dell'esercizio o in base alle aliquote che ci si attende saranno applicate in futuro sulla base delle informazioni disponibili alla data di chiusura dell'esercizio. Nel caso di rivalutazioni di attività effettuate ai soli fini fiscali, se tali rivalutazioni non sono relative né a una rivalutazione contabile di un esercizio precedente, né a una che si prevede di effettuare in un esercizio successivo, gli effetti fiscali della rettifica di valore ai fini fiscali

devono essere rilevati nel conto economico.

La compensazione tra imposte differite attive e passive, separatamente per tipologia di imposta, viene effettuata a livello di singola società del Gruppo e a livello consolidato, nei limiti del perimetro di adesione al consolidato fiscale in capo a Unipol.

6.3 Altre attività

Nella voce sono iscritte le attività non riconducibili nelle altre voci dell'attivo dello Stato patrimoniale.

In questa voce, sono classificate, tra l'altro, i ratei e i risconti attivi e le commissioni passive differite connesse con contratti non rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 17, in quanto costi incrementali sostenuti a titolo di acquisizione del contratto ed ammortizzati linearmente a quote costanti lungo la durata. Come raccomandato dal documento Banca d'Italia/Consob/IVASS n. 9 del Tavolo di coordinamento in materia di applicazione degli IAS/IFRS, sono inoltre classificati in questa voce i crediti di imposta per agevolazioni fiscali (quali ad esempio "ecobonus" e "sismabonus") acquistati da terzi (beneficiari diretti o precedenti acquirenti) e recuperabili in compensazione di versamenti futuri secondo modalità e tempi fissati dalla normativa di riferimento.

7 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - IAS 7

Le Disponibilità liquide e i mezzi equivalenti includono le disponibilità monetarie in cassa, i depositi di conto corrente disponibili a vista presso gli istituti di credito e i depositi vincolati per periodi non superiori ai 15 giorni.

Passività

1 Patrimonio netto - IAS 32

1.1 Capitale

La voce comprende il capitale sociale della consolidante.

1.2 Altri strumenti patrimoniali

La voce comprende gli strumenti di capitale regolamentare perpetui emessi dalla Capogruppo, qualificabili come Restricted Tier 1, che non prevedano in nessun caso, in capo all'emittente, alcun obbligo di rimborso di capitale o di interessi ai sottoscrittori (fatti salvi i casi di liquidazione o l'esercizio della facoltà di rimborso anticipato da parte dell'emittente stesso). Tali strumenti sono iscritti al valore di emissione, al netto delle spese di emissione e dei relativi benefici fiscali. Coerentemente con tale classificazione, i pagamenti delle cedole ai sottoscrittori sono rilevati, similmente a quanto avviene nel caso di pagamento di dividendi, a diretta riduzione delle riserve di patrimonio netto. Si precisa che eventuali analoghi strumenti di capitale perpetui emessi da società sono rilevati nella voce 1.2.1 Capitale e riserve di terzi.

1.3 Riserve di capitale

La voce comprende in particolare la riserva sovrapprezzo azioni della società che effettua il consolidamento. Sono classificati in questa voce i costi direttamente attribuibili all'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, rilevati al netto dell'effetto fiscale, e le eventuali commissioni attive, al netto dell'effetto fiscale, incassate a fronte della vendita di diritti di opzione non esercitati dagli azionisti.

1.4 Riserve di utili e altre riserve patrimoniali

Oltre alle riserve di utili e altre della società consolidante, la voce comprende in particolare gli utili o le perdite derivanti dalla prima applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS (IFRS 1), gli utili o le perdite dovuti a cambiamenti di principi contabili o stime contabili (IAS 8), le riserve derivanti da operazioni con pagamento basato su azioni da regolare con strumenti rappresentativi di capitale (IFRS 2) e le riserve di consolidamento.

1.5 Azioni proprie

La voce comprende gli strumenti rappresentativi di capitale dell'impresa che redige il consolidato posseduti dall'impresa stessa e dalle società consolidate. La voce ha segno negativo. Gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

1.6 Riserve da valutazione

Le Riserve da valutazione comprendono le differenze di cambio da conversione da imputare a patrimonio netto ai sensi dello IAS 21, derivanti sia da operazioni in valuta estera che dalla conversione nella moneta di presentazione dei bilanci espressi in moneta estera. La voce comprende, tra l'altro, gli utili o le perdite su strumenti di copertura di un flusso finanziario, le riserve di rivalutazione di attività materiali e immateriali e gli utili o le perdite realizzate su attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Nella presente voce figurano, inoltre, le riserve da valutazione relative ai contratti assicurativi emessi e alle cessioni in riassicurazione per quanto concerne gli impatti derivanti da variabili finanziarie, nonché le quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto.

2 Fondi per rischi ed oneri - IAS 37 e IFRS 9

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri vengono stanziati solo quando si ritiene di dover far fronte a una obbligazione derivante da un evento passato e per la quale è probabile un utilizzo di risorse il cui ammontare possa essere stimato in maniera attendibile. La voce è composta prevalentemente da accantonamenti per cause legali, contenziosi vari, oneri relativi alla rete commerciale, accantonamenti per politiche retributive e incentivi all'esodo del personale.

3 Passività assicurative – IFRS 17

Classificazione dei contratti assicurativi

I contratti assicurativi secondo l'IFRS 17 sono quei contratti attraverso i quali l'emittente si assume un rischio assicurativo significativo e concorda di indennizzare un beneficiario al verificarsi di un evento avverso incerto riguardante l'assicurato.

Un rischio assicurativo è significativo se, e solo se, l'evento assicurato può portare al pagamento di importi aggiuntivi significativi in un qualsiasi scenario che abbia sostanza economica.

L'incertezza invece riguarda il verificarsi dell'evento assicurato, il timing dell'evento assicurato, nonché l'ammontare che dovrà essere corrisposto all'assicurato.

Nello specifico, il Gruppo applica l'IFRS 17 a tutti i prodotti caratterizzati da un significativo rischio assicurativo e ai contratti di investimento con elementi di partecipazione discrezionale. Sulla base di tale criterio, l'ambito di applicazione ha incluso tutti i contratti dei rami Danni e, con riferimento al settore Vita, tutti i prodotti del ramo I, IV e V e una quota limitata dei prodotti afferenti al ramo III, qualora contengano un significativo rischio assicurativo ulteriore rispetto a quello di investimento.

Nel dettaglio, per quanto riguarda il comparto Danni, tutte le polizze presenti in portafoglio sono state classificate come contratti assicurativi.

Per quanto riguarda il comparto Vita, i principali criteri utilizzati per classificare i prodotti Vita come assicurativi sono stati:

  • la presenza di un rischio assicurativo significativo, cioè la ragionevole possibilità che il verificarsi dell'evento assicurato causi il pagamento di "prestazioni addizionali" significative rispetto a quelle che sarebbero pagabili nel caso in cui non si verificasse l'evento assicurato. I criteri per identificare la presenza di rischio assicurativo significativo sono articolati come segue:
    • sopra al 10% il contratto è assicurativo;
    • sotto al 5% il contratto è di natura finanziaria;
    • tra il 5% e il 10% vengono effettuate specifiche analisi sui prodotti;
  • la presenza di opzioni o garanzie, come il coefficiente di conversione in rendita a tassi garantiti.

I contratti partecipativi diretti sono quei contratti assicurativi i cui flussi di cassa sono dipendenti dagli attivi sottostanti e che quindi prevedono:

  • che l'assicurato ottenga un rendimento connesso a un gruppo di attività sottostanti chiaramente identificate;
  • che l'emittente si aspetti di riconoscere una quota significativa dei rendimenti generati dal fair value delle attività sottostanti;
  • che una porzione significativa dei flussi di cassa che l'emittente si aspetta di pagare all'assicurato si modifichi sulla base delle variazioni del fair value delle attività sottostanti.

I contratti con partecipazione discrezionale agli utili prevedono, invece, il diritto a ricevere, ad integrazione delle prestazioni base previste dalla garanzia, prestazioni aggiuntive (Discretional Partecipation Feature «DPF»):

  • che possono rappresentare una quota significativa dei benefici contrattuali totali;
  • il cui importo e tempistica sono a discrezione della Società;
  • che sono definite contrattualmente in base a:
    • o il rendimento di un gruppo di contratti;
    • o i rendimenti realizzati e/o non realizzati su un gruppo specifico di attività gestite dall'emittente;
    • o l'utile o la perdita della Società che emette il contratto.

In particolare, i contratti rivalutabili, collegati alle gestioni separate, sono stati classificati come prodotti di investimento con DPF e, pertanto, sono stati valutati e contabilizzati come i contratti assicurativi.

I contratti di investimento sono quei contratti caratterizzati dalla presenza di una componente d'investimento (di deposito), definita come l'importo che la compagnia riconosce all'assicurato anche se l'evento assicurato non si verifica. Se non includono un rischio assicurativo significativo rientrano nell'ambito di applicazione dell'IFRS9 "Strumenti finanziari".

Le tipologie contrattuali che seguono sono state classificate come contratti di investimento senza caratteristiche di tipo DPF secondo le regole dell'IFRS 9:

  • index-linked con capitale caso morte pari al valore dell'attivo maggiorato di una percentuale non significativa;
  • unit-linked con capitale caso morte pari al valore del NAV maggiorato di una percentuale non significativa;
  • fondi pensione con prestazione garantita a scadenza contrattuale o al verificarsi di eventi predefiniti per i quali la garanzia stessa sia ritenuta non significativa rispetto a un prodotto di puro investimento.

Per quanto riguarda i prodotti unit-linked, si è provveduto a rilevare e ammortizzare separatamente i caricamenti e le provvigioni di acquisto relative al servizio di gestione finanziaria, lungo la durata del contratto. Per le polizze index-linked, non essendovi gestione finanziaria (ma solo amministrativa) del contratto nel tempo, non è stato necessario effettuare tali differimenti.

Fatte salve eventuali modifiche contrattuali intervenute successivamente all'emissione, un contratto classificato come assicurativo rimane tale fino all'estinzione; un contratto d'investimento potrà essere classificato come assicurativo in un secondo tempo, nel caso in cui se ne verifichino le condizioni.

Separazione dei componenti

Sebbene, in ragione di un generale principio giuridico-economico, un contratto non dovrebbe essere separato al fine di riflettere correttamente la c.d. "sostanza economica" dello stesso, una polizza assicurativa può contenere al suo interno diverse componenti non di natura assicurativa, quali:

  • derivati incorporati, nella misura in cui soddisfano determinati criteri;
  • componenti di investimento;
  • componenti distinte del servizio, come l'obbligo di fornire un servizio o un prodotto non assicurativo.

Tali differenti componenti devono essere valutate separatamente dal contratto ospite, nonché contabilizzate distintamente ai sensi dell'IFRS 9 (per i derivati incorporati e le componenti di investimento) o IFRS 15 (per i beni/servizi non assicurativi).

Per quanto riguarda la componente di investimento, che l'IFRS 17 definisce come gli importi che un contratto assicurativo richiede all'entità di rimborsare all'assicurato in ogni circostanza, indipendentemente dal verificarsi o meno di un evento assicurato, il Gruppo ha individuato tale componente determinando l'importo che sarebbe tenuto a rimborsare all'assicurato in tutti gli scenari aventi impatto sulla sostanza commerciale.

Previa separazione delle eventuali componenti non assicurative, il Gruppo applica l'IFRS 17 a tutte le restanti componenti del contratto assicurativo c.d. "ospite".

Modalità di aggregazione dei gruppi di contratti

Ai fini dell'aggregazione dei contratti assicurativi, il concetto di portafoglio ("insieme di contratti caratterizzati da rischi simili e gestiti congiuntamente") previsto dal principio è stato interpretato dal Gruppo come segue:

  • con riferimento ai contratti del settore Danni, sono stati tenuti in considerazione il Ramo Ministeriale e la Line of Business Solvency II;
  • con riferimento ai prodotti del settore Vita relativi a prodotti rivalutabili, è stata tenuta in considerazione la singola gestione separata alla quale è collegata la rivalutazione della prestazione nei confronti del contraente e, a livello aggregato, i prodotti di ramo III contenenti un rischio assicurativo significativo;
  • per le tariffe assicurative del settore Vita non collegate a gestioni separate, i portafogli sono stati identificati in ragione della tipologia di rischio (es. polizze Temporanee Caso Morte, con specifica provvista di attivi ecc..) e modalità di sottoscrizione (individuale e collettiva).

Ai fini dell'identificazione della unit of account, ossia il livello di aggregazione, definito anche in ragione del livello di profittabilità atteso dei contratti, al quale vengono applicati i criteri di contabilizzazione previsti dal principio, il Gruppo include nella medesima UOA tutti i contratti emessi nel corso di ciascun esercizio (periodo 1/1 – 31/12 corrispondente al concetto di "coorte annuale").

Il Gruppo si avvale della facoltà prevista dal Reg. UE 2021/2036 che consente, per i contratti con elementi di partecipazione diretta aventi specifiche caratteristiche di mutualità intergenerazionale (identificati nel perimetro del Gruppo Unipol con i prodotti rivalutabili Vita collegati a gestioni separate), di non applicare la suddivisione delle UOA per coorte annuale di emissione.

Modelli di valutazione per gruppi di contratti

In virtù di quanto previsto dall'IFRS 17, l'entità è tenuta ad applicare, a ciascun gruppo di contratti, assicurativi uno dei seguenti modelli di valutazione:

  • A. il Building Block Approach (BBA), detto anche "modello generale";
  • B. il Premium Allocation Approach (PAA), che costituisce un modello di valutazione facoltativo e semplificato adottato quando i contatti offrono una copertura assicurativa inferiore o uguale a 12 mesi o quando rappresenta una buona approssimazione del BBA per i contratti di durata superiore;
  • C. il Variable Fee Approach (VFA) che rappresenta il modello obbligatoriamente da utilizzare per la misurazione dei contratti di partecipazione diretta.

Si ricorda che la classificazione dei contratti in base al modello di valutazione adottato, di seguito meglio dettagliata, viene effettuata dal Gruppo esclusivamente al momento della rilevazione iniziale sulla base dei termini contrattuali e del contesto economico esistente a tale data e non può essere rivista successivamente se non in caso di modifiche contrattuali.

Building Block Approach "BBA" (o anche General Measurement Model "GMM")

Il BBA è un modello standard che prevede la contabilizzazione distinta delle componenti della passività/attività assicurativa, costituite dal valore attuale dei flussi di cassa attesi futuri, dall'aggiustamento esplicito per il rischio e dal CSM, costantemente adeguate sulla base delle condizioni di mercato, in particolare:

  • le variazioni del valore attuale dei flussi di cassa derivanti da modifiche nel tasso di attualizzazione utilizzato determinano un corrispondente adeguamento del valore attuale dei flussi di cassa con contropartita a Conto economico o, facoltativamente, nel Conto economico complessivo, come meglio descritto nella sezione Adozione di opzioni per il contenimento di disallineamenti contabili – OCI option;
  • le variazioni nella stima delle passività relative a servizi futuri determinano un adeguamento del CSM;
  • le variazioni osservate tra i flussi di cassa attesi per il periodo (rilevati tra i ricavi dei servizi assicurativi) e quelli effettivamente sostenuti nel medesimo periodo (rilevati nei costi per servizi assicurativi) hanno invece impatto sul Conto economico dell'esercizio.

Premium Allocation Approach "PAA"

Il PAA è un modello facoltativo e semplificato ed è applicabile ai contratti con copertura pari o inferiore a 12 mesi e, solo a determinate condizioni, anche a contratti di maggior durata. Tale modello prevede la rilevazione di un'unica passività (cd. "Liability for Remaining Coverage" o LRC) senza distinguere esplicitamente, a differenza del modello BBA, le relative componenti sopra identificate nei paragrafi precedenti. Generalmente alla reporting date la LRC nel PAA corrisponde all'importo dei premi inizialmente ricevuti dal contraente al netto delle spese di acquisizione. La LRC inoltre viene riconosciuta a Conto economico secondo logiche sistematiche su base temporale ovvero, se significativamente diverso, in ragione del pattern atteso di distribuzione del rischio nel periodo di copertura contrattuale. In ogni caso, il modello di valutazione BBA rimane applicabile per la misurazione delle passività per sinistri accaduti (LIC).

Si precisa che il Gruppo, anche tenendo in considerazione il perimetro di contratti assicurativi a cui tale modello di valutazione è stato applicato, si avvale della facoltà, prevista dal par. 56 dell'IFRS 17, di non rettificare la LRC per riflettere il valore temporale del denaro. Il Gruppo non si avvale invece della facoltà, prevista dall'IFRS 17 par. 59 b) al ricorrere di specifiche condizioni, di non rettificare per il valore temporale del denaro i FCF ai fini della determinazione della LIC. Si segnala, infine, che il Gruppo non si avvale della facoltà, prevista dall'art. 59 a) dell'IFRS 17, di rilevare i flussi finanziari connessi all'acquisizione dei contratti assicurati come costi, nel momento di sostenimento. L'onere economico di tali costi di acquisizione viene conseguentemente riversato a conto economico coerentemente al periodo di prestazione dei servizi assicurativi.

Variable Fee Approach "VFA"

Il Variable Fee Approach ("VFA") è un modello contabile obbligatorio, che costituisce una variazione del BBA, applicabile ai contratti assicurativi con partecipazione diretta e ai contratti di investimento con elementi di partecipazione discrezionale che prevedono che l'assicurato ottenga dalla compagnia una remunerazione basata su una quota sostanziale del rendimento di un portafoglio di attivi finanziari chiaramente identificabili. Sono esclusi da questo modello valutativo i contratti senza partecipazione diretta nonché le polizze di riassicurazione emesse e detenute. In questo modello il CSM rappresenta, nella sostanza, il corrispettivo per il servizio di gestione finanziaria (c.d. fee) prestato dall'assicuratore, che deve essere riconosciuto a Conto economico lungo la prestazione del servizio stesso. Al momento della rilevazione iniziale vi è coerenza valutativa tra il modello generale BBA e il VFA (ad eccezione dei gruppi di contratti assicurativi che non applicano il requisito della coorte annuale). In fase di valutazione successiva, invece, a differenza di quanto previsto per il BBA, le eventuali variazioni nella stima del CSM che derivano dalla performance degli attivi finanziari sottostanti e quindi dovute principalmente variazioni del Fair Value che hanno un impatto sulle commissioni per il servizio di gestione, determinano una variazione del CSM stesso, senza generare impatti diretti sul Conto economico o Conto economico complessivo. Infine, nel VFA gli oneri finanziari sul CSM sono calcolati al tasso di mercato (e non al tasso locked-in). In sintesi, il CSM non matura esplicitamente alcun interesse ma viene aggiustato in ogni periodo di un ammontare pari alla differenza fra la variazione del Fair Value degli Attivi e la variazione del Fulfillment Cash Flows dovuta all'effetto del valore temporale del denaro, dei rischi finanziari e delle modifiche che lo hanno interessato. Per i contratti assicurativi e riassicurativi sottoscritti a partire dalla data di transition, il Gruppo applica, in linea generale, i seguenti modelli di contabilizzazione:

  • il modello PAA per tutti i contratti dei rami Danni con copertura prossima ai 12 mesi;
  • il modello VFA per i contratti assicurativi con elementi di partecipazione diretta e di investimento con elementi di partecipazione discrezionale (costituiti prevalentemente dalle polizze rivalutabili legate a gestioni separate);
  • il modello BBA per tutti i contratti assicurativi non rientranti nelle precedenti categorie, ossia principalmente per le polizze pluriennali dei rami Danni e le polizze Vita diverse da quelle alle quali è applicato il VFA.

In virtù del principio della coerenza, tali modelli di contabilizzazione sono stati altresì applicati ai contratti sottoscritti antecedentemente alla data di transition, fatta eccezione per i contratti dei rami Danni, contabilizzati sulla base:

  • del BBA qualora agli stessi sia stato applicato, come metodo di transizione, l'approccio al fair value;
  • del PAA qualora la transizione sia avvenuta con il metodo retrospettivo modificato.

Stime dei flussi di cassa futuri

Coerentemente con i principi contabili applicati, per la stima dei futuri flussi di cassa, che l'IFRS 17 definisce come flussi di cassa che si prevede si verificheranno con l'adempimento del contratto assicurativo. il Gruppo adotta tutte le informazioni ragionevoli e disponibili alla data di riferimento del bilancio e formula ragionevoli ipotesi sugli eventi atmosferici che potrebbero aggravarsi a causa dei cambiamenti climatici.

Nello specifico, i flussi di cassa attribuibili al gruppo di contratti assicurativi comprendono, a titolo di esempio, i premi degli assicurati, il pagamento dei sinistri (compresi quelli denunciati e tutti i futuri sinistri per i quali sussista un obbligo sostanziale di ottemperanza al netto dei recuperi), le spese e commissioni ed i costi relativi ad attività di investimento svolte a beneficio di assicurati (compresi i servizi di rendimento degli investimenti). Inoltre, i flussi di cassa derivanti dall'acquisizione o sottoscrizione di un gruppo di contratti assicurativi devono essere direttamente attribuibili al portafoglio di contratti assicurativi cui il gruppo in oggetto appartiene.

A seconda della tipologia dei servizi forniti, gli altri costi sostenuti per l'adempimento dei contratti potrebbero altresì includere:

  • le spese di gestione, manutenzione e amministrazione dei sinistri;
  • i costi che il Gruppo dovrà sostenere per la prestazione dei servizi di investimento;
  • le imposte sui redditi ed altri eventuali oneri specificatamente a carico degli assicurati.

Determinazione dei tassi di attualizzazione

Per la determinazione del tasso di attualizzazione da applicare ai flussi finanziari futuri, in assenza di regole prescrittive in materia, il Gruppo applica un approccio di tipo "Bottom-up". Tale approccio prevede l'individuazione di una curva "risk free" rettificata sulla base di un fattore (c.d. "Illiquidity Premium") che esprima le caratteristiche di illiquidità dei contratti assicurativi. Con riferimento all'identificazione della curva "risk free", il Gruppo ha adottato una metodologia assimilabile a quella adottata in ambito di vigilanza prudenziale. Il metodo individuato dal Gruppo per la determinazione dell'Illiquidity Premium è consistente con la metodologia Solvency II per la determinazione del Volatility Adjustment, ma utilizza l'effettivo portafoglio di attivi sottostante alle passività assicurative

anziché il reference portfolio EIOPA, e prevede l'applicazione di un illiquidity ratio al fine di rispecchiare il differente livello di illiquidità dei contratti assicurativi. In altri termini, l'Illiquidity premium è differenziato a seconda delle caratteristiche di liquidità dei flussi finanziari oggetto di attualizzazione, distinguendo, ad esempio, tra flussi dipendenti o meno dal rendimento di un portafoglio di attivi finanziari sottostanti.

Si riepilogano di seguito, in forma tabellare, i tassi di attualizzazione medi ponderati adottati a fine dicembre 2024 e 2023.

Tassi di attualizzazione (zero coupon rate) per flussi finanziari non dipendenti da attivi sottostanti

Anni 31/12/2024 31/12/2023
1 2,41% 3,68%
2 2,27% 3,02%
3 2,27% 2,77%
4 2,29% 2,68%
5 2,32% 2,65%
10 2,44% 2,72%
15 2,51% 2,80%
20 2,43% 2,73%
30 2,52% 2,80%

Tassi di attualizzazione (zero coupon rate) per flussi finanziari dipendenti da attivi sottostanti

Anni 31/12/2024 31/12/2023
1 2,81% 3,87%
2 2,67% 3,20%
3 2,67% 2,95%
4 2,69% 2,86%
5 2,72% 2,83%
10 2,84% 2,90%
15 2,91% 2,98%
20 2,83% 2,91%
30 2,85% 2,94%

Determinazione dell'aggiustamento per rischi non finanziari – RA

Il Gruppo ha adottato una modalità di determinazione del Risk Adjustment fondata su metriche derivate dal framework Solvency II, basate sulle distribuzioni di probabilità dell'insieme dei rischi cui sono soggetti i flussi di cassa, includendo, tra gli altri, quelli influenzati dalla dinamica dei cambiamenti climatici. Sono, inoltre, tenuti in considerazione i benefici di diversificazione esistenti tra le diverse UOA. In particolare, l'effetto di diversificazione è applicato tra i portafogli assicurativi di una stessa entità, ma non tra i diversi settori o tra entità giuridiche. Con riferimento al livello di confidenza in base al quale è determinato l'ammontare del Risk Adjustment, il Gruppo ha adottato, in linea generale, un livello pari al 75° percentile che potrà essere integrato con un buffer prudenziale fino al 98° percentile a fronte di situazioni di particolare incertezza del contesto di riferimento.

Contractual Service Margin – CSM

Si ricorda che, in base al modello generale di contabilizzazione BBA, il "Contractual Service Margin" (CSM) è pari alla differenza tra i flussi di cassa spettanti all'impresa (i.e. premi) e il complesso degli oneri contrattuali assunti comprensivo dell'aggiustamento per il rischio. Il CSM, se positivo, sarà sospeso tra le passività con la finalità di iscriverlo a Conto economico nell'arco dell'intera copertura assicurativa. Qualora il CSM dovesse assumere valori negativi, al momento di prima rilevazione o anche successivamente in caso di variazioni avverse nella redditività attesa, la perdita implicita derivante dal contratto assicurativo non potrà essere differita ma dovrà essere registrata a Conto economico. Nello specifico, ad ogni periodo di rendicontazione successivo, il CSM dovrà essere adeguato a causa delle variazioni dei flussi di cassa futuri attesi in ragione, ad esempio, dei cambiamenti nelle ipotesi tecniche (morte, morbilità, longevità, riscatti, spese, premi futuri…) o degli interessi finanziari derivanti dal tasso di sconto "bloccato" utilizzato al momento della rilevazione iniziale per determinare il valore attuale dei flussi di cassa stimati (cd. locked-in rate).

Nello specifico, il CSM verrà progressivamente riconosciuto a Conto Economico nella voce "Ricavi assicurativi" durante il periodo di copertura assicurativa in ragione di un particolare meccanismo di calcolo, introdotto dall'IFRS 17, che ha l'obiettivo di riflettere i servizi assicurativi forniti dalla compagnia, sulla base delle c.d. coverage unit ("unità di copertura").

A tal proposito il Gruppo Unipol, per la determinazione delle coverage unit di tutto il business Danni, ha scelto di utilizzare un metodo basato sui sinistri "incurred undiscounted" al fine di rappresentare al meglio l'esposizione al rischio delle UOA.

Per quanto invece concerne il Business Vita il rilascio del CSM avviene tramite le Coverage Units determinate in funzione dei capitali assicurati e di un eventuale correttivo per tenere conto della marginalità effettiva realizzata nel periodo.

Adozione di opzioni per il contenimento di disallineamenti contabili – OCI option

Il Gruppo ha adottato le facoltà che consentono il contenimento di disallineamenti contabili derivanti dalla modalità di valutazione di passivi e attivi soggetti all'IFRS 17 e/o all'IFRS 9. In particolare, le opzioni previste di cui ai paragrafi 88, 89 e 90 dell'IFRS 17 consentono di rilevare in contropartita al Conto Economico Complessivo, anziché a Conto economico, una porzione dei ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi. Tale facoltà permette:

  • con riferimento ai contratti contabilizzati con il BBA o il PAA, di rilevare le variazioni nelle attività e passività assicurative derivanti da modifiche nei tassi di attualizzazione in contropartita al Conto economico complessivo, registrando nel Conto economico separato solamente gli effetti della capitalizzazione dei flussi finanziari al medesimo tasso di attualizzazione applicato in fase di prima rilevazione (c.d. tasso "locked-in");
  • con riferimento ai contratti contabilizzati con il metodo VFA, di azzerare la redditività finanziaria netta rilevata nel Conto economico derivante dagli attivi sottostanti i contratti assicurativi e dalla rivalutazione delle passività assicurative (c.d. "mirroring").

Cancellazione dei contratti assicurativi

Ai sensi dell'IFRS 17, un contratto assicurativo viene cancellato dal gruppo di contratti cui appartiene in caso di estinzione, trasferimento, o modifica delle condizioni in modo tale che un nuovo contratto possa essere riconosciuto in un nuovo gruppo. In termini di impatti contabili, la cancellazione dei contratti assicurativi comporta l'adeguamento dei relativi FCF e del CSM del gruppo di contratti, coerentemente con le motivazioni alla base della cancellazione, senza generare un effetto diretto ed immediato sul Conto Economico (salvo che il gruppo di contratti diventi oneroso o che si estingua).

Classificazione delle passività assicurative

L'IFRS 17 prevede l'individuazione di due passività assicurative distinte in base al momento in cui si verifica l'evento assicurato:

  • la Liability for remaining coverage (LRC) ossia la passività che quantifica l'obbligazione dell'emittente a fornire una copertura per gli eventi assicurati non ancora manifestati (cd. Passività per residua copertura) che comprende i flussi attesi attualizzati, corretti per il valore economico del tempo e del rischio, i flussi di cassa relativi ai servizi futuri e il profitto atteso (CSM Contractual Service Margin) del gruppo di contratti alla data, sospeso poi patrimonialmente e rilasciato secondo le coverage units;
  • la Liability for incurred claims (LIC) ossia la passività che quantifica l'obbligazione dell'emittente a risarcire gli eventi già manifestati (cd. Passività per sinistri accaduti) e che comprende i flussi di cassa attesi attualizzati, corretti per il valore economico del tempo e del rischio nonché i flussi di cassa relativi a servizi passati.

3.1 Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività

Nella presente voce vengono riportati i contratti assicurativi emessi definiti e disciplinati dall'IFRS 17 – contratti di assicurazione e riassicurazione, nonché contratti d'investimento con elementi di partecipazione discrezionale - appartenenti a gruppi di contratti (UoA) le cui posizioni nette a fine esercizio costituiscono, passività.

3.2 Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività

In questa voce sono vengono riportati i contratti di cessioni in riassicurazione definiti e disciplinati dall'IFRS 17, appartenenti a gruppi di contratti (UoA) le cui posizioni nette a fine esercizio costituiscono passività.

In questa macrovoce sono incluse le passività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico e le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato ai sensi dell'IFRS 9.

4.1 Passività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico

Le passività finanziarie in questa categoria sono suddivise in due ulteriori sottovoci:

  • passività finanziare possedute per essere negoziate, dove sono classificate le posizioni negative su contratti derivati;
  • passività finanziarie designate per essere valutate al fair value rilevato a conto economico, dove sono classificate le passività finanziarie relative a contratti emessi da compagnie di assicurazione il cui rischio di investimento è sopportato dagli assicurati, in presenza di rischio assicurativo non significativo, e senza partecipazione discrezionale agli utili.

4.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Sono classificati in questa voce i titoli di debito emessi, le passività finanziarie per i pagamenti futuri dovuti ai locatori conseguenti alla rilevazione di un diritto d'uso su attività materiali in applicazione dell'IFRS 16 e gli altri finanziamenti ottenuti.

5 Debiti

Nella voce Debiti sono classificati:

  • i debiti derivanti dall'operatività assicurativa e riassicurativa non inclusi, in applicazione delle previsioni dell'IFRS 17, nei flussi di cassa tenuti in considerazione per il calcolo delle Attività e Passività assicurative;
  • gli Altri debiti, quali a esempio i debiti commerciali, i debiti per imposte a carico degli assicurati, i debiti per trattamento di fine rapporto, i debiti per oneri tributari diversi e verso enti assistenziali e previdenziali.

I Debiti sono iscritti al valore nominale.

Benefici ai dipendenti - IAS 19

Il trattamento di fine rapporto, relativamente alla quota maturata fino al 31/12/2006 e che non è stata trasferita a enti esterni, secondo quanto disposto dal D. Lgs. 252/05 sulla previdenza complementare, rientra nella categoria dei benefici successivi al rapporto di lavoro da classificare come piano a prestazione definita. Il corrispondente debito nei confronti dei dipendenti è pertanto quantificato con l'utilizzo di tecniche attuariali e attualizzato alla data di bilancio, utilizzando il cosiddetto "Metodo della proiezione unitaria del credito" (metodo dei benefici maturati in proporzione all'attività lavorativa prestata).

Con lo stesso metodo si determinano gli effetti degli altri benefici a prestazione definita in favore dei dipendenti successivi al rapporto di lavoro.

Gli utili o le perdite attuariali relativi alle obbligazioni derivanti da piani a benefici definiti vengono rilevate tra le Altre componenti del conto economico complessivo.

L'attualizzazione dei flussi futuri viene effettuata sulla base della curva di mercato di rendimento, rilevata alla fine dell'esercizio, di titoli obbligazionari corporate emessi da emittenti di elevato standing creditizio.

Il costo relativo alle prestazioni di lavoro (service cost) e gli interessi netti sono contabilizzati nel conto economico.

Gli interessi netti sono calcolati applicando al valore netto della passività per benefici definiti esistente all'inizio dell'esercizio il tasso di interesse a un anno desunto dalla curva dei rendimenti utilizzata per l'attualizzazione della passività alla fine dell'esercizio precedente.

6 Altri elementi del passivo

6.1 Passività di un gruppo in dismissione posseduto per la vendita - IFRS 5

Si rimanda a quanto già esposto per la corrispondente voce dell'attivo.

6.2 Passività fiscali - IAS 12

La voce accoglie i debiti verso l'erario a fronte di imposte correnti nonché le passività fiscali differite, le quali vengono rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, salvo i casi previsti dal paragrafo 15 dello IAS 12.

Le passività fiscali differite devono essere valutate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili nell'esercizio nel quale sarà estinta la passività fiscale, sulla base delle aliquote fiscali (e della normativa fiscale) stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del bilancio. Nel caso di variazioni di aliquote fiscali, le imposte differite ricalcolate in base alle nuove aliquote, pur trattandosi di sopravvenienze, vengono rilevate alla voce Imposte del conto economico o tra le riserve di patrimonio netto cui fanno riferimento le relative variazioni temporanee.

Per quanto riguarda la compensazione tra imposte differite attive e passive, si rimanda al precedente paragrafo "6.2 Attività fiscali correnti e attività fiscali differite – IAS 12", incluso nella sezione concernente le Attività.

6.3 Altre passività

Nella voce sono incluse le passività non finanziarie che per loro natura non possono essere classificate in altre voci del passivo. La voce accoglie, tra l'altro, i ratei e risconti passivi, le passività relative ai benefici definiti ed altri benefici a lungo termine per i dipendenti, le commissioni attive differite connesse a contratti di investimento senza partecipazione discrezionale agli utili, non rientranti pertanto nell'ambito di applicazione dell'IFRS 17 e la passività per la quota di contributo annuale al Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita.

Conto Economico

1. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – IFRS 17

I ricavi derivanti dai contratti assicurativi emessi sono costituiti dai corrispettivi spettanti alla Compagnia a fronte dei servizi assicurativi da essa forniti, che ai sensi dell'IFRS 17 vengono rilevati a conto economico in proporzione alla quota di servizi prestata nel periodo di riferimento.

Le modalità in cui i corrispettivi si riflettono nella voce "Ricavi assicurativi" variano a seconda del modello di contabilizzazione applicato. Per quanto concerne il modello generale BBA (e relativa variante VFA), viene rilevato tra i ricavi assicurativi di periodo un valore corrispondente alle prestazioni che il Gruppo aveva stimato di erogare nel medesimo periodo e incorporato nella stima della LRC di inizio periodo (o di initial recognition in caso di nuovi contratti), maggiorato del relativo aggiustamento per il rischio e della quota di margine sui servizi contrattuali resi nel periodo. Nel dettaglio, la quota di corrispettivo imputato tra i ricavi di conto economico incorpora:

  • le spese stimate per i servizi assicurativi del periodo, ossia per i sinistri e relative spese attese nel periodo e misurate in base alle stime di inizio periodo;
  • l'aggiustamento per il rischio non finanziario;
  • il rilascio del margine sui servizi contrattuali in relazione alla copertura assicurativa prestata nel periodo (coverage unit); e
  • ulteriori importi eventualmente ricevuti e non incorporati nelle stime iniziali in relazione ai servizi del periodo corrente o di esercizi precedenti, quali gli experience adjustments per premi ricevuti relativi ai servizi correnti o passati.

Per quanto invece concerne i contratti valutati secondo il Premium Allocation Approach ("PAA"), il riconoscimento dei ricavi assicurativi, quindi il rilascio della LRC, deve essere effettuato in relazione alla distribuzione del rischio assicurativo nell'arco della vita dei contratti; in particolare la distribuzione può essere effettuata:

  • pro-rata temporis se si ipotizza un andamento lineare del rischio nel periodo di copertura; ovvero
  • in caso contrario, sulla base della diversa distribuzione rilevata e attesa del rischio assicurativo nel periodo di copertura.

2. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi – IFRS 17

La voce include le spese effettivamente sostenute nel periodo derivanti dai contratti assicurativi emessi e relative ai sinistri accaduti nell'esercizio (al netto delle componenti d'investimento) e ad altre spese direttamente attribuibili ai contratti, le perdite stimate e le relative variazioni in relazione a gruppi di contratti assicurativi onerosi e l'ammortamento delle spese per l'acquisizione dei contratti assicurativi emessi.

Sono inoltre ricomprese le spese di gestione degli investimenti sottostanti ai contratti assicurativi cui è applicato il VFA. Per quanto concerne i gruppi di contratti assicurativi con elementi di partecipazione diretta e contratti di investimento con DPF, in questa voce vengono imputate le variazioni dell'importo della quota del fair value di pertinenza della compagnia che non modificano il CSM. Viene altresì incluso l'eventuale saldo, positivo o negativo, tra gli altri oneri tecnici e gli altri proventi tecnici connessi con i contratti assicurativi emessi, per la parte di tali oneri e proventi non inserita nei FCF.

3. Ricavi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione – IFRS 17

Nella presente voce è compreso l'importo recuperato dai riassicuratori quale, ad esempio, l'ammontare delle spese e delle perdite recuperate sui contratti assicurativi sottostanti, nonché il saldo positivo tra le riprese di valore e le rettifiche di valore connesse con le perdite attese derivanti dal rischio di inadempimento del riassicuratore.

4. Costi per servizi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione - IFRS 17

La voce comprende la quota dei premi ceduti dell'esercizio, al netto degli importi che si stima di ricevere dai riassicuratori non connessi con i sinistri relativi ai contratti assicurativi sottostanti.

Vengono infine inclusi il saldo negativo tra le riprese di valore e le rettifiche di valore connesse con le perdite attese derivanti dal rischio di inadempimento del riassicuratore ed il saldo, positivo o negativo, tra gli altri oneri tecnici e gli altri proventi tecnici connessi con le cessioni in riassicurazione, per la parte di tali oneri e proventi non inserita nei Fulfilment Cash Flow (FCF).

6. Proventi/oneri da attività e passività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico

La voce comprende gli utili e le perdite realizzati, gli interessi, i dividendi, gli oneri e le variazioni positive e negative di valore delle attività e passività finanziarie a fair value rilevato a conto economico.

In particolare, la voce comprende i profitti e le perdite relativi a contratti derivati non di copertura, diversi da quelli inclusi fra gli interessi. Sono incorporati, altresì, i proventi derivanti da quote di OICR - Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio.

7. Proventi/oneri derivanti dalle partecipazioni in collegate e joint venture

La voce comprende i proventi e gli oneri originati dalle partecipazioni in collegate e joint venture iscritte nella corrispondente voce dell'attivo.

8. Proventi/oneri da altre attività e passività finanziarie e da investimenti immobiliari

La voce comprende i proventi e gli oneri derivanti da investimenti immobiliari, dalle partecipazioni e da strumenti finanziari non valutati al fair value rilevato a conto economico.

In particolare, per quanto concerne i proventi, sono inclusi, principalmente, gli altri proventi da investimenti, comprendenti i dividendi e gli affitti attivi degli immobili destinati all'investimento, gli utili realizzati a seguito della vendita di un'attività o di una passività finanziaria e di investimenti immobiliari.

Per quanto invece riguarda gli oneri, sono iscritti gli altri oneri da investimenti, i costi relativi agli investimenti immobiliari, quali le spese condominiali e le spese di manutenzione non portate a incremento del valore degli investimenti immobiliari, le perdite realizzate a seguito dell'eliminazione di un'attività o di una passività finanziaria e degli investimenti immobiliari, gli ammortamenti e le riduzioni di valore (impairment).

8.1 e 8.2 Interessi attivi/passivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo

In queste voci sono iscritti gli interessi attivi e passivi, nonché i proventi e gli oneri assimilati relativi, rispettivamente, ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (voci 4.3 e 4.4 dell'Attivo) e a passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (voce 4.2 del Passivo).

8.3 Altri proventi/oneri

Nella voce si inseriscono i dividendi sui titoli di capitale in portafoglio, compresi quelli designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva, diversi dalle partecipazioni valutate al patrimonio netto, nonché da quelle relative alle "Attività operative cessate". Alla voce appartengono, altresì, i proventi e gli oneri derivanti dall'utilizzo, da parte di terzi degli investimenti immobiliari, e, in particolare, le spese condominiali e le spese di manutenzione e riparazione non portate a incremento del valore degli stessi.

8.4 Utili/perdite realizzati

La voce comprende gli utili e le perdite realizzati dalla vendita di un'attività finanziaria classificata al costo ammortizzato oppure valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva, nonché di un investimento immobiliare.

8.5 Utili/perdite da valutazione

In tale voce ricomprende le variazioni positive derivanti dal ripristino di valore (reversal of impairment) e dalla valutazione successiva degli investimenti immobiliari valutati al fair value, degli strumenti di copertura e delle attività e passività finanziarie oggetto di copertura, diverse dai titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva, e le variazioni negative derivanti da ammortamenti, dalle riduzioni di valore (impairment) e dalla valutazione successiva alla rilevazione iniziale degli investimenti immobiliari valutati al fair value, degli strumenti di copertura e delle attività e passività finanziarie oggetto di copertura, diverse dai titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Nella voce figurano, altresì, le rettifiche di valore e le riprese di valore connesse con le variazioni del rischio di credito delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e FVOCI, nonché le rettifiche/riprese di valore sulle altre attività finanziarie (voce 5) e sulle attività finanziarie incluse nelle "disponibilità liquide e mezzi equivalenti" (voce 7) dello Stato Patrimoniale.

10. Costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi a contratti assicurativi emessi – IFRS 17

Nella voce sono inseriti i cambiamenti del valore di stima dei contratti assicurativi emessi per effetto delle variazioni del valore temporale del denaro e dei rischi finanziari, al netto di quelli iscritti nel conto economico complessivo.

11. Ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi a cessioni in riassicurazione – IFRS 17

I proventi o oneri finanziari netti derivanti da contratti di assicurazione e riassicurazione sono presentati nel Conto economico di Gruppo con la distinzione tra contratti assicurativi emessi e contratti di riassicurazione detenuti.

  • Nello specifico, le voci comprendono le variazioni del valore di stima dei gruppi di contratti derivanti dai rischi finanziari, quali ad esempio: - l'effetto del valore temporale del denaro e delle relative variazioni;
    • l'effetto del rischio finanziario e delle relative variazioni (ovvero modifiche del tasso di sconto, del tasso di cambio, del valore temporale delle opzioni e delle garanzie).

Si precisa che il Gruppo Unipol si è avvalso della facoltà prevista dall'IFRS 17 (c.d. "FVOCI Option") di rilevare gli effetti della variazione dei tassi di mercato sul valore delle passività e attività assicurative in contropartita a voci di Conto economico complessivo, riducendo in tal modo la volatilità di Conto Economico.

Tenuto conto dell'opzione contabile di cui sopra, i proventi/oneri finanziari relativi ai contratti assicurativi e riassicurativi vengono sistematicamente rilevati in conto economico secondo modalità che si differenziano in relazione al modello contabile applicato; in particolare:

  • per i gruppi di contratti contabilizzati secondo il modello generale BBA, i proventi/oneri finanziari sono rilasciati a conto economico sulla base del medesimo tasso di interesse utilizzato per attualizzare i flussi di cassa futuri alla rilevazione iniziale, cosiddetto tasso di interesse "locked-in";
  • per i gruppi di contratti contabilizzati secondo il modello PAA, i proventi/oneri finanziari sono rilasciati a conto economico sulla base di un tasso di interesse "locked-in" che corrisponde al tasso di interesse originariamente utilizzato per attualizzare i flussi finanziari future della LIC, ovvero il tasso di mercato dell'anno di accadimento dei sinistri;

  • infine, per i gruppi di contratti assicurativi con elementi di partecipazione diretta contabilizzati secondo il VFA, poiché il Gruppo detiene generalmente le voci sottostanti, i proventi/oneri finanziari inclusi nel Conto Economico corrispondono esattamente al rendimento contabile del periodo delle voci sottostanti.

13. Altri ricavi/costi

La voce comprende il saldo netto di ricavi e costi derivanti dalla vendita di beni, dalla prestazione di servizi diversi da quelli di natura assicurativa e finanziaria e dall'utilizzo, da parte di terzi, delle attività materiali diverse dagli investimenti immobiliari e delle altre attività dell'impresa. Sono comprese inoltre le differenze di cambio da imputare a conto economico di cui allo IAS 21, nonché gli utili realizzati relativi agli attivi materiali ed immateriali, diversi dagli investimenti immobiliari e dalle "Attività operative cessate".

14. Spese di gestione

14.1 Spese di gestione degli investimenti

La voce comprende le spese per il personale e le altre spese generali imputabili direttamente o indirettamente alla gestione degli strumenti finanziari, degli investimenti immobiliari e delle partecipazioni. Non rientrano nella presente voce le spese computate dall'impresa ai fini della stima delle attività e passività assicurative quali, ad esempio, i costi di gestione degli investimenti riferibili ai contratti assicurativi contabilizzati sulla base del VFA.

14.2 Altre spese di amministrazione

La voce include le spese per il personale e le altre spese generali non rientranti nel calcolo delle passività e attività assicurative e non allocate alle spese di acquisizione dei contratti assicurativi e alle spese di gestione degli investimenti. La voce comprende, in particolare, le spese generali e per il personale sostenute per l'acquisizione e l'amministrazione dei contratti di investimento senza elementi di partecipazione discrezionale non rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 17 emessi dall'impresa.

15. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri

Nella voce figurano gli accantonamenti e gli eventuali rilasci a conto economico della voce 2 "Fondi per rischi e oneri" del passivo dello Stato patrimoniale. Sono inoltre ricompresi gli accantonamenti derivanti dagli impegni e dalle garanzie finanziarie rilasciate.

16. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali

La voce include le riduzioni durevoli di valore, gli ammortamenti e le riprese di valore relative alle attività materiali, diverse da quelle relative a investimenti immobiliari, incluse quelle relative ad attività concesse in leasing operativo e ai diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di attività materiali.

La voce include, altresì, i risultati delle valutazioni delle attività materiali classificate come "Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita" ai sensi dell'IFRS 5.

17. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali

La voce comprende le riduzioni durevoli di valore, gli ammortamenti e le riprese di valore relative alle attività immateriali, incluse quelle relative ad attività concesse in leasing operativo e ai diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di attività immateriali. Convogliano, altresì, i risultati delle valutazioni delle attività materiali classificate come "Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita" ai sensi dell'IFRS 5.

18. Altri oneri/proventi di gestione

Nella voce sono presenti i costi e i ricavi non imputabili alle altre voci precedenti.

20. Imposte

La Capogruppo Unipol, ai sensi dell'art. 117 e seguenti del D.P.R. n. 917/1986 e del D.M. 09/06/2004, partecipa, in qualità di consolidante, al regime di tassazione Ires del consolidato nazionale al quale hanno aderito n. 45 società in qualità di consolidate. Con tali società Unipol ha sottoscritto un accordo relativo alla regolamentazione degli aspetti economico-finanziari disciplinanti l'adesione provvedendo a rilevare patrimonialmente gli effetti legati al trasferimento del risultato fiscale Ires delle consolidate, calcolato in conformità alle disposizioni di legge, tenendo conto delle rettifiche di consolidamento applicabili e dei crediti d'imposta spettanti. Le imposte, determinate sulla base della normativa fiscale in vigore, sono appostate secondo competenza tra i costi dell'esercizio e

rappresentano:

  • gli oneri/proventi per le imposte correnti dell'esercizio;
  • la composizione delle imposte anticipate e differite originate nell'esercizio e utilizzate in esercizi futuri;
  • lo scarico, per la quota di competenza dell'esercizio, delle imposte anticipate e differite generate negli esercizi precedenti.

Le imposte anticipate e differite passive vengono calcolate sulle differenze temporanee esistenti fra il risultato di bilancio e quello fiscale (sorte o scaricatesi nell'esercizio), e sulle rettifiche di consolidamento. A fronte di perdite fiscali anteriori al periodo di vigenza del consolidato fiscale vengono rilevate attività fiscali differite nella misura in cui tali perdite potranno essere ragionevolmente utilizzate a fronte di futuri redditi Ires. La voce Imposte comprende anche l'Irap di competenza dell'esercizio.

22. Utile (perdita) delle attività operative cessate

La voce accoglie:

  • gli utili e le perdite delle attività operative cessate, così come definite dall'IFRS 5, al netto degli effetti fiscali; e
  • la plusvalenza o minusvalenza, al netto degli effetti fiscali, rilevata a seguito della valutazione al fair value al netto dei costi di vendita, o della dismissione delle attività del gruppo in dismissione che costituiscono l'attività operativa cessata.

Operazioni in valuta - IAS 21

Le partite espresse in valuta estera sono gestite secondo i principi della contabilità plurimonetaria.

Gli elementi monetari in valuta estera (unità di valuta possedute e attività o passività che devono essere incassate o pagate in un numero di unità di valuta fisso o determinabile) sono convertiti utilizzando il tasso di cambio alla data di chiusura dell'esercizio.

Gli elementi non monetari valutati al costo storico in valuta estera sono convertiti usando il tasso di cambio in essere alla data dell'operazione.

Gli elementi non monetari che sono valutati al fair value in una valuta estera sono convertiti utilizzando i tassi di cambio alla data in cui il fair value viene determinato.

Le differenze cambio derivanti dall'estinzione di elementi monetari sono rilevate nel conto economico. Le differenze cambio derivanti dalla valutazione di elementi non monetari sono imputate nell'utile (o perdita) dell'esercizio o nelle altre componenti del conto economico complessivo a seconda che l'utile (o la perdita) a cui si riferiscono sia rilevata rispettivamente nell'utile (o perdita) dell'esercizio o nelle altre componenti del conto economico complessivo.

Pagamenti basati su azioni - IFRS 2

Il Gruppo riconosce benefici addizionali ai dirigenti attraverso un piano chiuso di partecipazione al capitale che prevede, al raggiungimento di specifici obiettivi, l'assegnazione di azioni Unipol Ordinarie (Performance Share). Secondo quanto stabilito dall'IFRS 2 – Pagamenti basati su azioni, tali piani rappresentano una componente della retribuzione dei beneficiari, il cui onere deve essere rilevato a conto economico, con contropartita, rilevata direttamente a patrimonio netto (Riserva derivante da operazioni con pagamento basato su azioni regolate con strumenti rappresentativi di capitale), sulla base del fair value degli strumenti attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

Utile per azione - IAS 33

L'utile base per azione è calcolato dividendo l'utile netto attribuito agli azionisti possessori di azioni ordinarie della Capogruppo Unipol per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione nell'esercizio.

L'utile diluito per azione è calcolato dividendo l'utile netto attribuito agli azionisti possessori di azioni ordinarie della Capogruppo Unipol per la media ponderata delle eventuali azioni ordinarie addizionali che sarebbero in circolazione in caso di conversione di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetto diluitivo. In caso di risultato economico negativo viene calcolata la perdita (base e diluita) per azione.

Utilizzo di stime

L'applicazione di alcuni principi contabili implica necessariamente significativi elementi di giudizio basati su stime e assunzioni che risultano incerte al tempo della loro formulazione.

Si ritiene che le assunzioni fatte siano appropriate e, conseguentemente, che il bilancio sia redatto con l'intento di chiarezza e che rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico dell'esercizio.

Al fine di formulare stime e ipotesi attendibili si è fatto riferimento all'esperienza storica, nonché ad altri fattori considerati ragionevoli per la fattispecie in esame, in base a tutte le informazioni disponibili. Non si può escludere, tuttavia, che variazioni in tali stime e assunzioni possano determinare effetti significativi sulla situazione patrimoniale ed economica, nonché sulle passività e attività potenziali riportate nel bilancio ai fini di informativa, qualora intervengano differenti elementi di giudizio rispetto a quelli a suo tempo espressi.

Come previsto dal principio contabili IFRS 17, il Gruppo formula ed utilizza giudizi e stime il cui impatto risulta assai rilevante sugli importi riconosciuti per la classificazione e valutazione dei contratti assicurativi nonché sul loro corrispondente livello di aggregazione. Nel dettaglio, i giudizi maggiormente significativi riguardano i dati utilizzati, le ipotesi e le tecniche di stima prese in considerazione per proiettare i flussi di cassa futuri e riflettere le incertezze sottostanti alla data di riferimento del bilancio. In termini più tecnici, le principali ipotesi adottate che potrebbero portare a cambiamenti sostanziali nella stima dei futuri flussi di cassa riguardano le stime dei pagamenti per i sinistri e delle relative spese di liquidazione, i tassi di mortalità e longevità, il comportamento degli assicurati (a causa di risoluzioni e riscatti), le percentuali di partecipazione ai rendimenti e i costi generali direttamente imputabili al contratto.

L'utilizzo di stime risulta rilevante anche in riferimento a principalmente:

  • la valutazione di attività e passività iscritte al fair value (in particolare per gli strumenti finanziari di livello 2 e 3);
  • la quantificazione della rettifica per impairment di attività finanziarie classificate nelle categorie FVOCI e a Costo ammortizzato;
  • le analisi finalizzate all'individuazione di eventuali perdite durature di valore sulle attività immateriali (es. avviamento) iscritte in bilancio (impairment test);
  • la quantificazione dei fondi per rischi e oneri e dei fondi per benefici ai dipendenti.

Per le informazioni circa le metodologie utilizzate nella determinazione delle poste in esame e i principali fattori di rischio si fa rinvio ai paragrafi contenenti la descrizione dei criteri di valutazione.

Note illustrative del bilancio

Area di consolidamento

Il Bilancio Consolidato del Gruppo Unipol al 31 dicembre 2024 è costituito dall'integrazione dei dati della Capogruppo Unipol Assicurazioni con quelli di 62 società controllate, dirette e indirette (IFRS 10).

Non sono presenti partecipazioni a controllo congiunto.

Le società collegate (15 società) sono valutate in base al metodo del patrimonio netto (IAS 28) o mantenute al valore di carico. Al 31/12/2023 le società collegate e le società controllate considerate non significative erano 15.

Le variazioni all'area di consolidamento e gli elenchi delle partecipazioni in società controllate e collegate sono di seguito riportati.

Variazioni dell'area di consolidamento rispetto al 31/12/2023 e altre operazioni

In data 1° gennaio 2024 ha avuto efficacia la fusione per incorporazione di Centri Medici Dyadea Srl in Società e Salute SpA. A seguito dell'incorporazione di Centri Medici Dyadea Srl, Società e Salute SpA ha acquisito la partecipazione pari al 100% del capitale sociale di Gratia et Salus Srl.

In data 31 dicembre 2024 ha avuto efficacia la fusione per incorporazione di UnipolSai Assicurazioni SpA, Unipol Finance Srl, UnipolPart I SpA e Unipol Investment SpA in Unipol Gruppo SpA che in pari data ha assunto la denominazione sociale Unipol Assicurazioni SpA o, in forma abbreviata, Unipol SpA.

Si riepilogano, inoltre, di seguito le seguenti modifiche intervenute con riferimento alla denominazione di società controllate:

Nuova denominazione Denominazione precedente
Unipol Finance SpA UnipolSai Finance SpA
Unipol Investimenti SGR SpA UnipolSai Investimenti SGR SpA
Unipol Motor Partner Srl UnipolSai Motor Partner Srl
SiSalute Srl. Unisalute Servizi Srl
Unipol Welfare Solutions Srl o, in forma abbreviata, UWS Srl UnipolSai Servizi Previdenziali, Srl

Partecipazioni in società controllate in via esclusiva

Denominazione Stato sede
legale
Stato sede
operativa (1)
Metodo
(2)
Attività
(3)
Tipo di
rapporto
(4)
%
Partecipazione
diretta
%
Interessenza
totale (5)
%
Disponibilità
voti
nell'assemblea
ordinaria (6)
% di
consolidamento
Arca Assicurazioni SpA 086 - Italia G 1 1 98,12% 62,20% 100,00%
Arca Direct Assicurazioni Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 63,39% 100,00%
Arca Inlinea Scarl 086 - Italia G 11 1 100,00% 62,92% 100,00%
Arca Sistemi Scarl 086 - Italia G 11 1 100,00% 63,19% 100,00%
Arca Vita International Dac 040 - Irlanda G 2 1 100,00% 63,39% 100,00%
Arca Vita SpA 086 - Italia G 1 1 63,39% 63,39% 100,00%
Athens R.E. Fund 086 - Italia G 10 1 89,59% 89,59% 100,00%
BeRebel SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
BIM Vita SpA 086 - Italia G 1 1 50,00% 50,00% 100,00%
Cambiomarcia Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Casa di Cura Villa Donatello - SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Centro Oncologico Fiorentino Casa di Cura
Villanova Srl in Liquidazione
086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Compagnia Assicuratrice Linear SpA 086 - Italia G 1 1 100,00% 100,00% 100,00%
Consorzio Castello 086 - Italia G 10 1 99,57% 99,57% 100,00%
Consorzio tra Proprietari Centro Commerciale
Porta Marcolfa
086 - Italia G 11 1 68,46% 68,46% 100,00%
DaVinci Healthcare Srl 086 - Italia G 11 1 80,26% 80,26% 100,00%
Ddor Auto - Limited Liability Company 289 - Serbia G 3 1 100,00% 100,00% 100,00%
Ddor Novi Sad 289 - Serbia G 3 1 100,00% 100,00% 100,00%
Ddor Re 289 - Serbia G 6 1 100,00% 100,00% 100,00%
Finsai International Sa 092 -
Lussemburgo
G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Florence Centro di Chirurgia Ambulatoriale Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Fondazione Unipolis 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Fondo Emporion 086 - Italia G 10 1 100,00% 100,00% 100,00%
Fondo Landev 086 - Italia G 10 1 100,00% 100,00% 100,00%
Fondo Oikos 086 - Italia G 10 1 100,00% 100,00% 100,00%
Gratia et Salus Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Gruppo UNA SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
I.Car Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Immobiliare C.S. Srl 086 - Italia G 10 1 100,00% 100,00% 100,00%
IRMA Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Ital H&R Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Leithà Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
LinearNext Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Marina di Loano SpA 086 - Italia G 10 1 100,00% 100,00% 100,00%
Meridiano Secondo Srl 086 - Italia G 10 1 100,00% 100,00% 100,00%
Midi Srl 086 - Italia G 10 1 100,00% 100,00% 100,00%
Nuove Iniziative Toscane - Societa' a
Responsabilita' Limitata
086 - Italia G 10 1 100,00% 100,00% 100,00%
Nuove Terme Petriolo Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 89,59% 100,00%
Santagostino Servizi e Prodotti Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Siat-Societa' Italiana Assicurazioni e
Riassicurazioni - per Azioni
086 - Italia G 1 1 94,69% 94,69% 100,00%
SiSalute Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 98,99% 100,00%
Società e Salute SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%

Denominazione Stato sede legale Stato sede
operativa
(1)
Metodo
(2)
Attività
(3)
Tipo di
rapporto
(4)
%
Partecipazione
diretta
%
Interessenza
totale (5)
%
Disponibilità
voti
nell'assemblea
ordinaria (6)
% di
consolidamento
Tantosvago Srl 086 - Italia G 11 1 75,00% 75,00% 100,00%
Tenute del Cerro SpA - Societa' Agricola 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Tenute del Cerro Wines Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Tikal R.E. Fund 086 - Italia G 10 1 100,00% 100,00% 100,00%
UniAssiTeam Srl 086 - Italia G 11 1 65,00% 65,00% 100,00%
Unicasa Italia SpA 086 - Italia G 11 1 70,00% 70,00% 100,00%
Unipol Finance SpA 086 - Italia G 9 1 100,00% 100,00% 100,00%
Unipol Investimenti Sgr SpA 086 - Italia G 8 1 100,00% 100,00% 100,00%
Unipol Motor Partner Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
Unipol Welfare Solutions Srl 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
UnipolAssistance Scrl 086 - Italia G 11 1 100,00% 99,95% 100,00%
UnipolGlass Srl 086 - Italia G 11 1 70,00% 70,00% 100,00%
UnipolHome SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
UnipolPay SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
UnipolReC SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
UnipolRental SpA 086 - Italia G 11 1 97,78% 97,78% 100,00%
UnipolService SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
UnipolTech SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%
UniSalute SpA 086 - Italia G 1 1 98,99% 98,99% 100,00%
WelBee SpA 086 - Italia G 11 1 100,00% 100,00% 100,00%

(1) Informazione fornita solo qualora lo Stato della sede operativa sia diverso dallo Stato della sede legale

(2) Metodo di consolidamento: Integrazione globale = G; Integrazione globale per Direzione unitaria = U

(3) 1= compagnie assicurative italiane; 2= compagnie assicurative EU; 3= compagnie assicurative di uno Stato terzo; 4= holding assicurative; 4.1= imprese di partecipazione finanziaria mista. 5= compagnie di riassicurazione UE; 6= compagnie di riassicurazione di uno Stato terzo; 7= banche; 8= SGR; 9= holding diverse; 10= immobiliari; 11= altre società; (4) Tipo di rapporto:

1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria

2 = influenza dominante nell'assemblea ordinaria

3 = accordi con altri soci

4 = altre forme di controllo

5 = direzione unitaria ex art. 96. comma 1. del "decreto legislativo 209/2005"

6 = direzione unitaria ex art. 96. comma 2. del "decreto legislativo 209/2005"

(5) É il prodotto dei rapporti di partecipazione relativi a tutte le società collocate lungo la catena partecipativa.

(6) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria. distinguendo tra voti effettivi e voti potenziali. La disponibilità dei voti viene indicata solo se differente dalla quota di partecipazione diretta.

Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi significative: interessenze di terzi, disponibilità dei voti dei terzi, dividendi distribuiti ai terzi, risultato d'esercizio e patrimonio netto dei terzi

Valori in milioni di euro
Denominazione %
Interessenze di terzi
% Disponibilità voti
nell'Assemblea Ordinaria
da parte di terzi
Dividendi distribuiti ai
terzi
Utile (Perdita)
consolidato di
pertinenza di terzi
Patrimonio netto di
pertinenza di terzi
Arca Vita 36,61% 23 46 256

Partecipazioni con interessenze di terzi significative: informazioni contabili

Denominazione Investimenti Altre Attività Disponibilità
liquide e mezzi
equivalenti
Passività
assicurative
Passività
finanziarie
Patrimonio
netto
Ricavi totali Utile (Perdita)
della
operatività
corrente al
lordo delle
imposte
Utile (Perdita)
della
operatività
corrente al
netto delle
imposte
Utile (Perdita)
delle attività
operative
cessate al
netto delle
imposte
Utile
(Perdita)
d'esercizio (1)
Altre
componenti
reddituali al
netto delle
imposte
(2)
Conto
economico
complessivo
(3)
= (1) + (2)
1. Arca Vita 17.291 350 139 13.462 3.373 689 551 176 123 123 8 131

Partecipazioni in società controllate in via esclusiva - altre informazioni

Nel corso dell'esercizio la Capogruppo Unipol ha incrementato la propria quota di interessenza nella controllata UnipolSai Assicurazioni portandola dall'85,24% al 100% a fronte di un corrispettivo (inclusivo dell'eventuale dividendo incassato) pagato agli azionisti di minoranza di UnipolSai pari a euro 1.129 milioni. Tenuto conto che il patrimonio netto di pertinenza degli azionisti di minoranza di UnipolSai era pari a euro 1.029 milioni, il patrimonio netto di pertinenza del gruppo si è decrementato per la differenza tra i due valori, pari a euro 100 milioni. Nell'ambito della Fusione tra Unipol e UnipolSai intervenuta a fine esercizio si segnala inoltre che il patrimonio netto di pertinenza di gruppo si è incrementato per euro 496 milioni, con corrispondente riduzione del patrimonio netto di terzi, corrispondenti al valore di iscrizione del prestito ibrido perpetuo a suo tempo emesso da UnipolSai per un valore nominale di euro 500 milioni.

Nel mese di dicembre 2024, UnipolSai (ora Unipol Gruppo) ha inoltre perfezionato un aumento di capitale di euro 250 milioni mediante il quale, data la mancata adesione all'aumento di capitale stesso da parte dell'azionista di minoranza, il Gruppo Unipol ha incrementato la quota di interessenza in UnipolRental dall'80% al 97,8%. Considerando tuttavia che sull'intera quota detenuta dall'azionista di minoranza, sia al 31/12/2023 sia al 31 dicembre 2024 la capogruppo ha concesso un'opzione put a beneficio dell'azionista di minoranza stesso, il Gruppo, conformemente a quanto precisato nel paragrafo Opzioni put su patrimonio di pertinenza di terzi, ha provveduto, ad entrambe le date di riferimento, a iscrivere una passività finanziaria pari al valore attuale del prezzo di esercizio atteso dell'opzione put, azzerando il patrimonio netto di pertinenza di terzi e rilevando la differenza a rettifica del patrimonio netto di pertinenza del gruppo. L'effetto cumulato della mutata interessenza sul patrimonio netto di pertinenza di gruppo, positivo per euro 67 milioni, è pari alla riduzione intervenuta con riferimento al valore attuale del prezzo di esercizio atteso dell'opzione put al 31 dicembre 2024 rispetto alla corrispondente stima alla fine dell'esercizio precedente.

Informativa sulle entità strutturate

Il Gruppo Unipol non è esposto a variabilità derivanti dalla performance di entità strutturate non consolidate. Si segnala che il Gruppo Unipol ha promosso operazioni con le seguenti entità strutturate:

  • Azzurro RE II DAC (Series 2024-1) è una società veicolo (SPV Special Purpose Vehicle) Irlandese che ha emesso un CAT BOND sui mercati ILS (Insurance Linked Securities) pari euro 100.000.000 a copertura di rischi Terremoto di Unipol Assicurazioni in Italia e paesi limitrofi della durata di 4 anni (04/2024 – 03/2028). Nel corso dell'esercizio 2024 il Gruppo ha riconosciuto alla società veicolo un ammontare di euro 4 milioni a fronte del pagamento per il premio annuo riferito alla citata copertura riassicurativa;
  • Mercurio Fleet 2022 Srl è una società veicolo con sede in Italia e costituita secondo le previsioni della disciplina italiana sulle cartolarizzazioni. La società veicolo è stata costituita allo scopo di garantire a UnipolRental il funding necessario alla copertura delle proprie esigenze operative. Suddetta società è finanziata mediante un'obbligazione senior originariamente con valore pari a euro 520 milioni, incrementato di ulteriori euro 330 milioni nel mese di settembre 2023. L'obbligazione ha come collaterale un patrimonio destinato costituito ad hoc formato da contratti e veicoli della flotta di UnipolRental. Gli asset oggetto di segregazione costituiscono patrimonio destinato in via esclusiva al rimborso del finanziamento della SPV e i crediti e gli autoveicoli rimangono nella titolarità giuridica e nel bilancio di UnipolRental. Nel corso dell'esercizio, il Gruppo ha sostenuto un onere netto nei confronti dell'entità pari a euro 35 milioni, determinato principalmente dagli interessi passivi, pari a euro 38 milioni, parzialmente compensati da proventi finanziari per euro 3 milioni per la remunerazione della riserva di liquidità lasciata a disposizione della società veicolo. Nel corso dell'esercizio UnipolRental ha trasferito a Mercurio Fleet 2022 Srl, a fronte degli accordi contrattuali relativi al finanziamento citato, liquidità per euro 611 milioni di euro. Si precisa che tale importo, corrispondente agli incassi realizzati sugli asset oggetto di segregazione, è mensilmente restituito a UnipolRental da Mercurio Fleet 2022 Srl, al netto degli oneri finanziari e amministrativi contrattualmente previsti nell'ambito dell'operazione di cartolarizzazione;
  • Venere SPV Srl è una società veicolo con sede in Italia e costituita secondo le previsioni della disciplina italiana sulle cartolarizzazioni. La società veicolo è stata costituita allo scopo di garantire a UnipolRental il funding necessario alla copertura delle proprie esigenze operative. Suddetta società è finanziata mediante un'obbligazione senior con valore pari a euro 400 milioni. L'obbligazione ha come collaterale un patrimonio destinato costituito ad hoc formato da contratti e veicoli della flotta di UnipolRental. Gli asset oggetto di segregazione costituiscono patrimonio destinato in via esclusiva al rimborso del finanziamento della SPV e i crediti e gli autoveicoli rimangono nella titolarità giuridica e nel bilancio di UnipolRental. Nel corso dell'esercizio, il Gruppo ha sostenuto un onere netto nei confronti dell'entità pari a euro 19 milioni, determinato principalmente dagli interessi passivi, pari a euro 18 milioni, parzialmente compensati da proventi finanziari per euro 1 milione per la remunerazione della riserva di liquidità lasciata a disposizione della società veicolo. Nel corso dell'esercizio UnipolRental ha trasferito a Venere SPV Srl, a fronte degli accordi contrattuali relativi al finanziamento citato, liquidità per euro 350 milioni di euro. Si precisa che tale importo, corrispondente agli incassi realizzati sugli asset oggetto di segregazione, è mensilmente restituito a UnipolRental da Venere SPV Srl, al netto degli oneri finanziari e amministrativi contrattualmente previsti nell'ambito dell'operazione di cartolarizzazione.

Le sopra menzionate società veicolo non sono consolidate in quanto il Gruppo Unipol non ha il controllo dell'entità né è esposto a rilevanti rendimenti variabili delle medesime.

Valori di bilancio delle attività e passività delle entità strutturate ed esposizione massima al rischio di perdita

Valori in milioni di euro
Denominazione dell'entità strutturata/Voci di
bilancio
Ricavi percepiti
dall'entità
strutturata
nell'esercizio di
riferimento
Valore contabile
delle attività
rilevate in
bilancio e
relative all'entità
strutturata
Corrispondente
voce dell'attivo
dello stato
patrimoniale
Valore contabile
delle passività
rilevate in
bilancio e
relative all'entità
strutturata
Corrispondente
voce del passivo
dello stato
patrimoniale
Esposizione
massima al rischio
di perdita
Azzurro RE II DAC series 2024-1 4
Mercurio Fleet 2022 SRL 3 611
Venere SPV SRL 1 350

Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie

Nel corso dell'esercizio non sono si segnalano trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie a seguito di un cambiamento di modello di business.

Informativa sul Fair Value

L'IFRS 13 fornisce una guida su come deve essere misurato il fair value degli strumenti finanziari e di attività e passività non finanziarie già richiesto o consentito dagli altri principi contabili IFRS. Tale principio:

a) definisce il fair value;

  • b) raggruppa in un unico principio contabile le regole per la misurazione del fair value;
  • c) arricchisce l'informativa di bilancio.

Il principio definisce il fair value come il prezzo di vendita di una attività in base a una ordinaria transazione o il prezzo di trasferimento di una passività in una transazione ordinaria nel principale mercato di riferimento alle condizioni in essere alla data di misurazione (exit price).

La misurazione del fair value assume che la transazione relativa alla vendita delle attività o al trasferimento delle passività possa avvenire:

  • nel principale mercato di quotazione;
  • in assenza del principale mercato di quotazione, nel mercato maggiormente vantaggioso per le attività e passività oggetto di valutazione.

Quando un prezzo di mercato non è osservabile, viene richiesto di utilizzare principalmente le metodologie di valutazione che massimizzano l'utilizzo di parametri osservabili e di minimizzare l'utilizzo di parametri non osservabili.

Il principio IFRS 13 definisce inoltre una gerarchia del fair value in funzione del grado di osservabilità degli input che sono contenuti nelle tecniche di valutazione utilizzate per la determinazione del fair value.

Il principio contabile IFRS 13 disciplina la misurazione del fair value e la relativa disclosure anche per le attività e le passività non misurate al fair value su base ricorrente nel prospetto dello Stato patrimoniale. Per tali attività e passività il fair value è calcolato ai fini dell'informativa da produrre in bilancio. Si segnala, inoltre, che poiché tali attività e passività non sono generalmente oggetto di scambio, la determinazione del loro fair value è basata prevalentemente sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato, con la sola eccezione dei titoli quotati classificati nella categoria Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.

Principi di valutazione del fair value

La tabella sotto riportata illustra sinteticamente le modalità di determinazione del fair value per le diverse macro categorie di strumenti finanziari, crediti e immobili.

Mark to Market Mark to Model e altro
Strumenti
Finanziari
Contributore "CBBT" - Bloomberg Mark to Model
Obbligazioni Altro contributore - Bloomberg Valutazione Controparte
Azioni e Partecipazioni quotate, ETF Mercato di riferimento
Azioni e Partecipazioni non quotate DCF
DDM
Multipli
Derivati quotati Mercato di riferimento
Derivati OTC Mark to Model
OICR Net Asset Value
Crediti Crediti clientela (Mark to Model)
Altri crediti (Valore Bilancio)
Immobili Valore di Perizia

Nel rispetto del principio IFRS 13, per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari, in presenza di strumenti trattati in un "mercato liquido e attivo", viene utilizzato il prezzo di mercato (Mark to Market).

Per "mercato liquido e attivo" s'intende:

  • a) il mercato regolamentato in cui lo strumento oggetto di valutazione sia scambiato e regolarmente quotato;
  • b) il sistema multilaterale di negoziazione (MTF) in cui lo strumento oggetto di valutazione sia scambiato o regolarmente quotato;
  • c) le quotazioni e transazioni eseguite su base regolare, ovvero con transazioni a frequenza alta e con basso bid/offer spread, da un intermediario autorizzato (di seguito, "contributore").

In assenza di disponibilità di prezzi su un mercato liquido e attivo, vengono utilizzate metodologie di valutazione che massimizzano l'utilizzo di parametri osservabili e minimizzano l'utilizzo di parametri non osservabili. Tali metodologie sono sintetizzabili in valutazioni Mark to Model, valutazioni da controparte o valutazioni al valore di bilancio per quanto concerne alcune categorie di asset non finanziari.

Con riferimento alla valutazione degli strumenti finanziari e degli immobili, si ritiene che le procedure di misurazione descritte riflettano adeguatamente anche gli effetti degli aspetti climatici. Per la determinazione del fair value il gruppo massimizza infatti gli input derivanti da dati di mercato che, in quanto tali, riflettono le aspettative degli operatori di mercato circa l'esposizione di ciascuno strumento finanziario all'insieme dei rischi e delle opportunità, inclusi quindi quelli riferibili a cambiamenti climatici. Analogamente, nella valutazione degli immobili, gli esperti esterni indipendenti, coerentemente alle migliori prassi professionali, tengono in considerazione i più aggiornati andamenti di mercato che sono influenzati, tra l'altro, dall'impatto della performance energetica degli edifici o dell'esposizione degli stessi a rischi fisici.

Valutazioni Mark to Market

Con riferimento alle azioni, alle partecipazioni quotate, agli ETF e ai derivati quotati, la valutazione Mark to Market corrisponde al prezzo ufficiale di valutazione del mercato di riferimento.

Con riferimento ai titoli obbligazionari, le fonti utilizzate per la valutazione Mark to Market delle attività e passività finanziarie sono le seguenti:

  • a) la fonte primaria è rappresentata dal prezzo CBBT fornito dal data provider Bloomberg;
  • b) laddove non sia disponibile il prezzo di cui al punto precedente viene utilizzato un modello interno di scoring validato che consente di selezionare i contributori liquidi e attivi sulla base di alcuni parametri definiti.

Con riferimento agli OICR la fonte utilizzata è il Net Asset Value.

Valutazioni Mark to Model

Il Gruppo utilizza metodi di valutazione (Mark to Model) in linea con i metodi generalmente utilizzati dal mercato.

L'obiettivo dei modelli per il calcolo del fair value è quello di ottenere un valore per lo strumento finanziario che sia aderente alle assunzioni che i partecipanti al mercato impiegherebbero nella formulazione di un prezzo, assunzioni che riguardano anche il rischio insito in una particolare tecnica di valutazione e/o negli input utilizzati. Per la corretta valutazione Mark to Model di ogni categoria di strumento, occorre che siano predefiniti modelli di valutazione adeguati e consistenti, nonché i parametri di mercato di riferimento.

Si riporta di seguito l'elenco dei principali modelli utilizzati all'interno del Gruppo Unipol per il pricing di tipo Mark to Model relativo agli strumenti finanziari:

Titoli e derivati su tassi di interesse:

  • Discounted cash flows;
  • Black;
  • Black-Derman-Toy;
  • Hull & White 1, 2 fattori;
  • Libor Market Model;
  • Longstaff & Schwartz;
  • Kirk.

Titoli e derivati su inflazione:

  • Discounted cash flows;
  • Jarrow-Yildirim.

Titoli e derivati su azioni, indici e tassi di cambio:

  • Discounted cash flows;
  • Black-Scholes.

Titoli e derivati di credito:

  • Discounted cash flows;
  • Hazard rate models.

I principali parametri di mercato osservabili utilizzati per effettuare le valutazioni di tipo Mark to Model sono i seguenti:

  • curve di tasso di interesse per divisa di riferimento;
  • superfici di volatilità di tasso di interesse per divisa di riferimento;
  • curve CDS spread o Asset Swap spread dell'emittente;
  • curve inflazione per divisa di riferimento;
  • tassi di cambio di riferimento;
  • superfici di volatilità di tassi di cambio;
  • superfici di volatilità su azioni o indici;
  • prezzi di riferimento delle azioni;
  • curve inflazione di riferimento.

I principali parametri di mercato non osservabili utilizzati per effettuare le valutazioni di tipo Mark to Model sono i seguenti:

  • matrici di correlazione tra cambio e fattori di rischio;
  • volatilità storiche;
  • curve spread benchmark costruite per valutare strumenti obbligazionari di emittenti per i quali non sono disponibili prezzi delle obbligazioni emesse o curve CDS;
  • parametri di rischio di credito quali il recovery rate;
  • tassi di delinquency o di default e curve di prepayment per strumenti finanziari di tipo ABS.

Con riferimento alle obbligazioni nei casi in cui, anche sulla base dei risultati del Modello di Scoring, non risulti possibile valutare uno strumento con la metodologia Mark to Market, il fair value viene attribuito sulla base di valutazioni di tipo Mark to Model. Sulla base delle caratteristiche dello strumento vengono utilizzati i differenti modelli di valutazione sopra indicati.

Con riferimento ai contratti derivati di tipo OTC vengono utilizzati modelli coerenti con il fattore di rischio sottostante al contratto stesso. Il fair value dei contratti derivati OTC di tasso di interesse e dei contratti derivati OTC di tipo inflation-linked viene determinato sulla base di valutazioni di tipo Mark to Model, recependo le regole previste dall'IFRS 13.

Per quanto concerne i contratti derivati OTC sui quali è previsto un accordo di collateralizzazione (Credit Support Annex) tra le società del Gruppo Unipol e le controparti di mercato autorizzate è previsto l'utilizzo della curva di sconto EONIA (Euro OverNight Index Average).

Nel caso di derivati non collateralizzati è previsto l'utilizzo di aggiustamenti CVA (Credit Valuation Adjustment) e DVA (Debit Valuation Adjustment). Si precisa che alla data del 31 dicembre 2024 la quasi totalità delle posizioni in essere su derivati si riferivano a contratti collateralizzati per i quali sono presenti accordi di CSA con le controparti oggetto di negoziazione.

Con riferimento alle azioni non quotate e partecipazioni per le quali non sia disponibile un prezzo di mercato o una perizia redatta da un esperto indipendente, le valutazioni vengono effettuate principalmente sulla base di (i) metodologie di tipo patrimoniale, (ii) metodologie che considerano l'attualizzazione dei flussi reddituali o finanziari futuri del tipo Discounted Cash Flow (DCF) o Dividend Discount Model (DDM) nella versione cosiddetta "excess capital", (iii) ove applicabili, metodologie basate sui multipli di mercato.

Con riferimento agli OICR non quotati, ai fondi di Private Equity e Hedge Funds, il fair value viene espresso come il Net Asset Value (NAV) alla data di bilancio fornito direttamente dagli amministratori dei fondi. Il NAV è costruito sulla base di valuation policy stringenti definite dal fondo e si basa sulla valutazione delle attività sottostanti effettuata attraverso l'utilizzo di input aggiornati e degli approcci valutativi più appropriati. Sulla base di tali considerazioni e tenuto conto delle market practice di settore, tale valore è utilizzato quale espressione del Fair Value dello strumento.

Per gli altri crediti è utilizzato il valore di bilancio.

Con riferimento agli immobili, la valutazione al fair value viene calcolata in funzione del valore di perizia determinato dai periti indipendenti coerentemente con quanto disposto dalla normativa vigente.

Valutazioni da Controparte

Per le attività e passività finanziarie che non rientrano nell'ambito degli strumenti valutati Mark to Market e per le quali non sono disponibili modelli di valutazione consistenti e validati ai fini della determinazione del fair value, vengono utilizzate le valutazioni fornite dalle controparti potenzialmente interpellabili per la liquidazione della posizione.

Peculiarità nella valutazione del fair value per i titoli obbligazionari strutturati e strutturati di tipo SPV

Si considerano titoli obbligazionari strutturati le emissioni obbligazionarie che incorporano un contratto derivato tale da modificare i flussi di cassa generati dal contratto ospite. La valutazione dei titoli obbligazionari strutturati richiede la rappresentazione e valutazione separata del contratto ospite e dei contratti derivati impliciti.

La valutazione dei titoli obbligazionari strutturati prevede l'utilizzo di modelli coerenti con la scomposizione in componenti elementari (contratto ospite e derivati impliciti) e con il fattore di rischio sottostante al contratto stesso.

Per i titoli obbligazionari strutturati la valutazione delle componenti elementari segue i criteri precedentemente definiti per la determinazione del fair value che prevede l'utilizzo del Mark to Market se disponibile oppure Mark to Model o prezzo da controparte nel caso in cui il prezzo di tipo Mark to Market non sia disponibile.

Si considerano titoli obbligazionari strutturati di tipo SPV le obbligazioni emesse da una Special Purpose Vehicle garantite da un collaterale e i cui flussi pagati vengono generati da un contratto interest rate swap in essere tra il veicolo e la controparte swap (solitamente l'arranger dell'operazione). La valutazione dei titoli obbligazionari strutturati di tipo SPV richiede la rappresentazione e valutazione separata dei seguenti elementi:

  • emissione a collaterale del veicolo;
  • contratto interest rate swap tra veicolo e arranger;
  • eventuali altre componenti opzionali o contratti CDS inclusi nel veicolo.

Per i titoli obbligazionari di tipo SPV la valutazione del collaterale segue i criteri precedentemente definiti per la determinazione del fair value che prevede l'utilizzo del Mark to Market se disponibile oppure del Mark to Model o prezzo da controparte nel caso in cui il prezzo di tipo Mark to Market non sia disponibile.

La valutazione del contratto interest rate swap prevede l'attualizzazione dei flussi di cassa prospettici in base a curve di attualizzazione diverse in funzione dell'esistenza o meno di un accordo di collateralizzazione (Credit Support Annex) tra il veicolo e la controparte swap. In particolare, se il contratto derivato risulta essere collateralizzato tramite i titoli disponibili tra gli attivi dell'SPV, l'attualizzazione dei flussi prospettici del contratto interest rate swap viene effettuata utilizzando la curva di sconto EONIA, mentre nel caso in cui non vi sia accordo di collateralizzazione è previsto l'opportuno utilizzo di aggiustamenti CVA (Credit Valuation Adjustment), DVA (Debit Valuation Adjustment) e FVA (Funding Valuation Adjustment).

Criteri per la determinazione delle gerarchie di fair value

Le attività e le passività valutate al fair value vengono classificate sulla base della gerarchia definita dal principio contabile IFRS 13. Tale classificazione intende stabilire una gerarchia del fair value in funzione del grado di discrezionalità utilizzato, assegnando la precedenza all'impiego di parametri osservabili sul mercato, in quanto capaci di riprodurre le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nel pricing delle attività e delle passività.

La classificazione avviene sulla base del criterio utilizzato per la determinazione del fair value (Mark to Market, Mark to Model, Controparte) e, nel caso di valutazione Mark to Model, sulla base dell'osservabilità dei parametri utilizzati:

  • Livello 1: vengono incluse in tale categoria le attività e le passività valutate Mark to Market con fonte prezzo CBBT e i prezzi da contributore che presentino requisiti minimi in grado di garantire che tali prezzi siano eseguibili su mercati attivi;
  • Livello 2: vengono incluse in tale categoria le attività e le passività valutate Mark to Market ma non classificabili nella categoria precedente e quelle attività il cui fair value viene determinato da un modello di pricing consistente alimentato da parametri osservabili sul mercato;
  • Livello 3: vengono incluse in tale categoria le attività e le passività per le quali la variabilità di stima del modello di pricing può essere significativa a causa della complessità del payoff o, nel caso in cui sia disponibile un modello consistente e validato, i parametri necessari per la valutazione non siano osservabili. Sono inoltre inclusi in tale categoria i titoli obbligazionari che non soddisfano i requisiti definiti nel test di scoring (si veda paragrafo "Valutazioni Mark to Market") e per i quali non sia possibile una valutazione Mark to Model. Sono inclusi infine in questa categoria anche i crediti e gli investimenti immobiliari.

Valutazioni a fair value su base ricorrente

Processo per la valutazione a fair value su base ricorrente

La valutazione degli strumenti finanziari costituisce un'attività propedeutica al monitoraggio del rischio, alla gestione integrata degli attivi e dei passivi e alla redazione dei bilanci d'esercizio.

La valutazione del fair value su base ricorrente degli strumenti finanziari si articola in diverse fasi ed è svolta, nel rispetto dei principi di separatezza, indipendenza e responsabilità delle funzioni, in modo parallelo e autonomo dalla Funzione Finanza e dalla Funzione Risk Management di Unipol Gruppo, in base ai criteri di valutazione definiti nel paragrafo precedente.

Effettuate le valutazioni indipendenti di attività e passività finanziarie da parte delle due Funzioni coinvolte nel processo di pricing, viene effettuato un controllo degli scostamenti significativi; per scostamenti significativi si intendono gli scostamenti in valore assoluto superiori al 3%. Nel caso di scostamenti superiori al 3% vengono analizzate le motivazioni delle differenze riscontrate e in seguito agli esiti del confronto viene determinato il prezzo da utilizzare ai fini delle valutazioni di bilancio.

Valutazioni a fair value su base ricorrente mediante parametri non osservabili (Livello 3)

Nella classificazione delle attività e passività finanziarie a Livello 3 viene seguito un approccio prudenziale; in tale categoria vengono principalmente incluse le seguenti tipologie di strumenti finanziari:

  • titoli di capitale non quotati o partecipazioni per i quali non sia disponibile un prezzo di mercato o una perizia redatta da un esperto indipendente; le valutazioni vengono effettuate sulla base delle metodologie precedentemente indicate;
  • quote di fondi di private equity, hedge funds e OICR non quotati per i quali non sia disponibile l'informazione relativa agli strumenti finanziari detenuti nei relativi portafogli e che come tali potrebbero includere strumenti finanziari valutati Mark to Model mediante l'utilizzo di parametri non osservabili;
  • titoli obbligazionari valutati Mark to Model mediante l'utilizzo di parametri non osservabili (correlazioni, curve spread benchmark, recovery rate);
  • titoli obbligazionari valutati con prezzo da controparte Mark to Model mediante l'utilizzo di parametri non osservabili;

  • titoli obbligazionari di tipo ABS per i quali non sia disponibile una valutazione Mark to Market;
  • strumenti derivati valutati Mark to Model mediante l'utilizzo di parametri non osservabili (correlazioni, volatilità, stime di dividendi);
  • titoli obbligazionari che non soddisfano i requisiti definiti nel test di scoring (si veda paragrafo "Valutazioni Mark to Market") e per i quali non sia possibile una valutazione Mark to Model.

Valutazioni a fair value su base non ricorrente e in ottemperanza a requisiti di informativa di altri principi

Coerentemente con quanto previsto dal principio contabile IFRS 13, il fair value viene determinato anche per le attività e le passività non valutate al fair value su base ricorrente nel prospetto dello Stato patrimoniale e quando l'informativa sul fair value debba essere fornita nelle Note informative integrative in ottemperanza ad altri principi contabili internazionali. Poiché tali attività e passività non sono generalmente oggetto di scambio, la determinazione del loro fair value è basata prevalentemente sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato. In tale categoria vengono principalmente incluse le seguenti tipologie di strumenti:

  • emissioni obbligazionarie valutate Mark to Market (Livello 1);
  • emissioni obbligazionarie e finanziamenti valutati Mark to Model mediante l'utilizzo di parametri non osservabili (curve spread benchmark) (Livello 3);
  • debiti a breve termine con durata inferiore ai 18 mesi e Certificati di Deposito valutati al costo ammortizzato (Livello 3);
  • crediti deteriorati verso clientela bancaria valutati al costo ammortizzato al netto delle valutazioni analitiche (Livello 3);
  • altri crediti valutati al valore di bilancio (Livello 3);
  • investimenti immobiliari valutati in funzione del valore di perizia determinato dai periti indipendenti coerentemente con quanto disposto dalla normativa vigente. La logica di affidamento dei mandati di perizia prevede un'assegnazione non esclusiva del patrimonio e una rotazione nell'attribuzione dei periti, di norma triennale.

Valutazioni al fair value su base ricorrente

La seguente tabella riporta distintamente per livello di gerarchia del fair value il confronto tra le attività e le passività di bilancio valutate a fair value su base ricorrente.

Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Valori in milioni di euro
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
31/12/2024
31/12/2023
31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
Attività/Passività finanziarie misurate al fair value
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
39.296 37.469 2.748 2.617 600 611 42.644 40.697
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto
economico 13.977 12.459 346 214 4.121 3.738 18.442 16.412
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 9 7 175 44 1 22 185 72
Attività finanziarie designate al fair value 11.872 10.578 109 101 11.980 10.679
Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
2.096 1.874 171 171 4.011 3.616 6.277 5.661
Investimenti immobiliari
Attività materiali
Attività immateriali
Totale 53.273 49.928 3.093 2.832 4.721 4.349 61.087 57.109
Passività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto
economico
Passività finanziarie detenute per la negoziazione 7 9 75 80 44 5 126 95
Passività finanziarie designate al fair value 11.736 10.412 11.736 10.412
Totale 7 9 75 80 11.781 10.418 11.862 10.507

Variazioni annue delle attività e delle passività del Livello 3 valutate al fair value su base ricorrente

Valori in milioni di euro
Attività
finanziarie
economico Attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto Passività finanziarie valutate al fair
value rilevato a conto economico
valutate al fair
Attività
value con
finanziarie
impatto sulla
detenute per
redditività
complessiva
negoziazione
Attività
finanziarie
designate al fair
value
Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value
Investimenti
immobiliari
Attività
materiali
Attività
immateriali
Passività
finanziarie
detenute per la
negoziazione
Passività
finanziarie
designate al fair
value
1. Esistenza iniziale 611 22 101 3.616 5 10.412
2. Aumenti 103 9 727 39 1.324
2.1 Acquisti 3 5 488 2
2.2 Profitti imputati a:
2.2.1 Conto economico 4 239 2
di cui plusvalenze 239
di cui minusvalenze
2.2.2 Conto economico complessivo 4
2.3 Trasferimenti da altri livelli 96
2.4 Altre variazioni in aumento 35 1.324
3. Diminuzioni (113) (21) (1) (332)
3.1 Vendite (1) (1)
3.2 Rimborsi (108) (1) (208)
3.3 Perdite imputate a:
3.3.1 Conto economico (123)
di cui plusvalenze (123)
di cui minusvalenze
3.3.2 Conto economico complessivo (4)
3.4 Trasferimenti ad altri livelli
3.5 Altre variazioni in diminuzione (20)
4. Rimanenze finali 600 1 109 4.011 44 11.736

I trasferimenti da Livello 1 a Livello 2 avvenuti durante il periodo di riferimento risultano non significativi.

Analisi e stress testing sui parametri non osservabili (Livello 3)

La tabella sottostante evidenzia, per le attività e le passività finanziarie valutate al fair value di Livello 3, gli effetti che derivano dal cambiamento dei parametri non osservabili che sono impiegati nella valutazione del fair value. Con riferimento alle "attività valutate al fair value su base ricorrente" e appartenenti al Livello 3, lo stress sui parametri non osservabili viene effettuato con riferimento agli strumenti finanziari valutati Mark to Model e sui quali la valutazione venga effettuata attraverso uno o più parametri non osservabili.

La quota di titoli oggetto di analisi ha un valore di mercato al 31 dicembre 2024 pari a euro 297 milioni.

I parametri non osservabili oggetto di shock sono le curve spread benchmark costruite per valutare strumenti obbligazionari di emittenti per i quali non sono disponibili prezzi delle obbligazioni emesse o curve Credit Default Swap. Nella tabella seguente si riportano i risultati degli shock effettuati:

Curve Spread Fair Value Shock +10 bps -10 bps +50 bps -50 bps Delta Fair Value (2,98) 3,18 (14,47) 16,27 Delta Fair value % (1,00) 1,07 (4,87) 5,47

Valutazioni a fair value su base non ricorrente

Il principio contabile IFRS 13 disciplina la misurazione del fair value e la relativa disclosure anche per le attività e le passività non misurate al fair value su base ricorrente.

Per tali attività e passività il fair value è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste d'informativa al mercato. Segnaliamo inoltre che, poiché tali attività e passività non sono generalmente oggetto di scambio, la determinazione del loro fair value è basata prevalentemente sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato, con la sola eccezione dei titoli quotati classificati nella categoria Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.

Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Fair value
Valore di bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
Attività
Attività finanziarie valutate
al costo ammortizzato
2.081 1.857 93 91 1.003 965 978 771 2.074 1.828
Investimenti immobiliari 2.080 2.302 2.527 2.720 2.527 2.720
Attività non correnti o di un
gruppo in dismissione
possedute per la vendita
82 133 89 134 89 134
Totale attività 4.243 4.292 93 91 1.003 965 3.594 3.625 4.689 4.682
Passività
Passività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
Passività di un gruppo in
dismissione posseduto per
la vendita
5.550 5.016 3.777 3.693 1.835 1.301 5.613 4.993
Totale passività 5.550 5.016 3.777 3.693 1.835 1.301 5.613 4.993

Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

Nel corso del periodo di riferimento il Gruppo non ha rilevato utili o perdite alla data di prima rilevazione di attività e passività finanziarie in quanto non ha evidenza che il valore riconosciuto alla controparte al momento della transazione differisse dal fair value dello strumento finanziario sottostante.

Note illustrative dello Stato patrimoniale

Le voci dello Stato patrimoniale e le variazioni intervenute nella relativa consistenza rispetto al 31 dicembre dell'esercizio precedente sono di seguito commentate e integrate (la numerazione delle note richiama quella riportata nello schema obbligatorio di esposizione dello Stato patrimoniale).

In applicazione dell'IFRS 5, le attività e passività in dismissione sono esposte rispettivamente alle voci 6.1 dell'Attivo e 6.1 del Passivo. Si rinvia al Capitolo Altre informazioni, paragrafo Attività non correnti o di un gruppo in dismissione posseduto per la vendita per maggiori informazioni circa la loro composizione e i criteri di rilevazione.

ATTIVO

1. Attività immateriali

Attività immateriali: composizione delle attività

Valori in milioni di euro

Attività /Valori 31/12/2024 31/12/2023
Durata definita Durata indefinita Durata definita Durata indefinita
A.1 Avviamento 1.883 1.883
A.1.1 di pertinenza del gruppo 1.770 1.770
A.1.2 di pertinenza dei terzi 113 113
A.2 Altre attività immateriali 676 602
Di cui software 640 562
A.2.1 Attività valutate al costo: 676 602
a) Attività immateriali generate internamente
b) Altre attività 676 602
A.2.2 Attività valutate al valore rideterminato:
a) Attività immateriali generate internamente
b) Altre attività
Totale 676 1.883 602 1.883

Avviamento

Gli avviamenti a vita utile indefinita esposti in bilancio sono stati sottoposti a impairment test secondo la procedura specificamente approvata dal Consiglio di Amministrazione di Unipol. Per informazioni sui criteri utilizzati ai fini della verifica, si fa rinvio al Capitolo 3.10 "Analisi di recuperabilità degli avviamenti a vita utile indefinita (impairment test)".

Altre attività immateriali

La voce, pari a euro 676 milioni (euro 602 milioni al 31/12/2023), è costituita principalmente da costi sostenuti per l'acquisto di software, licenze, consulenze e personalizzazioni di programmi informatici per euro 640 milioni (euro 562 milioni al 31/12/2023) e da altre attività immateriali per euro 35 milioni (euro 40 milioni al 31/12/2023).

I costi di ricerca e sviluppo sostenuti dal gruppo e imputati a conto economico nell'esercizio 2024, derivanti dall'operatività di Leithà, sono pari a euro 19 milioni (euro 16 milioni al 31/12/2023).

Attività immateriali: variazioni annue

Valori in milioni di euro
Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
Totale
DEF INDEF DEF INDEF
A. Esistenze iniziali 1.883 602 2.485
A.1 Riduzioni di valore totali nette
A.2 Esistenze iniziali nette 1.883 602 2.485
B. Aumenti 219 219
B.1 Acquisti 219 219
di cui da aggregazioni aziendali
B.2 Incrementi di attività immateriali interne
B.3 Riprese di valore
B.4 Variazioni positive di valore rideterminato
- conto economico complessivo
- conto economico
B.5 Differenze di cambio positive
B.6 Altre variazioni
C. Diminuzioni (145) (145)
C.1 Vendite (3) (3)
C.2 Rettifiche di valore (143) (143)
- Ammortamenti (143) (143)
- Svalutazioni
+ conto economico complessivo
+ conto economico
C.3 Variazioni negative di valore rideterminato
- conto economico complessivo
- conto economico
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti possedute per la vendita
C.5 Differenze di cambio negative
C.6 Altre variazioni
D. Rimanenze finali nette 1.883 676 2.558
D.1 Rettifiche di valore totali nette
E. Rimanenze finali lorde 1.883 676 2.558
F. Valutazione al costo 1.883 676 2.558

2. Attività materiali

Al 31 dicembre 2024 le Attività materiali, al netto dei relativi fondi di ammortamento, ammontano a euro 4.467 milioni (euro 4.187 milioni al 31/12/2023): di seguito se ne riporta la composizione.

Attività materiali: composizione delle attività

Valori in milioni di euro

Attività/Valori Attività ad uso proprio Rimanenze da IAS 2
Al costo Al valore rideterminato
31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
1.
Attività di proprietà
4.305 4.011 51 46
a) terreni 64 63
b) fabbricati 1.587 1.397
c) mobili e macchine ufficio 101 96
d) impianti e attrezzature 218 197
e) altre attività 2.336 2.257 51 46
2.
Diritti d'uso acquisiti con il leasing
110 130
a) terreni
b) fabbricati 92 106
c) mobili e macchine ufficio
d) impianti e attrezzature 17 22
e) altre attività 1 1
Totale 4.416 4.141 51 46

Attività materiali ad uso proprio: variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili e
macchine
ufficio
Impianti e
attrezzature
Altre attività
materiali
Totale
A. Esistenze iniziali lorde 71 2.099 441 160 1.624 4.395
A.1 Fondo ammortamento e per riduzioni di valore (8) (592) (355) (572) (1.527)
A.2 Esistenze iniziali nette 63 1.504 96 219 2.304 4.187
B. Aumenti: 1 280 33 85 746 1.144
B.1 Acquisti 1 2 33 85 746 867
di cui da aggregazioni aziendali
B.2 Spese per migliorie capitalizzate 54 54
B.3 Riprese di valore 1 1
B.4 Variazioni positive del valore rideterminato imputate a:
a) conto economico complessivo
b) conto economico
B.5 Differenze di cambio positive
B.6 Trasferimenti da investimenti immobiliari 222 222
B.7 Altre variazioni
C. Diminuzioni: (105) (29) (69) (662) (865)
C.1 Vendite (4) (3) (20) (150) (176)
C.2 Ammortamenti (65) (27) (45) (421) (557)
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a: (4) (91) (96)
a) conto economico complessivo
b) conto economico (4) (91) (96)
C.4 Variazioni negative del valore rideterminato imputate a:
a) conto economico complessivo
b) conto economico
C.5 Differenze di cambio negative
C.6 Trasferimenti a: (36) (36)
a) investimenti immobiliari (36) (36)
b) attività non correnti o di un gruppo in dismissione
possedute per la vendita
C.7 Altre variazioni
D. Rimanenze finali nette 64 1.679 101 235 2.388 4.467
D.1 Fondo ammortamento e per riduzioni di valore (7) (707) (401) (334) (1.138) (2.586)
D.2 Rimanenze finali lorde 71 2.385 502 568 3.526 7.053
E. Valutazione al costo 64 1.679 101 235 2.388 4.467

Il valore corrente degli immobili uso proprio, pari a euro 1.843 milioni, è stato determinato in base a perizie commissionate a soggetti terzi.

Il principale incremento nelle attività materiali è dovuto ad acquisti di Beni mobili iscritti in pubblici registri effettuati da UnipolRental nell'esercizio della propria attività. Le rettifiche di valore da deterioramento sono riferite, per un importo di euro 91 milioni, ad asset di UnipolRental.

3. Attività assicurative

Voci 3.2 dell'attivo e 3.2 del passivo – Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività e passività

Nella presente sezione si fornisce informativa in merito alle cessioni in riassicurazione che costituiscono attività e passività (voce 3.2 dell'attivo e voce 3.2 del passivo), che risultano così composte:

Voci/Basi di aggregazione BBA PAA Totale BBA PAA Totale
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 185 826 1.011 186 874 1.060
2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività (29) (60) (89) (22) (70) (92)
3. Attività netta di bilancio 156 766 922 164 804 968
di cui Segmento Vita 1 1 2 3
di cui Segmento Danni 156 765 921 163 802 965

Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione - GMM - attività per residua copertura e per sinistri accaduti

SEGMENTO DANNI

Valori in milioni di euro

Voci/Scomposizione valore di bilancio Attività per residua
copertura 31/12/2024
Attività per
sinistri
accaduti
31/12/2024
Totale
31/12/2024
Attività per residua
copertura 31/12/2023
Totale
31/12/2023
Al netto della
componente
recupero
perdite
Componente
recupero
perdite
Al netto della
componente
recupero
perdite
Componente
recupero
perdite
A. Valore di bilancio iniziale
1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività
2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio
B. Effetti economici connessi con le cessioni in riassicurazione
1. Costo della riassicurazione
2. Sinistri e altri costi recuperati
3. Variazioni dell'attività per sinistri accaduti
4. Cessioni in riassicurazione che coprono contratti onerosi
4.1 Ricavi connessi con l'iscrizione di contratti assicurativi
sottostanti onerosi
4.2 Rilasci della componente di recupero perdite diversi dalle
variazioni dei flussi finanziari dei contratti di cessione in
4.3 Variazioni dei flussi finanziari delle cessioni in
riassicurazione derivanti dai contratti assicurativi sottostanti
onerosi
61
(11)
50
(26)
(26)
125
(11)
113
14
47
(35)
185
(22)
163
(12)
(26)
47
(35)
92
(4)
87
(88)
(88)
150
(12)
138
14
59
(45)
241
(16)
225
(74)
(88)
59
(45)
5. Effetti del cambiamento del rischio di inadempimento da
parte dei riassicuratori
1 1 1 1
6. Totale
C. Risultato dei servizi assicurativi (Totale B)
D. Ricavi/costi netti di natura finanziaria
1. Relativi alle cessioni in riassicurazione
1.1. Registrati in conto economico
1.2. Registrati nel conto economico complessivo
(26)
1
1
1
14
6
6
1
5
(12)
6
6
1
5
(88)
1
1
1
14
9
9
9
(74)
10
10
10
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio
3. Totale
E. Componenti di investimento
1 6 6 1 9 10
F. Importo complessivo registrato in conto economico e nel
conto economico complessivo (C+D+E)
G. Altre variazioni
(25) 20 (5) (87) 23
(1)
(64)
(1)
H. Movimenti di cassa 39 (42) (2) 50 (47) 3
1. Premi pagati al netto di importi non connessi con i sinistri 39 39 50 50
recuperati dai riassicuratori
2. Importo dei sinistri recuperato dai riassicuratori
3. Altri movimenti
(42) (42) (47) (47)
I. Valore di bilancio netto al 31 dicembre (A.3+F+G+H)
L. Valore di bilancio finale
64 92 156 50 113 163
1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 72 113 185 61 125 185
2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività (8) (21) (29) (11) (11) (22)
3. Valore di bilancio netto al 31 dicembre 64 92 156 50 113 163

Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione - PAA - attività per residua copertura e per sinistri accaduti

SEGMENTO VITA Valori in milioni di euro
Voci/Scomposizione valore di bilancio Attività per residua copertura
31/12/2024
Attività per sinistri accaduti
31/12/2024
Totale Attività per residua copertura
31/12/2023
Attività per sinistri accaduti
31/12/2023
Totale
Al netto della
componente
recupero perdite
Componente
recupero
perdite
Valore attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2024 Al netto della
componente
recupero
perdite
Componente
recupero
perdite
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono attività
12 13 24 9 13 22
2. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono passività
(1) (21) (22) (25) (25)
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 10 (8) 2 9 (12) (4)
B. Effetti economici connessi con le cessioni in
riassicurazione
(25) 14 (11) (20) 13 (6)
1. Costo della riassicurazione (25) (25) (20) (20)
2. Sinistri e altri costi recuperati 14 14 13 13
3. Variazioni dell'attività per sinistri
accaduti
1 1 1 1
4. Cessioni in riassicurazione che coprono
contratti onerosi
4.1 Ricavi connessi con l'iscrizione iniziale
di contratti assicurativi sottostanti
onerosi
4.2 Rilasci della componente di recupero
perdite diversi dalle variazioni dei flussi
finanziari dei contratti di cessione in
riassicurazione
4.3 Variazioni dei flussi finanziari delle
cessioni in riassicurazione derivanti dai
contratti assicurativi sottostanti onerosi
5. Effetti delle variazioni del rischio di
inadempimento da parte dei riassicuratori
C. Risultato dei servizi assicurativi (Totale B) (25) 14 (11) (20) 13 (6)
D. Ricavi/costi netti di natura finanziaria
1. Relativi alle cessioni in riassicurazione
1.1 Registrati in conto economico
1.2. Registrati nel conto economico
complessivo
2. Effetti connessi con le variazioni dei
tassi di cambio
E. Componenti di investimento
F. Importo complessivo registrato in conto
economico e nel conto economico complessivo
(C+D+E)
(25) 14 (11) (20) 13 (6)
G. Altre variazioni
H. Movimenti di cassa 21 (12) 9 21 (9) 12
1. Premi pagati al netto di importi non
connessi con i sinistri recuperati dai
riassicuratori
19 19 20 20
2. Importo dei sinistri recuperato dai
riassicuratori
1 (12) (11) 2 (9) (8)
3. Altri movimenti
I. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+F+G+H)
6 (5) 1 11 (8) 3
L. Valore di bilancio finale
1. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono attività
7 15 23 12 13 24
2. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono passività
(1) (21) (22) (1) (21) (22)
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 6 (5) 1 11 (8) 3

SEGMENTO DANNI

Voci/Scomposizione valore di bilancio Attività per residua copertura
31/12/2024
Attività per sinistri accaduti
31/12/2024
Attività per residua copertura
31/12/2023
Attività per sinistri accaduti
31/12/2023
Totale
Al netto della
componente
recupero perdite
Componente
recupero
perdite
Valore attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2024 Al netto della
componente
recupero perdite
Componente
recupero
perdite
Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono attività
140 686 24 850 313 329 21 663
2. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono passività
(28) (21) 1 (48) (72) (19) (91)
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 112 665 25 802 241 310 20 572
B. Effetti economici connessi con le cessioni in
riassicurazione
(341) (8) 202 (2) (149) (289) 604 5 321
1. Costo della riassicurazione (341) (341) (289) (289)
2. Sinistri e altri costi recuperati 453 453 196 196
3. Variazioni dell'attività per sinistri
accaduti
(251) (2) (253) 412 5 416
4. Cessioni in riassicurazione che coprono
contratti onerosi
4.1 Ricavi connessi con l'iscrizione iniziale
di contratti assicurativi sottostanti
(8) (8)
onerosi
4.2 Rilasci della componente di recupero
perdite diversi dalle variazioni dei flussi
finanziari dei contratti di cessione in
riassicurazione
4.3 Variazioni dei flussi finanziari delle
(8) (8)
cessioni in riassicurazione derivanti dai
contratti assicurativi sottostanti onerosi
5. Effetti delle variazioni del rischio di
inadempimento da parte dei riassicuratori
(1) (1) (3) (3)
C. Risultato dei servizi assicurativi (Totale B) (341) (8) 202 (2) (149) (289) 604 5 321
D. Ricavi/costi netti di natura finanziaria 1 25 1 27 4 4
1. Relativi alle cessioni in riassicurazione 22 1 23 6 1 6
1.1 Registrati in conto economico 16 1 17 3 4
1.2. Registrati nel conto economico
complessivo
6 6 3 3
2. Effetti connessi con le variazioni dei
tassi di cambio
1 3 4 (1) (2)
E. Componenti di investimento
F. Importo complessivo registrato in conto
economico e nel conto economico complessivo
(C+D+E)
(340) (8) 227 (1) (122) (289) 609 5 325
G. Altre variazioni (7) 8 3 (15) (12)
H. Movimenti di cassa 534 (448) 86 157 (240) (83)
1. Premi pagati al netto di importi non
connessi con i sinistri recuperati dai
riassicuratori
534 534 154 154
2. Importo dei sinistri recuperato dai
riassicuratori
(448) (448) 3 (240) (237)
3. Altri movimenti
I. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+F+G+H)
298 443 24 765 112 665 25 802
L. Valore di bilancio finale
1. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono attività
324 455 24 804 140 686 24 850
2. Cessioni in riassicurazione che
costituiscono passività
(26) (12) (38) (28) (21) 1 (48)
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 298 443 24 765 112 665 25 802

Dinamica del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione distinta per elementi sottostanti alla misurazione

SEGMENTO DANNI

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio delle cessioni in riassicurazione
Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore attuale dei
flussi finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 173 5 7 185 183 7 51 241
2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono (23) 1 (22) (16) (16)
passività
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio
150 6 7 163 167 7 51 225
B. Variazioni relative a servizi attuali (19) (4) (24) (18) (1) (67) (86)
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto
economico
(4) (4) (67) (67)
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti (1) (1)
3. Modifiche connesse con l'esperienza (19) (19) (18) (18)
C. Variazioni relative a servizi futuri (16) 16 (23) (1) 24
1. Cambiamenti di stime che modificano il margine sui
servizi contrattuali
(15) 15 (20) (1) 21
2. Effetti dei contratti iscritti nell'esercizio
3. Aggiustamento del margine sui servizi contrattuali
connesso con recuperi relativi all'iscrizione iniziale di
contratti assicurativi sottostanti onerosi
4. Rilasci della componente di recupero perdite diversi
da quelle variazioni dei flussi finanziari dei contratti di
cessione in riassicurazione
5. Variazioni dei flussi finanziari delle cessioni in
riassicurazione derivanti dai contratti assicurativi
sottostanti onerosi
(1) 1 (2) 2
D. Variazioni relative a servizi passati
1. aggiustamenti all'attività per sinistri accaduti 10 1 11 12 (1) 11
E. Effetti delle variazioni del rischio di
inadempimento dei riassicuratori
1 1 1 1
F. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D+E) (24) 1 12 (12) (28) (3) (43) (74)
G. Ricavi/costi netti di natura finanziaria 6 7 10 10
1. Relativi alle cessioni in riassicurazione 6 7 10 10
1.1 Registrati in conto economico 1 1
1.2. Registrati nel conto economico complessivo 5 5 10 10
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio
H. Importo complessivo registrato in conto (18) 1 12 (5) (18) (2) (43) (64)
economico e nel conto economico complessivo (F+G)
I. Altre variazioni (2) 1 (1)
L. Movimenti di cassa (2) (2) 3 3
1. Premi pagati al netto di importi non connessi con i
sinistri recuperati dai riassicuratori
39 39 50 50
2. Importi recuperati dai riassicuratori (42) (42) (47) (47)
3. Altri movimenti
M. Valore netto di 130 7 19 156 150 6 7 163
bilancio alla data della rilevazione (A.3+H+I+L)
N. Valore di bilancio finale
1. Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività
2. Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività
160
(30)
6
1
19 185
(29)
173
(23)
5
1
7 185
(22)
3. Valore netto di bilancio alla data della rilevazione 130 7 19 156 150 6 7 163

Dinamica del margine sui servizi contrattuali delle cessioni in riassicurazione ripartito in base ai contratti esistenti al momento della transizione all'IFRS 17 SEGMENTO DANNI

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023
Nuovi contratti e
contratti misurati
alla data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti misurati
alla data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
Contratti
misurati alla
data di
transizione
con il
metodo del
fair value
Totale Nuovi contratti e
contratti misurati
alla data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti misurati
alla data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
Contratti
misurati alla
data di
transizione
con il metodo
del fair value
Totale
Margine sui servizi contrattuali –
Esistenze iniziali
8 (1) 7 2 49 51
Variazioni riferite ai servizi
attuali
(7) 3 (4) (3) (65) (67)
- Margine sui servizi contrattuali
rilevato in conto economico per
riflettere i servizi ricevuti
(7) 3 (4) (3) (65) (67)
Variazioni riferite ai servizi futuri 19 (3) 16 9 15 24
- Variazioni delle stime che
modificano il margine sui servizi
contrattuali
18 (3) 15 6 15 21
- Effetti dei contratti inizialmente
rilevati nell'esercizio di riferimento
1 1 2 2
Ricavi/costi netti di natura
finanziaria
1. Relativi alle cessioni in
riassicurazione
2. Effetti connessi con le variazioni
dei tassi di cambio
3. Totale
Altri movimenti
Totale variazioni riconosciute in
conto economico e nel conto
economico complessivo
12 12 6 (49) (43)
Margine sui servizi contrattuali –
Rimanenze finali
20 (1) 19 8 (1) 7

Elementi sottostanti alla misurazione delle cessioni in riassicurazione iscritte nell'esercizio

SEGMENTO DANNI
Valori in milioni di euro
Contratti originati 31/12/2024 Contratti originati 31/12/2023
Voci/Gruppi di contratti Contratti senza
componente di
recupero perdita
Contratti con
componente di
recupero perdita
Totale Contratti iniziali
senza componente di
recupero perdita
Contratti iniziali con
componente di
recupero perdita
Totale
A. Stima del valore attuale dei flussi di cassa
futuri in uscita
5 5 6 6
di cui: Flussi finanziari connessi con
l'acquisizione dei contratti assicurativi
B. Stima del valore attuale dei flussi finanziari
futuri in entrata
4 4 4 4
C. Stima del valore attuale netto dei flussi
finanziari futuri (B-A)
(1) (1) (2) (2)
D. Stima aggiustamento per i rischi non
finanziari
E. Eliminazione contabile di già iscritti flussi
finanziari
F. Margine sui servizi contrattuali 1 1 2 2
G. Incremento dell'attività per cessioni in
riassicurazione registrato nell'esercizio per
effetto dell'iscrizione di nuovi contratti
(C+D+E+F)

Cessioni in riassicurazione - Margine sui servizi contrattuali ripartito per tempi attesi di registrazione in conto economico

Valori in milioni di euro
Basi di aggregazione/Tempi
attesi
Fino a 1 anno Da oltre 1 anno
fino a 2 anni
Da oltre 2 anni
fino a 3 anni
Da oltre 3
anni fino a
4 anni
Da oltre 4 anni
fino a 5 anni
Da oltre 5 anni
fino a 10 anni
Da oltre 10
anni fino a 20
anni
Oltre 20 anni Totale
Segmento Danni 9 4 3 1 1 1 19

Il totale degli Investimenti ammonta, al 31 dicembre 2024, a euro 68.191 milioni (euro 63.924 milioni al 31/12/2023) ed è esposto, per tipologia, nel prospetto riportato di seguito:

Totale Investimenti 68.191 100,0 63.924 100,0 6,7
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 6.277 9,2 5.661 8,9 10,9
attività finanziarie designate al fair value 11.980 17,6 10.679 16,7 12,2
attività finanziarie detenute per la negoziazione 185 0,3 72 0,1 155,9
Attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico 18.443 27,0 16.412 25,7 12,4
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
42.644 62,5 40.697 63,7 4,8
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.081 3,1 1.857 2,9 12,1
Partecipazioni in collegate e joint venture 2.942 4,3 2.656 4,2 10,8
Investimenti immobiliari 2.080 3,1 2.302 3,6 (9,6)
31/12/2024 comp. % 31/12/2023 comp. % var.%

4.1 Investimenti immobiliari

Al 31 dicembre 2024 gli Investimenti immobiliari, al netto dei relativi fondi di ammortamento, ammontano a euro 2.080 milioni (euro 2.302 milioni al 31/12/2023). Di seguito se ne riporta la composizione.

Investimenti immobiliari: composizione delle attività

Valori in milioni di euro
Attività/Valori Al costo Al fair value
31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
1. Attività di proprietà 2.076 2.296
a) terreni 68 74
b) fabbricati 2.008 2.222
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 5 5
a) terreni
b) fabbricati 5 5
Totale 2.080 2.302

Investimenti immobiliari: variazioni annue

Terreni Fabbricati Totale
A. Esistenze iniziali lorde 120 3.066 3.186
A.1 Fondo ammortamento e per riduzioni di valore (46) (839) (885)
A.2 Esistenze iniziali nette 74 2.227 2.302
B. Aumenti 151 151
B.1 Acquisti 33 33
di cui da aggregazioni aziendali
B.2 Spese per migliorie capitalizzate 80 80
B.3 Variazioni positive di fair value
B.4 Riprese di valore 2 2
B.5 Differenze di cambio positive
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso proprio 36 36
B.7 Altre variazioni
C. Diminuzioni (7) (146) (152)
C.1 Vendite (7) (58) (64)
C.2 Ammortamenti (54) (54)
C.3 Variazioni negative di fair value
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento (32) (32)
C.5 Differenze di cambio negative
C.6 Trasferimenti a (222) (222)
a) immobili ad uso proprio (222) (222)
b) attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita
C.7 Altre variazioni
D. Rimanenze finali nette 68 2.012 2.080
D.1 Fondo ammortamento e per riduzioni di valore (46) (843) (889)
D.2 Rimanenze finali lorde 114 2.855 2.969

E. Valutazione al fair value

268 | Bilancio Consolidato 2024 | Gruppo Unipol

4.2 Partecipazioni in collegate e joint venture

Al 31 dicembre 2024 le Partecipazioni in società collegate e joint venture ammontano a euro 2.942 milioni (euro 2.656 milioni al 31/12/2023): la voce include le partecipazioni di collegamento in BPER Banca per euro 2.009 milioni (1.805 milioni al 31/12/2023) e in Banca Popolare di Sondrio per euro 824 milioni (euro 754 milioni al 31/12/2023).

Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazione Stato sede
operativa (1)
Stato sede legale Attività (2) Tipo di rapporto
(3)
%
Partecipazione
diretta
% Interessenza
totale (4)
Disponibilità
voti
nell'assemblea
ordinaria
%
(5)
Società collegate
Assicoop Bologna Metropolitana SpA 086 - Italia 11 b 49,19% 49,19%
Assicoop Emilia Nord Srl 086 - Italia 11 b 50,00% 50,00%
Assicoop Modena & Ferrara SpA 086 - Italia 11 b 43,75% 43,75%
Assicoop Romagna Futura SpA 086 - Italia 11 b 50,00% 50,00%
Assicoop Toscana SpA 086 - Italia 11 b 49,77% 49,77%
Banca Popolare di Sondrio 086 - Italia 7 b 19,88% 19,88%
Borsetto Srl 086 - Italia 10 b 44,93% 44,93%
BPER Banca SpA 086 - Italia 7 b 19,86% 19,86%
Cronos Vita Spa 086 - Italia 1 b 22,50% 22,50%
Ddor Garant 289 - Serbia 11 b 40,00% 40,00%
Fin.Priv. Srl 086 - Italia 11 b 28,57% 28,57%
Funivie del Piccolo San Bernardo SpA 086 - Italia 11 b 23,55% 23,55%
Pegaso Finanziaria SpA 086 - Italia 9 b 45,00% 45,00%
SCS Azioninnova SpA 086 - Italia 11 b 42,85% 42,85%
Uci - Ufficio Centrale Italiano 086 - Italia 11 b 38,32% 38,31%

(1) Informazione fornita solo qualora lo Stato della sede operativa sia diverso dallo Stato della sede legale.

(2) 1=ass italiane; 2=ass EU; 3=ass Stato terzo; 4= holding assicurative; 4.1. imprese di partecipazione finanziaria mista; 5= riass UE; 6= riass Stato terzo; 7= banche; 8= SGR; 9= holding diverse; 10= immobiliari; 11= altro.

(3) b= collegate; c= joint venture.

(4) E' il prodotto dei rapporti di partecipazione relativi a tutte le società collocate lungo la catena partecipativa.

(5) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria. distinguendo tra voti effettivi e voti potenziali. La disponibilità dei voti viene indicata solo se differente dalla quota di partecipazione diretta.

Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

Valori in milioni di euro

Denominazione Tipo di rapporto
(1)
Valore di bilancio Fair value Dividendi percepiti
Società collegate
BPER Banca SpA b 2.009 1.420 84
Banca Popolare di Sondrio b 824 615 50
Totale 2.833 2.034 134

(1) b= collegate; c= joint venture

Partecipazioni significative: informazioni contabili

Denominazione Investimenti Altre
Attività
Disponibilità
liquide e
mezzi
equivalenti
Passività
assicurative
Passività
finanziarie
Ricavi
totali
Rettifiche e
riprese di
valore su
attività
materiali e
immateriali
Utile
(Perdita)
della
operatività
corrente al
lordo delle
imposte
Utile
(Perdita)
della
operatività
corrente al
netto delle
imposte
Utile
(Perdita)
delle
attività
operative
cessate al
netto
delle
imposte
Utile
(Perdita)
d'esercizio
(1)
Altre
componenti
reddituali al
netto delle
imposte
(2)
Conto
economico
complessivo
(3)
= (1) + (2)
B. Società collegate
1. BPER Banca SpA 121.799 10.904 7.888 123.616 7.312 (335) 2.054 1.439 1.439 101 1.539
2. Banca Popolare di
Sondrio SpA
49.258 3.632 3.738 50.748 2.574 (76) 841 575 575 23 598

Partecipazioni significative: riconciliazione valori contabili

31/12/2024 31/12/2023
Denominazione Valore contabile
della quota di
partecipazione a
inizio esercizio
Totale conto
economico
complessivo del
Gruppo
(+/-)
Dividendi
ricevuti
nell'esercizio
(-)
Valore contabile
della quota di
partecipazione a
fine esercizio
Valore contabile
della quota di
partecipazione a
inizio esercizio
Totale conto
economico
complessivo del
Gruppo
(+/-)
Dividendi ricevuti
nell'esercizio
(-)
Valore contabile della
quota di
partecipazione a fine
esercizio
B. Società collegate
1. BPER Banca SpA 1.805 288 84 2.009 1.516 323 34 1.805
2. Banca Popolare di
Sondrio SpA
754 120 50 824 310 754

Partecipazioni non significative: informazioni contabili

Valori in milioni di euro

Valori in milioni di euro

Valori in milioni di euro

Denominazione Valore di bilancio delle
partecipazioni
Utile (Perdita) della
operatività corrente al
netto delle imposte
Utile (Perdita) delle
attività operative cessate
al netto delle imposte
Utile (Perdita) d'esercizio
(1)
Altre componenti
reddituali al netto delle
imposte
(2)
Conto economico
complessivo
(3)=(1) + (2)
Società collegate
31/12/2024 109 9 9 12 20
31/12/2023 97 9 9 9 18

Si segnala che le società quotate BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio, nelle quali il Gruppo Unipol detiene, rispettivamente, il 19,77% e il 19,72% del capitale sociale, sono state qualificate come partecipazioni di collegamento in quanto soggette ad influenza notevole da parte della Capogruppo e, conseguentemente, consolidate con il metodo del patrimonio netto. Si è ritenuto che il Gruppo Unipol, pur detenendo una quota di poco inferiore al 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea, eserciti un'influenza notevole tenendo in considerazione la distribuzione dell'azionariato delle due società e la partecipazione degli azionisti alle assemblee ordinarie, l'esistenza di rilevanti operazioni tra il Gruppo Unipol e le partecipate, nonché, con riferimento al Gruppo BPER, la nomina di alcuni membri dell'organo amministrativo.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica, composizione percentuale e gerarchia del fair value

31/12/2024 31/12/2023
Valore di
bilancio
Comp.
%
L1 L2 L3 Totale Fair
value
Valore di
bilancio
Comp.
%
L1 L2 L3 Totale Fair
value
1) Titoli di debito 1.273 61,2 93 1.003 170 1.266 1.282 69,0 91 965 196 1.253
Titoli di Stato 210 10,1 192 10,3
a) quotati 62 3,0 54 2,9
b) non quotati 147 7,1 138 7,4
Altri titoli di debito 1.064 51,1 1.090 58,7
a) quotati 36 1,8 37 2,0
b) non quotati 1.027 49,4 1.053 56,7
2) Finanziamenti e crediti 808 38,8 808 808 575 31,0 575 575

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica e stadi di rischio di credito

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio Primo stadio Secondo
stadio
Terzo
stadio
Titoli di Stato 210 192
Altri titoli di debito 1.064 1.090
Finanziamenti e Crediti 808 575
a) verso banche 237 49
b) verso clientela 571 526
- Mutui Ipotecari
- Prestiti su polizze 10 10
- Altri finanziamenti e crediti 561 515
Totale 31/12/2024 2.081 1.857

Gli altri finanziamenti e crediti includono crediti verso agenti per indennità di rivalsa per euro 454 milioni (euro 449 milioni al 31/12/2023).

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo stadio Di cui attività
con basso
rischio di
credito
Secondo stadio Terzo stadio Primo stadio Di cui attività
con basso
rischio di
credito
Secondo stadio Terzo stadio
Titoli di Stato 210 46
Altri titoli di debito 1.066 953 (3) (2)
Finanziamenti e crediti 823 1 (15) (1)
- Verso banche 237
- Verso clientela 586 1 (15) (1)
Totale 31/12/2024 2.099 998 1 (18) (2) (1)
Totale 31/12/2023 1.878 995 1 (21) (3) (1)

Valori in milioni di euro

4.4 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica e composizione percentuale

31/12/2024 31/12/2023
Valore di bilancio Comp. % Valore di bilancio Comp. %
Titoli di capitale 2.022 4,7 1.522 3,7
a) quotati 1.717 4,0 1.224 3,0
b) non quotati 305 0,7 298 0,7
Titoli di debito 40.622 95,3 39.176 96,3
Titoli di Stato 26.801 62,8 25.814 63,4
a) quotati 25.549 59,9 24.629 60,5
b) non quotati 1.252 2,9 1.185 2,9
Altri titoli di debito 13.821 32,4 13.361 32,8
a) quotati 12.029 28,2 11.615 28,5
b) non quotati 1.792 4,2 1.746 4,3
Altri strumenti finanziari
Totale 42.644 100,0 40.697 100,0

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo stadio Di cui attività con
basso rischio di
credito
Secondo stadio Terzo stadio Primo stadio Di cui attività con
basso rischio di
credito
Secondo stadio Terzo stadio
Titoli di Stato 26.292 26.085 (23) (22)
Altri titoli di debito 14.276 12.432 122 (37) (29) (8)
Altri strumenti finanziari
Totale 31/12/2024 40.568 38.517 122 (61) (52) (8)
Totale 31/12/2023 39.051 36.826 197 (65) (53) (7)

4.5 Attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico

Attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico: composizione merceologica e composizione percentuale

Voci/Valori Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
Attività finanziarie designate al fair value Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
Valore di Comp.% Valore Comp. Valore di Comp. Valore di Comp. Valore di Comp. Valore di Comp.
bilancio di % bilancio % bilancio % bilancio % bilancio %
Titoli di capitale 155 1,3 157 1,5 0,0 0,0
a) quotati 155 1,3 157 1,5
b) non quotati 0,0 0,0
Azioni proprie
Passività finanziarie proprie
Titoli di debito 5.949 49,7 5.357 50,2 1.528 24,4 1.532 27,1
a) quotati 5.949 49,7 5.357 50,2 1.290 20,6 1.290 22,8
b) non quotati 239 3,8 242 4,3
Quote in OICR 5.589 46,7 4.861 45,5 4.749 75,7 4.128 72,9
Derivati non di copertura 104 56,1 42 58,7
Derivati di copertura 81 43,9 30 41,3
Altri strumenti finanziari 288 2,4 304 2,9
Totale 185 100,0 72 100,0 11.980 100,0 10.679 100,0 6.277 100,0 5.661 100,0

Informazioni sulle operazioni di copertura

Copertura di fair value

Valori in milioni di euro

Strumento di copertura
Voce dello stato patrimoniale che include gli strumenti di copertura Valore nominale Valore contabile (*) Variazione del Fair
Value
4.1 a) Passività finanziarie detenute per la negoziazione 353 (5)

(*) valore pari a zero, in quanto gli strumenti sono marginati giornalmente attraverso un clearing broker

Strumento coperto
Voce dello stato patrimoniale che include gli strumenti di coperti Valore nominale Valore contabile Variazione del Fair
Value
Importo accumulato
delle rettifiche di
fair value hedge
incluso nel valore
contabile
dell'elemento
coperto rilevato
nello stato
patrimoniale
4.4 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
353 260 4 2
Inefficacia della copertura
6 Proventi/oneri da attività e passività finanziarie valutate al fair value
rilevato a conto economico
(5)
8.5 Utili/perdite da valutazione 4

Nel corso del 2024 sono state attivate nuove operazioni di copertura di fair value.

Le coperture di fair value in essere hanno ad oggetto titoli obbligazionari a tasso fisso detenuti da Unipol Assicurazioni, per i quali è stato coperto il rischio di variazione dei tassi di interesse tramite Interest Rate Swap.

Posizioni in essere al 31 dicembre 2024

Le posizioni in essere al 31 dicembre 2024 sono relative a contratti IRS per un valore nominale di euro 353,2 milioni a copertura di asset obbligazionari a tasso fisso classificati in FVOCI, il cui nozionale sintetico coperto è di pari ammontare. Al 31 dicembre 2024, la variazione di fair value delle obbligazioni oggetto di copertura è risultata positiva per euro 4,3 milioni, mentre la variazione di fair value degli IRS è risultata negativa per euro 5,2 milioni con un effetto economico negativo pari a euro 0,9 milioni al lordo dell'effetto fiscale di euro 0,3 milioni.

Posizioni chiuse al 31 dicembre 2024

Relativamente alle coperture realizzate tramite Interest Rate Swap si segnala che nel 2024, nel corso del primo semestre, sono stati chiusi, anticipatamente rispetto alla scadenza, alcuni contratti in essere al 31/12/2023 per un valore nominale di euro 50 milioni a copertura di asset obbligazionari, per un nozionale sintetico di euro 50 milioni, classificati in FVOCI. La variazione di fair value degli IRS, intervenuta tra il 31/12/2023 e la data di chiusura degli strumenti di copertura, è stata negativa per euro 0,8 milioni, compensati da una variazione positiva per euro 0,4 milioni, rilevata a conto economico in ragione della variazione di fair value dell'asset sintetico oggetto di copertura nel corso del medesimo periodo. I titoli obbligazionari coperti non sono stati venduti.

Copertura flussi di cassa

Valori in milioni di euro

Valori in milioni di euro

Strumento di copertura
Voce dello stato patrimoniale che include gli strumenti di
copertura
Valore nominale Valore contabile Variazione del
Fair Value
Saldi della riserva
di cash flow
hedge
Utili o (perdite) di
copertura del
periodo di
riferimento
rilevato nelle
altre componenti
del conto
economico
complessivo
4.1 a) Passività finanziarie detenute per la negoziazione 412 (44) 22 (3) 22

L'obiettivo delle coperture in essere è la trasformazione del tasso su attività finanziarie da variabile a fisso, stabilizzando i flussi di cassa.

Posizioni in essere al 31 dicembre 2024

Sono relative a cash flow hedge su titoli obbligazionari classificati in FVOCI tramite IRS per nozionali euro 411,5 milioni (451,5 milioni al 31/12/2023).

L'effetto cumulato rilevato a Patrimonio Netto nella Riserva per utili o perdite su strumenti di copertura di un flusso finanziario è positivo per euro 3,5 milioni (effetto negativo per euro 18,5 milioni al 31/12/2023): al netto dell'effetto fiscale l'impatto è positivo per euro 2,4 milioni (effetto negativo per euro 12,8 milioni al 31/12/2023).

Relativamente alle operazioni di Cash flow hedge su titoli obbligazionari iscritti nel portafoglio FVOCI, si segnala che, nel terzo trimestre 2024, sono scaduti alcuni strumenti finanziari derivati di copertura per nozionali euro 40 milioni.

5. Altre attività finanziarie

Totale Altre attività finanziarie 1.142 1.145 (0,3)
Altri crediti 590 565 4,5
Crediti verso intermediari e compagnie 551 580 (4,9)
31/12/2024 31/12/2023 var. %
Valori in milioni di euro

La voce Altri crediti comprende, tra l'altro:

  • crediti commerciali per euro 399 milioni (euro 361 milioni al 31/12/2023);
  • versamenti effettuati come cash collateral a garanzia dei derivati passivi per euro 93 milioni (euro 79 milioni al 31/12/2023).

6. Altri elementi dell'attivo

31/12/2024 31/12/2023 var. %
Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita 82 133 (38,3)
Attività fiscali differite 629 701 (10,3)
Attività fiscali correnti 364 378 (3,7)
Altre attività 3.192 3.564 (10,4)
Totale altri elementi dell'attivo 4.267 4.776 (10,7)

6.1 Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita

La voce Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita comprende attività prevalentemente costituite da investimenti immobiliari e la partecipazione detenuta in Cronos Vita. Per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo "Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita e attività operative cessate" del capitolo Altre informazioni delle presenti Note Informative Integrative.

6.2 Attività fiscali correnti e attività fiscali differite

La voce Attività fiscali differite è esposta al netto delle compensazioni effettuate, ai sensi dello IAS 12, con le corrispondenti imposte (IRES o IRAP) iscritte nelle passività fiscali differite, come illustrato nel capitolo "Principi contabili adottati".

6.3 Altre attività

La voce Altre attività è costituita per euro 1.832 milioni da crediti per agevolazioni fiscali (c.d. "Ecobonus" e "Sismabonus"), acquistati dai beneficiari diretti o loro aventi causa, recuperabili in compensazione dai versamenti futuri (euro 2.164 milioni al 31/12/2023).

7. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Al 31 dicembre 2024 le Disponibilità liquide e i mezzi equivalenti risultano pari a euro 1.713 milioni (euro 1.818 milioni al 31/12/2023).

PASSIVO

1. Patrimonio netto

Al 31 dicembre 2024 il Patrimonio netto totale ammonta a euro 9.628 milioni (euro 9.799 milioni al 31/12/2023), registrando un incremento nel Patrimonio netto di Gruppo (euro 1.354 milioni) e un decremento nel patrimonio dei terzi (-1.525 milioni di euro).

Il patrimonio netto, escluse le quote di pertinenza di terzi, è così ripartito:

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023 variazione
Capitale 3.365 3.365
Altri strumenti patrimoniali 496 496
Riserve di capitale 1.639 1.639
Riserve di utili e altre riserve patrimoniali 2.518 1.756 762
(Azioni proprie) (14) (4) (10)
Riserve da valutazione 243 110 133
Riserve per differenze di cambio nette 4 3 1
Utili/(perdite) su attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
(513) (802) 289
Ricavi/(costi) di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi e riassicurativi 700 903 (203)
Altri utili e perdite rilevati direttamente nel patrimonio 52 6 46
Utile (perdita) dell'esercizio 1.074 1.101 (27)
Totale patrimonio netto di pertinenza del Gruppo 9.321 7.967 1.354

Le principali variazioni intervenute nel periodo sono le seguenti:

  • decremento per distribuzione di dividendi pari a euro 273 milioni;
  • incremento di euro 496 milioni in seguito alla riconduzione al patrimonio netto di Gruppo dello strumento di capitale regolamentare perpetuo (cosiddetto "Restricted Tier 1") emesso dalla incorporata UnipolSai nell'esercizio 2020;
  • decremento di euro 100 milioni per la variazione di interessenza della partecipazione di Unipol in UnipolSai in relazione agli acquisti di azioni UnipolSai perfezionati nel corso dell'esercizio nell'ambito del progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo;
  • incremento di euro 75 milioni per variazioni nella stima delle passività rilevate a fronte di azionisti di minoranza titolari di opzioni put;
  • decremento, pari a euro 25 milioni al netto dei relativi effetti fiscali, per pagamento della cedola ai detentori del suddetto strumento di capitale "Restricted Tier 1";
  • incremento di euro 133 milioni per variazione positiva delle riserve da valutazione (di cui euro 21 milioni per la variazione di interessenza della partecipazione di Unipol in UnipolSai in relazione agli acquisti di azioni UnipolSai perfezionati nel corso dell'esercizio nell'ambito del progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo);
  • incremento di euro 1.074 milioni per risultato economico positivo di Gruppo al 31 dicembre 2024.

1.1 Capitale

"Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Il capitale sociale della Capogruppo Unipol al 31 dicembre 2024, interamente versato, ammonta a euro 3.365 milioni ed è costituito da n. 717.473.508 azioni ordinarie (invariato rispetto al 31/12/2023).

Al 31 dicembre 2024 le azioni proprie detenute, direttamente o indirettamente, da Unipol sono pari a n. 1.302.200 (n. 928.678 al 31/12/2023), di cui n. 1.236.961 azioni detenute direttamente e n. 65.239 detenute dalle seguenti società controllate:

  • SIAT n. 20.138;
  • UniSalute n. 16.525;
  • Linear Assicurazioni n. 14.743;
  • UnipolRental n. 6.656;
  • Leithà n. 5.239;
  • UnipolAssistance n. 1.191;
  • Arca Vita n. 747.

A seguito dell'efficacia della fusione per incorporazione di UnipolSai Assicurazioni SpA in Unipol Gruppo SpA, con contestuale variazione della denominazione sociale di quest'ultima in Unipol Assicurazioni SpA ("Unipol"), avvenuta in data 31/12/2024, Unipol ha acquisito le n. 772.034 azioni detenute da UnipolSai.

Nel corso dell'esercizio, in esecuzione dei Piani di compensi basati su strumenti finanziari, sono state assegnate n. 776.478 azioni Unipol ai Dirigenti del Gruppo Unipol.

Capitale - Numero azioni della capogruppo: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 717.473.508
- interamente liberate 717.473.508
- non interamente liberate
A.1 Azioni proprie (-) 928.678
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 716.544.830
B. Aumenti 776.478
B.1 Nuove emissioni
- a pagamento
- operazioni di aggregazione di imprese
- conversione di obbligazioni
- esercizio di warrant
- altro
- a titolo gratuito
- a favore dei dipendenti
- a favore degli amministratori
- altre
B.2 Vendita di azioni proprie 776.478
B.3 Altre variazioni
C. Diminuzioni (1.150.000)
C.1 Annullamento
C.2 Acquisto di azioni proprie (1.150.000)
C.3 Operazioni di cessione di imprese
C.4 Altre variazioni
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 716.171.308
D.1 Azioni proprie (+) 1.302.200
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 717.473.508
- interamente liberate 717.473.508
- non interamente liberate

L'aumento del numero di azioni riportato nella voce B.2 Vendita di azioni proprie è dovuto alle assegnazioni di azioni avvenute nel corso dell'esercizio nell'ambito dei piani di incentivazione al personale dirigente meglio descritti nella sezione 3.8 Informazioni relative ai dipendenti

1.7 Patrimonio netto di pertinenza di terzi

Il Patrimonio netto di pertinenza di terzi ammonta a euro 307 milioni (euro 1.832 milioni al 31/12/2023). Le principali variazioni intervenute nel periodo sono le seguenti:

  • decremento di euro 53 milioni per pagamento di dividendi a terzi;
  • decremento di euro 496 milioni in seguito alla riconduzione al patrimonio netto di Gruppo dello strumento di capitale regolamentare perpetuo (cosiddetto "Restricted Tier 1") emesso dalla incorporata UnipolSai nell'esercizio 2020;
  • decremento di euro 1.029 milioni per variazione delle interessenze partecipative principalmente in relazione agli acquisti di azioni UnipolSai perfezionati nel corso dell'esercizio nell'ambito del progetto di razionalizzazione societaria del Gruppo;
  • incremento di euro 45 milioni per risultato economico positivo di pertinenza dei terzi.

2. Fondi per rischi ed oneri

La voce Fondi per rischi ed oneri ammonta al 31 dicembre 2024 a euro 712 milioni (euro 552 milioni al 31/12/2023) ed è composta prevalentemente da accantonamenti per cause legali, contenziosi vari, oneri relativi alla rete commerciale, accantonamenti per politiche retributive e incentivi all'esodo del personale.

Contenziosi in essere e passività potenziali

Rapporti con Agenzia delle Entrate

Ammissione all'adempimento collaborativo

Nel dicembre 2024 UnipolSai Assicurazioni e Unipol Gruppo sono state ammesse al regime di adempimento collaborativo con l'Agenzia delle Entrate, con effetto retroattivo dal periodo di imposta 2023, regime che prosegue senza interruzioni per Unipol Assicurazioni a partire dal 1° gennaio 2025. L'ammissione avviene a esito della verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate della piena adeguatezza del Tax Control Framework adottato dalla compagnia per la rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. La finalità è quella di promuovere l'adozione di forme di comunicazione e cooperazione rafforzate, basate su un rapporto tra Agenzia delle Entrate e contribuente improntato alla piena trasparenza nell'ottica di fornire certezza in merito ai rischi fiscali dell'impresa che si realizza anche tramite contatti costanti tra i due soggetti.

Verifiche e contenzioso tributario

Premesso che Unipol adotta comportamenti che riducono per quanto possibile fattispecie impositive che determinano l'insorgere di fattispecie conflittuali sussistono tuttavia pratiche in contenzioso, delle quali riportiamo quelle più significative o che hanno registrato sviluppi significativi nel corso del 2024.

Diamo inoltre conto dele verifiche avviate o proseguite nel corso dell'esercizio.

In bilancio sono stanziati adeguati fondi per coprire il rischio connesso alle eventuali maggiori imposte dovute.

Unipol Assicurazioni

Il contenzioso Ires e Irap dei periodi d'imposta 2005 e 2006 dell'incorporata Aurora Assicurazioni, avente ad oggetto, principalmente, rilievi relativi a specifiche riserve assicurative, è stato risolto favorevolmente con sentenza della Corte di Giustizia di secondo grado della Lombardia, depositata nel mese di gennaio 2025, nel giudizio di rinvio derivante dalla sentenza di Cassazione del 2023, disponendo l'annullamento integrale degli avvisi di accertamento. Conseguentemente, la compagnia dovrà ricevere le imposte corrisposte a titolo provvisorio e non ancora rimborsate dopo la sentenza di Cassazione per euro 4,4 milioni oltre gli interessi.

Unipol Assicurazioni (ex UnipolSai)

Nel mese di aprile 2024 la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate dell'Emilia-Romagna ha iniziato un controllo mirato per il periodo di imposta 2019 di UnipolSai ai fini delle imposte dirette e dell'IVA, al fine di esaminare le operazioni straordinarie, le operazioni di natura commerciale e finanziaria realizzate con soggetti non residenti, nonché la corretta determinazione della base imponibile. La verifica è stata poi estesa, limitatamente all'Irap, all'esercizio 2018, per il quale in data 17 dicembre è stato notificato lo schema d'atto di cui all'art. 6-bis dello Statuto del Contribuente per un totale di euro 1,7 milioni di maggiori imposte. I rilievi concernono la determinazione della base imponibile Irap con riferimento ai costi del personale. Dopo il termine dell'esercizio è stato attivato il procedimento di accertamento con adesione allo scopo verificare la presenza di ipotesi conciliative.

Sono pendenti alcuni contenziosi per le annualità dal 2010 al 2012 in tema di imposta sulle assicurazioni aventi ad oggetto la corretta applicazione dell'aliquota della tariffa sulle polizze contro i rischi di impiego. Gli importi in contestazione ammontano, complessivamente, a euro 1,4 milioni. Allo stato, i contenziosi per il 2010 e il 2011 pendono in Cassazione a fronte di sentenze di merito totalmente favorevoli. Per l'anno 2012 il giudizio pende in appello a fronte di una sentenza di primo grado che ha annullato le sanzioni e confermato la maggior imposta dovuta.

UniSalute

In data 31 ottobre 2024, l'Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale Emilia-Romagna, a seguito di controllo mirato per il periodo di imposta 2018 ai fini Irap, ha notificato un processo verbale di contestazione. In data 17 dicembre è stato poi notificato lo schema d'atto di cui all'art. 6-bis dello Statuto del Contribuente. I rilievi concernono la determinazione della base imponibile Irap con riferimento ai costi del personale per un totale di euro 60 mila per maggiori imposte. Dopo il termine dell'esercizio è stato attivato il procedimento di accertamento con adesione allo scopo verificare la presenza di ipotesi conciliative.

Linear

In data 31 ottobre 2024, l'Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale Emilia-Romagna, a seguito di controllo mirato per il periodo di imposta 2018 ai fini Irap, ha notificato un processo verbale di contestazione. In data 17 dicembre è stato poi notificato lo schema d'atto di cui all'art. 6-bis dello Statuto del Contribuente. I rilievi concernono la determinazione della base imponibile Irap con riferimento ai costi del personale per un totale di euro 53 mila per maggiori imposte. Dopo il termine dell'esercizio è stato attivato il procedimento di accertamento con adesione allo scopo verificare la presenza di ipotesi conciliative.

Siat

In data 20 dicembre 2024 è stato notificato lo schema di atto di cui all'art. 6-bis dello Statuto del Contribuente per l'annualità 2018 relativamente all'applicazione dell'Iva sulle commissioni di delega per operazioni di coassicurazione intrattenute con altre imprese del settore assicurativo. Trattandosi dell'ultimo esercizio in contestazione, e avendo già definito in via conciliativa le altre annualità successive al 2003, la compagnia valuterà se avvalersi del ravvedimento operoso o dell'adesione allo scopo di giungere a una soluzione conciliativa.

La società ha contenziosi pendenti per Irap in Cassazione, relativamente al trattamento dei costi del lavoro dipendente, per gli esercizi dal 2013 al 2016 a seguito di sentenze parzialmente sfavorevoli della CTG II della Liguria, da ultimo nel 2024, che hanno annullato gli accertamenti solo in ordine agli aspetti sanzionatori.

Arca Vita

Sono pendenti in Cassazione i contenziosi Ires per gli esercizi 2013 e 2014 principalmente riferibili alla deduzione di Irap da Ires per interessi passivi. Gli importi dovuti sono già stati interamente versati stante l'esito sfavorevole dei giudizi di merito.

È pendente il contenzioso per gli esercizi 2016 e 2017 per maggiore Irap connessa ai costi del personale per un totale di euro 360 mila. Il contenzioso per l'esercizio 2015 si è concluso favorevolmente per mancata impugnazione da parte della DRE Veneto della sentenza di secondo grado favorevole alla società. Nell' ottobre 2024 è stato notificato lo schema di atto per l'esercizio 2018.

Arca Assicurazioni

È pendente in appello il contenzioso relativo all'imposta sulle assicurazioni per un totale di euro 298 mila relativo all'anno 2012, avente ad oggetto la corretta applicazione dell'aliquota della tariffa sulle polizze contro i rischi di impiego. La decisione in primo grado è stata favorevole alla società.

È pendente il contenzioso per gli esercizi dal 2015 al 2017 per maggiore Irap connessa ai costi del personale per un totale di euro 330 mila.

UnipolRental

Sono in corso talune interlocuzioni con la Regione Emilia-Romagna in relazione all'imposta di bollo sui veicoli immatricolati presso la provincia di Trento e non assegnati agli utilizzatori per gli anni successivi al 2019.

Nel mese di gennaio 2025 è iniziata una verifica da parte della Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate dell'Emilia-Romagna relativa a un controllo mirato ai fini delle imposte dirette per il periodo di imposta 2021.

Procedimenti sanzionatori Consob

Con comunicazioni del 19 aprile 2013, la Consob ha avviato due distinti procedimenti sanzionatori nei confronti di Fondiaria-SAI e Milano Assicurazioni per addebiti riferibili ai rispettivi bilanci consolidati 2010.

Ai sensi dell'art. 187-septies, comma 1, del TUF, la Consob ha contestato alla Sig.ra Jonella Ligresti e al Sig. Emanuele Erbetta, per le cariche dagli stessi ricoperte in Fondiaria-SAI all'epoca dei fatti, la violazione prevista dall'art. 187-ter, comma 1, del TUF. Tale ultima violazione è altresì contestata a Fondiaria-SAI quale soggetto responsabile in solido; a Fondiaria-SAI è inoltre contestato l'illecito previsto dall'art. 187-quinquies, comma 1, lettera a), del TUF per la suindicata violazione dell'art. 187-ter, comma 1, del TUF commessa dalla Sig.ra Jonella Ligresti e dal Sig. Emanuele Erbetta, nella loro qualità suddetta.

Analoga contestazione è stata mossa dalla Consob anche a Milano Assicurazioni. Al riguardo, ai sensi dell'art. 187-septies, comma 1, del TUF, la Commissione ha contestato al Sig. Emanuele Erbetta, per la carica dallo stesso ricoperta nella controllata all'epoca dei fatti, la violazione prevista dall'art. 187-ter, comma 1, del TUF. Tale ultima violazione è altresì contestata a Milano Assicurazioni quale soggetto responsabile in solido; a Milano Assicurazioni è inoltre contestato l'illecito previsto dall'art. 187-quinquies, comma 1, lettera a), del TUF, per la su indicata violazione dell'art. 187-ter, comma 1, del TUF, commessa dal Sig. Emanuele Erbetta, nella sua qualità suddetta.

Fondiaria-SAI e Milano Assicurazioni (ora UnipolSai), assistite dai propri legali, hanno presentato proprie deduzioni richiedendo la non applicazione alle società delle sanzioni amministrative ex artt. 187-ter, 187-quinquies e 187-septies del TUF. In data 20/3/2014 la Consob ha emanato una delibera con la quale, non ritenendo meritevoli di accoglimento le difese delle parti, ha sanzionato:

  • Jonella Ligresti al pagamento di euro 250.000 e all'interdizione per quattro mesi;
  • Emanuele Erbetta al pagamento di euro 400.000 e all'interdizione per otto mesi;
  • UnipolSai al pagamento di euro 650.000.

UnipolSai ha provveduto al pagamento delle sanzioni, agendo peraltro in regresso nei confronti della signora Ligresti. Il signor Erbetta ha provveduto direttamente al pagamento della sanzione a suo carico. UnipolSai ha comunque impugnato ritualmente il provvedimento innanzi alla Corte d'Appello di Bologna che, il 6 marzo 2015, ha respinto il ricorso. La Società, supportata dai propri legali, ha provveduto a impugnare il provvedimento innanzi alla Corte di Cassazione che in data 6 dicembre 2018 ha respinto il ricorso confermando il provvedimento sanzionatorio Consob.

La Società nel marzo del 2019 ha provveduto a ricorrere innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) richiedendo l'annullamento della sanzione per violazione del principio del ne bis in idem in base al quale non è consentito sottoporre a procedimento sanzionatorio o giudiziale un soggetto più volte per il medesimo fatto. La CEDU ha dichiarato ammissibile il ricorso ma non ha ancora fissato l'udienza di trattazione.

Procedimenti AGCM

In data 26 novembre 2020, l'AGCM ha notificato a UnipolSai Assicurazioni l'avvio di un procedimento istruttorio avente ad oggetto l'attività di liquidazione dei sinistri R.C.Auto, caratterizzata da un presunto ostacolo al diritto dei consumatori di accedere agli atti dei fascicoli e dalla mancata indicazione dei criteri di quantificazione del danno nella fase di formulazione dell'offerta risarcitoria. In data 16 aprile 2021 l'AGCM ha poi notificato l'estensione oggettiva di tale procedimento, contestando il mancato rispetto dei termini di legge ex art. 148 del CAP per la liquidazione/contestazione dei sinistri R.C.Auto.

UnipolSai ritiene del tutto infondate tali contestazioni e, a tutela dei propri diritti, ha dato incarico ai propri legali di rappresentarla nel procedimento, che si è concluso con provvedimento notificato ad UnipolSai in data 8 agosto 2022, col quale AGCM ha irrogato una sanzione pari ad euro 5.000.000. Non ritenendo condivisibili, in alcun modo, le conclusioni a cui è giunta l'Autorità, UnipolSai ha provveduto a proporre ricorso al TAR Lazio avverso tale provvedimento.

Il giudizio è stato sospeso con ordinanza del TAR Lazio del 13 settembre 2023, in attesa di pronuncia della Corte Europea di Giustizia, nell'ambito di un'altra vicenda, su una questione preliminare rilevante ai fini della decisione dello stesso TAR Lazio attinente al mancato rispetto da parte dell'AGCM dei termini per l'avvio dell'istruttoria.

In data 30 gennaio 2025, la Corte Europea di Giustizia ha pubblicato la sentenza attesa e, su istanza della Società, è stata fissata l'udienza per la prosecuzione del giudizio dinnanzi al TAR per il 21 maggio 2025.

Accertamenti IVASS

Con lettera trasmessa il 15 maggio 2023, l'IVASS ha comunicato l'avvio di accertamenti ispettivi nei confronti di Unipol Gruppo volti alla verifica della funzionalità del sistema di governo societario della Società stessa, anche in qualità di ultima controllante italiana, inclusi i rapporti con le controllate e il ruolo svolto da queste ultime, con particolare riferimento ad UnipolSai Assicurazioni SpA, nell'ambito del governo societario di gruppo (l'"Ispezione sulla Governance"). Ad esito delle attività ispettive, con rapporto notificato in data 25 luglio 2024, IVASS ha formulato nei confronti della Società dei rilievi, notificando altresì un atto di contestazione. Ritenendo che i rilievi oggetto di contestazione da parte di IVASS siano infondati e di conseguenza assolutamente non condivisibili, con nota del 23 ottobre 2024 Unipol Gruppo ha trasmesso le proprie considerazioni in ordine ai rilievi stessi, formulando altresì le proprie controdeduzioni con riferimento all'atto di contestazione. Il procedimento relativo all'Ispezione sulla Governance è tuttora in corso.

Con lettera trasmessa il 2 ottobre 2023, l'IVASS ha comunicato l'avvio di ulteriori accertamenti ispettivi nei confronti di Unipol Gruppo tesi alla verifica dell'attività di direzione e coordinamento svolta nei confronti delle imprese del gruppo in materia di riservazione danni e vita, oltre che delle attività di controllo e monitoraggio svolte in qualità di ultima controllante italiana (l'"Ispezione sulla Riservazione"). Con successiva lettera trasmessa alla Società il 16 gennaio 2024, l'IVASS ha disposto un ampliamento delle attività riguardanti l'Ispezione sulla Riservazione stabilendo, nello specifico, che gli accertamenti ispettivi in corso presso Unipol Gruppo fossero estesi alla verifica del piano di emergenza rafforzato di cui al Regolamento IVASS n. 38/2018 (artt. 83 e 84). Ad esito delle attività ispettive, con rapporto notificato in data 25 luglio 2024, IVASS ha formulato dei rilievi a cui la Società ha risposto con nota del 23 ottobre 2024 contenente le proprie considerazioni in ordine agli stessi. Pur ritenendo che i rilievi formulati da IVASS siano infondati e di conseguenza

assolutamente non condivisibili, Unipol Gruppo ha posto in essere specifiche azioni di miglioramento in un'ottica di continuo efficientamento dei processi e delle attività del Gruppo.

Contenziosi in essere con investitori

Atti di citazione da parte di azionisti La Fondiaria Assicurazioni (Cause OPA)

A partire dal 2003 alcuni azionisti de La Fondiaria Assicurazioni hanno ritenuto di avviare una serie di procedimenti giudiziari per vedersi riconoscere, sia pure su presupposti e motivazioni giuridiche differenti, un risarcimento dei danni subiti, a loro dire, per il mancato lancio dell'offerta pubblica di acquisto sulle azioni Fondiaria da parte di SAI Società Assicuratrice Industriale nel corso del 2002.

Complessivamente sono state radicate contro la Società sedici cause, di cui quattordici sono state transatte in diversi gradi e stati del giudizio, mentre una si è estinta in quanto è passata in giudicato sentenza di primo grado favorevole alla Società non impugnata da controparte.

Al 31 dicembre 2024 risultava ancora pendente una sola causa con riferimento alla quale, in data 9 gennaio 2025, è stato formalizzato un accordo transattivo che ha comportato la definizione del giudizio.

Altri procedimenti in corso

UnipolSai Assicurazioni SpA è da tempo parte in procedimenti giudiziari promossi con riferimento a fatti ascrivibili alla precedente gestione di Fondiaria-SAI e Milano Assicurazioni. Come illustrato in maggiore dettaglio nei bilanci degli esercizi precedenti, i procedimenti intentati in sede penale sono stati tutti definiti con provvedimento di assoluzione o archiviazione. Anche due giudizi civili si sono conclusi con sentenze passate in giudicato di assoluzione di UnipolSai da ogni pretesa risarcitoria.

Alla data del 31 dicembre 2024 sono ancora pendenti in sede civile cinque procedimenti promossi da alcuni investitori che, in sintesi, sostengono di avere acquistato e sottoscritto azioni di Fondiaria-SAI perché indotti dalle informazioni contenute nei prospetti informativi pubblicati da Fondiaria-SAI il 24/6/2011 e il 12/7/2012 in relazione agli aumenti di capitale in opzione deliberati dalla società rispettivamente il 14/5/2011, il 22/6/2011 e il 19/3/2012, nonché nei bilanci di Fondiaria-SAI relativi agli esercizi 2007-2012. UnipolSai (già Fondiaria-SAI) si è costituita in tutti i giudizi civili e ha contestato le domande degli attori.

In particolare, in data 18/5/2017 il Tribunale di Milano ha parzialmente accolto le domande risarcitorie di un azionista. La Società ha impugnato la sentenza innanzi alla Corte d'Appello di Milano che ha solo parzialmente accolto il ricorso. La Società ha pertanto impugnato la sentenza innanzi alla Corte di Cassazione che in data 23 dicembre 2024, ha rigettato il ricorso, oltre a quello incidentale dell'azionista. Il Tribunale di Roma, con sentenza pubblicata il 12/5/2020, ha viceversa respinto integralmente le richieste risarcitorie avanzate da altro investitore in ordine agli aumenti di capitale di cui sopra. La sentenza è stata impugnata innanzi la Corte d'Appello di Roma che, con sentenza in data 2/5/2022, ha respinto integralmente l'appello dell'investitore, confermando la sentenza di primo grado. L'azionista ha notificato dapprima citazione per revocazione della sentenza della Corte d'Appello di Roma, revocazione che in data 14 ottobre 2024 è stata rigettata con condanna alle spese; l'azionista ha quindi impugnato la sentenza anche innanzi la Corte di Cassazione, che non ha ancora fissato l'udienza di trattazione.

In altro giudizio, che verte sulle medesime questioni, il Tribunale di Milano, con sentenza del 20/3/2019, ha accolto le richieste risarcitorie di altro investitore. La sentenza, a seguito di impugnazione della Società, è stata integralmente riformata dalla Corte di Appello di Milano con sentenza del 22/10/2020. La controparte ha presentato ricorso avanti la Corte di Cassazione che non ha ancora fissato udienza di trattazione

In data 15/2/2021 il Tribunale di Milano ha parzialmente accolto le domande risarcitorie di altri azionisti. La sentenza, impugnata dalla Società, è stata integralmente riformata dalla Corte d'Appello di Milano con sentenza del 14 aprile 2023.

La sentenza di appello è stata impugnata dalle controparti avanti la Corte di Cassazione, che non ha ancora fissato udienza di trattazione. Altri due giudizi, che vertono sulle medesime questioni, si trovano ancora pendenti innanzi al Tribunale di Milano, che all'udienza dell'11 settembre 2024 ha trattenuto la causa in decisione.

A fronte dei sopra descritti contenziosi con investitori sussistono accantonamenti ritenuti adeguati.

Impegni derivanti dalla cessione di Unipol Banca

Nell'ambito degli accordi inerenti la cessione a BPER Banca della partecipazione detenuta in Unipol Banca, Unipol Gruppo e UnipolSai si sono impegnate, tra l'altro, a indennizzare, pro-quota in relazione alla partecipazione trasferita, BPER Banca per le perdite derivanti da

contenziosi passivi del Gruppo Unipol Banca in essere al 31 marzo 2019, specificamente individuati, ("Perdite da Contenzioso Passivo"), a condizione che tali perdite risultino effettivamente e definitivamente sostenute e nei limiti e nella misura in cui eccedano, al netto dei benefici fiscali, i relativi accantonamenti specificamente previsti nella situazione patrimoniale consolidata del Gruppo Unipol Banca alla data del 31 marzo 2019 (euro 10 milioni). Analogamente, l'acquirente BPER si è impegnata a corrispondere ai venditori l'eventuale eccedenza dei citati accantonamenti rispetto alle Perdite da Contenzioso Passivo. A fronte degli impegni sopra descritti sussistono accantonamenti ritenuti adeguati.

Impegni derivanti dalla cessione di un portafoglio di crediti deteriorati da UnipolReC ad AMCO

Il contratto di cessione avente ad oggetto la cessione ad AMCO dell'intero portafoglio di crediti deteriorati detenuti da UnipolReC, perfezionato nel corso del 2022, prevede il rilascio da parte di UnipolReC di apposite dichiarazioni e garanzie inerenti i crediti ceduti, nonché l'assunzione di connessi obblighi di indennizzo, in linea con le prassi di mercato per operazioni comparabili. A fronte degli impegni sopra menzionati sono stati appostati accantonamenti ritenuti adeguati.

3. Passività assicurative

Voci 3.1 del passivo e 3.1 dell'attivo – Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività e attività

Nella presente sezione si fornisce informativa in merito ai contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività e attività (voce 3.1 del passivo e voce 3.1 dell'attivo), che risultano così composte:

Valori in milioni di euro

Voci/Basi di aggregazione VFA BBA PAA Totale VFA BBA PAA Totale
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
1. Contratti assicurativi emessi che costituiscono
passività
39.161 6.152 7.823 53.137 37.419 6.466 7.223 51.108
2. Contratti assicurativi emessi che costituiscono
attività
(68) (10) (78) (51) (12) (63)
3. Passività netta di bilancio 39.161 6.084 7.813 53.059 37.419 6.415 7.211 51.045
di cui Segmento Vita 39.161 159 1 39.321 37.419 123 1 37.544
Contratti con elementi di partecipazione
diretta - Segmento Vita
39.161 39.161 37.419 37.419
Contratti senza elementi di partecipazione
diretta - Segmento Vita
159 1 160 123 1 125
di cui Segmento Danni 5.925 7.812 13.737 6.291 7.210 13.501
Contratti senza elementi di partecipazione
diretta - Segmento Danni Auto
2.462 4.597 7.059 2.533 3.995 6.529
Contratti senza elementi di partecipazione
diretta - Segmento Danni Non Auto
3.463 3.215 6.678 3.758 3.215 6.973

Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi - GMM o VFA - passività per la residua copertura e per sinistri accaduti

SEGMENTO VITA - Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta e Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali

Valori in milioni di euro
Passività per residua copertura Passività per
sinistri accaduti
Totale Passività per residua
copertura
Passività per
sinistri accaduti
Totale
Al netto della
perdita
Perdita 31/12/2024 Al netto della
perdita
Perdita 31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
37.137 7 275 37.419 34.119 5 263 34.388
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 37.137 7 275 37.419 34.119 5 263 34.388
B. Ricavi assicurativi (517) (517) (476) (476)
C. Costi per servizi assicurativi 18 1 311 331 13 2 295 310
1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente 309 309 295 295
attribuibili
2. Variazioni della passività per sinistri
3 3
accaduti
3. Perdite e relativi recuperi su contratti
1 1 2 2
onerosi
4. Ammortamento dei costi di acquisizione
dei contratti 18 18 13 13
D. Risultato dei servizi assicurativi (B+C) (498) 1 311 (186) (463) 2 295 (166)
E. Costi/ricavi netti di natura finanziaria 1.749 1.749 3.083 3.083
1. Relativi ai contratti di assicurazione
emessi
1.749 1.749 3.083 3.083
1.1 Registrati in conto economico 1.361 1.361 1.216 1.216
1.2 Registrati nel conto economico
complessivo
388 388 1.867 1.867
2 . Effetti connessi con le variazioni dei tassi
di cambio
F. Componenti di investimento (3.979) 3.979 (3.636) 3.636
G. Importo totale registrato in conto
economico e nel conto economico
complessivo (D+E+F)
(2.728) 1 4.290 1.564 (1.016) 2 3.931 2.917
H. Altre variazioni 11 2 (14) (1) 35 35
I. Movimenti di cassa 4.456 (4.276) 180 3.999 (3.920) 79
1. Premi ricevuti 4.516 4.516 4.067 4.067
2. Pagamenti connessi con i costi di
acquisizione dei contratti
(60) (60) (67) (67)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (4.276) (4.276) (3.920) (3.920)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+G+H+I)
38.876 10 275 39.161 37.137 7 275 37.419
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
38.876 10 275 39.161 37.137 7 275 37.419
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 38.876 10 275 39.161 37.137 7 275 37.419

Valori in milioni di euro
Passività per residua copertura Passività per
sinistri accaduti
Totale Passività per residua
copertura
Passività per
sinistri accaduti
Totale
Al netto della
perdita
Perdita 31/12/2024 Al netto della
perdita
Perdita 31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
2. Contratti di assicurazione emessi che
134 39 173 102 38 141
costituiscono attività (75) 26 (49) (49) 23 (27)
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 59 64 123 53 61 114
B. Ricavi assicurativi (180) (180) (147) (147)
C. Costi per servizi assicurativi 16 81 96 10 55 66
1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente
attribuibili
67 67 60 60
2. Variazioni della passività per sinistri 14 14 (5) (5)
accaduti
3. Perdite e relativi recuperi su contratti
onerosi
4. Ammortamento dei costi di acquisizione
dei contratti 16 16 10 10
D. Risultato dei servizi assicurativi (B+C) (164) 81 (83) (136) 55 (81)
E. Costi/ricavi netti di natura finanziaria (5) (5) (11) (11)
1. Relativi ai contratti di assicurazione
emessi
(5) (5) (11) (11)
1.1 Registrati in conto economico 2 2 1 1
1.2 Registrati nel conto economico
complessivo
(7) (7) (12) (12)
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi
di cambio
F. Componenti di investimento 8 (8) (10) 10
G. Importo totale registrato in conto
economico e nel conto economico
complessivo (D+E+F)
(161) 73 (88) (157) 66 (92)
H. Altre variazioni (5) (5)
I. Movimenti di cassa 196 (67) 129 164 (62) 101
1. Premi ricevuti 256 256 215 215
2. Pagamenti connessi con i costi di
acquisizione dei contratti
(59) (59) (52) (52)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (67) (67) (62) (62)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+G+H+I)
94 65 159 59 64 123
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
180 45 225 134 39 173
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
(86) 20 (66) (75) 26 (49)
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 94 65 159 59 64 123

SEGMENTO DANNI AUTO - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

Valori in milioni di euro
Passività per residua copertura Passività per
Totale
sinistri accaduti
Passività per residua
copertura
Passività per
sinistri accaduti
Totale
Al netto della
perdita
Perdita 31/12/2024 Al netto della
perdita
Perdita 31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
197 7 2.330 2.533 226 1 3.267 3.494
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 197 7 2.330 2.533 226 1 3.267 3.494
B. Ricavi assicurativi (131) (131) (179) (179)
C. Costi per servizi assicurativi 17 20 348 385 12 5 (137) (119)
1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente 532 532 911 911
attribuibili
2. Variazioni della passività per sinistri
(184) (184) (1.048) (1.048)
accaduti
3. Perdite e relativi recuperi su contratti
20 20 5 5
onerosi
4. Ammortamento dei costi di acquisizione
dei contratti 17 17 12 12
D. Risultato dei servizi assicurativi (B+C) (114) 20 348 254 (167) 5 (137) (298)
E. Costi/ricavi netti di natura finanziaria
1. Relativi ai contratti di assicurazione
7 45 52 7 111 118
emessi 7 45 52 7 111 118
1.1 Registrati in conto economico 4 6 10 1 1 2
1.2 Registrati nel conto economico
complessivo
3 39 42 6 110 116
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi
di cambio
F. Componenti di investimento
G. Importo totale registrato in conto
economico e nel conto economico
complessivo (D+E+F)
(108) 20 394 306 (159) 5 (26) (180)
H. Altre variazioni (1) 1
I. Movimenti di cassa 155 (532) (377) 130 (911) (781)
1. Premi ricevuti 274 274 166 166
2. Pagamenti connessi con i costi di
acquisizione dei contratti
(119) (119) (36) (36)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (532) (532) (911) (911)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+G+H+I)
244 27 2.191 2.462 197 7 2.330 2.533
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
244 27 2.191 2.462 197 7 2.330 2.533
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 244 27 2.191 2.462 197 7 2.330 2.533

SEGMENTO DANNI NON AUTO - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

Valori in milioni di euro
Passività per residua copertura Passività per
sinistri accaduti
Totale Passività per residua
copertura
Passività per
sinistri accaduti
Totale
Al netto della
perdita
Perdita 31/12/2024 Al netto della
perdita
Perdita 31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
708 33 3.019 3.760 788 18 3.393 4.199
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
(2) (2) (2) (2)
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 706 33 3.019 3.758 786 18 3.394 4.197
B. Ricavi assicurativi (1.203) (1.203) (1.145) (1.145)
C. Costi per servizi assicurativi 190 (10) 737 917 183 13 742 938
1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente
attribuibili
1.020 1.020 1.252 1.252
2. Variazioni della passività per sinistri (283) (283) (510) (510)
accaduti
3. Perdite e relativi recuperi su contratti
(10) (10) 13 13
onerosi
4. Ammortamento dei costi di acquisizione
dei contratti 190 190 183 183
D. Risultato dei servizi assicurativi (B+C) (1.012) (10) 737 (286) (962) 13 742 (207)
E. Costi/ricavi netti di natura finanziaria 31 1 79 111 58 1 136 195
1. Relativi ai contratti di assicurazione
emessi
31 1 79 111 58 1 136 195
1.1 Registrati in conto economico 18 1 14 34 11 1 3 14
1.2 Registrati nel conto economico
complessivo
13 65 77 48 133 181
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi
di cambio
F. Componenti di investimento
G. Importo totale registrato in conto
economico e nel conto economico
complessivo (D+E+F)
(981) (9) 816 (175) (904) 14 878 (12)
H. Altre variazioni (1) 1 (74) 1 (73)
I. Movimenti di cassa 899 (1.020) (121) 897 (1.252) (355)
1. Premi ricevuti 1.155 1.155 1.179 1.179
2. Pagamenti connessi con i costi di
acquisizione dei contratti
(256) (256) (282) (282)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (1.020) (1.020) (1.252) (1.252)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+G+H+I)
623 25 2.815 3.463 706 33 3.019 3.758
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
648 25 2.793 3.465 708 33 3.019 3.760
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
(25) 22 (3) (2) (2)
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 623 25 2.815 3.463 706 33 3.019 3.758

Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi - PAA - passività per residua copertura e per sinistri accaduti

SEGMENTO VITA

Valori in milioni di euro
Passività per residua
copertura
Passività per sinistri
accaduti
Totale Passività per
residua copertura
Passività per sinistri
accaduti
Totale
Voci/Scomposizione valore di bilancio Al netto
della
perdita
Perdita Valore
attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2024 Al netto
della
perdita
Perdita Valore
attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
1 1 1 1 2
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 1 1 1 1 2
B. Ricavi assicurativi (1) (1)
C. Costi per servizi assicurativi 1 1
1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente
attribuibili
2. Variazioni della passività per sinistri accaduti
3. Perdite e relativi recuperi su contratti onerosi
4. Ammortamento dei costi di acquisizione dei
contratti
D. Risultato dei servizi assicurativi (B+C) (1) 1 (1)
E. Costi/ricavi di natura finanziaria
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi
1.1 Registrati in conto economico
1.2 Registrati nel conto economico complessivo
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di
cambio
F. Componenti di investimento
G. Importo totale delle variazioni registrate in
conto economico e nel conto economico
(1) 1 (1)
H. Altre variazioni
I. Movimenti di cassa 1
1. Premi ricevuti
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione
dei contratti
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre (A.3+
G+H+I)
(1) 1 1 1 1
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
(1) 1 1 1 1
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre (1) 1 1 1 1

SEGMENTO DANNI AUTO

Valori in milioni di euro
Passività per residua
copertura
Passività per sinistri
accaduti
Totale Passività per residua
copertura
Passività per sinistri
accaduti
Totale
Voci/Scomposizione valore di bilancio Al netto
della
perdita
Perdita Valore
attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2024 Al netto
della
perdita
Perdita Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/202
3
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
1.002 17 2.694 283 3.996 1.267 48 1.520 166 3.001
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 1.002 17 2.694 283 3.995 1.267 48 1.520 166 3.001
B. Ricavi assicurativi (4.131) (4.131) (3.991) (3.991)
C. Costi per servizi assicurativi 686 3.107 62 3.855 704 (31) 3.366 108 4.147
1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente
attribuibili
2.736 2.736 2.282 2.282
2. Variazioni della passività per sinistri accaduti 370 62 432 1.084 108 1.192
3. Perdite e relativi recuperi su contratti onerosi (31) (31)
4. Ammortamento dei costi di acquisizione dei
contratti
686 686 704 704
D. Risultato dei servizi assicurativi (B+C) (3.444) 3.107 62 (276) (3.287) (31) 3.366 108 156
E. Costi/ricavi di natura finanziaria 1 119 11 132 (1) 88 8 96
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 98 8 106 87 8 95
1.1 Registrati in conto economico 75 7 81 56 4 60
1.2 Registrati nel conto economico complessivo 23 1 24 31 4 34
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di
cambio
1 22 3 26 (1) 1 1 1
F. Componenti di investimento
G. Importo totale delle variazioni registrate
in conto economico e nel conto economico
(3.443) 3.226 73 (144) (3.288) (31) 3.454 116 252
H. Altre variazioni (3) 3 1 2 3
I. Movimenti di cassa 3.482 (2.736) 746 3.021 (2.282) 739
1. Premi ricevuti 4.153 4.153 3.700 3.700
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione
dei contratti
(671) (671) (679) (679)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (2.736) (2.736) (2.282) (2.282)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+ G+H+I)
1.038 18 3.186 356 4.597 1.002 17 2.694 283 3.995
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
1.039 18 3.186 355 4.597 1.002 17 2.694 283 3.996
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 1.038 18 3.186 356 4.597 1.002 17 2.694 283 3.995

SEGMENTO DANNI NON AUTO

Valori in milioni di euro
Passività per residua
copertura
Passività per sinistri
accaduti
Totale Passività per
residua copertura
Passività per sinistri
accaduti
Totale
Voci/Scomposizione valore di bilancio Al netto
della
perdita
Perdita Valore
attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustament
o per i rischi
non finanziari
31/12/2024 Al netto
della
perdita
Perdita Valore
attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
543 87 2.460 136 3.226 696 66 1.152 56 1.969
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
(13) 2 (12) (26) 1 (25)
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 530 87 2.462 136 3.215 670 66 1.153 56 1.944
B. Ricavi assicurativi (3.647) (3.647) (3.632) (3.632)
C. Costi per servizi assicurativi 980 (14) 2.215 30 3.212 978 21 2.986 78 4.063
1. Sinistri accaduti e altri costi direttamente
attribuibili
2.321 2.321 1.703 1.703
2. Variazioni della passività per sinistri accaduti (106) 30 (76) 1.283 78 1.361
3. Perdite e relativi recuperi su contratti onerosi (14) (14) 21 21
4. Ammortamento dei costi di acquisizione dei
contratti
980 980 978 978
D. Risultato dei servizi assicurativi (B+C) (2.667) (14) 2.215 30 (436) (2.654) 21 2.986 78 431
E. Costi/ricavi di natura finanziaria (1) 77 4 81 30 2 32
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 71 4 75 34 2 37
1.1 Registrati in conto economico 60 4 64 23 2 25
1.2 Registrati nel conto economico complessivo 11 11 12 12
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di
cambio
(1) 6 6 (4) (4)
F. Componenti di investimento
G. Importo totale delle variazioni registrate
in conto economico e nel conto economico
complessivo (D+E+F)
(2.668) (14) 2.293 35 (354) (2.655) 21 3.016 80 463
H. Altre variazioni (1) (1) (2) 64 (4) 59
I. Movimenti di cassa 2.678 (2.321) 357 2.451 (1.703) 748
1. Premi ricevuti 3.664 3.664 3.370 3.370
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione
dei contratti
(987) (987) (918) (918)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (2.321) (2.321) (1.703) (1.703)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio al 31 dicembre
(A.3+ G+H+I)
539 73 2.433 171 3.215 530 87 2.462 136 3.215
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono passività
550 73 2.432 170 3.225 543 87 2.460 136 3.226
2. Contratti di assicurazione emessi che
costituiscono attività
(10) (10) (13) 2 (12)
3. Valore netto di bilancio al 31 dicembre 539 73 2.433 171 3.215 530 87 2.462 136 3.215

Dinamica del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi distinta per elementi sottostanti alla misurazione

Valori in milioni di euro

SEGMENTO VITA - Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta e Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi

Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
31/12/2024
Valore attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
31/12/2023
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono 35.299 151 1.968 37.419 32.254 146 1.988 34.388
passività
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
attività
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 35.299 151 1.968 37.419 32.253 146 1.988 34.388
B. Variazioni relative a servizi attuali (14) (184) (198) 9 (13) (174) (178)
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto (184) (184) (174) (174)
economico
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti
(14) (14) (13) (13)
3. Modifiche connesse con l'esperienza 9 9
C. Variazioni relative a servizi futuri (371) 111 260 1 (171) 18 154 2
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali (159) 93 66 20 5 (25)
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi 1 1 2 2
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di (213) 18 195 (193) 14 179 (1)
riferimento
D. Variazioni relative a servizi passati 11 11 10 10
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti 11 11 10 10
E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) (360) 98 76 (186) (152) 5 (19) (166)
F. Costi/ricavi di natura finanziaria 1.749 1.749 3.083 3.083
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 1.749 1.749 3.083 3.083
1.1 Registrati in conto economico 1.361 1.361 1.216 1.216
1.2 Registrati nel conto economico complessivo 388 388 1.867 1.867
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio
G. Importo totale delle variazioni registrate in conto 1.390 98 76 1.564 2.932 5 (19) 2.917
economico e nel conto economico complessivo (E+ F)
H. Altre variazioni 1 (2) (1) 35 35
I. Movimenti di cassa 180 180 79 79
1. Premi ricevuti 4.516 4.516 4.067 4.067
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei
contratti
(60) (60) (67) (67)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (4.276) (4.276) (3.920) (3.920)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio alla data di rilevazione
(A.3+G+H+I)
36.870 249 2.043 39.161 35.299 151 1.968 37.419
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
passività
36.870 249 2.043 39.161 35.299 151 1.968 37.419
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
attività
3.Valore netto di bilancio alla data di rilevazione 36.870 249 2.043 39.161 35.299 151 1.968 37.419

SEGMENTO VITA - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi
Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
31/12/2024
Valore attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
31/12/2023
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
passività
64 4 105 173 21 2 117 141
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono (273) 3 221 (49) (189) 2 160 (27)
attività
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio
(209) 6 326 123 (168) 5 277 114
B. Variazioni relative a servizi attuali 4 (1) (75) (71) (6) (1) (59) (66)
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto
economico
(75) (75) (59) (59)
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti (1) (1) (1) (1)
3. Modifiche connesse con l'esperienza 4 4 (6) (6)
C. Variazioni relative a servizi futuri (130) 6 124 (108) 2 106
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali (52) 5 47 (39) 2 37
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di
riferimento
(79) 1 77 (69) 1 68
D. Variazioni relative a servizi passati (12) (12) (14) (14)
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti (12) (12) (14) (14)
E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) (138) 5 50 (83) (129) 2 46 (81)
F. Costi/ricavi di natura finanziaria (12) 7 (5) (14) 3 (11)
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi (12) 7 (5) (14) 3 (11)
1.1 Registrati in conto economico (5) 7 2 (2) 3 1
1.2 Registrati nel conto economico complessivo (7) (7) (12) (12)
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio
G. Importo totale delle variazioni registrate in conto
economico e nel conto economico complessivo (E+ F)
(150) 5 57 (88) (143) 2 49 (92)
H. Altre variazioni (6) 1 (5)
I. Movimenti di cassa 129 129 101 101
1. Premi ricevuti 256 256 215 215
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei
contratti
(59) (59) (52) (52)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (67) (67) (62) (62)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio alla data di rilevazione
(A.3+G+H+I)
(236) 11 384 159 (209) 6 326 123
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
passività
78 7 139 225 64 4 105 173
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
attività
(315) 4 245 (66) (273) 3 221 (49)
3.Valore netto di bilancio alla data di rilevazione (236) 11 384 159 (209) 6 326 123

SEGMENTO DANNI AUTO - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi

Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
31/12/2024
Valore attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
31/12/2023
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono 2.252 221 61 2.533 3.012 338 144 3.494
passività
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
attività
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 2.252 221 61 2.533 3.012 338 144 3.494
B. Variazioni relative a servizi attuali 134 (4) (47) 82 64 (4) (99) (39)
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto
economico
(47) (47) (99) (99)
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti (4) (4) (4) (4)
3. Modifiche connesse con l'esperienza 134 134 64 64
C. Variazioni relative a servizi futuri (2) 7 15 20 (13) 4 15 5
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali (17) 4 14 (17) 2 15
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi 20 20 5 5
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di
riferimento
(5) 4 1 (1) (1) 2 1 1
D. Variazioni relative a servizi passati 197 (45) 152 (133) (131) (265)
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti 197 (45) 152 (133) (131) (265)
E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) 328 (42) (32) 254 (83) (131) (84) (298)
F. Costi/ricavi di natura finanziaria 46 6 52 104 13 118
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 46 6 52 104 13 118
1.1 Registrati in conto economico 9 1 10 2 2
1.2 Registrati nel conto economico complessivo 37 5 42 103 13 116
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio
G. Importo totale delle variazioni registrate in conto
economico e nel conto economico complessivo (E+ F)
374 (36) (32) 306 21 (118) (83) (180)
H. Altre variazioni
I. Movimenti di cassa (377) (377) (781) (781)
1. Premi ricevuti 274 274 166 166
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei
contratti
(119) (119) (36) (36)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (532) (532) (911) (911)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio alla data di rilevazione
(A.3+G+H+I)
2.249 185 29 2.462 2.252 221 61 2.533
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
passività
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
attività
2.249 185 29 2.462 2.252 221 61 2.533
3.Valore netto di bilancio alla data di rilevazione 2.249 185 29 2.462 2.252 221 61 2.533

SEGMENTO DANNI NON AUTO - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

Elementi sottostanti alla misurazione del valore di bilancio dei contratti di assicurazione emessi

Voci/Elementi sottostanti alla misurazione Valore
attuale dei
flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
31/12/2024
Valore attuale
dei flussi
finanziari
Aggiustamento
per i rischi non
finanziari
Margine sui
servizi
contrattuali
Totale
31/12/2023
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
A. Valore di bilancio iniziale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
passività
3.051 246 463 3.760 3.305 258 636 4.199
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
attività
(2) (2) (4) 2 (2)
3. Valore netto di bilancio al 1° gennaio 3.049 246 463 3.758 3.302 258 638 4.197
B. Variazioni relative a servizi attuali 80 (36) (287) (242) 436 (34) (388) 14
1. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto
economico
(287) (287) (388) (388)
2. Variazione per rischi non finanziari scaduti (36) (36) (34) (34)
3. Modifiche connesse con l'esperienza 80 80 436 436
C. Variazioni relative a servizi futuri (203) 34 159 (10) (267) 29 251 13
1. Variazioni del margine sui servizi contrattuali (71) 4 67 (142) 2 140
2. Perdite su gruppi di contratti onerosi e relativi recuperi (34) (34) (10) (10)
3. Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di
riferimento
(98) 30 92 24 (115) 28 110 24
D. Variazioni relative a servizi passati (61) 28 (33) (210) (24) (234)
1. Aggiustamenti alla passività per sinistri accaduti (61) 28 (33) (210) (24) (234)
E. Risultato dei servizi assicurativi (B+C+D) (184) 26 (128) (286) (41) (29) (137) (207)
F. Costi/ricavi di natura finanziaria 98 6 7 111 179 13 4 195
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 98 6 7 111 179 13 4 195
1.1 Registrati in conto economico 24 3 7 34 9 1 4 14
1.2 Registrati nel conto economico complessivo 74 3 77 169 12 181
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio
G. Importo totale delle variazioni registrate in conto
economico e nel conto economico complessivo (E+ F)
(86) 32 (121) (175) 138 (16) (133) (12)
H. Altre variazioni (1) 1 (35) 4 (41) (72)
I. Movimenti di cassa (121) (121) (355) (355)
1. Premi ricevuti 1.155 1.155 1.179 1.179
2. Pagamenti connessi con i costi di acquisizione dei
contratti
(256) (256) (282) (282)
3. Sinistri pagati e altre uscite di cassa (1.020) (1.020) (1.252) (1.252)
4. Altri movimenti
L. Valore netto di bilancio alla data di rilevazione
(A.3+G+H+I)
2.841 279 342 3.463 3.049 246 463 3.758
M. Valore di bilancio finale
1. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
passività
2.851 278 336 3.465 3.051 246 463 3.760
2. Contratti di assicurazione emessi che costituiscono
attività
(10) 1 6 (3) (2) (2)
3.Valore netto di bilancio alla data di rilevazione 2.841 279 342 3.463 3.049 246 463 3.758

SEGMENTO VITA - Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta e Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023
Nuovi contratti
e contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva
piena
Contratti misurati
alla data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
Contratti
misurati alla
data di
transizione
con il
metodo del
fair value
Contratti
oggetto di
carve-out
Totale Nuovi contratti e
contratti
misurati alla
data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazion
e retroattiva
modificata
Contratti
misurati alla
data di
transizione
con il
metodo del
fair value
Contratti
oggetto
di carve
out
Totale
Ricavi assicurativi 17 11 30 459 517 10 11 31 424 476
Margine sui servizi contrattuali –
Esistenze iniziali
50 65 148 1.706 1.968 1 77 182 1.728 1.988
Variazioni riferite ai servizi
attuali
(5) (6) (14) (159) (184) (1) (6) (18) (149) (174)
Margine sui servizi contrattuali
rilevato in conto economico per
riflettere i servizi prestati
(5) (6) (14) (159) (184) (1) (6) (18) (149) (174)
Variazioni riferite ai servizi futuri 38 4 17 201 260 50 (6) (17) 127 154
- Variazioni delle stime che
modificano il margine sui servizi
contrattuali
- Effetti dei contratti inizialmente
rilevati nell'esercizio di riferimento
37
1
4 17 8
193
66
195
1
49
(6) (17) (2)
130
(25)
179
Ricavi/costi di natura finanziaria
1. Relativi ai contratti di
assicurazione emessi
2. Effetti connessi con le variazioni
dei tassi di cambio
3. Totale
Altri movimenti (2) (1) (2) 49 (12) (34) (22) (19)
Totale variazioni riconosciute in
conto economico e nel conto
economico complessivo
33 (2) 3 42 76
Margine sui servizi contrattuali –
Rimanenze finali
81 63 151 1.748 2.043 50 65 148 1.706 1.968

Nella colonna "Contratti oggetto di carve-out" sono riportati i gruppi di contratti ai quali l'impresa ha applicato la deroga di cui all'articolo 2, paragrafo 2 del Regolamento (UE) 2021/2036 che non è stato possibile allocare alle altre colonne. Si tratta, in particolare, delle UOA riferibili ai prodotti rivalutabili Vita collegati a gestioni separate, in essere alla data di transizione, per le quali siano stati sottoscritti nuovi contratti successivamente a tale data.

SEGMENTO VITA - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

31/12/2024 31/12/2023 Nuovi contratti e contratti misurati alla data di transizione con il metodo dell'applicazione retroattiva piena Contratti misurati alla data di transizione con il metodo dell'applicazione retroattiva modificata Contratti misurati alla data di transizione con il metodo del fair value Totale Nuovi contratti e contratti misurati alla data di transizione con il metodo dell'applicazione retroattiva piena Contratti misurati alla data di transizione con il metodo dell'applicazione retroattiva modificata Contratti misurati alla data di transizione con il metodo del fair value Totale Ricavi assicurativi 106 70 3 180 62 81 4 147 Margine sui servizi contrattuali – Esistenze iniziali 130 192 4 326 60 210 7 277 Variazioni riferite ai servizi attuali (46) (27) (1) (75) (25) (33) (1) (59) Margine sui servizi contrattuali rilevato in conto economico per riflettere i servizi prestati (46) (27) (1) (75) (25) (33) (1) (59) Variazioni riferite ai servizi futuri 116 7 1 124 93 15 (2) 106 - Variazioni delle stime che modificano il margine sui servizi contrattuali 39 7 1 47 25 15 (2) 37 - Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento 77 77 68 68 Ricavi/costi di natura finanziaria 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 6 7 3 3 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio 3. Totale 6 7 3 3 Altri movimenti 1 1 Totale variazioni riconosciute in conto economico e nel conto economico complessivo 76 (19) 57 70 (18) (3) 49 Margine sui servizi contrattuali – Rimanenze finali 207 172 4 384 130 192 4 326

SEGMENTO DANNI AUTO - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

31/12/2024 31/12/2023 Nuovi contratti e contratti misurati alla data di transizione con il metodo dell'applicazione retroattiva piena Contratti misurati alla data di transizione con il metodo dell'applicazion e retroattiva modificata Contratti misurati alla data di transizione con il metodo del fair value Totale Nuovi contratti e contratti misurati alla data di transizione con il metodo dell'applicazione retroattiva piena Contratti misurati alla data di transizione con il metodo dell'applicazione retroattiva modificata Contratti misurati alla data di transizione con il metodo del fair value Totale Ricavi assicurativi 4.201 61 4.262 3.968 59 142 4.170 Margine sui servizi contrattuali – Esistenze iniziali 7 54 61 8 137 144 Variazioni riferite ai servizi attuali (7) (41) (47) (4) (95) (99) Margine sui servizi contrattuali rilevato in conto economico per riflettere i servizi prestati (7) (41) (47) (4) (95) (99) Variazioni riferite ai servizi futuri 10 4 15 3 12 15 - Variazioni delle stime che modificano il margine sui servizi contrattuali 9 4 14 2 12 15 - Effetti dei contratti inizialmente rilevati nell'esercizio di riferimento 1 1 1 1 Ricavi/costi di natura finanziaria 1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio 3. Totale Altri movimenti Totale variazioni riconosciute in conto economico e nel conto economico complessivo 4 (36) (32) (1) (83) (83) Margine sui servizi contrattuali – Rimanenze finali 11 18 29 7 54 61

SEGMENTO DANNI NON AUTO - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023
Nuovi contratti e
contratti
misurati alla data
di transizione
con il metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti misurati
alla data di
transizione con il
metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
Contratti
misurati
alla data di
transizione
con il
metodo del
fair value
Totale Nuovi contratti e
contratti
misurati alla data
di transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva piena
Contratti
misurati alla
data di
transizione con
il metodo
dell'applicazione
retroattiva
modificata
Contratti
misurati alla
data di
transizione
con il
metodo del
fair value
Totale
Ricavi assicurativi 4.393 73 383 4.850 3.795 301 681 4.778
Margine sui servizi contrattuali – Esistenze iniziali 133 330 463 53 584 638
Variazioni riferite ai servizi attuali (96) (191) (287) (66) (322) (388)
Margine sui servizi contrattuali rilevato in conto
economico per riflettere i servizi prestati
(96) (191) (287) (66) (322) (388)
Variazioni riferite ai servizi futuri 152 7 159 142 68 210
- Variazioni delle stime che modificano il margine sui
servizi contrattuali
60 7 67 31 68 99
- Effetti dei contratti inizialmente rilevati
nell'esercizio di riferimento
92 92 110 110
Ricavi/costi di natura finanziaria
1. Relativi ai contratti di assicurazione emessi 6 1 7 4 4
2. Effetti connessi con le variazioni dei tassi di cambio
3. Totale 6 1 7 4 4
Altri movimenti
Totale variazioni riconosciute in conto economico e
nel conto economico complessivo
63 (184) (121) 80 (255) (174)
Margine sui servizi contrattuali – Rimanenze finali 196 146 342 133 330 463

SEGMENTO VITA - Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta e Contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali

Valori in milioni di euro
Contratti originati Contratti originati
Voci/Gruppi di contratti 31/12/2024 31/12/2023
Contratti
Contratti non
onerosi
onerosi
Totale Contratti
onerosi
Contratti non
onerosi
Totale
A. Stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri in uscita 2 3.795 3.797 19 2.938 2.957
1. Costi di acquisizione dei contratti 47 47 39 40
2. Importo dei sinistri e altri costi direttamente attribuibili 2 3.748 3.750 19 2.898 2.917
3. Totale 2 3.795 3.797 19 2.938 2.957
B. Stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri in entrata 2 4.008 4.010 17 3.133 3.150
C. Stima del valore attuale netto dei flussi finanziari futuri (A-B) (213) (213) 2 (196) (193)
D. Stima aggiustamento per i rischi non finanziari 18 18 (3) 17 14
E. Eliminazione contabile di attività/passività già iscritte a fronte di flussi
finanziari connessi con i contratti di assicurazione emessi
F. Margine sui servizi contrattuali 195 195 179 179
G. Aumento incluso nella passività per contratti di assicurazione emessi
nell'esercizio (C+D+E+ F)
(1) (1)

SEGMENTO VITA - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

Valori in milioni di euro
Contratti originati Contratti originati
Voci/Gruppi di contratti 31/12/2024 31/12/2023
Contratti
onerosi
Contratti non
Totale
onerosi
Contratti
onerosi
Contratti non
onerosi
Totale
A. Stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri in uscita 173 173 135 135
1. Costi di acquisizione dei contratti 63 63 42 42
2. Importo dei sinistri e altri costi direttamente attribuibili 111 111 93 93
3. Totale 173 173 135 135
B. Stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri in entrata 252 252 204 204
C. Stima del valore attuale netto dei flussi finanziari futuri (A-B) (79) (79) (69) (69)
D. Stima aggiustamento per i rischi non finanziari 1 1 1 1
E. Eliminazione contabile di attività/passività già iscritte a fronte di flussi
finanziari connessi con i contratti di assicurazione emessi
F. Margine sui servizi contrattuali 77 77 68 68
G. Aumento incluso nella passività per contratti di assicurazione emessi
nell'esercizio (C+D+E+ F)

SEGMENTO DANNI AUTO - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

Valori in milioni di euro
Contratti originati Contratti originati
Voci/Gruppi di contratti 31/12/2024 31/12/2023
Contratti
onerosi
Contratti non
onerosi
Totale Contratti
onerosi
Contratti non
onerosi
Totale
A. Stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri in uscita 53 21 75 19 14 32
1. Costi di acquisizione dei contratti 15 4 19 3 4 7
2. Importo dei sinistri e altri costi direttamente attribuibili 38 17 56 15 10 26
3. Totale 53 21 75 19 14 32
B. Stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri in entrata 56 24 80 19 15 34
C. Stima del valore attuale netto dei flussi finanziari futuri (A-B) (2) (3) (5) (1) (1)
D. Stima aggiustamento per i rischi non finanziari 2 2 4 1 1 2
E. Eliminazione contabile di attività/passività già iscritte a fronte di flussi
finanziari connessi con i contratti di assicurazione emessi
F. Margine sui servizi contrattuali 1 1 1 1
G. Aumento incluso nella passività per contratti di assicurazione emessi
nell'esercizio (C+D+E+ F)
(1) (1) 1 1

SEGMENTO DANNI NON AUTO - Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

Valori in milioni di euro
Contratti originati Contratti originati
Voci/Gruppi di contratti 31/12/2024 31/12/2023
Contratti
Contratti non
onerosi
onerosi
Totale Contratti
onerosi
Contratti non
onerosi
Totale
A. Stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri in uscita 209 556 764 216 569 786
1. Costi di acquisizione dei contratti 61 140 201 63 170 233
2. Importo dei sinistri e altri costi direttamente attribuibili 148 416 564 153 399 553
3. Totale 209 556 764 216 569 786
B. Stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri in entrata 199 664 862 207 693 900
C. Stima del valore attuale netto dei flussi finanziari futuri (A-B) 10 (108) (98) 9 (124) (115)
D. Stima aggiustamento per i rischi non finanziari 14 16 30 15 13 28
E. Eliminazione contabile di attività/passività già iscritte a fronte di flussi
finanziari connessi con i contratti di assicurazione emessi
F. Margine sui servizi contrattuali 92 92 110 110
G. Aumento incluso nella passività per contratti di assicurazione emessi
nell'esercizio (C+D+E+ F)
24 24 24 24

Contratti di assicurazione emessi - Margine sui servizi contrattuali ripartito per tempi attesi di rilascio a conto economico

Valori in milioni di euro
Basi di aggregazione/Tempi
attesi
Fino a 1 anno Da oltre 1 anno
fino a 2 anni
Da oltre 2 anni
fino a 3 anni
Da oltre 3 anni
fino a 4 anni
Da oltre 4 anni
fino a 5 anni
Da oltre 5 anni
fino a 10 anni
Da oltre 10
anni fino a 20
anni
Oltre 20anni Totale
Segmento Vita 231 214 197 181 163 614 576 250 2.426
Segmento Danni 228 59 33 18 8 11 9 4 371

Contratti di assicurazione emessi – Sviluppo dei sinistri al lordo della riassicurazione (Segmento Danni)

Valori in milioni di euro
Sinistri/Fasce temporali Anno T-9 Anno T-8 Anno T-7 Anno T-6 Anno T-5 Anno T-4 Anno T-3 Anno T-2 Anno T-1 Anno T Totale
A. Sinistri pagati cumulati e altri costi
direttamente imputabili pagati
1 Alla fine dell'anno di accadimento 2.006 2.077 2.252 2.261 2.405 1.944 2.144 2.324 2.689 2.478
2. Un anno dopo 3.507 3.602 3.886 3.963 4.163 3.332 3.728 3.942 4.947
3. Due anni dopo 3.987 4.122 4.409 4.524 4.682 3.723 4.239 4.407
4. Tre anni dopo 4.208 4.364 4.629 4.758 4.905 3.885 4.463
5. Quattro anni dopo 4.334 4.485 4.751 4.878 5.042 4.009
6. Cinque anni dopo 4.414 4.564 4.833 4.970 5.145
7. Sei anni dopo 4.473 4.626 4.887 5.038
8. Sette anni dopo 4.512 4.664 4.941
9. Otto anni dopo 4.542 4.701
10. Nove anni dopo 4.564
Totale dei sinistri pagati cumulati e altri costi
direttamente imputabili pagati (Totale A)
4.564 4.701 4.941 5.038 5.145 4.009 4.463 4.407 4.947 2.478 44.693
B. Stima del costo ultimo dei sinistri cumulati
(importo al lordo delle cessioni in riassicurazione e
non attualizzato)
1 Alla fine dell'anno di accadimento
5.680 6.948 5.807
2. Un anno dopo 5.258 5.598 6.928
3. Due anni dopo 4.649 5.216 5.572
4. Tre anni dopo 5.600 4.596 5.196
5. Quattro anni dopo 5.415 5.543 4.653
6. Cinque anni dopo 5.209 5.372 5.568
7. Sei anni dopo 4.922 5.168 5.359
8. Sette anni dopo 4.714 4.890 5.202
9. Otto anni dopo 4.694 4.904
10. Nove anni dopo 4.694
Stima del costo ultimo dei sinistri cumulati lordi non
attualizzato alla data del bilancio (Totale B)
4.694 4.904 5.202 5.359 5.568 4.653 5.196 5.572 6.928 5.807 53.884
C. Passività per sinistri accaduti lorda non
attualizzata - anno di accadimento da T a T-9
(Totale B – Totale A)
D. Passività per sinistri accaduti lorda non
130 203 261 321 423 644 732 1.165 1.981 3.330 9.191
attualizzata - anni precedenti a T-9 1.685
E. Effetto attualizzazione (635)
F. Effetto della rettifica per i rischi non finanziari 910
G. Passività per sinistri accaduti lorda dei contratti
di assicurazione emessi
11.151

Contratti di assicurazione emessi – Sviluppo dei sinistri al netto della riassicurazione (Segmento Danni)

Valori in milioni di euro
Sinistri/Fasce temporali Anno T-9 Anno T-8 Anno T-7 Anno T-6 Anno T-5 Anno T-4 Anno T-3 Anno T-2 Anno T -1 Anno T Totale
A. Sinistri pagati cumulati e altri costi
direttamente imputabili pagati al netto della
riassicurazione
1 Alla fine dell'anno di accadimento 1.971 2.045 2.168 2.208 2.310 1.914 2.111 2.295 2.602 2.444
2. Un anno dopo 3.460 3.497 3.729 3.814 3.934 3.228 3.647 3.846 4.497
3. Due anni dopo 3.931 4.000 4.194 4.297 4.423 3.588 4.104 4.277
4. Tre anni dopo 4.143 4.236 4.408 4.517 4.635 3.740 4.307
5. Quattro anni dopo 4.261 4.353 4.521 4.629 4.753 3.853
6. Cinque anni dopo 4.337 4.428 4.601 4.717 4.845
7. Sei anni dopo 4.393 4.489 4.651 4.777
8. Sette anni dopo 4.431 4.525 4.703
9. Otto anni dopo 4.461 4.559
10. Nove anni dopo 4.480
Totale dei sinistri pagati cumulati e altri costi
direttamente imputabili pagati al netto della
riassicurazione (Totale A)
4.480 4.559 4.703 4.777 4.845 3.853 4.307 4.277 4.497 2.444 42.742
B. Stima del costo ultimo dei sinistri cumulati
(importo al netto delle cessioni in riassicurazione e
non attualizzato)
1 Alla fine dell'anno di accadimento 5.472 6.287 5.613
2. Un anno dopo 5.085 5.403 6.259
3. Due anni dopo 4.476 5.032 5.347
4. Tre anni dopo 5.285 4.412 5.012
5. Quattro anni dopo 5.126 5.225 4.471
6. Cinque anni dopo 4.958 5.088 5.245
7. Sei anni dopo 4.768 4.914 5.074
8. Sette anni dopo 4.625 4.731 4.948
9. Otto anni dopo 4.601 4.745
10. Nove anni dopo 4.602
Stima del costo ultimo dei sinistri cumulati netti
non attualizzato alla data del bilancio (Totale B)
4.602 4.745 4.948 5.074 5.245 4.471 5.012 5.347 6.259 5.613 51.316
C. Passività per sinistri accaduti netta non
attualizzata - anno di accadimento da T a T-9
(Totale B – Totale A)
D. Passività per sinistri accaduti netta non
attualizzata - anni precedenti a T-9
121 185 245 297 400 618 706 1.070 1.762 3.169 8.574
1.612
E. Effetto attualizzazione (597)
F. Effetto della rettifica per i rischi non finanziari 880
G. Passività per sinistri accaduti netta dei contratti
di assicurazione emessi
10.468

Si segnala che l'importo riportato alla voce G Passività per sinistri accaduti netta dei contratti assicurativi emessi non include, per un importo pari a euro 124 milioni, i depositi ricevuti per cessioni in riassicurazione.

Si precisa inoltre che l'estrapolazione di giudizi di adeguatezza o inadeguatezza delle riserve, dai risultati della seguente tabella, deve essere fatta con la massima cautela, in particolare con riferimento all'utilizzo come input per modelli attuariali quali il Chain Ladder.

Le Passività finanziarie ammontano, al 31 dicembre 2024, a euro 17.412 milioni (euro 15.523 milioni al 31/12/2023).

4.1 Passività finanziarie valutate al fair valuerilevato a conto economico

Passività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico: composizione merceologica e composizione percentuale

Passività finanziarie detenute per la
negoziazione
Passività finanziarie designate al fair value Totale
Voci/Valori 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
Valore di
bilancio
Comp. % Valore di
bilancio
Comp. % Valore di
bilancio
Comp. % Valore di
bilancio
Comp. % Valore di
bilancio
Comp. % Valore di
bilancio
Comp. %
Passività da contratti
finanziari emessi IFRS 9:
11.736 100,0 10.412 100,0 11.736 98,9 10.412 99,1
a) Da contratti con
prestazioni collegate a
indici e quote OICR
11.685 99,6 10.361 99,5 11.685 98,5 10.361 98,6
b) Fondi pensione
c) Altri contratti finanziari
emessi
51 0,4 51 0,5 51 0,4 51 0,5
Derivati non di copertura 11 8,6 9 9,0 11 0,1 9 0,1
Derivati di copertura 115 91,4 86 91,0 115 1,0 86 0,8
Altre passività finanziarie
Totale 126 100,0 95 100,0 11.736 100,0 10.412 100,0 11.862 100,0 10.507 100,0

Informazioni sulle operazioni di copertura

.

Si rimanda a quanto riportato a commento della voce 4.5 dell'attivo.

4.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica, composizione percentuale e gerarchia del fair value

Valori in milioni di euro
31/12/2024
Voci/Valori Valore di
bilancio
Composizione
%
L1 L2 L3 Totale
Fair
Value
Valore
di
bilancio
Composizione
%
L1 L2 L3 Totale
Fair
Value
Passività
Strumenti finanziari
partecipativi
Passività subordinate 1.281 23,1 1.330 1.330 1.287 25,7 1.284 1.284
Titoli di debito emessi 2.437 43,9 2.448 4 2.452 2.433 48,5 2.409 5 2.414
Altri finanziamenti ottenuti 1.831 33,0 1.831 1.831 1.296 25,8 1.296 1.296
a) da banche 251 4,5 261 5,2
b) da clientela 1.580 28,5 1.035 20,6
Totale 5.550 100,0 3.777 1.835 5.613 5.016 100,0 3.693 1.301 4.993

Il dettaglio delle Passività subordinate è esposto nella tabella seguente:

Emittente Valore Nominale in
circolazione
livello
subord.
Scadenza
anno
call Tasso Q/NQ
Unipol 750,0 milioni Tier II 2034 fisso 4,900% Q
Unipol 500,0 milioni Tier II 2028 fisso 3,875% Q

Le passività subordinate emesse da Unipol Assicurazioni SpA ammontano a euro 1.281 milioni e sono relative per euro 1.250 milioni a prestiti obbligazionari subordinati.

I Titoli di debito emessi ammontano a euro 2.437 milioni. Si riferiscono per euro 2.433 milioni a titoli emessi da Unipol Assicurazioni SpA e per euro 4 milioni a titoli emessi dalla controllata Società e Salute SpA.

I Titoli di debito emessi da Unipol Assicurazioni SpA sono relativi a tre prestiti obbligazionari senior, quotati presso la Borsa del Lussemburgo, del valore

nominale complessivo di euro 2.402 milioni:

  • euro 1.000 milioni di valore nominale, tasso fisso 3%, durata 10 anni, scadenza 2025;

  • euro 500 milioni di valore nominale, tasso fisso 3,5%, durata 10 anni, scadenza 2027;

  • euro 902 milioni di valore nominale, tasso fisso 3,25%, durata 10 anni, scadenza 2030.

Gli Altri finanziamenti pari ad euro 1.831 milioni (euro 1.296 milioni al 31/12/2023), sono principalmente riferibili al finanziamento acceso, per l'acquisto di immobili e per opere di miglioria, dal Fondo Chiuso Immobiliare Athens R.E. Fund per euro 134 milioni e al Fondo Chiuso Immobiliare Tikal per euro 100 milioni; ai finanziamenti in capo a UnipolRental ottenuti da istituti di credito e da altri per complessivi euro 1.475 milioni.

Nella voce sono comprese le passività finanziarie derivanti dal valore attuale dei canoni futuri dovuti per i contratti di leasing contabilizzati sulla base dell'IFRS 16 per complessivi euro 118 milioni.

5. Debiti

31/12/2024 31/12/2023 var. %
Debiti verso intermediari e compagnie 267 207 28,93
Debiti verso fornitori 450 553 (18,74)
Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato 39 41 (6,08)
Debiti verso enti assistenziali e previdenziali 51 43 19,69
Debiti diversi 146 94 55,49
Totale debiti 953 938 1,64

6. Altri elementi del passivo

.

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023 var. %
Passività fiscali correnti 34 17 100,0
Passività fiscali differite 17 89 (80,9)
Passività di un gruppo in dismissione posseduto per la vendita
Ratei e risconti passivi 56 60 (7,3)
Altre passività 1.387 1.280 8,4
Totale altri elementi del passivo 1.494 1.446 3,3

La voce Passività fiscali differite è esposta al netto delle compensazioni effettuate, ai sensi dello IAS 12, con le corrispondenti imposte (IRES o IRAP) iscritte nelle attività fiscali differite.

Note illustrative del Conto economico

Le voci del conto economico e le variazioni intervenute rispetto all'esercizio precedente sono di seguito commentate e integrate (la numerazione richiama quella riportata nello schema obbligatorio di esposizione del conto economico).

    1. Ricavi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi
    1. Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi
    1. Ricavi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione
    1. Costi per servizi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione

Ricavi e costi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi – Composizione

Valori in milioni di euro
Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Totale Base A1 Base A2 Base A3 Base A4 Totale
Voci/Basi di aggregazione 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
A. Ricavi assicurativi derivanti
dai contratti di assicurazione
emessi valutati in base al GMM
e al VFA
A.1 Importi connessi con le
variazioni della passività per
residua copertura
502 164 114 1.026 1.807 467 136 167 962 1.732
1. Sinistri accaduti e altri costi per
servizi assicurativi attesi
305 88 63 579 1.035 280 76 64 540 960
2. Variazioni dell'aggiustamento
per i rischi non finanziari
14 1 4 36 55 13 1 4 34 52
3. Margine sui servizi contrattuali
registrato in conto economico per
i servizi forniti
184 75 47 287 593 174 59 99 388 720
4. Altri importi 125 125
A.2 Costi di acquisizione dei
contratti di assicurazione
recuperati
14 16 17 177 224 9 10 12 183 215
A.3 Totale ricavi assicurativi
derivanti dai contratti di
assicurazione emessi valutati in
517 180 131 1.203 2.031 476 147 179 1.145 1.947
base al GMM e al VFA (A.1 + A.2)
A.4 Totale ricavi assicurativi
derivanti dai contratti di
assicurazione emessi valutati in
base al PAA
7.779 7.624
Segmento vita 1
Segmento danni - Auto 4.131 3.991
Segmento danni - Non Auto 3.647 3.632
A.5 Totale ricavi assicurativi
derivanti dai contratti di
assicurazione emessi (A.3 + A.4)
517 180 131 1.203 9.810 476 147 179 1.145 9.571
B. Costi per servizi assicurativi
derivanti dai contratti di
assicurazione emessi - GMM e
VFA
1. Sinistri accaduti e altri costi
direttamente attribuibili
(309) (67) (532) (1.020) (1.928) (295) (60) (911) (1.252) (2.519)
2. Variazioni della passività per
sinistri accaduti
(3) (14) 184 283 450 5 1.048 510 1.563
3. Perdite su contratti onerosi e
recupero di tali perdite
(1) (20) 10 (11) (2) (5) (13) (20)
4. Ammortamento delle spese di
acquisizione dei contratti di
assicurazione
(18) (16) (17) (190) (242) (13) (10) (12) (183) (219)
5. Altri importi
B.6 Totale costi per servizi
assicurativi derivanti dai
contratti di assicurazione
emessi in base al GMM e VFA
(331) (96) (385) (917) (1.730) (310) (66) 119 (938) (1.195)
B.7 Totale costi per servizi
assicurativi derivanti dai
contratti di assicurazione
emessi valutati in base al PAA
(7.067) (8.210)
- Segmento vita (1)
- Segmento danni - Auto (3.855) (4.147)
- Segmento danni - Non Auto (3.212) (4.063)
B.8 Totale costi per servizi
assicurativi
derivanti dai contratti di
assicurazione emessi (B.6 + B.7)
(331) (96) (385) (917) (8.797) (310) (66) 119 (938) (9.405)
C. Totale ricavi/costi netti
derivanti dai contratti di
assicurazione emessi (+/-)
(A.5+B.8)
186 83 (254) 286 1.013 166 81 298 207 166

Base di aggregazione 1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta e contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali - Segmento Vita

Base di aggregazione 2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base di aggregazione 3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Auto Base di aggregazione 4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni Non Auto

Costi e ricavi assicurativi derivanti dalle cessioni in riassicurazione – Composizione

Valori in milioni di euro
Voci\Basi di aggregazione Segmento
Vita
Segmento
Danni
Totale Segmento
Vita
Segmento
Danni
Totale
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
A. Allocazione dei premi pagati relativi alle cessioni in
riassicurazione valutate in base al GMM
(25) (25) (88) (88)
A.1 Importi connessi con le variazioni dell'attività per residua copertura (25) (25) (88) (88)
1. Importo dei sinistri e altri costi recuperabili attesi (20) (20) (20) (20)
2. Variazioni dell'aggiustamento per i rischi non finanziari (1) (1)
3. Margine sui servizi contrattuali registrato in conto economico per i
servizi ricevuti
(4) (4) (67) (67)
4. Altri importi
A.2 Altri costi direttamente attribuibili alle cessioni in riassicurazione
B. Allocazione dei premi pagati relativi alle cessioni in riassicurazione
valutate in base al PAA
(25) (342) (367) (20) (288) (308)
C. Totale costi derivanti dalle cessioni in riassicurazione (A.1+A.2+B) (25) (367) (392) (20) (377) (396)
D. Effetti delle variazioni del rischio di inadempimento da parte dei
riassicuratori
1 1 (2) (2)
E. Importo dei sinistri e altre spese recuperato 14 500 514 13 255 267
F. Variazioni dell'attività per sinistri accaduti 1 (288) (287) 1 371 372
G. Altri recuperi (8) (8)
H. Totale costi/ricavi netti derivanti dalle cessioni in riassicurazione
(C+D+E+F+G)
(11) (161) (172) (6) 247 240

Ripartizione dei costi per servizi assicurativi e altri

Valori in milioni di euro
31/12/2024
Costi /Basi di
aggregazione
Base
A1 –
con
DPF
Base A2 –
senza
DPF
Base A1 +
Base A2
Base A3 Base A4 Base A3 +
Base A4
Altro Base A1
– con
DPF
Base A2
– senza
DPF
Base A1 +
Base A2
Base A3 Base A4 Base A3
+ Base
A4
Altro
Costi attribuiti
all'acquisizione dei
contratti assicurativi
(18) (16) (34) (704) (1.171) (1.874) (13) (10) (24) (716) (1.161) (1.877)
Altri costi
direttamente
attribuibili
(313) (81) (394) (3.536) (2.958) (6.495) (297) (55) (352) (3.312) (3.840) (7.152)
Spese di gestione
degli investimenti
(7) (44) (21) (6) (47) (22)
Altri costi (108) (1.038) (314) (81) (571) (312)
Totale (331) (97) (543) (4.240) (4.129) (9.451) (335) (310) (66) (463) (4.028) (5.001) (9.647) (334)

Base A1 – con DPF = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita Base A2 – senza DPF = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Vita

Base A1 + Base A2 = Segmento Vita Base A3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Auto

Base A4 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta – Segmento Danni – Non Auto

Base A3 + Base A4 = Segmento Danni

6. Proventi/oneri da attività e passività finanziarie valutate al fair valuerilevato a conto economico

21,7
208,8
7,8
Valori in milioni di euro
var. %

7. Proventi/oneri delle partecipazioni in collegate e joint venture

Al 31 dicembre 2024 ammontano a euro 402 milioni e comprendono il contributo del consolidamento con il metodo del patrimonio netto di BPER Banca per euro 278 milioni e di Banca Popolare di Sondrio per euro 115 milioni (euro 641 milioni al 31/12/2023, di cui euro 309 milioni relativi a BPER Banca ed euro 289 milioni Banca Popolare di Sondrio).

8. Proventi/oneri da altre attività e passività finanziarie e da investimenti immobiliari

Proventi da altre attività e passività finanziarie e da investimenti immobiliari

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023 var.%
Interessi
da attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 187 139 35,1
da attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.339 1.314 1,9
Altri proventi
da investimenti immobiliari 129 122 5,8
da attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 96 101 (4,4)
Utili realizzati
da investimenti immobiliari 5 15 n.s.
da attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 37 57 (34,3)
da passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2 (100,0)
Utili da valutazione e ripristini di valore
da attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 17 29 (42,4)
da altre passività finanziarie 11 3 312,8
Totale 1.824 1.781 2,4

Oneri da altre attività e passività finanziarie e da investimenti immobiliari

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023 var.%
Interessi:
da altre passività finanziarie (223) (186) 19,8
Altri oneri:
da investimenti immobiliari (44) (52) (15,9)
da attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (2) (2) 5,1
da altre passività finanziarie (10) (8) 26,5
Perdite realizzate:
da investimenti immobiliari (2) (1) 183,9
da attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (39) (82) (52,7)
Perdite da valutazione e riduzioni di valore:
da investimenti immobiliari (87) (67) 28,6
da attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (16) (48) (66,1)
da altre attività finanziarie (11) (7) 51,3
da altre passività finanziarie (96,2)
Totale (435) (455) (4,4)

Le Perdite da valutazione e riduzioni di valore relative ad investimenti immobiliari sono riferibili ad ammortamenti per euro 54 milioni e a riduzioni di valore per euro 32 milioni (al 31/12/2023 erano riferibili ad ammortamenti per euro 53 milioni e a riduzioni di valore per euro 15 milioni).

8.5 Utili/perdite da valutazione

Rettifiche/riprese di valore per rischio di credito: composizione

Rettifiche di valore Riprese di valore
Primo stadio Di cui attività
con basso
rischio di
credito
Secondo stadio Terzo stadio Primo stadio Di cui attività
con basso
rischio di
credito
Secondo stadio Terzo stadio
Titoli di Stato (3) (3) 2 2
Altri titoli di debito (10) (7) (3) 11 7
Finanziamenti e crediti (2) (3) 2 2
- verso banche
- verso clientela (2) (3) 2 2
Totale 31/12/2024 (16) (10) (3) (3) 15 9 2
Totale 31/12/2023 (15) (9) (1) (14) 15 10 2 3

Valori in milioni di euro

10. Costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi

La voce esprime oneri netti per euro 1.554 milioni (oneri netti per euro 1.286 milioni al 31/12/2023) e sono relativi:

  • per euro 1.361 milioni (euro 1.216 milioni al 31/12/2023) a costi netti dovuti all'applicazione dell'opzione di azzeramento della redditività finanziaria netta rilevata nel Conto economico derivante dagli attivi sottostanti i contratti assicurativi contabilizzati con il metodo VFA (c.d. "mirroring");
  • per la quota restante, pari a oneri netti per euro 193 milioni (oneri netti per euro 70 milioni al 31/12/2023), agli effetti della capitalizzazione dei flussi finanziari contabilizzati con il BBA o PAA al tasso locked-in e agli effetti degli adeguamenti dei cambi. La significativa variazione intervenuta è attribuibile al progressivo incremento dei tassi di attualizzazione locked-in applicabili nel periodo in esame rispetto a quelli dell'esercizio precedente.

Costi e ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi

Valori in milioni di euro
Base A1 Base A2 Base A3 Totale Base A1 Base A2 Base A3 Totale
Voci/Basi di aggregazione 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
1. Interessi maturati 23 (2) (189) (168) 26 (1) (101) (76)
2. Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e altre assunzioni
finanziarie
3. Variazioni del fair value delle attività sottostanti ai contratti valutati
in base al VFA
(1.361) (1.361) (1.216) (1.216)
4. Effetti della variazione dei tassi di cambio (27) (27) 4 4
5. Altri 2 2 1 2
6. Totale ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di
assicurazione emessi registrati in conto economico
(1.338) (2) (215) (1.554) (1.190) (1) (96) (1.286)

Base A1 = Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita

Base A2 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Vita Base A3 = Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta - Segmento Danni

Come indicato in precedenza, il Gruppo ha adottato le facoltà che consentono il contenimento di disallineamenti contabili derivanti dalla modalità di valutazione di attivi e passivi soggetti all'IFRS 17 e/o all'IFRS 9. Conseguentemente, oltre ai costi e ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti assicurativi emessi rilevati nel Conto economico riportati nella tabella di cui sopra, sono stati rilevati nel Conto economico complessivo oneri netti per euro 528 milioni (oneri netti per euro 2.196 milioni al 31/12/2023).

11. Ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione

I ricavi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione sono pari a euro 20 milioni (costi netti per euro 3 milioni al 31/12/2023).

Ricavi e costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione

Valori in milioni di euro
Voci\Basi di aggregazione Segmento Vita Segmento
Totale
Danni
Segmento Vita Segmento Danni Totale
31/12/2024 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2023 31/12/2023
1. Interessi maturati 18 18 4 4
2. Effetti delle variazioni dei tassi d'interesse e altre
assunzioni finanziarie
3. Effetti della variazione dei tassi di cambio 4 4 (3) (3)
4. Altri (2) (2) (1) (3) (3)
5. Totale ricavi/costi netti di natura finanziaria delle
cessioni in riassicurazione
20 20 (1) (2) (3)

Come indicato in precedenza, il Gruppo ha adottato le facoltà che consentono il contenimento di disallineamenti contabili derivanti dalla modalità di valutazione di attivi e passivi soggetti all'IFRS 17 e/o all'IFRS 9. Conseguentemente, oltre ai ricavi e costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione emessi rilevati nel Conto economico riportati nella tabella di cui sopra, sono stati rilevati nel Conto economico complessivo proventi netti per euro 12 milioni (proventi netti per euro 19 milioni al 31/12/2023).

Operatività assicurativa - Risultato finanziario netto degli investimenti ripartito per segmento vita e segmento danni

Valori in milioni di euro
Segmento Vita Segmento
Danni
Totale Segmento Vita Segmento
Danni
Totale
Voci/Segmenti operativi 31/12/2024 Di cui DPF 31/12/2024 31/12/2024 31/12/2023 Di cui DPF 31/12/2023 31/12/2023
A. RISULTATO FINANZIARIO NEGLI
INVESTIMENTI
2.475 1.727 807 3.283 3.858 3.057 1.050 4.908
A.1 Interessi attivi da attività finanziarie valutate
al costo ammortizzato e al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
1.110 1.029 418 1.528 1.032 970 397 1.428
A.2 Profitti/perdite netti delle attività valutate al
fair value rilevato a conto economico
942 278 261 1.203 828 174 246 1.074
A.3 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio
di credito
(2) (1) (2) (4) (3) 4 (6) (9)
A.4 Altri proventi /costi netti 4 32 (152) (148) 31 42 (53) (22)
A.5 Plus/minusvalenze nette delle attività
finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
422 388 282 704 1.970 1.867 467 2.437
B VARIAZIONE NETTA DEI CONTRATTI
D'INVESTIMENTO EMESSI IFRS 9
(631) (631) (614) (614)
C. RISULTATO FINANZIARIO NETTO - ALTRI 1.844 1.727 807 2.651 3.244 3.057 1.050 4.294
di cui: registrati in conto economico 1.422 1.339 525 1.947 1.273 1.190 583 1.857
di cui: registrati nel conto economico
complessivo
422 388 282 704 1.970 1.867 467 2.437

Operatività assicurativa – Sintesi dei risultati economici ripartiti per segmento vita e segmento danni

Valori in milioni di euro
31/12/2024
Sintesi risultati/Segmenti operativi Segmento Vita Segmento
Danni
Totale Segmento Vita Segmento Danni Totale
A. Risultati finanziari 99 470 569 171 626 797
A.1 Importi registrati in conto economico 82 331 413 82 486 568
1. Risultato finanziario netto totale degli investimenti 1.422 525 1.947 1.273 583 1.857
2. Ricavi/costi netti di natura finanziaria dei contratti
assicurativi
(1.340) (194) (1.534) (1.191) (97) (1.289)
3.
Totale
82 331 413 82 486 568
A2. Importi registrati nel conto economico
complessivo
17 139 156 89 140 229
1. Risultato finanziario netto totale degli investimenti 422 282 704 1.970 467 2.437
2. Ricavi/costi netti di natura finanziaria dei contratti
assicurativi
(404) (144) (548) (1.881) (327) (2.208)
3.
Totale
17 139 156 89 140 229
B. Risultato netto assicurativo e finanziario (338) (283) (621) 412 790 1.203
1. Risultato netto dei servizi assicurativi (438) (752) (1.190) 241 165 406
2. Risultato finanziario netto totale degli investimenti 1.844 807 2.651 3.244 1.050 4.294
3. Risultato netto di natura finanziaria dei contratti
assicurativi
(1.745) (338) (2.083) (3.073) (424) (3.497)
4. Totale (338) (283) (621) 412 790 1.203

Si riporta di seguito la composizione, a valori di fair value, del portafoglio di attivi netti sottostanti ai contratti assicurativi con elementi di partecipazione diretta e ai contratti di investimento con elementi di partecipazione discrezionale.

Valori in milioni di euro
--------------------------- -- -- -- -- -- -- -- -- --
Categoria 31/12/2024 31/12/2023
Titoli di stato 21.202 21.048
Obbligazioni societarie 10.923 10.051
Strumenti di capitale 509 145
Fondi comuni/OICR 2.667 2.547
Immobili 1.275 1.213
Obbligazioni strutturate 154 77
Disponibilità liquide e depositi 318 184
Crediti fiscali 800 894
Derivati 23 (65)
TOTALE 37.871 36.092

13. Altri ricavi/costi

Totale Altri ricavi/costi 1.096 1.096 (0,0)
Altri costi (883) (443) 99,5
Altri proventi 1.926 1.529 25,9
Sopravvenienze attive 21 20 5,0
Differenze cambio 32 (11) n.s
31/12/2024 31/12/2023 var. %
Valori in milioni di euro

14. Spese di gestione

Ammontano a euro 638 milioni (euro 564 milioni al 31/12/2023) di cui euro 72 milioni relative a spese di gestione degli investimenti (euro 75 milioni al 31/12/2023) ed euro 566 milioni relative ad altre spese di amministrazione non rientranti nel calcolo delle passività e attività assicurative e non allocate alle spese di acquisizione dei contratti assicurativi e alle spese di gestione degli investimenti (euro 489 milioni al 31/12/2023).

16. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali

Ammontano a euro 624 milioni (euro 377 milioni al 31/12/2023) e sono relative ad ammortamenti per euro 529 milioni e riduzioni di valore per euro 96 milioni.

17. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali

Ammontano a euro 143 milioni (euro 133 milioni al 31/12/2023) e sono relative ad ammortamenti di attività immateriali.

20. Imposte sul reddito

Nel prospetto seguente sono riportate le movimentazioni intervenute a livello economico consolidato, in considerazione dell'utilizzo e accantonamento di imposte anticipate e differite secondo quanto previsto dal principio contabile internazionale IAS 12.

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023
Ires Irap Totale Ires Irap Totale
Imposte correnti 186 (2) 185 124 41 164
Imposte differite attive e passive: 19 (7) 12 61 9 70
Utilizzo imposte differite attive 189 31 219 231 21 252
Utilizzo imposte differite passive (6) (7) (21) (21)
Accantonamento imposte differite attive (306) (78) (384) (277) (48) (325)
Accantonamento imposte differite passive 142 40 183 128 36 163
Totale 205 (9) 197 184 50 234

A fronte di un risultato ante imposte pari a euro 1.136 milioni, sono state rilevate imposte di competenza del periodo per euro 197 milioni. Il tax rate complessivo risulta pari al 14,9% (14,9% al 31/12/2023).

Il tax rate effettivo dell'esercizio è influenzato:

  • per -7,1%, pari a euro 93 milioni (-2,1%, pari a euro 33 milioni al 31/12/2023), a fronte di rettifiche di imposte di competenza di esercizi precedenti. Sono incluse contabilizzazioni della Capogruppo per euro 65 milioni al fine di rilevare attività per imposte anticipate ai fini Ires e Irap che risultano recuperabili sulla base dei futuri imponibili fiscali attesi post fusione. In tale ammontare è ricompreso anche il beneficio a conto economico derivante dall'agevolazione Patent Box pari a circa euro 26 milioni;
  • per -1,8%, pari a euro 24 milioni (-6,4%, pari a euro 100 milioni al 31/12/2023), dai benefici netti derivanti da differenze permanenti tra base imponibile determinata sulla base della normativa fiscale e risultato ante imposte (come, ad esempio, dividendi, benefici ACE);
  • per -7,3%, pari a euro 96 milioni (-5,2%, pari a euro 82 milioni al 31/12/2023), correlato al risultato positivo apportato dalle società valutate con il metodo del patrimonio netto quali, in particolare, BPER Banca e di Banca Popolare di Sondrio.

Nel seguente prospetto si evidenzia la composizione delle attività e delle passività differite iscritte, con evidenza separata delle compensazioni effettuate ai fini della corretta rappresentazione di bilancio.

Valori in milioni di euro
31/12/2024 31/12/2023
Totale Ires/Corp. tax Irap Totale Ires/Corp. tax Irap
IMPOSTE DIFFERITE ATTIVE
Attività immateriali e materiali 528 437 91 503 465 38
Attività assicurative 381 323 57 403 348 56
Investimenti immobiliari 73 63 10 72 63 10
Strumenti finanziari 225 178 48 404 320 85
Crediti diversi e altri elementi dell'attivo 41 31 10 65 58 8
Accantonamenti 320 280 40 255 226 29
Passività assicurative 63 55 8 43 39 4
Passività finanziarie 2 2
Debiti e altri elementi del passivo 15 15 1 15 15
Altre imposte anticipate 35 30 5 27 24 4
Compensazione IAS 12 (1.055) (834) (221) (1.089) (920) (169)
Totale imposte differite attive 629 580 49 701 637 64
IMPOSTE DIFFERITE PASSIVE
Attività immateriali e materiali (114) (95) (19) (111) (93) (18)
Attività assicurative (1)
Investimenti immobiliari (12) (10) (3) (16) (13) (3)
Strumenti finanziari (299) (232) (66) (255) (200) (55)
Crediti diversi e altri elementi dell'attivo
Accantonamenti (33) (27) (6) (21) (17) (4)
Passività assicurative (587) (455) (132) (754) (585) (169)
Passività finanziarie (1) (1)
Debiti e altri elementi del passivo (2) (2) (3) (3)
Altre imposte differite (25) (14) (10) (17) (10) (8)
Compensazione IAS 12 1.055 834 221 1.089 920 169
Totale imposte differite passive (17) (1) (16) (89) (89)

Le attività fiscali nette sono ritenute recuperabili sulla base dei piani previsionali delle società appartenenti al Gruppo.

Applicazione della Global Minimum Tax(GloBe)

In applicazione del Regolamento UE 2023/2468 con il quale la Commissione Europea ha recepito le modifiche dello IASB in relazione allo IAS 12, introducendo tra l'altro un'eccezione temporanea alla contabilizzazione delle imposte differite connesse all'applicazione delle disposizioni del Pillar Two, si specifica quanto segue.

Il D.Lgs. n. 209 del 27 dicembre 2023, recante l'attuazione della riforma fiscale in materia di fiscalità internazionale, ha previsto l'introduzione in Italia di un regime di tassazione minima globale (Global Minimum Tax) a decorrere dal 1° gennaio 2024.

Il Titolo II del citato Decreto legislativo contiene disposizioni per l'attuazione della Legge 9 agosto 2023, n. 111 al fine di recepire la Direttiva UE n. 2022/2523 del Consiglio del 14 dicembre 2022, intesa a garantire un livello di imposizione fiscale minimo globale per i grandi gruppi multinazionali di imprese e i gruppi nazionali su larga scala nell'Unione Europea.

La citata Direttiva recepisce nel mercato unico il nucleo principale dell'accordo globale sul c.d. Pillar Two raggiunto in sede OCSE/G20. A tal fine, è stato congegnato un sistema coordinato di regole in grado di assicurare che i grandi gruppi di imprese siano soggetti ad un livello impositivo minimo almeno pari al 15% in relazione a ciascuno dei Paesi in cui tali gruppi operano e producono reddito.

L'obiettivo della Global Minimum Tax consiste nel raggiungere un livello di parità concorrenziale tra imprese a livello globale, fermare la corsa al ribasso delle aliquote e promuovere efficienti decisioni di investimento e localizzazione delle attività d'impresa.

Al fine di garantire un livello impositivo minimo dei gruppi multinazionali o nazionali di imprese secondo l'approccio comune condiviso in sede OCSE e ripreso in sede unionale, l'art. 9, comma 1, del D.Lgs. n. 209/2023 dispone che il livello minimo di imposizione potrà essere raggiunto tramite l'applicazione di un'imposta integrativa (Top-Up-Tax - TUT) nel caso in cui l'aliquota effettiva di tassazione (Effective Tax Rate - ETR) in ciascuna giurisdizione non raggiunga il 15%. L' imposta integrativa è prelevata attraverso:

  • l'imposta minima integrativa ("Income Inclusion Rule IIR"), dovuta da controllanti (tipicamente la capogruppo o entità controllante di ultimo livello) localizzate in Italia di gruppi multinazionali o nazionali in relazione alle imprese soggette ad una bassa imposizione facenti parte del gruppo;
  • l'imposta minima suppletiva ("Undertaxed Profits Rule UTPR"), dovuta da una o più imprese di un gruppo multinazionale localizzate in Italia in relazione alle imprese facenti parte del gruppo soggette ad una bassa imposizione quando non è stata applicata, in tutto o in parte, l'imposta minima integrativa equivalente in altri Paesi;
  • l'imposta minima nazionale ("Qualified Domestic Minimum Top-Up Tax QDMTT"), dovuta in relazione alle imprese di un gruppo multinazionale o nazionale soggette ad una bassa imposizione localizzate in Italia.

L'entrata in vigore delle regole GloBE avrà un impatto sostanziale sui gruppi d'imprese, mitigato dai transitional safe harbour (o "Regimi semplificati" nella definizione dell'art. 39 del Decreto Legislativo) introdotti dall'OCSE con lo scopo di escludere determinate giurisdizioni in cui un gruppo opera dal campo applicativo delle regole GloBE. A tal proposito si possono individuare due tipologie di safe harbour:

  • Safe Harbour transitorio per il reporting country-by-country (CbCR): questo safe harbour esclude temporaneamente le multinazionali che operano in giurisdizioni a basso rischio dall'introduzione di una tassa aggiuntiva.
  • Safe Harbour permanente per i calcoli semplificati: questo safe harbour consente permanentemente a una multinazionale di ridurre il numero di calcoli complessi richiesti e di eseguire, invece, calcoli semplificati.

Sotto il profilo soggettivo il Gruppo Unipol, a norma dell'art. 10 del Decreto legislativo, è soggetto alle disposizioni relative alla Global Minimum poiché presenta ricavi consolidati superiori a euro 750 milioni in almeno due dei quattro esercizi precedenti all'esercizio in esame.

Al di fuori dell'Italia nel 2024 il Gruppo Unipol, ha operato in Serbia, in Irlanda e in Lussemburgo.

Per gli Stati UE, le entità del Gruppo saranno soggette all'imposta minima nazionale (QDMTT), salvo l'applicazione dei sopracitati transitional safe harbour. In tal caso, non sarà dovuta dal Gruppo alcuna imposta integrativa negli Stati interessati.

L'esposizione del Gruppo Unipol alle imposte sul reddito del secondo pilastro alla data di chiusura dell'esercizio, anche sulla base del regime semplificato (c.d. safe harbour transitori da rendicontazione paese per paese), derivante dalla differenza tra l'ETR della singola giurisdizione (Serbia e Irlanda) e l'aliquota fiscale minima del 15% che individua la percentuale di Top-Up Tax da applicare all'excess profit, cioè la parte di GloBE Income (reddito qualificato) che eccede i profitti routinari determinati in funzione del valore contabile del costo del lavoro e degli asset materiali presenti nella giurisdizione, non è significativa.

Il Gruppo Unipol, con il supporto di consulenti esterni, sta preparando gli adempimenti connessi alla legislazione del secondo pilastro, anche al fine di gestirne l'esposizione per i periodi successivi, tramite la predisposizione di adeguati sistemi e procedure volte a:

  • identificare, localizzare e caratterizzare, anche nel continuo, ai fini della legislazione del secondo pilastro tutte le imprese del Gruppo;
  • computare i test semplificati (c.d. safe harbour transitori da rendicontazione paese per paese) per ogni giurisdizione rilevante, al fine di godere dei relativi benefici in termini di riduzione degli oneri di adempimento e di azzeramento delle imposte da secondo pilastro;
  • effettuare i calcoli completi e di dettaglio delle grandezze rilevanti come richiesti dalla legislazione del secondo pilastro per le eventuali giurisdizioni che non dovessero superare nessuno dei suddetti test.

Altre informazioni

Informativa relativa agli effetti reali o potenziali di accordi di compensazione

Al fine di consentire una valutazione degli effetti reali o potenziali di accordi di compensazione sul Gruppo Unipol, si riportano di seguito le informazioni relative agli strumenti finanziari soggetti ad accordi-quadro di compensazione esecutivi, che al 31 dicembre 2024 sono costituiti esclusivamente da strumenti derivati.

Gli accordi contenuti negli ISDA Master agreements che regolano l'operatività in tali strumenti prevedono, in caso di insolvenza da parte di una delle parti contrattuali, la compensazione tra partite a credito e debito comprensive di eventuali depositi di liquidità o strumenti finanziari posti a garanzia.

Attività Finanziarie

Tipologia Ammontare lordo Ammontare delle
passività finanziarie
compensate in
Ammontare netto
delle attività
finanziarie riportate in
bilancio
Ammontari correlati non oggetto di
compensazione in bilancio
Valori in milioni di euro
Ammontare netto
(A) bilancio (B) (C)= (A) - (B) Strumenti finanziari Depositi di contante (F)=(C )-(D)-(E)
(D) ricevuti in garanzia (E)
Operazioni in derivati (1) 247 247 114 53 79
Pronti contro termine (2)
Prestito titoli
Altri
Totale 247 247 114 53 79

Passività Finanziarie

Valori in milioni di euro
Tipologia Ammontare delle
Ammontare lordo
attività finanziarie
Ammontare netto
delle passività
finanziarie riportate in
bilancio
Ammontari correlati non oggetto di
compensazione in bilancio
Ammontare netto
(A) compensate in
bilancio (B)
(C)= (A) - (B) Strumenti finanziari
(D)
Depositi di contante
posti a garanzia (E)
(F)=(C )-(D)-(E)
Operazioni in derivati (1) 171 171 80 88 3
Pronti contro termine (2)
Prestito titoli
Altri
Totale 171 171 80 88 3
(1) Gli importi indicati comprendono il fair value di bilancio degli strumenti derivati oggetto di accordi di compensazione nonché eventuali depositi di liquidità ricevuti o dati in garanzia.

(2) Gli importi indicati comprendono il credito/debito finanziario relativo all'operazione di pronti contro termine nonché il valore dell'attività finanziaria oggetto della compravendita a termine

Utile/(Perdita) per azione

Valori in milioni di euro

Utile/(perdita) base e diluito per azione (euro per azione) 1,46 1,54
Media ponderata delle azioni in circolazione nell'esercizio (n./Milioni) 716 716
Utile/perdita attribuito alle azioni ordinarie (milioni di euro) 1.049 1.101
31/12/2024 31/12/2023

Dividendi

L'Assemblea degli Azionisti di Unipol, tenutasi in data 24 aprile 2024, a fronte di un risultato economico positivo al 31/12/2023 della Capogruppo Unipol pari a euro 378 milioni (risultante dal bilancio di esercizio redatto secondo i principi contabili nazionali), ha deliberato, tenuto conto delle azioni proprie detenute, la distribuzione di dividendi per complessivi euro 273 milioni circa, corrispondenti a euro 0,38 per ogni azione.

L'Assemblea degli Azionisti ha inoltre fissato nel giorno 22 maggio 2024 la data di inizio pagamento del dividendo (stacco cedola 20/5/2024, record date 21/5/2024).

Attività non correnti o di un gruppo in dismissione possedute per la vendita e attività operative cessate

Al 31 dicembre 2024 le riclassifiche effettuate in applicazione dell'IFRS 5 alla voce 6.1 dell'attivo ammontano a euro 82 milioni, di cui euro 32 milioni relativi a immobili destinati alla vendita ed euro 50 milioni relativi alla partecipazione in Cronos Vita Assicurazioni (euro 133 milioni al 31/12/2023, di cui euro 83 milioni relativi a immobili destinati alla vendita ed euro 50 milioni relativi alla partecipazione in Cronos Vita Assicurazioni).

Nell'ambito dell'operazione di salvataggio degli assicurati ex-Eurovita che ha comportato l'acquisizione della partecipazione in Cronos Vita Assicurazioni, Unipol, e le altre compagnie assicurative aderenti al salvataggio, hanno rilasciato pro-quota garanzia a beneficio degli istituti bancari che hanno concesso finanziamenti alla collegata Cronos Vita per far fronte a parte dei riscatti anticipati afferenti alle polizze collegate alle gestioni separate distribuite dalle banche stesse per conto di Eurovita. Tale garanzia fidejussoria, azionabile in caso di inadempimento di Cronos Vita, in subordine rispetto ad altra garanzia reale costituita da Cronos Vita su attivi presenti nel portafoglio delle gestioni separate, è stata rilasciata da ciascuno dei soci di Cronos Vita in proporzione alla percentuale di partecipazione nel capitale sociale. L'importo massimo garantito da Unipol è di euro 1.094 milioni, calcolato in ragione dell'importo massimo degli impegni alla concessione dei finanziamenti da parte degli istituti finanziari. A fine 2024 i finanziamenti già erogati dagli istituti finanziari a Cronos Vita a valere su tali impegni ammontano, per la quota oggetto di garanzia da parte di Unipol, a euro 466 milioni. La garanzia fidejussoria cesserà ogni efficacia al momento del trasferimento, a ciascuna delle compagnie socie di Cronos Vita, del ramo d'azienda della partecipata loro assegnato, il cui perfezionamento è atteso entro l'esercizio 2025.

Operazioni con parti correlate

Unipol Assicurazioni eroga i seguenti servizi a favore delle società del Gruppo:

  • Governance (prestazioni a supporto del controllo interno, della gestione dei rischi, della compliance e della Funzione Attuariale Validation);
  • Finanza;
  • Innovation;
  • Comunicazione e rapporti con i Media;
  • Antiriciclaggio e antiterrorismo;
  • Supporto 231;
  • Relazioni istituzionali;
  • Valutazione degli investimenti;
  • Risorse umane e relazioni industriali (amministrazione del personale, selezione esterna, sviluppo e sistemi di remunerazione, iniziative di welfare, gestione del personale, relazioni sindacali, contenzioso dipendenti, welfare dipendenti, sicurezza);
  • Organizzazione;
  • Formazione;
  • Legali e societari (societari, gestione albo legali di gruppo, antifrode, riscontro autorità, consulenza legale assicurativa, consulenza e supporto privacy, consulenza legale antitrust, consulenza legale generale, servizi legali di contenzioso, legale corporate, reclami, gestione delle partecipazioni);
  • Liquidazione sinistri;
  • Assicurativi (normativa reti distributive, gestione del portafoglio auto, riassicurazione, elaborazione tariffe auto, bancassicurazione vita, assistenza di primo livello alle agenzie, assistenza sul territorio alle agenzie, test utente finale e manualistica, servizi gestionali danni e knowledge management, CRM, targeting e campaign management);
  • Servizi informatici;
  • Funzione Attuariale Calculation;
  • Amministrativi (prestazioni di natura contabile, fiscale, amministrativa e bilancistica);
  • Controllo di gestione;
  • Acquisti di beni e servizi (anche immobiliari) e servizi generali;
  • Servizi per la gestione delle segnalazioni Whistleblowing;
  • Servizi di supporto all'Organismo di Vigilanza;
  • Sostenibilità;
  • Servizi di corporate social responsability (CSR);
  • Immobiliari (coordinamento processi urbanistici, servizi di value added, gestione operativa delle vendite e degli acquisti immobiliari, servizi per la locazione degli immobili, project management, logistica e servizi immobiliari, facility management, gestione patrimoniale tasse e tributi, property management).

UniSalute presta i seguenti servizi a favore di Unipol:

  • Gestione dei servizi di indirizzamento, assistenza medica telefonica, prenotazione, trattazione e liquidazione di sinistri relativi a specifiche garanzie/prodotti per conto di Unipol;
  • Servizi di aggiornamento anagrafiche assicurati e servizi amministrativi connessi al pagamento dei sinistri delle polizze malattia. I servizi erogati da UniSalute alla sua controllata SiSalute hanno interessato principalmente le seguenti aree:

• Amministrazione e controllo di gestione;

  • Reclami, normativo e gare;
  • Servizi informatici;
  • Digital Marketing e Comunicazione;
  • Gestione Network Fornitori e Coordinamento Medico;
  • Presidio risorse umane e Formazione;
  • Centrale Operativa Collettive Ass.za Ramo 18 e case Management LTC.

UniSalute eroga alle Società a cui si applica il CIA la gestione diretta dei pagamenti delle prestazioni sanitarie effettuate dai dipendenti (compresi i dirigenti).

SIAT eroga a favore di Unipol i seguenti servizi:

  • Supporto tecnico nella trattazione e stipula dei contratti trasporti e aviazione;
  • Servizi di portafoglio per i contratti del settore trasporti;

• Gestione dei progetti di sviluppo del settore Trasporti.

UnipolService effettua, a favore di alcune Società del Gruppo, la fornitura di servizi di autoriparazione, mentre UnipolGlass fornisce servizi di riparazione cristalli.

Unipol Welfare Solutions effettua, a favore di alcune società del Gruppo, la gestione amministrativa dei fondi pensione aperti.

UnipolTech garantisce competitività alle società assicurative del Gruppo attraverso la continua innovazione tecnologica e l'evoluzione dei servizi telematici e di pagamento in mobilità. In particolare:

  • gestisce le scatole telematiche, progettate e continuamente innovate internamente, complete di software proprietari, collegate a polizze Auto e Moto e Flotte, confermando il Gruppo Unipol quale leader di mercato. Le scatole telematiche sono direttamente collegate alla propria centrale di servizio (TSP) al fine di garantire servizi assicurativi di sicurezza e assistenza attraverso una complessa analisi dei dati a partire dal riconoscimento e ricostruzione del crash, l'assistenza stradale, il furto sino a servizi a valore aggiunto quali chiamata di emergenza privata, oltre ai VAS disponibili su mobile App;
  • supporta Unipol nell'individuazione di tecnologia IoT e Partner leader di mercato per l'erogazione di servizi di safety e security collegati a polizze assicurative a tutela della casa, dei negozi e delle imprese commerciali (smart home);
  • sviluppa dispositivi telematici collegati a polizze assicurative a tutela dei propri animali domestici;
  • ha avviato lo sviluppo di soluzioni tecnologiche che integrano la telematica ed il telepedaggio sempre in ottica distintività dell'offerta assicurativa.

La Società ha sviluppato prodotti e servizi che vengono offerti tramite la rete agenziale di Unipol, la multicanalità Unipol e su libero mercato quali:

  • Qshino, il prodotto che offre il servizio antiabbandono per i seggiolini bimbo come previsto dalla legge 1° ottobre 2018, n. 117 che ne obbliga l'utilizzo;
  • UnipolMove, servizio di pagamento elettronico del pedaggio autostradale che, a partire dal mese di marzo 2022, è stato reso disponibile a tutti i clienti del Gruppo e non solo, in quanto UnipolTech è stata accreditata al Servizio Europeo di Telepedaggio (prima azienda a livello nazionale ed europeo per i veicoli leggeri e pesanti).

Ad integrazione del Telepedaggio, continua a supportare Unipol nello sviluppo di soluzioni di pagamento in mobilità per offrire ai clienti un modello integrato di servizi distintivi complementare al business assicurativo: i primi servizi disponibili sulle App Unipol ed UnipolMove offrono la possibilità di effettuare il pagamento di parcheggi in struttura, strisce blu, accesso ad alcune zone ZTL (es. Area C di Milano), multe e bollo auto, carburante. A partire dal 2023 ha inoltre aderito ai Bandi PNRR MaaS (Mobility as a Service) ed offre servizi di pagamento integrati di micromobilità e trasporto pubblico, complementari all'auto, nelle città di Roma e Milano.

Leithà progetta, sviluppa e fornisce, a favore delle società del Gruppo, servizi, applicazioni, componenti data-intensive e strumenti innovativi ad alto valore tecnologico basati principalmente su soluzioni di Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Process Automation e Computer Vision. Inoltre, si occupa dello studio e dell'analisi dei dati a supporto dello sviluppo di nuove soluzioni assicurative (sia in ambito attuariale che di distribuzione applicativa del prodotto), dei processi e dell'evoluzione del business. Sono altresì comprese le attività necessarie, prodromiche e strumentali per la realizzazione dei progetti di ricerca commissionati e lo sviluppo del software di ambiente, dei sistemi operativi, degli applicativi e del database management inerente e funzionale ai progetti stessi.

Tra le principali aree progettuali presidiate vi sono:

  • sviluppo software a supporto della ricostruzione e liquidazione dei sinistri;
  • sviluppo software a supporto dell'assunzione tariffaria;
  • sviluppo di soluzioni per la gestione del sinistro real time;
  • supporto ai processi di sofisticazione tariffaria attraverso data enrichment e modellistica- machine learning;
  • ottimizzazione tariffaria;
  • eventi naturali e servizi di alert meteo;
  • supporto alla riassicurazione;
  • strumenti di comunicazione per la rete agenziale;
  • telematica da smartphone;
  • attività di divulgazione scientifica mediante la collaborazione con importanti progetti europei e centri di ricerca (es. ADA Adaptation in Agriculture e sviluppo dell'indice E3CI – European Extreme Events Climate Index, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR).

UnipolAssistance eroga i seguenti servizi a favore delle Società partecipanti al Consorzio e a soggetti terzi non assicurativi:

  • organizzazione, erogazione e gestione 24h su 24h delle prestazioni previste dalle coperture assicurative di assistenza Ramo 18, attraverso la fornitura degli interventi richiesti e la gestione dei rapporti con i professionisti e i fornitori indipendenti ai quali viene affidata materialmente l'esecuzione dell'intervento, comprendendo, altresì, la liquidazione dei relativi compensi. Attività di natura analoga vengono rese anche verso Consorziate non svolgenti attività assicurativa. Nell'ambito della gestione dei sinistri Turismo per le sole Consorziate svolgenti attività assicurativa, oltre alla normale erogazione di prestazioni di Assistenza, UnipolAssistance, a richiesta della singola Consorziata, potrà procedere ad anticipazioni di pagamenti di spese mediche in nome e per conto della Consorziata stessa;
  • attività di contact center dedicata ai clienti o ai prospect, ai professionisti e alle agenzie del Gruppo i cui servizi consistono in:
    • fornire attività di front-office e back office verso clienti, effettivi o potenziali, in ogni fase del rapporto con le Società del Gruppo e la rispettiva rete di vendita o verso eventuali intermediari che operino per loro conto (broker, banche);
    • fornire attività di post-vendita sullo stato delle polizze o su eventuali operazioni effettuabili sulle polizze in essere;
    • fornire attività di supporto alla rete agenziale nella relazione con i clienti, i potenziali clienti e le consorziate aventi natura assicurativa;
    • fornire attività di front-office per dare supporto nel pre e post-vendita alla rete agenziale nella relazione con i clienti, i potenziali clienti e le consorziate non aventi natura assicurativa;
    • fornire attività di contact center dedicata all'apertura di sinistri e relative richieste di informazioni.

Arca Vita eroga nei confronti delle proprie controllate i seguenti servizi:

  • gestione e sviluppo risorse umane, organizzazione, affari societari, acquisti, servizio legale e reclami, segreteria e servizi generali, sicurezza e privacy, amministrazione, pianificazione vita a favore delle proprie controllate;
  • immobiliari e locazione di parti di immobili a favore di alcune società del Gruppo.

È inoltre attivo un accordo con Arca Vita International per la licenza di utilizzo del marchio "Arca Vita International" di proprietà Arca Vita.

Arca Inlinea eroga servizi di supporto nelle attività di vendita a favore delle società Arca Assicurazioni, Arca Vita e Arca Vita International.

Arca Sistemi presta i seguenti servizi a favore principalmente delle società partecipanti al consorzio:

  • fornitura di servizi di progettazione, sviluppo e gestione di sistemi informativi;
  • fornitura di servizi di progettazione, sviluppo e gestione della conservazione sostitutiva.

Inoltre, Arca Sistemi fornisce servizi informatici a favore di UniSalute.

Arca Direct Assicurazioni ha in essere accordi di intermediazione assicurativa con Arca Vita, Arca Assicurazioni e Unipol.

UnipolRental eroga servizi di noleggio di autoveicoli a medio lungo termine alle società del Gruppo.

UnipolHome effettua, a favore di Unipol, la fornitura di servizi di riparazione per i prodotti assicurativi che prevedono questa soluzione.

UnipolPay si pone come centro di competenza delle soluzioni e delle esperienze di pagamento per la Compagnia. In tal ambito, UnipolPay offre alle società del Gruppo un conto di pagamento con associati diversi servizi per le attività di incasso e di pagamento.

Welbee progetta, sviluppa e fornisce programmi di welfare per i dipendenti di Unipol, resi disponibili attraverso una piattaforma digitale, che si concentrano prevalentemente su flexible benefit nei settori del welfare e della salute.

Tantosvago provvede alla fornitura, a favore di Welbee, dei servizi di contenuti ed esperienze di welfare aziendale; inoltre, la società progetta, sviluppa e fornisce, a favore di Unipol, programmi di incentive, loyalty e concorsi a premi.

DaVinci Healthcare fornisce a Unipol e ad altre Società del Gruppo servizi di Mental Coach e Medico Dedicato.

SiSalute eroga servizi di teleassistenza per conto di UniSalute e servizi di call center per Società e Salute.

Si evidenzia inoltre che le società del Gruppo intrattengono tra loro normali rapporti di:

• riassicurazione e coassicurazione;

• locazione di immobili e altri beni materiali;

  • mandati agenziali;
  • intermediazione di incassi e pagamenti;
  • distacchi di personale;
  • gestione di progetti formativi.

Esiste inoltre un accordo di partnership tra Unipol e UnipolTech avente l'obiettivo di rafforzare le reciproche posizioni nei mercati di riferimento: in tal senso l'accordo prevede la pubblicità sul sito e sull'App di Unipol, e in particolare attraverso anche la rete agenziale, dei servizi offerti da UnipolTech.

Tutti i rapporti sopra elencati non comprendono operazioni atipiche o inusuali.

I corrispettivi riconosciuti vengono principalmente determinati sulla base dei costi esterni sostenuti, dovuti per esempio a prodotti e servizi acquisiti da propri fornitori, e dei costi derivanti da attività autoprodotte, ossia generate attraverso proprio personale, e con logiche che considerano:

• gli obiettivi di performance che la prestazione del servizio a favore della società deve garantire;

• gli investimenti strategici da attuare per assicurare i livelli di servizio pattuiti.

In particolare, vengono considerate le seguenti componenti:

  • costo del personale;
  • costi di funzionamento (logistica, ecc.);
  • costi generali (IT, consulenze, ecc.).

Per le attività fornite da Leithà il corrispettivo è determinato in misura pari ai costi definiti in precedenza ai quali viene applicato un markup che costituisce il margine operativo per la prestazione fornita.

Per la Gestione Finanziaria i corrispettivi sono calcolati mediante l'applicazione di una commissione sulle masse gestite. I servizi prestati da UniSalute (a eccezione dei servizi di funzionamento erogati a SiSalute per i quali si procede alla ripartizione dei costi), SiSalute e UnipolService prevedono dei corrispettivi fissi.

Sia la Capogruppo Unipol Assicurazioni sia le controllate, tra cui Arca Vita e Arca Assicurazioni, effettuano distacchi di personale a favore delle società del Gruppo al fine di ottimizzare le sinergie all'interno del Gruppo.

Si precisa che nessun azionista della Capogruppo Unipol esercita sulla Società attività di direzione e coordinamento, ai sensi dell'art. 2497 e seguenti del Codice Civile.

Regime fiscale per la tassazione di gruppo (c.d. consolidato fiscale)

______________________________________________________________________________________________________

La capogruppo Unipol ha esercitato l'opzione congiunta per il regime di tassazione di Gruppo disciplinato dal Titolo II, Capo II, sezione II del DPR 917/86 (TUIR - art.117 e seguenti), in qualità di consolidante, congiuntamente alle società appartenenti al Gruppo Unipol aventi, tempo per tempo, i requisiti normativamente previsti. L'opzione ha durata triennale e si rinnova automaticamente salvo disdetta.

Gruppo IVA Unipol

Unipol e le società controllate, per le quali sussistono i vincoli economici, finanziari ed organizzativi, hanno esercitato l'opzione per la costituzione del Gruppo IVA Unipol ai sensi degli artt. 70-bis e seguenti del D.P.R. n. 633/1972 e del D.M. del 6 aprile 2018. L'opzione, valida inizialmente per il triennio 2019-2021, si rinnova di anno in anno fino a revoca.

Nella tabella di seguito riportata si elencano le operazioni con le parti correlate (società collegate e altre) relative all'esercizio 2024, così come previsto dallo IAS 24 e dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293/2006. Si precisa che il perimetro di applicazione della Procedura per l'effettuazione di operazioni con parti correlate, adottata ai sensi del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, include anche talune controparti ricomprese, su base volontaria, ai sensi dell'art. 4 del medesimo Regolamento, tra le quali la società Coop Alleanza 3.0 Società Cooperativa (riportate, unitamente ad altre partite, nella tabella che segue alla voce "Altre").

Non sono state rilevate le operazioni con le società controllate in quanto nella elaborazione del bilancio consolidato le operazioni infragruppo tra le società consolidate con il metodo integrale sono elise nel normale processo di consolidamento.

Valori in milioni di euro

Informazioni relative alle operazioni con parti correlate
Collegate Altre Totale inc.
%
(1)
inc.
%
(2)
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 15 15 0,0 1,0
Attività finanziarie valutate al fair value con imp red comp 93 93 0,1 6,1
Altre attività finanziarie 67 1 68 0,1 4,4
Altri elementi dell'attivo 18 18 0,0 1,2
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 1.590 1.590 1,9 103,4
Totale attività 1.783 1 1.784 2,1 116,1
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 310 310 0,4 20,2
Debiti 123 123 0,1 8,0
Altri elementi del passivo 4 4 0,0 0,3
Totale passività 439 439 0,5 28,6
Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi (124) (124) (9,4) (8,1)
Interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 5 5 0,4 0,3
Interessi passivi (14) (14) (1,1) (0,9)
Altri proventi/Oneri 5 5 0,4 0,3
Altri ricavi/costi 64 1 65 4,9 4,2
Spese di gestione: (8) (1) (9) (0,7) (0,6)

(1) Incidenza calcolata sul totale delle attività dello stato patrimoniale consolidato per le voci patrimoniali e sull'utile (perdita) prima delle imposte per le voci economiche. (2) Incidenza calcolata sul totale liquidità netta derivante dall'attività operativa del rendiconto finanziario.

La voce Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato verso società collegate comprende euro 8 milioni relativi a crediti verso le agenzie di intermediazione assicurativa per rivalse di agenzia, euro 6 milioni di finanziamenti infruttiferi erogati da Unipol alla collegata Borsetto ed euro 1 milione di time deposit di durata superiore a 15 giorni detenuti dalle imprese del Gruppo presso BPER Banca.

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva verso società collegate sono relative a titoli di debito quotati emessi da BPER Banca e da Banca Popolare di Sondrio sottoscritti da società del Gruppo.

La voce Altre attività finanziarie verso società collegate comprende euro 40 milioni relativi a crediti nei confronti delle agenzie di intermediazione assicurativa per provvigioni ed euro 14 milioni relativi a crediti verso Finitalia per premi anticipati da quest'ultima nell'ambito del servizio relativo al pagamento frazionato delle polizze.

Gli Altri elementi dell'attivo comprendono conti correnti, temporaneamente non disponibili, aperti da Unipol presso BPER Banca.

Le Disponibilità liquide e mezzi equivalenti comprendono i saldi di conto corrente aperti dalle società del Gruppo presso BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio.

La voce Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato verso collegate è relativa a finanziamenti e mutui concessi da BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio a società del Gruppo, di cui euro 100 milioni erogati da ciascuna banca a favore di UnipolRental nel corso del 2024.

La voce Debiti comprende i debiti per provvigioni da corrispondere a BPER Banca per il collocamento dei prodotti assicurativi, oltre che debiti per altri servizi resi.

Gli Altri elementi del passivo si riferiscono a fatture da ricevere.

I Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti assicurativi emessi includono i costi per provvigioni pagate alle agenzie di intermediazione assicurativa (euro 102 milioni) e provvigioni riconosciute a BPER Banca per il collocamento di polizze assicurative emesse da società del Gruppo (euro 19 milioni).

La voce Interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo include gli interessi attivi su titoli di debito quotati emessi da BPER Banca e da Banca Popolare di Sondrio sottoscritti da società del Gruppo.

La voce Interessi passivi è principalmente riferibile agli interessi passivi pagati dalla controllata UnipolRental a fronte dei finanziamenti e mutui concessi da BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio.

La voce Altri proventi/Oneri include i canoni di locazione relativi a immobili affittati a BPER Banca da società del Gruppo.

La voce Altri ricavi/costi include gli interessi attivi maturati sui conti correnti aperti dalle società del Gruppo presso BPER Banca e Banca Popolare di Sondrio.

Le spese di gestione includono i costi di gestione dei rapporti bancari con BPER Banca.

Si segnala inoltre che i contributi a carico delle società del Gruppo Unipol versati nel corso dell'esercizio 2024 ai fondi pensionistici riservati ai dipendenti e dirigenti del Gruppo Unipol ammontano a euro 26 milioni.

Come previsto dallo IAS 24, si segnala altresì che i compensi spettanti a vario titolo nell'esercizio 2024 a componenti degli Organi di Amministrazione e di Controllo e ad altri dirigenti con responsabilità strategiche, per lo svolgimento delle loro funzioni in Unipol e in altre imprese incluse nell'area di consolidamento, ammontano a euro 68 milioni, così dettagliati:

Compensi spettanti a membri del CDA, del Collegio Sindacale e ad altri dirigenti con responsabilità strategiche Valori in milioni di euro
Benefici a breve termine 19
Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro
Altri benefici a lungo termine 0
Benefici per la cessazione del rapporto di lavoro 46
Pagamenti basati su azioni 3
Totale 68

Si precisa che la determinazione degli importi sopra riportati è coerente con i principi definiti da CONSOB ai fini della redazione della Relazione sulla Remunerazione redatta ai sensi dell'art. 123-ter del Testo Unico della Finanza e resa disponibile, in conformità alla vigente normativa, nel sito internet della Società.

Informazioni su erogazioni pubbliche ricevute

Con riferimento alla disciplina sulla trasparenza delle erogazioni pubbliche introdotta dall'art.1, comma 125 e 125-bis della legge n.124/2017 e successive modifiche e integrazioni, si segnala che il Gruppo ha incassato i seguenti contributi e sovvenzioni soggetti all'obbligo di pubblicazione nella nota integrativa ai sensi della normativa citata:

Soggetto ricevente Denominazione
soggetto erogante
Somma incassata
(euro)
Causale
Tenute del Cerro SpA ARTEA 237.119 Contributo Organizzazione Comune del Mercato ristrutturazione vigneti regione Toscana
Tenute del Cerro SpA ARTEA 248.837 Contributo Piano Sviluppo Rurale Toscana
Tenute del Cerro SpA AGEA 293.174 Contributo Piano Sviluppo Rurale Umbria
Tenute del Cerro SpA ARTEA 149.366 Contributi per Politica Agraria Comunitaria anni 2022/2023
Tenute del Cerro SpA AGEA 125.886 Contributo Piano Assicurativo Individuale

Per completezza informativa, pur essendo tali contributi esclusi dagli obblighi di trasparenza stabiliti nella normativa citata, si precisa che nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, pubblicamente consultabile sul relativo sito internet nella sezione trasparenza, sono pubblicate le eventuali misure di Aiuto e i relativi Aiuti individuali concessi e registrati nel sistema dalle Autorità Concedenti a beneficio, diretto o indiretto, di ciascuna delle società del Gruppo.

Piani retributivi sotto forma di partecipazione al capitale

Il Gruppo Unipol riconosce benefici variabili (incentivi di lungo termine) al Direttore Generale, ai Dirigenti con responsabilità strategiche e agli altri dirigenti attraverso piani triennali chiusi di partecipazione al capitale che prevedono l'assegnazione di azioni Unipol e ex UnipolSai (performance share) al raggiungimento di obiettivi di profittabilità, creazione di valore per gli azionisti e Sostenibilità ESG.

Il Piano di compensi basato su strumenti finanziari del tipo performance share 2019-2021 prevedeva, relativamente agli incentivi di breve termine, qualora ne ricorressero i presupposti, l'assegnazione di azioni ex UnipolSai e Unipol nell'anno seguente a quello di competenza. Relativamente agli incentivi di lungo termine prevede, qualora ne ricorrano i presupposti, l'assegnazione di azioni ex UnipolSai e Unipol in almeno tre tranche annue a decorrere dall'anno 2023.

Il Piano di compensi basato su strumenti finanziari del tipo performance share 2022-2024 prevede, invece, qualora ne ricorrano i presupposti, l'assegnazione delle medesime azioni in almeno tre tranche annue a decorrere dall'anno 2026.

Il 4 marzo 2024 sono state consegnate n. 1.401.617 azioni ex UnipolSai e n. 774.818 azioni Unipol, ai dirigenti aventi diritto, per incentivo di lungo termine riferito all'esercizio 2019-21.

In data 29 agosto 2024 sono state invece consegnate n. 3.166 azioni ex UnipolSai e n. 1.660 azioni Unipol, ai dirigenti aventi diritto, per incentivo di breve termine riferito agli esercizi 2021 e 2023.

I Documenti Informativi, redatti ai sensi dell'art. 114-bis del testo Unico della Finanza e dell'art. 84-bis del Regolamento Emittenti CONSOB n. 11971/1999, sono disponibili sui rispettivi siti internet, nella sezione Governance/Assemblee degli azionisti.

Eventi ed operazioni significative non ricorrenti

Nel corso dell'esercizio, oltre a quelli eventualmente riportati tra i principali eventi del periodo, non si segnalano eventi e operazioni significative non ricorrenti.

Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali

Si segnala che nel corso dell'esercizio 2024 non si sono verificate operazioni atipiche e/o inusuali che, per significatività, rilevanza, natura delle controparti oggetto della transazione, modalità di determinazione del prezzo di trasferimento e per il loro verificarsi in prossimità alla chiusura dell'esercizio, possano dar luogo a dubbi in ordine: alla correttezza e completezza dell'informazione contenuta nel presente Bilancio Consolidato, al conflitto d'interesse, alla salvaguardia del patrimonio aziendale e alla tutela degli azionisti di minoranza.

Analisi di recuperabilità degli avviamenti a vita utile indefinita (impairment test)

Come per gli esercizi precedenti, in base allo IAS 36.10, che prevede il cosiddetto Impairment of Assets sulle attività immateriali con vita utile indefinita, si è proceduto ad effettuare il test di impairment relativamente al goodwill iscritto in bilancio.

Nella determinazione dei parametri utilizzati per le valutazioni sono stati adottati criteri in linea con la prassi di mercato, prendendo a riferimento, per i medesimi e per le proiezioni economico-finanziarie, l'evoluzione attesa del quadro congiunturale di riferimento e l'influenza dell'effetto dei cambiamenti climatici, pur nell'incertezza che ne caratterizza l'evoluzione e considerando che gli effetti degli stessi saranno verosimilmente apprezzabili soprattutto nel lungo periodo.

Rispetto a tale scenario, sono state inoltre sviluppate le opportune "Sensitivity Analysis" per testare la tenuta del valore recuperabile dell'avviamento al variare dei principali parametri utilizzati nelle valutazioni.

In data 23 dicembre 2024 è stato stipulato l'atto di fusione per incorporazione di UnipolSai, Unipol Finance, Unipol Part I e Unipol Investment in Unipol Gruppo (cha ha assunto la denominazione sociale "Unipol Assicurazioni" o "Unipol"), con effetti civilistici dal 31 dicembre 2024 ("Data di Efficacia") ed effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2024. A seguito della suddetta fusione, l'assetto delle CGU nel bilancio consolidato di Unipol si è modificato come di seguito evidenziato:

  • CGU Ramo Danni composta da Unipol Assicurazioni Danni
  • CGU Ramo Vita composta da Unipol Assicurazioni Vita

Relativamente ai metodi di valutazione e ai parametri adottati per la stima del valore recuperabile degli avviamenti, si evidenzia, come di seguito specificato, che sono stati mantenuti i medesimi criteri di valutazione adottati nell'esercizio precedente, procedendo ad un aggiornamento dei parametri a fine 2024.

Il test di Impairment della CGU Ramo Danni è stato effettuato determinando il valore recuperabile dell'avviamento per Unipol Assicurazioni – Danni utilizzando una metodologia del tipo DDM (Dividend Discount Model) nella versione "excess capital".

Il test di Impairment della CGU Ramo Vita è stato effettuato determinando il valore recuperabile dell'avviamento per Unipol Assicurazioni – Vita utilizzando una metodologia del tipo DDM (Dividend Discount Model) nella versione "excess capital".

I risultati ottenuti dall'applicazione della procedura di impairment evidenziano come non vi siano le condizioni per dovere procedere a rettifiche del valore degli avviamenti della CGU ramo Danni e della CGU ramo Vita iscritti nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2024.

CGU Ramo Danni/CGU Ramo Vita
Metodo di valutazione
utilizzato
Il Metodo utilizzato è un Metodo del tipo DDM (Dividend Discount Model) nella versione "excess capital" e valorizza i flussi di
cassa futuri teoricamente disponibili per gli azionisti, senza intaccare gli asset necessari a sostenere lo sviluppo atteso e nel
rispetto delle regolamentazioni delle Autorità di Vigilanza sui requisiti di capitale.
Il Metodo in oggetto determina il valore del capitale economico come somma del valore attuale dei flussi di cassa futuri
potenzialmente distribuibili e del valore attuale del valore terminale.
Utili netti considerati Si sono considerati gli utili netti come sopra specificato.
Periodo di proiezione Si sono considerati 5 flussi prospettici.
Tasso di attualizzazione
Danni
Si è considerato un tasso di attualizzazione pari al 9,12% così composto:
- tasso risk free: 3,48%
- beta: 0,93
- premio al rischio: 5,51%
- specific risk premium: 0,50%
Relativamente al tasso risk free, si è fatto riferimento ad un dato medio degli ultimi 3 mesi (ottobre-dicembre) 2024 del BTP a
10 anni.
Per quanto riguarda il fattore Beta, si è fatto riferimento ad un Beta rettificato a 2 anni relativo ad un campione di compagnie
quotate del mercato europeo operanti, prevalentemente, nel comparto Danni.
Il Premio al rischio è stato definito tenendo conto delle evidenze delle stime di detto parametro effettuate da primari
contributori.
È stata considerata una componente aggiuntiva di rischio specifico per tenere conto nell'ambito della CGU Danni, della
presenza delle società operanti in settori diversificati.
Tasso di attualizzazione
Vita
Si è considerato un tasso di attualizzazione pari al 10,43% così composto:
- tasso risk free: 3,48%
- beta: 1,26
- premio al rischio: 5,51%
Relativamente al tasso risk free, si è fatto riferimento ad un dato medio degli ultimi 3 mesi (ottobre-dicembre) 2024 del BTP a
10 anni.
Per quanto riguarda il fattore Beta, si è fatto riferimento ad un Beta rettificato a 2 anni relativo ad un campione di compagnie
quotate del mercato europeo operanti, prevalentemente, nel comparto Vita.
Il Premio al rischio è stato definito tenendo conto delle evidenze delle stime di detto parametro effettuate da primari
contributori.
Long term growth rate
(fattore g)
Si è considerato un g-rate pari all'1,5%, invariato rispetto al precedente esercizio, tenendo conto delle stime aggiornate dello
scenario macroeconomico e di una stima dell'impatto di fattori climatici.

Di seguito si riportano i risultati dei test di impairment con le relative analisi di sensitività:

Valori in milioni di euro
Valore recuperabile (a)
31/12/2024
Avviamenti Eccedenza
CGU Danni 2.685 1.561 1.124
CGU Vita 985 322 663
Totale 3.670 1.883 1.787

(a): Valore recuperabile ottenuto come differenza tra Valore della CGU e Patrimonio Netto Adjusted

Parametri utilizzati - Danni

Risk Free 3,48%
Beta 0,93
Risk Premium 5,51%
Specific risk premium 0,50%
Tasso di attualizzazione 9,12%
Range 8,62% - 9,62%
Passo 0,25%
Fattore g 1,50%
Range 1% - 2%
Passo 0,25%

Parametri utilizzati - Vita

Risk Free 3,48%
Beta 1,26
Premio al rischio 5,51%
Tasso di attualizzazione 10,43%
Range 9,93% - 10,93%
Passo 0,25%
Fattore g 1,50%
Range 1% - 2%
Passo 0,25%

Stima g rate a fine 2024

Stima PIL reale Cagr medio al 2029 (a) 0,74%
Stima impatto fattori climatici (b) (0,25)%
Stima PIL reale Cagr medio al 2029 netto (a) - (b) (c) 0,49%
Stima Inflazione al 2029 (d) 1,80%
Stima g a fine 2024 (e) 1,54%
Stima g rnd 1,50%

(e): media ponderata considerando (c) al 20% e (d) all'80%

Sensitivity (Range Valori)
Min Max
CGU Delta Valore
Recuperabile -
Avviamento
Valore g Tasso
attualizzazione
Valore g Tasso
attualizzazione
Unipol - Danni 1.124 841 1,00% 9,62% 1.478 2,00% 8,62%

Valori in milioni di euro

Delta Valore Recuperabile - Avviamento = 0
Delta Valore Sensitivity (Range Valori) (Tasso g pari a 1,5) (Tasso g pari a 0)
CGU Recuperabile -
Avviamento
Min Max g Tasso
attualizzazione
g Tasso
attualizzazione
Unipol - Danni 1.124 841 1.478 1,50% 11,76% 0% 11,83%

Valori in milioni di euro

Sensitivity (Range Valori)
Min
Max
CGU Delta Valore
Recuperabile -
Avviamento
Valore g Tasso
attualizzazione
Valore g Tasso
attualizzazione
Unipol - Vita 663 560 1,00% 10,93% 787 2,00% 9,93%

Valori in milioni di euro

Delta Valore Recuperabile - Avviamento = 0
Delta Valore Sensitivity (Range Valori) (Tasso g pari a 1,5) (Tasso g pari a 0)
CGU Recuperabile -
Avviamento
Min Max g Tasso
attualizzazione
g Tasso
attualizzazione
Unipol - Vita 663 560 787 1,50% 14,85% 0% 15,28%

Dettaglio delle altre componenti del conto economico complessivo

Valori in milioni di euro

Voci 31/12/2024 31/12/2023
1 Utile (Perdita) d'esercizio 1.119 1.331
2 Altre componenti reddituali senza riclassifica a conto economico 95 67
2.1 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 13 5
2.2 Riserva da valutazione di attività immateriali
2.3 Riserva da valutazione di attività materiali
2.4 Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi (31) (32)
2.5 Proventi od oneri relativi ad attività non correnti o a un gruppo in dismissione posseduti per la vendita
2.6 Utili o perdite attuariali e rettifiche relativi a piani a benefici definiti 2 (8)
2.7 Utili o perdite su titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: 145 133
a) variazione di fair value 153 101
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (8) 32
2.8 Riserva derivante da variazioni del proprio merito creditizio su passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico:
a) variazione del fair value
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto
2.9 Altri elementi:
a) variazione di fair value (strumento coperto)
b) variazione di fair value (strumento di copertura)
c) altre variazioni di fair value
2.10 Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza riclassifica a conto economico (35) (30)
3 Altre componenti reddituali con riclassifica a conto economico 25 129
3.1 Riserva per differenze di cambio:
a) variazioni di valore
b) riclassifica a conto economico
c) altre variazioni
3.2 Utili o perdite su attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: 525 2.279
a) variazioni di fair value 573 1.909
b) riclassifica a conto economico (48) 370
- rettifiche per rischio di credito (3) (29)
- utili/perdite da realizzo (45) 399
c) altre variazioni
3.3 Utili o perdite su strumenti di copertura di un flusso finanziario 22 54
a) variazioni di fair value 22 54
b) riclassifica a conto economico
c) altre variazioni
3.4 Utili o perdite su strumenti di copertura di un investimento netto in una gestione estera:
a) variazioni di fair value
b) riclassifica a conto economico
c) altre variazioni
3.5 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: 16 26
a) variazioni di fair value 11 33
b) riclassifica a conto economico 6 (4)
- rettifiche da deterioramento
- utili/perdite da realizzo 6 (4)
c) altre variazioni (1) (3)
3.6 Ricavi o costi di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione emessi (528) (2.196)
a) variazioni di fair value (528) (2.196)
b) riclassifica a conto economico
c) altre variazioni

Voci 31/12/2024 31/12/2023
3.7 Ricavi o costi di natura finanziaria relativi alle cessioni in riassicurazione 12 19
a) variazioni di fair value 12 19
b) riclassifica a conto economico
c) altre variazioni
3.8 Proventi od oneri relativi ad attività non correnti o a un gruppo in dismissione:
a) variazioni di fair value
b) riclassifica a conto economico
c) altre variazioni
3.9 Altri elementi:
a) variazioni di fair value
b) riclassifica a conto economico
c) altre variazioni
3.10 Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con riclassifica a conto economico (21) (53)
4 TOTALE DELLE ALTRE COMPONENTI DEL CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO (Somma voci da 2.1 a 3.10) 120 196
5 TOTALE DEL CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO (Voci 1 + 4) 1.238 1.529
5.1 di cui: di pertinenza della capogruppo 1.206 1.268
5.2 di cui: di pertinenza di terzi 32 261

Informativa per settori operativi

Stato patrimoniale per settore di attività

GESTIONE DANNI GESTIONE VITA
Voci delle attività 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
1 ATTIVITÀ IMMATERIALI 2.164 2.099 366 361
2 ATTIVITÀ MATERIALI 3.279 3.269 198 202
3 ATTIVITÀ ASSICURATIVE 1.001 1.049 88 74
3.1 Contratti di assicurazione emessi che costituiscono attività 13 13 66 49
3.2 Cessioni in riassicurazione che costituiscono attività 989 1.036 23 24
4 INVESTIMENTI 12.790 11.819 51.606 48.149
4.1 Investimenti immobiliari 242 411 954 924
4.2 Partecipazioni in collegate e joint venture 62 50
4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.487 1.581 614 414
4.4 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
8.587 7.724 34.011 32.458
4.5 Attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto
economico
2.412 2.054 16.026 14.353
5 ALTRE ATTIVITÀ FINANZIARIE 941 942 216 259
6 ALTRI ELEMENTI DELL'ATTIVO 2.659 2.595 1.512 1.659
7 DISPONIBILITÀ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI 1.071 441 500 399
TOTALE DELL'ATTIVO 23.905 22.215 54.486 51.102
1 PATRIMONIO NETTO 2.365 3.905 1.886 1.936
2 FONDI PER RISCHI ED ONERI 621 473 46 24
3 PASSIVITÀ ASSICURATIVE 13.817 13.585 39.409 37.615
3.1 Contratti di assicurazione emessi che costituiscono passività 13.750 13.515 39.387 37.593
3.2 Cessioni in riassicurazione che costituiscono passività 67 70 22 22
4 PASSIVITÀ FINANZIARIE 5.218 2.301 12.707 11.188
4.1 Passività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto
economico
60 21 11.803 10.486
4.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 5.158 2.280 905 702
5 DEBITI 686 761 161 162
6 ALTRI ELEMENTI DEL PASSIVO 1.199 1.190 277 177
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 23.905 22.215 54.486 51.102
COLLEGATE BANCARIE ALTRE ATTIVITÀ ELISIONI INTERSETTORIALI TOTALE
31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
29 25 2.558 2.485
989 717 4.467 4.187
1.089 1.123
78 63
1.011 1.060
2.833 2.559 1.721 2.149 (758) (752) 68.189 63.924
884 966 2.080 2.302
2.833 2.559 47 47 2.942 2.656
738 614 (758) (752) 2.081 1.857
46 516 42.644 40.697
6 5 18.442 16.412
111 204 (127) (260) 1.142 1.145
99 528 (5) (5) 4.267 4.776
145 938 (3) 40 1.713 1.818
2.833 2.559 3.095 4.560 (894) (978) 83.425 79.458
2.833 2.559 2.545 1.399 9.628 9.799
45 54 712 552
53.226 51.200
53.137 51.108
89 92
275 2.795 (788) (761) 17.412 15.523
11.862 10.507
275 2.795 (788) (761) 5.550 5.016
170 253 (64) (239) 953 938
59 59 (41) 22 1.494 1.446
2.833 2.559 3.095 4.560 (894) (978) 83.425 79.458

Conto economico per settore di attività

GESTIONE DANNI GESTIONE VITA
Voci 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
1 Ricavi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione emessi 9.112 8.947 698 623
2 Costi per servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione
emessi
(8.369) (9.029) (428) (376)
3 Ricavi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione 206 623 14 13
4 Costi per servizi assicurativi derivanti da cessioni in riassicurazione (367) (377) (25) (20)
5 Risultato dei servizi assicurativi 582 165 259 241
6 Proventi/oneri da attività e passività finanziarie valutate al fair value
rilevato a conto economico
261 246 311 213
7 Proventi/oneri delle partecipazioni in collegate e joint venture 5 28
8 Proventi/oneri da altre attività e passività finanziarie e da investimenti
immobiliari
260 309 1.111 1.060
9 Risultato degli investimenti 525 583 1.422 1.273
10 Costi/ricavi netti di natura finanziaria relativi ai contratti di assicurazione
emessi
(215) (96) (1.340) (1.191)
11 Ricavi/costi netti di natura finanziaria relativi alle cessioni in
riassicurazione
20 (2) (1)
12 Risultato finanziario netto 331 486 82 82
13 Altri ricavi/costi 594 679 89 70
14 Spese di gestione: (260) (226) (62) (40)
15 Altri oneri/proventi (710) (446) (43) (24)
16. Utile (Perdita) dell'esercizio prima delle imposte 537 658 325 329

COLLEGATE BANCARIE ALTRE ATTIVITA' ELISIONI INTERSETTORIALI TOTALE
31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2024 31/12/2023
9.810 9.571
(8.797) (9.405)
220 637
(392) (396)
841 407
11 572 470
393 597 4 16 402 641
61 1 (42) (44) 1.389 1.326
393 597 65 27 (42) (44) 2.363 2.437
(1.554) (1.286)
20 (3)
393 597 65 27 (42) (44) 829 1.148
371 317 42 30 1.096 1.096
(317) (313) 1 14 (638) (564)
(58) (50) (812) (522)
393 597 61 (19) 1.316 1.565

Informativa relativa agli aspetti climatici

Coerentemente alle raccomandazioni ESMA e ai richiami di attenzione Consob, al fine di facilitare l'accesso e la comprensione per gli investitori delle informazioni sugli aspetti climatici si riepilogano di seguito le sezioni della Relazione sulla gestione e delle Nota informative integrative nelle quali tali aspetti sono commentati

Tematica Sezione Documento
ECL su strumenti di debito Strumenti finanziari – Impairment Note informative integrative
Fair
value
di
strumenti
finanziari
e
Informativa sul fair value – Principi di Note informative integrative
immobili valutazione al fair value
Impairment dell'avviamento Analisi di recuperabilità degli avviamenti a Note informative integrative
vita utile indefinita (impairment test)
Presidio
dei
rischi
connessi
ai
Risk Report - Rischi emergenti, rischio Note informative integrative
cambiamenti climatici strategico e rischio reputazionale
Rischi
e
opportunità
derivanti
dai
Cambiamenti climatici – Rendicontazione Relazione sulla gestione
cambiamenti climatici di Sostenibilità

Informativa in materia di cripto-attività

Nella determinazione dei parametri adottati per la stima del valore recuperabile degli avviamenti a vita utile indefinita, gli impatti per il Con riferimento all'informativa richiesta dalla Comunicazione Banca d'Italia/Consob del 6 marzo 2025, si precisa che Unipol non ha effettuato, direttamente o tramite società controllate, alcun tipo di investimento in cripto-attività.

Risk Report

Il Risk Report intende fornire un'informativa sul sistema di gestione dei rischi, sul processo di valutazione interna del rischio e della solvibilità, nonché sul profilo di rischio del Gruppo Unipol, in ottemperanza ai principi della normativa europea Solvency II.

Nel corso del 2024, da parte delle competenti strutture aziendali del Gruppo sono state realizzate le attività in conformità alla normativa Solvency II e alle disposizioni di vigilanza emanate dall'IVASS.

Sistema di Controllo Interno e di gestione dei rischi

Nel Gruppo Unipol la struttura e il processo di Risk Management si inseriscono all'interno del più ampio Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi che, nella sua configurazione a regime, è articolato secondo più livelli:

  • controlli di linea (cosiddetti "controlli di primo livello"), diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni. Essi sono effettuati dalle stesse strutture operative (es. controlli di tipo gerarchico, sistematici e a campione), anche attraverso diverse unità che riportano ai responsabili delle strutture stesse, ovvero eseguiti nell'ambito delle attività di back office; per quanto possibile, essi sono incorporati nelle procedure informatiche. Le strutture operative sono le prime responsabili del processo di gestione dei rischi e devono assicurare l'osservanza delle procedure adottate per la realizzazione del processo e il rispetto del livello di tolleranza al rischio stabilito;
  • controlli sui rischi e sulla conformità (cosiddetti "controlli di secondo livello"), che hanno l'obiettivo di assicurare tra l'altro:
    • la corretta attuazione del processo di gestione dei rischi;
    • la realizzazione delle attività a loro affidate dal processo di gestione dei rischi;
    • il rispetto dei limiti operativi assegnati alle varie funzioni;
    • la conformità alle norme, anche di autoregolamentazione, dell'operatività aziendale;
    • l'affidabilità e l'adeguatezza del calcolo delle riserve tecniche Solvency II.

Le funzioni preposte a tali controlli sono distinte da quelle operative; esse concorrono alla definizione delle politiche di governo dei rischi e del processo di gestione dei rischi;

• revisione interna (cosiddetti "controlli di terzo livello"), attività di verifica sulla completezza, funzionalità, adeguatezza e affidabilità del Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (inclusi i controlli di primo e secondo livello) nonché della coerenza dell'operatività aziendale rispetto a esso.

A titolo esemplificativo e non esaustivo di seguito viene riportato il modello di Risk and Control Governanceadottato nel Gruppo Unipol.

All'interno di Unipol:

  • Il Consiglio di Amministrazione, nel rispetto e in coerenza con le politiche e gli atti di indirizzo della Capogruppo, con il supporto del Comitato Controllo e Rischi, definisce le linee di indirizzo del Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi al fine di contribuire al Successo sostenibile della Società, in modo che i principali rischi afferenti alla Società e alle sue controllate risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati, in coerenza con le strategie della Società. Valuta, con cadenza almeno annuale, l'adeguatezza e il funzionamento del Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, attuale e prospettica, rispetto alle caratteristiche della Società e delle sue controllate e al profilo di rischio assunto, nonché all'efficacia di detto sistema.
  • Il Comitato Controllo e Rischi svolge nei confronti del Consiglio di Amministrazione funzioni propositive, consultive, di istruttoria e di supporto in merito alla definizione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e gestione dei rischi.
  • L'Amministratore Delegato cura l'identificazione dei principali rischi aziendali, tenendo conto delle caratteristiche delle attività svolte dalla Società e dalle sue controllate, sottoponendoli periodicamente all'esame del Consiglio di Amministrazione.
  • L'Alta Direzione è responsabile della complessiva attuazione, del mantenimento e monitoraggio del Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, coerentemente con le direttive del Consiglio di Amministrazione e nel rispetto dei ruoli e dei compiti ad essa attribuiti, nonché con le linee di indirizzo indicate dalla Capogruppo.

  • Le Funzioni Fondamentali: l'assetto organizzativo della società prevede che, ai sensi della normativa di settore applicabile, le Funzioni Fondamentali (Audit, Risk Management, Compliance e Funzione Attuariale) riferiscano direttamente al Consiglio di Amministrazione.
  • Il Chief Risk Officer supporta il Consiglio di Amministrazione, il Direttore Generale e l'Alta Direzione nella valutazione dell'adeguatezza e dell'efficacia del Sistema di gestione dei rischi, riportando agli stessi organi le sue conclusioni evidenziando eventuali carenze e suggerendo le modalità con cui risolverle. Il Chief Risk Officer svolge tale attività all'interno del processo Own Risk and Solvency Assessment (ORSA), assicurando un coordinamento delle attività svolte dalle diverse strutture aziendali legate alla gestione dei rischi. In capo alle singole funzioni operative rimane tuttavia la responsabilità della gestione operativa dei rischi inerenti la propria attività, dovendo essere le strutture stesse dotate degli strumenti e delle competenze adatte.

Nel Sistema di gestione dei rischi il Chief Risk Officer ha la responsabilità di individuare, misurare, valutare e monitorare su base continuativa i rischi attuali e prospettici a livello individuale e aggregato cui la Società è o potrebbe essere esposta e le relative interdipendenze.

In tale contesto il Chief Risk Officer contribuisce, altresì, alla diffusione di una cultura del rischio estesa a tutto il Gruppo.

Presidi Organizzativi: Comitati aziendali

Sono stati istituiti in Unipol alcuni Comitati interni aziendali con funzioni di supporto all'Amministratore Delegato nell'attuazione e presidio delle politiche di indirizzo, di coordinamento e di strategia operativa, definite dal Consiglio di Amministrazione.

Il Sistema di gestione dei rischi

Il Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (di seguito il "Sistema") viene definito nelle Direttive in materia di Sistema di Governo Societario di Gruppo (le "Direttive") - adottate dal Consiglio di Amministrazione di Unipol, da ultimo in data 19 dicembre 2024 – che definiscono, tra l'altro, il ruolo e le responsabilità dei soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Le Direttive trovano completamento con le Politiche delle Funzioni Fondamentali – approvate nella medesima riunione consiliare.

I principi e i processi del Sistema nel suo complesso sono disciplinati nelle seguenti politiche di Gruppo: "Politica di gestione dei rischi", "Politica di valutazione interna attuale e prospettica dei rischi e della solvibilità", "Politica di gestione del rischio operativo", "Politica di sicurezza delle informazioni" e "Politica sulla concentrazione dei rischi a livello di Gruppo".

Parte integrante di tale Sistema sono inoltre le politiche che declinano i principi e le linee guida in materia di (i) gestione di fattori di rischio specifici (ad esempio, la Politica in materia di investimenti in relazione ai rischi di mercato e rischio di liquidità e le "Linee guida per l'indirizzo dell'attività di assunzione del rischio di credito" cosiddetta Credit Policy), (ii) gestione di un rischio all'interno di un processo specifico, (iii) mitigazione di un rischio, e (iv) gestione dei modelli di misurazione del rischio.

All'interno del Sistema di gestione dei rischi viene definito il processo di gestione dei rischi che permette di identificare, misurare, monitorare e mitigare il rischio.

I processi di identificazione, valutazione e monitoraggio dei rischi sono effettuati su base continuativa, per tenere conto sia delle intervenute modifiche nella natura e dimensione degli affari e nel contesto di mercato, sia dell'insorgenza di nuovi rischi o del cambiamento di quelli esistenti.

Tali processi sono svolti secondo modalità che garantiscono un approccio integrato a livello di Gruppo; Unipol garantisce che la Politica di gestione dei rischi sia attuata in modo coerente e continuativo all'interno dell'intero Gruppo, tenendo conto dei rischi di ciascuna società ricompresa nel perimetro della vigilanza di Gruppo nonché delle reciproche interdipendenze, avendo a riferimento le previsioni di cui agli artt. 210 e 210-ter, commi 2 e 3, del Codice delle Assicurazioni Private. Resta ferma l'applicazione del principio di proporzionalità, in funzione della natura, della portata e della complessità dei rischi inerenti all'attività aziendale svolta dalle diverse società del Gruppo.

Risk Appetite e Risk Appetite Framework

Il Sistema di gestione dei rischi adottato dal Gruppo è ispirato a una logica di enterprise risk management, ovvero è basato sulla considerazione, in un'ottica integrata, di tutti i rischi attuali e prospettici cui il Gruppo è esposto, valutando l'impatto che tali rischi possono avere sul raggiungimento degli obiettivi strategici e poggia su un elemento fondamentale ovvero il Risk Appetite Framework. La determinazione del Risk Appetitenel Gruppo si articola in via generale, in termini quantitativi, secondo i seguenti elementi:

  • capitale a rischio;

  • adeguatezza patrimoniale;

  • indicatori di liquidità.

Inoltre, sono definiti obiettivi in termini quali/quantitativi con riferimento al rischio di non conformità, ai rischi emergenti e strategici, al rischio reputazionale, ai rischi ESG (Environmental, Social and Governance), al rischio di continuità operativa e al rischio informatico. Il Risk Appetite è formalizzato tramite il Risk Appetite Statement che indica i rischi che il Gruppo e/o la singola società intende assumere o evitare, ne fissa i limiti in termini quantitativi, nonché i criteri qualitativi da tenere in considerazione per la gestione dei rischi non quantificati.

Il Risk Appetite si inserisce all'interno di un quadro di riferimento, il Risk Appetite Framework(RAF).

Il RAF è definito in stretta coerenza e in puntuale raccordo con il modello di business, il Piano Strategico, il processo Own Risk and Solvency Assessment ("ORSA") il budget, l'organizzazione aziendale e il sistema di controllo interno.

Il RAF definisce il Risk Appetite e gli altri componenti che ne permettono la gestione, sia in condizioni normali, sia in condizioni di stress. Tali componenti sono:

  • la Risk Capacity;
  • la Risk Tolerance;
  • i Risk Limit(o Limiti operativi di rischio);
  • il Risk Profile.

L'attività di definizione delle componenti del RAF è dinamica nel tempo e riflette gli obiettivi di gestione dei rischi correlati agli obiettivi del Piano Strategico. Annualmente, si procede a una verifica nell'ambito del processo di assegnazione degli obiettivi di budget. Ulteriori analisi ai fini del controllo preventivo del Risk Appetite, e in particolare dell'adeguatezza patrimoniale, vengono svolte in occasione dello studio di operazioni di carattere straordinario (quali fusioni, acquisizioni, cessioni).

Il RAF si articola su diverse dimensioni di analisi con l'obiettivo di garantire nel continuo il monitoraggio delle dinamiche di rischio e di adeguatezza patrimoniale.

Le principali dimensioni di analisi sono riconducibili a:

  • singola tipologia di rischio, rischio complessivo, nonché adeguatezza patrimoniale;
  • singola società e gruppo.

Il RAF di Gruppo tiene conto delle specifiche operatività e dei connessi profili di rischio di ciascuna delle società componenti il Gruppo, in modo da risultare integrato e coerente.

Il processo ORSA

Nell'ambito del proprio sistema di gestione dei rischi, il Gruppo utilizza il processo ORSA come strumento per la valutazione dell'efficacia del sistema di gestione dei rischi e per la valutazione della propria adeguatezza sia sotto il profilo patrimoniale che di governo e gestione della liquidità.

Il processo ORSA consente l'analisi del profilo di rischio attuale e prospettico del Gruppo e delle Compagnie assicurative appartenenti al Gruppo, ivi inclusa Unipol Assicurazioni S.p.A., in funzione della strategia, degli scenari di mercato e dell'evoluzione del business, inoltre l'ORSA costituisce un elemento di valutazione per supportare le decisioni operative e strategiche.

Il processo di gestione dei rischi

Il processo di gestione dei rischi si compone delle seguenti fasi:

  • identificazione dei rischi;
  • valutazione attuale e prospettica dell'esposizione ai rischi;
  • monitoraggio e reporting dei rischi;
  • mitigazione dei rischi.

Il processo viene svolto nel rispetto del Risk Appetite Framework.

Identificazione dei rischi

L'attività di identificazione consiste nell'individuazione dei rischi ritenuti significativi, ovvero di quei rischi le cui conseguenze possono compromettere la solvibilità o la reputazione del Gruppo e della Compagnia o costituire un serio ostacolo alla realizzazione degli obiettivi strategici. Tali rischi sono classificati secondo una metodologia che tiene in considerazione la struttura di Gruppo, le specificità dei business gestiti dalle diverse Compagnie operative, nonché le classificazioni proposte dalla normativa di vigilanza italiana ed europea. In particolare, le tipologie di rischi individuate sono le seguenti:

  • Rischio di sottoscrizione Tecnico -Assicurativo Danni e Salute;
  • Rischio di sottoscrizione Tecnico-Assicurativo Vita;
  • Rischio di Mercato;
  • Rischio di Credito;
  • Rischio di Liquidità;
  • Rischi di Asset Liability Management ("ALM");
  • Rischio Operativo;
  • Rischio di non conformità alle norme;
  • Rischi Emergenti;
  • Rischio Strategico;
  • Rischio Reputazionale;
  • Rischi legati alla sostenibilità (o rischi ESG, Environmental, Social and Governance);
  • Rischio fiscale;
  • Altri Rischi (rischio di contagio).

Tale individuazione e il suo costante adeguamento nascono da un lavoro accurato, svolto nel continuo attraverso:

  • il monitoraggio continuo dell'operatività aziendale;
  • il monitoraggio continuo del quadro normativo di riferimento;
  • l'esercizio della Profit and Loss attribution che confronta gli utili e le perdite registrate in chiusura di esercizio rispetto agli utili e alle perdite stimate dal Modello Interno al fine di verificare se esso rappresenti correttamente tutti i fattori di rischio.

Almeno annualmente è effettuata una valutazione finalizzata a verificare che i rischi identificati rappresentino effettivamente il profilo di rischio del Gruppo e delle Compagnie.

Valutazione attuale e prospettica dell'esposizione ai rischi

Il Gruppo valuta, con cadenza almeno annuale e, comunque, ogni volta che si presentino circostanze che potrebbero modificare in modo significativo il proprio profilo di rischio, i rischi cui il Gruppo e le singole Compagnie sono esposte in un'ottica attuale e prospettica, documentando le metodologie utilizzate e i relativi risultati; definisce altresì, nella Politica di valutazione interna attuale e prospettica dei rischi e della solvibilità, il processo per la valutazione attuale e prospettica dei rischi, che include anche quelli derivanti da imprese incluse nel perimetro della vigilanza sul gruppo e che tiene conto delle interdipendenze tra i rischi.

La valutazione attuale e prospettica comprende anche la realizzazione di esercizi di stress test al fine di verificare la vulnerabilità dell'impresa a eventi estremi ma plausibili.

La valutazione attuale dei rischi

La valutazione attuale dei rischi identificati viene effettuata mediante l'utilizzo delle metodologie previste dalla regolamentazione e dalle best practices per quanto riguarda i rischi per i quali la misurazione non è regolamentata o è definita con principi di alto livello.

La valutazione prospettica dei rischi

Il processo di valutazione interna del rischio e della solvibilità ORSA è utilizzato al fine di supportare le decisioni operative e strategiche. Il Gruppo definisce e pone in essere processi, commisurati alla natura, alla portata e alla complessità dell'attività, che consentano di individuare e valutare correttamente i rischi cui il Gruppo o ogni singola Compagnia è o potrebbe essere esposta nel breve e lungo termine.

Analisi di stress test, reverse stress test e sensitivities

Il Gruppo, e ciascuna Compagnia controllata, svolgono con frequenza almeno annuale le analisi di stress test, reverse stress test e di sensitivitiesin conformità a quanto richiesto dalla regolamentazione dell'Autorità di Vigilanza nazionale. A tal fine il Gruppo si è dotato:

  • di un framework di stress test che a partire dall'analisi dei principali fattori di rischio, prevede la definizione di un insieme di stress test:

  • generali (i.e. applicati al Gruppo e a tutte le Compagnie del Gruppo) o specifici (i.e. applicati a singole Compagnie);
  • che consistono nell'applicazione di shock a singoli fattori di rischio (e.g. ai tassi di interesse) o di shock contestuali a più famiglie di fattori di rischio (i.e. analisi di scenario);
  • che riguardano variabili economico finanziarie e/o variabili tecnico-assicurative.

Nel frameworkdi analisi, con particolare riferimento ai rischi climatici, il Gruppo e le Compagnie:

  • valutano la materialità dell'esposizione ai rischi climatici nel breve, medio e lungo termine mediante analisi qualitative e/o quantitative;
  • nei casi in cui le esposizioni ai rischi climatici sono ritenute materiali, valutano gli impatti di eventi associati al cambiamento climatico anche mediante la calibrazione e lo svolgimento di esercizi di stress test o analisi di scenario.
  • di un framework di analisi di sensitivity sulle principali grandezze economico-finanziarie di interesse, in modo da valutare la solvibilità del Gruppo e delle Compagnie in scenari economici alternativi;
  • di un set di esercizi di reverse stress test allo scopo di identificare degli scenari di perdita che possano mettere in crisi la solvibilità della Compagnia.

Con riferimento agli scenari di stress, nell'ambito della Relazione ORSA 2024, il Chief Risk Officer ha valutato, tra l'altro, gli impatti di:

  • − uno scenario in cui si valutano gli impatti di un possibile scenario avverso conseguente ad un peggioramento del contesto geopolitico e del quadro macroeconomico, nonché all'aumento della probabilità di una frammentazione a livello politico tra i paesi dell'Unione Europea. Lo scenario ipotizza il verificarsi di shock a più variabili di natura economico-finanziaria congiuntamente a shock a variabili tecnico-assicurative e di rischio operativo;
  • − uno scenario che prevede un incremento dell'inflazione e una concomitante variazione sfavorevole del Combined Ratio sia sulle riserve sinistri degli esercizi precedenti sia sul costo sinistri e sulle spese dell'esercizio corrente;
  • − uno scenario in cui si valutano gli impatti di una serie di eventi catastrofali naturali, di natura diversa (es. terremoti, alluvioni e tempeste), su scala globale, che comportano costi sinistri rilevanti per le imprese del Gruppo, una contrazione della capacità riassicurativa anche a seguito del default di un big player del mercato riassicurativo e la distruzione di infrastrutture sulle quali il Gruppo investe;
  • − scenari di stress relativi ai rischi climatici: (1) "Climate change Hot house world (2,9°C)", in cui si valutano i possibili impatti dei cambiamenti climatici in uno scenario con orizzonte temporale di medio-lungo termine, caratterizzato da un incremento delle temperature medie pari a 2,9°C; (2) "Climate Change Delayed Transition (+1,7°C)", in cui si valutano i possibili impatti dei cambiamenti climatici in uno scenario con orizzonte temporale di breve termine caratterizzato da un incremento delle temperature medie entro 1,7°C, a seguito dell'applicazione di politiche di transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, con tempistiche ed effetti ritardati che consentono un parziale allineamento con gli obiettivi definiti dall'Accordo di Parigi, con particolare riferimento al rischio di transizione e al rischio fisico.

Il monitoraggio e reporting dei rischi

Al fine di assicurare un tempestivo e continuo monitoraggio sull'evoluzione del Risk Profile e il rispetto, ai diversi livelli di responsabilità aziendale, del Risk Appetite definito è implementato un sistema di reporting sulla base dei principi di completezza, tempestività ed efficacia dell'informativa.

Tale sistema garantisce che la qualità e la quantità dell'informativa fornita siano commisurate alle esigenze dei diversi destinatari e alla complessità del business gestito, al fine di poter essere utilizzato come strumento strategico e operativo per la valutazione dei possibili impatti delle decisioni sul profilo di rischio e sulla solvibilità dell'impresa.

In relazione ai destinatari, il reporting si struttura in "interno" ed "esterno". Il reporting "interno" è diretto agli organi e alle strutture interne del Gruppo e delle Compagnie ed ha l'obiettivo di orientare le scelte strategiche e di business e di verificarne la tenuta nel tempo; il reporting "esterno" è diretto verso l'Autorità di Vigilanza e verso il mercato e risponde agli obblighi di informativa e di trasparenza previsti dalla normativa vigente.

Con riguardo al reporting "interno", in considerazione dei destinatari, delle diverse esigenze e utilizzi, sono previste due tipologie di reporting:

− Reportingstrategico sulla gestione dei rischi che contiene le informazioni rilevanti ai fini del supporto alle decisioni strategiche;

− Reporting operativo sulla gestione dei rischi con un adeguato livello di granularità a supporto della gestione operativa del business. Nell'ambito del reportingstrategico, è fornita al Consiglio di Amministrazione, al Comitato Controllo e Rischi, all'Alta Direzione:

− annualmente:

  • la proposta di approvazione del Risk Appetite (Risk Appetite Statement)105;
  • la Relazione sulla verifica della conformità dell'operatività aziendale alla Politica delle Informazioni Statistiche, predisposta ai sensi del Regolamento IVASS n. 36/2017;
  • la Relazione in merito alle verifiche svolte sulla valutazione delle attività e delle passività diverse dalle riserve tecniche ai sensi del Regolamento IVASS n. 34/2017;
  • il monitoraggio ai sensi della politica di riassicurazione e delle ulteriori tecniche di mitigazione del rischio.
  • i risultati delle valutazioni ORSA comprensive degli esercizi di stress testing;
  • − trimestralmente:
    • un'informativa con i risultati dei controlli svolti sul rispetto del Risk Appetite per l'anno in corso (Monitoraggio Risk Appetite);
    • un'informativa con i risultati dei controlli svolti sul rispetto dei limiti operativi di rischio definiti nelle Politiche di gestione dei rischi specifici;
    • un'informativa sul monitoraggio delle concentrazioni dei rischi significative a livello di Gruppo;
    • un'informativa in merito al monitoraggio svolto sugli indicatori rappresentati nel "Piano di emergenza rafforzato";
    • un'informativa sul monitoraggio delle operazioni infragruppo.

Processo di escalation e mitigazione dei rischi

Nell'ambito del monitoraggio trimestrale degli indicatori definiti nel Risk Appetite Statement, effettuato dal Chief Risk Officer al Consiglio di Amministrazione, la rilevazione del mancato rispetto di una delle soglie definite nel Risk Appetite Statement avvia il processo di escalationcome descritto di seguito:

  • con riferimento agli indicatori relativi al Capitale a Rischio il Consiglio di Amministrazione, previa informativa da parte del Chief Risk Officer al Comitato Controllo e Rischi della Capogruppo106, valuta se approvare un nuovo livello di Risk Appetite o adottare le azioni da intraprendere ai fini del ripristino del livello di Risk Appetite;
  • con riferimento agli indicatori relativi all'Adeguatezza Patrimoniale:
    • in caso di mancato rispetto del limite di Risk Appetite, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo o quello della Compagnia che non ha rispettato il limite valuta l'adozione di azioni da intraprendere ai fini del ripristino del livello di Risk Appetite;
    • in caso di mancato rispetto del limite di Risk Tolerance il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo o quello della Società del Gruppo interessata, previo esame del parere non vincolante espresso dal Comitato Rischi di Gruppo per le azioni con impatto sull'adeguatezza patrimoniale e/o sulla liquidità e previa informativa al Comitato Controllo e Rischi della Capogruppo107, approva la proposta di azioni di contingenza da attivare, stabilendo le tempistiche entro le quali le stesse devono essere realizzate, informandone contestualmente il Collegio Sindacale;
    • in caso di mancato rispetto del limite di Risk Capacity il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo o quello della Società del Gruppo interessata, previo esame del parere non vincolante espresso dal Comitato Rischi di Gruppo e previa informativa al Comitato Controllo e Rischi della Capogruppo108 sulle misure di risanamento identificate, approva la proposta di misure di risanamento da attivare, stabilendo le tempistiche entro le quali le stesse devono essere realizzate, informandone contestualmente il Collegio Sindacale.

Al fine di mitigare livelli di rischio presenti o prospettici non in linea con gli obiettivi di rischio definiti, possono essere adottate le seguenti misure:

  • a) Operazioni finanziarie di copertura: tali azioni possono prendere la forma di operazioni di hedging sul mercato mediante strumenti finanziari derivati. La Politica in materia di investimenti definisce i principi di utilizzo e di gestione degli strumenti di copertura;
  • b) Riassicurazione: consente di trasferire parte del rischio di sottoscrizione all'esterno del Gruppo, permettendo una maggiore capacità di sviluppo del business, attraverso sia una riduzione proporzionale dei volumi sotto rischio (es. trattati proporzionali), sia limitando superiormente gli importi dei sinistri di punta (es. trattati non proporzionali). La "Politica di riassicurazione e altre tecniche di mitigazione del rischio" definisce le linee guida relative alla gestione delle coperture riassicurative;
  • c) Garanzie a fronte dei rischi di credito: la maggiore forma di garanzia disponibile sulle esposizioni verso riassicuratori è costituita dai depositi costituiti presso il Gruppo in relazione ai rischi ceduti e retroceduti la cui movimentazione (costituzione e rimborso) avviene con cadenza generalmente annuale o semestrale. La relativa durata è sostanzialmente connessa alla specificità delle sottostanti garanzie assicurative e alla durata effettiva dei rapporti riassicurativi, il cui rinnovo viene trattato al termine di ogni anno.

105 Con riferimento alla Capogruppo, a livello consolidato e per singola Compagnia.

106 Nello svolgimento delle sue attività per le altre società a governo rafforzato e ordinario. 107 Nello svolgimento delle sue attività per le altre società a governo rafforzato e ordinario.

108 Nello svolgimento delle sue attività per le altre società a governo rafforzato e ordinario.

Sulle esposizioni verso riassicuratori, il Gruppo vanta anche un limitato numero di garanzie composte essenzialmente da Lettere di credito e Titoli. Inoltre, fanno parte delle garanzie su rischi di credito i collaterali depositati dalle controparti per operatività in derivati a fronte di accordi di tipo Credit Support Annex (CSA)109. Qualora il Modello Interno per la misurazione dei rischi tenga conto dell'effetto di tecniche di mitigazione, occorre garantirne la coerenza e il costante aggiornamento con le evoluzioni gestionali;

  • d) Azioni manageriali: manovre correttive da applicare in seguito al verificarsi di determinati eventi, come ad esempio la ricomposizione della struttura degli attivi e/o passivi in gestione o la cessione di attività e/o passività (chiusura di posizioni), o ancora, la ridefinizione dei target di rendimento delle gestioni separate volta a limitare il rischio generato dalla componente discrezionale delle BEL (Future Discretionary Benefits) garantendo il rispetto dei vincoli contrattuali e delle politiche aziendali;
  • e) Azioni di mitigazione per il rischio operativo: piani di mitigazione che hanno come obiettivo la prevenzione o il contenimento degli effetti dell'eventuale verificarsi dell'evento di rischio. La realizzazione dei piani di mitigazione si basa su decisioni prese nel continuo durante tutta la fase di monitoraggio del rischio operativo;
  • f) Piani di emergenza e di contingency: manovre straordinarie ex-ante, da attivare al verificarsi di determinati eventi catastrofali o di emergenza, quali ad esempio quelle previste nel Piano Emergenza Rafforzato del Gruppo Assicurativo, nel Piano di Business Continuity e nel Piano di Disaster Recovery, che rispettivamente definiscono le misure/interventi da adottarsi a livello di Gruppo e/o di Compagnia per ripristinare la posizione finanziaria del Gruppo e/o di una società del Gruppo a fronte di specifici scenari di difficoltà finanziaria e di grave stress macroeconomico e regolano le procedure operative per dichiarare lo stato di crisi al verificarsi di eventi catastrofali e gestirne gli effetti;
  • g) Azioni di mitigazione per i rischi strategici, emergenti e reputazionali: piani di mitigazione che hanno come obiettivo la prevenzione o il contenimento degli effetti derivanti dal verificarsi di specifici rischi strategici, perdite economiche causate da danni reputazionali o derivanti da nuovi rischi ancora non monitorati o mappati.

Modello Interno Parziale

Il Modello Interno Parziale è utilizzato per il calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità di gruppo e del requisito patrimoniale di solvibilità individuale di Unipol Assicurazioni e Arca Vita110.

Il Modello Interno Parziale è utilizzato per le valutazioni dei seguenti fattori di rischi, nonché nel processo di aggregazione:

  • Rischi Tecnico Assicurativi Danni e Salute;
  • Rischi Tecnico Assicurativi Vita;
  • Rischio di Mercato;
  • Rischio di Credito.

È previsto un piano di estensione del Modello Interno Parziale per includere tutti i moduli di rischio misurabili e arrivare a una configurazione di tipo Full Internal Model.

La metodologia adottata dal Gruppo per la valutazione del rischio tecnico assicurativo Danni e Salute (rappresentato dai sottomoduli: rischio di tariffazione, rischio di riservazione, rischio catastrofale e rischio di riscatto) prevede l'utilizzo di modelli interni per i sotto-moduli tariffazione, riservazione nonché, nell'ambito dei rischi catastrofali, per il rischio terremoto e l'integrazione di una funzione di distribuzione di probabilità calibrata a partire dai risultati della Standard Formula per gli altri rischi. L'aggregazione dei rischi è calibrata tenendo conto anche delle informazioni disponibili sul mercato assicurativo italiano.

Il rischio di sottoscrizione Vita (rischio mortalità/longevità, rischio riscatto e rischio spese) è misurato attraverso il Modello Interno Parziale basato sulla metodologia Least Square Monte Carlo, coerente con i principi indicati dalla normativa Solvency II, che permette la determinazione della Probability Distribution Forecast relativa ai fattori di rischio vita. Il rischio Catastrofale, oltre che i rischi di sottoscrizione Vita relativi ai prodotti di tipo Unit Linked e Fondi Pensione, sono valutati mediante la Standard Formula.

Relativamente al rischio di mercato del portafoglio titoli il cui rischio di investimento non è sopportato dagli assicurati, la misurazione viene eseguita con il Modello Interno Parziale che utilizza la metodologia di tipo Monte Carlo VaR. Nell'ambito del Modello Interno mercato, le liabilities Vita vengono replicate mediante cash flow con scadenza equivalente allo smontamento delle riserve Vita per la

109 Il CSA prevede la consegna di un bene collaterale quando il valore del contratto oltrepassa una certa soglia.

110 Si precisa che UnipolSai Assicurazioni SpA (incorporata con efficacia dal 31 dicembre 2024 in Unipol Gruppo SpA, che per effetto della fusione ha assunto la qualifica di impresa di assicurazione e riassicurazione, con la nuova denominazione di Unipol Assicurazioni SpA) e Arca Vita sono state autorizzate da IVASS all'utilizzo del Modello Interno Parziale per il calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità individuale, a decorrere dalla data della chiusura dell'esercizio 2016.

componente garantita e funzioni polinomiali (metodologia Least Square Monte Carlo) per la rappresentazione della componente relativa ai Future Discretionary Benefits. Il rischio di mercato del portafoglio titoli il cui rischio di investimento è sopportato dagli assicurati e il rischio di concentrazione vengono misurati mediante la Standard Formula Market Wide.

Con riferimento al rischio di credito la misurazione viene effettuata mediante il Modello Interno Parziale che utilizza la metodologia CreditRisk+. Tale modello consente di effettuare la misurazione del rischio di default relativo alle controparti di tipo bancario, relativamente alle esposizioni derivanti da liquidità disponibile e alle operazioni di mitigazione del rischio finanziario tramite contratti derivati, alle esposizioni assicurative e riassicurative e ai titoli obbligazionari sui quali viene calcolato il rischio spread. Inoltre, il modello consente di misurare il rischio di default derivante dalle esposizioni verso intermediari e assicurati.

Il processo di aggregazione dei rischi, adottato dal Gruppo secondo la metodologia definita nell'ambito del Modello Interno Parziale, prevede un approccio di tipo bottom-upe può essere scomposto in due fasi:

  • aggregazione dei sotto-moduli di rischio che compongono i rischi di Mercato, i rischi Tecnico Assicurativi Danni e Salute, i rischi Tecnico Assicurativi Vita e i rischi di Credito così da ottenere la Probability Distribution Forecast ("PDF") di ogni modulo di rischio;
  • aggregazione dei moduli dei rischi di Mercato, i rischi Tecnico Assicurativi Danni e Salute, i rischi Tecnico Assicurativi Vita e i rischi di Credito al fine di calcolare il Basic SCR.

L'aggregazione dei sotto-moduli prevede tre distinti approcci:

  • campionamento congiunto dei fattori di rischio
  • aggregazione mediante metodo Var-Covar (con determinazione della PDF a posteriori)
  • aggregazione di più distribuzioni marginali mediante funzioni copula.

Standard Formula Market Wide

Per le compagnie del Gruppo diverse da Unipol Assicurazioni e Arca Vita la misurazione del rischio viene effettuata mediante la metodologia Standard Formula Market Wide.

Di seguito vengono riportate, per ogni rischio, ulteriori informazioni inerenti la modalità di misurazione e i principali risultati riferiti al 31 dicembre 2024.

Rischi Finanziari

Nell'ambito della Politica in materia di investimenti vengono stabilite le linee guida per l'indirizzo dell'attività d'investimento, le tipologie di attivi in cui si ritiene corretto investire e la composizione del portafoglio investimenti di medio-lungo periodo, tenendo conto del profilo di rischio delle passività detenute per assicurare la gestione integrata di attivo e passivo. Inoltre, vengono definiti i limiti alle attività di assunzione e le relative modalità di monitoraggio in modo da assicurare una esposizione globale in linea con il "risk appetite" espresso dagli obiettivi strategici del Gruppo stesso, garantendo un'adeguata diversificazione del portafoglio.

Rischio di mercato

Con rischio di mercato si fa riferimento a tutti quei rischi che hanno come effetto il deterioramento di investimenti di natura finanziaria ovvero immobiliare come conseguenza di andamenti avversi delle variabili di mercato rilevanti. I moduli di rischio di mercato sono i seguenti:

  • Rischio Tasso di interesse;
  • Rischio Azionario;
  • Rischio Immobiliare;
  • Rischio Tasso di cambio;
  • Rischio Spread e migrazione di classe di rating.

Nell'ambito del Modello Interno Parziale il rischio di mercato viene calcolato come Value at Risk con orizzonte temporale a un anno e intervallo di confidenza pari al 99,5%. Inoltre, vengono determinate delle misure di sensitivitye stress test per ogni fattore di rischio.

Il rischio tasso di interesse in ottica ALM viene quantificato in termini di mismatch di duration. Le poste attive rientranti nel calcolo di mismatch di duration comprendono i titoli, la liquidità, i crediti e gli immobili; le poste passive comprendono le passività finanziarie e le riserve tecniche. Per gli attivi e le passività finanziarie viene utilizzato il valore di mercato, per le riserve tecniche vengono utilizzate le best estimate. Il mismatch di duration viene calcolato come differenza tra la duration degli attivi e la duration dei passivi ponderata per il valore degli attivi, considerando l'effetto correttivo dei derivati.

Al 31 dicembre 2024 il mismatch di duration per il settore Vita risulta pari a -0,41, mentre per il settore Danni risulta pari a -0,30.

Il rischio azionario è il rischio connesso a una possibile variazione del valore degli asset azionari come conseguenza della volatilità di mercato degli indici di riferimento.

Il rischio immobiliare è il rischio connesso alla manifestazione di perdite verificatesi a seguito di variazioni sfavorevoli del valore di mercato degli asset immobiliari.

Le poste attive rientranti nel calcolo del rischio immobiliare comprendono i fondi immobiliari, gli immobili di proprietà diretta e le partecipazioni dirette o indirette in progetti immobiliari.

In particolare, con riferimento agli immobili di proprietà diretta, il valore utilizzato per il calcolo del rischio (fair value) è quello derivante dalla stima effettuata da periti indipendenti.

Il rischio tasso di cambio in ottica ALM è inteso come rischio di una possibile variazione del valore degli attivi e dei passivi di bilancio e del Net Asset Value come conseguenza di variazioni sfavorevoli dei tassi di cambio. In base alla Politica in materia di investimenti, l'esposizione complessiva in valute diverse dall'Euro, al netto delle coperture dal rischio cambio, deve essere limitata al 3% del totale investimenti.

L'esposizione al rischio cambio del Gruppo Unipol al 31 dicembre 2024 risulta non significativa.

Il rischio spread è il rischio di una possibile variazione del valore degli attivi e passivi di bilancio e del Net Asset Value come conseguenza di variazioni sfavorevoli dei credit spread o delle probabilità di migrazione in altre classi di rating dei titoli obbligazionari, inclusi i titoli governativi. Alla luce della oggettiva difficile quantificazione del rischio di default dei titoli governativi emessi dagli Stati Membri dell'Unione Europea, è stato escluso il rischio spread sui titoli governativi dalla misurazione del SCR mercato effettuata mediante il Modello Interno Parziale. Le ragioni di tale mancata inclusione sono dovute a:

  • la natura del business delle compagnie di assicurazione che è caratterizzata da strategie di investimento di lungo termine prevalentemente di tipo buy and hold e da vincoli di matching delle liabilities espressi in termini di ALM;
  • l'obiettiva difficoltà di quantificazione della probabilità di default e loss given default dei Paesi sviluppati che rappresentano l'area di investimento di riferimento per i titoli governativi ai fini della misurazione del rischio.

La valutazione del rischio spread sui titoli governativi, in ottemperanza alla richiesta effettuata dall'IVASS nel corso del 2024 rivolta al Gruppo e alle Compagnie autorizzate all'utilizzo del Modello Interno, consiste nello svolgimento di analisi di matching dei flussi di cassa, in ipotesi di stress su un orizzonte temporale di tre anni, effettuate nell'ambito delle valutazioni prospettiche riportate nella Relazione ORSA, finalizzate ad individuare i titoli governativi da dismettere prima della naturale scadenza per far fronte a eventuali esigenze di liquidità. Qualora la liquidità disponibile dovesse risultare insufficiente, sui titoli governativi da dismettere è prevista la determinazione di un capitale aggiuntivo (conservative margin), secondo un approccio coerente con le regole del Modello Interno già in uso per i titoli obbligazionari.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità rappresenta il rischio di non disporre delle risorse liquide necessarie per fare fronte agli impegni assunti, di bilancio e fuori bilancio, inerenti all'attività dell'impresa, senza dovere subire perdite economiche derivanti da vendite forzate di asset nel caso in cui si verifichino scenari avversi.

Le risorse liquide funzionali all'attività caratteristica derivano dalla disponibilità di cassa, dalla vendita di titoli prontamente liquidabili e da eventuali attività di finanziamento.

I principi fondamentali su cui si basa il modello di gestione del rischio di liquidità nell'ambito del Gruppo Unipol possono essere sintetizzati come segue:

  • misurazione puntuale dei flussi di cassa contrattuali e previsionali su diverse scadenze temporali;
  • definizione e approvazione della tolleranza al rischio di liquidità in termini di "Periodo di sopravvivenza" in condizioni ordinarie e di stress;
  • gestione della liquidità strutturale mantenendo una situazione di equilibrio tra scadenze di attivi e passivi a medio termine allo scopo di evitare situazioni critiche nelle posizioni di liquidità di breve termine;
  • gestione della liquidità di breve termine allo scopo di disporre dei mezzi liquidi necessari a fare fronte agli impegni di breve periodo sia prevedibili che imprevedibili derivanti da eventuali scenari di stress, mantenendo un adeguato equilibrio tra flussi di cassa in entrata e in uscita;
  • definizione e applicazione periodica di scenari di stress relativi alle variabili tecniche e finanziarie al fine di verificare la capacità delle singole Compagnie e del Gruppo nel suo insieme di fare fronte a tali situazioni;
  • mantenimento di un adeguato ammontare di asset prontamente liquidabili sul mercato, o finanziabili mediante operazioni in pronti contro termine, per evitare impatti economici significativi nel caso si verifichino scenari avversi.

Rischio di liquidità dei contratti assicurativi

Con riferimento all'informativa relativa al rischio di liquidità riferita contratti rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 17, si riportano di seguito:

  • la composizione dei flussi finanziari netti non attualizzati derivanti da contratti assicurativi emessi e da cessioni in riassicurazione che costituiscono passività ripartita per fasce temporali di scadenza, ovvero in dettaglio per ciascuno dei cinque anni dopo la data di riferimento del bilancio e, in aggregato, nel periodo successivo ai primi 5 anni;
  • l'ammontare degli importi pagabili a richiesta e relativo valore di bilancio per i contratti di assicurazione emessi e le cessioni in riassicurazione che costituiscono passività.

Si segnala che i dati riferiti ai contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione discrezionali sono stati ricondotti tra i contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta.

Flussi finanziari netti non attualizzati dei contratti di assicurazione emessi e delle cessioni in riassicurazione che costituiscono passività: distribuzione temporale

Voci/Scaglioni temporali Fino a 1 anno Da oltre 1
anno fino a
2 anni
Da oltre 2
anni fino a
3 anni
Da oltre 3
anni fino a
4 anni
Da oltre 4
anni fino a
5 anni
Oltre 5 anni Totale
Segmento Vita
1. Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta e
contratti d'investimento emessi con elementi di partecipazione
discrezionale
2.632 3.429 2.992 3.357 3.340 32.414 48.164
2. Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta 38 (4) (3) (2) (1) 22 48
3. Cessioni in riassicurazione 15 4 2 1 22
Segmento Danni
1. Contratti di assicurazione emessi 3.589 2.108 1.399 961 722 1.923 10.702
2. Cessioni in riassicurazione 40 (8) (5) (3) (3) (7) 14

Si segnala che dall'analisi sono escluse le componenti delle passività assicurative riferibili al margine sui servizi contrattuali e all'aggiustamento per rischi non finanziari e l'intero ammontare delle passività per residua copertura derivanti dai contratti contabilizzati secondo il PAA. Si precisa, inoltre, che i flussi contrattuali riferiti all'esercizio 2025 includono euro 372 milioni di flussi in uscita netta attribuibili al saldo delle partite patrimoniali correnti riferite ai rapporti con gli assicurati e riassicuratori costituite principalmente dai crediti verso assicurati per premi da incassare e dai depositi ricevuti dai riassicuratori.

Contratti di assicurazione emessi e cessioni in riassicurazione che costituiscono passività con clausole di riscatto: importi pagabili a richiesta e valore di bilancio

Valori in milioni di euro

Valori in milioni di euro

  1. Contratti assicurativi emessi con elementi di partecipazione diretta e contratti d'investimento emessi con elementi di

Voci/Valori Importi pagabili a richiesta Valore di bilancio

partecipazione discrezionale 35.993 36.232 2. Contratti assicurativi emessi senza elementi di partecipazione diretta

  1. Cessioni in riassicurazione

Rischio di credito

Il rischio di credito (Counterparty Default Risk) individua il rischio che un debitore o un garante escusso non adempia, integralmente o parzialmente, alla propria obbligazione pecuniaria maturata nei confronti della Capogruppo o di una delle Compagnie.

Il rischio di credito riflette, quindi, le possibili perdite generate da un default inatteso delle controparti e dei debitori delle Compagnie assicurative e riassicurative, nonché degli emittenti di strumenti finanziari di tipo obbligazionario financial e corporate già inclusi nel rischio spread, nei dodici mesi successivi. Il rischio di default della controparte include i contratti di mitigazione del rischio, come ad esempio accordi riassicurativi, cartolarizzazioni e derivati, esposizioni nei titoli obbligazionari financial e corporate già inclusi nel rischio spread e ogni altra esposizione creditizia che non risulta inclusa nei rischi finanziari (rischio credit spread).

La gestione del rischio di credito è definita nella Credit Policy che descrive i ruoli e le responsabilità degli attori coinvolti, i principi di valutazione e mitigazione del rischio, nonché i limiti operativi oggetto di monitoraggio.

In relazione al rischio di credito il Risk Management monitora il rispetto dei limiti definiti nella "Credit Policy" di Gruppo e predispone la reportistica relativa all'evoluzione di questo rischio indirizzata agli Organi Amministrativi, all'Alta Direzione e alle strutture operative.

Nel settore assicurativo il rischio di credito attiene principalmente alle esposizioni verso istituti di credito, ai rami Cauzioni delle compagnie assicurative del Gruppo e alla riassicurazione passiva. Si precisa che, nell'ambito del processo di misurazione dei rischi, il ramo Cauzioni rientra nel rischio tecnico-assicurativo Danni e che le relative esposizioni vengono monitorate anche nell'ambito del rischio credito.

Istituti di Credito

L'esposizione in essere verso gli istituti di credito si compone della liquidità depositata e delle esposizioni in derivati di copertura OTC. In particolare, l'esposizione in derivati considerata ai fini di monitoraggio e gestione del rischio è pari alla somma dei valori di mercato, se positivi, dei singoli contratti in essere e tiene conto di eventuali accordi di mitigazione del rischio (collateralization) disciplinati nei CSA stipulati con le singole controparti.

Si riporta di seguito per il Gruppo Unipol la distribuzione delle esposizioni verso istituti di credito per classe di rating rilevata al 31 dicembre 2024.

Crediti verso istituti di credito per classe di rating

Rami cauzioni delle compagnie assicurative del Gruppo

Questo rischio è misurato nell'ambito dei rischi tecnico-assicurativi (vedi sezione relativa) e monitorato all'interno del Comitato Affidamento Cauzioni e Credito.

Riassicurazione passiva

In questo ambito l'esposizione in essere per rischio credito viene distinta in:

  • − crediti liquidi già esigibili derivanti dal riepilogo del conto corrente spedito al riassicuratore ed elencante i saldi di ogni contratto nel periodo e quelli ancora sospesi;
  • − crediti stimati potenziali per le riserve a carico del riassicuratore (che diventeranno esigibili al momento del pagamento all'assicurato e per i relativi importi). L'esposizione per le riserve viene considerata sempre al netto degli eventuali depositi trattenuti o di altre garanzie collaterali (es.: LOC bancaria, impegno della Capogruppo, del riassicuratore, etc.).

Si riporta di seguito la tabella della distribuzione delle esposizioni del Gruppo Unipol verso riassicuratori suddivisa per classe di rating, rilevata al 31 dicembre 2024 (al netto della riassicurazione infragruppo).

Crediti e riserve verso riassicuratori per classe di rating

Rischio Emittente titoli di debito

Il rischio di credito dei titoli di debito viene monitorato all'interno del rischio di mercato in funzione della volatilità del credit spread. Si riporta di seguito la tabella della distribuzione del portafoglio obbligazionario del Gruppo Unipol, settore assicurativo e settore holding, suddivisa per classe di rating (dati riferiti al 31 dicembre 2024).

..

Sensivities

Al fine di monitorare la sensibilità ai rischi e a fatti sostanziali, il Gruppo ha definito delle analisi di sensitività. Le analisi di sensitivities sulle principali grandezze economico-finanziarie di interesse vengono svolte con frequenza almeno annuale e consentono di valutare l'impatto sul patrimonio netto risultante dal Market Consistent Balancesheet (MCBS) previsto dalla normativa SII a fronte di variazioni dei principali fattori di rischio a cui la stessa risulta essere esposta. Di seguito si riporta l'elenco delle analisi di sensitivities svolte, le relative descrizioni e i risultati relativi all'esercizio in esame.

Impatto rispetto allo scenario centrale Impatto su MCBS
Valori in milioni di euro
Sensitivities Shift up curva tassi tassi di interesse: +100 bps 108
Sensitivities Shift down curva tassi tassi di interesse: -100 bps -205
Sensitivities Frequenze di riscatto +100% delle tavole di riscatto -380
Sensitivities Combined Ratio (Netto Riassicurazione) combined ratio: +100 bps -60
Sensitivities Combined Ratio (Lordo Riassicurazione) combined ratio: +100 bps -67

Si precisa che, come indicato, le sensitivities sono state sviluppate nell'ambito del framework Solvency II che differisce rispetto a quello vigente per la redazione del bilancio consolidato per finalità (prudenziali piuttosto che di rendicontazione delle performance economicofinanziarie) e le conseguenti metriche di calcolo. Tra le differenze di maggior rilievo si ricorda che il patrimonio netto determinato secondo i principi contabili internazionali risulta tendenzialmente meno volatile rispetto al patrimonio netto da MCBS, in relazione alla capacità di assorbimento della volatilità insita nei meccanismi di determinazione del CSM con riferimento ai contratti misurati secondo il BBA o VFA o del complesso della LRC con riferimento a quelli misurati secondo il PAA.

Sensitivities sulla curva dei tassi d'interesse

Per analizzare l'impatto di uno shock sulla curva interest rate (stress up curva dei tassi; stress down curva dei tassi), sono state svolte due analisi di sensitivity sulla dinamica della curva dei tassi d'interesse, in particolare si è trattato di due analisi a singolo fattore finanziario in cui è stato valutato uno shift up ed uno shift down paralleli di tutte le curve dei tassi (Euro, Serbia, e resto del mondo), shift rispettivamente pari a +100 bps e -100 bps.

Sensitivities sulle frequenze di riscatto

Per analizzare l'impatto di uno shock derivante dall'incremento delle frequenze di riscatto del portafoglio vita, è stata svolta un'analisi di sensitivity in cui è stato valutato un incremento pari a +100 bps delle tavole di riscatto

Sensitivities sul combined ratio

Con riferimento alle variabili tecnico assicurative danni, è stata sviluppata un'analisi di sensitivity che consiste in una variazione sfavorevole del combined ratio, tale da determinare una perdita significativa sul conto economico di ciascuna Compagnia del Gruppo. In particolare, si è trattato di due analisi a singolo fattore tecnico in cui è stato valutato l'impatto (al lordo e al netto delle cessioni in riassicurazione) di un incremento del combined ratio di +100 bps.

Informativa relativa alle esposizioni in titoli di debito sovrano

Di seguito si fornisce il dettaglio delle esposizioni Sovrane (intendendo per tali i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi nonché i prestiti erogati agli stessi) detenute dal Gruppo Unipol al 31 dicembre 2024.

Consistenze al 31 dicembre 2024
Valori in milioni di euro Valore Nominale Valore di Bilancio Valore di Mercato
Italia 19.626 17.544 17.546
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 19.550 17.473 17.473
Attività finanziarie valutate al Fair Value rilevato a conto economico 40 40 40
Attività finanziarie valutate a Costo Ammortizzato 36 31 32
Spagna 4.272 3.485 3.486
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 4.140 3.349 3.349
Attività finanziarie valutate al Fair Value rilevato a conto economico 20 22 22
Attività finanziarie valutate a Costo Ammortizzato 113 114 114
Francia 3.426 2.071 2.071
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 3.426 2.071 2.071
Germania 509 272 272
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 509 272 272
Portogallo 359 359 359
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 359 359 359
Belgio 330 231 231
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 330 231 231
Gran Bretagna 247 243 243
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 247 243 243
Irlanda 234 212 212
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 234 212 212
Slovenia 193 179 179
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 193 179 179
Romania 174 154 154
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 174 154 154
Serbia 130 128 129
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 64 62 62
Attività finanziarie valutate a Costo Ammortizzato 66 65 67
Messico 114 89 89
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 114 89 89
Israele 98 96 96
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 98 96 96
Slovacchia 97 81 81
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 97 81 81
Cile 82 75 75
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 82 75 75
Cipro 80 72 72
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 80 72 72

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Valori in milioni di euro Valore Nominale Valore di Bilancio Valore di Mercato
Cina 79 67 67
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 79 67 67
Lettonia 65 56 56
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 65 56 56
Turchia 53 44 44
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 53 44 44
Hong Kong 50 35 35
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 50 35 35
USA 33 34 34
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 33 34 34
Perù 31 25 25
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 31 25 25
Austria 28 25 25
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 26 23 23
Attività finanziarie valutate al Fair Value rilevato a conto economico 2 2 2
Olanda 24 22 22
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 24 22 22
Corea del Sud 20 17 17
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 20 17 17
Polonia 17 17 17
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 17 17 17
Lituania 16 15 15
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 16 15 15
Croazia 13 13 13
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 13 13 13
Grecia 10 9 9
Attività finanziarie valutate a Fair Value con impatto sulla redditività complessiva 10 9 9
TOTALE 30.407 25.670 25.673

Nel complesso al 31 dicembre 2024 il valore di bilancio delle esposizioni Sovrane rappresentate da titoli di debito ammonta a euro 25.669,54 milioni, di cui il 68% concentrato su titoli emessi dallo Stato Italiano (71% nel 2023). Inoltre, i titoli emessi dallo Stato Italiano costituiscono il 30% del totale investimenti del Gruppo Unipol.

Rischi Tecnico-Assicurativi

Rischi inerenti ai portafogli Vita

Con riguardo alla valutazione dei rischi relativi al portafoglio Vita le linee guida delle attività di sottoscrizione e di riservazione sono definite nella "Politica di sottoscrizione - Business Vita" e nella "Politica di riservazione - Business Vita".

La Politica di sottoscrizione definisce le linee guida per l'indirizzo dell'attività di sottoscrizione e la gestione dei relativi rischi, disciplinando i principi e le logiche assuntive delle Società assicurative del Gruppo Unipol, aventi sede legale in Italia, che esercitano i rami Vita.

La Politica di riservazione definisce le linee guida per l'indirizzo dell'attività di riservazione del lavoro diretto e la gestione dei relativi rischi, disciplinando i principi e le logiche di riservazione delle Società assicurative del Gruppo Unipol, aventi sede legale in Italia, e che esercitano i rami Vita, rispetto ai principi contabili nazionali e internazionali e al sistema di vigilanza prudenziale Solvency II.

I rischi tecnico-assicurativi relativi alla sottoscrizione nei rami Vita si suddividono in:

  • rischio mortalità: legato a uno sfavorevole scostamento delle basi demografiche risultanti dall'esperienza (sovramortalità) rispetto a quelle utilizzate nella determinazione della tariffa;
  • rischio longevità: legato a uno sfavorevole scostamento delle basi demografiche risultanti dall'esperienza (sottomortalità) rispetto a quelle utilizzate nella determinazione della tariffa;
  • rischio riscatto: legato a variazioni avverse nel livello o volatilità dell'incidenza dei riscatti, dei recessi, delle estinzioni anticipate, delle cessazioni nel pagamento dei premi e nel riscatto anticipato di massa;
  • rischio spese: legato a variazioni avverse nel valore delle spese legate alle polizze rispetto ai valori utilizzati nella determinazione della tariffa;
  • rischio catastrofale: derivante da un evento imprevedibile che ha la conseguenza di colpire contemporaneamente più persone, producendo un numero di sinistri di entità significativamente superiore a quella attesa.

Le opzioni presenti nelle tariffe che possono influire sulla valutazione dei rischi presenti in portafoglio vengono monitorate. Di seguito si riportano le più significative.

Riscatto

Tale opzione costituisce la facoltà del cliente di interrompere il contratto ricevendo il valore di riscatto (sono escluse le forme tariffarie di puro rischio e le rendite in corso di erogazione). A seconda delle forme contrattuali possono essere applicate penalizzazioni più o meno rilevanti, spesso in funzione dell'antidurata.

Conversione in rendita

Nei prodotti individuali per i quali la prestazione è espressa in forma di capitale è spesso consentita la possibilità di optare per l'erogazione della prestazione in forma di rendita.

Nel portafoglio polizze individuali sono presenti prodotti per i quali i coefficienti di conversione sono stati determinati all'emissione del contratto e altri, la maggioranza (indicativamente quelli emessi dopo l'anno 2000), per i quali l'entità della rendita viene determinata solo al momento dell'opzione. In questo caso il rischio demografico è sensibilmente mitigato.

Nel comparto della previdenza complementare, soprattutto di tipo collettivo, i coefficienti sono spesso associati a ogni singolo versamento, ma il rischio è mitigato dalla frequenza con cui possono essere riviste le condizioni dell'offerta.

Differimento di scadenza

Nel portafoglio sono presenti prodotti individuali con durata definita (non "a vita intera") che prevedono, in molti casi, la facoltà di prolungare l'efficacia del contratto dopo il termine della scadenza originariamente pattuita. Nel corso del differimento della scadenza non è di norma consentito il versamento di ulteriori premi.

Le condizioni applicate nel corso del differimento variano a seconda delle previsioni contrattuali; può essere concesso il proseguimento delle garanzie finanziarie del contratto o l'applicazione di quelle praticate al momento dell'opzione.

Anche la durata del differimento di scadenza può essere, a seconda delle condizioni, determinata o prorogata di anno in anno.

L'incidenza dell'esercizio dell'opzione di differimento di scadenza sul portafoglio non risulta al momento particolarmente rilevante.

Rischi inerenti ai portafogli Danni

Con riguardo alla valutazione dei rischi relativi al portafoglio Danni, le linee guida di riferimento sono riportate all'interno della "Politica di riservazione - Business Danni" e della "Politica di Riassicurazione e delle ulteriori tecniche di mitigazione del rischio".

La Politica di sottoscrizione definisce le linee guida per l'indirizzo dell'attività di sottoscrizione e la gestione dei relativi rischi, disciplinando i principi e le logiche assuntive delle Società assicurative del Gruppo Unipol, aventi sede legale in Italia, che esercitano i rami Danni.

La Politica di riservazione definisce le linee guida per l'indirizzo dell'attività di riservazione e la gestione dei relativi rischi, disciplinando i principi e le logiche di riservazione delle Società assicurative del Gruppo Unipol, aventi sede legale in Italia, che esercitano i rami Danni, rispetto ai principi contabili nazionali e internazionali e al sistema di vigilanza prudenziale Solvency II.

La Politica di Riassicurazione e delle ulteriori tecniche di mitigazione del rischio ha l'obiettivo di definire le linee guida per l'indirizzo della riassicurazione passiva e delle altre tecniche di mitigazione del rischio.

Nel corso del 2024 i rischi tecnico-assicurativi Danni sono stati misurati attraverso il Modello Interno Danni, coerentemente ai principi di Solvency II.

Per la valutazione dei rischi di sottoscrizione Danni e Salute è stato adottato il Modello Interno Danni, caratterizzato dai seguenti approcci modelisitici:

  • il Rischio di tariffazione è modellato con un Collective Risk Model (CRM), che tratta separatamente i sinistri di massa (attritional claim) e i sinistri di punta (large claim). In particolare, i sinistri attritional sono modellati in aggregato a partire dalla stima dei primi due momenti delle distribuzioni della frequenza e del costo dei sinistri, dalla quale si ricavano la media e la deviazione standard della distribuzione del costo sinistri totale di portafoglio. I sinistri large sono modellati analiticamente a partire dalle distribuzioni della frequenza e del costo sinistri. In entrambi i casi la calibrazione del modello si basa su dati interni del Gruppo. Per i segmenti per i quali i predetti modelli non sono applicabili, viene utilizzato un bootstrap parametrico, a partire da una distribuzione caratterizzata dall'avere una volatilità tale da riprodurre – a livello di linea – un carico di capitale coerente con quello prodotto dalla Standard Formula;
  • il Rischio di riservazione è modellato tramite modelli di riservazione stocastici basati sui triangoli dei sinistri pagati oppure, per i segmenti per i quali i predetti modelli non sono applicabili, tramite bootstrap parametrico, a partire da una distribuzione caratterizzata dall'avere una volatilità tale da riprodurre – a livello di linea – un carico di capitale coerente con quello prodotto dalla Standard Formula
  • il Rischio catastrofale è modellato per il peril Terremoto avvalenodosi di uno dei principali modelli a livello mondiale nella valutazione analitica di tale rischio. Lo strumento è articolato in tre moduli:
  • Hazard, che valuta l'incertezza legata alla possibilità di accadimento dell'evento Terremoto in una determinata zona (frequenza) e l'incertezza relativa alla sua magnitudo (intensità). In tale modulo vengono modellate le seguenti variabili aleatorie:
    • localizzazione (incertezza legata alla determinazione del possibile ipocentro dell'evento);
    • frequenza (periodo di ritorno degli eventi);
    • intensità (severità dell'evento in termini di energia sprigionata);
  • Vulnerability, che valuta la vulnerabilità sismica di diverse tipologie di beni assicurabili, a fronte di un evento sismico di una data intensità. La valutazione si basa su specifici parametri quali la tipologia dell'edificio (residenziale, commerciale, etc.), la qualità della costruzione, il numero dei piani dell'edificio, il tipo di attività presente;
  • Financial, che identifica la perdita economica per la compagnia di assicurazione (in funzione di franchigie, massimali, coperture riassicurative, etc.).

Nel corso del 2024 lo strumento ha supportato il Gruppo, oltre che nel calcolo del capitale di rischio, anche nei processi di Assunzione e Tariffazione e nella definizione della strategia riassicurativa.

Per quanto riguarda gli altri peril, è stato adottato un approccio semplificato basato sull'integrazione nel modello simulativo del Gruppo dei metodi previsti dalla Standard Formula;

  • il Rischio Riscatto (Lapse Risk) è misurato attraverso un modello semplificato basato sull'integrazione nel modello simulativo della compagnia dei metodi previsti dalla Standard Formula;

  • l'Aggregazione tra rischi è effettuata con un modello di dipendenza gerarchico calibrato attraverso un processo di expert judjmentinformato da analisi quanti-qualitative che si avvalgono di dati interni e del mercato assicurativo italiano.

Con riferimento agli altri Rischi Catastrofali, le valutazioni sono state effettuate utilizzando il metodo degli scenari standardizzati proposto da EIOPA, nel quale vengono presi in considerazione i seguenti eventi:

  • catastrofi naturali, quali alluvione e grandine;
  • catastrofi causate dall'uomo, quali ad esempio incendi di elevate dimensioni, atti di terrorismo;
  • rischi legati al comparto "salute", come ad esempio il rischio di una pandemia.

Coerentemente con il piano di estensione del Modello Interno relativo ai rischi catastrofali nel corso degli ultimi due anni sono state acquisite le licenze dei modelli Alluvione Italia e Severe Convective Storm (SCS) Italia di una primaria softwarehouse specializzata in modelli catastrofali.

Rischi Operativi

Al fine di garantire una completa analisi dei rischi aziendali, il Gruppo Unipol si è dotato di una "Politica di gestione del rischio operativo", oggetto di aggiornamento su base annuale, e ha elaborato un framework per l'identificazione, la misurazione, il monitoraggio e la mitigazione del Rischio Operativo. Con questo termine si intende "il rischio di perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di processi, risorse umane o sistemi, oppure da eventi esterni". Sulla base del framework di Operational Risk Management vengono considerate anche le relazioni e i reciproci impatti tra i rischi operativi e gli altri rischi, con l'obiettivo di cogliere gli effetti diretti e indiretti di eventi legati al rischio operativo. In particolare, gli schemi di analisi adottati sono volti a cogliere secondo una logica causale i fattori di rischio, gli eventi e gli effetti sia monetari che non monetari e gli impatti che tali effetti possono avere sulla solvibilità del Gruppo e sul raggiungimento degli obiettivi fissati.

Nell'ambito della struttura di governance del Gruppo, il monitoraggio dei Rischi Operativi è affidato alla funzione Rischi Operativi all'interno della funzione Risk Management. Gli obiettivi assegnati a tale unità, nell'ambito del sistema di controllo interno, sono volti ad assicurare la salvaguardia del patrimonio del Gruppo e l'adeguato controllo dei rischi operativi.

L'attività di identificazione del Rischio Operativo consiste nella raccolta del maggior numero di informazioni possibili sull'evento di rischio, sulle sue possibili cause ed effetti con l'obiettivo di accrescere la conoscenza dell'esposizione specifica delle diverse aree aziendali. Inoltre, tale attività ha anche l'obiettivo di valutare l'adeguatezza dei controlli e di individuare le soluzioni migliori di gestione delle eventuali situazioni di criticità.

L'attività di identificazione del rischio operativo si sostanzia nell'esecuzione di due processi distinti:

  • Loss Data Collection ("LDC" o "Raccolta dei dati di perdita") con un'accezione "backward looking": la LDC è un processo che mira ad analizzare e quantificare gli eventi storici di rischio operativo. Sono raccolti anche dati di perdita esterni, che contribuiscono ad arricchire il bagaglio informativo su come il rischio operativo può manifestarsi in realtà comparabili.
  • Raccolta delle opinioni degli esperti attraverso il processo di Risk Self Assessment ("RSA") con un'accezione "forward looking": i dati raccolti nel contesto RSA comprendono la stima del possibile impatto economico dell'evento di rischio e la stima della relativa frequenza attesa di accadimento su base annuale.

Il modello organizzativo per il governo e il controllo dei rischi operativi prevede la presenza di una rete di analisti all'interno di alcune Direzioni della Capogruppo e delle principali Società del Gruppo che, avendo seguito uno specifico iter formativo sul processo di gestione del rischio operativo, coadiuvano la Funzione Risk Management nell'identificazione del rischio operativo e nel monitoraggio del presidio di tale rischio nel loro ambito di competenza.

La valutazione dei rischi operativi viene condotta annualmente sulle principali Società del Gruppo.

Nel 2024 sono proseguite le attività di sviluppo del modello interno per la valutazione e la misurazione del rischio operativo, al fine di determinare la distribuzione delle perdite operative sulla base di un approccio scenario based, tenendo conto degli eventi di rischio identificati e delle informazioni quantitative raccolte tramite risk self assessment.

Nell'ambito del Rischio Operativo è rilevante il rischio informatico (anche detto rischio IT o Cyber Risk), ovvero il rischio che le varie funzioni, attività, prodotti e servizi, incluse le interconnessioni e dipendenze da terze parti, possono subire in relazione all'acquisizione e al trasferimento indebiti di dati, alla loro modifica o distruzione illegittima, ovvero a danneggiamenti, distruzione o ostacoli posti al regolare funzionamento delle reti e dei sistemi informativi o dei loro elementi costitutivi. Per la gestione del rischio informatico il Gruppo

si è dotato di una Politica di sicurezza delle informazioni che definisce le linee guida di indirizzo in materia di sicurezza delle informazioni con particolare riguardo alla protezione delle informazioni trattate attraverso i sistemi informatici.

Nell'ambito del rischio Operativo, è infine rilevante il rischio di continuità, ovvero il possibile Effetto dell'interruzione dei processi aziendali, in seguito al verificarsi di un evento disastroso. Per la gestione del rischio di continuità il Gruppo si è dotato di una Politica di continuità operativa, che definisce le linee guida in materia di continuità operativa con l'obiettivo di ridurre a un livello accettabile gli Impatti di eventi di tipo disastroso sui processi rilevanti, siano essi provocati da eventi di portata settoriale, aziendale, locale o estesa. La definizione di procedure specifiche per la gestione delle situazioni di crisi e per garantire la Business Continuity è infatti una delle contromisure necessarie per la mitigazione dei rischi connessi ad eventi estremi e per la mitigazione degli Effetti reputazionali, a fronte di rischi di elevato Impatto.

Rischio di non conformità alle norme

Relativamente al rischio di non conformità alle norme, il processo di gestione del rischio di non conformità nel Gruppo è un processo trasversale costituito da presidi organizzativi e operativi messi in atto da risorse appartenenti alle diverse funzioni aziendali. Il compito di valutare che l'organizzazione e le procedure interne dell'impresa siano adeguate al raggiungimento dell'obiettivo di prevenire tale rischio è attribuito alla Funzione Compliance, che opera attraverso un approccio risk–based.

Rischi emergenti, rischio strategico e rischio reputazionale

Con riguardo ai rischi emergenti, al rischio strategico e al rischio reputazionale, la Funzione Risk Management ha istituito a livello di Gruppo l'"Osservatorio Reputational & Emerging Risk", che ha quali elementi cardine il coinvolgimento di un Tavolo Tecnico interfunzionale e di tutte le principali Direzioni di Business, l'utilizzo di un modello predittivo e di metodologie basate sui futures studies per garantire una visione forward looking di medio-lungo periodo, volta ad anticipare i rischi e le opportunità futuri, e un approccio olistico volto a cogliere e governare le interconnessioni, sia nella lettura del contesto esterno per una visione integrata dei diversi macro trend emergenti (sociali, tecnologici, politici e ambientali), sia nella risposta interna per una vista unitaria delle diverse aree aziendali e delle diverse fasi della catena del valore.

La finalità dell'Osservatorio è quella di garantire un efficace presidio dei rischi emergenti, del rischio strategico e del rischio reputazionale, verificando il costante allineamento tra le aspettative degli stakeholder e le risposte del Gruppo e anticipando i fenomeni più significativi per cogliere nuove opportunità di business e prepararsi ai rischi emergenti.

Tenuto conto della crescente rilevanza di una gestione anticipante e integrata dei rischi emergenti e della crescente attenzione ai rischi legati alla sostenibilità ("Rischi ESG"), ha sviluppato nell'ambito dell'Osservatorio un framework strutturato di gestione dei rischi emergenti che, partendo dall'anticipazione dei Macro Trend di cambiamento del contesto esterno procede all'identificazione, valutazione e prioritizzazione dei rischi emergenti ad essi associati. Il processo valutativo prevede il coinvolgimento di un panel composito di esperti esterni, provenienti dal mondo accademico, da centri di ricerca o opinion leader, per la valutazione e prioritizzazione dei rischi emergenti secondo una prospettiva "outside-in" sulla base di una molteplicità di parametri. Grazie a tale primo processo di prioritizzazione vengono identificati i rischi emergenti e di sostenibilità su cui condurre l'analisi di rilevanza per il Gruppo secondo una prospettiva "inside-out", attraverso lo studio dei canali di trasmissione e la valutazione dei potenziali impatti sulle categorie di rischio tradizionali attraverso la raccolta dei dati di esposizione.

Il risultato di tale processo è la costruzione di una Heatmap dei Rischi Emergenti, ottenuta attraverso la definizione di puntuali indicatori quantitativi di stima del livello potenziale di esposizione rispetto a tali rischi per ciascuna categoriaper le categorie di rischio tradizionale. La costruzione della Heatmap dei Rischi Emergenti di natura ESG consente al Gruppo di:

  • Integrare, nelle modalità di gestione delle categorie di rischio tradizionale, i fattori di esposizione ai rischi emergenti;

  • Sviluppare una vista trasversale delle esposizioni, che consente di valutare il grado di rilevanza di ciascun rischio emergente. L'integrazione delle due visioni "outside-in" e "inside-out" consente di predisporre il ranking di priorità dei Top 10 rischi emergenti che

sono oggetto di pubblicazione tramite il Report Rischi Emergenti di Gruppo.

Il rischio strategico è presidiato a livello di Gruppo mediante il monitoraggio dei driver del Piano Strategico al fine di verificare gli scostamenti rispetto alle ipotesi definite, anche utilizzando analisi di scenario di lungo periodo svolte nell'ambito dell'Osservatorio e con il coinvolgimento di team interfunzionali attraverso metodologie basate sullo strategic foresight e sull'anticipazione, che hanno l'obiettivo di rafforzare la resilienza della strategia del Gruppo a fronte dei possibili futuri in un contesto esterno caratterizzato da accelerazione del cambiamento e crescenti livelli di complessità e incertezza.

Con specifico riferimento al rischio reputazionale, all'interno della cornice dell'Osservatorio, è stato sviluppato un framework di Reputation Management a livello di Gruppo, che opera nella duplice modalità di costruzione e di protezione del capitale reputazionale, attraverso due cantieri di lavoro che si avvalgono di competenze e strutture aziendali dedicate in un percorso di costante allineamento reciproco, sotto la guida congiunta delle funzioni "Corporate Communication e Media Relation" e "Risk Management", con l'obiettivo di integrare stabilmente tale asset nei processi di pianificazione strategica. Alla luce del Piano Strategico 2022-2024 "Opening New Ways", dopo aver proceduto ad aggiornare la scorecard reputazionale e la mappa degli scenari di rischio reputazionale del Gruppo, ha condotto attività di assessment con il coinvolgimento del Top Management del Gruppo e le diverse categorie di stakeholder per identificare i rischi prioritari e le macro-aree tematiche di rischio.

Inoltre, ha sviluppato la Dashboard dei KPI Reputazionali, uno strumento innovativo costruito con il coinvolgimento attivo dei Reputation Supporter, che ci consente di misurare e monitorare nel tempo le azioni e i risultati del Gruppo (Agito) mettendoli a confronto con la percezione reputazionale del Gruppo (Percepito).

Il grado di consapevolezza raggiunto nel Gruppo sull'importanza crescente della reputazione come leva di business e di posizionamento distintivo sul mercato ha portato nel 2019 alla definizione di un modello di governance integrata della Reputazione, operativo a partire dal 2020, che prevede la costituzione di organismi aziendali dedicati alla gestione proattiva della reputazione del Gruppo nella duplice ottica di costruzione e protezione, quali il Team Operativo Reputation Management e il Reputation Network, e l'attivazione di un sistema di segnalazione diffusa di alert reputazionali che coinvolge tutti i responsabili del Gruppo.

Con riferimento al presidio dei rischi connessi ai cambiamenti climatici, che rappresentano il secondo Rischio Emergente del Gruppo per rilevanza, essi si distinguono in:

  • Rischi fisici, associati all'inasprimento degli effetti fisici del cambiamento climatico e che includono:
    • o Rischi fisici acuti, derivanti da particolari fenomeni, soprattutto meteorologici, quali tempeste, alluvioni, incendi o ondate di calore;
    • o Rischi fisici cronici, che derivano da mutamenti climatici a più lungo termine, come cambiamenti di temperatura, innalzamento del livello del mare, la minore disponibilità di acqua e i cambiamenti nei terreni e nella produttività del suolo;
  • Rischi di transizione, derivanti dal passaggio ad un'economia a basse emissioni di gas serra, distinti in:
    • o Rischi regolamentari, che possono derivare dalle decisioni politiche che mirano all'aumento del prezzo dei combustibili fossili, e che incoraggiano l'uso sostenibile del territorio e l'efficientamento energetico;
    • o Rischi legali, che possono derivare da controversie legali dovute allo svolgimento di attività che producono impatti negativi sul clima;
    • o Rischi tecnologici, che possono derivare dall'introduzione di nuove tecnologie a basse emissioni di CO2 ed energicamente efficienti considerato l'intero lifecycledel prodotto;
    • o Rischi legati al cambiamento delle preferenze del mercato, derivanti dalla variazione del comportamento della clientela e delle preferenze dei consumatori;
    • o Rischi reputazionali, riguardano la difficoltà di attrarre e trattenere clienti, dipendenti, partner commerciali e investitori se un'azienda ha la reputazione di danneggiare l'ambiente.

Il Framework di gestione dei rischi climatici

Nell'ambito dell'Enterprise Risk Management Framework, il Gruppo si pone l'obiettivo di mantenere adeguati livelli di presidio dei rischi legati alla sostenibilità, al fine di preservare la capacità di creazione di valore nel tempo da parte del Gruppo e dei propri stakeholder, mitigando gli impatti ambientali, sociali e di governance.

Il Gruppo ha deciso di declinare i presidi dei rischi legati alla sostenibilità, ivi inclusi i rischi connessi ai cambiamenti climatici, nell'ambito delle singole categorie di rischio - rischi di sottoscrizione, rischi relativi agli investimenti, in un'ottica di focalizzazione dei rischi emergenti sugli aspetti ambientali, sociali e di governance e in termini di impatto che potrebbe derivare a livello di rischi reputazionali - in modo da gestirli in tutte le fasi del processo di creazione del valore e di mitigare l'insorgenza di eventuali rischi reputazionali ad essi connessi. Tali presidi sono volti anche a prevenire la concentrazione di esposizioni verso aree e/o settori significativamente esposti ai rischi legati alla sostenibilità.

Con riferimento ai rischi connessi al cambiamento climatico, il Gruppo ha sviluppato analisi di scenario finalizzate a misurare gli impatti dei rischi fisici e di transizione sugli attivi e passivi del proprio bilancio, secondo un approccio di tipo stress test.

Gli scenari climatici

Gli scenari climatici valutati sono declinati in termini di variazione della temperatura globale attesa a fine secolo rispetto al periodo preindustriale e sono stati selezionati tra quelli definiti da:

  • il Network for Greening the Financial System (NGFS) relativi alla Phase IV, funzionale all'identificazione delle variabili macroeconomiche per la valutazione dei rischi di transizione, e
  • l'lntergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), funzionale l'identificazione delle variabili geofisiche utilizzate per la valutazione dei rischi fisici.

Le valutazioni quantitative sono state condotte su due scenari principali allo scopo di evidenziare gli impatti attesi più significativi per il Gruppo, valutati su orizzonti temporali di breve e medio-lungo termine, sui portafogli in essere e non tengono in considerazione gli impatti di future misure di gestione dei rischi, di cambiamenti infrastrutturali o nelle condizioni di mercato. Gli scenari identificati sono:

  • Delayed Transition: che prevede uno scenario caratterizzato da elevati livelli di emissioni fino al 2030 ed assume la tardiva introduzione di politiche climatiche molto stringenti da tale annno in poi per limitare il riscaldamento a 2°C entro la fine del secolo. Tale scenario è inquadrabile nella categoria Disorderly degli scenari NGFS ed è caratterizzato da (i) elevati rischi di transizione, a causa dell'implementazione tardiva e potenzialmente più stringente delle misure necessarie per la decarbonizzazione e (ii) moderati rischi fisici, in considerazione del fatto che l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale viene comunque perseguito, sebbene con un ritardo nell'azione e alti rischi di transizione;
  • Current Policies: che prevede uno scenario caratterizzato dalla mancata introduzione di azioni di constrasto al cambiamento climatico né sviluppo tecnologico a sostegno della transizione. Tale scenario è inquadrabile nella categoria Hot house world degli scenari NGFS ed è caratterizzato da elevati rischi fisici e bassi rischi di transizione. Tale scenario non raggiunge l'obiettivo di contenere l'aumento di temperatura sotto i 2°C entro il 2100.

In aggiunta ai predetti scenari, il Gruppo ha effettuato analisi qualitative degli impatti dei cambiamenti climatici a fronte dello scenario NetZero 2050 (1,5°C), in un orizzonte temporale di breve termine, riportate nell'ambito della Relazione ORSA 2024.

Si riportano di seguito i principali impatti rilevati in termini di rischi fisici e di transizione in termini di attività e passività del Gruppo.

Portafoglio Investimenti

Il Gruppo ha consolidato la sua collaborazione con Moody's Analytics finalizzata alla modellizzazione e quantificazione dei rischi di transizione, che si originano dal Technology Risk/Opportunity, dal Policy Risk e dall'interazione tra i due. Tali valutazioni hanno preso in considerazione i rischi di transizione connessi ai portafogli finanziari e i rischi di transizione relativi agli investimenti in real estate. Inoltre, il Gruppo ha intrapreso una collaborazione con MSCI ESG Reaserch LLC, finalizzata alla quantificazione dei rischi fisici connessi ai portafogli finanziari.

Per quanto riguarda la valutazione dei rischi di transizione sul portafoglio degli investimenti finanziari, il Gruppo quantifica le perdite di valore rivenienti dagli shock calibrati sulla base dei predetti scenari NGFS relative agli investimenti finanziari del settore danni e vita (Classe C, Classe D e patrimonio libero), in riferimento alle diverse asset class (obbligazioni, azioni, fondi, ecc.) segmentati per settore di attività (NACE).

Inoltre, per quanto riguarda la valutazione dei rischi di transizione in relazione agli immobili di proprietà, è stato stimato il costo della riqualificazione degli stessi mediante un modello che, in relazione all'impronta di carbonio effettiva o stimata di ciascun edificio, definisce quali misure di efficienza energetica debbano essere applicate per allineare le future carbon performance degli immobili, espresse in termini di intensità di greenhouse gas (GHG), ai percorsi di decarbonizzazione specifici per tipologia di immobile. Per ogni immobile e per ciascuno scenario, viene quindi stimato il costo di attuazione delle misure di efficientamento energetico, assumendo che tale costo rappresenti la perdita di valore che l'immobile subirà in caso di mancata attuazione delle misure stesse. L'approccio adottato si basa sulla metodologia CRREM (Carbon Risk Real Estate Monitor).

In aggiunta, per quanto riguarda la valutazione dei rischi fisici sul portafoglio degli investimenti finanziari, si è proceduto a quantificare la perdita di valore degli strumenti finanziari identificando quale perimetro di analisi gli investimenti finanziari del settore danni e vita (Classe C, Classe D e patrimonio libero), rappresentata dai costi che le imprese in cui il Gruppo investe dovrebbero sostenere a causa dei futuri cambiamenti climatici ("delta costi"), in aggiunta ai costi legati al rischio fisico che già sostengono oggi, valutati per ciascuna

ubicazione dell'asset, hazard e scenario climatico e successivamente aggregati al fine di determinare una valutazione complessiva a a livello aziendale dell'impatto sui costi di tutti i rischi combinati.

Infine, per quanto riguarda la valutazione dei rischi fisici sul portafoglio di immobili di proprietà, sono stati valutati i peril climatesensitive Alluvione (flood) e Tempeste Convettive Violente (severe convective storm, SCS), tipici del territorio italiano su cui si localizzano gli immobili del Gruppo, valutati mediante il ricorso ai modelli ad alta risoluzione spaziale (HD, High-Definition) licenziati da Moody's RMS: rispettivamente il modello ITFL (Italy Flood) e ITSCS (Italy SCS).

In relazione alle analisi condotte, tenuto conto dell'orizzonte temporale di proiezione e della composizione del portafoglio investimenti, si riscontra che il rischio di transizione evidenzia impatti mediamente materiali nello scenario breve termine, che prevede l'implementazione tardiva delle misure di decarbonizzazione, che si riducono nello scenario di lungo termine caratterizzato da elevate emissioni in favore degli impatti legati al rischio fisico.

Portafoglio assicurativo Danni

Per quanto riguarda la valutazione dei rischi fisici relativi al portafoglio assicurativo Danni, il Gruppo ha rafforzato le sue collaborazioni con le principali aziende di modellazione dei Rischi Catastrofali, attraverso l'acquisizione di modelli per l'Alluvione nel corso 2020 e per le Tempeste Convettive Violente nel corso del 2021. Il framework di analisi dell'impatto dei cambiamenti climatici sui rischi fisici si articola in:

  • 1) identificazione delle linee di businesscaratterizzate da impatti diretti o indiretti dei cambiamenti climatici;
  • 2) analisi di monitoraggio dei cambiamenti climatici fino ad oggi (cd. Climate Change So Far);
  • 3) analisi alla base della calibrazione degli stress test"Current Policy" e "Delayed Transition";
  • 4) analisi delle diverse combinazioni disponibili di "scenario IPCC-RCP/orizzonte" per i rischi fisici acuti più rilevanti (alluvione e tempeste convettive);
  • 5) analisi long-term per i rischi cronici (sea level rise) e i rischi acuti ad oggi considerati come secondary perils (wildfire, siccità).

In relazione alle analisi condotte, tenuto conto dell'orizzonte temporale di proiezione e della composizione del portafoglio assicurativo Danni, il Gruppo ritiene l'esposizione ai rischi fisici derivanti dai cambiamenti climatici scarsamente materiale nel breve termine e mediamente materiale nel lungo termine.

Per quanto riguarda la valutazione dei rischi di transizione sul portafoglio assicurativo Danni, la valutazione di rilevanza è stata condotta attraverso l'analisi dei canali di trasmissione e la raccolta di dati di alimentazione di specifici KRI di esposizione in termini di volume dei premi esposti delle differenti linee di business. Tale valutazione evidenzia un'esposizione limitata, che riguarda in particolare il comparto Auto, per la potenziale riduzione del parco auto circolante a causa della graduale sostituzione delle auto in città con servizi di car sharing e di trasporto pubblico e del potenziale aumento del costo dei sinistri legati alla mobilità elettrica, e il comparto Non Auto, per il potenziale rischio di sottoscrizione legato a contratti riferiti ad assicurati operanti in settori emissivi o che presentano rischi intrinseci (es. pannelli fotovoltaici, idrogeno).

Portafoglio assicurativo Vita

Per quanto riguarda la valutazione dei rischi fisici relativi al portafoglio assicurativo Vita, il Gruppo ha sviluppato le proprie analisi con particolare riferimento ai rischi fisici acuti, le cui evidenze sono rendicontate all'interno della Relazione ORSA 2024, articolando il frameworkdi analisi in:

  • 1) identificazione delle linee di business caratterizzate da impatti diretti o indiretti dei cambiamenti climatici;
  • 2) valutazione della materialità degli impatti.

L'esercizio condotto sul portafoglio sottoscrizione vita ha evidenziato che il peril individuato tra gli eventi climatici, avente maggior impatto sul rischio mortalità secondo la letteratura scientifica di riferimento, è rappresentato dalle ondate di calore. Tuttavia, l'impatto che deriva dal rischio fisico legato al cambiamento climatico non si ritiene materiale sul portafoglio assicurativo vita.

Rischi ESG

Si precisa, infine, che i rischi legati alla sostenibilità o rischi ESG (Environmental, Social and Governance) sono integrati nell'ERM Framework e nel sistema delle politiche del Gruppo. Per ulteriori informazioni circa le modalità di individuazione, quantificazione e presidio di tali rischi, si rimanda anche a quanto riportato nella Rendicontazione di Sostenibilità inclusa nella Relazione sulla gestione.

Rischio di concentrazione

Il Gruppo ha adottato la "Politica sulla concentrazione dei rischi a livello di Gruppo ai sensi delle disposizioni previste nel Regolamento IVASS n. 30 del 26 ottobre 2016 in materia di vigilanza sulle operazioni infragruppo e sulle concentrazioni di rischi.

Con riferimento, più in particolare, all'oggetto e al contenuto della Politica, si precisa che la stessa:

  • illustra i criteri e le modalità secondo cui si identificano e si misurano, per ciascuna categoria di rischio (Tecnico-assicurativi Danni e Salute, Tecnico-assicurativi Vita, Mercato e Credito), le esposizioni, le concentrazioni, la loro mitigazione e i limiti di operatività, anche tramite rinvio alle altre politiche aziendali in materia di gestione dei rischi;
  • illustra le modalità con cui le concentrazioni dei rischi sono considerate nel processo di valutazione del profilo di rischio di Gruppo;
  • definisce le soglie e le tipologie di concentrazioni di rischio significative da segnalare annualmente all'IVASS;
  • definisce le soglie e le tipologie di concentrazioni di rischio da segnalare in ogni circostanza, mensilmente, all'Autorità di Vigilanza.

Trimestralmente vengono sottoposti all'esame del Consiglio di Amministrazione della società gli esiti del monitoraggio svolto sulle concentrazioni dei rischi significative a livello di Gruppo e sulle concentrazioni da segnalare in ogni circostanza.

Altre società vigilate

Con riferimento all'attività svolta per la società Unipol Investimenti SGR la Funzione Risk Management è stata principalmente impegnata tra le altre, nelle seguenti attività:

  • Monitoraggio del profilo di rischio della SGR e dei Fondi Immobiliari da essa gestiti con contestuale verifica del Risk appetite definito nei Regolamenti dei fondi. L'attività di monitoraggio del profilo di rischio della SGR rientra nell'ambito della definizione del Risk Appetite Framework (RAF), processo volto a determinare il sistema degli obiettivi di rischio. Il processo complessivo include le politiche, i processi, i controlli e le metodologie attraverso i quali viene comunicata, gestita e rivalutata la propensione al rischio della società Unipol Investimenti SGR e in particolare dei Fondi Immobiliari gestiti, coerentemente al massimo rischio assumibile, al business model e al piano strategico;
  • Produzione della reportistica periodica "Risk Assessment"; La Funzione predispone su base trimestrale la reportistica periodica inerente i rischi sia della SGR sia dei Fondi Immobiliari gestiti, implementando e affinando l'impostazione metodologica e il perimetro di analisi anche a seguito del recepimento della normativa di riferimento e delle indicazioni fornite nell'ambito dei rilievi della Banca d'Italia formulati nel corso dei periodi precedenti;
  • La Funzione ha elaborato una relazione specifica sulle operazioni compiute sugli asset detenuti dai Fondi Immobiliari gestiti. In particolare, l'attività è orientata a verificare la coerenza dell'operatività proposta con gli obiettivi e il piano del Fondi, il rispetto dei limiti previsti nei Regolamenti dei Fondi e la compatibilità dell'operatività proposta con le disponibilità finanziarie in essere;
  • Analisi e monitoraggio dei rischi operativi; tramite il processo di Risk Self Assessment è rivolto in modo specifico alla valutazione dei rischi operativi che insistono sull'attività di Unipol Investimenti SGR attraverso la raccolta di dati relativi alle perdite operative. L'analisi dei rischi si basa sulla mappatura dei processi di business di Unipol Investimenti SGR e dei Fondi gestiti. Tale attività viene svolta in coerenza con la normativa interna e le indicazioni fornite dalla normativa prudenziale;
  • Analisi sui rischi climatici e ambientali con particolare riferimento ai rischi di Transizione e ai rischi Fisici sia del portafoglio immobiliare e finanziario detenuto sia dalla SGR sia dei Fondi gestiti;
  • Svolgimento delle attività relative alla Funzione di Valutazione. In particolare, sono state effettuate le attività inerenti il controllo delle valutazioni immobiliari effettuate dagli Esperti Indipendenti nonché la realizzazione e il perfezionamento dei modelli atti ad effettuare la valutazione degli asset immobiliari. L'attività di valutazione degli asset immobiliari avviene su base semestrale e copre il perimetro completo degli immobili detenuti dai Fondi Gestiti;
  • Predisposizione periodiche delle Segnalazioni di Vigilanza La Funzione ha predisposto su base trimestrale le segnalazioni di Vigilanza per quanto di competenza. In particolare, le segnalazioni prodotte sono relative alla determinazione del rischio, all'analisi di sensitività e alla misurazione del grado di leva finanziaria per i Fondi Gestiti;

  • Supporto consultivo e assistenza alle funzioni di business. La Funzione ha effettuato un continuo supporto alle funzioni operative finalizzato alla analisi, anche prospettica, delle operazioni ipotizzate e/o realizzate;
  • Revisione e aggiornamento delle procedure della Società;
  • Supporto alla revisione delle Politiche di remunerazione della SGR e adozione del Sistema incentivante UPM;
  • Elaborazione del Piano delle attività riferito alle richieste Bankit in tema di rischi climatici e ambientali e di sostenibilità del 27 dicembre 2022.

Si premette che la società UnipolPay SpA, dopo aver ottenuto l'autorizzazione da Banca d'Italia a operare in qualità di Istituto di Moneta Elettronica (IMEL), è stata iscritta nel Registro delle Imprese della competente Camera di Commercio il 5 luglio 2021. La Società figura all'albo di cui all'articolo 114-quater del Testo Unico Bancario (TUB) con decorrenza da questa stessa data e ha avviato la propria operatività nel corso del mese di febbraio 2022.

In base alle normative di riferimento (si ricorda principalmente il Provvedimento di Banca d'Italia del 17 maggio 2016 e ss. mm. ii - Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica), nonché alle Politiche adottate dalla Società, nel quadro delle Politiche di gestione del Gruppo Unipol, la Funzione Risk Management è stata principalmente impegnata tra le altre, nelle seguenti attività:

  • collaborazione alla definizione e revisione delle politiche di governo e del processo di gestione dei rischi, nonché delle relative procedure e modalità di rilevazione e controllo, verifica dell'adeguatezza nel continuo;
  • coordinamento del processo di valutazione e definizione della propensione al rischio e dei relativi livelli di tolleranza e predisposizione del documento denominato Risk Appetite Statement ("RAS");
  • monitoraggi trimestrali dei limiti contenuti nel RAS;
  • Risk Self Assessment sui rischi operativi in relazione all'anno 2023 con il coinvolgimento del Risk Champion e dei Risk Owner e conseguente compilazione del modulo Banca d'Italia denominato "Servizi di pagamento: risultanze dell'analisi dei rischi operativi e di sicurezza";
  • collaborazione con il Gruppo di lavoro costituito a livello di Gruppo Unipol e di Società ai fini dell'adeguamento alla conformità al Regolamento europeo Digital Operational Resilience Act (DORA);
  • supporto per la raccolta delle valutazioni in relazione al 31 dicembre 2023 sui rischi relativi ai contratti di esternalizzazione e sui presidi da parte degli outsourcer, ai fini della "Segnalazione in materia di esternalizzazione di funzioni aziendali per gli intermediari vigilati" in base a quanto previsto dal Provvedimento Banca d'Italia 31 maggio 2023;
  • supporto all'analisi dei presidi di mitigazione dei processi di business, in particolare sul processo frodi, nonché alle azioni correttive previste dal Piano di adeguamento a seguito della comunicazione "Disconoscimenti di operazioni di pagamento non autorizzate – Comunicazione al sistema", pubblicata da Banca d'Italia in data 17 giugno 2024;
  • redazione e revisione, secondo competenza, dell'aggiornamento del Piano di azione in materia di gestione dei rischi climatici e ambientali a seguito della richiesta di Banca d'Italia del 2 luglio 2024;
  • supporto nella predisposizione e aggiornamento dell'analisi di materialità dei temi di sostenibilità, con particolare focalizzazione sull'esposizione ai rischi climatici e ambientali;
  • supporto alla predisposizione del Business Continuity Plan;
  • raccolta dei dati relativi alle perdite operative (Loss Data Collection).

Per la Società la normativa detta un complessivo requisito patrimoniale che l'Istituto deve detenere a fronte dei rischi connessi ai servizi di pagamento prestati e all'emissione di moneta elettronica.

Gestione del Capitale

Le strategie e gli obiettivi di gestione del capitale del Gruppo sono declinati all'interno della "Politica di gestione del capitale e di distribuzione dei dividendi", che descrive il contesto di riferimento e il processo di gestione del capitale e di distribuzione dei dividendi anche in termini di ruoli e responsabilità degli attori coinvolti; il documento identifica altresì i principi per la gestione del capitale e per la distribuzione dei dividendi o di altri elementi dei fondi propri, coerentemente con gli obiettivi di ritorno sul capitale e con la propensione al rischio definiti dal Consiglio di Amministrazione.

Le finalità di carattere generale perseguite dalla "Politica di gestione del capitale e di distribuzione dei dividendi" sono le seguenti:

  • definire ex ante gli obiettivi di ritorno sul capitale allocato, coerentemente con gli obiettivi di redditività e in linea con la propensione al rischio;
  • mantenere una solida ed efficiente struttura di capitale, considerando i target di crescita e la propensione al rischio;
  • delineare il processo di gestione del capitale per la definizione di procedure atte a garantire, tra l'altro, che:
  • gli elementi dei fondi propri, sia al momento dell'emissione che successivamente, soddisfino i requisiti del regime di capitale applicabile e siano classificati correttamente;
  • i termini e le condizioni di ciascun elemento dei fondi propri siano chiari e inequivocabili;
  • definire ex ante un flusso di dividendi sostenibile, in linea con gli utili generati, con la liquidità disponibile e con la propensione al rischio, individuando e documentando le eventuali situazioni nelle quali si prevede il rinvio o l'annullamento di distribuzioni a carico di un elemento dei fondi propri;
  • delineare il processo di distribuzione dei dividendi per la definizione di procedure atte a garantire una solida ed efficiente struttura di capitale, considerando che i target di crescita e gli obiettivi di redditività siano in linea con la propensione al rischio;
  • definire i ruoli, le responsabilità e il reporting in materia di gestione del capitale e di distribuzione dei dividendi o di altri elementi dei fondi propri.

Il processo di gestione del capitale e di distribuzione dei dividendi è suddiviso in cinque fasi, in stretta relazione con gli altri processi aziendali:

  • misurazione a consuntivo del capitale disponibile e del capitale richiesto;
  • formulazione del Piano di gestione del capitale a medio termine;
  • monitoraggio e reporting;
  • azioni manageriali sul capitale;
  • distribuzione dei dividendi o di altri elementi dei fondi propri.

Milano, 27 marzo 2025

Il Consiglio di Amministrazione

4. Prospetto dei

corrispettivi di

dell'esercizio a

fronte dei servizi

competenza

forniti dalla Società di Revisione

Prospetto dei corrispettivi di competenza dell'esercizio a fronte dei servizi forniti dalla Società di Revisione (art. 149-duodecies Regolamento Emittenti)

Valori in migliaia di euro
Tipologia di servizi Soggetto che ha erogato il servizio Destinatario Compensi (*)
Revisione legale EY SpA Unipol Assicurazioni SpA 1.578
Servizi di attestazione EY SpA Unipol Assicurazioni SpA 639
Altri servizi professionali EY SpA Unipol Assicurazioni SpA 505
Totale Unipol Assicurazioni 2.721
Revisione legale EY SpA Società controllate 1.164
Revisione legale Ernst & Young Ireland Unlimited Company - Irlanda Società controllate 102
Revisione legale Ernst & Young DOO - Serbia Società controllate 120
Revisione legale Ernst & Young Société Anonyme - Lussemburgo Società controllate 11
Servizi di attestazione EY SpA Società controllate 28
Altri servizi professionali EY SpA Società controllate 44
Totale società controllate 1.469
Totale generale 4.190

(*) i compensi non includono l'eventuale IVA indetraibile e le spese riaddebitate

uu

5.Attestazioni del Bilancio

Consolidato ai sensi

regolamento Consob n.

dell'art. 81-ter del

11971/1999

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6.Relazioni della società di

Revisione

spetti chiave Risposte di revisione
alutazione di investimenti finanziari non

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