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Unicredit Interim / Quarterly Report 2019

Aug 9, 2019

4272_10-q_2019-08-09_bdfe7e46-c14b-4b2d-9b2e-d00424814b3d.pdf

Interim / Quarterly Report

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Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019

Cariche sociali e Società di revisione 5
Nota alla Relazione finanziaria semestrale consolidata 7
RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2019 9
Glossario 241
Contatti 255

Avvertenze Nelle tavole sono utilizzati i seguenti segni convenzionali: linea (-) quando il fenomeno non esiste;

due punti (..) o "n.s." quando i dati non raggiungono la cifra rappresentativa dell'ordine minimo considerato o risultano comunque non significativi;

UniCredit S.p.A. Sede Sociale e Direzione Generale: Piazza Gae Aulenti, 3 - Tower A - 20154 Milano Capitale sociale euro 20.994.799.961,81 interamente versato Banca iscritta all'Albo delle Banche e Capogruppo del Gruppo Bancario UniCredit, Albo dei Gruppi Bancari: cod. 02008.1 Cod. ABI 02008.1 Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano-Monza-Brianza-Lodi, Codice Fiscale e P. IVA n.00348170101 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia

Imposta di bollo, ove dovuta, assolta in modo virtuale - Autorizzazione Agenzia delle Entrate, Ufficio di Roma 1, n.143106/07 rilasciata il 21.12.2007

I

Cariche sociali e società di revisione al 30 giugno 2019

Cariche sociali e Società di revisione

Consiglio di Amministrazione
Fabrizio Saccomanni Presidente
Cesare Bisoni Vice Presidente Vicario
Jean Pierre Mustier Amministratore Delegato
Mohamed Hamad Al Mehairi
Lamberto Andreotti
Sergio Balbinot
Martha Boeckenfeld
Vincenzo Cariello
Elena Carletti
Isabelle de Wismes
Stefano Micossi
Maria Pierdicchi
Francesca Tondi
Alexander Wolfgring
Elena Zambon
Consiglieri
Gianpaolo Alessandro Segretario
Collegio Sindacale
Marco Rigotti Presidente
Antonella Bientinesi
Angelo Rocco Bonissoni
Benedetta Navarra
Guido Paolucci
Sindaci Effettivi
Stefano Porro Dirigente preposto alla redazione
dei documenti contabili societari
Deloitte & Touche S.p.A. Società di revisione

Rafforzamento e ottimizzazione del capitale.

Nota alla Relazione finanziaria semest rale consolidata Aspetti generali

La presente Relazione finanziaria semestrale consolidata, predisposta in attuazione dell'articolo 154-ter comma 2 del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n.58, è redatta secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, in conformità a quanto indicato dallo IAS34 relativo all'informativa infra annuale, nella versione sintetica prevista dal paragrafo 10, in luogo dell'informativa completa prevista per il bilancio annuale.

La Relazione finanziaria semestrale consolidata comprende:

  • la Relazione intermedia sulla gestione consolidata nella quale vengono utilizzati schemi di bilancio riclassificati, che include, oltre ai commenti sui risultati del periodo ed a quelli sugli altri fatti di rilievo, le ulteriori informazioni richieste dalla Consob;
  • gli Schemi di bilancio consolidato predisposti facendo riferimento alle istruzioni in materia di bilancio delle banche di cui alla Circolare 262 del 22 dicembre 2005 di Banca d'Italia (6° aggiornamento del 30 novembre 2018);
  • le Note illustrative che comprendono oltre alle informazioni di dettaglio richieste dallo IAS34 esposte secondo gli schemi adottati in bilancio, le ulteriori informazioni richieste dalla Consob e quelle ritenute utili per dare una rappresentazione migliore della situazione aziendale;
  • l'Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell'articolo 81-ter del Regolamento Consob n.11971/99 e successive modifiche e integrazioni;
  • la Relazione della Società di revisione nella forma della revisione contabile limitata;
  • gli Allegati.

Sul sito web di UniCredit sono inoltre disponibili i comunicati stampa relativi ai fatti di rilievo del periodo e la presentazione effettuata al mercato sui risultati del Gruppo.

Gli acronimi/sigle non esplicitate nel "Glossario" sono riportate per esteso la prima volta che vengono indicate.

L'eventuale mancata quadratura tra i dati esposti nel presente fascicolo dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.

Miglioramento della qualità dell'attivo.

Continuiamo a migliorare la qualità dell'attivo attraverso il de-risking del nostro bilancio, siamo perfettamente in linea con i tempi per il rundown accelerato del nostro portafoglio Non Core previsto per il 2021. Un approccio disciplinato alla gestione del rischio garantisce un'erogazione di credito di alta qualità in tutto il Gruppo.

RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRAL E CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2019

Relazione intermedia sulla gestione consolidata 13
Premessa e principali dati del Gruppo 13
Premessa alla Relazione intermedia sulla gestione consolidata del gruppo UniCredit 13
Principali dati del Gruppo, indicatori alternativi di performance e altri indicatori 13
Schemi di bilancio consolidato riclassificati 16
Dati di sintesi per settore di attività 23
Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit 24
Risultati del Gruppo 26
Scenario macroeconomico, contesto bancario e mercati finanziari 26
Principali risultati e performance del periodo 28
Gestione del capitale e creazione di valore 35
Principi di creazione del valore e allocazione del capitale 35
Coefficienti patrimoniali 35
Rafforzamento patrimoniale 37
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo 37
Contributo dei settori di attività ai risultati di Gruppo 38
Altre informazioni 41
Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie 41
Modello organizzativo 45
Trasformazione di DTA in crediti d'imposta 46
Attestazioni e altre comunicazioni 47
Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione 48
Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo 48
Evoluzione prevedibile della gestione 49
Bilancio consolidato semestrale abbreviato 51
Schemi di bilancio consolidato 51
Stato patrimoniale consolidato 51
Conto economico consolidato 52
Prospetto della redditività consolidata complessiva 53
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato 54
Rendiconto finanziario consolidato 56
Note illustrative 59
Parte A - Politiche contabili 59
A.1 - Parte generale 59
Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali 59
Sezione 2 - Principi generali di redazione 59
Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento 60
Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento 99
Sezione 5 - Altri aspetti 100
A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio 101
A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie 102
A.4 - Informativa sul fair value 102
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato 113
Attivo 113
Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico -
Voce 20 113
Informativa relativa alle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund 114
Informativa relativa agli investimenti nello Schema Volontario 115
Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva - Voce 30
116
Informativa relativa alle quote rappresentative del capitale di Banca d'Italia 116
Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40 117
Sezione 10 - Attività immateriali - Voce 100 118
Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività
associate - Voce 120 dell'attivo e Voce 70 del passivo 121
Passivo 123
Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10 123
Sezione 2 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce 20 124
Sezione 3 - Passività finanziarie designate al fair value - Voce 30 125
Sezione 7 - Passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 70 125
Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100 125
Sezione 13 - Patrimonio del Gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180 127
Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato 130
Sezione 1 - Interessi - Voce 10 e 20 130
Sezione 2 - Commissioni - Voci 40 e 50 131
Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - Voce 70 132
Sezione 4 - Risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80 133
Sezione 5 - Risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90 133
Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100 133
Sezione 7 - Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico - Voce 110 134
Sezione 8 - Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 130 135
Sezione 12 - Spese amministrative - Voce 190 136
Contributi a fondi di Risoluzione e Garanzia 137
Canoni di garanzia DTA 139
Sezione 13 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 200 139
Sezione 16 - Altri oneri e proventi di gestione - Voce 230 140
Sezione 25 - Utile per azione 141
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura 142
Premessa 142
Sezione 1 - Rischi del consolidato contabile 149
Informazioni di natura quantitativa 149
A. Qualità del credito 149
A.1 Esposizione creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche
di valore, dinamica e distribuzione economica
149
Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale 150
2.1 Rischio di credito 150
Informazioni di natura qualitativa 150
1. Aspetti generali 150
2. Politiche di gestione del rischio di credito 151
3. Esposizioni creditizie deteriorate 159
4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni
oggetto di concessioni 161
Informazioni di natura quantitativa 163
Qualità del credito 163
Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie 164
Modelli per la misurazione del rischio di credito 169
2.2 Rischi di mercato 169
Strategie e processi di gestione del rischio 169
Struttura ed organizzazione 172
Sistemi di misurazione e di reporting 173
Politiche di copertura e di attenuazione del rischio 174
Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il
Portafoglio di negoziazione regolamentare 174
2.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio di negoziazione
di vigilanza
180
Informazioni di natura qualitativa 180
Informazioni di natura quantitativa 181
2.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio bancario 182
Informazioni di natura qualitativa 182
2.2.3 Rischio di cambio 183
Informazioni di natura qualitativa 183
Rischio di credit spread 184
Stress test 185
2.4 Rischio di liquidità 187
Informazioni di natura qualitativa 187
2.5 Rischi operativi 194
Informazioni di natura qualitativa 194
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
operativo 194
B. Rischi derivanti da pendenze legali 197
C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche 205
D. Rischi derivanti da contenziosi di natura tributaria 205
E. Altre contestazioni della clientela 206
Informazioni di natura quantitativa 208
2.6 Altri rischi
Altri rischi inclusi nel Capitale Economico
209
209
1. Rischio di business 209
2. Rischio immobiliare 209
3. Rischio di investimenti finanziari 209
Rischio reputazionale 210
Rischi principali ed emergenti 210
Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato 213
Sezione 1 - Il patrimonio consolidato 213
A. Informazioni di natura qualitativa 213
Parte H - Operazioni con parti correlate 214
Premessa 214
Informazioni sulle transazioni con parti correlate 215
Parte L - Informativa di settore 218
La struttura organizzativa 218
A - Schema primario 220
Attestazione 223
Relazione della Società di revisione 225
Allegati 227
Allegato 1 - Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e
schemi di bilancio
227
Allegato 2 - Fondi Propri e coefficienti patrimoniali 232

Trasformazione del modello operativo.

Facciamo leva sulla digitalizzazione per trasformare il nostro modello operativo. Siamo in anticipo sui tempi, con un miglioramento nel contenimento dei costi. L'ottimizzazione della base di costo resterà un elemento importante per garantire al Gruppo efficienza ed efficacia.

Premessa e principali dati del Gruppo

Preme ssa e principali dati del Gruppo Premessa alla Relazione intermedia sulla gestione consolidata del gruppo UniCredit

La presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata illustra il commento all'andamento della gestione del gruppo UniCredit ed i relativi dati e risultati. Essa contiene informazioni finanziarie quali i Principali dati del Gruppo, gli Schemi di bilancio riclassificati e loro Evoluzione trimestrale, i Dati di sintesi per settore di attività, i Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit ed i commenti sui "Risultati del Gruppo".

A supporto dei commenti sui risultati del periodo, nella Relazione intermedia sulla gestione consolidata vengono presentati ed illustrati gli schemi di bilancio riclassificati adottati anche nella redazione delle relazioni trimestrali dei periodi precedenti.

Le informazioni presentate in questa relazione sono corredate, al fine di fornire ulteriori indicazioni in merito alle performance conseguite dal Gruppo, da taluni indicatori alternativi di performance ("IAP") quali: Cost/Income ratio, Economic Value Added (EVA), Return On Tangible Equity (ROTE), Crediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela, Crediti deteriorati netti/Crediti verso clientela, Capitale assorbito, Return On Allocated Capital (ROAC), Return On Assets (ROA), Costo del rischio.

Ancorché alcune di tali informazioni, compresi taluni IAP, non siano estratte o direttamente riconducibili al Bilancio consolidato semestrale abbreviato, nella Relazione intermedia sulla gestione consolidata, negli Allegati e nel Glossario si è provveduto a fornirne la descrizione esplicativa in merito al contenuto ed, al caso, alle modalità di calcolo utilizzate, in linea con gli orientamenti pubblicati il 5 ottobre 2015 dall'European Securities and Markets Authority (ESMA/2015/1415).

In particolare il raccordo tra gli schemi riclassificati e gli schemi di bilancio è riportato in Allegato 1, come richiesto dalla Consob con la Comunicazione n.6064293 del 28 luglio 2006.

Per l'informativa sui rapporti e le operazioni con parti correlate si rimanda alle Note illustrative - Parte H del Bilancio consolidato semestrale abbreviato.

Per una compiuta descrizione dei rischi e delle incertezze che il Gruppo deve fronteggiare nell'attuale situazione di mercato, si rinvia all'apposito paragrafo di questa Relazione intermedia sulla gestione consolidata e alla Note illustrative - Parte E del Bilancio consolidato semestrale abbreviato.

Principali dati del Gruppo, indicatori alternativi di performance e altri indicatori

Relazione intermedia sulla gestione conso lidata

Dati economici (milioni di €)
1° SEMESTRE
2019 2018 VARIAZIONE %
Margine d'intermediazione 9.283 9.647 - 3,8%
di cui:
- interessi netti 5.132 5.169 - 0,7%
- dividendi e altri proventi su partecipazioni 321 353 - 9,1%
- commissioni nette 3.106 3.254 - 4,6%
Costi operativi (4.966) (5.198) - 4,5%
Risultato di gestione 4.316 4.449 - 3,0%
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni (1.175) (997) + 17,8%
Risultato netto di gestione 3.142 3.452 - 9,0%
Risultato lordo dell'operatività corrente 2.771 2.505 + 10,6%
Risultato netto del Gruppo 3.241 2.136 + 51,7%

I dati sono riferiti allo schema di conto economico riclassificato. Le informazioni relative all'esercizio 2018 differiscono da quelle pubblicate alla data. Per ulteriori informazioni si faccia riferimento a quanto riportato nei "Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi riclassificati di conto economico". Il raccordo con gli schemi obbligatori di bilancio è riportato in Allegato 1.

Premessa e principali dati del Gruppo

Dati patrimoniali (milioni di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2019 31.12.2018 VARIAZIONE %
Totale attivo 832.183 831.469 + 0,1%
Attività finanziarie di negoziazione 67.344 65.231 + 3,2%
Crediti verso clientela 469.298 471.839 - 0,5%
di cui: crediti deteriorati 13.438 14.900 - 9,8%
Passività finanziarie di negoziazione 40.410 43.111 - 6,3%
Raccolta da clientela e titoli 545.453 560.141 - 2,6%
di cui:
- clientela 453.019 478.988 - 5,4%
- titoli 92.434 81.153 + 13,9%
Patrimonio netto del Gruppo 59.136 55.841 + 5,9%

I dati sono riferiti allo schema di stato patrimoniale riclassificato.

Per ulteriori informazioni si faccia riferimento a quanto riportato nei "Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi riclassificati di stato patrimoniale". Il raccordo con gli schemi obbligatori di bilancio è riportato in Allegato 1.

La voce "crediti deteriorati" differisce da quella pubblicata alla data del 31 dicembre 2018. Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo "Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni" di questa Relazione intermedia sulla gestione consolidata.

Indici di redditività

1° SEMESTRE
2019 2018 VARIAZIONE
EPS(1) (€) 2,861 1,899 0,962
Cost/Income ratio(2) 53,5% 53,9% - 0,4%
EVA(3) (milioni di €) (114) (175) + 61
ROTE(4) 13,2% 8,7% + 4,5%
ROA(5) 0,8% 0,5% + 0,3%

Note:

(1) Dato annualizzato. Utile per azione (Earnings per share). Per maggiori dettagli si rimanda alla Parte C - Sezione 25.

(2) Rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione.

(3) Economic value added calcolato come differenza tra il Risultato netto operativo dopo le tasse (NOPAT) e il Costo del capitale assorbito. (4) Return On Tangible Equity rapporto annualizzato tra l'utile netto e il patrimonio netto tangibile medio.

(5) Dato annualizzato. Rendimento delle attività (Return on assets) calcolato come rapporto tra Risultato netto di pertinenza del Gruppo e Totale dell'attivo in ottemperanza all'art.90 della Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRDIV).

Le informazioni relative al 2018 differiscono da quelle pubblicate alla data. Per ulteriori informazioni si faccia riferimento a quanto riportato nei "Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi riclassificati di conto economico".

Indici di rischiosità

DATI AL
30.06.2019 31.12.2018 VARIAZIONE
Crediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela 1,1% 1,2% - 0,1%
Crediti deteriorati netti/Crediti verso clientela 2,9% 3,2% - 0,3%

Per i valori si faccia riferimento alla tabella "Crediti verso clientela - Qualità del credito" esposta nel paragrafo "Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni" di questa Relazione intermedia sulla gestione consolidata.

Premessa e principali dati del Gruppo

Dati di struttura

DATI AL
30.06.2019 31.12.2018 VARIAZIONE
Numero dipendenti(1) 84.836 85.662 -825
Numero sportelli(2) 3.759 3.815 -56
di cui:
- Italia 2.425 2.466 -41
- Estero 1.334 1.349 -15

Note:

(1) "Full time equivalent" (FTE): personale conteggiato per le ore effettivamente lavorate e/o pagate dall'azienda presso cui presta servizio. Sono esclusi i dipendenti del sub-gruppo Koc Finansal Hizmetler AS. (2) Solo filiali Retail. Sono escluse le filiali del sub-gruppo Koc Finansal Hizmetler AS.

I dati del 31 dicembre 2018 sono stati coerentemente riesposti per permettere la comparabilità; in particolare sono stati esclusi gli FTE relativi a FinecoBank S.p.A., uscita dal perimetro del Gruppo nel maggio 2019.

Coefficienti patrimoniali transitori

DATI AL
30.06.2019(*) 31.12.2018(*) VARIAZIONE
Totale Fondi Propri (milioni di €) 62.757 58.476 + 4.281
Totale attività ponderate per il rischio (milioni di €) 387.139 370.180 + 16.959
Ratio - Capitale primario di classe 1 12,08% 12,13% - 0,1%
Ratio - Totale Fondi Propri 16,21% 15,80% + 0,4%

Nota:

(*) Fondi Propri e ratio patrimoniali inclusivi degli aggiustamenti transitori secondo le percentuali tempo per tempo applicabili.

Si precisa che il gruppo UniCredit ha deciso di non applicare il regime transitorio relativo ad IFRS9 di cui all'articolo 473a del Regolamento 575/2013/UE (CRR). Pertanto i valori esposti riflettono pienamente l'impatto derivante dall'applicazione del principio IFRS9.

Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Gestione del capitale e creazione di valore - Coefficienti patrimoniali" di questa Relazione sulla gestione consolidata.

Rating

DEBITO DEBITO RATING
A BREVE A MEDIO LUNGO OUTLOOK INDIVIDUALE
Fitch Ratings F2 BBB negative bbb
Moody's Investors Service P-2 Baa1 stable baa3
Standard & Poor's A-2 BBB stable bbb

Dati sui rating aggiornati al 31 luglio 2019.

Variazioni intervenute nell'area di consolidamento

Schemi di bilancio conso lidato riclassif icati

Nel corso del primo semestre del 2019 sono intervenute le seguenti variazioni all'interno dell'area di consolidamento:

  • le società consolidate integralmente, incluse quelle riclassificate, in base al principio contabile IFRS5, fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono diminuite di 12 (9 entrate e 21 uscite) da 505 al 31 dicembre 2018 a 493 al 30 giugno 2019;
  • le società consolidate con il metodo del patrimonio netto, incluse quelle riclassificate fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono diminuite di 4 (4 uscite) da 54 al 31 dicembre 2018 a 50 al 30 giugno 2019.

Per ulteriori informazioni si rinvia alle Note illustrative - Parte A - Politiche contabili, A.1 - Parte Generale, Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento.

Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione

Al 30 giugno 2019, le principali attività riclassificate, in base al principio contabile IFRS5, tra le attività non correnti e i gruppi di attività in via di dismissione si riferiscono:

  • per quanto riguarda le singole attività e passività in via di dismissione e i gruppi di attività in via dismissione e passività associate che non soddisfano i requisiti previsti dall'IFRS5 per l'iscrizione fra le attività operative cessate:
  • alle partecipazioni controllate General Logistic Solutions LLC e Card & Systems EDV-Dienstleistungs GmbH, alle società dei gruppi Card Complete Service Bank AG e Ocean Breeze ed alla partecipazione collegata Nautilus Tankers Limited;
  • ai crediti deteriorati relativi ad alcune iniziative di cessione di portafogli;
  • alle proprietà immobiliari detenute da alcune società del Gruppo, principalmente in Germania;
  • per quanto riguarda i dati relativi alle attività operative cessate, alle società del gruppo Immobilien Holding (Austria); si evidenzia che nella voce di conto economico "Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte" il dato del primo semestre 2019 comprende gli impatti derivanti dalla vendita e dal deconsolidamento di FinecoBank S.p.A., pari a 1.287 milioni.

Per ulteriori informazioni si rinvia alle Note illustrative - Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Attivo - Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate -Voce 120 dell'attivo e Voce 70 del passivo.

Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi consolidati riclassificati di stato patrimoniale

Le principali riclassifiche, i cui importi sono riportati in modo analitico negli schemi di raccordo in allegato al presente fascicolo, hanno riguardato:

  • l'inclusione nella voce "Crediti verso banche" della voce di bilancio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) Crediti verso banche" al netto dei titoli di debito che vengono riclassificati nelle "Altre attività finanziarie" e dei finanziamenti riclassificati dalla voce "Altre attività finanziarie - Voce 20 c)";
  • l'inclusione nella voce "Crediti verso clientela" della voce di bilancio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) Crediti verso clientela al netto dei titoli di debito che vengono riclassificati nelle "Altre attività finanziarie" e dei finanziamenti riclassificati dalla voce "Altre attività finanziarie - Voce 20 c)";
  • l'aggregazione nella voce "Altre attività finanziarie" delle voci di bilancio i) "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b) altre attività finanziarie designate al fair value e c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" al netto dei finanziamenti che vengono riclassificati nei "Crediti verso banche e clientela", ii) "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" e iii) "Partecipazioni" con l'inclusione dei titoli di debito dai "Crediti verso banche e clientela - Voce 40 a) e b)";
  • il raggruppamento in unica voce denominata "Coperture", sia nell'attivo che nel passivo di bilancio delle voci "Derivati di copertura" e "Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica";
  • l'inclusione delle voci di bilancio "Trattamento di fine rapporto del personale" e "Fondi per rischi e oneri" nella voce "Altre passività".

Lo Stato patrimoniale consolidato riclassificato differisce da quello utilizzato nell'esercizio precedente per la voce "Passività finanziarie valutate al fair value" ridenominata in "Altre passività finanziarie".

Stato patrimoniale consolidato riclassificato (milioni di €)

CONSISTENZE AL VARIAZIONE ATTIVO 30.06.2019 31.12.2018 ASSOLUTA % Cassa e disponibilità liquide 32.578 30.991 + 1.586 + 5,1% Attività finanziarie di negoziazione 67.344 65.231 + 2.113 + 3,2% Crediti verso banche 77.911 69.850 + 8.061 + 11,5% Crediti verso clientela 469.298 471.839 - 2.541 - 0,5% Altre attività finanziarie 138.438 152.310 - 13.871 - 9,1% Coperture 9.801 7.120 + 2.681 + 37,7% Attività materiali 9.176 8.408 + 768 + 9,1% Avviamenti 886 1.484 - 597 - 40,3% Altre attività immateriali 1.915 2.024 - 108 - 5,4% Attività fiscali 12.896 13.078 - 182 - 1,4% Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.115 1.800 + 1.315 + 73,1% Altre attività 8.824 7.334 + 1.490 + 20,3% Totale dell'attivo 832.183 831.469 + 714 + 0,1%

CONSISTENZE AL VARIAZIONE
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 30.06.2019 31.12.2018 ASSOLUTA %
Debiti verso banche 132.695 125.895 + 6.800 + 5,4%
Debiti verso clientela 453.019 478.988 - 25.969 - 5,4%
Titoli in circolazione 92.434 81.153 + 11.281 + 13,9%
Passività finanziarie di negoziazione 40.410 43.111 - 2.701 - 6,3%
Altre passività finanziarie 13.689 9.318 + 4.372 + 46,9%
Coperture 13.848 9.262 + 4.586 + 49,5%
Passività fiscali 962 825 + 137 + 16,6%
Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 632 540 + 92 + 17,0%
Altre passività 24.948 25.609 - 661 - 2,6%
Patrimonio di pertinenza di terzi 411 927 - 516 - 55,7%
Patrimonio di pertinenza del Gruppo 59.136 55.841 + 3.295 + 5,9%
di cui:
- capitale e riserve 55.895 51.948 + 3.947 + 7,6%
- risultato netto 3.241 3.892 - 652 - 16,7%
Totale del passivo e del patrimonio netto 832.183 831.469 + 714 + 0,1%

(milioni di €)

Stato patrimoniale consolidato riclassificato - Evoluzione trimestrale (milioni di €)

CONSISTENZE AL CONSISTENZE AL
ATTIVO 30.06.2019 31.03.2019 31.12.2018 30.09.2018 30.06.2018 31.03.2018
Cassa e disponibilità liquide 32.578 31.991 30.991 26.356 21.238 49.944
Attività finanziarie di negoziazione 67.344 67.135 65.231 81.258 83.262 80.324
Crediti verso banche 77.911 83.655 69.850 76.289 73.004 70.324
Crediti verso clientela 469.298 471.653 471.839 462.235 458.787 441.783
Altre attività finanziarie 138.438 148.061 152.310 150.232 148.841 142.917
Coperture 9.801 8.516 7.120 5.225 5.700 5.688
Attività materiali 9.176 10.737 8.408 9.106 9.077 9.115
Avviamenti 886 1.484 1.484 1.484 1.484 1.484
Altre attività immateriali 1.915 1.996 2.024 1.873 1.864 1.872
Attività fiscali 12.896 13.096 13.078 12.257 11.998 12.110
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.115 1.648 1.800 491 915 955
Altre attività 8.824 7.692 7.334 7.253 7.740 7.461
Totale dell'attivo 832.183 847.663 831.469 834.057 823.908 823.978
CONSISTENZE AL CONSISTENZE AL
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 30.06.2019 31.03.2019 31.12.2018 30.09.2018 30.06.2018 31.03.2018
Debiti verso banche 132.695 136.882 125.895 136.664 129.747 125.177
Debiti verso clientela 453.019 473.514 478.988 469.044 456.094 456.959
Titoli in circolazione 92.434 84.283 81.153 79.493 87.567 93.369
Passività finanziarie di negoziazione 40.410 41.879 43.111 51.920 52.454 48.685
Altre passività finanziarie 13.689 13.815 9.318 8.736 8.524 8.575
Coperture 13.848 11.440 9.262 5.508 6.254 5.881
Passività fiscali 962 1.202 825 1.039 1.066 1.140
Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 632 547 540 49 79 196
Altre passività 24.948 25.267 25.609 26.426 25.825 26.104
Patrimonio di pertinenza di terzi 411 984 927 869 837 941
Patrimonio di pertinenza del Gruppo 59.136 57.851 55.841 54.309 55.462 56.950
di cui:
- capitale e riserve 55.895 56.464 51.948 52.144 53.325 55.838
- risultato netto 3.241 1.387 3.892 2.165 2.136 1.112
Totale del passivo e del patrimonio netto 832.183 847.663 831.469 834.057 823.908 823.978

(milioni di €)

Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi consolidati riclassificati di conto economico

Le principali riclassifiche, i cui importi sono riportati in modo analitico negli schemi di raccordo in allegato al presente fascicolo, hanno riguardato:

  • nei "Dividendi e altri proventi su partecipazioni" l'inclusione degli "Utili (Perdite) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto" e l'esclusione (i) dei "Dividendi su titoli rappresentativi di capitale detenuti per negoziazione" e (ii) dei "Dividendi su altre attività finanziarie obbligatoriamente al fair value" classificati insieme al "Risultato netto dell'attività di negoziazione";
  • l'inclusione nel "Risultato netto dell'attività di negoziazione" del risultato dell'attività di negoziazione, di copertura, del risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e degli utili/perdite da cessione o riacquisto realizzati sulle attività al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • l'inclusione nel "Saldo altri proventi/oneri" degli "Altri oneri/proventi di gestione", con l'esclusione dei recuperi di spesa classificati a voce propria, l'esclusione degli oneri per "Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi" classificati nelle "Altre spese amministrative" e l'inclusione del risultato riferito alle società industriali;
  • la presentazione delle "Spese per il personale", delle "Altre spese amministrative", delle "Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali" e degli "Altri oneri e accantonamenti" al netto degli eventuali "Oneri di integrazione", relativi alle operazioni di riorganizzazione, evidenziati a voce propria;
  • l'esclusione dalle "Altre spese amministrative" dei Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), dei Sistemi di garanzie dei depositi (DGS), delle Bank Levy e dei Canoni di garanzia DTA riclassificati nella voce "Altri oneri ed accantonamenti";
  • l'esclusione dalle "Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali" delle rettifiche e delle riprese di valore relative a immobili detenuti per investimento e quelle relative alle attività materiali in leasing operativo, classificate rispettivamente nei "Profitti netti da investimenti" e nel "Saldo altri proventi/oneri";
  • nelle "Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni", l'inclusione delle rettifiche/riprese di valore sulle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value con impatto sulla redditività complessiva al netto dei titoli di debito e l'inclusione degli impegni e garanzie rilasciate sugli "Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri".
  • l'inclusione nei "Profitti netti da investimenti" delle rettifiche/riprese di valore sulle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value con impatto sulla redditività complessiva - titoli di debito, del risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali, oltre che degli utili/perdite delle partecipazioni e da cessione di investimenti, ivi compresi gli effetti di svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relativi a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 non classificate alla voce 'Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte".

I dati 2018 sono stati riesposti per riflettere:

  • gli esiti dell'applicazione IFRS16 Leasing a partire dall'1 gennaio 2019, provvedendo a contabilizzare il pagamento del canone corrisposto dal locatario, precedentemente esposto nella voce "Altre spese amministrative":
  • alla voce "Interessi netti" per la parte di interessi passivi relativi alla passività finanziaria in relazione al contratto di leasing;
  • alla voce "Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali" per la quota di ammortamento relativa ad diritto d'uso del bene. Inoltre, nella voce "Recuperi di spesa", non sono più inclusi i proventi derivanti dalle sublocazioni a terze parti di attività immobiliari oggetto di locazione da parte del Gruppo.
  • la riclassificazione di alcune commissioni di mancato utilizzo di linee di credito dalla voce "Interessi netti" alla voce "Commissioni nette", operata a partire dal dicembre 2018.

I dati 2018 e quelli relativi al primo trimestre 2019 sono stati riesposti a partire da giugno 2019:

  • per riflettere la "perdita di controllo" su FinecoBank S.p.A. facendo seguito al completamento in data 8 maggio 2019 della procedura di accelerated bookbuilding (ABB) relativa alla cessione di n.103,5 milioni di azioni ordinarie della Società, regolata in data 10 maggio 2019;
  • a seguito delle riclassifiche:
  • dei ricavi relativi a "Dividendi su altre attività finanziarie obbligatoriamente al fair value" nella voce "Risultato netto dell'attività di negoziazione";
  • di alcuni costi connessi alle attività di recupero sulle posizioni creditizie deteriorate esposti ad "Altre spese amministrative" (e precedentemente ricondotti a "Commissioni nette");
  • di alcuni costi per servizi di pagamento e carte che sono stati ricondotti dalla voce "Altre spese amministrative" alla voce "Commissioni nette";
  • dei risultati netti delle compravendite e delle valutazioni di oro, pietre e metalli preziosi ricondotti da "Altri proventi ed oneri" a "Risultato netto dell'attività di negoziazione" se connessi a posizioni di trading e a "Profitti netti da investimenti" se non connesse a posizioni di trading;
  • di alcuni costi connessi alla tassazione delle transazioni finanziarie della clientela che, ove alla stessa non addebitabili, sono stati ricondotti dalla voce "Altre spese amministrative" alla voce "Commissioni nette" ovvero, quando diversamente recuperati/addebitati, i relativi proventi sono stati esposti alla voce "Recuperi di spesa" (dalla voce "Commissioni nette");
  • degli oneri per alcune forme di tassazione locale del reddito d'impresa (i.e. Municipality & Innovation Tax in Ungheria) che sono stati ricondotti dalla voce "Altre spese amministrative" alla voce "Imposte sul reddito del periodo".

Conto economico consolidato riclassificato (milioni di €)

1° SEMESTRE
VARIAZIONE % A CAMBI
2019 2018 C/ECONOMICO % COSTANTI
Interessi netti 5.132 5.169 - 37 - 0,7% - 0,4%
Dividendi e altri proventi su partecipazioni 321 353 - 32 - 9,1% + 1,2%
Commissioni nette 3.106 3.254 - 149 - 4,6% - 4,5%
Risultato netto dell'attività di negoziazione 696 782 - 86 - 11,0% - 11,0%
Saldo altri proventi/oneri 28 89 - 61 - 68,3% - 68,4%
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 9.283 9.647 - 365 - 3,8% - 3,2%
Spese per il personale (3.075) (3.205) + 130 - 4,1% - 4,0%
Altre spese amministrative (1.635) (1.771) + 136 - 7,7% - 7,6%
Recuperi di spesa 301 320 - 19 - 5,9% - 5,8%
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali (557) (541) - 16 + 3,0% + 3,2%
Costi operativi (4.966) (5.198) + 232 - 4,5% - 4,3%
RISULTATO DI GESTIONE 4.316 4.449 - 133 - 3,0% - 1,9%
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e
impegni (1.175) (997) - 178 + 17,8% + 18,0%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 3.142 3.452 - 311 - 9,0% - 7,6%
Altri oneri ed accantonamenti (450) (1.178) + 728 - 61,8% - 61,7%
di cui: oneri sistemici (656) (638) - 18 + 2,8% + 3,0%
Oneri di integrazione (5) 9 - 13 n.s. n.s.
Profitti netti da investimenti 84 221 - 137 - 62,1% - 62,2%
RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 2.771 2.505 + 266 + 10,6% + 12,3%
Imposte sul reddito del periodo (751) (419) - 331 + 78,9% + 79,0%
RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 2.021 2.085 - 65 - 3,1% - 1,1%
Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle
imposte 1.372 164 + 1.208 n.s. n.s.
RISULTATO DI PERIODO 3.393 2.249 + 1.143 + 50,8% + 52,2%
Utile di pertinenza di terzi (87) (111) + 24 - 21,4% - 21,4%
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE
PPA 3.305 2.138 + 1.167 + 54,6% + 56,0%
Effetti economici della "Purchase Price Allocation" (64) (2) - 62 n.s. n.s.
Rettifiche di valore su avviamenti - - - - -
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO 3.241 2.136 + 1.105 + 51,7% + 53,2%

Conto economico consolidato riclassificato - Evoluzione trimestrale (milioni di €)

2019 2018
2° TRIM. 1° TRIM. 4° TRIM. 3° TRIM. 2° TRIM. 1° TRIM.
Interessi netti 2.554 2.578 2.712 2.689 2.608 2.561
Dividendi e altri proventi su partecipazioni 154 167 208 111 169 184
Commissioni nette 1.565 1.541 1.551 1.523 1.613 1.642
Risultato netto dell'attività di negoziazione 253 442 204 293 312 469
Saldo altri proventi/oneri (10) 38 17 6 33 56
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 4.517 4.766 4.692 4.622 4.736 4.912
Spese per il personale (1.519) (1.555) (1.579) (1.552) (1.591) (1.614)
Altre spese amministrative (803) (832) (947) (826) (872) (899)
Recuperi di spesa 151 150 153 158 171 148
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali (280) (277) (274) (276) (272) (270)
Costi operativi (2.452) (2.515) (2.647) (2.497) (2.564) (2.634)
RISULTATO DI GESTIONE 2.065 2.252 2.045 2.126 2.172 2.277
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni (707) (467) (921) (696) (502) (496)
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 1.357 1.784 1.124 1.430 1.670 1.782
Altri oneri ed accantonamenti (236) (214) (369) (725) (660) (517)
di cui: oneri sistemici (118) (538) (60) (134) (173) (465)
Oneri di integrazione (2) (3) (15) (3) (2) 11
Profitti netti da investimenti (307) 391 (52) (655) 204 18
RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 812 1.959 688 47 1.212 1.293
Imposte sul reddito del periodo (174) (577) 1.024 (20) (226) (194)
RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 639 1.382 1.712 26 986 1.099
Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte 1.307 65 65 59 96 68
RISULTATO DI PERIODO 1.946 1.447 1.777 86 1.082 1.168
Utile di pertinenza di terzi (29) (59) (49) (56) (56) (55)
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE PPA 1.917 1.388 1.728 30 1.025 1.113
Effetti economici della "Purchase Price Allocation" (63) (1) - (1) (1) (1)
Rettifiche di valore su avviamenti - - - - - -
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO 1.854 1.387 1.727 29 1.024 1.112
(milioni di €)
Conto economico consolidato riclassificato - Confronto secondo trimestre 2019/2018
2° TRIMESTRE VARIAZIONE
% A CAMBI
2019 2018 C/ECONOMICO % COSTANTI
Interessi netti 2.554 2.608 - 54 - 2,1% - 2,1%
Dividendi e altri proventi su partecipazioni 154 169 - 15 - 8,8% + 0,3%
Commissioni nette 1.565 1.613 - 48 - 3,0% - 2,9%
Risultato netto dell'attività di negoziazione 253 312 - 59 - 19,0% - 19,0%
Saldo altri proventi/oneri (10) 33 - 43 n.s. n.s.
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 4.517 4.736 - 219 - 4,6% - 4,3%
Spese per il personale (1.519) (1.591) + 72 - 4,5% - 4,5%
Altre spese amministrative (803) (872) + 69 - 7,9% - 7,8%
Recuperi di spesa 151 171 - 21 - 12,1% - 11,9%
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali (280) (272) - 8 + 3,0% + 3,0%
Costi operativi (2.452) (2.564) + 112 - 4,4% - 4,3%
RISULTATO DI GESTIONE 2.065 2.172 - 107 - 4,9% - 4,2%
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e
impegni (707) (502) - 206 + 41,0% + 40,5%
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 1.357 1.670 - 313 - 18,7% - 17,5%
Altri oneri ed accantonamenti (236) (660) + 424 - 64,2% - 64,2%
di cui: oneri sistemici (118) (173) + 55 - 31,8% - 31,8%
Oneri di integrazione (2) (2) + 1 - 26,9% - 23,8%
Profitti netti da investimenti (307) 204 - 511 n.s. n.s.
RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 812 1.212 - 400 - 33,0% - 31,1%
Imposte sul reddito del periodo (174) (226) + 52 - 23,1% - 23,0%
RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 639 986 - 347 - 35,2% - 33,0%
Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle
imposte 1.307 96 + 1.212 n.s. n.s.
RISULTATO DI PERIODO 1.946 1.082 + 864 + 79,9% + 80,1%
Utile di pertinenza di terzi (29) (56) + 28 - 49,3% - 49,3%
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE
PPA 1.917 1.025 + 892 + 87,0% + 87,2%
Effetti economici della "Purchase Price Allocation" (63) (1) - 62 n.s. n.s.
Rettifiche di valore su avviamenti - - - - -
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO 1.854 1.024 + 830 + 81,0% + 81,3%

Dati di sintesi per settori di attività

Dati di sintesi per settore di attività

Dati di sintesi per settore di attività (milioni di €) COMMERCIAL BANKING ITALY COMMERCIAL BANKING GERMANY COMMERCIAL BANKING AUSTRIA CEE DIVISION CIB GROUP CORPORATE CENTRE(1) NON CORE TOTALE CONSOLIDATO DI GRUPPO Dati economici MARGINE DI INTERMEDIAZIONE Primi 6 mesi 2019 3.595 1.178 744 2.143 1.890 (261) (6) 9.283 Primi 6 mesi 2018 3.697 1.227 782 2.126 1.960 (178) 34 9.647 Costi operativi Primi 6 mesi 2019 (1.902) (816) (483) (750) (768) (162) (85) (4.966) Primi 6 mesi 2018 (2.039) (841) (523) (736) (777) (192) (90) (5.198) RISULTATO DI GESTIONE Primi 6 mesi 2019 1.693 361 262 1.393 1.122 (424) (91) 4.316 Primi 6 mesi 2018 1.658 386 258 1.390 1.183 (371) (56) 4.449 UTILE LORDO OPERATIVITA' CORRENTE Primi 6 mesi 2019 936 765 230 1.058 902 (600) (519) 2.771 Primi 6 mesi 2018 1.068 278 216 1.046 941 (452) (592) 2.505 Dati patrimoniali CREDITI VERSO CLIENTELA(2) al 30 giugno 2019 143.879 87.596 44.615 67.791 80.335 2.609 5.333 432.158 al 31 dicembre 2018 145.641 83.741 44.808 65.344 81.354 3.274 6.612 430.774 DEPOSITI CLIENTELA(2) al 30 giugno 2019 151.162 89.668 47.496 70.632 47.928 2.635 546 410.066 al 31 dicembre 2018 146.236 91.694 47.380 65.744 45.301 2.985 528 399.867 RWA TOTALI al 30 giugno 2019 102.731 36.115 23.478 90.608 83.896 35.071 15.240 387.139 al 31 dicembre 2018 95.753 36.642 23.496 86.572 81.598 33.898 12.221 370.180 EVA Primi 6 mesi 2019 133 61 99 290 296 (535) (459) (114) Primi 6 mesi 2018 159 (72) 82 255 128 (189) (538) (175) Cost/income ratio Primi 6 mesi 2019 52,9% 69,3% 64,8% 35,0% 40,6% n.s. n.s. 53,5% Primi 6 mesi 2018 55,1% 68,5% 66,9% 34,6% 39,6% n.s. n.s. 53,9% Numero Dipendenti al 30 giugno 2019 29.098 9.047 4.845 24.281 3.212 14.026 326 84.836 al 31 dicembre 2018 29.582 9.167 4.873 24.214 3.234 14.247 345 85.662

Note:

(1) COO Services, Corporate Centre Global Functions, elisioni e rettifiche di consolidamento non attribuite ai singoli settori di attività.

(2) Al netto dei pronti contro termine e rapporti infragruppo.

I dati sono stati ricostruiti, ove necessario, su base omogenea per tenere conto delle variazioni intervenute nei perimetri dei settori di attività e nella metodologia di calcolo.

Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit

Dati storici del Gruppo 2009 - 2019

Dati storici del Gruppo e dell'a zione UniCredit

IAS/IFRS
1° SEM.
2019
2018 2017 2016 2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009
Conto economico riclassificato (milioni di €)
Margine di intermediazione 9.283 19.723 19.619 18.801 22.405 22.513 23.973 25.049 25.200 26.347 27.572
Costi operativi (4.966) (10.698) (11.350) (12.453) (13.618) (13.838) (14.801) (14.979) (15.460) (15.483) (15.324)
Risultato di gestione 4.316 9.025 8.268 6.348 8.787 8.675 9.172 10.070 9.740 10.864 12.248
Risultato lordo dell'operatività corrente 2.771 3.619 4.148 (10.978) 2.671 4.091 (4.888) 317 2.060 2.517 3.300
Risultato del periodo 3.393 4.112 5.790 (11.061) 2.239 2.669 (3.920) 1.687 644 1.876 2.291
Risultato netto di pertinenza del Gruppo 3.241 3.892 5.473 (11.790) 1.694 2.008 (13.965) 865 (9.206) 1.323 1.702
Stato patrimoniale riclassificato (milioni di €)
Totale attivo 832.183 831.469 836.790 859.533 860.433 844.217 845.838 926.827 926.769 929.488 928.760
Crediti verso clientela 469.298 471.839 447.727 444.607 473.999 470.569 503.142 547.144 559.553 555.653 564.986
di cui: sofferenze 5.308 5.787 9.499 10.945 19.924 19.701 18.058 19.360 18.118 16.344 12.692
Raccolta da clientela e titoli 545.453 560.141 561.498 567.855 584.268 560.688 571.024 579.965 561.370 583.239 596.396
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo 59.136 55.841 59.331 39.336 50.087 49.390 46.841 62.784 51.479 64.224 59.689
Indici di redditività (%)
Risultato di gestione/Totale attivo 0,52 1,09 0,99 0,74 1,02 1,03 1,08 1,09 1,05 1,17 1,32
Cost/Income ratio 53,5 54,2 57,9 66,2 60,8 61,5 61,7 59,8 61,4 58,8 55,6

I dati esposti sono riferiti a quanto pubblicato nel periodo di riferimento.

Informazioni sul titolo azionario

Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit

1° SEM.
2019
2018 2017 2016 2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009
Prezzo ufficiale azione ordinaria (€)(*)
- massimo 12,980 18,212 18,350 25,733 32,824 34,427 28,213 22,440 65,912 76,243 87,212
- minimo 9,634 9,596 12,160 8,785 24,605 25,583 16,227 11,456 21,157 49,212 19,283
- medio 11,039 14,635 15,801 13,820 29,509 30,015 22,067 16,520 42,923 63,702 59,078
- fine periodo 10,826 9,894 15,580 13,701 25,733 26,735 26,961 18,572 21,190 51,093 73,819
Numero azioni (milioni)
- in circolazione a fine periodo(1) 2.233 2.230 2.226 6.180 5.970 5.866 5.792 5.789 1.930 19.297,6 16.779,3
- con diritto godimento del dividendo 2.224 2.220 2.216 6.084 5.873 5.769 5.695 5.693 1.833 18.330,5 18.329,5
di cui: azioni di risparmio - - 0,25 2,52 2,48 2,45 2,42 2,42 2,42 24,2 24,2
- medio(1) 2.232 2.229 1.957 6.110 5.927 5.837 5.791 5.473 1.930 19.101,8 16.637,8
Dividendo
- complessivo (milioni di €) - 601 726 - 706 697 570 512 - 550 550
- unitario per azione ordinaria - 0,270 0,320 - 0,120 0,120 0,100 0,090 - 0,030 0,030
- unitario per azione di risparmio - - - - 0,120 1,065 0,100 0,090 - 0,045 0,045

Note:

(1) Il numero di azioni, esistente alla fine del periodo di riferimento, è al netto delle azioni proprie e comprende n.9,676 milioni di azioni detenute a titolo di usufrutto a seguito del contratto stipulato con Mediobanca S.p.A. (*) A seguito di operazioni societarie straordinarie (quali il raggruppamento di azioni, le scissioni, la distribuzione di dividendi straordinari, ecc.), i prezzi delle azioni potrebbero cambiare non essendo più comparabili da un esercizio all'altro. La serie storica dei corsi azionari è stata pertanto adeguata per consentire un migliore confronto.

Si riportano di seguito alcune informazioni di dettaglio con riferimento alle variazioni del capitale e sui dividendi erogati degli ultimi due esercizi.

In data 9 aprile 2018 è stata iscritta nel Registro delle imprese la delibera di aumento di capitale per euro 59.848.665,00 mediante emissione a titolo gratuito di n.3.519.352 azioni ordinarie per l'esecuzione dei piani incentivanti di Gruppo. In data 12 aprile 2018 l'Assemblea dei Soci ha approvato la distribuzione di un dividendo unitario di 0,32 euro per ogni azione ordinaria in circolazione ed avente diritto al pagamento del dividendo alla data prevista di godimento, per un importo massimo di 726 milioni, tratto dall'utile di esercizio 2017.

In data 4 aprile 2019 è stata iscritta nel Registro delle imprese la delibera di aumento di capitale per euro 54.401.495,00 mediante emissione a titolo gratuito di n.3.200.177 azioni ordinarie per l'esecuzione dei piani incentivanti di Gruppo. In data 11 aprile 2019 l'Assemblea dei Soci ha approvato la distribuzione di un dividendo unitario di 0,27 euro per ogni azione in circolazione ed avente diritto al pagamento del dividendo alla data prevista di godimento, per un importo massimo di 601 milioni, tratto dall'utile di esercizio 2018.

Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit

Indici di rendimento

IAS/IFRS
1° SEM.
2019
2018 2017 2016 2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009
Patrimonio netto (milioni di €) 59.136 55.841 59.331 39.336 50.087 49.390 46.841 62.784 51.479 64.224 59.689
Risultato netto di pertinenza del Gruppo
(milioni di €)
3.241 3.892 5.473 (11.790) 1.694 2.008 (13.965) 865 (9.206) 1.323 1.702
Patrimonio netto per azione (€) 26,48 25,04 26,65 6,36 8,39 8,42 8,09 10,85 26,67 3,33 3,56
Price/Book value 0,41 0,40 0,58 4,30 0,61 0,63 0,67 0,34 0,16 3,06 4,14
Utile per azione(1) (€) 2,861 1,712 2,794 (1,98) 0,27 0,34 (2,47) 0,15 (5,12) 0,06 0,10
Payout ratio (%) - 15,4 13,3 - 41,7 34,7 -4,1 59,2 - 41,6 32,3
Dividendo azione ordinaria/prezzo medio (%) - 1,84 2,03 - 2,04 2,00 2,27 2,73 - 1,55 1,58

Nota:

(1) Dato annualizzato. Per maggiori dettagli sull'Utile per azione (EPS) si rimanda alla Parte C - Sezione 25 Utile per azione.

I dati esposti in tabella sono dati storici pubblicati nei diversi periodi e vanno contestualizzati al periodo cui si riferiscono.

A partire dal 2009 ai fini del calcolo dell'Utile per azione l'utile netto di esercizio è stato ridotto per i seguenti importi derivanti dagli esborsi addebitati al patrimonio netto e relativi al corrispettivo inerente al contratto di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "Cashes": 131 milioni nel 2009, 156 milioni nel 2010, 172 milioni nel 2011, 46 milioni nel 2012, 105 milioni nel 2013, 35 milioni nel 2014, 100 milioni nel 2015, 128 milioni nel 2016, 32 milioni nel 2017, 93 milioni nel 2018 e 63 milioni nel primo semestre 2019.

Risultati del Gruppo Scenario macroeconomico, contesto bancario e mercati finanziari

Scenario internazionale

Nel corso del primo semestre 2019, l'attività economica globale ha ripreso vigore dopo una deludente fine del 2018, con il PIL mondiale che ha continuato ad espandersi ad un ritmo di crescita di circa il 3,5%. Di fronte alla crescente incertezza globale, le principali banche centrali hanno cambiato rotta, passando da un percorso atteso di inasprimento ad uno di allentamento monetario. Inoltre, alla fine dell'anno scorso, Pechino ha adottato un ambizioso stimolo fiscale, creditizio e di investimento al fine di rivitalizzare l'economia domestica. L'incertezza politica, in particolare in Europa, è diminuita dopo la buona performance dei partiti tradizionali alle elezioni del Parlamento europeo, anche se i rischi di una uscita senza accordo per la Brexit sono aumentati notevolmente dopo le dimissioni del primo ministro Theresa May. Negli Stati Uniti, il momento favorevole per l'economia è continuato, mentre l'economia giapponese ha faticato di nuovo a mostrare segni di vitalità, costringendo la Banca del Giappone a mantenere una politica monetaria estremamente accomodante. La crescita nel Regno Unito non è stata scalfita dall'incertezza crescente della Brexit. In Cina, l'attività economica è rimasta solida nonostante l'intensificarsi delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti nel secondo trimestre del 2019.

Dopo aver registrato la più lunga espansione nella storia americana, la crescita economica negli Stati Uniti ha raggiunto il picco del 3,1% nel primo trimestre del 2019, iniziando una fase di rallentamento che porterà probabilmente ad una recessione nel 2020. Un mercato del lavoro vicino alla piena occupazione ed una forte crescita dei consumi sono stati i principali motori della crescita, mentre gli investimenti sembrano aver perso slancio. Il mercato del lavoro saturo ha spinto i guadagni salariali ad oltre il 3%, il loro livello più alto in dieci anni. Allo stesso tempo, tuttavia, l'andamento dell'inflazione di fondo è rimasto contenuto. Ancora più importante, il deflatore "PCE (Personal Consumption Expenditure) core" (uno degli indicatori più seguiti dalla Fed) si è attestato solo all'1,6% ad aprile. Inoltre, le aspettative di inflazione si sono indebolite. Dati questi sviluppi e a seguito dell'aumentata instabilità finanziaria (causata in particolare dalle guerre commerciali), la Fed ha cambiato la sua retorica ed ha tagliato il tasso di riferimento di 25 punti base nella riunione di luglio.

Nell'area dell'euro, la crescita del PIL è stata migliore del previsto nel primo trimestre del 2019, grazie soprattutto a fattori temporanei come condizioni meteorologiche favorevoli per il settore delle costruzioni, l'accumulazione di scorte da parte del Regno Unito prima della scadenza originale di marzo relativa alla Brexit e prospettive leggermente migliori per l'industria automobilistica. Per quanto riguarda i singoli paesi, le maggiori sorprese si sono registrate in Germania e in Italia, il cui PIL è tornato a crescere nel primo trimestre del 2019, dopo due trimestri di contrazione. Nel secondo trimestre, invece, l'inasprimento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, insieme a una maggiore incertezza sulla Brexit, ha tenuto sotto pressione il settore manifatturiero, mentre il settore dei servizi è rimasto più resiliente, sostenuto dalla buona crescita della domanda interna e da una tenuta del mercato del lavoro.

L'inflazione della zona euro è rimasta intorno all'1,4% in media nel primo semestre del 2019. A giugno, la retorica del presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, è diventata particolarmente accomodante, in risposta all'elevata incertezza che amplifica i rischi al ribasso per la crescita economica ed alla crescente probabilità che la politica monetaria più accomodante della Fed possa innescare un apprezzamento dell'euro, facendo così deragliare la fragile ripresa della zona dell'euro. Ora ci aspettiamo che la BCE tagli il tasso sui depositi di 10 punti base in settembre e attui misure di mitigazione per sostenere la profittabilità delle banche.

Contesto bancario e mercati finanziari

Nel primo semestre del 2019, il credito in eurozona ha mostrato qualche segnale di rallentamento, sebbene ancora su tassi di crescita sostenuti. I prestiti al settore privato si sono mostrati in aumento del 3,3%, su base annua, a fine del semestre, riflettendo un consolidamento della crescita dei prestiti alle famiglie (stabile al 3,3%) ed una crescita di poco inferiore al 4% per i prestiti alle società non finanziare, in rallentamento dal picco al 4,3% toccato nel terzo trimestre del 2018. In particolare, tra i paesi di riferimento del Gruppo, in Italia i prestiti alle imprese si sono mostrati in lieve contrazione alla fine del semestre (all'incirca -0,5% a/a), a fronte di tassi di crescita ancora sostenuti sia in Germania che in Austria. Alla debolezza dei prestiti alle imprese in Italia possono aver contribuito sia fattori di domanda, in linea con il rallentamento in atto nelle decisioni di investimento delle imprese, sia fattori di offerta dato un irrigidimento degli standard creditizi a cavallo dell'anno, seppure modesto. Per contro, i prestiti alle famiglie in Italia hanno consolidato un ritmo di espansione prossimo al 3% su base annua, a fronte di una graduale accelerazione in Germania e Austria.

La raccolta di sistema ha confermato una solida tenuta in tutti e tre i paesi di riferimento del Gruppo (Italia, Germania e Austria), con i depositi bancari che hanno evidenziato una buona dinamica di crescita nel corso del primo semestre del 2019. In generale, la tendenza osservata è stata una graduale accelerazione del ritmo di espansione dei depositi bancari, sostenuta da una continuazione della crescita dei depositi a vista e da una progressiva attenuazione della contrazione dei depositi a medio lungo termine. Sulla possibilità di rivedere un dinamica di rafforzamento dei depositi a lungo termine peserà la decisione della BCE di interrompere un processo di normalizzazione dei tassi di riferimento e di porre i presupposti per una riduzione del tasso sui depositi.

Nel corso del primo semestre, i tassi di interesse bancari sono rimasti sostanzialmente stabili in tutti e tre i paesi di riferimento del Gruppo ed, in particolare, i tassi di interesse sui depositi bancari in conto corrente si sono confermati su livelli prossimi allo zero. In conseguenza, la forbice bancaria (ossia la differenza fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sui depositi) si è stabilizzata nel corso dell'intero semestre, in attesa di impatti potenziali nel secondo semestre alla luce delle decisioni che saranno assunte dalla BCE.

I mercati finanziari dell'area euro hanno sperimentato un inatteso miglioramento nel corso del primo trimestre, supportati dalla fine delle politiche di normalizzazione dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. L'incertezza sulle tensione commerciali che è tornata ad inasprirsi agli inizi di maggio aveva interrotto il trend di miglioramento da inizio anno, ma l'esito positivo delle elezioni parlamentari europee unito ad una nuova apertura al dialogo tra Stati Uniti e Cina hanno alimentato un nuovo ritorno di fiducia sui mercati finanziari verso la fine del semestre. In conseguenza, la Borsa tedesca ha messo a segno una crescita del 17% a fine giugno 2019, rispetto a dicembre 2018, seguita dalla Borsa italiana in crescita del 16%, mentre la Borsa austriaca ha chiuso il trimestre con un guadagno dell'8%.

Paesi CEE (Central and Eastern Europe)

Le economie dell'area CEE si sono mostrate più resilienti del previsto nel primo trimestre del 2019, con una crescita CEE-EU1 di circa il 4,3% su base annua, le economie dei Balcani occidentali2 con un aumento vicino al 3%, mentre la Turchia è uscita dalla recessione. La Russia non si è unita alla ripresa, con l'attività economica che si è mostrata in contrazione su base trimestrale, in linea con altri Paesi Emergenti, come Brasile, Sudafrica e Messico. Il forte impulso alla crescita nei paesi della CEE all'inizio dell'anno si è ridotto nel secondo trimestre del 2019 e probabilmente si indebolirà ulteriormente a causa di fattori esterni e interni. La domanda interna, per quanto robusta, non sarà in grado di mitigare in pieno l'impatto negativo di shock esterni. Le fonti di shock più probabili sono una domanda più debole nella zona euro, il rallentamento del commercio globale e quello della crescita degli Stati Uniti, tutti e tre intrecciati e difficili da analizzare singolarmente. In tutto il mondo, questi fattori alimentano un aumento della incertezza, che probabilmente peserà sulle decisioni di spesa del settore privato e possono portare ad un aumento della spesa pubblica, nel caso in cui i governi cercheranno di mitigare gli effetti negativi dei rischi esterni.

Le piccole economie aperte nella CEE hanno bisogno del sostegno del commercio globale per un recupero delle esportazioni e quelle dei partner commerciali della zona euro come la Germania. Una attenuazione delle tensioni commerciali sarebbe più importante per il commercio mondiale e per le esportazioni CEE rispetto al tentativo della Cina di ravvivare il suo sviluppo economico. Il credito non aiuterà a mitigare la debolezza delle esportazioni sulla crescita economica, specialmente nel 2019. La crescita sostenuta del reddito ed i bassi tassi di interesse reali sosterranno il credito, poiché le banche centrali sono disposte a calmierare una potenziale eccessiva accelerazione del credito attraverso la regolamentazione prudenziale, piuttosto che attraverso un rialzo dei tassi di interesse. Tuttavia, l'impulso creditizio ha probabilmente raggiunto il suo picco nella maggior parte dei paesi della CEE, con una crescita dei prestiti che dovrebbe rallentare verso la fine del ciclo di ripresa economica. Le due eccezioni sono la Turchia (ipotizzando un accordo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) entro la fine di quest'anno) e la Slovenia, dove un effetto base negativo dal 2018 è stato rilevante.

Inoltre, è probabile che gli impulsi fiscali raggiungano il picco quest'anno, con una riduzione dello stimolo nel 2020, quando la crescita economica potrebbe avere bisogno di un maggiore sostegno pubblico rispetto a quest'anno. Nella CEE-EU, la politica fiscale è diventata più prociclica negli ultimi due anni a causa del populismo e di politiche pubbliche inefficienti in vista delle elezioni politiche. I disavanzi di bilancio strutturali sono già molto elevati tra i paesi della CEE-EU e vi è spazio per un aumento della spesa in caso di un rallentamento della crescita economica solo in Bulgaria ed in Cecenia. In Ungheria, l'impulso fiscale diventerà negativo quest'anno poiché la dotazione del fondo dell'UE è quasi esaurita. Nel 2020, la politica fiscale potrebbe contribuire alla crescita, senza compensare la contrazione di quest'anno. In Slovacchia, le spese pre-elettorali raggiungeranno il picco l'anno prossimo. Se il governo rumeno aumenterà le pensioni del 15% a settembre 2019 e del 40% a settembre 2020, l'impulso fiscale rimarrà positivo, ma potrebbe essere controbilanciato da condizioni finanziarie più rigide.

In Turchia, sia la spesa pubblica che i prestiti hanno rallentato bruscamente dopo le elezioni a livello locale e vi è un margine limitato per stimolare la crescita economica da qui in avanti. Il disavanzo pubblico ha già superato il 4% del PIL e le banche di proprietà statale potrebbero incontrare difficoltà ad avere accesso ai finanziamenti esterni, se l'appetito per il rischio dovesse diminuire. Di conseguenza, il PIL potrebbe rallentare nel corso dell'estate. Gli elevati costi di finanziamento per tutti i settori richiederebbero un'inflazione più contenuta e premi per il rischio più bassi prima che il credito possa tornare nuovamente a stimolare la crescita economica. La prima condizione potrebbe essere soddisfatta fintantoché le autorità evitino un ulteriore aumento del rischio politico e il deprezzamento della valuta (TRY). Quest'ultimo richiederebbe migliori politiche economiche e, a nostro avviso, un sostegno finanziario esterno. Continuiamo a ritenere che un accordo con il FMI sia l'unico modo per evitare una recessione più profonda. Sembra che il FMI sia giunto alla stessa conclusione, ma le autorità turche non contemplano ancora un accordo.

Sia gli indicatori di attività economica che le indagini di fiducia suggeriscono che l'economia russa continuerà a crescere a un ritmo modesto su base annua. Più che i rischi esterni, è la debole ripresa degli investimenti domestici a rappresentare un freno alla crescita economica, nonostante l'elenco ambizioso di progetti e priorità definiti dal presidente Vladimir Putin nel 2018. Mentre una recessione tecnica potrebbe concludersi nel terzo trimestre

1 CEE-EU include Bulgaria, Croatia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Slovakia e Slovenia, tutti paesi CEE che sono membri dell'Unione Europea.

2 L'aggregato include Serbia, Bosnia e Nord Macedonia.

del 2019, la moderata crescita dei redditi continuerà a rappresentare un freno ai consumi privati. Un recupero degli investimenti privati potrebbe materializzarsi nel caso in cui l'utilizzo della capacità produttiva dovesse aumentare dopo il calo del 2018, in particolare nell'estrazione e nella produzione di idrocarburi. A differenza della Turchia, vi è spazio per stimoli monetari e fiscali.

I rischi inflazionistici sono lontani dall'essere del tutto sotto controllo. I prezzi dei beni più volatili sono stati la causa principale dell'aumento dell'inflazione in primavera a causa dell'aumento del costo delle importazioni di carburanti e dei beni alimentari freschi. Nel primo semestre del 2019, l'inflazione di fondo ha svolto un ruolo rilevante nel mantenere l'inflazione al limite dell'intervallo obiettivo o su di esso, come nel caso della Romania, dal momento che i salari hanno continuato a crescere a ritmi sostenuti. Mentre l'inflazione di fondo dovrebbe aumentare ulteriormente nella CEE-EU, questa dovrebbe scendere in Russia e Turchia. La debole crescita della domanda interna nel primo semestre del 2019 ha probabilmente colmato l'eccesso produttivo in Russia. Aggiustato per l'impatto dell'IVA, l'inflazione di fondo è già al di sotto dell'obiettivo del 4% della Banca Centrale Russa e scenderà ulteriormente quando l'aumento dell'IVA vedrà venire meno l'effetto base nel gennaio 2020. In Turchia, la disinflazione dovrebbe accelerare a partire da agosto se la valuta (TRY) rimarrà stabile.

I rischi politici si sono attenuati nella CEE-EU, con i governi di Ungheria, Polonia e Romania che hanno attenuato la loro retorica anti-UE in vista delle elezioni e dei negoziati per il nuovo bilancio dell'UE. Il rischio di imminenti sanzioni nei confronti della Russia è diminuito, con le autorità statunitensi che minacciano ulteriori restrizioni in caso di prove di interferenze nelle elezioni del prossimo anno. Prevediamo che la Nord Macedonia riceverà una indicazione precisa della tempistica per i negoziati di adesione all'UE entro la fine dell'anno. La Serbia dovrà intraprendere difficili negoziati con il Kosovo. Infine, la Turchia potrebbe dover attenuare la sua strategia sulle importazioni di tecnologia militare dalla Russia per evitare le sanzioni statunitensi a seguito del Countering America's Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA) alla fine di quest'anno.

Principali risultati e performance del periodo

Introduzione

Il 2019 è l'ultimo anno del piano strategico 2016-2019 "Transform 2019", pertanto nel primo semestre dell'anno le attività del Gruppo hanno continuato ad essere orientate alla realizzazione e al completamento degli obiettivi di piano, raggiungendo i seguenti risultati tangibili:

Rafforzare e ottimizzare il capitale

Dopo aver completato con successo l'aumento di capitale e la vendita delle società controllate (Pekao e Pioneer) negli scorsi anni, il Gruppo nel semestre ha ceduto tramite accelerated bookbuilding quasi la metà delle proprie quote di partecipazione in FinecoBank S.p.A., che di conseguenza è uscita dal perimetro di consolidamento (un secondo finale accelerated bookbuilding sulle restanti quote è stato perfezionato all'inizio di luglio con un ulteriore beneficio sull'indicatore CET1 atteso nel terzo trimestre del 2019). Grazie alle operazioni concluse ed alle dinamiche reddituali e patrimoniali del primo semestre dell'anno, il Gruppo presenta una solida posizione patrimoniale con un indicatore CET13 pari a 12.08% al 30 giugno 2019.

Migliorare la qualità dell'attivo

Nel primo semestre del 2019 sono proseguite le azioni di riduzione del rischio, che hanno portato l'incidenza dei crediti deteriorati lordi (NPE) al 6,98% a fine giugno, rispetto al 7,72% del 31 dicembre 2018, con un tasso di copertura stabile al 60,95%.

Il runoff del Non Core entro il 2021 risulta perfettamente in linea con gli obiettivi, con gli NPE lordi del Non Core a 15,7 miliardi a fine giugno 2019. Trasformare il modello operativo

I risultati del Gruppo si confermano in linea con gli obiettivi di trasformazione del modello operativo. Lo stretto controllo sui costi operativi è continuato anche nel primo semestre 2019.

In particolare, è proseguita l'azione di razionalizzazione della rete distributiva, con le chiusure di filiali che hanno raggiunto le 925 unità (di cui 56 nel primo semestre del 2019) a partire da fine 2015, corrispondenti al 98% delle 944 chiusure previste entro il 2019 dal piano strategico. Nel semestre il personale è stato ridotto di 825 FTE, portando la riduzione complessiva a partire dalla fine del 2015, oltre l'obiettivo di 14.000 uscite previste entro il 2019.

Massimizzare il valore di banca commerciale

In tutto il Gruppo sono in corso iniziative commerciali che stanno producendo risultati tangibili. In particolare durante il primo semestre 2019 è stato dato corso principalmente alle seguenti azioni:

  • nuova app di Mobile Banking unica per il Gruppo, già rilasciata con successo in Italia, la cui standardizzazione consente la medesima modalità di utilizzo da parte dei clienti e migliora la tempestività di diffusione delle innovazioni;
  • nuovo processo digitale di apertura conto in Germania, che consente di attivare in pochi minuti un conto corrente tramite telefonia mobile o online;
  • partnership assicurativa di successo con Allianz in Germania, grazie alla quale le sottoscrizioni lorde di assicurazioni vita sono aumentate del 68.4% rispetto al primo semestre del 2018;
  • emissione di dodici cosiddetti "minibond" per le PMI italiane nel primo semestre del 2019 per un totale di 71 milioni, favorendo lo sviluppo di una

3 Capitale Primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 Capital - CET1).

cultura di mercato dei capitali;

  • attivazione di una linea di credito da 500 milioni dedicata alle PMI italiane in collaborazione con la Banca Europea degli Investimenti, finalizzata in particolare alla promozione di progetti di imprenditoria femminile e di azioni di contrasto al cambiamento climatico;
  • lancio dell'iniziativa Patient Capital, un'innovativa piattaforma istituzionale di capitali "pazienti" volta a fornire capitale di crescita alle PMI italiane;
  • aumento delle vendite da canale remoto (ATM, on line, apparati mobili, call center), che in Italia hanno raggiunto il 30,6% delle vendite totali di prodotti della banca che hanno un canale di vendita diretta;
  • ulteriore aumento della penetrazione degli utenti da apparati mobili nella divisione CEE, che ha raggiunto il 44,2% dei clienti totali.

Adottare un Corporate Centre di Gruppo snello

Per quanto riguarda la razionalizzazione del Corporate Centre di Gruppo, nel primo semestre 2019 il suo peso sui costi totali è stato pari al 3,3%, in calo di 43 punti base rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente. Il target al 2019 è al 3,5% (riesposto a giugno 2019, precedentemente al 3,8%).

Anche grazie a queste iniziative, il Gruppo ha raggiunto nel primo semestre 2019 un utile netto pari a 3.241 milioni, rispetto ai 2.136 milioni conseguiti nel primo semestre 2018.

L'utile netto di Gruppo del primo semestre 2019 (3.241 milioni) ha beneficiato di alcune poste straordinarie, per un totale di circa 1,1 miliardi connessi ad eventi intercorsi nel primo trimestre 2019 (vendita di immobili in Germania per 258 milioni) e nel secondo trimestre 2019 (principalmente connessi agli impatti derivanti dalla vendita del 17% di FinecoBank S.p.A., e relativo deconsolidamento, positivo per 1.176 milioni, incluse le valutazioni sul marchio e le garanzie prestate, ed alla cessione del gruppo Ocean Breeze, classificato tra le attività in via di dismissione, negativo per 178 milioni). Escludendo tali poste straordinarie, l'utile netto di Gruppo relativo al primo semestre 2019 sarebbe risultato pari a 2.158 milioni, in crescita di circa l'1,0% rispetto al primo semestre 2018 (2.136 milioni).

Il margine di intermediazione

Nel primo semestre 2019 il margine di intermediazione di Gruppo è risultato pari a 9.283 milioni, in calo del 3,8% (-3,2% a cambi costanti) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al netto delle poste straordinarie, precedentemente illustrate, il margine di intermediazione del primo semestre 2019 sarebbe stato pari a 9.330 milioni, in calo del 3,3% rispetto al primo semestre 2018.

La flessione è stata diffusa su tutte le voci di ricavo, con le maggiori variazioni concentrate sulle commissioni e sul risultato netto delle attività di negoziazione.

In particolare gli interessi netti sono stati pari a 5.132 milioni, in calo dello 0,7% rispetto al primo semestre 2018 (-0,4% a cambi costanti). Nel primo semestre 2019 il margine di interesse è stato caratterizzato da una crescita degli interessi attivi su impieghi a clientela, grazie all'espansione dei volumi di impiego, che ha più che compensato l'effetto generato dal calo dei tassi medi con la clientela. Al contempo si è registrato un aumento degli interessi passivi sui depositi in seguito alla crescita dei volumi di raccolta, unitamente ad una certa ripresa dei tassi clientela. Da segnalare anche la riduzione della componente di time value, mentre effetti positivi sugli interessi sono derivati dal calo del costo delle emissioni obbligazionarie a seguito di una riduzione dei volumi medi e dal risultato di tesoreria e delle attività di investimento e negoziazione. Gli spread creditizi hanno continuato a restringersi anche nel primo semestre 2019, nonostante la stabilizzazione dei tassi di mercato, rimasti comunque in territorio negativo (la media dell'Euribor a 3 mesi nel primo semestre 2019 è risultata pari a -0,31% in aumento di 2 punti base rispetto allo stesso periodo del 2018).

Gli impieghi con clientela hanno continuato la loro ripresa (469,3 miliardi al 30 giugno 2019, +13,1 miliardi ovvero +2,9% rispetto al primo semestre dello scorso anno4 ), più che bilanciando il calo di 4,6 miliardi della componente Non Core, su cui sono proseguite le iniziative finalizzate alla riduzione dei crediti deteriorati lordi (NPE).

Gli impieghi alla clientela hanno evidenziato un andamento positivo anche escludendo la componente dei pronti contro termine, registrando una crescita del 2,8% rispetto al primo semestre dello scorso anno, ovvero in crescita del 4,0% al netto della componente Non Core. Alla crescita degli impieghi alla clientela, al netto dei pronti contro termine, hanno contribuito le diverse Divisioni del Gruppo, con la Divisione Commercial Banking Germania che ha registrato un +5,5% e la Divisione Commercial Banking Austria +0,5%, mentre la Divisione Commercial Banking Italia è cresciuta dell'1,7% rispetto al primo semestre del 2018. La Divisione CIB ha registrato una crescita del 4,9%.

L'espansione degli impieghi a clientela al netto dei pronti contro termine ha caratterizzato anche i paesi della Divisione CEE in crescita del +9,8% (+8,9% a cambi costanti), guidati principalmente da Russia (+11,3% a cambi costanti), Bulgaria (+9,7%), Ungheria (+9,3% a cambi costanti), Serbia (+4,5% a cambi costanti), Bosnia (+4,5%) e Repubblica Ceca (+4,4% a cambi costanti).

La Divisione Non Core ha registrato l'ulteriore diminuzione dei volumi di impiego al netto dei pronti contro termine da 10,0 miliardi di fine giugno 2018 ai 5,3 miliardi di fine giugno 2019 (-46,5%), continuando ad avvicinare l'obiettivo di rundown del portafoglio della divisione entro il 2021.

I depositi da clientela, pari a 453,0 miliardi, sono risultati in crescita del 4,2% (+4,0% a cambi costanti) rispetto al primo semestre 20184 . L'aumento si conferma anche sui depositi da clientela al netto dei pronti contro termine: +4,4% (+4,3% a cambi costanti).

4 Rideterminato al netto dei volumi di FinecoBank S.p.A. al 30 giugno 2018.

Più in dettaglio i depositi al netto dei pronti contro termine sono risultati in aumento nella Divisione Commercial Banking Italia del +4,3% e nella Divisione Commercial Banking Germania del +0,6%, mentre la Divisione Commercial Banking Austria ha registrato una diminuzione dello 0,7%. la Divisione CIB è risultata in crescita dell'8,4%.

La Divisione CEE ha registrato una crescita del 13,2% (+12,1% a cambi costanti) rispetto al primo semestre 2018, generata principalmente da Repubblica Ceca (+24,4% a cambi costanti), Ungheria (+12,4% a cambi costanti), Russia (+10,0% a cambi costanti) e Croazia (+9,9% a cambi costanti).

I dividendi e altri proventi su partecipazioni (che includono gli utili delle società valutate al patrimonio netto) nel primo semestre 2019 si sono attestati a 321 milioni, in diminuzione di 32 milioni, pari al -9,1% (contro +1,2% a cambi costanti) rispetto al primo semestre 2018. La flessione a cambi correnti è sostanzialmente dovuta al minor contributo di Yapi Kredi, penalizzata dal deterioramento del cambio vs euro.

Le commissioni nette nel primo semestre 2019 sono state pari a 3.106 milioni, in calo del 4,6% (-4,5% a cambi costanti) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

In dettaglio, le commissioni sui servizi di investimento hanno registrato una flessione del 10,3% rispetto al primo semestre 2018 (-10,3% anche a cambi costanti), principalmente a causa della diminuzione delle vendite nell'ambito del risparmio gestito, con particolare riferimento alle gestioni patrimoniali e ai prodotti assicurativi, principalmente in Italia.

In flessione anche la componente creditizia che risulta in calo del 6,6% rispetto al primo semestre 2018 (-6,4% a cambi costanti), principalmente per effetto di minori commissioni sugli impieghi.

Le commissioni sui servizi transazionali sono invece risultate in crescita (+3,7% rispetto al primo semestre 2018; +3,9% a cambi costanti) grazie al buon andamento delle commissioni sui prodotti assicurativi per copertura danni in Italia.

Nel primo semestre 2019 è risultato in contrazione anche il risultato netto dell'attività di negoziazione, passando da 782 milioni del primo semestre del 2018 ai 696 milioni del primo semestre dell'anno corrente (-11,0% sia a cambi correnti che costanti), principalmente a seguito del contesto di mercato sfavorevole che ha causato una diminuzione dei proventi delle attività da clienti, solo parzialmente compensati dai risultati positivi registrati dalle attività di tesoreria e dal portafoglio titoli. Al netto delle componenti straordinarie inerenti la vendita di FinecoBank S.p.A., il risultato netto delle attività di negoziazione del primo semestre 2019 sarebbe stato pari a 710 milioni.

Infine, nel primo semestre del 2019 il saldo altri proventi e oneri è risultato pari a 28 milioni, in calo di 61 milioni rispetto al primo semestre del 2018 (-68,3% ovvero -68,4% a cambi costanti). Al netto degli oneri connessi alla vendita di FinecoBank S.p.A:, il saldo proventi e oneri del primo semestre 2019 sarebbe stato pari a 61 milioni.

Margine di intermediazione (milioni di €)
1° SEMESTRE VARIAZIONE 2019 VARIAZIONE %
2019 2018 % 2° TRIM SU 1° TRIM 2019
Interessi netti 5.132 5.169 - 0,7% 2.554 - 0,9%
Dividendi e altri proventi su
partecipazioni 321 353 - 9,1% 154 - 7,3%
Commissioni nette 3.106 3.254 - 4,6% 1.565 + 1,5%
Risultato netto dell'attività di
negoziazione 696 782 - 11,0% 253 - 42,8%
Saldo altri proventi/oneri 28 89 - 68,3% (10) n.s.
Margine di intermediazione 9.283 9.647 - 3,8% 4.517 - 5,2%

I costi operativi

I costi operativi del Gruppo nel primo semestre del 2019 sono stati pari a 4.966 milioni, in riduzione del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2018 (-4,3% a cambi costanti) grazie alla prosecuzione degli interventi di ridimensionamento degli organici di personale e delle azioni di controllo delle spese amministrative.

In dettaglio, le spese del personale nel primo semestre 2019 sono state pari a 3.075 milioni, in calo del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2018 (-4,0% a cambi costanti).

Tale risultato è stato conseguito principalmente grazie alla perdurante dinamica di riduzione del personale, caratterizzata da un calo di 2.708 FTE (equivalenti a -4.066 FTE medi) rispetto al primo semestre del 2018, pari a -3,1%.

Le altre spese amministrative, nel primo semestre 2019 sono risultate pari a 1.635 milioni, in diminuzione del 7,7% rispetto al prime semestre del 2018 (-7,6% a cambi costanti). I minori costi sono stati registrati principalmente nell'ambito delle spese legate agli immobili, sostanzialmente a seguito della razionalizzazione della rete di filiali, delle spese di comunicazione e marketing, principalmente grazie al termine della sponsorizzazione della UEFA Champions League, e delle spese di consulenza.

I recuperi di spesa nel primo semestre 2019 sono stati pari a 301 milioni, in riduzione rispetto ai 320 milioni del primo semestre dello scorso anno (-5,9%). In particolare la diminuzione è principalmente dovuta alle spese per visure e informazioni commerciali della divisione Non Core che, di conseguenza, hanno comportato il calo dei corrispondenti recuperi di spesa, minori recuperi di spesa da data center esterni, che hanno provveduto a sostenere direttamente alcune spese informatiche, e minori recuperi di imposte indirette a carico della clientela.

Infine, nel primo semestre 2019 sono state effettuate rettifiche di valore su immobilizzazioni immateriali e materiali per 557 milioni, in aumento di 16 milioni rispetto ai 541 milioni sostenuti nel primo semestre 2018 (+3,0% ovvero +3,2% a cambi costanti).

Costi operativi (milioni di €)
1° SEMESTRE VARIAZIONE 2019 % CHANGE
2019 2018 % 2° TRIM ON Q1 2019
Spese per il personale (3.075) (3.205) - 4,1% (1.519) - 2,3%
Altre spese amministrative (1.635) (1.771) - 7,7% (803) - 3,4%
Recuperi di spesa 301 320 - 5,9% 151 + 0,3%
Rettifiche di valore su
immobilizzazioni immateriali e
materiali (557) (541) + 3,0% (280) + 0,9%
Costi operativi (4.966) (5.198) - 4,5% (2.452) - 2,5%

Il buon risultato ottenuto in termini di riduzione dei costi ha attenuato l'effetto negativo dovuto alla flessione dei ricavi, determinando un risultato di gestione di Gruppo pari a 4.316 milioni, in calo del 3,0% rispetto al primo semestre 2018 (-1,9% a cambi costanti). Al netto delle componenti straordinarie legate alla cessione di FinecoBank S.p.A. il risultato di gestione del Gruppo sarebbe stato pari a 4.364 milioni, in calo dell'1,9% rispetto al primo semestre del 2018.

Il cost income ratio del primo semestre 2019 è stato pari al 53,5%, in miglioramento di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al netto delle componenti straordinarie legate alla cessione di FinecoBank S.p.A. il cost income ratio sarebbe stato pari al 53,2%.

Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni

Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni del Gruppo ammontano nel primo semestre 2019 a 1.175 milioni, rispetto ai 997 milioni del primo semestre 2018 (+17,8%, ovvero +18,0% a cambi costanti). La crescita è dovuta principalmente a maggiori accantonamenti in Italia (Retail e Leasing) e minori riprese di valore in Austria ed è stata parzialmente compensata da minori accantonamenti nella divisione Non Core.

Il costo del rischio è stato pari a 50 punti base, rispetto ai 45 punti base del primo semestre del 2018.

In dettaglio, la Divisione Commercial Banking Italia presenta un costo del rischio a 73 punti base, in peggioramento di 10 punti base stabile rispetto al primo semestre 2018. La Divisione Commercial Banking Germania registra 6 punti base, in miglioramento di 9 punti base verso lo stesso periodo dello scorso anno e la Divisione Commercial Banking Austria contabilizza -4 punti base, in peggioramento di 20 punti base rispetto al primo semestre del 2018. La Divisione CIB mostra un costo del rischio di 24 punti base, in peggioramento di 55 punti base rispetto al primo semestre 2018. La Divisione CEE evidenzia un costo del rischio pari a 56 punti base, in miglioramento di 11 punti base rispetto al primo semestre 2018.

I crediti deteriorati lordi di Gruppo al 30 giugno 2019 risultano in calo di 3,8 miliardi rispetto al 31 dicembre 2018, per effetto delle continue azioni finalizzate alla riduzione proattiva del rischio attuate.

Grazie a questa riduzione, l'incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale crediti è migliorata, passando dal 7,72% di dicembre 2018 al 6,98% di giugno 2019. Le sofferenze lorde ammontano a 19,1 miliardi, in calo di 2,0 miliardi rispetto a dicembre 2018 (21,1 miliardi).

Il rapporto di copertura dei crediti deteriorati lordi di Gruppo al 30 giugno 2019 è stato pari al 60,95%, restando sostanzialmente stabile (-1 punto base) rispetto al 60,96% di dicembre 2018.

Crediti verso clientela - Qualità del credito (milioni di €)

SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI
ESPOSIZIONI
SCADUTE
DETERIORATE
TOTALE
DETERIORATI
CREDITI NON
DETERIORATI
TOTALE
CREDITI
Situazione al 30.06.2019(*)
Esposizione lorda 19.117 14.353 946 34.416 458.497 492.912
incidenza sul totale crediti 3,88% 2,91% 0,19% 6,98% 93,02%
Rettifiche di valore 13.808 6.875 294 20.977 2.637 23.614
in rapporto all'esposizione lorda 72,23% 47,90% 31,10% 60,95% 0,58%
Valore di bilancio 5.308 7.478 651 13.438 455.860 469.298
incidenza sul totale crediti 1,13% 1,59% 0,14% 2,86% 97,14%
Situazione al 31.12.2018(**)
Esposizione lorda 21.134 16.193 839 38.167 456.517 494.683
incidenza sul totale crediti 4,27% 3,27% 0,17% 7,72% 92,28%
Rettifiche di valore 15.348 7.655 262 23.266 2.523 25.789
in rapporto all'esposizione lorda 72,62% 47,27% 31,29% 60,96% 0,55%
Valore di bilancio 5.786 8.538 576 14.900 453.994 468.894
incidenza sul totale crediti 1,23% 1,82% 0,12% 3,18% 96,82%

Note:

(*) L'ammontare del totale dei crediti verso clientela non include i crediti rivenienti dalle sublocazioni derivanti dalla applicazione del principio IFRS16; si evidenzia che a seguito dell'avvenuto deconsolidamento di

FinecoBank S.p.A. tale ammontare non comprende i crediti riferiti a tale società. (**) I dati al 31 dicembre 2018 differiscono da quelli pubblicati alla data a seguito della esclusione dei crediti relativi a FinecoBank S.p.A. al fine di garantire un confronto omogeneo con i dati al 30 giugno 2019.

Dal risultato netto di gestione all'utile lordo dell'operatività corrente

Il peggioramento del risultato lordo di gestione (4.316 milioni nel primo semestre 2019) e l'aumento delle rettifiche di valore su crediti (-1.175 milioni nel primo semestre 2019) hanno prodotto un risultato netto di gestione di Gruppo pari a 3.142 milioni, in calo di 311 milioni rispetto al primo semestre del 2018 (-9,0% ovvero -7,6% a cambi costanti).

Al netto delle componenti straordinarie connesse alla vendita di FinecoBank S.p.A. il risultato netto di gestione del Gruppo sarebbe stato pari a 3.189 milioni, in calo del 7,6% rispetto al primo semestre 2018.

Gli altri oneri e accantonamenti di Gruppo ammontano a -450 milioni, rispetto ai -1.178 milioni del primo semestre 2018.

La voce include accantonamenti per procedimenti legali e passività stimate di varia natura per complessivi -206 milioni (inclusi i rilasci degli accantonamenti in seguito alla conclusione degli accordi transattivi con le Autorità U.S. e di New York; si rimanda alle Note illustrative - Parte E - 2.5 Rischi operativi - B. Rischi derivanti da pendenze legali paragrafo "Questioni connesse alle sanzioni economiche" di questo documento per dettagli informativi in merito), oltre agli oneri sistemici che ammontano a -656 milioni. Questi ultimi comprendono la contribuzione al Fondo Unico di Risoluzione (Single Resolution Fund - SRF), gli oneri per gli schemi di garanzia armonizzati (Deposits Guarantee Scheme - DGS) e non armonizzati e le cosiddette Bank Levies.

Al netto delle componenti straordinarie gli altri oneri ed accantonamenti di Gruppo nel primo semestre 2019 sarebbero stati pari a -346 milioni.

Gli oneri d'integrazione nel primo semestre 2019 sono stati pari a -5 milioni, contro i +9 milioni registrati nel primo semestre del 2018 che aveva beneficiato di rilasci su svalutazioni e opere su immobili in via di dismissione contabilizzati in Austria.

Infine i profitti netti da investimenti nel primo semestre del 2019 sono stati pari a +84 milioni, rispetto ai +221 milioni registrati nel primo semestre del 2018. Al netto delle componenti straordinarie (tra le quali gli effetti positivi della cessione di immobili in Germania e negativi relativi alla vendita del gruppo Ocean Breeze), i profitti netti da investimenti del primo semestre del 2019 sarebbero stati pari a +75 milioni.

Per effetto delle poste sopra descritte, nel primo semestre 2019 si è determinato un utile lordo dell'attività corrente di Gruppo pari a 2.771 milioni, rispetto ai 2.505 milioni del primo semestre del 2018 (+10,6% ovvero +12,3% a cambi costanti). Al netto delle componenti straordinarie, l'utile lordo dell'attività corrente di Gruppo ammonterebbe a 2.913 milioni, in aumento del 16,3% rispetto al primo semestre del 2018.

Utile lordo dell'operatività corrente per settori di attività (milioni di €)

RETTIFICHE NETTE RISULTATO UTILE LORDO
DELL'OPERATIVITA' CORRENTE
MARGINE
D'INTERMEDIAZIONE
COSTI
OPERATIVI
SU CREDITI E
ACCANTONAMENTI
NETTO DI
GESTIONE
2019 1° SEMESTRE
2018
Commercial Banking Italy 3.595 (1.902) (524) 1.169 936 1.068
Commercial Banking Germany 1.178 (816) (26) 336 765 278
Commercial Banking Austria 744 (483) 10 272 230 216
Central Eastern Europe 2.143 (750) (187) 1.205 1.058 1.046
Corporate & Investment Banking 1.890 (768) (149) 973 902 941
Group Corporate Centre (261) (162) (2) (426) (600) (452)
Non Core (6) (85) (297) (388) (519) (592)
Totale Gruppo 9.283 (4.966) (1.175) 3.142 2.771 2.505

Il risultato netto di pertinenza del Gruppo

Nel primo semestre 2019 la voce imposte sul reddito di Gruppo è stata pari a -751 milioni, rispetto ai -419 milioni del primo semestre del 2018.

L'utile delle attività in via di dismissione al netto delle imposte nel primo semestre del 2019 ammonta a 1.372 milioni, rispetto ai 164 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il dato del primo semestre 2019 comprende la plusvalenza derivante dalla vendita e connesso deconsolidamento di FinecoBank S.p.A., pari a 1.287 milioni. Al netto di tale posta straordinaria l'ammontare della voce sarebbe stato pari a 85 milioni.

Il risultato di periodo del primo semestre 2019 ammonta a 3.393 milioni, rispetto ai 2.249 milioni del primo semestre del 2018. Al netto delle poste straordinarie il risultato di periodo del primo semestre 2019 sarebbe stato pari a 2.247 milioni, in calo dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L'utile di pertinenza di terzi, convenzionalmente esposto con segno negativo, è stato pari a -87 milioni contro i -111 milioni del primo semestre del 2018.

La Purchase Price Allocation ammonta a -64 milioni, contro i -2 milioni del primo semestre del 2018. -62 milioni si riferiscono alla componente straordinaria di svalutazione del marchio FinecoBank S.p.A.

Di conseguenza, nel primo semestre 2019 l'utile netto di pertinenza del Gruppo è risultato essere pari a 3.241 milioni, rispetto ai 2.136 milioni del primo semestre del 2018.

Formazione del risultato netto di pertinenza del Gruppo (milioni di €)

1° SEMESTRE VARIAZIONE % 2019 2° TRIM VARIAZIONE % 2019 2018 SU 1° TRIM 2019 Margine di intermediazione 9.283 9.647 - 3,8% 4.517 - 5,2% Costi operativi (4.966) (5.198) - 4,5% (2.452) - 2,5% Risultato di gestione 4.316 4.449 - 3,0% 2.065 - 8,3% Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni (1.175) (997) + 17,8% (707) + 51,4% Risultato netto di gestione 3.142 3.452 - 9,0% 1.357 - 23,9% Altri oneri ed accantonamenti (450) (1.178) - 61,8% (236) + 10,5% Oneri di integrazione (5) 9 n.s. (2) - 48,9% Profitti netti da investimenti 84 221 - 62,1% (307) n.s. Risultato lordo dell'operatività corrente 2.771 2.505 + 10,6% 812 - 58,5% Imposte sul reddito del periodo (751) (419) + 78,9% (174) - 69,9% Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte 1.372 164 n.s. 1.307 n.s. Risultato di periodo 3.393 2.249 + 50,8% 1.946 + 34,5% Utile di pertinenza di terzi (87) (111) - 21,4% (29) - 51,3% Risultato netto di pertinenza del Gruppo ante PPA 3.305 2.138 + 54,6% 1.917 + 38,1% Effetti economici della "Purchase Price Allocation" (64) (2) n.s. (63) n.s. Rettifiche di valore su avviamenti - - - - - Risultato netto di pertinenza del Gruppo 3.241 2.136 + 51,7% 1.854 + 33,7%

Gestione del capitale e creazione di valore

Principi di creazione del valore e allocazione del capitale

Al fine di creare valore per gli azionisti, le linee guida strategiche del Gruppo sono volte ad ottimizzare la composizione del portafoglio di attività. Tale obiettivo è perseguito attraverso il processo di allocazione del capitale alle differenti linee di business in rapporto agli specifici profili di rischio e alla capacità di generare utili sostenibili, misurati come EVA (Economic Value Added), il principale indicatore di performance correlato al TSR (Total Shareholder Return). Il capitale allocato alle linee di Business è quantificato applicando gli obiettivi interni di capitalizzazione ai requisiti di capitale regolamentari (Capitale Regolamentare).

Lo sviluppo dell'operatività del Gruppo in ottica di creazione di valore richiede un processo di allocazione e gestione del capitale disciplinato e integrato nelle diverse fasi in cui si articola il processo di pianificazione e controllo, ovvero:

  • la formulazione della proposta di propensione al rischio e degli obiettivi di patrimonializzazione;
  • l'analisi dei rischi associati ai driver del valore e conseguente allocazione del capitale alle linee di attività ed alle Business Unit;
  • l'assegnazione degli obiettivi di performance aggiustate per il rischio;
  • l'analisi dell'impatto sul valore del Gruppo e della creazione di valore per gli azionisti;
  • l'elaborazione e proposta del piano finanziario, del piano del capitale e della dividend policy.

Il Gruppo gestisce dinamicamente il capitale monitorando i ratio patrimoniali regolamentari, anticipando gli opportuni interventi necessari all'ottenimento degli obiettivi definiti e ottimizzando la composizione dell'attivo e del patrimonio. La pianificazione ed il monitoraggio si riferiscono da un lato al totale dei Fondi Propri (Common Equity Tier 1, Additional Tier 1 e Tier 2 Capital) e dall'altro ai Risk Weighted Asset (RWA). I Risk Weighted Assets per i portafogli gestiti tramite i modelli interni avanzati, non dipendono solo dal valore nominale degli asset ma anche dai corrispondenti parametri creditizi. Oltre alle dinamiche dei volumi, è quindi cruciale il monitoraggio e la previsione dell'evoluzione della qualità creditizia del portafoglio in funzione dello scenario macroeconomico (il cosiddetto effetto pro-ciclicità).

In seguito alla crisi finanziaria scoppiata nel 2007-2008, l'Unione Europea ha attuato una riforma sostanziale del quadro regolamentare dei servizi finanziari per aumentare la resilienza degli enti finanziari. Questa riforma era basata in larga parte su norme internazionali concordate nel 2010 dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, note come quadro di Basilea III. Tra le numerose misure, il pacchetto di riforme comprendeva l'adozione del regolamento (UE) n.575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e della direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno rafforzato i requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento.

Tali norme sono state modificate dal Regolamento (UE) n.2019/876 del Parlamento europeo e del Consiglio (cosiddetto CRR2), del 20 maggio 2019, che modifica il regolamento (UE) n.575/2013 e dalla Direttiva (UE) 2019/878 del Parlamento europeo e del Consiglio (cosiddetto CRDV), del 20 maggio 2019, che modifica la direttiva 2013/36/UE.

Coefficienti patrimoniali

Fondi Propri e coefficienti patrimoniali transitori (milioni di €)
DATI AL
30.06.2019(*) 31.12.2018(*)
Capitale primario di classe 1 46.748 44.903
Capitale di classe 1 52.772 50.488
Totale Fondi Propri 62.757 58.476
Totale attività ponderate per il rischio 387.139 370.180
Ratio - Capitale primario di classe 1 12,08% 12,13%
Ratio - Capitale di classe 1 13,63% 13,64%
Ratio - Totale Fondi Propri 16,21% 15,80%

Nota:

(*) Fondi Propri e ratio patrimoniali inclusivi degli aggiustamenti transitori secondo le percentuali tempo per tempo applicabili.

Si precisa che il gruppo UniCredit ha deciso di non applicare il regime transitorio relativo ad IFRS9 di cui all'articolo 473a del Regolamento 575/2013/UE (CRR). Pertanto i valori esposti riflettono pienamente l'impatto derivante dall'applicazione del principio IFRS9.

La variazione positiva rispetto al 31 dicembre 2018 (corrispondente a circa 1,8 miliardi sul Capitale primario di classe 1 e circa 4,3 miliardi sul Totale dei Fondi Propri), oltre agli effetti derivanti all'utile di periodo riconosciuto nel Capitale primario di classe 1 al netto della proposta di dividendo per il primo semestre del 2019, riflette principalmente: (i) l'aumento della deduzione per 932 milioni per effetto del superamento della soglia del 17,65% connessa all'inclusione tra gli investimenti significativi in società del settore finanziario della quota azionaria del 18% detenuta dal gruppo in FinecoBank S.p.A. (ii) la variazione positiva dell'avviamento e delle altre attività immateriali per 651 milioni riferita principalmente agli effetti connessi

alla cessione del 17% di FinecoBank S.p.A. e conseguente deconsolidamento della società (iii) con riferimento al Totale Fondi Propri, l'effetto derivante dall'emissione di due strumenti subordinati classificati nel Capitale di Classe 2 (Tier 2 - T2) per 2.086 milioni.

I requisiti minimi di capitale applicabili al 30 giugno 2019 sono pari ai seguenti ratio patrimoniali (Pillar 1) in coerenza con l'articolo 92 del CRR:

 Capitale primario di classe 1: 4,50%
 Capitale di classe 1: 6,00%
 Capitale totale: 8,00%

In aggiunta a tali livelli patrimoniali, il Gruppo deve inoltre rispettare, mediante capitale CET1, i seguenti requisiti:

  • 2,00%, requisito di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement) richiesto per il 2019 in coerenza con i risultati SREP;
  • 2,50%, riserva di conservazione del capitale ("CCB" buffer)5 , in coerenza con l'articolo 129 della CRDIV;
  • 1,00%, riserva per gli enti a rilevanza sistemica globale ("G-SII" buffer)6 ;
  • 0,07%, riserva di capitale anticiclica7 (CCyB buffer), in coerenza con l'articolo 160 della CRDIV (paragrafi da 1 a 4), calcolata trimestralmente.

Pertanto, al 30 giugno 2019, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:

 Capitale primario di classe 1: 10,07%
 Capitale di classe 1: 11,57%
 Capitale totale: 13,57%

Di seguito uno schema di sintesi dei requisiti di capitale e delle riserve per il gruppo UniCredit che evidenzia anche i requisiti di "Total SREP Capital Requirement" (TSCR) e i requisiti di "Overall Capital Requirement" (OCR) richiesti a seguito degli esiti del "Supervisory Review and Evaluation Process" (SREP) condotto nel 2018 ed applicabile per il 2019:

Requisiti e riserve di capitale per il gruppo UniCredit nel 2019

REQUISITO CET1 T1 TOTAL
CAPITAL
A) Requisiti di Pillar 1 4,50% 6,00% 8,00%
B) Requisiti di Pillar 2 2,00% 2,00% 2,00%
C) TSCR (A+B) 6,50% 8,00% 10,00%
D) Requisito combinato di riserva di Capitale, di cui: 3,57% 3,57% 3,57%
1. riserva di conservazione del capitale (CCB) 2,50% 2,50% 2,50%
2. riserva per gli enti a rilevanza sistemica globale (G-SII) 1,00% 1,00% 1,00%
3. riserva di capitale anticiclica specifica per UniCredit (CCyB) 0,07% 0,07% 0,07%
E) OCR (C+D) 10,07% 11,57% 13,57%

I requisiti sopra menzionati sono quelli rilevanti ai fini MDA per il gruppo UniCredit al 30 giugno 2019.

Al 30 giugno 2019, tutti i requisiti sopra menzionati risultano essere rispettati dal gruppo UniCredit.

L'utile di periodo consolidato al 30 giugno 2019, pari a 3.241 milioni, è riconosciuto nei Fondi Propri per 2.594 milioni, quale importo risultante dopo la destinazione, approvata dal Consiglio di Amministrazione, a potenziali dividendi per 647 milioni. Tale ammontare è pari al 30% dell'utile di periodo consolidato, al netto degli eventi straordinari intercorsi nel primo trimestre 2019 (vendita di immobili per 258 milioni) e nel secondo trimestre 2019 (principalmente connessi agli impatti derivanti dalla vendita del 17% di FinecoBank S.p.A., positivo per 1.176 milioni, ed alla cessione del gruppo Ocean Breeze, classificato tra le attività in via di dismissione, negativo per -178 milioni).

L'utile netto al 30 giugno 2019 è incluso nel Capitale Primario di Classe 1 in seguito ad autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza ai sensi dell'articolo 26(2) del CRR.

Per ulteriori dettagli si veda l'"Allegato 2 - Fondi Propri e coefficienti patrimoniali" del presente documento.

5 Nel mese di ottobre 2016, la Banca d'Italia ha pubblicato l'aggiornamento della Circolare 285 che prevede una differente applicazione delle norme transitorie relative alla riserva di conservazione del capitale: dall'1 gennaio 2019, terminato il regime transitorio, tale riserva è pari al 2,50%.

6 Dall'1 gennaio 2019, terminato il regime transitorio, tale riserva è pari al 1,00%. Si precisa che la Banca d'Italia ha inoltre identificato il gruppo UniCredit come istituzione a rilevanza sistemica nazionale, decidendo di applicare una riserva di capitale aggiuntiva (O-SII buffer); il livello della riserva di capitale è pari a 0,50% nel 2019, e sarà incrementato di 0,25% per anno, raggiungendo il target dell'1,00% nel 2021. Va tuttavia considerato che l'articolo 131.14 della CRDIV richiede l'applicazione della riserva di capitale più elevata tra la riserva di capitale per le G-SII e la riserva di capitale per le O-SII; pertanto il gruppo UniCredit deve rispettare il requisito connesso alla riserva di capitale G-SII pari all'1,00% per il 2019.

7 Valore arrotondato alla seconda cifra decimale. Con riferimento al 30 giugno 2019: (I) la riserva anticiclica da applicare è generalmente pari a 0%, con l'eccezione dei seguenti Paesi: Regno Unito (1,00%); Repubblica Ceca (1,25%); Hong Kong (2,50%); Islanda (1,75%); Norvegia (2,00%); Svezia (2,00%); Slovacchia (1,25%); Lituania (1,00%); Danimarca (0,50%); (II) con riferimento all'esposizione verso le controparti Italiane, la Banca d'Italia ha identificato il tasso pari allo 0%.

Rafforzamento patrimoniale

Nel primo semestre 2019 UniCredit S.p.A. ha collocato un'emissione di strumenti di capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 instruments, in particolare Non-Cumulative Temporary Write-Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes) destinata ad investitori istituzionali per un totale di 1 miliardo di euro, con lo scopo di continuare a rafforzare la propria base di capitale.

I titoli sono perpetui (con scadenza legata alla durata statutaria di UniCredit S.p.A.) e possono essere richiamati dall'emittente, subordinatamente al rispetto dei requisiti regolamentari applicabili, il 3 giugno 2026 e successivamente ad ogni data di pagamento cedola. La cedola a tasso fisso riconosciuta fino a giugno 2026 è pari a 7,50% all'anno pagata su base semestrale; in seguito, qualora non fosse esercitata la facoltà di rimborso anticipato, la stessa verrà ridefinita ad intervalli di 5 anni sulla base del tasso swap di pari scadenza vigente alla data di rinegoziazione maggiorato di 733,4 punti base, calcolato su base annuale e rideterminato su base semestrale come da prassi di mercato. Come previsto dai requisiti regolamentari il pagamento della cedola è pienamente discrezionale. Per ulteriori informazioni si veda quanto esposto nel paragrafo "Altre informazioni" di codesta relazione.

Inoltre, con riferimento al capitale sociale, si segnala che in data 6 febbraio 2019 il Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A., in forza delle deleghe ex articolo 2443 c.c. conferite tempo per tempo dall'Assemblea Straordinaria per l'esecuzione dei piani incentivanti di Gruppo ha deliberato un aumento di capitale a titolo gratuito per 55 milioni di euro mediante emissione di n. 3.200.177 azioni ordinarie da assegnare al personale di UniCredit S.p.A., delle banche e delle società del Gruppo.

La delibera di aumento di capitale è stata iscritta nel Registro delle imprese in data 4 aprile 2019 e dopo tale aumento il capitale sociale di UniCredit S.p.A. ammonta a 20.995 milioni di euro, diviso in 2.233.376.842 azioni ordinarie prive del valore nominale.

Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo

Il Patrimonio netto di pertinenza del gruppo, incluso l'utile di periodo pari a 3.241 milioni, si attesta al 30 giugno 2019 a 59.136 milioni a fronte dei 55.841 milioni rilevati al 31 dicembre 2018.

Nella seguente tabella sono evidenziate le principali variazioni intervenute nel 2019.

Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo (milioni di €)
Patrimonio netto al 31 dicembre 2018 55.841
Strumenti di capitale 992
Dividendi distribuiti e altre destinazioni (604)
Differenze di cambio(1) 283
Variazione delle riserve da valutazione di attività e passività finanziarie valutate al fair value 224
Variazione delle riserve da valutazione di utili/perdite attuariali sui piani a benefici definiti(2) (495)
Variazione delle riserve relative a cedole su strumenti AT1 (135)
Variazione delle riserve da valutazione delle società valutate a patrimonio netto(3) (126)
Altre variazioni (85)
Utile (Perdita) del periodo 3.241
Patrimonio netto al 30 giugno 2019 59.136

Note:

(1) Tale effetto è prevalentemente ascrivibile all'impatto positivo del Rublo per 275 milioni.

(2) Legato principalmente agli effetti negativi di riduzione del tasso di attualizzazione parzialmente compensati dall'incremento di valore degli attivi segregati. (3) La variazione negativa della riserva da valutazione delle società valutate a patrimonio netto è ascrivibile all'impatto negativo della Lira Turca per 87 milioni.

Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione "Schemi di bilancio consolidato - Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato".

Contributo dei settori di attività ai risultati di Gruppo Commercial Banking Italy

Il Commercial Banking Italy comprende la rete commerciale di UniCredit SpA, limitatamente alla clientela Core (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking), il Leasing (con esclusione della clientela non Core), il Factoring e il Corporate Center locale che include le funzioni di supporto al business in Italia.

(milioni di €)
Conto economico e principali indicatori
1° SEMESTRE VARIAZIONE 2° TRIM VARIAZIONE %
COMMERCIAL BANKING ITALY 2019 2018 % 2019 SU 1° TRIM 2019
Margine di intermediazione 3.595 3.697 - 2,8% 1.802 + 0,4%
Costi operativi (1.902) (2.039) - 6,7% (949) - 0,5%
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per
garanzie e impegni
(524) (431) + 21,5% (316) + 52,6%
Risultato netto di gestione 1.169 1.227 - 4,7% 537 - 15,2%
Utile lordo operatività corrente 936 1.068 - 12,4% 387 - 29,4%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) 143.879 141.536 + 1,7% 143.879 + 0,3%
Depositi Clientela (netto PCT e IC) 151.162 144.971 + 4,3% 151.162 + 2,4%
Totale RWA (consistenze finali) 102.731 87.979 + 16,8% 102.731 + 9,7%
EVA (milioni di €) 133 159 - 16,6% 38 - 60,7%
Capitale assorbito (milioni di €) 12.252 10.738 + 14,1% 12.658 + 6,9%
ROAC + 10,5% + 13,9% - 3,4 p.p. + 7,7% - 5,7 p.p.
Cost/Income + 52,9% + 55,1% - 2,2 p.p. + 52,7% - 0,5 p.p.
Costo del rischio 73 pb 62 pb 10 pb 88 pb 31 pb
Dipendenti (numero "Full time equivalent" - consistenze
finali)
29.098 30.810 - 5,6% 29.098 - 0,7%

Commercial Banking Germany

Il Commercial Banking Germany serve l'intera clientela tedesca (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking), con una gamma completa di prodotti e servizi bancari, attraverso la propria rete di filiali. E' composto da "Privatkundenbank" (Individual Clients segment), "Unternehmerbank" (Corporate segment) e il Corporate Center locale. Il Commercial Banking Germany detiene ampie quote di mercato e un posizionamento strategico nel retail banking, nel private banking e in particolare nel business con la clientela corporate locale (compreso factoring e leasing).

Conto economico e principali indicatori (milioni di €)
1° SEMESTRE VARIAZIONE 2° TRIM VARIAZIONE %
COMMERCIAL BANKING GERMANY 2019 2018 % 2019 SU 1° TRIM 2019
Margine di intermediazione 1.178 1.227 - 4,0% 586 - 1,0%
Costi operativi (816) (841) - 3,0% (399) - 4,6%
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per
garanzie e impegni (26) (62) - 58,7% (4) - 79,5%
Risultato netto di gestione 336 324 + 3,6% 183 + 19,4%
Utile lordo operatività corrente 765 278 n.s. 195 - 65,8%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) 87.596 83.049 + 5,5% 87.596 + 1,8%
Depositi Clientela (netto PCT e IC) 89.668 89.176 + 0,6% 89.668 - 0,4%
Totale RWA (consistenze finali) 36.115 34.773 + 3,9% 36.115 - 2,9%
EVA (milioni di €) 61 (72) n.s. 47 n.s.
Capitale assorbito (milioni di €) 4.630 4.338 + 6,7% 4.615 - 0,6%
ROAC + 22,3% + 6,6% + 15,7 p.p. + 12,6% - 19,2 p.p.
Cost/Income + 69,3% + 68,5% + 0,8 p.p. + 68,0% - 2,5 p.p.
Costo del rischio 6 pb 15 pb - 9 pb 2 pb - 8 pb
Dipendenti (numero "Full time equivalent" - consistenze
finali)
9.047 9.303 - 2,7% 9.047 - 0,2%

Commercial Banking Austria

Il Commercial Banking Austria offre ai suoi clienti austriaci (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking) una gamma completa di prodotti e servizi bancari. Il Commercial Banking Austria è composto da: "Privatkundenbank" (Private Customer Bank), "Unternehmerbank" (Corporate Customer Bank, esclusi i clienti CIB) che include le product factories Factoring e Leasing, e il Local Corporate Center.

Il Commercial Banking Austria detiene significative quote di mercato e una posizione strategica nel segmento retail, nel private banking e in particolare con la clientela corporate locale, ed è uno dei principali fornitori di servizi bancari in Austria.

(milioni di €)
Conto economico e principali indicatori
1° SEMESTRE VARIAZIONE 2° TRIM VARIAZIONE %
COMMERCIAL BANKING AUSTRIA 2019 2018 % 2019 SU 1° TRIM 2019
Margine di intermediazione 744 782 - 4,8% 389 + 9,2%
Costi operativi (483) (523) - 7,8% (226) - 12,1%
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per
garanzie e impegni 10 55 - 81,9% 2 - 74,6%
Risultato netto di gestione 272 313 - 13,2% 165 + 54,1%
Utile lordo operatività corrente 230 216 + 6,4% 167 n.s.
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) 44.615 44.410 + 0,5% 44.615 + 0,7%
Depositi Clientela (netto PCT e IC) 47.496 47.818 - 0,7% 47.496 + 0,0%
Totale RWA (consistenze finali) 23.478 21.363 + 9,9% 23.478 - 1,3%
EVA (milioni di €) 99 82 + 21,7% 98 n.s.
Capitale assorbito (milioni di €) 2.910 2.634 + 10,5% 2.909 - 0,1%
ROAC + 15,9% + 15,3% + 0,6 p.p. + 22,6% + 13,4 p.p.
Cost/Income + 64,8% + 66,9% - 2,1 p.p. + 58,1% - 14,1 p.p.
Costo del rischio - 4 pb - 24 pb 20 pb - 2 pb 5 pb
Dipendenti (numero "Full time equivalent" - consistenze
finali)
4.845 4.939 - 1,9% 4.845 + 0,3%

CEE Division

Il Gruppo opera, attraverso il Segmento di business CEE, in 12 paesi dell'Est e Centro Europa: Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Turchia, cui si aggiungono attività di Leasing nei 3 paesi Baltici. Il segmento di business CEE tramite i suoi sportelli offre una vasta gamma di prodotti e servizi ai clienti retail, corporate e istituzionali in questi paesi.

(milioni di €)
Conto economico e principali indicatori
1° SEMESTRE VARIAZIONE 2° TRIM VARIAZIONE %
CEE DIVISION 2019 2018 % 2019 SU 1° TRIM 2019
Margine di intermediazione 2.143 2.126 + 0,8% 1.069 - 0,5%
Costi operativi (750) (736) + 1,9% (386) + 5,8%
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per
garanzie e impegni (187) (206) - 9,1% (87) - 13,6%
Risultato netto di gestione 1.205 1.184 + 1,8% 596 - 2,1%
Utile lordo operatività corrente 1.058 1.046 + 1,1% 583 + 22,7%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) 67.791 61.759 + 9,8% 67.791 + 2,0%
Depositi Clientela (netto PCT e IC) 70.632 62.387 + 13,2% 70.632 + 2,6%
Totale RWA (consistenze finali) 90.608 87.114 + 4,0% 90.608 + 0,6%
EVA (milioni di €) 290 255 + 13,7% 188 + 84,4%
Capitale assorbito (milioni di €) 10.975 10.695 + 2,6% 11.120 + 2,7%
ROAC + 15,6% + 15,9% - 0,3 p.p. + 17,1% + 2,9 p.p.
Cost/Income + 35,0% + 34,6% + 0,4 p.p. + 36,1% + 2,2 p.p.
Costo del rischio 56 pb 67 pb - 11 pb 52 pb - 9 pb
Dipendenti (numero "Full time equivalent" - consistenze
finali)
24.281 23.988 + 1,2% 24.281 + 0,3%

CIB

La Divisione CIB si rivolge ai clienti Multinational e Large Corporate oltre che a clienti istituzionali, caratterizzati da esigenze finanziarie sofisticate e dall'esigenza di usufruire di servizi di investment banking. CIB fornisce inoltre prodotti e servizi per la rete commerciale, soluzioni di finanza strutturata, tesoreria e copertura di rischi per la clientela corporate nonché prodotti di investimento rivolti a clienti retail e private, confermandosi una divisione pienamente integrata nel Gruppo e al servizio del cliente. La struttura organizzativa della Divisione è basata su una matrice che integra la copertura del mercato (effettuata attraverso un'ampia rete commerciale in Europa Occidentale e un network internazionale di filiali e uffici di rappresentanza) e la tipologia di prodotti offerti (tre linee di prodotto - Financing and Advisory, Markets, Global Transaction Banking - che consolidano l'ampiezza del know-how di CIB a livello di Gruppo).

(milioni di €)
Conto economico e principali indicatori
1° SEMESTRE VARIAZIONE 2° TRIM VARIAZIONE %
CORPORATE & INVESTMENT BANKING 2019 2018 % 2019 SU 1° TRIM 2019
Margine di intermediazione 1.890 1.960 - 3,6% 868 - 15,1%
Costi operativi (768) (777) - 1,2% (379) - 2,5%
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per
garanzie e impegni (149) 161 n.s. (106) n.s.
Risultato netto di gestione 973 1.345 - 27,7% 382 - 35,2%
Utile lordo operatività corrente 902 941 - 4,2% 132 - 82,9%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) 80.335 76.599 + 4,9% 80.335 + 0,2%
Depositi Clientela (netto PCT e IC) 47.928 44.222 + 8,4% 47.928 - 2,3%
Totale RWA (consistenze finali) 83.896 80.528 + 4,2% 83.896 + 5,7%
EVA (milioni di €) 296 128 n.s. 37 - 85,7%
Capitale assorbito (milioni di €) 10.256 9.774 + 4,9% 10.334 + 1,5%
ROAC + 11,6% + 11,5% + 0,0 p.p. + 3,9% - 15,5 p.p.
Cost/Income + 40,6% + 39,6% + 1,0 p.p. + 43,7% + 5,6 p.p.
Costo del rischio 24 pb - 30 pb 55 pb 35 pb 21 pb
Dipendenti (numero "Full time equivalent" - consistenze
finali)
3.212 3.270 - 1,8% 3.212 + 0,3%

Non Core

Il Non Core è costituito da attività considerate per il Gruppo non strategiche e con un profilo di rischio/rendimento non soddisfacente. Questi business sono gestiti con l'obiettivo finale di ridurre l'esposizione complessiva nel tempo. In particolare nelle attività Non Core sono stati inclusi singoli attivi della divisione Commercial Banking Italy (identificati in base a singole transazioni/clienti) da gestire in un'ottica di mitigazione del rischio e alcune società "veicolo" di cartolarizzazione.

(milioni di €)
Conto economico e principali indicatori
1° SEMESTRE VARIAZIONE 2° TRIM VARIAZIONE %
NON CORE 2019 2018 % 2019 SU 1° TRIM 2019
Margine di intermediazione (6) 34 n.s. (5) n.s.
Costi operativi (85) (90) - 5,1% (42) - 3,4%
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per
garanzie e impegni (297) (514) - 42,2% (194) + 87,4%
Risultato netto di gestione (388) (570) - 31,9% (240) + 62,7%
Utile lordo operatività corrente (519) (592) - 12,4% (278) + 16,0%
Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) 5.333 9.973 - 46,5% 5.333 - 12,1%
Depositi Clientela (netto PCT e IC) 546 828 - 34,1% 546 + 13,2%
Net Impaired Loans (% su totale Impieghi netti Non Core) 100,00% 77,54% n.s. 100,00% 6,1 pb
Totale RWA (consistenze finali) 15.240 15.226 + 0,1% 15.240 + 30,3%
EVA (milioni di €) (459) (538) - 14,7% (231) + 1,6%
Capitale assorbito (milioni di €) 1.594 2.217 - 28,1% 1.688 + 12,6%
ROAC - 50,1% - 37,6% - 12,6 p.p. - 49,9% + 0,4 p.p.
Cost/Income n.s n.s n.s. n.s. n.s.
Costo del rischio 987 pb 893 pb 94 pb n.s. n.s.
Dipendenti (numero "Full time equivalent" - consistenze
finali)
326 414 - 21,4% 326 + 0,2%

Altre informazioni Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie

Operazioni ed iniziative su partecipazioni

Riorganizzazione delle attività svolte da UniCredit Services S.C.p.A.

Nel febbraio 2019 UniCredit S.p.A. ha approvato il progetto di riorganizzazione delle attività svolte dalla propria controllata UniCredit Services S.C.p.A. attraverso il trasferimento ad UniCredit S.p.A. delle attività italiane relative alle "operations" ed al "real estate" oggi svolte dalla stessa UniCredit Services S.C.p.A in Italia a beneficio dei clienti italiani.

Il trasferimento delle attività è finalizzato a generare benefici in termini di sinergie, semplificazione delle procedure e/o riduzione delle complessità con miglioramento della governance, anche attraverso una più chiara responsabilità e processo di budgeting.

Il progetto di riorganizzazione, che ha ottenuto l'autorizzazione della Banca Centrale Europea nell'aprile scorso, avverrà tramite una scissione parziale non proporzionale asimmetrica di UniCredit Services S.C.p.A. a favore di UniCredit S.p.A.; la predetta scissione è stata approvata dall'assemblea straordinaria di UniCredit Services S.C.p.A. e dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A., ai sensi dell'art.2505-bis del codice civile, il 9 luglio scorso.

UniCredit ha venduto la sua partecipazione in SwanCap Partners ad Ardian

Ad aprile 2019, UniCredit S.p.A. ha venduto ad Ardian la sua partecipazione (non di controllo) in SwanCap Partners GmbH ("SwanCap"), detenuta attraverso UniCredit Bank AG.

SwanCap è specializzata in operazioni di acquisizione (i.e. private equity) offrendo un approccio integrato ai suoi investitori, prevalentemente istituzionali, e combinando investimenti diretti in private equity, secondari diretti e co-investimenti diretti.

Costituzione di UniCredit Leased Asset Management S.p.A.

Nell'ambito dell'obiettivo di accelerare il rundown del portafoglio non core entro il 2021, nell'aprile 2019 è divenuta operativa UniCredit Leased Asset Management S.p.A., società interamente posseduta da UniCredit Leasing S.p.A., destinata ad ottimizzare la gestione degli immobili tornati in possesso di UniCredit Leasing S.p.A. e salvaguardare il valore delle garanzie immobiliari sottostanti i prestiti alla clientela del Gruppo, attraverso un'attività di intervento in asta, in modo da consentire una migliore valorizzazione e un più efficiente collocamento degli immobili sul mercato. La nuova società, il cui focus è rivolto agli immobili provenienti da attività di impresa, è divenuta operativa a seguito della scissione del ramo d'azienda della divisione Leased Asset Management e degli immobili già rimpossessati di UniCredit Leasing S.p.A.

Accelerated bookbuilding del 17% di FinecoBank

In data 7 maggio 2019 UniCredit S.p.A. ha annunciato l'avvio di un accelerated bookbuilding di azioni ordinarie detenute in FinecoBank S.p.A. per un quantitativo pari al 17% del capitale sociale. In data 8 maggio 2019 è stato annunciato il buon esito dell'operazione con la vendita di n.103,5 milioni azioni ordinarie a investitori istituzionali ad un prezzo di 9,80 euro per azione. Il prezzo incorpora uno sconto del 4,4% circa rispetto all'ultimo prezzo di chiusura di FinecoBank S.p.A. pre-annuncio. Il corrispettivo complessivo è stato pari a circa 1.014 milioni.

A seguito del regolamento della vendita, detenendo UniCredit S.p.A. una quota di minoranza in FinecoBank S.p.A. (pari al 18,3% del capitale sociale) ed avendo rinunciato all'esercizio dei diritti amministrativi previsti dall'articolo 2364 del Codice Civile, in data 10 maggio 2019 UniCredit S.p.A. ha reso noto che FinecoBank S.p.A. non è più parte del perimetro del Gruppo.

Successivamente al 30 giugno 2019 UniCredit S.p.A. ha ceduto anche la rimanente quota di FinecoBank S.p.A.

Per ulteriori informazioni si faccia riferimento al paragrafo "Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo" della presente relazione.

Per maggiori dettagli sui termini dell'operazione FinecoBank S.p.A., si faccia riferimento a quanto riportato in Note illustrative - Parte A - A.1 Parte generale - Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento.

Iniziative di cessione portafogli crediti deteriorati

La cessione dei portafogli costituisce parte dell'attuale strategia del gruppo UniCredit. di riduzione delle esposizioni deteriorate e di cessione di assets Non Core, finalizzata al rafforzamento del profilo di rischio del Gruppo previsto nel piano Transform 2019.

UniCredit cede un portafoglio di crediti in sofferenza del segmento consumer

In data 12 aprile 2019 la Capogruppo UniCredit S.p.A. ha concluso un accordo con MBCredit Solutions ("MBCS") per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti in sofferenza derivanti da contratti di credito chirografario a clientela del segmento consumer.

Il portafoglio comprende esclusivamente crediti derivanti da contratti di finanziamento regolati dal diritto italiano per un ammontare complessivo, al lordo delle rettifiche di valore e delle cancellazioni, di circa 51 milioni.

UniCredit S.p.A. e MBCS hanno anche raggiunto un accordo per la cessione per un importo indicativo di circa 160 milioni di crediti in sofferenza della stessa tipologia che si genereranno a partire dal primo trimestre 2019 fino alla fine dell'anno.

I crediti inclusi in tale portafoglio sono stati cancellati contabilmente nel secondo trimestre 2019, nello stesso periodo sono stati recepiti i relativi impatti economici.

UniCredit Bank Hungary vende un portafoglio di crediti in sofferenza a EOS Faktor Zrt. e raggiunge un accordo per un piano triennale di cessione di nuovi flussi

In data 17 luglio 2019 UniCredit S.p.A. ha informato di aver concluso nel mese di giugno 2019, attraverso la sua sussidiaria UniCredit Bank Hungary, un accordo per la cessione pro-soluto di un portafoglio di mutui residenziali, crediti non garantiti e scoperti di conto con la società finanziaria Ungherese, EOS Faktor Zrt.

Il portafoglio ha per oggetto esclusivamente crediti derivanti da contratti di finanziamento regolati dal diritto ungherese per una creditoria complessiva ("legal claim"), al lordo principalmente di rettifiche di valore e cancellazioni, di circa 28 milioni di euro (HUF 9,0 miliardi). UniCredit Bank Hungary ha inoltre aggiunto un accordo triennale con EOS Faktor Zrt. per la cessione di nuovi flussi a crediti in sofferenza nel segmento dei mutui residenziali, credito al consumo non garantito, crediti SME predefiniti e scoperti di conto.

I crediti inclusi in tale portafoglio sono stati eliminati contabilmente nel secondo trimestre 2019, nello stesso periodo sono stati recepiti i relativi impatti economici.

Altre informazioni sulle attività del Gruppo

Progetto FINO

Con riferimento al Progetto FINO (avviato nel 2016, con completamento della Fase 1 nel 2017 e completamento della Fase 2 nel 2018), si precisa che al 30 giugno 2019, anche a seguito dei rimborsi intervenuti, le Note (Titoli Asset Backed Secured) in proprietà a UniCredit S.p.A. ammontano complessivamente a circa 249 milioni (193 milioni iscritti alla voce "30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" inerenti i titoli Senior e parte dei Mezzanine, e 56 milioni iscritti alla voce "20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" con riferimento ai residui titoli Mezzanine e a tutte le Note Junior). La valutazione delle Note iscritte fra le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ha fatto emergere nel primo semestre 2019 un risultato economico negativo di circa 4 milioni.

I crediti relativi al Prezzo di Sottoscrizione Differito (Deferred Subscription Price-DSP/Deferred Purchase Price-DPP), che UniCredit S.p.A. vanta verso terze controparti appartenenti ai rispettivi gruppi degli Investitori terzi, aventi adeguato standing creditizio ed una struttura patrimoniale atta a garantire che il rimborso dei crediti differiti non dipenda, né esclusivamente né principalmente, dal pagamento dei titoli ABS emessi dagli SPV Fino 1 Securitization S.r.l., Fino 2 Securitization S.r.l. e Onif Finance S.r.l., e rivenienti dalle operazioni di cartolarizzazione perfezionatesi nel corso del 2017, sono stati classificati alla voce "40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" secondo il principio contabile IFRS9, e valutati al costo ammortizzato calcolato sulla base dei flussi futuri di cassa stimati lungo la vita attesa di presumibile rimborso. Nel corso del primo semestre 2019, in piena coerenza con le tempistiche definite, i DSP/DPP sono stati parzialmente rimborsati per un ammontare di 335 milioni (pari a circa il 64% del valore nominale originario). Alla data del 30 giugno 2019 essi residuano per circa 181 milioni, e incorporano, fra l'altro, per circa 4 milioni l'effetto positivo (iscritto alla voce "10. Interessi attivi e proventi assimilati" del conto economico al 30 giugno 2019) connesso al rientro degli oneri di attualizzazione per il tempo trascorso rispetto al 31 dicembre 2018.

UniCredit Services S.C.p.A ammessa al regime di adempimento collaborativo con l'Agenzia delle Entrate

In data 18 gennaio 2019 UniCredit Services S.C.p.A., società di servizi del gruppo UniCredit, ha reso noto di essere stata ammessa al regime italiano della cooperative compliance con l'Agenzia delle entrate, cosiddetto "Regime di Adempimento Collaborativo" ex D. Lgs n.128/2015, con decorrenza dal 2017.

Come già avvenuto nel 2017 per UniCredit S.p.A., banca ammessa nel registro dell'Agenzia delle Entrate con decorrenza dal 2016, l'adesione di UniCredit Services S.C.p.A. al Regime di Adempimento Collaborativo contribuisce a rafforzare la presenza del Gruppo, con due società ammesse, nel panorama dei grandi contribuenti in cooperative compliance.

Tale adesione costituisce una tappa fondamentale del percorso di accountability già avviato con i regimi di tax cooperative compliance previsti dalle Autorità Fiscali dei Paesi in cui il gruppo UniCredit opera, aggiungendo un altro importante tassello al perseguimento della strategia fiscale, fair and efficient, di Gruppo.

UniCredit emette con successo due Bond Senior Non-Preferred a tre anni per un valore complessivo di USD 3 miliardi

In data 9 gennaio 2019 la capogruppo UniCredit S.p.A. ha emesso con successo un bond per un importo pari a USD 2,5 miliardi a tasso fisso e un bond per un importo pari a USD 0,5 miliardi a tasso variabile, entrambi con scadenza il 14 gennaio 2022 (denominati collettivamente "bond") per un ammontare complessivo di USD 3 miliardi.

Questa transazione è la terza sul mercato dei bond Senior Non-Preferred collocati da UniCredit S.p.A, dopo la prima emissione nel gennaio 2018 di un bond a 5 anni per un importo di 1,5 miliardi di euro e di quella a 5 anni per un importo pari a USD 3 miliardi a novembre 2018. I bond saranno computabili ai fini del Total Loss Absorbing Capacity (TLAC) e a tal proposito si prevede un impatto positivo di circa 72 punti base. Questa transazione fa parte del piano di Funding di UniCredit S.p.A. ai fini TLAC, relativamente al quale la Banca, come annunciato durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre 2018, aveva un obiettivo di emissioni per un importo complessivo tra 3 e 5 miliardi di euro entro la fine del primo trimestre 2019.

Dichiarazione di UniCredit sulla copertura dello stock di crediti deteriorati

In data 16 gennaio 2019 il gruppo UniCredit ha rilasciato una Dichiarazione riferita alle notizie riportate dai media sulla raccomandazione non vincolante della BCE a tutte le banche sotto la supervisione diretta del Meccanismo di Vigilanza Unico (SSM) in merito alla copertura dello stock di crediti deteriorati (NPL) garantiti e non garantiti:

  • a partire dal terzo trimestre 2016, UniCredit S.p.A. ha ridotto il suo portafoglio di crediti deteriorati di oltre 36 miliardi (dato aggiornato al terzo trimestre 2018). Conseguentemente, il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti per il "Group Core" si è attestato a 4,3% nel terzo trimestre del 2018, in linea con la media del campione EBA. UniCredit S.p.A. è impegnata ad azzerare il suo portafoglio Non Core entro il 2021. Inoltre la banca ha un indice di copertura di oltre il 60% dello stock di crediti deteriorati, che si è dimostrato il più alto in Europa negli ultimi stress test condotti dall'EBA in scenari avversi. UniCredit S.p.A. considera quindi il suo indice di copertura pienamente adeguato;
  • grazie alle azioni decisive intraprese e tenendo conto delle dinamiche del portafoglio di crediti deteriorati, UniCredit S.p.A. ritiene che il dialogo normativo con la BCE possa portare a un impatto basso, a una sola cifra in termini di punti base, sul suo CET1 in riferimento alla copertura aggiuntiva del suo stock di crediti deteriorati, per ogni anno fino al 2024, data indicata dalla BCE nella sua comunicazione.

UniCredit riorganizza il team manageriale per avviare lo sviluppo del prossimo piano strategico

In data 6 febbraio 2019 il gruppo UniCredit ha annunciato il progetto di riorganizzazione della squadra manageriale con l'avvio dello sviluppo del Piano Strategico 2020-23, che sarà presentato ai mercati il 3 dicembre 2019 a Londra. Per ulteriori dettagli sulla riorganizzazione del team manageriale si rinvia all'informativa fornita nel capitolo "Corporate Governance" del Bilancio consolidato e relazioni 2018 del gruppo UniCredit.

UniCredit ha emesso benchmark subordinato Tier 2 a 10 anni per un miliardo di euro

In data 13 febbraio 2019 la capogruppo UniCredit S.p.A. ha lanciato una nuova emissione benchmark subordinata della tipologia Tier 2 con scadenza a dieci anni e rimborsabile anticipatamente dopo cinque. L'ammontare emesso è stato pari a 1 miliardo di euro. L'operazione ha registrato una forte domanda da quasi 200 investitori istituzionali, in prevalenza fondi con il 75% dell'allocazione finale, e ordini per circa 2 miliardi di euro con la seguente ripartizione geografica: Francia (40%), Italia (28%), Regno Unito e Irlanda (11%) seguite da Germania e Austria (8%).

UniCredit ha emesso 1 miliardo di euro di strumenti PerpNC 6/2026 Additional Tier 1 (AT1)

In data 12 marzo 2019 la capogruppo UniCredit S.p.A. ha collocato un'emissione di strumenti Additional Tier 1 (cosiddetti Non-Cumulative Temporary Write-Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes) destinata ad investitori istituzionali per un totale di 1 miliardo di euro. UniCredit S.p.A. ha deciso di procedere con l'operazione allo scopo di continuare a rafforzare la propria base di capitale sfruttando la positiva finestra di mercato.

Gli strumenti di tipologia Additional Tier 1 contribuiranno a rafforzare il Tier 1 Ratio per circa 27 punti base e sono parte del Piano di funding di UniCredit S.p.A. per il 2019.

I titoli sono stati distribuiti a diverse categorie di investitori istituzionali quali fondi (90%), banche/private banks (7%) e assicurazioni (3%). La domanda è pervenuta principalmente dal Regno Unito (65%), Italia (9%), Francia (6%) e US-offshore (4%).

UniCredit emette un bond subordinato Tier 2 15NC10 in dollari per USD 1,25 miliardi

La capogruppo UniCredit S.p.A. ha emesso uno strumento subordinato di tipologia Tier 2 destinato a investitori istituzionali per un totale di USD 1,25 miliardi.

L'emissione consente a UniCredit S.p.A. di accelerare l'esecuzione del piano di Funding 2019 ai fini TLAC, contribuendo a rafforzare ulteriormente il Total Capital Ratio.

Il processo di book building ha generato richieste per circa USD 2,5 miliardi, con una distribuzione molto granulare in grado raccogliere ordini da oltre 100 investitori globali: 80% Stati Uniti/Canada, 7% Regno Unito, 3% Italia, 3% Francia e 3% Asia.

I titoli sono stati distribuiti a diverse categorie di investitori istituzionali quali fondi (94%), assicurazioni/fondi pensione (4%) e banche/private banks (2%).

Al via il Progetto Sandokan 2. UniCredit, Pimco, GWM e Aurora Recovery Capital (AREC) siglano l'ampliamento del programma Sandokan

Il programma Sandokan prosegue con l'implementazione di "Sandokan 2". L'operazione di co-investimento tra la capogruppo UniCredit S.p.A., Pimco, GWM e Aurora Recovery Capital (AREC) entra nella sua fase operativa, dopo il successo e le buone performance del primo progetto Sandokan (circa 1,3 miliardi di euro di crediti garantiti da asset immobiliari, firmato il 9 dicembre 2016).

A seguito dell'accordo, perfezionato il 5 giugno 2019, la gestione e le attività di special servicing connesse al portafoglio Sandokan 2 saranno affidate ad Aurora Recovery Capital (AREC), special servicer partecipato da Finance Roma, GWM e PIMCO che vanta un track record unico e comprovato nella gestione di NPEs immobiliari, con l'obiettivo di ottimizzare l'efficacia della gestione dei finanziamenti immobiliari a medio e lungo termine.

La piattaforma contribuirà ad aumentare il valore futuro dei crediti attraverso una gestione proattiva del patrimonio, l'adozione di soluzioni innovative e l'erogazione di nuovi finanziamenti, quando e dove necessario.

Al momento, l'operazione non comporterà per UniCredit S.p.A. la cancellazione contabile del portafoglio.

I crediti saranno trasferiti in più tranche successive, la prima delle quali in programma per metà giugno 2019, a Yanez SPV, il veicolo di cartolarizzazione del programma Sandokan.

Sandokan 2, parte del programma Sandokan, prevede la cessione di crediti fino a un importo massimo di 2 miliardi di euro (gross book value). UniCredit S.p.A. svolge costantemente una gestione proattiva degli asset non-core volta a rafforzare il proprio profilo creditizio.

L'accordo siglato ha l'obiettivo di generare un potenziale beneficio economico grazie allo sviluppo degli asset a garanzia dei crediti ceduti e si basa sul forte rapporto sviluppato negli ultimi 4 anni tra UniCredit S.p.A., PIMCO, GWM e AREC.

UniCredit: prima banca europea a emettere un Senior Preferred benchmark callable

Il 18 giugno 2019 la capogruppo UniCredit S.p.A. ha lanciato un bond Senior Preferred con scadenza a 6 anni e richiamabile dopo 5 anni. L'importo emesso è pari a 1,25 miliardi di Euro e rappresenta il primo Senior Preferred benchmark richiamabile emesso da una banca europea. La transazione ha ottenuto un riscontro eccezionale, con ordini pari a 4,3 miliardi di euro da parte di 300 investitori istituzionali.

Il titolo è stato distribuito a diverse tipologie di investitori istituzionali, quali fondi (77%), banche/private banks (14%), compagnie assicurative (4%) e istituzioni governative (4%). La ripartizione geografica è la seguente: Francia (24%), Regno Unito (24%), Germania/Austria (11%) e Italia (10%).

UniCredit emette con successo il suo primo Senior Non-Preferred callable

In data 26 giugno 2019 la capogruppo UniCredit S.p.A. ha lanciato oggi il suo primo bond Senior Non-Preferred (strumenti di debito chirografario di secondo livello) callable con scadenza a 6 anni, richiamabile dopo 5 anni per un importo complessivo pari a 750 milioni di Euro e destinato ad investitori istituzionali.

Il titolo è stato distribuito a diverse tipologie di investitori istituzionali, quali fondi (76%), banche/private banks (12%), compagnie assicurative (7%) e istituzioni governative (4%). La ripartizione geografica è stata la seguente: Francia (44%), Regno Unito (17%), Germania/Austria (11%) e Italia (10%).

Modello organizzativo

Modifiche organizzative rilevanti nel primo semestre 2019

In data 6 febbraio 2019, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la cancellazione, con effetto immediato, della posizione di Direttore Generale e il seguente nuovo assetto organizzativo di UniCredit S.p.A., decorrente dal 31 marzo, per le posizioni che riportano direttamente all'Amministratore Delegato:

  • Commercial Banking Western Europe e Commercial Banking Central Eastern Europe entrambe le posizioni ricoperte da due co-Responsabili rispettivamente designati (co-CEOs) - responsabili di tutte le attività di business per il rispettivo perimetro di competenza;
  • Finance & Controls che accentra in particolare le attività di Planning, Finance & Administration, Identity and Communication, relazioni con le controparti istituzionali e con le Autorità di Vigilanza Bancaria, erogazione del credito;
  • Chief Operating Office, posizione coperta da due co-Responsabili (co-COOs), incentrata sulla supervisione della macchina operativa.

L'assetto organizzativo

La struttura organizzativa del Gruppo riflette un modello organizzativo e di business che è funzionale alla nostra identità di banca commerciale, che garantisce l'autonomia dei Paesi/ Banche locali al fine di assicurare maggiore vicinanza al cliente ed efficienti processi decisionali mentre mantiene una struttura divisionale per quanto riguarda il governo del business/prodotti CIB e il business commercial banking nella Western Europe e Central Eastern Europe, nonché un presidio globale sulle funzioni dell'area COO e di Finance and Controls. In particolare:

  • l'Amministratore Delegato (Group CEO) mantiene il controllo diretto sulla definizione della Strategia di Gruppo, i Rischi, la Compliance, il Legal e le Risorse umane;
  • i co-responsabili (co-CEOs) Commercial Banking Western Europe e Commercial Banking Central Eastern Europe sono responsabili, per i Paesi del perimetro di competenza, di tutte le attività di business con un focus sullo sviluppo nel continuo dei servizi alla clientela, al fine di massimizzare il cross selling;
  • Finance and Controls è responsabile di coordinare il complessivo processo di Planning, Finance and Administration, gestire le attività di Identity and Communication, sviluppare le relazioni con le controparti istituzionali, gestire le relazioni con le Autorità di Vigilanza Bancarie Europee (e.g. EBA, ECB) e Banca d'Italia, nonché le attività di erogazione del credito;
  • i co-responsabili (co-COOs) del Chief Operating Office hanno la supervisione della macchina operativa con un focus specifico sui costi e sulle attività di IT, Security & Operations, della trasformazione del modello operativo di Gruppo, in coerenza con le strategie del Gruppo definite, assicurando allo stesso tempo sinergie, risparmi ed eccellenza operativa, insieme con la supervisione della pianificazione strategica e la razionalizzazione del programma di sviluppo IT;
  • la Corporate Investment Banking (CIB) Division, posizione ricoperta dal CEO CIB, a riporto sia del designato co-responsabile di CB Western Europe che del designato co-responsabile di CB Central Eastern Europe, ha un ruolo di coverage per i clienti multinazionali ("Multinational"), per selezionati clienti "Large Corporate" con una forte domanda potenziale di prodotti di investment banking, per i clienti Financial and Institutional Groups (FIG) e "Global Family Office" nonchè ha la responsabilità delle Product Lines "Global Transaction Banking (GTB)", "Global Financing and Advisory (F&A)", "Markets" e delle attività di internazionalizzazione;
  • Per quanto riguarda il perimetro italiano, i co-responsabili (co-CEOs) CB Italy, che riportano direttamente a CB Western Europe, sono responsabili della definizione delle strategie di business del "commercial banking" e dell'assegnazione di tali strategie ai territori e ai segmenti di clientela (Family, First, Business First, Corporate e Private Banking);
  • le diverse funzioni definite Competence Line (Internal Audit, Planning, Finance & Administration, Risk Management, Lending, Legal, Compliance, Identity & Communication, Human Capital) e Service Line (Group ICT, Group Security, Group Operations, Group Real Estate, Group Procurement & Cost Management, Group Data Office, Group Institutional Affairs and Sustainability e Group Regulatory Affairs) assicurano, ciascuna per la propria area di competenza, l'indirizzo, il coordinamento ed il controllo delle attività del Gruppo e dei rischi correlati.

Trasformazione di DTA in crediti d'imposta

In relazione all'esercizio 2018, le società del Gruppo aventi Attività per Imposte Anticipate (DTA - Deferred Tax Assets) convertibili hanno conseguito un utile netto positivo nei lori rispettivi bilanci individuali, pertanto non si sono verificate le condizioni per dare corso ad una nuova trasformazione di DTA in crediti d'imposta ai sensi dall'art.2, comma 55, del decreto legge n.225/2010.

Al fine di conservare immutato anche per il futuro il regime di trasformabilità delle DTA in crediti d'imposta, superando le criticità sollevate dalla Commissione Europea su tale normativa in termini di possibile aiuto di Stato, con l'art.11 del decreto legge n.59/2016, convertito nella Legge n.119/2016 (come modificato dal decreto legge n.237/2016, convertito nella Legge n.15/2017), è stata prevista la possibilità di optare, a partire dall'esercizio 2016 e fino al 2030, per il pagamento di un canone annuo nella misura del 1,5% su un aggregato costituito dalla differenza tra:

  • l'incremento delle DTA trasformabili iscritte in bilancio alla fine dell'esercizio e le DTA trasformabili iscritte a fine esercizio 2007 per l'IRES ed a fine esercizio 2012 per l'IRAP, tenendo conto delle trasformazioni in crediti d'imposta effettuate;
  • le imposte:
  • IRES versata dal consolidato fiscale a partire dall'1 gennaio 2008;
  • IRAP versata dall'1 gennaio 2013 dalle società incluse nel consolidato fiscale con DTA trasformabili iscritte in bilancio;
  • imposte sostitutive che hanno generato DTA trasformabili.

Il canone dovuto per l'esercizio 2019 è stato liquidato in data 28 giugno 2019 per un importo pari a 114 milioni in relazione alle società facenti parti del Consolidato fiscale italiano, di cui principalmente 110 milioni relativi ad UniCredit S.p.A. e 4 milioni per UniCredit Leasing S.p.A. Al 30 giugno 2019 i suddetti importi sono stati contabilizzati nel conto economico nella misura del 50%.

Attestazioni e altre comunicazioni

Con riferimento al comma 10 dell'art.2.6.2 - "Obblighi Informativi", Titolo 2.6 - "Obblighi degli emittenti" del "Regolamento dei Mercati Organizzati e Gestiti da Borsa Italiana S.p.A.", datato 3 ottobre 2011, si attesta l'esistenza delle condizioni di cui all'articolo 36 del regolamento mercati (Delibera Consob n.16191/2007 lettere a), b) e c)).

Con riferimento al comma 8 dell'art.5 - "Informazioni al pubblico sulle operazioni con parti correlate" del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con parti correlate (adottato dalla Consob con delibera n.17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato con delibera n.17389 del 23 giugno 2010) si segnala che:

  • a) in base alla Global Policy "Operazioni con parti correlate, soggetti collegati ed Esponenti Aziendali ex art.136 TUB" adottata dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. in data 6 febbraio 2019, e pubblicata sul sito internet www.unicreditgroup.eu, nel primo semestre 2019 è pervenuta al Presidio Unico della Banca un'operazione di maggior rilevanza conclusa nel periodo;
  • b) nel corso del primo semestre 2019 non sono state effettuate operazioni con parti correlate, così come definite ai sensi dell'articolo 2427, comma 22-bis, del codice civile, a condizioni diverse dalle normali condizioni di mercato che hanno influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale ed economica del Gruppo;
  • c) nel corso del primo semestre 2019 non vi sono state modifiche o sviluppi di singole operazioni con parti correlate già descritte nell'ultima relazione annuale che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo nel periodo di riferimento.

Per ulteriori informazioni relative alle operazioni con parti correlate si rimanda alle Note illustrative - Parte H di questo documento.

Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione

Fatti di rilievo successivi a lla chiu sura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo8

In data 4 luglio 2019 UniCredit S.p.A., attraverso le sue sussidiarie UniCredit a.d. Banja Luka e UniCredit Bank d.d. Mostar, ha annunciato di aver concluso un accordo con B2 Kapital d.o.o. del gruppo B2Holding per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti garantiti/chirografari in sofferenza derivanti da contratti di credito concessi dalle sussidiarie UniCredit a.d. Banja Luka e UniCredit Bank d.d. Mostar a clienti appartenenti ai segmenti PMI e imprese.

Il portafoglio è costituito interamente da prestiti regolati dal diritto bosniaco per una creditoria complessiva ("legal claim"), al lordo principalmente di rettifiche di valore e cancellazioni, di circa 24,5 milioni di euro. L'eliminazione contabile dei crediti inclusi in tale portafoglio, iniziata in parte nel secondo trimestre 2019, sarà completata nel terzo trimestre 2019.

L'impatto economico della cessione è stato recepito nella valutazione dei crediti appartenenti a tali portafogli nel secondo trimestre 2019.

In data 8 luglio 2019 UniCredit S.p.A. ha completato la cessione della quota residua detenuta in FinecoBank S.p.A., pari al 18,3%, realizzata attraverso una nuova procedura di ABB. Sono risultate oggetto di cessione n.111,6 milioni di azioni ordinarie di FinecoBank S.p.A., al prezzo di 9,85 euro per azione, con regolamento avvenuto in data 11 luglio 2019.

Rispetto al fair value della quota detenuta al 30 giugno 2019 (pari a 1.090,9 milioni), la cessione del 18,3% ha determinato la rilevazione a conto economico di un utile da cessione pari a 0,1 milioni, che sarà rilevato nel terzo trimestre del 2019. Rispetto al valore di iscrizione a seguito del deconsolidamento della partecipazione, pari a 1.105,5 milioni, l'operazione di cessione ha determinato un effetto negativo complessivo su base annua pari a 14,4 milioni per lo più già riflessa nei risultati del secondo trimestre (14,5 milioni) per effetto della valutazione al fair value della quota detenuta.

La capogruppo UniCredit S.p.A. in data 15 luglio 2019 ha comunicato che l'agenzia di rating S&P Global Ratings ("S&P") ha modificato l'outlook a 'stabile' (da negativo). Confermati i rating di UniCredit S.p.A. a 'BBB' a lungo termine e 'A2' a breve termine come anche il rating delle emissioni. La motivazione addotta da S&P è che UniCredit S.p.A. ha significativamente migliorato la sua capacità di resilienza ad un ipotetico default del debito sovrano italiano 'BBB/A2' con outlook 'negativo'. UniCredit S.p.A. potrebbe pertanto essere ora rated al di sopra del debito sovrano.

In data 25 luglio 2019 la capogruppo UniCredit S.p.A. ha annunciato un accordo con un veicolo di cartolarizzazione finanziato da SPF Investment Management, L.P. per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti in sofferenza derivanti da contratti di credito chirografario verso clientela del segmento piccole e medie imprese italiane.

Il portafoglio comprende esposizioni granulari derivanti da contratti di finanziamento regolati dal diritto italiano con una creditoria complessiva ("legal claim"), al lordo principalmente di rettifiche di valore e cancellazioni, di circa 1,1 miliardi. L'impatto economico della cessione è stato recepito nella valutazione dei crediti appartenenti a tali portafogli nel secondo trimestre 2019.

In data 26 luglio 2019 la capogruppo UniCredit S.p.A. ha annunciato un accordo con un veicolo di cartolarizzazione gestito da illimity S.p.A. ("illimity") e un veicolo di cartolarizzazione gestito da Guber S.p.A. ("Guber") per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti in sofferenza derivanti da contratti di credito chirografario verso clientela del segmento piccole e medie imprese italiane.

Il portafoglio comprende esclusivamente crediti derivanti da contratti di finanziamento ("large tickets") regolati dal diritto italiano con una creditoria complessiva ("legal claim"), al lordo principalmente di rettifiche di valore e cancellazioni, di circa 450 milioni.

Illimity ha comprato una porzione del portafoglio con creditoria di circa 240 milioni mentre Guber ha comprato la porzione restante con creditoria di circa 210 milioni. L'impatto economico della cessione è stato recepito nella valutazione dei crediti appartenenti a tali portafogli nel secondo trimestre 2019.

Con riferimento alla cessione delle società del gruppo Ocean Breeze, avvenuta nel mese di agosto si rimanda alla Parte B - Attivo - Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate delle Note illustrative del presente documento.

8 Sino alla data di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del 6 agosto 2019 che ne ha autorizzato la diffusione pubblica in pari data, anche ai sensi dello IAS10.

Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione

Evoluzione prevedibile della gestione

Il PIL mondiale è atteso crescere del 3,1% nel 2019 e rallentare al 2,7% nel 2020. Tali sviluppi sono consistenti con una graduale ripresa della crescita del commercio mondiale nel secondo semestre dell'anno, dopo i minimi toccati nel primo trimestre (circa 0,5 % a/a). Le attese sul commercio mondiale dipenderanno anche dalle relazioni che gli Stati Uniti e la Cina manterranno con particolare riferimento all'applicazione di dazi e connesse tensioni commerciali, anche se l'incertezza rimarrà probabilmente elevata.

Nell'area euro, la crescita del PIL si mostrerà in graduale accelerazione nel secondo semestre del 2019, raggiungendo tassi di crescita annualizzati di poco superiori all'1%. La stima della crescita del PIL per il 2020 è confermata all'1,0%. La produzione nel settore manifatturiero rimarrà probabilmente debole e sotto pressione, essenzialmente a causa del rallentamento del commercio mondiale, mentre l'attività nel settore dei servizi dovrebbe mostrarsi più resiliente, sostenuta da una buona crescita della domanda interna e da condizioni favorevoli nel mercato del lavoro.

Anche l'Italia dovrebbe beneficiare di una graduale ripresa dell'attività economica nella seconda metà dell'anno, dopo un PIL ancora debole nel secondo trimestre. Tale ripresa potrebbe durare fino all'inizio del 2020, prima che una nuova fase di debolezza a livello globale inneschi un periodo di rallentamento. In termini di media annua, la crescita del PIL dovrebbe attestarsi allo 0,4% nel 2020, dallo 0,0% nel 2019. L'impulso principale alla crescita del PIL italiano nel secondo semestre del 2019 dovrebbe provenire dai consumi privati, supportati da una tenuta del mercato del lavoro e dalle risorse pubbliche allocate a favore delle famiglie più povere, mentre gli investimenti delle imprese rimarranno probabilmente fiacchi, in un contesto di debole performance delle esportazioni e persistente incertezza.

La Banca Centrale Europea (BCE) è diventata accomodante a luglio e ci si aspetta che tagli il tasso sui depositi di 10 punti base a settembre. Ogni decisione di tagliare il tasso sui depositi sarà probabilmente accompagnata da azioni volte ad attenuarne i possibili effetti negativi sulla profittabilità delle banche. Non si esclude la necessità che la BCE agisca ulteriormente a cavallo dell'anno.

Nella seconda parte del 2019, UniCredit continuerà ad adottare misure atte a mantenere una solida posizione di capitale; in tale contesto, nel mese di luglio è stata completata la cessione di FinecoBank S.p.A. tramite una seconda procedura di accelerated bookbuilding.

A fine 2019 il Gruppo concluderà l'esecuzione del piano Transform, ultimando la programmata evoluzione del modello operativo e perseguendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati, come pan-European winner. I risultati del Gruppo saranno influenzati dall'attesa evoluzione negativa dei tassi di interesse e possibile volatilità dei mercati ma continueranno a beneficiare delle iniziative di riduzione dei costi in corso e della costante attenzione alla qualità dell'attivo.

Nella seconda parte dell'anno il nuovo Management, definito a inizio anno, sarà focalizzato sul completamento della definizione del nuovo piano strategico, che verrà presentato ai mercati ad inizio dicembre 2019.

Milano, 6 agosto 2019

FABRIZIO SACCOMANNI JEAN PIERRE MUSTIER

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

IL PRESIDENTE L'AMMINISTRATORE DELEGATO

Massimizzazione del valore della banca commerciale.

Continuiamo a massimizzare il valore della banca commerciale concentrandoci in modo efficace sui nostri clienti e creando per loro un'esperienza positiva attraverso la nostra strategia multicanale e l'offerta di prodotti e servizi d'eccellenza. Il CIB, pienamente integrato, si avvale delle solide relazioni commerciali del Gruppo a sostegno dell'economia reale.

Stato patrimoniale consolidato

Bilancio conso lidato semest rale abbreviato Schemi di bilancio consolidato

Stato patrimoniale consolidato

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
VOCI DELL'ATTIVO 30.06.2019 31.12.2018
10. Cassa e disponibilità liquide 32.578 30.991
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 89.038 86.137
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 67.344 65.231
b) attività finanziarie designate al fair value - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 21.694 20.906
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 77.779 88.280
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 580.504 579.311
a) crediti verso banche 81.352 73.643
b) crediti verso clientela 499.152 505.668
50. Derivati di copertura 6.211 4.682
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 3.590 2.439
70. Partecipazioni 5.670 5.502
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori - -
90. Attività materiali 9.176 8.408
100. Attività immateriali 2.802 3.507
di cui: avviamento 886 1.484
110. Attività fiscali: 12.896 13.078
a) correnti 972 1.032
b) anticipate 11.924 12.046
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.115 1.800
130. Altre attività 8.824 7.334
Totale dell'attivo 832.183 831.469
(milioni di €)
CONSISTENZE AL
VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO 30.06.2019 31.12.2018
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 680.492 686.036
a) debiti verso banche 132.695 125.895
b) debiti verso clientela 455.363 478.988
c) titoli in circolazione 92.434 81.153
20. Passività finanziarie di negoziazione 40.410 43.111
30. Passività finanziarie designate al fair value 11.346 9.318
40. Derivati di copertura 7.810 6.032
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 6.038 3.230
60. Passività fiscali: 962 825
a) correnti 608 402
b) differite 354 423
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 632 540
80. Altre passività 14.703 13.950
90. Trattamento di fine rapporto del personale 676 698
100. Fondi per rischi e oneri: 9.567 10.961
a) impegni e garanzie rilasciate 1.138 1.140
b) quiescenza e obblighi simili 5.314 4.767
c) altri fondi per rischi e oneri 3.115 5.054
110. Riserve tecniche - -
120. Riserve da valutazione (7.643) (7.488)
130. Azioni rimborsabili - -
140. Strumenti di capitale 5.602 4.610
150. Riserve 23.719 20.503
160. Sovrapprezzi di emissione 13.225 13.393
170. Capitale 20.995 20.940
180. Azioni proprie (-) (3) (9)
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 411 927
200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) 3.241 3.892
Totale del passivo e del patrimonio netto 832.183 831.469

Conto economico consolidato

(milioni di €)
AL
VOCI 30.06.2019 30.06.2018
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.407 7.429
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 6.549 6.305
20. Interessi passivi e oneri assimilati (2.224) (2.165)
30. Margine di interesse 5.183 5.264
40. Commissioni attive 3.711 3.863
50. Commissioni passive (599) (493)
60. Commissioni nette 3.112 3.370
70. Dividendi e proventi simili 177 316
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 465 258
90. Risultato netto dell'attività di copertura 22 16
100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: 145 122
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 48 2
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 103 131
c) passività finanziarie (6) (11)
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico: (136) 101
a) attività e passività finanziarie designate al fair value (394) 167
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 258 (66)
120. Margine di intermediazione 8.968 9.447
130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (1.187) (1.066)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (1.179) (1.059)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (8) (7)
140. Utili/Perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (3) (2)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 7.778 8.379
160. Premi netti - -
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa - -
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 7.778 8.379
190. Spese amministrative: (5.319) (5.842)
a) spese per il personale (3.078) (3.219)
b) altre spese amministrative (2.241) (2.623)
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: 164 (462)
a) impegni e garanzie rilasciate (2) 94
b) altri accantonamenti netti 166 (556)
210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (748) (242)
220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (316) (202)
230. Altri oneri/proventi di gestione 408 478
240. Costi operativi (5.811) (6.270)
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 341 326
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 1 -
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 418 153
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.727 2.588
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (720) (420)
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.007 2.168
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.321 79
330. Utile (Perdita) del periodo 3.328 2.247
340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi (87) (111)
350. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo 3.241 2.136
Utile per azione (€) 1,430 0,949
Utile per azione diluito (€) 1,423 0,945

Al 30 giugno 2019 a seguito del deconsolidamento di FinecoBank S.p.A. e della sua controllata Fineco Asset Management Designated Activity Company (per i dettagli informativi si rimanda alle successive Note illustrative - Parte A - A.1 Parte generale - Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento) in base al principio contabile IFRS5, il risultato netto delle predette società e l'utile derivante dal deconsolidamento sono stati interamente contabilizzati alla voce "Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte".

Il periodo a confronto è stato coerentemente riesposto per permetterne la comparabilità, in base alla normativa vigente.

Conto economico consolidato

Prospetto della redditività consolidata complessiva

Prospetto della redditività consolidata complessiva

(milioni di €)
AL
VOCI 30.06.2019 30.06.2018
10. Utile (Perdita) del periodo 3.328 2.247
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (21) (2)
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio
merito creditizio)
(79) 73
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
50. Attività materiali - -
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti (500) (54)
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - (2)
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico
100. Copertura di investimenti esteri - -
110. Differenze di cambio 283 (210)
120. Copertura dei flussi finanziari (41) (98)
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
335 (1.213)
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (124) (300)
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (147) (1.806)
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 3.181 441
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi (94) (108)
200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della Capogruppo 3.087 333
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2019 (milioni di €)
VARIAZIONI DEL PERIODO
ALLOCAZIONE
RISULTATO
ESERCIZIO
PRECEDENTE
OPERAZIONI SUL PATRIMONIO NETTO
ESISTENZE AL 31.12.2018 MODIFICA AI SALDI DI APERTURA ESISTENZE AL 01.01.2019 RISERVE DIVIDENDI E ALTRE DESTINAZIONI VARIAZIONI DI RISERVE EMISSIONE NUOVE AZIONI ACQUISTO AZIONI PROPRIE ACCONTI SU DIVIDENDI DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA DIVIDENDI VARIAZIONE STRUMENTI DI CAPITALE DERIVATI SU PROPRIE AZIONI STOCK OPTIONS VARIAZIONI INTERESSENZE PARTECIPATIVE REDDITIVITÀ COMPLESSIVA 1° SEMESTRE 2019 TOTALE PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2019 PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO AL 30.06.2019 PATRIMONIO NETTO DI TERZI AL 30.06.2019
Capitale:
- azioni ordinarie 21.248 - 21.248 - - (133) 55 - - - - - - - - 21.170 20.995 175
- altre azioni - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 13.480 - 13.480 - - (169) - - - - - - - - - 13.311 13.225 86
Riserve:
- di utili 13.426 - 13.426 3.317 - (389) (55) - - - - - - - - 16.299 16.371 (72)
- altre 7.408 - 7.408 - - 36 - - - - - - 31 - - 7.475 7.348 127
Riserve da valutazione (7.495) - (7.495) - - 7 - - - - - - - - (147) (7.635) (7.643) 8
Acconti su dividendi - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Strumenti di capitale 4.610 - 4.610 - - - - - - - 992 - - - - 5.602 5.602 -
Azioni proprie (18) - (18) - - 15 - - - - - - - - - (3) (3) -
Utile (Perdita) del periodo 4.109 - 4.109 (3.317) (792) - - - - - - - - - 3.328 3.328 3.241 87
Totale patrimonio netto 56.768 - 56.768 - (792) (633) - - - - 992 - 31 - 3.181 59.547 59.136 411
Patrimonio netto del gruppo 55.841 - 55.841 - (604) (211) - - - - 992 - 31 - 3.087 59.136
Patrimonio netto di terzi 927 - 927 - (188) (422) - - - - - - - - 94 411

Gli importi indicati nella colonna "Stock Options" rappresentano gli effetti della consegna di azioni (Stock Option, Performance Share, Discount and Matching Share connesse ai piani ESOP e altri Group Executive Incentive Plan).

La variazione cumulata delle riserve da valutazione è riconducibile per -491 milioni alla riserva di utili (perdite) attuariali relativi alle passività per il personale a benefici definiti, per -41 milioni alla riserva di copertura di flussi finanziari e per +235 milioni alla riserva relativa alle attività e passività finanziarie valutate al fair value. Tale variazione cumulata è inoltre riconducibile per +283 alla riserva per differenze cambio, prevalentemente ascrivibile per +275 al Rublo e per -126 milioni alla variazione della riserva di valutazione delle società valutate a patrimonio netto, principalmente ascrivibile alle poste in valuta riferite alla Lira Turca per -87 milioni.

La variazione delle riserve altre include il pagamento delle cedole su strumenti di capitale AT1 per -135 milioni.

Il capitale di gruppo è aumentato di +55 milioni, con prelievo dalla riserva appositamente costituita, per l'emissione da parte di UniCredit S.p.A. di azioni connesse al piano di incentivazione a medio termine del personale di gruppo, come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 6 febbraio 2019.

In esecuzione delle delibere dell'Assemblea dei Soci dell'11 aprile 2019 di UniCredit S.p.A. si è dato luogo alla copertura delle riserve altre negative per +293 milioni, in parte mediante utilizzo: i) della riserva sovrapprezzi di emissione azioni per la componente relativa al pagamento delle cedole AT1 dell'esercizio 2017 per -168 milioni; ii) della riserva statutaria, compresa nelle riserve di utili, per la copertura delle riserva negativa derivante dal pagamento del canone di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "Cashes" per -125 milioni.

La variazione del patrimonio netto di terzi è principalmente riconducibile alla cessione di FinecoBank S.p.A.

Tale operazione ha impattato prevalentemente la voce capitale e riserve di utili.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato

Per ulteriori dettagli relativi alle variazioni del Patrimonio netto si rimanda alla Parte B - Passivo, Sezione 13 delle Note illustrative.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2018 (milioni di €)
VARIAZIONI DEL PERIODO
ALLOCAZIONE
RISULTATO
ESERCIZIO
PRECEDENTE
OPERAZIONI SUL PATRIMONIO NETTO
ESISTENZE AL 31.12.2017 MODIFICA AI SALDI DI APERTURA ESISTENZE AL 01.01.2018 RISERVE DIVIDENDI E ALTRE DESTINAZIONI VARIAZIONI DI RISERVE EMISSIONE NUOVE AZIONI ACQUISTO AZIONI PROPRIE ACCONTI SU DIVIDENDI DIVIDENDI
DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA
VARIAZIONE STRUMENTI DI CAPITALE DERIVATI SU PROPRIE AZIONI STOCK OPTIONS VARIAZIONI INTERESSENZE PARTECIPATIVE REDDITIVITÀ COMPLESSIVA 1° SEMESTRE 2018 TOTALE PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2018 PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO AL 30.06.2018 PATRIMONIO NETTO DI TERZI AL 30.06.2018
Capitale:
- azioni ordinarie
21.200 - 21.200 - - (4) 62 - - - - - - - - 21.258 20.940 318
- altre azioni 2 - 2 - - - - (2) - - - - - - - - - -
Sovrapprezzi di emissione 13.488 - 13.488 - - (5) - - - - - - - - - 13.483 13.393 90
Riserve:
- di utili 11.520 (3.012) 8.508 4.924 - 54 (60) - - - - - - - - 13.426 13.228 198
- altre 7.951 - 7.951 - - (225) - - - - - - 33 - - 7.759 7.632 127
Riserve da valutazione (4.329) (325) (4.654) - - (20) - - - - - - - - (1.806) (6.480) (6.474) (6)
Acconti su dividendi - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Strumenti di capitale 4.610 - 4.610 - - - - - - - - - - - - 4.610 4.610 -
Azioni proprie (3) - (3) - - (1) - - - - - - - - - (4) (3) (1)
Utile (Perdita) del periodo 5.786 - 5.786 (4.924) (862) - - - - - - - - - 2.247 2.247 2.136 111
Totale patrimonio netto 60.225 (3.337) 56.888 - (862) (201) 2 (2) - - - - 33 - 441 56.299 55.462 837
Patrimonio netto del gruppo 59.331 (3.327) 56.004 - (715) (193) 2 (2) - - - - 33 - 333 55.462
Patrimonio netto di terzi 894 (10) 884 - (147) (8) - - - - - - - - 108 837

La colonna modifica dei saldi di apertura comprende gli effetti di riclassificazione e rivalutazione di attività e passività finanziarie conseguenti alla prima applicazione del principio contabile IFRS9. Si precisa che tali effetti includono un impatto negativo pari a 198 milioni riconducibile a una società valutata secondo il metodo del patrimonio netto che è stato interamente compensato da riprese di precedenti svalutazioni effettuate sulla partecipazione stessa. Inoltre si precisa che, in seguito alla riclassificazione di certificati di deposito, compiuta per garantire l'omogenea classificazione all'interno del Gruppo, sono state rilevate variazioni di fair value riconducibili al proprio merito creditizio per 21 milioni con impatto negativo in voce riserve da valutazione e corrispondente effetto positivo in voce altre riserve. Si rimanda al paragrafo "Transizione a 'IFRS9: Strumenti Finanziari' del gruppo UniCredit" di Parte A - Nota integrativa consolidata del gruppo UniCredit - Sezione 5 - Altri aspetti in Bilanci e Relazioni 2018.

Gli importi indicati nella colonna "Stock Options" rappresentano gli effetti della consegna di azioni (Stock Option, Performance Share, Discount and Matching Share connesse ai piani ESOP e altri Group Executive Incentive Plan).

La variazione cumulata delle riserve da valutazione è riconducibile per -54 milioni alla riserva di utili (perdite) attuariali relativi alle passività per il personale a benefici definiti, per -98 milioni alla riserva di copertura di flussi finanziari e per -1.142 milioni alla riserva relativa alle attività e passività finanziarie valutate al fair value.

Tale variazione è inoltre riconducibile per -210 milioni alla riserva differenze cambio, prevalentemente ascrivibile per -137 milioni al Rublo e per -323 milioni alla variazione della riserva di valutazione delle società valutate a patrimonio netto, principalmente ascrivibile alla svalutazione delle poste in valuta riferite alla Lira Turca per -344 milioni.

La variazione negativa delle riserve altre è principalmente ascrivibile al pagamento delle cedole su strumenti di capitale AT1 per -120 milioni. Il capitale sociale è aumentato di +60 milioni, con prelievo dalla riserva appositamente costituita, per l'emissione di azioni connesse al piano di incentivazione a medio termine del personale di gruppo, come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 7 febbraio 2018.

Rendiconto finanziario consolidato (metodo indiretto)

(milioni di €)
AL
30.06.2019 30.06.2018
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1. Gestione: 4.710 4.446
- risultato del periodo (+/-) 3.241 2.136
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività
finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) (874) (841)
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) (22) (16)
- rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 2.525 1.928
- rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 1.063 445
- accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) (707) 297
- premi netti non incassati (-) - -
- altri proventi/oneri assicurativi non incassati (-/+) - -
- imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 616 323
- rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/-) (1.238) 64
- altri aggiustamenti (+/-) 106 110
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie: (14.646) (39.347)
- attività finanziarie detenute per la negoziazione (817) (8.091)
- attività finanziarie designate al fair value - -
- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 596 4.584
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 10.119 (1.129)
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (25.473) (35.372)
- altre attività 929 661
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie: 10.415 (6.469)
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 14.493 (9.015)
- passività finanziarie di negoziazione (3.090) 1.526
- passività finanziarie designate al fair value 1.599 488
- altre passività (2.587) 532
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 479 (41.370)
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
Liquidità generata/assorbita da:
- partecipazioni 41 (376)
- dividendi incassati su partecipazioni 62 127
- attività materiali 214 (486)
- attività immateriali (212) (179)
- acquisti/vendite di società controllate e di rami d'azienda 1.018 105
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento 1.123 (809)
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie - -
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale 992 -
- distribuzione dividendi e altre finalità (1.038) (1.067)
- vendita/acquisto di controllo di terzi - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (46) (1.067)
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO 1.556 (43.246)

Legenda:

Rendiconto finanziario consolidato

(+) generata; (-) assorbita

Riconciliazione

(milioni di €)
AL
VOCI DI BILANCIO 30.06.2019 30.06.2018
Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo 30.991 64.493
Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo 1.556 (43.246)
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi 31 (9)
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo 32.578 21.238

I dati riferiti al 30 giugno 2018 del punto "1. Gestione" della sezione "A. Attività operativa" sono stati riesposti a seguito del deconsolidamento di FinecoBank S.p.A. e della sua controllata, Fineco Asset Management Designated Activity Company, avvenuto nel secondo trimestre 2019. Per i dettagli informativi si rimanda alle successive Note illustrative - Parte A - A.1 Parte generale - Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento. La liquidità generata nel primo semestre 2018 dalle due società è stata pari a 1,1 milioni.

Il deconsolidamento di FinecoBank S.p.A. ha generato nel primo semestre 2019 liquidità per 1.005 milioni al netto delle disponibilità liquide e dei mezzi equivalenti dismessi.

Per ulteriori dettagli relativi alla variazione dell'attività di provvista con riferimento all'emissione/acquisti di strumenti di capitale, si rimanda alla Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Passivo - Sezione 13 - Patrimonio del gruppo.

La voce "Cassa e disponibilità liquide" fa riferimento alla definizione contenuta nelle disposizioni di Banca d'Italia (Circolare 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti).

58 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019 · UniCredit

Parte A - Politiche contabili A.1 - Parte generale

Note illustrat ive

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto in conformità ai principi contabili emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB), inclusi i documenti interpretativi SIC e IFRIC, omologati dalla Commissione Europea fino al 30 giugno 2019, come previsto dal Regolamento dell'Unione Europea n.1606/2002 recepito in Italia dal Decreto Legislativo 28 febbraio 2005 n.38, ed ai sensi dell'art.154-ter comma 3 del Testo Unico della Finanza (TUF, D. Lgs. 24/2/1998 n.58).

Esso costituisce inoltre parte integrante della Relazione finanziaria semestrale consolidata come previsto dall'art.154-ter, comma 2, della legge finanziaria unica (TUF Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.58).

La Relazione finanziaria semestrale consolidata, come prescritto dal comma 2 del richiamato articolo del TUF, comprende il Bilancio consolidato semestrale abbreviato, la Relazione intermedia sulla gestione consolidata e l'Attestazione prevista dall'art.154-bis comma 5 dello stesso TUF.

In particolare, il contenuto del Bilancio consolidato semestrale abbreviato è conforme al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS34). In base al paragrafo 10 del citato IAS34, il Gruppo si è avvalso della facoltà di redigere il bilancio consolidato semestrale in versione abbreviata.

Il bilancio consolidato semestrale abbreviato è soggetto a revisione contabile limitata da parte di Deloitte & Touche S.p.A. come da delibera dell'Assemblea degli Azionisti dell'11 maggio 2012.

Sezione 2 - Principi generali di redazione

La redazione del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato è avvenuta, come detto sopra, in base ai principi contabili internazionali omologati dalla Commissione Europea.

A livello interpretativo e di supporto nell'applicazione, sono stati utilizzati i seguenti documenti, seppure non tutti omologati dalla Commissione Europea:

  • The Conceptual Framework for Financial Reporting;
  • Implementation Guidance, Basis for Conclusions, IFRIC ed eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall'IFRIC (International Financial Reporting Interpretations Committee) a complemento dei principi contabili emanati;
  • i documenti interpretativi sull'applicazione degli IAS/IFRS in Italia predisposti dall'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI);
  • i documenti ESMA (European Securities and Markets Authority) e Consob che richiamano l'applicazione di specifiche disposizioni negli IFRS.

Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario (elaborato applicando il "metodo indiretto") dalle Note illustrative e dagli Allegati.

Gli schemi del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2019 sono stati predisposti facendo riferimento alle istruzioni in materia di bilancio delle banche di cui alla Circolare 262 del 22 dicembre 2005 di Banca d'Italia (6° aggiornamento del 30 novembre 2018) esponendo il confronto delle risultanze semestrali, per lo Stato patrimoniale, con i dati al 31 dicembre 2018, mentre per il Conto economico, il Prospetto della redditività complessiva, il Prospetto delle variazioni del patrimonio netto ed il Rendiconto finanziario con i dati del corrispondente periodo dell'esercizio precedente (30 giugno 2018).

Gli Schemi di bilancio consolidato e le Note illustrative, salvo quando diversamente indicato, sono redatti in milioni di euro.

Nel Documento congiunto n.4 del 3 marzo 2010, Banca d'Italia, Consob e Isvap avevano svolto alcune considerazioni in merito alla contingente situazione dei mercati e delle imprese, chiedendo di fornire nelle Relazioni finanziarie una serie di informazioni indispensabili per una migliore comprensione degli andamenti e delle prospettive aziendali.

Al riguardo gli Amministratori, sulla base delle azioni previste nel Piano Strategico 2016-2019, non avendo rilevato nella struttura patrimoniale e finanziaria e nell'andamento economico sintomi che possano mostrare incertezze sulla continuità aziendale, ritengono di avere la ragionevole certezza che il Gruppo continuerà ad operare proficuamente in un futuro prevedibile e, di conseguenza, in conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS1, il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2019 è stato predisposto in una prospettiva di continuità aziendale.

I criteri di valutazione adottati sono pertanto coerenti con il presupposto della continuità aziendale e rispondono ai principi di competenza, di rilevanza e significatività dell'informazione contabile e di prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica.

Tali criteri non hanno subito modifiche rispetto all'esercizio precedente; ad eccezione delle modifiche descritte nella sezione "A.2 - Principali voci di bilancio" relative all'introduzione di nuovi standard e interpretazioni.

Rischi ed incertezze legati all'utilizzo di stime

In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli ammontari delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività ove lo stesso non sia facilmente desumibile da altre fonti.

In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2019, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione asseverando che, ove riferiti al valore di partecipazioni, avviamento, altre attività immateriali, immobili e fiscalità differita attiva, non fossero intervenuti cambiamenti avversi (trigger event) nelle assunzioni utilizzate in sede di predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2018. I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 30 giugno 2019.

Il processo valutativo risulta particolarmente complesso in considerazione della presenza di elementi di incertezza nel contesto macroeconomico e di mercato; i parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio.

Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.

Il rischio di incertezza nella stima è sostanzialmente insito, tra gli altri, nella determinazione del valore di:

  • fair value relativo agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • crediti, partecipazioni e, in generale, ogni altra attività/passività finanziaria;
  • trattamento di fine rapporto (in Italia) e altri benefici dovuti ai dipendenti;
  • fondi per rischi e oneri ed attività potenziali;
  • avviamento e altre attività immateriali;
  • fiscalità differita attiva;
  • beni immobili detenuti a uso funzionale e a scopo di investimento;

la cui quantificazione può variare nel tempo, anche in misura significativa, in funzione dell'andamento (i) del contesto socio-economico nazionale e internazionale e dei conseguenti riflessi sulla redditività del Gruppo e sulla solvibilità della clientela, (ii) dei mercati finanziari, che influenzano la fluttuazione dei tassi, dei prezzi e delle basi attuariali e (iii) del mercato immobiliare, con conseguenti effetti sul valore dei beni immobili di proprietà e di quelli ricevuti in garanzia.

Con specifico riferimento alla valutazione delle esposizioni creditizie si precisa che, con l'entrata in vigore del principio IFRS9, la valutazione delle stesse è funzione delle informazioni prospettiche e, in particolar modo, dell'evoluzione degli scenari macroeconomici utilizzati nel calcolo delle rettifiche di valore. Per ulteriori informazioni si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura - Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale - 2.1 Rischio di credito.

Si precisa, infine, che la situazione di incertezza economica e politica esistente in Turchia e Russia è stata oggetto di considerazione nei processi valutativi afferenti le attività nette detenute dal Gruppo in quei paesi. Si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura - Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale - 2.6 Altri rischi - Rischi principali ed emergenti.

Analogamente sono stati considerati nella valutazione degli attivi i rischi e le incertezze associati allo scenario macroeconomico, con specifico riferimento all'andamento dei tassi e degli spread, all'andamento del commercio internazionale e alle misure poste in essere dalle Banche Centrali.

Con particolare riferimento alle metodologie valutative, agli input non osservabili eventualmente utilizzati nelle misurazioni di fair value e alle sensitivity a variazioni negli stessi, si rinvia alla specifica Sezione A.4 - Informativa sul fair value.

Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento

Di seguito si espongono i criteri e i principi di consolidamento adottati nella predisposizione della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019.

Situazioni oggetto di consolidamento

Per la formazione della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019 sono stati utilizzati:

  • la situazione semestrale al 30 giugno 2019 della capogruppo UniCredit S.p.A.;
  • le situazioni semestrali delle altre società consolidate integralmente, opportunamente riclassificate ed adeguate per tenere conto delle esigenze di consolidamento e, ove necessario, per uniformarle ai principi contabili di Gruppo;

le situazioni semestrali subconsolidate dei gruppi Nuova Compagnia di Partecipazioni, comprendente Nuova Compagnia di Partecipazioni S.p.A. (già Compagnia Italpetroli S.p.A.), e Capital Dev, comprendente Capital Dev S.p.A., e le loro controllate dirette e indirette.

La conversione degli importi espressi in valuta estera avviene per lo stato patrimoniale al cambio di fine periodo; per il conto economico è invece utilizzato il cambio medio.

I prospetti di bilancio e le note esplicative delle principali società consolidate integralmente, predisposti secondo gli IAS/IFRS ai fini del bilancio consolidato, sono assoggettati a revisione contabile limitata da parte di primarie Società di revisione.

Società controllate

Sono controllate le entità, incluse le entità strutturate, nelle quali il Gruppo dispone di controllo diretto o indiretto.

Il controllo su un'entità si evidenzia attraverso:

  • l'esistenza di potere sulle attività rilevanti;
  • l'esposizione alla variabilità dei rendimenti;
  • la capacità di utilizzare il potere detenuto per influenzare i rendimenti a cui il Gruppo è esposto.

Al fine di verificare l'esistenza di controllo, il Gruppo considera i seguenti fattori:

  • lo scopo e la costituzione della partecipata, al fine di identificare quali sono gli obiettivi dell'entità, le attività che determinano i suoi rendimenti e come tali attività sono governate;
  • il potere, al fine di comprendere se il Gruppo ha diritti contrattuali che attribuiscono la capacità di governare le attività rilevanti; a tal fine sono considerati solamente diritti sostanziali che forniscono capacità pratica di governo;
  • l'esposizione detenuta nei confronti della partecipata, al fine di valutare se il Gruppo ha rapporti con la partecipata i cui rendimenti sono soggetti a variazioni dipendenti dalla performance della partecipata;
  • l'esistenza di potenziali relazioni "preponente agente" (principal - agent).

Laddove le attività rilevanti siano governate attraverso diritti di voto, l'esistenza di controllo è oggetto di verifica considerando i diritti di voto, anche potenziali, detenuti e l'esistenza di eventuali accordi o di patti parasociali che attribuiscano il diritto di controllare la maggioranza dei diritti di voto stessi, di nominare la maggioranza dell'organo di governo o comunque il potere di determinare le politiche finanziarie e operative dell'entità.

Tra le controllate possono essere comprese anche le cosiddette "entità strutturate" nelle quali i diritti di voto non sono significativi ai fini della sussistenza del controllo, ivi incluse società o entità a destinazione specifica ("special purpose entities") e fondi di investimento.

Nel caso di entità strutturate, l'esistenza del controllo è oggetto di verifica considerando sia i diritti contrattuali che consentono il governo delle attività rilevanti dell'entità (ovvero quelle che contribuiscono maggiormente ai risultati) sia l'esposizione del Gruppo ai rendimenti variabili derivanti da tali attività.

Il valore contabile delle interessenze partecipative in società consolidate integralmente, detenute dalla Capogruppo o dalle altre società del Gruppo, è eliminato, a fronte dell'assunzione delle attività e passività delle partecipate, in contropartita della corrispondente frazione di patrimonio netto di pertinenza del Gruppo.

I rapporti patrimoniali attivi e passivi, le operazioni fuori bilancio, i proventi e gli oneri, nonché i profitti e le perdite intercorsi tra società incluse nell'area di consolidamento sono elisi integralmente, coerentemente alle modalità di consolidamento adottate.

I costi e i ricavi di una controllata sono inclusi nel consolidato a partire dalla data di acquisizione del controllo. I costi e i ricavi di una controllata ceduta sono inclusi nel conto economico consolidato fino alla data della cessione, vale a dire fino al momento in cui si cessa di avere il controllo della partecipata. La differenza tra il corrispettivo di cessione della controllata e il valore contabile delle sue attività nette alla stessa data è rilevata nel conto economico alla voce "280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti" per le società oggetto di consolidamento integrale. La quota di pertinenza di terzi è presentata nello Stato patrimoniale alla voce "190. Patrimonio di pertinenza di terzi", separatamente dalle passività e dal patrimonio netto di pertinenza del Gruppo. Anche nel conto economico la quota di pertinenza di terzi è presentata separatamente alla voce "340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi".

Per le società che sono incluse per la prima volta nell'area di consolidamento, il fair value del costo sostenuto per ottenere il controllo di tale partecipazione, inclusivo degli oneri accessori, è misurato alla data di acquisizione.

La differenza tra il corrispettivo di cessione di una quota detenuta in una controllata e il relativo valore contabile delle attività nette è rilevata in contropartita del patrimonio netto, qualora la cessione non comporti la perdita del controllo.

Accordi a controllo congiunto

Un accordo a controllo congiunto è un accordo contrattuale ai sensi del quale due o più controparti dispongono di controllo congiunto su un'entità. Il controllo congiunto è la condivisione, su base contrattuale, del controllo che esiste unicamente quando per le decisioni relative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Secondo il principio IFRS11 - Accordi a controllo congiunto, gli accordi a controllo congiunto devono essere classificati quali Joint operation o Joint Venture in funzione dei diritti e delle obbligazioni contrattuali del Gruppo.

Una Joint operation è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività e obbligazioni rispetto alle passività dell'accordo. Una Joint Venture è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività nette dell'accordo.

Il Gruppo ha valutato la natura degli accordi a controllo congiunto e ha determinato che le proprie partecipazioni controllate congiuntamente sono del tipo Joint Ventures. Tali partecipazioni sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto.

Il valore di bilancio delle Joint Venture è testato ai sensi dello IAS36 come un singolo asset, comparando lo stesso con il valore recuperabile (definito come il maggiore tra valore d'uso e fair value al netto dei costi di dismissione).

Società collegate

Una società collegata è un'impresa nella quale la partecipante esercita un'influenza notevole e che non è né controllata in maniera esclusiva né controllata in modo congiunto. L'influenza notevole si presume quando la partecipante:

  • detiene, direttamente o indirettamente, almeno il 20% del capitale di un'altra società, oppure
  • è in grado, anche attraverso patti parasociali, di esercitare un'influenza significativa attraverso:
  • la rappresentanza nell'organo di governo dell'impresa;
  • la partecipazione nel processo di definizione delle politiche, ivi inclusa la partecipazione nelle decisioni relative ai dividendi oppure ad altre distribuzioni;
  • l'esistenza di transazioni significative;
  • lo scambio di personale manageriale;
  • la fornitura di informazioni tecniche essenziali.

Si precisa che possono essere classificate fra le società a influenza notevole solamente quelle entità il cui governo è esercitato attraverso i diritti di voto.

Le partecipazioni in società collegate sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto. Il valore di bilancio delle società collegate è testato ai sensi dello IAS36 come un singolo asset, comparando lo stesso con il valore recuperabile (definito come il maggiore tra valore d'uso e fair value al netto dei costi di dismissione).

Metodo del patrimonio netto

La partecipazione nelle società valutate secondo il metodo del patrimonio netto include l'avviamento (al netto di qualsiasi perdita di valore) pagato per l'acquisizione. La partecipazione agli utili e alle perdite post-acquisizione delle collegate è rilevata in Conto economico alla voce "250. Utili (Perdite) delle partecipazioni". L'eventuale distribuzione di dividendi è portata a riduzione del valore di iscrizione della partecipazione.

Se la quota di interessenza nelle perdite della partecipata eguaglia o supera il valore di iscrizione della stessa, non sono rilevate ulteriori perdite, a meno che non siano state contratte specifiche obbligazioni a favore della società o non siano stati effettuati dei pagamenti a favore della stessa.

Gli utili e le perdite rivenienti da transazioni con società collegate o a controllo congiunto sono eliminati in proporzione della percentuale di partecipazione nella società stessa.

Le variazioni delle riserve da valutazione delle società collegate o a controllo congiunto, registrate in contropartita delle variazioni di valore dei fenomeni a tal fine rilevanti, sono evidenziate separatamente nel Prospetto della redditività complessiva.

Nella tabella seguente sono elencate le società incluse nell'area di consolidamento.

Partecipazioni in società oggetto di consolidamento integrale e al patrimonio netto

RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
A. SOCIETA' CONSOLIDATE INTEGRALMENTE
1 UNICREDIT SPA MILANO MILANO CAPOGRUPPO
Capitale sociale EUR 20.994.799.961,81
2 A&T-PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO.
POTSDAMER PLATZ BERLIN KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 GRUNDSTUCKSAKTIENGESELLSCHAFT AM
POTSDAMER PLATZ (HAUS VATERLAND)
100,00
Capitale sociale EUR 613.550
3 ACIS IMMOBILIEN- UND
PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO.
OBERBAUM CITY KG
GRUNWALD GRUNWALD 1 SIRIUS IMMOBILIEN- UND
PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH
100,00 98,11
Capitale sociale EUR 26.000
4 ACIS IMMOBILIEN- UND
PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO.
PARKKOLONNADEN KG
GRUNWALD GRUNWALD 1 A&T-PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO.
POTSDAMER PLATZ BERLIN KG
100,00 98,11
Capitale sociale EUR 26.000
5 ACIS IMMOBILIEN- UND
PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO.
STUTTGART KRONPRINZSTRASSE KG
GRUNWALD GRUNWALD 1 HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO
KG
100,00 98,11
Capitale sociale EUR 26.000
6 AGROB IMMOBILIEN AG ISMANING ISMANING 1 HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO
KG
52,72 75,02
Capitale sociale EUR 11.689.200
7 AI BETEILIGUNGS GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
8 ALLEGRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
9 ALLIB LEASING S.R.O. PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
Capitale sociale CZK 100.000
10 ALLIB NEKRETNINE D.O.O. ZA POSLOVANJE
NEKRETNINAMA
ZAGABRIA ZAGABRIA 1 LOCAT CROATIA DOO 100,00
Capitale sociale HRK 20.000
11 ALMS LEASING GMBH. VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.000
12 ALPINE CAYMAN ISLANDS LTD.
Capitale sociale EUR 798
GRAND
CAYMAN
GEORGE
TOWN
1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
13 ALTUS ALPHA PLC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
14 ALV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
15 AMBASSADOR PARC DEDINJE D.O.O. BEOGRAD BELGRADO BELGRADO 1 UCTAM D.O.O. BEOGRAD 100,00
Capitale sociale RSD 98.672.974
16 ANTARES IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
17 ANTHEMIS EVO LLP LONDRA LONDRA 4 UNICREDIT SPA (3)
18 AO UNICREDIT BANK MOSCA MOSCA 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale RUR 41.787.805.174
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
19 ARABELLA FINANCE DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
20 ARENA NPL ONE S.R.L. (CARTOLARIZZAZIONE
2014)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
21 ARGENTAURUS IMMOBILIEN-VERMIETUNGS
UND VERWALTUNGS GMBH
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB PROJEKT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 511.300
22 ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.337 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
23 ATLANTERRA IMMOBILIENVERWALTUNGS GMBH MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB PROJEKT GMBH 90,00
24 Capitale sociale EUR 1.023.000
AUSTRIA LEASING GMBH
VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT 0,40
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
Capitale sociale EUR 36.336 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,40
UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
25 BA ALPINE HOLDINGS, INC. WILMINGTON WILMINGTON 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale USD 74.435.918
26 BA BETRIEBSOBJEKTE GMBH
Capitale sociale EUR 5.630.000
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
27 BA CA LEASING (DEUTSCHLAND) GMBH AMBURGO AMBURGO 1 UNICREDIT LEASING SPA 94,90
Capitale sociale EUR 153.388 TRAMITE SOCIETA' FIDUCIARIA NON DEL
GRUPPO
5,10 (4)
28 BA CA SECUND LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & 0,20
CO KG
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
29 BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT
M.B.H.
100,00
Capitale sociale EUR 363.364
30 BA GEBAEUDEVERMIETUNGSGMBH VIENNA VIENNA 1 BA GVG-HOLDING GMBH 89,00
Capitale sociale EUR 36.336 BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG
GES.M.B.H.
10,00
PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH
1,00
31 BA GVG-HOLDING GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 18.168
32 BA IMMO GEWINNSCHEIN FONDS1 VIENNA VIENNA 4 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG (3)
33 BA-CA ANDANTE LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.500
34 BA-CA FINANCE (CAYMAN) II LIMITED GEORGE
TOWN
GEORGE
TOWN
1 ALPINE CAYMAN ISLANDS LTD. 100,00
Capitale sociale EUR 15.000
35 BA-CA FINANCE (CAYMAN) LIMITED GEORGE
TOWN
GEORGE
TOWN
1 ALPINE CAYMAN ISLANDS LTD. 100,00
Capitale sociale EUR 15.000
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
SEDE SEDE TIPO DI
RAPPORTO
(1)
QUOTA DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
36 DENOMINAZIONE
BA-CA LEASING DREI GARAGEN GMBH
LEGALE
VIENNA
OPERATIVA
VIENNA
1 IMPRESA PARTECIPANTE
BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
%
99,80
% (2)
Capitale sociale EUR 35.000 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
37 BA-CA LEASING MAR IMMOBILIEN LEASING
GMBH
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
38 BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG
GES.M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 127.177
39 BA-CA PRESTO LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
40 BA-CA WIEN MITTE HOLDING GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
41 Capitale sociale EUR 35.000
BA/CA-LEASING BETEILIGUNGEN GMBH
VIENNA VIENNA 1 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG 99,80
GMBH
Capitale sociale EUR 454.000 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
42 BACA CENA IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
43 BACA HYDRA LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
44 BACA KOMMUNALLEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.500
45 BACA LEASING ALFA S.R.O. PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
46 Capitale sociale CZK 110.000
BACA LEASING UND
VIENNA VIENNA 1 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 98,80
BETEILIGUNGSMANAGEMENT GMBH
Capitale sociale EUR 18.287 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
47 BACAL ALPHA DOO ZA POSLOVANJE
NEKRETNINAMA
Capitale sociale HRK 20.000
ZAGABRIA ZAGABRIA 1 LOCAT CROATIA DOO 100,00
48 BAL CARINA IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
49 BAL HESTIA IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
50 BAL HORUS IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
51 BAL HYPNOS IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
52 BAL LETO IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
53 BAL OSIRIS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
54 BAL SOBEK IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT 99,80
55 BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
IMMOBILIENANLAGEN GMBH
VIENNA VIENNA 1 M.B.H.
GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
56 BANK AUSTRIA FINANZSERVICE GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 490.542
57 BANK AUSTRIA HUNGARIA BETA LEASING
KORLATOLT FELELOSSEGUE TARSASAG
BUDAPEST BUDAPEST 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
100,00
Capitale sociale HUF 3.000.000
58 BANK AUSTRIA LEASING ARGO IMMOBILIEN
LEASING GMBH
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 WOEM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
59 BANK AUSTRIA LEASING HERA IMMOBILIEN
LEASING GMBH
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.337 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
60 BANK AUSTRIA LEASING IKARUS IMMOBILIEN
LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
61 BANK AUSTRIA LEASING MEDEA IMMOBILIEN
LEASING GMBH
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
62 BANK AUSTRIA REAL INVEST CLIENT
INVESTMENT GMBH
VIENNA VIENNA 1 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN
MANAGEMENT GMBH
100,00
Capitale sociale EUR 145.500
63 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN
KAPITALANLAGE GMBH
VIENNA VIENNA 1 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN
MANAGEMENT GMBH
100,00
Capitale sociale EUR 5.000.000
64 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN
MANAGEMENT GMBH
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 94,95
Capitale sociale EUR 10.900.500
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
65 BANK AUSTRIA WOHNBAUBANK AG VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 18.765.944
66 BARD ENGINEERING GMBH EMDEN EMDEN 4 BARD HOLDING GMBH (3)
67 BARD HOLDING GMBH EMDEN EMDEN 4 UNICREDIT BANK AG (3)
68 BAULANDENTWICKLUNG GDST 1682/8 GMBH &
CO OEG
VIENNA VIENNA 1 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 1,00
Capitale sociale EUR 0 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 99,00
69 BAVARIA SERVICOS DE REPRESENTACAO
COMERCIAL LTDA.
SAN PAOLO SAN PAOLO 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale BRL 351.531 UNICREDIT U.S. FINANCE LLC
70 BERTRAM PROJEKT UNODECIMA
TECHNIKZENTRUM GMBH & CO. KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 ROLIN GRUNDSTUCKSPLANUNGS- UND -
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
87,00
Capitale sociale EUR 10.000 WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG 6,00
WEALTHCAP MANAGEMENT SERVICES GMBH 1,00
71 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.500
72 BF NINE HOLDING GMBH VIENNA VIENNA 1 ALLEGRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
73 BIL LEASING-FONDS GMBH & CO VELUM KG GRUNWALD GRUNWALD 1 BIL LEASING-FONDS VERWALTUNGS-GMBH 33,33
Capitale sociale EUR 2.556 UNICREDIT BANK AG 100,00 33,33
74 BIL LEASING-FONDS VERWALTUNGS-GMBH GRUNWALD GRUNWALD 1 WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 26.000
75 BORGO DI PEROLLA SRL MASSA MASSA 1 FONDIARIA LASA SPA 100,00
Capitale sociale EUR 2.043.952 MARITTIMA MARITTIMA
76 BREWO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.337
77 BUITENGAATS HOLDING B.V. EEMSHAVEN EEMSHAVEN 4 BARD ENGINEERING GMBH (3)
78 C.E.CO.S. COMPLETAMENTO EDILIZIO CORSO
SICILIA SPA
Capitale sociale EUR 103.300
CATANIA CATANIA 1 ISTITUTO IMMOBILIARE DI CATANIA SPA 100,00
79 CA-LEASING OVUS S.R.O. PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
Capitale sociale CZK 100.000
80 CA-LEASING SENIOREN PARK GMBH VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
81 CA-ZETA REAL ESTATE DEVELOPMENT LIMITED
LIABILITY COMPANY
BUDAPEST BUDAPEST 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
100,00
Capitale sociale HUF 3.000.000
82 CABET-HOLDING GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 290.909
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
83 CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 CABET-HOLDING GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
84 CALG 307 MOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT
M.B.H.
100,00
Capitale sociale EUR 36.500
85 CALG 443 GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
98,80
Capitale sociale EUR 36.336 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 1,00
UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
86 CALG 445 GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH VIENNA VIENNA 1 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 99,60
Capitale sociale EUR 18.168 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,40
87 CALG 451 GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH VIENNA VIENNA 1 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
88 CALG ALPHA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
VIENNA VIENNA 1 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
89 CALG ANLAGEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
90 CALG ANLAGEN LEASING GMBH & CO
GRUNDSTUECKVERMIETUNG UND -
VERWALTUNG KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,90
Capitale sociale EUR 2.326.378
91 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
VIENNA VIENNA 1 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.336 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
92 CALG GAMMA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
VIENNA VIENNA 1 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.337 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
93 CALG GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH VIENNA VIENNA 1 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
94 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 254.355 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
SEDE SEDE TIPO DI
RAPPORTO
QUOTA DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
DENOMINAZIONE LEGALE OPERATIVA (1) IMPRESA PARTECIPANTE % % (2)
95 CALG MINAL GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
VIENNA VIENNA 1 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 18.286 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & 0,20
CO KG
96 CAPITAL DEV SPA ROMA ROMA 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 272.000
97 CAPITAL MORTGAGE SRL (CARTOLARIZZAZIONE:
BIPCA CORDUSIO RMBS)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
98 CAPITAL MORTGAGE SRL (CARTOLARIZZAZIONE: VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
CAPITAL MORTGAGE 2007 - 1)
99 CARD COMPLETE SERVICE BANK AG VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 50,10
Capitale sociale EUR 6.000.000
100 CARDS & SYSTEMS EDV-DIENSTLEISTUNGS
GMBH
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 55,00
Capitale sociale EUR 75.000
101 CASTELLANI LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
10,00
Capitale sociale EUR 1.800.000 UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT
M.B.H.
90,00
102 CAVE NUOVE SPA ROMA ROMA 1 CAPITAL DEV SPA 100,00
Capitale sociale EUR 140.000
103 CHARADE LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
104 CHEFREN LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
105 Capitale sociale EUR 36.500
CIVITAS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & 0,20
M.B.H. CO KG
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
106 COMMUNA - LEASING VIENNA VIENNA 1 REAL-LEASE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS 99,80
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
GESELLSCHAFT M.B.H.
Capitale sociale EUR 36.337 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
107 COMPAGNIA FONDIARIA ROMANA - SOCIETA' A
RESPONDABILITA' LIMITATA
ROMA ROMA 1 NUOVA COMPAGNIA DI PARTECIPAZIONI SPA 100,00
Capitale sociale EUR 103.400
108 CONSUMER THREE SRL (CARTOLARIZZAZIONE:
CONSUMER THREE)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
109 CONTRA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
74,80
GMBH
Capitale sociale EUR 36.500 JAUSERN-LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. 25,00
UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & 0,20
CO KG
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
SEDE SEDE TIPO DI
RAPPORTO
QUOTA DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
110 DENOMINAZIONE
CORDUSIO RMBS - UCFIN SRL
(CARTOLARIZZAZIONE: CORDUSIO RMBS UCFIN -
SERIE 2006)
LEGALE
VERONA
OPERATIVA
VERONA
(1)
4
IMPRESA PARTECIPANTE
UNICREDIT SPA
%
% (2)
(3)
111 CORDUSIO RMBS SECURITISATION SRL
(CARTOLARIZZAZIONE: CORDUSIO RMBS
SECURITISATION - SERIE 2006)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
112 CORDUSIO RMBS SECURITISATION SRL
(CARTOLARIZZAZIONE: CORDUSIO RMBS
SECURITISATION - SERIE 2007)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
113 CORDUSIO SIM SPA MILANO MILANO 1 UNICREDIT SPA 96,10 (5)
Capitale sociale EUR 56.282.051
114 CORDUSIO SOCIETA' FIDUCIARIA PER AZIONI
Capitale sociale EUR 520.000
MILANO MILANO 1 UNICREDIT SPA 100,00
115 CRIVELLI SRL MILANO MILANO 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 10.000
116 DC BANK AG VIENNA VIENNA 1 CARD COMPLETE SERVICE BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 5.000.000
117 DC ELEKTRONISCHE ZAHLUNGSSYSTEME GMBH VIENNA VIENNA 1 KSG KARTEN-VERRECHNUNGS- UND
SERVICEGESELLSCHAFT M.B.H.
100,00
Capitale sociale EUR 35.000
118 DEBO LEASING SRL BUCAREST BUCAREST 1 UNICREDIT CONSUMER FINANCING IFN S.A. 0,01
Capitale sociale RON 724.400 UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. 99,99
119 DELPHA IMMOBILIEN- UND
PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO.
GROSSKUGEL BAUABSCHNITT ALPHA
MANAGEMENT KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB PROJEKT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 255.650
120 DELPHA IMMOBILIEN- UND
PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO.
GROSSKUGEL BAUABSCHNITT GAMMA
MANAGEMENT KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB PROJEKT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 255.650
121 DINERS CLUB CS, S.R.O. BRATISLAVA BRATISLAVA 1 DC BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 995.000
122 DINERS CLUB POLSKA SP.Z.O.O. VARSAVIA VARSAVIA 1 DC BANK AG 100,00
Capitale sociale PLN 7.500.000
123 DIRANA
LIEGENSCHAFTSVERWERTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
100,00
Capitale sociale EUR 17.500
124 DLV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
10,00
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 90,00
125 DUODEC Z IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
126 ELEKTRA PURCHASE NO. 28 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
127 ELEKTRA PURCHASE NO. 31 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
128 ELEKTRA PURCHASE NO. 32 S.A. LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
129 ELEKTRA PURCHASE NO. 32 S.A. -
COMPARTEMENT 2
LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
130 ELEKTRA PURCHASE NO. 33 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
131 ELEKTRA PURCHASE NO. 34 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
132 ELEKTRA PURCHASE NO. 36 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
133 ELEKTRA PURCHASE NO. 37 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
134 ELEKTRA PURCHASE NO. 38 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
135 ELEKTRA PURCHASE NO. 39 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
136 ELEKTRA PURCHASE NO. 41 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
137 ELEKTRA PURCHASE NO. 43 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
138 ELEKTRA PURCHASE NO. 44 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
139 ELEKTRA PURCHASE NO. 46 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
140 ELEKTRA PURCHASE NO. 54 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
141 ELEKTRA PURCHASE NO. 55 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
142 ELEKTRA PURCHASE NO. 56 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
143 ELEKTRA PURCHASE NO. 57 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
144 ELEKTRA PURCHASE NO. 63 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
145 ELEKTRA PURCHASE NO. 64 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
146 ELEKTRA PURCHASE NO. 718 DAC DUBLINO DUBLINO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
147 ELEKTRA PURCHASE NO. 911 LTD ST. HELIER ST. HELIER 4 UNICREDIT BANK AG (3)
148 EUROLEASE AMUN IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
149 EUROLEASE ANUBIS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
150 EUROLEASE ISIS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
151 EUROLEASE MARDUK IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
152 EUROLEASE RA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
153 EUROLEASE RAMSES IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.336 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
154 EUROPA BEFEKTETESI ALAPKEZELOE ZRT
(EUROPA INVESTMENT FUND MANAGEMENT
LTD.)
BUDAPEST BUDAPEST 1 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
100,00
Capitale sociale HUF 100.000.000
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
155 EUROPA INGATLANBEFEKTETESI ALAP (EUROPE
REAL-ESTATE INVESTMENT FUND)
BUDAPEST BUDAPEST 4 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. (3)
156 EUROPEAN-OFFICE-FONDS MONACO DI
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4 UNICREDIT BANK AG (3)
157 EXPANDA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
158 F-E MORTGAGES SRL (CARTOLARIZZAZIONE: F-E
MORTGAGES 2005)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
159 F-E MORTGAGES SRL (CARTOLARIZZAZIONE: F-E
MORTGAGES SERIES 1 - 2003)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
160 FACTORBANK AKTIENGESELLSCHAFT VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 3.000.000
161 FINECO VERWALTUNG AG
Capitale sociale EUR 50.000
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1 UNICREDIT SPA 100,00
162 FINN ARSENAL LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
99,60
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 0,20
163 FMC LEASING INGATLANHASZNOSITO
KORLATOLT FELELOESSEGUE TARSASAG
BUDAPEST BUDAPEST 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
100,00
Capitale sociale HUF 3.000.000
164 FMZ SAVARIA SZOLGALTATO KORLATOLT
FELELOESSEG TARSASAG
BUDAPEST BUDAPEST 1 UNICREDIT LEASING KFT 75,00
Capitale sociale HUF 3.000.000
165 FMZ SIGMA PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 35.000 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
166 FOLIA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.336 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
167 FONDIARIA LASA SPA ROMA ROMA 1 NUOVA COMPAGNIA DI PARTECIPAZIONI SPA 100,00
Capitale sociale EUR 3.102.000
168 FOOD & MORE GMBH MONACO DI
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1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 100.000
169 FUGATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
100,00
Capitale sociale EUR 36.336
170 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 27.434 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
171 GEBAEUDELEASING
GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
98,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
172 GELDILUX-TS-2015 S.A. LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
173 GEMEINDELEASING
GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
37,30
Capitale sociale EUR 18.333 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 37,50
UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
174 GEMMA VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH &
CO. VERMIETUNGS KG
PULLACH PULLACH 4 ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH (3)
175 GENERAL LOGISTIC SOLUTIONS LLC MOSCA MOSCA 1 UCTAM RU LIMITED LIABILITY COMPANY 100,00
Capitale sociale RUB 2.342.309.444
176 GRUNDSTUCKSAKTIENGESELLSCHAFT AM
POTSDAMER PLATZ (HAUS VATERLAND)
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1 TERRENO GRUNDSTUCKSVERWALTUNG GMBH
& CO. ENTWICKLUNGS- UND
FINANZIERUNGSVERMITTLUNGS-KG
98,24
Capitale sociale EUR 4.086.245
177 GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT SIMON
BESCHRANKT HAFTENDE
KOMMANDITGESELLSCHAF
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1 HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO
KG
100,00
Capitale sociale EUR 51.500
178 GRUNDSTUECKSVERWALTUNG LINZ-MITTE
GMBH
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 35.000 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
179 H.F.S. IMMOBILIENFONDS GMBH EBERSBERG EBERSBERG 1 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.565
180 H.F.S. LEASINGFONDS DEUTSCHLAND 1 GMBH &
CO. KG (IMMOBILIENLEASING)
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1 HVB IMMOBILIEN AG 100,00
Capitale sociale EUR 97.154.824
181 H.F.S. LEASINGFONDS DEUTSCHLAND 7 GMBH &
CO. KG
Capitale sociale EUR 85.430.630
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1 HVB IMMOBILIEN AG 99,41
182 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH EBERSBERG EBERSBERG 1 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 26.000
183 HAWA GRUNDSTUCKS GMBH & CO. OHG
HOTELVERWALTUNG
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1 HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO
KG
99,50
Capitale sociale EUR 276.200 TIVOLI GRUNDSTUCKS-AKTIENGESELLSCHAFT 0,50
184 HAWA GRUNDSTUCKS GMBH & CO. OHG
IMMOBILIENVERWALTUNG
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1 HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO
KG
99,50
Capitale sociale EUR 54.300 TIVOLI GRUNDSTUCKS-AKTIENGESELLSCHAFT 0,50
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
185 HELICONUS SRL (CARTOLARIZZAZIONE:
HELICONUS)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
186 HERKU LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
187 HJS 12 BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH MONACO DI
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1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
188 HONEU LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
74,80
Capitale sociale EUR 36.336 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
189 HUMAN RESOURCES SERVICE AND
DEVELOPMENT GMBH
Capitale sociale EUR 18.168
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
190 HVB CAPITAL LLC WILMINGTON WILMINGTON 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale USD 10.000
191 HVB CAPITAL LLC II WILMINGTON WILMINGTON 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale USD 13
192 HVB CAPITAL LLC III
Capitale sociale USD 10.000
WILMINGTON WILMINGTON 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
193 HVB FUNDING TRUST WILMINGTON WILMINGTON 4 UNICREDIT BANK AG (3)
194 HVB FUNDING TRUST II WILMINGTON WILMINGTON 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale USD 2.279
195 HVB FUNDING TRUST III WILMINGTON WILMINGTON 4 UNICREDIT BANK AG (3)
196 HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO
KG
Capitale sociale EUR 10.000.000
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1 UNICREDIT BANK AG 100,00
197 HVB HONG KONG LIMITED HONG KONG HONG KONG 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale USD 129
198 HVB IMMOBILIEN AG MONACO DI
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1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 520.000
199 HVB LEASING CZECH REPUBLIC S.R.O. PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
Capitale sociale CZK 49.632.000
200 HVB PROJEKT GMBH MONACO DI
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1 HVB IMMOBILIEN AG 94,00
Capitale sociale EUR 24.543.000 UNICREDIT BANK AG 6,00
201 HVB SECUR GMBH MONACO DI
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1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 50.000
202 HVB TECTA GMBH MONACO DI
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1 HVB IMMOBILIEN AG 94,00
Capitale sociale EUR 1.534.000 UNICREDIT BANK AG 6,00
203 HVB VERWA 4 GMBH MONACO DI
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1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 26.000
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
204 HVB VERWA 4.4 GMBH MONACO DI
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1 HVB VERWA 4 GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
205 HVB-LEASING JUPITER INGATLANHASZNOSITO
KORLATOLT FELELOESSEGUE TARSASAG
BUDAPEST BUDAPEST 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
100,00
Capitale sociale HUF 3.000.000
206 HVB-LEASING ROCCA INGATLANHASZNOSITO
KORLATOLT FELELOESSEGUE TARSASAG
BUDAPEST BUDAPEST 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
100,00
Capitale sociale HUF 3.000.000
207 HVZ GMBH & CO. OBJEKT KG MONACO DI
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1 PORTIA GRUNDSTUCKS
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO.
OBJEKT KG
100,00
Capitale sociale EUR 148.090.766
208 HYPO-BANK VERWALTUNGSZENTRUM GMBH &
CO. KG OBJEKT ARABELLASTRASSE
MONACO DI
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1 HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO
KG
100,00
Capitale sociale EUR 25.600
209 IDEA FIMIT SGR FONDO SIGMA IMMOBILIARE ROMA ROMA 4 UNICREDIT SPA (3)
210 IMMOBILIEN HOLDING GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
211 IMMOBILIEN RATING GMBH VIENNA VIENNA 1 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN
MANAGEMENT GMBH
61,00
Capitale sociale EUR 50.000 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 19,00
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 19,00
212 IMMOBILIENLEASING
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
213 INTERRA GESELLSCHAFT FUR
IMMOBILIENVERWALTUNG MBH
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1 HVB IMMOBILIEN AG 93,85
Capitale sociale EUR 26.000 UNICREDIT BANK AG 6,15
214 INTRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 PROJEKT-LEASE
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
100,00
Capitale sociale EUR 36.336
215 ISB UNIVERSALE BAU GMBH BERLINO BERLINO 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
100,00
216 Capitale sociale EUR 6.288.890
ISTITUTO IMMOBILIARE DI CATANIA SPA
CATANIA CATANIA 1 CAPITAL DEV SPA 93,92
Capitale sociale EUR 7.700.000 UNICREDIT SPA 1,12
217 ISTITUTO PER L'EDILIZIA POPOLARE DI SAN
BERILLO SRL IN LIQUIDAZIONE
CATANIA CATANIA 1 ISTITUTO IMMOBILIARE DI CATANIA SPA 99,90
Capitale sociale EUR 154.800
218 JAUSERN-LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
219 KAISERWASSER BAU- UND ERRICHTUNGS GMBH
UND CO OG
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 99,80 0,00
Capitale sociale EUR 36.336
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
SEDE SEDE TIPO DI
RAPPORTO
(1)
QUOTA DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
220 DENOMINAZIONE
KLEA ZS-LIEGENSCHAFTSVERMIETUNG G.M.B.H.
LEGALE
VIENNA
OPERATIVA
VIENNA
1 IMPRESA PARTECIPANTE
PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH
%
0,20
% (2)
Capitale sociale EUR 36.336 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 99,80
221 KSG KARTEN-VERRECHNUNGS- UND
SERVICEGESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 CARD COMPLETE SERVICE BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 44.000
222 KUNSTHAUS LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 KUTRA GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
5,00
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 95,00
223 KUTRA GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.337 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
224 LAGERMAX LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
225 LAGEV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
226 LARGE CORPORATE ONE SRL
(CARTOLARIZZAZIONE: LARGE CORPORATE
ONE)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
227 LARGO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
VAPE COMMUNA LEASINGGESELLSCHAFT
M.B.H.
98,80
228 LEASFINANZ ALPHA ASSETVERMIETUNG GMBH VIENNA VIENNA 1 LEASFINANZ GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
229 LEASFINANZ BANK GMBH
Capitale sociale EUR 36.500
VIENNA VIENNA 1 BACA LEASING UND
BETEILIGUNGSMANAGEMENT GMBH
100,00
230 LEASFINANZ GMBH VIENNA VIENNA 1 BACA LEASING UND 100,00
Capitale sociale EUR 218.019 BETEILIGUNGSMANAGEMENT GMBH
231 LEGATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
232 LELEV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
233 LINO HOTEL-LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
234 LIPARK LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
235 LIVA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
236 LOCAT CROATIA DOO ZAGABRIA ZAGABRIA 1 ZAGREBACKA BANKA D.D. 100,00
Capitale sociale HRK 39.000.000
237 LOCAT SV SRL (CARTOLARIZZAZIONE: SERIE
2016)
CONEGLIANO CONEGLIANO 4 UNICREDIT LEASING SPA (3)
238 M. A. V. 7., BANK AUSTRIA LEASING
BAUTRAEGER GMBH & CO.OG.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
1,96
Capitale sociale EUR 3.707 UNICREDIT LUNA LEASING GMBH 98,04
239 MBC IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
240 MENUETT GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.337 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
241 MERKURHOF GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT
MIT BESCHRANKTER HAFTUNG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 5.112.919
242 MM OMEGA PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 35.000 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
243 MOC VERWALTUNGS GMBH & CO. IMMOBILIEN
KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
4 HVB PROJEKT GMBH (3)
244 MOEGRA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
245 MOMENTUM ALLWEATHER STRATEGIES - LONG
TERM STRATEG
HAMILTON HAMILTON 4 UNICREDIT SPA (3)
246 MOMENTUM LONG TERM VALUE FUND HAMILTON HAMILTON 4 UNICREDIT SPA (3)
247 NAGE LOKALVERMIETUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
248 NF OBJEKT FFM GMBH MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB IMMOBILIEN AG 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
249 NF OBJEKTE BERLIN GMBH
Capitale sociale EUR 25.000
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB IMMOBILIEN AG 100,00
250 NOE HYPO LEASING ASTRICTA
GRUNDSTUECKVERMIETUNGS GESELLSCHAFT
M.B.H.
Capitale sociale EUR 36.337
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 95,00
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
SEDE SEDE TIPO DI
RAPPORTO
QUOTA DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
DENOMINAZIONE LEGALE OPERATIVA (1) IMPRESA PARTECIPANTE % % (2)
251 NUOVA COMPAGNIA DI PARTECIPAZIONI SPA ROMA ROMA 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 200.000
252 OCEAN BREEZE ASSET GMBH & CO. KG BREMA BREMA 1 OCEAN BREEZE ENERGY GMBH & CO. KG 100,00
Capitale sociale EUR 2.000
253 OCEAN BREEZE ENERGY GMBH & CO. KG BREMA BREMA 1 HJS 12 BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH 100,00
Capitale sociale EUR 2.000
254 OCEAN BREEZE FINANCE S.A.- COMPARTMENT 1 LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO 4 UNICREDIT BANK AG (3)
255 OCEAN BREEZE GMBH BREMA BREMA 1 OCEAN BREEZE ENERGY GMBH & CO. KG 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
256 OCT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & 0,20
M.B.H CO KG
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND 99,80
VERWERTUNG GMBH
257 OLG HANDELS- UND
BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
100,00
M.B.H. GMBH
Capitale sociale EUR 36.336
258 OMNIA GRUNDSTUCKS-GMBH & CO. OBJEKT
HAIDENAUPLATZ KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB IMMOBILIEN AG 94,00
Capitale sociale EUR 26.000 UNICREDIT BANK AG 6,00
259 OMNIA GRUNDSTUECKS-GMBH & CO. OBJEKT
PERLACH KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH 94,78 93,87
Capitale sociale EUR 5.125.701 WEALTHCAP LEASING GMBH 5,22 5,14
260 OOO UNICREDIT GARANT MOSCA MOSCA 1 OOO UNICREDIT LEASING 100,00
Capitale sociale RUR 106.998.000
261 OOO UNICREDIT LEASING MOSCA MOSCA 1 AO UNICREDIT BANK 100,00
Capitale sociale RUR 149.160.248
262 ORBIT PERFORMANCE STRATEGIES - ORBIT US
CLASSE I U
HAMILTON HAMILTON 4 UNICREDIT SPA (3)
263 ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH MONACO DI MONACO DI 1 HVB PROJEKT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 10.149.150 BAVIERA BAVIERA
264 OTHMARSCHEN PARK HAMBURG GMBH & CO. MONACO DI MONACO DI 1 HVB PROJEKT GMBH 10,00
CENTERPARK KG BAVIERA BAVIERA
Capitale sociale EUR 51.129 T & P FRANKFURT DEVELOPMENT B.V. 30,00
T & P VASTGOED STUTTGART B.V. 60,00
265 OTHMARSCHEN PARK HAMBURG GMBH & CO. MONACO DI MONACO DI 1 HVB PROJEKT GMBH 10,00
GEWERBEPARK KG BAVIERA BAVIERA
Capitale sociale EUR 51.129 T & P FRANKFURT DEVELOPMENT B.V. 30,00
T & P VASTGOED STUTTGART B.V. 60,00
266 PAI (BERMUDA) LIMITED HAMILTON HAMILTON 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale USD 12.000
267 PAI MANAGEMENT LTD DUBLINO DUBLINO 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 1.032.000
268 PALAIS ROTHSCHILD VERMIETUNGS GMBH & CO
OG
VIENNA VIENNA 1 SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT 100,00
Capitale sociale EUR 2.180.185
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
SEDE SEDE TIPO DI
RAPPORTO
(1)
QUOTA DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
DENOMINAZIONE LEGALE OPERATIVA IMPRESA PARTECIPANTE % % (2)
269 PARCO DELLE ACACIE DUE S.P.A. ROMA ROMA 1 CAPITAL DEV SPA 100,00
Capitale sociale EUR 90.000
270 PARSEC 6 SPA ROMA ROMA 1 CAPITAL DEV SPA 100,00
Capitale sociale EUR 90.000
271 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
272 PELOPS LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 EUROLEASE RAMSES IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.337 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
273 PENSIONSKASSE DER HYPO VEREINSBANK
VVAG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
4 UNICREDIT BANK AG (3)
274 PERIKLES 20092 VERMOGENSVERWALTUNG
GMBH
BREMA BREMA 1 HJS 12 BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
275 PIANA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
276 PIRTA VERWALTUNGS GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 2.067.138
277 PISANA S.P.A. ROMA ROMA 1 CAPITAL DEV SPA 100,00
Capitale sociale EUR 1.000.000
278 POLLUX IMMOBILIEN GMBH VIENNA VIENNA 1 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 99,80
279 POMINVEST DD SPALATO SPALATO 1 ZAGREBACKA BANKA D.D. 88,66 88,95
Capitale sociale HRK 17.434.000
280 PORTIA GRUNDSTUCKS
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO.
OBJEKT KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO
KG
100,00
Capitale sociale EUR 500.013.550
281 POSATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
282 PRELUDE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
98,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
283 PRO WOHNBAU GMBH VIENNA VIENNA 1 BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG
GES.M.B.H.
0,31
Capitale sociale EUR 23.621.113 IMMOBILIEN HOLDING GMBH 99,69
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
284 PROJEKT-LEASE
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
285 QUADEC Z IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
286 QUART Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
287 QUINT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
288 RANA-LIEGENSCHAFTSVERWERTUNG GMBH VIENNA VIENNA 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
99,90
Capitale sociale EUR 72.700
289 REAL INVEST EUROPE DER BANK AUSTRIA REAL
INVEST IMMOBILIEN- KAPI
VIENNA VIENNA 4 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG (3)
290 REAL INVEST IMMOBILIEN GMBH VIENNA VIENNA 1 TREUCONSULT BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
99,00
Capitale sociale EUR 36.400
291 REAL INVEST PROPERTY GMBH & CO SPB JOTA
KG
VIENNA VIENNA 1 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN
MANAGEMENT GMBH
32,07
Capitale sociale EUR 0 TREUCONSULT BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
44,55
292 REAL-LEASE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
293 REAL-RENT LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 73.000 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
294 REGEV
REALITAETENVERWERTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 726.728 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
295 RIGEL IMMOBILIEN GMBH VIENNA VIENNA 1 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 99,80
296 ROLIN GRUNDSTUCKSPLANUNGS- UND -
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 30.677
297 ROSENKAVALIER 2008 GMBH FRANCOFORTE FRANCOFORTE 4 UNICREDIT BANK AG (3)
298 ROSENKAVALIER 2015 UG FRANCOFORTE FRANCOFORTE 4 UNICREDIT BANK AG (3)
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
299 RSB ANLAGENVERMIETUNG GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT
M.B.H.
100,00
Capitale sociale EUR 36.337
300 S. MARIA DELLA GUARDIA S.R.L. CATANIA CATANIA 1 ISTITUTO IMMOBILIARE DI CATANIA SPA 51,00
Capitale sociale EUR 210.000
301 SALVATORPLATZ
GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT MBH & CO. OHG
SAARLAND
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO
KG
100,00
302 Capitale sociale EUR 1.533.900
SALVATORPLATZ
GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT MBH & CO. OHG
VERWALTUNGSZENTRUM
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 PORTIA GRUNDSTUCKS
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO.
OBJEKT KG
97,78
Capitale sociale EUR 2.300.850 TIVOLI GRUNDSTUCKS-AKTIENGESELLSCHAFT 2,22
303 SAMAR SPA ROMA ROMA 1 CAPITAL DEV SPA 100,00
Capitale sociale EUR 50.000
304 SANITA' - S.R.L. IN LIQUIDAZIONE ROMA ROMA 1 UNICREDIT SPA 99,60
Capitale sociale EUR 5.164.333
305 SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT VIENNA VIENNA 1 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH
0,01
Capitale sociale EUR 20.000.000 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 99,99
306 SCHOELLERBANK INVEST AG SALISBURGO SALISBURGO 1 SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT 100,00
Capitale sociale EUR 2.543.549
307 SECA-LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
308 SEDEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
309 SELFOSS BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH GRUNWALD GRUNWALD 1 HVB PROJEKT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
310 SEXT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H
VIENNA VIENNA 1 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
311 SHOPPING PALACE BRATISLAVA, V.O.S. BRATISLAVA BRATISLAVA 1 REAL INVEST PROPERTY GMBH & CO SPB
JOTA KG
100,00
Capitale sociale EUR 0
312 SIA UNICREDIT INSURANCE BROKER RIGA RIGA 1 SIA UNICREDIT LEASING 100,00
Capitale sociale EUR 15.080
313 SIA UNICREDIT LEASING RIGA RIGA 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 15.569.120
314 SIGMA LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 99,40
Capitale sociale EUR 18.286 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 0,40
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
315 SIMON VERWALTUNGS-AKTIENGESELLSCHAFT
I.L.
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 UNICREDIT BANK AG 99,98
316 Capitale sociale EUR 2.556.459
SIRIUS IMMOBILIEN GMBH
VIENNA VIENNA 1 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN 0,20
GMBH
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 99,80
317 SIRIUS IMMOBILIEN- UND
PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB PROJEKT GMBH 5,00
Capitale sociale EUR 30.000 SOLOS IMMOBILIEN- UND
PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. SIRIUS
BETEILIGUNGS KG
95,00
318 SOCIETA' DI GESTIONI ESATTORIALI IN SICILIA
SO.G.E.SI. S.P.A. IN LIQ.
PALERMO PALERMO 1 UNICREDIT SPA 80,00
Capitale sociale EUR 36.151.500
319 SOFIGERE SOCIETE PAR ACTIONS SIMPLIFIEE
(IN LIQUIDAZIONE)
PARIGI PARIGI 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 40.000
320 SOLOS IMMOBILIEN- UND
PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. SIRIUS
BETEILIGUNGS KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB PROJEKT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 35.800
321 SONATA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
1,00
Capitale sociale EUR 36.336 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 98,80
322 SPECTRUM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 WOEM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
100,00
Capitale sociale EUR 36.336
323 SPREE GALERIE
HOTELBETRIEBSGESELLSCHAFT MBH
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 ARGENTAURUS IMMOBILIEN-VERMIETUNGS
UND VERWALTUNGS GMBH
100,00
Capitale sociale EUR 511.300
324 STEWE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 PROJEKT-LEASE
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
24,00
Capitale sociale EUR 36.337 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
75,80
325 STRUCTURED INVEST SOCIETE ANONYME LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 125.500
326 SUCCESS 2015 B.V. AMSTERDAM AMSTERDAM 4 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH (3)
327 SVILUPPO IMMOBILIARE PESCACCIO - SOCIETA'
A RESPONSABILITA' LIMITATA
ROMA ROMA 1 CAVE NUOVE SPA 100,00
Capitale sociale EUR 10.000
328 T & P FRANKFURT DEVELOPMENT B.V. AMSTERDAM MONACO DI
BAVIERA
1 HVB PROJEKT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 4.938.271
329 T & P VASTGOED STUTTGART B.V. AMSTERDAM MONACO DI
BAVIERA
1 HVB PROJEKT GMBH 87,50
Capitale sociale EUR 10.769.773
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
330 TERRENO GRUNDSTUCKSVERWALTUNG GMBH
& CO. ENTWICKLUNGS- UND
FINANZIERUNGSVERMITTLUNGS-KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB TECTA GMBH 75,00
Capitale sociale EUR 920.400
331 TERZ Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
332 TIVOLI GRUNDSTUCKS-AKTIENGESELLSCHAFT MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 PORTIA GRUNDSTUCKS
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO.
OBJEKT KG
99,77
333 Capitale sociale EUR 6.240.000
TREDEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND 99,80
VERWERTUNG GMBH
334 TREUCONSULT BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN
MANAGEMENT GMBH
100,00
Capitale sociale EUR 365.000
335 TRICASA GRUNDBESITZ GESELLSCHAFT MBH &
CO. 1. VERMIETUNGS KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 6.979.476
336 TRICASA GRUNDBESITZGESELLSCHAFT DES
BURGERLICHEN RECHTS NR. 1
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 13.687.272
337 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
VIENNA VIENNA 1 BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
90,00
Capitale sociale EUR 10.000 BA-CA ANDANTE LEASING GMBH 10,00
338 UCTAM BALTICS SIA RIGA RIGA 1 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
100,00
Capitale sociale EUR 4.265.585
339 UCTAM BH D.O.O. MOSTAR MOSTAR 1 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
100,00
Capitale sociale BAM 2.000
340 UCTAM BULGARIA EOOD SOFIA SOFIA 1 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
100,00
Capitale sociale BGN 20.000
341 UCTAM CZECH REPUBLIC SRO PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
100,00
Capitale sociale CZK 45.500.000
342 UCTAM D.O.O. BEOGRAD BELGRADO BELGRADO 1 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
100,00
Capitale sociale RSD 631.564.325
343 UCTAM HUNGARY KFT BUDAPEST BUDAPEST 1 EUROPA BEFEKTETESI ALAPKEZELOE ZRT
(EUROPA INVESTMENT FUND MANAGEMENT
LTD.)
1,00
Capitale sociale HUF 10.300.000 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
99,00
344 UCTAM RETAIL HUNGARY KFT. BUDAPEST BUDAPEST 1 EUROPA BEFEKTETESI ALAPKEZELOE ZRT
(EUROPA INVESTMENT FUND MANAGEMENT
LTD.)
1,00
Capitale sociale HUF 10.000.000 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
99,00
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
345 UCTAM RO S.R.L. BUCAREST BUCAREST 1 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
100,00
Capitale sociale RON 30.560.080
346 UCTAM RU LIMITED LIABILITY COMPANY MOSCA MOSCA 1 UCTAM BALTICS SIA
Capitale sociale RUB 4.000.000 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
100,00
347 UCTAM SVK S.R.O. BRATISLAVA BRATISLAVA 1 UCTAM BALTICS SIA 15,00 0,01
Capitale sociale EUR 5.000 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE
GMBH
85,00 99,99
348 UCTAM UPRAVLJANJE D.O.O. LUBIANA LUBIANA 1 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE 100,00
Capitale sociale EUR 7.500 GMBH
349 UFFICIUM IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 KUTRA GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
5,00
Capitale sociale EUR 36.337 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 95,00
350 UNICOM IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
351 UNICREDIT AURORA LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 219.000
352 UNICREDIT BANK A.D. BANJA LUKA BANJA LUKA BANJA LUKA 1 UNICREDIT SPA 98,46
Capitale sociale BAM 97.055.000
353 UNICREDIT BANK AG MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 2.407.151.016
354 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 1.681.033.521
355 UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND
SLOVAKIA, A.S.
PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale CZK 8.754.617.898
356 UNICREDIT BANK D.D. MOSTAR MOSTAR 1 ZAGREBACKA BANKA D.D. 99,35 99,31
Capitale sociale BAM 119.195.000
357 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. BUDAPEST BUDAPEST 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale HUF 24.118.220.000
358 UNICREDIT BANK IRELAND PLC DUBLINO DUBLINO 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 1.343.118.650
359 UNICREDIT BANK S.A. BUCAREST BUCAREST 1 UNICREDIT SPA 98,63
Capitale sociale RON 1.177.748.253
360 UNICREDIT BANK SERBIA JSC BELGRADO BELGRADO 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale RSD 23.607.620.000
361 UNICREDIT BANKA SLOVENIJA D.D. LUBIANA LUBIANA 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 20.383.698
362 UNICREDIT BETEILIGUNGS GMBH MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 1.000.000
363 UNICREDIT BIZTOSITASKOEZVETITO KFT BUDAPEST BUDAPEST 1 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. 100,00
Capitale sociale HUF 5.000.000
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
SEDE SEDE TIPO DI
RAPPORTO
QUOTA DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
DENOMINAZIONE LEGALE OPERATIVA (1) IMPRESA PARTECIPANTE % % (2)
364 UNICREDIT BPC MORTAGE SRL (COVERED
BONDS)
VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
365 UNICREDIT BPC MORTGAGE S.R.L. VERONA VERONA 1 UNICREDIT SPA 60,00
Capitale sociale EUR 12.000
366 UNICREDIT BROKER S.R.O. BRATISLAVA BRATISLAVA 1 UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. 100,00
Capitale sociale EUR 8.266
367 UNICREDIT BULBANK AD SOFIA SOFIA 1 UNICREDIT SPA 99,45
Capitale sociale BGN 285.776.674
368 UNICREDIT CAPITAL MARKETS LLC NEW YORK NEW YORK 1 UNICREDIT U.S. FINANCE LLC 100,00
Capitale sociale USD 100.100
369 UNICREDIT CENTER AM KAISERWASSER GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
370 UNICREDIT CONSUMER FINANCING EAD SOFIA SOFIA 1 UNICREDIT BULBANK AD 100,00
Capitale sociale BGN 2.800.000
371 UNICREDIT CONSUMER FINANCING IFN S.A. BUCAREST BUCAREST 1 UNICREDIT BANK S.A. 50,10
Capitale sociale RON 103.269.200 UNICREDIT SPA 49,90
372 UNICREDIT DIRECT SERVICES GMBH MONACO DI MONACO DI 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 767.000 BAVIERA BAVIERA
373 UNICREDIT FACTORING CZECH REPUBLIC AND PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND 100,00
SLOVAKIA, A.S.
Capitale sociale CZK 222.600.000
SLOVAKIA, A.S.
374 UNICREDIT FACTORING EAD SOFIA SOFIA 1 UNICREDIT BULBANK AD 100,00
Capitale sociale BGN 1.000.000
375 UNICREDIT FACTORING SPA MILANO MILANO 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 414.348.000
376 UNICREDIT FLEET MANAGEMENT EOOD SOFIA SOFIA 1 UNICREDIT BULBANK AD 100,00
Capitale sociale BGN 100.000
377 UNICREDIT FLEET MANAGEMENT S.R.O. PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
Capitale sociale CZK 5.000.000
378 UNICREDIT FLEET MANAGEMENT S.R.O. BRATISLAVA BRATISLAVA 1 UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. 100,00
Capitale sociale EUR 6.639
379 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
VIENNA VIENNA 1 EUROLEASE RAMSES IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 57.000 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & 0,20
CO KG
380 UNICREDIT GLOBAL LEASING EXPORT GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 36.336
381 UNICREDIT GLOBAL LEASING PARTICIPATION
MANAGEMENT GMBH
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING SPA 100,00
Capitale sociale EUR 35.000
382 UNICREDIT GUSTRA LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & 10,00
CO KG
Capitale sociale EUR 35.000 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH 90,00
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
383 UNICREDIT HAMRED LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
10,00
Capitale sociale EUR 35.000 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH 90,00
384 UNICREDIT INSURANCE BROKER EOOD SOFIA SOFIA 1 UNICREDIT LEASING EAD 100,00
Capitale sociale BGN 5.000
385 UNICREDIT INSURANCE BROKER SRL BUCAREST BUCAREST 1 PIRTA VERWALTUNGS GMBH 0,03
Capitale sociale RON 150.000 UNICREDIT INSURANCE MANAGEMENT CEE
GMBH
99,97
386 UNICREDIT INSURANCE MANAGEMENT CEE
GMBH
Capitale sociale EUR 156.905
VIENNA VIENNA 1 PIRTA VERWALTUNGS GMBH 100,00
387 UNICREDIT INTERNATIONAL BANK
(LUXEMBOURG) SA
LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO 1 UNICREDIT SPA 100,00
388 Capitale sociale EUR 13.406.600
UNICREDIT JELZALOGBANK ZRT.
BUDAPEST BUDAPEST 1 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. 100,00
Capitale sociale HUF 3.000.000.000
389 UNICREDIT KFZ LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
100,00
Capitale sociale EUR 648.000
390 UNICREDIT LEASED ASSET MANAGEMENT SPA MILANO MILANO 1 UNICREDIT LEASING SPA 100,00
Capitale sociale EUR 1.000.000
391 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH VIENNA VIENNA 1 BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG
GES.M.B.H.
10,00
Capitale sociale EUR 17.296.134 PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN
GMBH
0,02
UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 89,98
392 UNICREDIT LEASING ALPHA ASSETVERMIETUNG
GMBH
VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
100,00
Capitale sociale EUR 35.000
393 UNICREDIT LEASING AVIATION GMBH AMBURGO AMBURGO 1 UNICREDIT LEASING GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 1.600.000
394 UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. BUCAREST BUCAREST 1 UNICREDIT BANK S.A. 99,96
Capitale sociale RON 90.989.013 UNICREDIT CONSUMER FINANCING IFN S.A. 0,04
395 UNICREDIT LEASING CROATIA D.O.O. ZA
LEASING
Capitale sociale HRK 28.741.800
ZAGABRIA ZAGABRIA 1 ZAGREBACKA BANKA D.D. 100,00
396 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND 100,00
Capitale sociale CZK 981.452.000 SLOVAKIA, A.S.
397 UNICREDIT LEASING EAD SOFIA SOFIA 1 UNICREDIT BULBANK AD 100,00
Capitale sociale BGN 2.605.000
398 UNICREDIT LEASING FINANCE GMBH AMBURGO AMBURGO 1 UNICREDIT LEASING GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 17.580.000
399 UNICREDIT LEASING FLEET MANAGEMENT S.R.L. BUCAREST BUCAREST 1 PIRTA VERWALTUNGS GMBH 90,02
Capitale sociale RON 680.000 UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. 9,98
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
400 UNICREDIT LEASING FUHRPARKMANAGEMENT
GMBH
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 364.000
401 UNICREDIT LEASING GMBH AMBURGO AMBURGO 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 15.000.000
402 UNICREDIT LEASING HUNGARY ZRT BUDAPEST BUDAPEST 1 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. 100,00
Capitale sociale HUF 50.000.000
403 UNICREDIT LEASING IMMOTRUCK ZRT. BUDAPEST BUDAPEST 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN 100,00
Capitale sociale HUF 52.500.000 GMBH
404 UNICREDIT LEASING INSURANCE SERVICES BRATISLAVA BRATISLAVA 1 UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. 100,00
S.R.O.
Capitale sociale EUR 5.000
405 UNICREDIT LEASING KFT BUDAPEST BUDAPEST 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN 100,00
GMBH
406 Capitale sociale HUF 3.100.000
UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S.
BRATISLAVA BRATISLAVA 1 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
Capitale sociale EUR 26.560.000
407 UNICREDIT LEASING SPA MILANO MILANO 1 UNICREDIT SPA 100,00
408 Capitale sociale EUR 1.106.877.000
UNICREDIT LEASING SRBIJA D.O.O. BEOGRAD
BELGRADO BELGRADO 1 UNICREDIT BANK SERBIA JSC 100,00
Capitale sociale RSD 1.078.133.000
409 UNICREDIT LEASING TECHNIKUM GMBH VIENNA VIENNA 1 LEASFINANZ GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 35.000 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
410 UNICREDIT LEASING VERSICHERUNGSSERVICE
GMBH & CO KG
VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 36.500
411 UNICREDIT LEASING, LEASING, D.O.O. LUBIANA LUBIANA 1 UNICREDIT BANKA SLOVENIJA D.D. 100,00
Capitale sociale EUR 25.039.658
412 UNICREDIT LUNA LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
413 UNICREDIT MOBILIEN UND KFZ LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
98,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
414 UNICREDIT OBG S.R.L. VERONA VERONA 1 UNICREDIT SPA 60,00
Capitale sociale EUR 10.000
415 UNICREDIT OBG SRL (COVERED BONDS) VERONA VERONA 4 UNICREDIT SPA (3)
416 UNICREDIT OPERATIV LIZING KFT BUDAPEST BUDAPEST 1 UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. 100,00
Capitale sociale HUF 3.000.000
417 UNICREDIT PARTNER D.O.O. BEOGRAD BELGRADO BELGRADO 1 UNICREDIT BANK SERBIA JSC 100,00
Capitale sociale RSD 2.001.875
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
418 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH 74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
419 UNICREDIT POJISTOVACI MAKLERSKA SPOL.S
R.O.
Capitale sociale CZK 510.000
PRAGA PRAGA 1 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 100,00
420 UNICREDIT POLARIS LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & 0,20
CO KG
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
421 UNICREDIT RENT D.O.O. BEOGRAD BELGRADO BELGRADO 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN 100,00
Capitale sociale RSD 3.285.948.900 GMBH
422 UNICREDIT SERVICES GMBH VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT SERVICES S.C.P.A. 100,00
Capitale sociale EUR 1.200.000
423 UNICREDIT SERVICES S.C.P.A. MILANO MILANO 1 CORDUSIO SIM SPA
Capitale sociale EUR 237.523.160 CORDUSIO SOCIETA' FIDUCIARIA PER AZIONI
UNICREDIT BANK AG
UNICREDIT FACTORING SPA
UNICREDIT SPA 100,00 100,00
424 UNICREDIT SUBITO CASA SPA MILANO MILANO 1 UNICREDIT SPA 100,00
Capitale sociale EUR 500.000
425 UNICREDIT TECHRENT LEASING GMBH VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
99,00
Capitale sociale EUR 36.336 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 1,00
426 UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT SPA 100,00
GMBH
Capitale sociale EUR 750.000
427 UNICREDIT U.S. FINANCE LLC WILMINGTON NEW YORK 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale USD 130
428 UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT
M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
429 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN VIENNA VIENNA 1 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 100,00
GMBH
Capitale sociale EUR 32.715.000
430 V.M.G. VERMIETUNGSGESELLSCHAFT MBH MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.565
431 VAPE COMMUNA LEASINGGESELLSCHAFT M.B.H. VIENNA VIENNA 1 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
74,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 25,00
432 VERMIETUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO
OBJEKT MOC KG
Capitale sociale EUR 48.728.161
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 HVB IMMOBILIEN AG 89,28 89,23
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
433 VICOVARO RE SRL ROMA ROMA 1 CAPITAL DEV SPA 100,00
Capitale sociale EUR 10.000
434 VISCONTI SRL MILANO MILANO 1 UNICREDIT SPA 76,00
Capitale sociale EUR 11.000.000
435 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 UNICREDIT BANK AG 100,00
436 Capitale sociale EUR 26.000
WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT
GMBH
100,00
Capitale sociale EUR 25.000
437 WEALTHCAP EQUITY GMBH MONACO DI MONACO DI 1 WEALTHCAP INITIATOREN GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 500.000 BAVIERA BAVIERA
438 WEALTHCAP EQUITY MANAGEMENT GMBH MONACO DI MONACO DI 1 WEALTHCAP EQUITY GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000 BAVIERA BAVIERA
439 WEALTHCAP FONDS GMBH MONACO DI MONACO DI 1 WEALTHCAP INITIATOREN GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 512.000 BAVIERA BAVIERA
440 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT
GMBH
100,00 50,00
Capitale sociale EUR 5.000 WEALTHCAP VORRATS-2 GMBH 50,00
441 WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT
GMBH
94,34 50,00
Capitale sociale EUR 10.600 WEALTHCAP VORRATS-2 GMBH 5,66 50,00
442 WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND
36 KOMPLEMENTAR GMBH
Capitale sociale EUR 25.565
GRUNWALD MONACO DI
BAVIERA
1 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH 100,00
443 WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND
38 KOMPLEMENTAR GMBH
GRUNWALD GRUNWALD 1 WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 25.000
444 WEALTHCAP INITIATOREN GMBH
Capitale sociale EUR 1.533.876
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH
100,00
445 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH MONACO DI MONACO DI 1 UNICREDIT BANK AG 10,00
Capitale sociale EUR 4.000.000 BAVIERA BAVIERA WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING 90,00
446 WEALTHCAP INVESTMENTS INC. WILMINGTON ATLANTA 1 GMBH
WEALTHCAP FONDS GMBH
100,00
Capitale sociale USD 312.000
447 WEALTHCAP INVESTORENBETREUUNG GMBH MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 60.000
448 WEALTHCAP
KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
Capitale sociale EUR 125.000
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH
100,00
449 WEALTHCAP LEASING GMBH GRUNWALD MONACO DI 1 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING 100,00
Capitale sociale EUR 25.000 BAVIERA GMBH
450 WEALTHCAP LOS GATOS 131 ALBRIGHT WAY
L.P.
WILMINGTON WILMINGTON 1 WEALTHCAP INVESTMENTS INC. 100,00
Capitale sociale USD 1.000
451 WEALTHCAP MANAGEMENT SERVICES GMBH GRUNWALD GRUNWALD 1 WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 50.000
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
452 WEALTHCAP OBJEKT DRESDEN GMBH & CO. KG MONACO DI MONACO DI 1 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
Capitale sociale EUR 10.000 BAVIERA BAVIERA WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
WEALTHCAP
KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
79,80 25,00
453 WEALTHCAP OBJEKT-VOHNEN 1 GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG 10,10 33,33
Capitale sociale EUR 10.000 WEALTHCAP
KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
89,90 33,33
454 WEALTHCAP OBJEKT-VORRAT 24 GMBH & CO.
KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
Capitale sociale EUR 10.000 WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
WEALTHCAP
KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
79,80 25,00
455 WEALTHCAP OBJEKT-VORRAT 25 GMBH & CO.
KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
Capitale sociale EUR 10.000 WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG 10,10 25,00
WEALTHCAP
KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
79,80 25,00
456 WEALTHCAP OBJEKTE GRASBRUNN UND
ISMANING GMBH & CO. KG
MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG 6,00 25,00
Capitale sociale EUR 10.000 WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG 6,00 25,00
WEALTHCAP
KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
88,00 25,00
457 WEALTHCAP PEIA KOMPLEMENTAR GMBH GRUNWALD GRUNWALD 1 WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 26.000
458 WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 UNICREDIT BANK AG 6,00
Capitale sociale EUR 1.023.000 WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING
GMBH
94,00
459 WEALTHCAP PORTLAND PARK SQUARE, L.P. WILMINGTON WILMINGTON 1 WEALTHCAP INVESTMENTS INC. 99,90
Capitale sociale USD 1.000
460 WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT GMBH MONACO DI
BAVIERA
MONACO DI
BAVIERA
1 WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH 100,00
Capitale sociale EUR 60.000
461 WEALTHCAP VORRATS-2 GMBH GRUNWALD BAD SODEN 1 WEALTHCAP FONDS GMBH 100,00
462 Capitale sociale EUR 25.000
WEALTHCAP WOHNEN 1A GMBH & CO. KG
MONACO DI MONACO DI 1 WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG 10,10 33,33
BAVIERA BAVIERA
Capitale sociale EUR 10.000 WEALTHCAP
KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
89,90 33,33
463 WEICKER S. A R.L. LUSSEMBURGO LUSSEMBURGO 1 UNICREDIT BANK AG 100,00
Capitale sociale EUR 20.658.840
464 WOEM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.336 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
465 Z LEASING ALFA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
466 Z LEASING ARKTUR IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
467 Z LEASING AURIGA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
468 Z LEASING CORVUS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
469 Z LEASING DORADO IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 CALG GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH 99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
470 Z LEASING DRACO IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
471 Z LEASING GAMA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
472 Z LEASING GEMINI IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
473 Z LEASING HEBE IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 GEBAEUDELEASING
GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
474 Z LEASING HERCULES IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
475 Z LEASING IPSILON IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND
VERWERTUNG GMBH
99,80
476 Z LEASING ITA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
477 Z LEASING JANUS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
478 Z LEASING KALLISTO IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI EFFETTIVI
% (2)
479 Z LEASING KAPA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
480 Z LEASING LYRA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
481 Z LEASING NEREIDE IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
482 Z LEASING OMEGA IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG
GMBH
99,80
Capitale sociale EUR 36.500 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
483 Z LEASING PERSEUS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
10,00
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT
M.B.H.
90,00
484 Z LEASING SCORPIUS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
485 Z LEASING TAURUS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
99,80
Capitale sociale EUR 73.000 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
486 Z LEASING VENUS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 99,80
487 Z LEASING VOLANS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
VIENNA VIENNA 1 UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH &
CO KG
0,20
Capitale sociale EUR 36.500 UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH 99,80
488 ZABA PARTNER D.O.O. ZA BROKERSKE
POSLOVE U OSIGURANJU I REOSIGURANJU
ZAGABRIA ZAGABRIA 1 ZAGREBACKA BANKA D.D. 100,00
489 Capitale sociale HRK 1.500.000
ZAGREB NEKRETNINE DOO
ZAGABRIA ZAGABRIA 1 ZAGREBACKA BANKA D.D. 100,00
Capitale sociale HRK 5.000.000
490 ZAGREBACKA BANKA D.D.
Capitale sociale HRK 6.404.839.100
ZAGABRIA ZAGABRIA 1 UNICREDIT SPA 84,48
491 ZANE BH DOO SARAJEVO SARAJEVO 1 ZAGREB NEKRETNINE DOO 100,00
Capitale sociale BAM 131.529
492 ZAPADNI TRGOVACKI CENTAR D.O.O. RIJEKA RIJEKA 1 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
100,00
Capitale sociale HRK 20.000
493 ZB INVEST D.O.O. ZA UPRAVLJANJE
INVESTICIJSKIM FONDOVIMA
ZAGABRIA ZAGABRIA 1 ZAGREBACKA BANKA D.D. 100,00
Capitale sociale HRK 4.000.000
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
SEDE SEDE TIPO DI
RAPPORTO
(1)
NATURA DELLE
RELAZIONI
(5)
QUOTA DISPONIBILITA'
VOTI %
DENOMINAZIONE LEGALE OPERATIVA IMPRESA PARTECIPANTE % EFFETTIVI (2)
IMPRESE VALUTATE AL PATRIMONIO NETTO
A.2 SOTTOPOSTE A CONTROLLO CONGIUNTO
1 FIDES LEASING GMBH VIENNA VIENNA 7 2 CALG ANLAGEN LEASING GMBH 50,00
Capitale sociale EUR 36.000
2 HETA BA LEASING SUED GMBH KLAGENFURT KLAGENFURT 7 2 UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN
GMBH
50,00
Capitale sociale EUR 36.500
3 KOC FINANSAL HIZMETLER AS ISTANBUL ISTANBUL 7 2 UNICREDIT SPA 50,00
4 Capitale sociale TRY 6.483.066.144
PALATIN
GRUNDSTUECKVERWALTUNGS
STOCKERAU STOCKERAU 7 2 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH 50,00
GESELLSCHAFT M.B.H.
Capitale sociale EUR 36.336
5 PURGE
GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H. IN LIQ.
VIENNA VIENNA 7 2 BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT
DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
GMBH
50,00
Capitale sociale EUR 36.336
6 STICHTING CUSTODY SERVICES YKB AMSTERDAM AMSTERDAM 7 2 YAPI KREDI BANK NEDERLAND N.V. 40,95
Capitale sociale EUR 125.000
7 YAPI KREDI BANK MALTA LTD. ST. JULIAN'S ST. JULIAN'S 7 1 KOC FINANSAL HIZMETLER AS
8 Capitale sociale EUR 60.000.000
YAPI KREDI BANK AZERBAIJAN
BAKU BAKU 7 1 YAPI KREDI HOLDING BV
YAPI KREDI FINANSAL KIRALAMA AO
40,95
0,04
CLOSED JOINT STOCK COMPANY
Capitale sociale AZN 55.895.904 YAPI KREDI YATIRIM MENKUL DEGERLER AS 0,04
YAPI VE KREDI BANKASI AS 40,87
9 YAPI KREDI BANK NEDERLAND N.V. AMSTERDAM AMSTERDAM 7 1 YAPI KREDI HOLDING BV 13,42
Capitale sociale EUR 48.589.110 YAPI VE KREDI BANKASI AS 27,53
10 YAPI KREDI DIVERSIFIED PAYMENT
RIGHTS FINANCE COMPANY
GEORGE
TOWN
GEORGE
TOWN
7 2 YAPI VE KREDI BANKASI AS 40,95 (4)
11 Capitale sociale USD 1.000
YAPI KREDI FAKTORING AS
ISTANBUL ISTANBUL 7 2 ENTERNASYONAL TURIZM YATIRIM A.S.
Capitale sociale TRY 75.183.837 YAPI KREDI FINANSAL KIRALAMA AO
12 YAPI KREDI FINANSAL KIRALAMA AO ISTANBUL ISTANBUL 7 2 YAPI VE KREDI BANKASI AS
YAPI VE KREDI BANKASI AS
40,93
40,95
13 Capitale sociale TRY 389.927.705
YAPI KREDI HOLDING BV
AMSTERDAM AMSTERDAM 7 2 YAPI VE KREDI BANKASI AS 40,95
Capitale sociale EUR 102.000.000
14 YAPI KREDI PORTFOEY YOENETIMI ISTANBUL ISTANBUL 7 2 YAPI KREDI YATIRIM MENKUL DEGERLER AS 35,76 87,32
AS
Capitale sociale TRY 8.510.688
YAPI VE KREDI BANKASI AS 5,18 12,65
15 YAPI KREDI YATIRIM MENKUL ISTANBUL ISTANBUL 7 2 YAPI KREDI FINANSAL KIRALAMA AO
DEGERLER AS
Capitale sociale TRY 197.682.787 YAPI VE KREDI BANKASI AS 40,94
16 YAPI VE KREDI BANKASI AS
Capitale sociale TRY 8.398.165.828
ISTANBUL ISTANBUL 7 1 KOC FINANSAL HIZMETLER AS 40,95
A.3 SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE
17 ADLER FUNDING LLC DOVER NEW YORK 8 5 UNICREDIT BANK AG 32,81
Capitale sociale USD 2.142.857
18 ALLIANZ YASAM VE EMEKLILIK AS ISTANBUL ISTANBUL 8 2 YAPI KREDI FAKTORING AS 0,04
Capitale sociale TRY 139.037.203 YAPI KREDI FINANSAL KIRALAMA AO 19,93
YAPI KREDI YATIRIM MENKUL DEGERLER AS 0,04
YAPI VE KREDI BANKASI AS
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
NATURA DELLE
RELAZIONI
(5)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI %
EFFETTIVI (2)
19 ALLIANZ ZB D.O.O. DRUSTVO ZA
UPRAVLJANJIE OBVEZNIM
MIROVINSKIM FONDOM
ZAGABRIA ZAGABRIA 8 5 ZAGREBACKA BANKA D.D. 49,00
Capitale sociale HRK 105.000.000
20 ARWAG HOLDING
AKTIENGESELLSCHAFT
Capitale sociale EUR 3.000.000
VIENNA VIENNA 8 5 IMMOBILIEN HOLDING GMBH 34,38
21 ASSET BANCARI II MILANO MILANO 8 2 UNICREDIT SPA 21,55
Capitale sociale EUR 25.050.203
22 AVIVA SPA MILANO MILANO 8 4 UNICREDIT SPA 49,00
Capitale sociale EUR 247.000.000
23 BANK FUER TIROL UND
VORARLBERG
AKTIENGESELLSCHAFT
INNSBRUCK INNSBRUCK 8 1 CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. 37,53 40,51
Capitale sociale EUR 68.062.500 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 9,85 6,34
24 BANQUE DE COMMERCE ET DE
PLACEMENTS SA
GINEVRA GINEVRA 8 1 YAPI VE KREDI BANKASI AS 30,67
Capitale sociale CHF 75.000.000
25 BARN BV
Capitale sociale EUR 237.890.000
AMSTERDAM AMSTERDAM 8 2 AO UNICREDIT BANK 40,00
26 BKS BANK AG KLAGENFURT KLAGENFURT 8 1 CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. 23,15 24,16
Capitale sociale EUR 85.886.000 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 6,63 6,14
27 CAMFIN S.P.A. MILANO MILANO 8 5 UNICREDIT SPA 13,64 22,22
28 Capitale sociale EUR 1.000.000
CASH SERVICE COMPANY AD
SOFIA SOFIA 8 5 UNICREDIT BULBANK AD 20,00
Capitale sociale BGN 12.500.000
29 CBD INTERNATIONAL SP.ZO.O. VARSAVIA VARSAVIA 8 2 ISB UNIVERSALE BAU GMBH 49,75
Capitale sociale PLN 100.500
30 CNP UNICREDIT VITA S.P.A. MILANO MILANO 8 4 UNICREDIT SPA 38,80
Capitale sociale EUR 381.698.529
31 COMPAGNIA AEREA ITALIANA S.P.A. FIUMICINO
(ROMA)
FIUMICINO
(ROMA)
8 5 UNICREDIT SPA 36,59
Capitale sociale EUR 352.940
32 COMTRADE GROUP B.V. ROTTERDAM AMSTERDAM 8 5 UNICREDIT BANK AG 21,05
Capitale sociale EUR 4.522.000
33 CREDITRAS ASSICURAZIONI SPA MILANO MILANO 8 4 UNICREDIT SPA 50,00
34 Capitale sociale EUR 52.000.000
CREDITRAS VITA SPA
MILANO MILANO 8 4 UNICREDIT SPA 50,00
Capitale sociale EUR 112.200.000
35 DA VINCI S.R.L. ROMA ROMA 8 5 IDEA FIMIT SGR FONDO SIGMA IMMOBILIARE 37,50
Capitale sociale EUR 100.000
36 INCONTRA ASSICURAZIONI S.P.A. MILANO MILANO 8 4 UNICREDIT SPA 49,00
Capitale sociale EUR 5.200.000
37 MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO
FINANZIARIO SPA
Capitale sociale EUR 443.608.089
MILANO MILANO 8 1 UNICREDIT SPA 8,40
38 MULTIPLUS CARD D.O.O. ZA ZAGABRIA ZAGABRIA 8 2 ZAGREB NEKRETNINE DOO 75,00 25,00
PROMIDZBU I USLUGE
Capitale sociale HRK 5.000.000
39 NAUTILUS TANKERS LIMITED LA VALLETTA LA VALLETTA 8 5 UNICREDIT BANK AG 45,00
Capitale sociale USD 2.000
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE
LEGALE
SEDE
OPERATIVA
TIPO DI
RAPPORTO
(1)
NATURA DELLE
RELAZIONI
(5)
IMPRESA PARTECIPANTE QUOTA
%
DISPONIBILITA'
VOTI %
EFFETTIVI (2)
40 NOTARTREUHANDBANK AG
Capitale sociale EUR 8.030.000
VIENNA VIENNA 8 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 25,00
41 OBERBANK AG LINZ LINZ 8 1 CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. 23,76 25,97
Capitale sociale EUR 105.853.000 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 3,41 1,32
42 OESTERREICHISCHE
KONTROLLBANK
AKTIENGESELLSCHAFT
VIENNA VIENNA 8 1 CABET-HOLDING GMBH 24,75
Capitale sociale EUR 130.000.000 SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT 8,26
UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 16,14
43 OESTERREICHISCHE
WERTPAPIERDATEN SERVICE GMBH
VIENNA VIENNA 8 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 29,30
Capitale sociale EUR 100.000
44 PSA PAYMENT SERVICES AUSTRIA
GMBH
VIENNA VIENNA 8 2 SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT 4,52
Capitale sociale EUR 285.000 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 19,48
45 RCI FINANCIAL SERVICES S.R.O.
Capitale sociale CZK 70.000.000
PRAGA PRAGA 8 2 UNICREDIT LEASING CZ, A.S. 50,00 49,86
46 RISANAMENTO SPA
Capitale sociale EUR 197.951.784
MILANO MILANO 8 5 UNICREDIT SPA 22,23
47 TORRE SGR S.P.A. ROMA ROMA 8 2 UNICREDIT SPA 37,50
Capitale sociale EUR 3.200.000
48 UNI GEBAEUDEMANAGEMENT GMBH LINZ LINZ 8 2 BA GVG-HOLDING GMBH 50,00
Capitale sociale EUR 18.168
49 WKBG WIENER
KREDITBUERGSCHAFTS- UND
BETEILIGUNGSBANK AG
VIENNA VIENNA 8 2 UNICREDIT BANK AUSTRIA AG 21,54
Capitale sociale EUR 15.550.309
50 YAPI KREDI KORAY GAYRIMENKUL
YATIRIM ORTAKLIGI AS
ISTANBUL ISTANBUL 8 2 YAPI VE KREDI BANKASI AS 30,45
Capitale sociale TRY 40.000.000

Note alla tabella delle partecipazioni in società oggetto di consolidamento integrale e al patrimonio netto:

  • (1) Tipo di rapporto:
  • 1= maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria;
  • 2= influenza dominante nell'assemblea ordinaria;
  • 3= accordi con altri soci;
  • 4= altre forme di controllo;
  • 5= direzione unitaria ex art.39 comma 1, del "decreto legislativo 136/2015";
  • 6= direzione unitaria ex art.39 comma 2, del "decreto legislativo 136/2015";
  • 7= controllo congiunto; 8= imprese collegate.
  • (2) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria. I diritti di voto sono riportati solo laddove diversi dalla % di partecipazione al capitale.
  • (3) Entità consolidate, ai sensi IFRS10, in virtù della simultanea disponibilità del potere di governo sulle attività rilevanti e dell'esposizione alla variabilità dei risultanti rendimenti.
  • (4) Nel consolidato l'interessenza del Gruppo è del 100% in quanto la società fiduciaria non partecipa agli utili. I diritti di voto sono attribuiti al Fiduciante, società del Gruppo.
  • (5) La partecipazione in Cordusio SIM S.p.A. è consolidata al 100% in virtù delle quote di partecipazione dirette di UniCredit S.p.A. del 96,10% e di una sua opzione sul patrimonio di terzi rappresentativa del 3,90% del capitale sociale.
  • (6) Natura delle relazioni:
  • 1= Enti creditizi;
  • 2= Enti finanziari;
  • 3= Enti strumentali
  • 4= Imprese di assicurazione;
  • 5= Imprese non finanziarie;
  • 6= Altre partecipazioni. (7) SPV consolidato IFRS11.

Si ricorda che, dall'1 gennaio 2014, per effetto dell'introduzione dell'IFRS11 è stata eliminata la possibilità di adottare il metodo del consolidamento proporzionale imponendo il passaggio al metodo di consolidamento al patrimonio netto per le società che ricadono nell'ambito di applicazione del sopra citato IFRS11.

Variazioni nell'area di consolidamento

Le società consolidate integralmente, comprese la Capogruppo e quelle riclassificate fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono diminuite complessivamente di 12 entità rispetto al 31 dicembre 2018 (9 nuove entrate e 21 uscite per cessioni, variazioni del metodo di consolidamento e fusioni), passando da 505 al 31 dicembre 2018 a 493 al 30 giugno 2019.

Le società consolidate con il metodo del patrimonio netto, incluse quelle riclassificate fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, passano da 54 al 31 dicembre 2018 a 50 al 30 giugno 2019 in seguito a 2 cessioni e 2 variazioni del metodo di consolidamento.

Si ricorda che, dall'1 gennaio 2014, per effetto dell'introduzione dell'IFRS11 è stata eliminata la possibilità di adottare il metodo del consolidamento proporzionale, imponendo il passaggio al metodo di consolidamento al patrimonio netto per le società che ricadono nell'ambito di applicazione del sopra citato IFRS11.

Con riferimento al 30 giugno 2019, si precisa che 225 entità controllate (di cui 19 appartenenti al gruppo bancario) non sono state oggetto di consolidamento, di queste 214 per materialità e/o per l'avvio delle relative procedure di liquidazione. Sulla base delle informazioni disponibili, si ritiene che il consolidamento delle stesse non avrebbe comunque determinato effetti significativi sul patrimonio netto di Gruppo.

Tra le restanti 11 entità non consolidate si segnalano:

  • 2 fondi di investimento le cui quote sono integralmente o parzialmente detenute dal Gruppo e per i quali il consolidamento non determinerebbe un significativo incremento delle attività consolidate;
  • 6 società acquisite nell'ambito di operazioni di ristrutturazione creditizia i cui rischi sono valutati nell'ambito delle esposizioni creditizie complessive;
  • 3 società temporaneamente di poco eccedenti la soglia di materialità di 1 milione di totale attivo.

Società consolidate integralmente

Nella tabella che segue sono indicate le variazioni intervenute nelle partecipazioni in società controllate in via esclusiva (consolidate integralmente).

Partecipazioni in società controllate in via esclusiva (consolidate integralmente): variazioni annue

NUMERO DI SOCIETÀ
A. Rimanenze iniziali (da esercizio precedente) 505
B. Variazioni in aumento 9
B.1 Costituzioni 1
B.2 Variazione del metodo di consolidamento 5
B.3 Entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio 3
C. Variazioni in diminuzione 21
C.1 Cessioni/Liquidazioni 10
C.2 Variazione del metodo di consolidamento 10
C.3 Fusioni in altre società del Gruppo 1
D. Rimanenze finali 493

Le altre variazioni intervenute in aumento e in diminuzione a livello di singola società risultano come segue.

Variazioni in aumento

Costituzione di nuove società

Si segnala la costituzione della nuova società UniCredit Leased Asset Management S.p.A.

Variazione del metodo di consolidamento

DENOMINAZIONE SEDE DENOMINAZIONE SEDE
WEICKER S. A R.L. LUSSEMBURGO WEALTHCAP OBJEKT DRESDEN GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA
WEALTHCAP OBJEKT-VORRAT 24 GMBH & CO. KG MONACO DI WEALTHCAP OBJEKT-VORRAT 25 GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA BAVIERA
WEALTHCAP OBJEKT-VOHNEN 1 GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA
BAVIERA
WEALTHCAP OBJEKT-VORRAT 25 GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA

Entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio

DENOMINAZIONE SEDE DENOMINAZIONE SEDE
UNICREDIT GUSTRA LEASING GMBH VIENNA ELEKTRA PURCHASE NO. 64 DAC DUBLINO
WEALTHCAP WOHNEN 1A GMBH & CO. KG MONACO DI
BAVIERA
ELEKTRA PURCHASE NO. 64 DAC DUBI IN

Variazioni in diminuzione

Trattasi di cessioni realizzate nel periodo e liquidazioni di società divenute inattive.

Cessioni/Liquidazioni

DENOMINAZIONE SEDE DENOMINAZIONE
MCL RE LJUBLJANA, POSLOVNI NAJEM NEPREMI LUBIANA SOCIETA' ITALIANA GESTIONE ED INCASSO CREDITI
NIN, D.O.O. S.P.A. IN LIQUIDAZIONE
CORIT - CONCESSIONARIA RISCOSSIONE TRIBUTI ROMA BACA LEASING CARMEN GMBH
S.P.A. IN LIQUIDAZIONE
UNICREDIT LEASING LUNA KFT BUDAPEST UNICREDIT LEASING URANUS KFT
UNICREDIT LEASING MARS KFT BUDAPEST ELEKTRA PURCHASE NO. 48 DAC
FINECO ASSET MANAGEMENT DESIGNATED DUBLINO FINECOBANK SPA
ACTIVITY COMPANY
LUBIANA SOCIETA' ITALIANA GESTIONE ED INCASSO CREDITI ROMA
S.P.A. IN LIQUIDAZIONE
ROMA BACA LEASING CARMEN GMBH VIENNA
DUBLINO FINECOBANK SPA MILANO

In data 8 maggio 2019 UniCredit S.p.A. (UniCredit) ha ceduto azioni ordinarie di FinecoBank S.p.A. (Fineco) di cui, alla data, deteneva il 35,3% del capitale per un quantitativo pari al 17%, attraverso una procedura di ABB. Sono risultate oggetto di cessione n.103,5 milioni di azioni ordinarie, al prezzo di 9,80 euro per azione.

A seguito della chiusura dell'operazione, regolata in data 10 maggio 2019, al 30 giugno 2019 UniCredit detiene una quota in Fineco pari al 18,3% del capitale sociale (corrispondente a n.111,6 milioni di azioni).

L'operazione di cessione è stata anticipata dall'approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione di UniCredit e del Consiglio di Amministrazione di Fineco, in data 7 maggio 2019, di una serie di azioni e procedure volte ad assicurare la capacità di Fineco di poter operare in misura indipendente anche nel caso di eventuale uscita dal gruppo UniCredit. In tale contesto, le parti hanno stipulato un accordo quadro avente ad oggetto:

  • l'impegno assunto da parte del Consiglio di Amministrazione di UniCredit di: (i) rinunciare a qualsiasi diritto amministrativo relativo alle materie di cui all'articolo 2364 del Codice Civile, relativo all'eventuale quota residua detenuta in Fineco, ivi inclusa la nomina o la revoca del Consiglio di Amministrazione, l'approvazione del Bilancio annuale di Fineco, la distribuzione dei dividendi nonché altre materie di competenza dell'assemblea ordinaria degli azionisti; (ii) astenersi dal sottoscrivere qualsiasi tipo di accordo volto a perseguire gli stessi obiettivi di cui al precedente punto (i);
  • stipula di un contratto di garanzia finanziaria ("Collateral") concesso da UniCredit a favore di Fineco, al fine di neutralizzare l'esposizione al rischio di credito di Fineco nei confronti di UniCredit (prevalentemente derivante da Bond UniCredit sottoscritti da Fineco); detto contratto non prevede la corresponsione di commissioni da parte di Fineco;
  • stipula di un contratto che consente a Fineco di continuare ad utilizzare a titolo gratuito talune denominazioni e marchi contenenti il termine "Fineco", di proprietà di UniCredit, unitamente alla previsione di una opzione americana a favore di Fineco fino al 2032 per l'acquisto del marchio a prezzi d'esercizio crescenti;
  • stipula di un Master Service Agreement ("MSA") per la fornitura per un determinato periodo di tempo, da parte del gruppo UniCredit nei confronti di Fineco, di taluni servizi atti a consentire a Fineco di procedere in continuità con la propria operatività (incluso l'accesso agli ATM di UniCredit e l'operatività internazionale); detti servizi sono forniti secondo prezzi in linea con quelli di mercato.

Per effetto delle azioni delineate ai punti precedenti, ed in particolare della rinuncia a qualsiasi diritto amministrativo e della circostanza che i contratti stipulati non consentono ad UniCredit di influenzare le scelte strategiche e di investimento di Fineco, UniCredit non dispone del potere di governare le attività rilevanti di Fineco.

In aggiunta la quota di partecipazione mantenuta e la sottoscrizione (nel gennaio 2018) dell'Additional Tier 1 detenute in Fineco, non determinano un'esposizione alla variabilità dei risultati di Fineco tale da generare una relazione di controllo sulla medesima.

Infine, con riferimento alla correlazione tra potere e rendimenti, si rileva come la quota di partecipazione residua e la rinuncia dei diritti amministrativi non consentano ad UniCredit di determinare in alcun modo le scelte di Fineco in materia di distribuzione dei dividendi. Sulla base di tali circostanze si ritiene che UniCredit non disponga del controllo su Fineco non essendo soddisfatte le condizioni previste dal principio contabile IFRS10.

Parimenti, per effetto della richiamata incapacità da parte di UniCredit di influenzare le scelte del management di Fineco, si ritiene che UniCredit non sia nella posizione di esercitare influenza notevole secondo quanto previsto dal principio contabile IAS28.

Non esercitando pertanto né controllo né influenza notevole, in riferimento al 30 giugno 2019, il Gruppo ha proceduto a cancellare dal bilancio consolidato le attività le passività e il patrimonio di terzi pertinenti a Fineco e a rilevare il corrispettivo ricevuto e la quota azionaria mantenuta iscrivendo la differenza a conto economico (la capogruppo UniCredit S.p.A. al 30 giugno 2019 ha proceduto invece a cancellare la partecipazione ceduta).

La quota azionaria mantenuta (18,3%) è stata classificata come strumento finanziario nella categoria "Altre attività obbligatoriamente valutate al fair value".

Alla luce di quanto esposto, UniCredit ha proceduto a rilevare, nel proprio bilancio consolidato, una plusvalenza per un ammontare complessivo pari a 1.287 milioni al netto dei costi di transazione direttamente imputabili all'ABB ed al lordo degli impatti fiscali (la capogruppo UniCredit S.p.A. al 30 giugno 2019 ha iscritto una plusvalenza per un importo pari a 1.722 milioni al netto dei costi di transazione direttamente imputabili all'ABB ed al lordo degli impatti fiscali).

Detta plusvalenza comprende gli effetti derivanti dalla rivalutazione della quota mantenuta ai prezzi di apertura della trade date (8 maggio 2019). In particolare si precisa che il fair value di iscrizione della quota del 18,3% mantenuta è risultato pari a 1.105,5 milioni.

Al 30 giugno 2019 la quota detenuta è stata oggetto di valutazione al fair value, così come previsto dalla categoria contabile di appartenenza, determinando l'iscrizione di una minusvalenza da valutazione di ammontare pari a 14,5 milioni

In aggiunta a quanto sopra, si precisa che UniCredit ha proceduto a rilevare alla data della perdita del controllo su Fineco:

  • una passività per 55 milioni derivante dal contratto di Collateral; l'ammontare di tale passività è stata calcolata attraverso l'attualizzazione delle commissioni che UniCredit avrebbe ricevuto qualora avesse prestato la medesima garanzia a terze parti a condizioni di mercato determinando l'iscrizione di "altri oneri di gestione" di pari importo;
  • la cancellazione del marchio "Fineco" in precedenza rilevato per un importo pari a 93 milioni nonché l'iscrizione di un credito verso banche per un importo di 23 milioni per effetto del contratto di concessione del marchio; detto credito, che ha determinato la registrazione di "altri proventi di gestione" di pari importo, riflette l'ammontare che UniCredit si attende di incassare per effetto dell'esercizio dell'opzione di acquisto del marchio nel primo periodo utile (la capogruppo UniCredit S.p.A. al 30 giugno 2019 ha proceduto alla sola iscrizione del menzionato credito verso banche).

Variazione del metodo di consolidamento

DENOMINAZIONE SEDE DENOMINAZIONE SEDE
LIFE MANAGEMENT ERSTE GMBH MONACO DI VERWALTUNGSGESELLSCHAFT KATHARINENHOF MONACO DI
BAVIERA MBH BAVIERA
UNICREDIT-LEASING NEPTUNUS KFT BUDAPEST PAI (NEW YORK) LIMITED DOVER
PIONEER ALTERNATIVE INVESTMENTS (ISRAEL) RAMAT GAN WEALTHCAP OBJEKT-VORRAT 20 GMBH & CO. KG MONACO DI
LIMITED IN VOLUNTARY LIQUIDATION BAVIERA
UNICREDIT-LEASING HOSPES KFT BUDAPEST TRANSTERRA GESELLSCHAFT FUR MONACO DI
IMMOBILIENVERWALTUNG MBH BAVIERA
RE-ST.MARX HOLDING GMBH VIENNA DELPHA IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS MONACO DI
GMBH & CO. GROSSKUGEL BAUABSCHNITT BETA BAVIERA
MANAGEMENT KG

Le variazioni del metodo di consolidamento si riferiscono a partecipazioni escluse dall'area di consolidamento per immaterialità.

Fusioni in altre società del Gruppo

DENOMINAZIONE SOCIETA' FUSA SEDE SOCIETA' INCORPORANTE SEDE
HVB CAPITAL PARTNERS AG MONACO DI UNICREDIT BANK AG MONACO DI
BAVIERA BAVIERA
Società integrali che hanno modificato la denominazione sociale nel corso dell'esercizio
DENOMINAZIONE SEDE DENOMINAZIONE SEDE
ZABA PARTNER D.O.O. ZA BROKERSKE POSLOVE U
OSIGURANJU I REOSIGURANJU (ex. ZABA PARTNER
DOO ZA POSREDOVANJE U OSIGURANJU I
REOSIGURANJU)
ZAGABRIA UNICREDIT HAMRED LEASING GMBH (ex. HAMZO
PROJECT DEVELOPMENT I GMBH)
VIENNA
OOO UNICREDIT GARANT (ex. AO LOCAT LEASING
RUSSIA)
MOSCA WEALTHCAP OBJEKTE GRASBRUNN UND ISMANING
GMBH & CO. KG (ex. WEALTHCAP OBJEKT-VORRAT 21
GMBH & CO. KG)
MONACO DI
BAVIERA

Partecipazioni in società sottoposte a controllo congiunto e ad influenza notevole (consolidate al patrimonio netto): variazioni annue

NUMERO DI SOCIETÀ
A. Rimanenze iniziali (da esercizio precedente) 54
B. Variazioni in aumento -
B.1 Costituzioni -
B.2 Variazione del metodo di consolidamento -
B.3 Entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio -
C. Variazioni in diminuzione 4
C.1 Cessioni/Liquidazioni 2
C.2 Variazione del metodo di consolidamento 2
C.3 Fusioni in altre società del Gruppo -
D. Rimanenze finali 50

Variazioni in aumento

Nel periodo non si segnalano variazioni in aumento per costituzione di nuove società, variazioni del metodo di consolidamento e per entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio.

Variazioni in diminuzione

Cessioni/Liquidazioni

DENOMINAZIONE SEDE DENOMINAZIONE SEDE
OESTERREICHISCHE HOTEL- UND VIENNA SWANCAP PARTNERS GMBH MONACO DI
TOURISMUSBANK GESELLSCHAFT M.B.H. BAVIERA

Variazione del metodo di consolidamento

DENOMINAZIONE SEDE DENOMINAZIONE SEDE
EUROPROGETTI & FINANZA S.R.L. IN ROMA PAYDIREKT BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT BERLINO
LIQUIDAZIONE PRIVATER BANKEN MBH
ROMA PAYDIREKT BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT BERLINO
PRIVATER BANKEN MBH

Si precisa che al 30 giugno 2019 sono state mantenute al costo:

15 partecipazioni (tutte detenute direttamente o da imprese consolidate) in società collegate;

8 partecipazioni (di cui 2 detenute direttamente o da imprese consolidate) in società a controllo congiunto.

Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento

Dopo la data del 30 giugno 2019 non si sono verificati eventi significativi che inducano a rettificare le risultanze esposte nella Relazione finanziaria semestrale consolidata alla stessa data.

Per ulteriori dettagli ed informazioni si rinvia alla Relazione intermedia sulla gestione consolidata.

Sezione 5 - Altri aspetti

  • Nel corso del 2019 sono entrati in vigore i seguenti principi contabili, interpretazioni o modifiche di principi contabili esistenti:
  • Modifiche allo IAS28: Long-term Interests in Associates and Joint Ventures (ottobre 2017)
  • Modifiche allo IAS19: Plan Amendment, Curtailment or Settlement (febbraio 2018);
  • Ciclo annuale di miglioramenti 2015 2017 dei principi contabili internazionali (dicembre 2017);
  • IFRS16 Leasing (Reg. UE 2017/1986);
  • IFRIC Interpretazione 23: incertezza sui trattamenti ai fini dell'imposta sul reddito (Reg. UE 2018/1595);
  • Modifiche all'IFRS9: Prepayment Features with Negative Compensation (Reg. UE 2018/498).

Alla data del 30 giugno 2019 non risultano omologati da parte della Commissione Europea principi contabili applicabili alla reportistica con entrata in vigore a partire da o successivamente all'1 gennaio 2020.

L'IFRS16, in vigore a partire dall'1 gennaio 2019 e soggetto ad omologazione da parte dell'Unione europea in data 31 ottobre 2017, modifica il precedente set di principi contabili internazionali e interpretazioni sul leasing e, in particolare, lo IAS17.

L'IFRS16 introduce una nuova definizione dei leasing e conferma l'attuale distinzione tra le due tipologie di leasing (operativo e finanziario) con riferimento al trattamento contabile da applicare dal locatore.

Con riferimento al modello contabile da applicarsi da parte del locatario, il nuovo principio prevede che, per tutte le tipologie di leasing, debba essere rilevata un'attività, che rappresenta il diritto di utilizzo (right of use) del bene oggetto di locazione e, contestualmente, il debito relativo ai canoni previsti dal contratto di leasing.

Al momento dell'iscrizione iniziale detta attività è valutata sulla base dei flussi finanziari associati al contratto di leasing. Successivamente all'iscrizione iniziale tale attività sarà valutata in base a quanto previsto per le immobilizzazioni materiali e immateriali da IAS16, IAS38 o IAS40 e, quindi, al costo al netto di ammortamenti ed eventuali riduzioni di valore, al "valore rideterminato" oppure al fair value secondo quanto applicabile.

In tale ambito, il Gruppo ha condotto le attività finalizzate a garantire la conformità con il nuovo principio contabile, in particolar modo con riferimento al calcolo e alla contabilizzazione del diritto di utilizzo e dell'associata passività di leasing, aspetti che rappresentano la principale discontinuità rispetto al modello contabile previsto da IAS17.

Le attività relative allo sviluppo di regole, principi e sistemi IT atte a garantire il corretto calcolo delle nuove attività e passività, la loro misurazione successiva e la determinazione dei correlati effetti a conto economico, sono state finalizzate.

Per maggiori dettagli sui contenuti dello standard e sulle principali scelte contabili adottate dal Gruppo, si veda la sezione "A.2 - Principali voci di bilancio" del presente documento.

Con riferimento alla prima adozione del principio IFRS16, il Gruppo ha deciso, così come permesso dal principio contabile, di calcolare la passività per il leasing come valore attuale dei canoni di leasing futuri all'1 gennaio 2019 e di determinare l'associato diritto di utilizzo sulla base del valore della menzionata passività.

All'1 gennaio 2019, il Gruppo ha iscritto tra le attività materiali diritti d'uso per un ammontare pari a 2.486 milioni relativi a contratti di leasing aventi ad oggetto fabbricati per 2.404 milioni; sono state inoltre iscritti altri diritti d'uso per 82 milioni (inclusivi di terreni, mobili, impianti elettronici, altri).

Alla medesima data il Gruppo ha inoltre iscritto passività per il leasing per un ammontare pari a 2.555 milioni relativi a contratti di leasing aventi ad oggetto fabbricati per un ammontare pari a 2.475 milioni; sono state inoltre iscritte passività per 80 milioni (inclusive di terreni, mobili ed impianti elettronici, altre).

La differenza tra i diritti d'uso e le passività per il leasing è dovuta all'inclusione nei diritti d'uso dei ratei e dei risconti relativi ai canoni di locazione, alla riconduzione al valore del diritto d'uso del fondo rischi e oneri in precedenza iscritto per effetto del mancato utilizzo dell'immobile e alla conclusione di contratti di subleasing verso terzi esterni al gruppo qualificati come leasing finanziari. Infatti, in caso di sublease a terzi di attività acquisite per effetto di locazioni passive il Gruppo ha proceduto a rilevare un credito per leasing finanziario.

L'impatto rilevato a Riserva FTA è pari a -6 milioni ed è principalmente dovuto a differenze derivanti dai subleasing nella misura in cui i termini del contratto di locazione principale non sono perfettamente allineati a quelli dell'associato contratto di subleasing.

Infine, si precisa che la Nota integrativa consolidata - Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato del bilancio consolidato al 31 dicembre 2018, mostrava canoni di leasing futuri non cancellabili per 361 milioni di euro relativi a leasing operativi e pagamenti minimi per 187 milioni di euro relativi a leasing finanziari.

Si precisa che questi ammontari non possono essere riconciliati con l'ammontare della passività per il leasing iscritta all'1 gennaio 2019 poiché gli stessi includono i soli canoni rivenienti da contratti di leasing. Al contrario l'applicazione di IFRS16 ha condotto a iscrivere una passività per il leasing a fronte sia di contratti formalmente qualificati come contratti di leasing sia di contratti di locazione.

Al 30 giugno 2019, infine, lo IASB risulta aver emanato i seguenti principi contabili, interpretazioni o modifiche di principi contabili esistenti la cui applicazione è tuttavia subordinata al completamento del processo di omologazione da parte degli organi competenti dell'Unione Europea: IFRS17 - Contratti Assicurativi (maggio 2017);

  • Modifiche a IFRS3: Operazioni di Aggregazione aziendale (ottobre 2018);
  • Modifiche allo IAS1 e IAS8: Definition of Material (ottobre 2018);
  • Modifiche dei riferimenti al Conceptual Framework negli Standard IFRS (marzo 2018).

Si precisa che al 30 giugno 2019 l'ammontare di imposte differite attive (DTA) non oggetto di rilevazione in bilancio è pari a 4.269 milioni. Per ulteriori informazioni in merito, anche con riferimento al test di sostenibilità condotto al 30 giugno 2019, si rimanda a quanto illustrato nella Parte B della Nota integrativa, Sezione 11, del documento "Bilancio consolidato e relazioni 2018 del gruppo UniCredit", rispetto al quale non sono emerse nel periodo ulteriori eventi o informazioni tali da richiedere una modifica negli assunti utilizzati per la valutazione.

La Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019 è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione del 6 agosto 2019, che ne ha autorizzato la diffusione pubblica, anche ai sensi dello IAS10.

Il deposito dell'intero documento presso le sedi e le istituzioni competenti è effettuato ai sensi di legge.

A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio

Per quanto riguarda i criteri di classificazione e valutazione delle principali voci di bilancio si rimanda a quanto illustrato nella Parte A.2 della Nota integrativa del documento "Bilancio consolidato e relazioni 2018 del gruppo UniCredit" ad eccezione delle voci interessate dai contratti di leasing che sono dettagliate nel seguito.

Locatore

I contratti di leasing sono classificati dal locatore come contratti leasing finanziario od operativo.

Sono contratti di leasing finanziario quelli che trasferiscono al locatario sostanzialmente tutti i rischi e i benefici derivanti dalla proprietà del bene. La realtà sostanziale e finanziaria di tali contratti è che il locatario acquisisce i benefici economici derivanti dall'uso del bene locato per la maggior parte della sua vita economica, a fronte dell'impegno di pagare al locatore un corrispettivo che approssima il fair value del bene e i relativi costi finanziari. L'iscrizione, nel bilancio del locatore, avviene pertanto nel seguente modo:

  • all'attivo, il valore del credito erogato, al netto della quota capitale delle rate di leasing scadute e pagate da parte del locatario;
  • nel conto economico, gli interessi attivi.

I contratti di leasing operativo non trasferiscono al locatario sostanzialmente tutti i rischi e i benefici derivanti dalla proprietà del bene che rimangono in capo del locatore.

Nel caso di contratti di leasing operativo, il locatore iscrive i canoni di leasing a conto economico per competenza.

Locatario

Il locatario iscrive un'attività rappresentativa del diritto d'uso del bene oggetto del contratto di locazione e, allo stesso tempo, un debito per i futuri canoni di locazione previsti dal contratto.

Si precisa che, così come consentito dal principio contabile, il Gruppo ha deciso di non iscrivere diritti d'uso o debiti per leasing a fronte dei seguenti contratti di locazione:

  • leasing di attività immateriali;
  • leasing di breve termine, inferiore a 12 mesi; e
  • leasing di beni aventi un modico valore unitario. In proposito un bene è considerato di modico valore unitario qualora il suo fair value da nuovo sia uguale o inferiore a 5 mila euro. Tale categoria comprende, prevalentemente, le macchine da ufficio (PC, monitor, tablet, ecc.) nonché gli apparati di telefonia fissa e mobile.

Conseguentemente, i canoni di locazione inerenti a questa tipologia di attività sono iscritti a voce "190. Spese amministrative" per competenza.

Con riferimento ai contratti diversi da quelli sopra menzionati, il debito per leasing, iscritto in voce "10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato" è determinato attualizzando i futuri canoni di locazione dovuti per la durata del leasing all'appropriato tasso di attualizzazione. I futuri canoni da attualizzare sono determinati alla luce delle previsioni del contratto di locazione e calcolati al netto della componente IVA, ove applicabile, in virtù della circostanza che l'obbligazione al pagamento di tale imposta sorge al momento dell'emissione della fattura da parte del locatore e non già alla data di decorrenza del contratto di leasing medesimo.

In aggiunta, qualora il canone del contratto di leasing sia comprensivo di eventuali servizi accessori alla locazione, il diritto d'uso e l'associata passività di leasing sono calcolati considerando anche tali componenti.

Ai fini del menzionato calcolo tali flussi sono attualizzati ad un tasso pari al tasso di interesse implicito del leasing oppure, qualora quest'ultimo non sia disponibile, al tasso di finanziamento marginale. Quest'ultimo è determinato sulla base del costo del funding per passività di durata e garanzie simili a quelle implicite nel contratto di leasing.

Per la determinazione della durata del leasing si considera il periodo non annullabile, stabilito dal contratto, durante il quale il locatario ha il diritto di utilizzare l'attività sottostante tenendo conto anche di eventuali opzioni di rinnovo laddove il locatario abbia la ragionevole certezza di procedere al rinnovo.

In particolare, con riferimento ai contratti che prevedono la facoltà da parte del locatario di rinnovare tacitamente la locazione al termine di un primo periodo, la durata del leasing è determinata considerando elementi quali la durata del primo periodo, l'esistenza di eventuali piani aziendali di dismissione dell'attività locata nonché ogni altra circostanza indicativa dell'esistenza della ragionevole certezza del rinnovo.

Il diritto d'uso è iscritto in voce "90. Attività materiali" sulla base del valore di iscrizione dell'associato debito per il leasing e adeguato per considerare, ove applicabili, i canoni corrisposti preliminarmente oppure alla data di inizio del leasing, i costi diretti iniziali e la stima dei costi richiesti per ripristinare il bene nelle condizioni previste dal contratto.

Successivamente all'iscrizione iniziale gli interessi maturati sul debito per il leasing, al tasso implicito del leasing, sono iscritti in voce "20. Interessi passivi e oneri assimilati".

L'ammontare del debito per il leasing è oggetto di rivalutazione in caso di variazioni nella durata del leasing, ivi incluse quelle derivanti da una diversa valutazione di eventuali opzioni di acquisto del bene oggetto di locazione, o nei canoni di locazione, sia derivanti da variazioni di indici o tassi utilizzi per la determinazione degli stessi o per effetto dell'ammontare atteso da corrispondere a fronte di garanzie sul valore residuo. In tali casi, il valore contabile del debito per il leasing è calcolato attualizzando i canoni di locazione lungo la durata del leasing utilizzando il tasso di attualizzazione originario o rivisto.

Le variazioni nell'ammontare del debito per il leasing derivanti da detto processo di valutazione sono iscritte in contropartita del diritto d'uso. Nel caso di modifiche di un contratto di leasing, il locatario iscrive un leasing addizionale se la modifica aumenta l'oggetto del leasing aggiungendo il diritto di utilizzo di una o più attività sottostanti e allo stesso tempo il corrispettivo del leasing aumenta di un importo che riflette il prezzo a sé stante per l'aumento dell'oggetto del leasing.

Per le modifiche diverse da quelle citate, il debito per il leasing è ricalcolato attualizzando i canoni di locazione per la durata del leasing determinata successivamente alla modifica e utilizzando un tasso di sconto rivisto.

Anche in tal caso le variazioni nell'ammontare del debito per il leasing sono rilevate in contropartita al diritto d'uso con l'eccezione degli utili o perdite derivanti dalla cancellazione, parziale o totale, della locazione che sono oggetto di rilevazione a conto economico.

Il diritto d'uso, successivamente all'iscrizione iniziale, è oggetto di ammortamento lungo la durata di leasing e, laddove ne sussistano le circostanze, di rettifiche di valore. Tali componenti reddituali sono iscritti in voce "210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali".

A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie

Non ci sono stati trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie nel corso del primo semestre del 2019.

A.4 - Informativa sul fair value

Informativa di natura qualitativa

La presente sezione comprende l'informativa sul fair value così come richiesta dall'IFRS13.

Il fair value (valore equo) è il corrispettivo che potrebbe essere ricevuto per vendere un'attività, o pagato per trasferire una passività, in una transazione ordinaria tra controparti di mercato nel mercato principale alla data di misurazione (exit price).

Il fair value di una passività finanziaria che sia esigibile (ad esempio un deposito a vista) non può essere inferiore all'importo esigibile a richiesta, attualizzato dalla prima data in cui ne potrebbe essere richiesto il pagamento.

Nel caso di strumenti finanziari quotati in mercati attivi il fair value è determinato a partire dalle quotazioni ufficiali del mercato principale (ovvero il più vantaggioso) al quale il Gruppo ha accesso (Mark to Market).

Uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi quotati sono prontamente e regolarmente disponibili in un listino, operatore (dealer), intermediario (broker), agenzia di determinazione del prezzo o autorità di regolamentazione e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni. Se la quotazione ufficiale in un mercato attivo non esiste per uno strumento finanziario nel suo complesso, ma esistono mercati attivi per le parti che lo compongono, il fair value può essere determinato sulla base dei pertinenti prezzi di mercato per le parti che lo compongono.

Qualora le quotazioni di mercato o altri input osservabili, quali il prezzo quotato di un'attività simile in un mercato attivo, non risultino disponibili, il Gruppo può ricorrere a modelli valutativi alternativi, quali:

  • metodo della valutazione di mercato (utilizzo di quotazioni di mercato di passività o strumenti di patrimonio simili detenuti come attività da altri attori di mercato);
  • metodo del costo (ossia il costo di sostituzione che sarebbe richiesto al momento per sostituire la capacità di servizio di un'attività);
  • metodo reddituale (tecnica del valore attualizzato basata sui flussi di cassa futuri attesi da una controparte di mercato che detiene una passività o uno strumento di patrimonio netto come attività).

Il Gruppo utilizza metodi di valutazione (Mark to Model) in linea con i metodi generalmente accettati e utilizzati dal mercato. I modelli di valutazione includono tecniche basate sull'attualizzazione dei flussi di cassa futuri e sulla stima della volatilità e sono oggetto di revisione sia durante il loro sviluppo sia periodicamente, al fine di garantirne la piena coerenza con gli obiettivi della valutazione.

Dette metodologie utilizzano input basati sui prezzi formatisi in transazioni recenti nello strumento oggetto di valutazione e/o prezzi/quotazioni di strumenti aventi caratteristiche analoghe in termini di profilo di rischio. Questi prezzi/quotazioni risultano, infatti, rilevanti al fine di determinare i parametri significativi, in termini di rischio credito, liquidità, prezzo ed ogni altro rischio rilevante, relativi allo strumento oggetto di valutazione. Il riferimento a tali parametri di mercato consente di limitare la discrezionalità nella valutazione, garantendo al contempo la verificabilità del risultante fair value. Qualora, per uno o più fattori di rischio, non risulti possibile riferirsi a dati di mercato i modelli valutativi impiegati utilizzano come input stime basate su dati storici.

A ulteriore garanzia dell'oggettività delle valutazioni rivenienti da modelli valutativi, il Gruppo pone in essere:

  • processi di verifica indipendente del prezzo (Independent Price Verification o IPV);
  • fair value adjustment (FVA).

I processi di verifica indipendente del prezzo prevedono che i prezzi siano verificati almeno mensilmente da unità di Risk Management indipendenti dalle unità che assumono l'esposizione al rischio.

Tale verifica può prevedere la comparazione e comportare l'adeguamento del prezzo alle valutazioni rivenienti da partecipanti al mercato indipendenti.

Nel caso di strumenti non quotati su mercati attivi, il menzionato processo di verifica assume a riferimento i prezzi contribuiti da info-provider, attribuendo maggior peso a quei prezzi che si considerano più rappresentativi dello strumento oggetto di valutazione. Detta valutazione include: l'eventuale eseguibilità della transazione al prezzo osservato, il numero di contributori, il grado di similitudine degli strumenti finanziari, la coerenza nel prezzo contribuito da fonti differenti, il processo seguito dall'info-provider per ottenere il dato.

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS13 con riguardo i portafogli contabili sia valutati al fair value su base ricorrente, sia non valutati al fair value o valutati al fair value su base non ricorrente.

Attività e Passività misurate al fair value su base ricorrente

Titoli obbligazionari a reddito fisso

I titoli obbligazionari a reddito fisso sono valutati attraverso due processi principali in base alla liquidità del mercato di riferimento. Gli strumenti liquidi in mercati attivi sono valutati al prezzo di mercato (mark-to-market) e, conseguentemente, tali strumenti sono assegnati al Livello 1 della gerarchia del fair value9 . Al fine di determinarlo, nell'ambito del processo globale di verifica indipendente dei prezzi (IPV), un indicatore giornaliero di liquidità viene definito a partire da: numero di quote bid ed ask eseguibili, la loro relativa consistenza ed ampiezza. Tale indicatore viene tracciato su una finestra temporale di 20 giorni lavorativi allo scopo di determinare un più stabile indicatore mensile.

Gli strumenti non scambiati in mercati attivi sono valutati a mark-to-model utilizzando delle curve di credit spread impliciti derivate da strumenti di Livello 1. Il modello massimizza l'uso di parametri osservabili e minimizza l'uso dei parametri non osservabili. In questo senso, in funzione della rappresentatività della curva di credit spread applicata, le obbligazioni sono classificate come Livello 2 o Livello 3 rispettivamente; il Livello 3 è applicato nel caso in cui sia utilizzato un credit spread significativamente non osservabile. Nella valutazione a fair value, vengono applicate delle rettifiche di valore (fair value adjustments) a fronte della ridotta liquidità e del rischio di modello al fine di compensare la mancanza di parametri di mercato osservabili per le posizioni classificate a Livello 2 e Livello 3.

Nel processo globale di IPV delle obbligazioni, l'accuratezza dei prezzi di mercato delle obbligazioni di Livello 1 e dei modelli di valutazione per le obbligazioni illiquide sono regolarmente sottoposte a verifica.

9 Nel caso specifico dei titoli governativi italiani, vale la pena sottolineare che questi vengono scambiati sul mercato MTS largamente riconosciuto come principale piattaforma attiva per tale classe di titoli.

Prodotti finanziari strutturati

La Società determina il fair value dei prodotti finanziari strutturati non quotati in mercati attivi utilizzando l'appropriato metodo di valutazione in funzione della natura della struttura incorporata (quando questa non debba essere fatta oggetto di scorporo). Tali strumenti sono classificati al Livello 2 o al Livello 3 a seconda dell'osservabilità degli input significativi del modello.

Asset Backed Securities

I processi valutativi di UniCredit si fondano su politiche interne centrate su due pilastri:

  • estensione ed implementazione in tutte le società del Gruppo del processo di verifica indipendente dei prezzi (IPV) adeguato alle diverse condizioni di mercato per i Titoli di credito strutturati;
  • integrazione della policy in essere per le rettifiche di valore (Fair value Adjustments Policy).

L'assunzione principale del processo di IPV è che la qualità di un prezzo venga verificata attraverso la disponibilità di molteplici quotazioni da parte di operatori del mercato indipendenti per strumenti identici.

Il processo fa affidamento inizialmente su consensus data provider che operano come collettori di quotazioni di mercato.

In seconda istanza, i prezzi sono verificati utilizzando come benchmark per ogni strumento un pool di strumenti finanziari simili con una quotazione di mercato affidabile. Un approccio alternativo consiste nel valutare lo strumento per mezzo di modelli matematici, applicabili ogni volta che l'informazione sulle assunzioni dei partecipanti al mercato riguardo ai parametri del modello siano ragionevolmente disponibili senza comportare costi o sforzi eccessivi.

Derivati

Il fair value dei derivati non scambiati su un mercato attivo deriva dall'applicazione di tecniche di valutazione mark to model. Quando è presente un mercato attivo per i parametri di input al modello valutativo delle differenti componenti del derivato, il fair value viene determinato in base alle quotazioni di mercato delle stesse. Le tecniche di valutazione basate su input osservabili sono classificate come Livello 2 mentre quelle basate su significativi input non osservabili sono classificate come Livello 3.

Titoli di capitale

I titoli di capitale sono assegnati al Livello 1 quando è disponibile una quotazione su un mercato attivo considerato liquido e al Livello 3 quando non vi sono quotazioni o le quotazioni sono state sospese a tempo indeterminato. Tali strumenti sono classificati come Livello 2 solo nel caso in cui il volume di attività sul mercato di quotazione sia significativamente ridotto.

Fondi di investimento

Il Gruppo detiene investimenti in fondi di investimento che pubblicano il Net Asset Value (NAV) per quota, inclusi fondi comuni, fondi private equity, hedge funds (compresi fondi di fondi) e fondi immobiliari. Gli investimenti del Gruppo includono investimenti in fondi gestiti dal Gruppo e investimenti in fondi gestiti da terzi, ed in particolare:

Fondi immobiliari

I fondi immobiliari sono classificati come Livello 1 in caso essi siano quotati su un mercato attivo; in caso ciò non si verifichi, essi sono classificati come Livello 3 e sono valutati attraverso un credit adjustment del NAV basato sulle caratteristiche specifiche del singolo fondo.

Altri fondi

Il Gruppo detiene investimenti anche in fondi comuni, hedge funds e fondi private equity.

I Fondi sono classificati generalmente come Livello 1 quando una quotazione su un mercato attivo è disponibile.

I Fondi sono classificati come Livello 2 e Livello 3 a seconda della disponibilità del NAV, la trasparenza del portafoglio e di possibili vincoli/limitazioni legate a clausole di uscita.

Attività materiali valutate al fair value

Il Gruppo detiene attività materiali detenute a scopo di investimento di proprietà per cui utilizza il modello della rideterminazione del valore (fair value) per la valutazione degli investimenti immobiliari connessi a passività che riconoscono un rendimento collegato al fair value degli investimenti stessi.

L'attribuzione dei livelli di fair value è funzione dell'osservabilità dei parametri utilizzati nelle misurazioni. La corrente composizione del portafoglio prevede una attribuzione prevalentemente a Livello 3.

Fair value Adjustment (FVA)

Il Fair Value Adjustment è definito come quella quantità che deve essere aggiunta al prezzo mid osservato sul mercato piuttosto che al prezzo teorico generato dal modello al fine di ottenere un fair value della posizione. Gli FVA consentono quindi di assicurare che il fair value rifletta il prezzo di realizzo di una transazione di mercato effettivamente possibile.

Tra i vari tipi di aggiustamento si segnalano:

  • Credit/Debit Valuation Adjustment (CVA/DVA);
  • rischio di modello;
  • costo di chiusura;
  • altri aggiustamenti.

Credit/Debit Valuation Adjustment (CVA/DVA)

Gli adjustment CVAs e DVAs sono incorporati nella valutazione dei derivati per riflettere l'impatto sul fair value rispettivamente del rischio di credito della controparte e della qualità del credito di UniCredit stessa.

La metodologia CVA/DVA utilizzata da UniCredit si basa sui seguenti input:

  • EAD derivante da tecniche di simulazione. La simulazione dell'esposizione tiene inoltre conto dello Specific Wrong Way Risk che deriva da transazioni dove c'è una correlazione tra il rischio di credito della controparte e i fattori di rischio sottostanti il derivato;
  • PD implicite nei tassi di default del mercato corrente, ottenuti attraverso Credit Default Swaps;
  • LGD basata sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento della controparte e definito in funzione dei tassi impliciti di default del mercato corrente, ottenuti attraverso i Credit Default Swaps.

Al 30 giugno 2019 gli aggiustamenti netti cumulati per CVA/DVA a fronte di controparti Performing ammontano complessivamente a 206 milioni negativi; la quota parte relativa all'evoluzione del proprio merito creditizio che, coerentemente alle previsioni CRDIV, viene esclusa/filtrata dal patrimonio regolamentare ammonta a 19,5 milioni positivi.

Funding Cost and Benefit Value Adjustment (FCA/FBA)

Funding Valuation Adjustment (FundVa) è la somma del Funding Cost Adjustment (FCA) e del Funding Benefit Adjustment (FBA) che invece contabilizza i funding costs/benefits futuri attesi per i derivati che non sono interamente collateralizzati. Le principali contribuzioni sono relative a contratti in the money conclusi con controparti non collateralizzate.

La metodologia FundVA di UniCredit è basata sui seguenti elementi:

  • profili di esposizione positivi e negativi ottenuti facendo leva su ipotesi risk-neutral del modello di interno per il rischio di controparte;
  • struttura a termine delle PD implicite nei tassi di default di mercato dei credit default swaps;
  • una curva di tasso di rifinanziamento che è rappresentativa della media del tasso di rifinanziamento di gruppi finanziari confrontabili.

Rischio di modello

Modelli finanziari sono utilizzati per determinare il valore di uno strumento finanziario laddove un'osservazione diretta di mercato non sia ritenuta affidabile. In generale il rischio di modello rappresenta la possibilità che la valutazione di uno strumento finanziario sia effettivamente sensibile alla scelta del modello. E' possibile valutare il medesimo strumento finanziario utilizzando modelli alternativi di valutazione che possono determinare risultati diversi in termini di prezzo. L'aggiustamento per il rischio di modello si riferisce al rischio che l'effettivo fair value dello strumento sia differente dal valore prodotto dal modello.

Costo di chiusura

Apprezza il costo implicito nella chiusura della posizione che può essere raggiunto mediante la vendita della posizione lunga (o l'acquisto della posizione corta), o anche entrando in una nuova transazione (o più d'una) che immunizzi la posizione aperta. I costi di chiusura sono tipicamente derivati dallo spread bid/ask osservato sul mercato assumendo che una posizione marcata al mid possa essere chiusa al bid o all'ask alternativamente. Tale aggiustamento non è necessario nel caso in cui la posizione sia stata marcata al bid o ask e già rappresenti un exit price. Un aggiustamento viene anche applicato sul NAV dei fondi di investimento quando sono previste delle penalties in caso di uscita.

Altri aggiustamenti

Altri aggiustamenti del fair value, non inclusi nelle precedenti categorie, possono essere presi in considerazione ai fini di allineare la valutazione all'exit price anche in funzione del livello di liquidità dei mercati/dei parametri di valutazione, per esempio aggiustamenti nel prezzo di uno strumento azionario la cui quotazione sul mercato non sia rappresentativa dell'effettivo exit price.

Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente

Gli strumenti finanziari non valutati al fair value (FV), compresi debiti e crediti verso la clientela e verso banche non sono gestiti sulla base del fair value.

Per tali strumenti, il fair value è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste d'informativa al mercato e non ha impatto sul bilancio o in termini di profitti o perdite. Inoltre, dal momento che tali strumenti non vengono generalmente scambiati, la determinazione del fair value si basa sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato come definiti dall'IFRS13.

Cassa e disponibilità liquide

Dato il loro orizzonte a breve ed il loro trascurabile rischio di credito il valore contabile della cassa e delle disponibilità liquide approssima il fair value.

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Per le attività rappresentate da titoli, il fair value si determina in modo coerente con quanto già descritto nella sezione "Attività e passività misurate al fair value su base ricorrente - Titoli obbligazionari a reddito fisso".

Il fair value dei crediti verso banche e clientela invece, è principalmente determinato utilizzando un modello di valore attuale aggiustato per il rischio. Per alcuni portafogli sono applicati altri approcci semplificati, che tengono comunque in considerazione le caratteristiche finanziarie degli strumenti finanziari in essi contenuti.

Attività materiali detenute a scopo di investimento

Il valore del fair value delle Attività materiali detenute a scopo di investimento di proprietà è determinato sulla base di una stima effettuata da esperti esterni indipendenti con riconosciute e pertinenti qualifiche professionali che conducono la propria valutazione prevalentemente sulla base di una conoscenza indiretta degli asset attraverso le informazioni rese disponibili dalla proprietà relative a localizzazione, consistenza, destinazione d'uso dei locali, e alla luce delle analisi di mercato.

L'attribuzione dei livelli di fair value è funzione dell'osservabilità dei parametri utilizzati nelle misurazioni.

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Il fair value dei titoli di debito di propria emissione è determinato attraverso l'utilizzo di un modello di valore attuale aggiustato per il rischio emittente associato ad UniCredit. Il Credit Spread è determinato utilizzando le curve di rischio subordinate e non subordinate di UCG.

Il fair value delle altre passività finanziarie invece, è determinato attraverso l'utilizzo di un modello di valore attuale aggiustato per il rischio emittente associato ad UniCredit.

La curva di Credit Spread è determinata a partire dai prezzi delle emissioni senior e subordinate di UCG.

Descrizione delle tecniche di valutazione

Tecniche di valutazione specifiche sono utilizzate per valutare posizioni per le quali le fonti di mercato non forniscono un prezzo di mercato direttamente osservabile. Il Gruppo utilizza tecniche di valutazione diffuse sul mercato per determinare il fair value di strumenti finanziari e non, che non sono quotati e attivamente scambiati sul mercato. Le tecniche di valutazione utilizzate per le attività e le passività di Livello 2 e Livello 3 sono descritte di seguito.

Option Pricing Model

Le tecniche di valutazione degli Option model sono generalmente utilizzate per strumenti nei quali il detentore ha un diritto o un obbligo contingente basato sul verificarsi di un evento futuro, come il superamento da parte del prezzo di un attività di riferimento di un predeterminato prezzo di strike. Gli Option pricing model stimano la probabilità che uno specifico evento si verifichi incorporando assunzioni come la volatilità delle stime, il prezzo dello strumento sottostante e il tasso di ritorno atteso.

Discounted cash flows

Le tecniche di valutazione basate sul discounted cash flows, generalmente consistono nella determinazione di una stima dei flussi di cassa futuri attesi lungo la vita dello strumento. Il modello richiede la stima dei flussi di cassa e l'adozione di parametri di mercato per lo sconto: il tasso o il margine di sconto riflette lo spread di credito e/o di finanziamento richiesti dal mercato per strumenti con profili di rischio e di liquidità simili, al fine di definire un "valore attualizzato". Il fair value del contratto è dato dalla somma dei flussi di cassa futuri attualizzati.

Hazard Rate Model

La rivalutazione di strumenti CDS richiede la conoscenza della probabilità di sopravvivenza dell'entità in questione nelle necessarie date future. La stima di questa curva di probabilità impiega il modello standard per le probabilità di sopravvivenza e richiede come parametri le quotazioni di mercato dei credit default swaps sulle future date di scadenza standard in aggiunta alla curva dei tassi risk-free e al recovery rate atteso. L'Hazard Rate è parte del processo descritto e indica possibilità istantanea di default ai vari istanti temporali futuri.

Market Approach

Tecnica di valutazione che utilizza i prezzi generati da transazioni di mercato che coinvolgono attività, passività o gruppi di attività e passività identiche o paragonabili.

Gordon Growth Model

E' un modello utilizzato per determinare il valore intrinseco di un'azione, basato su una serie di dividendi futuri che crescono ad un tasso costante. Dato un dividendo pagabile in un anno e l'ipotesi che il dividendo cresca ad un tasso costante nel tempo, il modello calcola il valore attuale dei dividendi futuri.

Dividend Discount Model

E' un modello utilizzato per determinare il valore di una azione, basandosi sulla previsione del flusso di dividendi futuri. Dato un dividendo pagabile in un anno e l'ipotesi sulla crescita annua dei dividendi, ad un tasso costante, il modello calcola il fair value di una azione come la somma del valore attuale di tutti i dividendi futuri.

Adjusted NAV

Il NAV (Net asset value) è la differenza tra il valore totale delle attività del fondo e le sue passività. Un aumento del NAV coincide con un aumento nella misura del fair value. Solitamente per i fondi classificati a Livello 3 il NAV rappresenta una valutazione risk-free, quindi in questo caso il NAV viene aggiustato per considerare il rischio di default dell'emittente.

Descrizione degli input utilizzati nella misurazione del fair value degli strumenti di Livello 2 e 3

Si riporta di seguito la descrizione dei principali input significativi utilizzati nella misurazione del fair value degli strumenti appartenenti ai Livelli 2 e 3 della gerarchia del fair value.

Volatilità

La volatilità è l'espressione della variazione nel tempo del prezzo di uno strumento finanziario. In particolare, la volatilità misura la velocità e l'entità delle variazioni dei prezzi di mercato di uno strumento, parametro o indice di mercato data l'effettiva variazione di valore nel tempo di quel dato strumento, parametro o indice di mercato, espressa come una percentuale della variazione relativa del prezzo. Maggiore è la volatilità del sottostante, maggiore è il rischio legato allo strumento. In generale, posizioni lunghe in opzioni beneficiano degli aumenti della volatilità mentre posizioni corte in opzioni ne sono danneggiate.

Esistono diverse macro-categorie di volatilità:

  • volatilità del tasso d'interesse;
  • volatilità dell'inflazione;
  • volatilità del tasso di cambio;
  • volatilità delle azioni o degli indici/prezzi dei sottostanti.

Correlazione

La correlazione è una misura della relazione esistente tra i movimenti di due variabili. Quando i parametri sono positivamente correlati, un aumento della correlazione determina generalmente un incremento del fair value. Al contrario, data una posizione corta di correlazione, un aumento della correlazione, ceteris paribus, determinerà una diminuzione nella misura del fair value. Di conseguenza variazioni nei livelli di correlazione possono avere impatti, favorevoli e non, sul fair value di uno strumento, a seconda del tipo di correlazione.

La correlazione è un input nella valutazione di un prodotto derivato dove il payoff è determinato da molteplici rischi sottostanti. Il livello della correlazione utilizzata nella valutazione dei derivati con molteplici rischi sottostanti dipende da una varietà di fattori compresa la natura di tali rischi.

Dividendi

La determinazione di un prezzo forward per un'azione individuale o un indice è importante sia per la misurazione del fair value di contratti forward e swaps, sia per la misurazione del fair value attraverso l'utilizzo dei modelli di pricing delle opzioni. La relazione tra il prezzo corrente dell'azione e il prezzo forward è basata su una combinazione tra i livelli dei dividendi attesi, la periodicità dei pagamenti e, in modo minore, dei tassi rilevanti di finanziamento applicabili all'azione considerata.

Il rendimento e la periodicità dei dividendi rappresenta il parametro più significativo per la determinazione del fair value di strumenti sensibili al prezzo forward di un'azione.

Curva dei tassi d'interesse

La determinazione dei tassi di interesse da utilizzare nelle tecniche di valutazione è effettuata in base ad una selezione degli strumenti finanziari più appropriati per ogni valuta, seguita da una procedura di bootstrapping che trasforma i tassi di interesse osservati in tassi zero-coupon. La curva dei tassi per le valute poco liquide si riferisce ai tassi delle valute per le quali non esiste un mercato liquido in termini di rigidità, profondità e resistenza. L'illiquidità di questi input ha un impatto diretto sulla valutazione di un titolo di debito o di un derivato espressi in valute non liquide.

Tassi swap sull'inflazione

La determinazione dei livelli forward per gli indici di inflazione si basa sulle quotazione degli swap sugli indici di inflazione. Gli swap sull'inflazione possono risultare poco liquidi qualora non esista un mercato liquido in termini di rigidità, profondità e resistenza. L'illiquidità di questi input ha un impatto diretto sulla valutazione di un titolo di debito legato all'inflazione (inflation-linked note) o di un derivato sull'inflazione.

Credit spreads

Diversi modelli di valutazione, specialmente per i derivati di credito, richiedono un input per lo spread creditizio che rifletta la qualità del credito. Lo spread di credito di una particolare security è quotato in relazione al rendimento della security o del tasso di riferimento utilizzati come benchmark (come può essere il caso per i Bond del Tesoro statunitense o i Tassi LIBOR/EURIBOR) ed è generalmente espresso in termini di punti base.

Gli spread di credito si riferiscono ad una estesa varietà di sottostanti (indici e single names), regioni, settori, maturity e qualità di credito (high-yield e investment-grade). L'ampio spettro di questa categoria è la ragione dell'ampiezza dei range degli input non osservabili.

Loss Given Default (LGD)/Recovery Rate

LGD, anche conosciuto come loss severity (il concetto inverso di recovery rate) rappresenta la percentuale dei flussi di cassa contrattuali persi in caso di fallimento, espresso come la perdita netta relativa al saldo contabile. Un aumento della loss severity, tenendo invariati gli altri elementi, implica una diminuzione nella misura del fair value. Il loss given default deve essere valutato caso per caso poiché le perdite sono generalmente influenzate da caratteristiche specifiche della transazione come la presenza di collateral e il grado di subordinazione.

Prezzo

Dove i prezzi di mercato non sono osservabili, il comparable approach attraverso l'identificazione di una proxy è utilizzato per misurare il fair value dello strumento.

Prepayment Rate (PR)

Il tasso di prepayment è il tasso stimato a cui sono attesi dei pagamenti anticipati del principal relativo ad uno strumento di debito. Tali pagamenti volontari e inattesi cambiano i flussi di cassa attesi per l'investitore e di conseguenza cambiano il fair value di un titolo od altro strumento finanziario. In generale, a fronte di una variazione nella velocità del prepayment, la vita media ponderata dello strumento cambia, andando ad impattare la valutazione positivamente o negativamente a seconda della natura e della direzione della variazione della vita media ponderata.

Probability of Default (PD)

La probability of default è la stima della probabilità di non ricevere l'ammontare previsto dal contratto. Essa definisce una stima della probabilità che un cliente di un'istituzione finanziaria sia insolvente lungo un certo orizzonte temporale. La PD di un debitore non dipende solo dalle caratteristiche di rischio di quel particolare debitore ma anche dalle condizioni di mercato e dal livello di influenza che tali condizioni hanno sul debitore.

Early conversion

La early conversion è la stima della probabilità che il debito venga convertito in equity anticipatamente.

EBITDA

L'EBITDA dà un'indicazione della corrente redditività operativa del business, cioè quanto profitto fa attraverso l'utilizzo dei suoi assets e la commercializzazione dei prodotti che produce.

Ke

Il Ke (costo del capitale) rappresenta il tasso di rendimento minimo che una azienda deve offrire ai propri azionisti al fine di remunerare i fondi da questi ricevuti.

Growth rate

È il tasso di crescita costante utilizzato per stimare i dividendi futuri.

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Il Gruppo verifica che il valore assegnato ad ogni posizione rifletta il fair value corrente in modo appropriato. Le misurazioni al fair value delle attività e delle passività sono determinate utilizzando varie tecniche, fra cui (ma non solo) modelli del tipo discounted cash flows e modelli interni. Sulla base dell'osservabilità degli input utilizzati, tutte le misurazioni sono classificate come Livello 1, Livello 2 o Livello 3 della gerarchia del fair value. Quando uno strumento finanziario misurato al fair value è valutato mediante l'utilizzo di uno o più input significativi non direttamente osservabili sul mercato, un'ulteriore procedura di verifica del prezzo è posta in essere. Tali procedure comprendono la revisione dei dati storici rilevanti, l'analisi dei profitti e delle perdite, la valutazione individuale di ciascuna componente di un prodotto strutturato e il benchmarking. Questo approccio prevede l'utilizzo di pareri soggettivi e di giudizi basati sull'esperienza e, di conseguenza, può richiedere aggiustamenti alle valutazioni che tengano in conto il bid/ask spread, la liquidità e il rischio di controparte, oltre che la tipologia del modello di valutazione adottato.

Secondo le linee guida della Group Market Risk Governance, affinché sia assicurata la giusta separazione tra le funzioni preposte alle attività di sviluppo dei modelli e le funzioni responsabili dei processi di validazione, tutti i modelli di valutazione sviluppati dal front office delle società del Gruppo sono testate a livello centrale in modo indipendente e validate dalle funzioni di Group Internal Validation. Lo scopo di questa struttura di controllo indipendente è quello di valutare il rischio di modello derivante dalla solidità teorica degli stessi, dalle tecniche di calibrazione eventualmente applicate e dall'appropriatezza del modello per uno specifico prodotto in un mercato definito.

Oltre alla valutazione giornaliera mark to market o mark to model, l'Independent Price Verification (IPV) viene applicato dalla funzione di Market Risk con l'obiettivo di fornire un fair value indipendente per tutti gli strumenti inclusi quelli illiquidi.

A.4.3 Gerarchia del fair value

Il principio IFRS13 stabilisce una gerarchia del fair value in funzione del grado di osservabilità degli input delle tecniche di valutazione adottate per le valutazioni.

Il livello di gerarchia del fair value associato alle attività e passività è definito come il livello minimo fra tutti gli input significativi utilizzati. Generalmente, un input di valutazione non è considerato significativo per il fair value di uno strumento se i restanti input spiegano la maggioranza della varianza del fair value stesso su un orizzonte temporale di tre mesi.

In alcuni casi specifici, la significatività del limite è verificata in relazione al fair value dello strumento alla data di misurazione.

Sono previsti, in particolare, tre livelli:

  • Livello 1: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a prezzi di quotazione osservati su mercati attivi;
  • Livello 2: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a modelli valutativi che utilizzano input osservabili su mercati attivi;
  • Livello 3: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato sulla base di modelli valutativi che prevalentemente utilizzano significativi input non osservabili su mercati attivi.

Agli strumenti finanziari viene associato un certo livello di fair value sulla base dell'osservabilità degli input utilizzati per la valutazione.

Livello 1 (prezzi quotati in mercati attivi): prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un mercato attivo è tale se le operazioni relative all'attività o alla passività oggetto di valutazione si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa (e.g. il mercato MTS a riferimento i prezzi di molti titoli governativi ivi negoziati).

Livello 2 (input osservabili): input diversi dai prezzi di mercato già inclusi nel Livello 1, che sono osservabili per l'attività o la passività, direttamente o indirettamente. Gli input sono considerati osservabili se sono sviluppati sulla base di informazioni disponibili al mercato riguardanti eventi o transazioni correnti e riflettono le assunzioni che le controparti di mercato utilizzerebbero per valutare l'attività o la passività.

Livello 3 (input non osservabili): sono input diversi da quelli inclusi nel Livello 1 e nel Livello 2, non direttamente osservabili sul mercato per la valutazione dell'attività o della passività, o utilizzati nella determinazione degli aggiustamenti significativi al fair value. Gli input non osservabili devono comunque riflettere le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività o passività, incluse le assunzioni sul rischio.

Quando il fair value è misurato direttamente utilizzando un prezzo osservabile e quotato in un mercato attivo, il processo di attribuzione della gerarchia assegnerà il Livello 1. Quando il fair value deve essere misurato attraverso un comparable approach o attraverso l'utilizzo di un modello di pricing, il processo di attribuzione della gerarchia assegnerà il Livello 2 o il Livello 3, a seconda dell'osservabilità di tutti gli input significativi utilizzati nella valutazione.

Nella scelta fra le diverse tecniche di valutazione il Gruppo utilizza quella che massimizza l'utilizzo degli input osservabili.

Trasferimenti tra i livelli di gerarchia

I principali fattori che contribuiscono ai trasferimenti tra i livelli di fair value (sia tra il Livello 1 ed il Livello 2, che dentro/fuori il Livello 3) comprendono cambiamenti nelle condizioni di mercato (tra cui il parametro di liquidità) e affinamenti nei modelli valutativi e nei pesi relativi degli input non osservabili utilizzati nella misurazione del fair value.

Informazioni quanti-qualitative relative ai trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel periodo è esposta in Parte A.4.5 - Gerarchia del Fair Value.

A.4.4 Altre informazioni

Il Gruppo si avvale dell'eccezione prevista dall'IFRS13 di misurare il fair value su base netta con riferimento ad attività e passività finanziarie con posizioni compensative dei rischi di mercato o del rischio di credito della controparte.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 Gerarchia del fair value

Le tabelle seguenti riportano pertanto la ripartizione dei portafogli di attività e passività finanziarie valutati al fair value.

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value
-- -- -- ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- --
(milioni di €)
ATTIVITÀ/PASSIVITÀ FINANZIARIE MISURATE AL FAIR CONSISTENZE AL 30.06.2019 CONSISTENZE AL 31.12.2018
VALUE LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico 33.237 51.673 4.128 32.823 48.509 4.805
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 23.480 42.574 1.290 25.215 37.940 2.076
b) Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value 9.757 9.099 2.838 7.608 10.569 2.729
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva 64.085 12.702 992 76.844 10.392 1.044
3. Derivati di copertura 187 6.024 - 99 4.579 4
4. Attività materiali - - 48 - - 47
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 97.509 70.399 5.168 109.766 63.480 5.900
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 9.339 30.217 854 13.515 28.236 1.360
2. Passività finanziarie designate al fair value 408 10.364 574 427 8.664 227
3. Derivati di copertura 212 7.598 - 100 5.907 25
Totale 9.959 48.179 1.428 14.042 42.807 1.612

La voce "1. c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" di Livello 3 al 30 giugno 2019 comprende gli investimenti di 353 milioni nelle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund (già Atlante II) e di circa 14 milioni nello Schema Volontario.

Al 30 giugno 2019 il fair value degli strumenti finanziari riconducibili agli interventi dello Schema Volontario è stato determinato utilizzando modelli interni mentre per quanto riguarda le quote del fondo Atlante e Italian Recovery Fund (Atlante II) il fair value è stato determinato avendo a riferimento la valutazione delle attività finanziarie fornita dal fondo stesso, integrata, se del caso, utilizzando modelli interni.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla Parte B - Sezione 2.5 - Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value delle Note illustrative di questo documento.

I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel corso dell'esercizio riflettono principalmente l'evoluzione dei mercati di riferimento e l'affinamento dei processi per l'attribuzione dei livelli di fair value da parte di alcune società del Gruppo.

Oltre ai trasferimenti relativi alle attività e passività finanziarie valutate a livello 3 dettagliate nelle sezioni che seguono si segnala che nel corso dell'esercizio sono intervenuti trasferimenti:

da Livello 1 a Livello 2 connessi al peggioramento degli indicatori di liquidità ed affidabilità dei prezzi (basati su bid-ask spread, relative size ed applicabilità dei prezzi pubblicati) raccolti da terze parti così come calcolati e registrati nell'ambito del processo di Global Bond IPV;

  • di attività finanziarie misurate al fair value con impatto a conto economico (attività finanziarie detenute per la negoziazione, designate al fair value e obbligatoriamente valutate al fair value) per circa 181 milioni;
  • di attività finanziarie misurate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per circa 52 milioni;
  • di passività finanziarie misurate al fair value con impatto a conto economico (passività finanziarie detenute per la negoziazione e designate al fair value) per circa 14 milioni;
  • da Livello 2 a Livello 1 connessi al miglioramento degli indicatori di liquidità ed affidabilità dei prezzi (basati su bid-ask spread, relative size ed applicabilità dei prezzi pubblicati) raccolti da terze parti così come calcolati e registrati nell'ambito del processo di Global Bond IPV (Independent Price Verification);
  • di attività finanziarie misurate al fair value con impatto a conto economico (attività finanziarie detenute per la negoziazione, designate al fair value e obbligatoriamente valutate al fair value) per circa 1.517 milioni;
  • di attività finanziarie misurate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per circa 115 milioni;
  • di passività finanziarie misurate al fair value con impatto a conto economico (passività finanziarie detenute per la negoziazione e designate al fair value) per circa 11 milioni.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3)

(milioni di €)
MOVIMENTI DEL 1° SEMESTRE 2019
ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO
ECONOMICO
ATTIVITÀ
FINANZIARIE
TOTALE DI CUI: A)
ATTIVITÀ
FINANZIARIE
DETENUTE
PER LA
NEGOZIAZIONE
DI CUI: B)
ATTIVITÀ
FINANZIARIE
DESIGNATE
AL FAIR
VALUE
DI CUI: C) ALTRE
ATTIVITÀ FINANZIARIE
OBBLIGATORIAMENTE
VALUTATE AL FAIR
VALUE
VALUTATE AL
FAIR VALUE
CON IMPATTO
SULLA
REDDITIVITÀ
COMPLESSIVA
DERIVATI DI
COPERTURA
ATTIVITÀ
MATERIALI
ATTIVITÀ
IMMATERIALI
1. Esistenze iniziali 4.805 2.076 - 2.729 1.044 4 47 -
2. Aumenti 1.537 666 - 871 31 1 1 -
2.1. Acquisti 818 226 - 592 9 - - -
2.2 Profitti imputati a 459 370 - 89 13 - 1 -
2.2.1 Conto economico 459 370 - 89 - - 1 -
− di cui plusvalenze 303 265 - 38 - - 1 -
2.2.2 Patrimonio netto X X X X 13 - - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 53 24 - 29 - - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 207 46 - 161 9 1 - -
3. Diminuzioni 2.214 1.452 - 762 83 5 - -
3.1. Vendite 414 389 - 25 2 - - -
3.2 Rimborsi 373 4 - 369 38 - - -
3.3 Perdite imputate a 827 766 - 61 38 - - -
3.3.1 Conto economico 827 766 - 61 - - - -
− di cui minusvalenze 522 493 - 29 - - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X X X 38 - - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli 398 277 - 121 - 4 - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione 202 16 - 186 5 1 - -
di cui: operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - - - -
4. Rimanenze finali 4.128 1.290 - 2.838 992 - 48 -

Le voci "2.2.1 Profitti imputati a Conto economico" e "3.3.1 Perdite imputate a Conto economico" delle attività finanziarie confluiscono nelle seguenti voci:

Voce 80: Il risultato netto delle attività di negoziazione;

Voce 90: Il risultato netto dell'attività di copertura;

Voce 110: Il risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

La sottovoce "2.2.2 Profitti imputati a Patrimonio netto" e la sottovoce "3.3.2 Perdite imputate a Patrimonio netto" derivanti dalle variazioni del fair value delle attività finanziarie misurate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono rilevati nella voce "120. Riserve da valutazione" del patrimonio netto fino a quando l'attività finanziaria non è alienata, momento in cui gli utili e le perdite cumulate sono iscritte: i) se riferite a titoli di debito nel conto economico alla voce "100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" e ii) se riferite a titoli di capitale nel patrimonio netto alla voce "150. Riserve"; fanno eccezione le perdite per riduzione durevole di valore (impairment) e gli utili e le perdite su cambi di attività monetarie (titoli di debito) che sono esposti rispettivamente alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" ed alla voce "80. Risultato netto dell'attività di negoziazione".

I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel corso dell'esercizio riflettono principalmente l'evoluzione dei mercati di riferimento e l'affinamento dei processi per l'attribuzione dei livelli di fair value e si riferiscono in prevalenza a consistenze detenute da UniCredit S.p.A. e dalla controllata UniCredit Bank AG.

A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3)

(milioni di €)
MOVIMENTI DEL 1° SEMESTRE 2019
PASSIVITÀ PASSIVITÀ
FINANZIARIE FINANZIARIE
DETENUTE PER LA DESIGNATE AL FAIR DERIVATI DI
NEGOZIAZIONE VALUE COPERTURA
1. Esistenze iniziali 1.360 227 25
2. Aumenti 679 524 21
2.1 Emissioni 287 414 -
2.2 Perdite imputate a 326 15 -
2.2.1 Conto economico 326 2 -
- di cui minusvalenze 211 1 -
2.2.2 Patrimonio netto X 13 -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 38 94 -
2.4 Altre variazioni in aumento 28 1 21
3. Diminuzioni 1.185 177 46
3.1 Rimborsi 507 33 -
3.2 Riacquisti - - -
3.3 Profitti imputati a 201 17 11
3.3.1 Conto economico 201 17 11
- di cui plusvalenze 128 17 -
3.3.2 Patrimonio netto X - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli 456 123 17
3.5 Altre variazioni in diminuzione 21 4 18
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - -
4. Rimanenze finali 854 574 -

Le voci "2.2.1 Perdite imputate a Conto economico" e "3.3.1 Profitti imputati a Conto economico" delle passività finanziarie confluiscono nelle seguenti voci:

Voce 80: Il risultato netto delle attività di negoziazione;

Voce 90: Il risultato netto dell'attività di copertura;

Voce 110: Il risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel corso dell'esercizio riflettono principalmente l'evoluzione dei mercati di riferimento e l'affinamento dei processi per l'attribuzione dei livelli di fair value e si riferiscono in prevalenza a consistenze detenute dalla controllata UniCredit Bank AG.

Attivo

Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato

Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 20

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019 CONSISTENZE AL 31.12.2018
VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 11.350 2.844 697 12.375 2.553 651
1.1 Titoli strutturati 4 1.817 - 85 1.585 1
1.2 Altri titoli di debito 11.346 1.027 697 12.290 968 650
2. Titoli di capitale 7.420 15 - 7.490 27 1
3. Quote di O.I.C.R. 1.433 849 40 1.340 486 47
4. Finanziamenti 1.447 5.563 - 1.759 6.311 39
4.1 Pronti contro termine - 1.053 - - 2.659 -
4.2 Altri 1.447 4.510 - 1.759 3.652 39
Totale (A) 21.650 9.271 737 22.964 9.377 738
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari 1.800 33.156 538 2.237 28.376 1.328
1.1 Di negoziazione 1.800 33.097 538 2.237 27.016 1.326
1.2 Connessi con la fair value option - 22 - - 35 -
1.3 Altri - 37 - - 1.325 2
2. Derivati creditizi 30 147 15 14 187 10
2.1 Di negoziazione 30 147 15 14 185 10
2.2 Connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 Altri - - - - 2 -
Totale (B) 1.830 33.303 553 2.251 28.563 1.338
Totale (A+B) 23.480 42.574 1.290 25.215 37.940 2.076
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 67.344 65.231

Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.

Le attività e passività finanziarie relative ai derivati OTC ed alle operazioni di pronti contro termine gestite attraverso Controparti Centrali (CCP) sono oggetto di compensazione allorquando (i) i processi di regolamento delle CCP garantiscono l'eliminazione o riducono ad immateriale il rischio di credito e liquidità dei contratti in oggetto e (ii) l'entità ha intenzione di regolare le partite al netto, coerentemente alle previsioni dello IAS32 - Offsetting, al fine di migliorare la rappresentazione del profilo di liquidità e rischio di controparte da essi determinato.

L'effetto della compensazione al 30 giugno 2019, già incluso nel modello di esposizione a saldi netti delle operazioni in specie, ammonta a complessivi 24.979 milioni in aumento rispetto ai 13.533 milioni al 31 dicembre 2018 per effetto dell'evoluzione delle condizioni dei mercati di riferimento.

2.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica Non ci sono dati da segnalare.

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019 CONSISTENZE AL 31.12.2018
VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
1. Titoli di debito 8.194 7.130 290 7.154 8.762 640
1.1 Titoli strutturati - - 30 - 5 29
1.2 Altri titoli di debito 8.194 7.130 260 7.154 8.757 611
2. Titoli di capitale 1.524 42 408 417 44 398
3. Quote di O.I.C.R. 39 42 1.006 37 30 903
4. Finanziamenti - 1.885 1.134 - 1.733 788
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 1.885 1.134 - 1.733 788
Totale 9.757 9.099 2.838 7.608 10.569 2.729
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 21.694 20.906

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

Un'attività finanziaria è classificata fra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value qualora la stessa non soddisfi le condizioni, in termini di business model o di caratteristiche dei flussi di cassa, per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

La voce "1. Titoli di debito" include gli investimenti in Mezzanine e Junior Note connesse al Progetto FINO per un valore di 56 milioni al 30 giugno 2019.

La voce "2. Titoli di capitale" include gli investimenti nello Schema Volontario (qualificati di livello 3) per un valore di circa 14 milioni, la partecipazione residua in FinecoBank S.p.A. per un valore di 1.091 milioni (per ulteriori informazioni si rimanda alla Parte A - A.1 Parte generale - Sezione 3. Area e metodi di consolidamento - Variazioni in diminuzione delle Note illustrative di questo documento) e la partecipazione residua in Bank Pekao S.A. per un valore di 432 milioni al 30 giugno 2019, riclassificata in questa categoria a seguito della cessione del 32,8% a Powszechny Zakład Ubezpieczeń S.A. e Polish Development Fund S.A. (e della conseguente perdita di controllo) avvenuta nel primo semestre 2017 e dell'adozione dell'IFRS9 a partire dal 2018. Tale classificazione è in coerenza all'iscrizione tra le passività finanziarie valutate al fair value del titolo "Secured mandatorily exchangeable equity-linked certificate".

La voce "3 Quote di O.I.C.R." include l'investimento nelle quote del Fondo Atlante ed Italian Recovery Fund, già Atlante II (iscritte tra quelle di Livello 3), per un valore di 353 milioni al 30 giugno 2019.

Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.

Informativa relativa alle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund

"Atlante" è un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso di diritto italiano, riservato ad investitori professionali e gestito dalla società di gestione indipendente Quaestio Capital Management SGR S.p.A. Unipersonale ("Quaestio SGR"). La dimensione complessiva del fondo in sede di costituzione è stata pari a 4.249 milioni, cui UniCredit S.p.A. ha partecipato con una quota pari al a circa il 19,9%.

La politica di investimento di Atlante prevede che il Fondo possa essere investito (i) in banche con coefficienti patrimoniali regolamentari inferiori ai minimi stabiliti nell'ambito SREP e che quindi realizzino, su richiesta dell'Autorità di Vigilanza, interventi di rafforzamento patrimoniali mediante aumento di capitale e (ii) in Non Performing Loans (NPL) di una pluralità di banche italiane.

Con riferimento al Fondo Atlante, al 30 giugno 2019 UniCredit S.p.A. detiene quote classificate tra gli strumenti finanziari obbligatoriamente valutati al fair value per un valore di bilancio pari a 171 milioni. Gli investimenti complessivamente effettuati nel tempo ammontano a 844 milioni, a fronte dei quali sono state apportate svalutazioni nel 2016 e nel 2017 per complessivi 684 milioni.

Inoltre, a fronte delle medesime quote, UniCredit S.p.A. ha in essere un impegno per successivi versamenti nel Fondo inferiori a 2 milioni. Nel mese di agosto 2016 è stato costituito il Fondo Atlante II, successivamente ridenominato Italian Recovery Fund in data 27 ottobre 2017, un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso riservato ad investitori professionali, gestito sempre da Quaestio SGR, che, a differenza del Fondo Atlante, può investire unicamente in NPL e, al fine di ridurre il rischio in linea con i parametri in uso presso i maggiori investitori istituzionali del mondo, in strumenti collegati ad operazioni in NPL (come per esempio warrant).

Con riferimento al fondo Italian Recovery Fund, al 30 giugno 2019 UniCredit S.p.A. detiene quote per un valore di bilancio di 182 milioni classificate tra gli strumenti finanziari obbligatoriamente valutati al fair value. Gli investimenti netti operati nel fondo sono stati pari a 185 milioni. Inoltre, UniCredit S.p.A. ha in essere un impegno per successivi versamenti nel fondo per circa 10 milioni.

Il valore di bilancio (fair value) dei suddetti fondi (Atlante e Italian Recovery Fund) è sostanzialmente allineato alle informazioni fornite dalla società di gestione Quaestio SGR in merito alla valorizzazione delle quote basata sul valore degli asset detenuti dai fondi. Tale valutazione al fair value ha determinato nel primo semestre 2019 un maggior valore di 8 milioni iscritto nel conto economico della Banca.

Dal punto di vista regolamentare, il trattamento delle quote detenute da UniCredit S.p.A. nelle quote del Fondo Atlante e nell'Italian Recovery Fund prevede l'applicazione dell'articolo 128 del CRR (Posizioni associate a un rischio particolarmente elevato). In riferimento agli impegni residui, il

trattamento regolamentare prevede l'applicazione di un fattore di conversione del 100% ("rischio pieno" in applicazione dell'Allegato I del CRR) ai fini del calcolo delle relative attività di rischio ponderate.

Informativa relativa agli investimenti nello Schema Volontario

Il gruppo UniCredit ha aderito allo "Schema Volontario" (nel seguito anche SV) un soggetto privato, introdotto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (nel seguito anche FITD), con apposita modifica del proprio statuto, nel novembre 2015. A seguito dell'uscita di FinecoBank S.p.A. dal gruppo UniCredit, avvenuta nel mese di maggio 2019, le informazioni relative alla partecipazione nello SV alla data del 30 giugno vengono rese in riferimento ad UniCredit S.p.A.

Lo SV costituisce uno strumento per la soluzione delle crisi bancarie attraverso interventi di sostegno a favore di banche ad esso aderenti, al ricorrere delle specifiche condizioni previste dalla normativa. Lo SV dispone di una dotazione finanziaria autonoma e le banche ad esso aderenti si impegnano a fornire le relative risorse su chiamata per l'effettuazione degli interventi.

Nell'aprile 2016 lo SV ha provveduto alla ristrutturazione dell'intervento di sostegno che il FITD aveva operato nel luglio 2014 a favore di Banca Tercas; tale intervento non ha comportato ulteriori oneri per le banche aderenti. Successivamente la dotazione dello SV è stata incrementata fino a 700 milioni (dei quali 110 milioni riferibili ad UniCredit S.p.A.).

In tale ambito, nel mese di giugno 2016 lo SV ha deliberato un intervento a favore di Cassa di Risparmio di Cesena (CariCesena), in relazione all'aumento di capitale dalla stessa deliberato in data 8 giugno 2016 per circa 280 milioni (per una quota di impegno di 44 milioni per UniCredit S.p.A.). In data 30 settembre 2016 tale impegno si è tradotto in un esborso monetario che comportò il riconoscimento di strumenti di capitale classificati, in base al pre-vigente principio contabile IAS39, "disponibili per la vendita" per un ammontare di 44 milioni per UniCredit S.p.A. (coerente con l'esborso monetario). L'aggiornamento della valutazione degli strumenti al 31 dicembre 2016 in base ad un modello interno riveniente dall'applicazione del metodo dei multipli di borsa su un paniere di banche, integrato da stime relative al portafoglio creditizio della Cassa di Risparmio di Cesena e delle connesse esigenze/fabbisogni patrimoniali, ne ha comportato l'integrale svalutazione.

Nel mese di settembre 2017, per fronteggiare l'intervento di Credit Agricole CariParma a supporto di CariCesena, Cassa di Risparmio di Rimini (Carim) e Cassa di Risparmio di San Miniato (Carismi) (basato su un aumento di capitale di 464 milioni e sulla sottoscrizione di titoli rivenienti dalla cartolarizzazione degli NPL delle suddette banche per 170 milioni), il Fondo ha deliberato un incremento della propria dotazione patrimoniale fino a 795 milioni (dei quali 125 milioni riferibili ad UniCredit S.p.A.). Successivamente, nello stesso mese UniCredit S.p.A. ha versato 9 milioni al Fondo a fronte della parte di intervento relativa all'aumento di capitale di Carim e Carismi. Nel mese di dicembre 2017 UniCredit S.p.A. ha versato i restanti 72 milioni (di cui 45 milioni destinati alla ricapitalizzazione e 27 milioni alla cartolarizzazione). A seguito di questi eventi, l'impegno residuo del gruppo UniCredit verso lo Schema Volontario è risultato sostanzialmente azzerato.

I versamenti effettuati a fronte della ricapitalizzazione delle banche hanno comportato il riconoscimento di strumenti di capitale classificati, in base al pre-vigente principio contabile IAS39, "disponibili per la vendita" per un ammontare complessivo pari a 54 milioni per UniCredit S.p.A. interamente cancellati nel bilancio 2017 per effetto dell'avvenuta cessione delle banche a Credit Agricole CariParma ad un prezzo simbolico.

Per quanto riguarda invece la quota di intervento relativa alla sottoscrizione da parte dello SV dei titoli Junior e Mezzanine della cartolarizzazione, il valore di iscrizione (27 milioni per UniCredit S.p.A.) è stato rettificato nel 2017 per allinearlo al fair value dei titoli fornito dallo Schema Volontario stesso (4,4 milioni per UniCredit S.p.A.) risultante dalle analisi dell'advisor incaricato delle valutazioni dei crediti sottostanti, elaborate in funzione delle evidenze di un modello Discounted Cash Flow basato sulle previsioni di recupero elaborate dagli special servicer.

A seguito dell'avvenuto aggiornamento della valutazione pervenuta dallo SV (supportata dalle analisi dell'advisor incaricato), alla data del 31 dicembre 2018 è stata rilevata un'ulteriore rettifica di valore pari a 1,2 milioni per UniCredit S.p.A10. Alla data del 30 giugno 2019 la valutazione è stata aggiornata rilevando un'ulteriore svalutazione pari a 0,3 milioni per UniCredit S.p.A.

In data 30 novembre 2018, l'Assemblea dello SV ha deciso di intervenire a favore di Banca Carige S.p.A. mediante sottoscrizione di un prestito subordinato Tier 2 (per un ammontare massimo pari a 320 milioni) emesso da Banca Carige S.p.A. e destinato alla conversione in capitale nella misura necessaria a consentire un aumento di capitale previsto in 400 milioni.

Alla medesima data, nel quadro dell'accordo appositamente stipulato con lo SV, Banca Carige S.p.A. ha collocato obbligazioni per 320 milioni, dei quali 318,2 milioni sottoscritti direttamente tramite il medesimo SV. Le obbligazioni sono state emesse alla pari (100% del valore nominale), cedola a tasso fisso pari al 13% e durata di 10 anni (scadenza 30 novembre 2028).

Dato il mancato conferimento, entro il 22 dicembre 2018, da parte dell'Assemblea Straordinaria di Banca Carige S.p.A. della delega al Consiglio di Amministrazione, anche ai sensi dell'art.2443 del Codice Civile, per aumentare a pagamento il capitale sociale per un importo massimo complessivo, comprensivo di eventuale sovrapprezzo pari a 400 milioni, con effetto retroattivo, a decorrere dalla data di emissione, gli interessi

sull'importo in linea capitale delle obbligazioni in essere di tempo in tempo maturano al tasso fisso nominale lordo del 16%. Con riferimento all'intervento a favore di Banca Carige S.p.A., il contributo di UniCredit S.p.A. nello SV è risultato pari, alla data di iscrizione iniziale,

a circa 53 milioni, ed è stato identificato come uno strumento finanziario classificato, in base al vigente principio contabile IFRS9, alla voce "20.c) Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico".

Alla luce delle diverse opzioni relative alla soluzione della situazione riferita a Banca Carige S.p.A. e non essendo disponibili valutazioni di mercato o prezzi di titoli comparabili, al 30 giugno 2019 per UniCredit S.p.A. il fair value dello strumento è stato determinato utilizzando modelli interni (Multipli di Mercato ed Analisi Multi Scenario), risultando pari a circa 11 milioni.

10 Si precisa che il conto economico del gruppo UniCredit al 31 dicembre 2018 comprende altresì 0,2 milioni riferibili a FinecoBank S.p.A., società non più oggetto di consolidamento a giugno 2019 per effetto della cessione della stessa.

Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Voce 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- -- -- --
(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019 CONSISTENZE AL 31.12.2018
VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
1. Titoli di debito 64.084 11.692 231 76.843 9.337 269
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 64.084 11.692 231 76.843 9.337 269
2. Titoli di capitale 1 1.010 761 1 1.055 775
3. Finanziamenti - - - - - -
Totale 64.085 12.702 992 76.844 10.392 1.044
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 77.779 88.280

Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.

La voce "1.Titoli di debito" contiene l'investimento in strumenti Senior e in una parte degli strumenti Mezzanine connessi al Progetto FINO per un valore al 30 giugno 2019 di 193 milioni.

La voce "2.Titoli di capitale" contiene l'investimento (i) nelle quote del capitale di Banca d'Italia (iscritte tra quelle di Livello 2) per un valore di 961 milioni, e (ii) nelle azioni di ABH Holding SA (iscritte tra quelle di Livello 3) acquisite nell'ambito della cessione di PJSC Ukrsotsbank ad Alfa Group il cui valore è pari a 314 milioni.

Informativa relativa alle quote rappresentative del capitale di Banca d'Italia

A partire dal terzo trimestre 2015, UniCredit S.p.A. ha iniziato un processo di dismissione della partecipazione detenuta nel capitale della Banca d'Italia per un corrispettivo in linea con il valore di carico. A partire dal 2015, UniCredit S.p.A. ha ceduto circa il 9,3% della propria partecipazione per un complessivo controvalore di 698 milioni, di cui 47 milioni nel primo semestre 2019, riducendo così la propria partecipazione al 12,8% (valore di bilancio pari a circa 961 milioni al 30 giugno 2019).

Il processo di cessione delle quote deriva dall'operazione di aumento di capitale effettuata nel 2013, in relazione alla quale è stato introdotto un limite di detenzione pari al 3%, stabilendo che, dopo un periodo di adeguamento già scaduto, sarebbero cessati i diritti ai dividendi sulle quote eccedenti tale limite.

Negli ultimi anni i soci eccedentari hanno pertanto avviato un processo di cessione, concludendo vendite complessivamente per circa il 30% del capitale complessivo. Il valore di bilancio al 30 giugno 2019, in linea con quello dello scorso esercizio e con gli esiti dell'esercizio valutativo effettuato dal comitato di esperti di alto livello per conto della Banca d'Italia in occasione dell'aumento di capitale, è supportato dall'evidenza del prezzo delle transazioni dirette avvenute a partire dal 2015. La relativa valutazione è pertanto stata confermata al Livello 2 della gerarchia del fair value. In merito al trattamento regolamentare al 30 giugno 2019, al valore della partecipazione iscritto in bilancio al suo fair value si applica una ponderazione pari al 100% (in applicazione dell'articolo 133 "Esposizioni in strumenti di capitale" del CRR).

Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2019
CONSISTENZE AL
31.12.2018
VALORE DI BILANCIO VALORE DI BILANCIO
DI CUI: DI CUI:
PRIMO E IMPAIRED PRIMO E IMPAIRED
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI SECONDO
STADIO
TERZO STADIO ACQUISITE O
ORIGINATE
SECONDO
STADIO
TERZO STADIO ACQUISITE O
ORIGINATE
A. Crediti verso Banche Centrali 25.140 - - 19.274 - -
1. Depositi a scadenza 325 - - 120 - -
2. Riserva obbligatoria 9.209 - - 10.877 - -
3. Pronti contro termine 15.149 - - 7.741 - -
4. Altri 457 - - 536 - -
B. Crediti verso banche 56.212 - - 54.369 - -
1. Finanziamenti 52.726 - - 50.529 - -
1.1 Conti correnti e depositi a vista 13.387 - - 11.669 - -
1.2 Depositi a scadenza 10.264 - - 8.741 - -
1.3 Altri finanziamenti 29.075 - - 30.119 - -
- Pronti contro termine attivi 22.389 - - 22.869 - -
- Finanziamenti per leasing 1 - - 1 - -
- Altri 6.685 - - 7.249 - -
2. Titoli di debito 3.486 - - 3.840 - -
2.1 Titoli strutturati 2 - - 2 - -
2.2 Altri titoli di debito 3.484 - - 3.838 - -
Totale 81.352 - - 73.643 - -

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019 CONSISTENZE AL
31.12.2018
VALORE DI BILANCIO VALORE DI BILANCIO
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI PRIMO E
SECONDO
STADIO
TERZO STADIO DI CUI:
IMPAIRED
ACQUISITE O
ORIGINATE
PRIMO E
SECONDO
STADIO
TERZO STADIO DI CUI:
IMPAIRED
ACQUISITE O
ORIGINATE
1. Finanziamenti 452.971 13.403 30 454.500 14.865 17
1.1 Conti correnti 32.404 1.420 6 32.763 1.555 8
1.2 Pronti contro termine attivi 37.141 - - 38.263 - -
1.3 Mutui 163.732 5.491 7 162.155 5.890 7
1.4 Carte di credito, prestiti personali e cessioni del
quinto
17.136 288 - 17.653 281 -
1.5 Finanziamenti per leasing 18.391 1.997 - 18.453 2.275 -
1.6 Factoring 12.967 169 - 14.001 188 -
1.7 Altri finanziamenti 171.200 4.038 17 171.212 4.676 2
2. Titoli di debito 32.740 38 - 36.258 45 -
2.1 Titoli strutturati 20 - - 21 - -
2.2 Altri titoli di debito 32.720 38 - 36.237 45 -
Totale 485.711 13.441 30 490.758 14.910 17

La colonna "di cui: impaired acquisite o originate" comprende i crediti deteriorati acquistati nell'ambito di operazioni, diverse dalle operazioni di aggregazione aziendale.

Le sottovoci "1.2 Pronti contro termine attivi" e "1.7 Altri finanziamenti" non comprendono la forma tecnica del prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia.

La sottovoce "1.7 Altri finanziamenti" comprende tra le voci significative trade receivables per un valore di 7.995 milioni al 30 giugno 2019.

Sezione 10 - Attività immateriali - Voce 100

Le attività immateriali sono attività non monetarie, identificabili e prive di consistenza fisica, possedute per essere utilizzate in un periodo pluriennale.

L'avviamento è rappresentato dall'eccedenza del costo di acquisizione sostenuto rispetto al fair value netto, alla data di acquisto, di attività e passività costituenti aziende o rami di aziende.

I valori al 30 giugno 2019 di questa voce risultano pari a 2.802 milioni in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2018, il cui saldo era pari a 3.507 milioni.

La riduzione nella voce è sostanzialmente correlata al deconsolidamento di FinecoBank S.p.A.

10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019 CONSISTENZE AL 31.12.2018
ATTIVITÀ/VALORI DURATA DEFINITA DURATA INDEFINITA DURATA DEFINITA DURATA INDEFINITA
A.1 Avviamento X 886 X 1.484
A.1.1 Di pertinenza del gruppo X 886 X 1.484
A.1.2 Di pertinenza dei terzi X - X -
A.2 Altre attività immateriali 1.916 - 1.930 93
A.2.1 Attività valutate al costo 1.916 - 1.930 93
a) Attività immateriali generate internamente 1.497 - 1.499 -
b) Altre attività 419 - 431 93
A.2.2 Attività valutate al fair value - - - -
a) Attività immateriali generate internamente - - - -
b) Altre attività - - - -
Totale 1.916 886 1.930 1.577
Totale durata definita e indefinita 2.802 3.507

Il Gruppo non utilizza il modello della rideterminazione del valore (fair value) per la valutazione delle attività immateriali.

Le Altre attività immateriali - Altre attività - a durata definita sono essenzialmente costituite da Software.

Le Altre attività immateriali - Altre attività - a durata indefinita al 31 dicembre 2018 erano rappresentate dal valore dei marchi riferibili a FinecoBank S.p.A.

10.2 Attività immateriali: variazioni annue

(milioni di €)
MOVIMENTI DEL 1° SEMESTRE 2019
ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI
GENERATE INTERNAMENTE
ALTRE
AVVIAMENTO DURATA
DEFINITA
DURATA
INDEFINITA
DURATA
DEFINITA
DURATA
INDEFINITA
TOTALE
A. Esistenze iniziali 16.791 3.678 - 5.115 995 26.579
A.1 Riduzioni di valore totali nette (15.307) (2.179) - (4.684) (902) (23.072)
A.2 Esistenze iniziali nette 1.484 1.499 - 431 93 3.507
B. Aumenti - 166 - 69 - 235
B.1 Acquisti - 14 - 55 - 69
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 145 - - - 145
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- A patrimonio netto X - - - - -
- A conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - 5 - 11 - 16
B.6 Altre variazioni - 2 - 3 - 5
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C. Diminuzioni 598 168 - 81 93 940
C.1 Vendite 598 - - 10 - 608
C.2 Rettifiche di valore - 162 - 62 93 317
- Ammortamenti X 156 - 62 - 218
- Svalutazioni - 6 - - 93 99
+ Patrimonio netto X - - - - -
+ Conto economico - 6 - - 93 99
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- A patrimonio netto X - - - - -
- A conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di
dismissione
- - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - 1 - 4 - 5
C.6 Altre variazioni - 5 - 5 - 10
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - 8 - 8
D. Rimanenze finali nette 886 1.497 - 419 - 2.802
D.1 Rettifiche di valore totali nette (14.934) (2.339) - (4.633) (902) (22.808)
E. Rimanenze finali lorde 15.820 3.836 - 5.052 902 25.610
F. Valutazione al costo - - - - - -

Il valore netto dell'avviamento al 30 giugno 2019 risulta pari a 886 milioni, in riduzione di 598 milioni rispetto al valore del 31 dicembre 2018 per effetto del deconsolidamento di FinecoBank S.p.A.

L'avviamento si riferisce esclusivamente a controllate appartenenti all'area Euro. Oltre che dal deconsolidamento di FinecoBank S.p.A., le variazioni delle rettifiche di valore totali nette e delle rimanenze finali lorde, rispetto ai corrispondenti valori al 31 dicembre 2018, derivano da avviamenti riferiti a società controllate aventi valuta funzionale diversa da Euro, completamente svalutati in precedenti esercizi.

Per maggiori dettagli in merito all'impairment test sull'avviamento e sulle altre attività immateriali rilevate in sede di operazioni di aggregazione aziendale si rimanda alle pagine seguenti.

Le Altre attività immateriali - Altre - a durata indefinita sono diminuite di 93 milioni a seguito della svalutazione totale del valore dei marchi riferibili a FinecoBank S.p.A.

10.3 Attività immateriali: altre informazioni

L'impairment test delle attività immateriali a durata indefinita rilevate in sede di operazioni di aggregazione aziendale

Il valore di carico delle attività immateriali a durata indefinita rilevate in sede di operazioni di aggregazione aziendale al 30 giugno 2019 risulta pari a 886 milioni, in riduzione di 69111 milioni rispetto al valore del 31 dicembre 2018 per effetto del deconsolidamento della Cash Generating Unit - CGU FinecoBank S.p.A.

Ai sensi dello IAS36.99 i risultati del test sull'avviamento effettuati al 31 dicembre 2018 sono stati utilizzati anche per il test del 30 giugno 2019 (per il Gruppo e per le CGUs a cui l'avviamento è allocato). In particolare è stata effettuata un'analisi di indicatori di natura qualitativa sulle principali ipotesi sottostanti i calcoli per il test sull'avviamento al 31 dicembre 2018.

Flussi finanziari per la determinazione del valore d'uso al 31 dicembre 2018

L'impairment test al 31 dicembre 2018 era stato condotto sulla base delle previsioni finanziarie (Utile Netto e RWA) sottostanti il Budget 2019 approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 13 dicembre 2018.

Per una descrizione delle proiezioni e delle principali ipotesi, dei risultati e della sensitività del valore recuperabile delle CGU e della partecipazione detenuta in KoC Finansal Hiztmetler AS ai parametri principali utilizzati nel test si rimanda al Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2018.

Analisi degli indicatori al 30 giugno 2019

Con lo scopo di analizzare potenziali variazioni intercorse nel primo semestre del 2019 nelle assunzioni sottostanti i calcoli del test sull'avviamento, è stata svolta un'analisi qualitativa degli indicatori di riferimento.

Ai sensi del principio IAS36.99, il risultato dell'analisi dei cambiamenti nelle circostanze prevalenti al 30 giugno 2019 rispetto al 31 dicembre 2018 e degli eventi intercorsi in questo periodo conferma la validità degli esiti del test di impairment sull'avviamento condotto al 31 dicembre 2018, pertanto tali risultati sono validi anche per il test sull'avviamento al 30 giugno 2019.

Più nello specifico sono stati considerati gli elementi sotto riportati:

  • non ci sono cambiamenti sostanziali nella struttura dell'attivo e passivo delle CGUs;
  • il risultato netto consuntivo12 è al di sopra dei target di Budget sia a livello di Gruppo che per la maggior parte delle CGUs;
  • gli RWA12 del Gruppo e della maggior parte delle CGUs, sono inferiori ai target di Budget;
  • il costo del capitale aggiornato a giugno 2019 è in lieve riduzione rispetto ai valori registrati a dicembre 2018;
  • non ci sono cambiamenti dei coefficienti patrimoniali target.

Relativamente allo scenario macro e bancario si sono osservate le seguenti tendenze:

  • il più recente macro-scenario interno è sostanzialmente in linea con le assunzioni sottostanti l'ultimo Piano Strategico "Transform 2019", sebbene in un contesto di maggiore incertezza;
  • in molti paesi la crescita economica è attesa maggiore di quella ipotizzata nel Piano Strategico Transform 2019;
  • le più recenti previsioni, in linea con il Piano Strategico, confermano un tasso di interesse a breve termine negativo in Eurozona per tutto il 2019.

Risultati del test sull'avviamento

Il risultato dell'analisi al 30 giugno 2019, condotto sulla base degli eventi e circostanze intercorse dal 31 dicembre 2018, ai sensi del principio IAS36.99 conferma il risultato del test sull'avviamento al 31 dicembre 2018, che a sua volta aveva avvalorato la sostenibilità della recuperabilità dell'avviamento, senza che sia necessario procedere ad una svalutazione nel bilancio consolidato del gruppo UniCredit.

Si sottolinea che i parametri e le informazioni utilizzate per verificare la sostenibilità dell'avviamento (in particolare le proiezioni finanziarie per le CGU e i tassi di sconto utilizzati) sono significativamente influenzate dal contesto macroeconomico e di mercato, che può essere impattato da cambiamenti non prevedibili.

Gli effetti che questi cambiamenti possono avere nelle stime dei flussi di cassa delle CGUs, insieme alle assunzioni sottostanti, potrebbero manifestare risultati diversi nei prossimi periodi.

11 Di cui avviamento pari a 598 milioni e altre attività immateriali per 93 milioni (al lordo dell'effetto fiscale).

12 Ai tassi di cambio di Budget.

Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 120 dell'attivo e Voce 70 del passivo

Sono iscritte in queste voci le attività non correnti o gruppi di attività e passività direttamente collegate, che costituiscono un insieme di attività generatrici di flussi finanziari, la cui vendita è altamente probabile. Esse sono valutate al minore fra il valore contabile e fair value al netto dei costi di vendita sulla base del principio contabile IFRS5.

Nella situazione patrimoniale al 30 giugno 2019, rispetto al 31 dicembre 2018, si segnala la cessione delle partecipazioni collegate Oesterreichische Hotel-und TourismusBank Gesellschaft M.B.H. e Swancap Partners GmbH; si segnala altresì l'iscrizione della partecipazione controllata Cards & Systems EDV-Dienstleistungs GmbH, delle società del gruppo Ocean Breeze, della partecipazione collegata Nautilus Tankers Limited e l'iscrizione dei crediti deteriorati relativi a iniziative di cessione di portafogli.

Al 30 giugno 2019 fanno inoltre parte della voce le attività materiali e proprietà immobiliari detenute da alcune società del Gruppo, principalmente in Germania.

Per quanto riguarda i dati relativi alle attività operative cessate e relative passività associate, il dato al 30 giugno 2019 si riferisce alle società del gruppo Immobilien Holding.

Si precisa che le voci "120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "70. Passività associate ad attività in via di dismissione" comprendono le attività e le passività relative alle società Ocean Breeze energy GmbH & C. KG (OBKG), Perikles 20092 Vermogens-verwaltung GmbH, Ocean Breeze Asset Gmbh & Co. KG, Ocean Breeze GmbH.

Queste società detengono e gestiscono un parco eolico denominato BARD Offshore 1 (BO1) e le associate attività strumentali. Tale impianto eolico è stato sviluppato dal gruppo BARD per conto di OBKG. Il gruppo BARD è stato finanziato unicamente da UniCredit Bank AG e, conseguentemente, consolidato a partire dal 31 dicembre 2013, fatto che ha determinato, fra l'altro, l'iscrizione del parco eolico e delle attività strumentali in voce "90. Attività materiali".

Al 30 giugno 2019 le attività e le passività delle società menzionate sono state iscritte rispettivamente nella voce "120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e nella voce "70. Passività associate ad attività in via di dismissione" essendo soddisfatte, alla data, le condizioni previste dal principio IFRS5 ai fini di tale classificazione, anche alla luce della firma, nel mese di agosto 2019, di un accordo per la cessione delle menzionate società che determinerà l'effettiva cessione nel quarto trimestre.

Per effetto di tale classificazione le attività e le passività di queste società sono state valutate al minore fra valore contabile e fair value al netto dei costi di dismissione, quest'ultimo determinato in base al menzionato accordo di cessione. Ciò ha determinato l'iscrizione di una rettifica di valore su attività materiali per 259 milioni.

12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2019 31.12.2018
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie 863 711
A.2 Partecipazioni 12 25
A.3 Attività materiali 2.051 940
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute 3 1
A.4 Attività immateriali 8 7
A.5 Altre attività non correnti 142 78
Totale (A) 3.076 1.761
di cui: valutate al costo 1.967 1.612
di cui: valutate al fair value livello 1 7 8
di cui: valutate al fair value livello 2 12 57
di cui: valutate al fair value livello 3 1.090 84
B. Attività operative cessate
B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - -
- Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- Attività finanziarie designate al fair value - -
- Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
B.4 Partecipazioni 23 23
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali - -
B.7 Altre attività 16 16
Totale (B) 39 39
di cui: valutate al costo - -
di cui: valutate al fair value livello 1 - -
di cui: valutate al fair value livello 2 - -
di cui: valutate al fair value livello 3 39 39
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti 184 158
C.2 Titoli - -
C.3 Altre passività 418 347
Totale (C) 602 505
di cui: valutate al costo 519 505
di cui: valutate al fair value livello 1 - -
di cui: valutate al fair value livello 2 - -
di cui: valutate al fair value livello 3 83 -
D. Passività associate ad attività operative cessate
D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - -
D.5 Altre passività 30 35
Totale (D) 30 35
di cui: valutate al costo - -
di cui: valutate al fair value livello 1 - -
di cui: valutate al fair value livello 2 - -
di cui: valutate al fair value livello 3 30 35

Le valutazioni al fair value al solo fine di adempiere alle richieste d'informativa al mercato sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value.

Con riferimento ai livelli di fair value al 30 giugno 2019 si precisa che i valori riferiti alle società del gruppo Immobilien Holding sono esposti tra le attività e passività di livello 3 (così come al 31 dicembre 2018) riflettendo la loro misurazione attraverso un modello valutativo.

12.2 Altre informazioni

Non vi sono ulteriori informazioni significative da segnalare.

Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative

Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Passivo

Passivo

Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 30.06.2019 31.12.2018
1. Debiti verso banche centrali 59.272 56.678
2. Debiti verso banche 73.423 69.217
2.1 Conti correnti e depositi a vista 12.260 11.597
2.2 Depositi a scadenza 17.027 14.757
2.3 Finanziamenti 42.516 41.864
2.3.1 Pronti contro termine passivi 26.520 25.774
2.3.2 Altri 15.996 16.090
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
2.5 Debiti per leasing - -
2.6 Altri debiti 1.620 999
Totale 132.695 125.895

La sottovoce "2.3 Finanziamenti" comprende anche i debiti relativi alle operazioni di pronti contro termine di raccolta conclusi a fronte di titoli di proprietà emessi da società del Gruppo, questi ultimi elisi dall'attivo a livello consolidato.

La medesima sottovoce non comprende la forma tecnica del prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia.

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 30.06.2019 31.12.2018
1. Conti correnti e depositi a vista 334.696 350.492
2. Depositi a scadenza 64.866 63.267
3. Finanziamenti 48.708 60.169
3.1 Pronti contro termine passivi 42.953 56.964
3.2 Altri 5.755 3.205
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
5. Debiti per leasing 2.344 -
6. Altri debiti 4.749 5.060
Totale 455.363 478.988

La voce "3. Finanziamenti" comprende anche i debiti relativi alle operazioni di pronti contro termine di raccolta conclusi a fronte di titoli di proprietà emessi da società del Gruppo, questi ultimi elisi dall'attivo a livello consolidato; la medesima voce non comprende la forma tecnica del prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia.

Passività finanziarie al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
TIPOLOGIA TITOLI/VALORI 30.06.2019 31.12.2018
A. Titoli
1. Obbligazioni 85.648 73.353
1.1 Strutturate 2.856 1.673
1.2 Altre 82.792 71.680
2. Altri titoli 6.786 7.800
2.1 Strutturati 98 110
2.2 Altri 6.688 7.690
Totale 92.434 81.153

Le sottovoci "1.1 Obbligazioni - Strutturate" e "2.1. Altri titoli - strutturati" ammontano complessivamente a 2.954 milioni e rappresentano il 3,2% del totale. Si riferiscono principalmente a strumenti di tipo interest-rate linked con componenti derivative altamente correlate identificati coerentemente alle regole di classificazione Mifid.

Lo sbilancio del fair value dei derivati, incorporati in titoli strutturati e fatti oggetto di scorporo, risulta esposto a Voce 20 dell'Attivo e 20 del Passivo tra le valutazioni dei derivati di trading - Altri e presenta un saldo negativo per 36 milioni.

L'incremento di 12.295 milioni nella voce "1. Obbligazioni" è principalmente dovuto a nuove emissioni avvenute nel corso del primo semestre 2019. Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo "Altre informazioni" della Relazione intermedia sulla gestione consolidata.

Sezione 2 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce 20

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019 CONSISTENZE AL 31.12.2018
VALORE FAIR VALUE FAIR VALORE FAIR VALUE FAIR
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI NOMINALE LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 VALUE* NOMINALE LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 VALUE*
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche 20 563 6 - 568 - 1.624 2 - 1.625
2. Debiti verso clientela 501 6.604 619 70 7.292 1.400 9.637 1.547 - 11.184
3. Titoli di debito 3.068 - 2.682 233 2.913 3.375 - 2.525 310 2.840
3.1 Obbligazioni 1.521 - 1.329 131 1.459 1.770 - 1.194 178 1.378
3.1.1 Strutturate 1.521 - 1.329 131 X 1.770 - 1.194 178 X
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli 1.547 - 1.353 102 1.454 1.605 - 1.331 132 1.462
3.2.1 Strutturati 1.547 - 1.353 102 X 1.605 - 1.331 132 X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale (A) 3.589 7.167 3.307 303 10.773 4.775 11.261 4.074 310 15.649
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari X 2.144 26.736 431 X X 2.243 23.965 929 X
1.1 Di negoziazione X 2.144 26.403 390 X X 2.243 23.775 894 X
1.2 Connessi con la fair
value option X - 61 - X X - 49 - X
1.3 Altri X - 272 41 X X - 141 35 X
2. Derivati creditizi X 28 174 120 X X 11 197 121 X
2.1 Di negoziazione X 28 164 120 X X 11 189 121 X
2.2 Connessi con la fair
value option X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - 10 - X X - 8 - X
Totale (B) X 2.172 26.910 551 X X 2.254 24.162 1.050 X
Totale (A+B) X 9.339 30.217 854 X X 13.515 28.236 1.360 X
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 40.410 43.111

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Nota:

Fair value* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.

Le attività e passività finanziarie relative ai derivati OTC ed alle operazioni di pronti contro termine gestite attraverso Controparti Centrali (CCP) sono oggetto di compensazione allorquando (i) i processi di regolamento delle CCP garantiscono l'eliminazione o riducono ad immateriale il rischio di credito e liquidità dei contratti in oggetto e (ii) l'entità ha intenzione di regolare le partite al netto, coerentemente alle previsioni dello IAS32 - Offsetting, al fine di migliorare la rappresentazione del profilo di liquidità e rischio di controparte da essi determinato.

L'effetto della compensazione al 30 giugno 2019, già incluso nel modello di esposizione a saldi netti delle operazioni in specie, ammonta a complessivi 30.016 milioni in aumento rispetto ai 17.198 milioni al 31 dicembre 2018 per effetto dell'evoluzione delle condizioni dei mercati di riferimento.

Le sottovoci "Debiti verso banche" e "Debiti verso clientela" comprendono scoperti tecnici per un ammontare pari a 7.322 milioni al 30 giugno 2019 (11.416 milioni al 31 dicembre 2018) a cui non viene attribuito un valore nominale.

Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative

Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Passivo

Sezione 3 - Passività finanziarie designate al fair value - Voce 30

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019 CONSISTENZE AL 31.12.2018
VALORE FAIR VALUE FAIR VALORE FAIR VALUE FAIR
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI NOMINALE LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 VALUE* NOMINALE LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 VALUE*
1. Debiti verso banche 5 - 4 1 5 5 - 4 1 5
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X
1.2 Altri 5 - 4 1 X 5 - 4 1 X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie - X X X X - X X X X
rilasciate
2. Debiti verso clientela
555 - 552 46 604 566 - 534 45 583
2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
2.2 Altri 555 - 552 46 X 566 - 534 45 X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie - X X X X - X X X X
rilasciate
3. Titoli di debito
10.660 408 9.808 527 10.682 9.099 427 8.126 181 8.781
3.1 Strutturati 9.771 - 9.466 478 X 8.356 - 7.797 160 X
3.2 Altri 889 408 342 49 X 743 427 329 21 X
Totale 11.220 408 10.364 574 11.291 9.670 427 8.664 227 9.369
Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 11.346 9.318

3.1 Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

Nota:

Fair value* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

La classificazione di investimenti al portafoglio in esame è operata al fine di ridurre i disallineamenti dei risultati contabili connessi all'utilizzo di strumenti misurati con spostamenti di fair value a conto economico al fine di gestirne il profilo di rischio.

Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.

La sottovoce "3.1 Titoli di debito - Strutturati" comprende i "Certificates", titoli di debito strutturati, emessi da UniCredit S.p.A. e da altre società del Gruppo; include inoltre per un ammontare pari a 419 milioni il "Secured mandatorily exchangeable equity-linked certificate" titolo connesso alla partecipazione residua in Bank Pekao S.A., dopo la cessione del 32,8% a Powszechny Zakład Ubezpieczeń S.A. e Polish Development Fund S.A. avvenuta a giugno 2017. Tali strumenti sono classificati come valutati al fair value in quanto le componenti derivative implicite non sono scorporabili.

Sezione 7 - Passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 70 Si veda la Sezione 12 dell'attivo.

Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
VOCI/VALORI 30.06.2019 31.12.2018
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 1.046 1.083
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate 92 57
3. Fondi di quiescenza aziendali 5.314 4.767
4. Altri fondi per rischi ed oneri 3.115 5.054
4.1 Controversie legali e fiscali 817 2.476
4.2 Oneri per il personale 831 946
4.3 Altri 1.467 1.632
Totale 9.567 10.961

Al 30 giugno 2019 il Fondo rischi ed oneri si attesta a un valore pari a 9.567 milioni di cui circa 1.138 milioni relativi alle rettifiche di valore complessive sulle esposizioni fuori bilancio, 5.314 milioni relativi ai fondi di quiescenza aziendale e 3.115 milioni relativi ad altri fondi per rischi ed oneri.

La voce "4. Altri fondi per rischi ed oneri" è composta da:

  • stanziamenti per controversie legali e fiscali: cause passive e revocatorie fallimentari (maggiori informazioni relative alle cause passive sono riportate nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - B. Rischi derivanti da pendenze legali);
  • stanziamenti per oneri per il personale comprensivi anche degli oneri connessi all'esecuzione del Piano Strategico 2016-2019;
  • stanziamenti altri: accolgono gli stanziamenti per rischi ed oneri non riconducibili alle voci di cui sopra, i cui dettagli sono illustrati nella successiva tavola 10.6.

10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti

Esistono all'interno del Gruppo numerosi piani a benefici definiti, ovvero piani per i quali la prestazione è legata al salario ed all'anzianità del dipendente, stabiliti in Italia ed all'estero. I piani in Austria, Germania e Italia rappresentano in totale oltre il 90% delle obbligazioni pensionistiche del Gruppo.

Il 50% dell'obbligazione complessiva per piani a benefici definiti prevede attività destinate. Tali piani sono stabiliti (i) in Germania, tra cui il "Direct Pension Plan" (ovvero un fondo esterno gestito da fiduciari indipendenti), il "HVB Trust Pensionfonds AG" e il "Pensionkasse der Hypovereinsbank WaG", da UniCredit Bank AG (UCB AG), e (ii) nel Regno Unito, in Italia e in Lussemburgo da UCB AG e UniCredit S.p.A.

I piani a benefici definiti del Gruppo sono prevalentemente chiusi ai neo-assunti (come, ad esempio, in Germania, Austria e Italia dove la maggioranza di tali figure aderisce invece a piani a contribuzione definita ed i relativi contributi rappresentano una spesa di conto economico). In accordo con lo IAS19 le obbligazioni dei piani a benefici definiti sono determinate con il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", mentre per i piani con attività patrimoniali destinate, le stesse sono misurate al fair value alla data di redazione dello stato patrimoniale. Lo stato patrimoniale è il risultato del deficit o surplus (i.e., la differenza tra le obbligazioni e le attività patrimoniali destinate) al netto dell'eventuale impatto del "limite sulle attività"; gli utili e le perdite attuariali sono riconosciuti nel patrimonio netto ed esposti in apposita voce delle Riserve di valutazione nell'esercizio nel quale sono rilevati.

Le ipotesi attuariali usate per determinare le obbligazioni variano da paese a paese e da piano a piano; il tasso di attualizzazione è determinato, in funzione della divisa di denominazione degli impegni e della durata finanziaria della passività, facendo riferimento ai rendimenti di mercato alla data di bilancio di un paniere di "titoli obbligazionari di aziende primarie" (high quality corporate bond). Alla luce della comune interpretazione circa la natura dei "titoli obbligazionari di aziende primarie" e della persistente riduzione della struttura dei tassi, il Gruppo ha affinato il processo di definizione del tasso di attualizzazione referenziando un paniere di corporate bonds di emittenti con rating AA.

Si segnala inoltre che, in luogo di modelli econometrici, al fine di modellizzare la curva dei tassi riveniente dal paniere di titoli identificato è stato utilizzato il metodo Nelson Siegel rettificando il segmento di scadenza a lungo termine della curva al di sopra dell'ultimo punto liquido (definito come la scadenza media delle ultime 5 obbligazioni disponibili) facendo affidamento ad una curva di titoli governativi di emittenti con rating AA.

La misurazione al 30 giugno 2019 degli impegni (comprensivo di quelli relativi al Trattamento di fine rapporto del personale) determina un incremento del saldo negativo, a livello di Gruppo, della riserva da valutazione relativa ad utili/perdite attuariali su piani previdenziali a benefici definiti di -495 milioni al netto delle tasse (per un saldo negativo che passa da -2.710 milioni al 31 dicembre 2018 a -3.205 milioni al 30 giugno 2019), principalmente determinato da una generalizzata riduzione della curva dei tassi Euro, per circa -55/60bps in riferimento ai fondi pensione e di -70bps per il "Trattamento di fine rapporto del personale" (con specifico riferimento all'Italia), rispetto ai livelli di dicembre 2018.

Per ulteriori informazioni e dettagli si rimanda al Bilancio consolidato e relazioni 2018 del gruppo UniCredit.

10.6 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2019 31.12.2018
4.3 Altri fondi per rischi e oneri - altri
Rischi/oneri connessi al patrimonio immobiliare 110 158
Oneri per piani di ristrutturazione aziendale 45 74
Indennità di agenti della rete 97 162
Vertenze correlate a strumenti finanziari e contratti derivati 87 85
Oneri per passività assunte su cessioni di partecipazioni 199 184
Altri 929 969
Totale 1.467 1.632

Le sottovoci:

  • "Rischi/oneri connessi al patrimonio immobiliare" risulta diminuita principalmente a seguito della riclassifica della controllata Ocean Breeze Energy GMBH & CO. KG nella voce "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione";
  • "Oneri per piani di ristrutturazione aziendale" si decrementa principalmente per effetto degli utilizzi da parte della controllata UniCredit Bank AG;
  • "Indennità di agenti della rete" risulta diminuita a seguito del deconsolidamento di FinecoBank S.p.A.;
  • "Altri" include i fondi:
  • destinati a fronteggiare i probabili rischi di perdita connessi agli acquisti di diamanti che dovessero essere eseguiti nell'ambito dell'azione di "customer care" promossa da UniCredit S.p.A. Per completezza informativa si rimanda al paragrafo in Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - E. Altre contestazioni della clientela - Offerta di diamanti;
  • connessi alle appostazioni atte a fronteggiare i rischi di esborso connessi a talune previsioni contrattuali standard contenuti nei framework documentali (i.e. reps & warranties), inclusi quelli sottoscritti con gli SPVs di cartolarizzazioni di cui UniCredit S.p.A. è Originator, nelle more delle analisi e delle valutazioni da concludersi entro le tempistiche stabilite per la definizione.

Sezione 13 - Patrimonio del Gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180

Il Patrimonio del Gruppo, incluso l'utile di periodo pari a 3.241 milioni, si è attestato al 30 giugno 2019 a 59.136 milioni a fronte dei 55.841 milioni rilevati alla fine dell'anno precedente.

La tabella che segue riporta la composizione del patrimonio e le variazioni rispetto all'esercizio precedente.

Patrimonio del Gruppo: composizione

(milioni di €)
CONSISTENZE AL VARIAZIONI
30.06.2019 31.12.2018 ASSOLUTA %
1. Capitale 20.995 20.940 55 0,3%
2. Sovrapprezzi di emissione 13.225 13.393 -168 -1,3%
3. Riserve 23.719 20.503 3.216 15,7%
4. Azioni proprie (3) (9) 6 -66,7%
a. Capogruppo (2) (2) - -
b. Controllate (1) (7) 6 -85,7%
5. Riserve da valutazione (7.643) (7.488) -155 2,1%
6. Strumenti di capitale 5.602 4.610 992 21,5%
7. Utile (Perdita) 3.241 3.892 -651 -16,7%
Totale 59.136 55.841 3.295 5,9%

La variazione in aumento del patrimonio per 3.295 milioni è il risultato di:

(milioni di €)
Variazione del capitale:
prelievo dalla riserva appositamente costituita per l'emissione di azioni connesse al piano di incentivazione a medio termine
del personale di gruppo, come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 6 febbraio 2019
55
Utilizzo della riserva sovrapprezzi di emissione:
a copertura delle riserve negative per la componente relativa al pagamento delle cedole AT1 dell'esercizio 2017 (168)
Variazione delle riserve, comprensiva di quella sulle azioni proprie per: 3.222
· attribuzione a riserva del risultato dell'esercizio precedente, al netto dei dividendi ed altre destinazioni 3.288
· copertura delle riserve negative, mediante utilizzo della riserva sovrapprezzi di emissione e della riserva statutaria 293
· variazione della riserva connessa a Share Based Payments
· iscrizione a riserve di utili dell'utile (perdita) cumulata, derivante dalla cessione di titoli di capitale valutati al fair value con
impatto sulla redditività complessiva e dal rimborso di passività finanziarie designate al fair value intervenute durante il
periodo. Tale ammontare comprende altresì il rigiro a riserve di utili dell'eventuale importo in precedenza iscritto fra le riserve
31
di valutazione (22)
· prelievo dalla riserva per l'emissione di azioni connesse al piano di incentivazione a medio termine del personale di gruppo,
come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 6 febbraio 2019
(55)
· addebito a riserva del corrispettivo relativo al contratto di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da
questa poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "Cashes"
(63)
· riserva per l'ammontare non sostenibile delle attività fiscali anticipate per perdite fiscali portate a nuovo connesse alle poste
di patrimonio netto
(64)
· utilizzo della riserva statutaria per la copertura delle riserva negativa derivante dal pagamento del canone di usufrutto su
azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati
"Cashes" (125)
· imputazione a riserva delle cedole corrisposte ai sottoscrittori dell'emissione di strumenti Additional Tier 1, al netto della
relativa fiscalità e dei compensi, corrisposti a società del gruppo UniCredit
(135)
· altre variazioni 74
Variazione delle riserve da valutazione per: (155)
· variazione delle differenze di cambio 283
· variazione delle riserve da valutazione di attività e passività finanziarie valutate al fair value 224
· variazione di valore della copertura per rischi finanziari (41)
· variazione delle riserve da valutazione delle società valutate a patrimonio netto (126)
· variazione di valore della riserva su utili (perdite) attuariali su piani a benefici definiti (495)
Emissione di strumenti Additional Tier 1 iscritti al netto dei costi di transazione e commissioni di collocamento 992
Variazione del risultato di periodo rispetto a quello del 31 dicembre 2018 (651)

13.4 Riserve di utili: altre informazioni

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2019 31.12.2018
Riserva legale 1.518 1.518
Riserve statutarie 7.648 6.161
Riserve altre 7.205 5.543
Totale 16.371 13.222

La riserva legale nel suo complesso include anche una quota pari a 2.683 milioni classificata tra le riserve "altre" (non di utili), costituita con prelievi dalla voce Sovrapprezzi di emissione deliberati dalle Assemblee dell'11 maggio 2013, del 13 maggio 2014 e del 14 aprile 2016.

13.6 Altre informazioni

Riserve da valutazione: composizione (milioni di €)
CONSISTENZE AL
ATTIVITÀ/VALORI 30.06.2019 31.12.2018
1. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (286) (265)
2. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
508 184
3. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
4. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio
merito creditizio)
(38) 41
5. Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
6. Attività materiali - -
7. Attività immateriali - -
8. Copertura di investimenti esteri - -
9. Copertura dei flussi finanziari 32 73
10. Differenze di cambio (2.043) (2.326)
11. Attività non correnti in via di dismissione - -
12. Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti (3.205) (2.710)
13. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto (2.888) (2.762)
14. Leggi speciali di rivalutazione 277 277
Totale (7.643) (7.488)

Le principali differenze di cambio al 30 giugno 2019 che impattano le riserve da valutazione sono riferibili alle seguenti valute:

  • Lira Turca: -2.896 milioni inclusa nella voce "Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto" in applicazione del principio IFRS11;
  • Rublo: -1.843 milioni inclusa nella voce "Differenze di cambio" e -25 milioni inclusa nella voce "Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto".

Le principali variazioni rispetto al 31 dicembre 2018 si riferiscono:

  • alla variazione per -495 milioni della Riserva per Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti legata principalmente agli effetti negativi di riduzione del tasso di attualizzazione parzialmente compensati dall'ìncremento di valore degli attivi segregati;
  • alla variazione sulle attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per +324 milioni principalmente riconducibile a titoli di stato;
  • alla variazione della Lira Turca per -87 milioni inclusa nella voce "Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto";
  • alla variazione del Rublo per +275 milioni principalmente inclusa nella voce "Differenze di cambio".

Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato Sezione 1 - Interessi - Voce 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019 AL
ALTRE 30.06.2018
VOCI/FORME TECNICHE TITOLI DI DEBITO FINANZIAMENTI OPERAZIONI TOTALE TOTALE
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico 105 47 328 480 456
1.1 Attività finanziarie detenute per la
negoziazione 54 2 328 384 320
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - -
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value 51 45 - 96 136
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva 554 - X 554 557
3. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato 256 5.739 X 5.995 5.748
3.1 Crediti verso banche 19 350 X 369 277
3.2 Crediti verso clientela 237 5.389 X 5.626 5.471
4. Derivati di copertura X X 25 25 251
5. Altre attività X X 66 66 83
6. Passività finanziarie X X X 287 334
Totale 915 5.786 419 7.407 7.429
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired - 281 - 281 346
di cui: interessi attivi su leasing finanziario - 304 - 304 -

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019 AL
ALTRE 30.06.2018
VOCI/FORME TECNICHE DEBITI TITOLI OPERAZIONI TOTALE TOTALE
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato (863) (1.120) X (1.983) (1.793)
1.1 Debiti verso banche centrali (58) X X (58) (35)
1.2 Debiti verso banche (233) X X (233) (176)
1.3 Debiti verso clientela (572) X X (572) (467)
1.4 Titoli in circolazione X (1.120) X (1.120) (1.115)
2. Passività finanziarie di negoziazione (1) (16) (387) (404) (393)
3. Passività finanziarie designate al fair value (5) (50) - (55) (57)
4. Altre passività e fondi X X (25) (25) (32)
5. Derivati di copertura X X 408 408 275
6. Attività finanziarie X X X (165) (165)
Totale (869) (1.186) (4) (2.224) (2.165)
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing (22) X X (22) -

Sezione 2 - Commissioni - Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

TIPOLOGIA SERVIZI/VALORI
AL 30.06.2019
AL 30.06.2018
a) Garanzie rilasciate
244
241
b) Derivati su crediti
-
1
c) Servizi di gestione, intermediazione e consulenza
1.603
1.716
1. Negoziazione di strumenti finanziari
89
90
2. Negoziazione di valute
51
48
3. Gestioni di portafogli
186
179
3.1 Individuali
75
80
3.2 Collettive
111
99
4. Custodia e amministrazione di titoli
106
123
5. Banca depositaria
16
16
6. Collocamento di titoli
257
333
7. Attività di ricezione e trasmissione di ordini
40
57
8. Attività di consulenza
57
69
8.1 In materia di investimenti
42
48
8.2 In materia di struttura finanziaria
15
21
9. Distribuzione di servizi di terzi
801
801
9.1 Gestioni di portafogli
300
286
9.1.1 Individuali
1
2
9.1.2 Collettive
299
284
9.2 Prodotti assicurativi
490
504
9.3 Altri prodotti
11
11
d) Servizi di incasso e pagamento
672
671
e) Servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione
2
-
f) Servizi per operazioni di factoring
42
37
g) Esercizio di esattorie e ricevitorie
-
-
h) Attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione
-
-
i) Tenuta e gestione dei conti correnti
638
658
j) Altri servizi
492
521
k) Prestito titoli
18
18
Totale
3.711
3.863
(milioni di €)

A partire dal corrente esercizio alcuni proventi connessi al recupero di oneri relativi alla tassazione delle transazioni finanziarie addebitati alla clientela non sono più esposti nella sotto voce "d) Servizi di incasso e pagamento" (22 milioni al 30 giugno 2018) ma ricondotti a Voce "230. Altri oneri/proventi di gestione".

La voce "j) altri servizi" accoglie prevalentemente:

  • commissioni per finanziamenti concessi per 152 milioni nel 2019, 204 milioni nel primo semestre 2018;
  • commissioni per operazioni e servizi con l'estero per 38 milioni nel 2019, 37 milioni nel primo semestre 2018;
  • commissioni per servizi vari resi alla clientela (es. tesoreria, merchant banking, ecc.) per 26 milioni nel 2019, 28 milioni nel primo semestre 2018;
  • commissioni per il servizio bancomat e carte di credito, non rientranti nella voce servizi di incasso e pagamento, per 149 milioni nel 2019, 143 milioni nel primo semestre 2018.

2.2 Commissioni passive: composizione

(milioni di €)
SERVIZI/VALORI AL 30.06.2019 AL 30.06.2018
a) Garanzie ricevute (65) (69)
b) Derivati su crediti - -
c) Servizi di gestione e intermediazione (151) (142)
1. Negoziazione di strumenti finanziari (25) (26)
2. Negoziazione di valute (6) (6)
3. Gestioni di portafogli (19) (13)
3.1 Proprie (9) (7)
3.2 Delegate a terzi (10) (6)
4. Custodia e amministrazione di titoli (76) (71)
5. Collocamento di strumenti finanziari (3) (9)
6. Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (22) (17)
d) Servizi di incasso e pagamento (315) (212)
e) Altri servizi (55) (55)
f) Prestito titoli (13) (15)
Totale (599) (493)

A partire dal corrente esercizio sono esposti a voce "d) Servizi di incasso e pagamento" alcuni oneri per servizi di pagamento e carte precedentemente ricondotti a Voce 190. b) Altre spese amministrative (81 milioni al 30 giugno 2018).

Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - Voce 70

I dividendi sono rilevati a conto economico nel momento in cui viene deliberata la distribuzione. Nel primo semestre 2019 i dividendi e proventi simili sono risultati pari a 177 milioni, contro 316 milioni dell'anno precedente.

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019 AL 30.06.2018
VOCI/PROVENTI DIVIDENDI PROVENTI SIMILI DIVIDENDI PROVENTI SIMILI
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 151 - 278 -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value
9 2 10 3
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
13 - 20 -
D. Partecipazioni 2 - 5 -
Totale 175 2 313 3
Totale Dividendi e proventi simili 177 316

La voce "A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione" include principalmente i dividendi ricevuti relativamente alle quote detenute nei seguenti titoli: Intesa Sanpaolo (18 milioni), Siemens Ag. NA O.N. (11 milioni), Daimler Ag. NA O.N. (10 milioni). Nel 2018 la voce "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" includeva principalmente i dividendi ricevuti relativamente alle quote detenute nei seguenti titoli: Daimler Ag. NA O.N. (35 milioni), Allianz SE NA O.N. (19 milioni), Siemens Ag. NA (17 milioni), BASF SE NA O.N. (16 milioni).

La voce "C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" include 10 milioni di dividendi ricevuti riconducibili all'interessenza partecipativa in Banca d'Italia (10 milioni anche nel 2018).

Sezione 4 - Risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019
PLUSVALENZE UTILI DA
NEGOZIAZIONE
MINUSVALENZE PERDITE DA
NEGOZIAZIONE
RISULTATO
NETTO
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI (A) (B) (C) (D) [(A+B)-(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione 1.975 1.703 (953) (959) 1.766
1.1 Titoli di debito 366 455 (79) (425) 317
1.2 Titoli di capitale 550 878 (97) (478) 853
1.3 Quote di O.I.C.R. 120 83 (12) (44) 147
1.4 Finanziamenti 171 5 (96) - 80
1.5 Altre 768 282 (669) (12) 369
2. Passività finanziarie di negoziazione 118 201 (498) (237) (416)
2.1 Titoli di debito 86 125 (294) (76) (159)
2.2 Debiti - - - (2) (2)
2.3 Altre 32 76 (204) (159) (255)
3. Attività e passività finanziarie: differenze di
cambio X X X X (31)
4. Strumenti derivati 95.880 58.484 (96.092) (59.303) (854)
4.1 Derivati finanziari 95.598 58.234 (95.797) (59.034) (822)
- Su titoli di debito e tassi di interesse 90.023 53.529 (90.289) (53.490) (227)
- Su titoli di capitale e indici azionari 3.217 3.556 (4.035) (3.257) (519)
- Su valute e oro X X X X 177
- Altri 2.358 1.149 (1.473) (2.287) (253)
4.2 Derivati su crediti 282 250 (295) (269) (32)
di cui: coperture naturali connesse con la fair
value option X X X X -
Totale 97.973 60.388 (97.543) (60.499) 465

Sezione 5 - Risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

(milioni di €)
COMPONENTI REDDITUALI/VALORI AL 30.06.2019 AL 30.06.2018
A. Proventi relativi a
A.1 Derivati di copertura del fair value 6.295 2.569
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 1.825 464
A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 36 188
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari 7 12
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 8.163 3.233
B. Oneri relativa a
B.1 Derivati di copertura del fair value (5.421) (2.741)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (330) (369)
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (2.386) (93)
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari (4) (14)
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (8.141) (3.217)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A-B) 22 16
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100

Il risultato netto derivante da utili/perdite da cessione/riacquisto di attività/passività finanziarie al 30 giugno 2019 si attesta a +145 milioni (+122 milioni nel 2018), di cui +151 milioni relativi alle attività finanziarie e -6 milioni relativi alle passività finanziarie.

Nel 2019 il risultato netto relativo alla sottovoce "1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" ammonta a +48 milioni, generato principalmente dagli utili sulla cessione di titoli di debito effettuata da UniCredit S.p.A. (+45 milioni, in prevalenza derivanti da cessioni di Titoli di Stato italiani ritenute non significative in ragione del volume del portafoglio complessivo).

La sottovoce "2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - 2.1 Titoli di debito" risulta pari a +103 milioni ed è riconducibile agli utili da cessione registrati da UniCredit S.p.A. (per un totale di +31 milioni, principalmente su Titoli di Stato spagnoli e francesi), UniCredit Bulbank Ad (+13 milioni su Titoli di Stato bulgari), UniCredit Bank Ireland Plc (+10 milioni principalmente su Titoli di Stato spagnoli e italiani), UniCredit Bank Austria AG (+10 milioni principalmente su Titoli di Stato spagnoli), UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia A.s. (+8 milioni principalmente su Titoli di Stato cechi e slovacchi), AO UniCredit Bank (+7 milioni principalmente su Titoli di Stato russi).

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019 AL 30.06.2018
RISULTATO RISULTATO
VOCI/COMPONENTI REDDITUALI UTILI PERDITE NETTO UTILI PERDITE NETTO
A. Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 102 (54) 48 85 (83) 2
1.1 Crediti verso banche - (10) (10) 3 (6) (3)
1.2 Crediti verso clientela 102 (44) 58 82 (77) 5
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva 182 (79) 103 244 (113) 131
2.1 Titoli di debito 182 (79) 103 244 (113) 131
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 284 (133) 151 329 (196) 133
B. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione 5 (11) (6) 6 (17) (11)
Totale passività (B) 5 (11) (6) 6 (17) (11)
Totale attività/passività finanziarie 145 122

Sezione 7 - Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 110

7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair value

(milioni di €)
AL 30.06.2019
UTILI DA PERDITE DA RISULTATO
PLUSVALENZE REALIZZO MINUSVALENZE REALIZZO NETTO
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI (A) (B) (C) (D) [(A+B)-(C+D)]
1. Attività finanziarie - - - - -
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Finanziamenti - - - - -
2. Passività finanziarie 260 89 (580) (163) (394)
2.1 Titoli in circolazione 242 89 (513) (162) (344)
2.2 Debiti verso banche 8 - (33) - (25)
2.3 Debiti verso clientela 10 - (34) (1) (25)
3. Attività e passività finanziarie in valuta:
differenze di cambio X X X X -
Totale 260 89 (580) (163) (394)

Le passività finanziarie rappresentate da titoli includono il titolo "Secured mandatorily exchangeable equity-linked certificate" emesso a fronte dell'operazione di cessione di Bank Pekao S.A. che ha contribuito per -24 milioni al risultato netto di periodo.

Alle passività finanziarie rappresentate da titoli sono connessi derivati finanziari stipulati con finalità di copertura economica i cui risultati sono inclusi nella tabella 4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione in Parte C - Sezione 4 delle Note illustrative di questo documento.

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

(milioni di €)
AL 30.06.2019
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI PLUSVALENZE
(A)
UTILI DA
REALIZZO
(B)
MINUSVALENZE
(C)
PERDITE DA
REALIZZO
(D)
RISULTATO
NETTO
[(A+B)-(C+D)]
1. Attività finanziarie 406 31 (114) (65) 258
1.1 Titoli di debito 209 30 (40) (48) 151
1.2 Titoli di capitale 60 - (44) - 16
1.3 Quote di O.I.C.R. 32 - (14) - 18
1.4 Finanziamenti 105 1 (16) (17) 73
2. Attività finanziarie in valuta: differenze di
cambio
X X X X -
Totale 406 31 (114) (65) 258

Tra le attività finanziarie, i titoli di capitale includono gli effetti della valutazione della partecipazione residua in Bank Pekao S.A. (+16 milioni), della quota azionaria di FinecoBank S.p.A. (-14,5 milioni) e dell'investimento nello Schema Volontario (-27 milioni).

Le quote di OICR includono gli effetti economici derivati dai fondi Atlante e Italian Recovery Fund, per i quali si rimanda allo specifico commento in calce alla tabella 2.5 Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value in Parte B - Attivo - Sezione 2 delle Note illustrative di questo documento.

Sezione 8 - Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019 AL
RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 30.06.2018
TERZO STADIO
PRIMO E
PRIMO E
SECONDO SECONDO TERZO
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI STADIO WRITE-OFF ALTRE STADIO STADIO TOTALE TOTALE
A. Crediti verso banche (15) - - 9 - (6) 11
- Finanziamenti (14) - - 9 - (5) 9
- Titoli di debito (1) - - - - (1) 2
di cui: crediti impaired acquisiti o originati - - - - - - -
B. Crediti verso clientela (951) (149) (2.764) 915 1.776 (1.173) (1.070)
- Finanziamenti (938) (149) (2.764) 906 1.775 (1.170) (1.093)
- Titoli di debito (13) - - 9 1 (3) 23
di cui: crediti impaired acquisiti o originati (2) - (3) 1 7 3 (8)
Totale (966) (149) (2.764) 924 1.776 (1.179) (1.059)

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019 AL
RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 30.06.2018
PRIMO E TERZO STADIO PRIMO E
SECONDO SECONDO TERZO
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI STADIO WRITE-OFF ALTRE STADIO STADIO TOTALE TOTALE
A. Titoli di debito (13) - - 5 - (8) (7)
B. Finanziamenti - - - - - - -
- Verso clientela - - - - - - -
- Verso banche - - - - - - -
di cui: attività finanziarie impaired acquisite o
originate - - - - - - -
Totale (13) - - 5 - (8) (7)

Sezione 12 - Spese amministrative - Voce 190

12.1 Spese per il personale: composizione

(milioni di €)
TIPOLOGIA DI SPESE/VALORI AL 30.06.2019 AL 30.06.2018
1) Personale dipendente (3.059) (3.205)
a) Salari e stipendi (2.193) (2.269)
b) Oneri sociali (511) (541)
c) Indennità di fine rapporto (17) (15)
d) Spese previdenziali - -
e) Accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (6) (9)
f) Accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili (62) (86)
- A contribuzione definita (1) (1)
- A benefici definiti (61) (85)
g) Versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni (111) (118)
- A contribuzione definita (110) (117)
- A benefici definiti (1) (1)
h) Costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (31) (34)
i) Altri benefici a favore dei dipendenti (128) (133)
2) Altro personale in attività (7) (26)
3) Amministratori e sindaci (4) (4)
4) Personale collocato a riposo - -
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende 10 16
6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società (18) -
Totale (3.078) (3.219)

12.5 Altre spese amministrative: composizione

(milioni di €)
TIPOLOGIA DI SPESE/SETTORI
1) Imposte indirette e tasse
AL 30.06.2019
(347)
AL 30.06.2018
(348)
1a. Liquidate (345) (348)
1b. Non liquidate (2) -
2) Contributi a Fondi di risoluzione ed a Sistemi di garanzia dei depositi (DGS) (485) (488)
3) Canoni di garanzia DTA (57) (58)
4) Costi e spese diversi (1.352) (1.729)
a) Spese pubblicità marketing e comunicazione (76) (110)
b) Spese relative al rischio creditizio (122) (132)
c) Spese indirette relative al personale (59) (68)
d) Spese relative all'Information Communication Technology (517) (595)
Spese hardware: affitto e manutenzione (36) (34)
Spese software: affitto e manutenzione (117) (110)
Sistemi di comunicazione ICT (36) (34)
Servizi ICT in outsourcing (267) (357)
Infoprovider finanziari (61) (60)
e) Spese per consulenze e servizi professionali (94) (114)
Consulenze (76) (91)
Spese legali (18) (23)
f) Spese relative agli immobili (203) (390)
Fitti passivi per locazione immobili (34) (210)
Utenze (75) (74)
Altre spese immobiliari (94) (106)
g) Spese operative (281) (320)
Servizi di sicurezza e sorveglianza (24) (24)
Contazione e trasporto valori (26) (27)
Stampati e cancelleria (17) (18)
Spese postali e trasporto di documenti (38) (40)
Servizi amministrativi e logistici (74) (120)
Assicurazioni (44) (45)
Diritti, quote e contributi ad associazioni di categoria e contributi di funzionamento fondi di tutela (39) (36)
Altre spese amministrative - altre (19) (10)
Totale (1+2+3+4) (2.241) (2.623)

A partire dal corrente esercizio:

  • alcuni oneri per forme di tassazione locale del reddito d'impresa (i.e.Municipality & Innovation Tax in Ungheria) non sono più esposti nella sottovoce "1. Imposte indirette e Tasse - Liquidate" (5 milioni al 30 giugno 2018) ma ricondotti a Voce "300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente";
  • alcuni oneri per servizi di pagamento e carte non sono più esposti nella sottovoce "4.d Spese relative all'Information Communication Technology" (81 milioni al 30 giugno 2018) ma ricondotti a Voce "50. Commissioni passive";
  • Il decremento della sottovoce "f) Spese relative agli immobili Fitti passivi per locazione di immobili" è principalmente imputabile alla prima applicazione del principio IFRS16.

Contributi a fondi di Risoluzione e Garanzia

La voce Altre spese amministrative accoglie i contributi ai fondi di risoluzione ("SRF") e ai fondi garanzia ("DGS"), armonizzati e non, rispettivamente per 401 milioni sul Gruppo (di cui 185 milioni a carico di UniCredit S.p.A.) e 84 milioni sul Gruppo (nullo l'onere a carico di UniCredit S.p.A. al 30 giugno 2019 in quanto l'obbligazione relativa al contributo annuale ordinario nei confronti del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi si origina nel terzo trimestre di ogni anno).

Con riferimento ai fondi armonizzati, i contributi ordinari annuali di cui alle direttive n.49 e n.59 del 2014 vengono contabilizzati interamente quando si verifica la condizione legale per l'insorgenza dell'obbligazione al pagamento e l'applicazione della interpretazione IFRIC21 non consente l'attribuzione pro-quota ai periodi intermedi.

In relazione agli obblighi di contribuzione descritti qui di seguito, tali schemi hanno comportato oneri nel periodo e daranno luogo ad oneri nei periodi futuri, in relazione allo schema di contribuzione ordinaria e alla eventualità che si renda necessario il ricorso a contribuzione straordinaria.

Con l'introduzione della direttiva Europea 2014/59/UE, il Regolamento sul Meccanismo Unico di Risoluzione ("Direttiva BRRD", Regolamento (UE) n.806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014) ha istituito un quadro di risanamento e di risoluzione delle crisi degli enti creditizi, prevedendo un comitato unico di risoluzione e un fondo unico di risoluzione delle banche (Single Resolution Fund, "SRF"). La direttiva prevede l'avvio di un meccanismo obbligatorio di contribuzione che consenta di raccogliere entro il 31 dicembre 2023 il livello obiettivo di risorse,

Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative

Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato

pari all'1% dei depositi protetti di tutti gli enti autorizzati nel territorio Europeo. Il periodo di accumulo può essere prorogato di ulteriori quattro anni se i meccanismi di finanziamento hanno effettuato esborsi cumulativi per una percentuale superiore allo 0,5% dei depositi protetti. Se, dopo il periodo di accumulo, i mezzi finanziari disponibili scendono al di sotto del livello-obiettivo, la raccolta dei contributi riprende fino al ripristino di tale livello. Inoltre, dopo aver raggiunto per la prima volta il livello-obiettivo e, nel caso in cui i mezzi finanziari disponibili scendano a meno dei due terzi del livello-obiettivo, tali contributi sono fissati al livello che consente di raggiungere il livello-obiettivo entro un periodo di sei anni. Il meccanismo di contribuzione prevede quote contributive annuali ordinarie, finalizzate a distribuire nel tempo in maniera uniforme i costi per le banche contribuenti, e contributi straordinari addizionali, pari al massimo al triplo dei contributi annuali previsti, laddove i mezzi finanziari disponibili non siano sufficienti a coprire le perdite e i costi in relazione ad interventi. È prevista una fase transitoria di contribuzione ai comparti nazionali del SRF ed una progressiva mutualizzazione degli stessi.

La direttiva 2014/49/UE del 16 aprile 2014 relativa ai sistemi di garanzia dei depositi (DGS - Deposit Guarantee Schemes) è volta ad accrescere la tutela dei depositanti tramite l'armonizzazione della relativa disciplina nazionale. La direttiva prevede l'avvio di un meccanismo obbligatorio di contribuzione a livello nazionale che consenta di raccogliere entro il 2024, un livello-obiettivo dello 0,8% dell'importo dei depositi coperti dei suoi membri. La contribuzione riprende quando la capacità di finanziamento è inferiore al livello-obiettivo, almeno fino al raggiungimento del livello obiettivo. Se, dopo che il livello-obiettivo è stato raggiunto per la prima volta, i mezzi finanziari disponibili sono stati ridotti a meno di due terzi del livello-obiettivo, il contributo regolare è fissato a un livello che consenta di raggiungere il livello-obiettivo entro sei anni. Il meccanismo di contribuzione prevede quote contributive annuali ordinarie, finalizzate a distribuire nel tempo in maniera uniforme i costi per le banche contribuenti, e contributi straordinari, se i mezzi finanziari disponibili di un DGS sono insufficienti a rimborsare i depositanti; i contributi straordinari non possono superare lo 0,5% dei depositi coperti per anno di calendario, ma in casi eccezionali e con il consenso dell'autorità competente i DGS possono esigere contributi anche più elevati.

Le direttive n.49 e n.59 prevedono la possibilità di introdurre impegni irrevocabili di pagamento quale forma di raccolta alternativa alle contribuzioni a fondo perduto per cassa, fino ad un massimo del 30% del totale delle risorse obiettivo.

Con riferimento alla direttiva n.59 (contributi SRF), i contributi ammontano complessivamente a 420 milioni, di cui: i) contributi ordinari per 370 milioni (di cui 135 milioni versati da UniCredit S.p.A. nel 2019), ii) contributi straordinari per 50 milioni (interamente da UniCredit S.p.A.).

  • Con riferimento a UniCredit S.p.A.:
  • la contribuzione ordinaria per gli esercizi 2015, 2016, 2017 e 2018 è stata rispettivamente di 73 milioni, 107 milioni, 109 milioni e 140 milioni.
  • in riferimento alla contribuzione straordinaria relativa all'esercizio 2015, è opportuno menzionare che Banca d'Italia, nella sua qualità di Autorità Nazionale di Risoluzione ("NRA"), con provvedimenti del 21 novembre 2015, approvati dal Ministro dell'Economia e delle Finanze il 22 novembre 2015, ha disposto l'avvio di un programma di risoluzione (di Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti). Si tratta in particolare di un processo di ristrutturazione che ha comportato la separazione degli attivi classificati a sofferenza delle quattro banche oggetto di intervento, confluiti in una "bad bank", dal resto delle attività e passività, confluiti in quattro nuove "banche ponte", successivamente vendute a UBI Banca S.p.A. (Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti) e BPER Banca S.p.A. (Cassa di Risparmio di Ferrara). A fronte di quest'intervento, i citati provvedimenti ministeriali avevano comportato la richiesta di contributi straordinari per il 2015, stabiliti nella misura massima pari al triplo della contribuzione ordinaria annuale dovuta per il 2015 (219 milioni per UniCredit S.p.A., alla luce del contributo ordinario pari a 73 milioni), il cui ammontare è stato versato da UniCredit S.p.A. e riconosciuto a conto economico nel medesimo anno.
  • In riferimento alla contribuzione straordinaria relativa all'esercizio 2016, il decreto legislativo 183/2015 (convertito nella legge 208/2015) ha introdotto una garanzia addizionale, dovuta al Fondo Nazionale di Risoluzione ("FRN"), per il pagamento di eventuali contributi pari al massimo a due quote di contributo ordinario al SRF (pari a 214 milioni per UniCredit S.p.A. alla luce del contributo ordinario di 107 milioni), azionabile nel caso in cui i fondi disponibili al FRN al netto dei recuperi derivanti da operazioni di dismissione poste in essere dallo stesso a valere sugli attivi delle quattro banche sopra menzionate non fossero sufficienti alla copertura delle obbligazioni, perdite, costi a carico del Fondo in relazione alle misure previste dai Provvedimenti di avvio della risoluzione. In applicazione di questa facoltà, nel dicembre 2016 il FRN ha richiesto il versamento del contributo massimo relativo alla garanzia addizionale, che ha comportato per UniCredit S.p.A. l'iscrizione a conto economico degli ulteriori 214 milioni di pertinenza, poi regolati nel corso del 2017. La liquidità necessaria ad operare questo intervento è stata fornita anche attraverso un finanziamento al quale UniCredit ha partecipato.

In particolare, l'intervento di UniCredit S.p.A. ha comportato:

  • l'erogazione di un finanziamento a favore del FRN per circa 783 milioni (quota di pertinenza di un finanziamento complessivo di 2.350 milioni erogato insieme ad altre banche), interamente rimborsato il 21 dicembre 2015 tramite la liquidità derivante dalle contribuzioni ordinarie e straordinarie del 2015;
  • l'erogazione di un'ulteriore tranche del finanziamento a favore del FRN di nominali 516 milioni (quota di pertinenza di un finanziamento complessivo di 1.550 milioni erogato insieme ad altre banche) e l'impegno ad erogare fondi a favore del FRN per un ammontare di 33 milioni (quota di pertinenza di un impegno complessivo di 100 milioni per una ulteriore tranche del finanziamento da erogare insieme ad altre banche), entrambi estinti a giugno 2017;
  • l'erogazione di un nuovo finanziamento di nominali 210 milioni (quota di pertinenza di un finanziamento complessivo di 1.240 milioni erogato insieme ad altre banche) con scadenza nel 2021.Per far fronte agli impegni di rimborso del capitale e pagamento degli interessi, nel 2018 e nel 2019 sono stati richiesti ad UniCredit S.p.A. rispettivamente 52 milioni e 50 milioni a titolo di contributo straordinario.
  • Lo strumento degli impegni irrevocabili di pagamento è stato utilizzato da UniCredit S.p.A. e dalla controllata UniCredit Bank AG per un ammontare pari al 15% dei contributi ordinari pagati nel maggio 2016, comportando il versamento di garanzie sotto forma di contante

rispettivamente per 16 milioni e 12 milioni. Con riferimento ai contributi ordinari per l'anno 2017, 2018 e 2019, solo UniCredit Bank AG ha adottato questa facoltà rispettivamente per 14 milioni, 16 milioni e 18 milioni. Contabilmente si è proceduto ad iscrivere un attivo posto a garanzia e delle relative caratteristiche contrattuali si è tenuto conto nella valutazione dell'attivo stesso. Con riferimento ai contributi ordinari per l'anno 2017, 2018 e 2019, UniCredit S.p.A. non si è avvalsa di questa facoltà. Nel primo semestre 2019 UniCredit S.p.A. ha convertito volontariamente in contributo effettivo l'impegno irrevocabile di pagamento costituito nel 2016, pari a 16 milioni.

Con riferimento alla direttiva n.49 (contributi DGS), l'intero ammontare si riferisce a contributi ordinari.

Con riferimento ai contributi ordinari 2019 la controllata UniCredit Bank AG ha utilizzato lo strumento degli impegni irrevocabili di pagamento per 17 milioni per i quali si è iscritto un attivo posto a garanzia e delle relative caratteristiche contrattuali si è tenuto conto nella valutazione dello stesso.

Canoni di garanzia DTA

Il canone di garanzia DTA, introdotto con l'art.11 del decreto legge n.59/2016, convertito nella Legge n.119/2016 (come modificato dal decreto legge n.237/2016, convertito nella Legge n.15/2017) prevede, soddisfatte determinate condizioni, la facoltà di convertire in crediti fiscali alcune attività per imposte anticipate a patto che venga irrevocabilmente esercitata questa opzione dietro pagamento di un corrispettivo annuo per il periodo dal 2016 fino al 2030.

Il canone DTA riferito all'esercizio 2019 è stato pagato in data 28 giugno 2019, per un importo complessivo pari a 114 milioni in relazione alle società facenti parte del Consolidato fiscale italiano, di cui principalmente 110 milioni relativi a UniCredit S.p.A. e 4 milioni relativi a UniCredit Leasing S.p.A.

Al 30 giugno 2019 i suddetti importi sono stati contabilizzati nel conto economico nella misura del 50%.

Sezione 13 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 200

13.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019
RIATTRIBUZIONI DI
ACCANTONAMENTI ECCEDENZE TOTALE
Impegni ad erogare fondi (130) 176 46
Garanzie finanziarie rilasciate (196) 180 (16)

13.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019
RIATTRIBUZIONI DI
ACCANTONAMENTI ECCEDENZE TOTALE
Altri impegni (6) 3 (3)
Altre garanzie rilasciate (48) 19 (29)

13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

(milioni di €)
AL 30.06.2019 AL
RIATTRIBUZIONI DI 30.06.2018
ATTIVITÀ/COMPONENTI REDDITUALI ACCANTONAMENTI ECCEDENZE TOTALE TOTALE
1. Altri fondi
1.1 Controversie legali (145) 559 414 (474)
1.2 Oneri per il personale - 1 1 -
1.3 Altri (306) 57 (249) (82)
Totale (451) 617 166 (556)

Gli accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri sono riferibili a revocatorie, cause risarcitorie, contenziosi legali e di altra natura, e sono aggiornati in base all'evolversi delle vertenze in atto e alla valutazione circa i loro previsti esiti.

La voce "1.1 Controversie legali" è prevalentemente alimentata dalla capogruppo UniCredit S.p.A. e dalle sue controllate UniCredit Bank AG e Unicredit Bank Austria (maggiori informazioni relative alle cause passive sono riportate nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - B. Rischi derivanti da pendenze legali).

La voce "1.3 Altri" è prevalentemente alimentata dagli accantonamenti effettuati dalla capogruppo UniCredit S.p.A relativamente a rischi di varia natura per cui si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - E. Altre contestazioni della clientela.

Sezione 16 - Altri oneri e proventi di gestione - Voce 230

Altri oneri/proventi di gestione: composizione

(milioni di €)
COMPONENTI REDDITUALI/VALORI AL 30.06.2019 AL 30.06.2018
Totale altri oneri di gestione (457) (336)
Totale altri proventi di gestione 865 814
Altri oneri/proventi di gestione 408 478

16.1 Altri oneri di gestione: composizione

(milioni di €)
TIPOLOGIA DI SPESA/VALORI AL 30.06.2019 AL 30.06.2018
Spese per leasing operativo (1) (2)
Ritenute fiscali indeducibili altri oneri tributari (1) (1)
Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi (27) (28)
Altri oneri su attività di leasing finanziario (47) (42)
Altre (381) (263)
Totale altri oneri di gestione (457) (336)

Nella sottovoce "Altre" sono compresi:

  • oneri per transazioni/indennizzi vari per 67 milioni, 70 milioni nel primo semestre 2018;
  • oneri accessori all'attività di leasing per 15 milioni, 13 milioni nel primo semestre 2018;
  • oneri derivanti da attività non bancaria per 72 milioni, 62 milioni nel primo semestre 2018;
  • oneri vari relativi al patrimonio immobiliare per 1 milione, 1 milione nel primo semestre 2018;
  • oneri accessori derivanti dal contratto di "Collateral" connesso alla cessione di FinecoBank S.p.A. per 55 milioni.

16.2 Altri proventi di gestione: composizione

(milioni di €)
TIPOLOGIA DI RICAVO/VALORI AL 30.06.2019 AL 30.06.2018
A) Recupero di spese 284 275
B) Altri ricavi 581 539
Ricavi da servizi amministrativi 21 25
Ricavi per canoni da investimenti immobiliari (al netto dei costi operativi) 49 61
Ricavi leasing operativo 87 87
Rimborsi vari su oneri sostenuti in esercizi precedenti 12 6
Altri proventi su attività di leasing finanziario 52 48
Altre 360 312
Totale altri proventi di gestione (A+B) 865 814

Nella voce "A. Recupero di spese" sono compresi alcuni proventi connessi al recupero di oneri relativi alla tassazione delle transazioni finanziarie della clientela già ricondotti, fino all'esercizio 2018, a Voce 40. Commissioni Attive (22 milioni al 30 giugno 2018). Nella sottovoce "Altre" sono compresi:

proventi accessori attinenti l'attività di leasing per 22 milioni, 20 milioni nel primo semestre 2018;

proventi derivanti da attività non bancaria per 177 milioni, 184 milioni nel primo semestre 2018;

proventi vari relativi al patrimonio immobiliare per 3 milioni, 4 milioni nel primo semestre 2018;

rimborsi per indennizzi e risarcimenti vari per 20 milioni, 13 milioni nel primo semestre 2018;

proventi derivanti dal contratto di concessione del marchio connesso alla cessione di FinecoBank S.p.A. per 23 milioni.

Sezione 25 - Utile per azione

25.1 e 25.2 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito e altre informazioni

AL 30.06.2019 AL 30.06.2018
Utile (Perdita) netto di pertinenza del Gruppo (milioni di €)(1) 3.178 2.106
Numero medio azioni in circolazione 2.222.052.152 2.218.297.344
Numero medio azioni potenzialmente diluitive 11.675.719 10.042.871
Numero medio azioni diluite 2.233.727.871 2.228.340.215
Utile per azione (€) 1,430 0,949
Utile per azione diluito (€) 1,423 0,945

Nota:

(1) L'utile netto di pertinenza del Gruppo del primo semestre 2019, pari a 3.241 milioni, si riduce di 63 milioni a seguito degli esborsi addebitati al patrimonio netto e relativi al corrispettivo inerente al contratto di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "Cashes" (30 milioni erano stati dedotti dall'utile netto di pertinenza del Gruppo del primo semestre 2018).

Il numero medio di azioni in circolazione è da intendersi al netto del numero medio delle azioni proprie e delle n.9.675.640 azioni detenute a titolo di usufrutto.

Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura Premessa

Il gruppo UniCredit controlla e gestisce i rischi ai quali è esposto attraverso metodologie e processi rigorosi, in grado di rivelarsi efficaci in tutte le fasi del ciclo economico.

Il ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi di Gruppo è svolto dalla funzione Group Risk Management.

La funzione Group Lending Office, costituita il 2 febbraio 2018, presidia invece l'attività creditizia nel rispetto delle strategie, politiche e linee guida del Group Risk Management.

In particolare, alla funzione Group Risk Management sono attribuiti i compiti di:

  • ottimizzare la qualità dell'attivo del Gruppo, riducendo il costo dei rischi in linea con gli obiettivi di rischio/redditività assegnati alle aree di business;
  • garantire l'indirizzo strategico e la definizione delle politiche di gestione del rischio di Gruppo;
  • definire e fornire ai Responsabili delle funzioni di business e alle Società del Gruppo i criteri per la valutazione, la gestione, la misurazione, il monitoraggio e la comunicazione dei rischi, garantendo la coerenza dei sistemi e delle procedure di controllo dei rischi sia a livello di Gruppo che di singola Società;
  • contribuire alla creazione di una cultura del rischio estesa a tutto il Gruppo attraverso la formazione e lo sviluppo, d'intesa con le competenti funzioni dei COOs, di personale altamente qualificato;
  • contribuire alla definizione di soluzioni per gli sbilanci patrimoniali, al caso in coordinamento con Group Planning, Finance, Shareholding and Investor Relations;
  • supportare le funzioni di business nel conseguimento dei loro obiettivi, tra l'altro contribuendo alle attività di sviluppo dei prodotti e dei business (es. innovazione dei prodotti creditizi, opportunità competitive connesse all'accordo di Basilea, ecc.);
  • supportare l'AD nella definizione della proposta di Group Risk Appetite, da condividere in Group Risk & Internal Control Committee e da sottoporre per approvazione al Consiglio di Amministrazione, come atto preliminare e propedeutico al processo di budget annuale e pluriennale di competenza di Group CFO. Il Group Risk Appetite includerà una serie di parametri che saranno sviluppati dal CRO con il contributo di Group CFO e delle strutture di Gruppo rilevanti, ciascuna per i propri ambiti di competenza; ciascun parametro potrà essere corredato con indicazioni di limiti e soglie di tolleranza proposti dal CRO13 e di targets proposti da Group CFO e/o dalle strutture di Gruppo rilevanti, ciascuna nel rispetto della propria mission e della normativa aziendale. Il Group CRO ha il compito di garantire la coerenza complessiva dei parametri e dei valori proposti. Inoltre, il Group CRO ha il compito di garantire all'AD nonché al Consiglio di Amministrazione l'adeguatezza del Group Risk Appetite alle linee strategiche del Gruppo, la coerenza del sistema degli obiettivi di budget con il Group Risk Appetite stesso ed il monitoraggio periodico del RAF. Restano ferme le responsabilità attribuite a Group CFO sul monitoraggio delle perfomance del Gruppo e delle funzioni di business al fine di identificare le possibile aree di under performance e relative azioni correttive.

Tale missione viene assolta con il coordinamento della gestione dei rischi di Gruppo nel loro complesso. Nello specifico attraverso lo svolgimento delle seguenti macro-funzioni14:

  • governare e controllare i rischi di credito e cross-border, mercato, bilancio, liquidità, operativi e reputazionali di Gruppo, gli altri rischi del II Pilastro di Basilea II (es. rischio strategico, immobiliare, sugli investimenti finanziari, di business), definendo strategie e limiti di rischio, sviluppando metodologie per la misurazione dei rischi15, lo svolgimento delle attività di stress test e l'analisi del portafoglio;
  • presidiare, a livello di Gruppo e per UniCredit S.p.A., le attività connesse all'Accordo di Basilea;
  • coordinare il processo di misurazione del capitale interno nel contesto dell' "Internal Capital Adequacy Assessment Process" ("ICAAP") e coordinare le attività per la redazione del "ICAAP Regulatory Report";
  • attribuire rating a Banche ed esposizioni di Gruppo più rilevanti, effettuarne la mappatura a livello di Gruppo, gestire il processo di rating override sulla base dei sistemi di rating Group-Wide e dei sistemi di rating per la misurazione del rischio di credito per le controparti di UniCredit S.p.A.;
  • definire standard minimi e linee guida per la validazione delle infrastrutture IT e la qualità dei dati, per i rischi di credito, operativi e di II Pilastro, per l'alimentazione dei report di Gruppo e Capogruppo sul rischio di credito e dei modelli per la misura del rischio di credito;
  • svolgere le attività di convalida interna, a livello di Gruppo16, dei sistemi per la misurazione dei rischi di credito, operativo, di mercato e dei rischi di Secondo Pilastro17, dei relativi processi e delle componenti di data quality e IT, nonché dei modelli di pricing degli strumenti finanziari, allo scopo di verificarne la rispondenza sia ai requisiti regolamentari che agli standard interni presidiando di conseguenza il rischio di non conformità per le normative rientranti nel proprio perimetro di responsabilità;
  • assicurare adeguata reportistica sui rischi per gli Organi/Funzioni competenti;
  • sviluppare la strategia e supervisionare la gestione, il processo, gli obiettivi e le cessioni delle Non-Performing Exposures/ NPE6 , dei repossessed asset e di ogni altro asset deteriorato per l'intero Gruppo18 . Il Group CRO definisce congiuntamente al CLO i criteri / regole per l'identificazione delle esposizioni e gli asset per la vendita ed i target di portafoglio;
  • predisporre e gestire la normativa sui rischi, sia a livello di Gruppo (Group Rules), sia a livello di Capogruppo, per lo svolgimento delle attività sui rischi di competenza di UniCredit S.p.A., nonché curandone il monitoraggio;

13 Eventuali trigger e limiti su parametri di redditività devono essere concordati tra CRO e Group CFO.

14 Ove applicabile, le responsabilità sotto descritte, si intendono inclusive anche delle Filiali Estere di UniCredit S.p.A. come precisato nell'applicazione del Regolamento Aziendale.

15 Direttamente o attraverso l'emanazione alle Società del Gruppo di linee guida di sviluppo in relazione al tipo di metodologia (presidio diretto sulle metodologie Group-wide e sulle metodologie di misurazione dei rischi per le controparti di UniCredit S.p.A., attraverso l'emanazione di linee guida di sviluppo con riferimento alle metodologie sviluppate localmente). 16 Provvedendo all'attività con presidio diretto sulle metodologie Group-Wide e di competenza di UniCredit S.p.A, indiretto sulle metodologie locali.

17 Liquidità, Business, Immobiliare, Investimenti Finanziari, Reputazionale, Strategico.

18 "Non-Performing Exposure: esposizioni (linee di credito, debt securities, poste fuori bilancio/off-balance-sheet items) oltre a quelle detenute per trading che soddisfino uno o entrambi i seguenti criteri: (a) esposizioni rilevanti scadute da oltre 90 giorni (90 days past-due; (b) il debitore è classificato come probabile inadempiente totale (unlikely to pay) delle proprie obbligazioni creditizie scadute senza realizzo di garanzia (collateral) a prescindere dell'ammontare di tutte le somme scadute o del numero di giorni di mancato pagamento di quanto scaduto. Le Non- Performing Exposure includono sia quelle classificate come defaulted che impaired. Il totale degli NPE è dato dalla somma dei non-performing loans, non-performing debt securities e non-performing off-balance-sheet items" (Fonte: ECB NPL GUIDANCE)

  • effettuare i controlli di secondo livello sui rischi dei portafogli di tesoreria e di tesoreria creditizia all'interno del Gruppo e della Capogruppo;
  • coordinare e gestire le pratiche in gestione restructuring e workout di UniCredit S.p.A. per quanto concerne il portafoglio deteriorato "Non Core"
  • analizzare e controllare, a livello perimetro Italia, i rischi di credito, operativo e reputazionale generati dalle attività del Network Italia e da CIB Italy;
  • svolgere il coordinamento funzionale delle Società del Gruppo del perimetro di competenza.

Al fine di presidiare la capacità di indirizzo autonomo, il coordinamento ed il controllo dei rischi di Gruppo, di migliorare l'efficienza e la flessibilità nel processo decisionale e di agevolare l'interazione tra i risk stakeholders, sono operativi specifici Comitati:

  • Comitati Rischi e Controlli:
  • Group Risk & Internal Control Committee ("GR&ICC"), responsabile per le decisioni strategiche sui rischi a livello di Gruppo: la definizione delle policy, delle linee guida, i limiti operativi e le metodologie per la misurazione, la gestione ed il controllo dei rischi. Supporta, inoltre, il Group CEO nella gestione e nella supervisione del Sistema dei Controlli Interni ("ICS" - Internal Control System);
  • Group Credit Committee ("GCC"), responsabile delle delibere, nell'ambito delle facoltà delegate, di proposte creditizie e stato di classificazione delle posizioni.
  • Group Portfolio Risks Committees:
  • Group Market Risk Committee ("GMRC"), responsabile del monitoraggio dei rischi di mercato a livello di Gruppo;
  • Group Operational & Reputational Risks Committee ("GORRIC"), responsabile della valutazione e del monitoraggio dei rischi operativi e reputazionali a livello di Gruppo, garantendo coerenza tra la Capogruppo e le diverse Società;
  • Italian Operational & Reputational Risks Committee ("IORRIC"), responsabile della valutazione e del monitoraggio dei rischi operativi e reputazionali con riferimento al perimetro di UniCredit S.p.A. e delle sue Controllate italiane;
  • Group Assets & Liabilities Committee ("GALCO"), interviene nel processo di definizione di strategie, policy, metodologie e limiti (ove applicabili) per i rischi di liquidità, cambio e tasso d'interesse del banking book, prezzi di trasferimento, Funding Plan e Contingency Funding Plan e nell'attività di monitoraggio;
  • Group Credit Risk Governance Committee ("GCRGC"), responsabile di assicurare indirizzo, coordinamento e controllo sulle tematiche di credit risk (con focus su Credit risk Pillar I, Pillar II, limitato al Credit Portfolio Model, CPM e modelli manageriali), garantendo coerenza tra la Capogruppo e le diverse Società;
  • Group NPE Governance Committee ("GNGC"), responsabile di assicurare indirizzo, coordinamento e controllo delle strategie ed obiettivi nella gestione degli NPE, garantendo inoltre coerenza tra la Capogruppo e le diverse società.
  • Transactional Committees, incaricati della valutazione e della approvazione delle singole controparti/transazioni che impattano il profilo di rischio complessivo:
  • Group Transactional Credit Committee ("GTCC");
  • Italian Transactional Credit Committee ("ITCC");
  • Italian Special & Transactional Credit Committee ("IS&TCC");
  • Debt Capital Markets Commitment Committee ("DCMCC");
  • Group Rating Committee ("GRaC").

Il Consiglio di Amministrazione, al fine di favorire un efficiente sistema di informazione e consultazione che gli permetta una migliore valutazione di argomenti in tema di rischi di sua competenza, si avvale, in linea con le disposizioni del Codice di Autodisciplina e in base alle disposizioni di vigilanza della Banca d'Italia, del supporto del Comitato per i Controlli Interni & Rischi, costituito nell'ambito del Consiglio stesso. Ulteriori informazioni sul governo societario, incluso il Comitato consigliare per i Controlli Interni & Rischi e il numero di volte in cui quest'ultimo si è riunito, sono riportate nel documento "Relazione sul Governo Societario", pubblicato sul sito internet del Gruppo, alla sezione: Governance » Sistema di governance e policy » Relazione sul governo societario (https://www.unicreditgroup.eu/it/governance/governance-system-and-policies.html).

Processo di Valutazione dell'Adeguatezza Patrimoniale ("ICAAP" - Internal Capital Adequacy Assessment Process) e Risk Appetite

Il gruppo UniCredit valuta la sua adeguatezza di capitale seguendo un approccio going concern, assicurando che un capitale sufficiente sia mantenuto per proseguire le attività correnti anche in eventi di perdita gravi, come quelli causati da una recessione economica. L'approccio del Gruppo al processo ICAAP è costituito dalle seguenti fasi:

    1. Identificazione e mappatura dei rischi;
    1. Misurazione del rischio e stress testing;
    1. Definizione del "risk appetite" ed allocazione del capitale;
    1. Monitoraggio e reporting.

1. Identificazione e mappatura dei rischi

Il primo passo è costituito dall' identificazione e la mappatura dei rischi nel Gruppo e nelle Società rilevanti, con focus particolare sui rischi non coperti dal primo pilastro. Il risultato di questa attività è la Mappatura dei Rischi di Gruppo che include tutti i tipi di rischio quantificabili attraverso capitale economico.

2. Misurazione del rischio e stress testing

La seconda fase consiste nell'identificazione delle metodologie interne per la misurazione e la quantificazione dei differenti profili di rischio, che confluiscono nel calcolo del capitale economico di Gruppo. Le misure di capitale economico sono completate da stress test aggregati che

rappresentano una parte fondamentale di una solida gestione del rischio. L'obiettivo dello Stress Testing è quello di valutare la sopravvivenza della banca rispetto ad eventi eccezionali ma plausibili. L'impatto degli scenari economici è valutato sulla posizione di capitale e di liquidità di Gruppo.

3. Risk Appetite e allocazione di capitale

Il Risk Appetite è lo strumento manageriale chiave elaborato allo scopo di definire una corretta propensione al rischio che orienti al meglio il business della banca in linea con adeguati livelli di rischio (vedi la sezione RAF per dettagli). Il capitale di Gruppo svolge un ruolo cruciale nei principali processi di governo societario che guidano le decisioni strategiche, come target e come soglia di tolleranza al rischio, in termini di capitale regolamentare ed economico, ed è elemento chiave del RAF di gruppo.

4. Monitoraggio e Reporting

La valutazione dell'adeguatezza di Capitale è un processo dinamico che richiede un monitoraggio regolare per supportare i processi decisionali. La banca monitora il suo profilo di rischio con una frequenza coerente con la natura di ogni singolo rischio. Oltre a questo, un reporting trimestrale dei rischi integrati e dell'evoluzione del Risk Appetite è effettuato e presentato ai principali comitati di rischio e organi aziendali, al fine di implementare un efficiente ICAAP.

L'adeguatezza patrimoniale viene valutata considerando il bilanciamento tra i rischi assunti ed il capitale disponibile sia con riferimento alla prospettiva regolamentare che economica. Rispetto alla prospettiva economica, l'adeguatezza del capitale è valutata confrontando l'ammontare delle risorse finanziarie disponibili per assorbire le perdite e mantenere il gruppo solvibile, ovvero le Risorse finanziarie disponibili (Available Financial Resources - "AFR"), con l'ammontare di capitale di Gruppo necessario a supportare le attività di Business, ovvero il capitale economico (Internal Capital - "IC"). Le componenti dell'AFR devono soddisfare i seguenti criteri:

  • assorbimento delle perdite;
  • permanenza;
  • flessibilità dei pagamenti.

Poiché questi criteri sono gli stessi identificati dai regolatori per calcolare il capitale regolamentare, l'ammontare del capitale regolamentare è la base naturale per la quantificazione delle AFR. Secondo l'approccio Going Concern, le AFR sono computate dietro l'assunzione che la banca rispetti sia i principi contabili che regolamentari.

Il rapporto tra AFR e IC è definito come Risk Taking Capacity ("RTC"). Questo rapporto deve essere superiore al 100% (AFR>IC) per evitare che le esposizioni ai rischi siano superiori al capitale disponibile. L'RTC è uno degli indicatori inseriti nel cruscotto RAF di Gruppo sui quali la banca fa leva per determinare la misura di rischio-rendimento desiderata in linea con le strategie di business.

Un elemento fondamentale dell'ICAAP è il Risk Appetite, definito in UniCredit come il livello di rischio che il gruppo UniCredit è disposto ad assumersi e il profilo di rischio-rendimento cui ambisce nel perseguimento dei propri obiettivi strategici e del business plan, tenendo in considerazione gli interessi dei propri stakeholder (e.g. clienti, autorità di regolamentazione e vigilanza, azionisti), nonché i requisiti di capitale e gli altri requisiti regolamentari e di legge. Il Risk Appetite di Gruppo viene approvato annualmente dal Consiglio di Amministrazione ("CdA") ed è oggetto di monitoraggio e reporting, almeno trimestrale, verso i comitati di riferimento, al fine di assicurare la coerenza con il profilo rischiorendimento definito dal CdA. A livello locale, il Risk Appetite viene stabilito per le principali Entità e Sottogruppi ed è approvato dalle locali competenti funzioni.

I principali obiettivi del Risk Appetite del gruppo UniCredit sono:

  • valutare esplicitamente i rischi e le loro interconnessioni, che il gruppo UniCredit decide di assumere o di evitare in un orizzonte temporale di un anno. Gli obiettivi fissati nel RAF devono comunque essere consistenti con gli quelli definiti all'interno del piano strategico pluriennale.
  • specificare i tipi di rischio che il gruppo UniCredit intende assumere, stabilendo target, trigger e limiti in condizioni operative normali e di stress;
  • assicurare "ex ante" un profilo di rischio-rendimento coerente con una crescita sostenibile a lungo termine, in coerenza con le proiezioni di rendimento del piano strategico pluriennale/budget;
  • assicurare che il business si sviluppi entro i limiti di tolleranza al rischio stabiliti dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, in conformità alle vigenti regolamentazioni nazionali e internazionali;
  • supportare le valutazioni sulle opzioni strategiche future con riferimento al profilo di rischio;
  • indirizzare la visione degli stakeholder interni ed esterni su un profilo di rischio coerente con il posizionamento strategico;
  • fornire descrizioni qualitative riguardo ai rischi non quantificabili (ad esempio rischio strategico, reputazionale) al fine di guidare strategicamente i processi rilevanti e il sistema dei controlli interni.

Il Group Risk Appetite è definito coerentemente al modello di business del gruppo UniCredit. Per tale ragione, il Group Risk Appetite è integrato nel processo di budget, al fine di guidare la scelta del profilo di rischio-rendimento desiderato, coerentemente con le linee guida del Piano Strategico e all'inizio del processo di budget.

La Compensation Policy di UniCredit è coerente con il Group Risk Appetite al fine di implementare un'efficace remunerazione del rischio per la definizione ed erogazione dei bonus.

La struttura del Risk Appetite in UniCredit group comprende il Group Risk Appetite Statement e la Dashboard contenente i Group Risk Appetite KPI. Il Risk Appetite Statement definisce il posizionamento della banca rispetto ai propri obiettivi strategici e profili di rischio associati, al fine di soddisfare le aspettative degli stakeholders interni ed esterni, ed è caratterizzato da:

  • una guida ai principali vincoli per il Gruppo in termini di attività di interesse;
  • una definizione del profilo di rischio-rendimento desiderato, coerente con la strategia complessiva del Gruppo;
  • un'indicazione sulle strategie di gestione dei principali rischi nel perimetro del Gruppo;
  • descrizioni qualitative per i rischi difficilmente quantificabili (e.g. reputazionale) al fine di assicurare la prevenzione/intervento immediato sui rischi emergenti.

Gli elementi quantitativi del Risk Appetite Framework, d'altra parte, sono rappresentati da una Dashboard, composta da un insieme di indicatori che si fondano sull'analisi delle aspettative degli stakeholder interni ed esterni al gruppo UniCredit, che porta alla identificazione delle seguenti categorie, che includono i rischi rilevanti a cui il Gruppo è esposto:

  • Pillar 1 KPI: con l'obiettivo di garantire in ogni momento il rispetto dei KPI richiesti dall'Autorità di Vigilanza (ad esempio Common Equity Tier 1 Ratio, Risk Taking Capacity, Liquidity Coverage Ratio), includendo i KPI che sono di primaria importanza per guidare il B&S del Gruppo;
  • Managerial KPI: con l'obiettivo di includere i KPIs chiave da un punto di vista strategico e di Risk Appetite; in coerenza con il lean steering della Capogruppo (ad esempio Rischio di Credito, di Liquidità e Profittabilità);
  • Specific Risks KPI: complementare con le categorie sopra riportate; con l'obiettivo di assicurare l'indirizzamento di tutti i rischi chiave (ad esempio Rischio di Mercato, Operativo, di Tasso di Interesse, di Shadow Banking e Risk Culture).

Per ciascuna delle dimensioni sopramenzionate, sono identificati uno o più KPI, in modo da poter misurare quantitativamente il posizionamento del Gruppo attraverso diverse modalità: valori assoluti, ratio, analisi di sensitività su parametri definiti.

Vengono inoltre definiti vari livelli soglia, che fungono da early warning indicators, in grado di anticipare potenziali situazioni di rischio, da segnalare tempestivamente agli opportuni livelli organizzativi. Nel caso di raggiungimento di determinate soglie di risk appetite, devono essere adottate le opportune azioni di aggiustamento del profilo di rischio. Le seguenti soglie sono identificate (su determinati KPI, potrebbe non essere significativo definire tutte le tipologie di soglie):

  • i Target rappresentano l'ammontare di rischio che il Gruppo intende assumere in condizioni di normale operatività in coerenza con le ambition di Gruppo. I target sono da considerarsi come le soglie di riferimento per lo sviluppo e l'indirizzo del business;
  • i Trigger rappresentano, da un punto di vista manageriale, la massima deviazione accettabile dai target, o più in generale rappresentano un Warning Level (soglia di attenzione); sono definiti in modo da assicurare l'operatività del Gruppo anche in condizioni di stress entro il massimo livello di rischio accettabile;
  • i Limiti rappresentano, da un punto di vista statutario, il massimo livello di assunzione di rischio accettabile per il Gruppo.

La determinazione delle soglie è valutata dalle funzioni competenti basandosi su decisioni manageriali da parte del Consiglio di Amministrazione, rispettando i requisiti regolamentari e degli Organi di Controllo, e considerando le aspettative degli stakeholder e il posizionamento nel settore. In aggiunta, UniCredit group definisce una serie di limiti operativi trasversali e di metriche che coprono i principali profili di rischio, quale supplemento al Risk Appetite Framework.

In linea con quanto previsto dalle linee guida EBA, ogni anno vengo raccolte le informazioni su ICAAP per fini SREP e inviate alle Autorità di Vigilanza. Il Consiglio di Amministrazione che autorizza l'invio delle informazioni dichiara anche che il presidio del rischio di Gruppo è adeguato, garantendo l'adeguatezza del sistema di risk management rispetto al profilo di rischio e alla strategia del Gruppo. Inoltre, il Presidente, l'Amministratore Delegato, i Co-Chief Operating Officers e il Chief Risk Officer hanno dichiarato nel Capital Adequacy Statement presentato nell'ultimo Consiglio di Amministrazione tenuto il 10 aprile 2019 che l'attuale capitale del Gruppo è adeguato per coprire il profilo di rischio e il funzionamento del proprio modello di Business, che è anche incorporato nelle azioni pianificate nel piano pluriennale "Transform 2019". Inoltre l'utilizzo del RAF come strumento cruciale per la valutazione della strategia di rischio continuerà a rappresentare un fondamentale pilastro dell'ICAAP, consentendo di attivare immediate azioni in caso di sforamento dei trigger/limiti sia gestionali che regolamentari.

La cultura del rischio nel gruppo UniCredit

UniCredit definisce la cultura del rischio un insieme di comportamenti, riflessi nel pensiero e nelle azioni quotidiane di tutti i dipendenti, che determinano l'abilità collettiva di identificare, comprendere, discutere apertamente e prendere decisioni sui rischi attuali e futuri dell'azienda. A partire dalla crisi dei mercati finanziari, sia gli operatori del settore, sia le autorità di vigilanza, hanno affrontato il tema della cultura del rischio, dandone una definizione, identificandone gli elementi fondamentali, stabilendo princìpi di condotta, fornendo raccomandazioni e pubblicando linee guida. I principali documenti sono citati a seguire.

  • Institute of International Finance (IIF), 17 luglio 2008, "Final Report of the IIF Committee on Market Best Practices: Principles of Conduct and Best Practices Recommendations – Financial Services Industry Response to the Market Turmoil of 2007-2008", che stabilisce il principio secondo cui lo sviluppo efficace di una cultura del rischio coerente all'interno delle aziende è il principale strumento per la gestione del rischio. Inoltre, vengono fornite le seguenti raccomandazioni:
  • le aziende devono fissare regole chiare che definiscano la gestione del rischio come responsabilità di ciascun membro dell'alta direzione dell'istituzione, in particolare dell' Amministratore Delegato;
  • i consigli di amministrazione esercitano un essenziale ruolo di sorveglianza nella gestione del rischio;

  • la gestione del rischio deve essere una priorità per l'intera azienda e non concentrarsi esclusivamente su particolari aree di business o resa un mero esercizio di vigilanza quantitativa o un'attività di audit o di controllo;

  • la gestione del rischio deve essere una responsabilità fondamentale dell'intera dirigenza delle divisioni commerciali;
  • tutti i dipendenti devono comprendere chiaramente le loro responsabilità riguardo alla gestone dei rischi assunti dall'azienda e devono rendere conto dei loro comportamenti connessi a tali responsabilità.
  • Institute of International Finance (IIF), 9 Dicembre 2009, "Risk Culture"– Appendix III to the Report of the IIF Steering Committee on Implementation "Reform in the Financial Services Industry: Strengthening Practices for a More Stable System". In tale documento l'IIF identifica gli elementi fondamentali di un'efficace cultura del rischio e le più comuni categorie di carenza di cultura del rischio all'interno delle organizzazioni aziendali.
  • European Banking Authority (EBA), 27 Settembre 2011, "EBA Guidelines on Internal Governance". In questo documento l'EBA richiede che le istituzioni finanziarie sviluppino una cultura del rischio integrata ed estesa all'intera istituzione, basata su una piena comprensione dei rischi da fronteggiare e di come sono gestiti, prendendo in considerazione la propria tolleranza e propensione al rischio.

Inoltre, il 7 aprile 2014 il Financial Stability Board (FSB) ha pubblicato il documento "Guidance on Supervisory Interaction with Financial Institutions on Risk Culture – A Framework for Assessing Risk Culture", in cui si identificano gli elementi fondanti che contribuiscono alla promozione di una sana cultura del rischio all'interno delle istituzioni finanziarie. Le linee guida hanno l'obiettivo di assistere le autorità di vigilanza nel valutare la correttezza e l'efficacia della cultura di una istituzione finanziaria nella gestione dei rischi. Esistono diversi indicatori di una sana cultura del rischio, da considerare nell'insieme, quali:

  • Tono dall'alto: il Consiglio di Amministrazione e l'alta direzione sono il punto di partenza per stabilire i valori principali e la cultura del rischio di una istituzione finanziaria e i loro comportamenti devono riflettere i valori sostenuti.
  • Responsabilità: una gestione del rischio efficace richiede che i dipendenti a tutti i livelli comprendano sia i valori principali della cultura del rischio dell'istituzione, sia il suo approccio al rischio, che siano capaci di svolgere le mansioni di loro competenza e siano consapevoli di essere considerati responsabili per le loro azioni relative all'assunzione dei rischi per conto dell'istituzione.
  • Comunicazione e critica efficaci: una sana cultura del rischio promuove un ambiente in cui sia possibile una comunicazione aperta e una critica efficace e in cui i processi decisionali incoraggino una varietà di punti di vista; consente di analizzare le prassi vigenti e di stimolare un'attitudine critica positiva tra i dipendenti e un ambiente per una partecipazione aperta e costruttiva.
  • Incentivi: la gestione delle performance e dei talenti deve incoraggiare e rinforzare il sostegno ai comportamenti per la gestione del rischio voluti dall'istituzione finanziaria. Gli incentivi finanziari e non finanziari devono ricompensare il servizio agli interessi di lungo periodo dell'istituzione finanziaria e dei suoi clienti, inclusa la profittabilità sostenibile, invece che la generazione di ricavi nel breve periodo.

Il successo delle istituzioni risk-taking in questo nuovo contesto economico dipende principalmente dalla loro capacità di gestione del rischio. I pilastri fondamentali di una gestione del rischio di successo includono la comprensione dei rischi e dei loro effetti su conto economico e stato patrimoniale, attraverso la creazione di un coerente livello di conoscenze tecniche di base, il rafforzamento della comunicazione a tutti livelli e la creazione di una mentalità che anticipi i cambiamenti del quadro macroeconomico.

Al fine di essere preparato per affrontare al meglio queste sfide, il Consiglio di Amministrazione di UniCredit si è fortemente impegnato e concentrato per coltivare una coerente cultura del rischio in tutto il Gruppo: iniziativa che è stata identificata come il principale strumento abilitante per la gestione del rischio. In questo contesto caratterizzato da mercati e requisiti regolamentari in rapida evoluzione, il Risk Management di Gruppo, in coerenza con la propria missione così come definita dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit, ha adottato un approccio strutturato e omnicomprensivo per rafforzare la cultura del rischio di UniCredit. Il programma di trasformazione punta a modificare i comportamenti di tutti i dipendenti della Banca, attraverso tutti i livelli organizzativi, dall'alta direzione alla front-line, prendendo in considerazione le seguenti aree:

    1. Governance;
    1. Formazione e sviluppo;
    1. Gestione della performance;
    1. Comunicazione.

1. Governance

Risk Governance - Uno degli elementi chiave della gestione del rischio è il Risk Appetite Framework per il quale si rimanda alle pp. 3 e 4 della "Premessa".

Al fine di rafforzare la capacità di indirizzo indipendente, di coordinamento e di controllo dei rischi di Gruppo, e allo scopo di migliorare l'efficienza e la flessibilità del processo decisionale relativo ai rischi e di agevolare l'interazione tra le differenti funzioni coinvolte, sono stati costituiti appositi Comitati responsabili in materia di rischi.

2. Formazione e Sviluppo

Formazione - La formazione è fondamentale per la cultura del rischio. La nuova offerta formativa è caratterizzata da soluzioni digitali, modulari e auto consistenti, ed è basata su metodi di apprendimento flessibili. La sua struttura, composta da tre pilastri principali, garantisce che tutti i partecipanti acquisiscano piena consapevolezza dei differenti tipi di rischio. Questi pilastri sono personalizzati per target di popolazione e modulati tenendo conto della conoscenza richiesta dei rischi. Inoltre, coloro che rivestono ruoli specifici come i colleghi della funzione Risk Management, riceveranno una formazione più specifica, in linea con i requisiti e le sfide dei loro ruoli.

Rotazione cross-funzionale degli incarichi - Iniziative di apprendimento sul campo e di rotazione cross-funzionale, in cui colleghi provenienti dalle funzioni commerciali lavorano nelle strutture che si occupano di rischi, e vice versa, sono state di estremo valore e utilità. Queste iniziative facilitano il circolo virtuoso per trasferire conoscenze commerciali nelle funzioni di rischio e per introdurre la consapevolezza del rischio nei processi decisionali delle strutture commerciali. Inoltre, consentono uno scambio di competenze e di punti di vista che arricchisce le capacità di analisi, di approccio e di comprensione reciproca nelle differenti casistiche che quotidianamente entrambe le figure professionali si trovano a dover affrontare.

3. Gestione della performance

Retribuzione - Per rafforzare la cultura del rischio in Banca, il collegamento tra la retribuzione e il rischio rappresenta un elemento di rilevanza fondamentale. Esso è assicurato attraverso il coinvolgimento della funzione del Risk Management nel disegno della struttura retributiva e nella definizione di un quadro esplicito cui collegare la remunerazione, rispetto anche alla struttura della propensione al rischio del Gruppo. In particolare, il Consiglio di Amministrazione con il supporto di competenti Comitati di Supervisione (Comitato per la Remunerazione e Comitato per i Controlli Interni e Rischi) e tenuto conto dei contributi delle funzioni coinvolte, assicura il legame tra profittabilità, rischio e remunerazione all'interno dei sistemi incentivanti di Gruppo. Per ulteriori informazioni in merito all'allineamento tra rischio e politiche retributive, si faccia riferimento al capitolo dedicato, pubblicato annualmente nella versione di fine anno del presente documento.

KPI basati sul rischio – A livello di Gruppo, viene costantemente promosso e valorizzato il grande impegno per rinforzare la cultura del rischio, così come verso la promozione della responsabilità individuale in tema di rischio, compliance e controlli. La struttura Group Human Capital (HR) contribuisce a facilitare la diffusione in tutto il Gruppo della cultura del rischio, della compliance e del controllo, facendo leva sul contesto delle regole esistenti e sulla realizzazione di specifiche iniziative in merito.

Nel corso degli ultimi anni, HR ha costruito un contesto teso a migliorare la consapevolezza e la responsabilità sul sistema dei controlli interni, definendo processi che prevedono una forte attenzione verso temi di rischio e compliance (EDP – il processo annuale di gestione e di revisione della performance in UniCredit che coinvolge tutti gli Executive del Gruppo, Piani di Incentivazione di Gruppo e il Learning & Development). Dal 2012, come parte dell'EDP e dei sistemi di incentivazione, il Gruppo ha posto una particolare enfasi sul rischio, sulla compliance e sulle componenti di controllo. Nello specifico:

  • il KPI Bluebook (un insieme di linee guida per la definizione degli obiettivi individuali coerenti con la strategia di business, la prospettiva di rischio, il quadro normativo e la sostenibilità dei risultati) contiene specifici KPI sulla cultura del rischio e dei controlli;
  • il Compliance Assessment, in forza del quale ad ogni Manager è richiesto di comprovare l'affidabilità dei propri dipendenti rispetto a temi di rischio e compliance, con un particolare focus sugli obblighi legali in materia di anti riciclaggio.

4. Comunicazione

All'interno del programma di trasformazione della cultura del rischio di UniCredit, grande enfasi è posta su allineare e reiterare i messaggi fondamentali su missione, valori, strategia e appetito per il rischio di UniCredit, così come sull'importanza e l'impegno per una forte cultura del rischio. Inoltre, l'attenzione dell'alta direzione è dedicata a trasformare le parole in azioni tangibili e a mostrare come il Gruppo stia integrando la cultura del rischio nelle sue prassi operative. Al fine di raggiungere tali obiettivi si è adottato un approccio comunicativo. È stato sviluppato un piano editoriale allo scopo di comunicare messaggi comuni su come la cultura del rischio sia al centro della strategia di UniCredit e perché una solida cultura del rischio è essenziale per una crescita sana e una profittabilità sostenibile. Nei primi sei mesi del 2019 sono stati pubblicati sul sito intranet del Gruppo UniCredit articoli e notizie relativi alla cultura e alla gestione del rischio, attraendo circa 70.000 visualizzazioni.

La tabella che segue riporta la riconciliazione dei dati di stato patrimoniale tra consolidato civilistico e consolidato prudenziale

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019
CONSOLIDATO CONSOLIDATO
VOCI DELL'ATTIVO CIVILISTICO PRUDENZIALE DELTA(*)
10. Cassa e disponibilità liquide 32.578 32.943 365
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: 89.038 89.189 151
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 67.344 67.591 247
b) Attività finanziarie designate al fair value - - -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 21.694 21.598 (96)
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 77.779 79.408 1.629
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 580.504 602.207 21.703
a) Crediti verso banche 81.352 85.411 4.059
b) Crediti verso clientela 499.152 516.796 17.644
50. Derivati di copertura 6.211 6.335 124
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 3.590 3.591 1
70. Partecipazioni 5.670 5.008 (662)
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori - - -
90. Attività materiali 9.176 7.663 (1.513)
100. Attività immateriali 2.802 2.857 55
di cui: avviamento 886 886 -
110. Attività fiscali: 12.896 12.958 62
a) Correnti 972 948 (24)
b) Anticipate 11.924 12.010 86
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.115 3.048 (67)
130. Altre attività 8.824 10.754 1.930
Totale dell'attivo 832.183 855.961 23.778
segue:
CONSISTENZE AL 30.06.2019
CONSOLIDATO CONSOLIDATO
VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO CIVILISTICO PRUDENZIALE DELTA(*)
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 680.492 700.012 19.520
a) Debiti verso banche 132.695 135.433 2.738
b) Debiti verso clientela 455.363 469.740 14.377
c) Titoli in circolazione 92.434 94.839 2.405
20. Passività finanziarie di negoziazione 40.410 40.786 376
30. Passività finanziarie designate al fair value 11.346 12.084 738
40. Derivati di copertura 7.810 7.896 86
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 6.038 6.038 -
60. Passività fiscali: 962 942 (20)
a) Correnti 608 610 2
b) Differite 354 332 (22)
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 632 596 (36)
80. Altre passività 14.703 16.682 1.979
90. Trattamento di fine rapporto del personale 676 675 (1)
100. Fondi per rischi e oneri: 9.567 10.658 1.091
a) Impegni e garanzie rilasciate 1.138 1.192 54
b) Quiescenza e obblighi simili 5.314 5.341 27
c) Altri fondi per rischi e oneri 3.115 4.125 1.010
110. Riserve tecniche - - -
120. Riserve da valutazione (7.643) (7.643) -
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 5.602 5.602 -
150. Riserve 23.719 23.719 -
160. Sovrapprezzi di emissione 13.225 13.225 -
170. Capitale 20.995 20.995 -
180. Azioni proprie (-) (3) (3) -
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 411 456 45
200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) 3.241 3.241 -
Totale del passivo e del patrimonio netto 832.183 855.961 23.778

Nota:

(*) Effetti del deconsolidamento e del consolidamento di controparti diverse da quelle incluse nel gruppo bancario i cui effetti sono riconducibili al:

deconsolidamento delle società non facenti parte del gruppo bancario nel consolidato prudenziale;

consolidamento con il metodo proporzionale delle società controllate congiuntamente nel consolidato prudenziale e consolidate con il metodo del patrimonio netto nel consolidato civilistico.

Sezione 1 - Rischi del consolidato contabile

Informazioni di natura quantitativa

Nelle tabelle che seguono il volume delle attività deteriorate secondo la definizione IFRS è equivalente a quello delle attività non-performing definito secondo gli standards EBA.

A. Qualità del credito

Ai fini delle informazioni di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di O.I.C.R.

A.1 Esposizione creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

(milioni di €)
ESPOSIZIONI ALTRE
ESPOSIZIONI SCADUTE ESPOSIZIONI
INADEMPIENZE SCADUTE NON NON
PORTAFOGLI/QUALITÀ SOFFERENZE PROBABILI DETERIORATE DETERIORATE DETERIORATE TOTALE
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 5.322 7.468 651 18.546 548.517 580.504
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva - - - - 76.007 76.007
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - -
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value 16 71 - - 18.546 18.633
5. Attività finanziare in corso di dismissione 125 77 - 50 611 863
Totale
30.06.2019
5.463 7.616 651 18.596 643.681 676.007
Totale
31.12.2018
5.821 8.658 577 13.249 657.243 685.548

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

(milioni di €)
ATTIVITÀ DETERIORATE ATTIVITÀ NON DETERIORATE
ESPOSIZIONE RETTIFICHE DI
VALORE
ESPOSIZIONE WRITE-OFF(*)
PARZIALI
ESPOSIZIONE RETTIFICHE DI
VALORE
ESPOSIZIONE TOTALE
(ESPOSIZIONE
PORTAFOGLI/QUALITÀ LORDA COMPLESSIVE NETTA COMPLESSIVI LORDA COMPLESSIVE NETTA NETTA)
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato 34.354 20.913 13.441 2.444 569.774 2.711 567.063 580.504
2. Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva - - - - 76.053 46 76.007 76.007
3. Attività finanziarie
designate al fair value
- - - - X X - -
4. Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value
237 150 87 - X X 18.546 18.633
5. Attività finanziare in
corso di dismissione
1.762 1.560 202 207 665 4 661 863
Totale
30.06.2019
36.353 22.623 13.730 2.651 646.492 2.761 662.277 676.007
Totale
31.12.2018
38.456 23.400 15.056 2.766 654.149 2.648 670.492 685.548

Nota:

(*) Valore esposto a fini informativi.

(migliaia di €)
ATTIVITÀ DI EVIDENTE SCARSA QUALITÀ CREDITIZIA ALTRE ATTIVITÀ
PORTAFOGLI/QUALITÀ MINUSVALENZE CUMULATE ESPOSIZIONE NETTA ESPOSIZIONE NETTA
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 161 82 57.505
2. Derivati di copertura - - 6.211
Totale
30.06.2019
161 82 63.716
Totale
31.12.2018
148 94 60.428

Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale

2.1 Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

1. Aspetti generali

In UniCredit l'attuale modello di governance del rischio di credito, inteso come rischio di perdite di valore di un'esposizione creditizia derivante da un inatteso deterioramento del merito di credito della controparte, prevede l'esercizio di due livelli di controllo:

  • da un lato, il presidio in capo alle funzioni di Risk Governance di Capogruppo che svolgono un ruolo di indirizzo e governo del rischio di credito e che esercitano un coordinamento manageriale nei confronti delle corrispondenti funzioni di Risk Management delle Società controllate;
  • dall'altro, il presidio svolto dalle funzioni di Risk Management delle Società controllate a cui sono assegnate le responsabilità di controllo e indirizzo del portafoglio rischi a livello Paese.

Tale modello fa altresì leva sull'attuale struttura di governance che prevede la separatezza organizzativa tra funzioni responsabili della gestione operativa del credito (i.e. Group Lending Office) e funzioni di controllo (in capo al Group Risk Management).

Con riferimento agli aspetti di gestione del rischio di credito, i meccanismi di interazione tra la Capogruppo e le società del Gruppo sono definiti attraverso specifiche regole di governance creditizia che da un lato ne disciplinano le relative responsabilità e dall'altro assicurano la conformità del framework sul rischio di credito al quadro regolamentare di riferimento a cui la Capogruppo è soggetta.

Relativamente al suo ruolo di indirizzo, supporto e controllo, la Capogruppo agisce sulle seguenti aree: normative creditizie (principi, politiche e processi), strategie creditizie e limiti di rischio di credito, sviluppo dei modelli, validazione dei sistemi di rating, gestione dei grandi fidi, rilascio di prodotti creditizi, monitoraggio e reportistica del rischio creditizio di portafoglio.

In linea con tali regole di governance creditizia, le società del Gruppo chiedono il parere della funzione Group Lending Office prima della nuova concessione/riesame di linee di credito in essere su singole controparti/gruppi economici nel caso in cui le medesime linee eccedano predefinite soglie di importo, anche in riferimento all'osservanza dei limiti di concentrazione dei rischi creditizi, da porre in relazione al patrimonio di vigilanza.

Il presidio per l'individuazione dei principali gruppi economici industriali e finanziari (cosiddetti "Top Group"), aventi un'esposizione maggiore del 2% del capitale di vigilanza consolidato (in linea con quanto richiesto dalla Circolare n.285 di Banca d'Italia "Disposizioni di Vigilanza per le Banche") è accentrato presso una funzione dedicata di Risk Management della Capogruppo. La mappatura dei gruppi, volta ad identificare e valutare le connessioni di tipo giuridico ed economico tra i clienti della banca avviene secondo principi e regole valide per l'intero Gruppo, in coerenza sia con le più recenti indicazioni regolamentari in materia (EBA Guidelines on Connected Clients - EBA/GL/2017/15) che con la migliore prassi bancaria.

In conformità al ruolo attribuito dalla governance aziendale alla Capogruppo, e specificamente alla funzione Group Risk Management, sono definite disposizioni generali ("Principi generali per l'attività creditizia") relative allo svolgimento dell'attività creditizia a livello di Gruppo che dettano le regole ed i principi volti ad indirizzare, disciplinare ed omogeneizzare la valutazione e la gestione del rischio di credito, in linea con i requisiti regolamentari e la best practice di Gruppo. Tali disposizioni di carattere generale sono ulteriormente integrate da policy che, disciplinando specifiche tematiche (es. area di business, segmento di attività, tipologia di controparte/transazione), si distinguono in due categorie:

  • policy dedicate a tematiche considerate "Group-wide", definite ed emanate dalla Capogruppo e indirizzate a tutte le Società. Alcuni esempi sono le policy concernenti le controparti FIBS ("Financial Institutions, Banks and Sovereigns"), i limiti Paese, le operazioni di Project Finance e Acquisition & Leveraged Finance, i limiti di rischio di sottoscrizione per il portafoglio oggetto di sindacazione, le operazioni di "Commercial Real Estate Financing" (CREF) e "Structured Trade and Export Finance (STEF)";
  • policy sviluppate a livello locale dalle singole Società che, in piena coerenza con le linee guida definite a livello di Capogruppo, disciplinano prassi creditizie legate a regole e peculiarità del mercato locale, e che pertanto hanno validità limitatamente al rispettivo perimetro di applicabilità. A livello di singola Società e di Capogruppo, le policy sono ulteriormente dettagliate (ove necessario) tramite Istruzioni Operative che declinano regole funzionali allo svolgimento dell'operatività quotidiana.

Le policy creditizie, che hanno di norma un approccio di tipo statico e vengono aggiornate all'occorrenza (es. in caso di evoluzione del framework normativo esterno di riferimento), sono integrate con le strategie creditizie (approvate dal Consiglio di Amministrazione nel contesto del Risk Appetite Framework) che, invece, sono riviste con frequenza almeno annuale e definiscono con quali clienti/prodotti, in quali segmenti industriali e in quali aree geografiche il Gruppo e le società del Gruppo intendono sviluppare il proprio business creditizio.

Più in generale, le strategie creditizie di Gruppo rappresentano un efficace strumento di governo del rischio di credito, contribuendo alla definizione degli obiettivi di budget in coerenza con il Risk Appetite del Gruppo, di cui sono parte integrante. Esse costituiscono inoltre uno strumento gestionale in quanto traducono in forma concreta le metriche definite all'interno del Risk Appetite.

Sulla base dello scenario macroeconomico e creditizio, dell'outlook a livello di settore economico, nonché delle iniziative/strategie di business, le strategie creditizie forniscono un insieme di linee guida e di target operativi rivolti ai Paesi e ai segmenti di business in cui il Gruppo opera e sono declinate sulle strutture operative di ogni società del Gruppo e incluse nelle rispettive politiche commerciali. L'obiettivo ultimo è di assicurare una crescita commerciale sostenibile, coerente con il profilo di rischio di ogni Società, rimanendo nei limiti definiti dal Group risk appetite framework.

Nell'ambito delle strategie sottostanti all'attività creditizia, il rischio di concentrazione è considerato di particolare rilevanza. Trattasi del rischio connesso a perdite generate da una singola esposizione o gruppo di esposizioni tra loro correlate che (in relazione al capitale di una banca, totale degli attivi o al livello di rischio complessivo) possono generare effetti potenzialmente gravosi per la solidità e l'operatività "core" del Gruppo. In conformità con il quadro regolamentare di riferimento, Il gruppo UniCredit gestisce il rischio creditizio di concentrazione attraverso limiti appositi che rappresentano il rischio massimo che il Gruppo intende accettare nei confronti di:

singole controparti o gruppi di controparti collegate (Single Name Bulk Risk);

controparti appartenenti allo stesso settore economico (Industry Concentration Risk).

I risultati delle simulazioni di stress test relativi alla perdita attesa costituiscono parte integrante della definizione delle strategie creditizie.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Fattori che generano il rischio di credito

Nello svolgimento della propria attività creditizia il Gruppo è esposto al rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte possa generare una corrispondente variazione inattesa nel valore della relativa esposizione creditizia che porti ad una cancellazione totale o parziale dei crediti. Tale rischio è sempre inerente all'attività tradizionale di erogazione del credito, a prescindere dalla forma in cui il fido si estrinseca (di tesoreria o di firma, garantito e non, ecc.).

Le principali cause d'inadempienza sono riconducibili al venir meno dell'autonoma capacità del debitore di rimborsare il debito (per mancanza di liquidità, insolvenza, ecc.), come pure anche al manifestarsi di circostanze macro-economiche e politiche che si riflettono sulle condizioni finanziarie del debitore. Altre attività bancarie, oltre alle tradizionali di prestito e deposito, possono esporre il Gruppo ad ulteriori rischi di credito. Il rischio di credito "non tradizionale" può, per esempio, derivare da:

  • sottoscrizione di contratti in derivati;
  • compravendite di titoli, futures, valute o merci;
  • detenzione di titoli di terzi.

Le controparti di tali transazioni o gli emittenti di titoli detenuti da società del Gruppo potrebbero risultare inadempienti a causa di insolvenza, eventi politici ed economici, mancanza di liquidità, deficienza operativa o per altre ragioni. Inadempimenti di un elevato numero di transazioni ovvero di una o più operazioni di importo significativo, avrebbero un effetto materialmente negativo sull'attività, sulla condizione finanziaria e sui risultati operativi del Gruppo.

Il Gruppo pertanto controlla e gestisce lo specifico rischio di ciascuna controparte così come il rischio complessivo del portafoglio crediti attraverso processi, strutture e regole volte ad indirizzare, controllare e standardizzare la valutazione e la gestione di tale rischio, in linea con i principi e la best practice di Gruppo.

Struttura organizzativa

Come già evidenziato nel precedente paragrafo "Aspetti generali", la gestione del rischio di credito nel gruppo UniCredit si articola su due diverse strutture:

  • Group Risk Management, responsabile dell'attività di indirizzo, governo e controllo del rischio di credito;
  • Group Lending Office, responsabile della gestione operativa del credito;
  • a loro interno articolati su diversi livelli organizzativi:
  • funzioni con responsabilità a livello di Gruppo;
  • funzioni con responsabilità a livello Paese.

Per ciò che riguarda il Group Risk Management, le funzioni con responsabilità a livello di Gruppo sono:

  • la struttura "Group Credit & Integrated Risks" responsabile, a livello di Gruppo, di definire le strategie creditizie, monitorare e controllare il rischio di credito del portafoglio di Gruppo nonché di assicurare al vertice aziendale una visione integrata e trasversale dei rischi di Primo e Secondo Pilastro; assicura, inoltre, che le attività di controllo rischi, relativamente ai rischi assunti dalle Filiali Estere di UniCredit S.p.A. e dalle Special Entities (e.g. Special Purpose Vehicles/SPV, Obbligazioni bancarie Garantite/OBG), siano monitorate e rendicontate al Group Chief Risk Officer ed al Top Management; la struttura, inoltre, è responsabile di supportare il Group Chief Risk Officer / GCRO nella preparazione nonché nella partecipazione ai comitati di credito transazionali (e.g. GTCC, ITCC, INPCC) analizzando - da una prospettiva della gestione del rischio e secondo il perimetro di competenza - le proposte creditizie che verranno discusse in detti comitati (e.g. coerenza con le strategie creditizie definite, rispetto del risk appetite framework, analisi del coverage ratio basato su di un portfolio benchmark medio);
  • la struttura "Group Risk Models & Credit Risk Governance" responsabile di garantire, a livello di Gruppo, il coordinamento e la guida con riferimento a tutti i Rischi di Credito di Primo Pilastro ed ai modelli dei Rischi Finanziari nonché delle relative metodologie. È inoltre responsabile della definizione dei processi standard dei rischi creditizi nonché di collaborare con le altre funzioni di Gruppo nell'ambito delle tematiche relative ai Risk Weighted Assets/RWA;
  • la struttura "Group Internal Validation" responsabile di validare, a livello di Gruppo, le metodologie di misurazione dei rischi di Primo e di Secondo Pilastro, i relativi processi, le componenti IT e il data quality, i principali modelli gestionali e il Group Risk Reporting, così come definiti nella Global Policy di Internal Validation, dandone adeguata informativa agli Organi Societari e all'Autorità di Vigilanza. E' inoltre responsabile di: coordinare

l'emissione delle Global Rules di competenza verificandone la relativa approvazione ed implementazione presso le Società; gestire il processo di monitoraggio di Gruppo delle raccomandazioni emesse a fronte delle attività di validazione; verificare l'adeguatezza e l'implementazione delle misure correttive adottate in risposta di richieste alle Autorità di Vigilanza sui modelli IRB relativamente all'area di competenza; coordinare la predisposizione e l'aggiornamento del piano di validazione di Gruppo, nonché monitorarne l'esecuzione; coordinare e predisporre la reportistica di competenza sugli esiti delle attività di validazione; certificare che l'inventario modelli, definito a livello di Gruppo, sia una fonte univoca, completa, corretta e aggionata per la valutazione del rischio modello, nonché valutare, monitorare e fornire informativa in merito al rischio modello agli Organi Societari competenti e al Consiglio d'Amministrazione;

  • la struttura "CRO CEE" responsabile della gestione e del controllo delle attività creditizie operative e dell'indirizzo nella gestione del rischio di credito della Divisione "CB Central Eastern Europe" e di assicurare una visione globale ed il coordinamento manageriale dei differenti tipi di rischio (es. rischi di credito, finanziari, operativi, reputazionali) nei paesi della CEE e delle Società della CEE unitamente alle funzioni responsabili della gestione dei rischi. E' responsabile delle attività creditizie operative per le posizioni della Divisione "CB Central Eastern Europe" a valere sui libri di UniCredit S.p.A., nonché dell'emissione di pareri creditizi non vincolanti (NBCO) per la concessione di crediti che superano le autonomie deliberative delle Società del "CB Central Eastern Europe; è inoltre responsabile delle attività di indirizzo e controllo del rischio di credito retail e corporate per la Divisione "CB Central Eastern Europe";
  • la struttura "Group NPE" responsabile di sviluppare la strategia e supervisionare la gestione, il processo, gli obiettivi e le cessioni delle Non-Performing Exposures/NPE, dei repossessed asset e di ogni altro asset deteriorato per l'intero Gruppo;
  • la struttura "Non Core Asset Management", responsabile di coordinare e gestire i file classificati a restructuring ed a workout di UniCredit S.p.A. relativamente al portafoglio non performing non-core nonché svolgere l'attività di distressed asset management, secondo la strategia del non-core portfolio rundown definita dal Gruppo.

Per ciò che riguarda il Group Lending Office, le funzioni con responsabilità a livello di Gruppo sono:

  • la struttura "Group Credit Transactions" responsabile per la valutazione, il monitoraggio e la supervisione, a livello di Gruppo, delle large credit transactions e la gestione del Global Credit Model di Financial Institutions, Banche e Stati Sovrani (FIBS), nonché per la valutazione, l'approvazione e la gestione giornaliera dei rischi Paese e dell'assunzione di rischio creditizio cross-border;
  • la struttura "Asian & Pacific Risks Officer" responsabile di assicurare le attività di controllo del rischio per l'area Asia e Pacifico, valutare ed approvare le proposte creditizie sottoposte dalle Filiali Estere appartenenti all'Area Asia e Pacifico, assicurare l'implementazione delle strategie di Gruppo per il controllo del rischio, assicurare le attività di reportistica sui rischi dell'area e la coerenza delle operazioni di rischio e della attività di reporting per tutte le tipologie di rischio, e collaborare con le competenti controparti nello sviluppo di una strategia regionale coerente con il risk appetite dell'area.

A livello Paese, le attività di indirizzo e controllo del rischio di credito, nonché lo svolgimento delle attività operative (es. erogazione e rinnovo dei crediti, monitoraggio andamentale, ristrutturazione del debito, recupero ecc.) ricadono sotto la responsabilità della funzione CRO delle controllate.

Con riferimento al rischio di credito sono attivi specifici comitati:

  • il "Group Risk & Internal Control Committee" supporta l'Amministratore delegato nel ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi di Gruppo nella gestione e supervisione del sistema dei controlli interni di UniCredit S.p.A. e del Gruppo, con particolare riferimento a: definizione delle policy, delle linee guida, dei limiti operativi e delle metodologie per la misurazione, la gestione ed il controllo dei rischi nonché della definizione delle metodologie per la misurazione ed il controllo del capitale interno e valutazione della reportistica in materia di rischi e delle stime in materia di accantonamenti per i rischi . In tale ambito, il Comitato svolge funzioni consultive/propositive, con particolare riferimento alla definizione e riesame periodico del Risk Appetite Framework di Gruppo, al quadro generale di controllo dei rischi, per garantirne la coerenza con gli indirizzi strategici e la propensione al rischio stabiliti e la loro capacità di cogliere l'evoluzione dei rischi aziendali e l'interazione tra gli stessi;
  • il "Group Credit Committee", responsabile della valutazione e della delibera di proposte creditizie concernenti qualsivoglia posizione, ivi incluse quelle a "restructuring" e "workout", stato di classificazione delle posizioni, strategie rilevanti e azioni correttive da assumere per le posizioni "watch-list", limiti specifici per operazioni connesse al mercato dei capitali di debito sul Trading Book, limiti all'esposizione per singolo emittente sul Trading Book, operazioni di "Debt to Equity" ed operazioni sulle partecipazioni derivanti dalle operazioni "Debt to Equity";
  • il "Group Model Risk Management & Governance Committee" responsabile di assicurare, a livello di Gruppo, un indirizzo, coordinamento e controllo del Model Risk Governance (con focus su Pillar I, Pillar II e sui modelli manageriali relativi al framework del Model Risk Management/ MRM ), nonché garantire coerenza tra il Gruppo e le diverse Società del Gruppo gestendo, inoltre, possibili problematiche portate all'attenzione del Group Chief Risk Officer / GCRO dalle diverse Società;
  • Il "Group NPE Governance Committee", responsabile di supportare il Group Chief Risk Officer nell'assicurare a livello di Gruppo, un indirizzo, coordinamento e controllo delle strategie ed obiettivi nella gestione delle Non-Performing Exposures/NPE, nonché assicurare un effettivo allineamento su comuni obiettivi tra il Gruppo e le varie Società del Gruppo;
  • il "Group Transactional Credit Committee", responsabile con funzioni deliberanti nell'ambito dei poteri delegati, (delibere e/o rilascio di pareri non vincolanti alle società del Gruppo), e/o funzioni consultive per le pratiche di competenza degli Organi superiori, per proposte creditizie, comprese le posizioni in "restructuring", INC e "workout", stato di classificazione delle posizioni, strategie ed azioni correttive da intraprendere per posizioni in "watchlist", limiti all'esposizione per singolo emittente sul portafoglio di negoziazione; operazioni di Debt to Equity e/o azioni/esercizio di diritti relativi a partecipazioni derivanti da operazioni di Debt to Equity, operazioni di Debt to Asset e/o azioni/esercizio di diritti relativi ad attività derivanti da operazioni di Debt to Asset, proposte di cessione di crediti deteriorati, con modalità e limitazioni previste dalla normativa vigente in materia; inoltre il GTCC approva o sottopone per approvazione al Group Credit Committee i superamenti temporanei / annuali dei limiti del rischio di concentrazione per la singola controparte nell'ambito di soglie definite dalle normative di Gruppo di competenza;

il "Group Rating Committee" responsabile, relativamente al proprio perimetro di competenza e nell'ambito dei propri poteri delegati, di deliberare in materia di modifiche dei rating (rating override).

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

Il rischio di credito, associato alla perdita potenziale derivante dal default del cliente/emittente o da un decremento del valore di mercato di un'obbligazione finanziaria dovuta al deterioramento del suo merito creditizio19, è misurato a livello di singola controparte/transazione e a livello di intero portafoglio.

L'attività creditizia nei confronti dei singoli clienti, sia nella fase di erogazione che in quella di monitoraggio, è supportata dal processo di assegnazione del rating, differenziato per segmenti di clientela e prodotto. La valutazione del merito creditizio di una controparte, in sede di esame della proposta di affidamento, scaturisce dall'analisi dei dati finanziari e qualitativi (posizionamento competitivo dell'azienda, struttura societaria ed organizzativa, ecc.) e del contesto geo-settoriale cui appartiene. Tale analisi confluisce nell'assegnazione di un rating, ovvero la probabilità di default ("PD") della controparte, con un orizzonte temporale di un anno.

Il rating di ciascuna controparte è rivisto almeno annualmente sulla base delle nuove informazioni acquisite. Ciascuna controparte è valutata anche nell'ambito dell'eventuale gruppo economico di appartenenza tendendo in considerazione, quando necessario, il rischio dell'intero gruppo.

Il rating interno assegnato a ciascuna controparte e l'esposizione del gruppo economico di appartenenza sono alla base del calcolo dei livelli deliberativi, definiti in modo che, a parità di importi da erogare, le deleghe di poteri, conferite a ciascun organo deliberante per l'esercizio dell'attività creditizia, si riducono progressivamente in funzione dell'accentuarsi della rischiosità del cliente.

Il modello organizzativo corrente del Gruppo UniCredit prevede l'esistenza di una funzione dedicata, indipendente dalle funzioni commerciali e di erogazione, responsabile di valutare eventuali "override", ovvero correzioni del giudizio automatico espresso dal sistema di rating.

Il monitoraggio sistematico del rating è incentrato sulla gestione della performance della controparte, usando tutte le informazioni interne ed esterne disponibili al fine di ottenere uno score che rappresenta una valutazione sintetica del rischio associato. Tale score è ottenuto usando una funzione statistica che sintetizza le informazioni disponibili tramite un insieme di variabili prenditrici dell'evento di default entro un orizzonte di 12 mesi.

In aggiunta alla consueta stima dei parametri di rischio con orizzonte annuale, parametri di rischio multi-periodali sono stimati per fornire una valutazione più robusta della performance aggiustata per il rischio e per ottemperanza con quanto richiesto dai principi contabili .

Oltre alle metodologie riassunte nei sistemi di rating, la funzione Group Risk Management utilizza modelli di portafoglio in grado di misurare il rischio di credito a livello aggregato e di individuare il contributo di singoli sotto-portafogli o controparti al rischio complessivo.

Le misure di rischio di credito a livello di portafoglio sono fondamentalmente tre, calcolate e valutate su un orizzonte temporale di un anno:

  • Expected Loss ("EL");
  • Credit Value at Risk (Credit "VaR");
  • Expected Shortfall ("ES").

La stima del Credit VaR a livello complessivo di portafoglio è ottenuta dalla distribuzione delle perdite ricavata via simulazione Monte Carlo sull'orizzonte di un anno, considerando le correlazioni tra le controparti. La perdita complessiva in ogni scenario di default è la somma delle singole perdite, definita come prodotto di LGD (Loss Given Default) e EAD (Exposure At Default) per le transazioni relative a controparti simulate in default.

La perdita attesa (EL) costituisce il valore della perdita media a livello di portafoglio, dovuto al potenziale default delle controparti. La EL a livello di portafoglio è pari alla somma delle perdite attese dei singoli clienti, che possono essere determinate attraverso il prodotto di PD, LGD e EAD, ed è indipendente dalle correlazioni tra i default a livello di portafoglio. La EL è di norma computata come componente di costo.

Il Value at Risk (VaR) rappresenta la soglia monetaria di perdita superata solo per un prefissato valore di probabilità (un VaR con livello di confidenza del 99,9% implica che la soglia di perdita sia superata in 1 caso su 1.000). Il Capitale Economico è derivato dal Value at Risk sottraendone la perdita attesa ed è un input per determinare il Capitale Interno a copertura delle perdite potenziali derivanti da tutte le fonti di rischio.

La Expected Shortfall (ES) rappresenta il valore atteso delle perdite eccedenti il VaR. A livello di portafoglio, Credit VaR e Expected Shortfall dipendono significativamente dalla correlazione tra i default e possono essere ridotti attraverso un'adeguata diversificazione del portafoglio a livello di settore e paese e limitando la concentrazione delle singole controparti.

Le misure di capitale economico basate sul Credit VaR rappresentano, inoltre, un input fondamentale per la predisposizione ed applicazione delle strategie creditizie, per l'analisi dei limiti creditizi e di concentrazione dei rischi. Il motore di calcolo del Capitale Economico è altresì uno degli strumenti utilizzati per le analisi di stress test sul portafoglio creditizio.

19 Su questo tema il gruppo UniCredit sta valutando nuovi approcci per coprire anche la componente di valore di mercato del rischio di credito del Portafoglio Bancario.

Tutti i sopra citati parametri di rischio sono soggetti ad una validazione iniziale e ad un regolare processo di monitoraggio per ciascun sistema di rating in tutte le sue componenti: modelli, processi, sistemi IT e data quality. La finalità è di attestare la conformità dei sistemi, evidenziando aree di miglioramento così come eventuali disallineamenti nelle metodologie che possano limitare la piena comparabilità delle risultanti misure di rischio.

Anche il modello interno di Credit VaR è oggetto di valutazione nell'ambito della validazione del Secondo Pilastro di Basilea.

Il calcolo del Capitale Economico creditizio è disponibile su un'unica piattaforma tecnologica (Group Credit Portfolio Model, GCPM) e con una comune metodologia per le strutture di UniCredit S.p.A. e delle principali società del Gruppo.

Al fine di valutare il trasferimento del rischio di credito realizzato da cartolarizzazioni originate dal Gruppo, è stato sviluppato altresì un applicativo (Structured Credit Analyser) che simula la distribuzione delle perdite del portafoglio cartolarizzato e delle tranches, sia per le operazioni sintetiche (in cui il rischio è trasferito tramite garanzie/derivati di credito) sia per quelle tradizionali (in cui gli attivi sono ceduti ad una società veicolo).

Per la determinazione del requisito patrimoniale sui rischi di credito e sui rischi operativi, il Gruppo UniCredit si avvale dei Metodi Avanzati così come previsto dal provvedimento Banca d'Italia n.365138 del 28 marzo 2008.

Con specifico riferimento al rischio di credito, il Gruppo è attualmente autorizzato ad utilizzare le stime interne dei parametri PD, LGD ed EAD per il portafoglio crediti di Gruppo (Stati Sovrani, Banche, Multinazionali e transazioni di Global Project Finance) e per i portafogli creditizi locali delle principali banche del Gruppo (Imprese ed Esposizioni al dettaglio). Relativamente ai portafogli Mid-Corporate e Small Business di UniCredit S.p.A., sono attualmente in uso i parametri di EAD regolamentare.

Dette metodologie sono state adottate da UniCredit S.p.A. (UCI), da UniCredit Bank AG (UCB20) e da UniCredit Bank Austria AG (UCBA). In coerenza con il piano di estensione progressiva dei metodi IRB approvato dal Gruppo e comunicato all'Autorità di Vigilanza (Roll-out Plan), a partire dal 2008 tali metodi sono stati estesi ed autorizzati anche alle società del Gruppo attualmente denominate UniCredit Leasing GMBH e sue controllate, UniCredit Banka Slovenija d.d., UniCredit Bulbank AD, UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia a.s., UniCredit Bank Ireland p.l.c., UniCredit Bank Hungary, UniCredit Bank Romania a.s. e Ao UniCredit Bank in Russia.

20 da luglio 2018 incorpora UniCredit Luxembourg S.A

Il seguente schema riassuntivo presenta i sistemi di rating in uso nel Gruppo con l'indicazione della classe di attività di riferimento e delle società in cui sono utilizzati.

Asset class Prevalente Sistema di Rating Società del Gruppo
Amministrazioni centrali
e banche centrali
Stati Sovrani (PD, LGD,EAD) UCI, UCB AG, UCBA AG, UCB CZ,
UCB SK, UCB RO(*)
Intermediari Vigilati Istituzioni Finanziarie &Banche (PD, LGD,EAD) UCI, UCB AG, UCBA AG, UCB Slo(),
UCB IE(
), UCB BG(), UCB CZ, UCB
HU(
) (*), UCB SK, UCB RO(), UCL
GMBH
Imprese Multinational (PD, LGD, EAD) UCI(), UCB AG, UCBA AG, UCB
Slo(
), UCB BG, UCB CZ, UCB HU(
),
UCB SK, UCB RO(
), UCL GMBH, AO
UCB(*)
Groupwide Global Project Finance (PD, LGD, EAD) UCI, UCB AG, UCBA AG, UCB CZ,
UCB SK
Rating Integrato Corporate RIC (PD, LGD) UCI
Mid Corporate (PD, LGD, EAD) UCB AG, UCBA AG, UCB CZ, UCL
GMBH,UCB BG
Foreign Small and Medium Sized Enterprises (PD, LGD, EAD) UCB AG
Income Producing Real Estate (IPRE) (PD, LGD, EAD) UCB AG, UCBA AG, UCB CZ
Acquisition and Leverage Finance (PD, LGD, EAD) UCB AG
Global Shipping (PD, LGD, EAD) UCB AG
Wind Project Finance (PD, LGD, EAD) UCB AG
Commercial Real Estate Finance (PD, LGD, EAD) UCB AG
Non Profit (PD, LGD, EAD) UCBA AG
Real Estate Customers (PD, LGD, EAD) UCBA AG
Mid-Corporate (PD) UCB HU(), UCB Slo(), UCB SK(),
UCB RO(
)
Aircraft Finance (PD) UCB AG
Income Producing Real Estate (IPRE) (Slotting criteria) UCB BG, UCB SK
Object Finance e Project Finance (Slotting criteria) UCL GMBH
Project Finance (Slotting criteria) UCB BG
Intermediari
Vigilati/Imprese
Altri sistemi di rating minori (Public Sector Società del Gruppo,
Municipalities, Religious Companies, Leasing) (PD, LGD, EAD)
UCB CZ
Esposizioni al dettaglio Rating Integrato Small Business RISB (PD, LGD) UCI
Rating Integrato Privati (RIP) Mutui Ipotecari (PD, LGD, EAD) UCI
Scoperti di conto e Carte di Credito (PD, LGD, EAD)(****) UCI
Prestiti Personali (PD, LGD, EAD)(****) UCI
Small Business (PD, LGD, EAD) UCB AG, UCBA AG, UCB CZ, UCL
GMBH, UCB BG
Private Individuals (PD, LGD, EAD) UCB AG, UCBA AG, UCB CZ, UCB
BG
Cartolarizzazioni Local Asset Backed Commercial Paper (PD, LGD, EAD) UCB AG

Note:

(*) Queste società sono attualmente autorizzate all'utilizzo dell'approccio IRB Foundation e dunque utilizzano solo la stima interna di PD ai fini del calcolo del requisito patrimoniale.

(**) Per tale società il sistema di rating GW BANKS è stato autorizzato per la sola parte del modello relativa alle banche commercial ad esclusione del segmento Securities Industry. (***) A partire dal 2012, il modello di rating Group Wide Multinational Corporate (GW MNC) (per la stima dei parametri PD, LGD e EAD) è adottato anche per il portafoglio Italian Large Corporate (ILC), che include le società italiane con ricavi operativi tra 250 e 500 milioni.

(****) Sistemi autorizzati dal 2010 il cui utilizzo IRB a fini regolamentari è prudenzialmente previsto al completamento dell'attività di revisione dei suddetti modelli.

Legenda:

UCI: UniCredit S.p.A. UCB BG: UniCredit Bulbank AD
UCB AG: UniCredit Bank AG (che incorpora UniCredit
Luxembourg S.A. da luglio 2018) UCB HU: UniCredit Hungary
UCBA AG: UniCredit Bank Austria AG
UCB IE: UniCredit Bank Ireland plc. a.s.
UCL GMBH: UniCredit Leasing GMBH e controllate (UniCredit UCB RO: UniCredit Bank Romania a.s.
Leasing Finance GMBH, UniCredit Leasing Aviation GMBH) AO UCB: Ao UniCredit Bank (Russia)
UCB Slo: UniCredit Banka Slovenija d.d.

UCB CZ: Portafoglio Ceco di UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia, a.s.

UCB SK: Portafoglio Slovacco di UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia,

UCB RO: UniCredit Bank Romania a.s.

AO UCB: Ao UniCredit Bank (Russia)

Nell'ambito invece delle strategie di governo del rischio di credito, particolare rilevanza riveste l'uso dello Stress Test, il cui obiettivo è quello di analizzare la vulnerabilità del portafoglio in caso di ciclo economico negativo o cambiamento strutturale dello scenario economico. Nell'esecuzione

Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative

Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura

dell'esercizio di Stress Test, sono considerati differenti scenari, basati su livelli di severità crescenti e possono altresì essere definiti sulla base di specifiche ipotesi economiche.

I modelli di Stress Test di credito (o modelli satellite) sono modelli che hanno l'obiettivo di trasferire gli scenari macro economici nei parametri di rischio di credito (PD/LGD). All'interno del framework di Stress Test i modelli sono la base per il calcolo delle proiezioni di PD/LGD stressate sotto scenari avversi. Sono usati allo stesso modo per la stima della componente prospettica all'interno del framework dell' IFRS9.

Per quanto concerne la metodologia seguita, il framework corrente prevede due approcci differenti a seconda si tratti di portafogli a basso o ad alto tasso di insolvenza. In particolare per i portafogli ad alto tasso di insolvenza (Retail, SME e Mid Corporate) i dati storici interni sono stati usati per stimare, a livello di categoria (Paese/segmento), la relazione diretta tra insolvenza, tasso di recupero e fattori macroeconomici. Relativamente ai portafogli con basso tasso di insolvenza (Multinazionali, Banche, Titoli sovrani) per i quali non sono disponibili sufficienti dati interni, i bilanci storici sono utilizzati per modellizzare la relazione tra i principali indici finanziari (che sono input dei sistemi di rating) e i fattori macro-economici. I fattori chiave proiettati, basati su fattori macro-economici, sono dunque usati come input del sistema interno di rating per ottenere le PD/LGD stressate a livello di controparte. L'esercizio di Stress Test viene eseguito due volte l'anno e si basa su tre scenari sia per la prospettiva normativa (I pilastro) che per quella economica (II pilastro).

Le metriche stressate di I pilastro (Accantonamenti e RWA) sono calcolati considerando la metodologia EBA. Le metriche stressate di II pilastro (Capitale economico e AFR) sono calcolati considerando la seguente metodologia:

  • Capitale economico di credito: le PD e LGD stressate sono usate come base per ricalcolare il VAR e il Capitale Economico con il CPM in ognuno degli scenari stressati. Il Value at Risk stressato si riferisce ad una simulazione VAR dove i fattori di rischio sottostanti sono stressati da condizioni avverse. In particolare il Value at Risk stressato intende replicare un calcolo VAR che sarebbe generato sul portafoglio corrente della banca se i fattori di rischio rilevanti attraversassero un periodo di stress;
  • AFR: l'ammontare derivante dalla differenza tra le perdite stressate attese (calcolate attraverso le PD-TTC e LGD-TTC) e le perdite attese reali è dedotto dall'AFR.

2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese

Pratiche di gestione del rischio di credito

I processi descritti nel paragrafo precedente, per la Gestione, Misurazione e Controllo del Rischio di Credito riguardano altresì il calcolo delle rettifiche di valore dei finanziamenti e dei titoli di debito, classificati nelle voci attività finanziarie al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e le rilevanti esposizioni fuori bilancio, come richiesto dalla normativa IFRS9.

  • A questo proposito, il calcolo delle rettifiche di valore secondo le logiche della "perdita attesa" è fondato su due aspetti principali, ovvero:
  • la allocazione fra stadi ("Stage Allocation") delle esposizioni creditizie;
  • il relativo calcolo della perdita attesa.

Nel gruppo UniCredit il modello di valutazione della Stage Allocation è basato su una combinazione di elementi relativi ed assoluti; i principali sono:

  • il confronto a livello di transazione fra la misura della PD al momento dell'erogazione e quella rilevata alla data di reporting, quantificate secondo modelli interni e attraverso l'utilizzo di soglie fissate in modo tale da considerare tutte le variabili chiave di ciascuna transazione che possono influenzare l'aspettativa della banca circa le variazioni della PD nel tempo (es. età, scadenza, livello della PD al momento dell'erogazione);
  • elementi assoluti previsti dalla normativa (es.30 giorni di scaduto). In questo caso il gruppo UniCredit ha deciso di non rigettare la presunzione di significativo deterioramento dopo i 30 giorni di scaduto allocando sempre in stadio 2 le transazioni con più di 30 giorni di sconfino;
  • ulteriori evidenze interne, incluse rinegoziazioni di strumenti finanziari concesse a fronte di difficoltà finanziarie del debitore (ad es. nuova classificazione fra le esposizioni oggetto di concessione - Forborne).

Con riferimento ai titoli di debito il gruppo UniCredit ha optato per l'applicazione della semplificazione "basso rischio di credito" ("low credit risk exemption") sui titoli investment grade, in piena conformità a quanto previsto dal principio contabile.

Il risultato della Stage Allocation è la classificazione delle esposizioni creditizie nello stadio 1, stadio 2 o stadio 3 a seconda della loro qualità creditizia assoluta o relativa rispetto all'erogazione iniziale. Nello specifico:

  • lo stadio 1 comprende:
  • le esposizioni creditizie di nuova origine o acquisizione;
  • le esposizioni che non hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale;
  • le esposizioni a basso rischio ("low credit risk exemption");
  • lo stadio 2 comprende le esposizioni creditizie che, sebbene non deteriorate, hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale;
  • lo stadio 3 comprende le esposizioni creditizie deteriorate. Con riferimento allo stadio 3 si precisa che lo stesso è costituito dalle esposizioni deteriorate corrispondenti, secondo quanto previsto dalla Circolare n.272 del 30 luglio 2008 e successivi aggiornamenti di Banca d'Italia, all'aggregato Non-Performing Exposures di cui agli ITS EBA (EBA/ITS /2013/03/rev1 24 luglio 2014).
  • In particolare, l'EBA21 ha definito Non-Performing le esposizioni che soddisfano uno o entrambi i seguenti criteri:
  • esposizioni materiali scadute da più di 90 giorni;
  • esposizioni per le quali la banca valuta improbabile che il debitore possa adempiere interamente alle sue obbligazioni creditizie, senza procedere

21 Il quadro normativo relativo alla nuova definizione di esposizioni deteriorate verrà integrato con l'entrata in vigore delle "Guidelines on the application of the definition of default under Article 178 of Regulation EU No.575/2013" (EBA/GL/2016/07) a partire dall'1 gennaio 2021.

all'escussione e al realizzo delle garanzie, a prescindere dall'esistenza di esposizioni scadute e/o sconfinanti e dal numero dei giorni di scaduto.

Con riferimento alla componente quantitativa del modello di allocazione ai diversi stadi, il Gruppo ha adottato un approccio statistico basato su una regressione dei quantili il cui obiettivo è definire una soglia in termini di variazione massima accettabile fra la misura della PD al momento dell'erogazione e quella rilevata alla data di riferimento.

Componente fondamentale del modello è la definizione del quantile che identifica la quota di stadio 2 attesa in media nel lungo periodo. Il quantile medio di lungo periodo è determinato in base all'aspettativa media di deterioramento del portafoglio determinato dal tasso di scivolamento in insolvenza ("default") così come in uno degli altri stadi di deterioramento (es. past-due 30 giorni).

L'ammontare delle esposizioni classificate nello stadio 2 a ciascuna data di reporting oscillerà intorno al quantile di lungo periodo in base alle condizioni economiche correnti nonché alle aspettative future circa l'evoluzione del ciclo economico.

La Stage Allocation è verificata ad ogni data di riferimento, per rilevare tempestivamente evidenze di significativo deterioramento e del suo inverso, in modo simmetrico ,e allocare correttamente ciascuna transazione al corretto stadio ed al relativo modello di misurazione della perdita attesa.

Il risultato della Stage Allocation ha un effetto sull'ammontare delle perdite creditizie attese oggetto di rilevazione in bilancio. Infatti, per le esposizioni in stadio 1, le rettifiche di valore complessive sono pari alla perdita attesa calcolata su un orizzonte temporale fino ad un anno. Per le esposizioni appartenenti agli stadi 2 o 3 le rettifiche di valore complessive sono pari alla perdita attesa calcolata su un orizzonte temporale pari all'intera durata della relativa esposizione.

Il Gruppo ha sviluppato specifici modelli per il calcolo della perdita attesa che fanno leva sui parametri di PD, LGD e EAD, oltre che sul tasso di interesse effettivo. In particolare:

  • la PD (Probability of Default), esprime la probabilità di accadimento di un evento di insolvenza ("default") della posizione creditizia, in un determinato arco temporale (es. 1 anno);
  • la LGD (Loss Given Default), esprime la percentuale di perdita stimata, e quindi il tasso atteso di recupero, all'accadimento di un evento di insolvenza ("default") della posizione creditizia;
  • la EAD (Exposure at Default), esprime la misura della esposizione al momento dell'evento di insolvenza ("default") della posizione creditizia;
  • il tasso di interesse effettivo è il tasso di sconto espressione del valore temporale del denaro.

Tali parametri sono calcolati a partire dagli omologhi parametri utilizzati a fini regolamentari apportando specifici adeguamenti al fine di assicurare la piena coerenza, al netto delle differenti richieste normative, fra trattamento contabile e regolamentare.

I principali adeguamenti sono stati finalizzati a:

  • rimuovere il conservativismo richiesto ai soli fini regolamentari;
  • inserire adeguamenti ad un dato periodo ("point-in-time") in cambio della vista di lungo periodo ("through-the-cycle") prevista a fini regolamentari;
  • includere informazioni prospettiche ("forward looking");
  • estendere i parametri di rischio creditizio ad una prospettiva pluriennale.

Per quanto riguarda lle PD calcolate lungo la vita dello strumento ("lifetime"), le curve di PD calcolate lungo il ciclo economico ("through-the-cycle") sono calibrate per riflettere previsioni ad un dato periodo ("point-in-time") e prospettiche ("forward-looking") sui tassi d'inadempienza di portafoglio. Il tasso di recupero incluso nella LGD calcolata lungo il ciclo economico ("through-the-cycle") è adattato per rimuovere il margine di conservativismo e riflettere i trend più attuali dei tassi di recupero così come le aspettative sui trend futuri attualizzati al tasso d'interesse effettivo o alla sua migliore approssimazione.

La EAD calcolata lungo la vita dello strumento ("lifetime") è ottenuta estendendo il modello ad un anno prudenziale o manageriale, rimuovendo il margine di conservativismo e includendo aspettative relative a livelli di tiraggio medio futuro delle linee di credito in essere.

I forecast in termini di variazione nel tasso di insolvenza ("Default rate") e variazione nel tasso di recupero ("Recovery Rate") forniti dalla funzione di Stress Test sono inglobati all'interno dei parametri di PD ed LGD in fase di calibrazione. I parametri creditizi, infatti, sono normalmente calibrati su un orizzonte che considera l'intero ciclo economico (Through-the-cycle - "TTC"), si rende quindi necessaria una loro calibrazione puntuale ad un dato momento ("Point-in-time - PIT") e prospettica (Forward-looking - "FL") che permetta di riflettere in tali parametri creditizi la situazione corrente nonché le aspettative circa l'evoluzione futura del ciclo economico.

La perdita creditizia attesa derivante dai parametri in precedenza descritti considera previsioni macroeconomiche attraverso l'applicazione di scenari multipli ai componenti prospettici ("forward looking") al fine di compensare la parziale non linearità che è naturalmente insita nella correlazione fra le variazioni macroeconomiche e la perdita creditizia attesa. Specificamente l'effetto di non linearità viene incorporato attraverso la stima di un fattore correttivo applicato direttamente alla perdita creditizia attesa ("ECL") di portafoglio.

Il processo definito per includere scenari macroeconomici multipli è pienamente coerente con i processi di previsione utilizzati dal gruppo UniCredit per ulteriori fini di gestione del rischio (i processi adottati per tradurre le previsioni macroeconomiche nelle perdite creditizie attese in base a quanto previsto da EBA Stress Test e dal Framework ICAAP) e fa leva altresì sulla funzione indipendente di UniCredit Research.

Nello specifico, il Gruppo ha selezionato tre scenari macroeconomici per la determinazione della componente prospettica ("forward looking"), uno scenario base ("Baseline"), uno scenario positivo ed uno scenario avverso.

Lo scenario base è lo scenario centrale di riferimento ed è quindi ritenuto la realizzazione più probabile. Gli scenari positivo ed avverso rappresentano delle possibili realizzazioni alternative, rispettivamente migliore e peggiore rispetto a quello base in termini di evoluzione delle economie dei paesi in cui opera il Gruppo:

  • lo Scenario Base ("Baseline") riflette l'evoluzione macroeconomica attesa del Gruppo. Esso prevede una crescita economica stabile e positiva nell'orizzonte di previsione, seppure in progressivo rallentamento rispetto ai livelli del 2018, sia per l'Eurozona sia per la maggior parte dei paesi della CEE, in un contesto in cui i tassi di interesse a breve nell'area Euro sono previsti stabili su livelli storicamente molto bassi. Nello specifico, la crescita annuale del PIL reale per l'Eurozona è prevista a +1,0% per il 2019, +1,0% per il 2020 e +1,3% per il 2021 (con Italia a -0,1%, +0,4% e +0,7% e Germania a +0,6%, +1,2% e +1,7%, rispettivamente); tra i paesi della CEE, con l'eccezione della Turchia (il cui PIL è previsto in significativa contrazione nel 2019) e della Russia (in rallentamento all'1,2%), la crescita è prevista tra +2,1% e +3,4% nel 2019. Lo Scenario assume che l'Euribor a 3 mesi rimanga leggermente negativo nel 2019 e nel 2020 e ritorni in positivo nel 2021
  • lo Scenario Positivo si basa sull'ipotesi che la crescita economica positiva del 2018 sia a livello globale sia a livello europeo subisca solo un lieve rallentamento nel 2019, sostenuta dall'andamento del commercio globale e da politiche monetarie ancora accomodanti. In tale scenario, l'Eurozona subirebbe una lieve flessione nel 2019 (con il PIL della Germania in rallentamento a +0,9%) prima di una ripresa nel biennio successivo, che si tradurrebbe in una maggiore crescita annua del PIL reale (rispetto al baseline) tra +0,2% e +0,6% nel triennio 2019-2021. Nello specifico, la crescita annuale del PIL reale per l'Eurozona calerebbe a +1,3% nel 2019, risalendo a +1,6% nel 2020 e a +1,5% nel 2021 (con l'Italia in calo a +0,1% nel 2019 e in risalita a +0,8% e +0,9% rispettivamente nel 2020 e nel 2021) in un contesto di tassi a breve (Euribor a 3 mesi) ancora negativi nel 2019 ed in progressiva ma lenta risalita nel biennio 2020-2021, guidata da un inasprimento della politica monetaria più accentuato rispetto allo scenario base. L'accadimento di tale scenario, al momento della sua definizione, è ritenuto plausibile ed adeguato a quantificare un potenziale andamento dell'economia migliore di quanto assunto nello scenario Baseline
  • lo Scenario Avverso riflette uno degli scenari utilizzati nell'ambito dei processi di valutazione dell'adeguatezza del capitale (ICAAP). In coerenza con il framework ICAAP, lo scenario è scelto per rappresentare uno dei rischi macroeconomici e finanziari che il Gruppo percepisce come maggiormente rilevante nel contesto dei paesi in cui opera e per le proprie attività di business. Lo scenario di contagio allargato ("Widespread Contagion") è basato su un'ipotesi di intensificazione dei rischi politici nell'Unione Europea, causato dalle tensioni tra Governo italiano ed istituzioni europee, dallo stallo delle riforme strutturali in Francia e da un atteggiamento meno europeista della Germania, insieme al prolungarsi di tensioni tra Governo Spagnolo e Regione Catalana. Questo contesto porterebbe ad un innalzamento dei premi per il rischio per diverse tipologie di attività ("asset class") e ad un rallentamento della crescita economica sia in Eurozona (inferiore di circa un punto e mezzo all'anno rispetto al baseline, in termini di PIL reale nel triennio) sia nei paesi della CEE. Nello specifico, il PIL reale nell'Eurozona calerebbe nel 2019 e nel 2020 (-0,4% nel 2019 e -0,6% nel 2020) prima di tornare a crescere nel 2021 a +0,5% (con l'Italia a -1,5%, -1,7% e -0,5% rispettivamente) in un contesto di tassi a breve (Euribor a 3 mesi) che rimangono negativi per tutto l'orizzonte triennale, in virtù dell'ipotesi che la BCE prolunghi in un tale contesto di mercato il proprio supporto di liquidità ai mercati. L'accadimento di tale scenario, al momento della sua definizione, è ritenuto plausibile ed adeguato a quantificare un potenziale andamento dell'economia avverso. In coerenza con la narrativa dello scenario e con la magnitudine dello scostamento rispetto al Baseline, si assume che lo scenario Avverso possa accadere con una minore probabilità rispetto a quello positivo

Relativamente alle posizioni deteriorate (stadio 3) l'ammontare stimato di recupero, e quindi la perdita creditizia è il valore attualizzato dei futuri flussi di cassa attesi che possono essere recuperati, utilizzando come tasso di attualizzazione il tasso di interesse al momento dell'origine. Quindi, le principali determinanti di questo valore sono:

  • i flussi di cassa attesi;
  • le scadenze di questi flussi di cassa;
  • il tasso d'interesse effettivo utilizzato per l'attualizzazione.

I flussi di cassa attesi per le esposizioni già deteriorate saranno calcolati su base individuale per quei crediti individualmente significativi. I flussi di cassa attesi per le esposizioni che non sono individualmente significative possono essere calcolati o su base individuale o su base collettiva. Nel caso in cui una società del Gruppo abbia un numero di esposizioni significativamente rilevanti relative ad un'unica controparte, si deve stimare ogni posizione su base individuale tenendo in considerazione l'esposizione della controparte nella sua interezza.

I futuri flussi di cassa devono essere stimati considerando l'andamento storico dei recuperi per le esposizioni che hanno caratteristiche creditizie simili. Tale trend storico deve, comunque, prendere in considerazione l'andamento della situazione economica al momento della stima ed includere le previsioni economiche attese.

In particolare le aspettative di recupero di posizioni classificate inadempienza probabile o sofferenza si basano su:

  • business plan analitici, per le imprese con esposizione di Gruppo > 1 milione di euro;
  • griglie statistiche differenziate per tipologia di prodotto e vintage di classificazione, per le altre posizioni.

Nella valutazione delle esposizioni deteriorate (stadio 3) sono inoltre considerati i possibili scenari di vendita laddove la strategia NPL del Gruppo preveda esperire il recupero anche attraverso la loro cessione sul mercato.

A tal fine, il presunto valore di recupero delle esposizioni creditizie è determinato come media ponderata fra due scenari:

  • lo scenario di recupero interno, il cui valore di recupero atteso è stimato ipotizzando un processo di recupero interno secondo quanto in precedenza descritto;
  • lo scenario di vendita, in cui il valore di recupero atteso è stimato sulla base della vendita delle esposizioni sul mercato. L'atteso prezzo di

cessione è determinato considerando informazioni di mercato o interne sulla base della seguente gerarchia:

  • prezzi derivanti da passate cessioni di crediti deteriorati aventi caratteristiche omogenee a quelli oggetto di valutazione;

  • prezzi osservabili sul mercato per crediti deteriorati aventi caratteristiche omogenee a quelli oggetto di valutazione;

  • modelli interni di valutazione.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

Per questo paragrafo si rimanda a quanto illustrato nel fascicolo "Bilancio e Relazioni 2018 - Bilancio consolidato e relazioni 2018 del Gruppo UniCredit "

3. Esposizioni creditizie deteriorate

3.1 Strategie e politiche di gestione

Allo scopo di garantire un approccio omogeneo nella classificazione delle esposizioni creditizie a fini regolamentari e di reporting, UniCredit ha definito linee guida valide a livello di gruppo per la classificazione delle esposizioni non-performing che fanno riferimento ai principi riportati negli Implementing Technical Standards emessi dall'Autorità Bancaria Europea nel 2014. Rispetto a tale definizione (che comprende il concetto di "default" disciplinato dall'art.178 EU Regolamento n.575/2013 e quello di "impaired" definito nel principio contabile IFRS9) a livello operativo il Gruppo UniCredit ha perseguito un sostanziale allineamento tra le tre definizioni. Inoltre, in conformità con le disposizioni della Circolare 272/2008 di Banca d'Italia, le esposizioni creditizie di ogni entità del gruppo devono essere classificate in una delle seguenti classi di rischio:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: esposizioni problematiche scadute o sconfinanti da più di 90 giorni su una obbligazione rilevante (quest'ultima valutata in linea con l'articolo 178 (2d) del Regolamento EU n.575/2013 e gli Standard Tecnici dell'EBA;
  • inadempienze probabili: la classificazione è il risultato del giudizio della banca circa l'improbabilità che, senza il ricordo ad azioni quale l'escussione della garanzia, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi scaduti e non pagati;
  • sofferenze: esposizioni nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche se non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente da eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca.

Secondo le regole di gruppo, tutti i debitori presenti nel portafoglio della banca devono essere mappati nelle classi definite da Banca d'Italia, indipendentemente dalla reportistica locale la quale deve essere posta in essere secondo i principi contabili locali e/o le istruzioni e regolamenti dell'autorità di controllo locale.

Tali regole di classificazione sono ulteriormente integrate da quanto stabilito all'interno dei principi contabili IFRS9, secondo cui le esposizioni creditizie devono essere allocate in tre "stadi" (per il dettaglio si rimanda al paragrafo "Metodo di misurazione delle perdite attese" - Sezione 2). Nell'ambito delle esposizioni deteriorate, si evidenzia l'allocazione allo "stadio 3" che avviene nel momento in cui lo stato del cliente muta in "nonperforming". Trattasi di una classificazione a livello di controparte e non di transazione sulla base di specifiche regolamentari sulla classificazione del credito deteriorato.

In conformità con l'Articolo 156 EBA ITS, un'esposizione deve rimanere classificata come non-performing22 fintanto che i seguenti criteri (criteri di uscita) non sono soddisfatti contemporaneamente:

  • il cliente presenta una situazione finanziaria migliorata e tale da far ritenere probabile il rimborso integrale degli impegni assunti;
  • il debitore non presenta un ammontare past due superiore ai 90 giorni.

Specifici criteri di uscita devono essere applicati nel caso in cui misure di forbearance vengano estese ad esposizioni non-performing, qui di seguito elencati:

è trascorso almeno un anno dal momento più prossimo tra la data del riconoscimento della misura di concessione e la data di classificazione ad esposizione deteriorata;

nessun ammontare scaduto è presente a livello di singolo debitore;

da una valutazione soggettiva dell'organo deliberante facoltizzato, non sussistono dubbi circa l'integrale rimborso dell'importo dovuto dal debitore.

Nella gestione delle esposizioni creditizie deteriorate, il gruppo UniCredit adotta determinate strategie che definiscono operativamente le attività opportune al raggiungimento degli obiettivi prefissati annualmente.

Le suddette strategie riguardanti i crediti deteriorati comprendono:

un'efficace attività interna di restructuring, supportata da risorse qualificate aventi competenze specifiche e dedicate alla gestione dei crediti classificati come inadempienze probabili; all'interno di queste attività sono poi previsti approcci ad-hoc per le posizioni considerate strategiche o riferenti al segmento Corporate e Real Estate;

una gestione proattiva del portafoglio tramite procedure giudiziarie ed extra-giudiziarie gestite da professionalità interne del Workout o affidate ad agenzie esterne specializzate nel recupero del credito;

il ricorso a strategie alternative di recupero (di cui UniCredit è stata una delle prime banche ad avvalersi) basate su partnership formalizzate e

22 Il quadro normativo relativo al passaggio tra esposizioni deteriorate e esposizioni non deteriorate ("criteria for a return to a non-defaulted status") verrà integrato con l'entrata in vigore delle "Guidelines on the application of the definition of default under Article 178 of Regulation EU n.575/2013" (EBA/GL/2016/07) a partire dall'1 gennaio 2021.

rivolte alla gestione di posizioni appartenenti al settore industriale o Real Estate;

una gestione proattiva del portafoglio Leasing finalizzata a velocizzare i tempi di contrattazione degli accordi con le controparti al fine di ottenere un più efficace processo di remarketing;

il ricorso ad attività di dismissione dei crediti deteriorati come ulteriore strategia al recupero interno sia per singole posizioni, sia per portafogli di crediti deteriorati, già classificati a sofferenze e inadempienze probabili.

Il valore della diminuzione dello stock dei crediti deteriorati verso clienti del Gruppo è stato pertanto in linea con gli obiettivi di riduzione prefissati nel piano Transform 2019, raggiungendo un miglioramento in termini di qualità dell'attivo. Questo esito è stato possibile grazie anche a un'accelerazione dei tempi di riduzione del portafoglio "Non Core", quest'ultimo previsto in completa chiusura entro il 2021 anche grazie all'attivazione di un insieme coordinato di leve indirizzate alla riduzione dello stock.

Un'ottimale esecuzione della strategia sui crediti deteriorati richiede un'efficace interazione tra la struttura di Group Risk Management e le funzioni dedicate alla gestione delle esposizioni deteriorate a diretto riporto dei CLO locali delle società del Gruppo.

Nello specifico, all'interno del Group Risk Management è stata creata la struttura Group NPE al fine di assicurare da un lato un adeguato presidio sull'esecuzione e monitoraggio della Strategia NPE (che comprende la cessione dei crediti deteriorati tramite "Group Distressed Asset Solutions" e la gestione proattiva delle garanzie per gli immobili impossessati tramite "Group Repossessed Assets") e dall'altro una cooperazione efficace possibile al lavoro congiunto svolto con le altre funzioni del Group Risk Management.

In tutte le società del Gruppo sono presenti strutture dedicate alla gestione delle esposizioni deteriorate; esse coprono tutte le fasi del ciclo di vita degli NPEs, tengono conto delle regolamentazioni locali e delle caratteristiche specifiche dei portafogli, monitorano e gestiscono l'ammontare degli NPEs del Gruppo in conformità da un lato alle Linee Guida della Banca Centrale Europea e dall'altro al modello organizzativo di Gruppo. Le strutture dedicate alla gestione operativa delle esposizioni deteriorate sono pertanto definite per ogni stato del ciclo di vita del credito nonperforming, partendo da un attento monitoraggio del portafoglio in bonis, fino all'attività di recupero che include la dismissione del credito o la "repossession" della garanzia.

Nello specifico, l'attività di monitoraggio è finalizzata a prevenire flussi a default e a ridurre l'ammontare delle esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate grazie a segnali di rischio di deterioramento e di allerta precoce, così come ad identificare le misure correttive utili a gestire il potenziale deterioramento delle esposizioni a partire dai primi segnali di peggioramento della qualità creditizia della controparte.

Le attività di soft collection e di re-management che riguardano sia controparti in bonis ma già sconfinate, sia clienti già classificati a default, sono effettuate tramite l'utilizzo di molteplici canali, ricorrendo anche a soluzioni di esternalizzazione a società terze (in particolare per l'attività di recupero porta-a-porta). Queste attività sono volte a prevenire i flussi a default, a facilitare il ritorno in bonis di una controparte deteriorata (focus principale), favorendo pertanto una riduzione complessiva dell'ammontare delle esposizioni non-performing.

In alcune società del Gruppo le attività sopra menzionate possono essere gestite sia all'interno delle strutture di Monitoraggio o di Restructuring o di Workout; con riferimento invece a UniCredit S.p.A. le stesse sono sotto la responsabilità dalla struttura di Special Credit all'interno della quale è stato creato un department ad hoc (Customer Recovery) dedicato esclusivamente a soft collection e re-management sul portafoglio retail.

Nell'ambito della gestione complessiva delle esposizioni deteriorate, l'attività di Restructuring è volta a mitigare il rischio di insolvenza e la qualità delle esposizioni con accordi di ristrutturazione e piani di riorganizzazione aziendali e a ridurre l'ammontare di inadempienze probabili con recuperi e ritorni in bonis tramite misure di concessione (i.e. Forbearance). Nello specifico, tra le strategie di gestione delle inadempienze probabili verso controparti societarie sono presenti anche le piattaforme di ristrutturazione (fino a questo momento limitate al mercato italiano), la vendita di singole esposizioni e le operazioni di finanza straordinaria.

Il coordinamento e l'attuazione delle attività di recupero sulle posizioni classificate come sofferenze sono invece di competenza "Workout", le cui strutture sottostanti identificano le strategie ottimali per la massimizzazione dei recuperi, includendo la tempestiva escussione delle garanzie. In alcune società del Gruppo, l'attività è posta in essere anche facendo leva su accordi di servizio con fornitori esterni.

Per quanto riguarda le attività di cessione, queste si riferiscono all'organizzazione, gestione ed esecuzione dei processi di vendita (tanto di portafogli creditizi quanto di singole posizioni), mediante l'applicazione di una metodologia trasparente e competitiva, basata su criteri di mercato. A livello di Gruppo, tali attività vengono eseguite da una struttura dedicata all'interno di UniCredit S.p.A. (Group Distressed Asset Solutions), la quale vaglia varie alternative di cessione, in collaborazione con i referenti delle diverse società del Gruppo laddove necessario per specifiche casistiche locali. La gestione proattiva delle garanzie immobiliari è coordinata a livello di Capogruppo da una funzione dedicata (Group Repossessed Assets), che sovrintende la strategia di "repossession" della garanzia e le attività specifiche poste in essere all'interno del Gruppo, in particolare nelle Società del Gruppo specializzate nella ripresa di possesso delle garanzie (ad esempio la società UCTAM). La suddetta funzione presidia inoltre l'eventuale creazione di una "Real Estate Owned Company" (ReoCo) in Italia.

Al di là delle responsabilità operative nella gestione delle esposizioni deteriorate, da un punto di vista di governance e coordinamento strategico è stato creato il Group NPE Governance Committee ("GNGC") al fine di assicurare l'efficace indirizzo, coordinamento e controllo del piano di riduzione delle attività creditizie deteriorate, garantendo un effettivo allineamento degli obiettivi comuni tra la Capogruppo e le diverse società del Gruppo, ottenuto tramite il coinvolgimento delle funzioni sia di "Group Risk Management" sia di "Group Lending Officer" secondo le disposizioni di Banca d'Italia (circolare n.272/2008 e aggiornamenti successivi).

3.2 Write-off

Le linee guida generali del gruppo UniCredit per il write-off prevedono che ogni volta che un prestito sia ritenuto non recuperabile, debba essere tempestivamente identificato e adeguatamente trattato in conformità con la regolamentazione vigente. Il write-off può riguardare una posizione finanziaria nella sua interezza o parte di essa.

Nel valutare la recuperabilità dei crediti deteriorati e nel determinare gli approcci di write-off per tali crediti vengono presi in considerazione, in particolare, le seguenti casistiche:

  • esposizioni con arretrati prolungati: si valuta la recuperabilità di un'esposizione che presenta arretrati per un periodo prolungato di tempo. Se, a seguito di tale valutazione, un'esposizione o parte di essa è considerata non recuperabile deve essere stralciata in modo tempestivo, con l'uso di soglie diverse stabilite sulla base dei diversi portafogli;
  • esposizioni in regime di insolvenza: laddove la garanzia collaterale dell'esposizione sia marginale, le spese legali assorbono una parte significativa dei proventi della procedura di fallimento e pertanto i recuperi stimati sono previsti molto bassi;
  • una cancellazione parziale può essere giustificata laddove ci siano ragionevoli elementi per dimostrare l'incapacità del debitore di rimborsare l'intero ammontare del debito, ossia un livello significativo di debito, anche dopo aver concesso una misura di forbearance e/o dopo l'escussione di garanzie reali.

Di seguito un elenco, non esaustivo, dei segnali che implicano, con elevata probabilità, la non recuperabilità dell'esposizione, e che pertanto vengono valutati per il write-off totale o parziale:

  • la Banca non riesce a rintracciare il/i garante/i o i suoi beni non sono sufficienti per il recupero delle esposizioni del debitore;
  • esito negativo delle iniziative giudiziali e/o stragiudiziali con l'assenza di altre attività che possono essere escusse in caso di inesigibilità delle esposizioni del debitore;
  • impossibilità di avviare azioni per recuperare crediti;
  • procedura di insolvenza aperta, che stabilisce che le esposizioni non garantite non avranno risarcimento;
  • prestiti non assistiti da garanzia ipotecaria superiore a 3 anni che non hanno registrato rimborsi/riscossioni durante i primi 3 anni dalla classificazione a NPE;
  • mutui ipotecari a privati con garanzia già escussa o non recuperabile (in quanto presenti dei vizi legali o amministrativi e se l'escussione è considerata non economicamente conveniente), se classificati a sofferenza da più di 7 anni, oppure tra i 2 e i 7 anni con debito residuo inferiore a 110.000.

L'importo delle cancellazioni parziali su attività finanziarie ancora soggette a procedura di escussione ammonta al 30 Giugno 2019 a 2.785 milioni; le cancellazioni relative all'esercizio sino a giugno 2019 sono pari a 879,8 milioni. La componente di cancellazioni rilevata nel corso dell'esercizio, non corrisponde ai write-off rilevati nelle dinamica dei crediti dubbi, in quanto questi ultimi comprendono anche le cancellazioni con rinuncia del credito ("debt forgiveness").

3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate

Le "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased Originated Credit Impaired - "POCI") sono esposizioni creditizie che risultano essere deteriorate all'atto dell'iscrizione iniziale.

Queste esposizioni possono risultare sia dall'acquisto, da terze parti, di esposizioni creditizie deteriorate sia dalla ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza che risulta significativa in termini assoluti o relativi in proporzione all'ammontare dell'esposizione originaria.

Tali esposizioni sono oggetto di gestione, misurazione e controllo secondo i principi descritti nel paragrafo della Nota integrativa consolidata - Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale - 2.1 Rischio di credito - Informazioni di natura qualitativa - 2. Politiche di gestione del rischio di credito - 2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

In particolare, le perdite creditizie attese rilevate all'iscrizione iniziale nell'ambito del valore di carico dello strumento sono oggetto di periodica revisione in base ai processi descritti nei paragrafai precedenti.

La perdita attesa per queste esposizioni è sempre calcolata su un orizzonte temporale pari alla loro durata, e tali esposizioni sono convenzionalmente presentate nell'ambito dello stadio 3, o nello stadio 2 qualora, a seguito di un miglioramento del merito creditizio della controparte successivo all'iscrizione iniziale, le attività risultino "in bonis".

Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello stadio 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.

4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

Le rinegoziazioni di strumenti finanziari che determinano una modifica delle condizioni contrattuali possono derivare da:

  • iniziative commerciali, che possono essere definite specificatamente per ciascun cliente oppure applicate a portafogli di clienti, anche a seguito di dedicate iniziative promosse da organismi pubblici o da associazioni bancarie;
  • rinegoziazioni di strumenti finanziari concesse a fronte di difficoltà finanziarie del debitore (Forbearance).

Tali variazioni sono contabilizzate in funzione della significatività della modifica contrattuale medesima. A tal proposito, si rimanda alla Parte A - A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio.

Da un punto di vista contabile le rinegoziazioni di strumenti finanziari concesse a fronte di difficoltà finanziarie del debitore, cosiddette iniziative Forbearance, di norma non sono considerate significative.

4.1 Classificazione delle esposizioni nelle categorie di rischio ed esposizioni oggetto di concessione (cosiddette forborne exposures) Nel luglio 2014, l'Autorità Bancaria Europea ha emesso gli Implementing Technical Standards ("ITS") sulle esposizioni non-performing e Forborne, con l'obiettivo di consentire, su basi analoghe per tutte le istituzioni Europee, uno stretto monitoraggio regolamentare sulle prassi bancarie in ambito Forbearance. In linea con gli ITS menzionati, una transazione è da considerare come Forborne quando sono contemporaneamente verificate due condizioni:

  • l'esistenza di una concessione, a favore del debitore, intesa come (i) modifica dei termini contrattuali ("contractual modification"); o (ii) come erogazione di un nuovo finanziamento per consentire il soddisfacimento dell'obbligazione preesistente ("re-financing");
  • la sussistenza dello stato di difficoltà finanziaria del cliente.

Al fine di un allineamento con gli ITS EBA, dal 2015 UniCredit S.p.A , ha operato sulla definizione di un comune framework metodologico relativo al processo Forbearance, emettendo linee guida sulla gestione delle esposizioni Forborne e implementando un'infrastruttura informatica condivisa anche con le altre società del Gruppo (i.e. motore Forbearance). Tuttavia, coerentemente alla soluzione complessiva, sono stati applicati degli accorgimenti dalle differenti Società controllate per adeguare al framework di Gruppo le pratiche creditizie e gli applicativi del credito locali. Nello specifico, la progressiva convergenza alle suddette previsioni normative, è stata raggiunta facendo leva sulle seguenti attività:

  • l'avvio di una serie di attività finalizzate al pieno allineamento del processi del credito vigente alle nuove regole di classificazione;
  • la definizione di un processo di monitoraggio della dinamica delle esposizioni oggetto di concessione;
  • la predisposizione delle necessarie segnalazioni all'Autorità di Vigilanza.

Per valutare la sussistenza di una concessione, le logiche adottate da UniCredit prevedono che l'identificazione avvenga quando:

  • il prestito sia stato rinegoziato in funzione di accordi collettivi, o attraverso iniziative interne attuate per supportare specifiche categorie di debitori, o attraverso iniziative volte a sostenere il cliente a seguito di eventi di natura calamitosa;
  • il piano di ammortamento relativo ad un finanziamento venga modificato e venga modificato il tasso di interesse;
  • differenti debiti appartenenti agli stessi debitori sono consolidati in un nuovo finanziamento con condizioni più favorevoli rispetto a quelle originarie;
  • i prestiti in pool subiscano una rinegoziazione;
  • si tratti di pratiche di refinancing.

Se le concessioni sopra menzionate sono accordate ad una controparte in difficoltà finanziaria, l'esposizione è classificata come Forborne. La valutazione complessiva della difficoltà finanziaria è svolta sulla base di criteri predefiniti (i.e. Test di difficoltà finanziaria) che possono essere verificati o automaticamente dal Motore Forbearance o dalla funzione responsabile di Risk Management.

Il framework regolamentare relativo alla gestione delle esposizioni Forborne si è ulteriormente ampliato con la pubblicazione delle "Guidance to banks on non performing loans", emesse nel marzo 2017 dalla Banca Centrale Europea. Il Documento, entrato in vigore all'inizio del 2018, fornisce specifiche raccomandazioni alle banche per la definizione di una strategia chiara che, allineata con il framework del piano industriale, è finalizzata alla riduzione dello stock delle non-performing exposures, mediante azioni ad hoc di risk management.

Tra queste azioni è stato chiesto alle Banche di dotarsi di una reportistica regolamentare più dettagliata nella rappresentazione del Portafoglio Non Performing Forborne, prevedendo l'invio trimestrale di un "Quarterly Reporting Template - FBE" inclusivo di informazioni sulla qualità creditizia delle esposizioni oggetto di concessioni e sull'efficacia delle misure di concessione accordate.

Ad ulteriore integrazione di quanto richiesto dalla Banca Centrale Europea, sono intervenuti due documenti da parte dell'Autorità Bancaria Europea:

  • "Guidelines on management of non-performing and forborne exposures" (ottobre 2018) che riprende quanto già indicato nelle Guidance di BCE emesse a marzo 2017;
  • "Guidelines on disclosure of non-performing and forborne exposures" (dicembre 2018) che focalizza l'attenzione sui template da utilizzare nelle disclosure regolamentari ufficiali di Gruppo.

Per un sempre costante e progressivo allineamento alle prassi richieste dalle linee guida regolamentari e di supervisione sopra menzionate, il Gruppo ha finalizzato le seguenti attività:

  • revisione della lista di potenziali misure di Forbearance (i) distinguendo tra misure "short-term" (con durata inferiore a 24 mesi) e "long-term" (con durata maggiore uguale a 24 mesi) e (ii) prevedendo la possibilità di concedere al cliente una combinazione di misure tra le short/long term;
  • raccolta e monitoraggio delle informazioni rilevanti del nuovo template "Quarterly Report" all'interno del quale si fornisce disclosure su :
  • portafoglio performing e non-performing;
  • garanzie accordate;
  • inflow e outflow dei flussi a/da default;
  • lista delle misure di FBE concesse ed indicazione della loro efficacia.

Informazioni di natura quantitativa

Nelle tabelle che seguono il volume delle attività deteriorate secondo la definizione IFRS è equivalente a quello delle attività non-performing definito secondo gli standards EBA.

Qualità del credito

Ai fini delle informazioni di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di O.I.C.R.

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica

A.1.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

(milioni di €)
PRIMO STADIO SECONDO STADIO TERZO STADIO
PORTAFOGLI/STADI DI RISCHIO DA 1
GIORNO A
30 GIORNI
DA OLTRE
30 GIORNI
FINO A 90
GIORNI
OLTRE 90
GIORNI
DA 1
GIORNO A
30 GIORNI
DA OLTRE
30 GIORNI
FINO A 90
GIORNI
OLTRE 90
GIORNI
DA 1
GIORNO A
30 GIORNI
DA OLTRE
30 GIORNI
FINO A 90
GIORNI
OLTRE 90
GIORNI
1. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
11.712 458 180 2.082 1.358 751 3.404 666 7.650
2. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva
- - - - - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di
dismissione
37 1 - - 4 - 31 - 175
Totale
30.06.2019
11.749 459 180 2.082 1.362 751 3.435 666 7.825
Totale
31.12.2018
6.757 354 151 1.314 1.337 940 3.931 542 8.516

I valori di attività scadute da oltre 90 giorni e relativi alle esposizioni classificate al primo e secondo stadio si riferiscono a crediti per i quali non ricorrono le condizioni per la classificazione tra le esposizioni scadute deteriorate (al di sotto della soglia di materialità).

Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa verso banche: valori lordi e netti

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019
ESPOSIZIONE LORDA
VALORE WRITE-OFF
NON COMPLESSIVE E
ACCANTONAMENTI
ESPOSIZIONE PARZIALI
TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI DETERIORATE DETERIORATE COMPLESSIVI NETTA COMPLESSIVI(*)
Esposizioni creditizie per cassa
a) Sofferenze 37 X 36 1 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni 4 X 4 - -
b) Inadempienze probabili 4 X 4 - -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - -
c) Esposizioni scadute deteriorate - X - - -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - -
d) Esposizioni scadute non deteriorate X 41 - 41 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni X - - - -
e) Altre esposizioni non deteriorate X 102.116 47 102.069 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni X - - - -
Totale 41 102.157 87 102.111 -

Nota:

(*) Valore esposto a fini informativi.

Le attività per cassa verso banche si riferiscono a tutte le attività finanziarie indipendentemente dal portafoglio contabile di appartenenza (di negoziazione, designate al fair value, obbligatoriamente al fair value, al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al costo ammortizzato, in via di dismissione).

Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: valori lordi e netti

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019
ESPOSIZIONE LORDA
RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE E WRITE-OFF
NON ACCANTONAMENTI ESPOSIZIONE PARZIALI
TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI DETERIORATE DETERIORATE COMPLESSIVI NETTA COMPLESSIVI(*)
Esposizioni creditizie per cassa
a) Sofferenze 21.359 X 15.753 5.606 2.771
di cui: esposizioni oggetto di concessioni 4.455 X 3.082 1.373 88
b) Inadempienze probabili 15.271 X 7.251 8.020 13
di cui: esposizioni oggetto di concessioni 8.969 X 4.345 4.624 1
c) Esposizioni scadute deteriorate 1.573 X 457 1.116 1
di cui: esposizioni oggetto di concessioni 281 X 52 229 -
d) Esposizioni scadute non deteriorate X 19.363 526 18.837 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni X 1.366 147 1.219 -
e) Altre esposizioni non deteriorate X 587.931 2.465 585.466 -
di cui: esposizioni oggetto di concessioni X 4.174 220 3.954 -
Totale 38.203 607.294 26.452 619.045 2.785

Nota:

(*) Valore esposto a fini informativi.

Le attività per cassa verso clientela si riferiscono a tutte le attività finanziarie indipendentemente dal portafoglio contabile di appartenenza (di negoziazione, designate al fair value, obbligatoriamente al fair value, al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al costo ammortizzato, in via di dismissione).

Per la descrizione delle regole di identificazione delle esposizioni "oggetto di concessione" si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, Sezione 2 relativa al Rischio del consolidato prudenziale - 2.1 Rischio di credito, Paragrafo 4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni delle Note illustrative di questo documento.

Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

B.4 Grandi esposizioni

30.06.2019
a) Ammontare valore di bilancio (milioni di €) 168.993
b) Ammontare valore ponderato (milioni di €) 8.627
c) Numero 7

Informativa relativa alle esposizioni Sovrane

Si ricorda che, per effetto dell'entrata in vigore di IFRS9 dal primo gennaio 2018, i titoli del debito sovrano sono oggetto di classificazione nelle categorie previste dal principio in funzione del modello di business adottato e delle caratteristiche dei relativi flussi di cassa (Solely Payment of Principal and Interests - SPPI Test).

Si rammenta, altresì, che a partire dall'esercizio 2018 le mutate circostanze di mercato hanno suggerito anche l'adozione di un business model held to collect per nuovi acquisti di titoli del debito sovrano italiani che, conseguentemente, sono da valutarsi al costo ammortizzato subordinatamente alla verifica delle caratteristiche dei relativi flussi di cassa.Si precisa, infine, che non sono stati apportati cambiamenti ai business model individuati all'1 gennaio 2018 e, conseguentemente, i titoli del debito sovrano non sono stati successivamente oggetto di riclassificazione.

In merito alle esposizioni Sovrane23 detenute dal Gruppo al 30 giugno 2019, il valore di bilancio delle esposizioni della specie rappresentate da "titoli di debito" ammonta a 101.954 milioni24, di cui oltre I' 89% concentrato su otto Paesi tra i quali l'Italia, con 52.901 milioni, rappresenta una quota di circa il 52% sul totale complessivo. Per ciascuno di tali otto Paesi, nella tabella di cui sotto sono riportati, per tipologia di portafoglio, i valori contabili delle relative esposizioni al 30 giugno 2019.

23 Per esposizioni Sovrane si intendono i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi nonché i prestiti erogati agli stessi. Ai fini della presente esposizione di rischio sono escluse le eventuali posizioni detenute tramite ABS.

24 L'informativa relativa alle esposizioni Sovrane fa riferimento all'area di consolidamento del Bilancio Consolidato di UniCredit al 30 giugno 2019, che è determinata in base agli standard IAS/IFRS. In base a tali principi contabili, il Gruppo Koç/Yapi Kredi (Turchia), essendo sottoposto a controllo congiunto, è consolidato con il metodo del patrimonio netto e quindi le esposizioni Sovrane di tale Gruppo non sono comprese nella presente informativa.

Per l'informativa relativa alle esposizioni Sovrane in riferimento all'area di consolidamento regolamentare si veda l'Informativa del gruppo UniCredit (Pillar III) al 30 giugno 2019 – Rischio di credito.

CONSISTENZE AL 30.06.2019
PAESE/PORTAFOGLIO DI CLASSIFICAZIONE
VALORE NOMINALE
VALORE DI BILANCIO
FAIR VALUE
- Italia
51.293
52.901
53.419
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta )
4.396
4.338
4.338
attività finanziarie designate al fair value
-
-
-
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
800
813
813
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
28.025
29.466
29.466
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
18.072
18.284
18.802
- Spagna
9.932
10.754
10.756
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta
)
100
120
120
attività finanziarie designate al fair value
-
-
-
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
-
-
-
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
9.794
10.595
10.595
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
38
39
41
- Germania
10.350
10.654
10.701
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta )
158
187
187
attività finanziarie designate al fair value
-
-
-
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
8.117
8.275
8.275
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
1.040
1.155
1.155
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1.035
1.037
1.084
- Giappone
5.896
5.954
5.970
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta
)
-
-
-
attività finanziarie designate al fair value
-
-
-
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
82
82
82
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
2.741
2.774
2.774
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
3.073
3.098
3.114
- Austria
4.558
5.183
5.188
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta )
49
110
110
attività finanziarie designate al fair value
-
-
-
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
80
101
101
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
4.336
4.877
4.877
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
93
95
100
- Ungheria
1.833
2.023
2.022
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta
)
109
117
117
attività finanziarie designate al fair value
-
-
-
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
-
-
-
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
1.604
1.780
1.780
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
120
126
125
- Romania
1.767
1.822
1.822
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta )
94
100
100
attività finanziarie designate al fair value
-
-
-
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
-
-
-
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
1.673
1.722
1.722
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
-
-
-
- Stati Uniti d'America
1.371
1.609
1.609
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta
)
113
114
114
attività finanziarie designate al fair value
-
-
-
attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
-
-
-
attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
1.235
1.472
1.472
attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
23
23
23
Totale esposizioni per cassa
87.000
90.900
91.487
Esposizioni in titoli di debito Sovrano ripartite per Stato controparte e portafoglio di classificazione

Note:

(*) Include le esposizioni in Credit Derivatives.

L'eventuale saldo negativo indica la prevalenza di posizioni di bilancio passive.

La vita media residua ponderata delle esposizioni Sovrane elencate nella tabella di dettaglio di cui sopra, suddivisa tra banking25 e trading book, è la seguente:

Vita media residua ponderata (anni)

BANKING BOOK TRADING BOOK
POSIZIONI DI
BILANCIO ATTIVE
POSIZIONI DI
BILANCIO PASSIVE
- Italia 3,22 2,74 3,80
- Spagna 3,32 11,96 7,20
- Germania 3,37 4,70 9,00
- Giappone 3,55 1,46 -
- Austria 3,89 27,50 21,12
- Ungheria 3,42 4,37 4,54
- Romania 3,64 4,11 9,49
- Stati Uniti d'America 4,54 8,73 -

Il restante 11% del totale delle esposizioni Sovrane in titoli di debito, pari a 11.054 milioni, sempre riferito al valore di bilancio al 30 giugno 2019, è suddiviso tra 35 Paesi, tra cui: Bulgaria (1.602 milioni), Croazia (1.514 milioni), Repubblica Ceca (1.259 milioni), Polonia (1.110 milioni), Serbia (866 milioni), Portogallo (562 milioni) e Russia (517 milioni). Le esposizioni in titoli di debito Sovrani nei confronti della Grecia sono immateriali. Per le esposizioni in questione non si ravvedono evidenze di impairment al 30 giugno 2019.

Si segnala inoltre che tra la citata restante parte delle esposizioni Sovrane in portafoglio al 30 giugno 2019 risultano anche titoli di debito verso organizzazioni sovranazionali quali l'Unione Europea, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria ed il Meccanismo Europeo di Stabilità per 2.543 milioni.

La tabella sottostante riporta la classificazione dei titoli di debito appartenenti al banking book e la loro rilevanza percentuale sul totale del portafoglio di appartenenza.

Esposizioni in titoli di debito Sovrano ripartite per portafoglio di attività finanziarie
CONSISTENZE AL 30.06.2019
ATTIVITÀ
FINANZIARIE
DESIGNATE AL FAIR
VALUE
ATTIVITÀ FINANZIARIE
OBBLIGATORIAMENTE
VALUTATE AL FAIR
VALUE
ATTIVITÀ
FINANZIARIE
VALUTATE AL FAIR
VALUE CON IMPATTO
SULLA REDDITTIVITA'
COMPLESSIVA
ATTIVITÀ
FINANZIARIE
VALUTATE AL
COSTO
AMMORTIZZATO
TOTALE
Valore di bilancio - 9.539 64.831 22.886 97.256
% portafoglio di appartenenza 0,00% 43,97% 83,35% 3,94% 14,30%

Alle esposizioni Sovrane in titoli di debito vanno altresì aggiunti i "finanziamenti"26 erogati a governi centrali e locali ed agli enti governativi.

25 Il cosiddetto banking book include le Attività finanziarie designate al fair value, quelle obbligatoriamente valutate al fair value, quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e quelle valutate al costo ammortizzato. 26 Escluse le partite fiscali.

Nella tabella sottostante è riportato l'ammontare dei finanziamenti del portafoglio attività finanziarie valutate al costo ammortizzato al 30 giugno 2019 nei confronti dei Paesi verso i quali l'esposizione complessiva è superiore a 130 milioni, che rappresentano oltre il 92% del totale.

Finanziamenti verso controparti Sovrane ripartite per Stato controparte (milioni di €)

CONSISTENZE AL
30.06.2019
PAESE VALORE DI BILANCIO
- Austria (*) 6.030
- Germania (**) 5.634
- Italia 4.673
- Croazia 2.111
- Qatar 328
- Slovenia 220
- Indonesia 199
- Bulgaria 191
- Kenia 172
- Laos 165
- Bosnia-Erzegovina 158
- Turchia 148
- Angola 134
- Kuwait 131
Totale esposizioni per cassa 20.294

Note:

(*) di cui 332 milioni tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione e quelle obbligatoriamente valutate al fair value.

(**) di cui 1.761 milioni tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione e quelle obbligatoriamente valutate al fair value.

Si segnala infine che le posizioni assunte o pareggiate attraverso strumenti derivati sono negoziate all'interno di ISDA master agreement e accompagnate da Credit Support Annexes, che prevedono l'utilizzo di cash collateral o di titoli stanziabili a basso rischio.

Per maggiori dettagli sulle analisi di sensitivity ai credit spread e sui risultati di stress test si rimanda agli scenari "Widespread Contagion", "Protectionism, China slowdown & Turkey shock" e "US Hard Landing" di cui al capitolo Stress test della successiva Sezione 2.2 - Rischi di mercato, mentre per le politiche di gestione della liquidità si veda la successiva Sezione 2.4 - Rischio di liquidità.

Altre transazioni

Con riferimento alle indicazioni di cui al documento Banca d'Italia/Consob/IVASS n.6 dell'8 marzo 2013 - Trattamento contabile delle operazioni di "repo strutturati a lungo termine", si segnala l'insussistenza di operazioni della specie.

A settembre 2016 è giunto a scadenza il portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita, comprendente investimenti in titoli di stato italiani e spagnoli detenuti dalla controllata irlandese UniCredit Bank Ireland P.l.c. già finanziato attraverso operazioni repo negoziate contestualmente e di pari scadenza (cosiddette operazioni di "long-term structured repo").

Il trattamento contabile di tali operazioni nelle loro componenti contrattuali separate (un investimento in titoli esposto tra le "Attività disponibili per la vendita" dell'attivo, una raccolta in pronti contro termine esposta tra i "Debiti verso banche" del passivo e dei contratti derivati esposti tra i "Derivati di copertura") era in linea con l'intento economico, sintetizzabile nella volontà di:

  • assumere una esposizione sul rischio sovrano;
  • ottimizzare l'assorbimento di liquidità a mezzo di transazioni di finanziamento maturity matched;
  • generare un contributo positivo per la durata dell'operazione come differenza tra bond yield e repo funding cost, massimizzando il ritorno sul margine di interesse;
  • mantenere la facoltà di modificare la struttura di finanziamento della posizione sul rischio sovrano, in funzione del modificarsi delle condizioni di mercato o di liquidità della banca.

L'evoluzione dei valori di mercato non sarebbe stata rappresentativa del risultato economico generato laddove l'insieme dei singoli contratti fosse stato analizzato in termini di derivato sintetico, anche in funzione e coerentemente al modello di business che, prevedendo la gestione dinamica e separata delle singole componenti, non opera scelte di negoziazione basate su tali grandezze.

Si evidenzia inoltre che, con riferimento a un investimento di UniCredit S.p.A. in un titolo di debito emesso dalla Repubblica Italiana con scadenza 30 agosto 2019 (ITALY 19EUR FRN), sottoscritto in collocamento per un ammontare nominale pari a 750 milioni, con un valore di bilancio al 30 giugno 2019 pari a 754 milioni comprensivo dei ratei di interesse (classificato nel portafoglio delle "attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" in accordo con l'esito del SPPI test), nel corso dell'esercizio 2012 è stata conclusa una operazione di term repo non strutturata (eseguita in 2 tranche), per un nominale complessivo di 750 milioni, con un valore di bilancio delle passività al 30 giugno 2019 pari a 840 milioni.

Era stata inoltre contemporaneamente conclusa una operazione di term reverse repo non strutturata (eseguita in 2 tranche) per un nominale complessivo di 750 milioni su un BTP 4,25% scadenza settembre 2019, con l'intento economico di ottenere la disponibilità di titoli maggiormente

liquidi (rispetto al titolo ITALY 19EUR FRN), aventi scadenza e rischi sottostanti similari, e pertanto utilizzabili più agevolmente per operazioni di rifinanziamento, con un valore di bilancio al 30 giugno 2019 pari a 840 milioni.

L'insieme delle due operazioni di term repo e term reverse repo è soggetto a netting (il cui valore è collateralizzato per cassa) in caso di default di una delle due controparti o della Repubblica Italiana. Tale clausola è assimilata contabilmente a una garanzia finanziaria emessa, coerentemente alla natura degli impegni delle parti. La misura del fair value alla data di negoziazione della stessa, pari a 22 milioni, è stata inizialmente iscritta nelle altre passività ed è oggetto di ammortamento pro-rata temporis, secondo le vigenti regole di rappresentazione contabile.

Informativa relativa ai derivati di negoziazione con la clientela e alle esposizioni nel settore delle energie rinnovabili

1. Strumenti finanziari derivati di negoziazione con la clientela

Il modello di Business connesso alla negoziazione di strumenti derivati con la clientela prevede la centralizzazione dei rischi di mercato presso la Divisione CIB - Area Markets, mentre il rischio creditizio viene assunto dalle società del Gruppo che, in funzione del modello di segmentazione divisionale o geografica della clientela, gestiscono il rapporto con la stessa.

In base al modello operativo di Gruppo, l'operatività in derivati di negoziazione con la clientela è quindi svolta, nell'ambito dell'autonomia operativa delle singole Società:

  • dalle Banche e divisioni commerciali che concludono operazioni in derivati OTC al fine di fornire alla clientela non istituzionale prodotti per la gestione dei rischi di cambio, tasso e prezzo. Nell'ambito di tale operatività, le Banche trasferiscono il rischio di mercato alla Divisione CIB con operazioni uguali e contrarie, mantenendo il solo rischio di controparte. Le Banche effettuano anche il servizio di collocamento e/o raccolta ordini in conto terzi di prodotti di investimento che hanno una componente derivativa implicita (ad esempio, obbligazioni strutturate);
  • dalla Divisione CIB che opera con clientela large corporate e istituzioni finanziarie; nell'ambito di questa operatività la stessa assume e gestisce sia il rischio di mercato che quello di controparte;
  • dalle Banche CEE che operano direttamente con la propria clientela.

Il gruppo UniCredit negozia prodotti derivati OTC su un'ampia varietà di sottostanti, quali quelli relativi a Tassi di interesse, Tassi di cambio, Prezzi/Indici azionari, Commodities (metalli preziosi, metalli base, petrolio e materie energetiche) e Diritti di credito.

Gli strumenti derivati OTC offrono un'elevata possibilità di personalizzazione; nuovi profili di payoff possono essere costruiti mediante la combinazione di più strumenti derivati OTC (ad esempio, un IRS plain vanilla e una o più opzioni plain vanilla/esotiche). Il rischio e la complessità delle strutture così ottenute dipendono dalle caratteristiche delle singole componenti (parametri di riferimento e meccanismi di indicizzazione) e dalle modalità con cui vengono combinate.

I rischi di credito e di mercato associati all'operatività in derivati OTC sono presidiati dalla competence line "Chief Risk Officer" (CRO) della Capogruppo e/o delle Divisioni/Società. Tale presidio viene operato attraverso la definizione di linee guida e policies per la gestione, misurazione e controllo dei rischi, in termini di principi, regole e processi, oltre che di determinazione dei limiti di VAR.

Nell'ambito di tale operatività, le operazioni con Clientela non istituzionale non prevedono (normalmente) l'utilizzo di margini, mentre quelle effettuate con controparti istituzionali (nell'ambito della Divisione CIB) possono fare ricorso all'utilizzo di tecniche di credit risk mitigation (CRM) quali l'utilizzo di accordi di compensazione e/o di collateralizzazione.

Le rettifiche e riprese di valore per rischio di controparte su prodotti derivati sono determinate in modo coerente alle modalità di determinazione delle valutazioni sulle altre esposizioni creditizie. In particolare:

  • i metodi di quantificazione delle esposizioni non deteriorate nei confronti di Clientela sono basati su modelli che mappano le esposizioni (EAD) con l'utilizzo di tecniche di simulazione che tengono conto del Wrong Way Risk e le valutano in termini di PD (Probabilità di Default) e LGD (Loss Given Default) in funzione dei tassi impliciti di default del mercato corrente, ottenuti attraverso i credit & loan-credit default swap, al fine di ottenere una misurazione secondo le logiche di perdita attesa (EL) da utilizzare per le poste misurate al fair value, massimizzando l'utilizzo di parametri di mercato;
  • i metodi di quantificazione sulle posizioni deteriorate si basano sul valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi, come stimati in base agli specifici segnali di impairment (sulla cui base vengono qualificati il momento e l'ammontare dei flussi stessi).

Di seguito, si analizza il dettaglio della composizione della voce "20 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione" dell'attivo di Stato patrimoniale e della voce "20. Passività finanziarie di negoziazione" del passivo di Stato patrimoniale.

Per la distinzione tra clientela e controparti bancarie si è preso come riferimento la definizione contenuta nella Circolare Banca d'Italia 262 come da sesto aggiornamento del 30 novembre 2018, utilizzata per la predisposizione del bilancio.

Sono stati considerati prodotti strutturati i contratti derivati che inglobano nello stesso strumento forme contrattuali tali da generare esposizione a più tipologie di rischio (ad eccezione dei Cross-Currency Swap) e/o effetti leva.

I valori contabili espongono su base netta gli sbilanci dei derivati OTC gestiti attraverso Controparti Centrali. L'effetto di tale riduzione, rispetto agli ammontari lordi, è pari a 24.979 milioni sull'attività di negoziazione (Voce 20 dell'attivo) e a 30.016 milioni sulle passività di negoziazione (Voce 20 del passivo).

Il saldo della voce "20 a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione" del Bilancio consolidato relativo ai contratti derivati ammonta a 35.687 milioni (per un nozionale di 1.512.001 milioni), di cui 23.491 milioni con clientela. Il valore nozionale dei derivati con clientela ammonta a 843.650 milioni, di cui 830.664 milioni plain vanilla (per un fair value di 22.955 milioni) e 12.986 milioni derivati strutturati (per un fair value di 537 milioni). Il valore nozionale dei derivati con controparti bancarie ammonta a 668.351 milioni (fair value 12.195 milioni), di cui 20.584 milioni riferibili a derivati strutturati (fair value 510 milioni).

Il saldo della voce "20. Passività finanziarie di negoziazione" del Bilancio Consolidato relativo ai contratti derivati ammonta a 29.635 milioni (per un nozionale di 1.498.762 milioni), di cui 13.123 milioni con clientela. Il valore nozionale dei derivati con clientela ammonta a 847.513 milioni, di cui 841.123 milioni plain vanilla (per un fair value di 12.918 milioni) e 6.390 milioni derivati strutturati (per un fair value di 205 milioni). Il valore nozionale dei derivati con controparti bancarie ammonta a 651.249 milioni (fair value 16.511 milioni), di cui 9.944 milioni riferibili a derivati strutturati (fair value 293 milioni).

2. Esposizioni nel settore delle energie rinnovabili

Il gruppo UniCredit detiene, per il tramite di Ocean Breeze Energy GmbH & Co. KG (OBKG), società consolidata da UniCredit Bank AG, un parco eolico denominato BARD Offshore 1 (BO1). Per ulteriori informazioni e dettagli si rimanda al bilancio consolidato al 31 dicembre 2018.

A seguito della volontà espressa dal management di procedere allo smobilizzo dell'investimento e soddisfatte le condizioni previste dal principio IFRS5 anche alla luce della firma, nel mese di agosto 2019, di un accordo che determinerà l'effettiva cessione nel quarto trimestre, le relative posizioni sono state esposte tra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione".

Per maggiori informazioni si rimanda alle Note illustrative - Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Attivo, Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate.

Modelli per la misurazione del rischio di credito

Al 30 giugno 2019 la perdita attesa sul perimetro di rischio di credito del Gruppo, comprensivo delle esposizioni fuori bilancio, risultava pari allo 0,37% dell'esposizione totale. Tale valore non tiene in considerazione le esposizioni classificate come deteriorate nel periodo. Al 31 marzo 201927, il rapporto tra capitale economico creditizio (inclusivo di una componente a copertura del rischio di migrazione) e la relativa esposizione creditizia è pari a 2,79%.

2.2 Rischi di mercato

Il rischio di mercato deriva dall'effetto che variazioni nelle variabili di mercato (tassi di interesse, prezzi dei titoli, tassi di cambio, ecc.) possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo che comprende le attività detenute sia nel Portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel Portafoglio bancario, ovvero l'operatività connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte di investimento strategiche. La gestione del rischio di mercato nel gruppo UniCredit ricomprende, perciò, tutte le attività connesse con le operazioni di tesoreria e di gestione della struttura patrimoniale, sia nella Capogruppo, sia nelle singole società che compongono il Gruppo stesso.

Il modello organizzativo in essere garantisce la capacità di indirizzo, coordinamento e controllo delle attività di alcuni rischi aggregati (cosiddetti Portafogli Rischi), tramite centri di responsabilità dedicati (Gestori di Portafoglio Rischi), interamente focalizzati e specializzati su tali rischi, in ottica di Gruppo e interdivisionale.

In base a tale organizzazione la struttura di primo riporto al "Group Risk Management", dedicata al governo dei rischi di mercato, è il dipartimento "Group Financial Risk".

Strategie e processi di gestione del rischio

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo stabilisce le linee guida strategiche per l'assunzione dei rischi di mercato definendo, in funzione della propensione al rischio e degli obiettivi di creazione di valore in rapporto ai rischi assunti, l'allocazione del capitale per la Capogruppo stessa e le società controllate.

La Capogruppo ha definito le Global Rules per gestire e controllare il rischio di mercato, incluse le strategie e i processi da seguire. Le strategie per il rischio di mercato sono stabilite dalla Capogruppo con cadenza almeno annuale, rispecchiando la propensione al rischio complessiva del Gruppo, e riportate alle società del Gruppo. La propensione al rischio di mercato è anche fondamentale per lo sviluppo della strategia di business del Gruppo, assicurando la coerenza tra i ricavi iscritti a budget e la determinazione dei limiti del Valore a rischio.

27 Ultimi dati disponibili.

Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative

Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura

In questo contesto, annualmente la funzione Market Risk Management di Capogruppo concorda con le funzioni di Market Risk locali i possibili cambiamenti al Framework del Market Risk di Gruppo. Le modifiche al Framework possono includere cambiamenti al perimetro per il calcolo delle metriche di rischio di mercato manageriali e cambiamenti metodologici nel sistema di monitoraggio dei limiti.

A tale fine, Market Risk Management di Capogruppo raccoglie le informazioni necessarie per impostare la Market Risk Strategy di Gruppo per l'anno successivo. In particolare, Market Risk Management riceve dalla competente funzione il Framework di Risk Appetite di Gruppo, che imposta, tra l'altro, i relativi KPIs di Rischio di mercato, e dalle funzioni locali di Rischio di mercato, la lista delle società di Gruppo/Business Lines autorizzate ad assumere le esposizioni al rischio di mercato, i livelli di severity dei relativi limiti e le proposte di revisione delle misure di rischio di mercato. Sulla base di questi input, la Market Risk Strategy di Gruppo è definita includendo:

  • la Market Risk Takers Map proposta;
  • la proposta dei limiti e dei Warning Levels per i risk takers presenti nella Market Risk Takers Map;
  • qualsiasi cambiamento occorso nel sistema dei limiti di rischio rispetto all'anno precedente;
  • una panoramica sullo scenario macro-economico e i relativi rischi per il Gruppo;
  • la serie storica delle Attività di rischio ponderate del Rischio di mercato e gli sviluppi attesi;
  • market Risk KPIs benchmarking;
  • la strategia di business e le iniziative chiave a sostegno della proposta del limite.

Dopo che gli Organismi rilevanti di Gruppo hanno approvato la Market Risk Strategy di Gruppo e fornito pareri non vincolanti (NBOs) per i limiti di rischio di mercato locali, ne viene data comunicazione alle funzioni locali.

Per quanto riguarda il monitoraggio, le società svolgono le attività periodiche (es. monitoraggio giornaliero del VaR, monitoraggio settimanale dell'IRC e SVaR, monitoraggio mensile degli Stress Test Warning Level) sotto il coordinamento della funzione Market Risk Management di Capogruppo e gli sforamenti sono tempestivamente segnalati al Senior Management locale e alla Capogruppo.

Infine, è opportuno evidenziare che sono adottate a livello di Gruppo Global Rule riguardanti la definizione della Market Risk Strategy, l'impostazione dei limiti, il monitoraggio, l'escalation ed il reporting.

Portafoglio di negoziazione

Conformemente a quanto previsto dalla Capital Requirements Regulation, e come definito dalla policy "Eligibility Criteria for the Regulatory Trading Book assignment", il Portafoglio di negoziazione è definito come l'insieme delle posizioni in strumenti finanziari e su merci detenute per la negoziazione o per la copertura del rischio inerente a posizioni detenute a fini di negoziazione. I book detenuti per negoziazione sono composti da:

  • posizioni derivanti da servizi alla clientela e di supporto agli scambi;
  • posizioni che si intende rivendere nel breve periodo;
  • posizioni per le quali si intende beneficiare nel breve periodo di differenze di prezzo effettive o attese tra prezzi di acquisto e di vendita, o di altre variazioni di prezzo o di tasso d'interesse.

Inoltre, il Portafoglio di negoziazione può includere derivati di copertura interni o infra-group trasferendo il rischio dal Portafolgio Bancario al Portafoglio di negoziazione, gestendo il relativo rischio e avendo accesso al mercato degli strumenti derivati.

Il requisito essenziale per l'assegnazione al Portafoglio di negoziazione di vigilanza è un chiaro "intento di negoziazione", come definito sopra, a cui un trader deve attenersi e che deve confermare in modo continuativo. In aggiunta, i cosiddetti requisiti di "tradability", "marketability" e "hedgeability" devono essere considerati al fine di valutare l'appropriatezza dell'assegnazione al Portafoglio di negoziazione:

  • la "tradability" si riferisce alle posizioni esenti da restrizioni e coerentemente rappresentate nel "Trader Mandate" del "risk taker";
  • la "marketability" riguarda posizioni per le quali un affidabile Fair Value sia determinabile in misura più ampia possibile sulla base di parametri di mercato osservabili e verificabili in modo indipendente;
  • la "hedge-ability" riguarda le posizioni per le quali vi è la possibilità di copertura. La copertura concerne il rischio "rilevante" della posizione, cosa che non implica necessariamente che tutti i profili di rischio debbano essere immunizzabili.

Per l'apertura di un nuovo book, il book manager effettua la proposta di gestire il book all'interno del Portafoglio di negoziazione oppure del Portafoglio bancario sulla base dell'attività di negoziazione prevista. Questo deve essere conforme con le norme interne della banca e con i criteri stabiliti per l'assegnazione al Portafoglio di negoziazione o al Portafoglio bancario. Deve chiaramente dichiarare l'intento di negoziazione e quindi spiegare la strategia di business sottostante la richiesta di assegnazione al Portafoglio di negoziazione. È anche responsabile per tutte le posizioni incluse nel suo book e che i criteri per l'assegnazione al Portafoglio di negoziazione siano rispettati nel continuo.

Relativamente alla fase di monitoraggio, per dimostrare l'adeguatezza dell'intento di negoziazione i seguenti criteri minimi devono essere rispettati e verificati almeno trimestralmente:

  • almeno 5 operazioni durante gli ultimi 90 giorni lavorativi;
  • minimo del 5% del volume di ogni portafoglio deve essere movimentato negli ultimi 90 giorni lavorativi con riferimento all'ultimo giorno del periodo.

Nel caso di sforamenti, viene valutata la possibilità di riclassificare il book.

Con riferimento alla metodologia utilizzata per assicurare che le policy e le procedure implementate per la gestione del Portafoglio di negoziazione siano appropriate, occorre evidenziare che ogni nuova/aggiornata normativa è preliminarmente condivisa con le principali funzioni/società impattate al fine di collezionare il loro feedback. Inoltre, la funzione di Gruppo di competenza valuta il rischio di conformità con riferimento alle normative riguardanti il suo perimetro di competenza. Infine, prima dell'emissione, la rule è sottoposta al competente Organo/funzione per l'approvazione.

Gli strumenti finanziari (attività o passività, liquidità o strumento derivato) detenuti dal Gruppo sono esposti a cambi di valore nel tempo dovuti a variazioni dei fattori di rischio di mercato. Tali fattori di rischio sono classificati nelle seguenti cinque categorie standard:

  • Rischio di credito: rischio che il valore di uno strumento decresca per la variazione di spread creditizi, correlazione tra emittenti, tassi di recupero;
  • Rischio di corso azionario: rischio che il valore di uno strumento decresca per l'aumento/diminuzione dei prezzi di indici/azioni, della volatilità dei titoli azionari, della correlazione implicita;
  • Rischio di tasso d'interesse: rischio che il valore dello strumento decresca per la variazione dei tassi di interesse, del rischio base, della volatilità dei tassi di interesse;
  • Rischio di tasso di cambio: rischio che il valore di uno strumento decresca per la variazione dei tassi di cambio e della volatilità sui tassi di cambio;
  • Rischio di prezzo delle materie prime: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei prezzi delle materie prime, per esempio oro, petrolio greggio, o della variazione della volatilità dei prezzi delle materie prime.

Il rischio di mercato nel gruppo UniCredit è definito e limitato essenzialmente attraverso due tipologie di misure: Misure Complessive di Rischio di Mercato e Misure Granulari di Rischio di Mercato.

Misure Complessive di Rischio di Mercato: queste misure hanno lo scopo di stabilire un limite per l'assorbimento di capitale economico e/o regolamentare e per la perdita economica, accettati per il Portafoglio di negoziazione e/o le attività aggregate Portafoglio di negoziazione e Bancario. Le limitazioni alle Misure Complessive di rischio devono essere riviste almeno annualmente in fase di compilazione delle Strategie per il rischio di mercato di Gruppo e Locali, e devono essere coerenti con il budget dei ricavi assegnato, la capacità di assunzione di rischio stabilita (processo ICAAP) e i Group Risk Appetite KPIs. Tutte le limitazioni delle Misure Complessive di Rischio di Mercato devono essere coerenti tra loro.

Questa coerenza deve essere verificata ogni volta che un livello per una Misura Complessiva di Rischio di Mercato sia fissato. La funzione di Market Risk della LE deve fornire evidenza di tale coerenza quando richiesto. Le Misure Complessive di Rischio di Mercato sono:

  • Value at Risk ("VaR"): rappresenta la potenziale perdita giornaliera di valore di un portafoglio per un intervallo di confidenza del 99% calcolato attraverso la simulazione storica in rivalutazione totale, usando le ultime 500 osservazioni giornaliere, equamente pesate;
  • Stressed VaR ("SVaR"): rappresenta il potenziale VaR di un portafoglio calcolato usando un periodo di 250 giorni di particolare stress finanziario;
  • Incremental Risk Charge ("IRC"), che rappresenta l'ammontare di patrimonio regolamentare necessario a contrastare eventi creditizi negativi (rischi di migrazione e di default) che possono colpire un portafoglio in un periodo di un anno e con un intervallo di confidenza del 99,9%;
  • PL a 60 giorni, definito come la perdita/il profitto accumulata/o in una finestra mobile di 60 giorni, senza azzeramento a fine anno; la limitazione di questa metrica si chiama Loss Warning Level ("LWL");
  • Worst Stress test result, che rappresenta la peggiore perdita condizionale di valore di un portafoglio, risultante dall'applicazione di scenari predeterminati; la limitazione di questa metrica si chiama Stress Test Warning Level ("STWL"); per tutti gli STWL inseriti nella Market Risk Taker Map, il monitoraggio effettuato dalla Capogruppo si basa su un insieme di scenari definiti nella Strategia di rischio di mercato di Gruppo; le LE possono aggiungere scenari specifici ai fini del monitoraggio locale.
  • Misure Granulari di Rischio di mercato: rispetto alla Misure Complessive di rischio di mercato, queste misure consentono un controllo più dettagliato e stringente delle esposizioni rischiose. Le limitazioni sulle Misure Granulari di rischio di mercato (chiamate Limiti Granulari di mercato, GMLs) sono limiti specifici per fattori di rischio individuali o gruppi di fattori di rischio:
  • sensitivities: rappresentano la variazione nel valore di mercato di uno strumento finanziario a causa dei movimenti dei fattori di rischio di mercato rilevanti. Tra i quali particolarmente importanti, anche se non gli unici, sono le Sensitivity in punti base che, considerata la struttura di attività e passività della banca commerciale, misurano i cambiamenti del valore attuale delle posizioni sensibili ai tassi di interesse per via di shift paralleli delle curve di tasso pari ad 1pb, e i Credit Point Value - Sensitivity, che misurano i cambiamenti del valore attuale delle posizioni sensibili al rischio di credito per via di shift paralleli dei credit spread pari ad 1pb (per emittente, rating o settore);
  • stress scenarios, che rappresentano i cambiamenti del valore di mercato degli strumenti finanziari causati da profondi movimenti dei fattori di rischio di mercato rilevanti;
  • nominali, i quali sono calcolati sulla base del nozionale dell'esposizione.

Gli obiettivi principali dei Limiti Granulari di mercato sono:

  • supportare il management nella gestione del rischio di mercato;
  • assicurare che il desk si focalizzi su esposizioni a rischi che rientrano nel proprio mandato;
  • limitare il rischio di concentrazione, ovvero prevenire l'accumulo di posizioni che, seppur coerenti con i limiti di VaR assegnati, potrebbe diventare problematico dismettere in caso di turbolenze sul mercato e nel caso di ridotta liquidità;
  • integrare la gestione del rischio di mercato quando il VaR non copre adeguatamente uno specifico fattore di rischio;
  • agevolare l'interazione coi trader, i quali gestiscono le proprie posizioni in base alle sensitivities o ad analisi di scenario;
  • limitare la volatilità dei guadagni/perdite dovuti ad uno specifico fattore di rischio;
  • integrare il quadro normativo di riferimento (ad esempio Volcker rule e il German Trennbanken act).
  • I limiti Granulari di mercato devo essere coerenti con le Misure Complessive di rischio di mercato.

Portafoglio bancario

Le principali componenti del rischio di mercato del Portafoglio bancario sono: rischio di credit spread, rischio tasso d'interesse e rischio di cambio.

Il primo deriva principalmente dagli investimenti in titoli di stato detenuti ai fini di liquidità. Il rischio di mercato relativo al portafoglio obbligazionario è vincolato e monitorato mediante limiti sul nozionale, misure di sensitività e limiti sul Valore a rischio. Il contributo principale all'esposizione di credit spread è legato al rischio Sovrano italiano per gli investimenti del perimetro Italia.

La seconda componente è il rischio tasso di interesse. L'esposizione è misurata in termini di sensitività al valore economico e al margine d'interesse. Giornalmente le funzioni di tesoreria gestiscono il rischio tasso derivante dalle transazioni commerciali mantenendo l'esposizione entro i limiti fissati dai Comitati di Rischio. L'esposizione è monitorata e misurata giornalmente dalle funzioni di Risk Management. Il Comitato Asset & Liability Management è responsabile della strategia di gestione del rischio tasso per il Portafoglio Strategico, inclusa la decisione di investire la posizione di passività non onerose, al netto delle attività non fruttifere. La gestione del rischio tasso di interesse del Portafoglio bancario è volta a garantire, in situazione di continuità aziendale, l'ottimizzazione del profilo di rischio/rendimento della banca e la creazione di valore nel lungo termine riducendo nel contempo gli impatti negativi sulla generazione degli utili e sul capitale regolamentare derivanti dalla volatilità dei tassi di interesse. L'obiettivo principale della strategia di IRRBB, nel Portafoglio bancario, è la riduzione della volatilità del margine di interesse in orizzonte pluriennale. La strategia non prevede nessun posizionamento direzionale o discrezionale volto a generare utili addizionali, se non approvato dagli organi competenti e monitorato separatamente. Unica eccezione è per le funzioni autorizzate ad assumere posizioni sui tassi di interesse all'interno dei limiti approvati internamente. La strategia di gestione del gap strutturale tra attività e passività non sensibili al tasso di interesse (free funds) è volta a bilanciare l'obiettivo di stabilizzazione degli utili in un orizzonte di lungo termine e il costo opportunità di mantenere posizioni investite a tassi fissi.

La strategia di gestione del rischio tasso è fissata considerando anche i principali impatti derivanti da prepayment sulle attività. Il profilo di prepayment è stimato a partire dai dati storici e da analisi di trend. In Italia il rischio di prepayment è implicitamente considerato dalla tesoreria nel porre in essere le operazioni di copertura del rischio di tasso degli asset commerciali. In Germania il rischio di prepayment del portafoglio crediti è soggetto al livello dei tassi di interesse e al comportamento della clientela indipendentemente dal livello dei tassi di interesse. I prepayment sensibili al tasso di interesse sono relativamente piccoli per i livelli correnti di tasso di interesse e sono coperti tramite swaptions. I prepayment non sensibili ai tassi di interesse sono coperti tramite swaps, secondo la strategia della Banca per il Rischio di Tasso di Interesse. Anche il prepayment nel portafoglio crediti in Austria e CEE è considerato residuale dunque nessuna strategia di copertura viene applicata.

La posizione del rischio di tasso di interesse riferita al perimetro del Portafoglio bancario è poi rivista, almeno su base mensile, dal gruppo ALCO. La funzione del Comitato nella gestione del rischio di tasso di interesse riguarda:

  • la definizione della struttura dei limiti granulari sul tasso di interesse del Portafoglio bancario;
  • l'approvazione originaria e di eventuali modifiche di fondo del sistema di calcolo e controllo del rischi di tasso di interesse del Portafoglio bancario con il supporto della funzioni di validazione interna (ove necessario);
  • l'ottimizzazione del profilo di rischio di tasso di interesse del Portafoglio bancario di Gruppo;
  • la definizione delle strategie operative (per esempio il portafoglio di replica) e l'applicazione dei tassi interni di trasferimento all'interno del perimetro Italiano;
  • la funzione di consulenza e supporto al Group Risk & Internal Control Committee in ambito di Risk Appetite Framework, definizione della Global Policy sul tasso di interesse del Portafoglio bancario, aggiornamenti dei modelli comportamentali di tasso di interesse del Portafoglio bancario e altre tematiche critiche con impatti potenziali sul tasso di interesse del Portafoglio bancario.

La terza componente è il rischio di cambio. Le fonti di questa esposizione si riferiscono principalmente a investimenti di capitale in valuta estera. L'attuale strategia è quella di non coprire gli investimenti in conto capitale. La politica generale è quella di coprire l'esposizione relativa a dividendi e agli utili in corso di formazione in valuta estera, tenendo conto del costo di copertura e delle condizioni di mercato. Tale fonte di rischio è più rilevante per le società del Gruppo dei Paesi CEE. L'esposizione FX è coperta con contratti forward e opzioni, classificati nel Portafoglio di negoziazione. Tale regola generale è valida per la Capogruppo. Tale strategia di copertura è valutata dai Comitati di Rischio su base periodica.

Struttura ed organizzazione

Group Financial Risk è responsabile, a livello di Gruppo, di definire le strategie di gestione dei rischi finanziari del Gruppo da sottoporre alle competenti funzioni/ Organi (ossia il rischio di liquidità, di tasso di interesse del bilancio, di mercato e di controparte), assicurando che le attività di controllo dei rischi assunti da Filiali Estere di UniCredit S.p.A. siano monitorate e rendicontate al Group Chief Risk Officer ed al vertice aziendale. Inoltre, governa le attività di Gruppo volte ad assicurare la verifica indipendente dei prezzi e dei parametri dei rilevanti sistemi di Front Office, per il calcolo del fair value.

Lo sviluppo e la manutenzione delle metodologie, dei modelli e dell'architettura di Gruppo dei rischi finanziari e comportamentali e la validazione dei modelli di pricing sono in capo a Group Financial Risk Methodologies & Models che riporta a Group Risk Models & Credit Risk Governance.

La struttura si articola come sotto indicato:

In relazione al processo comunicativo tra le diverse parti appartenenti al market risk management, i Comitati responsabili in materia sono i seguenti: Group Market Risk Committee;

Group Assets & Liabilities Committee

Il "Group Market Risk Committee, i cui partecipanti/invitati permanenti sono principalmente rappresentanti del Risk, Business, Compliance e Internal Audit, si riunisce mensilmente ed è responsabile per il monitoraggio dei rischi di mercato a livello di Gruppo, per la valutazione dell'impatto delle transazioni, approvate dai competenti organi, che influiscono significativamente sul profilo complessivo del portafoglio del Rischio di Mercato, per la presentazione al "Group Risk & Internal Control Committee" per approvazione o informativa, di strategie relative al Rischio di Mercato, policy, metodologie e limiti nonché della reportistica periodica sul portafoglio del rischio di mercato. Il Comitato è responsabile di garantire la coerenza delle policy, metodologie e prassi operative riguardo al rischio di mercato, nelle diverse funzioni di business e nelle società del Gruppo.

Il "Group Assets and Liabilities Committee" è coinvolto nella definizione delle strategie, delle policy, delle metodologie e dei limiti (ove applicabili) per il rischio di liquidità, rischio di tasso di cambio e rischio di tasso di interesse del Portafoglio bancario, nelle decisioni di trasferimento interno dei capitali, Piano di Finanziamento e Contingency Funding Plan e nell'attività di monitoraggio. Garantisce inoltre la consistenza tra i processi e le metodologie in merito alla liquidità, tasso di cambio e tasso di interesse del Portafoglio bancario tra le funzioni di business e le società del Gruppo, al fine di ottimizzare l'utilizzo delle risorse finanziarie (es. la liquidità e il capitale) in linea con il Risk Appetite Framework e le strategie di business.

Sistemi di misurazione e di reporting

Portafoglio di negoziazione

Nel corso del primo semestre del 2019, il gruppo UniCredit ha continuato a migliorare e consolidare i modelli di rischio di mercato al fine di misurare, rappresentare e controllare opportunamente il profilo di rischio del Gruppo, adeguando i sistemi di reportistica. In merito ai sistemi di misurazione, maggiori dettagli si possono ritrovare nel paragrafo" Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il Portafoglio di negoziazione di Vigilanza", mentre i processi di reportistica giornaliera e mensile vengono periodicamente aggiornati all'interno delle Global Process Regulation.

All'interno del contesto organizzativo descritto in precedenza, la politica seguita dal gruppo UniCredit nell'ambito della gestione del rischio di mercato è finalizzata ad una progressiva adozione ed utilizzo di principi, regole e processi comuni in termini di propensione al rischio, definizione dei limiti, sviluppo dei modelli, pricing e disamina dei modelli di rischio.

Il dipartimento Group Financial Risk è specificamente chiamato a garantire che principi, regole e processi siano in linea con la miglior prassi di settore e coerenti con le norme e gli usi dei diversi paesi in cui vengono applicati.

Il principale strumento utilizzato dal gruppo UniCredit per la misurazione del rischio di mercato sulle posizioni di trading è il Valore a rischio (VaR), calcolato secondo l'approccio della simulazione storica. Per ulteriori dettagli sui modelli di valutazione del rischio si veda il capitolo successivo. Il Group Financial Risk definisce gli standard di reportistica sui rischi di mercato, in termini sia di contenuti sia di frequenza, e fornisce puntualmente informazioni al Top Management ed alle autorità di vigilanza sul profilo di rischio di mercato a livello consolidato.

In aggiunta al VaR ed alle misure di rischio di Basilea II, gli stress test sono un efficace strumento di gestione del rischio, in quanto forniscono ad UniCredit l'indicazione di quanto capitale potrebbe servire per assorbire perdite in caso di forti shock finanziari. Lo stress testing è parte integrante dell'Internal Capital Adequacy Assessment Process (ICAAP), dove si richiede ad UniCredit di eseguire uno stress testing rigoroso e forward-looking al fine di identificare possibili eventi o cambiamenti nelle condizioni di mercato che possano ripercuotersi in maniera sfavorevole per la Banca.

Portafoglio bancario

La responsabilità primaria per il monitoraggio ed il controllo della gestione del rischio di mercato nel Portafoglio bancario risiede presso gli organi competenti della Banca. Per esempio, la Capogruppo è responsabile per il processo di monitoraggio del rischio di mercato sul Portafoglio bancario a livello consolidato. In quanto tale, definisce la struttura, i dati rilevanti e la frequenza per un adeguato reporting a livello di Gruppo. La misura di rischio di tasso di interesse per il Portafoglio bancario riguarda il duplice aspetto di valore economico e di margine di interesse netto della Banca. In particolare, le due prospettive diverse ma complementari riguardano:

  • economic value perspective: variazioni nei tassi di interesse possono ripercuotersi sul valore economico di attivo e passivo. Il valore economico della banca può essere visto come il valore attuale dei flussi di cassa netti attesi della banca, cioè i flussi attesi dell'attivo meno quelli del passivo; una misura di rischio rilevante da questo punto di vista è la sensitività del valore economico per bucket temporale per uno shock dei tassi di 1pb. Questa misura è riportata ai comitati competenti al fine di valutare l'impatto sul valore economico di possibili cambiamenti nella curva dei rendimenti. La sensitività al valore economico è calcolata anche per uno shock parallelo di 200pb.
  • earnings at risk perspective: l'analisi si concentra sull'impatto del cambiamento dei tassi di interesse sul margine netto di interesse maturato o effettivamente riportato, cioè sulla differenza tra interessi attivi e passivi. Un esempio di una misura di rischio utilizzata è la Net Interest Income sensitivity, per uno shock parallelo dei tassi di 100pb. Tale misura fornisce un'indicazione dell'impatto che tale shock avrebbe sul margine di interesse nel corso dei prossimi 12 mesi. Vengono considerati anche scenari che includono basis risk e scenari non-paralleli.

Oltre l'insieme di limiti e livelli di allerta per il rischio tasso, misure dell'esposizione e relative restrizioni sono in atto anche per le altre fonti di rischio di mercato, come rischio di cambio, rischio azionario, rischio di valore a causa di variazioni degli spread creditizi. Inoltre, attraverso le misure di sensitività economica e altri indicatori granulari, questi tipi di rischio sono catturati in un Valore a rischio che include tutti i fattori di rischio di mercato. Queste misure di Valore a rischio sono basate su simulazione storica.

Politiche di copertura e di attenuazione del rischio

Portafoglio di negoziazione

Su base trimestrale un insieme di indicatori di rischio è fornito al Group Risk Committee attraverso l'Enterprise Risk Management Report e, su base mensile, al Group Market Risk Committee attraverso la Market Risk Overview; questi includono gli utilizzi di VaR, Stressed VaR, limiti di IRC, le Sensitivities, le esposizioni ai Governativi, i risultati degli Stress test e P&L.

Allo stesso tempo il superamento dei limiti è riportato sia al Group Market Risk Committee che al Group Risk Committee, (secondo i relativi livelli di severity); il processo di "escalation" normato dalla Policy Globale "Limiti del Rischio di Mercato" definisce la natura delle varie soglie/limiti applicati, così come gli organismi competenti da coinvolgere per stabilire il più appropriato piano di azione per ricondurre le esposizioni nei limiti approvati.

Un focus, se richiesto, è fornito di volta in volta sul specifici business line/desk al fine di assicurare il più elevato livello di comprensione e di discussione dei rischi in date aree che sono ritenute meritevoli di particolare attenzione.

Portafoglio bancario

In sede di ALCO si discutono su base mensile i principali fattori di rischio di mercato. La funzione Risk Management di Gruppo riporta al comitato le misure di rischio relative al Portafoglio bancario sotto un'ottica di margine e di valore economico. Tale funzione propone e monitora i set di limiti e warning level che sono stati preventivamente approvati dai rilevanti organi competenti.

Violazioni dei limiti e warning levels, se presenti, vengono riportati agli organi suddetti. Di conseguenza, il procedimento di escalation si attiva in linea con le procedure descritte nella Policy, per implementare le misure più appropriate per riportare l'esposizione all'interno dei limiti approvati. Le operazioni strutturali di copertura dal rischio di tasso di interesse al fine di attenuare l'esposizione verso il business della clientela sono eseguite dalle funzioni di Tesoreria. Le operazioni strategiche del Portafoglio bancario sono gestiti dal dipartimento di Asset and Liability Management, ALM.

Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il Portafoglio di negoziazione regolamentare

L'attuale modello interno per i rischi di mercato si basa sul calcolo del VaR (Valore a rischio), integrato con altre misure di rischio: Incremental Risk Charge (IRC) e Stressed VaR (SVaR) con lo scopo di ridurre la prociclicità dei requisiti minimi di capitale per il rischio di mercato, in linea con le direttive europee vigenti.

Tutti i requisiti regolamentari all'interno dell'arena del Market Risk sono stati recepiti tramite lo sviluppo interno di modelli e di strutture IT necessari, invece di ricorrere all'acquisizione di soluzioni esterne già "pronte".

Questo ha consentito ad UniCredit di creare soluzioni che per molti aspetti possono essere considerate all'estremo più sofisticato dello spettro di soluzioni che possono essere trovate in questo settore. In merito a questo, un elemento distintivo della struttura implementata per il rischio di mercato (e controparte) in UniCredit è il "full revaluation approach" che utilizza le medesime librerie di Pricing del Front Office.

Il gruppo UniCredit calcola VaR e VaR Stressato per il rischio di mercato su posizioni di negoziazione attraverso il metodo della simulazione storica. Tale metodo prevede la rivalutazione giornaliera (in full revaluation approach) delle posizioni sulla base dell'andamento dei prezzi di mercato su di un opportuno intervallo temporale di osservazione. La distribuzione empirica di utili/perdite che ne deriva viene analizzata per determinare l'effetto di movimenti estremi del mercato sui portafogli. Dato un portafoglio, una probabilità e un orizzonte temporale, il VaR è definito in modo che la probabilità che la perdita data dal mark-to-market su un portafoglio, per un determinato orizzonte temporale, non ecceda tale valore ad un livello di confidenza stabilito (assumendo nessuna negoziazione nel portafoglio). I parametri utilizzati per il calcolo del VaR sono i seguenti: intervallo di confidenza del 99%; orizzonte temporale di 1 giorno; distribuzione a pesi costanti di utili/perdite ottenute da uno scenario storico che copre gli ultimi 500 giorni. Gli scenari storici sono costruiti basandosi su shock proporzionali per rischi di prezzo e di cambio, e su shock assoluti per i rischi di tasso e di credit spread. Il modello VaR di UniCredit simula tutti i fattori di rischio, sia in riferimento al rischio generale che a quello specifico, fornendo così una diversificazione in un approccio diretto. Il modello è ricalibrato giornalmente. L'utilizzo di un orizzonte temporale di 1 giorno consente un confronto immediato con gli utili/perdite realizzati, e tale confronto è il cuore del back-testing.

Il VaR è una misura consistente tra tutti i portafogli ed i prodotti in quanto:

  • permette un confronto del rischio tra business diversi;
  • fornisce uno strumento di aggregazione e di netting di posizioni all'interno di un portafoglio in grado di riflettere la correlazione e le compensazioni tra asset class diversi;
  • semplifica il confronto del nostro rischio di mercato sia nel tempo che per i risultati giornalieri.

Sebbene il VaR sia un prezioso indicatore di rischio, deve essere utilizzato consapevolmente ai suoi limiti:

  • la simulazione storica si basa sugli eventi passati per prevedere potenziali perdite. In caso di deviazioni estreme potrebbe non essere appropriato; la lunghezza della finestra usata per generare la stimata distribuzione includerà necessariamente un trade-off tra la reattività delle metriche alle
  • recenti evoluzioni del mercato (finestra breve) e lo spettro di scenari che vorrà includere (finestra lunga);
  • assumendo un orizzonte costante di 1/10 giorni non si discrimina tra differenti fattori di rischio di liquidità.

Il computo dello Stressed VaR è basato sulla stessa metodologia e architettura del VaR, ed è analogamente calcolato con un livello di confidenza al 99% e un orizzonte temporale di un giorno su base settimanale, ma su un periodo stressato di osservazione di 250 giorni. Il periodo storico scelto identifica un intervallo di osservazione di un anno che produce la misura più alta per il portafoglio attuale.

Le finestre di Stressed VaR sono ricalibrate su base mensile e sono personalizzate per il portafoglio di ogni società del Gruppo, e per il Gruppo stesso (fondamentale per il calcolo delle Attività di rischio ponderate a livello consolidato). La finestra temporale di stress utilizzata a livello di Gruppo, di UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG corrisponde al periodo della "Crisi Lehman" (2008/2009), mentre per UniCredit S.p.A. corrisponde alla "Crisi del Debito Sovrano" (2011/2012). Il requisito a 10 giorni di VaR e VaR Stressato per il calcolo del capitale regolamentare è tuttavia ottenuto estendendo le misure ad 1 giorno a 10 giorni prendendo il massimo della radice quadrata delle misure riscalate e l'approccio di convoluzione che converte la distribuzione a 1 giorno nella distribuzione a 10 giorni. Le misure giornaliere sono invece usate attivamente per la gestione del rischio di mercato.

Al fine di convalidare la coerenza dei modelli interni di VaR impiegati per il calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato, sono effettuati test retrospettivi (back-testing) confrontando le previsioni di rischio del modello interno con i risultati a posteriori dei profitti e perdite del portafoglio, al fine di verificare se le misure di rischio al 99esimo percentile effettivamente coprano il 99% dei risultati del Portafoglio di negoziazione. L'esercizio si basa sugli ultimi dodici mesi di dati (250 osservazioni giornaliere). Qualora il numero di eccezioni nell'anno precedente superi quanto previsto dal livello di confidenza scelto, è attivata una revisione dei parametri e delle assunzioni del modello. Group Internal Validation ha eseguito una validazione periodica del framework di VaR/SVaR per verificarne la conformità ai requisiti regolamentari, includendo un'analisi di back-testing indipendente per la quale sono definiti parametri diversi (quali orizzonte temporale, percentile), e approfondendo i risultati per un sottoinsieme di portafogli rappresentativi del business della Banca.

L'IRC cattura sia il rischio di default che quello di migrazione per i prodotti non cartolarizzati tenuti nel Portafoglio di negoziazione. Il Modello interno sviluppato, usando una versione multivariata del modello di tipo Merton, simula l'evento di migrazione di rating di tutti gli emittenti rilevanti per le posizioni del Portafoglio di negoziazione del Gruppo su un orizzonte temporale di un anno. Le probabilità di migrazione e le correlazioni di settore sono calibrate su base storica, mentre le correlazioni idiosincratiche sono derivate dalla formula di correlazione IRB. Le migrazioni simulate sono convertite in scenari di credit spread mentre gli eventi di default sono associati a un simulato tasso di recupero. Così facendo, si assume l'ipotesi di una posizione costante e che a tutti i prodotti sia conservativamente attribuito un comune orizzonte di liquidità di un anno.

In ogni scenario tutto l'insieme di prodotti rilevanti è valutato tramite tale spread e default producendo una distribuzione simulata di utili e perdite che riflette pienamente la convessità, il rischio base, gli effetti di portafoglio e il rischio di concentrazione del portafoglio.

In questo modo un alto numero di simulazioni Monte Carlo genera una distribuzione di utili e perdite per il Gruppo (e ogni foglia del suo albero di portafoglio). L'IRC è definito come il 99,9 percentile di tale distribuzione.

Il capitale addizionale per prodotti di credito e cartolarizzazioni non coperte da IRC è calcolato attraverso l'approccio standardizzato.

La seguente tabella riassume le caratteristiche principali delle misure che definiscono i requisiti di capitale per il rischio di mercato in UniCredit.

MISURA TIPO DI RISCHIO ORIZZONTE QUANTILE SIMULAZIONE CALIBRAZIONE
VaR Tutti i fattori di Rsichio di Mercato 1g 99% Storica 2 anni finestra, pesati equamente
SVaR Tutti i fattori di Rsichio di Mercato 1g 99% Storica 1 anno finestra, pesati equamente
IRC Migrazione Rating e Default 1a 99,9% Monte Carlo Through-the-cycle (min 8 anni)

Il modello di IRC è sottoposto a un programma trimestrale di Stress test atto a valutare la robustezza del modello. I parametri rilevanti come i Tassi di Recupero, le Probabilità di Transizione, le Correlazioni Idiosincratiche sono sottoposte a shock e gli impatti sono calcolati sulle misure di IRC.

L'unità di "Group Internal Validation" ha svolto le sue attività di validazione sulla robustezza metodologica dei modelli di IRC, per integrare le analisi disponibili svolte in fase di sviluppo e verificare l'adeguatezza dell'ambiente di risk management ai requisiti regolamentari e agli standard interni. Come già evidenziato dalle stesse Autorità di Vigilanza, metodologie di back-testing basate sulla verifica di solidità, dati un intervallo di confidenza del 99,9% e un orizzonte temporale di un anno, non possono essere estese alle metriche di IRC dato l'orizzonte temporale di un anno della misura di rischio. Di conseguenza, da una parte la validazione dei modelli di IRC ha fatto molto affidamento su metodologie indirette (tra le quali stress test, analisi di sensitivity e di scenario), dall'altra, al fine di verificare la ragionevolezza qualitativa e quantitativa dei modelli, un'attenzione particolare è stata posta sull'analisi specifica del comportamento dei portafogli di UniCredit.

L'unità di "Group Internal Validation" ha mantenuto un ambito di analisi il più ampio possibile, al fine di ricomprendere le diverse problematiche che si possono configurare nello sviluppo di tali modelli (disegno generale del modello, adeguatezza regolamentare, implementazione computazionale, spiegazione delle risultanze). Group Internal Validation ha effettuato un ampio spettro di analisi di validazione sulla misura di IRC utilizzando le sue librerie di replica interna. Tale replica consente una semplice verifica dei risultati ottenuti nell'ambiente di produzione e, inoltre, un'implementazione più dinamica e su misura dei test necessari. Lo spettro di analisi comprende la stabilità Monte Carlo, analisi e stress di correlazione, il calcolo della sensitività dei parametri, analisi dei contributi marginali e paragoni con modelli alternativi. Tutti i principali parametri sono stati analizzati, quali matrici di correlazione, matrici di probabilità di transizione, shock di transizione, tassi di recupero, probabilità di fallimento, numero di scenari. Al fine di capire la performance complessiva del modello nel replicare i fenomeni reali di migrazione e fallimento, Group Internal Validation ha effettuato anche un esercizio di performance storiche confrontando le migrazioni e i fallimenti predetti dal modello IRC di UniCredit con quelli realmente osservati dal 1981 (per disponibilità dei dati).

La Banca d'Italia ha autorizzato il gruppo UniCredit all'uso dei modelli interni per il calcolo dei requisiti di capitale per il rischio di mercato. Ad oggi i Paesi CEE sono le principali società del Gruppo che stanno utilizzando un approccio standardizzato per il calcolo dei requisiti di capitale concernenti posizioni di negoziazione. Comunque, il VaR è in uso per la gestione del rischio di mercato nelle suddette società.

Per il VaR, VaR stressato e l'IRC del Portafoglio di negoziazione la banca distingue tra una vista regolamentare ed una gestionale. Le misure gestionali sono usate per il monitoraggio del rischio e la guida del business come descritto nella Market Risk Framework: in particolare i limiti di VaR rappresentano la metrica principale che permette di trasportare il Risk Appetite all'interno del Market Risk Framework.

Il VaR manageriale ha un perimetro più ampio di applicazione: è utilizzato sia per il monitoraggio del Portafoglio di negoziazione che del perimetro complessivo (Portafoglio di negoziazione e Portafoglio bancario), al fine di ottenere una rappresentazione completa del rischio, includendo anche le società del Gruppo per le quali il Metodo Standard è applicato, ai fini di avere una vista completa del rischio.

Il metodo di misurazione standardizzato si applica anche al calcolo del capitale che copre il rischio dell'esposizione a valute estere nel Portafoglio bancario per le società del Gruppo (UniCredit S.p.A.) che non hanno l'approvazione per la simulazione del rischio cambio con Modello Interno. Relativamente a questo il rischio cambio, sia per il Portafoglio di negoziazione che per Il Portafoglio bancario, è incluso nel VaR e SVaR ai fini regolamentari per quelle società del Gruppo per le quali è stato approvato (UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG); per quanto riguarda la vista manageriale l'FX Risk del Portafoglio bancario è incluso nel perimetro complessivo (Portafoglio di negoziazione e Portafoglio bancario).

Riassumendo si può dire che il modello interno è usato a fini regolamentari per UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG, UniCredit Bank Austria AG and Unicredit Bank Austria group, mentre è usato per tutte le società del Gruppo (comprese le CEE) per fini manageriali.

Alla fine i portafogli di negoziazione sono sottoposti a Stress test in base a un'ampia serie di scenari semplici e complessi. Gli scenari semplici, che prevedono lo shock di singole asset classes, sono definiti nel contesto di Rischio di tasso/Rischio di prezzo/Rischio di cambio/Rischio di Credit Spread Sensitivity. Gli scenari complessi applicano variazioni simultanee a più risk factors. Entrambi gli scenari semplici e complessi sono applicati a tutto il Portafoglio di negoziazione. Descrizioni dettagliate sono incluse all'interno del paragrafo Stress test.

I risultati degli Stress test sono calcolati nel sistema di Group Market Risk (UGRM), così da assicurare un approccio metodologico comune nel Gruppo. I risultati sono calcolati applicando l'approccio di full revaluation, che significa che tutte le posizioni vengono rivalutate sotto condizioni di stress; nessun modello ad hoc o funzione di prezzo viene applicato per lo stress testing.

Conformemente alla regolamentazione nazionale, alcuni scenari rilevanti sono inoltre materia di reporting regolamentare su base trimestrale. Inoltre un set di scenari viene generato mensilmente su tutto il perimetro di Gruppo, così da coprire sia le posizioni del Portafoglio di negoziazione sia quelle del Portafoglio bancario. I risultati sono discussi mensilmente nel Market Risk Stress Test Open Forum che include rappresentati della funzione di Rischi di Mercato di tutte le società del Gruppo e rappresentanti del Business. I risultati sono analizzati a fondo nel report mensile "Monthly Overview on Market Stress Test".

Gli Stress Test Warning Levels sono monitorati mensilmente. Maggiori dettagli sui Warning Levels e sulle Strategie sono forniti all'interno del paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio.

VaR, SVaR e IRC

VaR, SVaR e IRC diversificati sono calcolati considerando la diversificazione riveniente dalle posizioni di differenti società appartenenti al perimetro I-mod (cioè per le quali è approvato l'uso del modello interno per il calcolo del rischio). Ciononostante le misure di VaR, SVaR e IRC sono in vigore per tutte le società del Gruppo e i loro valori sono riportati di seguito, a titolo informativo, insieme ai valori di Gruppo di VaR, SVaR e IRC non diversificati, calcolati sommando i rispettivi valori delle società del Gruppo (senza tener conto dell'effetto di diversificazione), considerando il perimetro regolamentare ove disponibile.

Le fluttuazioni nella serie temporale del VaR verificatesi nel primo trimestre del 2019 sono dovute principalmente alle variazioni nell'esposizione al rischio di Credit Spread della Repubblica Italiana nel trading Book di UniCredit S.p.A.

Rischiosità del portafoglio di negoziazione

VaR giornaliero Portafoglio di negoziazione regolamentare (milioni di €)
FINE GIUGNO MEDIA
ULTIMI 60
2019 2018
PERIMETRO I-MOD 2019 GIORNI MEDIA MASSIMO MINIMO MEDIA
Diversificato gruppo UniCredit 9,1 8,7 8,1 11,3 5,6 9,7

VaR giornaliero Portafoglio di negoziazione gestionale (milioni di €)

FINE GIUGNO MEDIA
ULTIMI 60
2019 2018
PERIMETRO STANDARD APPROACH 2019 GIORNI MEDIA MASSIMO MINIMO MEDIA
Russia 1,4 1,8 1,8 2,4 0,7 1,5
Turchia 3,5 2,1 1,7 4,9 1,0 1,1
Bosnia Herzegovina 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Serbia 0,3 0,1 0,1 0,3 0,0 0,1
Romania 0,3 0,7 0,6 1,0 0,1 0,4
Bulgaria 0,2 0,2 0,2 0,2 0,1 0,1
Ungheria 0,6 0,6 0,5 0,7 0,4 0,5
Repubblica Ceca 1,6 1,7 1,6 2,2 1,1 3,7
Croazia 0,1 0,2 0,2 0,3 0,1 0,2
Slovenia 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,1
Paesi Baltici 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Non Diversificato gruppo UniCredit 21,2 19,4 17,5 21,5 12,9 20,0

Rischiosità del portafoglio di negoziazione

SVaR giornaliero portafoglio di negoziazione regolamentare (milioni di €)
FINE GIUGNO MEDIA
ULTIME 12
2019 2018
PERIMETRO I-MOD 2019 SETTIMANE MEDIA MASSIMO MINIMO MEDIA
Diversificato gruppo UniCredit 19,1 22,6 21,4 29,8 15,0 37,4

SVaR giornaliero portafoglio di negoziazione gestionale (milioni di €)

FINE GIUGNO MEDIA
ULTIME 12
2019 2018
PERIMETRO STANDARDIZED APPROACH 2019 SETTIMANE MEDIA MASSIMO MINIMO MEDIA
Russia 19,3 18,0 16,0 22,2 8,7 13,3
Turchia 2,2 3,0 2,9 4,1 2,1 2,8
Bosnia Herzegovina 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Serbia 0,7 0,8 0,9 1,3 0,4 1,1
Romania 1,8 3,5 2,9 4,6 0,9 2,7
Bulgaria 1,4 1,3 1,0 1,5 0,6 0,6
Ungheria 1,8 2,3 2,2 3,0 1,5 3,0
Repubblica Ceca 6,3 6,4 6,1 6,7 5,3 5,8
Croazia 0,6 0,6 0,6 0,8 0,4 0,7
Slovenia 0,1 0,1 0,1 0,4 0,0 0,3
Paesi Baltici 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
NoN Diversificato gruppo UniCredit 64,8 72,2 66,8 81,7 47,7 75,1

Rischiosità del portafoglio di negoziazione

IRC portafoglio di negoziazione regolamentare (milioni di €)
FINE GIUGNO MEDIA
ULTIME 12
2019 2018
PERIMETRO I-MOD 2019 SETTIMANE MEDIA MASSIMO MINIMO MEDIA
Diversificato gruppo UniCredit 251,4 274,6 253,2 327,8 185,9 282,9
IRC portafoglio di negoziazione gestionale (milioni di €)
FINE GIUGNO
2019
MEDIA
ULTIME 12
2019 2018
PERIMETRO STANDARDIZED APPROACH SETTIMANE MEDIA MASSIMO MINIMO MEDIA
Russia 0,0 10,4 12,8 31,0 0,0 25,7
Turchia 3,4 3,4 3,6 4,1 3,2 3,7
Serbia 8,3 9,6 9,7 11,4 7,0 12,9
Romania 8,1 24,2 19,9 33,5 8,1 14,4
Bulgaria 7,7 7,8 5,4 9,1 0,8 1,8
Ungheria 34,2 37,0 33,3 43,6 23,2 25,5
Repubblica Ceca 2,0 0,8 1,1 2,5 0,3 1,7
Croazia 0,0 0,1 0,7 3,3 0,0 4,7
NoN Diversificato gruppo UniCredit 499,2 563,9 509,7 672,6 372,2 532,3

EU MR4 Confronto tra stime di VaR e profitti/perdite

Si riportano di seguito i grafici con le analisi di back-testing relativi ai rischi di mercato del Portafoglio di negoziazione, nei quali i dati di VaR degli ultimi dodici mesi sono confrontati con i risultati ipotetici di "profit and loss" per il Gruppo (perimetro I-Mod).

Nel corso del primo semestre del 2019 non si sono osservati sforamenti di VaR per il gruppo UniCredit.

VaR Gestionale

Di seguito si riportano i valori a fine giugno 2019, del VaR Gestionale diversificato del Portafoglio di negoziazione a livello di Gruppo e Regional Center e il VaR Gestionale non diversificato del Portafoglio di negoziazione a livello di Gruppo, calcolato sommando i valori di tutte le società del Gruppo (senza tener conto dell'effetto di diversificazione). Le differenze con il VaR Regolamentare del Portafoglio di negoziazione sono state descritte in precedenza.

VaR giornaliero portafoglio di negoziazione gestionale (milioni di €)
PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE FINE GIUGNO 2019
Diversificato gruppo UniCredit come da modello interno 11,0
RC Germania 5,3
RC Italia 7,5
RC Austria 0,5
RC CEE 5,2
Non Diversificato gruppo Unicredit 21,3

VaR Marginale Regolamentare

La tabella che segue fornisce uno spaccato del VaR a 10 giorni (cioè riferito ad un orizzonte temporale di 10 giorni) per i principali rischi di mercato (debito, equity, FX, commodity) e la sua evoluzione durante l'anno, nella forma del template C24 del COREP.

Rischiosità del Portafoglio di negoziazione per classi di strumenti

VaR a 10 giorni Portafoglio di negoziazione regolamentare (milioni di €)
2019
1° TRIM 2° TRIM 4° TRIM
Traded Debt Instruments 32,6 39,0 30,5
TDI - Rischio Generale 16,2 16,2 16,7
TDI - Rischio Specifico 27,1 38,5 22,6
Equity 6,2 7,1 5,8
Equity - Rischio Generale - - -
Equity - Rischio Specifico 6,2 7,1 5,8
Rischio Cambio 3,8 4,8 5,1
Rischio Commodity 8,2 7,6 10,2
Totale Rischio Generale 17,9 18,1 16,7
Totale Rischio Specifico 20,2 29,5 21,7

Nel corso del secondo trimestre del 2019, si è verificato un aumento del rischio specifico sugli strumenti di debito, principalmente a causa del cambiamento nella composizione del Portafoglio di negoziazione della business line Fixed Income & Curencies di UniCredit Bank AG e ad un aumento dell'esposizione a breve termine al rischio di Credit Spread della Repubblica Italiana nel Portafoglio di negoziazione di UniCredit S.p.A.

CVA

Di seguito vengono riportati i valori di CVA in termini di requisiti di capitale per il Gruppo (come somma delle singole Legal Entities in quanto il beneficio di diversificazione non viene considerato). I requisiti di capitale identificano la volatilità degli spread creditizi che impattano il CVA regolamentare. Si compone di un VaR calcolato sulla finestra corrente (CVA VaR) e un VaR calcolato su una finestra stressata (CVA SVaR). Per le esposizioni non coperte dal modello CCR interno (utilizzato per il calcolo dei profili di esposizione CVA) viene utilizzato il metodo standardizzato (SA).

Nel primo semestre del 2019 la componente di Own Fund Requirements dovuta al CVA a modello avanzato si è mantenuta relativamente stabile a livello di gruppo rispetto all'ultimo trimestre del 2018.

Rischiosità del Portafoglio di negoziazione

CVA Portafoglio di negoziazione (milioni di €)
2019 2018
1° TRIM 2° TRIM 4° TRIM
CVA 159,4 162,2 157,7
CVA VaR 12,0 13,0 11,1
CVA SVaR 93,7 99,0 94,8
CVA SA 53,6 50,1 51,8

2.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza

Informazioni di natura qualitativa

Rischio di tasso

A. Aspetti generali

Il rischio di tasso di interesse relativo al Portafoglio di negoziazione deriva da posizioni finanziarie assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati. A prescindere dall'utilizzo dei modelli interni nel calcolo dei requisiti patrimoniali, le posizioni di rischio nel Gruppo sono monitorate e soggette a limiti attribuiti ai portafogli sulla base delle responsabilità manageriali e non puramente su criteri regolamentari.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.

Per quanto riguarda gli Stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo Stress test.

Con il monitoraggio dei Granular Market Limits, la funzione di Group Market Risk procede con periodicità almeno mensile al calcolo di sensitivity analysis, ovvero effetto di conto economico conseguente alla variazione di valore di singoli fattori di rischio o di più fattori di rischio dello stesso tipo. In aggiunta alla sensitivity degli strumenti finanziari rispetto alle variazioni del fattore di rischio sottostante si procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità di tassi di interesse ipotizzando, in particolare, una variazione negativa e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.

Rischio di prezzo

A. Aspetti generali

La rischiosità di prezzo riferita ad azioni, commodity, OICR e relativi prodotti derivati presenti nel Portafoglio di negoziazione, origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati. Il rischio di prezzo derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC e il ricorso al security lending. Strategie di trading di volatilità sono perseguite utilizzando prodotti opzionali e derivati complessi.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio

Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio, che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.

Per quanto riguarda gli Stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo Stress test.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e dei derivati finanziari

La presente tabella non è stata redatta in quanto vengono riportate le sensitivity al tasso di interesse in base al modello interno.

2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i principali Paesi del mercato di quotazione

La presente tabella non è stata redatta in quanto vengono riportate le sensitivity al rischio di prezzo in base al modello interno.

3. Portafoglio di negoziazione di vigilanza - modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.

Rischio di tasso

Sensitivity ai tassi di interesse

La sensitivity ai tassi di interesse è calcolata ipotizzando sia movimenti paralleli delle curve di tasso, sia variazioni della relativa inclinazione. Per quanto riguarda i movimenti paralleli si analizzano gli effetti dovuti a movimenti delle principali curve per ±1pb/±10pb/±100pb.

Ad uno spostamento della curva di 1pb, viene calcolata la sensitivity in corrispondenza di diversi time-bucket. Per le variazioni nell'inclinazione delle curve dei tassi, si riporta la sensitivity a variazioni delle stesse sia in senso orario ("clockwise turning" - Turn CW), rappresentativa di un incremento dei tassi a breve termine e di una contemporanea diminuzione di quelli a lungo termine, sia in senso antiorario ("counter-clockwise turning" - Turn CCW), rappresentativa di una diminuzione dei tassi a breve e di un corrispondente incremento di quelli a lungo termine.

In particolare, la rotazione oraria e anti-oraria attualmente implementata prevede rispettivamente le seguenti variazioni in termini assoluti:

  • +50pb/-50pb in corrispondenza del bucket a 1 giorno;
  • 0pb in corrispondenza del bucket a 1 anno;
  • -50pb/+50pb in corrispondenza del bucket a 30 anni e oltre;
  • per bucket compresi tra quelli indicati, lo spostamento da applicare è ricavato per interpolazione lineare.

Il Gruppo procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità del tasso interesse ipotizzando, in particolare, una variazione negativa e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.

Le tabelle sottostanti mostrano le sensitivity per il Portafoglio di negoziazione.

(milioni di €)
TASSI DI
INTERESSE
+1 PB
INFERIORE
A 1 MESE
+1 PB
DA 1
MESE A
6 MESI
+1 PB
DA 6
MESI A
1 ANNO
+1 PB
DA 1 A
5 ANNI
+1 PB
DA 5 A
10 ANNI
+1 PB
DA 10 A
20 ANNI
+1 PB
OLTRE
20
+1 PB
TOTALE
-10
PB
+10
PB
-100
PB
+100
PB
CW CCW
Totale -0,1 -0,2 0,0 -0,6 1,0 -0,1 -0,8 -0,8 -9,7 1,3 -417,5 -97,5 -235,1 98,8
di cui:
EUR
-0,1 -0,3 -0,1 -0,6 0,8 -0,5 -0,9 -1,6 -5,5 1,2 -374,1 -103,2 -226,5 91,7
USD 0,0 0,1 0,1 0,0 0,3 -0,1 -0,1 0,4 0,3 -0,3 0,2 -3,8 11,2 -11,4
GBP 0,0 0,0 0,0 -0,1 -0,1 0,3 0,2 0,3 -3,1 3,1 -28,6 30,1 -16,1 15,1
CHF 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,1 0,1 0,0 0,0 -0,3 0,3 -3,1 2,3 -1,4 1,4
JPY 0,0 0,0 0,0 -0,1 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,4 0,3 -0,5 0,5
(milioni di €)
-30% +30%
Tassi di interesse 169,5 -171,4
EUR 168,3 -169,7
USD 3,8 -4,9

Rischio di prezzo

Sensitivity ai corsi azionari

La sensitivity rispetto ai corsi azionari è espressa in due modalità:

  • come "Delta cash-equivalent", ovvero come controvalore in euro della quantità di sottostante che esporrebbe la banca allo stesso rischio derivante dal portafoglio reale;
  • come risultato economico derivante dall'aumento e diminuzione dei prezzi spot del 1%, 10% e 20%.

Il Delta cash-equivalent ed il Delta 1% (ovvero l'impatto economico risultante dall'aumento dei prezzi spot dell'1%) sono calcolati sia dettagliatamente per regione geografica (immaginando che tutti i mercati azionari appartenenti a ciascuna regione siano perfettamente correlati) sia per totale (assumendo pertanto una perfetta correlazione fra tutti i mercati azionari). Le sensitivity rispetto a variazioni del 10% e 20% sono calcolate esclusivamente per totale.

Il Gruppo procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità delle equity ipotizzando, in particolare, una variazione negativa e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.

In aggiunta si procede anche al calcolo della sensitivity ai prezzi delle materie prime secondo i criteri sopra indicati. Quest'ultima, considerata la secondarietà dell'esposizione rispetto a quella verso le altre tipologie di rischio, è articolata in un'unica categoria.

Le tabelle sottostanti mostrano le sensitivity per il Portafoglio di negoziazione.

(milioni di €)
AZIONI
TUTTI I MERCATI
DELTA
CASH-EQUIVALENT
-20% -10% -1% +1% +10% +20%
Europa 30,0 - - - 0,3 - -
USA -8,0 - - - -0,1 - -
Giappone 3,2 - - - 0,0 - -
Asia ex-Giappone 15,3 - - - 0,2 - -
America Latina 0,8 - - - 0,0 - -
Altro -20,1 - - - -0,2 - -
Totale 21,0 3,6 5,5 0,4 0,2 18,8 62,0
Commodity 14,6 -6,6 -2,7 -0,2 0,2 1,1 -0,2
(milioni di €)
-30% +30%
Azioni -1,5 7,7

2.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio bancario

Informazioni di natura qualitativa

Rischio di tasso

A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso d'interesse e del rischio di prezzo

Il rischio di tasso di interesse consiste nelle variazioni dei tassi di interesse che si riflettono:

sulla formazione del margine di interesse e, conseguentemente, sugli utili della banca;

sul valore attuale netto delle attività e delle passività, impattando sul valore attuale dei flussi di cassa futuri.

Il Gruppo misura e monitora il rischio di tasso di interesse nel quadro della policy di rischio di tasso d'interesse del Portafoglio bancario, che detta metodologie e relativi limiti o soglie di attenzione riguardo la sensibilità del margine di interesse e il valore economico per il Gruppo. Il rischio di tasso di interesse incide sulle posizioni di proprietà rivenienti dall'operatività commerciale e dalle scelte di investimento strategiche (Portafoglio bancario).

Le fonti principali del rischio di tasso di interesse si possono classificare come segue:

  • rischio di "gap": nasce dalla struttura a termine del Portafoglio bancario e descrive il rischio che emerge dalla tempistica delle variazioni di tasso sullo strumento. La misura della variazione del "gap" dipende anche dal fatto se la variazione della struttura a termine dei tassi avviene in maniera consistente su tutta la curva dei tassi (rischio parallelo) o in maniera differenziata per periodo (rischio non parallelo). Il rischio di "gap" comprende anche il rischio di riprezzamento, definito come il rischio di cambiamenti nel margine di interesse ogni volta che il tasso di un contratto finanziario viene rifissato. Il rischio di riprezzamento si riferisce anche al rischio della curva dei rendimenti che si verifica quando uno spostamento della curva di tasso impatta il valore economico delle attività e passività sensibili al rischio di tasso.
  • rischio base: può essere suddiviso in due tipi di rischio:
  • rischio "tenor", deriva dalla mancata corrispondenza tra scadenza dello strumento e variazione dei tassi di interesse;
  • rischio valuta, ovvero il rischio di una potenziale compensazione tra le sensitività al tasso di interesse emergenti dall'esposizione al rischio tasso in valute diverse;
  • rischio delle opzioni, deriva da posizioni in derivati o dagli elementi opzionali incorporati in molte attività, passività e voci fuori bilancio della banca, dove o la banca o il cliente hanno la facoltà di modificare l'ammontare e la tempistica dei flussi di cassa.

Limiti e soglie d'allerta sono definiti in termini di sensibilità, per ogni Banca o Società del Gruppo. L'insieme di metriche è definito a seconda del livello di complessità del business della Società.

Ciascuna delle banche o società del Gruppo si assume la responsabilità di gestire l'esposizione al rischio di tasso di interesse entro i limiti specificati. A livello consolidato, la funzione del Group Risk Management è incaricata della misurazione del rischio di tasso di interesse. La misurazione del rischio di tasso di interesse include:

  • L'analisi del Margine d'Interesse: tale attività si traduce in un'analisi di bilancio costante (assumendo cioè che le posizioni rimangano costanti durante il periodo), e una simulazione di impatto sul margine di interesse per l'attuale periodo, prendendo in considerazione le ipotesi di elasticità per le poste a vista. In aggiunta, attraverso un'analisi di simulazione, si valuta l'impatto sul reddito di shock differenti delle curve dei tassi. Lo shock di riferimento per uno scenario di rialzo dei tassi è lo shock istantaneo e parallelo di +100pb. Al contrario, gli shock per uno scenario di ribasso dei tassi sono applicati in maniera asimmetrica. Le valute alle quali è applicato uno shock di -30pb sono: EUR, BGN, JPY, CHF e BAM. Per HUF, i cui tassi sono solo moderatamente negativi, si applica uno shock di -60pb. Per le altre valute lo shock è di -100pb. Scenari aggiuntivi sono simulati per prendere in considerazione il rischio base e altri shock non paralleli.
  • L'analisi del Valore Economico: essa include il calcolo delle misure di duration, sensibilità del valore economico delle poste di bilancio per i diversi punti della curva, così come l'impatto sul valore economico derivante da grandi variazioni dei tassi di mercato, ad esempio in seguito ad uno spostamento parallelo di 200pb e altri shock paralleli e non, inclusi quelli richiesti dalla normativa EBA.

Il rischio tasso di interesse viene monitorato in termini di sensibilità del valore economico, per uno shock istantaneo e parallelo di +1 punto base della struttura a termine dei tassi di interesse. La funzione responsabile della gestione del rischio di tasso di interesse verifica su base giornaliera l'utilizzo dei limiti per l'esposizione al rischio tasso di interesse a seguito di uno shock di 1pb. Su base mensile sono monitorate la sensibilità del Valore Economico per gli shock, paralleli e non, più severi sulla struttura a termine dei tassi e quella del Margine di interesse.

La Tesoreria copre l'esposizione al rischio di tasso di interesse da operazioni commerciali. L'esposizione al rischio di tasso di interesse della Tesoreria è monitorato tramite un insieme di limiti e soglie d'allerta. Lo stesso vale per l'esposizione complessiva al rischio tasso dello stato patrimoniale, tenendo conto anche delle posizioni strategiche di investimento della banca, come ad esempio le operazioni non direttamente collegate alla copertura del business commerciale.

Rischio di prezzo

A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di prezzo

Il rischio di prezzo del Portafoglio bancario si origina principalmente dalle partecipazioni detenute dalla Capogruppo e dalle sue controllate con finalità di stabile investimento, nonché dalle quote di OICR non comprese nel Portafoglio di negoziazione in quanto detenute anch'esse con finalità di stabile investimento.

Per quanto riguarda gli Stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo Stress test.

2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività

Rischio di tasso

Al 30 Giugno 2019 la sensibilità del margine di interesse ad una variazione istantanea e parallela dei tassi di +100pb era pari a +€783 milioni. La sensibilità ad una variazione istantanea e parallela dei tassi di +200pb del valore economico del patrimonio al 30 Giugno 2019 era pari a -€2.842milioni28 .

2.2.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio Il rischio di cambio in UniCredit origina sia dalla presenza nel Gruppo di banche che operano in aree valutarie diverse dall'Area Euro, sia da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo, entro i limiti e le autonomie assegnati.

Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di "relative value" attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC. Strategie di trading di volatilità sono perseguite utilizzando prodotti opzionali. Il rischio viene costantemente monitorato e misurato utilizzando i modelli interni sviluppati dalle società che compongono il Gruppo.

Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni. Tali modelli vengono inoltre utilizzati nel calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato a fronte dell'esposizione a tale tipologia di rischio.

Per quanto riguarda gli Stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo Stress test.

28 Gli importi includono stime di sensitività modellizzate per attivi e passivi con scadenze non ben definite come i depositi a vista e di risparmio.

B. Attività di copertura del rischio di cambio

L'attività di copertura del rischio cambio all'interno del Portafoglio di negoziazione è finalizzata al rispetto dei Limiti Granulari e Globali definiti. Per il Portafoglio bancario il Gruppo attua una politica di copertura economica sia degli utili che dei dividendi provenienti dalle controllate non appartenenti all'Area Euro, tenendo in considerazione le condizioni di mercato nell'implementazione di tali strategie.

Rischio di credit spread

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali

Il rischio relativo ai credit spread e relativi prodotti derivati presenti nel Portafoglio di negoziazione origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati.

Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati ed OTC.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio

Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.

Per quanto riguarda gli Stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo Stress test.

Informazioni di natura quantitativa

Sensitivity ai Credit Spread

Le sensitivity ai credit spread sono calcolate ipotizzando un peggioramento del merito di credito risultante in un movimento parallelo delle curve di credit spread per +1pb/+10pb/+100pb.

Tali sensitivity sono calcolate sia a livello complessivo, ipotizzando un movimento parallelo di tutte le curve di credit spread sia in corrispondenza di specifiche classi di rating e di settori economici.

La tabella sottostante mostra le sensitivity per il Portafoglio di negoziazione.

(milioni di €)
+1 PB
INFERIORE
A 1 MESE
+1 PB
DA 1
MESE
A 6 MESI
+1 PB
DA 6
MESI
A 1
ANNO
+1 PB
DA 1
A 5 ANNI
+1 PB
DA 5
A 10
ANNI
+1 PB
DA 10
A 20
ANNI
+1 PB
OLTRE
20 ANNI
+1 PB
TOTALE
+10PB +100PB
Totale 0,0 0,0 -0,1 -0,6 0,2 0,0 -0,1 -0,7 -7,1 -65,8
Rating
AAA 0,0 0,0 0,0 -0,1 0,1 0,0 0,0 0,1 1,1 18,4
AA 0,0 0,0 0,0 -0,1 -0,1 0,0 0,0 -0,2 -1,6 -12,5
A 0,0 0,0 0,0 -0,1 0,0 0,0 0,0 -0,2 -1,6 -16,3
BBB 0,0 0,0 -0,1 -0,4 0,2 -0,1 -0,1 -0,4 -4,4 -45,7
BB 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,2 -1,8
B 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,1 -0,6
CCC and NR 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,3 -2,8
Settore
Governativi e Relativi 0,0 0,0 -0,1 -0,3 0,4 0,0 -0,1 -0,1 -1,2 -1,6
ABS e MBS 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,1 -0,7
Servizi Finanziari 0,0 0,0 0,0 -0,2 -0,2 0,0 0,0 -0,4 -4,6 -45,1
Tutte le imprese 0,0 0,0 0,0 -0,1 0,0 0,0 0,0 -0,1 -1,2 -15,6
Materie Prime 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,2 -1,7
Comunicazioni 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,1 -0,6
Beni di consumo ciclici 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,1 -1,2
Beni di consumo non ciclici 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,1 -1,2
Energia 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,4 -4,2
Tecnologia 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,3
Industriale 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,3 -2,9
Servizi Pubblici 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,1
Tutti le altre imprese 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 -0,1 -0,4

Stress test

Gli Stress test costituiscono una metrica di rischio complementare al VaR e all'analisi di sensitivity e permettono l'esame dei rischi potenziali da una differente prospettiva. L'esercizio di Stress testing prevede la valutazione di portafoglio all'interno sia di scenari semplici (costruiti variando i fattori di rischio singolarmente), sia di scenari complessi (costruiti variando i fattori di rischio sistematicamente).

Di seguito sono riportate le descrizioni degli scenari complessi, che combinano movimenti di tassi di interesse, prezzi, tassi di cambio, credit-spread. Per le descrizioni degli scenari semplici si vedano i paragrafi precedenti.

Per quanto riguarda gli scenari complessi, diversi scenari sono stati applicati al perimetro Trading Book di Gruppo su base mensile e riportati al Top Management.

Widespread contagion

In questo scenario, si assume l'intensificarsi del rischio politico in Europa. La fiducia di mercati finanziari, imprese e famiglie si deteriora portando ad una minore attività economica.

Per quanto riguarda il PIL, l'Italia e la Spagna sono le più colpite, a seguire la Francia, mentre la Germania è la meno colpita. A livello di eurozona, lo scenario prevede un rallentamento della crescita del PIL a 0,4% nel 2019, seguita da una contrazione dello 0,6% nel 2020 e da una lenta ripresa allo 0,5% nel 2021. Nel complesso, la perdita cumulata rispetto allo scenario base è di 3.8 punti percentuali nei tre anni.

L'inflazione nell'eurozona resterà molto bassa nel periodo 2019 - 2021, rispecchiando un più ampio output gap e un più basso prezzo del petrolio, effetti solo in parte compensati da un euro più debole.

In questo contesto ci aspettiamo che la BCE tagli il tasso sui depositi – ad oggi il vero tasso di politica monetaria – di 20 pb cumulativi fino a -0,60%, mantenendo, allo stesso tempo, il tasso di rifinanziamento a 0,00%. La dimensione del taglio dei tassi è modesta rispetto all'intensità degli shock sull'inflazione e la crescita. È probabile che il taglio dei tassi sia accompagnato da misure attenuanti per sostenere la redditività del settore bancario. Un'ulteriore dose di QE sembra molto probabile in un periodo di scostamento significativo rispetto al target di stabilità dei prezzi. È improbabile che la lenta ripresa della crescita nel 2021 consenta alla BCE di aumentare il tasso sui depositi.

La Brexit, insieme all'escalation dei rischi politici nell'UE, pesa in modo significativo sugli investimenti delle imprese e sulla fiducia dei consumatori nel Regno Unito. Un livello elevato e negativo di output gap e il calo dei prezzi delle importazioni in sterline (con un più basso prezzo del petrolio in USD che compensa ampiamente il deprezzamento della sterlina) dovrebbe mantenere l'inflazione bassa a lungo. La crescita della disoccupazione e la caduta dell'inflazione moderano la crescita dei salari. I deflussi di capitale forzano un rapido aggiustamento del già grande disavanzo delle partite correnti del Regno Unito. La risposta delle autorità fiscali è quella di abbassare i tassi di politica monetaria fino a 0,00%.

L'economia statunitense dovrebbe essere meno colpita dell'Unione Europea. La ragione è che la maggior parte della crescita negli USA proviene dalla domanda interna, in particolare dalla spesa al consumo. Il principale canale di trasmissione dello shock sarebbe via mercati finanziari, in particolare debolezza dei corsi azionari che influenzano direttamente le finanze e i bilanci delle famiglie statunitensi. Lo shock aumenterà la pressione sulla Fed per attenuare in modo più aggressivo i tassi rispetto allo scenario base.

Protectionism, China slowdown & Turkey shock

In questo scenario si ipotizza l'introduzione di politiche commerciali protezioniste da parte degli Stati Uniti d'America che generano ritorsioni significative da parte dei suoi partner commerciali, portando a un'escalation delle frizioni commerciali a livello globale. Questo incide negativamente sulla crescita del PIL dei Paesi emergenti, ed in particolar modo della Cina, dove il tasso di crescita del PIL scende dal 6,5% al 3% entro la fine del 2021. Parallelamente, si ipotizza un forte shock negativo alla crescita della Turchia, dovuto principalmente al deterioramento del quadro politico locale.

Questo scenario prevede uno shock più globale di quanto previsto nello scenario Widespread Contagion e i principali canali di trasmissione sono il commercio e i mercati finanziari – in questi ultimi principalmente attraverso una vendita aggressiva degli asset rischiosi e il suo impatto negativo sulla fiducia e i piani di investimento. Inoltre, essendo la Cina un grande importatore di commodity, un suo rallentamento aumenterebbe la pressione in negativo sui prezzi delle materie prime, danneggiando i Paesi produttori come la Russia.

In questo scenario si assume che il rallentamento del PIL della zona euro sia causato principalmente dal canale fiducia e mercati finanziari che non dall'effetto diretto del rallentamento del commercio mondiale. In linea generale, si assume che il rallentamento rifletta il grado di apertura economica e il peso che la Cina ricopre come destinazione dell'export.

In questo scenario, si ipotizza che la crescita dell'Eurozona diventi negativa sia nel 2019 che nel 2020 (-1,2% in ogni anno) e abbia solo con una lenta ripresa nel 2021 (+0,2%). Nei tre anni, le perdite cumulate sul PIL rispetto allo scenario base sarebbero pari a 5,5 punti percentuali. La Germania si confronterebbe con una contrazione del 2,5% nel 2019, del 2,4% nel 2020 e dello 0,1% nel 2021. L'impatto negativo dello shock del commercio e dei mercati finanziari sull'economia tedesca sarebbe in parte mitigato dalla politica fiscale (rivolta soprattutto a supportare il mercato del lavoro), mentre negli altri Paesi dell'area euro, dove lo spazio di manovra delle politiche fiscali è più contenuto, il deterioramento del deficit

fiscale rifletterebbe gli stabilizzatori automatici, come un aumento dell'indennità di disoccupazione. Il calo dei prezzi del petrolio avrebbe l'effetto di uno stabilizzatore automatico, riducendo l'intensità dello shock sul PIL dei Paesi importatori di energia.

L'inflazione nell'Eurozona sarebbe minore rispetto allo scenario Widespread Contagion, riflettendo un maggiore output gap e un forte calo dei prezzi del petrolio.

In un tale contesto di bassa crescita a livello globale e di bassi prezzi delle materie prime, la BCE taglierebbe il tasso sui depositi cumulativamente di 40 punti base, a -0,80%, tenendo contemporaneamente il tasso di rifinanziamento a 0,00%. La dimensione del taglio dei tassi è modesta rispetto all'intensità degli shock sull'inflazione e la crescita, ma si ritiene che la BCE sia vicina al limite inferiore di efficacia poiché gli effetti collaterali dei tassi negativi potrebbero iniziare a emergere in breve tempo. È probabile che il taglio dei tassi sia accompagnato da misure attenuanti per sostenere la redditività del settore bancario. Un'ulteriore dose di QE sembra probabile in un periodo di scostamento significativo rispetto al target di stabilità dei prezzi.

Il Regno Unito è un'economia aperta, nonostante la bassa esposizione commerciale alla Cina (le esportazioni alla Cina ammontato a circa l'1% del PIL). Si assume un significativo impatto negativo alla crescita attraverso la fiducia globale e i flussi di capitale. L'economia britannica ristagnerebbe nel 2019 ed entrerebbe in recessione nel 2020. Il forte calo dei prezzi del petrolio e di altre materie prime a livello globale si rifletterebbe in un ribasso dell'inflazione nel Regno Unito. Con il rallentamento dell'economia, aumenterebbe la disoccupazione.

L'economia statunitense sarebbe meno colpita rispetto a quella dell'area euro, a causa dalla sua forte dipendenza dalla domanda interna e di alcuni effetti positivi nel breve periodo derivanti dalle politiche protezioniste. In ogni caso, in questo scenario di shock globale, una più debole crescita mondiale rallenterebbe la ripresa americana nel 2019 (con il PIL a 1,3% nel 2019) e causerebbe una recessione nel 2020 attraverso l'indebolimento delle esportazioni e la diminuzione degli investimenti, con impatti sul mercato del lavoro e di conseguenza anche sulla spesa al consumo. La Federal Reserve sembrerebbe tagliare i tassi in maniera aggressiva (allo 0,75%) nel 2020.

US Hard Landing

In questo scenario, si ipotizza che la fase di espansione più lunga nella storia degli Stati Uniti giunga ad una brusca fine e che il Regno Unito lasci l'Unione Europea senza un accordo entro la fine dell'anno. Gli Stati Uniti entrerebbero in una profonda recessione poiché l'attenuarsi della spinta fiscale, la perdita delle dinamiche del mercato del lavoro e la resistenza delle misure protezionistiche espongono le vulnerabilità del settore aziendale. Una Brexit senza accordo porta a notevoli interruzioni dell'approvvigionamento e ad una profonda recessione nel Regno Unito, su una scala equivalente alla crisi finanziaria globale.

L'economia statunitense subisce una recessione ancora più profonda rispetto alla recessione già presa in considerazione nello scenario base. Lo shock cumulativo aggiuntivo al PIL reale tra il 2019 e il 2021 ammonta a circa il 5%. La forte recessione innesca un allentamento della politica da parte delle autorità monetarie e fiscali. La Federal Reserve riduce in modo aggressivo il tasso obiettivo ad un intervallo compreso tra lo 0,00 e lo 0,25% e lo lascia invariato per l'orizzonte di previsione. Il taglio dei tassi sarebbe probabilmente accompagnato da una forwrad guidance accomodante e da una rinnovata espansione del bilancio. Gli stabilizzatori automatici e alcuni stimoli discrezionali di bilancio spingono il deficit di bilancio a superare l'8%, portando il rapporto debito pubblico complessivo/PIL al 120%.

Il Regno Unito entra in una profonda recessione, con lo shock cumulativo per il PIL pari al 6% del PIL alla fine del 2021. L'inflazione inizialmente aumenta a causa dell'impatto una tantum di tariffe più alte. Dopo il primo anno però iniziano a dominare gli effetti di un output gap molto negativo e la diminuzione dei prezzi delle materie prime e l'inflazione diminuisce. La disoccupazione aumenta.

In questo scenario assumiamo che il rallentamento del PIL della zona euro si materializzi sia attraverso il commercio che il canale finanziario e della fiducia. In generale, si assume che il rallentamento della crescita rifletta il grado di apertura dell'economia e il peso di Stati Uniti e Regno Unito come destinazioni di esportazione.

In questo scenario, si ipotizza che la crescita dell'eurozona diventi negativa nel 2019 (-0,4%), con la recessione destinata ad aumentare nel 2020 (- 1,0%) e con una lenta ripresa solo nel 2021 (+0,4%). In tre anni, la perdita cumulativa del PIL rispetto allo scenario base sarebbe di 4,3 punti percentuali.

L'inflazione nell'eurozona è minore rispetto allo scenario Widespread Contagion, riflettendo un maggiore output gap e un forte calo dei prezzi del petrolio.

In un contesto di rallentamento della crescita globale a causa dei prezzi delle materie prime più deboli, la BCE agirebbe tagliando ulteriormente il tasso sui depositi di un valore cumulativo di 30 punti base a -0.70%, mantenendo il tasso di rifinanziamento allo 0,00%. La dimensione del taglio dei tassi è modesta rispetto all'intensità degli shock sull'inflazione e la crescita, ma si ritiene che la BCE sia vicina al limite inferiore di efficacia poiché gli effetti collaterali dei tassi negativi potrebbero iniziare a emergere in breve tempo. È probabile che il taglio dei tassi sia accompagnato da misure attenuanti per sostenere la redditività del settore bancario. Un'ulteriore dose di Quantitative Easing sembra probabile in un periodo di scostamento significativo rispetto all'obiettivo di stabilità dei prezzi.

Stress Test sul portafoglio di negoziazione (milioni di €)

FINE GIUGNO 2019
WIDESPREAD
CONTAGION
PROTECTIONISM US HARD LANDING
UniCredit Group Total -133 -199 -123
RC Germania -83 -154 -108
RC Italia -65 -63 -20
RC Austria -2 -3 4
RC CEE 16 21 1

La maggior parte delle perdite ipotetiche nel portafoglio di negoziazione sono in UCB AG e in UniCredit S.p.A. e sono principalmente dovute alle linee di business di CIB Fixed Income & Currencies e Equity and Derivative Trade in tutti gli scenari, a causa dall'allargamento dei Credit Spread, parzialmente compensato nello scenario US Hard Landing dal deprezzamento dello USD. I profitti ipotetici nel Regional Center CEE sono guidati da Turchia e Russia, dovuti agli impatti di FX e IR definiti negli scenari; nello scenario US Hard Landing i profitti derivanti dall'FX sono più piccoli a causa del deprezzamento dello USD combinato con un leggero deprezzamento delle valute locali.

2.4 Rischio di liquidità

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi operativi e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Il rischio di liquidità identifica l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte agli impegni di pagamento (per cassa o per consegna) attuali e futuri, previsti o imprevisti senza pregiudicare l'operatività quotidiana o la propria condizione finanziaria.

I principi chiave

Le liquidity reference banks

L'obiettivo del Gruppo è mantenere la liquidità ad un livello che consenta di condurre le principali operazioni in sicurezza, finanziare le proprie attività alle migliori condizioni di tasso in normali circostanze operative e rimanere sempre nella condizione di far fronte agli impegni di pagamento. A tale scopo, il Gruppo si attiene scrupolosamente alle disposizioni normative e regolamentari imposte dalle Banche Centrali e dalle autorità nazionali dei vari paesi in cui opera.

Oltre a soddisfare i requisiti legali e regolamentari locali, la Capogruppo, sotto la supervisione del Group Risk Management, ha definito politiche e metriche da adottare a livello di Gruppo, al fine di garantire che la posizione di liquidità di ciascuna società risponda ai requisiti dello stesso.

Per tali ragioni, l'organizzazione del Gruppo è basata su criteri di tipo manageriale, definiti coerentemente con il concetto di liquidity reference bank. Le liquidity reference banks sono società che operano come sub-holding nella gestione della liquidità. Esse:

  • intervengono nel processo di gestione e concentrazione dei flussi di liquidità delle varie società che ricadono all'interno del loro perimetro;
  • sono responsabili dell'ottimizzazione del processo di funding effettuato nei principali mercati locali e del coordinamento dell'accesso ai mercati di breve e di lungo termine da parte delle entità sottostanti appartenenti al loro perimetro;
  • infine, sono responsabili, a livello locale, dell'implementazione delle regole sulla liquidità di Gruppo, in conformità con le Linee guida di governance di Gruppo e con le vigenti norme locali.

Un ruolo particolarmente importante è svolto dalla Capogruppo, in qualità di soggetto responsabile della supervisione e del controllo del Gruppo. In tema di liquidità tale ruolo consiste nel guidare, coordinare e controllare tutti gli aspetti riguardanti la liquidità dell'intero Gruppo. La Capogruppo ha la responsabilità di definire il risk appetite di Gruppo e di sub-allocare i limiti, in accordo con le liquidity reference banks e/o le singole società. In particolare, la Capogruppo è responsabile per le seguenti funzioni:

  • Definire le strategie per la gestione del rischio di liquidità su tutto il perimetro di Gruppo;
  • Sviluppare metriche e metodologie per il rischio di liquidità;
  • Determinare limiti specifici per le esposizioni al rischio di liquidità, in linea con il risk appetite di Gruppo;
  • Ottimizzare l'allocazione della liquidità fra le varie società, in ottemperanza alla normativa locale e ai limiti alla libera circolazione dei fondi;
  • Coordinare l'accesso ai mercati finanziari per la gestione della liquidità;
  • Definire il piano di finanziamento ordinario e di contingenza per il Gruppo, coordinare e monitorare la sua realizzazione;
  • Valutare l'adeguatezza delle riserve di liquidità, sia a livello di singola società, che di Gruppo;
  • Coordinare le operazioni di rifinanziamento con la Banca Centrale Europea;
  • Definire e rivedere periodicamente l'ILAAP di Gruppo e approvare i Report ILAAP di Gruppo con cadenza annuale;
  • Inoltre, la Capogruppo agisce anche come liquidity reference bank per il perimetro Italia.

Il principio di "autosufficienza"

Questo tipo di organizzazione favorisce la self-sufficiency del Gruppo accedendo ai mercati locali e globali in modo controllato e coordinato. Coerentemente alle politiche di Gruppo, i surplus di liquidità strutturale possono essere trasferiti alla Capogruppo a meno che non sussistano impedimenti legali. La liquidità disponibile a livello di singolo Paese può essere assoggettata a restrizioni di tipo legale, regolamentare e politico. Il cosiddetto "large exposure regime", valido in Europa, oltre a norme specifiche valide a livello nazionale come il "German Stock Corporation Act", sono esempi di vincoli legali alla libera circolazione di fondi nell'ambito di un Gruppo bancario transnazionale29 .

Come principio generale, il Large Exposure Regime, implementato a partire dal 31 dicembre 2010, limita le esposizioni interbancarie ad un ammontare massimo pari al 25% del capitale: questa regola si applica anche alle esposizioni infragruppo.

Tuttavia, tale direttiva è stata implementata in maniera non uniforme nei vari paesi Europei. In alcuni paesi CEE è valido il limite massimo del 25% del capitale, ma in altri paesi CEE sono presenti regole più stringenti; in Austria, sulla base della normativa nazionale, il limite massimo del 25% del capitale non si applica alle esposizioni verso la società madre, se domiciliata in un paese dell'Area Economica Europea; infine, in Germania l'Autorità di Vigilanza nazionale ha previsto una procedura per un'esenzione dall'obbligo di rispetto del limite previsto dal large exposure regime per le esposizioni infragruppo.

In assenza di limiti ufficiali validi a livello nazionale, le Autorità di Vigilanza austriaca e tedesca si riservano la facoltà di valutare il livello di esposizione caso per caso. Nell'attuale contesto economico, in alcuni dei Paesi in cui il Gruppo opera, le autorità di vigilanza adottano misure volte a ridurre l'esposizione del proprio sistema bancario nazionale verso altre giurisdizioni con potenziali impatti negativi sulla capacità del Gruppo di finanziare le proprie attività.

In tale contesto è previsto nell'ambito della "Liquidity Management & Control Group Policy" un ulteriore principio per migliorare la sana e prudente gestione della liquidità; ad ogni società, con accesso al mercato deve migliorare la sua autosufficienza dal punto di vista della liquidità, favorendo in questo modo lo sfruttamento dei suoi punti di forza. Inoltre, la normativa di Gruppo prevede che ciascuna società (inclusa la liquidity reference bank) dovrebbe essere autosufficiente dal punto di vista della liquidità sulla sua valuta locale, sia indipendentemente sia facendo leva sulla liquidity reference bank. Questo principio di autosufficienza è riflesso in una specifica "struttura dei limiti": i limit sono definiti sia a livello di Gruppo sia a livello individuale, con l'obiettivo di evitare/controllare sbilanci importanti tra le società.

Questo tipo di organizzazione garantisce che le società appartenenti al Gruppo siano auto-sufficienti, accedendo ai mercati della liquidità, globali e locali, in maniera controllata e coordinata. In tal modo si rende possibile ottimizzare i) i surplus e i deficit di liquidità tra le società appartenenti al Gruppo ii) il costo complessivo del funding a livello di Gruppo.

Ruoli e responsabilità

Sono state identificate a livello di Gruppo, tre strutture principali per la gestione della liquidità: la competence line del Group risk management, la competence line del Group financial office, e la funzione "Tesoreria" (inclusa nella business unit "Markets"), ognuna con ruoli e responsabilità differenti. In particolare, le funzioni operative sono proprie di Finanza e Tesoreria, mentre la funzione Risk Management ha responsabilità di controllo e reportistica indipendente rispetto alle funzioni operative (in linea con quanto stabilito dalla vigente normativa di Banca d'Italia).

Più specificamente, la funzione di Group risk management è responsabile per il controllo indipendente del rischio di liquidità, del rischio di tasso e del rischio di cambio a livello di Gruppo e per gli stress test interni e regolamentari. In dettaglio:

  • definire le politiche e le metodologie per la misurazione e il controllo del rischio di liquidità, sviluppare, aggiornare e presentare alle funzioni competenti report indipendenti sul rischio (controlli di secondo livello);
  • definire le regole e i controlli volti a impostare e a monitorare i limiti in vigore per gestire il rischio di liquidità in linea con la propensione al rischio della banca al fine di monitorare i diversi fattori materiali del rischio di liquidità;
  • contribuire alla definizione del risk appetite framework;
  • valutare e monitorare le tendenze dell'esposizione al rischio di liquidità a livello di Gruppo e di Paese confrontandoli con i rispettivi limiti e triggers;
  • verificare la corretta implementazione delle mapping rules concordate;
  • supervisionare le attività collegate all'esecuzione del Piano di finanziamento ordinario e di emergenza di Gruppo, nonché il monitoraggio della loro esecuzione;
  • sviluppare e performare gli stress test per il rischio di liquidità a livello di Gruppo, analizzando il risultato, delineando nuovi scenari da analizzare e coordinare il piano di azione inerente ai risultati dello stress test; è inoltre responsabile di rivedere periodicamente la struttura degli stress test di liquidità;
  • monitorare il rischio di liquidità e la produzione periodica dei report relativi al rischio su base consolidata in linea con i principi di Basilea "Principles for effective risk data aggregation and risk reporting", definire l'insieme di standard comuni in termini di presentazione e comunicazione dei report.
  • compiere le attività di validazione interna a livello di Gruppo sui sistemi per la misurazione del rischio di liquidità, sui rispettivi processi, di qualità del dato e delle componenti informatiche per le società rilevanti e sui modelli per il la definizione del prezzo di strumenti finanziari per controllare che questi siano conformi con i requisiti regolamentari e gli standard interni;
  • sviluppare e fare il back-testing dei modelli comportamentali per la misurazione del rischio di liquidità;
  • validare, controllando l'implementazione e rilasciando giudizi indipendenti sui modelli di mappatura del profilo di liquidità dei cespiti patrimoniali (i.e. stickiness dei depositi, rimborso anticipato, modelli comportamentali, etc.).

29 Anche le disposizioni di Banca d'Italia, Circolare 285, prevedono che il gruppo debba assicurare il mantenimento nel tempo di riserve adeguate presso tutte le unità, in modo da tenere conto di eventuali vincoli di natura normativa (Parte Prima, Titolo IV, capitolo 6, Sezione III, paragrafo 7).

La Tesoreria agisce come organo di coordinamento nella gestione dei flussi finanziari infra-gruppo, derivanti dai deficit/surplus di liquidità delle varie società appartenenti al Gruppo, e applica gli appropriati tassi di trasferimento alle transazioni infra-gruppo. Eseguendo tali funzioni, la Tesoreria garantisce un accesso al mercato disciplinato ed efficiente.

Il Group financial office è responsabile del coordinamento del processo di pianificazione finanziaria a livello di Gruppo, di liquidity reference banks e delle società più rilevanti, al fine di assicurare efficientemente la stabilità e la sostenibilità della struttura finanziaria nel tempo, gestendo la composizione e le scadenze delle attività e delle passività, nel rispetto dei limiti e dei triggers definiti per la liquidità e le metriche di bilancio. È inoltre responsabile per l'esecuzione della strategia di finanziamento a medio lungo termine del Gruppo (incluse le operazioni di cartolarizzazione), per il coordinamento dell'accesso ai mercati nazionali ed internazionali per tutti le liquidity reference banks e le società rilevanti, sfruttando le opportunità dei mercati locali, al fine di ridurre i costi di finanziamento e diversificare le fonti di liquidità. In aggiunta a questo, la funzione esegue controlli di primo livello sulle posizioni gestite da Group Finance e Group Treasury con l'obiettivo di assicurare un appropriato flusso di informazioni di conto economico e liquidità relativamente alle varie operazioni e definisce le condizioni e le regole per l'applicazione dei prezzi di trasferimento.

Tutte le questioni più rilevanti in tema di rischio di liquidità vengono discusse nel comitato GALCO (Group Assets & Liabilities Committee). Le principali responsabilità del GALCO sono:

  • intervenire nel processo di definizione di strategie, policy, metodologie e limiti (ove applicabili) per i rischi di liquidità, prezzi di trasferimento, Piano di finanziamento ordinario e di emergenza (funding plan e contingency funding plan), con funzioni consultive e propositive;
  • contribuire alla definizione del Risk Appetite, in termini di soglie relative ai rischi di liquidità, tasso d'interesse del banking book, tasso di cambio; ottimizzare il profilo di rischio di liquidità del Gruppo, nei limiti definiti;
  • controllare il rischio di liquidità, inclusa la reportistica periodica destinata all'Autorità di vigilanza;
  • approvare e validare gli scenari di stress test di liquidità e le relative ipotesi;
  • approvare la proposta di Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP) e la reportistica regolamentare da sottoporre al GR&ICC;
  • approvare le strategie operative di indirizzo del bilancio e l'applicazione dei prezzi di trasferimento interni per l'Italia.

L'ottimizzazione del rischio di liquidità è perseguita stabilendo limiti specifici per l'attività bancaria standard di trasformazione delle scadenze a breve, medio e lungo termine. Tale processo è implementato nel rispetto delle disposizioni normative e regolamentari di ciascun Paese e delle policy e regole interne delle società del Gruppo tramite modelli di gestione adottati nelle liquidity reference banks.

I modelli sono sottoposti ad analisi condotte dal risk management locale o dalla struttura equivalente con le stesse responsabilità, di concerto con la funzione di risk management del Gruppo al fine di garantire il rispetto delle metriche e degli obiettivi definiti dal liquidity framework del Gruppo. Inoltre, le regole regionali devono essere conformi ai requisiti normativi e regolamentari nazionali.

Sistemi di misurazione e reporting del rischio

Tecniche di misurazione del rischio

  • I diversi tipi di liquidità gestiti dalla banca sono:
  • il rischio di liquidità di breve termine si riferisce al rischio di non-conformità tra gli ammontari e/o le scadenze dei flussi di cassa in entrata ed in uscita nel breve termine (inferiore all'anno);
  • il rischio di liquidità di mercato è il rischio che la banca possa fronteggiare un cambiamento di prezzo notevole e avverso, generato da fattori esogeni ed endogeni che comportino delle perdite, nella vendita di attivi considerati liquidi. Nel caso peggiore, la banca potrebbe non essere capace di liquidare queste posizioni;
  • il rischio di liquidità intra-giornaliero emerge quando un'istituzione finanziaria non può onorare i pagamenti o le obbligazioni di liquidazione in maniera tempestiva sia in condizioni normali sia in condizioni di stress;
  • il rischio di liquidità strutturale è definito come l'incapacità della banca di procurarsi, in modo stabile e sostenibile, i fondi necessari per mantenere un rapporto adeguato tra le attività e le passività a medio/lungo termine (oltre l'anno) ad un prezzo ragionevole senza impattare le operazioni giornaliere o la situazione finanziaria della banca. Potrebbe avere un potenziale impatto sul costo del finanziamento (credit spread della banca o di mercato) con conseguenze sui risultati dell'istituzione;
  • il rischio di stress o contingenza è legato alle obbligazioni future ed inattese (per esempio l'utilizzo di linee di credito irrevocabili, prelievo di depositi, aumento nelle garanzie prestate) e potrebbe richiedere alla banca un ammontare maggiore di liquidità rispetto a quanto considerato necessario per gestire il business ordinario;
  • il rischio di liquidità intra-gruppo ha origine da un'eccessiva esposizione o dipendenza verso/da una controparte del Gruppo;
  • il rischio di concentrazione delle passività emerge qualora una banca faccia leva su un numero limitato di fonti di finanziamento, la cui importanza diviene tale che il ritiro di una di esse potrebbe generare problemi di liquidità.
  • Il rischio di liquidità in valuta estera, generato dai disallineamenti tra flussi di cassa in entrata ed in uscita attuali o prospettici in valuta estera (rischio di rifinanziamento in valuta estera) o relativi alla distribuzione delle scadenze degli attivi e dei passivi in valuta estera (rischio di mismatch strutturale di valuta).

L'esposizione del Gruppo e delle sue società ad ognuno di questi rischi è misurato associando ad ognuno di essi una metrica o un insieme di metriche. Ogni società del Gruppo è esposta ai rischi sopra indicati in modo differente: per definire il perimetro si gestione e controllo del rischio di liquidità si esegue un'analisi di materialità.

Il rischio di liquidità, per la sua particolare natura, è affrontato tramite tecniche di analisi dei gap, stress test della liquidità e misure complementari (principalmente una serie di indicatori, come: gap prestiti-depositi, liquidity coverage ratio). In particolare, le analisi dei gap sono elaborate entro due orizzonti temporali distinti:

  • giornalmente, una metodologia basata sul mismatch degli sbilanci di liquidità controlla il rischio di liquidità di breve termine derivante da scadenze dall'overnight fino a 12 mesi;
  • mensilmente, i gap ratio controllano il rischio dal medio al lungo termine (liquidità strutturale) per le scadenze pari all'anno o superiori.

Il framework di gestione del rischio di liquidità

Il liquidity framework del Gruppo si basa sul Liquidity Risk Mismatch Model, caratterizzato dai seguenti principi fondamentali:

  • gestione del rischio di liquidità sul breve termine (liquidità operativa) che considera gli eventi che avrebbero un impatto sulla posizione di liquidità del Gruppo da un giorno fino ad un anno. L'obiettivo primario è quello di conservare la capacità del Gruppo di far fronte agli impegni di pagamento ordinari e straordinari minimizzandone contestualmente i costi.
  • gestione del rischio di liquidità strutturale (rischio strutturale) che considera gli eventi i quali avrebbero un impatto sulla posizione di liquidità del Gruppo oltre l'anno. L'obiettivo primario è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività a medio/lungo termine e attività a medio/lungo termine, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti di finanziamento, attuali e prospettiche, a breve termine, ottimizzando contestualmente il costo del funding.
  • stress test: il rischio di liquidità è un evento di scarsa probabilità e di forte impatto. Pertanto, le tecniche di stress testing rappresentano un eccellente strumento per valutare le potenziali vulnerabilità del bilancio. La Banca riproduce diversi scenari, spaziando dalla generale crisi di mercato alla crisi idiosincratica e loro combinazioni.

In tale contesto, la Capogruppo considera tutte le attività, passività, posizioni fuori bilancio ed eventi presenti e futuri che generano flussi di cassa certi o potenziali per il Gruppo, proteggendo così le Banche/Società appartenenti allo stesso dai rischi correlati alla trasformazione delle scadenze.

Inoltre, il rischio di liquidità è incluso nel risk appetite framework attraverso una serie di indicatori specifici.

Gestione della liquidità di breve termine

L'obiettivo della gestione della liquidità consolidata di breve termine è di garantire che il Gruppo resti nella condizione di far fronte agli impegni di pagamento, previsti o imprevisti, focalizzandosi sulle esposizioni relative ai primi dodici mesi.

Le misure standard adottate a tal fine sono:

  • gestione dell'accesso ai sistemi di pagamento (gestione della liquidità operativa);
  • gestione dei pagamenti da effettuare e monitoraggio delle riserve di liquidità e del livello di utilizzo delle stesse (analisi e gestione attiva della maturity ladder).

Questi principi sono applicabili a livello di Gruppo e a livello di ciascuna liquidity reference bank.

La operative maturity ladder è composta dai flussi di cassa netti (in/outflows) contrattuali che impattano la posizione di liquidità presso le Banche Centrali e il conto Nostro. Si tratta di flussi che impattano direttamente la "core liquidity" della banca, su predefiniti bucket temporali. La operative maturity ladder è composta da:

  • primary gap, è il fabbisogno netto di rifinanziamento wholesale nei diversi bucket temporali;
  • counterbalancing capacity, è l'ammontare di titoli non impegnati accettati come garanzia dalle Banche Centrali o dalle controparti di mercato. L'ammontare di counterbalancing capacity è rappresentata al cosiddetto "liquidity value" (il market value meno l'haircut applicabile);
  • cumulative Gap, è la somma dei componenti precedenti;
  • riserva per flussi inattesi, rappresenta aggiustamenti di liquidità della operative maturity ladder per considerare un buffer the può essere utilizzato dalla Tesoreria per rifinanziare deflussi imprevisti che incidono sulla posizione della Banca Centrale (incluso nei bucket a breve termine). La riserva per flussi inattesi tiene conto della volatilità dei bisogni di finanziamento del portafoglio di attività commerciali, la volatilità delle fonti di finanziamento commerciali, compresi gli effetti potenziali di concentrazione, la variazione di valore della counterbalancing capacity dovuta a cambiamenti dei prezzi di mercato.

La operative maturity ladder è inclusa nel risk appetite framework di Gruppo, con un limite di 0 sul bucket a 3 mesi.

Il Gruppo adotta anche il "cash horizon" come indicatore sintetico dei livelli di rischio relativi alla posizione di liquidità a breve termine. Il cash horizon identifica il numero di giorni al termine dei quali la società in esame non è più in grado di onorare le proprie obbligazioni, così come rappresentate nella operative maturity ladder, una volta esaurita la counterbalancing capacity disponibile.

Gestione della liquidità strutturale

L'obiettivo della gestione della liquidità strutturale del Gruppo è di limitare le esposizioni al rifinanziamento sulle scadenze superiori all'anno, riducendo così i bisogni di rifinanziamento sul più breve termine. Il mantenimento di un adeguato rapporto tra le attività e le passività di medio/lungo termine mira ad evitare pressioni sulle fonti, attuali e prospettiche, a breve termine.

Le misure standard adottate a tal fine sono:

  • la distribuzione delle scadenze delle operazioni di finanziamento, per ridurre le fonti di funding meno stabili, ottimizzando contestualmente il costo della raccolta (gestione integrata della liquidità strategica e della liquidità tattica);
  • il finanziamento della crescita tramite attività strategiche di funding, stabilendo le scadenze più appropriate (piano di finanziamento annuale);
  • la conciliazione di requisiti di finanziamento a medio-lungo termine con l'esigenza di minimizzare i costi diversificando le fonti, i mercati nazionali, le valute di emissione e gli strumenti impiegati (realizzazione del piano di finanziamento annuale).

La metrica principale utilizzata per misurare la posizione a medio lungo termine è il net stable funding ratio, nella versione prescritta da Basilea III. In generale, il net stable funding ratio è calcolato come il rapporto tra passività e attività. Tutte le voci di bilancio sono mappate con riferimento alla loro scadenza contrattuale. Inoltre, ad ognuna delle poste è assegnato un peso che riflette, per le passività, il loro grado di stabilità all'interno del bilancio e, per le attività, la porzione che a scadenza è rinnovata dalla banca o che, più in generale, non può essere negoziata sul mercato per reperire un giusto rifornimento di liquidità alla banca. Il limite interno fissato al 101% significa che le passività stabili devono coprire totalmente il fabbisogno di finanziamento generato dalle attività di bilancio.

Una metrica strutturale, dedicata alla misurazione delle necessità di finanziamento generate dall'attività commerciale della banca è il funding gap (versione affinata del rapporto o differenza tra impieghi e raccolta). Esso misura la necessità di finanziamento che la banca ha nel mercato interbancario. L'indicatore, presente nel risk appetite framework, ha l'obiettivo di monitorare e gestire il livello di finanziamento dei crediti netti verso la clientela, proveniente da fonti di finanziamento non ottenute esclusivamente attraverso l'attività di Tesoreria/Finanza.

Liquidità in condizioni di stress

Lo Stress test è una tecnica di gestione del rischio impiegata per valutare i potenziali effetti che uno specifico evento e/o movimento, in una serie di variabili finanziarie, esercitano sulla condizione finanziaria di un'istituzione. Trattandosi di uno strumento previsionale, lo stress test della liquidità diagnostica il rischio di liquidità di un'istituzione. In particolare, i risultati degli stress test sono utilizzati per:

  • valutare l'adeguatezza dei limiti di liquidità sia in termini quantitativi che qualitativi;
  • pianificare e attuare operazioni di finanziamento alternative al fine di controbilanciare i deflussi di cassa;
  • strutturare/modificare il profilo di liquidità degli asset del Gruppo;
  • fornire supporto allo sviluppo del liquidity contingency plan.

Al fine di eseguire stress test uniformi in tutte le liquidity reference banks, il Gruppo adotta una metodologia centralizzata di Stress testing in base alla quale ogni liquidity reference bank è tenuta a riprodurre lo stesso scenario sotto il coordinamento del Group risk management tramite l'attivazione di procedure locali. Periodicamente, il Gruppo riproduce scenari di liquidità e conduce analisi di sensitività. Queste ultime valutano l'impatto esercitato sulla condizione finanziaria di un'istituzione da un movimento in un particolare fattore di rischio, mentre i test di scenario tendono a considerare le ripercussioni di movimenti simultanei in diversi fattori di rischio, definendo chiaramente un evento di stress ipotetico e consistente.

Il Gruppo identifica tre diversi tipi di potenziale crisi di liquidità:

  • di mercato (sistemica, globale o settoriale): market downturn scenario. Tale scenario consiste in un'improvvisa turbolenza in un mercato monetario e di capitali che potrebbe essere causata dalla chiusura (o dall'accesso limitato) al sistema di mercato/regolamento, da eventi politici critici, crisi regionale, credit crunch, etc.;
  • specifica del Gruppo o di parte di esso (idiosincratico): crisi sul nome; il presupposto potrebbe essere il rischio operativo, eventi connessi ad un aumento del rischio reputazionale del Gruppo e ad un declassamento del rating di UniCredit S.p.A. o altre società del Gruppo;
  • una combinazione della crisi di mercato e di quella specifica: scenario combinato.

Questi scenari causano una sostanziale riduzione nella raccolta proveniente da clienti rating-sensitive, da investitori di CD/CP e dal mercato interbancario. In aggiunta, è considerato un possibile maggior ricorso alle linee di credito non utilizzate.

Il Combined Scenario prevede un generale contesto negativo del sistema bancario abbinato ad un problema specifico o di mercato riguardante il Gruppo.

Nella prima metà del 2019 il risultato degli stress test di liquidità del Gruppo nel combined scenario è stato sempre positivo.

In aggiunta allo stress test interno, la banca adotta e monitora anche il liquidity coverage ratio (LCR). Il coefficiente di copertura della liquidità è calcolato secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2016/322 in vigore a partire dal 1 ottobre 2016. Questo è il rapporto tra gli attivi liquidi di alta qualità (HQLA) ed i flussi di cassa netti attesi per i prossimi 30 giorni, sotto condizioni di stress. Il rispetto di questo requisito regolamentare è costantemente monitorato impostando, all'interno del risk appetite framework, delle limitazioni interne superiori al livello minimo vincolante di 100%.

Tra i flussi di liquidità in uscita che avvengono in situazioni di stress, la banca monitora con cadenza mensile l'impatto in termini di addizionali garanzie collaterali che la banca dovrebbe fornire in caso di downgrade del suo rating creditizio. A tal fine sono presi in considerazione i rating forniti da tutte le principali agenzie di rating. I controlli sono effettuati a livello di singola società. È effettuata, inoltre, un'attività di reportistica a livello consolidato, per consentire la valutazione dell'impatto a livello di Gruppo. Attenzione particolare è riservata ai veicoli (SPV).

A livello di Gruppo l'ammontare di flussi di cassa in uscita rilevanti dovuti al deterioramento del proprio merito di credito, inclusi tra le componenti del Liquidity Coverage Ratio, è uguale a 5.110 milioni di euro al 30 giugno 2019.

Mitigazione del rischio

Monitoraggio e reportistica

Nel Gruppo la governance di liquidità e il controllo del rischio ad essa relativo sono eseguiti attraverso l'impostazione e il monitoraggio delle restrizioni, gestionali e regolamentari, volte a prevenire potenziali vulnerabilità nella capacità della banca di far fronte ai propri obblighi di flussi di cassa e incorporate in limiti o livelli di warning/trigger.

I limiti a valere sulla liquidità a breve termine sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base giornaliera. Gli indici di liquidità strutturale e l'eventuale mancato rispetto dei limiti sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base mensile. Il periodo di sopravvivenza e i risultati dei Liquidity Stress Test sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base settimanale.

In entrambe le violazioni, di limite o di warning, a livello di Gruppo, la funzione di Risk Management del Gruppo analizza la causa degli eventi, attivando un appropriato processo di escalation e segnalando al comitato competente.

Fattori di mitigazione

Il rischio di liquidità è considerato una categoria di rischio rilevante ai fini della determinazione della propensione al rischio del Gruppo. I processi e le pratiche di gestione incluse nella "Liquidity management & control Group policy", che definisce i principi che la Capogruppo e le Società devono applicare per coprire e mitigare questo rischio e i ruoli interpretati dai vari comitati e funzioni.

In aggiunta ad avere un liquidity buffer per far fronte a deflussi di cassa inaspettati e stress test solidi, aggiornati periodicamente e condotti di frequente, i principali fattori di mitigazione della liquidità per il Gruppo sono:

un'accurata pianificazione della liquidità sul breve e medio-lungo termine sottoposta ad un'attività di monitoraggio mensile;

  • un'efficiente Contingency Liquidity Policy caratterizzata da un Contingency Action Plan, fattibile e aggiornato, da attuare in caso di crisi;
  • un insieme di indicatori di early warning utili ad intercettare potenziali crisi di liquidità, dando così al Gruppo il tempo necessario per ristabilire un solido profilo di liquidità.

Piano di funding

Il Funding Plan ricopre un ruolo fondamentale nella gestione generale della liquidità influenzando sia la posizione di breve termine che la posizione strutturale. Il Funding Plan, definito a tutti i livelli (es. di Gruppo, di liquidity reference bank e di società), è sviluppato in coerenza con una analisi sostenibile di utilizzi e fonti sia sulla posizione a breve, sia strutturale. Uno degli obiettivi dell'accesso ai canali di medio-lungo termine è quello di evitare pressioni sulla posizione di liquidità a breve termine. Il funding plan deve essere aggiornato almeno annualmente e deve essere approvato dal Consiglio di Amministrazione. Inoltre, deve essere allineato con il processo di definizione del budget e con il risk appetite framework. La Capogruppo è responsabile per l'accesso al mercato per gli strumenti di capitale di Gruppo.

La Capogruppo coordina l'accesso al mercato da parte delle liquidity reference banks e delle società, mentre le liquidity reference banks coordinano l'accesso delle società che appartengono al proprio perimetro.

Ogni società o liquidity reference bank può accedere ai mercati per il finanziamento di medio e lungo temine, in modo da incrementare l'autosufficienza, sfruttare le opportunità di mercato e la specializzazione funzionale, tutelando l'ottimizzazione del costo dei finanziamenti del Gruppo.

La competence line del Group financial office è responsabile per l'elaborazione del funding plan. La funzione di risk management ha la responsabilità di rilasciare una valutazione indipendente del funding plan.

Contingency liquidity management del Gruppo

Le crisi di liquidità sono solitamente caratterizzate da un rapido sviluppo e i segnali che le precedono possono essere di difficile interpretazione, quando non addirittura inesistenti; è quindi importante individuare con chiarezza gli attori, i poteri, le responsabilità, i criteri di comunicazione e la reportistica, al fine di incrementare significativamente la probabilità di superare con successo lo stato di emergenza. Una crisi di liquidità può essere classificata come sistemica (es. evento di crollo complessivo del mercato monetario e di capitali) o specifica (es. specifica della banca) o una combinazione di entrambe.

La capacità di agire tempestivamente è essenziale per ridurre al minimo le conseguenze potenzialmente distruttive di una crisi di liquidità. Le analisi degli stress test rappresenteranno un valido strumento per l'individuazione delle conseguenze attese e la definizione anticipata delle azioni più adeguate per affrontare uno specifico scenario di crisi. In combinazione con gli early warning indicators, il Gruppo può addirittura riuscire ad attenuare gli effetti negativi di liquidità già nelle prime fasi della crisi.

Pertanto è stato definito un modello operativo specifico per situazioni di crisi, che può essere attivato efficacemente, sulla base di una procedura approvata. Per poter agire tempestivamente, è stata predefinita una serie di azioni di mitigazione. A seconda della situazione, alcune di queste azioni possono essere approvate per l'esecuzione.

L'obiettivo del documento di contingency liquidity management di Gruppo è di assicurare l'attuazione tempestiva di interventi efficaci fin dal principio (dalle prime ore) di una crisi di liquidità, attraverso la definizione di linee guida specifiche su attivazione delle fasi, convocazione di meetings, decisioni, azioni e procedure di comunicazione.

Tale scopo è raggiunto attraverso:

  • una serie di early warning indicators che possono aiutare ad identificare una potenziale crisi emergente di liquidità;
  • l'attivazione di un modello operativo straordinario e di governo della liquidità, collegato a indicatori inclusi sia nel risk Appetite che nel Recovery Plan;
  • una serie di azioni disponibili in stand-by per mitigare gli effetti negativi sulla liquidità;
  • una coerente comunicazione interna ed esterna.

Una parte fondamentale della contingency liquidity management è costituita dal contingency funding plan. Questo piano consiste in un insieme di azioni di gestione potenziali ma concrete da attuare in una fase di crisi. Tali azioni sono dettagliate in termini di strumenti, importi e tempi di esecuzione volti a migliorare la posizione di liquidità della banca durante la fase di crisi. Il contingency funding plan è sviluppato sulla base del Piano di Finanziamento annuale.

Il Gruppo e le principali società sono dotate di un sistema di early warning indicators, finalizzato a monitorare su base continuativa le situazioni di stress, le quali possono essere originate dal mercato, dal settore o da eventi idiosincratici. Questi indicatori sono basati su variabili macroeconomiche o di mercato che riflettono l'andamento della politica monetaria delle Banche Centrali, o, ancora, su specifiche metriche interne. Il sistema di early warning indicators aiuta ad intercettare possibili crisi di liquidità o potenziali difficoltà di rifinanziamento del Gruppo, attivando una serie di decisioni prese dal senior management. Per ogni indicatore, si è adottato un sistema "a semaforo", tale da garantire sufficiente tempo per informare il senior management e mettere in piedi adeguate azioni correttive volte a riportare la liquidità del Gruppo ai livelli ordinari.

Adeguatezza del Liquidity Risk Management

Durante il processo annuale di ILAAP, è richiesto ai dirigenti di più alto livello di dare un giudizio di adeguatezza sulla posizione di liquidità e sulla stabilità delle fonti di finanziamento, all'interno di un documento definito Liquidity Adequacy Statement (LAS). Questo giudizio ha l'obiettivo di mostrare quali sono i principali motivi di variazione della posizione di liquidità nell'ultimo anno e di fornire spiegazioni anche sull'evoluzione delle metriche principali usate per indirizzare i differenti aspetti del rischio di liquidità. Nella prima metà del 2019, la situazione di liquidità del Gruppo è reputata adeguata e l'organizzazione della gestione del rischio di liquidità dell'istituzione assicura che i sistemi di gestione del rischio di liquidità in uso sono adeguati al profilo e alla strategia dell'istituzione.

I sistemi di misurazione e dei limiti in essere hanno l'obiettivo di assicurare che il Gruppo abbia sempre un buffer o riserva di liquidità che consente di far fronte a pagamenti attesi e inattesi.

Nell'operatività giornaliera della Tesoreria, la riserva gestionale di liquidità è rappresentata dalla counterbalancing capacity (CBC). La Tesoreria di Gruppo, nel suo ruolo di funzione operativa per la gestione della liquidità, è incaricata a monetizzare anche le obbligazioni che fanno parte dei portafogli di negoziazione (Trading books), quando ciò si rende necessario per ripristinare la posizione di liquidità, prevalendo su qualsiasi attività/disposizione già vigente o strategia di gestione del rischio.

Da un punto di vista regolamentare, la riserva di liquidità è rappresentata dall'ammontare di high quality liquid assets (HQLA). Essi rappresentano il numeratore del liquidity coverage ratio (LCR), composto da strumenti che possono essere facilmente e prontamente convertiti in denaro liquido senza perdite significative di valore, anche in periodi di severi shock idiosincratici e di mercato. Questi strumenti devono essere disponibili, ossia liberi da qualsiasi tipo di onere legale, regolamentare, contrattuale che non consenta alla banca di liquidarli, venderli, trasferirli o assegnarli.

L'adeguatezza della riserva sotto entrambe le prospettive è monitorata e controllata attraverso le limitazioni imposte sia sulla operative maturity ladder (gestionale) sia sul LCR (regolamentare), come descritto sopra.

Nel primo semestre del 2019 l'operative maturity ladder del Gruppo, misurata considerando gli impedimenti al trasferimento della liquidità tra le varie società, è stata costantemente sopra il trigger del Risk Appetite, definito a un livello che assicura che il Gruppo abbia liquidità sufficiente per sopravvivere a un periodo di stress.

Allo stesso modo il liquidity coverage ratio è stato sempre al di sopra del trigger (fissato a un livello superiore rispetto al requisito regolamentare del 100%), confermando che la riserva di liquidità è sufficientemente dimensionata per coprire le ipotesi di stress su base mensile disegnate dai regolatori.

Mentre l'operative maturity ladder e LCR garantiscono che le riserve di liquidità siano adeguate, il rispetto dei limiti sul funding gap e sulle altre metriche di liquidità strutturale assicurano che la banca mantenga un equilibrio appropriato tra attività e passività nel medio-lungo termine (oltre l'anno), prevenendo ulteriore pressione sulla posizione di liquidità di breve periodo.

Nel primo semestre del 2019, sia il funding gap sia il net stable funding ratio sono stati sopra le limitazioni imposte nel risk appetite framework, confermando in questo modo la relativa stabilità delle fonti di finanziamento del Gruppo.

2.5 Rischi operativi

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Definizione di rischio operativo

Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni, personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di Compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale. Ad esempio, possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell'azienda, interruzioni dell'operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi.

Framework di Gruppo per la gestione dei rischi operativi

Il gruppo UniCredit ha definito sistema di gestione dei rischi operativi l'insieme di normative e procedure per il controllo, la misurazione e la mitigazione dei rischi operativi nel Gruppo e nelle società controllate.

Le normative di rischio operativo, applicabili a tutte le società del Gruppo, sono principi comuni che stabiliscono il ruolo degli organi aziendali, della funzione di controllo dei rischi, nonché le interazioni con le altre funzioni coinvolte nel processo.

La Capogruppo coordina le società del Gruppo secondo quanto stabilito nella normativa interna e nel manuale di controllo dei rischi operativi. Specifici Comitati rischi (Group Risk & Internal Control Committee, Group Operational and Reputational Risks Committee) sono costituiti per monitorare l'esposizione, le azioni di mitigazione, le metodologie di misurazione e di controllo di Gruppo. In riferimento a Unicredit S.p.A., in particolare, il comitato "Italian Operational & Reputational Risk Committee" (IORRIC) si riunisce con l'obiettivo di monitorare l'esposizione al rischio operativo e reputazionale, di valutare gli eventi di impatto significativo e le relative azioni di mitigazione con riferimento al perimetro di UniCredit S.p.A. e le sue controllate italiane. Le metodologie di classificazione e controllo di completezza dei dati, analisi di scenario, indicatori di rischio, reporting e misurazione del capitale di rischio sono responsabilità di Group Operational & Reputational Risks Department di Capogruppo e sono applicate dalle società del Gruppo. Elemento cardine del sistema di controllo è l'applicativo informatico a supporto per la raccolta dei dati, il controllo dei rischi e la misurazione del capitale.

La conformità del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi alla normativa esterna e agli standard di Gruppo è valutata attraverso un processo di convalida interna, responsabile di questo processo è il Group Internal Validation Department della Capogruppo, struttura indipendente dal Group Operational & Reputational Risks Department.

Dal mese di marzo 2008 il gruppo UniCredit utilizza il modello AMA (Advanced Measurement Approach) per il calcolo del capitale a fronte dei rischi operativi. L'utilizzo di tale metodo è stato esteso alle principali società del Gruppo in base ad un piano di roll out.

Struttura organizzativa

L'Alta Direzione è responsabile per l'approvazione di tutti gli aspetti rilevanti del framework di Gruppo dei rischi operativi, per la verifica dell'adeguatezza del sistema di misurazione e controllo e viene informata regolarmente circa le variazioni del profilo di rischio e l'esposizione ai rischi operativi, con l'eventuale supporto di appositi comitati rischi.

Il "Group Operational & Reputational Risks Committee" è responsabile della valutazione e del monitoraggio dei rischi operativi (inclusi i rischi ICT e Cyber) e reputazionali a livello di Gruppo. Favorisce il coordinamento tra le funzioni di controllo nell'individuazione e condivisione delle priorità di Gruppo in materia di rischio operativo e reputazionale (es. rischi emergenti) e monitora l'efficacia delle iniziative intraprese a presidio delle stesse. In dettaglio:

Il "Group Operational & Reputational Risks Committee" si riunisce con funzioni consultive e propositive ai fini della definizione di proposte da sottoporre alle funzioni, organi deliberativi (i.e. "Group Risk & Internal Control Committee"/ GR&ICC), organi manageriali (i.e. "Executive

Management Committee"/ EMC) o società del Gruppo, per:

  • condividere le strategie complessive per l'ottimizzazione del rischio operativo e monitorare le iniziative intraprese per la relativa implementazione; valutare:
  • la reportistica periodica di Gruppo predisposta dalla funzione "Group Operational & Reputational Risks" sulle perdite operative (con particolare focus sugli eventi che hanno determinato impatti rilevanti), capitale regolamentare, Risk Weighted Assets, indicatori ed analisi di scenario, analisi dei rischi ICT & Cyber;
  • le criticità in materia di rischi operativi e reputazionali segnalate dai Comitati delle società del Gruppo;
  • gli eventi operativi esterni, con potenziale impatto sul profilo di rischio del Gruppo;
  • le risultanze di gruppo delle analisi della funzione Compliance sui controlli di secondo livello svolti e sugli impatti attesi e attuali delle regulations presidiate, le risultanze di gruppo del Chief Operating Officer (COO) su incidenti e assessment per tematiche ICT, Operations e di Sicurezza nonché i principali rischi/criticità di gruppo evidenziati nell'ambito delle verifiche svolte dalla funzione di Internal Audit;
  • le potenziali sinergie per ulteriori miglioramenti relativamente ai piani di azione finalizzati a mitigare i principali rischi operativi delle società del Gruppo, evidenziati dalle funzioni di controllo e dal COO (comprese le situazioni che hanno determinato situazioni di emergenza), verificandone nel tempo il successivo rientro alla normalità e la relativa efficacia;
  • il Regulatory Internal Validation Report annuale sul rischio operativo;
  • rappresentare le proposte relative al risk appetite di Gruppo, inclusi gli obiettivi di capitalizzazione, i criteri di allocazione del capitale per i rischi operativi e le strategie assicurative del Gruppo proposte dalle competenti funzioni;
  • rappresentare le modifiche sostanziali delle metodologie di misurazione dei rischi operativi e reputazionali;
  • rilasciare pareri sul rischio reputazionale di transazioni senza impatto creditizio identificate dal co-Responsabile CIB Division.

Il "Group Operational & Reputational Risks Committee" fornisce informativa periodica al "Group Risk & Internal Control Committee" / GR&ICC e/o "Executive Management Committee"/ EMC sulle principali risultanze delle valutazioni e sulle specifiche azioni proposte o attivate. Il Group Operational & Reputational Risks Committee / GORRIC riceve dalla funzione Group Operational & Reputational Risks una reportistica periodica aggregata relativa sia alla Holding che alle società del Gruppo su tutte le transazioni che sono state valutate sotto il profilo di rischio reputazionale, comprese le transazioni segnalate dai Comitati competenti (GMRC, GTCC, ITCC, ISTCC, DCMCC), sulla base delle Global Rules vigenti in materia. Il Comitato riceve inoltre periodicamente gli eventi segnalati alla Commissione dei "Top Experts" e da questa valutati come "non importanti" per il profilo reputazionale del Gruppo. Il Comitato si riunisce su convocazione del Presidente, di norma, con cadenza almeno trimestrale, o ogni qualvolta il Presidente ne ravveda la necessità.

Il Group Operational & Reputational Risks riporta al Responsabile del Group Risk Management ed è responsabile del governo, controllo dei rischi operativi e reputazionali (ivi inclusi i rischi operativi di confine con il rischio di credito, alias rischi Cross Credit) del Gruppo e della valutazione dell'esposizione ai rischi operativi e reputazionali garantendo su di essi un presidio continuativo e indipendente; è inoltre responsabile di definire le strategie per la mitigazione di tali rischi e per il contenimento delle relative perdite per il perimetro UniCredit S.p.A.

La struttura è anche responsabile della definizione di programmi di ottimizzazione delle perdite operative facendo leva su specifici modelli di rischio e metodologie, oltre che del coordinamento delle attività previste dall'Operational e Reputational Risks Framework di Gruppo per le società controllate dirette di UniCredit S.p.A. che adottano il sistema AMA (limitatamente a quelle non incluse nel perimetro di altri Hub) e del coordinamento, per il perimetro di competenza, delle corrispondenti funzioni presso le società del Gruppo secondo quanto previsto dalle Group Managerial Golden Rules ( "GMGR" e "GMGR Evolution").

La struttura assicura che le attività di controllo dei rischi di pertinenza assunti dalle Filiali Estere di UniCredit S.p.A. siano monitorate e rendicontate al Group Chief Risk Officer ed è responsabile di assicurare un reporting integrato tra le funzioni di controllo (es. Compliance, Audit) sui principali rischi operativi e reputazionali di Gruppo.

La struttura è inoltre responsabile per il governo e il controllo dei Rischi ICT/Cyber tramite:

  • a) la definizione del framework per la gestione dei rischi ICT/Cyber, il coordinamento e il monitoraggio delle società del Gruppo nella sua implementazione;
  • b) la misurazione, valutazione e il controllo dei rischi ICT/Cyber per UniCredit S.p.A.;
  • c) monitorare a livello di Gruppo l'implementazione ed i risultati delle azioni di mitigazione a presidio dei rischi ICT/Cyber in cooperazione con le funzioni competenti (es. "Group Information & Security Office"), anche mediante l'analisi di indicatori di rischio.

Il dipartimento si articola in quattro unità organizzative:

  • "Operational Risk Analytics and Oversight" responsabile di definire i principi e le regole a livello di Gruppo per l'identificazione, la valutazione ed il controllo del rischio operativo, monitorandone la corretta applicazione da parte delle Società, in particolare per quanto riguarda la raccolta delle perdite operative e lo svolgimento delle analisi di scenario. E' responsabile della definizione delle metodologie per la misurazione del capitale di rischio, del calcolo del capitale di rischio operativo e del corrispondente capitale economico, nonché dell'analisi, in termini quantitativi, dell' esposizione del Gruppo ai rischi operativi anche sulla base di Operational Risks Analitics model. E' inoltre responsabile della reportistica sui rischi operativi e del processo di definizione delle metriche di Risk Appetite Framework/RAF per i rischi di competenza, nonché del relativo monitoraggio periodico.
  • "Operational & Reputational Risks Assessment and Strategies" responsabile di definire e monitorare le aree strategiche per la gestione del rischio operativo in coerenza con il RAF e gli obiettivi strategici di Gruppo mantenendo la responsabilità del coordinamento/ monitoraggio delle azioni di

mitigazione del rischio e coordinare il monitoraggio dei rischi operativi nel perimetro CEE a supporto diretto della struttura "CRO CEE". Inoltre è responsabile di sviluppare analisi ad hoc su tematiche specifiche di rischio operativo e reputazionale. Infine definisce le metodologie per la valutazione del rischio reputazionale verificandone la corretta implementazione e curare le attività di risk assessment per le transazioni italiane rientranti nel perimetro delle Global Rules in materia di rischio di reputazione (es. settori armi ed energia nucleare).

  • "Operational Risks Management Italy" responsabile del presidio dei rischi operativi di UniCredit S.p.A., supporta le funzioni di business del perimetro Italy nell'identificazione e nel monitoraggio dei rischi operativi anche effettuando specifiche attività di risk assessment (es. sulle transazioni rilevanti). La struttura, nel rispetto della metodologia di Gruppo:
  • assicura la conformità degli indicatori di rischio e delle perdite operative verificando che siano regolarmente registrati nel database di Gruppo;
  • collabora all'analisi dell'impatto dei rischi operativi e di reputazione in caso di introduzione di nuovi prodotti o di variazioni importanti nei processi, nella struttura e nel contesto di business;
  • identifica, in collaborazione con le funzioni locali di business, i principali rischi operativi che potrebbero incidere sullo sviluppo delle strategie di business e sulle budget ambition (Business Syndication) in modo da suggerire le relative azioni di mitigazione e monitorare la loro implementazione ed efficacia.
  • Inoltre la struttura coordina il Permanent Work Group per la mitigazione dei rischi operativi di UniCredit S.p.A. e supporta, in qualità di segreteria tecnica, le attività del "Italian Operational & Reputational Risk Committee" (IORRIC).
  • "Operational, Reputational Risks on Credit Framework & Fraud Management", responsabile del governo, dell'identificazione e del controllo del rischio operativo e reputazionale nel credit framework del Gruppo al fine di contribuire alla riduzione delle perdite operative (incluse quelle generate da frodi esterne). Infine compie attività di steering sulle società del Gruppo per il perimetro di riferimento, relazionando anche in merito, nei relativi comitati oltre che nelle sedi opportune.

Le funzioni di Operational Risk Management nelle società controllate forniscono formazione specifica sui rischi operativi al personale, che può anche avvalersi di programmi di formazione disponibili via intranet e sono responsabili per la corretta realizzazione degli elementi del framework di Gruppo.

Processo di Convalida interna

In ottemperanza ai requisiti regolamentari è stato istituito, sia presso la Capogruppo sia presso le pertinenti società del Gruppo, un processo di convalida interna del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi, al fine di verificarne la rispondenza alle prescrizioni normative ed agli standard di Gruppo. Questo processo è di responsabilità del department Group Internal Validation. Le metodologie di Gruppo per la misurazione e allocazione del capitale a rischio e i sistemi IT sono convalidate a livello di Capogruppo dal department sopracitato, cosi come l'implementazione del sistema di controllo e gestione dei rischi operativi nelle società controllate , che in prima istanza è valutata sulla base di un'autovalutazione , eseguita dalle funzioni locali di Operational Risk Management seguendo le istruzioni e linee guida emesse dal Group Internal Validation department. I risultati delle valutazioni locali sono rivisti annualmente dal Group Internal Validation department che esegue ulteriori analisi su dati e documentazione. Tali evidenze sono la base per l'emissione di specifici report di convalida alle società. I report di autovalutazione locale, insieme alla opinion del Group Internal Validation department e al report dell'Internal Audit, sono presentati ai competenti organi delle società controllate.

I risultati dell'attività di convalida, sia a livello di Capogruppo sia delle singole società, sono consolidati annualmente nel Group Validation report che, insieme alla relazione annuale dell'Internal Audit, è presentato al Consiglio di Amministrazione di UniCredit.

Reporting

E' stato sviluppato dalla Capogruppo un sistema di reporting per mantenere regolarmente informati l'Alta Direzione e l'organo di gestione sull'esposizione ai rischi operativi del Gruppo e sulle azioni intraprese per mitigarli.

In particolare, con periodicità settimanale viene fornito un report sull'andamento delle perdite operative e le principali iniziative intraprese per prevenire o mitigare i rischi operativi nelle varie aree di business e sui principali eventi. Le stime del capitale a rischio e il monitoraggio delle metriche RAF sono fornite trimestralmente. Un report informativo sull'andamento delle perdite viene fornite mensilmente ai Regulator.

Gestione e mitigazione del rischio

L'identificazione delle strategie di mitigazione del rischio operativo e reputazionale di Gruppo e di singola Società è effettuata tramite una serie di attività annuali ricorrenti volte a valutare il profilo di rischio del Gruppo e delle Società e a definire le azioni di mitigazione appropriate per la riduzione del rischio individuato. Il preliminary self-risk assessment, punto di partenza del processo, è una valutazione qualitativa effettuata annualmente dalle Società locali su una lista dei principali fattori di rischio potenziali selezionati dalla Capogruppo.

Al fine di individuare la lista dei principali fattori di rischio vengono considerati:

  • gli obiettivi del piano pluriennale di Gruppo;
  • le aree di attenzione e le priorità del Top Management;
  • l'evoluzione delle perdite di rischio operativo e i principali eventi interni / esterni accaduti;
  • l'andamento di mercato e il trend industriale (includendo le direttive degli Organi di Vigilanza);
  • le strategie di mitigazione in corso e i Top Operational Risks di Gruppo.

Le singole Società devono valutare la rilevanza di ogni fattore di rischio fornendo una valutazione qualitativa, le motivazioni annesse e il rischio

reputazionale associato.

Inoltre devono identificare e valutare ogni addizionale fattore di rischio che può incidere sulla loro Società considerando il mercato locale, le attività di business e le sue peculiarità (considerando l'innovazione/trasformazione del modello di business locale).

Stress test

Dal 2017, il Gruppo effettua periodicamente analisi di sensitività e di stress per i rischi operativi. Tra queste, si annovera l'esercizio di stress test per l'intero Gruppo, teso a verificare, attraverso l'utilizzo di un modello statistico-econometrico, l'impatto in termini di perdite operative, nonché le ripercussioni conseguenti sul capitale a rischio, dei cambiamenti nei fattori macro-economici sottostanti, utilizzando articolati scenari congiunturali discussi e definiti dal Group Stress Test Council su proposta del Research Department. Tale esercizio viene svolto due volte l'anno, o a richiesta, ogni qual volta si necessiti di un'analisi di questo tipo, per valutare i rischi derivanti da possibili peggioramenti del contesto macro-economico.

Sistema di misurazione e allocazione del capitale

UniCredit ha sviluppato un metodo interno per la misurazione del requisito di capitale. Questo è calcolato tenendo conto dei dati di perdita interni, dei dati di perdita esterni, dei dati delle analisi di scenario e degli indicatori di rischio.

Il calcolo del capitale viene effettuato per classi di rischio. Per ogni classe di rischio l'impatto e la frequenza delle perdite sono stimati separatamente per arrivare alla distribuzione delle perdite annue tramite simulazione. La distribuzione degli impatti viene stimata su dati interni, dati esterni e dati delle analisi di scenario, mentre la frequenza è stimata sui soli dati interni. Per ognuna delle classi, si applica una correzione in funzione degli indicatori di rischio operativo. Le distribuzioni di perdita annua, ottenute per ciascuna classe di rischio, sono aggregate tramite funzioni copula, considerando anche la copertura assicurativa. Il capitale di rischio è quindi calcolato sulla distribuzione aggregata delle perdite ad un livello di confidenza del 99,9% a fini regolamentari e a fini di capitale economico, tenendo contro della deduzione della perdita attesa. Tramite meccanismi di allocazione si identificano i requisiti di capitale delle società controllate, riflettendo l'esposizione ai rischi operativi.

B. Rischi derivanti da pendenze legali

Sussistono numerosi procedimenti giudiziari pendenti nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e di altre società appartenenti al gruppo UniCredit. In particolare al 30 giugno 2019 sussistevano circa 20.700 procedimenti giudiziari, di cui circa 9.700 riferiti alla capogruppo UniCredit S.p.A. (diversi da quelli giuslavoristici, fiscali e attinenti al recupero del credito nell'ambito dei quali siano proposte domande riconvenzionali o sollevate eccezioni relativamente alle ragioni di credito delle società del Gruppo) pendenti nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e di altre società appartenenti al gruppo UniCredit. Inoltre, di volta in volta, amministratori, esponenti e dipendenti, anche cessati, possono essere coinvolti in cause civili e/o penali i cui dettagli il gruppo UniCredit potrebbe non essere legittimato a conoscere o a comunicare.

È anche necessario che il Gruppo adempia in modo appropriato ai diversi requisiti legali e regolamentari in relazione a diversi aspetti della propria attività quali le norme in materia di conflitti di interesse, questioni etiche, anti-riciclaggio, sanzioni irrogate dagli Stati Uniti d'America e a livello internazionale, beni dei clienti, le norme che regolano concorrenza, privacy e sicurezza delle informazioni ed altre normative. Il mancato adempimento attuale o asserito a tali disposizioni potrebbe comportare ulteriori contenziosi e indagini, nonché rendere il Gruppo soggetto a richieste di risarcimento del danno, multe irrogate dalle Autorità di Vigilanza, altre sanzioni e/o danni reputazionali. Inoltre, occorre segnalare che una o più società del Gruppo e/o i loro amministratori attualmente in carica e/o cessati sono, o potrebbero in futuro essere, soggetti ad indagini e/o procedimenti da parte delle competenti Autorità di Vigilanza o procure nei diversi Paesi in cui operano. Tali indagini e/o procedimenti riguardano, inter alia, aspetti dei sistemi informativi e dei controlli interni e casi di effettive o potenziali violazioni della normativa regolamentare da parte delle società del Gruppo e/o dei propri clienti. Considerata la natura delle attività del gruppo UniCredit e la riorganizzazione che nel corso del tempo lo ha interessato, vi è il rischio che richieste o questioni inizialmente relative a una sola delle società possano coinvolgere o produrre effetti anche nei confronti di altre società del Gruppo.

In molti casi vi è una notevole incertezza circa il possibile esito dei procedimenti e l'entità dell'eventuale perdita. Ove sia possibile stimare in modo attendibile l'entità dell'eventuale perdita e tale perdita sia ritenuta probabile, vengono effettuati accantonamenti in bilancio nella misura ritenuta congrua a giudizio della capogruppo UniCredit S.p.A., o della società del Gruppo coinvolta, secondo le circostanze e coerentemente con i Principi Contabili Internazionali (IAS).

A presidio delle eventuali passività e costi che potrebbero scaturire dai procedimenti giudiziari pendenti (diversi da quelli giuslavoristici e fiscali), il gruppo UniCredit ha in essere, al 30 giugno 2019, un fondo per rischi ed oneri pari a 718 milioni di euro, di cui 451 milioni di euro riferiti alla capogruppo UniCredit S.p.A.

Al 30 giugno 2019 il petitum complessivo riferito ai procedimenti giudiziari diversi da quelli giuslavoristici, fiscali e attinenti al recupero del credito era pari a circa 11 miliardi di euro, di cui circa 6,9 miliardi di euro riferiti alla capogruppo UniCredit S.p.A. Tale dato risente tanto della natura disomogenea dei contenziosi pendenti, quanto della molteplicità delle diverse giurisdizioni e delle relative peculiarità in cui il gruppo UniCredit è coinvolto in contenziosi passivi.

La stima delle predette obbligazioni che potrebbero ragionevolmente scaturire nonché l'entità del predetto fondo sono basati sulle informazioni attualmente disponibili ma implicano anche, a causa delle numerose incertezze scaturenti dai procedimenti giudiziari, significativi elementi di giudizio. Pertanto gli eventuali accantonamenti potrebbero risultare insufficienti a far fronte interamente agli oneri, alle spese, alle sanzioni ed alle richieste risarcitorie e restitutorie connesse alle cause pendenti.

Si riportano di seguito alcune sintetiche informazioni incluse, ove rilevanti e/o indicate, quelle relative ai singoli petita con riferimento alle questioni significative che coinvolgono il gruppo UniCredit e che non sono reputate del tutto infondate o normali nel contesto dell'attività delle società del Gruppo.

Il presente paragrafo contiene, tra l'altro, una descrizione dei procedimenti pendenti nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e/o di altre società appartenenti al gruppo UniCredit e/o di dipendenti (anche se ex dipendenti) che la capogruppo UniCredit S.p.A. considera rilevanti ai fini della presente informativa ma che, allo stato attuale, non rappresentano ancora richieste definite o non sono ancora quantificabili. Salvo ove diversamente specificato, le controversie giuslavoristiche e fiscali o attinenti al recupero del credito sono sinteticamente descritte, all'interno di note inserite in altre sezioni del documento e, pertanto, sono escluse dalla presente sezione. In conformità con quanto previsto dallo IAS37, informazioni che potrebbero pregiudicare in maniera significativa la posizione della società coinvolta nella controversia potrebbero essere omesse.

Contenziosi che coinvolgono la capogruppo UniCredit S.p.A.

Madoff

Situazione

La capogruppo UniCredit S.p.A. e diverse sue controllate dirette o indirette sono state soggette ad azioni legali o ad indagini a seguito di uno "Schema di Ponzi" messo in opera da Bernard L. Madoff ("Madoff") attraverso la sua società Bernard L. Madoff Investment Securities LLC ("BLMIS") svelato nel dicembre 2008. Il contesto di queste azioni legali ed indagini e le connessioni tra la capogruppo UniCredit S.p.A. ed alcune delle sue affiliate con BLMIS, sono state riportate più nel dettaglio nei bilanci precedenti.

Cause negli Stati Uniti

Cause promosse dal SIPA Trustee

Nel dicembre 2010 il curatore fallimentare (il "SIPA Trustee") per la liquidazione di BLMIS, tra le varie azioni intraprese, ha depositato un ricorso dinanzi ad una Corte Federale statunitense contro circa sessanta convenuti, tra cui HSBC, la capogruppo UniCredit S.p.A. ed alcune sue affiliate (il "Ricorso HSBC").

Nel Ricorso HSBC il SIPA Trustee aveva avanzato richieste per danni per complessivamente più di 6 miliardi di dollari statunitensi (da quantificarsi successivamente in corso di giudizio) nei confronti di tutti e 60 i convenuti, in relazione a violazioni di common law (reclami inerenti all'aiuto e supporto nel contesto delle violazioni da parte di BLMIS) ed azioni di annullamento (anche dette azioni revocatorie). Non sono stati iniziati ulteriori procedimenti separati nei confronti del gruppo UniCredit.

Tutte le pretese nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e delle altre società del gruppo UniCredit, sia relative a pretese di common law, sia relative ad azioni revocatorie, sono state respinte senza possibilità di essere riproposte, ad eccezione di (i) UCB Austria, con riguardo alla quale il SIPA Trustee in data 21 luglio 2015 ha volontariamente rinunciato, con possibilità di riproporle, alle azioni revocatorie nei confronti di UCB Austria; e (ii) Bank Austria Worldwide Fund Management Limited ("BAWFM"), laddove, il 22 novembre 2016, il tribunale fallimentare ha emanato una sentenza di rigetto delle azioni revocatorie promosse nei confronti di BAWFM. Il 16 marzo 2017 il SIPA Trustee ha depositato atto di appello. Nel febbraio 2019 la United States Court of Appeals for the Second Circuit ha riformato la sentenza del tribunale fallimentare del 22 novembre 2016 statuendo che il SIPA Trustee possa recuperare i trasferimenti di denaro effettuati prima del fallimento da BLMIS a BAWFM e altri soggetti analoghi. BAWFM e altre parti appellate hanno chiesto che la decisione del Second Circuit venisse revisionata da tutti i giudici del tribunale, ma il Second Circuit ha rigettato l'istanza nell'aprile 2019. A seguito di una successiva istanza degli appellati, il Second Circuit ha sospeso il procedimento in attesa del deposito presso la Corte Suprema dell'istanza per la revisione della decisione da parte di BAWFM e di altre parti, il cui termine è fissato al 30 agosto 2019. Tuttavia, se tale istanza non venisse accolta, o un successivo appello non dovesse risultare favorevole, l'eventuale risarcimento del danno non sarebbe significativo e, pertanto, il procedimento non presenta peculiari profili di rischio per il gruppo UniCredit. Taluni soggetti chiamati in causa come convenuti nel Ricorso HSBC potrebbero vantare diritti di indennizzo nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e dalle sue partecipate. Ad oggi, per quanto a conoscenza della capogruppo UniCredit S.p.A., non sussistono, in relazione a tale vicenda, ulteriori procedimenti promossi da soggetti diversi dal SIPA Trustee.

Causa promossa da SPV OSUS Ltd.

La capogruppo UniCredit S.p.A. ed alcuni soggetti ad essa collegati (UCB Austria, BAWFM, PAIML) sono stati convenuti in giudizio, assieme ad altri circa 40 soggetti, in una causa incardinata avanti la Corte Suprema dello Stato di New York, Contea di New York, il 12 dicembre 2014 da SPV OSUS Ltd. In data 20 aprile 2018 la causa è stata ritrasferita alla United States District Court for the Southern District of New York (Corte Federale). La causa era stata promossa per conto di asseriti cessionari di un investitore in BLMIS e l'ammontare dell'asserito danno non era indicato nella domanda. In data 30 marzo 2019, la Corte Federale ha rigettato tutte le domande avanzate nei confronti di tutti i convenuti. Essendo decorso il termine per eventuali impugnazioni, la decisione è divenuta definitiva.

Cause al di fuori degli Stati Uniti

Alcuni investitori nei fondi Primeo e Herald hanno promosso diversi procedimenti civili in Austria. Al 30 giugno 2019 rimangono pendenti 25 procedimenti civili con un petitum complessivo di 6,2 milioni di euro oltre interessi, di cui 20 procedimenti risultano pendenti davanti al giudice di primo grado, non ancora decisi, 1 caso davanti alla Corte d'Appello e 4 casi davanti alla Corte Suprema. Le contestazioni sollevate in tali procedimenti riguardano l'asserita violazione da parte di UCB Austria di alcuni obblighi relativi alla propria funzione di prospectus controller (i.e. riguardo la revisione dei prospetti con l'obiettivo di assicurarne accuratezza e completezza), l'asserita impropria consulenza (diretta od indiretta) prestata da UCB Austria a determinati investitori ad investire nei fondi correlati a Madoff, o entrambi i tipi di violazioni. La Corte Suprema austriaca ha emesso 25 sentenze definitive relative a contestazioni mosse in tali procedimenti in merito a ipotesi di responsabilità

da prospetto. Per quanto riguarda le cause relative ai fondi Primeo, 15 sentenze definitive della Corte Suprema austriaca sono favorevoli a UCB

Austria. Con riguardo a 2 procedimenti, la Corte Suprema non ha accolto l'appello straordinario di UCB Austria, rendendo pertanto definitive e vincolanti le decisioni della Corte d'Appello in favore dei ricorrenti in appello.

Per quanto riguarda il fondo Herald, la Corte Suprema austriaca si è espressa 5 volte in merito a contestazioni relative a responsabilità da prospetto, 2 volte in favore di UCB Austria e 3 volte in favore del ricorrente. Inoltre, in un caso di responsabilità da prospetto legata agli investimenti in Primeo ed Herald la Corte Suprema Austriaca ha deciso in favore di UCB Austria; in due ulteriori casi di responsabilità da prospetto relativi a Primeo e Herald la Corte Suprema non ha accettato gli appelli dei ricorrenti, rendendo così definitive le sentenze in favore di UCB Austria. L'impatto delle suddette decisioni della Corte Suprema Austriaca sui restanti casi ad oggi pendenti non può essere previsto e vi potrebbero essere

decisioni future contro UCB Austria. In relazione ai giudizi civili nei confronti di UCB Austria connessi alla frode Madoff pendenti in Austria, UCB Austria ha predisposto accantonamenti in una misura reputata idonea a coprire quello che è l'attuale rischio di causa.

UCB Austria è convenuta in procedimenti penali in Austria legati al caso Madoff e relativi alla presunta violazione, da parte di UCB Austria, delle disposizioni dell'"Austrian Investment Fund Act" (la normativa austriaca sui fondi di investimento) nella sua qualità di prospectus controller (responsabile del controllo del prospetto) del fondo Primeo; vi sono poi ulteriori contestazioni relative all'ammontare delle commissioni ed a una pretesa appropriazione indebita. In passato, sono già stati chiusi alcuni procedimenti penali correlati. I procedimenti relativi alle altre contestazioni sono ancora in una fase di indagini e il Pubblico Ministero austriaco non ha formulato incriminazioni ufficiali a carico di UCB Austria, pertanto non è possibile valutare quali potrebbero essere le eventuali sanzioni a carico di UCB Austria nonché eventuali profili di responsabilità solidale a carico della stessa.

Alcune potenziali conseguenze

Oltre ai procedimenti sopra menzionati relativi al caso Madoff contro la capogruppo UniCredit S.p.A., le sue società controllate ed alcuni dei rispettivi dipendenti o ex dipendenti, ulteriori procedimenti ricollegabili alla frode Madoff potrebbero essere aperti in futuro, ferma restando l'applicazione delle norme relative alla prescrizione, negli Stati Uniti, in Austria o in altri paesi. Tali potenziali futuri procedimenti potrebbero essere aperti nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A., delle sue società controllate, dei rispettivi dipendenti o ex dipendenti o di soggetti collegati alla capogruppo UniCredit S.p.A. o in cui quest'ultima può avere investito. I procedimenti pendenti o eventuali procedimenti futuri potrebbero avere effetti negativi sul gruppo UniCredit.

Allo stato, fatto salvo quanto sopra, i tempi e gli esiti dei vari procedimenti non sono ragionevolmente prevedibili, né i diversi gradi di responsabilità eventualmente rilevate. Tuttavia, dato l'esito delle cause che sono stato intentate e il tempo trascorso dall'inizio del caso Madoff, a questo punto si ritiene improbabile che vengano iniziate ulteriori cause. In conformità con i principi contabili internazionali, fatto salvo quanto sopra, e con l'esclusione di quanto descritto in relazione a UCB Austria, allo stato non sono stati predisposti accantonamenti per il rischio specifico connesso al contenzioso Madoff.

Azioni conseguenti all'acquisizione di UCB AG da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. e alla riorganizzazione del Gruppo Squeeze-out dei soci di minoranza di UCB AG (Appraisal Proceeding)

Nel 2008, circa 300 ex azionisti di minoranza di UCB AG hanno depositato, dinanzi alla Corte Distrettuale di Monaco di Baviera, una richiesta di revisione del prezzo versato da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. in sede di squeeze out (cosiddetta "Appraisal Proceeding"), pari a 38,26 euro per azione. Oggetto di contestazione è la valutazione di UCB AG, che rappresenta la base per il calcolo dell'ammontare dovuto da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. agli ex azionisti di minoranza. Allo stato il procedimento è pendente in primo grado. La Corte Distrettuale di Monaco di Baviera, come da prassi in procedimenti di questo genere, ha nominato alcuni esperti per la valutazione di UCB AG al momento dello squeeze-out, i quali hanno depositato la propria perizia nel novembre 2017. Gli esperti hanno confermato che la valutazione di UCB AG ai fini della determinazione del prezzo di squeeze-out era complessivamente adeguata. Gli esperti hanno comunque anche identificato alcuni parametri i quali, secondo l'opinione degli esperti, avrebbero potuto portare a un aumento del valore delle società precedentemente controllate da UCB AG e di alcune istituzioni finanziarie in paesi CEE. In tale contesto, gli esperti contestano la correttezza dei prezzi di acquisto pagati prima dello squeeze-out dalla capogruppo UniCredit S.p.A. a UCB AG in relazione a UCB Austria e alle istituzioni finanziarie CEE appena menzionate. L'opinione degli esperti non è vincolante per la corte. Sia la capogruppo UniCredit S.p.A. sia gli attori hanno depositato le proprie osservazioni alla consulenza degli esperti presso la Corte, la quale ha chiesto agli esperti di depositare una relazione integrativa entro il settembre del 2019. La prossima udienza orale è fissata a febbraio del 2020. Sarà poi in capo alla corte di prima istanza decidere in merito alla richiesta degli ex azionisti di minoranza sulla base dell'opinione degli esperti e sulle questioni legali rilevanti e significative per la decisione della suddetta corte. La capogruppo UniCredit S.p.A. continua a ritenere di aver operato nel pieno rispetto della normativa applicabile e considera adeguato il prezzo versato agli azionisti di minoranza. La capogruppo UniCredit S.p.A. difenderà pertanto con decisione tale posizione nel corso del procedimento. La decisione di primo grado sarà soggetta ad appello. Pertanto, allo stato, non è possibile stimare la durata del procedimento che potrebbe anche protrarsi per diversi anni e potrebbe comportare il pagamento da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. agli azionisti di minoranza di un ammontare ulteriore rispetto a quanto già versato. Allo stato del procedimento non è possibile stimare l'ammontare soggetto a disputa.

Squeeze-out degli azionisti di minoranza di UCB Austria (Appraisal Proceeding)

Nel 2008, circa 70 ex soci di minoranza di UCB Austria, ritenendo non adeguato il prezzo versato in sede di squeeze out pari ad 129,4 euro per azione, hanno avviato, avanti la Corte Commerciale di Vienna, un procedimento con il quale chiedono alla corte di verificare l'adeguatezza dell'importo loro riconosciuto (Appraisal Proceeding).

La Corte Commerciale di Vienna ha conferito ad un collegio, il cosiddetto "Gremium", l'incarico di esaminare i fatti di causa al fine di rivedere l'adeguatezza del prezzo. In data 26 giugno 2018, il Gremium ha depositato la propria perizia, che ha un contenuto coerente con le consulenze già

depositate nel dicembre 2011 e maggio 2013 dai periti nominati dallo stesso Gremium, le quali a loro volta erano, in linea generale, favorevoli per la capogruppo UniCredit S.p.A. Il Gremium ha rinviato la causa alla Corte Commerciale di Vienna. La capogruppo UniCredit S.p.A. e le altre parti hanno depositato le proprie osservazioni alla decisione del Gremium alla fine di luglio 2018. Il procedimento proseguirà dinanzi alla Corte Commerciale di Vienna che ha ordinato alle parti di depositare ulteriori documenti, sta ascoltando i testimoni e dovrà decidere sia in merito alla valutazione del suddetto prezzo sia in merito alle questioni legali. La capogruppo UniCredit S.p.A., in considerazione della natura dei metodi valutativi utilizzati, ritiene che l'importo riconosciuto agli azionisti di minoranza fosse adeguato.

Questioni connesse alle sanzioni economiche

Nel marzo 2011 UniCredit Bank AG ha ricevuto un subpoena dal District Attorney for New York County ("DANY") in relazione a passate operazioni che avevano coinvolto alcune società iraniane individuate dallo U.S. Department of the Treasury's Office of Foreign Assets Control ("OFAC"), e le relative affiliate. Negli anni successivi, DANY, lo U.S. Department of Justice ("DOJ"), OFAC, il New York State Department of Financial Services ("DFS"), e il Board of Governors della Federal Reserve System e la New York Federal Reserve Bank ("Fed") (insieme le "Autorità US e di New York") hanno avviato autonome indagini in relazione al rispetto passato da parte della capogruppo UniCredit S.p.A., di UniCredit Bank AG e di UniCredit Bank Austria AG (insieme, il "Gruppo") della normativa in materia di sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti d'America. La capogruppo UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG hanno ciascuna ampiamente collaborato con le Autorità US e di New York, conducendo, tra l'altro, anche indagini interne per verificare la propria passata operatività nei pagamenti in dollari statunitensi ed il proprio rispetto della normative in materia di sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti d'America, nel corso delle quali sono emerse alcune pratiche non trasparenti relativamente al passato. Già da prima della conclusione di tali indagini, il Gruppo ha avviato notevoli e sostanziali attività correttive in relazione a policy e procedure interne, tuttora in corso.

In data 15 aprile 2019 la capogruppo UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG hanno raggiunto un accordo con le Autorità US e di New York in relazione a tali indagini. Sulla base di tale accordo, tra l'altro, la capogruppo UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG hanno pagato pene pecuniarie per un totale di circa 1,3 miliardi di dollari e hanno concordato di implementare determinate policy e procedure correttive. Gli importi pagati dalle rispettive società erano integralmente coperti dai rispettivi accantonamenti e l'importo finale della pena pecuniaria non ha avuto un impatto materiale sul gruppo UniCredit. Non ci si aspettano ulteriori attività esecutive in relazione alle indagini concluse. Nell'ambito degli accordi transattivi con le Autorità US e di New York (DANY, OFAC, DOJ, DFS e Fed), la capogruppo UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG si sono impegnate ad implementare controlli di conformità correttivi e a condurre valutazioni dei rischi relativi alle linee di business globali del gruppo UniCredit, a fornire alle Autorità US e di New York relazioni periodiche e certificazioni relative all'attuazione e all'efficacia del piano denominato "economic sanctions compliance program", nonché ad incaricare un soggetto esterno indipendente di condurre una verifica annuale dell'efficacia di tale piano, i cui risultati saranno condivisi con le Autorità US e di New York.

Titoli di stato denominati in Euro emessi da paesi dell'Unione Europea

In data 31 gennaio 2019, la capogruppo UniCredit S.p.A. e UniCredit Bank AG hanno ricevuto uno Statement of Objections dalla Commissione Europea nell'ambito di un'investigazione della Commissione Europea riguardante presunte violazioni della normativa antitrust in relazione a titoli di stato Europei. L'investigazione si riferisce ad alcuni periodi compresi tra il 2007 e il 2012, e comprende presunte attività da parte di UniCredit Bank AG, per una frazione di questo periodo.

Lo "Statement of Objections" non pregiudica l'esito del procedimento; qualora la Commissione dovesse concludere che vi è sufficiente evidenza di una violazione della normativa, potrà adottare una decisione che proibisca la condotta in esame e che imponga il pagamento di una sanzione per un ammontare massimo del 10% del fatturato annuo mondiale della società.

La capogruppo UniCredit S.p.A. e UniCredit Bank AG hanno avuto accesso a tutti gli elementi del fascicolo della Commissione Europea a partire dal 15 febbraio 2019. In seguito all'analisi del fascicolo, la Banca non considera più remoto, ma possibile, sebbene non probabile, un esborso di cassa volto al pagamento di una potenziale sanzione in conseguenza dell'esito del procedimento. Sulla base delle informazioni attualmente a disposizione, non risulta attualmente possibile quantificare in maniera attendibile l'importo di una eventuale sanzione.

La capogruppo UniCredit S.p.A. e UniCredit Bank AG hanno presentato una risposta alle obiezioni sollevate in data 29 aprile 2019. Il procedimento è in corso. Non esistono termini legali che impongono alla Commissione di concludere le indagini antitrust entro scadenze prestabilite.

In data 11 giugno 2019, UniCredit Bank AG e UniCredit Capital Markets LLC sono state nominate, unitamente ad altre istituzioni finanziarie, come convenute in un'azione collettiva putativa già pendente presso la United States District Court for the District of the Southern District of New York. L'atto di citazione riguarda una presunta cospirazione tra rivenditori di titoli di stato Europei denominati in Euro volta a fissare e manipolare i prezzi di tali titoli di stato, anche attraverso l'ampliamento dello spread tra domanda e offerta quotato ai clienti. La classe putativa è costituita da chiunque abbia acquistato o venduto titoli di stato Europei denominati in Euro negli Stati Uniti nel periodo compreso tra il 2007 e il 2012. Allo stato l'atto di citazione non comprende una quantificazione dei danni richiesti. Il procedimento è nella fase iniziale. Il deposito delle richieste di archiviazione ("motion to dismiss"), uno strumento procedurale previsto dalle regole di procedura civile federale degli Stati Uniti (United States Federal Rules of Civil Procedure) attraverso il quale le società convenute possono contestare la fondatezza giuridica di un atto di citazione e formulare argomentazioni per l'archiviazione, è attualmente previsto entro dicembre 2019, in tale ambito tra le altre cose si contesterà il fatto che l'atto di citazione non fornisce elementi in grado di giustificare la domanda.

Contenzioso legato a certe forme di operazioni bancarie

Il gruppo UniCredit è soggetto a numerosi contenziosi passivi relativi a fenomeni collegati alle proprie operazioni con la clientela che non riguardano specificamente il gruppo UniCredit, ma coinvolgono il sistema finanziario nel suo complesso.

Al riguardo, al 30 giugno 2019, si segnalano (i) il contenzioso relativo al fenomeno dell'anatocismo, tipico del mercato italiano, con riferimento al quale il petitum complessivo nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. risultava pari a 1.173 milioni di euro, comprensivo delle mediazioni; (ii) il contenzioso legato ai prodotti derivati, relativo principalmente al mercato italiano (con riferimento al quale il petitum complessivo nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. risultava pari a 708 milioni di euro, comprensivo delle mediazioni) e tedesco (con riferimento al quale il petitum complessivo nei confronti di UCB AG risultava pari a 59,9 milioni di euro); nonché (iii) il contenzioso connesso ai finanziamenti in valute straniere, principalmente relativo ai Paesi della CEE (con riferimento al quale il petitum complessivo risultava pari a circa 57 milioni di euro). Il contenzioso relativo al fenomeno dell'anatocismo riguarda la richiesta, da parte della clientela, di danni conseguenti alla presunta illegittimità delle modalità di calcolo e dell'ammontare degli interessi passivi relativi a determinati rapporti bancari. A decorrere dai primi anni del 2000 si è assistito ad un progressivo incremento di cause promosse da correntisti per la retrocessione degli interessi passivi frutto dell'anatocismo trimestrale. Nel corso del primo semestre del 2019, le pretese restitutorie/risarcitorie non hanno evidenziato sostanziali variazioni rispetto al 2018. Ad oggi, la capogruppo

UniCredit S.p.A. ha predisposto accantonamenti ritenuti dalla stessa congrui a coprire il rischio di causa. Con riguardo al contenzioso connesso a prodotti derivati si segnala che diverse istituzioni finanziarie, comprese società facenti parte del gruppo UniCredit, hanno concluso una molteplicità di contratti derivati, sia con investitori istituzionali, sia con clienti non istituzionali. In Germania e Italia sono pendenti contenziosi contro società del gruppo connessi a contratti derivati promossi da investitori istituzionali e non istituzionali. La promozione di questi contenziosi colpisce il sistema finanziario in generale e non specificatamente la capogruppo UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo. Allo stato non è prevedibile l'impatto complessivo di queste iniziative giudiziarie. Per quanto riguarda le controversie relative ai finanziamenti in valute straniere, si evidenzia che negli ultimi dieci anni, un significativo numero di clienti nell'Europa centrale e orientale ha contratto mutui e prestiti in una valuta straniera ("FX"). In molti casi i clienti o le associazioni di consumatori che agiscono per loro conto, hanno cercato di rinegoziare le condizioni di tali prestiti e mutui FX, ivi compreso che il capitale e i pagamenti degli interessi connessi al prestito fossero ridefiniti nella valuta locale al momento dell'erogazione del finanziamento e che il tasso d'interesse passasse retroattivamente da variabile a fisso. Inoltre, in diversi Paesi sono state proposte o sono state approvate normative che hanno un impatto sui prestiti FX. Tali sviluppi hanno provocato l'insorgere di contenziosi contro società controllate dalla capogruppo UniCredit S.p.A. in diversi Paesi dell'area CEE tra cui Croazia, Ungheria, Romania, Slovenia e Serbia.

In Croazia, in seguito all'entrata in vigore di una nuova legge del settembre 2015 che ha ridefinito i termini dei contratti di prestiti FX, in un certo numero di casi gli attori hanno rinunciato alla causa per avvalersi dei benefici della nuova legge. Zagrebačka Banka ("Zaba") ha contestato la legittimità costituzionale della nuova legge avanti la Corte Costituzionale croata. Quest'ultima, con decisione del 4 aprile 2017, ha rigettato il ricorso, di fatto confermando la costituzionalità della legge; non sono disponibili ulteriori rimedi secondo le leggi locali.

Il 21 settembre 2016, UCB Austria e Zaba hanno avviato un'azione contro la Repubblica della Croazia ai sensi dell'accordo tra il Governo della Repubblica Austriaca e il Governo della Repubblica della Croazia sulla promozione e la protezione degli investimenti al fine di recuperare le perdite sofferte ad esito delle modifiche del 2015 apportate al Consumer Lending Act ed al Credit Institutions Act che hanno imposto la conversione della valuta di riferimento dei finanziamenti da franchi svizzeri ad euro. Nelle more Zaba si è conformata al disposto della nuova legge ed ha allineato conformemente i relativi contratti ove richiesta dai clienti. A seguito di un'udienza, il tribunale arbitrale si è espresso su una parte dell'eccezione di giurisdizione del convenuto. Il procedimento arbitrale è tuttora in corso.

Cause connesse a Vanderbilt

Azioni pendenti o minacciate dallo Stato del New Mexico o, per suo conto, da qualsiasi sua agenzia o fondo

Nell'agosto del 2006, il New Mexico Educational Retirement Board ("ERB") ed il New Mexico State Investment Council ("SIC"), entrambi fondi di stato statunitensi, avevano investito 90 milioni di dollari statunitensi in Vanderbilt Financial, LLC ("VF"), una società veicolo promossa da Vanderbilt Capital Advisors, LLC ("VCA"). VCA è una società controllata da Pioneer Investment Management USA Inc., una società al tempo controllata indirettamente dalla capogruppo UniCredit S.p.A. L'obiettivo di VF era di investire in tranche di partecipazioni di diverse obbligazioni di debito date a garanzia ("CDO") gestite in primo luogo da VCA. L'investimento nelle partecipazioni VF, comprese quelle di ERB e SIC, perse ogni valore. VF fu poi liquidata.

A partire dal 2009, diverse cause sono state minacciate o instaurate (alcune di queste sono poi state respinte) per conto dello Stato del New Mexico in relazione alle trattative tra VCA e lo Stato del New Mexico. Tali cause includono un procedimento instaurato da parte di un ex-dipendente dello Stato del New Mexico che ha rivendicato il diritto, ai sensi della legge dello Stato del New Mexico, di agire in qualità di rappresentante dello Stato per le perdite subite dallo Stato del New Mexico in relazione agli investimenti gestiti da VCA. In tale procedimento sono stati convenuti, oltre a VCA, anche Pioneer Investment Management USA Inc., Pioneer Global Asset Management S.p.A. (PGAM), al tempo società controllata da UniCredit S.p.A. e fusa per incorporazione nella stessa nel 2017, e la capogruppo UniCredit S.p.A., in virtù dei rispettivi rapporti di affiliazione ("corporate affiliation") con VCA, come precedentemente descritti. In aggiunta due asserite azioni collettive (cosiddette "class action") sono state instaurate nei confronti di VCA per conto del fondo pensione pubblico gestito da ERB e lo Stato del New Mexico ha minacciato di avviare una causa nei confronti di VCA, nel caso in cui la sua pretesa non dovesse essere soddisfatta. Tali cause minacciate o instaurate sono relative a perdite sofferte da ERB e/o SIC in investimenti legati a VF; vi sono inoltre ulteriori cause minacciate per ulteriori perdite di SIC in relazione a precedenti investimenti in altri CDO gestiti da VCA. Le cause minacciate o instaurate si basano su asserite frodi e pagamenti di tangenti. I danni richiesti nelle cause promosse da o per conto dello Stato del New Mexico sono computati sulla base di multipli degli investimenti originali, fino ad un totale di Dollari statunitensi 365 milioni.

Nel 2012, VCA ha raggiunto un accordo con ERB, SIC e lo Stato del New Mexico per un importo pari a dollari statunitensi 24,25 milioni finalizzato a definire in via transattiva tutte le azioni pendenti o minacciate dallo Stato del New Mexico o, per suo conto, da qualsiasi sua agenzia o fondo. L'importo della transazione è stato tenuto in conto vincolato (cosiddetto "escrow") all'inizio del 2013. La transazione necessita dell'approvazione del Tribunale, ma tale processo aveva subito un ritardo, e la causa originaria era sospesa, in attesa della determinazione da parte della Corte Suprema

del New Mexico di una questione giuridica in un'altra causa pendente contro altri convenuti. La Corte Suprema del New Mexico nel giugno 2015 ha preso l'attesa decisione sulla questione giuridica e nel dicembre 2015 VCA, ERB, SIC e lo Stato del New Mexico hanno rinnovato la richiesta per l'approvazione della transazione da parte del Tribunale. Quest'ultimo ha tenuto udienza nell'aprile 2016 e nel mese di giugno 2017 ha approvato la transazione e stabilito che le domande nei confronti di VCA siano abbandonate. La sentenza che ha confermato tale determinazione della Corte è stata emessa nel settembre 2017 e un'istanza proposta dall'ex dipendente dello Stato al fine di impugnare tale decisione è stata rigettata dalla Corte nell'ottobre 2017. Gli appelli avverso la sentenza e la successiva ordinanza sono pervenuti nei mesi di ottobre e novembre 2017 e la transazione non può pertanto avere efficacia fintanto che gli appelli sono pendenti. Se la sentenza sarà confermata in appello, l'importo tenuto in conto vincolato (cosiddetto "escrow") verrà corrisposto allo Stato del New Messico e VCA, Pioneer Investment Management USA Inc. e UniCredit S.p.A. saranno sollevati da qualsiasi pretesa che sia stata o avrebbe potuto essere avanzata da parte di o per conto dello Stato del New Mexico o delle sue agenzie o fondi.

Divania S.r.l.

Nella prima metà del 2007 la società Divania S.r.l. (ora fallita) ("Divania") ha citato, dinanzi al Tribunale di Bari, UniCredit Banca d'Impresa S.p.A. (poi UniCredit Corporate Banking e, oggi, "UniCredit S.p.A.") contestando violazioni di legge e regolamentari (relative, tra l'altro, ai prodotti finanziari) con riferimento all'operatività in strumenti finanziari derivati in tassi e cambi posta in essere tra il gennaio 2000 ed il maggio 2005 dal Credito Italiano S.p.A. prima e da UniCredit Banca d'Impresa S.p.A. (oggi "UniCredit S.p.A."). L'atto di citazione chiede che venga dichiarata l'inesistenza o in subordine la nullità o l'annullamento o la risoluzione dei contratti stessi e la condanna al pagamento da parte di UniCredit Banca d'Impresa S.p.A. della complessiva somma di circa 276,6 milioni di euro oltre a spese di lite e interessi successivi. Chiede anche sia annullata una transazione del 2005 tra le parti in cui Divania aveva accettato di rinunciare a qualsiasi reclamo connesso alle transazioni.

La capogruppo UniCredit S.p.A. ha contestato in giudizio le domande di Divania, sottolineando, senza con ciò riconoscere alcuna responsabilità, come l'importo richiesto sia stato calcolato sommando algebricamente tutti gli addebiti (in una misura peraltro molto più ampia di quella reale), senza computare invece gli importi degli accrediti che riducono in misura significativa le pretese del ricorrente. Nel 2010 la consulenza tecnica d'ufficio ("CTU") ha nella sostanza confermato l'impostazione della Banca evidenziando una perdita per derivati di circa 6,4 milioni di euro (che aumenterebbero a 10,884 milioni di euro qualora l'accordo transattivo di cui sopra, contestato da parte attrice, venisse ritenuto illegittimo e quindi invalido).

A tale somma la CTU reputa debbano essere aggiunti gli interessi per un importo di 4,137 milioni di euro (al tasso convenzionale) oppure di 868 mila euro (al tasso legale). All'udienza collegiale del 29 settembre 2014 la causa era stata trattenuta in decisione. Disposta una nuova CTU, la stessa ha sostanzialmente confermato le conclusioni della precedente CTU. All'udienza del 6 giugno 2016 la causa è stata nuovamente trattenuta in decisione. Con sentenza pubblicata il 16 gennaio 2017 il Tribunale si è dichiarato incompetente a decidere su parte della domanda attorea e ha condannato la capogruppo UniCredit S.p.A. a pagare a favore della Curatela del fallimento Divania l'importo complessivo di circa 7,6 milioni di euro oltre interessi legali e parte delle spese. La decisione è stata appellata. Alla prima udienza del 29 novembre 2017 la causa è stata rinviata all'11 ottobre 2019 per precisazione delle conclusioni.

Divania ha inoltre avviato altri due giudizi: (i) un primo giudizio per 68,9 milioni di euro (domanda poi aumentata in sede di art.183 c.p.c. ad 80,5 milioni di euro); e (ii) un secondo giudizio per 1,6 milioni di euro.

Con riferimento al primo giudizio, nel maggio 2016, la capogruppo UniCredit S.p.A. è stata condannata al pagamento di circa 12,6 milioni di euro oltre accessori e la relativa sentenza è stata appellata; alla prima udienza del giudizio di appello è stato disposto il rinvio al 22 giugno 2018 per la precisazione delle conclusioni. All'udienza del 22 giugno 2018 la causa è stata rinviata per precisazione delle conclusioni all'11 ottobre 2019. Con riferimento al secondo giudizio, il 26 novembre 2015 il Tribunale di Bari ha rigettato la domanda proposta da Divania. La sentenza è passata in giudicato.

La capogruppo UniCredit S.p.A. ha predisposto accantonamenti ritenuti dalla stessa congrui a coprire il rischio di causa.

Gruppo Viaggi del Ventaglio (IVV)

Una prima causa risulta avviata nel 2011, dinanzi al Tribunale di Milano, congiuntamente dalle società di diritto straniero IVV DE MEXICO S.A., TONLE S.A. e dalla Curatela del fallimento IVV INTERNATIONAL S.A. per circa 68 milioni di euro. Una seconda e terza causa risultano avviate, sempre dinanzi al Tribunale di Milano, nel corso del 2014 rispettivamente dalle Curatele dei fallimenti IVV Holding S.r.l. per circa 48 milioni di euro e IVV S.p.A. per circa 170 milioni di euro.

Trattasi di tre cause collegate. Nella prima e terza causa le contestazioni sono basate su asserite condotte illegittime in materia di erogazione creditizia; nella seconda causa vengono prevalentemente sollevate contestazioni in relazione ad operazioni in derivati. Alla luce delle attività istruttorie esperite, le domande appaiono, a giudizio della capogruppo UniCredit S.p.A., sostanzialmente infondate. In particolare: (i) per quanto riguarda la prima causa (petitum pari a circa 68 milioni di euro) è stata vinta in primo grado dalla capogruppo UniCredit S.p.A. Rispettivamente nel luglio 2016 e nel settembre 2016 le controparti hanno proposto appello e all' udienza del 16 gennaio 2019 sono state precisate le conclusioni e la causa è in decisione; (ii) per quanto riguarda la seconda causa (petitum pari a circa 48 milioni di euro), relativa principalmente a contestazioni in relazione ad operazioni in derivati, nel 2015 sono state respinte tutte le istanze istruttorie, compresa la CTU. Con sentenza pubblicata il 21 maggio 2018 il Tribunale di Milano ha respinto tutte le pretese di IVV S.p.A. condannando il fallimento al pagamento delle spese legali. Il Giudice Delegato ha approvato l'accordo transattivo fra la Banca e il Fallimento; e (iii) per quanto riguarda la terza causa (petitum pari a circa 170 milioni di euro), la stessa si trova attualmente in fase istruttoria e le richieste formulate dal giudice al consulente tecnico d'ufficio (CTU) nella sostanza non sembrano riguardare la capogruppo UniCredit S.p.A. Anche la CTU integrativa depositata risulta favorevole alle banche convenute. Al momento la causa è stata interrotta in attesa di riassunzione da parte della Curatela.

Ditta individuale Paolo Bolici

Nel maggio 2014 la ditta individuale Bolici Paolo ha citato la capogruppo UniCredit S.p.A., dinanzi al Tribunale di Roma, chiedendo la restituzione di circa 12 milioni di euro di interessi anatocistici (con asserita componente usuraria), oltre a circa 400 milioni di euro a titolo di risarcimento danni. La ditta è successivamente fallita. Con sentenza del 16 maggio 2017, il Giudice ha rigettato integralmente tutte le domande dell'attrice ed ha condannato il Fallimento al pagamento delle spese legali. La capogruppo UniCredit S.p.A. non aveva ritenuto di effettuare accantonamenti. In data 17 giugno 2017 il Fallimento ha proposto appello. La causa è rinviata al 7 dicembre 2021 per la precisazione delle conclusioni.

Gruppo Mazza

Il contenzioso origina da un procedimento penale presso il Tribunale di Roma per illecite operazioni creditizie erogate per circa 84 milioni di euro da dipendenti infedeli della capogruppo UniCredit S.p.A. in favore di alcuni clienti. Tali illecite operazioni creditizie riguardano: (i) illecita erogazione di finanziamenti, (ii) anticipato utilizzo di rilevanti somme indisponibili, (iii) irregolari aperture di conti che i dipendenti, in ruoli di crescente importanza, agevolarono in violazione di normative e procedure della Banca di Roma S.p.A. (successivamente "UniCredit Banca di Roma S.p.A." e oggi fusa per incorporazione nella capogruppo UniCredit S.p.A.).

Il procedimento penale relativo ad atti e fatti qualificabili come reati (truffa, appropriazione indebita e continuata, falsi) commessi nel 2005 da esponenti di un gruppo di società (cosiddetto "Gruppo Mazza") con il concorso di dipendenti infedeli della capogruppo UniCredit S.p.A. si è concluso nel maggio 2013 con un'inattesa sentenza assolutoria (perché il fatto non sussiste). Tale sentenza è stata appellata dalla Procura della Repubblica e dalla capogruppo UniCredit S.p.A. In data 4 dicembre 2018 il processo è stato rinviato al 5 novembre 2019 per la discussione finale. Attualmente sono pendenti due cause per risarcimento danni contro la capogruppo UniCredit S.p.A.:

  • la prima avviata nel giugno 2014 dal notaio Mazza, il quale ha convenuto dinanzi al Tribunale di Roma la capogruppo UniCredit S.p.A. chiedendo il risarcimento di danni asseritamente subiti a seguito della denuncia penale presentata dalla ex Banca di Roma S.p.A. L'attore trae spunto dalla sentenza assolutoria in sede penale per lamentare una drammatica esperienza con ripercussioni su salute, vita coniugale, sociale e professionale, con danni patrimoniali, morali, esistenziali e biologici per circa 15 milioni di euro. La causa si trova in fase istruttoria ed è stata fissata udienza di precisazione delle conclusioni al 13 luglio 2020; e
  • la seconda avviata nel marzo 2016 da Como S.r.l. e Camillo Colella, i quali hanno convenuto dinanzi al Tribunale di Roma la capogruppo UniCredit S.p.A. chiedendo il risarcimento di danni per circa 379 milioni di euro. Analogamente al notaio Mazza, gli attori lamentano che le iniziative della ex Banca di Roma S.p.A., in sede penale e civile, hanno provocato danni morali, biologici ed esistenziali al Sig. Camillo Colella, nonché danni per la perdita di importanti opportunità commerciali, oltreché danni all'immagine, reputazionali e commerciali alla Como S.r.l. Il procedimento è nella sua fase finale con rinvio al 9 gennaio 2020.

Tali cause, allo stato, appaiono a giudizio della capogruppo UniCredit S.p.A., infondate. La capogruppo UniCredit S.p.A. ha predisposto accantonamenti ritenuti dalla stessa congrui a coprire il rischio derivante dalle illecite operazioni creditizie, che è sostanzialmente pari al residuo credito della capogruppo UniCredit S.p.A.

So.De.Co. - Nuova Compagnia di Partecipazioni S.p.A.

So.De.Co. S.r.l. (So.De.Co.), a seguito di un'operazione di ristrutturazione e concentrazione al proprio interno del Ramo Oil della controllante Nuova Compagnia di Partecipazione (NCP), è stata ceduta a novembre 2014 alla Ludoil Energy S.r.l.

Nel marzo 2016 la So.De.Co. ha citato in giudizio, presso il Tribunale di Roma, i propri ex amministratori, NCP, la capogruppo UniCredit S.p.A. (quale controllante di NCP) e le due società di revisione (PricewaterhouseCoopers S.p.A. e Deloitte & Touche S.p.A.) richiedendo, in via solidale, il risarcimento del danno di circa 94 milioni di euro asseritamente derivante dal mancato rilievo, fin dal 2010, della perdita del proprio capitale sociale, dalle scarse risorse appostate a bilancio nel fondo rischi ed oneri per bonifiche ambientali e dall'eccessivo prezzo dovuto per l'acquisizione dei rami d'azienda e delle società partecipate, avvenuta nell'ambito della riorganizzazione industriale infragruppo del Ramo Oil.

La capogruppo UniCredit S.p.A. si è costituita in giudizio deducendo l'infondatezza della domanda nonché l'insussistenza dei danni lamentati. Con ordinanza del 9 maggio 2017 il Giudice ha respinto le richieste istruttorie di controparte; la causa è stata rinviata al 12 febbraio 2019 per la precisazione delle conclusioni. La causa è tuttora in corso.

Nel novembre 2017 So.De.Co. ha notificato un atto di citazione nei confronti di NCP e degli ex amministratori sul medesimo tema già proposto nell'ambito di una mediazione che si era conclusa senza accordo fra le parti. La prima udienza, fissata al 20 febbraio 2018, è stata rinviata al 15 gennaio 2019 per consentire il rinnovo di una notifica risultata incompleta. In quest'ultima udienza la causa è stata rinviata all'11 giugno 2019 con concessione dei termini per il deposito delle memorie istruttorie. Attualmente la causa è in riserva.

Nel febbraio 2019 NCP ha avviato un procedimento arbitrale nei confronti di Ludoil (unico azionista di So.De.Co.).

Procedimenti penali

Alcune società del gruppo UniCredit e alcuni suoi esponenti (anche cessati), sono coinvolti in diversi procedimenti penali e/o, per quanto a conoscenza della capogruppo UniCredit S.p.A., oggetto di indagini da parte delle autorità competenti in merito a diverse fattispecie legate all'operatività bancaria, tra cui, in particolare, in Italia, l'ipotesi di reato di cui all'art.644 (usura) c.p.

Sino ad oggi tali procedimenti penali non hanno comportato impatti negativi rilevanti sulla situazione economico, patrimoniale e/o finanziaria della capogruppo UniCredit S.p.A., tuttavia sussiste il rischio che, qualora la capogruppo UniCredit S.p.A. e/o le altre società del gruppo UniCredit ovvero loro esponenti (anche cessati), venissero condannati, tale circostanza possa avere degli impatti dal punto di vista reputazionale per la capogruppo UniCredit e/o per il gruppo UniCredit.

In relazione al procedimento penale relativo all'offerta di diamanti si veda il paragrafo in Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - E. Altre contestazioni della clientela - Offerta di diamanti.

Altri contenziosi

Procedimenti legati a crediti fiscali

Il 31 luglio 2014 il Supervisory Board di UCB AG ha concluso le proprie indagini interne relative alle operazioni cosiddette "cum-ex" (la negoziazione di azioni in prossimità delle date di pagamento dei dividendi e le richieste relative a crediti fiscali) di UCB AG. I risultati delle predette indicano che UCB AG ha subito perdite a causa di passate azioni/omissioni attribuibili a singole persone.

A tal proposito, il Supervisory Board ha presentato un ricorso per risarcimento danni nei confronti di tre singoli ex componenti del consiglio di gestione non ritenendo opportuno intraprendere alcuna azione nei confronti dei componenti dello stesso attualmente in carica. Tali procedimenti sono pendenti. UniCredit S.p.A., capogruppo di UCB AG, sostiene le decisioni del Supervisory Board. In aggiunta, sono state condotte indagini penali nei confronti di attuali o ex dipendenti di UCB AG da parte delle Procure di Francoforte sul Meno, Colonia e Monaco con lo scopo di verificare presunti reati di evasione fiscale da parte loro. UCB AG ha collaborato e continua a collaborare con le suddette Procure che stanno investigando su reati, che includono un'asserita evasione fiscale, compiuti in occasione delle operazioni cum-ex sia nei confronti di UCB AG che di un ex cliente di UCB AG. Il procedimento di Colonia a carico di UCB AG e di ex dipendenti della stessa si è chiuso nel novembre 2015 con, inter alia, il pagamento da parte di UCB AG di una sanzione di 9,8 milioni di euro. Le indagini della Procura di Francoforte sul Meno a carico di UCB AG ai sensi della sezione 30 della Legge sulle violazioni amministrative (la "Ordnungswidrigkeitengesetz") sono state chiuse nel mese di febbraio 2016 con il pagamento di una sanzione di 5 milioni di euro. L'indagine del procuratore di Monaco è stata a sua volta chiusa nel mese di aprile 2017, con il pagamento di una sanzione di 5 milioni di euro. Nel dicembre 2018, nell'ambito di un'indagine in corso nei confronti di ex dipendenti da parte della Procura di Colonia, UCB AG è stata informata dell'avvio di un ulteriore procedimento amministrativo in relazione a operazioni "cum-ex" su Exchange-Traded Funds ("ETF"). Nell'aprile 2019, tali indagini sono state estese alle cosiddette operazioni Ex/Ex, in cui è stato prospettato un coinvolgimento della Banca nell'origine di operazioni "cum-ex" di altri partecipanti al mercato alla ex-dividend date. UCB AG sta analizzando i fatti internamente e continua a collaborare con le Autorità.

Le autorità fiscali di Monaco stanno regolarmente effettuando verifiche fiscali nei confronti di UCB AG, in relazione agli anni dal 2009 al 2012, oltre che verifiche di approfondimento per gli anni dal 2013 al 2015, che inter alia, includono l'analisi di altre operazioni di negoziazione di azioni in prossimità delle date di pagamento dei dividendi. Nel corso di tali anni UCB AG ha eseguito, tra l'altro, diversi tipi di negoziazioni di azioni con diverse controparti domestiche, come ad esempio di prestito titoli (securities lending). Non è ancora chiaro se, e a quali condizioni, crediti fiscali o rimborsi di imposte possano essere applicati ai diversi tipi di operazioni concluse in prossimità della data di distribuzione dei dividendi, né quali possano essere le ulteriori conseguenze per la Banca in caso di diversi trattamenti fiscali. Non è possibile stabilire se UCB AG possa essere esposta a pretese fiscali da parte dei competenti uffici oppure a pretese da parte di terzi in base alle norme civilistiche. UCB AG è in contatto con le competenti autorità di vigilanza e con le autorità fiscali in relazione a queste tematiche. UCB AG ha predisposto accantonamenti ritenuti dalla stessa congrui a coprire il rischio di causa.

Medienfonds/fondi chiusi

Diversi investitori nel fondo denominato "VIP Medienfonds 4 GmbH & Co. KG" ai quali UCB AG aveva finanziato la partecipazione in detto fondo, hanno promosso azioni legali nei confronti di UCB AG. Gli attori lamentano che la banca, nel contesto della conclusione dei contratti di finanziamento, avrebbe fornito consulenza inadeguata rispetto alla struttura del fondo e alle relative conseguenze fiscali. E' stato raggiunto un accordo con la grande maggioranza degli attori. Non è stata ancora emessa la decisione finale circa la responsabilità da prospetto di UCB AG nel procedimento ai sensi del Kapitalanleger-Musterverfahrensgesetz, attualmente all'esame dell'Alta Corte Regionale di Monaco, che comunque avrà impatto soltanto su alcuni casi pendenti.

Inoltre, ad oggi, UCB AG si sta difendendo in altri procedimenti giudiziari relativi ad altri fondi chiusi. Gli investitori hanno agito contro UCB AG contestando l'insufficiente consulenza nell'ambito degli investimenti in fondi chiusi. In particolare, gli investitori contestano che UCB AG non abbia, o non abbia del tutto rivelato ogni rimborso, o abbia predisposto prospetti non corretti. Il tema della correttezza della consulenza resa, e quello del termine di prescrizione applicabile, e quindi le prospettive di successo nel giudizio dipendono da specifiche circostanze del caso, e quindi possono essere difficilmente pronosticate. Per quanto riguarda i procedimenti in questione, l'esperienza passata indica che i tribunali incaricati hanno nella maggior parte dei casi deciso in favore di UCB AG.

Alpine Holding GmbH

Alpine Holding GmbH (una società a responsabilità limitata) ha proceduto ad un'emissione di obbligazioni ogni anno dal 2010 al 2012. Negli anni 2010 e 2011, UCB Austria ha agito in qualità di "joint-lead manager" insieme con un'altra banca. Nei mesi di giugno/luglio 2013, Alpine Holding GmbH e Alpine Bau GmbH sono divenute insolventi e sono iniziate le procedure fallimentari. Numerosi obbligazionisti hanno quindi iniziato a inviare lettere alle banche coinvolte nell'emissione delle obbligazioni, precisando le loro richieste.

Per quanto riguarda UCB Austria, gli obbligazionisti hanno motivato le loro richieste soprattutto facendo riferimento alla responsabilità da prospetto dei "joint-lead manager" e solo in una minoranza di casi anche ad una cattiva consulenza in materia di investimenti. Inoltre, al momento UCB Austria, insieme ad altre banche, è convenuta in procedimenti civili avviati da investitori, tra cui tre class action presentate dalla Camera Federale del Lavoro (con un importo richiesto pari a circa 20,26 milioni di euro). La contestazione principale è la responsabilità da prospetto. Queste cause civili sono perlopiù pendenti in primo grado.

Al momento, la Corte Suprema austriaca non ha ancora emesso una decisione definitive con riferimento all'asserita responsabilità da prospetto di UCB Austria. Oltre alle suddette cause nei confronti di UCB Austria derivanti dall'insolvenza di Alpine, ulteriori azioni correlate ad Alpine sono state minacciate e potrebbero essere avviate in futuro. Le azioni pendenti o quelle che potrebbero in futuro essere avviate potrebbero avere conseguenze negative per UCB Austria. Allo stato non è possibile fare una stima attendibile dei tempi e degli esiti delle varie azioni, né valutare il livello di eventuali responsabilità.

Inoltre, diverse persone coinvolte sono state sottoposte a procedimenti penali in Austria in relazione al fallimento di Alpine. UCB Austria è intervenuta in tali procedimenti quale parte civile. Inoltre, persone ignote delle banche emittenti sono state formalmente indagate da parte del Pubblico Ministero. Nel maggio 2017, il Pubblico Ministero ha deciso di chiudere il procedimento nei confronti di tali soggetti. Varie impugnazioni contro tale decisione sono state rigettate nel gennaio 2018, dunque la decisione è definitiva. I procedimenti contro gli altri soggetti sono stati archiviati nel maggio 2018. Le impugnazioni proposte avverso tale decisione sono ancora pendenti.

Valauret S.A.

Nel 2004 Valauret S.A. e Hughes de Lasteyrie du Saillant hanno avviato una causa civile sostenendo di aver sopportato dei danni per effetto di un deprezzamento dei titoli avvenuto tra il 2002 ed il 2003 causato dall'asserita attività fraudolenta dei componenti del Consiglio di amministrazione della società e altri. UCB Austria (nella sua qualità di successore di Creditanstalt) è stata citata nel 2007 come la quattordicesima di un gruppo di convenuti poiché era la banca di uno degli altri convenuti. Valauret S.A. ha quantificato i propri danni in 129,8 milioni di euro oltre ai costi legali e Hughes de Lasteyrie du Saillant in complessivi 4,39 milioni di euro.

Nel 2006, prima che la causa fosse estesa a UCB Austria, c'è stata una sospensione del procedimento civile a seguito dell'avvio di un'azione in sede penale promossa dallo Stato francese, oggi in corso. Nel dicembre 2008 il procedimento civile è stato sospeso anche nei confronti di UCB Austria. A parere di UCB Austria, la causa è infondata e, allo stato, non sono stati effettuati accantonamenti.

C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche

UniCredit è parte di contenziosi di natura giuslavoristica. In generale, tutte le cause di natura giuslavoristica sono assistite da accantonamenti adeguati a fronteggiare eventuali esborsi e in ogni caso UniCredit non ritiene che le eventuali passività correlate all'esito delle vertenze in corso possano avere un impatto rilevante sulla propria situazione patrimoniale, economica e/o finanziaria.

Cause promosse contro UniCredit S.p.A. da iscritti al Fondo ex Cassa di Risparmio di Roma

Pendono in Cassazione cause decise nei gradi precedenti in favore della Banca in cui viene chiesta in via principale la ricostituzione del patrimonio del Fondo della ex Cassa di Risparmio di Roma e l'accertamento e la quantificazione delle singole posizioni previdenziali individuali riferibili agli iscritti. Il petitum di queste cause con riferimento alla domanda principale è quantificabile in 384 milioni. Non sono stati fatti accantonamenti in quanto si ritengono questi ricorsi infondati.

D. Rischi derivanti da contenziosi di natura tributaria

L'informativa che segue concerne le controversie più rilevanti sorte nel 2019 nonché quelle già in essere all'inizio dell'esercizio per le quali si sono avute decisioni ovvero altre definizioni. Per quanto non viene in questa sede menzionato, si rinvia ai precedenti bilanci e relazioni.

Pendenze sopravvenute

Nel primo semestre del 2019 l'Agenzia delle Entrate ha notificato le seguenti richieste di informazioni:

  • a UniCredit S.p.A., due richieste, ai sensi dell'art.36-bis, D.P.R. 600/1973, aventi ad oggetto l'esposizione di tutti i dettagli riguardanti la determinazione dell'imponibile IRAP per gli anni 2010 e 2011. Con riferimento a tali annualità, in sede di dichiarazione, era stata richiesta a rimborso l'IRAP assolta in relazione ad una parte dei dividendi percepiti nell'esercizio, per 36,7 milioni per il 2010 e 34,7 milioni per il 2011;
  • ancora ad UniCredit S.p.A., una richiesta di informazioni, sempre ai sensi dell'art.36-bis, D.P.R. 600/1973, riguardante alcune poste indicate nella dichiarazione IRAP 2015;

a Bank Austria A.G., una richiesta avente ad oggetto i redditi di capitale di fonte italiana percepiti nei periodi d'imposta dal 2014 al 2018. Tutte le menzionate richieste sono state notificate nel mese di giugno ed, al 30 giugno 2019, è in corso la predisposizione delle risposte. Inoltre:

  • a UniCredit Bank A.G., stabile organizzazione in Italia, l'11 luglio 2019, è stato notificato un avviso di accertamento ai fini IVA 2014 per complessivi 14,5 milioni, di cui 6 milioni per maggiore imposta, 7,4 milioni per sanzione e 1,1 milioni per interessi. L'atto consegue ad una verifica fiscale conclusa nel 2018, avente ad oggetto gli anni 2013 e 2014. Il rilievo è riferito agli effetti della sentenza n.C-7/13 (Skandia) della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Analogamente alla decisione assunta per l'atto relativo al 2013, sarà presentato ricorso al giudice tributario;
  • a UniCredit S.p.A., in esito ad una sentenza di rinvio della Corte di Cassazione, è stata notificata una cartella di pagamento per 0,48 milioni. Tale atto rappresenta la duplicazione di una cartella già notificata ed impugnata dalla società e, pertanto, è stato presentato ricorso presso il giudice tributario. Il relativo contenzioso è pendente.

Aggiornamenti su contenziosi pendenti e verifiche fiscali

Con riferimento al primo semestre 2019, si segnala quanto segue:

in relazione ai contenziosi afferenti l'imposta di registro asseritamente dovuta per la registrazione delle sentenze che hanno definito alcuni giudizi di opposizione allo stato passivo delle società del Gruppo Costanzo, l'Agenzia delle Entrate ha ulteriormente ridotto l'imposta richiesta che, pertanto, con riferimento a tutti gli atti notificati, si riduce a 12,05 milioni. Inoltre, tutti i contenziosi sono stati decisi anche in secondo grado a

favore di UniCredit S.p.A. Al momento pendono i termini per la presentazione di ricorso in Cassazione da parte dell'Agenzia delle Entrate;

  • l'accertamento IRES 2013 notificato a UniCredit S.p.A. quale consolidante di Pioneer Investment Management SGR, in materia di prezzi di trasferimento è stato definito mediante accertamento con adesione, analogamente a quanto avvenuto per le precedenti annualità. La maggiore IRES richiesta era pari a 4,4 milioni oltre a interessi, e la contestazione è stata definita mediante il versamento di 2,34 milioni a titolo di imposta, oltre a interessi. Non sono state irrogate sanzioni in quanto l'Agenzia delle Entrate ha espressamente riconosciuto la corretta documentazione delle transazioni infragruppo ai sensi della normativa in materia;
  • la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza favorevole ad UniCredit S.p.A. all'esito di un giudizio relativo ad un avviso di accertamento in materia di IVA per l'anno 2000. Il valore del contenzioso è pari a 6,7 milioni.
  • Con riferimento alla definizione delle liti pendenti, prevista dal D.L. 119/2018, si segnala che:
  • UniCredit S.p.A. ha definito controversie per un valore di 54 milioni, versando complessivamente 2,1 milioni. Le controversie definite riguardano principalmente l'IVA e le imposte dirette ed, in misura minore, l'imposta di registro assolta in relazione a taluni atti di cessione di ramo di azienda;
  • UniCredit Leasing S.p.A. ha definito liti pendenti per 84,9 milioni, mediante il versamento di 3,7 milioni. Le controversie definite riguardano principalmente l'IVA ed, in misura largamente minore, altre imposte indirette e all'IRAP.

Sia per UniCredit S.p.A. sia per UniCredit Leasing S.p.A., l'ammontare versato dipende dalla circostanza che, in massima parte, per i giudizi definiti erano state emesse sentenze favorevoli nei gradi di giudizio già conclusi.

Al 31 dicembre 2018 l'importo complessivamente accantonato da UniCredit S.p.A. a copertura di rischi fiscali per contenziosi e verifiche ammontava a 182,1 milioni (compresi anche gli accantonamenti per spese legali). Al 30 giugno 2019, per effetto di utilizzi e accantonamenti, il valore del FRO ammonta ad 165,6 milioni, di cui 6,5 milioni per spese legali.

Procedimenti fiscali in Germania

Si rimanda al paragrafo delle Note illustrative in Parte E - Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - B. Rischi derivanti da pendenze legali.

E. Altre contestazioni della clientela

La funzione di Compliance, a supporto del business, presidia l'evoluzione del contesto normativo in materia di prodotti e servizi bancari, relativamente a tematiche quali ad esempio trasparenza, prestazione di servizi d'investimento e di consulenza, e usura. In tale ambito, in qualità di funzione di controllo, elabora regole, verifica procedure, prassi e monitora l'evoluzione dei reclami. La Funzione di Compliance, unitamente alla funzione Legal, supporta altresì le fasi di analisi e valutazione dell'adeguatezza di possibili azioni di "customer care" o altre iniziative atte a comporre situazioni particolari nelle quali UniCredit S.p.A. potrebbe essere coinvolta, al fine della migliore definizione delle stesse. Tenuto conto della complessità del quadro normativo di riferimento e di interpretazioni non sempre omogenee al riguardo, UniCredit S.p.A. valuta l'iscrivibilità tempo per tempo di fondi per rischi e oneri atti a fronteggiare esborsi, ritenuti probabili, in un contesto che ha registrato un incremento della "litigiosità" a livello di sistema bancario.

L'andamento dei tassi di mercato ha comportato che l'Euribor, parametro maggiormente utilizzato per i finanziamenti indicizzati, abbia assunto valori negativi, ponendo il problema di come determinare il tasso finito per la clientela, in una situazione mai verificatasi in passato. Tenuto conto della complessità del quadro sopracitato, sono stati oggetto di approfondito monitoraggio gli aspetti e le previsioni contrattuali sottostanti, nel rispetto dei quali, ed in coerenza con le norme vigenti, UniCredit S.p.A. assume le opportune iniziative, che hanno portato alla determinazione finale dell'applicazione di un approccio più favorevole alla clientela applicando, anche per gli anni passati un tasso finito pari alla sommatoria algebrica del parametro e dello spread. Ciò ha comportato lo stanziamento, a fronte di esborsi a favore della clientela, di un fondo per rischi ed oneri determinato sulla base delle migliori stime disponibili. Alla data di riferimento UniCredit S.p.A. sta procedendo con i rimborsi alla clientela.

Offerta di diamanti

Nel corso degli anni, nell'ambito della diversificazione degli investimenti a cui indirizzare il patrimonio disponibile e considerando in tale contesto anche quelli con caratteristiche del cosiddetto "bene rifugio" con un orizzonte temporale di lungo periodo, diversi clienti di UniCredit S.p.A. hanno storicamente investito in diamanti per il tramite di società di intermediazione specializzata, con cui la Banca ha stipulato, fin dal 1998, un accordo di collaborazione in qualità di "Segnalatore", al fine di disciplinare appunto le modalità di "segnalazione" dell'offerta dei diamanti da parte della stessa società ai Clienti UniCredit.

Dalla fine del 2016, la liquidità disponibile sul mercato per assolvere le richieste dei clienti che intendevano disinvestire le proprie attività in diamanti si è molto contratta, fino ad annullarsi, con la sospensione del servizio da parte della società d'intermediazione.

Nel corso del 2017 UniCredit S.p.A. ha avviato un'iniziativa di "customer care" che prevede, al ricorrere di determinate condizioni, la disponibilità della Banca ad intervenire per il riconoscimento alla clientela dell'originario costo sostenuto per l'acquisto dei preziosi ed il conseguente ritiro delle pietre.

L'iniziativa è stata adottata dalla Banca valutando l'assenza di profili di responsabilità per il proprio ruolo di "Segnalatore"; tuttavia, l'AGCM ha stabilito per UniCredit la responsabilità per pratica commerciale scorretta (confermata in appello dal Tribunale Amministrativo Regionale nel secondo semestre 2018), comminando, nel 2017, una sanzione di 4 milioni di euro liquidata nello stesso anno. UniCredit ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. Il procedimento è pendente.

In data 8 marzo 2018, è intervenuta una specifica comunicazione da parte della Banca d'Italia, avente ad oggetto le "Attività connesse esercitabili dalle banche", nel cui ambito è stata data ampia attenzione all'attività di segnalazione presso gli sportelli bancari di operazioni di acquisto e vendita di diamanti da parte di società terze specializzate.

Al 30 giugno 2019, UniCredit:

  • ha ricevuto richieste di rimborso per circa 358 milioni (controvalore degli acquisti originari effettuati dai Clienti) da n.10.441 Clienti che, da una preventiva analisi, presenterebbero i requisiti previsti dall'azione di "customer care"; il perfezionamento di tali richieste di rimborso è in corso di esecuzione al fine di valutarne l'effettiva conformità con la citata iniziativa di "customer care", ed eventualmente procedere al rimborso dove ne ricorrano le condizioni;
  • in riferimento al perimetro di cui al punto precedente (circa 358 milioni), ha già rimborsato n.6.064 Clienti per circa 228 milioni (controvalore degli acquisti originari), pari a circa il 64% delle predette richieste di rimborso.

Al fine di fronteggiare i probabili rischi di perdita connessi ai riacquisti dei diamanti, è stato costituito un apposito Fondo per rischi ed oneri, alla cui determinazione hanno contribuito anche i risultati di uno studio peritale indipendente sulla valorizzazione delle pietre (commissionato a primaria società terza).

Infine, le pietre acquistate sono iscritte per circa 61 milioni alla voce "130. Altre attività" dello stato patrimoniale.

Il 19 febbraio 2019 il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano ha ordinato, nei confronti di UniCredit e di altri istituti, il sequestro preventivo finalizzato: i) alla confisca diretta in relazione all'ipotesi di reato di truffa aggravata, per un ammontare pari a 33 milioni nei confronti di UniCredit; e ii) alla confisca per equivalente (nonché diretta) in relazione all'ipotesi di reato di autoriciclaggio, per un ammontare di 72 migliaia nei confronti di UniCredit.

Dal predetto decreto, emerge che è in corso un'indagine nei confronti di UniCredit diretta ad accertare un'ipotesi di responsabilità amministrativa derivante dal reato di autoriciclaggio ai sensi dell'art. 25 octies del Decreto Legislativo 231/2001.

Informazioni di natura quantitativa

Si riporta di seguito la composizione percentuale a livello di Gruppo delle fonti di rischio operativo per tipologia di evento, secondo quanto definito dal Nuovo Accordo di Basilea sul Capitale e recepito dalle Disposizioni di vigilanza per le banche emanate da Banca d'Italia nel dicembre 2013 (Circolare n.285/2013 e successivi aggiornamenti).

Le classi di riferimento per categoria di rischio sono le seguenti:

  • frode interna: perdite dovute ad attività non autorizzata, frode, appropriazione indebita o violazione di leggi, regolamenti o direttive aziendali che coinvolgano almeno una risorsa interna della banca;
  • frode esterna: perdite dovute a frode, appropriazione indebita o violazione di leggi da parte di soggetti esterni alla banca;
  • rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro: perdite derivanti da atti non conformi alle leggi o agli accordi in materia di impiego, salute e sicurezza sul lavoro, dal pagamento di risarcimenti a titolo di lesioni personali o da episodi di discriminazione o di mancata applicazione di condizioni paritarie;
  • clientela, prodotti e pratiche di business: perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti ovvero dalla natura o dalle caratteristiche del prodotto o del servizio prestato;
  • danni da eventi esterni: perdite derivanti da eventi esterni, quali catastrofi naturali, terrorismo, atti vandalici;
  • interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi: perdite dovute a interruzioni dell'operatività, a disfunzioni o a indisponibilità dei sistemi;
  • esecuzione, consegna e gestione dei processi: perdite dovute a carenze nel perfezionamento delle operazioni o nella gestione dei processi, nonché perdite dovute alle relazioni con controparti commerciali, venditori e fornitori.

Nel corso del primo semestre 2019, la principale fonte di manifestazione di rischi operativi (a questo scopo non è stato considerato l'effetto positivo dovuto al rilascio degli accantonamenti stanziati negli anni precedenti come conseguenza dell'accordo con le Autorità degli Stati Uniti) è risultata essere la categoria "Clientela, prodotti e pratiche di business" che include le perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti ovvero dalla natura o dalle caratteristiche del prodotto o del servizio prestato ed eventuali sanzioni per violazioni di normative. La seconda categoria per ammontare delle manifestazioni delle perdite si riferisce a frodi interne. Si sono altresì manifestate in ordine decrescente di incidenza, perdite dovute a frodi esterne. Le categorie di rischio residuali sono state quelle che hanno riguardato danni da eventi esterni ai beni materiali e guasti dei sistemi IT.

2.6 Altri rischi

Altri rischi inclusi nel Capitale Economico

I cosiddetti rischi del Primo Pilastro (rischio di credito, mercato, operativo, descritti in capitoli dedicati), pur rappresentando le principali tipologie, non esauriscono il novero di tutte quelle considerate rilevanti per il Gruppo, che includono:

    1. Rischio di business;
    1. Rischio immobiliare;
    1. Rischio di investimenti finanziari.

Di seguito sono riportate le definizioni degli stessi.

1. Rischio di business

Il rischio di business è definito come una variazione sfavorevole e imprevista del volume dell'attività e/o dei margini di guadagno, non derivanti da rischi di credito, mercato e operativi. Può avere origine innanzitutto da cambiamenti nella situazione concorrenziale o nel comportamento dei clienti, ma anche da cambiamenti del quadro normativo di riferimento.

I dati di esposizione inclusi nel calcolo del rischio di business sono derivati dai conti economici delle Società del Gruppo per le quali tale rischio risulta rilevante. Le volatilità e le correlazioni sono stimate sulla base delle serie storiche delle poste rilevanti di Conto economico. Il rischio di business misura l'impatto su un orizzonte annuale di uno shock inatteso sul margine futuro; in questo contesto il margine è definito come la differenza tra ricavi e costi che non è spiegata da fattori di rischio già altrove ricompresi, es. rischio di credito, di mercato, operativo. Tale rischio è calcolato su base trimestrale a fini di monitoraggio e budget secondo le tempistiche dettate dal processo di pianificazione.

2. Rischio immobiliare

Il rischio immobiliare è definito come la perdita potenziale derivante dalle fluttuazioni dei valori di mercato del portafoglio immobiliare del Gruppo, incluse le società veicolo immobiliari. Esso non considera le proprietà detenute come garanzia, che sono incluse all'interno del rischio di credito. I dati rilevanti per il calcolo del rischio immobiliare includono, oltre alle informazioni generali relative agli immobili, gli indici di area o regionali necessari per il calcolo di volatilità e correlazioni.

Il modello di rischio immobiliare stima la massima perdita potenziale con un intervallo di confidenza definito in accordo con il rating target e orizzonte temporale di un anno via simulazione Monte Carlo, assumendo che i rendimenti immobiliari siano correlati e abbiano distribuzione non-Gaussiana. Il rischio immobiliare è calcolato a scopo di monitoraggio su base trimestrale, con un portafoglio aggiornato semestralmente e in fase di budgeting, secondo le tempistiche dettate nel processo di pianificazione.

3. Rischio di investimenti finanziari

Il rischio di investimenti finanziari deriva da partecipazioni in società non appartenenti al Gruppo e non incluse nel Portafoglio di negoziazione. Il portafoglio di riferimento include principalmente azioni quotate e non, derivati azionari, private equity, quote di fondi comuni, hedge fund e fondi di private equity.

Per tutte le esposizioni in equity del Gruppo, l'assorbimento di capitale può essere calcolato in base a un approccio PD/LGD o ad un approccio di mercato. L'approccio PD/LGD è utilizzato per società non quotate o quotate ma non liquide, inclusi investimenti diretti in private equity. L'approccio di mercato è usato per società quotate, strumenti di copertura, fondi comuni, di hedge e private equity, tramite una mappatura sui fattori di mercato. Il calcolo del rischio si basa sulla massima perdita potenziale, detta Valore a Rischio (VaR), con intervallo di confidenza definito coerentemente al rating target e orizzonte temporale di un anno ed è realizzato all'interno delle analisi di rischio di credito e di mercato a seconda della natura del portafoglio sottostante. Il rischio di investimenti finanziari è calcolato a scopo di monitoraggio su base trimestrale e in fase di budgeting secondo le tempistiche dettate nel processo di pianificazione.

Modalità di misurazione rischi

Nell'ambito del processo di valutazione interna dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP), coerentemente con il principio di proporzionalità normato dal Secondo Pilastro di Basilea II, il profilo di rischio del Gruppo e delle principali Società del Gruppo è calcolato per tutte le tipologie di rischio previste. I rischi di credito, mercato, operativo, business e immobiliare sono misurati in maniera quantitativa tramite:

  • Capitale Economico e aggregazione come componente del Capitale Interno;
  • Stress test.

Il Capitale Interno rappresenta il capitale necessario a fronte delle possibili perdite relative alle attività del Gruppo e prende in considerazione tutte le tipologie di rischio di Secondo Pilastro identificate dal Gruppo e quantificabili in termini di Capitale Economico: rischio di credito, mercato, operativo, business, investimenti finanziari e rischio immobiliare. Viene calcolato l'effetto di diversificazione tra le tipologie di rischio ("inter-diversificazione") e di diversificazione a livello di portafoglio ("intra-diversificazione"). Inoltre, un add-on di Capitale è inoltre considerato come cushion prudenziale a fronte del rischio modello.

Il Capitale Interno è calcolato attraverso una Copula Bayesiana con un orizzonte temporale di un anno e ad un livello di confidenza in linea con il rating target di Gruppo. A fini di controllo, il Capitale Interno è calcolato trimestralmente; a fini di budget, è inoltre calcolato in ottica prospettica.

La natura multi dimensionale del rischio richiede di integrare la misurazione del capitale economico con analisi di stress test, non solo al fine di stimare le perdite in alcuni scenari, ma anche di cogliere l'impatto delle determinanti delle stesse. Lo stress test è uno degli strumenti utilizzati per il controllo dei rischi rilevanti al fine di valutare la vulnerabilità della banca ad eventi eccezionali ma plausibili, fornendo informazioni aggiuntive rispetto alle attività di monitoraggio.

Le attività di stress test, in coerenza con quanto richiesto dalle Autorità di Vigilanza, sono effettuate sulla base di un insieme di scenari di stress definiti internamente, che includono le principali regioni in cui il Gruppo è presente e vengono effettuati almeno due volte l'anno.

Nell'ambito delle attività di misurazione dei rischi effettuate secondo le prescrizioni del Secondo Pilastro, il Group-wide stress test considera i diversi impatti di un dato scenario macro-economico sui rischi considerati rilevanti al fine di fornire una rappresentazione completa e armonica della risposta del Gruppo a condizioni di stress. Lo scenario di stress test Group-wide viene definito analizzando sia eventi significativi avvenuti in passato che eventi plausibili e penalizzanti che non sono ancora avvenuti.

Lo stress test è effettuato sia in relazione alle singole tipologie di rischio, sia alla loro aggregazione e fornisce come output le perdite condizionate e il Capitale Economico stressato. La stima dello stress test aggregato considera la variazione dell'ammontare dei singoli rischi e quella del beneficio di diversificazione in condizioni di stress.

Dal 2017, due approcci complementari sono applicati nell'ambito delle attività di stress test: la "Normative Perspective" si concentra sugli effetti di scenari di stress sulle metriche di capitale regolamentare, mentre la "Economic Perspective" considera le variazioni di valore a livello di portafoglio.

Il Top Management del Gruppo è coinvolto negli esercizi di stress test Group-wide sia ex-ante che ex-post come segue:

  • prima di finalizzare l'esercizio, con una presentazione degli scenari selezionati e delle ipotesi sottostanti;
  • a valle dell'esercizio, con la presentazione dei risultati e l'eventuale discussione di un piano di rientro nel caso l'impatto superi i limiti fissati.

L'adeguatezza delle singole metodologie di misurazione dei rischi sottostanti l'ICAAP, inclusi gli stress test e l'aggregazione dei rischi, è oggetto dell'attività di verifica da parte delle funzioni di validazione interna.

Coerentemente con il sistema di governance, il Group Risk Management di UniCredit S.p.A. è responsabile dello sviluppo della metodologia e della misurazione del Capitale Economico e Interno e della definizione e implementazione dei relativi processi di Gruppo. Le relative "Group Rules", dopo l'approvazione, sono inviate alle Società del gruppo interessate, per l'approvazione e implementazione.

Rischio reputazionale

Il rischio di reputazione è definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante dalla percezione sfavorevole dell'immagine dell'istituto finanziario da parte di clienti, controparti (inclusi i debitori, gli analisti di mercato, altre parti interessate), azionisti / investitori, autorità di controllo o dipendenti (parti interessate).

Il rischio di reputazione è un rischio secondario generato come effetto "knock-on" da altre categorie di rischio, come i rischi di credito, di mercato, operativi e di liquidità e tutti gli altri tipi di rischio (ad es. Rischio aziendale, rischio strategico, rischio ESG che considera gli aspetti di natura ambientale, sociale e di governance degli investimenti responsabili). Il rischio reputazionale potrebbe essere generato anche da eventi materiali.

Il gruppo UniCredit norma il rischio reputazionale dal 2010 e attualmente è in vigore la policy Group Reputational Risk management che definisce un insieme di principi e di regole per la valutazione e il controllo del rischio reputazionale. Inoltre dal 2017 è in vigore la normativa di processo globale "Gestione del Rischio Reputazionale per gli Eventi Materiali" finalizzata a definire un efficace processo di escalation per sottoporre all'attenzione diretta del Top Management della Capogruppo gli eventi non presi in considerazione dai processi di rischio reputazionale esistenti, con lo scopo di gestire prontamente le conseguenze potenziali.

La gestione del rischio reputazionale è in carico al dipartimento Group Operational and Reputational Risks di UniCredit S.p.A. e alle funzioni dedicate delle società del Gruppo.

Inoltre, il Group Risk & Internal Control Committee ha il ruolo di garantire la coerenza delle policy, delle metodologie e delle prassi operative sul rischio reputazionale controllando e monitorando, a livello di Gruppo, il Reputational Risk portfolio. Inoltre, il Reputational Risk Committee ha il compito di valutare eventuali rischi reputazionali inerenti alle operazioni sulla base delle linee guida e policy vigenti sul rischio reputazionale.

Le policy attualmente in essere per la mitigazione di specifici rischi reputazionali riguardano "l'Industria della Difesa/Armi", "l'Energia Nucleare", "l'Industria Mineraria", "le Infrastrutture Idriche (dighe)" e "La Produzione di energia elettrica da carbone".

Rischi principali ed emergenti

In UniCredit S.p.A., la gestione e il monitoraggio dei rischi si basa su un approccio dinamico: il Top Management è tempestivamente informato in tema di rischi principali e/o emergenti attraverso un rigoroso processo di controllo integrato nel processo di valutazione del rischio. Il Risk Management identifica e stima questi rischi e li presenta regolarmente al Senior/Top Management e Consiglio di Amministrazione che prendono le opportune azioni di gestione e mitigazione del rischio.

Fino a giugno 2019, il Gruppo ha prestato particolare attenzione ai seguenti tipi di rischi:

    1. Rischi Geopolitici esistenti nelle aree dove opera UniCredit S.p.A., specialmente in Turchia e in Russia;
    1. Conseguenze economiche derivanti dall'evento "Brexit";
    1. Rischi derivanti dalle attuali sviluppi regolamentari che potrebbero influenzare la redditività del Gruppo.

1. Rischi geopolitici

Anche se l'economia turca, è tornata a crescere nei primi mesi del 2019 e il trend di disinflazione è accelerato, la ripresa è a rischio di vita breve poiché le condizioni economiche restano difficili. L'economia reale potrebbe scivolare di nuovo in recessione e, se la bilancia commerciale e i saldi fiscali continuassero a registrare squilibri eccessivi, potrebbe essere necessario un sostegno finanziario in futuro per riaccendere la ripresa e mantenere la solvibilità.

Le prospettive sono esposte ai rischi nazionali e geopolitici, che possono portare a nuove pressioni sui fondamentali. L'economia dovrebbe tornare alla crescita una volta che l'impatto della crisi valutaria si ridurrà.

Mentre l'economia russa ha registrato un rallentamento della crescita all'inizio di quest'anno, i fondamentali sono rimasti positivi in generale, poiché le finanze pubbliche e la bilancia commerciale sono favorevoli e garantiscono importanti ammortizzatori per far fronte a potenziali esternalità negative. Permangono, tuttavia, vulnerabilità strutturali specifiche, in particolare dovute al ciclo dei prezzi delle materie prime globali, e sono esasperate dalle persistenti sfide derivanti dalla potenziale estensione del regime di sanzioni; il rischio di dover affrontare sanzioni aggiuntive si è comunque attenuato negli ultimi tempi, cosa che fa ben sperare per la propensione al rischio.

2. Conseguenze economiche derivanti dall'evento "Brexit"

Il governo del Regno Unito è rimasto in stallo per garantire l'approvazione parlamentare dell'Accordo di Ritiro entro la scadenza iniziale del 29 Marzo 2019, che ha portato il primo ministro Theresa May a chiedere il consenso degli organi dell'UE per un'estensione del processo Brexit. La data di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea è stata formalmente posticipata al 31 Ottobre 2019, per consentire più tempo al Parlamento di approvare l'accordo di ritiro con l'UE e approvare la successiva legislazione necessaria per facilitare la Brexit. Il modesto risultato del partito conservatore, attualmente al governo, nelle elezioni locali ed europee del Maggio 2019, le successive dimissioni del

primo ministro Theresa May e la continua mancanza di chiarezza sulle eventuali relazioni del Regno Unito con l'UE, aumentano il rischio di un'uscita senza accordo dall'Unione Europea o un ulteriore ritardo all'uscita dell'UE, con conseguente persistente incertezza per le imprese. In generale, i principali punti di attenzione sono legati all'incertezza sugli aspetti giuridici che incidono sulla continuità dei contratti finanziari transfrontalieri, sul trasferimento transfrontaliero di dati personali e sull'accesso all'infrastruttura del mercato del Regno Unito. Il modello di business di UCG si basa su una struttura multi-hub che ci consente di reagire in modo flessibile a qualsiasi risultato di Brexit sfruttando gli hub UniCredit S.p.A. UE continentali.

3. Attuali situazioni macroeconomiche e regolamentari

Evoluzione del quadro regolamentare

Negli ultimi anni il contesto normativo in cui le istituzioni finanziarie operano è divenuto sempre più complesso e stringente. Tale complessità è alimentata sia dalla definizione in corso di nuove norme internazionali sui requisiti di capitale e sulla misurazione dei rischi, sia dal ruolo centrale assunto dalla vigilanza della BCE sul sistema bancario europeo. L'insieme di questi cambiamenti regolamentari potrebbe significativamente influenzare il nostro Gruppo e introdurre nuove sfide per la redditività e l'adeguatezza patrimoniale del sistema bancario europeo in generale.

I cambiamenti più rilevanti in fase di definizione e di prossima implementazione sono:

  • Revisione del quadro regolamentare di Basilea III relativamente alle metodologie di calcolo delle attività ponderate per il rischio, per il rischio di credito, operativo e di mercato, pubblicata a Dicembre 2017. L'obiettivo dei regolatori internazionali con questo pacchetto c.d. di Basilea IV, è quello di limitare l'utilizzo dei modelli interni e tornare a una metodologia standard più stringente per il rischio di credito su alcune tipologie di portafogli, eliminare l'utilizzo dei modelli interni per la misurazione dei rischi operativi. Questi cambiamenti sono complementari alla revisione della metodologia per il calcolo dei rischi di mercato (Fundamental Review del Trading Book) finalizzata nel Gennaio 2019 che ha introdotto l'utilizzo di modelli sia interni che standardizzati più sofisticati e stringenti per il rischio di mercato nei portafogli di negoziazione. Proposte per implementare il quadro rivisto di Basilea III nella Unione Europea potrebbero veder la luce nel 2020 (CRRIII), con un entrata in vigore non prima della fine del 2022 o dell'inizio del 2023. Con riferimento all'utilizzo dei modelli interni per la misurazione del rischio di credito, insieme alla proposte al vaglio del Comitato di Basilea, l'EBA ha di recente emesso delle nuove linee guida che imporranno criteri più restrittivi per il calcolo dei parametri di rischio, incrementando ulteriormente i requisiti di capitale per le banche che fanno largo utilizzo dei modelli interni.
  • Accantonamenti sui crediti deteriorati: a Marzo 2018 la Banca Centrale Europea ha pubblicato l' "Addendum to ECB Guidance to banks on Non Performing exposures" che introduce linee guida quantitative funzionali a prassi di copertura più tempestive in materia di crediti deteriorate, definendo livelli minimi di accantonamenti prudenziali per le esposizioni classificate a NPE a partire dal 1 Aprile 2018. Le nuove regole di accantonamento prudenziale definite dalla Vigilanza richiedono copertura integrale di un'esposizione deteriorata (scaduto deteriorato, inadempienza probabile, sofferenza) dopo 2 o 7 anni dall'iscrizione a credito deteriorato (c.d. "vintage") a seconda che si tratti rispettivamente di crediti non garantiti o garantiti. L'eventuale differenza tra la copertura richiesta dalle nuove regole e gli accantonamenti contabili in essere ad una certa data dovrà essere colmata attraverso una deduzione dal CET1.
  • In aggiunta alle misure previste dall'Addendum della BCE, che si configurano come misure di secondo pilastro, la Commissione Europea ha

finalizzato una nuova regolamentazione, entrata in vigore nell'aprile scorso, che prevede una misura di primo pilastro simile a quella prevista da ECB, seppur con alcuni distinguo: in primis la normativa della Commissione Europea si applica alle controparti per cui a partire dalla data di entrata in vigore della normativa si effettuino nuove erogazioni e che, successivamente, vengano classificate a deteriorato; in secondo luogo, la misura di primo pilastro prevede una calibrazione delle percentuali di accantonamento prudenziale, chiedendo una copertura integrale dopo tre anni per le esposizioni non collateralizzate, sette anni per le esposizioni collateralizzate da garanzie su beni mobili e nove anni per le esposizioni collateralizzate da beni immobili.

  • Entrata in vigore dell'indice minimo di leva finanziaria (leverage ratio) al 3% previsto dal pacchetto di Basilea III. La leva finanziaria rappresenta un requisito regolamentare supplementare rispetto agli indicatori risk-based e persegue l'obiettivo di contenere l'accumulo di leva finanziaria nel settore bancario, nonché di rafforzare i requisiti patrimoniali con una misura integrativa non basata sul rischio. Le prescrizioni definitive per l'Unione Europea incorporate nella CRRII sono state pubblicate nel giugno scorso, e per il leverage ratio saranno applicate da giugno 2021, con una successiva implementazione del buffer addizionale per le G-SIB nel 2022 (in linea con i tempi previsti per l'implementazione del pacchetto di Basilea IV). In aggiunta ai cambiamenti previsti nella CRRII, le revisioni previste dal pacchetto di Basilea IV in merito ai criteri di calcolo delle esposizioni saranno successivamente implementate in Europa attraverso l'ulteriore round di revisione della CRR (CRRIII) e verranno molto probabilmente implementate non prima della fine del 2022 o dell'inizio del 2023;
  • Applicazione dei requisiti di liquidità previsti dagli accordi di Basilea III. I requisiti sono sostanzialmente due: un indicatore di breve termine (Liquidity Coverage R atio, o "LCR"), avente come obiettivo la costituzione e il mantenimento di un buffer di liquidità che consenta la sopravvivenza della banca per un periodo temporale di trenta giorni in caso di grave stress, e un indicatore di liquidità strutturale (Net Stable Funding Ratio, o "NSFR") con orizzonte temporale superiore all'anno, introdotto per garantire che attività e passività presentino una struttura per scadenze sostenibile. Mentre il LCR è già in vigore, l'NSFR è stato introdotto nell'Unione Europea attraverso la pubblicazione del la CRRII a giugno 2019 e sarà applicabile da giugno 2021;
  • Introduzione dei requisiti MREL/TLAC: il TLAC (Total Loss Absorbing Capacity) introdotto dal Financial Stability Board come uno standard applicabile a tutte le G-SIBs allo scopo di garantire che tutte le banche mantengano un livello sufficiente di risorse finanziarie per assorbire le perdite e ricapitalizzarsi in situazioni di stress. Il TLAC è stato implementato in Europa attraverso la revisione della BRRD2 e CRRII/CRDV, pubblicata a giugno 2019 . La trasposizione in Europa del TLAC, definito come Pillar 1 MREL (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities) si applica a tutte le G-SIB, mentre il Pillar 2 MREL è specifico per ciascuna banca e si applica a tutte le banche. Il TLAC (Pillar I MREL) è entrato in vigore nel giugno scorso come un requisito transitorio pari al 16% + Combined Capital Buffer del totale degli RWA per raggiungere il requisito pieno del 18% + Combined Capital Buffer nel 2022 (senza alcun livello intermedio in termini di calibrazione). Il requisito MREL invece avrà un'introduzione globale e raggiungerà il requisito pieno nel 2024 (con la possibilità di prevedere dei livelli intermedi di calibrazione a discrezione dell'Autorità di risoluzione);
  • Discussione sull'eliminazione del trattamento preferenziale delle esposizioni verso emittenti sovrani c.d. "home country" che attualmente beneficiano di una ponderazione pari a zero nel calcolo delle attività ponderate per il rischio. Al momento non esiste alcuna proposta regolamentare concreta che sia in fase di consultazione, tuttavia la discussione è in corso tra le autorità di regolamentazione e policy-makers su quale cambiamento introdurre per eliminare il regime preferenziale attuale. Da un lato, la Commissione Europea sta attualmente preparando un documento volto a fissare le priorità per il completamento dell'Unione Bancaria. Tra queste la Commissione sta valutando la revisione del trattamento dei sovereign che potrebbe prevedere l'applicazione di un limite di concentrazione. Dall'altro lato, nel 2018 il Parlamento Europeo ha pubblicato una proposta attualmente in discussione che prevede un trattamento regolamentare preferenziale per una nuova classe di titoli sintetici, gli SBBS (Sovereign Bond-Backed Securities), al fine di incoraggiare una maggiore diversificazione da parte delle banche nella detenzione dei titoli di stato nei propri portafogli. Gli SBBS si configurano infatti come una nuova categoria di asset basata su un pool predefinito di titoli del debito sovrano dei paesi membri della zona euro.

Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato

Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato Sezione 1 - Il patrimonio consolidato

A. Informazioni di natura qualitativa

Il gruppo UniCredit assegna un ruolo prioritario alle attività volte alla gestione e all'allocazione del capitale in funzione dei rischi assunti, ai fini dello sviluppo dell'operatività del Gruppo in ottica di creazione di valore. Le attività si articolano nelle diverse fasi del processo di pianificazione e controllo del Gruppo e, in particolare:

  • nei processi di pianificazione e budget:
  • formulazione della proposta di propensione al rischio e degli obiettivi di patrimonializzazione;
  • analisi dei rischi associati ai driver del valore e allocazione del capitale alle linee di attività e business unit;
  • assegnazione degli obiettivi di performance aggiustate per il rischio;
  • analisi dell'impatto sul valore del Gruppo e della creazione di valore per gli azionisti;
  • elaborazione e proposta del piano del capitale e della dividend policy;
  • nei processi di monitoraggio:
  • analisi delle performance conseguite a livello di Gruppo e di business unit e preparazione dei dati gestionali per uso interno ed esterno;
  • analisi e controllo dei limiti;
  • analisi e controllo andamentale dei ratio patrimoniali di Gruppo e individuali.

Il Gruppo si pone l'obiettivo di generare un reddito superiore a quello necessario a remunerare i rischi (cost of equity) e quindi di creare valore per i propri azionisti attraverso l'allocazione del capitale alle differenti linee di attività e business unit in funzione degli specifici profili di rischio. A supporto dei processi di pianificazione e controllo, il Gruppo adotta la metodologia di misurazione delle performance aggiustate per il rischio (RAPM) predisponendo una serie di indicatori in grado di unire e sintetizzare tra loro le variabili economiche, patrimoniali e di rischio da considerare.

Il capitale di Gruppo e la sua allocazione, quindi, assumono un'importanza rilevante nella definizione delle strategie di Gruppo perché da un lato esso rappresenta l'investimento nel Gruppo da parte degli azionisti che deve essere remunerato in modo adeguato, dall'altro è una risorsa scarsa soggetta a limiti esogeni, definiti dalla normativa di vigilanza.

Nel processo di allocazione, le definizioni di capitale utilizzate sono:

  • capitale di rischio o impiegato: è la consistenza patrimoniale conferita dagli azionisti (capitale impiegato), che deve essere remunerata attraverso un profitto maggiore o almeno pari alle aspettative (costo dell'equity);
  • capitale a rischio: è la quota parte dei mezzi propri che fronteggia (a preventivo capitale allocato) o ha fronteggiato (a consuntivo capitale assorbito) i rischi assunti per perseguire gli obiettivi di creazione di valore.

Se il capitale a rischio è misurato tramite metodologie di risk management, allora è definito come capitale interno; se è misurato secondo la normativa di vigilanza, allora è definito come capitale regolamentare.

Il capitale interno ed il capitale regolamentare differiscono tra loro per definizione e per copertura delle categorie di rischio. Il primo discende dall'effettiva misurazione dell'esposizione assunta, il secondo da schemi definiti nella normativa di vigilanza.

Il capitale interno è fissato ad un livello tale da coprire con un elevato livello di probabilità gli eventi avversi, mentre il capitale regolamentare è quantificato in base ad un CET1 ratio target in linea con i principali gruppi bancari internazionali e tenendo in considerazione gli impatti delle normative di vigilanza in vigore o che saranno adottate. Il capitale allocato alle linee di Business è quantificato in base al capitale regolamentare.

La gestione del capitale, svolta dalla unità operativa Capital Management all'interno di Pianificazione e Capital Management, ha la finalità di definire il livello di patrimonializzazione obiettivo per il Gruppo e le sue società nel rispetto della regolamentazione di vigilanza e della propensione al rischio. Il gruppo UniCredit ha definito un obiettivo di Fully Loaded Common Equity Tier 1 Ratio tra 12.0% e 12.5% al 2019, come comunicato a novembre 2018 nell'ambito dell'aggiornamento dei Target di Transform 2019 durante la presentazione dei risultati di Gruppo del terzo trimestre 2018 (https://www.unicreditgroup.eu/content/dam/unicreditgroup-eu/documents/en/investors/group-results/2018/3Q18/UniCredit\_PR\_3Q18-ITA.pdf).

Nella gestione dinamica del capitale, l'unità operativa Capital Management elabora il piano del capitale ed effettua il monitoraggio dei ratio patrimoniali di Vigilanza.

Il monitoraggio si riferisce da un lato al patrimonio sia secondo la definizione contabile che secondo quella di vigilanza (Common Equity Tier 1, Additional Tier 1 e Tier 2 Capital) e, dall'altro, alla pianificazione e all'andamento dei "risk weighted asset" (RWA).

La dinamicità della gestione è finalizzata ad individuare gli strumenti di investimento e di capitale (azioni ordinarie e altri strumenti di capitale) più idonei al conseguimento degli obiettivi identificati. In caso di deficit di capitale, sono indicati i gap da colmare e le azioni di "capital generation" misurandone il costo e l'efficacia attraverso la metodologia di RAPM. In tale contesto l'analisi del valore è arricchita dal ruolo di sintesi della unità operativa Capital Management per gli aspetti regolamentari, contabili, finanziari, fiscali, di risk management ecc. e delle loro evoluzioni normative; in questo modo l'unità di Capital Management è in grado di effettuare le necessarie valutazioni e di fornire tutte le indicazioni necessarie alle altre funzioni della Capogruppo o società chiamate a realizzare queste azioni.

Per informazioni sui Fondi Propri e coefficienti patrimoniali si veda l'Allegato 2 del presente documento.

Parte H - Operazioni con parti correlate Premessa

Ai fini dell'informativa finanziaria trova applicazione, come prescritto dal Regolamento UE n.632/2010 della Commissione del 19 luglio 2010, il testo dello IAS24 che definisce il concetto di parte correlata ed individua il rapporto di correlazione tra questa e l'entità che redige il bilancio; viene inoltre chiarito che l'informativa deve avere per oggetto, tra le altre, le operazioni concluse con le controllate di società collegate e controllate di joint venture.

Ai sensi dello IAS24, le parti correlate di UniCredit S.p.A., comprendono:

  • le società appartenenti al gruppo UniCredit e le società controllate da UniCredit S.p.A: ma non consolidate30;
  • le società collegate e le joint venture nonché le loro controllate;
  • i "dirigenti con responsabilità strategiche" di UniCredit S.p.A.;
  • i familiari stretti dei "dirigenti con responsabilità strategiche" e le società controllate, anche congiuntamente, dal dirigente con responsabilità strategiche o da loro stretti familiari;
  • i piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti del gruppo UniCredit.

I dirigenti con responsabilità strategiche sono i soggetti che nell'ambito di UniCredit S.p.A. hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della Società. Vengono inclusi in questa categoria, l'Amministratore Delegato e gli altri componenti del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e gli altri Senior Executive Vice President che riportano direttamente al Consiglio di Amministrazione o all'Amministratore Delegato.

Altresì ai fini della gestione delle operazioni con parti correlate si richiamano la disciplina definita dal Regolamento Consob n.17221/2010 (derivante dal disposto dell'art.2391-bis del Codice Civile) e dalla Circolare Banca d'Italia n.263/2006 (Titolo V, Capitolo 5) introdotta nel 2011, nonché le disposizioni ai sensi dell'art.136 del D.Lgs.385/1993, in forza delle quali gli esponenti aziendali possono assumere obbligazioni nei confronti della banca che amministrano, dirigono o controllano soltanto previa unanime deliberazione dell'organo di amministrazione della banca e parere favorevole del Collegio Sindacale.

In questo contesto, UniCredit S.p.A., in quanto emittente quotato e soggetto vigilato da Banca d'Italia, ha adottato la Global Policy "Operazioni con parti correlate, soggetti collegati ed Esponenti Aziendali ex art.136 TUB", approvata dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. con il parere favorevole del Comitato Parti Correlate e del Collegio Sindacale e pubblicata sul sito istituzionale di UniCredit S.p.A. (www.unicreditgroup.eu), volta a stabilire regole istruttorie e deliberative con riguardo alle operazioni poste in essere direttamente o per il tramite di società controllate, con parti correlate nonché a disciplinare, tenendo in considerazione delle specificità che contraddistinguono le sopra citate disposizioni, le procedure per adempiere agli obblighi di informativa verso gli organi sociali, le Autorità di vigilanza di settore e verso il mercato. Le istruzioni contenute nella Global Policy sono destinate alle strutture di UniCredit S.p.A. e alle società controllate appartenenti al Gruppo fornendo le indicazioni necessarie per adempiere sistematicamente ai sopra richiamati obblighi.

UniCredit S.p.A. ha altresì istituito, in conformità alla disciplina suddetta, il predetto Comitato Parti Correlate, composto da tre membri nominati dal Consiglio di Amministrazione tra i propri componenti qualificati come "indipendenti" ai sensi dell'art.3 del Codice di Autodisciplina. Inoltre, UniCredit S.p.A. si è dotata di specifiche procedure in tema di controlli interni sulle attività di rischio con soggetti in conflitto d'interesse disciplinate nella Global Policy "Operazioni con parti correlate, soggetti correlati ed Esponenti Aziendali ex art.136 TUB".

Nel corso del 2019 le operazioni con parti correlate segnalate nei flussi informativi previsti dalle norme di riferimento sono state concluse avendone riscontrato la convenienza economica e l'interesse del Gruppo.

30 Ai fini della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019 i rapporti patrimoniali ed economici tra le società consolidate sono state invece oggetto di elisione come spiegato in Parte A.

Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Nel prospetto che segue sono indicate le attività, le passività e le garanzie e gli impegni in essere, distintamente per le diverse tipologie di parti correlate ai sensi dello IAS24.

Transazioni con parti correlate: voci di stato patrimoniale

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019
SOCIETÀ
CONTROLLATE
NON
CONSOLIDATE
JOINT
VENTURE
SOCIETÀ
COLLEGATE
DIRIGENTI CON
RESPONSABILITÀ
STRATEGICHE
ALTRE
PARTI
CORRELATE
TOTALE % SU VOCE
BILANCIO
AZIONISTI(*) % SU VOCE
BILANCIO
Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto a conto
economico
- 313 1.183 - - 1.496 1,68% 2 -
a) Attività finanziarie detenute
per la negoziazione
- 135 1.104 - - 1.239 1,84% 2 -
c) Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al
fair value
- 178 79 - - 257 1,18% - -
Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva
- - 112 - - 112 0,14% - -
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1 2.152 2.319 2 2 4.476 0,77% 101 0,02%
a) Crediti verso banche - 1.234 1.154 - - 2.388 2,94% - -
b) Crediti verso clientela 1 918 1.165 2 2 2.088 0,42% 101 0,02%
Attività non correnti e gruppi di
attività in via di dismissione
Altre attività
-
1
-
4
15
122
-
-
-
-
15
127
0,48%
1,44%
-
-
-
-
Totale dell'attivo 2 2.469 3.751 2 2 6.226 0,81% 103 0,01%
Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
13 14 8.835 8 158 9.028 1,33% 33 -
a) Debiti verso banche - 13 7.485 - - 7.498 5,65% 32 0,02%
b) Debiti verso clientela 13 1 1.350 8 158 1.530 0,34% 1 -
Passività finanziarie di
negoziazione e designate al fair
value
- 20 86 - - 106 0,20% - -
Altre passività - - 27 - - 27 0,18% 1 0,01%
Totale del passivo 13 34 8.948 8 158 9.161 1,21% 34 -
Garanzie rilasciate e Impegni 3 2.787 1.347 - 2 4.139 - 696 -

Note:

(*) Azionisti e relativi gruppi societari, che detengono in UniCredit una partecipazione superiore al 3% del capitale sociale rappresentato da azioni aventi diritto di voto.

(**) Si precisa che la voce "Garanzie rilasciate e Impegni" è comprensiva degli impegni revocabili.

Nel prospetto che segue si evidenzia il dettaglio dell'impatto delle transazioni sulle voci di conto economico, distintamente per le diverse tipologie di parti correlate ai sensi dello IAS24.

Transazioni con parti correlate: voci di conto economico

(milioni di €)
CONSISTENZE AL 30.06.2019
SOCIETÀ
CONTROLLATE
NON
CONSOLIDATE
JOINT
VENTURE
SOCIETÀ
COLLEGATE
DIRIGENTI CON
RESPONSABILITÀ
STRATEGICHE
ALTRE
PARTI
CORRELATE
TOTALE % SU VOCE
BILANCIO
AZIONISTI(*) % SU VOCE
BILANCIO
10. Interessi attivi e proventi
assimilati
- 52 41 - - 93 1,26% 1 0,01%
20. Interessi passivi e oneri
assimilati
- - (21) - - (21) 0,94% - -
30. Margine d'interesse - 52 20 - - 72 1,39% 1 0,02%
40. Commissioni attive - 3 395 - - 398 10,72% 1 0,03%
50. Commissioni passive (2) - (7) - - (9) 1,50% - -
60. Commissioni nette (2) 3 388 - - 389 12,50% 1 0,03%
70. Dividendi e proventi simili - - 46 - - 46 25,99% - -
80. Risultato netto dell'attività di
negoziazione
- (4) (12) - - (16) 3,44% 12 2,58%
110. Risultato netto delle attività e
passività finanziarie valutate al fair
value con impatto a conto
economico
- 2 1 - - 3 2,21% - -
b) Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al
fair value
- 2 1 - - 3 1,16% - -
120. Margine di intermediazione (2) 53 443 - - 494 5,51% 14 0,16%
130. Rettifiche/Riprese di valore
nette per rischio di credito relativo
a
- (6) (20) - - (26) 2,19% - -
a) Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
- (6) (20) - - (26) 2,21% - -
190. Spese amministrative - - (221) - (13) (234) 4,40% - -
a) Spese per il personale - - 3 - (7) (4) 0,13% - -
b) Altre spese amministrative - - (224) - (6) (230) 10,26% - -
200. Accantonamenti netti ai fondi
per rischi e oneri
- - 4 - - 4 2,44% - -
230. Altri oneri/proventi di gestione - 1 (18) - - (17) 4,17% - -
240. Costi operativi - 1 (235) - (13) (247) 5,20% - -

Nota:

(*) Azionisti e relativi gruppi societari, che detengono in UniCredit una partecipazione superiore al 3% del capitale sociale rappresentato da azioni aventi diritto di voto.

Per quanto riguarda invece la categoria "Altre parti correlate IAS" si precisa che la stessa raggruppa i dati relativi:

  • agli stretti familiari dei dirigenti con responsabilità strategiche (ovvero quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati da, il soggetto interessato);
  • alle controllate (anche congiuntamente) dei "dirigenti con responsabilità strategiche" o dei loro stretti familiari;
  • ai piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti del gruppo UniCredit.

Si evidenziano le seguenti considerazioni relative alle operazioni di particolare rilevanza con controparti correlate.

A partire dal 2012 la controllata UniCredit Services S.C.p.A. (US), già UniCredit Business Integrated Solutions S.C.p.A (UBIS), ha iniziato l'erogazione dei servizi strumentali del Gruppo sia in Italia che all'estero.

Il Consiglio di Amministrazione di US, nella riunione del 19 aprile 2013, ha approvato il piano esecutivo del progetto volto alla creazione di una joint venture dedicata alla fornitura di servizi tecnologici infrastrutturali (hardware, data center, ecc.), dedicati al Commercial Banking, con un altro primario operatore del settore, IBM Italia S.p.A. (IBM). L'operazione si è perfezionata con il conferimento, con efficacia 1 settembre 2013, del ramo d'azienda "Infrastrutture Tecnologiche", da parte di US verso la società denominata "Value Transformation Services S.p.A." (V-TServices), costituita e controllata da IBM Italia S.p.A. A seguito dell'operazione, il capitale sociale di V-TService è detenuto per il 49% da US e per il restante 51% da IBM (che ne detiene il controllo). A dicembre 2016 è stata finalizzata una rinegoziazione contrattuale tra US e V-TServices al fine di incrementare la creazione di valore e cogliere le nuove opportunità offerte dall'evoluzione tecnologica, estendendo anche la sua durata fino a dicembre 2026.

I servizi resi al gruppo UniCredit da parte delle società sopra menzionate danno luogo a scambio di corrispettivi (spese amministrative).

Per quanto riguarda i rapporti con Mediobanca S.p.A. ("Mediobanca"), oltre alle operazioni afferenti l'ordinario esercizio dell'attività operativa e

finanziaria, UniCredit S.p.A. ha in essere con Mediobanca un contratto di usufrutto trentennale su azioni UniCredit S.p.A., in base al quale Mediobanca retrocede a UniCredit S.p.A., in contropartita di un corrispettivo (contabilizzato in riduzione del patrimonio netto), il diritto di voto nonché il diritto a percepire i dividendi sulle azioni UniCredit S.p.A. sottoscritte nel gennaio 2009, nell'ambito dell'aumento di capitale deliberato da UniCredit S.p.A. nel novembre 2008. Tali azioni sono state contestualmente poste, da parte di Mediobanca, al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "Cashes".

A seguito delle delibere dell'Assemblea Straordinaria di UniCredit S.p.A. del dicembre 2011, il numero di azioni sottostanti il contratto di usufrutto e la formula di calcolo dei canoni di remunerazione in favore di Mediobanca, sono stati adeguati per riflettere (i) il raggruppamento delle azioni di UniCredit S.p.A. e (ii) l'aumento di capitale a titolo gratuito del dicembre 2011 effettuato mediante l'imputazione a capitale delle riserve di sovrapprezzo azioni iscritte nel gennaio 2009. Un ulteriore raggruppamento delle azioni sottostanti il contratto di usufrutto è stato deliberato dall'Assemblea Straordinaria del gennaio 2017. Nel corso dell'esercizio 2019 si è proceduto al pagamento della quarta rata riferita al risultato 2017 per 31 milioni ed alla prima rata riferita al risultato 2018 per 32 milioni.

  • Nell'ambito dell'attuale strategia di UniCredit S.p.A. di riduzione delle esposizioni deteriorate, finalizzata al rafforzamento del profilo di rischio del Gruppo previsto nel piano Transform 2019, UniCredit S.p.A. e MBCredit Solutions S.p.A., società appartenente al Gruppo Mediobanca, nel 2019, successivamente ad altre operazioni realizzate nel 2018, hanno raggiunto un accordo per la cessione di crediti verso clientela appartenenti ad un portafoglio di crediti in sofferenza facente parte del segmento consumer che si sono generati nel 2018. UniCredit S.p.A. e MBCS hanno anche raggiunto un accordo per la cessione di crediti in sofferenza della stessa tipologia che si genereranno a partire dal primo trimestre 2019 fino alla fine dell'anno.
  • UniCredit S.p.A. nel 2018 ha firmato, mediante un processo di asta competitiva, una partnership di lungo periodo con Allianz per la distribuzione in esclusiva di prodotti bancassurance nei settori Life e Non Life (esclusi prodotti di Credit Protection) in Bulgaria, Croazia, Ungheria, Romania, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia (e potenzialmente in Bosnia qualora ne ricorressero le condizioni). Tale partnership è stata implementata nei suddetti paesi nella seconda metà del 2018 attraverso specifici accordi distributivi locali, anche in conformità con le normative locali di riferimento.
  • Si segnala l'esistenza di accordi di distribuzione di prodotti assicurativi nei confronti delle seguenti società collegate:
  • Aviva S.p.A.;
  • CNP UniCredit Vita S.p.A.;
  • Creditras Assicurazioni S.p.A.;
  • Creditras Vita S.p.A.;
  • Incontra Assicurazioni S.p.A.
  • Fra i rapporti con le altre parti correlate si segnalano infine quelli intercorrenti con i fondi pensione esterni (riferiti ai dipendenti di UniCredit S.p.A.) in quanto dotati di propria personalità giuridica. Tali operazioni risultano concluse a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con soggetti terzi indipendenti. I rapporti con detti fondi pensione sono per lo più rappresentati da rapporti compresi nei Debiti verso clientela (e relativi interessi).

La struttura organizzativa

Lo schema dell'informativa di settore riflette la struttura organizzativa correntemente utilizzata nella reportistica direzionale per il controllo dei risultati del Gruppo, che si articola nei seguenti settori di attività: Commercial Banking Italy, Commercial Banking Germany, Commercial Banking Austria, Corporate & Investment Banking (CIB), Central and Eastern Europe (CEE), Group Corporate Center e Non Core.

Commercial Banking Italy

Parte L - Informativa di settore

Il Commercial Banking Italy comprende la rete commerciale di UniCredit S.p.A., limitatamente alla clientela Core (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking), il Leasing (con esclusione del portafoglio Non Core), il Factoring e il Corporate Center locale che include le funzioni di supporto al business in Italia. Con riferimento alla clientela privata (Mass market, Affluent, Private e Wealth), l'obiettivo del Commercial Banking Italy è quello di offrire una gamma completa di prodotti e servizi volti a soddisfare le esigenze di operatività, di investimento e di credito, attraverso le agenzie e i servizi multicanale forniti dalle nuove tecnologie. L'organizzazione territoriale promuove una banca vicina ai clienti e processi decisionali veloci, mentre l'appartenenza al gruppo UniCredit permette di supportare le aziende nello sviluppo internazionale.

Commercial Banking Germany

Il Commercial Banking Germany serve l'intera clientela tedesca (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking), con una gamma completa di prodotti e servizi bancari. Il Commercial Banking Germany è composto da:

  • "Privatkundenbank" (Individual Clients segment) risponde alle varie esigenze della clientela retail e private banking, con soluzioni di tipo bancario e assicurativo e l'offerta di un servizio di advisory globale finalizzato in particolare a recepire i bisogni singoli e differenziati di questi segmenti di clientela in termini sia di modello di relazione che di gamma di offerta.
  • "Unternehmerbank" (Corporate segment) utilizza un modello di servizio per le PMI che si distingue rispetto a quello della concorrenza in quanto rispondente alle esigenze sia di business che personali della clientela corporate operante in Germania;
  • Corporate Center locale.

Differenti modelli di servizio sono applicati in coerenza con le esigenze dei diversi cluster di clientela: retail, private, corporate e small business, real estate e wealth management. Il Commercial Banking Germany detiene ampie quote di mercato e un posizionamento strategico nel retail banking, nel private banking e in particolare nel business con la clientela corporate locale (compreso factoring e leasing).

Commercial Banking Austria

Il Commercial Banking Austria offre ai suoi clienti austriaci (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking) una gamma completa di prodotti e servizi bancari. Il Commercial Banking Austria è composto da:

  • "Privatkundenbank" (Private Customer Bank) che serve il segmento dei privati sia mass-market che affluent, clienti high net-worth e clienti business; include Schoellerbank società controllata che serve i clienti wealth management;
  • "Unternehmerbank" (Corporate Customer Bank, esclusi i clienti CIB) che serve tutti i segmenti, dalle PMI alle aziende di grandi dimensioni che non hanno accesso al mercato dei capitali (compreso real estate e settore pubblico); include le product factories Factoring e Leasing;
  • il Local Corporate Center.

La rete commerciale nazionale garantisce un' ampia copertura della clientela individuale e delle imprese.

Il Commercial Banking Austria detiene significative quote di mercato e una posizione strategica nel segmento retail, nel private banking e in particolare con la clientela corporate locale, ed è uno dei principali fornitori di servizi bancari in Austria.

Il Commercial Banking Austria utilizza un modello di servizio integrato che permette ai clienti di decidere quando, dove e come contattare UniCredit Bank Austria. Questo approccio combina filiali tradizionali, in continuo rinnovamento, nuovi format di centri di consulenza e moderni sportelli selfservice, soluzioni internet, mobile banking unitamente a app innovative e connessioni video-telefono con i relationship managers.

Corporate & Investment Banking (CIB)

La Divisione CIB si rivolge ai clienti Multinational e Large Corporate oltre che a clienti istituzionali, caratterizzati da esigenze finanziarie sofisticate e dall'esigenza di usufruire di servizi di investment banking. La Divisione CIB supporta la clientela del Gruppo facendo leva su un network internazionale esteso a 32 paesi e offrendo un'ampia gamma di prodotti e servizi specialistici che combinano alla prossimità geografica un'elevata competenza su tutti i principali comparti in cui opera.

CIB fornisce inoltre prodotti e servizi per la rete commerciale, soluzioni di finanza strutturata, tesoreria e copertura di rischi per la clientela corporate nonché prodotti di investimento rivolti a clienti retail e private, confermandosi una divisione pienamente integrata nel Gruppo e al servizio del cliente. Nell'ottica di una sempre maggiore integrazione dei servizi offerti alla clientela sono state create in Italia e Germania Joint Venture tra CIB e Commercial Banking con l'obiettivo di estendere l'accesso alla piattaforma dei prodotti di investment banking (M&A, Capital Markets e derivati) alle imprese clienti della rete Commercial Banking network.

La struttura organizzativa della Divisione è basata su una matrice che integra la copertura del mercato (effettuata attraverso un'ampia rete commerciale in Europa Occidentale e un network internazionale di filiali e uffici di rappresentanza) e la tipologia di prodotti offerti (tre linee di prodotto che consolidano l'ampiezza del know-how di CIB a livello di Gruppo).

Le reti commerciali (CIB Network Italy, CIB Network Germany, CIB Network Austria, CIB Network France, International Network, Financial Institutions Group) sono responsabili dei rapporti con i clienti corporate, le banche e le istituzioni finanziarie, nonché della vendita di una vasta gamma di prodotti e servizi che vanno dal prestito tradizionale e dalle operazioni di merchant banking ai servizi più sofisticati e ad alto valore aggiunto come project finance, acquisition finance, altri servizi di investment banking, nonché operazioni sui mercati finanziari internazionali. Le seguenti tre linee di prodotto completano e aggiungono valore alle attività delle reti commerciali:

  • Financing and Advisory (F&A) - F&A è il centro di tutte le operazioni di business relative al credito e a quelle di advisory per i clienti corporate e istituzionali. E' responsabile dell'offerta di una vasta gamma di prodotti e servizi che spaziano dai più semplici e standardizzati, fino a prodotti più sofisticati come quelli di Capital Markets (Equity e Debt Capital Markets), Corporate Finance e Advisory, Syndications, Leverage Buy-Out, Project e Commodity Finance, Real Estate Finance, Structured Trade e Export Finance.
  • Markets Markets è il centro di tutte le attività sui mercati finanziari e punto di accesso del gruppo UniCredit sul mercato dei capitali. Il risultato è una piattaforma internazionale altamente complementare con una forte presenza nei mercati finanziari europei emergenti. Come product line centralizzata, è responsabile del coordinamento delle attività sui mercati finanziari, compresa la strutturazione di prodotti relativi a cambi, tassi, azioni e credito.
  • Global Transaction Banking (GTB) GTB è il centro di competenza per la gestione dei prodotti di Cash Management, e-banking, Supply Chain Finance, Trade Finance e per le attività globali di custodia/ amministrazione titoli.

Inoltre la controllata lussemburghese UCI International Luxembourg svolge attività di Global Family Office e Wealth Management.

Central and Eastern Europe (CEE)

Il Gruppo, attraverso il Segmento di business CEE, offre una vasta gamma di prodotti e servizi ai clienti retail, corporate e istituzionali in 12 paesi dell'Est e Centro Europa: Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Turchia, cui si aggiungono attività di Leasing nei 3 paesi Baltici.

Il gruppo UniCredit è in grado di offrire ai propri clienti retail nei paesi CEE un ampio portafoglio di prodotti e servizi simili a quelli offerti ai suoi clienti italiani, tedeschi e austriaci.

Per quanto riguarda la clientela corporate, il gruppo UniCredit è costantemente impegnato nella standardizzazione dei segmenti di clientela e della gamma di prodotti. Il Gruppo condivide i suoi modelli di business a livello internazionale, al fine di garantire l'accesso alla sua rete in qualsiasi paese in cui il Gruppo è presente. Questo approccio è di vitale importanza per la varietà di prodotti offerti a livello globale, in particolare per le soluzioni di cash management e di trade finance alla clientela corporate che opera in più di un paese CEE.

Group Corporate Center

Il Corporate Center di Gruppo ha l'obiettivo di guidare, supportare e controllare la gestione delle attività e dei relativi rischi sia del Gruppo nel suo insieme che delle singole società nelle aree di rispettiva competenza. In tale contesto un obiettivo rilevante è l'ottimizzazione dei costi e dei processi al fine di garantire l'eccellenza operativa e supportare la crescita sostenibile delle aree di business. Nel Group Corporate Center sono compresa anche le società del Gruppo vendute o in via di dismissione.

Non Core

A partire dal primo trimestre 2014 il Gruppo ha deciso di introdurre una chiara distinzione fra le sopra descritte attività definite core, che includono i segmenti di business strategici ed in linea con le strategie di rischio, e le attività Non Core, costituite da asset non strategici e con un profilo rischio/rendimento non adeguato, con l'obiettivo di ridurre nel tempo l'esposizione complessiva di queste ultime e di migliorare il profilo di rischio. In particolare nelle attività Non Core sono stati inclusi singoli attivi precedentemente ricompresi nel segmento Commercial Banking Italy (identificati in base a singole/i transizioni/clienti) da gestire in un'ottica di mitigazione del rischio e alcune società veicolo per le operazioni di cartolarizzazione.

A - Schema primario

A.1 - Distribuzione per settore di attività: dati economici (milioni di €)

COMMERCIAL
BANKING
ITALY
COMMERCIAL
BANKING
GERMANY
COMMERCIAL
BANKING
AUSTRIA
CENTRAL
EASTERN
EUROPE
CORPORATE &
INVESTMENT
BANKING
GROUP
CORPORATE
CENTRE
NON
CORE
TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
30.06.2019
Interessi netti 1.702 759 345 1.361 1.096 (140) 8 5.132
Dividendi e altri proventi su partecipazioni 50 2 76 152 1 41 - 321
Commissioni nette 1.832 360 294 405 233 (24) 6 3.106
Risultato netto dell'attività di negoziazione 21 11 10 208 524 (71) (8) 696
Saldo altri proventi/oneri (10) 46 20 16 36 (68) (12) 28
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 3.595 1.178 744 2.143 1.890 (261) (6) 9.283
Spese per il personale (1.094) (471) (262) (391) (301) (539) (17) (3.075)
Altre spese amministrative (971) (338) (218) (289) (461) 747 (105) (1.635)
Recuperi di spesa 208 4 - 24 1 27 37 301
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali (45) (12) (3) (94) (7) (397) - (557)
Costi operativi (1.902) (816) (483) (750) (768) (162) (85) (4.966)
RISULTATO DI GESTIONE 1.693 361 262 1.393 1.122 (424) (91) 4.316
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e
impegni
(524) (26) 10 (187) (149) (2) (297) (1.175)
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 1.169 336 272 1.205 973 (426) (388) 3.142
Altri oneri ed accantonamenti (149) 41 (60) (145) 161 (194) (104) (450)
Oneri di integrazione (1) - 1 (2) - (2) - (5)
Profitti netti da investimenti (83) 388 17 - (232) 20 (27) 84
UTILE LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 936 765 230 1.058 902 (600) (519) 2.771

A.2 - Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali e totale attivo ponderato (RWA) (milioni di €)

DATI PATRIMONIALI COMMERCIAL
BANKING
ITALY
COMMERCIAL
BANKING
GERMANY
COMMERCIAL
BANKING
AUSTRIA
CENTRAL
EASTERN
EUROPE
CORPORATE &
INVESTMENT
BANKING
GROUP
CORPORATE
CENTRE
NON
CORE
TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
30.06.2019
CREDITI VERSO CLIENTELA (NETTO PCT E IC) 143.879 87.596 44.615 67.791 80.335 2.609 5.333 432.158
DEPOSITI CLIENTELA (NETTO PCT E IC) 151.162 89.668 47.496 70.632 47.928 2.635 546 410.066
TOTALE ATTIVO PONDERATO PER IL RISCHIO (BASILEA 3) 102.731 36.115 23.478 90.608 83.896 35.071 15.240 387.139

A.3 - Dati di struttura

COMMERCIAL
BANKING
ITALY
COMMERCIAL
BANKING
GERMANY
COMMERCIAL
BANKING
AUSTRIA
CENTRAL
EASTERN
EUROPE
CORPORATE &
INVESTMENT
BANKING
GROUP
CORPORATE
CENTRE
NON
CORE
TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
30.06.2019
DATI DI STRUTTURA
Numero dipendenti "full time equivalent" 29.098 9.047 4.845 24.281 3.212 14.026 326 84.836

A.1 - Distribuzione per settore di attività: dati economici (milioni di €)

COMMERCIAL
BANKING
ITALY
COMMERCIAL
BANKING
GERMANY
COMMERCIAL
BANKING
AUSTRIA
CENTRAL
EASTERN
EUROPE
CORPORATE &
INVESTMENT
BANKING
GROUP
CORPORATE
CENTRE
NON
CORE
TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
30.06.2018
Interessi netti 1.773 738 335 1.316 1.121 (175) 61 5.169
Dividendi e altri proventi su partecipazioni 40 - 67 196 3 47 - 353
Commissioni nette 1.901 382 311 399 296 (51) 16 3.254
Risultato netto dell'attività di negoziazione 26 51 48 202 489 (4) (29) 782
Saldo altri proventi/oneri (42) 56 21 12 51 5 (14) 89
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 3.697 1.227 782 2.126 1.960 (178) 34 9.647
Spese per il personale (1.170) (483) (285) (373) (290) (585) (19) (3.205)
Altre spese amministrative (1.038) (347) (231) (298) (485) 739 (111) (1.771)
Recuperi di spesa 212 9 - 22 1 35 41 320
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali (43) (20) (7) (87) (2) (381) - (541)
Costi operativi (2.039) (841) (523) (736) (777) (192) (90) (5.198)
RISULTATO DI GESTIONE 1.658 386 258 1.390 1.183 (371) (56) 4.449
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e
impegni
(431) (62) 55 (206) 161 (1) (514) (997)
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 1.227 324 313 1.184 1.345 (371) (570) 3.452
Altri oneri ed accantonamenti (158) (157) (93) (141) (413) (194) (22) (1.178)
Oneri di integrazione (2) - 1 - - 11 - 9
Profitti netti da investimenti - 111 (5) 4 9 103 - 221
UTILE LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 1.068 278 216 1.046 941 (452) (592) 2.505

A.2 - Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali e totale attivo ponderato (RWA) (milioni di €)

DATI PATRIMONIALI COMMERCIAL
BANKING
ITALY
COMMERCIAL
BANKING
GERMANY
COMMERCIAL
BANKING
AUSTRIA
CENTRAL
EASTERN
EUROPE
CORPORATE &
INVESTMENT
BANKING
GROUP
CORPORATE
CENTRE
NON
CORE
TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
31.12.2018
CREDITI VERSO CLIENTELA (NETTO PCT E IC) 145.641 83.741 44.808 65.344 81.354 3.274 6.612 430.774
DEPOSITI CLIENTELA (NETTO PCT E IC) 146.236 91.694 47.380 65.744 45.301 2.985 528 399.867
TOTALE ATTIVO PONDERATO PER IL RISCHIO (BASILEA 3) 95.753 36.642 23.496 86.572 81.598 33.898 12.221 370.180

A.3 - Dati di struttura

COMMERCIAL
BANKING
ITALY
COMMERCIAL
BANKING
GERMANY
COMMERCIAL
BANKING
AUSTRIA
CENTRAL
EASTERN
EUROPE
CORPORATE &
INVESTMENT
BANKING
GROUP
CORPORATE
CENTRE
NON
CORE
TOTALE
CONSOLIDATO
DI GRUPPO
31.12.2018
DATI DI STRUTTURA
Numero dipendenti "full time equivalent" 29.582 9.167 4.873 24.214 3.234 14.247 345 85.662

Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative Parte L - Informativa di settore

222 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019 · UniCredit

Attestazione

Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell'art.81-ter del Regolamento Consob n.11971/99 e successive modifiche e integrazioni

Attestazione 1. I sottoscritti, Jean Pierre Mustier, nella sua qualità di Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., e Stefano Porro, nella sua qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di UniCredit S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art.154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.58:

• l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa, e

• l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato, nel corso del primo semestre 2019.

  1. La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato 2019 è basata su un modello definito da UniCredit S.p.A., in coerenza con l'"Internal Control - Integrated Framework (CoSO)" e con il "Control Objective for IT and Related Technologies (Cobit)", che rappresentano standard di riferimento per il sistema di controllo interno e per il Financial Reporting in particolare, generalmente accettati a livello internazionale.

  2. I sottoscritti attestano, inoltre, che:

3.1 il Bilancio consolidato semestrale abbreviato 2019:

  • a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n.1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
  • b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
  • 3.2 la Relazione intermedia sulla gestione comprende un'analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell'esercizio e alla loro incidenza sul Bilancio consolidato semestrale abbreviato, unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell'esercizio. La Relazione finanziaria semestrale consolidata comprende altresì un'analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.

Milano, 6 agosto 2019

Jean Pierre MUSTIER Stefano PORRO

224 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019 · UniCredit

Relazione della Società di revisione

226 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019 · UniCredit

Allegati | Allegato 1

Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio

Allegati Si riportano di seguito gli schemi di riconduzione utilizzati per la predisposizione della situazione patrimoniale ed economica in forma riclassificata. L'eventuale mancata quadratura tra i dati esposti in tabella dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.

A spiegazione delle riesposizioni del periodo a confronto si rimanda alle sezioni precedenti.

Allegato 1 - Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio

Stato patrimoniale consolidato (milioni di €)
CONSISTENZE AL
ATTIVO 30.06.2019 31.12.2018
Cassa e disponibilità liquide 32.578 30.991
Voce 10. Cassa e disponibilità liquide 32.578 30.991
Attività finanziarie di negoziazione 67.344 65.231
Voce 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 67.344 65.231
Crediti verso banche 77.911 69.850
Voce 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) Crediti verso banche 81.352 73.643
a dedurre: Riclassifica titoli di debito ad Altre attività finanziarie (3.486) (3.839)
+ Riclassifica finanziamenti da Altre attività finanziarie - Voce 20 c) 45 47
Crediti verso clientela 469.298 471.839
Voce 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) Crediti verso clientela 499.152 505.668
a dedurre: Riclassifica titoli di debito ad Altre attività finanziarie (32.778) (36.304)
a dedurre: Riclassifica attività di leasing IFRS16 ad Altre attività finanziarie (50) -
+ Riclassifica finanziamenti da Altre attività finanziarie - Voce 20 c) 2.974 2.475
Altre attività finanziarie 138.438 152.310
Voce 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b) altre attività finanziarie designate al fair value - -
Voce 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value 21.694 20.906
a dedurre: Riclassifica finanziamenti a Crediti verso banche (45) (47)
a dedurre: Riclassifica finanziamenti a Crediti verso clientela (2.974) (2.475)
Voce 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 77.779 88.280
Voce 70. Partecipazioni 5.670 5.502
+ Riclassifica titoli di debito da Crediti verso banche - Voce 40 a) 3.486 3.839
+ Riclassifica titoli di debito da Crediti verso clientela - Voce 40 b) 32.778 36.304
+ Riclassifica attività di leasing IFRS16 da Crediti verso clientela - Voce 40 b) 50 -
Coperture 9.801 7.120
Voce 50. Derivati di copertura 6.211 4.682
Voce 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 3.590 2.439
Attività materiali 9.176 8.408
Voce 90. Attività materiali 9.176 8.408
Avviamenti 886 1.484
Voce 100. Attività immateriali di cui: avviamento 886 1.484
Altre attività immateriali 1.915 2.024
Voce 100. Attività immateriali al netto dell'avviamento 1.915 2.024
Attività fiscali 12.896 13.078
Voce 110. Attività fiscali 12.896 13.078
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.115 1.800
Voce 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.115 1.800
Altre attività 8.824 7.334
Voce 80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori - -
Voce 130. Altre attività 8.824 7.334
Totale dell'attivo 832.183 831.469

segue: Stato patrimoniale consolidato

(milioni di €)
CONSISTENZE AL
PASSIVO E PATRIMONIO NETTO 30.06.2019 31.12.2018
Debiti verso banche 132.695 125.895
Voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) Debiti verso banche 132.695 125.895
a dedurre: Riclassifica passività di leasing IFRS16 ad Altre passività finanziarie - -
Debiti verso clientela 453.019 478.988
Voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) Debiti verso clientela 455.363 478.988
a dedurre: Riclassifica passività di leasing IFRS16 ad Altre passività finanziarie (2.344) -
Titoli in circolazione 92.434 81.153
Voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: c) Titoli in circolazione 92.434 81.153
Passività finanziarie di negoziazione 40.410 43.111
Voce 20. Passività finanziarie di negoziazione 40.410 43.111
Altre passività finanziarie 13.689 9.318
Voce 30. Passività finanziarie valutate al fair value 11.346 9.318
+ Riclassifica passività di leasing IFRS16 da Debiti verso banche - -
+ Riclassifica passività di leasing IFRS16 da Debiti verso clientela 2.344 -
Coperture 13.848 9.262
Voce 40. Derivati di copertura 7.810 6.032
Voce 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 6.038 3.230
Passività fiscali 962 825
Voce 60. Passività fiscali 962 825
Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 632 540
Voce 70. Passività associate ad attività in via di dismissione 632 540
Altre passività 24.948 25.609
Voce 80. Altre passività 14.705 13.951
Voce 90. Trattamento di fine rapporto del personale 676 698
Voce 100. Fondi per rischi e oneri 9.567 10.961
Voce 110. Riserve tecniche - -
Patrimonio di pertinenza di terzi 411 927
Voce 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 411 927
Patrimonio di pertinenza del Gruppo: 59.136 55.841
- Capitale e riserve 55.895 51.948
Voce 120. Riserve da valutazione (7.642) (7.489)
Voce 140. Strumenti di capitale 5.602 4.610
Voce 150. Riserve 23.719 20.503
Voce 160. Sovrapprezzi di emissione 13.225 13.393
Voce 170. Capitale 20.995 20.940
Voce 180. Azioni proprie (-) (3) (9)
- Risultato netto 3.241 3.892
Voce 200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) 3.241 3.892
Totale del passivo e del patrimonio netto 832.183 831.469
Conto economico consolidato (milioni di €)
1° SEMESTRE
2019 2018
Interessi netti 5.132 5.169
Voce 30. Margine di interesse 5.182 5.312
a dedurre: Margine di interesse delle società industriali - 2
a dedurre: Riclassificazione delle commissioni di mancato utilizzo - (2)
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A.(*) (51) (133)
+ Riesposizione per IFRS16 - (11)
+ Strumenti Derivati - Coperture economiche - Altri - Componente interessi 1 -
Dividendi e altri proventi su partecipazioni 321 353
Voce 70. Dividendi e proventi simili 177 316
a dedurre: Dividendi su titoli rappresentativi di capitale detenuti per negoziazione inclusi in Voce 70 (151) (278)
a dedurre: Dividendi su partecipazioni, azioni e titoli di capitale obbligatoriamente valutate al fair value (11) (16)
Voce 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni - di cui: Utile (Perdita) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto 307 331
Commissioni nette 3.106 3.254
Voce 60. Commissioni nette 3.112 3.528
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - (158)
a dedurre: Recuperi di spesa per tassazione sulle transazioni finanziarie della clientela addebitati - (22)
+ Costi per tassazione sulle transazioni finanziarie della clientela non addebitabili (da Voce 190 b) (7) (7)
+ Riclassificazione delle commissioni di mancato utilizzo - 2
+ Costi per servizi di pagamento e carte - (81)
+ Riclassifica a commissioni nette per effetto di cambiamenti contrattuali - (8)
Risultato netto dell'attività di negoziazione 696 782
Voce 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 465 284
a dedurre: Strumenti Derivati - Coperture economiche - Altri - Componente interessi (1) -
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - (26)
Voce 90. Risultato netto dell'attività di copertura 22 16
Voce 100. Utili (Perdite) da cessioni o riacquisto di: c) passività finanziarie (6) (2)
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - (9)
Voce 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 103 131
Voce 110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (136) 103
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - (1)
+ Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di debito (da Voce 100 a) 47 -
+ Dividendi su titoli rappresentativi di capitale detenuti per negoziazione (da Voce 70) 151 278
+ Dividendi su partecipazioni, azioni e titoli di capitale obbligatoriamente valutate al fair value (da Voce 70) 11 16
+ Risultati netti delle compravendite di oro e metalli preziosi (da Voce 230) 39 (7)
Saldo altri proventi/oneri 28 89
Voce 230. Altri oneri/proventi di gestione 409 541
a dedurre: Recuperi di spesa (284) (324)
a dedurre: Ricavi di transizione da Pekao e Pgam - (2)
a dedurre: Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi su attività non scindibili 27 29
a dedurre: Altri Proventi di gestione - Altri proventi per fatturazione a JV (17) (21)
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - (13)
a dedurre: Risultati netti delle compravendite di oro, pietre e metalli preziosi 37 8
+ Risultato società industriali (75) (68)
+ Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - finanziamenti non deteriorati (da Voce 100 a) (3) 9
+ Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali in leasing operativo (da Voce 210) (68) (75)
+ Utili (Perdite) da cessione di investimenti in leasing operativo (da Voce 280) 2 5
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 9.283 9.647

segue: Conto economico consolidato

(milioni di €)
1° SEMESTRE
2019 2018
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 9.283 9.647
Spese per il personale (3.075) (3.205)
Voce 190. Spese amministrative: a) spese per il personale (3.078) (3.260)
a dedurre: Spese per il personale delle società industriali 2 2
a dedurre: Oneri di integrazione 1 12
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - 41
Altre spese amministrative (1.635) (1.771)
Voce 190. Spese amministrative: b) altre spese amministrative (2.241) (2.742)
a dedurre: Altre spese amministrative delle società industriali 6 6
a dedurre: Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), Sistemi di garanzie dei depositi (DGS), Bank Levy e Canoni di garanzia DTA 619 621
a dedurre: Riclassifica a commissioni nette per effetto di cambiamenti contrattuali - 8
a dedurre: Riesposizione per IFRS16 - 162
a dedurre: Oneri di integrazione 1 (9)
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - 120
a dedurre: Oneri per alcune forme di tassazione locale del reddito d'impresa - 5
a dedurre: Costi per tassazione sulle transazioni finanziarie della clientela non addebitabili 7 7
a dedurre: Costi per servizi di pagamento e carte (da Voce 60) - 81
+ Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi su attività non scindibili (da Voce 230) (27) (29)
Recuperi di spesa 301 320
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - (49)
+ Recuperi di spesa (da Voce 230) 284 324
+ Ricavi di transizione da Pekao e Pgam (da Voce 230) - 2
+ Riesposizione per IFRS16 - (2)
+ Saldo altri proventi/oneri - Altri proventi per fatturazione a JV 17 21
+ Recuperi di spesa per tassazione sulle transazioni finanziarie della clientela addebitati - 22
Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali (557) (541)
Voce 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (748) (245)
a dedurre: Rettifiche per deterioramento/Riprese di valore nette su attività materiali di proprietà per investimento 21 (68)
a dedurre: Svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relative a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 259 -
a dedurre: Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali in leasing operativo 68 75
a dedurre: Oneri di integrazione - (13)
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - 2
Voce 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (316) (204)
a dedurre: Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali delle società industriali 63 57
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - 2
+ Riesposizione per IFRS16 - (150)
a dedurre: effetti economici della "Purchase Price Allocation" 96 3
Costi operativi (4.966) (5.198)
RISULTATO DI GESTIONE 4.316 4.449
Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni (1.175) (997)
Voce 100. Utili (Perdite) da cessioni o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 48 2
a dedurre: Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - finanziamenti non deteriorati 3 (9)
a dedurre: Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di debito (47) -
Voce 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (1.179) (1.063)
a dedurre: Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di
debito 3 (25)
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - 3
Voce 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: b) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (8) (7)
a dedurre: Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: b) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva - titoli di debito 8 7
Voce 140. Utili/Perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (3) (2)
Voce 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - di cui: a) impegni e garanzie rilasciate (2) 94
a dedurre: Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Contributi ex post a Sistemi di garanzie dei depositi (DGS) 2 2
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 3.142 3.452

segue: Conto economico consolidato

(milioni di €)
1° SEMESTRE
2019 2018
RISULTATO NETTO DI GESTIONE 3.142 3.452
Altri oneri ed accantonamenti (450) (1.178)
Voce 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - di cui: b) altri accantonamenti netti 166 (560)
a dedurre: Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri delle società industriali 3 1
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - 4
+ Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), Sistemi di garanzie dei depositi (DGS), Bank Levy e Canoni di garanzia DTA (da Voce 190 b) (619) (621)
+ Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - contributi ex post a Sistemi di garanzie dei depositi (DGS) - (da Voce 200) (2) (2)
+ Variazione netta accantonamenti a fronte progetto di integrazione 2 1
Oneri di integrazione (5) 9
Oneri di integrazione (5) 9
Profitti netti da investimenti 84 221
Voce 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni - di cui: riprese/rettifiche e utile/perdita da cessioni delle partecipazioni escluse IFRS5 36 (5)
Voce 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 1 -
Voce 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 418 153
a dedurre: Utili (Perdite) da cessione di investimenti in leasing operativo (da Voce 280) (2) (5)
a dedurre: Società industriali - (6)
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - 1
+ Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di debito (da
Voce 130) (3) 25
+ Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva - titoli di debito (da Voce 130) (8) (7)
+ Rettifiche per deterioramento/Riprese di valore nette su attività materiali di proprietà per investimento (da Voce 210) (21) 68
+ Svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relative a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 (261) -
+ Risultati netti delle compravendite di pietre preziose (da Voce 230) (76) (1)
RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 2.771 2.505
Imposte sul reddito del periodo (751) (419)
Voce 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (720) (485)
a dedurre: Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente delle società industriali 1 7
+ Oneri per alcune forme di tassazione locale del reddito d'impresa - (5)
a dedurre: Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A. - 65
a dedurre: effetti economici della "Purchase Price Allocation" (32) (1)
RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 2.021 2.085
Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte 1.372 164
Voce 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.321 14
+ Riclassificazione per la "perdita di controllo" di FinecoBank S.p.A.(*) 51 150
RISULTATO DI PERIODO 3.393 2.249
Utile di pertinenza di terzi (87) (111)
Voce 340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi (87) (111)
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE PPA 3.305 2.138
Effetti economici della "Purchase Price Allocation" (64) (2)
Rettifiche di valore su avviamenti - -
Voce 270. Rettifiche di valore dell'avviamento - -
RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO 3.241 2.136

Nota:

(*) Nel 2019 l'importo si riferisce alla riclassifica interessi netti Gruppo vs FinecoBank S.p.A. maturati fino alla data della perdita di controllo.

Allegato 2 - Fondi Propri e coefficienti patrimoniali Fondi Propri

A partire dal 1 gennaio 2014, il calcolo dei requisiti di capitale tiene conto del quadro regolamentare denominato "Basilea 3", trasposto nel Regolamento n.575/2013/UE relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (Capital Requirements Regulation - "CRR"), successivamente aggiornato con il Regolamento n.876/2019 ("CRR2"), e nella Direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (Capital Requirements Directive IV - "CRDIV"), secondo il recepimento nella normativa regolamentare Italiana.

Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:

  • Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:
  • Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1) e
  • Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 AT1);
  • Capitale di Classe 2 (Tier 2 T2);

la somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il totale dei Fondi Propri (Total Capital).

Si segnala che, nell'ambito dell'aggiornamento al Regolamento n.575/2013 trasposto nel Regolamento n.876/2019 (i.e CRR2), le principali modifiche che hanno impatti sul calcolo dei Fondi Propri di Gruppo applicabili già a partire dal 30 giugno 2019 riguardano le condizioni di computabilità degli strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 e di capitale di classe 2. In particolare, a fronte delle nuove condizioni previste dagli articoli 52 e 63 del CRR2, è stato introdotto un regime di grandfathering con durata fino al 28 giugno 2025 applicabile agli strumenti emessi prima del 27 giugno 2019 che non rispettino le nuove condizioni di computabilità (rif. articolo 494b del CRR2); si precisa che tale regime si va a sommare al regime di grandfathering già previsto ai sensi degli articoli 484-491 del CRR.

Requisiti e riserve di capitale31 per il gruppo UniCredit

I requisiti minimi di capitale applicabili al 30 giugno 2019 sono pari ai seguenti ratio patrimoniali (Pillar 1) in coerenza con l'articolo 92 del CRR:

 CET1: 4,50%
 T1: 6,00%
 Total Capital: 8,00%

In aggiunta a tali livelli patrimoniali, il Gruppo deve inoltre rispettare, mediante capitale CET1, i seguenti requisiti:

  • 2,00%, requisito di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement) richiesto per il 2019 in coerenza con i risultati SREP;
  • 2,50%, riserva di conservazione del capitale ("CCB" buffer)32, in coerenza con l'articolo 129 della CRDIV;
  • 1,00%, riserva per gli enti a rilevanza sistemica globale ("G-SII" buffer)33;

0,07%, riserva di capitale anticiclica34 (CCyB buffer), in coerenza con l'articolo 160 della CRDIV (paragrafi da 1 a 4), calcolata trimestralmente.

Pertanto, al 30 giugno 2019, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:

 CET1: 10,07%
 T1: 11,57%

Total Capital: 13,57%

Di seguito uno schema di sintesi dei requisiti di capitale e delle riserve per il gruppo UniCredit che evidenzia anche i requisiti di "Total SREP Capital Requirement" (TSCR) e i requisiti di "Overall Capital Requirement" (OCR) richiesti a seguito degli esiti del "Supervisory Review and Evaluation Process" (SREP) condotto nel 2018 ed applicabile per il 2019:

Requisiti e riserve di capitale per il gruppo UniCredit nel 2019

REQUISITO CET1 T1 TOTAL
CAPITAL
A) Requisiti di Pillar 1 4,50% 6,00% 8,00%
B) Requisiti di Pillar 2 2,00% 2,00% 2,00%
C) TSCR (A+B) 6,50% 8,00% 10,00%
D) Requisito combinato di riserva di Capitale, di cui: 3,57% 3,57% 3,57%
1. riserva di conservazione del capitale (CCB) 2,50% 2,50% 2,50%
2. riserva per gli enti a rilevanza sistemica globale (G-SII) 1,00% 1,00% 1,00%
3. riserva di capitale anticiclica specifica per UniCredit (CCyB) 0,07% 0,07% 0,07%
E) OCR (C+D) 10,07% 11,57% 13,57%

31 La riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (systemic risk buffer), volta a prevenire ed attenuare il rischio sistemico o macroprudenziale non ciclico di lungo periodo non previsto dal CRR, non è applicabile al 30 giugno 2019.

32 Nel mese di ottobre 2016, la Banca d'Italia ha pubblicato l'aggiornamento della Circolare 285 che prevede una differente applicazione delle norme transitorie relative alla riserva di conservazione del capitale: dal 1 gennaio 2019, terminato il regime transitorio, tale riserva è pari al 2,50%.

33 Dal 1 gennaio 2019, terminato il regime transitorio, tale riserva è pari al 1,00%. Si precisa che la Banca d'Italia ha inoltre identificato il gruppo UniCredit come istituzione a rilevanza sistemica nazionale, decidendo di applicare una riserva di capitale aggiuntiva (O-SII buffer); il livello della riserva di capitale è pari a 0,50% nel 2019, e sarà incrementato di 0,25% per anno, raggiungendo il target dell'1,00% nel 2021. Va tuttavia considerato che l'articolo 131.14 della CRD IV richiede l'applicazione della riserva di capitale più elevata tra la riserva di capitale per le G-SII e la riserva di capitale per le O-SII; pertanto il gruppo UniCredit deve rispettare il requisito connesso alla riserva di capitale G-SII pari all'1,00% per il 2019.

34 Valore arrotondato alla seconda cifra decimale. Con riferimento al 30 giugno 2019: (I) la riserva anticiclica da applicare è generalmente pari a 0%, con l'eccezione dei seguenti Paesi: Regno Unito (1,00%); Repubblica Ceca (1,25%); Hong Kong (2,50%); Islanda (1,75%); Norvegia (2,00%); Svezia (2,00%); Slovacchia (1,25%); Lituania (1,00%); Danimarca (0,50%); (II) con riferimento all'esposizione verso le controparti Italiane, la Banca d'Italia ha identificato il tasso pari allo 0%.

Allegati | Allegato 2

Fondi Propri e i coefficienti patrimoniali

La tabella di seguito riporta i ratio patrimoniali transitori del gruppo UniCredit al 30 giugno 2019 ed il confronto con i periodi precedenti:

2° TRIM 19
UNICREDIT GROUP
RATIO PATRIMONIALI TRANSITORI
RATIOS Delta
T/T
Delta
A/A
1° TRIM 19 4° TRIM 18 3° TRIM 18 2° TRIM 18
CET1 Capital ratio 12,08% -0,18% -0,49% 12,25% 12,13% 12,17% 12,57%
Tier 1 Capital ratio 13,63% -0,29% -0,49% 13,93% 13,64% 13,72% 14,12%
Total Capital ratio 16,21% -0,15% -0,21% 16,36% 15,80% 15,97% 16,42%

Focus su Ratios patrimoniali di UniCredit S.p.A.

La tabella di seguito riporta i ratio patrimoniali di UniCredit S.p.A. al 30 giugno 2019 ed il confronto con i periodi precedenti:

2° TRIM 19
UNICREDIT S.p.A.
RATIO PATRIMONIALI TRANSITORI
RATIOS Delta
T/T
1° TRIM 19 4° TRIM 18 3° TRIM 18 2° TRIM 18
CET1 Capital ratio 21,17% -0,70% 21,86% 21,65% 21,43% 22,50%
Tier 1 Capital ratio 23,73% -1,02% 24,75% 24,16% 23,94% 25,06%
Total Capital ratio 27,75% -0,88% 28,63% 27,58% 27,46% 28,72%

Fondi Propri consolidati transitori

Con riferimento agli aggiustamenti transitori al 30 giugno 2019, si evidenzia che risulta applicabile il 30% del limite di phase-out per gli strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1 e Capitale di Classe 2 soggetti a grandfathering, in coerenza con l'articolo 486 del CRR (40% nel 2018). E' inoltre applicabile il nuovo regime di grandfathering secondo l'articolo 494b del CRR2, applicabile agli strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1 e Capitale di Classe 2 emessi prima del 27 giugno 2019 che non rispettano le nuove condizioni di computabilità introdotte dagli articoli 52 e 63 del CRR2.

Utile di periodo consolidato riconosciuto nei Fondi Propri

L'utile di periodo consolidato al 30 giugno 2019, pari a 3.241 milioni, è riconosciuto nei Fondi Propri per 2.594 milioni, quale importo risultante dopo la destinazione, approvata dal Consiglio di Amministrazione, a potenziali dividendi per 647 milioni. Tale ammontare è pari al 30% dell'utile di periodo consolidato, al netto degli eventi straordinari intercorsi nel primo trimestre 2019 (vendita di immobili per 258 milioni) e nel secondo trimestre 2019 (principalmente connessi agli impatti derivanti dalla vendita del 17% di FinecoBank S.p.A., positivo per 1.176 milioni, ed alla cessione del gruppo Ocean Breeze, classificato tra le attività in via di dismissione, negativo per -178 milioni).

L'utile netto al 30 giugno 2019 è incluso nel Capitale Primario di Classe 1 in seguito ad autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza ai sensi dell'articolo 26(2) del CRR.

Deduzione per investimenti in società del settore finanziario ed attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee

In riferimento al 30 giugno 2019, UniCredit S.p.A. eccede la soglia di deduzione condizionale connessa a investimenti significativi (SI) in strumenti di capitale primario di classe 1 emessi da entità del settore finanziario e attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee generando una deduzione complessiva dal Capitale Primario di Classe 1 pari a 1.548 milioni.

A tal proposito, si precisa che tale ammontare da dedurre è stato calcolato ai sensi dell'articolo 48 del CRR "Soglie per l'esenzione della detrazione dal capitale primario di classe 1", ossia rappresenta l'ammontare totale di (i) attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee e (ii) strumenti del capitale primario di classe 1 emessi da soggetti del settore finanziario in cui UniCredit S.p.A. ha un investimento significativo e detenuti da UniCredit S.p.A: direttamente, indirettamente e sinteticamente, eccedente la soglia del 17,65% dell'importo residuo degli elementi del capitale primario di classe 1 a seguito dell'applicazione delle rettifiche e delle detrazioni di cui agli articoli da 32 a 36 del CRR.

Gli ammontari delle deduzioni in oggetto sono illustrate nel dettaglio entro la tavola denominata "Indicazione separata delle deduzioni (Art. 437.d del CRR)" inclusa nella sezione dedicata ai Fondi Propri dell'Informativa del gruppo UniCredit (Pillar 3).

IFRS9

A partire dall'1 gennaio 2018, è stato adottato il principio contabile IFRS9, che prevede un nuovo quadro per il calcolo degli accantonamenti basato sulla perdita attesa piuttosto che sulla perdita sostenuta. Per tutti i dettagli relativi si prega di fare riferimento alla sezione "Criteri di redazione" del Comunicato Stampa emesso in data 10 maggio 2018.

Il gruppo UniCredit ha deciso di non applicare l'aggiustamento transitorio relativo ad IFRS9 di cui all'articolo 473a del CRR. Pertanto, il calcolo dei Fondi Propri, degli assorbimenti patrimoniali, dei ratio patrimoniali e di leva finanziaria riflette l'impatto derivante dall'applicazione del principio IFRS9.

Fondo Atlante e Italian Recovery Fund (ex Fondo Atlante II)

Al 30 giugno 2019, l'investimento detenuto da UniCredit S.p.A. nelle quote del Fondo Atlante e nell'Italian Recovery Fund (ex Fondo Atlante II), pari a circa 353 milioni, è sostanzialmente riferito ad investimenti in note di cartolarizzazione connesse a crediti deteriorati: il trattamento regolamentare delle quote dei Fondi iscritte nel bilancio di UniCredit S.p.A: prevede l'applicazione dell'articolo 128 del CRR (Posizioni associate a un rischio particolarmente elevato).

In riferimento agli impegni residui, pari a 12 milioni, il trattamento regolamentare prevede l'applicazione di un fattore di conversione del 100% ("rischio pieno" in applicazione dell'Allegato I del CRR) ai fini del calcolo delle relative attività di rischio ponderate.

Conglomerato finanziario

Alla data del 30 giugno 2019, il gruppo UniCredit risulta esonerato dalla vigilanza supplementare, pur essendo riconosciuto come conglomerato finanziario dal Joint Committee, ai sensi della comunicazione emessa in data 21 dicembre 2018 (rif. JC 2018 68).

1. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1)

Il Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) è composto prevalentemente dai seguenti elementi:

  • Principali elementi del Capitale primario di classe 1, riconosciuti soltanto se possono essere utilizzati senza restrizioni e senza indugi dall'ente per la copertura dei rischi o delle perdite nel momento in cui tali rischi o perdite si verificano: (I) strumenti di capitale (azioni ordinarie) purché siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 28 o, ove applicabile, all'articolo 29 del CRR; (II) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui al punto (I); (III) utili non distribuiti; (IV) altre componenti di conto economico complessivo accumulate; (V) altre riserve; si comprendono inoltre tra gli elementi del Capitale primario di Classe 1 anche gli interessi di minoranza per l'ammontare computabile riconosciuto dal CRR;
  • Filtri prudenziali del Capitale primario di classe 1: (I) filtro su utili connessi a margini futuri derivanti da operazioni di cartolarizzazione; (II) filtro connesso alle riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo; (III) filtro connesso ai profitti e le perdite sulle passività dell'ente, valutate al valore equo, dovuti all'evoluzione del merito di credito dell'ente; (IV) filtro connesso ai profitti e le perdite su derivati passivi dovuti a variazioni del merito di credito dell'ente; (V) filtro relativo alle rettifiche di valore supplementari (prudent valuation);
  • Detrazioni dagli elementi del Capitale primario di classe 1: (I) attività immateriali; (II) attività fiscali differite (DTA) che si basano sulla redditività futura e che non derivano da differenze temporanee; (III) eccedenza delle perdite attese rispetto alle rettifiche di valore (shortfall) per le posizioni valutate secondo metodi IRB; (IV) attività dei fondi pensione a prestazioni definite nel bilancio dell'ente; (V) strumenti Propri del capitale primario di classe 1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente e sinteticamente, compresi gli strumenti Propri del capitale primario di classe 1 che l'ente ha l'obbligo reale o eventuale di acquistare, in virtù di un obbligo contrattuale esistente; (VI) esposizioni dedotte dal Capitale primario di Classe 1 in luogo della ponderazione al 1.250% tra gli RWA; (VII) investimenti non significativi in strumenti di CET1 emessi da società del settore finanziario (dedotti per la quota eccedente la soglia normativamente prevista); (VIII) attività fiscali differite (DTA) che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee ed investimenti significativi in strumenti di CET1 emessi da società del settore finanziario (dedotti per la quota eccedente le soglie normativamente previste).

Al 30 giugno 2019, il CET1 è composto da azioni ordinarie emesse da UniCredit S.p.A., pari a 20.368 milioni; tra gli altri elementi, la presente voce non include 609 milioni inclusi nel Capitale aggiuntivo di Classe 1, connessi alle azioni ordinarie sottostanti il contratto di Usufrutto (Cashes).

2. Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 – AT1)

Gli elementi positivi dell'AT1 sono rappresentati da: (I) strumenti di capitale, riconosciuti soltanto se rispettano le condizioni di cui all'articolo 52 del CRR2; (II) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui al punto (I); (III) strumenti di capitale computabili nei Fondi Propri in ragione delle disposizioni transitorie previste dal CRR e dal CRR2 (c.d grandfathering). Si comprendono inoltre tra gli elementi del Capitale Aggiuntivo di Classe 1 anche gli interessi di minoranza per l'ammontare computabile non riconosciuto già nel Capitale Primario di Classe 1.

3. Capitale di Classe 2 (Tier 2 - T2)

Gli elementi positivi del T2 sono rappresentati da: (I) strumenti di capitale e prestiti subordinati, quando sono rispettate le condizioni di cui all'articolo 63 del CRR2; (II) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui al punto (I); (III) eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB; (IV) strumenti di capitale e prestiti subordinati computabili nei Fondi Propri in ragione delle disposizioni transitorie previste dal CRR e dal CRR2 (c.d. grandfathering). Si comprendono inoltre tra gli elementi del Capitale di Classe 2 anche gli interessi di minoranza per l'ammontare computabile non riconosciuto già nel Capitale di Classe 1 e gli strumenti di Capitale di Classe 2 emessi da filiazioni per l'ammontare computabile riconosciuto ai sensi del CRR.

Alla data del 30 giugno 2019, i Fondi Propri del Gruppo:

  • non includono gli strumenti con maturity di 7 anni con un piano di ammortamento contrattuale con inizio prima del 5° anno, emessi dopo la data del 31 dicembre 2011;
  • includono, tra gli strumenti grandfathered soggetti all'articolo 484(5) del CRR, gli strumenti emessi prima del 31 dicembre 2011 e soggetti a regime di granfathering ai sensi del CRR;
  • includono gli strumenti emessi prima del 27 giugno 2019, soggetti a grandfathering secondo l'articolo 494 b) del CRR2.

Modello per la pubblicazione delle informazioni sui Fondi Propri (*) (milioni di €)

DATI RIFERITI AL
30.06.2019
DATI RIFERITI AL
31.12.2018
Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve (A) - Importo
alla data
dell'Informativa
(A) - Importo
alla data
dell'Informativa
1 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni (A) 33.582 33.667
di cui: Azioni ordinarie 33.582 33.667
2 Utili non distribuiti (B) 16.372 13.222
3 Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) (C) (295) (208)
5 Interessi di minoranza (importo consentito nel capitale primario di classe 1 consolidato) 123 249
5a Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili (D) 2.594 3.287
6 Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 52.375 50.217
Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari
7 Rettifiche di valore supplementari (239) (163)
8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (E) (2.818) (3.468)
9 Aggiustamento transitorio connesso allo IAS 19 (F) 0 219
10 Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura,escluse quelle derivanti da differenze
temporanee (al netto delle passività fiscali dove siano soddisfatte le condizioni di cui all' articolo 38 (3))
(246) (297)
11 Riserve di valore equo relative agli utili e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa (76) (189)
12 Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese (9) (5)
14 Utili o perdite su passività valutate al valore equo dovuti alle variazioni del merito di credito (174) (290)
15 Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (42) (39)
16 Strumenti propri di capitale primario di classe 1 detenuti dall'ente direttamente o indirettamente (3) (9)
20a Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di
ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione
(113) (96)
20c di cui: Posizioni verso cartolarizzazioni (113) (96)
22 Importo eccedente la soglia del 17,65% (G) (1.548) (615)
23 di cui: Strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti
(855) (306)
25 di cui: Attività fiscali derivanti da differenze temporanee (693) (310)
26 Rettifiche regolamentari applicabili al capitale primario di classe 1 in relazione agli importi soggetti a
trattamento pre-CRR (H)
(359) (361)
28 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale primario di classe 1 (CET1) (5.627) (5.314)
29 Capitale primario di classe 1 (CET1) 46.748 44.903
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti
30 Strumenti di capitale (I) 3.713 4.609
33 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484 (4) soggetti a eliminazione progressiva dal
capitale aggiuntivo di classe 1 (J)
2.656 1.032
34 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale aggiuntivo di classe 1 consolidato (compresi gli
interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi
21 21
36 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari 6.390 5.662
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari
37 Strumenti propri di capitale aggiuntivo di classe 1 detenuti dall'ente direttamente o indirettamente (29) (32)
40 Strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente, indirettamente o sinteticamente quando l'ente ha un investimento significativo in tali
soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili)
(337) (45)
43 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) (366) (77)
44 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) 6.024 5.585
45 Capitale di classe 1 (T1= CET1 + AT1) 52.772 50.488

segue: Modello per la pubblicazione delle informazioni sui Fondi Propri

Capitale di classe 2 (T2): strumenti e accantonamenti
46 Strumenti di capitale (K) 8.643 6.988
47 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484 (5), soggetti a eliminazione progressiva dal
capitale di classe 2
498 280
48 Strumenti di Fondi Propri ammissibili inclusi nel capitale di classe 2 consolidato (compresi gli interessi di
minoranza e strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi
da filiazioni e detenuti da terzi 522 543
50 Rettifiche di valore su crediti 1.094 989
51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari
Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari
10.757 8.800
52 Strumenti propri di capitale di classe 2 detenuti dall'ente direttamente o indirettamente e prestiti
subordinati
(212) (200)
55 Strumenti di capitale di classe 2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente
direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di
posizioni corte ammissibili)
(560) (612)
57 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale di classe 2 (T2) (772) (812)
58 Capitale di classe 2 (T2) 9.985 7.988
59 Capitale totale (TC= T1+T2) 62.757 58.476
60 Totale delle attività ponderate per il rischio 387.139 370.180
Coefficienti e riserve di capitale
61 Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) 12,08% 12,13%
62 Capitale di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) 13,63% 13,64%
63 Capitale totale (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) 16,21% 15,80%
64 Requisito della riserva di capitale specifica dell'ente (requisito relativo al capitale primario di classe 1 a
norma dell'articolo 92 (1) (a)), più requisiti della riserva di conservazione del capitale, della riserva di
capitale anticiclica, della riserva di capitale a fronte del rischio sistemico, della riserva di capitale degli
enti a rilevanza sistemica, in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) (L) 8,07% 7,19%
65 di cui: Requisito della riserva di conservazione del capitale 2,50% 1,88%
66 di cui: Requisito della riserva di capitale anticiclica 0,07% 0,06%
67a di cui: Riserva di capitale dei Global Systemically Important Institutions (G-SII - enti a rilevanza
sistemica a livello globale) o degli Other Sistemically Important Institution (O-SII - enti a rilevanza
sistemica)
1,00% 0,75%
68 Capitale primario di classe 1 disponibile per le riserve di capitale (in percentuale dell'importo
dell'esposizione al rischio) (M)
4,01% 4,94%
Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio)
72 Capitale di soggetti del settore finanziario detenuto direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha
un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni
corte ammissibili)
2.171 2.717
73 Strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente
o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla
soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili)
4.729 3.636
75 Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 10%, al
netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38 (3))
3.831 3.682
Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2
78 Rettifiche di valore su crediti incluse nel capitale di classe 2 in relazione alle esposizioni soggette al
metodo basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale)
1.754 3.052
79 Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel capitale di classe 2 nel quadro del metodo
basato sui rating interni
1.094 989
gennaio 2022) Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra il 1 gennaio 2014 e il 1
82 Attuale massimale sugli strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 soggetti a eliminazione progressiva 775 1.034
83 Importo escluso dal capitale aggiuntivo di classe 1 in ragione al massimale (superamento del massimale
dopo i rimborsi e le scadenze)
635 375
84 Attuale massimale sugli strumenti di capitale di classe 2 soggetti a eliminazione progressiva 1.900 2.533

(*) Le sottovoci valorizzate a zero ovvero non applicabili non sono riportate.

Note alla tabella "Modello per la pubblicazione delle informazioni sui Fondi Propri (Articolo 492, paragrafo 3 e 4 del CRR)":

Laddove non diversamente specificato gli ammontari contenuti nelle note riportate di seguito fanno riferimento al 30 giugno 2019. Con riferimento agli aggiustamenti transitori al 30 giugno 2019, si evidenzia che risulta applicabile il 30% del limite di phase-out per gli strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1 e Capitale di Classe 2 soggetti a Grandfathering, in coerenza con l'articolo 486 del CRR (40% nel 2018) - rif. voci 33 e 47 della tabella. E' inoltre in vigore dal 27 giugno 2019 il nuovo regime di grandfathering secondo l'articolo 494 b) del CRR2, applicabile agli strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1 e Capitale di Classe 2 emessi prima del 27 giugno 2019 che non rispettano le nuove condizioni di computabilità introdotte dagli articoli 52 e 63 del CRR2.

A.

La presente voce non include 609 milioni connessi alle azioni ordinarie sottostanti il contratto di Usufrutto (Cashes), riclassificati nella voce "33. Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484 (4) e le relative riserve sovrapprezzo azioni, soggetti a eliminazione progressiva dal capitale aggiuntivo di classe 1".

La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 (negativa per 85 milioni) è riferita principalmente alla diminuzione della riserva di sovrapprezzo per 168 milioni, dovuta al ripianamento delle riserve negative in coerenza con l'autorizzazione rilasciata dall'Autorità di vigilanza, parzialmente compensata dalla variazione positiva connessa all'aumento gratuito di capitale relativo ai piani di incentivazione del personale per 54 millioni.

B.

La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 (positiva per 3.150 milioni) è connessa principalmente alla riallocazione nella presente voce dell'utile dell'esercizio 2018 (al netto dei dividendi da distribuire) ricompreso a tale data nella voce "5a. Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili".

C.

La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 (negativa per 87 milioni) è riferita principalmente alla variazione negativa delle altre componenti complessive accumulate (riserve valutative) risultanti dall'effetto combinato di: (i) variazione negativa (pari a 577 milioni) della riserva su passività finanziarie valutate al fair value e su perdite attuariali e (ii) variazione positiva (pari a 537 milioni) relativa alla riserva oscillazione cambi e alla riserva su titoli di debito e capitale valutati a fair value.

D.

L'utile di periodo consolidato al 30 giugno 2019 - pari a 3.241 milioni - è riconosciuto nei Fondi Propri per 2.594 milioni, quale importo risultante dopo la destinazione, approvata dal Consiglio di Amministrazione, a potenziali dividendi per 647 milioni. Tale ammontare è pari al 30% dell'utile di periodo consolidato, al netto degli eventi straordinari intercorsi nel primo trimestre 2019 (vendita di immobili per 258 milioni) e nel secondo trimestre 2019 (principalmente connessi agli impatti derivanti dalla vendita del 17% di FinecoBank S.p.A., positivo per 1.176 milioni, ed alla cessione del gruppo Ocean Breeze, classificato tra le Attività in via di Dismissione, negativo per -178 milioni).

L'utile netto al 30 giugno 2019 è incluso nel Capitale Primario di Classe 1 in seguito ad autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza ai sensi dell'articolo 26(2) del CRR.

E.

La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 (positiva per 651 milioni) è riferita principalmente agli effetti connessi alla cessione del 17% di FinecoBank S.p.A. e conseguente deconsolidamento della società.

F.

A partire dall'1 gennaio 2019, la riserva di valutazione delle perdite attuariali nette - negativa per 3.262 milioni e ricompresa all'interno della voce "3. Altre componenti di conto economico complessivo accumulate e altre riserve" - non è più soggetta ad aggiustamento transitorio (positivo per 219 milioni al 31 dicembre 2018).

G.

Con riferimento al 30 giugno 2019, l'ammontare riporta l'eccedenza rispetto alla soglia di deduzione condizionale ai sensi dell'articolo 48 del CRR "Soglie per l'esenzione della detrazione dal capitale primario di classe 1". Nello specifico, le attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee, sommate agli strumenti del capitale primario di classe 1 emessi da soggetti del settore finanziario in cui UniCredit S.p.A. ha un investimento significativo e detenuti direttamente, indirettamente e sinteticamente, superano il 17,65% dell'importo residuo degli elementi del capitale primario di classe 1 a seguito dell'applicazione delle rettifiche e delle detrazioni di cui agli articoli da 32 a 36 del CRR. La variazione della deduzione rispetto al 31 dicembre 2018 (pari a 932 milioni) è principalmente connessa all'inclusione tra gli investimenti significativi in società del settore finanziario la partecipazione della quota del 18% detenuta in FinecoBank S.p.A.

H.

L'ammontare include i seguenti filtri nazionali negativi: I) 350 milioni relativi all'effetto del filtro negativo connesso ad "affrancamento multiplo" dell'avviamento35; (II) 9 milioni relativi al filtro nazionale connesso alla cessione in blocco degli immobili ad uso funzionale.

I.

La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 (negativa per 896 milioni) è dovuta a:

  • la riclassifica a grandfathering, inclusi all'interno della voce 33 "Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484 (4) soggetti a eliminazione progressiva dal capitale aggiuntivo di classe 1", degli strumenti che non soddisfano le nuove condizioni di computabilità introdotte dall' articolo 52 del Regolamento n. 876/2019 (CRR2) per un totale pari a 1.888 milioni,
  • l'emissione nel primo trimestre dello strumento XS1953271225 con valore computabile pari a 992 milioni.

J.

L'ammontare include, oltre alla quota delle azioni ordinarie sottostanti il contratto di Usufrutto (Cashes) per 609 milioni, strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 emessi da UniCredit SpA e soggetti a grandfathering ai sensi delle disposizioni del CRR per un ammontare pari a 166 milioni. Tale ammontare registra una variazione negativa di 258 milioni rispetto al 31 dicembre 2018 per effetto della riduzione della percentuale di phaseout applicabile (i.e. 30% nel 2019 vs. 40% nel 2018).

In aggiunta a tali strumenti, nella voce sono inoltre inclusi gli strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 che non soddisfano le nuove condizioni di computabilità introdotte dall' articolo 52 del CRR2 e quindi soggetti al nuovo regime di grandfathering, per un totale pari a 1.888 milioni.

K.

La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 (positiva per 1.655 milioni) - è principalmente dovuta all'emissione degli strumenti XS1953271225 con valore computabile pari a 995 milioni e XS1972731787 con valore computabile pari a 1.091 milioni ed è parzialmente compensata dall'effetto ammortamento (pari a 345 milioni).

L.

L'ammontare non include il requisito di Pillar 2 pari al 2% richiesto per il 2019 in coerenza con i risultati dello SREP condotto nel 2018. La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 riflette l'aumento del requisito di riserva combinata di capitale (cfr. paragrafo "Requisiti e riserve di capitale transitori per il gruppo UniCredit" della parte introduttiva del presente capitolo) connessa al termine del regime transitorio sui seguenti elementi: I) riserva di conservazione del capitale che ha raggiunto il valore target del 2,50% (1,875% nel 2018); II) riserva di capitale G-SII che ha raggiunto il valore target dell'1,00% (0,75% nel 2018).

M.

L'ammontare al 30 giugno 2019 è calcolato sottraendo dal ratio di Capitale Primario di Classe 1 alla data (i.e. voce 61: 12,08%) il requisito minimo di Capitale Primario di Classe 1 inclusivo della riserva combinata di capitale (i.e. voce 64: 8,07%). Pertanto l'ammontare esposto in tale voce non tiene in considerazione il requisito di Pillar 2 pari al 2% richiesto per il 2019 in coerenza con i risultati SREP.

La riduzione rispetto al 31 dicembre 2018 dipende dai seguenti elementi: I) aumento del Capitale Primario di Classe 1 pari a 1.845 milioni; II) aumento delle attività ponderate per il rischio pari a 16.959 milioni; III) aumento della riserva combinata di capitale (cfr. nota L).

35 L'ammontare del filtro si riferisce ai 5/5 dell'ammontare oggetto di sterilizzazione calcolato ai sensi della comunicazione di Banca d'Italia del 9 maggio 2013; il calcolo tiene anche conto delle disposizioni contenute della Risoluzione n.55/E dell'Agenzia delle Entrate del 29 maggio 2015 relativa alla "Disciplina del credito d'imposta derivante dalla trasformazione di attività per imposte anticipate iscritte in bilancio di cui all'articolo 2, commi da 55 a 58, del decreto legge 29 dicembre 2010, n.225".

Adeguatezza patrimoniale

Adeguatezza patrimoniale (milioni di €)

IMPORTI PONDERATI/REQUISITI
30.06.2019 31.12.2018 30.06.2019 31.12.2018
832.838 837.752 336.634 318.999
335.557 359.236 150.708 150.757
481.003 460.251 182.308 164.881
17.116 16.975 10.626 10.599
463.887 443.276 171.682 154.282
16.278 18.265 3.618 3.361
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA
B.1 Rischio di credito e controparte 26.931 25.520
B.2 Rischio di aggiustamento della valutazione del credito 158
B.3 Rischio di regolamento 2
B.4 Rischi di mercato 756 806
1. Metodologia standard 136 123
2. Modelli interni 682
3. Rischio di concentrazione -
B.5 Rischio Operativo 2.588 2.360
1. Metodo base 216 228
2. Metodo standardizzato 286 276
3. Metodo avanzato 2.086 1.856
B.6 Altri elementi di calcolo 534 769
B.7 Totale requisiti prudenziali 30.971 29.614
C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICENTI DI VIGILANZA
C.1 Attività di rischio ponderate 387.139 370.180
C.2 Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate
12,08% 12,13%
(CET1 capital ratio)
C.3 Capitale di classe 1/Attività di rischio ponderate
13,63% 13,64%
C.4 Totale Fondi Propri/Attività di rischio ponderate (Total capital
16,21% 15,80%
IMPORTI NON PONDERATI 162
1
620
-

Nota:

(1) Gli importi ponderati includono le "Esposizioni verso controparti centrali nella forma di contributi prefinanziati al fondo garanzia".

Un corporate center snello ma forte.

Abbiamo creato un Corporate Center snello ma con un forte potere di guida per migliorare la performance del Gruppo e promuovere il senso di responsabilità delle azioni intraprese. Attraverso funzioni di supporto più snelle e un'allocazione dei costi trasparente vogliamo promuovere l'efficienza e la semplificazione.

Glossario ABB Accelerated Bookbuild

L'Accelerated Bookbuild è una procedura con cui vengono cedute quote societarie particolarmente rilevanti ad investitori istituzionali.

ABCP Conduits - Asset Backed Commercial Paper Conduits

Gli Asset Backed Commercial Paper Conduits sono una specifica tipologia di "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce) costituita per la cartolarizzazione di diverse tipologie di attività e finanziate attraverso l'emissione di "Commercial Paper" (vedi voce).

Tali "Commercial Paper" sono tipicamente titoli aventi scadenza fino a 270 giorni, per i quali il rimborso del capitale e il pagamento di interessi dipendono dai flussi di cassa degli attivi sottostanti.

In base al numero dei portafogli di attivi sottostanti, gli ABCP Conduits possono essere classificati come single-seller o multi-seller. Generalmente le strutture di ABCP Conduits prevedono la costituzione di diverse società veicolo. Le società di primo livello, infatti, emettono le "Commercial Paper" e finanziano una o più società veicolo di secondo livello "Purchase companies" (vedi voce) che acquistano le attività oggetto di cartolarizzazione. Elementi tipici di un ABCP Conduit sono i seguenti:

  • emissione di titoli di breve periodo che determinano una asimmetria di rimborso maturity mismatch fra attività detenute e titoli emessi;
  • presenza di linee di liquidità volte a coprire tale asimmetria di rimborso;
  • presenza di garanzie a fronte del rischio di insolvenza degli attivi sia di tipo specifico sia a valere sul programma nel suo complesso.

ABS - Asset Backed Securities

Titoli di debito, generalmente emessi da una Società Veicolo "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce), garantiti da portafogli di attività di varia tipologia, quali mutui, crediti al consumo, crediti derivanti da transazioni con carte di credito, ecc. Il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi dipende dalla performance delle attività oggetto di cartolarizzazione e dalle eventuali ulteriori garanzie a supporto della transazione. I titoli ABS sono suddivisi in diverse tranches (senior, mezzanine, junior) a seconda della priorità loro attribuita nel rimborso del capitale e degli interessi.

Acquisition Finance

Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali. La forma più diffusa di Acquisition Finance è il Leveraged buy-out (vedi voce Leveraged Finance).

Affluent

Segmento di clientela bancaria il cui patrimonio disponibile per gli investimenti è considerato medio-alto.

ALM - Asset & Liability Management

Gestione integrata delle attività e delle passività finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischio-rendimento.

ALT-A (mutui residenziali)

Finanziamenti erogati a controparti che, sebbene non caratterizzate da significative difficoltà nel servizio del debito tali da qualificarli come "Subprime" (vedi voce), presentano profili di rischiosità determinati da elevati rapporti debito/garanzia, rata/reddito oppure da un'incompleta documentazione circa il reddito del debitore.

Alternative investment

Gli investimenti alternativi comprendono una vasta gamma di forme di investimento tra cui anche investimenti di Private Equity (vedi voce) e investimenti in Hedge Funds (vedi voce).

AMA (Advanced Measurement Approach)

Applicando questa metodologia l'ammontare del requisito di rischio operativo è determinato per mezzo di modelli di calcolo basati su dati di perdita operativa e altri elementi di valutazione raccolti ed elaborati dalla banca. Soglie di accesso e specifici requisiti di idoneità sono previsti per l'utilizzo dei metodi Standardizzato e Avanzati. Per i sistemi AMA i requisiti riguardano, oltre che il sistema di gestione, anche quello di misurazione.

Asset allocation

Decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, prodotti.

Asset management

Attività di gestione degli investimenti finanziari di terzi.

ATM - Automated Teller Machine

Apparecchiatura automatica per l'effettuazione da parte della clientela di operazioni quali ad esempio il prelievo di contante, il versamento di contante o assegni, la richiesta di informazioni sul conto, il pagamento di utenze, le ricariche telefoniche, ecc. L'attivazione del terminale avviene da parte del cliente introducendo una carta magnetica e digitando il codice personale di identificazione.

Attività di rischio ponderate

Vedi voce "RWA - Risk Weighted Assets".

Audit

Processo di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit) che da società di revisione esterne (external audit).

Backstop prudential provisioning (i.e. Calendar provisioning)

Regole quantitative funzionali a prassi di copertura delle esposizioni deteriorate (scaduto deteriorato, inadempienza probabile, sofferenza) che richiedono una copertura integrale dei crediti Non Performing dopo 2 fino a 9 anni dall'iscrizione a credito deteriorato a seconda che si tratti di crediti non garantiti o garantiti.

Back-testing

Tecnica statistica che consiste nel confronto delle stime dei parametri di rischio con le evidenze empiriche successive alla stima.

Banking book

Riferito a strumenti finanziari, in particolare titoli, l'espressione identifica la parte di tali portafogli destinata all'attività "proprietaria".

Bank Levy

Oneri imposti a livello nazionale specificatamente alle istituzioni finanziarie in gran parte basati su dati di stato patrimoniale, o parte di esso.

Basilea 2

Accordo internazionale sul capitale con il quale sono state ridefinite le linee guida per la determinazione dei requisiti patrimoniali minimi delle banche.

La nuova regolamentazione prudenziale, entrata in vigore in Italia nel 2008, si basa su tre pilastri.

  • Pillar 1 (primo pilastro): fermo restando l'obiettivo di un livello di capitalizzazione pari all'8% delle esposizioni ponderate per il rischio, è stato delineato un nuovo sistema di regole per la misurazione dei rischi tipici dell'attività bancaria e finanziaria (di credito, di controparte, di mercato e operativi) che prevede metodologie alternative di calcolo caratterizzate da diversi livelli di complessità con la possibilità di utilizzare, previa autorizzazione dell'Organo di Vigilanza, modelli sviluppati internamente;
  • Pillar 2 (secondo pilastro): prevede che le banche devono dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di capitale interno complessivo (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP) adeguato a fronteggiare tutte le tipologie di rischio, anche diverse da quelle presidiate dal requisito patrimoniale complessivo (primo pilastro), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento. All'Autorità di Vigilanza spetta il compito di esaminare il processo ICAAP, formulare un giudizio complessivo ed attivare, ove necessario, le opportune misure correttive;
  • Pillar 3 (terzo pilastro): introduce obblighi di pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali rischi.

Basilea 3

A seguito della crisi economica che ha colpito i mercati finanziari a partire dal 2008, il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha approvato il sostanziale rafforzamento dei requisiti patrimoniali minimi e modifiche alla regolamentazione in materia di liquidità degli istituti bancari (cosiddetta Basilea 3), prevedendo la graduale entrata in vigore dei nuovi requisiti prudenziali a partire dall'1 gennaio 2014. Tali regole sono state attuate a livello europeo dal "Pacchetto" CRD IV.

Best practice

Comportamento commisurato alle esperienze più significative e/o al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.

Capitale allocato

Rappresenta l'ammontare di capitale detenuto dal Gruppo e dalle Divisioni per supportare le attività di business e per fronteggiare tutti i tipi di rischi ad esse correlati. Esso è misurato dal Capitale Regolamentare ottenuto moltiplicando l'attivo ponderato per il rischio per il Common Equity Tier 1 ratio target, più alcune deduzioni regolamentari (per esempio shortfall, cartolarizzazioni, equity exposures). Se calcolato come dato actual, può essere anche definito Capitale assorbito.

Capitale economico

Livello di capitale richiesto a una banca per coprire le perdite che potrebbero verificarsi con un orizzonte di un anno e una certa probabilità o livello di confidenza. Il Capitale Economico è una misura della variabilità della Perdita Attesa del portafoglio e dipende dal livello di diversificazione del portafoglio stesso.

Glossario

Cartolarizzazione

Operatività che prevede il trasferimento di portafogli di attività a Società Veicolo "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce) e l'emissione da parte di quest'ultima di titoli aventi diversi gradi di subordinazione nel sopportare le eventuali perdite sulle attività sottostanti.

  • Le cartolarizzazioni possono essere:
  • tradizionale, struttura di cartolarizzazione nella quale il trasferimento dei portafogli di attività avviene attraverso l'effettiva cessione degli stessi allo "SPV- Special Purpose Vehicle" (vedi voce);
  • sintetica, struttura di cartolarizzazione nella quale il trasferimento dei portafogli di attività avviene attraverso l'utilizzo di derivati su crediti o analoghe forme di garanzia che consentono di trasferire il rischio dello stesso portafoglio.

CBO - Collateralised Bond Obligation

Titoli della specie dei "CDO - Collateralised Debt Obligation" (vedi voce) aventi come sottostante titoli obbligazionari.

CCF - Credit Conversion Factor

Rapporto tra la parte non utilizzata della linea di credito che si stima possa essere utilizzata in caso di default e la parte attualmente non utilizzata.

CDO - Collateralised Debt Obligation

Titoli di debito, emessi da un veicolo, aventi come sottostante finanziamenti, obbligazioni, "ABS - Asset Backed Securities" (vedi voce) oppure altri CDO. Queste tipologie di strutture sono costituite sia per eliminare ("derecognition") attività dallo stato patrimoniale sia per arbitraggiare le differenze di rendimento fra le attività cartolarizzate e i titoli emessi dal veicolo.

I CDO possono essere "funded", se il veicolo acquista legalmente la proprietà dell'attività, oppure sintetici "unfunded", se il veicolo acquisisce il rischio sottostante alle attività mediante contratti di "CDS - Credit Default Swap" (vedi voce) oppure altre forme di garanzia assimilabili.

  • I titoli della specie possono essere ulteriormente suddivisi tra: CDO di ABS, aventi a loro volta come sottostante tranche di ABS;
  • Commercial Real Estate CDO (CRE CDO), aventi come sottostante prestiti per immobili commerciali;
  • CDO Balance Sheet, aventi il fine di consentire all'"Originator" (vedi voce), di norma un'istituzione bancaria, di trasferire il rischio di credito a investitori terzi consentendo, ove possibile in base alle applicabili regole civilistiche e di vigilanza, l'eliminazione delle attività dal bilancio dell'originator;
  • CDO Market Value, caratterizzati dal fatto che il pagamento degli interessi e il rimborso del capitale delle note emesse deriva non solo dai flussi di cassa originati dalle attività sottostanti ma anche dalla negoziazione delle stesse sul mercato. La performance delle notes emesse dal veicolo dipende, quindi, non solo dal rischio di credito ma anche dal valore di mercato delle attività sottostanti;
  • CDO Preferred Stock, aventi come sottostante strumenti ibridi di debito/patrimonio "Preference shares" (vedi voce) emesse da istituzioni finanziarie;
  • CDO Synthetic Arbitrage, aventi il fine di arbitraggiare le differenze di rendimento fra le attività cartolarizzate, acquisite sinteticamente attraverso strumenti derivati, e i titoli emessi dal veicolo.

CDS - Credit Default Swap

Contratto derivato con il quale un soggetto (venditore di protezione) si impegna, a fronte del pagamento di un importo, a corrispondere ad un altro soggetto (acquirente di protezione) un ammontare prefissato, nel caso si verifichi un prestabilito evento connesso al deterioramento del merito creditizio di una terza controparte (reference entity).

CEO

Chief Executive Officer.

CFO

Chief Financial Officer.

CGU - Cash Generating Unit

Un'unità generatrice di flussi finanziari è il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.

Classe di merito di credito

Classe, che dipende dai rating esterni, che è utilizzata per assegnare le ponderazioni di rischio nell'ambito dell'approccio standard del rischio di credito.

CLO

Chief Lending Officer.

CLO - Collateralised Loan Obligation

Titoli della specie dei "CDO - Collateralised Debt Obligation" (vedi voce) aventi come sottostante crediti erogati da finanziatori istituzionali quali banche commerciali.

CMBS - Commercial Mortgages Backed Securities

Titoli della specie "ABS - Asset Backed Securities" (vedi voce) caratterizzati dal fatto che le attività sottostanti sono costituite da mutui commerciali.

Commercial Paper

Titoli a breve termine emessi per raccogliere fondi di terzi sottoscrittori in alternativa ad altre forme di indebitamento.

Consumer ABS

"ABS - Asset Backed Securities" (vedi voce) il cui collaterale è costituito da crediti al consumo.

Corporate

Segmento di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni.

Cost/Income Ratio

Rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione. È uno dei principali indicatori dell'efficienza gestionale della banca: minore è il valore espresso da tale indicatore, maggiore l'efficienza della banca.

Costo del rischio

È il rapporto annualizzato tra le rettifiche nette su crediti e i volumi medi netti dei crediti verso clientela. È uno degli indicatori della rischiosità degli attivi della banca: al decrescere di tale indicatore diminuisce la rischiosità degli attivi della banca.

Covenant

Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase di definizione contrattuale, che riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi previsti nella clausola stessa, collegando le performance economico-finanziarie del debitore ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.).

Covered bond

Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) che, oltre alla garanzia della banca emittente, possono usufruire anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, ad un'apposita società veicolo "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce).

CRD (Capital Requirement Directive)

Direttive UE n.2006/48 e 2006/49, recepite dalla Banca d'Italia con la Circolare n.263/2006 del 27 dicembre 2006 e successivi aggiornamenti. Il "Pacchetto" CRD IV invece abroga le due Direttive citate ed è composta dalla Direttiva UE 2013/36 sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale e dal Regolamento UE 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali, recepiti dalla Banca d'Italia con la Circolare n.285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti.

Credit Valuation Adjustment (CVA)

Aggiustamento del valore di un portafoglio di transazioni che riflette il valore di mercato del rischio creditizio delle controparti.

Crediti deteriorati

I crediti sono sottoposti ad una periodica ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione (al valore di mercato pari, di norma, all'importo erogato comprensivo dei costi e ricavi di transazione che sono direttamente attribuibili all'erogazione del credito) mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Rientrano in tale ambito i crediti ai quali è stato attribuito lo status di sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti, secondo le regole di Banca d'Italia coerenti con la normativa IAS/IFRS (vedi voce).

CRM

Attenuazione del rischio di credito (Credit Risk Mitigation) è un insieme di tecniche, contratti accessori al credito o altri strumenti (ad esempio attività finanziarie, garanzie) che consentono una riduzione dei requisiti di capitale di rischio di credito.

CRO

Chief Risk Officer.

CRR (Capital Requirement Regulation)

Regolamento UE n.575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento UE n.648/2012

Default

Identifica la condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.

Duration

Generalmente è calcolata come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati ad un titolo obbligazionario e costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario.

EAD - Exposure At Default

Relativa alle posizioni in o fuori bilancio, è definita come la stima del valore futuro di un'esposizione al momento del default del debitore. Sono legittimate a stimare l'EAD solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione dell'approccio "IRB - Internal Rating Based" (vedi voce) avanzato. Per le altre è necessario fare riferimento alle stime regolamentari.

Earnings at risk perspective

L'analisi si concentra sull'impatto del cambiamento dei tassi di interesse sul margine netto di interesse maturato o effettivamente riportato, cioè sulla differenza tra interessi attivi e passivi.

EBA (European Banking Authority)

L'Autorità bancaria europea (ABE) è un'autorità indipendente dell'Unione europea (UE), che opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo. Gli obiettivi generali dell'Autorità sono assicurare la stabilità finanziaria nell'UE e garantire l'integrità, l'efficienza e il regolare funzionamento del settore bancario.

ECA

Agenzia per il credito all'esportazione (Export Credit Agency).

ECAI

Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito (External Credit Assessment Institution).

ECB - European Central Bank (Banca Centrale Europea)

La BCE è la banca centrale per la moneta unica europea, l'euro. Il compito principale della BCE è preservare il potere di acquisto della moneta unica e quindi assicurare il mantenimento della stabilità dei prezzi nell'area dell'euro.

Economic value perspective

Variazioni nei tassi di interesse possono ripercuotersi sul valore economico di attivo e passivo.

EL - Expected Losses (Perdite attese)

Sono le perdite che si manifestano in media entro un intervallo temporale di un anno su ogni esposizione (o pool di esposizioni).

EPS - Earnings Per Shares (Utile per azione)

Indicatore della redditività di una società calcolato dividendo l'utile netto per il numero medio delle azioni in circolazione al netto delle azioni proprie.

Esposizioni "junior", "mezzanine" e "senior"

In un'operazione di cartolarizzazione le esposizioni possono essere così classificate:

  • "junior" sono le esposizioni rimborsate per ultime che conseguentemente assorbono le prime perdite prodotte dall'operazione di cartolarizzazione;
  • "mezzanine" sono le esposizioni aventi priorità di rimborso intermedie tra le "senior" e le "junior";
  • "senior" sono le esposizioni rimborsate per prime.

Esposizioni Non-Performing

Ai sensi degli Implementing Technical Standard EBA, le esposizioni Non-Performing sono tutti gli strumenti di debito e le esposizioni fuori bilancio per i quali si vedono soddisfatti i seguenti criteri: (i) esposizioni rilevanti scadute (past due) da più di 90 giorni; (ii) esposizioni per cui banca giudica improbabile l'integrale adempienza del debitore senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, a prescindere dall'esistenza di un ammontare scaduto o dal numero di giorni di scaduto.

Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate ("Past Due")

Esposizioni problematiche che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti da più di 90 giorni su una obbligazione rilevante, come da regolamento sui requisiti prudenziali di pertinenza. Il past due può essere determinato sia a livello di debitore che a livello di singola transazione in seguito alle disposizioni regolamentari locali di pertinenza sui requisiti prudenziali.

EVA - Economic Value Added

L'EVA - Economic Value Added è un indicatore del valore creato da un'azienda. Esso esprime la capacità di creare valore in termini monetari, poiché risulta dalla differenza tra il Risultato netto operativo dopo le imposte ("NOPAT" Net Operating Profit After Tax - vedi voce) e il costo del capitale allocato.

Expected Shortfall

Misura di rischio che esprime la perdita attesa del portafoglio (o di una controparte) valutata sugli scenari di perdita che eccedono il VaR.

Factoring

Contratto di cessione pro soluto (con rischio di credito a carico del cessionario) o pro solvendo (con rischio di credito a carico del cedente), di crediti commerciali a banche o a società specializzate, ai fini di gestione e di incasso, al quale può essere associato un finanziamento a favore del cedente.

Fair value

Corrispettivo al quale, in un mercato di libera concorrenza, un bene può essere scambiato o una passività estinta, tra parti consapevoli e indipendenti.

FINREP

Documento emanato dal CEBS (Committee of European Banking Supervisors), organismo che svolge attività di consulenza per la Commissione Europea in materia di regolamenti bancari. Il CEBS promuove inoltre la cooperazione e la convergenza delle pratiche regolamentari all'interno dell'Unione Europea. La finalità del FINREP è di fornire istruzioni per l'implementazione della reportistica consolidata a fini regolamentari ed è basato sui principi contabili internazionali (IFRS).

Forbearance/Esposizioni oggetto di concessione

Ai sensi degli Implementing Technical Standard EBA, si definiscono Forborne le esposizioni a cui sono state estese misure di Forbearance, ossia concessioni nei confronti di un debitore che ha affrontato oppure che è in procinto di affrontare difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari (financial difficulties).

Forwards

Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati "OTC - Over The Counter" (vedi voce), nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà a una data futura predeterminata, mediante l'incasso o il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda dell'oggetto del contratto.

FRA - Forward Rate Agreement

Contratto con cui le parti si accordano per ricevere (pagare) alla scadenza la differenza fra il valore calcolato applicando all'ammontare dell'operazione un tasso di interesse predeterminato ed il valore ottenuto sulla base del livello assunto da un tasso di riferimento prescelto dalle parti.

FTE - Full Time Equivalent

Indicatore del numero dei dipendenti di un'azienda che lavorano a tempo pieno. Eventuali dipendenti con orario incompleto (part-time) vengono conteggiati pro-quota.

Full Revaluation Approach

Si riferisce ad una metodologia di calcolo del VaR tramite simulazioni storiche, per cui il valore del portafoglio oggetto di analisi viene totalmente rivalutato secondo i risultati della simulazione.

Funding

Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie.

Futures

Contratti standardizzati con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valute, valori mobiliari o beni. Tali contratti sono negoziati su mercati regolamentati, dove viene garantita la loro esecuzione.

Glossario

Goodwill

Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una quota partecipativa, pari alla differenza tra il costo e la corrispondente quota di patrimonio netto, per la parte non attribuibile ad elementi dell'attivo della società acquisita.

GIV

Group Internal Validation.

GLO

Group Lending Office.

GW BANKS

modello di calcolo IRB - Group Wide - Istituzioni Finanziarie &Banche

GW MNC

Modello di calcolo IRB - Group Wide - Imprese Multinational

Hedge Fund

Fondo comune di investimento speculativo che adotta tecniche di copertura, normalmente non utilizzate dagli ordinari fondi comuni, allo scopo di fornire rendimenti costanti scarsamente correlati a quelli del mercato di riferimento. Gli Hedge Funds sono contraddistinti da un ristretto numero di soci partecipanti e dall'elevato investimento minimo richiesto.

IAA

Metodo della valutazione interna (Internal Assessment Approach).

IAS/IFRS

Principi contabili internazionali (International Accounting Standards - IAS) emanati dall'International Accounting Standard Board (IASB), ente internazionale di natura privata costituito nell'aprile 2001, al quale partecipano le professioni contabili dei principali Paesi nonché, in qualità di osservatori, l'Unione Europea, lo IOSCO (International Organization of Securities Commissions) e il Comitato di Basilea. Tale ente ha raccolto l'eredità dell'International Accounting Standards Committee (IASC), costituito nel 1973 allo scopo di promuovere l'armonizzazione delle regole per la redazione dei bilanci delle società. Con la trasformazione dello IASC in IASB si è deciso, fra l'altro, di denominare i nuovi principi contabili "International Financial Reporting Standards" (IFRS). A livello internazionale è in corso il tentativo di armonizzazione degli IAS/IFRS con gli "US GAAP - United States Generally Accepted Accounting Principles" (vedi voce).

IBNR

Sostenute ma non contabilizzate (perdite) (Incurred But Not Reported).

ICAAP - Internal Capital Adequacy Assessment Process

Vedi voce "Basilea 2 - Pillar 2".

ILC

Modello di calcolo IRB - Grandi Imprese Italia

IMA

Metodo dei modelli interni (Internal Models Approach), è un approccio per calcolare il requisito di capitale per il rischio di mercato utilizzando i modelli interni.

Impairment

Nell'ambito degli "IAS/IFRS" (vedi voce), si riferisce alla perdita di valore di un'attività di bilancio, rilevata nel caso in cui il valore di bilancio sia maggiore del valore recuperabile ossia dell'importo che può essere ottenuto con la vendita o l'utilizzo dell'attività.

Inadempienze probabili ("Unlikely to Pay")

La classificazione in tale categoria è il risultato del giudizio della banca circa l'improbabilità che, senza il ricorso ad azioni quale l'escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati.

Index linked

Polizze la cui prestazione a scadenza dipende dall'andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore.

Investor

Soggetto, diverso dallo "Sponsor" (vedi voce) e dall'"Originator" (vedi voce), che detiene un'esposizione verso una cartolarizzazione.

IPRE

Income Producing Real Estate.

IRB - Internal Rating Based

Metodo per la determinazione dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito nell'ambito del Pillar 1 di Basilea 2 (vedi voce). La disciplina si applica alle esposizioni del portafoglio bancario. Peraltro, nei metodi IRB le ponderazioni di rischio delle attività sono determinate in funzione delle valutazioni interne che le banche effettuano sui debitori (o, in taluni casi, sulle operazioni). Attraverso l'utilizzo dei sistemi basati sui rating interni, le banche determinano l'esposizione ponderata per il rischio. I metodi IRB si distinguono in un metodo di base e in uno avanzato, differenziati in relazione ai parametri di rischio che le banche devono stimare: nel metodo di base le banche utilizzano proprie stime di "PD - Probabilità of Default" e i valori regolamentari per gli altri parametri di rischio; nel metodo avanzato le banche utilizzano proprie stime di "PD - Probabilità of Default", "LGD - Loss Given Default", "CCF - Credit Conversion Factor" e, ove previsto, "M - Maturity" (vedi voci). L'utilizzo dei metodi IRB ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali è subordinato all'autorizzazione della Banca d'Italia.

IRC

Incremental Risk Charge è una misura delle perdite potenziali derivanti dai rischi di default e di migrazione di prodotti di credito non cartolarizzati sull'orizzonte di capitale di 1 anno ad un livello di confidenza del 99,9%, tenendo in considerazione gli orizzonti di liquidità delle singole posizioni.

IRS - Interest Rate Swap

Vedi voce "Swap".

Joint venture

Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni.

Ke

Il costo del capitale è la remunerazione minima dell'investimento richiesta dall'azionista. È la somma di un tasso privo di rischio e un differenziale di rendimento che remuneri l'investitore per il rischio di credito e la volatilità del prezzo dell'azione. Il costo del capitale è calcolato utilizzando le medie di medio-lungo periodo di parametri di mercato.

KPI - "Key Performance Indicators" - "indicatori chiave di prestazione".

Insieme di indicatori che permettono di misurare le prestazioni di una determinata attività o processo.

LCP

Loss Confirmation Period.

LCR (Liquidity Coverage Ratio)

Coefficiente di copertura della liquidità pari al rapporto tra la riserva di liquidità dell'ente creditizio e i deflussi netti di liquidità dello stesso nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario.

Lead arranger

Banca responsabile dell'organizzazione di un'operazione di cartolarizzazione. Le attività svolte dall'arranger comprendono, fra le altre, la verifica del portafoglio da cartolarizzare attraverso la sua analisi quali-quantitativa, la cura dei rapporti con le agenzie di rating, la predisposizione di un prospetto informativo e l'identificazione e soluzione delle problematiche contabili e legali.

Leasing

Contratto con il quale una parte (locatore) concede all'altra (locatario) per un tempo determinato il godimento di un bene, acquistato o fatto costruire dal locatore su scelta e indicazione del locatario, con facoltà per quest'ultimo di acquistare la proprietà del bene a condizioni prefissate al termine del contatto di locazione.

Leveraged finance

Finanziamenti erogati principalmente a fondi di Private Equity al fine di finanziare l'acquisizione di una società attraverso un'operazione finanziaria basata sulla capacità di generare flussi di cassa da parte della stessa società oggetto della transazione. Tali operazioni determinano generalmente un livello di indebitamento del prestatario più elevato e quindi anche un più elevato grado di rischio. Questi finanziamenti possono essere oggetto di successiva sindacazione.

LGD - Loss Given Default

Valore atteso (eventualmente condizionato a scenari avversi) del rapporto, espresso in termini percentuali, tra la perdita a causa del default e l'importo dell'esposizione al momento del default "EAD - Exposure At Default" (vedi voce).

M - Maturità

Media, per una data esposizione, delle durate residue contrattuali dei pagamenti, ciascuna ponderata per il relativo importo.

Mark-up

Differenziale positivo rispetto a un indice di riferimento, normalmente un tasso interbancario, applicato al tasso sugli impieghi verso la clientela.

MDA - Maximum Distributable Amount

Importo massimo distribuibile. Indica il limite per gli utili distribuibili al fine di preservare il requisito combinato di riserva di capitale.

Medium Term note

Titolo di debito avente scadenza fra i 5 e i 10 anni.

Monoline insurers

Compagnie assicurative che stipulano polizze per una sola tipologia di rischi. Tali compagnie, a fronte del pagamento di un premio, garantiscono il rimborso di capitale e interessi di emissioni obbligazionarie, solitamente "ABS - Assets Backed Securities" (vedi voce) e municipal bond americani, anche in caso di default dell'emittente, permettendo in tal modo ai titoli garantiti di ottenere un rating superiore rispetto a quello di analoghe emissioni prive di garanzia.

NOPAT - Net Operating Profit After Tax

Risultato netto operativo dopo le imposte, è calcolato come Risultato netto dopo le imposte e gli utili di terzi, rettificato per quegli elementi che non permettono la valutazione della capacità di creare valore per mezzo dell'operatività ordinaria, come per esempio spese o profitti eccezionali. Rappresenta la quota del Risultato Netto del Gruppo prodotto dall'attività tipica, al lordo dei costi del capitale.

Notch

Livello, riferito ad una scala di valori.

OICR - Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio

La voce comprende gli "OICVM Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari" (vedi voce) e gli altri Fondi comuni di investimento (fondi comuni di investimento immobiliare, fondi comuni di investimento chiusi).

OICVM - Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari

La voce comprende i fondi comuni di investimento mobiliare aperti, italiani ed esteri, e le società di investimento a capitale variabile (Sicav). Queste ultime sono società per azioni a capitale variabile aventi per oggetto esclusivo l'investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l'offerta al pubblico di proprie azioni.

Option

Rappresenta il diritto, ma non l'impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario a un prezzo determinato (strike price) oppure entro una data futura determinata (American option/European option).

Originator

Soggetto che ha originato direttamente oppure acquistato da terzi le attività oggetto di cartolarizzazione.

OTC - Over The Counter

La negoziazione OTC Over The Counter consiste nello scambio di strumenti finanziari quali azioni, obbligazioni, derivati o merci direttamente fra due controparti. I mercati OTC non hanno contratti e modalità di compravendita standardizzati e non sono legati a una serie di norme (ammissioni, controlli, obblighi informativi, ecc.) che regolamentano i mercati ufficiali.

Overcollateralization

Forma di garanzia creditizia che prevede che il portafoglio di attività a garanzia dei titoli emessi sia superiore all'ammontare dei titoli stessi.

Patrimonio netto tangibile

Patrimonio netto (incluso l'utile consolidato del periodo) meno attività immateriali (avviamento e altre attività immateriali), meno componente AT1; il pagamento dei dividendi è contabilizzato per cassa.

Payout ratio

Indica la percentuale di utile netto distribuita agli azionisti. Tale quota dipende sostanzialmente dalle esigenze di autofinanziamento della società e dal rendimento atteso degli azionisti.

PD - Probability of Default

Probabilità che una controparte passi allo stato di "default" (vedi voce) entro un orizzonte temporale di un anno.

PIL (Prodotto Interno Lordo)

Valore di mercato aggregato di tutte le merci e i servizi prodotti dei residenti di un Paese in un dato periodo di tempo

PMI

Piccole e medie imprese.

Preference shares

Strumenti di capitale che associano a forme di remunerazione ancorate ai tassi di mercato caratteristiche di subordinazione particolarmente accentuate, ad esempio il mancato recupero negli esercizi successivi degli interessi non corrisposti dalla banca e la partecipazione alle perdite della banca stessa, nel caso in cui esse determinino una rilevante riduzione dei requisiti patrimoniali. Le istruzioni di Vigilanza fissano le condizioni in base alle quali le preference share possono essere computate nel patrimonio di base delle banche e dei gruppi bancari.

Private banking

Servizi finanziari destinati alla clientela privata cosiddetta "di fascia alta" per la gestione globale delle esigenze finanziarie.

Private equity

Investimenti nel capitale di rischio di società, generalmente non quotate, ma con alto potenziale di sviluppo e con capacità di generare flussi di cassa costanti. Gli investimenti in private equity comprendono un'ampia gamma di operazioni sia in funzione della fase di vita dell'azienda considerata sia delle tecniche di investimento utilizzate. Tra queste ultime sono compresi i fondi chiusi di private equity.

Purchase companies

Società Veicolo utilizzate nell'ambito di strutture di ABCP Conduits - Asset Backed Commercial Paper Conduits (vedi voce) che acquistano le attività oggetto di cartolarizzazione e che sono finanziate dal veicolo Conduit che emette le "Commercial Paper".

Rating

Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni.

RBA

Metodo basato sui rating (Ratings-Based Approach).

Retail

Segmento di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.

RIC

Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Corporate.

RIP

Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Privati

RISB

Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Small Business.

Rischio di corso azionario

Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa delle variazioni dei prezzi di azioni o indici.

Rischio di credito

Rappresenta il rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, del valore delle garanzie da questa prestate, o ancora dei margini da essa utilizzati in caso di insolvenza, generi una variazione inattesa nel valore della posizione creditoria della banca.

Rischio di credito di controparte

Rischio che la controparte di una transazione che riguarda strumenti finanziari possa andare in default prima del regolamento di tutti i flussi di cassa concordati.

Rischio di liquidità

Rappresenta il rischio che l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa dell'incapacità di smobilizzare attività o di ottenere in modo adeguato fondi dal mercato (funding liquidity risk) ovvero a causa della difficoltà/impossibilità di monetizzare facilmente posizioni in attività finanziarie senza influenzarne in misura significativa e sfavorevole il prezzo per via dell'insufficiente profondità del mercato finanziario o di un suo temporaneo malfunzionamento (market liquidity risk).

Rischio di mercato

Rappresenta l'effetto che variazioni nelle variabili di mercato possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo, dove quest'ultimo comprende le attività detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel banking book, ovvero l'operatività connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte di investimento strategiche.

Rischio di tasso di cambio

Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di cambio.

Rischio di tasso d'interesse

Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di interesse.

Rischio operativo

Rappresenta il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni, personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale. Ad esempio possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell'azienda, interruzioni dell'operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi.

RMBS - Residential Mortgages Backed Securities

Titoli della specie Asset Backed Securities (vedi voce) caratterizzati dal fatto che le attività sottostanti sono costituite da mutui residenziali.

ROA - Return On Assets

Rendimento delle attività calcolato come rapporto tra Utile/(Perdita) d'esercizio e Totale Attivo di bilancio IFRS.

ROAC - Return On Allocated Capital

Rapporto annualizzato tra l'utile netto e il capitale medio allocato. Esso esprime in punti percentuali la capacità reddituale per unità di capitale assorbito. Un fattore correttivo è applicato all'utile netto divisionale quando vi è un livello di capitalizzazione significativamente più elevato del livello obiettivo del Gruppo.

ROTE - Return on Tangible Equity

Rapporto annualizzato tra l'utile netto e il patrimonio netto tangibile medio. Il patrimonio netto tangibile è dato dal patrimonio netto di pertinenza del Gruppo (incluso l'utile netto del periodo) meno le attività immateriali (avviamenti e altre attività immateriali), meno le componenti AT1. I dividendi distribuiti sono considerati per cassa.

RUF

Revolving Underwriting Facility.

RWA - Risk Weighted Assets (Attività di rischio ponderate)

Attività ponderate per il rischio: si tratta di attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative bancarie emanate dagli organi di vigilanza (es. Banca d'Italia, Bafin, ecc.) per il calcolo dei coefficienti di solvibilità.

Sensitivity

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento.

SFA

Metodo della Formula Regolamentare (Supervisory formula Approach).

SL

Credito specializzato (Specialised Lending).

Sofferenze ("Bad Loans")

Il complesso delle esposizioni nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca (es. indipendentemente dalla presenza di garanzie, reali o personali, a copertura delle esposizioni).

Sponsor

Soggetto, diverso dall'Originator, che istituisce e gestisce una struttura di ABCP o altri schemi di cartolarizzazione, che prevedono l'acquisto da terzi delle attività da cartolarizzare.

SPV - Special Purpose Vehicle

Società veicolo, entità legale (nella forma di società di persone, di capitali, trust ecc.) costituita al fine di perseguire specifici obiettivi, quali l'isolamento del rischio finanziario o l'ottenimento di particolari trattamenti regolamentari e/o fiscali riguardanti determinati portafogli di attività finanziarie.

Per tale ragione l'operatività delle SPV è circoscritta attraverso la definizione di una serie di norme finalizzate a limitarne l'ambito di attività. Generalmente le SPV non sono partecipate dalla società per conto della quale sono costituite, ma al contrario il capitale è detenuto da terzi soggetti al fine di assicurare l'assenza di legami partecipativi con lo "Sponsor" (vedi voce).

Le SPV sono normalmente strutture Bankruptcy remote, poiché le loro attività patrimoniali non possono essere escusse dai creditori della società per conto della quale sono costituite, anche in caso di insolvenza di quest'ultima.

Stress Test

Metrica di rischio complementare al VaR, che permette un'analisi di portafoglio mediante esercizi di stress sullo stesso tramite l'applicazione di scenari semplici e complessi.

Subprime (mutui residenziali)

Sebbene non esista univoca definizione di mutui subprime, si qualificano in questa categoria i finanziamenti erogati a controparti caratterizzate da passate difficoltà nel servizio del debito, quali episodi di ritardo nei pagamenti, insolvenza o bancarotta, oppure che presentano probabilità di inadempienza più alte della media per effetto di un elevato rapporto rata/reddito oppure esposizione/garanzia.

SVaR - Stressed VaR

Quantificazione delle esposizioni a particolari perdite estreme che possono essere inflitte alla Banca durante tensioni di mercato, modellizzando la risposta del portafoglio con dati storici di un periodo (continuo di 12 mesi) di significativo stress finanziario.

Swap

Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali.

Nel caso di uno swap di tassi d'interesse ("IRS"), le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile).

Nel caso di uno swap di valute (currency swap), le controparti si scambiano specifici importi di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale (nozionale) sia i flussi dei tassi d'interesse.

Tier 1 Capital

Rappresenta la quota più solida e facilmente disponibile del patrimonio della banca determinato in base alle regole definite dalla disciplina di vigilanza e indicata come patrimonio di base.

Tier 1 Capital Ratio

Indicatore dato dal rapporto tra il patrimonio di base della banca e le sue attività ponderate in base al rischio "RWA - Risk Weighted Assets" (vedi voce).

TLAC -Total Loss Absorbing Capacity

Il TLAC rappresenta l'indicatore della capacità totale di assorbimento delle perdite, nuovo requisito di Pillar I previsto dal regolamento 2019/876 (CRR II), in vigore dal 27 giugno 2019, per le Banche di rilevanza sistemica globale (G-SIBs). La disciplina TLAC prevede che le G-SIBs detengano un numero sufficiente di passività con un'elevata capacità di assorbimento delle perdite.

TSR - Total Shareholder Return

È la remunerazione complessiva, in termini di capital gain e dividendi, che l'azionista ottiene dal possesso delle azioni.

UGRM

Insieme di software, applicativi, struttura IT e banca dati usati dal Gruppo per analisi di rischio finanziario.

UL Perdite inattese (Unexpected Losses)

Sono le perdite che eccedono le perdite attese.

US GAAP - United States Generally Accepted Accounting Principles

Principi contabili emessi dal FASB (Financial Accounting Statement Board), generalmente accettati negli Stati Uniti d'America.

Validazione (interna)

Un unità esperta, interna ma sufficientemente indipendente giudica l'adeguatezza dei modelli interni per gli scopi interni e regolamentari e emette una conclusione formale circa la loro utilità ed efficacia. Di norma un prerequisito per il processo di validazione da parte delle autorità.

VaR - Value at Risk

Metodo utilizzato per quantificare il livello di rischio. Misura la massima perdita potenziale che con una certa probabilità ci si attende possa essere generata con riferimento a uno specifico orizzonte temporale.

VaR giornaliero

Dovrebbe riflettere le misure di rischio calibrate su un periodo di detenzione di 1 giorno con l'intervallo di confidenza del 99%.

Vintage

Annata. Indica l'anno di erogazione dell'attività ("collateral") sottostante ai titoli rivenienti da cartolarizzazione. Nel caso dei mutui Subprime, questa informazione è indicativa della rischiosità del titolo, poiché la pratica di erogare mutui a controparti di scarsa qualità creditizia è diventata rilevante, nel mercato americano, a partire dal 2005.

Warehousing

Attività propedeutica a operazioni di cartolarizzazione, che prevede l'acquisizione di attività da parte di una "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce) durante un determinato periodo di tempo e fino al raggiungimento di un volume sufficiente da consentire l'emissione di ABS.

254 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019 · UniCredit

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