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Unicredit — Annual Report 2017
Mar 21, 2018
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Annual Report
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2017
UniCredit S.p.A. Relazioni e Bilancio
PROGETTO DI BILANCIO



One Bank, One UniCredit.
Siamo una banca commerciale paneuropea semplice e di successo, con un CIB completamente integrato, che offre una rete unica in Europa occidentale, centrale ed orientale ai nostri 25 milioni di clienti.
La nostra strategia è a lungo termine. Stiamo trasformando il Gruppo attraverso azioni importanti per gettare le basi per il futuro e cambiare il modo in cui lavoriamo per anticipare l'evoluzione dei nostri clienti. Tutto ciò che facciamo è diretto a rendere UniCredit una banca paneuropea vincente.
| Introduzione | 5 |
|---|---|
| Cariche sociali e Società di revisione al 31 dicembre 2017 | 7 |
| Lettera del Presidente | 8 |
| Lettera dell'Amministratore Delegato | 10 |
| Nota alla Relazione sulla gestione e al Bilancio dell'Impresa | 12 |
| Relazione sulla gestione | 15 |
| Principali dati | 16 |
| Schemi di bilancio riclassificati | 18 |
| Schemi di bilancio riclassificati - Evoluzione trimestrale | 20 |
| L'azione UniCredit | 22 |
| Risultati dell'esercizio | 23 |
| Modello organizzativo | 38 |
| L'attività della società | 39 |
| Altre informazioni | 42 |
| Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio ed evoluzione prevedibile della gestione | 48 |
| Proposte all'Assemblea | 51 |
| Bilancio dell'Impresa | 53 |
| Schemi di Bilancio | 55 |
| Nota integrativa | 65 |
| Allegati | 297 |
| Attestazione | 339 |
| Relazioni e delibere | 343 |
| Relazione del Collegio sindacale | 345 |
| Relazione della Società di revisione | 369 |
Avvertenze
Nelle tavole sono utilizzati i seguenti segni convenzionali:
• linea (-) quando il fenomeno non esiste o quando i dati non raggiungono la cifra rappresentativa dell'ordine minimo considerato;
• "due punti (..), "n.s." o "n.m." quando i dati non raggiungono la cifra rappresentativa dell'ordine minimo considerato o risultano comunque non significativi;
• "n.d." quando il dato non è disponibile.
L'eventuale mancata quadratura tra i dati esposti dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.
La banca per le cose che contano.
In un'epoca di cambiamenti senza precedenti, i clienti sono alla ricerca di aziende di cui possano fidarsi e che svolgano un ruolo tangibile e positivo nella loro vita quotidiana. UniCredit dispone di un modello bancario commerciale paneuropeo semplice e di successo che fornisce soluzioni pertinenti ai reali bisogni e ai desideri dei clienti di oggi.
Introduzione
| Cariche sociali e Società di revisione al 31 dicembre 2017 | 7 |
|---|---|
| Lettera del Presidente | 8 |
| Lettera dell'Amministratore Delegato | 10 |
| Nota alla Relazione sulla gestione e al Bilancio dell'Impresa | 12 |
Rafforzamento e ottimizzazione del capitale.

seguito di un aumento di capitale da ln miliardi, abbiamo confermato un coefficiente C l full7 loaded superiore al 12,5% e una generazione organica di capitale che assorbirà completamente gli impatti regolatori attesi: la nostra posizione patrimoniale è ora più solida e in linea con quella delle migliori G-SIFI .
| Consiglio di Amministrazione | |
|---|---|
| Giuseppe Vita | Presidente |
| Vincenzo Calandra Buonaura | Vice Presidente Vicario |
| Jean Pierre Mustier | Amministratore Delegato |
| Mohamed Hamad Al Mehairi Sergio Balbinot Cesare Bisoni Henryka Bochniarz Martha Boeckenfeld Alessandro Caltagirone Luca Cordero di Montezemolo Lucrezia Reichlin Fabrizio Saccomanni(*) Clara-C. Streit Paola Vezzani Alexander Wolfgring Anthony Wyand Elena Zambon |
Consiglieri |
| Gianpaolo Alessandro | Segretario |
| Collegio Sindacale | |
| Pierpaolo Singer | Presidente |
| Antonella Bientinesi() Angelo Rocco Bonissoni Benedetta Navarra Guido Paolucci(*) |
Sindaci Effettivi |
| Francesco Giordano | Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari |
| Deloitte & Touche S.p.A. | Società di revisione |
(*) Cooptato in data 8 novembre 2017 in seguito alle dimissioni del Sig. Fabrizio Palenzona.
(**) Antonella Bientinesi, già Sindaco Supplente, è subentrata, ai sensi dell'art. 2401 del Codice Civile, in sostituzione del Sindaco Maria Enrica Spinardi dimissionaria con effetto dal 26 ottobre 2017, e nominata dall'Assemblea del 4 dicembre 2017.
(***) Guido Paolucci, già Sindaco Supplente, è subentrato, ai sensi dell'art. 2401 del Codice Civile, in sostituzione del Sindaco Effettivo Enrico Laghi dimissionario con effetto dal 2 maggio 2017, e nominato dall'Assemblea del 4 dicembre 2017.
UniCredit S.p.A.
Cariche sociali e Società di revisione al 31 dicembre 2017
Sede Sociale e Direzione Generale: Piazza Gae Aulenti, 3 - Tower A - 20154 Milano
Capitale sociale euro 20.880.549.801,81 interamente versato
Banca iscritta all'Albo delle Banche e Capogruppo del Gruppo Bancario UniCredit, Albo dei Gruppi Bancari: cod. 02008.1 Cod. ABI 02008.1
Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano-Monza-Brianza-Lodi, Codice Fiscale e P. IVA n.00348170101
Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia
Imposta di bollo, ove dovuta, assolta in modo virtuale - Autorizzazione Agenzia delle Entrate, Ufficio di Roma 1, n.143106/07 rilasciata il 21.12.2007
Lettera del Presidente
UniCredit oggi è una banca leader in Europa attrezzata per affrontare il futuro, per cui ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo risultato.
Giuseppe Vita Presidente
Cari Azionisti,
questa comunicazione giunge alla fine della mia esperienza di sei anni in UniCredit. Lascio un Gruppo che, oggi, è molto cambiato ed è sicuramente più forte e pronto per continuare a crescere e confermarsi banca di successo. Durante questo periodo, l'intero settore bancario ha affrontato sfide senza precedenti e ha subito un'evoluzione significativa. UniCredit ha saputo cogliere le opportunità che si sono presentate per intraprendere una profonda trasformazione e creare una banca paneuropea vincente.
Avendo lavorato a stretto contatto con molte persone di UniCredit, ho potuto apprezzare le loro straordinarie qualità. Grazie a loro, il Gruppo sarà in grado di concretizzare il notevole potenziale che lo contraddistingue. Il lavoro di tutti, sotto la forte leadership dell'Amministratore Delegato Jean Pierre Mustier, ha reso UniCredit una delle più solide banche su scala continentale. A lui va il mio ringraziamento per l'accelerazione impressa al cambiamento del nostro modello di business in un periodo in cui tutte le imprese, banche incluse, hanno il dovere di evolvere. E, contestualmente,
per la proficua relazione con il Consiglio che ha portato alla definizione di una chiara strategia di medio-lungo termine che gli investitori, e tutti gli stakeholder, hanno molto apprezzato.
Il 2017 è stato caratterizzato da uno scenario economico in miglioramento su scala mondiale ed europea e, sebbene i tassi di interesse siano rimasti costantemente bassi, UniCredit ha registrato dinamiche positive in tutto il Gruppo. Grazie alle incisive azioni adottate lo scorso anno siamo ora meglio attrezzati per affrontare il futuro.
Lo scorso anno, UniCredit ha lanciato e iniziato ad implementare il piano Transform 2019, avviando un processo di lungo termine che ci confermerà come una banca paneuropea vincente. Il piano sta già producendo risultati tangibili sia dal punto di vista della redditività sia della solidità patrimoniale, cambiando il modo di lavorare e consentendo alle nostre persone di concentrarsi ancora di più sui nostri clienti. Abbiamo ridefinito il perimetro del Gruppo rimanendo una delle poche banche europee con una presenza globale. Allo stesso tempo, abbiamo significativamente ridotto il nostro portafoglio di crediti deteriorati, migliorando il nostro profilo di rischio. Il Gruppo sta, inoltre, compiendo significativi progressi nella tecnologia, grazie a una serie di cospicui investimenti che ci consentiranno di stare al passo con la continua evoluzione dei comportamenti e delle esigenze dei nostri clienti.
Queste decise azioni si sono rivelate positive non solo per UniCredit e i suoi stakeholder, ma anche per l'intero sistema bancario italiano e il Paese nel suo complesso.
I risultati che stiamo conseguendo hanno consentito di prospettare un progressivo incremento dei dividendi a partire dal 2019. Nel definire la nostra politica sui dividendi abbiamo tenuto in considerazione la continua evoluzione del quadro regolamentare, la persistenza di politiche monetarie diverse rispetto al passato e il costante cambiamento dello scenario competitivo. Nonostante questi fattori stiano aumentando la pressione sulla redditività del settore, siamo certi di aver adottato una decisione corretta per i nostri investitori, specialmente quelli di lungo periodo.
Il 2017 è stato un anno caratterizzato da due assemblee straordinarie che hanno sancito due momenti chiave nella recente storia di UniCredit e hanno accelerato il percorso di cambiamento.
La prima, nel gennaio 2017, ha approvato il più grande aumento di capitale mai realizzato da un'azienda con sede in Italia. È stato uno straordinario atto di fiducia verso la banca, di cui vi ringrazio, e che ci aiuta a guardare avanti con rigore e determinazione.
La seconda, nel dicembre 2017, ha interessato la governance di UniCredit, un'area chiave capace di incidere sul valore dell'azienda, che è stata migliorata allineandola alle migliori prassi di mercato. In questo senso devono essere lette l'attribuzione al Consiglio della facoltà di presentare una propria lista di candidati, l'aumento da uno a due del numero degli amministratori tratti dalla cosiddetta lista di minoranza, l'eliminazione del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto e la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie.
Tra i cambiamenti attuati c'è stata la cooptazione in Consiglio di Fabrizio Saccomanni a cui do un caloroso benvenuto, certo che UniCredit potrà beneficiare della sua straordinaria esperienza nel settore bancario e della profonda conoscenza del contesto regolamentare europeo.
Questi cambiamenti, così come tutti quelli varati in questi ultimi anni, ci avvicinano al nostro grande obiettivo: fare di UniCredit una banca più efficiente, flessibile e redditizia, capace di cogliere ogni opportunità per creare valore sostenibile.
Alla luce di quanto abbiamo realizzato e intendiamo compiere, sono certo che il futuro sarà di grande soddisfazione per gli azionisti e gli stakeholder di UniCredit. Un Gruppo che ha nelle sue persone un formidabile punto di forza. Insieme confermeremo UniCredit come una banca paneuropea vincente.
Cordialmente,
Giuseppe Vita Presidente UniCredit S.p.A.
Lettera dell'Amministratore Delegato
Stiamo trasformando il nostro Gruppo grazie a misure decisive. Tutto ciò che facciamo è pensato per rendere UniCredit una Banca Paneuropea Vincente.
Jean Pierre Mustier Amministratore Delegato
Cari Azionisti,
vorrei ringraziarvi per il vostro costante sostegno durante il nostro processo di trasformazione. In UniCredit stiamo adottando misure decisive per diventare più competitivi e costruire una Banca forte, sostenibile e pronta per la crescita futura. Nel 2017 abbiamo mantenuto tutti i nostri impegni, compreso un aumento di capitale di €13 miliardi, chiuso con successo, e la cessione delle partecipazioni in Pioneer Investments e Bank Pekao. Abbiamo anche concluso la prima fase del progetto FINO con la vendita di un portafoglio pari a €17,7 miliardi. Tutto ciò che
facciamo è pensato per rendere UniCredit una banca paneuropea vincente.
La nostra strategia è essere One Bank, One UniCredit: una banca commerciale paneuropea semplice e di successo, con un CIB pienamente integrato e una rete unica in Europa occidentale e centro-orientale che mettiamo a disposizione della nostra vasta clientela.
La nostra strategia è di lungo termine. Ciò che stiamo facendo oggi per realizzare Transform 2019 - il nostro piano strategico - pone le basi per il futuro. Stiamo cambiando il nostro modo di lavorare per anticipare l'evoluzione dei nostri clienti nel medio termine, compresi i servizi multicanale. I nostri investimenti nel digitale sono tesi a migliorare la soddisfazione del cliente, continuando allo stesso tempo ad ottimizzare i processi e la base di costi. Queste nuove dinamiche commerciali stanno anche guidando il modo in cui formiamo e facciamo crescere le persone.
Il nostro management ha una visione chiara, e le sue azioni sono sostenute da un rigoroso sistema di incentivi a lungo termine, basato sui principali indicatori del piano. Tutte le nostre persone lavorano costantemente alla realizzazione di Transform 2019. È grazie alla loro energia, al loro impegno e al loro incessante lavoro che UniCredit continua a produrre risultati tangibili.
Come illustrato agli investitori in dicembre durante il Capital Markets Day 2017, la nostra performance è pienamente in linea con le attese e abbiamo confermato tutti i principali obiettivi di Transform 2019, migliorandoli per profilo di rischio e distribuzione dei dividendi.
Abbiamo rafforzato la dotazione patrimoniale del nostro Gruppo, che ha portato ad un abbassamento del requisito legato al Pillar 2 dello SREP e un innalzamento del rating a BBB da parte di S&P, con un outlook stabile. Abbiamo confermato il nostro obiettivo di CET1 ratio per il 2019, anticipando allo stesso tempo gli ulteriori impatti regolamentari negativi attesi nell'orizzonte di piano. Dopo il 2019, il CET1 ratio resterà al di sopra del 12,5%, grazie ad una generazione organica di capitale che assorbirà completamente le previste condizioni normative.
In tema di qualità dell'attivo, abbiamo firmato accordi vincolanti per ridurre la nostra partecipazione in FINO al di sotto del 20%. Una disciplina più stringente nella gestione del rischio e dei processi di erogazione del credito sta portando ad un miglioramento significativo di tutti gli indicatori della qualità dell'attivo. Infine, come annunciato, stiamo migliorando i nostri target in tema di crediti deteriorati lordi, con una diminuzione di ulteriori 4 miliardi di euro entro la fine del 2019. La completa chiusura del Non Core, che avverrà entro la fine del 2025, è completamente autofinanziata.
Riguardo alla trasformazione del nostro modello operativo, abbiamo confermato sia i nostri obiettivi di ricavi complessivi sia quelli di costo. Il ridimensionamento degli FTE e delle filiali è già oltre le previsioni, e la nostra trasformazione nel digitale e nell'IT è totalmente in linea con le attese.
Continuiamo a massimizzare il valore della banca commerciale; qui la trasformazione in corso sta già portando maggiore produttività. Le nostre attività in Europa occidentale continuano a beneficiare del rinnovamento della Rete e dei nuovi modelli di servizio per i clienti retail e PMI e di una forte strategia multicanale. I risparmi di costo sono in linea con il piano. In altre due divisioni chiave del Gruppo, CEE e CIB, abbiamo rafforzato ulteriormente le nostre posizioni di leadership pur mantenendo una rigorosa attenzione al rischio.
In merito all'adozione di un corporate center snello ma con forte potere di guida, le decisioni approvate in dicembre dalla nostra ultima assemblea straordinaria, come una struttura azionaria semplificata, ci portano a stare tra le migliori società europee per corporate governance.
Infine, vorrei porgere da parte del Consiglio di Amministrazione e del Gruppo un particolare ringraziamento a Giuseppe Vita, per aver svolto in maniera eccellente il suo incarico di Presidente di UniCredit, giunto quasi al termine. L'importante contributo di Giuseppe negli ultimi sei anni è stato davvero prezioso per il nostro sviluppo. La sua visione e il suo sostegno hanno consentito a UniCredit di diventare una delle poche vere banche commerciali paneuropee.
Cordialmente,
Jean Pierre Mustier Amministratore Delegato UniCredit S.p.A.
Nota alla Relazione sulla gestione e al Bilancio dell'Impresa
Aspetti generali
Nota alla Relazione sulla gestione e al Bilancio dell'Impresa
Il Bilancio di UniCredit S.p.A. al 31 dicembre 2017 è redatto in base ai principi contabili internazionali IAS/IFRS, secondo quanto disposto dalle istruzioni della Banca d'Italia contenute nella circolare n.262 del 22 dicembre 2005 (4° aggiornamento del 15 dicembre 2015). Queste istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto minimo della nota integrativa.
Il Bilancio è costituito dagli schemi dello Stato patrimoniale, del Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario, dalla Nota integrativa ed è inoltre corredato da una Relazione sulla gestione, sui risultati economici conseguiti, sulla situazione finanziaria della Banca e da Allegati.
Inoltre, il presente fascicolo comprende:
- l'Attestazione del Bilancio d'esercizio ai sensi dell'art.81-ter del Regolamento Consob n.11971/1999 e successive modifiche e integrazioni;
- la Relazione del Collegio Sindacale, ai sensi dell'art.153 del D.Lgs. n.58/1998;
- la Relazione della Società di revisione indipendente ai sensi dell'art.14 del D.Lgs. n.39 del 27 gennaio 2010 e dell'art.10 del Regolamento (UE) n.537/2014.
Sul sito web di UniCredit sono inoltre disponibili i comunicati stampa relativi ai fatti di rilievo del periodo, la presentazione effettuata al mercato sui risultati del Gruppo e l'Informativa del gruppo UniCredit (Pillar III).
Per la dichiarazione di carattere non finanziario si rimanda al Bilancio Integrato pubblicato sul sito aziendale.
L'eventuale mancata quadratura tra i dati esposti nel presente fascicolo dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.
Principi generali di redazione della Relazione sulla gestione
A supporto dei commenti sui risultati dell'esercizio, nella Relazione sulla gestione vengono presentati ed illustrati prospetti di conto economico e di stato patrimoniale riclassificati. Il raccordo con gli schemi obbligatori di bilancio è riportato in Allegato 1, come richiesto dalla Consob con la Comunicazione n.6064293 del 28 luglio 2006.
La Relazione sulla gestione contiene informazioni finanziarie, quali i Principali dati, gli Schemi di bilancio riclassificati e loro Evoluzione trimestrale, i dati sull'azione UniCredit, e commenti sui Risultati dell'esercizio. Tali informazioni sono corredate, al fine di fornire ulteriori indicazioni in merito alle performance conseguite dalla Società, da taluni indicatori alternativi di performance ("IAP") quali: Crediti in sofferenza netti/crediti verso clientela, Crediti deteriorati netti/crediti verso clientela.
Ancorché alcune di tali informazioni, compresi taluni IAP, non siano estratte o direttamente riconducibili al bilancio dell'impresa, nella Relazione sulla gestione e tra gli Allegati si è provveduto a fornirne la descrizione esplicativa in merito al loro contenuto ed, al caso, alle modalità di calcolo utilizzate, in linea con gli orientamenti pubblicati il 5 ottobre 2015 dall'European Securities and Markets Authority (ESMA/2015/1415).
Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi riclassificati di stato patrimoniale e conto economico
Gli schemi riclassificati di Stato patrimoniale e Conto economico hanno sostanzialmente comportato la riconduzione delle voci contabili, esplicitata in maggior dettaglio negli schemi di raccordo in allegato al presente fascicolo, principalmente riferite a:
Stato patrimoniale
- l'aggregazione nella voce "Investimenti finanziari" delle voci di bilancio "Attività finanziarie valutate al fair value", "Attività finanziarie disponibili per la vendita", "Attività finanziarie detenute fino alla scadenza" e "Partecipazioni";
- il raggruppamento in unica voce denominata "Coperture", sia nell'attivo che nel passivo di bilancio delle voci "Derivati di copertura" e "Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica";
- l'aggregazione in unica voce "Raccolta da clientela e titoli" dell'ammontare di "Debiti verso clientela" e "Titoli in circolazione";
- l'inclusione della voce di bilancio "Trattamento di fine rapporto del personale" nella voce "Altre passività".
Conto economico
- l'esclusione dai "Dividendi e altri proventi su partecipazioni" dei dividendi su titoli di capitale detenuti per negoziazione, classificati nella voce "Risultato netto dell'attività di negoziazione";
- l'inclusione nella voce "Commissioni nette" del costo dei servizi in outsourcing di gestione e recupero dei crediti Non-Performing iscritti nella voce di bilancio "Spese amministrative: b) altre spese amministrative" e l'inclusione della cosiddetta "commissione di istruttoria veloce (CIV)" dai "Recuperi di spesa" classificati a voce propria, ed esclusi dal saldo "Altri oneri/proventi di gestione";
- l'inclusione nel "Risultato netto dell'attività di negoziazione" dell'attività di negoziazione, copertura e fair value e degli utili/perdite realizzati sulle attività finanziarie disponibili per la vendita e sulle passività finanziarie;
- l'esclusione dal saldo "Saldo altri proventi/oneri" degli oneri per migliorie su beni di terzi classificati nelle "Altre spese amministrative";
- la rappresentazione delle "Spese per il personale", delle "Altre spese amministrative", delle "Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali" e degli "Altri oneri e accantonamenti" al netto degli eventuali "Oneri di integrazione", relativi alle operazioni di riorganizzazione, evidenziati a voce propria;
- l'esclusione dalle "Altre spese amministrative" dei Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), dei Sistemi di garanzie dei depositi (DGS) e dei Canoni di garanzia DTA riclassificati nella voce "Altri oneri ed accantonamenti";
- l'esclusione dalle "Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali" delle rettifiche e delle riprese di valore relative a immobili detenuti per investimento, classificate nei "Profitti (Perdite) nette da investimenti";
- l'inclusione nei "Profitti (Perdite) nette da investimenti" delle rettifiche/riprese di valore sulle attività finanziarie disponibili per la vendita oltre che degli utili/perdite delle partecipazioni e da cessione di investimenti.
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
Al 31 dicembre 2017 le attività riclassificate, in base al principio contabile IFRS5, tra le attività non correnti e i gruppi di attività in via di dismissione includono:
- nella sottovoce "Attività finanziarie" un portafoglio di crediti a medio lungo termine vantato verso controparti classificate Non-performing, a seguito degli accordi di cessione al fondo comune di investimento IDeA Corporate Credit Recovery - Fund II ("IDeA2");
- nella sottovoce "Partecipazioni" alcune società controllate acquisite con la fusione di Pioneer Global Asset Management S.p.A. (Baroda Pioneer A.M e Baroda Pioneer Trust) e la partecipazione i-Faber S.p.A.;
- nella sottovoce "Attività materiali" terreni e fabbricati per i quali sono stati stipulati accordi vincolanti di cessione.
Per ulteriori informazioni si faccia riferimento al capitolo Altre informazioni - Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie di questa Relazione sulla gestione.
Miglioramento della qualità dell'attivo.

Abbiamo affrontato i problemi di qualità dei crediti italiani ereditati dal passato attraverso la vendita di un portafoglio del valore di €17 miliardi (progetto FINO) e una gestione proattiva dei crediti deteriorati. Una maggiore disciplina nella strategia di gestione del rischio e nei processi di sottoscrizione sta determinando miglioramenti significativi nelle metriche di misurazione del nostro profilo di rischio.
| Principali dati | 16 |
|---|---|
| Schemi di bilancio riclassificati | 18 |
| Stato patrimoniale riclassificato | 18 |
| Conto economico riclassificato | 19 |
| Schemi di bilancio riclassificati - Evoluzione trimestrale | 20 |
| Stato patrimoniale riclassificato | 20 |
| Conto economico riclassificato | 21 |
| L'azione UniCredit | 22 |
| Risultati dell'esercizio | 23 |
| Scenario macroeconomico, contesto bancario e mercati finanziari | 23 |
| Principali risultati e performance del periodo | 25 |
| Capital and Value Management | 35 |
| Modello organizzativo | 38 |
| Modifiche organizzative rilevanti nel 2017 | 38 |
| L'assetto organizzativo | 38 |
| L'attività della società | 39 |
| La rete commerciale | 39 |
| Le risorse | 41 |
| Altre informazioni | 42 |
| Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari | 42 |
| Relazione sulla remunerazione | 42 |
| Informativa non-finanziaria | 42 |
| Le attività di ricerca e di sviluppo | 42 |
| Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie | 42 |
| Trasformazione crediti d'imposta | 46 |
| Rapporti verso parti correlate | 47 |
| Informazione sui rischi | 47 |
| Informazione sui termini relativi alla convocazione dell'Assemblea ordinaria dei Soci | 47 |
| Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio ed evoluzione prevedibile della gestione | 48 |
| Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio | 48 |
| Evoluzione prevedibile della gestione | 49 |
Gli importi, dove non diversamente indicato, sono espressi in milioni di euro.
Relazione sulla gestione
Principali dati
Principali dati
| Dati economici | (milioni di €) | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| ESERCIZIO | VARIAZIONE | ||||
| 2017 | 2016 | C/ECONOMICO | % | ||
| Margine d'intermediazione | 11.524 | 8.910 | + 2.614 | + 29,3% | |
| di cui: | |||||
| - interessi netti | 3.711 | 3.693 | + 18 | + 0,5% | |
| - dividendi e altri proventi su partecipazioni | 3.808 | 1.173 | + 2.635 | n.s. | |
| - commissioni nette | 3.798 | 3.574 | + 224 | + 6,3% | |
| Costi operativi | (5.424) | (5.685) | + 261 | - 4,6% | |
| Risultato di gestione | 6.100 | 3.225 | + 2.875 | + 89,1% | |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni | (1.854) | (10.379) | + 8.525 | - 82,1% | |
| Risultato netto di gestione | 4.246 | (7.154) | + 11.400 | n.s. | |
| Utile (Perdita) lordo dell'operatività corrente | 6.122 | (11.262) | + 17.384 | n.s. | |
| Utile (perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte | 84 | - | + 84 | + 100,0% | |
| Rettifiche di valore su avviamenti | - | - | - | - | |
| Utile (Perdita) netto | 6.236 | (11.460) | + 17.696 | n.s. |
I dati sono riferiti allo schema di conto economico riclassificato.
| Dati patrimoniali | (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONE | |||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ASSOLUTA | % | |
| Totale attivo | 404.980 | 394.188 | + 10.792 | + 2,7% |
| Attività finanziarie di negoziazione | 13.864 | 14.026 | - 162 | - 1,2% |
| Crediti verso clientela | 208.965 | 213.237 | - 4.272 | - 2,0% |
| di cui: crediti deteriorati | 13.898 | 15.996 | - 2.098 | - 13,1% |
| Passività finanziarie di negoziazione | 13.068 | 14.557 | - 1.489 | - 10,2% |
| Raccolta da clientela e titoli: | 262.084 | 279.648 | - 17.564 | - 6,3% |
| di cui: | ||||
| - clientela | 197.139 | 196.521 | + 618 | + 0,3% |
| - titoli | 64.945 | 83.127 | - 18.182 | - 21,9% |
| Patrimonio netto | 53.508 | 32.697 | + 20.811 | + 63,6% |
I dati sono riferiti allo schema di stato patrimoniale riclassificato.
Per maggiori informazioni sui "crediti deteriorati" si rimanda ai paragrafi "I crediti verso clientela" e "Qualità del credito" della presente Relazione sulla gestione.
Dati di struttura
| DATI AL | VARIAZIONE | |||
|---|---|---|---|---|
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ASSOLUTA | % | |
| Numero dipendenti | 38.952 | 42.424 | - 3.472 | - 8,2% |
| Numero sportelli | 3.096 | 3.513 | - 417 | - 11,9% |
| di cui: | ||||
| - Italia | 3.087 | 3.505 | - 418 | - 11,9% |
| - Estero | 9 | 8 | +1 | + 12,5% |
Indici di redditività
| ESERCIZIO | |||
|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | VARIAZIONE % | |
| Interessi netti/Margine di intermediazione | 32,2% | 41,4% | - 9,2% |
| Commissioni nette/Altre spese amministrative | |||
| al netto dei recuperi di spesa | 176,8% | 158,6% | + 18,2% |
| Commissioni nette/Costi operativi | 70,0% | 62,9% | + 7,2% |
| Risultato di gestione/Margine di intermediazione | 52,9% | 36,2% | + 16,7% |
| Rendimento delle attività(*) | 1,5% | - 2,9% | + 4,4% |
Nota:
(*) ROA (Return on assets): calcolato come rapporto tra Utile (Perdita) netto e Totale dell'attivo in ottemperanza all'art.90 CRD IV.
Indici di rischiosità
| DATI AL | |||
|---|---|---|---|
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | VARIAZIONE % | |
| Crediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela | 2,7% | 2,9% | - 0,2% |
| Crediti deteriorati netti/Crediti verso clientela | 6,7% | 7,5% | - 0,9% |
Per i valori si faccia riferimento alla tabella "Crediti verso clientela - Qualità del credito" inserita nel paragrafo "Risultati dell'esercizio" di questa Relazione sulla gestione.
Coefficienti patrimoniali transitori
| DATI AL | ||
|---|---|---|
| 31.12.2017(*) | 31.12.2016(*) | |
| Totale fondi propri (milioni di €) | 60.332 | 40.649 |
| Totale attività ponderate per il rischio (milioni di €) | 201.791 | 200.612 |
| Ratio - Capitale primario di classe 1 | 23,02% | 14,30% |
| Ratio - Totale fondi propri | 29,90% | 20,26% |
Nota:
(*) Fondi propri e ratios patrimoniali inclusivi degli aggiustamenti transitori secondo le percentuali tempo per tempo applicabili.
Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Capital and Value Management - Ratio patrimoniali" di questa Relazione sulla gestione.
Schemi di bilancio riclassificati
Stato patrimoniale riclassificato (milioni di €)
Schemi di bilancio riclassificati
| (milioni di €) | |
|---|---|
(milioni di €)
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONE | |||
|---|---|---|---|---|
| ATTIVO | 31.12.2017 | 31.12.2016 | ASSOLUTA | % |
| Cassa e disponibilità liquide | 25.817 | 1.852 | + 23.965 | n.s. |
| Attività finanziarie di negoziazione | 13.864 | 14.026 | - 162 | - 1,2% |
| Crediti verso banche | 27.567 | 22.349 | + 5.218 | + 23,3% |
| Crediti verso clientela | 208.965 | 213.237 | - 4.272 | - 2,0% |
| Investimenti finanziari | 105.278 | 108.374 | - 3.096 | - 2,9% |
| Coperture | 6.114 | 8.160 | - 2.046 | - 25,1% |
| Attività materiali | 2.209 | 2.341 | - 132 | - 5,6% |
| Avviamenti | - | - | - | - |
| Altre attività immateriali | 4 | 5 | - 1 | - 20,0% |
| Attività fiscali | 10.311 | 12.005 | - 1.694 | - 14,1% |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 150 | 7.439 | - 7.289 | - 98,0% |
| Altre attività | 4.701 | 4.400 | + 301 | + 6,8% |
| Totale dell'attivo | 404.980 | 394.188 | + 10.792 | + 2,7% |
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONE | |||
|---|---|---|---|---|
| PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | 31.12.2017 | 31.12.2016 | ASSOLUTA | % |
| Debiti verso banche | 56.807 | 44.381 | + 12.426 | + 28,0% |
| Raccolta da clientela e titoli | 262.084 | 279.648 | - 17.564 | - 6,3% |
| Passività finanziarie di negoziazione | 13.068 | 14.557 | - 1.489 | - 10,2% |
| Passività finanziarie valutate al fair value | 2.738 | 2.103 | + 635 | + 30,2% |
| Coperture | 6.279 | 8.920 | - 2.641 | - 29,6% |
| Fondi per rischi ed oneri | 1.843 | 3.407 | - 1.564 | - 45,9% |
| Passività fiscali | 1 | 162 | - 161 | - 99,4% |
| Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione | - | 3 | - 3 | - 100,0% |
| Altre passività | 8.652 | 8.310 | + 342 | + 4,1% |
| Patrimonio netto: | 53.508 | 32.697 | + 20.811 | + 63,6% |
| - capitale e riserve | 46.964 | 43.718 | + 3.246 | + 7,4% |
| - riserve di valutazione (attività disponibili per la vendita - copertura | ||||
| dei flussi finanziari - su piani a benefici definiti) | 308 | 439 | - 131 | - 29,8% |
| - utile (perdita) netto | 6.236 | (11.460) | + 17.696 | n.s. |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 404.980 | 394.188 | + 10.792 | + 2,7% |
Al 31 dicembre 2016 sono stati contabilizzati alla voce "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" i crediti verso la clientela deteriorati facenti parte del cosiddetto "Portafoglio FINO". Alla data del 31 dicembre 2017 tali crediti non sono più esposti tra gli attivi di stato patrimoniale a seguito della cessione avvenuta nel mese di luglio 2017.
Per una completa disamina e informativa sul "Progetto FINO" si rimanda alla successiva Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 1 - Rischio di credito, in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)".
Conto economico riclassificato (milioni di €)
Conto economico riclassificato
| ESERCIZIO | VARIAZIONE | |||
|---|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | C/ECONOMICO | % | |
| Interessi netti | 3.711 | 3.693 | + 18 | + 0,5% |
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni | 3.808 | 1.173 | + 2.635 | n.s. |
| Commissioni nette | 3.798 | 3.574 | + 224 | + 6,3% |
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | 302 | 360 | - 58 | - 16,1% |
| Saldo altri proventi/oneri | (95) | 110 | - 205 | n.s. |
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | 11.524 | 8.910 | + 2.614 | + 29,3% |
| Spese per il personale | (3.139) | (3.298) | + 159 | - 4,8% |
| Altre spese amministrative | (2.694) | (2.839) | + 145 | - 5,1% |
| Recuperi di spesa | 546 | 586 | - 40 | - 6,8% |
| Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali | (137) | (134) | - 3 | + 2,2% |
| Costi operativi | (5.424) | (5.685) | + 261 | - 4,6% |
| RISULTATO DI GESTIONE | 6.100 | 3.225 | + 2.875 | + 89,1% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni | (1.854) | (10.379) | + 8.525 | - 82,1% |
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 4.246 | (7.154) | + 11.400 | n.s. |
| Altri oneri e accantonamenti | (565) | (1.501) | + 936 | - 62,4% |
| Oneri di integrazione | 14 | (1.163) | + 1.177 | n.s. |
| Profitti (Perdite) netti da investimenti | 2.427 | (1.444) | + 3.871 | n.s. |
| RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 6.122 | (11.262) | + 17.384 | n.s. |
| Imposte sul reddito dell'esercizio | 30 | (198) | + 228 | n.s. |
| RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 6.152 | (11.460) | + 17.612 | n.s. |
| Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte | 84 | - | + 84 | + 100,0% |
| Rettifiche di valore su avviamenti | - | - | - | - |
| RISULTATO DI PERIODO | 6.236 | (11.460) | + 17.696 | n.s. |
Schemi di bilancio riclassificati - Evoluzione trimestrale
Stato patrimoniale riclassificato (milioni di €)
Schemi di bilancio riclassificati - Evoluzione trimestrale
(milioni di €)
| CONSISTENZE AL | CONSISTENZE AL | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVO | 31.12.2017 | 30.09.2017 | 30.06.2017 | 31.03.2017 | 31.12.2016 | 30.09.2016 | 30.06.2016 | 31.03.2016 |
| Cassa e disponibilità liquide | 25.817 | 20.437 | 24.093 | 9.489 | 1.852 | 1.500 | 1.555 | 1.646 |
| Attività finanziarie di negoziazione | 13.864 | 17.980 | 15.794 | 17.749 | 14.026 | 16.672 | 20.280 | 17.758 |
| Crediti verso banche | 27.567 | 23.377 | 18.268 | 19.846 | 22.349 | 19.942 | 19.102 | 20.497 |
| Crediti verso clientela | 208.965 | 210.466 | 213.990 | 218.833 | 213.237 | 222.353 | 229.434 | 228.780 |
| Investimenti finanziari | 105.278 | 98.593 | 98.887 | 105.244 | 108.374 | 113.488 | 119.307 | 118.597 |
| Coperture | 6.114 | 6.510 | 6.781 | 7.352 | 8.160 | 9.785 | 10.056 | 9.761 |
| Attività materiali | 2.209 | 2.267 | 2.280 | 2.317 | 2.341 | 2.369 | 2.378 | 2.389 |
| Avviamenti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Altre attività immateriali | 4 | 7 | 4 | 4 | 5 | 5 | 6 | 6 |
| Attività fiscali | 10.311 | 10.961 | 11.483 | 12.165 | 12.005 | 12.373 | 12.545 | 12.627 |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di | ||||||||
| dismissione | 150 | 2.316 | 4.070 | 7.312 | 7.439 | 260 | 195 | 92 |
| Altre attività | 4.701 | 4.189 | 4.759 | 4.503 | 4.400 | 4.226 | 4.283 | 6.186 |
| Totale dell'attivo | 404.980 | 397.103 | 400.409 | 404.814 | 394.188 | 402.973 | 419.141 | 418.339 |
| CONSISTENZE AL | CONSISTENZE AL | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | 31.12.2017 | 30.09.2017 | 30.06.2017 | 31.03.2017 | 31.12.2016 | 30.09.2016 | 30.06.2016 | 31.03.2016 |
| Debiti verso banche | 56.807 | 55.999 | 55.868 | 58.914 | 44.381 | 48.057 | 48.481 | 40.380 |
| Raccolta da clientela e titoli | 262.084 | 259.727 | 258.815 | 262.102 | 279.648 | 272.833 | 284.068 | 294.911 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 13.068 | 14.191 | 13.040 | 14.334 | 14.557 | 14.556 | 17.008 | 13.946 |
| Passività finanziarie valutate al fair value | 2.738 | 2.785 | 2.708 | 2.665 | 2.103 | 1.133 | 1.088 | 814 |
| Coperture | 6.279 | 6.569 | 7.087 | 7.972 | 8.920 | 10.678 | 11.221 | 10.719 |
| Fondi per rischi ed oneri | 1.843 | 1.741 | 1.622 | 2.576 | 3.407 | 2.153 | 2.238 | 2.659 |
| Passività fiscali | 1 | 2 | 8 | 164 | 162 | 95 | 91 | 142 |
| Passività associate a gruppi di attività in via di | ||||||||
| dismissione | - | - | - | 4 | 3 | - | - | - |
| Altre passività | 8.652 | 8.632 | 13.492 | 11.063 | 8.310 | 9.581 | 10.752 | 10.913 |
| Patrimonio netto: | 53.508 | 47.457 | 47.769 | 45.020 | 32.697 | 43.887 | 44.194 | 43.855 |
| - capitale e riserve | 46.964 | 46.032 | 46.091 | 44.852 | 43.718 | 43.116 | 43.152 | 43.353 |
| - riserve di valutazione (attività disponibili per la | ||||||||
| vendita - copertura dei flussi finanziari - su piani | ||||||||
| a benefici definiti) | 308 | 355 | 378 | 157 | 439 | 447 | 465 | 650 |
| - utile (perdita) netto | 6.236 | 1.070 | 1.300 | 11 | (11.460) | 324 | 577 | (148) |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 404.980 | 397.103 | 400.409 | 404.814 | 394.188 | 402.973 | 419.141 | 418.339 |
Al 31 dicembre 2016 sono stati contabilizzati alla voce "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" i crediti verso la clientela deteriorati facenti parte del cosiddetto "Portafoglio FINO". Nel 2017 tali crediti non sono più esposti tra gli attivi di stato patrimoniale a seguito della cessione avvenuta nel mese di luglio 2017.
Per una completa disamina e informativa sul "Progetto FINO" si rimanda alla successiva Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 1 - Rischio di credito, in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)". Stato patrimoniale riclassificato
Conto economico riclassificato (milioni di €)
Conto economico riclassificato
| 2017 | 2016 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 4° TRIM | 3° TRIM | 2° TRIM | 1° TRIM | 4° TRIM | 3° TRIM | 2° TRIM | 1° TRIM | |
| Interessi netti | 922 | 874 | 957 | 958 | 817 | 924 | 969 | 983 |
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni | 106 | 2 | 3.607 | 93 | 126 | 1 | 1.045 | 1 |
| Commissioni nette | 954 | 900 | 994 | 950 | 800 | 867 | 932 | 975 |
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | 130 | 76 | 45 | 51 | 12 | 84 | 171 | 93 |
| Saldo altri proventi/oneri | (18) | (24) | (33) | (20) | (40) | 50 | 105 | (5) |
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | 2.094 | 1.828 | 5.570 | 2.032 | 1.715 | 1.926 | 3.222 | 2.047 |
| Spese per il personale | (785) | (779) | (793) | (782) | (756) | (830) | (864) | (848) |
| Altre spese amministrative | (697) | (685) | (657) | (655) | (785) | (698) | (672) | (684) |
| Recuperi di spesa | 170 | 128 | 123 | 125 | 158 | 145 | 152 | 131 |
| Rettifiche di valore su immobilizzazioni | ||||||||
| materiali e immateriali | (39) | (35) | (32) | (31) | (36) | (35) | (32) | (31) |
| Costi operativi | (1.351) | (1.371) | (1.359) | (1.343) | (1.419) | (1.418) | (1.416) | (1.432) |
| RISULTATO DI GESTIONE | 743 | 457 | 4.211 | 689 | 296 | 508 | 1.806 | 615 |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti | ||||||||
| per garanzie e impegni | (471) | (433) | (473) | (477) | (8.425) | (697) | (683) | (574) |
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 272 | 24 | 3.738 | 212 | (8.129) | (189) | 1.123 | 41 |
| Altri oneri e accantonamenti | (108) | (241) | (76) | (140) | (953) | (88) | (349) | (111) |
| Oneri di integrazione | 16 | (1) | 1 | (2) | (1.028) | (21) | (71) | (43) |
| Profitti (Perdite) netti da investimenti | 4.953 | (9) | (2.468) | (49) | (1.479) | 95 | (40) | (20) |
| RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' | ||||||||
| CORRENTE | 5.133 | (227) | 1.195 | 21 | (11.589) | (203) | 663 | (133) |
| Imposte sul reddito dell'esercizio | (51) | (3) | 94 | (10) | (195) | (50) | 62 | (15) |
| RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' | ||||||||
| CORRENTE | 5.082 | (230) | 1.289 | 11 | (11.784) | (253) | 725 | (148) |
| Utile (Perdita) delle attività in via di | ||||||||
| dismissione al netto delle imposte | 84 | - | - | - | - | - | - | - |
| Rettifiche di valore su avviamenti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| RISULTATO DI PERIODO | 5.166 | (230) | 1.289 | 11 | (11.784) | (253) | 725 | (148) |
L'azione UniCredit
Informazioni sul titolo azionario
| 2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013 | 2012 | 2011 | 2010 | 2009 | 2008 | 2007 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prezzo ufficiale azione ordinaria (€)(*) | |||||||||||
| - massimo | 18,350 | 25,733 | 32,824 | 34,427 | 28,213 | 22,440 | 65,912 | 76,243 | 87,212 | 151,942 | 204,632 |
| - minimo | 12,160 | 8,785 | 24,605 | 25,583 | 16,227 | 11,456 | 21,157 | 49,212 | 19,283 | 40,138 | 136,484 |
| - medio | 15,801 | 13,820 | 29,509 | 30,015 | 22,067 | 16,520 | 42,923 | 63,702 | 59,078 | 99,949 | 174,068 |
| - fine periodo | 15,580 | 13,701 | 25,733 | 26,735 | 26,961 | 18,572 | 21,190 | 51,093 | 73,819 | 46,507 | 151,355 |
| Numero azioni (milioni) | |||||||||||
| - in circolazione a fine periodo(1) | 2.226 | 618 | 5.970 | 5.866 | 5.792 | 5.789 | 1.930 | 19.297,6 | 16.779,3 | 13.368,1 | 13.278,4 |
| - con diritto godimento del dividendo | 2.216 | 608 | 5.873 | 5.769 | 5.695 | 5.693 | 1.833 | 18.330,5 | 18.329,5 | 13.372,7 | 13.195,3 |
| di cui: azioni di risparmio | 0,25 | 0,25 | 2,48 | 2,45 | 2,42 | 2,42 | 2,42 | 24,2 | 24,2 | 21,7 | 21,7 |
| - medio(1) | 1.957 | 611 | 5.927 | 5.837 | 5.791 | 5.473 | 1.930 | 19.101,8 | 16.637,8 | 13.204,6 | 11.071,6 |
| Dividendo | |||||||||||
| - complessivo (milioni di €) | - | 706 | 697 | 570 | 512 | (***) | 550 | 550 | (**) | 3.431 | |
| - unitario per azione ordinaria | - | 0,120 | 0,120 | 0,100 | 0,090 | (***) | 0,030 | 0,030 | (**) | 0,260 | |
| - unitario per azione di risparmio | - | 0,120 | 1,065 | 0,100 | 0,090 | (***) | 0,045 | 0,045 | (**) | 0,275 |
Note:
L'azione UniCredit
(1) Il numero di azioni è il numero puntuale, al netto delle azioni proprie, e comprende n.9,676 milioni di azioni detenute a titolo di usufrutto.
(*) A seguito di operazioni societarie straordinarie che comportano lo stacco di diritti, di operazioni di frazionamento o raggruppamento di azioni, operazioni di scissione nonché distribuzioni di dividendi straordinari, i corsi azionari possono subire una variazione sistematica tale da non essere più confrontabili tra di loro. Pertanto, viene qui esposta la serie storica delle quotazioni rettificata per ripristinare la continuità dei prezzi. (**) Il dividendo relativo all'esercizio 2008 è stato assegnato per cassa (nella misura di 0,025 euro per ogni azione di risparmio, per complessivi 0,5 milioni) e mediante attribuzione di nuove azioni con un aumento di capitale gratuito (cosiddetto scrip dividend).
(***) In linea con quanto raccomandato da Banca d'Italia con comunicazione del 2 marzo 2012, sulla base della delibera del Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. ed a seguito di quanto comunicato all'Assemblea dei Soci nel 2012, UniCredit S.p.A. non ha dato luogo a nessuna distribuzione di dividendi riferiti all'anno 2011.
Nel corso del 2011 si è dato luogo:
• all'aumento di capitale gratuito per 2,5 miliardi tramite imputazione a capitale di un pari ammontare prelevato dalla "Riserva sovrapprezzi di emissione";
• al raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio sulla base del rapporto di 1 nuova azione ordinaria o di risparmio ogni 10 azioni ordinarie o di risparmio esistenti;
• all'eliminazione del valore nominale unitario delle azioni ordinarie e di risparmio.
Nel primo trimestre 2012 è stato integralmente sottoscritto l'aumento di capitale di 7,5 miliardi pari ad un numero di azioni emesse di 3.859.602.938. I dati del dividendo 2013 sono indicati sulla base delle specifiche relazioni illustrative del Consiglio di Amministrazione in tema di distribuzione agli Azionisti.
L'Assemblea del 13 maggio 2014 ha approvato il pagamento del dividendo nella forma di scrip dividend prevedendo l'assegnazione a favore degli azionisti titolari di azioni ordinarie di una nuova azione ogni sessanta azioni possedute e dei portatori di azioni di risparmio di una nuova azione ogni ottantaquattro azioni possedute. L'assegnazione delle nuove azioni è avvenuta tramite un aumento di capitale a titolo gratuito, ferma la facoltà agli azionisti di richiedere, in luogo dell'assegnazione di azioni, il pagamento del dividendo in denaro (€0,10 per ogni azione ordinaria e di risparmio).
L'Assemblea del 13 maggio 2015 ha approvato il pagamento del dividendo nella forma di scrip dividend prevedendo l'assegnazione a favore degli azionisti titolari di azioni ordinarie di una nuova azione ogni cinquanta azioni possedute e dei portatori di azioni di risparmio di una nuova azione ogni settantadue azioni possedute. L'assegnazione delle nuove azioni è avvenuta tramite un aumento di capitale a titolo gratuito, ferma la facoltà agli azionisti di richiedere, in luogo dell'assegnazione di azioni, il pagamento del dividendo in denaro (€0,12 per ogni azione ordinaria e di risparmio).
La medesima assemblea ha inoltre deliberato la parziale distribuzione dell'utile dell'esercizio 2014 e precedenti, con il pagamento di €0,945 per ogni azione di risparmio a titolo di dividendo privilegiato.
L'Assemblea del 14 aprile 2016 ha approvato il pagamento del dividendo nella forma di scrip dividend prevedendo l'assegnazione a favore degli azionisti titolari di azioni ordinarie di una nuova azione ogni ventitré azioni possedute e dei portatori di azioni di risparmio di una nuova azione ogni cinquantaquattro azioni possedute. L'assegnazione delle nuove azioni è avvenuta tramite un aumento di capitale a titolo gratuito, ferma la facoltà agli azionisti di richiedere, in luogo dell'assegnazione di azioni, il pagamento del dividendo in denaro (€0,12 per ogni azione ordinaria e di risparmio).
Nel corso del 2017 si è dato luogo:
- al raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio sulla base del rapporto di 1 nuova azione ordinaria o di risparmio ogni 10 azioni ordinarie o di risparmio esistenti;
- all'aumento di capitale interamente sottoscritto per 13.000 milioni di cui 16 milioni a titolo di capitale e 12.984 a titolo di sovrapprezzo per un numero di azioni ordinarie emesse pari a n.1.606.876.817.
L'Assemblea dei soci del 4 dicembre 2017 ha deliberato la conversione obbligatoria delle n.252.489 azioni di risparmio esistenti in azioni ordinarie con un rapporto di conversione di n. 3,82 azioni ordinarie per ogni azioni di risparmio convertita, attribuendo azioni di nuova emissione e/o azioni proprie, comunque senza variazione del valore del capitale sociale. La conversione diventerà esecutiva a conclusione del periodo di esercizio del recesso.
Scenario macroeconomico, contesto bancario e mercati finanziari
Scenario internazionale
USA/Eurozona
Risultati dell'esercizio
Nella seconda metà del 2017, la ripresa globale ha accelerato ulteriormente, espandendo ad un ritmo annualizzato di circa il 3,5%. Per la prima volta dall'inizio di questa fase positiva del ciclo, la ripresa è altamente sincronizzata sia tra economie avanzate che emergenti. Questa spinta globale, sostenuta dallo stimolo monetario, è accompagnata da solidi guadagni occupazionali, da una moderata ripresa degli investimenti e da una ripresa del commercio mondiale. Sia in Giappone che negli Stati Uniti, l'attività economica rimane solida ed il mercato del lavoro continua ad essere caratterizzato da un basso tasso di disoccupazione, mentre nel Regno Unito l'ambiente economico si sta deteriorando a causa dell'incertezza legata alla Brexit. L'attività economica in Cina rimane solida e il Congresso del Partito Comunista ha confermato Xi come Presidente. Ora, probabilmente Pechino si concentrerà maggiormente su crescita economica di maggiore qualità e non solo sul suo ritmo di espansione.
Nell'area euro, la ripresa continua e si sta allargando tra settori e paesi. Gli ultimi indicatori congiunturali, ed in particolare le indagini di fiducia, permangono su livelli elevati, confermando l'aspettativa di una crescita robusta nella seconda metà del 2017. La crescita del PIL in termini reali è stata probabilmente superiore al 2% negli ultimi due trimestri dell'anno. I consumi privati continuano ad aumentare e rimangono un fattore chiave della continua espansione economica, insieme ad una crescita ulteriore delle esportazioni e degli investimenti. Anche l'occupazione è in ripresa, come risultato di un generale miglioramento del quadro macroeconomico.
Le pressioni inflazionistiche restano moderate in Eurozona, nell'intorno dell'1,5% su base annua. L'inflazione di fondo sembra essere in linea con un leggero aumento all'1,0%. I prezzi dell'energia stanno esercitando pressioni al rialzo sull'inflazione, mentre i prezzi alimentari si muovono nella direzione opposta. Alla riunione di ottobre, la Banca Centrale Europea ha ricalibrato il suo programma di acquisto di titoli (APP), che è stato ridotto a 30 miliardi da 60 miliardi, a partire da gennaio 2018 fino a settembre 2018 o oltre, se necessario. Il Consiglio Direttivo ha ribadito la sua disponibilità ad aumentare l'APP in termini di dimensioni degli acquisti e/o della durata del programma se le prospettive macroeconomiche diventeranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie non saranno coerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento sostenuto nel percorso dell'inflazione. Il Consiglio Direttivo ha inoltre confermato che l'Eurosistema reinvestirebbe i pagamenti principali dei titoli in scadenza acquistati nell'ambito dell'APP per un periodo prolungato dopo la fine dei suoi acquisti di attività nette.
Gli Stati Uniti stanno attualmente godendo di una delle riprese economiche più lunghe di sempre. Con il venire degli effetti negativi del passato apprezzamento del tasso di cambio e dei movimenti del prezzo del petrolio, la crescita economica ha accelerato a metà 2017. La crescita dei consumi privati rimane robusta, supportato da guadagni di ricchezza derivanti da elevati livelli dell'azionario e da un'accelerazione del reddito disponibile. La fiducia delle imprese rimane elevata e gli investimenti delle imprese sono in ripresa. Data la vivace performance macroeconomica, la Fed ha alzato i tassi ufficiali per la terza volta nel corso dell'anno.
Contesto bancario e mercati finanziari
Nel corso del 2017 è proseguita la dinamica di miglioramento dei prestiti bancari in Eurozona con la ripresa del credito che ha progressivamente beneficiato del rafforzamento della crescita economica. Nel corso del 2017, la ripresa del credito si è mostrata sempre più diffusa in Eurozona, dove sia i prestiti alle imprese sia i prestiti alle famiglie hanno approcciato, verso la fine dell'anno, una crescita annua nell'intorno del 3,0%. Il credito è tornato cosi ad espandersi agli stessi ritmi osservati nel 2009, archiviando definitivamente il periodo di perdurante debolezza conseguente sia alla crisi finanziaria globale sia alla crisi del debito sovrano. Per i tre paesi di riferimento del Gruppo, la dinamica del credito si è rafforzata soprattutto in Germania ed Austria, con ritmi di espansione su base annua sostenuti, e superiori alla media di Eurozona, sia per i prestiti alle imprese che per i prestiti alle famiglie. In Italia, in contrasto, nel corso del 2017 ha continuato a prevalere una dicotomia tra la dinamica dei prestiti alle famiglie, che hanno visto un rafforzamento del tasso di crescita annua in linea con Eurozona, mentre per i prestiti alle imprese è prevalsa una stabilizzazione ed un ritorno ad una dinamica leggermente negativa verso la fine dell'anno.
Per quanto riguarda la dinamica della raccolta del sistema, i depositi bancari hanno continuato ad espandersi ad un buon ritmo fin verso la fine del 2017, in tutti e tre i paesi di riferimento del gruppo. L'espansione dei depositi continua ad essere trainata prevalentemente dalla crescita sostenuta dei depositi a vista, mentre la raccolta a medio lungo termine ha continuato ad evidenziare dei deflussi, sebbene alcuni segnali di miglioramento hanno caratterizzato, verso la fine dell'anno, i depositi a risparmio in Germania e i depositi rimborsabili con preavviso in Italia. La prevalenza del ricorso a depositi a vista rimane pienamente coerente con la politica monetaria accomodante della BCE e dunque con la bassa remuneratività che continua a caratterizzare le passività bancarie.
Risultati dell'esercizio
In aggiunta, l'intonazione espansiva della politica monetaria ha alimentato ulteriormente la dinamica discendente dei tassi di interesse bancari fin verso la fine del 2017. Si sono confermati in discesa sia i tassi di interesse sui prestiti che i tassi di interesse sui depositi bancari, con entrambi che hanno continuato a toccare, ripetutamente, nuovi minimi in termini storici in tutti i tre i paesi di riferimento del Gruppo. Come conseguenza, la forbice bancaria (differenza fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sui depositi) è rimasta sostanzialmente stabile per tutto il 2017.
I mercati finanziari dell'area euro hanno attraversato l'ultima parte del 2017 in un contesto di ridotta volatilità ed incertezza. Questo si è accompagnato ad un netto miglioramento della performance dei mercati azionari che nel corso del 2017 hanno evidenziato risultati molto soddisfacenti. A dicembre 2017, tra i tre paesi di riferimento del gruppo, la borsa austriaca ha messo a segno la crescita più solida, con una aumento di circa il 30% rispetto a dicembre 2016. Più contenuta, ma comunque molto positiva, anche la dinamica della borsa Italiana e della borsa tedesca che hanno evidenziato, rispetto a dicembre 2016, entrambe una crescita del 16%.
Paesi CEE
Il 2017 è stato l'anno migliore dalla crisi finanziaria per la CEE, con tutte le economie che hanno esibito una crescita al di sopra del potenziale. Tuttavia, le ragioni sottostanti la buona performance sono state molto diverse.
Nell'area CEE-EU1, una combinazione tra il rafforzamento della domanda proveniente dall'area euro, politiche monetarie accomodanti ed una politica fiscale espansiva2 hanno aiutato tutti i paesi a ridurre la loro capacità inutilizzata. La crescita economica ha superato il 4% ed è stata diffusa, sostenuta principalmente dai consumi privati. Il miglioramento della situazione nel mercato del lavoro ha portato ad un forte calo della disoccupazione mentre i salari hanno superato la produttività. Inoltre, gli investimenti hanno beneficiato del crescente afflusso di fondi UE, con l'Ungheria che ne ha beneficiato particolarmente. I prezzi e la produzione nei mercati immobiliari sono cresciuti a due cifre, dal momento che le famiglie hanno continuato a trasferire la ricchezza alle attività reali. Sebbene le esportazioni abbiano beneficiato dell'aumento della domanda dall'Eurozona, sono state superate dalla crescita delle importazioni.
La rapida crescita economica è stata ottenuta senza alterare gli equilibri macroeconomici. L'aumento della leva finanziaria del settore privato è stato contenuto, nonostante il miglioramento delle condizioni finanziarie per le famiglie e le imprese. Allo stesso tempo, i governi hanno tenuto sotto controllo la spesa pubblica, sebbene la struttura della spesa sia cambiata ulteriormente a favore della spesa per la sicurezza sociale ed a discapito degli investimenti pubblici. Nella maggior parte dei paesi, i disavanzi di bilancio strutturale si sono ampliati, ma sono rimasti al di sotto del 3% del PIL. Ampi avanzi commerciali si sono aggiunti agli afflussi di fondi UE e agli Investimenti Diretti Esteri (IDE) favorendo il mantenimento di flussi di capitali stabili al 3-10% del PIL, particolarmente in Ungheria, Slovenia e Bulgaria. La situazione della Romania risultava la meno favorevole. Le politiche populiste hanno portato al riemergere di un disavanzo fiscale, bassi investimenti pubblici e l'unico disavanzo in termini di flussi di capitali stabili nella area CEE-UE.
Una bassa inflazione importata, la politica monetaria accomodante della Banca Centrale Europea ed un miglioramento delle posizioni verso l'esterno hanno permesso alle banche centrali dell'Europa centrale di mantenere invariata l'intonazione della politica monetaria nel 2017. L'eccezione è stata la CNB, che ha iniziato a normalizzare i tassi di interesse dato che l'inflazione è salita al di sopra dell'obiettivo e le condizioni del mercato del lavoro hanno messo a segno il maggior miglioramento nell'UE. Data la convinzione che l'inflazione rimarrà all'interno degli intervalli obiettivo, le banche centrali in Ungheria e in Polonia hanno deciso di attendere un cambio di intonazione della politica monetaria della Banca Centrale Europea. In Romania, l'NBR è rimasto indietro rispetto alla curva, non riuscendo a reagire ad una rapida reflazione.
In Turchia, al di sopra del 6%, la crescita economica è stata spiegata da positive effetti di base, da un forte impulso creditizio e da una espansione fiscale. Il fallito colpo di stato dello scorso anno ha portato la crescita su base annua del terzo trimestre del 2017 all'11,1%, il tasso di crescita più forte dal 2011. Le banche hanno aumentato i prestiti alle piccole e medie imprese per una ammontare pari all'8% del PIL, sostenute dalle garanzie del Tesoro tramite il Fondo di garanzia del credito. Infine, il governo ha aumentato le spese, in particolare per i consumi pubblici, la sicurezza sociale e i progetti di edilizia pubblica. Tutte queste misure sono riuscite a garantire una crescita al di sopra della soglia del 5% che il governo sta mantenendo come obiettivo in vista delle elezioni presidenziali previste per il 2019.
Gli impulsi di credito e fiscali hanno portato ad un più ampio disavanzo delle partite correnti, il 70% del quale è stato finanziato con investimenti di portafoglio. Una buona propensione al rischio ha stabilizzato il TRY tra febbraio e metà settembre, ma i minori afflussi di portafoglio hanno determinato un altro episodio di deprezzamento della TRY negli ultimi quattro mesi dell'anno. Le misure di sostegno alla crescita hanno spinto l'inflazione al livello più alto in quattordici anni, a causa dell'inflazione core in forte rialzo e di una alta trasmissione del deprezzamento della TRY. Mentre la CBRT ha aumentato il tasso di emergenza sulla liquidità per un totale di 1,75 punti percentuali nel 2017, ciò non ha permesso di stabilizzare la valuta e l'inflazione.
1 Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Slovakia e Slovenia.
2 Con l'eccezione di Croazia e Slovenia.
In Russia, una crescita sopra al potenziale nel 2017 ha consentito una uscita dalla recessione, piuttosto che rappresentare l'inizio di una fase di crescita sostenuta. In effetti, la ripresa ha perso vigore nella seconda metà dell'anno, dal momento che il reddito reale delle famiglie continua a scendere e gli investimenti in macchinari e in costruzione si sono mostrati deboli. Le esportazioni hanno recuperato in linea con i prezzi del petrolio, ma sono state superate dalle importazioni. La spesa pubblica è stata tenuta sotto controllo, con il governo che punta a ridurre gradualmente il disavanzo primario fino al 2020.
Il permanere di capacità inutilizzata e condizioni monetarie restrittive hanno aiutato la CBR a ridurre l'inflazione al di sotto dell'obiettivo del 4%. La banca centrale ha continuato a ridurre gradualmente i tassi di interesse, con il miglioramento della credibilità che si è riflessa in un calo delle aspettative di inflazione. La correlazione tra il RUB e il prezzo del petrolio si è indebolita quando il Ministero delle Finanze ha acquistato FX sul mercato per sterilizzare i ricavi da petrolio e gas in eccesso rispetto ai prezzi messi a bilancio. Pertanto, la Russia è uno dei pochi esportatori di materie prime che è riuscito ad adeguarsi allo shock delle ragioni di scambio nel 2014-15.
Il quadro macroeconomico positivo nella CEE è stato offuscato da rischi politici. Il populismo ha continuato a farsi strada nell'area CEE-UE, con controversi cambiamenti giudiziari che hanno portato Polonia e Romania in rotta di collisione con le istituzioni europee. Tuttavia, la punizione può arrivare solo con il bilancio EU 2021-27, che probabilmente vedrà un taglio nei fondi di coesione e di investimento assegnati a quest'area. Le tensioni della Turchia con l'UE e gli Stati Uniti sono state ulteriormente messe a dura prova dal processo a Mehmet Hakan Atilla, accusato di aver violato le sanzioni statunitensi contro l'Iran.
Principali risultati e performance del periodo
Il conto economico
La formazione del risultato di gestione
Il Risultato netto di gestione a fine dicembre 2017 è pari a 4.246 milioni, in miglioramento di +11.400 milioni rispetto all'anno precedente, per effetto di un Risultato di gestione pari a 6.100 milioni (+2.875 milioni nel confronto annuale,+89,1%) e di Rettifiche nette su crediti pari a -1.854 milioni (in miglioramento di 8.525 milioni rispetto a dicembre 2016).
L'incremento annuo del Risultato di gestione rispetto a dicembre 2016 è spiegato dall'aumento del Margine di intermediazione (+2.614 milioni) e dalla riduzione dei Costi operativi (+261 milioni).
Formazione del risultato netto di gestione (milioni di €)
| ESERCIZIO | VARIAZIONE | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | C/ECONOMICO | % | |||
| Margine di intermediazione | 11.524 | 8.910 | + 2.614 | + 29,3% | ||
| Costi operativi | (5.424) | (5.685) | + 261 | - 4,6% | ||
| Risultato di gestione | 6.100 | 3.225 | + 2.875 | + 89,1% | ||
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni | (1.854) | (10.379) | + 8.525 | - 82,1% | ||
| Risultato netto di gestione | 4.246 | (7.154) | + 11.400 | n.s. |
Il margine di intermediazione
Al 31 dicembre 2017 il Margine di intermediazione si attesta a 11.524 milioni in aumento di 2.614 milioni (+29,3%) nel confronto annuale. L'incremento è legato principalmente all'aumento dei Dividendi e altri proventi su partecipazioni(+2.635 milioni) e delle commissioni nette (+224 milioni), che più che compensano il calo del Risultato netto dell'attività di negoziazione (-58 milioni) e del saldo degli altri proventi ed oneri (-205 milioni).
Gli Interessi netti a dicembre 2017 sono pari a 3.711 milioni, in lieve aumento rispetto all'anno precedente (+0,5%).
Nel 2017 la compressione dei tassi sui finanziamenti per la generale presenza di liquidità nel sistema e la particolare aggressività del mercato, competitivo sui tassi d'interesse, è stata parzialmente compensata da una crescita nei volumi dei finanziamenti a medio lungo termine alle imprese e alle famiglie, dalle politiche di sostegno al credito messe in atto dalla BCE e dalla riduzione del costo della raccolta al dettaglio.
La Banca nel quarto trimestre 2017 ha continuato ad eseguire il Piano Finanziario rispettando l'obiettivo di diversificare gli strumenti di emissione in maniera tale da ottimizzare gli accessi sui mercati dei capitali e i relativi costi della raccolta.
A fine dicembre il Piano era stato completato per circa il 60%, in coerenza con il sostenuto andamento sia della raccolta da clientela effettuata tramite la rete commerciale che della adesione alle operazioni cosiddette Targeted Long Term Refinancing Operations (TLTRO) che la Banca Centrale Europea ha reso disponibili al sistema bancario dell'Eurozona nel mese di marzo.
Risultati dell'esercizio
La Banca, infine, ha inaugurato con successo il nuovo programma US GMTN, finalizzando tre emissioni a medio lungo termine presso Investitori Istituzionali nel mesi di aprile e giugno.
Per quanto riguarda il costo della raccolta, la Banca nel 2017 ha contenuto rispetto alle attese di inizio anno i livelli del differenziale di tasso a medio lungo termine rispetto ad Euribor riconosciuto agli investitori.
I Dividendi contabilizzati nel 2017 sono pari a 3.808 milioni in aumento di 2.635 milioni rispetto all'anno precedente. L'incremento è imputabile principalmente ai dividendi ordinari e straordinari distribuiti nel 2017 da UniCredit Bank AG, pari a +3.005 milioni (+2.607 milioni rispetto al 2016).
Le Commissioni nette al 31 dicembre 2017 sono pari a 3.798 milioni in aumento di +224 milioni (+6,3%) rispetto all'anno precedente. La crescita è quasi interamente imputabile al Comparto dei Servizi di gestione e amministrazione del risparmio (+277 milioni), trainata dai fondi comuni di investimento e dai prodotti assicurativi. In flessione il comparto dei conti correnti, finanziamenti e crediti di firma soprattutto per il calo della remunerazione sugli affidamenti e sconfinamenti (-72 milioni) e per le maggiori commissioni passive legate alle cartolarizzazioni di tipo sintetico (-20 milioni).
Il Risultato netto dell'attività di negoziazione (+302 milioni) è essenzialmente determinato dagli utili legati alla vendita di Strumenti Disponibili per la Vendita (+294 milioni, di cui 226 milioni per effetto della compravendita di Titoli di Stato e 43 milioni derivanti dalla cessione di F2I e Fondo Italiano d'Investimento) e dagli utili legati a riacquisto di proprie emissioni e passività (+42 milioni).
Nel 2017 si registrano anche le perdite legate alla rivalutazione in cambi dell'esposizione in USD generata dall'emissione di strumenti Additional Tier 1 (-55 milioni) , ai Certificati e ai derivati loro connessi (-43 milioni) ed alla XVA - Credit, Funding and Debt Value Adjustment (-14 milioni). A fine dicembre 2017 le perdite relative a "Mandatorily settled equity linked certificates" (Convertibile Mando) legato alla vendita della partecipazione Pekao ammontano a -60 milioni.
Complessivamente il Risultato netto dell'attività di negoziazione è in calo rispetto all'anno precedente di -58 milioni.
- Le principali variazioni verso il 2016 sono riconducibili ai seguenti fenomeni:
- -83 milioni legati ai Certificati ed ai derivati loro connessi;
- -52 milioni derivanti dalla rivalutazione in cambi dell'esposizione in USD generata dall'emissione di strumenti Additional Tier 1;
- -59 milioni derivanti da XVA;
- +33 milioni derivanti dagli utili legati a riacquisto di proprie emissioni e passività;
- +30 milioni di minori perdite da fondi Pioneer.
Il saldo degli altri proventi ed oneri di gestione a dicembre 2017 è pari a -95 milioni e si confronta con un risultato pari a 110 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. I principali impatti del 2017 sono riconducibili a oneri connessi alla gestione aziendale (indennizzi, ristorni, servizi prestati, recuperi, fitti, ecc.) per complessivi -111 milioni e per +16 milioni all'utile riveniente dalla vendita di Titoli Loans & Receivables.
I costi operativi
Il totale dei Costi operativi a fine dicembre 2017 è stato pari a -5.424 milioni, con una diminuzione rispetto all'anno precedente pari a 261 milioni (-4,6%). Le Spese per il personale, pari a -3.139 milioni, sono in calo rispetto al 2016 per circa 159 milioni (-4,8%), principalmente per la diminuzione degli organici.
L'evoluzione dell'organico, che in termini di Full Time Equivalent (FTE) si attesta a 37.135 al 31 dicembre 2017, evidenzia una diminuzione di circa 3.268 FTE rispetto all'anno precedente dovute principalmente alle uscite ascrivibili ai Piani di incentivazione all'esodo in corso.
Le Altre spese amministrative registrano nel 2017 un valore di -2.694 milioni, in diminuzione di 145 milioni (-5,1%) rispetto al 2016. Il calo è concentrato sulle imposte indirette (-32 milioni) principalmente per minori costi su bolli, sulle spese ICT (-21 milioni), sui costi diretti per il personale (-18 milioni) e sulle spese di consulenza (-13 milioni).
I Recuperi di spesa, pari a 546 milioni, sono in diminuzione (-40 milioni, -6,8% nel confronto annuale), in particolare per il minore recupero sulle imposte di bollo.
Le Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali ammontano a -137 milioni in aumento di 3 milioni (+2,2%) rispetto all'anno precedente.
Rettifiche nette su crediti
A fine dicembre 2017 le Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni ammontano a -1.854 milioni in riduzione di 8.525 milioni rispetto all'anno precedente. Il significativo decremento è correlato alle iniziative avviate a fine 2016 (Progetti FINO e PORTO) in forza delle quali erano stati introdotti al 31 dicembre 2016 importanti aggiornamenti metodologici valutativi, al fine di renderli aderenti al nuovo approccio manageriale nella gestione dei crediti deteriorati, in ottemperanza alle linee guida definite nel Piano Strategico 2016-2019 approvato dal Consiglio di Amministrazione.
Il risultato netto di gestione
Il risultato netto di gestione è pari a +4.246 milioni, in miglioramento di +11.400 milioni rispetto ai -7.154 milioni dell'esercizio 2016, per effetto sia dell'incremento dei Dividendi e altri proventi su partecipazioni rispetto all'anno precedente sia della riduzione delle Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni sopra descritta.
La formazione dell'utile (perdita) netto
A fini espositivi nella tavola successiva vengono riclassificati i passaggi che portano dal risultato di gestione all'utile (perdita) netto.
Formazione dell'utile (perdita) netto (milioni di €)
| ESERCIZIO | VARIAZIONE | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | C/ECONOMICO | % | ||
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 4.246 | (7.154) | + 11.400 | n.s. | |
| Altri oneri e accantonamenti | (565) | (1.501) | + 936 | - 62,4% | |
| Oneri di integrazione | 14 | (1.163) | + 1.177 | n.s. | |
| Profitti (Perdite) netti da investimenti | 2.427 | (1.444) | + 3.871 | n.s. | |
| RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 6.122 | (11.262) | + 17.384 | n.s. | |
| Imposte sul reddito dell'esercizio | 30 | (198) | + 228 | n.s. | |
| RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 6.152 | (11.460) | + 17.612 | n.s. | |
| Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte | 84 | - | + 84 | + 100,0% | |
| Rettifiche di valore su avviamenti | - | - | - | - | |
| RISULTATO DI PERIODO | 6.236 | (11.460) | + 17.696 | n.s. |
Il risultato di periodo include il saldo delle poste economiche dell'esercizio 2017 (+84 milioni) relative alle attività dismesse di Pioneer Global Asset Management S.p.A. confluite in UniCredit S.p.A. nell'ambito dell'operazione societaria di fusione intervenuta a fine 2017.
Altri oneri e accantonamenti
Gli Altri oneri e accantonamenti, complessivamente pari a -565 milioni, in riduzione rispetto ai -1.501 milioni del 2016, comprendono il contributo a Deposit Guarantee Scheme (DGS) del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi - FITD (-69 milioni), il contributo ordinario (-109 milioni) al Fondo Nazionale di Risoluzione Italiano e altri accantonamenti a fronte di controversie, cause, vertenze, incidenti e reclami in cui la Banca è soggetto passivo.
Oneri di integrazione
Gli oneri di integrazione, pari a +14 milioni, sono sostanzialmente ascrivibili ad un parziale rilascio di costi di ristrutturazione accantonati nel mese di dicembre 2016 e relativi al piano di incentivazione all'esodo connesso al Piano Strategico 2016-2019.
I profitti (perdite) netti da investimenti
I profitti netti da investimenti sono pari a +2.427 milioni, in miglioramento di 3.871 milioni rispetto all'esercizio 2016.
In particolare, nel 2017 sono stati contabilizzati utili da cessione per +1.660 milioni (di cui +1.551 milioni relativi alla vendita di Pioneer e +110 milioni relativi alla cessione di Pioneer Pekao Investment Management SA).
Sono stati inoltre registrate rettifiche/riprese di valore su partecipazioni per +1.021 milioni (di cui +947 milioni relativi alla rivalutazione di UniCredit Bank Austria e +293 milioni relativi a UniCredit Bank AG).
Risultati dell'esercizio
Imposte sul reddito
Le imposte sul reddito per il 2017 presentano un valore positivo di +30,2 milioni, in miglioramento rispetto a -198,4 milioni del 2016.
Dall'esercizio 2017 sono entrati in vigore i provvedimenti già stabiliti con applicazione differita di un anno dalla L.208/2015 (Legge di Stabilità per il 2016):
- art.1, c.61: riduzione dell'aliquota IRES dal 27,5% al 24%;
- art.1, c.65: introduzione di un'addizionale IRES del 3,5% per le Banche;
- art.1, c.67: soppressione per le Banche dell'indeducibilità del 4% degli interessi passivi (cosiddetta "Robin Hood tax").
Pertanto, per UniCredit S.p.A., l'aliquota IRES rimane invariata mentre gli interessi passivi divengono totalmente deducibili.
Con L.21 giugno 2017, n.96 di conversione del D.L.50/2017, all'art.7, è stata determinata la misura definitiva del rendimento nozionale riconosciuto ai fini della determinazione dell'agevolazione ACE ("Aiuto alla Crescita Economica"), con una notevole riduzione della percentuale che scende dal 4,75% del 2016 al 1,6% del 2017 ed al 1,5% del 2018.
La voce imposte del conto economico ammonta a +30,2 milioni ed è composta principalmente da:
- credito IRES (corrente + differita) di +142,2 milioni;
- accantonamento IRAP (corrente + differita) di -92,5 milioni;
- accantonamento di -3,0 milioni relativo alla tassazione per trasparenza delle controllate estere (CFC);
- ritenute non deducibili per -8,1 milioni subite in Italia ed all'estero;
- sopravvenienze passive per -8,9 milioni provenienti dalla riconsiderazione, in sede di versamento del saldo delle imposte per il 2016, di DTA create in sede di accantonamento delle imposte.
L'IRES corrente presenta un imponibile a credito di 1.704,9 milioni. Si sarebbe pertanto potuto procedere all'iscrizione di Attività per Imposte Anticipate (DTA) sulle perdite fiscali riportabili per 468,9 milioni, che si cumulano alla perdita residua riportata sul 2016 per un totale complessivo di 3.272,7 milioni di euro. A queste si aggiungono anche 32,5 milioni di perdite fiscali riportabili acquisite in seguito all'incorporazione della controllata PGAM. Peraltro, in seguito all'effettuazione del "test di sostenibilità", effettuato sulla base di un arco temporale di 5 anni adottato ai fini di armonizzare l'approccio fra le principali entità del Gruppo, in presenza di un consolidato fiscale a credito d'imposta ed al regolamento tra le società del consolidato fiscale della liquidazione delle imposte relative all'esercizio 2017, si è proceduto a rilevare Attività per Imposte Anticipate (DTA) per un importo complessivo di 247 milioni, senza alcun impatto a conto economico per la presenza di fattispecie fiscali che, in applicazione dei principi contabili internazionali, non hanno effetti a conto economico.
Nonostante la già menzionata notevole riduzione del rendimento nozionale per il calcolo del beneficio ACE, l'aumento di capitale sociale di 13 miliardi, realizzato nei mesi di febbraio e marzo, ha sensibilmente incrementato la base sulla quale è calcolata l'agevolazione ed ha consentito di aumentare il beneficio da 43,4 milioni consuntivati in dichiarazione dei redditi per il 2016 a 53,4 milioni del 2017. Questi importi porterebbero all'iscrizione di DTA per un totale di 96,8 milioni. Tuttavia, in presenza di un consolidato fiscale a credito d'imposta ed in seguito all'effettuazione del "test di sostenibilità", non si è proceduto all'iscrizione di alcun importo.
Nella previsione di una base imponibile IRAP negativa per il 2018, si è inoltre proceduto alla cancellazione di 22 milioni sulle DTA da differenze temporanee che avrebbero avuto un impatto sulla determinazione dell'IRAP nel 2018, in quanto ritenute non recuperabili, con pari impatto negativo a conto economico.
Utile (perdita) netto
L'utile netto del periodo ammonta è pari a 6.236 milioni in incremento rispetto alla perdita del corrispondente periodo dell'esercizio precedente pari a 11.460 milioni.
Lo Stato Patrimoniale
I crediti verso clientela
I crediti verso clientela ammontano, al 31 dicembre 2017, a 208.965 milioni, in diminuzione di 4.272 milioni (-2,0%) rispetto al 31 dicembre 2016.
| Crediti verso clientela | (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONE | |||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ASSOLUTA | % | |
| Impieghi vivi | 168.763 | 169.167 | - 404 | - 0,2% |
| Operazioni pronti contro termine | 23.890 | 24.710 | - 820 | - 3,3% |
| Titoli di debito | 2.415 | 3.364 | - 949 | - 28,2% |
| Attività deteriorate | 13.898 | 15.996 | - 2.098 | - 13,1% |
| Totale crediti verso clientela | 208.965 | 213.237 | - 4.272 | - 2,0% |
| di cui: | ||||
| - unità operanti in Italia | 207.410 | 212.067 | - 4.657 | - 2,2% |
| - unità operanti all'estero | 1.555 | 1.170 | + 385 | + 32,9% |
Tale decremento è riconducibile essenzialmente ai crediti erogati dalle unità operanti in Italia (207.410 milioni), che rilevano una variazione negativa di 4.657 milioni rispetto ai valori del 31 dicembre 2016 (212.067 milioni).
Più nel dettaglio:
• gli impieghi vivi si sono ridotti di 404 milioni (-0,2%);
• i pronti contro termine rilevano una diminuzione di 820 milioni (-3,3%);
• i titoli di debito si riducono di 949 milioni (-28,2%);
• le attività deteriorate diminuiscono di 2.098 milioni (-13,1%).
Nell'ambito degli impieghi vivi (168.763 milioni al 31 dicembre 2017) sono rilevati 1.168 milioni verso Special Purpose Vehicle (S.P.V.), ascrivibili alle somme di liquidità che, a seguito del declassamento (downgrading) della Banca intervenuto dal 2012 da parte delle Agenzie di rating coinvolte nelle operazioni, UniCredit S.p.A. ha dovuto trasferire (in base alla documentazione contrattuale sottoscritta) presso altre Banche, ritenute ancora "eligible", in favore degli S.P.V. cessionari dei crediti nel contesto di operazioni originate da UniCredit S.p.A. relative a cartolarizzazioni e a programmi connessi all'emissione di obbligazioni bancarie garantite (covered bond).
Nel corso del 2017 i crediti verso Special Purpose Vehicle (S.P.V.), anzidetti, hanno subito una riduzione di -4.083 milioni rispetto al 31 dicembre 2016 in quanto, a seguito della rivisitazione degli accordi contrattuali connessi alle operazioni di cartolarizzazione e ai programmi di emissione di obbligazioni bancarie garantite, parte della liquidità esternalizzata è rientrata nelle disponibilità di UniCredit S.p.A.
Le operazioni di pronti contro termine attive ammontano al 31 dicembre 2017 a 23.890 milioni (24.710 milioni a fine 2016) e sono quasi totalmente rappresentati da operazioni effettuate con la Cassa di Compensazione e Garanzia e con la Cassa depositi e Prestiti.
I titoli di debito, escluse le attività deteriorate, al 31 dicembre 2017 ammontano a 2.415 milioni. La riduzione dell'aggregato (- 949 milioni) è sostanzialmente attribuibile al regolare ammortamento dei titoli in portafoglio riconducili, in particolare, all'operazione di cartolarizzazione LSV9 - SERIE 2016.
Le attività deteriorate a fine dicembre 2017 ammontano a 13.898 milioni, si attestano al 6,7% dell'ammontare complessivo dei Crediti verso Clientela, e sono prevalentemente concentrate nel segmento delle imprese.
L'evoluzione dell'aggregato (-13,1% rispetto ai 15.996 milioni di fine dicembre 2016) è diretta conseguenza dell'implementazione del nuovo approccio manageriale nell'attività di gestione e recupero degli stessi, che privilegia la tempestività degli incassi al fine di ridurne più velocemente lo stock come previsto nel nuovo Piano Strategico 2016-2019 approvato il 12 dicembre 2016.
Nel corso del 2017 sono state perfezionate cessioni di portafogli di Crediti verso Clientela per un valore nominale complessivo al 31 dicembre 2016 di 1.066 milioni, per un valore di bilancio, alla medesima data, di 239 milioni.
Risultati dell'esercizio
Qualità del credito
Al 31 dicembre 2017 il valore nominale delle attività deteriorate ammonta a 32.689 milioni, con un'incidenza sul totale degli impieghi nominali a clienti pari al 14,3% in riduzione rispetto al 15,7% del 31 dicembre 2016. A valori di bilancio (al netto pertanto delle rettifiche di valore operate per 18.791 milioni), i crediti deteriorati si attestano a fine 2017 a 13.898 milioni inferiori ai 15.996 milioni al 31 dicembre 2016, evidenziando un'incidenza sul totale dei crediti che è passata dal 7,5% a fine 2016, al 6,7% al 31 dicembre 2017.
L'incidenza dei crediti classificati in sofferenza (a valori nominali) si attesta al 7,8% del totale dei Crediti alla Clientela (8,1% a fine 2016); i crediti classificati in inadempienza probabile si attestano al 6,3% del totale (7,3% a fine 2016), mentre le esposizioni scadute deteriorate sono pari allo 0,24% della consistenza complessiva degli impieghi (0,26% a fine 2016).
Il coverage ratio sui crediti deteriorati (rettifiche di valore in rapporto al valore nominale) si attesta intorno al 57,6% in incremento rispetto al 56,6% rilevato a fine dicembre 2016, distribuito nel 68,2% sui crediti insofferenza, nel 45,0% sui crediti classificati ad inadempienza probabile e nel 39,2% sulle esposizioni scadute deteriorate.
Sui crediti non deteriorati, che ammontano a 195.984 milioni al valore nominale (198.239 milioni al 31 dicembre 2016), sono state operate rettifiche di valore che, al 31 dicembre 2017, ammontano complessivamente a 916 milioni, con un coverage ratio pari allo 0,47% (0,5% a fine 2016).
Complessivamente, quindi, il totale dei Crediti alla Clientela si attesta al 31 dicembre 2017 a nominali 228.673 milioni, a fronte dei quali sono state costituite rettifiche di valore per 19.707 milioni che portano il livello di copertura generale dei Crediti alla Clientela all'8,6% (9,3% al 31 dicembre 2016). La riduzione complessiva del coverage ratio è sostanzialmente ascrivibile alla contrazione dell'incidenza dei crediti deteriorati sull'aggregato complessivo dei Crediti alla Clientela.
Per la gestione ed il recupero dei crediti problematici (sofferenze ed inadempienze probabili), la Banca si avvale dei servizi offerti da doBank S.p.A., banca specializzata nel recupero crediti.
Si espone, a completamento, la seguente tavola riepilogativa:
Crediti verso clientela - Qualità del credito (milioni di €)
| SOFFERENZE | INADEMPIENZE PROBABILI |
ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE |
TOTALE(*) DETERIORATI |
CREDITI NON DETERIORATI |
TOTALE CREDITI |
|
|---|---|---|---|---|---|---|
| Situazione al 31.12.2017 | ||||||
| Esposizione lorda | 17.742 | 14.395 | 552 | 32.689 | 195.984 | 228.673 |
| incidenza sul totale crediti | 7,76% | 6,29% | 0,24% | 14,29% | 85,71% | |
| Rettifiche di valore | 12.104 | 6.471 | 216 | 18.791 | 916 | 19.707 |
| in rapporto all'esposizione lorda | 68,22% | 44,95% | 39,16% | 57,56% | 0,47% | |
| Valore di bilancio | 5.638 | 7.924 | 336 | 13.898 | 195.068 | 208.965 |
| incidenza sul totale crediti | 2,70% | 3,79% | 0,16% | 6,65% | 93,35% | |
| Situazione al 31.12.2016 | ||||||
| Esposizione lorda | 19.155 | 17.059 | 618 | 36.832 | 198.239 | 235.071 |
| incidenza sul totale crediti | 8,15% | 7,26% | 0,26% | 15,67% | 84,33% | |
| Rettifiche di valore | 12.996 | 7.594 | 246 | 20.836 | 998 | 21.834 |
| in rapporto all'esposizione lorda | 67,85% | 44,52% | 39,81% | 56,57% | 0,50% | |
| Valore di bilancio | 6.159 | 9.465 | 372 | 15.996 | 197.241 | 213.237 |
| incidenza sul totale crediti | 2,89% | 4,44% | 0,17% | 7,50% | 92,50% |
Nota:
(* ) Il perimetro delle esposizioni creditizie deteriorate è equivalente al perimetro delle Non-Performing Exposures secondo la definizione EBA.
L'eventuale mancata quadratura tra i dati esposti in tabella dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.
La raccolta da clientela e in titoli
La raccolta da clientela e titoli ammonta a 262.084 milioni (-6,3% annuo), con una riduzione di 17.564 milioni rispetto a fine 2016 da attribuire alle unità operanti in Italia per -19.140 milioni e un incremento ascrivibile alle unità operanti all'estero per 1.576 milioni.
| Raccolta da clientela e titoli | (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONE | |||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ASSOLUTA | % | |
| Debiti verso clientela | 197.139 | 196.521 | + 618 | + 0,3% |
| Titoli in circolazione | 64.945 | 83.127 | - 18.182 | - 21,9% |
| Totale raccolta da clientela e titoli | 262.084 | 279.648 | - 17.564 | - 6,3% |
| di cui: - unità operanti in Italia |
255.196 | 274.336 | - 19.140 | - 7,0% |
| - unità operanti all'estero | 6.888 | 5.312 | + 1.576 | + 29,7% |
I debiti verso clientela si attestano a 197.139 milioni, con un aumento di 618 milioni rispetto a fine 2016. Più in dettaglio:
• i conti correnti e i depositi liberi sono aumentati di 7.799 milioni;
• i depositi vincolati si sono ridotti di 968 milioni;
• i pronti contro termine di raccolta con la clientela si sono ridotti di 5.473 milioni;
• le altre forme tecniche di raccolta sono diminuite di 740 milioni.
I debiti rappresentati da titoli in circolazione, pari a 64.945 milioni, segnano nel 2017 una riduzione di 18.182 milioni da ricondurre principalmente alle unità operanti in Italia che registrano una riduzione complessiva di 20.293 milioni da attribuire principalmente alle obbligazioni (-19.457 milioni), ai certificati di deposito (+1.961 milioni) ed ai buoni fruttiferi (-685 milioni); le risultanze dei certificati di deposito delle unità operanti all'estero sono aumentate di 2.111 milioni.
Gli investimenti finanziari
Gli investimenti finanziari segnano nel 2017 una riduzione di 3.096 milioni (2,9%) riveniente dalle variazioni verificatesi nelle attività finanziarie disponibili per la vendita (-4.807 milioni), nelle attività finanziarie detenute sino alla scadenza (+7 milioni), nelle partecipazioni (+1,210 milioni) e nelle attività finanziarie valutate al fair value (+493 milioni).
| Investimenti finanziari | (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONE | |||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ASSOLUTA | % | |
| Attività finanziarie valutate al fair value | 652 | 159 | + 493 | n.s. |
| Attività finanziarie disponibili per la vendita | 59.718 | 64.525 | - 4.807 | - 7,4% |
| di cui: - partecipazioni |
1.897 | 2.205 | - 308 | - 14,0% |
| - titoli di debito, di capitale e quote OICR | 57.821 | 62.320 | - 4.499 | - 7,2% |
| Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | 762 | 755 | + 7 | + 1,0% |
| Partecipazioni | 44.145 | 42.935 | + 1.210 | + 2,8% |
| Totale investimenti finanziari | 105.278 | 108.374 | - 3.096 | - 2,9% |
| di cui: - unità operanti in Italia |
105.262 | 108.360 | - 3.098 | - 2,9% |
| - unità operanti all'estero | 16 | 14 | + 2 | + 14,3% |
Più in dettaglio:
• le attività finanziarie disponibili per la vendita risultano composte per 57.821 milioni da titoli di debito, di capitale e quote di O.I.C.R. in decremento di 4.499 milioni, prevalentemente per le vendite e i rimborsi di titoli di stato, e per 1.897 milioni da interessenze partecipative. Le interessenze partecipative incluse in questo portafoglio segnano un decremento annuo di 308 milioni da ricondurre principalmente a:
-
cessioni per complessivi 307 milioni che hanno comportato l'iscrizione di utili netti da cessione per circa 48 milioni (di cui: 20 milioni Istituto Europeo di Oncologia S.r.l., 18 milioni Eramet SA);
-
variazioni di fair value, imputate a patrimonio netto per complessivi 36 milioni (di cui 32 milioni ERG S.p.A.);
-
rettifiche di valore per deterioramento, imputate al Conto Economico per complessivi -63 milioni (di cui: -30 milioni Delfin Holding S.r.l., -18 milioni Eramet SA);
-
acquisti per complessivi 41 milioni (di cui 30 milioni Delfin Holding S.r.l.);
Risultati dell'esercizio
- il valore delle partecipazioni pari a 44.145 milioni segna un aumento di 1.210 milioni da ricondurre principalmente agli effetti combinati derivanti: - dalle rettifiche di valore (di cui: -83 milioni KOC Finansal Hizmetler AS -39 milioni UniCredit International Luxembourg, -19 milioni Nuova
- Compagnia di Partecipazioni S.p.A., -14 milioni i-Faber S.p.A.);
- dalle riprese di valore (di cui: +293 milioni UniCredit Bank AG, +947 milioni UniCredit Bank Austria AG, +5 milioni UniCredit Factoring S.p.A.).
L'interbancario
La Banca nel quarto trimestre 2017 ha continuato ad eseguire il Piano Finanziario rispettando l'obiettivo di diversificare gli strumenti di emissione in maniera tale da ottimizzare gli accessi sui mercati dei capitali e i relativi costi della raccolta.
A fine dicembre il Piano era stato completato per circa il 60%, in coerenza con il sostenuto andamento sia della raccolta da clientela effettuata tramite la rete commerciale che della adesione alle operazioni cosiddette Targeted Long Term Refinancing Operations (TLTRO) che la Banca Centrale Europea ha reso disponibili al sistema bancario dell'Eurozona nel mese di marzo 2017.
La Banca, infine, ha inaugurato con successo il nuovo programma US GMTN, finalizzando tre emissioni a medio lungo termine presso Investitori Istituzionali nel mesi di aprile e giugno.
Per quanto riguarda il costo della raccolta, la Banca nel 2017 ha contenuto rispetto alle attese di inizio anno i livelli del differenziale di tasso a medio lungo termine rispetto ad Euribor riconosciuto agli investitori.
Il patrimonio netto
Il patrimonio netto al 31 dicembre 2017 si attesta a 53.508 milioni e presenta un aumento, rispetto al 31 dicembre 2016, di 20.811 milioni da attribuire:
- +13.000 milioni per sottoscrizione dell'aumento di capitale deliberato dall'Assemblea straordinaria in data 12 gennaio 2017 con emissione di n.1.606.876.817 azioni ordinarie; l'aumento di capitale interamente versato è stato attribuito per 16 milioni al capitale sociale e 12.984 milioni a titolo di sovraprezzo;
- -298 milioni per imputazione a riserve degli oneri connessi all'aumento di capitale, al netto della relativa fiscalità;
- +15 milioni per regolamento diritti inoptati relativi al predetto aumento di capitale;
- +78 milioni all'adeguamento della riserva dedicata ai piani Equity Settled Share Based Payments (Pagamenti basati su azioni);
- +2.227 milioni all'emissione di strumenti Additional Tier 1 iscritti al netto dei relativi costi di transazione, alla voce "Strumenti di Capitale";
- +8 milioni all'imputazione a riserve degli effetti fiscali relativi agli oneri di transazione e fees di collocamento delle predette nuove emissioni di strumenti At1;
- -32 milioni al canone di usufrutto correlato agli strumenti finanziari (cosiddetti "Cashes") al servizio dei quali sono state poste la quasi totalità delle azioni sottoscritte da Mediobanca, in occasione del relativo aumento di capitale del 2009;
- -176 milioni all'imputazione a riserva delle cedole corrisposte ai sottoscrittori degli strumenti Additional Tier 1, al netto della relativa fiscalità;
- -4 milioni per imputazione a riserva connessa ai piani Equity Settled Share Based Payments, per la quale la Banca ha optato il regolamento monetario;
- -3 milioni all'imputazione a riserve del costo di acquisto free shares connesse ai piani di incentivazione del personale del Gruppo;
- -37 milioni ai disavanzi di fusione derivanti dalle fusioni per incorporazione delle controllate Buddy Servizi molecolari S.p.A. e Pioneer Global Asset Management ("PGAM");
- -72 milioni per iscrizione a riserva degli effetti negativi derivanti dalla non sostenibilità dei benefici fiscali connessi alle poste di patrimonio netto;
- -131 milioni sull'effetto netto riveniente dalle riserve di valutazione, di cui: -107 milioni da attività finanziarie disponibili per la vendita, -39 milioni da copertura dei flussi finanziari e +15 milioni su piani a benefici definiti;
- +6.236 milioni al risultato di periodo.
Si segnalano inoltre le seguenti variazioni di rilievo occorse durante il 2017 che, essendosi riflesse tra le varie componenti del patrimonio netto, non hanno comportato la modifica dell'ammontare complessivo dello stesso:
- in esecuzione delle delibere dell'Assemblea dei Soci del 20 aprile 2017 si è dato luogo: (i) al ripianamento della perdita d'esercizio 2016 (11.460 milioni) mediante l'utilizzo della Riserva Sovraprezzi di emissione; (ii) copertura delle riserve negative (3.511 milioni) in parte mediante utilizzo di Riserve di utili (369 milioni) e Riserve di capitale (633 milioni), e in parte con prelievo dalla Riserva sovraprezzo (2.509 milioni); (iii) allocazione alla Riserva connessa al sistema di incentivazione a medio termine del personale di Gruppo (60 milioni) mediate corrispondente prelievo dalla Riserva statutaria;
- il capitale sociale è aumentato di 18 milioni, con prelievo dalla predetta riserva appositamente costituita, per l'emissione di azioni connesse al piano di incentivazione a medio termine del personale di Gruppo, come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 13 marzo 2017.
| (milioni di €) Patrimonio netto |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONE | ||||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ASSOLUTA | % | ||
| Capitale | 20.881 | 20.847 | + 34 | + 0,2% | |
| Sovrapprezzi di emissione | 13.400 | 14.385 | - 985 | - 6,9% | |
| Strumenti di capitale | 4.610 | 2.383 | + 2.227 | + 93,5% | |
| Riserve | 7.798 | 5.828 | + 1.970 | + 33,8% | |
| Riserve leggi speciali di rivalutazione | 277 | 277 | - | - | |
| Azioni proprie | (2) | (2) | - | - | |
| Totale capitale e riserve | 46.964 | 43.718 | + 3.246 | + 7,4% | |
| Riserve da valutazione | 308 | 439 | - 131 | - 29,8% | |
| Utile (Perdita) netto | 6.236 | (11.460) | + 17.696 | n.s. | |
| Totale patrimonio netto | 53.508 | 32.697 | + 20.811 | + 63,6% |
Rafforzamento patrimoniale
In data 12 gennaio 2017 l'Assemblea dei Soci di UniCredit S.p.A. ha deliberato un aumento di capitale, conclusosi in data 2 marzo 2017, che ha comportato l'emissione di n.1.606.876.817 nuove azioni ordinarie per un controvalore complessivo di euro 12.999.633.449,53 (di cui euro 16.068.768,17 a titolo di capitale ed euro 12.983.564.681,36 a titolo di sovraprezzo). L'aumento di capitale costituisce uno dei pilastri del Piano Strategico 2016-2019 e ha consentito e un significativo rafforzamento dei ratio patrimoniali del Gruppo.
L'Assemblea dei Soci ha inoltre approvato il raggruppamento di azioni ordinarie e di risparmio basato sul rapporto di 1 nuova azione ordinaria o di risparmio ogni 10 azioni ordinarie o di risparmio esistenti.
In data 13 marzo 2017 il Consiglio di Amministrazione di UniCredit, in forza di delega conferita dall'Assemblea straordinaria dell'11 maggio 2012 e dall'Assemblea straordinaria dell'11 maggio 2013, dall'Assemblea straordinaria del 13 maggio 2014 e dall'Assemblea straordinaria del 13 maggio 2015, ha deliberato un aumento di capitale per euro 17.587.596,70 mediante emissione di n.1.034.172 azioni ordinarie da assegnare al personale del gruppo UniCredit.
Il capitale sociale della Banca ammonta al 31 dicembre 2017 a euro 20.880.549.801,81, diviso in n.2.225.945.295 azioni prive del valore nominale, di cui n.2.225.692.806 azioni ordinarie e n.252.489 azioni di risparmio.
In data 4 dicembre 2017 l'Assemblea Straordinaria dei soci e l'Assemblea speciale degli azionisti di risparmio di UniCredit S.p.A. hanno approvato, tra le altre, le seguenti azioni di rafforzamento della propria corporate governance e di semplificazione della struttura del capitale sociale della Banca e le conseguenti modifiche statutarie:
Eliminazione del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto.
L'eliminazione della clausola statutaria che limitava l'esercizio del diritto di voto da parte degli azionisti ordinari al 5% del capitale sociale allinea la governance di UniCredit al principio per cui il sistema di voto è proporzionale al capitale investito (cosiddetto "one share one vote"), principio che, oltre a essere in linea con la best practice internazionale, è generalmente ritenuto auspicabile in quanto allinea gli interessi economici al potere di voto e supporta un ruolo maggiormente attivo degli azionisti nel processo decisionale.
Conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie.
Conversione obbligatoria delle n.252.489 azioni di risparmio esistenti in azioni ordinarie della Società con godimento regolare e aventi le stesse caratteristiche delle azioni ordinarie esistenti alla data dell'operazione, con un rapporto di conversione, per ciascuna azione di risparmio, pari a n.3,82 azioni ordinarie di nuova emissione e un conguaglio pari a euro 27,25.
La conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie rientra tra le azioni dirette a rafforzare il capitale sociale, dal momento che tali azioni non concorrono al calcolo del Core Tier 1, e contribuisce al perseguimento dell'obiettivo di conseguire una generale semplificazione della struttura di capitale e dell'organizzazione della Società, con conseguente risparmio di costi. La suddetta semplificazione costituisce un beneficio per tutti gli azionisti e, con specifico riferimento alle attuali azioni di risparmio, i titolari di quest'ultime, che, in presenza delle condizioni di legge, hanno comunque la facoltà di esercitare il recesso ex art.2437 c.c., trarranno beneficio anche dal significativo aumento di liquidità delle azioni detenute. Difatti, la conversione di azioni di risparmio, relativamente non liquide, li porterà a detenere azioni ordinarie caratterizzate da una liquidità sostanzialmente maggiore.
La conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie non comporterà variazioni del valore contabile complessivo del capitale sociale; il conguaglio in denaro verrà corrisposto con prelievo della Riserva Sovrapprezzo.
Risultati dell'esercizio
Nel corso del 2017 UniCredit S.p.A. ha collocato ulteriori emissioni di strumenti Additional Tier 1 (cosiddette Non-Cumulative Temporary Write-Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes) destinata ad investitori istituzionali, con durata "perpetua" (scadenza legata alla durata statutaria di UniCredit S.p.A.), in particolare:
- in data 22 maggio 2017 sono stati collocati strumenti Additional Tier 1 per un totale di 1.250 milioni euro richiamabili dall'emittente dopo 5,5 anni (giugno 2023) e successivamente ad ogni data di pagamento cedola. La cedola a tasso fisso riconosciuta per i primi 5,5 anni è pari a 6,625% all'anno pagata su base semestrale; in seguito, se non viene esercitata la facoltà di rimborso anticipato, la stessa verrà ridefinita a intervalli di 5 anni sulla base del tasso swap di pari scadenza vigente al momento maggiorato di 638,7 pb.;
- in data 20 dicembre 2017 un ulteriore collocamento di strumenti Additional Tier 1 per un totale di 1.000 milioni euro richiamabili dall'emittente dopo 7,5 anni (3 giugno 2025) e successivamente ad ogni data di pagamento cedola. La cedola a tasso fisso riconosciuta per i primi 7,5 anni è pari a 5,375% all'anno pagata su base semestrale; in seguito, se non viene esercitata la facoltà di rimborso anticipato, la stessa verrà ridefinita a intervalli di 5 anni sulla base del tasso swap di pari scadenza vigente al momento maggiorato di 492,57 pb.
Gli strumenti di tipologia Additional Tier 1 hanno contribuito a rafforzare il Tier 1 Ratio di UniCredit S.p.A. ed a raggiungere il requisito minimo del 1,50% di AT1. Queste ultime emissioni fanno parte dei 3,5 miliardi di Additional Tier 1 previsti per il 2017-19, dei quali rimangono da eseguire solamente 750 milioni, dopo la transazione di dicembre dello scorso anno e di quella effettuata a maggio. Come previsto dai requisiti regolamentari, il pagamento della cedola è discrezionale.
Azionariato
Il capitale sociale, interamente sottoscritto e versato, è di 20.880.549.801,81 euro diviso in n.2.225.945.295 azioni prive del valore nominale, di cui n.2.225.692.806 azioni ordinarie e n.252.489 azioni di risparmio.
Alla data del 31 dicembre 2017, sulla base di analisi condotte avvalendosi di dati rivenienti da fonti eterogenee, quali il contenuto del libro soci, la documentazione relativa alle partecipazioni all'assemblea della Società, le comunicazioni alla CONSOB, public filings disponibili sul mercato:
• gli azionisti risultano essere 370.000 circa;
• l'azionariato residente detiene circa il 22,18% del capitale e gli azionisti esteri il 77,82%;
• l'89,51% del capitale sociale ordinario risulta detenuto da persone giuridiche, il rimanente 10,49% da persone fisiche.
Sempre a tale data, i principali azionisti, titolari di partecipazioni rilevanti superiori al 3%, come da comunicazioni ricevute ai sensi della vigente normativa e che non rientrano nell'esenzione dalla segnalazione prevista dall'art.119bis del Regolamento Consob n.11971/99, risultano essere:
Maggiori azionisti
| AZIONI | % | |
|---|---|---|
| NOMINATIVO AZIONISTA | ORDINARIE | DI POSSESSO(1) |
| Capital Research and Management Company | 112.889.777 | 5,072%(2) |
| Aabar Luxembourg S.a.r.l. | 112.141.192 | 5,038% |
Note:
(1) Sul capitale ordinario. (2) A titolo di gestione del risparmio.
Azioni proprie
Il numero delle azioni proprie in portafoglio a fine 2017 riflette il raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di 1 nuova azione ogni 10 esistenti propedeutico al successivo aumento di capitale deliberato dall'Assemblea Straordinaria del 12 gennaio 2017. In termini di controvalore rispetto a fine 2016 il saldo è invariato non essendo state effettuate transazioni nel corso del 2017.
Azioni proprie
| Numero azioni ordinarie al 31.12.2017 | 4.760 |
|---|---|
| % sul capitale | n.s. |
| Valore di bilancio al 31.12.2017 € | 2.440.001 |
Capital and Value Management
Principi di creazione di valore e allocazione del capitale
Al fine di creare valore per gli azionisti, le linee guida strategiche del Gruppo sono volte ad ottimizzare la composizione del proprio portafoglio di attività. Tale obiettivo è perseguito attraverso il processo di allocazione del capitale alle differenti linee di business in rapporto agli specifici profili di rischio e alla capacità di generare utili sostenibili, misurato come EVA (Economic Value Added), il principale indicatore di performance correlato al TSR (Total Shareholder Return).
Lo sviluppo dell'operatività del Gruppo in ottica di creazione di valore richiede un processo di allocazione e gestione del capitale disciplinato nelle diverse fasi del processo di pianificazione e controllo, in cui si articolano:
- la formulazione della proposta di propensione al rischio e degli obiettivi di patrimonializzazione;
- l'analisi dei rischi associati ai driver del valore e conseguente allocazione del capitale alle linee di attività ed alle Business Unit;
- l'assegnazione degli obiettivi di performance aggiustate per il rischio;
- l'analisi dell'impatto sul valore del Gruppo e della creazione di valore per gli azionisti;
- l'elaborazione e proposta del piano finanziario e della dividend policy.
Il processo di allocazione del capitale è basato su una logica di "doppio binario", considerando sia il capitale economico, misurato attraverso la completa valutazione dei rischi tramite modelli di risk management, e sia il capitale regolamentare, quantificato applicando gli obiettivi interni di capitalizzazione ai requisiti di capitale regolamentari.
Ratio patrimoniali
Il Gruppo gestisce dinamicamente il capitale monitorando i ratio patrimoniali regolamentari, anticipando gli opportuni interventi necessari all'ottenimento degli obiettivi e ottimizzando la composizione dell'attivo e del patrimonio. La pianificazione ed il monitoraggio si riferiscono da un lato al totale dei fondi propri (Common Equity Tier 1, Additional Tier 1 e Tier 2 Capital) e dall'altro ai Risk Weighted Asset (RWA). I Risk Weighted Assets per i portafogli gestiti tramite i modelli interni avanzati, non dipendono solo dal valore nominale degli asset ma anche dai corrispondenti parametri creditizi. Oltre alle dinamiche dei volumi, è quindi cruciale il monitoraggio e la previsione dell'evoluzione della qualità creditizia del portafoglio in funzione dello scenario macroeconomico (il cosiddetto effetto pro-ciclicità).
| Fondi propri e Coefficienti patrimoniali transitori | (milioni di €) | |
|---|---|---|
| DATI AL | ||
| 31.12.2017(*) | 31.12.2016(*) | |
| Capitale primario di classe 1 | 46.458 | 28.697 |
| Capitale di classe 1 | 51.717 | 31.874 |
| Totale fondi propri | 60.332 | 40.649 |
| Totale attività ponderate per il rischio | 201.791 | 200.612 |
| Ratio - Capitale primario di classe 1 | 23,02% | 14,30% |
| Ratio - Capitale di classe 1 | 25,63% | 15,89% |
| Ratio - Totale fondi propri | 29,90% | 20,26% |
Nota:
(*) Fondi propri e ratio patrimoniali inclusivi degli aggiustamenti transitori secondo le percentuali tempo per tempo applicabili.
La crisi economica e finanziaria, iniziata nel 2007, ha innescato intensi dibattiti circa la necessità di promuovere un sistema finanziario più forte e più resistente agli shock esterni.
Di conseguenza, negli ultimi anni, le autorità di vigilanza globali hanno varato una serie di provvedimenti che hanno contribuito a ridisegnare in modo significativo il panorama dei mercati finanziari. In particolare, nel dicembre 2010, il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha pubblicato un'ulteriore serie di cambiamenti significativi degli standard globali richiesti alle banche su capitale e liquidità, conosciuto come "Basilea 3". Le innovazioni regolamentari di Basilea 3 definiscono regole più stringenti per i livelli di adeguatezza patrimoniale delle banche e introducono per la prima volta limiti in termini di liquidità e di leva finanziaria. Secondo il dettato di Basilea 3 le nuove regole sono attuate gradualmente, per consentire al sistema bancario di soddisfare i nuovi requisiti e ridurre l'impatto sull'economia reale. In Europa, gli accordi di Basilea 3 sono stati tradotti in legge attraverso due strumenti legislativi separati in applicazione dall'1 gennaio 2014: la Direttiva 2013/36/UE (CRD) e il Regolamento 575/2013/UE (CRR). In aggiunta, a dicembre 2013 Banca d'Italia ha pubblicato la "Circolare 285" che ha aggiornato e adeguato al nuovo contesto regolamentare internazionale le disposizioni applicabili alle banche e ai gruppi bancari Italiani.
In aggiunta il regolamento 1024/2013/UE del Consiglio del 15 ottobre 2013 (Regolamentazione "SSM" - Single Supervisory Mechanism) ha attribuito alla Banca Centrale Europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi.
Nel corso degli anni sono stati inoltre pubblicati regolamenti delegati della Commissione e regolamenti della Banca Centrale Europea finalizzati a disciplinare aspetti normativi specifici.
Risultati dell'esercizio
Secondo l'articolo 92 della CRR, è richiesto di soddisfare i seguenti requisiti minimi di capitale: Common Equity Tier1 (CET1) ratio 4,5%, Tier1 6% e Total Capital ratio 8%.
A questi requisiti minimi si aggiunge il requisito combinato di riserva di capitale definito dall'articolo 128(6) della CRD. Il mancato rispetto del requisito combinato di riserva di capitale determina limitazioni alle distribuzioni, fino a un limite definito come "massimo ammontare distribuibile" (MDA), e la necessità di adottare un piano di conservazione del capitale.
Il requisito combinato di riserva di capitale applicabile a livello consolidato ad UniCredit è composto dalle seguenti riserve:
- riserva di conservazione del capitale (Capital conservation buffer CCB) fissata da Banca d'Italia3 all'1,25% per tutti i gruppi bancari italiani; • riserva di capitale anticiclica specifica della banca (Institution specific countercyclical capital buffer - CCyB) da applicarsi nei periodi di eccessiva
- crescita del credito, per il gruppo UniCredit pari allo 0,03% al 31 dicembre 2017. Questa riserva è calcolata trimestralmente in funzione della distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti del Gruppo e delle decisioni delle singole autorità nazionali competenti che definiscono i coefficienti specifici applicabili in ciascuno Paese. Al 31 dicembre 2017, le sole autorità nazionali di Svezia, Islanda, Norvegia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Hong Kong hanno definito coefficienti anticiclici differenti da 0% (pari rispettivamente a 2%, 1,25%, 2%, 0,5%, 0,5% e 1,25%). In applicazione del regime transitorio previsto dalla Banca d'Italia, il requisito massimo di capitale (cap) per il 2017 è pari allo 1,25% da coprire attraverso capitale primario di classe 1; il requisito sarà aumentato dello 0,625% all'anno, per arrivare al 2,5% a regime dall'1 gennaio 2019;
- riserva di capitale per le istituzioni finanziarie sistemicamente rilevanti a livello globale (Global Systemically Important Institutions, G-SII); per il gruppo UniCredit, identificato dalla Banca d'Italia come istituzione a rilevanza sistemica globale (G-SII) autorizzata in Italia4, il requisito risulta pari allo 0,50% per l'anno 2017; tale riserva dovrà essere incrementata dello 0,25% per anno, fino a raggiungere un livello pari all'1% da detenere a partire dall'1 gennaio 2019. Il gruppo UniCredit rientra nella prima sottocategoria di rilevanza sistemica secondo il regime transitorio previsto dalla Direttiva 2013/36/UE (Capital Requirements Directive IV - CRD IV);
- riserva di capitale per le istituzioni finanziarie sistemicamente rilevanti a livello locale (Other systemically important institutions, O-SII), pari allo 0%. Banca d'Italia ha identificato i gruppi bancari UniCredit, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena come istituzioni a rilevanza sistemica nazionale (O-SII) autorizzate ad operare in Italia. Questa riserva di capitale per UniCredit sarà incrementata annualmente dal 1 gennaio 2018 dello 0,25% fino al raggiungimento dell'1% non oltre l'1 gennaio 20215. Va tuttavia considerato che l'articolo 131, comma 14, della CRD IV richiede l'applicazione della riserva di capitale più elevata tra la riserva di capitale per le G-SII e la riserva di capitale per le O-SII (pertanto il gruppo UniCredit dovrà rispettare il requisito connesso alla riserva di capitale G-SII pari a 0,50% per il 2017);
- riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (systemic risk buffer), volta a prevenire ed attenuare il rischio sistemico o macroprudenziale non ciclico di lungo periodo non previsto dal CRR (non applicabile alla data del 31 dicembre 2017).
Inoltre il gruppo UniCredit deve soddisfare i requisiti di capitale definiti annualmente a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP) condotto dalla Banca Centrale Europea (BCE), in applicazione dell'articolo 16(2) della regolamentazione SSM.
A seguito degli esiti dello SREP 2016, la BCE ha definito un requisito di Pillar 2 (P2R) per il gruppo UniCredit uguale al 2,5%. Di conseguenza dal 1 gennaio 2017, sulla base dell'applicazione della direttiva EBA/GL/2014/13, i seguenti requisiti totali SREP (TSCR), che includono i requisiti di capitale minimi ed i requisiti di Pillar 2, si applicano ad UniCredit su base consolidata:
- 7% CET 1 ratio;
- 8,5% Tier 1 ratio;
- 10,5% Total Capital ratio.
Similmente i seguenti requisiti complessivi di capitale (OCR), che includono, in aggiunta al TSCR, il Requisito Combinato di Riserva di capitale, si applicano ad UniCredit su base consolidata:
• 8,78% CET 1 ratio;
- 10,28% il Tier 1 ratio;
- 12,28% il Total Capital ratio.
I requisiti sopra menzionati sono quelli rilevanti ai fini MDA per il gruppo UniCredit al 31 dicembre 2017.
3 Sulla base del 18° aggiornamento della Circolare 285 di Banca d'Italia (pubblicato il 6 ottobre 2016) che prevede la modifica del requisito di conservazione del capitale, la regolamentazione nazionale è allineata alle regole transitorie come previsto dalla CRD sia a livello individuale che consolidato: la riserva di conservazione del capitale è fissata al 1,25% per il 2017 e successivamente incrementata annualmente dello 0,625% fino al raggiungimento del 2,5% a partire dall'1 gennaio 2019.
4 La decisione è stata assunta ai sensi della Circolare 285 di Banca d'Italia (Disposizioni di vigilanza per le banche); la circolare recepisce in Italia le disposizioni della CRD IV ed esplicita i criteri su cui si basa la metodologia per l'individuazione delle G-SII. La metodologia per individuare e classificare le G-SII nelle diverse sottocategorie è definita nel regolamento delegato n.1222/2014 della Commissione europea. Il regolamento contiene previsioni coerenti con quanto stabilito dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria e dal Financial Stability Board (FSB), in modo da garantire che ogni anno siano identificate come G-SII le stesse banche europee incluse nella lista pubblicata dall'FSB, anch'essa annuale.
5 La decisione di identificare i tre gruppi come O-SII è stata assunta ai sensi della Circolare 285 di Banca d'Italia (Disposizioni di vigilanza per le banche); la circolare recepisce in Italia le disposizioni della direttiva UE/2013/36 (Capital Requirements Directive, CRD IV) ed esplicita i criteri su cui si basa la metodologia per l'individuazione delle O-SII. La valutazione è stata effettuata seguendo le indicazioni contenute nelle linee guida EBA/GL/2014/10 dell'Autorità bancaria europea (European Banking Authority, EBA), che specificano i criteri e i dati necessari per individuare le O-SII nelle giurisdizioni dell'Unione europea. Le linee guida delineano previsioni coerenti con quanto stabilito dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria per l'identificazione delle banche sistemicamente rilevanti a livello nazionale, mirando all'omogeneità nel processo di identificazione a livello internazionale.
Al 31 dicembre 2017, tutti i requisiti sopra menzionati risultano essere rispettati dal gruppo UniCredit.
Per il 2017, il Consiglio di Amministrazione, propone la distribuzione di dividendi per 726 milioni, pari a una quota del 20% dell'utile d'esercizio, al netto dell'impatto a conto economico derivante dalla vendita della partecipazioni in Bank Pekao S.A., delle quote di partecipazioni detenute nelle società polacche (Pioneer Pekao Investment Management S.A., Pekao Pioneer PTE S.A. e Dom Inwestycyjny Xelion Sp. Z.o.o.) e di "Pioneer Investments".
SREP 2017
In seguito gli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), il Single Supervisor ha abbassato il requisito di capitale di Pillar 2 (P2R) di 50 punti base a 200 punti base; di conseguenza, UniCredit dovrà rispettare i seguenti requisiti patrimoniali transitori su base consolidata a partire dal 2018:
- 9,19% CET1 ratio;
- 10,69% Tier 1 ratio;
- 12,69% Total Capital ratio.
Tutti i coefficienti patrimoniali transitori sono inclusivi del P2R pari al 2,00%, della riserva di conservazione del capitale pari all'1,88%, della riserva di capitale G-SII pari allo 0,75% e della riserva di capitale anticiclica stimata pari allo 0,06%.
Modello organizzativo
Modello organizzativo Modifiche organizzative rilevanti nel 2017
In data 21 settembre 2017, il Consiglio di Amministrazione ha approvato un nuovo ruolo: il Chief Lending Officer responsabile delle attività di coordinamento e della gestione delle attività di erogazione del credito di UniCredit S.p.A.
L'assetto organizzativo
La struttura organizzativa del Gruppo riflette un modello organizzativo e di business che, garantendo l'autonomia dei Paesi/Banche locali su specifiche attività al fine di assicurare maggiore vicinanza al cliente ed efficienti processi decisionali, mantiene una struttura divisionale per quanto riguarda il governo del business/prodotti CIB e il business nei Paesi CEE, nonché un presidio globale sulle funzioni del COO. In particolare:
- l'Amministratore Delegato (CEO) mantiene il controllo diretto sulla definizione della Strategia di Gruppo, i Rischi, la Compliance, le Risorse umane, l'ottimizzazione della struttura dei Costi e le principali attività operative;
- il Direttore Generale è responsabile di tutte le attività di business (Retail, Corporate, Global CIB, Asset Gathering (Fineco), nei Paesi nei quali il Gruppo è presente) con un focus sullo sviluppo nel continuo dei servizi alla clientela, al fine di massimizzare il cross selling e guidando le strategie digitali di Gruppo, nonché la definizione del nuovo modello di servizio della Banca;
- il Chief Operating Office, posizione coperta da due co-Heads (co-Chief Operating Officers) che hanno la supervisione della macchina operativa con un focus specifico sui Costi e sulle attività di IT & Operations; in particolare, i due co-Heads sono rispettivamente responsabili delle attività di Finance & Cost Management e delle attività IT & Operations, Security e Internal Controls;
- la CIB Division, posizione coperta da due co-Heads che riportano direttamente al Direttore Generale, ha un ruolo di coverage per i clienti multinazionali ("Multinational"), per selezionati clienti "Large Corporate" con una forte domanda potenziale di prodotti di investment banking, per i clienti Financial and Institutional Groups (FIG), "Global Family Office" e ha la responsabilità delle Global Lines "Global Transaction Banking (GTB)", "Global Financing & Advisory (F & A)", "Markets" e delle attività di internazionalizzazione;
- la Divisione CEE coordina le attività svolte nei paesi dell'area Central and Eastern Europe nei quali il Gruppo è presente, perseguendo una visione unitaria di business nell'area;
- Group Institutional & Regulatory Affairs è responsabile dello sviluppo delle relazioni con controparti istituzionali di interesse per il Gruppo nonché della gestione dei rapporti con le Autorità di Vigilanza bancaria a livello europeo (es. EBA, ECB) e con la Banca d'Italia;
- per quanto riguarda il perimetro italiano, i co-Heads Italy, che riportano direttamente al Direttore Generale, sono responsabili della definizione delle strategie di business del "commercial banking" e dell'assegnazione di tali strategie ai territori e ai segmenti di clientela (Family, First, Business First, Corporate e Private Banking);
- le diverse funzioni definite Competence Line (Internal Audit, Planning, Finance & Administration, Risk Management, Legal, Compliance, Lending Identity & Communications, Human Capital) assicurano, ciascuna per la propria area di competenza, l'indirizzo, il coordinamento ed il controllo delle attività del Gruppo e dei rischi correlati.
L'attività della società
La rete commerciale
L'attività della società
Struttura operativa in Italia
Nel 2017 la struttura territoriale domestica di UniCredit è stata interessata dalle variazioni di seguito descritte:
- chiusura di 391 Filiali e 27 sportelli staccati della Banca Commerciale;
- riorganizzazione della rete distributiva della Banca Commerciale;
- parziale riorganizzazione della rete Private.
A seguito di quanto sopra descritto, l'articolazione della rete domestica al 31 dicembre 2017 conta complessivamente 3.087 unità così ripartite:
- Banca Commerciale: 2.663 succursali operative, di cui 2.450 Filiali e 213 Sportelli;
- altre strutture di Banca Commerciale: 244 di cui 78 Sportelli Staccati, 57 Sportelli a particolare operatività e presìdi diversi, 84 Distaccamenti, 17 Filiali Operative Corporate, 7 Aree Real Estate, 1 CEE CIB Branch.
Sul territorio operano inoltre, in convivenza con le strutture sopra descritte, 51 Aree Corporate, 5 Aree Large Corporate, 32 Centri Corporate Special Network, 7 "Foreign Trade Center" e 35 "Foreign Trade Office", questi ultimi dedicati alle attività tecnico operative concernenti il comparto estero (crediti documentari, operazioni documentarie, fideiussioni e garanzie, portafoglio import-export, oro).
• Private Banking: 176 Filiali Private, di cui 54 Aree Private (Filiali Principali), 119 Filiali Distaccate e 3 Corner Wealth Management, che si rivolgono alla clientela privata con disponibilità finanziarie medio-alte, fornendo servizi di consulenza e soluzioni per la gestione del patrimonio con un approccio a 360 gradi.
La rete della Banca Commerciale è organizzata in 7 Region, 140 Aree Retail e 2 Aree Pegno, da cui dipendono gerarchicamente le succursali operative.
• CIB: 4 succursali. Il CIB Italy opera con 1 Direzione Network, 1 Area CIB, 2 Operational Branches (Milano e Roma) e 6 CIB Center, strutture dedicate ad un selezionato gruppo di clienti "Multinational" e "Large Corporate" italiani, con elevato fabbisogno di prodotti di investment banking.
Al 31 dicembre 2017 la rete distributiva italiana, dopo gli interventi sopra descritti e sempre in presenza di una modesta redistribuzione dei presidi conseguente ai costanti processi di ottimizzazione e razionalizzazione delle strutture sul territorio, risulta così dettagliata:
Rete Italia
| BANCA COMMERCIALE |
ALTRE STRUTTURE DI |
NUMERO | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| REGIONE | FILIALI E SPORTELLI |
BANCA COMMERCIALE |
PRIVATE BANKING |
CIB | STRUTTURE AL 31.12.2017 |
COMPOSIZIONE % |
| - Piemonte | 271 | 21 | 25 | - | 317 | 10,3% |
| - Valle d'Aosta | 13 | 2 | 1 | - | 16 | 0,5% |
| - Lombardia | 326 | 27 | 26 | 2 | 381 | 12,3% |
| - Liguria | 47 | 2 | 6 | - | 55 | 1,8% |
| - Trentino Alto Adige | 48 | - | 3 | - | 51 | 1,7% |
| - Veneto | 308 | 25 | 22 | - | 355 | 11,5% |
| - Friuli Venezia Giulia | 89 | 7 | 4 | - | 100 | 3,2% |
| - Emilia Romagna | 333 | 32 | 24 | 1 | 390 | 12,6% |
| - Toscana | 113 | 9 | 7 | - | 129 | 4,2% |
| - Umbria | 63 | 3 | 2 | - | 68 | 2,2% |
| - Marche | 53 | 8 | 4 | - | 65 | 2,1% |
| - Lazio | 346 | 63 | 22 | 1 | 432 | 14,0% |
| - Abruzzo | 30 | 3 | 2 | - | 35 | 1,1% |
| - Molise | 26 | 2 | 1 | - | 29 | 0,9% |
| - Campania | 131 | 11 | 8 | - | 150 | 4,9% |
| - Puglia | 106 | 5 | 6 | - | 117 | 3,8% |
| - Basilicata | 9 | - | 1 | - | 10 | 0,3% |
| - Calabria | 19 | 2 | 1 | - | 22 | 0,7% |
| - Sicilia | 291 | 19 | 9 | - | 319 | 10,3% |
| - Sardegna | 41 | 3 | 2 | - | 46 | 1,5% |
| Totale sportelli | 2.663 | 244 | 176 | 4 | 3.087 | 100,0% |
L'attività della società
In particolare, la rete della Banca Commerciale risulta così dettagliata per Regione e Aree Commerciali:
| RETE ITALIA | BANCA COMMERCIALE NR. AREE |
BANCA COMMERCIALE NR. FILIALI E SPORTELLI |
BANCA COMMERCIALE ALTRE STRUTTURE |
PRIVATE BANKING |
CIB | NUMERO SUCCURSALI |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Region Nord Ovest | 18 | 331 | 25 | 32 | - | 388 |
| Region Lombardia | 17 | 326 | 27 | 26 | 2 | 381 |
| Region Nord Est | 23 | 445 | 31 | 29 | - | 505 |
| Region Centro Nord | 28 | 562 | 52 | 37 | 1 | 652 |
| Region Centro | 23 | 443 | 72 | 27 | 1 | 543 |
| Region Sud | 16 | 265 | 18 | 16 | - | 299 |
| Region Sicilia | 15 | 291 | 19 | 9 | - | 319 |
| Totale | 140 | 2.663 | 244 | 176 | 4 | 3.087 |
Oltre alle 140 Aree Retail, sono presenti 2 Aree Pegno, localizzate nelle Region Centro e Sicilia.
Le filiali e le rappresentanze all'estero
Al 31 dicembre 2017 UniCredit S.p.A. mantiene all'estero nove Filiali a cui si aggiungono il Permanent Establishment di Vienna e cinque Uffici di Rappresentanza:
UniCredit S.p.A. - Presenza internazionale al 31.12.2017
| FILIALI ESTERE | PERMANENT ESTABLISHMENT |
UFFICI DI RAPPRESENTANZA |
|---|---|---|
| CINA - Shanghai | AUSTRIA - Vienna | BELGIO - Bruxelles |
| CINA - Guangzhou | BRASILE - San Paolo(**) | |
| GERMANIA - Monaco | CINA - Pechino | |
| GERMANIA - Monaco(*) | INDIA - Mumbai | |
| REGNO UNITO - Londra | LIBIA - Tripoli | |
| STATI UNITI - New York | ||
| FRANCIA - Parigi | ||
| SPAGNA - Madrid | ||
| EMIRATI ARABI UNITI - Abu Dhabi |
Note:
(*) ex Filiale UniCredit Family and Financing Bank.
(**) tramite la Società controllata BAVÁRIA SERVIÇOS DE REPRESENTAÇÃO COMERCIAL LTDA.
Le risorse
L'andamento degli organici
Al 31 dicembre 2017 il Personale di UniCredit S.p.A. ammonta a n.38.952 unità, rispetto a n.42.424 unità risultanti al 31 dicembre 2016. La riduzione delle risorse è principalmente dovuta alle uscite per Piani Esodi.
Categorie
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | VARIAZIONE | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| DI CUI: FILIALI |
DI CUI: FILIALI |
|||||
| TOTALE | ESTERE | TOTALE | ESTERE | ASSOLUTA | % | |
| Dirigenti | 855 | 8 | 1.016 | 9 | -161 | - 15,9% |
| Quadri direttivi di 4° e 3° livello | 7.885 | 45 | 8.414 | 47 | -529 | - 6,3% |
| Quadri direttivi di 2° e 1° livello | 11.905 | 5 | 12.826 | 4 | -921 | - 7,2% |
| Restante personale | 18.307 | 14 | 20.168 | 14 | -1.861 | - 9,2% |
| Totale | 38.952 | 72 | 42.424 | 74 | -3.472 | - 8,2% |
| di cui "part time" | 5.314 | - | 5.498 | - | -184 | - 3,4% |
La composizione dell'organico per classi di anzianità e quella per fasce di età sono riportate nelle tavole successive. Per quanto attiene al titolo di studio, circa il 36% del Personale di UniCredit S.p.A. è in possesso di una laurea (prevalentemente in discipline economiche e bancarie o giuridiche).
L'incidenza del Personale femminile è pari al 45%.
Composizione per classi di anzianità
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | VARIAZIONE TOTALE | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| NUMERO | COMP. % | NUMERO | COMP. % | ASSOLUTA | % | |
| Fino a 10 anni | 5.660 | 14,5% | 7.200 | 17,0% | -1.540 | - 21,4% |
| Da 11 a 20 anni | 12.021 | 30,9% | 11.046 | 26,0% | +975 | + 8,8% |
| Da 21 a 30 anni | 11.588 | 29,8% | 12.531 | 29,5% | -943 | - 7,5% |
| Oltre 30 anni | 9.683 | 24,9% | 11.647 | 27,5% | -1.964 | - 16,9% |
| Totale | 38.952 | 100,0% | 42.424 | 100,0% | -3.472 | - 8,2% |
Composizione per fasce di età
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | VARIAZIONE TOTALE | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| NUMERO | COMP. % | NUMERO | COMP. % | ASSOLUTA | % | |
| Fino a 30 anni | 1.018 | 2,6% | 1.128 | 2,7% | -110 | - 9,8% |
| Da 31 a 40 anni | 7.052 | 18,1% | 7.950 | 18,7% | -898 | - 11,3% |
| Da 41 a 50 anni | 13.290 | 34,1% | 13.834 | 32,6% | -544 | - 3,9% |
| Oltre 50 anni | 17.592 | 45,2% | 19.512 | 46,0% | -1.920 | - 9,8% |
| Totale | 38.952 | 100,0% | 42.424 | 100,0% | -3.472 | - 8,2% |
Per quanto riguarda la formazione, la crescita manageriale, le relazioni industriali, l'ambiente e la sicurezza sul lavoro, si ritiene opportuno richiamare quanto riportato nel capitolo "Il capitale umano" del Bilancio Integrato. Tale documento, pubblicato sul sito istituzionale, descrive la creazione di valore di UniCredit e come questa generi impatti positivi per la società supportando il progresso delle comunità locali, la competitività delle aziende e il benessere degli individui. Il Bilancio Integrato di UniCredit costituisce Dichiarazione Non Finanziaria ai sensi degli articoli 3 e 4 del Decreto Legislativo 254/2016.
Altre informazioni
Altre informazioni
Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari
Ai sensi dell'art.123-bis, comma 3, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n.58, la "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari" è disponibile nella sezione "Governance" del sito internet di UniCredit (http://www.unicreditgroup.eu).
Relazione sulla remunerazione
Ai sensi dell'art.123-ter del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n.58 e dell'art.84-quarter del Regolamento emittenti Consob, la "Relazione sulla remunerazione" è disponibile sul sito internet di UniCredit (http://www.unicreditgroup.eu).
Informativa non-finanziaria
Ai sensi degli articoli 3 e 4 del Decreto Legislativo 254/2016 il Bilancio Integrato, pubblicato sul sito internet di UniCredit (http://www.unicreditgroup.eu), costituisce Dichiarazione di carattere non finanziario.
Le attività di ricerca e di sviluppo
Nel 2017 le attività del Dipartimento di Ricerca e Sviluppo di UniCredit S.p.A. si sono concentrate principalmente:
- nello sviluppo per la Divisione CIB di una piattaforma di e-Trading FX a bassa latenza;
- nell'evoluzione di uno strumento digitale di mappatura dei gruppi economici che comprendesse database interni/esterni, strutturati e non, per la Divisione CEE;
- nello sviluppo di uno strumento per HR Rewards & Benefits per la gestione del processo di monitoraggio del possesso di azioni proprie del Senior Management del Gruppo;
- nella ricerca di soluzioni software/hardware volte all'accelerazione della computazione basata su schede FPGA in tematiche di ambito finanziario.
Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie
Iniziative per il sostegno del piano strategico
Bank Pekao
Il 7 giugno 2017 è stata perfezionata la cessione della partecipazione, pari al 32,8%, detenuta in Bank Pekao a Powszechny Zaklad Ubezpieczen S.A. ("PZU") e Polski Fundusz Rozwoju S.A. ("PFR"), al prezzo convenuto di PLN 123 per azione e quindi per un corrispettivo complessivo di PLN 10,6 miliardi che ha comportato la perdita di controllo; la partecipazione residua, pari al 6,3%, è stata iscritta conseguentemente tra le "Attività finanziarie valutate al fair value" e, al 31 dicembre 2017, presenta un valore di bilancio di 509,4 milioni.
L'operazione, già descritta nel bilancio al 31 dicembre 2016, si affianca all'emissione, avvenuta nel dicembre 2016, di mandatorily settled equitylinked certificates garantiti da pegno sulle azioni residue detenute in Bank Pekao. Quest'ultima operazione da un lato consente di completare entro il dicembre 2019 la dismissione dell'intera partecipazione in Bank Pekao e, dall'altro, di mantenere un'esposizione al potenziale apprezzamento delle azioni di Bank Pekao dovuto al valore addizionale che potrà essere apportato da parte dei due nuovi azionisti (PZU e PFR).
L'11 dicembre 2017 è stata infine perfezionata la cessione alla stessa Bank Pekao delle quote di partecipazioni detenute nelle società polacche (Pioneer Pekao Investment Management S.A., Pekao Pioneer PTE S.A. e Dom Inwestycyjny Xelion Sp. Z.o.o.) al prezzo complessivo di 140 milioni, completando quindi il processo di dismissione delle attività in Polonia.
Pioneer Investments
In data 3 luglio 2017, in esecuzione dell'accordo sottoscritto nel dicembre 2016, è stata perfezionata la vendita da parte di Pioneer Global Asset Management ("PGAM") delle società operative del conglomerato "Pioneer Investments" ad Amundi per un corrispettivo pari a 3,5 miliardi, operazione già descritta nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2016.
L'operazione, i cui effetti sono stati contabilizzati nel terzo trimestre del 2017, ha generato una plusvalenza netta per il Gruppo di circa 2,1 miliardi. Con l'accordo è stato altresì prevista, fra UniCredit e Amundi, una partnership strategica per la distribuzione di prodotti di risparmio gestito in Italia, Germania e Austria, consolidata da un accordo distributivo di durata decennale. UniCredit si riposizionerà su un modello di business concentrato sulla distribuzione, pur mantenendo l'esposizione ai ricavi commissionali generati dal collocamento dei prodotti di risparmio gestito. Ciò posto, nell'ottica di semplificare la struttura del Gruppo, anche al fine di ridurne i costi, l'1 novembre 2017 è stata perfezionata l'incorporazione in
UniCredit di PGAM (società interamente controllata che, a seguito dell'operazione con Amundi, aveva perso il ruolo di sub-holding). A seguito
42 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
dell'incorporazione di PGAM, UniCredit è venuta a detenere il controllo diretto di alcune società non operative, oltre a due società in India, per le quali a dicembre 2016 è stato sottoscritto un accordo di compravendita con Bank of Baroda.
Progetto FINO
Nell'ambito del Piano strategico 2016-2019 "Transform 2019" si inserisce il "Progetto FINO", che ha l'obiettivo di procedere alla dismissione di una parte significativa degli asset "Non Core" appartenenti al gruppo UniCredit attraverso un'operazione di mercato. Esso riguarda un insieme di esposizioni creditizie originariamente classificate a sofferenza, riferibili a comparti diversi, unitariamente ricondotte a un portafoglio convenzionalmente denominato "Portafoglio FINO", il cui ammontare complessivo alla data del 30 giugno 2016 era pari ad un valore lordo nominale di 17.700 milioni.
Il Progetto FINO, per la cui disamina più approfondita si rimanda all'informativa contenuta nel fascicolo UniCredit S.p.A. - Relazioni e Bilancio 2016, è articolato in 2 fasi le cui linee generali sono state definite nei Framework Agreement sottoscritti da UniCredit S.p.A. nel mese di dicembre 2016 con due Investitori terzi qualificati (Pimco e Fortress).
La "Fase 1" consisteva nell'avvio di più operazioni di cartolarizzazione con l'emissione dei titoli Asset Backed Secured (Senior, Mezzanine e Junior) da parte degli Special Purpose Vehicle (SPV o Veicoli) cessionari dei crediti rientranti nel Portafoglio FINO, e la loro relativa sottoscrizione da parte di UniCredit S.p.A. (per il 49,9% di tutte le classi dei titoli emessi) e da parte degli Investitori terzi (per il 50,1% di tutte le classi dei titoli emessi). La "Fase 2" prevedeva di considerare l'assegnazione di rating pubblico ad alcuni dei titoli Senior e Mezzanine, l'ottenimento della GACS (Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze "GACS") sui titoli Senior e la progressiva cessione, a Investitori terzi, da parte di UniCredit S.p.A. dei titoli dalla stessa sottoscritti.
In data 1 febbraio 2017, il Consiglio di Amministrazione della Banca ha approvato il Progetto FINO in base alle caratteristiche e ai contenuti delineati nei suddetti Framework Agreement sottoscritti (e relativa documentazione annessa), e ha dato mandato agli Amministratori di porre in essere le iniziative necessarie al suo completamento.
Nel pieno rispetto delle tempistiche dell'operazione, nel corso del secondo semestre 2017:
- è stata perfezionata la "Fase 1" del Progetto, attraverso la cessione dei crediti rientranti nel Portafoglio FINO e l'emissione dei titoli ABS da parte degli SPV cessionari dei crediti stessi e la relativa sottoscrizione da parte di UniCredit S.p.A. (per il 49,9% di tutte le classi dei titoli ABS emessi) e degli Investitori terzi (per il 50,1% di tutte le classi dei titoli ABS emessi). Si sono così concretizzate le condizioni richieste dallo IAS 39 per l'applicazione della cancellazione (derecognition) dallo Stato Patrimoniale di UniCredit S.p.A. dei crediti rientranti nel portafoglio FINO, essendo stati trasferiti i diritti ad incassare i flussi di cassa derivanti da tale Portafoglio (iscritto fino a quel momento fra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione);
- nell'ambito della "Fase 2" dello stesso, si è perseguita, anche grazie all'ottenimento della GACS (a seguito del Decreto MEF del 20 dicembre 2017) sulla tranche più senior (Classe A) emessa da uno degli SPV cessionari dei crediti rientranti nel Portafoglio FINO, la progressiva cessione a Investitori terzi dei titoli ABS originariamente sottoscritti da UniCredit S.p.A., al fine di ridurne l'ammontare complessivamente detenuto sotto la soglia del 20% attraverso transazioni di mercato regolate nel mese di gennaio 2018.
Per una completa disamina e informativa sul Progetto FINO si rimanda alla successiva Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 1- Rischio di credito, in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)".
Accordo con i sindacati
In data 4 febbraio 2017 UniCredit ha comunicato di aver raggiunto l'accordo con i sindacati sui 3.900 esuberi previsti in Italia dal piano "Transform 2019". Gli esuberi saranno gestiti con piani di pre-pensionamento, su base volontaria, attraverso l'accesso al Fondo di solidarietà del settore finanziario. Per garantire un ricambio generazionale, UniCredit si impegna ad assumere 1.300 giovani durante i prossimi 3 anni.
Iniziative di cessione portafogli crediti deteriorati
La cessione dei portafogli costituisce parte dell'attuale strategia di UniCredit di riduzione delle esposizioni deteriorate e di cessione di assets Non Core, finalizzata al rafforzamento del profilo di rischio del Gruppo previsto nel piano Transform 2019.
Cessione un portafoglio di crediti in sofferenza del segmento consumer
In data 16 giugno 2017 UniCredit S.p.A. ha concluso un accordo con MBCredit Solutions ("MBCS") per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti in sofferenza derivanti da contratti di credito chirografario a clientela del segmento consumer.
Il portafoglio comprende esclusivamente crediti derivanti da contratti di finanziamento regolati dal diritto italiano per un ammontare complessivo, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 310 milioni. UniCredit e MBCS hanno anche raggiunto un accordo per la cessione di crediti in sofferenza della stessa tipologia accumulati nel corso del 2017. Tali ulteriori cessioni si sono in parte perfezionate nel corso del mese di ottobre 2017 per un valore nominale di crediti ceduti pari a 47 milioni.
Altre informazioni
UniCredit cede un portafoglio di crediti in sofferenza ipotecari e chirografari del segmento piccole e medie imprese
In data 27 novembre 2017 UniCredit ha annunciato un accordo con MBCredit Solutions ("MBCS") e una società affiliata di Cerberus Capital Management, L.P. ("Cerberus") per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti in sofferenza derivanti da contratti di credito chirografario e ipotecario verso clientela del segmento piccole e medie imprese italiane.
Il portafoglio comprende esclusivamente crediti derivanti da contratti di finanziamento regolati dal diritto italiano con un'esposizione complessiva, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 715 milioni. MBCS ha comprato la porzione chirografaria del portafoglio con un esposizione di circa 450 milioni mentre Cerberus ha comprato la porzione ipotecaria del portafoglio con un'esposizione di circa 265 milioni.
Altre operazioni ed iniziative su partecipazioni
La partecipazione al Fondo Atlante e all'Italian Recovery Fund (former Atlante II)
"Atlante" è un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso di diritto italiano, riservato ad investitori professionali (il "Fondo Atlante") e gestito da Quaestio Capital Management SGR S.p.A. Unipersonale ("Quaestio SGR"). La dotazione di capitale complessiva del fondo in sede di costituzione è stata pari a 4,2 miliardi. UniCredit ha partecipato alla costituzione del Fondo Atlante con una quota pari al 19,9% del totale delle somme raccolte dal fondo.
La politica di investimento di Atlante prevede che il Fondo possa essere investito (i) in banche con coefficienti patrimoniali regolamentari inferiori ai minimi stabiliti nell'ambito SREP e che quindi realizzino, su richiesta dell'Autorità di Vigilanza, interventi di rafforzamento patrimoniali mediante aumento di capitale e (ii) in non performing loans (NPL) di una pluralità di banche italiane.
UniCredit detiene al 31 dicembre 2017 n.845 quote del Fondo Atlante, (su complessive n.4.249) classificate tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (a fronte di investimenti per complessivi 779 milioni, di cui 93 milioni operati nel 2017) con un valore di bilancio pari a 95 milioni al netto di ulteriori svalutazioni (dopo quella di 547 milioni operata nel dicembre 2016) pari a 137 milioni; ha inoltre in essere un impegno per successivi versamenti nel Fondo Atlante per un ammontare pari a 66 milioni.
Nel mese di agosto 2016 è stato costituito il Fondo Atlante II ridenominato Italian Recovery Fund il 27 ottobre 2017, un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso riservato ad investitori professionali, gestito sempre da Quaestio SGR, che, a differenza del Fondo Atlante, può investire unicamente in tranche junior e mezzanine emesse da veicoli costituiti per l'acquisito di portafogli di NPL provenienti da più banche italiane (in linea con i parametri in uso presso i maggiori investitori istituzionali) al fine di ridurre il rischio.
UniCredit, dopo la sottoscrizione di 40 quote nell'ambito del Quarto Closing intervenuto nel mese di settembre 2017, detiene al 31 dicembre 2017 n.195 quote di Italian Recovery Fund, anch'esse classificate tra le attività finanziarie disponibili per la vendita per un valore di bilancio di 99 milioni, in linea con il prezzo di sottoscrizione; aveva inoltre in essere impegni per successivi versamenti per un ammontare pari a 96 milioni. Gli impegni complessivamente raccolti dal Fondo Atlante II alla data del 31 dicembre 2017 sono pari a 2,48 miliardi e, pertanto, la quota di UniCredit risulta pari al 7,9%.
Buddy Servizi molecolari
Dopo essere stata approvata il 6 luglio 2017 dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A., la fusione per incorporazione di Buddy Servizi molecolari in UniCredit S.p.A. è stata perfezionata l'1 agosto 2017, preservando comunque gli obiettivi originari dell'iniziativa creando un canale dedicato ai clienti digitali all'interno di UniCredit come banca commerciale.
Cessione di quote nei fondi di F2i e FII (Fondo Italiano di Investimento) SGR S.p.A.
Nel corso del 2017 si sono concluse le cessioni delle quote detenute dal gruppo UniCredit nei fondi gestiti da:
- F2i, con un risultato economico positivo pari a circa 23 milioni nel terzo trimestre;
- FII, con un risultato economico positivo pari a circa 21 milioni nel quarto trimestre.
Cessione attività del credito su pegno in Italia
Nel novembre 2017 UniCredit ha sottoscritto un accordo vincolante con Dorotheum (casa d'asta austriaca con una storia di oltre 310 anni) per la cessione delle attività del credito su pegno in Italia.
L'operazione prevede il pagamento da parte di Dorotheum di un corrispettivo di 141 milioni al closing, nonché di un potenziale earn-out a favore di UniCredit fino a 10 milioni da corrispondersi dopo tre anni l'avvenuta cessione.
Dorotheum, primario operatore nel settore del credito su pegno che con questa operazione diventerà il più grande operatore in Europa, intende espandere le proprie attività in Italia, facendo leva sulla propria esperienza internazionale e sulle competenze degli attuali lavoratori, così da sviluppare ulteriormente il business e il settore. La chiusura dell'operazione è prevista nel corso del primo semestre del 2018 mediante il
trasferimento delle attività ad una nuova società finanziaria che sarà detenuta interamente dall'acquirente. L'operazione è soggetta alle consuete condizioni sospensive inclusa l'autorizzazione da parte dell'Autorità di vigilanza.
Istituto Europeo di Oncologia S.r.l.
UniCredit, nell'ambito del programma di Social Impact Banking finalizzato a migliorare il benessere delle comunità in cui UniCredit opera e finanzia progetti aventi un impatto positivo sulle persone, ha deciso di sostenere l'iniziativa promossa dal Sig. Leonardo Del Vecchio con l'obiettivo di realizzare una fondazione che contribuisca allo sviluppo e al miglioramento dell'Istituto Europeo di Oncologia S.r.l. ("IEO" - Istituto clinico "no profit" che svolge la sua attività nel settore della ricerca e della terapia oncologica). In tale contesto UniCredit ha trasferito sostanzialmente la sua intera partecipazione del 12,376% di IEO a Delfin H S.r.l. società che, ottenute le previste autorizzazioni, sarà trasformata nella sopracitata fondazione.
Cessione della partecipazione in i-Faber S.p.A.
UniCredit, a seguito di una più ampia revisione volta a razionalizzare le partecipazioni del Gruppo, nonché a focalizzare il business sulle attività core, ha sottoscritto nell'ultimo trimestre del 2017 una lettera di intenti per la cessione dell'intera partecipazione detenuta in i-Faber S.p.A. ad un primario operatore del settore. In considerazione dello stato avanzato delle negoziazioni e della previsione di completamento della cessione entro 12 mesi, la partecipazione è stata classificata tra le attività in via di dismissione (IFRS5) al 31 dicembre 2017.
Altre informazioni sulle attività del Gruppo
Regime di "cooperative compliance"
In data 21 luglio 2017 UniCredit e FinecoBank sono state le prime banche in Italia ad essere ammesse al regime della cooperative compliance ("regime di adempimento collaborativo" ex artt. 3-7 del Dlgs. n.128/2015). L'importante traguardo è stato raggiunto grazie al soddisfacimento sia dei requisiti soggettivi che oggettivi, vale a dire il possesso di un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale in linea con quelli "essenziali" del Tax Control Framework previsti dalla legge, dai Provvedimenti delle Entrate e dai documenti OCSE pubblicati in materia. Con tale regime, la cui decorrenza è stabilita a partire dal 2016, in quanto anno di presentazione dell'istanza, si sostanzia un più stretto rapporto di fiducia e collaborazione con l'Amministrazione finanziaria che consentirà di aumentare il livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti in piena trasparenza mediante una costante e preventiva interlocuzione in merito alle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali per UniCredit e FinecoBank.
Intrusione informatica
In data 26 luglio 2017 UniCredit ha comunicato di aver subito una intrusione informatica in Italia con accesso non autorizzato a dati di clienti italiani relativi solo a prestiti personali. Tale accesso è avvenuto attraverso un partner commerciale esterno italiano.
Secondo le risultanze della banca, una prima violazione sembra essere avvenuta nei mesi di settembre e ottobre 2016, mentre è stata individuata una seconda intrusione avvenuta nei mesi di giugno e luglio 2017. Si ritiene che nei due periodi siano stati violati i dati di circa 400.000 clienti in Italia. La banca precisa che non è stato acquisito nessun dato, quali le password, che possa consentire l'accesso ai conti dei clienti o che permetta transazioni non autorizzate. Potrebbe invece essere avvenuto l'accesso ad alcuni dati anagrafici e ai codici IBAN.
UniCredit ha informato le autorità competenti ed ha effettuato uno specifico audit sul tema. E' stato altresì formalizzato un esposto presso la Procura della Repubblica di Milano. La banca ha inoltre immediatamente adottato tutte le azioni necessarie volte ad impedire il ripetersi di tale intrusione informatica.
Indagine Euromoney su Cash Management
Nel mese di settembre 2017 UniCredit ha reso noto di essersi classificata al primo posto in 11 Paesi nell'edizione 2017 dell'indagine di Euromoney sul cash management. La banca ha dimostrato la sua supremazia e leadership di mercato in Europa occidentale e centro orientale, piazzandosi al primo posto in Austria, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Italia, Romania, Serbia, Slovacchia e Turchia. L'analisi di Euromoney sul cash management viene svolta in tutto il mondo sui principali fornitori di prodotti e servizi per la gestione della liquidità ed è giunta alla 16^ edizione. Quest'anno sono state raccolte le opinioni di oltre 25.000 aziende e 2.500 istituzioni finanziarie, dati che ne fanno la più vasta e autorevole classifica nel settore del cash management.
UniCredit ha siglato un memorandum d'intesa con Société Générale Securities Services
In data 23 novembre 2017 UniCredit e Société Générale Securities Services (SGSS) hanno annunciato l'intenzione di rinnovare la loro partnership strategica sul servizio titoli. Entrambi i partner hanno siglato un memorandum d'intesa per estendere l'attuale service management agreement di ulteriori 7 anni. L'accordo, in vigore dal settembre 2006, riguarda i servizi di custodia, regolamento e market data management. L'estensione di questa partnership rappresenta una pietra miliare nel rapporto tra UniCredit e Société Générale, favorendo la crescita sostenibile e a lungo termine di entrambi gli istituti.
Altre informazioni
UniCredit rafforza la corporate governance in linea con le migliori prassi
In data 4 dicembre 2017 l'assemblea degli azionisti di UniCredit ha approvato le modifiche della corporate governance proposte dal Consiglio di Amministrazione. In particolare:
- l'attribuzione al Consiglio di Amministrazione della facoltà di presentare una propria lista di candidati alla carica di Amministratore e incremento del numero degli Amministratori tratti dalla lista seconda per numero di voti espressi;
- l'eliminazione del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto;
- la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie;
- il trasferimento della Sede Sociale da Roma a Milano.
Per maggiori informazioni si rimanda ai documenti pubblicati sul sito aziendale nonché, per la parte inerente gli impatti sul capitale, alla sezione "Rafforzamento patrimoniale" di codesta Relazione sulla gestione.
Rinnovo della partnership Bancassurance con CNP Assurances
In data 20 dicembre 2017, UniCredit S.p.A. e CNP Assurances SA hanno annunciato il rinnovo della partnership nel settore assicurativo nel ramo Vita in Italia attraverso la società CNP UniCredit Vita S.p.A., detenuta al 57,5% da CNP Assurances SA, al 38,8% da UniCredit S.p.A. e al 3,7% da BNP Paribas Cardif Vita Compagnia di Assicurazione e Riassicurazione S.p.A. ("Cardif"). La partnership, della durata di 7 anni a partire dall'1 gennaio 2018 (vale a dire fino al 31 dicembre 2024), prevede un patto parasociale tra CNP Assurances SA, UniCredit S.p.A. e Cardif e un accordo di distribuzione tra UniCredit S.p.A. e CNP UniCredit Vita S.p.A. Il perimetro geografico dell'accordo rimane invariato rispetto ai precedenti accordi, coprendo principalmente le regioni del Centro e Sud Italia, comprese la Sardegna e la Sicilia.
Trasformazione crediti d'imposta
L'esercizio 2016 si è chiuso con una perdita contabile di 11.460,1 milioni; si sono pertanto verificate le condizioni per dare corso ad una nuova trasformazione di Attività per Imposte Anticipate (DTA) in crediti d'imposta ai sensi dall'art.2, comma 55, del decreto legge 29 dicembre 2010 n.225.
L'importo della conversione effettuata è pari a 2.859,3 milioni.
Al fine di conservare immutato anche per il futuro il regime di trasformabilità delle DTA in crediti d'imposta, superando le criticità sollevate dalla Commissione Europea su tale normativa in termini di possibile aiuto di Stato, con l'art.11 del DL 3 maggio 2016 n.59 (cosiddetto "Decreto Banche", convertito nella L.30 giugno 2016 n.119), è stata introdotta la possibilità di optare, a partire dall'esercizio 2016 e fino al 2030, per il pagamento di un canone annuo nella misura del 1,5% su un aggregato costituito dalla differenza tra:
- l'incremento delle DTA trasformabili iscritte in bilancio alla fine dell'esercizio e le DTA trasformabili iscritte a fine esercizio 2007 per l'IRES ed a fine esercizio 2012 per l'IRAP, tenendo conto delle trasformazioni in crediti d'imposta effettuate;
-
le imposte:
-
IRES versata dal consolidato fiscale a partire dall'1 gennaio 2008;
- IRAP versata dall'1 gennaio 2013 dalle società incluse nel consolidato fiscale con DTA trasformabili iscritte in bilancio;
- imposte sostitutive che hanno generato DTA trasformabili.
In data 28 giugno 2017 si è provveduto alla liquidazione del canone per un importo pari a 111,8 milioni. Considerando gli accantonamenti effettuati nel 2016, in coerenza alla normativa vigente alla data e pari a 121,6 milioni, si è determinato un impatto positivo di circa 10 milioni contabilizzato a conto economico tra la voce Spese amministrative: b) altre spese amministrative. Per ulteriori dettagli si rinvia alla Nota integrativa - Parte C - Sezione 9.
Rapporti verso parti correlate
Si riportano di seguito in forma sintetica le attività, le passività e le garanzie e gli impegni in essere al 31 dicembre 2017, distintamente per imprese controllate, direttamente e indirettamente, imprese sottoposte a controllo congiunto, imprese sottoposte a influenza notevole ed altre parti correlate.
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ | PASSIVITÀ | GARANZIE E IMPEGNI |
|
| Imprese controllate | 45.415 | 38.597 | 12.270 |
| Imprese sottoposte a controllo congiunto | 3.574 | 66 | 1.102 |
| Imprese sottoposte ad influenza notevole | 1.643 | 684 | 128 |
| Dirigenti con responsabilità strategiche | 2 | 4 | - |
| Altre parti correlate | 267 | 257 | 78 |
| Totale | 50.901 | 39.608 | 13.578 |
Con riferimento al comma 8 dell'art.5 - "Informazioni al pubblico sulle operazioni con parti correlate" del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con parti correlate (adottato dalla Consob con delibera n.17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato con delibera n.17389 del 23 giugno 2010) si segnala che:
- a) in base alla "Global Policy per la gestione delle operazioni con soggetti in conflitto di interesse" adottata dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. in data 13 marzo 2017, e pubblicata sul sito internet www.unicreditgroup.eu, nel corso del 2017 è pervenuta al Presidio Unico della Banca una operazione di maggior rilevanza conclusa nel periodo;
- b) nel corso del 2017 non sono state effettuate operazioni con parti correlate, così come definite ai sensi dell'articolo 2427, comma 22-bis, del codice civile, a condizioni diverse dalle normali condizioni di mercato che hanno influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale ed economica del Gruppo;
- c) nel corso del 2017 non vi sono state modifiche o sviluppi di singole operazioni con parti correlate già descritte nell'ultima relazione annuale che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo nel periodo di riferimento.
Per ulteriori informazioni relative alle operazioni con parti correlate si rimanda alla Nota integrativa - Parte H.
Informazione sui rischi
Per una compiuta descrizione dei rischi e delle incertezze che la Banca deve fronteggiare nell'attuale situazione di mercato, si rinvia alla apposita sezione della Nota integrativa.
Informazione sui termini relativi alla convocazione dell'Assemblea ordinaria dei Soci
Ai sensi dell'art.2364, comma 2, del Codice Civile e dell'art.8, comma 1, dello Statuto della Società, il Progetto di Bilancio sarà sottoposto ad approvazione da parte dell'Assemblea ordinaria dei Soci entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio, essendo la Società tenuta alla redazione del bilancio consolidato.
Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio ed evoluzione prevedibile della gestione
Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio ed evoluzione prevedibile della gestione
Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio6
In data 22 gennaio 2018 il Consiglio di amministrazione di UniCredit ha reso noto, a seguito della conclusione del periodo per l'esercizio del recesso riservato agli azionisti in merito all'eliminazione del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto, poiché il numero delle azioni oggetto di recesso ha superato il limite precedentemente stabilito, di rinunciare alla condizione di stop-loss a cui era soggetta l'efficacia della delibera che, conseguentemente, ha acquisito efficacia.
Le n.6.304.964 azioni ordinarie oggetto di recesso sono state offerte in opzione ed in prelazione ai portatori di azioni ordinarie, nel rapporto di n.1 azione ordinaria oggetto di recesso per ogni n.352 azioni complessivamente possedute, nel periodo di adesione dal 23 gennaio 2018 al 21 febbraio 2018.
Inoltre, con riferimento alla conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in ordinarie, nel medesimo periodo di adesione sono state offerte in opzione agli azionisti titolari di azioni di risparmio le n.17 azioni di risparmio oggetto di recesso, nel rapporto di n.1 azione di risparmio oggetto di recesso per ogni n.14.851 azioni di risparmio complessivamente possedute.
Per ulteriori informazioni si rimanda al paragrafo "Rafforzamento patrimoniale" di questa Relazione sulla gestione.
UniCredit ha completato l'ultima fase del Progetto Fino. A seguito del comunicato stampa con il quale si comunicava la stipula degli accordi vincolanti sottoscritti con i fondi gestiti e società affiliate a Fortress Investment Group e fondi gestiti da King Street Capital Management L.P dello scorso 12 dicembre 2017, UniCredit ha annunciato il regolamento della cessione di una porzione della sua esposizione in Titoli di classe B, C e D emessi dai veicoli di cartolarizzazione Fino 1 Securitisation S.r.l. e Fino 2 Securitisation S.r.l. ("Titoli Fino B-C-D").
In aggiunta alle informazioni già rese note, UniCredit ha anche annunciato il completamento del collocamento dei titoli garantiti senior ("Titoli Fino Senior Garantiti") emessi dal veicolo FINO 1 Securitisation S.r.l. ("SPV"), che beneficiano della Garanzia sulle Cartolarizzazioni delle Sofferenze (GaCS) e godono del massimo rating assegnato in Italia nel contesto della cartolarizzazione con GaCS: A2 da parte di Moody's e BBB (high) da parte di DBRS.
L'importo complessivo collocato di Titoli Fino Senior Garantiti emessi dall'SPV è di 617,5 milioni di euro al prezzo di 100,00 e cedola Euribor a 3 mesi +150pb, che rappresenta l'intera tranche senior al netto di una quota del 5 per cento detenuta da UniCredit. La transazione ha ricevuto richieste superiori all'offerta con prezzo di regolamento fissato il 25 gennaio 2018.
Un sindacato di banche composto da UniCredit, insieme a HSBC, Natixis, Natwest e Mediobanca, ha curato il processo di collocamento della transazione GaCS. Nell'operazione FINO, UniCredit Bank AG e Morgan Stanley hanno agito come Financial Advisors di UniCredit, mentre Mediobanca è stato il Financial Advisors di Fortress.
Il collocamento dei titoli senior garantiti ("Fino Senior Guaranteed Notes"), emessi dal veicolo FINO 1 Securitisation S.r.l., servirà a realizzare un mercato liquido di ABS relative ad esposizione di crediti italiani in sofferenza, dal momento che si tratta della prima tranche di questo tipo offerta agli investitori.
Con il regolamento dei Titoli di classe B-C-D e il collocamento dei Titoli Fino Senior Garantiti, UniCredit ha completato con successo la seconda e ultima fase del Progetto Fino, che ha portato la posizione complessiva della banca nel portfolio Fino al di sotto del 20%.
Grazie al positivo esito di queste importanti operazioni, e come già comunicato il 12 dicembre 2017, UniCredit ha notificato alla Banca Centrale Europea ("BCE") l'intenzione di riconoscere il "Significant Risk Transfer" sulle tre cartolarizzazioni a partire dal 31 marzo 2018. Il necessario set informativo è in corso di finalizzazione in base alle relative procedure regolamentari.
Per ulteriori informazioni in tema si rimanda alla descrizione esposta in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)" di Parte E.
In data 1 febbraio 2018 UniCredit informa di avere sottoscritto con le Parti Sindacali un "Piano Giovani" mirato all'assunzione in Italia di circa 550 giovani con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Gli inserimenti avverranno in diretta correlazione e in misura di 1:1 alle nuove adesioni al Fondo di Solidarietà e ai piani di incentivazione. Tali assunzioni saranno realizzate, attraverso un positivo turnover generazionale, prevalentemente nella aree della rete commerciale che presentano maggiori esigenze operative e di sviluppo.
6 Sino alla data di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del 7 febbraio 2018.
Evoluzione prevedibile della gestione
Nella seconda metà del 2017, la ripresa globale ha accelerato ulteriormente, espandendosi ad un ritmo annualizzato di circa il 3,5%. Per la prima volta dall'inizio di questa fase positiva del ciclo, la ripresa è altamente sincronizzata sia tra economie avanzate che emergenti. Le riprese economiche sincronizzate tendono a rafforzarsi attraverso effetti di ricaduta positivi e a divenire più durature e più difficili da essere deragliate da shock idiosincratici o da errori di politica economica in un determinato paese. Il maggior grado di sincronizzazione nella crescita globale è evidente nella dinamica recente della fiducia delle imprese e dei consumatori, che hanno raggiunto alti livelli in una prospettiva storica in molti paesi. Le aspettative sono per una prosecuzione di una solida crescita globale nel 2018, il PIL reale globale dovrebbe espandersi al 3,9% nel 2018, rispetto al 3,6% atteso per il 2017, con gli Stati Uniti che beneficeranno di un impulso a breve termine indotto dai tagli fiscali, l'eurozona che manterrà un solido ritmo di crescita e le economie emergenti che continueranno a beneficiare di condizioni favorevoli. È probabile che le principali banche centrali ridurranno il loro stimolo monetario, ma in modo graduale.
Nell'eurozona, la ripresa continua e si sta allargando tra settori e paesi. Gli ultimi indicatori congiunturali permangono su livelli elevati, confermando l'aspettativa di una crescita robusta nella seconda metà del 2017, con la crescita del PIL in termini reali che è stata probabilmente superiore al 2%. La ripresa è attesa continuare nel 2018, con un rallentamento previsto solo nel 2019. Le crescite dei consumi e degli investimenti sostenendosi reciprocamente sono destinate a generare ulteriori ricadute positive per la ripresa nel 2018, mentre la solida crescita globale sarà sufficiente a compensare un tasso di cambio dell'euro più forte. Nel 2018, si prevede una crescita sostanzialmente stabile nei tre maggiori paesi dell'area dell'euro. In particolare, dopo una partenza lenta, la crescita economica si è rafforzata anche in Italia, ad un tasso annualizzato dell'1,6%, grazie al supporto sia della domanda estera che della domanda domestica. Le esportazioni hanno mostrato una netta accelerazione, più che beneficiando della ripresa del commercio mondiale. Questo ha favorito un miglioramento della situazione delle imprese, con gli indici di fiducia per le imprese operanti nel settore manifatturiero che hanno chiuso il 2017 sui massimi dal 2011. Aspettative di una tenuta della crescita globale, unita ad una politica monetaria accomodante della BCE, pongono le premesse per un mantenimento per il 2018 dei ritmi di crescita economica osservati quest'anno. Sul fronte della domanda domestica, mentre è lecito attendersi una moderazione della crescita dei consumi privati, in un contesto di moderazione del reddito disponibile reale, le prospettive permangono incoraggianti per gli investimenti, dove è possibile attendersi una accelerazione del passo di espansione nel 2018. La ripresa del credito è attesa continuare, sebbene permanga una chiara dicotomia tra la crescita dei prestiti alle famiglie, sostanzialmente in linea con quanto si osserva per l'eurozona nel suo complesso, e la persistente debolezza dei prestiti alle imprese. Dovesse il favorevole contesto macroeconomico accompagnarsi ad una crescita visibile dei prestiti alle imprese, questo potrebbe generare ulteriori ricadute positive per la crescita in Italia.
Le pressioni inflazionistiche restano moderate nell'eurozona, attorno all'1,5% su base annua. L'inflazione di fondo sembra essere in linea con un leggero aumento all'1,0%. I prezzi dell'energia stanno esercitando pressioni al rialzo sull'inflazione, mentre i prezzi alimentari si muovono nella direzione opposta. Alla riunione di ottobre, la BCE ha ricalibrato il suo programma di acquisto di titoli (APP), che è stato ridotto a 30 miliardi di euro da 60 miliardi al mese, a partire da gennaio 2018 fino a settembre 2018 o oltre, se necessario. Il Consiglio Direttivo ha ribadito la sua disponibilità ad aumentare l'APP in termini di dimensioni degli acquisti e/o della durata del programma se le prospettive macroeconomiche dovessero divenire meno favorevoli o se le condizioni finanziarie non fossero coerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento sostenuto nel percorso dell'inflazione . Il Consiglio Direttivo ha inoltre confermato che l'eurosistema reinvestirebbe i pagamenti principali dei titoli in scadenza acquistati nell'ambito dell'APP per un periodo prolungato dopo la fine dei suoi acquisti di attività nette.
Nel 2018, i risultati del Gruppo dovrebbero essere sostenuti da un contesto macroeconomico favorevole, in linea con i segnali di generale ripresa registrati nel 2017.
Il livello dei tassi di interesse è previsto rimanere basso per tutto il 2018 con implicazioni sulla dinamica del margine di interesse.
Dopo aver completato con successo l'aumento di capitale e la vendita delle società controllate (Pekao e Pioneer), realizzando così il primo Pilastro di Transform 2019 ("Rafforzamento e ottimizzazione del Capitale"), il Gruppo conferma il proprio impegno alla continua implementazione delle azioni previste dal Piano Strategico, con particolare attenzione alla riduzione dei costi e alla diminuzione/monitoraggio dei rischi.
Inoltre, i risultati del Gruppo continueranno a beneficiare di ampie sinergie da cross selling, così come della diversificazione geografica e di prodotto, che dovrebbe essere ulteriormente sostenuta da una ripresa generalizzata del contesto macroeconomico europeo.
Milano, 7 febbraio 2018
GIUSEPPE VITA JEAN PIERRE MUSTIER
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
IL PRESIDENTE L'AMMINISTRATORE DELEGATO
Trasformazione del modello operativo.
La trasformazione del nostro modello operativo è pienamente in linea con i programmi e include una rigorosa disciplina sui costi nonchļ misure di efficientamento per ridurre il nostro costGincome.
a riduzione degli e delle filiali procede piż velocemente rispetto al previsto ed Ļ accompagnata da un miglioramento ulteriore nell'attenzione al cliente e ai serviziGprodotti offerti.
a trasformazione digitale procede celermente grazie ad adeguati investimenti a supporto dell'attivitĦ commerciale.
Proposte all'Assemblea
Proposte all'Assemblea
Per le proposte all'Assemblea si rimanda alle specifiche relazioni illustrative del Consiglio di Amministrazione in tema di destinazione del risultato di esercizio 2017.
Massimizzazione del valore di banca commerciale.

Continuiamo a massimizzare il valore della banca commerciale per aumentare la produttività. Le nostre attività in uropa ccidentale beneficiano del rinnovamento del net5or) con nuovi modelli di servizi per i clienti retail e le I, e di una solida strategia multicanale. bbiamo ulteriormente rafforzato le nostre posizioni di leadership in C e CI, mantenendo una grande attenzione al rischio.
Bilancio dell'Impresa
| Schemi di Bilancio | 55 |
|---|---|
| Stato patrimoniale | 56 |
| Conto economico | 58 |
| Prospetto della redditività complessiva | 58 |
| Prospetto delle variazioni del patrimonio netto | 60 |
| Rendiconto finanziario | 62 |
| Nota integrativa | 65 |
| Parte A - Politiche contabili | 67 |
| Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale | 111 |
| Parte C - Informazioni sul conto economico | 155 |
| Parte D - Redditività complessiva | 173 |
| Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura | 177 |
| Parte F - Informazioni sul patrimonio | 261 |
| Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda | 275 |
| Parte H - Operazioni con parti correlate | 279 |
| Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali | 287 |
| Parte L - Informativa di settore | 293 |
| Allegati | 297 |
| Allegato 1 - Raccordo tra schemi di conto economico e stato patrimoniale riclassificati e | |
| schemi di bilancio | 298 |
| Allegato 2 - Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione | 301 |
| Allegato 3 - Prospetti di movimentazione e rendicontazione dei fondi pensione interni | 302 |
| Allegato 4 - Cartolarizzazioni - tavole qualitative | 304 |
Oltre a quanto già riportato nelle Avvertenze in calce all'indice generale, si noti che: • il segno "X" è utilizzato quando la voce non è da valorizzare (conformemente alle istruzioni di Banca d'Italia);
• gli importi, ove non diversamente indicato, sono espressi in migliaia di euro.
Bilancio dell'Impresa
54 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Schemi di bilancio
Schemi di Bilancio
| Stato patrimoniale | 56 |
|---|---|
| Conto economico | 58 |
| Prospetto della redditività complessiva | 58 |
| Prospetto delle variazioni del patrimonio netto | 60 |
| Rendiconto finanziario | 62 |
Stato patrimoniale
| Stato patrimoniale (importi in euro) Stato patrimoniale |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||||||
| VOCI DELL'ATTIVO | 31.12.2017 | 31.12.2016 | |||||
| 10. Cassa e disponibilità liquide | 25.816.708.377 | 1.851.831.592 | |||||
| 20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 13.863.778.570 | 14.026.392.902 | |||||
| 30. Attività finanziarie valutate al fair value | 651.920.173 | 159.281.093 | |||||
| 40. Attività finanziarie disponibili per la vendita | 59.718.169.298 | 64.524.983.542 | |||||
| 50. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | 762.430.874 | 755.170.856 | |||||
| 60. Crediti verso banche | 27.566.760.856 | 22.349.104.335 | |||||
| 70. Crediti verso clientela | 208.965.454.636 | 213.236.760.033 | |||||
| 80. Derivati di copertura | 4.399.939.250 | 6.095.890.529 | |||||
| 90. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 1.714.488.195 | 2.063.730.158 | |||||
| 100. Partecipazioni | 44.145.484.970 | 42.935.070.306 | |||||
| 110. Attività materiali | 2.209.454.955 | 2.340.731.470 | |||||
| 120. Attività immateriali | 4.349.513 | 4.767.982 | |||||
| di cui: - avviamento | - | - | |||||
| 130. Attività fiscali | 10.310.576.804 | 12.004.612.417 | |||||
| a) correnti | 1.660.306.433 | 690.461.588 | |||||
| b) anticipate | 8.650.270.371 | 11.314.150.829 | |||||
| di cui alla L. 214/2011 | 8.156.932.326 | 11.017.399.321 | |||||
| 140. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 150.030.667 | 7.438.960.722 | |||||
| 150. Altre attività | 4.700.353.858 | 4.400.260.612 | |||||
| Totale dell'attivo | 404.979.900.996 | 394.187.548.549 |
(importi in euro)
| CONSISTENZE AL | ||||
|---|---|---|---|---|
| VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO | 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||
| 10. Debiti verso banche | 56.807.016.417 | 44.380.507.337 | ||
| 20. Debiti verso clientela | 197.138.761.654 | 196.520.934.143 | ||
| 30. Titoli in circolazione | 64.945.632.171 | 83.126.804.986 | ||
| 40. Passività finanziarie di negoziazione | 13.067.880.871 | 14.557.036.155 | ||
| 50. Passività finanziarie valutate al fair value | 2.737.624.598 | 2.102.895.434 | ||
| 60. Derivati di copertura | 4.558.319.891 | 6.126.875.303 | ||
| 70. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 1.720.371.037 | 2.793.198.258 | ||
| 80. Passività fiscali | 1.151.624 | 161.734.393 | ||
| a) correnti | 1.151.624 | 161.734.393 | ||
| b) differite | - | - | ||
| 90. Passività associate ad attività in via di dismissione | - | 2.543.623 | ||
| 100. Altre passività | 7.823.823.206 | 7.290.729.752 | ||
| 110. Trattamento di fine rapporto del personale | 828.450.167 | 1.019.712.831 | ||
| 120. Fondi per rischi e oneri | 1.843.004.707 | 3.407.328.188 | ||
| a) quiescenza e obblighi simili | 77.312.166 | 373.189.449 | ||
| b) altri fondi | 1.765.692.541 | 3.034.138.739 | ||
| 130. Riserve da valutazione | 585.547.375 | 716.180.292 | ||
| 140. Azioni rimborsabili | - | - | ||
| 150. Strumenti di capitale | 4.610.073.464 | 2.383.463.450 | ||
| 160. Riserve | 7.798.689.926 | 5.828.365.938 | ||
| 170. Sovrapprezzi di emissione | 13.399.798.681 | 14.384.917.645 | ||
| 180. Capitale | 20.880.549.802 | 20.846.893.437 | ||
| 190. Azioni proprie (-) | (2.440.001) | (2.440.001) | ||
| 200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) | 6.235.645.406 | (11.460.132.615) | ||
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 404.979.900.996 | 394.187.548.549 |
Al 31 dicembre 2016 sono stati contabilizzati alla voce "140. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" i crediti verso la clientela deteriorati facenti parte del cosiddetto "Portafoglio FINO". Alla data del 31 dicembre 2017 tali crediti non sono più esposti tra gli attivi di stato patrimoniale a seguito della cessione avvenuta nel mese di luglio 2017.
Per una completa disamina e informativa sul "Progetto FINO" si rimanda alla successiva Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 1 - Rischio di credito, in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)".
Conto economico
| Conto economico Conto economico |
(importi in euro) | |||
|---|---|---|---|---|
| ESERCIZIO | ||||
| VOCI | 2017 | 2016 | ||
| 10. Interessi attivi e proventi assimilati | 5.626.643.041 | 6.227.564.569 | ||
| 20. Interessi passivi e oneri assimilati | (1.915.704.127) | (2.534.028.520) | ||
| 30. Margine di interesse | 3.710.938.914 | 3.693.536.049 | ||
| 40. Commissioni attive | 4.312.823.798 | 4.082.085.681 | ||
| 50. Commissioni passive | (391.567.552) | (386.232.325) | ||
| 60. Commissioni nette | 3.921.256.246 | 3.695.853.356 | ||
| 70. Dividendi e proventi simili | 3.808.045.507 | 1.172.564.470 | ||
| 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione | 85.220.626 | 140.661.348 | ||
| 90. Risultato netto dell'attività di copertura | (12.707.305) | (2.746.530) | ||
| 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: | (219.217.125) | 308.540.278 | ||
| a) crediti | (569.446.667) | 4.155.093 | ||
| b) attività finanziarie disponibili per la vendita | 313.647.375 | 294.892.812 | ||
| c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza | - | - | ||
| d) passività finanziarie | 36.582.167 | 9.492.373 | ||
| 110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value | (101.000.034) | (82.520.090) | ||
| 120. Margine di intermediazione | 11.192.536.829 | 8.925.888.881 | ||
| 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: | (1.582.779.892) | (10.933.079.438) | ||
| a) crediti | (1.337.535.270) | (9.996.114.908) | ||
| b) attività finanziarie disponibili per la vendita | (313.534.043) | (684.693.146) | ||
| c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza | - | - | ||
| d) altre operazioni finanziarie | 68.289.421 | (252.271.384) | ||
| 140. Risultato netto della gestione finanziaria | 9.609.756.937 | (2.007.190.557) | ||
| 150. Spese amministrative: | (6.116.091.163) | (8.063.505.949) | ||
| a) spese per il personale | (3.121.490.571) | (4.460.811.206) | ||
| b) altre spese amministrative | (2.994.600.592) | (3.602.694.743) | ||
| 160. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri | (388.397.245) | (886.126.028) | ||
| 170. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali | (164.527.912) | (182.903.066) | ||
| 180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali | (4.433.882) | (2.128.099) | ||
| 190. Altri oneri/proventi di gestione | 432.313.066 | 588.485.886 | ||
| 200. Costi operativi | (6.241.137.136) | (8.546.177.256) | ||
| 210. Utili (Perdite) delle partecipazioni | 2.742.978.849 | (729.975.284) | ||
| 220. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali | - | - | ||
| 230. Rettifiche di valore dell' avviamento | - | - | ||
| 240. Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 9.779.700 | 21.637.588 | ||
| 250. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte | 6.121.378.350 | (11.261.705.509) | ||
| 260. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente | 30.164.357 | (198.427.106) | ||
| 270. Utile (Perdita) dell'operatività corrente al netto delle imposte | 6.151.542.707 | (11.460.132.615) | ||
| 280. Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte | 84.102.699 | - | ||
| 290. Utile (Perdita) d'esercizio | 6.235.645.406 | (11.460.132.615) |
Prospetto della redditività complessiva
Prospetto della redditività complessiva
Prospetto della redditività complessiva (importi in euro)
| ESERCIZIO | ||||
|---|---|---|---|---|
| VOCI | 2017 | 2016 | ||
| 10. Utile (Perdita) d'esercizio | 6.235.645.406 | (11.460.132.615) | ||
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico | ||||
| 20. Attività materiali | - | - | ||
| 30. Attività immateriali | - | - | ||
| 40. Piani a benefici definiti | 15.218.639 | 10.648.855 | ||
| 50. Attività non correnti in via di dismissione | - | - | ||
| 60. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | - | - | ||
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico | ||||
| 70. Copertura di investimenti esteri | - | - | ||
| 80. Differenze di cambio | - | - | ||
| 90. Copertura dei flussi finanziari | (38.978.962) | (118.696.132) | ||
| 100. Attività finanziarie disponibili per la vendita | (106.872.594) | (272.055.017) | ||
| 110. Attività non correnti in via di dismissione | - | - | ||
| 120. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | - | - | ||
| 130. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | (130.632.917) | (380.102.294) | ||
| 140. Redditività complessiva (Voce 10+130) | 6.105.012.489 | (11.840.234.909) |
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2017 (importi in euro) MODIFICA AI SALDI DI APERTURA VARIAZIONI DELL'ESERCIZIO ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO PRECEDENTE VARIAZIONI DI RISERVE OPERAZIONI SUL PATRIMONIO NETTO ESERCIZIO 2017 RISERVE DIVIDENDI E ALTRE DESTINAZIONI EMISSIONE NUOVE AZIONI ACQUISTO AZIONI PROPRIE DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA DIVIDENDI VARIAZIONE STRUMENTI DI CAPITALE DERIVATI SU PROPRIE AZIONI STOCK OPTIONS 31.12.2017 31.12.2016 01.01.2017 ESISTENZE AL ESISTENZE AL REDDITIVITA' COMPLESSIVA PATRIMONIO NETTO AL Capitale: 20.846.893.437 - 20.846.893.437 - - - 33.656.365 - - - - - - 20.880.549.802 a) azioni ordinarie 20.838.376.719 - 20.838.376.719 - - - 39.805.497 - - - - - - 20.878.182.216 b) altre azioni 8.516.718 - 8.516.718 - - - (6.149.132) - - - - - - 2.367.586 Sovrapprezzi di emissione 14.384.917.645 - 14.384.917.645 (11.460.132.615) - (2.508.551.030) 12.983.564.681 - - - - - - 13.399.798.681 Riserve: 5.828.365.938 - 5.828.365.938 - - 1.909.572.197 (17.587.597) - - - - 78.339.388 - 7.798.689.926 a) di utili 3.152.798.847 - 3.152.798.847 - - (368.965.123) (17.587.597) - - - - - - 2.766.246.127 b) altre 2.675.567.091 - 2.675.567.091 - - 2.278.537.320 - - - - - 78.339.388 - 5.032.443.799 Riserve da valutazione 716.180.292 - 716.180.292 - - - - - - - - - (130.632.916) 585.547.376 Strumenti di capitale 2.383.463.450 - 2.383.463.450 - - - - - - 2.226.610.014 - - - 4.610.073.464 Azioni proprie (2.440.001) - (2.440.001) - - - - - - - - - - (2.440.001) Utile (Perdita) d'esercizio (11.460.132.615) - (11.460.132.615) 11.460.132.615 - - - - - - - - 6.235.645.406 6.235.645.406 Patrimonio netto 32.697.248.146 - 32.697.248.146 - - (598.978.833) 12.999.633.449 - - 2.226.610.014 - 78.339.388 6.105.012.490 53.507.864.654
Gli importi indicati nella colonna "Stock Options" rappresentano gli effetti della consegna di azioni connesse ai piani ESOP e altri Group Executive Incentive Plan.
Le variazioni di periodo del patrimonio netto sono illustrate nella specifica sezione della Relazione sulla gestione.
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2016 (importi in euro)
| VARIAZIONI DELL'ESERCIZIO | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO PRECEDENTE |
OPERAZIONI SUL PATRIMONIO NETTO | |||||||||||||
| 31.12.2015 ESISTENZE AL |
MODIFICA AI SALDI DI APERTURA | 01.01.2016 ESISTENZE AL |
RISERVE | DIVIDENDI E ALTRE DESTINAZIONI | VARIAZIONI DI RISERVE | EMISSIONE NUOVE AZIONI | ACQUISTO AZIONI PROPRIE | DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA DIVIDENDI | VARIAZIONE STRUMENTI DI CAPITALE | DERIVATI SU PROPRIE AZIONI | STOCK OPTIONS | ESERCIZIO 2016 REDDITIVITA' COMPLESSIVA |
31.12.2016 PATRIMONIO NETTO AL |
|
| Capitale: | 20.257.667.512 | - | 20.257.667.512 | - | - | - | 589.225.925 | - | - | - | - | - | - | 20.846.893.437 |
| a) azioni ordinarie | 20.249.249.488 | - | 20.249.249.488 | - | - | - | 589.127.231 | - | - | - | - | - | - | 20.838.376.719 |
| b) altre azioni | 8.418.024 | - | 8.418.024 | - | - | - | 98.694 | - | - | - | - | - | - | 8.516.718 |
| Sovrapprezzi di emissione |
15.976.604.463 | - | 15.976.604.463 | (1.441.448.594) | - | (150.238.224) | - | - | - | - | - | - | - | 14.384.917.645 |
| Riserve: | 8.753.683.190 | - | 8.753.683.190 | - | - | (2.232.529.239) | (589.225.925) | - | (157.630.181) | - | - | 54.068.093 | - | 5.828.365.938 |
| a) di utili | 3.676.689.816 | - | 3.676.689.816 | - | - | 222.965.137 | (589.225.925) | - | (157.630.181) | - | - | - | - | 3.152.798.847 |
| b) altre | 5.076.993.374 | - | 5.076.993.374 | - | - | (2.455.494.376) | - | - | - | - | - | 54.068.093 | - | 2.675.567.091 |
| Riserve da valutazione |
1.092.027.055 | - | 1.092.027.055 | - | - | 4.255.531 | - | - | - | - | - | - | (380.102.294) | 716.180.292 |
| Strumenti di capitale | 1.888.463.450 | - | 1.888.463.450 | - | - | - | - | - | - | 495.000.000 | - | - | - | 2.383.463.450 |
| Azioni proprie | (2.440.001) | - | (2.440.001) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | (2.440.001) |
| Utile (Perdita) d'esercizio |
(1.441.448.594) | - | (1.441.448.594) | 1.441.448.594 | - | - | - | - | - | - | - | - | (11.460.132.615) | (11.460.132.615) |
| Patrimonio netto | 46.524.557.075 | - | 46.524.557.075 | - | - | (2.378.511.932) | - | - | (157.630.181) | 495.000.000 | - | 54.068.093 | (11.840.234.909) | 32.697.248.146 |
Rendiconto finanziario
Rendiconto finanziario (metodo indiretto) (importi in euro)
| ESERCIZIO | ||
|---|---|---|
| 2017 | 2016 | |
| A. ATTIVITA' OPERATIVA | ||
| 1. Gestione | (925.520.821) | 2.382.344.585 |
| - risultato d'esercizio (+/-) | 6.235.645.406 | (11.460.132.615) |
| - risultato netto delle società incorporate (+/-) | (81.538.991) | 206.672.869 |
| - plus/minusvalenze su attività/passività finanziarie detenute per la negoziazione e su | ||
| attività/passività valutate al fair value (+/-) | 111.409.757 | 76.117.053 |
| - plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) | 12.707.305 | 2.746.530 |
| - rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento (+/-) | 1.582.779.892 | 11.445.265.837 |
| - rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) | 168.961.794 | 185.031.165 |
| - accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) | (1.439.154.475) | 292.245.105 |
| - imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) | (2.896.889.494) | (62.705.814) |
| - altri aggiustamenti (+/-) | (4.619.442.015) | 1.697.104.455 |
| 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie | 10.622.105.252 | (1.689.945.030) |
| - attività finanziarie detenute per la negoziazione | 1.723.412.558 | 861.536.185 |
| - attività finanziarie valutate al fair value | 16.659.006 | 113.267.195 |
| - attività finanziarie disponibili per la vendita | 3.678.177.287 | (206.195.242) |
| - crediti verso banche | (5.211.908.792) | 1.653.362.853 |
| - crediti verso clientela | 5.082.532.761 | (5.248.441.323) |
| - altre attività | 5.333.232.432 | 1.136.525.302 |
| 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie | (6.462.734.117) | (2.681.369.415) |
| - debiti verso banche | 16.286.194.508 | (1.827.150.322) |
| - debiti verso clientela | 617.827.511 | 15.007.266.162 |
| - titoli in circolazione | (18.181.172.815) | (18.451.613.299) |
| - passività finanziarie di negoziazione | (3.075.432.726) | 2.743.920.562 |
| - passività finanziarie valutate al fair value | 527.007.432 | 2.053.750.358 |
| - altre passività | (2.637.158.027) | (2.207.542.876) |
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa | 3.233.850.314 | (1.988.969.860) |
| B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO | ||
| 1. Liquidità generata da: | 7.052.946.913 | 3.214.870.388 |
| - vendite di partecipazioni | 3.213.120.624 | 1.858.033.321 |
| - dividendi incassati su partecipazioni | 3.808.045.507 | 1.098.207.791 |
| - vendite di attività finanziarie detenute sino alla scadenza | - | 4.834.483 |
| - vendite di attività materiali | 31.780.782 | 253.794.793 |
| - vendite di attività immateriali | - | - |
| - vendite di rami d'azienda | - | - |
| 2. Liquidità assorbita da: | (735.923.592) | (1.853.106.773) |
| - acquisti di partecipazioni | (613.220.786) | (1.704.036.583) |
| - acquisti di attività finanziarie detenute sino alla scadenza | (7.260.019) | (8.197.386) |
| - acquisti di attività materiali | (114.428.858) | (139.936.499) |
| - acquisti di attività immateriali | (1.013.929) | (936.305) |
| - acquisti di rami d'azienda | - | - |
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento | 6.317.023.321 | 1.361.763.615 |
| C. ATTIVITA' DI PROVVISTA | ||
| - emissioni/acquisti di azioni proprie | 12.570.507.695 | - |
| - emissioni/acquisti di strumenti di capitale | 2.226.610.014 | 495.000.000 |
| - distribuzione dividendi e altre finalità | (281.310.268) | (452.857.781) |
| Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista | 14.515.807.441 | 42.142.219 |
| LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO | 24.066.681.076 | (585.064.026) |
LEGENDA:
(+) generata; (-) assorbita.
Rendiconto finanziario
| Riconciliazione | (importi in euro) | |
|---|---|---|
| ESERCIZIO | ||
| VOCI DI BILANCIO | 2017 | 2016 |
| Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo | 1.851.831.592 | 2.460.123.105 |
| Liquidità totale generata/assorbita nell'esercizio | 24.066.681.076 | (585.064.026) |
| Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi | (101.804.291) | (23.227.487) |
| Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell' esercizio | 25.816.708.377 | 1.851.831.592 |
64 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Nota integrativa
Nota integrativa
| Parte A - Politiche contabili | 67 |
|---|---|
| Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale | 111 |
| Parte C - Informazioni sul conto economico | 155 |
| Parte D - Redditività complessiva | 173 |
| Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura | 177 |
| Parte F - Informazioni sul patrimonio | 261 |
| Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda | 275 |
| Parte H - Operazioni con parti correlate | 279 |
| Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali | 287 |
| Parte L - Informativa di settore | 293 |
66 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte A - Politiche contabili
Parte A - Politiche contabili
| A.1 - Parte generale | 68 |
|---|---|
| Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali | 68 |
| Sezione 2 - Principi generali di redazione | 68 |
| Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio | 70 |
| Sezione 4 - Altri aspetti | 70 |
| A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio | 74 |
| 1 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 74 |
| 2 - Attività finanziarie disponibili per la vendita | 75 |
| 3 - Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | 76 |
| 4 - Crediti | 76 |
| 5 - Attività finanziarie valutate al fair value | 79 |
| 6 - Operazioni di copertura | 80 |
| 7 - Partecipazioni | 81 |
| 8 - Attività materiali | 82 |
| 9 - Attività immateriali | 84 |
| 10 - Attività non correnti in via di dismissione | 85 |
| 11 - Fiscalità corrente e differita | 85 |
| 12 - Fondi per rischi e oneri | 86 |
| 13 - Debiti e titoli in circolazione | 87 |
| 14 - Passività finanziarie di negoziazione | 87 |
| 15 - Passività finanziarie valutate al fair value | 88 |
| 16 - Operazioni in valuta | 88 |
| 17 - Altre informazioni | 88 |
| A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie | 95 |
| A.4 - Informativa sul fair value | 96 |
| Informativa di natura qualitativa | 96 |
| Informazioni di natura quantitativa | 105 |
| A.5 - Informativa sul cosiddetto "day one profit/loss" | 109 |
Parte A - Politiche contabili
A.1 - Parte generale
Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali
Il presente Bilancio è redatto in conformità ai principi contabili emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB), inclusi i documenti interpretativi SIC e IFRIC, omologati dalla Commissione Europea fino al 31 dicembre 2017, come previsto dal Regolamento dell'Unione Europea n.1606/2002 recepito in Italia dal Decreto Legislativo n.38 del 28 febbraio 2005 (si veda anche Sezione 4 - Altri aspetti).
Esso costituisce inoltre parte integrante della Relazione finanziaria annuale ai sensi del comma 1 dell'art.154-ter del Testo Unico della Finanza (TUF, D. Lgs. n.58 del 24 febbraio1998).
La Banca d'Italia ha stabilito con la circolare n.262 del 22 dicembre 2005, e successivi aggiornamenti, gli schemi di bilancio e della nota integrativa utilizzati per la redazione del presente Bilancio.
In data 15 dicembre 2015 è stato emanato il 4° aggiornamento della stessa circolare che ha adeguato l'informativa di nota integrativa sulla "qualità del credito" alle definizioni di attività finanziarie deteriorate "non-performing exposures" e "forborne exposures" stabilite dalla Commissione Europea con regolamento 2015/227 su proposta dell'EBA; l'aggiornamento ha altresì razionalizzato alcune delle tabelle previgenti. In particolare, i principali interventi di razionalizzazione sull'informativa di bilancio hanno riguardato i seguenti ambiti:
- nella Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale:
- tabelle relative alle variazioni annue degli strumenti finanziari iscritti nell'attivo e nel passivo dello stato patrimoniale (ad esempio, la tabella 2.3 "Attività finanziarie per cassa detenute per la negoziazione: variazioni annue" del bilancio dell'impresa);
- nella Parte E Informazioni sui rischi e politiche di copertura:
- tabelle relative alle operazioni di cartolarizzazione previste nella Sezione 1 "Rischio di credito C. Operazioni di cartolarizzazione" (ad esempio, le tabelle C.1 "Esposizioni derivanti da operazioni di cartolarizzazione distinte per qualità delle attività sottostanti", C.4 "Esposizioni derivanti da operazioni di cartolarizzazione ripartite per portafoglio e per tipologia" e C.5 "Ammontare complessivo delle attività cartolarizzate sottostanti ai titoli junior o ad altre forme di sostegno creditizio" del bilancio dell'impresa);
- nella Sezione 1 "Rischio di credito Qualità del credito" del bilancio consolidato, tabelle A.1.1. "Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)" e A.1.2 "Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)", non si distingue fra "Gruppo bancario" e "Altre imprese".
Sezione 2 - Principi generali di redazione
La redazione del presente Bilancio è avvenuta, come detto sopra, in base ai principi contabili internazionali omologati dalla Commissione Europea.
A livello interpretativo e di supporto nell'applicazione, sono stati utilizzati i seguenti documenti, seppure non tutti omologati dalla Commissione Europea:
- The Conceptual Framework for Financial Reporting;
- Implementation Guidance, Basis for Conclusions, IFRIC ed eventuali altri documenti predisposti dallo IASB o dall'IFRIC (International Financial Reporting Interpretations Committee) a complemento dei principi contabili emanati;
- i documenti interpretativi sull'applicazione degli IAS/IFRS in Italia predisposti dall'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI);
- i documenti ESMA (European Securities and Markets Authority) e CONSOB che richiamano l'applicazione di specifiche disposizioni negli IFRS.
Il Bilancio è costituito dallo Stato Patrimoniale, dal Conto Economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto, dal Rendiconto finanziario (elaborato applicando il metodo "indiretto") e dalla Nota Integrativa. È corredato dalla Relazione degli Amministratori sull'andamento della gestione e dagli Allegati.
Inoltre, ai sensi dell'art.123-bis comma 3 del TUF, come ricordato nelle "Altre informazioni" della Relazione sulla gestione, la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari è disponibile nella sezione "Governance" del sito internet di UniCredit: https://www.unicreditgroup.eu/it/governance/system-policies/corporate-governance-report.html in lingua italiana e https://www.unicreditgroup.eu/en/governance/system-policies/corporate-governance-report.html in lingua inglese.
Gli schemi di bilancio e la Nota Integrativa, salvo quando diversamente indicato, sono redatti in migliaia di euro.
Nel Documento congiunto n.4 del 3 marzo 2010, Banca d'Italia, Consob e Isvap avevano svolto alcune considerazioni in merito alla contingente situazione dei mercati e delle imprese, chiedendo di fornire nelle Relazioni finanziarie una serie di informazioni indispensabili per una migliore comprensione degli andamenti e delle prospettive aziendali.
Al riguardo gli Amministratori, sulla base delle azioni previste nel Piano Strategico 2016-2019 e degli esiti dell'operazione di aumento di capitale integralmente sottoscritto con decorrenza 2 marzo 2017, non avendo rilevato nella struttura patrimoniale e finanziaria e nell'andamento economico sintomi che possano mostrare incertezze sulla continuità aziendale, ritengono di avere la ragionevole certezza che la Banca continuerà ad operare proficuamente in un futuro prevedibile e, di conseguenza, in conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS1, il Bilancio di UniCredit S.p.A. al 31 dicembre 2017 è stato predisposto in una prospettiva di continuità aziendale.
I criteri di valutazione adottati sono pertanto coerenti con il presupposto della continuità aziendale e rispondono ai principi di competenza, di rilevanza e significatività dell'informazione contabile e di prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica. Tali criteri non hanno subito modifiche rispetto all'esercizio precedente.
Rischi ed incertezze legati all'utilizzo di stime
In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli ammontari delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività ove lo stesso non sia facilmente desumibile da altre fonti.
In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune delle più rilevanti poste valutative iscritte nel Bilancio al 31 dicembre 2017, così come previsto dai principi contabili e dalle normative di riferimento sopra descritti. Detti processi sono basati in larga misura su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti in bilancio secondo le regole dettate dalle norme vigenti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale, ossia prescindendo da ipotesi di liquidazione forzata delle poste oggetto di valutazione.
I processi adottati confortano i valori di iscrizione al 31 dicembre 2017. Il processo valutativo risulta particolarmente complesso in considerazione della presenza di elementi di incertezza nel contesto macroeconomico e di mercato.
I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica dei valori prima menzionati sono quindi significativamente influenzati da detti fattori che potrebbero registrare rapidi mutamenti ad oggi non prevedibili, talché non si possono escludere conseguenti effetti sui futuri valori di bilancio.
Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni conseguenti a tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.
Il rischio di incertezza nella stima è sostanzialmente insito, tra gli altri, nella determinazione del valore di:
- fair value relativo agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
- crediti, partecipazioni e, in generale, ogni altra attività/passività finanziaria;
- trattamento di fine rapporto e altri benefici dovuti ai dipendenti;
- fondi per rischi e oneri ed attività potenziali (per quanto riguarda i rischi derivanti da pendenze legali si rimanda alla Parte E Sezione 4 Rischi operativi);
- avviamento e altre attività immateriali;
- attività e passività relative a contratti assicurativi;
- fiscalità anticipata attiva;
• beni immobili detenuti a scopo di investimento;
la cui quantificazione può variare nel tempo, anche in misura significativa, in funzione dell'andamento (i) del contesto socio-economico nazionale e internazionale e dei conseguenti riflessi sulla redditività della banca e sulla solvibilità della clientela, (ii) dei mercati finanziari, che influenzano la fluttuazione dei tassi, dei prezzi e delle basi attuariali e (iii) del mercato immobiliare, con conseguenti effetti sul valore dei beni immobili propri e di quelli ricevuti in garanzia.
Con particolare riferimento alle proiezioni dei flussi di cassa futuri utilizzate ai fini della valutazione delle partecipazioni, delle attività immateriali e delle attività fiscali anticipate si segnala che i parametri e le informazioni utilizzate sono significativamente influenzate dal quadro macroeconomico di mercato, che potrebbe registrare mutamenti non prevedibili.
Con particolare riferimento alle metodologie valutative, agli input non osservabili eventualmente utilizzati nelle misurazioni di fair value e alle sensitivity a variazioni negli stessi, si rinvia alla specifica sezione A.4 - Informativa sul fair value.
Parte A - Politiche contabili
Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio
Dopo la data di chiusura dell'esercizio non si sono verificati eventi che inducano a rettificare le risultanze esposte nel Bilancio d'Impresa al 31 dicembre 2017.
Per una descrizione dei fatti di rilievo più significativi avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio si rinvia allo specifico paragrafo della Relazione sulla gestione.
Sezione 4 - Altri aspetti
Nel corso del 2017 sono entrati in vigore i seguenti principi contabili:
- Modifiche allo IAS7: Iniziativa di informativa (Reg. UE 2017/1990);
- Modifiche allo IAS12: Rilevazione dei crediti per imposte anticipate per perdite non realizzate (Reg. UE 2017/1989);
le cui adozioni non hanno determinato effetti sostanziali sulle attuali consistenze patrimoniali ed economiche.
La Commissione europea, alla data del 31 dicembre 2017 ha omologato i seguenti principi contabili applicabili alla reportistica con entrata in vigore a partire da o successivamente al 1 gennaio 2018:
- Modifiche all'IFRS4: Applicazione IFRS9 Strumenti finanziari con IFRS4 Contratti assicurativi (Reg. UE 2017/1988);
- Chiarimenti sull'IFRS15: Proventi da contratti con la clientela (Reg. UE 2017/1987);
- IFRS16 Leasing (Reg. UE 2017/1986);
- IFRS9 Strumenti finanziari (Reg. UE 2016/2067);
- IFRS15 Proventi da contratti con la clientela (Reg. UE 2016/1905).
Al 31 dicembre 2017, infine, lo IASB risulta aver emanato i seguenti principi e interpretazioni contabili o revisioni degli stessi, la cui applicazione è tuttavia subordinata al completamento del processo di omologazione da parte degli organi competenti dell'Unione Europea7:
- IFRS17 Contratti Assicurativi (maggio 2017);
- IFRIC Interpretazione 22: Foreign Currency Transactions and Advance Consideration (dicembre 2016);
- IFRIC Interpretazione 23: Uncertainty over Income Tax Treatments (giugno 2017);
- Modifiche all'IFRS2: Classificazione e valutazione dei pagamenti basati su azioni (giugno 2016);
- Ciclo annuale di miglioramenti 2014 2016 dei principi contabili internazionali (dicembre 2016);
- Modifiche allo IAS40: Transfers of Investment Property (dicembre 2016);
- Modifiche allo IFRS9: Prepayment Features with Negative Compensation (ottobre 2017);
- Modifiche allo IAS28: Long-term Interests in Associates and Joint Ventures (ottobre 2017);
- Ciclo annuale di miglioramenti 2015 2017 dei principi contabili internazionali (dicembre 2017).
Con specifico riferimento all'IFRS9, effettivo dal 1° gennaio 2018, si evidenzia che il nuovo principio contabile:
- introduce cambiamenti significativi, rispetto allo IAS39, circa le regole di classificazione e valutazione dei crediti e dei titoli di debito che saranno basate sul modello di gestione ("business model") e sulle caratteristiche dei flussi di cassa dello strumento finanziario (criterio SPPI - Solely Payments of Principal and Interests);
- prevede la classificazione degli strumenti di capitale al fair value con iscrizione delle differenze a conto economico oppure fra le "altre componenti reddituali". In questo secondo caso, a differenza di quanto previsto dallo IAS39 per le attività finanziarie disponibili per la vendita, elimina la richiesta di procedere alla rilevazione di perdite durevoli di valore e prevede che, in caso di cessione dello strumento, gli utili e le perdite da cessione siano riclassificate ad altra riserva di patrimonio netto e non a conto economico;
- introduce un nuovo modello contabile di impairment basato su un approccio di "expected losses" al posto di quello vigente di "incurred losses";
- interviene sull'"hedge accounting" riscrivendo le regole per la designazione di una relazione di copertura e per la verifica della sua efficacia con l'obiettivo di garantire un maggiore allineamento tra la rappresentazione contabile delle coperture e le logiche gestionali sottostanti. Si evidenzia che il principio prevede la possibilità per l'entità di avvalersi della facoltà di continuare ad applicare le previsioni del principio contabile internazionale IAS39 in tema di "hedge accounting" fino al completamento da parte dello IASB del progetto di definizione delle regole relative al "macro-hedging"; e
- modifica la contabilizzazione del cosiddetto "own credit risk", ovverosia delle variazioni di valore delle passività designate al fair value imputabili alle oscillazioni del proprio merito creditizio. Il nuovo principio prevede che dette variazioni debbano trovare riconoscimento in una riserva di patrimonio netto, anziché a conto economico come previsto dal principio IAS39, eliminando pertanto una fonte di volatilità dei risultati economici.
Al fine di garantire il rispetto delle disposizioni del principio contabile, il Gruppo ha in corso un progetto, che è nella sua fase finale,con lo scopo di creare metodologie contabili e di monitoraggio del rischio armonizzate tra le diverse società del Gruppo.
7 L'EFRAG ha deliberato di non procedere con l'approvazione dell'IFRS14 - Regulatory Deferral Accounts e emendamenti all'IFRS10 e IAS28: Sale or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture.
Rispecchiando le principali modifiche apportate dall'IFRS9, il progetto è stato organizzato a livello di Gruppo attraverso specifici work-stream, e in particolare:
• Work-stream "Classificazione e Valutazione", volto a rivedere la classificazione degli strumenti finanziari in linea con i nuovi criteri dell'IFRS9;
• Work-stream "Impairment", finalizzato a sviluppare e implementare modelli e metodologie per il calcolo delle rettifiche di valore.
Questi work-stream sono affiancati da una specifica attività volta ad adeguare i modelli e le metodologie sviluppate alle peculiarità del Corporate & Investment Banking (CIB).
L'intero progetto è sviluppato con il coinvolgimento delle strutture di riferimento della Banca e con l'attivo coinvolgimento del Consiglio di Amministrazione e dell'Alta Direzione.
Con riferimento al work-stream "Classificazione e Valutazione" il Gruppo ha proceduto:
- all'identificazione di criteri, basati sul modello di business e sulle caratteristiche dei relativi flussi di cassa contrattuali, per la classificazione degli strumenti finanziari nelle nuove categorie previste dal principio contabile;
- all'applicazione dei criteri così individuati per la classificazione del portafoglio esistente.
L'analisi del modello di business è stata condotta attraverso la mappatura delle aree di business che compongono il Gruppo e l'assegnazione a ciascuna di esse di uno specifico business model.
In proposito, si precisa che alle aree di business che compongono il portafoglio bancario del Gruppo sono stati assegnati modelli di business "heldto-collect" o "held-to-collect and sell" in funzione delle finalità di detenzione e dell'atteso turnover degli strumenti finanziari. In tale ambito si segnala che eventuali cessioni di strumenti finanziari saranno ritenute comunque compatibili con un modello di business "held-to-
collect" nel caso di (i) operazioni di cartolarizzazione che non comportino la cancellazione contabile del credito, (ii) cessioni determinate da variazioni avverse nel rischio di credito della controparte e (iii) eventuali cessioni non frequenti o non significative da valutarsi caso per caso. Alle aree di business che compongono il portafoglio di negoziazione del Gruppo è stato assegnato un modello di business "other" al fine di riflettere le intenzioni di trading.
Ai fini della classificazione degli strumenti finanziari nelle nuove categorie previste da IFRS9, l'analisi del modello di business deve trovare necessario complemento nell'analisi dei flussi contrattuali (cosiddetto "SPPI Test").
A tal proposito, il Gruppo ha sviluppato sistemi e processi atti ad analizzare il portafoglio di titoli di debito e finanziamenti in essere al fine di valutare se le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali consentono la valutazione al costo ammortizzato (portafoglio "held- to-collect") o al fair value con impatto sulla redditività complessiva (portafoglio "held-to-collect and sell").
L'analisi in oggetto è effettuata o contratto per contratto o tramite definizione di appositi cluster di strumenti finanziari aventi caratteristiche omogenee. L'analisi dei finanziamenti è effettuata con l'utilizzo di un apposito tool, sviluppato internamente ("SPPI Tool") per analizzare le caratteristiche dei contratti rispetto ai requisiti dell'IFRS9, l'analisi dei titoli di debito è effettuata prevalentemente avvalendosi di provider esterni di dati (il Gruppo ha comunque provveduto all'implementazione di un tool anche per l'analisi dei titoli).
In tale contesto le clausole di rimborso anticipato che prevedono un compenso negativo non hanno influenzato il risultato dello SPPI test.
Il Gruppo valuterà i titoli di capitale al fair value con impatto a conto economico o sulla redditività complessiva in funzione delle loro caratteristiche e della ragione per le quali gli stessi sono stati acquisiti. Il gruppo valuterà le quote di OICR al fair value con impatto a conto economico a seguito delle precisazioni normative che escludono la possibilità di qualificare questi strumenti quali strumenti di capitale.
Infine, il Gruppo ha classificato alcune passività finanziare come passività designate al fair value; come conseguenza, la variazione del fair value derivante dal cambiamento del proprio merito creditizio sarà riportata a Patrimonio netto.
Con riferimento al work-stream "Impairment" il Gruppo ha ulteriormente sviluppato i propri modelli di impairment al fine di rispettare i dettami del nuovo principio contabile coerentemente alle raccomandazioni contenute nelle "Guidelines on credit institutions' credit risk management practices and accounting for expected credit losses" emanato dall'EBA.
Il perimetro delle esposizioni oggetto di impairment è stato esteso al fine di includere, oltre agli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato e alle rilevanti esposizioni fuori bilancio, anche le esposizione creditizie valutate al "Fair value con impatto sulla redditività complessiva".
In aggiunta, specifici adeguamenti sono stati apportati ai parametri di Probability of Default (PD), Loss Given Default (LGD) e Exposure at Default (EAD) utilizzati per il calcolo della perdita creditizia attesa (ECL) ed è stato sviluppato un nuovo modello per valutare la Stage Allocation delle esposizioni non deteriorate fra Stadio 1 e Stadio 2.
Si ricorda che la principale differenza fra i due stadi è relativa all'orizzonte temporale lungo il quale la ECL è calcolata; si considera infatti un orizzonte temporale fino ad un anno per le esposizioni appartenenti allo Stadio 1 e un orizzonte temporale pari all'intera durata residua dell'esposizione creditizia per le esposizioni appartenenti allo Stadio 2.
Specifici adeguamenti sono stati apportati ai parametri di PD, LGD e EAD calcolati a fini regolamentari al fine di assicurare la piena coerenza, al netto delle differenti previsioni normative, fra trattamento contabile e regolamentare. I principali adeguamenti sono finalizzati a:
• rimuovere il conservativismo richiesto ai soli fini regolamentari;
• introdurre adeguamenti "point-in-time" in sostituzione degli adeguamenti "through-the-cycle" previsti a fini regolamentari;
- includere informazioni "forward looking";
- estendere i parametri di rischio creditizio ad una prospettiva pluriennale.
Parte A - Politiche contabili
Per quanto riguarda le PD lifetime, le curve di PD through-the-cycle, ottenute adattando i tassi d'inadempienza cumulati osservati, sono calibrati per riflettere previsioni point-in- time e forward-looking circa i tassi d'inadempienza di portafoglio.
Il tasso di recupero incorporato nella LGD through-the-cycle è adattato al fine di rimuovere il margine di conservativismo e riflettere i trend più attuali dei tassi di recupero così come le aspettative circa i trend futuri e attualizzati al tasso d'interesse effettivo o alla sua migliore approssimazione.
La EAD lifetime è ottenuta estendendo il modello ad un anno prudenziale o manageriale, rimuovendo il margine di conservativismo e includendo aspettative relative a livelli di erogazione futuri.
La perdita creditizia attesa derivante dai parametri così adeguati è calcolata anche sulla base di previsioni macroeconomiche e applicando scenari multipli ai componenti "forward looking" al fine di compensare la parziale non linearità che è naturalmente insita nella correlazione fra le variazioni macroeconomiche e la rischiosità creditizia. Specificamente l'effetto di non linearità è stato incorporato attraverso la stima di un fattore correttivo applicato direttamente alla ECL di portafoglio.
Il processo definito per includere scenari macroeconomici multipli è altresì pienamente coerente con i processi di previsione macroeconomica utilizzati dal Gruppo per ulteriori fini di gestione del rischio (quali i processi adottati per tradurre le previsioni macroeconomiche nelle perdite creditizie attese in base a quanto previsto da EBA Stress Test e il Framework ICAAP) e fa leva anche sulla funzione indipendente di UniCredit Research. Il punto di partenza sarà, quindi, pienamente allineato, mentre l'applicazione si differenzierà al fine di rispettare i diversi requisiti attraverso l'utilizzo di soli scenari interni.
Un aspetto chiave derivante dal nuovo modello contabile richiesto per il calcolo della perdita creditizia attesa è rappresentato dal modello di Stage Allocation finalizzato ad assegnare le esposizioni fra Stadio 1 e Stadio 2 (essendo lo Stadio 3 equivalente a quello delle esposizioni deteriorate), laddove lo Stadio 1 include principalmente (i) le esposizioni di nuova erogazione, (ii) le esposizioni che non presentano un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale e (iii) le esposizioni aventi basso rischio di credito (low credit risk exemption) alla data di reporting.
Nel Gruppo il modello di valutazione della Stage Allocation si basa su una combinazione di elementi relativi ed elementi assoluti. Gli elementi principali sono:
- il confronto a livello di transazione fra la misura della PD al momento dell'erogazione e quella rilevata alla data di reporting, entrambe quantificate secondo modelli interni, attraverso l'utilizzo di soglie fissate in modo tale da considerare tutte le variabili chiave di ciascuna transazione che possono influenzare l'aspettativa della banca circa le variazioni di PD nel tempo (e.g. età, scadenza, livello della PD al momento dell'erogazione);
- elementi assoluti quali i backstop previsti dalla normativa (e.g. 30 giorni di scaduto);
- ulteriori evidenze interne (e.g. nuova classificazione Forborne).
Con riferimento ai titoli di debito il Gruppo ha optato per l'applicazione della low credit risk exemption sui titoli investment grade in piena conformità a quanto previsto dal principio contabile.
Anche l'impairment calcolato sulle esposizioni deteriorate è stato calcolato come richiesto dal nuovo principio contabile al fine di includere (i) gli adeguamenti necessari a pervenire al calcolo di una perdita attesa point-in-time e forward looking e (ii) gli scenari multipli applicabili a questa tipologia di esposizioni.
Nella valutazione delle esposizioni deteriorate sono considerati i possibili scenari di vendita laddove la NPL Strategy del Gruppo preveda di esperire il recupero anche attraverso la loro cessione sul mercato. A tal fine, il presunto valore di recupero delle esposizioni creditizie sarà determinato a livello di portafoglio calcolando una media ponderata dei recuperi attesi attraverso il processo di work-out interno e i previsti prezzi di vendita; entrambi gli scenari sono ponderati secondo il livello di vendite previste per lo specifico portafoglio dalla NPL Strategy di Gruppo.
Nel definire il perimetro delle esposizioni impaired è stata adottata la definizione di default applicata correntemente all'interno del Gruppo che già incorpora alcuni principi chiave delle linee guida "Guidelines on the application of the definition of default" emanate dall'EBA quali la valutazione nella larga maggioranza delle imprese del Gruppo, dell'impairment e/o del default sulla base dell'esposizione complessiva ad un dato debitore (cosiddetto "approccio per debitore").
Infine, per ciò che riguarda l'hedge accounting, il Gruppo si avvale della facoltà di continuare ad applicare i requisiti esistenti di hedge accounting IAS39 per tutte le relazioni di copertura fin quando lo IASB avrà completato il progetto di regole contabili sul macro-hedging.
Al fine di implementare il framework metodologico e gli strumenti sopra descritti nell'operatività ordinaria, il Gruppo ha definito l'architettura IT finale, e sta ultimando lo sviluppo dei processi e delle procedure organizzative al fine di integrarli con le modifiche richieste dal principio in linea con le tempistiche progettuali.
Il Gruppo prevede, inoltre, l'utilizzo del cosiddetto "transitional relief" previsto dallo standard e pertanto non pubblicherà i dati comparativi nel proprio bilancio 2018.
Il progetto IFRS9 del gruppo UniCredit è stato oggetto di Thematic Review da parte della Banca Centrale Europea. Inoltre, le scelte metodologiche adottate dal gruppo UniCredit nell'ambito del Progetto IFRS9 sono state oggetto di review strutturata da parte della società di revisione che sta ora conducendo un valutazione complessiva delle relative implementazioni.
Si segnala che, dalle analisi sinora svolte, non sono emerse criticità tali da mettere in dubbio la complessiva adeguatezza delle menzionate scelte ai requisiti del nuovo principio.
Alla data di prima applicazione, gli impatti principali dell'IFRS9 sul gruppo UniCredit sono attesi derivare dall'applicazione del nuovo modello di impairment basato sulle perdite attese, che ci si aspetta comporterà un incremento delle svalutazioni operate sulle attività non deteriorate (in particolare crediti verso la clientela), nonché dall'applicazione delle nuove regole per il trasferimento delle posizioni tra i differenti "Stage" di classificazione previsti dal nuovo standard.
In particolare si prevede che si possa generare una maggiore volatilità nei risultati economici e patrimoniali tra i differenti periodi di rendicontazione, ascrivibile alla movimentazione dinamica fra i differenti "Stage" di appartenenza delle attività finanziarie iscritte in bilancio (in particolare fra lo "Stage1", che includerà prevalentemente le nuove posizioni erogate e tutte le posizioni pienamente performing, e lo "Stage2", che includerà le posizioni in strumenti finanziari che hanno subito un deterioramento creditizio rispetto al momento della "initial recognition").
Nel dicembre 2017, il gruppo UniCredit ha approvato l'aggiornamento del Multi-year Plan (MYP) e comunicato la cessione per il periodo 2018-2019 di crediti deteriorati (NPE) Non-Core, che sarà aggiornata al primo trimestre 2018, così come richiesto dalla BCE, quando UniCredit renderà nota la NPL Asset Strategy per il 2018-2020.
In base a quanto previsto dalla NPL Strategy di Gruppo, l'applicazione del principio comporterà un impatto in alcune Legal Entity del Gruppo già incluso nella valutazione dell'impatto complessivo delle svalutazioni.
Con riferimento a UniCredit S.p.A., gli effetti determinati dall'adozione di IFRS9 in termini di "impairment" possono essere stimati in via preliminare nell'ordine di -102bps di CET1 ratio "fully loaded", al lordo dell'effetto fiscale, equivalenti a circa -2,1 miliardi. Questo effetto è principalmente causato dall'introduzione dei sopramenzionati scenari di cessione nella valutazione delle esposizioni creditizie classificate nello Stage 3 e dall'utilizzo di una ECL lifetime per le esposizioni creditizie allocate nello Stage 2.
Con riferimento ai criteri di "classificazione e di valutazione", non sono, invece, previste significative riclassificazioni dei crediti e dei titoli di debito al fair value con iscrizione delle differenze a conto economico per effetto delle caratteristiche dei relativi flussi finanziari (criterio SPPI). In tale ambito si precisa che non si sono determinati effetti significativi sul CET1 ratio "fully loaded", derivanti dall'adozione di IFRS9.
I cambiamenti nel valore contabile degli strumenti finanziari dovuti alla transizione all'IFRS9 saranno contabilizzati in contropartita al patrimonio netto al 1 gennaio 2018; gli effetti complessivi derivanti dall'adozione di IFRS9 sul CET1 ratio "fully loaded", al lordo dell'effetto fiscale, possono essere in via preliminare complessivamente stimati, come sopra evidenziato nell'ordine di -102bps equivalenti a circa -2,1 miliardi.
Per effetto dell'entrata in vigore dell'IFRS9, è prevista anche una revisione delle regole prudenziali (CRD/CRR) per il calcolo dell'assorbimento di capitale. In proposito, il Regolamento UE 2017/2395 pubblicato il 27 dicembre 2017 prevede, come opzione, la possibilità per le istituzioni finanziarie di adottare un regime transitorio dove poter reintegrare a CET1 le rettifiche conseguenti all'adozione del modello di impairment del nuovo standard, con un meccanismo a scalare (cosiddetto "phase-in") lungo un periodo di 5 anni a partire dal 2018; il gruppo UniCredit non adotterà il regime transitorio a livello consolidato.
L'IFRS15, applicabile a partire dall'1 gennaio 2018 ed omologato da parte dell'Unione europea con Regolamento UE 2016/1905 del 22 settembre 2016 (pubblicato in data 29 ottobre 2016), modifica l'attuale set di principi contabili internazionali e interpretazioni sul riconoscimento dei ricavi e, in particolare, lo IAS18.
L'IFRS15 prevede:
- due approcci per la rilevazione dei ricavi ("at point in time" o "over time");
- un nuovo modello di analisi delle transazioni ("Five steps model") focalizzato sul trasferimento del controllo; e
- una maggiore informativa da includere nelle note esplicative del bilancio.
L'adozione del nuovo principio contabile potrebbe determinare effetti (i) di riclassificazione nelle voci di conto economico utilizzate per la presentazione dei ricavi, (ii) di cambiamento nella competenza temporale di tali ricavi, qualora il contratto con il cliente contenga diverse performance obligation che devono essere oggetto di contabilizzazione separata in base al nuovo principio contabile, (iii) di diversa misurazione dei ricavi al fine di riflettere eventuali fenomeni di variabilità dei medesimi.
In base all'analisi svolta, non sono attesi impatti significativi derivanti dall'adozione del principio IFRS15.
L'IFRS16, applicabile a partire dall'1 gennaio 2019 ed omologato da parte dell'Unione europea con Regolamento UE 2017/1986 del 31 ottobre 2017 (pubblicato in data 9 novembre 2017), modifica l'attuale set di principi contabili internazionali e interpretazioni sul leasing e, in particolare, lo IAS17.
L'IFRS16 introduce una nuova definizione di leasing e conferma l'attuale distinzione tra le due tipologie di leasing (operativo e finanziario) con riferimento al modello contabile che il locatore deve applicare. Con riferimento al modello contabile da applicarsi da parte del locatario, il nuovo principio prevede che, per tutte le tipologie di leasing, debba essere rilevata un'attività, che rappresenta il diritto di utilizzo (right of use) del bene oggetto di locazione e, contestualmente, il debito relativo ai canoni previsti dal contratto di leasing.
Al momento dell'iscrizione iniziale detta attività è valutata sulla base dei flussi finanziari associati al contratto di leasing, comprensivi, oltre che del valore attuale dei canoni di leasing, dei costi iniziali diretti associati al leasing e degli eventuali costi necessari per procedere al ripristino dell'attività al termine del contratto. Successivamente all'iscrizione iniziale tale attività sarà valutata in base a quanto previsto per le immobilizzazioni materiali e, quindi, al costo al netto di ammortamenti e eventuali riduzioni di valore, al "valore rideterminato" oppure al fair value secondo quanto previsto dallo IAS16 o dallo IAS40.
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte A - Politiche contabili
Sono al momento in corso le attività finalizzate ad analizzare gli effetti conseguenti all'adozione del principio contabile e ad assicurare la compliance al medesimo.
Il presente Bilancio è sottoposto a revisione contabile da parte della Società di revisione Deloitte & Touche S.p.A. ai sensi del D.Lgs. 27 gennaio 2010 n.39 ed in esecuzione della delibera assembleare dell'11 maggio 2012.
Si segnala, infine, che il gruppo UniCredit ha predisposto e reso pubbliche nei termini di legge e con le modalità prescritte dalla Consob, la Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2017, sottoposta a revisione contabile limitata, e i Resoconti intermedi di gestione consolidati al 31 marzo e 30 settembre 2017 questi ultimi nella forma di Comunicato Stampa.
Il Bilancio di esercizio dell'impresa capogruppo e Consolidato al 31 dicembre 2017 sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione del 7 febbraio 2018, che ne ha autorizzato la diffusione pubblica, anche ai sensi dello IAS10.
I depositi dell'intero documento presso le sedi e le istituzioni competenti sono effettuati ai sensi di legge.
A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio
1 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione
Un'attività finanziaria è classificata come posseduta per la negoziazione se:
- è acquisita principalmente al fine di essere venduta a breve;
- fa parte di un portafoglio di strumenti finanziari che è gestito congiuntamente e per il quale esiste una strategia volta al conseguimento di profitti nel breve periodo;
- è un contratto derivato (fatta eccezione per i contratti derivati che costituiscono garanzie finanziarie, si veda la Sezione 17 Altre informazioni, e per quelli designati come strumenti di copertura, si veda la Sezione 6 - Operazioni di copertura).
Al pari degli altri strumenti finanziari, le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono inizialmente iscritte alla data di regolamento al loro fair value, che normalmente corrisponde al corrispettivo pagato, con esclusione dei costi e ricavi di transazione che sono immediatamente contabilizzati a conto economico ancorché direttamente attribuibili a tali attività finanziarie. Gli strumenti derivati di negoziazione sono rilevati per data di contrattazione.
Anche successivamente, tali attività finanziarie sono valutate al fair value e gli effetti dell'applicazione di questo criterio di valutazione sono imputati nel conto economico. Costituiscono eccezione i contratti derivati da regolare con la consegna di uno strumento non quotato rappresentativo di capitale il cui fair value non può essere valutato attendibilmente e che, analogamente al sottostante, sono valutati al costo.
Gli utili e le perdite realizzati sulla cessione o sul rimborso e gli utili e le perdite non realizzati derivanti dalle variazioni del fair value di strumenti appartenenti al portafoglio di negoziazione sono iscritti in conto economico nella voce "80. Risultato netto dell' attività di negoziazione", fatta eccezione per i derivati finanziari connessi alla "fair value option" il cui risultato economico, realizzato o valutativo, è iscritto nella voce "110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value" (si veda la Sezione 5 - Attività finanziarie valutate al fair value). Se il fair value di uno strumento finanziario diventa negativo, circostanza che può verificarsi per i contratti derivati, tale strumento viene contabilizzato alla voce "40. Passività finanziarie di negoziazione".
Si considera come derivato uno strumento finanziario o altro contratto che presenta le tre seguenti caratteristiche:
- il suo valore cambia in relazione alla variazione di un tasso di interesse, del prezzo di uno strumento finanziario, del prezzo di una merce, del tasso di cambio in valuta estera, di un indice di prezzi o di tassi, del merito di credito (rating) o di indici di credito o di altra variabile prestabilita (generalmente denominata "sottostante") a condizione che, nel caso di variabile non finanziaria, questa non sia specifica di una delle parti contrattuali;
- non richiede un investimento netto iniziale o richiede un investimento netto iniziale minore di quello richiesto per altri tipi di contratti da cui ci si aspetterebbe una simile oscillazione di valore in risposta a cambiamenti di fattori di mercato;
- è regolato a data futura.
Un derivato incorporato è una componente di uno strumento ibrido (combinato) che include anche un contratto primario non-derivato, con l'effetto che alcuni dei flussi finanziari dello strumento nel suo complesso variano in maniera similare a quelli del derivato preso a sé stante.
Un derivato incorporato è separato dal contratto primario e contabilizzato come un derivato, se:
- le caratteristiche economiche e i rischi del derivato incorporato non sono strettamente correlati a quelle del contratto che lo ospita;
- uno strumento separato con le stesse condizioni del derivato incorporato soddisferebbe la definizione di derivato; e
- lo strumento ibrido non è valutato nella sua interezza al fair value con effetto rilevato a conto economico.
Qualora sussista l'obbligo di scindere un derivato incorporato dal suo contratto primario, ma non si sia in grado di valutare distintamente il derivato incorporato all'acquisizione o a una data di valutazione successiva, l'intero contratto combinato è trattato come un'attività o una passività finanziaria valutata al fair value.
Nei casi in cui i derivati incorporati siano separati, i contratti primari vengono contabilizzati secondo la categoria di appartenenza.
Un derivato associato a uno strumento finanziario, ma contrattualmente trasferibile indipendentemente da quello strumento, o avente controparte diversa da quella dello strumento, non è considerato un derivato incorporato, ma uno strumento finanziario separato.
2 - Attività finanziarie disponibili per la vendita
Si tratta di attività finanziarie non derivate che non sono classificate come crediti, attività finanziarie detenute sino alla scadenza, o come attività valutate al fair value. Tali attività sono detenute per un periodo di tempo non definito e possono rispondere all'eventuale necessità di ottenere liquidità o di far fronte a cambiamenti nei tassi di interesse, nei tassi di cambio o nei prezzi.
Possono essere classificati come investimenti finanziari disponibili per la vendita i titoli del mercato monetario, gli altri strumenti di debito (ivi compresa la componente primaria degli strumenti strutturati dopo lo scorporo del derivato incorporato), i titoli azionari e gli altri strumenti "non monetari" (ad esempio OICR, ecc.); sono inclusi gli investimenti azionari che configurano partecipazioni di minoranza, non qualificabili quali partecipazioni di controllo, controllo congiunto o collegamento.
Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono inizialmente rilevate alla data di regolamento al fair value, che normalmente corrisponde al corrispettivo dell'operazione comprensivo dei costi e ricavi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.
Tali attività sono successivamente valutate al fair value, registrando, per gli strumenti fruttiferi, gli interessi a conto economico secondo il criterio del costo ammortizzato. Gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni del fair value sono rilevati nella voce "130. Riserve da valutazione" del patrimonio netto - ad eccezione delle perdite per riduzione durevole di valore (impairment) e degli utili e delle perdite su cambi di attività monetarie (titoli di debito) che sono esposti rispettivamente alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: b) attività finanziarie disponibili per la vendita" e alla voce "80. Risultato netto dell'attività di negoziazione" - fino a quando l'attività finanziaria non è alienata, momento in cui gli utili e le perdite cumulati sono iscritti nel conto economico alla voce "100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: b) attività finanziarie disponibili per la vendita".
Le variazioni di fair value, nel complesso iscritte nella voce "130. Riserve da valutazione", sono anche riportate nel Prospetto della redditività complessiva.
Gli strumenti rappresentativi di capitale (titoli azionari ed altri strumenti "non monetari") non quotati in un mercato attivo e il cui fair value non può essere determinato in modo attendibile a causa della mancanza o non attendibilità delle informazioni atte alla valutazione del fair value sono valutati al costo, corrispondente all'ultimo fair value attendibilmente misurato.
Qualora vi sia una obiettiva evidenza che l'attività abbia subito una riduzione durevole di valore (impairment), la perdita cumulata, che è stata rilevata direttamente nella voce del patrimonio netto "130. Riserve da valutazione", viene trasferita a conto economico alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: b) attività finanziarie disponibili per la vendita".
Per gli strumenti di debito costituisce evidenza di perdita durevole di valore, l'esistenza di circostanze indicative di difficoltà finanziarie del debitore o emittente tali da pregiudicare l'incasso del capitale o degli interessi.
Per gli strumenti di capitale l'esistenza di perdite durevoli di valore è valutata considerando, oltre a eventuali difficoltà nel servizio del debito da parte dell'emittente, ulteriori indicatori quali il declino del fair value al di sotto del costo e variazioni avverse nell'ambiente in cui l'impresa opera.
In particolare nei casi in cui la riduzione del fair value al di sotto del costo sia superiore al 50% o perduri per oltre 18 mesi, la perdita di valore è ritenuta durevole.
Qualora, invece, il declino del fair value dello strumento al di sotto del costo sia inferiore o uguale al 50% ma superiore al 20% oppure perduri da non più di 18 mesi ma da non meno di 9, il Gruppo procede ad analizzare ulteriori indicatori reddituali e di mercato. Ove i risultati della detta analisi siano tali da mettere in dubbio la possibilità di recuperare l'ammontare originariamente investito si procede alla rilevazione di una perdita durevole di valore.
L'importo trasferito a conto economico è pari alla differenza tra il valore di carico (valore di prima iscrizione al netto delle eventuali perdite per riduzione di valore già precedentemente rilevate nel conto economico) e il fair value corrente.
Parte A - Politiche contabili
Nel caso di strumenti oggetto di valutazione al costo, l'importo della perdita è determinato come differenza tra il valore contabile degli stessi e il valore attuale dei futuri flussi di cassa stimati, attualizzato in base al tasso di rendimento corrente di mercato per attività finanziarie similari (ossia il valore recuperabile). Se, in un periodo successivo, il fair value di uno strumento di debito aumenta e l'incremento può essere oggettivamente correlato ad un evento connesso al miglioramento nella solvibilità finanziaria del debitore che si è verificato in un periodo successivo a quello in cui la perdita per riduzione di valore era stata rilevata nel conto economico, la perdita viene ripresa, rilevando il corrispondente importo alla medesima voce di conto economico. Il ripristino di valore non determina in ogni caso un valore contabile superiore a quello che risulterebbe dall'applicazione del costo ammortizzato qualora la perdita non fosse stata rilevata.
Le perdite per riduzione di valore di titoli azionari, rilevate a conto economico, non sono successivamente ripristinate con effetto a conto economico ma a patrimonio netto.
3 - Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
Gli investimenti posseduti sino alla scadenza sono rappresentati da strumenti finanziari non derivati, con pagamenti fissi o determinabili e scadenza fissa, diversi da quelli che presentano le caratteristiche per essere classificati fra i crediti verso banche e crediti verso clientela, che si ha oggettiva intenzione e capacità di possedere sino alla scadenza (ivi compresa la componente primaria degli strumenti strutturati dopo lo scorporo del derivato incorporato alla quale è attribuito il valore corrispondente alla differenza tra l'importo complessivo incassato e il fair value del derivato incorporato).
Qualora nel corso dell'esercizio venisse venduto o riclassificato, prima della scadenza, un importo non irrilevante di tali investimenti, le rimanenti attività finanziarie detenute fino a scadenza verrebbero riclassificate come disponibili per la vendita e l'uso del portafoglio in questione sarebbe precluso per i successivi due esercizi, a meno che le vendite o riclassificazioni:
- siano così prossime alla scadenza o alla data dell'opzione di rimborso dell'attività finanziaria, che le oscillazioni del tasso di interesse di mercato non avrebbero un effetto significativo sul fair value dell'attività stessa;
- si siano verificate dopo l'incasso di sostanzialmente tutto il capitale originario dell'attività finanziaria attraverso pagamenti ordinari programmati o anticipati;
- siano attribuibili a un evento isolato non controllabile, che non sia ricorrente e non si sia potuto ragionevolmente prevedere.
Dopo l'iniziale rilevazione al fair value, che di norma corrisponde al corrispettivo pagato comprensivo dei costi e ricavi di transazione che sono direttamente attribuibili all'acquisizione o all'erogazione dell'attività finanziaria (ancorché non ancora regolati), tali attività sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il criterio dell'interesse effettivo. A fronte della eventuale cessione/eliminazione la differenza tra il valore contabile e l'ammontare incassato viene registrato nel conto economico alla voce "100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza".
Qualora vi sia qualche obiettiva evidenza che l'attività abbia subito una riduzione di valore, l'importo della perdita è misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività e il valore attuale dei futuri flussi di cassa stimati, attualizzati in base al tasso di interesse effettivo originario dell'attività finanziaria. Il valore contabile dell' attività viene conseguentemente ridotto e l'importo della perdita è rilevato a conto economico alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza".
Se, in un esercizio successivo, l'ammontare della perdita per riduzione di valore diminuisce e la diminuzione può essere oggettivamente collegata a un evento connesso al miglioramento nella solvibilità finanziaria del debitore che si è verificato dopo la sua rilevazione, la perdita per riduzione di valore precedentemente rilevata viene eliminata. Il ripristino di valore non determina in ogni caso un valore contabile superiore a quello che risulterebbe dall'applicazione del costo ammortizzato qualora la perdita non fosse stata rilevata. L'importo del ripristino è rilevato alla medesima voce di conto economico.
Gli investimenti iscritti nella categoria possono essere fatti oggetto di copertura dei soli rischio di credito e rischio di cambio.
4 - Crediti
Crediti per cassa
I crediti sono costituiti da attività finanziarie non derivate, con pagamenti fissi o determinabili e che non sono quotate in un mercato attivo. I crediti sono iscritti alla data di erogazione alla controparte che può coincidere con la data di sottoscrizione del contratto.
Tali voci comprendono anche titoli di debito aventi le medesime caratteristiche (ivi compresa la componente primaria degli strumenti strutturati dopo lo scorporo di un derivato incorporato) od oggetto di riclassificazione di portafoglio secondo le regole previste dallo IAS39 (si veda successiva parte A.3.1 - Trasferimenti tra portafogli).
Dopo l'iniziale rilevazione al fair value, che di norma corrisponde al corrispettivo pagato comprensivo dei costi e ricavi di transazione che sono direttamente attribuibili all'acquisizione o all' erogazione dell'attività finanziaria (ancorché non ancora regolati), i crediti sono valutati al costo ammortizzato eventualmente rettificato al fine di tener conto di riduzioni/riprese di valore risultanti dal processo di valutazione.
Gli utili (o le perdite) su crediti sono rilevati nel conto economico:
• quando l'attività finanziaria in questione è eliminata a fronte della vendita dell'attività stessa, alla voce "100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: a) crediti";
ovvero:
• quando l'attività finanziaria ha subito una riduzione di valore (o una ripresa successiva ad una riduzione), alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: a) crediti".
Gli interessi sui crediti erogati sono classificati alla voce "10. Interessi attivi e proventi assimilati" e sono iscritti in base al criterio del tasso di interesse effettivo pro rata temporis lungo la durata del credito.
Gli interessi di mora sono contabilizzati a conto economico al momento dell'eventuale incasso.
I crediti sono sottoposti ad una ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Tali crediti deteriorati sono rivisti e analizzati periodicamente, almeno una volta all'anno. Un credito è considerato deteriorato quando si ritiene che, probabilmente, non si sarà in grado di recuperarne l'intero ammontare, sulla base delle condizioni contrattuali originarie, o un valore equivalente.
I criteri per la determinazione delle svalutazioni da apportare ai crediti si basano sull'attualizzazione dei flussi finanziari attesi per capitale e interessi che, coerentemente al modello di gestione del portafoglio, possono fare riferimento anche ad operazioni di mercato; ai fini della determinazione del valore attuale dei flussi, gli elementi fondamentali sono rappresentati dall'individuazione degli incassi stimati, dalle relative date di incasso e dal tasso di attualizzazione da applicare.
In particolare, l'importo della perdita, per le esposizioni deteriorate classificate come sofferenze e inadempienze probabili, secondo le categorie più avanti specificate, è ottenuto come differenza tra il valore di iscrizione e il valore attuale degli stimati flussi di cassa, scontati al tasso di interesse originario dell'attività finanziaria.
Per tutte le posizioni a tasso fisso, il tasso di interesse così determinato è mantenuto costante anche negli esercizi successivi, mentre per le posizioni a tasso variabile il tasso di interesse viene aggiornato in base alle condizioni espresse contrattualmente.
Laddove il tasso originario non sia immediatamente reperibile, oppure il suo reperimento fosse eccessivamente oneroso, si applica la sua migliore approssimazione, anche ricorrendo a soluzioni alternative ("practical expedients") che non alterano comunque la sostanza e la coerenza coi principi contabili internazionali.
I tempi di recupero sono stimati sulla base di business plan o di previsioni basate sull'esperienza storica dei recuperi osservati per classi omogenee di finanziamenti, tenuto conto del segmento di clientela, della forma tecnica, della tipologia di garanzia e di altri eventuali fattori ritenuti rilevanti o, qualora ne ricorrano le condizioni di transazioni di mercato attese.
Ogni cambiamento successivo nell' importo o nelle scadenze dei flussi di cassa attesi, che produca una variazione negativa rispetto alle stime iniziali, determina la rilevazione di una rettifica di valore alla voce di conto economico "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: a) crediti".
In Nota integrativa le rettifiche di valore su esposizioni deteriorate sono classificate come specifiche nella citata voce di conto economico anche quando la metodologia di calcolo è di tipo forfetario/statistico, secondo quanto più avanti precisato.
Qualora vengano meno i motivi che hanno determinato le rettifiche di valore e tale valutazione sia oggettivamente riconducibile ad un evento connesso al miglioramento nella solvibilità finanziaria del debitore occorso dopo la rettifica stessa, viene registrata, alla medesima voce di conto economico, una ripresa di valore, nel limite massimo del costo ammortizzato che si sarebbe determinato in assenza di precedenti svalutazioni.
L'eliminazione integrale di un credito (cancellazione) è effettuata quando è venuta meno la ragione legale del credito oppure lo stesso è considerato irrecuperabile o è stralciato nella sua interezza. Le cancellazioni sono imputate direttamente alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: a) crediti" di conto economico e sono rilevate in riduzione della quota capitale del credito. Recuperi di parte o di interi importi precedentemente cancellati sono iscritti alla medesima voce.
Secondo le regole Banca d'Italia, definite nella Circolare n.272 del 30 luglio 2008 e successivi aggiornamenti, le esposizioni deteriorate, ossia quelle che presentano le caratteristiche di cui ai paragrafi 58-62 dello IAS39, corrispondono all'aggregato Non-Performing Exposures di cui agli ITS EBA (EBA/ITS /2013/03/rev1 24/7/2014).
Parte A - Politiche contabili
In particolare, l'EBA ha definito Non-Performing le esposizioni che soddisfano uno o entrambi i seguenti criteri:
- esposizioni materiali scadute da più di 90 giorni;
- esposizioni per le quali la banca valuta improbabile che il debitore possa adempiere interamente alle sue obbligazioni creditizie, senza procedere all'escussione e al realizzo delle garanzie, a prescindere dall'esistenza di esposizioni scadute e/o sconfinanti e dal numero dei giorni di scaduto.
Gli standard EBA hanno altresì introdotto la definizione di esposizioni oggetto di concessione ("forborne"). Vengono definite "forborne" le esposizioni creditizie per le quali, a causa del deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore (difficoltà finanziaria), vengono modificate le originarie condizioni contrattuali o viene concesso un parziale o totale rifinanziamento del credito8.
Le esposizioni oggetto di concessioni possono essere classificate nelle categorie dei crediti deteriorati (Sofferenze, Inadempienze probabili, Esposizioni scadute e sconfinate deteriorate) ovvero tra i crediti non deteriorati. Per quanto riguarda le valutazioni e gli accantonamenti delle esposizioni Forborne, le politiche contabili seguono il criterio generale in linea con le disposizioni dello IAS39, con le precisazioni sotto riportate in tema di crediti rinegoziati classificati come inadempienze probabili.
La richiamata circolare n.272, inoltre, stabilisce che l'aggregato delle attività deteriorate si scompone nelle seguenti categorie:
- Sofferenze: rappresentano le esposizioni per cassa e fuori bilancio verso clienti che versano in uno stato di insolvenza anche non accertato giudizialmente o in situazioni equiparabili. La valutazione avviene generalmente su base analitica (anche attraverso il riscontro con livelli di copertura definiti statisticamente per alcuni portafogli di crediti al di sotto di una soglia predefinita) ovvero, in caso di importi non significativi singolarmente, su base forfettaria per tipologie di esposizioni omogenee.
- Inadempienze probabili ("unlikely to pay"): rappresentano le esposizioni per cassa e fuori bilancio, per cui non ricorrono le condizioni per la classificazione del debitore fra le sofferenze e per le quali sussiste una valutazione di improbabilità che, in assenza di azioni quali l'escussione delle garanzie, il debitore sia in grado di adempiere integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione viene operata indipendentemente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. La classificazione tra le inadempienze probabili non è necessariamente legata alla presenza esplicita di anomalie (il mancato rimborso) ma è bensì legata alla sussistenza di elementi indicativi di una situazione di rischio di inadempimento del debitore. Le inadempienze probabili sono generalmente valutate in bilancio analiticamente (anche attraverso il riscontro con livelli di copertura definiti statisticamente per alcuni portafogli di crediti al di sotto di una soglia predefinita) ovvero applicando percentuali determinate in modo forfetario per tipologie di esposizioni omogenee. Le esposizioni classificate tra le inadempienze probabili e qualificate come oggetto di concessione, cosiddette forborne, possono essere riclassificate tra i crediti non deteriorati solo dopo che sia trascorso almeno un anno dal momento della concessione e che siano soddisfatte le condizioni previste dal paragrafo 157 degli Implementing Technical Standards dell'EBA. Con riferimento alla loro valutazione:
- esse sono generalmente valutate analiticamente e possono ricomprendere nelle svalutazioni l'onere attualizzato riveniente dall'eventuale rinegoziazione del tasso a condizioni inferiori al tasso contrattuale originario;
- le rinegoziazioni di crediti che prevedano la loro cancellazione in cambio di azioni attraverso operazioni di "debt to equity swap" comportano, precedentemente all'esecuzione dello scambio, la valutazione dei crediti in oggetto in funzione degli accordi di conversione stipulati alla data di redazione del bilancio. Le eventuali differenze tra il valore dei crediti e quello di prima iscrizione degli strumenti di capitale è rilevato a conto economico tra le rettifiche di valore.
- Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: rappresentano esposizioni per cassa, diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili, che, alla data di riferimento, sono scadute o sconfinanti. Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono determinate, in UniCredit S.p.A. facendo riferimento al singolo debitore. In particolare, esse rappresentano l'intera esposizione nei confronti di controparti, diverse da quelle classificate nella categoria delle inadempienze probabili e delle sofferenze, che alla data di riferimento presentano crediti scaduti o sconfinanti da oltre 90 giorni nonché i requisiti fissati dalla normativa prudenziale locale per l'inclusione degli stessi nelle "esposizioni scadute" (banche standardizzate) ovvero delle "esposizioni in default" (banche IRB). Le esposizioni scadute sono valutate in modo forfetario su basi storico/statistiche, applicando laddove disponibile la rischiosità rilevata dall'appropriato fattore di rischio utilizzato ai fini del Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR) relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento ("perdita in caso di inadempienza" o LGD - Loss given default).
La valutazione collettiva riguarda portafogli di attività non deteriorate per i quali non siano stati riscontrati singolarmente elementi oggettivi di perdita: a tali portafogli è attribuita, secondo la metodologia di seguito descritta, una perdita verificata latente misurabile anche tenendo conto dei fattori di rischio utilizzati ai fini dei requisiti della normativa prudenziale CRR.
In particolare, a ciascuna attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, commisurato alla tipologia di finanziamento, ossia alla forma tecnica, al settore di attività economica, alla localizzazione geografica, alla tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti, è associata una probabilità di inadempienza (PD - Probability of default) e una perdita in caso di inadempienza (LGD - loss given default), omogenee per classi. La metodologia adottata integra le disposizioni della normativa prudenziale CRR con quelle dei principi contabili internazionali. Questi ultimi, infatti, escludono le perdite su crediti attese ma non ancora verificate, ma considerano quelle già sostenute benché non ancora manifeste alla data di valutazione, sulla base di esperienze storiche di perdite per attività con caratteristiche di rischio di credito simili a quelle considerate. Il parametro che esprime, per le diverse categorie di esposizioni omogenee, il ritardo medio che intercorre tra il deterioramento delle condizioni finanziarie di un debitore e la sua classificazione tra le esposizioni deteriorate è l'"intervallo di conferma della perdita" (LCP - Loss Confirmation Period).
8 Per ulteriori approfondimenti relativi alla definizione di esposizione forborne e ai relativi impatti sul processo del credito si rimanda alla Parte E - Sezione 1 - Paragrafo 2.4 Attività finanziarie deteriorate.
La valutazione collettiva sulle esposizioni non deteriorate viene quindi determinata come prodotto tra i fattori di rischio derivati dai parametri utilizzati ai fini dei requisiti della normativa prudenziale CRR (che hanno orizzonte temporale di un anno) e i citati intervalli di conferma della perdita (LCP - Loss Confirmation Period), espressi in frazione di anno e diversificati per classi di crediti in funzione delle caratteristiche dei segmenti di clientela/portafogli.
Qualora non si abbiano a disposizione i suddetti indicatori, si utilizzano valori stimati e forfetari desunti da serie storiche interne e da studi di settore.
I crediti non garantiti verso residenti in Paesi che presentano difficoltà nel servizio del debito, nei casi in cui tale componente di rischio (cosiddetto "transfer risk") non sia già considerata nel sistema di rating applicato, sono, di norma, valutati forfetariamente, al fine di attribuire, sulla base di parametri condivisi, la relativa perdita latente.
La svalutazione per perdite su crediti è iscritta come una riduzione del valore contabile del credito.
Crediti Cartolarizzati
Nella voce crediti sono altresì rilevati, secondo la pertinente composizione merceologica, i finanziamenti oggetto di operazioni di cartolarizzazione (successive all'1 gennaio 2002) per le quali non sussistono i requisiti richiesti dallo IAS39 per la cancellazione dal bilancio (si veda cap.17 - Altre informazioni - Derecognition).
I corrispondenti importi ricevuti per la cessione dei crediti oggetto di cartolarizzazione, al netto dell'ammontare dei titoli emessi e delle altre forme di sostegno creditizio eventualmente detenuti in portafoglio (rischio trattenuto), sono iscritti nelle voci "10. Debiti verso banche" e "20. Debiti verso clientela" del passivo.
Sia le attività sia le passività sono valutate al costo ammortizzato ed i relativi interessi sono registrati a conto economico. In caso di perdite per riduzione di valore di attività cartolarizzate che non sono state oggetto di cancellazione dal bilancio, l'importo di tali perdite è registrato alla voce di conto economico "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per il deterioramento di: a) crediti".
Crediti di firma
Nel portafoglio crediti di firma sono allocate tutte le garanzie personali rilasciate dalla Banca a fronte di obbligazioni di terzi.
In via generale i crediti di firma sono valutati in base al valore delle perdite dipendenti dal deterioramento della solvibilità dei debitori sottostanti, da computarsi su base analitica per le garanzie rilasciate per conto di debitori che versano in stato di impaired e che sono classificati quali "sofferenze" e "inadempienze probabili".
Per i crediti di firma rilasciati per conto di debitori classificati nell'ambito delle "esposizioni scadute deteriorate", le perdite attese sono stimate sulla base della rischiosità della pertinente forma tecnica di utilizzo e sottostanti strumenti di mitigazione del rischio.
Per i crediti di firma rilasciati per conto di clientela classificata nelle esposizioni "non deteriorate" e di clientela classificata nell'ambito delle "esposizioni scadute non deteriorate", le perdite attese sono stimate sulla base dell'ammontare delle eventuali perdite latenti dovute alla posticipata manifestazione delle stesse tra il deterioramento del merito del credito del debitore e il momento dell'escussione.
Il rischio a fronte delle voci fuori bilancio, come gli impegni a erogare crediti o le garanzie rilasciate, viene registrato a conto economico alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: d) altre operazioni finanziarie" con contropartita alla voce "100. Altre Passività". Eventuali successive riprese di valore non possono superare il limite delle svalutazioni (individuali o collettive) da impairment precedentemente contabilizzate.
5 - Attività finanziarie valutate al fair value
Un'attività finanziaria può essere designata, nel rispetto delle casistiche previste dallo IAS39, come valutata al fair value al momento della rilevazione iniziale, ad eccezione:
- degli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale per i quali non siano rilevabili prezzi in mercati attivi e il cui fair value non sia determinabile in modo attendibile;
- degli strumenti derivati.
Possono rientrare nella categoria in oggetto le attività finanziarie:
- che non appartengono al portafoglio di negoziazione ma il cui profilo di rischio risulti:
- connesso a posizioni di debito che sono fatte oggetto di misurazione al fair value (si veda la Sezione 15 Passività finanziarie valutate al fair value);
- gestito a mezzo di contratti derivati che non permettono il riconoscimento di relazioni di copertura contabile.
- rappresentate da strumenti ibridi (combinati) contenenti derivati incorporati che avrebbero, altrimenti, dovuto essere fatti oggetto di scorporo.
Il trattamento contabile di tali operazioni è analogo a quello delle "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" (si veda la Sezione 1 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione), con registrazione però dei profitti e delle perdite, realizzati e valutativi, alla voce "110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value".
Parte A - Politiche contabili
6 - Operazioni di copertura
Nel portafoglio "derivati di copertura" sono allocati gli strumenti derivati posti in essere allo scopo di ridurre i rischi di mercato (tasso, cambio, prezzo) e/o di credito, ai quali sono esposte le posizioni oggetto di protezione.
- Essi si possono qualificare come:
- strumenti di copertura del fair value di una attività o di una passività rilevata o di una parte identificata di tale attività o passività;
- strumenti di copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa, attribuibile ad un particolare rischio associato ad una attività o passività rilevata o ad una operazione prevista altamente probabile, che potrebbero influire sul conto economico degli esercizi successivi;
- strumenti di copertura di un investimento netto in una entità estera, le cui attività sono situate o sono gestite in una valuta differente dall'Euro.
I contratti derivati di copertura sono inizialmente rilevati alla "data di contrattazione" in base al loro fair value.
Uno strumento finanziario derivato è classificato come di copertura se viene documentata in modo formale la relazione fra lo strumento di copertura e l'elemento coperto, includendo gli obiettivi di gestione del rischio, la strategia per effettuare la copertura e i metodi che saranno utilizzati per verificarne l'efficacia prospettica e retrospettiva. Di conseguenza, occorre verificare, sia all'inizio dell'operazione che lungo la sua durata, che la copertura mediante l'utilizzo dello strumento derivato sia altamente efficace nel compensare i cambiamenti del fair value o dei flussi di cassa attesi dell'elemento coperto.
Generalmente, una copertura viene considerata altamente efficace se all'inizio della copertura e nei periodi successivi questa è prevista essere altamente efficace e se i suoi risultati retrospettivi (il rapporto tra gli spostamenti di valore della posta coperta e quella del derivato di copertura) siano ricompresi all'interno di un definito intervallo (80% - 125%). La copertura è valutata sulla base di un criterio di continuità; deve quindi prospetticamente rimanere altamente efficace per tutti i periodi di riferimento per cui è stata designata.
La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale (reporting date). Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura viene interrotta e il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione.
La relazione di copertura, inoltre, cessa quando (i) il derivato scade, viene venduto, rescisso o esercitato, (ii) l'elemento coperto è venduto, scade o è rimborsato, (iii) non è più altamente probabile che l'operazione futura coperta venga posta in essere.
Gli strumenti di copertura sono designati come tali laddove sia identificabile una controparte esterna alla Società.
I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:
- nel caso di copertura del fair value, la variazione del fair value dello strumento di copertura è rilevata a conto economico alla voce "90. Risultato netto dell'attività di copertura". Le variazioni nel fair value dell'elemento coperto, che sono attribuibili al rischio coperto con lo strumento derivato, sono iscritte alla medesima voce di conto economico in contropartita del cambiamento del valore di carico dell'elemento coperto. L'inefficacia della copertura è rappresentata dalla differenza fra la variazione del fair value degli strumenti di copertura e la variazione del fair value dell'elemento coperto. Se la relazione di copertura termina, per ragioni diverse dalla vendita dell'elemento coperto, quest'ultimo torna a essere misurato secondo il criterio di valutazione previsto dal principio contabile relativo alla categoria di appartenenza. Nel caso di strumenti fruttiferi di interessi la differenza fra il valore di carico dell'elemento coperto nel momento in cui cessa la copertura e quello che sarebbe stato il suo valore di carico se la copertura non fosse mai esistita, è rilevata a conto economico nelle voci interessi attivi o passivi, lungo la vita residua della copertura originaria; in caso di strumenti non fruttiferi di interessi la differenza è rilevata immediatamente a voce "90. Risultato netto dell'attività di copertura". Qualora l'elemento coperto venga venduto o rimborsato, la quota del fair value non ancora ammortizzata è rilevata immediatamente alla voce "100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto" di conto economico;
- nel caso di copertura di flussi finanziari, gli strumenti derivati di copertura sono valutati al fair value, la variazione del fair value dello strumento di copertura considerata efficace è imputata alla voce del patrimonio netto "130. Riserve da valutazione". La parte inefficace è invece imputata a conto economico alla voce "90. Risultato netto dell'attività di copertura". Se la copertura dei flussi finanziari non è più considerata efficace, oppure la relazione di copertura è terminata, l'ammontare complessivo dei profitti o delle perdite su quello strumento di copertura, già rilevato tra le "Riserve da valutazione", vi rimane fino al momento in cui la transazione oggetto di copertura ha luogo o si ritiene che non vi sarà più la possibilità che la transazione si verifichi; in quest'ultima circostanza i profitti o le perdite sono trasferiti dal patrimonio netto alla voce "90. Risultato netto dell'attività di copertura" di conto economico. Le variazioni di fair value, complessivamente rilevate nella voce "130. Riserve da valutazione", sono anche esposte nel Prospetto della redditività complessiva;
- nel caso di copertura dell'investimento netto in una entità estera, le coperture di investimenti in società estere le cui attività sono situate o sono gestite in un paese/zona o in valuta differente da quella in cui opera la Società, sono rilevate in maniera simile alle coperture di flussi finanziari.
L'utile o la perdita sullo strumento di copertura relativo alla parte efficace della copertura è classificato nel patrimonio netto ed è rilevato nel conto economico nel momento in cui l'investimento netto nell'entità viene ceduto.
Le variazioni di fair value, complessivamente rilevate nella voce "130. Riserve da valutazione", sono anche esposte nel Prospetto della redditività complessiva; la parte inefficace è invece imputata a conto economico alla voce "90. Risultato netto dell'attività di copertura";
• nel caso di operazioni di copertura generica/di portafoglio di attività (passività), lo IAS39 consente che oggetto di copertura di fair value dal
rischio di tasso di interesse sia non solo una singola attività o passività finanziaria, ma anche un importo monetario, contenuto in una molteplicità di attività e passività finanziarie (o di loro porzioni), in modo che un insieme di contratti derivati possa essere utilizzato per ridurre le oscillazioni di fair value delle poste coperte al modificarsi dei tassi di interesse di mercato. Non possono essere designati come oggetto di copertura generica (macrohedging) importi netti rivenienti dallo sbilancio di attività e passività. Analogamente alle coperture specifiche di fair value, una copertura generica viene considerata altamente efficace se, sia all'inizio che durante la sua durata, i cambiamenti del fair value dell'importo monetario coperto sono compensati dai cambiamenti del fair value dei derivati di copertura e se i risultati effettivi siano all'interno di un intervallo compreso fra l'80% e il 125%. Il saldo, positivo o negativo delle variazioni del fair value, rispettivamente, delle attività e delle passività oggetto di copertura generica di fair value misurata con riferimento al rischio coperto è rilevato nelle voci 90. dell'attivo o 70. del passivo, in contropartita della voce "90. Risultato netto dell'attività di copertura" di conto economico.
L'inefficacia della copertura è rappresentata dalla differenza fra la variazione del fair value degli strumenti di copertura e la variazione del fair value dell'importo monetario coperto. La quota di inefficacia della copertura è comunque ricompresa nella voce "90. Risultato netto dell'attività di copertura" di conto economico. Se la relazione di copertura termina, per ragioni diverse dalla vendita degli elementi coperti, la rivalutazione/svalutazione cumulata iscritta nelle voci 90. dell'attivo o 70. del passivo è rilevata a conto economico tra gli interessi attivi o passivi, lungo la vita residua delle attività o passività finanziarie coperte.
Nel caso in cui queste ultime vengano vendute o rimborsate, la quota del fair value non ammortizzata è rilevata immediatamente alla voce "100. Utili (perdite) da cessioni o riacquisto" di conto economico.
7 - Partecipazioni
Gli investimenti partecipativi rientrano nella definizione di strumento di patrimonio netto, e conseguentemente di strumento finanziario, contenuta nello IAS32.
Gli investimenti in strumenti di patrimonio netto, effettuati con l'intento di stabilire o mantenere un rapporto operativo di lungo termine nelle società partecipate possono essere considerati come un "investimento strategico".
In particolare, essi si distinguono in:
Società controllate
Sono controllate le entità, incluse le entità strutturate, nelle quali si dispone di controllo diretto o indiretto. Il controllo su un'entità si evidenzia attraverso la capacità di esercitare il potere al fine di influenzare i rendimenti variabili cui si è esposti attraverso il rapporto con la stessa.
Al fine di verificare l'esistenza di controllo vengono considerati i seguenti fattori:
- lo scopo e la costituzione della partecipata al fine di identificare quali sono gli obiettivi dell'entità, le attività che determinano i suoi rendimenti e come tali attività sono governate;
- il potere al fine di comprendere se si hanno diritti contrattuali che attribuiscono la capacità di governare le attività rilevanti; a tal fine sono considerati solamente diritti sostanziali che forniscono capacità pratica di governo;
- l'esposizione detenuta nei confronti della partecipata al fine di valutare se si hanno rapporti con la partecipata i cui rendimenti sono soggetti a variazioni derivanti da variazioni nella performance della partecipata;
- esistenza di potenziali relazioni principale agente.
Laddove le attività rilevanti sono governate attraverso diritti di voto, l'esistenza di controllo è oggetto di verifica considerando i diritti di voto, anche potenziali, detenuti e l'esistenza di eventuali accordi o di patti parasociali che attribuiscano il diritto di controllare la maggioranza dei diritti di voto stessi, di nominare la maggioranza dell'organo di governo o comunque il potere di determinare le politiche finanziarie e operative dell'entità.
Tra le controllate possono essere comprese anche eventuali "entità strutturate" nelle quali i diritti di voto non sono significativi ai fini della sussistenza del controllo, ivi incluse società o entità a destinazione specifica ("special purpose entities") e fondi di investimento.
Nel caso di entità strutturate, l'esistenza del controllo è oggetto di verifica considerando sia i diritti contrattuali che consentono il governo delle attività rilevanti (ovvero quelle che contribuiscono maggiormente ai risultati) sia l'esposizione ai rendimenti variabili derivanti da tali attività.
Joint venture
Una joint venture è un'entità relativamente alla quale si dispone:
- di un accordo a controllo congiunto;
- di diritti sulle attività nette dell'entità.
In particolare il controllo congiunto esiste qualora le decisioni relative alle attività rilevanti richiedano il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Parte A - Politiche contabili
Società collegate
Una società collegata è un'impresa nella quale la partecipante esercita un'influenza notevole e che non è né una controllata in maniera esclusiva né controllata in modo congiunto.
L'influenza notevole si presume quando la partecipante:
- detiene, direttamente o indirettamente, almeno il 20% del capitale di un'altra società, oppure
- è in grado, anche attraverso patti parasociali, di esercitare un'influenza significativa attraverso:
- la rappresentanza nell'organo di governo dell'impresa;
- la partecipazione nel processo di definizione delle politiche, ivi inclusa la partecipazione nelle decisioni relative ai dividendi oppure ad altre distribuzioni;
- l'esistenza di transazioni significative;
- lo scambio di personale manageriale;
- la fornitura di informazioni tecniche essenziali.
Si precisa che possono essere classificate fra le società a influenza notevole solamente quelle entità il cui governo è esercitato attraverso i diritti di voto.
Le partecipazioni in società controllate, collegate e joint ventures, sono valutate secondo il metodo del costo.
Il costo di acquisto di una partecipazione è determinato come somma:
- dei fair value, alla data di acquisizione, delle attività cedute, delle passività assunte e degli strumenti di patrimonio netto emessi dall'acquirente, in cambio del controllo dell'impresa acquisita;
- più
- qualunque costo direttamente attribuibile all'acquisizione stessa.
Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede a confrontare il valore di iscrizione in bilancio con il valore recuperabile della partecipazione stessa. Tale valore recuperabile è determinato facendo riferimento al valore d'uso degli investimenti partecipativi. Il valore d'uso è determinato mediante modelli di valutazione generalmente utilizzati nella pratica finanziaria e basati sull'attualizzazione dei previsti flussi finanziari futuri ricavabili dalla partecipazione (metodologia cosiddetta Discounted Cash Flow). Qualora non sia possibile raccogliere sufficienti informazioni si considera come valore d'uso il valore del patrimonio netto della società.
Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico alla voce "210. Utili (Perdite) delle partecipazioni". Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della rettifica di valore, le relative riprese vengono imputate alla medesima voce di conto economico.
Le partecipazioni considerate come "investimenti strategici", non rientranti nelle definizioni sopra riportate e diverse da quelle eventualmente rilevate alle voci "140. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "90. Passività associate ad attività in via di dismissione" (si veda la Sezione 10 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione), sono classificate come attività finanziarie disponibili per la vendita o attività finanziarie valutate al fair value e trattate in maniera corrispondente (si vedano la Sezione 2 - Attività finanziarie disponibili per la vendita e la Sezione 5 - Attività finanziarie valutate al fair value).
8 - Attività materiali
La voce include:
- terreni;
- fabbricati;
- mobili e arredi;
- impianti e macchinari;
- altre macchine e attrezzature;
ed è suddivisa nelle seguenti categorie:
- attività ad uso funzionale;
- attività detenute a scopo di investimento.
Le attività ad uso funzionale hanno consistenza fisica, sono detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi o per scopi amministrativi e si ritiene possano essere utilizzate per più di un periodo. In questa categoria rientrano convenzionalmente anche i beni in attesa di essere locati nonché i beni in corso di costruzione destinati a essere concessi in locazione finanziaria, unicamente per quei modelli di operatività di leasing finanziario che prevedono la "ritenzione dei rischi" in capo alla Società locatrice, fino al momento della presa in consegna del bene da parte del locatario e della decorrenza dei canoni di locazione finanziaria (si veda anche la Sezione 4 - Crediti per operatività della specie con "trasferimento dei rischi").
In questa voce sono rilevati anche i beni utilizzati in qualità di locatario nell'ambito di contratti di leasing finanziario, ovvero quelli concessi quale locatore nell'ambito di contratti di leasing operativo (affitto).
Nelle attività materiali confluiscono inoltre le migliorie su beni di terzi qualora le stesse costituiscano spese incrementative relative ad attività identificabili e separabili. In tal caso la classificazione avviene nelle sottovoci specifiche di riferimento (es. impianti) in relazione alla natura dell'attività stessa. Normalmente tali investimenti sono sostenuti per rendere adatti all'utilizzo atteso gli immobili presi in affitto da terzi.
Qualora le migliorie e spese incrementative siano relative ad attività materiali identificabili ma non separabili, le stesse sono invece incluse nella voce "150. Altre attività".
Le attività detenute a scopo d'investimento si riferiscono agli investimenti immobiliari, di cui allo IAS40, cioè a quelle proprietà immobiliari possedute (in proprietà o in leasing finanziario) al fine di ricavarne canoni di locazione e/o conseguire un apprezzamento del capitale investito.
Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo, comprensivo di tutti gli oneri direttamente imputabili alla "messa in funzione" del bene (costi di transazione, onorari professionali, costi diretti di trasporto del bene nella località assegnata, costi di installazione, costi di smantellamento). Le spese sostenute successivamente sono aggiunte al valore contabile del bene o rilevate come attività separate se è probabile che si godranno benefici economici futuri eccedenti quelli inizialmente stimati e il costo può essere attendibilmente rilevato.
Le altre spese sostenute successivamente (ad esempio interventi di manutenzione ordinaria) sono rilevate nel conto economico, nell'esercizio nel quale sono sostenute, alla voce:
• "150. Spese amministrative: b) altre spese amministrative", se riferite ad attività ad uso funzionale;
ovvero:
• "190. Altri oneri/proventi di gestione", se riferite agli immobili detenuti a scopo di investimento.
Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività materiali sono iscritte al costo al netto degli ammortamenti accumulati e delle perdite di valore per deterioramento.
Le immobilizzazioni a vita utile limitata vengono sistematicamente ammortizzate a quote costanti durante la loro vita utile. Le vite utili normalmente stimate sono le seguenti:
| • fabbricati | non superiore a 33 anni; |
|---|---|
| • mobili | non superiore a 7 anni; |
| • impianti elettronici | non superiore a 12 anni; |
| • altre | non superiore a 7 anni; |
| • migliorie apportate su beni di terzi | non superiore a 15 anni. |
Non sono, invece, ammortizzate le immobilizzazioni materiali aventi vita utile illimitata.
I terreni e i fabbricati sono trattati separatamente ai fini contabili, anche quando sono acquistati congiuntamente. I terreni non sono ammortizzati in quanto, di norma, caratterizzati da vita utile illimitata. I fabbricati, invece, hanno una vita utile limitata e, pertanto, sono ammortizzati.
La stima della vita utile delle immobilizzazioni materiali viene rivista ad ogni chiusura di periodo tenendo conto delle condizioni di utilizzo delle attività, delle condizioni di manutenzione, della obsolescenza attesa ecc. e, se le attese sono difformi dalle stime precedenti, la quota di ammortamento per l'esercizio corrente e per quelli successivi viene rettificata.
Qualora vi sia obiettiva evidenza che una singola attività possa aver subito una riduzione di valore si procede alla comparazione tra il valore contabile dell'attività con il suo valore recuperabile, pari al maggiore tra il fair value, dedotti i costi di vendita, ed il relativo valore d' uso, inteso come il valore attuale dei flussi di cassa futuri che si prevede origineranno dall'attività. Le eventuali rettifiche di valore sono rilevate alla voce "170. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali" di conto economico.
Qualora venga ripristinato il valore di un'attività precedentemente svalutata, il nuovo valore contabile non può eccedere il valore netto contabile che sarebbe stato determinato se non si fosse rilevata alcuna perdita per riduzione di valore dell'attività negli anni precedenti.
Un'attività materiale è eliminata dallo stato patrimoniale (i) all'atto della sua dismissione o (ii) quando per la stessa non sono previsti benefici economici futuri dal suo utilizzo o dal suo realizzo; l'eventuale differenza tra il valore di cessione o valore recuperabile e il valore contabile viene rilevata a conto economico, rispettivamente, alla voce "240. Utili (Perdite) da cessione di investimenti" ovvero "170. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali".
Parte A - Politiche contabili
9 - Attività immateriali
Le attività immateriali sono attività non monetarie ad utilità pluriennale, identificabili pur se prive di consistenza fisica e dalle quali è probabile che affluiranno benefici economici futuri.
Le attività immateriali sono principalmente relative ad avviamento, software, marchi e brevetti.
In questa voce sono comprese anche le attività immateriali utilizzate quale locatario nell'ambito di contratti di leasing finanziario ovvero quelle concesse quale locatore nell'ambito di contratti di leasing operativo (affitto).
Le attività immateriali diverse dall'avviamento sono iscritte in bilancio al costo d'acquisto, comprensivo dei costi diretti sostenuti per predisporre l'attività all'utilizzo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle perdite di valore eventualmente registrate.
Le eventuali spese sostenute successivamente all'acquisto:
- sono portate ad incremento del costo iniziale, se accrescono i benefici economici futuri delle attività sottostanti (cioè se aumentano il loro valore o la loro capacità produttiva);
- sono imputate in un'unica soluzione al conto economico dell'esercizio in cui sono state sostenute negli altri casi (ossia quando non producono incrementi del valore originario delle attività, ma sono destinate unicamente a conservarne le funzionalità originarie).
Le immobilizzazioni immateriali aventi durata definita sono sistematicamente ammortizzate a quote costanti in base alla stima della loro vita utile.
Le vite utili normalmente stimate sono le seguenti:
| • software | non superiore a 10 anni; |
|---|---|
| • altre attività immateriali | non superiore a 10 anni. |
Non sono, invece, ammortizzate le attività immateriali aventi durata indefinita.
Qualora vi sia obiettiva evidenza che una singola attività possa aver subito una riduzione di valore si procede alla comparazione tra il valore contabile dell'attività ed il suo valore recuperabile, pari al maggiore tra il fair value, dedotti i costi di vendita, ed il relativo valore d'uso, inteso come il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede origineranno dall'attività. Le eventuali rettifiche di valore sono rilevate alla voce "180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali" di conto economico.
Per le attività immateriali aventi durata indefinita, anche se non si rilevano indicazioni di riduzioni durevoli di valore, viene annualmente confrontato il valore contabile con il valore recuperabile. Nel caso in cui il valore contabile sia maggiore di quello recuperabile si rileva alla voce "180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali" di conto economico una perdita pari alla differenza tra i due valori.
Qualora venga ripristinato il valore di un'attività immateriale, diversa dall'avviamento, precedentemente svalutata, il nuovo valore contabile non può eccedere il valore netto contabile che sarebbe stato determinato se non si fosse rilevata alcuna perdita per riduzione di valore dell' attività negli anni precedenti.
Un'attività immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale (i) all'atto della dismissione o (ii) quando non sono previsti dal suo utilizzo o dal suo realizzo, ulteriori benefici economici futuri e l'eventuale differenza tra il valore di cessione o valore recuperabile e il valore contabile viene rilevata a conto economico, rispettivamente, alla voce "240. Utili (Perdite) da cessione di investimenti" ovvero "180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali".
Avviamento
L' avviamento è rappresentato ai sensi dell'IFRS3 dall'eccedenza, in sede di aggregazione aziendale ("business combination"), del costo di acquisizione sostenuto rispetto all'interessenza nel fair value netto, alla data di business combination, degli attivi e dei passivi patrimoniali acquisiti.
L' avviamento sulle acquisizioni di società oggetto di fusione o di incorporazione è esposto fra le attività immateriali; quello sulle acquisizioni di società controllate, collegate e joint ventures è invece insito nel costo di acquisto e, conseguentemente, esposto ad incremento del valore delle partecipazioni.
In sede di valutazione successiva l'avviamento è esposto in bilancio al netto delle eventuali perdite di valore cumulate e non è assoggettato ad ammortamento.
L'avviamento è annualmente sottoposto ad impairment test, in analogia al trattamento riservato alle attività immateriali aventi vita utile indefinita.
Le rettifiche di valore dell'avviamento sono registrate nel conto economico alla voce "230. Rettifiche di valore dell' avviamento". Sull'avviamento non sono ammesse riprese di valore.
10 - Attività non correnti in via di dismissione
Rientrano in tali categorie le singole attività (materiali, immateriali e finanziarie) non correnti o gruppi di attività in via di dismissione, con le relative passività associate, come disciplinati dall'IFRS5.
Le singole attività (o i gruppi di attività in via di dismissione) sono iscritte rispettivamente alle voci "140. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "90. Passività associate ad attività in via di dismissione" al minore tra il valore contabile ed il fair value al netto dei costi di cessione.
Le riserve da valutazione relative ad Attività non correnti in via di dismissione, registrate in contropartita delle variazioni di valore a tal fine rilevanti, sono evidenziate separatamente nel Prospetto della redditività complessiva (si veda Parte D - Redditività complessiva).
Il saldo positivo o negativo dei proventi (dividendi, interessi, ecc.) e degli oneri (interessi passivi, ecc.) relativi ai gruppi di attività e passività in via di dismissione, al netto della relativa fiscalità corrente e differita, è rilevato alla voce "280. Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte" di conto economico. Gli utili e le perdite riconducibili a singole attività in via di dismissione sono iscritti nella voce più idonea di conto economico.
11 - Fiscalità corrente e differita
Le attività e le passività fiscali sono rilevate nello stato patrimoniale del bilancio rispettivamente nelle voci "130. Attività fiscali" dell'attivo e "80. Passività fiscali" del passivo.
In applicazione del "balance sheet method" le poste contabili della fiscalità corrente e differita comprendono:
- attività fiscali correnti, ossia eccedenze di pagamenti sulle obbligazioni fiscali da assolvere secondo la vigente disciplina tributaria sul reddito di impresa;
- passività fiscali correnti, ossia debiti fiscali da assolvere secondo la vigente disciplina tributaria sul reddito d'impresa;
- attività fiscali differite, ossia gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri come conseguenza di:
- differenze temporanee deducibili;
- riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate; e
- riporto a nuovo di crediti di imposta non utilizzati;
- passività fiscali differite, ossia debiti per imposte sul reddito da assolvere in periodi futuri come conseguenza di differenze temporanee tassabili.
Le attività fiscali e le passività fiscali correnti sono rilevate applicando le aliquote di imposta vigenti e sono contabilizzate come onere (provento) secondo il medesimo criterio di competenza economica dei costi e dei ricavi che le hanno originate. In particolare per la fiscalità corrente l'IRES è stata calcolata con l'aliquota del 27,50%; ai fini IRAP l'applicazione dell'imposta è su base regionale. E' stabilita un'aliquota nazionale del 4,65% alla quale ogni Regione può autonomamente aggiungere una maggiorazione fino allo 0,92% e quindi ad un'aliquota teorica del 5,57% (più un ulteriore 0,15% per le Regioni con deficit sanitario).
In generale, le attività e le passività fiscali differite emergono nelle ipotesi in cui la deducibilità o l'imponibilità del costo o del provento sono differite rispetto alla loro rilevazione contabile.
Le attività fiscali e le passività fiscali differite sono rilevate in base alle aliquote fiscali che, alla data di riferimento del bilancio, si prevede saranno applicabili nell'esercizio nel quale sarà realizzata l'attività o sarà estinta la passività, sulla base della vigente legislazione fiscale e sono periodicamente riviste al fine di tenere conto di eventuali modifiche normative.
Le attività fiscali differite vengono contabilizzate soltanto nel caso in cui vi sia la probabilità del loro recupero da parte dei futuri redditi imponibili attesi valutati sulla base della capacità della Banca, per effetto dell'opzione relativa al "consolidato fiscale", di produrre redditi imponibili nei futuri esercizi. Le passività fiscali differite sono sempre contabilizzate. In ossequio a quanto previsto dallo IAS12, la probabilità che esista reddito imponibile futuro sufficiente all'utilizzo delle attività fiscali differite è oggetto di verifica periodica. Qualora dalla suddetta verifica risulti l'insufficienza di reddito imponibile futuro, le attività fiscali differite sono corrispondentemente ridotte.
Le imposte correnti e differite sono rilevate nel conto economico alla voce "260. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente", ad eccezione di quelle imposte che si riferiscono a partite che sono accreditate o addebitate, nell'esercizio stesso o in un altro, direttamente a patrimonio netto, quali, ad esempio, quelle relative a profitti o perdite su attività finanziarie disponibili per la vendita e quelle relative a variazioni del fair value di strumenti finanziari derivati di copertura dei flussi di cassa, le cui variazioni di valore sono rilevate, al netto delle tasse, direttamente nel Prospetto della redditività complessiva, tra le Riserve di Valutazione.
La fiscalità corrente IRES viene determinata sulla base della normativa del "consolidato fiscale" introdotta dal D.Lgs.344/03; infatti UniCredit S.p.A. ha aderito all'opzione per il Consolidato Fiscale Nazionale del gruppo UniCredit (si veda anche Parte B della Nota integrativa - sezione 13.7 Altre informazioni).
Parte A - Politiche contabili
Le attività fiscali correnti sono rappresentate nello Stato patrimoniale al netto delle relative passività fiscali correnti qualora sussistano i seguenti requisiti:
- esistenza di un diritto esecutivo a compensare gli ammontari rilevati;
- l'intenzione di regolare le posizioni attive e passive con un unico pagamento su base netta o realizzare l'attività e contemporaneamente estinguere la passività.
Le attività fiscali differite sono rappresentate a Stato patrimoniale al netto delle relative passività fiscali differite qualora sussistano i seguenti requisiti:
- esistenza di un diritto a compensare le sottostanti attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti;
- le attività e le passività fiscali differite si riferiscono a imposte sul reddito applicate dalla medesima giurisdizione fiscale sullo stesso soggetto passivo d'imposta o su soggetti passivi d'imposta diversi che intendono regolare le passività e le attività fiscali correnti su base netta (normalmente in presenza di un contratto di Consolidato fiscale).
12 - Fondi per rischi e oneri
Quiescenza e obblighi simili
I fondi di quiescenza, ossia gli accantonamenti relativi a benefici ai dipendenti da erogarsi successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, si qualificano come piani a contribuzione definita o come piani a benefici definiti, a seconda della natura del piano. In particolare:
- un piano a benefici definiti garantisce una serie di benefici che dipendono da fattori quali l'età, gli anni di servizio e le politiche di remunerazione dell'impresa. In questo caso il rischio attuariale e il rischio d'investimento ricadono in sostanza sull'impresa;
- un piano a contribuzione definita è invece un piano in base al quale l'impresa versa dei contributi predeterminati. Il beneficio è dato dall'ammontare accumulato rappresentato dai contributi stessi e dal rendimento sui contributi. L'erogante non ha rischio attuariale e/o d'investimento legato a tale tipologia di piano in quanto non ha l'obbligazione legale o implicita di pagare ulteriori contributi, qualora il fondo non detenga attività sufficienti per pagare i benefici a tutti i dipendenti.
Nel caso in cui tali fondi siano del primo tipo, ossia a benefici definiti, la determinazione dei valori attuali richiesti viene effettuata da un attuario esterno al Gruppo, con l'utilizzo del "Metodo della Proiezione Unitaria del Credito".
Tale metodo distribuisce il costo del beneficio uniformemente durante la vita lavorativa del dipendente. Le obbligazioni sono determinate come il valore attualizzato delle erogazioni medie future riproporzionato in base al rapporto tra gli anni di servizio maturati e l'anzianità teorica raggiunta al momento dell'erogazione del beneficio.
Più precisamente, l'importo contabilizzato come passività/attività netta, in applicazione delle previsioni dello IAS19 Revised, alla voce "120. Fondi per rischi e oneri: a) quiescenza e obblighi simili" è pari al valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio, meno eventuali costi previdenziali relativi alle prestazioni di lavoro passate non ancora rilevate, meno il fair value alla data di riferimento del bilancio delle attività a servizio del piano diverse da quelle che serviranno a estinguere direttamente le obbligazioni aggiustato per gli effetti del cosiddetto "asset ceiling" (a limitare l'ammontare dell'attività netta riconoscibile al massimale di attività disponibili all'entità). Gli utili/perdite attuariali rivenienti dalla valutazione delle passività a benefici definiti vengono rilevati in contropartita del Patrimonio netto nell'ambito della voce "130. Riserve da valutazione" ed esposti nel Prospetto della redditività complessiva.
Il tasso impiegato per attualizzare le obbligazioni (finanziate o non finanziate) connesse ai benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro varia a seconda del Paese/divisa di denominazione della passività e viene determinato in base ai rendimenti di mercato alla data di riferimento del bilancio di obbligazioni di aziende primarie (HQCB: high quality corporate bonds) con durata media coerente a quella della passività stessa.
Altri fondi
I fondi per rischi ed oneri sono costituiti da passività rilevate quando:
- l'impresa ha un'obbligazione attuale (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
- è probabile che si renda necessario l'esborso di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere all'obbligazione; e
- può essere effettuata una stima attendibile dell'ammontare della relativa passività.
Gli importi accantonati sono determinati in modo da rappresentare la migliore stima della spesa richiesta per adempiere alle obbligazioni. Nel determinare tale stima si considerano i rischi e le incertezze che attengono ai fatti e alle circostanze in esame.
In particolare, laddove l'effetto del differimento temporale nel sostenimento dell'onere sia significativo (di regola quando si prevede che l'esborso si verificherà oltre 18 mesi dalla data di rilevazione), l'ammontare dell' accantonamento è determinato come il valore attuale della miglior stima del costo per estinguere l'obbligazione. Viene in tal caso utilizzato un tasso di attualizzazione tale da riflettere le valutazioni correnti di mercato.
I fondi accantonati sono periodicamente riesaminati ed eventualmente adeguati per riflettere la migliore stima corrente. Quando, a seguito del riesame, il sostenimento dell'onere diviene improbabile, l'accantonamento viene stornato.
Un accantonamento è utilizzato solo a fronte degli oneri per i quali è stato originariamente iscritto.
L'accantonamento dell'esercizio, registrato alla voce "160. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri" del conto economico, include gli incrementi dei fondi dovuti al trascorrere del tempo ed è al netto degli eventuali storni.
Negli "altri fondi" sono comprese anche le obbligazioni concernenti i benefici spettanti agli agenti ed in particolare l'indennità suppletiva di clientela, l'indennità meritocratica, l'indennità contrattuale ed il patto di non concorrenza, che sono sono assimilabili a piani a prestazione definita e quindi le relative obbligazioni sono state calcolate utilizzando il " Metodo della Proiezione Unitaria del Credito" (si veda sopra al paragrafo "Quiescenza e obblighi simili").
In alcune circostanze stanziamenti per rischi e oneri (ad esempio oneri di natura fiscale connessi alle spese del Personale) sono stati ricompresi a voce propria del conto economico per meglio rifletterne la natura.
13 - Debiti e titoli in circolazione
Nelle voci Debiti verso banche, Debiti verso clientela e Titoli in circolazione sono allocati gli strumenti finanziari (diversi dalle passività di negoziazione e da quelle valutate al fair value) rappresentativi delle diverse forme di provvista di fondi da terzi.
Tali passività finanziarie sono registrate secondo il principio della data di regolamento e inizialmente iscritte al fair value, che normalmente corrisponde al corrispettivo ricevuto, al netto dei costi di transazione direttamente attribuibili alla passività finanziaria. Dopo l'iniziale rilevazione, tali strumenti sono valutati al costo ammortizzato, utilizzando il criterio dell'interesse effettivo.
Gli strumenti di debito ibridi (combinati), indicizzati a strumenti azionari, valute estere, strumenti di credito o indici, sono considerati strumenti strutturati. Il derivato incorporato è separato dal contratto primario e rappresenta un derivato a sé stante qualora i criteri per la separazione siano rispettati. Il derivato incorporato è iscritto al suo fair value e successivamente fatto oggetto di valutazione. Le variazioni di fair value sono iscritte a conto economico alla voce "80. Risultato netto dell'attività di negoziazione".
Al contratto primario è inizialmente attribuito il valore corrispondente alla differenza tra l'importo complessivo incassato ed il fair value del derivato incorporato.
Gli strumenti convertibili in azioni proprie comportano il riconoscimento, alla data di emissione, di una passività finanziaria e di una componente del patrimonio netto iscritta alla voce "150. Strumenti di capitale", qualora il regolamento del contratto preveda la consegna fisica.
In particolare, alla componente di patrimonio netto è attribuito il valore residuo risultante dopo aver dedotto dal valore complessivo dello strumento il valore determinato distintamente per una passività finanziaria priva di clausola di conversione avente gli stessi flussi di cassa. La risultante passività finanziaria è quindi misurata al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell'interesse effettivo.
I titoli in circolazione sono iscritti al netto degli ammontari riacquistati; la differenza tra il valore contabile della passività e l'ammontare pagato per acquistarla viene registrato in conto economico alla voce "100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: d) passività finanziarie". Il successivo ricollocamento/vendita da parte dell'emittente è considerato come una nuova emissione che non genera alcun effetto economico.
Si precisa che le esposizioni debitorie non prevedono clausole (covenants) che comportino la decadenza o la modifica dei benefici del termine, né sussistono operazioni che abbiano comportato la trasformazione delle stesse in strumenti di patrimonio (per i quali possa essere applicabile IFRIC19 - Estinzione di passività finanziarie con strumenti rappresentativi di capitale).
14 - Passività finanziarie di negoziazione
Le passività finanziarie detenute per finalità di negoziazione comprendono:
- contratti derivati che non sono designati come strumenti di copertura;
- obbligazioni a consegnare attività finanziarie prese a prestito da un venditore allo scoperto (ossia le vendite allo scoperto di attività finanziarie non già possedute);
- passività finanziarie emesse con l'intento di riacquistarle a breve termine;
- passività finanziarie che fanno parte di un portafoglio di strumenti finanziari considerato unitariamente e per il quale sussiste evidenza della sua gestione in un'ottica di negoziazione.
Parte A - Politiche contabili
Le passività finanziarie appartenenti a tale categoria, inclusi i contratti derivati, sono valutate al fair value inizialmente e durante la vita dell'operazione, ad eccezione dei contratti derivati da regolare con la consegna di uno strumento non quotato rappresentativo di capitale il cui fair value non può essere valutato attendibilmente, e che pertanto sono valutati al costo.
15 - Passività finanziarie valutate al fair value
Le passività finanziarie, analogamente alle attività finanziarie, possono essere designate, coerentemente con lo IAS39, al momento della rilevazione iniziale, come passività finanziarie valutate al fair value, purché:
• tale designazione elimini o riduca notevolmente una discordanza che altrimenti risulterebbe dalla valutazione su basi diverse di attività o passività e dei relativi utili e perdite;
ovvero:
• un gruppo di attività finanziarie, di passività finanziarie o di entrambe sia gestito e valutato al fair value secondo una gestione del rischio o una strategia di investimento documentata internamente agli Organi Amministrativi della Società.
Possono rientrare in tale categoria anche passività finanziarie rappresentate da strumenti ibridi (combinati) contenenti derivati incorporati che avrebbero, altrimenti, dovuto essere fatti oggetto di scorporo.
Il trattamento contabile di tali operazioni è analogo a quello delle "Passività finanziarie di negoziazione", con registrazione però dei profitti e delle perdite, realizzati e non, alla voce "110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value".
16 - Operazioni in valuta
Le operazioni in valute estere sono rilevate al tasso di cambio corrente alla data dell'operazione.
Le attività e passività monetarie sono convertite utilizzando il tasso di cambio di chiusura del periodo.
Le differenze di cambio derivanti dalla liquidazione delle transazioni a tassi differenti da quello della data di transazione e le differenze di cambio non realizzate su attività e passività monetarie in valuta non ancora regolate, diverse da quelle designate al fair value e da quelle di copertura, sono rilevate alla voce "80. Risultato netto dell' attività di negoziazione" di conto economico.
Le differenze di cambio derivanti da un elemento monetario, che è parte dell' investimento netto dell'impresa in un'entità estera le cui attività sono situate o sono gestite in un paese/zona o in valuta differente da quella in cui opera la Società, sono inizialmente classificate nel patrimonio netto dell'impresa e rilevate nel conto economico al momento della dismissione dell'investimento netto.
Le attività e le passività non monetarie, iscritte al costo storico, sono convertite utilizzando il cambio storico, mentre quelle valutate al fair value sono convertite utilizzando il cambio di fine periodo; in questo caso le differenze di cambio sono rilevate:
- in conto economico, se l'attività o la passività finanziaria è classificata nel portafoglio di negoziazione;
- nelle riserve da valutazione ed esposte nel Prospetto della redditività complessiva, se l'attività finanziaria è classificata come disponibile per la vendita.
Le operazioni di copertura di un investimento netto in valuta in un'entità estera sono rilevate contabilmente in modo similare alle operazioni di copertura di flussi finanziari.
In caso di cessione il valore complessivo delle differenze di cambio relative a tale società, classificate nella riserva di patrimonio netto, è rilevato come provento/onere nell'esercizio in cui è rilevata la cessione della società.
17 - Altre informazioni
Aggregazioni aziendali
Un'aggregazione aziendale consiste in una transazione con la quale un'entità ottiene il controllo di un ramo di impresa, determinando la combinazione di attività aziendali distinte in un unico soggetto tenuto alla redazione del bilancio.
Un' aggregazione aziendale può dare luogo ad un legame partecipativo tra capogruppo (acquirente) e controllata (acquisita); può anche prevedere l'acquisto dell' attivo netto di un'altra impresa, con l'emersione di un eventuale avviamento, oppure l'acquisto del capitale dell'altra impresa (nell'ambito di operazioni di fusione e conferimento).
In base a quanto disposto dall'IFRS3, le aggregazioni aziendali aventi ad oggetto un ramo aziendale devono essere contabilizzate applicando il metodo dell'acquisto che prevede le seguenti fasi:
i) identificazione dell'acquirente;
ii) determinazione del costo dell'aggregazione aziendale; e
iii) allocazione, alla data di acquisizione, del costo dell'aggregazione aziendale alle attività acquisite e alle passività e passività potenziali assunte.
In particolare, il costo di una aggregazione aziendale è determinato come la somma complessiva dei fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti rappresentativi di capitale emessi, in cambio del controllo dell'acquisito.
La data di acquisizione è la data in cui si ottiene effettivamente il controllo sull'acquisito. Quando l' acquisizione viene realizzata con un'unica operazione di scambio, la data dello scambio coincide con quella di acquisizione.
Qualora l'aggregazione aziendale sia realizzata tramite più operazioni di scambio il costo dell'aggregazione è comunque pari al fair value dell'intera partecipazione acquisita quale rilevato alla data di acquisizione del controllo.
Ciò comporta la rivalutazione al fair value, con iscrizione degli effetti a conto economico, delle partecipazioni in precedenza detenute nell'impresa acquisita.
Il costo di un'aggregazione aziendale viene allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisito ai rispettivi fair value alla data di acquisizione. Eccezioni a questo principio sono costituite dalle imposte sul reddito, dai benefici ai dipendenti, dalle attività derivanti da indennizzi, dai diritti riacquisiti, dalle attività non correnti detenute per la vendita e dalle operazioni con pagamento basato su azioni che sono oggetto di valutazione secondo quanto disposto dal principio ad essi applicabile.
La differenza positiva tra il costo dell'aggregazione aziendale e il fair value netto delle attività, passività e passività potenziali identificabili, deve essere contabilizzata come avviamento.
Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è sottoposto con cadenza almeno annuale ad impairment test.
In caso di differenza negativa viene effettuata una nuova misurazione. Tale differenza negativa, se confermata, è rilevata immediatamente come ricavo a conto economico.
Le aggregazioni aziendali che danno luogo ad un legame partecipativo tra capogruppo (acquirente) e controllata (acquisita) sono contabilizzate attraverso la rilevazione della partecipazione al costo.
Derecognition di attività finanziarie
La derecognition è la cancellazione dallo stato patrimoniale di un'attività finanziaria rilevata precedentemente.
Prima di valutare la sussistenza delle condizioni per la cancellazione dal bilancio di attività finanziarie è necessario, secondo IAS39, verificare se queste condizioni siano da applicare a tali attività nella loro interezza ovvero possano riferirsi soltanto ad una parte di esse. Le norme sulla cancellazione sono applicate ad una parte delle attività finanziarie oggetto del trasferimento soltanto se sussiste almeno uno dei seguenti requisiti:
- la parte comprende soltanto i flussi di cassa relativi ad un'attività finanziaria (o ad un gruppo di attività) che sono identificati specificamente (ad esempio la sola quota interessi di pertinenza dell'attività);
- la parte comprende i flussi di cassa secondo una ben individuata quota percentuale del loro totale (ad esempio il 90% di tutti i flussi di cassa derivanti dall'attività);
- la parte comprende una ben individuata quota di flussi di cassa specificamente identificati (ad esempio il 90% dei flussi di cassa della sola quota interessi di pertinenza dell'attività).
In assenza dei citati requisiti, le norme sull' eliminazione devono trovare applicazione all'attività finanziaria (o gruppo di attività finanziarie) nella sua interezza.
Le condizioni per l' integrale cancellazione di un'attività finanziaria sono l'estinzione dei diritti contrattuali, come la loro naturale scadenza, ovvero il trasferimento ad una controparte esterna dei diritti all'incasso dei flussi di cassa derivanti da tale attività.
I diritti all'incasso si considerano trasferiti anche qualora vengano mantenuti i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari dell'attività, ma venga assunto un obbligo a pagare quei flussi a una o più entità e si verifichino tutte e tre le seguenti condizioni (accordo pass-through):
- non sussiste l'obbligo a corrispondere importi non incassati dall'attività originaria;
- è vietata la vendita o la costituzione in garanzia dell'attività originaria, salvo quando questa è a garanzia della obbligazione a corrispondere flussi finanziari;
- sussiste l'obbligo a trasferire senza alcun ritardo tutti i flussi finanziari incassati e non si ha diritto ad investirli, ad eccezione di investimenti in disponibilità liquide durante il breve periodo tra la data di incasso e quella di versamento, a condizione che vengano riconosciuti anche gli interessi maturati nel periodo.
Parte A - Politiche contabili
Inoltre, l'eliminazione di un'attività finanziaria è subordinata alla verifica che tutti i rischi e i benefici derivanti dalla titolarità dei diritti siano stati effettivamente trasferiti. In caso di trasferimento sostanzialmente di tutti i rischi e i benefici si provvede alla cancellazione dell'attività (o gruppo di attività) cedute e si rilevano separatamente i diritti e gli obblighi relativi al trasferimento come attività o passività.
Viceversa, in caso di mantenimento dei rischi e benefici, è necessario continuare a rilevare l'attività (o gruppo di attività) cedute. In tal caso occorre rilevare anche una passività corrispondente all'importo ricevuto come corrispettivo per la cessione e registrare successivamente tutti i proventi maturati sull'attività così come tutti gli oneri maturati sulla passività.
Le principali operazioni che, in base alle regole anzidette, non consentono di operare la cancellazione integrale di un'attività finanziaria sono le operazioni di cartolarizzazione di crediti, le operazioni di pronti contro termine e le operazioni di prestito titoli. Nel caso delle operazioni di cartolarizzazione non si procede alla cancellazione delle attività finanziarie in caso di acquisto dell'equity tranche o di fornitura di altre forme di supporto alla struttura, che determinino il mantenimento del rischio di credito associato al portafoglio cartolarizzato.
Nel caso di operazioni di pronti contro termine e di prestito titoli, le attività oggetto delle transazioni non vengono cancellate dal bilancio poiché i termini delle operazioni comportano il mantenimento di tutti i rischi e benefici ad esse associati.
Si segnala infine che le operazioni di prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia, sono esposte solo fuori bilancio.
Operazioni di pronti contro termine e di prestito titoli
I titoli ricevuti nell'ambito di un'operazione che contrattualmente ne preveda l'obbligo di successiva vendita e i titoli consegnati nell'ambito di una operazione che contrattualmente ne preveda l'obbligo di riacquisto, non sono rilevati e/o eliminati dal bilancio. Di conseguenza, nel caso di titolo acquistato con accordo di rivendita, l'importo pagato viene rilevato come credito verso clientela o banche, ovvero come attività finanziaria detenuta per la negoziazione; nel caso di titolo ceduto con accordo di riacquisto, la passività è rilevata nei debiti verso banche o verso clientela, ovvero fra le passività finanziarie di negoziazione. I proventi degli impieghi, costituiti dalle cedole maturate sui titoli e dal differenziale tra prezzo a pronti e prezzo a termine dei medesimi, sono iscritti per competenza nelle voci di conto economico relative agli interessi.
Le due tipologie di operazioni sono compensate se, e solo se, effettuate con la medesima controparte e se la compensazione è prevista contrattualmente.
Le medesime regole si applicano alle operazioni di prestito titoli con garanzia rappresentata da contante (cash collateral) rientrante nella piena disponibilità del prestatore.
Le componenti reddituali connesse con tali operazioni sono rilevate rispettivamente:
- nella voce Interessi per la componente positiva (prestatario) e negativa (prestatore) legata alla remunerazione della disponibilità di cassa versata al prestatore;
- alla voce Commissioni per la componente negativa (prestatario) e positiva (prestatore) legata al servizio ricevuto mediante la messa a disposizione del titolo da parte del prestatore.
Per quanto riguarda, invece, le operazioni di prestito titoli aventi a garanzia altri titoli, ovvero privi di garanzia, si continua a rilevare nell'attivo dello stato patrimoniale, il titolo oggetto del prestito e quello eventualmente dato in garanzia, a seconda rispettivamente del ruolo di prestatore o di prestatario svolto nell'operazione.
Il rischio di controparte riferito a queste ultime tipologie di operazioni di prestito titoli attivo o passivo è riportato, nell'ambito delle esposizioni fuori bilancio, nelle tavole di Parte E - Sezione 1 - 1.1 Rischio di credito - A. Qualità del credito.
Strumenti di capitale
Gli strumenti di capitale sono strumenti rappresentativi di una partecipazione residuale nelle attività del Gruppo al netto delle sue passività.
La classificazione di uno strumento emesso quale strumento di capitale richiede l'assenza di obbligazioni contrattuali ad effettuare pagamenti sotto forma di rimborso capitale, interessi o altre forme di rendimento.
In particolare sono classificati come strumenti di capitale gli strumenti che presentano:
- durata illimitata o comunque pari alla durata societaria;
- piena discrezionalità dell'emittente nel pagamento di cedole o nel rimborso, anche anticipato, del capitale.
Rientrano nella categoria in oggetto gli strumenti Additional Tier 1 coerenti alle previsioni del Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR) relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento che, oltre a presentare le caratteristiche sopra descritte, comunque: i) mantengano nella piena discrezionalità dell'emittente la facoltà ad operare il ripristino del valore nominale (write-up) successivo ad un capital event che né abbia determinato la riduzione (write-down);
ii) non incorporino previsioni che impongano all'emittente di provvedere a pagamenti (must pay clauses) a seguito di eventi autentici entro il controllo delle parti.
Gli strumenti di capitale, diversi dalle azioni ordinarie o di risparmio, sono classificati in voce "150. Strumenti di capitale" per l'importo ricevuto comprensivo dei costi di transazione che sono direttamente attribuibili alla transazione stessa.
Le eventuali cedole corrisposte, al netto delle relative imposte, sono portate in riduzione della voce "160. Riserve".
Eventuali differenze fra l'importo corrisposto per l'estinzione o il riacquisto di questi strumenti e il loro valore di bilancio sono rilevate in voce "160. Riserve".
Azioni proprie
La movimentazione delle azioni proprie presenti in portafoglio è rilevata in contropartita diretta del patrimonio, ossia in riduzione di quest'ultimo per il controvalore degli acquisti ed in aumento per il controvalore delle vendite. Ciò implica che, in caso di successiva cessione, la differenza tra il prezzo di vendita delle azioni proprie ed il relativo costo di riacquisto, al netto dell'eventuale effetto fiscale, è rilevata integralmente in contropartita al patrimonio netto.
Leasing finanziario
Sono contratti di leasing finanziario quelli che trasferiscono al locatario sostanzialmente tutti i rischi e i benefici derivanti dalla proprietà del bene; non necessariamente al termine del contratto, la titolarità del bene è trasferita al locatario.
La realtà sostanziale e finanziaria di tali contratti è che il locatario acquisisce i benefici economici derivanti dall'uso del bene locato per la maggior parte della sua vita economica, a fronte dell'impegno di pagare al locatore un corrispettivo che approssima il fair value del bene ed i relativi costi finanziari. L'iscrizione, nel bilancio del locatore, avviene pertanto nel seguente modo:
• all'attivo, il valore del credito erogato, al netto della quota capitale delle rate di leasing scadute e pagate da parte del locatario;
• al conto economico, gli interessi attivi.
Per quanto concerne la contabilizzazione in capo al locatario si rimanda ai cap.8 - Attività materiali e 9 - Attività immateriali.
Factoring
I crediti acquisiti nell'ambito dell'attività di factoring sono iscritti e mantenuti in bilancio limitatamente agli importi erogati al cedente a titolo di anticipo del corrispettivo per il portafoglio ceduto pro-solvendo. I crediti acquistati pro-soluto sono iscritti come tali previo accertamento dell'inesistenza di clausole contrattuali che facciano venire meno l'effettivo sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici.
Trattamento di fine rapporto del personale
Il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) del personale è da intendersi come una "prestazione successiva al rapporto di lavoro a benefici definiti", pertanto la sua iscrizione in Bilancio richiede la stima, con tecniche attuariali, dell'ammontare delle prestazioni maturate dai dipendenti e l'attualizzazione delle stesse. La determinazione di tali prestazioni è effettuata da un attuario esterno al Gruppo utilizzando il "Metodo della Proiezione Unitaria del Credito" (si veda la Sezione 12 - Fondi per rischi ed oneri - quiescenza e obblighi simili). Tale metodo distribuisce il costo del beneficio uniformemente durante la vita lavorativa del dipendente. Le obbligazioni sono determinate come il valore attualizzato delle erogazioni medie future riproporzionato in base al rapporto tra gli anni di servizio maturati e l'anzianità complessiva raggiunta al momento dell'erogazione del beneficio.
A seguito della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.252, le quote di TFR maturate fino al 31 dicembre 2006 (o sino alla data di scelta del dipendente, compresa tra l'1 gennaio 2007 e il 30 giugno 2007, nel caso di destinazione del proprio trattamento di fine rapporto alla Previdenza Complementare) rimangono in azienda e continuano a essere considerate come una "prestazione successiva al rapporto di lavoro a benefici definiti" e sono pertanto sottoposte a valutazione attuariale, seppur con una semplificazione nelle ipotesi attuariali che non tengono conto delle previsioni sugli aumenti retributivi futuri.
Le quote di TFR maturate a partire dall'1 gennaio 2007 (data di applicazione del D.Lgs.n.252) o quelle, dalla data compresa tra l'1 gennaio 2007 e il 30 giugno 2007) destinate, a scelta del dipendente, (i) a forme di previdenza complementare o (ii) lasciate in azienda e dalla stessa (in caso di società con più di 50 dipendenti) versate al fondo di Tesoreria dell'INPS, sono invece considerate come un piano a 'contribuzione definita'.
I costi relativi al trattamento di fine rapporto sono iscritti a conto economico alla voce "150. Spese amministrative: a) spese per il personale" e includono, per la parte di piano a benefici definiti, gli interessi maturati nell'anno (interest cost); per la parte di piano a contribuzione definita, le quote maturate nell'anno e versate alla Previdenza Complementare o al Fondo Tesoreria dell'INPS.
Gli utili e le perdite attuariali, definiti quali differenza tra il valore di bilancio della passività e il valore attuale dell'obbligazione a fine periodo, sono iscritti a Patrimonio netto nell'ambito della voce "130. Riserve da valutazione" in applicazione delle previsioni dello IAS19 Revised.
Parte A - Politiche contabili
Pagamenti basati su azioni
Si tratta di pagamenti a favore di dipendenti, o altri soggetti assimilabili, come corrispettivo delle prestazioni di lavoro, o altri servizi/beni ricevuti, basati su azioni rappresentative del capitale, che consistono nell'assegnazione di:
- diritti a sottoscrivere aumenti di capitale a pagamento (stock option propriamente dette);
- diritti a ricevere azioni al raggiungimento di obiettivi quanti-qualitativi (cosiddette performance share);
- azioni sottoposte a clausole di indisponibilità (cosiddette restricted share).
In considerazione della difficoltà di valutare attendibilmente il fair value delle prestazioni ricevute come contropartita degli strumenti rappresentativi del capitale, viene fatto riferimento al fair value di questi ultimi, misurato alla data della loro assegnazione.
Il fair value dei pagamenti regolati con l'emissione di azioni a fronte di prestazioni di lavoro o altri servizi ricevuti è rilevato come costo a conto economico alla voce "150. Spese amministrative: a) spese per il personale" in contropartita della voce "160. Riserve" del patrimonio netto, secondo il criterio di competenza in proporzione al periodo in cui viene fornita la prestazione.
Per quanto riguarda i pagamenti basati su azioni e regolati per cassa, le prestazioni ottenute e le passività assunte sono misurate al fair value di queste ultime, iscritte alla voce "100. Altre passività". Fino a quando la passività non viene estinta, il fair value è ricalcolato a ciascuna data di chiusura di bilancio fino alla data di regolamento, rilevando alla voce "150. Spese amministrative: a) spese per il personale" tutte le variazioni di fair value.
Altri benefici ai dipendenti a lungo termine
I benefici per i dipendenti a lungo termine - quali ad esempio quelli derivanti da premi di anzianità, erogati al raggiungimento di una predefinita anzianità di servizio - sono iscritti alla voce "100. Altre passività" in base alla valutazione alla data di bilancio degli impegni assunti, determinati, anche in questo caso, da un attuario esterno al Gruppo utilizzando il "Metodo della Proiezione Unitaria del Credito" (si veda la Sezione 12 - Fondi per rischi ed oneri - quiescenza e obblighi simili). Per questa tipologia di benefici si precisa che gli utili/perdite attuariali sono rilevati immediatamente a conto economico.
Derivati su crediti assimilati a garanzie finanziarie rilasciate
I derivati su crediti assimilati a garanzie finanziarie rilasciate ai sensi dello IAS39 sono contratti nei quali è previsto che l'emittente effettui dei pagamenti prestabiliti al fine di risarcire l'assicurato di una perdita effettiva subita per inadempienza di un determinato debitore al pagamento dovuto alla scadenza prevista di uno strumento di debito.
Il valore di prima iscrizione è pari al loro fair value, che normalmente corrisponde all'importo ricevuto al momento dell'emissione della garanzia. Tale valore, è rilevato alla voce "100. Altre passività".
Gli effetti della valutazione, correlati all'eventuale deterioramento del sottostante, sono iscritti alla medesima voce patrimoniale in contropartita della voce "130. Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: d) altre operazioni finanziarie" di conto economico.
Compensazione di attività e passività finanziarie
La compensazione contabile tra poste dell'attivo e del passivo viene effettuata in base alle indicazioni dello IAS32, accertata la presenza dei seguenti requisiti:
a) il possesso di un diritto esercitabile per la compensazione degli importi rilevati contabilmente;
b) l'intenzione di regolare le partite al netto, o realizzare l'attività ed estinguere contemporaneamente la passività.
In ottemperanza a quanto richiesto dall'IFRS7, informazioni di maggior dettaglio sono contenute nelle tabelle di Nota integrativa, riportate in Parte B - Altre informazioni.
In tali tavole, in particolare, sono esposti:
- i valori di bilancio, prima e dopo gli effetti della compensazione contabile, relativi alle attività e passività finanziarie che soddisfano le condizioni necessarie al riconoscimento di tali effetti;
- la misura delle esposizioni che non soddisfano tali requisiti, ma che sono incluse in accordi di Master Netting Agreement, o similari, che attivano le condizioni di compensazione solo in seguito a specifiche circostanze (ad es. un evento di default);
- la misura delle garanzie reali ad esse connesse.
Riconoscimento dei ricavi e dei costi
Interessi attivi e passivi
Gli interessi attivi e passivi ed i proventi ed oneri assimilati sono relativi alle disponibilità liquide, agli strumenti finanziari (i) detenuti per la negoziazione, (ii) valutati al fair value o (iii) disponibili per la vendita ed aventi natura monetaria, alle attività finanziarie detenute fino alla scadenza, ai crediti, ai debiti e ai titoli in circolazione.
Gli interessi attivi e passivi sono rilevati nel conto economico per tutti gli strumenti valutati secondo il criterio del costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.
Gli interessi comprendono anche il saldo netto, positivo o negativo, dei differenziali e dei margini relativi a contratti derivati finanziari:
- di copertura di attività e passività che generano interessi;
- classificati nel portafoglio di negoziazione ma gestionalmente collegati ad attività/passività valutate al fair value (fair value option) fruttifere di interessi;
- connessi gestionalmente con attività/passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini su più scadenze.
Commissioni
Le commissioni sono iscritte in relazione alla prestazione dei servizi da cui sono originate.
In particolare, le commissioni di negoziazione derivanti dall'operatività in titoli sono rilevate al momento della prestazione del servizio.
Le commissioni di gestione del portafoglio, di consulenza e di gestione sui fondi comuni di investimento sono riconosciute in base alla durata del servizio.
Sono escluse le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, che sono rilevate tra gli interessi.
Dividendi
I dividendi sono rilevati a conto economico nell'esercizio in cui ne viene deliberata la distribuzione.
Definizioni rilevanti ai fini IAS/IFRS
Si illustrano, qui di seguito, alcuni concetti rilevanti ai fini dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, differenti da quelli già trattati nei capitoli precedenti.
Costo ammortizzato
Il costo ammortizzato di un'attività o passività finanziaria è il valore a cui questa è stata misurata al momento della rilevazione iniziale, al netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dall'ammortamento complessivo calcolato utilizzando il criterio dell'interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il valore iniziale e quello a scadenza e dedotta qualsiasi svalutazione a seguito di una riduzione di valore o di irrecuperabilità (impairment).
Il criterio dell'interesse effettivo è il metodo di ripartizione degli interessi attivi o passivi lungo la durata di un'attività o passività finanziaria. Il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza esattamente i pagamenti o incassi futuri attesi lungo la vita dello strumento finanziario al valore contabile netto dell'attività o passività finanziaria. Esso include tutti gli oneri e punti base pagati o ricevuti tra le parti di un contratto che sono parte integrante di tale tasso, i costi di transazione e tutti gli altri premi o sconti.
Tra le commissioni che sono considerate parte integrante del tasso di interesse effettivo vi sono le commissioni iniziali ricevute per l'erogazione o l'acquisto di un'attività finanziaria che non sia classificata come valutata al fair value, quali, ad esempio, quelle ricevute a titolo di compenso per la valutazione delle condizioni finanziarie del debitore, per la valutazione e la registrazione delle garanzie e, più in generale, per il perfezionamento dell'operazione.
I costi di transazione, a loro volta, includono gli onorari e le commissioni pagati ad agenti (inclusi i dipendenti che svolgono la funzione di agenti di commercio), consulenti, mediatori, e operatori, i contributi prelevati da organismi di regolamentazione e dalle Borse valori, le tasse e gli oneri di trasferimento. I costi di transazione non includono invece costi di finanziamento o costi interni amministrativi o di gestione.
Riduzione di valore (impairment) di attività finanziarie
Ad ogni data di riferimento del bilancio si procede a determinare se vi è qualche obiettiva evidenza che un'attività finanziaria o un gruppo di attività finanziarie ha subito una riduzione di valore.
Un'attività o un gruppo di attività finanziarie ha subito una riduzione di valore e le perdite per riduzione di valore sono contabilizzate se, e soltanto se, vi è l'obiettiva evidenza di una riduzione di valore in seguito a uno o più eventi che si sono verificati dopo la rilevazione iniziale dell'attività e tale evento di perdita ha un impatto sui futuri flussi finanziari dell'attività che può essere stimato attendibilmente.
La riduzione di valore può anche essere causata non da un singolo evento separato ma dall'effetto combinato di diversi eventi. Le perdite attese come risultato di eventi futuri, indipendentemente dalla loro probabilità di verificarsi, non sono rilevate.
Parte A - Politiche contabili
L'obiettiva evidenza che un'attività finanziaria o un gruppo di attività finanziarie ha subito una riduzione di valore include dati rilevabili che giungono all'attenzione in merito ai seguenti eventi:
- significative difficoltà finanziarie dell'emittente o del debitore;
- violazione del contratto, quale un inadempimento o un mancato pagamento degli interessi o del capitale;
- concessione al beneficiario di un'agevolazione che la banca ha preso in considerazione prevalentemente per ragioni economiche o legali relative alla difficoltà finanziaria dello stesso e che altrimenti non avrebbe concesso;
- ragionevole probabilità che il beneficiario dichiari fallimento o altre procedure di ristrutturazione finanziaria;
- scomparsa di un mercato attivo di quell'attività finanziaria dovuta a difficoltà finanziarie. Tuttavia, la scomparsa di un mercato attivo dovuta al fatto che gli strumenti finanziari della società non sono più pubblicamente negoziati non è - di per se - evidenza di una riduzione di valore;
- dati rilevabili che indichino l'esistenza di una diminuzione sensibile nei futuri flussi finanziari stimati per un gruppo di attività finanziarie sin dal momento della rilevazione iniziale di quelle attività, sebbene la diminuzione non può essere ancora identificata con le singole attività finanziarie nel gruppo, ivi inclusi:
- cambiamenti sfavorevoli nello stato dei pagamenti dei beneficiari nel gruppo; oppure
- condizioni economiche locali o nazionali che sono correlate alle inadempienze relative alle attività all'interno del gruppo.
L'obiettiva evidenza di riduzione di valore per un investimento in uno strumento rappresentativo di capitale include informazioni circa importanti cambiamenti con un effetto avverso che si sono verificati nell'ambiente tecnologico, di mercato, economico o legale in cui l'emittente opera, e indica che il costo dell'investimento può non essere recuperato. Una diminuzione significativa o prolungata di fair value di un investimento in uno strumento rappresentativo di capitale al di sotto del suo costo è inoltre un'evidenza obiettiva di riduzione di valore (si veda anche la Sezione 2 - Attività finanziarie disponibili per la vendita).
Se sussistono evidenze obiettive che si è incorsi in una perdita per riduzione di valore su crediti o su attività finanziarie detenute sino alla scadenza (iscritti al costo ammortizzato), l'importo della perdita viene misurato come la differenza tra il valore contabile dell'attività ed il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati (escludendo perdite di credito future che non si sono ancora manifestate) attualizzati al tasso di interesse effettivo originale dell'attività finanziaria. L'importo della perdita viene rilevato alla voce di conto economico "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento" ed il valore contabile dell'attività viene ridotto.
Per gli strumenti classificati tra le attività finanziarie disponibili per la vendita tale importo è pari al saldo della Riserva di valutazione negativa (si veda la Sezione 2 - Attività finanziarie disponibili per la vendita).
Se le condizioni di un finanziamento, credito o attività finanziaria detenuta sino alla scadenza sono rinegoziate o diversamente modificate a causa delle difficoltà finanziarie del debitore, una riduzione di valore è misurata utilizzando il tasso originario di interesse effettivo prima della modifica delle condizioni. I flussi finanziari relativi ai crediti a breve termine non sono attualizzati se l'effetto dell'attualizzazione è irrilevante. Se un credito o un'attività finanziaria detenuta sino alla scadenza ha un tasso di interesse variabile, il tasso di attualizzazione per valutare eventuali perdite per riduzione di valore è il tasso corrente di interesse effettivo alla data determinato secondo contratto.
Il calcolo del valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati di un'attività finanziaria con pegno riflette i flussi finanziari che possono risultare dal pignoramento meno i costi per l'ottenimento e la vendita del pegno.
Una diminuzione di fair value dell'attività finanziaria al di sotto del suo costo o costo ammortizzato non è tuttavia necessariamente indicazione di riduzione di valore (per esempio, una diminuzione di fair value di un investimento in uno strumento di debito che risulti da un aumento del solo tasso di interesse privo di rischio).
L'evidenza obiettiva della riduzione di valore viene dapprima valutata individualmente, se però viene determinato che non esiste alcuna evidenza obiettiva di riduzione di valore individuale, allora tale attività viene inclusa in un gruppo di attività finanziarie con caratteristiche similari di rischio di credito e valutata collettivamente.
Gli approcci fondati su una formula o su metodi statistici possono essere utilizzati per determinare le perdite per riduzione di valore di un gruppo di attività finanziarie. Eventuali modelli utilizzati incorporano l'effetto del valore temporale del denaro, considerano i flussi finanziari per tutta la vita residua di un'attività (non soltanto l'anno successivo) e non danno origine a una perdita per riduzione di valore al momento della rilevazione iniziale di un'attività finanziaria. Essi tengono altresì conto dell'esistenza di perdite già sostenute ma non ancora manifeste nel gruppo di attività finanziarie alla data di valutazione, sulla base di esperienze storiche di perdite per attività con caratteristiche di rischio di credito simili a quelle del gruppo considerato.
Il processo per la stima della riduzione di valore considera tutte le esposizioni di credito, non soltanto quelle di bassa qualità di credito, che riflettono un serio deterioramento delle posizioni.
Riprese di valore
Se, in un esercizio successivo, l'ammontare della perdita per riduzione di valore diminuisce e la diminuzione può essere oggettivamente collegata a un evento che si è verificato dopo che la riduzione di valore è stata rilevata (quale un miglioramento nella solvibilità finanziaria del debitore), la perdita per riduzione di valore rilevata precedentemente è stornata. L'importo dello storno viene rilevato nel conto economico alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento", salvo quanto precisato per i titoli azionari classificati tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (si veda il la Sezione 2 - Attività finanziarie disponibili per la vendita).
Il ripristino di valore non determina, alla data in cui il valore originario dell'attività finanziaria è ripristinato, un valore contabile superiore al costo ammortizzato che si sarebbe avuto alla stessa data nel caso in cui la perdita per riduzione di valore non fosse stata rilevata.
A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie
Le modifiche allo IAS39 ed all'IFRS7 "Riclassificazione delle attività finanziarie" approvate dallo IASB nel 2008 permettono, successivamente all'iscrizione iniziale, la riclassificazione di determinate attività finanziarie fuori dai portafogli "detenute per la negoziazione" e "disponibili per la vendita".
In particolare, possono essere riclassificate:
- quelle attività finanziarie detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita che avrebbero soddisfatto la definizione prevista dai principi contabili internazionali per il portafoglio crediti (se tali attività non fossero state classificate rispettivamente come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita alla rilevazione iniziale) se l'entità ha l'intenzione e la capacità di possederle nel prevedibile futuro o fino a scadenza;
- "solo in rare circostanze" quelle attività finanziarie detenute per la negoziazione che al momento della loro iscrizione non soddisfacevano la definizione di crediti.
Nella tabella seguente sono riportati, suddivisi in base alle tipologie di strumenti finanziari ed ai portafogli interessati, il valore di bilancio ed il fair value al 31 dicembre 2017 delle attività oggetto di riclassificazione nel secondo semestre 2008 e nel primo semestre 2009. Sono inoltre riportate le componenti reddituali relative a tali attività, distinguendo fra quelle che si sarebbero registrate se il trasferimento non fosse stato effettuato e quelle effettivamente registrate, nel conto economico o nel patrimonio netto.
Tali componenti reddituali, al lordo delle imposte, sono ulteriormente distinte tra quelle "valutative", comprensive di eventuali rettifiche di valore, e le "altre", queste ultime comprensive degli interessi e degli utili/perdite da cessione generati dalle attività trasferite.
L'effetto netto che si sarebbe quindi rilevato a conto economico 2017 se non si fosse proceduto alle riclassificazioni sarebbe stato positivo per 223 migliaia, mentre quello effettivamente rilevato è stato positivo per 13 migliaia.
| TIPOLOGIA DI | VALORE DI BILANCIO |
FAIR | COMPONENTI REDDITUALI IN ASSENZA DEL TRASFERIMENTO (ANTE IMPOSTE) |
€) COMPONENTI REDDITUALI REGISTRATE NELL'ESERCIZIO (ANTE IMPOSTE) |
||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| STRUMENTO FINANZIARIO |
PORTAFOGLIO DI PROVENIENZA |
PORTAFOGLIO DI DESTINAZIONE |
AL 31.12.2017 |
VALUE AL 31.12.2017 |
VALUTATIVE | ALTRE | VALUTATIVE | ALTRE |
| Titoli di debito | Attività finanziarie detenute per la negoziazione |
Crediti verso banche | - | - | - | 223 | - | 13 |
| Titoli di debito | Attività finanziarie detenute per la negoziazione |
Crediti verso clientela | - | - | - | - | - | - |
| Titoli di debito | Attività finanziarie disponibili per la vendita |
Crediti verso clientela | - | - | - | - | - | - |
| Totale | - | - | - | 223 | - | 13 |
A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: valore di bilancio, fair value ed effetti sulla redditività complessiva (migliaia di
Si precisa che le componenti reddituali delle attività trasferite nel portafoglio crediti verso clientela sono relative solo a prodotti strutturati di credito (non derivati).
Si rende noto che nel corso dell'esercizio 2017 non si è proceduto ad alcuna ulteriore riclassificazione e pertanto la tavola "A.3.2 Attività finanziarie riclassificate: effetti sulla redditività complessiva prima del trasferimento" nonché l'informativa di cui al punto "A.3.4 Tasso di interesse effettivo e flussi finanziari attesi dalle attività riclassificate" non sono fornite.
Parte A - Politiche contabili
A.4 - Informativa sul fair value
Informativa di natura qualitativa
La presente sezione comprende l'informativa sul fair value così come richiesta dall'IFRS13.
Il fair value (valore equo) è il corrispettivo che potrebbe essere ricevuto per vendere un'attività, o pagato per trasferire una passività, in una transazione ordinaria tra controparti di mercato nel mercato principale alla data di misurazione (exit price).
Il fair value di una passività finanziaria che sia esigibile (ad esempio un deposito a vista) non può essere inferiore all'importo esigibile a richiesta, attualizzato dalla prima data in cui ne potrebbe essere richiesto il pagamento.
Nel caso di strumenti finanziari quotati in mercati attivi il fair value è determinato a partire dalle quotazioni ufficiali del mercato principale (ovvero il più vantaggioso) al quale la Società ha accesso (Mark to Market).
Uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi quotati sono prontamente e regolarmente disponibili in un listino, operatore (dealer), intermediario (broker), agenzia di determinazione del prezzo o autorità di regolamentazione e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni. Se la quotazione ufficiale in un mercato attivo non esiste per uno strumento finanziario nel suo complesso, ma esistono mercati attivi per le parti che lo compongono, il fair value può essere determinato sulla base dei pertinenti prezzi di mercato per le parti che lo compongono.
Qualora le quotazioni di mercato o altri input osservabili, quali il prezzo quotato di un'attività simile in un mercato attivo, non risultino disponibili, la Società può ricorrere a modelli valutativi alternativi, quali:
- metodo della valutazione di mercato (utilizzo di quotazioni di mercato di attività/passività o strumenti di patrimonio simili detenuti come attività da altri attori di mercato);
- metodo del costo (ossia il costo di sostituzione che sarebbe richiesto al momento per sostituire la capacità di servizio di un'attività);
- metodo reddituale (tecnica del valore attualizzato basata sui flussi di cassa futuri attesi da una controparte di mercato che detiene una passività o uno strumento di patrimonio netto come attività).
La Società utilizza metodi di valutazione (Mark to Model) in linea con i metodi generalmente accettati e utilizzati dal mercato. I modelli di valutazione includono tecniche basate sull'attualizzazione dei flussi di cassa futuri e sulla stima della volatilità e sono oggetto di revisione sia durante il loro sviluppo sia periodicamente, al fine di garantirne la piena coerenza con gli obiettivi della valutazione.
Dette metodologie utilizzano input basati sui prezzi realizzati in transazioni recenti nello strumento oggetto di valutazione e/o prezzi/quotazioni di strumenti aventi caratteristiche analoghe in termini di profilo di rischio. Questi prezzi/quotazioni risultano, infatti, rilevanti al fine di determinare i parametri significativi, in termini di rischio credito, rischio liquidità, rischio prezzo ed ogni altro rischio rilevante, relativi allo strumento oggetto di valutazione. Il riferimento a tali parametri di mercato consente di limitare la discrezionalità nella valutazione, garantendo al contempo la verificabilità del risultante fair value. Qualora, per uno o più fattori di rischio, non risulti possibile riferirsi a dati di mercato i modelli valutativi impiegati utilizzano come input stime basate su dati storici.
A ulteriore garanzia dell'oggettività delle valutazioni rivenienti da modelli valutativi, la Società pone in essere:
• processi di verifica indipendente del prezzo (Independent Price Verification o IPV);
• fair value adjustment (FVA).
I processi di verifica indipendente del prezzo prevedono che i prezzi siano mensilmente verificati da unità di Risk Management indipendenti dalle unità che assumono l'esposizione al rischio.
Tale verifica può prevedere la comparazione e comportare l'adeguamento del prezzo alle valutazioni rivenienti da partecipanti al mercato indipendenti.
Nel caso di strumenti non quotati su mercati attivi, il menzionato processo di verifica assume a riferimento i prezzi contribuiti da info-provider, attribuendo maggior peso a quei prezzi che si considerano più rappresentativi dello strumento oggetto di valutazione. Detta valutazione include: l'eventuale eseguibilità della transazione al prezzo osservato, il numero di contributori, il grado di similitudine degli strumenti finanziari, la coerenza nel prezzo contribuito da fonti differenti, il processo seguito dall'info-provider per ottenere il dato.
A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati
Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS13 con riguardo i portafogli contabili sia valutati al fair value su base ricorrente, sia non valutati al fair value o valutati al fair value su base non ricorrente.
Attività e Passività misurate al fair value su base ricorrente
Titoli obbligazionari a reddito fisso
I titoli obbligazionari a reddito fisso sono valutati attraverso due processi principali in base alla liquidità del mercato di riferimento. Gli strumenti liquidi in mercati attivi sono valutati al prezzo di mercato (mark-to-market) e, conseguentemente, tali strumenti sono assegnati al Livello 1 della gerarchia del fair value9. Al fine di determinarlo, nell'ambito del processo globale di verifica indipendente dei prezzi (IPV), un indicatore giornaliero di liquidità viene definito a partire da: numero di quote bid ed ask eseguibili, la loro relativa consistenza ed ampiezza. Tale indicatore viene tracciato su una finestra temporale di più giorni lavorativi allo scopo di determinare un più stabile indicatore mensile.
Gli strumenti non scambiati in mercati attivi sono valutati a mark-to-model utilizzando delle curve di credit spread impliciti derivate da strumenti di Livello 1. Il modello massimizza l'uso di parametri osservabili e minimizza l'uso dei parametri non osservabili. In questo senso, in funzione della rappresentatività della curva di credit spread applicata, le obbligazioni sono classificate come Livello 2 o Livello 3 rispettivamente; il Livello 3 è applicato nel caso in cui sia utilizzato un credit spread significativamente non osservabile. Nella valutazione a fair value, vengono applicate delle rettifiche di valore (fair value adjustments) a fronte della ridotta liquidità e del rischio di modello al fine di compensare la mancanza di parametri di mercato osservabili per le posizioni classificate a Livello 2 e Livello 3.
Nel processo globale di IPV delle obbligazioni, l'accuratezza dei prezzi di mercato delle obbligazioni di Livello 1 e dei modelli di valutazione per le obbligazioni illiquide sono regolarmente sottoposte a verifica.
Prodotti finanziari strutturati
La Società determina il fair value dei prodotti finanziari strutturati non quotati in mercati attivi utilizzando l'appropriato metodo di valutazione in funzione della natura della struttura incorporata (quando questa non debba essere fatta oggetto di scorporo). Tali strumenti sono classificati al Livello 2 o al Livello 3 a seconda dell'osservabilità degli input significativi del modello.
Asset Backed Securities
I processi valutativi di UniCredit si fondano su politiche interne centrate su due pilastri:
- estensione ed implementazione del processo di verifica indipendente dei prezzi (IPV) adeguato alle diverse condizioni di mercato per i titoli di credito strutturati;
- integrazione della policy in essere per le rettifiche di valore (Fair value Adjustments Policy).
L'assunzione principale del processo di IPV è che la qualità di un prezzo venga verificata attraverso la disponibilità di molteplici quotazioni da parte di operatori del mercato indipendenti per strumenti identici.
Il processo fa affidamento inizialmente su consensus data provider che operano come collettori di quotazioni di mercato.
In seconda istanza, i prezzi sono verificati utilizzando come benchmark per ogni strumento un pool di strumenti finanziari simili con una quotazione di mercato affidabile. Un approccio alternativo consiste nel valutare lo strumento per mezzo di modelli matematici, applicabili ogni volta che l'informazione sulle assunzioni dei partecipanti al mercato riguardo ai parametri del modello siano ragionevolmente disponibili senza comportare costi o sforzi eccessivi.
Derivati
Il fair value dei derivati non scambiati su un mercato attivo deriva dall'applicazione di tecniche di valutazione mark to model. Quando è presente un mercato attivo per i parametri di input al modello valutativo delle differenti componenti del derivato, il fair value viene determinato in base alle quotazioni di mercato delle stesse.
Le tecniche di valutazione basate su input osservabili sono classificate come Livello 2 mentre quelle basate su significativi input non osservabili sono classificate come Livello 3.
Titoli di capitale
I titoli di capitale sono assegnati al Livello 1 quando è disponibile una quotazione su un mercato attivo considerato liquido e al Livello 3 quando non vi sono quotazioni o le quotazioni sono state sospese a tempo indeterminato. Tali strumenti sono classificati come Livello 2 solo nel caso in cui il volume di attività sul mercato di quotazione sia significativamente ridotto.
Per i titoli di capitale valutati al costo, un impairment è previsto qualora il costo superi il valore recuperabile in modo significativo e/o prolungato nel tempo.
9 Nel caso specifico dei titoli governativi italiani, vale la pena sottolineare che questi vengono scambiati sul mercato MTS largamente riconosciuto come principale piattaforma attiva per tale classe di titoli.
Parte A - Politiche contabili
Fondi di Investimento
La Società detiene investimenti in fondi di investimento che pubblicano il Net Asset Value (NAV) per quota, inclusi fondi comuni, fondi private equity, hedge funds (compresi fondi di fondi) e fondi immobiliari. Gli investimenti della Società includono investimenti in fondi gestiti dal Gruppo e investimenti in fondi gestiti da terzi, ed in particolare:
• Fondi Immobiliari
I fondi immobiliari sono classificati come Livello 1 in caso essi siano quotati su un mercato attivo; in caso ciò non si verifichi, essi sono classificati come Livello 3 e sono valutati attraverso un credit adjustment del NAV basato sulle caratteristiche specifiche del singolo fondo.
• Altri Fondi
La Società detiene investimenti anche in fondi comuni, hedge funds e fondi private equity.
I Fondi sono classificati generalmente come Livello 1 quando una quotazione su un mercato attivo è disponibile.
I Fondi sono classificati come Livello 2 e Livello 3 a seconda della disponibilità del NAV, la trasparenza del portafoglio e di possibili vincoli/limitazioni legate a clausole di uscita.
Quando non sono disponibili informazioni sufficienti alla determinazione di un fair value attendibilmente misurato, i fondi (i.e. hedge funds e private equity) sono classificati come Attività finanziarie disponibili per la Vendita, valutati al costo e classificati al Livello 3.
Per i fondi valutati al costo, un impairment è previsto qualora il costo superi il valore recuperabile in modo significativo o prolungato nel tempo.
Fair value Adjustment (FVA)
Il Fair Value Adjustment è definito come quella quantità che deve essere aggiunta al prezzo mid osservato sul mercato piuttosto che al prezzo teorico generato dal modello al fine di ottenere un fair value della posizione. Gli FVA consentono quindi di assicurare che il fair value rifletta il prezzo di realizzo di una transazione di mercato effettivamente possibile.
- Tra i vari tipi di aggiustamento si segnalano:
- Credit/Debit Valuation Adjustment (CVA/DVA);
- Rischio di modello;
- Costo di chiusura;
- Altri Aggiustamenti.
Credit/Debit Valuation Adjustment (CVA/DVA)
Gli adjustment CVAs e DVAs sono incorporati nella valutazione dei derivati per riflettere l'impatto sul fair value rispettivamente del rischio di credito della controparte e della qualità del credito di UniCredit stessa.
La metodologia CVA/DVA utilizzata da UniCredit si basa sui seguenti input:
- EAD derivante da tecniche di simulazione. La simulazione dell'esposizione tiene inoltre conto dello Specific Wrong- Way Risk che deriva da transazioni dove c'è una correlazione tra il rischio di credito della controparte e i fattori di rischio sottostanti il derivato;
- PD implicite nei tassi di default del mercato corrente, ottenuti attraverso Credit Default Swaps;
- LGD basata sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento della controparte e definito in funzione dei tassi impliciti di default del mercato corrente, ottenuti attraverso i Credit Default Swaps.
Al 31 dicembre 2017 gli aggiustamenti netti cumulati per CVA/DVA a fronte di controparti performing ammontano complessivamente a 63 milioni negativi; quelli relativi alle controparti Non-Performing ammontano a 13,5 milioni negativi.
La quota parte relativa alla evoluzione del proprio merito creditizio che, coerentemente alle previsioni CRDIV, viene esclusa/filtrata dal patrimonio regolamentare ammonta a 15 milioni positivi.
Funding Cost and Benefit Value Adjustment (FCA/FBA)
Funding Valuation Adjustment (FundVa) è la somma del Funding Cost Adjustment (FCA) e il Funding Benefit Adjustment (FBA) che invece contabilizza i funding costs/benefits futuri attesi per i derivati che non sono interamente collateralizzati. Le principali contribuzioni sono relative a contratti "in the money" conclusi con controparti non collaterallizzate.
La metodologia FVA di UniCredit è basata sui seguenti elementi:
- Profili di esposizione positivi e negativi ottenuti facendo leva su ipotesi risk-neutral del modello di interno per il rischio di controparte;
- struttura a termine delle PD implicite nei tassi di default di mercato dei credit default swaps;
- una curva di tasso di rifinanziamento che è rappresentativa della media del tasso di rifinanziamento di gruppi finanziari confrontabili.
Tali aggiustamenti erano precedentemente considerati tra gli elementi di deduzione del capitale relativi ai requisiti prudenziali AVA. Al 31 dicembre 2017, la componente di aggiustamento del fair value viene riflessa nel contro economico con un aggiustamento netto cumulato pari a 19 milioni negativi.
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Rischio di modello
Modelli finanziari sono utilizzati per determinare il valore di uno strumento finanziario laddove un'osservazione diretta di mercato non sia ritenuta affidabile. In generale il rischio di modello rappresenta la possibilità che la valutazione di uno strumento finanziario sia effettivamente sensibile alla scelta del modello. E' possibile valutare il medesimo strumento finanziario utilizzando modelli alternativi di valutazione che possono determinare risultati diversi in termini di prezzo. L'aggiustamento per il rischio di modello si riferisce al rischio che l'effettivo fair value dello strumento sia differente dal valore prodotto dal modello.
Costo di chiusura
Apprezza il costo implicito nella chiusura della posizione che può essere raggiunto mediante la vendita della posizione lunga (o l'acquisto della posizione corta), o anche entrando in una nuova transazione (o più d'una) che immunizzi la posizione aperta. I costi di chiusura sono tipicamente derivati dallo spread bid/ask osservato sul mercato assumendo che una posizione marcata al mid possa essere chiusa al bid o all'ask alternativamente. Tale aggiustamento non è necessario nel caso in cui la posizione sia stata marcata al bid o ask e già rappresenti un exit price. Un aggiustamento viene anche applicato sul NAV dei fondi di investimento quando sono previste delle penalties in caso di uscita.
Other Adjustments
Altri aggiustamenti del fair value, non inclusi nelle precedenti categorie, possono essere presi in considerazione ai fini di allineare la valutazione all'exit price anche in funzione del livello di liquidità dei mercati/dei parametri di valutazione, per esempio aggiustamenti nel prezzo di uno strumento azionario la cui quotazione sul mercato non sia rappresentativa dell'effettivo exit price.
Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente
Gli strumenti finanziari non valutati al fair value (FV), compresi debiti e crediti verso la clientela e verso banche non sono gestiti sulla base del fair value.
Per tali strumenti, il fair value è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste d'informativa al mercato e non ha impatto sul bilancio o in termini di profitti o perdite. Inoltre, dal momento che tali strumenti non vengono generalmente scambiati, la determinazione del fair value si basa sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato come definiti dall'IFRS13.
Cassa e disponibilità liquide
Dato il loro orizzonte a breve ed il loro trascurabile rischio di credito il valore contabile della cassa e delle disponibilità liquide approssima il fair value.
Attività finanziarie detenute fino alla scadenza
Dal momento che le attività finanziarie detenute fino alla scadenza sono per lo più rappresentate da titoli, il fair value per questa classe si determina in modo coerente con quanto già descritto nella sezione "Attività e Passività misurate al fair value su base ricorrente - Titoli obbligazionari a reddito fisso".
Crediti verso banche e clientela
Il fair value dei crediti verso banche e clientela, contabilizzati al costo ammortizzato, è principalmente determinato utilizzando un modello di valore attuale aggiustato per il rischio. Per alcuni portafogli sono applicati altri approcci semplificati, che tengono comunque in considerazione le caratteristiche finanziarie degli strumenti finanziari in essi contenuti.
Attività materiali detenute a scopo di investimento
Il valore del fair value delle Attività materiali detenute a scopo di investimento di proprietà è determinato sulla base di una stima effettuata da esperti esterni indipendenti con riconosciute e pertinenti qualifiche professionali che conducono la propria valutazione prevalentemente sulla base di una conoscenza indiretta degli asset attraverso le informazioni rese disponibili dalla proprietà relative a localizzazione, consistenza, destinazione d'uso dei locali, e alla luce delle analisi di mercato.
L'attribuzione dei livelli di fair value è funzione dell'osservabilità dei parametri utilizzati nelle misurazioni.
Titoli in circolazione
Il fair value dei titoli di debito di propria emissione, contabilizzati al costo ammortizzato, è determinato attraverso l'utilizzo di un modello di valore attuale aggiustato per il rischio emittente associato ad UniCredit. Il Credit Spread è determinato utilizzando le curve di rischio subordinate e non subordinate di UCI.
Altre passività finanziarie
Il fair value delle passività, contabilizzate al costo ammortizzato, è determinato attraverso l'utilizzo di un modello di valore attuale aggiustato per il rischio emittente associato ad UniCredit.
La curva di Credit Spread è determinata a partire dai prezzi delle emissioni senior e subordinate di UCI.
Parte A - Politiche contabili
Descrizione delle tecniche di valutazione
Tecniche di valutazione specifiche sono utilizzate per valutare posizioni per le quali le fonti di mercato non forniscono un prezzo di mercato direttamente osservabile. La Società utilizza tecniche di valutazione diffuse sul mercato per determinare il fair value di strumenti finanziari e non, che non sono quotati e attivamente scambiati sul mercato. Le tecniche di valutazione utilizzate per le attività e le passività di Livello 2 e Livello 3 sono descritte di seguito:
Option Pricing Model
Le tecniche di valutazione degli Option model sono generalmente utilizzate per strumenti nei quali il detentore ha un diritto o un obbligo contingente basato sul verificarsi di un evento futuro, come il superamento da parte del prezzo di un attività di riferimento di un predeterminato prezzo di strike. Gli Option pricing model stimano la probabilità che uno specifico evento si verifichi incorporando assunzioni come la volatilità delle stime, il prezzo dello strumento sottostante e il tasso di ritorno atteso.
Discounted cash flows
Le tecniche di valutazione basate sul discounted cash flows, generalmente consistono nella determinazione di una stima dei flussi di cassa futuri attesi lungo la vita dello strumento. Il modello richiede la stima dei flussi di cassa e l'adozione di parametri di mercato per lo sconto: il tasso o il margine di sconto riflette lo spread di credito e/o di finanziamento richiesti dal mercato per strumenti con profili di rischio e di liquidità simili, al fine di definire un "valore attualizzato". Il fair value del contratto è dato dalla somma dei flussi di cassa futuri attualizzati.
Hazard Rate Model
La rivalutazione di strumenti CDS richiede la conoscenza della probabilità di sopravvivenza dell'entità in questione nelle necessarie date future. La stima di questa curva di probabilità impiega il modello standard per le probabilità di sopravvivenza e richiede come parametri le quotazioni di mercato dei credit default swaps sulle future date di scadenza standard in aggiunta alla curva dei tassi risk-free e al recovery rate atteso. L'Hazard Rate è parte del processo descritto e indica possibilità istantanea di default ai vari istanti temporali futuri.
Market Approach
Tecnica di valutazione che utilizza i prezzi generati da transazioni di mercato che coinvolgono attività, passività o gruppi di attività e passività identiche o paragonabili.
Gordon Growth Model
E' un modello utilizzato per determinare il valore intrinseco di un'azione, basato su una serie di dividendi futuri che crescono ad un tasso costante. Dato un dividendo pagabile in un anno e l'ipotesi che il dividendo cresca ad un tasso costante nel tempo, il modello calcola il valore attuale dei dividendi futuri.
Dividend Discount Model
E' un modello utilizzato per determinare il valore di una azione, basandosi sulla previsione del flusso di dividendi futuri. Dato un dividendo pagabile in un anno e l'ipotesi sulla crescita annua dei dividendi, ad un tasso costante, il modello calcola il fair value di una azione come la somma del valore attuale di tutti i dividendi futuri.
Adjusted NAV
Il NAV (Net asset value) è la differenza tra il valore totale delle attività del fondo e le sue passività. Un aumento del NAV coincide con un aumento nella misura del fair value. Solitamente per i fondi classificati a Livello 3 il NAV rappresenta una valutazione risk-free, quindi in questo caso il NAV viene aggiustato per considerare il rischio di default dell'emittente.
Descrizione degli input utilizzati nella misurazione del fair value degli strumenti di Livello 2 e 3
Si riporta di seguito la descrizione dei principali input significativi utilizzati nella misurazione del fair value degli strumenti appartenenti ai Livelli 2 e 3 della gerarchia del fair value.
Volatilità
La volatilità è l'espressione della variazione nel tempo del prezzo di uno strumento finanziario. In particolare, la volatilità misura la velocità e l'entità delle variazioni dei prezzi di mercato di uno strumento, parametro o indice di mercato data l'effettiva variazione di valore nel tempo di quel dato strumento, parametro o indice di mercato, espressa come una percentuale della variazione relativa del prezzo. Maggiore è la volatilità del sottostante, maggiore è il rischio legato allo strumento. In generale, posizioni lunghe in opzioni beneficiano degli aumenti della volatilità mentre posizioni corte in opzioni ne sono danneggiate.
Esistono diverse macro-categorie di volatilità: volatilità del tasso d'interesse, volatilità dell'inflazione, volatilità del tasso di cambio e volatilità delle azioni o degli indici/prezzi dei sottostanti.
Correlazione
La correlazione è una misura della relazione esistente tra i movimenti di due variabili. Quando i parametri sono positivamente correlati, un aumento della correlazione determina generalmente un incremento del fair value. Al contrario, data una posizione corta di correlazione, un aumento della correlazione, ceteris paribus, determinerà una diminuzione nella misura del fair value. Di conseguenza variazioni nei livelli di correlazione possono avere impatti, favorevoli e non, sul fair value di uno strumento, a seconda del tipo di correlazione.
La correlazione è un input nella valutazione di un prodotto derivato dove il payoff è determinato da molteplici rischi sottostanti. Il livello della correlazione utilizzata nella valutazione dei derivati con molteplici rischi sottostanti dipende da una varietà di fattori compresa la natura di tali rischi.
Dividendi
La determinazione di un prezzo forward per un'azione individuale o un indice è importante sia per la misurazione del fair value di contratti forward e swaps, sia per la misurazione del fair value attraverso l'utilizzo dei modelli di pricing delle opzioni. La relazione tra il prezzo corrente dell'azione e il prezzo forward è basata su una combinazione tra i livelli dei dividendi attesi, la periodicità dei pagamenti e, in modo minore, dei tassi rilevanti di finanziamento applicabili all'azione considerata. Il rendimento e la periodicità dei dividendi rappresenta il parametro più significativo per la determinazione del fair value di strumenti sensibili al prezzo forward di un'azione.
Curva dei tassi d'interesse
La determinazione dei tassi di interesse da utilizzare nelle tecniche di valutazione è effettuata in base ad una selezione degli strumenti finanziari più appropriati per ogni valuta, seguita da una procedura di bootstrapping che trasforma i tassi di interesse osservati in tassi zero-coupon. La curva dei tassi per le valute poco liquide si riferisce ai tassi delle valute per le quali non esiste un mercato liquido in termini di rigidità, profondità e resistenza. L'illiquidità di questi input ha un impatto diretto sulla valutazione di un titolo di debito o di un derivato espressi in valute non liquide.
Tassi Swap sull'inflazione
La determinazione dei livelli forward per gli indici di inflazione si basa sulle quotazione degli swap sugli indici di inflazione. Gli swap sull'inflazione possono risultare poco liquidi qualora non esista un mercato liquido in termini di rigidità, profondità e resistenza. L'illiquidità di questi input ha un impatto diretto sulla valutazione di un titolo di debito legato all'inflazione (inflation-linked note) o di un derivato sull'inflazione.
Credit spreads
Diversi modelli di valutazione, specialmente per i derivati di credito, richiedono un input per lo spread creditizio che rifletta la qualità del credito. Lo spread di credito di una particolare security è quotato in relazione al rendimento della security o del tasso di riferimento utilizzati come benchmark (come può essere il caso per i Bond del Tesoro statunitense o i Tassi LIBOR/EURIBOR), ed è generalmente espresso in termini di punti base. Gli spread di credito si riferiscono ad una estesa varietà di sottostanti (indici e single names), regioni, settori, maturity e qualità di credito (high-yield e investment-grade). L'ampio spettro di questa categoria è la ragione dell'ampiezza dei range degli input non osservabili.
Loss Given Default (LGD)/Recovery Rate
LGD, anche conosciuto come loss severity (il concetto inverso di recovery rate) rappresenta la percentuale dei flussi di cassa contrattuali persi in caso di fallimento, espresso come la perdita netta relativa al saldo contabile. Un aumento della loss severity, tenendo invariati gli altri elementi, implica una diminuzione nella misura del fair value. Il loss given default deve essere valutato caso per caso poiché le perdite sono generalmente influenzate da caratteristiche specifiche della transazione come la presenza di collateral e il grado di subordinazione.
Prezzo
Dove i prezzi di mercato non sono osservabili, il comparable approach attraverso l'identificazione di una proxy è utilizzato per misurare il fair value dello strumento.
Prepayment Rate (PR)
Il tasso di prepayment è il tasso stimato a cui sono attesi dei pagamenti anticipati del principal relativo ad uno strumento di debito. Tali pagamenti volontari e inattesi cambiano i flussi di cassa attesi per l'investitore e di conseguenza cambiano il fair value di un titolo od altro strumento finanziario. In generale, a fronte di una variazione nella velocità del prepayment, la vita media ponderata dello strumento cambia, andando ad impattare la valutazione positivamente o negativamente a seconda della natura e della direzione della variazione della vita media ponderata.
Probability of Default (PD)
La probability of default è la stima della probabilità di non ricevere l'ammontare previsto dal contratto. Essa definisce una stima della probabilità che un cliente di un'istituzione finanziaria sia insolvente lungo un certo orizzonte temporale. La PD di un debitore non dipende solo dalle caratteristiche di rischio di quel particolare debitore ma anche dalle condizioni di mercato e dal livello di influenza che tali condizioni hanno sul debitore.
Early Conversion
La early conversion è la stima della probabilità che il debito venga convertito in equity anticipatamente.
Parte A - Politiche contabili
EBITDA
L'EBITDA dà un'indicazione della corrente redditività operativa del business, cioè quanto profitto fa attraverso l'utilizzo dei suoi assets e la commercializzazione dei prodotti che produce.
Ke
Il Ke (costo del capitale) rappresenta il tasso di rendimento minimo che una azienda deve offrire ai propri azionisti al fine di remunerare i fondi da questi ricevuti.
Growth Rate
È il tasso di crescita costante utilizzato per stimare i dividendi futuri.
Informativa quantitativa sugli input non osservabili significativi utilizzati nella valutazione del fair value: portafogli contabili misurati al fair value appartenenti al livello 3
Di seguito si riporta, per ogni categoria di prodotto, l'ammontare di Attività e Passività misurate a fair value, in aggiunta alla dispersione degli input non osservabili significativi utilizzati nella valutazione del portafoglio, come monitorato dalle funzioni di Risk Management.
| (milioni di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CATEGORIA PRODOTTI |
FAIR VALUE ATTIVI |
FAIR VALUE PASSIVI |
TECNICHE DI VALUTAZIONE |
PARAMETRI NON OSSERVABILI |
INTERVALLO | |||
| Derivati | Finanziari | Titoli di capitale & merci |
494,32 | 366,13 | Discounted Cash Flows | Swap Rate | -40 bps | 1000 bps |
| Option Pricing Model | Volatility | 5% | 80% | |||||
| Correlation | -95% | 95% | ||||||
| Valute | 159,91 | 163,30 | Option Pricing Model | Volatility | 1% | 40% | ||
| Discounted Cash Flows | Interest rate | -200% | 30% | |||||
| Tassi di interesse | 60,56 | 0,73 | Discounted Cash Flows | Swap Rate | -40 bps | 1000 bps | ||
| Inflation Swap Rate | 0bps | 230bps | ||||||
| Option Pricing Model | Inflation Volatility | 1% | 10% | |||||
| Interest Rate Volatility |
1% | 100% | ||||||
| Correlation | 0% | 100% | ||||||
| Titoli di Debito e Finanziamenti |
Corporate/Governi centrali/Altri soggetti |
26,98 | 0,00 | Market Approach | Price (% of used value) |
0% | 193% | |
| Mutui & Asset Backed Securities |
229,00 | 0,00 | Discounted Cash Flows |
Credit Spread | 13bps | 800bps | ||
| LGD | 20% | 80% | ||||||
| Default Rate | 0% | 8,0% | ||||||
| Prepayment Rate | 1% | 30% | ||||||
| Titoli di Capitale | Titoli di capitale non | Price | ||||||
| quotati & Holdings | 552,08 | 0,00 | Market Approach | (% of used value) | 0% | 100% | ||
| Gordon Growth Model | Ke | 8,0% | 21,0% | |||||
| Growth Rate | 0,5% | 4,0% | ||||||
| Quote di OICR | Real Estate & Altri fondi |
665,29 | 0,00 | Adjusted Nav | PD | 1% | 30% | |
| LGD | 35% | 60% |
A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni
La Società verifica che il valore assegnato ad ogni posizione rifletta il fair value corrente in modo appropriato. Le misurazioni al fair value delle attività e delle passività sono determinate utilizzando varie tecniche, fra cui (ma non solo) modelli del tipo discounted cash flows e modelli interni. Sulla base dell'osservabilità degli input utilizzati, tutte le misurazioni sono classificate come Livello 1, Livello 2 o Livello 3 della Gerarchia del fair value.
Quando uno strumento finanziario misurato al fair value è valutato mediante l'utilizzo di uno o più input significativi non direttamente osservabili sul mercato, un'ulteriore procedura di verifica del prezzo è posta in essere. Tali procedure comprendono la revisione dei dati storici rilevanti, l'analisi dei profitti e delle perdite, la valutazione individuale di ciascuna componente di un prodotto strutturato e il benchmarking. Questo approccio prevede l'utilizzo di pareri soggettivi e di giudizi basati sull'esperienza e, di conseguenza, può richiedere aggiustamenti alle valutazioni che tengano in conto il bid/ask spread, la liquidità e il rischio di controparte, oltre che la tipologia del modello di valutazione adottato.
Secondo le linee guida della Group Market Risk Governance, affinché sia assicurata la giusta separazione tra le funzioni preposte alle attività di sviluppo dei modelli e le funzioni responsabili dei processi di validazione, tutti i modelli di valutazione sviluppati dal front office della Società sono testate a livello centrale in modo indipendente e validate dalle funzioni del Group Internal Validation. Lo scopo di questa struttura di controllo indipendente è quello di valutare il rischio di modello derivante dalla solidità teorica degli stessi, dalle tecniche di calibrazione eventualmente applicate e dall'appropriatezza del modello per uno specifico prodotto in un mercato definito.
Oltre alla valutazione giornaliera mark to market o mark to model, l'Independent Price Verification (IPV) viene applicato dalla funzione di Market Risk con l'obiettivo di fornire un fair value indipendente per tutti gli strumenti inclusi quelli illiquidi.
Descrizione della sensitivity del fair value a variazioni negli input non osservabili utilizzati nella misurazione del fair value degli strumenti di Livello 3
La direzione della sensitivity delle misurazioni di livello 3 del fair value a variazioni negli input significativi non osservabili è fornita nella tabella seguente. Per misurazioni del fair value dove input significativi non osservabili sono utilizzati (Livello 3), l'analisi di sensitivity è realizzata utilizzando un intervallo di possibili valutazioni alternative dei parametri non osservabili, ritenute ragionevoli.
La Società tiene conto che l'impatto di un input non osservabile sulla misurazione di un fair value di Livello 3, dipende dalla correlazione tra i diversi input utilizzati nella tecnica di valutazione. Inoltre, l'effetto di una variazione in un input non osservabile ha un impatto sia sull'ammontare che sulla direzione della misura del fair value, anche a seconda della natura dello strumento e del suo segno.
| VARIAZIONI DI FAIR VALUE DERIVANTI DALL'UTILIZZO DI | ||||
|---|---|---|---|---|
| CATEGORIA PRODOTTI | ALTERNATIVE RAGIONEVOLI | |||
| Derivati | ||||
| Finanziari | ||||
| Merci | +/- | 10,13 | ||
| Valute | +/- | 9,03 | ||
| Tassi di interesse | +/- | 4,12 | ||
| Titoli di capitale | +/- | - | ||
| Titoli di Debito | ||||
| Corporate/Governi centrali/Altri soggetti | +/- | 0,03 | ||
| Mutui & Asset Backed Securities | +/- | 3,07 | ||
| Titoli di Capitale | ||||
| Titoli di capitale non quotati & Holdings | +/- | 16,30 | ||
| Quote di OICR | ||||
| Real Estate & Altri fondi | +/- | 11,14 |
Tra le quote di OICR non quotate di livello 3 valutate con utilizzo di un modello vi sono le quote del fondo Atlante e Italian Recovery Fund, già Atlante II (per un valore di 194,5 milioni al 31 dicembre 2017 e, tra i titoli di capitale, gli investimenti nello Schema Volontario (al 31 dicembre 2017 pari a 4,4 milioni). L'informativa quantitativa qui riportata comprende gli effetti delle variazioni nei parametri non osservabili relativi al fondo Atlante. Per ulteriori informazioni si rimanda alla Parte B - Sezione 4 - Attività finanziarie disponibili per la vendita.
(milioni di €)
Parte A - Politiche contabili
A.4.3 Gerarchia del fair value
Il principio IFRS13 stabilisce una gerarchia del fair value in funzione del grado di osservabilità degli input delle tecniche di valutazione adottate per le valutazioni.
Il livello di gerarchia del fair value associato alle attività e passività è definito come il livello minimo fra tutti gli input significativi utilizzati. Generalmente, un input di valutazione non è considerato significativo per il fair value di uno strumento se i restanti input spiegano la maggioranza della varianza del fair value stesso su un orizzonte temporale di tre mesi.
In alcuni casi specifici, la significatività del limite è verificata in relazione al fair value dello strumento alla data di misurazione.
Sono previsti, in particolare, tre livelli:
- livello 1: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a prezzi di quotazione osservati su mercati attivi;
- livello 2: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a modelli valutativi che utilizzano input osservabili su mercati attivi;
- livello 3: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato sulla base di modelli valutativi che prevalentemente utilizzano significativi input non osservabili su mercati attivi.
Agli strumenti finanziari viene associato un certo livello di fair value sulla base dell'osservabilità degli input utilizzati per la valutazione.
Livello 1 (prezzi quotati in mercati attivi): prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione. Un mercato attivo è tale se le operazioni relative all'attività o alla passività oggetto di valutazione si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa (e.g. il mercato MTS a riferimento i prezzi di molti titoli governativi ivi negoziati).
Livello 2 (input osservabili): input diversi dai prezzi di mercato già inclusi nel Livello 1, che sono osservabili per l'attività o la passività, direttamente o indirettamente. Gli input sono considerati osservabili se sono sviluppati sulla base di informazioni disponibili al mercato riguardanti eventi o transazioni correnti e riflettono le assunzioni che le controparti di mercato utilizzerebbero per valutare l'attività o la passività.
Livello 3 (input non osservabili): sono input diversi da quelli inclusi nel Livello 1 e nel Livello 2, non direttamente osservabili sul mercato per la valutazione dell'attività o della passività, o utilizzati nella determinazione degli aggiustamenti significativi al fair value. Gli input non osservabili devono comunque riflettere le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività o passività, incluse le assunzioni sul rischio.
Quando il fair value è misurato direttamente utilizzando un prezzo osservabile e quotato in un mercato attivo, il processo di attribuzione della gerarchia assegnerà il Livello 1. Quando il fair value deve essere misurato attraverso un comparable approach o attraverso l'utilizzo di un modello di pricing, il processo di attribuzione della gerarchia assegnerà il Livello 2 o il Livello 3, a seconda dell'osservabilità di tutti gli input significativi utilizzati nella valutazione.
Nella scelta fra le diverse tecniche di valutazione la Società utilizza quella che massimizza l'utilizzo degli input osservabili.
Trasferimenti tra i livelli di gerarchia del fair value
I principali fattori che contribuiscono ai trasferimenti tra i livelli di fair value (sia tra il Livello 1 ed il Livello 2, che dentro/fuori il Livello 3) comprendono cambiamenti nelle condizioni di mercato (tra cui il parametro di liquidità) e affinamenti nei modelli valutativi e nei pesi relativi degli input non osservabili utilizzati nella misurazione del fair value.
Informazioni quanti-qualitative relative ai trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel periodo è esposta in parte A.4.5 - Gerarchia del Fair Value.
A.4.4 Altre informazioni
La Società si avvale dell'eccezione prevista dall'IFRS13 di misurare il fair value su base netta con riferimento ad attività e passività finanziarie con posizioni compensative dei rischi di mercato o del rischio di credito della controparte.
Informazioni di natura quantitativa
A.4.5 Gerarchia del fair value
Le tabelle seguenti riportano la ripartizione dei portafogli di (i) attività e passività finanziarie valutati al fair value nonché di (ii) attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente, in base ai menzionati livelli.
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | CONSISTENZE AL | 31.12.2016 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITA'/PASSIVITA' MISURATE AL FAIR VALUE | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | |
| 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 8.165.654 | 4.983.336 | 714.789 | 6.165.987 | 7.104.306 | 756.100 | |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value | 509.418 | 58.783 | 83.719 | 1.064 | 145.193 | 13.024 | |
| 3. Attività finanziarie disponibili per la vendita | 55.143.740 | 2.914.862 | 1.389.652 | 60.987.481 | 2.006.606 | 1.139.229 | |
| 4. Derivati di copertura | 16.896 | 4.383.043 | - | 3.057 | 6.092.834 | - | |
| 5. Attività materiali | - | - | - | - | - | - | |
| 6. Attività immateriali | - | - | - | - | - | - | |
| Totale | 63.835.708 | 12.340.024 | 2.188.160 | 67.157.589 | 15.348.939 | 1.908.353 | |
| 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione | 7.240.313 | 5.297.269 | 530.299 | 6.526.784 | 7.524.210 | 506.042 | |
| 2. Passività finanziarie valutate al fair value | - | 2.737.625 | - | - | 2.102.895 | - | |
| 3. Derivati di copertura | 29.210 | 4.529.110 | - | 11.782 | 6.115.078 | 15 | |
| Totale | 7.269.523 | 12.564.004 | 530.299 | 6.538.566 | 15.742.183 | 506.057 |
| A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value | (migliaia di €) |
|---|---|
| ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- | ----------------- |
I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti tra il 31 dicembre 2016 e il 31 dicembre 2017 riflettono per lo più l'evoluzione dei mercati di riferimento nel periodo nonché l'affinamento dei processi per l'attribuzione dei livelli di FV.
La sottovoce "3. Attività finanziarie disponibili per la vendita" di livello 3 al 31 dicembre 2017 non comprende 270 milioni relativi ad investimenti valutati al costo (392 milioni al 31 dicembre 2016), riduzione principalmente determinata dalla vendita degli investimenti nelle quote dei fondi F2i ed FII (il cui valore di bilancio al 31 dicembre 2016 è pari a 104,7 milioni), comprende gli investimenti di 194,5 milioni nelle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund (già Atlante II) e 4,4 milioni nello Schema Volontario
Per ulteriori informazioni si rimanda alla Parte B - Sezione 4 - Attività finanziarie disponibili per la vendita.
Oltre ai trasferimenti relativi alle attività e passività finanziarie valutate a livello 3 dettagliate nelle sezioni che seguono si segnala che nel corso del primo semestre gli unici trasferimenti significativi tra i livelli 1 e 2 si riferiscono alle attività finanziarie disponibili per la vendita passate da livello 1 a livello 2 per un importo di 6 milioni, e da livello 2 a livello 1 per un importo di 101 milioni.
Parte A - Politiche contabili
A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL 2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITA' FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE |
ATTIVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE |
ATTIVITA' FINANZIARIE DISPONIBILI PER LA VENDITA |
DERIVATI DI COPERTURA |
ATTIVITA' MATERIALI |
ATTIVITA' IMMATERIALI |
||
| 1. Esistenze iniziali | 756.099 | 13.024 | 1.139.229 | - | - | - | |
| 2. Aumenti | 727.351 | 74.313 | 592.965 | - | - | - | |
| 2.1 Acquisti | 317.544 | 69.373 | 560.732 | - | - | - | |
| 2.2 Profitti imputati a: | 409.804 | 1.330 | 16.616 | - | - | - | |
| 2.2.1 Conto Economico | 409.804 | 1.330 | 86 | - | - | - | |
| - di cui Plusvalenze | 392.785 | 1.330 | - | - | - | - | |
| 2.2.2 Patrimonio netto | X | X | 16.530 | - | - | - | |
| 2.3 Trasferimenti da altri livelli | 3 | - | 3.472 | - | - | - | |
| 2.4 Altre variazioni in aumento | - | 3.610 | 12.145 | - | - | - | |
| 3. Diminuzioni | 768.661 | 3.618 | 342.542 | - | - | - | |
| 3.1 Vendite | 130.030 | 245 | 8.629 | - | - | - | |
| 3.2 Rimborsi | - | - | 31.623 | - | - | - | |
| 3.3 Perdite imputate a: | 638.631 | 803 | 248.989 | - | - | - | |
| 3.3.1 Conto Economico | 638.631 | 803 | 211.766 | - | - | - | |
| - di cui Minusvalenze | 406.165 | 803 | 151.926 | - | - | - | |
| 3.3.2 Patrimonio netto | X | X | 37.223 | - | - | - | |
| 3.4 Trasferimenti ad altri livelli | - | - | - | - | - | - | |
| 3.5 Altre variazioni in diminuzione | - | 2.570 | 53.301 | - | - | - | |
| 4. Rimanenze finali | 714.789 | 83.719 | 1.389.652 | - | - | - |
La sottovoce "2. Aumenti" e "3. Diminuzioni" delle attività finanziarie confluiscono a conto economico nelle seguenti voci:
• Voce 80: Risultato netto delle attività detenute per la negoziazione;
• Voce 90: Risultato netto dell'attività di copertura;
• Voce 110: Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value.
La sottovoce "2.2 Profitti" e la sottovoce "3.3 Perdite" derivanti dalle variazioni del fair value delle Attività finanziarie disponibili per la vendita sono rilevati nella voce "130. Riserve da valutazione" del patrimonio netto - ad eccezione delle perdite per riduzione durevole di valore (impairment) e degli utili e delle perdite su cambi di attività monetarie (titoli di debito) che sono esposti rispettivamente alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: b) attività finanziarie disponibili per la vendita" ed alla voce "80. Risultato netto dell'attività di negoziazione" fino a quando l'attività finanziaria non è alienata, momento in cui gli utili e le perdite cumulati sono iscritti nel conto economico alla voce "100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: b) attività finanziarie disponibili per la vendita".
I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti tra il 31 dicembre 2016 e il 31 dicembre 2017 riflettono l'evoluzione dei mercati di riferimento nel periodo e l'affinamento dei processi per l'attribuzione dei livelli di FV.
A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL 2017 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| PASSIVITA' FINANZIARIE | PASSIVITA' FINANZIARIE | |||||
| DETENUTE PER LA | VALUTATE AL FAIR | |||||
| NEGOZIAZIONE | VALUE | DERIVATI DI COPERTURA | ||||
| 1. Esistenze iniziali | 506.043 | - | 14 | |||
| 2. Aumenti | 625.068 | - | 14 | |||
| 2.1 Emissioni | 207.315 | - | - | |||
| 2.2 Perdite imputate a: | 417.753 | - | 14 | |||
| 2.2.1 Conto Economico | 417.753 | - | 14 | |||
| - di cui Minusvalenze | 383.325 | - | - | |||
| 2.2.2 Patrimonio netto | X | X | - | |||
| 2.3 Trasferimenti da altri livelli | - | - | - | |||
| 2.4 Altre variazioni in aumento | - | - | - | |||
| 3. Diminuzioni | 600.812 | - | 28 | |||
| 3.1 Rimborsi | 234.193 | - | 14 | |||
| 3.2 Riacquisti | - | - | - | |||
| 3.3 Profitti imputati a: | 366.619 | - | 14 | |||
| 3.3.1 Conto Economico | 366.619 | - | 14 | |||
| - di cui Plusvalenze | 356.788 | - | 14 | |||
| 3.3.2 Patrimonio netto | X | X | - | |||
| 3.4 Trasferimenti ad altri livelli | - | - | - | |||
| 3.5 Altre variazioni in diminuzione | - | - | - | |||
| 4. Rimanenze finali | 530.299 | - | - |
La sottovoce "2. Aumenti" e "3. Diminuzioni" delle passività finanziarie confluiscono a conto economico nelle seguenti voci:
• Voce 80: Risultato netto delle attività detenute per la negoziazione;
• Voce 90: Risultato netto dell'attività di copertura;
• Voce 110: Risultato netto delle attività finanziarie valutate al fair value.
I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti tra il 31 dicembre 2016 e il 31 dicembre 2017 riflettono l'evoluzione dei mercati di riferimento nel periodo e l'affinamento dei processi per l'attribuzione dei livelli di FV.
Parte A - Politiche contabili
A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente:
ripartizione per livelli di fair value (migliaia di €)
| ATTIVITA'/PASSIVITA' NON MISURATE AL FAIR VALUE O |
CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | CONSISTENZE AL | 31.12.2016 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| MISURATE AL FAIR VALUE SU BASE NON RICORRENTE |
VALORE DI BILANCIO |
LIVELLO 1 | FAIR VALUE LIVELLO 2 |
LIVELLO 3 | VALORE DI BILANCIO |
LIVELLO 1 | FAIR VALUE LIVELLO 2 |
LIVELLO 3 |
| 1. Attività finanziarie detenute sino | ||||||||
| alla scadenza | 762.431 | 22.403 | 759.067 | - | 755.171 | 23.653 | 748.853 | - |
| 2. Crediti verso banche | 27.566.761 | 29.292 | 12.005.277 | 15.780.419 | 22.349.104 | 31.946 | 11.396.824 | 11.505.985 |
| 3. Crediti verso la clientela | 208.965.455 | - | 92.410.539 | 115.728.812 | 213.236.760 | - | 117.297.806 | 99.974.552 |
| 4. Attività materiali detenute a scopo di investimento |
540.914 | - | - | 704.974 | 636.652 | - | - | 859.748 |
| 5. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione |
150.031 | - | 79.306 | - | 7.438.961 | - | 2.951.098 | - |
| Totale | 237.985.592 | 51.695 | 105.254.189 | 132.214.205 | 244.416.648 | 55.599 | 132.394.581 | 112.340.285 |
| 1. Debiti verso banche | 56.807.016 | - | 13.896.046 | 43.033.573 | 44.380.507 | - | 38.128.886 | 6.037.515 |
| 2. Debiti verso clientela | 197.138.762 | - | 37.732.119 | 159.325.053 | 196.520.934 | - | 43.710.307 | 152.152.318 |
| 3. Titoli in circolazione | 64.945.632 | 30.184.820 | 31.599.312 | 6.316.916 | 83.126.805 | 36.926.497 | 43.868.007 | 4.252.712 |
| 4. Passività associate ad attività in via di dismissione |
- | - | - | - | 2.544 | - | - | - |
| Totale | 318.891.410 | 30.184.820 | 83.227.477 | 208.675.542 | 324.030.790 | 36.926.497 | 125.707.200 | 162.442.545 |
Le variazioni intervenute tra il 31 dicembre 2016 e il 31 dicembre 2017 nel rapporto tra fair value e valore di bilancio dei crediti e debiti verso banche e clientela riflettono da una parte l'affinamento delle ipotesi e dei parametri utilizzati per la determinazione del fair value ai fini dell'informativa di bilancio e dall'altra l'evoluzione dei tassi di riferimento, del premio al rischio e delle probability of default osservate e/o connesse alle condizioni di mercato.
Tali fenomeni insieme all'affinamento delle modalità di identificazione del livello di significatività dei parametri non osservabili hanno determinato la ripartizione delle consistenze per livelli di fair value.
Il Valore di bilancio della sottovoce "5. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" comprende anche 71 milioni valutati al costo (si veda Parte B - Sezione 14, tabella 14.1).
A.5 - Informativa sul cosiddetto "day one profit/loss"
Il valore di iscrizione in bilancio degli strumenti finanziari è pari al loro fair value alla medesima data.
Nel caso degli strumenti finanziari diversi da quelli rilevati al fair value con contropartita a conto economico, il fair value alla data di iscrizione è normalmente assunto pari all'importo incassato o corrisposto.
Nel caso degli strumenti finanziari di negoziazione (si vedano le Sezioni 1 e 14 della precedente parte A.2) e degli strumenti valutati al fair value (si vedano le Sezioni 5 e 15 della precedente parte A.2), l'eventuale differenza rispetto all'importo incassato o corrisposto è iscritta a conto economico nelle voci di pertinenza.
L'utilizzo di modelli valutativi prudenti, i processi di revisione di tali modelli e dei relativi parametri e gli aggiustamenti di valore a fronte del rischio modello assicurano che l'ammontare iscritto a conto economico non rivenga dall'utilizzo di parametri valutativi non osservabili.
In particolare, la quantificazione degli aggiustamenti di valore a fronte del rischio modello garantisce che la parte del fair value degli strumenti in oggetto che si riferisce all'utilizzo di parametri di natura soggettiva non sia rilevata a conto economico, bensì come aggiustamento del valore di stato patrimoniale di tali strumenti.
L'iscrizione a conto economico di questa quota avviene, quindi, solo in funzione del successivo prevalere di parametri oggettivi e, conseguentemente, del venir meno dei menzionati aggiustamenti.
Si segnala che al 31 dicembre 2017, come anche al 31 dicembre 2016, non sussistevano rettifiche di valore a fronte del rischio modello (quota non rilevata a conto economico).
Bilancio dell'Impresa | Schemi di bilancio Rendiconto finanziario
110 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale
| Attivo | 112 |
|---|---|
| Sezione 1 - Cassa e disponibilità liquide - Voce 10 | 112 |
| Sezione 2 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Voce 20 | 112 |
| Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value - Voce 30 | 113 |
| Sezione 4 - Attività finanziarie disponibili per la vendita - Voce 40 | 114 |
| Sezione 5 - Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - Voce 50 | 118 |
| Sezione 6 - Crediti verso banche - Voce 60 | 119 |
| Sezione 7 - Crediti verso clientela - Voce 70 | 120 |
| Sezione 8 - Derivati di copertura - Voce 80 | 122 |
| Sezione 9 - Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica - Voce 90 |
123 |
| Sezione 10 - Le partecipazioni - Voce 100 | 124 |
| Sezione 11 - Attività materiali - Voce 110 | 127 |
| Sezione 12 - Attività immateriali - Voce 120 | 130 |
| Sezione 13 - Le attività fiscali e le passività fiscali - Voce 130 dell'Attivo e Voce 80 del Passivo | 131 |
| Sezione 14 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 140 dell'Attivo e Voce 90 del Passivo |
135 |
| Sezione 15 - Altre attività - Voce 150 | 136 |
| Passivo | 137 |
| Sezione 1 - Debiti verso banche - Voce 10 | 137 |
| Sezione 2 - Debiti verso clientela - Voce 20 | 137 |
| Sezione 3 - Titoli in circolazione - Voce 30 | 138 |
| Sezione 4 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce 40 | 139 |
| Sezione 5 - Passività finanziarie valutate al fair value - Voce 50 | 140 |
| Sezione 6 - Derivati di copertura - Voce 60 | 140 |
| Sezione 7 - Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica - Voce 70 |
141 |
| Sezione 8 - Passività fiscali - Voce 80 | 141 |
| Sezione 9 - Passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 90 | 141 |
| Sezione 10 - Altre passività - Voce 100 | 142 |
| Sezione 11 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 110 | 143 |
| Sezione 12 - Fondi per rischi ed oneri - Voce 120 | 144 |
| Sezione 13 - Azioni rimborsabili - Voce 140 | 147 |
| Sezione 14 - Patrimonio dell'impresa - Voci 130, 150, 160, 170, 180, 190 e 200 | 147 |
| Altre informazioni | 150 |
| 1. Garanzie rilasciate e impegni | 150 |
| 2. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni | 151 |
| 3. Informazioni sul leasing operativo | 151 |
| 4. Gestione e intermediazione per conto terzi | 151 |
| 5. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari |
152 |
| 6. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi quadro di compensazione o ad accordi similari |
152 |
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
Attivo
Sezione 1 - Cassa e disponibilità liquide - Voce 10
| 1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione | (migliaia di €) | ||
|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||
| a) Cassa | 1.483.113 | 1.384.137 | |
| b) Depositi liberi presso Banche Centrali | 24.333.595 | 467.695 | |
| Totale | 25.816.708 | 1.851.832 |
La variazione della voce "Depositi liberi presso Banche Centrali" è principalmente dovuta all'incremento della liquidità investita presso Banca d'Italia.
Sezione 2 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Voce 20
2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica (migliaia di €)
CONSISTENZE AL 31.12.2017 CONSISTENZE AL 31.12.2016 VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 A) Attività per cassa 1. Titoli di debito 8.127.515 67 3 6.164.777 104 - 1.1 titoli strutturati - - 3 - - - 1.2 altri titoli di debito 8.127.515 67 - 6.164.777 104 - 2. Titoli di capitale - - - 39 - - 3. Quote di O.I.C.R. - - - - - - 4. Finanziamenti - - - - - - 4.1 pronti contro termine attivi - - - - - - 4.2 altri - - - - - - Totale (A) 8.127.515 67 3 6.164.816 104 - B) Strumenti derivati 1. Derivati finanziari 38.139 4.983.269 714.786 1.171 7.104.202 756.100 1.1 di negoziazione 38.139 4.841.652 446.345 1.171 6.871.776 541.785 1.2 connessi con la fair value option - 9.682 208.876 - - 152.952 1.3 altri - 131.935 59.565 - 232.426 61.363 2. Derivati creditizi - - - - - - 2.1 di negoziazione - - - - - - 2.2 connessi con la fair value option - - - - - - 2.3 altri - - - - - - Totale (B) 38.139 4.983.269 714.786 1.171 7.104.202 756.100 Totale (A+B) 8.165.654 4.983.336 714.789 6.165.987 7.104.306 756.100 Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 13.863.779 14.026.393
La sottovoce "Attività per cassa" è composta da titoli di stato prevalentemente italiani rivenienti dall'attività di Market Making.
La sottovoce "Strumenti derivati -Derivati finanziari - altri" comprende (i) i contratti derivati facenti parte di strumenti finanziari strutturati il cui strumento "ospite" è stato classificato in un portafoglio diverso da quello di negoziazione/fair value option e (ii) quelli economicamente connessi a poste del portafoglio bancario.
2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | ||
|---|---|---|
| VOCI/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| A. Attività per cassa | ||
| 1. Titoli di debito | 8.127.585 | 6.164.881 |
| a) Governi e Banche Centrali | 8.127.568 | 6.164.863 |
| b) Altri enti pubblici | - | - |
| c) Banche | 12 | 12 |
| d) Altri emittenti | 5 | 6 |
| 2. Titoli di capitale | - | 39 |
| a) Banche | - | - |
| b) Altri emittenti | - | 39 |
| - imprese di assicurazione | - | - |
| - società finanziarie | - | - |
| - imprese non finanziarie | - | 39 |
| - altri | - | - |
| 3. Quote di O.I.C.R. | - | - |
| 4. Finanziamenti | - | - |
| a) Governi e Banche Centrali | - | - |
| b) Altri enti pubblici | - | - |
| c) Banche | - | - |
| d) Altri soggetti | - | - |
| Totale A | 8.127.585 | 6.164.920 |
| B. Strumenti derivati | ||
| a) Banche | 2.711.969 | 4.126.777 |
| b) Clientela | 3.024.225 | 3.734.696 |
| Totale B | 5.736.194 | 7.861.473 |
| Totale (A+B) | 13.863.779 | 14.026.393 |
Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value - Voce 30
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value: composizione merceologica (migliaia di €)
CONSISTENZE AL 31.12.2017 CONSISTENZE AL 31.12.2016 VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 1. Titoli di debito - 58.783 26.982 1.036 94 13.022 1.1 Titoli strutturati - - - - 7 - 1.2 Altri titoli di debito - 58.783 26.982 1.036 87 13.022 2. Titoli di capitale 509.381 - - - - 2 3. Quote di O.I.C.R. 37 - 56.737 28 145.099 - 4. Finanziamenti - - - - - - 4.1 Strutturati - - - - - - 4.2 Altri - - - - - - Totale 509.418 58.783 83.719 1.064 145.193 13.024 Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 651.920 159.281
La sottovoce "Titoli di debito" include gli investimenti in Junior Note connesse al Progetto FINO per un valore di 59 milioni al 31 dicembre 2017 (comprensivo dei volumi oggetto delle operazioni di smobilizzo irrevocabile con regolamento differito nel gennaio 2018). Si rimanda per ulteriori informazioni a quanto descritto in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)" di Parte E.
La sottovoce "Titoli di capitale" include la partecipazione residua in Bank Pekao S.A. per un valore di 509 milioni al 31 dicembre 2017, riclassificata in questa categoria a seguito della cessione del 32,8% a PZU e PFR (e della conseguente perdita di controllo) avvenuta nel primo semestre 2017, al pari del titolo "mandatorily settled secured equity-linked certificates" iscritto tra le passività finanziarie valutate al fair value.
La sottovoce "1.2 Altri titoli di debito" comprende i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione riportati nella seguente tabella:
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
Esposizioni in titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione (migliaia di € )
| TRANCHING | CONSISTENZE AL 31.12.2017 |
|---|---|
| Senior | - |
| Mezzanine | - |
| Junior | 58.699 |
| Totale | 58.699 |
3.2 Attività finanziarie valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | |||
|---|---|---|---|
| VOCI/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 | |
| 1. Titoli di debito | 85.765 | 14.152 | |
| a) Governi e Banche Centrali | - | 1.036 | |
| b) Altri enti pubblici | - | - | |
| c) Banche | 84 | 94 | |
| d) Altri emittenti | 85.681 | 13.022 | |
| 2. Titoli di capitale | 509.381 | 2 | |
| a) Banche | 509.381 | 2 | |
| b) Altri emittenti | - | - | |
| - imprese di assicurazione | - | - | |
| - società finanziarie | - | - | |
| - imprese non finanziarie | - | - | |
| - altri | - | - | |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 56.774 | 145.127 | |
| 4. Finanziamenti | - | - | |
| a) Governi e Banche Centrali | - | - | |
| b) Altri enti pubblici | - | - | |
| c) Banche | - | - | |
| d) Altri soggetti | - | - | |
| Totale | 651.920 | 159.281 |
Sezione 4 - Attività finanziarie disponibili per la vendita - Voce 40
4.1 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione merceologica (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | CONSISTENZE AL | 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| VOCI/VALORI | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| 1. Titoli di debito | 55.045.801 | 1.784.209 | 229.021 | 60.822.148 | 699.624 | 19.348 |
| 1.1 Titoli strutturati | 74.029 | 4.752 | 301 | - | - | - |
| 1.2 Altri titoli di debito | 54.971.772 | 1.779.457 | 228.720 | 60.822.148 | 699.624 | 19.348 |
| 2. Titoli di capitale | 97.939 | 1.099.213 | 709.159 | 159.423 | 1.280.259 | 771.042 |
| 2.1 Valutati al fair value | 97.939 | 1.099.213 | 552.077 | 159.423 | 1.280.259 | 600.962 |
| 2.2 Valutati al costo | - | - | 157.082 | - | - | 170.080 |
| 3. Quote di O.I.C.R. | - | 31.440 | 721.387 | 5.911 | 26.723 | 740.506 |
| 4. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - |
| Totale | 55.143.740 | 2.914.862 | 1.659.567 | 60.987.482 | 2.006.606 | 1.530.896 |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 59.718.169 | 64.524.984 |
La variazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita è attribuibile all'evoluzione degli investimenti in titoli di debito, prevalentemente per effetto delle variazioni di valore e dei volumi degli investimenti in strumenti Sovereign, principalmente italiani.
La sottovoce "1.1 Titoli di debito" contiene l'investimento in strumenti senior e mezzanine connessi al Progetto FINO (comprensivo dei volumi oggetto delle operazioni di smobilizzo irrevocabile con regolamento differito nel gennaio 2018, pertanto iscritti tra quelli di livello 2) per un valore di 703 milioni al 31 dicembre 2017. Per ulteriori informazioni si rimanda a quanto descritto in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)" di Parte E.
La sottovoce "2.1 Titoli di capitale valutati al fair value" contiene (i) l'investimento nelle quote del capitale di Banca d'Italia (iscritte tra quelle di livello 2) per un valore di 1.062 milioni, (ii) nelle azioni di ABH Holding SA (iscritte tra quelle di livello 3 e fatte oggetto di copertura del rischio di cambio) acquisite nell'ambito della cessione di PJSC Ukrsotsbank ad Alfa Group per un valore al 31 dicembre 2017 di 348 milioni e (iii) gli investimenti nello
Schema Volontario (qualificati di livello 3) per un valore di 4,4 milioni al 31 dicembre 2017 dopo svalutazioni cumulate pari a 120,7 milioni, delle quali 76,6 milioni nell'esercizio 2017.
La sottovoce "3. Quote di O.I.C.R." contiene l'investimento nelle quote del fondo Atlante (iscritte tra quelle di livello 3) per un valore di 95 milioni, svalutato a dicembre 2017 per complessivi 684 milioni, di cui 137 milioni nell'esercizio 2017 e del fondo Italian Recovery Fund (già Atlante II) per un valore di 99 milioni (anch'esse iscritte tra quelle di livello 3).
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni.
Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value.
Informativa relativa alle quote rappresentative del capitale di Banca d'Italia
A partire dal terzo trimestre 2015, UniCredit ha iniziato un processo di dismissione della partecipazione detenuta in Banca d'Italia, per un corrispettivo in linea con il valore di carico. UniCredit ha venduto, sino ad ora, circa l'8% del capitale di Banca d'Italia, riducendo così la quota di partecipazione al 14,2% (valore di bilancio pari a circa 1.062 milioni).
Le quote derivano dall'operazione di aumento di capitale effettuata nel 2013, in relazione alla quale, al fine di favorire la riallocazione delle quote, è stato introdotto un limite pari al 3% per la detenzione, stabilendo che, dopo un periodo di adeguamento non superiore a 36 mesi a partire da dicembre 2013, cesseranno di spettare diritti ai dividendi sulle quote eccedenti tale limite. Le quote di partecipazione possono appartenere per legge a: banche e imprese di assicurazione e riassicurazione aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia; fondazioni di cui all'articolo 27 del D.Lgs. n.153 del 17 maggio 1999; enti ed istituti di previdenza e assicurazione aventi sede legale in Italia e fondi pensione istituiti ai sensi dell'art.4, comma 1, del D.Lgs. n.252 del 5 dicembre 2005.
Negli ultimi anni i soci eccedentari hanno avviato le cessioni, concludendo vendite complessivamente per circa il 25% del capitale complessivo. Il valore di bilancio al 31 dicembre 2017, in linea con quello dello scorso esercizio e con gli esiti dell'esercizio valutativo effettuato dal comitato di esperti di alto livello per conto della Banca d'Italia in occasione dell'aumento di capitale, è supportato dall'evidenza del prezzo delle transazioni avvenute a partire dal 2015. Pertanto, la relativa valutazione è stata confermata al livello 2 della gerarchia del fair value. Con riferimento al trattamento regolamentare al 31 dicembre 2017 (effetti sul capitale regolamentare e ratio patrimoniali):
- al valore della partecipazione iscritto in bilancio al suo fair value si applica una ponderazione pari al 100% (in applicazione dell'articolo 133 "Esposizioni in strumenti di capitale" del CRR);
- la rivalutazione transitata a conto economico al 31 dicembre 2013 non è oggetto di filtro.
Informativa relativa alle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund (ex Atlante II)
"Atlante" è un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso di diritto italiano (il "Fondo Atlante"), riservato ad investitori professionali e gestito dalla società di gestione indipendente Quaestio Capital Management SGR S.p.A. Unipersonale ("Quaestio SGR"). La dimensione complessiva del fondo in sede di costituzione è stata pari a 4.249 milioni, cui UniCredit S.p.A. ha partecipato con una quota pari al a circa il 19,9%. La Politica di investimento di Atlante prevede che il Fondo possa essere investito (i) in banche con coefficienti patrimoniali regolamentari inferiori ai minimi stabiliti nell'ambito SREP e che quindi realizzino, su richiesta dell'Autorità di Vigilanza, interventi di rafforzamento patrimoniali mediante aumento di capitale e (ii) in Non Performing Loans (NPL) di una pluralità di banche italiane.
Nei mesi di maggio e giugno 2016 Quaestio SGR ha sottoscritto (in nome, per conto e nell'interesse del Fondo Atlante) rispettivamente n.15 miliardi di azioni ordinarie di nuova emissione della Banca Popolare di Vicenza (BPVi) al prezzo unitario di 0,10 euro, per un controvalore complessivo di 1,5 miliardi di euro e n.9.885.823.295 azioni ordinarie di nuova emissione di Veneto Banca S.p.A. (VB), al prezzo unitario di 0,10 euro, per un controvalore complessivo di 988.582.329,50 euro. Il Fondo Atlante ha così ottenuto una partecipazione rispettivamente del 99,33% e del 97,64% nel capitale sociale delle due banche.
Nel mese di agosto 2016 è stato costituito il Fondo Atlante II (il "Fondo Atlante II" ), successivamente ridenominato Italian Recovery Fund in data 27 ottobre 2017, un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso riservato ad investitori professionali, gestito sempre da Quaestio SGR, che, a differenza del Fondo Atlante, può investire unicamente in NPL e, al fine di ridurre il rischio in linea con i parametri in uso presso i maggiori investitori istituzionali del mondo, in strumenti collegati ad operazioni in NPL (come per esempio warrant).
In data 21 dicembre 2016, Quaestio SGR si è impegnata, in nome e per conto del Fondo Atlante, ad effettuare entro il 5 gennaio 2017 un versamento in conto futuro aumento di capitale di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e Veneto Banca S.p.A. di 310 e 628 milioni rispettivamente (in parte liberato per 164 e 332 milioni al 31 dicembre 2016).
Al 31 dicembre 2017 UniCredit S.p.A.:
• con riferimento al Fondo Atlante, detiene n.845 quote (su complessive n.4.249) classificate tra le attività finanziarie disponibili per la vendita per un valore di bilancio pari a 95 milioni. A fronte di investimenti per complessivi 779 milioni (di cui 93 milioni operati nel 2017), e dopo la svalutazione del dicembre 2016 per complessivi 547 milioni in funzione di un modello interno basato sull'applicazione del metodo dei multipli di borsa su di un paniere di banche, integrato da (i) stime del portafoglio creditizio NPL delle banche detenute da Atlante e (ii) delle connesse esigenze/fabbisogni patrimoniali, una ulteriore svalutazione di 137 milioni è stata operata nel primo semestre 2017 ad azzerare il valore dell'investimento di Atlante nel capitale delle due Banche in funzione di un modello interno basato sulle attese risultanze del processo di liquidazione da indirizzare secondo le
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
previsioni della normativa bancaria italiana (ex art.80 del TUB), andando a separare le operazioni tra "good banks" (vendute ad un acquirente identificato dal Governo italiano attraverso un processo di vendita aperto e trasparente coerente alle regole EU relative agli "aiuti di stato") e "bad banks" in cui gli attuali azionisti ed i possessori di titoli subordinati dovranno con priorità contribuire interamente ai costi di liquidazione. Inoltre, a fronte delle medesime quote, ha in essere un impegno per successivi versamenti nel Fondo fino a 66 milioni;
• con riferimento al fondo Italian Recovery Fund, detiene quote per un valore di bilancio, in linea con il prezzo di sottoscrizione, di 99 milioni, classificate tra le attività finanziarie disponibili per la vendita. Inoltre, a fronte delle medesime quote, ha in essere un impegno per successivi versamenti nel fondo fino a 96 milioni.
Riguardo al trattamento regolamentare, le quote dei Fondi Atlante e Italian Recovery Fund riflettono, relativamente ai versamenti operati, l'applicazione del metodo cosiddetto look-through agli attivi sottostanti, ossia al 31 dicembre 2017, agli investimenti in NPL. Agli impegni di versamento in entrambi i fondi, qualificati come a "rischio alto", è stata invece attribuita una ponderazione (credit conversion factor) del 100%.
Informativa relativa agli investimenti nello Schema Volontario
UniCredit S.p.A. ha aderito allo "schema volontario" (lo "Schema Volontario"), introdotto dal FITD, con apposita modifica del proprio statuto, nel novembre 2015. Lo Schema Volontario costituisce uno strumento per la soluzione delle crisi bancarie attraverso interventi di sostegno a favore di banche ad esso aderenti, al ricorrere delle specifiche condizioni previste dalla normativa. Lo Schema Volontario dispone di una dotazione finanziaria autonoma e le banche ad esso aderenti si impegnano a fornire le relative risorse su chiamata per l'effettuazione degli interventi. Lo Schema Volontario, in qualità di soggetto privato, ha provveduto nell'aprile 2016 alla ristrutturazione dell'intervento di sostegno che il FITD aveva operato nel luglio 2014 a favore di Banca Tercas, tale intervento non ha comportato ulteriori oneri per le banche aderenti. Successivamente la dotazione dello Schema Volontario è stata incrementata fino a 700 milioni.
In tale ambito, nel mese di giugno 2016 lo Schema Volontario ha deliberato un intervento a favore di Cassa di Risparmio di Cesena, in relazione all'aumento di capitale dalla stessa deliberato in data 8 giugno 2016 per circa 280 milioni (quota di impegno riferibile ad UniCredit S.p.A. pari a 44 milioni). In data 30 settembre 2016 tale impegno si è tradotto in un esborso monetario che ha comportato il riconoscimento di strumenti di capitale classificati "disponibili per la vendita" per 44 milioni (coerente con l'esborso monetario). L'aggiornamento della valutazione degli strumenti al 31 dicembre 2016 in base ad un modello interno riveniente dall'applicazione del metodo dei multipli di borsa su un paniere di banche, integrato da stime relative al portafoglio creditizio della Banca e delle connesse esigenze/fabbisogni patrimoniali, ne ha comportato l'integrale svalutazione. Nel mese di settembre 2017, per fronteggiare l'intervento di Credit Agricole CariParma a supporto di CariCesena, Carim e Carismi (basato su un aumento di capitale di 464 milioni e sulla sottoscrizione di titoli rivenienti dalla cartolarizzazione degli NPL delle suddette banche per 170 milioni), il fondo ha deliberato un incremento della propria dotazione patrimoniale fino a 795 milioni (quota di impegno complessivo di UniCredit S.p.A. pari a circa 125 milioni). Successivamente, nello stesso mese, UniCredit S.p.A ha versato 9 milioni al fondo a fronte della parte di intervento relativa all'aumento di capitale di Carim e Carismi. Nel mese di dicembre UniCredit S.p.A. ha versato i restanti 72 milioni (45 milioni destinati alla ricapitalizzazione delle banche e 27 milioni destinati alla sottoscrizione dei titoli della cartolarizzazione). A seguito di questi eventi, l'impegno residuo di UniCredit S.p.A. verso lo Schema Volontario risulta sostanzialmente azzerato.
I versamenti effettuati a fronte della ricapitalizzazione delle banche hanno comportato il riconoscimento di strumenti di capitale classificati "disponibili per la vendita" per un ammontare complessivo pari a 54 milioni, interamente cancellati per effetto dell'avvenuta cessione delle banche a Credit Agricole CariParma ad un prezzo simbolico.
Per quanto riguarda invece la quota di intervento relativa alla sottoscrizione da parte dello Schema Volontario dei titoli Junior e Mezzanine della cartolarizzazione, il valore di iscrizione (27 milioni) è stato rettificato per allinearlo al fair value dei titoli fornito dallo Schema (4,4 milioni) risultante dalle analisi dell'advisor incaricato delle valutazioni dei crediti sottostanti, elaborate in funzione delle evidenze di un modello discounted cash flow basato sulle previsioni di recupero elaborate dagli special servicer.
La sottovoce "1.2 Altri titoli di debito" comprende i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione riportati nella seguente tabella:
Esposizioni in titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione (migliaia di € )
| TRANCHING | CONSISTENZE AL 31.12.2017 |
|---|---|
| Senior | 549.104 |
| Mezzanine | 148.050 |
| Junior | - |
| Totale | 697.154 |
4.2 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione per debitori/emittenti (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | |||
|---|---|---|---|
| VOCI/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 | |
| 1. Titoli di debito | 57.059.031 | 61.541.120 | |
| a) Governi e Banche Centrali | 52.501.087 | 56.578.925 | |
| b) Altri Enti pubblici | 222.815 | 230.478 | |
| c) Banche | 3.269.761 | 3.985.292 | |
| d) Altri emittenti | 1.065.368 | 746.425 | |
| 2. Titoli di capitale | 1.906.311 | 2.210.724 | |
| a) Banche | 1.206.412 | 1.400.933 | |
| b) Altri emittenti: | 699.899 | 809.791 | |
| - imprese di assicurazione | 305 | 7.139 | |
| - società finanziarie | 421.782 | 457.030 | |
| - imprese non finanziarie | 277.812 | 345.622 | |
| - altri | - | - | |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 752.827 | 773.140 | |
| 4. Finanziamenti | - | - | |
| a) Governi e Banche Centrali | - | - | |
| b) Altri Enti pubblici | - | - | |
| c) Banche | - | - | |
| d) Altri soggetti | - | - | |
| Totale | 59.718.169 | 64.524.984 |
4.3 Attività finanziarie disponibili per la vendita oggetto di copertura specifica (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | ||||
|---|---|---|---|---|
| VOCI/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||
| 1. Attività finanziarie oggetto di copertura specifica del fair value | 53.524.842 | 57.059.950 | ||
| a) rischio di tasso di interesse | 53.176.527 | 56.664.516 | ||
| b) rischio di prezzo | - | - | ||
| c) rischio di cambio | 348.315 | 395.434 | ||
| d) rischio di credito | - | - | ||
| e) più rischi | - | - | ||
| 2. Attività finanziarie oggetto di copertura specifica dei flussi finanziari | - | - | ||
| a) rischio di tasso di interesse | - | - | ||
| b) rischio di tasso di cambio | - | - | ||
| c) altro | - | - | ||
| Totale | 53.524.842 | 57.059.950 |
I volumi di attività finanziarie oggetto di copertura specifica del fair value del rischio di cambio si riferiscono all'investimento, per una quota pari al 9,9%, in ABH Holding SA.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
Sezione 5 - Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - Voce 50
5.1 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: composizione merceologica (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | CONSISTENZE AL | 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VALORE DI | FAIR VALUE | VALORE DI | FAIR VALUE | |||||
| BILANCIO | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | BILANCIO | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | |
| 1. Titoli di debito | 762.431 | 22.403 | 759.067 | - | 755.171 | 23.653 | 748.853 | - |
| - strutturati | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri | 762.431 | 22.403 | 759.067 | - | 755.171 | 23.653 | 748.853 | - |
| 2. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale | 762.431 | 22.403 | 759.067 | - | 755.171 | 23.653 | 748.853 | - |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 781.470 | 772.506 |
I titoli detenuti fino alla scadenza sono rappresentati da titoli di stato italiani.
Le valutazioni al fair value al solo fine di adempiere alle richieste d'informativa al mercato sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni.
Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value.
5.2 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: debitori/emittenti (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | |||
|---|---|---|---|
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 | |
| 1. Titoli di debito | 762.431 | 755.171 | |
| a) Governi e Banche Centrali | 762.431 | 755.171 | |
| b) Altri enti pubblici | - | - | |
| c) Banche | - | - | |
| d) Altri emittenti | - | - | |
| 2. Finanziamenti | - | - | |
| a) Governi e Banche Centrali | - | - | |
| b) Altri enti pubblici | - | - | |
| c) Banche | - | - | |
| d) Altri soggetti | - | - | |
| Totale | 762.431 | 755.171 |
Sezione 6 - Crediti verso banche - Voce 60
6.1 Crediti verso banche: composizione merceologica (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | CONSISTENZE AL | 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VALORE DI | FAIR VALUE | VALORE DI | FAIR VALUE | |||||
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI | BILANCIO | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | BILANCIO | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| A. Crediti verso Banche Centrali | 1.923.258 | - | - | 1.923.258 | 8.823.662 | - | - | 8.823.661 |
| 1. Depositi vincolati | - | X | X | X | - | X | X | X |
| 2. Riserva obbligatoria | 1.923.237 | X | X | X | 8.823.571 | X | X | X |
| 3. Pronti contro termine | - | X | X | X | - | X | X | X |
| 4. Altri | 21 | X | X | X | 91 | X | X | X |
| B. Crediti verso banche | 25.643.503 | 29.292 | 12.005.277 | 13.857.161 | 13.525.442 | 31.946 | 11.396.824 | 2.682.324 |
| 1. Finanziamenti | 25.394.032 | - | 11.786.688 | 13.820.357 | 13.145.067 | - | 11.022.095 | 2.672.820 |
| 1.1 Conti correnti e depositi liberi | 2.418.284 | X | X | X | 1.355.155 | X | X | X |
| 1.2 Depositi vincolati | 7.377.101 | X | X | X | 1.214.971 | X | X | X |
| 1.3 Altri finanziamenti | 15.598.647 | X | X | X | 10.574.941 | X | X | X |
| - Pronti contro termine attivi | 6.585.470 | X | X | X | 4.353.464 | X | X | X |
| - Leasing finanziario | - | X | X | X | - | X | X | X |
| - Altri | 9.013.177 | X | X | X | 6.221.477 | X | X | X |
| 2. Titoli di debito | 249.471 | 29.292 | 218.589 | 36.804 | 380.375 | 31.946 | 374.729 | 9.504 |
| 2.1 Titoli strutturati | 29.511 | X | X | X | - | X | X | X |
| 2.2 Altri titoli di debito | 219.960 | X | X | X | 380.375 | X | X | X |
| Totale | 27.566.761 | 29.292 | 12.005.277 | 15.780.419 | 22.349.104 | 31.946 | 11.396.824 | 11.505.985 |
| Totale attività deteriorate | 4.998 | 1.327 |
I crediti verso banche al 31 dicembre 2017 mostrano un incremento complessivo di 5.218 milioni imputabile al decremento degli impieghi verso Banche Centrali (-6.900 milioni) e all'incremento dei crediti verso Banche (+12.118 milioni) determinato principalmente dall'incremento dei depositi vincolati (+6.162 milioni), dei Finanziamenti per operazioni di pronti contro termine attivi (+2.232 milioni) e di altri finanziamenti (+2.792 milioni).
I crediti verso banche non sono gestiti sulla base del loro fair value che viene presentato al solo fine di adempiere alle richieste d'informativa di bilancio. Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value.
Si ricorda che le operazioni di prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia sono esposte tra le operazioni "fuori bilancio" della tavola A.1.3 di Parte E - Sezione 1 - Rischio di credito, nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa di Banca d'Italia. Si veda anche la sezione "Altre informazioni" della Parte B.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
Sezione 7 - Crediti verso clientela - Voce 70
7.1 Crediti verso clientela: composizione merceologica (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | CONSISTENZE AL | 31.12.2016 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VALORE DI BILANCIO | FAIR VALUE | VALORE DI BILANCIO | FAIR VALUE | |||||||||
| DETERIORATI | DETERIORATI | |||||||||||
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI |
NON DETERIORATI |
ACQUISTATI | ALTRI | LIVELLO 1 |
LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | NON DETERIORATI |
ACQUISTATI | ALTRI | LIVELLO 1 |
LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| Finanziamenti | 192.652.540 | 10.383 | 13.883.227 | - | 90.364.158 | 115.343.923 | 193.877.780 | 14.867 | 15.978.309 | - | 114.360.710 | 99.554.552 |
| 1. Conti correnti | 16.006.002 | 1.234 | 1.777.656 | X | X | X | 16.304.155 | 3.182 | 2.125.960 | X | X | X |
| 2. Pronti contro termine attivi |
23.889.970 | - | - | X | X | X | 24.710.465 | - | - | X | X | X |
| 3. Mutui | 86.843.221 | 8.484 | 8.976.461 | X | X | X | 84.466.888 | 7.848 | 9.849.536 | X | X | X |
| 4. Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto |
9.991.804 | 1 | 162.418 | X | X | X | 9.124.755 | 3 | 187.725 | X | X | X |
| 5. Leasing finanziario |
- | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X |
| 6. Factoring | 86.824 | - | 16.006 | X | X | X | 83.116 | - | 11.484 | X | X | X |
| 7. Altri finanziamenti |
55.834.719 | 664 | 2.950.686 | X | X | X | 59.188.401 | 3.834 | 3.803.604 | X | X | X |
| Titoli di debito | 2.415.291 | - | 4.014 | - | 2.046.381 | 384.889 | 3.363.585 | - | 2.219 | - | 2.937.096 | 420.000 |
| 8. Titoli strutturati | - | - | - | X | X | X | - | - | - | X | X | X |
| 9. Altri titoli di debito |
2.415.291 | - | 4.014 | X | X | X | 3.363.585 | - | 2.219 | X | X | X |
| Totale | 195.067.831 | 10.383 | 13.887.241 | - | 92.410.539 | 115.728.812 | 197.241.365 | 14.867 | 15.980.528 | - | 117.297.806 | 99.974.552 |
| Totale valore di |
| bilancio Non | ||
|---|---|---|
| deteriorate e | ||
| deteriorate | 208.965.455 | 213.236.760 |
Si ricorda che le operazioni di prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia sono esposte tra le operazioni "fuori bilancio" della tavola A.1.6 di Parte E - Sezione 1 - Rischio di credito, nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa di Banca d'Italia. Si veda anche la sezione "Altre informazioni" della Parte B.
I crediti verso clienti non sono gestiti sulla base del loro fair value che viene presentato al solo fine di adempiere alle richieste d'informativa di bilancio. Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value.
Le variazioni intervenute tra il 31 dicembre 2016 e il 31 dicembre 2017 sia nel rapporto tra fair value e valore di bilancio sia nella distribuzione per livelli di fair value dei crediti verso clientela riflettono l'evoluzione delle condizioni di mercato e della composizione del portafoglio, incorporando alcuni effetti connessi all'affinamento e calibrazione della metodologia e dei parametri utilizzati per la determinazione del fair value ai fini dell'informativa di bilancio.
Il fair value delle poste a vista è stato valutato essere uguale al loro valore netto di bilancio avvalendosi della possibilità offerta dall'IFRS7.29. In accordo a tale assunzione, alle poste a vista è stato assegnato un livello di fair value pari a 3.
Il fair value dei crediti deteriorati è stato determinato considerando che il valore analitico di realizzo espresso nel loro valore netto di bilancio rappresenti la miglior stima dei flussi di cassa futuri prevedibili attualizzati alla data di valutazione, ulteriormente rettificato ad incorporare, ove presenti, gli aggiustamenti di prezzo impliciti espressi da operazioni di mercato significative per esposizioni similari. In accordo a tale assunzione, ai crediti deteriorati è stato sempre assegnato un livello di fair value pari a 3.
La sottovoce "9. Altri titoli di debito" comprende i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione riportati nella seguente tabella:
Esposizioni in titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione (migliaia di € )
| TRANCHING | CONSISTENZE AL 31.12.2017 |
|---|---|
| Senior | 2.008.465 |
| Mezzanine | 14.904 |
| Junior | 75.492 |
| Totale | 2.098.861 |
7.2 Crediti verso clientela: composizione per debitori/emittenti (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | CONSISTENZE AL | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | |||||
| NON | DETERIORATI | NON | DETERIORATI | |||
| TIPOLOGIA DI OPERAZIONI/VALORI | DETERIORATI | ACQUISTATI | ALTRI | DETERIORATI | ACQUISTATI | ALTRI |
| 1. Titoli di debito: | 2.415.291 | - | 4.014 | 3.363.585 | - | 2.219 |
| a) Governi | 23.648 | - | - | 101.811 | - | - |
| b) Altri Enti pubblici | 95.363 | - | - | 105.169 | - | - |
| c) Altri emittenti | 2.296.280 | - | 4.014 | 3.156.605 | - | 2.219 |
| - imprese non finanziarie | 73.678 | - | - | 81.001 | - | - |
| - imprese finanziarie | 2.177.606 | - | 4.014 | 3.030.607 | - | 2.219 |
| - assicurazioni | 44.996 | - | - | 44.997 | - | - |
| - altri | - | - | - | - | - | - |
| 2. Finanziamenti verso: | 192.652.540 | 10.383 | 13.883.227 | 193.877.780 | 14.867 | 15.978.309 |
| a) Governi | 1.275.958 | - | 419 | 963.951 | - | 469 |
| b) Altri Enti pubblici | 2.131.995 | - | 80.049 | 2.251.687 | - | 100.835 |
| c) Altri soggetti | 189.244.587 | 10.383 | 13.802.759 | 190.662.142 | 14.867 | 15.877.005 |
| - imprese non finanziarie | 74.546.577 | 5.532 | 7.942.329 | 72.864.229 | 8.109 | 9.749.253 |
| - imprese finanziarie | 56.335.509 | - | 725.999 | 58.498.375 | 762 | 804.526 |
| - assicurazioni | 126.491 | - | - | 96.838 | - | 112 |
| - altri | 58.236.010 | 4.851 | 5.134.431 | 59.202.700 | 5.996 | 5.323.114 |
| Totale | 195.067.831 | 10.383 | 13.887.241 | 197.241.365 | 14.867 | 15.980.528 |
| Totale Non deteriorate e deteriorate | 208.965.455 | 213.236.760 |
La colonna "Deteriorati - acquistati" comprende i crediti deteriorati acquistati nell'ambito di operazioni di cessione, diverse dalle operazioni di aggregazione aziendale.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla Relazione sulla gestione e all'apposito capitolo "La qualità del credito" contenuto nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
Sezione 8 - Derivati di copertura - Voce 80
| 8.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli (migliaia di €) |
|||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | CONSISTENZE AL 31.12.2016 | ||||||||
| FAIR VALUE | VALORE | FAIR VALUE | VALORE | ||||||
| LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | NOZIONALE | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | NOZIONALE | ||
| A. Derivati finanziari | 16.896 | 4.383.043 | - 259.885.843 | 3.057 | 6.092.834 | - 179.529.754 | |||
| 1) Fair value | 16.896 | 4.228.949 | - 253.464.182 | 3.057 | 5.847.438 | - 171.977.563 | |||
| 2) Flussi finanziari | - | 154.094 | - | 6.421.661 | - | 245.396 | - | 7.552.191 | |
| 3) Investimenti esteri | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| B. Derivati creditizi | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 1) Fair value | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| 2) Flussi finanziari | - | - | - | - | - | - | - | - | |
| Totale | 16.896 | 4.383.043 | - 259.885.843 | 3.057 | 6.092.834 | - 179.529.754 | |||
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 4.399.939 | 6.095.891 |
8.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura (valore di bilancio) (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| FAIR VALUE | FLUSSI FINANZIARI | ||||||||
| SPECIFICA | |||||||||
| OPERAZIONI/TIPO DI COPERTURA | RISCHIO DI TASSO |
RISCHIO DI CAMBIO |
RISCHIO DI CREDITO |
RISCHIO DI PREZZO |
PIU' RISCHI | GENERICA | SPECIFICA | GENERICA | INVESTIM. ESTERI |
| 1. Attività finanziarie disponibili per | |||||||||
| la vendita | 127.962 | 23.935 | - | - | - | X | - | X | X |
| 2. Crediti | - | - | - | X | - | X | - | X | X |
| 3. Attività finanziarie detenute sino | |||||||||
| alla scadenza | X | - | - | X | - | X | - | X | X |
| 4. Portafoglio | X | X | X | X | X | 1.578.256 | X | 127.111 | X |
| 5. Altre operazioni | - | - | - | - | - | X | - | X | - |
| Totale attività | 127.962 | 23.935 | - | - | - | 1.578.256 | - | 127.111 | - |
| 1. Passività finanziarie | - | - | - | X | - | X | - | X | X |
| 2. Portafoglio | X | X | X | X | X | 2.515.692 | X | 26.983 | X |
| Totale passività | - | - | - | - | - | 2.515.692 | - | 26.983 | - |
| 1. Transazioni attese | X | X | X | X | X | X | - | X | X |
| 2. Portafoglio di attività e passività | |||||||||
| finanziarie | X | X | X | X | X | - | X | - | - |
Sezione 9 - Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica - Voce 90
| 9.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE ATTIVITÀ COPERTE/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| 1. Adeguamento positivo | 3.088.861 | 3.903.401 |
| 1.1 di specifici portafogli: | - | - |
| a) crediti | - | - |
| b) attività finanziarie disponibili per la vendita | - | - |
| 1.2 complessivo | 3.088.861 | 3.903.401 |
| 2. Adeguamento negativo | 1.374.373 | 1.839.671 |
| 2.1 di specifici portafogli: | - | - |
| a) crediti | - | - |
| b) attività finanziarie disponibili per la vendita | - | - |
| 2.2 complessivo | 1.374.373 | 1.839.671 |
| Totale | 1.714.488 | 2.063.730 |
9.2 Attività oggetto di copertura generica del rischio di tasso di interesse (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | |||
|---|---|---|---|
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||
| 1. Crediti | - | - | |
| 2. Attività disponibili per la vendita | - | - | |
| 3. Portafoglio | 43.022.850 | 32.368.480 | |
| Totale | 43.022.850 | 32.368.480 |
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
Sezione 10 - Le partecipazioni - Voce 100
10.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi
| DENOMINAZIONI | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA(*) |
QUOTA DI PARTECIPAZIONE %(**) |
DISPONIBILITÀ VOTI % |
||
|---|---|---|---|---|---|---|
| A. Imprese controllate in via esclusiva | ||||||
| 1 | Anthemis EVO LLP | Londra | Londra | 50,00% | ||
| 2 | AO UniCredit Bank | Mosca | Mosca | 100,00% | ||
| 3 | Bavaria Servicos de Representacao Comercial LTDA | San Paolo | San Paolo | 99,53% | (A) | |
| 4 | Box 2004 S.r.l. (in liquidazione) | Roma | Roma | 100,00% | ||
| 5 | Capital Dev S.p.A. | Roma | Roma | 100,00% | ||
| 6 | Cordusio SIM S.p.A. | Milano | Milano | 96,10% | ||
| 7 | Cordusio Società Fiduciaria per Azioni | Milano | Milano | 100,00% | ||
| 8 | CORIT - Concessionaria Riscossione Tributi S.p.A. (in liquidazione) |
Roma | Roma | 60,00% | ||
| 9 | Custodia Valore - Credito su Pegno S.r.l. | Bolzano | Bolzano | 100,00% | ||
| 10 | Crivelli S.r.l. | Milano | Milano | 100,00% | ||
| 11 | Fineco Verwaltung AG (in liquidazione) | Monaco di Baviera | Monaco di Baviera | 100,00% | ||
| 12 | FinecoBank S.p.A. | Milano | Reggio Emilia | 35,39% | ||
| 13 | Island Finance (ICR4) S.r.l. (in liquidazione) | Roma | Roma | 100,00% | ||
| 14 | Istituto Immobiare di Catania S.p.A. | Catania | Catania | 1,12% | (B) | |
| 15 | Nuova Compagnia di Partecipazioni S.p.A. | Roma | Roma | 100,00% | ||
| 16 | Pioneer Alternative Investments (Bermuda) Limited | Hamilton | Hamilton | 100,00% | ||
| 17 | Pai Management LTD | Dublino | Dublino | 100,00% | ||
| 18 | Pioneer Alternative Investments (New York) Limited | Dover | New York | 100,00% | ||
| 19 | Pioneer Alternative Investments (Israel) Limited (in liquidazione) |
Ramat Gan | Ramat Gan | 100,00% | ||
| 20 | Pioneer Global Funds Distributor Ltd | Hamilton | Hamilton | 100,00% | ||
| 21 | Pirta Verwaltungs GMBH | Vienna | Vienna | 100,00% | ||
| 22 | Sanità - S.r.l. (in liquidazione) | Roma | Roma | 99,60% | ||
| 23 | SIA UniCredit Leasing | Riga | Riga | 100,00% | ||
| Società di Gestioni Esattoriali in Sicilia SO.G.E.SI. S.p.A. (in | ||||||
| 24 | liquidazione) | Palermo | Palermo | 80,00% | ||
| Società Italiana Gestione ed Incasso Crediti S.p.A. (in | ||||||
| 25 | liquidazione) | Roma | Roma | 100,00% | ||
| 26 | Sofigere Société par Actions Simplifiée | Parigi | Parigi | 100,00% | ||
| 27 | Trieste Adriatic Maritime Initiatives S.r.l. | Trieste | Trieste | 36,68% | ||
| 28 | UniCredit Bank A.D. Banja Luka | Banja Luka | Banja Luka | 98,46% | ||
| 29 | UniCredit Bank AG | Monaco di Baviera | Monaco di Baviera | 100,00% | ||
| 30 | UniCredit Bank Austria AG | Vienna | Vienna | 99,99% | ||
| 31 | UniCredit Bank Ireland P.l.c. | Dublino | Dublino | 100,00% | ||
| 32 | UniCredit Bank Hungary ZRT | Budapest | Budapest | 100,00% | ||
| 33 | UniCreditt Bank S.A. | Bucarest | Bucarest | 98,33% | ||
| 34 35 |
UniCredit Bank Serbia JSC UniCredit Banka Slovenija D.D. |
Belgrado Lubiana |
Belgrado Lubiana |
100,00% 100,00% |
||
| 36 | UniCredit BPC Mortgage S.r.l. | Verona | Verona | 60,00% | ||
| 37 | UniCredit Bulbank A.D. | Sofia | Sofia | 99,45% | ||
| UniCredit Business Integrated Solutions Società consortile per | ||||||
| 38 | azioni | Milano | Milano | 100,00% | (C) | |
| 39 | UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia A.S. | Praga | Praga | 100,00% | ||
| 40 | UniCredit Consumer Financing IFN S.A. | Bucarest | Bucarest | 49,90% | (D) | |
| 41 | UniCredit Factoring S.p.A. | Milano | Milano | 100,00% | ||
| 42 | UniCredit Global Leasing Export GMBH | Vienna | Vienna | 100,00% | ||
| 43 | UniCredit International Bank (Luxembourg) S.A. | Lussemburgo | Lussemburgo | 100,00% | ||
| 44 | UniCredit Leasing S.p.A. | Milano | Milano | 100,00% | ||
| 45 | UniCredit OBG S.r.l. | Verona | Verona | 60,00% | ||
| 46 | UniCredit Subito Casa S.p.A. | Milano | Milano | 100,00% | ||
| 47 | UniCredit (U.K.) Trust Services Ltd | Londra | Londra | 100,00% | ||
| 48 | UniCredit Turn-Around Management GMBH | Vienna | Vienna | 100,00% | ||
| 49 | Visconti S.r.l. | Milano | Milano | 76,00% | ||
| 50 | Zagrebacka Banka D.D. | Zagabria | Zagabria | 84,48% | ||
Segue: 10.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi
| SEDE | QUOTA DI PARTECIPAZIONE |
DISPONIBILITÀ | |||
|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONI | SEDE LEGALE | OPERATIVA(*) | %(**) | VOTI % | |
| B. Imprese controllate in modo congiunto | |||||
| 1 | Koc Finansal Hizmetler AS | Istanbul | Istanbul | 50,00% | |
| C. Imprese sottoposte a influenza notevole | |||||
| 1 | Accadiesse S.p.A. (in liquidazione) | Milano | Milano | 4,68% | (E) |
| 2 | Asset Bancari II | Milano | Milano | 21,55% | (F) |
| 3 | Aviva S.p.A. | Milano | Milano | 49,00% | |
| 4 | Barn B.V. | Amsterdam | Amsterdam | 40,00% | |
| 5 | Camfin S.p.A. | Milano | Milano | 12,00% | |
| 6 | CNP UniCredit Vita S.p.A. | Milano | Milano | 38,80% | |
| 7 | Compagnia Aerea Italiana S.p.A. | Fiumicino (Roma) | Fiumicino (Roma) | 36,59% | |
| 8 | Creditras Assicurazioni S.p.A. | Milano | Milano | 50,00% | |
| 9 | Creditras Vita S.p.A. | Milano | Milano | 50,00% | |
| 10 | Credifarma S.p.A. | Roma | Roma | 16,25% | |
| 11 | Europrogetti & Finanza S.p.A. (in liquidazione) | Roma | Roma | 39,79% | |
| 12 | EuroTLX SIM S.p.A. | Milano | Milano | 15,00% | |
| 13 | Fenice Holding S.p.A. (in liquidazione ) | Calenzano (FI) | Calenzano (FI) | 25,91% | |
| 14 | Fenice S.r.l. | Milano | Milano | 21,04% | |
| 15 | Focus Investments S.p.A. | Milano | Milano | 8,33% | 25,00% |
| 16 | Incontra Assicurazioni S.p.A. | Milano | Milano | 49,00% | |
| 17 | La Fortezza S.r.l. | Catanzaro | Catanzaro | 1,00% | |
| 18 | Le Cotoniere S.p.A. | Napoli | Napoli | 33,33% | |
| 19 | Le Vigne S.r.l | Catanzaro | Catanzaro | 1,00% | |
| 20 | Maccorp Italiana S.p.A. | Milano | Milano | 25,45% | |
| 21 | Mediobanca - Banca di Credito Finanziario S.p.A. | Milano | Milano | 8,43% | |
| 22 | Officinae Verdi S.p.A. | Roma | Roma | 26,03% | |
| 23 | Risanamento S.p.A. | Milano | Milano | 22,23% | |
| 24 | Sviluppo Globale GEIE (in liquidazione) | Roma | Roma | 33,33% | |
| 25 | Società Italiana di Monitoraggio S.p.A. | Roma | Roma | 12,89% | |
| 26 | Torre SGR S.p.A. | Roma | Roma | 37,50% |
Note:
(*) Intesa anche come sede amministrativa.
(**) La quota di possesso indicata è quella diretta della Capogruppo, con esclusione quindi della percentuale di pertinenza di altre società del Gruppo.
(A) La residua quota dello 0,47% è detenuta da UniCredit (U.K.) Trust Services Ltd.
(B) Il 93,92% è detenuto da Capital Dev S.p.A.
(C) Una quota frazionata è detenuta complessivamente da diverse società del Gruppo.
(D) La residua quota del 50,10% è detenuta in via indiretta da UniCredit Bank S.A. (E) Sono stati sottoscritti Strumenti Finanziari Partecipativi; la quota di sottoscrizione è calcolata sul totale degli S.F.P. emessi dalla partecipata.
(F) Trattasi di fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso.
A seguito della cessione del ramo d'azienda di UniCredit Bank Austria avvenuta nel 2016, UniCredit S.p.A. detiene direttamente le partecipazioni riconducibili alla Divisione CEE del Gruppo.
L'interessenza azionaria in Mediobanca - Banca di Credito Finanziario S.p.A. è classificata fra le imprese sottoposte a influenza notevole in virtù del diritto di UniCredit S.p.A., riveniente dalla partecipazione al Patto di Sindacato, ad essere rappresentato con propri esponenti nel Consiglio di Amministrazione e quindi anche di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della società.
Le partecipazioni sono singolarmente assoggettate a test di impairment secondo le previsioni dello IAS36. Qualora ne ricorrano i presupposti ivi previsti, ne viene determinato il valore di recupero, inteso come il maggior valore tra il "fair value" ed il "valore d'uso" (quest'ultimo determinato attualizzando i flussi finanziari ad un tasso che consideri i tassi di mercato correnti ed i rischi specifici dell'attività o utilizzando altri criteri e metodi valutativi generalmente adottati e idonei alla corretta valorizzazione della partecipazione stessa). Qualora il valore di recupero risultasse inferiore al valore di carico, quest'ultimo viene conseguentemente ridotto imputando a conto economico la corrispondente svalutazione.
Sulla base di queste considerazioni sono state contabilizzate rettifiche di valore su partecipazioni tra cui: -83 milioni Koc Finansal Hizmetler, -39 milioni UniCredit International Luxembourg, -14 milioni I-Faber. Sono altresì state contabilizzate riprese di valore su partecipazioni tra cui UniCredit Bank AG (+293 milioni) e UniCredit Bank Austria (+947 milioni).
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
10.5 Partecipazioni: variazioni annue (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL | ||||
|---|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | |||
| A. Esistenze iniziali | 42.935.070 | 45.847.175 | ||
| B. Aumenti | 1.872.523 | 23.533.299 | ||
| B.1 Acquisti | 609.892 | 22.915.982 | ||
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | 57.034 | 21.435.080 | ||
| B.2 Riprese di valore | 1.248.620 | 4.056 | ||
| B.3 Rivalutazioni | - | - | ||
| B.4 Altre variazioni | 14.011 | 613.261 | ||
| C. Diminuzioni | 662.108 | 26.445.404 | ||
| C.1 Vendite | 21.262 | 20.003.247 | ||
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | 13.767 | 18.365.592 | ||
| C.2 Rettifiche di valore | 164.717 | 1.113.118 | ||
| C.3 Altre variazioni | 476.129 | 5.329.039 | ||
| D. Rimanenze finali | 44.145.485 | 42.935.070 | ||
| E. Rivalutazioni totali | - | - | ||
| F. Rettifiche totali | 11.386.382 | 12.309.275 |
Nel 2017 la sottovoce "B.1 Acquisti" include tra le altre gli effetti delle operazioni di aggregazione aziendale intervenute nell'esercizio (fusioni per incorporazione di Pioneer Global Management S.p.A. e di UniCredit International Luxembourg. La sottovoce "C.3 Altre variazioni" include la riduzione di valore coperta con l'utilizzo del fondo di 470 milioni istituito nel 2016 a fronte degli impegni assunti nei confronti della controllata UniCredit Leasing S.p.A. per la copertura delle perdite da questa sopportate.
I valori di flusso riferiti al 2016 risentono invece degli effetti attinenti l'operazione societaria di trasferimento del ramo "Cee Business", da UniCredit Bank Austria AG.
Sezione 11 - Attività materiali - Voce 110
11.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | |||
|---|---|---|---|
| ATTIVITA'/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 | |
| 1. Attività di proprietà | 1.668.541 | 1.704.079 | |
| a) terreni | 633.228 | 644.359 | |
| b) fabbricati | 721.109 | 740.035 | |
| c) mobili | 38.245 | 38.823 | |
| d) impianti elettronici | 170.997 | 177.286 | |
| e) altre | 104.962 | 103.576 | |
| 2. Attività acquisite in leasing finanziario | - | - | |
| a) terreni | - | - | |
| b) fabbricati | - | - | |
| c) mobili | - | - | |
| d) impianti elettronici | - | - | |
| e) altre | - | - | |
| Totale | 1.668.541 | 1.704.079 |
11.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | CONSISTENZE AL 31.12.2016 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VALORE DI | FAIR VALUE | VALORE DI | FAIR VALUE | |||||
| ATTIVITA'/VALORI | BILANCIO | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | BILANCIO | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| 1. Attività di proprietà | 540.914 | - | - | 704.974 | 636.652 | - | - | 859.748 |
| a) terreni | 248.573 | - | - | 333.428 | 308.444 | - | - | 316.236 |
| b) fabbricati | 292.341 | - | - | 371.546 | 328.208 | - | - | 543.512 |
| 2. Attività acquisite in leasing finanziario | - | - | - | - | - | - | - | - |
| a) terreni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| b) fabbricati | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale | 540.914 | - | - | 704.974 | 636.652 | - | - | 859.748 |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 704.974 | 859.748 |
11.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value
La Società non utilizza il modello della rideterminazione del valore per la valutazione delle attività materiali.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
11.5 Attività materiali detenute a uso funzionale: variazioni annue (migliaia di €)
MOVIMENTI DEL 2017 TERRENI FABBRICATI MOBILI IMPIANTI ELETTRONICI ALTRE TOTALE A. Esistenze iniziali lorde 644.359 1.314.141 652.950 1.249.083 498.736 4.359.269 A.1 Riduzioni di valore totali nette - (574.106) (614.127) (1.071.797) (395.160) (2.655.190) A.2 Esistenze iniziali nette 644.359 740.035 38.823 177.286 103.576 1.704.079 B. Aumenti - 32.249 4.492 44.579 25.621 106.941 B.1 Acquisti - - 4.314 44.431 25.493 74.238 di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - B.2 Spese per migliorie capitalizzate - 32.074 - - - 32.074 B.3 Riprese di valore - - - - - - B.4 Variazioni positive di fair value imputate a: - - - - - a) patrimonio netto - - - - - b) conto economico - - - - - - B.5 Differenze positive di cambio - - - - - - B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a scopo di investimento - 175 - - - 175 B.7 Altre variazioni - - 178 148 128 454 C. Diminuzioni 11.131 51.175 5.070 50.868 24.235 142.479 C.1 Vendite - - 80 - 229 309 di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - C.2 Ammortamenti - 38.352 4.715 44.266 22.271 109.604 C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a: 29 776 274 6.490 192 7.761 a) patrimonio netto - - - - - b) conto economico 29 776 274 6.490 192 7.761 C.4 Variazioni negative di fair value imputate a: - - - - - a) patrimonio netto - - - - - b) conto economico - - - - - - C.5 Differenze negative di cambio - - 1 14 - 15 C.6 Trasferimenti a: 11.102 12.047 - - - 23.149 a) attività materiali detenute a scopo di investimento 10.733 11.932 - - - 22.665 b) attività in via di dismissione 369 115 - - - 484 C.7 Altre variazioni - - - 98 1.543 1.641 D. Rimanenze finali nette 633.228 721.109 38.245 170.997 104.962 1.668.541 D.1 Riduzioni di valore totale nette - (607.287) (602.994) (1.057.415) (373.645) (2.641.341) D.2 Rimanenze finali lorde 633.228 1.328.396 641.239 1.228.412 478.607 4.309.882 E. Valutazione al costo - - - - - -
11.6 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL 2017 | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| TERRENI | FABBRICATI | TOTALE | |||
| A. Esistenze iniziali lorde | 308.444 | 552.985 | 861.429 | ||
| A.1 Riduzioni di valore totali nette | - | (224.776) | (224.776) | ||
| A. Esistenze iniziali | 308.444 | 328.208 | 636.652 | ||
| B. Aumenti | 11.851 | 18.632 | 30.483 | ||
| B.1 Acquisti | - | - | - | ||
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | ||
| B.2 Spese per migliorie capitalizzate | 41 | 5.567 | 5.608 | ||
| B.3 Variazioni positive di fair value | - | - | - | ||
| B.4 Riprese di valore | - | - | - | ||
| B.5 Differenze di cambio positive | - | - | - | ||
| B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale | 10.733 | 11.932 | 22.665 | ||
| B.7 Altre variazioni | 1.077 | 1.133 | 2.210 | ||
| C. Diminuzioni | 71.722 | 54.499 | 126.221 | ||
| C.1 Vendite | 98 | 292 | 390 | ||
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | 98 | 292 | 390 | ||
| C.2 Ammortamenti | - | 15.321 | 15.321 | ||
| C.3 Variazioni negative di fair value | - | - | - | ||
| C.4 Rettifiche di valore da deterioramento | 1.775 | 23.594 | 25.369 | ||
| C.5 Differenze di cambio negative | - | - | - | ||
| C.6 Trasferimenti ad altri portafogli di attività: | 69.849 | 15.292 | 85.141 | ||
| a) immobili ad uso funzionale | - | 175 | 175 | ||
| b) attività non correnti in via di dismissione | 69.849 | 15.117 | 84.966 | ||
| C.7 Altre variazioni | - | - | - | ||
| D. Rimanenze finali | 248.573 | 292.341 | 540.914 | ||
| D.1 Riduzioni di valore totali nette | - | (219.856) | (219.856) | ||
| D.2 Rimanenze finali lorde | 248.573 | 512.197 | 760.770 | ||
| E. Valutazione al fair value | 333.428 | 371.546 | 704.974 |
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
Sezione 12 - Attività immateriali - Voce 120
12.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività (migliaia di €)
| (migliaia di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | CONSISTENZE AL 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|---|
| ATTIVITA'/VALORI | DURATA DEFINITA | DURATA INDEFINITA | DURATA DEFINITA | DURATA INDEFINITA |
| A.1 Avviamento | X | - | X | - |
| A.2 Altre attività immateriali | 4.350 | - | 4.768 | - |
| A.2.1 Attività valutate al costo: | 4.350 | - | 4.768 | - |
| a) Attività immateriali generate internamente | - | - | - | - |
| b) Altre attività | 4.350 | - | 4.768 | - |
| A.2.2 Attività valutate al fair value: | - | - | - | - |
| a) Attività immateriali generate internamente | - | - | - | - |
| b) Altre attività | - | - | - | - |
| Totale | 4.350 | - | 4.768 | - |
| Totale durata definita e indefinita | 4.350 | 4.768 |
12.2 Attività immateriali: variazioni annue (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL 2017 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| ALTRE ATTIVITA' IMMATERIALI | ||||||
| GENERATE INTERNAMENTE | ALTRE | |||||
| AVVIAMENTO | A DURATA DEFINITA |
A DURATA INDEFINITA |
A DURATA DEFINITA |
A DURATA INDEFINITA |
TOTALE | |
| A. Esistenze iniziali lorde | 7.709.526 | - | - | 239.705 | - | 7.949.231 |
| A.1 Riduzioni di valore totale nette | (7.709.526) | - | - | (234.937) | - | (7.944.463) |
| A.2 Esistenze iniziali nette | - | - | - | 4.768 | - | 4.768 |
| B. Aumenti | - | - | - | 4.082 | - | 4.082 |
| B.1 Acquisti | - | - | - | 4.082 | - | 4.082 |
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | 3.043 | - | 3.043 |
| B.2 Incrementi di attività immateriali interne | X | - | - | - | - | - |
| B.3 Riprese di valore | X | - | - | - | - | - |
| B.4 Variazioni positive di fair value | X | - | - | - | - | - |
| - a patrimonio netto | X | - | - | - | - | - |
| - a conto economico | X | - | - | - | - | - |
| B.5 Differenze di cambio positive | - | - | - | - | - | - |
| B.6 Altre variazioni | - | - | - | - | - | - |
| C. Diminuzioni | - | - | - | 4.500 | - | 4.500 |
| C.1 Vendite | - | - | - | - | - | - |
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | - | - | - |
| C.2 Rettifiche di valore | - | - | - | 4.434 | - | 4.434 |
| - ammortamenti | X | - | - | 1.573 | - | 1.573 |
| - svalutazioni | - | - | - | 2.861 | - | 2.861 |
| + patrimonio netto | X | - | - | - | - | - |
| + conto economico | - | - | - | 2.861 | - | 2.861 |
| C.3 Variazioni negative di fair value | X | - | - | - | - | - |
| - a patrimonio netto | X | - | - | - | - | - |
| - a conto economico | X | - | - | - | - | - |
| C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di | ||||||
| dismissione | - | - | - | - | - | - |
| C.5 Differenze di cambio negative | - | - | - | 66 | - | 66 |
| C.6 Altre variazioni | - | - | - | - | - | - |
| D. Rimanenze finali nette | - | - | - | 4.350 | - | 4.350 |
| D.1 Riduzioni di valore totale nette | (7.709.526) | - | - | (236.792) | - | (7.946.318) |
| E. Rimanenze finali lorde | 7.709.526 | - | - | 241.142 | - | 7.950.668 |
| F. Valutazione al costo | - | - | - | - | - | - |
Sezione 13 - Le attività fiscali e le passività fiscali - Voce 130 dell'Attivo e Voce 80 del Passivo
13.1 Attività per imposte anticipate: composizione (migliaia di €)
| (migliaia di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||
|---|---|---|---|
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||
| Attività per imposte anticipate derivanti dalla Legge 214/2011 | 8.156.932 | 11.017.399 | |
| Attività per imposte anticipate derivanti da perdite fiscali riportate a nuovo | 247.000 | 89.500 | |
| Attività per imposte anticipate derivanti da differenze temporanee | 648.793 | 729.816 | |
| Attività e passività finanziarie (diverse da crediti e debiti) | 48.579 | 57.709 | |
| Crediti e debiti verso banche e clienti | 7.156 | 81.007 | |
| Coperture e adeguamento di valore delle poste coperte | 43.428 | 57.964 | |
| Attività materiali e immateriali diverse da avviamento | 63.124 | 330 | |
| Avviamento e partecipazioni | - | 58.899 | |
| Attività e passività correnti in via di dismissione | - | - | |
| Altre attività e Altre passività | 3.873 | 162.384 | |
| Fondi rischi, quiescenza e simili | 482.633 | 293.726 | |
| Altro | - | 17.797 | |
| Effetto di compensazione contabile | (402.455) | (522.564) | |
| TOTALE | 8.650.270 | 11.314.151 |
La voce "Partecipazioni" comprende 3.171,1 milioni nel 2017 relativi alla fiscalità anticipata (IRES ed IRAP) derivante l'affrancamento dei maggior valori delle partecipazioni di controllo ai sensi dell'art.23 del D.L.98/2011; inoltre nella voce "attività immateriali" sono inclusi 1.288,9 milioni di imposte anticipate (IRES ed IRAP) derivanti dall'affrancamento fiscale di avviamenti contabili.
I suddetti valori sono quelli risultanti a seguito dei risultati del test di sostenibilità previsto dallo IAS12, tenendo conto delle proiezioni economiche prevedibili per gli esercizi futuri e delle peculiarità delle legislazioni fiscali di ciascun Paese, al fine di verificare che vi siano, sulla base di un arco temporale di 5 anni adottato ai fini di armonizzare l'approccio fra le principali entità del Gruppo, redditi imponibili futuri a fronte dei quali sia possibile utilizzare le medesime.
Con particolare riferimento alle imposte anticipate originate da differenze temporanee (8.996,8 milioni contabilizzate prima della compensazione operata con le corrispondenti imposte differite passive), la verifica di recuperabilità tiene conto, oltre che delle proiezioni economiche, delle previsioni di trasformabilità delle imposte anticipate in crediti d'imposta ai sensi della legge n.214/2011.
13.2 Passività per imposte differite: composizione (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | |||
|---|---|---|---|
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||
| Passività per imposte differite derivanti da differenze temporanee | 402.455 | 522.564 | |
| Attività e passività finanziarie (diverse da crediti e debiti) | 258.412 | 328.933 | |
| Crediti e debiti verso banche e clienti | - | - | |
| Coperture e adeguamento di valore delle poste coperte | 26.152 | 59.879 | |
| Attività materiali e immateriali diverse da avviamento | 115.227 | 125.719 | |
| Avviamento e partecipazioni | - | 5.368 | |
| Attività e passività correnti in via di dismissione | - | - | |
| Altre attività e Altre passività | - | 2.665 | |
| Altro | 2.664 | - | |
| Effetto di compensazione contabile | (402.455) | (522.564) | |
| Totale | - | - |
Al 31 dicembre 2017, l'ammontare totale di imposte differite attive convertibili in crediti d'imposta è pari a 7.191,6 milioni per IRES ed 965,3 milioni per IRAP.
Le attività fiscali differite nell'anno, oltre alla normale dinamica in contropartita delle imposte correnti, hanno subito una riduzione di 2.859,3 milioni di cui 2.520,5 milioni per IRES e di 338,8 milioni per IRAP in relazione alla trasformazione in crediti d'imposta sulla base della perdita contabile di 11.460,1 milioni consuntivata a bilancio 2016.
Per maggiori informazioni relative alla trasformazione dei credit di imposta si rimanda al corrispondente paragrafo della Relazione sulla gestione.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
13.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico) (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL | |||
|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | ||
| 1. Importo iniziale | 11.139.449 | 11.571.911 | |
| 2. Aumenti | 1.634.701 | 994.762 | |
| 2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio | 1.109.935 | 231.653 | |
| a) relative a precedenti esercizi | 50.635 | 5.276 | |
| b) dovute al mutamento di criteri contabili | - | - | |
| c) riprese di valore | 492.321 | - | |
| d) altre | 566.979 | 226.377 | |
| 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali | - | - | |
| 2.3 Altri aumenti | 524.766 | 763.109 | |
| operazioni di aggregazione aziendale | 2.202 | 6.208 | |
| rigiro compensazione delle imposte differite esercizio precedente | 522.564 | 645.537 | |
| altre variazioni | - | 111.364 | |
| 3. Diminuzioni | 4.476.850 | 1.427.224 | |
| 3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio | 1.051.042 | 561.307 | |
| a) rigiri | 572.800 | 469.416 | |
| b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità | 380.241 | 84.007 | |
| c) mutamento di criteri contabili | - | - | |
| d) altre | 98.001 | 7.884 | |
| 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali | - | - | |
| 3.3 Altre diminuizioni | 3.425.808 | 865.917 | |
| a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011 | 2.859.421 | 341.419 | |
| b) altre | 566.387 | 524.498 | |
| operazioni di aggregazione aziendale | - | 1.935 | |
| compensazione delle imposte differite correnti esercizio | 402.455 | - | |
| altre variazioni | 163.932 | 522.563 | |
| 4. Importo finale | 8.297.300 | 11.139.449 |
| (migliaia di €) 13.3.1 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. 214/2011 (in contropartita del conto economico) |
|||
|---|---|---|---|
| MOVIMENTI DEL | |||
| 2017 | 2016 | ||
| 1. Importo iniziale | 11.017.399 | 11.354.076 | |
| 2. Aumenti | - | 5.070 | |
| 3. Diminuzioni | 2.860.222 | 341.747 | |
| 3.1 Rigiri | - | - | |
| 3.2 Trasformazione in crediti d'imposta | 2.859.421 | 341.419 | |
| a) derivante da perdite di esercizio | 2.859.421 | 341.419 | |
| b) derivante da perdite fiscali | - | - | |
| 3.3 Altre diminuzioni | 801 | 328 | |
| 4. Importo finale | 8.157.177 | 11.017.399 |
13.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico) (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL | ||
|---|---|---|
| 2017 | 2016 | |
| 1. Importo iniziale | - | - |
| 2. Aumenti | 137.724 | 180.586 |
| 2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio | 4.606 | - |
| a) relative a precedenti esercizi | - | - |
| b) dovute al mutamento di criteri contabili | - | - |
| c) altre | 4.606 | - |
| 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali | - | 33.234 |
| 2.3 Altri aumenti | 133.118 | 147.352 |
| operazioni di aggregazione aziendale | - | - |
| rigiro compensazione delle imposte differite esercizio precedente | 133.101 | 140.420 |
| altre variazioni | 17 | 6.932 |
| 3. Diminuzioni | 137.724 | 180.586 |
| 3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio | 16.055 | 47.404 |
| a) rigiri | 16.055 | 47.404 |
| b) dovute al mutamento di criteri contabili | - | - |
| c) altre | - | - |
| 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali | - | - |
| 3.3 Altre diminuzioni | 121.669 | 133.182 |
| operazioni di aggregazione aziendale | - | 80 |
| compensazione delle imposte differite esercizio corrente | 121.669 | - |
| altre variazioni | - | 133.102 |
| 4. Importo finale | - | - |
13.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto) (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL | |||
|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | ||
| 1. Importo iniziale | 174.703 | 176.697 | |
| 2. Aumenti | 451.021 | 97.633 | |
| 2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio | 450.083 | 85.987 | |
| a) relative a precedenti esercizi | - | - | |
| b) dovute al mutamento di criteri contabili | - | - | |
| c) altre | 450.083 | 85.987 | |
| 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali | - | - | |
| 2.3 Altri aumenti | 938 | 11.646 | |
| operazioni di aggregazione aziendale | - | 1.374 | |
| rigiro compensazione delle imposte differite esercizio precedente | - | 10.272 | |
| altre variazioni | 938 | - | |
| 3. Diminuzioni | 272.754 | 99.628 | |
| 3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio | 272.754 | 99.294 | |
| a) rigiri | 200.760 | 51.579 | |
| b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità | 800 | - | |
| c) dovute al mutamento di criteri contabili | - | - | |
| d) altre | 71.194 | 47.715 | |
| 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali | - | - | |
| 3.3 Altre diminuzioni | - | 334 | |
| operazioni di aggregazione aziendale | - | - | |
| compensazione delle imposte differite esercizio corrente | - | - | |
| altre variazioni | - | 334 | |
| 4. Importo finale | 352.970 | 174.702 |
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
13.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto) (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL | |||
|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | ||
| 1. Importo iniziale | - | 9.791 | |
| 2. Aumenti | 723.252 | 664.859 | |
| 2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio | 333.789 | 146.243 | |
| a) relative a precedenti esercizi | - | - | |
| b) dovute al mutamento di criteri contabili | - | - | |
| c) altre | 333.789 | 146.243 | |
| 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali | - | - | |
| 2.3 Altri aumenti | 389.463 | 518.616 | |
| operazioni di aggregazione aziendale | - | - | |
| rigiro compensazione delle imposte differite esercizio precedente | 389.463 | 515.389 | |
| altre variazioni | - | 3.227 | |
| 3. Diminuzioni | 723.252 | 674.650 | |
| 3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio | 441.146 | 285.187 | |
| a) rigiri | 127.859 | 125.014 | |
| b) dovute al mutamento di criteri contabili | - | - | |
| c) altre | 313.287 | 160.173 | |
| 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali | - | - | |
| 3.3 Altre diminuzioni | 282.106 | 389.463 | |
| operazioni di aggregazione aziendale | - | - | |
| compensazione delle imposte differite esercizio corrente | 280.787 | 389.463 | |
| altre variazioni | 1.319 | - | |
| 4. Importo finale | - | - |
13.7 Altre informazioni
CONSOLIDATO FISCALE NAZIONALE
Il decreto legislativo 12 dicembre 2003 n.344, recante la riforma dell'imposta sul reddito delle società (IRES), ha introdotto la tassazione del reddito dei gruppi societari in base al regime del consolidato nazionale.
La disciplina del consolidato fiscale nazionale ha carattere opzionale, durata vincolata per tre esercizi e subordinata alla sussistenza di determinate condizioni (rapporto di controllo, identità dell'esercizio sociale).
Attualmente la partecipazione al consolidato fiscale nazionale consente di beneficiare della compensazione immediata dei redditi e delle perdite fiscali generati dalle società incluse nel perimetro di consolidamento.
Si segnala che per l'esercizio 2017 le società hanno aderito al regime di tassazione del consolidato fiscale nazionale con la Capogruppo UniCredit S.p.A. sono le seguenti :
- UniCredit Factoring Milano
- UniCredit Leasing Milano
- I-Faber Milano
- Cordusio Fiduciaria Milano
- UniCredit Business Integrated Solutions Milano
- Cordusio SIM Milano
- UniCredit Bank AG Milan Branch
Il numero delle Società incluse nel perimetro del Consolidato Fiscale è diminuito rispetto all'esercizio 2016 di due unità in quanto:
- la società Pioneer Investment Management Milano è stata ceduta all'esterno del Gruppo;
- la società Pioneer Global Asset Management Milano è stata incorporata in UniCredit S.p.A. in data 1 novembre 2017 con decorrenza contabile e fiscale dal 1 gennaio 2017.
ATTIVITA' FISCALI DIFFERITE PER PERDITE FISCALI PORTATE A NUOVO
Nel corso dell'esercizio sono emerse perdite fiscali riportabili per 468,9 milioni, che si cumulano alla perdita residua riportata sul 2016 per un totale complessivo di 3.272,7 milioni di euro. A queste si aggiungono anche 32,5 milioni di perdite fiscali acquisite in seguito all'incorporazione della controllata PGAM.
Si registrano invece perdite fiscali non utilizzate per un totale di circa 4.824 milioni sulle filiali estere, per costi legati allo start up delle stesse filiali o ad altri costi di struttura. Trattasi però di perdite fiscali utilizzabili esclusivamente a valere su redditi imponibili delle singole filiali per le imposte dovute nel Paese di insediamento.
Sezione 14 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 140 dell'Attivo e Voce 90 del Passivo
| 14.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||||
| A. Singole attività | |||||
| A.1 Attività finanziarie | 54.553 | 2.209.063 | |||
| A.2 Partecipazioni | 8.234 | 5.201.971 | |||
| A.3 Attività materiali | 87.244 | 27.927 | |||
| A.4 Attività immateriali | - | - | |||
| A.5 Altre attività non correnti | - | - | |||
| Totale A | 150.031 | 7.438.961 | |||
| di cui valutate al costo | 70.725 | 4.487.863 | |||
| di cui valutate al fair value livello 1 | - | - | |||
| di cui valutate al fair value livello 2 | 79.306 | 2.951.098 | |||
| di cui valutate al fair value livello 3 | - | - | |||
| B. Gruppi di attività (unità operative dismesse) | |||||
| B.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione | - | - | |||
| B.2 Attività finanziarie valutate al fair value | - | - | |||
| B.3 Attività finanziarie disponibili per la vendita | - | - | |||
| B.4 Attività finanziarie detenute fino alla scadenza | - | - | |||
| B.5 Crediti verso banche | - | - | |||
| B.6 Crediti verso clientela | - | - | |||
| B.7 Partecipazioni | - | - | |||
| B.8 Attività materiali | - | - | |||
| B.9 Attività immateriali | - | - | |||
| B.10 Altre attività | - | - | |||
| Totale B | - | - | |||
| di cui valutate al costo | - | - | |||
| di cui valutate al fair value livello 1 | - | - | |||
| di cui valutate al fair value livello 2 | - | - | |||
| di cui valutate al fair value livello 3 | - | - | |||
| Totale A+B | 150.031 | 7.438.961 | |||
| C. Passività associate a singole attività in via di dismissione | |||||
| C.1 Debiti | - | - | |||
| C.2 Titoli | - | - | |||
| C.3 Altre passività | - | 2.544 | |||
| Totale C | - | 2.544 | |||
| di cui valutate al costo | - | 2.544 | |||
| di cui valutate al fair value livello 1 | - | - | |||
| di cui valutate al fair value livello 2 | - | - | |||
| di cui valutate al fair value livello 3 | - | - | |||
| D. Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione | |||||
| D.1 Debiti verso banche | - | - | |||
| D.2 Debiti verso clientela | - | - | |||
| D.3 Titoli in circolazione | - | - | |||
| D.4 Passività finanziarie di negoziazione | - | - | |||
| D.5 Passività finanziarie valutate al fair value | - | - | |||
| D.6 Fondi | - | - | |||
| D.7 Altre passività | - | - | |||
| Totale D | - | - | |||
| di cui valutate al costo | - | - | |||
| di cui valutate al fair value livello 1 | - | - | |||
| di cui valutate al fair value livello 2 | - | - | |||
| di cui valutate al fair value livello 3 | - | - |
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo
La riduzione intervenuta nell'esercizio è stata determinata dalla cessione (i) delle società del gruppo Pekao e del gruppo Pioneer (ad eccezione delle società Baroda Pioneer Asset Management Company LTD e Baroda Pioneer Trustee Company PVT LTD) e (ii) del portafoglio crediti FINO a seguito del perfezionamento della "fase 1" del "Progetto FINO". Per ulteriori informazioni in tema si rimanda alla descrizione esposta in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)" di Parte E.
A riferimento le singole attività e passività in via di dismissione, le consistenze al 31 dicembre 2017 si riferiscono principalmente alla prima iscrizione, in base alle previsioni IFRS5, (i) di alcuni portafogli di crediti, (ii) di selezionate proprietà immobiliari e (iii) alla partecipazione in i-Faber S.p.A.
Per quanto riguarda i dati relativi ai gruppi di attività in via di dismissione, e passività associate, la consistenza al 31 dicembre 2017 si riferisce alle società del gruppo Pioneer Baroda Pioneer Asset Management Company LTD e Baroda Pioneer Trustee Company PVT LTD.
Si segnala che le valutazioni del gruppo Pioneer, per le società di cui sopra non ancora cedute (la cui vendita è prevista entro il primo semestre 2018) sono state effettuate sulla base del principio contabile IFRS5 (misurazione al minore fra il valore contabile e fair value al netto dei costi di vendita). In tale processo valutativo gli attivi netti riferiti a tali società viene mantenuto iscritto al proprio valore contabile in quanto il fair value risulta sostanzialmente superiore.
Le valutazioni al fair value al solo fine di adempiere alle richieste d'informativa al mercato sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value.
Sezione 15 - Altre attività - Voce 150
15.1 Altre Attività: composizione (migliaia di €) CONSISTENZE AL VOCI/VALORI 31.12.2017 31.12.2016 Ratei attivi diversi da quelli che vanno capitalizzati sulle relative attività finanziarie 92.240 383.709 Cassa e altri valori in carico al cassiere: 230.014 235.779 - assegni di c/c tratti su terzi in corso di negoziazione 229.671 235.281 - assegni tratti sull'azienda in giacenza presso la Cassa 343 498 - vaglia, assegni circolari e titoli equiparati - - - cedole, titoli esigibili a vista, valori bollati e valori diversi - - Interessi e competenze da addebitare a: 133 135 - clienti 133 135 - banche - - Partite viaggianti tra filiali non attribuite ai conti di pertinenza 12.332 21.597 Partite in corso di lavorazione 389.975 246.513 Partite definitive ma non imputabili ad altre voci: 1.521.623 1.233.102 - titoli e cedole da regolare 1.430 591 - altre operazioni 1.520.193 1.232.511 Rettifiche per partite illiquide di portafoglio 264.164 166.798 Partite fiscali diverse da quelle imputate a voce 130 1.583.025 1.723.931 Crediti Share Based Payment 144.546 114.826 - crediti verso Società controllate connesse a Equity Settled Share Based Payments 144.546 114.826 - crediti verso Società controllate connesse a Cash Settled Share Based Payments - - Altre partite 462.302 273.870 - migliorie su beni di terzi (attività non scindibili) 94.090 97.456 - partite riguardanti incidenti e vertenze in corso di acclaramento ( al valore di presumibile realizzo) 29.089 25.032 - altre partite 339.123 151.382 Totale 4.700.354 4.400.260
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
Passivo
Sezione 1 - Debiti verso banche - Voce 10
1.1 Debiti verso banche: composizione merceologica (migliaia di €)
CONSISTENZE AL TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 31.12.2017 31.12.2016 1. Debiti verso banche centrali 33.576.658 18.293.918 2. Debiti verso banche 23.230.358 26.086.589 2.1 Conti correnti e depositi liberi 4.826.878 3.981.725 2.2 Depositi vincolati 3.812.805 3.055.966 2.3 Finanziamenti 14.249.826 18.703.373 2.3.1 pronti contro termine passivi 7.737.626 10.519.736 2.3.2 altri 6.512.200 8.183.637 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - - 2.5 Altri debiti 340.849 345.525 Totale 56.807.016 44.380.507 Fair value - livello 1 - - Fair value - livello 2 13.896.046 38.128.886 Fair value - livello 3 43.033.573 6.037.515 Totale fair value 56.929.619 44.166.401
L'incremento dei "Debiti verso banche centrali" è riconducibile all'incremento delle anticipazioni TLTRO II deliberate dal Consiglio Direttivo della BCE con Decisione (UE) 2016/810 (pari a 33 miliardi alla data del 31 dicembre 2017).
I debiti verso banche non sono gestiti sulla base del loro fair value che viene presentato al solo fine di adempiere alle richieste d'informativa di bilancio. Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value.
1.2 Dettaglio della voce 10 "Debiti verso banche": debiti subordinati
L'elenco complessivo dei debiti subordinati, compresi in questa e nelle successive tavole, è riportato nella parte F - Informazioni sul patrimonio. L'ammontare incluso nella voce "Debiti verso banche" è pari a 67 milioni.
Sezione 2 - Debiti verso clientela - Voce 20
| 2.1 Debiti verso clientela: composizione merceologica | (migliaia di €) | ||
|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/COMPONENTI DEL GRUPPO | 31.12.2017 | 31.12.2016 | |
| 1. Conti correnti e depositi liberi | 154.551.338 | 146.751.735 | |
| 2. Depositi vincolati | 1.584.116 | 2.551.661 | |
| 3. Finanziamenti | 35.885.701 | 42.042.397 | |
| 3.1 pronti contro termine passivi | 34.489.558 | 39.963.332 | |
| 3.2 altri | 1.396.143 | 2.079.065 | |
| 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali | - | - | |
| 5. Altri debiti | 5.117.607 | 5.175.141 | |
| Totale | 197.138.762 | 196.520.934 | |
| Fair value - livello 1 | - | - | |
| Fair value - livello 2 | 37.732.119 | 43.710.307 | |
| Fair value - livello 3 | 159.325.053 | 152.152.318 | |
| Totale fair value | 197.057.172 | 195.862.625 |
I debiti verso clientela non sono gestiti sulla base del loro fair value che viene presentato al solo fine di adempiere alle richieste d'informativa di bilancio. Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
Il fair value delle poste a vista è stato valutato essere uguale al loro valore netto di bilancio avvalendosi della possibilità offerta dall'IFRS7.29. In accordo a tale assunzione, alle poste a vista è stato assegnato un livello di fair value pari a 3. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4. Informativa sul fair value.
2.2 Dettaglio della voce 20 "Debiti verso clientela": debiti subordinati
La voce "Debiti verso clientela" comprende debiti subordinati pari a 21 milioni.
Sezione 3 - Titoli in circolazione - Voce 30
3.1 Titoli in circolazione: composizione merceologica (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 |
CONSISTENZE AL | 31.12.2016 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VALORE DI | FAIR VALUE | VALORE DI | FAIR VALUE | |||||
| TIPOLOGIA TITOLI/VALORI | BILANCIO | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | BILANCIO | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| A. Titoli | ||||||||
| 1. Obbligazioni | 57.334.101 | 30.184.820 | 30.285.452 | 107 | 75.016.905 | 36.926.498 | 39.975.082 | 107 |
| 1.1 strutturate | 1.942.982 | - | 1.964.090 | - | 4.495.477 | 1.098.191 | 3.424.001 | - |
| 1.2 altre | 55.391.119 | 30.184.820 | 28.321.362 | 107 | 70.521.428 | 35.828.307 | 36.551.081 | 107 |
| 2. Altri titoli | 7.611.531 | - | 1.313.860 | 6.316.809 | 8.109.900 | - | 3.892.925 | 4.252.605 |
| 2.1 strutturati | 127.570 | - | 144.446 | - | 189.041 | - | 225.762 | - |
| 2.2 altri | 7.483.961 | - | 1.169.414 | 6.316.809 | 7.920.859 | - | 3.667.163 | 4.252.605 |
| Totale | 64.945.632 | 30.184.820 | 31.599.312 | 6.316.916 | 83.126.805 | 36.926.498 | 43.868.007 | 4.252.712 |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 68.101.048 | 85.047.217 |
Le sottovoci "1.1 strutturate" delle obbligazioni e "2.1 strutturati" degli altri titoli ammontano complessivamente a 2.071 milioni e rappresentano il 3% del totale. Si riferiscono principalmente a strumenti di tipo interest-rate linked con componenti derivative altamente correlate identificati coerentemente alle regole di classificazione Mifid.
I titoli in circolazione si riducono per effetto della dinamica combinata di scadenze e nuove emissioni e dei riacquisti effettuati.
Le valutazioni al fair value al solo fine di adempiere alle richieste d'informativa di bilancio sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni.
Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A. Politiche contabili - A.4. Informativa sul fair value.
3.2 Dettaglio della voce 30 "Titoli in circolazione": titoli subordinati
La voce "Titoli in circolazione" comprende titoli subordinati per 11.591 milioni.
3.4 Dettaglio della voce 30 "Titoli in circolazione": Covered Bond
Al 31 dicembre 2017 risultano emesse complessivamente per i due programmi 28 serie di Obbligazioni Bancarie Garantite per un ammontare complessivo di 26.456 milioni, di cui 14.350 milioni ritenuti all'interno di UniCredit S.p.A.
| Sezione 4 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce 40 | |||
|---|---|---|---|
4.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | CONSISTENZE AL 31.12.2016 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPOLOGIA | VALORE | FAIR VALUE | FAIR | VALORE | FAIR VALUE | FAIR | ||||
| OPERAZIONI/VALORI | NOMINALE | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | VALUE* | NOMINALE | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | VALUE* |
| A. Passività per cassa | ||||||||||
| 1. Debiti verso banche | - | 535.350 | - | - | 535.350 | - | 249.257 | - | - | 249.257 |
| 2. Debiti verso clientela | - | 6.698.206 | - | - | 6.698.206 | - | 6.274.093 | - | - | 6.274.093 |
| 3. Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3.1 Obbligazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3.1.1 Strutturate | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 3.1.2 Altre obbligazioni | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 3.2 Altri titoli | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3.2.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 3.2.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| Totale A | - | 7.233.556 | - | - | 7.233.556 | - | 6.523.350 | - | - | 6.523.350 |
| B. Strumenti derivati | ||||||||||
| 1. Derivati finanziari | X | 6.757 | 5.297.269 | 530.299 | X | X | 3.434 | 7.524.210 | 506.042 | X |
| 1.1 Di negoziazione | X | 6.757 | 4.865.814 | 377.596 | X | X | 3.434 | 7.089.411 | 444.319 | X |
| 1.2 Connessi con la fair | ||||||||||
| value option | X | - | 202.887 | 87.732 | X | X | - | 170.912 | 361 | X |
| 1.3 Altri | X | - | 228.568 | 64.971 | X | X | - | 263.887 | 61.362 | X |
| 2. Derivati creditizi | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X |
| 2.1 Di negoziazione | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X |
| 2.2 Connessi con la fair | ||||||||||
| value option | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X |
| 2.3 Altri | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X |
| Totale B | X | 6.757 | 5.297.269 | 530.299 | X | X | 3.434 | 7.524.210 | 506.042 | X |
| Totale A+B | X | 7.240.313 | 5.297.269 | 530.299 | X | X | 6.526.784 | 7.524.210 | 506.042 | X |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 13.067.881 | 14.557.036 |
Nota:
(*) Calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.
I "Debiti verso banche" e "Debiti verso clientela" si riferiscono a scoperti tecnici a cui non viene attribuito un valore nominale. Sono alimentati a fronte della valorizzazione degli scoperti tecnici tipici dell'attività di primary dealer e market maker in titoli di stato.
La sottovoce "derivati finanziari: altri" comprende (i) i contratti derivati facenti parte di strumenti finanziari strutturati il cui strumento "ospite" è stato classificato in un portafoglio diverso da quello di negoziazione/fair value option e (ii) quelli economicamente connessi a poste del portafoglio bancario.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
Sezione 5 - Passività finanziarie valutate al fair value - Voce 50
| 5.1 Passività finanziarie valutate al fair value: composizione merceologica | (migliaia di €) | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||||||
| TIPOLOGIA DI OPERAZIONI/ VALORI |
VALORE NOMINALE |
LIVELLO 1 | FAIR VALUE LIVELLO 2 |
LIVELLO 3 | FAIR VALUE(*) |
VALORE NOMINALE |
LIVELLO 1 | FAIR VALUE LIVELLO 2 |
LIVELLO 3 | FAIR VALUE(*) |
| 1. Debiti verso banche | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 1.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 1.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 2. Debiti verso clientela | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 2.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 2.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 3. Titoli di debito | 2.698.887 | - | 2.737.625 | - | 2.678.873 | 2.053.774 | - | 2.102.895 | - | 2.072.224 |
| 3.1 Strutturati | 2.698.887 | - | 2.737.625 | - | X | 2.053.774 | - | 2.102.895 | - | X |
| 3.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| Totale | 2.698.887 | - | 2.737.625 | - | 2.678.873 | 2.053.774 | - | 2.102.895 | - | 2.072.224 |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 2.737.625 | 2.102.895 |
Nota:
(*) Fair value: calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.
La sottovoce "3.1 Titoli di debito - strutturati" riflette l'emissione, a partire dal primo trimestre del 2016 da parte di UniCredit S.p.A., di "certificates" (titoli di debito strutturati) ed ulteriori 471 milioni di "mandatorily settled secured equity-linked certificates" (cosiddetti Mando) legati all'operazione di cessione di Bank Pekao S.A. Tali strumenti sono classificati come valutati al fair value in quanto le componenti derivative implicite non sono scorporabili.
Sezione 6 - Derivati di copertura - Voce 60
| (migliaia di €) 6.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e livelli |
|---|
| ------------------------------------------------------------------------------------------------- |
CONSISTENZE AL 31.12.2017 CONSISTENZE AL 31.12.2016 FAIR VALUE VALORE NOZIONALE FAIR VALUE VALORE LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 NOZIONALE A. Derivati finanziari 29.210 4.529.110 - 256.709.902 11.782 6.115.078 15 206.208.512 1) Fair value 29.210 4.368.438 - 250.216.724 11.782 5.899.779 15 197.584.544 2) Flussi finanziari - 160.672 - 6.493.178 - 215.299 - 8.623.968 3) Investimenti esteri - - - - - - - - B. Derivati creditizi - - - - - - - - 1) Fair value - - - - - - - - 2) Flussi finanziari - - - - - - - - Totale 29.210 4.529.110 - 256.709.902 11.782 6.115.078 15 206.208.512 Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 4.558.320 6.126.875
6.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| FAIR VALUE | FLUSSI FINANZIARI | ||||||||
| SPECIFICA | |||||||||
| OPERAZIONI/TIPO DI COPERTURA | RISCHIO DI TASSO |
RISCHIO DI CAMBIO |
RISCHIO DI CREDITO |
RISCHIO DI PREZZO |
PIU' RISCHI | GENERICA | SPECIFICA | GENERICA | INVESTIMENTI ESTERI |
| 1. Attività finanziarie disponibili per la vendita |
965.814 | 207 | - | - | - | X | - | X | X |
| 2. Crediti | - | - | - | X | - | X | - | X | X |
| 3. Attività finanziarie detenute fino alla | |||||||||
| scadenza | X | - | - | X | - | X | - | X | X |
| 4. Portafoglio | X | X | X | X | X | 2.947.465 | X | 159.655 | X |
| 5. Altre operazioni | - | - | - | - | - | X | - | X | - |
| Totale attività | 965.814 | 207 | - | - | - | 2.947.465 | - | 159.655 | - |
| 1. Passività finanziarie | - | - | - | X | - | X | - | X | X |
| 2. Portafoglio | X | X | X | X | X | 484.162 | X | 1.017 | X |
| Totale passività | - | - | - | - | - | 484.162 | - | 1.017 | - |
| 1. Transazioni attese | X | X | X | X | X | X | - | X | X |
| 2. Portafoglio di attività e passività finanziarie |
X | X | X | X | X | - | X | - | - |
Sezione 7 - Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica - Voce 70
| 7.1 Adeguamento di valore delle passività coperte | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE PASSIVITÀ COPERTE/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| 1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie | 2.071.614 | 3.099.026 |
| 2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie | (351.243) | (305.828) |
| Totale | 1.720.371 | 2.793.198 |
| 7.2 Passività oggetto di copertura generica del rischio di tasso di interesse: composizione | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| PASSIVITA' COPERTE | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
|---|---|---|
| 1. Debiti | - | - |
| 2. Titoli in circolazione | - | - |
| 3. Portafoglio | 81.907.262 | 79.512.573 |
| Totale | 81.907.262 | 79.512.573 |
Sezione 8 - Passività fiscali - Voce 80
Vedi sezione 13 dell'Attivo.
Sezione 9 - Passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 90 Vedi sezione 14 dell'Attivo.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
Sezione 10 - Altre passività - Voce 100
| 10.1 Altre passività: composizione | 0 | (migliaia di €) |
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| VOCI/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| Debiti per le garanzie finanziarie rilasciate | 5.724 | 10.042 |
| Deterioramento delle garanzie finanziarie rilasciate, dei derivati creditizi, degli impegni irrevocabili a erogare fondi |
305.493 | 494.850 |
| Debiti per gli impegni irrevocabili a erogare fondi | - | - |
| Ratei passivi diversi da quelli da capitalizzare sulle pertinenti passività finanziarie | 100.642 | 85.472 |
| Accordi di pagamento basati sul valore dei propri strumenti di capitale classificati come debiti secondo l'IFRS2 |
3.286 | 4.233 |
| Altri debiti relativi ad altro personale | 1.739.619 | 975.523 |
| Interessi e competenze da accreditare a: | - | - |
| - clienti | - | - |
| - banche | - | - |
| Partite viaggianti tra filiali non attribuite ai conti di pertinenza | 35.921 | 31.597 |
| Somme a disposizione da riconoscere a terzi | - | - |
| Partite in corso di lavorazione | 384.143 | 675.851 |
| Partite relative ad operazioni in titoli | 255.156 | 73.404 |
| Partite non definibili ma non imputabili ad altre voci: | 3.856.070 | 3.526.809 |
| - debiti verso fornitori | 600.644 | 626.016 |
| - altre partite | 3.255.426 | 2.900.793 |
| Debiti per partite diverse dal servizio di riscossione tributi | - | - |
| Rettifiche per partite illiquide di portafoglio | - | - |
| Partite fiscali diverse da quelle imputate a voce 80 | 969.957 | 1.252.100 |
| Altre partite | 167.812 | 160.849 |
| Totale | 7.823.823 | 7.290.730 |
Sezione 11 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 110
Il Fondo trattamento di fine rapporto del personale è da intendersi come una "prestazione successiva al rapporto di lavoro a benefici definiti", pertanto la sua iscrizione in bilancio ha richiesto la stima, con tecniche attuariali, dell'ammontare delle prestazioni maturate dai dipendenti e l'attualizzazione delle stesse. La determinazione di tali prestazioni è stata effettuata da un attuario esterno al Gruppo utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito" (si veda Parte A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio).
11.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue (migliaia di €)
MOVIMENTI DEL 2017 2016 A. Esistenze iniziali 1.019.713 1.028.374 B. Aumenti 14.971 63.213 B.1 Accantonamento dell'esercizio 12.946 17.910 B.2 Altre variazioni 2.025 45.303 di cui: operazioni di aggregazione aziendale 8 63 C. Diminuzioni 206.234 71.874 C.1 Liquidazioni effettuate 184.995 67.237 C.2 Altre variazioni 21.239 4.637 di cui: operazioni di aggregazione aziendale 276 4.135 D. Rimanenze finali 828.450 1.019.713
11.2 Trattamento di fine rapporto: altre informazioni (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL | ||
|---|---|---|
| 2017 | 2016 | |
| Accantonamento dell'esercizio: | 12.946 | 17.910 |
| - Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti | - | - |
| - Interessi passivi sull'obbligazione a benefici definiti | 12.946 | 17.910 |
| - Utili e perdite da riduzioni o estinzioni | - | - |
| - Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate | - | - |
| (Utili) Perdite attuariali rilevati a Riserve da valutazione (OCI) | (20.408) | 43.082 |
| Descrizione delle principali ipotesi attuariali | ||
| - Tasso di attualizzazione | 1,45% | 1,25% |
| - Tasso di inflazione atteso | 1,40% | 1,10% |
La durata finanziaria degli impegni è pari a 8,2 anni; il saldo delle Riserve di Valutazione negative al netto delle tasse si modifica da -119.958 migliaia al 31 dicembre 2016 a -105.195 migliaia al 31 dicembre 2017.
Una variazione di -25 basis points del tasso di attualizzazione comporterebbe un aumento della passività di 17.265 migliaia (+2,08%); un equivalente aumento del tasso, invece, una riduzione della passività di 16.871 migliaia (-2,04%). Una variazione di -25 basis points del tasso di inflazione comporterebbe una riduzione della passività di 10.490 migliaia (-1,27%); un equivalente aumento del tasso, invece, un aumento della passività di 10.613 migliaia (+1,28%).
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
Sezione 12 - Fondi per rischi ed oneri - Voce 120
12.1 Fondi per rischi e oneri: composizione (migliaia di €)
| (migliaia di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
|---|---|---|
| VOCI/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| 1. Fondi di quiescenza aziendali | 77.312 | 373.189 |
| 2. Altri fondi per rischi ed oneri | 1.765.693 | 3.034.139 |
| 2.1 Controversie legali | 538.982 | 571.021 |
| 2.2 Oneri per il personale | 383.191 | 1.308.377 |
| 2.3 Altri | 843.520 | 1.154.741 |
| Totale | 1.843.005 | 3.407.328 |
A presidio delle passività che potrebbero scaturire dalle cause passive pendenti (diverse da quelle giuslavoristiche, fiscali o attinenti al recupero del credito), UniCredit S.p.A. ha in essere, al 31 dicembre 2017, un fondo per rischi ed oneri pari a 478 milioni (513 milioni al 31 dicembre 2016). Si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura per maggiori dettagli.
La riduzione, nell'ambito nella sottovoce 1. Fondi di quiescenza aziendali, deriva dalla costituzione di un patrimonio destinato (plan asset ) a completamento dell'operazione di ristrutturazione dei Fondi pensione interni italiani a prestazione definita; per maggiori info si fa rimando a quanto descritto nella Sezione 12.3 - 1. Illustrazione dei Fondi e dei rischi connessi.
La riduzione della sottovoce "2.2 Oneri per il personale" riflette gli utilizzi (allocati ad "Altre Passività" laddove oggetto di liquidazione differita) connessi all'esecuzione del Piano Strategico 2016-2019.
12.2 Fondi per rischi ed oneri: variazioni annue (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL 2017 | ||||
|---|---|---|---|---|
| VOCI/COMPONENTI | FONDI DI QUIESCENZA | ALTRI FONDI | TOTALE | |
| A. Esistenze iniziali | 373.189 | 3.034.139 | 3.407.328 | |
| B. Aumenti | 5.647 | 498.556 | 504.203 | |
| B.1 Accantonamento dell'esercizio | 978 | 494.109 | 495.087 | |
| B.2 Variazioni dovute al passare del tempo | 1.259 | 130 | 1.389 | |
| B.3 Variazioni dovute a modifiche tasso di sconto | - | 374 | 374 | |
| B.4 Altre variazioni | 3.410 | 3.943 | 7.353 | |
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | 2.858 | 2.858 | |
| C. Diminuzioni | 301.524 | 1.767.002 | 2.068.526 | |
| C.1 Utilizzo dell'esercizio | 1.924 | 750.341 | 752.265 | |
| C.2 Variazioni dovute a modifiche tasso di sconto | - | 496 | 496 | |
| C.3 Altre variazioni | 299.600 | 1.016.165 | 1.315.765 | |
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | 34 | 74 | 108 | |
| D. Rimanenze finali | 77.312 | 1.765.693 | 1.843.005 |
Nota:
(*) Di cui Fondi di quiescenza a benefici definiti per 77.106 migliaia.
Per maggiori dettagli relativi alle movimentazioni del saldo dei Fondi di Quiescenza si rimanda alle informazioni riportate alla Sezione 12.3 - Fondi di quiescenza a benefici definiti.
12.3 Fondi di quiescenza a benefici definiti
1. Illustrazione dei fondi e dei rischi connessi
In merito ai Fondi di quiescenza, si precisa che negli allegati al Bilancio sono riportate le movimentazioni di dettaglio dei singoli Fondi interni, i prospetti di rendicontazione dei fondi a patrimonio separato ai sensi dell'art.2117 c.c., nonché le relative note esplicative.
In accordo con lo IAS19 le obbligazioni dei piani a benefici definiti sono determinate con il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", mentre per i piani con attività patrimoniali destinate le stesse sono misurate al fair value alla data di redazione dello stato patrimoniale. Lo stato patrimoniale è il risultato del deficit o surplus (la differenza tra le obbligazioni e le attività patrimoniali destinate) al netto dell'eventuale impatto del "limite sulle attività"; gli utili e le perdite attuariali sono riconosciuti nel patrimonio netto ed esposti in apposita voce delle Riserve di valutazione nell'esercizio nel quale sono rilevati.
Il tasso di attualizzazione è determinato, in funzione della divisa di denominazione degli impegni e della durata finanziaria della passività, facendo riferimento ai rendimenti di mercato alla data di bilancio di un paniere di "titoli obbligazionari di aziende primarie" (high quality corporate bond). Alla luce della comune interpretazione circa la natura dei "titoli obbligazionari di aziende primarie" e della persistente riduzione della struttura dei tassi, UniCredit ha affinato il processo di definizione del tasso di attualizzazione limitando il numero di obbligazioni "investment grade" incluse nel paniere il cui rating risulta inferiore ad AA (n.14 titoli con scadenza compresa tra i 15 ed i 30 anni), sui quali viene operato un aggiustamento per correggerne l'extra-rendimento.
Si segnala inoltre che, in luogo di modelli econometrici, al fine di modellizzare la curva dei tassi riveniente dal paniere di titoli identificato è stato utilizzato il metodo Nelson Siegel (rettificato sopra i 25Y per collegare il segmento a lungo termine della curva ai rendimenti del tasso Euribor).
A completamento dell'operazione di ristrutturazione del fondi pensione interni italiani si è provveduto, in data 2 gennaio 2017, al trasferimento al Fondo Pensione di Gruppo delle posizioni residue (relative ai beneficiari non già aderenti all'offerta di capitalizzazione delle rendite completata nell'esercizio 2016) con contestuale costituzione di un patrimonio destinato per complessivi 294 milioni.
Il saldo delle Riserve di Valutazione negative al netto delle tasse si modifica da -92.505 migliaia al 31 dicembre 2016 a -91.637 migliaia al 31 dicembre 2017.
| 2. VARIAZIONI NELL'ESERCIZIO DELLE PASSIVITA'/ATTIVITA' NETTE A BENEFICI DEFINITI E DEI DIRITTI DI RIMBORSO |
||
|---|---|---|
| OBBLIGAZIONE NETTA A BENEFICI DEFINITI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| Valore attuale Obbligazione a benefici definiti | 378.329 | 405.740 |
| Valore attuale delle attività a servizio dei piani | (301.223) | (33.227) |
| Deficit/(Surplus) | 77.106 | 372.513 |
| Impatto dovuto alla cancellazione del surplus quando non utilizzabile | - | - |
| Passività/(attività) netta in bilancio | 77.106 | 372.513 |
| (migliaia di €) | ||
|---|---|---|
| 2.1 VARIAZIONI DELL'ESERCIZIO NELL'OBBLIGAZIONE A BENEFICI DEFINITI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| Obbligazione iniziale a benefici definiti | 405.740 | 731.505 |
| Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti | 977 | 806 |
| (Utili) e perdite da riduzioni o estinzioni | - | (56.568) |
| Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate | - | - |
| Interessi passivi sull'obbligazione a benefici definiti | 5.748 | 13.147 |
| Rettifiche per (utili) perdite attuariali su piani a benefici definiti | 877 | 19.320 |
| Contributi a carico dei dipendenti per piani a benefici definiti | 12 | - |
| Benefici pagati mediante utilizzo delle attività a servizio dei piani | (32.911) | - |
| Benefici erogati mediante utilizzo del fondo | (1.454) | (37.096) |
| Liquidazioni per estinzione anticipata del piano | - | (263.287) |
| Altre variazioni in aumento (in diminuzione) | (660) | (2.087) |
| Obbligazione finale a benefici definiti | 378.329 | 405.740 |
(migliaia di €)
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
| (migliaia di €) | ||
|---|---|---|
| 2.2 VARIAZIONI DELL'ESERCIZIO NEL FAIR VALUE DELLE ATTIVITÀ A SERVIZIO DEL PIANO | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| Fair value iniziale delle attività a servizio dei piani | 33.227 | 32.285 |
| Interessi attivi su attività a servizio del piano | 4.489 | 942 |
| Rettifiche sul fair value delle attività a servizio dei piani per utili (perdite) attuariali su tasso di sconto | 1.959 | - |
| Attribuzioni/Versamenti del datore di lavoro alle attività a servizio del piano | 294.447 | - |
| Benefici pagati mediante utilizzo delle attività a servizio dei piani | (32.911) | - |
| Liquidazioni per estinzione anticipata del piano | - | - |
| Altre variazioni in aumento (in diminuzione) | 12 | - |
| Fair value finale delle attività a servizio dei piani | 301.223 | 33.227 |
| (migliaia di €) | ||
| 3. INFORMAZIONI SUL FAIR VALUE DELLE ATTIVITÀ A SERVIZIO DEL PIANO | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| 1. Azioni | 32.186 | 16.889 |
| 2. Obbligazioni | 191.523 | 7.821 |
| 3. Quote di O.I.C.R. | - | 1.235 |
| 4. Immobili | 1.865 | 1.894 |
| 5. Derivati | - | - |
| 6. Altre attività | 75.649 | 5.388 |
| Totale | 301.223 | 33.227 |
| 4. DESCRIZIONE DELLE PRINCIPALI IPOTESI ATTUARIALI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| % | % | |
| Tasso di attualizzazione | 1,60 | 1,48 |
| Rendimento atteso dalle attività a servizio dei piani | 1,60 | 1,48 |
| Tasso atteso di incremento delle retribuzioni | 1,15 | 2,57 |
| Incrementi futuri relativi a trattamenti pensionistici | 1,21 | 1,10 |
| Tasso di inflazione atteso | 1,67 | 1,37 |
| 5. INFORMAZIONI SU IMPORTO, TEMPISTICA E INCERTEZZA SUI FLUSSI FINANZIARI | 31.12.2017 | |
| - Influenza sul DBO delle variazioni delle ipotesi finanziarie/demografiche: | ||
| a. Tasso di attualizzazione | ||
| 9.344 | ||
| a1. -25 basis points | 2,47% | |
| (8.898) | ||
| a2. +25 basis points | -2,35% | |
| b. Tasso di incremento futuro relativo a trattamenti pensionistici | ||
| b1. -25 basis points | (5.569) | |
| -1,47% | ||
| b2. +25 basis points | 5.775 | |
| 1,53% | ||
| c. Mortalità | 20.008 | |
| c1. Aspettativa di vita +1 anno | 5,29% | |
| - Durata finanziaria (anni) | 9,60 | |
12.4 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | |||
|---|---|---|---|
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||
| 2.3 Altri fondi per rischi e oneri - altri | |||
| Vertenze stragiudiziali, incidenti e altri reclami | 9.064 | 15.166 | |
| Vertenze fiscali | 46.924 | 53.857 | |
| Garanzie e altri rischi su partecipazioni | 168.112 | 590.847 | |
| Altri fondi | 619.420 | 494.871 | |
| Totale | 843.520 | 1.154.741 |
A fronte degli impegni assunti nei confronti della controllata UniCredit Leasing S.p.A. per la copertura delle perdite da questa sopportate, è stato stanziato nel 2016 un apposito fondo rischi di 470 milioni tra i fondi per "Garanzie e altri rischi su partecipazioni", interamente utilizzato nel 2017.
Sezione 13 - Azioni rimborsabili - Voce 140
Non ci sono dati da segnalare.
Sezione 14 - Patrimonio dell'impresa - Voci 130, 150, 160, 170, 180, 190 e 200
Per ulteriori informazioni relative al Patrimonio di UniCredit S.p.A., si veda anche la Parte F - Informazioni sul Patrimonio.
14.1 "Capitale" e "Azioni proprie" - composizione (migliaia di €)
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|---|
| AZIONI | AZIONI | |||
| SOTTOSCRITTE E | SOTTOSCRITTE E | |||
| AZIONI | NON ANCORA | AZIONI | NON ANCORA | |
| EMESSE | LIBERATE | EMESSE | LIBERATE | |
| A.Capitale | ||||
| A.1 azioni ordinarie | 20.878.182 | - | 20.838.376 | - |
| A.2 azioni di risparmio | 2.368 | - | 8.517 | - |
| Totale A | 20.880.550 | - | 20.846.893 | - |
| B. Azioni proprie | ||||
| B.1 azioni ordinarie | (2.440) | - | (2.440) | - |
| B.2 azioni di risparmio | - | - | - | - |
| Totale (B) | (2.440) | - | (2.440) | - |
Nel corso del 2017 il capitale sociale, che al 31 dicembre 2016 era rappresentato da n.6.177.818.177 azioni ordinarie e da n.2.524.896 azioni di risparmio, entrambe le categorie prive di valore nominale, si è modificato per i motivi illustrati nel paragrafo "Rafforzamento patrimoniale" della "Relazione sulla gestione" e di seguito riepilogati.
In data 12 gennaio 2017 l'Assemblea Straordinaria degli Azionisti ha deliberato il raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio nel rapporto di 1 nuova azione ogni 10 esistenti.
Inoltre il Capitale è passato da 20.846.893 migliaia di fine 2016 a 20.880.550 migliaia a seguito di:
- aumento di capitale a pagamento deliberato dall'Assemblea Straordinaria del 12 gennaio 2017 con l'emissione di n.1.606.876.817 nuove azioni ordinarie per un controvalore di 16.069 migliaia;
- aumento di capitale a titolo gratuito deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 13 marzo 2017 effettuato con contestuale prelievo dalla precostituita "Riserva connessa al sistema di incentivazione a medio termine per il Personale del Gruppo" che ha comportato l'emissione di n.1.034.172 azioni ordinarie per un controvalore di 17.588 migliaia.
Al 31 dicembre 2017 il Capitale è conseguentemente rappresentato da n.2.225.692.806 azioni ordinarie e da n.252.489 azioni di risparmio.
Il numero delle azioni proprie in rimanenza risulta pari a 4.760 azioni ordinarie, variato, rispetto a fine 2016, solo per effetto del raggruppamento delle azioni come precedentemente illustrato.
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
14.2 Capitale - numero azioni: variazioni annue
| MOVIMENTI DEL 2017 | |||
|---|---|---|---|
| VOCI/TIPOLOGIE | ORDINARIE | ALTRE (DI RISPARMIO) | TOTALE |
| A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio | 6.177.818.177 | 2.524.896 | 6.180.343.073 |
| - interamente liberate | 6.177.818.177 | 2.524.896 | 6.180.343.073 |
| - connesse al contratto di usufrutto | 96.756.406 | - | 96.756.406 |
| - altre | 6.081.061.771 | 2.524.896 | 6.083.586.667 |
| - non interamente liberate | - | - | - |
| A.1 Azioni proprie (-) | (47.600) | - | (47.600) |
| A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali | 6.177.770.577 | 2.524.896 | 6.180.295.473 |
| B. Aumenti | 1.607.910.989 | - | 1.607.910.989 |
| B.1 Nuove emissioni | 1.607.910.989 | - | 1.607.910.989 |
| - a pagamento | 1.606.876.817 | - | 1.606.876.817 |
| - operazioni di aggregazioni di imprese | - | - | - |
| - conversione di obbligazioni | - | - | - |
| - esercizio di warrant | - | - | - |
| - altre | 1.606.876.817 | - | 1.606.876.817 |
| - a titolo gratuito | 1.034.172 | - | 1.034.172 |
| - a favore dei dipendenti | 1.034.172 | - | 1.034.172 |
| - a favore degli amministratori | - | - | - |
| - altre | - | - | - |
| B.2 Vendita azioni proprie | - | - | - |
| B.3 Altre variazioni | - | - | - |
| C. Diminuzioni | 5.559.988.760 | 2.272.407 | 5.562.261.167 |
| C.1 Annullamento | - | - | - |
| C.2 Acquisto di azioni proprie | - | - | - |
| C.3 Operazioni di cessione di imprese | - | - | - |
| C.4 Altre variazioni | 5.559.988.760 | 2.272.407 | 5.562.261.167 |
| D. Azioni in circolazione: rimanenze finali | 2.225.692.806 | 252.489 | 2.225.945.295 |
| D.1 Azioni proprie (+) | 4.760 | - | 4.760 |
| D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio | 2.225.692.806 | - | 2.225.692.806 |
| - interamente liberate | 2.225.692.806 | - | 2.225.692.806 |
| - connesse al contratto di usufrutto | 9.675.640 | - | 9.675.640 |
| - altre | 2.216.017.166 | - | 2.216.017.166 |
| - non interamente liberate | - | - | - |
Note:
(1) Le previsioni del contratto di usufrutto relative alle n.9.675 .640 azioni (emesse nell'ambito dell'aumento di capitale del gennaio 2009) comportano pagamenti discrezionali collegati al Tasso Euribor e subordinati al pagamento di dividendi su azioni ordinarie e/o di risparmio. Il diritto di voto su tali azioni è sospeso. (2) La voce altre variazioni si riferisce al raggruppamento delle azioni nel rapporto di 1 nuova azione ogni 10 esistenti.
14.3 Capitale: altre informazioni
A seguito della delibera dell'Assemblea straordinaria del 15 dicembre 2011, le azioni ordinarie e di risparmio sono prive del valore nominale.
Per quanto riguarda in particolare le informazioni relative alle azioni di risparmio, si rimanda agli artt.5, 7 e 32 dello Statuto di UniCredit S.p.A.
| 14.4 Riserve di utili: altre informazioni | (migliaia di €) | ||
|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||
| Riserva Legale(*) | 1.517.514 | 1.517.514 | |
| Riserve Statutarie | 679.464 | 840.018 | |
| Riserve Altre | 569.268 | 795.267 | |
| Totale | 2.766.246 | 3.152.799 |
Nota:
(*) La Riserva Legale include anche una quota pari a euro 2.683.391 migliaia costituita , come da delibera dell'Assemblea ordinaria dell'11 maggio 2013, 13 maggio 2014 e 14 aprile 2016, con prelievo dalla voce Sovrapprezzi di emissione, e pertanto non classificata tra le Riserve di utili.
Per quanto attiene le informazioni previste dall'articolo 2427 c.c., comma 22-septies si rimanda alle Relazioni illustrative del Consiglio di Amministrazione.
Nella tabella che segue, come richiesto dall'articolo 2427 c.c., comma 7-bis, sono riportate in modo analitico le voci di Patrimonio netto con l'indicazione della loro origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità, nonché della loro utilizzazione negli ultimi tre esercizi.
Composizione del Patrimonio netto con riferimento alla disponibilità ed alla distribuibilità
| RIEPILOGO DELLE UTILIZZAZIONI EFFETTUATE NEGLI ULTIMI TRE ESERCIZI |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| POSSIBILITÀ DI | QUOTA | PER COPERTURA | PER ALTRE | ||||
| VOCI | IMPORTO | UTILIZZAZIONE(*) | DISPONIBILE | PERDITE | CAUSE | ||
| Capitale | 20.880.550 | - | - | ||||
| Sovrapprezzi di emissione | 13.399.799 | A, B, C | (1) | 13.399.799 | 12.901.582 | 2.658.789 | (2) |
| Riserve: | 7.798.690 | ||||||
| Riserva legale | 4.200.905 | B | (3) | 4.200.905 | - | - | |
| Riserva per azioni proprie | 2.440 | - | - | - | - | ||
| Riserve statutarie | 679.464 | A, B, C | 679.464 | - | 537.840 | (4) | |
| Riserve da conferimento | 420.380 | A, B, C | (5) | 420.380 | - | 56.710 | (14) |
| Riserva connessa al sistema di incentivazione a medio | |||||||
| termine per il Personale del Gruppo | 105.031 | - | (6) | - | - | 113.006 | (15) |
| Riserva connessa ai piani Equity settled | 644.884 | - | - | - | - | ||
| Riserva da aggregazioni aziendali (IFRS3) | 2.093.451 | A, B, C | (7) | 2.093.451 | - | 25.173 | (14) |
| Riserva da aggregazioni aziendali interne al Gruppo | 222.892 | A, B | (8) | 222.892 | - | 263.639 | (14) |
| Riserva utili indisponibili (art.6 comma 2 D.Lgs 38/2005) | 20 | B | (9) | 20 | - | ||
| Altre riserve | 43.266 | A, B, C | (10) | 43.266 | - | 29.193 | (14) |
| Elementi negativi del patrimonio netto | (614.043) | (11) | (614.043) | - | - | ||
| Riserve da valutazione: | 585.548 | ||||||
| Riserva conguaglio monetario L.576/75 | 4.087 | A, B, C | (12) | 4.087 | - | - | |
| Riserva rivalutazione monetaria L.72/83 | 84.658 | A, B, C | (12) | 84.658 | - | - | |
| Riserva rivalutazione beni L.408/90 | 28.965 | A, B, C | (12) | 28.965 | - | - | |
| Riserva rivalutazione beni immobili L.413/91 | 159.310 | A, B, C | (12) | 159.310 | - | - | |
| Riserva da valutazione di attività disponibili per la | |||||||
| vendita | 537.118 | - | (13) | - | - | - | |
| Riserva da valutazione delle coperture di flussi finanziari | (32.301) | - | (13) | - | - | - | |
| Riserva da Utili (Perdite) attuariali relative ai piani | |||||||
| previdenziali | (196.289) | - | (13) | - | - | - | |
| Totale | 42.664.587 | 20.723.154 | 12.901.582 | 3.684.350 | |||
| Quota non distribuibile(**) | 5.808.323 | ||||||
| Residua quota distribuibile(***) | 14.914.831 |
Note:
(*) A: per aumento di capitale; B: per copertura perdite; C: per distribuzione ai soci.
(**) Include una quota della riserva Sovrapprezzi di emissione (cfr. nota 1), la restante parte risulta distribuibile in quanto la riserva legale risulta pari al limite del quinto del capitale sociale, di cui all'art.2430 c.c.. (***) La quota distribuibile è al netto delle riserve che presentano un saldo negativo.
(1) La componente di sovrapprezzo originatasi per effetto dell'operazione di aggregazione aziendale con Capitalia eccedente il patrimonio dell'incorporata (8.564.500 migliaia) è considerata per 8.185.574 migliaia distribuibile a seguito delle rettifiche di valore intervenute a diminuzione dell'avviamento, delle attività immateriali e delle partecipazioni e iscritte tempo per tempo a conto economico. La quota residua di 378.926 migliaia è considerata non distribuibile.
(2) Riserva utilizzata negli ultimi tre esercizi per il ripianamento delle perdite degli esercizi 2015 (1.441.449 migliaia) e 2016 (11.460.133 migliaia); per integrazione della riserva legale (150.238 migliaia) e per l'azzeramento degli elementi negativi di patrimonio netto (2.508.551 migliaia).
(3) Riserva disponibile per la copertura delle perdite solo dopo l'utilizzo delle altre Riserve, ad eccezione delle riserve di cui all'art.6 c. 2 del D.Lgs. n.38/2005. La riserva include 2.683.391 migliaia tratti dalla riserva sovrapprezzo di emissione come deliberato dall'Assemblea nelle sedute ordinarie dell'11 maggio 2013, 13 maggio 2014 e 14 aprile 2016.
(4 La riserva è stata utilizzata nel 2016 per 377.286 migliaia per erogazione scrip dividend 2015 deliberato dall'Assemblea in data 14 aprile 2016 e nel 2017 a seguito delle delibere dell'Assemblea in data 20 aprile 2017 per 100.554 migliaia a fronte copertura delle riserve negative e 60.000 migliaia per assegnazione alla specifica riserva per piani di incentivazione del personale. (5) La riserva comprende 214.747 migliaia distribuibile secondo il procedimento previsto dall'art.2445 c.c.; in caso di utilizzazione della riserva a copertura di perdite non si può fare luogo a distribuzione di utili fino a quando
la riserva non è reintegrata o ridotta in misura corrispondente con deliberazione dell'assemblea straordinaria senza l'osservanza delle disposizioni dei commi secondo e terzo art.2445 del c.c.. (6) L'assemblea dei Soci può deliberare la rimozione del vincolo di destinazione rendendola disponibile e distribuibile.
(7) La riserva da aggregazioni aziendali (IFRS3) è considerata disponibile per la copertura di perdite, l'aumento di capitale e la distribuzione ai soci per 1.087.887 migliaia, corrispondenti alla quota delle rettifiche nette di valore intervenute a diminuzione delle partecipazioni UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG iscritte a conto economico e coperte senza ricorrere alla riserva in oggetto. La restante parte della riserva da aggregazioni aziendali (IFRS3) è considerata al momento prudenzialmente disponibile solo per la copertura di perdite o della quota parte di perdite derivanti da svalutazioni delle partecipazioni/avviamenti che l'hanno generata.
(8) Il saldo in essere è riferito alla riserva positiva generata dal conferimento di ramo d'azienda interno al gruppo e non distribuibile fino al momento in cui il plusvalore che l'ha generata sarà effettivamente realizzato mediante una operazione con controparti terze.
(9) Nel caso di utilizzo della riserva a copertura di perdite, non si può fare luogo a distribuzione di utili fino a quando la stessa non sarà reintegrata accantonando gli utili degli esercizi successivi.
(10) Le altre riserve includono la riserva ex art.19 D.lgs.87/92 pari a 16 migliaia non distribuibile. (11) Gli elementi negativi del patrimonio netto incidono sulla disponibilità/distribuibilità delle riserve positive di patrimonio netto.
(12) In caso di utilizzo di tali riserve per ripianamento di perdite d'esercizio non si può dar luogo a distribuzione di utili fino a quando le stesse non siano state reintegrate o ridotte in misura corrispondente; la riduzione deve avvenire con deliberazione dell'Assemblea straordinaria senza l'osservanza dei commi 2 e 3 dell'art.2445 c.c. La riserva qualora non venga imputata al capitale, può essere ridotta soltanto con l'osservanza delle disposizioni 2 e 3 dell'art.2445 c.c.
(13) La riserva, ove positiva, è indisponibile ai sensi dell'art.6 del D.Lgs. n.38/2005.
(14) Per copertura elementi negativi di patrimonio netto come deliberato dall'Assemblea del 20 aprile 2017.
(15) Per aumento di capitale a fronte assegnazione performance share connesse al piano di incentivazione al personale.
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
In dettaglio, la composizione degli "Elementi negativi del patrimonio netto" risulta:
| VOCI | 31.12.2017 |
|---|---|
| Riserve per oneri connessi a strumenti di capitale "AT1" e "cashes" | (200.093) |
| Riserva per oneri aumenti di capitale | (297.760) |
| Riserva per l'ammontare non sostenibile delle attività fiscali anticipate per perdite fiscali portate a nuovo connesse alle poste di | |
| patrimonio netto | (72.041) |
| Riserva per regolamento monetario piani Equity settled SBP | (3.598) |
| Riserva da aggregazione aziendale interne al Gruppo | (37.285) |
| Riserva controvalore azioni al servizio ESOP e differenza da raggruppamento | (3.266) |
| Totale | (614.043) |
La voce "Riserve da aggregazioni aziendali interne al Gruppo" include i disavanzi derivanti dalle operazioni di fusione per incorporazione delle controllate Buddy Servizi Molecolari S.p.A. (6.873 migliaia) e Pioneer Global Asset Management (PGAM) S.p.A. (30.412 migliaia).
Altre informazioni
1.Garanzie rilasciate e impegni
1. Garanzie rilasciate e impegni (migliaia di €) CONSISTENZE AL OPERAZIONI 31.12.2017 31.12.2016 1) Garanzie rilasciate di natura finanziaria 18.891.623 19.417.672 a) Banche 7.449.207 8.433.527 b) Clientela 11.442.416 10.984.145 2) Garanzie rilasciate di natura commerciale 21.041.327 20.572.967 a) Banche 2.121.967 2.451.316 b) Clientela 18.919.360 18.121.651 3) Impegni irrevocabili a erogare fondi 34.025.878 30.204.804 a) Banche: 5.414.776 3.105.653 i) a utilizzo certo 4.498.615 2.143.254 ii) a utilizzo incerto 916.161 962.399 b) Clientela: 28.611.102 27.099.151 i) a utilizzo certo 7.142.884 4.718.776 ii) a utilizzo incerto 21.468.218 22.380.375 4) Impegni sottostanti ai derivati su crediti: vendite di protezione - - 5) Attività costituite in garanzia di obbligazioni di terzi 3.284 3.272 6) Altri impegni 1.171.298 368.499 Totale 75.133.410 70.567.214
| 2. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni | (migliaia di €) |
|---|---|
| ------------------------------------------------------------------ | ----------------- |
| CONSISTENZE AL | ||||
|---|---|---|---|---|
| PORTAFOGLI | 31.12.2017 | 31.12.2016 | ||
| 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 1.013.178 | 3.096.882 | ||
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value | - | 1.035 | ||
| 3. Attività finanziarie disponibili per la vendita | 35.386.206 | 34.984.068 | ||
| 4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | 746.713 | 739.453 | ||
| 5. Crediti verso banche | 1.632.630 | 830.591 | ||
| 6. Crediti verso clientela | 51.567.031 | 46.400.123 | ||
| 7. Attività materiali | - | - |
I debiti verso banche comprendono 33.441 milioni relativi ad operazioni di rifinanziamento presso la Banca d'Italia a fronte dei quali sono stati posti a garanzia crediti per complessivi 12.730 milioni e titoli per complessivi nominali 24.019 milioni.
Di questi ultimi i titoli non iscritti in bilancio, in quanto riferiti a titoli ricevuti in prestito titoli o a passività finanziarie di UniCredit S.p.A. riacquistate o trattenute, ammontano a nominali 18.111 milioni.
Operazioni di prestito titoli passive (titoli ricevuti) con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||
|---|---|---|---|---|
| AMMONTARE DEI TITOLI RICEVUTI IN PRESTITO/FINALITA' DELLE TRANSAZIONI | ||||
| DATI IN GARANZIA PER PROPRIE OPERAZIONI DI |
CEDUTI IN PRONTI CONTRO TERMINE |
|||
| TIPOLOGIA DI PRESTATORE | FINANZIAMENTO | CEDUTI | PASSIVI | ALTRE FINALITA' |
| A. Banche | - | - | - | - |
| B. Società finanziarie | - | - | - | - |
| C. Società di assicurazione | - | - | - | - |
| D. Imprese non finanziarie | - | - | - | - |
| E. Altri soggetti | 5.000 | 1.800 | 395.530 | 77.000 |
| Totale | 5.000 | 1.800 | 395.530 | 77.000 |
3. Informazioni sul leasing operativo
Non ci sono dati da segnalare.
-
Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni
-
Gestione e intermediazione per conto terzi
4. Gestione e intermediazione per conto terzi (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | |||
|---|---|---|---|
| TIPOLOGIA SERVIZI | 31.12.2017 | 31.12.2016 | |
| 1. Esecuzione di ordini per conto della clientela | |||
| a) acquisti | - | - | |
| 1. regolati | - | - | |
| 2. non regolati | - | - | |
| b) vendite | - | - | |
| 1. regolate | - | - | |
| 2. non regolate | - | - | |
| 2. Gestioni di portafogli | |||
| a) individuali | 4.347.694 | 4.965.778 | |
| b) collettive | - | - | |
| 3. Custodia e amministrazione di titoli | |||
| a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse gestioni | |||
| patrimoniali) | - | - | |
| 1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio | - | - | |
| 2. altri titoli | - | - | |
| b) altri titoli di terzi in deposito (escluse gestioni patrimoniali) | 101.336.773 | 121.204.156 | |
| 1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio | 7.333.481 | 13.203.461 | |
| 2. altri titoli | 94.003.292 | 108.000.695 | |
| c) titoli di terzi depositati presso terzi | 101.038.199 | 120.255.024 | |
| d) titoli di proprietà depositati presso terzi | 85.861.562 | 92.119.914 | |
| 4. Altre operazioni | 8.146.126 | 8.245.303 |
-
Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari
-
Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
5. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di
compensazione o ad accordi similari (migliaia di €) FORME TECNICHE AMMONTARE LORDO DELLE ATTIVITA' FINANZIARIE AMMONTARE DELLE PASSIVITA' FINANZIARIE COMPENSATO IN BILANCIO AMMONTARE NETTO DELLE ATTIVITA' FINANZIARIE RIPORTATO IN BILANCIO AMMONTARI CORRELATI NON OGGETTO DI COMPENSAZIONE IN BILANCIO AMMONTARE STRUMENTI FINANZIARI DEPOSITI DI CONTANTE RICEVUTI IN GARANZIA 31.12.2017 31.12.2016 (A) (B) (C=A-B) (D) (E) (F=C-D-E) 1. Derivati 9.367.524 - 9.367.524 8.317.555 189.472 860.497 699.261 2. Pronti contro termine - - - - - - - 3. Prestito titoli - - - - - - - 4. Altre - - - - - - -
6. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari (migliaia di €)
| AMMONTARE | AMMONTARE DELLE ATTIVITA' |
AMMONTARE NETTO DELLE AMMONTARI CORRELATI NON OGGETTO DI PASSIVITA' COMPENSAZIONE IN BILANCIO AMMONTARE |
AMMONTARE | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| LORDO DELLE PASSIVITA' FINANZIARIE |
FINANZIARIE COMPENSATO IN BILANCIO |
FINANZIARIE RIPORTATO IN BILANCIO |
STRUMENTI FINANZIARI | DEPOSITI DI CONTANTE POSTI IN GARANZIA |
NETTO AL 31.12.2017 |
NETTO AL 31.12.2016 |
|
| FORME TECNICHE | (A) | (B) | (C=A-B) | (D) | (E) | (F=C-D-E) | |
| 1. Derivati | 10.092.891 | - | 10.092.891 | 8.317.555 | 1.145.605 | 629.731 | 750.793 |
| 2. Pronti contro termine | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Prestito titoli | - | - | - | - | - | - | - |
| 4. Altre | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale 31.12.2017 |
10.092.891 | - | 10.092.891 | 8.317.555 | 1.145.605 | 629.731 | X |
| Totale 31.12.2016 |
13.809.188 | - | 13.809.188 | 12.208.174 | 850.221 | X | 750.793 |
Totale 31.12.2017 9.367.524 - 9.367.524 8.317.555 189.472 860.497 X Totale 31.12.2016 12.949.764 - 12.949.764 12.208.174 42.329 X 699.261
NETTO AL
AMMONTARE NETTO AL
UniCredit S.p.A. · Relazioni e Bilancio 2017 153
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo
154 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte C - Informazioni sul conto economico
Parte C - Informazioni sul conto economico
| Sezione 1 - Gli interessi - Voci 10 e 20 | 156 |
|---|---|
| Sezione 2 - Le commissioni - Voci 40 e 50 | 157 |
| Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - Voce 70 | 158 |
| Sezione 4 - Il risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80 | 159 |
| Sezione 5 - Il risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90 | 160 |
| Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100 | 160 |
| Sezione 7 - Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value - Voce 110 | 161 |
| Sezione 8 - Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130 | 161 |
| Sezione 9 - Le spese amministrative - Voce 150 | 163 |
| Sezione 10 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 160 | 166 |
| Sezione 11 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali - Voce 170 | 166 |
| Sezione 12 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - Voce 180 | 166 |
| Sezione 13 - Gli altri oneri e proventi di gestione - Voce 190 | 167 |
| Sezione 14 - Utili (Perdite) delle partecipazioni - Voce 210 | 167 |
| Sezione 15 - Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - | |
| Voce 220 | 167 |
| Sezione 16 - Rettifiche di valore dell'avviamento - Voce 230 | 167 |
| Sezione 17 - Utili (Perdite) da cessione di investimenti - Voce 240 | 168 |
| Sezione 18 - Le imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 260 | 168 |
| Sezione 19 - Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte - | |
| Voce 280 | 170 |
| Sezione 20 - Altre informazioni | 170 |
| Sezione 21 - Utile per azione | 171 |
Parte C - Informazioni sul conto economico
Sezione 1 - Gli interessi - Voci 10 e 20
1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione (migliaia di €)
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| VOCI/FORME TECNICHE | TITOLI DI DEBITO | FINANZIAMENTI | ALTRE OPERAZIONI |
TOTALE | 2016 TOTALE |
| 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 40.130 | - | - | 40.130 | 26.503 |
| 2. Attività finanziarie disponibili per la vendita | 849.519 | - | - | 849.519 | 774.734 |
| 3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | 4.813 | - | - | 4.813 | 5.698 |
| 4. Crediti verso banche | 13.805 | 98.815 | - | 112.620 | 178.932 |
| 5. Crediti verso clientela | 39.167 | 4.290.105 | - | 4.329.272 | 4.657.538 |
| 6. Attività finanziarie valutate al fair value | 3.940 | - | - | 3.940 | 802 |
| 7. Derivati di copertura | X | X | 285.002 | 285.002 | 573.854 |
| 8. Altre attività | X | X | 1.347 | 1.347 | 9.504 |
| Totale | 951.374 | 4.388.920 | 286.349 | 5.626.643 | 6.227.565 |
Gli interessi maturati nell'esercizio su posizioni classificate al 31 dicembre 2017 come "deteriorate" ammontano a 391 milioni. Gli interessi negativi su attività finanziarie, che concorrono alla determinazione del margine di interesse, ammontano a -214 milioni.
| 1.2 e 1.5 Interessi attivi/passivi e proventi/oneri assimilati: differenziali relativi alle operazioni di copertura | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| VOCI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
| A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura | 2.369.249 | 2.592.926 |
| B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura | (2.084.247) | (2.019.072) |
| C. Saldo | 285.002 | 573.854 |
1.3 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni
| 1.3.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| VOCI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
| a) Attività in valuta | 390.618 | 87.598 |
1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione (migliaia di €)
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| ALTRE | 2016 | ||||
| VOCI/FORME TECNICHE | DEBITI | TITOLI | OPERAZIONI | TOTALE | TOTALE |
| 1. Debiti verso banche centrali | 156.950 | X | - | 156.950 | (8.860) |
| 2. Debiti verso banche | (140.107) | X | - | (140.107) | (212.933) |
| 3. Debiti verso clientela | (48.368) | X | - | (48.368) | (85.967) |
| 4. Titoli in circolazione | X | (1.858.138) | - | (1.858.138) | (2.208.257) |
| 5. Passività finanziarie di negoziazione | - | - | (22.571) | (22.571) | (14.513) |
| 6. Passività finanziarie valutate al fair value | - | (2.516) | - | (2.516) | - |
| 7. Altre passività e fondi | X | X | (954) | (954) | (3.499) |
| 8. Derivati di copertura | X | X | - | - | - |
| TOTALE | (31.525) | (1.860.654) | (23.525) | (1.915.704) | (2.534.029) |
Gli interessi negativi su passività finanziarie, che concorrono alla determinazione del margine di interesse, ammontano a 323 milioni, di cui 158 milioni relativi a benefici rivenienti dalle anticipazioni TLTRO II alla sottovoce "1. Debiti verso Banche Centrali".
1.6 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni
| 1.6.1 Interessi passivi su passività in valuta | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| VOCI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
| a) Passività in valuta | (344.039) | (106.884) |
Sezione 2 - Le commissioni - Voci 40 e 50
2.1 Commissioni attive: composizione (migliaia di €)
| TIPOLOGIA SERVIZI/VALORI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
|---|---|---|
| a) garanzie rilasciate | 281.717 | 334.586 |
| b) derivati su crediti | - | - |
| c) servizi di gestione, intermediazione e consulenza: | 2.127.093 | 1.848.078 |
| 1. negoziazione di strumenti finanziari | - | 2 |
| 2. negoziazione di valute | 96.751 | 97.599 |
| 3. gestioni di portafogli | 60.035 | 84.484 |
| 3.1 individuali | 60.035 | 84.484 |
| 3.2 collettive | - | - |
| 4. custodia e amministrazione di titoli | 9.558 | 11.157 |
| 5. banca depositaria | - | - |
| 6. collocamento di titoli | 1.159.597 | 895.952 |
| 7. attività di ricezione e trasmissione di ordini | 89.230 | 103.776 |
| 8. attività di consulenza | 16.209 | 19.301 |
| 8.1 in materia di investimenti | 6.824 | 9.668 |
| 8.2 in materia di struttura finanziaria | 9.385 | 9.633 |
| 9. distribuzione di servizi di terzi | 695.713 | 635.807 |
| 9.1 gestioni di portafogli | 3.838 | 8.118 |
| 9.1.1 individuali | 3.838 | 8.118 |
| 9.1.2 collettive | - | - |
| 9.2 prodotti assicurativi | 685.546 | 617.632 |
| 9.3 altri prodotti | 6.329 | 10.057 |
| d) servizi di incasso e pagamento | 693.048 | 664.354 |
| e) servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione | 50.965 | 47.561 |
| f) servizi per operazioni di factoring | - | - |
| g) esercizio di esattorie e ricevitorie | - | - |
| h) attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione | - | - |
| i) tenuta e gestione dei conti correnti | 819.447 | 857.843 |
| j) altri servizi | 339.150 | 324.220 |
| k) prestito titoli | 1.404 | 5.444 |
| Totale | 4.312.824 | 4.082.086 |
2.2 Commissioni attive: canali distributivi dei prodotti e servizi (migliaia di €)
| CANALI/VALORI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
|---|---|---|
| a) presso propri sportelli | 1.914.701 | 1.615.624 |
| 1. gestioni di portafogli | 60.035 | 84.484 |
| 2. collocamento di titoli | 1.158.953 | 895.333 |
| 3. servizi e prodotti di terzi | 695.713 | 635.807 |
| b) offerta fuori sede | 644 | 619 |
| 1. gestioni di portafogli | - | - |
| 2. collocamento di titoli | 644 | 619 |
| 3. servizi e prodotti di terzi | - | - |
| c) altri canali distributivi | - | - |
| 1. gestioni di portafogli | - | - |
| 2. collocamento di titoli | - | - |
| 3. servizi e prodotti di terzi | - | - |
| Totale | 1.915.345 | 1.616.243 |
Parte C - Informazioni sul conto economico
2.3 Commissioni passive: composizione (migliaia di €) TIPOLOGIE SERVIZI/VALORI ESERCIZIO 2017 ESERCIZIO 2016 a) garanzie ricevute (120.433) (107.133) b) derivati su crediti (11.048) (1.784) c) servizi di gestione e intermediazione: (64.430) (66.868) 1. negoziazione di strumenti finanziari (6.433) (9.944) 2. negoziazione di valute (522) (1.055) 3. gestioni di portafogli (11.051) (2.365) 3.1 proprie (62) (554) 3.2 delegate da terzi (10.989) (1.811) 4. custodia e amministrazione di titoli (31.747) (34.934) 5. collocamento di strumenti finanziari (5.922) (200) 6. offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi (8.755) (18.370) d) servizi di incasso e pagamento (153.381) (133.848) e) altri servizi (41.484) (74.296) f) prestito titoli (792) (2.303) Totale (391.568) (386.232)
Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - Voce 70
3.1 Dividendi e proventi simili: composizione (migliaia di €)
ESERCIZIO 2017 ESERCIZIO 2016 VOCI/PROVENTI DIVIDENDI PROVENTI DA QUOTE DI O.I.C.R. DIVIDENDI PROVENTI DA QUOTE DI O.I.C.R. A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - B. Attività finanziarie disponibili per la vendita 19.104 3.510 71.888 2.468 C. Attività finanziarie valutate al fair value 33.660 - - - D. Partecipazioni 3.751.772 X 1.098.208 X Totale 3.804.536 3.510 1.170.096 2.468 Totale Dividendi e proventi da quote di O.I.C.R. 3.808.046 1.172.564
La sottovoce "C. Attività finanziarie valutate al fair value" è costituita dal dividendo incassato da Bank Pekao S.A., riclassificata in regime di "fair value option" nel secondo trimestre del 2017.
La sottovoce "D. Partecipazioni" include il dividendo straordinario di 3.005 milioni distribuito dalla controllata UniCredit Bank AG.
Si fornisce di seguito la composizione dei dividendi su partecipazioni incassati negli esercizi 2017 e 2016.
Composizione dividendi su partecipazioni (migliaia di €)
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 | |
|---|---|---|
| UniCredit Bank AG | 3.005.326 | 398.348 |
| Zagrebacka Banca D.D. | 192.424 | - |
| UniCredit Bulbank A.D. | 148.195 | 2 |
| UniCredit Bank Ireland P.l.c. | 73.000 | 79.000 |
| UniCredit Bank Hungary ZRT | 71.373 | - |
| Finecobank S.p.A. | 60.219 | 101.263 |
| UniCredit Factoring S.p.A. | 58.546 | 68.182 |
| UniCredit Bank S.A. | 27.631 | - |
| Mediobanca S.p.A. | 27.577 | 20.124 |
| CreditRas Vita S.p.A. | 26.500 | 10.000 |
| Aviva S.p.A. | 15.190 | 40.795 |
| UniCredit Bank Slovenia D.D. | 13.882 | - |
| UniCredit Bank Serbia JSC | 10.088 | - |
| CNP UniCredit Vita S.p.a. | 9.683 | 9.683 |
| Incontra Assicurazioni S.p.A. | 6.064 | - |
| UniCredit AD Banja Luka | 5.634 | - |
| EuroTLX S.p.A. | 360 | 442 |
| Sviluppo Globale Geie | 80 | - |
| Bank Pekao S.A. | - | 256.727 |
| Pioneer Global Asset Management S.p.A. | - | 113.642 |
| Totale | 3.751.772 | 1.098.208 |
Sezione 4 - Il risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80
4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione (migliaia di €)
ESERCIZIO 2017 OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI PLUSVALENZE UTILI DA NEGOZIAZIONE MINUSVALENZE PERDITE DA NEGOZIAZIONE RISULTATO NETTO 1. Attività finanziarie di negoziazione 47.840 191.409 (77.881) (157.086) 4.282 1.1 Titoli di debito 47.840 191.407 (77.881) (157.084) 4.282 1.2 Titoli di capitale - 2 - (2) - 1.3 Quote di O.I.C.R - - - - - 1.4 Finanziamenti - - - - - 1.5 Altre - - - - - 2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - - 2.1 Titoli di debito - - - - - 2.2 Debiti - - - - - 2.3 Altre - - - - - 3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X (20.208) 4. Strumenti derivati 1.473.645 1.317.771 (1.457.441) (1.299.959) 101.147 4.1 Derivati finanziari: 1.473.645 1.317.771 (1.457.441) (1.299.959) 101.147 - su titoli di debito e tassi di interesse 1.451.740 986.164 (1.434.169) (975.298) 28.437 - su titoli di capitale e indici azionari 2.370 29.074 (3.737) (28.974) (1.267) - su valute e oro X X X X 67.131 - altri 19.535 302.533 (19.535) (295.687) 6.846 4.2 Derivati su crediti - - - - - Totale 1.521.485 1.509.180 (1.535.322) (1.457.045) 85.221
Parte C - Informazioni sul conto economico
Sezione 5 - Il risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90
5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione (migliaia di €)
| (migliaia di €) | ||
|---|---|---|
| COMPONENTI REDDITUALI/VALORI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
|---|---|---|
| A. Proventi relativi a: | ||
| A.1 Derivati di copertura del fair value | 1.415.111 | 18.052 |
| A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | 509.662 | 217.818 |
| A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | 1.026.263 | 114.957 |
| A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | - | - |
| A.5 Attività e passività in valuta | 1.962 | - |
| Totale proventi dell'attività di copertura | 2.952.998 | 350.827 |
| B. Oneri relativi a: | ||
| B.1 Derivati di copertura del fair value | (1.650.886) | (245.526) |
| B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | (1.302.694) | (102.494) |
| B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | (7.958) | (834) |
| B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | (4.167) | (2.693) |
| B.5 Attività e passività in valuta | - | (2.027) |
| Totale oneri dell'attività di copertura | (2.965.705) | (353.574) |
| C. Risultato netto dell'attività di copertura | (12.707) | (2.747) |
Il risultato netto di copertura risente di -4 milioni derivanti dagli aggiustamenti "di modello" nella valutazione dei derivati per tener conto della presenza di garanzie e del merito creditizio delle controparti contrattuali.
Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100
6.1 Utile (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione (migliaia di €)
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RISULTATO | RISULTATO | ||||||
| VOCI/COMPONENTI REDDITUALI | UTILI | PERDITE | NETTO | UTILI | PERDITE | NETTO | |
| Attività finanziarie | |||||||
| 1. Crediti verso banche | 310 | - | 310 | 30 | (6) | 24 | |
| 2. Crediti verso clientela | 491.084 | (1.060.841) | (569.757) | 218.988 | (214.857) | 4.131 | |
| 3. Attività finanziarie disponibili per la vendita | 759.768 | (446.121) | 313.647 | 591.829 | (296.936) | 294.893 | |
| 3.1 Titoli di debito | 668.260 | (442.715) | 225.545 | 486.375 | (296.894) | 189.481 | |
| 3.2 Titoli di capitale | 47.822 | (3.406) | 44.416 | 105.395 | (40) | 105.355 | |
| 3.3 Quote di O.I.C.R | 43.686 | - | 43.686 | 59 | (2) | 57 | |
| 3.4 Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | |
| 4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | - | - | - | - | - | - | |
| Totale attività | 1.251.162 | (1.506.962) | (255.800) | 810.847 | (511.799) | 299.048 | |
| Passività finanziarie | |||||||
| 1. Debiti verso banche | 19.989 | (10.463) | 9.526 | 28.041 | (15.409) | 12.632 | |
| 2. Debiti verso clientela | - | - | - | - | - | - | |
| 3. Titoli in circolazione | 40.402 | (13.346) | 27.056 | 89.971 | (93.111) | (3.140) | |
| Totale passività | 60.391 | (23.809) | 36.582 | 118.012 | (108.520) | 9.492 | |
| Totale attività/passività finanziarie | (219.218) | 308.540 |
Nell'esercizio 2016, gli utili netti da cessione di crediti verso clientela derivavano dalla cessione di titoli di debito, tra cui, per 103 milioni di euro, un titolo riveniente dalla cartolarizzazione "Trevi Finance 3".
Gli utili e le perdite da cessione rilevati nell'esercizio 2017 sull'aggregato "2. Crediti verso la clientela" includono quelli sottostanti alla cessione del Portafoglio FINO, classificato (fino al momento della cessione stessa) alla voce "140.Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione", e ammontano rispettivamente a circa 350 milioni e a circa 714 milioni, con uno sbilancio netto negativo di circa 364 milioni. Tale risultato netto, tecnicamente rilevato con la cessione degli attivi avvenuta nel luglio 2017, è stato quasi interamente assorbito e fronteggiato dagli effetti economici positivi, quali tra gli altri riprese di valore da incassi, connessi alla dinamica del Portafoglio intervenuta nel primo semestre 2017 e dal rilascio di passività iscritte al 31 dicembre 2016 su impegni per altre operazioni, nel contesto della valutazione apportata al Portafoglio stesso in quell'esercizio. Per una completa disamina e informativa sul Progetto FINO si rimanda alla successiva Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 1. Rischio di credito, in calce alla tabella "A.1.2. Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)".
Gli utili netti su attività finanziarie disponibili per la vendita sono essenzialmente riferiti agli effetti delle vendite sui titoli di stato italiani. Gli utili netti da riacquisto di debiti verso banche derivano dal riacquisto di alcuni depositi anticipatamente rispetto alla loro naturale scadenza. Gli utili netti da riacquisto di titoli in circolazione derivano dal riacquisto di alcune emissioni anticipatamente rispetto alla loro naturale scadenza. Sezione 7 - Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value - Voce 110
| 7.1 Variazione netta di valore delle attività/passività finanziarie valutate al fair value: composizione | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ESERCIZIO 2017 | |||||||
| OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI | PLUSVALENZE | UTILI DA REALIZZO |
MINUSVALENZE | PERDITE DA REALIZZO |
RISULTATO NETTO |
||
| 1. Attività finanziarie | 23.653 | 2.725 | (1.861) | (21) | 24.496 | ||
| 1.1 Titoli di debito | 1.526 | 663 | (1.826) | (21) | 342 | ||
| 1.2 Titoli di capitale | 21.874 | 500 | (2) | - | 22.372 | ||
| 1.3 Quote di O.I.C.R. | 253 | 1.562 | (33) | - | 1.782 | ||
| 1.4 Finanziamenti | - | - | - | - | - | ||
| 2. Passività finanziarie | 46.553 | - | (154.275) | (44.328) | (152.050) | ||
| 2.1 Titoli di debito | 46.553 | - | (154.275) | (44.328) | (152.050) | ||
| 2.2 Debiti verso banche | - | - | - | - | - | ||
| 2.3 Debiti verso clientela | - | - | - | - | - | ||
| 3. Attività e passività finanziarie in valuta: | |||||||
| differenze di cambio | X | X | X | X | - | ||
| 4. Derivati creditizi e finanziari | 117.194 | 38.196 | (128.836) | - | 26.554 | ||
| Totale | 187.400 | 40.921 | (284.972) | (44.349) | (101.000) |
Tra le attività finanziarie, i titoli di capitale includono gli effetti della valutazione della partecipazione residua in Bank Pekao, riclassificata in regime di Fair Value Option nel secondo trimestre 2017, dopo la perdita del controllo a seguito dell'avvenuta cessione.
Tra le passività finanziarie rappresentate da titoli di debito è incluso il titolo "mandatorily settled equity-linked certificates" emesso a fronte dell'operazione di cessione di Bank Pekao che ha contribuito per -82 milioni al risultato netto di periodo.
La voce "derivati creditizi e finanziari" include derivati finanziari gestionalmente connessi alle passività finanziarie rappresentate da titoli di debito.
Sezione 8 - Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130
8.1 Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti: composizione (migliaia di €)
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RETTIFICHE DI VALORE | RIPRESE DI VALORE | 2016 | |||||||
| SPECIFICHE | SPECIFICHE DI PORTAFOGLIO |
||||||||
| OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI |
CANCELLAZIONI | ALTRE | DI PORTAFOGLIO |
DA INTERESSI |
ALTRE RIPRESE |
DA INTERESSI |
ALTRE RIPRESE |
TOTALE | TOTALE |
| A. Crediti verso banche | - | (1.175) | (5.530) | - | 1.007 | - | 11.445 | 5.747 | (9.074) |
| - Finanziamenti | - | (1.175) | (5.530) | - | 1.007 | - | 11.445 | 5.747 | (9.074) |
| - Titoli di debito | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| B. Crediti verso clientela |
(301.129) | (2.766.887) | (449.098) | 401.400 | 1.120.034 | - | 652.398 | (1.343.282) | (9.987.041) |
| Crediti deteriorati acquistati |
(1.584) | (1.985) | - | 773 | 2.235 | - | - | (561) | (16.580) |
| - Finanziamenti | (1.584) | (1.985) | X | 773 | 2.235 | X | X | (561) | (16.580) |
| - Titoli di debito | - | - | X | - | - | X | X | - | - |
| Altri crediti | (299.545) | (2.764.902) | (449.098) | 400.627 | 1.117.799 | - | 652.398 | (1.342.721) | (9.970.461) |
| - Finanziamenti | (299.545) | (2.761.513) | (449.098) | 400.627 | 1.104.919 | - | 652.398 | (1.352.212) | (9.954.578) |
| - Titoli di debito | - | (3.389) | - | - | 12.880 | - | - | 9.491 | (15.883) |
| C. Totale | (301.129) | (2.768.062) | (454.628) | 401.400 | 1.121.041 | - | 663.843 | (1.337.535) | (9.996.115) |
Il significativo decremento annuo delle Rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti è correlato alle iniziative avviate a fine 2016 (Progetti FINO e PORTO) in forza delle quali erano stati introdotti al 31 dicembre 2016 importanti aggiornamenti metodologici valutativi, al fine di renderli aderenti al nuovo approccio manageriale nella gestione dei crediti deteriorati, in ottemperanza alle linee guida definite nel Piano Strategico 2016- 2019 approvato dal Consiglio di Amministrazione.
Parte C - Informazioni sul conto economico
| 8.2 Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ESERCIZIO 2017 |
||||||||
| RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE |
||||||||
| SPECIFICHE | SPECIFICHE | |||||||
| DA | ALTRE | |||||||
| OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI | CANCELLAZIONI | ALTRE | INTERESSI | RIPRESE | TOTALE | TOTALE | ||
| A. Titoli di debito | - | (21.428) | - | - | (21.428) | (19.114) | ||
| B. Titoli di capitale | (53.964) | (91.239) | X | X | (145.203) | (115.244) | ||
| C. Quote O.I.C.R. | - | (146.903) | X | - | (146.903) | (550.335) | ||
| D. Finanziamenti a banche | - | - | - | - | - | - | ||
| E. Finanziamenti a clientela | - | - | - | - | - | - | ||
| F. Totale | (53.964) | (259.570) | - | - | (313.534) | (684.693) |
Le rettifiche su titoli di capitale includono -77 milioni relativi alla svalutazione degli investimenti nello Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD).
Le rettifiche di valore su quote di OICR includono -137 milioni relativi alla svalutazione delle quote detenute nel fondo Atlante.
8.4 Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre operazioni finanziarie: composizione (migliaia di €)
| ESERCIZIO 2017 |
ESERCIZIO | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RETTIFICHE DI VALORE | RIPRESE DI VALORE | 2016 | |||||||
| SPECIFICHE | SPECIFICHE | DI PORTAFOGLIO | |||||||
| OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI |
CANCELLAZIONI | ALTRE | DI PORTAFOGLIO |
DA INTERESSI |
ALTRE RIPRESE |
DA INTERESSI |
ALTRE RIPRESE |
TOTALE | TOTALE |
| A. Garanzie rilasciate | - | (158.896) | (35.099) | - | 50.191 | - | 19.486 | (124.318) | (59.664) |
| B. Derivati su crediti | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C. Impegni ad erogare fondi | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| D. Altre operazioni | - | - | - | - | 192.607 | - | - | 192.607 | (192.607) |
| E. Totale | - | (158.896) | (35.099) | - | 242.798 | - | 19.486 | 68.289 | (252.271) |
Sezione 9 - Le spese amministrative - Voce 150
9.1 Spese per il personale: composizione (migliaia di €)
| TIPOLOGIA DI SPESA/VALORI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
|---|---|---|
| 1) Personale dipendente | (3.081.800) | (4.422.035) |
| a) salari e stipendi | (2.127.521) | (2.254.622) |
| b) oneri sociali | (575.083) | (600.922) |
| c) indennità di fine rapporto | (42.270) | (47.686) |
| d) spese previdenziali | - | - |
| e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale | (16.368) | (20.285) |
| f) accantonamento al fondo di trattamento di quiescenza e obblighi simili: | (1.945) | 43.550 |
| - a contribuzione definita | - | (87) |
| - a benefici definiti | (1.945) | 43.637 |
| g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: | (180.738) | (197.481) |
| - a contribuzione definita | (180.738) | (197.539) |
| - a benefici definiti | - | 58 |
| h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali | (29.764) | (31.428) |
| i) altri benefici a favore dei dipendenti | (108.111) | (1.313.161) |
| 2) Altro personale in attività | (3.488) | (3.999) |
| 3) Amministratori e Sindaci | (5.905) | (7.052) |
| 4) Personale collocato a riposo | - | - |
| 5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende | 57.028 | 55.568 |
| 6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società | (87.326) | (83.293) |
| Totale | (3.121.491) | (4.460.811) |
9.2 Numero medio dei dipendenti per categoria
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 | |
|---|---|---|
| Personale dipendente: | 37.601 | 39.821 |
| a) Dirigenti | 814 | 1.023 |
| b) Quadri direttivi | 19.587 | 20.523 |
| c) Restante personale dipendente | 17.200 | 18.275 |
| Altro personale | 982 | 709 |
| Totale | 38.583 | 40.530 |
9.3 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti: costi e ricavi (migliaia di €)
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 | |
|---|---|---|
| Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti | (977) | (727) |
| Utili (Perdite) da riduzioni o estinzioni | - | 56.568 |
| Costo/recupero previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro passate | - | - |
| Interessi passivi sull'obbligazione a benefici definiti | (5.748) | (13.146) |
| Interessi attivi su attività a servizio del piano | 4.489 | 942 |
| Altri costi/proventi | 291 | - |
| Totale rilevato nel conto economico | (1.945) | 43.637 |
9.4 Altri benefici a favore dei dipendenti (migliaia di €)
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 | |
|---|---|---|
| - Premi di anzianità | - | 18.936 |
| - Incentivi all'esodo | 21.041 | (1.214.601) |
| - Altri | (129.152) | (117.496) |
| Totale | (108.111) | (1.313.161) |
La decadenza della ex liberalità per il compimento del 25° anno di servizio ("Premi di anzianità"), liquidata a mezzo "Speciale Elargizione Welfare", nel 2016 ha determinato il rilascio di accantonamenti in essere con relativo beneficio economico.
Il saldo netto riportato alla sottovoce "Incentivi all'esodo" per l'esercizio 2016 è stato principalmente connesso agli effetti previsti dal Piano Strategico 2016-2019 che hanno determinato la sottoscrizione in data 4 febbraio 2017 di un accordo con i sindacati che prevede pensionamenti anticipati attraverso il Fondo di Solidarietà straordinario di settore per quella popolazione che ha il diritto di andare in pensione entro i successivi 54 mesi rispetto alla scadenza del Piano.
Parte C - Informazioni sul conto economico
| 9.5 Altre spese amministrative: composizione | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| TIPOLOGIA DI SPESA/SETTORI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
| 1) Imposte indirette e tasse | (468.142) | (493.974) |
| 2) Contributi a Fondi di risoluzione ed a Sistemi di garanzia dei depositi (DGS) | (178.021) | (375.465) |
| 3) Canoni di garanzia DTA | 9.818 | (243.163) |
| 4) Costi e spese diversi | (2.358.256) | (2.490.093) |
| a) spese pubblicità marketing e comunicazione | (77.060) | (82.495) |
| b) spese relative al rischio creditizio | (320.147) | (339.209) |
| c) spese indirette relative al personale | (68.037) | (85.466) |
| d) spese relative all'Information Communication Technology | (820.510) | (754.670) |
| spese hardware: affitto e manutenzione | (10.965) | (27.950) |
| spese software: affitto e manutenzione | (6.280) | (4.716) |
| sistemi di comunicazione ICT | (5.125) | (6.062) |
| service ICT: personale estero | (774.683) | (689.939) |
| infoprovider finanziari | (23.457) | (26.003) |
| e) spese per consulenze e servizi professionali | (169.013) | (181.281) |
| consulenze | (120.155) | (126.069) |
| spese legali | (48.858) | (55.212) |
| f) spese relative agli immobili | (455.717) | (516.335) |
| fitti passivi per locazione immobili | (275.089) | (303.579) |
| utenze | (60.005) | (69.072) |
| altre spese immobiliari | (120.623) | (143.684) |
| g) spese operative | (447.772) | (530.637) |
| servizi di sicurezza e sorveglianza | (54.113) | (70.112) |
| stampati e cancelleria | (7.301) | (11.070) |
| spese postali e trasporto di documenti | (25.275) | (28.320) |
| servizi amministrativi e logistici | (299.878) | (354.424) |
| assicurazioni | (29.071) | (32.612) |
| diritti, quote e contributi ad associazioni di categoria e fondi di tutela | (20.211) | (20.590) |
| altre spese amministrative - altre | (11.923) | (13.509) |
| Totale (1+2+3+4) | (2.994.601) | (3.602.695) |
Nelle spese indirette relative al personale sono comprese le spese che non costituiscono remunerazione dell'attività lavorativa di un dipendente in conformità a quanto previsto dallo IAS19.
Contributi a fondi di Risoluzione e Garanzia
La voce Altre spese amministrative accoglie i contributi ai fondi di risoluzione ("SRF") e garanzia armonizzati e non armonizzati ("DGS") rispettivamente per 109 milioni e 69 milioni.
Con riferimento ai fondi armonizzati, i contributi ordinari annuali di cui alle direttive n.49 e n.59 del 2014 vengono contabilizzati interamente quando si verifica la condizione legale per l'insorgenza dell'obbligazione al pagamento e l'applicazione della interpretazione IFRIC21 non consente l'attribuzione pro-quota ai periodi intermedi.
In relazione agli obblighi di contribuzione descritti qui di seguito, tali schemi hanno comportato oneri nel periodo e daranno luogo ad oneri nei periodi futuri, in relazione allo schema di contribuzione ordinaria e alla eventualità che si renda necessario il ricorso a contribuzione straordinaria.
- Con l'introduzione della direttiva Europea 2014/59/UE, il Regolamento sul Meccanismo Unico di Risoluzione ("Direttiva BRRD", Regolamento (UE) n.806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014) ha istituito un quadro di risanamento e di risoluzione delle crisi degli enti creditizi, prevedendo un comitato unico di risoluzione e un fondo unico di risoluzione delle banche (Single Resolution Fund, "SRF"). La direttiva prevede l'avvio di un meccanismo obbligatorio di contribuzione che consenta di raccogliere entro il 31 dicembre 2023 il livello obiettivo di risorse, pari all'1% dei depositi protetti di tutti gli enti autorizzati nel territorio Europeo. Il periodo di accumulo può essere prorogato di ulteriori quattro anni se i meccanismi di finanziamento hanno effettuato esborsi cumulativi per una percentuale superiore allo 0,5% dei depositi protetti. Se, dopo il periodo di accumulo i mezzi finanziari disponibili scendono al di sotto del livello-obiettivo, la raccolta dei contributi riprende fino al ripristino di tale livello. Inoltre, dopo aver raggiunto per la prima volta il livello-obiettivo e, nel caso in cui i mezzi finanziari disponibili scendano a meno dei due terzi del livello-obiettivo, tali contributi sono fissati al livello che consente di raggiungere il livello-obiettivo entro un periodo di sei anni. Il meccanismo di contribuzione prevede quote contributive annuali ordinarie, finalizzate a distribuire nel tempo in maniera uniforme i costi per le banche contribuenti, e contributi straordinari addizionali, pari al massimo al triplo dei contributi annuali previsti, laddove i mezzi finanziari disponibili non siano sufficienti a coprire le perdite e i costi in relazione ad interventi. È prevista una fase transitoria di contribuzione ai comparti nazionali del SRF ed una progressiva mutualizzazione degli stessi.
- La direttiva 2014/49/UE del 16 aprile 2014 relativa ai sistemi di garanzia dei depositi (DGS Deposit Guarantee Schemes) è volta ad accrescere la tutela dei depositanti tramite l'armonizzazione della relativa disciplina nazionale. La direttiva prevede l'avvio di un meccanismo obbligatorio di contribuzione a livello nazionale che consenta di raccogliere entro il 3 luglio 2024, un livello-obiettivo dello 0,8% dell'importo dei depositi coperti dei
suoi membri. La contribuzione riprende quando la capacità di finanziamento è inferiore al livello-obiettivo, almeno fino al raggiungimento del livelloobiettivo. Se, dopo che il livello-obiettivo è stato raggiunto per la prima volta, i mezzi finanziari disponibili sono stati ridotti a meno di due terzi del livello-obiettivo, il contributo regolare è fissato a un livello che consenta di raggiungere il livello-obiettivo entro sei anni. Il meccanismo di contribuzione prevede quote contributive annuali ordinarie, finalizzate a distribuire nel tempo in maniera uniforme i costi per le banche contribuenti, e contributi straordinari, se i mezzi finanziari disponibili di un DGS sono insufficienti a rimborsare i depositanti; i contributi straordinari non possono superare lo 0,5% dei depositi coperti per anno di calendario, ma in casi eccezionali e con il consenso dell'autorità competente i DGS possono esigere contributi anche più elevati.
Le direttive n.49 e n.59 prevedono la possibilità di introdurre impegni irrevocabili di pagamento quale forma di raccolta alternativa alle contribuzioni a fondo perduto per cassa, fino ad un massimo del 30% del totale delle risorse obiettivo.
Con riferimento alla direttiva n.59 (contributi SRF) lo strumento degli impegni irrevocabili di pagamento è stato utilizzato da UniCredit S.p.A. per un ammontare pari al 15% dei contributi ordinari pagati nel maggio 2016, comportando il versamento di garanzie sotto forma di contante per 16 milioni. Contabilmente si è proceduto ad iscrivere un attivo posto a garanzia e delle relative caratteristiche contrattuali si è tenuto conto nella valutazione dell'attivo stesso. Con riferimento ai contributi ordinari per l'anno 2017, UniCredit S.p.A. non si è avvalsa di questa facoltà.
Per gli esercizi 2015 e 2016 la contribuzione ordinaria al SRF per UniCredit S.p.A. è stata rispettivamente di 73 milioni e 107 milioni. Banca d'Italia, nella sua qualità di Autorità Nazionale di Risoluzione ("NRA"), con provvedimenti del 21 novembre 2015, approvati dal Ministro dell'Economia e delle Finanze il 22 novembre 2015, ha disposto l'avvio di un programma di risoluzione (di Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti). Si tratta in particolare di un processo d ristrutturazione che ha comportato la separazione degli attivi classificati a sofferenza delle quattro banche oggetto di intervento, confluiti in una "bad bank", dal resto delle attività e passività, confluiti in quattro nuove "banche ponte", destinate ad essere vendute tramite una procedura competitiva di vendita sul mercato. A fronte di quest'intervento, i citati provvedimenti ministeriali avevano comportato la richiesta di contributi straordinari per il 2015 ai sensi della direttiva n.59, stabiliti nella misura massima pari al triplo della contribuzione ordinaria dovuta per il 2015. Pertanto, UniCredit S.p.A. ha versato un contributo straordinario di 219 milioni (pari a 3 volte il contributo ordinario annuale dovuto nel 2015 al Single Resolution Fund). La liquidità necessaria ad operare questo intervento è stata fornita attraverso un finanziamento al quale UniCredit ha partecipato. In particolare, l'intervento di UniCredit ha comportato:
- l'erogazione di un finanziamento a favore del Fondo di Risoluzione Nazionale per circa 783 milioni (quota di pertinenza di un finanziamento complessivo di 2.350 milioni erogato insieme ad altre banche), interamente rimborsato il 21 dicembre 2015 tramite la liquidità derivante dalle contribuzioni ordinarie e straordinarie del 2015;
- l'erogazione di una ulteriore tranche del finanziamento a favore del Fondo di Risoluzione Nazionale di nominali 516 milioni (quota di pertinenza di un finanziamento complessivo di 1.550 milioni erogato insieme ad altre banche) e l'impegno ad erogare fondi a favore del Fondo di Risoluzione Nazionale per un ammontare di 33 milioni (quota di pertinenza di un impegno complessivo di 100 milioni per un eventuale ulteriore tranche del finanziamento da erogare insieme ad altre banche), entrambi estinti a giugno 2017;
- l'erogazione di un nuovo finanziamento di nominali 210 milioni (quota di pertinenza di un finanziamento complessivo di 1.240 milioni erogato insieme ad altre banche).
A fronte del finanziamento in essere e dell'eventuale ulteriore erogazione impegnata, la Cassa Depositi e Prestiti ha assunto un impegno di sostegno finanziario verso il Fondo di Risoluzione Nazionale qualora lo stesso non avesse la liquidità necessaria alla data di scadenza del finanziamento, nelle more che il Fondo di Risoluzione Nazionale reperisca le risorse necessarie tramite contributi ordinari e/o straordinari.
Si evidenzia che con riferimento al finanziamento della risoluzione delle quattro banche sopra menzionate, il decreto legislativo 183/2015 (convertito nella legge 208/2015) ha anche introdotto per il 2016 una garanzia addizionale, dovuta al fondo nazionale di risoluzione, per il pagamento di eventuali contributi pari al massimo a due quote di contributo ordinario al Fondo di Risoluzione Nazionale, azionabile nel caso in cui i fondi disponibili al Fondo di Risoluzione Nazionale al netto dei recuperi derivanti da operazioni di dismissione poste in essere dal Fondo stesso a valere sugli attivi delle quattro banche sopra menzionate non fossero sufficienti alla copertura delle obbligazioni, perdite, costi e a carico del Fondo in relazione alle misure previste dai Provvedimenti di avvio della risoluzione. In applicazione di questa facoltà, a dicembre 2016 sono stati richiesti dalla Banca d'Italia, e pertanto iscritti a conto economico di UniCredit S.p.A., ulteriori 214 milioni, pari a due volte il contributo ordinario 2016, regolati successivamente nel corso del 2017.
Canoni di garanzia DTA
Il canone di garanzia DTA, introdotto con l'art.11 del D.L. 3 maggio 2016 n.59 (cosiddetto "Decreto Banche", convertito nella Legge 30 giugno 2016 n.119), prevede, soddisfatte determinate condizioni, la facoltà di convertire in crediti fiscali alcune attività per imposte anticipate a patto che venga irrevocabilmente esercitata questa opzione dietro pagamento di un corrispettivo annuo per il periodo originariamente dal 2015 fino al 2029, successivamente modificato in 2016-2030 a seguito di alcuni emendamenti introdotti dal D.L. 23 dicembre 2016 n.237 (cosiddetto "salva-risparmio") e convertito in legge in via definitiva con la Legge n.15 del 17 febbraio 2017.
Nel 2016, primo anno di applicazione, stante quanto previsto dalla normativa cogente al 31 dicembre 2016 si era provveduto a contabilizzare un ammontare complessivo di 243 milioni, corrispondente a quanto pagato per il canone 2015 (121,5 milioni) e ad un accantonamento di pari importo per quanto previsto per il 2016. A seguito delle citate modifiche normative divenute efficaci il 22 febbraio 2017, nel primo semestre 2017 si è proceduto a stornare l'ammontare accantonato nel 2016 di 121,6 milioni e a contabilizzare un onere del periodo di 111,8 milioni pari all'importo effettivamente liquidato il 28 giugno 2017 con riferimento all'esercizio 2017.
Parte C - Informazioni sul conto economico
Sezione 10 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 160
| 10.1 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: composizione (migliaia di €) |
||||
|---|---|---|---|---|
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO | |||
| RIATTRIBUZIONI | 2016 | |||
| ATTIVITA'/COMPONENTI REDDITUALI | ACCANTONAMENTI | DI ECCEDENZE | TOTALE | TOTALE |
| 1. Altri fondi | ||||
| 1.1 controversie legali | (154.263) | 62.265 | (91.998) | (251.445) |
| 1.2 oneri per il personale | - | - | - | - |
| 1.3 altri | (377.540) | 81.141 | (296.399) | (634.681) |
| Totale | (531.803) | 143.406 | (388.397) | (886.126) |
Gli accantonamenti per controversie legali accolgono gli stanziamenti effettuati a presidio delle potenziali passività che potrebbero scaturire dalle cause passive pendenti. Si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura per maggiori dettagli.
Sezione 11 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali - Voce 170
11.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione (migliaia di €)
| ESERCIZIO | 2017 | |||
|---|---|---|---|---|
| RETTIFICHE DI | ||||
| VALORE PER | RIPRESE DI | |||
| ATTIVITA'/COMPONENTI REDDITUALI | AMMORTAMENTO | DETERIORAMENTO | VALORE | RISULTATO NETTO |
| A. Attività materiali | ||||
| A.1 Di proprietà | (124.925) | (33.130) | - | (158.055) |
| - ad uso funzionale | (109.604) | (7.761) | - | (117.365) |
| - per investimento | (15.321) | (25.369) | - | (40.690) |
| A.2 Acquisite in leasing finanziario | - | - | - | - |
| - ad uso funzionale | - | - | - | - |
| - per investimento | - | - | - | - |
| Totale A | (124.925) | (33.130) | - | (158.055) |
| B. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | X | (6.473) | - | (6.473) |
| - ad uso funzionale | X | (16) | - | (16) |
| - per investimento | X | (6.457) | - | (6.457) |
| Totale A + B | (124.925) | (39.603) | - | (164.528) |
Sezione 12 - Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - Voce 180
| 0 12.1 Rettifiche di valore nette su attività immateriali: composizione |
(migliaia di €) | |||
|---|---|---|---|---|
| ESERCIZIO | 2017 | |||
| ATTIVITA'/COMPONENTI REDDITUALI | AMMORTAMENTO | RETTIFICHE DI VALORE PER DETERIORAMENTO |
RIPRESE DI VALORE |
RISULTATO NETTO |
| A. Attività immateriali | ||||
| A.1 Di proprietà | (1.573) | (2.861) | - | (4.434) |
| - generate internamente dall'azienda | - | - | - | - |
| - altre | (1.573) | (2.861) | - | (4.434) |
| A.2 Acquisite in leasing finanziario | - | - | - | - |
| Totale | (1.573) | (2.861) | - | (4.434) |
Sezione 13 - Gli altri oneri e proventi di gestione - Voce 190
| 13.1 Altri oneri di gestione: composizione | 0 | (migliaia di €) |
|---|---|---|
| TIPOLOGIA DI SPESA/VALORI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
| Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi (su attività non scindibili) | (24.476) | (21.959) |
| Altri oneri | (232.420) | (193.384) |
| Totale altri oneri di gestione | (256.896) | (215.343) |
| 13.2 Altri proventi di gestione: composizione | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| TIPOLOGIA DI RICAVO/VALORI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
| Recupero di spese | 558.051 | 625.449 |
| di cui: Commissione di istruttoria veloce (CIV) | 12.138 | 39.565 |
| Ricavi da servizi amministrativi | 39.544 | 37.624 |
| Fitti attivi | 29.837 | 30.017 |
| Altri proventi | 61.777 | 110.738 |
| Totale altri proventi di gestione | 689.209 | 803.828 |
Sezione 14 - Utili (Perdite) delle partecipazioni - Voce 210
14.1 Utili (perdite) delle partecipazioni: composizione (migliaia di €)
COMPONENTI REDDITUALI/VALORI ESERCIZIO 2017 ESERCIZIO 2016 A. Proventi 3.246.309 576.316 1. Rivalutazioni - - 2. Utili da cessione 1.997.689 572.260 3. Riprese di valore 1.248.620 4.056 4. Altri proventi - - B. Oneri (503.330) (1.306.291) 1. Svalutazioni - - 2. Rettifiche di valore da deterioramento (164.717) (1.306.274) 3. Perdite da cessione (338.613) (17) 4. Altri oneri - - Risultato netto 2.742.979 (729.975)
Gli utili da cessione includono il risultato della cessione di Pioneer Global Asset Management S.p.A. (1.551 milioni) e di Pioneer Pekao Investment Management S.A. (110 milioni). Le perdite da cessione includono -4 milioni derivanti dalla cessione di Pekao. A dicembre 2017 sono state contabilizzate rettifiche di su partecipazioni di controllo tra cui: -83 milioni Koc Finansal Hizmetler, -39 milioni UniCredit
International Luxembourg, -14 milioni I-Faber. Sono altresì state registrate riprese di valore su UniCredit Bank AG (293 milioni) e UniCredit Bank Austria (947 milioni).
Sezione 15 - Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - Voce 220
Non ci sono dati da segnalare.
Sezione 16 - Rettifiche di valore dell'avviamento - Voce 230 Non ci sono dati da segnalare.
UniCredit S.p.A. · Relazioni e Bilancio 2017 167
Parte C - Informazioni sul conto economico
Sezione 17 - Utili (Perdite) da cessione di investimenti - Voce 240
| 17.1 Utili (perdite) da cessione di investimenti: composizione | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| COMPONENTI REDDITUALI/VALORI | ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 |
| A. Immobili | ||
| - utili da cessione | 11.344 | 16.207 |
| - perdite da cessione | (223) | (69) |
| B. Altre attività | ||
| - utili da cessione | 202 | 8.168 |
| - perdite da cessione | (1.543) | (2.668) |
| Risultato netto | 9.780 | 21.638 |
Sezione 18 - Le imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 260
18.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione (migliaia di €) COMPONENTI REDDITUALI/SETTORI ESERCIZIO 2017 ESERCIZIO 2016 1. Imposte correnti (+/-) (76.174) (8.859)
| 2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) | 35.996 | 125.917 |
|---|---|---|
| 3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) | - | - |
| 3. bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011 (+) | 2.859.337 | 341.369 |
| 4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) | (2.800.444) | (671.024) |
| 5. Variazione delle imposte differite (+/-) | 11.449 | 14.170 |
| 6. Imposte di competenza dell'esercizio (+/-) | 30.164 | (198.427) |
| 18.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio | (migliaia di €) |
|---|---|
| -------------------------------------------------------------------------------------- | ----------------- |
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 | |
|---|---|---|
| Utile (perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte (voce 260) | 6.121.378 | (11.261.706) |
| Tasso teorico applicabile | 27,5% | 27,5% |
| Imposte teoriche calcolate | (1.683.379) | 3.096.969 |
| 1. Aliquote fiscali differenti | - | - |
| 2. Ricavi non tassabili - differenze permanenti | 2.569.154 | 507.536 |
| 3. Costi fiscalmente non deducibili - differenze permanenti | (645.357) | (585.548) |
| 4. Normativa fiscale differente/IRAP | (103.647) | 29.701 |
| a) IRAP (società italiane) | (92.500) | 39.250 |
| b) altre imposte (società estere) | (11.147) | (9.549) |
| 5. Anni precedenti e cambiamenti di aliquota | (8.941) | 127.236 |
| a) effetto sulle imposte correnti | 35.944 | 124.565 |
| - perdite portate a nuovo/crediti di imposta inutilizzati | - | - |
| - altri effetti di periodi precedenti | 35.944 | 124.565 |
| b) effetto sulle imposte differite | (44.885) | 2.671 |
| - cambiamenti del tax rate | - | - |
| - imposizione di nuove tasse (+) revoca di precedenti (-) | - | - |
| - aggiustamenti delle imposte differite | (44.885) | 2.671 |
| 6. Rettifiche nella valutazione e non iscrizione della fiscalità anticipata/differita | (98.426) | (3.380.702) |
| a) svalutazione di attività per imposte anticipate | - | (84.007) |
| b) iscrizione di attività per imposte anticipate | - | - |
| c) mancata iscrizione di attività per imposte anticipate | (98.426) | (3.296.695) |
| d) mancata iscrizione della fiscalità anticipata/differita secondo lo IAS12.39 e 12.44 | - | - |
| e) altre | - | - |
| 7. Ammortamento dell'avviamento | - | - |
| 8. Redditi non tassabili rivenienti da società straniere | - | - |
| 9. Altre differenze | 760 | 6.381 |
| Imposte sul reddito registrate in conto economico | 30.164 | (198.427) |
La contabilizzazione delle imposte sul reddito avviene in accordo con quanto stabilito dallo IAS12. L'onere fiscale è costituito dalle imposte correnti e differite, determinate principalmente in accordo con le disposizioni vigenti in materia di IRES, IRAP e tassazione separata "per trasparenza" delle CFC (Controlled Foreign Companies: controllate estere che ricadono in fattispecie impositive previste dalle disposizioni in materia).
L'IRES è calcolata apportando all'utile di esercizio alcune variazioni in aumento ed in diminuzione al fine di determinare il reddito imponibile. Dette variazioni fiscali sono effettuate come stabilito dalle disposizioni del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), in relazione alla non deducibilità di alcuni costi o alla non imponibilità di taluni ricavi.
L'aliquota dell'imposta applicata al reddito imponibile è pari al 24%. Alle Banche e società finanziarie è applicata un'addizionale con aliquota del 3,5%.
Le variazioni fiscali sopra citate possono essere "permanenti" o "temporanee".
Le variazioni "permanenti" riguardano costi/ricavi totalmente o parzialmente non deducibili/non tassabili.
Le variazioni "temporanee" riguardano invece costi o ricavi la cui deducibilità ovvero tassabilità è rinviata a periodi d'imposta successivi, al verificarsi di determinati eventi ovvero in quote costanti per un numero di anni predefinito.
La presenza di variazioni "temporanee" comporta l'iscrizione di attività fiscali differite (per redditi da dedurre) ovvero di passività fiscali differite (per costi da tassare).
L'iscrizione di attività o passività fiscali differite ha la finalità di riconciliare nella rappresentazione in bilancio la diversa competenza impositiva prevista dal TUIR rispetto alla competenza contabile.
Ai fini IRES, previa opzione da trasmettere all'Agenzia delle Entrate, è prevista la facoltà di corrispondere l'imposta non su base individuale ma a livello di consolidato fiscale nazionale.
Al consolidato possono aderire tutte le società italiane per le quali sussista un rapporto di controllo e consente di liquidare l'imposta su un unico imponibile costituito dalla somma algebrica degli imponibili delle singole società aderenti. L'aliquota di imposta è pari al 24%.
Sempre in ambito IRES, è stabilita la tassazione separata "per trasparenza" dei redditi fiscali, ricalcolati in accordo con le disposizioni del TUIR, delle controllate estere, dirette ed indirette (cosiddette CFC: Controlled Foreign Companies), residenti in Paesi a fiscalità privilegiata (cosiddette CFC: Controlled Foreign Companies) o comunque con livelli di tassazione sensibilmente inferiori a quello italiano. L'aliquota d'imposta è il 27,5%.
L'IRAP è invece un'imposta sulla produzione, legata alla somma algebrica di voci di conto economico specificatamente individuate dal D.Lgs.446/97, sulle quali sono da apportare variazioni in aumento ed in diminuzione (diverse da quelle dell'IRES) anch'esse segnatamente individuate. Col Legge n.190 del 23 dicembre 2014 (Legge di Stabilità per il 2015), a decorrere dall'esercizio 2015, è stata introdotta anche la piena deducibilità delle spese relative al personale dipendente assunto a tempo indeterminato a complemento delle deduzioni già previste per il costo del lavoro anche se in misura più limitata dal "cuneo fiscale". Dall'esercizio 2016 sulla base del disposto dell'art.16 del DL 27/6/2015 n.83, è stata anche introdotta la piena deducibilità delle perdite su crediti di carattere valutativo direttamente nell'anno di contabilizzazione.
L'applicazione dell'imposta è su base regionale. E' stabilita un'aliquota nazionale del 4,65% alla quale ogni Regione può autonomamente aggiungere una maggiorazione fino allo 0,92% e quindi ad un'aliquota teorica del 5,57% (più un ulteriore 0,15% per le Regioni con deficit sanitario).
Il calcolo dell'imposta avviene ripartendo il valore della produzione complessiva tra le varie regioni nelle quali è svolta l'attività produttiva (per le banche la ripartizione avviene sulla base della ripartizione regionale dei depositi) ed applicando alla quota di pertinenza di ciascuna così individuata l'aliquota regionale propria.
Le imposte sul reddito dell'esercizio 2017 presentano un valore positivo di 30,2 milioni, diversamente dal valore negativo di -198,4 milioni del 2016.
Dall'esercizio 2017 sono entrati in vigore i provvedimenti già stabiliti con applicazione differita di un anno dalla L.208/2015 (Legge di Stabilità per il 2016):
• i provvedimenti che hanno determinato variazioni nell'aliquota fiscale IRES:
- art.1, c. 61: riduzione dell'aliquota IRES dal 27,5% al 24%;
- art.1, c. 65: introduzione di un'addizionale IRES del 3,5% per le Banche;
- l'art.1, c. 67: soppressione per le Banche dell'indeducibilità del 4% degli interessi passivi (cosiddetta "Robin Hood tax").
Pertanto, mentre l'aliquota nominale IRES non è cambiata le spese per interessi sono ora deducibili.
L'IRES corrente presenta un valore positivo di 468,9 milioni pur in presenza di un elevato utile ante imposte positivo, per la presenza di componenti positivi fiscalmente non rilevanti quali i dividendi e le operazioni di carattere valutativo o realizzativo sulle partecipazioni.
Le perdite fiscali riportabili, considerata la perdita fiscale residua riportata sul 2016, ammontano ad un totale complessivo di 3.272,7 milioni di euro. A queste si aggiungono anche 32,5 milioni di perdite fiscali acquisite in seguito all'incorporazione della controllata PGAM. In esito all'effettuazione del sustainability test in applicazione dello IAS12 si è ritenuto di procedere ad impairment delle attività fiscali differite su perdite fiscali riportabili individuando un importo sostenibile di 247 milioni ancorché sotto l'aspetto fiscale si tratti di perdite riportabili senza limiti di tempo.
L'IRAP corrente presenta una imposta a debito di 30,4 milioni.
Parte C - Informazioni sul conto economico
Nella previsione di una base imponibile IRAP negativa per il 2018, si è inoltre proceduto alla cancellazione di 22 milioni sulle DTA da differenze temporanee che avrebbero avuto un impatto sulla determinazione dell'IRAP nel 2018, in quanto ritenute non recuperabili, con pari impatto negativo a conto economico.
Con L.21 giugno 2017, n.96 di conversione del D.L.50/2017, all'art.7, è stata determinata la misura definitiva del rendimento nozionale riconosciuto ai fini della determinazione dell'agevolazione ACE ("Aiuto alla Crescita Economica"), con una notevole riduzione della percentuale che scende dal 4,75% del 2016 al 1,6% del 2017 ed al 1,5% del 2018. Nonostante la già menzionata notevole riduzione del rendimento nozionale per il calcolo del beneficio ACE, l'aumento di capitale sociale di 13 miliardi, realizzato nei mesi di febbraio e marzo, ha sensibilmente incrementato la base sulla quale è calcolata l'agevolazione ed ha consentito di aumentare il beneficio da 43,4 milioni del 2016 a 53,4 milioni del 2017. Questi importi porterebbero all'iscrizione di DTA per un totale di 96,8 milioni. Tuttavia, in presenza di un consolidato fiscale a credito d'imposta ed in seguito all'effettuazione del "test di sostenibilità", non si è proceduto all'iscrizione di alcun importo.
L'esercizio 2016 si era chiuso con una perdita contabile di 11.460,1 milioni, pertanto si sono verificate le condizioni per dare corso ad una nuova trasformazione di imposte differite attive (DTA) in crediti d'imposta ai sensi dall'art.2, comma 55, del decreto legge 29 dicembre 2010 n.225. L'importo della conversione effettuata è pari a 2.859,3 milioni.
Al fine di conservare immutato anche per il futuro il regime di trasformabilità delle DTA in crediti d'imposta, superando le criticità sollevate dalla Commissione Europea su tale normativa in termini di possibile aiuto di Stato, con l'art.11 del DL 3 maggio 2016 n.59 (cosiddetto "Decreto Banche", convertito nella L.30 giugno 2016 n.119), è stata introdotta la possibilità di optare, a partire dall'esercizio 2016 e fino al 2030, per il pagamento di un canone annuo nella misura del 1,5% su un aggregato costituito dalla differenza tra:
- l'incremento delle DTA trasformabili iscritte in bilancio alla fine dell'esercizio e le DTA trasformabili iscritte a fine esercizio 2007 per l'IRES ed a fine esercizio 2012 per l'IRAP, tenendo conto delle trasformazioni in crediti d'imposta effettuate;
-
le imposte:
-
IRES versata dal consolidato fiscale a partire dall'1 gennaio 2008;
- IRAP versata dall'1 gennaio 2013 dalle società incluse nel consolidato fiscale con DTA trasformabili iscritte in bilancio;
- imposte sostitutive che hanno generato DTA trasformabili.
In data 28 giugno 2017 si è provveduto alla liquidazione del canone per un importo pari a 111,8 milioni. Considerando gli accantonamenti effettuati nel 2016, in coerenza alla normativa vigente alla data e pari a 121,6 milioni, si è determinato un impatto positivo di circa 10 milioni contabilizzato a conto economico tra la voce Spese amministrative: b) altre spese amministrative.
Sezione 19 - Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte - Voce 280
La voce include il saldo delle poste economiche dell'esercizio 2017 relative alle attività dismesse di Pioneer Global Asset Management S.p.A. confluite in UniCredit S.p.A. nell'ambito dell'operazione societaria di fusione intervenuta a fine 2017.
Sezione 20 - Altre informazioni
Non ci sono altre informazioni da segnalare.
Sezione 21 - Utile per azione
21.1 e 21.2 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito e altre informazioni
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 | |
|---|---|---|
| Utile (Perdita) netto (migliaia di €) | 6.203.514 | (11.588.026) |
| Numero medio delle azioni in circolazione | 1.947.449.190 | 601.361.554 |
| Numero medio azioni potenzialmente diluite | 10.695.178 | 2.575.677 |
| Numero medio azioni diluite | 1.958.144.368 | 603.937.231 |
| Utile per azione (€) | 3,185 | (19,270) |
| Utile per azione diluito (€) | 3,168 | (19,190) |
L'utile netto dell'esercizio 2017, pari a 6.235.645 migliaia, si riduce di 32.131 migliaia a seguito degli esborsi addebitati al patrimonio netto e relativi al contratto di usufrutto di azioni proprie stipulato nell'ambito dell'operazione Cashes (127.893 migliaia erano stati aggiunti alla perdita netta dell'esercizio 2016).
Il numero medio di azioni in circolazione è da intendersi al netto del numero medio delle azioni proprie e delle n.9.675.641 azioni detenute a titolo di usufrutto, e riflette gli effetti delle operazioni di raggruppamento e aumento di capitale, eseguite nel corso del primo semestre 2017, già descritte in Parte B - Sezione 14 - Patrimonio dell'impresa.
I dati relativi al periodo precedente sono stati riesposti coerentemente alle previsioni dello IAS33 § 64, a seguito dell'operazione di raggruppamento.
172 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte D - Redditività complessiva
Parte D - Redditività complessiva
Prospetto analitico della redditività complessiva 174
Parte D - Redditività complessiva
Prospetto analitico della redditività complessiva (migliaia di €)
Prospetto analitico della redditività complessiva
| ESERCIZIO 2017 |
||||
|---|---|---|---|---|
| VOCI | IMPORTO LORDO | IMPOSTA SUL REDDITO |
IMPORTO NETTO | |
| 10. Utile (Perdita) d'esercizio | X | X | 6.235.645 | |
| Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico | ||||
| 20. Attività materiali | - | - | - | |
| 30. Attività immateriali | - | - | - | |
| 40. Piani a benefici definiti | 20.999 | (5.780) | 15.219 | |
| 50. Attività non correnti in via di dismissione | - | - | - | |
| 60. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | - | - | - | |
| Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico | ||||
| 70. Copertura di investimenti esteri: | - | - | - | |
| a) variazioni di fair value | - | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | - | |
| 80. Differenze di cambio: | - | - | - | |
| a) variazioni di valore | - | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | - | |
| 90. Copertura dei flussi finanziari: | (58.170) | 19.191 | (38.979) | |
| a) variazioni di fair value | (58.170) | 19.191 | (38.979) | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | - | |
| 100. Attività finanziarie disponibili per la vendita: | (168.692) | 61.819 | (106.873) | |
| a) variazioni di fair value | 59.152 | (10.703) | 48.449 | |
| b) rigiro a conto economico | (227.273) | 72.901 | (154.372) | |
| - rettifiche da deterioramento | (2.935) | 800 | (2.135) | |
| - utili/perdite da realizzo | (224.338) | 72.101 | (152.237) | |
| c) altre variazioni | (571) | (379) | (950) | |
| 110. Attività non correnti in via di dismissione: | - | - | - | |
| a) variazioni di fair value | - | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | - | |
| 120. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: | - | - | - | |
| a) variazioni di fair value | - | - | - | |
| b) rigiro a conto economico | - | - | - | |
| - rettifiche da deterioramento | - | - | - | |
| - utili/perdite da realizzo | - | - | - | |
| c) altre variazioni | - | - | - | |
| 130. Totale altre componenti reddituali | (205.863) | 75.230 | (130.633) | |
| 140. Redditività complessiva (Voce 10+130) | X | X | 6.105.012 |
UniCredit S.p.A. · Relazioni e Bilancio 2017 175
176 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
| Il Risk Management in UniCredit S.p.A. | 178 |
|---|---|
| Sezione 1 - Rischi di credito | 178 |
| Informazioni di natura qualitativa | 178 |
| 1. Aspetti generali | 178 |
| 2. Politiche di gestione del rischio di credito | 179 |
| Informazioni di natura quantitativa | 190 |
| A. Qualità del credito | 190 |
| B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie | 201 |
| C. Operazioni di cartolarizzazione | 204 |
| D. Informativa sulle entità strutturate non consolidate contabilmente (diverse dalle società veicolo per la cartolarizzazione) |
208 |
| E. Operazioni di cessione | 208 |
| F. Modelli per la misurazione del rischio di credito | 214 |
| Sezione 2 - Rischi di mercato | 214 |
| 2.1 Rischio di tasso di interesse e di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza | 223 |
| Informazioni di natura qualitativa | 223 |
| 2.2 Rischio di tasso di interesse e di prezzo - Portafoglio bancario | 223 |
| Rischio di tasso di interesse | 223 |
| Rischio di prezzo | 228 |
| 2.3 Rischio di cambio | 228 |
| Informazioni di natura qualitativa | 228 |
| Informazioni di natura quantitativa | 229 |
| Rischio di credit spread | 229 |
| 2.4 Gli strumenti derivati | 232 |
| A. Derivati finanziari | 232 |
| B. Derivati creditizi | 237 |
| C. Derivati finanziari e creditizi | 237 |
| Sezione 3 - Rischio di liquidità | 238 |
| Informazioni di natura qualitativa | 238 |
| I principi fondamentali | 238 |
| Ruoli e responsabilità | 238 |
| Sistemi di misurazione e reporting del rischio | 238 |
| Mitigazione del rischio | 241 |
| Informazioni di natura quantitativa | 243 |
| Sezione 4 - Rischi operativi | 246 |
| Informazioni di natura qualitativa | 246 |
| A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo | 246 |
| B. Rischi derivanti da pendenze legali | 248 |
| C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche | 255 |
| D. Rischi derivanti da contenziosi e verifiche di natura tributaria | 255 |
| E. Piano di risanamento della società Carlo Tassara S.p.A. | 256 |
| F. Altre contestazioni della clientela | 257 |
| Informazioni di natura quantitativa | 258 |
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Il Risk Management in UniCredit S.p.A.
UniCredit S.p.A. controlla e gestisce i propri rischi attraverso metodologie e processi rigorosi, in grado di dispiegare la loro efficacia in tutte le fasi del ciclo economico.
Il presidio ed il controllo dei rischi sono assicurati dalla funzione Group Risk Management di UniCredit S.p.A. che esercita il proprio ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi. Il modello prevede inoltre uno specifico punto di riferimento per l'Italia nella funzione "CRO Italy"10, cui sono state assegnate le responsabilità relative alla gestione dei rischi di credito, operativi e reputazionali, unitamente al coordinamento manageriale delle attività creditizie delle società controllate da UniCredit S.p.A. con sede in Italia
In particolare, alla funzione Group Risk Management sono attribuiti, tra gli altri, i compiti di:
- ottimizzare la qualità dell'attivo, minimizzando il costo dei rischi, coerentemente con gli obiettivi di rischio / redditività assegnati alle Aree di Business;
- definire, di concerto con le funzioni di Strategy and M&A e di Group Planning, Finance, Shareholding and Investor Relations, la propensione al rischio e valutare l'adeguatezza patrimoniale nel contesto dell'Internal Capital Adequacy Process (ICAAP), in conformità ai requisiti di "Basilea II", Secondo Pilastro;
- definire, in conformità agli standard di "Basilea II" ed ai requisiti di Banca d'Italia, norme, metodologie, linee guida, politiche e strategie concernenti la gestione dei rischi e i relativi processi e la loro implementazione;
- porre in essere un sistema di controllo del rischio creditizio e di concentrazione sia a livello di singole controparti/gruppi economici, sia per "cluster" rilevanti (quali settori economici / industriali), monitorando e fornendo reportistica sui limiti preventivamente definiti;
- definire e fornire alle Aree di Business ed alle Entità i criteri per la valutazione, la gestione, la misurazione, il monitoraggio e la reportistica dei predetti rischi e garantire la coerenza dei sistemi e delle procedure di controllo;
- supportare le Aree di Business nel conseguimento dei loro obiettivi, contribuendo allo sviluppo dei prodotti e dei business (es. innovazione dei prodotti creditizi, opportunità competitive connesse all'accordo di Basilea, ecc.);
- verificare, mediante il processo di convalida in fase iniziale e nel continuo, l'adeguatezza dei sistemi di misurazione del rischio adottati, orientando le scelte metodologiche verso standard qualitativi sempre più elevati e convergenti, appurando la coerenza delle rispettive modalità di utilizzo nell'ambito dei processi;
- porre in essere un adeguato sistema di analisi preventiva del rischio, in grado di quantificare l'impatto sulla struttura economico-finanziaria derivante dal rapido deterioramento del ciclo economico o da altri fattori di shock (cosiddetto Stress Test). Tale analisi è svolta con riferimento alle singole tipologie di rischio, così come alla loro integrazione e raffronto con il capitale disponibile;
- creare e diffondere una cultura del rischio estesa non solo ad UniCredit S.p.A., ma anche a tutto il Gruppo.
Sezione 1 - Rischi di credito
Informazioni di natura qualitativa
1. Aspetti generali
Con riferimento al modello di gestione dei rischi, nella Capogruppo opera un unico centro di competenza per tutte le attività di indirizzo e coordinamento per i rischi creditizi e anche per le attività di sviluppo e validazione dei sistemi di rating e per la gestione dei rischi integrati.
Alla funzione "CRO Italy" sono assegnate le responsabilità per il perimetro di UniCredit S.p.A della gestione dei rischi di credito, operativi e reputazionali, unitamente al coordinamento manageriale delle attività creditizie delle società controllate da UniCredit S.p.A. con sede in Italia.
L'assetto organizzativo a presidio del rischio di credito, operativo al 31 dicembre 2017, è descritto nei paragrafi seguenti con specifico riferimento alle strutture e alle responsabilità.
Durante il 2017 sono state definite le Strategie sul Rischio di Credito (Credit Risk Strategies), coerenti con il "Risk Appetite" di Gruppo e con le metriche del secondo pilastro di Basilea II. Sempre in conformità con il secondo pilastro, è stato effettuato un aggiornamento sul rischio di concentrazione a livello di singolo gruppo economico (cosiddetto Bulk Risk) ed a livello settoriale. Inoltre, al fine di migliorare ulteriormente il processo e le metodologie applicabili nell'elaborazione delle Strategie sul Rischio di Credito e degli stress test sul rischio di credito, sono state aggiornate le relative normative interne.
UniCredit S.p.A. continua ad investire in maniera decisa nell'estensione dei principi di Basilea II all'intero perimetro. Con specifico riferimento al rischio di credito è attualmente autorizzata ad utilizzare le stime interne dei parametri PD, LGD ed EAD per il portafoglio crediti della stessa (Stati Sovrani, Banche, Imprese Multinazionali e transazioni di Global Project Finance) e per i portafogli imprese ed esposizioni al dettaglio. Relativamente
10 La funzione "CRO Italy" da febbraio 2018 è stata ridenominata in "CLO Italy" in ottemperanza alla deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 21 settembre 2017.
al parametro EAD sono attualmente in uso i parametri definiti secondo l'approccio Foundation; fanno eccezione i Mutui Ipotecari Privati per cui già viene utilizzato ai fini regolamentari un modello interno di EAD.
Nel corso del 2017 è continuato l'affinamento dei processi creditizi e della normativa per le nuove classificazioni di crediti deteriorati e le categorie di crediti forborne, in coerenza con i requisiti EBA e dell'Organo di Vigilanza e con l'obiettivo di rendere sempre più pervasiva la risk culture, col supporto di eventi formativi dedicati.
Il presidio per l'individuazione dei principali gruppi economici industriali e finanziari ("Top Group"), aventi un'esposizione maggiore del due per cento del patrimonio di vigilanza consolidato, è effettuato da un'apposita unità di Group Risk Management della Capogruppo, che ne cura anche la definizione e l'aggiornamento dei rispettivi perimetri. La mappatura dei gruppi economici avviene secondo principi e linee guida validi per l'intero Gruppo, che recepiscono sia le indicazioni dei Regolatori che la migliore prassi bancaria.
Nell'ambito del perimetro di business italiano, le fasi di erogazione, monitoraggio e recupero crediti sono gestite tramite specifici processi e procedure informatiche, che sono oggetto di costante potenziamento per massimizzarne l'efficienza e l'efficacia. In particolare, per quanto riguarda l'erogazione sono entrati a pieno regime i processi altamente automatizzati dedicati alle Piccole Imprese e ai consumatori, basati su metriche creditizie predefinite in maniera accentrata da Group Risk Management e in linea con la sempre crescente digitalizzazione, per diffondere e rendere sempre più agevole e sicuro l'uso di canali transazionali evoluti, in particolare per i servizi di conto corrente e di credito al consumo, anche attraverso iniziative specifiche ("Subito Banca") e strumenti ad alto contenuto tecnologico. Inoltre, è continuato l'affinamento del processo e delle metriche di monitoraggio andamentale, nonché dei processi per la gestione dei crediti deteriorati, valorizzando i presidi creditizi specialistici, già comunque operativi, responsabili della gestione complessiva delle posizioni ad inadempienza probabile o sofferenza.
Nell'intento di continuare ad assicurare un adeguato supporto all'economia è stata continuamente aggiornata la gamma dei prodotti di finanziamento, valorizzando il ricorso a strumenti quali Sace, Fondo Centrale di Garanzia e operazioni di tranched cover. Inoltre, un'attenzione particolare è stata riservata anche alle famiglie che desiderano acquistare la casa, sia attraverso la gamma di prodotti specifici e con caratteristiche personalizzabili in base all'analisi dei bisogni anche prospettici del cliente, e sia attraverso l'ottimizzazione della gestione degli accolli. Si è inoltre continuato a sostenere la clientela delle zone colpite da eventi quali alluvioni e sismici sia mediante l'adesione alle iniziative promosse con decreti ministeriali, sia mediante iniziative proprie.
2. Politiche di gestione del rischio di credito
2.1 Aspetti organizzativi
L'organizzazione del rischio di credito in UniCredit S.p.A. si articola su due livelli:
- funzioni aventi responsabilità a livello di Gruppo;
- funzioni aventi responsabilità a livello Paese.
Le funzioni con responsabilità a livello di Gruppo sono:
- la struttura "Group Credit & Integrated Risks", responsabile di definire le strategie di rischio di credito, monitorare e controllare il rischio di credito del portafoglio di Gruppo nonché di assicurare al vertice aziendale una visione integrata e trasversale ai rischi di Primo e Secondo Pilastro. A questo department è attribuita, tra le altre, la responsabilità di:
- fornire al top management una visione integrata e prospettica dei rischi di Gruppo, definire e monitorare il Group Risk Appetite predisporre l'Internal Capital Adequacy Assessment Process (ICAAP) e gestire il processo di stress test (sia regolamentare che manageriale). È inoltre responsabile di sviluppare e manutenere i modelli per il calcolo del capitale economico per gli aspetti di propria competenza;
- definire il framework di reporting sul credit risk e di reporting integrato sui rischi, sia con riferimento alla definizione di regole, standards e tassonomie che con riferimento al disegno dei processi di elaborazione della reportistica. È responsabile della elaborazione delle reportistiche regolamentari per la componente di natura creditizia di competenza della struttura "Group Credit & Integrated Risks" nonché dei controlli di secondo livello di pertinenza. È inoltre responsabile della mappatura dei Gruppi Economici, nonché di coordinare e monitorare iniziative e progetti della struttura "Group Credit & Integrated Risks";
- fornire al Top Management una visione corrente del rischio di credito di Gruppo. È responsabile del processo di definizione e del monitoraggio delle strategie creditizie di Gruppo (sia per i crediti vivi e problematici), del monitoraggio periodico del portafoglio creditizio complessivo di Gruppo, della pianificazione dell'Asset Quality, degli accantonamenti, degli RWA e dell'assorbimento di capitale per i crediti vivi e problematici;
- la struttura "Group Credit Risk Governance" responsabile di garantire a livello di Gruppo il coordinamento e la guida con riferimento ai modelli di Rischio di Credito di primo pilastro, al flusso informativo/ framework architetturale e ai processi assicurando la loro integrazione e armonizzazione. E' inoltre responsabile di collaborare con le altre funzioni di Gruppo nell'ambito delle tematiche relative ai Risk Weighted Assets/ RWA. A questa struttura è attribuita, tra le altre, la responsabilità di:
- gestire la comunicazione con gli Organi Societari e le Autorità di Vigilanza, di coordinare i principali progetti, di monitorare gli indicatori di performance e di pianificare le attività relative ai modelli IRB, processi e flussi informativi;
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
- sviluppare e manutenere le metodologie e i modelli di Gruppo per la misurazione dei rischi di Primo Pilastro (Credito), nonché esercitare un ruolo di indirizzo e coordinamento interagendo con e supportando le funzioni di sviluppo locali al fine di garantire l'omogeneità a livello di Gruppo nell'implementazione delle metodologie;
- definire e manutenere le metodologie di Gruppo da applicare ai processi di Credit Risk e della loro implementazione in UniCredit S.p.A., in linea con le Global Rules. E' inoltre responsabile di redigere, emettere ed aggiornare le Global Rules, in materia di rischio di credito, di rischi di II Pilastro , di capitale interno e relativi stress test.
- collaborare con le altre funzioni di Gruppo competenti per l'individuazione di aree di miglioramento nell'ambito dell'assorbimento patrimoniale e per la definizione dei controlli di qualità dei dati relativi ai Risk Weighted Assets/RWA di Gruppo;
- la struttura "Group Internal Validation" responsabile di validare, a livello di Gruppo, le metodologie di misurazione dei rischi di Primo e di Secondo Pilastro, i relativi processi, le componenti IT e il data quality, dandone adeguata informativa agli Organi Societari e all'Autorità di Vigilanza, oltre a gestire il processo di monitoraggio di Gruppo delle raccomandazioni emesse a fronte delle attività di validazione, assicurandone la corretta implementazione in UniCredit S.p.A e nelle Società del Gruppo. E' inoltre responsabile di verificare l'adeguatezza e l'implementazione delle misure correttive adottate in risposta di richieste delle Autorità di Vigilanza sui modelli IRB relativamente all'area di competenza coerentemente alle Normative interne in vigore (i.e. Global Policy su Internal Validation e le collegate Global Process Regulations);
- la struttura "Group Credit Transactions" responsabile, tra le altre cose, per la valutazione, il monitoraggio e la supervisione delle Large Credit Transaction, attraverso le seguenti attività:
- valutare le proposte creditizie da sottoporre al "Group Transactional Credit Committee" e/o al "Group Credit Committee", formulando pareri esperti da sottoporre ai suddetti Comitati;
- entro i propri poteri delegati, decidere o emettere pareri creditizi non vincolanti ("non binding credit opinions" NBCO) con riferimento alle proposte creditizie per le Financial Institutions, Banks and Sovereigns (FIBS) e gli Special Products (e.g. ABS, Securitization, ecc);
- agire come Group competence team, emettendo pareri esperti (expert advice) sulle proposte creditizie sottomesse dalle Entità Legali relativamente alla finanza strutturata (LPAC ) ed alle pratiche FIBS;
- monitorare le controparti FIBS, le transazioni di Finanza Strutturata e le posizioni di Debt-to-Equity, generate nel corso delle attività di restructuring;
- valutare, approvare e gestire, nel continuo, i rischi Paese, in particolare quelli assunti nell'ambito di operazioni creditizie transfrontaliere;
- la struttura "CRO CEE" responsabile per la gestione ed il controllo delle attività di credit operations e per la gestione dei rischi di credito relativamente al perimetro CEE. In particolare la struttura è responsabile, tra le altre cose, delle attività creditizie operative per le posizioni della "CEE Division" a valere sui libri di UniCredit S.p.A., della valutazione del merito di credito, della concessione dei crediti, del monitoraggio andamentale e della gestione delle posizioni "special credit"; inoltre è responsabile dell'emissione di pareri creditizi non vincolanti (NBCO) per la concessione di crediti che superano le autonomie deliberative delle Entità della "CEE Division".
- La struttura si articola nelle seguenti strutture:
- Underwriting CEE;
- Monitoring And Special Credit CEE;
- Credit Risk CEE.
In parallelo le funzioni summenzionate di Group Risk Management, aventi responsabilità a livello di Gruppo, ampliano le proprie responsabilità agendo anche sul perimetro CEE.
A livello Paese, le attività di indirizzo e controllo del rischio di credito, nonché lo svolgimento delle attività "operative" (es. erogazione crediti, monitoraggio andamentale, ecc.) ricadono sotto la responsabilità dei CRO delle controllate.
In UniCredit S.p.A., lo svolgimento delle attività "operative" (es. erogazione crediti, monitoraggio andamentale, ecc.) sono assolte dalle strutture organizzative dipendenti dal "CRO Italy", che riporta al "Group CRO", ed in particolare:
Le strutture di erogazione e monitoraggio crediti Italia (Credit Operations Italy) sono organizzate in 7 strutture territoriali, ciascuna responsabile per l'intero portafoglio (Corporate, SME Corporate e Privati) del relativo territorio:
- la struttura "Credit Underwriting" a cui sono attribuite, tra le altre, le seguenti attività:
- coordinamento delle attività di 8 Regional Industry Team;
- attività di delibera dei RIT;
- gestione delle attività di erogazione del credito per la clientela di UniCredit S.p.A;
- coordinamento e gestione delle attività di erogazione del credito per la clientela UniCredit S.p.A. relativamente ai prodotti di Consumer Finance;
- attività preparatorie e amministrative per le pratiche da sottoporre all'Italian Transactional Credit Committee e all'Italian Special & Transactional Credit Committee.
La struttura si articola nelle seguenti strutture:
- "Credit Committee Secretariat";
- "Central Credit Risk Underwriting Italy";
- "Individuals Credit Underwriting Italy";
- "Territorial Credit Risk Underwriting Italy";
- la struttura "Credit Monitoring" a cui sono attribuite, tra le altre, le seguenti attività:
- assicurare la qualità del portafoglio creditizio attraverso il monitoraggio andamentale delle posizioni, l'analisi della rischiosità e la definizione di azioni correttive;
- supportare le funzioni commerciali nel monitoraggio del portafoglio creditizio del territorio di competenza, nell'analisi delle performance nonché nell'applicazione dei necessari interventi correttivi.
- La struttura si articola nelle seguenti strutture:
- Credit Monitoring Operations & Support;
- Central Credit Risk Monitoring Italy;
- "Hubs Monitoring Territoriali";
- "Retail Central Credit Monitoring";
- la struttura "Special Credit" a cui sono attribuite, tra le altre, le seguenti attività:
- presidio delle attività finalizzate al contenimento del costo del rischio dei crediti problematici;
- gestire il recupero dei crediti scaduti e non pagati, nonché le attività correlate, ivi compresa la classificazione a inadempienza probabile/ sofferenza nell'ambito delle deleghe stabilite, assicurando l'applicabilità e l'implementazione delle strategie e delle azioni di recupero;
- istruttoria, analisi creditizia e predisposizione della documentazione per le pratiche da sottoporre agli Organi deliberativi competenti;
- presidio delle attività amministrative e contabili di competenza.
- La struttura si articola nelle seguenti strutture:
- Workout Italy;
- Inc Italy;
- Customer Recovery;
- Special Credit Analysis and Control Management;
- Special Credit Support And Administration Italy;
• la struttura Restructuring Italy a cui sono attribuite, tra le altre, le attività di gestione, valutazione e delibera delle posizioni in restructuring;
- la struttura Loans Administration department a cui sono attribuite, tra le altre, le seguenti attività:
- presidio delle attività creditizie di post-delibera creditizia/erogazione;
- gestione del credito agevolato;
- attività creditizie e amministrative relative ai Consorzi di garanzia;
- coordinamento e gestione delle attività di post-erogazione relative ai prodotti Mortgages assicurando la qualità e l'integrità del patrimonio informativo e la minimizzazione dei rischi.
La struttura si articola nelle seguenti strutture
- 5 Hub territoriali della Loan Administration;
- Subsidized Loan;
- Mortgages Evaluation;
- Loan Administration Operation & Support.
Inoltre, con riferimento al rischio di credito sono attivi specifici comitati:
- il "Group Risk & Internal Control Committee" è un Comitato di "Alta Direzione" ed ha responsabilità di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi di Gruppo, nonché di supporto all'Amministratore Delegato in tema di gestione e supervisione del sistema dei controlli interni di UniCredit S.p.A. e del Gruppo. Con particolare riferimento alla gestione e al monitoraggio dei rischi, il Comitato ha la responsabilità della definizione delle policy, delle linee guida, dei limiti operativi e delle metodologie per la misurazione, la gestione ed il controllo dei rischi nonché per la definizione delle metodologie per la misurazione ed il controllo del capitale interno e valutazione della reportistica in materia di rischi e delle stime in materia di accantonamenti per fronteggiarli. In tale ambito, il Comitato svolge funzioni consultive/propositive, con particolare riferimento alla definizione (e riesame periodico) del Risk Appetite Framework di Gruppo, al quadro generale di controllo dei rischi (per garantirne la coerenza con gli indirizzi strategici e la propensione al rischio stabiliti) e alla definizione dei limiti per l'assunzione delle varie tipologie di rischio e alla relativa allocazione;
- il "Group Credit Committee", responsabile per la valutazione e la delibera per proposte creditizie di competenza, ivi incluse quelle a "restructuring" e "workout", stato di classificazione delle posizioni, strategie rilevanti e azioni correttive da assumere per le posizioni "watchlist", limiti specifici per operazioni connesse al mercato dei capitali di debito sul Trading Book, limiti all'esposizione per singolo emittente sul Trading Book, operazioni di "Debt to Equity" ed operazioni sulle partecipazioni derivanti dalle operazioni "Debt to Equity";
- il "Group Transactional Credit Committee", responsabile con funzioni deliberanti, nell'ambito dei poteri delegati, (delibere e/o rilascio di pareri non vincolanti alle Entità del Gruppo), e/o funzioni consultive per le pratiche di competenza degli Organi Superiori, per proposte creditizie, comprese le posizioni in "restructuring" "INC" e "workout"; stato di classificazione delle posizioni, strategie ed azioni correttive rilevanti da intraprendere per posizioni in "watchlist", operazioni di Debt to Equity e/o azioni/esercizio di diritti relativi a partecipazioni derivanti da operazioni di Debt to Equity, operazioni di Debt to Asset e/o azioni/esercizio di diritti relativi ad attività derivanti da operazioni di Debt to Asset , limiti all'esposizione per singolo emittente sul portafoglio di negoziazione, e per proposte di cessione di crediti deteriorati;
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
- l'"Italian Transactional Credit Committee", responsabile con funzioni deliberanti, nell'ambito dei poteri delegati, e/o consultive per pratiche competenza degli Organi Superiori, in merito a controparti di UniCredit S.p.A. (ad esclusione di controparti FIBS) per proposte creditizie (incluse le posizioni in "restructuring", "INC" e "workout"), stato di classificazione delle posizioni, strategie ed azioni correttive da intraprendere per le posizioni in "watchlist", operazioni inerenti il credito su pegno, operazioni di Debt to Equity e/o azioni/esercizio di diritti relativi a partecipazioni derivanti da operazioni di Debt to Equity, operazioni di Debt to Asset e/o azioni/esercizio di diritti relativi ad attività derivanti da operazioni di Debt to Asset, nonché per il rilascio di pareri non vincolanti per le Entità Italiane del Gruppo e per proposte di cessione di crediti deteriorati;
- il "Group Rating Committee", responsabile di assumere decisioni e/o rilasciare pareri non vincolanti alle Entità del Gruppo sulle proposte di modifica del rating;
- l"Italian Special & Transactional Credit Committee", responsabile, nell'ambito dei poteri delegati, della valutazione e approvazione o emissione di parere consultivo per pratiche di competenza di Organi superiori, delle posizioni in "restructuring", INC" ed a "workout" nonché delle posizioni di clienti gestiti dalle Aree Commerciali Special Network e Real Estate e per proposte di cessione di crediti deteriorati.
Il rischio di credito
Nello svolgimento della propria attività creditizia il Gruppo è esposto al rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte possa generare una corrispondente variazione inattesa nel valore della relativa esposizione creditizia che porti ad una cancellazione totale o parziale dei crediti. Tale rischio è sempre inerente all'attività tradizionale di erogazione del credito, a prescindere dalla forma in cui il fido si estrinseca (di tesoreria o di firma, garantito e non, ecc.).
Le principali cause d'inadempienza sono riconducibili al venir meno dell'autonoma capacità del prenditore di assicurare il servizio e il rimborso del debito (per mancanza di liquidità, insolvenza, ecc.), come pure anche al manifestarsi di circostanze che si riflettono sulle condizioni economico/finanziarie del debitore, quali il "rischio Paese" ovvero, infine, all'effetto di rischi operativi. Altre attività bancarie, oltre alle tradizionali di prestito e deposito, possono esporre il Gruppo ad ulteriori rischi di credito.
Il rischio di credito "non tradizionale" può, per esempio, derivare da:
- sottoscrizione di contratti in derivati;
- compravendite di titoli, futures, valute o merci;
- detenzione di titoli di terzi.
Le controparti di tali transazioni o gli emittenti di titoli detenuti da UniCredit S.p.A., potrebbero risultare inadempienti a causa di insolvenza, eventi politici ed economici, mancanza di liquidità, deficienza operativa o per altre ragioni. Inadempimenti di un elevato numero di transazioni ovvero ad una o più operazioni di importo significativo, avrebbero un effetto materialmente negativo sull'attività, sulla condizione finanziaria e sui risultati operativi del Gruppo. UniCredit S.p.A. pertanto controlla e gestisce lo specifico rischio di ciascuna controparte così come il rischio complessivo del portafoglio crediti attraverso processi, strutture e regole volte ad indirizzare, controllare e standardizzare la valutazione e la gestione di tale rischio, in linea con i principi e la best practice di Gruppo, anche con l'obiettivo di dispiegare la loro efficacia in tutte le fasi del ciclo economico.
Il rischio paese
Il rischio Paese è il rischio di perdite causate da eventi intrinsechi al Paese e non alla specifica transazione, controparte o gruppo di controparti di riferimento. E' quindi, un insieme di rischi che principalmente include il rischio sovrano, il rischio di trasferimento e di cambio, il rischio di consegna, rischi connessi al contesto commerciale e legale, il rischio politico e geopolitico ed il rischio economico. La gestione del rischio Paese si concretizza principalmente determinando, a livello di Gruppo, specifici massimi livelli di rischio (Plafond Paese), assumibili dalle differenti Società del Gruppo nei confronti di tutte le controparti (Sovereigns, enti pubblici, Banche, Istituzioni Finanziarie, clienti corporate, small business, privati, project finance, ecc.) residenti o collegate al Paese, per operazioni "cross-border" (dal punto di vista della Società che concede il prestito).
I processi di gestione del rischio Paese presentano un elevato grado di accentramento in Capogruppo, sia per quanto riguarda gli aspetti metodologici, sia per quanto riguarda il processo decisionale, al fine di garantire un approccio di valutazione e monitoraggio omogenei, in particolare l'attribuzione del rating, PD (probabilità di default) e LGD (tasso di perdita in caso di default), ed il presidio sul rischio di concentrazione.
L'assegnazione del rating Paese (sia in termini di PD che di LGD) viene condotta attraverso l'utilizzo di uno specifico modello interno di rating. L'analisi, che si focalizza sia su aspetti qualitativi che quantitativi, è parte integrante del processo di calcolo del rating finale. Nel caso in cui il rating risultante dal modello non rifletta correttamente il profilo creditizio del Paese, un override viene richiesto dall'organo competente. Sia il calcolo della PD sia il calcolo dell'LGD sono necessari e devono essere assegnati prima che venga presa la decisione creditizia. Il rating deve essere aggiornato almeno una volta l'anno o quando si rendano disponibili nuove informazioni che influenzino il merito creditizio del Paese.
I Plafond cross-border a livello di Gruppo per il rischio Paese sono calcolati a livello di singolo Paese e secondo un processo top-down/bottom-up che tiene in considerazione, tra gli altri fattori, il rischio del Paese (incluso il rating), le sue dimensioni, le opportunità di business, l'orientamento del "Risk Appetite Framework" di riferimento, nonché l'attuale esposizione ed utilizzo del plafond. I plafond cross-border sono rivisti con cadenza almeno annuale. Il cambiamento dello scenario macroeconomico e politico è costantemente monitorato. Le attività di monitoraggio del rischio Paese mirano a individuare e reagire prontamente ai sintomi di un possibile deterioramento della qualità del rischio di un Paese con esposizioni creditizie cross-border. Tra le contromisure, il rating interno di un paese può essere aggiornato per riflettere qualsiasi mutamento della valutazione del rischio Paese.
Con specifico riferimento al rischio sovrano, il rischio di controparte riferito agli Stati Sovrani (e alle loro amministrazioni centrali) è gestito attraverso il normale processo di approvazione del rischio di controparte. I limiti e le esposizioni verso gli Stati Sovrani, sia nel trading e banking book, sono gestiti in modo prudente e tale da assicurare che il loro dimensionamento resti coerente nel tempo ai requisiti normativi e di liquidità del Gruppo.
2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo
2.2.1 Attività di reporting e di monitoraggio
La funzione Group Risk Management è responsabile della reportistica attinente al rischio di credito a livello di portafoglio consolidato, sia su base periodica sia sulla base di richieste ad hoc (da parte dell'Alta Direzione o da parte di controparti esterne quali Autorità di Vigilanza o agenzie di rating). L'andamento del portafoglio di rischio di credito viene analizzato con riferimento ai principali drivers (quali la crescita e gli indicatori dei parametri di rischio), ai diversi segmenti di clientela, alle realtà locali, ai settori industriali, nonché all'andamento del portafoglio in default ed alla relativa copertura.
L'obiettivo fondamentale delle attività di reportistica e monitoraggio del portafoglio creditizio, è quello di cogliere tempestivamente eventuali sintomi di deterioramento e, quindi, intraprendere opportune iniziative correttive attraverso l'analisi delle principali componenti del rischio di credito quali i valori di EAD (Esposizione al Default), EL (Expected Loss), migrazioni, costo del rischio, ecc..
Le attività di portfolio reporting sono condotte in stretta collaborazione con le funzioni Risk Management delle singole Entità.
A livello di Gruppo, le attività di reporting e monitoraggio sono attribuite a diverse strutture organizzative, all'interno del Department di "Group Credit and Integrated Risks".
La struttura "Group Credit Risk Standards & Reporting" è responsabile di definire il framework di Gruppo per la reportistica sui rischi, di produrre la reportistica standard/ad hoc in materia di rischio di credito e rappresenta un'interfaccia con le Autorità di Vigilanza per le richieste di dati e reportistiche periodiche in tema rischio di credito. Inoltre, è responsabile della definizione delle tassonomie e delle regole di elaborazione dei dati ai fini dei requisiti di reporting sul rischio di credito interfacciandosi con Group Data Office per la loro implementazione, per l'elaborazione di strategie di convergenza del sistema informativo di risk management e per la promozione dell'utilizzo di strumenti di business intelligence a livello di Gruppo.
La Unit Consolidated Credit Risk Strategies & Monitoring, invece, è responsabile di analizzare e monitorare la composizione e la rischiosità del portafoglio crediti per le principali metriche di rischio di credito a livello di Gruppo/LEs/Divisione, fornendo così al CFO di Gruppo e alle competenti strutture di Planning & Finance gli elementi utili per evidenziare gli scostamenti rispetto al "budget/forecast", e di produrre le analisi periodiche volte a fornire al Top Management una visione integrata dei rischi di Gruppo, nonché le analisi per le Agenzie di Rating, gli Investitori e richieste "ad hoc" provenienti da Enti/Organismi esterni.
Le attività di reporting e monitoraggio del Gruppo hanno beneficiato del completamento delle attività realizzate, a partire dal 2015, nell'ambito del Progetto PERDAR, focalizzato ad assicurare la compliance con i principi stabiliti dal Comitato di Basilea in tema di "data aggregation & reporting" (cosiddetti BCBS239 Principles). L'iniziativa è stata un fattore chiave per raggiungere l'obiettivo di una maggiore razionalizzazione dei rischi nella loro segnalazione rivolta all'Alta Direzione Aziendale e ai Regolatori in termini di qualità, completezza, riduzione della rappresentazione dei dati, convergenza verso un unico reporting sui rischi integrati e del processo a supporto del loro consolidamento, ed ha portato alla dismissione dell'ERM (Enterprise Risk Management Report) a partire dal primo trimestre 2017 e alla sua sostituzione con l''Integrated Risk Report rispondente ai requisiti del nuovo framework.
2.2.2 Governance e policies
I rapporti tra UniCredit S.p.A. e le Entità del Gruppo, che esercitano attività creditizia, sono disciplinati da specifiche disposizioni di governance che assicurano alla stessa UniCredit S.p.A. il ruolo di direzione, supporto e controllo, in particolare nelle seguenti aree di attività: politiche creditizie, strategie creditizie, sviluppo dei modelli, validazione dei sistemi di rating, rischio di concentrazione creditizia, rilascio di prodotti creditizi, monitoraggio e reportistica del rischio creditizio di portafoglio.
In particolare, le società del Gruppo sono tenute a richiedere alla funzione di Group Risk Management di UniCredit S.p.A. apposito parere anteriormente alla concessione/riesame di linee di credito nei confronti di singole controparti/gruppi economici, qualora le medesime linee eccedano predeterminate soglie di importo, anche in riferimento all'obbligo di osservanza dei limiti di concentrazione dei rischi creditizi, da porre in relazione al patrimonio di vigilanza.
In conformità al ruolo attribuito dalla governance aziendale ad UniCredit S.p.A., e specificamente alla funzione Group Risk Management, i "Principi Generali di Gruppo per l'attività creditizia", disposizioni generali relative allo svolgimento dell'attività creditizia a livello di Gruppo, dettano le regole ed i principi volti ad indirizzare, disciplinare ed omogeneizzare la valutazione e la gestione del rischio di credito, in linea con i requisiti regolamentari e la best practice di Gruppo.
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Le disposizioni di carattere generale sono integrate da policy che disciplinano specifiche tematiche (area di business, segmento di attività, tipologia di controparte/transazione, ecc.). Tali documenti si distinguono in due categorie:
- policy dedicate a tematiche considerate "Group-wide", sviluppate da UniCredit S.p.A. e indirizzate a tutte le Entità. Alcuni esempi sono le policy concernenti: la clientela FIBS ("Financial Institutions, Banks and Sovereigns"), i limiti Paese, le operazioni di Project Finance e Acquisition & Leveraged Finance, la gestione del collaterale nelle operazioni derivate OTC, pronti contro termine e prestito di titoli, la valutazione, il monitoraggio e la gestione dei limiti di rischio di sottoscrizione per il portafoglio oggetto di sindacazione, le operazioni di "Commercial Real Estate Financing" (CREF) e "Structured Trade and Export Finance" (STEF), le definizioni e categorie di classificazione dei crediti;
- policy sviluppate a livello locale da singole società. Tali documenti dettagliano le regole creditizie riferite, ad esempio, ad alcune aree geografiche, Società controllate, e, qualora richieste dalle peculiarità del mercato locale, hanno validità nel rispettivo perimetro di competenza.
A livello di singola società e di UniCredit S.p.A. le policy possono essere ulteriormente dettagliate tramite Istruzioni Operative, che declinano regole e istruzioni specifiche per la gestione corrente.
Ad esempio, al fine di fornire linee guida dettagliate per la valutazione dei crediti verso clientela del perimetro Italia e per assicurare un approccio uniforme a fronte di rischi simili, la Global Policy "Group Credit Risk Management Guidelines" è stata integrata da una specifica Policy valida per il perimetro Italia ("Principi e metodologie per la classificazione a maggior rischio e valutazione dei crediti verso Clientela in Italia").
Le policy creditizie sono riferite, di norma, a principi fondanti dell'attività creditizia e sono aggiornate principalmente per recepire cambiamenti normativi esterni, mentre il coordinamento con le Strategie Creditizie, aggiornate con frequenza almeno annuale, precisa l'ambito in cui UniCredit S.p.A. intende sviluppare il proprio business creditizio e i relativi driver di rischio (clienti, prodotti, segmenti industriali, aree geografiche).
2.2.3 Metodologie della gestione e misurazione
Il rischio di credito rappresenta il rischio di incorrere in una perdita di valore, riferita ad un'esposizione creditizia, derivante da un inatteso deterioramento del merito di credito della controparte.
Ai fini della sua misurazione, il rischio di credito è definito come il rischio di incorrere in perdite derivanti dalla possibilità che una controparte, beneficiaria di un finanziamento ovvero emittente di un'obbligazione finanziaria (obbligazione, titolo, ecc.), non sia in grado di adempiere ai relativi impegni (rimborso a tempo debito degli interessi e/o del capitale o di ogni altro ammontare dovuto - rischio di default). In senso più ampio, il rischio di credito può essere definito anche come la perdita potenziale riveniente dal default del prenditore/emittente o da un decremento del valore di mercato di un'obbligazione finanziaria, a causa del deterioramento della sua qualità creditizia. Su quest'ultimo aspetto UniCredit S.p.A. sta valutando nuovi approcci che considerino la componente di rischio di credito del banking book soggetta a variazioni di valore.
La misurazione del rischio di credito viene effettuata sia a livello di singola controparte/transazione, sia a livello dell'intero portafoglio. Gli strumenti ed i processi a supporto dell'attività creditizia nei confronti di singoli prenditori, tanto nella fase di erogazione quanto in quella di monitoraggio, comprendono il processo di assegnazione del rating, differenziato in base alle peculiari caratteristiche dei differenti segmenti di clientela/prodotto, al fine di assicurare il massimo livello di efficacia.
La valutazione del merito creditizio di una controparte, in sede di esame della proposta di affidamento, scaturisce dal processo di analisi dei dati finanziari e di quelli qualitativi (posizionamento competitivo dell'azienda, struttura societaria ed organizzativa, ecc.), caratteristiche geo-settoriali, comportamentali a livello di Entità e di sistema bancario (ad es. Centrale dei rischi), al fine di pervenire all'assegnazione di un rating, da intendersi quale definizione della "probabilità di default" (PD) della controparte medesima, con un orizzonte temporale di un anno.
Il merito di credito di ciascuna controparte è valutato nell'ambito anche dell'eventuale gruppo di appartenenza, considerando, quando necessario il rischio dell'intero gruppo economico, e viene rivisto almeno su base annuale, tenendo in considerazione le nuove informazioni acquisite.
Il modello organizzativo corrente prevede l'esistenza di una funzione dedicata, indipendente dalle funzioni commerciali e di erogazione, cui è assegnata la responsabilità di valutare e deliberare l'override, cioè l'eventuale correzione del giudizio automatico espresso dal modello.
Il rating interno assegnato a ciascuna controparte e l'esposizione del gruppo economico di appartenenza sono alla base del calcolo dei livelli deliberativi, definiti in modo che, a parità di importi da erogare, le deleghe di poteri, conferite a ciascun organo deliberante per l'esercizio dell'attività creditizia, si riducono progressivamente in funzione dell'accentuarsi della rischiosità del cliente.
Il monitoraggio sistematico è incentrato sulla cosiddetta "gestione andamentale" che, sulla base di tutte le informazioni disponibili, di fonte interna ed esterna, esprime un punteggio ("scoring") che rappresenta una valutazione sintetica di rischiosità di ciascun cliente monitorato. Tale punteggio è ottenuto grazie ad una funzione statistica che sintetizza le informazioni a disposizione, tramite un insieme di variabili rivelatesi significative nell'individuare, nel lasso temporale dei dodici mesi, l'evento del "default".
Oltre alla consueta stima dei parametri di rischio con orizzonte annuale, vengono stimati parametri di rischio multi-periodali per fornire una valutazione più robusta della performance aggiustata per il rischio e per compliance con quanto richiesto dai principi contabili.
Oltre alle metodologie riassunte nei sistemi di rating, la funzione Group Risk Management utilizza modelli di portafoglio in grado di misurare il rischio di credito a livello aggregato e, nel contempo, di individuare il contributo di singole porzioni di portafoglio o singole controparti alla posizione di rischio complessiva.
I parametri di misurazione del rischio di credito a livello di portafoglio sono principalmente tre, calcolati e valutati su un orizzonte temporale annuale e con cadenza trimestrale:
- Expected Loss (EL);
- Credit Value at Risk (Credit VaR);
- Expected Shortfall (ES).
La stima del Credit VaR a livello del portafoglio complessivo è ottenuta dalla distribuzione delle perdite ricavata tramite simulazione Monte Carlo sull'orizzonte di un anno, considerando le correlazioni tra le controparti. La perdita complessiva in ogni scenario di default è la somma delle singole perdite, ognuna delle quali è il prodotto di EAD ed LGD per le transazioni le cui controparti sono in default.
La perdita attesa (EL) costituisce il valore della perdita media a livello di portafoglio aggregato, dovuto al potenziale manifestarsi dell'inadempienza degli obbligati. La perdita attesa a livello di portafoglio è data dalla somma delle perdite attese dei singoli obbligati, che possono essere determinate attraverso il prodotto di PD x LGD x EAD, ed è indipendente dalle correlazioni tra i default a livello di portafoglio. La perdita attesa è di norma computata come componente di costo.
Il Value at Risk rappresenta la soglia monetaria di perdita superata solo per un prefissato valore di probabilità (VaR con livello di confidenza del 99,9%, ovvero la soglia di perdita è superata solo in 1 caso su 1000). Il Capitale Economico è derivato dal Value at Risk sottraendone la perdita attesa ed è un input per la determinazione del Capitale Interno a copertura delle perdite potenziali derivanti da tutte le fonti di rischio.
Ulteriore metrica è l' "Expected Shortfall" (ES) che rappresenta il valore atteso delle perdite che eccedono la soglia di VaR. Il Credit VaR di portafoglio e l'ES dipendono significativamente dalla correlazione tra i default e possono essere ridotti attraverso un'adeguata diversificazione del portafoglio a livello di settore e paese e limitando la concentrazione delle singole controparti.
Le misure di capitale economico (basate sul Credit VaR) rappresentano, inoltre, un input fondamentale per la predisposizione ed applicazione delle strategie creditizie, per l'analisi dei limiti creditizi e di concentrazione dei rischi. Il motore di calcolo del capitale economico è uno degli strumenti altresì utilizzato per analisi di stress testing sul portafoglio creditizio.
Tutti i sopra citati parametri di rischio sono soggetti ad una validazione iniziale e ad un regolare processo di monitoraggio, con riferimento a ciascun sistema di rating, in tutte le sue componenti: modelli, processi, sistemi IT e data quality.
La finalità è di attestare la conformità dei sistemi, unitamente a quella di porre in evidenza aree di possibile miglioramento, così come eventuali disallineamenti nelle metodologie che possano comportare rischi di non perfetta comparabilità nelle misure prodotte.
Anche il modello interno di Credit VaR è oggetto di valutazione nell'ambito della validazione del Secondo Pilastro di Basilea. Il calcolo del capitale economico creditizio è disponibile su un'unica piattaforma tecnologica ("CPM") e con una comune metodologia per le strutture di holding e per principali geografie del Gruppo.
Al fine di valutare il trasferimento del rischio di credito realizzato da operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo, viene utilizzato un applicativo (SCA - Structured Credit Analyser) che simula la distribuzione delle perdite del portafoglio cartolarizzato e delle tranches, sia per le cartolarizzazioni sintetiche (in cui il rischio è trasferito tramite garanzie o derivati di credito) che per quelle tradizionali (in cui gli attivi sono ceduti ad una società veicolo). Per la valutazione del significativo trasferimento del rischio, i risultati ottenuti con SCA vengono confrontati con i requisiti regolamentari del Primo Pilastro di Basilea
2.2.4 Controlli di Secondo livello
All'interno del Risk Management, è stata creata nel marzo 2017 una funzione indipendente, la Unit Credit Risk Control, con l'obiettivo di definire e porre in essere un processo di controlli di secondo livello, focalizzati principalmente sul Portafoglio Non Performing. Il processo di controllo ha avuto inizio da settembre 2017. I controlli vertono principalmente sulle seguenti macro-aree:
- Controlli sulla classificazione: mirati a valutare la coerenza dello status (scaduto deteriorato, inadempienza probabile, sofferenza) in base all'anzianità della classificazione e della revisione della posizione;
- Controlli sui livelli di accantonamento: ad esempio, controlli sull'adeguatezza del livello di copertura, di coerenza della svalutazione time rispetto ai tassi di attualizzazione e ai piani previsionali incassi;
- Controlli sulla metodologia Forbearance: controlli sulle fasi principali del processo di classificazione e gestione delle esposizioni Forborne.
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
2.2.5 Strategie creditizie
Le Strategie Creditizie rappresentano un efficace strumento di governo del rischio di credito, contribuendo alla definizione degli obiettivi di Budget in coerenza con il Risk Appetite del Gruppo, di cui sono parte integrante. Esse costituiscono inoltre uno strumento gestionale in quanto traducono in forma concreta le metriche definite all'interno del Risk Appetite.
Prendendo in considerazione lo scenario macroeconomico e creditizio, l'Outlook a livello di settore economico, nonché le iniziative/strategie di business, le Strategie Creditizie forniscono un insieme di linee guida e di target operativi rivolti ai Paesi e ai segmenti di business in cui UniCredit S.p.A. opera, con la finalità di identificarne il profilo di rischio e di consentirne una crescita ad esso coerente.
In riferimento alla gestione del rischio del portafoglio crediti di Gruppo, particolare rilevanza è posta al rischio di concentrazione creditizio. Tale rischio di concentrazione, coerentemente con la definizione fornita dalla normativa di Basilea, si configura come una singola esposizione o un gruppo di esposizioni tra di loro correlate, potenzialmente in grado di produrre perdite tali da minacciare la solidità di UniCredit S.p.A. o la sua capacità di proseguire nello svolgimento della normale operatività.
UniCredit S.p.A., in conformità con il quadro regolamentare delineato dal Comitato di Basilea (Secondo Pilastro), si è dotato di politiche e sistemi di controllo per individuare, misurare e monitorare il rischio creditizio di concentrazione:
- verso singole controparti o gruppi di controparti collegate (Singoli Prenditori/Gruppi Economici);
- verso controparti appartenenti allo stesso settore economico (Industry).
Le simulazioni di stress test costituiscono parte integrante della definizione delle Strategie Creditizie.
2.2.6 Stress Test sul rischio di credito
L'obiettivo delIo Stress Test sul credito è quello di analizzare la vulnerabilità del portafoglio in caso di ciclo economico negativo o cambiamento strutturale dello scenario economico. Differenti scenari sono considerati nell'esecuzione dell'esercizio di Stress Test, basati su livelli di severità crescenti. In aggiunta gli scenari possono essere anche definiti sulla base di specifiche ipotesi economiche.
I modelli di Stress Test di credito (o modelli satellite) sono modelli che hanno l'obiettivo di trasferire gli scenari macro economici nei parametri di rischio di credito (PD/LGD). All'interno del framework di Stress Test i modelli sono la base per il calcolo delle proiezioni di PD/LGD stressate sotto scenari avversi. Sono usati allo stesso modo per la stima della componente prospettica all'interno del framework dell' IFRS9.
Per quanto concerne la metodologia seguita, il framework corrente prevede due approcci differenti a seconda si tratti di portafogli a basso o ad alto tasso di insolvenza. In particolare per i portafogli ad alto tasso di insolvenza (Retail, SME e Mid Corporate) i dati storici interni sono stati usati per stimare, a livello di categoria (Paese/segmento), la relazione diretta tra insolvenza, tasso di recupero e fattori macroeconomici. Relativamente ai portafogli con basso tasso di insolvenza (Multinazionali, Banche, Titoli sovrani) per i quali non sono disponibili sufficienti dati interni, i bilanci storici sono utilizzati per modellizzare la relazione tra i principali indici finanziari (che sono input dei sistemi di rating) e i fattori macro-economici. I fattori chiave proiettati, basati su fattori macro-economici, sono dunque usati come input del sistema interno di rating per ottenere le PD/LGD stressate a livello di controparte. L'esercizio di Stress Test viene eseguito due volte l'anno e si basa su tre scenari sia per la prospettiva normativa (1° pilastro) che per quella economica (2° pilastro).
Le metriche stressate di 1° pilastro (Accantonamenti e RWA) sono calcolati considerando la metodologia EBA. Le metriche stressate di 2° pilastro (Capitale economico e AFR) sono calcolati considerando la seguente metodologia:
• Capitale economico di credito: Le PD e LGD stressate sono usate come base per ricalcolare il VAR e il Capitale Economico con il CPM in ognuno degli scenari stressati. Il Value at Risk stressato si riferisce ad una simulazione VAR dove i fattori di rischio sottostanti sono stressati da condizioni avverse. In particolare il Value at Risk stressato intende replicare un calcolo VAR che sarebbe generato sul portafoglio corrente della banca se i fattori di rischio rilevanti attraversassero un periodo di stress. Le concentrazioni del rischio di credito (sia per singola posizione sia per settore) sono anche rilevate dal CPM e sono anche analizzate in scenari economici avversi come richiesto dal regolatore;
• AFR: l'ammontare derivante dalla differenza tra le perdite stressate attese (calcolate attraverso le PD-TTC e LGD-TTC) le perdite attese reali è dedotto dall'AFR
2.2.7 Attività di acquisto di crediti deteriorati
La Banca non effettua, di norma, operazioni di acquisto di crediti deteriorati. Le posizioni evidenziate come tali nelle tavole della Nota Integrativa con riferimento alla voce "70. Crediti verso clientela" rientrano nell'ambito di operazioni più ampie di acquisto di portafogli creditizi, i cui obiettivi non sono inquadrabili fra quelli connessi ad una specifica attività di acquisizione di posizioni deteriorate.
2.3 Tecniche di mitigazione del rischio di credito
UniCredit S.p.A. utilizza una pluralità di tecniche di mitigazione del rischio di credito volte a ridurre le perdite potenziali derivanti dall'attività creditizia nell'eventualità di default dell'obbligato principale. In tale ambito ed in conformità ai requisiti regolamentari, UniCredit S.p.A. è fortemente impegnata a soddisfare tutti i requisiti necessari alla corretta applicazione delle tecniche di Credit Risk Mitigation (CRM) in relazione ai differenti approcci adottati - Standardizzato, IRB Foundation (F-IRB) o IRB Avanzato (A-IRB) ai fini sia gestionali interni sia del loro riconoscimento per il calcolo dei requisiti patrimoniali.
Con specifico riferimento alle tecniche di mitigazione del rischio, sono in vigore linee guida generali di Gruppo emesse da UniCredit S.p.A. al fine di definire regole e principi comuni per l'indirizzo, il governo e la gestione standardizzata delle tecniche di mitigazione del rischio in linea con i principi di Gruppo, le best practice e in conformità con i requisiti regolamentari in materia.
Ad integrazione delle linee guida generali sulle tecniche di mitigazione del rischio, UniCredit S.p.A. ha emanato normative interne, specificando processi, strategie e procedure per la gestione delle garanzie. In particolare tali normative dettagliano le regole per l'ammissibilità, la valutazione e la gestione delle garanzie, assicurandone la validità, l'opponibilità giuridica, la tempestività di realizzo in conformità con il sistema giuridico locale di ciascun Paese.
UniCredit S.p.A svolge periodiche attività di assessment sulla gestione delle garanzie e verifiche sulla compliance delle tecniche di mitigazione del rischio, in particolare nell'ambito dei processi di applicazione dei sistemi di rating interni, per verificare la presenza di una documentazione adeguata e di procedure formalizzate per l'utilizzo delle tecniche di mitigazione del rischio ai fini del calcolo del capitale regolamentare.
Secondo la policy creditizia, le garanzie - reali o personali - possono essere acquisite solo come supporto sussidiario del fido e non devono essere intese come elementi sostitutivi dell'autonoma capacità di rimborso del debitore principale. Per tale ragione, oltre alla più ampia analisi del merito creditizio e dell'autonoma capacità di rimborso del debitore principale, esse sono oggetto di specifica valutazione ed analisi per il ruolo di fonte sussidiaria di rimborso dell'esposizione debitoria.
Le principali tipologie di garanzie reali utilizzate a supporto del credito sono principalmente le immobiliari, sia residenziali che commerciali, le garanzie finanziarie (inclusi i depositi in contante, le obbligazioni, azioni e quote di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM). Altri tipi di garanzie reali (pegno su merci o su crediti e polizze vita) sono meno comuni. UniCredit S.p.A. si avvale, inoltre, di accordi bilaterali di netting per operazioni di derivati (tramite la sottoscrizione di accordi ISDA e CSA), pronti contro termine e prestito titoli.
ll sistema di gestione delle tecniche di mitigazione del rischio di credito è parte integrante del processo di approvazione e monitoraggio del credito, che supportano ampiamente i controlli di qualità, la valutazione delle garanzie e la corretta categorizzazione ai fini di stima della LGD. Controlli e relative responsabilità sono debitamente formalizzati e documentati in norme interne e procedure operative. Inoltre sono stati implementati processi per il presidio di tutte le informazioni utili all'identificazione e la valutazione delle garanzie ed il loro corretto inserimento nei sistemi.
Nel processo di acquisizione delle garanzie UniCredit S.p.A. attribuisce particolare rilevanza ai processi e al sistema dei controlli per il rispetto dei requisiti legali ("certezza giuridica") dei contratti, nonché alla valutazione della congruità della garanzia e, nel caso delle garanzie personali, della solvibilità e del profilo di rischio del fornitore di protezione. In particolare per quanto riguarda le garanzie personali, UniCredit S.p.A. si è dotata di un modello interno per la valutazione del garante, a supporto delle valutazioni in fase di concessione e in fase di monitoraggio andamentale.
Per le garanzie reali il processo di valutazione è governato da principi prudenziali, sia con riferimento all'utilizzo di valori di riferimento di mercato che all'applicazione di opportuni scarti al fine di prevenire che in caso di escussione si verifichino perdite inattese sui crediti garantiti.
I processi di monitoraggio delle garanzie sono volti ad assicurare il mantenimento fino alla scadenza dei requisiti di ammissibilità, sia generali sia specifici, previsti dalle policy creditizie, dalla normativa interna e dai requisiti dell'Organo di Vigilanza in materia.
2.4 Attività finanziarie deteriorate
L'approccio di Gruppo verso il portafoglio "non performing" si fonda sui seguenti aspetti fondamentali:
- tempestività di azione. Con un solido ed efficace processo di monitoraggio e di reportistica, la tempestiva segnalazione di un possibile deterioramento della qualità del credito permette al Gruppo di porre in atto le necessarie misure gestionali restrittive in una fase antecedente al potenziale "default" e finalizzate al ridimensionamento dell'Società del rischio;
- corretta valutazione delle posizioni non performing, al fine di definire le strategie e le azioni da assumere nell'ambito delle classi di "default";
- inizio di azioni mirate di recupero in funzione della tipologia ed importo dell'esposizione, nonché della specificità del cliente;
- adeguati accantonamenti iscritti in conto economico, coerenti con le prospettive e con i tempi di recupero del credito e con la tipologia dell'esposizione. Tale attività è in linea con i principi IAS39 e con le regole "Basilea II";
- accurata e sistematica attività di reportistica, al fine di monitorare nel tempo il rischio di portafoglio a livello aggregato.
UniCredit, nel suo ruolo di Capogruppo, ha emanato una Global Policy per fornire linee guida a livello di Gruppo sui principi di classificazione delle esposizioni con l'obiettivo di:
- riconoscere la nuova categorizzazione delle esposizioni creditizie introdotta dall'Autorità Bancaria Europea (EBA);
- armonizzare le differenti prassi locali relative alle classificazioni delle esposizioni creditizie, laddove non sia prevista l'applicazione di specifiche regole locali;
- fornire le regole per raggruppare le classificazioni locali nell'ambito di quelle previste da Banca d'Italia per finalità segnaletiche e di informativa di Bilancio a livello consolidato.
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Al fine di rafforzare la Governance di Gruppo relativa alle esposizioni deteriorate (i.e Non Performing exposures), consentendo effettivo indirizzo ed esecuzione delle strategie, sotto la responsabilità del Group Chief Risk Officer sono stati creati:
- la struttura "Group NPE" con l'obiettivo di sviluppare la strategia e supervisionare la gestione, il processo, gli obiettivi e le cessioni delle NPE, degli immobili rimpossessati (i.e. "repossessed assets") e di ogni altro portafoglio deteriorato per l'intero Gruppo
- il "Group NPE Governance Committee" con lo scopo di assicurare, a livello di gruppo, l'indirizzo, il coordinamento ed il controllo delle strategie e degli obiettivi delle NPE, nonché assicurare un effettivo allineamento ai comuni obiettivi tra la capogruppo e le varie Entità.
All'interno di "Group NPE" è ricompresa la struttura dedicata "Group Distressed Asset Solutions", per valutare ed attivare strategie alternative alle soluzioni convenzionali finalizzate alla cessione di portafogli o singole posizioni sul mercato secondario del credito, realizzate anche attraverso lo strumento della cartolarizzazione.
UniCredit adotta anche strategie di recupero alternative, come ad esempio accordi di ristrutturazione focalizzati su specifici settori, così come altre misure esterne per sfruttare l'esperienza di mercato il più tempestivamente possibile. La cessione di esposizioni deteriorate avviene attraverso un meccanismo di asta competitiva. Viene condotta un'analisi complessiva dei costi per valutare l'efficacia, con l'obiettivo di massimizzare il valore attuale netto (NPV) per il Gruppo. La struttura "Group Distressed Asset Solutions" ricopre il ruolo di coordinamento, all'interno della funzione Group Risk Management e per le Entità del perimetro italiano ed estero del Gruppo, delle strategie di implementazione e della conseguente finalizzazione delle cessioni di portafogli e di singoli attivi approvate dagli organi competenti.
Inoltre, all'interno del piano strategico "Transform 2019", è stato avviato l'"NPE Transformation Program" al fine di indirizzare gli obiettivi di qualità dell'attivo e assicurare la progressiva convergenza alle nuove linee guida emesse a marzo 2017 dalla Banca Centrale Europea sulla gestione delle esposizioni deteriorate (i.e. "Guidance to banks on non-performing loans") . E' in corso di esecuzione, in continuo dialogo con l'Autorità di Vigilanza, il "NPE Operational Plan" di UniCredit S.p.A. per il triennio 2017-2019, approvato dal Consiglio di Amministrazione e inviato alla Banca Centrale Europea ad aprile 2017.
La classificazione nelle diverse classi di "default" avviene comunque nel rispetto delle disposizioni legali ad oggi vigenti e di quelle regolamentari emanate dalle Autorità di Vigilanza. La normativa in materia di attività finanziarie deteriorate è disciplinata dalla Circolare di Banca D'Italia (n.272 del 30 luglio 2008 - "Matrice dei conti") che ha recepito gli standard tecnici EBA (EBA/ITS/2013/03/rev1 24/7/2014) i quali hanno rivisto nel 2014 la classificazione a fini regolamentari e segnaletici delle attività finanziarie deteriorate.
Si segnala un'evoluzione del framework normativo in merito alla definizione di "default" rimandando alle "Guidelines on the application of the definition of default under Article 178 of Regulation (EU) No.575/2013" emesse il 28 settembre 2016 da parte della Autorità Bancaria Europea, e il cui processo di consultazione si era concluso il 22 gennaio 2016. Il Paper definisce criteri specifici e omogenei a livello Europeo sulla classificazione a "scaduto deteriorato" e a "inadempienza probabile", normando altresì i principi guida per la ri-classificazione regolamentare "bonis". La prima applicazione di queste linee guida è prevista entro gennaio 2021.
Contestualmente a tale documento, EBA ha emesso le nuove regole in tema di soglia di materialità per la determinazione delle esposizioni scadute ("Draft Regulatory Technical Standards on the materiality threshold for credit obligations past due under Article 178 of Regulation (EU) No.575/2013"), il cui processo di consultazione si era concluso in data 31 gennaio 2015. Come previsto da EBA, saranno le singole Autorità Nazionali Competenti a stabilire le nuove regole per la determinazione delle esposizioni scadute, in coerenza con l'intervallo di soglie definite nel documento finale RTS di EBA.
La circolare di Banca d'Italia:
- prevede che le attività finanziarie deteriorate siano ripartite nelle categorie delle sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e che la somma di tali categorie corrisponda all'aggregato "Non-Performing Exposures" di cui agli ITS EBA;
- elimina le previgenti nozioni di esposizioni incagliate e di esposizioni ristrutturate, includendole nella nuova categoria di "inadempienze probabili";
- introduce la qualificazione di "esposizioni oggetto di concessione" equivalenti alle esposizioni cosiddette "Forborne" disciplinate da ITS Implementing Technical Standards dell'EBA (EBA/ITS/2013/03/rev1 24/7/2014) (si veda paragrafo successivo).
Classificazione delle esposizioni nelle categorie di rischio ed esposizioni oggetto di concessione (cosiddette forborne exposures) Ai sensi degli Implementing Technical Standards dell'EBA per definire una transazione come forborne è necessario che siano contemporaneamente verificate due condizioni:
- l'esistenza di una concessione intesa come i) modifica dei termini contrattuali a favore del debitore ("contractual modification"); ii) erogazione di un nuovo finanziamento per consentire il soddisfacimento dell'obbligazione preesistente ("re-financing");
- la sussistenza dello stato di difficoltà finanziaria del cliente.
Ai fini di una progressiva convergenza alle suddette previsioni normative, UniCredit S.p.A. ha:
- avviato una serie di attività finalizzate al pieno allineamento del processi del credito vigente alle nuove regole di classificazione;
- definito un processo di monitoraggio della dinamica delle esposizioni oggetto di concessione;
- predisposto le necessarie segnalazioni all'Autorità di Vigilanza.
Per valutare la sussistenza di una concessione, le logiche adottate da UniCredit prevedono che l'identificazione avvenga quando:
- il prestito sia stato rinegoziato in funzione di accordi collettivi, o attraverso iniziative interne attuate per supportare specifiche categorie di debitori, o attraverso iniziative volte a sostenere il cliente a seguito di eventi di natura calamitosa;
- il piano di ammortamento relativo ad un finanziamento venga modificato;
- i prestiti in pool subiscano una rinegoziazione;
- si tratti di pratiche di refinancing.
Per la valutazione dello stato di difficoltà finanziaria del cliente, UniCredit sottopone le esposizioni identificate così come sopra (oggetto di concessione) ad un test ad hoc basato su specifichi criteri oggettivi (i.e. Troubled Debt Test).
A marzo 2017 la Banca Centrale Europea ha emesso la versione definitiva del documento "Guidance to banks on non performing loans", che include, in modo molto articolato, le linee guida definite dall'Autorità in tema di Non Performing Exposures. Il documento, che entrerà in vigore a partire dal 2018, dispone specifiche raccomandazioni alle banche per la definizione di una strategia chiara che, allineata con il framework del piano industriale è finalizzata alla riduzione dello stock delle Non Performing Exposure, mediante azioni ad hoc di risk management.
Attività deteriorate acquistate
I crediti deteriorati acquistati sono rilevati al 31 dicembre 2017 alla voce "70. Crediti verso clientela" per un ammontare di 10.383 migliaia, in diminuzione di 12.717 migliaia (-55,05%) rispetto al 31 dicembre 2016 (23.100 migliaia).
I crediti sono stati acquisiti nell'ambito delle seguenti operazioni:
- acquisizione, nel corso dell'esercizio 2011, di portafoglio crediti da Banca MB S.p.A. (414.543 migliaia di valore nominale complessivo al prezzo di 246.052 migliaia, di cui crediti deteriorati per 299.223 migliaia di valore nominale al prezzo di 152.512 migliaia). Sono stati oggetto di acquisto i crediti derivanti da finanziamenti erogati da Banca MB in liquidazione coatta amministrativa;
- acquisizione, nel corso dell'esercizio 2011, di portafoglio crediti da Società Oney S.p.A (21.143 migliaia di valore nominale globale, al prezzo di 19.041 migliaia, di cui crediti deteriorati pari a 148 migliaia al prezzo di 121 migliaia). I crediti sono stati oggetto di acquisto nell'ambito dell'operazione di acquisizione da Oney S.p.A. di un portafoglio di carte di credito;
- acquisizione, nel corso dell'esercizio 2013, di portafoglio crediti deteriorati da Island Refinancing S.r.l. (88.532 migliaia di valore nominale globale, al prezzo di 27.766 migliaia). I crediti sono stati oggetto di acquisto nell'ambito di un Accordo transattivo, riconducibile a precedenti accordi/contratti conclusi dall'incorporata Banco di Sicilia S.p.A.
I predetti crediti sono stati valutati in conformità con i criteri valutativi adottati per tutti i crediti deteriorati verso clientela iscritti in Bilancio.
La tavola che segue espone l'evoluzione dei "Crediti deteriorati acquistati" (valore nominale, prezzo di acquisto, valore di bilancio), distinti per singola operazione:
| Crediti deteriorati acquistati | (migliaia di €) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DATA DI ACQUISTO | 31.12.2016 | 31.12.2017 | VARIAZIONE 31.12.2017 - 31.12.2016 |
|||||
| VALORE NOMINALE |
PREZZO DI ACQUISTO |
VALORE NOMINALE(*) |
VALORE DI BILANCIO |
VALORE NOMINALE(*) |
VALORE DI BILANCIO |
VALORE NOMINALE(*) |
VALORE DI BILANCIO |
|
| Banca MB S.p.A. | 299.223 | 152.512 | 122.482 | 14.440 | 11.235 | 1.394 | -111.247 | -13.046 |
| Oney S.p.A. | 148 | 121 | 40 | 3 | 14 | 1 | -26 | -2 |
| Island Refinancing S.r.l. | 88.532 | 27.766 | 46.789 | 8.657 | 43.956 | 8.988 | -2.833 | 331 |
| Totale | 387.903 | 180.399 | 169.311 | 23.100 | 55.205 | 10.383 | -114.106 | -12.717 |
Nota:
(*) Comprensivo delle competenze maturate.
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Informazioni di natura quantitativa
A. Qualità del credito
Ai fini dell'informativa di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di O.I.C.R.
Fa eccezione la tavola A.2.1 - Distribuzione delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" per classi di rating esterni, nella quale le quote di O.I.C.R. sono ricomprese.
A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica e territoriale
| A.1.1 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) | (migliaia di €) | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| -- | -- | ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- | -- | -- | ----------------- |
| PORTAFOGLI/QUALITA' | SOFFERENZE | INADEMPIENZE PROBABILI |
ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE |
ESPOSIZIONI SCADUTE NON DETERIORATE |
ALTRE ESPOSIZIONI NON DETERIORATE |
TOTALE |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie disponibili per la vendita | 1 | 26.318 | - | - | 57.032.712 | 57.059.031 |
| 2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | - | - | - | - | 762.431 | 762.431 |
| 3. Crediti verso banche | - | 4.998 | - | - | 27.561.763 | 27.566.761 |
| 4. Crediti verso clientela | 5.638.468 | 7.923.599 | 335.557 | 4.337.794 | 190.730.037 | 208.965.455 |
| 5. Attività finanziarie valutate al fair value | - | 22.374 | - | - | 63.391 | 85.765 |
| 6. Attività finanziarie in corso di dismissione | - | 54.553 | - | - | - | 54.553 |
| Totale 31.12.2017 | 5.638.469 | 8.031.842 | 335.557 | 4.337.794 | 276.150.334 | 294.493.996 |
| Totale 31.12.2016 | 8.367.759 | 9.485.659 | 371.603 | 4.797.232 | 277.083.117 | 300.105.370 |
Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia - esposizioni oggetto di concessioni (valori di bilancio) (migliaia di €)
| PORTAFOGLI/QUALITA' | SOFFERENZE | INADEMPIENZE PROBABILI |
ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE |
ESPOSIZIONI SCADUTE NON DETERIORATE |
ALTRE ESPOSIZIONI NON DETERIORATE |
TOTALE |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie disponibili per la vendita | - | - | - | - | - | - |
| 2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | - | - | - | - | - | - |
| 3. Crediti verso banche | - | - | - | - | - | - |
| 4. Crediti verso clientela | 485.935 | 5.083.890 | 18.604 | 1.356.312 | 2.022.257 | 8.966.998 |
| 5. Attività finanziarie valutate al fair value | - | - | - | - | - | - |
| 6. Attività finanziarie in corso di dismissione | - | 54.553 | - | - | - | 54.553 |
| Totale 31.12.2017 | 485.935 | 5.138.443 | 18.604 | 1.356.312 | 2.022.257 | 9.021.551 |
| Totale 31.12.2016 | 421.555 | 5.104.523 | 26.490 | 1.619.992 | 2.006.801 | 9.179.361 |
Per maggiori informazioni sui volumi di esposizioni oggetto di concessioni, si rimanda alla tabella A.1.3 e A.1.6.
Distribuzione delle esposizioni creditizie scadute non deteriorate per portafogli di appartenenza e per anzianità di scaduto (valori lordi) (migliaia di €)
| PORTAFOGLI/QUALITA' | ATTIVITA' SCADUTE FINO A 30 GIORNI |
ATTIVITA' SCADUTE DA OLTRE 30 GIORNI FINO A 60 GIORNI |
ATTIVITA' SCADUTE DA OLTRE 60 GIORNI FINO A 90 GIORNI |
ATTIVITA' SCADUTE DA OLTRE 90 GIORNI |
TOTALE |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. Attività finanziarie disponibili per la vendita | - | - | - | - | - |
| 2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | - | - | - | - | - |
| 3. Crediti verso banche | - | - | - | - | - |
| 4. Crediti verso clientela | 1.434.308 | 1.008.387 | 366.806 | 1.744.691 | 4.554.192 |
| 5. Attività finanziarie valutate al fair value | - | - | - | - | - |
| 6. Attività finanziarie in corso di dismissione | - | - | - | - | - |
| Totale 31.12.2017 |
1.434.308 | 1.008.387 | 366.806 | 1.744.691 | 4.554.192 |
| Totale 31.12.2016 |
1.100.080 | 902.799 | 1.034.403 | 1.970.472 | 5.007.754 |
I valori di attività scadute da oltre 90 giorni si riferiscono a crediti per i quali non ricorrono le condizioni per la classificazione tra le esposizioni scadute deteriorate (al di sotto della soglia di materialità).
| ATTIVITA' DETERIORATE | ATTIVITA' NON DETERIORATE | 31.12.2017 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| PORTAFOGLI/QUALITA' | ESPOSIZIONE LORDA |
RETTIFICHE SPECIFICHE |
ESPOSIZIONE NETTA |
ESPOSIZIONE LORDA |
RETTIFICHE DI PORTAFOGLIO |
ESPOSIZIONE NETTA |
TOTALE (ESPOSIZIONE NETTA) |
| 1. Attività finanziarie disponibili per la vendita |
46.361 | 20.042 | 26.319 | 57.032.712 | - | 57.032.712 | 57.059.031 |
| 2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza |
- | - | - | 762.431 | - | 762.431 | 762.431 |
| 3. Crediti verso banche | 6.524 | 1.526 | 4.998 | 27.568.727 | 6.964 | 27.561.763 | 27.566.761 |
| 4. Crediti verso clientela | 32.688.524 | 18.790.900 | 13.897.624 | 195.984.150 | 916.319 | 195.067.831 | 208.965.455 |
| 5. Attività finanziarie valutate al fair value | 23.469 | 1.095 | 22.374 | X | X | 63.391 | 85.765 |
| 6. Attività finanziarie in corso di dismissione | 88.351 | 33.798 | 54.553 | - | - | - | 54.553 |
| Totale 31.12.2017 | 32.853.229 | 18.847.361 | 14.005.868 | 281.348.020 | 923.283 | 280.488.128 | 294.493.996 |
| Totale 31.12.2016 | 53.910.276 | 35.685.255 | 18.225.021 | 282.886.082 | 1.011.471 | 281.880.349 | 300.105.370 |
A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) (migliaia di €)
Coerentemente alle previsioni ed in applicazione del Piano Strategico, UniCredit S.p.A. ha avviato nel IV trimestre 2016 il "Progetto FINO" (nel seguito anche "Progetto"), il cui obiettivo era quello di procedere alla dismissione di un portafoglio di attivi "Non Core" appartenenti al gruppo UniCredit attraverso un'operazione di mercato riguardante un insieme di esposizioni creditizie originariamente classificate a Sofferenza, riferibili a comparti diversi, unitariamente ricondotte a un portafoglio denominato "Portafoglio FINO" già descritto nel Bilancio al 31 dicembre 2016 e nelle Note illustrative della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2017 di UniCredit a cui si rimanda per completezza informativa.
In particolare, si ricorda che il Portafoglio FINO è costituto da crediti verso la clientela vantati da UniCredit S.p.A. e da Arena NPL One S.r.l. (Veicolo cessionario di crediti cartolarizzati originati dalla Banca e di cui quest'ultima detiene la totalità dei titoli Asset Backed Secured emessi), i quali erano coerentemente rappresentati nella situazione patrimoniale di UniCredit S.p.A.
Il Progetto è articolato in 2 fasi realizzative, disciplinate nelle linee generali dai Framework Agreement sottoscritti nel mese di dicembre 2016 da UniCredit S.p.A. (anche in qualità di unico detentore - Sole Noteholder - dei titoli emessi da Arena NPL One S.r.l.) e da due Investitori terzi qualificati (Pimco e Fortress):
- la "Fase 1", nell'ambito della quale era previsto l'avvio di una o più operazioni di cartolarizzazione attraverso la creazione di più Special Purpose Vehicle ("SPV" o "Veicolo") acquirenti dei crediti oggetto di cessione. Era inoltre previsto che gli SPV costituissero distinti "patrimoni separati" in funzione dei comparti creditizi del portafoglio acquistato, emettendo, per ogni comparto, titoli Asset Backed Secured (ABS) Senior, Mezzanine e Junior, aventi diverso grado di subordinazione. Era contemplato che ogni classe di tali titoli fosse sottoscritta per il 50,1% dagli Investitori terzi (riconducibili a Pimco e Fortress), mentre il restante 49,9% dei medesimi titoli da UniCredit S.p.A.;
- la "Fase 2", rispetto alla quale le parti hanno in via preliminare individuato, nei rispettivi Framework Agreement, le linee guida e le strategie finalizzate a considerare, fra l'altro: (a) una progressiva cessione, anche a terzi Investitori, da parte di UniCredit S.p.A. dei titoli dalla stessa sottoscritti, nel rispetto dei requisiti di mantenimento da parte di UniCredit S.p.A. di un interesse economico netto nelle operazioni di cartolarizzazione individuate da ciascun Framework Agreement secondo la vigente normativa regolamentare; e (b) l'ottimizzazione della struttura finanziaria dei titoli emessi nell'ambito della "Fase 1", ivi incluso l'eventuale ottenimento della garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze ("GACS") da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze ("MEF").
Nel pieno rispetto delle tempistiche dell'operazione, nel corso del terzo trimestre 2017, UniCredit S.p.A. ha perfezionato la "Fase 1" del
Progetto. In particolare, in data 17 luglio 2017 UniCredit S.p.A. ha annunciato la sottoscrizione degli accordi definitivi di cessione del Portafoglio FINO con Pimco e Fortress, ai sensi dei quali i Veicoli di cartolarizzazione hanno acquistato i crediti rientranti nel portafoglio per i diversi comparti creditizi (sub-portafogli) relativi alle rispettive partecipazioni di Pimco e Fortress, come definito nella documentazione contrattuale (Transfer Agreement) sottoscritta il 14 luglio 2017 fra la Banca e Onif Finance S.r.l. (i le cui Notes sono state parzialmente sottoscritte da entità appartenenti al gruppo Pimco), e fra la Banca e Arena NPL One S.r.l. da una parte e Fino 1 Securitisation S.r.l. e Fino 2 Securitisation S.r.l. dall'altra (le cui Notes sono state parzialmente sottoscritte da entità appartenenti al gruppo Fortress).
Le operazioni di cartolarizzazione si sono perfezionate entro il mese di luglio 2017 con la sottoscrizione della restante documentazione contrattuale che ha permesso da un lato, la cancellazione contabile degli attivi sottostanti al portafoglio FINO (iscritto fino a quel momento fra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione") dallo Stato Patrimoniale di UniCredit S.p.A., e dall'altro, l'emissione dei titoli ABS da parte degli SPV cessionari e la relativa sottoscrizione da parte di UniCredit S.p.A. (per il 49,9% di tutte le classi dei titoli ABS emessi) e degli Investitori terzi (per il 50,1% di tutte le classi dei titoli ABS emessi).
A tal riguardo, si precisa che i titoli Senior e Mezzanine sottoscritti dalla Banca sono stati iscritti all'Attivo patrimoniale alla voce "40. Attività finanziarie disponibili per la vendita" , mentre i titoli Junior sono iscritti alla voce "30. Attività finanziarie valutate al fair value" per un ammontare iniziale rispettivamente pari a 796 milioni (per i titoli classificati fra le "Attività finanziarie disponibili per la vendita") e 85 milioni (per i titoli iscritti fra le "Attività finanziarie valutate al fair value").
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Sempre ai sensi della documentazione contrattuale, il regolamento della quota del 50,1% sottoscritta dagli Investitori terzi è avvenuto (per circa il 60%) anche attraverso un Prezzo di Sottoscrizione Differito (nel seguito anche Deferred Subscription Price - DSP) verso ogni Veicolo emittente, il cui meccanismo prevede una durata massima triennale e nessuna remunerazione sotto forma di interesse. Il DSP di ogni SPV è stato oggetto di accollo liberatorio ai sensi del quale terze entità appartenenti ai rispettivi gruppi degli Investitori terzi, aventi adeguato standing creditizio ed una struttura patrimoniale atta a garantire che il rimborso del DSP non dipenda, né esclusivamente né principalmente, dal pagamento dei titoli ABS, hanno assunto integralmente l'obbligo di pagare quanto dovuto a titolo di DSP. Ogni DSP è stato contestualmente ceduto pro-soluto da ognuno dei Veicoli a UniCredit S.p.A. a titolo di corrispettivo per l'acquisto dei rispettivi sub-portafogli creditizi, ed è stato iscritto come Deferred Purchase Price (DPP) all'attivo patrimoniale della Banca. Considerate le relative caratteristiche, essi sono stati classificati alla voce "70. Crediti verso clientela" ed iscritti al loro fair value iniziale e valutati al costo ammortizzato calcolato sulla base dei flussi futuri di cassa stimati lungo la vita attesa in base ai requisiti previsti dallo IAS39.
Alla data del 31 dicembre 2017 i Deferred Purchase Price in questione sono rappresentati nella situazione patrimoniale di UniCredit S.p.A. per un ammontare complessivo di 497 milioni.
Oltre agli effetti economici già illustrati nella Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2017, nel terzo trimestre 2017 sono stati iscritti (i) oneri pari a circa 36 milioni (principalmente riferibili alla misurazione dei predetti Deferred Purchase Price e ad altre componenti negative relative al Progetto FINO) e (ii) altri costi non ricorrenti per 80 milioni. Inoltre, nel quarto trimestre 2017, sono stati rilevati effetti economici positivi per circa 6 milioni relativi all'iscrizione di ulteriori riprese di valore nette connesse alla transazione.
Nel corso del quarto trimestre 2017, nell'ambito della Fase 2 del Progetto Fino finalizzata a perseguire la progressiva cessione a terzi investitori, nel rispetto dei requisiti di mantenimento da parte della Banca di un interesse economico netto secondo la vigente normativa regolamentare, al fine di ridurre l'ammontare dei titoli complessivamente sottoscritti da UniCredit S.p.A. sotto la soglia del 20%, si è provveduto:
- all'ottimizzazione della struttura finanziaria degli strumenti emessi da uno dei veicoli (Fino 1 Securitisation S.r.l.) a cui, limitatamente agli strumenti di Classe A, Classe B e Classe C, DBRS e Moody's Investor Services hanno assegnato i rating definitivi (rispettivamente BBB (high), BB (high) e BB assegnati da DBRS e A2, Ba3 e B1 da Moody's);
- all'ottenimento, a seguito del Decreto MEF del 20 dicembre 2017, della Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze (GACS) sulla tranche più senior (Classe A o "Senior Guaranteed Notes") emessa dal veicolo di cui sopra;
- alla cessione a Generali Investment Europe (GIE) del 30% delle Note emesse dal veicolo Onif Finance S.r.l., con regolamento in data 7 dicembre 2017;
- alla stipula di un contratto di collocamento, comprensivo di backstop facility, ed al regolamento, al netto della porzione (5%) trattenuta ai sensi della vigente normativa regolamentare, della Senior Guaranteed Notes complessivamente emessa da Fino 1 Securitisation S.r.l. attraverso consorzio composto da HSBC, Natixis, Natwest, Mediobanca e UniCredit Bank AG con regolamento in data 25 gennaio 2018;
- alla stipula di accordi vincolanti con fondi gestiti da King Street Capital Management L.P. e Fortress Group per la cessione di porzione delle Note di Classe B, Classe C e Classe D (le "Other Notes") emesse dai Veicoli Fino 1 Securitisation S.r.l. e Fino 2 Securitisation S.r.l., con regolamento in data 29 e 30 gennaio 2018.
La cessione dei titoli ABS (Notes) intervenuta nel quarto trimestre 2017 e la valutazione dei restanti ammontari detenuti da UniCredit S.p.A. non hanno fatto emergere impatti economici significativi nell'esercizio.
A tal riguardo si precisa che la valutazione dei titoli ABS al 31 dicembre 2017 detenuti da UniCredit S.p.A. è stata operata prendendo a riferimento i valori delle transazioni definite con le controparti terze (Fair value L2), ad esclusione della tranche Senior emessa dallo SPV Fino 2 Securitisation S.r.l., la quale che è stata valutata sulla base di un modello interno (Fair value L3) per un valore sostanzialmente allineato al relativo nominale.
Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia - Attività finanziarie detenute per la negoziazione e derivati di copertura (valori lordi e netti) (migliaia di €)
| ATTIVITA' DI EVIDENTE SCARSA QUALITA' CREDITIZIA | ALTRE ATTIVITA' | ||
|---|---|---|---|
| PORTAFOGLI/QUALITA' | MINUSVALENZE CUMULATE | ESPOSIZIONE NETTA | ESPOSIZIONE NETTA |
| 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 30.563 | 38.343 | 13.825.436 |
| 2. Derivati di copertura | - | - | 4.399.939 |
| Totale 31.12.2017 |
30.563 | 38.343 | 18.225.375 |
| Totale 31.12.2016 |
50.927 | 74.661 | 20.047.584 |
Cancellazioni (Long life criteria)
| TOTALE DETERIORATE | |
|---|---|
| CANCELLAZIONI | |
| PORTAFOGLI CONTABILI | PARZIALI |
| A.1 Attività finanziarie disponibili per la vendita | - |
| - Banche | - |
| - Clientela | - |
| A.2 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | - |
| - Banche | - |
| - Clientela | - |
| A.3 Crediti verso banche | - |
| A.4 Crediti verso clientela | 2.626.997 |
| A.5 Attività finanziarie valutate al fair value | - |
| - Banche | - |
| - Clientela | - |
| A.6 Attività finanziarie in corso di dismissione | - |
| - Banche | - |
| - Clientela | - |
| Totale verso banche | - |
| Totale verso clientela | 2.626.997 |
Il valore delle cancellazioni parziali operate sulle attività deteriorate ammonta a 2.627 milioni, ascrivibile alle posizioni in sofferenza e ad altri crediti deteriorati revocati, con una riduzione rispetto al 31 dicembre 2016 di -5.589 milioni.
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ESPOSIZIONE LORDA | ||||||||
| ATTIVITA' DETERIORATE | ||||||||
| TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI |
FINO A 3 MESI | DA OLTRE 3 MESI FINO A 6 MESI |
DA OLTRE 6 MESI FINO A 1 ANNO |
OLTRE 1 ANNO | ATTIVITA' NON DETERIORATE |
RETTIFICHE DI VALORE SPECIFICHE |
RETTIFICHE DI VALORE DI PORTAFOGLIO |
ESPOSIZIONE NETTA |
| A. Esposizioni per cassa | ||||||||
| a) Sofferenze | - | - | - | 309 | X | 309 | X | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | - | - | X | - | X | - |
| b) Inadempienze probabili | - | 6.172 | - | 18 | X | 1.192 | X | 4.998 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | - | - | X | - | X | - |
| c) Esposizioni scadute deteriorate |
- | - | - | 25 | X | 25 | X | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | - | - | X | - | X | - |
| d) Esposizioni scadute non deteriorate |
X | X | X | X | - | X | - | - |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
X | X | X | X | - | X | - | - |
| e) Altre esposizioni non deteriorate |
X | X | X | X | 30.838.584 | X | 6.964 | 30.831.620 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
X | X | X | X | - | X | - | - |
| Totale A | - | 6.172 | - | 352 | 30.838.584 | 1.526 | 6.964 | 30.836.618 |
| B. Esposizioni fuori bilancio |
||||||||
| a) Deteriorate | 4.667 | - | - | - | X | 2.334 | X | 2.333 |
| b) Non deteriorate | X | X | X | X | 13.847.259 | X | 6.179 | 13.841.080 |
| Totale B | 4.667 | - | - | - | 13.847.259 | 2.334 | 6.179 | 13.843.413 |
| Totale (A+B) | 4.667 | 6.172 | - | 352 | 44.685.843 | 3.860 | 13.143 | 44.680.031 |
Le attività per cassa verso banche si riferiscono a tutte le attività finanziarie indipendentemente dal portafoglio contabile di appartenenza (di negoziazione, disponibili per la vendita, crediti, valutate al fair value, in via di dismissione).
Le esposizioni fuori bilancio verso banche comprendono le garanzie rilasciate, gli impegni irrevocabili e i derivati indipendentemente dalla categoria di classificazione di tali operazioni; gli impegni revocabili ad erogare fondi (non compresi nelle esposizioni fuori bilancio) ammontano a complessivi 26.976 milioni.
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
A.1.4 Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate e lorde (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL 2017 | ||||
|---|---|---|---|---|
| CAUSALI/CATEGORIE | SOFFERENZE | INADEMPIENZE PROBABILI |
ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE |
|
| A. Esposizione lorda iniziale | 309 | 2.351 | 26 | |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | - | - | - | |
| B. Variazioni in aumento | - | 6.178 | - | |
| B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate | - | 6.172 | - | |
| B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate | - | - | - | |
| B.3 altre variazioni in aumento | - | 6 | - | |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | |
| C. Variazioni in diminuzione | - | 2.339 | 1 | |
| C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate | - | - | 1 | |
| C.2 cancellazioni | - | - | - | |
| C.3 incassi | - | 2.002 | - | |
| C.4 realizzi per cessioni | - | - | - | |
| C.5 perdite da cessione | - | - | - | |
| C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate | - | - | - | |
| C.7 altre variazioni in diminuzione | - | 337 | - | |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | |
| D. Esposizione lorda finale | 309 | 6.190 | 25 | |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | - | - | - |
A.1.4bis Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni oggetto di concessioni lorde distinte per qualità creditizia (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL | 2017 | |
|---|---|---|
| CAUSALI/CATEGORIE | ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONI: DETERIORATE |
ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONI: NON DETERIORATE |
| A. Esposizione lorda iniziale | - | - |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | - | - |
| B. Variazioni in aumento | - | - |
| B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni | - | - |
| B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni | - | X |
| B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate | X | - |
| B.4 altre variazioni in aumento | - | - |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - |
| C. Variazioni in diminuzione | - | - |
| C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni | X | - |
| C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni | - | X |
| C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate | X | - |
| C.4 cancellazioni | - | - |
| C.5 incassi | - | - |
| C.6 realizzi per cessioni | - | - |
| C.7 perdite da cessioni | - | - |
| C.8 altre variazioni in diminuzione | - | - |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - |
| D. Esposizione lorda finale | - | - |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | - | - |
| MOVIMENTI DEL 2017 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CAUSALI/CATEGORIE | SOFFERENZE | DI CUI ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONIIONI |
INADEMPIENZE PROBABILI |
DI CUI ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONI |
ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE |
DI CUI ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONI |
| A. Rettifiche complessive iniziali | 309 | - | 1.024 | - | 26 | - |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | - | - | - | - | - | - |
| B. Variazioni in aumento | - | - | 1.175 | - | - | - |
| B.1 rettifiche di valore | - | - | 1.175 | - | - | - |
| B.2 perdite da cessione | - | - | - | - | - | - |
| B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate |
- | - | - | - | - | - |
| B.4 altre variazioni in aumento | - | - | - | - | - | - |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | - | - | - |
| C. Variazioni in diminuzione | - | - | 1.007 | - | 1 | - |
| C.1 riprese di valore da valutazione | - | - | 1.007 | - | - | - |
| C.2 riprese di valore da incasso | - | - | - | - | - | - |
| C.3 utili da cessione (-) | - | - | - | - | - | - |
| C.4 cancellazioni | - | - | - | - | - | - |
| C.5 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate |
- | - | - | - | 1 | - |
| C.6 altre variazioni in diminuzione | - | - | - | - | - | - |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | - | - | - |
| D. Rettifiche complessive finali | 309 | - | 1.192 | - | 25 | - |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | - | - | - | - | - | - |
A.1.5 Esposizioni creditizie per cassa verso banche deteriorate: dinamica delle rettifiche di valore complessive (migliaia di €)
A.1.6 Esposizione creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti e fasce di scaduto (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ESPOSIZIONE LORDA | ||||||||
| ATTIVITA' DETERIORATE | ||||||||
| TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI |
FINO A 3 MESI | DA OLTRE 3 MESI FINO A 6 MESI |
DA OLTRE 6 MESI FINO A 1 ANNO |
OLTRE 1 ANNO | ATTIVITA' NON DETERIORATE |
RETTIFICHE DI VALORE SPECIFICHE |
RETTIFICHE DI VALORE DI PORTAFOGLIO |
ESPOSIZIONE NETTA |
| A.Esposizioni per cassa | ||||||||
| a) Sofferenze | 33.749 | 36.922 | 107.275 | 17.564.295 | X | 12.103.773 | X | 5.638.468 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
2.509 | 4.932 | 46.025 | 1.315.196 | X | 882.727 | X | 485.935 |
| b) Inadempienze probabili |
618.024 | 623.207 | 1.243.574 | 12.068.130 | X | 6.526.091 | X | 8.026.844 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
370.711 | 429.514 | 794.461 | 7.364.399 | X | 3.820.642 | X | 5.138.443 |
| c) Esposizioni scadute deteriorate |
- | 97.755 | 207.093 | 246.681 | X | 215.972 | X | 335.557 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | 7.434 | 9.874 | 7.554 | X | 6.258 | X | 18.604 |
| d) Esposizioni scadute non deteriorate |
X | X | X | X | 4.554.192 | X | 216.398 | 4.337.794 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
X | X | X | X | 1.470.885 | X | 114.573 | 1.356.312 |
| e) Altre esposizioni non deteriorate |
X | X | X | X | 254.146.221 | X | 699.921 | 253.446.300 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
X | X | X | X | 2.106.786 | X | 84.529 | 2.022.257 |
| Totale A | 651.773 | 757.884 | 1.557.942 | 29.879.106 | 258.700.413 | 18.845.836 | 916.319 | 271.784.963 |
| B. Esposizioni fuori bilancio |
||||||||
| a) Deteriorate | 1.459.612 | - | - | - | X | 260.105 | X | 1.199.507 |
| b) Non Deteriorate | X | X | X | X | 63.447.913 | X | 36.875 | 63.411.038 |
| Totale B | 1.459.612 | - | - | - | 63.447.913 | 260.105 | 36.875 | 64.610.545 |
| Totale (A+B) | 2.111.385 | 757.884 | 1.557.942 | 29.879.106 | 322.148.326 | 19.105.941 | 953.194 | 336.395.508 |
Le attività per cassa verso clientela si riferiscono a tutte le attività finanziarie indipendentemente dal portafoglio contabile di appartenenza (di negoziazione, disponibili per la vendita, crediti, valutate al fair value, in via di dismissione).
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Le esposizioni fuori bilancio comprendono le garanzie rilasciate, gli impegni irrevocabili e i derivati indipendentemente dalla categoria di classificazione di tali operazioni; gli impegni revocabili verso clienti (non compresi nelle esposizioni fuori bilancio) ammontano a complessivi 80.158 milioni.
Nel caso dei derivati di credito per i quali si è venduta protezione l'esposizione lorda corrisponde (i) alla somma di valore nozionale e di fair value positivo per i total rate of return swaps, (ii) al fair value positivo per i credit spread swap e (iii) al valore nozionale per i credit default products e le credit linked notes.
Le esposizioni per cassa deteriorate connesse alle proposte di ricorso a Concordato preventivo da parte del debitore, sia con riferimento alle posizioni per le quali si è già pervenuti alla trasformazione in Accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art.182-bis della L.F. o in continuità aziendale, sia con riguardo a quelle non ancora esitate o con fini liquidatori, ammontano al 31 dicembre 2017 a complessivi 2.651 milioni, a fronte delle quali sono appostate rettifiche di valore specifiche per 1.820 milioni, evidenziando un grado di copertura (coverage) complessivo pari al 68,7%.
| A.1.7 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde | (migliaia di €) | ||
|---|---|---|---|
| MOVIMENTI DEL 2017 | |||
| CAUSALI/CATEGORIE | SOFFERENZE | INADEMPIENZE PROBABILI |
ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE |
| A. Esposizione lorda iniziale | 36.200.258 | 17.090.028 | 617.304 |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | 450.759 | 633.615 | 25.764 |
| B. Variazioni in aumento | 2.898.586 | 6.561.002 | 1.634.090 |
| B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate | 41.534 | 1.808.318 | 1.537.632 |
| B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate | 2.357.758 | 1.142.220 | 9.762 |
| B.3 altre variazioni in aumento | 499.294 | 3.610.464 | 86.696 |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - |
| C. Variazioni in diminuzione | 21.356.603 | 9.098.095 | 1.699.866 |
| C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate | 17.820 | 1.130.296 | 361.330 |
| C.2 cancellazioni | 16.862.568 | 859.949 | - |
| C.3 incassi | 1.080.551 | 2.696.390 | 185.703 |
| C.4 realizzi per cessioni | 2.139.803 | 202.623 | - |
| C.5 perdite da cessione | 897.791 | 97.987 | - |
| C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate | 129.043 | 2.229.178 | 1.151.518 |
| C.7 altre variazioni in diminuzione | 229.027 | 1.881.672 | 1.315 |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - |
| D. Esposizione lorda finale | 17.742.241 | 14.552.935 | 551.528 |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | 514.324 | 1.220.584 | 9.410 |
La dinamica annua delle Esposizioni creditizie deteriorate lorde per cassa verso clientela include gli effetti del completamento della "Fase 1" del Progetto FINO, nel cui ambito rientra la cessione dei crediti facenti parte del Portafoglio FINO attraverso le operazioni di cartolarizzazione perfezionatesi nel mese di luglio 2017 con la sottoscrizione della completa documentazione contrattuale, così concretizzando le condizioni richieste dallo IAS39 per l'applicazione della cancellazione (derecognition) dallo Stato Patrimoniale di UniCredit S.p.A. dei crediti rientranti nel medesimo Portafoglio, essendo stati trasferiti i diritti a incassare i flussi di cassa derivanti da tale Portafoglio (iscritto fino a quel momento fra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione").
Per una compiuta informativa in argomento si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)".
Le sottovoci "B.3 altre variazioni in aumento" e "C.3 incassi" comprendono gli importi incassati nell'anno concernenti le esposizioni deteriorate che sono state oggetto di cancellazione integrale dal bilancio.
| MOVIMENTI DEL 2017 | ||
|---|---|---|
| ESPOSIZIONI OGGETTO DI | ESPOSIZIONI OGGETTO DI | |
| CONCESSIONI: | CONCESSIONI: NON | |
| CAUSALI/CATEGORIE | DETERIORATE | DETERIORATE |
| A. Esposizione lorda iniziale | 10.194.625 | 3.804.657 |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | 377.790 | 163.749 |
| B. Variazioni in aumento | 5.506.151 | 2.292.135 |
| B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni | 97.733 | 1.271.777 |
| B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni | 726.927 | X |
| B.3 ingressi in esposizione oggetto di concessioni deteriorate | X | 847.610 |
| B.4 altre variazioni in aumento | 4.681.491 | 172.748 |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - |
| C. Variazioni in diminuzione | 5.348.167 | 2.519.121 |
| C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni | X | 663.386 |
| C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni | 847.610 | X |
| C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate | X | 726.927 |
| C.4 cancellazioni | 1.076.466 | - |
| C.5 incassi | 2.356.771 | 1.057.987 |
| C.6 realizzi per cessioni | 187.994 | - |
| C.7 perdite da cessioni | 90.055 | 18.663 |
| C.8 altre variazioni in diminuzione | 789.271 | 52.158 |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - |
| D. Esposizione lorda finale | 10.352.609 | 3.577.671 |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | 772.482 | 296.504 |
A.1.7bis Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde (migliaia di €)
A.1.8 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela deteriorate: dinamica delle rettifiche di valore complessive (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL | 2017 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CAUSALI/CATEGORIE | SOFFERENZE | DI CUI ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONI |
INADEMPIENZE PROBABILI |
DI CUI ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONI |
ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE |
DI CUI ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONI |
| A. Rettifiche complessive iniziali | 27.832.499 | 937.974 | 7.605.695 | 3.695.976 | 245.701 | 8.106 |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | 184.451 | 5.040 | 276.277 | 190.284 | 12.229 | 5.599 |
| B. Variazioni in aumento | 3.559.938 | 654.032 | 1.923.901 | 1.745.666 | 248.640 | 38.189 |
| B.1 rettifiche di valore | 1.458.449 | 204.726 | 1.488.781 | 800.474 | 125.763 | 4.322 |
| B.2 perdite da cessione (+) | 897.791 | 38.079 | 97.987 | 51.976 | - | - |
| B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate |
1.037.276 | 286.144 | 150.422 | 76.751 | 3.956 | 1.546 |
| B.4 altre variazioni in aumento | 166.422 | 125.083 | 186.711 | 816.465 | 118.921 | 32.321 |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendali | - | - | - | - | - | - |
| C. Variazioni in diminuzione | 19.288.664 | 709.279 | 3.003.505 | 1.621.000 | 278.369 | 40.037 |
| C.1 riprese di valore da valutazione | 642.892 | 41.239 | 558.102 | 346.951 | 1.729 | 107 |
| C.2 riprese di valore da incasso | 226.353 | 8.950 | 54.441 | 14.634 | 37.917 | 794 |
| C.3 utili da cessione (-) | 409.937 | 7.382 | 44.847 | 31.611 | - | - |
| C.4 cancellazioni | 16.862.568 | 509.281 | 859.949 | 567.185 | - | - |
| C.5 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate |
43.647 | 38.224 | 969.439 | 287.579 | 178.569 | 38.637 |
| C.6 altre variazioni in diminuzione | 1.103.267 | 104.203 | 516.727 | 373.040 | 60.154 | 499 |
| - di cui: operazioni di aggregazione aziendali | - | - | - | - | - | - |
| D. Rettifiche complessive finali | 12.103.773 | 882.727 | 6.526.091 | 3.820.642 | 215.972 | 6.258 |
| - di cui: esposizioni cedute non cancellate | 233.857 | 371.609 | 549.707 | 371.609 | 1.675 | 159 |
In analogia alla dinamica delle Esposizioni creditizie deteriorate lorde per cassa verso clientela, la correlata dinamica annua delle rettifiche di valore complessive iscritte con riferimento alle Esposizioni creditizie deteriorate per cassa verso clientela include gli effetti del completamento della "Fase 1" del Progetto FINO, nel cui ambito rientra la cessione dei crediti facenti parte del Portafoglio FINO attraverso le operazioni di cartolarizzazione perfezionatesi nel mese di luglio 2017 con la sottoscrizione della completa documentazione contrattuale, così concretizzando le condizioni richieste dallo IAS39 per l'applicazione della cancellazione (derecognition) dallo Stato Patrimoniale di UniCredit S.p.A. dei crediti rientranti nel medesimo Portafoglio, essendo stati trasferiti i diritti a incassare i flussi di cassa derivanti da tale Portafoglio (iscritto fino a quel momento fra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione).
Per una compiuta informativa in argomento si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, in calce alla tabella "A.1.2 - Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)".
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Le sottovoci "B.4 altre variazioni in aumento" e "C.2 riprese di valore da incasso" comprendono gli importi incassati nell'anno concernenti le esposizioni deteriorate che sono state oggetto di cancellazione integrale dal bilancio.
A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni
A.2.1 Distribuzione delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" per classi di rating esterni (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CLASSI DI RATING ESTERNI | SENZA | |||||||
| ESPOSIZIONI | CLASSE 1 | CLASSE 2 | CLASSE 3 | CLASSE 4 | CLASSE 5 | CLASSE 6 | RATING | TOTALE |
| A. Esposizioni per cassa | 6.526.925 | 6.719.268 | 79.495.655 | 14.251.131 | 2.131.784 | 14.007.455 | 180.298.964 | 303.431.182 |
| B. Derivati | 34.291 | 125.261 | 304.716 | 271.324 | 152.487 | 2 | 930.496 | 1.818.577 |
| B.1 Derivati finanziari | 34.291 | 125.261 | 304.716 | 271.324 | 152.487 | 2 | 930.496 | 1.818.577 |
| B.2 Derivati creditizi | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C. Garanzie rilasciate | 81.486 | 1.072.392 | 11.112.291 | 5.438.457 | 960.105 | 657.433 | 20.611.700 | 39.933.864 |
| D. Impegni ad erogare fondi | 546.439 | 1.719.553 | 7.476.797 | 2.380.561 | 428.816 | 562.157 | 22.082.854 | 35.197.177 |
| E. Altre | 2.694 | 1.157.457 | 343.553 | 155 | 481 | - | - | 1.504.340 |
| Totale | 7.191.835 | 10.793.931 | 98.733.012 | 22.341.628 | 3.673.673 | 15.227.047 | 223.924.014 | 381.885.140 |
Le esposizioni deteriorate sono incluse nella "Classe 6".
La voce "A. Esposizioni per cassa" include quote di O.I.C.R. per 801.602 migliaia.
La tabella riporta la suddivisione delle esposizioni per cassa e "fuori bilancio" nei confronti di controparti provviste di un rating esterno. Le agenzie di rating forniscono un giudizio sintetico sul merito creditizio di differenti tipologie di controparti: Paesi, Banche, Enti Pubblici, Compagnie Assicurative e Imprese, generalmente di grandi dimensioni.
La tabella fa riferimento alla classificazione prevista dalla circolare 262/2005 di Banca d'Italia (4° aggiornamento del 15 dicembre 2015) per i rating esterni che prevede la ripartizione in 6 classi di merito creditizio.
Le società di rating utilizzate per la redazione della tabella sono: Moody's, S&Ps, Fitch.
Nel caso in cui, per una stessa controparte, siano presenti i rating di più Agenzie, viene rilevata la valutazione più prudenziale.
L'area "Investment Grade" (da Classe 1 a Classe 3) comprende il 73,9% delle controparti dotate di rating esterno e si riferisce a clientela con merito creditizio elevato.
Le esposizioni prive di rating ammontano al 58,6% del portafoglio totale riflettendo il fatto che una considerevole parte del portafoglio è costituita da clientela privata e da piccole e medie imprese per le quali non è disponibile un rating esterno.
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A.2.2 Distribuzione delle esposizioni per cassa e "fuori bilancio" per classi di rating interni (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 |
||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ESPOSIZIONI | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | ATTIVITA' DETERIORATE |
SENZA RATING |
TOTALE |
| A. Esposizioni per cassa |
1.588.612 | 3.046.913 | 80.191.860 | 103.585.354 | 21.372.460 | 14.975.908 | 10.420.437 | 2.787.028 | 3.319.427 | 14.005.870 | 47.327.712 | 302.621.581 |
| B.Derivati | - | 4.498 | 378.010 | 883.590 | 150.983 | 216.273 | 36.630 | 7.442 | 4.564 | - | 136.587 | 1.818.577 |
| B.1 Derivati finanziari |
- | 4.498 | 378.010 | 883.590 | 150.983 | 216.273 | 36.630 | 7.442 | 4.564 | - | 136.587 | 1.818.577 |
| B.2 Derivati su crediti |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C. Garanzie rilasciate |
- | 1.864.855 | 8.574.626 | 17.178.539 | 2.960.748 | 1.959.734 | 977.128 | 322.411 | 304.300 | 639.684 | 5.151.839 | 39.933.864 |
| D. Impegni ad erogare fondi |
2.684 | 5.080 | 7.789.724 | 12.617.698 | 1.117.370 | 616.546 | 493.654 | 78.310 | 49.193 | 562.157 | 11.864.761 | 35.197.177 |
| E. Altre | - | - | 902.735 | 601.124 | - | 107 | 374 | - | - | - | - | 1.504.340 |
| Totale | 1.591.296 | 4.921.346 | 97.836.955 | 134.866.305 | 25.601.561 | 17.768.568 | 11.928.223 | 3.195.191 | 3.677.484 | 15.207.711 | 64.480.899 | 381.075.539 |
| CLASSI DI RATING INTERNI | RANGE DI PD | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 0,0000% | <= | PD | <= | 0,0036% | |||
| 2 | 0,0036% | < | PD | <= | 0,0208% | |||
| 3 | 0,0208% | < | PD | <= | 0,1185% | |||
| 4 | 0,1185% | < | PD | <= | 0,5824% | |||
| 5 | 0,5824% | < | PD | <= | 1,3693% | |||
| 6 | 1,3693% | < | PD | <= | 3,2198% | |||
| 7 | 3,2198% | < | PD | <= | 7,5710% | |||
| 8 | 7,5710% | < | PD | <= | 17,8023% | |||
| 9 | 17,8023% | < | PD | <= | 99,9999% |
La tabella riporta la suddivisione delle esposizioni per cassa e "fuori bilancio" di controparti provviste di un rating interno.
Per l'assegnazione del rating a ciascuna controparte si ricorre a modelli sviluppati internamente ed utilizzati nei processi di gestione del rischio di credito.
I modelli interni oggetto di validazione da parte delle Autorità di vigilanza, sono sia di tipo "local" che di tipo "group-wide" (ad es. per Banche, Multinazionali, Paesi).
Le diverse scale di rating dei modelli sono "mappate" ad un'unica "masterscale" di Gruppo costituita da 9 classi (sopra riportate) in base alla Probabilità di Default sottostante (Probability of Default - PD).
A.3 Distribuzione delle esposizioni garantite per tipologia di garanzia
A.3.1 Esposizioni creditizie verso banche garantite (migliaia di €)
| ESPOSIZIONI CREDITIZIE PER CASSA GARANTITE | ESPOSIZIONI CREDITIZIE "FUORI BILANCIO" GARANTITE | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TOTALMENTE GARANTITE | PARZIALMENTE GARANTITE | TOTALMENTE GARANTITE | PARZIALMENTE GARANTITE | ||||||
| DI CUI DETERIORATE |
DI CUI DETERIORATE |
DI CUI DETERIORATE |
DI CUI DETERIORATE |
TOTALE | |||||
| Valore esposizioni nette | 6.585.470 | - | 199.624 | - | 385.806 | - | 258.790 | - | 7.429.690 |
| Garanzie reali (1) | 6.553.501 | - | - | - | 384.681 | - | 135.302 | - | 7.073.484 |
| - Immobili | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Ipoteche | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Leasing finanziario | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Titoli | 6.553.501 | - | - | - | 358.011 | - | - | - | 6.911.512 |
| - Altre garanzie reali | - | - | - | - | 26.670 | - | 135.302 | - | 161.972 |
| Garanzie personali (2) | - | - | 199.624 | - | - | - | - | - | 199.624 |
| - Derivati su crediti | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Credit linked notes | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Altri derivati | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Governi e banche centrali | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Altri enti pubblici | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Banche | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Altri soggetti | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Crediti di firma | - | - | 199.624 | - | - | - | - | - | 199.624 |
| - Governi e banche centrali | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Altri enti pubblici | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Banche | - | - | 199.624 | - | - | - | - | - | 199.624 |
| - Altri soggetti | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale (1)+(2) 31.12.2017 |
6.553.501 | - | 199.624 | - | 384.681 | - | 135.302 | - | 7.273.108 |
A.3.2 Esposizioni creditizie verso clientela garantite (migliaia di €)
ESPOSIZIONI CREDITIZIE PER CASSA GARANTITE ESPOSIZIONI CREDITIZIE "FUORI BILANCIO" GARANTITE TOTALMENTE GARANTITE PARZIALMENTE GARANTITE TOTALMENTE GARANTITE PARZIALMENTE GARANTITE DI CUI DETERIORATE DI CUI DETERIORATE DI CUI DETERIORATE DI CUI DETERIORATE TOTALE Valore esposizioni nette 117.409.749 10.828.526 8.066.556 494.787 14.107.449 545.766 2.707.653 27.735 142.291.407 Garanzie reali (1) 97.331.542 8.791.245 1.076.346 93.742 7.562.942 224.835 241.062 4.475 106.211.892 - Immobili 69.736.690 8.636.883 143.902 45.960 1.336.715 212.691 14.748 3.815 71.232.055 - Ipoteche 69.736.690 8.636.883 143.902 45.960 1.336.715 212.691 14.748 3.815 71.232.055 - Leasing finanziario - - - - - - - - - - Titoli 25.203.111 78.556 401.905 38.822 6.044.340 4.040 92.997 226 31.742.353 - Altre garanzie reali 2.391.741 75.806 530.539 8.960 181.887 8.104 133.317 434 3.237.484 Garanzie personali (2) 18.848.330 1.426.991 3.407.263 192.890 6.337.797 172.172 1.201.944 13.872 29.795.334 - Derivati su crediti - - - - - - - - - - Credit linked notes - - - - - - - - - - Altri derivati - - - - - - - - - - Governi e banche centrali - - - - - - - - - - Altri enti pubblici - - - - - - - - - - Banche - - - - - - - - - - Altri soggetti - - - - - - - - - - Crediti di firma 18.848.330 1.426.991 3.407.263 192.890 6.337.797 172.172 1.201.944 13.872 29.795.334 - Governi e banche centrali 736.808 38.261 16.177 - 368.187 64 102.521 - 1.223.693 - Altri enti pubblici 1.204.647 31.224 1.274.129 26.188 6.437 - 7.671 169 2.492.884 - Banche 50.501 725 55.401 2.002 457.081 40.433 126.881 1.422 689.864 - Altri soggetti 16.856.374 1.356.781 2.061.556 164.700 5.506.092 131.675 964.871 12.281 25.388.893 Totale (1)+(2) 31.12.2017 116.179.872 10.218.236 4.483.609 286.632 13.900.739 397.007 1.443.006 18.347 136.007.226
Secondo le istruzioni della Circolare 262 del 2005 di Banca d'Italia (quarto aggiornamento), a partire dal 31 dicembre 2015 il valore delle garanzie presentato nella presente tabella non può essere superiore al valore di bilancio delle esposizioni garantite; pertanto viene coerentemente esposto il minore tra l'esposizione del credito al valore di bilancio e il valore della garanzia.
B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie
B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio) (migliaia di €)
| GOVERNI | ALTRI ENTI PUBBLICI | SOCIETA' FINANZIARIE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ESPOSIZIONI/CONTROPARTI | ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE VALORE SPECIFICHE |
RETTIFICHE DI VALORE DI PORTAFOGLIO |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE VALORE SPECIFICHE |
RETTIFICHE DI VALORE DI PORTAFOGLIO |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE VALORE SPECIFICHE |
RETTIFICHE DI VALORE DI PORTAFOGLIO |
| A. Esposizioni per cassa | |||||||||
| A.1 Sofferenze | 101 | 3.041 | X | 70.523 | 57.850 | X | 35.706 | 438.522 | X |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | X | - | - | X | 4.818 | 37.699 | X |
| A.2 Inadempienze probabili | - | - | X | 7.119 | 3.393 | X | 711.050 | 411.328 | X |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | X | 296 | 241 | X | 512.253 | 273.411 | X |
| A.3 Esposizioni scadute deteriorate |
317 | 269 | X | 2.408 | 1.190 | X | 1.304 | 529 | X |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | X | - | - | X | 1 | 2 | X |
| A.4 Esposizioni non deteriorate |
62.690.691 | X | 4.038 | 2.450.173 | X | 50.195 | 59.521.240 | X | 70.319 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | X | - | - | X | - | 102.956 | X | 660 |
| Totale A | 62.691.109 | 3.310 | 4.038 | 2.530.223 | 62.433 | 50.195 | 60.269.300 | 850.379 | 70.319 |
| B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze |
- | - | X | - | - | X | 175 | 677 | X |
| B.2 Inadempienze probabili | - | - | X | - | - | X | 100.551 | - | X |
| B.3 Altre attività deteriorate | 21 | 2 | X | 559 | 33 | X | - | - | X |
| B.4 Esposizioni non deteriorate |
4.005.362 | X | 6 | 5.484.597 | X | 1.609 | 11.733.869 | X | 1.464 |
| Totale B | 4.005.383 | 2 | 6 | 5.485.156 | 33 | 1.609 | 11.834.595 | 677 | 1.464 |
| Totale 31.12.2017 |
66.696.492 | 3.312 | 4.044 | 8.015.379 | 62.466 | 51.804 | 72.103.895 | 851.056 | 71.783 |
| Totale 31.12.2016 |
66.765.105 | 15.869 | 3.881 | 7.763.103 | 53.256 | 52.252 | 75.459.451 | 1.559.241 | 40.311 |
Segue B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio) (migliaia di €)
| SOCIETA' DI ASSICURAZIONE | IMPRESE NON FINANZIARIE | ALTRI SOGGETTI | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ESPOSIZIONI/CONTROPARTI | ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE VALORE SPECIFICHE |
RETTIFICHE DI VALORE DI PORTAFOGLIO |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE VALORE SPECIFICHE |
RETTIFICHE DI VALORE DI PORTAFOGLIO |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE VALORE SPECIFICHE |
RETTIFICHE DI VALORE DI PORTAFOGLIO |
| A. Esposizioni per cassa | |||||||||
| A.1 Sofferenze | - | - | X | 2.179.319 | 7.541.516 | X | 3.352.818 | 4.062.844 | X |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | X | 187.709 | 571.298 | X | 293.408 | 273.730 | X |
| A.2 Inadempienze probabili | - | - | X | 5.767.452 | 5.464.332 | X | 1.541.223 | 647.038 | X |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | X | 3.667.102 | 3.161.106 | X | 958.792 | 385.884 | X |
| A.3 Esposizioni scadute deteriorate |
- | - | X | 86.291 | 40.679 | X | 245.237 | 173.304 | X |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | - | X | 4.225 | 1.882 | X | 14.378 | 4.375 | X |
| A.4 Esposizioni non deteriorate |
225.763 | X | 114 | 74.660.214 | X | 423.496 | 58.236.013 | X | 368.157 |
| - di cui: esposizioni oggetto di concessioni |
- | X | - | 1.281.934 | X | 56.726 | 1.993.679 | X | 141.716 |
| Totale A | 225.763 | - | 114 | 82.693.276 | 13.046.527 | 423.496 | 63.375.291 | 4.883.186 | 368.157 |
| B. Esposizioni "fuori bilancio" | |||||||||
| B.1 Sofferenze | - | - | X | 101.901 | 38.683 | X | 1.042 | 14 | X |
| B.2 Inadempienze probabili | - | - | X | 985.057 | 219.226 | X | 2.388 | 648 | X |
| B.3 Altre attività deteriorate | - | - | X | 7.007 | 732 | X | 806 | 90 | X |
| B.4 Esposizioni non | |||||||||
| deteriorate | 365.846 | X | 56 | 39.936.784 | X | 32.273 | 1.383.079 | X | 1.467 |
| Totale B | 365.846 | - | 56 | 41.030.749 | 258.641 | 32.273 | 1.387.315 | 752 | 1.467 |
| Totale 31.12.2017 |
591.609 | - | 170 | 123.724.025 | 13.305.168 | 455.769 | 64.762.606 | 4.883.938 | 369.624 |
| Totale 31.12.2016 |
581.185 | 1.022 | 94 | 123.190.545 | 27.770.878 | 711.388 | 65.808.435 | 6.437.952 | 527.806 |
B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valori di
| bilancio) | (migliaia di €) | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||||||
| ITALIA | ALTRI PAESI EUROPEI | AMERICA | ASIA | RESTO DEL MONDO | ||||||
| ESPOSIZIONI/AREE GEOGRAFICHE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
| A. Esposizioni per cassa |
||||||||||
| A.1 Sofferenze | 5.632.066 | 12.065.047 | 5.661 | 37.202 | 563 | 1.231 | 97 | 110 | 82 | 183 |
| A.2 Inadempienze probabilii |
7.560.430 | 6.111.865 | 411.177 | 381.836 | 53.513 | 32.083 | 1.618 | 88 | 106 | 219 |
| A.3 Esposizioni scadute deteriorate |
333.110 | 213.201 | 1.780 | 994 | 169 | 286 | 125 | 381 | 373 | 1.109 |
| A.4 Esposizioni non deteriorate |
233.400.629 | 837.232 | 19.353.689 | 34.148 | 1.791.189 | 29.169 | 2.915.773 | 15.342 | 322.814 | 428 |
| Totale A | 246.926.235 | 19.227.345 | 19.772.307 | 454.180 | 1.845.434 | 62.769 | 2.917.613 | 15.921 | 323.375 | 1.939 |
| B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze |
103.118 | 39.374 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| B.2 Inadempienze probabili |
1.076.740 | 217.934 | 7.548 | 1.358 | 2.111 | 582 | 1.597 | - | - | - |
| B.3 Altre attività deteriorate |
8.387 | 856 | 2 | - | - | - | - | - | 4 | 1 |
| B.4 Esposizioni non deteriorate |
51.281.990 | 26.940 | 7.103.271 | 5.903 | 3.173.170 | 301 | 1.252.657 | 3.731 | 98.449 | - |
| Totale B | 52.470.235 | 285.104 | 7.110.821 | 7.261 | 3.175.281 | 883 | 1.254.254 | 3.731 | 98.453 | 1 |
| Totale A+B | ||||||||||
| 31.12.2017 | 299.396.470 | 19.512.449 | 26.883.128 | 461.441 | 5.020.715 | 63.652 | 4.171.867 | 19.652 | 421.828 | 1.940 |
| Totale A+B | ||||||||||
| 31.12.2016 | 302.322.038 | 36.580.087 | 29.763.071 | 537.121 | 4.923.873 | 29.076 | 2.332.351 | 25.107 | 226.491 | 2.557 |
B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valori di bilancio) - Italia (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 |
|||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ITALIA NORD OVEST | ITALIA NORD EST | ITALIA CENTRO | ITALIA SUD E ISOLE | ||||||
| ESPOSIZIONI/AREE GEOGRAFICHE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
|
| A. Esposizioni per | |||||||||
| cassa A.1 Sofferenze |
1.879.476 | 3.372.830 | 1.108.702 | 2.451.148 | 1.220.495 | 3.025.298 | 1.423.393 | 3.215.771 | |
| A.2 Inadempienze probabilii |
2.348.478 | 1.975.214 | 1.539.364 | 1.341.652 | 2.163.342 | 1.609.537 | 1.509.248 | 1.185.461 | |
| A.3 Esposizioni scadute |
|||||||||
| deteriorate | 61.910 | 42.515 | 51.711 | 34.826 | 97.506 | 56.743 | 121.982 | 79.119 | |
| A.4 Esposizioni non deteriorate |
65.453.720 | 264.283 | 37.665.745 | 148.182 | 107.498.645 | 239.709 | 22.782.516 | 185.057 | |
| Totale A | 69.743.584 | 5.654.842 | 40.365.522 | 3.975.808 | 110.979.988 | 4.931.287 | 25.837.139 | 4.665.408 | |
| B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze |
15.453 | 6.544 | 32.482 | 18.553 | 29.732 | 2.797 | 25.452 | 11.480 | |
| B.2 Inadempienze probabili |
411.955 | 124.977 | 163.369 | 47.563 | 441.073 | 40.348 | 60.344 | 5.045 | |
| B.3 Altre attività deteriorate |
717 | 41 | 647 | 68 | 6.063 | 687 | 960 | 59 | |
| B.4 Esposizioni non deteriorate |
17.828.006 | 8.383 | 8.210.872 | 4.837 | 23.092.983 | 12.289 | 2.150.129 | 1.432 | |
| Totale B | 18.256.131 | 139.945 | 8.407.370 | 71.021 | 23.569.851 | 56.121 | 2.236.885 | 18.016 | |
| Totale A+B | |||||||||
| 31.12.2017 | 87.999.715 | 5.794.787 | 48.772.892 | 4.046.829 | 134.549.839 | 4.987.408 | 28.074.024 | 4.683.424 | |
| Totale A+B | |||||||||
| 31.12.2016 | 87.637.566 | 9.576.524 | 53.355.829 | 7.631.047 | 131.701.562 | 10.142.211 | 29.627.081 | 9.230.305 |
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ITALIA | ALTRI PAESI EUROPEI | AMERICA | ASIA | RESTO DEL MONDO | ||||||
| ESPOSIZIONI/AREE GEOGRAFICHE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
| A. Esposizioni per cassa |
||||||||||
| A.1 Sofferenze | - | - | - | 309 | - | - | - | - | - | - |
| A.2 Inadempienze probabili |
- | - | - | - | 4.998 | 1.175 | - | 16 | - | - |
| A.3 Esposizioni scadute deteriorate |
- | - | - | - | - | - | - | 25 | - | - |
| A.4 Esposizioni non deteriorate |
7.339.049 | 1.106 | 22.709.890 | 839 | 298.362 | 410 | 326.795 | 4.246 | 157.524 | 363 |
| Totale A | 7.339.049 | 1.106 | 22.709.890 | 1.148 | 303.360 | 1.585 | 326.795 | 4.287 | 157.524 | 363 |
| B. Esposizioni "fuori bilancio" |
||||||||||
| B.1 Sofferenze | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| B.2 Inadempienze probabili |
- | - | - | - | 2.333 | 2.334 | - | - | - | - |
| B.3 Altre attività deteriorate |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| B.4 Esposizioni non deteriorate |
808.834 | 219 | 10.528.281 | 3.130 | 177.520 | 231 | 1.079.053 | 1.993 | 244.553 | 606 |
| Totale B | 808.834 | 219 | 10.528.281 | 3.130 | 179.853 | 2.565 | 1.079.053 | 1.993 | 244.553 | 606 |
| Totale A+B | ||||||||||
| 31.12.2017 | 8.147.883 | 1.325 | 33.238.171 | 4.278 | 483.213 | 4.150 | 1.405.848 | 6.280 | 402.077 | 969 |
| Totale A+B | ||||||||||
| 31.12.2016 | 13.101.405 | 844 | 23.601.133 | 2.610 | 581.003 | 11.573 | 1.279.939 | 1.787 | 452.562 | 811 |
B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche (valori di bilancio) (migliaia di €)
B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche (valori di bilancio) - Italia (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ITALIA NORD OVEST | ITALIA NORD EST | ITALIA CENTRO | ITALIA SUD E ISOLE | |||||
| ESPOSIZIONI/AREE GEOGRAFICHE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
| A. Esposizioni per | ||||||||
| cassa A.1 Sofferenze |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| A.2 Inadempienze probabili |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| A.3 Esposizioni scadute deteriorate |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| A.4 Esposizioni non deteriorate |
4.504.476 | 1.014 | 320.499 | 31 | 2.514.053 | 61 | 21 | - |
| Totale A | 4.504.476 | 1.014 | 320.499 | 31 | 2.514.053 | 61 | 21 | - |
| B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| B.2 Inadempienze probabili |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| B.3 Altre attività deteriorate |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| B.4 Esposizioni non deteriorate |
643.179 | 187 | 45.319 | 27 | 120.267 | 3 | 69 | 1 |
| Totale B | 643.179 | 187 | 45.319 | 27 | 120.267 | 3 | 69 | 1 |
| Totale A+B 31.12.2017 |
5.147.655 | 1.201 | 365.818 | 58 | 2.634.320 | 64 | 90 | 1 |
| Totale A+B 31.12.2016 |
3.470.043 | 658 | 290.509 | 115 | 9.340.768 | 71 | 85 | - |
B.4 Grandi esposizioni
| 31.12.2017 | |
|---|---|
| a) Ammontare valore di bilancio (milioni di €) | 290.558 |
| b) Ammontare valore ponderato (milioni di €) | 21.678 |
| c) Numero | 7 |
Conformemente a quanto previsto dall'art.4.1 39 del Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), in presenza di esposizioni verso un insieme di clienti formato da un'Amministrazione Centrale e da gruppi di clienti connessi, l'esposizione segnaletica verso l'Amministrazione Centrale è ripetuta in relazione a ciascun gruppo di clienti connessi; gli ammontari di cui alle lettere a) e b) nonché la numerosità di cui alla lettera c) riportati nella tabella considerano tuttavia una sola volta l'esposizione verso l'Amministrazione Centrale che si determina a seguito della modalità segnaletica sopra esposta.
Si informa altresì che, relativamente alle imposte differite attive rientranti nell'esposizione verso l'Amministrazione Centrale italiana, queste sono state esentate e, quindi, il loro valore ponderato è nullo.
C. Operazioni di cartolarizzazione
Informazione di natura qualitativa
Nel corso del 2017 sono state realizzate 4 nuove operazioni di cartolarizzazione tradizionale e 5 operazioni sintetiche:
- Progetto Fino (per una completa disamina e informativa sulle cartolarizzazioni rientranti nell'ambito del Progetto FINO si rimanda alla Parte E Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 1. Rischio di credito, in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti))
- Fino 1 Securitisation (tradizionale)
- Fino 2 Securitisation (tradizionale) - Onif Finance (tradizionale)
- Progetto Sandokan
- Yanez SPV (tradizionale)
- Bond Italia5 Investimenti (sintetica)
- Bond Italia5 Misto (sintetica)
- Filsec 2016 (sintetica)
- Finpiemonte 2016 (sintetica)
- SME Initiative 2017 (sintetica)
le cui caratteristiche sono specificate nelle tabelle di dettaglio incluse tra gli "Allegati al Bilancio", che riportano anche le operazioni ancora in essere effettuate negli esercizi precedenti.
Si segnala inoltre che, sempre nel corso del 2017, sono state chiuse le cartolarizzazioni Consumer TWO e Veneto Sviluppo 2014, la prima operazione tradizionale e la seconda sintetica.
Si precisa che le operazioni di "auto-cartolarizzazione" e quelle in fase di warehousing non sono incluse nelle tavole quantitative della presente Parte C, come prescritto dalla normativa.
Permangono in rimanenza:
- le operazioni "proprie", tradizionali e sintetiche, comprendenti anche quelle originate dalle Banche incorporate in anni precedenti da UniCredit S.p.A., per un valore di bilancio al 31 dicembre 2017 di 10.869 milioni;
- i titoli rivenienti da operazioni originate da altre Società appartenenti al gruppo UniCredit, per un valore di bilancio al 31 dicembre 2017 di 1.988 milioni;
- altre esposizioni rivenienti da cartolarizzazioni di terzi, per un valore di bilancio al 31 dicembre 2017 di 89 milioni.
Informazioni di natura quantitativa
C.1 - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni (migliaia di €)
| ESPOSIZIONI PER CASSA | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SENIOR | MEZZANINE | JUNIOR | ||||||
| VALORE | VALORE | VALORE | ||||||
| TIPOLOGIA ATTIVITÀ | DI | RETTIFICHE/RIPRESE | DI | RETTIFICHE/RIPRESE | DI | RETTIFICHE/RIPRESE | ||
| CARTOLARIZZATE/ESPOSIZIONI | BILANCIO | DI VALORE | BILANCIO | DI VALORE | BILANCIO | DI VALORE | ||
| Oggetto di integrale | ||||||||
| A. | cancellazione dal bilancio | 549.104 | - | 148.050 | - | 93.361 | - | |
| A.1 | CBO OTHERS | 549.104 | - | 148.050 | - | 93.361 | - | |
| Oggetto di parziale cancellazione | ||||||||
| B. | dal bilancio | - | - | 23.342 | - | 3.057 | 51 | |
| C.1 | CLO OTHERS | - | - | 23.342 | - | 3.057 | 51 | |
| C. | Non cancellate dal bilancio | 8.441.471 | - | 498.926 | - | 1.111.847 | 7.045 | |
| C.1 | RMBS Prime | 1.013.229 | - | 219.008 | - | 556.097 | (15.836) | |
| C.2 | CLO SME | 943 | - | 32 | - | |||
| C.3 | CLO OTHERS | 7.427.299 | - | 279.918 | - | 555.718 | 22.881 | |
| C.4 | CONSUMER LOANS | - | - | - | - | - | - |
Le rettifiche/riprese di valore, comprensive anche delle svalutazioni e delle rivalutazioni iscritte a conto economico oppure a riserva, si riferiscono al solo esercizio 2017.
segue: C.1 - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni
| GARANZIE RILASCIATE | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SENIOR | MEZZANINE | JUNIOR | ||||||
| TIPOLOGIA ATTIVITÀ CARTOLARIZZATE/ESPOSIZIONI |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
||
| A. | Oggetto di integrale cancellazione dal bilancio |
- | - | - | - | - | - | |
| A.1 | CBO OTHERS | - | - | - | - | - | - | |
| B. | Oggetto di parziale cancellazione dal bilancio |
- | - | - | - | - | - | |
| C.1 | CLO OTHERS | - | - | - | - | - | - | |
| C. | Non cancellate dal bilancio | 304.000 | - | - | - | - | - | |
| C.1 | RMBS Prime | - | - | - | - | - | - | |
| C.2 | CLO SME | - | - | - | - | - | - | |
| C.3 | CLO OTHERS | 304.000 | - | - | - | - | - | |
| C.4 | CONSUMER LOANS | - | - | - | - | - | - |
segue: C.1 - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni
| LINEE DI CREDITO | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SENIOR | MEZZANINE | JUNIOR | ||||||
| TIPOLOGIA ATTIVITÀ CARTOLARIZZATE/ESPOSIZIONI |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
||
| Oggetto di integrale A. cancellazione dal bilancio |
- | - | - | - | - | - | ||
| A.1 | CBO OTHERS | - | - | - | - | - | - | |
| B. | Oggetto di parziale cancellazione dal bilancio |
|||||||
| C.1 | CLO OTHERS | - | - | - | - | - | - | |
| C. | Non cancellate dal bilancio | 12.658 | - | - | - | - | - | |
| C.1 | RMBS Prime | - | - | - | - | - | - | |
| C.2 | CLO SME | - | - | - | - | - | - | |
| C.3 | CLO OTHERS | 12.658 | - | - | - | - | - | |
| C.4 | CONSUMER LOANS | - | - | - | - | - | - | |
C.2 - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle
| attività cartolarizzate e per tipo di esposizione (migliaia di €) |
||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ESPOSIZIONI PER CASSA | ||||||||||
| SENIOR | MEZZANINE | JUNIOR | ||||||||
| VALORE | VALORE | |||||||||
| TIPOLOGIA ATTIVITÀ | VALORE DI | RETTIFICHE/RIPRESE | DI | RETTIFICHE/RIPRESE | DI | RETTIFICHE/RIPRESE | ||||
| SOTTOSTANTI/ESPOSIZIONI | BILANCIO | DI VALORE | BILANCIO | DI VALORE | BILANCIO | DI VALORE | ||||
| - CLO OTHERS | 20.892 | - | 1 | - | 53.472 | (389) | ||||
| - CONSUMER LOANS | 14.214 | - | ||||||||
| - LEASING | 1.973.359 | - | 14.904 | - |
segue: C.2 - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione
| GARANZIE RILASCIATE | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SENIOR | MEZZANINE | JUNIOR | ||||||
| TIPOLOGIA ATTIVITÀ SOTTOSTANTI/ESPOSIZIONI |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
||
| - CLO OTHERS | - | - | - | - | - | - | ||
| - CONSUMER LOANS | - | - | - | - | - | - | ||
| - LEASING | - | - | - | - | - | - |
segue: C.2 - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione
| LINEE DI CREDITO | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SENIOR | MEZZANINE | JUNIOR | ||||||
| TIPOLOGIA ATTIVITÀ SOTTOSTANTI/ESPOSIZIONI |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
ESPOSIZIONE NETTA |
RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE |
||
| - CLO OTHERS | - | - | - | - | - | - | ||
| - CONSUMER LOANS | - | - | - | - | - | - | ||
| - LEASING | - | - | - | - | - | - |
C.3 Società veicolo per la cartolarizzazione (migliaia di €)
| ATTIVITÀ | PASSIVITÀ | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| NOME CARTOLARIZZAZIONE/SOCIETÀ VEICOLO |
SEDE LEGALE | CONSOLIDAMENTO | CREDITI | TITOLI DI DEBITO |
ALTRE | SENIOR | MEZZANINE | JUNIOR |
| Capital Mortgage S.r.l. - BIPCA | ||||||||
| Cordusio | Piazzetta Monte 1 - 37121 Verona | Sì | 361.569 | - | 13.999 | 229.424 | 99.606 | 2.939 |
| Capital Mortgage S.r.l. - 2007 | Piazzetta Monte 1 - 37121 Verona | Sì | 792.666 | - | 34.541 | 582.941 | 74.000 | 67.542 |
| Cordusio RMBS Securitisation S.r.l. - Serie 2006 |
Piazzetta Monte 1 - 37121 Verona | Sì | 322.907 | - | 11.892 | 150.273 | 141.702 | 10.687 |
| Cordusio RMBS Securitisation S.r.l. - Serie 2007 |
Piazzetta Monte 1 - 37121 Verona | Sì | 1.036.817 | - | 21.231 | 697.518 | 236.405 | 2.383 |
| Cordusio RMBS - UCFin S.r.l | Piazzetta Monte 1 - 37121 Verona | Sì | 580.829 | - | 23.228 | 344.036 | 148.001 | 15.252 |
| F-E Mortgages S.r.l. - 2003 | Piazzetta Monte 1 - 37121 Verona | Sì | 133.904 | - | 26.827 | 55.886 | 59.020 | 7.632 |
| F-E Mortgages S.r.l. - 2005 | Piazzetta Monte 1 - 37121 Verona | Sì | 218.113 | - | 15.104 | 110.366 | 36.864 | 32.310 |
| Heliconus S.r.l | Piazzetta Monte 1 - 37121 Verona | Sì | 66.856 | - | 13.048 | 24.870 | 30.829 | 8.990 |
| LARGE CORPORATE ONE SRL | Piazzetta Monte 1 - 37121 Verona | Sì | 247.277 | - | 40.532 | 253.734 | - | 35.004 |
| ARCOBALENO FINANCE SRL | Foro Buonaparte,70 - 20121 Milano | No | 76.083 | - | 4.007 | 30.679 | - | 54.700 |
| AUGUSTO SRL | Via Pontaccio, 10 - 20121 Milano | No | 966 | - | 1.912 | 13.329 | - | - |
| Caesar Finance S.A. | 4 Rue Henry M. Schnadt - 2530 Luxembourg |
No | - | 35.284 | - | - | - | 47.381 |
| COLOMBO SRL | Via Pontaccio, 10 - 20121 Milano | No | 8.667 | - | 6.382 | - | - | 12.313 |
| CREDIARC SPV SRL | Foro Buonaparte,70 - 20121 Milano | No | 47.374 | - | 3.155 | 38.939 | - | 26.411 |
| FINO 1 SECURITISATION SRL | Viale Luigi Majno 45, 20122 Milano | No | 739.000 | - | 70.902 | 650.000 | 69.640 | 50.311 |
| FINO 2 SECURITISATION SRL | Viale Luigi Majno 45, 20122 Milano | No | 619.466 | - | 40.854 | 389.428 | 200.600 | 39.554 |
| ONIF FINANCE SRL | Via Alessandro Pestalozza 12/14, 20131 Milano |
No | 319.662 | - | 20.528 | 150.000 | 100.000 | 79.508 |
| Pillarstone Italy SPV S.r.l. - Burgo | Via Pietro Mascagni, 14 - 20122 Milano | No | 190.730 | - | 4.547 | 6.959 | 132.225 | 27.078 |
| Pillarstone Italy SPV S.r.l. - Comital | Via Pietro Mascagni, 14 - 20122 Milano | No | 31.284 | - | 4.097 | 10 | 12.955 | 24.465 |
| Pillarstone Italy SPV S.r.l. - Lediberg |
Via Pietro Mascagni, 14 - 20122 Milano | No | 53.348 | - | 92 | 419 | 7.968 | 44.035 |
| Pillarstone Italy SPV S.r.l. - Premuda |
Via Pietro Mascagni, 14 - 20122 Milano | No | 277.006 | - | 13.577 | 10.603 | 198.676 | 87.392 |
| Pillarstone Italy SPV S.r.l. - Rainbow |
Via Pietro Mascagni, 14 - 20122 Milano | No | 76.398 | - | 175 | 890 | 16.921 | 56.405 |
| Sestante Finance S.r.l. | Via Borromei, 5 - 20123 Milano | No | 263.652 | - | - | 189.664 | 89.502 | 8.610 |
| YANEZ SPV S.R.L. | Via Vittorio Alfieri 1, 31015 Conegliano | No | 1.078.350 | - | 13.350 | 3 | 367.010 | 441.654 |
C.4 Società veicolo per la cartolarizzazione non consolidate
Si veda la corrispondente voce del Bilancio Consolidato.
C.5 Attività di servicer - cartolarizzazioni proprie: incassi dei crediti cartolarizzati e rimborsi dei titoli emessi dalla società veicolo per la cartolarizzazione (migliaia di €)
| ATTIVITA' CARTOLARIZZATE (DATO DI FINE PERIODO) |
INCASSI CREDITI REALIZZATI NELL'ANNO |
QUOTA PERCENTUALE DEI TITOLI RIMBORSATI (DATO DI FINE PERIODO) |
|||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SENIOR MEZZANINE |
JINIOR | ||||||||||
| SERVICER | SOCIETA' VEICOLO |
DETERIORATE | NON DETERIORATE |
DETERIORATI | NON DETERIORATI |
ATTIVITA' DETERIORATE |
ATTIVITA' NON DETERIORATE |
ATTIVITA' DETERIORATE |
ATTIVITA' NON DETERIORATE |
ATTIVITA' DETERIORATE |
ATTIVITA' NON DETERIORATE |
| UniCredit | Capital Mortgage S.r.l. - BIPCA |
||||||||||
| S.p.A. | Cordusio | 34.637 | 326.933 | 3.750 | 42.447 | - | 73,07% | - | - | - | - |
| Capital Mortgage S.r.l. - 2007 |
127.358 | 665.308 | 11.046 | 88.163 | - | 75,51% | - | - | - | - | |
| Consumer Two S.r.l. |
- | - | - | 198.080 | - | 100,00% | - | - | - | 100,00% | |
| Cordusio RMBS Securitisation S.r.l. - Serie |
|||||||||||
| 2006 Cordusio RMBS Securitisation S.r.l. - Serie |
28.267 | 294.640 | 5.392 | 93.829 | - | 93,72% | - | - | - | - | |
| 2007 | 110.843 | 925.974 | 12.743 | 158.136 | - | 80,99% | - | - | - | - | |
| Cordusio RMBS UCFin S.r.l. |
79.041 | 501.789 | 7.246 | 84.377 | - | 85,27% | - | - | - | - | |
| F-E Mortgage S.r.l. - Serie 2003 |
14.921 | 118.983 | 2.119 | 18.667 | - | 95,27% | - | - | - | - | |
| F-E Mortgage S.r.l. - Serie 2005 |
26.689 | 191.424 | 3.106 | 27.404 | - | 88,40% | - | 10,31% | - | 10,31% | |
| Heliconus S.r.l. | 6.656 | 60.200 | 1.043 | 9.879 | - | 96,03% | - | - | - | - | |
| Large Corporate One S.r.l. |
- | 247.277 | - | 185.941 | - | - | - | - | - | - |
D. Informativa sulle entità strutturate non consolidate contabilmente (diverse dalle società veicolo per la cartolarizzazione) Si veda la corrispondente sezione del Bilancio Consolidato.
E. Operazioni di cessione
A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente
E.1 Attività finanziarie cedute e non cancellate: valore di bilancio e intero valore (migliaia di €) CONSISTENZE AL 31.12.2017 ATTIVITA' FINANZIARIE DETENUTE PER ATTVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL ATTIVITA' FINANZIARIE DISPONIBILI PER
| LA NEGOZIAZIONE | FAIR VALUE | LA VENDITA | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| FORME TECNICHE/PORTAFOGLIO | A | B | C | A | B | C | A | B | C |
| A. Attività per cassa | (817.656) | - | - | - | - | - (25.471.413) | - | - | |
| 1. Titoli di debito | (817.656) | - | - | - | - | - (25.471.413) | - | - | |
| 2. Titoli di capitale | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. O.I.C.R. | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 4. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| B. Strumenti derivati | - | - | - | X | X | X | X | X | X |
| Totale 31.12.2017 |
(817.656) | - | - | - | - | - (25.471.413) | - | - | |
| di cui deteriorate | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale 31.12.2016 |
3.019.827 | - | - | - | - | - | 30.399.127 | - | - |
| di cui deteriorate | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
segue: E.1 Attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio e intero valore
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITA' FINANZIARIE DETENUTE SINO ALLA SCADENZA |
CREDITI VERSO BANCHE | CREDITI VERSO CLIENTELA | TOTALE | ||||||||
| FORME TECNICHE/PORTAFOGLIO | A | B | C | A | B | C | A | B | C | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| A. Attività per cassa | (746.716) | - | - | - | - | - (4.543.163) | (30.793) | (59.675) (31.669.416) 39.091.743 | |||
| 1. Titoli di debito | (746.716) | - | - | - | - | - | - | - | - (27.035.785) 34.158.407 | ||
| 2. Titoli di capitale | X | X | X | X | X | X | X | X | X | - | - |
| 3. O.I.C.R. | X | X | X | X | X | X | X | X | X | - | - |
| 4. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - (4.543.163) | (30.793) | (59.675) | (4.633.631) | 4.933.336 | |
| B. Strumenti derivati | X | X | X | X | X | X | X | X | X | - | - |
| Totale 31.12.2017 |
(746.716) | - | - | - | - | - (4.543.163) | (30.793) | (59.675) (31.669.416) | X | ||
| di cui deteriorate | - | - | - | - | - | - | (928.285) | (30.793) | (59.675) | (1.018.753) | X |
| Totale 31.12.2016 |
739.453 | - | - | - | - | - | 4.933.336 | - | - | X 39.091.743 | |
| di cui deteriorate | - | - | - | - | - | - | 637.181 | - | - | X | 637.181 |
LEGENDA:
A = attività finanziarie cedute rilevate per intero (valore di bilancio)
B = attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (valore di bilancio) C = attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (intero valore)
I finanziamenti (A.4) rappresentano le attività cedute e non cancellate oggetto di operazioni di cartolarizzazione. I titoli di debito (A.1) sono invece sottostanti ad operazioni di pronti contro termine passivi.
E.2 Passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| PASSIVITA'/PORTAFOGLIO ATTVITA' | ATTIVITA' FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE |
ATTIVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE |
ATTIVITA' FINANZIARIE DISPONIBILI PER LA VENDITA |
ATTIVITA' FINANZIARIE DETENUTE SINO ALLA SCADENZA |
CREDITI VERSO BANCHE |
CREDITI VERSO CLIENTELA |
TOTALE |
| 1. Debiti verso clientela | 661.593 | - | 20.613.289 | - | - | 1.996.363 | 23.271.245 |
| a) a fronte di attività rilevate per intero |
661.593 | - | 20.613.289 | - | - | 1.991.970 | 23.266.852 |
| b) a fronte di attività rilevate parzialmente |
- | - | - | - | - | 4.393 | 4.393 |
| 2. Debiti verso banche | 145.672 | - | 4.936.447 | 792.442 | - | - | 5.874.561 |
| a) a fronte di attività rilevate per intero |
145.672 | - | 4.936.447 | 792.442 | - | - | 5.874.561 |
| b) a fronte di attività rilevate parzialmente |
- | - | - | - | - | - | - |
| Totale 31.12.2017 | 807.265 | - | 25.549.736 | 792.442 | - | 1.996.363 | 29.145.806 |
| Totale 31.12.2016 | 3.004.556 | - | 30.301.077 | 760.567 | - | 2.303.937 | 36.370.137 |
E.3 Operazione di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute: fair value (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITA' FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE |
ATTVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE |
ATTIVITA' FINANZIARIE DISPONIBILI PER LA VENDITA |
|||||
| FORME TECNICHE/PORTAFOGLIO | A B |
A | B | A | B | ||
| A. Attività per cassa | 817.656 | - | - | - | 25.471.413 | - | |
| 1. Titoli di debito | 817.656 | - | - | - | 25.471.413 | - | |
| 2. Titoli di capitale | - | - | - | - | - | - | |
| 3. O.I.C.R. | - | - | - | - | - | - | |
| 4. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | |
| B. Strumenti derivati | - | - | X | X | X | X | |
| Totale attività | 817.656 | - | - | - | 25.471.413 | - | |
| C. Passività associate | 799.904 | - | - | - | 25.557.097 | - | |
| 1. Debiti verso clientela | 654.232 | - | - | - | 20.620.650 | - | |
| 2. Debiti verso banche | 145.672 | - | - | - | 4.936.447 | - | |
| 3. Titoli in circolazione | - | - | - | - | - | - | |
| Totale passività | 799.904 | - | - | - | 25.557.097 | - | |
| Totale 31.12.2017 | 17.752 | - | - | - | (85.684) | - | |
| Totale 31.12.2016 | 21.056 | - | - | - | 549.373 | - |
segue: E.3 Operazione di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute: fair value
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITA' FINANZIARIE DETENUTE SINO ALLA SCADENZA |
CREDITI VERSO BANCHE | CREDITI VERSO CLIENTELA | TOTALE | |||||
| FORME TECNICHE/PORTAFOGLIO | A | B | A | B | A | B | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| A. Attività per cassa | 759.067 | - | - | - | 4.458.102 | 30.793 | 31.537.031 | 39.268.003 |
| 1. Titoli di debito | 759.067 | - | - | - | - | - | 27.048.136 | 34.167.807 |
| 2. Titoli di capitale | X | X | X | X | X | X | - | - |
| 3. O.I.C.R. | X | X | X | X | X | X | - | - |
| 4. Finanziamenti | - | - | - | - | 4.458.102 | 30.793 | 4.488.895 | 5.100.196 |
| B. Strumenti derivati | X | X | X | X | X | X | - | - |
| Totale attività | 759.067 | - | - | - | 4.458.102 | 30.793 | 31.537.031 | 39.268.003 |
| C. Passività associate | 792.442 | - | - | - | 1.829.188 | 4.394 | X | X |
| 1. Debiti verso clientela | - | - | - | - | 1.829.188 | 4.394 | X | X |
| 2. Debiti verso banche | 792.442 | - | - | - | - | - | X | X |
| 3. Titoli in circolazione | - | - | - | - | - | - | X | X |
| Totale passività | 792.442 | - | - | - | 1.829.188 | 4.394 | 28.983.025 | 35.687.782 |
| Totale 31.12.2017 | (33.375) | - | - | - | 2.628.914 | 26.399 | 2.554.006 | X |
| Totale 31.12.2016 | (11.714) | - | - | - | 3.021.506 | - | X | 3.580.221 |
LEGENDA:
A = Attività finanziarie cedute rilevate per intero
B = Attività finanziarie cedute rilevate parzialmente
B. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente con rilevazione del continuo coinvolgimento ("continuing involvement") A fine esercizio non sussistono operazioni di cessione di attività finanziarie cancellate integralmente che abbiano determinato la rilevazione in bilancio del continuo coinvolgimento ("continuing involvement").
E.4 Operazioni di covered bond
UniCredit S.p.A. - coerentemente con la legge n.130 del 30 aprile del 1999, con il decreto MEF del 14 dicembre del 2006 e con le disposizioni di vigilanza di Banca d'Italia del 17 maggio 2007, (successivamente modificate ed integrate il 24 marzo 2010 ed il 24 giugno 2014) - ha avviato nel 2008 un Programma di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG o Covered Bond) avente come sottostante mutui residenziali ipotecari.
Nell'ambito di tale programma:
- UniCredit S.p.A. svolge il ruolo di emittente ed anche i ruoli di cedente di attivi idonei e di servicer;
- UniCredit BpC Mortgage S.r.l. (uno Special Purpose Vehicle appositamente costituito ed incluso nel gruppo bancario a seguito di autorizzazione di Banca d'Italia) svolge il ruolo di garante nei confronti degli investitori in OBG, nei limiti del portafoglio ad esso ceduto (cover pool); e
- la Società di Revisione BDO S.p.A. (prima denominata Mazars S.p.A.) svolge il ruolo di Asset Monitor.
I principali obiettivi che UniCredit persegue nella realizzazione di emissioni di Obbligazioni Bancarie Garantite sono la diversificazione delle forme di raccolta ed il finanziamento a tassi competitivi. Analogamente a quanto avviene per le operazioni di cartolarizzazione, la difficile situazione dei mercati suggerisce inoltre l'utilizzo delle emissioni anche al fine di incrementare la counterbalancing capacity, ritenendo all'interno parte dei titoli emessi. Parte integrante della gestione del Programma è costituita dal mantenimento dell'equilibrio tra caratteristiche del portafoglio ceduto e le emissioni stesse: tale equilibrio è infatti necessario al fine di mantenere l'efficacia della garanzia prestata dall'SPV nei confronti degli obbligazionisti.
Tenuto conto della complessità dell'operazione, in linea con quanto previsto dalle disposizioni di Banca d'Italia, è stato costituito un sistema di controlli (di primo e secondo livello) e procedure tale da identificare organi, funzioni, compiti e responsabilità, ed emanata apposita Policy. Tale Policy è stata approvata dai competenti comitati, dal Collegio Sindacale e dal Consiglio di Amministrazione della capogruppo.
Con riferimento alle citate disposizioni di vigilanza di Banca d'Italia in materia di controlli, si precisa che:
- la funzione di Risk Management di UniCredit, preposta al controllo sulla gestione dei rischi dell'Emittente, verifica:
- la qualità, le caratteristiche di idoneità e l'integrità degli attivi ceduti a garanzia delle obbligazioni;
- il rispetto del rapporto massimo tra le obbligazioni garantite emesse e gli attivi ceduti a garanzia;
- l'osservanza dei limiti alla cessione e delle modalità di integrazione;
- l'efficacia e l'adeguatezza della copertura dei rischi offerta dai contratti derivati eventualmente stipulati in relazione all'operazione;
- il tendenziale equilibrio tra i flussi finanziari prodotti dal cover pool e quelli assorbiti dalle OBG emesse;
- L'Asset Monitor, soggetto terzo ed indipendente, ha l'incarico di verificare (almeno annualmente) la regolarità dell'operazione e l'integrità della garanzia in favore degli investitori;
- la funzione di revisione interna di UniCredit, ha la responsabilità di una completa verifica (almeno annuale) dell'adeguatezza dei controlli svolti;
- i risultati delle verifiche svolte dall' Asset Monitor e dalla funzione di revisione interna del soggetto Emittente sono portati a conoscenza dei gli Organi aziendali.
Inoltre, allo scopo di creare counterbalancing capacity, a fine gennaio 2012 UniCredit S.p.A. ha avviato un nuovo programma di Obbligazioni Bancarie Garantite ("Nuovo Programma OBG"), non dotato di alcun rating specifico ed avente come sottostante mutui residenziali ipotecari e/o mutui ipotecari commerciali. La struttura contrattuale e di controllo e le controparti di tale programma ricalcano il programma pre-esistente, ad eccezione dei riferimenti alle Agenzie di Rating e dell'utilizzo di un nuovo Special Purpose Vehicle, UniCredit OBG S.r.l. Nel corso dell'anno 2014 il Nuovo Programma OBG è stato sottoposto ad una ristrutturazione a seguito della quale è stata convertita la modalità di rimborso delle OBG da Soft-bullet a Conditional Pass-through ed è stato assegnato un rating da parte dell'agenzia di rating Fitch pari ad AA+. A partire dall'anno 2015, a valere sul Nuovo Programma OBG sono state eseguite sia emissioni collocate presso investitori istituzionali che emissioni per la creazione di counterbalancing capacity. Nel corso dell'anno 2017 Moody's ha assegnato al programma il rating pari a Aa2 che ha sostituito il rating precedentemente assegnato da Fitch.
Al 31 dicembre 2017 risultano emesse complessivamente per i due programmi 29 serie di Obbligazioni Bancarie Garantite per un ammontare complessivo di 26.456 milioni di euro, di cui 14.350 milioni ritenuti all'interno di UniCredit S.p.A.
| NOME OPERAZIONE | OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE |
|---|---|
| Originator: | UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Family Financing Bank S.p.A.) |
| Emittente: | UniCredit S.p.A. |
| Servicer: | UniCredit S.p.A. |
| Arranger: | UniCredit Bank AG, London Branch |
| Obiettivi dell'operazione: | Funding |
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Portafoglio mutui ipotecari residenziali |
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Esposizioni non deteriorate |
| Valore delle attività sottostanti al termine del periodo di riferimento (€): | 14.672.252.737,38 |
| Obbligazioni emesse al termine del periodo di riferimento (€): | 9.606.000.000,00 |
| Altre forme di Credit Enhancements: | UniCredit S.p.A. ha erogato alla società veicolo un prestito subordinato per un importo complessivo di 15.425.276.946,85 euro. |
| Agenzie di rating: | S & P - Moody's - Fitch |
| Rating: | A+ (dal 06/11/2017) - Aa2 (dal 21/01/2015) - AA (dal 27/04/2017) |
| NOME OPERAZIONE | OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE II PROGRAMMA |
| Originator: | UniCredit S.p.A. |
| Emittente: | UniCredit S.p.A. |
| Emittente: | UniCredit S.p.A. |
|---|---|
| Servicer: | UniCredit S.p.A. |
| Arranger: | UniCredit Bank AG, London Branch |
| Obiettivi dell'operazione: | Funding - Counterbalancing Capacity |
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Portafoglio mutui ipotecari residenziali e commerciali |
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Esposizioni non deteriorate |
| Valore delle attività sottostanti al termine del periodo di riferimento (€): | 17.838.212.368,14 |
| Obbligazioni emesse al termine del periodo di riferimento (€): | 16.850.000.000,00 |
| Altre forme di Credit Enhancements: | UniCredit S.p.A. ha erogato alla società veicolo un prestito subordinato per un importo complessivo di 19.544.324.946,97 euro. |
| Agenzie di rating: | Moody's |
| Rating: | Aa2 (dal 17/05/2017) |
Altre transazioni
Con riferimento alle indicazioni di cui al documento Banca d'Italia/Consob/IVASS n.6 dell'8 marzo 2013 - Trattamento contabile delle operazioni di "repo strutturati a lungo termine", si segnala l'insussistenza di operazioni della specie.
Si evidenzia inoltre che, con riferimento a un investimento di UniCredit S.p.A. in un titolo di debito emesso dalla Repubblica Italiana con scadenza 30 agosto 2019 (ITALY 19EUR FRN), sottoscritto in collocamento per un ammontare nominale pari a 750 milioni di euro, con un valore di bilancio al 31 dicembre 2017 pari a 747 milioni di euro comprensivo dei ratei di interesse (classificato nel portafoglio held-to-maturity in accordo con l'intento economico), nel corso dell'esercizio 2012 è stata conclusa una operazione di term repo non strutturata (eseguita in 2 tranche), per un nominale complessivo di 750 milioni di euro, con un valore di bilancio delle passività al 31 dicembre 2017 pari a 761 milioni di euro.
Era stata inoltre contemporaneamente conclusa una operazione di term reverse repo non strutturata (eseguita in 2 tranche) per un nominale complessivo di 750 milioni di euro su un BTP 4,25% scadenza settembre 2019, con l'intento economico di ottenere la disponibilità di titoli maggiormente liquidi (rispetto al titolo ITALY 19EUR FRN), aventi scadenza e rischi sottostanti similari, e pertanto utilizzabili più agevolmente per operazioni di rifinanziamento, con un valore di bilancio al 31 dicembre 2017 pari a 761 milioni di euro.
L'insieme delle due operazioni di term repo e term reverse repo è soggetto a netting (il cui valore è collateralizzato per cassa) in caso di default di una delle due controparti o della Repubblica Italiana. Tale clausola è assimilata contabilmente a una garanzia finanziaria emessa, coerentemente alla natura degli impegni delle parti. La misura del Fair Value alla data di negoziazione della stessa, pari a 22 milioni di euro, è stata inizialmente iscritta nelle altre passività ed è oggetto di ammortamento pro-rata temporis, secondo le vigenti regole di rappresentazione contabile.
Informativa relativa alle esposizioni Sovrane
In conformità alla Comunicazione Consob n.DEM/11070007 del 5 agosto 2011 (che a propria volta riprende il documento ESMA n.2011/266 del 28 luglio 2011) in materia di informazioni da rendere nelle relazioni finanziarie in merito alle esposizioni detenute dalle società quotate nei titoli di debito e nei finanziamenti Sovrani ed in relazione all'attuale evoluzione dei mercati internazionali, si fornisce il dettaglio delle esposizioni Sovrane11 detenute da UniCredit S.p.A. al 31 dicembre 2017.
Nel complesso, al 31 dicembre 2017 il valore di bilancio delle esposizioni Sovrane rappresentate da "titoli di debito" ammonta a 54.499 milioni, di cui circa il 82% riferito all'Italia.
Tale esposizione è riportata nella tabella sottostante:
| (migliaia di €) Esposizioni in titoli di debito Sovrano ripartite per Stato controparte e portafoglio di classificazione |
||||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||
| PAESE/PORTAFOGLIO DI CLASSIFICAZIONE | FAIR VALUE | |||
| -Italia | 42.410.168 | 44.544.607 | 44.549.413 | |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta*) | 482.703 | 511.965 | 511.965 | |
| attività finanziarie valutate al fair value | ||||
| attività finanziarie disponibili per la vendita | 41.066.664 | 43.174.847 | 43.174.847 | |
| crediti | 95.307 | 95.363 | 81.130 | |
| attività finanziarie detenute sino a scadenza | 765.494 | 762.431 | 781.470 |
Nota:
(*) Include le esposizioni in Credit Derivatives e Short positions.
Il restante 18% del totale delle esposizioni Sovrane in titoli di debito, pari a 9,9 milioni, sempre con riferimento al relativo valore di bilancio al 31 dicembre 2017, è suddiviso tra 14 Paesi, tra cui 4.500 milioni nei confronti della Spagna, 2.661 milioni nei confronti della Francia, 720 milioni nei confronti del Giappone e 688 milioni nei confronti della Germania.
Le esposizioni in questione non sono state oggetto di impairment nel corso del 2017.
La tabella sottostante riporta la classificazione dei titoli di debito e la loro rilevanza percentuale sul totale del portafoglio di appartenenza.
Esposizioni in titoli di debito Sovrano ripartite per portafoglio di attività finanziarie (migliaia di €)
| (migliaia di €) | |
|---|---|
| ----------------- | -- |
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ | ATTIVITÀ | ATTIVITÀ | ||||
| FINANZIARIE | FINANZIARIE | FINANZIARIE | ||||
| VALUTATE AL | DISPONIBILI PER | DETENUTE SINO A | ||||
| FAIR VALUE (*) | LA VENDITA | CREDITI | SCADENZA | TOTALE | ||
| Valore di bilancio | 894.012 | 52.723.901 | 119.011 | 762.431 | 54.499.355 | |
| % portafoglio di appartenenza | 12,28% | 88,29% | 0,06% | 100,00% |
Nota:
(*) Le attività finanziarie valutate al fair value includono le "attività detenute per la negoziazione" e le" attività valutate al fair value".
11 Per esposizioni Sovrane si intendono i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi nonché i prestiti erogati agli stessi. Ai fini della presente esposizione di rischio sono escluse le eventuali posizioni detenute tramite ABS.
Alle esposizioni Sovrane in titoli di debito vanno altresì aggiunti i "finanziamenti"12 erogati a governi centrali e locali ed agli enti governativi come riportato nella tabella sottostante:
Finanziamenti verso controparti Sovrane ripartite per Stato controparte (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | |
|---|---|
| PAESE | 31.12.2017 VALORE DI BILANCIO |
| - Italia | 3.234.981 |
| - Qatar | 82.581 |
| - Brasile | 62.720 |
| - Repubblica Dominicana | 60.300 |
| - Turchia | 30.431 |
| - Kenya | 17.363 |
| - Indonesia | 11 |
| - Lettonia | 8 |
| - Ghana | 7 |
| - Haiti | 5 |
| - Arabia Saudita | 1 |
| - Romania | 1 |
| - Giordania | 1 |
| - Altri | 7 |
| Totale esposizioni per cassa | 3.488.420 |
Per maggiori dettagli sulle analisi di sensitivity ai credit spread e sui risultati di stress test si rimanda agli scenari "Greece default", "Sovereign Debt Tension" e "Widespread Contagion" della successiva Sezione 2 - Rischi di mercato, mentre per le politiche di gestione della liquidità si veda la successiva Sezione 3 - Rischio di liquidità.
Informativa relativa ai Strumenti finanziari derivati di negoziazione con la clientela
Il modello di Business connesso alla negoziazione di strumenti derivati con la clientela prevede la centralizzazione dei rischi di mercato presso la Divisione CIB - Area Markets, mentre il rischio creditizio viene assunto dalle Società del Gruppo che, in funzione del modello di segmentazione divisionale o geografica della clientela, gestiscono il rapporto con la stessa.
In base al modello operativo di Gruppo, l'operatività in derivati di negoziazione con la clientela è quindi svolta, nell'ambito dell'autonomia operativa delle singole Società:
- dalle Banche e divisioni commerciali che concludono operazioni in derivati OTC al fine di fornire alla clientela non istituzionale prodotti per la gestione dei rischi di cambio, tasso e prezzo. Nell'ambito di tale operatività, le Banche trasferiscono il rischio di mercato alla Divisione CIB con operazioni uguali e contrarie, mantenendo il solo rischio di controparte. Le Banche effettuano anche il servizio di collocamento e/o raccolta ordini in conto terzi di prodotti di investimento che hanno una componente derivativa implicita (ad esempio, obbligazioni strutturate);
- dalla Divisione CIB che opera con clientela large corporate e istituzioni finanziarie; nell'ambito di questa operatività assume e gestisce sia il rischio di mercato che quello di controparte;
- dalle Banche CEE che operano direttamente con la propria clientela.
Il gruppo UniCredit negozia prodotti derivati OTC su un'ampia varietà di sottostanti, quali quelli relativi a Tassi di interesse, Tassi di cambio, Prezzi/Indici azionari, Commodities (metalli preziosi, metalli base, petrolio e materie energetiche) e Diritti di credito.
Gli strumenti derivati OTC offrono un'elevata possibilità di personalizzazione; nuovi profili di payoff possono essere costruiti mediante la combinazione di più strumenti derivati OTC (ad esempio, un IRS plain vanilla e una o più opzioni plain vanilla/esotiche). Il rischio e la complessità delle strutture così ottenute dipendono dalle caratteristiche delle singole componenti (parametri di riferimento e meccanismi di indicizzazione) e dalle modalità con cui vengono combinate.
I rischi di credito e di mercato associati all'operatività in derivati OTC sono presidiati dalla competence line "Chief Risk Officer" (CRO) della Capogruppo e/o delle Divisioni/Società. Tale presidio viene effettuato attraverso la definizione di linee guida e policies per la gestione, misurazione e controllo dei rischi, in termini di principi, regole e processi, oltre che di determinazione dei limiti di VAR.
Nell'ambito di tale operatività, le operazioni con Clientela non istituzionale non prevedono (normalmente) l'utilizzo di margini, mentre quelle effettuate con controparti istituzionali (nell'ambito della Divisione CIB) possono fare ricorso all'utilizzo di tecniche di credit risk mitigation (CRM) quali l'utilizzo di accordi di compensazione e/o di collateralizzazione.
12 Escluse le partite fiscali.
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Le rettifiche e riprese di valore per rischio di controparte su prodotti derivati sono determinate in modo coerente alle modalità di determinazione delle valutazioni sulle altre esposizioni creditizie. In particolare:
- i metodi di quantificazione delle esposizioni "non deteriorate" nei confronti di Clientela sono basati su modelli che mappano le esposizioni (EAD) con l'utilizzo di tecniche di simulazione che tengono conto del Wrong Way Risk e le valutano in termini di PD (Probabilità of Default) e LGD (Loss Given Default) in funzione dei tassi impliciti di default del mercato corrente, ottenuti attraverso i credit & loan-credit defaul swap, al fine di ottenere una misurazione secondo le logiche di perdita attesa (EL) da utilizzare per le poste misurate al fair value, massimizzando l'utilizzo di parametri di mercato;
- i metodi di quantificazione sulle posizioni deteriorate si basano sul valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi, come stimati in base agli specifici segnali di impairment (sulla cui base vengono qualificati il momento e l'ammontare dei flussi stessi).
Di seguito, si analizza il dettaglio della composizione della voce "20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione" dell'attivo di stato patrimoniale e della voce "40. Passività finanziarie di negoziazione" del passivo di stato patrimoniale.
Per la distinzione tra clientela e controparti bancarie si è preso come riferimento la definizione contenuta nella circolare Banca d'Italia n.262 come da quarto aggiornamento del 15 dicembre 2015, utilizzata per la predisposizione del bilancio.
Sono stati considerati prodotti strutturati i contratti derivati che inglobano nello stesso strumento forme contrattuali tali da generare esposizione a più tipologie di rischio (ad eccezione dei Cross-Currency Swap) e/o effetti leva.
Il saldo della voce "20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione" relativo ai contratti derivati ammonta a 5.736 milioni per un nozionale di 187.843 milioni, di cui 3.024 milioni con clientela. Il valore nozionale dei derivati con clientela ammonta a 72.685 milioni, di cui 69.241 milioni plain vanilla (per un fair value di 2.861 milioni) e 3.444 milioni derivati strutturati (per un fair value 164 milioni). Il valore nozionale dei derivati con controparti bancarie ammonta a 115.158 milioni (fair value 2.712 milioni), di cui 2.883 milioni riferibili a derivati strutturati (fair value 104 milioni).
Il saldo della voce "40. Passività finanziarie di negoziazione" relativa ai contratti derivati ammonta a 5.834 milioni (per un nozionale di 176.211 milioni), di cui 2.043 milioni con clientela. Il valore nozionale dei derivati con clientela ammonta a 56.696 milioni, di cui 53.862 milioni plain vanilla (per un fair value di 2.043 milioni) e 2.834 milioni derivati strutturati (per un fair value di importo immateriale). Il valore nozionale dei derivati con controparti bancarie ammonta a 119.515 milioni (fair value 3.791 milioni), di cui 3.395 milioni riferibili a derivati strutturati (fair value di importo immateriale).
F. Modelli per la misurazione del rischio di credito
Al 31 dicembre 2017 la perdita attesa sul perimetro di rischio di credito della Banca risultava pari allo 0,72% dell'esposizione totale. Tale dinamica risulta mitigata dalle posizioni deteriorate che migrano, in corso d'anno, verso lo stato di default e pertanto non entrano nel computo di tale parametro di rischio; si consideri altresì la natura tendenzialmente anticiclica dei sistemi di misurazione del rischio, che può riflettersi in una minore elasticità di detti sistemi al rapido mutamento del quadro macroeconomico. Il rapporto tra capitale economico creditizio e la relativa esposizione creditizia risulta essere 2.4% a fine settembre 2017. Questa metrica di rischio rimane invariata rispetto al trimestre precedente a fine giugno 2017.
Sezione 2 - Rischi di mercato
Il rischio di mercato deriva dall'effetto che variazioni nelle variabili di mercato (tassi di interesse, prezzi dei titoli, tassi di cambio, ecc.) possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo, dove quest'ultimo comprende le attività detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel banking book, ovvero l'operatività connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte di investimento strategiche. La gestione del rischio di mercato nel gruppo UniCredit ricomprende, perciò, tutte le attività connesse con le operazioni di tesoreria e di gestione della struttura patrimoniale, sia nella Capogruppo, sia nelle singole società che compongono il Gruppo stesso.
Il modello in essere garantisce la capacità di indirizzo, coordinamento e controllo di alcuni rischi aggregati (cosiddetti Portfolio Risks), tramite centri di responsabilità dedicati (Portfolio Risk Managers), interamente focalizzati e specializzati su tali rischi, in ottica di Gruppo e interdivisionale.
In base a tale organizzazione la struttura di primo riporto al "Group Risk Management", dedicata al governo dei rischi di mercato, è il dipartimento "Group Financial Risk".
Strategie e Processi di Gestione del Rischio
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo stabilisce le linee guida strategiche per l'assunzione dei rischi di mercato definendo, in funzione della propensione al rischio e degli obiettivi di creazione di valore in rapporto ai rischi assunti, l'allocazione del capitale per la Capogruppo stessa e per le società controllate.
La Capogruppo ha definito le Global Rules per gestire e controllare il rischio di mercato, incluse le strategie e i processi da seguire. Le strategie per il rischio di mercato sono stabilite dalla Capogruppo con cadenza almeno annuale, rispecchiando la propensione al rischio complessiva del Gruppo, e riportate alle Legal Entities. La propensione al rischio di mercato è anche fondamentale per lo sviluppo della strategia di business del Gruppo, assicurando la coerenza tra i ricavi iscritti a budget e la determinazione dei limiti di Value-at-Risk.
In questo contesto, annualmente la funzione Market Risk Management di Capogruppo concorda con le funzioni locali di market risk i possibili cambiamenti al Group Market Risk Framework su base annua. Le modifiche al Framework possono includere cambiamenti al perimetro per il calcolo delle metriche di rischio di mercato manageriali e cambiamenti metodologici nel sistema di monitoraggio dei limiti.
A tale fine, Market Risk Management di Capogruppo raccoglie le informazioni necessarie per impostare la market risk strategy di Gruppo per l'anno successivo. In particolare, Market Risk Management riceve dalla competente funzione il documento Group Risk Appetite Framework, che imposta, tra l'altro, i relativi KPIs di Market Risk e riceve dalle funzioni locali di Market Risk, tra l'altro, la lista delle Società e Business Lines autorizzate ad assumere le esposizioni al rischio di mercato, i livelli di severity dei relativi limiti e le proposte di revisione delle misure di rischio di mercato. Sula base di questi input, la Market Risk strategy di Gruppo è definita includendo:
- la Market Risk Takers Map proposta;
- la proposta dei limiti e dei WLs per i risk takers presenti nella Market Risk Takers Map;
- qualsiasi cambiamento occorso nel sistema dei limiti di rischio rispetto all'anno precedente;
- una panoramica sullo scenario macro-economico e i relativi rischi per il Gruppo;
- la serie storica dei Market Risk RWA e gli sviluppi attesi;
- Market Risk KPIs benchmarking;
- la strategia di business e le iniziative chiave a sostegno della proposta del limite.
Dopo che gli Organismi rilevanti di Gruppo hanno approvato la market risk strategy di Gruppo e fornito le rilevanti NBOs per i limiti di market risk locali, ne viene data comunicazione alle funzioni locali.
Per quanto riguarda il monitoraggio, le Società svolgono le attività periodiche (e.g. monitoraggio giornaliero del VaR, monitoraggio settimanale dell'IRC e SVaR, monitoraggio mensile degli Stress Test Warning Level) sotto il coordinamento della funzione Market Risk Management di Capogruppo e gli sforamenti sono tempestivamente segnalati al Senior Management locale e alla Capogruppo.
Infine, è opportuno evidenziare che sono adottate a livello di Gruppo Global Rule riguardanti la definizione della market risk strategy, l'impostazione dei limiti, il monitoraggio, l'escalation ed il reporting.
Portafoglio di Negoziazione
Conformemente a quanto previsto dalla Capital Requirements Regulation, e come definito dalla policy "Eligibility Criteria for the Regulatory Trading Book assignment" il Trading Book è definito come l'insieme delle posizioni in strumenti finanziari e su merci detenute per la negoziazione o per la copertura del rischio inerente a posizioni detenute a fini di negoziazione. I book detenuti a fini di negoziazione sono composti da:
- posizioni in proprio e posizioni derivanti da servizi alla clientela e di supporto agli scambi;
- posizioni che si intende rivendere nel breve periodo;
- posizioni per le quali si intende beneficiare nel breve periodo di differenze di prezzo effettive o attese tra prezzi di acquisto e di vendita, o di altre variazioni di prezzo o di tasso d'interesse.
Il requisito essenziale per l'assegnazione al Trading Book regolamentare è il sopra menzionato "intento di negoziazione", inoltre, anche i seguenti requisiti devono essere considerati:
- la "tradability" si riferisce alle posizioni esenti da restrizioni e coerentemente rappresentate nel "Trader Mandate" del "risk taker";
- la "marketability" riguarda posizioni per le quali un affidabile Fair Value sia determinabile in misura più ampia possibile sulla base di parametri di mercato osservabili e verificabili in modo indipendente;
- la "hedgeability" riguarda le posizioni per le quali vi è la possibilità di copertura. La copertura concerne il rischio "rilevante" della posizione, cosa che non implica necessariamente che tutti i profili di rischio debbano essere immunizzabili.
Per l'apertura di un nuovo book, il "book manager" effettua la proposta di gestire il book a Trading oppure a Banking Book sulla base dell'attività di negoziazione prevista. Deve chiaramente dichiarare l'intento di negoziazione e quindi spiegare la strategia di business sottostante la richiesta di assegnazione al Trading Book. È anche responsabile per tutte le posizioni incluse nel suo book e che i criteri per l'assegnazione a Trading Book siano rispettati nel continuo.
Relativamente alla fase di monitoraggio, per dimostrare l'adeguatezza dell'intento di negoziazione i seguenti criteri minimi devono essere rispettati e verificati almeno trimestralmente:
• almeno 5 operazioni durante gli ultimi 90 giorni lavorativi;
• un minimo del 5% del volume di ogni portafoglio deve essere movimentato durante gli ultimi 90 giorni lavorativi con riferimento all'ultimo giorno del periodo.
Nel caso di sforamenti, viene valutata la possibilità di riclassificare il book.
Con riferimento alla metodologia utilizzata per assicurare che le policy e le procedure implementate per la gestione del Trading Book siano appropriate, occorre evidenziare che ogni nuova/aggiornata normativa è preliminarmente condivisa con le principali funzioni/Società impattate al fine di collezionare il loro feedback. Inoltre, Group Compliance valuta il rischio di conformità con riferimento alle normative riguardanti il suo perimetro di competenza. Infine, prima dell'emissione, la rule è sottoposta al competente Organo/funzione per l'approvazione.
Gli strumenti finanziari (attività o passività, liquidità o strumento derivato) detenuti dal Gruppo sono esposti a cambi di valore nel tempo dovuti variazioni dei fattori di rischio di mercato. Tali fattori di rischio sono classificati nelle seguenti cinque categorie standard:
- Rischio di credito: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei credit spread;
- Rischio di corso azionario: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa delle variazioni dei prezzi di azioni o indici;
- Rischio di tasso d'interesse: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di interesse;
- Rischio di tasso di cambio: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di cambio;
- Rischio di prezzo delle materie prime: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei prezzi delle materie prime (ad esempio: oro, greggio).
Il gruppo UniCredit gestisce e monitora il rischio di mercato mediante due insiemi di misure:
- Misure complessive di Rischio di Mercato:
- Value at Risk (VaR), che rappresenta la perdita potenziale del valore di un portafoglio in un determinato periodo per un determinato intervallo di confidenza;
- Stressed VaR (SVaR), che rappresenta il VaR potenziale di un portafoglio soggetto ad un periodo di dodici mesi di significativo stress finanziario;
- Incremental Risk Charge (IRC), che rappresenta il capitale regolamentare mirato a coprire le perdite creditizie (rischi di default e migrazione) che possono verificarsi in un portafoglio in un determinato periodo e per un determinato intervallo di confidenza;
- Loss Warning Level (LWL), che è definito come la P&L economica cumulata su un periodo di 60 giorni (calendario) di un'unità di rischio;
- Stress Test Warning Level (STWL), che rappresenta la perdita potenziale del valore di un portafoglio calcolata sulla base di uno scenario di stress;
- Misure Granulari di Rischio di Mercato:
- Sensitivities, che rappresentano la variazione nel valore di mercato di uno strumento finanziario a causa dei movimenti dei fattori di rischio di mercato rilevanti. Tra i quali particolarmente importanti, anche se non gli unici, sono i Basis Point Value Sensitivity che, considerata la struttura di attività e passività della banca commerciale, misurano i cambiamenti del valore attuale delle posizioni sensibili ai tassi di interesse per via di shift paralleli delle curve di tasso pari ad 1pb, e i Credit Point Value Sensitivity, che misurano i cambiamenti del valore attuale delle posizioni sensibili al rischio di credito per via di shift paralleli dei credit spread pari ad 1pb (per emittente, rating o settore);
- Stress scenarios, che rappresentano i cambiamenti del valore di mercato degli strumenti finanziari causati da profondi movimenti dei fattori di rischio di mercato rilevanti;
- Nominali, i quali sono calcolati sulla base del nozionale dell'esposizione.
Sulla base di queste misure, sono definiti due insiemi di limiti:
- Limiti Complessivi di Rischio di Mercato (Loss Warning Levels, Stress Test Warning Level, VaR, SVaR, IRC): che hanno lo scopo di definire un limite all'assorbimento di capitale economico ed alla perdita economica accettata per le attività di negoziazione sul TB o su TB + BB. Questi limiti devono essere consistenti con il budget di ricavi assegnato e la risk taking capacity assunta (ICAAP process). Il Value at Risk sulle attività nel Trading Book deve inoltre essere consistente con i Group Risk Appetite KPI. Tutti i limit di VaR (sia sul TB sia sul BB) devono essere conformi con i Stress Test Warning Level;
- Limiti Granulari di Rischio di Mercato (limiti sulle Sensitivity, sugli scenari di Stress e sui Nominali): che esistono indipendentemente, ma agiscono in parallelo ai Limiti Complessivi ed operano in maniera consolidata in tutte le società del Gruppo (ove possibile); al fine di controllare più efficacemente e specificamente diversi tipi di rischio, portafogli e prodotti, questi limiti sono in generale associati a sensitività granulari oppure a scenari di stress. I livelli fissati per i Limiti Granulari di Rischio di Mercato mirano a limitare la concentrazione del rischio verso singoli fattori di rischio o l'eccessiva esposizione verso fattori di rischio che non sono sufficientemente coperti dal modello interno per i rischi di mercato (IMOD).
Portafoglio Bancario
Le principali componenti del rischio di mercato del Portafoglio Bancario sono il rischio di credit spread, il rischio tasso d'interesse e il rischio di cambio.
Il primo deriva principalmente dagli investimenti in titoli di Stato detenuti ai fini di liquidità. Il rischio di Mercato relativo al portafoglio obbligazionario è vincolato e monitorato mediante limiti sul nozionale, misure di sensitività al Valore Economico e limiti sul Value at Risk. Il contributo principale all'esposizione di credit spread è legato al rischio Sovrano italiano per gli investimenti del Perimetro Italia.
La seconda componente è il rischio tasso di interesse. L'esposizione è misurata in termini di sensitività al valore economico e al margine d'interesse. Su base giornaliera le funzioni di tesoreria gestiscono il rischio tasso derivante dalle transazioni commerciali mantenendo l'esposizione entro i limiti fissati dai Comitati di Rischio. L'esposizione è monitorata e misurata su base giornaliera dalle funzioni di Risk Management.
Il Comitato Asset & Liability Management è responsabile della strategia di gestione del rischio tasso per il Portafoglio Strategico, inclusa la decisione di investire la posizione di passività non onerose, al netto delle attività non fruttifere. La gestione del rischio tasso di interesse del Banking book è volta a garantire, in situazione di continuità aziendale, l'ottimizzazione del profilo di rischio/rendimento della banca e la creazione di valore nel lungo termine riducendo nel contempo gli impatti negativi sulla generazione degli utili e sul capitale regolamentare derivanti dalla volatilità dei tassi di interesse. L'obiettivo principale della strategia di rischio di tasso di interesse, nel portafoglio bancario, è la riduzione della volatilità del margine di interesse in orizzonte pluriennale. La strategia non prevede nessun posizionamento direzionale o discrezionale volto a generare utili addizionali, a meno che non sia approvato dagli organi competenti e monitorato separatamente. Unica eccezione è rappresentata dalle funzioni autorizzate ad assumere posizioni sui tassi di interesse all'interno dei limiti approvati internamente. La strategia di gestione del gap strutturale tra attività e passività non sensibili al tasso di interesse (free funds) è volta a bilanciare l'obiettivo di stabilizzazione degli utili in un orizzonte di lungo termine e il costo opportunità di mantenere posizioni investite a tassi fissi.
La strategia di gestione del rischio tasso è fissata considerando anche i principali impatti derivanti da estinzione anticipata sulle attività. Il profilo di estinzione anticipata è stimato a partire dai dati storici e da analisi di trend. In Italia il rischio di prepayment è implicitamente considerato dalla tesoreria nel porre in essere le operazioni di copertura del rischio di tasso degli asset commerciali. In Germania il rischio di prepayment del portafoglio crediti è soggetto al livello dei tassi di interesse e dal comportamento della clientela indipendentemente dal livello dei tassi di interesse. I prepayment sensibili al tasso di interesse sono relativamente piccoli per i livelli correnti di tasso di interesse e sono coperti tramite swaptions. I prepayment non sensibili ai tassi di interesse sono coperti tramite swaps, secondo la strategia della Banca per il Rischio di Tasso di Interesse. Anche il rischio di rimborso anticipato nel portafoglio crediti in Austria e CEE è considerato residuale dunque nessuna strategia di copertura viene applicata a tale rischio.
La posizione del rischio di tasso di interesse riferita al perimetro del Portafoglio Bancario è poi rivista, almeno su base mensile, dal Group ALCO. La funzione del Comitato nella gestione del rischio di tasso di interesse riguarda:
- la definizione della struttura dei limiti granulari sul tasso di interesse del Portafoglio Bancario;
- l'approvazione originaria e di eventuali modifiche di fondo del sistema di calcolo e controllo del rischi di tasso di interesse del Portafoglio Bancario con il supporto della funzioni di validazione interna (ove necessario);
- l'ottimizzazione del profilo di rischio di tasso di interesse del Portafoglio Bancario di Gruppo;
- la definizione delle strategie operative di bilancio (per esempio il portafoglio di replica) e l'applicazione dei tassi interni di trasferimento all'interno del perimetro Italiano
- la funzione di consulenza e supporto al Group Risk & Internal Control Committee in ambito di Risk Appetite Framework, definizione della Global Policy sul tasso di interesse del Portafoglio Bancario, aggiornamenti dei modelli comportamentali di tasso di interesse del Portafoglio Bancario e altre tematiche critiche con impatti potenziali sul tasso di interesse del Portafoglio Bancario.
La terza componente è il rischio di cambio. Le fonti di questa esposizione si riferiscono principalmente a investimenti di capitale in valuta estera. L'attuale strategia è quella di non coprire il capitale da tale rischio. La politica generale è quella di coprire l'esposizione relativa a dividendi e Profit&Loss in valuta estera, tenendo conto del costo di copertura e delle condizioni di mercato. Tale fonte di rischio è più rilevante per le società del Gruppo dei Paesi CEE. L'esposizione FX è coperta con contratti forward e opzioni, classificati contabilmente nel portafoglio di negoziazione. Tale regola generale è valida per la Holding. Anche tale strategia di copertura è valutata dai Comitati di Rischio su base periodica.
Struttura ed organizzazione
Group Financial Risk è responsabile di assicurare l'implementazione delle strategie e dei processi relativi al rischio di mercato a livello di Gruppo. Per quanto riguarda le tematiche riguardanti il rischio di mercato, il dipartimento ha le seguenti principali responsabilità:
- governare e controllare i rischi finanziari del Gruppo attraverso la valutazione delle strategie e la proposta dei limiti di rischio e delle Global/Local Rule agli Organi competenti;
- rilasciare autorizzazioni e NBO, quando specificamente previsto dalle Global Rule e dai poteri di sub-delega, relativamente a temi ed operazioni legate al rischio di liquidità, di tasso di interesse, di mercato, di controparte e di trading credit a cui si espone il Gruppo;
- assicurare la conformità della struttura di gestione del rischio finanziario ai requisiti regolamentari;
- definire, sviluppare e aggiornare le metodologie e le architetture di Gruppo per la misurazione e controllo del rischio di mercato, di controparte, di tasso di interesse e di liquidità.
Il dipartimento è composto dalle seguenti strutture organizzative con focus sul rischio di mercato:
- "Group Market & Trading Credit Risk Management" department, responsabile del governo e del controllo dei rischi di mercato;
- "Group Price Control", unit, responsabile di indirizzare e controllare, a livello di Gruppo, il processo di Independent Price Verification (IPV);
- "Group Financial Risk Methodologies & Models" department, responsabile dello sviluppo e manutenzione delle metodologie e i modelli di Gruppo relativi ai rischi di mercato;
- "Financial Risk Italy" unit, responsabile del controllo indipendente dei rischi di liquidità, tasso di interesse, mercato, controparte, trading credit e collateral a livello di Regional Center Italia e della esecuzione degli stress test richiesti;
- "Group Financial Risk Standard & Practice" unit, responsabile della coerenza e della coordinazione all'interno del Gruppo delle Global Policies e della reportistica di financial risk;
- "Group Liquidity and Interest Rate Risk Management" unit, responsabile del controllo indipendente del rischio di liquidità e del rischio di tasso d'interesse del bilancio a livello di Gruppo e degli stress test definiti dalla normativa interna e da quella regolamentare.
In relazione al processo comunicativo tra le diverse parti appartenenti al market risk management, i Comitati responsabili in materia sono i seguenti:
- Group Market Risk Committee;
- Group Assets & Liabilities Committee.
Il "Group Market Risk Committee", i cui partecipanti sono principalmente rappresentanti del Risk, Business, Compliance e Internal Audit, si riunisce mensilmente ed è responsabile per il monitoraggio dei Rischi di Mercato a livello di Gruppo, per la valutazione dell'impatto delle transazioni, approvate dai competenti organi, che influiscono in maniera significativa sul profilo complessivo del portafoglio del Rischio di Mercato, per la presentazione al "Group Risk Internal Controller Committee" per approvazione o informativa, di strategie relative al Rischio di Mercato, policy, metodologie e limiti nonché della reportistica periodica sul portafoglio del rischio di mercato.
Il Comitato è responsabile inoltre di garantire la coerenza delle policy, metodologie e prassi operative riguardo al rischio di mercato, nelle diverse Divisioni/Business Unit e società del gruppo. Controlla e monitora il portafoglio del rischio di mercato di Gruppo.
Il "Group Assets and Liabilities Committee" è coinvolto nel processo di definizione delle strategie, delle policy, delle metodologie e dei limiti (ove applicabili) in ambito del rischio di liquidità, rischio di tasso di cambio e rischio di tasso di interesse del Portafoglio Bancario, nelle decisioni di trasferimento interno dei capitali, Funding Plan e Contingency Funding Plan e nell'attività di monitoraggio. Il Comitato garantisce inoltre la consistenza tra i processi e le metodologie in merito alla liquidità, tasso di cambio e tasso di interesse del Portafoglio Bancario tra le funzioni di business e le società del Gruppo, al fine di ottimizzare l'utilizzo delle risorse finanziarie (per esempio la liquidità e il capitale) in coerenza con il RAF e le strategie di business.
Sistemi di misurazione e di reporting del rischio
Portafoglio di Negoziazione
Nel corso del 2017, il gruppo UniCredit ha continuato a migliorare e consolidare i modelli di rischio di mercato al fine di misurare, rappresentare e controllare opportunamente il profilo di rischio del Gruppo, adeguando conseguentemente i sistemi di reportistica. Per quanto riguarda i sistemi di misurazione, maggiori dettagli si possono ritrovare nel paragrafo" Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il Portafoglio di Negoziazione Regolamentare", mentre per quanto riguarda i processi di reportistica sia giornaliera che mensile, questi vengono periodicamente aggiornati all'interno di specifiche istruzioni operative.
All'interno del contesto organizzativo descritto in precedenza, la politica seguita dal gruppo UniCredit nell'ambito della gestione del rischio di mercato è finalizzata ad una progressiva adozione ed utilizzo di principi, regole e processi comuni in termini di propensione al rischio, definizione dei limiti, sviluppo dei modelli, pricing e disamina dei modelli di rischio.
Il dipartimento Group Financial Risk è specificamente chiamato a garantire che principi, regole e processi siano in linea con la miglior prassi di settore e coerenti con le norme e gli usi dei diversi paesi in cui vengono applicati.
Il principale strumento utilizzato dal gruppo UniCredit per la misurazione del rischio di mercato sulle posizioni di trading è il Value at Risk (VaR), calcolato secondo l'approccio della simulazione storica. Per ulteriori dettagli sui modelli di valutazione del rischio si faccia riferimento al capitolo successivo.
Il Group Financial Risk definisce gli standard di reportistica sui rischi di mercato, in termini sia di contenuti sia di frequenza, e fornisce puntualmente informazioni al Top Management ed alle autorità di vigilanza (Joint Supervisor Team) sul profilo di rischio di mercato a livello consolidato.
In aggiunta al VaR ed alle misure di rischio previste da Basilea II, gli stress test sono un efficace strumento di gestione del rischio, in quanto forniscono ad UniCredit l'indicazione di quanto capitale potrebbe essere necessario per assorbire perdite in caso di forti shock finanziari. Lo stress testing è parte integrante dell'Internal Capital Adequacy Assessment Process (ICAAP), dove si richiede ad UniCredit di eseguire uno stress testing rigoroso e forwardlooking al fine di identificare possibili eventi o cambiamenti nelle condizioni di mercato che possano ripercuotersi in maniera sfavorevole per la banca.
Portafoglio Bancario
La responsabilità primaria per il monitoraggio ed il controllo della gestione del rischio di mercato nel Banking Book risiede presso gli Organi competenti della Banca. Per esempio, la Capogruppo è responsabile per il processo di monitoraggio del rischio di mercato sul Banking Book a livello consolidato. In quanto tale, definisce la struttura, i dati rilevanti e la frequenza per un adeguato reporting a livello di Gruppo.
La misura di rischio di tasso di interesse per il Banking Book riguarda il duplice aspetto di valore e di margine di interesse netto della Banca. In particolare, le due prospettive diverse ma complementari riguardano:
- Economic value perspective: variazioni nei tassi di interesse possono ripercuotersi sul valore economico di attivo e passivo. Il valore economico della banca può essere visto come il valore attuale dei flussi di cassa netti attesi della banca, cioè i flussi attesi dell'attivo meno quelli del passivo; una misura di rischio rilevante da questo punto di vista è la sensitività del valore economico per bucket temporale per uno shock dei tassi di 1pb. Questa misura è riportata ai comitati competenti al fine di valutare l'impatto sul valore economico di possibili cambiamenti nella curva dei rendimenti. La sensitività al valore economico è calcolata anche per uno shock parallelo di 200pb;
- Earnings at risk perspective: l'analisi si concentra sull'impatto del cambiamento dei tassi di interesse sul margine netto di interesse maturato o effettivamente riportato, cioè sulla differenza tra interessi attivi e passivi. Un esempio di una misura di rischio utilizzata è la Net Interest Income sensitivity, per uno shock parallelo dei tassi di 100pb. Tale misura fornisce un'indicazione dell'impatto che tale shock avrebbe sul margine di interesse nel corso dei prossimi 12 mesi. Vengono considerati anche scenari che includono basis risk e scenari non-paralleli.
Oltre il set di limiti e livelli di allerta per il rischio tasso, misure dell'esposizione e relative restrizioni sono in atto anche per le altre fonti di rischio di mercato, come rischio di cambio, rischio azionario, rischio di valore a causa di variazioni degli spread creditizi. Inoltre, attraverso le misure di sensitività economica e altri indicatori granulari, questi tipi di rischio sono catturati in un Value at Risk che include tutti i fattori di rischio di mercato. Queste misure di Value at Risk sono basate su simulazione storica.
Politiche di copertura e di attenuazione del rischio
Portafoglio di Negoziazione
Su base trimestrale un insieme di indicatori di rischio è fornito al Group Risk Committee attraverso l'Enterprise Risk Management Report e, su base mensile, al Group Market Risk Committee attraverso la Market Risk Overview; questi includono gli utilizzi di VaR, Stressed VaR, limiti di IRC, le Sensitivities, le esposizioni ai Governativi ed i risultati degli Stress test.
Allo stesso tempo il superamento dei limiti è riportato sia al Group Market Risk Committee che al Group Risk Committee, in funzione dei corrispondenti livelli di severity, laddove il processo di "escalation" è normato dalla Policy Globale "Limiti del Rischio di Mercato" che definisce la natura delle varie soglie/limiti applicati come gli organismi competenti da coinvolgere per stabilire il più appropriato piano di azione per ricondurre le esposizioni nei limiti approvati.
Un focus, se richiesto, è fornito di volta in volta sull'attività di specifici ambiti di business al fine di assicurare il più elevato livello di comprensione e di discussione dei rischi in date aree che sono ritenute meritevoli di particolare attenzione.
Portafoglio Bancario
rischio di mercato.
In sede di ALCO si discutono su base mensile i principali fattori di rischio di mercato. La funzione Risk Management di Gruppo riporta al comitato le misure di rischio relative al Portafoglio Bancario sotto un'ottica di margine e di valore economico. Tale funzione propone e monitora i set di limiti e warning level che sono stati preventivamente approvati dai rilevanti organi competenti.
Violazioni di tali limiti e warning levels, se presenti, vengono riportati agli Organi suddetti. Di conseguenza, il procedimento di escalation si attiva in linea con le procedure descritte nella Policy, per implementare le misure più appropriate al fine di ristabilire l'esposizione all'interno dei limiti approvati.
Le operazioni strutturali di copertura dal rischio di tasso di interesse al fine di attenuare l'esposizione verso il business della clientela sono eseguite dalle funzioni di Tesoreria. Le operazioni strategiche del perimetro del Portafoglio Bancario sono gestiti dal dipartimento di Asset and Liability Management - ALM.
Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il Portafoglio di Negoziazione Regolamentare La direttiva 2010/76/EU (CRD III) ha introdotto svariate migliorie al regime sul capitale per le posizioni del portafoglio di negoziazione, recependo così pienamente la proposta del Comitato di Basilea. La CRD III potenzia l'attuale modello basato sul calcolo del VaR (valore a rischio), con altre misure di rischio: Incremental Risk Charge (IRC) e Stressed VaR (SVaR) con lo scopo di ridurre la prociclicità dei requisiti minimi di capitale per il
Tutti i requisiti regolamentari all'interno dell'arena del Market Risk sono stati recepiti tramite lo sviluppo interno di modelli e di strutture IT necessari, invece di ricorrere all'acquisizione di soluzioni esterne già "pronte".
Questo ha consentito ad UniCredit di creare soluzioni che per molti aspetti possono essere considerate all'estremo più sofisticato dello spettro di soluzioni che possono essere trovate in questo settore. In merito a questo, un elemento distintivo della struttura implementata per il rischio di mercato (e controparte) in UniCredit è il "full revaluation approach" che utilizza le medesime librerie di Pricing del Front Office.
Il gruppo UniCredit calcola sia il VaR che il VaR Stressato per il rischio di mercato su posizioni di negoziazione attraverso il metodo della simulazione storica. Tale metodo prevede la rivalutazione giornaliera (in full revaluation approach) delle posizioni sulla base dell'andamento dei prezzi di mercato su di un opportuno intervallo temporale di osservazione. La distribuzione empirica di utili/perdite che ne deriva viene analizzata per determinare l'effetto di movimenti estremi del mercato sui portafogli.
Dato un portafoglio, una probabilità e un orizzonte temporale, il VaR è definito in modo che la probabilità che la perdita data dal mark-to-market su un portafoglio, per un determinato orizzonte temporale, non ecceda tale valore ad un livello di confidenza stabilito (assumendo nessuna negoziazione nel portafoglio).
I parametri utilizzati per il calcolo del VaR sono i seguenti: intervallo di confidenza del 99%; orizzonte temporale di 1 giorno; distribuzione a pesi costanti di utili/perdite ottenute da uno scenario storico che copre gli ultimi 500 giorni. Gli scenari storici sono costruiti basandosi su shock proporzionali per rischi di prezzo e di cambio, e su shock assoluti per i rischi di tasso e di credit spread. Il modello VaR di UniCredit simula tutti i fattori di rischio, sia in riferimento al rischio generale che a quello specifico, fornendo così una diversificazione in un approccio diretto. Il modello è ricalibrato giornalmente. L'utilizzo di un orizzonte temporale di 1 giorno consente un confronto immediato con gli utili/perdite realizzati, e tale confronto è il cuore del back-testing.
Il VaR è una misura consistente tra tutti i portafogli ed i prodotti in quanto:
- permette un confronto del rischio tra business diversi;
- fornisce uno strumento di aggregazione e di netting di posizioni all'interno di un portafoglio in grado di riflettere la correlazione e gli offset tra asset class diversi;
- semplifica il confronto del nostro rischio di mercato sia nel tempo che per i risultati giornalieri.
Sebbene il VaR sia un prezioso indicatore di rischio, deve essere utilizzato consapevolmente ai suoi limiti:
- la simulazione storica si basa sugli eventi passati per prevedere potenziali perdite. In caso di deviazioni estreme questo potrebbe non essere appropriato;
- la lunghezza della finestra usata per generare la stimata distribuzione includerà necessariamente un trade-off tra la reattività delle metriche alle recenti evoluzioni del mercato (finestra breve) e lo spettro di scenari che vorrà includere (finestra lunga);
- assumendo un orizzonte costante di 1/10 giorni non si discrimina tra differenti fattori di rischio di liquidità.
Il computo dello Stressed VaR è basato sulla stessa metodologia e architettura del VaR, ed è analogamente calcolato con un livello di confidenza al 99% e un orizzonte temporale di un giorno su base settimanale, ma su un periodo stressato di osservazione di 250 giorni. Il periodo storico scelto identifica un intervallo di osservazione di un anno che produce la misura più alta per il portafoglio attuale.
Le finestre di Stressed VaR sono ricalibrate su base trimestrale e sono personalizzate per il portafoglio di ogni Legal Entity del Gruppo, e per il Gruppo stesso (fondamentale per il calcolo degli RWA a livello consolidato). La finestra temporale di stress utilizzata a livello di Gruppo è cambiata nel corso del primo semestre 2017 da "Crisi del Debito Sovrano" (2012) a "Crisi Lehman" (2008/09). Per UCI SPA la finestra di Stress corrisponde al periodo della "Crisi del Debito Sovrano" (2012), mentre per UCB AG e UCBA AG a quella della "Crisi Lehman" (2008/09).
I requisiti a 10 giorni di VaR e VaR Stressato per il calcolo del capitale regolamentare è tuttavia ottenuto estendendo le misure ad 1 giorno a 10 giorni prendendo il massimo della radice quadrata delle misure riscalate e l'approccio di convoluzione che converte la distribuzione a 1 giorno nella distribuzione a 10 giorni. Le misure giornaliere sono invece usate attivamente per la gestione del rischio di mercato.
Al fine di convalidare la coerenza dei modelli interni di VaR impiegati per il calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato, sono effettuati test retrospettivi (back-testing) confrontando le previsioni di rischio del modello interno con i risultati a posteriori dei profitti e perdite del portafoglio, al fine di verificare se le misure di rischio al 99esimo percentile effettivamente coprano il 99% dei risultati del trading. L'esercizio si basa sugli ultimi dodici mesi di dati (250 osservazioni giornaliere). Qualora il numero di eccezioni nell'anno precedente superi quanto previsto dal livello di confidenza scelto, è attivata una revisione dei parametri e delle assunzioni del modello. Group Internal Validation ha eseguito una validazione periodica del framework di VaR/SVaR per verificarne la conformità ai requisiti regolamentari, includendo un'analisi di back-testing indipendente per la quale sono definiti parametri diversi (quali orizzonte temporale, percentile), e approfondendo i risultati per un sottoinsieme di portafogli rappresentativi del business della Banca.
L'Incremental Risk Charge cattura sia il rischio di default che quello di migrazione per i prodotti non cartolarizzati tenuti nel Portafoglio di Negoziazione. Il Modello interno sviluppato, usando una versione multivariata del modello di tipo Merton, simula l'evento di migrazione di rating di tutti gli emittenti rilevanti per le posizioni di Trading del Gruppo su un orizzonte temporale di un anno. Le probabilità di migrazione e le correlazioni di settore sono calibrate su base storica, mentre le correlazioni idiosincratiche sono derivate dalla formula di correlazione IRB. Le migrazioni simulate sono convertite in scenari di credit spread mentre gli eventi di default sono associati a un simulato tasso di recupero. Così facendo, si assume l'ipotesi di una posizione costante e che a tutti i prodotti sia conservativamente attribuito un comune orizzonte di liquidità di un anno. In ogni scenario tutto l'insieme di prodotti rilevanti è valutato tramite tale spread e default producendo una distribuzione simulata di Utili e Perdite che riflette pienamente la convessità, il rischio base, gli effetti di portafoglio e il rischio di concentrazione del portafoglio. In questo modo un alto numero di possibili simulazioni Monte Carlo genera una distribuzione di Utili e Profitti per il Gruppo (e ogni foglia del suo albero di portafoglio). L'IRC è definito come il 99,9 percentile di tale distribuzione.
Il capitale addizionale per prodotti di credito e cartolarizzazioni non coperte da IRC è calcolato attraverso l'approccio standardizzato.
Le seguenti tabelle riassumono le caratteristiche principali delle diverse misure che definiscono i requisiti di Capitale per il rischio di Mercato in UniCredit:
| Misura | Tipo di Rischio | Orizzonte | Quantile | Simulazione | Calibrazione |
|---|---|---|---|---|---|
| VaR | Tutti i fattori di Rischio di Mercato | 1g | 99% | Storica | 2 anni finestra, pesati equamente |
| SVaR | Tutti i fattori di Rischio di Mercato | 1g | 99% | Storica | 1 anno finestra, pesati equamente |
| IRC | Migrazione Rating e Default | 1a | 99,9% | Monte Carlo | Through-the-cycle (min 8 anni) |
Il modello di IRC è sottoposto a un programma trimestrale di Stress Test atto a valutare la robustezza del modello. I parametri rilevanti come i Tassi di Recupero, le Probabilità di Transizione, le Correlazioni Idiosincratiche sono sottoposte a shock e gli impatti sono calcolati sulle misure di IRC.
L'unità di "Group Internal Validation" di Gruppo ha svolto le proprie attività di validazione sulla robustezza metodologica dei modelli di IRC, al fine di integrare le analisi disponibili effettuate in fase di sviluppo e di verificare l'adeguatezza dell'ambiente di risk management ai requisiti regolamentari e agli standard interni.
Come già evidenziato dalle stesse Autorità di Vigilanza, metodologie di back-testing basate sulla verifica di solidità, dati un intervallo di confidenza del 99,9% e un orizzonte temporale di un anno, non possono essere estese alle metriche di IRC dato l'orizzonte temporale di un anno della misura di rischio. Di conseguenza, da una parte la validazione dei modelli di IRC ha fatto molto affidamento su metodologie indirette (tra le quali stress test, analisi di sensitivity e di scenario), dall'altra, al fine di verificare la ragionevolezza qualitativa e quantitativa dei modelli, un'attenzione particolare è stata posta sull'analisi specifica del comportamento dei portafogli di UniCredit.
L'unità di "Group Internal Validation" ha mantenuto un ambito di analisi il più ampio possibile, al fine di ricomprendere le diverse problematiche che si possono configurare nello sviluppo di tali modelli (disegno generale del modello, adeguatezza regolamentare, implementazione computazionale, spiegazione delle risultanze).
Group Internal Validation ha effettuato un ampio spettro di analisi di validazione sulla misura di IRC utilizzando le sue librerie di replica interna. Tale replica consente una semplice verifica dei risultati ottenuti nell'ambiente di produzione e, inoltre, un'implementazione più dinamica e su misura dei test necessari. Lo spettro di analisi comprende la stabilità Monte Carlo, analisi e stress di correlazione, il calcolo della sensitività dei parametri, analisi dei contributi marginali e paragoni con modelli alternativi. Tutti i principali parametri sono stati analizzati, quali matrici di correlazione, matrici di probabilità di transizione, shock di transizione, tassi di recupero, probabilità di fallimento, numero di scenari. Al fine di capire la performance complessiva del modello nel replicare i fenomeni reali di migrazione e fallimento, Group Internal Validation ha effettuato anche un esercizio di performance storiche confrontando le migrazioni e i fallimenti predetti dal modello IRC di UniCredit con quelli realmente osservati dal 1981 (per disponibilità dei dati).
La Banca d'Italia ha autorizzato il gruppo UniCredit all'uso dei modelli interni per il calcolo dei requisiti di capitale per il rischio di mercato. Ad oggi i Paesi CEE sono le principali società del Gruppo che stanno utilizzando un approccio standardizzato per il calcolo dei requisiti di capitale concernenti posizioni di negoziazione. Comunque, il VaR è in uso per la gestione del rischio di mercato nelle suddette società.
Per il VaR, VaR stressato e l'IRC la banca distingue tra una vista regolamentare ed una gestionale. Le misure gestionali, VaR, SVaR e IRC, sono usate per il monitoraggio del rischio e la guida del business come descritto nella Market Risk Framework: in particolare i Limiti di VaR rappresentano la metrica principale che permette di trasportare il Risk Appetite all'interno del Market Risk Framework.
Il VaR Manageriale ha uno scopo più ampio di applicazione: è utilizzato sia per il monitoraggio del Trading Book che del perimetro Overall (Trading Book + Banking Book), al fine di ottenere una rappresentazione completa del rischio.
Il metodo di misurazione standardizzato si applica anche al calcolo del capitale che copre il rischio dell'esposizione a valute estere nel Portafoglio Bancario per le legal entities (UniCredit S.p.A.) che non hanno l'approvazione per la simulazione del rischio cambio con Modello Interno.
Le principali differenze tra l'applicazione del modello interno al Trading Book in ottica regolamentare e manageriale sono:
- il modello interno è usato a fini regolamentari per UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG, UniCredit Bank Austria AG and UniCredit Bank Austria Group, mentre è usato per tutte le legal entities (comprese le CEE) per fini manageriali;
- inclusione del rischio cambio del Banking Book a scopi Regolamentari per quelle Legal Entities per le quali è stato approvato (UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG); per quelle per le quali non è stato ancora approvato (UniCredit S.p.A.) si sta includendo in quello gestionale.
| Misura | Vista | UniCredit Bank AG | UniCredit Bank Austria AG | UniCredit S.p.A. | CEE Legal Entities |
|---|---|---|---|---|---|
| Rischio FX BB | Reg | SI | SI | NO | NO |
| Gest | NO | SI | NO | SI |
Alla fine i portafogli di negoziazione sono sottoposti a Stress test in base a un'ampia serie di scenari semplici e complessi. Gli scenari sempilci, che prevedono lo shock di singole asset classes, sono definiti nel contesto di Rischio di tasso/Rischio di prezzo/Rischio di cambio/Rischio di Credit Spread Sensitivity.
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Gli scenari complessi applicano variazioni simultanee a più risk factors. Entrambi gli scenari semplici e complessi sono applicati a tutto il Portafoglio di Negoziazione. Descrizioni dettagliate sono incluse nella Parte E - Informazioni sui Rischi e sulle Politiche di Copertura, paragrafi 2.7 e 2.8. I risultati degli Stress Test sono calcolati nel sistema di Group Market Risk (UGRM), così da assicurare un approccio metodologico comune nel Gruppo. I risultati sono calcolati applicando l'approccio di full revaluation, che significa che tutte le posizioni vengono rivalutate sotto condizioni di stress; nessun modello ad hoc o funzione di prezzo viene applicato per lo stress testing.
Conformemente alla regolamentazione nazionale, alcuni scenari rilevano sono inoltre materia di reporting regolamentare su base trimestrale. Inoltre un set di scenari viene generato mensilmente su tutto il perimetro di Gruppo, così da coprire sia le posizioni del portafoglio di negoziazione sia quelle del portafoglio bancario. I risultati sono discussi mensilmente nel "Market Risk Stress Test Open Forum" che include rappresentati della funzione di Rischi di Mercato di tutte le Legal Entities e rappresentanti del Business. I risultati sono analizzati a fondi nel report mensile "Monthly Overivew on Market Stress Test".
Gli Stress Test Warning levels sono monitorati mensilmente. Maggiori dettagli sui Warning Levels e sulle Strategie sono dati nella Parte E - Informazioni sui Rischi e sulle Politiche di Copertura, paragrafo "2. Strategie e Processi di Gestione del Rischio".
Tutti i dettagli relativi alle politiche e procedure definite per la gestione generale del portafoglio di negoziazione e la valutazione prudenziale delle posizioni del portafoglio di negoziazione medesimo, sono definite nella sezione A.4 - Informativa sul Fair Value.
Di seguito viene riportato il dato di VaR del portafoglio di negoziazione.
VaR giornaliero sul portafoglio di negoziazione (milioni di €)
2017 2016 29.12.2017 MEDIO MAX MIN MEDIO UniCredit S.p.A. 4,35 4,3 11,1 2,6 5,4
Di seguito viene riportato il dato di Stressed VaR del portafoglio di negoziazione.
| SVaR sul portafoglio di negoziazione | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | ||||||
| 28.12.2017 | MEDIO | MAX | MIN | MEDIO | |||
| UniCredit S.p.A. | 26,48 | 17,86 | 28,07 | 8,56 | 19,13 |
Di seguito viene riportato il dato di Incremental Risk Charge del portafoglio di negoziazione.
| IRC sul portafoglio di negoziazione | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | ||||||
| 28.12.2017 | MEDIO | MAX | MIN | MEDIO | |||
| UniCredit S.p.A. | 398,6 | 182,4 | 398,6 | 9,2 | 302,8 |
2.1 Rischio di tasso di interesse e di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo Il rischio di tasso di interesse relativo al portafoglio di negoziazione deriva da posizioni finanziarie assunte da UniCredit S.p.A., che detiene il rischio di mercato entro i limiti e le autonomie assegnati. A prescindere dall'utilizzo dei modelli interni nel calcolo dei requisiti patrimoniali, le posizioni di rischio in UniCredit S.p.A. sono monitorate e soggette a limiti attribuiti ai portafogli sulla base delle responsabilità manageriali e non puramente su criteri regolamentari.
In analogia con quanto già descritto in precedenza, la rischiosità di prezzo riferita ad azioni, commodity, OICR e relativi prodotti derivati presenti nel portafoglio di negoziazione, origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati.
Il rischio di prezzo derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC e il ricorso al security lending. Strategie di trading di volatilità sono perseguite utilizzando prodotti opzionali e derivati complessi.
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.
In aggiunta al monitoraggio dei Granular Market Limits, la funzione di Financial Risk Italy procede con periodicità almeno mensile al calcolo di sensitivity analysis, intesa come effetto di conto economico conseguente alla variazione di valore di singoli fattori di rischio o di più fattori di rischio dello stesso tipo.
In aggiunta alla sensitivity degli strumenti finanziari rispetto alle variazioni del fattore di rischio sottostante si procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità di tassi di interesse ipotizzando, in particolare, una variazione negativa e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.
2.2 Rischio di tasso di interesse e di prezzo - Portafoglio bancario
Rischio di tasso di interesse
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo L'obiettivo principale della strategia di rischio di tasso di interesse, nel portafoglio bancario, è la riduzione della volatilità del margine di interesse in orizzonte pluriennale.
Il rischio di tasso di interesse consiste nelle variazioni dei tassi di interesse che si riflettono:
• sulla formazione del margine di interesse e, conseguentemente, sugli utili della banca (cash flow risk);
• sul valore attuale netto degli assets e delle liabilities, impattando sul valore attuale dei cash flow futuri (fair value risk).
UniCredit S.p.A. misura e monitora ogni giorno il rischio di tasso di interesse nel quadro della propria politica di rischio di tasso d'interesse del banking book, che definisce metodologie e corrispondenti limiti o soglie di attenzione riguardo la sensitivity del margine di interesse e il valore economico per il Gruppo.
Il rischio di tasso di interesse incide su tutte le posizioni di proprietà rivenienti dall'operatività commerciale e dalle scelte di investimento strategiche (banking book).
Al 29 dicembre 2017 la sensitivity del margine di interesse ad una variazione istantanea e parallela dei tassi (parallel shift) di +100 bps era pari a +563 milioni.
La sensitivity ad una variazione istantanea e parallela dei tassi (parallel shift) di +200pb del valore economico del patrimonio al 29 dicembre 2017 era pari a +198 milioni13.
13 Le figure includono stime di sensitività modellizzate per attivi e passivi con scadenze non ben definite come i depositi a vista e di risparmio.
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Le fonti principali del rischio di tasso di interesse si possono classificare come segue:
- repricing risk: rischio derivante dalle discrepanze temporali in termini di riprezzamento delle attività e passività della banca. Tali discrepanze comportano un rischio legato alla curva dei tassi. Tale rischio è relativo all'esposizione della banca rispetto a variazioni, nell'inclinazione e nella forma, della curva dei tassi d'interesse. Un rischio collegato è il basis risk. Tale rischio deriva dall'imperfetta correlazione nei cambiamenti dei tassi attivi e passivi su differenti strumenti che possono anche presentare caratteristiche di riprezzamento simili;
- optional risk: rischio derivante da opzioni implicitamente o esplicitamente presenti nelle posizioni di banking book di Gruppo. Un esempio rilevante sono le opzioni incluse nel portafoglio mutui della banca.
Limiti e soglie d'allerta sono definiti in termini di sensitivity.
La misurazione del rischio di tasso di interesse include:
- l'analisi del Margine d'Interesse: tale attività si traduce in un'analisi statica di gap (assumendo cioè che le posizioni rimangano costanti durante il periodo), e una simulazione di impatto sul margine di interesse per l'attuale periodo, prendendo in considerazione le ipotesi di elasticità per le poste a vista. In aggiunta, attraverso un'analisi di simulazione, si valuta l'impatto sul reddito di shock differenti delle curve dei tassi. Gli shock di riferimento per uno scenario di rialzo o di ribasso dei tassi sono shock istantanei e paralleli rispettivamente di +/- 100pb.
- l'analisi del Valore Economico: essa include il calcolo delle misure di duration, sensitivity del valore economico delle poste di bilancio per i diversi punti della curva, così come l'impatto sul valore economico derivante da grandi variazioni dei tassi di mercato, ad esempio in seguito ad uno spostamento parallelo di 200pb.
Il rischio tasso di interesse viene monitorato in termini di sensitivity del valore economico, per uno shock istantaneo e parallelo di +1 punto base della struttura a termine dei tassi di interesse. Su base mensile sono monitorate la sensitivity del valore economico per uno shock di +200 punti base e la sensitivity del Margine di interesse. La funzione responsabile della gestione del rischio di tasso di interesse verifica su base giornaliera l'utilizzo dei limiti per le esposizioni al rischio tasso di interesse delle principali posizioni.
La Tesoreria copre l'esposizione al rischio di tasso di interesse da operazioni commerciali. L'esposizione al rischio di tasso di interesse della Tesoreria è monitorato mediate un insieme di limiti e soglie d'allerta Lo stesso vale per l'esposizione complessiva al rischio tasso dello stato patrimoniale, tenendo conto anche delle posizioni strategiche di investimento della banca, come ad esempio le operazioni non direttamente collegate alla copertura del business commerciale.
B. Attività di copertura del fair value
Le strategie di copertura con l'obiettivo del rispetto dei limiti di rischio di tasso di interesse per il portafoglio bancario vengono attuate ricorrendo a contratti derivati, sia quotati che non quotati. Questi ultimi, tipicamente interest rate swap, rappresentano la famiglia di strumenti utilizzata in prevalenza.
Le coperture adottate sono normalmente qualificate di tipo generico, ovvero connesse ad ammontari di moneta contenuti in portafogli di attività o passività. In talune circostanze, si riconoscono gli effetti di coperture contabili specifiche connesse a titoli emessi o a singole attività finanziarie, in particolare quando classificate come disponibili per la vendita.
C. Attività di copertura dei flussi finanziari
In alcuni casi, si ricorre a strategie di copertura dei flussi finanziari in alternativa a quelle di copertura del fair value ai fini della stabilizzazione dei risultati di conto economico in corso e in quelli successivi. In prevalenza, le coperture utilizzate sono di natura generica e possono riferirsi anche al rischio tasso di interesse della componente core delle poste a vista.
Informazioni di natura quantitativa
1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DA OLTRE | DA OLTRE | |||||||
| 3 MESI | DA OLTRE | DA OLTRE 1 | 5 ANNI | |||||
| TIPOLOGIA/DURATA RESIDUA | A VISTA | FINO A 3 MESI |
FINO A 6 MESI |
6 MESI A 1 ANNO |
ANNO FINO A 5 ANNI |
FINO A 10 ANNI |
OLTRE 10 ANNI |
DURATA INDETERMINATA |
| 1. Attività per cassa | 31.938.739 | 136.893.599 | 19.363.258 | 18.223.924 | 64.228.436 | 16.310.915 | 7.535.127 | - |
| 1.1 Titoli di debito | 606.727 | 8.210.392 | 6.956.874 | 9.372.895 | 28.371.006 | 6.478.331 | 579.778 | - |
| - con opzione di rimborso | ||||||||
| anticipato | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri | 606.727 | 8.210.392 | 6.956.874 | 9.372.895 | 28.371.006 | 6.478.331 | 579.778 | - |
| 1.2 Finanziamenti a banche | 5.056.643 | 16.834.326 | 1.269.433 | 854.488 | 3.302.401 | - | - | - |
| 1.3 Finanziamenti a clientela | 26.275.369 | 111.848.881 | 11.136.951 | 7.996.541 | 32.555.029 | 9.832.584 | 6.955.349 | - |
| - conti correnti | 16.046.480 | 37.893 | 7.900 | 383.512 | 1.171.647 | 116.808 | 25.854 | - |
| - altri finanziamenti | 10.228.889 | 111.810.988 | 11.129.051 | 7.613.029 | 31.383.382 | 9.715.776 | 6.929.495 | - |
| - con opzione di | ||||||||
| rimborso anticipato | 2.211.689 | 58.377.831 | 7.375.969 | 3.859.553 | 23.072.335 | 7.776.060 | 5.852.592 | - |
| - altri | 8.017.200 | 53.433.157 | 3.753.082 | 3.753.476 | 8.311.047 | 1.939.716 | 1.076.903 | - |
| 2. Passività per cassa | 165.961.613 | 72.319.609 | 10.701.996 | 9.189.521 | 48.265.742 | 11.465.078 | 3.023.830 | - |
| 2.1 Debiti verso clientela | 158.306.910 | 33.451.886 | 1.246.022 | 623.092 | 475.597 | 224.623 | 2.104.018 | - |
| - conti correnti | 152.371.631 | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri debiti | 5.935.279 | 33.451.886 | 1.246.022 | 623.092 | 475.597 | 224.623 | 2.104.018 | - |
| - con opzione di | ||||||||
| rimborso anticipato | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri 2.2 Debiti verso banche |
5.935.279 6.848.979 |
33.451.886 11.600.528 |
1.246.022 2.968.656 |
623.092 817.662 |
475.597 34.537.992 |
224.623 23.433 |
2.104.018 9.766 |
- - |
| - conti correnti | 2.060.046 | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri debiti | 4.788.933 | 11.600.528 | 2.968.656 | 817.662 | 34.537.992 | 23.433 | 9.766 | - |
| 2.3 Titoli di debito | 800.755 | 27.267.195 | 6.487.318 | 7.748.767 | 13.252.153 | 11.217.022 | 910.046 | - |
| - con opzione di rimborso | ||||||||
| anticipato | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri | 800.755 | 27.267.195 | 6.487.318 | 7.748.767 | 13.252.153 | 11.217.022 | 910.046 | - |
| 2.4 Altre passività | 4.969 | - | - | - | - | - | - | - |
| - con opzione di rimborso | ||||||||
| anticipato | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - altre | 4.969 | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Derivati finanziari | 9.330.469 | 388.094.317 | 80.470.459 | 110.199.474 | 472.929.011 | 54.608.622 | 6.834.339 | - |
| 3.1 Con titolo sottostante | - | - | - | - | 1.234.343 | 88.882 | - | - |
| - Opzioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Altri derivati | - | - | - | - | 1.234.343 | 88.882 | - | - |
| + posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni corte | - | - | - | - | 1.234.343 | 88.882 | - | - |
| 3.2 Senza titolo sottostante | 9.330.469 | 388.094.317 | 80.470.459 | 110.199.474 | 471.694.668 | 54.519.740 | 6.834.339 | - |
| - Opzioni | - | 687.066 | 11.646 | 23.294 | 185.469 | 1.355.712 | 33.112 | - |
| + posizioni lunghe | - | 357.411 | 5.823 | 11.647 | 92.397 | 694.237 | 16.090 | - |
| + posizioni corte | - | 329.655 | 5.823 | 11.647 | 93.072 | 661.475 | 17.022 | - |
| - Altri derivati | 9.330.469 | 387.407.251 | 80.458.813 | 110.176.180 | 471.509.199 | 53.164.028 | 6.801.227 | - |
| + posizioni lunghe | 5.920.437 | 194.419.880 | 34.441.597 | 52.217.347 | 235.975.361 | 36.572.459 | 1.631.974 | - |
| + posizioni corte | 3.410.032 | 192.987.371 | 46.017.216 | 57.958.833 | 235.533.838 | 16.591.569 | 5.169.253 | - |
| 4. Altre operazioni fuori | ||||||||
| + posizioni lunghe | 48.285 | 7.789.547 | 1.330.235 | 786.661 | 2.825.345 | 5 | - | - |
| + posizioni corte | 6.299.277 | 4.554.139 | 505.190 | 1.020.509 | 400.965 | - | - | - |
1.1 Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie - Valuta di denominazione: euro (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPOLOGIA/DURATA RESIDUA | A VISTA | FINO A 3 MESI |
DA OLTRE 3 MESI FINO A 6 MESI |
DA OLTRE 6 MESI A 1 ANNO |
DA OLTRE 1 ANNO FINO A 5 ANNI |
DA OLTRE 5 ANNI FINO A 10 ANNI |
OLTRE 10 ANNI |
DURATA INDETERMINATA |
| 1. Attività per cassa | 29.525.768 | 133.353.093 | 17.679.675 | 17.917.556 | 61.225.865 | 15.969.740 | 7.223.979 | - |
| 1.1 Titoli di debito | 601.668 | 8.206.444 | 6.940.588 | 9.372.895 | 27.383.351 | 6.340.880 | 571.429 | - |
| - con opzione di rimborso anticipato |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri | 601.668 | 8.206.444 | 6.940.588 | 9.372.895 | 27.383.351 | 6.340.880 | 571.429 | - |
| 1.2 Finanziamenti a banche | 3.271.417 | 15.638.758 | 610.575 | 735.227 | 3.216.987 | - | - | - |
| 1.3 Finanziamenti a clientela | 25.652.683 | 109.507.891 | 10.128.512 | 7.809.434 | 30.625.527 | 9.628.860 | 6.652.550 | - |
| - conti correnti | 15.665.464 | 36.165 | 7.900 | 383.508 | 1.160.839 | 116.807 | 25.853 | - |
| - altri finanziamenti | 9.987.219 | 109.471.726 | 10.120.612 | 7.425.926 | 29.464.688 | 9.512.053 | 6.626.697 | - |
| - con opzione di | ||||||||
| rimborso anticipato | 2.211.228 | 58.352.676 | 7.374.141 | 3.855.748 | 23.030.728 | 7.766.629 | 5.852.592 | - |
| - altri | 7.775.991 | 51.119.050 | 2.746.471 | 3.570.178 | 6.433.960 | 1.745.424 | 774.105 | - |
| 2. Passività per cassa | 160.212.557 | 68.728.800 | 9.954.132 | 9.123.713 | 46.894.297 | 10.421.652 | 2.195.386 | - |
| 2.1 Debiti verso clientela | 155.463.993 | 33.292.065 | 1.245.350 | 623.067 | 470.311 | 224.623 | 2.104.018 | - |
| - conti correnti | 149.889.474 | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri debiti | 5.574.519 | 33.292.065 | 1.245.350 | 623.067 | 470.311 | 224.623 | 2.104.018 | - |
| - con opzione di rimborso anticipato |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri | 5.574.519 | 33.292.065 | 1.245.350 | 623.067 | 470.311 | 224.623 | 2.104.018 | - |
| 2.2 Debiti verso banche | 3.967.556 | 9.005.728 | 2.890.925 | 751.879 | 34.492.465 | 20.557 | 9.766 | - |
| - conti correnti | 1.272.648 | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri debiti | 2.694.908 | 9.005.728 | 2.890.925 | 751.879 | 34.492.465 | 20.557 | 9.766 | - |
| 2.3 Titoli di debito | 776.039 | 26.431.007 | 5.817.857 | 7.748.767 | 11.931.521 | 10.176.472 | 81.602 | - |
| - con opzione di rimborso anticipato |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri | 776.039 | 26.431.007 | 5.817.857 | 7.748.767 | 11.931.521 | 10.176.472 | 81.602 | - |
| 2.4 Altre passività | 4.969 | - | - | - | - | - | - | - |
| - con opzione di rimborso anticipato |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| - altre | 4.969 | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Derivati finanziari | 9.163.705 | 370.912.717 | 78.168.675 | 108.433.564 | 463.765.734 | 50.074.475 | 6.755.109 | - |
| 3.1 Con titolo sottostante | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Opzioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Altri derivati | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3.2 Senza titolo sottostante | 9.163.705 | 370.912.717 | 78.168.675 | 108.433.564 | 463.765.734 | 50.074.475 | 6.755.109 | - |
| - Opzioni | - | 363.235 | 11.646 | 23.294 | 185.469 | 774.406 | 33.112 | - |
| + posizioni lunghe | - | 357.411 | 5.823 | 11.647 | 92.397 | 112.931 | 16.090 | - |
| + posizioni corte | - | 5.824 | 5.823 | 11.647 | 93.072 | 661.475 | 17.022 | - |
| - Altri derivati | 9.163.705 | 370.549.482 | 78.157.029 | 108.410.270 | 463.580.265 | 49.300.069 | 6.721.997 | - |
| + posizioni lunghe | 5.837.055 | 187.175.642 | 32.328.798 | 51.241.383 | 231.634.571 | 33.904.414 | 1.592.359 | - |
| + posizioni corte | 3.326.650 | 183.373.840 | 45.828.231 | 57.168.887 | 231.945.694 | 15.395.655 | 5.129.638 | - |
| 4. Altre operazioni fuori | ||||||||
| + posizioni lunghe | 1.173 | 7.559.872 | 1.310.855 | 786.528 | 2.804.500 | 5 | - | - |
| + posizioni corte | 6.299.277 | 4.239.520 | 502.664 | 1.020.509 | 400.965 | - | - | - |
1.2 Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie - Valuta di denominazione: altre valute (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| FINO A 3 | DA OLTRE 3 MESI FINO A 6 |
DA OLTRE 6 MESI A 1 |
DA OLTRE 1 ANNO FINO A 5 |
DA OLTRE 5 ANNI FINO A 10 |
OLTRE 10 | DURATA | ||
| TIPOLOGIA/DURATA RESIDUA | A VISTA | MESI | MESI | ANNO | ANNI | ANNI | ANNI | INDETERMINATA |
| 1. Attività per cassa | 2.412.971 | 3.540.506 | 1.683.583 | 306.368 | 3.002.571 | 341.175 | 311.148 | - |
| 1.1 Titoli di debito | 5.059 | 3.948 | 16.286 | - | 987.655 | 137.451 | 8.349 | - |
| - con opzione di rimborso anticipato |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri | 5.059 | 3.948 | 16.286 | - | 987.655 | 137.451 | 8.349 | - |
| 1.2 Finanziamenti a banche | 1.785.226 | 1.195.568 | 658.858 | 119.261 | 85.414 | - | - | - |
| 1.3 Finanziamenti a clientela | 622.686 | 2.340.990 | 1.008.439 | 187.107 | 1.929.502 | 203.724 | 302.799 | - |
| - conti correnti | 381.016 | 1.728 | - | 4 | 10.808 | 1 | 1 | - |
| - altri finanziamenti | 241.670 | 2.339.262 | 1.008.439 | 187.103 | 1.918.694 | 203.723 | 302.798 | - |
| - con opzione di rimborso | ||||||||
| anticipato | 461 | 25.155 | 1.828 | 3.805 | 41.607 | 9.431 | - | - |
| - altri | 241.209 | 2.314.107 | 1.006.611 | 183.298 | 1.877.087 | 194.292 | 302.798 | - |
| 2. Passività per cassa | 5.749.056 | 3.590.809 | 747.864 | 65.808 | 1.371.445 | 1.043.426 | 828.444 | - |
| 2.1 Debiti verso clientela | 2.842.917 | 159.821 | 672 | 25 | 5.286 | - | - | - |
| - conti correnti | 2.482.157 | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri debiti | 360.760 | 159.821 | 672 | 25 | 5.286 | - | - | - |
| - con opzione di rimborso anticipato |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri | 360.760 | 159.821 | 672 | 25 | 5.286 | - | - | - |
| 2.2 Debiti verso banche | 2.881.423 | 2.594.800 | 77.731 | 65.783 | 45.527 | 2.876 | - | - |
| - conti correnti | 787.398 | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri debiti | 2.094.025 | 2.594.800 | 77.731 | 65.783 | 45.527 | 2.876 | - | - |
| 2.3 Titoli di debito | 24.716 | 836.188 | 669.461 | - | 1.320.632 | 1.040.550 | 828.444 | - |
| - con opzione di rimborso | ||||||||
| anticipato | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - altri | 24.716 | 836.188 | 669.461 | - | 1.320.632 | 1.040.550 | 828.444 | - |
| 2.4 Altre passività | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - con opzione di rimborso anticipato |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| - altre | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Derivati finanziari | 166.764 | 17.181.600 | 2.301.784 | 1.765.910 | 9.163.277 | 4.534.147 | 79.230 | - |
| 3.1 Con titolo sottostante | - | - | - | - | 1.234.343 | 88.882 | - | - |
| - Opzioni | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Altri derivati | - | - | - | - | 1.234.343 | 88.882 | - | - |
| + posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - |
| + posizioni corte | - | - | - | - | 1.234.343 | 88.882 | - | - |
| 3.2 Senza titolo sottostante | 166.764 | 17.181.600 | 2.301.784 | 1.765.910 | 7.928.934 | 4.445.265 | 79.230 | - |
| - Opzioni | - | 323.831 | - | - | - | 581.306 | - | - |
| + posizioni lunghe | - | - | - | - | - | 581.306 | - | - |
| + posizioni corte | - | 323.831 | - | - | - | - | - | - |
| - Altri derivati | 166.764 | 16.857.769 | 2.301.784 | 1.765.910 | 7.928.934 | 3.863.959 | 79.230 | - |
| + posizioni lunghe | 83.382 | 7.244.238 | 2.112.799 | 975.964 | 4.340.790 | 2.668.045 | 39.615 | - |
| + posizioni corte | 83.382 | 9.613.531 | 188.985 | 789.946 | 3.588.144 | 1.195.914 | 39.615 | - |
| 4. Altre operazioni fuori bilancio | ||||||||
| + posizioni lunghe | 47.112 | 229.675 | 19.380 | 133 | 20.845 | - | - | - |
| + posizioni corte | - | 314.619 | 2.526 | - | - | - | - | - |
Rischio di prezzo
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di prezzo
Il rischio di prezzo del portafoglio bancario origina principalmente dalle partecipazioni detenute dalla Capogruppo e dalle sue controllate con finalità di stabile investimento, nonché dalle quote di OICR non comprese nel portafoglio di negoziazione in quanto detenute anch'esse con finalità di stabile investimento. Nell'assessment del più complessivo portafoglio bancario, anche questo tipo di rischio è tenuto in considerazione.
2.3 Rischio di cambio
Informazioni di natura qualitativa
Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio
A. Portafoglio bancario
Il rischio di cambio in UniCredit origina sia dalla banca stessa che opera in aree valutarie diverse dall'Area Euro sia da posizioni assunte da UniCredit S.p.A che detiene rischio di mercato entro i limiti e le autonomie assegnati.
In questo secondo caso, il rischio di cambio origina da attività in valuta svolta mediante la negoziazione di vari strumenti di mercato e viene costantemente monitorato e misurato utilizzando i modelli interni sviluppati dalle società che compongono il Gruppo. Tali modelli vengono inoltre utilizzati nel calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato a fronte dell'esposizione a tale tipologia di rischio.
B. Portafoglio di negoziazione di vigilanza
In analogia con quanto già descritto in precedenza, il rischio relativo ai tassi di cambio e relativi prodotti derivati presenti nel portafoglio di negoziazione, origina da posizioni assunte da UniCredit S.p.A. che detiene rischio di mercato entro i limiti e le autonomie assegnati. Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative valute attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC. Strategie di trading di volatilità sono perseguite utilizzando prodotti opzionali. Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.
Informazioni di natura quantitativa
1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività, delle passività e dei derivati (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| VALUTE | ||||||
| DOLLARO | STERLINA | YEN | FRANCO | DOLLARO | ALTRE | |
| VOCI | STATUNITENSE | BRITANNICA | GIAPPONESE | SVIZZERO | CANADESE | VALUTE |
| A. Attività finanziarie | 8.932.199 | 202.139 | 734.231 | 58.044 | 110.897 | 2.168.881 |
| A.1 Titoli di debito | 441.646 | - | 719.525 | - | - | - |
| A.2 Titoli di capitale | 413.066 | - | - | 3.219 | - | 509.381 |
| A.3 Finanziamenti a banche | 3.128.845 | 47.911 | 1.691 | 8.342 | 19.347 | 640.729 |
| A.4 Finanziamenti a clientela | 4.948.642 | 154.228 | 13.015 | 46.483 | 91.550 | 1.018.771 |
| A.5 Altre attività finanziarie | - | - | - | - | - | - |
| B. Altre attività | 1.135.637 | 163.866 | 22.982 | 4.176 | 1.662 | 62.070 |
| C. Passività finanziarie | 10.976.769 | 564.802 | 69.085 | 159.056 | 391.869 | 1.235.311 |
| C.1 Debiti verso banche | 4.280.520 | 364.280 | 17.208 | 120.770 | 51.314 | 834.086 |
| C.2 Debiti verso clientela | 2.543.921 | 166.743 | 14.795 | 38.286 | 40.456 | 204.521 |
| C.3 Titoli di debito | 4.152.328 | 33.779 | 37.082 | - | 300.099 | 196.704 |
| C.4 Altre passività finanziarie | - | - | - | - | - | - |
| D. Altre passività | 30.950 | 5.472 | 15.836 | 152 | 21 | 10.994 |
| E. Derivati finanziari | ||||||
| - Opzioni | ||||||
| - Posizioni lunghe | 1.034.879 | 2.897 | 296 | 121 | 317 | 24.978 |
| - Posizioni corte | 777.405 | 2.897 | 296 | 121 | 317 | 24.978 |
| - Altri | ||||||
| - Posizioni lunghe | 42.530.501 | 2.462.719 | 632.973 | 710.610 | 502.736 | 4.854.062 |
| - Posizioni corte | 41.900.650 | 2.290.735 | 1.386.308 | 611.078 | 225.984 | 5.323.583 |
| Totale attività | 53.633.216 | 2.831.621 | 1.390.482 | 772.951 | 615.612 | 7.109.991 |
| Totale passività | 53.685.774 | 2.863.906 | 1.471.525 | 770.407 | 618.191 | 6.594.866 |
| Sbilancio (+/-) | (52.558) | (32.285) | (81.043) | 2.544 | (2.579) | 515.125 |
Rischio di credit spread
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali
In analogia con quanto già descritto in precedenza, il rischio relativo ai credit spreads e relativi prodotti derivati presenti nel portafoglio di negoziazione origina da posizioni assunte da UniCredit S.p.A. che detiene rischio di mercato entro i limiti e le autonomie assegnati. Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati ed OTC.
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.
La sensibilità al credit spread è calcolata ipotizzando un peggioramento del merito di credito risultante in un movimento parallelo delle curve di credit spread per +1pb.
Tali sensibilità sono calcolate sia a livello complessivo, ipotizzando un movimento parallelo di tutte le curve di credit spread e in corrispondenza di specifiche classi di rating e di settori economici.
Stress test
Gli Stress Test costituiscono una metrica di rischio complementare al VaR e all'analisi di sensitivity e permettono l'esame dei rischi potenziali da una differente prospettiva. L'esercizio di Stress Testing prevede la valutazione di portafoglio all'interno sia di scenari semplici (costruiti variando i fattori di rischio singolarmente), sia di scenari complessi (costruiti variando i fattori di rischio sistematicamente).
Di segiuto sono riportate le descrizioni degli scenari complessi, che combinano movimenti di tassi di interesse, prezzi, tassi di cambio, credit-spread. Per le descrizioni degli scenari semplici si veda il paragrafo precedente.
La metrica di Stress Test è calcolata e analizzata su base mensile per l'intero perimetro Trading Book manageriale di Gruppo. Una relazione è consegnata mensilmente al top management.
Widespread Contagion
In questo scenario, si assume l'intensificarsi del rischio politico in Europa. La fiducia di mercati finanziari, imprese e famiglie si inasprisce, portando a un peggioramento delle condizioni finanziarie e ad una minore attività economica.
La crescita nel Regno Unito, che sta già soffrendo per la crescente incertezza seguita al voto britannico di lasciare l'Unione Europea, potrebbe essere colpita dall'intensificarsi del rischio politico nel resto dell'UE. Tale incertezza peserà sugli investimenti delle imprese britanniche, sul commercio e sui flussi di capitale, con effetti a catena sulla fiducia dei consumatori e potrebbe anche prolungare le negoziazioni sullo stato di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.
Per quanto riguarda il PIL, l'Italia e la Spagna sono le più influenzate, a seguire la Francia, mentre la Germania è la meno colpita. A livello di eurozona, si vede un rallentamento della crescita del PIL a 0,4 % nel 2018 e una contrazione di 0,1% nel 2019, con una perdita cumulata di 3 punti percentuali rispetto allo scenario base.
L'inflazione nell'eurozona resterà molto bassa nel 2018 e 2019, rispecchiando un più ampio output gap e un più basso prezzo del petrolio, ma ci si attende che un euro più debole possa compensare alcuni di questi impatti. Il tasso di disoccupazione dovrebbe riprendere la salita, mettendo ulteriori pressioni al ribasso sulla crescita dei salari nominali, attualmente debole.
La BCE taglierebbe il tasso di deposito, ad oggi il vero tasso di politica monetaria, di 10pb a -0.50%, mantenendo, allo stesso tempo, il tasso di rifinanziamento a 0,00%. La dimensione del taglio dei tassi è modesta rispetto all'intensità degli shock sull'inflazione e la crescita, ma crediamo che la BCE sia molto vicina al limite inferiore di efficacia come effetto collaterale del fatto che i tassi di interesse negativi stanno diventando più significativi. Un'ulteriore dose di QE sembra molto probabile in un periodo di scostamento significativo rispetto al target di stabilità dei prezzi.
Nel Regno Unito, l'attività economica rallenta e si contrae nel 2018 and 2019. L'apertura considerevole dell'output gap e il calo dei prezzi delle importazioni in sterline (con un più basso prezzo del petrolio in USD che compensa ampiamente il deprezzamento della sterlina) significa che l'inflazione rimarrà bassa a lungo. La crescita nella disoccupazione e la caduta dell'inflazione moderano la crescita dei salari. I deflussi di capitale forzano un rapido aggiustamento del già grande disavanzo delle partite correnti del Regno Unito. La risposta delle autorità fiscali è quella di alleggerire le politiche, mentre la Banca di Inghilterra lascia i tassi fermi a 0,50%.
L'economia statunitense dovrebbe essere meno colpita dell'UE. La ragione è che la maggior parte della crescita negli USA proviene dalla domanda interna, in particolare dalla spesa al consumo, e quindi i commerci diretti e indiretti con l'Europa non avrebbero grande peso, anche qualora se ne considerassero le conseguenze sulle attività di investimento statunitensi. Il principale canale di trasmissione dello shock sarebbe il più basso prezzo delle azioni, che influenza direttamente le finanze e i bilanci delle famiglie statunitensi. Sebbene non particolarmente grave per l'economia statunitense, lo shock limiterebbe significativamente la possibilità di ulteriori aumenti dei tassi di interesse.
Protectionism, China slowdown & Turkey shock
In questo scenario si ipotizza l'introduzione di politiche commerciali protezioniste da parte degli Stati Uniti d'America (che però non sfocino in una guerra commerciale a livello globale), che incidono negativamente sulla crescita del PIL dei Paesi emergenti, ed in particolar modo della Cina, dove il tasso di crescita del PIL scende sotto il 7% al 3% entro la fine del 2019. Parallelamente, si ipotizza un grande shock negativo alla crescita della Turchia, dovuto principalmente al deterioramento del quadro politico locale.
Questo scenario prevede uno shock più globale di quanto previsto nello scenario Widespread Contagion e i principali canali di trasmissione sono il commercio e i mercati finanziari, in questi ultimi principalmente attraverso una vendita aggressiva degli asset rischiosi e il suo impatto negativo sulla fiducia e i piani di investimento. Inoltre, essendo la Cina un grande importatore di commodity, un suo rallentamento aumenterebbe la pressione in negativo sui prezzi delle materie prime, danneggiando i Paesi produttori come la Russia.
Si assume che la quota del rallentamento della crescita dell'Eurozona dovuta al canale degli scambi commerciali sia una frazione minore dello shock totale sul PIL, essendo il principale contributo allo shock dovuto ai canali finanziario e della fiducia. In linea generale, si assume che il rallentamento rifletta l'apertura economica e il peso che la Cina ricopre come destinazione dell'export, con la Cina che pesa tra il 3% ed il 4% dell'export totale dell'Eurozona (cioè esportazioni intra ed extra EMU). Tra i maggiori Paesi dell'area euro, la Germania ha di gran lunga la maggiore esposizione al commercio e alla Cina. Quest'ultima pesa infatti per circa il 6% delle esportazioni tedesche, seguita da Francia (circa 4%), Italia (circa 2,5%) e Spagna (meno del 2,0%). Di conseguenza, si assume che la Germania sia lo stato più danneggiato in questo scenario, mentre la Spagna sarebbe il meno impattato. L'Austria è trattata diversamente, avendo solamente una debole esposizione commerciale diretta alla Cina, ma avendo una grande esposizione alla Germania. Si stima che questo implicherebbe uno shock sulla crescita di portata maggiore rispetto a quello per l'Eurozona.
In questo scenario, la crescita dell'Eurozona potrebbe scivolare in territorio negativo già nel corso del 2018 (-0,4%), con un ritmo di contrazione crescente nel 2019 (-0,7%). Le perdite cumulate sul PIL rispetto allo scenario base sarebbero almeno pari a 4,5 punti percentuale.
La Germania si confronterebbe con una contrazione dell'1,2% nel 2018 e del 1.8% nel 2019. L'impatto negativo dello shock del commercio e dei mercati finanziari sull'economia tedesca sarebbe mitigato dalla politica fiscale (rivolta soprattutto al mercato del lavoro), mentre negli altri Paesi dell'area euro, dove lo spazio di manovra delle politiche fiscali è più contenuto, il deterioramento del deficit fiscale rifletterebbe gli stabilizzatori automatici, come un aumento dell'indennità di disoccupazione. Il calo dei prezzi del petrolio avrebbe l'effetto di uno stabilizzatore automatico, riducendo l'intensità dello shock sul PIL dei Paesi importatori di energia.
L'inflazione nell'Eurozona sarebbe minore rispetto allo scenario Widespread Contagion, dato che un aumento dei prezzi per via di dazi doganali verrebbe più che compensato dal forte calo dei prezzi del petrolio e dal rallentamento dell'economia.
In un tale contesto di bassa crescita a livello globale e di bassi prezzi delle materie prime, la BCE azionerebbe un meccanismo di abbassamento graduale dei tassi di deposito cumulativamente di 20 punti base, su un orizzonte di due anni a -0.60%,tenendo contemporaneamente il tasso di rifinanziamento a 0,00%. La dimensione del taglio dei tassi è modesta rispetto all'intensità degli shock sull'inflazione e la crescita, ma crediamo che la BCE sia molto vicina al limite inferiore di efficacia come effetto collaterale del fatto che i tassi di interesse negativi stanno diventando più significativi. Un'ulteriore dose di QE sembra probabile in un periodo di scostamento significativo rispetto al target di stabilità dei prezzi.
Il Regno Unito è un'economia aperta, nonostante la bassa esposizione commerciale alla Cina. Si assume un significativo impatto negativo alla crescita attraverso la fiducia globale e i flussi di capitale. L'economia britannica entrerebbe in una lieve recessione nel 2017, intensificata nel 2018. Il forte calo dei prezzi del petrolio e di altre materie prime a livello globale si rifletterebbe in un ribasso dell'inflazione nel Regno Unito. Con il rallentamento dell'economia, aumenterebbe la disoccupazione.
L'economia statunitense sarebbe meno colpita rispetto a quella dell'area euro, a causa di alcuni effetti positivi nel breve periodo derivanti dalle politiche protezioniste e dalla sua forte dipendenza dalla domanda interna. In ogni caso, in questo scenario di shock globale, una più debole crescita mondiale rallenterebbe la ripresa americana (con il PIL a 1,2% nel 2018 e 0,7% nel 2019) attraverso l'indebolimento delle esportazioni e la diminuzione degli investimenti, con impatti sul mercato del lavoro e di conseguenza anche sulla spesa al consumo. La Federal Reserve sembrerebbe essere più accomodante rispetto al nostro scenario base.
Interest Rate Shock
In questo scenario di rischio, si assume che il tasso di interesse nell'eurozona si muova velocemente al rialzo, di 250pb nel breve termine (tasso di rifinanziamento) e di 300pb nel lungo termine (10 anni). E' importante sottolineare che questo aumento dei tassi di interesse è assunto essere del tutto esogeno, cioè non guidato da fondamentali macroeconomici come più veloce crescita o inflazione, quindi questo scenario dovrebbe essere principalmente visto come un puro esercizio teorico. Inoltre assumiamo che l'aumento dei tassi di interesse sia del tutto trasmesso a famiglie e imprese, cioè che non ci siano mezzi della BCE capaci di fermare il contagio dell'economia reale. Nel secondo anno di orizzonte previsionale, i tassi di interesse iniziano a rispondere in maniera endogena agli sviluppi macro e assumiamo che la BCE faciliti la politica monetaria per considerare il significativo deterioramento nelle prospettive di crescita e di inflazione innescato dall'aumento dei tassi di interesse. Assumiamo che metà dell'aumento del tasso di rifinanziamento venga riassorbito nel 2019, il tasso di rifinanziamento si riduce a 1,25% alla fine del 2019.
L'improvviso aumento nel tasso di interesse insieme alle sue conseguenze sono altamente dannosi per la crescita dell'eurozona (PIL: -0,5% nel 2018, -1,2% nel 2019), con una perdita cumulata di 5 punti percentuali rispetto allo scenario base. Nell'eurozona, l'Italia è colpita principalmente a causa dell'alto livello di debito pubblico, mentre la Spagna risente dell'ancora alta leva del settore privato (sebbene in calo). Il danno alla crescita è minore in Germania, dove la leva (sia privata che pubblica) è relativamente bassa. La recessione causa un netto peggioramento del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione dell'eurozona che raggiunge una media di 9,9% nel 2018 e 10,6% nel 2019.
L'eurozona vede una crescita piatta dei prezzi al consumo in entrambi gli anni, a causa della combinazione della caduta del prezzo del petrolio e dell'incremento dell'output gap.
L'inasprimento sostanziale delle condizioni finanziarie nell'area euro viene trasmesso all'economia britannica attraverso importanti legami commerciali e flussi di capitale tra le due aree economiche. Il Regno Unito entra in una lieve recessione che riduce il PIL dello 0,3% nel 2018 e di un ulteriore 0,2% nel 2019, aggravata da un alto debito pubblico e delle famiglie. L'inflazione rallenta al di sotto del 2% nel 2018 e si avvicina allo 0% nel 2019 a causa della caduta del prezzo del petrolio e la crescente capacità inutilizzata. La natura esterna dello shock colpisce le esportazioni. Tuttavia il disavanzo delle partite correnti aumenta leggermente più velocemente rispetto allo scenario base dato che i mercati dei capitali forzano un aggiustamento più pronunciato. La BoE mantiene i tassi allo 0,50%.
L'economia statunitense dovrebbe essere meno colpita rispetto all'eurozona anche in questo scenario. Siccome la spesa al consumo dovrebbe rimanere il maggior driver della crescita, i principali canali di trasmissione dello shock sono maggiori tassi di interesse e minori prezzi delle azioni, che influenzano direttamente le finanze e i bilanci delle famiglie. In particolare, questo shock con il suo notevole impatto negativo sul mercato azionario avrebbe l'effetto più grande sull'attività economica statunitense, con il PIL che registra la più grande deviazione rispetto allo scenario base. Dopo lo shock iniziale sul Tasso di Interesse all'inizio dell'orizzonte, la Fed dovrebbe mantenere una posizione più accomodante rispetto al nostro scenario di base nel primo anno e rimanere in attesa in seguito.
Stress Test sul portafoglio di negoziazione
28 dicembre 2017
| Scenario | (milioni di €) | ||
|---|---|---|---|
| 2017 | |||
| WIDESPREAD | |||
| CONTAGION | PROTECTIONISM | IR SHOCK | |
| UniCredit S.p.A. | -114 | -140 | -108 |
2.4 Gli strumenti derivati
A. Derivati finanziari
| A.1 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali di fine periodo (migliaia di €) |
||||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | CONSISTENZE AL 31.12.2016 | |||
| OVER THE | CONTROPARTI | OVER THE | CONTROPARTI | |
| ATTIVITA' SOTTOSTANTI/TIPOLOGIE DERIVATI | COUNTER | CENTRALI | COUNTER | CENTRALI |
| 1. Titoli di debito e tassi di interesse | 203.498.121 | 3.323.103 | 207.392.027 | 1.873.395 |
| a) Opzioni | 10.327.310 | - | 6.079.914 | 100.000 |
| b) Swap | 189.890.921 | - | 199.179.363 | - |
| c) Forward | 3.279.890 | 1.354.303 | 2.132.750 | 885.595 |
| d) Futures | - | 1.968.800 | - | 887.800 |
| e) Altri | - | - | - | - |
| 2. Titoli di capitale e indici azionari | 275.842 | - | 962.430 | - |
| a) Opzioni | 275.842 | - | 962.430 | - |
| b) Swap | - | - | - | - |
| c) Forward | - | - | - | - |
| d) Futures | - | - | - | - |
| e) Altri | - | - | - | - |
| 3. Valute e oro | 92.682.847 | - | 71.071.600 | - |
| a) Opzioni | 10.040.929 | - | 8.417.821 | - |
| b) Swap | 14.507.104 | - | 13.514.268 | - |
| c) Forward | 68.134.814 | - | 49.139.511 | - |
| d) Futures | - | - | - | - |
| e) Altri | - | - | - | - |
| 4. Merci | 3.500.700 | - | 3.191.254 | - |
| 5. Altri sottostanti | - | - | - | - |
| Totale | 299.957.510 | 3.323.103 | 282.617.311 | 1.873.395 |
I valori esposti nella colonna "Over the counter" delle tavole A.1, A.2.1, A.2.2, A.3 e A.4 comprendono i derivati OTC regolati tramite Controparti centrali.
La colonna "Controparti centrali" delle tavole A.1, A.2.1, A.2.2, A.3 e A.4 comprende i derivati negoziati su mercati regolamentati e supportati da processi di marginazione che riducono il rischio di controparte.
A.2 Portafoglio bancario: valori nozionali di fine periodo
A.2.1 Di copertura (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | CONSISTENZE AL 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|---|
| ATTIVITA' SOTTOSTANTI/TIPOLOGIE DERIVATI | OVER THE COUNTER |
CONTROPARTI CENTRALI |
OVER THE COUNTER |
CONTROPARTI CENTRALI |
| 1. Titoli di debito e tassi di interesse | 512.980.048 | - | 383.516.948 | - |
| a) Opzioni | 2.583.220 | - | 4.776.511 | - |
| b) Swap | 325.117.828 | - | 296.840.437 | - |
| c) Forward | - | - | - | - |
| d) Futures | 185.279.000 | - | 81.900.000 | - |
| e) Altri | - | - | - | - |
| 2. Titoli di capitale e indici azionari | - | - | 13.000 | - |
| a) Opzioni | - | - | 13.000 | - |
| b) Swap | - | - | - | - |
| c) Forward | - | - | - | - |
| d) Futures | - | - | - | - |
| e) Altri | - | - | - | - |
| 3. Valute e oro | 6.702.834 | - | 5.984.885 | - |
| a) Opzioni | 650.379 | - | 708.678 | - |
| b) Swap | 3.748.486 | - | 2.228.584 | - |
| c) Forward | 2.303.969 | - | 3.047.623 | - |
| d) Futures | - | - | - | - |
| e) Altri | - | - | - | - |
| 4. Merci | - | - | - | - |
| 5. Altri sottostanti | - | - | - | - |
| Totale | 519.682.882 | - | 389.514.833 | - |
A.2.2 Altri derivati (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | CONSISTENZE AL 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|---|
| ATTIVITA' SOTTOSTANTI/TIPOLOGIE DERIVATI | OVER THE COUNTER |
CONTROPARTI CENTRALI |
OVER THE COUNTER |
CONTROPARTI CENTRALI |
| 1. Titoli di debito e tassi di interesse | 39.917.076 | - | 56.473.792 | - |
| a) Opzioni | - | - | 20.000 | - |
| b) Swap | 39.917.076 | - | 56.453.792 | - |
| c) Forward | - | - | - | - |
| d) Futures | - | - | - | - |
| e) Altri | - | - | - | - |
| 2. Titoli di capitale e indici azionari | 15.203.857 | - | 11.791.830 | - |
| a) Opzioni | 15.203.857 | - | 11.791.830 | - |
| b) Swap | - | - | - | - |
| c) Forward | - | - | - | - |
| d) Futures | - | - | - | - |
| e) Altri | - | - | - | - |
| 3. Valute e oro | 3.408.588 | - | 2.450.356 | - |
| a) Opzioni | 2.382.838 | - | 2.047.612 | - |
| b) Swap | - | - | - | - |
| c) Forward | 1.025.750 | - | 402.744 | - |
| d) Futures | - | - | - | - |
| e) Altri | - | - | - | - |
| 4. Merci | - | - | - | - |
| 5. Altri sottostanti | - | - | - | - |
| Totale | 58.529.521 | - | 70.715.978 | - |
A.3 Derivati finanziari: fair value lordo positivo - ripartizione per prodotti (migliaia di €)
| FAIR VALUE POSITIVO | ||||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | CONSISTENZE AL | 31.12.2016 | |
| OVER THE | CONTROPARTI | OVER THE | CONTROPARTI | |
| PORTAFOGLI/TIPOLOGIE DERIVATI | COUNTER | CENTRALI | COUNTER | CENTRALI |
| A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza | 5.242.263 | 37.332 | 7.359.289 | 624 |
| a) Opzioni | 204.812 | - | 244.916 | - |
| b) Interest rate swap | 3.430.675 | - | 4.815.406 | - |
| c) Cross currency swap | 724.248 | - | 1.193.670 | - |
| d) Equity swap | - | - | - | - |
| e) Forward | 672.902 | 698 | 873.008 | 297 |
| f) Futures | - | 36.634 | - | 327 |
| g) Altri | 209.626 | - | 232.289 | - |
| B. Portafoglio bancario - di copertura | 4.399.939 | - | 6.095.110 | - |
| a) Opzioni | 23.974 | - | 3.612 | - |
| b) Interest rate swap | 4.287.117 | - | 5.971.887 | - |
| c) Cross currency swap | 33.119 | - | 108.460 | - |
| d) Equity swap | - | - | - | - |
| e) Forward | 38.833 | - | 8.094 | - |
| f) Futures | 16.896 | - | 3.057 | - |
| g) Altri | - | - | - | - |
| C. Portafoglio bancario - altri derivati | 410.059 | - | 446.025 | - |
| a) Opzioni | 295.771 | - | 294.176 | - |
| b) Interest rate swap | 113.225 | - | 147.722 | - |
| c) Cross currency swap | - | - | - | - |
| d) Equity swap | - | - | - | - |
| e) Forward | 1.063 | - | 4.127 | - |
| f) Futures | - | - | - | - |
| g) Altri | - | - | - | - |
| Totale | 10.052.261 | 37.332 | 13.900.424 | 624 |
A.4 Derivati finanziari: fair value lordo negativo - ripartizione per prodotti (migliaia di €)
| FAIR VALUE NEGATIVO | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | CONSISTENZE AL 31.12.2016 | ||||||
| OVER THE | CONTROPARTI | OVER THE | CONTROPARTI | ||||
| PORTAFOGLI/TIPOLOGIE DERIVATI | COUNTER | CENTRALI | COUNTER | CENTRALI | |||
| A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza | 5.244.368 | 2.035 | 7.525.847 | 2.563 | |||
| a) Opzioni | 208.189 | - | 248.059 | 10 | |||
| b) Interest rate swap | 3.497.873 | - | 4.880.299 | - | |||
| c) Cross currency swap | 755.416 | - | 1.193.768 | - | |||
| d) Equity swap | - | - | - | - | |||
| e) Forward | 572.331 | 669 | 959.934 | 66 | |||
| f) Futures | - | 1.366 | - | 2.487 | |||
| g) Altri | 210.559 | - | 243.787 | - | |||
| B. Portafoglio bancario - di copertura | 4.558.320 | - | 6.126.874 | - | |||
| a) Opzioni | 1.440 | - | 19.017 | - | |||
| b) Interest rate swap | 4.394.171 | - | 5.937.933 | - | |||
| c) Cross currency swap | 123.780 | - | 118.206 | - | |||
| d) Equity swap | - | - | - | - | |||
| e) Forward | 9.719 | - | 39.936 | - | |||
| f) Futures | 29.210 | - | 11.782 | - | |||
| g) Altri | - | - | - | - | |||
| C. Portafoglio bancario - Altri derivati | 584.158 | - | 495.960 | - | |||
| a) Opzioni | 239.375 | - | 145.655 | - | |||
| b) Interest rate swap | 327.767 | - | 348.610 | - | |||
| c) Cross currency swap | - | - | - | - | |||
| d) Equity swap | - | - | - | - | |||
| e) Forward | 17.016 | - | 1.695 | - | |||
| f) Futures | - | - | - | - | |||
| g) Altri | - | - | - | - | |||
| Totale | 10.386.846 | 2.035 | 14.148.681 | 2.563 |
A.5 Derivati finanziari OTC - portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti non rientranti in accordi di compensazione (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONTRATTI NON RIENTRANTI IN ACCORDI DI COMPENSAZIONE |
GOVERNI E BANCHE CENTRALI |
ALTRI ENTI PUBBLICI |
BANCHE | SOCIETA' FINANZIARIE |
SOCIETA' DI ASSICURAZIONE |
IMPRESE NON FINANZIARIE |
ALTRI SOGGETTI |
| 1) Titoli di debito e tassi | |||||||
| d'interesse | |||||||
| - valore nozionale | 1.933.756 | 792.254 | 1.379.683 | 2.243.133 | - | 18.149.341 | 40.157 |
| - fair value positivo | - | 60.114 | 17.958 | 19.775 | - | 395.669 | 399 |
| - fair value negativo | 3.504 | 1.957 | 1.387 | 3.701 | - | 38.972 | 1 |
| - esposizione futura | - | 7.994 | 5.789 | 8.997 | - | 100.327 | 199 |
| 2) Titoli di capitale e indici | |||||||
| azionari | |||||||
| - valore nozionale | - | - | - | 1.865 | - | 968 | 124.302 |
| - fair value positivo | - | - | - | 3 | - | 2 | 199 |
| - fair value negativo | - | - | - | - | - | - | - |
| - esposizione futura | - | - | - | - | - | - | - |
| 3) Valute e oro | |||||||
| - valore nozionale | - | - | 183.251 | 161.024 | - | 7.284.503 | 129 |
| - fair value positivo | - | - | 1.586 | 1.806 | - | 135.487 | - |
| - fair value negativo | - | - | 1.117 | 5.457 | - | 85.487 | - |
| - esposizione futura | - | - | 1.925 | 4.320 | - | 109.150 | 1 |
| 4) Altri valori | |||||||
| - valore nozionale | - | - | 61.292 | - | - | 698.590 | - |
| - fair value positivo | - | - | 5.482 | - | - | 27.510 | - |
| - fair value negativo | - | - | 235 | - | - | 43.014 | - |
| - esposizione futura | - | - | 3.191 | - | - | 74.948 | - |
A.6 Derivati finanziari OTC - portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti rientranti in accordi di compensazione (migliaia di €)
CONSISTENZE AL 31.12.2017 CONTRATTI RIENTRANTI IN ACCORDI DI COMPENSAZIONE GOVERNI E BANCHE CENTRALI ALTRI ENTI PUBBLICI BANCHE SOCIETA' FINANZIARIE SOCIETA' DI ASSICURAZIONE IMPRESE NON FINANZIARIE ALTRI SOGGETTI 1) Titoli di debito e tassi d'interesse - valore nozionale 310.638 100.000 113.865.767 55.497.670 - 9.185.720 - - fair value positivo 768 - 1.151.796 1.304.188 - 536.878 - - fair value negativo 3.052 336 2.056.216 1.293.554 - 160.738 - 2) Titoli di capitale e indici azionari - valore nozionale - - 148.707 - - - - - fair value positivo - - - - - - - - fair value negativo - - 208 - - - - 3) Valute e oro - valore nozionale 312.766 8.588 66.795.442 12.747.278 - 5.189.864 - - fair value positivo - 112 945.539 87.876 - 368.023 - - fair value negativo 3.662 - 1.147.045 89.856 - 133.083 - 4) Altri valori - valore nozionale - - 1.750.350 113.291 - 877.177 - - fair value positivo - - 153.898 1.537 - 25.658 - - fair value negativo - - 61.538 11.723 - 98.525 -
A.7 Derivati finanziari OTC - portafoglio bancario: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti non rientranti in accordi di compensazione (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONTRATTI NON RIENTRANTI IN ACCORDI DI COMPENSAZIONE |
GOVERNI E BANCHE CENTRALI |
ALTRI ENTI PUBBLICI |
BANCHE | SOCIETA' FINANZIARIE |
SOCIETA' DI ASSICURAZIONE |
IMPRESE NON FINANZIARIE |
ALTRI SOGGETTI |
|
| 1) Titoli di debito e tassi d'interesse | ||||||||
| - valore nozionale | - | - | 186.853.494 | - | - | - | - | |
| - fair value positivo | - | - | 16.955 | - | - | - | - | |
| - fair value negativo | - | - | 32.539 | - | - | - | - | |
| - esposizione futura | - | - | 232 | - | - | - | - | |
| 2) Titoli di capitale e indici azionari | ||||||||
| - valore nozionale | - | - | - | - | - | - | 170.765 | |
| - fair value positivo | - | - | - | - | - | - | - | |
| - fair value negativo | - | - | - | - | - | - | 59.567 | |
| - esposizione futura | - | - | - | - | - | - | - | |
| 3) Valute e oro | ||||||||
| - valore nozionale | - | - | 1.061.531 | - | - | 791 | - | |
| - fair value positivo | - | - | 1.792 | - | - | - | - | |
| - fair value negativo | - | - | 17.004 | - | - | 12 | - | |
| - esposizione futura | - | - | 10.615 | - | - | 8 | - | |
| 4) Altri valori | ||||||||
| - valore nozionale | - | - | - | - | - | - | - | |
| - fair value positivo | - | - | - | - | - | - | - | |
| - fair value negativo | - | - | - | - | - | - | - | |
| - esposizione futura | - | - | - | - | - | - | - |
A.8 Derivati finanziari OTC - portafoglio bancario: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti rientranti in accordi di compensazione (migliaia di €)
CONSISTENZE AL 31.12.2017 CONTRATTI RIENTRANTI IN ACCORDI DI COMPENSAZIONE GOVERNI E BANCHE CENTRALI ALTRI ENTI PUBBLICI BANCHE SOCIETA' FINANZIARIE SOCIETA' DI ASSICURAZIONE IMPRESE NON FINANZIARIE ALTRI SOGGETTI 1) Titoli di debito e tassi d'interesse - valore nozionale - - 349.061.493 16.982.137 - - - - fair value positivo - - 4.371.537 28.785 - - - - fair value negativo - - 4.507.537 212.305 - - - 2) Titoli di capitale e indici azionari - valore nozionale - - 15.033.092 - - - - - fair value positivo - - 268.442 - - - - - fair value negativo - - 87.732 - - - - 3) Valute e oro - valore nozionale - - 8.373.707 675.394 - - - - fair value positivo - - 101.603 20.884 - - - - fair value negativo - - 225.770 13 - - - 4) Altri valori - valore nozionale - - - - - - - - fair value positivo - - - - - - - - fair value negativo - - - - - - -
A.9 Vita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali (migliaia di €)
| OLTRE 1 ANNO E | ||||
|---|---|---|---|---|
| SOTTOSTANTI/VITA RESIDUA | FINO 1 ANNO | FINO A 5 ANNI | OLTRE 5 ANNI | TOTALE |
| A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza | 113.811.269 | 111.636.336 | 74.509.904 | 299.957.509 |
| A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi d'interesse | 34.104.497 | 100.413.895 | 68.979.729 | 203.498.121 |
| A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e indici azionari | - | 275.842 | - | 275.842 |
| A.3 Derivati finanziari su tassi di cambio e oro | 76.541.548 | 10.611.122 | 5.530.175 | 92.682.845 |
| A.4 Derivati finanziari su altri valori | 3.165.224 | 335.477 | - | 3.500.701 |
| B. Portafoglio bancario | 213.493.007 | 293.636.439 | 71.082.957 | 578.212.403 |
| B.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi d'interesse | 206.334.581 | 281.453.779 | 65.108.764 | 552.897.124 |
| B.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e indici azionari | 2.319.393 | 9.583.662 | 3.300.802 | 15.203.857 |
| B.3 Derivati finanziari su tassi di cambio e oro | 4.839.033 | 2.598.998 | 2.673.391 | 10.111.422 |
| B.4 Derivati finanziari su altri valori | - | - | - | - |
| Totale 31.12.2017 | 327.304.276 | 405.272.775 | 145.592.861 | 878.169.912 |
| Totale 31.12.2016 | 266.417.884 | 328.979.131 | 147.451.108 | 742.848.123 |
B. Derivati creditizi
Non ci sono dati da segnalare.
C. Derivati finanziari e creditizi
| C.1 Derivati finanziari e creditizi OTC: fair value netti ed esposizione futura per controparti | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | |||||||
| GOVERNI E BANCHE CENTRALI |
ALTRI ENTI PUBBLICI |
BANCHE | SOCIETA' FINANZIARIE |
SOCIETA' DI ASSICURAZIONE |
IMPRESE NON FINANZIARIE |
ALTRI SOGGETTI |
|
| 1) Accordi bilaterali derivati finanziari |
|||||||
| - fair value positivo | - | - | 289.050 | 40.979 | - | 719.940 | - |
| - fair value negativo | 5.946 | 224 | 1.382.281 | 205.158 | - | 181.727 | - |
| - esposizione futura | 1.906 | 635 | 1.985.915 | 145.887 | - | 243.151 | - |
| - rischio di controparte netto | 1.906 | 635 | 2.118.303 | 178.371 | - | 936.891 | - |
| 2) Accordi bilaterali derivati creditizi | |||||||
| - fair value positivo | - | - | - | - | - | - | - |
| - fair value negativo | - | - | - | - | - | - | - |
| - esposizione futura | - | - | - | - | - | - | - |
| - rischio di controparte netto | - | - | - | - | - | - | - |
| 3) Accordi "Cross product" | |||||||
| - fair value positivo | - | - | - | - | - | - | - |
| - fair value negativo | - | - | - | - | - | - | - |
| - esposizione futura | - | - | - | - | - | - | - |
| - rischio di controparte netto | - | - | - | - | - | - | - |
Sezione 3 - Rischio di liquidità
Informazioni di natura qualitativa
Il rischio di liquidità identifica l'eventualità che la Banca possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte agli impegni di pagamento (per cassa o per consegna) attuali e futuri, previsti o imprevisti senza pregiudicare l'operatività quotidiana o la propria condizione finanziaria.
I principi fondamentali
Le Liquidity Reference Banks
L'obiettivo di UniCredit S.p.A. è mantenere la liquidità ad un livello che consenta di condurre le principali operazioni bancarie in sicurezza, finanziare le proprie attività alle migliori condizioni di tasso in normali circostanze operative e rimanere sempre nella condizione di far fronte agli impegni di pagamento.
A tale scopo, UniCredit S.p.A. si attiene scrupolosamente alle disposizioni normative e regolamentari imposte dalle Banche Centrali e dalle autorità nazionali dei vari paesi in cui opera.
L'organizzazione di UniCredit S.p.A. è basata su criteri di tipo manageriale, definiti coerentemente con il concetto di Liquidity Reference Bank. Le Liquidity Reference Banks sono società che intervengono in base alla responsabilità che ad esse competono in qualità di sub-holding nella gestione della liquidità. Esse:
- intervengono nel processo di gestione e concentrazione dei flussi di liquidità delle varie Entità che ricadono all'interno del loro perimetro;
- sono responsabili dell'ottimizzazione del processo di funding effettuato nei principali mercati locali e del coordinamento dell'accesso ai mercati di breve e di lungo termine da parte delle Entità sottostanti appartenenti al loro perimetro;
- infine, sono responsabili, a livello locale, dell'implementazione delle regole sulla liquidità di Gruppo, in conformità con le Linee Guida di Governance di Gruppo e con le vigenti norme locali.
Ruoli e responsabilità
Sono state identificate a livello di Gruppo, tre strutture principali per la gestione della liquidità: la competence line del Group Risk Management, la funzione "Group Planning, Finance, Shareholding And Investor Relations", e la funzione "Tesoreria" (inclusa nella Business Unit "Markets"), ognuna con ruoli e responsabilità differenti. In particolare, le funzioni operative sono proprie di Finanza e Tesoreria, mentre la funzione Risk Management ha responsabilità di controllo e reportistica indipendente rispetto alle funzioni operative (in linea con quanto stabilito dalla vigente normativa di Banca d'Italia).
Più specificamente, la Tesoreria agisce come organo di coordinamento nella gestione dei flussi finanziari infra-gruppo, derivanti dai deficit/surplus di liquidità delle varie società appartenenti al Gruppo, e applica gli appropriati tassi di trasferimento alle transazioni infra-gruppo. Espletando tali funzioni, la Tesoreria garantisce un accesso al mercato disciplinato ed efficiente.
Group Planning, Finance, Shareholding And Investor Relations è responsabile del coordinamento del processo di pianificazione finanziaria a livello di Gruppo, di Liquidity Reference Banks e delle società più rilevanti, al fine di assicurare efficientemente la stabilità e la sostenibilità della struttura finanziaria nel tempo, gestendo la composizione e le scadenze delle attività e delle passività, nel rispetto dei limiti e dei triggers definiti per la liquidità e le metriche di bilancio. È inoltre responsabile per l'esecuzione della strategia di finanziamento a medio lungo termine del Gruppo (incluse le operazioni di cartolarizzazione), per il coordinamento dell'accesso ai mercati nazionali ed internazionali per tutti le Liquidity Reference Banks e le società rilevanti, sfruttando le opportunità dei mercati locali, al fine di ridurre i costi di finanziamento e diversificare le fonti di liquidità.
L'ottimizzazione del rischio di liquidità è perseguita stabilendo limiti specifici per l'attività bancaria standard di trasformazione delle scadenze a breve, medio e lungo termine. Tale processo è implementato nel rispetto delle disposizioni normative e regolamentari di ciascun Paese e delle policy e regole interne delle Società del Gruppo tramite modelli di gestione adottati nelle Liquidity Reference Banks.
I modelli sono sottoposti ad analisi condotte dal Risk Management locale o dalla struttura equivalente con le stesse responsabilità, di concerto con la funzione di Risk Management di UniCredit S.p.A. al fine di garantire il rispetto delle metriche e degli obiettivi definiti dal liquidity framework del Gruppo.
Inoltre, le regole regionali devono essere conformi ai requisiti normativi e regolamentari nazionali.
Sistemi di misurazione e reporting del rischio
Tecniche di misurazione del rischio
I diversi tipi di liquidità gestiti dalla banca sono:
- il rischio di liquidità di breve termine si riferisce al rischio di non-conformità tra gli ammontari e/o le scadenze dei flussi di cassa in entrata ed in uscita nel breve termine (inferiore all'anno);
- il rischio di liquidità di mercato è il rischio che la banca possa fronteggiare un cambiamento di prezzo notevole e avverso, generato da fattori esogeni ed endogeni che comportino delle perdite, nella vendita di attivi considerati liquidi. Nel caso peggiore, la banca potrebbe non essere capace di liquidare queste posizioni;
- il rischio di liquidità intra-giornaliero emerge quando un'istituzione finanziaria non può onorare i pagamenti o le obbligazioni di liquidazione in maniera tempestiva sia in condizioni normali sia in condizioni di stress;
- il rischio di liquidità strutturale è definito come l'incapacità della banca di procurarsi , in modo stabile e sostenibile, i fondi necessari per mantenere un rapporto adeguato tra le attività e le passività a medio/lungo termine (oltre l'anno) ad un prezzo ragionevole senza impattare le operazioni giornaliere o la situazione finanziaria della banca. Potrebbe avere un potenziale impatto sul costo del finanziamento (credit spread della banca o di mercato) con conseguenze sui risultati dell'istituzione;
- il rischio di stress o contingenza è legato alle obbligazioni future ed inattese (per esempio l'utilizzo di linee di credito irrevocabili, prelievo di depositi, aumento nelle garanzie prestate) e potrebbe richiedere alla banca un ammontare maggiore di liquidità rispetto a quanto considerato necessario per gestire il business ordinario;
- il rischio di liquidità intra-gruppo ha origine da un'eccessiva esposizione o dipendenza verso/da una controparte di UniCredit S.p.A.;
- il rischio di concentrazione delle passività emerge qualora una banca fa leva su un numero limitato di fonti di finanziamento, la cui importanza diviene tale che il ritiro di una di esse potrebbe generare problemi di liquidità.
- Il rischio di liquidità in valuta estera, generato dai disallineamenti tra flussi di cassa in entrata ed in uscita attuali o prospettici in valuta estera (rischio di rifinanziamento in valuta estera) o relativi alla distribuzione delle scadenze degli attivi e dei passivi in valuta estera (rischio di mismatch strutturale di valuta).
Il rischio di liquidità, per la sua particolare natura, è affrontato tramite tecniche di analisi dei gap, stress test della liquidità e misure complementari (principalmente attraverso una serie di indicatori, quali ad esempio: gap prestiti-depositi, liquidity coverage ratio). In particolare, le analisi dei dati di gap sono elaborate entro due orizzonti temporali distinti:
- giornalmente, una metodologia basata sul mismatch degli sbilanci di liquidità controlla il rischio di liquidità di breve termine derivante da scadenze dall'overnight fino a 12 mesi;
- mensilmente, i gap ratio controllano il rischio dal medio al lungo termine (liquidità strutturale) per le scadenze pari all'anno o superiori.
Il framework di gestione del rischio di liquidità
Il liquidity framework di UniCredit S.p.A. si basa sul Liquidity Risk Mismatch Model, caratterizzato dai seguenti principi fondamentali:
- Gestione del rischio di liquidità sul breve termine (liquidità operativa) che considera gli eventi che avrebbero un impatto sulla posizione di liquidità di UniCredit S.p.A. da un giorno fino ad un anno. L'obiettivo primario è quello di conservare la capacità di UniCredit S.p.A. di far fronte agli impegni di pagamento ordinari e straordinari minimizzandone contestualmente i costi.
- Gestione del rischio di liquidità strutturale (rischio strutturale) che considera gli eventi i quali avrebbero un impatto sulla posizione di liquidità di UniCredit S.p.A. oltre l'anno. L'obiettivo primario è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività a medio/lungo termine e attività a medio/lungo termine, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti di finanziamento, attuali e prospettiche, a breve termine, ottimizzando contestualmente il costo del funding.
- Stress test: il rischio di liquidità è un evento di scarsa probabilità e di forte impatto. Pertanto, le tecniche di stress testing rappresentano un eccellente strumento per valutare le potenziali vulnerabilità del bilancio. La Banca riproduce diversi scenari, spaziando dalla generale crisi di mercato alla crisi idiosincratica e loro combinazioni.
Inoltre, il rischio di liquidità è incluso nel Risk Appetite Framework attraverso una serie di indicatori specifici. Uno di questi è il Funding Gap (versione affinata del rapporto o differenza tra impieghi e raccolta), calcolato trimestralmente, che fornisce una stima della porzione di attivi commerciali che viene finanziata da poste commerciali.
Gestione della liquidità di breve termine
L'obiettivo della gestione della liquidità consolidata di breve termine è di garantire che UniCredit S.p.A. resti nella condizione di far fronte agli impegni di pagamento, previsti o imprevisti, focalizzandosi sulle esposizioni relative ai primi dodici mesi.
Le misure standard adottate a tal fine sono:
- gestione dell'accesso ai sistemi di pagamento (gestione della liquidità operativa);
- gestione dei pagamenti da effettuare e monitoraggio delle riserve di liquidità e del livello di utilizzo delle stesse (analisi e gestione attiva della maturity ladder).
Questi principi sono applicabili a livello di Gruppo e a livello di ciascuna Liquidity Reference Bank.
La Operative Maturity Ladder è composta dai flussi di cassa netti (in/outflows) contrattuali che impattano la posizione di liquidità presso le Banche Centrali e il conto Nostro. Si tratta di flussi che impattano direttamente la "core liquidity" della banca, su predefiniti bucket temporali. La Operational Maturity Ladder è composta da:
- Primary Gap, è il fabbisogno netto di rifinanziamento wholesale nei diversi bucket temporali;
- Counterbalancing Capacity, è l'ammontare di titoli non impegnati accettati come garanzia dalle Banche Centrali o dalle controparti di mercato. L'ammontare di Counterbalancing Capacity è rappresentata al cosiddetto "Liquidity Value" (il Market Value meno l'Haircut applicabile);
- Cumulative Gap, è la somma dei componenti precedenti;
- Riserva per flussi inattesi, rappresenta aggiustamenti di liquidità della Operative Maturity Ladder per considerare un buffer the può essere utilizzato dalla Tesoreria per rifinanziare deflussi imprevisti che incidono sulla posizione della Banca Centrale (incluso nei bucket a breve termine). La Riserva per Flussi Inattesi tiene conto della volatilità dei bisogni di finanziamento del portafoglio di attività commerciali, la volatilità delle fonti di finanziamento commerciali, compresi gli effetti potenziali di concentrazione, la variazione di valore della Counterbalancing Capacity dovuta a cambiamenti dei prezzi di mercato.
La Operative Maturity Ladder è inclusa nel Risk Appetite Framework di Gruppo, con un limite di 0 sul bucket a 3 mesi.
UniCredit S.p.A. adotta anche il "Cash Horizon" come indicatore sintetico dei livelli di rischio relativi alla posizione di liquidità a breve termine. Il Cash Horizon identifica il numero di giorni al termine dei quali l'Entità in esame non è più in grado di onorare le proprie obbligazioni, così come rappresentate nella Operative Maturity Ladder, una volta esaurita la Counterbalancing Capacity disponibile.
Gestione della liquidità strutturale
L'obiettivo della gestione della liquidità strutturale di UniCredit S.p.A. è di limitare le esposizioni al rifinanziamento sulle scadenze superiori all'anno, riducendo così i bisogni di rifinanziamento sul più breve termine. Il mantenimento di un adeguato rapporto tra le attività e le passività di medio/lungo termine mira ad evitare pressioni sulle fonti, attuali e prospettiche, a breve termine.
Le misure standard adottate a tal fine sono:
- la distribuzione delle scadenze delle operazioni di finanziamento, per ridurre le fonti di funding meno stabili, ottimizzando contestualmente il costo della raccolta (gestione integrata della liquidità strategica e della liquidità tattica);
- il finanziamento della crescita tramite attività strategiche di funding, stabilendo le scadenze più appropriate (Piano di Finanziamento Annuale);
- la conciliazione di requisiti di finanziamento a medio-lungo termine con l'esigenza di minimizzare i costi diversificando le fonti, i mercati nazionali, le valute di emissione e gli strumenti impiegati (realizzazione del Piano di Finanziamento Annuale).
La metrica principale utilizzata per misurare la posizione a medio lungo termine è lo Structural Liquidity Ratio. In generale, lo Structural Liquidity Ratio "1 anno" è calcolato come il rapporto tra passività e attività con scadenza superiore a un anno. Tutte le voci di bilancio sono mappate con riferimento alla loro scadenza contrattuale, modellizzata o riferita allo loro specifica natura. Il limite interno fissato al 90% significa che almeno il 90% degli attivi con scadenza superiore a 1 anno deve essere finanziato con passivi con scadenza oltre a 1 anno.
Lo Structural Liquidity Ratio come descritto sopra è stato abbandonato alla fine del 2016 ed è stato sostituito dal Net Stable Funding Ratio (NSFR) come descritto dalla Regolamentazione di Basilea III.
Una metrica strutturale, dedicata alla misurazione delle necessità di funding generate dall'attività commerciale della Banca è il Funding Gap. Esso misura la necessità di finanziamento che la banca ha nel mercato interbancario. L'indicatore, presente nel Risk Appetite Framework, ha l'obiettivo di monitorare e gestire il livello di finanziamento dei crediti netti verso la clientela, proveniente da fonti di finanziamento non ottenute esclusivamente attraverso l'attività di Tesoreria/Finanza.
Stress test della liquidità
Lo Stress test è una tecnica di gestione del rischio impiegata per valutare i potenziali effetti che uno specifico evento e/o movimento, in una serie di variabili finanziarie, esercitano sulla condizione finanziaria di un'istituzione. Trattandosi di uno strumento previsionale, lo stress test della liquidità diagnostica il rischio di liquidità di un'istituzione. In particolare, i risultati degli stress test vengono utilizzati per:
- valutare l'adeguatezza dei limiti di liquidità sia in termini quantitativi che qualitativi;
- pianificare e attuare operazioni di finanziamento alternative al fine di controbilanciare i deflussi di cassa;
- strutturare/modificare il profilo di liquidità degli asset di UniCredit S.p.A.;
- fornire supporto allo sviluppo del liquidity contingency plan.
UniCredit S.p.A. adotta una metodologia centralizzata di Stress testing in base alla quale ogni Liquidity Reference Bank è tenuta a riprodurre lo stesso scenario sotto il coordinamento del Group Risk Management tramite l'attivazione di procedure locali. Periodicamente, UniCredit S.p.A. riproduce scenari di liquidità e conduce analisi di sensitività. Queste ultime valutano l'impatto esercitato sulla condizione finanziaria di un'istituzione da un movimento in un particolare fattore di rischio, mentre i test di scenario tendono a considerare le ripercussioni di movimenti simultanei in diversi fattori di rischio, definendo chiaramente un evento di stress ipotetico e consistente.
Scenari di liquidità
A livello macro, il Gruppo identifica tre diversi tipi di potenziale crisi di liquidità:
- crisi correlata al mercato (sistemica, globale o settoriale): market downturn scenario. Tale scenario consiste in un'improvvisa turbolenza in un mercato monetario e di capitali che potrebbe essere causata dalla chiusura (o dall'accesso limitato) del sistema di mercato/regolamento, da eventi politici critici, crisi regionale, credit crunch, ecc.;
- specifica del Gruppo o di parte di esso (idiosincratico): crisi di fiducia specifica sul nome del Gruppo; il presupposto potrebbe essere il rischio operativo, eventi connessi ad un aumento del rischio reputazionale del Gruppo e ad un declassamento del rating di UniCredit S.p.A. o altre società del Gruppo;
- una combinazione della crisi di mercato e di quella specifica: scenario combinato.
Questi scenari causano una sostanziale riduzione nella raccolta proveniente da clienti rating-sensitive, da investitori di CD/CP e dal mercato interbancario. In aggiunta, è considerato un possibile maggior ricorso alle linee di credito non utilizzate.
Il Combined Scenario prevede un generale contesto negativo del sistema bancario abbinato ad un problema specifico o di mercato relativo al Gruppo.
Nel corso del 2017 il risultato degli stress test di liquidità di UniCredit S.p.A. nel combined scenario è stato sempre positivo.
Impatti in caso di riduzione del merito credito
Tra i flussi di liquidità in uscita che avvengono in situazioni di stress, la banca monitora con cadenza mensile l'impatto in termini di addizionali garanzie collaterali che la banca dovrebbe fornire in caso di downgrade del suo rating creditizio. A tal fine vengono presi in considerazione i rating forniti da tutte le principali agenzie di rating. I controlli vengono effettuati a livello di singola Entità. Attenzione particolare è riservata ai veicoli.
Metriche regolamentari
UniCredit S.p.A. inoltre adotta le metriche regolamentari definite dal Comitato di Basilea, vale a dire il Liquidity Coverage Ratio (LCR) e il Net Stable Funding Ratio (NSFR), come parte integrante del processo di gestione della liquidità. Il rispetto dei requisiti regolamentari sia dell'LCR che del NSFR viene gestito nell'ambito del Funding Plan di Gruppo, nonché attraverso il Risk Appetite framework di Gruppo. Per quanto riguarda l'LCR, in attesa degli obblighi specifici di pubblicazione, a dicembre 2017 l'indicatore per UniCredit S.p.A. è stato superiore al 100%.
Monitoraggio e reportistica
In UniCredit S.p.A. la governance di liquidità e il controllo del rischio ad essa relativo sono effettuati attraverso l'impostazione e il monitoraggio delle restrizioni operative volte a prevenire potenziali vulnerabilità nella capacità della banca di far fronte ai propri obblighi di flussi di cassa.
I limiti a valere sulla liquidità a breve termine sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base giornaliera. Gli indici di liquidità strutturale e l'eventuale mancato rispetto dei Limiti sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base mensile. Il periodo di sopravvivenza e i risultati dei Liquidity Stress Test sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base settimanale.
UniCredit S.p.A. misura e gestisce la liquidità basandosi su sistemi di monitoraggio che prevedono diversi tipi di restrizioni - gestionali e regolamentari - incorporati in limiti o livelli di warning/trigger.
In entrambe le violazioni, di limite o di warning, la funzione di Risk Management di UniCredit S.p.A. analizza la causa degli eventi, attivando un appropriato processo di escalation e segnalando al comitato competente.
Mitigazione del rischio
Fattori di mitigazione
Il rischio di liquidità è considerato una categoria di rischio rilevante ai fini della determinazione della propensione al rischio di UniCredit S.p.A. I principali fattori di mitigazione della liquidità per UniCredit S.p.A. sono:
- un'accurata pianificazione della liquidità sul breve e medio-lungo termine sottoposta ad un'attività di monitoraggio mensile;
- un'efficiente Contingency Liquidity Policy (CLP) caratterizzata da un Contingency Action Plan (CAP), fattibile e aggiornato, da attuare in caso di crisi;
- un liquidity buffer per far fronte a deflussi di cassa inaspettati;
- stress test solidi, aggiornati periodicamente e condotti di frequente;
- un insieme di indicatori di Early Warning utili ad intercettare potenziali crisi di liquidità, dando così a UniCredit S.p.A. il tempo necessario per ristabilire un solido profilo di liquidità.
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura
Piano di Funding
Il Funding Plan ricopre un ruolo fondamentale nella gestione generale della liquidità influenzando sia la posizione di breve termine che la posizione strutturale. Il Funding Plan, definito a tutti i livelli (es. di Gruppo, di Liquidity Reference Bank e di società), è sviluppato in coerenza con una analisi sostenibile di utilizzi e fonti sia sulla posizione a breve, sia strutturale. Uno degli obiettivi dell'accesso ai canali di medio-lungo termine è quello di evitare pressioni sulla posizione di liquidità a breve termine. Il Funding Plan deve essere aggiornato almeno annualmente e deve essere approvato dal Consiglio di Amministrazione. Inoltre, deve essere allineato con il processo di definizione del Budget e con il Risk Appetite framework.
La Capogruppo coordina l'accesso al mercato da parte delle Liquidity Reference Banks e delle società, mentre le Liquidity Reference Banks coordinano l'accesso delle società che appartengono al proprio perimetro.
Ogni società o Liquidity Reference Bank può accedere ai mercati per il finanziamento di medio e lungo temine, in modo da incrementare l'autosufficienza, sfruttare le opportunità di mercato e la specializzazione funzionale, tutelando l'ottimizzazione del costo dei finanziamenti di UniCredit S.p.A.
La funzione di Finance, Planning & Capital Management è responsabile per la elaborazione del Funding Plan. La funzione di Risk Management ha la responsabilità di rilasciare una valutazione indipendente del Funding Plan.
Contingency liquidity management di UniCredit S.p.A.
Una crisi di liquidità è un evento caratterizzato da un impatto elevato, sia pure scarsamente probabile. Pertanto è stato definito un modello operativo specifico per situazioni di crisi, che può essere attivato efficacemente, sulla base di una procedura approvata. Per poter agire tempestivamente, è stata predefinita una serie di azioni di mitigazione. A seconda della situazione, alcune di queste azioni possono essere approvate per l'esecuzione.
La capacità di agire tempestivamente è essenziale per ridurre al minimo le conseguenze potenzialmente distruttive di una crisi di liquidità. Le analisi degli stress test rappresenteranno un valido strumento per l'individuazione delle conseguenze attese e la definizione anticipata delle azioni più adeguate per affrontare uno specifico scenario di crisi. In combinazione con gli Early Warning Indicators, UniCredit S.p.A. può addirittura riuscire ad attenuare gli effetti negativi di liquidità già nelle prime fasi della crisi.
Le crisi di liquidità sono solitamente caratterizzate da un rapido sviluppo e i segnali che le precedono possono essere di difficile interpretazione, quando non addirittura inesistenti; è quindi importante individuare con chiarezza gli attori, i poteri, le responsabilità, i criteri di comunicazione e la reportistica, al fine di incrementare significativamente la probabilità di superare con successo lo stato di emergenza. Una crisi di liquidità può essere classificata come sistemica (es. evento di crollo complessivo del mercato monetario e di capitali) o specifica (es. specifica della banca) o una combinazione di entrambe.
L'obiettivo del documento di Contingency Liquidity management di UniCredit S.p.A. è di assicurare l'attuazione tempestiva di interventi efficaci fin dal principio (dalle prime ore) di una crisi di liquidità, attraverso la definizione di linee guida specifiche su attivazione delle fasi, convocazione di meetings, decisioni, azioni e procedure di comunicazione.
Tale scopo viene raggiunto attraverso:
- una serie di Early Warning Indicators che possono aiutare ad identificare una potenziale crisi emergente di liquidità;
- l'attivazione di un modello operativo straordinario e di governo della liquidità, collegato ad indicatori inclusi sia nel risk Appetite che nel Recovery Plan;
- una serie di azioni disponibili in stand-by per mitigare gli effetti negativi sulla liquidità;
- una coerente comunicazione interna ed esterna.
Una parte fondamentale della Contingency liquidity management è costituita dal Contingency Funding Plan. Questo piano consiste in un insieme di azioni di gestione potenziali ma concrete da attuare in una fase di crisi. Tali azioni sono dettagliate in termini di strumenti, importi e tempi di esecuzione volti a migliorare la posizione di liquidità della banca durante la fase di crisi. Il Contingency Funding Plan è sviluppato sulla base del Piano di Finanziamento annuale.
Early Warning Indicators
UniCredit S.p.A. e le principali società sono dotate di un sistema di early warning indicators. Questo sistema è utilizzato per monitorare su base continuativa le situazioni di stress, le quali possono essere originate dal mercato, dal settore o da eventi idiosincratici. Nella fattispecie, questi indicatori sono basati su variabili macroeconomiche o di mercato che riflettono l'andamento della politica monetaria delle Banche Centrali, o, ancora, su specifiche metriche interne. Il sistema di Early Warning Indicators aiuta ad intercettare possibili crisi di liquidità o potenziali difficoltà di rifinanziamento di UniCredit S.p.A., attivando una serie di decisioni prese dal senior management. Per ogni indicatore, si è adottato un sistema "a semaforo", tale da garantire sufficiente tempo per informare il senior management e mettere in piedi adeguate azioni correttive volte a riportare la liquidità di UniCredit S.p.A. ai livelli ordinari.
Informazioni di natura quantitativa
1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DA OLTRE 1 | DA OLTRE 7 | DA OLTRE | DA OLTRE 1 | DA OLTRE 3 | DA OLTRE 6 | DA OLTRE 1 | ||||
| VOCI/SCAGLIONI TEMPORALI | A VISTA | GIORNO A 7 GIORNI |
GIORNI A 15 GIORNI |
15 GIORNI A 1 MESE |
MESE FINO A 3 MESI |
MESI FINO A 6 MESI |
MESI FINO A 1 ANNO |
ANNO FINO A 5 ANNI |
OLTRE 5 ANNI |
DURATA INDETERMINATA |
| Attività per cassa | 26.972.378 | 19.721.518 | 11.486.991 | 11.079.245 | 25.086.975 | 16.723.733 | 25.315.085 104.711.231 | 62.385.693 | 1.971.931 | |
| A.1 Titoli di Stato | 33.595 | 52.000 | 1.583.209 | 634.891 | 2.248.729 | 5.591.957 | 7.547.223 | 31.385.948 | 10.122.060 | - |
| A.2 Altri titoli di debito | 6.588 | 1.138 | 38.408 | 55.107 | 38.630 | 71.875 | 261.681 | 2.314.188 | 4.328.194 | 48.694 |
| A.3 Quote O.I.C.R. | 809.602 | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| A.4 Finanziamenti | 26.122.593 | 19.668.380 | 9.865.374 | 10.389.247 | 22.799.616 | 11.059.901 | 17.506.181 | 71.011.095 | 47.935.439 | 1.923.237 |
| - Banche | 3.997.126 | 6.467.451 | 1.743.587 | 986.396 | 2.689.886 | 1.352.753 | 1.405.336 | 5.334.026 | 1.523.431 | 1.923.237 |
| - Clientela | 22.125.467 | 13.200.929 | 8.121.787 | 9.402.851 | 20.109.730 | 9.707.148 | 16.100.845 | 65.677.069 | 46.412.008 | - |
| Passività per cassa | 171.641.490 | 18.117.165 | 10.531.210 | 10.686.109 | 11.465.687 | 8.277.829 | 9.749.059 | 66.171.968 | 28.556.542 | 500.000 |
| B.1 Depositi e conti correnti | 160.430.668 | 833.225 | 1.264.573 | 739.091 | 710.715 | 650.817 | 132.370 | 41.301 | 111.353 | - |
| - Banche | 5.178.197 | 681.621 | 1.152.977 | 494.359 | 623.900 | 556.643 | 89.077 | - | - | - |
| - Clientela | 155.252.471 | 151.604 | 111.596 | 244.732 | 86.815 | 94.174 | 43.293 | 41.301 | 111.353 | - |
| B.2 Titoli di debito | 170.629 | 248.504 | 1.997.048 | 2.859.214 | 2.780.747 | 5.492.111 | 6.831.634 | 28.449.826 | 25.046.159 | 500.000 |
| B.3 Altre passività | 11.040.193 | 17.035.436 | 7.269.589 | 7.087.804 | 7.974.225 | 2.134.901 | 2.785.055 | 37.680.841 | 3.399.030 | - |
| Operazioni "fuori bilancio" | ||||||||||
| C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 24.959 | 7.556.659 | 5.249.035 | 12.111.122 | 29.360.381 | 17.858.978 | 7.738.883 | 11.656.433 | 6.895.913 | - |
| - Posizioni corte | 24.960 | 10.019.993 | 5.145.025 | 11.844.606 | 29.034.562 | 16.305.374 | 7.533.456 | 10.936.399 | 6.405.958 | - |
| C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 3.752.080 | 109.724 | 163.298 | 420.748 | 2.886.994 | 3.532.633 | 5.304.101 | - | - | - |
| - Posizioni corte | 3.789.303 | 122.006 | 102.932 | 261.687 | 2.965.629 | 2.797.017 | 4.120.459 | - | - | - |
| C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 47.065 | 3.398.711 | - | - | 100.761 | 510.653 | 685.754 | 124.306 | - | - |
| - Posizioni corte | - | 53.969 | 843.583 | 214.343 | 1.828.691 | 505.190 | 1.020.509 | 400.965 | - | - |
| C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 47 | 2.010.581 | 298.457 | 179.395 | 1.801.643 | 819.410 | 100.908 | 2.701.367 | 1.024 | - |
| - Posizioni corte | 6.299.277 | 1.313.553 | 300.000 | - | - | - | - | - | - | - |
| C.5 Garanzie finanziarie rilasciate |
41.476 | 87 | 107 | 33.086 | 4.355 | 12.618 | 21.027 | 31.420 | 18.423 | - |
| C.6 Garanzie finanziarie ricevute | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
1.1 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: euro (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DA OLTRE 1 | DA OLTRE 7 | DA OLTRE | DA OLTRE 1 | DA OLTRE 3 | DA OLTRE 6 | DA OLTRE 1 | ||||
| VOCI/SCAGLIONI TEMPORALI | A VISTA | GIORNO A 7 GIORNI |
GIORNI A 15 GIORNI |
15 GIORNI A 1 MESE |
MESE FINO A 3 MESI |
MESI FINO A 6 MESI |
MESI FINO A 1 ANNO |
ANNO FINO A 5 ANNI |
OLTRE 5 ANNI |
DURATA INDETERMINATA |
| Attività per cassa | 25.693.351 | 19.030.842 | 11.176.933 | 10.559.598 | 23.711.050 | 15.018.029 | 24.764.095 101.305.908 | 60.429.159 | 1.955.305 | |
| A.1 Titoli di Stato | 31.296 | 52.000 | 1.581.967 | 634.891 | 2.248.531 | 5.587.550 | 7.541.376 | 30.419.404 | 10.004.923 | - |
| A.2 Altri titoli di debito | 6.583 | 1.138 | 38.408 | 55.107 | 37.472 | 70.127 | 258.774 | 2.305.838 | 4.293.057 | 32.068 |
| A.3 Quote O.I.C.R. | 752.866 | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| A.4 Finanziamenti | 24.902.606 | 18.977.704 | 9.556.558 | 9.869.600 | 21.425.047 | 9.360.352 | 16.963.945 | 68.580.666 | 46.131.179 | 1.923.237 |
| - Banche | 3.229.969 | 6.350.055 | 1.551.184 | 899.396 | 2.344.903 | 689.206 | 1.137.554 | 5.122.825 | 233.500 | 1.923.237 |
| - Clientela | 21.672.637 | 12.627.649 | 8.005.374 | 8.970.204 | 19.080.144 | 8.671.146 | 15.826.391 | 63.457.841 | 45.897.679 | - |
| Passività per cassa | 167.396.306 | 17.505.570 | 9.952.706 | 10.012.195 | 11.021.040 | 6.582.856 | 9.188.799 | 64.119.277 | 24.169.128 | 500.000 |
| B.1 Depositi e conti correnti | 156.725.156 | 300.862 | 731.877 | 138.715 | 371.634 | 598.099 | 104.625 | 36.015 | 111.353 | - |
| - Banche | 3.547.184 | 299.598 | 721.991 | 130.000 | 338.600 | 528.000 | 64.998 | - | - | - |
| - Clientela | 153.177.972 | 1.264 | 9.886 | 8.715 | 33.034 | 70.099 | 39.627 | 36.015 | 111.353 | - |
| B.2 Titoli di debito | 170.300 | 169.272 | 1.951.240 | 2.787.232 | 2.738.477 | 5.053.983 | 6.735.175 | 27.032.332 | 20.668.012 | 500.000 |
| B.3 Altre passività | 10.500.850 | 17.035.436 | 7.269.589 | 7.086.248 | 7.910.929 | 930.774 | 2.348.999 | 37.050.930 | 3.389.763 | - |
| Operazioni "fuori bilancio" | ||||||||||
| C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 310 | 4.606.602 | 2.191.450 | 6.091.101 | 14.121.295 | 7.895.828 | 3.667.281 | 4.548.769 | 3.291.147 | - |
| - Posizioni corte | 24.655 | 5.619.993 | 2.950.568 | 5.561.458 | 13.852.059 | 8.958.247 | 2.036.066 | 3.183.709 | 3.143.535 | - |
| C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 3.444.824 | 100.480 | 160.862 | 411.646 | 2.765.343 | 2.898.751 | 4.689.542 | - | - | - |
| - Posizioni corte | 3.491.298 | 113.910 | 57.255 | 246.594 | 2.684.934 | 2.382.165 | 3.536.495 | - | - | - |
| C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | - | 3.392.184 | - | - | 100.761 | 510.653 | 685.754 | 124.306 | - | - |
| - Posizioni corte | - | 52.097 | 827.493 | 185.159 | 1.824.771 | 502.664 | 1.020.509 | 400.965 | - | - |
| C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | - | 1.868.832 | 256.766 | 157.080 | 1.784.249 | 800.030 | 100.775 | 2.680.522 | 1.024 | - |
| - Posizioni corte | 6.299.277 | 1.050.000 | 300.000 | - | - | - | - | - | - | - |
| C.5 Garanzie finanziarie rilasciate |
41.476 | 87 | 107 | 31.928 | 2.726 | 12.054 | 19.825 | 31.381 | 17.985 | - |
| C.6 Garanzie finanziarie ricevute | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
1.2 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie - Valuta di denominazione: altre valute (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DA OLTRE 1 | DA OLTRE 7 | DA OLTRE | DA OLTRE 1 | DA OLTRE 3 | DA OLTRE 6 | DA OLTRE 1 | ||||
| VOCI/SCAGLIONI TEMPORALI | A VISTA | GIORNO A 7 GIORNI |
GIORNI A 15 GIORNI |
15 GIORNI A 1 MESE |
MESE FINO A 3 MESI |
MESI FINO A 6 MESI |
MESI FINO A 1 ANNO |
ANNO FINO A 5 ANNI |
OLTRE 5 ANNI |
DURATA INDETERMINATA |
| Attività per cassa | 1.279.027 | 690.676 | 310.058 | 519.647 | 1.375.925 | 1.705.704 | 550.990 | 3.405.323 | 1.956.534 | 16.626 |
| A.1 Titoli di Stato | 2.299 | - | 1.242 | - | 198 | 4.407 | 5.847 | 966.544 | 117.137 | - |
| A.2 Altri titoli di debito | 5 | - | - | - | 1.158 | 1.748 | 2.907 | 8.350 | 35.137 | 16.626 |
| A.3 Quote O.I.C.R. | 56.736 | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| A.4 Finanziamenti | 1.219.987 | 690.676 | 308.816 | 519.647 | 1.374.569 | 1.699.549 | 542.236 | 2.430.429 | 1.804.260 | - |
| - Banche | 767.157 | 117.396 | 192.403 | 87.000 | 344.983 | 663.547 | 267.782 | 211.201 | 1.289.931 | - |
| - Clientela | 452.830 | 573.280 | 116.413 | 432.647 | 1.029.586 | 1.036.002 | 274.454 | 2.219.228 | 514.329 | - |
| Passività per cassa | 4.245.184 | 611.595 | 578.504 | 673.914 | 444.647 | 1.694.973 | 560.260 | 2.052.691 | 4.387.414 | - |
| B.1 Depositi e conti correnti | 3.705.512 | 532.363 | 532.696 | 600.376 | 339.081 | 52.718 | 27.745 | 5.286 | - | - |
| - Banche | 1.631.013 | 382.023 | 430.986 | 364.359 | 285.300 | 28.643 | 24.079 | - | - | - |
| - Clientela | 2.074.499 | 150.340 | 101.710 | 236.017 | 53.781 | 24.075 | 3.666 | 5.286 | - | - |
| B.2 Titoli di debito | 329 | 79.232 | 45.808 | 71.982 | 42.270 | 438.128 | 96.459 | 1.417.494 | 4.378.147 | - |
| B.3 Altre passività | 539.343 | - | - | 1.556 | 63.296 | 1.204.127 | 436.056 | 629.911 | 9.267 | - |
| Operazioni "fuori bilancio" | ||||||||||
| C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 24.649 | 2.950.057 | 3.057.585 | 6.020.021 | 15.239.086 | 9.963.150 | 4.071.602 | 7.107.664 | 3.604.766 | - |
| - Posizioni corte | 305 | 4.400.000 | 2.194.457 | 6.283.148 | 15.182.503 | 7.347.127 | 5.497.390 | 7.752.690 | 3.262.423 | - |
| C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 307.256 | 9.244 | 2.436 | 9.102 | 121.651 | 633.882 | 614.559 | - | - | - |
| - Posizioni corte | 298.005 | 8.096 | 45.677 | 15.093 | 280.695 | 414.852 | 583.964 | - | - | - |
| C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 47.065 | 6.527 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Posizioni corte | - | 1.872 | 16.090 | 29.184 | 3.920 | 2.526 | - | - | - | - |
| C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi |
||||||||||
| - Posizioni lunghe | 47 | 141.749 | 41.691 | 22.315 | 17.394 | 19.380 | 133 | 20.845 | - | - |
| - Posizioni corte | - | 263.553 | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C.5 Garanzie finanziarie rilasciate | - | - | - | 1.158 | 1.629 | 564 | 1.202 | 39 | 438 | - |
| C.6 Garanzie finanziarie ricevute | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale |
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| - Posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale |
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| - Posizioni lunghe | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| - Posizioni corte | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
Sezione 4 - Rischi operativi
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo
Definizione di rischio operativo
Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni, personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale. Ad esempio possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell'azienda, interruzioni dell'operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi.
Framework di Gruppo per la gestione dei rischi operativi
Il gruppo UniCredit ha definito sistema di gestione dei rischi operativi l'insieme di politiche e procedure per il controllo, la misurazione e la mitigazione dei rischi operativi nel Gruppo e nelle Entità controllate.
Le politiche di rischio operativo, applicabili a tutte le Entità del Gruppo, sono principi comuni che stabiliscono il ruolo degli organi aziendali, della funzione di controllo dei rischi, nonché le interazioni con le altre funzioni coinvolte nel processo.
La Capogruppo coordina le Entità del Gruppo secondo quanto stabilito nella normativa interna per la gestione ed il controllo dei rischi operativi. Specifici Comitati rischi (Comitato Rischi, Comitato Rischi Operativi e Reputazionali) sono costituiti per monitorare l'esposizione, le azioni di mitigazione, le metodologie di misurazione e di controllo.
Le metodologie di classificazione e controllo di completezza dei dati, analisi di scenario, indicatori di rischio, reporting e misurazione del capitale di rischio sono responsabilità di Group Operational & Reputational Risks Department di Capogruppo.
A ottobre 2016 la Unit Operational, Reputional Risk & Fraud Management Italy, in precedenza collocata all'interno del department Risk Management Italy, CRO Italy, è stata collocata all'interno del Department Group Operational & Reputational Risks, GRM, cambiando il nome in Operational & Reputational Risks Management.
È responsabilità della Unit "Operational & Reputational Risks Management" il governo e il controllo dei rischi operativi e reputazionali di UniCredit S.p.A.
La conformità del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi alla normativa esterna e agli standard di Gruppo è valutata attraverso un processo di convalida interna. Responsabile di questo processo è il Group Internal Validation department della Capogruppo, struttura indipendente dal Group Operational & Reputational Risks Department.
Il gruppo UniCredit ha ottenuto nel mese di marzo 2008 l'autorizzazione all'utilizzo del modello AMA (Advanced Measurement Approach) per il calcolo del capitale a fronte dei rischi operativi. Nel mese di luglio 2014 il gruppo UniCredit ha inoltre ottenuto dagli Organi di Vigilanza l'autorizzazione all'implementazione delle modifiche qualitative e quantitative al modello AMA con decorrenza 30 giugno 2014.
Struttura organizzativa
L'Alta Direzione è responsabile per l'approvazione di tutti gli aspetti rilevanti del framework di Gruppo dei rischi operativi, per la verifica dell'adeguatezza del sistema di misurazione e controllo e viene informata regolarmente circa le variazioni del profilo di rischio e l'esposizione ai rischi operativi, con l'eventuale supporto di appositi Comitati Rischi.
Il Comitato Rischi Operativi e Reputazionali di Gruppo, presieduto dal responsabile del Group Chief Risk Officer, è composto da membri permanenti e membri ospiti. La composizione del Comitato è stata rivista nel 2014.
La missione del Comitato Rischi Operativi e Reputazionali di Gruppo per quanto riguarda i rischi operativi è di formulare proposte e pareri per il Comitato Rischi di Gruppo per:
- il risk appetite di Gruppo, compresi gli obiettivi di capitalizzazione e criteri di allocazione del capitale per i rischi operativi nel Gruppo;
- proposte iniziali e modifiche sostanziali relativamente ai sistemi di controllo e di misurazione del rischio operativo, inclusi eventuali piani operativi, processi e requisiti IT e di data quality, con il supporto delle relative validazioni interne;
- strategie complessive per l'ottimizzazione dei rischi operativi, Governance Guidelines e "Policy generali per la gestione del rischio operativi di Gruppo;
- piani operativi per fronteggiare eventuali criticità risultanti dalle attività di "Group Internal Validation" e di "Internal Audit", relative ai sistemi di controllo e misurazione del rischio;
- aggiornamento sullo stato delle attività di progetto e dei processi relativi alla normativa di Basilea su tematiche di rischio operativo;
- tematiche ICAAP relative ai rischi operativi;
- regulatory Internal Validation Report annuale sul rischio operativo;
- consulenza in materia di rischio operativo, su richiesta delle funzioni/organi della Capogruppo o delle controllate.
Il Comitato Rischi Operativi e Reputazionali di Gruppo limitato ai rischi operativi ha invece funzioni deliberanti per:
- special policies per il rischio operativo;
- azioni correttive per il bilanciamento delle posizioni di rischio operativo a livello di Gruppo, comprese le azioni di mitigazione pianificate, nell'ambito del Risk Appetite Framework approvato dagli Organi competenti;
- strategie assicurative per il Gruppo, inclusi rinnovi, limiti e franchigie;
- approvazione iniziale e modifiche sostanziali delle metodologie per la misurazione e il controllo del rischio operativo, con il supporto delle relative validazioni interne.
Il Group Operational & Reputational Risks Department fa capo al Group Risk Management (Group CRO) e supervisiona e gestisce il profilo complessivo dei rischi operativi e reputazionali del Gruppo assicurando la complessiva conformità ai requisiti regolamentari. E' responsabile del governo e del controllo del rischio operativo e reputazionale (ivi inclusi i rischi operativi di confine con il rischio di credito e di mercato e l'ICT Risk) del Gruppo e della valutazione dell'esposizione al rischio operativo e reputazionale, garantendo il suo monitoraggio continuo e indipendente e definendo le strategie per mitigare questi rischi e ridurre le perdite relative per il perimetro UniCredit S,p.A. Il Department è altresì responsabile della definizione del programma di ottimizzazione delle perdite operative facendo leva su specifici modelli di rischio e metodologie. Inoltre assicura che le attività di controllo dei rischi assunti da Filiali Estere di UniCredit S.p.A. siano monitorate e rendicontate al Group Chief Risk Officer.
Il dipartimento si articola in quattro unità organizzative:
- l'Unità Operational & Reputational Risk Oversight responsabile della definizione dei principi e delle regole per l'identificazione, la valutazione e il controllo del rischio operativo e del rischio reputazionale (inclusi i rischi operativi di confine con il rischio di credito e di mercato e rischi ICT), e di monitorarne la corretta applicazione da parte delle controllate. E' altresì responsabile di garantire omogeneità al livello di Gruppo nella raccolta delle perdite operative, nello svolgimento delle analisi di scenario e nel monitoraggio dei Risk Indicators;
- l'Unità Operational & Reputational Risks Management responsabile di supportare le funzioni di Business ((i.e. UniCredit S.p.A. Network and Competence Line, CIB Division) nell'identificazione dei rischi operativi e reputazionali svolgendo specifiche attività di gestione del rischio. E' altresì responsabile della definizione del programma di ottimizzazione delle perdite operative e del controllo delle metriche di Risk Appetite Framework; è responsabile anche della gestione del rishio reputazionale per UniCredit S.p.A e per il rilascio delle Non Binding Opinion (NBO) a livello di Gruppo in linea con le Group Rules di reputational risk.;
- l'Unità Operational, Reputational Risks and Fraud Management in the Credit Framework responsabile dell'identificazione e del controllo dei rischi operativi nei processi creditizi al fine di contribuire alla riduzione delle relative perdite. E' altresì responsabile, con riferimento a UniCredit S.p.A., per l'identificazione delle iniziative necessarie per la prevenzione, il controllo e la gestione delle frodi su mutui residenziali e credito al consumo;
- l'Unità Operational & Reputational Risk Advanced Analytics and Strategies responsabile della definizione delle metodologie per la misurazione del capitale di rischio, di provvedere al calcolo del capitale di rischio operativo e del corrispondente capitale economico, nonché di analizzare, in termini quantitativi, l'esposizione del Gruppo ai rischi operativi anche sulla base di operational risks specific models e di fornire opportuna reportistica alle funzioni interessate. E' altresì responsabile per la definizione delle strategie di operational risk, del RAF, delle linee guida e degli strumenti di trasferimento/copertura del rischio operativo.
La Unit Operational & Reputational Risks Management fa capo alla struttura del GRM ed è responsabile di valutare l'esposizione ai rischi operativi e di reputazione di UniCredit S.p.A, di garantire su di essi un presidio continuativo e indipendente e di definire le strategie per la mitigazione di tali rischi e per il contenimento delle relative perdite, nel rispetto delle Global Rules definite da "Group Operational & Reputational Risks" Department. Per quanto riguarda le attività di misurazione, gestione e mitigazione dei rischi operativi, la Unit Operational &Reputational Risks Management ha le seguenti responsabilità:
- definire programmi di ottimizzazione dei P&L identificando obiettivi raggiungibili di riduzione delle perdite facendo leva anche sulle analisi condotte dalla struttura "Operational and Reputational Risk Advanced Analytics and Strategies";
- svolgere in collaborazione con le funzioni competenti le analisi di scenario;
- identificare e monitorare, con il supporto delle funzioni competenti, gli indicatori di rischio operativo provvedendo al loro periodico aggiornamento nel rispetto delle Global Rules;
- valutare i rischi informatici (ICT), le Transazioni Rilevanti (e.g. relevant outsourcing) e i controlli adottati a presidio di tali rischi, nel rispetto della metodologia di Gruppo;
- collaborare all'analisi dell'impatto dei rischi operativi e di reputazione in caso di introduzione di nuovi e significativi prodotti finanziari o di variazioni importanti nei processi, nella struttura organizzativa e nel contesto di business;
- identificare in collaborazione con le funzioni locali di Business i principali rischi operativi che potrebbero incidere sullo sviluppo delle strategie di business e sulle budget ambition (Business Syndication) in modo da suggerire le relative azioni di mitigazione e monitorare la loro implementazione ed efficacia; • coordinare il Permanent Workgroup di UniCredit S.p.A.;
- curare le attività di risk assessment per le transazioni italiane rientranti nel perimetro delle Global Rules in materia di rischio di reputazione (e.g., settori armi ed energia nucleare);
- curare le attività amministrative previste dalla L.185/90 (e.g. segnalazioni su applicativo SIGMA) ed i rapporti con il Ministero dell'Economia coordinandosi, per gli aspetti di competenza, con la rete dei Foreign Trade Center/Office (FTC/O);
- rispondere alle richieste di Non Binding Opinion provenienti dalle Legal Entities o altre funzioni di UniCredit in materia di Reputational Risk per ogni iniziativa/transazione/progetto;
- supportare, in qualità di segreteria tecnica, le attività dell'"Italian Operational & Reputational Risk Committee"/IORRIC.
Infine, con il duplice obiettivo di soddisfare specifiche richieste dell'Autorità di Vigilanza in materia di Governance sui rischi operativi e di rafforzare i meccanismi di presidio del rischio operativo, a gennaio 2015 è stato formalmente costituito l'"Italian Operational & Reputational Risk Committee" presieduto dal Responsabile CRO Italy, Comitato responsabile del monitoraggio dell'esposizione al rischio operativo e reputazionale di UniCredit S.p.A., della valutazione degli eventi significativi e delle relative azioni di mitigazione adottate. Nel corso del 2017 tale Comitato si è riunito con cadenza trimestrale.
Convalida interna
In ottemperanza ai requisiti regolamentari è stato istituito un processo di convalida interna del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi, al fine di verificarne la rispondenza alle prescrizioni normative ed agli standard di Gruppo. Questo processo è di responsabilità della unit Market, Operational & Pillar II Risks Validation, all'interno del Group Internal Validation department.
Le metodologie di Gruppo per la misurazione e allocazione del capitale a rischio sono convalidate a livello di Capogruppo dalla unità sopracitata, mentre l'implementazione del sistema di controllo e gestione dei rischi operativi nelle Entità controllate è valutata dalle funzioni locali di Operational Risk Management seguendo le istruzioni e linee guida emesse dal Group Internal Validation department.
I risultati delle valutazioni locali sono rivisti annualmente dal Group Internal Validation department che esegue ulteriori analisi su dati e documentazione. Tali evidenze sono la base per l'emissione di specifiche Report di Convalida alle Entità.
I report di convalida locale, insieme alla opinion della Capogruppo e al report dell'Internal Audit, sono presentati per approvazione ai competenti Organi delle Entità controllate.
I risultati dell'attività di convalida, sia a livello di Capogruppo sia delle singole Entità, sono consolidati annualmente nel Group Validation report che, insieme alla relazione annuale dell'Internal Audit, è presentato al Consiglio di Amministrazione di UniCredit.
Un reporting regolare sulle attività di convalida è inoltre indirizzato al Comitato Rischi Operativi e Reputazionali di Gruppo.
Reporting
Un sistema di reporting è stato sviluppato per informare l'Alta Direzione e gli organi di controllo interno in merito all'esposizione ai rischi operativi e alle azioni intraprese per mitigarli.
In particolare, con periodicità trimestrale, vengono forniti all'Italian Operational & Reputational Risk Committee e all'Internal Controls and Business Committee aggiornamenti sull'andamento delle perdite operative, la stima del capitale a rischio, le principali iniziative intraprese per la mitigazione dei rischi operativi nelle varie aree di business e le perdite operative sofferte nei processi creditizi (cosiddette Perdite "cross-credit").
Con cadenza mensile, le funzioni Operational & Reputational Risks Management e Operational, Reputational Risks and Fraud Management in the Credit Framework analizzano gli indicatori di rischio operativo e, mediante apposita reportistica, informano l'Alta Direzione in merito alle evidenze emerse da tale analisi.
Gestione e mitigazione del rischio
La gestione del rischio consiste nella revisione dei processi per la riduzione dei rischi rilevati e nella gestione delle relative politiche assicurative, con l'identificazione di idonee franchigie e limiti, mentre la verifica regolare dei piani di continuità operativa assicura la gestione del rischio operativo nei casi di interruzione dei principali servizi.
Nel rispetto delle linee guida di Gruppo per la gestione dei rischi operativi, in UniCredit S.p.A. è operativo il "Permanent Work Group" (PWG) che risulta attualmente composto dalle funzioni che rivestono un ruolo principale nel monitoraggio di tali rischi (Operational & Reputational Risks Management, Organizzazione, Security, Compliance e Internal Controls); il gruppo di lavoro si riunisce periodicamente per individuare le principali aree di rischio a cui l'Istituto è esposto e implementare di conseguenza specifiche azioni correttive.
Sistema di misurazione e allocazione del capitale
UniCredit ha sviluppato un metodo interno per la misurazione del requisito di capitale. Questo è calcolato tenendo conto dei dati di perdita interni, dei dati di perdita esterni (consortili e pubblici), dei dati di perdita ipotizzati tramite analisi di scenario e degli indicatori di rischio. Il calcolo viene effettuato utilizzando come classi di rischio le tipologie di evento operativo. Per ogni classe di rischio, la severità e la frequenza delle perdite sono stimate separatamente per arrivare alla distribuzione delle perdite annue tramite simulazione, tenendo conto della copertura assicurativa. La distribuzione di severità viene stimata su dati interni, dati esterni e dati generati tramite analisi di scenario, mentre la frequenza è stimata sui soli dati interni. Per ognuna delle classi, si applica una correzione in funzione degli indicatori di rischio operativo. Le distribuzioni di perdita annua, ottenute per ciascuna classe di rischio, sono aggregate tramite funzioni copula. Il capitale di rischio è quindi calcolato sulla distribuzione aggregata delle perdite ad un livello di confidenza del 99,9% a fini regolamentari e ad un livello del 99,97% a fini di capitale economico. Tramite meccanismi di allocazione si identificano i requisiti di capitale delle Entità controllate, riflettendo l'esposizione ai rischi operativi.
B. Rischi derivanti da pendenze legali
Sussistono numerosi procedimenti giudiziari pendenti nei confronti di UniCredit S.p.A. In particolare al 31 dicembre 2017 sussistevano circa 9.300 procedimenti giudiziari (diversi da quelli giuslavoristici, fiscali e attinenti al recupero del credito nell'ambito dei quali siano proposte domande riconvenzionali o sollevate eccezioni relativamente alle ragioni di credito delle società del Gruppo) pendenti nei confronti di UniCredit S.p.A. Inoltre, di volta in volta, amministratori, esponenti e dipendenti, anche cessati, possono essere coinvolti in cause civili e/o penali i cui dettagli UniCredit S.p.A. potrebbe non essere legittimato a conoscere o a comunicare.
È anche necessario che UniCredit S.p.A. adempia in modo appropriato ai diversi requisiti legali e regolamentari in relazione a diversi aspetti della propria attività quali le norme in materia di conflitti di interesse, questioni etiche, anti-riciclaggio, sanzioni irrogate dagli Stati Uniti d'America e a
livello internazionale, beni dei clienti, le norme che regolano concorrenza, privacy e sicurezza delle informazioni ed altre normative. Il mancato adempimento attuale o asserito a tali disposizioni potrebbe comportare ulteriori contenziosi e indagini, nonché rendere UniCredit S.p.A. soggetta a richieste di risarcimento del danno, multe irrogate dalle Autorità di Vigilanza, altre sanzioni e/o danni reputazionali. Inoltre, occorre segnalare che UniCredit S.p.A. e una o più società del Gruppo e/o i loro amministratori attualmente in carica e/o cessati sono, o potrebbero in futuro essere, soggetti ad indagini e/o procedimenti da parte delle competenti Autorità di Vigilanza o procure nei diversi Paesi in cui operano. Tali indagini e/o procedimenti riguardano, inter alia, aspetti dei sistemi informativi e dei controlli interni e casi di effettive o potenziali violazioni della normativa regolamentare da parte di UniCredit S.p.A., delle società del Gruppo e/o dei propri clienti. Considerata la natura delle attività del gruppo UniCredit e la riorganizzazione che nel corso del tempo lo ha interessato, vi è il rischio che richieste o questioni inizialmente relative a una sola delle società possano coinvolgere o produrre effetti anche nei confronti di altre società del Gruppo.
In molti casi vi è una notevole incertezza circa il possibile esito dei procedimenti e l'entità dell'eventuale perdita. Questi casi comprendono procedimenti penali, amministrativi da parte delle competenti Autorità di Vigilanza o inquirenti e/o giudizi per i quali l'ammontare di eventuali pretese risarcitorie e/o delle potenziali passività a carico di UniCredit S.p.A. non è determinato o determinabile in funzione della domanda presentata in giudizio e/o della natura dei procedimenti stessi. In tali casi, finché non sarà possibile stimare in modo attendibile gli esiti, non vengono effettuati accantonamenti. Ove, invece, sia possibile stimare in modo attendibile l'entità dell'eventuale perdita e tale perdita sia ritenuta probabile, vengono effettuati accantonamenti in bilancio nella misura ritenuta congrua a giudizio di UniCredit S.p.A., secondo le circostanze e coerentemente con i Principi Contabili Internazionali (IAS).
A presidio delle eventuali passività e costi che potrebbero scaturire dai procedimenti giudiziari pendenti (diversi da quelli giuslavoristici e fiscali), UniCredit S.p.A. ha in essere, al 31 dicembre 2017, un fondo per rischi ed oneri pari a 525 milioni.
Al 31 dicembre 2017 il petitum complessivo riferito ai procedimenti giudiziari diversi da quelli giuslavoristici, fiscali e attinenti al recupero del credito era pari a 7,1 miliardi. Tale dato risente tanto della natura disomogenea dei contenziosi pendenti, quanto della molteplicità delle diverse giurisdizioni e delle relative peculiarità in cui UniCredit S.p.A. è coinvolta in contenziosi passivi.
La stima delle predette obbligazioni che potrebbero ragionevolmente scaturire nonché l'entità del predetto fondo sono basati sulle informazioni attualmente disponibili al 31 dicembre 2017 ma implicano anche, a causa delle numerose incertezze scaturenti dai procedimenti giudiziari, significativi elementi di giudizio. In particolare, talvolta, non è possibile produrre una stima attendibile come nel caso in cui, ad esempio, il procedimento non sia stato ancora avviato o quando vi siano incertezze legali e fattuali tali da rendere qualsiasi stima inattendibile. Pertanto gli eventuali accantonamenti potrebbero risultare insufficienti a far fronte interamente agli oneri, alle spese, alle sanzioni ed alle richieste risarcitorie e restitutorie connesse alle cause pendenti.
Si riportano di seguito alcune sintetiche informazioni incluse, ove rilevanti e/o indicate, quelle relative ai singoli petita con riferimento alle questioni significative che coinvolgono UniCredit S.p.A. e che non sono reputate del tutto infondate o normali nel contesto dell'attività delle società della Banca.
Il presente paragrafo contiene, tra l'altro, una descrizione dei procedimenti pendenti nei confronti di UniCredit S.p.A. e/o di dipendenti (anche se ex dipendenti) che UniCredit S.p.A. considera rilevanti ai fini della presente informativa ma che, allo stato attuale, non rappresentano ancora richieste definite o non sono ancora quantificabili.
Salvo ove diversamente specificato, le controversie giuslavoristiche e fiscali o attinenti al recupero del credito sono sinteticamente descritte, all'interno di note inserite in altre sezioni del documento e, pertanto, sono escluse dalla presente sezione. In conformità con quanto previsto dallo IAS37, informazioni che potrebbero pregiudicare in maniera significativa la posizione della società coinvolta nella controversia potrebbero essere omesse.
Madoff
Situazione
UniCredit S.p.A. e diverse sue controllate dirette o indirette sono state soggette ad azioni legali o ad indagini a seguito di uno "Schema di Ponzi" messo in opera da Bernard L. Madoff ("Madoff") attraverso la sua società Bernard L. Madoff Investment Securities LLC ("BLMIS") svelato nel dicembre 2008. Il contesto di queste azioni legali ed indagini e le connessioni tra UniCredit S.p.A. ed alcune delle sue affiliate con BLMIS, sono state riportate più nel dettaglio nei bilanci precedenti.
Cause negli Stati Uniti
Cause promosse dal SIPA Trustee
Nel dicembre 2010 il curatore fallimentare (il "SIPA Trustee") per la liquidazione di BLMIS, tra le varie azioni intraprese, ha depositato un ricorso dinanzi ad una Corte Federale statunitense contro circa sessanta convenuti, tra cui HSBC, UniCredit S.p.A. ed alcune sue affiliate (il "Ricorso HSBC").
Nel Ricorso HSBC il SIPA Trustee aveva avanzato richieste per danni per complessivamente più di 6 miliardi di dollari statunitensi (da quantificarsi successivamente in corso di giudizio) nei confronti di tutti e 60 i convenuti, in relazione a violazioni di common law (reclami inerenti all'aiuto e supporto nel contesto delle violazioni da parte di BLMIS) ed azioni di annullamento (anche dette azioni revocatorie). Non sono stati iniziati ulteriori procedimenti separati nei confronti del gruppo UniCredit.
Tutte le pretese nei confronti di UniCredit S.p.A. e delle altre società del gruppo UniCredit, sia relative a pretese di common law, sia relative ad azioni revocatorie, sono state respinte senza possibilità di essere riproposte, ad eccezione di (i) UCB Austria, con riguardo alla quale il SIPA Trustee in data 21 luglio 2015 ha volontariamente rinunciato, con possibilità di riproporle, alle azioni revocatorie nei confronti di UCB Austria; e (ii) BAWFM, laddove, il 22 novembre 2016, il tribunale fallimentare ha emanato una sentenza di rigetto delle azioni revocatorie promosse nei confronti di BAWFM. Il 16 marzo 2017 il SIPA Trustee ha depositato atto di appello e il relativo procedimento è tuttora pendente.
Tuttavia, nel caso in cui tale appello dovesse risultare favorevole al SIPA Trustee, l'eventuale risarcimento del danno non sarebbe significativo e, pertanto, il procedimento non presenta peculiari profili di rischio per UniCredit. Taluni soggetti chiamati in causa come convenuti nel Ricorso HSBC potrebbero vantare diritti di indennizzo nei confronti di UniCredit S.p.A. e dalle sue partecipate. Ad oggi, per quanto a conoscenza di UniCredit, non sussistono, in relazione a tale vicenda, ulteriori procedimenti promossi da soggetti diversi dal SIPA Trustee.
Causa promossa da SPV OSUS Ltd.
UniCredit S.p.A. ed alcuni soggetti ad essa collegati (UCB Austria, BAWFM, PAI) sono stati convenuti in giudizio, assieme ad altri circa 40 soggetti, in una causa incardinata avanti la Corte Suprema dello Stato di New York, Contea di New York, il 12 dicembre 2014 da SPV OSUS Ltd. I ricorrenti avanzano pretese di common law, esclusivamente di natura risarcitoria, relative a ipotesi di concorso e/o favoreggiamento in violazioni di obblighi fiduciari, frode, appropriazione indebita ("conversion") e partecipazione personale e consapevole ("knowing participation") in violazioni di obblighi fiduciari in relazione allo Schema di Ponzi di Madoff. La causa è stata promossa per conto di investitori in BLMIS e l'ammontare dell'asserito danno non è stato indicato nella domanda. La causa intentata da SPV OSUS Ltd. rimane nelle fasi iniziali.
Cause al di fuori degli Stati Uniti
Alcuni investitori nei fondi Primeo e Herald hanno promosso diversi procedimenti civili in Austria. Al 31 dicembre 2017 rimangono pendenti 44 procedimenti con un petitum complessivo di 12,8 milioni di euro oltre interessi, di cui 40 procedimenti risultano pendenti davanti al giudice di primo grado, non ancora decisi, uno in cui UCB Austria proporrà appello innanzi alla Corte d'Appello e 3 casi in cui non è ancora noto se gli attori proporranno appello straordinario avanti la Corte Suprema. Le contestazioni sollevate in tali procedimenti riguardano l'asserita violazione da parte di UCB Austria di alcuni obblighi relativi alla propria funzione di prospectus controller (i.e. riguardo la revisione dei prospetti con l'obiettivo di assicurarne accuratezza e completezza), l'asserita impropria consulenza (diretta od indiretta) prestata da UCB Austria a determinati investitori ad investire nei fondi correlati a Madoff, o entrambi i tipi di violazioni. La Corte Suprema austriaca ha emesso 23 sentenze definitive relative a contestazioni mosse in tali procedimenti in merito a ipotesi di responsabilità da prospetto. Per quanto riguarda le cause relative ai fondi Primeo, 13 sentenze definitive della Corte Suprema austriaca sono favorevoli a UCB Austria. Con riguardo a 2 procedimenti, la Corte Suprema non ha accolto l'appello straordinario di UCB Austria, rendendo pertanto definitive e vincolanti le decisioni della Corte d'Appello in favore dei ricorrenti in appello. Per quanto riguarda il fondo Herald, la Corte Suprema austriaca si è espressa 5 volte in merito a contestazioni relative a responsabilità da prospetto, 2 volte in favore di UCB Austria e 3 volte in favore del ricorrente. Inoltre, in un caso di responsabilità da prospetto legata agli investimenti in Primeo ed Herald la Corte Suprema Austriaca ha deciso in favore di UCB Austria; in due ulteriori casi di responsabilità da prospetto relativi a Primeo e Herald la Corte Suprema non ha accettato gli appelli dei ricorrenti, rendendo così definitive le sentenze in favore di UCB Austria.
L'impatto delle suddette decisioni della Corte Suprema Austriaca sui restanti casi ad oggi pendenti non può essere previsto e vi potrebbero essere decisioni future contro UCB Austria.
In relazione ai giudizi civili nei confronti di UCB Austria connessi alla frode Madoff pendenti in Austria, UCB Austria ha predisposto accantonamenti in una misura reputata idonea a coprire quello che è l'attuale rischio di causa.
UCB Austria è convenuta in procedimenti penali in Austria legati al caso Madoff e relativi alla presunta violazione, da parte di UCB Austria, delle disposizioni dell'"Austrian Investment Fund Act" (la normativa austriaca sui fondi di investimento) nella sua qualità di prospectus controller (responsabile del controllo del prospetto) del fondo Primeo; vi sono poi ulteriori contestazioni relative all'ammontare delle fees ed a una pretesa appropriazione indebita. In relazione alla pretesa violazione degli obblighi quale prospectus controller di Primeo, le indagini sono state archiviate nell'agosto 2017. Alcune parti private si sono opposte a tale provvedimento. I procedimenti relativi alle altre contestazioni sono ancora in una fase di indagini e il Pubblico Ministero austriaco non ha formulato incriminazioni ufficiali a carico di UCB Austria, pertanto non è possibile valutare quali potrebbero essere le eventuali sanzioni a carico di UCB Austria nonché eventuali profili di responsabilità solidale a carico della stessa.
Alcune potenziali conseguenze
Oltre ai procedimenti sopra menzionati relativi al caso Madoff contro UniCredit S.p.A., le sue società controllate ed alcuni dei rispettivi dipendenti o ex dipendenti, ulteriori procedimenti ricollegabili alla frode Madoff potrebbero essere aperti in futuro, ferma restando l'applicazione delle norme relative alla prescrizione, negli Stati Uniti, in Austria o in altri paesi. Tali potenziali futuri procedimenti potrebbero essere aperti nei confronti di UniCredit S.p.A., delle sue società controllate, dei rispettivi dipendenti o ex dipendenti o di soggetti collegati a UniCredit S.p.A. o in cui UniCredit può avere investito. I procedimenti pendenti o eventuali procedimenti futuri potrebbero avere effetti negativi sul gruppo UniCredit. Allo stato, fatto salvo quanto sopra, i tempi e gli esiti dei vari procedimenti non sono ragionevolmente prevedibili, né i diversi gradi di responsabilità eventualmente rilevate. In conformità con i principi contabili internazionali, fatto salvo quanto sopra, allo stato non sono stati predisposti accantonamenti per il rischio specifico connesso al contenzioso Madoff.
Azioni conseguenti all'acquisizione di UCB AG da parte di UniCredit e alla riorganizzazione del Gruppo Squeeze-out dei soci di minoranza di UCB AG (Appraisal Proceeding)
Nel 2008, circa 300 ex azionisti di minoranza di UCB AG hanno depositato, dinanzi alla Corte Distrettuale di Monaco di Baviera, una richiesta di revisione del prezzo versato da parte di UniCredit S.p.A. in sede di squeeze out (cosiddetto "Appraisal Proceeding"), pari a 38,26 euro per azione. Oggetto di contestazione è la valutazione di UCB AG, che rappresenta la base per il calcolo dell'ammontare dovuto da parte di UniCredit agli ex azionisti di minoranza. Allo stato il procedimento è pendente in primo grado. La Corte Distrettuale di Monaco di Baviera, come da prassi in procedimenti di questo genere, ha nominato alcuni esperti per la valutazione di UCB AG al momento dello squeeze-out, i quali hanno depositato la propria perizia nel novembre 2017. Gli esperti hanno confermato che la valutazione di UCB AG ai fini della determinazione del prezzo di squeezeout era complessivamente adeguata.
Gli esperti hanno comunque anche identificato alcuni parametri i quali, secondo l'opinione degli esperti, avrebbero potuto portare a un aumento del valore delle società precedentemente controllate da UCB AG e di alcune istituzioni finanziarie in paesi CEE. In tale contesto, gli esperti contestano la correttezza dei prezzi di acquisto pagati prima dello squeeze-out da UniCredit a UCB AG in relazione a UCB Austria e alle istituzioni finanziarie CEE appena menzionate. L'opinione degli esperti non è vincolante per la corte. UniCredit S.p.A. continua a ritenere di aver operato nel pieno rispetto della normativa applicabile e considera adeguato il prezzo versato agli azionisti di minoranza. UniCredit difenderà pertanto con decisione tale posizione nel corso del procedimento. Tutte le parti avranno la possibilità di fare osservazioni sulla perizia degli esperti e si presume che successivamente la corte terrà un'udienza orale. Rimarrà, pertanto, in capo alla corte di prima istanza decidere in merito alla richiesta degli ex azionisti di minoranza sulla base dell'opinione degli esperti e sulle questioni legali rilevanti e significative per la decisione della suddetta corte. La decisione di primo grado sarà soggetta ad appello. Pertanto, allo stato, non è possibile stimare la durata del procedimento che potrebbe anche protrarsi per diversi anni e potrebbe comportare il pagamento da parte di UniCredit S.p.A. agli azionisti di minoranza di un ammontare ulteriore rispetto a quanto già versato. Allo stato del procedimento non è possibile stimare l'ammontare soggetto a disputa.
Squeeze-out degli azionisti di minoranza di UCB Austria (Appraisal Proceeding)
Nel 2008, circa 70 ex soci di minoranza di UCB Austria, ritenendo non adeguato il prezzo versato in sede di squeeze out pari ad 129,4 euro per azione, hanno avviato, avanti la Corte Commerciale di Vienna, un procedimento con il quale chiedono alla corte di verificare l'adeguatezza dell'importo loro riconosciuto (Appraisal Proceeding).
La Corte Commerciale di Vienna ha conferito ad un collegio, il cosiddetto "Gremium", l'incarico di esaminare i fatti di causa al fine di rivedere l'adeguatezza del prezzo. UniCredit S.p.A., in considerazione della natura dei metodi valutativi utilizzati, ritiene che l'importo riconosciuto agli azionisti di minoranza fosse adeguato. Nel dicembre 2011 l'esperto nominato dal Gremium ha finalizzato la propria perizia sull'adeguatezza del prezzo già versato in sede di squeeze out. Nel maggio 2013 è stata finalizzata una perizia aggiuntiva. Le risultanze di tali perizie sono in linea generale, a giudizio di UniCredit S.p.A., positive. A causa di alcune questioni di natura formale, il procedimento davanti al Gremium non è stato ancora finalizzato. L'ultima udienza orale davanti al Gremium si è tenuta il 22 gennaio 2018. Qualora non sia raggiunto un accordo transattivo, il Gremium rinvierà la causa alla Corte Commerciale di Vienna che dovrà decidere sia in merito alla valutazione del suddetto prezzo sia in merito alle questioni legali. Il procedimento è attualmente pendente in primo grado. Allo stato del procedimento, non è possibile stimare l'ammontare oggetto di disputa o il rischio connesso al procedimento.
Questioni connesse alle sanzioni economiche
Negli ultimi anni vi sono state violazioni delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e determinate operatività nei pagamenti in dollari statunitensi che hanno portato alcune istituzioni finanziarie a definire in via transattiva procedimenti promossi nei loro confronti e a pagare ammende e sanzioni di notevole entità a svariate autorità statunitensi, tra cui U.S. Treasury Department's Office of Foreign Assets Control ("OFAC"), il U.S. Department of Justice ("DOJ"), il District Attorney for New York County ("NYDA"), il U.S. Federal Reserve ("Fed") e il New York Department of Financial Services ("DFS"). Nello specifico, si segnala che nel marzo 2011, UCB AG ha ricevuto una subpoena dal NYDA in relazione a passate operazioni che avevano coinvolto alcune società iraniane, individuate da OFAC, e le relative affiliate. Nel giugno 2012, il DOJ ha aperto un'indagine per verificare il rispetto delle misure OFAC da parte di UCB AG e, più in generale, delle sue controllate.
In questo contesto, UCB AG sta conducendo volontariamente un'indagine interna per verificare la propria passata operatività nei pagamenti in dollari statunitensi ed il proprio rispetto delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti d'America, nel corso della quale sono emerse alcune pratiche non trasparenti relativamente al passato. Inoltre, si segnala che UCB Austria ha autonomamente avviato un'indagine interna volontaria per verificare il proprio rispetto, in passato, delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti d'America applicabili e, analogamente, ha identificato alcune pratiche non trasparenti relative al passato. Anche UniCredit S.p.A. sta conducendo una revisione volontaria del proprio rispetto, in passato, delle sanzioni U.S. applicabili. L'estensione, la durata e i risultati di tali revisioni e indagini dipenderanno da fatti e circostanze specifiche di ciascun caso. Ognuna di tali società sta collaborando con le competenti autorità statunitensi e le attività di remediation relative, in particolare, a policy e procedure interne, sono in corso. Le rispettive società del gruppo UniCredit tengono aggiornate le autorità competenti in modo appropriato. Non si può escludere, tuttavia, che le indagini sulle modalità di ottemperanza alle sanzioni in passato possano essere estese ad altre società del gruppo UniCredit o che vengano aperti procedimenti nei confronti di UniCredit S.p.A. e/o del Gruppo. Si segnala, inoltre, che tali ispezioni e/o procedimenti nei confronti delle società del Gruppo potrebbero comportare un assoggettamento di UniCredit S.p.A. e/o del gruppo a sanzioni rilevanti di tipo civilistico o penalistico (che, allo stato, non risultano quantificabili). Si precisa, infine, che UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo non hanno ancora concluso alcun accordo con le varie autorità statunitensi e, pertanto, non è possibile determinare la forma, l'estensione o la durata di qualsiasi provvedimento delle autorità competenti, ivi inclusi i relativi costi finali, i rimedi necessari, i pagamenti o altre responsabilità che ne dovessero conseguire. Anche se la tempistica per la conclusione degli accordi con le varie autorità statunitensi non è, ad oggi, determinabile, è possibile che le indagini relative ad una o più società del Gruppo si concludano entro l'anno. Recenti violazioni delle sanzioni statunitensi e alcune pratiche di pagamento in dollari statunitensi da parte di altre istituzioni finanziarie europee hanno portato tali istituzioni finanziarie a stringere accordi transattivi e a pagare rilevanti sanzioni pecuniarie e penali a svariate autorità statunitensi. Allo stato, UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo non dispongono di basi affidabili per rapportare le indagini in corso con altri accordi transattivi relativi ad istituzioni europee. Non si può escludere che eventuali accordi transattivi conclusi da UniCredit e dalle società del Gruppo con le competenti autorità statunitensi non possano rivelarsi rilevanti. I costi di investigazione, remediation e/o pagamenti o altre spese legali, sostenute in relazione alle suddette ispezioni, potrebbero determinare fuoriuscite di liquidità e potrebbero avere conseguenze negative sul patrimonio netto e sui risultati netti di UniCredit e di una o più delle sue controllate. In particolare, un simile risultato negativo nei confronti di una o più delle società facenti parte del gruppo UniCredit e soggette ad ispezioni potrebbe comportare potenziali effetti negativi, anche dal punto di vista reputazionale e incidere sull'attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo, nonché sulla sua capacità di rispettare i requisiti patrimoniali.
Contenzioso legato a certe forme di operazioni bancarie
UniCredit S.p.A. è soggetta a numerosi contenziosi passivi relativi a fenomeni collegati alle proprie operazioni con la clientela che non riguardano specificamente UniCredit S.p.A., ma coinvolgono il sistema finanziario nel suo complesso.
Al riguardo, al 31 dicembre 2017, si segnalano (i) il contenzioso relativo al fenomeno dell'anatocismo, tipico del mercato italiano, con riferimento al quale il petitum complessivo nei confronti di UniCredit risultava pari a 1,105 milioni, comprensivo delle mediazioni; (ii) il contenzioso contro UniCredit S.p.A. legato ai prodotti derivati, con riferimento al quale il petitum complessivo risultava pari a 829 milioni, comprensivo delle mediazioni. Il contenzioso relativo al fenomeno dell'anatocismo riguarda la richiesta, da parte della clientela, di danni conseguenti alla presunta illegittimità delle modalità di calcolo e dell'ammontare degli interessi passivi relativi a determinati rapporti bancari. A decorrere dai primi anni del 2000 si è assistito ad un progressivo incremento di cause promosse da correntisti per la retrocessione degli interessi passivi frutto dell'anatocismo trimestrale. Nel 2017, le pretese restitutorie/risarcitorie hanno evidenziato una leggera riduzione rispetto al 2016. Ad oggi, UniCredit S.p.A. ha predisposto accantonamenti ritenuti dallo stesso congrui a coprire il rischio di causa.
Con riguardo al contenzioso connesso a prodotti derivati si segnala che diverse istituzioni finanziarie, comprese società facenti parte del gruppo UniCredit, hanno concluso una molteplicità di contratti derivati, sia con investitori istituzionali, sia con clienti non istituzionali. In Germania e Italia sono pendenti contenziosi contro società del gruppo connessi a contratti derivati promossi da investitori istituzionali e non istituzionali. La promozione di questi contenziosi colpisce il sistema finanziario in generale e non specificatamente UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo. Allo stato non è prevedibile l'impatto complessivo di queste iniziative giudiziarie.
Cause connesse a Vanderbilt
Azioni pendenti o minacciate dallo Stato del New Mexico o, per suo conto, da qualsiasi sua agenzia o fondo.
Nell'agosto del 2006, il New Mexico Educational Retirement Board ("ERB") ed il New Mexico State Investment Council ("SIC"), entrambi fondi di stato statunitensi, avevano investito 90 milioni di dollari statunitensi in Vanderbilt Financial, LLC ("VF"), una società veicolo promossa da Vanderbilt Capital Advisors, LLC ("VCA"). VCA è una società controllata da Pioneer Investment Management USA Inc. e una società al tempo controllata indirettamente da UniCredit S.p.A. L'obiettivo di VF era di investire in tranche di partecipazioni di diverse obbligazioni di debito date a garanzia ("CDO") gestite in primo luogo da VCA. L'investimento nelle partecipazioni VF, comprese quelle di ERB e SIC, perse ogni valore. VF fu poi liquidata. A partire dal 2009, diverse cause sono state minacciate o instaurate (alcune di queste sono poi state respinte) per conto dello Stato del New Mexico in relazione alle trattative tra VCA e lo Stato del New Mexico. Tali cause includono un procedimento instaurato da parte di un ex-dipendente dello Stato del New Mexico che ha rivendicato il diritto, ai sensi della legge dello Stato del New Mexico, di agire in qualità di rappresentante dello Stato per le perdite subite dallo Stato del New Mexico in relazione agli investimenti gestiti da VCA. In tale procedimento sono stati convenuti, oltre a VCA, anche Pioneer Investment Management USA Inc., PGAM e UniCredit S.p.A., in virtù dei rispettivi rapporti di affiliazione ("corporate affiliation") con VCA, come precedentemente descritti. In aggiunta due asserite azioni collettive (cosiddette "class action") sono state instaurate nei confronti di VCA per conto del fondo pensione pubblico gestito da ERB e lo Stato del New Mexico ha minacciato di avviare una causa nei confronti di VCA, nel caso in cui la sua pretesa non dovesse essere soddisfatta. Tali cause minacciate o instaurate sono relative a perdite sofferte da ERB e/o SIC in investimenti legati a VF; vi sono inoltre ulteriori cause minacciate per ulteriori perdite di SIC in relazione a precedenti investimenti in altri CDO gestiti da VCA. Le cause minacciate o instaurate si basano su asserite frodi e pagamenti di tangenti. I danni richiesti nelle cause promosse da o per conto dello Stato del New Mexico sono computati sulla base di multipli degli investimenti originali, fino ad un totale di Dollari statunitensi 365 milioni. Nel 2012, VCA ha raggiunto un accordo con ERB, SIC e lo Stato del New Mexico per un importo pari a dollari statunitensi 24,25 milioni finalizzato a definire in via transattiva tutte le azioni pendenti o minacciate dallo Stato del New Mexico o, per suo conto, da qualsiasi sua agenzia o fondo. L'importo della transazione è stato tenuto in conto vincolato (cosiddetto "escrow") all'inizio del 2013. La transazione necessita dell'approvazione del Tribunale, ma tale processo aveva subito un ritardo, e la causa originaria era sospesa, in attesa della determinazione da parte della Corte Suprema del New Mexico di una questione giuridica in un'altra causa pendente contro altri convenuti. La Corte Suprema del New Mexico nel giugno 2015 ha preso l'attesa decisione sulla questione giuridica e nel dicembre 2015 VCA, ERB, SIC e lo Stato del New Mexico hanno rinnovato la richiesta per l'approvazione del Tribunale della transazione. Quest'ultimo ha tenuto udienza nell'aprile 2016 e nel mese di giugno 2017 ha approvato la transazione e stabilito che le domande nei confronti di VCA siano abbandonate. La sentenza che ha confermato tale determinazione della Corte è stata emessa nel settembre 2017 e un'istanza proposta dall'ex dipendente dello Stato al fine di impugnare tale decisione è stata rigettata dalla Corte nell'ottobre 2017. Gli appelli avverso la sentenza e la successiva ordinanza sono pervenuti nei mesi di ottobre e novembre 2017 e la transazione non può pertanto avere efficacia fintanto che gli appelli sono pendenti. Se la sentenza sarà confermata in appello, l'importo tenuto in conto vincolato (cosiddetto "escrow") verrà corrisposto allo Stato del New Messico e VCA, Pioneer Investment Management USA Inc., PGAM e UniCredit saranno sollevati da qualsiasi pretesa che sia stata o avrebbe potuto essere avanzata da parte di o per conto dello Stato del New Mexico o delle sue agenzie o fondi.
Divania S.r.l.
Nella prima metà del 2007 la società Divania S.r.l. (ora fallita) ("Divania") ha citato, dinanzi al Tribunale di Bari, UniCredit Banca d'Impresa S.p.A. (poi UniCredit Corporate Banking e, oggi, "UniCredit S.p.A.") contestando violazioni di legge e regolamentari (relative, tra l'altro, ai prodotti finanziari) con riferimento all'operatività in strumenti finanziari derivati in tassi e cambi posta in essere tra il gennaio 2000 ed il maggio 2005 dal Credito Italiano S.p.A. prima e da UniCredit Banca d'Impresa S.p.A. (oggi "UniCredit S.p.A."). L'atto di citazione chiede che venga dichiarata l'inesistenza o in subordine la nullità o l'annullamento o la risoluzione dei contratti stessi e la condanna al pagamento da parte di UniCredit Banca d'Impresa S.p.A. della complessiva somma di circa 276,6 milioni di euro oltre a spese di lite e interessi successivi. Chiede anche sia annullata una transazione del 2005 tra le parti in cui Divania aveva accettato di rinunciare a qualsiasi reclamo connesso alle transazioni.
UniCredit S.p.A. ha contestato in giudizio le domande di Divania, sottolineando, senza con ciò riconoscere alcuna responsabilità, come l'importo richiesto sia stato calcolato sommando algebricamente tutti gli addebiti (in una misura peraltro molto più ampia di quella reale), senza computare invece gli importi degli accrediti che riducono in misura significativa le pretese del ricorrente. Nel 2010 la consulenza tecnica d'ufficio ("CTU") ha nella sostanza confermato l'impostazione della Banca evidenziando una perdita per derivati di circa 6,4 milioni di euro (che aumenterebbero a 10,884 milioni di euro qualora l'accordo transattivo di cui sopra, contestato da parte attrice, venisse ritenuto illegittimo e quindi invalido). A tale somma la CTU reputa debbano essere aggiunti gli interessi per un importo di 4,137 milioni di euro (al tasso convenzionale) oppure di 868 mila euro (al tasso legale). All'udienza collegiale del 29 settembre 2014 la causa era stata trattenuta in decisione. Disposta una nuova CTU, la stessa ha sostanzialmente confermato le conclusioni della precedente CTU. All'udienza del 6 giugno 2016 la causa è stata nuovamente trattenuta in decisione. Con sentenza pubblicata il 16 gennaio 2017 il Tribunale si è dichiarato incompetente a decidere su parte della domanda attorea e ha condannato UniCredit S.p.A. a pagare a favore della Curatela del fallimento Divania l'importo complessivo di circa 7,6 milioni di euro oltre interessi legali e parte delle spese. La decisione è stata appellata. Alla prima udienza del 29 novembre 2017 la causa è stata rinviata all'11 ottobre 2019 per precisazione delle conclusioni.
Divania ha inoltre avviato altri due giudizi: (i) un primo giudizio per 68,9 milioni di euro (domanda poi aumentata in sede di art.183 c.p.c. ad 80,5 milioni di euro); e (ii) un secondo giudizio per 1,6 milioni di euro.
Con riferimento al primo giudizio, nel maggio 2016, UniCredit S.p.A. è stata condannata al pagamento di circa 12,6 milioni di euro oltre accessori e la relativa sentenza è stata appellata; alla prima udienza del giudizio di appello è stato disposto il rinvio al 22 giugno 2018 per la precisazione delle conclusioni.
Con riferimento al secondo giudizio, il 26 novembre 2015 il Tribunale di Bari ha rigettato la domanda proposta da Divania. La sentenza è passata in giudicato.
UniCredit S.p.A. ha predisposto accantonamenti ritenuti dalla stessa congrui a coprire il rischio di causa.
Gruppo Viaggi del Ventaglio (IVV)
Una prima causa risulta avviata nel 2011, dinanzi al Tribunale di Milano, congiuntamente dalle società di diritto straniero IVV DE MEXICO S.A., TONLE S.A. e dalla Curatela del fallimento IVV INTERNATIONAL S.A. per circa 68 milioni di euro. Una seconda e terza causa risultano avviate, sempre dinanzi al Tribunale di Milano, nel corso del 2014 rispettivamente dalle Curatele dei fallimenti IVV Holding S.r.l. per circa 48 milioni di euro e IVV S.p.A. per circa 170 milioni di euro.
Trattasi di tre cause collegate. Nella prima e terza causa le contestazioni sono basate su asserite condotte illegittime in materia di erogazione creditizia; nella seconda causa vengono prevalentemente sollevate contestazioni in relazione ad operazioni in derivati. Alla luce delle attività istruttorie esperite, le domande appaiono, a giudizio di UniCredit S.p.A., sostanzialmente infondate. In particolare: (i) per quanto riguarda la prima causa (petitum pari a circa 68 milioni di euro) è stata vinta in primo grado da UniCredit S.p.A. Rispettivamente nel luglio 2016 e nel settembre 2016 le controparti hanno proposto appello e la prossima udienza per la precisazione delle conclusioni è fissata al 16 gennaio 2019; (ii) per quanto riguarda la seconda causa (petitum pari a circa 48 milioni di euro), relativa principalmente a contestazioni in relazione ad operazioni in derivati, nel 2015 sono state respinte tutte le istanze istruttorie, compresa la CTU. e il giudizio è nella fase decisionale; e (iii) per quanto riguarda la terza causa (petitum pari a circa 170 milioni di euro), la stessa si trova attualmente in fase istruttoria e le richieste formulate dal giudice al consulente tecnico d'ufficio (CTU) nella sostanza non sembrano riguardare UniCredit. La prossima udienza per l'esame della CTU integrativa è stata fissata al 18 aprile 2018.
Ditta individuale Paolo Bolici
Nel maggio 2014 la ditta individuale Bolici Paolo ha citato UniCredit S.p.A., dinanzi al Tribunale di Roma, chiedendo la restituzione di circa 12 milioni di euro di interessi anatocistici (con asserita componente usuraria), oltre a circa 400 milioni di euro a titolo di risarcimento danni. La ditta è successivamente fallita. Con sentenza del 16 maggio 2017, il Giudice ha rigettato integralmente tutte le domande dell'attrice ed ha condannato il Fallimento al pagamento delle spese legali. UniCredit non aveva ritenuto di effettuare accantonamenti. In data 17 giugno 2017 il Fallimento ha proposto appello. La prima udienza è fissata al 13 febbraio 2018.
Gruppo Mazza
Il contenzioso origina da un procedimento penale presso il Tribunale di Roma per illecite operazioni creditizie erogate per circa 84 milioni di euro da dipendenti infedeli di UniCredit S.p.A. in favore di alcuni clienti. Tali illecite operazioni creditizie riguardano: (i) illecita erogazione di finanziamenti, (ii) anticipato utilizzo di rilevanti somme indisponibili, (iii) irregolari aperture di conti che i dipendenti, in ruoli di crescente importanza, agevolarono in violazione di normative e procedure della Banca di Roma S.p.A. (successivamente "UniCredit Banca di Roma S.p.A." e oggi fusa per incorporazione in UniCredit S.p.A.).
Il procedimento penale relativo ad atti e fatti qualificabili come reati (truffa, appropriazione indebita e continuata, falsi) commessi nel 2005 da esponenti di un gruppo di società (cosiddetto "Gruppo Mazza") con il concorso di dipendenti infedeli di UniCredit si è concluso nel maggio 2013 con un'inattesa sentenza assolutoria (perché il fatto non sussiste). Tale sentenza è stata appellata dalla Procura della Repubblica e da UniCredit. La prima udienza del 9 gennaio 2018 è stata rinviata al 6 marzo 2018.
Attualmente sono pendenti due cause per risarcimento danni contro UniCredit S.p.A.:
- la prima avviata nel giugno 2014 dal notaio Mazza, il quale ha convenuto dinanzi al Tribunale di Roma UniCredit S.p.A. chiedendo il risarcimento di danni asseritamente subiti a seguito della denuncia penale presentata dalla ex Banca di Roma S.p.A. L'attore trae spunto dalla sentenza assolutoria in sede penale per lamentare una drammatica esperienza con ripercussioni su salute, vita coniugale, sociale e professionale, con danni patrimoniali, morali, esistenziali e biologici per circa 15 milioni di euro. La causa si trova in fase istruttoria; e
- la seconda avviata nel marzo 2016 da Como S.r.l. e Camillo Colella, i quali hanno convenuto dinanzi al Tribunale di Roma UniCredit S.p.A. chiedendo il risarcimento di danni per circa 379 milioni di euro. Analogamente al notaio Mazza, gli attori lamentano che le iniziative della ex Banca di Roma S.p.A., in sede penale e civile, hanno provocato danni morali, biologici ed esistenziali al Sig. Camillo Colella, nonché danni per la perdita di importanti opportunità commerciali, oltreché danni all'immagine, reputazionali e commerciali alla Como S.r.l. Il procedimento è nella sua fase finale.
Tali cause, allo stato, appaiono a giudizio di UniCredit S.p.A., infondate. UniCredit S.p.A. ha predisposto accantonamenti ritenuti dallo stesso congrui a coprire il rischio derivante dalle illecite operazioni creditizie, che è sostanzialmente pari al residuo credito di UniCredit S.p.A.
Gruppo Di Mario
Delle otto cause pendenti per revocatoria ordinaria / fallimentare e risarcimento danni per complessivi 157,1 milioni di euro, sette sono state definite transattivamente nel novembre 2017.
Allo stato quindi sono pendenti una vertenza per 77,7 milioni di euro, promossa dell'ex socio di riferimento (in fase decisionale) e una recente azione per danni per 8,9 milioni di euro, promossa dal Fallimento dell'ex socio.
Per entrambe le cause si ritiene che il rischio di soccombenza sia remoto.
So.De.Co. - Nuova Compagnia di Partecipazioni S.p.A.
So.De.Co. S.r.l. (So.De.Co.), a seguito di un'operazione di ristrutturazione e concentrazione al proprio interno del Ramo Oil della controllante Nuova Compagnia di Partecipazione (NCP), è stata ceduta a novembre 2014 alla Ludoil Energy S.r.l.
Nel marzo 2016 la So.De.Co. ha citato in giudizio, presso il Tribunale di Roma, i propri ex amministratori, NCP, UniCredit S.p.A. (quale controllante di NCP) e le due società di revisione (PricewaterhouseCoopers S.p.A. e Deloitte & Touche S.p.A.) richiedendo, in via solidale, il risarcimento del danno di circa 94 milioni di euro asseritamente derivante dal mancato rilievo, fin dal 2010, della perdita del proprio capitale sociale, dalle scarse risorse appostate a bilancio nel fondo rischi ed oneri per bonifiche ambientali e dall'eccessivo prezzo dovuto per l'acquisizione dei rami d'azienda e delle società partecipate, avvenuta nell'ambito della riorganizzazione industriale infragruppo del Ramo Oil.
UniCredit si è costituita in giudizio deducendo l'infondatezza della domanda nonché l'insussistenza dei danni lamentati.
Con ordinanza del 9 maggio 2017 il Giudice ha respinto le richieste istruttorie di controparte; la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni al 6 febbraio 2018.
Nel novembre 2017, So.De.Co. ha notificato un atto di citazione nei confronti di NCP e degli ex amministratori sul medesimo tema già proposto nell'ambito di una mediazione che si era conclusa senza accordo fra le parti. La prima udienza è fissata al 20 febbraio 2018.
Procedimenti penali
Il gruppo UniCredit e i suoi esponenti (anche cessati), sono coinvolti in diversi procedimenti penali e/o, per quanto a conoscenza di UniCredit S.p.A., oggetto di indagini da parte delle autorità competenti finalizzate a verificare eventuali profili di responsabilità dei propri esponenti in merito a diverse fattispecie legate all'operatività bancaria, tra cui, in particolare, in Italia, indagini relative alla verifica di eventuali profili di responsabilità in relazione all'ipotesi di reato di cui all'art. 644 (usura) c.p.
Sino ad oggi tali procedimenti penali non hanno comportato impatti negativi rilevanti sulla situazione economico, patrimoniale e/o finanziaria di UniCredit S.p.A., tuttavia sussiste il rischio che qualora UniCredit S.p.A. e/o le altre società del gruppo UniCredit ovvero loro esponenti (anche cessati), venissero condannati in seguito all'accertata violazione di previsioni aventi in generale rilevanza penale, tale circostanza possa avere degli impatti dal punto di vista reputazionale per UniCredit S.p.A. e/o per il gruppo UniCredit.
Per completezza, si segnala che in data 13 ottobre 2016 e in data 16 maggio 2017 sono stati notificati a UniCredit S.p.A. dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania due avvisi ex art. 415-bis c.p.p. (avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari) quale responsabile per l'illecito amministrativo previsto dall'art. 24-ter del D.Lgs. 231/2001 conseguente a reati contestati ad ex esponenti della Banca del Mezzogiorno - MedioCredito Centrale S.p.A. ("MCC"), successivamente ridenominata "Capitalia Merchant S.p.A.", poi "UniCredit Merchant S.p.A." e poi fusa per incorporazione in UniCredit S.p.A., nonché di Sofipa SGR S.p.A. e di Capitalia S.p.A. (fusa per incorporazione in UniCredit S.p.A.). I reati ipotizzati a carico degli indagati sono quelli di cui agli artt.5 e 11 del D.Lgs. 74/2000 (reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto), l'art.416 c.p. (associazione a delinquere) e l'art 318 c.p. (corruzione di pubblico ufficiale).
L'odierno procedimento (RGNR 207/15) ne riunisce altri tre distinti (RGNR 608/16, 375/15 e 2658/15) dei quali il solo 2658/15 era già a conoscenza di UniCredit S.p.A.
I reati ipotizzati a carico del solo ex esponente di Capitalia S.p.A. sono quelli di cui agli artt.110 c.p. (concorso nel reato) e artt.5 e 11 D.Lgs. 74/2000.
Nel merito, si tratta di una complessa vicenda che coinvolge UniCredit S.p.A. quale successore di MCC, relativamente a partecipazioni societarie detenute dalla predetta MCC nel gruppo facente capo a Colony Sardegna S.à.r.l. Vengono imputate agli amministratori di detta società, decisioni circa operazioni finanziarie che avrebbero determinato plusvalenze in favore di terze società e in danno della società amministrata, nonché omesse dichiarazioni dei redditi IRES; le imputazioni che riguardano UniCredit S.p.A. si riferiscono agli anni 2003/2011 (nel maggio 2011 UniCredit Merchant S.p.A. ha infatti ceduto la propria partecipazione).
C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche
UniCredit S.p.A. è parte di contenziosi di natura giuslavoristica. In generale, tutte le cause di natura giuslavoristica sono assistite da accantonamenti adeguati a fronteggiare eventuali esborsi e in ogni caso UniCredit S.p.A. non ritiene, che le eventuali passività correlate all'esito delle vertenze in corso possano avere un impatto rilevante sulla propria situazione patrimoniale, economica e/o finanziaria.
Cause promosse contro UniCredit S.p.A. da iscritti al Fondo ex Cassa di Risparmio di Roma
Pendono sia nel grado di Appello che in Cassazione cause decise nei gradi precedenti in favore della Banca in cui viene chiesta in via principale la ricostituzione del patrimonio del Fondo della ex Cassa di Risparmio di Roma e l'accertamento e la quantificazione delle singole posizioni previdenziali individuali riferibili agli iscritti. Il petitum di queste cause con riferimento alla domanda principale è quantificabile in 384 milioni. Non sono stati fatti accantonamenti in quanto si ritengono questi ricorsi infondati.
D. Rischi derivanti da contenziosi e verifiche di natura tributaria
L'informativa che segue concerne le controversie più rilevanti sorte nel 2017 nonché quelle già in essere all'inizio dell'esercizio per le quali si sono avute decisioni ovvero altre definizioni. Per quanto non viene in questa sede menzionato, si rinvia ai precedenti bilanci.
Pendenze sopravvenute
Nel corso del 2017 sono stati notificati a UniCredit S.p.A. ed alle controllate taluni atti per un ammontare complessivo di circa 26 milioni. Tra gli atti di particolare rilievo si segnalano i seguenti:
- una cartella di pagamento per 8,7 milioni recante l'iscrizione a ruolo, maggiorata di interessi e sanzioni, dell'imposta di registro già richiesta con l'avviso di liquidazione del valore complessivo di 6,3 milioni e avente ad oggetto la registrazione delle sentenze che hanno definito alcuni giudizi di opposizione allo stato passivo delle società del Gruppo Costanzo. La cartella è stata impugnata ed è stata presentata istanza di annullamento. L'Agenzia delle Entrate ha annullato il ruolo ed anche il contenzioso giudiziale instaurato avanti la Commissione Tributaria Provinciale di Catania si è concluso;
- un avviso di accertamento riferito alla società liquidata dicembre 2007 S.p.A., della quale UniCredit S.p.A. era socia, notificato in data 7 aprile 2017, avente ad oggetto contestazioni inerenti l'asserita erronea applicazione del regime di esenzione delle plusvalenze. Il valore dell'avviso notificato è pari a 14,6 milioni, di cui 7,7 milioni per maggiore IRES e 6,9 milioni per sanzioni, oltre a interessi. L'imposta è stata richiesta a tutti gli ex soci della società, in via solidale tra loro. UniCredit S.p.A. risponde per una quota pari al 46,67%; pertanto, la quota riferibile a UniCredit S.p.A. è complessivamente pari a 6,9 milioni. La società ha impugnato l'avviso di accertamento ed il relativo contenzioso pende avanti la Commissione Tributaria Provinciale di Milano;
- un avviso di accertamento ai fini IVA 2012, notificato a UniCredit Business Integrated Solutions S.C.p.A., per complessivi 300 mila;
- due avvisi di accertamento, relativi a IRAP e IVA 2012, notificati a UniCredit Leasing S.p.A. a seguito della verifica conclusa nel 2016. Ai fini IVA, le somme complessivamente richieste con i due atti ammontano a circa 400 mila.
Nei mesi giugno e luglio del 2017, l'Agenzia delle Entrate, Direzione Regionale della Lombardia ha avviato alcune attività di controllo nei confronti delle società di seguito indicate:
- ad UniCredit Bank Austria A.G., sede secondaria in Italia, è stata notificata una richiesta di informazioni ai sensi dell'art.10, L. 212/2000 relativa agli esercizi 2013, 2014 e 2015, riguardanti principalmente le operazioni poste in essere con controparti estere del gruppo nonché i dividendi percepiti;
- ad UniCredit Leasing S.p.A. è stata notificata una richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 10, L. 212/2000 riguardante l'operazione di acquisto dei crediti vantati nei confronti di UniCredit Leasing Ukraine da UniCredit Bank Austria A.G. e di successiva cessione, sia della partecipazione in UniCredit Leasing Ukraine sia dei crediti vantati nei confronti di quest'ultima;
- nei confronti di UniCredit Bank A.G., sede secondaria in Italia, è in corso una verifica fiscale generale per gli anni 2013 e 2014.
- Le menzionate richieste avanzate sono state riscontrate nei termini assegnati dall'Amministrazione Finanziaria.
Aggiornamenti su contenziosi pendenti e verifiche fiscali
Nella Relazione al Bilancio del precedente esercizio erano stati segnalati gli avvisi di liquidazione principalmente riferiti a imposta sostitutiva sui finanziamenti. A seguito dei contenziosi instaurati, nonché delle richieste di annullamento in via amministrativa, al 31 dicembre 2017 tutti gli atti relativi all'imposta sostitutiva sui finanziamenti sono stati annullati dall'Agenzia delle Entrate ovvero dal giudice tributario. Inoltre, con riferimento al 2017, si segnala che:
- in relazione a due contenziosi instaurati dalla società UniCredit Leasing S.p.A. in materia di IRES e IVA 2005, la Commissione Tributaria Regionale dell'Emilia Romagna ha emesso due sentenze completamente favorevoli alla società stessa, stabilendo che non ricorrono gli estremi dell'abuso del diritto. Le predette sentenze sono passate in giudicato per mancata impugnazione ed hanno definito controversie per un valore complessivo pari a 120 milioni circa;
- in relazione ad contenzioso relativo ad un credito IRPEG 1984 riferito al Banco di Sicilia, per un valore complessivo di 50 milioni circa (inclusi capitale e interessi), la Corte di Cassazione ha disposto il rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, per ulteriori accertamenti di fatto;
-
in relazione ai contenziosi afferenti l'imposta di registro asseritamente dovuta per la registrazione delle sentenze che hanno definito alcuni giudizi di opposizione allo stato passivo delle società del Gruppo Costanzo (valore totale contenzioso 27,1 milioni), si segnala che, nel mese di dicembre del 2017, la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia - Sezione di Catania ha emesso una sentenza favorevole alla banca, relativamente ad un atto di valore pari a 4,8 milioni. Al momento, pendono i termini per la presentazione di ricorso per Cassazione da parte dell'Agenzia delle Entrate;
-
la società UniCredit Business Integrated Solutions S.C.p.A., alla quale era stato notificato un accertamento ai fini IRES e IRAP per il 2011, per complessivi 10,2 milioni, ha presentato istanza di accertamento con adesione. All'esito di tale procedimento la società ha definito la controversia mediante il pagamento della complessiva somma di 2,5 milioni;
- la medesima società ha definito anche i rilievi relativi al 2012, emersi all'esito della verifica posta in essere nel 2016. A fronte di maggiori imposte contestate per 6,6 milioni, e sanzioni amministrative stimate per 4,4 milioni, all'esito dell'accertamento con adesione risultano dovute maggiori imposte per 3,7 milioni, sanzioni amministrative per 1,1 milioni, oltre a interessi, per un totale di 5,3 milioni;
- alla società UniCredit Bank A.G. stabile organizzazione italiana era stato notificato un Processo Verbale di Constatazione per ritenute alla fonte asseritamente omesse su redditi di capitale per il 2011. Successivamente, sono stati notificati due avvisi di accertamento, ai fini IRES e IRAP, per complessivi 18 mila circa. Tali atti sono stati annullati in autotutela dall'Agenzia delle Entrate in quanto la notifica è avvenuta oltre il termine di legge;
- in relazione agli accertamenti relativi agli esercizi dal 2006 al 2008, notificati ai fini IRES e IRAP in rettifica delle dichiarazioni presentate dalla società UniCredit Private Banking S.p.A., la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte ha emesso due sentenze parzialmente favorevoli. Il valore complessivo dei contenziosi è pari a 7,8 milioni e, all'esito delle due sentenze l'ammontare totale delle somme dovute all'esito delle predette sentenze è pari a 4,4 milioni. I ricorsi per Cassazione sono in corso di preparazione;
- sono passate in giudicato talune sentenze della Commissione Tributaria Regionale della Liguria, tutte favorevoli alla società, relative ad accertamenti IRES 2005 a suo tempo notificati a UniCredit S.p.A. quale consolidante delle società UniCredit Private Banking S.p.A. e UniCredit Xelion Banca S.p.A. Il valore totale dei predetti accertamenti è pari a 0,7 milioni.
Al 31 dicembre 2016 l'importo complessivamente accantonato da UniCredit S.p.A. a copertura di rischi fiscali per contenziosi e verifiche ammontava a circa 96 milioni. Al 31 dicembre 2017 la consistenza del fondo rischi si incrementa a 102,7 milioni (compresi anche gli accantonamenti per spese legali).
E. Piano di risanamento della società Carlo Tassara S.p.A.
In data 23 dicembre 2013 la Carlo Tassara ("Tassara") e le banche creditrici hanno sottoscritto il terzo accordo modificativo della moratoria sul debito.
Lo scopo dell'operazione è consentire alla società una miglior valorizzazione di taluni asset da dismettere, i cui proventi saranno destinati al rimborso del proprio indebitamento finanziario.
I principali elementi dell'accordo comprendono:
- 1) la proroga della scadenza finale degli accordi al 31 dicembre 2016;
- 2) la nomina di un Consiglio di Amministrazione di 9 membri con la presenza di 6 membri indipendenti in conformità alla nuova governance della società;
- 3) la conversione dei crediti delle banche creditrici in strumenti finanziari partecipativi ("SFP") per complessivi 650 milioni. Gli SFP, liberamente cedibili alla scadenza del piano di risanamento, non hanno scadenza e mantengono una priorità rispetto alle azioni di qualunque categoria con riferimento alla distribuzione di utili e riserve nonché in caso di liquidazione di Tassara. Il criterio di attribuzione degli SFP tra i diversi Istituti è stato calcolato considerando l'ammontare e la ripartizione dei crediti chirografi e, per la differenza, dei crediti garantiti che presentano degli scarti di garanzia negativi. A tal fine, il valore dell'asset a garanzia è stato determinato sulla base della media dei prezzi dei titoli dati in garanzia degli ultimi 6 mesi precedenti la sottoscrizione dell'accordo;
- 4) l'impegno delle banche creditrici a sottoscrivere ulteriori SFP tramite utilizzo di una corrispondente parte dei propri crediti verso la società qualora, nel corso del piano, maturassero perdite rilevanti ai sensi dell'art.2447 cod. civ.;
- 5) l'impegno delle banche creditrici a convertire in SFP gli eventuali propri crediti verso la società che dovessero residuare dopo che tutti i beni del gruppo facente capo a Tassara destinati ad essere alienati saranno stati venduti;
- 6) la continuità aziendale di Tassara sarà garantita dalle attività industriali storicamente legate al territorio della Valcamonica.
Le garanzie esistenti (pegno su azioni Intesa Sanpaolo, Eramet e Cattolica Assicurazioni) a favore di UniCredit non sono state modificate in seguito alla stipula degli accordi di cui sopra. In data 27 dicembre 2013, facendo seguito all'avveramento delle condizioni sospensive all'efficacia del terzo accordo modificativo, le banche hanno sottoscritto gli SFP per un importo complessivo pari ad 650 milioni.
UniCredit ha sottoscritto 63.131.974 SFP del valore nominale di 1,00 euro ciascuno, per un importo complessivo pari ad 63 milioni, emessi da Tassara in forza della delibera dell'assemblea straordinaria del 23 dicembre 2013, e ha accettato di liberare, contestualmente ed integralmente, detti SFP mediante compensazione volontaria di parte dei propri crediti finanziari (nominali per capitale) nei confronti di Tassara per complessivi 63 milioni, a valere sull'esposizione della Banca verso Tassara.
Per effetto della compensazione di cui sopra, è stata estinta parte dei crediti della Banca nei confronti di Tassara per l'importo di 63 milioni e l'indebitamento esistente della Società nei confronti della Banca si è ridotto quindi, a far tempo dal 27 dicembre 2013 di 63 milioni.
In data 23 dicembre 2013, in conformità alle disposizioni in materia di governance, è stato nominato il nuovo Consiglio di amministrazione della Carlo Tassara S.p.A.
Nel corso dell'esercizio 2014 il ricavato conseguito dalla Carlo Tassara S.p.A. a seguito degli incassi realizzati per titoli e dividendi, si è attestato a circa 853 milioni.
Nel corso del 2015 Tassara ha venduto titoli quotati (a pegno e non) per un controvalore complessivo pari a circa 459 milioni, tra i quali la vendita del 25,3% del capitale sociale di Alior Bank SA, in esecuzione dell'accordo con PZU sottoscritto nel maggio 2015. La vendita, realizzata in tre tranches, si è perfezionata nei primi giorni di aprile 2016.
Nel 2016 l'attività di vendita dei titoli in portafoglio ha consentito alla Carlo Tassara S.p.A. di ottenere un ricavo pari a circa 220 milioni, di cui circa 190 milioni realizzati tramite la cessione del titolo Eramet (detenuto dalla controllata Carlo Tassara France S.A.) alle banche creditrici, a fronte della compensazione del debito per pari valore. In data 16 dicembre 2016, contestualmente alla firma dell'operazione di cessione, le banche creditrici hanno sottoscritto un impegno a convertire i crediti residui in ulteriori SFP al mancato avveramento di alcune condizioni sospensive.
Alla luce di tali accordi ed in seguito alle vendite realizzate, l'esposizione creditizia di UniCredit S.p.A. 31 dicembre 2017 ammonta a circa 3 milioni lordi (interamente svalutati), analogamente a quanto risultante al 31 dicembre 2016. Si segnala inoltre che nel terzo trimestre 2017 UniCredit S.p.A. ha proceduto alla intera dismissione delle n.1.080.000 azioni Eramet S.A. (precedentemente detenute per una quota di interessenza pari al 4,07%), per un controvalore pari a circa 61 milioni. Per completezza, si ricorda che al 31 dicembre 2017 UniCredit S.p.A. detiene complessivamente anche n.32.237.751 SFP emessi dalla Carlo Tassara S.p.A., ciascuno con valore nominale di 1,00 euro, iscritti per un valore complessivo pari a 1,00 euro.
F. Altre contestazioni della clientela
La funzione di Compliance, a supporto del business, presidia l'evoluzione del contesto normativo in materia di prodotti e servizi bancari, relativamente a tematiche quali ad esempio trasparenza, prestazione di servizi d'investimento e di consulenza, e usura. In tale ambito, in qualità di funzione di controllo, elabora regole, verifica procedure, prassi e monitora l'evoluzione dei reclami. La Funzione di Compliance, unitamente alla funzione Legal, supporta altresì le fasi di analisi e valutazione dell'adeguatezza di possibili azioni di "customer care" o altre iniziative atte a comporre situazioni particolari nelle quali la Banca potrebbe essere coinvolta, al fine della migliore definizione delle stesse. Tenuto conto della complessità del quadro normativo di riferimento e di interpretazioni non sempre omogenee al riguardo, la Banca valuta l'iscrivibilità tempo per tempo di fondi per rischi e oneri atti a fronteggiare esborsi, ritenuti probabili, in un contesto che ha registrato un incremento della "litigiosità" a livello di sistema bancario.
L'andamento dei tassi di mercato ha comportato che l'Euribor, parametro maggiormente utilizzato per i finanziamenti indicizzati ed in particolare per i mutui alla clientela privata, abbia assunto valori negativi, ponendo il problema di come determinare il tasso finito per la clientela, in una situazione mai verificatasi in passato. Tenuto conto della complessità del quadro sopracitato, sono stati oggetto di approfondito monitoraggio gli aspetti e le previsioni contrattuali sottostanti, nel rispetto dei quali, ed in coerenza con le norme vigenti, la Banca assume le opportune iniziative, anche stanziando, a fronte di possibili esborsi a favore della clientela, un fondo per rischi ed oneri in funzione del livello di probabilità del manifestarsi della passività.
Informazioni di natura quantitativa
Si riporta di seguito la composizione percentuale delle fonti di rischio operativo per tipologia di evento, secondo quanto definito dal Nuovo Accordo di Basilea sul Capitale e recepito dalle Disposizioni di vigilanza per le banche emanate da Banca d'Italia nel dicembre 2013 (Circolare n.285/2013 e successivi aggiornamenti).
Le classi di riferimento sono le seguenti:
- frode interna: perdite dovute ad attività non autorizzata, frode, appropriazione indebita o violazione di leggi, regolamenti o direttive aziendali che coinvolgano almeno una risorsa interna della banca;
- frode esterna: perdite dovute a frode, appropriazione indebita o violazione di leggi da parte di soggetti esterni alla banca;
- rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro: perdite derivanti da atti non conformi alle leggi o agli accordi in materia di impiego, salute e sicurezza sul lavoro, dal pagamento di risarcimenti a titolo di lesioni personali o da episodi di discriminazione o di mancata applicazione di condizioni paritarie;
- clientela, prodotti e pratiche di business: perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti ovvero dalla natura o dalle caratteristiche del prodotto o del servizio prestato;
- danni materiali da eventi esterni: perdite derivanti da eventi esterni, quali catastrofi naturali, terrorismo, atti vandalici;
- interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi: perdite dovute a interruzioni dell'operatività, a disfunzioni o a indisponibilità dei sistemi; • esecuzione, consegna e gestione dei processi: perdite dovute a carenze nel perfezionamento delle operazioni o nella gestione dei processi, nonché perdite dovute alle relazioni con controparti commerciali, venditori e fornitori.
| COMPOSIZIONE PER TIPO DI EVENTO | PERCENTUALE |
|---|---|
| Clientela, Prodotti e Pratiche di Business | 61,54% |
| Esecuzione di processi | 27,86% |
| Frode esterna | 8,11% |
| Frode interna | 1,59% |
| Rapporto di lavoro | 0% |
| Sistemi IT | 0,11% |
| Danni materiali | 0,78% |
| Totale | 100,00% |
Nel corso del 2017, la principale fonte di manifestazione di rischi operativi è risultata essere la categoria "Clientela, prodotti e pratiche di business" che include le perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti ovvero dalla natura o dalle caratteristiche dei prodotti o servizi prestati. La seconda categoria di rischio è quella derivante da perdite per errori nella esecuzione, consegna e gestione dei processi a causa di carenze nel perfezionamento delle operazioni o nella gestione dei processi.
Si sono altresì manifestate, in ordine decrescente di incidenza, perdite per frode esterna e perdite per frodi interne. Rappresentano le categorie di rischio residuali quelle che riguardano danni ai beni materiali e quelli relativi ai guasti dei sistemi IT.
UniCredit S.p.A. · Relazioni e Bilancio 2017 259
260 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte F - Informazioni sul patrimonio
Parte F - Informazioni sul patrimonio
| Sezione 1 - Il Patrimonio dell'impresa | 262 |
|---|---|
| A. Informazioni di natura qualitativa | 262 |
| B. Informazioni di natura quantitativa | 263 |
| Sezione 2 - I fondi propri e i coefficienti di vigilanza | 265 |
| 2.1 Fondi propri | 265 |
| 2.2 Adeguatezza patrimoniale | 273 |
Parte F - Informazioni sul Patrimonio
Sezione 1 - Il Patrimonio dell'impresa
A. Informazioni di natura qualitativa
UniCredit S.p.A. assegna un ruolo prioritario alle attività di gestione ed allocazione del capitale in funzione dei rischi assunti, ai fini dello sviluppo dell'operatività del Gruppo in ottica di creazione di valore. Tali attività si articolano nelle diverse fasi del processo di pianificazione e controllo della Banca e, in particolare:
• nei processi di piano e budget:
- formulazione della proposta di propensione al rischio e degli obiettivi di patrimonializzazione;
- analisi dei rischi associati ai driver del valore e allocazione del capitale alle linee di attività e business unit;
- assegnazione degli obiettivi di performance aggiustate per il rischio;
- analisi dell'impatto sul valore del Gruppo e della creazione di valore per gli azionisti;
- elaborazione e proposta del piano del capitale e della dividend policy;
- nei processi di monitoraggio:
- analisi delle performance conseguite a livello di gruppo e di business unit e preparazione dei dati gestionali per uso interno ed esterno;
- analisi e controllo dei limiti;
- analisi e controllo andamentale dei ratio patrimoniali di gruppo e individuali.
Le linee guida strategiche del Gruppo sono volte ad ottimizzare la composizione del proprio portafoglio di attività. Tale obiettivo è perseguito attraverso il processo di allocazione del capitale alle differenti linee di business in rapporto agli specifici profili di rischio e alla capacità di generare extra reddito, misurato come EVA, che è il principale indicatore di performance correlato al TSR (Total Shareholder Return).
Il capitale e la sua allocazione, quindi, assumono un'importanza rilevante nella definizione delle strategie perché esso, da un lato, rappresenta l'investimento nel Gruppo da parte degli azionisti che deve essere remunerato in modo adeguato e, dall'altro, è una risorsa scarsa soggetta a limiti esterni, definiti dalla normativa di vigilanza.
Il processo di allocazione del capitale è basato su una logica di "doppio binario", considerando sia il capitale economico, misurato attraverso la completa valutazione dei rischi tramite modelli di Risk Management, sia il capitale regolamentare, quantificato applicando gli obbiettivi interni di capitalizzazione ai requisiti di capitale regolamentari.
La gestione del capitale, svolta dalla unità operativa Capital Management della Direzione Pianificazione e Capital Management, ha la finalità di definire il livello di patrimonializzazione obiettivo per il Gruppo e le sue società nel rispetto della regolamentazione di vigilanza e della propensione al rischio.
Nella gestione dinamica del capitale, l'unità operativa Capital Management elabora il piano del capitale ed effettua il monitoraggio dei ratio patrimoniali di Vigilanza.
Il monitoraggio si riferisce, da un lato, al patrimonio, sia secondo la definizione contabile che secondo quella di vigilanza (Common Equity Tier 1, Additional Tier 1 e Tier 2 capital) e, dall'altro, alla pianificazione e all'andamento dei "risk weighted asset" (RWA).
La dinamicità della gestione è finalizzata ad individuare gli strumenti di investimento e di capitale (azioni ordinarie e altri strumenti di capitale) più idonei al conseguimento degli obiettivi identificati. In caso di deficit di capitale, sono indicati i gap da colmare e le azioni di "capital generation" misurandone il costo e l'efficacia attraverso la metodologia di RAPM (Risk Adjusted Performance Management).
La presentazione completa del Piano Strategico è disponibile nel sito di Gruppo, al seguente indirizzo: (https://www.unicreditgroup.eu/content/dam/unicreditgroup-eu/documents/it/investors/Capital-Markets-Day/2017/UniCredit-Capital-Markets-Day-2017-Aggiornamento-su-Transform-2019.pdf).
B. Informazioni di natura quantitativa
Per altre informazioni relative al Patrimonio di UniCredit S.p.A., si veda la Parte B - Sezione 14 - Patrimonio dell'impresa - Voci 130, 150, 160, 170, 180, 190 e 200.
| B.1 Patrimonio dell'impresa: composizione | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| VOCI/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| 1. Capitale | 20.880.550 | 20.846.893 |
| 2. Sovrapprezzi di emissione | 13.399.799 | 14.384.918 |
| 3. Riserve | 7.798.690 | 5.828.366 |
| - di utili | 2.766.246 | 3.152.799 |
| a) legale | 1.517.514 | 1.517.514 |
| b) statutaria | 679.464 | 840.018 |
| c) azioni proprie | - | - |
| d) altre | 569.268 | 795.267 |
| - altre(*) | 5.032.444 | 2.675.567 |
| 4. Strumenti di capitale | 4.610.073 | 2.383.463 |
| 5. Azioni proprie | (2.440) | (2.440) |
| 6. Riserve da valutazione | 585.548 | 716.181 |
| - Attività finanziarie disponibili per la vendita | 537.118 | 643.991 |
| - Attività materiali | - | - |
| - Attività immateriali | - | - |
| - Copertura di investimenti esteri | - | - |
| - Copertura di flussi finanziari | (32.301) | 6.677 |
| - Differenze di cambio | - | - |
| - Attività non correnti in via di dismissione | - | - |
| - Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti | (196.289) | (211.507) |
| - Quota delle riserve da valutazione relative alle partecipate valutate al patrimonio netto | - | - |
| - Leggi speciali di rivalutazione | 277.020 | 277.020 |
| 7. Utile (perdita) d'esercizio | 6.235.645 | (11.460.133) |
| Totale | 53.507.865 | 32.697.248 |
Nota:
(*) le "Riserve - altre" comprendono la "Riserva azioni proprie" (2.440 mila), originariamente costituita con prelievo dalla voce Sovrapprezzi di emissione", oltre ad una quota della Riserva legale (2.683.391migliaia) costituita anch'essa, come da delibere dell'Assemblea ordinaria dell'11 maggio 2013 e del 13 maggio 2014, 14 aprile 2016 con prelievo dalla voce Sovrapprezzi di emissione.
Il Patrimonio dell'impresa al 31 dicembre 2017, oltre alle operazioni sul capitale illustrate dettagliatamente nella Parte B - Sezione 14 "Patrimonio dell'impresa", riflette, tra le altre, le variazioni conseguenti alle delibere dell'Assemblea del 12 gennaio 2017 e del 20 aprile 2017 che hanno comportato:
- l'allocazione ai Sovrapprezzi di emissione di 12.983.565 migliaia derivanti dall'aumento di capitale interamente versato;
- l'utilizzo dei Sovrapprezzi di emissione di complessivi 11.460.133 migliaia per il ripianamento della perdita dell'esercizio 2016;
- la copertura delle riserve negative in essere sul bilancio 2016 pari a 3.510.702 migliaia mediante l'utilizzo: i) Riserve di utili (368.965 migliaia), Riserve di capitale (633.186 migliaia) e Sovrapprezzi di emissione (2.508.551 migliaia).
- l'incremento della Riserva connessa al sistema di incentivazione a medio termine del personale di Gruppo per 60.000 migliaia mediante prelievo dalla Riserva statutaria.
Inoltre nel corso dell'esercizio 2017 UniCredit S.p.A. ha emesso strumenti Additional Tier 1 per complessivi 2.226.610 migliaia al netto dei costi di transazione, iscritti alla voce "150. Strumenti di Capitale" del passivo di Stato Patrimoniale e le cui caratteristiche sono illustrate nella successiva Sezione 2 - I fondi propri e i coefficienti di vigilanza.
Parte F - Informazioni sul Patrimonio
| B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione (migliaia di €) |
||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | CONSISTENZE AL 31.12.2016 | |||||||
| RISERVA RISERVA |
RISERVA | RISERVA | ||||||
| ATTIVITÀ/VALORI | POSITIVA | NEGATIVA | TOTALE | POSITIVA | NEGATIVA | TOTALE | ||
| 1. Titoli di debito | 492.700 | (34.054) | 458.646 | 653.159 | (63.882) | 589.277 | ||
| 2. Titoli di capitale | 83.863 | (1.264) | 82.599 | 61.057 | - | 61.057 | ||
| 3. Quote di O.I.C.R. | 3.329 | (7.456) | (4.126) | 2.773 | (9.116) | (6.343) | ||
| 4. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | ||
| Totale | 579.892 | (42.774) | 537.118 | 716.989 | (72.998) | 643.991 |
B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: variazioni annue (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL 2017 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITA'/VALORI | TITOLI DI DEBITO | TITOLI DI CAPITALE | QUOTE DI O.I.C.R. | FINANZIAMENTI | TOTALE | ||||
| 1. Esistenze iniziali | 589.277 | 61.057 | (6.343) | - | 643.991 | ||||
| 2. Variazioni positive | 540.321 | 37.374 | 3.843 | - | 581.538 | ||||
| 2.1 Incrementi di fair value | 277.933 | 37.374 | 3.843 | - | 319.150 | ||||
| 2.2 Rigiro a conto economico di riserve negative | 259.710 | - | - | - | 259.710 | ||||
| - da deterioramento | - | - | - | - | - | ||||
| - da realizzo | 259.710 | - | - | - | 259.710 | ||||
| 2.3 Altre variazioni | 2.678 | - | - | - | 2.678 | ||||
| 3. Variazioni negative | 670.952 | 15.832 | 1.626 | - | 688.410 | ||||
| 3.1 Riduzioni di fair value | 264.438 | 6.263 | - | - | 270.701 | ||||
| 3.2 Rettifiche da deterioramento | - | 508 | 1.626 | - | 2.134 | ||||
| 3.3 Rigiro a conto economico di riserve positive: | |||||||||
| da realizzo | 405.089 | 6.858 | - | - | 411.947 | ||||
| 3.4 Altre variazioni | 1.425 | 2.203 | - | - | 3.628 | ||||
| 4. Rimanenze finali | 458.646 | 82.599 | (4.126) | - | 537.119 |
B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue (migliaia di €)
| MOVIMENTI DEL | ||||
|---|---|---|---|---|
| 2017 | 2016 | |||
| 1. Esistenze iniziali nette | (211.508) | (222.157) | ||
| 2. Variazioni positive | 18.200 | 57.889 | ||
| 2.1 Incrementi di fair value | 17.287 | - | ||
| 2.2 Altre variazioni | 913 | 57.889 | ||
| 3. Variazioni negative | 2.981 | 47.240 | ||
| 3.1 Riduzioni di fair value | 2.151 | 47.240 | ||
| 3.2 Altre variazioni | 830 | - | ||
| 4. Rimanenze finali | (196.289) | (211.508) |
Sezione 2 - I fondi propri e i coefficienti di vigilanza
2.1 Fondi propri
A. Informazioni di natura qualitativa
A partire dall'1 gennaio 2014, il calcolo dei requisiti di capitale tiene conto del quadro regolamentare denominato "Basilea 3", trasposto nel Regolamento No.575/2013/UE relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (Capital Requirements Regulation - "CRR") e nella Direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (Capital Requirements Directive 4 - "CRD 4"), secondo il recepimento nella normativa regolamentare Italiana.
Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:
- Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:
- Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1) e
- Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 AT1);
- Capitale di Classe 2 (Tier 2 T2);
- la somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone i Fondi Propri totali (Total Capital).
Fondi propri transitori
Con riferimento all'ammontare degli aggiustamenti transitori al 31 dicembre 2017, si precisa che tali importi, rispetto al 31 dicembre 2016, riflettono anche la progressiva riduzione dell'aggiustamento transitorio per l'anno 2017; di seguito, principalmente:
- 20% per gli elementi da dedurre dal Capitale primario di Classe 1 (40% nel 2016);
- 20% per gli utili non realizzati su titoli AFS (40% nel 2016);
- 40% dell'importo delle perdite attuariali calcolato in coerenza con l'articolo 473 del CRR (60% nel 2016).
Utile di periodo
L'utile di periodo al 31 dicembre 2017 (6.236 milioni, al netto dell'effetto fiscale) è riconosciuto nel Capitale Primario di Classe 1 per 5.506 milioni, ossia escludendo i dividendi calcolati alla data, pari a 730 milioni (incluse elargizioni benefiche).
L'utile netto al 31 dicembre 2017 è incluso nel Capitale Primario di Classe 1 in seguito ad autorizzazione da parte dell'Autorità Competente ai sensi dell'articolo 26(2) del CRR.
Fondo Atlante e Italian Recovery Fund (ex Fondo Atlante II)
Al 31 dicembre 2017, le quote detenute da UniCredit nel Fondo Atlante e nell'Italian Recovery Fund (ex Fondo Atlante II), pari a circa 190 milioni, sono sostanzialmente riferite ad investimenti in note di cartolarizzazione connesse a crediti deteriorati: il trattamento regolamentare delle quote dei Fondi iscritte nel bilancio di UniCredit prevede l'applicazione del metodo look-through agli attivi sottostanti detenuti dai medesimi fondi, ossia alle note di cartolarizzazione soggette a ponderazione del 1.250%.
Le partecipazioni indirettamente detenute in Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (precedentemente classificate come partecipazioni non significative in entità del settore finanziario, in applicazione del Regolamento UE 2015/923) sono state oggetto di totale svalutazione nei precedenti periodi.
In riferimento agli impegni residui, pari a 162 milioni, il trattamento regolamentare prevede l'applicazione di un fattore di conversione del 100% ("rischio pieno" in applicazione dell'Allegato I del CRR) ai fini del calcolo delle relative attività di rischio ponderate.
Parte F - Informazioni sul Patrimonio
Schema Volontario
In riferimento alla dotazione dello Schema Volontario (strumento introdotto dal FITD per la soluzione delle crisi bancarie attraverso interventi di sostegno a favore di banche ad esso aderenti, al ricorrere delle specifiche condizioni previste dalla normativa), in data 2 agosto 2017 il gruppo UniCredit ha deliberato di incrementare il proprio impegno per 18 milioni (di cui 15 milioni relativi a UniCredit S.p.A.), portandolo a 95 milioni (di cui 81 milioni relativi a UniCredit S.p.A.), oltre agli impegni pregressi e già tradottisi in versamenti perfezionati nel corso del 2016 per complessivi 51 milioni (di cui 44 milioni ascrivibili a UniCredit S.p.A.).
In data 29 settembre 2017 tale impegno si è tradotto, in parte, in un esborso monetario che ha comportato il riconoscimento di strumenti di capitale classificati "Disponibili per la vendita" per 10 milioni (di cui 9 milioni relativi a UniCredit S.p.A.), coerente con l'esborso monetario, con conseguente riduzione dell'impegno verso lo Schema Volontario ad 85 milioni. Considerato che tale esborso fronteggiava il previsto intervento per la capitalizzazione delle banche target, per cui l'accordo prevede la cessione al "prezzo simbolico" pari ad 1 euro, si è provveduto a svalutare integralmente detta posizione in strumenti di capitale.
In merito agli ulteriori investimenti effettuati dal gruppo UniCredit, pari a 85 milioni (di cui 72 milioni relativi a UniCredit S.p.A.), l'ammontare può essere così ripartito:
- 53 milioni (di cui 45,2 milioni relativi a UniCredit S.p.A.) connessi agli investimenti in quote di capitale di banche target, interamente svalutati al 30 settembre 2017;
- 32 milioni (di cui 27 milioni relativi a UniCredit S.p.A.) destinati all'acquisto di quote di cartolarizzazione di crediti deteriorati, svalutati per circa 27 milioni (di cui 22,6 milioni relativi a UniCredit S.p.A.) al 31 dicembre 2017 (residua pertanto una esposizione di circa 5 milioni, di cui oltre 4 milioni relativi a UniCredit S.p.A.).
Partecipazione nel capitale della Banca d'Italia
Con riferimento al trattamento regolamentare della partecipazione nel Capitale della Banca d'Italia, si evidenzia che al valore della partecipazione iscritto nel bilancio al 31 dicembre 2017 pari a 1.062 milioni, si applica una ponderazione pari al 100% (in applicazione dell'articolo 133 "Esposizioni in strumenti di capitale" del CRR); la rivalutazione transitata a conto economico al 31 dicembre 2013 non è oggetto di filtro.
Operazione FINO
A tale riguardo si rimanda ai comunicati stampa pubblicati sul sito web di UniCredit Group.
Modifiche della Corporate Governance
In relazione alle modifiche della Corporate Governance proposte dal Consiglio di Amministrazione ed approvate in data 4 dicembre 2017 dalle assemblee Ordinaria e Straordinaria dei soci e dall'Assemblea speciale degli azionisti di risparmio di UniCredit S.p.A. (si rimanda ai comunicati stampa pubblicati sul sito web di UniCredit Group per maggiori dettagli), si evidenzia una riduzione di circa 117 milioni della riserva sovrapprezzo alla data del 31 dicembre 2017 connessa all'eliminazione del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto ed alla conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, come da richieste autorizzative sottoposte all'Autorità Competente.
1. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1)
Il Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) è composto prevalentemente dai seguenti elementi:
- Principali elementi del Capitale primario di classe 1, riconosciuti soltanto se possono essere utilizzati senza restrizioni e senza indugi dall'ente per la copertura dei rischi o delle perdite nel momento in cui tali rischi o perdite si verificano: (I) strumenti di capitale (azioni ordinarie) purché siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 28 o, ove applicabile, all'articolo 29 del CRR; (II) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui al punto (I); (III) utili non distribuiti; (IV) altre componenti di conto economico complessivo accumulate; (V) altre riserve;
- Filtri prudenziali del Capitale primario di classe 1: (I) filtro su utili connessi a margini futuri derivanti da operazioni di cartolarizzazione; (II) filtro connesso alle riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo; (III) filtro connesso ai profitti e le perdite sulle passività dell'ente, valutate al valore equo, dovuti all'evoluzione del merito di credito dell'ente; (IV) filtro connesso ai profitti e le perdite su derivati passivi dovuti a variazioni del merito di credito dell'ente; (V) filtro relativo alle rettifiche di valore supplementari (prudent valuation);
- Detrazioni dagli elementi del Capitale primario di classe 1: (I) beni immateriali; (II) attività fiscali differite (DTA) che si basano sulla redditività futura e che non derivano da differenze temporanee; (III) eccedenza delle perdite attese rispetto alle rettifiche di valore (shortfall) per le posizioni valutate secondo metodi IRB; (IV) attività dei fondi pensione a prestazioni definite nel bilancio dell'ente; (V) strumenti propri del capitale primario di classe 1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente e sinteticamente, compresi gli strumenti propri del capitale primario di classe 1 che l'ente ha l'obbligo reale o eventuale di acquistare, in virtù di un obbligo contrattuale esistente; (VI) esposizioni dedotte dal Capitale primario di Classe 1 in luogo della ponderazione al 1.250% tra gli RWA; (VII) investimenti non significativi in strumenti di CET1 emessi da società del settore finanziario (dedotti per la quota eccedente la soglia normativamente prevista); (VIII) attività fiscali differite (DTA) che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee ed investimenti significativi in strumenti di CET1 emessi da società del settore finanziario (dedotti per la quota eccedente le soglie normativamente previste).
Al 31 dicembre 2017, il CET1 è composto da azioni ordinarie emesse da UniCredit S.p.A, pari a 20.231 milioni; tra gli altri elementi, la presente voce non include la quota a servizio dei Cashes14 (pari a 609 milioni) riclassificata nell'AT1.
2. Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1)
Gli elementi positivi dell' AT1 sono rappresentati da: (I) strumenti di capitale, riconosciuti soltanto se rispettano le condizioni di cui all'articolo 52 del CRR; (II) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui al punto (I); (III) strumenti di capitale computabili nei Fondi Propri in ragione delle disposizioni transitorie previste dal CRR (cosiddette grandfathering).
In data 15 maggio 2017, con data valuta 22 maggio 2017, UniCredit S.p.A. ha lanciato un'emissione di strumenti Additional Tier 1, denominati in EUR, per un totale di 1,25 miliardi. La cedola, a tasso fisso, riconosciuta per i primi 6 anni è pari al 6,625% all'anno, pagata su base semestrale. I titoli sono stati distribuiti ad investitori istituzionali, basati nelle principali piazze finanziarie europee (Regno Unito, Italia e Francia tra le altre). Il pagamento della cedola è discrezionale. I titoli hanno un trigger del 5,125% sul Common Equity Tier 1 (CET1) che prevede che, qualora il coefficiente CET1 del Gruppo o di UniCredit S.p.A. scenda al di sotto di tale soglia, il valore nominale dei titoli venga ridotto temporaneamente dell'importo necessario a ripristinarne il livello, tenendo conto anche degli altri strumenti con caratteristiche similari.
In data 13 dicembre 2017, con data valuta 20 dicembre 2017, UniCredit S.p.A. ha lanciato un'emissione di strumenti Additional Tier 1, denominati in EUR, per un totale di 1 miliardo, i cui termini sono in linea con la normativa "CRD IV" in vigore a partire dall'1 gennaio 2014. I titoli sono perpetui (con scadenza legata alla durata statutaria di UniCredit S.p.A.) e possono essere richiamati dall'emittente dopo 7,5 anni e successivamente ad ogni data di pagamento cedola. La cedola a tasso fisso riconosciuta per i primi 7,5 anni è pari al 5,375% all'anno, pagata su base semestrale; in seguito, se non viene esercitata la facoltà di rimborso anticipato, la stessa verrà ridefinita ad intervalli di 5 anni sulla base del tasso swap di pari scadenza vigente al momento maggiorato di 492,5 punti base. I titoli sono stati distribuiti ad investitori istituzionali, basati nelle principali piazze finanziarie europee (Regno Unito, Italia e Svizzera tra le altre).
Il pagamento della cedola è discrezionale. I titoli hanno un trigger del 5,125% sul Common Equity Tier 1 (CET1) che prevede che, qualora il coefficiente CET1 del Gruppo o di UniCredit S.p.A. scenda al di sotto di tale soglia, il valore nominale dei titoli venga ridotto temporaneamente dell'importo necessario a ripristinarne il livello, tenendo conto anche degli altri strumenti con caratteristiche similari.
14 I CASHES sono strumenti di tipo equity linked, emessi per un controvalore di euro 2.983.000 mila nel mese di febbraio 2009 da The Bank of New York (Luxembourg) S.A. con scadenza al 15 dicembre 2050 e convertibili, a determinate condizioni, in n.9.675.641 azioni ordinarie di UniCredit S.p.A. (ridotte da n.967.564.061 a seguito del raggruppamento azionario del 2011 e poi del 2017) sottoscritte da Mediobanca nell'ambito dell'operazione di aumento di capitale deliberato dall'Assemblea Straordinaria dei Soci di UniCredit il 14 novembre 2008. Pertanto, dal momento che queste azioni sono regolarmente emesse, sono pienamente disponibili per assorbire eventuali perdite al pari di ogni altra azione ordinaria.
Parte F - Informazioni sul Patrimonio
Strumenti finanziari computati nel capitale aggiuntivo di classe 1
| OGGETTO DI DISPOSIZIONI TRANSITORIE (GRANDFATHERING) |
EMITTENTE | CODICE IDENTIFICATIVO (1) |
IMPORTO COMPUTATO NEI FONDI PROPRI (€/MLN) |
IMPORTO NOMINALE IN VALUTA DI EMISSIONE (MLN) |
VALUTA DI EMISSIONE |
DATA DI SCADENZA ORIGINARIA |
DATA DEL RIMBORSO ANTICIPATO FACOLTATIVO |
DIVIDENDI/ CEDOLE FISSI O VARIABILI |
TASSO DELLA CEDOLA ED EVENTUALE INDICE CORRELATO |
CONVERTIBILI O NON CONVERTIBILI |
MECCANISMI DI SVALUTAZIONE (WRITE DOWN) |
POSIZIONE NELLA GERARCHIA DI SUBORDINAZIONE IN CASO DI LIQUIDAZIONE (2) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| si | UNICREDIT SPA |
XS0527624059 | 210 | 500 | EUR | Senza scadenza |
21.07.2020 | Fixed to Floating |
9,375% from issue date to 21.07.2020, equivalent to MS + 6,49%; Euribor 3M + 7,49% from 21.07.2020 |
Non convertibili |
sì | Tier 2 |
| no | UNICREDIT SPA |
XS1046224884 | 898 | 1.250 | USD | Senza scadenza |
03.06.2024 | Fixed | 8% p.a. until 03.06.2024; therafter fixed every 5 years for 5-Year Mid Swap Rate + 518bps |
Non convertibili |
sì | Tier 2 |
| no | UNICREDIT SPA |
XS1107890847 | 991 | 1.000 | EUR | Senza scadenza |
10.09.2021 | Fixed | 6,75% p.a until 10.09.2021; therafter fixed every 5 years for 5-Year Mid Swap Rate + 610bps |
Non convertibili |
sì | Tier 2 |
| no | UNICREDIT SPA |
XS1539597499 | 495 | 500 | EUR | Senza scadenza |
03.06.2022 | Fixed | 9,25% p.a. until 03.06.2022; thereafter fixed every 5 years for 5-year Mid Swap Rate + 930bps |
Non convertibili |
sì | Tier 2 |
| no | UNICREDIT SPA |
XS1619015719 | 1.237 | 1.250 | EUR | Senza scadenza |
03.06.2023 | Fixed | 6,625% p.a. until 03.06.2023, thereafter fixed every 5 years for 5-year Mid Swap Rate +638,7 bps |
Non convertibili |
sì | Tier 2 |
| no | UNICREDIT SPA |
XS1739839998 | 990 | 1.000 | EUR | Senza scadenza |
03.06.2025 | Fixed | 5,375% p.a. until 03.06.2025; thereafter fixed every 5 years for 5-year Mid Swap Rate + 492,5 bps |
Non convertibili |
sì | Tier 2 |
Note:
(1) Si noti che le "ISIN Guidelines" (paragrafo 7) stabiliscono che "banking instruments or facilities such as bank loans are outside of the scope of the ISO-6166 standard and should not be identified by ISIN codes". Quindi, la presente sezione riporta un codice identificativo interno per quegli strumenti classificati come "Loans".
(2) I meccanismi di "write-up" descritti sono allineati alle originarie "Final Terms & Conditions"; pertanto, la classificazione regolamentare degli strumenti è quella in vigore alla data di emissione.
3. Capitale di Classe 2 (Tier 2 - T2)
Gli elementi positivi del T2 sono rappresentati da: (I) strumenti di capitale e prestiti subordinati, quando sono rispettate le condizioni di cui all'articolo 63 del CRR; (II) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui al punto (I); (III) eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alla perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB; (IV) strumenti di capitale e prestiti subordinati computabili nei Fondi Propri in ragione delle disposizioni transitorie previste dal CRR (cosiddette grandfathering).
Nel mese di giugno 2017, UniCredit S.p.A. ha lanciato due emissioni di strumenti Tier 2:
- strumenti denominati in EUR, per un totale di 50 milioni, con scadenza finale di 15 anni e cedola pari al 4,5% all'anno, pagata su base semestrale. I titoli sono stati distribuiti ad un solo investitore istituzionale e sono quotati presso la Borsa di Lussemburgo;
- strumenti denominati in USD, per un totale di 1 miliardo con scadenza finale di 15 anni e cedola a tasso fisso pari a 5,861% all'anno, pagata su base semestrale, per i primi 10 anni. Lo strumento può essere richiamato dall'emittente una sola volta dopo 10 anni dalla data di emissione, se non richiamato i titoli pagheranno una cedola pari al tasso swap americano a 5 anni in essere a quel momento maggiorato dello spread iniziale.I titoli sono stati distribuiti a diverse categorie di investitori istituzionali, principalmente fondi (83%) oltre a banche e assicurazioni. La richiesta è arrivata principalmente da USA/Canada (59%), Francia (12%) e Regno Unito (9%).
Alla data del 31 dicembre 2017, il T2:
- non include strumenti di Tier 2 con piano di ammortamento contrattuale in ragione delle previsioni contenute nell'articolo 63 del CRR;
- include, tra gli strumenti soggetti a grandfathering, la quota di tali strumenti emessi prima del 31 dicembre 2011, a norma dell'articolo 484(5) del CRR;
- include anche azioni di risparmio per un ammontare complessivamente pari a 2 milioni.
Strumenti finanziari computati nel capitale di classe 2
| OGGETTO DI DISPOSIZIONI TRANSITORIE (GRANDFATHERING) |
EMITTENTE | CODICE IDENTIFICATIVO (1) |
IMPORTO COMPUTATO NEI FONDI PROPRI (€/MLN) |
IMPORTO NOMINALE IN VALUTA DI EMISSIONE (MLN) |
VALUTA DI EMISSIONE |
DATA DI SCADENZA ORIGINARIA |
DATA DEL RIMBORSO ANTICIPATO FACOLTATIVO |
DIVIDENDI/ CEDOLE FISSI O VARIABILI |
TASSO DELLA CEDOLA ED EVENTUALE INDICE CORRELATO |
CONVERTIBILI O NON CONVERTIBILI |
MECCANISMI DI SVALUTAZIONE (WRITE DOWN) |
POSIZIONE NELLA GERARCHIA DI SUBORDINAZIONE IN CASO DI LIQUIDAZIONE (2) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| no | UNICREDIT SPA |
XS0348222802 | 110 | 125 | EUR | 03.03.2023 | - | Fixed | 6,04% p.a. | Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0356063940 | 1 | 15 | EUR | 10.04.2018 | - | Floating | Max between 5,535% and 10 y euro CMS |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0356629369 | 6 | 100 | EUR | 24.04.2018 | - | Floating | Max between 5% and 10 y Euro CMS + 0,67% |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0367777884 | 59 | 1.000 | EUR | 05.06.2018 | - | Fixed | 6,70% p.a. | Non convertibili |
sì | Lower Tier 2 |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0372227982 | 11 | 125 | EUR | 25.06.2018 | - | Floating | Euribor 6M + 1,7% | Non convertibili |
sì | Lower Tier 2 |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0503612250 | 33 | 50 | EUR | 21.04.2021 | - | Fixed | 5% p.a. | Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0504566414 | 43 | 50 | EUR | 25.04.2022 | - | Fixed | 5,05% p.a. | Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0503708280 | 23 | 50 | EUR | 26.04.2020 | - | Fixed | 4,75% p.a. | Non convertibili |
no | Senior |
| si | UNICREDIT SPA |
IT0004605074 | 153 | 333 | EUR | 31.05.2020 | - | Fixed | 31.05.2011: 3,00%; 31.05.2012: 3,25%; 31.05.2013: 3,50%; 31.05.2014: 3,75%; 31.05.2015: 4,00%; 31.05.2016: 4,40%; 31.05.2017: 4,70%; 31.05.2018: 5,07%; 31.05.2019: 5,40%; 31.05.2020: 6,00%. |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0515754587 | 25 | 50 | EUR | 14.06.2020 | - | Fixed | 5,16% p.a. | Non convertibili |
no | Senior |
| si | UNICREDIT SPA |
IT0004698418 | 22 | 464 | EUR | 31.03.2018 | - | Fixed to Floating |
5,00% p.a. from 30/06/2011 to 31/03/2013; from 30/06/2013 Euribor 3M + 1% p.a. |
Non convertibili |
no | Senior |
| si | UNICREDIT SPA |
IT0004698426 | 37 | 759 | EUR | 31.03.2018 | - | Fixed | 31.03.2012: 4,10%; 31.03.2013: 4,30%; 31.03.2014: 4,50%; 31.03.2015: 4,70%; 31.03.2016: 4,90%; 31.03.2017: 5,05%; 31.03.2018: 5,10% |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0618847775 | 483 | 750 | EUR | 19.04.2021 | - | Fixed | 6,125% p.a. | Non convertibili |
no | Senior |
| si | UNICREDIT SPA |
IT0004723927 | 37 | 394 | EUR | 30.06.2018 | - | Fixed to Floating |
5% p.a. until 30/06/2013; from 30.09.2013 Euribor 3M + 1% p.a. |
Non convertibili |
no | Senior |
| si | UNICREDIT SPA |
IT0004740368 | 2 | 20 | EUR | 05.07.2018 | - | Floating | Euribor 3M + 2,50% p.a. |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0849517650 | 1.444 | 1.500 | EUR | 31.10.2022 | - | Fixed | 6,95% p.a | Non convertibili |
no | Senior |
| si | UNICREDIT SPA |
IT0004747330 | 19 | 157 | EUR | 19.08.2018 | - | Fixed | 19.08.2012: 4,40%; 19.08.2013: 4,60%; 19.08.2014: 4,80%; 19.08.2015: 5,00%; 19.08.2016; 5,30%; 19.08.2017: 5,65%; 19.08.2018: 6,00% |
Non convertibili |
no | Senior |
| si | UNICREDIT SPA |
IT0004748882 | 1 | 10 | EUR | 21.07.2018 | - | Floating | Euribor 3M + 2,637% p.a. |
Non convertibili |
no | Senior |
Parte F - Informazioni sul Patrimonio
| OGGETTO DI DISPOSIZIONI TRANSITORIE (GRANDFATHERING) |
EMITTENTE | CODICE IDENTIFICATIVO (1) |
IMPORTO COMPUTATO NEI FONDI PROPRI (€/MLN) |
IMPORTO NOMINALE IN VALUTA DI EMISSIONE (MLN) |
VALUTA DI EMISSIONE |
DATA DI SCADENZA ORIGINARIA |
DATA DEL RIMBORSO ANTICIPATO FACOLTATIVO |
DIVIDENDI/ CEDOLE FISSI O VARIABILI |
TASSO DELLA CEDOLA ED EVENTUALE INDICE CORRELATO |
CONVERTIBILI O NON CONVERTIBILI |
MECCANISMI DI SVALUTAZIONE (WRITE DOWN) |
POSIZIONE NELLA GERARCHIA DI SUBORDINAZIONE IN CASO DI LIQUIDAZIONE (2) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| si | UNICREDIT SPA |
IT0004764004 | 67 | 414 | EUR | 31.10.2018 | - | Fixed | 31.10.2012: 5,60%; 31.10.2013: 5,90%; 31.10.2014: 6,10%; 31.10.2015: 6,30%; 31.10.2016: 6,50%; 31.10.2017: 6,80%; 31.10.2018: 7,20% |
Non convertibili |
no | Senior |
| si | UNICREDIT SPA |
IT0004780562 | 108 | 518 | EUR | 31.01.2019 | - | Fixed | 31.01.2013: 6,50%; 31.01.2014: 6,90%; 31.01.2015: 7,30%; 31.01.2016: 7,80%; 31.01.2017: 8,10%; 31.01.2018: 8,30%; 31.01.2019: 8,50% |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0878681419 | 185 | 300 | SGD | 30.07.2023 | 30.07.2018 | Fixed | 1-5.5Y 5,5% p.a., 5.5-10.5Y SOR + 4,47% p.a. |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0925177130 | 620 | 750 | USD | 02.05.2023 | 02.05.2018 | Fixed to Floating |
1-5Y 6,375%, 6- 10Y USD MS + 5,51% |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS0986063864 | 996 | 1.000 | EUR | 28.10.2025 | 28.10.2020 | Fixed | 5,75% p.a., after the call, 5Y Swap + 410 bps |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
135_SL0013 | 0 | 10 | EUR | 30.01.2018 | - | Fixed | 5,74% p.a. | Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
135_SL0014 | 0 | 10 | EUR | 30.01.2018 | - | Fixed | 5,74% p.a. | Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS1070428732 | 184 | 185 | EUR | 21.05.2024 | 21.05.2019 | Fixed | 3,125% from issue date to 21.05.2019; fixed rate equivalent to 5Y MS + 2,50% from 21.05.2019 |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
IT0005087116 | 2.497 | 2.500 | EUR | 03.05.2025 | 03.05.2020 | Floating | Euribor 3M + 2,75% |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS1426039696 | 746 | 750 | EUR | 03.01.2027 | 03.01.2022 | Fixed | 4,375% p.a. from issue date to 02.01.2022 payable annually; 4,316% p.a. + 5 Year Mid-Swap Rate after 02.01.2022 |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS1632222565 | 50 | 50 | EUR | 14.06.2032 | 14.06.2027 | Fixed to Floating |
4,50% p.a. from Issue Date to 14.06.2019 payable semiannually; 2,24% p.a. + Euribor 6m after 14.06.2019 |
Non convertibili |
no | Senior |
| no | UNICREDIT SPA |
XS1631415582 | 828 | 1.000 | USD | 19.06.2032 | 19.06.2027 | Fixed to Floating |
5,861% p.a. from Issue Date to 19.06.2027 payable semiannually; 3,703% p.a. + 5Y US Dollar Mid Swap Rate after 19.06.2027 payable semiannually |
Non convertibili |
no | Senior |
Note:
(1) Si noti che le "ISIN Guidelines" (paragrafo 7) stabiliscono che "banking instruments or facilities such as bank loans are outside of the scope of the ISO-6166 standard and should not be identified by ISIN codes". Quindi, la presente sezione riporta un codice identificativo interno per quegli strumenti classificati come "Loans".
(2) I meccanismi di "write-up" descritti sono allineati alle originarie "Final Terms & Conditions"; pertanto, la classificazione regolamentare degli strumenti è quella in vigore alla data di emissione.
B. Informazioni di natura quantitativa
| (migliaia di €) | ||
|---|---|---|
| FONDI PROPRI | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) prima dell'applicazione dei filtri prudenziali | 47.379.154 | 41.150.049 |
| di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie | - | - |
| B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) | (348.380) | (583.935) |
| C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/- B) | 47.030.774 | 40.566.114 |
| D. Elementi da dedurre dal CET1 | 553.637 | 11.684.912 |
| E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto di disposizioni transitorie | (19.456) | (184.202) |
| F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) (C - D +/-E) | 46.457.682 | 28.697.001 |
| G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio |
5.315.898 | 3.203.234 |
| di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie | 706.337 | 819.770 |
| H. Elementi da dedurre dall'AT1 | 35.741 | 26.696 |
| I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie |
(20.600) | - |
| L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) (G - H +/- I) | 5.259.556 | 3.176.538 |
| M. Capitale di classe 2 (Tier 2 -T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio | 9.351.350 | 9.546.430 |
| di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie | 560.402 | 1.073.554 |
| N. Elementi da dedurre dal T2 | 732.820 | 801.538 |
| O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie |
(4.205) | 31.053 |
| P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 -T2) (M - N +/- O) | 8.614.325 | 8.775.945 |
| Q. Totale fondi propri (F + L + P) | 60.331.562 | 40.649.484 |
I fondi propri sono calcolati secondo il regime transitorio tempo per tempo applicabile.
Illustrazione dei principali elementi patrimoniali al 31 dicembre 2017
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) prima dell'applicazione dei filtri prudenziali La presente voce, pari a 47,379 milioni, include:
- strumenti interamente versati per 20.231 milioni;
- riserva di sovraprezzo per 13.258 milioni: rispetto al 31 dicembre 2016 tale ammontare include i seguenti effetti:
- aumento di capitale deliberato dall'assemblea del 12 gennaio 2017 (pari a 12.984 milioni15);
- riduzione della riserva sovrapprezzo (per 13.960 milioni) per l'allocazione della perdita di esercizio 201616 e ripianamento delle riserve negative, come deliberato dall'Assemblea del 20 aprile 2017;
- riduzione della riserva sovrapprezzo (per 117 milioni) connessa all'eliminazione del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto ed alla conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie (modifiche della Corporate Governance, approvate in data 4 dicembre 2017 dalle assemblee Ordinaria e Straordinaria dei soci e dall'Assemblea speciale degli azionisti di risparmio di UniCredit S.p.A.);
- altre riserve per 13.305 milioni, compresi gli utili non distribuiti. Tale voce include l'utile dell'esercizio 2017, pari a 6.236 milioni, riconosciuto nei Fondi Propri per 5.506 milioni, ossia ridotto dei dividendi calcolati alla data, pari a 730 milioni (incluse elargizioni benefiche), in seguito ad autorizzazione dell'Autorità Competente ai sensi dell'articolo 26(2) del CRR;
- altre componenti di conto economico accumulate, positive per 586 milioni; all'interno di tale voce, sono inclusi tra gli altri i seguenti elementi: - riserve per perdite attuariali (IAS19)17 per 196 milioni18
- riserve su attività disponibili per la vendita (AFS) per 537 milioni19:
La presente voce non include la quota dei Cashes (609 milioni) riclassificati nella voce "G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio", né le azioni di risparmio (2 milioni) riclassificate nella voce "M. Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio".
15 Oltre la quota di aumento di capitale, pari a 22 milioni, registrata contabilmente nella voce Capitale.
16 Al 31 dicembre 2016 la perdita era riportata nella voce "D. Elementi da dedurre dal CET1"
17 A partire dal 1° gennaio 2013, per effetto dell'entrata in vigore delle modifiche al principio IAS19 (IAS19R), l'eliminazione del metodo del corridoio, con conseguente iscrizione del valore attuale dell'obbligazione a benefici definiti, ha determinato un impatto sul patrimonio netto del Gruppo connesso alla rilevazione nelle riserve di valutazione delle perdite attuariali nette non precedentemente rilevate in applicazione di detto metodo.
18 A tale componente è associato un aggiustamento transitorio positivo, pari a 21 milioni incluso nella voce "E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-).
19 A tale componente è associato un aggiustamento transitorio, pari a 107 milioni incluso nella voce "E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-).
Parte F - Informazioni sul Patrimonio
B. Filtri prudenziali del CET1
La presente voce, negativa per 348 milioni, include:
- filtri derivanti dall'applicazione del CRR, principalmente relativi a:
- filtro positivo relativo alla riserva di copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari (art.33 CRR), pari a 32 milioni;
- filtro positivo relativo ai profitti su proprie passività dovuti a variazioni del proprio merito creditizio (art.33 CRR), pari a 42 milioni;
- filtro negativo relativo alle rettifiche di valore supplementari (art.34 CRR), pari a 47 milioni;
- filtri nazionali richiesti dalla Circolare n.285 di Banca d'Italia, relativi a:
- filtro negativo relativo all'affrancamento multiplo dell'avviamento, pari a 351 milioni20;
- filtro negativo relativo alla cessione in blocco di immobili ad uso funzionale, pari a 25 milioni.
D. Elementi da dedurre dal CET1
- La presente voce, pari a 554 milioni, include i principali seguenti aggregati:
- altre attività immateriali, pari a 4 milioni;
- attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e non derivano da differenze temporanee, pari a 156 milioni;
- eccesso di perdite attese su rettifiche di valore, pari a 225 milioni;
- deduzioni per cartolarizzazioni, pari a 166 milioni.
E. Regime transitorio - Impatto su CET1
- La presente voce, negativa per 19 milioni, include i seguenti principali aggiustamenti transitori:
- 107 milioni relativi all'aggiustamento negativo per l'esclusione del 20% dei profitti non realizzati relativi a (i) titoli emessi da Amministrazioni centrali di Paesi appartenenti all'Unione Europea inclusi nel portafoglio AFS, per 71 milioni e (ii) titoli di debito diversi da quelli emessi da Amministrazioni centrali di Paesi appartenenti all'Unione Europea, per 21 milioni e titoli di capitale inclusi nel portafoglio AFS, per 16 milioni;
- 21 milioni relativi all'aggiustamento positivo relativo alle riserve per perdite attuariali (IAS19) pari al 40% dell'importo calcolato in coerenza con l'articolo 473 del CRR;
- 22 milioni relativi all'aggiustamento positivo pari al 20% del valore della deduzione per attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e non derivano da differenze temporanee;
- 45 milioni relativi all'aggiustamento positivo pari al 20% del valore della deduzione per eccesso di perdite attese su rettifiche di valore.
G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio Rispetto al 31 dicembre 2016 (ammontare pari a 3.203 milioni), il valore al 31 dicembre 2017 (pari a 5.316 milioni) include l'emissione dei due strumenti di Additional Tier 1 di UniCredit S.p.A.: (i) XS1619015719 emesso in data 15 maggio 2017 per un totale di 1,25 miliardi di euro e (ii) XS1739839998 emesso in data 13 dicembre 2017 per un totale di 1 miliardo di euro.
I. Regime transitorio - Impatto su AT1, inclusi gli strumenti emessi da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie La presente voce, negativa per 20 milioni, include i seguenti principali aggiustamenti transitori:
- 20% (2 milioni) del valore della deduzione (10 milioni) relativa a posizioni dirette detenute in strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1 emessi da società del settore finanziario in cui l'Ente detiene un investimento significativo;
- deduzione del 50% del valore dell'ammontare residuo dell'eccesso di perdite attese su rettifiche di valore (23 milioni).
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio
La presente voce include, tra gli altri elementi, l'eccesso di rettifiche di valore rispetto alle perdite attese su posizioni valutate con metodi IRB per 452 milioni, computato nel Capitale di classe 2, nel limite dello 0,6% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio, in coerenza con l'articolo 62 del CRR.
O. Regime transitorio - Impatto su T2
La presente voce, negativa per 4 milioni, include i seguenti principali aggiustamenti transitori:
- filtro positivo nazionale introdotto dalla Circolare Banca d'Italia n.285 pari al 20% del 50% dei profitti non realizzati su titoli AFS, per 18 milioni; • 23 milioni relativi all'aggiustamento negativo per la deduzione del rimanente 50% dell'ammontare residuo dell'eccesso delle perdite attese su
- rettifiche di valore.
20 Il calcolo tiene conto delle disposizioni contenute della Risoluzione n.55/E dell'Agenzia delle Entrate del 29 maggio 2015 relativa alla "Disciplina del credito d'imposta derivante dalla trasformazione di attività per imposte anticipate iscritte in bilancio di cui all'articolo 2, commi da 55 a 58, del decreto legge 29 dicembre 2010, n.225".
2.2 Adeguatezza patrimoniale
A. Informazioni di natura qualitativa
Per quando riguarda le informazioni di natura qualitativa, si fa rimando all'analogo capitolo della Nota integrativa consolidata.
B. Informazioni di natura quantitativa
Adeguatezza patrimoniale (migliaia di €)
| IMPORTI NON PONDERATI | IMPORTI PONDERATI/REQUISITI | |||
|---|---|---|---|---|
| CATEGORIE/VALORI | 31.12.2017 | 31.12.2016 | 31.12.2017 | 31.12.2016 |
| A. ATTIVITA' DI RISCHIO | ||||
| A.1 RISCHIO DI CREDITO E CONTROPARTE | 435.954.279 | 420.866.328 | 182.806.862 | 181.055.646 |
| 1. Metodologia standardizzata | 235.031.131 | 219.645.778 | 105.956.940 | 109.535.063 |
| 2. Metodologia basata sui rating interni | 198.861.836 | 198.379.931 | 75.302.040 | 69.411.860 |
| 2.1 Base | - | - | - | - |
| 2.2 Avanzata | 198.861.836 | 198.379.931 | 75.302.040 | 69.411.860 |
| 3. Cartolarizzazioni | 2.061.312 | 2.840.619 | 1.547.882 | 2.108.722 |
| B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA | ||||
| B.1 Rischio di credito e controparte | 14.625.398 | 14.485.829 | ||
| B.2 Rischio di aggiustamento della valutazione del credito | 16.135 | 15.827 | ||
| B.3 Rischio di regolamento | 1.339 | 2.034 | ||
| B.4 Rischi di mercato | 645.757 | 572.548 | ||
| 1. Metodologia standard | - | - | ||
| 2. Modelli interni | 645.757 | 572.548 | ||
| 3. Rischio di concentrazione | - | - | ||
| B.5 Rischio Operativo | 854.642 | 972.713 | ||
| 1. Metodo base | - | - | ||
| 2. Metodo standardizzato | - | - | ||
| 3. Metodo avanzato | 854.642 | 972.713 | ||
| B.6 Altri elementi di calcolo | 26.400 | - | ||
| B.7 Totale requisiti prudenziali | 16.169.671 | 16.048.952 | ||
| C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICENTI DI VIGILANZA | ||||
| C.1 Attività di rischio ponderate | 202.120.893 | 200.611.897 | ||
| C.2 Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate (CET1 capital ratio) | 22,99% | 14,30% | ||
| C.3 Capitale di classe 1/Attività di rischio ponderate (TIER 1 capital ratio) | 25,59% | 15,89% | ||
| C.4 Totale Fondi Propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) | 29,85% | 20,26% |
274 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
Sezione 1 - Operazioni realizzate durante l'esercizio 276 Sezione 2 - Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio 276
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
Sezione 1 - Operazioni realizzate durante l'esercizio
1.1 Operazioni di aggregazione
Le operazioni di aggregazione aziendale realizzate con controparti esterne al Gruppo sono poste in essere in base al "purchase method" secondo quanto richiesto dal principio contabile IFRS3 "Aggregazioni aziendali" richiamato nell'informativa sulle Politiche contabili, parte A.2 relativa alle principali voci di bilancio.
Nel corso dell'esercizio 2017 la Banca non ha posto in essere alcuna operazione di aggregazione aziendale esterna al Gruppo.
Nell'ambito del Gruppo nel corso dell'esercizio 2017 sono state realizzate operazioni di aggregazione aziendale per effetto di fusioni per incorporazione di società sottoposte a comune controllo (Business Combination Under Common Control) in coerenza con le linee strategiche del Gruppo. Tali operazioni, prive di sostanza economica, sono contabilizzate nei bilanci del cedente e dell'acquirente in base al principio della continuità dei valori e sono di seguito riportate:
- in data 1 agosto 2017 fusione per incorporazione della controllata Buddy Servizi Molecolari S.p.A.;
- in data 1 novembre 2017 fusione per incorporazione della controllata Pioneer Global Asset Management ("PGAM"): la fusione, realizzata nell'ottica di semplificare la struttura del Gruppo. è conseguente alla cessione da parte dell'incorporata nel corso del 2017 delle proprie società operative del conglomerato "Pioneer Investments" ad Amundi.
Per entrambe le operazioni la decorrenza dell'imputazione delle operazioni al bilancio dell'incorporante e degli effetti fiscali della fusione è retroattiva al 1 gennaio 2017.
Sezione 2 - Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio
Non si segnalano operazioni di aggregazione aziendale dopo la chiusura dell'esercizio.
UniCredit S.p.A. · Relazioni e Bilancio 2017 277
278 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte H - Operazioni con parti correlate
Parte H - Operazioni con parti correlate
- Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategiche 281 2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate 282
Bilancio dell'Impresa | Nota integrativa
Parte H - Operazioni con parti correlate
Ai fini dell'informativa finanziaria trova applicazione, come prescritto dal Regolamento UE n.632/2010 della Commissione del 19 luglio 2010, il testo dello IAS24 che definisce il concetto di parte correlata ed individua il rapporto di correlazione tra questa e l'entità che redige il bilancio; viene inoltre chiarito che l'informativa deve avere per oggetto, tra le altre, le operazioni concluse con le controllate di società collegate e controllate di joint venture.
Ai sensi dello IAS24, le parti correlate di UniCredit S.p.A., comprendono:
- le società appartenenti al gruppo UniCredit e le società controllate da UniCredit ma non consolidate;
- le società collegate e le joint venture nonché le loro controllate;
- i "dirigenti con responsabilità strategiche" di UniCredit;
- i familiari stretti dei "dirigenti con responsabilità strategiche" e le società controllate, anche congiuntamente, dal dirigente con responsabilità strategiche o da loro stretti familiari;
- i piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti del gruppo UniCredit.
Altresì ai fini della gestione delle operazioni con parti correlate si richiamano la disciplina definita dal Regolamento Consob 17221/2010 (derivante dal disposto dell'art.2391-bis del Codice Civile) e dalla Circolare Banca d'Italia 263/2006 (Titolo V, Capitolo 5) introdotta nel 2011, nonché le disposizioni ai sensi dell'art.136 del D.Lgs. 385/1993, in forza delle quali gli esponenti aziendali possono assumere obbligazioni nei confronti della banca che amministrano, dirigono o controllano soltanto previa unanime deliberazione dell'organo di amministrazione della banca e parere favorevole del Collegio Sindacale.
In questo contesto, UniCredit, in quanto emittente quotato e soggetto vigilato da Banca d'Italia, ha adottato la "Global Policy per la gestione delle operazioni con soggetti in conflitto di interesse", approvata dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit con il parere favorevole del Comitato Parti Correlate ed Investimenti in Equity e del Collegio Sindacale e pubblicata sul sito istituzionale di UniCredit (www.unicreditgroup.eu), volta a stabilire regole istruttorie e deliberative con riguardo alle operazioni poste in essere direttamente o per il tramite di società controllate, con parti correlate nonché a disciplinare, tenendo in considerazione delle specificità che contraddistinguono le sopra citate disposizioni, le procedure per adempiere agli obblighi di informativa verso gli organi sociali, le Autorità di vigilanza di settore e verso il mercato.
Le istruzioni contenute nella Global Policy sono destinate alle strutture di UniCredit e alle società controllate appartenenti al Gruppo fornendo le indicazioni necessarie per adempiere sistematicamente ai sopra richiamati obblighi.
UniCredit ha altresì istituito, in conformità alla disciplina suddetta, il predetto Comitato Parti Correlate ed Investimenti in Equity, composto da tre membri nominati dal Consiglio di Amministrazione tra i propri componenti qualificati come "indipendenti" ai sensi dell'art.3 del Codice di Autodisciplina.
Inoltre, UniCredit si è dotata di specifiche procedure di controllo disciplinate nella Global Policy: Controlli interni sulle attività di rischio con Soggetti in conflitto d'interesse, anch'essa approvata dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit con il parere favorevole del Comitato Parti Correlate ed Investimenti in Equity e del Collegio Sindacale.
Nel corso del 2017 le operazioni con parti correlate segnalate nei flussi informativi previsti dalle norme di riferimento, sono state concluse a condizioni di mercato o standard e nell'interesse economico del Gruppo.
Si veda anche quanto esposto al paragrafo "Attestazioni e altre comunicazioni" della Relazione sulla gestione.
1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategiche
Di seguito sono fornite le informazioni in merito ai compensi erogati nell'esercizio 2017 ai dirigenti con responsabilità strategiche, così come richiesto dallo IAS24, in linea con le previsioni della Circolare di Banca d'Italia n.262 del 22 dicembre 2005 (4° aggiornamento del 15 dicembre 2015) che prevede l'inclusione dei compensi corrisposti ai membri del Collegio Sindacale.
I dirigenti con responsabilità strategiche sono i soggetti che nell'ambito di UniCredit hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della Società. Vengono inclusi in questa categoria, l'Amministratore Delegato e gli altri componenti del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci, il Direttore Generale e gli altri Senior Executive Vice President che riportano direttamente al Consiglio di Amministrazione o all'Amministratore Delegato21.
| Compenso ai Dirigenti con responsabilità strategiche (compresi gli Amministratori) | (migliaia di €) | |
|---|---|---|
| ESERCIZIO 2017 | ESERCIZIO 2016 | |
| a) benefici a breve termine per i dipendenti | 15.146 | 19.630 |
| b) benefici successivi al rapporto di lavoro | 891 | 1.725 |
| di cui relativi a piani a prestazioni definite | - | - |
| di cui relativi a piani a contribuzioni definite | 891 | 1.725 |
| c) altri benefici a lungo termine | - | - |
| d) indennità per la cessazione del rapporto di lavoro | 4.344 | 13.524 |
| e) pagamenti in azioni | 5.060 | 2.755 |
| Totale | 25.441 | 37.634 |
Nelle informazioni sopra riportate sono compresi i compensi corrisposti agli Amministratori (4.851 migliaia), ai Sindaci (712 migliaia), al Direttore Generale (1.649 migliaia) e agli altri Dirigenti con responsabilità strategiche (10.860 migliaia), così come indicati nel documento "Tabelle retributive e documento informativo ai sensi della normativa Consob" allegato alla Politica Retributiva di Gruppo 2018, oltre a 7.369 migliaia relativi ad altri oneri di competenza dell'esercizio (oneri contributivi a carico azienda, accantonamenti al trattamento di fine rapporto e oneri di competenza dell'esercizio su accordi di pagamento basati su strumenti patrimoniali della Capogruppo e di società controllate).
La riduzione dei compensi complessivi (di 12.193 migliaia) rispetto all'esercizio 2016 è legato principalmente all'approccio conservativo alle remunerazioni che nel 2017 ha accompagnato il lancio del piano Transform 2019 e che si è riflesso, tra l'altro, nella riduzione dei compensi di Presidente, Vice Presidenti e Amministratore Delegato, così come nella contrazione delle spese per indennità relative alla cessazione di rapporti di lavoro. L'unica voce in crescita è quella relativa ai pagamenti in azioni, che riflette lo spostamento di una parte consistente della retribuzione variabile dal breve al lungo termine, al fine di allineare gli interessi del management con quelli degli azionisti.
21 Sino al settembre 2016 l'aggregato comprendeva gli altri membri del CEO Office di UniCredit nonché il Responsabile di Internal Audit.
Parte H - Operazioni con parti correlate
2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate
Nel prospetto che segue sono indicate le attività, le passività e le garanzie e gli impegni in essere al 31 dicembre 2017, distintamente per le diverse tipologie di parti correlate ai sensi dello IAS24:
Transazioni con parti correlate: voci di stato patrimoniale (migliaia di €)
| CONSISTENZE AL 31.12.2017 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SOCIETA' CONTROLLATE |
JOINT VENTURE |
SOCIETA' COLLEGATE |
DIRIGENTI CON RESPONSABILITA' STRATEGICHE |
ALTRE PARTI CORRELATE |
TOTALE | % SU VOCE BILANCIO |
AZIONISTI (*) |
% SU VOCE BILANCIO |
|
| Attività finanziarie detenute per la | |||||||||
| negoziazione Attività finanziarie valutate al fair value |
2.272.647 - |
- - |
- - |
- - |
2.793 - |
2.275.440 - |
16,41% - |
1 - |
- - |
| Attività finanziarie disponibili per la vendita |
- | - | 99.577 | - | 10.654 | 110.231 | 0,19% | - | - |
| Attività finanziarie detenute sino alla scadenza |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Crediti verso banche | 16.745.901 | 2.469.156 | 833.441 | - | - | 20.048.498 | 72,73% | - | - |
| Crediti verso clientela | 21.720.676 | 1.101.038 | 709.373 | 1.951 | 253.282 | 23.786.320 | 11,38% | 799.168 | 0,38% |
| Derivati di copertura (attivi) | 4.307.167 | - | - | - | - | 4.307.167 | 97,89% | - | - |
| Altre attività | 368.434 | 3.647 | 1.042 | - | - | 373.123 | 7,94% | - | - |
| Totale delle voci dell'attivo | 45.414.825 | 3.573.841 | 1.643.433 | 1.951 | 266.729 | 50.900.779 | 15,87% | 799.169 | 0,25% |
| Debiti verso banche | 13.100.812 | 53.808 | 40.771 | - | - | 13.195.391 | 23,23% | 20.488 | 0,04% |
| Debiti verso clientela | 610.304 | - | 584.856 | 3.767 | 257.107 | 1.456.034 | 0,74% | 5.909 | - |
| Titoli e Passività finanziarie | 20.203.246 | 12.030 | 58.127 | 20 | - | 20.273.423 | 25,11% | - | - |
| Derivati di copertura (passivi) | 4.259.665 | - | - | - | - | 4.259.665 | 93,45% | - | - |
| Altre passività | 423.260 | 224 | 1 | - | - | 423.485 | 5,41% | - | - |
| Totale delle voci del passivo | 38.597.287 | 66.062 | 683.755 | 3.787 | 257.107 | 39.607.998 | 11,41% | 26.397 | 0,01% |
| Garanzie rilasciate e Impegni | 12.270.022 | 1.101.808 | 128.043 | - | 77.531 | 13.577.404 | 18,07% | - | - |
Nota:
(*) Azionisti e relativi gruppi societari, che detengono in UniCredit una partecipazione superiore al 2% del capitale sociale rappresentato da azioni aventi diritto di voto.
Relativamente alle operazioni di cui sopra, e distintamente per tipologia di parte correlata, si propone anche dettaglio dell'impatto sulle principali voci di conto economico.
| Transazioni con parti correlate: voci di conto economico | (migliaia di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 31.12.2017 | ||||||||
| SOCIETA' CONTROLLATE |
JOINT VENTURE |
SOCIETA' COLLEGATE |
DIRIGENTI CON RESPONSABILITA' STRATEGICHE |
ALTRE PARTI CORRELATE |
TOTALE | % SU VOCE BILANCIO |
AZIONISTI (*) |
% SU VOCE BILANCIO |
|
| Interessi attivi e proventi assimilati |
547.287 | 94.730 | 28.039 | 15 | 4.908 | 674.979 | 12,00% | 7.880 | 0,14% |
| Interessi passivi e oneri assimilati |
(383.249) | (805) | 253 | (6) | (25) | (383.832) | 20,04% | (265) | 0,01% |
| Commissioni attive | 411.444 | 4.586 | 669.977 | 9 | 1.670 | 1.087.686 | 25,22% | 560 | 0,01% |
| Commissioni passive | (54.634) | (11) | (13.078) | - | - | (67.723) | 17,30% | (165) | 0,04% |
| Risultato netto dell'attività di negoziazione |
(579.135) | - | 13.762 | - | 1.735 | (563.638) | n.s. | (1) | - |
| Risultato netto dell'attività di copertura |
(293.581) | - | - | - | - | (293.581) | n.s. | - | - |
| Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: |
(6.248) | - | (30.502) | (25) | 676 | (36.099) | 2,28% | (538) | 0,03% |
| a) crediti | (6.180) | (2) | (25.023) | (25) | 681 | (30.549) | 2,28% | (531) | 0,04% |
| b) attività finanziarie disponibili per la vendita |
(69) | - | (5.680) | - | - | (5.749) | 1,83% | - | - |
| c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| d) altre operazioni finanziarie | 1 | 2 | 201 | - | (5) | 199 | 0,29% | (7) | -0,01% |
| Costi operativi | (1.479.155) | 3.209 | (60.569) | 1 | 6 | (1.536.508) | 24,62% | 2 | - |
Nota:
(*) Azionisti e relativi gruppi societari, che detengono in UniCredit una partecipazione superiore al 2% del capitale sociale rappresentato da azioni aventi diritto di voto.
Per quanto riguarda invece la categoria "altre parti correlate IAS" si precisa che la stessa raggruppa i dati relativi:
- agli stretti familiari dei dirigenti con responsabilità strategiche (ovvero quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati da, il soggetto interessato);
- alle controllate (anche congiuntamente) dei "dirigenti con responsabilità strategiche" o dei loro stretti familiari;
- ai piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti del gruppo UniCredit.
Si evidenziano le seguenti considerazioni relative alle operazioni di particolare rilevanza con controparti correlate.
- A partire dal 2012 la controllata UniCredit Business Integrated Solutions S.C.p.A. (UBIS) ha iniziato l'erogazione dei servizi strumentali del Gruppo sia in Italia che all'estero.
- In questo ambito il Consiglio di Amministrazione di UBIS ha approvato, nella seduta del 15 febbraio 2013, il piano esecutivo relativo all'operazione "Invoice Management" volta alla creazione di una joint venture dedicata all'erogazione di servizi di Back Office in ambito "ciclo attivo e passivo" (attività di emissione, ricezione, verifica, contabilizzazione e pagamento fatture) con il partner Accenture S.p.A. (Accenture). In relazione a ciò, UBIS ha conferito, con efficacia 1 aprile 2013, il proprio ramo d'azienda "ciclo attivo e passivo" nella società costituita da Accenture e denominata "Accenture Back Office and Administration Services S.p.A." e ceduto ad Accenture parte delle azioni rivenienti dal Conferimento. A seguito dell'operazione, il capitale sociale di Accenture Back Office and Administration Services S.p.A. è detenuto per il 49% da UBIS e per il restante 51% da Accenture (che ne detiene il controllo).
- Successivamente, il Consiglio di Amministrazione di UBIS, nella riunione del 19 aprile 2013, ha approvato il piano esecutivo del progetto volto alla creazione di una joint venture dedicata alla fornitura di servizi tecnologici infrastrutturali (hardware, data center, ecc.), dedicati al Commercial Banking, con un altro primario operatore del settore, IBM Italia S.p.A. (IBM). L'operazione si è perfezionata con il conferimento, con efficacia 1 settembre 2013, del ramo d'azienda "Infrastrutture Tecnologiche", da parte di UBIS verso la società denominata "Value Transformation Services S.p.A." (V-TServices), costituita e controllata da IBM Italia S.p.A. A seguito dell'operazione, il capitale sociale di V-TService è detenuto per il 49% da UBIS e per il restante 51% da IBM (che ne detiene il controllo). A dicembre 2016 è stata finalizzata una rinegoziazione contrattuale tra UniCredit Business Integrated Solution e V-TServices al fine di incrementare la creazione di valore e cogliere le nuove opportunità offerte dall'evoluzione tecnologica, estendendo anche la sua durata fino a dicembre 2026.
- I servizi resi al gruppo UniCredit da parte delle società sopra menzionate danno luogo a scambio di corrispettivi (spese amministrative).Per quanto riguarda i rapporti con Mediobanca S.p.A. ("Mediobanca"), oltre alle operazioni afferenti l'ordinario esercizio dell'attività operativa e finanziaria, UniCredit S.p.A. ha in essere con Mediobanca un contratto di usufrutto trentennale su azioni UniCredit, in base al quale Mediobanca retrocede a UniCredit S.p.A., in contropartita di un corrispettivo (contabilizzato in riduzione del patrimonio netto), il diritto di voto nonché il diritto a percepire i dividendi sulle azioni UniCredit S.p.A. da Mediobanca stessa sottoscritte nel gennaio 2009, nell'ambito dell'aumento di capitale deliberato da UniCredit nel novembre 2008. Tali azioni sono state contestualmente poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "CASHES". A seguito delle delibere dell'Assemblea Straordinaria di UniCredit S.p.A. del dicembre 2011, il numero di azioni sottostanti il contratto di usufrutto e la formula di calcolo dei canoni di remunerazione in favore di Mediobanca, sono stati adeguati per riflettere (i) il raggruppamento delle azioni di UniCredit S.p.A. e (ii) l'aumento di capitale a titolo gratuito del dicembre 2011 effettuato mediante l'imputazione a capitale delle riserve di sovrapprezzo azioni iscritte nel gennaio 2009. Nel corso dell'esercizio 2017 si è proceduto al pagamento della quarta rata riferita al risultato 2015 per 32 milioni; non essendosi verificate le condizioni previste per il pagamento a valere sul risultato 2016, le quattro rate ad esso riferite (rate di maggio 2017, agosto 2017, novembre 2017, febbraio 2018) non saranno pagate.
Nell'ambito dell'operazione "CASHES" Mediobanca svolge altresì il ruolo di banca depositaria delle azioni emesse da UniCredit S.p.A. A seguito di una diversa qualificazione da parte dell'Agenzia delle Entrate del regime fiscale dei rendimenti degli strumenti CASHES rispetto a quello applicato da UniCredit S.p.A. (in qualità di Banca Depositaria), notificata a sottoscrittori degli stessi inquadrabili nell'ambito delle parti correlate o soggetti a essi assimilabili, si sono definite con tali controparti transazioni conciliative tombali, al fine di comporre in modo coerente i ricorsi manifestati.
- Alla data del 31 dicembre 2017 l'esposizione nei confronti del Nuova Compagnia di Partecipazioni (già Gruppo Italpetroli), considerata nell'ambito delle transazioni infragruppo, è costituita principalmente dall'esposizione creditizia.
- Ad aprile 2013, nell'ambito dell'avvio in UniCredit S.p.A. dell'operatività di "primary dealer" e "market maker" su titoli di stato italiani, portoghesi, spagnoli e greci (precedentemente svolta da UniCredit Bank AG), in virtù del fatto che il modello organizzato impostato prevede la prestazione continuativa da parte di UniCredit Bank AG di servizi a supporto dell'attività ora svolta da UniCredit S.p.A., è stato stipulato un accordo ("cooperation agreement") per la remunerazione delle prestazioni, vigente anche nel 2017, considerata nell'ambito delle transazioni infragruppo.
- Nell'agosto 2014 Alitalia ha finalizzato con Etihad Airways un accordo di investimento per il potenziamento di Alitalia nell'ottica della competitività e della sostenibilità reddituale che, tra l'altro, prevedeva: (i) un investimento di 560 milioni da parte di Etihad, diventando così azionista di minoranza della compagnia; (ii) l'impegno da parte dei principali stakeholders (oltre a UniCredit, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane, Atlantia, Immsi, Pirelli, Gavio, Macca) a sostenere un'ulteriore ricapitalizzazione della compagnia (onere massimo per UniCredit pari a 62,1 milioni); (iii) il supporto all'operazione da parte delle istituzioni finanziarie e delle banche azioniste con massimi 598 milioni sotto forma di conversione e/o consolidamento del debito a breve e medio termine.
L'operazione, il cui perfezionamento ha avuto efficacia l'1 gennaio 2015, ha determinato nella sostanza: (i) il conferimento da parte di Alitalia CAI (successivamente rinominata CAI), in una new company denominata Alitalia-Società Aerea Italiana S.p.A. (SAI), del ramo d'azienda afferente l'intera attività operativa svolta; (ii) il conferimento in Midco S.p.A., sempre da parte di Alitalia CAI, della partecipazione in SAI riveniente dal conferimento del predetto ramo d'azienda; (iii) la sottoscrizione da parte di Etihad, tramite un versamento cash di 387,5 milioni, di un aumento di capitale di SAI per effetto del quale la stessa Etihad è venuta a detenere il 49% di SAI (il residuo 51% è detenuto da CAI, tramite Midco).
Parte H - Operazioni con parti correlate
A seguito dell'avvenuta ristrutturazione del debito a breve e medio termine da parte delle istituzioni finanziarie e delle banche azioniste, UniCredit, a fine 2014, è venuta a detenere una quota del 33,50% di CAI, attestatasi al 36,59% a fine 2017.
- Nell'ambito dell'attuale strategia di UniCredit di cessione di assets non "core", finalizzata al rafforzamento del profilo di rischio del Gruppo previsto nel piano Transform 2019 si segnala che:
- Nel mese di giugno 2017 è stato stipulato con MBCredit Solution S.p.A., società appartenente al Gruppo Mediobanca, un contratto per la cessione pro soluto in tre tranches di sofferenze di portafogli di credito al consumo, di cui due già eseguite nel corso del 2017. L'esecuzione della terza tranche è prevista nel primo semestre 2018.
- Nei mesi di novembre e dicembre 2017 sono stati stipulati due ulteriori accordi con MBCredit Solution S.p.A rispettivamente (i) per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti verso clientela del segmento piccole e medie imprese italiane e (ii) per la cessione di un portafoglio di crediti derivanti da contratti di Leasing risolti non garantiti.
- A dicembre 2017 è stato approvato un accordo transattivo e modificativo dei contratti di servizi amministrativi per la gestione del personale di UniCredit S.p.A. e UniCredit Bank Austria AG esistenti tra UBIS e Enterprise Services - Shared Service Center S.p.A. (detenuta da UBIS al 49% e da Enterprise Services S.r.l. per il restante 51% che prevede la risoluzione del contratto di servizio in Italia e la cessione della quota partecipativa detenuta da UBIS al socio di maggioranza nel corso del 2018 oltre ad un prolungamento della durata del contratto di servizio in Austria fino al 2033.
- Si segnala l'esistenza di accordi di distribuzione di prodotti assicurativi nei confronti delle seguenti società collegate:
- Aviva S.p.A.;
- CNP UniCredit Vita S.p.A.;
- Creditras Assicurazioni S.p.A.;
- Creditras Vita S.p.A.;
- Incontra Assicurazioni S.p.A.
- Fra i rapporti con le altre parti correlate si segnalano infine quelli intercorrenti con i fondi pensione esterni (riferiti ai dipendenti di UniCredit) in quanto dotati di propria personalità giuridica. Tali operazioni risultano concluse a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con soggetti terzi indipendenti. I rapporti con detti fondi pensione sono per lo più rappresentati da rapporti compresi nei Debiti verso clientela (e relativi interessi).
UniCredit S.p.A. · Relazioni e Bilancio 2017 285
286 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
| A. Informazioni di natura qualitativa | 288 |
|---|---|
| 1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali | 288 |
| B. Informazioni di natura quantitativa | 290 |
| 1. Variazioni annue | 290 |
| 2. Altre informazioni | 291 |
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
A. Informazioni di natura qualitativa
1. Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
1.1 Strumenti in circolazione
Nell'ambito dei piani di incentivazione a medio-lungo termine destinati a dipendenti della Società sono riconoscibili le seguenti tipologie di strumenti: • Equity-Settled Share Based Payment che prevedono la corresponsione di azioni;
• Cash-Settled Share Based Payment che prevedono la corresponsione di denaro.
Alla prima categoria sono riconducibili le assegnazioni di:
- Stock Option assegnate a selezionati beneficiari appartenenti al top e senior management ed alle risorse chiave del Gruppo e rappresentate da diritti di sottoscrizione di azioni UniCredit;
- Group Executive Incentive System che offrono a selezionati executive del Gruppo un compenso variabile il cui pagamento avverrà entro cinque anni. I beneficiari riceveranno un pagamento in denaro e/o in azioni UniCredit, in relazione al rispetto delle condizioni di performance (differenti da condizioni di mercato) secondo quanto stabilito dal regolamento dei piani;
- Group Executive Incentive System (Bonus Pool) che offre a selezionati executive di gruppo e a personale rilevante identificato in base ai requisiti normativi, una struttura di bonus che è composta da pagamenti immediati (a seguito della valutazione della performance) e differiti, in denaro e in azioni ordinarie UniCredit, su un arco temporale compreso tra 1 e 6 anni. Questa struttura di pagamento garantisce l'allineamento con gli interessi degli azionisti ed è soggetta alla verifica di clausole di malus (che si applicano nel caso specifiche soglie di profittabilità, patrimonio e liquidità non siano raggiunte a livello di Gruppo e/o a livello di paese/divisione) e di clawback (per quanto legalmente applicabili) secondo quanto stabilito dal regolamento del piano (entrambe rappresentano condizioni di maturazione differenti da condizioni di mercato);
- Employee Share Ownership Plan (ESOP Let's Share) che offre ai dipendenti del Gruppo eleggibili l'opportunità di acquistare azioni ordinarie UniCredit con il vantaggio di prevedere l'assegnazione di un quantitativo di azioni gratuite ("free share") o diritti a riceverle misurato sul quantitativo di azioni acquistate da ciascun partecipante ("investment share") durante il "periodo di sottoscrizione". L'assegnazione delle azioni gratuite è subordinata al rispetto delle condizioni stabilite dal regolamento del piano;
- Long Term Incentive 2017- 2019 che offre a selezionati executive e risorse chiave del Gruppo un incentivo basato al 100% su azioni ordinarie UniCredit, soggette ad un differimento triennale e a condizioni di malus e clawback, per quanto legalmente applicabili, secondo quanto stabilito dal regolamento del piano. Il piano è strutturato su un periodo di performance di 3 anni, coerentemente con il nuovo piano strategico di UniCredit e prevede l'attribuzione di un unico "premio" basato su condizioni di accesso di profittabilità, liquidità, capitale e posizione di rischio e su un set di condizioni di performance focalizzate su target di Gruppo, allineate al piano Transform 2019.
Alla seconda categoria sono riconducibili le assegnazioni di Group Long Term Incentive Plan 2015 - 2018 che offre a selezionati beneficiari del top management di UniCredit S.p.A. altri strumenti rappresentativi di capitale (phantom shares) con il diritto a ricevere a scadenza un importo monetario stabilito sulla base del valore dell'azione ordinaria di UniCredit S.p.A. Tale diritto è soggetto alla verifica di specifici indicatori di performance e di clausole di malus e di clawback (per quanto legalmente applicabili) secondo quanto stabilito dal regolamento del piano. Questa struttura di pagamento garantisce l'allineamento con gli interessi degli azionisti e del top management, premiando la creazione di valore nel lungo periodo e la valorizzazione delle performance di gruppo e dell'azione. Tale piano è stato oggetto di annullamento nel corso del primo semestre 2017.
Si segnala inoltre che, coerentemente con le previsioni contenute nel 20° aggiornamento della circolare 285 di Banca d'Italia del 22 novembre 2017 (politiche e prassi di remunerazione e incentivazione), per la liquidazione di una parte dei cosiddetti golden parachute (e.g. severance) a favore del personale più rilevante vengono utilizzati equity-settled share based payments rappresentati da pagamenti differiti in azioni ordinarie UniCredit non soggetti a condizioni di maturazione.
1.2 Modello di valutazione
1.2.1 Stock Option
Per la stima del valore economico delle stock option è stato adottato il modello di Hull e White.
Il modello è basato su una distribuzione dei prezzi su albero trinomiale determinata con l'algoritmo di Boyle e stima la probabilità di esercizio anticipato in base ad un modello deterministico connesso:
- al raggiungimento di un valore di mercato pari ad un multiplo (M) del valore del prezzo di esercizio;
- alla propensione all'uscita anticipata degli assegnatari (E) scaduto il periodo di maturazione.
Gli effetti economici e patrimoniali del piano verranno contabilizzati durante il periodo di maturazione degli strumenti. Nel corso del 2017 non sono stati assegnati nuovi piani di stock option.
1.2.2 Group Executive Incentive System
L'ammontare dell'incentivo viene determinato sulla base del raggiungimento degli obiettivi qualitativi e quantitativi descritti dal piano. In particolare la determinazione del raggiungimento degli obiettivi viene espresso in termini percentuali variabili da 0% a 150% (condizioni di maturazione che non includono quelle di mercato).
Tale percentuale, corretta attraverso l'applicazione di un fattore di rischio/sostenibilità, Group gate, al primo pagamento e moltiplicata per l'ammontare dell'incentivo, determina l'effettivo importo che verrà corrisposto al beneficiario. Gli effetti patrimoniali ed economici sono ripartiti in funzione della durata dei piani.
1.2.3 Group Executive Incentive System (Bonus Pool)
Il valore economico delle azioni assegnate è pari al prezzo di mercato dell'azione ridotto del valore attuale dei dividendi non assegnati nel periodo che intercorre fra la data della promessa e la futura consegna dell'azione.
Gli effetti patrimoniali ed economici saranno ripartiti in funzione della durata dei piani.
Group Executive Incentive System "Bonus Pool 2016" - Shares
Il piano è strutturato in cluster, ognuno dei quali può presentare da tre a quattro rate di pagamenti in azioni differiti secondo l'intervallo temporale definito dal regolamento del piano.
| AZIONI ASSEGNATE GROUP EXECUTIVE INCENTIVE SYSTEM - BONUS POOL 2016 |
||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| RATA (2019) |
RATA (2020) |
RATA (2021) |
RATA (2022) |
|||
| Data assegnazione valore economico bonus opportunity | 09-feb-2016 | 09-feb-2016 | 09-feb-2016 | 09-feb-2016 | ||
| Data di risoluzione del Board (per definizione numero azioni) | 13-mar-2017 | 13-mar-2017 | 13-mar-2017 | 13-mar-2017 | ||
| Inizio periodo di maturazione | 01-gen-2016 | 01-gen-2016 | 01-gen-2016 | 01-gen-2016 | ||
| Scadenza periodo di maturazione | 31-dic-2016 | 31-dic-2018 | 31-dic-2019 | 31-dic-2020 | ||
| Prezzo di mercato azione UniCredit [€] | 13,057 | 13,057 | 13,057 | 13,057 | ||
| Valore economico delle condizioni di maturazione [€] | -0,231 | -0,562 | -0,993 | -1,421 | ||
| Valore unitario performance share alla promessa € | 12,826 | 12,495 | 12,064 | 11,636 |
Nota:
(*) I medesimi valori unitari sono utilizzati per la quantificazione degli oneri connessi a share based payments per la liquidazione di golden parachute.
Group Executive Incentive System 2017 (Bonus Pool)
Il nuovo sistema incentivante 2017 è basato su un approccio bonus pool, allineato con i requisiti normativi e con le prassi di mercato, che definisce:
- la sostenibilità, attraverso il collegamento diretto con i risultati aziendali, e l'allineamento alle categorie di rischio rilevanti, tramite l'utilizzo di specifici indicatori che rispecchiano il quadro di riferimento per la propensione al rischio (risk appetite framework);
- il legame tra i bonus e la struttura organizzativa, declinando i bonus pool a livello di paese/divisione con ulteriore revisione a livello di Gruppo;
- l'allocazione di bonus ai beneficiari identificati come executive ed altro personale più rilevante, identificato sulla base dei criteri forniti dal Regolamento dell'Autorità Bancaria Europea (EBA), e ad altri ruoli specifici, sulla base dei requisiti normativi locali;
- una struttura di pagamenti distribuita su un arco temporale di 6 anni e composta da un mix di denaro e azioni, allineata ai più recenti requisiti normativi espressi dalla Direttiva 2013/36/UE (CRD IV).
Gli effetti economici e patrimoniali verranno contabilizzati durante il periodo di maturazione degli strumenti.
1.2.4 Employee Share Ownership Plan (Piano Let's Share per il 2017)
Le seguenti tavole mostrano i parametri relativi alle free share (o ai diritti a riceverle) connesse al piano di "Employee Share Ownership Plan" approvato nel 2016.
Valutazione free share ESOP per il 2017
| FREE SHARE | |
|---|---|
| PERIODO DI | |
| SOTTOSCRIZIONE | |
| Data di assegnazione delle free share ai dipendenti del Gruppo | 31-lug-17 |
| Inizio periodo di maturazione | 31-lug-17 |
| Scadenza periodo di maturazione | 31-lug-18 |
| Fair value unitario delle free share [€] | 17,000 |
Tutti gli effetti economici e patrimoniali del piano, riferibili alle free share assegnate saranno contabilizzati durante il periodo di maturazione (fatta eccezione per gli adeguamenti, in linea con quanto previsto dal regolamento del piano, che verranno registrati alla prima chiusura utile successiva al periodo di maturazione). Il piano Let's Share per il 2017 prevede l'utilizzo di azioni da reperire sul mercato.
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
1.2.5 Long Term Incentive 2017-2019
Il valore economico delle azioni assegnate è pari al prezzo di mercato dell'azione ridotto del valore attuale dei dividendi non assegnati nel periodo che intercorre fra la data della promessa e la futura consegna dell'azione.
Il piano è strutturato in cluster, definiti sulla base della tipologia di beneficiario, ognuno dei quali può presentare da una a quattro rate di pagamenti in azioni differiti secondo l'intervallo temporale definito dal regolamento del piano.
| AZIONI ASSEGNATE LONG TERM INCENTIVE PLAN 2017-2019 |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
| RATA (2020) |
RATA (2021) |
RATA (2022) |
RATA (2023) |
||
| Data assegnazione valore economico bonus opportunity | 09-gen-2017 | 09-gen-2017 | 09-gen-2017 | 09-gen-2017 | |
| Data di risoluzione del Board (per definizione numero azioni) | 09-gen-2017 | 09-gen-2017 | 09-gen-2017 | 09-gen-2017 | |
| Inizio periodo di maturazione | 01-gen-2017 | 01-gen-2017 | 01-gen-2017 | 01-gen-2017 | |
| Scadenza periodo di maturazione | 31-dic-2019 | 31-dic-2020 | 31-dic-2021 | 31-dic-2022 | |
| Prezzo di mercato azione UniCredit [€] | 13,816 | 13,816 | 13,816 | 13,816 | |
| Valore economico delle condizioni di maturazione [€] | -0,563 | -0,995 | -1,425 | -1,853 | |
| Valore unitario performance share alla promessa [€] | 13,253 | 12,821 | 12,391 | 11,963 |
B. Informazioni di natura quantitativa
1. Variazioni annue
Stock Option e Performance Stock Option UniCredit
| ANNO 2017(1) | ANNO 2016(1) | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| PREZZI MEDI | PREZZI MEDI | |||||
| NUMERO | DI ESERCIZIO | SCADENZA | NUMERO | DI ESERCIZIO | SCADENZA | |
| VOCI/NUMERO OPZIONI E PREZZI DI ESERCIZIO | OPZIONI | [€] | MEDIA | OPZIONI | [€] | MEDIA |
| A. Esistenze iniziali | 4.288.319 | 137,099 | ago-2018 | 6.453.298 | 109,018 | lug-2019 |
| B. Aumenti | - | - | - | - | - | - |
| B.1 Nuove emissioni | - | - | - | - | - | - |
| B.2 Altre variazioni | - | - | - | - | - | - |
| C. Diminuzioni | 1.402.520 | - | - | 2.164.979 | - | - |
| C.1 Annullate | 963.056 | 145,763 | - | 513.633 | 160,454 | - |
| C.2 Esercitate | - | - | - | - | - | - |
| C.3 Scadute | 439.464 | - | - | 1.651.346 | - | - |
| C.4 Altre variazioni | - | - | - | - | - | - |
| D. Rimanenze finali | 2.885.799 | 126,261 | ott-2018 | 4.288.319 | 137,099 | ago-2018 |
| E. Opzioni esercitabili alla fine dell'esercizio | 2.885.799 | 126,261 | ott-2018 | 4.288.319 | 137,099 | ago-2018 |
Nota:
• 0,6586305 a seguito dell'aumento di capitale a pagamento deliberato dall'Assemblea Straordinaria di UniCredit tenutasi il 15 dicembre 2011 e perfezionatosi nel corso del 2012.
(1) Le informazioni relative a Numero di opzioni e Prezzi medi di esercizio sono state corrette in seguito alle operazioni di raggruppamento deliberate dall'Assemblea Straordinaria di UniCredit tenutesi rispettivamente il 15 dicembre 2011 e il 12 gennaio 2017 ed all'applicazione dei fattori di rettifica raccomandati dall'AIAF (Associazione Italiana Analisti Finanziari) pari a:
• 0,88730816 in funzione dell'aumento di capitale gratuito, deliberato dall'Assemblea dei Soci di UniCredit il 29 aprile 2009 ("scrip dividend");
• 0,95476659 a seguito dell'aumento di capitale a pagamento deliberato dall'Assemblea Straordinaria di UniCredit tenutasi il 16 novembre 2009 e perfezionatosi il 24 febbraio 2010;
• 0,50112555 a seguito dell'aumento di capitale a pagamento deliberato dall'Assemblea Straordinaria di UniCredit tenutasi il 12 gennaio 2017 e perfezionatosi il 2 marzo 2017.
Altri strumenti basati su azioni UniCredit: Performance Share
| ANNO 2017(1) | ANNO 2016(1) | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| PREZZI MEDI | PREZZI MEDI | |||||
| NUMERO | DI ESERCIZIO | SCADENZA | NUMERO | DI ESERCIZIO | SCADENZA | |
| VOCI/NUMERO ALTRI STRUMENTI E PREZZI DI ESERCIZIO | STRUMENTI | [€] | MEDIA | STRUMENTI | [€] | MEDIA |
| A. Esistenze iniziali | 8.515.174 | - | feb-2018 | 6.497.218 | - | mar-2017 |
| B. Aumenti | 9.197.282 | - | - | 4.733.568 | - | - |
| B.1 Nuove emissioni | 9.197.282 | - | - | 4.733.568 | - | - |
| B.2 Altre variazioni | - | - | - | - | - | - |
| C. Diminuzioni | 1.938.819 | - | - | 2.715.612 | - | - |
| C.1 Annullati | 651.780 | - | - | 68.052 | - | - |
| C.2 Esercitati(2) | 1.287.039 | - | - | 2.647.560 | - | - |
| C.3 Scaduti | - | - | - | - | - | - |
| C.4 Altre variazioni | - | - | - | - | - | - |
| D. Rimanenze finali(3) | 15.773.637 | - | ago-2019 | 8.515.174 | - | feb-2018 |
| E. Esercitabili alla fine dell'esercizio | 5.828.989 | - | - | 3.374.865 | - | - |
Note:
(1) Le informazioni relative a numero di opzioni e prezzi medi di esercizio sono state corrette in seguito all'operazione di raggruppamento deliberata dall'Assemblea Straordinaria di UniCredit tenutasi il 12 gennaio 2017 ed all'applicazione del fattore di rettifica di 0,50112555 raccomandato dall'AIAF a seguito dell'aumento di capitale a pagamento deliberato dall'Assemblea Straordinaria di UniCredit tenutasi il 12 gennaio 2017 e perfezionatosi il 2 marzo 2017.
(2) Per quanto concerne la movimentazione 2017 il prezzo medio di mercato alla data di esercizio risulta pari a 14,23 euro (18,54 euro quello rilevato alla data di esercizio per le movimentazioni 2016). (3) A fine 2017, tutte le 15.773.637 azioni promesse risultano condizionate al raggiungimento degli obiettivi di performance stabiliti; a fine 2016, tale numero ammontava a 8.515.174 azioni promesse.
In esecuzione del Piano Let's Share per il 2017, sono state assegnate ai partecipanti del Gruppo 129.716 free share a luglio 2017 a fronte di servizi resi nel periodo 2017-2018.
Le azioni ordinarie UniCredit relative al piano Let's Share non sono incluse nella movimentazione espressa nelle tavole in calce in quanto sono state reperite sul mercato.
2. Altre informazioni
Effetti sul Risultato Economico
Rientrano nell'ambito di applicazione della normativa IFRS2 tutti gli Share-Based Payment assegnati successivamente al 7 novembre 2002 con termine del periodo di maturazione successivo all'1 gennaio 2005.
Effetti patrimoniali ed economici connessi a pagamenti basati su azioni (migliaia di €)
| 2017 | 2016 | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| COMPLESSIVO | PIANI VESTED | COMPLESSIVO | PIANI VESTED | ||
| (Oneri)/Proventi | (29.765) | (31.428) | |||
| - relativi a piani equity-settled(1) | (32.413) | (28.780) | |||
| - relativi a piani cash-settled(2) | 2.648 | (2.648) | |||
| Debiti per pagamenti cash-settled(2) | - | - | 3.719 | - |
Note:
(1) Include 5,2 milioni di oneri per la liquidazione di golden parachute.
(2) La riduzione degli oneri e dei debiti relativi a piani cash-settled è dovuta all'annullamento del piano Group Long term Incentive 2015-2018 occorsa nel primo semestre del 2017.
292 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Parte L - Informativa di settore
Parte L - Informativa di settore
Informativa di settore 294
Parte L - Informativa di settore
Informativa di settore
UniCredit S.p.A., Capogruppo del gruppo bancario UniCredit, avvalendosi della facoltà concessa dall'IFRS8, redige l'informativa di settore nella parte L della nota integrativa consolidata.
UniCredit S.p.A. · Relazioni e Bilancio 2017 295
296 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Allegati
Allegati
| Allegato 1 - Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati | |
|---|---|
| e schemi di bilancio | 298 |
| Allegato 2 - Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione | 301 |
| Allegato 3 - Prospetti di movimentazione e rendicontazione dei fondi pensione interni | 302 |
| Allegato 4 - Cartolarizzazioni - tavole qualitative | 304 |
Bilancio dell'Impresa | Allegato 1
Allegato 1 - Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio
Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio
Si riportano di seguito gli schemi di riconduzione utilizzati per la predisposizione della situazione patrimoniale ed economica in forma riclassificata.
| Stato patrimoniale | (milioni di €) | |
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | |
| ATTIVO | ||
| Cassa e disponibilità liquide | 25.817 | 1.852 |
| 10. Cassa e disponibilità liquide | 25.817 | 1.852 |
| Attività finanziarie di negoziazione | 13.864 | 14.026 |
| 20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 13.864 | 14.026 |
| Crediti verso banche | 27.567 | 22.349 |
| 60. Crediti verso banche | 27.567 | 22.349 |
| Crediti verso clientela | 208.965 | 213.237 |
| 70. Crediti verso clientela | 208.965 | 213.237 |
| Investimenti finanziari | 105.278 | 108.374 |
| 30. Attività finanziarie valutate al fair value | 652 | 159 |
| 40. Attività finanziarie disponibili per la vendita | 59.718 | 64.525 |
| 50. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza | 762 | 755 |
| 100. Partecipazioni | 44.145 | 42.935 |
| Coperture | 6.114 | 8.160 |
| 80. Derivati di copertura | 4.400 | 6.096 |
| 90. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 1.714 | 2.064 |
| Attività materiali | 2.209 | 2.341 |
| 110. Attività materiali | 2.209 | 2.341 |
| Avviamenti | - | - |
| 120. Attività immateriali di cui: avviamento | - | - |
| Altre attività immateriali | 4 | 5 |
| 120. Attività immateriali al netto dell'avviamento | 4 | 5 |
| Attività fiscali | 10.311 | 12.005 |
| 130. Attività fiscali | 10.311 | 12.005 |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 150 | 7.439 |
| 140. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 150 | 7.439 |
| Altre attività | 4.701 | 4.400 |
| 150. Altre attività | 4.700 | 4.400 |
| Totale dell'attivo | 404.980 | 394.188 |
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| segue: Stato Patrimoniale | (milioni di €) | |
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| 31.12.2017 | 31.12.2016 | |
| PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | ||
| Debiti verso banche | 56.807 | 44.381 |
| 10. Debiti verso banche | 56.807 | 44.381 |
| Raccolta da clientela e titoli | 262.084 | 279.648 |
| 20. Debiti verso clientela | 197.138 | 196.521 |
| 30. Titoli in circolazione | 64.946 | 83.127 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 13.068 | 14.557 |
| 40. Passività finanziarie di negoziazione | 13.068 | 14.557 |
| Passività finanziarie valutate al fair value | 2.738 | 2.103 |
| 50. Passività finanziarie valutate al fair value | 2.738 | 2.103 |
| Coperture | 6.279 | 8.920 |
| 60. Derivati di copertura | 4.558 | 6.127 |
| 70. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 1.720 | 2.793 |
| Fondi per rischi ed oneri | 1.843 | 3.407 |
| 120. Fondi per rischi ed oneri | 1.843 | 3.407 |
| Passività fiscali | 1 | 162 |
| 80. Passività fiscali | 1 | 162 |
| Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione | - | 3 |
| 90. Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione | - | 3 |
| Altre passività | 8.652 | 8.310 |
| 100. Altre passività | 7.824 | 7.291 |
| 110. Trattamento di fine rapporto del personale | 828 | 1.020 |
| Patrimonio netto: | 53.508 | 32.697 |
| - Capitale e riserve | 46.964 | 43.718 |
| 130. Riserve da valutazione di cui: Leggi speciali di rivalutazione | 277 | 277 |
| 140. Azioni rimborsabili | - | - |
| 150. Strumenti di capitale | 4.610 | 2.383 |
| 160. Riserve | 7.799 | 5.828 |
| 170. Sovrapprezzi di emissione | 13.400 | 14.385 |
| 180. Capitale | 20.881 | 20.847 |
| 190. Azioni proprie | (2) | (2) |
| - Riserve di valutazione (attività disponibili per la vendita - Copertura dei flussi finanziari - su | ||
| piani a benefici definiti) | 308 | 439 |
| 130. Riserve da valutazione di cui: Attività finanziarie disponibili per la vendita | 537 | 644 |
| 130. Riserve da valutazione di cui: Copertura dei flussi finanziari | (32) | 7 |
| 130. Riserve da valutazione di cui: Su piani a benefici definiti | (196) | (212) |
| - Utile (Perdita) netto | 6.236 | (11.460) |
| 200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) | 6.236 | (11.460) |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 404.980 | 394.188 |
A spiegazione delle riesposizioni del periodo a confronto si rimanda alle sezioni precedenti.
Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio
| Conto Economico | (milioni di €) | |
|---|---|---|
| ESERCIZIO 2017 |
2016 | |
| Interessi netti 30. Margine d'interesse |
3.711 3.711 |
3.693 3.693 |
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni 70. Dividendi e proventi simili |
3.808 3.808 |
1.173 1.173 |
| Commissioni nette | 3.798 | 3.574 |
| 60. Commissioni nette a dedurre: Altre spese amministrative - di cui: servizi in outsourcing di gestione e recupero crediti Non-Performing |
3.921 (135) |
3.696 (161) |
| + commissioni istuttoria veloce (CIV) di cui altri proventi di gestione altri - recuperi di spesa | 12 | 40 |
| Risultato netto dell'attività di negoziazione 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione |
302 85 |
360 141 |
| 90. Risultato netto dell'attività di copertura | (13) | (3) |
| 100. Utili (Perdite) da cessioni o riacquisto di: b) attività finanziarie disponibili per la vendita | 314 | 295 |
| a dedurre: Utile/perdite da cessione AFS - Titoli di capitale - Partecipazioni - day one profit/loss 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: d) passività finanziarie |
(20) 37 |
- 9 |
| 110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value | (101) | (83) |
| Saldo altri proventi/oneri 190. Altri oneri/proventi di gestione |
(95) 432 |
110 588 |
| + utili (perdite) da cessioni o riacquisto di debiti e crediti non deteriorati (di cui voce 100) | 16 | 125 |
| + Servizi in outsourcing di gestione e recupero dei crediti Non-performing - penali a dedurre: altri proventi di gestione - di cui: recupero di spese |
(9) (558) |
- (625) |
| a dedurre: altri oneri di gestione - di cui: migliorie su beni di terzi | 24 | 22 |
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | 11.524 | 8.910 |
| Spese per il personale 150. Spese amministrative - a) spese per il personale |
(3.139) (3.121) |
(3.298) (4.461) |
| a dedurre: oneri di integrazione | (18) | 1.163 |
| Altre spese amministrative 150. Spese amministrative - b) altre spese amministrative |
(2.694) (2.995) |
(2.839) (3.603) |
| a dedurre: contributi a Fondi di risoluzione (SRF) e ai Sistemi di garanzia depositi (DGS) e Canoni di garanzia DTA | 181 | 624 |
| a dedurre: servizi in outsourcing di gestione e recupero crediti Non-Performing a dedurre: ''Servizi in outsourcing di gestione e recupero dei crediti Non-performing - penali |
135 9 |
161 - |
| + altri oneri di gestione - di cui migliorie su beni di terzi | (24) | (22) |
| Recuperi di spesa | 546 | 586 |
| 190. Altri oneri/proventi di gestione - di cui: proventi di gestione - recupero di spese a dedurre: commissioni istruttoria veloce (CIV) |
558 (12) |
625 (40) |
| Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali | (137) | (134) |
| 170. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali a dedurre: rettifiche/riprese di valore su attività materiali di proprietà per investimento |
(165) 32 |
(183) 51 |
| 180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali | (4) | (2) |
| Costi operativi RISULTATO DI GESTIONE |
(5.424) 6.100 |
(5.685) 3.225 |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni | (1.854) | (10.379) |
| 100. Utili (Perdite) da cessioni o riacquisto di: a) crediti a dedurre: utili (perdite) da cessioni o riacquisto di debiti e crediti non deteriorati (di cui voce 100) |
(569) (16) |
4 (125) |
| 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: a) crediti | (1.337) | (9.997) |
| 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: d) altre operazioni finanziarie a dedurre: contributo al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi (FITD) |
68 - |
(252) (10) |
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 4.246 | (7.154) |
| Altri oneri e accantonamenti 160. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri |
(565) (388) |
(1.501) (886) |
| + contributi a Fondi di risoluzione (SRF) e ai Sistemi di garanzia depositi (DGS) e Canoni di garanzia DTA | (181) | (624) |
| + contributo al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi (FITD) | - | 10 |
| a dedurre: oneri di integrazione Oneri di integrazione |
4 14 |
- (1.163) |
| Profitti (Perdite) netti da investimenti | 2.427 | (1.444) |
| 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: b) attività finanziarie disponibili per la vendita + rettifiche/riprese di valore su attività materiali di proprietà per investimento |
(314) (32) |
(685) (51) |
| + Utile/perdite da cessione AFS - Titoli di capitale - Partecipazioni - day one profit/loss | 20 | |
| 210. Utili (Perdite) delle partecipazioni 240. Utili (Perdite) da cessione di investimenti |
2.743 10 |
(730) 22 |
| UTILE (PERDITA) LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 6.122 | (11.262) |
| Imposte sul reddito del periodo | 30 | (198) |
| 260. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente UTILE (PERDITA) NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE |
30 6.152 |
(198) (11.460) |
| Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte | 84 | - |
| 280. Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte Rettifiche di valore su avviamenti |
84 - |
- - |
| 230. Rettifiche di valore dell'avviamento | - | - |
| UTILE (PERDITA) NETTO 290. Utile (Perdita) d'esercizio |
6.236 6.236 |
(11.460) (11.460) |
A spiegazione delle riesposizioni del periodo a confronto si rimanda alle sezioni precedenti.
Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione
(migliaia di €) PUBBLICITÀ DEI CORRISPETTIVI - UNICREDIT S.P.A. - COMPETENZA ESERCIZIO 2017 - NETWORK DELOITTE Il presente prospetto, redatto ai sensi dell'art.149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2017 per i servizi di revisione resi dalla stessa Società di revisione e da entità appartenenti alla sua rete. SERVIZI DI REVISIONE SOGGETTO CHE FORNISCE IL SERVIZIO SOGGETTO CHE RICEVE IL SERVIZIO DESCRIZIONE DEI LAVORI CORRISPETTIVI(1) DENOMINAZIONE DENOMINAZIONE Revisore Deloitte & Touche S.p.A. UniCredit S.p.A. Servizi di revisione (bilancio esercizio, consolidato, relazione semestrale, controlli contabili e Filiali Estere)(2) 2.925 Totale Revisore 2.925 Totale Servizi di Revisione 2.925 SERVIZI DI VERIFICA FINALIZZATI ALL'EMISSIONE DI UN'ATTESTAZIONE SOGGETTO CHE FORNISCE IL SERVIZIO SOGGETTO CHE RICEVE IL SERVIZIO DESCRIZIONE DEI LAVORI CORRISPETTIVI(1) DENOMINAZIONE DENOMINAZIONE Revisore Deloitte & Touche S.p.A. UniCredit S.p.A. Revisione contabile limitata Dichiarazione non Finanziaria 2017, Revisione contabile limitata sui Prospetti Contabili Consolidati al 31 marzo e al 30 settembre 2017 ai fini dell'inclusione del risultato di periodo nel Capitale Primario di Classe 1, IFRS9 Structured Review e verifiche delle relative implementazioni, Comfort Letters relative ad emissioni obbligazionarie, Verifica sottoscrizione dichiarazioni fiscali 3.319 Totale revisore 3.319 Rete Revisore Deloitte & Touche China, Deloitte & Touche Abu Dhabi, Deloitte & Touche Spain UniCredit S.p.A. Revisione del bilancio delle filiali estere di Shanghai, Guangzhou, Abu Dhabi e Madrid richieste dalle normative locali 107 Totale Rete Revisore 107 Totale Servizi di Attestazione 3.426 ALTRI SERVIZI DIVERSI DALLA REVISIONE SOGGETTO CHE FORNISCE IL SERVIZIO SOGGETTO CHE RICEVE IL SERVIZIO DESCRIZIONE DEI LAVORI TIPOLOGIA CORRISPETTIVI DENOMINAZIONE DENOMINAZIONE (1) Revisore Deloitte & Touche S.p.A. UniCredit S.p.A. Onorari per procedure di verifica concordate (AUP) sui Fondi Propri, AUP sul calcolo trimestrale dei rischi di cambio degli OIC, AUP sulla segnalazione dei dati per la contribuzione al Fondo di Risoluzione Unico, AUP su Servicing Report Cordusio RMBS, AUP su dati richiesti da Commissione Europea Altri servizi 322 Totale revisore 322 Rete Revisore Deloitte Consulting S.r.l. UniCredit S.p.A. Supporto ai progetti "App Refresh Feasibility Study", "Gestione Normativa: digitalizzazione dell'iter approvativo", "Gestione Normativa: Processo Sub Deleghe - fase 2" e "Reporting e Data Model" Altri servizi 622 Totale Rete Revisore 622 Totale Altri Servizi diversi dalla Revisione 944 Totale Generale 7.295
(ai sensi art.149-duodecies regolamento CONSOB n.11971/99 e successive integrazioni)
Allegato 2 - Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione
Note:
(1) IVA e spese escluse.
(2) Contratto deliberato dall'Assemblea degli Azionisti del 11 maggio 2012 per una spesa di € 2.206.600 (integrato di € 150.000 nel 2013, di € 250.000 nel 2016 e di € 250.000 nel 2017), a cui si aggiunge l'indicizzazione Istat pari a € 68.297.
Prospetti di movimentazione e rendicontazione dei fondi pensione interni
Allegato 3 - Prospetti di movimentazione e rendicontazione dei fondi pensione interni Fondi pensione interni
A completamento dell'operazione di ristrutturazione dei fondi pensione interni italiani, in data 2 gennaio 2017 sono state conferite al Fondo Pensione di Gruppo le posizioni relative ai beneficiari che non avevano aderito all'offerta di capitalizzazione delle rendite completata nell'esercizio 2016. L'operazione ha comportato il trasferimento di circa 4.000 iscritti e la costituzione di plan asset per un ammontare di complessivi 294.446.475 euro. Il Fondo di Gruppo, che ha assunto l'onere del pagamento della rendita, ha gestito tali masse tramite la costituzione di una sezione dedicata e con un obiettivo di rendimento di lungo periodo in linea con il profilo degli impegni pensionistici per tutta la durata del piano. Inoltre, in data 29 dicembre 2017 la COVIP, preso atto dell'esaurimento della finalità previdenziale ha disposto la cancellazione dall'Albo dei seguenti Fondi Pensione interni:
- Fondo Pensioni del personale della Cassa di Risparmio di Trieste Ramo Esattoria n. iscr. Albo 9081;
- Fondo integrativo Pensioni per il personale della Cassa di Risparmio di Torino in liquidazione n. iscr. Albo 9084;
- Fondo integrativo Pensioni per il personale delle gestioni esattoriali della Cassa di Risparmio di Torino n. iscr. Albo 9085;
- Fondo Aziendale Pensioni Complementare dell'Assicurazione Generale Obbligatoria per il Personale della sezione credito della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto S.p.A., ovvero del Fondo di Previdenza per i Dipendenti dei Concessionari del Servizio di Riscossioni Tributi, per il Personale della sezione Concessionario della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto S.p.A. Sezione A - n. iscr. Albo 9131;
- Contratto per il trattamento di Quiescenza e Previdenza per il Personale appartenente alle categorie Personale Direttivo/Dirigenti Funzionari, Quadri, Impiegati, Personale subalterno e Personale ausiliario di Cariverona Banca S.p.A. - n. iscr. Albo 9013;
- Fondo di integrazione delle pensioni dell'Assicurazione Obbligatoria, invalidità, vecchiaia e superstiti, gestiti dall'INPS della Cassa di Risparmio di Ancona (incorporata in data 1/10/89 in Cariverona Banca S.p.A) - n. iscr. Albo 9033;
- Fondo di Quiescenza per gli impiegati, i commessi e gli ausiliari della Banca Cuneese Lamberti Meinardi & C. Cuneo (incorporata in data 1/8/92 in Cariverona Banca S.p.A.) - n. iscr. Albo 9012;
- Fondo pensione per i dipendenti ex Credito Fondiario delle Venezie S.p.A. n. iscr. Albo 9067;
- Accordo per il regolamento del trattamento di previdenza del Personale dell'Istituto Federale delle Casse di Risparmio delle Venezie S.p.A. n. iscr. Albo 9068;
- Fondo Interno Aziendale (FIA) dell'ex Credito Romagnolo + CIP ex Banca del Friuli n. iscr. Albo 9151;
- Fondo Integrativo Pensioni per il personale proveniente dalla ex Carimonte Banca S.p.A. n. iscr. Albo 9147;
- Fondo personale Magazzini Generali n. iscr. Albo 9148;
- Trattamento pensionistico integrativo previsto a favore dei Membri della Direzione Centrale del Credito Italiano cessati dal servizio tra l'1 gennaio 1963 e il 30 settembre 1989 a carico di UniCredito Italiano - n. iscr. Albo 9029;
- Fondo di previdenza aziendale complementare delle prestazioni INPS. Conti riserva pensionati a prestazioni integrative dell'ex Banca dell'Umbria 1462 S.p.A. compreso il settore esattorie SORIT - n. iscr. Albo 9021 e 9020;
- Rendiconto del Fondo di previdenza aziendale complementare delle Prestazioni I.N.P.S. della Cassa di Risparmio di Carpi S.p.A. Conto riserva pensionati a prestazione definita - n. iscr. Albo 9022;
- Rendiconto del Fondo Pensione per i dipendenti della ex UniCredit Banca Mediocredito n. iscr. Albo 9127;
- Rendiconto del Fondo di previdenza per i componenti della Direzione Centrale di Capitalia (ex Banco di S. Spirito, ex Banco di Roma e dell'ex Cassa di Risparmio di Roma) - n. iscr. Albo 9165;
- Rendiconto del trattamento di quiescenza e previdenza per il personale della Ex Cassa di Risparmio di Roma n. iscr. Albo 9096;
- Rendiconto del Trattamento di quiescenza per il Personale del Banco di Sicilia n. iscr. Albo 9161;
- Rendiconto del FIP ex Sicilcassa Fondo integrativo pensioni del personale della Cassa Centrale di Risparmio V.E. per le province siciliane n. iscr. Albo n.9063.
Inoltre sono state liquidate, per passaggio ad altre forme pensionistiche complementari o liquidazione agli iscritti le posizioni residue dei due fondi a contribuzione definita:
- Rendiconto del Fondo Aziendale Pensioni Complementare dell'Assicurazione Generale Obbligatoria per il Personale della sezione credito della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto S.p.A., ovvero del Fondo di Previdenza per i Dipendenti dei Concessionari del Servizio di Riscossione Tributi, per il Personale della sezione Concessionario della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto S.p.A. Sezione B e C - n. iscr. Albo 9131;
- Fondo di previdenza aziendale complementare delle prestazioni INPS. Conto contribuzione definita dell'ex Banca dell'Umbria 1462 S.p.A. n. iscr. Albo 9021.
Si segnala che alla data del 31 dicembre 2017 permangono in capo ad UniCredit S.p.A. le evidenze dei fondi costituiti a favore dei dipendenti della Filiale di Londra e della Filiale di Monaco, di cui si riportano i maggiori dettagli.
(migliaia di €)
| FONDI E DESCRIZIONE MOVIMENTI | N. PENSIONATI AL 31.12.2017 |
N. ISCRITTI AL 31.12.2017 |
TIPOLOGIA | DATI CONTABILI |
ALIQUOTA CONTRIBUTIVA |
|---|---|---|---|---|---|
| Rendiconto del "Fondo Pensione per i dipendenti | |||||
| della ex Banca di Roma" - Filiale di Londra | 6 | 20(*) | Benefici definiti | ||
| Consistenza al 31.12.2016 | 3.962 | ||||
| Accantonamenti a carico esercizio: | |||||
| - Oneri finanziari | 258 | ||||
| - Rendimento delle attività al servizio del piano | (98) | ||||
| Benefici erogati | (282) | _ | |||
| Effetto tasso di cambio | (138) | ||||
| (Utili)/Perdite attuariali rilevati nell'esercizio | 47 | ||||
| Consistenza al 31.12.2017 | 3.749 | ||||
| Valore attuale dell'obbligazione | 10.045 | ||||
| Valore attuale delle attività al servizio del piano | 6.296 | ||||
| Passività netta al 31.12.2017 | 3.749 | ||||
Nota: (*) di cui 20 prestazioni differite.
| Rendiconto del "Fondo Pensione per i dipendenti della Filiale di Londra" (ex Credito Italiano) |
11 | 71(*) | Benefici definiti | |
|---|---|---|---|---|
| Consistenza al 31.12.2016 | 7.391 | |||
| Accantonamenti a carico esercizio: | ||||
| - Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro | ||||
| corrente | 442 | |||
| - Oneri finanziari | 944 | |||
| - Rendimento delle attività al servizio del piano | (749) | |||
| Benefici erogati | (1.172) | |||
| Effetto tasso di cambio | (259) | |||
| (Utili)/Perdite attuariali rilevati nell'esercizio | (2.545) | |||
| Consistenza al 31.12.2017 | 4.052 | |||
| Valore attuale dell'obbligazione | 33.256 | |||
| Valore attuale delle attività al servizio del piano | 29.204 | |||
| Passività netta al 31.12.2017 | 4.052 |
Nota:
(*) di cui 66 prestazioni differite.
| Rendiconto del "Fondo Pensione per i dipendenti | ||||
|---|---|---|---|---|
| della Filiale di Monaco - |
5(*) | Benefici definiti | ||
| Consistenza al 31.12.2016 | 448 | |||
| Accantonamenti a carico esercizio: | ||||
| - Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro | ||||
| corrente | 56 | |||
| - Oneri finanziari | 8 | |||
| Contributi del datore di lavoro alle attività a servizio del | _ | |||
| piano | (228) | |||
| Altre variazioni | (34) | |||
| (Utili)/Perdite attuariali rilevati nell'esercizio | (35) | |||
| Consistenza al 31.12.2017 | 215 | |||
| Valore attuale dell'obbligazione | 444 | |||
| Valore attuale delle attività al servizio del piano | 228 | |||
| Passività netta al 31.12.2017 | 216 |
Nota:
(*) di cui 2 prestazioni differite.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni tradizionali di crediti Performing e Non-Performing
Nuove operazioni anno 2017
Allegato 4 - Cartolarizzazioni - tavole qualitative
Per una completa disamina e informativa sulle cartolarizzazioni avviate nel 2017 rientranti nell'ambito del Progetto FINO (operate con gli SPV Fino 1 Securitisation S.r.l., Fino 2 Securitisation S.r.l e ONIF Finance S.r.l.) si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 1. Rischio di credito, in calce alla tabella "A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti).
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | FINO 1 | ||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A/Arena Npl ONE S.r.l. | ||
| Emittente: | FINO 1 Securitisation S.r.l. | ||
| Servicer: | doBank S.p.A. (Master Servicer e Special Servicer) | ||
| Arranger: | Morgan Stanley International Plc - UniCredit Bank AG | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Riduzione stock sofferenze di UniCredit S.p.A. | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Finanziamenti garantiti e non garantiti verso imprese di piccole e medie dimensioni e individui | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Sofferenze | ||
| Data del closing: | 31.07.2017 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€) : | 5.376.266.868 | ||
| Ammontare al netto delle pre-esistenti riprese/rettifiche di valore: | 890.222.581 | ||
| Ricavi o perdite di cessione realizzate (€) (*): | -95.911.884 | ||
| Prezzo di cessione del portafoglio (€): | 794.310.697 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | No | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | No | ||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | No | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi (€): | No | ||
| Altre forme di Credit Enhancements (€): | No | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | UniCredit detiene una esposizione creditizia (Deferred Subscription Prices - DSPs) nei confronti di un gruppo di controparti garanti dell'investitore e derivante dal differimento nel pagamento del 60% del prezzo di acquisto delle note da parte dell'investitore |
||
| Agenzie di Rating: | Moody's - DBRS | ||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | ||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||
| . ISIN | IT0005277311 | IT0005277337 | |
| . Tipologia | Senior | Mezzanine | |
| . Classe | A | B | |
| . Rating | A2 - BBB (high) (sf) | Ba3 - BB (high) (sf) | |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | |
| . Data di emissione | 31.07.2017 | 31.07.2017 | |
| . Scadenza legale | ottobre 2045 | ottobre 2045 | |
| . Call option | non prima del 31.07.2020 | ||
| . Vita media attesa (anni) | 2,2 | 4,1 | |
| . Tasso | 3M Eur + 1,5% | 3M Eur + 4% | |
| . Grado di subordinazione | - | SUB A | |
| . Valore nominale emesso (€) | 500.000.000 | 175.000.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 650.000.000 | 29.640.000 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | Fortress Italian NPL Opportunities Series Fund LLC Series 6, UniCredit S.p.A. |
Fortress Italian NPL Opportunities Series Fund LLC Series 6, UniCredit S.p.A. |
|
| . ISIN | IT0005277345 | IT0005277352 | |
| . Tipologia | Mezzanine | Junior | |
| . Classe | C | D | |
| . Rating | B1 - BB (sf) | - | |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | |
| . Data di emissione | 31.07.2017 | 31.07.2017 | |
| . Scadenza legale | ottobre 2045 | ottobre 2045 | |
| . Call option | non prima del 31.07.2020 | ||
| . Vita media attesa (anni) | 4,2 | 6,8 | |
| . Tasso | 3M Eur + 6% | 3M Eur + 12% | |
| . Grado di subordinazione | SUB A-B | SUB A-B-C | |
| . Valore nominale emesso (€) | 69.000.000 | 50.311.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 40.000.000 | 50.311.000 | |
| Fortress Italian NPL Opportunities Series | Fortress Italian NPL Opportunities Series | ||
| . Sottoscrittore dei titoli | Fund LLC Series 6, UniCredit S.p.A. | Fund LLC Series 6, UniCredit S.p.A. | |
| Distribuzione delle attività cartolarizzate per aree territoriali (€): | |||
| Italia - Nord-ovest | 1.109.050.255 | ||
| - Nord-est | 1.197.299.707 | ||
| - Centro | 1.452.915.904 | ||
| - Sud e Isole | 1.617.001.003 | ||
| Altri Paesi europei - Paesi U.E. | - | ||
| - Paesi non U.E. | - | ||
| America | - | ||
| Resto del mondo | - | ||
| TOTALE | 5.376.266.868 | ||
| Principali settori di attività economica dei debitori ceduti (€): | |||
| Stati | - | ||
| Altri enti pubblici | - | ||
| Banche | - | ||
| Società finanziarie | - | ||
| Assicurazioni | - | ||
| Imprese non finanziarie | - | ||
| Altri soggetti | 5.376.266.868 | ||
| TOTALE | 5.376.266.868 |
Nota:
(*) Valore al lordo dei costi di transazione iniziali.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Nuove operazioni anno 2017
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | FINO 2 | |
|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | |
| Originator: | UniCredit S.p.A/Arena Npl ONE S.r.l. | |
| Emittente: | FINO 2 Securitisation S.r.l. | |
| Servicer: | doBank S.p.A. (Master Servicer e Special Servicer) | |
| Arranger: | Morgan Stanley International Plc - UniCredit Bank AG | |
| Obiettivi dell'operazione: | Riduzione stock sofferenze di UniCredit S.p.A. | |
| Tipologia delle attività cartolarizzate: Qualità delle attività cartolarizzate: |
Finanziamenti garantiti e non garantiti verso imprese di piccole e medie dimensioni e individui Sofferenze |
|
| Data del closing: | 31.07.2017 | |
| Valore nominale del portafoglio (€) : | 7.840.924.572 | |
| Ammontare al netto delle pre-esistenti riprese/rettifiche di valore: | 821.592.350 | |
| Ricavi o perdite di cessione realizzate (€) (*): | -181.439.057 | |
| Prezzo di cessione del portafoglio (€): | 640.153.293 | |
| Garanzie rilasciate dalla banca: Garanzie rilasciate da terzi: |
No No |
|
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | No | |
| Linee di Credito rilasciate da terzi (€): | No | |
| Altre forme di Credit Enhancements (€): | No | |
| Altre Informazioni rilevanti: | UniCredit detiene una esposizione creditizia (Deferred Subscription Prices - DSPs) nei confronti di un gruppo di controparti garanti dell'investitore e derivante dal differimento nel pagamento del 60% del prezzo di acquisto delle note da parte dell'investitore |
|
| Agenzie di Rating: | No | |
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | |
| Ammontare e condizioni del tranching: . ISIN |
IT0005277378 | IT0005277394 |
| . Tipologia | Senior | Mezzanine |
| . Classe | A | B |
| . Rating | - | - |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato |
| . Data di emissione | 31.07.2017 | 31.07.2017 |
| . Scadenza legale | ottobre 2045 | ottobre 2045 |
| . Call option . Vita media attesa (anni) |
1,6 | - 3,6 |
| . Tasso | 3M Eur + 2% | 3M Eur + 6% |
| . Grado di subordinazione | - | SUB A |
| . Valore nominale emesso (€) | 400.000.000 | 125.000.000 |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 389.428.000 | 125.000.000 |
| . Sottoscrittore dei titoli | Fortress Italian NPL Opportunities Series Fund LLC Series 6, UniCredit S.p.A. |
Fortress Italian NPL Opportunities Series Fund LLC Series 6, UniCredit S.p.A. |
| . ISIN | IT0005277402 | IT0005277410 |
| . Tipologia | Mezzanine | Junior |
| . Classe . Rating |
C - |
D - |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato |
| . Data di emissione | 31.07.2017 | 31.07.2017 |
| . Scadenza legale | ottobre 2045 | ottobre 2045 |
| . Call option | - | |
| . Vita media attesa (anni) | 4,3 | 6,2 |
| . Tasso . Grado di subordinazione |
3M Eur + 8% SUB A-B |
3M Eur + 12% SUB A-B-C |
| . Valore nominale emesso (€) | 75.600.000 | 39.554.000 |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 75.600.000 | 39.554.000 |
| . Sottoscrittore dei titoli | Fortress Italian NPL Opportunities Series | Fortress Italian NPL Opportunities Series |
| Fund LLC Series 6, UniCredit S.p.A. | Fund LLC Series 6, UniCredit S.p.A. | |
| Distribuzione delle attività cartolarizzate per aree territoriali (€): Italia - Nord-ovest |
1.729.102.636 | |
| - Nord-est | 1.439.379.203 | |
| - Centro | 2.274.552.837 | |
| - Sud e Isole | 2.397.845.326 | |
| Altri Paesi europei - Paesi U.E. | - | |
| - Paesi non U.E. | - | |
| America | - | |
| Resto del mondo TOTALE |
- 7.840.924.572 |
|
| Principali settori di attività economica dei debitori ceduti (€): | ||
| Stati | - | |
| Altri enti pubblici | - | |
| Banche | - | |
| Società finanziarie | - | |
| Assicurazioni Imprese non finanziarie |
- - |
|
| Altri soggetti | 7.840.924.572 | |
| TOTALE | 7.840.924.572 |
Nota:
(*) Valore al lordo dei costi di transazione iniziali.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Nuove operazioni anno 2017
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | ONIF | ||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: | Onif Finance S.r.l. | ||
| Servicer: | Zenith Service S.p.A. (Master Servicer) - Phoenix Asset Management S.p.A. (Special Servicer) | ||
| Arranger: | Morgan Stanley International Plc - UniCredit Bank AG | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Riduzione stock sofferenze di UniCredit S.p.A. | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Finanziamenti garantiti e non garantiti verso imprese di grandi dimensioni | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: Data del closing: |
Sofferenze 26.07.2017 |
||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 2.994.149.412 | ||
| Ammontare al netto delle pre-esistenti riprese/rettifiche di valore: | 401.928.516 | ||
| Ricavi o perdite di cessione realizzate (€) (*): | -84.423.445 | ||
| Prezzo di cessione del portafoglio al netto Lock Box Cash (€): | 317.505.071 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | No | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | No | ||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca (€): | 2.000.000 | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi (€): | No | ||
| Altre forme di Credit Enhancements (€): | Riserva di cassa 700.000 | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | UniCredit detiene una esposizione creditizia (Deferred Subscription Prices - DSPs) nei confronti di un gruppo di controparti garanti dell'investitore e derivante dal differimento nel pagamento del 60% del prezzo di acquisto delle note da parte dell'investitore |
||
| Agenzie di Rating: | No | ||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | ||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||
| . ISIN . Tipologia |
IT0005277014 Senior |
IT0005277022 Mezzanine |
|
| . Classe | A | B | |
| . Rating | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | |
| . Data di emissione | 26.07.2017 | 26.07.2017 | |
| . Scadenza legale | ottobre 2042 | ottobre 2042 | |
| . Call option | - | ||
| . Vita media attesa (anni) | 2,0 | 4,5 | |
| . Tasso | 2,00% | 5,00% | |
| . Grado di subordinazione | - | SUB A | |
| . Valore nominale emesso (€) | 150.000.000 | 100.000.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 150.000.000 | 100.000.000 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | Celidoria S.a.r.l., UniCredit S.p.A., GIE Generali Investments Europe SGR S.p.A., Generali Italia S.p.A., Alleanza Assicurazioni SpA, Generali Iard Sa, GENERTELLIFE S.p.A., Generali Versicherung AG, Aachen und Muenchener Versicherung AG, Generali VIE Sa, Generali Versicherung AG (A), Generali Espana S.A. de Seguros y Reaseg |
Celidoria S.a.r.l., UniCredit S.p.A., GIE Generali Investments Europe SGR S.p.A., Generali Italia S.p.A., Alleanza Assicurazioni SpA, Generali Iard Sa, GENERTELLIFE S.p.A., Generali Versicherung AG, Aachen und Muenchener Versicherung AG, Generali VIE Sa, Generali Versicherung AG (A), Generali Espana S.A. de Seguros y Reaseg |
|
| . ISIN | IT0005277030 | ||
| . Tipologia | Junior | ||
| . Classe | C | ||
| . Rating | - | ||
| . Borsa di quotazione | Non quotato | ||
| . Data di emissione | 26.07.2017 | ||
| . Scadenza legale | ottobre 2042 | ||
| . Call option | - | ||
| . Vita media attesa (anni) | 6,7 | ||
| . Tasso | 10,00% | ||
| . Grado di subordinazione | SUB A-B | ||
| . Valore nominale emesso (€) | 79.508.000 | ||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) . Sottoscrittore dei titoli |
79.508.000 Celidoria S.a.r.l., UniCredit S.p.A., GIE Generali Investments Europe SGR S.p.A., Generali Italia S.p.A., Alleanza Assicurazioni S.p.A., Generali Iard Sa, GENERTELLIFE S.p.A., Generali Versicherung AG, Aachen und Muenchener Versicherung AG, Generali VIE Sa, Generali Versicherung AG (A), Generali Espana S.A. de Seguros y Reaseg |
||
| Distribuzione delle attività cartolarizzate per aree territoriali (€): | |||
| Italia - Nord-ovest | 778.478.847 | ||
| - Nord-est | 808.420.341 | ||
| - Centro | 838.361.835 | ||
| - Sud e Isole | 568.888.388 | ||
| Altri Paesi europei - Paesi U.E. | - | ||
| - Paesi non U.E. | - | ||
| America | - | ||
| Resto del mondo | - | ||
| TOTALE | 2.994.149.412 |
segue tabella da pagina precedente
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | ONIF | |
|---|---|---|
| Principali settori di attività economica dei debitori ceduti (€): | ||
| Stati | - | |
| Altri enti pubblici | - | |
| Banche | - | |
| Società finanziarie | - | |
| Assicurazioni | - | |
| Imprese non finanziarie | 2.994.149.412 | |
| Altri soggetti | - | |
| TOTALE | 2.994.149.412 |
Nota:
(*) Valore al lordo dei costi di transazione iniziali.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni tradizionali di crediti Performing e Non-Performing
| STRATEGIE - PROCESSI - OBIETTIVI: |
Le iniziative si inseriscono nell'ambito delle linee strategiche di Gruppo, che ha, tra i suoi obiettivi, il finanziamento a tassi competitivi (e per importi significativi) dello sviluppo di portafogli di crediti mediante lo smobilizzo di crediti esistenti sia "Performing" che "Non-Performing" a medio e lungo termine, nonché la creazione di titoli utilizzabili per operazioni di rifinanziamento con la BCE e/o con terze controparti (counterbalancing capacity). I principali vantaggi derivanti dalle operazioni sono sintetizzabili in: - miglioramento del matching delle scadenze patrimoniali; - diversificazione delle fonti di finanziamento; - allargamento della base degli investitori e conseguente ottimizzazione del costo della raccolta; - creazione di counterbalancing capacity. Inoltre, operazioni di cartolarizzazione possono essere realizzate anche per finalità legate a progetti di business (per una migliore gestione delle attività), riorganizzazione societaria o progetti di deleveraging. |
|---|---|
| SISTEMI INTERNI DI MISURAZIONE E CONTROLLO DEI RISCHI: |
UniCredit S.p.A. svolge il ruolo di " Servicer" per quasi tutte le operazioni in cui è Originator L'attività di servicing, come da contratti stipulati con le Società emittenti (le Società Veicolo - SPV), consiste nello svolgimento, per conto delle stesse, dell'attività di amministrazione, incasso e riscossione dei crediti cartolarizzati, nonchè di gestione delle eventuali procedure di recupero dei crediti deteriorati. In qualità di Servicer, UniCredit S.p.A. ha pertanto il compito di seguire in via continuativa i flussi finanziari derivanti dai crediti cartolarizzati, monitorandone costantemente l'incasso, anche avvalendosi di società terze (in particolare, per l'attività di recupero dei crediti deteriorati, si fa riferimento a DoBank S.p.A., che opera in qualità di ausiliario del Servicer disciplinato da apposito contratto). Il Servicer fornisce alle Società Veicolo (oltre che alle altre controparti definite nei contratti di Servicing) informazioni sull'attività svolta, attraverso la predisposizione periodica di reports che evidenziano, fra l'altro, l'attività di riscossione e di realizzo dei crediti ceduti, l'ammontare delle posizioni in "default" e i recuperi conclusi, le rate arretrate, ecc., tutte informazioni suddivise e facenti parte delle specifiche operazioni. Tali rendicontazioni (di regola trimestrali) sono periodicamente verificate (se contrattualmente previsto) da una Società di revisione contabile. |
| STRUTTURA ORGANIZZATIVA E SISTEMA DI SEGNALAZIONE ALL'ALTA DIREZIONE: |
Dal punto di vista strategico il ruolo di coordinamento generale è svolto a livello centrale da Group Finance Department. In tale contesto la predetta struttura esercita: a) nella fase di lancio dell'operazione, il ruolo di proponente e di supporto alle altre Strutture della Banca e alle singole Legal Entities per la realizzazione delle operazioni, coordinandosi con tutte le altre funzioni (Planning & Capital Management, Group Risk Management, M&A ecc.) nell'individuazione delle caratteristiche e degli elementi propri delle cartolarizzazioni "true sale" di crediti, al fine di realizzare gli obiettivi previsti nel Funding Plan e nel Contingency Funding Plan del Gruppo, approvato dal Consiglio di Amministrazione, nel piano ordinario di creazione di counterbalancing capacity, nonchè nelle strategie organizzative e di business dell'Alta Direzione. Le operazioni specifiche sono sottoposte all'approvazione preventiva delle competenti funzioni della Capogruppo e della Banca Originator (nel cui ambito sono discussi e analizzati, fra l'altro, la struttura, i costi e gli impatti in termini di liquidità, counterbalancing capacity, organizzative, business e/o di eventuale liberazione di capitale), e definitiva da parte del Consiglio di Amministrazione della Banca Originator; b) nella fase di gestione dell'operazione, il ruolo di monitoraggio delle performance dei portafogli cartolarizzati e delle eventuali rating actions pubblicate dalle Agenzie di rating, le interazioni con le Agenzie di Ratings al fine di sottoporre informazioni periodiche sui portafogli e, più in generale, il ruolo di coordinamento delle strutture della Banca Originator nel facilitare la soluzione di eventi attinenti ai portafogli cartolarizzati (gestione di iniziative di sospensione dei pagamenti, downgrading, ristrutturazioni, ecc.). |
| Dal punto di vista operativo, la Banca ha costituito un'apposita struttura, organizzativamente separata da quella strategica sopra menzionata, GL & Securitization Reporting, istituita all'interno di Accounting & Regulatory Reporting Department. A tale struttura sono attribuite, fra le altre, le attività amministrative connesse al ruolo di Servicer ed Account Bank, per espletare le quali opera in stretta collaborazione con le specifiche e competenti strutture della Banca (Group Risk Management, Group Finance, Group Legal Advice & Contracts, ecc.) e del Gruppo (UniCredit Business Integrated Solutions S.C.p.A., ecc.). E' fornito anche un supporto tecnico-operativo alle strutture di Rete. L'informativa relativa al monitoraggio degli incassi e all'andamento del portafoglio cartolarizzato viene periodicamente sottoposta al Consiglio di Amministrazione del Servicer. |
|
| POLITICHE DI COPERTURA: | I portafogli oggetto di cartolarizzazione, se previsto contrattualmente, possono essere immunizzati dal rischio di tasso di interesse mediante la stipula, da parte delle Società Veicolo, di contratti di "Interest Rate Swap" (IRS) a copertura del portafoglio a tasso fisso, e di "Basis Swap", a copertura del portafoglio a tasso indicizzato. A questi, sempre se previsto dalla documentazione contrattuale, possono essere associati rispettivi contratti di "back to back" swap conclusi tra la controparte Swap e UniCredit S.p.A. in qualità di Originator interfacciabili in alcuni casi da UniCredit Bank AG. |
| INFORMATIVA SUI RISULTATI ECONOMICI DELLA CARTOLARIZZAZIONE: |
I risultati economici connessi con le operazioni di cartolarizzazione in essere riflettono, a fine dicembre 2017, sostanzialmente l' evoluzione dei portafogli sottostanti e dei conseguenti flussi finanziari, risentendo, ovviamente, dell' ammontare dei "default" e delle estinzioni anticipate (prepayment) intervenuti nel periodo, peraltro in linea con l'andamento mediamente riscontrato sugli altri assets della specie non oggetto di cartolarizzazione. L' esercizio dell'opzione di riacquisto del portafoglio cartolarizzato sottostante all'operazione "Consumer Two" non ha comportato significativi ulteriori impatti di natura economica. |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | CONSUMER THREE | ||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: | Consumer Three S.r.l. | ||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Funding/Counterbalancing capacity | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Prestiti personali | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | ||
| Data del closing: | 20.04.2016 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 4.077.354.013 | ||
| Ammontare al netto delle pre-esistenti riprese/rettifiche di valore (€): | 4.077.354.013 | ||
| Ricavi o perdite di cessione realizzate: | - | ||
| Prezzo di cessione del portafoglio (€): | 4.096.856.762 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | UniCredit S.p.A. ha erogato alla società veicolo un mutuo ad esigibilità limitata dell'importo di 50 milioni di euro. UniCredit S.p.A. ha inoltre costituito presso un istituto eligibile una riserva di cassa che a fine esercizio ammonta a 60,3 milioni di euro |
||
| Altre Informazioni rilevanti: | Auto-cartolarizzazione | ||
| Agenzie di Rating: | Moody's/Fitch | ||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | ||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||
| . ISIN | IT0005176505 | IT0005176513 | |
| . Tipologia | Senior | Junior | |
| . Classe | A | J | |
| . Rating | Aa2/A | Senza rating | |
| . Valore nominale emesso (€) | 3.015.000.000 | 1.062.353.969 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 3.015.000.000 | 1.062.353.969 |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | LARGE CORPORATE ONE | |||
|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | |||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | |||
| Emittente: | Large Corporate ONE S.r.l. | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | - | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Finanziamento/counterbalancing capacity | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Portafoglio finanziamenti imprese | |||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 13.08.2013 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 278.606.012 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca (€): | La Senior Notes Guarantee ammonta a 304 milioni | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | - | |||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca (€): | L'Interest Shortfall Facility ammonta a 12,7 milioni | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | La linea di credito relativa all' Interest Shortfall Facility, del valore iniziale di 15 milioni di euro, è stata finora utilizzata, in linea capitale, per 2.341.588 euro |
|||
| Agenzie di Rating: | Standard & Poor's | |||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | |||
| Ammontare e condizioni del tranching: | ||||
| . ISIN | IT0004955776 | IT0004955479 | ||
| . Tipologia | Senior | Junior | ||
| . Classe | A | B | ||
| . Rating | BBB | - | ||
| . Valore nominale emesso (€) | 897.000.000 | 103.000.000 | ||
| . Valore nominale sottoscritto (€) | 250.000.000 | 28.706.800 | ||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 250.000.000 | 28.706.800 |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Family Financing Bank S.p.A.)
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | CORDUSIO RMBS UCFIN - SERIE 2006 (EX CORDUSIO RMBS 3 - UBCASA 1) | ||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | ||
| Originator: | UniCredit SPA (ex Banca per la Casa S.p.A.) | ||
| Emittente: | Cordusio RMBS UCFin S.r.l. (ex Cordusio RMBS 3 - UBCasa 1 S.r.l.) | ||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UCB AG London Branch | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Finanziamento/counterbalancing capacity | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Portafoglio mutui ipotecari residenziali | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | ||
| Data del closing: | 16.11.2006 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 2.495.969.428 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad esigibiltà limitata dell'importo di 14,976 milioni di euro che a fine esercizio risulta interamente rimborsato |
||
| Altre Informazioni rilevanti: | UniCredit S.p.A., a seguito del downgrading da parte delle Agenzie di Rating, ha versato, presso un istituto eligibile, fondi per 160 milioni di euro per mantere il ruolo di Account Bank; nel corso dell'esercizio 2017, a seguito amendment contrattuale e contestuale esternalizzazione del ruolo di Account Bank, il fondo è stato completamente rimborsato. Inoltre UniCredit S.p.A. nel 2013 è stata sostituita come controparte swap da altra banca ritenuta eleggibile dalle agenzie di rating. |
||
| Agenzie di Rating: | Fitch/Moody's/Standard & Poor's | ||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o | - | ||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||
| . ISIN | IT0004144884 | IT0004144892 | |
| . Tipologia | Senior | Senior | |
| . Classe | A1 | A2 | |
| . Rating | - | AA/Aa2/AA | |
| . Valore nominale emesso (€) | 600.000.000 | 1.735.000.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | - | 344.035.926 | |
| . ISIN | IT0004144900 | IT0004144934 | |
| . Tipologia | Mezzanine | Mezzanine | |
| . Classe | B | C | |
| . Rating | AA/Aa2/A+ A+/Aa2/A+ |
||
| . Valore nominale emesso (€) | 75.000.000 | 25.000.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 75.000.000 | 25.000.000 | |
| . ISIN | IT0004144959 | IT0004144967 | |
| . Tipologia | Mezzanine | Junior | |
| . Classe | D | E | |
| . Rating | BBB/Baa1/A+ | - | |
| . Valore nominale emesso (€) | 48.000.000 | 12.969.425 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 48.000.000 | 12.969.425 |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Family Financing Bank S.p.A., ex UniCredit Banca S.p.A.)
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | CORDUSIO RMBS SECURITISATION - SERIE 2007 | CORDUSIO RMBS SECURITISATION - SERIE 2006 (EX CORDUSIO RMBS 2) |
|||
|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | Tradizionale | |||
| Originator: | UniCredit Banca S.p.A. | UniCredit Banca S.p.A. | |||
| Emittente: | Cordusio RMBS Securitisation S.r.l. | Cordusio RMBS Securitisation S.r.l. (ex Cordusio RMBS 2 S.r.l.) |
|||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UCB Ag London Branch (ex Bayerische Hypo und Vereinsbank AG, London Branch) |
UCB Ag London Branch (ex Bayerische Hypo und Vereinsbank AG, London Branch) |
|||
| Obiettivi dell'operazione: | Finanziamento/counterbalancing capacity | Finanziamento/counterbalancing capacity | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Mutui ipotecari su immobili residenziali | Mutui ipotecari su immobili residenziali | |||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 22.05.2007 | 06.07.2006 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 3.908.102.838 | 2.544.388.351 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad esigibiltà limitata dell'importo di 6,253 milioni di euro che a fine esercizio risulta interamente rimborsato |
UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad esigibiltà limitata dell'importo di 6,361 milioni di euro che a fine esercizio risulta interamente rimborsato |
|||
| Altre Informazioni rilevanti: | UniCredit S.p.A., a seguito del downgrading da parte delle Agenzie di Rating, ha versato, presso un istituto eligible, fondi per 236 milioni per mantere il ruolo di Account Bank; nel corso dell'esercizio 2017, a seguito amendment contrattuale e contestuale esternalizzazione del ruolo di Account Bank, il fondo è stato completamente rimborsato. Inoltre nel 2013 UniCredit S.p.A. è stata sostituita come controparte swap da altra banca ritenuta eligible dalle agenzie di rating. |
UniCredit S.p.A., a seguito del downgrading da parte delle Agenzie di Rating, ha versato, presso un istituto eligible, fondi per 170 milioni per mantere il ruolo di Account Bank; nel corso dell'esercizio 2017, a seguito amendment contrattuale e contestuale esternalizzazione del ruolo di Account Bank, il fondo è stato completamente rimborsato. Inoltre nel 2013 UniCredit S.p.A.è stata sostituita come controparte swap da altra banca ritenuta eligible dalle agenzie di rating. |
|||
| Agenzie di Rating: | Fitch/Moody's/Standard & Poor's | Fitch/Moody's/Standard & Poor's | |||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | - | |||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||||
| . ISIN | IT0004231210 | IT0004231236 | IT0004087158 | IT0004087174 | |
| . Tipologia | Senior | Senior | Senior | Senior | |
| . Classe | A1 | A2 | A1 | A2 | |
| . Rating | - | - | - | AA/Aa2/AA | |
| . Valore nominale emesso (€) | 703.500.000 | 2.227.600.000 | 500.000.000 | 1.892.000.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | - | - | - | 150.273.235 | |
| . ISIN | IT0004231244 | IT0004231285 | IT0004087182 | IT0004087190 | |
| . Tipologia | Senior | Mezzanine | Mezzanine | Mezzanine | |
| . Classe | A3 | B | B | C | |
| . Rating | A+/Aa2/AA | A+/Aa2/A+ | AA/Aa2/A+ | BBB+/Ba1/A+ | |
| . Valore nominale emesso (€) | 697.518.329 | 71.100.000 | 45.700.000 | 96.000.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 738.600.000 | 71.100.000 | 45.700.000 | 96.000.000 | |
| . ISIN | IT0004231293 | IT0004231301 | IT0004087216 | ||
| . Tipologia | Mezzanine | Mezzanine | Junior | ||
| . Classe | C | D | D | ||
| . Rating | A/Aa3/A+ | B/Ba1/BBB | - | ||
| . Valore nominale emesso (€) | 43.800.000 | 102.000.000 | 10.688.351 | ||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 43.800.000 | 102.000.000 | 10.688.351 | ||
| . ISIN | IT0004231319 | IT0004231327 | |||
| . Tipologia | Mezzanine | Junior | |||
| . Classe | E | F | |||
| . Rating | CCC/Caa1/B- | - | |||
| . Valore nominale emesso (€) | 19.500.000 | 2.002.838 | |||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 19.500.000 | 2.002.838 |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Family Financing Bank S.p.A., ex Bipop-Carire Società per Azioni)
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | BIPCA CORDUSIO RMBS | ||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | ||
| Originator: | UniCredit SpA (ex Bipop Carire, Società per Azioni) | ||
| Emittente: | Capital Mortgage S.r.l. | ||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UniCredit SpA (ex Bipop Carire, Società per Azioni) | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Finanziamento/Counterbalancing capacity | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Mutui ipotecari su immobili residenziali | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | ||
| Data del closing: | 17.12.2007 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 951.664.009 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad esigibiltà limitata dell'importo di 9,514 milioni di euro che a fine esercizio risulta rimborsato in quota capitale per 6,97 milioni di euro |
||
| Altre Informazioni rilevanti: | I titoli rivenienti dalla cartolarizzazione ancora in circolazione dal 31 dicembre 2010 sono tutti in portafoglio di UniCredit S.p.A. UniCredit S.p.A., a seguito del downgrading da parte delle Agenzie di Rating, ha versato, presso un istituto eligible, fondi per 59 milioni di euro per mantere il ruolo di Account Bank; nel corso dell'esercizio 2017, a seguito amendment contrattuale e contestuale esternalizzazione del ruolo di Account Bank, il fondo è stato completamente rimborsato. Inoltre nel 2013 UniCredit S.p.A. è stata sostituita come controparte swap da altra banca ritenuta eligible dalle agenzie di rating. |
||
| Agenzie di Rating: | Standard & Poor's/Moody's | ||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra | |||
| forma: | - | ||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||
| . ISIN | IT0004302730 | IT0004302748 | |
| . Tipologia | Senior | Senior | |
| . Classe | A1 | A2 | |
| . Rating | AA/Aa2 | A+/Aa2 | |
| . Valore nominale emesso (€) | 666.300.000 | 185.500.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 43.920.097 | 185.500.000 | |
| . ISIN | IT0004302755 | IT0004302763 | |
| . Tipologia | Mezzanine | Mezzanine | |
| . Classe | B | C | |
| . Rating | A+/Aa3 | A+/A2 | |
| . Valore nominale emesso (€) | 61.800.000 | 14.300.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 61.800.000 | 14.300.000 | |
| . ISIN | IT0004302797 | IT0004302854 | |
| . Tipologia | Mezzanine | Mezzanine | |
| . Classe | D | E | |
| . Rating | BB-/A3 | B-/Baa3 | |
| . Valore nominale emesso (€) | 18.000.000 | 5.500.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 18.000.000 | 5.500.000 | |
| . ISIN | IT0004302912 | ||
| . Tipologia | Junior | ||
| . Classe | F | ||
| . Rating | - | ||
| . Valore nominale emesso (€) | 250.000 | ||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 250.000 |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Family Financing Bank S.p.A., ex Banca di Roma S.p.A.)
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | CAPITAL MORTGAGE 2007 - 1 | |||
|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | |||
| Originator: | UniCredit S.p.A. (ex Banca di Roma S.p.A.) | |||
| Emittente: | Capital Mortgage S.r.l. | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UCB AG (ex Capitalia S.p.A.) | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Finanziamento/counterbalancing capacity | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Mutui ipotecari su immobili residenziali | |||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 14.05.2007 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 2.183.087.875 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | - | |||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad esigibilità limitata (con funzione di Equity) di 37,19 milioni di euro |
|||
| Altre Informazioni rilevanti: | Tranching basato su un portafoglio all'origine di 2.479,4 milioni di euro ridottosi a 2.183,1 milioni di euro a seguito di verifiche successive alla data del closing. UniCredit S.p.A., a seguito del downgrading da parte delle Agenzie di Rating, per mantenere il ruolo di Account Bank, ha versato presso istituto eligibile fondi che al 31 dicembre 2016 ammontavano a 155,75 milioni di euro; nel corso dell'esercizio 2017, a seguito amendment contrattuale e contestuale esternalizzazione del ruolo di Account Bank, il fondo è stato completamente rimborsato. |
|||
| Agenzie di Rating: | Standard & Poor's/Moody's/Fitch | |||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | |||
| Ammontare e condizioni del tranching: | ||||
| . ISIN | IT0004222532 | IT0004222540 | ||
| . Tipologia | Senior | Senior | ||
| . Classe | A1 | A2 | ||
| . Rating | AA/A3/B+ AA/A3/B+ |
|||
| . Valore nominale emesso (€) | 1.736.000.000 644.000.000 |
|||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 231.115.416 | 351.825.314 | ||
| . ISIN | IT0004222557 | IT0004222565 | ||
| . Tipologia | Mezzanine | Junior | ||
| . Classe | B | C | ||
| . Rating | BB/B3/CCC | D/Ca/CC | ||
| . Valore nominale emesso (€) | 74.000.000 | 25.350.000 | ||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 74.000.000 25.350.000 |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Family Financing Bank S.p.A., ex FinecoBank S.p.A.)
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | F-E MORTGAGES 2005 | F-E MORTGAGES SERIES 1-2003 | HELICONUS | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | Tradizionale | Tradizionale | |||
| Originator: | UniCredit S.p.A. (ex FinecoBank S.p.A.) |
UniCredit S.p.A. (ex Fin-eco Banca ICQ S.p.A.) |
UniCredit S.p.A. (ex Fin-eco Banca ICQ S.p.A.) |
|||
| Emittente: | F-E Mortgages S.r.l. | F-E Mortgages S.r.l. | Heliconus S.r.l | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. (ex MCC S.p.A. - Capitalia Gruppo Bancario) |
UniCredit S.p.A. (ex MCC S.p.A. - Capitalia Gruppo Bancario) |
UniCredit S.p.A. (ex MCC S.p.A. - Capitalia Gruppo Bancario) |
|||
| Obiettivi dell'operazione: | Finanziamento/counterbalancing capacity |
Finanziamento/counterbalancing capacity |
Finanziamento/counterbalancing capacity |
|||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Mutui ipotecari su immobili residenziali | Mutui ipotecari su immobili residenziali | Mutui ipotecari | |||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 06.04.2005 | 27.11.2003 | 08.11.2002 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 1.028.683.779 | 748.630.649 | 408.790.215 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | - | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | La linea di credito rilasciata per 20 milioni di euro da UniCredit S.p.A., congiuntamente a Royal Bank of Scotland Plc, è stata estinta. |
La linea di credito rilasciata per 10,220 milioni di euro da UniCredit S.p.A. è stata estinta. |
|||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - - |
- | ||||
| Altre forme di Credit Enhancements: | UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad esigibilità limitata (con funzione di Equity) di 15,431 milioni di euro che a fine esercizio risulta interamente rimborsato. |
- | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | UniCredit S.p.A. il 3 agosto 2012, a seguito del downgrading di Royal Bank of Scotland Plc da parte di Moody's, ha costituito, a favore della Società Veicolo, una riserva corrispondente alla linea di liquidità per 20 milioni di euro. |
UniCredit S.p.A. il 12 gennaio 2012, a seguito del downgrading da parte di Moody's, ha costituito, a favore della Società Veicolo, una riserva corrispondente alla linea di liquidità per 10,220 milioni di euro. |
|||
| Agenzie di Rating: | S&P/Moody's/Fitch | S&P/Moody's/Fitch | S&P/Moody's/Fitch | |||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: |
- | - | - | |||
| Ammontare e condizioni del tranching: | ||||||
| . ISIN | IT0003830418 | IT0003830426 | IT0003575039 | IT0003575070 | IT0003383855 | IT0003383871 |
| . Tipologia | Senior | Mezzanine | Senior | Mezzanine | Senior | Mezzanine |
| . Classe | A | B | A1 | B | A | B |
| . Rating | AA/Aa2/AA | A+/Aa2/AA | AA/Aa2/AA | A+/Aa2/AA | AA/Aa2/AA | - /Aa2/AA |
| . Valore nominale emesso (€) | 951.600.000 | 41.100.000 | 682.000.000 | 48.000.000 | 369.000.000 | 30.800.000 |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 110.365.997 | 36.863.691 | 32.244.380 | 48.000.000 | 14.649.702 | 30.800.000 |
| . ISIN | IT0003830434 | IT0003575088 | IT0003575096 | IT0003383939 | ||
| . Tipologia | Junior | Mezzanine | Junior | Junior | ||
| . Classe | C | C | D | C | ||
| . Rating | BBB-/Aa3/A+ | A+/Baa1/AA | - | - | ||
| . Valore nominale emesso (€) | 36.000.000 | 11.000.000 | 7.630.000 | 8.990.200 | ||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 32.289.365 | 11.000.000 | 7.630.000 | 8.990.200 |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Credit Management Bank S.p.A.)
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: ARENA NPL ONE |
|||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Autocartolarizzazione | ||
| Originator: | UniCredit SpA (ex UCCMB S.p.A.) | ||
| Emittente: | Arena NPL S.r.L. | ||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UBS | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Finanziamento | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Crediti ordinari - mutui - finanziamenti | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Sofferenze | ||
| Data del closing: | 04.12.2014 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 8.460.706.273 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | UniCredit S.p.A. ha rilasciato una linea di Liquidity Facility revolving di 100 milioni di euro, che a fine esercizio risulta utilizzata per 99,84 milioni di euro |
||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | UniCredit S.p.A. ha costituito a favore dell'SPV una linea di credito per 30 milioni di euro, utilizzata per il sostenimento delle spese legali |
||
| Agenzie di Rating: | No Rating agency | ||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | ||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||
| . ISIN | IT0005070120 | IT0005070138 | |
| . Tipologia | Senior | Junior | |
| . Classe | A | B | |
| . Rating | - | - | |
| . Valore nominale emesso (€) | 304.300.000 | 913.049.310 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 60.104.391 913.049.310 |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| STRATEGIE - PROCESSI - OBIETTIVI: |
Le iniziative seguenti, denominate Pillarstone Italy, sono state intraprese per permettere al Gruppo di efficientare la gestione delle ristrutturazioni creditizie, anche attraverso l'uso innovativo (a tale scopo) dello strumento della cartolarizzazione. L'obiettivo è quello di agevolare e incrementare i recuperi delle esposizioni oggetto di cartolarizzazione grazie a: - ristrutturazioni con logica industriale di lungo periodo, incentrate sull'immissione di nuova finanza (da parte di terzi) a favore dei debitori ceduti, con focus su concrete necessità ed opportunità per le società coinvolte; - processi di ristrutturazione e turnaround efficienti e mirati al risultato. La condivisione dei principi economici che ispirano le operazioni in oggetto ed un forte allineamento di interessi tra le parti coinvolte, garantisce l'impegno dell' asset manager a massimizzare la valorizzazione delle stesse attività, ottimizzando quindi il recupero atteso sulla nota junior acquistata da UniCredit S.p.A., attraverso il trasferimento invece della gestione del portafoglio cartolarizzato. |
|---|---|
| SISTEMI INTERNI DI MISURAZIONE E CONTROLLO DEI RISCHI: |
UniCredit S.p.A. non svolge il ruolo di Servicer. L'attività di servicing è svolta da soggetti terzi rispetto al Gruppo, come da contratti stipulati con la Società Veicolo emittente i titoli ABS, e consiste nello svolgimento, per conto delle stessa, dell'attività di amministrazione, incasso, ristrutturazione e riscossione dei crediti cartolarizzati, nonchè di gestione delle eventuali procedure di recupero dei crediti deteriorati. Il Servicer delle attività ha pertanto il compito di seguire in via continuativa i flussi finanziari derivanti dai crediti cartolarizzati, monitorandone costantemente l'incasso, anche avvalendosi eventualmente di società terze. Per ciascuna specifica operazione, il Servicer fornisce alla Società Veicolo (oltre che alle altre controparti definite nei contratti di servicing, inclusa UniCredit S.p.A.) informazioni sull'attività svolta, attraverso la predisposizione periodica di reports che evidenziano, fra l'altro, l'attività di riscossione e di realizzo dei crediti ceduti, l'ammontare delle posizioni in "default" e i recuperi conclusi, le rate arretrate, le attività di ristrutturazione, ecc. Tali rendicontazioni sono periodicamente verificate (ove contrattualmente previsto) da una Società di revisione contabile. |
| STRUTTURA ORGANIZZATIVA: | Il Servicer fornisce ad UniCredit S.p.A una serie di reports che permettono la valutazione ed il monitoraggio dei portafogli sottostanti. Su base trimestrale le performance sono anche presentate nei comitati creditizi interni di riferimento. |
| POLITICHE DI COPERTURA: | Non sono previsti derivati di copertura dei rischi. |
| INFORMATIVA SUI RISULTATI ECONOMICI DELLA CARTOLARIZZAZIONE: |
Al momento sono in fase di implementazione una serie di iniziative volte a monitorare l'andamento dell'iniziativa, mediante la predisposizione di documenti focalizzati sia sulle singole società oggetto di cessione, sia sull'evoluzione dell'operazione Pillarstone nel suo insieme. |
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | PILLARSTONE ITALY - PREMUDA | |
|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | |
| Originator: | UniCredit S.p.A. | |
| Emittente: | Pillarstone Italy SPV S.r.l. | |
| Servicer: | Securitisation Services S.p.A. | |
| Arranger: | Non applicabile | |
| Obiettivi dell'operazione: | Struttura innovativa di cartolarizzazione per la gestione e superamento della temporanea difficoltà del debitore ceduto finalizzata all'ottimizzazione del rimborso del portafoglio cartolarizzato |
|
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Finanziamenti imprese | |
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Inadempienze probabili | |
| Data del closing: | 14.07.2016 | |
| Valore nominale del portafoglio: | \$78.220.999,08 + €31.265.398,23 | |
| Ammontare al netto delle pre-esistenti riprese/rettifiche di valore: | - | |
| Ricavi o perdite di cessione realizzate (€): | - | |
| Prezzo di cessione del portafoglio: | \$78.220.999,08 + €31.265.398,23 | |
| Garanzie rilasciate dalla banca: | no | |
| Garanzie rilasciate da terzi: | no | |
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: Linee di Credito rilasciate da terzi (€): |
no 7.000.000 |
|
| Altre forme di Credit Enhancements (€): | no | |
| Altre Informazioni rilevanti: | no | |
| Agenzie di Rating: | no | |
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | |
| Ammontare e condizioni del tranching: | ||
| . ISIN | IT0005203937 | IT0005203952 |
| . Tipologia | Senior(*) | Mezzanine(*) |
| . Classe | A | B |
| . Rating | Non applicabile | Non applicabile |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile |
| . Data di emissione | 14.07.2016 | 14.07.2016 |
| . Scadenza legale | 20.10.2030 | 20.10.2030 |
| . Call option | no | |
| . Vita media attesa (anni) | 5,0 | 5,0 |
| . Tasso | 8,50% | 2,67% |
| . Grado di subordinazione . Valore nominale emesso |
- €2.743.000 |
Sub A \$57.663.000 |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio | €2.758.000 | \$57.663.000 |
| . Sottoscrittore dei titoli | Pall Mall Solution ICAV | UniCredit S.p.A. |
| . ISIN | IT0005246712 | IT0005246761 |
| . Tipologia | Mezzanine(*) | (*) Junior |
| . Classe | B | C |
| . Rating | Non applicabile | Non applicabile |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile |
| . Data di emissione | 04.04.2017 | 04.04.2017 |
| . Scadenza legale | 20.10.2030 | 20.10.2030 |
| . Call option | no | |
| . Vita media attesa (anni) | 3,4 | 3,4 |
| . Tasso | 3,43% | 9,76% |
| . Grado di subordinazione . Valore nominale emesso |
Sub A €280.000 |
Sub A,B €2.956.000 |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio | €280.000 | €2.956.000 |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. |
| . ISIN | IT0005204125 | IT0005204133 |
| . Tipologia | (*) Junior |
(*) Junior |
| . Classe | C | C |
| . Rating | Non applicabile | Non applicabile |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile |
| . Data di emissione | 14.07.2016 | 14.07.2016 |
| . Scadenza legale | 20.10.2030 | 20.10.2030 |
| . Call option | no | |
| . Vita media attesa (anni) | 5,0 5,0 |
|
| . Tasso | 9,71% | 10,69% |
| . Grado di subordinazione | Sub A,B | Sub A,B |
| . Valore nominale emesso | €25.272.000 | \$20.558.000 |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio | €25.272.000 | \$20.558.000 |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. |
Nota:
(*) Per la classificazione della tipologia si applica quanto stabilito dalla Banca d'Italia nella circolare 262 "Il bilancio bancario" - Capitolo 1 Principi generali - Paragrafo 5 Definizioni - 5.23 - Operazioni di cartolarizzazione: esposizioni senior, mezzanine e junior.
La "Data del closing" è da intendersi come la data in cui è avvenuta l'emissione dei titoli da parte della società veicolo.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: PILLARSTONE ITALY - BURGO |
PILLARSTONE ITALY - COMITAL | |||
|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | ||||
| Originator: | Tradizionale | Tradizionale | ||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. Pillarstone Italy SPV S.r.l. |
||
| Servicer: | Pillarstone Italy SPV S.r.l. Securitisation Services S.p.A. |
Securitisation Services S.p.A. | ||
| Arranger: | Non applicabile | |||
| Non applicabile | ||||
| Struttura innovativa di cartolarizzazione per la gestione e superamento della temporanea difficoltà del debitore |
Struttura innovativa di cartolarizzazione per la gestione | |||
| Obiettivi dell'operazione: | e superamento della temporanea difficoltà del debitore | |||
| ceduto finalizzata all'ottimizzazione del rimborso del | ceduto finalizzata all'ottimizzazione del rimborso del | |||
| portafoglio cartolarizzato | portafoglio cartolarizzato | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Finanziamenti imprese | Finanziamenti imprese | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Inadempienze probabili | Inadempienze probabili | ||
| Data del closing: | 10.12.2015 | 10.12.2015 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 150.646.763 | 33.074.000 | ||
| Ammontare al netto delle pre-esistenti riprese/rettifiche di valore: | - | - | ||
| Ricavi o perdite di cessione realizzate (€): | - | - | ||
| Prezzo di cessione del portafoglio (€): | 150.646.763 | 33.074.000 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | No | No | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | No | No | ||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | No | No | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi (€): | 7.000.000 | 2.500.000 | ||
| Altre forme di Credit Enhancements (€): | 21.998.763 | No | ||
| Il Credit Enhancement è rappresentato dal deferred | ||||
| purchase price (DPP), subordinato nel pagamento | ||||
| Altre Informazioni rilevanti: | rispetto al titolo junior emesso, di un credito | No | ||
| "convertendo" ceduto al Veicolo | ||||
| Agenzie di Rating: | No | No | ||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | - | ||
| Ammontare e condizioni del tranching: . ISIN |
IT0005154809 | IT0005154825 | IT0005152324 | IT0005152340 |
| . Tipologia | ||||
| Senior(*) | Mezzanine(*) | Senior(*) | Mezzanine(*) | |
| . Classe | A | B | A | B |
| . Rating | - | - | - | - |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | Non quotato | Non quotato |
| . Data di emissione | 10.12.2015 | 10.12.2015 | 10.12.2015 | 10.12.2015 |
| . Scadenza legale | 20.10.2030 | 20.10.2030 | 20.10.2030 | 20.10.2030 |
| . Call option | Non applicabile | Non applicabile | ||
| . Vita media attesa (anni) | 5,0 | 5,0 | 5,0 | 5,0 |
| . Tasso | 8,50% | EUR6M(360) + 200pb | 8,50% | EUR6M(360) + 78pb |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | Sub A |
| . Valore nominale emesso (€) | 5.423.000 | 103.043.000 | 810.000 | 15.396.000 |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 5.423.000 | 103.043.000 | 6.894 | 8.932.431 |
| . Sottoscrittore dei titoli | Pall Mall Solutions 1 ICAV |
UniCredit S.p.A. | Pall Mall Solutions 1 ICAV |
UniCredit S.p.A. |
| . ISIN | IT0005155251 | IT0005152357 | ||
| . Tipologia | Junior(*) | Junior(*) | ||
| . Classe | C | C | ||
| . Rating | - | - | ||
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | ||
| . Data di emissione | 10.12.2015 | 10.12.2015 | ||
| . Scadenza legale | 20.10.2030 | 20.10.2030 | ||
| . Call option | No | No | ||
| . Vita media attesa (anni) | 5,0 | 5,0 | ||
| . Tasso | EUR6M(360)+1000pb | EUR6M(360)+1000pb | ||
| . Grado di subordinazione | Sub A, B | Sub A, B | ||
| . Valore nominale emesso (€) | 20.182.000 | 16.868.000 | ||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 20.182.000 | 16.868.000 | ||
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. |
Nota:
(*) Per la classificazione della tipologia si applica quanto stabilito dalla Banca d'Italia nella circolare 262 "Il bilancio bancario" - Capitolo 1 Principi generali - Paragrafo 5 Definizioni - 5.23 - Operazioni di cartolarizzazione: esposizioni senior, mezzanine e junior.
La "Data del closing" è da intendersi come la data in cui è avvenuta l'emissione dei titoli da parte della società veicolo.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | PILLARSTONE ITALY - LEDIBERG | PILLARSTONE ITALY - RAINBOW | ||
|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | Tradizionale | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: | Pillarstone Italy SPV S.r.l. | Pillarstone Italy SPV S.r.l. | ||
| Servicer: | Securitisation Services S.p.A. | Securitisation Services S.p.A. | ||
| Arranger: | Non applicabile | Non applicabile | ||
| Struttura innovativa di cartolarizzazione per la gestione e | Struttura innovativa di cartolarizzazione per la gestione e | |||
| superamento della temporanea difficoltà del debitore | superamento della temporanea difficoltà del debitore | |||
| Obiettivi dell'operazione: | ceduto finalizzata all'ottimizzazione del rimborso del | ceduto finalizzata all'ottimizzazione del rimborso del | ||
| portafoglio cartolarizzato | portafoglio cartolarizzato | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Finanziamenti imprese | Finanziamenti imprese | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Inadempienze probabili | Inadempienze probabili | ||
| Data del closing: | 10.12.2015 | 10.12.2015 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 30.508.000 | 74.216.000 | ||
| Ammontare al netto delle pre-esistenti riprese/rettifiche di valore: | - | - | ||
| Ricavi o perdite di cessione realizzate (€): | - | - | ||
| Prezzo di cessione del portafoglio (€): | 30.508.000 | 74.216.000 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | No | No | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | No | No | ||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | No | No | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi (€): | 3.000.000 | 3.500.000 | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | No | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | No | ||
| Agenzie di Rating: | No | No | ||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | - | ||
| Ammontare e condizioni del tranching: | ||||
| . ISIN | IT0005154726 | IT0005154734 | IT0005154833 | IT0005155103 |
| . Tipologia | Senior(*) | Mezzanine(*) | Senior(*) | Mezzanine(*) |
| . Classe | A | B | A | B |
| . Rating | - | - | - | - |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | Non quotato | Non quotato |
| . Data di emissione | 10.12.2015 | 10.12.2015 | 10.12.2015 | 10.12.2015 |
| . Scadenza legale | 20.10.2030 | 20.10.2030 | 20.10.2030 | 20.10.2030 |
| . Call option | Non applicabile | Non applicabile | ||
| . Vita media attesa (anni) | 5,0 | 5,0 | 5,0 | 5,0 |
| Fino al 30.06.2016: | ||||
| EUR6M(360) + 25pb. Dal | ||||
| . Tasso | 8,50% | 01.07.2016: EUR6M(360) | 8,50% | EUR6M(360) + 129pb |
| + 200pb | ||||
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | Sub A |
| . Valore nominale emesso (€) | 244.000 | 4.637.000 | 890.000 | 16.921.000 |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 244.000 | 4.637.000 | 890.000 | 16.921.000 |
| . Sottoscrittore dei titoli | Pall Mall Solutions 1 ICAV | UniCredit S.p.A. | Pall Mall Solutions 1 ICAV | UniCredit S.p.A. |
| . ISIN | IT0005154759 | IT0005155111 | ||
| . Tipologia | Junior(*) | Junior(*) | ||
| . Classe | C | C | ||
| . Rating | - | - | ||
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | ||
| . Data di emissione | 10.12.2015 | 10.12.2015 | ||
| . Scadenza legale . Call option |
20.10.2030 Non applicabile |
20.10.2030 Non applicabile |
||
| . Vita media attesa (anni) | 5,0 | 5,0 | ||
| . Tasso | EUR6M(360)+1000pb | EUR6M(360)+1000pb | ||
| . Grado di subordinazione | Sub A, B | Sub A, B | ||
| . Valore nominale emesso (€) | 25.627.000 | 56.405.000 | ||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | 25.627.000 | 56.405.000 | ||
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. |
Nota:
(*) Per la classificazione della tipologia si applica quanto stabilito dalla Banca d'Italia nella circolare 262 "Il bilancio bancario" - Capitolo 1 Principi generali - Paragrafo 5 Definizioni - 5.23 - Operazioni di cartolarizzazione: esposizioni senior, mezzanine e junior.
La "Data del closing" è da intendersi come la data in cui è avvenuta l'emissione dei titoli da parte della società veicolo.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Nuove operazioni anno 2017
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | SANDOKAN | ||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: | Yanez S.r.l. | ||
| Servicer: | Securitisation Services S.p.A. | ||
| Arranger: | - | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Struttura innovativa di cartolarizzazione per la gestione e superamento della temporanea difficoltà dei debitori ceduti finalizzata all'ottimizzazione del rimborso del portafoglio cartolarizzato |
||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Finanziamenti Imprese | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Inadempienze probabili | ||
| Data del closing: | 02.08.2017 | ||
| Valore nominale del portafoglio: Ammontare al netto delle pre-esistenti riprese/rettifiche di valore: |
860.757.400 - |
||
| Ricavi o perdite di cessione realizzate (€): | - | ||
| Prezzo di cessione del portafoglio (€): | 860.757.400 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | No | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | No | ||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca (€): | 10.000.000 | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi (€): | No | ||
| Altre forme di Credit Enhancements (€): | No | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | No | ||
| Agenzie di Rating: Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: |
No - |
||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||
| . ISIN | IT0005273674 | IT0005273666 | |
| . Tipologia | Senior | Senior | |
| . Classe | AS2 | AX | |
| . Rating | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | |
| . Data di emissione . Scadenza legale |
31.07.2017 30.11.2050 |
31.07.2017 30.11.2050 |
|
| . Call option | - | - | |
| . Vita media attesa (anni) | 0,5 | 0,5 | |
| . Tasso | 4,0% | 14,0% | |
| . Grado di subordinazione | - | Sub AS2 | |
| . Valore nominale emesso | 1.000 | 1.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio | 1.000 | 1.000 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | Celidoria S.a.r.l./Europa Plus SCA SIF/Banca Finanziaria Internazionale |
Banca Finanziaria Internazionale | |
| . ISIN | IT0005273690 | IT0005273708 | |
| . Tipologia | Senior | Senior | |
| . Classe . Rating |
AJ2 - |
B1 - |
|
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | |
| . Data di emissione | 31.07.2017 | 31.07.2017 | |
| . Scadenza legale | 30.11.2050 | 30.11.2050 | |
| . Call option | - | - | |
| . Vita media attesa (anni) | 0,5 | 3,10 | |
| . Tasso | 14,0% | 3,0% | |
| . Grado di subordinazione . Valore nominale emesso |
Sub AS2, AX 1.000 |
Sub AS2, AX, AJ2 171.520.000 |
|
| . Valore nominale in essere a fine esercizio | 1.000 | 171.520.000 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | Celidoria S.a.r.l./Europa Plus SCA SIF UniCredit S.p.A. |
||
| . ISIN | IT0005273724 | IT0005273732 | |
| . Tipologia | Senior | Mezzanine | |
| . Classe | B2 | C1 | |
| . Rating | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | |
| . Data di emissione | 31.07.2017 | 31.07.2017 | |
| . Scadenza legale . Call option |
30.11.2050 - |
30.11.2050 - |
|
| . Vita media attesa (anni) | 3 | 4,70 | |
| . Tasso | 7,5% | 3,5% | |
| . Grado di subordinazione | Sub AS2, AX, AJ2, B1 Sub AS2, AX, AJ2, B1, B2 |
||
| . Valore nominale emesso | 42.880.000 57.360.000 |
||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio | 42.880.000 | 57.360.000 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | Celidoria S.a.r.l./Europa Plus SCA SIF/FR Invest |
UniCredit S.p.A. |
segue tabella da pagina precedente
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | SANDOKAN | ||
|---|---|---|---|
| . ISIN | IT0005273740 | IT0005273757 | |
| . Tipologia | Mezzanine | Mezzanine | |
| . Classe | C2 | D1 | |
| . Rating | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | |
| . Data di emissione | 31.07.2017 | 31.07.2017 | |
| . Scadenza legale | 30.11.2050 | 30.11.2050 | |
| . Call option | - | - | |
| . Vita media attesa (anni) | 4,60 | 7,60 | |
| . Tasso | 15,0% | 4,0% | |
| . Grado di subordinazione | Sub AS2, AX, AJ2, B1, B2, C1 | Sub AS2, AX, AJ2, B1, B2, C1, C2 | |
| . Valore nominale emesso | 14.340.000 | 126.350.000 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio | 14.340.000 | 126.350.000 | |
| Celidoria S.a.r.l./Europa Plus SCA | |||
| . Sottoscrittore dei titoli | SIF/FR Invest | UniCredit S.p.A. | |
| . ISIN | IT0005273773 | IT0005273872 | |
| . Tipologia | Mezzanine | Junior | |
| . Classe | D2 | E | |
| . Rating | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | |
| . Data di emissione | 31.07.2017 | 31.07.2017 | |
| . Scadenza legale | 30.11.2050 | 30.11.2050 | |
| . Call option | - | - | |
| . Vita media attesa (anni) | 6,80 | 10,10 | |
| . Tasso | 19,0% | 5% | |
| . Grado di subordinazione | Sub AS2, AX, AJ2, B1, B2, C1, C2, D1 | Sub AS2, AX, AJ2, B1, B2, C1, C2, D1, | |
| . Valore nominale emesso | 6.650.000 | 441.654.400 | |
| . Valore nominale in essere a fine esercizio | 6.650.000 | 441.654.400 | |
| Celidoria S.a.r.l./Europa Plus SCA | |||
| . Sottoscrittore dei titoli | SIF/FR Invest | UniCredit S.p.A. | |
| Distribuzione delle attività cartolarizzate per aree territoriali (€): | |||
| Italia | 860.757.400 | ||
| Altri Paesi europei - Paesi U.E. | - | ||
| - Paesi non U.E. | - | ||
| America | - | ||
| Resto del mondo | - | ||
| TOTALE | 860.757.400 | ||
| Principali settori di attività economica dei debitori ceduti (€): | |||
| Stati | - | ||
| Altri enti pubblici | - | ||
| Banche | - | ||
| Società finanziarie | - | ||
| Assicurazioni | - | ||
| Imprese non finanziarie | 860.757.400 | ||
| Altri soggetti | - | ||
| TOTALE | 860.757.400 |
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex Capitalia S.p.A., ex Banca di Roma S.p.A.)
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | CAESAR FINANCE | |||
|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tradizionale | |||
| Originator: | Banca di Roma S.p.A | |||
| Emittente: | Caesar Finance S.A. | |||
| Servicer: | Bank of New York | |||
| Arranger: | Donaldson, Lufkin & Jenrette | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Finanziamento | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Collateralised Bond Obligation | |||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 05.11.1999 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 360.329.000 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | - | |||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | |||
| Agenzie di Rating: | Fitch/Moody's | |||
| Ammontare del rischi trasferiti tramite derivati su crediti o altra forma: | - | |||
| Ammontare e condizioni del tranching: | ||||
| . ISIN | XS0103928452 | XS0103929773 | ||
| . Tipologia | Senior | Junior | ||
| . Classe | A | B | ||
| . Rating | - | - | ||
| . Valore nominale emesso (€) | 270.000.000 90.329.000 |
|||
| . Valore nominale in essere a fine esercizio (€) | - 47.380.559 |
OPERAZIONI SINTETICHE
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Nuove operazioni anno 2017
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | BOND ITALIA 5 INV | BOND ITALIA 5 MIX | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | Tranched Cover | |||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Prestiti chirografari con scadenza fra i 24 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
Prestiti chirografari con scadenza fra i 18 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
|||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 16.06.2017 | 16.06.2017 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 72.447.737 | 296.985.668 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded. |
Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded. |
|||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | |||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
|||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Mezzanine | |
| . Classe | A | B | A | B | |
| . Rating | - | - | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Data di emissione | 16.06.2017 | 16.06.2017 | 16.06.2017 | 16.06.2017 | |
| . Scadenza legale | 30.06.2022 | 30.06.2022 | 30.06.2022 | 30.06.2022 | |
| . Call option | Non applicabile | Non applicabile | |||
| . Vita media attesa | 30.06.2022 | 30.06.2022 | 30.06.2022 | 30.06.2022 | |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | Sub A | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 67.014.157 | 5.433.580 | 278.424.064 | 18.561.604 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 62.794.112 | 5.433.580 | 248.264.693 | 18.561.604 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
|
| Distribuzione delle attività cartolarizzate per aree territoriali (€): | |||||
| Italia - Nord-ovest | 20.749.032 | 83.987.547 | |||
| - Nord-est | 21.640.139 | 101.569.098 | |||
| - Centro | 10.562.880 | 52.714.956 | |||
| - Sud e Isole | 19.495.686 | 58.714.067 | |||
| Altri Paesi europei - Paesi U.E. - Paesi non U.E. |
- - |
- - |
|||
| America | - | - | |||
| Resto del mondo | - | - | |||
| TOTALE | 72.447.737 | 296.985.668 | |||
| Principali settori di attività economica dei debitori ceduti (€): | |||||
| Stati | - | - | |||
| Altri enti pubblici | - | - | |||
| Banche | - | - | |||
| Società finanziarie | - | - | |||
| Assicurazioni | - | - | |||
| Imprese non finanziarie | 72.447.737 | 296.985.668 | |||
| Altri soggetti | - | - | |||
| TOTALE | 72.447.737 | 296.985.668 |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD). Utilizzando l'approccio della formula di vigilanza è quindi possibile quantificare l'ammontare di rischio equivalente in una tranche di cartolarizzazione relativamente alla sua seniority, granularity, livello di supporto e rischio dei sottostanti.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Nuove operazioni anno 2017
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | SME Initiative 2017 | ||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: Servicer: |
UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. UniCredit S.p.A. |
||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Crediti verso clientela Small e Mid Corporate, concentrata per almeno il 50% al SUD Italia |
||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | ||
| Data del closing: | 22.12.2017 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 460.440.633 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: Garanzie rilasciate da terzi: |
- Garanzia finanziaria a copertura della tranche mezzanine e Junior sotto forma di garanzia personale |
||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | ||
| Altre Informazioni rilevanti: Agenzie di Rating: |
- | ||
| No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) | |||
| Ammontare e condizioni del tranching: . ISIN |
Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Upper Mezzanine | |
| . Classe | A | B1 | |
| . Rating | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Data di emissione | 22.12.2017 | 22.12.2017 | |
| . Scadenza legale . Call option |
13.11.2030 | 13.11.2030 Clean-up call, regulatory call,Time call |
|
| . Vita media attesa | 13.11.2030 | 13.11.2030 | |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 395.040.094 | 2.369.585 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 395.040.094 | 2.369.585 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Coperto da Protection Seller | |
| . ISIN . Tipologia |
Non applicabile Middle Mezzanine |
Non applicabile Lower Mezzanine |
|
| . Classe | B2 | B3 | |
| . Rating | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Data di emissione | 22.12.2017 | 22.12.2017 | |
| . Scadenza legale | 13.11.2030 13.11.2030 |
||
| . Call option . Vita media attesa |
13.11.2030 | Clean-up call, regulatory call,Time call 13.11.2030 |
|
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | Sub A, B1 | Sub A, B1, B2 | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 473.917 | 11.847.924 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 473.917 | 11.847.924 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | Coperto da Protection Seller | Coperto da Protection Seller | |
| . ISIN . Tipologia |
Non applicabile Second Loss |
Non applicabile Junior |
|
| . Classe | C | D | |
| . Rating | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Data di emissione | 22.12.2017 | 22.12.2017 | |
| . Scadenza legale | 13.11.2030 | 13.11.2030 | |
| . Call option . Vita media attesa |
Clean-up call, regulatory call,Time call 13.11.2030 13.11.2030 |
||
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | Sub A, B1, B2, B3 | Sub A, B1, B2, B3, C | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 14.217.509 | 36.491.605 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 14.217.509 | 36.491.605 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Coperto da Protection Seller | |
| Distribuzione delle attività cartolarizzate per aree territoriali (€): Italia - Nord-ovest |
52.490.232 | ||
| - Nord-est | 65.843.011 | ||
| - Centro | 61.238.604 | ||
| - Sud e Isole | 280.868.786 | ||
| Altri Paesi europei - Paesi U.E. | - | ||
| - Paesi non U.E. America |
- - |
||
| Resto del mondo | - | ||
| TOTALE | 460.440.633 |
segue tabella da pagina precedente
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | SME Initiative 2017 | ||
|---|---|---|---|
| Principali settori di attività economica dei debitori ceduti (€): | |||
| Stati | - | ||
| Altri enti pubblici | - | ||
| Banche | - | ||
| Società finanziarie | - | ||
| Assicurazioni | - | ||
| Imprese non finanziarie | 460.440.633 | ||
| Altri soggetti | - | ||
| TOTALE | 460.440.633 |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB); 2. il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Nuove operazioni anno 2017
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | Finpiemonte 2016 | FILSEC 2016 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | Tranched Cover | |||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Prestiti chirografari con scadenza fra i 18 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese in Piemonte |
Prestiti chirografari con scadenza fra i 18 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese in Liguria |
|||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 31.10.2017 | 31.10.2017 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 58.000.000 | 28.000.000 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | ||||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia reale a copertura parziale della tranche junior | Garanzia reale a copertura parziale della tranche junior | |||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | |||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
|||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Mezzanine | |
| . Classe | A | B | A | B | |
| . Rating | - | - | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non quotato | Non quotato | Non quotato | Non quotato | |
| . Data di emissione | 31.10.2017 | 31.10.2017 | 16.06.2017 | 16.06.2017 | |
| . Scadenza legale | 31.12.2021 | 31.12.2021 | 31.12.2021 | 31.12.2021 | |
| . Call option | Non applicabile | Non applicabile | |||
| . Vita media attesa | 31.12.2021 | 31.12.2021 | 31.12.2021 | 31.12.2021 | |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | Sub A | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 50.750.000 | 7.250.000 | 24.500.000 | 3.500.000 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 31.762.318 | 7.250.000 | 13.991.670 | 3.500.000 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
|
| Distribuzione delle attività cartolarizzate per aree territoriali (€): | |||||
| Italia - Nord-ovest | 58.000.000 | 28.000.000 | |||
| - Nord-est | - | - | |||
| - Centro | - | - | |||
| - Sud e Isole | - | - | |||
| Altri Paesi europei - Paesi U.E. | - | - | |||
| - Paesi non U.E. | - | - | |||
| America | - | - | |||
| Resto del mondo | - | - | |||
| TOTALE | 58.000.000 | 28.000.000 | |||
| Principali settori di attività economica dei debitori ceduti (€): | |||||
| Stati | - | - | |||
| altri enti pubblici | - | - | |||
| banche | - | - | |||
| società finanziarie | - | - | |||
| assicurazioni | - | - | |||
| imprese non finanziarie | 58.000.000 | 28.000.000 | |||
| altri soggetti | - | - | |||
| TOTALE | 58.000.000 | 28.000.000 |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche; 4. il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | ARTS MIDCAP4 | AGRIBOND | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | Tranched Cover | |||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UniCreditBank A.G. | UniCredit S.p.A. | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Crediti verso clientela Small e Mid Corporate | Prestiti chirografari con scadenza 72 mesi, erogati a piccole/medie imprese facenti parte del settore agricoltura |
|||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 21.06.2016 | 30.06.2015 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 2.258.505.513 | 172.000.000 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di pegno su conto corrente vincolato |
Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded |
|||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | |||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
|||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Junior | |
| . Classe | A | B | A | B | |
| . Rating | Senza rating | Senza rating | Senza rating | Senza rating | |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Data di emissione | 21.06.2016 | 21.06.2016 | 30.06.2015 | 30.06.2015 | |
| . Scadenza legale | 31.01.2036 | 31.01.2036 | 31.12.2022 | 31.12.2022 | |
| . Call option | Clean-up call, Regulatory Call, Time call | Nessuna | |||
| . Vita media attesa (anni) | WAL 3,8Y; time call after 5Y; regulatory call expected Mar 2024 |
WAL 3,8Y; time call after 5Y; regulatory call expected Mar 2024 |
31.12.2022 | 31.12.2022 | |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | - | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 2.145.505.513 | 113.000.000 | 161.256.654 | 10.743.346 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio(€) | 1.472.060.142 | 112.891.208 | 95.523.103 | 10.743.346 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Coperto da protection seller | UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate; 5. il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | BOND ITALIA 3 INVESTIMENTI | BOND ITALIA3 MISTO | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | Tranched Cover | |||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. | UniCreditBank A.G. | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Prestiti chirografari con scadenza fra i 24 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
Prestiti chirografari con scadenza fra i 18 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
|||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 14.05.2016 | 14.05.2016 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 99.037.451 | 166.024.432 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded |
Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded |
|||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | |||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
|||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Junior | |
| . Classe | - | - | - | - | |
| . Rating | Senza rating | Senza rating | Senza rating | Senza rating | |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Data di emissione | 14.05.2016 | 14.05.2016 | 14.05.2016 | 14.05.2016 | |
| . Scadenza legale | 28.02.2022 | 28.02.2022 | 28.02.2021 | 28.02.2021 | |
| . Call option | Non applicabile | Non applicabile | |||
| . Vita media attesa (anni) | 28.02.2022 | 28.02.2022 | 28.02.2021 | 28.02.2021 | |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | - | - | - | - | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 91.609.642 | 7.427.809 | 155.647.905 | 10.376.527 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio(€) | 55.164.525 | 7.077.809 | 22.793.007 | 10.376.527 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche; 4. il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | ARTS MIDCAP5 | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | BOND ITALIA4 MISTO | Tranched Cover | |||
| Originator: | Tranched Cover UniCredit S.p.A. |
UniCredit S.p.A. | |||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UniCreditBank A.G. | UniCreditBank A.G. | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Prestiti chirografari con scadenza fra i 18 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
Crediti verso clientela Mid-Corporate | |||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 07.12.2016 | 02.12.2016 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 299.997.840 | 2.462.951.367 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded |
Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di pegno su conto corrente vincolato |
|||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | |||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
|||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Junior | |
| . Classe | A | B | A | B | |
| . Rating | Senza rating | Senza rating | Senza rating | Senza rating | |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Data di emissione | 07.12.2016 | 07.12.2016 | 02.12.2016 | 02.12.2016 | |
| . Scadenza legale | 30.06.2023 | 30.06.2023 | 31.12.2046 | 31.12.2046 | |
| . Call option | Non applicabile | Clean-up call, Regulatory Call, Time call | |||
| . Vita media attesa (anni) | 30.06.2023 | 30.06.2023 | WAL 3,58Y; time call after 5Y; regulatory call expected Dec 2023 |
WAL 3,58Y; time call after 5Y; regulatory call expected Dec 2023 |
|
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | Sub A | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 281.247.975 | 18.749.865 | 2.339.951.367 | 123.000.000 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio(€) | 240.576.446 | 18.749.865 | 1.669.360.268 | 123.000.000 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
UniCredit S.p.A. | Coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | SARDAFIDI | BOND ITALIA4 INVESTIMENTI | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | Tranched Cover | |||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UniCreditBank A.G. | UniCredit S.p.A. | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Prestiti chirografari a piccole e medie imprese della regione Sardegna, rilasciati con finalità di finanziamento di circolante e/o investimenti |
Prestiti chirografari con scadenza fra i 24 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
|||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 15.10.2015 | 07.12.2016 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 14.472.615 | 99.999.355 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di pegno su conto corrente vincolato |
Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded |
|||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | |||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
|||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Junior | |
| . Classe | A | B | A | B | |
| . Rating | Senza rating | Senza rating | Senza rating | Senza rating | |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Data di emissione | 15.10.2016 | 15.10.2016 | 07.12.2016 | 07.12.2016 | |
| . Scadenza legale | 30.06.2021 | 30.06.2021 | 30.06.2023 | ||
| . Call option | Non applicabile | Non applicabile | |||
| . Vita media attesa (anni) | 30.06.2021 | 30.06.2021 | 30.06.2023 | 30.06.2023 | |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | - | - | - | Sub A | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 13.186.160 | 1.286.455 | 92.499.404 | 7.499.951 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio(€) | 3.718.543 | 1.286.455 | 86.479.060 | 7.499.951 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate; 5. il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | GEPAFIN | ARTS MIDCAP2 | ||
|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | Tranched Cover | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. | UniCreditBank A.G. | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Prestiti chirografari con scadenza superiore a i 18 mesi, erogati ad aziende residenti in Umbria |
Crediti verso clientela Corporate | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | ||
| Data del closing: | 09.03.2015 | 12.06.2015 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 7.473.980 | 1.618.022.277 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di pegno su conto corrente vincolato |
Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di pegno su conto corrente vincolato; garanzia finanziaria a copertura della tranche mezzanine sotto forma di garanzia personale |
||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | ||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
||
| Ammontare e condizioni del tranching: | ||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Mezzanine |
| . Classe | A | B | A | B |
| . Rating | - | - | - | - |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile |
| . Data di emissione | 09.03.2015 | 09.03.2015 | 12.06.2015 | 12.06.2015 |
| . Scadenza legale | 31.12.2019 | 31.12.2019 | 31.12.2026 | 31.12.2026 |
| . Call option | Non applicabile | Clean-up call, regulatory call | ||
| . Vita media attesa | 31.12.2019 | 31.12.2019 | WAL 2,7 regulatory call attesa per settembre 2019 |
WAL 2,7 regulatory call attesa per settembre 2019 |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | Sub A |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 6.772.921 | 701.059 | 1.504.772.277 | 32.350.000 |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio(€) | - | 353.857 | 451.014.623 | 32.350.000 |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
UniCredit S.p.A. | Coperto da protection seller |
| . ISIN | Non applicabile | |||
| . Tipologia | Junior | |||
| . Classe | C | |||
| . Rating | - | |||
| . Data di emissione | Non quotato | |||
| . Scadenza legale | 12.06.2015 | |||
| . Vita media attesa | 31.12.2026 | |||
| . Tasso | Non applicabile | |||
| . Grado di subordinazione | Sub A, B | |||
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 80.900.000 | |||
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 80.752.996 | |||
| . Sottoscrittore dei titoli | Coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame; 3. lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | ARTS LEONARDO | BOND ITALIA1 INVESTIMENTI | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | Tranched Cover | |||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Emittente: | ARTS LEONARDO 2015-1 S.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | |||
| Arranger: | UniCreditBank A.G. | UniCredit S.p.A. | |||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | |||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Finanziamento progetti prestiti e settore navale. | Prestiti chirografari con scadenza fra i 24 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
|||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | |||
| Data del closing: | 26.06.2015 | 30.06.2015 | |||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 1.519.889.561 | 93.593.038 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di pegno su conto corrente vincolato |
Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded |
|||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | |||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | |||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | |||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | |||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
|||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Junior | |
| . Classe | A | B | A | B | |
| . Rating | - | - | - | - | |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Data di emissione | 26.06.2015 | 26.06.2015 | 30.06.2015 | 30.06.2015 | |
| . Scadenza legale | 2040 | 2040 | 28.02.2025 | 28.02.2025 | |
| . Call option | Clean-up call, regulatory call | Non applicabile | |||
| . Vita media attesa | 2021 | 2021 | 28.02.2025 | 28.02.2025 | |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | Sub A | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 1.413.497.292 | 106.392.269 | 86.573.560 | 7.019.478 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 823.600.618 | 99.853.166 | 48.210.669 | 6.769.478 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Coperto da protection seller |
UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate; 5. il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | BOND ITALIA1 MISTO | BOND ITALIA2 MISTO | ||
|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | Tranched Cover | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Prestiti chirografari con scadenza fra i 18 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
Prestiti chirografari con scadenza fra i 18 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | ||
| Data del closing: | 30.06.2015 | 31.12.2015 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 295.689.323 | 299.780.540 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | - | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded. |
Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded. |
||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | ||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
||
| Ammontare e condizioni del tranching: | ||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Junior |
| . Classe | A | B | A | B |
| . Rating | - | - | - | - |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile |
| . Data di emissione | 30.06.2015 | 30.06.2015 | 31.12.2015 | 31.12.2015 |
| . Scadenza legale | 31.12.2023 | 31.12.2023 | 28.02.2021 | 28.02.2021 |
| . Call option | Non applicabile | Non applicabile | ||
| . Vita media attesa | 31.12.2023 | 31.12.2023 | 28.02.2021 | 28.02.2021 |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | Sub A |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 277.208.740 | 18.480.583 | 281.044.256 | 18.736.284 |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 36.860.494 | 16.320.766 | 40.858.027 | 18.376.284 |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | BOND ITALIA2 INVESTIMENTI | ARTS MIDCAP3 | ||
|---|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | Tranched Cover | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. | UniCreditBank A.G. | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | Copertura Rischio di Credito | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Prestiti chirografari con scadenza fra i 24 e i 60 mesi, erogati a piccole e medie imprese |
Crediti verso clientela Corporate | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | Non deteriorate | ||
| Data del closing: | 31.12.2015 | 21.11.2015 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 4.367.226.943 | |||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | 99.861.218 - |
- | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di garanzia personale unfunded |
Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di pegno su conto corrente vincolato; garanzia finanziaria a copertura della tranche mezzanine sotto forma di garanzia personale |
||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | - | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | - | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | - | ||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
||
| Ammontare e condizioni del tranching: | ||||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile |
| . Tipologia | Senior | Junior | Senior | Mezzanine |
| . Classe | A | B | A | B |
| . Rating | - | - | - | - |
| . Borsa di quotazione | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile |
| . Data di emissione | 31.12.2015 | 31.12.2015 | 21.11.2015 | 21.11.2015 |
| . Scadenza legale | 28.02.2022 | 28.02.2022 | 31.12.2030 | 31.12.2030 |
| . Call option | Non applicabile | Clean-up call, regulatory call | ||
| . Vita media attesa | 28.02.2022 | 28.02.2022 | WAL 3,36 regulatory call attesa per dicembre 2022 |
WAL 3,36 regulatory call attesa per dicembre 2022 |
| . Tasso | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile | Non applicabile |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | - | Sub A |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 92.371.627 | 7.489.591 | 4.105.194.943 | 43.672.000 |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 54.799.520 | 7.489.591 | 1.779.543.948 | 43.672.000 |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Parzialmente coperto da protection seller |
UniCredit S.p.A. | Coperto da protection seller |
| . ISIN | Non applicabile | |||
| . Tipologia | Junior | |||
| . Classe | C | |||
| . Rating | - | |||
| . Data di emissione | - | |||
| . Scadenza legale | 21.11.2015 | |||
| . Vita media attesa | 31.12.2030 | |||
| . Tasso | Non applicabile | |||
| . Grado di subordinazione | Sub A, B | |||
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 218.360.000 | |||
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 218.001.105 | |||
| . Sottoscrittore dei titoli | Coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | CONFIDIMPRESA TRENTINO E COOPERATIVA ARTIGIANA DI GARANZIA DELLA PROVINCIA DI TRENTO |
||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | ||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Crediti verso clientela verso Piccole e Medie Imprese | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | ||
| Data del closing: | 30.06.2014 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 10.540.000 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | ||
| Garanzie rilasciate da terzi: | Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto forma di pegno su conto corrente vincolato |
||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | La garanzia di Confidi copre il 95% della tranche Junior e la tranche Junior è pari a 665.694 euro |
||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) | ||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Junior | |
| . Classe | A | B | |
| . Rating | - | - | |
| . Scadenza legale | 31.03.2020 | 31.03.2020 | |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 9.874.316 | 665.694 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 1.137.892 | 648.687 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame; 3. lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
Operazioni anni precedenti
| NOME CARTOLARIZZAZIONE: | UNICREDIT MIDCAP 2014 | ||
|---|---|---|---|
| Tipologia di operazione: | Tranched Cover | ||
| Originator: | UniCredit S.p.A. | ||
| Emittente: | UniCredit S.p.A. | ||
| Servicer: | UniCredit S.p.A. | ||
| Arranger: | UniCredit S.p.A. | ||
| Obiettivi dell'operazione: | Copertura Rischio di Credito | ||
| Tipologia delle attività cartolarizzate: | Crediti verso clientela verso Piccole e Medie Imprese | ||
| Qualità delle attività cartolarizzate: | Non deteriorate | ||
| Data del closing: | 16.12.2014 | ||
| Valore nominale del portafoglio (€): | 1.864.170.543 | ||
| Garanzie rilasciate dalla banca: | - | ||
| Garanzia finanziaria a copertura della tranche junior sotto | |||
| forma di pegno su conto corrente vincolato; garanzia | |||
| Garanzie rilasciate da terzi: | finanziaria a copertura della tranche mezzanine sotto forma | ||
| di garanzia personale. | |||
| Linee di Credito rilasciate dalla banca: | - | ||
| Linee di Credito rilasciate da terzi: | - | ||
| Altre forme di Credit Enhancements: | - | ||
| Altre Informazioni rilevanti: | - | ||
| Agenzie di Rating: | No agenzia di rating, utilizzo dell'approccio della formula di Vigilanza(*) |
||
| Ammontare e condizioni del tranching: | |||
| . ISIN | Non applicabile | Non applicabile | |
| . Tipologia | Senior | Mezzanine | |
| . Classe | A | B | |
| . Rating | - | - | |
| . Scadenza legale | 31.12.2026 | 31.12.2026 | |
| . Grado di subordinazione | - | Sub A | |
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 1.715.036.900 | 37.133.644 | |
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 257.342.786 | 37.133.644 | |
| . Sottoscrittore dei titoli | UniCredit S.p.A. | Coperto da protection seller | |
| . ISIN | Non applicabile | ||
| . Tipologia | Junior | ||
| . Classe | C | ||
| . Rating | - | ||
| . Scadenza legale | 31.12.2026 | ||
| . Grado di subordinazione | Sub A, B | ||
| . Posizione di riferimento alla data del closing (€) | 112.000.000 | ||
| . Posizione di riferimento in essere a fine esercizio (€) | 111.967.259 | ||
| . Sottoscrittore dei titoli | Coperto da protection seller |
Nota:
(*) Cartolarizzazione sintetica effettuata utilizzando l'approccio della formula di Vigilanza ("Supervisory Formula Approach - SFA") così come previsto dall'art.262 del Regolamento (UE) n.575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR), ed in precedenza dalla Circolare 263/2006 di Banca d'Italia.
In assenza di un rating esterno eligible e qualora si possano produrre stime di PD e LGD, il CRR (art.259 1. b)) prevede che il calcolo del requisito patrimoniale per le varie tranche di cartolarizzazione venga eseguito utilizzando la formula di Vigilanza, come da art.262, avendo cura di produrre i seguenti 5 elementi:
-
il requisito patrimoniale sulle attività cartolarizzate calcolato mediante il metodo basato sui rating interni (kIRB);
-
il livello di supporto creditizio di pertinenza della tranche in esame;
-
lo spessore della tranche;
-
il numero effettivo delle attività cartolarizzate;
-
il tasso medio di perdita in caso di inadempienza (LGD).
Un corporate center snello ma forte.
Abbiamo creato un Corporate Center snello ma con potere direzionale per migliorare le performance del Gruppo e promuovere il senso di responsabilità delle azioni intraprese. Attraverso funzioni di supporto più snelle e un'allocazione dei costi trasparente vogliamo promuovere l'efficienza e la semplificazione. a nostra corporate governance Ļ oggi allineata alle migliori pratiche internazionali.
Attestazione
Attestazione
Attestazione del Bilancio d'esercizio ai sensi dell'art.81-ter del Regolamento Consob n.11971/99 e successive modificazioni e integrazioni 341
Attestazione del Bilancio d'esercizio ai sensi dell'art.81-ter del Regolamento Consob n.11971/99 e successive modificazioni ed integrazioni
-
- I sottoscritti Jean Pierre Mustier, nella sua qualità di Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., e Francesco Giordano, nella sua qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di UniCredit S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'articolo 154-bis, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n.58:
- l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa, e
- l'effettiva applicazione
delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio di esercizio, nel corso del 2017.
-
- La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio di esercizio 2017 è basata su di un modello definito da UniCredit S.p.A., in coerenza con l'"Internal Control - Integrated Framework (CoSO)" e con il "Control Objective for IT and Related Technologies (Cobit)", che rappresentano standard di riferimento per il sistema di controllo interno e per il financial reporting in particolare, generalmente accettati a livello internazionale.
-
- I sottoscritti attestano, inoltre, che
- 3.1 il Bilancio di esercizio 2017:
Attestazione del Bilancio d'esercizio ai sensi dell'art.81-ter del Regolamento Consob n.11971/99 e successive modificazioni e integrazioni
- a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n.1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
- b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
- c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente;
- 3.2 la Relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.
Milano, 7 febbraio 2018
Jean Pierre MUSTIER Francesco GIORDANO
I
342 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Relazioni e delibere
Relazioni e delibere
Relazione del Collegio sindacale 345 Relazione della Società di revisione 369
I
344 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Relazione del Collegio sindacale
Relazione del Collegio sindacale
Relazione del Collegio sindacale all'Assemblea degli azionisti del 12 aprile 2018 (ai sensi dell'art.153 D. Lgs. 58/1998 e dell'art.2429, comma 2, cod. civ.) 346
Relazione del Collegio sindacale
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE ALL'ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI DEL 12 APRILE 2018 (AI SENSI DELL'ART.153 D. LGS. 58/1998 E DELL'ART.2429, COMMA 2, COD. CIV.) Relazione del Collegio sindacale all'Assemblea degli azionisti del 12 aprile 2018 (ai sensi dell'art.153 D. Lgs. 58/1998 e dell'art.2429, comma 2, cod. civ.)
Signori Azionisti,
il Collegio Sindacale (di seguito, anche il "Collegio") è chiamato a riferire all'Assemblea degli Azionisti di UniCredit S.p.A. (di seguito, anche la "Banca") sull'attività di vigilanza svolta nell'esercizio e sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati, ai sensi dell'art.153 del D.lgs. 58/1998 (TUF) e dell'art.2429, comma 2, del Codice Civile. Il Collegio Sindacale può, altresì, fare osservazioni e proposte in ordine al bilancio, alla sua approvazione e alle materie di sua competenza.
Nel corso dell'esercizio 2017 il Collegio Sindacale ha svolto i propri compiti istituzionali nel rispetto del Codice Civile, dei D.lgs. 385/1993 (TUB), 58/1998 (TUF) e 39/2010 e successive modifiche e/o integrazioni, delle norme statutarie e di quelle emesse dalle Autorità che esercitano attività di vigilanza e di controllo, tenendo altresì in considerazione le norme di comportamento raccomandate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Si forniscono di seguito le informazioni di cui alle disposizioni contenute nella Comunicazione CONSOB 1025564/2001 e successive modifiche e/o integrazioni.
1. Nomina e attività del Collegio Sindacale
In data 14 aprile 2016, l'Assemblea degli Azionisti di UniCredit S.p.A. ha provveduto al rinnovo del Collegio Sindacale, cessato dalla carica per compiuto triennio, nominando per il successivo periodo e fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018 i suoi componenti, nelle persone del Sig. Pierpaolo Singer (Presidente), del Sig. Angelo Rocco Bonissoni, del Sig. Enrico Laghi, della Sig.ra Benedetta Navarra, della Sig.ra Maria Enrica Spinardi (Sindaci effettivi). In data 2 maggio 2017, il Sig. Enrico Laghi si è dimesso dalla carica per crescenti impegni professionali; in suo luogo è subentrato il Sig. Guido Paolucci, già Sindaco supplente tratto dalla medesima lista, poi confermato nella nomina dall'Assemblea degli Azionisti del 4 dicembre 2017. In data 26 ottobre 2017, la Sig.ra Maria Enrica Spinardi si è dimessa dalla carica per motivi legati ai propri impegni familiari; in suo luogo è subentrata la Sig.ra Antonella Bientinesi, già Sindaco supplente tratto dalla medesima lista, poi confermata nella nomina dall'Assemblea degli Azionisti del 4 dicembre 2017.
Il Collegio in carica ha svolto nel corso dell'esercizio 2017 le attività di competenza, effettuando n.40 riunioni, della durata media di circa 3 ore e 49 minuti.
Il Collegio Sindacale ha inoltre partecipato a tutte le 15 riunioni del Consiglio di Amministrazione e a tutte le 12 riunioni del comitato consiliare Internal Control & Risk Committee (di seguito, anche "IC&RC").

2. Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie
Il Collegio Sindacale, parallelamente al monitoraggio svolto nel continuo dal Consiglio di Amministrazione e relativo all'esecuzione del Piano Strategico Transform 2019 (di seguito, anche il "Piano") approvato nel dicembre 2016, ha proseguito le proprie analisi volte ad esaminare le principali azioni contemplate nel Piano. Ha, tra l'altro, effettuato approfondimenti specifici con il Top Management circa i significativi progressi nella realizzazione dei singoli obiettivi prefissati, sviluppando una dinamica di confronto costante e proficua nell'ambito delle rispettive competenze. Tra le iniziative per il sostegno del piano strategico, nella Relazione sulla Gestione viene evidenziato, in particolare, quanto segue:
Progetto FINO
Il "Progetto FINO" si è posto l'obiettivo di procedere alla cessione di una parte significativa dello stock degli asset "non core" in portafoglio appartenenti al gruppo UniCredit, attraverso un'operazione di mercato di cartolarizzazione; si riferisce in particolare ad un insieme di esposizioni creditizie originariamente classificate a sofferenza, riferibili a classi di attività diverse, unitariamente ricondotte a un portafoglio convenzionalmente denominato "Portafoglio FINO", il cui ammontare complessivo alla data del 30 giugno 2016 era pari ad un valore lordo nominale di euro 17.700 milioni.
E' stato articolato in 2 fasi le cui linee generali sono state definite nei Framework Agreement sottoscritti da UniCredit S.p.A. nel mese di dicembre 2016 con due Investitori terzi qualificati (Pimco e Fortress):
- la "Fase 1" consisteva nell'avvio di più operazioni di cartolarizzazione con l'emissione dei titoli Asset Backed Secured (Senior, Mezzanine e Junior) da parte degli Special Purpose Vehicle (SPV o Veicoli) cessionari dei crediti rientranti nel Portafoglio FINO, e la loro relativa sottoscrizione da parte di UniCredit S.p.A. (per il 49,9% di tutte le classi dei titoli emessi) e da parte degli Investitori terzi (per il 50,1% di tutte le classi dei titoli emessi);
- la "Fase 2" prevedeva di considerare l'assegnazione di rating pubblico ad alcuni dei titoli Senior e Mezzanine, l'ottenimento della GACS (Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze "GACS") sui titoli Senior e la progressiva cessione, a Investitori terzi, da parte di UniCredit S.p.A. dei titoli dalla stessa sottoscritti.
In data 1 febbraio 2017, il Consiglio di Amministrazione della Banca ha approvato il Progetto FINO in base alle caratteristiche e ai contenuti poi delineati nei suddetti Framework Agreement sottoscritti (e relativa documentazione annessa), e ha dato mandato agli Amministratori di porre in essere le iniziative necessarie al suo completamento.
Nel corso del secondo semestre 2017:
- è stata perfezionata la "Fase 1" del Progetto, attraverso la cessione dei crediti rientranti nel Portafoglio FINO e l'emissione dei titoli ABS da parte degli SPV cessionari dei crediti stessi e la relativa sottoscrizione da parte di UniCredit S.p.A. (per il 49,9% di tutte le classi dei titoli ABS emessi) e degli Investitori terzi (per il 50,1% di tutte le classi dei titoli ABS emessi);
- nell'ambito della "Fase 2", si è perseguita anche grazie all'ottenimento della GACS (a seguito del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze - MEF del 20 dicembre 2017) sulla tranche più senior (Classe A) emessa da uno degli SPV cessionari dei crediti rientranti nel Portafoglio FINO - la progressiva cessione a Investitori terzi dei titoli ABS originariamente sottoscritti da UniCredit S.p.A., al fine di ridurne l'ammontare complessivamente detenuto sotto la soglia del 20% attraverso transazioni di mercato regolate nel mese di gennaio 2018.
Il Collegio Sindacale, unitamente alle strutture preposte ed alla Società di revisione, ha esaminato il complessivo e articolato processo relativo alla progettazione strategica, alla sua attuazione e al completamento del Progetto FINO ed approfondito gli aspetti principali, tra cui (i) la sussistenza delle condizioni richieste dal principio contabile IAS39 AG42 per l'applicazione della cancellazione (accounting derecognition) dallo Stato Patrimoniale di UniCredit S.p.A. dei crediti rientranti nel portafoglio FINO, stante il trasferimento, al termine della Fase 1, dei diritti ad incassare i flussi di cassa derivanti da tale portafoglio (iscritto fino a quel momento fra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione"), (ii) la terzietà delle parti coinvolte che hanno sottoscritto le notes, (iii) le clausole di garanzia e il differimento di parte del prezzo. Ha inoltre preso atto della notifica effettuata da UniCredit S.p.A. alla Banca Centrale Europea (BCE) in merito all'applicazione del Significativo Trasferimento del Rischio (Significant Risk Transfer) sulle tre cartolarizzazioni in base alle relative procedure regolamentari, a partire dal 31 marzo 2018.
Bank Pekao
Il 7 giugno 2017 è stata perfezionata la cessione della partecipazione, pari al 32,8%, detenuta in Bank Pekao a Powszechny Zaklad Ubezpieczen S.A. ("PZU") e Polski Fundusz Rozwoju S.A. ("PFR"), al prezzo convenuto di PLN 123 per azione e quindi, per un corrispettivo complessivo di PLN 10,6 miliardi che ha comportato la perdita del controllo; la partecipazione residua, pari al 6,3%, è stata iscritta conseguentemente tra le "Attività finanziarie valutate al fair value" e, al 31 dicembre 2017, presenta un valore di bilancio di euro 509,4 milioni.
L'operazione, già descritta nel bilancio al 31 dicembre 2016, si affianca all'emissione, avvenuta nel dicembre 2016, di mandatorily settled equitylinked certificates garantiti da pegno sulle azioni residue detenute in Bank Pekao. Quest'ultima operazione, da un lato consente di completare entro il dicembre 2019 la dismissione dell'intera partecipazione in Bank Pekao e, dall'altro, di mantenere un'esposizione al potenziale apprezzamento delle azioni di Bank Pekao dovuto al valore addizionale che potrà essere apportato da parte dei due nuovi azionisti (PZU e PFR).
L'11 dicembre 2017 è stata infine perfezionata la cessione alla stessa Bank Pekao delle quote di partecipazioni detenute nelle società polacche del Gruppo al prezzo complessivo di euro 140 milioni, completando quindi il processo di dismissione delle attività in Polonia.
Relazione del Collegio sindacale
Il Collegio Sindacale ha completato l'esame, già avviato nell'esercizio precedente, dei profili e dei razionali dell'operazione in oggetto, maturata nell'ambito della review strategica di Gruppo.
Pioneer Investments
In data 3 luglio 2017, in esecuzione dell'accordo sottoscritto nel dicembre 2016, è stata perfezionata la vendita ad Amundi da parte di Pioneer Global Asset Management ("PGAM") delle società operative del conglomerato "Pioneer Investments" per un corrispettivo pari a euro 3,5 miliardi; operazione già descritta nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2016.
L'operazione, i cui effetti sono stati contabilizzati nel terzo trimestre del 2017, ha generato una plusvalenza netta per il Gruppo di circa euro 2,1 miliardi.
Con l'accordo è stata altresì prevista una partnership strategica fra UniCredit e Amundi per la distribuzione di prodotti di risparmio gestito in Italia, Germania e Austria, consolidata da un accordo distributivo di durata decennale. UniCredit si riposizionerà su un modello di business concentrato sulla distribuzione, pur mantenendo l'esposizione ai ricavi commissionali generati dal collocamento dei prodotti di risparmio gestito.
Nell'ottica di semplificare la struttura del Gruppo, anche al fine di ridurne i costi, l'1 novembre 2017 è stata altresì perfezionata l'incorporazione in UniCredit di PGAM (società interamente controllata che, a seguito dell'operazione con Amundi, aveva perso il ruolo di sub-holding). Per effetto dell'incorporazione di PGAM, UniCredit è venuta a detenere il controllo diretto di alcune società non operative, oltre a due società in India, per le quali a dicembre 2016 è stato sottoscritto un accordo di compravendita con Bank of Baroda.
Il Collegio Sindacale ha completato l'esame, già avviato nell'esercizio precedente, dei profili e dei razionali dell'operazione in oggetto, maturata nell'ambito della review strategica di Gruppo.
Accordo con i sindacati
Come indicato nella precedente Relazione del Collegio Sindacale agli Azionisti, in data 4 febbraio 2017 UniCredit ha comunicato di aver raggiunto l'accordo con i sindacati sui 3.900 esuberi previsti in Italia dal piano "Transform 2019".
Gli esuberi rientreranno nei piani di pre-pensionamento, su base volontaria, attraverso l'accesso al Fondo di solidarietà del settore finanziario. Allo stesso tempo, per garantire un ricambio generazionale, UniCredit si è impegnata ad assumere 1.300 giovani nel corso dei prossimi 3 anni.
3. Altre operazioni ed iniziative su partecipazioni
Partecipazione al Fondo Atlante e all'Italian Recovery Fund (former Atlante II)
Come riferito dagli Amministratori nella Relazione sulla Gestione, "Atlante" è un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso di diritto italiano, riservato ad investitori professionali e gestito da Quaestio Capital Management SGR S.p.A. Unipersonale ("Quaestio SGR"), con una dotazione di capitale complessiva in sede di costituzione pari a euro 4,2 miliardi con partecipazione di UniCredit per una quota pari al 19,9% del totale delle somme raccolte dal fondo.
La politica di investimento di Atlante prevede che il Fondo possa investire (i) in banche con coefficienti patrimoniali regolamentari inferiori ai minimi stabiliti nell'ambito SREP e che quindi realizzino, su richiesta dell'Autorità di Vigilanza, interventi di rafforzamento patrimoniale mediante aumento di capitale e (ii) in non performing loans (NPL) di una pluralità di banche italiane.
UniCredit detiene al 31 dicembre 2017 n.845 quote del Fondo Atlante (su complessive n.4.249), classificate tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (a fronte di investimenti per complessivi euro 779 milioni, di cui euro 93 milioni operati nel 2017) per un valore di bilancio pari a euro 95 milioni al netto di ulteriori svalutazioni rispetto a quella di euro 547 milioni operata nel dicembre 2016 pari a euro 137 milioni; ha, inoltre, in essere un impegno per successivi versamenti nel Fondo Atlante per un ammontare pari a euro 66 milioni.
Nel mese di agosto 2016 è stato costituito il Fondo Atlante II ridenominato Italian Recovery Fund il 27 ottobre 2017; trattasi di un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso riservato ad investitori professionali, gestito sempre da Quaestio SGR che, a differenza del Fondo Atlante, può investire unicamente in tranche junior e mezzanine notes emesse da veicoli costituiti per l'acquisito di portafogli di NPL provenienti da più banche italiane (in linea con i parametri in uso presso i maggiori investitori istituzionali) al fine di ridurre il rischio.
UniCredit, dopo la sottoscrizione di 40 quote nell'ambito del Quarto Closing intervenuto nel mese di settembre 2017, detiene al 31 dicembre 2017 n.195 quote di Italian Recovery Fund, anch'esse classificate tra le attività finanziarie disponibili per la vendita, per un valore di bilancio di euro 99 milioni, in linea con il prezzo di sottoscrizione; ha, inoltre, in essere impegni per successivi versamenti per un ammontare pari a euro 96 milioni. Gli impegni complessivamente raccolti dal Fondo Atlante II alla data del 31 dicembre 2017 sono pari a euro 2,48 miliardi e, pertanto, la quota di UniCredit risulta pari al 7,9%.
Il Collegio Sindacale ha analizzato e preso atto della valorizzazione manageriale effettuata in base ad un modello interno.
Istituto Europeo di Oncologia S.r.l.
UniCredit, nell'ambito del programma di Social Impact Banking finalizzato a migliorare il benessere delle comunità in cui UniCredit opera e finanzia progetti aventi un impatto positivo sulle persone, ha deciso di sostenere l'iniziativa promossa dal Sig. Leonardo Del Vecchio con l'obiettivo di realizzare una fondazione che contribuisca allo sviluppo e al miglioramento dell'Istituto Europeo di Oncologia S.r.l. ("IEO" - Istituto clinico "non profit" che svolge la sua attività nel settore della ricerca e della terapia oncologica). In tale contesto UniCredit ha trasferito sostanzialmente la sua intera partecipazione del 12,376% di IEO a Delfin H S.r.l. società che, ottenute le previste autorizzazioni, sarà trasformata nella sopracitata fondazione.
Cessione della partecipazione in i-Faber S.p.A.
A seguito di una più ampia revisione volta a razionalizzare le partecipazioni del Gruppo, nonché a focalizzare il business sulle attività core, UniCredit ha sottoscritto nell'ultimo trimestre del 2017 una lettera di intenti per la cessione dell'intera partecipazione detenuta in i-Faber S.p.A. ad un primario operatore del settore. In considerazione dello stato avanzato delle negoziazioni e della previsione di completamento della cessione entro 12 mesi, la partecipazione è stata classificata tra le attività in via di dismissione (IFRS5) al 31 dicembre 2017.
Il Collegio Sindacale ha esaminato con le strutture preposte le motivazioni strategiche di tale decisione, gli impatti sulla struttura, nonché gli effetti economici della transazione.
Rinegoziazione contratto con ES Shared Service Center S.p.A.
ES Shared Service Center S.p.A. ("ES SSC"), come riferiscono gli Amministratori nella Relazione sulla Gestione del bilancio consolidato, è una joint venture costituita nel 2012 tra UniCredit Business Integrated Solutions S.c.p.A. ("UBIS"), con una quota del 49%, e Hewlett Packard Enterprise, con la restante quota del 51%. ES SSC ha l'incarico di svolgere servizi nell'area Risorse Umane per le società del gruppo UniCredit in Italia e in Austria tramite un contratto di outsourcing della durata di 15 anni. Coerentemente con il nuovo programma di HR Transformation guidato da UniCredit HR Transformation & Operations Office, è stata negoziata una profonda revisione del rapporto con ES SSC .
In particolare, la rinegoziazione del contratto di servizi per UBIS prevede l'inserimento di una clausola di termination for convenience, che permetterà ad UBIS, con efficacia a partire da luglio 2018, di uscire dal rapporto contrattuale vigente, tramite pagamento di una termination fee e rinuncia ad esigere l'incasso della put option, attualmente esistente, relativa alla vendita della quota societaria di UBIS nella joint venture ES SSC. Il Collegio ha esaminato con le strutture preposte le ragioni strategiche dell'operazione, gli impatti sulla struttura della Banca, i razionali ed i relativi effetti economici.
Trasformazione crediti d'imposta
Come riferito dagli Amministratori, a fronte della perdita contabile relativa all'esercizio 2016 pari a euro 11.460,1 milioni, si sono verificate le condizioni per dare corso ad una nuova trasformazione di Attività per Imposte Anticipate (DTA) in crediti d'imposta ai sensi dall'art.2, comma 55, del decreto legge del 29 dicembre 2010 n.225.
L'importo della conversione effettuata è pari a euro 2.859,3 milioni.
Il Collegio Sindacale ha esaminato con le strutture preposte la fattispecie in oggetto.
Al fine di conservare immutato anche per il futuro il regime di trasformabilità delle DTA in crediti d'imposta, superando le criticità sollevate dalla Commissione Europea su tale normativa in termini di possibile aiuto di Stato, con l'art.11 del DL del 3 maggio 2016 n.59 (cosiddetto "Decreto Banche", convertito nella L. n.119 del 30 giugno 2016), è stata introdotta la possibilità di optare, a partire dall'esercizio 2016 e fino al 2030, per il pagamento di un canone annuo nella misura dell'1,5% su un aggregato costituito dalla differenza tra:
- l'incremento delle DTA trasformabili iscritte in bilancio alla fine dell'esercizio e le DTA trasformabili iscritte a fine esercizio 2007 per l'IRES ed a fine esercizio 2012 per l'IRAP, tenendo conto delle trasformazioni in crediti d'imposta effettuate;
-
le imposte:
-
IRES versata dal consolidato fiscale a partire dall'1 gennaio 2008;
- IRAP versata dall'1 gennaio 2013 dalle società incluse nel consolidato fiscale con DTA trasformabili iscritte in bilancio;
- imposte sostitutive che hanno generato DTA trasformabili.
In data 28 giugno 2017 la Banca ha provveduto alla liquidazione del canone pari a euro 111,8 milioni. Considerando gli accantonamenti effettuati nel 2016, in coerenza alla normativa vigente alla data e pari a euro 121,6 milioni, si è determinato un impatto positivo di circa euro 10 milioni contabilizzato nel conto economico tra la voce Spese amministrative b) altre Spese amministrative.
4. Operazioni atipiche o inusuali
La Relazione sulla gestione, le informazioni ricevute nel corso delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e quelle ricevute dal Presidente e dall'Amministratore Delegato, dal management, dai Collegi Sindacali delle società direttamente controllate e dal Revisore legale non hanno evidenziato l'esistenza di operazioni atipiche e/o inusuali, anche infragruppo o con parti correlate.
5. Operazioni infragruppo o con parti correlate
Le operazioni infragruppo o con parti correlate di maggiore rilevanza sono indicate nella Relazione sulla gestione.
Relazione del Collegio sindacale
Global Policy per la gestione delle operazioni con soggetti in conflitto di interessi
Il Consiglio di Amministrazione, con delibera del 5 marzo 2018, ha approvato una versione aggiornata della Global Policy per la gestione delle operazioni con soggetti in conflitto di interessi, ai sensi del Regolamento CONSOB 17221/2010, della Circolare della Banca d'Italia 263/2006 e dell'art.136 del D.lgs. 385/1993.
La Global Policy prevede che la stessa, con cadenza annuale, sia sottoposta a revisione per verificarne nel tempo la sua adeguatezza ed efficacia, con l'obiettivo di prevedere, ove necessario, ulteriori prassi operative per rendere più efficace l'applicazione della stessa Global Policy, di migliorare la gestione del processo deliberativo da parte degli Organi competenti per determinate tipologie di operazioni nonché di implementare nuovi assetti organizzativi con chiare suddivisioni di responsabilità per assicurare l'effettiva esecuzione delle attività e la coerenza delle politiche, delle metodologie e delle pratiche in materia di gestione delle operazioni con Soggetti in conflitto di interesse.
Alla luce dell'esperienza maturata, le aree di intervento hanno riguardato, in particolare:
- l'identificazione di ulteriori componenti del perimetro unico;
- l'identificazione e gestione delle operazioni con componenti del perimetro unico, con inclusione nelle fattispecie di operazioni non ordinarie per natura e condizioni anche di quelle connesse con le attività di recupero crediti;
- le procedure deliberative delle operazioni con componenti del perimetro unico;
- il recepimento nella Global Policy del nuovo modello organizzativo introdotto dalla Banca al fine di assicurare al meglio l'effettiva esecuzione delle attività.
In data 27 febbraio 2018 il Collegio Sindacale, previo parere favorevole del Comitato Parti Correlate ed Investimenti in Equity, ha espresso un parere di complessiva idoneità della rinnovata Global Policy al conseguimento degli obiettivi dettati dalle disposizioni regolamentari della Banca d'Italia in tema di attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati e della CONSOB in materia di parti correlate.
Global Policy "Controlli interni sulle attività di rischio con Soggetti in conflitto di interesse"
La disciplina di Banca d'Italia (Circ. n.263 - Tit. V, Cap.5) dispone la valutazione annuale delle politiche di controllo interno sulle attività di rischio nei confronti delle Parti Correlate.
Il Collegio Sindacale ha preso atto che le strutture competenti di Group Risk Management e Group Compliance per il 2017 hanno valutato non necessaria la revisione della Global Policy vigente "Controlli interni sulle attività di rischio con Soggetti in conflitto d'interesse" (edizione 2016) di cui sono, pertanto, stati confermati i contenuti e che rimane quindi in vigore, sulla base del parere positivo rilasciato dal Comitato Parti Correlate ed Investimenti in Equity e dal Collegio Sindacale al Consiglio di Amministrazione del 2 agosto 2016.
Operazioni ai sensi dell'art.136 TUB
Con riferimento alle operazioni approvate dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dell'articolo 136 del D.lgs. 385/1993 (TUB), le competenti strutture hanno condotto un'analisi sul merito creditizio di ciascuna delle proposte, esprimendo parere favorevole e precisando che le operazioni sottoposte ad approvazione consiliare sono state valutate a condizioni di mercato, in linea con quelle previste per la clientela con analoghi profilo di rischio e settore economico di operatività.
6. Attività di vigilanza sulla revisione legale
La Direttiva 2014/56/UE art.28 ha modificato la direttiva 2006/43/CE relativa alla revisione legale. È stata recepita in Italia con il D.lgs. 135/2016, con cui è stato aggiornato il D.lgs. 39/2010. Il Regolamento (UE) 537/2014 del 16 aprile 2014, art.10 (di seguito, anche il "Regolamento") definisce i requisiti specifici della relazione di revisione per gli enti di interesse pubblico.
Ai sensi dell'art.19 del D.lgs. 135/2016, il Collegio Sindacale ha svolto nel corso del 2017 e sino alla data della presente Relazione agli Azionisti, un processo di monitoraggio, nel continuo, dell'attività posta in essere dalla Società di revisione.
Il Collegio ha, infatti, calendarizzato una serie di incontri ad hoc nel corso delle diverse fasi della revisione contabile, durante i quali ha, tra l'altro, esaminato:
- la proposta iniziale di revisione, approvata dall'Assemblea di UniCredit S.p.A. in sede di conferimento dell'incarico e successive integrazioni intervenute, approvate dagli Organi competenti;
- la Relazione sulla Trasparenza 2017, con particolare riferimento ai processi di attestazione di indipendenza del personale della Società di revisione e di controllo qualità (practice review);
- lo scope of work, la materiality ed i significant risks 2017;
- le Global Referral Instructions con riferimento alle attività di revisione 2017;
- il Piano di Revisione 2017;
- il 2017 Group Audit timetable.
Il Collegio Sindacale ha analizzato l'impianto metodologico adottato dal Revisore ed acquisito le necessarie informazioni in corso d'opera, con una costante interazione in merito all'approccio di revisione utilizzato per le diverse aree significative di bilancio, condividendo le problematiche relative ai rischi aziendali, nonché ricevendo aggiornamenti sullo stato di avanzamento dell'incarico di revisione e sui principali aspetti all'attenzione del Revisore.
Il Collegio Sindacale, nel mese di ottobre 2017, ha inoltre incontrato i Partner del network Deloitte, responsabili delle attività di revisione di UniCredit Bank AG, UniCredit Bank Austria AG, AO UniCredit Bank e delle Società appartenenti alla CEE (Central Eastern Europe), per il consueto aggiornamento annuale sulla evoluzione di scenario nelle varie country e sui principali risultati delle rispettive attività di revisione contabile.
Il Collegio Sindacale ha esaminato le seguenti relazioni redatte dal Revisore legale Deloitte & Touche S.p.A., la cui attività integra il quadro generale delle Funzioni di controllo stabilite dalla normativa con riferimento al processo di informativa finanziaria:
- le relazioni di revisione rilasciate in data 12 marzo 2018 ai sensi dell'art.14 del D.lgs. 39/2010 e dell'art.10 del Regolamento (UE) n.537/2014;
- la relazione aggiuntiva rilasciata in data 12 marzo 2018, ai sensi dell'art.11 del citato Regolamento, al Collegio Sindacale in qualità di comitato per il controllo interno e revisione contabile;
- la conferma annuale dell'indipendenza, rilasciata in data 12 marzo 2018, ai sensi dell'art.6 par. 2) lett. a) del Regolamento e ai sensi del paragrafo 17 dell'ISA Italia 260.
Le citate relazioni sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio e consolidato evidenziano che il bilancio individuale e il bilancio consolidato del Gruppo forniscono una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria di UniCredit S.p.A. e del gruppo UniCredit al 31 dicembre 2017, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art.9 del D.lgs. n.38/05 e dell'art.43 del D.lgs. n.136/15.
Inoltre, a giudizio del Revisore, la Relazione sulla Gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari indicate nell'art.123-bis comma 4, del D.lgs. 58/98 (TUF) sono coerenti con il bilancio d'esercizio di UniCredit S.p.A. e con il bilancio consolidato del gruppo UniCredit al 31 dicembre 2017 e sono redatte in conformità alle norme di legge. Con riferimento alla eventuale identificazione di errori significativi nella Relazione sulla gestione (art.14, comma 2, lett. e) D.lgs. 39/2010), il Revisore ha dichiarato di non aver nulla da rilevare.
A partire dall'esercizio 2017, le relazioni sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio e consolidato riportano l'illustrazione degli aspetti chiave della revisione contabile che secondo il giudizio professionale del Revisore, sono stati maggiormente significativi nella revisione contabile dei bilanci individuale e consolidato dell'esercizio in esame [ISA (Italia) 701]. In particolare:
- progetto FINO: cancellazione contabile (cosiddetto "derecognition") di un portafoglio di crediti deteriorati a seguito di cessione tramite cartolarizzazione;
- classificazione e valutazione crediti verso la clientela non deteriorati;
- classificazione e valutazione crediti verso la clientela deteriorati (inadempienze probabili e sofferenze);
- rischi legali connessi al mancato rispetto delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti d'America ("U.S.") ad altri Paesi.
Sui citati aspetti chiave, per i quali le relazioni del Revisore illustrano le relative procedure di revisione adottate, il Revisore non esprime un giudizio separato, essendo gli stessi stati affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del giudizio sul bilancio nel suo complesso. I sopra enunciati aspetti chiave hanno formato oggetto di analisi dettagliata e aggiornamento nel corso dei periodici incontri che il Collegio Sindacale ha tenuto con la Società di revisione.
Il Revisore legale, periodicamente incontrato anche in ossequio al disposto dell'art.150, comma 3, del D.lgs. 58/1998 (TUF) al fine dello scambio di reciproche informazioni, non ha evidenziato al Collegio Sindacale atti o fatti ritenuti censurabili né irregolarità che abbiano richiesto la formulazione di specifiche segnalazioni ai sensi dell'art.155, comma 2, del D.lgs. 58/1998 (TUF).
Alla luce di quanto precede, il Collegio Sindacale ritiene adeguato e trasparente il processo di interazione con la Società di revisione. Ritiene altresì che il miglioramento del "two-way dialogue" tra la Società di revisione e gli organi responsabili della governance sulle aree di rischio di bilancio e sulle procedure identificate per presidiarle ha supportato ulteriormente il ruolo e la responsabilità dei soggetti coinvolti nel processo di predisposizione del bilancio e nelle attività di revisione.
7. Attività di vigilanza sull'indipendenza del Revisore legale
Nel corso dell'esercizio 2017, ai sensi dell'art.19 del D.lgs. 39/2010, il Collegio Sindacale ha verificato e monitorato l'indipendenza della Società di revisione legale Deloitte & Touche S.p.A., a norma degli articoli 10, 10-bis, 10-ter, 10-quater e 17 del citato decreto e dell'articolo 6 del Regolamento in particolare per quanto concerne l'adeguatezza della prestazione di servizi diversi dalla revisione all'ente sottoposto a revisione. Inoltre, il Collegio Sindacale, come dianzi enunciato (cfr. paragrafo precedente), ha ricevuto la dichiarazione di conferma della propria indipendenza da UniCredit S.p.A.
A seguito dell'entrata in vigore, a partire dall'anno finanziario 2017, del citato Regolamento sui requisiti specifici relativi alla revisione legale dei conti di enti di interesse pubblico (EIP), il Collegio Sindacale ha svolto, insieme alle competenti strutture della Banca (Group Cost & Expenditure Management), un'attività di revisione della esistente normativa interna, Global Operational Instruction (GOI), denominata "Gestione dei rapporti contrattuali con la Società di revisione esterna di Gruppo", emanata nell'ottobre 2014 e indirizzata a tutte le società controllate del Gruppo.
Relazione del Collegio sindacale
Dal gennaio 2017, la Banca ha trasmesso le istruzioni operative a tutte le Società del gruppo UniCredit perché sottopongano ogni singolo incarico "non audit" alla valutazione e approvazione dell'Organo di Controllo interno di ciascuna società del Gruppo (Collegio Sindacale, Audit Committee o organo equivalente) ed all'esito al Collegio Sindacale di UniCredit S.p.A. per l'emissione del definitivo parere vincolante. Il Collegio Sindacale inoltre, ha preso atto dell'informativa riguardante i servizi non audit predisposta attraverso un flusso preventivo e quadrimestrale dalla competente Funzione; pertanto, ai sensi di tale processo, tutte le società del gruppo UniCredit hanno contribuito alla trasmissione dei dati richiesti e previsti dalla normativa interna, al fine di consentire il monitoraggio puntuale dei costi dei servizi erogati dal Revisore legale e da tutte le entità appartenenti al network Deloitte.
Il Collegio Sindacale ha quindi svolto attività di analisi e interpretazione della normativa applicabile agli EIP, in particolare, sul processo di valutazione/approvazione degli incarichi non audit da affidare al Revisore, sulla metodologia di calcolo del CAP rispetto alla media dei corrispettivi versati negli ultimi tre esercizi consecutivi per la revisione legale dei conti, attività supportata da pareri di associazioni di categoria in attesa dell'emanazione del Regolamento CONSOB previsto dall'art.17, comma 2 del D.lgs. 39/2010.
Al termine di questa attività, il Collegio Sindacale ha ritenuto opportuno proporre alla Banca un'interpretazione più conservativa della normativa europea per quanto concerne la valutazione e approvazione di ogni singolo incarico non audit che spetterà sia all'organo di controllo della EIP controllata che all'organo di controllo della EIP al vertice della catena (UniCredit), con coinvolgimento di quest'ultimo anche se la società alla quale viene prestato il servizio non è una EIP. Inoltre, il calcolo del CAP non considererà i soli servizi erogati nell'anno dalla sola Società di revisione, ma tutti i servizi riferibili al network del Revisore; interpretazione che sarà applicata a tutte le controllate del gruppo UniCredit, comprese quelle non rientranti nella giurisdizione della Comunità Europea.
La citata revisione delle istruzioni operative interne, volte a rafforzare le funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo con ulteriori dettagli, regole, responsabilità, processi e attività per la corretta applicazione del Regolamento UE n.537/2014, è, alla data della presente Relazione, di prossima pubblicazione.
Sulla base dei dati di consuntivo 2017, i servizi forniti dal Revisore legale di Gruppo ammontano a circa euro 38,5 milioni, di cui euro 7,3 milioni si riferiscono a servizi non audit.
Il rapporto tra il costo dei servizi non audit 2017 e la media triennale dei servizi audit (2014-2015-2016) si è attestato al 32%, inferiore al limite stabilito dalla normativa interna ed esterna (70%). Per quanto riguarda, invece, la pianificazione dei servizi non audit per il 2018, è previsto il conferimento al network Deloitte di servizi aventi un controvalore pari a circa euro 5,4 milioni, con conseguente decremento del CAP previsionale al 24%.
Il Collegio Sindacale ha ricevuto, inoltre, una periodica informazione dal Collegio Sindacale della controllata UniCredit Business Integrated Solutions (UBIS) sulle modalità di imputazione dei servizi non audit da essa richiesti al network Deloitte a beneficio di altre società del Gruppo.
Con riferimento alle informazioni fornite nel prospetto inerente la "Pubblicità dei corrispettivi - UniCredit S.p.A., competenza esercizio 2017, network Deloitte", si rileva che, rispetto al precedente esercizio, i costi dei servizi assegnati al Revisore legale aumentano, al netto dell'inflazione, di euro 100.000, in considerazione dell'integrazione dei corrispettivi richiesti dal Revisore a fronte dell'introduzione dei nuovi principi SA Italia e ISA, mentre i costi dei servizi di attestazione, pari a euro 3.426.000, diminuiscono rispetto al precedente esercizio del 47%. I costi dei servizi non audit, pari a euro 944.000, scontano invece un incremento riconducibile in particolare al supporto ad alcuni progetti della Banca e altre procedure di verifica (tra cui, "Reporting e Data Model", "Fondi Propri").
A livello di Gruppo i costi dei servizi non audit assegnati al Revisore legale si riducono del 22% rispetto al 2016. Il Collegio Sindacale, al riguardo, al fine di poter monitorare con efficacia e tempestività, si riserva la facoltà di istituire annualmente un CAP più restrittivo.
8. Attività di vigilanza sul processo di informativa finanziaria
Ai fini della vigilanza sui processi di informativa finanziaria, il Collegio Sindacale, oltre che i già citati approfondimenti effettuati con la Società di revisione, che non ha segnalato significative criticità del sistema di controllo interno inerente il processo di informativa finanziaria, ha effettuato i previsti e periodici incontri con il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari e le competenti strutture di Accounting e Group Risk Management.
Le procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio individuale e consolidato, come per ogni altra comunicazione finanziaria, sono state predisposte sotto la responsabilità del Dirigente Preposto che, congiuntamente all'Amministratore Delegato, ne attesta l'adeguatezza e l'effettiva applicazione.
Il Dirigente Preposto, nel corso dei citati periodici incontri, non ha segnalato significative carenze nei processi operativi e di controllo che possano inficiare il giudizio di adeguatezza ed effettiva applicazione delle procedure amministrativo-contabili, al fine della corretta rappresentazione economica, patrimoniale e finanziaria dei fatti di gestione in conformità ai principi contabili internazionali.
Il Dirigente Preposto e l'Amministratore Delegato hanno sottoscritto le attestazioni relative ai bilanci individuale e consolidato al 31 dicembre 2017 previste dall'art.81-ter del Regolamento Emittenti, approvato dalla CONSOB con Deliberazione 11971/1999 e successive modifiche e integrazioni.
Il Collegio Sindacale ha esaminato la normativa interna relativa al processo che consente al Dirigente Preposto e all'Amministratore Delegato di rilasciare le citate attestazioni e ha preso atto degli aggiornamenti occorsi in tema, tra i quali, quelli relativi al "Manuale sulle regole e sui principi contabili di Gruppo (Ods 911)" (approvati dal Consiglio di Amministrazione nei mesi di gennaio e marzo 2018) con particolare riferimento all'introduzione dei nuovi standard contabili (IFRS9 e IFRS15) e all'emanazione della nuova Circolare 262 da parte di Banca d'Italia e la revisione della Global Policy "Sistema di controllo interno a valere sul financial reporting" (L. 262/05 - Dirigente Preposto) come approvata dal Consiglio di Amministrazione di dicembre 2017.
Il Collegio Sindacale ha preso altresì atto della "Relazione sullo stato del sistema di controllo interno sul Financial Reporting - Management Report" in ordine alla campagna di certificazione L. 262/05 sul bilancio al 31 dicembre 2017, emessa in data 9 febbraio 2018.
Alla luce delle informazioni ricevute, delle analisi effettuate, come anche di seguito richiamate, il Collegio Sindacale ritiene il sistema amministrativo contabile in essere nel complesso adeguato a quanto previsto dalle attuali normative di riferimento. Raccomanda in ogni caso di proseguire senza indugio nell'indirizzamento ed implementazione delle azioni correttive pianificate dal Management nonché di rafforzare ulteriormente il ruolo di indirizzo e coordinamento sulle Società del Gruppo da parte delle strutture del Corporate Center, al fine di una sempre maggiore condivisione, armonizzazione e monitoraggio dei distinti processi di informativa finanziaria.
Rispetto ad un totale di n.590 società consolidate integralmente al 31 dicembre 2017, sulla base dei criteri definiti nella citata regolamentazione interna, le società sottoposte a certificazione per la campagna 262 assommano a n.74 e ricoprono il 97,7% del Group Total Aggregated Assets ("GTAA").
La campagna di attestazione al 31 dicembre 2017, che per UniCredit S.p.A. ha interessato n.313 processi sui cui insistono n.1.366 controlli, si è conclusa con il rilascio di tutte le cosiddette "attestazioni interne" nei confronti del Dirigente Preposto di UniCredit S.p.A. da parte degli omologhi delle relative Società. Stante la circostanza che l'impianto dei processi e dei relativi controlli è in continuo aggiornamento, il Collegio Sindacale ha raccomandato una particolare cura nell'assicurare la loro completa mappatura ai fini della relativa certificazione 262.
Circa le aree di miglioramento emerse dalla campagna di attestazione, che attengono principalmente i) alla sussistenza di sostanziati profili di manualità che connotano parte dell'operatività delle strutture direttamente coinvolte nella predisposizione dei bilanci/relazioni individuale e consolidato, ii) alla fornitura di report/procedure automatizzate atte a migliorare le attività di produzione e controllo svolte manualmente, il Collegio proseguirà nel monitoraggio del compiuto indirizzamento delle relative azioni di rimedio, al fine di una progressiva riduzione dell'assunzione di azioni compensative spesso manuali, operativamente onerose.
Il Collegio Sindacale ha preso atto delle procedure svolte dalla Società di revisione richieste dalla Banca ("Agreed upon procedures") su impulso dello stesso Collegio, in relazione (i) ai processi e relativi controlli di primo e secondo livello per (a) la determinazione dei Fondi Propri e dei Coefficienti di vigilanza bancari; (b) la determinazione delle Attività di rischio ponderate; (c) la produzione dell'informativa resa nella Nota integrativa consolidata 2017 e nel capitolo Fondi Propri del Pillar III; (ii) alla verifica della composizione, alla corretta determinazione nonché alla correttezza aritmetica di talune informazioni rese nella Nota integrativa consolidata 2017 e nel capitolo Fondi Propri del Pillar III; (iii) all'analisi andamentale e di coerenza dei Fondi Propri, dei Coefficienti di vigilanza bancari e delle Attività di rischio ponderate. Il Collegio Sindacale ritiene che la sopra descritta attività consenta di considerare il framework normativo interno adeguato ed aggiornato, il disegno delle procedure e dei processi di controllo posti in essere sufficientemente formalizzato e comprensibile e le attività di controllo previste (sia di primo che di secondo livello) effettivamente implementate ed efficaci. La stessa, inoltre, contribuisce alla crescita della cultura interna riguardo l'analisi dei fenomeni sottostanti alla formazione dei Fondi Propri oltre che a una sempre maggiore trasparenza verso i mercati.
Circa le attività connesse al rafforzamento del governo dei dati e delle informazioni, nonché dei presidi più forti al servizio dei processi decisionali e di controllo dei rischi, tema sul quale nel tempo il Collegio Sindacale ha posto una particolare attenzione, sono stati svolti approfondimenti con le strutture competenti (Group Data Officer - GDO) in merito all'approccio adottato in ordine al Data Quality Overall Plan. Lo stesso si basa sul Moving Target Quality Process, un improvement cycle graduale e continuo diretto a definire le azioni necessarie e a misurarne il relativo impatto sulla disciplina della Data & Information Governance, per tener conto delle evoluzioni previste dal progetto PERDAR 2.0 (Principles for Effective Risk Data Aggregation and Reporting processes - BCBS - Comitato di Basilea sulla Sorveglianza Bancaria) e che intende anche fornire risposta ai finding interni di Internal Audit.
Nel corso di due incontri con il GDO, il Collegio ha potuto verificare che le attività pianificate nel Data Quality Overall Plan, sottoposte anche all'attenzione della BCE, risultano in linea con la pianificazione prevista e, alcune di queste, sono state concluse con il raggiungimento di specifiche delivery. In particolare si segnala che le attività sfidanti in corso sono legate al recupero dei collateral, delle informazioni catastali e al recepimento delle informazioni da servicer terzi.
Relazione del Collegio sindacale
Il Collegio ha altresì preso favorevolmente atto delle ulteriori azioni poste in essere al fine di diffondere e condividere temi legati alla Data & Information Governance e, in ottemperanza a quanto suggerito dal Supervisor BCE, è stato definito uno specifico piano formativo Teach-In da erogare alle Funzioni competenti relativo alle seguenti macro-aree funzionali: Credit Risk, Liquidity Risk, Data Governance, Commerciale, Big Data & Analytics.
Il Collegio Sindacale dà atto sia della procedura di impairment approvata dal Consiglio di Amministrazione, che dei risultati dell'impairment test dell'avviamento e delle altre attività immateriali al 31 dicembre 2017. Tale attività è stata svolta calcolando in modo omogeneo il capitale allocato alla CGU - Cash Generating Units (unità generatrici di flussi finanziari identificabili in segmenti di attività operative del Gruppo) della CEE rispetto alla metodologia utilizzata per tutte le altre CGU.
Nella Nota Integrativa sono riportati gli effetti relativi alla fiscalità anticipata (IRES ed IRAP) derivante dall'affrancamento dei maggior valori delle partecipazioni di controllo ai sensi dell'art.23 del D.L. 98/2011 e quelli relativi alle imposte anticipate (IRES ed IRAP) derivanti dall'affrancamento fiscale di avviamenti contabili. Il test di sostenibilità delle imposte differite attive effettuato su UniCredit S.p.A. e sul perimetro fiscale consolidato italiano sia ai fini IRES che IRAP è stato effettuato anche considerando, nella determinazione della "Base Imponibile" prevista per l'esercizio 2018, la migliore stima disponibile dell'impatto derivante dalla prima applicazione del principio contabile IFRS9.
Nel corso del 2017, il Collegio ha proseguito nell'aggiornamento e approfondimento dello stato avanzamento del progetto di implementazione "IFRS9" (oggetto anche di Thematic Review da parte della BCE), che risulta procedere secondo le timeline previste dalla Banca. Inoltre, le scelte metodologiche adottate dal gruppo UniCredit nell'ambito del Progetto IFRS9 sono oggetto di analisi strutturata da parte della Società di revisione che sta conducendo una valutazione complessiva delle relative implementazioni.
Si segnala che, dalle analisi sinora svolte, non sono emerse criticità tali da mettere in dubbio la complessiva adeguatezza delle menzionate scelte ai requisiti del nuovo principio.
La Nota Integrativa fornisce informativa circa gli impatti relativi all'introduzione del nuovo principio IFRS9 (FTA - First Time Adoption), che si compone di:
- una parte qualitativa che riassume le metodologie di calcolo dell'Impairment e i criteri di Classificazione e Valutazione già condivisi con la BCE nell'ambito della citata Thematic Review IFRS9, e con la Società di revisione;
- una parte quantitativa stimata, in via preliminare, in termini di basis point e relativo controvalore di impatto sul Core Tier 1 Ratio utilizzando le informazioni alla data disponibili.
Nella Nota Integrativa è riportata dettagliata informativa circa le eventuali passività e costi che potrebbero scaturire dai procedimenti giudiziari pendenti (diversi da quelli giuslavoristici e fiscali).
Il Collegio Sindacale ha approfondito con la Funzione Legal della Banca la metodologia e il processo adottati nell'analisi del contenzioso e per la determinazione dei relativi accantonamenti.
In particolare, nella Nota è data informativa circa le evoluzioni delle indagini ancora in corso da parte delle Autorità statunitensi sulle questioni connesse alle Sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti. Come indicato dai legali della Banca, non si può escludere che le indagini sulle modalità di ottemperanza alle sanzioni irrogate in passato possano essere estese ad altre società del gruppo UniCredit o che vengano aperti procedimenti nei confronti di UniCredit S.p.A. e/o del Gruppo. Gli Amministratori evidenziano che UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo non hanno ancora concluso alcun accordo con le varie Autorità statunitensi e, pertanto, non è possibile determinare la forma, l'estensione o la durata di qualsiasi provvedimento delle autorità competenti, ivi inclusi i relativi costi finali, i rimedi necessari, i pagamenti o altre responsabilità che ne dovessero conseguire.
Non si può escludere che eventuali accordi transattivi conclusi da UniCredit e dalle società del Gruppo con le competenti Autorità statunitensi possano rivelarsi rilevanti.
I costi di investigazione, remediation e/o pagamenti o altre spese legali, sostenute in relazione alle suddette ispezioni, potrebbero determinare fuoriuscite di liquidità e avere conseguenze negative sul patrimonio netto e sui risultati netti di UniCredit e di una o più delle sue controllate.
La Nota Integrativa aggiorna inoltre in merito ai procedimenti relativi allo Squeeze-Out degli ex soci di minoranza di UCB AG e di UCB Austria (cosiddetto Appraisal Proceeding) a fronte dei quali, allo stato, non è possibile stimare né la durata né l'ammontare soggetto a disputa. Nel mese di novembre 2017 sono state depositate le perizie emesse dagli esperti nominati dalla Corte Distrettuale di Monaco di Baviera (non vincolanti), che hanno confermato che la valutazione di UCB AG ai fini della determinazione del prezzo di squeeze-out era complessivamente adeguata. Gli esperti hanno anche identificato alcuni parametri che avrebbero potuto portare a un aumento del valore delle società precedentemente controllate da UCB AG e di alcune istituzioni finanziarie in paesi CEE. In tale contesto, gli esperti contestano la correttezza dei prezzi di acquisto pagati prima dello squeeze-out da UniCredit a UCB AG in relazione a UCB Austria e alle istituzioni finanziarie CEE appena menzionate. La Banca continua a ritenere di aver operato nel pieno rispetto della normativa e considera adeguato il prezzo versato agli azionisti di minoranza.
Gli Amministratori informano in relazione al fenomeno dell'anatocismo e dei prodotti derivati, che coinvolgono anche il sistema finanziario nel suo complesso.
Circa il contenzioso relativo all'anatocismo, dai primi anni del 2000 si è assistito ad un progressivo incremento del contenzioso promosso da correntisti che hanno richiesto la retrocessione degli interessi passivi frutto dell'anatocismo trimestrale. Nel 2017, le pretese restitutorie/risarcitorie hanno evidenziato una leggera riduzione rispetto al 2016. Ad oggi, la Banca ha predisposto accantonamenti ritenuti dalla stessa congrui a coprire il rischio di causa.
Il Collegio ha preso atto della conclusione dei due procedimenti promossi da AGCM (Autorità Garante della concorrenza e del mercato) per pratiche commerciali scorrette su Anatocismo (sanzione pari a euro 5 milioni) e Investimenti in diamanti (sanzione pari a euro 4 milioni), delle iniziative interne adottate dalla Banca al riguardo e dei successivi ricorsi presentati al TAR per entrambe le sanzioni, pagate dalla Banca.
Con riguardo al contenzioso connesso a prodotti derivati, gli Amministratori segnalano che diverse istituzioni finanziarie, comprese società facenti parte del gruppo UniCredit, hanno concluso una molteplicità di contratti derivati, sia con investitori istituzionali, sia con clienti non istituzionali. In Germania e Italia sono pendenti contenziosi contro società del Gruppo connessi a contratti derivati promossi da investitori istituzionali e non istituzionali. Questi contenziosi colpiscono il sistema finanziario in generale e non specificatamente UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo. Allo stato non è prevedibile l'impatto complessivo di queste iniziative giudiziarie.
Tenuto conto della complessità del quadro normativo di riferimento e di interpretazioni non sempre omogenee al riguardo, la Banca valuta l'iscrivibilità tempo per tempo di fondi per rischi e oneri atti a fronteggiare esborsi, ritenuti probabili, in un contesto che ha registrato un generale incremento della "litigiosità" nel settore bancario. La Funzione Compliance, unitamente alla Funzione Legal, supporta le fasi di analisi e valutazione dell'adeguatezza di possibili azioni di "customer care" o altre iniziative atte a comporre situazioni particolari nelle quali la Banca potrebbe essere coinvolta, al fine della migliore definizione delle stesse.
L'andamento dei tassi di mercato ha comportato che l'Euribor abbia assunto valori negativi, evidenziando il problema di come determinare il tasso finito da applicare alla clientela. Tenuto conto della complessità del quadro sopracitato, sono stati oggetto di approfondito monitoraggio gli aspetti e le previsioni contrattuali sottostanti, nel rispetto dei quali, ed in coerenza con le norme vigenti, la Banca assume le opportune iniziative, anche stanziando, a fronte di possibili esborsi a favore della clientela, un fondo per rischi ed oneri in funzione del livello di probabilità del manifestarsi della passività.
La Nota Integrativa riporta altresì informativa circa il fondo rischi a copertura di rischi fiscali per contenziosi e verifiche di natura tributaria.
9. Attività di vigilanza sull'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi
Il sistema dei controlli interni nel gruppo UniCredit si fonda su:
- Organi e Funzioni di controllo, coinvolgendo, ciascuno per le rispettive competenze, il Consiglio di Amministrazione, il Comitato per i Controlli Interni & Rischi (IC&RC), l'Amministratore Delegato, quale Amministratore incaricato del sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi, il Collegio Sindacale, nonché le Funzioni aziendali con specifici compiti al riguardo;
- flussi informativi e modalità di coordinamento tra i soggetti coinvolti nel sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi;
- meccanismi di Governance di Gruppo.
Come indicato nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, le tipologie di controllo in UniCredit, in osservanza alla normativa vigente ed ispirandosi alle best practice internazionali, sono strutturate su tre livelli:
- controlli di linea (cosiddetti controlli di primo livello), in capo alle Funzioni aziendali cui competono le attività di business/operative, nonché ad una struttura dedicata (Internal Controls Italy), che supporta i Co-Heads Italy in qualità di responsabile del sistema dei controlli operativi di primo livello, compresi quelli previsti in materia di "leggi speciali", con riferimento alle strutture/attività di competenza;
- controlli sui rischi e sulla conformità (cosiddetti controlli di secondo livello), in capo alle Funzioni di Group Compliance e Group Risk Management, ciascuna per le materie di rispettiva competenza;
- revisione interna (cosiddetti controlli di terzo livello), in capo alla Funzione Internal Audit.
Ai sensi della Circolare n.285 di Banca d'Italia, rientrano tra le Funzioni aziendali di controllo anche la Funzione antiriciclaggio e la Funzione di convalida, posizionate, rispettivamente, all'interno di Group Compliance e Group Risk Management.
Nel periodo di riferimento Il Collegio Sindacale dà atto di aver effettuato con le sopramenzionate Funzioni di controllo un periodico scambio di informazioni rilevanti. Dà altresì atto che le Funzioni di controllo citate hanno adempiuto ai relativi obblighi informativi nei confronti del Collegio. Inoltre, al fine di garantire un continuo e tempestivo flusso informativo con Internal Audit, la Responsabile della Funzione è invitata permanente alle riunioni del Collegio.
Sulla base delle informazioni acquisite ed incluse nella Relazione 2017 (Integrated Audit Report) della Funzione Internal Audit, il sistema di controllo interno è stato valutato complessivamente "mostly satisfactory". Le attività di audit svolte hanno posto in evidenza una significativa riduzione, rispetto al 2016, nello stock dei rilievi formulati, sia da Internal Audit che dai Regulator.
Relazione del Collegio sindacale
Con riferimento al rischio di credito, più ampiamente trattato in apposita sezione infra, le iniziative avviate per indirizzare le debolezze identificate nei controlli di secondo livello (NPE Operational Plan, collateral management) risultano in linea con quanto pianificato mentre è previsto che le debolezze esistenti rilevate sui modelli interni di credito vengano progressivamente indirizzate e risolte con il Piano pluriennale definito dalla Banca "2018-2020 IRB Model Roadmap - MYP".
Il Collegio ha esaminato le valutazioni di Internal Audit in merito a quei rischi per i quali si è registrato un innalzamento del livello di attenzione (security/data protection, ICT risk assessment); sono attesi gli esiti di un follow-up da parte del Supervisor in merito a tematiche ICT Risk (in particolare, access rights).
Nell'ambito dell'"Annual Report on Outsourcing", che non ha fatto emergere specifiche criticità, Internal Audit ha rilevato alcune aree meritevoli di rafforzamento in termini di execution, da parte di alcuni outsourcer.
I risultati dell'attività di audit espressi nella "Relazione Annuale Internal Audit ai sensi art.14 Reg. congiunto Banca d'Italia/CONSOB del 29 ottobre 2007" circa la prestazione dei servizi di investimento, mostrano una valutazione complessiva del sistema dei controlli interni "mostly satisfactory" anche per il 2017. E' stato confermato il progressivo miglioramento nel presidio dei rischi, principalmente a seguito del rafforzamento della normativa interna e dei controlli di primo e secondo livello.
A livello di network i principali ambiti di miglioramento hanno riguardato la raccolta ed archiviazione della documentazione obbligatoria della clientela. La Banca, al fine di poter garantire un adeguato presidio dei rischi insiti nel processo di archiviazione dei documenti cartacei prodotti in filiale, nonché di assicurare un comportamento univoco da parte della rete, ha posto in essere una specifica iniziativa, il progetto di "Document & Case Management", volto a garantire la dematerializzazione della documentazione obbligatoria.
Rischio di credito, di controparte, di mercato, operativo
Circa il rischio di credito (IRRB Systems), le valutazioni della Funzione di Convalida interna (GRM) e Internal Audit, rispettivamente "overall compliant" e "regulatory requirements overall met at Group level", convergono nel ritenere che i sistemi IRRB siano complessivamente conformi ai requisiti regolamentari.
La valutazione complessiva della Funzione Internal Audit, "partially satisfactory", migliorativa rispetto al giudizio "unsatisfactory" espresso nel 2016, tiene conto sostanzialmente dell'indirizzamento delle azioni manageriali volte al superamento delle criticità riscontrate nell'esercizio precedente.
La Funzione di Convalida ha evidenziato che la maggior parte delle criticità ascrivibili ai Modelli interni Italy precedentemente emerse risulta indirizzata. Le azioni di risoluzione delle carenze inerenti i Modelli GW (Group Wide Rating Models), emerse e stratificatesi negli anni precedenti, sono anch'esse indirizzate, pur permanendo margini di miglioramento con particolare riferimento al common EAD e LGD model.
I Modelli GW sono stati, inoltre, valutati dalla Funzione di Internal Audit nel 2017 "partially satisfactory" (nel 2016, "unsatisfactory") e, nel corso dell'anno, sono stati condotti specifici audit dall'esito "unsatisfactory" su GPF (Global Project Financing) e i Sovereign Rating System. Circa i rischi di controparte, di mercato (IMOD) e operativo (AMA), le valutazioni della Funzione di Convalida e Internal Audit, rispettivamente "adequate" e "satisfactory", convergono nel ritenere che i relativi sistemi siano complessivamente conformi ai requisiti regolamentari.
Il Collegio Sindacale ha preso atto delle summenzionate valutazioni delle competenti Funzioni e dei miglioramenti complessivamente conseguiti. Ritiene che la recente evoluzione normativa (Linee Guida del EBA in vigore dall'1 gennaio 2021), l'attuale qualità dei modelli, unitamente alle indicazioni dell'Autorità di Vigilanza sulla governance dei modelli interni per il rischio di credito (rilievi riportati nella "SREP Letter" emessa da BCE nel dicembre 2017), richiedano al Gruppo un forte impegno per la gestione dei modelli IRB nei prossimi tre anni.
A tal fine, il Collegio considera di fondamentale importanza l'esecuzione del Piano pluriennale sui modelli interni per il rischio di credito definito per l'intero Gruppo "2018-2020 IRB Model Roadmap - MYP", approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 14 novembre 2017 e volto ad indirizzare le priorità di breve/medio periodo.
Trattasi di un Piano sfidante del 2018, che richiede una permanente e robusta funzione di steering da parte della Capogruppo.
Tra le finalità del suddetto MYP, rientrano la valutazione di una coerente razionalizzazione del numero dei modelli IRB (con dismissione, ad esempio, dei modelli IRB relativi a specifici portafogli non significativi), tra l'altro fortemente auspicata dall'Autorità di Vigilanza, nonché la revisione dei modelli rimanenti per garantire la continua conformità rispetto agli standard EBA e indirizzare specifici rilievi.
Il conseguimento dell'omogeneità dei modelli nel Gruppo, pur nella consapevolezza del permanere di sistemi regolatori ancora diversi, è anch'esso obiettivo incluso nel MYP, sul quale il Collegio auspica un consistente focus.
Il Collegio ha riscontrato il sostanziale impegno del Management nel porre in essere, con metodo, azioni concrete volte a rendere realizzabili gli obiettivi prefissati.
La riorganizzazione approntata nel GRM, che ha visto la definizione della Funzione di Convalida centralizzata, con riporto diretto al Chief Risk Officer, al fine di addivenire ad un unico, rigoroso processo di validazione, rappresenta una delle varie azioni intraprese in proposito. L'efficacia operativa del nuovo modello organizzativo, la cui validità in via teorica appare condivisibile, dovrà essere comunque testata nel tempo dalla Funzione di Internal Audit.
Anche le attività di attuazione del progetto Group Credit Risk Governance, avviato a fine 2015, risultano rilevanti ai fini di un esito complessivamente positivo. Il Collegio ha rilevato in particolare l'avvio del Model Management System (che consentirà di disporre di un repository unico per la documentazione ed un approccio integrato ed univoco per la gestione dei finding di derivazione interna ed esterna a livello di Gruppo) e la grande attenzione riservata agli aspetti della Data Quality.
Il Collegio Sindacale ha rilasciato, in data 27 febbraio 2018, il proprio parere favorevole all'attestazione, da parte del Consiglio di Amministrazione, circa la sussistenza dei requisiti per l'utilizzo dei sistemi di gestione, misura e controllo dei rischi di credito, controparte, di mercato e operativo di Gruppo.
Il Collegio ha effettuato diversi approfondimenti con le competenti strutture, anche mediante l'ausilio di una selezione campionaria di posizioni, al fine di esaminare i processi in essere ed afferenti le diverse fasi del credito (underwriting, erogazione, monitoraggio, restructuring, classificazione, valutazione).
Ha inoltre analizzato congiuntamente alla Società di revisione alcune esposizioni creditizie, selezionate dal Collegio Sindacale e rientranti nel campione scelto dalla Società di revisione ai fini delle attività di revisione legale sul bilancio al 31 dicembre 2017. Ha preso atto di alcuni audit report emessi nel periodo dall'esito "soddisfacente", in particolare: "Global Audit on Credit Monitoring Process and Classification of Performing Loans Portfolio", "ICS on Collateral Management", "Audit on Forbearance - follow up".
Il Collegio, nel riscontrare le azioni poste in essere dalle strutture al fine di addivenire a strumenti e procedure informative interne il più standardizzati possibile nell'ambito dei processi del credito, raccomanda una costante attenzione in merito, anche al fine di un affinamento complessivo della informativa e reportistica alle strutture e organi competenti.
Il Collegio Sindacale ha preso atto delle implementazioni delle azioni manageriali ("strategic and operational plan to address the high level of NPEs - Non Performing Loans") poste in essere con riferimento sia alla riduzione dello stock di NPE attraverso un approccio quantitativo, sia alla definizione di procedure e linee guida conformi a quelle emanate dall'EBA nel marzo 2017, ricevendo aggiornamenti dalle pertinenti Funzioni e monitorando la coerenza con il Piano oltre che la periodica informativa da fornire in merito alla BCE.
Rischio di conformità
Il Collegio Sindacale ha preso atto della Relazione Annuale della Funzione Compliance, che include le valutazioni formulate dalla Funzione Compliance in ordine ai potenziali rischi connessi alla conformità, a livello di Gruppo, con riferimento sia alle Società di diritto italiano, compresa UniCredit S.p.A., che alle principali Società estere.
La citata Relazione assolve anche i requisiti di cui all'art.16 del Regolamento Congiunto CONSOB/Banca d'Italia del 28 ottobre 2007.
Tenuto conto delle risultanze del risk assessment e dei controlli di secondo livello effettuati, del sostanziale completamento di tutte le attività svolte cosi come previste dal Compliance Plan 2017 nonché del supporto alla messa in atto del Piano strategico della Banca, "Transform 2019", la Funzione Compliance ha espresso un giudizio "mostly satisfactory" in merito alla gestione del rischio di non-conformità.
La situazione complessiva a fine 2017 risulta in linea con quella dello scorso esercizio (le aree con rischio Limited o Medium costituiscono il 95% delle aree normative presidiate). A livello di Gruppo, nessuna area normativa registra livelli di rischio Critical e solo il 5% evidenzia livelli Significant. Le azioni di mitigazione necessarie risultano in fase di implementazione, in linea con i rispettivi piani.
Il Collegio ha favorevolmente riscontrato le azioni ed iniziative poste in essere nel corso del 2017 dalla Banca al fine di rinforzare e promuovere ulteriormente la cultura di compliance nel Gruppo, mirate per ciascuno dei 5 pilastri del Compliance Culture Framework (sostegno del Top Management e Tone from the Top, Governance e processi, formazione e sviluppo delle persone, comunicazione e coinvolgimento delle persone, valutazione della performance).
Un'attenzione particolare, in tal senso, è stata attribuita alla Global Policy - Code of Conduct, che nel 2017 ha rinnovato il Codice di Condotta di Gruppo, basato sui valori del Gruppo e sui principi ai quali tutti i dipendenti e i partner di UniCredit si devono attenere al fine di assicurare gli standard più elevati di condotta professionale e integrità relativi alla loro attività in, o per conto di, UniCredit. Nel corso del 2017 è stata adottata da tutte le Società nel Gruppo la "Global Policy - Compliance Culture", emessa a fine 2016, che definisce i principi e le linee guida per stabilire, promuovere e sostenere una cultura di compliance.
Anche le attività formative sono state rinforzate e ulteriormente sviluppate nel 2017, con un costante monitoraggio dei livelli di fruizione a livello di Gruppo.
Il Collegio auspica il mantenimento nel continuo della forte attenzione espressa dal Top Management al fattore "Cultura", ritenuto un elemento strategico per la sostenibilità complessiva del Gruppo.
Il Collegio Sindacale è stato relazionato circa l'implementazione delle Group Rule da parte delle società del Gruppo: a fine 2017 risultavano in "delay" solo l'1% delle Rule, ritardo riferibile per la maggior parte a Regole di Gruppo emesse nel corso dell'anno, il cui superamento è previsto entro il primo semestre 2018.
Relazione del Collegio sindacale
Il Collegio Sindacale ha preso atto delle azioni poste in essere nel 2017 volte ad accrescere il presidio di Compliance a livello di Gruppo attraverso il disegno e l'implementazione di nuovi controlli di secondo livello e l'affinamento di quelli esistenti, con particolare riferimento ai controlli delle aree Antiriciclaggio, Sanzioni Finanziarie, Antitrust, Abusi di Mercato, EMIR, Conflitti di Interesse. Inoltre sono stati realizzati due nuovi cataloghi di controlli per le aree Gestione Accentrate e Payment Account Directive.
Il Collegio ha inoltre esaminato le novità adottate con riferimento alla metodologia di compliance risk assessment, aggiornata con la previsione di un'unica modalità di svolgimento applicabile a tutte le aree normative rilevanti al fine di:
- allinearsi ai market standard;
- migliorare l'armonizzazione tra le Società del Gruppo;
- aumentare il livello di granularità dell'analisi effettuata.
Il Collegio Sindacale ha preso atto che il numero dei reclami scritti ricevuti nel 2017 (n.30.718) registra una diminuzione del 4,4% rispetto al 2016. La categoria "Finanziamenti e Mutui" continua a rappresentare la maggioranza dei reclami ricevuti (circa 54%), comunque in diminuzione del 4,2% rispetto al 2016. In tale categoria il numero di reclami sui finanziamenti Cessione del Quinto dello Stipendio (CQS) risulta la più significativa e ancora in aumento (+25%) ma con indici di crescita inferiore agli anni precedenti (molti di questi reclami, circa il 20%, si riferiscono a nominativi che non sono clienti della Banca). I reclami concernenti le modalità di calcolo dei tassi applicati ai mutui indicizzati all'Euribor sono diminuiti del 76% (anno su anno).
Inoltre, circa il 21% dei reclami ricevuti, è riferibile alla categoria "C/C e operazioni di incasso e pagamento", in riduzione di circa il 15% rispetto al 2016; circa il 22% riguarda la macro categoria "Altro", in crescita del 9% circa rispetto al 2016. La maggior parte di questi reclami è imputabile ai cosiddetti "reclami generici".
Infine, i reclami relativi ai "Servizi di investimento" sono pari a circa il 3% del totale, in diminuzione di circa il 15% rispetto al 2016.
Il Collegio Sindacale ha preso atto della "Relazione della Funzione Antiriciclaggio di UniCredit S.p.A. - Perimetro Italia - Anno 2017" presentata al Consiglio di Amministrazione di UniCredit nella seduta del 5 marzo 2018.
Nel 2017, le attività svolte in UniCredit - Italy Network & Holding per l'autovalutazione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, hanno condotto all'attribuzione del livello di rischio residuo "Significant", in aumento rispetto al livello "Medium" del terzo trimestre del 2017 ed al livello "Limited" del 2016. L'incremento del rischio residuo registrato nel terzo trimestre del 2017 è riferibile esclusivamente all'adozione della nuova metodologia di valutazione presentata al Consiglio di Amministrazione di UniCredit nel dicembre 2017, che ha aumentato il livello del rischio inerente da "Medium/Low" a "Medium".
L'ulteriore incremento del livello di rischio residuo da "Medium" a "Significant" è stato determinato:
- dal numero di rilievi (per la maggior parte relativi alle attività di "KYC Know your client due diligence" e di implementazione dei controlli di secondo livello) emessi dalla Funzione Internal Audit nel report pubblicato in dicembre 2017 con esito "soddisfacente"; le relative azioni correttive sono state identificate e la loro realizzazione in corso, da concludersi entro il 2018, è prevedibile che diminuirà gradualmente l'attuale livello di rischio;
- dall'esito dei controlli di secondo livello che hanno evidenziato punti di attenzione concernenti l'arretrato nella revisione periodica dell'adeguata verifica della clientela.
Il Collegio è stato informato sugli esiti di un'attività ispettiva di tipo ricognitivo (che ha coinvolto il sistema bancario italiano), effettuata dalla Banca d'Italia sul Gruppo UniCredit in materia di procedure di individuazione ed adeguata verifica delle persone politicamente esposte (PEPs) e delle attività poste in essere a rimedio degli ambiti di miglioramento individuati (fasi di identificazione, profilatura e adeguata verifica) e, per quelle ancora in fase di completamento, l'indicazione dei tempi previsti per la loro attuazione definitiva.
Il Collegio Sindacale raccomanda quindi, un particolare focus con riferimento ai profili di revisione/rinnovo dell'adeguata verifica della clientela, in uno con il costante impegno nell'attenzione ai temi antiriciclaggio, per rendere l'operatività della Banca sempre più aderente alle disposizioni della Banca d'Italia stante la natura mutevole delle minacce costituite dal riciclaggio e dal finanziamento al terrorismo.
II Collegio Sindacale ha preso atto dello stato di avanzamento del Progetto ALBA a fronte dei gap individuati nell'analisi interna condotta nel gruppo UniCredit, per approfondire, tra l'altro, il già citato rispetto delle normative e regolamenti statunitensi in materia di Sanzioni Finanziarie (OFAC) (cfr. supra paragrafo "Attività di vigilanza sull'informativa finanziaria"). L'implementazione complessiva di tali attività, finalizzate a raggiungere la piena corrispondenza del presidio del rischio ai requisiti definiti dal Progetto, risulta completata sul finire del 2017, secondo le scadenze fissate nel "Global Remediation Plan" del Progetto stesso. Il Collegio Sindacale ha raccomandato di continuare a fornire la massima collaborazione alle Autorità statunitensi.
Il Collegio Sindacale ha preso atto delle informazioni contenute nella Relazione sul sistema interno di segnalazione delle violazioni (cosiddetto Whisteblowing) per il 2017, redatta ai sensi delle Disposizioni di Vigilanza di Banca d'Italia (Circolare 285/2013 Parte Prima, Titolo IV, Capitolo 3, Sezione VIII "Sistemi interni di segnalazione delle violazioni", che illustra sinteticamente le informazioni concernenti le n.37 (23 nel 2016) segnalazioni pervenute in UniCredit S.p.A. nel corso dell'anno 2017, nessuna delle quali è risultata così grave da essere portata a conoscenza del Collegio Sindacale e dell'Amministratore Delegato o, successivamente, del Consiglio di Amministrazione.
Si segnala che il 14 dicembre 2017 è stata pubblicata la Legge n.179, che ha introdotto nuove disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato. Tale Legge sancisce tra l'altro la nullità del licenziamento ritorsivo o discriminatorio del segnalante (la cui identità non può essere rivelata) nonché del mutamento di mansioni o di altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei confronti del segnalante. Il processo interno Whistleblowing di UniCredit risulta conforme a quanto richiesto dalla nuova Legge.
Il Collegio Sindacale ha infine preso atto della Relazione ""MiFID" prevista dall'art.13 del Regolamento Congiunto CONSOB/Banca d'Italia del 28 ottobre 2007, redatta da Group Risk Management.
ICT Risk
Il Collegio ha esaminato con le strutture competenti quanto occorso in occasione dell'episodio di intrusione informatica subita a fine luglio 2017 dalla Banca in Italia con accesso non autorizzato a dati di clienti italiani, relativi solo a prestiti personali. Tale accesso è avvenuto attraverso un partner commerciale esterno italiano. La Banca ha precisato che non è stato acquisito nessun dato che possa consentire l'accesso ai conti dei clienti o che permetta transazioni non autorizzate.
Il Collegio ha preso atto sia delle azioni urgenti poste in essere per la risoluzione delle debolezze più critiche che del crash program definito, tenuto anche conto della circostanza che non vi sono state evidenze di frodi o di tentativi di frode nei confronti dei clienti coinvolti. E' tuttora in corso l'indagine della Procura della Repubblica di Milano, presso la quale la Banca ha formalizzato un esposto.
Il Collegio ha altresì analizzato le risultanze dell'audit effettuato dalla Banca a seguito dell'incidente, particolarmente incentrate sulle modalità di gestione delle Reti Terze e dei relativi accessi.
Il Collegio Sindacale, nel corso dell'anno, ha posto particolare attenzione al tema dell'ICT Risk ed ha altresì ricevuto un'ampia panoramica nel corso della sessione di ottobre 2017 dell'IC&RC, nel corso della quale è stato presentato il documento "Overview of ICT and ICT security risk governance" a cura del Co-Chief Operating Officer.
Ha esaminato il documento "Overview on ICT and ICT security", articolato in diverse sezioni e presentato al Consiglio di Amministrazione del 5 marzo 2018, prendendo quindi atto delle principali misure adottate nel 2017 e di quanto pianificato per il 2018 al fine di governare l'ICT in generale e mitigarne i rischi e, in particolare, il numero e la causa degli "incidents". Circa questi ultimi, in incremento, il Collegio ha preso atto dello sforzo profuso nell'addivenire ad una maggiore tempestività ed accuratezza nel tracking degli stessi e conseguente reportistica nonché delle iniziative di stabilizzazione e mitigazione.
Il Collegio ha preso atto della valutazione effettuata dalla competente struttura in merito a "Adequacy and Costs of ICT", anch'essa presentata al Consiglio di Amministrazione del 5 marzo 2018, che indica risultati complessivamente in linea con gli obiettivi e stabili con i precedenti assessment, e del "Summary report on Group ICT strategy", in linea con le Linee Guida EBA su "Common procedures and methodologies for the supervisory review and evaluation process (SREP)".
Il Collegio Sindacale ha esaminato il "Business Continuity Plan", sottoposto al Consiglio di Amministrazione nella seduta del 5 marzo 2018 aggiornato inter alia in base all'evoluzione dei principali rischi di cyber attack in coerenza con i più recenti standard internazionali (ENISA European Network and Information Security Agency) e relativo risk assessment, alla revisione della policy interna "Emergency and Crisis Management", alla tipologia dei "security incidents", al processo di comunicazione interno degli stessi.
Il Collegio ha altresì ricevuto aggiornamenti dalla Società di revisione circa le valutazioni dei sistemi informativi della Banca e del Gruppo (ISAE 3402 E&Y). Il Collegio Sindacale ha infine preso atto dei report "2017 Operational Risk Report and ICT & Cyber Risk Exposure "presentato da Group Risk Management, e "Outsourcing of business activities - Group Internal Audit Annual Report presentato da Internal Audit, con una valutazione "soddisfacente" in relazione all'efficacia ed efficienza del processo di business continuity nel Gruppo.
Il Collegio Sindacale ha constatato l'accresciuto focus della Banca sull' IT risk nel suo complesso. E' stata definita una strategia di Gruppo in tema di ICT con azioni mirate a cinque priorità: optimize and automate IT & Back Office Operations, innovate Architecture for Faster Digitalization,ensure fully engaged IT staff, evolve Sourcing Models, embedded IT Risks & IT Security e relative azioni concrete.
Il Collegio Sindacale raccomanda il continuo rafforzamento delle infrastrutture IT in considerazione della complessiva crescita delle minacce di tipo cyber.
Con riferimento alla ulteriore reportistica contenente informazioni sul sistema di controllo interno e gestione dei rischi, il Collegio Sindacale ha preso atto che, alla data della presente relazione, è in corso, da parte delle strutture preposte, la valutazione in merito all'adeguatezza della dotazione di capitale di Gruppo (ICAAP) e la valutazione in merito alla funzionalità complessiva del processo interno e del sistema di gestione dei rischi di liquidità (ILAAP).
Relazione del Collegio sindacale
Il Collegio Sindacale ha esaminato il documento "2017 Group ICS Management Evaluation Assessment", redatto dalla Funzione Group ICS Initiatives a riporto dei Chief Operating Officers, volto a supportare il Consiglio di Amministrazione nella valutazione della completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei sontrolli interni di Gruppo nel suo complesso.
In base all'autovalutazione effettuata dal Management nel 2017, il sistema dei controlli interni del Gruppo (n.26 Società sottoposte ad autovalutazione da parte del Management di riferimento) è stato valutato complessivamente "mostly satisfactory", coerentemente con la sopra richiamata valutazione espressa dalla Funzione Internal Audit.
Il Collegio Sindacale, nel riscontrare le aree di attenzione identificate dal Management, relative principalmente alla governance e ridisegno dei modelli interni del credito, alla diffusione della cultura del rischio nel Gruppo, all'operational risk e business practices, alla compliance, alla data protection e all'IT risk e IT security, ha preso atto con favore delle iniziative adottate o in corso di finalizzazione, volte all'ulteriore potenziamento del sistema dei controlli interni e di gestione del rischio, coerentemente con il Piano Strategico Transform 2019.
Il Collegio Sindacale ha, infine, preso atto della Relazione relativa al primo semestre 2017 dell'Organismo di Vigilanza 231 (di seguito, anche "OdV 231") sull'attuazione del Modello di organizzazione e gestione adottato da UniCredit S.p.A. ai sensi del D.lgs. 231/2001. Alla luce delle risultanze dei controlli e delle attività svolte nel corso del 2017, l'OdV 231 non ha segnalato anomalie di rilievo. La Relazione dell'OdV 231 relativa al secondo semestre 2017 verrà presentata al Consiglio di Amministrazione nel mese di aprile 2018.
In conclusione, il Collegio Sindacale non ha rilevato situazioni o fatti critici che possano far ritenere non adeguato il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi nel suo complesso, ancorché siano emerse situazioni che hanno richiesto la pianificazione e l'indirizzamento di specifici interventi correttivi. Il Collegio Sindacale dà infine atto della maggiore e rinnovata reattività e proattività del Management in ordine alla definizione e implementazione operativa delle azioni migliorative e di rimedio alle debolezze e carenze riscontrate.
10. Attività di vigilanza sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo
Nell'ambito dell'implementazione del Piano Strategico Transform 2019 (terzo pilastro "trasformazione del modello operativo"), è proseguita l'ottimizzazione del modello organizzativo, approvato dal Consiglio di Amministrazione nel 2016.
In considerazione della circostanza che l'assetto organizzativo e manageriale è parte integrante del programma di trasformazione della Banca e del Gruppo, il Collegio ha preso atto che la struttura del Gruppo riflette un modello organizzativo e di business che garantisce l'autonomia dei Paesi e delle Banche locali su specifiche attività al fine di assicurare maggiore vicinanza al cliente. Tale modello garantisce altresì efficienti processi decisionali e considera una struttura divisionale per quanto riguarda il governo di alcuni business/prodotti, nonché un presidio globale sulle Funzioni corporate di supporto.
Il Collegio Sindacale ha esaminato la relazione redatta dalla competente struttura Group Human Capital che ritiene adeguato l'assetto organizzativo di UniCredit S.p.A, in virtù della robustezza del complessivo impianto normativo che assicura l'unicità del sistema di responsabilità e dei poteri con riferimento agli organi/comitati e alle strutture aziendali.
L'assetto organizzativo vigente è incentrato sulle seguenti principali aree di responsabilità:
- l'Amministratore Delegato esercita il controllo diretto, in particolare sulla definizione della Strategia di Gruppo, i Rischi, la Compliance, le Risorse umane, l'ottimizzazione della struttura dei costi e le principali attività operative;
- il Direttore Generale ha la responsabilità di tutte le attività di business (Retail, Corporate, Wealth Management (nuova struttura formalizzata nel gennaio 2018), Global CIB, Asset Gathering, nei Paesi nei quali il Gruppo è presente), con un focus sullo sviluppo nel continuo dei servizi alla clientela, al fine di massimizzare il cross selling, guidare le strategie digitali di Gruppo nonché definire il nuovo modello di servizio della Banca;
- il Chief Operating Office (COO), posizione ricoperta da due co-Responsabili (co-Chief Operating Officers), è responsabile della supervisione delle attività di Finance, Cost Management e delle attività IT & Operations, Security;
- la Divisione CIB, posizione coperta da due co-Heads che riportano direttamente al Direttore Generale, ha un ruolo di coverage per i clienti multinazionali, per selezionati clienti "Large Corporate" con una forte domanda potenziale di prodotti di investment banking, per i clienti Financial and Institutional Groups (FIG) e ha la responsabilità delle Global Product Lines Global Transaction Banking (GTB), Global Financing & Advisory (F & A), Markets, nonché delle attività di internazionalizzazione;
- per quanto riguarda il perimetro italiano, i co-Heads della struttura "Italy", a riporto del Direttore Generale, sono responsabili della definizione delle strategie di business della "banca commerciale" e dell'indirizzo, coordinamento e controllo dei network;
- la Divisione CEE, a diretto riporto del Direttore Generale, coordina le attività svolte nei paesi dell'area Central and Eastern Europe nei quali il Gruppo è presente, perseguendo una visione unitaria di business nell'area;
- Group Institutional Affairs e Group Regulatory Affairs (nuovo macro set-up approvato dal Consiglio di Amministrazione nel gennaio 2018), entrambe a riporto dell'Amministratore Delegato, sono responsabili rispettivamente dello sviluppo delle relazioni con controparti istituzionali di interesse per il Gruppo nonché della gestione dei rapporti con le Autorità di Vigilanza bancaria a livello europeo (es. EBA, BCE) e con la Banca d'Italia;
- le diverse Funzioni definite Competence Line (Internal Audit; Planning, Finance & Administration; Risk Management; Lending; Legal; Compliance; Identity & Communications; Human Capital) mantengono, ciascuna per la propria area di competenza, la responsabilità di indirizzo, coordinamento e controllo delle attività del Gruppo e dei rischi correlati.
Il Collegio Sindacale ha esaminato le principali modifiche organizzative intervenute nel 2017, tra le quali segnala il nuovo modello organizzativo della Funzione Risk Management di UniCredit S.p.A., con focus sulle seguenti variazioni:
- agosto 2017: costituzione di Group NPE, come struttura a diretto riporto del Group Risk Management, a cui è attribuita la responsabilità di sviluppare la strategia e supervisionare la gestione, il processo, gli obiettivi e le cessioni delle NPE, dei repossessed asset e di ogni altro portafoglio deteriorato per l'intero Gruppo;
- ottobre 2017: revisione dell'ambito di responsabilità del Group Chief Risk Officer (Group CRO), a riporto diretto dell'Amministratore Delegato, che viene focalizzato sulle responsabilità di risk management propriamente dette e sulle attività di controllo di secondo livello e creazione di un Chief Lending Officer, responsabile del Group Lending Office di nuova costituzione, a presidio dell'attività creditizia nel rispetto delle strategie, politiche e linee guida di risk management;
- ottobre 2017: spostamento della struttura di Group Internal Validation a diretto riporto del Group Risk Management al fine di assicurare una piena segregazione dell'attività di validazione dall'attività dello sviluppo modelli.
Al Group Chief Risk Officer (Group CRO), fanno capo le attività finalizzate all'indirizzo strategico (inclusi i rischi di credito), alla definizione delle politiche di gestione dei rischi di Gruppo e dei limiti di rischio, allo sviluppo di modelli e metodologie per la misurazione dei rischi, al coordinamento e gestione delle attività di validazione dei sistemi di misurazione dei rischi, nonché, in particolare, al governo e controllo, per UniCredit S.p.A. e a livello di Gruppo, del Risk Appetite Framework - RAF, dell'Internal Capital Adequacy Assessment Process ICAAP e dei rischi di Gruppo.
Il Group CRO mantiene anche la responsabilità a livello di Gruppo per lo sviluppo della strategia (e la guida/supervisione della relativa esecuzione) per la gestione nelle sue diverse fasi fino alla vendita delle Esposizioni Non Performing - NPE, dei repossessed asset e altri portafogli deteriorati. Il Group CRO ed il CLO definiscono congiuntamente i criteri/regole per l'identificazione delle posizioni e degli asset da destinare alla cessione nonché i target sul portafoglio.
Al GLO, sotto la responsabilità del Chief Lending Officer, fanno capo il coordinamento e la gestione delle attività di underwriting ed erogazione del credito (valutazione del merito creditizio delle controparti di UniCredit S.p.A., delibera delle pratiche creditizie nell'ambito dei poteri deliberativi delegati o formulazione delle relative proposte agli Organi deliberativi competenti, anche ai fini del rilascio della cosiddetta "non binding opinion" - NBO creditizia sulle pratiche presentate dalle Società del Gruppo), nonché le fasi di post-delibera, assicurando l'adeguato monitoraggio delle posizioni in essere, le attività di credit collection (customer recovery) e la gestione delle attività di restructuring e workout per le posizioni di competenza della Capogruppo.
Il Collegio Sindacale ritiene adeguato il modello organizzativo con le indicate modifiche, alla luce degli orientamenti delle Autorità di Vigilanza e del perseguimento dell'obiettivo di continuo miglioramento dei processi creditizi (in particolare del perimetro Italia), anche attraverso un miglioramento della cultura del credito e una separazione di funzioni, in coerenza con gli indirizzi strategici e le politiche creditizie. Accoglie con favore la modifica volta a rafforzare l'indipendenza della struttura Group Internal Validation e favorire un ruolo più forte della stessa per assicurare un maggiore steering della Capogruppo nei confronti delle Funzioni locali di validazione dei modelli.
Il Collegio, tenuto anche conto dell'attenzione su questi temi rivolta dall'Autorità di Vigilanza e ferme restando le attività precipue di pertinenza di Internal Audit, monitorerà l'effettiva implementazione e relativa efficacia delle modifiche organizzative in oggetto, stante la loro rilevanza ai fini di un corretto e adeguato assetto organizzativo per il controllo dei rischi e la gestione del credito.
Inoltre, il Collegio ha preso atto della costituzione, nel settembre 2017, della struttura Group Administrative & Analytics Office (GA&AO), a diretto riporto del Chief Operating Office, a cui è attribuita la responsabilità dell'indirizzo e coordinamento a livello Gruppo e della gestione per UniCredit S.p.A. degli adempimenti in materia di bilancio e fiscalità, nonché delle attività di sviluppo e implementazione della strategia di gestione e utilizzo dei dati.
Infine, il Collegio ha esaminato i cambiamenti intervenuti nell'area del Chief Operating Office in tema di riorganizzazione nelle Funzioni IT e Operations del Gruppo (UBIS); ha preso atto positivamente degli obiettivi sottostanti, volti a garantire un coordinamento "lean & steering", uno snellimento dei processi, una maggiore efficienza nonché una relazione più diretta e trasparente con il business. In particolare, per garantire una attenzione continua alla strategia ICT e una corretta erogazione dei servizi alla clientela, sono stati introdotti i nuovi ruoli dei CIO Chief Information Officer. Il neo costituito Transformation Office guiderà UBIS in questo periodo di trasformazione e terrà monitorata la qualità dei servizi e la soddisfazione del cliente, mentre la nuova struttura Tech supervisionerà la qualità dei servizi IT a supporto del business con la finalità di assicurare una infrastruttura ICT innovativa ed economicamente sostenibile.
Il Collegio seguirà, anche con riguardo alle modifiche organizzative sopra citate, la loro effettiva implementazione, stante la sempre crescente importanza del rischio ICT.
Nel solco delle attività di analisi già effettuate nel 2016 in ordine al Progetto DeLorean il Collegio, anche a seguito di confronto con il JST (Joint Supervisory Team - Banca Centrale Europea), ha ritenuto opportuno approfondire nel corso del 2017 il modello organizzativo ed i flussi informativi successivi all'esecuzione dell'operazione.
Relazione del Collegio sindacale
In particolare, ha esaminato con le strutture competenti gli effetti relativi:
- al venir meno del ruolo di sub-holding di Bank Austria AG (inclusa la necessità di emanazione di policy specifiche);
- alle nuove modalità di gestione operativa della liquidità dell'area CEE (ora posta in essere dalla Capogruppo con competenza sui Liquidity Reference Bank - LRB della CEE);
- ai profili organizzativi ed HR;
- alla struttura del Permanent Establishment (PE) di Vienna.
Il Collegio Sindacale ha preso atto delle iniziative di steering, attuate ed in corso per rafforzare l'assetto post DeLorean, in particolare quelle riferite al monitoring ed al reporting, principalmente a riguardo della gestione della liquidità, come anche evidenziato dall'Autorità di Vigilanza.
Inoltre, il Collegio Sindacale ha avuto modo di relazionarsi nel corso di incontri tenutisi a Vienna nel mese di novembre 2017 con il Chairman e il Deputy Chairman dell'Audit Committee di Bank Austria AG, nonché con i Presidenti degli Audit e Risk Committee delle Società del Gruppo appartenenti all'area CEE, nell'ambito della periodica iniziativa organizzata dal Chairman dell'IC&RC, approfondendo ulteriormente le tematiche inerenti l'attuazione dell'operazione DeLorean nonché alcuni profili specifici delle citate Società.
Alla luce dell'entrata in vigore della nuova normativa relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali (Regolamento UE n.679/2016), il Collegio Sindacale ha esaminato il Progetto GDPR General Data Protection Regulation, che prevede il coinvolgimento di tutte le principali Società del Gruppo, inclusa UBIS, con l'obiettivo di garantire a livello di Gruppo la conformità ai requisiti previsti dalla nuova regolamentazione europea. Il progetto, tramite un approccio graduale cosiddetto risk based, prevede l'implementazione dei principali requisiti previsti dal Regolamento (implementazione processi/interventi ICT, quali diritto alla portabilità, informativa e consensi, registro dei trattamenti, gestione di eventuali data breach ed il Data Protection Impact Assessment) entro il 25 maggio 2018, data di entrata in vigore della normativa.
Il Consiglio di Amministrazione ha nominato, nel febbraio 2018, il Data Protection Officer (DPO) di UniCredit S.p.A.
Il Collegio Sindacale ha rilasciato i propri pareri favorevoli richiesti dalla normativa di riferimento, circa l'idoneità dei candidati proposti, nell'avvicendamento dei seguenti ruoli aziendali:
- Group Chief Risk Officer (con decorrenza 1 ottobre 2017);
- Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (a valere dal giorno successivo all'approvazione del progetto di bilancio 2017 da parte del Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A.);
- Responsabile della Funzione Antiriciclaggio (per il perimetro Italia con decorrenza 1 dicembre 2017).
Adeguatezza delle Funzioni di Controllo e Piani di Attività
Funzione Internal Audit
Il Collegio ha preso atto dell'esito "generally conforms" dell'external quality assurance review concluso nell'ottobre 2017 da Ernst & Young sulla Funzione Internal Audit di UniCredit S.p.A., che rappresenta la valutazione più alta nella scala ed ha espresso il proprio apprezzamento per le risultanze dell'attività di validazione esterna, con particolare riferimento all'indipendenza della Funzione. Il Piano di Audit 2017 risulta complessivamente realizzato.
Il Collegio ha esaminato il Piano di Audit per il 2018 (quale parte integrante del Piano di Audit pluriennale) approvato dal Consiglio di Amministrazione nel mese di gennaio 2018. Detto Piano, oltre a prevedere la copertura dei principali rischi del Gruppo, tiene conto della evoluzione normativa e regolamentare; la pianificazione, basata sulla rischiosità delle attività/processi, prevede attività on-site e off-site, con utilizzo anche di metodologie di controllo remoto per le strutture Retail nonché azioni finalizzate ad acquisire una valutazione end-to-end dei processi a livello di Gruppo.
Il Collegio ha, quindi, preso atto del numero delle risorse facenti parte della Funzione, delle iniziative di job rotation intraprese con le Funzioni di business e con le altre Funzioni di controllo volte anche al miglioramento della diffusione della risk culture. Sulla base delle informazioni acquisite, il Collegio ritiene adeguata l'attuale capacity della Funzione ad adempiere ai propri compiti, sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente.
Group Risk Management
Il Collegio Sindacale ha preso atto che il Consiglio di Amministrazione, nella seduta di gennaio 2018, ha approvato il Piano delle attività 2018 della Funzione Group Risk Management (GRM), sviluppato tenendo anche conto del complessivo contesto delle richieste della Banca Centrale Europea e delle evoluzioni del contesto regolamentare.
Sulla base delle informazioni acquisite, il Collegio ritiene adeguato il dimensionamento e la capacity della Funzione GRM per la realizzazione degli obiettivi previsti dal Piano 2018, nonostante anche tale Funzione di controllo dovrà confrontarsi con riduzioni dimensionali il cui impatto, tuttavia, risulta già considerato in sede di pianificazione delle attività della struttura. Il Collegio ha raccomandato la necessità di non disperdere le qualificate competenze presenti e ha auspicato che l'implementazione del profondo riassetto organizzativo risulti funzionale al perseguimento degli sfidanti obiettivi, con particolare riferimento:
- alla focalizzazione sull'asset quality in linea con il Piano Transform 2019;
- alla risoluzione dei rilievi dei Regulator e di Internal Audit, assicurando disciplina nell'esecuzione;
- al rafforzamento della governance, allo scopo di innalzare la coerenza di comportamenti e lo steering a livello di Gruppo;
- al completamento dell'NPE Multi Year Plan e della Model RoadMap.
Funzione Compliance
Il Collegio ha preso atto di alcune modifiche organizzative intervenute nel 2017, volte a rinnovare e semplificare l'assetto della Funzione, in particolare dell'ampliamento del perimetro di competenza della struttura Group Anti Financial Crime Compliance, al fine di creare un unico presidio di Compliance per il Gruppo e per UniCredit SpA. in tema di antiriciclaggio, contrasto al terrorismo, sanzioni finanziarie e anticorruzione; è stata costituita una struttura dedicata al presidio del rischio di conformità in tema di Sanzioni Finanziarie sia a livello di Gruppo che di UniCredit S.p.A., denominata Group & Italy Financial Sanctions.
Il Collegio Sindacale ha esaminato il Piano delle Attività 2018 della Funzione (approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta di febbraio 2018); lo stesso prevede una riduzione complessiva del numero di risorse impegnate nella Funzione e quindi della capacity complessiva, stante la riduzione complessiva del personale del Gruppo prevista dal Piano Transform 2019.
Sulla base delle informazioni acquisite, il Collegio Sindacale ritiene adeguata la capacity della Funzione alla luce: i) di quanto previsto dal Piano di Compliance; ii) della disponibilità di budget per eventuali interventi di consulenza esterna e/o in outsourcing; iii) della circostanza che la capacity risulta sostanzialmente allineata alla media di settore, in particolare rispetto a peer con struttura di business affine ad UniCredit.
Il Collegio ha esaminato inoltre i principali driver che consentono di considerare la capacity della Funzione idonea al completamento del Piano di Compliance 2018, pur in previsione della riduzione numerica delle risorse impegnate, in particolare: (i) l'automazione di determinate attività, (ii) l'unificazione di alcuni tool, (iii) la maggior diffusione della Compliance Culture a tutti i livelli del Gruppo, (iv) il rafforzamento degli skill delle persone della Competence Line, con specifici percorsi di certificazione e formazione dedicata, (v) il commitment manageriale che ha contribuito a favorire l'accresciuta reattività delle strutture della Banca ai finding di Internal Audit e di Compliance.
11. Politiche retributive
Il Collegio Sindacale ha preso atto che il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 5 marzo 2018, ha approvato il documento "Politica retributiva di Gruppo 2018" e la relativa Relazione illustrativa degli Amministratori, da sottoporre all'Assemblea degli Azionisti. Detto documento definisce i principi e gli standard utilizzati per disegnare, implementare e monitorare i sistemi retributivi di Gruppo, nell'ambito della revisione della strategia del Gruppo descritta dal Piano Strategico 2016-2019, che vede confermati i preesistenti pilastri con rinnovata architettura. Il Collegio Sindacale ha preso atto del rapporto emesso dalla Funzione Internal Audit "2017 Remuneration Policies and Practices", che si conclude con la formulazione di un giudizio "satisfactory".
Infine, il Collegio Sindacale, in osservanza della normativa vigente, ha esaminato le proposte di:
- Goal Setting 2018 per l'Amministratore Delegato, il Co-Chief Operating Officer Dirigente Preposto e la Responsabile della Funzione Internal Audit di UniCredit S.p.A.;
- revisione retributiva 2018 per il Co-Chief Operating Officer Dirigente Preposto e la Responsabile della Funzione Internal Audit di UniCredit S.p.A. (per l'Amministratore Delegato, è rimasta invariata rispetto all'anno precedente);
- revisione del bonus 2017 per il Co-Chief Operating Officer Dirigente Preposto e la Responsabile della Funzione Internal Audit di UniCredit S.p.A. (nessuna proposta di bonus 2017 è stata formulata per l'Amministratore Delegato stante il fatto che nei suoi confronti il Piano di Incentivazione di lungo termine 2017-2019 LTI Long Term Incentives sostituisce il bonus variabile per l'intera durata del Piano),
e ne ha verificato la correttezza del processo e dei criteri adottati della Banca, inclusa la coerenza con la normativa di riferimento, esprimendo quindi i propri pareri favorevoli.
12. Dichiarazione Non Finanziaria
Il Collegio Sindacale, preso atto del D.lgs. 254/2016 relativo alla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e del Regolamento di attuazione emesso dalla CONSOB con delibera del 18 gennaio 2018, ha vigilato, nell'esercizio della propria funzione, sull'osservanza delle disposizioni ivi contenute in ordine alla redazione della Dichiarazione Non Finanziaria (di seguito, anche "DNF") nell'ambito del Bilancio Integrato, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 5 marzo 2018.
Il Collegio ha incontrato, in varie sedute, la Funzione preposta alla redazione della DNF, i rappresentanti della Società di revisione incaricata (Deloitte & Touche) ed esaminato la documentazione resa disponibile. Ha anche analizzato la Circolare Assonime n.13 del 12 giugno 2017 a commento del D.lgs. 254/2016. Ha inoltre riscontrato l'emissione, nel mese di novembre 2017, della Global Rule "Predisposizione delle Informazioni Non Finanziarie ai fini della Redazione del Bilancio Integrato", volta a definire ruoli, responsabilità, attività, controlli e flussi informativi di coordinamento tra la Capogruppo e le Società e strutture del Gruppo.
Relazione del Collegio sindacale
Ha preso altresì atto della relazione emessa dalla Società di revisione in data 12 marzo 2018 la quale riporta che non sono pervenuti alla sua attenzione elementi che facciano ritenere che la DNF del gruppo UniCredit non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità con la normativa di riferimento.
Sulla base delle informazioni acquisite, il Collegio Sindacale attesta che, nel corso della propria disamina relativa alla Dichiarazione Non Finanziaria, non sono pervenuti alla sua attenzione elementi di non conformità e/o di violazione delle relative disposizioni normative.
13. Ulteriore attività del Collegio Sindacale e informativa richiesta dalla CONSOB
Nell'esercizio delle proprie funzioni il Collegio Sindacale, come prescritto dall'art. 2403 del Codice Civile e dall'art.149 del D.lgs. 58/1998 (TUF): • ha vigilato sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento ai quali UniCredit S.p.A. dichiara di attenersi. UniCredit S.p.A. aderisce al Codice di Autodisciplina promosso dalla Borsa Italiana S.p.A. e ha redatto, ai sensi dell'art.123 bis del D.lgs. 58/1998 (TUF), l'annuale "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari" nella quale sono fornite informazioni circa: i) le pratiche di governo societario effettivamente applicate;
- ii) le principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno;
- iii) i meccanismi di funzionamento dell'Assemblea degli Azionisti, i suoi principali poteri, i diritti degli Azionisti e le modalità del loro esercizio; iv) la composizione e il funzionamento degli organi di amministrazione e controllo e dei loro comitati nonché le altre informazioni previste dall'art.123-bis del D.lgs. 58/1998 (TUF);
- ha vigilato sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle società controllate ai sensi dell'art.114, comma 2 del D.lgs.58/1998 (TUF);
- ha scambiato informazioni con i Collegi Sindacali delle società direttamente controllate come richiesto dall'art.151, comma 2, del D.lgs. 58/1998 (TUF) e dalle Istruzioni di Vigilanza della Banca d'Italia. Nel mese di gennaio 2018, il Collegio Sindacale, in aggiunta allo scambio di corrispondenza, ha incontrato i Presidenti dei Collegi Sindacali delle principali Società italiane del Gruppo, al fine di ricevere segnalazioni su eventuali criticità afferenti i sistemi di amministrazione e controllo e l'andamento generale dell'attività sociale;
- ha espletato la propria attività di vigilanza anche attraverso accertamenti condotti presso alcune filiali, business center e area corporate in Italia;
- ha preso atto che UniCredit S.p.A., come già riferito, è stata oggetto di verifiche ispettive da parte delle Autorità di Vigilanza, sia nazionali che estere, che hanno fatto emergere la presenza di alcuni finding relativi ad aspetti gestionali, a profili organizzativi, di controllo e di conformità, per le quali UniCredit S.p.A. ha predisposto piani pluriennali di azioni correttive che comportano specifiche iniziative progettuali, la cui realizzazione dovrà completarsi nel puntuale rispetto delle tempistiche indicate alle Autorità di Vigilanza;
- ha più volte incontrato in conformità alle normative e alle prassi in uso, le Autorità di Vigilanza al fine di un proficuo scambio informativo su temi di reciproco interesse, anche in merito a tematiche specifiche illustrate nella presente relazione.
Il Collegio Sindacale ha ricevuto comunicazioni e/o esposti anche qualificati come tali ai sensi dell'art.2408 del Codice Civile. In particolare, si segnalano:
- una comunicazione in data 14 aprile 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Marco Bava;
- una comunicazione in data 19 aprile 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Marco Bava;
- una comunicazione in data 11 maggio 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Pierluigi Carollo;
- una comunicazione in data 22 maggio 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Tommaso Marino;
- una comunicazione in data 5 giugno 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Tommaso Marino;
- una comunicazione in data 10 luglio 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Tommaso Marino;
- una comunicazione del 3 novembre 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Tommaso Marino;
- una comunicazione in data 20 novembre 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Tommaso Marino;
- una comunicazione in data 11 dicembre 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Marco Bava;
- una comunicazione in data 27 dicembre 2017, ricevuta via posta certificata da parte dell'azionista Sig. Tommaso Marino.
Il Collegio Sindacale, a fronte delle segnalazioni di volta in volta ricevute, si è prontamente attivato, nella totalità dei casi, per assumere dalle competenti strutture le informazioni necessarie ad esaminare e valutare le fattispecie sottoposte, condividendo, nella totalità dei casi, la ragionevolezza delle conclusioni prospettate da tali strutture.
Nel corso dell'esercizio il Collegio Sindacale ha rilasciato i pareri ed espresso le osservazioni che la normativa vigente e le disposizioni di vigilanza per le banche assegnano alla sua competenza.
Inoltre, il Collegio Sindacale segnala:
- di avere preso atto dell'autovalutazione richiesta dalle disposizioni di Vigilanza, effettuata dal Consiglio di Amministrazione, nelle sedute del 7 febbraio e 5 marzo 2018;
- di aver partecipato, oltre alle riunioni consiliari, ad off-site meeting dedicati, tra l'altro, alla implementazione e revisione delle strategie del Gruppo;
- di aver verificato, secondo quanto raccomandato dal Codice di Autodisciplina della Borsa Italiana, il possesso, da parte dei propri componenti, dei medesimi requisiti di indipendenza richiesti per gli Amministratori;
- di aver riscontrato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento dei requisiti adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare annualmente l'indipendenza dei suoi componenti;
- di aver riscontrato che il Consiglio di Amministrazione ha effettuato l'accertamento degli incarichi ricoperti ai fini del divieto di interlocking ai sensi dell'articolo 36 del D.L. 201/2011;
- di aver vigilato affinché le operazioni compiute con i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo fossero sempre poste in essere nel rispetto dell'art.136 del TUB e delle Istruzioni di Vigilanza.
Il Collegio Sindacale non ritiene necessario esercitare la facoltà di formulare proposte all'Assemblea ai sensi dell'art.153, secondo comma, del D.lgs.58/1998 (TUF).
Corporate Governance
Il Collegio Sindacale di UniCredit S.p.A. opera nell'ambito di una governance integrata e di adeguati e strutturati flussi informativi endo-societari. Il Collegio ha preso atto delle informazioni fornite nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, approvata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 5 marzo 2018.
Il Collegio, a norma di quanto disposto nella Circolare 285/2013 della Banca d'Italia, ha effettuato l'autovalutazione sulla propria composizione e funzionamento, valutandoli adeguati anche alla luce del suo divenire nel tempo e della differenziazione di skill e competenze al proprio interno, che assicura l'efficace funzionamento dell'Organo nel continuo.
I componenti del Collegio Sindacale hanno partecipato, nel corso dell'esercizio, all'induction program permanente per i componenti del Consiglio di Amministrazione, basato su cicli triennali legati al mandato del Consiglio stesso e predisposto anche con il supporto di un consulente esterno. Tale programma garantisce una formazione mirata e continua, che tenga conto sia delle esigenze individuali che collettive dei componenti dell'organo, al fine di preservare, tra l'altro, nel tempo il bagaglio di competenze tecniche necessarie per svolgere con consapevolezza il ruolo.
Il Collegio Sindacale ha partecipato alle riunioni dell'IC&RC acquisendo un'informativa periodica sulle tematiche di comune interesse; ha sviluppato nel corso del 2017 gli opportuni collegamenti funzionali con il Comitato Parti Correlate e Investimenti in Equity, per lo svolgimento delle attività comuni ai due organi e per lo scambio delle informazioni di reciproco interesse, nel rispetto delle specifiche competenze.
Il Collegio ha riferito semestralmente al Consiglio di Amministrazione e all'IC&RC circa le principali attività svolte e le raccomandazioni formulate.
Al fine di rafforzare la corporate governance in linea con le migliori prassi, in data 4 dicembre 2017 l'Assemblea degli Azionisti di UniCredit ha approvato le seguenti modifiche della corporate governance proposte dal Consiglio di Amministrazione:
- attribuzione al Consiglio di Amministrazione della facoltà di presentare una propria lista di candidati alla carica di Amministratore e incremento del numero degli Amministratori tratti dalla lista seconda per numero di voti espressi;
- eliminazione del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto;
- conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie;
- trasferimento della sede sociale da Roma a Milano.
Relazione del Collegio sindacale
Conclusioni
A seguito dell'attività di vigilanza svolta dal Collegio Sindacale non sono emersi fatti censurabili, omissioni o irregolarità da segnalare nella presente Relazione.
Nel corso delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, durante le quali sono state esaminate le operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale di UniCredit S.p.A. e delle società controllate, il Collegio Sindacale ha ricevuto le informazioni di cui all'art.150, comma 1, del D.lgs. 58/1998 (TUF).
Sulla base delle informazioni acquisite attraverso la propria attività di vigilanza, il Collegio Sindacale non è venuto a conoscenza di operazioni poste in essere nell'esercizio cui si riferisce la presente relazione, non improntate al rispetto dei principi di corretta amministrazione, deliberate e poste in essere non in conformità alla legge e allo Statuto Sociale, non rispondenti all'interesse di UniCredit S.p.A., in contrasto con le delibere assunte dall'Assemblea, manifestamente imprudenti o azzardate, mancanti delle necessarie informazioni in caso di sussistenza di interessi degli Amministratori o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale.
Tenuto conto di tutto quanto precede, il Collegio Sindacale, considerato il contenuto delle relazioni redatte dal Revisore legale, preso atto delle attestazioni rilasciate congiuntamente dall'Amministratore Delegato e dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, non rileva, per quanto di propria competenza, motivi ostativi all'approvazione della proposta di bilancio individuale al 31 dicembre 2017 e di distribuzione di dividendo formulata dal Consiglio di Amministrazione. Al riguardo, il Collegio Sindacale prende atto che il Consiglio di Amministrazione ha valutato la proposta di distribuzione del dividendo basata su presupposti prudenti atti a consentire, in maniera lineare nel corso del tempo, il costante rispetto dei requisiti prudenziali di capitale.
Milano, 13 marzo 2018
Per il Collegio Sindacale
Il Presidente Pierpaolo Singer
UniCredit S.p.A. · Relazioni e Bilancio 2017 367
Bilancio dell'Impresa | Relazioni e delibere Relazione del Collegio sindacale
368 Relazioni e Bilancio 2017 · UniCredit S.p.A.
Relazione della Società di revisione
Relazione della Società di revisione
Relazione della Società di revisione indipendente ai sensi dell'art.14 del D.Lgs. n.39 del 27 gennaio 2010 e dell'art.10 del Regolamento (UE) n.537/2014 370
| Aspetti chiave della revisione contabile - Progetto FINO: cancellazione contabile (c.d. "derecognition") di un portafoglio di crediti deteriorati a seguito di cessione tramite cartolarizzazione |
Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave della revisione contabile |
|---|---|
| In data 1 febbraio 2017, nell'ambito del Piano strategico 2016-2019 "Transform 2019", il Consiglio di Amministrazione della Banca ha approvato un progetto concernente la dismissione di esposizioni creditizie originariamente classificate a sofferenza, riferibili a comparti diversi, unitariamente ricondotte a un portafoglio convenzionalmente denominato "Portafoglio FINO". In conformità al principio contabile internazionale IFRS 5, i crediti ricondotti al suddetto portafoglio (con un valore lordo al 31 dicembre 2016 pari a 17.045 millioni di Euro) erano stati iscritti nel bilancio 2016 nella voce "140. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione", in considerazione del manifestato intento della Banca di procedere alla progressiva dismissione dell'intero portafoglio entro 12 mesi, ad un valore pari a 2.209 milioni di Euro allineato, ai sensi del principio contabile internazionale IAS 39 (paragrafo 63 e AG 84), ai prezzi di cessione rivenienti dai framework agreement sottoscritti dalla Banca nel corso del mese di dicembre 2016 con due investitori terzi. Nella relazione sulla gestione e nella nota integrativa Parte E - Informativa sui rischi e sulle politiche di copertura, gli Amministratori riportano che nel corso del secondo semestre dell'esercizio 2017 è stata perfezionata la cessione dei crediti del Portafoglio FINO con l'emissione dei titoli Asset Backed Securities (ABS) da parte degli Special Purpose Vehicles (SPV) cessionari dei crediti stessi e la relativa sottoscrizione da parte di UniCredit S.p.A. (per il 49,9% di tutte le classi dei titoli ABS emessi) e di investitori terzi (per il 50,1% di tutte le classi dei titoli ABS emessi). A seguito della cessione si sono verificate le condizioni richieste dallo IAS 39 per la cancellazione contabile ("derecognition") dei crediti dallo stato patrimoniale di UniCredit S.p.A. |
Le procedure di revisione, svolte anche con il supporto di esperti in materia di operazioni di cartolarizzazione e legale appartenenti alla rete Deloitte, nonché di principi contabili internazionali IAS/IFRS, hanno incluso, tra le altre, le seguenti: · analisi e comprensione del processo: i) di selezione delle controparti terze che hanno sottoscritto gli accordi di cessione; ii) di approvazione dell'operazione di cessione crediti da parte dei competenti organi della Banca; · ottenimento ed analisi: i) della contrattualistica stipulata con le controparti terze che hanno sottoscritto gli accordi di cessione; ii) della corrispondenza pertinente intercorsa con le Autorità di Vigilanza; iii) dei verbali delle riunioni degli organi sociali della Banca; analisi del trattamento contabile dell'operazione di cessione crediti (tramite cartolarizzazione) anche mediante colloqui con i responsabili delle funzioni aziendali e delle relative unità organizzative coinvolte, nonché con l'Organo di Controllo della Banca; verifica dell'esistenza delle condizioni richieste dal principio contabile internazionale IAS 39, ed in particolare dei paragrafi 18 (a), 20 (a) e 20 (c,i), per l'applicazione della cancellazione ("derecognition") dallo stato patrimoniale di UniCredit S.p.A. dei crediti rientranti nel Portafoglio FINO anche mediante l'analisi di pareri contabili emessi da esperti incaricati dalla Direzione della Banca; verifica del modello quantitativo utilizzato dalla Banca per l'analisi dei flussi di cassa relativi al portafoglio di crediti deteriorati oggetto di cessione; elaborazione di ulteriori scenari di stress del modello quantitativo utilizzato dalla Banca per la verifica del trasferimento sostanziale (da parte della Banca) dei rischi e benefici sul portafoglio di crediti deteriorati oggetto di cessione; |
| Successivamente, anche a seguito dell'ottenimento della Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GACS) sulla tranche più senior (Classe A) emessa da uno degli SPV cessionari, la Banca ha attuato la progressiva cessione ad investitori terzi dei titoli ABS originariamente sottoscritti attraverso transazioni di mercato alcune delle quali regolate nel mese di gennaio 2018, al fine di ridurne l'ammontare complessivamente detenuto sotto la soglia del 20%. Nella nota integrativa Parte C - Informazioni sul conto economico Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100 del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2017, sono descritti gli effetti economici rilevati nell'esercizio 2017 in relazione alla sopra illustrata cessione del Portafoglio FINO. In considerazione della complessità dell'operazione e della rilevanza degli effetti contabili connessi, abbiamo ritenuto il trattamento contabile ("derecognition") del Progetto FINO un aspetto chiave della revisione contabile del bilancio d'esercizio di UniCredit S.p.A. al 31 dicembre 2017. |
· ottenimento di conferme esterne relativamente alla quota parte del corrispettivo di cessione differito iscritto nell'attivo patrimoniale alla voce Crediti verso la clientela; ottenimento ed analisi della documentazione predisposta dalla Banca per l'Istanza di concessione della garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GACS); · verifica dell'adeguata valutazione degli Asset Backed Securities sottoscritti dalla Banca ed iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2017 nelle voci Attività Finanziarie Disponibili per la Vendita (tranche Senior e Mezzanine) e Attivita Finanziarie Valutate al Fair Value (tranche Junior) sulla base di valori desunti dalle transazioni di mercato alcune delle quali regolate nel mese di gennaio 2018 (Fair Value Livello 2) ovvero sulla base di un modello interno (Fair Value Livello 3). Abbiamo infine verificato l'adeguatezza e la conformità dell'informativa fornita nella nota integrativa rispetto a quanto previsto dai principi contabili applicabili. |
|---|---|
| Aspetti chiave della revisione contabile - Classificazione e valutazione crediti verso la clientela non deteriorati |
Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave della revisione contabile |
| Come indicato nella nota integrativa Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale e nella relazione sulla gestione, al 31 dicembre 2017 i crediti verso la clientela non deteriorati di UniCredit S.p.A. ammontano ad un valore lordo pari a 195.984 milioni di Euro, le rettifiche di portafoglio a 916 milioni di Euro e la conseguente esposizione netta a 195.068 millioni di Euro. La relazione sulla gestione evidenzia, inoltre, un grado di copertura (c.d. "coverage ratio") dei crediti non deteriorati al 31 dicembre 2017 pari allo 0,47%. Per la classificazione delle esposizioni creditizie nelle varie classi di rischio omogenee, la Banca fa riferimento alla normativa di settore, integrata dalle disposizioni interne che disciplinano le regole di classificazione e trasferimento nell'ambito delle diverse categorie di rischio. |
Le procedure di revisione svolte hanno incluso, tra le altre, le seguenti: · analisi e comprensione del sistema di controllo interno della Banca nonché della relativa normativa interna relativamente al processo creditizio che ha incluso, in particolare, l'identificazione dei presidi organizzativi e procedurali messi in atto dalla Banca per il monitoraggio della qualità del credito nonché per l'adeguatezza della classificazione secondo le disposizioni della normativa di settore e per la relativa valutazione in conformità ai principi contabili applicabili; · verifica dell'implementazione delle procedure e dei processi aziendali, nonché verifica dell'efficacia operativa dei controlli rilevanti ai fini del processo di classificazione e valutazione; |
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| Aspetti chiave della revisione contabile - Rischi legali connessi al mancato rispetto delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti d'America ("U.S.") ad altri Paesi |
Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave della revisione contabile |
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| Come descritto nella nota integrativa Parte E - Informativa sui rischi e sulle politiche di copertura, nel marzo 2011 la società controllata UniCredit Bank AG ("UCB AG") ha ricevuto una subpoena dal District Attorney for New York County ("NYDA") in relazione a operazioni effettuate in precedenti esercizi che avevano coinvolto alcune società iraniane, individuate dal U.S. Treasury Department's Office of Foreign Assets Control ("OFAC"). A tale riguardo, nel giugno 2012, lo U.S. Department of Justice ha aperto un'indagine per verificare il rispetto delle misure OFAC da parte di UCB AG e, più in generale, delle sue controllate. In questo contesto, UCB AG sta conducendo volontariamente, anche con il supporto di legali esterni, un'indagine interna per verificare la propria passata operatività nei pagamenti in dollari statunitensi ed il proprio rispetto delle sanzioni economiche imposte dagli U.S. nei confronti dell'Iran nel corso della quale sono emerse alcune pratiche non trasparenti relativamente al passato. A tale riguardo, anche UniCredit S.p.A. e la controllata UniCredit Bank Austria AG hanno autonomamente avviato, anche con il supporto di legali esterni, indagini interne per verificare il proprio rispetto delle sanzioni economiche imposte dagli U.S. identificando, analogamente, alcune pratiche non trasparenti relative al passato. |
Le procedure di revisione, svolte anche con il supporto di esperti in materia legale appartenenti alla rete Deloitte, hanno incluso, tra le altre, le seguenti: · analisi e comprensione del sistema di controllo interno della Banca relativamente alla gestione e al monitoraggio dei contenziosi e/o di questioni legali; · analisi e comprensione del processo di gestione, monitoraggio e informativa agli organi di governo della Banca adottato dalla funzione legale e dalla funzione compliance con specifico riferimento alla vicenda in esame; · svolgimento di periodici incontri con i responsabili della funzione legale e della funzione compliance della Banca e con i legali dalla stessa incaricati; · ottenimento ed esame delle conferme scritte e dei pareri predisposti dai legali incaricati dalla Banca a supporto delle valutazioni effettuate dagli Amministratori della Banca ai fini della predisposizione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2017; · analisi degli eventi successivi alla data di chiusura del bilancio. Abbiamo infine verificato l'adeguatezza e la conformità dell'informativa fornita nella nota integrativa rispetto a quanto previsto dai principi contabili applicabili. |
| Le considerazioni svolte dagli Amministratori in merito alla vicenda in esame sono riportate nel paragrafo "Questioni connesse alle sanzioni economiche" della Parte E - Informativa sui rischi e sulle politiche di copertura della nota integrativa. |
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| In relazione alla complessità della questione, alle incertezze connesse agli esiti delle indagini ed alla rilevanza degli effetti economico-patrimoniali che ne potrebbero derivare, abbiamo ritenuto che la valutazione dei rischi legali relativi al mancato rispetto delle sanzioni economiche statunitensi sia da considerare un aspetto chiave della revisione contabile del bilancio d'esercizio di |
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UniCredit S.p.A. · Relazioni e Bilancio 2017 379
Creativ ità copertina e introdu zione: UniCredit S.p.A.
Creativ ità f rontes pizi: Leagas Delaney
D es ig n, s v ilu ppo g raf ico e realizzazione: UniCredit S.p.A.
Stam pa: CPZ S.p.A.
Aprile 2018
L e em is s ioni di g as s erra deriv anti dalla s tam pa delle UniCredit S.p.A. Relazioni e Bilancio 2017, delle Relazioni e Bilancio Cons olidato 2017 e del Bilancio I nteg rato 2017 e dalla dis trib u zione delle relativ e copie cartacee, sono state neutralizzate, con il supporto di Officinæ Verdi, acquistando crediti di tipo Gold Standard attraverso un progetto per il recupero di gas da discarica in Cina. I progetti Gold Standard sono promossi dal WWF perché caratterizzati dallo standard di certificazione per offsetting più rigoroso sul profilo ambientale e sociale.




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