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Snam Annual Report 2016

Mar 20, 2017

4042_10-k_2017-03-20_63ce130b-3d48-465b-b61b-83a9e225176a.pdf

Annual Report

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Relazione finanziaria annuale 2016

Relazione finanziaria annuale 2016

Valori e missione

Snam è leader in Europa nella realizzazione e gestione integrata delle infrastrutture del gas naturale. Favorisce le condizioni per un costo equo dell'energia attraverso la gestione efficiente del sistema gas, lo sviluppo delle infrastrutture e l'offerta di servizi integrati per il mercato. Promuove l'integrazione delle reti europee anche attraverso partnership strategiche con i più importanti operatori del settore lungo i principali corridoi energetici continentali.

Snam segue un modello di business etico e socialmente responsabile, in grado di generare valore per l'azienda e per le comunità in cui opera attraverso una professionalità riconosciuta e un dialogo trasparente con tutti gli stakeholder, nel rispetto dell'ambiente e dei territori. Una strategia di sviluppo chiara e sostenibile nel lungo periodo, basata su un piano di investimenti tra i più significativi nel panorama industriale del Paese, consente alla Società di attrarre capitali italiani ed esteri favorendo crescita e occupazione.

Con le sue circa 3.000 persone, Snam è attiva nel trasporto, nello stoccaggio e nella rigassificazione del gas naturale. Gestisce una rete nazionale di trasporto lunga oltre 32.000 chilometri, 9 siti di stoccaggio e 1 rigassificatore.

Per Snam, Gruppo Snam o gruppo si intende Snam S.p.A. e le imprese incluse nell'area di consolidamento.

Organi sociali

CONSIGLIO COLLEGIO DI AMMINISTRAZIONE (*) SINDACALE (*)

Carlo Malacarne (1) Leo Amato (4) Amministratore Delegato Sindaci effettivi Marco Alverà (1) Massimo Gatto (5) Consiglieri Maria Luisa Mosconi (4) Sabrina Bruno (2) (3) Sindaci supplenti Monica De Virgiliis (1) (2) Sonia Ferrero (5) Francesco Gori (2) (3) Maria Gimigliano (4) Yunpeng He (1) Lucia Morselli (1) (2) Elisabetta Oliveri (2) (3) Alessandro Tonetti (1)

Presidente Presidente

COMITATO CONTROLLO E RISCHI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE COMITATO NOMINE

Elisabetta Oliveri - Presidente Francesco Gori - Presidente Sabrina Bruno Monica De Virgiliis Lucia Morselli Alessandro Tonetti

COMITATO PER LA REMUNERAZIONE COMITATO DI SOSTENIBILITà (**)

Monica De Virgiliis - Presidente Sabrina Bruno - Presidente Elisabetta Oliveri Yunpeng He Alessandro Tonetti Lucia Morselli

SOCIETÀ DI REVISIONE (***)

EY S.p.A.

(*) Nominati dall'Assemblea degli azionisti del 27 aprile 2016 - in carica fino alla data dell'Assemblea che sarà convocata nel 2019 per l'approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018.

  • (**) Istituito dal Consiglio di Amministrazione in data 11 maggio 2016.
  • (***) Incarico conferito dall'Assemblea degli azionisti del 27 aprile 2010 per il periodo 2010 2018.

(1) Consiglieri candidati nella lista presentata dall'azionista CDP Reti S.p.A.

(2) Consiglieri indipendenti ai sensi del TUF e del Codice di Autodisciplina.

  • (3) Consiglieri candidati nella lista presentata congiuntamente da Investitori Istituzionali.
  • (4) Sindaci candidati nella lista presentata dall'azionista CDP Reti S.p.A.

(5) Sindaci candidati nella lista presentata congiuntamente da Investitori Istituzionali.

Indice

7 Relazione sulla gestione
7 Informazioni sulla Relazione
10 Lettera agli Azionisti e agli Stakeholder
13 Snam nel 2016
13
14
Highlights
Principali eventi
19 La Snam oggi
19
20
22
28
29
Profilo aziendale
La nostra storia
La presenza di Snam in Italia e in Europa
Struttura del gruppo al 31 dicembre 2016
Governance e Organi sociali
33 Creazione di valore e sostenibilità
33
34
38
39
Il futuro del gas naturale nel sistema energetico
La strategia di Snam
Evoluzione del modello di sviluppo sostenibile
del business
Il presidio dei rischi e il sistema dei controlli
45 Dati e informazioni di sintesi
45
46
61
Quadro tariffario di riferimento
e principali evoluzioni
Risultati
Snam e i mercati finanziari
67 Andamento della gestione
nei settori di attività
67
80
84
Trasporto di gas naturale
Rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL)
Stoccaggio di gas naturale
93 Commento ai risultati economico -
finanziari e altre informazioni
116 Commento ai risultati economico - finanziari
di Snam S.p.A.
127 Altre informazioni
131 Altri risultati e informazioni sulla gestione
131
136
141
143
Sviluppo del capitale umano
Stakeholder e capitale relazionale
Innovazione per lo sviluppo del business
Mitigazione degli impatti ambientali,
di salute e sicurezza
149 Fattori di incertezza e gestione dei rischi
161 Evoluzione prevedibile della gestione
----- -- --------------------------------------- -- --

Glossario 163

Bilancio consolidato 169

169 Schemi di bilancio
176 Note al bilancio consolidato
282 Attestazione del management
283 Relazione della Società di revisione
287 Bilancio di esercizio
287 Schemi di Bilancio
294 Note al bilancio di esercizio
342 Attestazione del management
343 Proposte del Consiglio di Amministrazione
all'Assemblea degli azionisti
344 Relazione del Collegio Sindacale all'Assemblea
degli azionisti
352 Relazione della Società di revisione
355 Deliberazioni dell'Assemblea degli azionisti

Allegati alle note del bilancio consolidato 357

357 Imprese e partecipazioni di Snam S.p.A.
al 31 dicembre 2016

Variazioni dell'area di consolidamento verificatesi nell'esercizio 2016 360

Allegati alle note del bilancio di esercizio 363

363 Notizie sulle imprese controllate e collegate
a partecipazione diretta di Snam S.p.A.
Corrispettivi di revisione contabile
         e dei servizi diversi dalla revisione
366

Disclaimer

La Relazione finanziaria annuale contiene dichiarazioni previsionali ("forward-looking statements"), in particolare nella sezione "Evoluzione prevedibile della gestione" relative a: evoluzione della domanda di gas naturale, piani di investimento, performance gestionali future, esecuzione dei progetti. I forward - looking statements hanno per loro natura una componente di rischiosità e di incertezza perché dipendono dal verificarsi di eventi e sviluppi futuri. I risultati effettivi potranno pertanto differire rispetto a quelli annunciati in relazione a diversi fattori, tra cui: l'evoluzione della domanda, dell'offerta e dei prezzi del gas naturale, le performance operative effettive, le condizioni macroeconomiche generali, fattori geopolitici quali le tensioni internazionali, l'impatto delle regolamentazioni in campo energetico e in materia ambientale, il successo nello sviluppo e nell'applicazione di nuove tecnologie, cambiamenti nelle aspettative degli stakeholder e altri cambiamenti nelle condizioni di business.

Relazione sulla gestione

Informazioni sulla Relazione

I contenuti della Relazione integrata sono presentati seguendo le indicazioni del Framework proposto dall'IIRC (International Integrated Reporting Council). Il documento ha l'obiettivo di rappresentare, oltre ai risultati annuali della gestione, il modello di creazione di valore e sostenibilità del business di Snam nel medio - lungo periodo, evidenziando le interconnessioni tra strategia, governance, performance economico - finanziaria e contesto sociale, ambientale ed economico nel quale l'azienda opera. Gli aspetti trattati nella Relazione rappresentano i principali fattori che possono influire sulle performance economico - finanziarie e i temi materiali di sostenibilità. Gli schemi che seguono facilitano la riconciliazione tra le diverse chiavi di lettura proposte dal Framework dell'IIRC e i contenuti della Relazione.

RIFERIMENTI NELLA RELAZIONE INTEGRATA AI PUNTI DI DISCLOSURE DEL FRAMEWORK IIRC

Riferimenti all'indice
della Relazione
Punti di disclosure del Framework IIRC
- La Snam oggi - Presentazione dell'azienda e dell'ambiente esterno: cosa fa l'azienda e in quali
- Creazione di valore e sostenibilità circostanze opera?
- Creazione di valore e sostenibilità - Modello di business: quali sono le attività di business e quali le correlazioni con i
capitali che l'azienda utilizza trasformandoli per creare valore?
- La Snam oggi - Governance: in che modo la struttura di governance dell'azienda sostiene la capacità
- Creazione di valore e sostenibilità di creare valore nel breve medio e lungo termine?
- Creazione di valore e sostenibilità - Strategia e allocazione delle risorse: quali sono gli obiettivi dell'azienda e come
- Dati e informazioni di sintesi intende raggiungerli?
- Dati e informazioni di sintesi
- Andamento della gestione nei
settori di attività
- Altri risultati e informazioni sulla
gestione
- Commento ai risultati economico
- finanziari
- Performance: in quale misura l'organizzazione ha raggiunto i propri obiettivi strategici
relativi al periodo di riferimento e quali sono i risultati ottenuti in termini di effetti sui
capitali?
- Fattori di incertezza e gestione - Rischi e opportunità: quali sono le opportunità e i rischi specifici che influiscono sulla
dei rischi capacità dell'azienda di creare valore nel breve, medio o lungo termine?
- Creazione di valore e sostenibilità - Prospettive: quali sfide e quali incertezze dovrà probabilmente affrontare l'azienda
- Evoluzione prevedibile della nell'attuazione della propria strategia e quali sono le potenziali implicazioni per il suo
gestione modello di business e per le sue performance future?

RIFERIMENTI NELLA RELAZIONE INTEGRATA ALLA CREAZIONE DI VALORE

Le dinamiche
e gli orizzonti temporali
Modalità di creazione
del valore
Principali attività
della gestione
Riferimenti
nella Relazione
Nel breve periodo
la creazione di valore
è legata all'ordinato
svolgimento delle attività
aziendali secondo
le modalità previste
dalle norme e procedure,
con particolare rilevanza
alla gestione dei rischi.
Il riferimento principale
è il budget annuale.
Disponibilità
e mantenimento
in efficienza
della rete
Realizzazione delle opere programmate
Manutenzione
Controlli e ispezioni
Qualità
e continuità
dei servizi offerti
Rispetto dei codici di rete
Nel medio periodo
è rilevante anche
la capacità di realizzare
i piani di investimento,
assicurando il flusso
di risorse e il
mantenimento
di condizioni di contesto
favorevoli. Il riferimento
principale è il Piano
strategico che copre
un orizzonte di 5 anni.
Prevenzione
e mitigazione
dei rischi e delle esternalità
negative
Gestione rischi finanziari
Gestione rischi operativi
Gestione portafoglio partnership
Gestione delle emergenze
Prevenzione infortuni
Mitigazione impatti ambientali
Consistenza
del flusso
di investimenti
Pianificazione dello sviluppo delle infrastrutture
Reperimento risorse finanziarie sul mercato
Permessistica
Nel lungo periodo
è essenziale che le scelte
strategiche e le decisioni
di investimento abbiano
interpretato al meglio
i trend evolutivi.
Il riferimento principale
è il Piano di sviluppo
delle infrastrutture
presentato all'Autorità,
che copre un orizzonte
di 10 anni.
Mantenimento
e sviluppo
del capitale umano
e relazionale
Rapporti con le Autorità
Gestione della catena di fornitura in rapporto
allo sviluppo dei cantieri
Sviluppo ruoli e competenze
Gestione delle relazioni con il territorio
Sviluppo delle partnership per incrementare
gli usi alternativi del gas
Coerenza degli indirizzi
strategici e dei piani di
sviluppo con gli scenari
di riferimento
Pianificazione dello sviluppo delle infrastrutture
La strategia di Snam
Gas Advocacy

Legenda

  • Dati e Informazioni di sintesi
  • Snam e i mercati finanziari
  • Andamento della gestione nei settori di attività
  • Fattori di incertezza e gestione dei rischi
  • Altri risultati e informazioni sulla gestione
  • Evoluzione del modello di sviluppo sostenibile del business
  • Il futuro del gas naturale nel sistema energetico
  • La strategia di Snam

RIFERIMENTI NELLA RELAZIONE INTEGRATA ALLA CREAZIONE Dei capitali

Tipologia
di capitale
Descrizione e specificità
nel modello SNAM
Riferimenti
nella relazione
Finanziario È l'input fondamentale per realizzare gli investimenti nelle infrastrutture
del sistema gas.
La provvista finanziaria è composta da mezzi propri e capitale di debito reperiti sia sui
mercati finanziari che attraverso l'autofinanziamento generato dai risultati della gestione.
Manifatturiero È costituito dalle rete di infrastrutture per il trasporto, lo stoccaggio
e la rigassificazione, necessaria per erogare i servizi agli operatori
e agli utenti.
Intellettuale È un patrimonio distintivo di Snam, costituito principalmente dall'insieme
dei sistemi informativi, dalle procedure e buone pratiche operative sviluppati
nel tempo nella gestione delle attività di business.
Umano È rappresentato dalle competenze ed esperienze specifiche che le risorse hanno acquisito,
prevalentemente attraverso percorsi di sviluppo interno
(è in sostanza un capitale "autoprodotto") e dalla cultura aziendale
che esprime alcuni valori distintivi, primo tra questi la cultura della sicurezza.
Relazionale È rappresentato dalla "licence-to-operate" che gli stakeholder riconoscono
a Snam, necessaria per poter operare, alimentata dalle relazioni intrattenute con gli
stakeholder a livello europeo, nazionale e dalle presenza di Snam nei territori che ospitano
le infrastrutture. In prospettiva assumerà sempre più rilevanza la capacità di Snam di
essere riconosciuta come pilastro per lo sviluppo del Sistema Gas.
Naturale È costituito dal territorio, l'aria e la biodiversità che Snam è impegnata a preservare,
attraverso la gestione ambientale efficiente e responsabile, mitigando gli impatti e le
esternalità generate, in particolare, durante la realizzazione delle infrastrutture.

Legenda

  • Dati e Informazioni di sintesi
  • Snam e i mercati finanziari
  • Andamento della gestione nei settori di attività
  • Fattori di incertezza e gestione dei rischi
  • Altri risultati e informazioni sulla gestione

Lettera agli Azionisti e agli Stakeholder

Carlo Malacarne Presidente

Marco Alverà Amministratore Delegato

Guardando al futuro, che si annuncia altrettanto ricco di sfide, nei prossimi 5 anni investiremo circa 5,0 miliardi di euro, di cui 4,7 miliardi di euro per progetti in Italia. Il rafforzamento della posizione dell'Italia all'interno del sistema del gas europeo ci consentirà di valorizzare ulteriormente il nostro network anche a beneficio dei consumatori.

Signori Azionisti e Stakeholder,

nel 2016 abbiamo realizzato significativi obiettivi su diversi fronti, primo tra tutti l'obiettivo industriale della separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale in Italia conseguito tramite una complessa operazione, articolata su diversi passaggi tra loro unitari e contestuali, che ha determinato il trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) a favore di Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.). L'operazione, tra le più rilevanti del 2016, ha avuto efficacia il 7 novembre ultimo scorso, data di inizio delle quotazioni di Italgas S.p.A. sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., con il ritorno in borsa della società dopo tredici anni dal delisting del 2003. Ad esito di tale operazione, sono emersi due gruppi distinti, ciascuno focalizzato sul proprio business, con obiettivi chiaramente identificati e percepibili dal mercato e una struttura operativa e finanziaria ideale per valorizzare al meglio le rispettive opportunità di sviluppo strategico. Da un lato, per Snam, cogliere nuove opportunità di crescita in Europa nel suo core business, dall'altro, per Italgas, rafforzare la leadership sul mercato italiano in vista delle prossime gare d'ambito per l'affidamento del servizio di distribuzione di gas naturale in Italia. Per effetto dell'operazione, ed in particolare dell'operazione di scissione parziale e proporzionale di Snam S.p.A. con assegnazione a Italgas S.p.A. del 52,90% della partecipazione detenuta da Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A., ciascun azionista di Snam S.p.A. viene a detenere, in luogo dell'azione Snam, due titoli azionari distinti, rappresentativi delle diverse aree di business in cui Snam e Italgas, entrambe da leader, operano: nello specifico, Snam nel business del trasporto e dispacciamento, rigassificazione e stoccaggio di gas naturale, e Italgas nel business della distribuzione di gas naturale. La presenza di Snam S.p.A. nell'assetto partecipativo di Italgas S.p.A., con un quota pari al 13,5% del capitale sociale, esprime al contempo un segno di continuità per Italgas e un capitale strategico a disposizione per Snam.

Grazie anche alla flessibilità finanziaria aggiuntiva derivante dalla suddetta operazione, nel mese di ottobre 2016 abbiamo concluso con pieno successo il riacquisto sul mercato di titoli obbligazionari per un valore nominale complessivo pari a 2,75 miliardi di euro, con una cedola media pari a circa il 3,3% ed una durata residua pari a circa 3 anni. L'esborso totale è stato pari a circa 3,1 miliardi di euro, finanziato in parte tramite due emissioni obbligazionarie per complessivi 1,75 miliardi di euro, con una cedola media dello 0,6% e una durata media di circa 8 anni, e per la restante parte attraverso il tiraggio di linee di credito a disposizione. Tale operazione permetterà a Snam di proseguire nel percorso di ottimizzazione della struttura del debito in termini di riduzione del costo del capitale, estensione della durata media del debito e riduzione del rischio di rifinanziamento. Oltre a ciò, con l'obiettivo di ottimizzare la struttura del debito e a supporto della remunerazione complessiva per gli azionisti, abbiamo avviato, a partire dal 7 novembre, un nuovo Piano di share buyback, che a fine 2016 ha portato al riacquisto di n. 28.777.930 azioni Snam sul mercato, pari allo 0,82%, del capitale sociale, per un esborso complessivamente pari a circa 103 milioni di euro.

Nell'ambito del rafforzamento del proprio posizionamento strategico in Austria, in data 15 dicembre 2016 Snam, in consorzio con Allianz, ha perfezionato l'acquisizione da OMV, la principale oil & gas company austriaca, del 49% di Gas Connect Austria GmbH (GCA). L'operazione rappresenta per Snam un'opportunità di investimento unica in una rete di trasporto gas di primaria importanza e in un'infrastruttura essenziale per l'approvvigionamento di gas al mercato austriaco, dove Snam già detiene insieme a GCA una quota dell'84,47% del gasdotto TAG (Trans Austria Gasleitung), la principale dorsale dell'infrastruttura gas del Paese. L'acquisizione è stata completata attraverso una società veicolo a controllo congiunto, partecipata rispettivamente al 60% e al 40% da Allianz e Snam, con un esborso per Snam complessivamente pari a 135 milioni di euro, a fronte di una partecipazione indiretta del 19,6% nel capitale sociale di GCA. Abbiamo chiuso il 2016 con solidi risultati finanziari, in linea con le nostre attese. Il flusso di cassa netto da attività operativa1 è risultato pari a 1.627 milioni di euro, nonostante la revisione del tasso di remunerazione del capitale investito netto ai fini regolatori (WACC) e gli esborsi sostenuti per gli oneri finanziari connessi all'operazione di Liability management. L'indebitamento finanziario netto a fine 2016, grazie anche agli incassi rivenienti dall'operazione di separazione di Italgas da Snam di 3.207 milioni di euro, si riduce di 2.723 milioni di euro, attestandosi a 11.056 milioni di euro.

L'utile operativo adjusted2 ammonta a 1.336 milioni di euro, in riduzione del 9,8% rispetto al corrispondente valore del 2015. La riduzione riflette principalmente gli effetti sui ricavi derivanti dalla revisione del WACC e i maggiori ammortamenti e svalutazioni. L'utile netto adjusted delle continuing operations di 826 milioni di euro è diminuito del 4,3% rispetto all'esercizio precedente. L'utile netto adjusted di Gruppo, che include il contributo delle discontinued operations, si attesta a 1.016 milioni di euro.

L'utile netto pro - forma adjusted delle continuing operations, ottenuto

  • 1 Il Flusso di cassa è riferito al Gruppo Snam e include, pertanto, i flussi finanziari relativi sia alle continuing operations (trasporto, rigassificazione e stoccaggio di gas naturale, oltre alle attività Corporate) che alle discontinued operations (distribuzione di gas naturale).
  • 2 I risultati economici, ad eccezione dell'utile netto adjusted di Gruppo, si riferiscono alle continuing operations; pertanto, escludono il contributo del settore distribuzione di gas naturale, attività operativa cessata a far data dal 7 novembre 2016, i cui risultati sono esposti separatamente come discontinued operations ai sensi delle disposizioni del principio contabile IFRS 5 "Attività non correnti destinate alla vendita e attività operative cessate".

applicando la quota di competenza Snam, pari al 13,5%, alla stima dell'utile netto del Gruppo Italgas riferito all'intero esercizio 2016, rettificato per escludere gli effetti derivanti dall'adeguamento al valore di mercato dei debiti finanziari in essere verso il Gruppo Snam, ed eliminando gli effetti di componenti non ricorrenti dalla valutazione di partecipate estere, ammonta complessivamente a 845 milioni di euro. Nel 2016 abbiamo ottenuto risultati positivi anche in termini di sicurezza sul lavoro grazie al nostro modello operativo basato sull'adozione di standard di eccellenza, allo stretto controllo dei processi industriali e alla sostenibilità del nostro modello di creazione del valore. Nel 2016 l'indice di frequenza degli infortuni dipendenti più contrattisti è stato di 0,75 con una riduzione del 15,7% rispetto al 2015 a parità di perimetro, mentre l'indice di gravità degli infortuni dipendenti più contrattisti è stato di 0,05 con una riduzione del 16,7% rispetto al 2015 a parità di perimetro. A conferma del nostro continuo sforzo nel valorizzare la sostenibilità quale parte integrante del modello di sviluppo del business, Snam è stata ammessa, a partire dal mese di ottobre 2016, nell'esclusiva "A list" del CDP (Carbon Disclosure Project), l'indice che rappresenta un'importante punto di riferimento per orientare gli investitori verso le aziende con maggiore consapevolezza sui temi del cambiamento climatico in cui Snam è presente dal 2012. Inoltre, a settembre 2016, il titolo Snam è stato confermato, per l'ottavo anno consecutivo, da RobecoSAM nel Dow Jones Sustainability World Index, il più importante indice borsistico mondiale di valutazione della responsabilità sociale.

Sempre in tema di sostenibilità, nell'ambito della mobilità sostenibile e delle iniziative per la sua promozione, con l'obiettivo di promuovere l'utilizzo del carburante alternativo ed ecocompatibile delle imprese, Snam ha firmato accordi finalizzati a favorire lo sviluppo del gas naturale come carburante per autotrazione.

Snam, quale leader europeo nella realizzazione e gestione delle infrastrutture per il mercato del gas naturale, metterà a disposizione la sua consolidata esperienza nel settore per favorire lo sviluppo degli impianti per il rifornimento di metano per autotrazione.

Infine, anche in relazione all'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione del gas naturale, ci siamo dotati di una nuova struttura organizzativa. Con la

nuova struttura, operativa dal 1 novembre 2016, concepita quale strumento a supporto del piano strategico, le attività di business sono state riorganizzate in tre business unit: una business unit a presidio dello sviluppo, una business unit dedicata agli asset italiani e una business unit per le attività estere.

Guardando al futuro, che si annuncia altrettanto ricco di sfide, nei prossimi 5 anni investiremo circa 5,0 miliardi di euro, di cui 4,7 miliardi di euro per progetti in Italia. Il rafforzamento della posizione dell'Italia all'interno del sistema del gas europeo ci consentirà di valorizzare ulteriormente il nostro network anche a beneficio dei consumatori, mettendo Snam in grado di cogliere eventuali opportunità di investimento con ritorni attraenti. La qualità degli asset, la solidità della posizione finanziaria e la stabilità dei flussi di cassa ci consentiranno di supportare gli investimenti per continuare il nostro percorso di crescita e di remunerare i nostri azionisti con un dividendo previsto in aumento nell'arco del piano. La flessibilità finanziaria aggiuntiva derivante dall'operazione di separazione di Italgas da Snam potrà essere impiegata per ulteriori investimenti, nel rispetto di una rigorosa disciplina finanziaria che ci ha sempre contraddistinto.

Sulla base dei risultati conseguiti e delle prospettive della Società intendiamo proporre all'Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,21 euro per azione.

6 marzo 2017 per il Consiglio di Amministrazione

Il Presidente L'Amministratore Delegato

Snam nel 2016

HighlightS3

Completata, con data efficacia 7 novembre 2016, la separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale

Realizzata con successo una significativa operazione di Liability Management che consentirà di proseguire nel percorso di ottimizzazione della struttura del debito: riacquistati sul mercato titoli obbligazionari per un valore nominale complessivo di circa

2,75 miliardi di euro

Sostenuta la strategia di sviluppo con 906 milioni di euro di investimenti tecnici in Italia e 168 milioni di euro per lo sviluppo di TAP

Utile netto adjusted:

826 milioni di euro (-4,3%)

Utile netto:

861 milioni di euro (-30,5%)

845 milioni di euro Utile netto pro - forma adjusted4 :

agli azionisti di un dividendo pari a

Riacquistate n. 28.777.930 azioni Snam (pari allo 0,82% del capitale sociale), per un costo complessivamente pari a

Ottenuto l'inserimento di Snam nella "A List" del CDP (Carbon Disclosure Project), lo score più elevato del loro modello di valutazione

103 milioni di euro

0,21 euro per azione

Proposta la distribuzione

Confermato per l'ottavo anno consecutivo il titolo Snam nel Dow Jones Sustainability Index

3,923 euro

il 2016 con un prezzo ufficiale di

Il titolo Snam ha chiuso

Ridotti del 15,7% e del 16,7% l'indice di frequenza e l'indice di gravità degli infortuni dipendenti più contrattisti

3 Escludono, salvo diversamente specificato, il contributo del settore distribuzione di gas naturale, attività operativa cessata a far data dal 7 novembre 2016.

4 Ottenuto applicando la quota di competenza Snam (13,5%) alla stima dell'utile netto del Gruppo Italgas riferito all'intero esercizio 2016, rettificato per escludere gli effetti derivanti dall'adeguamento al valore di mercato dei debiti finanziari in essere verso il Gruppo Snam, ed escludendo alcune componenti non ricorrenti dalla valutazione di partecipate estere.

5 Include i flussi di cassa attribuibili alle discontinuing operations.

Flusso di cassa netto da attività operativa:

a fronte di un esborso per Snam

Acquisito, in consorzio con Allianz, il 49% di Gas Connect Austria (GCA)

pari a 135 milioni di euro

Principali eventi

Separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A.

In data 7 novembre 2016, data d'inizio delle quotazioni di Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.) sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., ha avuto efficacia l'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) da Snam S.p.A. L'operazione ha avuto uno scopo principalmente industriale, volto alla separazione delle attività del Gruppo Snam relative alla distribuzione di gas in Italia, caratterizzate da una propria specificità rispetto alle altre attività del Gruppo Snam in termini di organizzazione operativa, contesto competitivo, regolamentazione, fabbisogno di investimenti, dalle attività di trasporto e dispacciamento, rigassificazione e stoccaggio di gas in Italia e all'estero. Nell'ambito dell'operazione, nel suo complesso unitaria e sostanzialmente contestuale, che ha portato al trasferimento ad Italgas S.p.A. del 100% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A., in data 2 novembre 2016 sono stati stipulati:

  • n l'atto di scissione parziale e proporzionale con assegnazione a Italgas S.p.A. del 52,90% della partecipazione detenuta da Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A., con conseguente assegnazione ai soci di Snam S.p.A. dell'86,50% del capitale di Italgas S.p.A. Per effetto della Scissione Italgas S.p.A. ha emesso e assegnato agli azionisti di Snam S.p.A. una azione Italgas S.p.A. ogni cinque azioni di Snam S.p.A. detenute;
  • n l'atto di conferimento in natura da parte di Snam S.p.A. a beneficio di Italgas S.p.A. di una partecipazione pari all'8,23% del capitale sociale di Italgas Reti S.p.A. a fronte dell'assegnazione a Snam S.p.A. di n. 108.957.843 azioni di nuova emissione di Italgas S.p.A., al fine di permettere a Snam S.p.A. di detenere, post - scissione, una partecipazione del 13,5% in Italgas S.p.A.;
  • n l'atto di vendita da parte di Snam S.p.A. a Italgas S.p.A. di n. 98.054.833 azioni di Italgas Reti S.p.A., pari al 38,87% del capitale sociale, per un corrispettivo di 1.503 milioni di euro, a fronte dell'assunzione di un debito di pari importo in capo a Italgas S.p.A, al fine di generare un adeguato livello di indebitamento finanziario.

L'atto di scissione è stato iscritto al Registro delle imprese in data 3 novembre 2016 a seguito dell'emissione da parte di Borsa Italiana del provvedimento di ammissione a quotazione delle azioni ordinarie di Italgas S.p.A. sul Mercato Telematico Azionario, emesso in data 2 novembre 2016, e da parte di CONSOB del giudizio di equivalenza, ai sensi dell'art. 57, comma 1, lettera d) del Regolamento Emittenti, sul Documento Informativo relativo alla Scissione, rilasciato in data 3 novembre 2016.

Così come previsto nello stesso atto di scissione, gli effetti della stessa decorrono a far data dalla data di inizio delle negoziazioni, ovvero dal 7 novembre 2016. In data 7 novembre 2016, con la quotazione di Italgas S.p.A., è divenuto efficace il patto parasociale, sottoscritto in data 20 ottobre 2016 tra Snam S.p.A., CDP Reti S.p.A. e CDP Gas S.r.l., avente ad oggetto tutte le azioni da ciascuna detenute

Completata, con data efficacia 7 novembre 2016, la separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale

15

in Italgas S.p.A. Il patto parasociale costituisce un sindacato di voto e di blocco, con la facoltà per Snam S.p.A. di recedere anticipatamente nel caso in cui, nell'ipotesi di dissenso di Snam S.p.A. sul voto delle azioni sindacate in merito a talune materie riservate di natura straordinaria, Snam S.p.A. non ceda la propria partecipazione in Italgas S.p.A. entro i successivi 12 mesi (Exit Accelerata). Il patto parasociale prevede, inoltre, che CDP Reti S.p.A., CDP Gas S.r.l. e Snam S.p.A. presentino una lista congiunta per la nomina del Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A. tale da assicurare a Snam S.p.A. la designazione di 1 candidato. I trasferimenti della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas S.p.A. (anche in caso di Exit Accelerata) sono soggetti al gradimento non mero e prelazione di CDP Reti S.p.A., nonché all'obbligo di subentro del terzo. Snam S.p.A., inoltre, non può incrementare la propria partecipazione. Il patto ha durata triennale rinnovabile salvo disdetta; nel caso in cui Snam S.p.A. non rinnovi, CDP Reti S.p.A. avrà un'opzione di acquisto al fair market value sulla partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas S.p.A.

Sviluppi di business

Gas Connect Austria GmbH

In data 15 dicembre 2016 Snam in consorzio con Allianz, ha perfezionato l'acquisizione da OMV, la principale oil & gas company austriaca, del 49% di Gas Connect Austria GmbH (CGA).

L'acquisizione è stata completata attraverso una società veicolo a controllo congiunto partecipata rispettivamente al 60% e al 40% da Allianz e Snam, che si è assicurata da un pool di istituti di credito internazionali finanziamenti non - recourse sino a 310 milioni di euro. In base ai termini dell'operazione, il corrispettivo totale versato dal consorzio a OMV è stato pari a 601 milioni di euro (inclusi 147 milioni di euro per il rimborso pro - quota dell'attuale Shareholder Loan con la sottoscrizione, al closing dell'operazione, di un nuovo Shareholder Loan con GCA). L'esborso complessivo per Snam è stato pari a 135 milioni di euro, a fronte di una partecipazione indiretta del 19,6% in GCA.

GCA è la società che gestisce in Austria una rete di trasporto di 564 km e una rete di distribuzione di 322 km e si occupa della commercializzazione e della fornitura di capacità di trasporto ai punti di frontiera e della capacità di trasporto richiesta dalla domanda domestica di gas naturale. L'operazione rappresenta per Snam un'opportunità per rafforzare il proprio posizionamento strategico in Austria.

Iniziative per lo sviluppo della mobilità sostenibile Nel più ampio scenario dello sviluppo della mobilità sostenibile, Snam, FCA, e IVECO hanno firmato in data 5 ottobre 2016 un Memorandum of Understanding finalizzato a favorire l'utilizzo del gas naturale (CNG - Compressed Natural Gas) come carburante per autotrazione.

In data 6 dicembre 2016, Snam ha firmato, inoltre, con il Gruppo api una lettera d'intenti per incrementare il numero delle stazioni di rifornimento a metano sul territorio nazionale.

Ottimizzazione della struttura finanziaria di Gruppo

Rinnovo del Programma Euro Medium Term Notes (EMTN) per l'emissione di prestiti obbligazionari

In data 27 settembre 2016 il Consiglio di Amministrazione di Snam ha deliberato il rinnovo annuale del Programma EMTN avviato nel 2012, riducendo il controvalore massimo complessivo di emissione di prestiti obbligazionari da 12 a 10 miliardi di euro, anche in considerazione dell'evoluzione dell'indebitamento per effetto della separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. Sulla base dei prestiti obbligazionari in essere al 31 dicembre 2016, il rinnovo del Programma consente l'emissione entro il 30 settembre 2017, di prestiti obbligazionari per un importo massimo di 2,5 miliardi di euro6 , da collocare presso investitori istituzionali operanti principalmente in Europa. Il valore nominale complessivo dei prestiti obbligazionari emessi in circolazione non potrà in ogni caso superare il limite massimo di 10 miliardi di euro.

Il Programma EMTN rappresenta uno strumento efficace per reperire risorse finanziarie sul mercato in modo flessibile e a costi competitivi, in coerenza con le esigenze del Gruppo in termini di evoluzione della struttura finanziaria.

Nel mese di ottobre 2016 Snam ha concluso con successo il riacquisto sul mercato di titoli obbligazioni per un valore nominale complessivo pari a 2,75 miliardi di euro con una cedola media pari a circa 3,3% ed una durata residua pari a circa 3 anni. L'esborso totale è stato pari a circa 3,1 miliardi di euro, finanziato in parte tramite due emissioni obbligazionarie, per complessivi 1,75 miliardi di euro, con una cedola media dello 0,6% e una durata media di circa 8 anni, e per la restante parte attraverso il tiraggio di linee di credito a disposizione. La dimensione complessiva dell'operazione è stata definita anche in considerazione del cash in, pari a circa 3,2 miliardi di euro, derivante dall'operazione di separazione di Italgas. Buyback obbligazionario

Le due emissioni sono a tasso fisso, rispettivamente del valore nominale di 1,25 miliardi di euro, cedola annua dello 0,875% e scadenza a 10 anni, e del valore nominale di 0,5 miliardi di euro, cedola annua dello 0% e scadenza a quattro anni. Gli effetti sul conto economico 2016 di tale operazione, essenzialmente pari agi oneri derivanti dal maggior valore rimborsato agli obbligazionisti per il riacquisto dei bond sul mercato rispetto al valore al costo ammortizzato degli stessi bond, ammontano a 329 milioni di euro (233 milioni di euro al netto del relativo effetto fiscale).

Attraverso l'operazione, Snam prosegue il processo di ottimizzazione della propria struttura del debito, intrapreso con l'obiettivo di un continuo miglioramento del costo del capitale, di un'estensione della durata media del debito e di riduzione del rischio di rifinanziamento.

6 Considerando anche le ulteriori emissioni obbligazionarie effettuate nei mesi di gennaio e febbraio 2017, per un valore nominale complessivamente pari 800 milioni di euro, il Programma consente l'emissione di prestiti obbligazionari per un importo massimo di 1,7 miliardi di euro.

Programma di share buyback

In data 7 novembre 2016, data di efficacia della scissione di Snam, ha avuto avvio il programma di acquisto di azioni proprie (share buyback), deliberato dall'Assemblea degli Azionisti del 1 agosto 2016.

Dall'inizio del programma di acquisto di azioni proprie alla data del 31 dicembre 2016, Snam ha acquistato n. 28.777.930 azioni proprie (pari allo 0,82% del capitale sociale), per un costo complessivamente pari a 103 milioni di euro con un prezzo medio di 3,583 euro per azione.

Con decorrenza 7 marzo 2017, l'incarico conferito da Snam a un intermediario di primario livello per l'attuazione del programma di acquisto di azioni proprie è stato modificato estendendo tra l'altro di 3 mesi il termine massimo per effettuare gli acquisti. L'intermediario effettuerà le operazioni di acquisto di azioni sulla base di decisioni indipendenti sempre in conformità con l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie deliberata dall'Assemblea degli azionisti del 1 agosto 2016 e la normativa applicabile.

Gli eventuali acquisti verranno effettuati sul MTA in ottemperanza all'art. 144-bis, comma 1, lett. b) del Regolamento Consob 11971/1999 e alle altre disposizioni applicabili, in modo da assicurare il rispetto della parità di trattamento degli azionisti ex art. 132 del TUF, nonché secondo le modalità operative stabilite nei regolamenti di organizzazione e gestione di Borsa Italiana S.p.A.

I principali eventi direttamente riconducibili ai settori operativi sono illustrati al capitolo "Andamento della gestione nei settori di attività" della presente Relazione.

La Snam oggi

Profilo aziendale

Snam opera in un settore strategico per il Paese. Con i suoi circa 3.000 dipendenti, presidia le attività regolate del settore del gas ed è un operatore di assoluta rilevanza in Europa in termini di capitale investito ai fini regolatori (RAB - Regulatory Asset Base) nel proprio settore.

In qualità di operatore integrato, è presente nelle attività di trasporto e dispacciamento del gas naturale, di rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL) e di stoccaggio del gas naturale, e riveste un ruolo da leader nel sistema delle infrastrutture del gas naturale.

Snam opera sul territorio nazionale attraverso tre società operative interamente possedute dalla Corporate Snam S.p.A.: rispettivamente Snam Rete Gas, GNL Italia e Stogit.

In Europa, Snam opera nei principali mercati attraverso accordi con importanti attori del settore e partecipazioni dirette nel capitale sociale di società.

Con la separazione da Italgas e l'avvio della nuova organizzazione, che ha portato alla creazione di tre Business Unit per il presidio, rispettivamente, delle attività di sviluppo, della gestione delle società controllate italiane e del coordinamento delle partecipazioni estere, Snam si avvia a diventare una "One company" con il ruolo di player integrato del gas.

Il business di Snam si focalizza sulle attività regolate, ed è ad alta intensità di capitale. La regolazione prevede sistemi tariffari che consentono di coprire i costi sostenuti dall'operatore e un'equa remunerazione del capitale investito. Snam, pertanto, è in grado di mantenere un profilo di rischio limitato e di remunerare gli azionisti in modo attraente e sostenibile, garantendo nel contempo la prestazione di servizi a tutti gli operatori secondo criteri non discriminatori e con elevati standard di qualità e sicurezza.

Snam è quotata alla Borsa Italiana dal 2001. Il titolo Snam è presente oltre che nell'indice azionario italiano FTSE Mib anche nei primari indici internazionali (Stoxx Europe 600 e Stoxx Europe 600 Utilities) e nei principali indici di sostenibilità.

SNAM: UN PLAYER INTEGRATO NEL SISTEMA GAS

PRODUZIONE NAZIONALE IMPORTAZIONE GAS

La nostra storia

La metanizzazione dell'Italia e lo sviluppo delle infrastrutture del gas, fino alla quotazione in Borsa

1941

2008

Dal 1941 Snam (Società Nazionale Metanodotti) opera in modo integrato nelle attività di approvvigionamento, trasporto e vendita del gas naturale in Italia. Realizza la progressiva espansione di un articolato sistema di metanodotti, fino a coprire l'intero territorio nazionale, e costruisce importanti gasdotti, che oggi consentono al Paese di disporre di differenziate linee di importazione: dalla Russia, dall'Olanda, dall'Algeria, dal Mar del Nord e dalla Libia. Nel 1971 Snam progetta e costruisce il primo impianto in Italia di rigassificazione del GNL, il gas naturale liquefatto, a Panigaglia, nel Golfo di La Spezia. Snam Rete Gas nasce il 15 novembre 2000, per ricevere in conferimento tutte le attività svolte da Snam in Italia nel trasporto, dispacciamento e rigassificazione del GNL. La separazione societaria di tali attività viene decisa in seguito al Decreto Letta (n.164/2000), che recepisce la Direttiva europea per la liberalizzazione del mercato del gas. Il 6 dicembre 2001, dopo l'emanazione, da parte dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (oggi AEEGSI) della delibera che stabilisce i criteri per la definizione delle tariffe di trasporto, Snam Rete Gas viene quotata in borsa.

2009 – 2011

L'integrazione di tutte le attività regolate del gas

La Società acquista nel 2009 il 100% di Stogit, la più grande società italiana nella gestione dei campi di stoccaggio di gas naturale, e il 100% di Italgas, il più importante operatore nella distribuzione del gas in Italia. Integra così gli altri due business della filiera delle attività regolate del gas in Italia: lo stoccaggio e la distribuzione. Con questa operazione, dal giugno 2009 Snam diventa un operatore integrato di assoluta rilevanza nelle attività regolate del settore del gas, al primo posto per dimensione del capitale investito a fini regolatori (RAB - Regulatory Asset Base) nell'Europa continentale.

2012 – 2015

Snam si separa da Eni e allarga il suo raggio d'azione alla scena europea

IIl 1 gennaio 2012 la Società modifica la propria denominazione sociale da Snam Rete Gas in Snam e conferisce il business del trasporto gas a una nuova società, che prende il nome di Snam Rete Gas, per continuare a valorizzare un nome che è un punto di riferimento nel settore. Il 15 ottobre 2012 si realizza la separazione proprietaria da Eni attraverso la vendita di circa il 30% del capitale di Snam a CDP Reti S.r.l. e prende avvio il percorso di crescita in Europa. Dopo l'acquisto nel 2012, in joint venture con Fluxys, del 31,5% di Interconnector UK, nel luglio 2013 Snam (45%; 40,5% al 31 dicembre 2015 a seguito dell'ingresso di Credit Agricole Assurances (CAA) nella compagine sociale di TIGF Holding) affiancata dal fondo Sovrano di Singapore GIC (35%) e da EDF (20%), conclude con successo l'operazione di acquisizione da Total di TIGF, società attiva nel business del trasporto e dello stoccaggio di gas nel Sud Ovest della Francia con una rete di trasporto gas di oltre 5.000 km e due campi di stoccaggio. Il 19 dicembre 2014 la Società rileva da CDP Gas S.r.l. l'84,47% (pari all'89,22% dei diritti economici) di Trans Austria Gasleitung GmbH (TAG), società proprietaria del tratto austriaco del gasdotto che collega la Russia all'Italia. Tali operazioni hanno l'obiettivo di valorizzare le capacità industriali di Snam nella gestione integrata delle infrastrutture di trasporto e stoccaggio di gas naturale. Prosegue lo sviluppo internazionale di Snam con l'acquisto di una quota del 20% di Trans Adriatic Pipeline AG (TAP), la società che si occupa dello sviluppo del gasdotto che, dal confine tra Turchia e Grecia fino all'Italia lungo il Corridoio sud, consentirà il trasporto del gas prodotto in Azerbaijan ai mercati europei. L'ingresso nel progetto ha l'obiettivo di consolidare il ruolo primario di Snam e delle infrastrutture italiane nel facilitare maggiore competitività tra le fonti energetiche e nel rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti per il gas europeo.

SNAM OGGI

Snam completa nel 2016 la separazione dal business della distribuzione, si dota di una nuova organizzazione e prosegue il suo percorso di sviluppo

Con data efficacia 7 novembre 2016, si è conclusa con successo l'operazione societaria che ha portato alla separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale in Italia, con lo scopo principale per il Gruppo Snam di rafforzare la propria leadership europea nel suo core business: trasporto, stoccaggio e rigassificazione di gas naturale. Anche in relazione a tale operazione, nel mese di ottobre, Snam ha definito una nuova struttura organizzativa, concepita come strumento per consentire un presidio focalizzato delle direttrici strategiche del piano e una gestione operativa più efficiente ed efficace anche attraverso la semplificazione dei processi decisionali. Nell'ambito della strategia di rafforzamento della leadership nel mercato europeo del gas, in data 16 dicembre 2016 Snam, in joint venture con Allianz, ha perfezionato l'acquisizione da OMV, del 49% di Gas Connect Austria GmbH (CGA), con una partecipazione indiretta per Snam del 19,6% nel capitale sociale della società.

La presenza di Snam in Italia e in Europa

Snam nel sistema gas in Italia

I settori di attività

In qualità di operatore integrato del sistema delle infrastrutture del gas naturale, Snam opera nei seguenti settori di attività:

Trasporto e dispacciamento

Snam Rete Gas è il principale operatore italiano di trasporto e dispacciamento di gas naturale sul territorio nazionale, disponendo della quasi totalità delle infrastrutture di trasporto in Italia, con 32.508 chilometri di gasdotti in esercizio in alta e media pressione (circa il 94% dell'intero sistema di trasporto). Snam Rete Gas gestisce la rete dei gasdotti attraverso 8 distretti, 48 Centri di Manutenzione distribuiti sul territorio, 11 impianti di compressione e un nuovo centro di dispacciamento, completamente rinnovato nelle strutture e nella tecnologia.

Il gas proveniente dall'estero viene immesso nella Rete Nazionale attraverso punti di entrata, in corrispondenza delle interconnessioni con i metanodotti di importazione (Tarvisio, Gorizia, Passo Gries, Mazara del Vallo e Gela) e dei terminali di rigassificazione GNL (Panigaglia, Cavarzere e Livorno). Una volta importato o rigassificato, il gas viene movimentato fino alle reti di distribuzione locale, ai Punti di Riconsegna della Rete Regionale, o a grandi clienti finali, rappresentati da centrali termoelettriche o da impianti di produzione industriale. Snam Rete Gas conferisce capacità di trasporto agli Shipper che ne fanno richiesta. Le condizioni di accesso al servizio sono contenute nel Codice di Rete, aggiornato sulla base dei criteri definiti dall'Autorità.

HIGHLIGHT 2016

8 punti
di entrata
della
Rete
Nazionale
per il gas proveniente dall'estero in corrispondenza
delle interconnessioni con i metanodotti
di importazione (5 punti di entrata) e dei terminali
di rigassificazione di GNL (3 punti di entrata)
70,63 Miliardi
di m3
Gas naturale immesso nella Rete Nazionale
di Trasporto
32.508 km
di Rete
dei
gasdotti
in esercizio al 31 dicembre 2016
922,2 MW
potenza installata nelle centrali

Rigassificazione

Il terminale di Panigaglia (La Spezia), di proprietà della controllata GNL Italia, è il primo impianto di rigassificazione costruito in Italia. È in grado di rigassificare ogni giorno 17.500 metri cubi di GNL e, conseguentemente, in condizioni di massima operatività, di immettere annualmente nella rete di trasporto 3,5 miliardi di metri cubi di gas naturale. Il processo di estrazione del gas naturale dai giacimenti, la sua liquefazione per il trasporto su navi e la successiva rigassificazione per l'utilizzo da parte degli utenti, costituiscono la cosiddetta catena del GNL. Il processo inizia nel paese esportatore, dove il gas naturale viene portato allo stato liquido raffreddandolo a -160 °C e successivamente caricato su navi metaniere per il trasporto marittimo fino al terminale di rigassificazione del GNL. Al terminale di rigassificazione, il GNL viene scaricato e, successivamente riscaldato, riportato allo stato gassoso e immesso nella rete di trasporto del gas naturale. Il servizio di rigassificazione comprende la discarica del GNL dalla nave, lo stoccaggio operativo, ovvero lo stoccaggio per il tempo necessario a vaporizzare il GNL, la sua rigassificazione e l'immissione nella Rete Nazionale.

Stoccaggio

Stogit è il maggiore operatore di stoccaggio in Italia e uno dei principali in Europa, con 12,0 miliardi di metri cubi di capacità disponibile (pari a circa il 94% dello spazio offerto a livello nazionale) e 4,5 miliardi di metri cubi relativi allo stoccaggio strategico.

L'attività di stoccaggio del gas naturale, svolta in Italia in regime di concessione, ha la funzione di compensare le diverse esigenze tra fornitura e consumo del gas.

L'approvvigionamento, infatti, ha un profilo sostanzialmente costante durante tutto l'anno, mentre la domanda di gas è caratterizzata da una rilevante variabilità stagionale, con una domanda invernale significativamente superiore a quella estiva. Inoltre, l'attività di stoccaggio garantisce la disponibilità di quantità di gas strategico finalizzata a sopperire all'eventuale mancanza o riduzione degli approvvigionamenti extra - UE o di crisi del sistema gas. L'attività di stoccaggio è svolta avvalendosi di un insieme integrato di infrastrutture composto dai giacimenti, dai pozzi, dagli impianti di trattamento gas, dagli impianti di compressione, e dal sistema di dispacciamento operativo. Stogit opera attraverso nove concessioni di stoccaggio localizzate in Lombardia (cinque), Emilia Romagna (tre) e Abruzzo (una).

17.500 m3 di GNL
Capacità di rigassificazione giornaliera
massima dell'impianto di Panigaglia
3,5 miliardi
di m3
Massima quantità annua di gas naturale che
può essere immessa nella Rete di trasporto

HIGHLIGHT 2016 HIGHLIGHT 2016

16,5 miliardi
di m3
Capacità complessiva di stoccaggio
(comprensiva dello stoccaggio strategico)
al 31 dicembre 2016
20,0 miliardi
di m3
Gas movimentato nel sistema di stoccaggio
9 numero
di concessioni
operative

Gruppo Snam - Sedi territoriali per regione (GRI: G4-6)

SEDI TERRITORIALI CON PRESENZA DI PERSONALE (N.)

La presenza di Snam in Europa

TIGF

Dopo l'acquisizione nel 2013, con una quota di partecipazione attuale del 40,5%, Snam è partner industriale della compagine azionaria di TIGF che vede come partner GIC al 31,5%, EDF al 18% e Credit Agricole Assurances al 10%. TIGF è una società attiva nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale nel Sud Ovest della Francia, rappresenta una infrastruttura strategica per l'integrazione dei mercati europei del gas, per l'interconnessione dei mercati francese e iberico con quelli del centro e nord Europa, nel quadro di una maggiore integrazione delle infrastrutture energetiche a livello europeo.

ASSET DI RIFERIMENTO e PERSONALE

5.147 km di rete con 6 stazioni di compressione (101 MW), il 15% del volume totale
di gas trasportato in Francia
5,7 miliardi di m3
di capacità di stoccaggio (working gas 2.8 Bcm), circa il 25% della capacità nazionale
582 Dipendenti in servizio

INTERCONNECTOR UK

Acquisizione nel 2012 in JV paritetica con Fluxys: del 31,5% di Interconnector UK, del 51% di Interconnector Zeebrugge e del 10% di Huberator, quest'ultima liquidata nel 2016 a seguito del trasferimento della totalità degli asset a Fluxys.

ASSET DI RIFERIMENTO e PERSONALE

  • n Gasdotto sottomarino di 235 km tra Bacton (Regno Unito) e Zeebrugge (Belgio)
  • n 1 terminale e 1 stazione di compressione a Bacton
  • n 1 terminale e 1 stazione di compressione a Zeebrugge
  • 70 Dipendenti in servizio

GCA

Acquisito nel 2016 il 49% attraverso una JV di Snam con Allianz Capital Partners (partecipata al 40% e 60% rispettivamente). GCA è un TSO Austriaco che possiede ed opera una rete di trasporto e distribuzione di circa 900 km finalizzata all'export del gas verso l'Europa ed alla forniture del mercato domestico.

ASSET DI RIFERIMENTO e PERSONALE

564 km di rete di traporto
322 km di rete di distribuzione
5 stazioni di compressione
274 Dipendenti in servizio

TAG

Acquisito nel 2014 l'84,47% (pari all'89,22% dei diritti economici) di TAG, società proprietaria del gasdotto che collega il confine tra Slovacchia e Austria con il punto di entrata di Tarvisio.

ASSET DI RIFERIMENTO e PERSONALE

  • 3 linee parallele di gasdotti, lunghe circa 380 km ciascuna
  • 5 stazioni di compressione
  • 154 Dipendenti in servizio

TAP

Acquisito il 20% nel dicembre 2015

ASSET DI RIFERIMENTO e PERSONALE

  • n L'asset è in sviluppo e prevede la realizzazione di una interconnessione dalla Grecia all'Italia attraverso l'Albania con lunghezza pari a 773 km on - shore e 105 km off - shore per una capacità iniziale pari a 10 bcm/y (scalabile a 20 bcm/y)
  • 203 Dipendenti in servizio

Struttura del gruppo al 31 dicembre 2016

La struttura del Gruppo Snam al 31 dicembre 20167 è di seguito graficamente rappresentata:

Le principali variazioni della struttura del gruppo Snam al 31 dicembre 2016 rispetto a quella in essere al 31 dicembre 2015, hanno riguardato:

PERIMETRO DI CONSOLIDAMENTO n con riferimento all'area di consolidamento:

Stoccaggio 100% Rigassificazione 100% SNAM RETE GAS GNL ITALIA STOGIT l'uscita di Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) e delle imprese da quest'ultima controllate, con decorrenza 7 novembre 2016, a seguito dell'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale. Ad esito dell'operazione, che ha portato al trasferimento ad Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.) del 100% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A., Snam S.p.A. detiene una partecipazione di collegamento in Italgas S.p.A. pari al 13,5% del capitale sociale. Tale partecipazione è stata oggetto di un patto parasociale, sottoscritto in data 20 ottobre 2016 tra Snam S.p.A., CDP Reti S.p.A. e CDP Gas S.r.l., avente ad oggetto tutte le partecipazioni da ciascuna detenute in Italgas S.p.A.

  • n con riferimento alle partecipazioni internazionali: l'acquisizione, in consorzio con Allianz, del 49% di Gas Connect Austria GmbH (CGA), finalizzata attraverso la società veicolo a controllo congiunto AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH, partecipata rispettivamente al 60% e al 40% da Allianz e Snam.
  • 7 Maggiori informazioni sono fornite all'allegato "Imprese e partecipazioni di Snam S.p.A. al 31 dicembre 2016" delle Note al bilancio consolidato.

Trasporto e Dispacciamento 100%

Servizi assicurativi di gruppo 100%

Governance e Organi sociali

La governance di Snam è funzionale alle dinamiche di creazione di valore. Essa contribuisce a determinare le condizioni per una corretta e adeguata interazione tra l'azienda e il contesto di riferimento, mettendo in pratica in particolare i principi di integrità, trasparenza e rispetto delle regole esterne e interne, e con il fine ultimo di contemperare gli interessi dei diversi stakeholder. Il sistema di governance riflette il modello cosiddetto tradizionale ed è sviluppato secondo le normative vigenti e applicabili al settore (normativa per le società quotate e normativa unbundling), tenendo conto inoltre delle best practice ricavabili dal confronto a livello nazionale e internazionale. Snam opera nel quadro di riferimento della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, delle Convenzioni fondamentali dell'ILO e delle Linee Guida dell'OCSE per le Imprese Multinazionali e in base al proprio Codice Etico, che è anche parte integrante del Modello organizzativo ex 231/2001.

(Le informazioni di dettaglio sulla governance sono reperibili nel documento "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2016", pubblicato sul sito wwww.snam.it contestualmente alla Relazione Finanziaria Annuale).

(Le informazioni di dettaglio sulla remunerazione sono reperibili nel documento "Relazione sulla remunerazione 2017", pubblicato sul sito wwww.snam.it contestualmente alla Relazione Finanziaria Annuale).

IM
PRESA CON
SOLIDANTE
AZIONI
STI
% DI POSSESSO
Snam S.p.A. CDP Reti S.p.A. (a) 28,98
CDP GAS S.r.l. (b) 1,12
Romano Minozzi 4,37
Banca d'Italia 0,53
Snam S.p.A. 0,85
Altri azionisti 64,15
100,00

Azionariato Snam

(a) CDP Reti S.p.A. è posseduta al 59,10% da CDP S.p.A.

(b) Società interamente posseduta da CDP S.p.A.

Cassa Depositi e Prestiti (CDP), l'istituzione finanziaria controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, la cui missione è promuovere lo sviluppo del sistema economico e industriale italiano, è l'azionista di riferimento di Snam S.p.A.

Alla fine del 2016, sulla base delle risultanze del Libro soci e di altre informazioni raccolte, CDP Reti S.p.A. detiene il 28,98% del capitale sociale, CDP GAS S.r.l. l'1,12%, Banca d'Italia lo 0,53% e Snam

S.p.A. tramite le azioni proprie in portafoglio, lo 0,85%, mentre il restante 68,52% è detenuto da altri azionisti.

Il capitale sociale al 31 dicembre 2016 è costituito da n. 3.500.638.294 azioni, prive di indicazione del valore nominale (invariato rispetto al 31 dicembre 2015), a fronte di un controvalore complessivo pari a 2.735.670.475,56 euro (3.696.851.994,00 euro al 31 dicembre 2015). La riduzione di 961.181.518,44 euro è dovuta agli effetti della scissione parziale e proporzionale di Snam S.p.A. a favore di Italgas S.p.A. tramite assegnazione del 52,90% della partecipazione detenuta da Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A.

Al 31 dicembre 2016 Snam ha in portafoglio n. 29.905.180 azioni proprie (1.127.250 al 31 dicembre 2015), pari allo 0,85% del capitale sociale, per un valore di libro pari a circa 108 milioni di euro (5 milioni di euro al 31 dicembre 2015). L'acquisto, nell'esercizio 2016, di n. 28.777.930 azioni Snam (pari allo 0,82% del capitale sociale), per un costo complessivamente pari a 103 milioni di euro, è stato effettuato nell'ambito del programma di share buyback avviato da Snam in data 7 novembre 2016, a seguito di delibera dell'Assemblea degli Azionisti del 1 agosto 20168..

Composizione dell'azionariato Snam Azionariato Snam per area geografica

(*) Gli Investitori Strategici Italia includono Banca d'Italia, CDP Reti, e CDP Gas. (**) Gli Investitori Retails Italia includono le azioni detenute da Romano Minozzi (4,37%).

Composizione e qualifica nuovo Consiglio di Amministrazione, nuove attribuzioni comitato di sostenibilità

L'Assemblea degli azionisti del 27 aprile 2016 ha nominato un nuovo Consiglio di Amministrazione, composto da nove consiglieri che rimarrà in carica per tre esercizi con scadenza alla data dell'Assemblea che sarà convocata nel 2019 per l'approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018. La maggioranza dei Consiglieri è indipendente ai sensi del TUF e del Codice di Autodisciplina (cinque su nove). Attualmente il genere femminile è rappresentato in Consiglio di Amministrazione da 4 componenti su 9, in numero quindi maggiore rispetto al minimo previsto dalla normativa vigente in materia di equilibrio fra i generi (un terzo dei componenti).

Evoluzione rispetto al precedente mandato

andato scorso andato Corrente edia FTSE MI
B
Numero di Consiglieri 9 9 12,3
Consiglieri eletti dalla
minoranza
3(33,3%) 3(33,3%) 2
% del genere meno
rappresentato nel C.d.A.
33% 44,4% 29,4%
% di Consiglieri indipendenti 56% 56% 57%
Età media dei Consiglieri 56 53 57
Status del Presidente non esecutivo non esecutivo non esecutivo 89,9%
Esistenza del Lead Indipendent
Director
no no 27,8

Il Consiglio è assistito da quattro comitati. Nel corso del 2016, è stato istituito il Comitato di Sostenibilità, composto da tre amministratori non esecutivi, di cui due indipendenti. Il Comitato Sostenibilità svolge funzioni propositive e consultive nei confronti del Consiglio di Amministrazione in materia di sostenibilità, per tale intendendosi i processi, le iniziative e le attività volte a presidiare l'impegno della Società per lo sviluppo sostenibile lungo la catena del valore.

Creazione di valore e sostenibilità

Il futuro del gas naturale nel sistema energetico

La domanda di energia a livello globale è prevista crescere nei prossimi quindici anni grazie soprattutto alla spinta dei paesi emergenti (non - OCSE), che bilanceranno la contrazione dei paesi OCSE, i cui consumi si dovrebbero ridurre anche per effetto delle politiche di efficienza energetica. Ad oggi i fabbisogni sono ancora coperti in prevalenza da carbone e petrolio.

A livello europeo invece si registra una significativa presenza nel mix energetico del gas e del nucleare, con una quota rispettivamente pari al 22% e al 14%, con un peso del carbone (17%) più contenuto rispetto alla quota mondiale, con una marcata differenziazione regionale all'interno del mercato europeo.

In Italia il gas riveste un ruolo maggiormente rilevante rispetto agli altri paesi europei, coprendo un terzo dei fabbisogni energetici. Ad inizio decennio il nostro Paese ha visto un forte sviluppo delle fonti rinnovabili grazie ad un importante sostegno finanziario alla crescita del settore che pesa per il 18% sul mix energetico.

In prospettiva il peso delle fonti fossili a livello mondiale è previsto ridursi gradualmente (81% nel 2014, a fronte del 76% previsto per il 2030) mentre il gas rivestirà un ruolo sempre più rilevante, con un incremento di circa 790 mega tonnellate equivalenti di petrolio al 2030. Si prevede, inoltre, una crescita significativa delle rinnovabili.

Questo trend è ancora più marcato a livello europeo, dove si osserva una decisa contrazione della domanda di petrolio e carbone e una consistente crescita della domanda di gas (circa 50 Mtep) e di rinnovabili, in considerazione dell'evoluzione del footprint industriale e, soprattutto, delle politiche di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

Energy mix nel mondo Energy mix in europa

L'evoluzione del mix energetico: la fine dell'era del petrolio e il crescente ricorso al gas

Fonte: World Energy Outlook 2016

La modernità e sostenibilità del sistema gas

Il gas naturale è la fonte di energia fossile più "green" e l'unico combustibile che, assieme alle fonti rinnovabili non programmabili come eolico e fotovoltaico, può garantire un percorso di decarbonizzazione efficiente ed efficace a livello nazionale ed europeo. Il gas nelle sue diverse forme garantisce minori emissioni di anidride carbonica, dal 25% al 40% rispetto ad altri combustibili fossili, oltre che di ossidi di azoto e di polveri sottili, con un impatto determinante sulle misure di contrasto all'inquinamento dell'aria nelle città, e contribuirebbe alla diminuzione del ruolo di petrolio e dei suoi derivati.

Il gas è poi accessibile, data la presenza di notevoli riserve in aree vicine all'Europa e allo sviluppo del mercato mondiale del gas naturale liquefatto, che ne ha incrementato la disponibilità a prezzi contenuti.

Il sistema del gas può contare su infrastrutture di trasporto, distribuzione e stoccaggio già esistenti e in grado di garantire al sistema energetico flessibilità, programmabilità ed economicità. Ciò grazie anche ad una capacità di generazione elettrica a gas che in Italia è già ampiamente disponibile ed estremamente efficiente.

La strategia di Snam

La strategia di business di Snam è funzionale a rendere disponibile l'energia che il mercato richiede in modo sicuro e a un costo equo e a rafforzare la centralità del sistema gas nello scenario energetico europeo e italiano.

Per realizzare questi obiettivi Snam, leader nella gestione delle infrastrutture del gas, investirà circa 5,0 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, di cui 4,7 per il potenziamento della rete nazionale e la sua integrazione con i mercati continentali, per il mantenimento delle infrastrutture, oltreché in nuovi servizi integrati per gli operatori del sistema, venduti sulla base di regole di mercato. Insieme agli stakeholder istituzionali e agli operatori interessati contribuirà inoltre all'evoluzione del "prodotto gas" attraverso lo sviluppo della logistica del gas naturale liquefatto (GNC) e del gas naturale compresso (GNL) per il settore dei trasporti marittimi e su strada, e la trasformazione del biogas in biometano da immettere nella rete di trasporto.

L'Italia hub europeo del gas

Gli investimenti di Snam nella rete italiana sono finalizzati al completamento dei progetti di reverse flow che rendono possibile un flusso bidirezionale del gas ai confini nazionali. In ambito europeo, gli investimenti hanno come obiettivo la maggiore interconnessione delle infrastrutture e una più ampia diversificazione delle fonti di approvvigionamento, in coerenza con le linee guida europee. L'Italia, esempio di integrazione tra le attività di trasporto, rigassificazione e stoccaggio, si inserisce in modo strategico nella rete dei corridoi europei e sulle nuove rotte di approvvigionamento, in particolare dalla zona del Caspio. Gli investimenti nel"reverse flow" porteranno il gas del nordafricano in Europa attraverso l'Italia, valorizzando l'infrastruttura Snam e la rete nazionale.

Gli impatti degli investimenti e delle attività di Snam sul sistema gas

Sicurezza degli approvvigionamenti

1

Diversificazione delle fonti

Grazie all'interconnessione della rete Snam, l'Italia è già oggi in Europa il paese che può contare sul maggior numero di fonti di approvvigionamento. Oltre che dalla produzione nazionale il sistema italiano può, infatti, ricevere il gas attraverso 4 importazioni via metanodotto (Algeria, Libia, Russia, Norvegia ) e 3 terminali di rigassificazione.

In futuro è prevista aggiungersi anche l'importazione di gas dal Caspio attraverso la realizzazione del metanodotto TAP.

Lo sviluppo delle capacità bidirezionali nel nord del nostro Paese lungo il corridoio Sud-Nord (reverse flow) potranno rendere le fonti di approvvigionamento italiane accessibili anche agli altri Paesi Europei.

Numero fonti con impatto significativo sui prezzi (situazione al 2017)

DIVERSIFICAZIONE DELLE FONTI DI APPROVIGIONAMENTO SICUREZZA DEGLI APPROVIGIONAMENTI

(Fonte: ENTSOGTYNDP 2017)

L'indicatore N-1 è un indicatore di flessibilità del sistema: nel momento in cui viene a mancare la fonte di approvvigionamento più grande indica come il paese è in grado di sostituirla utilizzando le altre fonti disponibili. Per quanto riguarda l'Italia, qualora venga a mancare una delle fonti di approvvigionamento, quelle rimanenti sono in grado di soddisfare anche oltre il 120% della domanda totale di gas dell'area, calcolata durante una giornata di domanda di gas particolarmente elevata.

Indicatore N-1 (situazione al 2020)

9 Dati AGSI+ (Aggregated Gas Storage Inventory - http://agsi.gie.eu) con riferimento al livello di riempimento al 31/10/2016

Utilizzo della capacità di stoccaggio

Nel 2016 Snam ha operato per favorire il riempimento degli stoccaggi nazionali al fine di poter gestire i picchi stagionali di domanda.

Il livello di riempimento al termine della campagna d'iniezione è risultato pari al 99% contro una media europea del pari 91% 9 .

FACILITAZIONE DEL MERCATO

Nuovi servizi di bilanciamento

Con il nuovo regime "Network Balancing Code", attivo da ottobre 2016, il servizio di bilanciamento viene svolto secondo regole europee comuni ed armonizzate, volte a favorire il trading e la liquidità del mercato. Nel nuovo sistema gli Utenti sono i primi responsabili dell'equilibrio della rete e possono provvedere al bilanciamento delle proprie posizioni commerciali (immissioni e prelievi dalla rete) tramite una riprogrammazione oraria dei propri fabbisogni e/o effettuando transazioni di gas sia sul mercato organizzato che over – the counter.

Per facilitare le attività degli Utenti, Snam ha anche reso disponibili nuove funzionalità che consentono di acquisire prodotti di capacità infragiornalieri (withinday) alle interconnessioni con l'estero nonché prodotti di breve periodo (giornalieri e infragiornalieri) di stoccaggio. Le funzionalità del Punto di Scambio Virtuale (PSV) sono state estese per consentire la registrazione in continuo delle transazioni ed è stata ampliata la pubblicazione di informazioni in corso di giorno gas sullo stato del sistema, sulle previsioni di prelievo del mercato e sul bilanciamento di ogni singolo Utente, con l'obbiettivo di favorire le attività di bilanciamento.

Nel nuovo regime, Snam provvede al bilanciamento 'residuale' del sistema, ossia interviene effettuando compravendite di gas sul mercato per riequilibrare la rete relativamente agli sbilanciamenti che gli Utenti non hanno saputo correggere.

Servizi integrati di rigassificazione e stoccaggio

Nel 2016 Snam ha introdotto un nuovo servizio che consente di ottenere con un unico contratto l'iniezione a stoccaggio dei quantitativi di GNL rigassificati e immessi in rete dai terminali entro la fine del mese successivo la discarica delle navi metaniere. Al servizio è stata destinata la capacità di rigassificazione residua disponibile dei terminali GNL a cui viene abbinata una capacità di stoccaggio presso Stogit complessivamente pari ad 1 miliardo di metri cubi per l'anno termico 2016-2017.

COSTO DELL'ENERGIA

Impatto dei servizi infrastrutturali sulla spesa gas

Sulla base dei dati pubblicati trimestralmente dall'AEEGSI l'impatto dei servizi infrastrutturali del sistema gas ("Spesa per il trasporto e la gestione del contatore") è risultato nel 2016 pari a circa il 19% del totale della spesa di un cliente domestico tipo (famiglia con riscaldamento individuale e consumo annuo di 1.400 smc), che si traduce in una spesa di 0,13 €/smc (circa 187€ annui).

CREAZIONE DI UN MERCATO EUROPEO

La piattaforma informatica di Prisma

Snam è uno dei soci fondatori di PRISMA, il progetto internazionale che vede oggi la partecipazione di 39 operatori europei attivi nel trasporto e nello stoccaggio gas di 16 Paesi. PRISMA si pone l'obiettivo di favorire l'armonizzazione delle regole di accesso e di erogazione dei servizi in applicazione dei Codici Europei e facilitare la creazione di un mercato unico del gas naturale in Europa, offrendo servizi attraverso un'unica piattaforma informatica comune. Una piattaforma che vede più di 550 shipper registrati, più di 2.500 utenti attivi, più di 2,5 milioni di aste concluse con successo e più di 1.500 punti della rete connessi. Snam partecipa attivamente alle attività della Società con l'obbiettivo di favorirne lo sviluppo e l'utilizzo da parte di un numero sempre maggiore di operatori a beneficio del sistema gas europeo.

Evoluzione del modello di sviluppo sostenibile del business

Snam opera con un modello di sviluppo del business che persegue la crescita profittevole e stabile della società, la creazione di valore per tutti gli stakeholder e una politica di remunerazione degli azionisti attrattiva e sostenibile.

Per la creazione di valore, il modello evidenzia l'importanza di intrepretare l'evoluzione dello scenario energetico, e più in generale del contesto di riferimento, e di saper mettere in campo strategie e piani di sviluppo del business coerenti, attraverso il confronto con le istituzioni, gli operatori del sistema gas e con tutti gli altri stakeholder interessati dalle attività aziendali. Questi hanno un ruolo fondamentale nel rendere disponibili le diverse forme di capitale, non solo finanziario, ma anche e soprattutto umano e relazionale, di cui l'azienda necessita per poter operare.

Oltre alla revisione degli indirizzi strategici, che si concretizzano nel piano 2017 - 2021, Snam ha aggiornato altri importanti elementi del proprio modello, in coerenza con l'uscita dal perimetro aziendale dell'attività di distribuzione: Snam è ora focalizzata nei settori del trasporto, stoccaggio e rigassificazione del gas, si è dotata in particolare di un nuovo modello organizzativo per la conduzione delle attività di business e sta lavorando all'aggiornamento della mappatura e valutazione dei rischi in coerenza con quanto previsto dal modello ERM.

La separazione di Italgas

Rappresenta un'operazione strategica che, da un lato, permetterà a Snam di focalizzare i propri investimenti per cogliere nuove opportunità di crescita, e, dall'altro, consentirà di valorizzare al meglio le risorse e il know - how di Italgas, con l'obiettivo di rafforzarne la leadership sul mercato italiano e aumentare significativamente la sua quota di mercato in vista dell'avvio delle gare d'ambito per l'affidamento del servizio di distribuzione.

Snam mantiene la propria presenza nell'assetto societario di Italgas, con una quota del 13,5%, e nel Consiglio di Amministrazione. Questo rappresenta, da un lato, un segno di continuità per Italgas e, dall'altro, un capitale strategico a supporto dello sviluppo di Snam.

Sul fronte del debito la separazione di Italgas ha comportato una riduzione dell'indebitamento finanziario netto di Snam di circa 3,6 miliardi di euro ed un cash in per la Società pari a circa 3,2 miliardi di euro, al netto dei circa 0,4 miliardi di euro di finanziamenti BEI relativi a progetti Italgas oggetto di accollo a quest'ultima.

A seguito di tale operazione, Snam ha ricalibrato e ridisegnato la struttura del proprio passivo. In questo contesto, la Società ha concluso con successo un'operazione di Liability Management, la più grande ad oggi in Europa, attraverso il riacquisto sul mercato di obbligazioni per un valore nominale complessivamente pari a 2,75 miliardi di euro.

Verso il modello organizzativo "one company"

Con l'uscita della distribuzione dal perimetro aziendale le attività di business sono state riorganizzate al fine di migliorare il presidio delle direttrici del piano strategico e consentire una gestione operativa più efficiente ed efficace anche attraverso la semplificazione dei processi decisionali.

Il nuovo modello organizzativo di Snam prevede tre business unit a diretto riporto dell'Amministratore Delegato e inoltre istituisce a livello centrale un unico presidio per i corporate services tra cui la gestione strategica della catena di fornitura.

Avrà l'obiettivo di coordinare le strategie e i processi trasversali delle attività dei business di trasporto, stoccaggio e rigassificazione gas naturale, facilitandone la valorizzazione integrata e lo sviluppo del know-how tecnico.

Presidierà la gestione degli asset e delle società partecipate all'estero, con l'obiettivo di favorire la crescente interconnessione delle infrastrutture europee e contribuire ulteriormente alla realizzazione del mercato unico dell'energia.

BU Asset Italiani BU Attività Estere BU Commerciale, Regolazione e Sviluppo

Gestirà la valutazione di nuovi business e servizi, le opportunità legate agli utilizzi emergenti del gas naturale e le operazioni di business development.

Partnership per lo sviluppo degli utilizzi del gas

Metano per autotrazione

Snam contribuirà alla crescita dell'utilizzo del metano per autotrazione mettendo a disposizione la sua consolidata esperienza nel settore per favorire lo sviluppo degli impianti di rifornimento e una loro diffusione più equilibrata sul territorio nazionale.

L'impegno di Snam si inquadra nell'ambito della collaborazione con FCA e IVECO, che intendono ampliare ulteriormente le rispettive gamme di veicoli a gas naturale, e con il gruppo api che mira a realizzare nuovi impianti all'interno della propria rete di punti vendita.

Il progetto consentirà di raddoppiare la rete di distribuzione stradale e autostradale dalle attuali 1.100

stazioni di servizio fino a oltre 2.000 in 10 anni, di migliorare la qualità del servizio di erogazione agli utenti e di garantire una diffusione più equilibrata delle stazioni nelle diverse regioni del Paese, secondo modalità e priorità di sviluppo sinergiche con l'evoluzione del parco circolante dei veicoli leggeri e pesanti. L'iniziativa fornirà ulteriore impulso alla filiera industriale del gas naturale nel settore trasporti, che rappresenta un'eccellenza tecnologica e ambientale riconosciuta a livello mondiale, potendo inoltre far leva sulla rete di metanodotti più estesa e accessibile d'Europa, lunga oltre 32.000 chilometri.

Trasporto di biometano

Snam, il Consorzio Italiano Biogas e Confagricoltura hanno elaborato e presentato pubblicamente un manifesto comune di sostegno alla filiera del biometano italiano, come energia rinnovabile (calore, elettricità, biocarburanti e bioplastiche) che si può ottenere da biomasse agricole e agroindustriali. Il documento, indirizzato al Governo e alla Commissione Europea, è stato diffuso in occasione di Biogas Italy ed evidenzia il ruolo strategico del biometano nella transizione energetica verso un'economia fondata su sostenibilità e circolarità nell'utilizzo delle risorse.

Il manifesto evidenzia in particolare, la necessità di cadenzare l'attuazione degli incentivi, prevedendo un target annuo di biometano da immettere in rete entro il 2030, l'aggiornamento della normativa nazionale in tema di biocarburanti avanzati e l'introduzione di un sistema che valorizzi il ruolo della filiera di produzione del biometano nella strategia generale di riduzione delle emissioni di CO2 .

Materialità (GRI: G4-24,27)

La materialità è la chiave di lettura per rafforzare la strategia di sostenibilità di Snam. Essa definisce gli ambiti di confronto con gli stakeholder, attorno ai quali si innestano le dinamiche di creazione di valore, sia in termini di mitigazione dei rischi che di opportunità da cogliere.

I temi materiali guidano la definizione degli obiettivi di Sostenibilità che vengono perseguiti attraverso specifici progetti e iniziative con orizzonti temporali diversi e, attraverso il Modello di Business, sono rappresentati all'interno della Relazione. Rispetto alla valutazione dei temi materiali, la separazione di Italgas non ha portato significativi cambiamenti.

Temi Materiali

  • n Economico/Governance
  • Creazione di valore sostenibile
  • Gestione del governo societario
  • Risk and Crisis Management
  • Trasparenza nella gestione
  • Lotta alla corruzione
  • Rapporti con le autorità di regolazione
  • Innovazione tecnologica

n Sociale

  • Salute e sicurezza
  • Sviluppo e valorizzazione del capitale umano
  • Occupazione e tutela del lavoro
  • Gestione della Supply Chain

n Ambientale

  • Tutela del territorio e della biodiversità
  • Cambiamento climatico
  • Tutela dell'aria

Il presidio dei rischi e il sistema dei controlli

Pur mantenendo un limitato profilo di rischio economico e finanziario, in quanto concentrata in business regolati, Snam applica un approccio strutturato e sistemico di governo di tutti i rischi che possono influire sulle condizioni alla base della creazione di valore.Con la scissione da Italgas il profilo di rischio Snam è cambiato per effetto del venire meno di quei rischi connessi alla natura specifica del business distribuzione non più consolidati nel perimetro societario ed in particolare relativi all'incertezza connessa alla tematica delle gare d'ambito e al valore di rimborso di fine concessione. Il sistema di individuazione, valutazione, gestione e controllo dei rischi, applicato in tutta l'azienda, è articolato su tre livelli, ciascuno con diversi obbiettivi e responsabilità associati. La strutturazione e il mantenimento dell'intero sistema è compito dell'Amministratore Delegato, a tal scopo incaricato dal Consiglio diAmministrazione.

(Maggiori informazioni sulla gestione e mitigazione dei principali rischi sono fornite a pag. 149 della presente Relazione).

La modalità di valutazione dei rischi è integrata,trasversale e dinamica, e valorizza i sistemi di gestione già esistenti nei singoli processi aziendali, a partire da quelli relativi alla prevenzione delle frodi e della corruzione, e della salute, sicurezza ambiente e qualità. Le stesse attività di controllo costituiscono parte integrante dei processi gestionali.Compito del management è quindi favorire la creazione di un ambiente positivamente orientato al controllo e presidiare, in particolare, i"controlli di linea", costituiti dall'insieme delle attività di controllo che le singole unità operative o le società svolgono sui propri processi. Il controllo indipendente è affidato alla funzione InternalAudit, incaricata di verificare che il sistema sia funzionante e adeguato.

Il processo di Enterprise Risk Management (ERM)

Il gruppo Snam in linea con le indicazioni del Codice di Autodisciplina e delle best practice internazionali ha istituito, alle dirette dipendenze del General Counsel, l'unità Enterprise Risk Management (ERM), che opera nell'ambito del più vasto Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, al fine di presidiare il processo di gestione integrata dei rischi aziendali per tutte le società del Gruppo. I principali obiettivi dell'ERM riguardano la definizione di un modello di valutazione dei rischi che consenta di individuare gli stessi secondo logiche omogenee e trasversali, di identificare i rischi prioritari, nonché di garantire il consolidamento delle azioni di mitigazione e l'elaborazione di un sistema di reporting.

Impatto Industriale/ Business

Economico Impatto

Asset Impatto

Impatto Mercato

RISCHIO

Reputazionale Impatto

Legale

HSE Impatto

Strategico

Finanziario

Capitale Umano

Impatto

IMPATTI OPERATIVI

Impatto

Impatto

Impatto

IMPATTI SPECIALISTICI

Manutenzione ed evoluzione modello

Definizione strategia di gestione

Identificazione e misurazione

Valutazione enterprise e prioritizzazione

Monitoraggio e reporting

La trasversalità

Una caratteristica di maggior valore del modello ERM adottato da Snam è la trasversalità della misura degli impatti.

Ogni evento rischioso può avere infatti dieci tipologie di impatto, alcuni determinati dagli owner dei rischi (impatti operativi) ed altri dalle funzioni specialistiche (es. l'impatto legale, finanziario). Ciò significa una valutazione del rischio da differenti angolature e una prioritizzazione dei rischi di squadra.

Tra gli impatti operativi numericamente prevale l'impatto industriale coerentemente con il fatto che l'individuazione dei rischi parte dall'analisi dei processi. Tra gli impatti specialistici emergono gli impatti reputazionale e legale a conferma di un contesto esterno sempre più globalizzato e normativamente più complesso.

Nel corso del 2016 sono stati completati i cicli di risk assessment, secondo il modello sopra descritto, che hanno coinvolto tutto il Gruppo Snam. A fine 2016 risultano mappati circa 310 rischi enterprise suddivisi tra tutti i processi aziendali.

Oltre all'attività ordinaria di verifica e controllo dei rischi mappati sono state condotte alcune attività finalizzate al miglioramento continuo del modello adottato e a supportare i gestori dei rischi. In dettaglio:

  • n analisi di alcuni dei rischi mappati volta ad individuare proposte di miglioramento nei meccanismi di gestione operativa degli stessi con lo scopo di rafforzare le strategie e gli interventi di gestione raccolta sistematica e consolidamento dei Key Risk Indicator associati ai rischi mappati;
  • n messa a punto e diffusione dell'ERM Risk Dashboard e relativa dematerializzazione del processo di reporting.

Nel mese di dicembre 2016 è stato avviato il"Progetto Simplify" che si pone, tra gli altri, l'obiettivo di definire e implementare un modello integrato di risk assurance che integri i diversi modelli di controllo presenti nel Gruppo, con un approccio sinergico mirato alla massima razionalizzazione ed efficienza complessiva, oltre a disegnare e implementare il nuovo sistema normativo Snam nell'ottica di semplificazione e maggiore fruibilità. Il sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria del Gruppo Snam sono elementi del medesimo "Sistema" (Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria) e più specificatamente trattati nel capitolo 'Fattori di incertezza e

gestione dei rischi' cui si rinvia.

Dati e informazioni di sintesi

Quadro tariffario di riferimento e principali evoluzioni

Con deliberazioni 514/2013/R/gas, 438/2013/R/gas e 531/2014/R/gas l'Autorità per l'Energia elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha definito i criteri tariffari per il quarto periodo di regolazione, in vigore a partire dal 1 gennaio 2014 per le attività di trasporto e rigassificazione e dal 1 gennaio 2015 per l'attività di stoccaggio.

Quarto periodo di regilazione

Trasporto 4 anni Gennaio 2014 Dicembre 2017
Rigassificazione 4 anni Gennaio 2014 Dicembre 2017
Stoccaggio 4 anni Gennaio 2015 Dicembre 2018

Di seguito sono riportati i principali elementi tariffari per ciascuna delle attività regolate svolte da Snam, sulla base del quadro normativo in vigore alla data del 31 dicembre 2016. Maggiori informazioni sulle principali novità tariffarie intervenute nel 2016 con riferimento a ciascun settore di attività, sono fornite al capitolo "Andamento della gestione nei settori di attività - Regolamentazione tariffaria" della presente Relazione.

TRASPORTO RIGASSIFICAZIONE STOCCAGGIO
Termine periodo
di regolazione (TARIFFE)
31 dicembre 2017 31 dicembre 2017 31 dicembre 2018
Calcolo del capitale investito netto
riconosciuto ai fini regolatori (RAB)
Costo storico rivalutato Costo storico rivalutato Costo storico rivalutato
Deduzione costi ripristino
Remunerazione del capitale
investito netto riconosciuto
ai fini regolatori (WACC pre-tax)
6,3% Anno 2015
5,4% Anni 2016-17 (*)
7,3% Anno 2015
6,6% Anni 2016-17 (*)
6,0% Anno 2015
6,5% Anni 2016-18 (*)
Incentivi su nuovi investimenti +1% per 7 anni
(investimenti di sviluppo rete regionale)
+1% per 10 anni
(investimenti di sviluppo rete nazionale)
+2% per 10 anni
(investimenti sviluppo ai punti di entrata)
+2% per 16 anni
(nuovi terminali o sviluppo capacità
terminali esistenti >30%)
Trattenimento per 8 anni del 20%
dei maggiori ricavi rispetto ai ricavi
riconosciuti derivanti dalle procedure
concorsuali
Wacc +1% su nuovi investimenti
effettuati successivamente al 31/12/2013
a compensazione time-lag regolatorio
Wacc +1% su nuovi investimenti
effettuati successivamente al 31/12/2013
a compensazione time-lag regolatorio
Remunerazione investimenti t-1
a compensazione del time-lag
regolatorio (dal 2014)
Fattore di efficienza (X FACTOR) 2,4% - su costi operativi 0% 1,4% - su costi operativi (**)

(*) Il tasso di remunerazione del Capitale investito netto (WACC) a valere per l'anno 2016 è stato fissato dall'Autorità con deliberazione 583/2015/R/com del 2 dicembre 2015 "Tasso di remunerazione del capitale investito per i servizi infrastrutturali dei settori elettrico e gas: criteri per la determinazione e l'aggiornamento". La durata del periodo regolatorio del WACC per le regolazioni infrastrutturali del settore gas è fissata in sei anni (2016 - 2021) ed è previsto un meccanismo di aggiornamento del tasso a metà periodo in funzione dell'andamento congiunturale.

(**) Approvato con deliberazione 27/2016/R/gas, pubblicata in data 29 gennaio 2016, con cui l'Autorità ha approvato in via definitiva i ricavi di riferimento per l'attività di stoccaggio per l'anno 2015.

Risultati

Ai fini del bilancio consolidato 2016, la separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale, in quanto "separate major line of business of operations", ha comportato la rappresentazione separata, come discontinued operations, dei risultati economici e dei flussi di cassa del settore distribuzione di gas naturale riferiti al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016, ai sensi del principio contabile IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate". Gli esercizi a confronto sono stati coerentemente riclassificati. Di conseguenza, in questa Relazione saranno illustrati prevalentemente i risultati delle continuing operations.

L'esercizio 2016 ha chiuso con un utile netto di Gruppo, che include il contributo delle discontinued operations, di 861 milioni di euro, in riduzione di 377 milioni di euro, pari al 30,5%, rispetto all'esercizio 2015. In considerazione degli elementi di discontinuità che hanno caratterizzato l'esercizio 2016, il management di Snam ha ritenuto che la rappresentazione dei risultati nella configurazione adjusted consenta una migliore valutazione delle performance delle continuing operations e una maggiore comparabilità dei dati.

utile operativo ADJUSTED

863 863 826 utile netto ADJUSTED - continuing operations

826

  • 10 L'utile operativo e l'utile netto nella configurazione adjusted non sono misure di risultato previste dagli IFRS.Tali misure di performance (NonGAAP -measures) sono determinate escludendo gli special item, e, al fine di rimuovere gli effetti distorsivi generati dall'applicazione dell'IFRS 5, ripristinando nei risultati delle continuing operations le transazioni intercompany verso discontinued operations, in modo da ottenere una rappresentazione dei risultati delle continuing operations come se le discontinued operations fossero state deconsolidate. Per la definizione dell'utile operativo e dell'utile netto adjusted e per la riconduzione con i rispettivi risultati reported si veda il capitolo "Commento ai risultati economico - finanziari - Riconduzione dell'utile operativo e dell'utile netto reported a quelli adjusted" a pag. 95 della presente Relazione.
  • 11 L'utile operativo è analizzato isolando i soli elementi che hanno determinato una sua variazione.A tal fine,si evidenzia che l'applicazione della normativa tariffaria del settore del gas genera componenti di ricavo che trovano corrispondenza nei costi. Tali componenti sono relative principalmente all'interconnessione e a cessioni di gas naturale effettuate ai fini del bilanciamento del sistema gas.

Risultati adjusted delle continuing operations10

Grazie alla solidità della gestione operativa e alla rigorosa disciplina finanziaria, nel 2016 Snam ha conseguito risultati in linea con le attese, tenuto conto della revisione del tasso di remunerazione del capitale investito ai fini regolatori (WACC) a valere per il 2016. L'utile operativo11 adjusted (EBIT adjusted), ammonta a 1.336 milioni di euro, in riduzione di 145 milioni di euro, pari al 9,8%, rispetto all'esercizio 2015. La riduzione riflette principalmente gli effetti sui ricavi derivanti dalla revisione del WACC (-114 milioni di euro complessivamente, di cui -134 milioni di euro per la riduzione registrata nel settore trasporto in parte assorbita dall'aumento rilevato nel settore stoccaggio) e i maggiori ammortamenti e svalutazioni (-75 milioni di euro; pari al 13,0%) dovuti essenzialmente all'entrata in esercizio di nuove infrastrutture e alle maggiori svalutazioni di asset materiali. Con riferimento ai settori di attività, la riduzione dell'utile operativo adjusted riflette i risultati del settore trasporto (-12,4%; -144 milioni di euro), in parte compensati dalla positiva performance registrata dal settore stoccaggio (+8,5%; +27 milioni di euro).

L'utile netto adjusted delle continuing operations si attesta a 826 milioni di euro, in riduzione di 37 milioni di euro (-4,3%;) rispetto all'esercizio 2015. La riduzione dell'EBIT adjusted (-145 milioni di euro; -9,8%) è stata solo in parte compensata dal significativo miglioramento della gestione finanziaria (+69 milioni di euro; pari al 20,8%), attribuibile principalmente alla riduzione del costo medio del debito, nonché dalle minori imposte sul reddito (+29 milioni di euro; pari al 7,4%) dovute essenzialmente al minor utile prima delle imposte.

L'utile netto pro - forma adjusted delle continuing operations, ottenuto applicando la quota di competenza Snam, pari al 13,5%, alla stima dell'utile netto del Gruppo Italgas riferito all'intero esercizio 2016, rettificato per escludere gli effetti derivanti dall'adeguamento al valore di mercato dei debiti finanziari in essere verso il Gruppo Snam, ed eliminando gli effetti di componenti non ricorrenti dalla valutazione di partecipate estere, ammonta complessivamente a 845 milioni di euro.

RISULTATI ADJUSTED E PRO-FORMA (milioni di €)

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2016 ammonta a 11.056 milioni di euro (13.779 milioni di euro al 31 dicembre 2015). Il flusso di cassa netto da attività operativa (1.627 milioni di euro), unitamente al flusso di cassa dei disinvestimenti, attribuibile essenzialmente al corrispettivo incassato a fronte della cessione del 38,87% della partecipazione in Italgas Reti S.p.A. (1.502 milioni di euro, al netto delle disponibilità liquide cedute), hanno consentito di finanziare interamente i fabbisogni connessi agli investimenti tecnici, in partecipazioni e in attività finanziarie strumentali all'attività operativa (1.426 milioni di euro complessivamente) e di generare un Free cash flow di 1.707 milioni di euro. Dopo gli esborsi connessi al flusso del capitale proprio (978 milioni di euro) e gli effetti derivanti dai crediti finanziari verso il Gruppo Italgas, che hanno portato ad una riduzione della posizione finanziaria di complessivi 2.009 milioni di euro, l'indebitamento finanziario netto si riduce di 2.723 milioni di euro, attestandosi a 11.056 milioni di euro.

Free cash flow +1.707 milioni di euro

Riduzione dell'indebitamento finanziario netto -2.723 milioni di euro

Dividendo 2016 0,21 euro per azione

Il dividendo

I buoni risultati conseguiti e i solidi fondamentali dell'azienda consentono di proporre all'Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,21 euro per azione, in pagamento a partire dal 24 maggio 2017, a conferma dell'impegno di Snam nell'assicurare agli azionisti una remunerazione attrattiva e sostenibile nel tempo.

Principali dati economici

Al fine di consentire una migliore valutazione dell'andamento della gestione economico - finanziaria, nella Relazione sulla gestione, in aggiunta agli schemi e agli indicatori convenzionali previsti dagli IAS/ IFRS, sono presentati gli schemi di bilancio riclassificati e alcuni indicatori alternativi di performance tra i quali, in particolare, il margine operativo lordo (EBITDA), l'utile operativo (EBIT), l'utile operativo e l'utile netto nella configurazione adjusted e l'indebitamento finanziario netto. Le successive tabelle, le relative note esplicative e gli schemi di bilancio riclassificati, riportano la determinazione di tali grandezze. Per la definizione dei termini utilizzati, se non direttamente specificato, si fa rinvio al glossario.

(milioni di €) 2014 2015 2016
Continuing operations (a)
Ricavi totali (b) 2.578 2.627 2.560
- di cui ricavi regolati 2.480 2.502 2.444
Costi operativi (b) 524 570 573
Utile operativo adjusted (c) 1.496 1.481 1.336
Utile netto adjusted - continuing operations (c) (d) 723 863 826
Utile netto adjusted - discontinued operations (c) (d) 355 346 190
Utile netto adjusted (c) (d) 1.078 1.209 1.016
Utile netto - continuing operations (d) (e) 692 796 591
Utile netto discontinued operations (d) (e) 506 442 270
Utile netto (d) (e) 1.198 1.238 861

(a) I risultati del settore distribuzione di gas naturale, business oggetto di separazione da Snam, sono stati rilevati separatamente come discontinued operations in un'unica riga del Conto economico secondo le disposizioni del principio contabile IFRS 5 "Attività operative non correnti destinate alla vendita e attività operative cessate". Coerentemente, i periodi di confronto sono stati riesposti escludendo il contributo del settore discontinuato.

(b) La voce include il ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso discontinued operations.

(c) Non - GAAP measures determinate escludendo gli special item, e, al fine di rimuovere gli effetti distorsivi generati dall'applicazione dell'IFRS 5, attribuendo alle continuing operations l'elisione dei costi originati da transazioni verso le discontinued operations. Per la definizione dell'utile operativo e dell'utile netto adjusted, nonché la riconduzione con i rispettivi risultati reported, si veda il capitolo "Commento ai risultati economico - finanziari - Riconduzione dell'utile operativo e dell'utile netto reported a quelli adjusted". (d) Interamente di competenza degli azionisti Snam.

(e) Da schema legale di Conto economico. Si veda la sezione "Schemi di bilancio" delle Note al bilancio consolidato.

Principali indicatori reddituali e finanziari

2014 2015 2016
Utile netto per azione - continuing operations (a) (€) 0,204 0,227 0,169
Utile netto per azione adjusted - continuing operations (a) (€) 0,214 0,247 0,236
Utile netto per azione (a) (€) 0,354 0,354 0,246
Utile netto adjusted per azione (a) (€) 0,318 0,345 0,291
Patrimonio netto di Gruppo per azione (a) (€) 2,12 2,17 1,86
Pay - out (Dividendi per esercizio di competenza/Utile netto
di Gruppo) (b) (c)
% 73,0 70,7 83,86
Pay - out adjusted (Dividendi per esercizio di competenza/
Utile netto di Gruppo adjusted) (b) (c)
% 81,2 72,4 71,06
Dividend yield (Dividendo di competenza/Prezzo ufficiale per
azione a fine anno) (b) (c)
% 6,1 5,2 5,4
Price/Book value (Prezzo medio ufficiale per azione/
Patrimonio netto di Gruppo per azione) (d)
(€) 2,00 2,08 2,21

(a) Calcolato con riferimento al numero medio di azioni in circolazione nell'anno.

(b) L'importo 2016 (relativamente al dividendo di competenza) è stimato, sulla base del numero di azioni in circolazione alla data del 2 marzo 2017.

(c) I valori degli esercizi 2014 e 2015 sono relativi ai dati del Gruppo Snam con riferimento al perimetro di consolidamento ante operazione di separazione da Italgas. (d) I prezzi medi ufficiali per azione per gli esercizi 2014 e 2015 sono riferiti ai prezzi medi ufficiali storici e non tengono conto della rettifica prezzi effettuata seguito dell'operazione di scissione.

Principali dati patrimoniali e finanziari

(milioni di €) 2014 2015 2016
Investimenti tecnici 1.313 1.272 1.199
- continuing operations 954 879 906
- discontinued operations (*) 359 393 293
Capitale investito netto al 31 dicembre 20.824 21.365 17.553
Patrimonio netto compresi gli interessi di terzi azionisti al 31
dicembre
7.172 7.586 6.497
Patrimonio netto di Gruppo al 31 dicembre 7.171 7.585 6.497
Indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 13.652 13.779 11.056
Free Cash Flow 297 771 1.707

(*) I valori si riferiscono al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016.

Principali dati AZIONARi

2014 2015 2016
Numero di azioni del capitale sociale (milioni) 3.500,60 3.500,60 3.500,6
Numero di azioni in circolazione al 31 dicembre (milioni) 3.499,50 3.499,50 3.470,7
Numero medio di azioni in circolazione nell'anno (milioni) 3.384,70 3.499,50 3.496,8
Prezzo ufficiale per azione a fine anno (a) (€) 3,396 4,002 3,923
Prezzo medio ufficiale per azione nell'anno (a) (€) 3,488 3,721 4,101
Capitalizzazione di Borsa (b) (milioni) 14.383 16.973 13.612
Dividendo per azione (€ per azione) 0,25 0,25 0,21
Dividendi per esercizio di competenza (c) (milioni) 875 875 722
Dividendi pagati nell'esercizio (d) (milioni) 507 875 875

(a) Secondo quanto definito dal"Manuale delle Corporate action" di Borsa Italiana S.p.A., a seguito di operazioni straordinarie, per ripristinare la continuità e la confrontabilità dei corsi azionari, occorre applicare un opportuno coefficiente di rettifica alle serie storiche. Pertanto, i prezzi ufficiali del titolo Snam relativi agli esercizi presentati sono stati rettificati con il cosiddetto "Fattore di rettifica K", fissato da Borsa Italiana ad un valore pari a 0,82538045.

(b) Prodotto del numero delle azioni in circolazione (numero puntuale) per il prezzo ufficiale per azione a fine anno. I valori relativi agli anni 2014 e 2015 sono stai determinati sulla base dei prezzi ufficiali storici registrati a fine anno (4,11 e 4,85 euro rispettivamente a fine 2014 e 2015) e non tengono conto della rettifica ai prezzi effettuata a seguito dell'operazione di scissione.

(c) L'importo 2016 è stato stimato sulla base del numero delle azioni in circolazione al 2 marzo 2017.

(d) Il dividendo pagato nel 2014 fa riferimento al saldo del dividendo 2013. Nel 2015 e nel 2016 Snam non ha distribuito acconti sul dividendo. Il dividendo pagato nel 2016 si riferisce al Gruppo Snam pre - scissione.

Ripartizione del Valore Aggiunto

In Snam sostenibilità e creazione del valore sono concetti fortemente legati. La sostenibilità crea valore per l'azienda e per gli stakeholder, mettendo in relazione il business e la responsabilità sociale d'impresa. La società produce ricchezza contribuendo alla crescita economica del contesto sociale e ambientale in cui opera e misura tale ricchezza in termini diValore Aggiunto prodotto e distribuito ai propri stakeholder di riferimento.

Snam calcola ilValore Aggiunto ispirandosi allo standard redatto dal Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale (GBS) e ai principi guida del GRI - G4.

La rappresentazione di seguito riportata è utile per comprendere gli impatti economici che il Gruppo stesso produce e consente di leggere il Bilancio consolidato dal punto di vista degli stakeholder. A tal fine, si evidenzia che il calcolo delValore Aggiunto nel 2016, è stato effettuato ripristinando sulle continuing operations, per singola voce di conto economico, le elisioni originate da transazioni verso discontinued operations. Coerentemente, i valori relativi agli esercizi posti a confronto sono stati rideterminati.

Nel 2016 ilValore Aggiunto globale lordo prodotto da Snam è stato pari a 2.518 milioni di euro, in aumento di 89 milioni di euro rispetto al 2015 (2.429 milioni di euro), nonostante la riduzione del tasso di remunerazione del capitale investito netto - WACC, disposta dall'AEEGSI a valere per l'esercizio 2016, che ha inciso sulla redditività operativa delle attività di trasporto di gas naturale.

Il 23,9% delValore Aggiunto globale lordo prodotto da Snam è stato reinvestito all'interno del Gruppo (in linea rispetto al 2015; -0,7%), e destinato essenzialmente all'ammortamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali utilizzate nel processo produttivo. Relativamente ai principali stakeholder di riferimento, il 2016 evidenzia una stabile incidenza delValore Aggiunto distribuito ai dipendenti (10,3%; +0,5% rispetto al 2015) attraverso la remunerazione diretta costituita da salari, stipendi e TFR e la remunerazione indiretta costituita dagli oneri sociali e dai costi per servizi relativi al personale (servizi mensa, rimborso spese viaggi), mentre si registra una riduzione del valore destinato alla Pubblica Amministrazione attraverso il pagamento delle imposte dirette e indirette (12,8%; -2,4% rispetto al 2015), imputabile alla riduzione del risultato prima delle imposte conseguito nel 2016, nonché una riduzione del valore distribuito agli azionisti attraverso i dividendi distribuiti (28,7%; -7,3% rispetto al 2015), in considerazione dell'operazione di separazione di Italgas e in ragione del minor numero di azioni in circolazione a seguito del riacquisto di azioni proprie effettuato da Snam nell'ambito del programma di Share buyback avviato nel novembre 2016. Con riferimento al valore distribuito ai finanziatori, pari al 24,2%, si registra un incremento rispetto al 2015 del 9,9%, per effetto dell'operazione di buyback obbligazionario posta in essere da Snam nel 2016. Infine un importo di circa 2 milioni di euro è stato destinato alle comunità locali (0,1% del valore generato) attraverso liberalità e sponsorizzazioni (0,8 milioni di euro) e compensazioni ambientali effettuate ai sensi di legge (1,2 milioni di euro).

RIPARTIZIONE DELVALORE AGGIUNTO (GRI: G4-EC1)

Andamento operativo

Investimenti Tecnici

Gli investimenti tecnici dell'anno ammontano a 1.199 milioni di euro (1.272 milioni di euro nel 2015). Con riferimento alle continuing operations, gli investimenti tecnici dell'anno ammontano a 906 milioni di euro (879 milioni di euro nel 2015) e si riferiscono principalmente al settore trasporto (776 milioni di euro) e stoccaggio di gas naturale (117 milioni di euro).

Sviluppo e integrazione delle infrastrutture

I principali investimenti per lo sviluppo di nuove infrastrutture hanno riguardato principalmente le opere per consentire l'inversione dei flussi fisici di trasporto nei punti di interconnessione con il Nord Europa (181 milioni di euro), per il potenziamento della rete di trasporto dai punti di entrata nel Sud Italia (40 milioni di euro) e per il potenziamento della rete e il collegamento di nuovi punti di

riconsegna regionale e nazionale (119 milioni di euro). Per lo sviluppo di nuovi campi di stoccaggio e potenziamento di capacità sono stati investiti 73 milioni di euro nel 2016. A fronte delle opere completate e delle dismissioni, la rete dei gasdotti in esercizio è rimasta sostanzialmente invariata in termini di km di rete (-0,1% rispetto al 31 dicembre 2015) mentre la potenza installata negli impianti di compressione si è aumentata di 45,7 Megawatt (+5,2%). La capacità di stoccaggio disponibile è aumentata di 0,5 miliardi di metri cubi, resi disponibili dal nuovo giacimento di Bordolano, attestandosi a 12,0 miliardi metri cubi.

Mantenimento dei livelli di sicurezza e qualità degli impianti

Gli investimenti in opere volte al mantenimento dei livelli di sicurezza e qualità degli impianti sono risultati pari a 336 milioni di euro per il trasporto e 33 milioni di euro per lo stoccaggio. Nel corso del 2016 è stata svolta una regolare attività d'ispezione del tracciato delle linee a piedi, con automezzi e con sorvoli in elicottero per rilevare le situazioni pericolose che avrebbero potuto avere un impatto sull'integrità dell'infrastruttura, e delle condizioni delle tubazioni attraverso il passaggio al loro interno di dispositivi intelligenti che consentono di rilevare la presenza di eventuali difetti.

Controllo e ispezione attività trasporto

2014 2015 2016
Rete ispezionata con pig intelligenti (km) 1.950 1.315 1.660
Rete ispezionata con sorvoli in elicottero (km) 15.700 16.330 16.218

Nello stoccaggio particolare attenzione è posta ai temi di sicurezza degli impianti e delle persone. Oltre alla manutenzione e ai miglioramenti impiantistici, che vengono apportati in modo continuo e mirato al fine di applicare sempre le migliori tecnologie disponibili, sono stati implementati dei software specifici per l'utilizzo ottimizzato dei giacimenti e dei pozzi, che grazie alla lunga esperienza maturata e ai dati accumulati, consentono di traguardare la massima performance che il sistema può raggiungere sempre nel rispetto delle rigide regole di sicurezza che l'azienda si è data.

Capacità interconnessa di trasporto - stoccaggio e utilizzo della rete

La capacità di trasporto mediamente offerta nel 2016 è risultata pari a 367,0 milioni di metri cubi medi/giorno, in linea rispetto al 2015 (-1,24%), mentre quella conferita è risultata pari a 266,4 milioni di metri cubi medi/giorno. La saturazione della rete12 è risultata pari al 72,6%, in riduzione rispetto al 2015 (79,1%).

Il numero degli utenti attivi del trasporto è diminuito rispetto al 2015 passando da 139 a 136 (-2,2%). Nel corso dell'anno sono stati stipulati 45 contratti di allacciamento per la realizzazione di nuovi punti di consegna/riconsegna. La capacità complessiva di stoccaggio, comprensiva dello stoccaggio strategico, è risultata pari a 16,5 miliardi di metri cubi al 31 dicembre 2016, in aumento di 0,5 miliardi di metri cubi rispetto al 2015, di cui 12,0 di capacità disponibile e interamente conferita per l'anno termico 2016-2017, e i restanti 4,5 miliardi di metri cubi relativi allo stoccaggio strategico. Il numero di utenti attivi dello stoccaggio è risultato pari a 91 (118 nel 2015; -22,9%).

12 Rapporto tra capacità conferita e capacità disponibile.

Volumi di attività

+3,38 miliardi di metri cubi di gas immesso in rete

Il gas immesso nella rete di trasporto è stato pari a 70,63 miliardi di metri cubi, in aumento di 3,38 miliardi di metri cubi (+5,0%) rispetto al 2015. L'aumento è attribuibile principalmente all'aumento della domanda di gas naturale in Italia (+3,36 miliardi di metri cubi rispetto al 2015; +5,0%), riconducibile essenzialmente ai maggiori consumi dei settori termoelettrico (+13,1%), in parte assorbiti dalla lieve riduzione nei consumi del settore residenziale e terziario (-0,4%) dovuta essenzialmente all'andamento climatico.

0,42 miliardi di metri cubi di gas movimentato in stoccaggio

I volumi di gas movimentati nel Sistema di Stoccaggio nel 2016 ammontano a 20,0 miliardi di metri cubi, in aumento di 0,42 miliardi di metri cubi, pari al 2,1%, rispetto al 2015. L'aumento è attribuibile principalmente alle maggiori erogazioni da stoccaggio (+0,30 miliardi di metri cubi; +3,1%) derivanti dal consistente utilizzo degli stoccaggi da parte degli operatori negli ultimi mesi del 2016, dovuto essenzialmente all'effetto climatico, nonché alle maggiori iniezioni per la ricostituzione degli stoccaggi (+0,12 miliardi di metri cubi; +1,2%).

+0,18 miliardi di metri cubi di GNL rigassificato

Nel corso del 2016 il terminale GNL di Panigaglia (SP) sono stati rigassificati 0,21 miliardi di metri cubi di GNL (0,03 miliardi di metri cubi nel 2015, interamente rigassificati nell'ambito del servizio di peak shaving; +0,18 miliardi di metri cubi), di cui 0,043 miliardi di metri cubi nell'ambito del servizio integrato di rigassificazione e stoccaggio di gas naturale13

Principali dati operativi

In conformità al principio contabile internazionale IFRS 8 "Settori operativi", i settori operativi sono definiti sulla base della reportistica interna utilizzata dalla Direzione Aziendale ai fini dell'allocazione delle risorse ai diversi segmenti e per l'analisi delle relative performance. Con riferimento al settore distribuzione di gas naturale rileva la circostanza che in data 7 novembre 2016 ha avuto efficacia l'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale, che ha comportato il trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. (100%) in Italgas Reti S.p.A. a favore di Italgas S.p.A. (in precedenza ITG Holding S.p.A.). Ai fini del bilancio consolidato Snam 2016, il settore distribuzione non è più rappresentato come settore operativo. Pertanto, i dati operativi di seguito riportati sono relativi alle continuing operations (trasporto, rigassificazione e stoccaggio, oltre ai dati riferiti alla Corporate).

13 Il servizio integrato di stoccaggio e rigassificazione, introdotto dall'art. 14, comma 1 del Decreto Legge n.1, del 24 gennaio 2012 e successivamente disciplinato dal Decreto ministeriale 25 febbraio 2016, prevede che siano resi disponibili all'utente dall'impresa maggiore di stoccaggio, per il servizio di stoccaggio uniforme, quantitativi di gas equivalenti al GNL consegnato, dedotti consumi e perdite, entro il termine del mese successivo alla discarica. La gestione fisica dei flussi di gas funzionali alla riconsegna del gas in stoccaggio avviene mediante coordinamento delle imprese di rigassificazione e stoccaggio interessate. Per maggiori informazioni in merito a tale servizio si rimanda al capitolo "Andamento operativo per settore di attività - Rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL)" della presente Relazione.

2014 2015 2016 ar.ass. Var.%
Trasporto di gas naturale (a)
Gas Naturale immesso nella Rete Nazionale Gasdotti
(miliardi di metri cubi) (b)
62,25 67,25 70,63 3,38 5,0
Rete dei gasdotti (chilometri in esercizio) 32.339 32.534 32.508 (26) (0,1)
Potenza installata nelle centrali di compressione (Megawatt) 893,9 876,5 922,2 45,7 5,2
Rigassificazione di G
as Naturale Liquefatto (GN
L) (a)
Rigassificazione di GNL (miliardi di metri cubi) 0,01 0,03 0,21 0,18
Stoccaggio di gas naturale (a)
Capacità disponibile di stoccaggio (miliardi di metri cubi) (c) 11,4 11,5 12,0 0,5 4,3
Gas naturale movimentato in stoccaggio (miliardi di metri cubi) 15,70 19,58 20,00 0,42 2,1
Dipendenti in servizio a fine anno (numero) (d) (e) 2.948 3.005 2.883 (122) (4,1)
di cui settori di attività:
- Trasporto 1.874 1.918 1.726 (192) (10,0)
- Rigassificazione 77 73 71 (2) (2,7)
- Stoccaggio 291 299 301 2 0,7
- Corporate e altre attività 706 715 785 70 9,8

(a) Con riferimento all'esercizio 2016, i volumi di gas sono espressi in Standard metri cubi (Smc) con Potere Calorifico Superiore (PCS) medio convenzionalmente pari a 38,1 MJ/ Smc (10,572 Kwh/Smc) e 39,1 MJ/Smc (10,805 Kwh/Smc) rispettivamente per l'attività di trasporto e rigassificazione, e stoccaggio di gas naturale.

(b) I dati relativi al 2016 sono aggiornati alla data del 12 gennaio 2017. I valori del 2015 sono stati aggiornati in via definitiva e sono allineati a quelli pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

(c) Capacità di working gas per i servizi di modulazione, minerario e bilanciamento, interamente conferita al 31 dicembre 2016.

(d) Società consolidate integralmente.

(e) Il dato dell'esercizio 2015 include il personale trasferito nel 2016 al Gruppo Italgas (207 persone) a seguito dell'operazione di separazione.

Consistenza del personale

Il personale in servizio al 31 dicembre 2016 è pari a n. 2.883 risorse (n. 3.005 al 31 dicembre 2015), con una diminuzione rispetto allo scorso esercizio di n. 122 risorse (-4,1%). Il numero medio dei dipendenti a ruolo delle entità incluse nell'area di consolidamento al 31 dicembre 2016, è stato pari a 2.804 risorse (2.808 nel 2015).

Il 2016 è stato caratterizzato da un lato, da una rilevante azione di cambiamento organizzativo anche connessa alla scissione della distribuzione e dall'altro, dall'evoluzione del mix occupazionale, che ha registrato nel corso dell'anno le seguenti dinamiche:

  • n Ingressi per 177 risorse, delle quali 141 assunzioni dal mercato e 36 altre entrate, che comprendono 32 ingressi da società non consolidate e 4 rientri in servizio da aspettativa;
  • n Uscite per 299 risorse, delle quali 37 per risoluzione del rapporto di lavoro, 16 risoluzioni unilaterali del rapporto di lavoro, 241 trasferimenti a società non consolidate e 5 altre uscite.

Rispetto alla distribuzione del Gruppo sul territorio nazionale, 2.169 persone sono impiegate nelle regioni del Nord d'Italia, 204 nel Centro e 506 nel Sud. 4 persone, inoltre, sono in servizio stabilmente all'estero.

Nel corso del 2016 si segnala, sotto il profilo delle Relazioni industriali, il continuo rapporto con le Organizzazioni Sindacali a livello nazionale e locale, caratterizzato da circa 105 incontri per analizzare i progetti di evoluzione dei business e condividere, approfondendoli, gli effetti sulle persone derivanti dai mutati assetti organizzativi del gruppo.

  • n Per quanto riguarda lo stoccaggio è stata data applicazione a quanto previsto dal Regolamento UE 193/2016/R/gas e dalla delibera 312/2016/R/gas, che ha avviato il nuovo regime di bilanciamento per effetto del quale anche le imprese di stoccaggio hanno dovuto effettuare in maniera continuativa sulle 24 ore l'attività di rinomina oraria. Anche Snam Rete Gas ha avviato il nuovo regime di bilanciamento per effetto del quale il suo dispacciamento commerciale effettuerà in maniera continuativa sulle 24 ore l'attività di rinomina oraria e le "Aste Within Day".
  • n Per quanto riguarda il settore trasporto sono proseguiti gli incontri della commissione tecnica del progetto SMART GAS formata pariteticamente da rappresentanti dell'azienda e del sindacato, con l'obiettivo di analizzare gli aspetti tecnici di progetto e di risolvere eventuali problematiche.
  • n Nel corso del 2016 GNL e le Organizzazioni Sindacali a livello nazionale e locale, hanno effettuato diversi incontri finalizzati alla condivisione ed al confronto sui temi inerenti l'evoluzione del business della rigassificazione.

Nel mese di gennaio 2017 è stato sottoscritto il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro applicato nel gruppo per il triennio 2016 - 2018.

Gestione della catena di fornitura (GRI: G4-12)

Nel 2016, con il nuovo modello organizzativo, la funzione Supply Chain è stata posta in capo al Chief Corporate Services Officer, con il compito di applicare metodologie di strategic sourcing, di realizzare obiettivi di saving in coerenza con le attività di business e di mantenere un adeguato parco di fornitori. Il sourcing strategico gioca un ruolo chiave nell'identificare le politiche d'acquisto future e ha un impatto diretto sulla riduzione dei costi. Partendo dalla raccolta dei fabbisogni di approvvigionamento su un orizzonte quinquennale, viene analizzata e qualificata la spesa prevista per guidare il processo di acquisto e identificare le categorie merceologiche "strategiche"su cui focalizzare l'attenzione.

Snam nel 2016 ha dato lavoro diretto a circa 660 aziende, di cui 388 appartenenti al settore delle piccole medie imprese (PMI), stipulando oltre 1.000 contratti di approvvigionamento (in linea rispetto al 2015), per un valore complessivo di circa 1,36 miliardi di euro (+7,1% rispetto al 2015).Tra i beni acquistati il materiale più rilevante è l'acciaio (tubazioni, raccorderia, ecc.) che, nel 2016, ha registrato una fornitura pari a circa 15.200 tonnellate.

Il 95,6% del procurato riguarda imprese nazionali, ed è stato distribuito in tutte le regioni italiane in coerenza con il radicamento nel territorio delle Società.

Al 31 dicembre, nella vendor list, risultavano qualificati 2.245 fornitori, mentre circa 400 sono stati i fornitori interessati da attività inerenti rinnovi e nuove qualifiche. Il controllo e monitoraggio della supply chain si è concretizzato con 15 audit in fase di qualifica su fornitori critici e 634 feedback raccolti sulle prestazioni rese da 185 fornitori. Inoltre 1.502 fornitori e subappaltatori sono stati verificati in merito alla regolarità contributiva, attraverso 3.089 controlli che hanno permesso di intercettare 87 irregolarità (2,8%). I provvedimenti emessi per inadempienze, tra avvisi, sospensioni e revoca di qualifica sono stati 40.

Negli approvvigionamenti di lavori, che è la categoria più rilevante in quanto legata alle attività core, i fornitori considerati critici (livello di criticità A e B) sono tutti in possesso di sistemi di gestione qualità e ambiente certificati secondo gli standard ISO 9001 e ISO 14001. Nel 2016, è stato raggiunto anche l'obiettivo di avere la totalità (100%) di questi fornitori in possesso della certificazione OHSAS 18001 (salute e sicurezza dei lavoratori), in crescita rispetto al 2015 in cui tale valore risultava già pari al 90%.

Distribuzione geografica del procurato e Procurato per natura merceologica

Trasporto 73%

17,5%

Servizi 39%

Friuli V.G. 11,9%

Lazio 8,5%

Rigassificazione 1%

PROCURATO PER NATURA MERCEOLOGICA (%)

Lavori 43%

15% Emilia Romagna Marche (*) La rappresentazione della distribuzione geografica si riferisce alle sedi amministrative dei fornitori.

11% Procurato per settore di attività (%)

Corporate

Piemonte 2,6%

Stoccaggio

9,0%

Lombardia 33,3%

Infortuni (GRI: G4-LA6)

Snam è riuscita nel tempo a ridurre il fenomeno infortunistico sia per quanto riguarda i dipendenti sia per il personale degli appaltatori, come testimoniato dall'andamento degli indicatori infortuni di frequenza e gravità.Tutta l'azienda, a partire dal vertice, è focalizzata sul tema della sicurezza sul lavoro, fino al punto di farne un obiettivo aziendale per le figure dirigenziali e i quadri, sul quale è basata parte della retribuzione variabile. Nel corso del 2016 si sono verificati in totale 9 infortuni, di cui nessuno fatale.

Infortuni sul lavoro (n.)

2014 2015 2016
Totale infortuni dipendenti (*) 9 3 4
Totale infortuni contrattisti 15 8 5

Indici - Infortunistici

2014 2015 2016
Dipendenti e Contrattisti
Indice di frequenza (*) 2,01 0,89 0,75
Indice di gravità 0,1 0,06 0,05
Dipendenti
Indice di frequenza (*) 1,84 0,62 0,81
Indice di gravità 0,11 0,03 0,04
Contrattisti
Indice di frequenza 2,13 1,07 0,71
Indice di gravità 0,1 0,07 0,05

(*) Il dato dell'esercizio 2015 è stato riesposto per tener conto di un infortunio avvenuto nell'anno successivamente derubricato nel 2016.

Indice di frequenza: numero degli infortuni senza itinere, con inabilità di almeno un giorno, per milione di ore lavorate.

Indice di gravità: numero di giornate di lavoro perse (giorni di calendario), relative a infortuni senza itinere con inabilità di almeno un giorno, per migliaia di ore lavorate. I dati non considerano gli infortuni mortali.

Grafici infortuni dipendenti e contrattisti

(*) Il dato dell'esercizio 2015 è stato riesposto per tener conto di un infortunio

avvenuto nell'anno successivamente derubricato nel 2016.

Consumi energetici

Nel 2016 il consumo energetico totale di Snam è stato pari a circa 10.957 Terajoule (TJ), in aumento del 20,6% rispetto al 2015.

L'aumento è in parte da attribuire al maggior quantitativo di gas trasportato (+5% rispetto al 2015), ma soprattutto alle diverse condizioni di trasporto che hanno visto un incremento dei quantitativi di gas dal Nord Africa (+65% rispetto al 2015) ed una contestuale riduzione dei quantitativi dal Nord Europa (-37%) e Russia (-5,6%).

La fonte energetica più utilizzata è stata il gas naturale, che ha ricoperto il 96,2% del fabbisogno energetico totale. Le altre fonti utilizzate sono l'energia elettrica (2,9%) ed altri combustibili (gasolio, benzina, Gpl e calore) che, insieme, equivalgono allo 0,9%.

Dati consumi energetici (GRI: G4-EN3)

Consumi energetici (TJ) CONSUMI ENERGETICI per settore di attività (%)

INFORTUNI SUL LAVORO - INDICE DI GRAVITà DIPENDENTI E CONTRATTISTI

Emissioni di gas effetto serra (GRI: G4-EN15)

Emissioni dirette di CO2 eq – Scope 1 (103 t) (*)

Totale emissioni di GHG dirette - scope 1 (Kt Co2eq)

(*) Le emissioni di CO2eq sono state calcolate con un GWP del metano pari a 28, come indicato nello studio scientifico dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) "Fifth Assessment Report IPCC" .

Nel 2016 le emissioni dirette di CO2eq sono state pari a circa 1,44 milioni di tonnellate. Le emissioni dirette di CO2 da combustione sono state pari a circa 0,6 milioni di tonnellate, mentre le emissioni di CO2 eq derivanti dalle emissioni di metano sono state pari a circa 0,84 milioni di tonnellate. Nel 2016 le emissioni di gas naturale si riducono del -3% rispetto al 2015, passando da 49,7 Mm3 a 48,2 Mm3. Tale decremento è in parte imputabile alle minori emissioni puntuali registrate nel 2016 ed in parte alle iniziative di riduzione emissiva svolte nell'attività di trasporto del gas, nel quale in particolare sono proseguiti gli interventi che prevedono il recupero del gas attraverso interventi di ricompressione in linea e negli impianti di compressione (recuperati 4,5 milioni di metri cubi di gas naturale, pari a 77.780 tonnellate di CO2eq, +25% rispetto ai 3,3 milioni di metri cubi del 2015) .

Con l'avvio del terzo periodo di regolazione (2013-2020), il sistema di autorizzazione all'emissione di gas ad effetto serra, regolamentato in passato dal D.Lgs. n. 216/2006, è stato aggiornato e modificato dal decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, in vigore dal 5 aprile 2013. Il decreto, secondo le nuove disposizioni, ha avuto come obiettivo principale l'aggiornamento della normativa riguardante le autorizzazioni ad emettere gas ad effetto serra nonché una costante riduzione delle quote di emissioni rilasciate a titolo gratuito. Le quote assegnate a ciascun impianto avverrà con assegnazioni progressivamente decrescenti e non più costanti (come nel secondo periodo di regolazione) ed inoltre dipenderanno anche dall'effettiva funzionalità degli impianti.

Nel 2016, le emissioni totali di CO2 emesse dal Gruppo Snam, certificate da un ente accreditato secondo le disposizioni impartite dall'Autorità Nazionale Competente, sono state pari a circa 0,550 milioni di tonnellate, su un totale di circa 0,207 milioni di quote annuali assegnate da parte del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (per un saldo negativo di circa 0,343 milioni di quote). Tale deficit è compensato dalle quote già presenti nei registri degli impianti del Gruppo Snam, accumulate grazie al surplus degli anni scorsi.

Impianti soggetti a Direttiva ETS

Attività Numero impianti Denominazione impianti
Trasporto 11 Impianti di compressione gas di Enna, Gallese, Istrana, Malborghetto,
Masera, Melizzano, Messina, Montesano, Poggio Renatico, Tarsia,
Terranuova Bracciolini
Stoccaggio 8 Impianti di compressione gas di stoccaggio di Cortemaggiore, Fiume Treste,
Minerbio, Ripalta, Sabbioncello, Sergnano, Settala e Bordolano
Rigassificazione 1 Impianto del gas naturale liquefatto di Panigaglia

Emissioni CO2 da impianti ETS (GRI: G4-EC2)

emissioni di co2 da impianti ets (106 t)

Snam e i mercati finanziari

Nel corso del 2016 i mercati azionari europei hanno mostrato un trend prevalentemente ribassista. Nel primo semestre è stato registrato un forte calo, penalizzato dal deterioramento delle prospettive economiche e da prezzi del greggio ai minimi da 10 anni, oltre che dai timori generati dall'esito referendario sulla Brexit.

Nella seconda parte dell'anno gli indici azionari hanno recuperato parzialmente per via sia della ripresa dei prezzi del greggio, sostenuti dalla possibilità di un accordo fra i principali produttori mondiali per un blocco dei livelli produttivi, sia delle conferme di politica monetaria accomodanti da parte delle banche centrali. Nell'ultima parte dell'anno le incertezze politiche generate dalle elezioni americane hanno contribuito ad aumentare la volatilità sui mercati.

L'indice europeo Stoxx europe 600 ha chiuso il 2016 in calo del 1,2% rispetto a fine 2015, mentre l'indice nazionale FTSE Mib ha registrato una delle peggiori performance a livello europeo (-10,2%) gravato in particolare dalle sottoperformance dei titoli bancari per via delle difficoltà incontrate nella soluzione del problema dei crediti insoluti. L'indice Stoxx europe 600 utilities ha chiuso il 2016 in calo dell'8,9%, influenzato negativamente dalle prospettive di aumento dei tassi di interesse; al suo interno, le società regolate hanno performato sopra la media (-4,6%).

Andamento del Titolo Snam

Il titolo Snam ha chiuso il 2016 con un prezzo ufficiale di 3,923 euro, in calo dell'1,97% rispetto al prezzo di 4,002 euro registrato alla fine dell'anno precedente14.

Il titolo ha mostrato un andamento in crescita nel primo semestre, raggiungendo i suoi massimi storici il 30 marzo (4,56 euro, prezzo rettificato), supportato da un quadro regolatorio chiaro e stabile, frutto della revisione regolatoria conclusasi a dicembre 2015, dai buoni fondamentali della società, confermati dai risultati annuali 2015, e dalla presentazione del 29 giugno 2016 dell'operazione di scissione di Italgas e del Piano Strategico 2016 - 2020, entrambi apprezzati dalla comunità finanziaria.

Il secondo semestre ha registrato una inversione di tendenza, generata, oltre che dalla revisione al ribasso delle stime di crescita dell'economia italiana, da una ripresa dei tassi di interesse a partire da settembre. Il titolo nel corso dell'anno ha tuttavia sovraperformato sia il proprio settore di riferimento che il mercato italiano, a dimostrazione di come gli investitori apprezzino il solido modello di business della Società e una strategia che prospetta ritorni sostenibili nel lungo periodo.

14 Il Prezzo è stato rettificato a seguito dell'operazione di separazione di Italgas da Snam sulla base di quanto definito dal"Manuale delle Corporate action" di Borsa Italiana S.p.A. che dispone che, in caso di operazioni straordinarie, per ripristinare la continuità e la confrontabilità dei corsi azionari, occorre applicare un opportuno coefficiente di rettifica alle serie storiche. Pertanto, tutti i prezzi ufficiali del titolo Snam antecedenti alla data di efficacia dell'operazione di separazione (7 di novembre 2016) sono stati rettificati con il cosiddetto "Fattore di rettifica K", fissato da Borsa Italiana ad un valore pari a 0,82538045.

SNAM - Confronto delle quotazioni Snam, FTSE MIB e STOXX Europe 600 Utilities (1 gennaio 2016 - 31 dicembre 2016)

Snam volume Snam FTSE MIB Stoxx Europe 600 Utilities

Relazioni con la comunità finanziaria e Investor relations policy

Snam adotta da sempre una politica di comunicazione volta a garantire un costante dialogo con l'intera Comunità finanziaria. Obiettivo della società è quello di instaurare una relazione di fiducia con azionisti, investitori, analisti e con tutti gli operatori del mercato finanziario, oltreché di garantire ad essi la sistematica diffusione di un'informativa esauriente e tempestiva per una ottimale comprensione della performance e della strategia del Gruppo.

Una attiva politica di engagement nei confronti degli investitori, supportata da una comunicazione chiara e trasparente, contribuisce alla valorizzazione della reputazione societaria ed è considerata da Snam come elemento strategico in grado di creare valore in termini di soddisfazione dei propri azionisti, comprensione delle loro aspettative inerenti la corporate governance e arricchimento conoscitivo di tutti gli stakeholders chiamati a prendere decisioni impattanti sulla società.

Tale politica comunicativa si sostanzia con molteplici pubblicazioni di carattere economico-finanziario relative all'andamento del business e agli sviluppi in tema di sostenibilità oltre che con una costante attività di incontri ed iniziative, che nell'intero 2016 si è così sviluppata:

  • n 17 road show, finalizzati ad incontrare azionisti e investitori istituzionali, nelle maggiori piazze finanziarie europee e nord americane;
  • n 3 conferenze di settore che consentono agli investitori specializzati nel settore utilities e infrastrutture di incontrare il top management della società;
  • n 77 incontri"one to one" tra il management e gli investitori, ai quali si sono aggiunti numerosi group meetings (20);
  • n conference call in occasione della pubblicazione dei risultati aziendali (risultati annuali, risultati semestrali e trimestrali), nonché la presentazione del Piano Strategico.

Presenza del Titolo Snam negli Indici di Sostenibilità

Nel 2016 il titolo Snam è stato confermato per l'ottavo anno consecutivo da RobecoSAM, una delle più importanti Società di Rating di sostenibilità a livello globale, nel Dow Jones Sustainability World Index, il principale indice azionario internazionale costruito sulla base delle performance delle imprese nell'ambito della sostenibilità economica, sociale e ambientale. A gennaio 2017 RobecoSAM ha assegnato a Snam, per il terzo anno consecutivo, la Silver Class del"Sustainability Yearbook 2017", un raggruppamento di eccellenza che nell'ambito del settore industriale di riferimento individua le società con più elevato punteggio in termini di sostenibilità.

La riconferma è arrivata anche per la prestigiosa serie di indici FTSE4Good, nei quali la Società è presente dal 2002. Snam è stata inoltre inclusa per il quarto anno consecutivo tra le società top scorer di CDP. La società ha ottenuto, infatti, l'inserimento nella "A List", lo score più elevato del modello di valutazione di CDP, che nel 2016 è stato attribuito solo a 193 aziende a livello globale.

Il titolo Snam è presente, infine, nei due indici MSCI World ESG e MSCI ACWI ESG.

Gli altri indici di sostenibilità nei quali è presente il titolo Snam sono:

Gestione del debito e Credit rating

La posizione finanziaria netta del Gruppo al 31 dicembre 2016 era pari a 11.056 milioni di euro, risultato di un debito finanziario pari a 11.090 milioni di euro e disponibilità liquide per 34 milioni di euro. Snam ha come obiettivo una struttura di debito coerente con le esigenze di business in termini di durata dei finanziamenti e di esposizione ai tassi di interesse.

Sul fronte del debito la separazione di Italgas, efficace dal 7 novembre 2016, ha comportato una riduzione dell'indebitamento di Snam per circa 3,6 miliardi di euro ed un cash in per la Società pari a circa 3,2 miliardi di euro, al netto dei circa 0,4 miliardi di euro di finanziamenti BEI relativi a progetti Italgas trasferiti a quest'ultima. A seguito di tale operazione, Snam ha ricalibrato e ridisegnato la struttura del proprio passivo.

In questo contesto, la Società ha concluso con successo un'operazione di Liability Management, la più grande ad oggi in Europa, attraverso il riacquisto sul mercato di obbligazioni per un controvalore totale di circa 2,75 miliardi di euro, con una cedola media di circa il 3,3% e una durata residua pari a circa 3 anni, e la contestuale emissione di due nuovi prestiti obbligazionari per complessivi 1,75 miliardi di euro, con una cedola media pari a 0,625% ed una maturity media pari a circa 8,3 anni. Inoltre, nel corso del 2016 Snam a esteso di un anno, a parità di condizioni di costo, la durata del finanziamento sindacato per un importo pari a 3,2 miliardi di euro. Le due linee sindacate, di ammontare pari a 2,0 miliardi di euro e 1,2 miliardi di euro, scadranno rispettivamente nel 2019 e 2021. In aggiunta, Snam ha ridotto, rispetto alla situazione al 31 dicembre 2015, l'ammontare complessivo dei finanziamenti bancari bilaterali per circa 1,0 miliardi di euro e ha rinegoziato i termini dei contratti esistenti estendendo la durata di 2 anni e migliorando le condizioni di costo applicate. Tali operazioni sul mercato, sia bancario sia obbligazionario, hanno consentito di ottimizzare le scadenze del debito a medio - lungo termine, allungandone la durata media e creando le condizioni per una riduzione del costo medio del debito.

Al 31 dicembre 2016 Snam dispone di linee di credito a lungo termine committed non utilizzate per un importo pari a circa 3,2 miliardi di euro. In aggiunta, Snam al 31 dicembre 2016 ha in essere un Programma Euro Medium Term Notes (EMTN) che consente l'emissione entro il 30 settembre 2017 di prestiti obbligazionari per un importo massimo di 2,5 miliardi di euro 15 .

La separazione di Italgas non ha mutato il giudizio sul merito di credito della Società, che rimane a livello investment grade, con un rating pari a BBB per Standard & Poor's, Baa1 per Moody's e BBB+ per Fitch. Il rating a lungo termine di Snam per Moody's e Standard & Poor's si posiziona un notch sopra quello della Repubblica Italiana.

15 Considerando anche le ulteriori emissioni obbligazionarie effettuate nei mesi di gennaio e febbraio 2017, per un valore nominale complessivamente pari 800 milioni di euro, il Programma consente l'emissione di prestiti obbligazionari per un importo massimo di circa 1,7 miliardi di euro.

Andamento della gestione nei settori di attività

Trasporto di gas naturale

Principali indicatori di performance

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Ricavi totali (*) 2.087 2.145 2.035 (110) (5,1)
Ricavi regolati (*) 2.065 2.094 1.999 (95) (4,5)
- di cui ricavi con contropartita nei costi 170 182 220 38 20,9
Costi operativi (*) 402 485 469 (16) (3,3)
Utile operativo 1.196 1.165 1.021 (144) (12,4)
Investimenti tecnici 700 693 776 83 12,0
- di cui con maggior remunerazione 370 328 345 17 5,2
- di cui con remunerazione base (**) 330 365 431 66 18,1
Capitale investito netto al 31 dicembre 11.877 12.011 12.263 252 2,1
Gas naturale immesso nella Rete Nazionale Gasdotti
(miliardi di metri cubi) (***)
62,25 67,25 70,63 3,38 5,0
Rete dei gasdotti (chilometri in esercizio) 32.339 32.534 32.508 (26) (0,1)
- di cui Rete Nazionale 9.559 9.630 9.590 (40) (0,4)
- di cui Rete Regionale 22.780 22.904 22.918 14 0,1
Potenza installata nelle centrali di compressione (megawatt) 893,9 876,5 922,2 45,7 5,2
Dipendenti in servizio al 31 dicembre (numero) (****) 1.874 1.918 1.726 (192) (10,0)

(*) Prima delle elisioni di consolidamento.

(**) Ad un WACC base reale pre - tasse pari rispettivamente al 6,3% per il 2014 e il 2015 e al 5,4% per il 2016 a cui si aggiunge l'1% a compensazione del lag regolatorio.

(***) I dati relativi al 2016 sono aggiornati alla data del 12 gennaio 2017. I valori del 2015 sono stati aggiornati in via definitiva e sono allineati a quelli pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico. Con riferimento all'esercizio 2016, i volumi di gas sono espressi in Standard metri cubi (Smc) con Potere Calorifico Superiore (PCS) medio convenzionalmente pari a 38,1 MJ/Smc (10,572 Kwh/Smc).

(****) A seguito dell'adeguamento delle strutture organizzative di Snam, in vigore dal 1 novembre 2016, parte delle funzioni precedentemente svolte da Snam Rete Gas sono passate in capo a Snam.

Risultati

I ricavi totali ammontano a 2.035 milioni di euro, in riduzione di 110 milioni di euro, pari al 5,1%, rispetto all'esercizio 2015 (2.145 milioni di euro). Al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi16, i ricavi totali ammontano a 1.815 milioni di euro, in riduzione di 148 milioni di euro, pari al 7,5%, rispetto all'esercizio precedente.

l ricavi regolati (1.999 milioni di euro) si riferiscono ai corrispettivi per il servizio di trasporto di gas naturale (1.927 milioni di euro) ed a proventi per cessioni di gas naturale effettuate ai fini del bilanciamento del sistema gas (72 milioni di euro)17. I ricavi regolati, al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi, ammontano a 1.779 milioni di euro, in riduzione di 133 milioni di

16 Le principali componenti di ricavo che trovano contropartita nei costi sono relative alla modulazione, a cessioni di gas naturale effettuate ai fini del bilanciamento del sistema gas e all'interconnessione.

17 I proventi fanno riferimento a cessioni di gas effettuate dalla società in qualità di Utente del bilanciamento.

68

euro, pari al 7,5%, rispetto all'esercizio 2015. La riduzione è dovuta alla revisione, a partire del 1 gennaio 2016, del tasso di remunerazione del capitale investito netto (Weighted Average Cost of Capital - WACC), che passa dal 6,3% del 2015 al 5,4% del 2016 (-134 milioni di euro), e agli effetti dell'aggiornamento del capitale investito riconosciuto ai fini regolatori RAB (-80 milioni di euro). Tali fattori sono stati parzialmente compensati dai maggiori ricavi derivanti dal contributo degli investimenti effettuati nel 2014 (+77 milioni di euro).

I ricavi non regolati (36 milioni di euro) registrano una riduzione di 15 milioni di euro, pari al 29,4%, rispetto all'esercizio 2015. La riduzione è dovuta principalmente ai minori proventi da cessioni di gas naturale non più funzionale all'attività operativa (-20 milioni di euro).

L'utile operativo ammonta a 1.021 milioni di euro, in riduzione di 144 milioni di euro, pari al 12,4%, rispetto all'anno precedente. La riduzione è attribuibile ai minori ricavi (-148 milioni di euro, al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi) e a maggiori ammortamenti e svalutazioni (-50 milioni di euro; pari al 10,1%), a seguito dell'entrata in esercizio di nuove infrastrutture nonché a maggiori svalutazioni di asset materiali. Tali fattori sono stati in parte assorbiti dalla riduzione dei costi operativi (-54 milioni di euro, al netto delle componenti che trovano contropartita nei ricavi), attribuibile principalmente alla variazione delle rimanenze di gas naturale a fronte di minori prelievi per consumi interni e per cessioni (-34 milioni di euro complessivamente), nonché a minori accantonamenti netti al fondo svalutazione crediti, dovuti essenzialmente alla svalutazione operata nel 2015 (32 milioni di euro) a fronte del riconoscimento parziale, da parte dell'Autorità, dei crediti non riscossi derivanti dall'attività di bilanciamento relativi al periodo 1 dicembre 2011 - 23 ottobre 201218.

Investimenti tecnici

Quarto periodo di regolazione
(gennaio 2014 - dicembre 2017)
Esercizio
2014
Esercizio
2015
Esercizio
2016
Tipologia di investimento Maggiore remunerazione
del Quarto periodo di regolazione (%) (*)
€/milioni €/milioni €/milioni
Nuova capacità di importazione
e/o esportazione
2,0% 303 249 226
Nuova capacità di trasporto
di Rete Nazionale
1,0% 1
Nuova capacità di trasporto
di Rete Regionale
1,0% 67 79 118
Sostituzione ed altro 330 365 431
700 693 776

(*) Rispetto al WACC base pari rispettivamente al 6,3% per il 2014 e il 2015 e al 5,4% per il 2016, a cui si aggiunge l'1% a compensazione del lag regolatorio.

Gli investimenti tecnici del 2016 ammontano a 776 milioni di euro, in aumento di 83 milioni di euro, pari al 12,0%, rispetto all'esercizio 2015 (693 milioni di euro).

Gli investimenti sono stati classificati in coerenza con la deliberazione 514/2013/R/gas dell'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico, che ha individuato differenti categorie di progetti cui è associato un diverso livello di remunerazione.

18 Per maggiori informazioni si rinvia alla nota n.23 "Garanzie, impegni e rischi - Contenziosi e altri provvedimenti - Recupero dei crediti nei confronti di alcuni utenti del sistema del trasporto e bilanciamento" delle Note al bilancio consolidato.

I principali investimenti di sviluppo di nuova capacità di trasporto sulla Rete Nazionale funzionale alla capacità di importazione ed esportazione, per i quali è prevista una maggiore remunerazione del 2,0% (226 milioni di euro) riguardano:

  • nell'ambito dell'iniziativa di supporto al mercato nell'area Nord Occidentale del Paese e per consentire l'inversione dei flussi fisici di trasporto nei punti di interconnessione con il Nord Europa (181 milioni di euro) nell'area della Pianura Padana: (i) il completamento dei lavori di costruzione dei ricollegamenti e dei lavori complementari del metanodotto Zimella-Cervignano; (ii) il completamento dei lavori principali di costruzione del potenziamento della centrale di Poggio Renatico; (iii) il proseguimento delle attività relative alla fornitura di turbocompressori relativi alle nuove centrali di Sergnano e Minerbio; (iv) il completamento dei lavori principali di costruzione del nuovo Nodo di Minerbio;
  • nell'ambito dei progetti di potenziamento della rete di trasporto dai punti di entrata dal Sud Italia (40 milioni di euro): (i) il completamento dei lavori principali di costruzione del metanodotto Biccari-Campochiaro, in Campania - Puglia - Molise; (ii) il proseguimento dei lavori di costruzione dei ricollegamenti del metanodotto Massafra - Biccari.

I principali investimenti di sviluppo di nuova capacità di trasporto sulla Rete Nazionale (1 milione di euro) e Regionale (118 milioni di euro), per i quali è prevista una maggiore remunerazione dell'1,0%, riguardano numerose opere finalizzate al potenziamento della rete ed al collegamento di nuovi punti di riconsegna regionale e nazionale, in particolare: (i) il completamento dei lavori di costruzione relativi al potenziamento del metanodotto Gavi-Pietralavezzara, in Piemonte - Liguria (34 milioni di euro); (ii) il proseguimento dei lavori principali di costruzione relativi alla derivazione per Montebello Jonico e Melito di Porto Salvo (21 milioni di euro); (iii) il completamento dei lavori principali di costruzione del metanodotto Lainate - Olgiate Olona e del proseguimento degli stessi sul Metanodotto Mornico al Serio - Travagliato, tratto Mornico - Chiari relativi al potenziamento della rete in Lombardia (12 milioni di euro); (iv) il proseguimento dei lavori di costruzione dei metanodotti e allacciamenti connessi all'iniziativa di metanizzazione della Regione Calabria (11 milioni di euro).

Gli investimenti di sostituzione e altri investimenti con remunerazione base (431 milioni di euro), riguardano opere volte al mantenimento dei livelli di sicurezza e qualità degli impianti (336 milioni di euro), progetti relativi allo sviluppo di nuovi sistemi informativi, all'implementazione degli esistenti (40 milioni di euro) e di misura (19 milioni di euro), opere di rivalse su terzi (19 milioni di euro) e l'acquisto di altri beni strumentali all'attività operativa (17 milioni di euro), tra cui investimenti di acquisto automezzi (9 milioni di euro) e di natura immobiliare (5 milioni di euro).

Incidenza investimenti per tipologia di remunerazione (%)

Avanzamento delle attività legate all'ottenimento dei permessi

Decreti di VIA ottenuti nell'anno

Denominazione Lunghezza
(km)
Regioni interessate Competenza Data Decreto
Metanodotto Adeguamento Rete
Trasporto Puglia - Basilicata
266,59 Puglia-Basilicata Regione Puglia 03/03/2016

Provvedimenti di verifica di assoggettabilità VIA ottenuti nell'anno

Denominazione Lunghezza
(km)
Regioni
interessate
Competenza Data
provvedimento
Metanodotto S. Andrea Apostolo dello Ionio - Caulonia 51,70 Calabria Regione Calabria 25/02/2016
Metanodotto Diramazione per Stilo e Bivongi 5,20 Calabria Regione Calabria 25/02/2016
Metanodotto raddoppio e collegamento Pozzi Agip al
metanodotto Ravenna - Chieti: installazione trappole e filtri
0,6 Marche Regione Marche 22/04/2016

Domande di verifica di assoggettabilità VIA presentate al Ministero dell'Ambiente (MATTM)

Denominazione Lunghezza (km) Regioni interessate Data presentazione
Metanodotto Castrovillari - Melizzano:
Variante GAME A
3,10 Campania 7/07/2016

Domande di verifica di assoggettabilità VIA presentate alle Regioni o Province

Denominazione Lunghezza (km) Regioni
interessate
Data
presentazione
Metanodotto Corte - Genova: Varianti in Comune di Rottofreno 5,28 Emilia
Romagna
31/05/2016
Metanodotto Allacciamento Edison Garaguso e Masseria Monaco 4,41 Basilicata 10/06/2016
Metanodotto Collegamento Pietravairano - Pignataro Maggiore 25,10 Campania 24/08/2016
Metanodotto Benevento - Cisterna: Varianti 3,38 Campania 30/08/2016
Metanodotto Derivazione per Salerno: Variante 2,08 Campania 31/08/2016
Metanodotto Mornico al Serio - Travagliato - Tratto Chiari - Travagliato 13,71 Lombardia 10/11/2016

Andamento operativo

Bilancio gas della Rete di trasporto Nazionale

I volumi di gas sono espressi in Standard metri cubi (Smc) con Potere Calorifico Superiore (PCS) convenzionalmente pari a 38,1 MJ/Smc (10,572 Kwh/Smc). Il dato elementare è misurato in energia (MJ) ed è ottenuto moltiplicando i metri cubi fisici effettivamente misurati per il relativo potere calorifico.

Domanda gas in Italia

(miliardi di m3
)
2014 2015 (*) 2016 Var.ass. Var. % (**)
Residenziale e terziario 25,66 28,97 28,87 (0,10) (0,4)
Termoelettrico 17,88 20,62 23,31 2,69 13,1
Industriale (***) 16,32 15,97 16,69 0,72 4,5
Altro (****) 2,05 1,96 2,01 0,05 2,6
61,91 67,52 70,88 3,36 5,0

(*) I valori del 2015 sono stati aggiornati in via definitiva e sono allineati a quelli pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

(**) Le variazioni percentuali sono state calcolate con riferimento ai dati espressi in metri cubi.

(***) Comprende i consumi dei settori Industria, Agricoltura e Pesca, Sintesi Chimica e Autotrazione.

(****) Consumi e perdite principalmente riferiti al sistema di trasporto di gas naturale, al sistema energetico, al settore up - stream, allo stoccaggio e agli impianti del GNL.

La domanda di gas in Italia nel 2016 è stata pari a 70,88 miliardi di metri cubi, in aumento di 3,36 miliardi di metri cubi (+5,0%) rispetto al 2015. L'aumento è riconducibile ai maggiori consumi del settore termoelettrico (+2,69 miliardi di metri cubi; +13,1%), conseguenti principalmente alle minori importazioni di energia generata da impianti nucleari francesi e alla minore offerta di energia idroelettrica, nonché ai maggiori consumi del settore industriale (+0,72 miliardi di metri cubi; +4,5%). Tali effetti sono stati solo in parte assorbiti dalla lieve riduzione nei consumi del settore residenziale e terziario (-0,10 miliardi di metri cubi; -0,4%) dovuta essenzialmente all'andamento climatico.

La domanda di gas in termini normalizzati per la temperatura è stimata pari a 71,88 miliardi di metri cubi, in aumento di 3,24 miliardi di metri cubi (+4,7%) rispetto al corrispondente valore del 2015 (68,64 miliardi di metri cubi).

Domanda gas per settore (% sul totale domanda gas)

Disponibilità di gas naturale

(miliardi di m3
)
2014 2015 (*) 2016 Var.ass. Var. %
Da gas immesso in rete per punto di entrata 55,36 60,82 65,06 4,24 7,0
Da produzione nazionale 6,89 6,43 5,57 (0,86) (13,4)
Totale gas immesso in Rete 62,25 67,25 70,63 3,38 5,0
Saldo netto prelievi/immissioni stoccaggio (**) (0,86) (0,31) (0,20) 0,11 (35,5)
Totale disponibilità di gas naturale 61,39 66,94 70,43 3,49 5,2

(*) I valori del 2015 sono stati aggiornati in via definitiva e sono allineati a quelli pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

(**) Inteso come saldo tra prelievo da stoccaggio (+) e immissioni in stoccaggio (-) espressi al lordo dei consumi per iniezione/erogazione.

La disponibilità di gas naturale in Italia (70,43 miliardi di metri cubi), pari alla somma tra il gas immesso nella Rete di Trasporto Nazionale e il saldo netto di prelievi/immissioni da/in stoccaggio, registra un aumento di 3,49 miliardi di metri cubi (+5,2%) rispetto al 2015. L'aumento è dovuto ai maggiori volumi di gas immesso in rete per punto di entrata (+4,24 miliardi metri cubi; +7,0%) e alle maggiori erogazioni nette da stoccaggio (+0,11 miliardi di metri cubi), i cui effetti sono stati in parte compensati dalla riduzione della produzione nazionale (-0,86 miliardi metri cubi; -13,4%).

(miliardi di m3
)
2014 2015 (*) 2016 Var.ass. Var. %
Produzione nazionale 6,89 6,43 5,57 (0,86) (13,4)
Punti di entrata (**) 55,36 60,82 65,06 4,24 7,0
Tarvisio 26,16 29,92 28,26 (1,66) (5,5)
Mazara del Vallo 6,77 7,24 18,87 11,63 160,6
Passo Gries 11,43 10,63 6,70 (3,93) (37,0)
Gela 6,51 7,11 4,81 (2,30) (32,3)
Cavarzere (GNL) 4,47 5,80 5,72 (0,08) (1,4)
Panigaglia (GNL) 0,02 0,05 0,22 0,17
Livorno (GNL) 0,04 0,48 0,44
Gorizia 0,03 (0,03)
62,25 67,25 70,63 3,38 5,0

Gas immesso in rete

(*) I dati relativi al 2016 sono aggiornati alla data del 12 gennaio 2017. I valori del 2015 sono stati aggiornati in via definitiva e sono allineati a quelli pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

(**) Punti interconnessi con l'estero o con terminali di rigassificazione di GNL.

Immissioni e prelievi di gas nella rete di trasporto

Il gas immesso in rete nel 2016 risulta complessivamente pari a 70,63 miliardi di metri cubi, in aumento di 3,38 miliardi di metri cubi rispetto al 2015 (+5,0%).

Le immissioni in Rete dai campi di produzione nazionale o dai loro centri di raccolta e trattamento sono pari a 5,57 miliardi di metri cubi, in riduzione di 0,86 miliardi di metri cubi rispetto al 2015 (-13,4%). I volumi immessi per punti di entrata interconnessi con l'estero e con i terminali di rigassificazione, complessivamente pari a 65,06 miliardi di metri cubi, registrano un incremento di 4,24 miliardi di metri cubi (+7,0% rispetto al 2015). Tale variazione è attribuibile ai maggiori volumi immessi dal punto di

entrata di Mazara del Vallo (+11,63 miliardi di metri cubi) e dai rigassificatori di GNL (+0,53 miliardi di metri cubi; +9%), i cui effetti sono stati in parte compensati dai minori volumi immessi dai punti di entrata di Passo Gries (-3,93 miliardi di metri cubi; -37%), di Gela (-2,30 miliardi di metri cubi; -32,3%); di Tarvisio (-1,66 miliardi di metri cubi; -5,5%) e di Gorizia (-0,03 miliardi di metri cubi).

Gas naturale immesso in rete per punti di importazione (% sul totale gas immesso in rete)

Prelievi di gas naturale

(miliardi di m3
)
2014 2015 2016 Var.ass. Var. %
Riconsegna al mercato nazionale 60,97 66,46 69,92 3,46 5,2
Esportazioni e transiti (*) 0,28 0,27 0,27
Consumi ed emissioni Snam Rete Gas 0,18 0,18 0,23 0,05 27,8
Gas non contabilizzato e altre variazioni (**) (0,04) 0,03 0,01 (0,02) (66,7)
Totale prelievi di gas naturale 61,39 66,94 70,43 3,49 5,2

(*) Include le esportazioni verso la Repubblica di San Marino.

(**) Include la variazione dell'invaso in rete. Nel bilancio energetico redatto da Snam Rete Gas è definito convenzionalmente GNC la differenza fisiologica tra le quantità di gas misurate all'ingresso della rete e le quantità di gas misurate all'uscita, derivante dalla tolleranza tecnica degli strumenti di misura.

Il gas naturale prelevato dalla rete di trasporto Nazionale nel 2016 (70,43 miliardi di metri cubi) è stato destinato principalmente: (i) alla riconsegna agli utenti presso i punti di uscita dalla rete (69,92 miliardi di metri cubi; -5,2%); (ii) alle esportazioni e transiti (0,27 miliardi di metri cubi); (iii) ai consumi delle centrali di compressione e alle emissioni di gas dalla rete e dagli impianti di Snam Rete Gas (0,23 miliardi di metri cubi; +27,8%).

Riconduzione tra gas prelevato dalla rete e domanda gas in Italia

(miliardi di m3
)
2014 2015 (*) 2016 Var.ass. Var.% (**)
Quantitativi prelevati 61,39 66,94 70,43 3,49 5,2
Esportazioni (-) (***) (0,28) (0,27) (0,27)
Gas immesso su rete regionale di altri operatori 0,05 0,05 0,04 (0,01) (20,0)
Altri consumi (****) 0,75 0,80 0,68 (0,12) (15,0)
Totale domanda Italia 61,91 67,52 70,88 3,36 5,0

(*) I valori del 2015 sono stati aggiornati in via definitiva e sono allineati a quelli pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

(**) Le variazioni percentuali sono state calcolate con riferimento ai dati espressi in metri cubi.

(***) Include i transiti e le esportazioni verso la Repubblica di San Marino.

(****) Comprende i consumi dei terminali di rigassificazione di GNL, i consumi delle centrali di compressione per stoccaggio e delle centrali per il trattamento della produzione.

Capacità di trasporto

(milioni di m3
medi/giorno)
Anno solare 2014 Anno solare 2015 Anno solare 2016
Punti di entrata di trasporto
Capacità
Capacità
conferita
Saturazione
(%)
Capacità di
trasporto
Capacità
conferita
Saturazione
(%)
Capacità di
trasporto
Capacità
conferita
Saturazione
(%)
Tarvisio 112,8 99,1 87,9 111,8 97,9 87,6 111,6 93,4 83,7
Mazara del Vallo (*) 102,5 86,6 84,5 101,1 85,9 85,0 91,5 84,9 92,8
Passo Gries 64,4 53,7 83,4 64,4 36,6 56,8 64,4 22,1 34,3
Gela (*) 35,1 30,9 88,0 35,3 29,3 83,0 30,8 26,0 84,4
Cavarzere (GNL) 26,4 24,4 92,4 26,4 24,4 92,4 26,4 24,4 92,4
Livorno (GNL) 15,0 15,0 100,0 15,0 15,0 100,0 15,0 15,0 100,0
Panigaglia (GNL) 13,0 7,1 54,6 13,0 4,6 35,4 13,0 0,6 4,6
Gorizia 4,8 0,1 2,1 4,6 0,1 2,2 4,6
Capacità Concorrente (*) 9,7
374,0 316,9 84,7 371,6 293,8 79,1 367,0 266,4 72,6

(*) I valori di capacità presso i Punti di Entrata di Mazara del Vallo e Gela non comprendono la Capacità Concorrente. Tale capacità, ai sensi del Regolamento UE n.984/2013 in vigore dal 1 novembre 2015, rappresenta la capacità di trasporto disponibile presso un Punto il cui conferimento riduce in tutto o in parte la capacità disponibile per il conferimento presso un altro Punto del Sistema di Trasporto.

La capacità di trasporto della rete ha permesso di soddisfare, anche per l'anno 2016, tutta la domanda di capacità da parte degli Utenti. La capacità di trasporto mediamente offerta per l'anno 2016 è stata pari a 367,0 milioni di metri cubi medi/giorno, 9,7 dei quali offerti come capacità concorrente fra i Punti di Entrata di Mazara del Vallo e Gela. In aggiunta alle capacità sopra descritte, relative ai punti di entrata interconnessi con l'estero e con i terminali GNL, sono disponibili capacità di trasporto ai punti di entrata interconnessi con le produzioni nazionali per un totale di 27,7 milioni di metri cubi/giorno.

Capacità di trasporto e saturazione

Erogazione e sviluppo dei servizi di trasporto (GRI: G4-8)

2014 2015 2016
Clienti attivi (shipper) 134 139 136
Nuovi contratti di allacciamento per punti di consegna /riconsegna 45 65 45

Grazie allo sviluppo dei servizi, nel corso degli ultimi dieci anni il mercato italiano del gas ha visto crescere costantemente gli operatori del trasporto, passati da 30 nel 2003 a quasi 200 soggetti (shipper e trader) che operano numerosi scambi di gas e transazioni di capacità. Nel corso del 2016 sono stati stipulati 45 contratti di allacciamento per la realizzazione di nuovi punti di consegna/riconsegna (di cui 2 per immissioni di biometano) o potenziamento di punti esistenti e sono stati resi disponibili oltre 370 milioni di metri cubi di capacità di trasporto mediamente offerti giornalmente ai punti di ingresso della rete. L'accesso al servizio è stato garantito a tutti gli operatori che ne hanno fatto richiesta.

Per gestire gli scambi tra gli operatori e i rapporti con essi, Snam ha sviluppato nel tempo sistemi informatici e portali web che ora rappresentano un capitale distintivo dell'azienda e che vengono costantemente innovati.

Sistemi/Portali Compito Principali innovazioni dell'anno
Applicativo
Logistica G
as
Gestisce i processi commerciali di programma
zione giornaliera, allocazione e bilanci provvisori
e definitivi.
- Completato il percorso di sostituzione, attraverso ri
lasci successivi, del precedente applicativo Caminus/
AltraWEB con il nuovo applicativo Logistica Gas.
- Avviato il processo di riprogrammazione infra
giornaliera, che consente agli Utenti di equilibrare
le proprie posizioni di bilanciamento, e di sfruttare
appieno le potenzialità del conferimento di capa
cità infra - giornaliera.
- Messe in produzione le nuove funzionalità per la
gestione delle allocazioni, dei bilanci e lo scambio
dati con protocollo Edigas.
Portale ServiRe Consente agli Utenti di gestire in maniera in
formatizzata il processo di organizzazione del
servizio alternativo di fornitura in occasione di
Interruzioni del servizio di trasporto sulla rete di
metanodotti SRG, nonché le attività di discatura
e apertura dei Punti di Riconsegna della rete di
trasporto e le attività di gestione dei reperibili
h24 degli utenti del servizio di trasporto, delle
imprese di distribuzione e dei titolari degli im
pianti allacciati alla rete di metanodotti.
- Potenziato per permettere l'utilizzo di un canale
univoco di comunicazione e il monitoraggio in
tempo reale dello stato di avanzamento delle ri
chieste di chiarimento, garantendo agli utenti una
semplificazione delle attività correlate.
Portale Myg@
sview
Rilasciata in produzione la prima versione di una
vera e propria "dashboard", ossia un "cruscotto
personalizzabile" dagli Utenti con un set di fun
zionalità messe a disposizione. è prevista una
evoluzione progressiva di questo portale.
- Messi a disposizione degli Utenti dei Widget per
sonalizzabili e notifiche a supporto della gestione
dell'operatività commerciale.
Questo primo step è parte di un progressivo pro
getto di rivisitazione dell'Area Business e Servizi.

Lo sviluppo dei Sistemi informatici e portali web

I processi dell'area commerciale sono rientrati nel perimetro di analisi finalizzato all'ottenimento della certificazione ISO9001 per Snam Rete Gas, ottenuta nel corso del 2016.

All'interno dei Codici di rete sono elencati una serie di indicatori per il monitoraggio della qualità del servizio offerto dalle società. Rispetto a questi indicatori, le società di Snam hanno mantenuto un'elevata performance anche per il 2016. Una parte di questi indicatori, riferiti a livelli specifici di qualità commerciale dà luogo a indennizzo automatico ai clienti in caso di mancato rispetto dello standard di qualità del servizio.

2014 2015 2016
Capacità di trasporto contrattualizzata/Capacità trasporto disponibile
(punti di entrata-interconnessi estero) (%)
85 86 72
Rispetto dei tempi di emissione dell'offerta di allacciamento (%) 100 100 100
Rispetto dei tempi di esecuzione delle prestazioni soggette a standard specifici
di qualità commerciale (%)
100 100 100
Interruzioni effettuate con adeguato preavviso (%) 95 92 98

Cambiamenti organizzativi legati alle attività operative

Nel corso del 2016 il personale in servizio ha registrato una riduzione di 192 persone, passando da 1.918 del 31 dicembre 2015 a 1.726 del 31 dicembre 2016.

Nel corso del primo semestre 2016 si è provveduto a rafforzare i meccanismi operativi necessari all'ottimizzazione dei diversi processi in ambito Operations e Sviluppo Commerciale, con particolare riferimento a:

  • il rilascio della nuova soluzione informatica per la gestione dei processi commerciali di Programmazione e Bilanciamento gas, in coerenza alle nuove esigenze imposte dai continui cambiamenti nello scenario regolatorio e di business;
  • il proseguimento delle attività del progetto SmartGas.

In seguito all'adeguamento delle strutture organizzative di Snam, in vigore dal 1 novembre 2016, corrispondentemente è stato ridefinito anche l'assetto organizzativo di Snam Rete Gas, a cui sono attribuiti tutti i processi di trasporto gas e alcuni servizi di staff e di supporto operativo. Si segnalano le seguenti novità:

  • spostamento nella nuova Business Unit Asset Italia di Snam di alcune funzioni di staff (pianificazione e controllo, project control, human resources, coordinamento processi HSEQ) e del centro di competenza tecnico/tecnologico, in coerenza con l'esigenza di rafforzare il ruolo di indirizzo e coordinamento di Snam nei confronti delle società operative;
  • riarticolazione/accorpamento di alcune unità preesistenti e dedicate ad attività operative (ad es.: dispacciamento, misura, centrali), nell'ottica di massimizzare le sinergie tra i diversi processi operativi;
  • passaggio delle attività commerciali e di programmazione delle infrastrutture di trasporto nella nuova Business Unit Commerciale, Regolazione e Sviluppo di Snam, che garantisce il servizio nei confronti di Snam Rete Gas. In Snam Rete Gas è in ogni caso stato mantenuto un presidio finalizzato a garantire, in termini di responsabilità societaria, la stipula dei contratti di trasporto e l'elaborazione del Piano Decennale delle Infrastrutture.

Infortuni (GRI: G4-LA6)

Nel corso del 2016 il numero degli infortuni è diminuito sensibilmente sia per i dipendenti che per i contrattisti.

Infortuni sul lavoro (n.)

2014 2015 2016
Totale infortuni dipendenti 7 3 1
Totale infortuni contrattisti 11 7 4

Indici - Infortunistici

2014 2015 2016
Dipendenti
Indice di frequenza (*) 2,23 0,97 0,32
Indice di gravità (**) 0,17 0,05 0
Contrattisti
Indice di frequenza (*) 1,84 1,13 0,65
Indice di gravità (**) 0,08 0,05 0,05

(*) Numero degli infortuni senza itinere, con inabilità di almeno un giorno, per milione di ore lavorate.

(**) Numero di giornate di lavoro perse (giorni di calendario), relative a infortuni senza itinere con inabilità di almeno un giorno, per migliaia di ore lavorate. I dati non considerano gli infortuni mortali.

Consumi energetici ed emissioni (GRI: G4-EN3, EN15, EN21)

Per il contenimento delle emissioni di gas naturale dalla rete di trasporto sono proseguiti gli interventi che prevedono il recupero del gas attraverso interventi di ricompressione in linea e negli impianti di compressione (recuperati 4,5 milioni di metri cubi di gas naturale, pari a 77.780 tonnellate di CO2eq, +25% rispetto ai 3,3 milioni di metri cubi del 2015).

Nel 2016 è stata completata l'installazione della nuova unità TC4 DLE di Poggio Renatico e la trasformazione dell'unità TC3 di Messina da tipo tradizionale a DLE.

Le emissioni totali di ossidi di azoto nel 2016 sono state pari a 228 tonnellate (+1,3% rispetto al 2015). L'incremento è da attribuire al maggior utilizzo delle turbine a gas con un fuel gas utilizzato in forte aumento. L'uso sempre più esteso delle turbine a basse emissioni DLE, che sono state impiegate per il 94% delle ore di funzionamento, ha contribuito a limitare in modo significativo l'incremento emissivo.

2014 2015 2016
Consumi energetici (TJ) 4.153 4.278 5.824
Emissioni di CO2eq - scope1 (ton) (*) 810.408 883.826 921.954
Emissioni di gas naturale (106
m3
)
37,2 37,0 34,6
Gas Naturale recuperato (106
m3
)
3,0 3,6 4,5
Emissioni di NOx (ton) 237 225 228

(*) Le emissioni di CO2eq sono state calcolate con un Global Warming Potential (GWP) del metano pari a 28, come indicato nello studio scientifico dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) "Fifth Assessment Report IPCC".

2014 2015 2016
Consumi energetici / energia compressa (%) 0,23 0,23 0,25
Emissioni di CO2
/gas compresso (Kg/106
m3
)
5.941 5.805 6.023
Emissioni di gas naturale/km di rete (m3
/ km)
1.151 1.138 1.066
Emissioni di NOx / gas compresso (Kg/106
m3
)
6,3 5,7 4,4

Regolazione del settore di attività

Rapporti con l'Autorità di regolazione (GRI: G4-26)

2014 2015 2016
Risposte a documenti di consultazione 5 7 10
Risposte a consultazioni /osservazioni tramite associazioni (*) 9 11 14
Proposte tariffarie 3 3 5
Raccolte dati 100 87 112
Istruttorie (**) 5 3 1
Proposte di modifica / aggiornamento codici e documenti contrattuali (***) 28 16 12
Proposte di modifica / aggiornamento codici e documenti contrattuali (approvate) 13 9 12

(*) Risposte a consultazioni (Autorità, Ministero Sviluppo Economico e GME) attraverso associazioni di categoria. In un'occasione la società ha partecipato a un tavolo di lavoro tecnico tra associazioni e Autorità avviato nel corso dell'anno.

(**) Comprende: istruttorie conoscitive nell'ambito del trasporto.

(***) Comprende anche proposte ancora in fase di valutazione AEEGSI, comprese convenzioni e documenti contrattuali con operatori nell'ambito dei servizi regolati.

Regolamentazione tariffaria per l'anno 2016

Con deliberazione 587/2015/R/gas, pubblicata in data 4 dicembre 2015, l'Autorità ha approvato i ricavi riconosciuti per il servizio di trasporto, dispacciamento e misura per l'anno 2016. I ricavi riconosciuti per il servizio di trasporto, dispacciamento e misura del gas naturale relativi all'anno 2016 sono pari a 1.850 milioni di euro.

La RAB al 31 dicembre 2014 per l'attività di trasporto, dispacciamento e misura è di 15,0 miliardi di euro.

Regolamentazione tariffaria per l'anno 2017

Con Deliberazione 669/2016/R/gas, pubblicata in data 17 novembre 2016, l'Autorità ha approvato i ricavi riconosciuti per il servizio di trasporto e dispacciamento del gas naturale per l'anno 2017. I ricavi riconosciuti per il servizio di trasporto, dispacciamento e misura del gas naturale relativi all'anno 2017 sono pari a 1.880 milioni di euro. La RAB al 31 dicembre 2015 per l'attività di trasporto, dispacciamento e misura è di 15 miliardi di euro. Con successiva deliberazione 776/2016/R/gas, pubblicata in data 28 dicembre 2016, l'Autorità ha approvato in via definitiva le tariffe di trasporto, dispacciamento e misura per l'anno 2017, determinate sulla base dei ricavi riconosciuti approvati con la Deliberazione 669/2016/R/gas.

Snam Rete Gas - Criteri di regolazione delle tariffe di trasporto e dispacciamento del gas naturale per il periodo 2014 - 2017

Con sentenza n. 3735/2015 il Consiglio di Stato ha confermato quanto disposto dal T.A.R. Milano con sentenza 329/2014 in merito all'annullamento parziale delle deliberazioni dell'AEEGSI n. 514/2013/R/ gas, e delle successive deliberazioni n. 603/2013/R/gas e n. 641/2013/R/com, per la mancata previsione nella disciplina in oggetto di un meccanismo di degressività in favore dei clienti finali con elevato consumo di gas.

L'AEEGSI, con Deliberazione 429/2015/R/gas, ha avviato un procedimento che avrebbe dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2015 per ottemperare alla menzionata sentenza. Tale procedimento risulta ancora pendente; pertanto, si rimane in attesa del provvedimento finale. Nelle more, le originarie ricorrenti hanno presentato istanza per l'ottemperanza della citata sentenza innanzi alla competente autorità giudiziaria. Il ricorso è stato discusso in data 16 febbraio 2017; si resta pertanto in attesa della decisione del TAR Milano.

Snam Rete Gas - Criteri di regolazione delle tariffe di trasporto e dispacciamento del gas naturale per il periodo 2010 - 2013

Con sentenza n. 2888/2015 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso introdotto dall'AEEGSI per la riforma della sentenza del TAR Milano n. 995/2013 che aveva annullato le disposizioni contenute nelle delibere ARG/gas/184/09, 192/09, 198/09 e 218/10 in materia di tariffe di trasporto e di dispacciamento gas naturale per il periodo 2010 - 2013 relativamente, in particolare, al riparto commodity/capacity, alla riforma del modello entry/exit e al gas destinato ai consumi delle centrali di compressione (autoconsumi).

Con Deliberazione 428/2015/C/gas, l'AEEGSI ha deliberato di proporre ricorso per revocazione per errore di fatto avverso la citata sentenza. Al contempo, l'Autorità, - a seguito di procedimento avviato con Deliberazione 430/2015/R/gas - ha ottemperato alle predette sentenze con la Deliberazione 550/2016/R/gas con cui l'Autorità, riformata la disciplina degli autoconsumi, ha motivatamente confermato per il resto i criteri tariffari anche alla luce delle consultazioni effettuate. Stante la natura confermativa della citata delibera, l'originaria ricorrente ha presentato ricorso per l'ottemperanza delle predette sentenze e la declaratoria della nullità della 550/2016/R/gas. Con sentenza del 1 marzo 2017, il T.A.R. Milano ha parzialmente accolto il ricorso con specifico riferimento al tema del riparto commodity/capacity, ritenendo che con la Deliberazione 550/2016/R/gas vi sia stata un'ottemperanza inesatta e parziale della sentenza 995/2013 e che, pertanto, l'Autorità debba procedere ad un supplemento di valutazione in ordine agli effetti delle scelte operate.

Principali indicatori di performance

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Ricavi totali (*) 28 25 19 (6) (24,0)
Ricavi regolati (*) 25 19 18 (1) (5,3)
- di cui ricavi con contropartita nei costi 6 1 (1) (100,0)
Costi operativi (*) 23 19 12 (7) (36,8)
(Perdita operativa) /Utile operativo 1 (5) (6)
Capitale investito netto al 31 dicembre 84 89 93 4 4,5
Investimenti tecnici (**) 7 7 7
Volumi di GNL rigassificati (miliardi di metri cubi) (***) 0,01 0,03 0,21 0,18
Discariche di navi metaniere (numero) 1 1 5 4
Dipendenti in servizio al 31 dicembre (numero) 77 73 71 (2) (2,7)

(*) Prima delle elisioni di consolidamento.

(**) Investimenti remunerati al WACC base reale pre – tasse, pari rispettivamente al 7,3% per il 2014 e il 2015 e al 6,6% per il 2016), a cui si aggiunge l'1% di maggiorazione forfettaria a compensazione del lag regolatorio.

(***) Con riferimento all'esercizio 2016, i volumi di gas sono espressi in Standard metri cubi (Smc) con Potere Calorifico Superiore (PCS) medio convenzionalmente pari a 38,1 MJ/Smc (10,572 Kwh/Smc).

Risultati

I ricavi totali ammontano a 19 milioni di euro, in riduzione di 6 milioni di euro, pari al 24,0%, rispetto all'esercizio 2015. Al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi19, i ricavi totali si riducono di 5 milioni di euro, pari al 20,8%, a seguito essenzialmente dei minori ricavi non regolati derivanti dalla vendita di gas sul mercato del bilanciamento.

I ricavi regolati, pari a 18 milioni di euro (sostanzialmente invariati rispetto al 2015), si riferiscono ai corrispettivi per il servizio di rigassificazione e sono relativi pressoché interamente alla quota di competenza del fattore di garanzia per l'anno 2016, prevista dall'art. 18 dell'Allegato A alla deliberazione 438/2013/R/gas.

La gestione operativa chiude con un risultato negativo di 5 milioni di euro, a fronte di un utile operativo pari a 1 milione di euro registrato nell'esercizio 2015. La perdita operativa è connessa alla svalutazione operata su asset materiali non disponibili all'uso (-7 milioni di euro) in considerazione dell'incertezza circa la futura utilizzabilità di tali elementi degli immobili, impianti e macchinari.

Investimenti tecnici

Gli investimenti tecnici dell'esercizio 2016 ammontano a 7 milioni di euro (parimenti nel 2015) ed hanno riguardato investimenti di mantenimento, volti a garantire la sicurezza degli impianti dello stabilimento.

Tra questi si evidenziano: (i) interventi riguardanti il sistema di regolazione della pressione delle pompe (2 milioni di euro); (ii) interventi di ingegneria su serbatoi (2 milioni di euro); (iii) interventi di adeguamento dei livelli di sicurezza degli analizzatori di gas e di ossigeno (1 milione di euro).

19 I ricavi che trovano contropartita nei costi si riferiscono ai ricavi per il servizio di trasporto fornito da Snam Rete Gas che GNL riaddebita ai propri clienti.

Andamento operativo

Nel corso del 2016 presso il terminale GNL di Panigaglia (SP) sono stati rigassificati 0,21 miliardi di metri cubi di GNL (0,03 miliardi di metri cubi nel 2015, interamente rigassificati nell'ambito del servizio di peak shaving; +0,18 miliardi di metri cubi), di cui 0,043 miliardi di metri cubi nell'ambito del servizio integrato di rigassificazione e stoccaggio di gas naturale.

Nel 2016 sono state effettuate 5 discariche da navi metaniere, di cui 1 effettuata nell'ambito del servizio integrato di rigassificazione e stoccaggio (1 discarica nel 2015, effettuata nell'ambito del servizio di peak shaving).

Erogazione e sviluppo dei servizi di rigassificazione (GRI: G4-8)

2014 2015 2016
Clienti attivi (shipper) 3 3 4
Rispetto del periodo massimo di interruzione/riduzione della capacità del Terminale per
interventi manutentivi (%)
100 100 100

Cambiamenti organizzativi legati alle attività operative

A fine 2016 il personale in servizio è composto da 71 persone e diminuisce di 2 unità rispetto al 31 dicembre 2015 (73 unità). La variazione negativa di 2 risorse, rispetto a dicembre 2015, è il risultato di 1 assunzione e 2 uscite al netto dei trasferimenti tra le società consolidate, che spiegano una ulteriore riduzione di 1 risorsa.

Infortuni (GRI: G4-LA6)

Infortuni sul lavoro (n.)

2014 2015 2016
Totale infortuni dipendenti 0 0 1
Totale infortuni contrattisti 1 0 0

Indici - Infortunistici

2014 2015 2016
Dipendenti
Indice di frequenza (*) 0 0 8,65
Indice di gravità (**) 0 0 0,66
Contrattisti
Indice di frequenza (*) 32,72 0 0
Indice di gravità (**) 0,43 0 0

(*) Numero degli infortuni senza itinere, con inabilità di almeno un giorno, per milione di ore lavorate.

(**) Numero di giornate di lavoro perse (giorni di calendario), relative a infortuni senza itinere con inabilità di almeno un giorno, per migliaia di ore lavorate.

Consumi energetici ed emissioni (GRI: G4-EN3,EN15,EN21)

2014 2015 2016
Consumi energetici (TJ) 31 52 127,8
Emissioni di CO2eq – scope1 (ton) (*) 32.169 38.659 54.298
Emissioni di gas naturale (106
m3
)
1,9 2 2,9
Emissioni di NO
x (ton)
0,3 1,1 5,5

(*) Le emissioni di CO2eq sono state calcolate con un GWP del metano pari a 28, come indicato nello studio scientifico dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) "Fifth Assessment Report IPCC" .

Regolazione del settore di attività

Rapporti con l'Autorità di regolazione (GRI: G4-26)

2014 2015 2016
Risposte a documenti di consultazione 3 4 1
Risposte a consultazioni /osservazioni tramite associazioni (*) 3 6 1
Proposte tariffarie 2 2 1
Raccolte dati 28 25 25
Proposte di modifica / aggiornamento codici e documenti contrattuali (**) 1 3 3
Proposte di modifica / aggiornamento codici e documenti contrattuali (approvate) 1 2 0

(*) Risposte a consultazioni (Autorità, Ministero Sviluppo Economico e GME) attraverso associazioni di categoria. In un'occasione la società ha partecipato a un tavolo di lavoro tecnico tra associazioni e Autorità avviato nel corso dell'anno.

(**) Comprende anche proposte ancora in fase di valutazione AEEGSI, comprese convenzioni e documenti contrattuali con operatori nell'ambito dei servizi regolati.

Regolamentazione tariffaria per l'anno 2016

Con deliberazione 625/2015/R/gas, pubblicata in data 18 dicembre 2015, l'Autorità ha determinato le tariffe per il servizio di rigassificazione del GNL per l'anno 2016. Le tariffe sono state determinate sulla base dei ricavi di riferimento pari a 27,1 milioni di euro. I ricavi effettivi sono stati calcolati sulla base delle capacità effettivamente conferite. Il capitale investito netto al 31 dicembre 2014 (RAB) risultava pari a circa 0,1 miliardi di euro.

Regolamentazione tariffaria per l'anno 2017

Con deliberazione 392/2016/R/gas, pubblicata in data 14 luglio 2016, l'Autorità ha approvato le tariffe per il servizio di rigassificazione del GNL per l'anno 2017.

Le tariffe sono state determinate sulla base dei ricavi di riferimento pari a 27,9 milioni di euro. I ricavi effettivi dovranno tenere conto delle capacità effettivamente conferite. Il capitale investito netto al 31 dicembre 2015 (RAB) risulta pari a circa 0,1 miliardi di euro.

L'Autorità ha inoltre riconosciuto a GNL Italia un importo pari a circa 0,34 milioni di euro a copertura dell'incremento dell'aliquota IMU per gli anni 2013 - 2014.

Altri provvedimenti

Servizio integrato di stoccaggio e rigassificazione

Con Decreto del 25 febbraio 2016 "Determinazione e modalità di allocazione della capacità di stoccaggio di modulazione per il periodo contrattuale 2016 - 2017", pubblicato in G.U. n. 76 del 1 aprile 2016, il Ministero dello Sviluppo Economico, ha modificato inoltre le modalità di accesso ed erogazione del servizio integrato di stoccaggio e rigassificazione, già introdotto ai sensi dell'articolo 14 del Decreto Legge 1/2012. In particolare, tale servizio, a cui viene riservata una capacità di stoccaggio pari a 1 miliardo di metri cubi, prevede che le imprese di rigassificazione e l'impresa maggiore di stoccaggio si coordinino al fine di consentire la riconsegna del GNL rigassificato all'utente direttamente a stoccaggio, entro il termine del mese successivo alla discarica da navi metaniere. L'accesso al servizio avviene, sulla base delle previsioni del Decreto, mediante un'asta competitiva il cui prezzo è stato definito dall'Autorità sulla base dei criteri della deliberazione 77/2016/R/gas, tenendo conto del valore del prodotto e dell'evoluzione del mercato.

Con riferimento al periodo contrattuale 1 aprile 2017 - 31 marzo 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito, con Decreto 7/12/2016 (GU Serie Generale n.295 del 19 dicembre 2016), che uno spazio di stoccaggio pari a 1,5 miliardi di metri cubi sia destinato per un servizio integrato di rigassificazione e stoccaggio, finalizzato a consentire alle imprese industriali l'approvvigionamento diretto di GNL dall'estero. Il servizio prevede l'iniezione a stoccaggio dei quantitativi rigassificati, dedotti consumi e perdite, entro la fine del mese successivo l'effettuazione della discarica dei quantitativi di GNL. Il decreto prevede inoltre che l'Autorità definisca la procedura di asta competitiva per il conferimento delle capacità relative al servizio integrato, un prezzo di riserva che tenga conto del valore del prodotto e dell'evoluzione del mercato nonché i criteri di ripartizione dei proventi tra le imprese di rigassificazione e Stogit.

Deliberazione 191/2016/R/gas - "Integrazione delle modalità applicative del fattore di copertura dei ricavi per il servizio di rigassificazione del GNL, a seguito dell'introduzione del servizio integrato di rigassificazione e stoccaggio"

Con tale deliberazione, pubblicata in data 21 aprile 2016, l'Autorità ha introdotto una modifica alle modalità applicative del fattore di copertura dei ricavi per il servizio di rigassificazione del GNL, al fine di recepire le modifiche introdotte con la delibera n. 77/2016/R/gas in merito all'offerta integrata di un servizio di rigassificazione e stoccaggio di cui all'articolo 1 del Decreto 25 febbraio 2016 "Determinazione e modalità di allocazione della capacità di stoccaggio di modulazione per il periodo contrattuale 2016 - 2017" del Ministero dello Sviluppo Economico. Con tale modifica vengono inseriti nella formula del fattore di copertura dei ricavi anche i ricavi derivanti dall'erogazione del servizio integrato di rigassificazione e stoccaggio.

Determina 27 maggio 2016 n. 13/2016 - DIUC - "Nulla osta all'erogazione delle spettanze relative al fattore di copertura dei ricavi di competenza della società GNL Italia S.p.A. per l'anno 2015"

Con tale determina, pubblicata in data 30 maggio 2016, l'Autorità ha comunicato alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali il nulla osta all'erogazione delle spettanze relative al fattore di copertura dei ricavi relativo alla società GNL Italia S.p.A. per l'anno 2015, in esito alla verifica di conformità delle modalità di calcolo in coerenza con i criteri della deliberazione 438/2013/R/gas "Regolazione delle tariffe per il servizio di rigassificazione di gas naturale liquefatto per il periodo di regolazione 2014 - 2017 (RTRG)".

Stoccaggio di gas naturale

Principali indicatori di performance

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Ricavi totali (a) 541 535 584 49 9,2
Ricavi regolati (a) 526 534 583 49 9,2
- di cui ricavi con contropartita nei costi 68 80 81 1 1,3
Costi operativi (a) 163 145 151 6 4,1
Utile operativo 318 319 346 27 8,5
Investimenti tecnici (b) 240 170 117 (53) (31,2)
Capitale investito netto al 31 dicembre 3.286 3.365 3.421 56 1,7
Concessioni (numero) 10 10 10
- di cui operative (c) 8 9 9
Gas naturale movimentato in stoccaggio (miliardi di metri cubi) (d) 15,70 19,58 20,00 0,42 2,1
- di cui iniezione 8,13 9,84 9,96 0,12 1,2
- di cui erogazione 7,57 9,74 10,04 0,30 3,1
Capacità di stoccaggio complessiva (miliardi di metri cubi) 15,9 16,0 16,5 0,5 3,1
- di cui disponibile (e) 11,4 11,5 12,0 0,5 4,3
- di cui strategico 4,5 4,5 4,5
Dipendenti in servizio al 31 dicembre (numero) 291 299 301 2 0,7

(a) Prima delle elisioni di consolidamento.

(b) Investimenti remunerati al WACC base reale pre - tasse rispettivamente pari al 6,7% per il 2014, 6,0% per il 2015 e 6,5% per il 2016.

(c) Con capacità di working gas per i servizi di modulazione.

(d) Con riferimento all'esercizio 2016, i volumi di gas sono espressi in Standard metri cubi (Smc) con Potere Calorifico Superiore (PCS) medio convenzionalmente pari a 39,1 MJ/ Smc (10,805 Kwh/Smc).

(e) Capacità di working gas per i servizi di modulazione, minerario e bilanciamento. Il valore indicato rappresenta la massima capacità disponibile, interamente conferita per l'anno termico 2016 - 2017.

Risultati

I ricavi totali ammontano a 584 milioni di euro, in aumento di 49 milioni di euro, pari al 9,2%, rispetto all'esercizio 2015. I ricavi totali, al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi20, ammontano a 503 milioni di euro, in aumento di 48 milioni di euro, pari al 10,5%, rispetto all'esercizio 2015.

I ricavi regolati (583 milioni di euro) si riferiscono ai corrispettivi per il servizio di stoccaggio di gas naturale (512 milioni di euro) e al riaddebito agli utenti degli oneri relativi al servizio di trasporto di gas naturale, fornito da Snam Rete Gas S.p.A. (71 milioni di euro). I ricavi di stoccaggio, al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi, ammontano a 502 milioni di euro, in aumento di 48 milioni di euro, pari al 9,6% rispetto all'esercizio 2015. L'aumento è dovuto ai meccanismi di aggiornamento tariffario e, in particolare, all'aggiornamento del tasso di remunerazione del capitale investito netto che passa dal 6% del 2015 al 6,5% del 2016 (+20 milioni di euro), nonché agli effetti dell'entrata in esercizio, a fine 2015, delle prime facility del sito di Bordolano (+21 milioni di euro). L'aggiornamento del tasso di remunerazione è dovuto essenzialmente all'adozione di parametri di

20 Tali componenti si riferiscono principalmente ai ricavi derivanti dal riaddebito agli utenti di stoccaggio degli oneri relativi al servizio di trasporto di gas naturale, fornito da Snam Rete Gas S.p.A., ai sensi della deliberazione 297/2012/R/gas dell'Autorità. Ai fini del bilancio consolidato tali ricavi sono elisi in capo a Stogit S.p.A., unitamente ai costi del trasporto, al fine di rappresentare la sostanza dell'operazione.

riferimento per la determinazione del WACC per il 2016, calcolato secondo i criteri stabiliti dall'Autorità con deliberazione 583/2015/R/com, migliorativi rispetto a quelli di riferimento per la determinazione del WACC per il 2015, primo anno del quarto periodo di regolazione per il servizio di stoccaggio.

L'utile operativo conseguito nel 2016 ammonta a 346 milioni di euro, in aumento di 27 milioni di euro, pari all'8,5% rispetto all'esercizio 2015. I maggiori ricavi (+48 milioni di euro) sono stati in parte compensati dai maggiori ammortamenti (-16 milioni di euro), dovuti principalmente all'entrata in esercizio di nuove infrastrutture, e dai maggiori costi operativi (-5 milioni di euro, al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi) attribuibile principalmente ai costi di manutenzione sui siti.

Investimenti tecnici

Gli investimenti tecnici del 2016 ammontano a 117 milioni di euro, in riduzione di 53 milioni di euro (-31,2%) rispetto all'esercizio precedente (170 milioni di euro), e si riferiscono allo sviluppo di nuovi campi e potenziamento di capacità (73 milioni di euro) e ad investimenti di mantenimento e altro (44 milioni di euro).

I principali investimenti di sviluppo di nuovi campi e potenziamento di capacità (73 milioni di euro) riguardano principalmente le attività svolte nei campi di:

  • Bordolano: completata la fase realizzativa del progetto con conseguente messa in esercizio della seconda parte di impianto;
  • Minerbio: acquisto di materiali, attività propedeutiche all'installazione dell'unità TC7, adeguamenti vari di Centrale;
  • Sabbioncello: avvio della realizzazione del collegamento al pozzo 51.

Gli investimenti di mantenimento e altro (44 milioni di euro) sono relativi principalmente all'acquisto di apparati fonometrici presso le centrali Stogit, alle attività in ambito ICT, alla fornitura di materiali e alla prosecuzione dell'attività di razionalizzazione impianti di Cortemaggiore, alle attività svolte nei campi di Fiume Treste.

Incidenza investimenti per tipologia (% sul totale investimenti)

Grazie agli importanti investimenti realizzati per sviluppare nuovi giacimenti e potenziare quelli esistenti, Stogit ha superato il precedente massimo quantitativo di gas in giacenza presso i suoi sistemi di stoccaggio, incrementando così la propria capacità di volume e di punta. La capacità complessiva di stoccaggio al 31 dicembre 2016, comprensiva dello stoccaggio strategico, risulta pari a 16,5 miliardi di metri cubi (+0,5 miliardi di metri cubi rispetto al 2015, resi disponibili dal nuovo giacimento di Bordolano), di cui 12,0 miliardi di metri cubi relativi a capacità disponibile interamente conferita per

l'anno termico 2016 - 2017 (11,5 miliardi di metri cubi nell'anno termico 2015 - 2016), e 4,5 miliardi di metri cubi relativi allo stoccaggio strategico (invariata rispetto all'anno termico 2015 - 2016, come stabilito dal Ministero dello Sviluppo Economico con comunicato del 21 gennaio 2016).

Andamento operativo

Gas movimentato nel sistema di stoccaggio

Il gas naturale movimentato nel sistema di stoccaggio nell'esercizio 2016 è pari a 20,0 miliardi di metri cubi, in aumento di 0,42 miliardi di metri cubi, pari al +2,1%, rispetto ai volumi movimentati nel 2015 (19,58 miliardi di metri cubi). L'incremento è attribuibile principalmente alle maggiori erogazioni da stoccaggio (+0,30 miliardi di metri cubi; +3,1%) derivanti dal consistente utilizzo degli stoccaggi da parte degli operatori negli ultimi mesi del 2016, dovuto essenzialmente all'effetto climatico, nonché alle maggiori iniezioni per la ricostituzione degli stoccaggi (+0,12 miliardi di metri cubi; +1,2%).

Gas naturale movimentato in stoccaggio (miliardi di metri cubi)

Erogazione e sviluppo dei servizi di stoccaggio (GRI: G4-8)
------------------------------------------------- -- -- -- -- -------------
2014 2015 2016
Clienti attivi (shipper) 107 118 91

Nell'anno termico 2016 - 2017 lo spazio complessivamente conferito è risultato pari a quello offerto; nonostante fossero previste aste di conferimento nell'arco temporale aprile - settembre, la totalità della capacità offerta è stata conferita già nelle aste di maggio. A seguito della progressiva entrata in esercizio del giacimento di Bordolano, sono state effettuate due aste, una a giugno con decorrenza luglio e l'altra a luglio con decorrenza agosto, in cui sono stati offerti e conferiti 200 milioni di standard metri cubi di capacità aggiuntiva rispetto a quella offerta a inizio anno termico.

All'interno dei Codici di rete sono elencati una serie di indicatori per il monitoraggio della qualità del servizio offerto dalle società. Rispetto a questi indicatori le società di Snam hanno mantenuto un'elevata performance anche per il 2016. Una parte di questi indicatori, riferiti a livelli specifici di qualità commerciale dà luogo a indennizzo automatico ai clienti in caso di mancato rispetto dello standard di qualità del servizio.

Il nuovo regime di bilanciamento in attuazione del Regolamento UE 312/2014, in vigore dal 1 ottobre Il 2014 2015 2016
Capacità di stoccaggio contrattualizzata/Capacità stoccaggio disponibile (%) 100 100 100
Rispetto dei tempi di esecuzione delle prestazioni soggette a standard specifici
di qualità commerciale (%)
100 100 100
Flow line di collegamento sottoposte a sorveglianza (%) 76 76 100
Capacità totale non resa disponibile a seguito di interruzioni/riduzioni del servizio (%) 0 0 0

nuovo regime di bilanciamento in attuazione del Regolamento UE 312/2014, in vigore dal 1 ottobre 2016, pone l'obbligo dell'attività continuativa sulle 24 ore solo sul trasportatore. Stogit, considerando che nella realtà italiana lo stoccaggio è il principale strumento di flessibilità, si è da subito resa disponibile a consentire ai propri clienti cicli continuativi di rinomina sulle 24 ore. L'AEEGSI ha ritenuto importante il ruolo dello stoccaggio nei cicli di rinomina sulle 24 ore ed ha inoltre definito un sistema di aste giornaliere "day - ahead" per la commercializzazione delle capacità di stoccaggio da parte di Stogit e degli utenti (Deliberazione 193/2016/R/gas).

La Società ha quindi adeguato i propri sistemi informativi, ancora in fase di evoluzione per recepire le ultime indicazioni normative, e ha strutturato un presidio del dispacciamento commerciale su un turno 24 ore al fine di garantire l'attività e dare agli utenti il necessario supporto.

Per gestire gli scambi tra gli operatori e i rapporti con essi, Snam ha infatti sviluppato nel tempo sistemi informatici e portali web che ora rappresentano un capitale distintivo dell'azienda e che vengono costantemente innovati.

Sistemi/Portali Compito Principali innovazioni dell'anno
Portale Capacità Gestisce il processo di contrattualizzazione delle
capacità di stoccaggio.
- Ulteriormente affinato nei processi di conferimento
ad asta per i servizi di Stoccaggio di Modulazione di
Punta e Uniforme.
- Fornisce on-line gli esiti dei singoli processi di con
ferimento (ad esempio aste) in formato .pdf e con
valenza di integrazione contrattuale.
- Realizzati, ottimizzati e consolidati i processi di
cessione di capacità, di contratto e fatturazione,
precedentemente implementati.
- Adeguato per l'effettuazione delle aste mensili,
giornaliere e Day - Ahead.
Portale Sampei Gestisce i contratti di stoccaggio in termini di
gestione della giacenza e delle movimentazioni
di gas.
- Sviluppate le funzionalità per la gestione di più cicli
di rinomina giornaliera, in ottemperanza alle dispo
sizioni del Regolamento UE 312/2014.
- A seguito degli obblighi previsti dal Regolamento
UE 1227/2011 (REMIT), gli utenti di Stogit devono
inviare giornalmente all'agenzia dei regolatori euro
pei (ACER) la propria giacenza aggiornata. Al fine di
rendere un servizio ai propri utenti, il portale SAM
PEI è stato modificato per potere inviare tali dati ad
ACER per conto di ogni singolo utente.
- Adeguato e in fase di ulteriori evolutive per la ge
stione dei processi inerenti il nuovo regime di bilan
ciamento e la gestione delle Aste Day Ahead.

Lo sviluppo dei Sistemi informatici e portali web

88

Cambiamenti organizzativi legati alle attività operative

Nel corso del 2016, il personale in servizio ha registrato un aumento di 2 unità, passando dalle 299 del 31 dicembre 2015 alle 301 di fine 2016.

Nel primo semestre 2016 è stata completata in ambito Operations la prima fase del progetto SmartGas, iniziativa finalizzata alla revisione della normativa e degli standard di manutenzione, ad assicurare la necessaria evoluzione dei ruoli professionali operanti presso i poli, lo sviluppo e l'implementazione di più evolute soluzioni informatiche per la gestione dei processi operativi. Nel mese di giugno è stata avviata la fase due del progetto.

Si segnala, in ambito commerciale, che l'avvio in data 1 ottobre 2016 del nuovo sistema di bilanciamento ha comportato alcuni adeguamenti nella struttura organizzativa (turno) preposta alla gestione delle attività.

Infortuni (GRI: G4-LA6)

Nel corso del 2016 gli infortuni sono aumentati per quanto riguarda i dipendenti e rimasti invariati per i contrattisti.

Infortuni sul lavoro (n.)

2014 2015 2016
Totale infortuni dipendenti 1 0 1
Totale infortuni contrattisti 2 1 1

Indici - Infortunistici

2014 2015 2016
Dipendenti
Indice di frequenza (*) 2,02 0 2,00
Indice di gravità (**) 0,01 0 0,11
Contrattisti
Indice di frequenza (*) 1,98 0,89 1,27
Indice di gravità (**) 0,17 0,18 0,07

(*) Numero degli infortuni senza itinere, con inabilità di almeno un giorno, per milione di ore lavorate.

(**) Numero di giornate di lavoro perse (giorni di calendario), relative a infortuni senza itinere con inabilità di almeno un giorno, per migliaia di ore lavorate.

Consumi energetici ed emissioni (GRI: G4-EN3,EN15,EN21)

Sono continuate le attività per il contenimento dei consumi energetici e per il controllo delle emissioni in atmosfera.

Le emissioni totali di ossidi di azoto nel 2016 sono state pari a 201 tonnellate (+14,8% rispetto al 2015). L'aumento è da attribuire al maggior utilizzo delle turbine a gas; il fuel gas utilizzato infatti è risultato in aumento (+5,1%). L'uso sempre più esteso delle turbine a basse emissioni DLE, che sono state impiegate per l'88% delle ore di funzionamento, ha contribuito a limitare in modo significativo l'incremento emissivo.

2014 2015 2016
Consumi energetici (TJ) 4.117 4.740 4.985
Emissioni di CO2eq – scope1 (ton) (*) 410.728 450.162 461.976
Emissioni di gas naturale (106
m3
)
11,7 10,7 10,7
Emissioni di NO
x (ton)
227 175 201

(*) Le emissioni di CO2eq sono state calcolate con un GWP del metano pari a 28, come indicato nello studio scientifico dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) "Fifth Assessment Report IPCC" .

2014 2015 2016
Emissioni gas naturale stoccaggio/gas stoccato (%) 0,067 0,051 0,047
Emissioni di NO
x / gas stoccato (Kg/106
m3
)
28,0 17,8 20,1
Emissioni medie di targa NO
x turbine/potenza installata ([mg/Nm3
]/MW)
6,2 5,6 5,4

Regolazione del settore di attività

Rapporti con l'Autorità di regolazione (GRI: G4-26)

2014 2015 2016
Risposte a documenti di consultazione 9 4 2
Risposte a consultazioni /osservazioni tramite associazioni (*) 8 6 4
Proposte tariffarie 1 6 3
Raccolte dati 81 75 89
Istruttorie 1
Proposte di modifica / aggiornamento codici e documenti contrattuali (**) 1 4 4
Proposte di modifica / aggiornamento codici e documenti contrattuali (approvate) 4 2 1

(*) Risposte a consultazioni (Autorità, Ministero Sviluppo Economico e GME) attraverso associazioni di categoria. In un'occasione la società ha partecipato a un tavolo di lavoro tecnico tra associazioni e Autorità avviato nel corso dell'anno.

(**) Comprende anche proposte ancora in fase di valutazione AEEGSI, comprese convenzioni e documenti contrattuali con operatori nell'ambito dei servizi regolati.

Regolamentazione tariffaria per l'anno 2016

Con deliberazione 46/2016/R/gas, pubblicata in data 12 febbraio 2016, l'Autorità ha approvato in via provvisoria, i ricavi di riferimento d'impresa per il servizio di stoccaggio per l'anno 2016, come risultanti dalla proposta tariffaria presentata da Stogit in data 22 gennaio 2016. I ricavi approvati in via provvisoria sono finalizzati a disporre di un valore di riferimento per la determinazione dei corrispettivi per l'assegnazione della capacità di stoccaggio. Successivamente, con deliberazione 418/2016/R/gas, pubblicata in data 22 luglio 2016, l'Autorità ha approvato i ricavi di riferimento in via definitiva per il servizio di stoccaggio relativi all'anno 2016 per la società Stogit. I ricavi riconosciuti per il servizio di stoccaggio del gas naturale relativi all'anno 2016 sono pari a 503,5 milioni di euro. La RAB per l'attività di stoccaggio è pari a 4,0 miliardi di euro.

Regolamentazione tariffaria per l'anno 2017

Con deliberazione 441/2016/R/gas, pubblicata in data 28 luglio 2016, l'Autorità ha determinato i ricavi di riferimento in via provvisoria per il servizio di stoccaggio relativi all'anno 2017 per la società Stogit. I ricavi approvati in via provvisoria sono finalizzati a disporre di un valore di riferimento per la determinazione dei corrispettivi per l'assegnazione della capacità di stoccaggio. Entro il 31 maggio 2017, le imprese di stoccaggio presenteranno all'Autorità le proposte dei ricavi di riferimento in via definitiva determinati utilizzando gli incrementi patrimoniali annuali consuntivi relativi all'anno 2016. Tali proposte saranno approvate entro 60 giorni dall'Autorità.

Altri provvedimenti

Decreto ministeriale 25 febbraio 2016 (G.U. n.76 del 1 aprile 2016) - "Determinazione e modalità di allocazione della capacità di stoccaggio di modulazione per il periodo contrattuale 2016 - 2017"

Con tale decreto, il Ministero dello Sviluppo Economico, ha definito lo spazio di stoccaggio di modulazione per l'anno termico 2016 - 2017, da destinare prioritariamente ai soggetti che forniscono direttamente o indirettamente i clienti civili, nella misura di 7.450,5 milioni di metri cubi più la quota parte di stoccaggio minerario che non risulti richiesta e allocata dalle imprese di stoccaggio. Il Decreto conferma che tale spazio di stoccaggio, unitamente a quello riservato allo stoccaggio uniforme di durata annuale e pluriennale, sia assegnato mediante aste competitive il cui prezzo di riserva è stato definito dall'Autorità sulla base dei criteri di cui alla delibera 77/2016/R/gas.

Il Decreto ha modificato inoltre le modalità di accesso ed erogazione del servizio integrato di stoccaggio e rigassificazione, già introdotto ai sensi dell'articolo 14 del Decreto Legge 1/2012. In particolare, tale servizio, a cui viene riservata una capacità di stoccaggio pari ad 1 miliardo di metri cubi, prevede che le imprese di rigassificazione e l'impresa maggiore di stoccaggio si coordinino al fine di consentire la riconsegna del GNL rigassificato all'utente direttamente a stoccaggio, entro il termine del mese successivo alla discarica da navi metaniere. L'accesso al servizio avviene, sulla base delle previsioni del Decreto, mediante un'asta competitiva il cui prezzo è stato definito dall'Autorità sulla base dei criteri della delibera 77/2016/R/gas, tenendo conto del valore del prodotto e dell'evoluzione del mercato.

Deliberazione 323/2016/R/gas - "Disposizioni in materia di regolazione delle partite economiche relative al servizio di stoccaggio, per l'anno termico 2016 - 2017"

Con tale deliberazione, pubblicata in data 17 giugno 2016, l'Autorità ha disciplinato per l'anno termico 2016-2017 le modalità con cui sono neutralizzate, in termini di flusso dei ricavi, le eventuali differenze tra quanto riconosciuto alle imprese di stoccaggio sulla base delle tariffe regolate e quanto percepito in esito alle aste per il conferimento della capacità.

Con riferimento al parametro Y di cui all'articolo 11 dell'Allegato A della deliberazione 531/2014/R/ gas "Criteri di regolazione delle tariffe per il servizio di stoccaggio del gas naturale, per il periodo 2015 - 2018" - (RTSG), relativo al livello di copertura della quota di ricavo riconducibile alla remunerazione addizionale del capitale investito netto per gli investimenti incentivati entrati in esercizio nei precedenti periodi di regolazione, è stata avviata un'istruttoria conoscitiva finalizzata a definire i criteri per la fissazione del suo valore per i prossimi anni, con la finalità di indurre le imprese di stoccaggio a perseguire comportamenti più efficienti sia nella gestione delle procedure di allocazione che nelle modalità di erogazione del servizio di stoccaggio.

Nelle more degli esiti dell'istruttoria, che si concluderà in tempo utile per l'approvazione dei ricavi d'impresa per l'anno 2017, per l'anno 2016 è stato confermato un valore del parametro Y pari a 1.

Commento ai risultati economico - finanziari e altre informazioni

Premessa

In data 7 novembre 2016 ha avuto efficacia l'operazione di riorganizzazione industriale e societaria finalizzata alla separazione da Snam del business della distribuzione del gas naturale in Italia. L'operazione, articolata su diversi passaggi tra loro unitari e contestuali, ha comportato il trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A., pari al 100% del capitale sociale, in Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) a Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.) e il relativo deconsolidamento di Italgas Reti S.p.A.

In conformità alle disposizioni del principio contabile IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate", i risultati economici del settore distribuzione di gas naturale riferiti al periodo 1 gennaio - 6 novembre 201621 sono stati rappresentati come "Discontinued operations"22 e, pertanto, esposti separatamente in un'unica riga del conto economico. Gli esercizi di confronto sono stati coerentemente riclassificati. Di conseguenza, nella presente Relazione sono illustrati prevalentemente i risultati delle continuing operations (trasporto e dispacciamento, rigassificazione e stoccaggio, oltre alle attività Corporate).

A questo proposito, tuttavia, va tenuto presente che la rilevazione separata delle discontinued operations secondo i criteri di cui all'IFRS 5 si riferisce solo ai rapporti verso terzi lasciando in essere l'elisione dei rapporti infragruppo. In tal modo, si determina una distorsione nella separazione dei valori tra continuing e discontinued operations che, a livello economico, determina una penalizzazione dell'una o dell'altra tanto più rilevante quanto maggiori sono i rapporti economici infragruppo dei settori discontinuati.

In particolare, con riferimento al Gruppo Snam, la rilevazione separata dei risultati del settore distribuzione di gas naturale secondo i criteri di cui all'IFRS 5, penalizza le continuing operations per effetto dell'elisione dei ricavi e dei proventi finanziari, iscritti rispettivamente a fronte del riaddebito dei costi derivanti dalla prestazione di servizi e dei finanziamenti erogati a livello accentrato da Snam S.p.A. a Italgas Reti S.p.A., rimanendo in capo alle continuing operations i costi che hanno generato i suddetti riaddebiti.

Al fine di rimuovere tali distorsioni sono state elaborate misure alternative di performance, non previste dagli IFRS (Non - GAAP measures), che ripristinano nei risultati delle continuing operations, a livello di singola voce del conto economico, le transazioni intercompany verso le discontinued operations, in modo da ottenere una rappresentazione dei risultati delle continuing operations come se le discontinued operations fossero state deconsolidate.

21 Tali risultati includono il contributo a conto economico di Italgas S.p.A. in quanto la società, controllata da Snam sino alla data di efficacia dell'operazione, è stata costituita in data 1 giugno 2016 esclusivamente nell'ambito dell'operazione in oggetto, quale holding beneficiaria del trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A.

22 Ai sensi del principio contabile IFRS 5, paragrafo 32 "Un'attività operativa cessata è un componente di un'entità che è stato dismesso o classificato come posseduto per la vendita e: (a) rappresenta un importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività; (b) fa parte di un unico programma coordinato di dismissione di un importante ramo autonomo di attività o un'area geografica di attività; o (c) è una controllata acquisita esclusivamente in funzione di una rivendita". Con riferimento alle attività operative cessate o "discontinued operations", il successivo par. 33 richiede di indicare, tra l'altro, un unico importo, da esporre nel prospetto di conto economico complessivo, rappresentato dal totale degli utili o delle perdite delle attività operative cessate al netto degli effetti fiscali.

Inoltre, le Non - GAAP measures, ivi incluso l'Utile netto adjusted di Gruppo, escludono alcune componenti reddituali classificate negli special item al fine di fornire una migliore analisi delle performance e di assicurare una maggiore comparabilità dei risultati.

Di seguito sono riportati l'utile operativo e l'utile netto di Gruppo nelle configurazioni reported e adjusted per l'esercizio 2016 e per i periodi di confronto:

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var. %
tile operativo 1.454 1.427 1.293 (134) (9,4)
tile operativo adjusted 1.496 1.481 1.336 (145) (9,8)
tile netto (*) 1.198 1.238 861 (377) (30,5)
tile netto adjusted (*) 1.078 1.209 1.016 (193) (16,0)

(*) Interamente di competenza degli azionisti Snam.

Per maggiori informazioni in merito alla determinazione dei risultati adjusted, si rimanda al successivo paragrafo "Riconduzione dell'utile operativo e dell'utile netto reported a quelli adjusted".

Commento ai risultati economico - finanziari

Conto economico adjusted

Lo schema di seguito riportato, include gli adjustment effettuati a livello di singola voce del conto economico, introdotti al fine di ottenere misure sintetiche dei risultati (Utile operativo adjusted e Utile netto adjusted) che consentano una migliore valutazione delle performance delle continuing operations e una maggiore comparabilità dei dati.

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Ricavi regolati 2.480 2.502 2.444 (58) (2,3)
Ricavi non regolati (a) 98 125 116 (9) (7,2)
Ricavi totali 2.578 2.627 2.560 (67) (2,6)
Costi operativi (a) (524) (570) (573) (3) 0,5
Margine operativo lordo (EBITD
A) adjusted
2.054 2.057 1.987 (70) (3,4)
Ammortamenti e svalutazioni (558) (576) (651) (75) 13,0
tile operativo (EBIT
) adjusted
1.496 1.481 1.336 (145) (9,8)
Oneri finanziari netti (a) (b) (343) (332) (263) 69 (20,8)
Proventi netti su partecipazioni 33 106 116 10 9,4
tile prima delle imposte 1.186 1.255 1.189 (66) (5,3)
Imposte sul reddito (b) (463) (392) (363) 29 (7,4)
tile netto adjusted - continuing operations (a) (b) (c) 723 863 826 (37) (4,3)
tile netto adjusted - discontinued operations (a) (b) (c) 355 346 190 (156) (45,1)
tile netto adjusted (b) (c) 1.078 1.209 1.016 (193) (16,0)

(a) Includono il ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso discontinued operations.

(b) Al netto degli special item.

(c) Interamente di competenza degli azionisti Snam.

Riconduzione dell'utile operativo e dell'utile netto reported a quelli adjusted

Il management di Snam valuta la performance del Gruppo sulla base dell'utile operativo e dell'utile netto nella configurazione adjusted, ottenuti escludendo dall'utile operativo e dall'utile netto gli special item.

Le componenti reddituali sono classificate negli special item, se significative, quando: (i) derivano da eventi o da operazioni il cui accadimento risulta non ricorrente ovvero da quelle operazioni o fatti che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento delle attività; (ii) derivano da eventi o da operazioni non rappresentativi della normale attività del business.

L'effetto fiscale correlato alle componenti escluse dal calcolo dell'utile netto adjusted è determinato sulla base della natura di ciascun componente di reddito oggetto di esclusione. L'utile operativo e l'utile netto adjusted non sono previsti né dagli IFRS, né da altri standard setter. Il management ritiene che tali misure di performance consentano l'analisi dell'andamento dei business, assicurando una migliore comparabilità dei risultati.

Le componenti reddituali delle continuing operations dell'esercizio 2016 classificate come special item23 hanno riguardato: (i) gli oneri finanziari derivanti dal riacquisto sul mercato di titoli obbligazionari, effettuato nell'ambito dell'operazione di Liability management (329 milioni di euro; 233 milioni di euro al netto del relativo effetto fiscale) posta in essere da Snam nel mese di ottobre 2016. La dimensione complessiva dell'operazione, che ha portato al riacquisto di titoli obbligazionari per un valore nominale complessivamente pari a 2,75 miliardi di euro, è stata definita anche in considerazione del cash in rinveniente dalla separazione di Italgas (circa 3,2 miliardi di euro, al netto dei circa 0,4 miliardi di euro di finanziamenti BEI relativi a progetti Italgas oggetto di accollo a quest'ultima); (ii) i proventi finanziari relativi all'adeguamento al valore di mercato dei crediti in essere verso il Gruppo Italgas (119 milioni di euro; 78 milioni di euro al netto del relativo effetto fiscale), oggetto di rimborso a Snam a seguito dell'operazione di separazione.

Inoltre, come già illustrato in premessa, le misure di risultato adjusted oltre ad escludere i suddetti special item, ripristinano sulle continuing operations le elisioni originate da transazioni verso discontinued operations.

Nella tabella seguente sono rappresentati l'utile operativo e l'utile netto adjusted e la riconciliazione con i rispettivi risultati reported.

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
tile operativo reported (*) 1.454 1.427 1.293 (134) (9,4)
Ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso
discontinued operations
42 54 43 (11) (20,4)
tile operativo adjusted 1.496 1.481 1.336 (145) (9,8)
Oneri finanziari netti (*) (401) (380) (510) (130) 34,2
di cui:
- costi sostenuti a fronte di transazioni intercompany verso discontinued
operations:
58 48 37 (11) (22,9)
- special item (210) (210)
Proventi netti su partecipazioni (*) 131 135 116 (19) (14,1)
Imposte sul reddito (*) (394) (357) (308) 49 (13,7)
- di cui special item 69 35 55 20 57,1
tile netto reported - continuing operations () (*) (A) 692 796 591 (205) (25,8)
Ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso
discontinued operation
100 102 80 (22) (21,6)
Esclusione special item al netto del relativo effetto fiscale
- Oneri finanziari liability management 233 233
- Proventi finanziari adeguamento valore di mercato dei crediti finanziari
verso il Gruppo Italgas
(78) (78)
- Adeguamento fiscalità differita (Legge di stabilità 2016) (35) 35 (100,0)
- Adeguamento fiscalità differita (Robin Hood Tax) (69)
(69) (35) 155 190
tile netto adjusted - continuing operations (**) (C) 723 863 826 (37) (4,3)
tile netto reported - discontinued operations () (*) (B) 506 442 270 (172) (38,9)
Ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso
discontinued operations:
(100) (102) (80) 22 (21,6)
Esclusione special item al netto del relativo effetto fiscale
- oneri chiusura Fondo Gas al netto dell'effetto fiscale 28 (28) (100,0)
- adeguamento fiscalità differita (Legge di stabilità 2016) (22) 22 (100,0)
- adeguamento fiscalità differita (Robin Hood Tax) (51)
(51) 6 (6) (100,0)
tile netto adjusted - discontinued operations (**) (D) 355 346 190 (156) (45,1)
tile netto reported () (*) (A+B) 1.198 1.238 861 (377) (30,5)
tile netto adjusted (**) (C+D) 1.078 1.209 1.016 (193) (16,0)

(*) Da schema legale di Conto economico. Si veda la sezione "Schemi di bilancio" delle Note al bilancio consolidato.

(**) Interamente di competenza degli azionisti Snam.

L'utile netto adjusted delle continuing operations si attesta a 826 milioni di euro, in riduzione di 37 milioni di euro (-4,3%) rispetto all'esercizio 2015. La riduzione è dovuta al minor utile operativo adjusted (-145 milioni di euro; pari al 9,8%), su cui hanno inciso i minori ricavi (-94 milioni di euro, al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi) che risentono principalmente della revisione del WACC a valere per l'esercizio 2016, e i maggiori ammortamenti e svalutazioni (-75 milioni di euro; pari al 13,0%). Tali effetti sono stati in parte assorbiti dai minori oneri finanziari netti (+69 milioni di euro; pari al 20,8%), grazie alla riduzione del costo medio del debito, nonché dalla riduzione delle imposte sul reddito (+29 milioni di euro; pari al 7,4%) dovuta al minor utile prima delle imposte.

L'utile netto pro - forma adjusted delle continuing operations, ottenuto applicando la quota di competenza Snam, pari al 13,5%, alla stima dell'utile netto del Gruppo Italgas riferito all'intero esercizio 2016, rettificato per escludere gli effetti derivanti dall'adeguamento al valore di mercato dei debiti finanziari in essere verso il Gruppo Snam, ed eliminando gli effetti di componenti non ricorrenti dalla valutazione di partecipate estere, ammonta complessivamente a 845 milioni di euro.

L'utile netto adjusted di Gruppo ammonta a 1.016 milioni di euro, in riduzione di 193 milioni di euro, pari al 16,0%, rispetto all'esercizio 2015. La riduzione è attribuibile alle continuing operations (-37 milioni di euro; -4,3%), a seguito dei fenomeni analizzati al precedente paragrafo, e alle discontinued operation (-156 milioni di euro; -45,1%). Con riferimento alle discontinued operations, l'utile netto adjusted (190 milioni di euro, riferito al periodo 1 gennaio 2016 - 6 novembre 2016; 346 milioni di euro nell'esercizio 2015), oltre ad una diversa incidenza delle componenti reddituali, risente dei minori ricavi regolati, dovuti essenzialmente ai meccanismi di aggiornamento tariffario e, in particolare, alla revisione del tasso di remunerazione del capitale investito, che passa dal 6,9% del 2015 al 6,1% del 2016 per la distribuzione e dal 7,2% del 2015 al 6,6% del 2016 per la misura.

Analisi delle voci del conto economico adjusted

Ricavi totali

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Settori di attività
Trasporto 2.087 2.145 2.035 (110) (5,1)
Rigassificazione 28 25 19 (6) (24,0)
Stoccaggio 541 535 584 49 9,2
Corporate e altre attività 202 209 226 17 8,1
Elisioni di consolidamento (*) (280) (287) (304) (17) 5,9
2.578 2.627 2.560 (67) (2,6)

(*) Includono il ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso discontinued operations.

Ricavi - Regolati e non regolati

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Ricavi regolati 2.480 2.502 2.444 (58) (2,3)
Settori di attività
Trasporto 1.956 1.977 1.855 (122) (6,2)
Rigassificazione 19 18 18
Stoccaggio 397 389 426 37 9,5
Ricavi con contropartita nei costi (*) 108 118 145 27 22,9
Ricavi non regolati (**) 98 125 116 (9) (7,2)
2.578 2.627 2.560 (67) (2,6)

(*) Le principali componenti di ricavo che trovano contropartita nei costi sono relative all'interconnessione e a cessioni di gas naturale effettuate ai fini del bilanciamento.

(**) Includono il ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso discontinued operations.

I ricavi regolati (2.444 milioni di euro) si riducono di 58 milioni di euro rispetto all'esercizio 2015 (-2,3%). Al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi, i ricavi regolati ammontano a 2.299 milioni di euro, in riduzione di 85 milioni di euro, pari al 3,6%, e sono relativi al trasporto (1.855 milioni di euro), allo stoccaggio (426 milioni di euro) e alla rigassificazione (18 milioni di euro). La riduzione riflette essenzialmente la revisione del WACC24, a valere per l'anno 2016, nel settore trasporto (-134 milioni di euro), il cui tasso di remunerazione passa dal 6,3% del 2015 al 5,4% del 2016. Tale effetto è stato in parte assorbito dai maggiori ricavi regolati registrati dal settore stoccaggio (+48 milioni di euro), che beneficiano di un miglioramento del WACC per il 2016 rispetto a quello fissato per il 2015 (+20 milioni di euro), primo anno del quarto periodo di regolazione, nonché dell'entrata in esercizio, a fine 2015, delle prime facility del sito di Bordolano25.

I ricavi non regolati (116 milioni di euro, al netto delle elisioni di consolidamento) si riducono di 9 milioni di euro rispetto all'esercizio 2015, pari al 7,2%, a seguito principalmente delle minori cessioni di gas naturale non più funzionale alle attività operative (-24 milioni di euro) in parte compensate dai maggiori riaddebiti di servizi forniti da Snam S.p.A. alle società del Gruppo Italgas nel corso del 2016 (+8 milioni di euro, con riferimento al periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2016) e a consociate estere (+6 milioni di euro)

Costi operativi

Costi operativi per settore di attività

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Settori di attività
Trasporto 402 485 469 (16) (3,3)
Rigassificazione 23 19 12 (7) (36,8)
Stoccaggio 163 145 151 6 4,1
Corporate e altre attività 216 208 245 37 17,8
Elisioni di consolidamento (*) (280) (287) (304) (17) 5,9
524 570 573 3 0,5

(*) Includono il ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso discontinued operations.

24 Con deliberazione 583/2015/R/com del 2 dicembre 2015 "Tasso di remunerazione del capitale investito per i servizi infrastrutturali dei settori elettrico e gas: criteri per la determinazione e l'aggiornamento", l'Autorità per l'Energia elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha approvato i criteri per la determinazione e l'aggiornamento del tasso di remunerazione del Capitale investito netto (WACC) per il periodo 2016 - 2021 e ha fissato i tassi di remunerazione a valere per l'anno 2016. La deliberazione, inoltre, ha previsto un meccanismo di aggiornamento del tasso a metà periodo in funzione dell'andamento congiunturale.

25 Escludendo l'effetto derivante dalla revisione del WACC a valere per il 2016, i ricavi regolati, al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi, ammontano a 2.413 milioni di euro, in aumento dell'1,2% rispetto all'esercizio 2015.

Costi operativi - Attività regolate e non regolate

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Costi operativi attività regolate 440 463 456 (7) (1,5)
Costi fissi controllabili 281 268 271 3 1,1
Costi variabili 1 13 9 (4) (30,8)
Altri costi 50 64 31 (33) (51,6)
Costi con contropartita nei ricavi (*) 108 118 145 27 22,9
Costi operativi attività non regolate (**) 84 107 117 10 9,3
Totale costi operativi 524 570 573 3 0,5

(*) Le principali componenti di costo che trovano contropartita nei ricavi sono relative all'interconnessione e a cessioni di gas naturale effettuate ai fini del bilanciamento.

(**) Includono il ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso discontinued operations.

Costi operativi delle attività regolate

I costi operativi delle attività regolate ammontano a 456 milioni di euro, in riduzione di 7 milioni di euro, pari all'1,5%, rispetto all'esercizio 2015.

I costi fissi controllabili (271 milioni di euro), rappresentati dalla somma del costo del personale e dai costi esterni di natura ricorrente, registrano un lieve aumento di 3 milioni di euro, pari all'1,1%, rispetto all'esercizio 2015 (268 milioni di euro).

I costi variabili (9 milioni di euro), in riduzione di 4 milioni di euro rispetto al 2015, si riferiscono principalmente ai prelievi da magazzino a fronte delle cessioni di gas effettuate nell'ambito del servizio di bilanciamento.

Gli altri costi (31 milioni di euro) riguardano essenzialmente minusvalenze da radiazione di asset, relative principalmente al settore trasporto di gas naturale (20 milioni di euro), e oneri per incentivazione all'esodo agevolato del personale dipendente26 (6 milioni di euro). La riduzione di 33 milioni di euro è dovuta essenzialmente ai minori accantonamenti al fondo svalutazione crediti a seguito della svalutazione, operata nel 2015 (32 milioni di euro), su crediti del settore trasporto di gas naturale a fronte del riconoscimento parziale, da parte dell'Autorità, dei crediti non riscossi derivanti dall'attività di bilanciamento relativi al periodo 1 dicembre 2011 - 23 ottobre 201227.

I costi operativi delle attività regolate, al netto delle componenti che trovano contropartita nei ricavi, ammontano a 311 milioni di euro, in diminuzione di 34 milioni di euro, pari al 9,9%, rispetto all'esercizio 2015.

Costi operativi delle attività non regolate

I costi operativi delle attività non regolate ammontano a 117 milioni di euro, in aumento di 10 milioni di euro, pari al 9,3%, rispetto all'esercizio 2015 a seguito principalmente: (i) dei maggiori costi sostenuti a fronte del riaddebito di servizi forniti da Snam S.p.A. alle società del Gruppo Italgas nel corso del 2016 (+6 milioni di euro, con riferimento al periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2016) e a consociate estere (+6 milioni di euro); (ii) degli oneri direttamente attribuibili all'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione, tra cui costi di consulenza, costi di revisione, costi legali, costi di

26 Si riferiscono alla stima degli oneri derivanti dall'uscita anticipata, rispetto ai requisiti pensionistici massimi di legge, di n. 74 risorse prevista nel biennio 2017 - 2018.

27 Per maggiori informazioni si rimanda alla nota n. 23 "Garanzie, impegni e rischi - Contenziosi e altri provvedimenti - Recupero dei crediti nei confronti di alcuni utenti del sistema del trasporto e bilanciamento" delle Note al bilancio consolidato.

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agenzie rating (+13 milioni di euro; 7 milioni di euro al netto della quota riaddebitata ad Italgas). Tali effetti sono stati in parte compensati dai minori prelievi di gas naturale non più funzionale all'attività operativa (-23 milioni di euro).

Personale in servizio - continuing operations

Il personale in servizio al 31 dicembre 2016 (2.883 persone) è di seguito analizzato per qualifica professionale.

(numero) 2014 2015 (*) 2016 Var.ass. Var.%
Qualifica professionale
Dirigenti 99 99 87 (12) (12,1)
Quadri 447 449 421 (28) (6,2)
Impiegati 1.689 1.736 1.651 (85) (4,9)
Operai 713 721 724 3 0,4
2.948 3.005 2.883 (122) (4,1)

.(*) Il dato dell'esercizio 2015 include il personale trasferito nel 2016 al Gruppo Italgas (207 persone) a seguito dell'operazione di separazione.

Ammortamenti e svalutazioni

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Ammortamenti 552 573 616 43 7,5
Settori di attività
Trasporto 483 492 517 25 5,1
Rigassificazione 5 5 5
Stoccaggio 60 71 87 16 22,5
Corporate e altre attività 4 5 7 2 40,0
Svalutazioni 6 3 35 32
558 576 651 75 13,0

Gli ammortamenti e svalutazioni (651 milioni di euro) aumentano di 75 milioni di euro, pari al 13,0%, rispetto all'esercizio 2015. L'aumento è dovuto principalmente ai maggiori ammortamenti (+43 milioni di euro; +7,5%), registrati in tutti i settori di attività, a seguito essenzialmente dell'entrata in esercizio di nuove infrastrutture, e alle maggiori svalutazioni (32 milioni di euro) relative ai settori trasporto e rigassificazione.

L'utile operativo28 adjusted ammonta a 1.336 milioni di euro, in riduzione di 145 milioni di euro, pari al 9,8%, rispetto all'esercizio 2015. La riduzione è principalmente attribuibile al settore trasporto (-144 milioni di euro; -12,4%) su cui ha inciso la riduzione del WACC che passa dal 6,3% del 2015 al 5,4% del 2016 (-134 milioni di euro). Tale effetto è stato in parte compensato dalla positiva performance registrata dal settore stoccaggio (+27 milioni di euro; +8,5%) che beneficia di un miglioramento del WACC per il 2016 rispetto a quello fissato per il 2015, primo anno del quarto periodo di regolazione, e dell'entrata in esercizio, a fine 2015, delle prime facility del sito di Bordolano (+41 milioni di euro

28 L'utile operativo è analizzato isolando i soli elementi che hanno determinato una sua variazione. A tal fine, si evidenzia che l'applicazione della normativa tariffaria del settore del gas genera componenti di ricavo che trovano corrispondenza nei costi. Tali componenti sono relative principalmente relative all'interconnessione e a cessioni di gas naturale effettuate ai fini del bilanciamento del sistema gas.

complessivamente). Sulla riduzione dell'utile operativo adjusted hanno altresì inciso i maggiori ammortamenti e svalutazioni (-75 milioni di euro; pari all'13,0%) riferiti principalmente al settore trasporto (-50 milioni di euro) e stoccaggio (-16 milioni di euro).

Utile operativo adjusted

Di seguito si riporta l'analisi dell'utile operativo adjusted per settore di attività

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Settori di attività
Trasporto 1.196 1.165 1.021 (144) (12,4)
Rigassificazione 1 (5) (6)
Stoccaggio 318 319 346 27 8,5
Corporate e altre attività (18) (4) (26) (22)
1.496 1.481 1.336 (145) (9,8)

Oneri finanziari netti

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Oneri (proventi) finanziari correlati all'indebitamento finanziario netto 377 344 281 (63) (18,3)
- Interessi e altri oneri su debiti finanziari a breve e a lungo termine () (*) 377 347 281 (66) (19,0)
- Interessi su crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (3) 3 (100,0)
Altri oneri finanziari netti adjusted 2 17 4 (13) (76,5)
- Oneri finanziari connessi al trascorrere del tempo (accretion discount) 14 12 10 (2) (16,7)
- Altri oneri (proventi) finanziari netti (**) (12) 5 (6) (11)
Oneri (proventi) da strumenti derivati - quota di inefficacia 1 1
Oneri finanziari imputati all'attivo patrimoniale (36) (29) (23) 6 (20,7)
343 332 263 (69) (20,8)

(*) Includono il ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso discontinued operations.

(**) Al netto degli special item.

Gli oneri finanziari netti (263 milioni di euro) registrano una riduzione di 69 milioni di euro, pari al 20,8%, rispetto all'esercizio 2015. La riduzione è dovuta ai minori oneri correlati all'indebitamento finanziario netto (-63 milioni di euro; -18,3%) connessi principalmente al minor costo medio del debito, grazie anche agli interventi di ottimizzazione della struttura finanziaria di gruppo posti in essere da Snam.

Gli oneri finanziari capitalizzati nell'esercizio 2016 ammontano a 23 milioni di euro, in riduzione di 6 milioni di euro rispetto all'esercizio 2015.

PROVENTI netti su partecipazioni

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto 33 106 116 10 9,4
33 106 116 10 9,4

I proventi netti su partecipazioni (116 milioni di euro) riguardano le quote di competenza dei risultati netti di periodo delle imprese valutate con il metodo del patrimonio netto riferite, in particolare, alle società Trans Austria Gasleitung GmbH - TAG (+90 milioni di euro; +17 milioni di euro rispetto al 2015), TIGF Holding S.A.S. (+50 milioni di euro; +27 milioni di euro rispetto al 2015), nonché la quota di competenza del risultato negativo di periodo di Gasbridge 1 B.V. e Gasbridge 2 B.V (-10 milioni di euro complessivamente; -20 milioni di euro rispetto al 2015).

Con riferimento alle partecipazioni in Gasbridge 1 B.V. e Gasbridge 2, gli oneri da valutazione con il metodo del patrimonio netto includono gli effetti della svalutazione della partecipazione in Interconnector (UK) Ltd da quest'ultime detenuta (21 milioni di euro).

Imposte sul reddito

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Imposte correnti (*) 517 426 403 (23) (5,4)
(Imposte anticipate) differite (*)
Imposte differite (27) (17) (22) (5) 29,4
Imposte anticipate (27) (17) (18) (1) 5,9
(54) (34) (40) (6) 17,6
463 392 363 (29) (7,4)

(*) Al netto degli special item.

Le imposte sul reddito ammontano a 363 milioni di euro, in riduzione di 29 milioni di euro, pari al 7,4%, rispetto all'esercizio 2015. La riduzione è attribuibile principalmente: (i) al minor utile prima delle imposte; (ii) all'incremento del beneficio ACE - Aiuto alla Crescita Economica disposto per le imprese che rafforzano la propria struttura patrimoniale - introdotto dal Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 convertito dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 e successive integrazioni e modifiche.

Situazione patrimoniale - finanziaria riclassificata

Lo schema della Situazione patrimoniale - finanziaria riclassificata aggrega i valori attivi e passivi dello schema obbligatorio pubblicato nella Relazione finanziaria annuale e nella Relazione finanziaria semestrale secondo il criterio della funzionalità alla gestione dell'impresa, suddivisa convenzionalmente nelle tre funzioni fondamentali: l'investimento, l'esercizio e il finanziamento.

Il management ritiene che lo schema proposto rappresenti un'utile informativa per l'investitore perché consente di individuare le fonti di risorse finanziarie (mezzi propri e di terzi) e gli impieghi di risorse finanziarie nel capitale immobilizzato e in quello di esercizio.

Situazione patrimoniale - finanziaria riclassificata (*)

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016 Var.ass.
Capitale immobilizzato 22.121 18.080 (4.041)
Immobili, impianti e macchinari 15.478 15.563 85
Rimanenze immobilizzate - Scorte d'obbligo 363 363
Attività immateriali 5.275 810 (4.465)
Partecipazioni 1.372 1.499 127
Crediti finanziari strumentali all'attività operativa 78 213 135
Debiti netti relativi all'attività di investimento (445) (368) 77
Capitale di esercizio netto (607) (483) 124
Fondi per benefici ai dipendenti (166) (44) 122
Attività destinate alla vendita e passività direttamente associabili 17 (17)
CAPITALE
INVESTITO
NETTO
21.365 17.553 (3.812)
Patrimonio netto (compresi gli interessi di terzi azionisti)
- di competenza azionisti Snam 7.585 6.497 (1.088)
- di competenza Terzi azionisti 1 (1)
7.586 6.497 (1.089)
Indebitamento finanziario netto 13.779 11.056 (2.723)
COPERTURE 21.365 17.553 (3.812)

(*) Per la riconduzione della Situazione patrimoniale - finanziaria riclassificata allo schema obbligatorio si veda il successivo paragrafo "Riconduzione degli schemi di bilancio riclassificati a quello obbligatori".

Il capitale immobilizzato (18.080 milioni di euro) diminuisce di 4.041 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 a seguito essenzialmente della riduzione delle attività immateriali (-4.465 milioni di euro) derivante dal deconsolidamento del gruppo Italgas (-4.487 milioni di euro), i cui effetti sono stati in parte compensati dai maggiori crediti finanziari strumentali all'attività operativa (+135 milioni di euro) e dall'incremento delle partecipazioni (+127 milioni di euro).

L'analisi della variazione degli immobili, impianti e macchinari e delle attività immateriali è la seguente:

(milioni di €) Immobili,
impianti e
macchinari
Attività
immateriali
Totale
Saldo al 31 dicembre 2015 15.478 5.275 20.753
Investimenti tecnici 863 336 1.199
- di cui discontinued operations (*) 9 284 293
Ammortamenti e svalutazioni - continuing operations (605) (46) (651)
Ammortamenti e svalutazioni - discontinued operations (*) (15) (228) (243)
Dismissioni (22) (16) (38)
- di cui discontinued operations (*) (16) (16)
Altre variazioni 89 (24) 65
- di cui discontinued operations (*) 1 (25) (24)
Variazione dell'area di consolidamento (225) (4.487) (4.712)
Saldo al 31 dicembre 2016 15.563 810 16.373

(*) I valori si riferiscono al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016.

Le altre variazioni (+66 milioni di euro) riguardano principalmente: (i) gli effetti derivanti dall'adeguamento del valore attuale degli esborsi a fronte degli oneri di smantellamento e ripristino dei siti (+116 milioni di euro) dovuto essenzialmente ad una riduzione dei tassi di attualizzazione attesi29; (ii) i contributi di periodo (-41 milioni di euro); (iii) la variazione delle rimanenze di tubazioni e dei relativi materiali accessori impiegate nelle attività di realizzazione degli impianti (-12 milioni di euro). La variazione dell'area di consolidamento (+4.712 milioni di euro) si riferisce all'uscita di Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) e delle imprese da quest'ultima controllate, con decorrenza 7 novembre 2016, a seguito dell'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale.

Investimenti tecnici

(milioni di €) 2015 2016
Investimenti tecnici 1.272 1.199
- continuing operations 879 906
- discontinued operations (*) 393 293
Investimenti tecnici - continuing operations per settore di attività
Trasporto 693 776
Rigassificazione 7 7
Stoccaggio 170 117
Corporate e altre attività 9 6
Investimenti tecnici 879 906

(*) I valori si riferiscono al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016.

Gli investimenti tecnici del 2016 delle continuing operations ammontano a 906 milioni di euro30 (879 milioni di euro nel 2015) e si riferiscono principalmente ai settori trasporto (776 milioni di euro) e stoccaggio (117 milioni di euro).

Rimanenze immobilizzate - Scorte d'obbligo

Le rimanenze immobilizzate - Scorte d'obbligo, pari a 363 milioni di euro (parimenti al 31 dicembre 2015), sono costituite da quantità minime di gas naturale che le società di stoccaggio sono obbligate a detenere ai sensi del D.P.R. 31 gennaio 2001, n. 22. Le quantità di gas in giacenza, corrispondenti a circa 4,5 miliardi di standard metri cubi di gas naturale, sono determinate annualmente dal Ministero dello Sviluppo Economico31.

29 Maggiori informazioni sono fornite alla nota n. 18 "Fondi per rischi e oneri" delle Note al bilancio consolidato.

30 L'analisi degli investimenti tecnici realizzati da ciascun settore di attività è fornita nel capitolo "Andamento della gestione nei settori di attività" della presente Relazione.

31 Il Ministero, in data 26 gennaio 2015, ha fissato per l'anno contrattuale di stoccaggio 2015 - 2016 (1 aprile 2015 - 31 marzo 2016) il volume di stoccaggio strategico a 4,62 miliardi di metri cubi, confermando il livello di stoccaggio strategico fissato per l'anno contrattuale 2014 - 2015 (1 aprile 2014 - 31 marzo 2015). La quota di competenza Stogit è rimasta invariata a 4,5 miliardi di metri cubi. Lo stesso Ministero, in data 21 gennaio 2016 ha confermato il volume complessivo dello stoccaggio strategico per l'anno contrattuale 2016 - 2017 (1 aprile 2016 - 31 marzo 2017) a 4,62 miliardi di metri cubi.

Partecipazioni

La voce partecipazioni (1.499 milioni di euro) accoglie principalmente la valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto ed è riferita alle società Trans Austria Gasleitung GmbH - TAG (512 milioni di euro), TIGF Holding S.A.S. (461 milioni di euro), Trans Adriatic Pipeline AG - TAP (161 milioni di euro), AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH (135 milioni di euro) e Gasbridge 1 B.V. e Gasbridge 2 B.V. (87 milioni di euro cumulativamente).

Crediti finanziari strumentali all'attività operativa

I crediti finanziari strumentali all'attività operativa (213 milioni di euro), in aumento di 135 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015, si riferiscono allo Shareholders' Loan concesso a favore della società collegata Trans Adriatic Pipeline AG (TAP)32.

Capitale di esercizio netto

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016 Var.ass.
Crediti commerciali 1.677 1.271 (406)
Rimanenze 152 118 (34)
Crediti tributari 96 42 (54)
Attività (Passività) per strumenti derivati 7 24 17
Altre attività 167 70 (97)
Fondi per rischi e oneri (776) (707) 69
Debiti commerciali (694) (433) 261
Passività per imposte differite (388) (187) 201
Ratei e risconti da attività regolate (56) (73) (17)
Debiti tributari (51) (12) 39
Altre passività (741) (596) 145
(607) (483) 124

Il capitale di esercizio netto (-483 milioni di euro) aumenta di 124 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015. Oltre agli effetti derivanti dal deconsolidamento di Italgas (+56 milioni di euro complessivamente, espressione dei rapporti del gruppo Italgas verso i terzi al 31 dicembre 2015), l'aumento è principalmente dovuto: (i) alla riduzione dei debiti commerciali (+146 milioni di euro) attribuibile al settore trasporto (+163 milioni di euro) a fronte essenzialmente dell'entrata in vigore, a partire dal 1 ottobre 2016, delle nuove disposizioni in materia di bilanciamento che hanno modificato, in particolare, le dinamiche di regolazione finanziaria delle compravendite di gas mediante la piattaforma messa a disposizione dal GME; (ii) all'aumento dei crediti commerciali di Snam S.p.A. (+35 milioni di euro) derivante dalla prestazione di servizi alle società del gruppo Italgas (+30 milioni di euro) finalizzati ad assicurare la continuità delle attività precedentemente garantite da Snam.

Tali fattori sono stati parzialmente compensati dai maggiori fondi per rischi e oneri (-123 milioni di euro) riconducibili principalmente al fondo smantellamento e ripristino siti dei settori trasporto e stoccaggio (-115 milioni di euro complessivamente) a seguito della riduzione dei tassi di attualizzazione attesi.

32 In base agli accordi contrattuali stipulati, i soci sono responsabili del finanziamento del progetto, in ragione della quota azionaria posseduta, fino all'entrata in funzionamento del gasdotto. L'eventuale espansione di capacità è soggetta ad una valutazione di fattibilità economica e quindi alla verifica di benefici per TAP, anche in conformità alla decisione sull'esenzione da parte delle Autorità regolatorie.

Prospetto dell'utile complessivo

(milioni di €) 2015 2016
tile netto 1.238 861
Altre componenti dell'utile complessivo
Componenti riclassificabili a conto economico:
Variazione fair value derivati di copertura cash flow hedge 1
Quota di pertinenza delle "altre componenti dell'utile complessivo" delle partecipazioni
valutate con il metodo del patrimonio netto (*)
11 (15)
Effetto fiscale
11 (14)
Componenti non riclassificabili a conto economico:
(Perdita)/utile attuariale da remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti 6 (7)
Quota di pertinenza delle "altre componenti dell'utile complessivo" delle partecipazioni
valutate secondo il metodo del patrimonio netto afferenti a remeasurements di piani a
benefici definiti per i dipendenti
1
Effetto fiscale (2) 2
4 (4)
Totale altre componenti dell'utile complessivo al netto dell'effetto fiscale 15 (18)
Totale utile complessivo 1.253 843
Di competenza Snam:
- continuing operations 809 577
- discontinued operations 444 266
Interessenza di terzi:
- continuing operations
- discontinued operations
1.253 843

(*) Include gli effetti della conversione del patrimonio netto della partecipazione in Interconnector UK, detenuta dalle società a controllo congiunto Gasbridge 1 B.V. e Gasbridge 2 B.V., al cambio spot Euro/Sterlina del 31 dicembre 2016.

Patrimonio netto

(milioni di €)
Patrimonio netto compresi gli interessi di terzi azionisti al 31 dicembre 2015 7.586
Incremento per:
- Utile complessivo 2016 843
- Altre variazioni (*) 29
872
Decremento per:
- Distribuzione dividendo 2015 (875)
- Effetti della separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. (**) (983)
- Acquisto di azioni proprie (103)
(1.961)
Patrimonio netto compresi gli interessi di terzi azionisti al 31 dicembre 2016 6.497
di competenza:
- Azionisti Snam 6.497
- Terzi azionisti
6.497

(*) Le altre variazioni (+29 milioni di euro) si riferiscono essenzialmente alla rettifica dell'adeguamento prezzo a favore di Eni, iscritto nel 2010 a fronte di accordi contrattuali con la stessa Eni in sede di acquisizione della partecipazione in Stogit (+21 milioni di euro). L'adeguamento fa seguito all'approvazione in via definitiva, con deliberazione 27/2016/R/gas, da parte dell'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) delle tariffe di stoccaggio per l'anno 2015, anno tariffario di riferimento ai fini dell'adeguamento del prezzo contrattuale.

(**) La variazione include 1 milione di euro di interessenze di terzi.

Informazioni in merito alle singole voci del patrimonio netto nonché alle loro variazioni, rispetto al 31 dicembre 2015, sono fornite nella nota n. 22 "Patrimonio netto" delle Note al bilancio consolidato.

Raccordo tra l'utile d'esercizio e il patrimonio netto di Snam S.p.A. con quelli consolidati

(milioni di €) tile d'esercizio Patrimonio netto
2015 2016 31.12.2015 31.12.2016
Bilancio di esercizio di Snam S.p.A 825 761 6.835 5.394
Utile d'esercizio delle Società incluse nell'area di consolidamento 1.171 823
Differenza tra il valore di carico delle partecipazioni nelle imprese
consolidate e il patrimonio netto del bilancio di esercizio, comprensivo del
risultato di periodo
739 1.188
Rettifiche effettuate in sede di consolidamento per:
- Dividendi (751) (733)
- Proventi da valutazione delle partecipazioni con il metodo del
patrimonio netto e altri proventi da partecipazioni
(7) 10 20 (85)
- Altre rettifiche di consolidamento, al netto dell'effetto fiscale (9)
(758) (723) 11 (85)
Interessi di terzi azionisti 1
Bilancio consolidato 1.238 861 7.586 6.497

Indebitamento finanziario netto

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016 Var.ass.
Debiti finanziari e obbligazionari 13.796 11.090 (2.706)
Debiti finanziari a breve termine (*) 2.729 2.353 (376)
Debiti finanziari a lungo termine 11.067 8.737 (2.330)
Crediti finanziari e disponibilità liquide ed equivalenti (17) (34) (17)
Disponibilità liquide ed equivalenti (17) (34) (17)
13.779 11.056 (2.723)

(*) Includono le quote a breve dei debiti finanziari a lungo termine.

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2016 ammonta a 11.056 milioni di euro, in riduzione di 2.723 milioni di euro (13.779 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

Il flusso di cassa netto da attività operativa (1.627 milioni di euro), unitamente al flusso di cassa dei disinvestimenti (1.506 milioni di euro), attribuibile essenzialmente al corrispettivo incassato a fronte della cessione del 38,87% della partecipazione in Italgas Reti S.p.A. (1.502 milioni di euro, al netto delle disponibilità liquide cedute), ha consentito di finanziare interamente i fabbisogni connessi agli investimenti tecnici, in partecipazioni e in attività finanziarie non strumentali all'attività operativa (1.426 milioni di euro complessivamente) e di generare un Free cash flow di 1.707 milioni di euro. Grazie agli effetti sulla posizione finanziaria derivanti dai crediti finanziari verso il Gruppo Italgas, che ha portato ad una riduzione dell'indebitamento di 2.009 milioni di euro, l'indebitamento finanziario netto, dopo il pagamento agli azionisti del dividendo 2015 (875 milioni di euro) e gli esborsi connessi all'acquisto di azioni proprie (103 milioni di euro), si riduce di 2.723 milioni di euro, attestandosi a 11.056 milioni di euro.

I debiti finanziari e obbligazionari al 31 dicembre 2016 pari a 11.090 milioni di euro (13.796 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016 Var.ass.
Prestiti obbligazionari 9.811 7.610 (2.201)
Finanziamenti bancari 3.950 3.448 (502)
Altri finanziamenti 35 32 (3)
13.796 11.090 (2.706)

I debiti finanziari e obbligazionari sono denominati in euro33 e si riferiscono principalmente a prestiti obbligazionari (7.610 milioni di euro, pari al 68,6%) e finanziamenti bancari (3.448 milioni di euro, pari al 31,1%, di cui 1.182 milioni di euro su provvista della Banca europea per gli Investimenti - BEI).

I debiti finanziari e obbligazionari si riducono di 2.706 milioni rispetto al 31 dicembre 2015. La riduzione è principalmente attribuibile: (i) ai minori prestiti obbligazionari (-2.201 milioni di euro) a seguito del rimborso di tre bond, giunti a naturale scadenza rispettivamente nei mesi di gennaio, luglio e ottobre 2016, del valore nominale complessivamente pari a 1.150 milioni di euro, e del riacquisto di

33 Ad eccezione di un prestito obbligazionario a tasso fisso di ammontare pari a 10 miliardi di Yen giapponesi, integralmente convertito in euro attraverso uno strumento finanziario derivato di copertura Cross Currency Swap (CCS).

titoli obbligazionari effettuato nell'ambito dell'operazione di Liability Management conclusa nel mese di ottobre 2016, per un valore nominale, al netto delle nuove emissioni, di 1,0 miliardi di euro34; (ii) alla riduzione dei finanziamenti bancari (-502 milioni di euro) attribuibile principalmente al subentro di Italgas con atto di accollo, con data efficacia 7 novembre 2016, in due finanziamenti precedentemente erogati da BEI a Snam S.p.A. (-424 milioni di euro di valore nominale) nonchè ai rimborsi netti di finanziamenti bancari Term Loan (-200 milioni di euro di valore nominale).

I debiti finanziari a lungo termine (8.737 milioni di euro) rappresentano circa il 79% dell'indebitamento finanziario lordo (circa l'80% al 31 dicembre 2015). I debiti finanziari a tasso fisso ammontano a circa il 64% dell'indebitamento finanziario lordo.

Le disponibilità liquide ed equivalenti (34 milioni di euro) si riferiscono principalmente alle disponibilità liquide presso la società Gasrule Insurance DAC per l'esercizio delle attività assicurative del gruppo (21 milioni di euro), e alla liquidità presso Snam S.p.A. (12 milioni di euro).

Al 31 dicembre 2016 Snam dispone di linee di credito a lungo termine committed non utilizzate per un importo pari a 3,2 miliardi di euro.

Informazioni sui financial covenants sono fornite alla nota n. 15 "Passività finanziarie a breve termine, passività finanziarie a lungo termine e quote a breve di passività finanziarie a lungo termine" delle Note al bilancio consolidato.

Lo schema del rendiconto finanziario riclassificato sotto riportato è la sintesi dello schema legale del rendiconto finanziario obbligatorio. Il rendiconto finanziario riclassificato consente il collegamento tra la variazione delle disponibilità liquide tra inizio e fine periodo e la variazione dell'indebitamento finanziario netto tra inizio e fine periodo. La misura che consente il raccordo tra i due rendiconti è il "free cash flow" cioè l'avanzo o il deficit di cassa che residua dopo il finanziamento degli investimenti. Il free cash flow chiude alternativamente: (i) sulla variazione di cassa di periodo, dopo che sono stati aggiunti/sottratti i flussi di cassa relativi ai debiti/attivi finanziari (accensioni/rimborsi di crediti/ debiti finanziari) e al capitale proprio (pagamento di dividendi/apporti di capitale); (ii) sulla variazione dell'indebitamento finanziario netto di periodo, dopo che sono stati aggiunti/sottratti i flussi di indebitamento relativi al capitale proprio (pagamento di dividendi/apporti di capitale).

Rendiconto finanziario riclassificato (*)

(milioni di €) 2014 2015 2016
Utile netto - continuing operations 692 796 591
Utile netto - discontinued operations 506 442 270
tile netto 1.198 1.238 861
A rettifica:
- Ammortamenti ed altri componenti non monetari 670 744 757
- Minusvalenze (plusvalenze) nette su cessioni e radiazioni di attività 20 32 36
- Interessi e imposte sul reddito 840 804 884
Variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione (88) 40 (176)
Dividendi, interessi e imposte sul reddito incassati (pagati) (1.111) (804) (735)
Flusso di cassa netto da attività operativa 2.054 1.627
Investimenti tecnici (1.283) (1.186) (1.145)
Disinvestimenti tecnici 3 6 2
Imprese (entrate) uscite dall'area di consolidamento (a) (10) (46) 1.502
Partecipazioni 2 3 (168)
Variazione crediti finanziari strumentali all'attività operativa (78) (133)
Altre variazioni relative all'attività di investimento 56 18 22
Free cash flow 297 771 1.707
Variazione dei crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (216) 216
Crediti finanziari imprese uscite dall'area di consolidamento (b) 1.585
Variazione dei debiti finanziari a breve e a lungo 490 (169) (2.297)
Flusso di cassa del capitale proprio (505) (875) (978)
Effetto variazione dell'area di consolidamento 6
Flusso di cassa netto dell'esercizio 72 (57) 17

Variazione indebitamento finanziario netto

2014 2015 2016
Free cash flow 297 771 1.707
Debiti e crediti finanziari imprese entrate nell'area di consolidamento (112)
Crediti finanziari imprese uscite dall'area di consolidamento (b) 2.009
Flusso di cassa del capitale proprio (c) (505) (875) (978)
Altre variazioni (d) (6) (23) (15)
Variazione indebitamento finanziario netto (326) (127) 2.723

(*) Per la riconduzione dello schema di Rendiconto finanziario riclassificato a quello obbligatorio v. il successivo paragrafo "Riconduzione degli schemi di bilancio riclassificati a quelli obbligatori".

(a) L'importo relativo al 2016 si riferisce all'incasso del corrispettivo derivante dalla cessione del 38,87% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. (1.502 milioni di euro, al netto delle disponibilità liquide cedute).

(b) L'importo si riferisce all'incasso dei crediti finanziari intercompany verso il Gruppo Italgas al netto dei debiti finanziari verso la BEI (424 milioni di euro), erogati dalla stessa BEI a Snam per il finanziamento di progetti di Italgas S.p.A., oggetto di successivo accollo al Gruppo Italgas. La riduzione dell'indebitamento finanziario netto ammonta pertanto a 2.009 milioni di euro.

(c) Il dividendo pagato nel 2014 fa riferimento al saldo del dividendo 2013 (507 milioni di euro). Nel 2015 e nel 2016 Snam non ha distribuito acconti sul dividendo.

(d) Includono gli effetti di adeguamento al fair value e al cambio di fine esercizio dei debiti finanziari.

(milioni di €)

Voci della Situazione Patrimoniale-finanziaria
riclassificata
31.12.2015 31.12.2016
(Dove non espressamente indicato, la componente è
ottenuta direttamente dallo schema legale)
Riferimento
alle note
al bilancio
consolidato
Valori
parziali da
schema
obbligatorio
Valori da
schema
riclassificato
Valori
parziali da
schema
obbligatorio
Valori da
schema
riclassificato
Capitale immobilizzato
Immobili, impianti e macchinari 15.478 15.563
Rimanenze immobilizzate - Scorte d'obbligo 363 363
Attività immateriali 5.275 810
Partecipazioni valutate con il metodo del
patrimonio netto
1.372 1.499
Crediti finanziari strumentali all'attività operativa (nota 8) 78 213
Debiti netti relativi all'attività di investimento,
composti da:
(445) (368)
- Debiti per attività di investimento (nota 16) (468) (384)
- Crediti per attività di investimento/
disinvestimento
(nota 8) 23 16
Totale Capitale immobilizzato 22.121 18.080
Capitale di esercizio netto
Crediti commerciali (nota 8) 1.677 1.271
Rimanenze 152 118
Crediti tributari, composti da: 96 42
- Attività per imposte sul reddito correnti e attività
per altre imposte correnti
62 32
- Crediti IRES per il Consolidato Fiscale Nazionale (nota 8) 34 10
Debiti commerciali (nota 16) (694) (433)
Debiti tributari, composti da: (51) (12)
- Passività per imposte sul reddito correnti e
passività per altre imposte correnti
(51) (10)
- Debiti IRES per il Consolidato Fiscale Nazionale (nota 16) (2)
Passività per imposte differite (388) (187)
Fondi per rischi ed oneri (776) (707)
Strumenti derivati (note 11 e 17) 7 24
Altre attività, composte da: 167 70
- Altri crediti (nota 8) 90 10
- Altre attività correnti e non correnti (nota 11) 77 60
Attività e passività da attività regolate, composte da: (56) (73)
- Attività regolate (nota 11) 150 106
- Passività da attività regolate (nota 17) (206) (179)
Altre passività, composte da: (741) (596)
- Altri debiti (nota 16) (584) (445)
- Altre passività correnti e non correnti (nota 17) (157) (151)
Totale Capitale di esercizio netto (607) (483)

(milioni di €)

Voci della Situazione Patrimoniale-finanziaria
riclassificata
31.12.2015 31.12.2016
(Dove non espressamente indicato, la componente è
ottenuta direttamente dallo schema legale)
Riferimento
alle note
al bilancio
consolidato
Valori
parziali da
schema
obbligatorio
Valori da
schema
riclassificato
Valori
parziali da
schema
obbligatorio
Valori da
schema
riclassificato
Fondi per benefici ai dipendenti (166) (44)
Attività destinate alla vendita e passività
direttamente associabili composte da:
17
- Attività destinate alla vendita 23
- Passività direttamente associabili ad attività
destinate alla vendita
(6)
CAPITALE
INVESTITO
NETTO
21.365 17.553
Patrimonio netto compresi gli interessi di terzi
azionisti
7.586 6.497
Indebitamento finanziario netto
Passività finanziarie, composte da: 13.796 11.090
- Passività finanziarie a lungo termine 11.067 8.737
- Quote a breve di passività finanziarie a lungo
termine
1.378 856
- Passività finanziarie a breve termine 1.351 1.497
Crediti finanziari e disponibilità liquide ed
equivalenti, composte da:
(17) (34)
- Disponibilità liquide ed equivalenti (nota 7) (17) (34)
Totale indebitamento finanziario netto 13.779 11.056
COPERTURE 21.365 17.553

Rendiconto finanziario riclassificato

(milioni di €) 2015 2016
Voci del rendiconto riclassificato e confluenze delle voci dello
schema legale
Valori parziali
da schema
obbligatorio
Valori da
schema
riclassificato
Valori parziali
da schema
obbligatorio
Valori da
schema
riclassificato
Utile netto - continuing operations 796 591
Utile netto - discontinued operations 442 270
tile netto 1.238 861
A rettifica:
Ammortamenti ed altri componenti non monetari: 744 757
- Ammortamenti 846 859
- Svalutazioni nette di attività materiali e immateriali 3 35
- Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto (126) (133)
- Variazione fondi per benefici ai dipendenti 30 (4)
- Altre variazioni (9)
Minusvalenze (Plusvalenze) nette su cessioni e radiazioni
di attività
32 36
Interessi, imposte sul reddito e altre variazioni: 804 884
- Interessi attivi (8) (126)
- Interessi passivi 345 615
- Imposte sul reddito 467 395
Variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione: 40 (176)
- Rimanenze 55 15
- Crediti commerciali (9) 34
- Debiti commerciali (128) (148)
- Variazione fondi rischi e oneri (14) 24
- Altre attività e passività 136 (101)
Dividendi, interessi e imposte sul reddito incassati
(pagati):
(804) (735)
- Dividendi incassati 141 148
- Interessi incassati 5 122
- Interessi pagati (345) (615)
- Imposte sul reddito (pagate) rimborsate (605) (390)
Flusso di cassa netto da attività operativa 2.054 1.627
Investimenti tecnici: (1.186) (1.145)
- Immobili, impianti e macchinari (793) (832)
- Attività immateriali (393) (313)
Disinvestimenti tecnici: 6 2
- Immobili, impianti e macchinari 6 2
Imprese (entrate) uscite dall'area di consolidamento (46) 1.502
- Imprese entrate nell'area di consolidamento (46)
- Imprese uscite dall'area di consolidamento 1.502
Partecipazioni 3 (168)
- Investimenti in partecipazioni (144) (170)
- Disinvestimenti in partecipazioni 147 2
Crediti finanziari strumentali all'attività operativa (78) (133)
(milioni di €) 2015 2016
Voci del rendiconto riclassificato e confluenze delle voci dello
schema legale
Valori parziali
da schema
obbligatorio
Valori da
schema
riclassificato
Valori parziali
da schema
obbligatorio
Valori da
schema
riclassificato
- Accensioni di crediti finanziari strumentali all'attività
operativa
(78) (133)
Altre variazioni relative all'attività di investimento: 18 22
- Variazione debiti netti relativi all'attività di
investimento
18 22
Free cash flow 771 1.707
Variazione dei crediti finanziari non strumentali
all'attività operativa
216
Crediti finanziari imprese uscite dall'area di
consolidamento
1.585
Variazione dei debiti finanziari: (169) (2.297)
- Assunzioni di debiti finanziari a lungo termine 1.167 2.039
- Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine (1.620) (4.479)
- Incremento (decremento) di debiti finanziari a breve
termine
284 143
Flusso di cassa del capitale proprio (875) (978)
- Dividendi pagati (875) (875)
- Acquisti di azioni proprie (103)
Flusso di cassa netto dell'esercizio (57) 17

Commento ai risultati economico - finanziari di Snam S.p.A.

Separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A.

In data 7 novembre 2016 ha avuto efficacia l'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale in Italia, articolata su diversi passaggi tra loro unitari e contestuali, che ha portato al trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) a favore di Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.). A completamento dell'operazione, Snam S.p.A. detiene una partecipazione di collegamento in Italgas S.p.A., con una quota del 13,5% del capitale sociale della società35.

L'operazione, si configura come posta in essere tra entità "under common control" e, in quanto tale, è esclusa dall'ambito di applicazione dei principi contabili internazionali IFRS 3 "Aggregazioni aziendali" e IFRIC 17 "Distribuzione ai soci di attività non rappresentate da disponibilità liquide". In particolare, si evidenzia che le società partecipanti all'operazione sono controllate, ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10 "Bilancio consolidato", in ultimo dallo stesso soggetto, ovvero da CDP, sia prima sia dopo la realizzazione dell'aggregazione stessa e che tale controllo non è di natura temporanea. Ne consegue che, ai fini del bilancio di esercizio di Snam S.p.A., l'operazione nel suo complesso è rilevata applicando il principio della continuità di valori.

Ai fini del presente bilancio di esercizio, data la natura di Holding di partecipazioni di Snam S.p.A., rileva la circostanza che l'asset oggetto dell'operazione di separazione, rappresentato dalla partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A., non costituisce "attività operative cessate" ai sensi del par. 32 del principio contabile internazionale IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate"36. Pertanto, i risultati economici e i flussi di cassa rilevati nel bilancio di esercizio di Snam S.p.A. riferibili al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016, costituiti essenzialmente dai dividendi distribuiti da Italgas Reti S.p.A. a Snam S.p.A., non sono rappresentati separatamente secondo le disposizioni dell'IFRS 5.

35 L'operazione è illustrata in dettaglio alla Nota n. 21 "Discontinued operation" delle Note al bilancio consolidato.

36 Secondo tale principio un'attività operativa cessata è "un componente di un'entità che è stato dismesso o classificato come posseduto per la vendita e (a) rappresenta un importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività, (b) fa parte di un unico programma coordinato di dismissione di un importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività ; (c) è una controllata acquisita esclusivamente in funzione di una rivendita".

Informazioni societarie

Snam S.p.A. è una holding industriale, quotata alla borsa di Milano. La Società si colloca al vertice del Gruppo Snam e detiene il 100% del capitale sociale delle società operative Snam Rete Gas S.p.A., Gnl Italia S.p.A., Stogit S.p.A., oltre a Gasrule Insurance D.A.C., a cui fanno capo, rispettivamente, la gestione e lo sviluppo delle attività di trasporto, rigassificazione, stoccaggio di gas naturale e attività assicurative. In Europa Snam opera nei principali mercati attraverso accordi e partecipazioni con importanti attori del settore e partecipazioni dirette nel capitale sociale di società. Alla Snam S.p.A. sono altresì attribuiti compiti di indirizzo strategico, direzione e coordinamento nei confronti delle proprie società controllate. L'azionista CDP S.p.A. ha dichiarato, con effetto a partire dal bilancio chiuso al 31.12.2014, la sussistenza di un controllo di fatto nei confronti di Snam S.p.A. ai sensi del principio contabile IFRS 10 - Bilancio consolidato. Non è stata formalizzata né esercitata alcuna attività di direzione e coordinamento.

Al 31 dicembre 2016, CDP S.p.A. detiene, per il tramite di CDP Reti S.p.A.37 e CDP GAS S.r.l.38, rispettivamente il 28,98% e l'1,12% del capitale sociale di Snam S.p.A.

37 Società posseduta al 59,10% da CDP S.p.A.

38 Società interamente posseduta da CDP S.p.A.

Al fine di agevolare la lettura del Conto economico, in considerazione della natura di Snam S.p.A. quale holding industriale, è stato predisposto lo schema di Conto economico riclassificato prevedendo "l'inversione dell'ordine delle voci del conto economico ex Decreto Legislativo 127/1991, presentando per prime quelle relative alla gestione finanziaria, in quanto per tali società rappresenta, come noto, il più rilevante componente di natura reddituale" (v. Comunicazione Consob n. 94001437 del 23 Febbraio 1994).

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Proventi e oneri finanziari
Proventi netti da partecipazioni 536 875 806 (69) (7,9)
Interessi attivi e altri proventi finanziari 385 355 642 287 80,8
Interessi passivi e altri oneri finanziari (435) (395) (647) (252) 63,8
Oneri da strumenti derivati (1) (1)
Totale proventi e oneri finanziari 486 835 800 (35) (4,2)
Ricavi per prestazioni di servizio 185 186 203 17 9,1
Altri proventi 12 12 12
Altri proventi della gestione 197 198 215 17 8,6
Per il personale (68) (68) (79) (11) 16,2
Per prestazioni di servizi non finanziari e altri costi (147) (134) (162) (28) 20,9
Altri costi della gestione (215) (202) (241) (39) 19,3
tile prima delle imposte 468 831 774 (57) (6,9)
Imposte sul reddito 2 (6) (13) (7)
tile netto 470 825 761 (64) (7,8)

L'utile netto del 2016 ammonta a 761 milioni di euro, in riduzione di 64 milioni di euro, pari al 7,8%, rispetto all'esercizio 2015. La riduzione è dovuta principalmente a minori proventi netti da partecipazioni (-69 milioni di euro), derivanti principalmente dai dividendi distribuiti delle società controllate (-44 milioni di euro) e dalla svalutazione della partecipazione in GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. (-25 milioni di euro complessivamente). La gestione finanziaria è sostanzialmente in linea con l'esercizio precedente. I proventi derivanti dall'adeguamento al valore di mercato dei crediti finanziari in essere verso il Gruppo Italgas (119 milioni di euro) sono stati in parte compensati dagli oneri, al netto dei riaddebiti alle Società controllate, connessi all'operazione di buyback obbligazionario (88 milioni di euro, al netto dei riaddebiti alle Società controllate).

proventi e oneri finanziari

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Proventi da partecipazioni 536 875 831 (44) (5,0)
Oneri da partecipazioni (25) (25)
Interessi attivi e altri proventi finanziari 385 355 642 287 80,8
Interessi passivi e altri oneri finanziari (435) (395) (647) (252) 63,8
Oneri da strumenti derivati (1) (1)
486 835 800 (35) (4,2)

I proventi da partecipazioni (831 milioni di euro) sono costituiti: (i) dai dividendi (809 milioni di euro) distribuiti dalle società controllate Snam Rete Gas S.p.A. (329 milioni di euro), Italgas Reti S.p.A. (275 milioni di euro) e Stogit S.p.A. (92 milioni di euro) nonché dalle società a controllo congiunto Trans Austria Gasleitung GmbH (75 milioni di euro), TIGF Holding S.A.S. (21 milioni di euro), GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. (17 milioni di euro)39; (ii) dai proventi derivanti dalla sottoscrizione del prestito obbligazionario convertibile in azioni emesso da TIGF Holding S.A.S. (22 milioni di euro). La riduzione della voce in oggetto è riconducibile principalmente a minori dividendi distribuiti da Snam Rete Gas S.p.A. (-96 milioni di euro).

Gli oneri da partecipazioni si riferiscono alla svalutazione delle partecipazioni in GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. (25 milioni di euro complessivamente)40.

Gli interessi attivi e altri proventi finanziari (642 milioni di euro) riguardano essenzialmente: (i) gli interessi attivi derivanti dai finanziamenti infragruppo concessi da Snam a Snam Rete Gas S.p.A. (187 milioni di euro), a Stogit S.p.A. (53 milioni di euro) e al Gruppo Italgas (40 milioni di euro); (ii) i proventi finanziari derivanti dal riaddebito alle società Snam Rete Gas S.p.A. e Stogit S.p.A. degli oneri di competenza connessi all'operazione di buyback obbligazionario posta in essere da Snam nel mese di ottobre 2016 (241 milioni di euro complessivamente); (iii) i proventi finanziari relativi all'adeguamento al valore di mercato dei crediti finanziari in essere verso il Gruppo Italgas (119 milioni di euro).

Gli interessi passivi e altri oneri finanziari (647 milioni di euro) si riferiscono principalmente: (i) agli oneri connessi all'operazione di buyback obbligazionario (329 milioni di euro), pari alla differenza tra il prezzo di riacquisto dei bond sul mercato e il relativo valore al costo ammortizzato; (ii) ad oneri su debiti finanziari a breve - lungo termine e riguardano oneri su prestiti obbligazionari41 (293 milioni di euro) e su finanziamenti erogati da Banche e da altri Istituti Finanziatori (24 milioni di euro).

39 Maggiori informazioni sono fornite nell'allegato alle Note al bilancio di esercizio "Notizie sulle imprese controllate a partecipazione diretta di Snam S.p.A.", cui si rinvia.

40 La svalutazione si riferisce alla partecipazione detenuta da GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. in Interconnector UK, il cui valore recuperabile, determinato ai fini del bilancio consolidato, è stato utilizzato anche ai fini del bilancio di esercizio di Snam S.p.A. Per maggiori informazioni si rinvia alla nota n. 14 "Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto" delle Note al bilancio consolidato.

41 I dettagli circa le emissioni obbligazionarie verificatesi nel corso dell'esercizio e le relative condizioni sono fornite nella nota n. 15 "Passività finanziarie a breve termine, passività finanziarie a lungo termine e quote a breve di passività finanziarie a lungo termine" delle Note al bilancio di esercizio.

Altri proventi della gestione

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Ricavi per prestazioni di servizio 185 186 203 17 9,1
Altri proventi 12 12 12
Altri proventi della gestione totali 197 198 215 17 8,6

I ricavi per prestazioni di servizio (203 milioni di euro) riguardano i riaddebiti, alle società controllate, dei costi sostenuti per la prestazione di servizi gestiti a livello accentrato da Snam e l'addebito dei costi a Italgas derivanti dall'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione. I servizi sono regolati mediante contratti stipulati tra la Capogruppo e le sue controllate e riguardano le seguenti aree: ICT, personale e organizzazione, pianificazione, amministrazione finanza e controllo, servizi generali, immobiliari e di security, affari legali, societari e compliance, salute sicurezza e ambiente, regolazione, relazioni esterne e comunicazione, internal audit e Enterprise Risk Management (ERM). Il modello di pricing dei contratti di servizio si basa sul riaddebito dei costi sostenuti per l'erogazione dei servizi secondo una logica di full cost. Con riferimento alle prestazioni di servizi erogati al Gruppo Italgas, si precisa che sono in essere tra Snam, Italgas Reti e Italgas, contratti, in parte in phase - out, a valere per un periodo transitorio finalizzati ad assicurare la continuità delle attività precedentemente garantite da Snam. Gli altri proventi (12 milioni di euro) fanno riferimento essenzialmente ai ricavi derivanti dall'affitto e manutenzione dei cavi di telecomunicazione in fibra ottica concessi in uso a terzi.

Altri costi della gestione

(milioni di €) 2014 2015 2016 Var.ass. Var.%
Per il personale 68 68 79 11 16,2
Per prestazioni di servizi non finanziari e altri costi 147 134 162 28 20,9
Altri costi della gestione totali 215 202 241 39 19,3

Il costo del personale ammonta a 79 milioni di euro, in aumento di 11 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente, a seguito di maggiori oneri per esodi agevolati.

Il personale in servizio al 31 dicembre 2016 (783 persone) è di seguito analizzato per qualifica professionale.

(numero) 31.12.2014 31.12.2015 (*) 31.12.2016 Var.ass. Var.%
Qualifica professionale
Dirigenti 54 55 54 (1) (1,8)
Quadri 202 200 215 15 7,5
Impiegati 444 453 510 57 12,6
Operai 5 5 4 (1) (20,0)
705 713 783 70 9,8

(*) Il dato dell'esercizio 2015 include il personale trasferito nel 2016 al Gruppo Italgas (190 persone) a seguito dell'operazione di separazione.

I costi per prestazioni di servizi non finanziari e altri costi (162 milioni di euro) sono costituiti principalmente dagli oneri per prestazioni di servizi oggetto di riaddebito alle società controllate.

Situazione patrimoniale - finanziaria riclassificata 42

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016 Var.ass.
Capitale immobilizzato 18.650 13.298 (5.352)
Immobili, impianti e macchinari 3 3
Attività immateriali 18 17 (1)
Partecipazioni 8.693 6.093 (2.600)
Crediti finanziari strumentali all'attività operativa 9.965 7.190 (2.775)
Crediti (debiti) netti relativi all'attività d'investimento (29) (5) 24
Capitale di esercizio netto 83 73 (10)
Fondi per benefici ai dipendenti (19) (12) 7
CAPITALE
INVESTITO
NETTO
18.714 13.359 (5.355)
Patrimonio netto 6.835 5.394 (1.441)
Indebitamento finanziario netto 11.879 7.965 (3.914)
COPERTURE 18.714 13.359 (5.355)

Il capitale immobilizzato (13.298 milioni di euro) si riduce di 5.352 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 per effetto principalmente della riduzione delle partecipazioni (2.600 milioni di euro) e dei minori crediti finanziari strumentali all'attività operativa (2.775 milioni di euro).42

Partecipazioni

Le partecipazioni di 6.093 milioni di euro si analizzano come segue:

% di possesso Saldo iniziale Acquisizioni e
sottoscrizioni
Rimborsi e Rettifiche di straordinarie
Operazioni
Altre variazioni Saldo finale al
31.12.2016
(milioni di €) cessioni valore
Partecipazioni in imprese controllate
Snam Rete Gas S.p.A. 100% 2.849 2.849
GNL Italia S.p.A. 100% 43 43
Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) 100% 2.966 (2.966)
Stogit S.p.A. 100% 1.618 (21) 1.597
Gasrule Insurance D.A.C. 100% 20 20
Partecipazioni in imprese a controllo congiunto
TIGF Holding SAS 40,50% 452 452
Gasbridge 1 B.V. e Gasbridge 2 B.V. 50% 115 (2) (25) (1) 87
Trans Austria Gasleitung GmbH 84,47% 500 500
AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH 40% 135 135
Partecipazioni in imprese collegate
Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.) 13,50% 244 244
Trans Adriatic Pipeline AG 20% 130 35 1 166
8.693 170 (2) (25) (2.722) (21) 6.093

42 Si rinvia al "Commento ai risultati economico - finanziari" consolidati per l'illustrazione metodologica degli schemi riclassificati.

Le acquisizioni e sottoscrizioni (170 milioni di euro) si riferiscono: (i) all'apporto di capitale43 del consorzio AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH (ASG HoldCo) (135 milioni di euro), joint venture a controllo congiunto partecipata da Allianz e Snam con quote azionarie pari rispettivamente al 60% e al 40%; (ii) all'aumento di capitale di TAP, cui Snam è tenuta a partecipare in misura proporzionale alla quota azionaria posseduta, in forza degli accordi sottoscritti in sede di acquisizione della partecipazione (35 milioni di euro).

I rimborsi e cessioni (2 milioni di euro) si riferiscono alla riduzione del costo di iscrizione delle partecipazioni nelle società GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. a fronte della distribuzione di parte della riserva sovrapprezzo azioni generatasi in sede di costituzione delle società.

Le rettifiche di valore si riferiscono agli effetti della svalutazione (25 milioni di euro) delle partecipazioni in GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V.

Le operazioni straordinarie (2.722 milioni di euro) si riferiscono al trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. a favore di Italgas S.p.A. (2.966 milioni di euro), attraverso un'operazione articolata su diversi passaggi tra loro unitari e contestuali, a completamento della quale Snam S.p.A. detiene una partecipazione di collegamento in Italgas S.p.A., con una quota del 13,5% del capitale sociale della società44 (244 milioni di euro).

Le altre variazioni si riferiscono principalmente alla rettifica dell'adeguamento prezzo a favore di Eni, iscritto nel 2010 a fronte di accordi contrattuali con la stessa Eni in sede di acquisizione della partecipazione in Stogit (21 milioni di euro).

Crediti finanziari strumentali all'attività operativa

I crediti finanziari strumentali all'attività operativa, incluse le relative quote a breve termine, ammontano a 7.190 milioni di euro e si riferiscono a crediti a fronte di finanziamenti erogati alle società controllate Snam Rete Gas (5.411 milioni di euro) e Stogit (1.566 milioni di euro), e alla società collegata TAP (213 milioni di euro). La riduzione di 2.775 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 è dovuta: (i) al rimborso dei crediti finanziari in essere verso il Gruppo Italgas alla data del perfezionamento dell'operazione di scissione (-1.438 milioni di euro); (ii) al rimborso dei crediti finanziari in essere verso Snam Rete Gas (-1.000 milioni di euro di valore nominale), giunti a naturale scadenza; (iii) alla chiusura e al contestuale rimborso, al netto delle nuove accensioni, dei crediti finanziari in essere verso Snam Rete Gas e Stogit (-390 milioni di euro di valore nominale complessivo) a fronte dell'operazione di Liability Management posta in essere da Snam nel mese di ottobre 2016.

43 Tale fattispecie si configura quale riserva di capitale ai sensi dell'articolo 229, par.2, comma 5 del "Austrian Companies Act".

44 L'operazione è illustrata in dettaglio alla Nota n. 21 "Discontinued operations" delle Note al bilancio consolidato.

capitale di esercizio netto

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016 Var.ass.
Crediti commerciali 87 100 13
Crediti tributari 108 67 (41)
Strumenti derivati 7 24 17
Attività nette per imposte anticipate 8 7 (1)
Altre attività 32 31 (1)
Debiti commerciali (58) (78) (20)
Fondi per rischi e oneri (5) (6) (1)
Debiti tributari (51) (5) 46
Altre passività (45) (67) (22)
83 73 (10)

Il capitale di esercizio netto (73 milioni di euro) si riduce di 10 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 per effetto principalmente: (i) della riduzione dei crediti tributari (-41 milioni di euro) per effetto principalmente di minori crediti per IVA di Gruppo e minori crediti per consolidato fiscale; (ii) dell'incremento delle altre passività (-22 milioni di euro) dovuto ad un aumento dei debiti nei confronti di Snam Rete Gas a seguito dell'incasso dell'acconto IVA; (iii) dell'incremento dei debiti commerciali (-20 milioni di euro) dovuto alla dinamica dei pagamenti. Tali effetti sono stati parzialmente compensati: (i) dalla riduzione dei debiti tributari (+46 milioni di euro) principalmente a fronte di minori passività per imposte correnti relativi alla liquidazione IVA; (ii) dall'incremento del valore di mercato degli strumenti derivati (+17 milioni di euro) a fronte della valutazione effettuata alla data di chiusura dell'esercizio; (iii) dall'incremento dei crediti commerciali (+13 milioni di euro) a fronte essenzialmente dei crediti per servizi forniti alle società del gruppo Italgas.

Prospetto dell'utile complessivo

(milioni di €) 2015 2016
tile netto 825 761
Altre componenti dell'utile complessivo
Componenti riclassificabili a conto economico:
Variazione fair value derivati di copertura cash flow hedge 1
Totale altre componenti dell'utile complessivo al netto dell'effetto fiscale 1
Totale utile complessivo 762

Patrimonio netto

(milioni di €) 2015 2016
Patrimonio netto al 31 dicembre 2015 6.835
Incremento per:
- Utile complessivo 2016 762
762
Decremento per:
- Distribuzione dividendo 2015 (875)
- Effetti della separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. (*) (1.225)
- Acquisto di azioni proprie (103)
(2.203)
Patrimonio netto al 31 dicembre 2016 5.394

(*) Per maggiori dettagli sugli effetti della separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. si rimanda alla nota n. 19 "Patrimonio netto" delle Note al bilancio di esercizio.

Indebitamento finanziario netto

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016 Var.ass.
Debiti finanziari e obbligazionari 13.792 11.086 (2.706)
Crediti finanziari e disponibilità liquide ed equivalenti (1.913) (3.121) (1.208)
Crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (1.912) (3.109) (1.197)
Disponibilità liquide ed equivalenti (1) (12) (11)
11.879 7.965 (3.914)

Al 31 dicembre 2016 la composizione del debito per tipologia di tasso d'interesse è la seguente:

(milioni di €) 31.12.2015 % 31.12.2016 % Var.ass.
Tasso fisso 8.855 64 7.092 64 (1.763)
Tasso variabile 4.937 36 3.994 36 (943)
13.792 100 11.086 100 (2.706)

Le passività finanziarie a tasso fisso (7.092 milioni di euro) si riducono di 1.763 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015, a seguito essenzialmente del rimborso di prestiti obbligazionari giunti a naturale scadenza (-700 milioni di euro di valore nominale) e del riacquisto netto di titoli obbligazionari per un valore nominale pari a 1,0 miliardo di euro effettuato nell'ambito dell'operazione di Liability Management.

Le passività finanziarie a tasso variabile (3.994 milioni di euro) si riducono di 943 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015, per effetto essenzialmente: (i) del rimborso di prestiti obbligazionari giunti a naturale scadenza (-450 milioni di euro di valore nominale); (ii) dell'accollo e subentro di Italgas S.p.A., con data efficacia 7 novembre 2016, in due finanziamenti precedentemente erogati da BEI a Snam S.p.A. (-424 milioni di euro di valore nominale); (iii) dei rimborsi netti di finanziamenti bancari Term Loan (-200 milioni di euro di valore nominale).

I crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (3.109 milioni di euro) aumentano di 1.197 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015, principalmente a fronte di maggiori utilizzi netti dei rapporti di conto corrente a disposizione delle società controllate Snam Rete Gas, Stogit e GNL Italia (+1.606 milioni di euro), in parte compensati dal rimborso dei crediti finanziari in essere verso il Gruppo Italgas alla data del perfezionamento dell'operazione di scissione (-574 milioni di euro). Le disponibilità liquide ed equivalenti (12 milioni di euro) si riferiscono a depositi di conto corrente in giacenza presso istituti di credito.

Rendiconto finanziario riclassificato

Lo schema del rendiconto finanziario riclassificato sottoriportato è la sintesi dello schema legale del rendiconto finanziario obbligatorio. Il rendiconto finanziario riclassificato consente il collegamento tra la variazione delle disponibilità liquide tra inizio e fine periodo e la variazione dell'indebitamento finanziario netto tra inizio e fine periodo. La misura che consente il raccordo tra i due rendiconti è il "free cash flow" cioè l'avanzo o il deficit di cassa che residua dopo il finanziamento degli investimenti. Il free cash flow chiude alternativamente: (i) sulla variazione di cassa di periodo, dopo che sono stati aggiunti/sottratti i flussi di cassa relativi ai debiti/attivi finanziari (accensioni/rimborsi di crediti/ debiti finanziari) e al capitale proprio (pagamento di dividendi/apporti di capitale); (ii) sulla variazione dell'indebitamento finanziario netto di periodo, dopo che sono stati aggiunti/sottratti i flussi di indebitamento relativi al capitale proprio (pagamento di dividendi/apporti di capitale).

rendiconto finanziario riclassificato

(milioni di €) 2015 2016
tile netto 825 761
A rettifica:
- Ammortamenti ed altri componenti non monetari 5 30
- Dividendi, interessi e imposte sul reddito (852) (822)
Variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione 11 6
Dividendi, interessi e imposte sul reddito incassati (pagati) 835 833
Flusso di cassa netto della gestione 824 808
Investimenti tecnici (9) (6)
Partecipazioni (*) 3 1.335
Crediti finanziari strumentali all'attività operativa (**) 276 2.353
Altre variazioni relative all'attività di investimento (1) (4)
Free cash flow 1.093 4.486
Variazione dei crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (**) (64) (1.197)
Variazione dei debiti finanziari correnti e non correnti (155) (2.300)
Flusso di cassa del capitale proprio (***) (875) (978)
Flusso di cassa netto dell'esercizio (1) 11

Variazione indebitamento finanziario netto

(milioni di €) 2015 2016
Free cash flow 1.093 4.486
Differenze di cambio su debiti finanziari (7) (6)
Debiti finanziari oggetto di accollo a Italgas 424
Adeguamento al fair value debiti finanziari (12)
Flusso di cassa del capitale proprio (***) (875) (978)
Variazione indebitamento finanziario netto 211 3.914

(*) L'importo relativo al 2016 include l'incasso del corrispettivo derivante dalla cessione del 38,87% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. (1.503 milioni di euro).

(**) La variazione dei crediti finanziari strumentali e non strumentali all'attività operativa dell'esercizio 2016 include rimborso dei crediti finanziari verso il Gruppo Italgas (1.588 milioni di euro complessivamente).

(***) Il valore relativo al 2016 include, oltre al pagamento agli azionisti del dividendo di competenza 2015, il costo sostenuto a fronte dell'acquisto di azioni proprie pari a 103 milioni di euro.

Altre informazioni

Azioni proprie

In ottemperanza alle disposizioni dell'art. 2428 del Codice civile le azioni proprie in portafoglio alla data del 31 dicembre 2016 sono analizzate nella tabella seguente:

Periodo Numero azioni Costo medio
(euro) (*)
(milioni di euro)
complessivo
costo
Capitale Sociale
(%) (**)
Acquisti
Anno 2005 800.000 4,399 3 0,04
Anno 2006 121.731.297 3,738 455 6,22
Anno 2007 73.006.653 4,607 336 3,73
Anno 2016 28.777.930 3,583 103 0,82
224.315.880 3,999 897
A dedurre azioni proprie assegnate/vendute/annullate:
- assegnate a titolo gratuito in applicazione dei piani di stock grant 2005 (39.100)
- vendute in applicazione dei piani di stock option 2005 (69.000)
- vendute in applicazione dei piani di stock option 2006 (1.872.050)
- vendute in applicazione dei piani di stock option 2007 (1.366.850)
- vendute in applicazione dei piani di stock option 2008 (1.514.000)
- annullate a seguito di delibera dell'Assemblea Straordinaria
degli azionisti di Snam S.p.A.
(189.549.700)
Azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2016 29.905.180

(*) Calcolato sulla base dei prezzi storici.

(**) Il capitale sociale è quello esistente alla data dell'ultimo acquisto dell'anno.

Al 31 dicembre 2016 Snam ha in portafoglio n. 29.905.180 azioni proprie (1.127.250 al 31 dicembre 2015), pari allo 0,85% del capitale sociale, per un valore di libro pari a circa 108 milioni di euro45 (5 milioni di euro al 31 dicembre 2015). L'acquisto di n. 28.777.930 azioni Snam (pari allo 0,82% del capitale sociale), per un costo complessivamente pari a 103 milioni di euro, è stato effettuato nell'ambito del programma di share buyback avviato da Snam in data 7 novembre 2016, a seguito di delibera dell'Assemblea degli Azionisti del 1 agosto 201646.

L'ultimo piano di incentivazione manageriale basato sull'assegnazione di stock option, il Piano 2006 - 2008, è giunto a scadenza il 29 luglio 2014. Al 31 dicembre 2016 non risultano, pertanto, azioni proprie impegnate a fronte di piani di incentivazione.

Si attesta, inoltre, che le società controllate da Snam S.p.A. non detengono, né sono state autorizzate dalle rispettive Assemblee ad acquistare azioni della Snam S.p.A.

45 Il valore di mercato al 31 dicembre 2016, calcolato moltiplicando il numero delle azioni proprie a tale data per il prezzo ufficiale di fine esercizio di 3,923 euro per azione, ammonta a circa 117 milioni di euro.

46 Per maggiori informazioni sulle caratteristiche del programma si rimanda al capitolo "Snam nel 2016 - Principali eventi" della presente Relazione.

Compensi corrisposti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai direttori generali e ai dirigenti con responsabilità strategiche e partecipazioni detenute

Le informazioni sui compensi corrisposti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai direttori generali e ai dirigenti con responsabilità strategiche e sulle partecipazioni dagli stessi detenute, sono fornite nella Relazione sulla remunerazione, predisposta ai sensi dell'art. 123 - ter del Decreto Legislativo n. 58/1998 (TUF). La Relazione sulla remunerazione è disponibile sul sito internet di Snam (www.snam.it) alla sezione Governance, cui si rinvia.

Rapporti con parti correlate

Tenuto conto dell'esistenza di una situazione di controllo di fatto da parte di CDP S.p.A. su Snam S.p.A., ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10 - Bilancio consolidato, le parti correlate di Snam, sulla base dell'attuale assetto proprietario di gruppo, sono rappresentate oltre che dalle imprese collegate e a controllo congiunto di Snam, anche dall'impresa controllante CDP S.p.A. e dalle sue imprese controllate e collegate, nonché dalle imprese controllate, collegate e sottoposte a controllo congiunto (direttamente o indirettamente) da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Le operazioni con tali soggetti riguardano lo scambio di beni e la prestazione di servizi regolati nel settore del gas.

Questi rapporti rientrano nell'ordinaria gestione dell'impresa e sono generalmente regolati in base a condizioni di mercato, cioè alle condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti. Tutte le operazioni poste in essere sono state compiute nell'interesse delle imprese del gruppo Snam. Ai sensi delle disposizioni della normativa applicabile, la Società ha adottato procedure interne per assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parte correlate, realizzate dalla Società stessa o dalle sue società controllate.

Gli amministratori e sindaci rilasciano, semestralmente e/o in caso di variazioni, una dichiarazione in cui sono rappresentati i potenziali interessi di ciascuno in rapporto alla società e al gruppo e in ogni caso segnalano per tempo all'Amministratore Delegato (o al Presidente, in caso di interessi dell'Amministratore Delegato), il quale ne dà notizia agli altri amministratori e al Collegio Sindacale, le singole operazioni che la società intende compiere, nelle quali sono portatori di interessi.

Non è stata formalizzata né esercitata da parte di CDP S.p.A. alcuna attività di direzione e coordinamento. Alla data del 31 dicembre 2016 Snam esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti delle sue Controllate ex art. 2497 e ss. del Codice civile.

Gli ammontari dei rapporti di natura commerciale e diversa e di natura finanziaria con le parti correlate, la descrizione della tipologia delle operazioni più rilevanti, e l'incidenza delle stesse sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sui flussi di cassa, sono evidenziate alla nota n. 32 "Rapporti con parti correlate" delle Note al bilancio consolidato.

I rapporti con i dirigenti a responsabilità strategica (cosiddetti "Key Manager") sono illustrati alla nota n. 25 "Costi operativi" delle Note al bilancio consolidato.

Andamento della gestione delle società controllate

Per le informazioni sull'andamento della gestione nei settori in cui la società opera in tutto o in parte attraverso imprese controllate si rinvia ai paragrafi "Andamento della gestione nei settori di attività" e "Commento ai risultati economico - finanziari " della presente Relazione.

Sedi secondarie

In ottemperanza a quanto disposto dall'art. 2428 quarto comma del Codice civile, si attesta che Snam non ha sedi secondarie.

Attività di ricerca e sviluppo

Le attività di ricerca e sviluppo svolte da Snam, sono descritte al capitolo "Altri risultati e informazioni sulla gestione - Innovazione per lo sviluppo del business" della presente Relazione.

Altri risultati e informazioni sulla gestione

In questa sezione della relazione si rendicontano attività e iniziative con impatto su quei capitali aziendali meno legati ai processi core di business, ma che contribuiscono alle dinamiche di creazione di valore per l'Azienda e gli stakeholder.

Sviluppo del capitale umano

L'occupazione nel cambiamento (GRI: G4-LA1, LA2, LA12)

Per continuare a essere protagonisti in un contesto dinamico e continuare ad affermarsi come leader in un mercato internazionale ricco di sfide e opportunità, è necessario diventare un player integrato capace di valorizzare il proprio know - how e saper cogliere nuove sfide sia nel mercato regolato come in quello libero.

Il nuovo assetto organizzativo aiuta tutte le persone a collaborare attraverso la condivisione di esperienze e competenze e lavorare in team verso un unico obiettivo: tutti fattori determinanti per creare innovazione e portare valore in azienda.

Il forte senso di appartenenza al Gruppo, evidenziato anche dai risultati dell'analisi di clima del 2016, consente di coinvolgere attivamente tutti i dipendenti nel miglioramento continuo, sempre più guidato da logiche di imprenditorialità, semplificazione e capacità realizzativa.

Al 31 dicembre 2016, su un totale di persone in servizio, pari a 2.883, circa il 93% in Snam ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato (inclusi i contratti part time), l'età media delle persone impiegate nel Gruppo è di 46,1 anni, mentre l'anzianità media di servizio è di circa 21 anni. Come ogni anno, anche nel 2016, Snam ha premiato i dipendenti che hanno prestato 25 anni di servizio in azienda. Le persone che hanno raggiunto il traguardo hanno ricevuto una medaglia d'oro e buoni carburante a riconoscimento della tappa raggiunta confermando il loro apporto individuale alla crescita della Società. Delle 126 persone premiate: 18 sono di Snam, 105 di Snam Rete Gas, 3 di Stogit.

Composizione Personale al 31 dicembre (n.)

2014 2015 (*) 2016
Dirigenti 99 99 87
Quadri 447 449 421
Impiegati 1.689 1.736 1.651
Operai 713 721 724
Totale Dipendenti 2.948 3.005 2.883

(*) Il dato dell'esercizio 2015 include il personale trasferito nel 2016 al Gruppo Italgas (207 persone) a seguito dell'operazione di separazione.

Personale suddiviso per tipologia di rapporto (n.)

2014 2015 2016
Contratto indeterminato 2.713 2.779 2.631
Contratto apprendistato o inserimento 178 171 206
Contratto a tempo determinato 1 1
Contratto part time 57 54 45

Personale assunto nell'anno (n.)

2014 2015 2016
Assunti dal mercato (totale) 152 162 141
- di cui laureati 74 75 73
- di cui diplomati 78 86 66
- di cui donne 31 32 35
Altre entrate (società non consolidate, acquisizioni gare, ecc.) 6 4 36

2014 2015 2016

Tasso turnover = ((entrate+uscite)/organico medio a servizio)*100 Tasso assenteismo=(ore di assenza/ore lavorabili)*100

Turnover del personale (%) Tasso di assenteismo (%) (*)

(*) Non include le ore di assenza dei Dirigenti.

Sviluppo dei ruoli e delle competenze (GRI: G4-LA11)

I sistemi di compensation vengono periodicamente aggiornati in base al confronto con i mercati retributivi di riferimento e ai criteri ispirati alla meritocrazia e all'equità interna, nonché in considerazione delle indicazioni provenienti dagli stakeholder esterni. In particolare, tali sistemi sono tesi ad assicurare il riconoscimento dei risultati conseguiti, il collegamento con l'interesse degli azionisti, la qualità dell'apporto professionale fornito e le potenzialità di sviluppo della persona.

Anche nel 2016, è stata completata la verifica e l'ottimizzazione del posizionamento competitivo e dell'equità delle prassi retributive per le risorse manageriali e professionali ed è stato inoltre confermato l'utilizzo del nuovo sistema di assegnazione e valutazione degli obiettivi, il Performance Management, che contiene al suo interno, anche obiettivi su aspetti comportamentali e su temi di sostenibilità, tra i quali sono compresi anche quelli relativi alla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Tutte le posizioni di lavoro in Snam, Snam Rete Gas, GNL Italia e Stogit sono soggette alla valutazione analitica e complessiva dei fattori di Complessità, Responsabilità, Esperienza ed Autonomia (C.R.E.A.). Nel 2016 le valutazioni CREA approvate sono state 278. Tutti i processi di valutazione adottati sono formalizzati e prevedono il colloquio di feedback che costituisce un momento istituzionale di scambio e comunicazione tra responsabile e collaboratore, anche per raccogliere elementi utili alla definizione di nuove azioni di sviluppo e di valorizzazione delle persone.

Arricchimento professionale (GRI: G4-LA9,LA10,SO4)

La formazione è un altro elemento imprescindibile a supporto dei processi di integrazione organizzativa e di gestione del cambiamento e per l'arricchimento delle opportunità di impiego delle persone che operano in Snam.

Complessivamente, nel 2016 sono state erogate 82.184 ore di formazione (pari a 28,5 ore medie per dipendente) con 10.396 partecipazioni ed un tasso di coinvolgimento pari al 97,5% a testimonianza di un impegno continuo e capillare per l'aggiornamento e lo sviluppo del know - how di tutte le persone.

Nel 2016 la formazione erogata è stata inoltre caratterizzata da interventi differenziati e mirati alle specifiche esigenze, grazie ad una segmentazione della popolazione aziendale avvenuta sia orizzontalmente, per ruolo e famiglia professionale, che verticalmente, ossia per livello di responsabilità. Le attività di formazione tecnica indirizzate agli operatori e ai tecnici del gas sono proseguite a presidio del know - how specialistico, anche attraverso il coinvolgimento nella docenza di esperti interni e l'erogazione dei corsi presso le sedi territoriali.

Ampio impegno è stato dedicato ai programmi di formazione dei lavoratori, su tematiche sensibili quali la salute, la sicurezza e l'ambiente organizzando numerosi incontri di aggiornamento, informazione e sensibilizzazione rivolti a tutte le figure professionali circa l'attuazione delle misure di sicurezza. Al fine di favorire la corretta informazione e applicazione dei principi contenuti nel Modello 231, nel Codice Etico e nella normativa Anticorruzione sono stati effettuati specifici interventi formativi rivolti a

particolari segmenti della popolazione aziendale.

Infatti, nel 2016 sono state erogate 2.641 ore di formazione dedicata alle tematiche di codice etico, modello 231 e anticorruzione che ha visto la partecipazione di 1.596 persone.

Formazione del personale suddivisa per qualifica (n. ore)

2014 2015 2016
4.442 2.744 2.940
11.141 11.143 10.021
41.441 41.763 31.072
25.434 31.970 38.151
82.458 87.620 82.184

Principali iniziative di formazione

Descrizione Ore erogate (n.) Partecipazioni (n.) Destinatari
Formazione Manageriale 8.674 833 High Flyer, Dirigenti, Quadri
Formazione dedicata alla conoscenza dei
sistemi tecnici
43.281 4.103 Popolazione tecnica operativa
impiegatizia e operaia
Lingue straniere 8.300 380 Dirigenti, Quadri, Impiegati e Tecnici
Salute, Sicurezza, Ambiente e Qualità 19.288 3.484 Dirigenti, Quadri, Impiegati e Tecnici
Codice etico, modello 231 e anticorruzione 2.641 1.596 Dirigenti, Quadri, Impiegati e Tecnici

Evoluzione del welfare aziendale

Snam interpreta il welfare aziendale come un ambito di creazione di valore per le proprie persone attraverso la ricerca di un migliore equilibrio tra vita privata e vita professionale.

Per raggiungere l'obiettivo di un'attività sempre più mirata alle reali esigenze delle singole persone, si sono completati approfondimenti sulla popolazione aziendale e i servizi erogati, ascoltando le persone attraverso questionari, focus group e accurate analisi di clima.

Il Progetto Welfare che ne è scaturito è un nuovo sistema che si propone come un mix di tradizione e innovazione, seguendo tre linee guida: introdurre nuove iniziative orientate ai bisogni emergenti; definire interventi misurati sulle esigenze delle diverse fasce di popolazione aziendale; rendere le persone consapevoli, informate e partecipi.

A inizio febbraio 2016 è stato lanciato SnamMY, il nuovo portale Welfare del Gruppo Snam. Il portale è accessibile da qualsiasi luogo e con qualunque dispositivo e s'inserisce nel solco delle iniziative aziendali volte a migliorare la comunicazione fra azienda e persone e l'equilibrio tra sfera privata e professionale.

Coerentemente con il nuovo modello di welfare, SnamMY è dotato di un panel di servizi organizzato attualmente su quattro aree d'intervento: "famiglia", "salute e benessere", "tempo per te", "risparmio".

Uno dei risultati più significativi in termini di valore percepito è stato l'avvio della sperimentazione di una nuova modalità lavorativa in remoto (Smart Working). Tale sperimentazione, al momento limitata ad alcune direzioni di staff Snam, è continuata nel corso del 2016 e si concluderà nel corso del 2017, consentendo, a seguito dell'analisi dei risultati emersi, di poterne valutare l'eventuale estensione a tutta la Società.

Diversity (GRI: G4-LA9-LA12-LA13)

Snam rispetta la dignità di ciascuno e offre pari opportunità in tutte le fasi e per tutti gli aspetti del rapporto di lavoro, evitando qualunque forma di discriminazione che possa derivare da differenze di sesso, età, stato di salute, nazionalità, opinioni politiche o religiose. Nel Gruppo operano 130 persone diversamente abili il cui percorso di sviluppo mira a favorirne l'inserimento e l'integrazione nei processi aziendali.

Uno degli impatti più rilevanti del welfare in azienda può essere letto nella crescita della presenza e del contributo della componente femminile, storicamente poco presente in azienda, anche a causa delle caratteristiche delle attività lavorative.

Nel 2016, il 25% dei nuovi assunti sono donne con una incidenza complessiva sulla popolazione aziendale del 12,8%. Rispetto alla popolazione di riferimento per categoria, le donne sono il 14,7% dei quadri e il 12,6% dei dirigenti, tra i 4 nuovi dirigenti nominati nel 2016, 3 sono donne. La diminuzione totale della presenza femminile in Snam (12,8%, rispetto a 14,2% del 2015) è da attribuire allo scorporo dell'attività di distribuzione. Il trasferimento di competenze da Snam a Italgas ha comportato il trasferimento anche di 87 donne che nel 2015 operavano in attività Snam. Tale numero costituiva, nel 2015, oltre il 20% della presenza femminile totale di Snam.

Formazione del personale per genere (n. ore)

2014 2015 2016
Ore di formazione medie erogate a uomini (ore/anno) 29,1 30,9 30,2
Ore di formazione medie erogate a donne (ore/anno) 20,9 18,4 17,0

Presenza femminile totale e per qualifica (%)

Differenziale retributivo (donne/uomini)

Presenza femminile Presenza femminile per qualifica

Differenziale retributivo (donne/uomini)

Stakeholder e capitale relazionale (GRI: G4-26)

Nel modello di business di Snam gli stakeholder "interpretano" il contesto di riferimento e possono influenzare, anche in modo decisivo, le condizioni che determinano la disponibilità dei diversi capitali necessari all'azienda per poter operare. Attraverso questa stretta relazione con i capitali, che si sviluppa attorno ai temi materiali di reciproco interesse, gli stakeholder sono i destinatari del valore che l'azienda crea con le proprie attività.

L'immagine, la reputazione e la coesione interna sono altre condizioni necessarie allo sviluppo delle attività di business. In tale contesto, è fondamentale gestire le relazioni di lungo periodo con gli stakeholder (capitale relazionale) basandosi sulla fiducia e ponendosi in posizione di ascolto e confronto, agendo nei confronti di tutti gli attori di riferimento con apertura e trasparenza, puntando a mantenere e sviluppare un dialogo costruttivo sia all'esterno che all'interno dell'azienda.

Clima interno e coesione aziendale

Nel corso del 2016 Snam è entrata in una nuova fase di business dove il legame fra azienda e persone diventa cruciale per saper cogliere le nuove opportunità di crescita e costruire una cultura organizzativa ancora più dinamica ed inclusiva.

Per questo motivo è stato ritenuto importante misurare il sentiment della popolazione aziendale attraverso un'analisi di clima alla quale ha risposto l'82% dei dipendenti Snam, che sono stati interpellati su 16 categorie tematiche per verificare il livello di engagement, le circostanze che favoriscono il coinvolgimento delle persone, il clima positivo sul lavoro e le percezioni e istanze di miglioramento della popolazione aziendale. Il ritratto di Snam uscito dall'analisi di clima è, in estrema sintesi, quello di un'organizzazione capace di innovare e orientata al cambiamento, all'interno della quale si lavora con orgoglio, senso di appartenenza e fiducia nella competenza del top management. I risultati dell'indagine sono stati restituiti ai vari stakeholder.

Strumenti Descrizione
"Easy" il portale
intranet
L'Intranet aziendale è oggi non solo uno spazio di informazione e di sensibilizzazione rivolto a tutte le perso
ne Snam, ma anche, un luogo di condivisione della conoscenza, di dati e di immagini attraverso la piattafor
ma di collaborazione.
Newsletter,
poster,
brochure ed
altri strumenti
cartacei
La rivista "Energie", che rappresenta l'identità aziendale Snam, nel corso del 2016 ha seguito l'evoluzione ed
i cambiamenti che hanno coinvolto l'azienda. L'house organ, da quest'anno è stato pubblicato sia in formato
cartaceo, sia nel formato digitale sul portale intranet. Nel 2016 nasce la newsletter "Osservatorio Domanda
Gas" che mette a disposizione di tutti i colleghi notizie, analisi e commenti sulla domanda gas, anch'essa
pubblicata sulla intranet e sfogliabile grazie all'applicazione flipbook su ipad e smartphone. Snam, inoltre, per
coinvolgere tutte le sue persone realizza e utilizza pubblicazioni cartacee: dai Quaderni Sicurezza, a brochure
su tematiche di utilità, a poster.
Video Nel 2016 è proseguito l'incremento esponenziale di video pubblicati sul portale Intranet o proiettati nel cor
so di meeting, convention ed intranet.
Meeting del
management
Nel corso dell'anno sono stati organizzati con regolarità meeting dedicati al management (dirigenti e quadri)
volti a rafforzare lo spirito di squadra. I meeting hanno creato puntuali occasioni per riflettere sulle attività di
business, assicurare un'adeguata informazione ed ottenere un costante coinvolgimento e responsabilizzazio
ne rispetto alle strategie e agli obiettivi aziendali.

Reputazione sul mercato

Benché Snam nei settori regolati, sia in posizione di monopolio naturale, si comporta nei confronti dei clienti attraverso un approccio proprio di un mercato competitivo nel quale è fondamentale comprendere come il cliente percepisce il valore.

A tal proposito, vengono svolte annualmente indagini di customer satisfaction per rilevare il grado di soddisfazione degli utenti in merito alla chiarezza del Codice, alla disponibilità e all'efficienza dei servizi informatici e alla gestione commerciale. Nell'ambito di tali indagini, vengono inoltre raccolti i suggerimenti degli utenti, finalizzati al miglioramento degli ambiti di servizio mappati nel questionario. Le rilevazioni condotte nel 2016 hanno interessato 73 clienti per il settore Stoccaggio (con una percentuale di risposte ricevute pari al 78%; 68% nel 2015) e 135 clienti per il settore Trasporto (con un tasso di partecipazione dell' 87%; 83% nel 2015). Le valutazioni delle risposte fornite dai clienti indicano una generale soddisfazione in entrambi i casi.

Settore Stoccaggio

Risposte ricevute per anno termico (%) Media risultati per anno termico (n.)

Valutazione clienti su iniziativa di Customer satisfaction (%)

Sono continuati i tradizionali incontri con i clienti: nel settore Stoccaggio è stato effettuato uno shipper meeting, durante il quale è stata data la possibilità di visitare il nuovo impianto di stoccaggio di Bordolano; nel Trasporto è stato organizzato nel corso dell'anno l'evento dedicato a Shippers e Trader. L'evento, ha ospitato anche un intervento del Direttore Generale del CIG (Comitato Italiano Gas) che ha illustrato le principali sfide che attendono il mercato a seguito della crescente armonizzazione delle regole in ambito europeo, con particolare riferimento a quelle di accesso e di bilanciamento commerciale. All'evento sono intervenuti quasi 170 partecipanti in rappresentanza di circa 80 aziende.

Relazioni con il territorio

Snam è presente con le sue infrastrutture in quasi tutte le regioni del Paese, in territori e comunità diversificati per cultura, tradizioni, condizioni economiche, sociali e ambientali.

Salvaguardata la compatibilità ambientale degli insediamenti, le relazioni che legano la Società al territorio rappresentano un capitale da gestire con un approccio rigoroso, trasparente e collaborativo.

A tal fine, la Società collabora con le autorità a livello locale e nazionale per illustrare al meglio i progetti di realizzazione delle opere sia alle autorità stesse che alle comunità interessate. Nel corso dell'anno si sono svolti 96 incontri con le amministrazioni locali e 16 incontri con le associazioni territoriali degli agricoltori. Inoltre, con queste ultime sono stati stipulati 4 accordi sulle indennità di servitù.

Per liberalità, sponsorizzazione e iniziative a favore del territorio sono stati spesi circa 851 migliaia di euro, escluse le compensazioni ambientali.

Snam valuta, in relazione alla realizzazione delle opere più rilevanti (impianti di compressione o grandi metanodotti), le ricadute economiche-sociale dirette e indirette sul territorio e sulle comunità locali.

Le misure e le stime sono effettuate con strumenti e metodologie di "Social Impact Assessment".

I risultati delle analisi condotte mostrano che, sommando gli investimenti diretti di Snam con quelli indiretti (legati alle attività di subappalto), si ottiene in media un impatto sull'economia locale, a livello comunale, provinciale e regionale, pari al 17-28% del valore economico legato alla realizzazione e all'esercizio dell'opera.

Nell'ambito della relazione con i fornitori, mettere a disposizione il know how aziendale mediante un sistema di knowledge sharing in grado di accompagnare le imprese della supply chain in un percorso di miglioramento continuo in grado di incrementare ad un tempo la competitività delle stesse e l'affidabilità della partnership con Snam, a vantaggio della qualità finale del servizio.

Nell'ambito della gestione e la valorizzazione dei siti e delle infrastrutture di Snam, condividere spazi e conoscenze con gli stakeholder sul territorio, a beneficio di una legittimazione della cittadinanza delle reti.

Nell'ambito della realizzazione di nuovi investimenti, condividere con il territorio e diffondere agli attori locali la conoscenza delle best practice aziendali nell'applicazione di tecniche di ingegneria naturalistica presso zone particolarmente delicate e con ecosistemi complessi, come i parchi e le aree protette.

"Ambiente e Innovazione, una sfida per tutti"

Iniziativa

Anche nel 2016 Snam ha incontrato i suoi fornitori con l'obiettivo di creare una cultura comune su temi fondamentali, quali l'innovazione, la sostenibilità e l'etica di impresa. Durante l'incontro, al quale hanno preso parte oltre 450 persone, ampio spazio è stato dato al valore della collaborazione tra azienda e fornitori come fattore di sviluppo, alla rilevanza strategica della catena di fornitura sostenibile, al tema della trasparenza e della lotta alla corruzione. Specifici tavoli hanno poi toccato temi più tecnici quali: il nuovo Codice degli Appalti; l'ambiente e l'innovazione (best practice delle partecipate estere); le tecnologie innovative nel comparto oil and gas; lo sviluppo di tecnologie per favorire gli usi alternativi del gas naturale.

Crescere insieme: il Portale Fornitori

Attivo dal 2013, il Portale Fornitori è il mezzo più importante per attuare la politica di approvvigionamento di Snam e per fornire un ulteriore contributo in termini di trasparenza, tracciabilità e completezza delle informazioni.

A fine 2016 erano registrati oltre 1.800 fornitori (+ 20% rispetto al 2015), ognuno dei quali ha a disposizione, nell'apposita area riservata, informazioni sui comparti merceologici per i quali risulta qualificato, i contratti attivati, le performance in termini di sicurezza sul lavoro, gli elementi amministrativi e la modulistica. Nel corso dell'anno sono stati più di 102.000 (+15% circa rispetto al 2015) i visitatori che hanno effettuato oltre 298.000 accessi (+27% circa rispetto al 2015) al Portale; le pagine lette sono state oltre 930.000.

"Storie che raccontano il Futuro"

Snam ha sviluppato per il terzo anno consecutivo il progetto di educational dedicato al secondo ciclo della scuola primaria e volto alla sensibilizzazione di tematiche fondamentali per il rafforzamento dello sviluppo sostenibile. L' edizione per l'anno scolastico 2015-2016 dal titolo "La rete della Fiducia e del Rispetto" è stata centrata sul tema della legalità, intesa come rispetto e dovere civico, dopo aver affrontato nei precedenti anni le tematiche della biodiversità e della cultura scientifica . Il progetto, prodotto in collaborazione con Federparchi, ha coinvolto circa 220 scuole primarie italiane con circa 500 classi e più di 10.000 alunni.

Giro d'Italia in 80 librerie

Un'iniziativa realizzata in partnership con l'Associazione Letteratura Rinnovabile che, per il terzo anno ha consentito di promuovere e consolidare la presenza di Snam nei territori nei quali la società è da tempo radicata. La staffetta ciclistica, culturale e ambientale si è svolta seguendo tutto il percorso del fiume Ticino, toccando importanti e suggestivi centri di rilevanza culturale. Inoltre è stata anche l'occasione per presentare, in diversi incontri, il volume Sentieri Sostenibili - Parco del Ticino.

Sentieri Sostenibili - Parco del Ticino

Al Salone internazionale del Libro di Torino Snam ha presentato il quarto volume della collana Sentieri Sostenibili, patrocinato dal Ministero dell'Ambiente ed edito da 24ore Cultura-Gruppo Sole 24ore, dedicato al Parco del Ticino. La collana, rivolta agli interventi di realizzazione e ripristino di Snam all'interno di aree protette quali parchi e riserve naturali, testimonia l'impegno della società per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente in un contesto di sviluppo dell'utilizzo del gas quale risorsa energetica strategica.

Sentieri Stagionali

È un supporto informativo e multimediale messo a punto da Snam con la collaborazione di Federparchi e di tre Parchi italiani (Nebrodi, Prealpi Giulie,Ticino), i primi protagonisti del progetto. L'iniziativa nasce con l'intento di dare ai visitatori di questi parchi stessi la possibilità di godere in modo facile e immediato delle bellezze, dei servizi del territorio, pianificare itinerari e scoprire e il tessuto economico sociale e culturale. La piattaforma digitale si compone di un sito web che ospita il racconto del territorio del parco, e di un'app mobile per portare sempre con sé il proprio itinerario, anche in assenza di rete.

Il valore della comunicazione

Per Snam la comunicazione proattiva, equilibrata e trasparente contribuisce alla relazione con tutti gli stakeholder e ha un impatto diretto sulla visibilità del marchio e sulla reputazione dell'Azienda. Per questo motivo è stato sviluppato nel tempo un insieme articolato di strumenti e canali, cercando di proporre sempre contenuti di valore sia attraverso i mezzi più tradizionali che i new media. Nel corso del 2016 Snam ha proseguito nell'ulteriore miglioramento della propria web identity, realizzando la versione responsive del sito corporate, ottimizzato per la fruizione da ogni tipo di dispositivo desktop e mobile. L'intervento, sviluppato attraverso le tecnologie più innovative presenti sul mercato, ha permesso anche un completo restyling grafico utile a favorire un'esperienza di fruizione dei contenuti più immediata e gradevole, anche grazie a un'integrazione sempre più profonda con tutte le principali piattaforme social sulle quali è presente Snam (Twitter, Youtube, Linkedin, Google+, Flickr, Instagram, Slideshare, Facebook).

A conferma della bontà e della continuità del lavoro svolto in questi anni, Snam si è posizionata al primo posto nella classifica italiana ed europea di Webranking KWD, che premia le aziende che comunicano più efficacemente online, realizzata da società specializzate e indipendenti. Con 93,6 punti su 100 Snam ha ottenuto, peraltro, il record del punteggio più alto di sempre raggiunto nei 15 anni di Webranking.

Riguardo la stampa tradizionale, nel corso del 2016 Snam è stata oggetto di 541 articoli (di cui 446 dedicati) a livello nazionale e internazionale, con un incremento del 73% rispetto al 2015 (312, di cui 275 dedicati). La valutazione del contenuto e del tono di tali articoli è stata giudicata positiva o neutra nella quasi totalità dei casi (99,3%); gli articoli positivi sono aumentati rispetto al 2015 passando da 151 a 196. I principali argomenti trattati hanno riguardato gli ambiti Corporate, Operations, Finanza e Sostenibilità.

Innovazione per lo sviluppo del business

L'evoluzione strategica del Gruppo, in uno scenario più complesso e sfidante, richiede di fare maggiormente leva sullo sviluppo dell'innovazione e sulla valorizzazione del patrimonio tecnologico per garantire sia la capitalizzazione di quanto già realizzato che lo sviluppo di soluzioni innovative, come supporto e fonte per l'evoluzione del business.

Nel corso dell'anno, sono proseguite o si sono concluse diverse attività di ricerca e sviluppo avviate negli anni precedenti e, nello stesso tempo, sono stati avviati alcuni nuovi progetti con potenziali ricadute in diversi ambiti dell'operatività aziendale.

Misura
del gas
Effettuata la campagna di prove su strumenti di misura della qualità del gas alternativi al gascromatografo sulla
base di un protocollo di sperimentazione definito dal Politecnico di Milano. In particolare, nel 2016, si sono conclu
se le campagne di prove per la verifica delle prestazioni di tali strumenti in termini di misura del potere calorifico,
massa volumica e contenuto di anidride carbonica. Visti i risultati positivi delle sperimentazioni condotte, si è
avviata la graduale introduzione di tali strumenti nella rete di trasporto.
Sempre nell'ambito della misura del gas, sono state completate le attività tecniche di impostazione per il progetto
misura che prevede l'acquisizione degli impianti di misura in corrispondenza dei punti di riconsegna della rete di
trasporto e il successivo ammodernamento secondo i più elevati standard tecnologici con l'obiettivo di aumentare
la disponibilità e l'affidabilità dei dati di misura dell'energia transitata presso i punti di riconsegna della rete di
trasporto.
Nell'ambito delle attività stoccaggio, durante il 2016, in seguito alla necessaria sperimentazione effettuata nei due
anni precedenti, si è conclusa l'installazione presso due centrali del sistema di misura del gas naturale a ultrasuoni
di tipo Clap on.
Proseguita la collaborazione in seno al gruppo europeo di ricerca GERG (European Gas Research Group, www.
gerg.info), cui partecipano altri trasportatori e distributori europei di gas naturale, con riferimento, in particolare,
al progetto per la valutazione di metodiche di stima delle emissioni di gas naturale, che si è concluso valutando
anche misure reali di fughe di gas. Sempre nell'ambito del GERG, Snam Rete Gas partecipa ad un progetto per lo
studio dei potenziali impatti, su tutta la filiera del gas, dei componenti chimici presenti in tracce nel biometano al
fine di creare le condizioni per lo sviluppo in sicurezza del biometano quale fonte di immissione di gas nella rete
di trasporto.
overno e
monitoraggio
della rete e
degli impianti
Nel corso del 2016 è proseguito il progetto "Evoluzione Sistemi di Telecontrollo", con l'obiettivo di assicurare
l'evoluzione tecnologica degli apparati di campo e delle modalità con le quali gli stessi vengono interconnessi e
gestiti, al fine di potenziare il governo ed il monitoraggio della rete di trasporto.
In particolare il progetto si propone di assicurare: (i) l'aggiornamento tecnologico degli apparati di campo per
l'acquisizione dei dati tecnici e di processo; (ii) la standardizzazione dei protocolli trasmissivi e dei sistemi di ac
quisizione; (iii) l'evoluzione tecnologica della rete digitale terrestre di Snam Rete Gas; e(iv) l'evoluzione del sistemi
di monitoraggio e di supervisione.
Nell'ambito delle attività di stoccaggio, a seguito di una sperimentazione effettuata in campo, è stato avviato un
progetto per l'installazione di sistemi di tipo fonometrico per il rilevamento di eventuali perdite accidentali degli
impianti, che consentono interventi di blocco rapidi ed efficaci. Nel 2016 si è appunto conclusa l'attività di instal
lazione presso 6 centrali. L'ultima installazione è prevista per il 2017.
Integrità
fisica delle
infrastrutture
Proseguita la collaborazione ai progetti di ricerca dell'EPRG (european Pipeline Research Group, www.eprg.net),
associazione di ricerca su tematiche relative alle condotte cui aderiscono le principali società di trasporto gas e di
produzione di tubi in ambito europeo, che riguardano:
lo studio di un nuovo modello per la valutazione dell'integrità di condotte sottoposte a danneggiamento
·
meccanico;
la formulazione di criteri per la valutazione non conservativa di anomalie geometriche in corrispondenza di
·
saldature circonferenziali;
uno stato dell'arte delle proprietà degli acciai di condotte interrate da oltre 40 anni.
·
Inoltre, nel corso del 2016 sono stati ultimati alcuni progetti di particolare interesse: una valutazione sperimentale
della resistenza di curve realizzate in campo con processo di piegatura a freddo e uno studio dei test da laborato
rio per la simulazione della perdita di adesione dei rivestimenti esterni.
Sempre nel corso del 2016, è stato avviato un progetto riguardante gli aspetti di protezione dalla corrosione della
rete di trasporto. L'attività, svolta in collaborazione col Politecnico di Milano, è finalizzata ad individuare oppor
tunità di miglioramento e di adeguamento tecnologico del sistema di Protezione Elettrica attualmente esistente.
A conclusione di tale studio, nel corso del 2017 si darà avvio al progetto pilota, volto a sperimentare in campo
apparati e soluzioni operative.
Nell'ambito dello Stoccaggio, per quanto riguarda i nuovi progetti di esercizio dei giacimenti in condizioni di
sovrappressione e di potenziamento dei sistemi di monitoraggio, proseguono le attività per la realizzazione e
installazione dei prototipi di monitoraggio geochimico e microsismico.
In particolare, relativamente ai progetti di esercizio dei giacimenti in condizioni di sovrappressione sperimentati,
attualmente fino a un massimo del 110% della pressione iniziale di giacimento, proseguono le attività di instal
lazione delle attrezzature per il monitoraggio microsismico (reti di superfice e sensori di pozzo) e geochimico
(stazioni di superficie).
Nel corso del 2016 Stogit ha dedicato particolare importanza alle attività finalizzate al monitoraggio della mi
crosismicità, attraverso un potenziamento delle proprie reti e un loro adeguamento a standard di eccellenza
tecnologica. Fra le attività mirate a garantire prestazioni di elevata qualità si segnala in particolare lo sviluppo di
un nuovo sistema di gestione e di elaborazione automatica dei dati denominato AMPIS (Authomatic Microseismic
Processing and Interpretation System) che si prevede di rendere attivo dal 2017 e verrà esteso gradualmente a
tutte le concessioni.

Manutenzione e verifica delle reti

Avviata la fase realizzativa del "Sistema Manutenzione Asset Rete Trasporto Gas" che prevede, in particolare, la revisione complessiva dei processi di lavoro e delle normative relative alla rete di trasporto, alle centrali di compressione, di stoccaggio, agli impianti di misura e di telecontrollo. In particolare, nel corso dell'anno gli addetti e i tecnici che si occupano di attività manutentive e di misura sono stati dotati di "device" di nuova generazione, abilitati all'utilizzo di nuovi pannelli cartografici ed alla rappresentazione in tempo reale di informazioni aggiuntive legate all'ambiente circostante (es. impianto) attraverso tecnologie di "Realtà Aumentata". Nel corso del 2016 il progetto ha continuato il suo sviluppo con l'obiettivo di ultimare le attività a fine 2017. Nel 2016 è stata infine avviata la sperimentazione di un sistema volto ad individuare e localizzare le perdite di gas

lungo la rete di circa 33.000 Km di metanodotti dedicati al trasporto nazionale del gas. Il sistema si basa sull'analisi delle onde pressorie e dal rilevamento delle possibili perturbazioni e dal loro tempo di propagazione.

Efficienza degli impianti

Sulla base dello studio, con la collaborazione del Politecnico di Milano, per l'applicazione di sistemi di cogenerazione ad alto rendimento (CAR) nelle centrali di compressione, nel corso del 2016 è stata completata la progettazione per la realizzazione di due sistemi di trigenerazione presso le centrali di compressione di Gallese ed Istrana. Tali sistemi consentono l'autoproduzione di energia elettrica degli impianti con recupero di calore per il sostentamento di utenze termiche e di raffrescamento della centrale. I sistemi sono catalogati come impianti di cogenerazione ad alto rendimento con i benefici di ottenimento di certificati bianchi.

Mitigazione degli impatti ambientali, di salute e sicurezza (GRI: G4-EN31)

Prevenzione degli infortuni e tutela dell'ambiente sono ambiti della gestione in cui la creazione di valore è legata alla capacità di mitigare gli impatti più significativi generati dalle attività di business. La salvaguardia dell'integrità fisica delle persone e del capitale naturale sono una parte integrante nella definizione delle politiche aziendali e nelle decisioni di investimento di Snam.

Su questi temi, Snam adotta specifici sistemi di gestione certificati con l'obiettivo di presidiare i processi e le attività aziendali che generano gli impatti più significativi, legati alla lotta ai cambiamenti climatici al contenimento dei consumi energetici, e alla tutela della natura e della biodiversità.

Per la tutela dell'ambiente Snam ha effettuato spese per un valore di circa 139,8 milioni di euro (129,3 milioni di euro per investimenti e 10,5 milioni di euro per costi di gestione).

Per la salute e sicurezza dei lavoratori ha effettuato spese per un valore di circa 47,9 milioni di euro. Nel corso dell'anno Snam Rete Gas ha ottenuto la Certificazione qualità ISO 9001 per tutta la Società, concludendo il progetto avviato nel 2014.

Il nuovo Sistema di gestione ha incluso tutte le quattro precedenti certificazioni relative a processi specifici (Sistemi di processo gas, Unità Programmazione Infrastrutture, Unità Misura, Unità Dispacciamento).

Per mantenere le certificazioni in essere, le Società del Gruppo, hanno messo in atto tutte le attività necessarie, tra queste anche le attività di verifica, che vengono eseguite sia da personale interno che da personale esterno al Gruppo. In particolare, nel Gruppo Snam operano 28 auditor muniti di abilitazione, anche esterna.

Nel 2016, sono stati effettuati 212 audit (166 interni effettuati da personale specializzato e 46 svolti con team esterno). Per verificare l'efficacia dei sistemi di gestione adottati, sono stati inoltre effettuati presso gli appaltatori che lavorano nei cantieri 81 audit in materia di salute, sicurezza e ambiente.

Audit HSEQ totali eseguiti (N.)

2014 2015 2016
Audit 217 203 212

Sistemi di gestione

rado di copertura certificazione Tipo di certificazione e
accreditamento
Anno di prima
certificazione
ISO 14001 2015
BS OHSAS 18001 2012
Sistemi di processo gas ISO 22301 2015
Società ISO
9001
2016
Unità Dispacciamento ISO 22301 2015
Gestione della sicurezza delle informazioni per il
Dispacciamento e la misura del gas naturale
ISO 27001 2014
Società ISO 14001 2013
Società BS OHSAS 18001 2010
Laboratorio di prova (LAB 764 Flussi gassosi
convogliati)
ISO 17025 2007
Laboratorio di taratura (LAT 155 Miscele di gas
naturale)
ISO 17025 2002
BS OHSAS 18001 2012
ISO 14001 2000
Società BS OHSAS 18001 2012
Progettazione ed erogazione del servizio misura e
contabilizzazione del gas naturale
ISO 9001 2008
Società ISO 14001 2002
Società
Società

Prevenzione degli infortuni e tutela della salute

Il gruppo Snam è costantemente impegnato a sviluppare e promuovere la tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro aziendali, in un processo di miglioramento continuo delle proprie performance HSE in accordo alla Politica aziendale di Salute e Sicurezza, Ambiente e Qualità. Nella gestione delle tematiche di salute e sicurezza è fondamentale l'implementazione di omogenei sistemi di gestione sviluppati e mantenuti in conformità alla norma OHSAS 18001. In particolare, il Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza dei Lavoratori Snam si pone l'obiettivo di assicurare l'attività di indirizzo strategico, coordinamento e controllo sulle società operative del Gruppo. La prevenzione degli infortuni, in qualità di principale obiettivo di salute e sicurezza, è condotta attraverso l'adozione di mirate azioni volte ad eliminare o ridurre i fattori di rischio caratteristici delle attività lavorative. L'analisi approfondita delle cause di infortunio ha lo scopo di individuare gli eventuali interventi di eliminazione, mitigazione e correzione dei fattori di rischio, operando soluzioni organizzative tecniche e gestionali su apparecchiature, impianti, luoghi di lavoro, oltre a modalità operative e comportamentali verso le quali sono pesantemente coinvolti anche i fornitori.

Su questo tema insiste anche il Progetto Obiettivo Sicurezza, avviato nel 2010, che è un programma di attività mirate a far accrescere la cultura aziendale sulle tematiche di salute e sicurezza, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione delle persone, con lo scopo di ridurre ulteriormente incidenti e infortuni sul lavoro e di raggiungere l'obiettivo "zero infortuni".

Contestualmente, l'avvio di iniziative di coinvolgimento dei fornitori e la costante e progressiva sensibilizzazione degli stessi sulla necessità di adottare le migliori best practice di riferimento, ha permesso di ottenere miglioramenti nella corretta gestione delle tematiche della salute e della sicurezza nelle attività in appalto.

Un'attenta valutazione è rivolta alla qualifica dei fornitori e al successivo controllo e monitoraggio degli stessi, attraverso un modello di feedback, e dall'esecuzione di verifiche ispettive in fase di esecuzione dei lavori.

Periodicamente, nel corso dell'anno, vengono realizzati workshop con i fornitori incentrati sul tema della costruzione di un valore condiviso tra azienda e fornitori.

Formazione salute e sicurezza (n. ore) (GRI: G4-LA9)

2014 2015 2016
Ore erogate 20.064 24.305 19.288
Partecipazioni 3.184 4.117 3.484
Zero Infortuni ruppi Omogenei che nel corso del 2016 hanno realizzato 365 giorni senza infortuni
Snam, Gasrule Non in vigore
SRG Distretto Nord, Centrali, Operations (sede S. Donato), Distretto Sicilia, Distretto Centro
Occidentale. Distretto Centro Orientale, Distretto Sud Occidentale
GNL Italia Gruppo Turnisti
Stogit Polo Operativo Fiume Treste, Crema (sede), Polo Operativo Ripalta-Sergnano, Polo Operativo
Cortemaggiore-Bordolano, Polo Operativo Brugherio-Settala

La tutela della salute dei lavoratori si fonda sul continuo controllo degli elementi di rischio analizzati nei processi aziendali e dall'attuazione di adeguate misure di prevenzione e protezione. Periodicamente vengono eseguiti sopralluoghi negli ambienti di lavoro dal Medico Competente e dal Servizio di Prevenzione e Protezione, al fine di valutare adeguate e idonee condizioni lavorative ed ambientali e per individuare eventuali misure preventive o di miglioramento.

I lavoratori di Snam non sono sottoposti a un rischio elevato di contrarre malattie professionali (nessun caso segnalato negli ultimi tre anni). Per il personale che risulta esposto a specifici fattori di rischio è attuata la sorveglianza sanitaria periodica, a cura dei Medici Competenti, sulla base di specifici protocolli sanitari definiti in funzione del rischio, ai quali si aggiungono le eventuali visite specialistiche integrative. Al personale che, per esigenze di servizio, devono recarsi in paesi extraeuropei, viene attuata una specifica profilassi.

Nell'ambito della promozione della salute rivolta ai dipendenti, Snam attiva diverse iniziative: la campagna di vaccinazione antinfluenzale, il piano di diagnosi precoce per la prevenzione oncologica, le convenzioni con istituti specializzati, il divieto di fumo, esteso anche alle sigarette elettroniche, nei luoghi di lavoro aziendali e il divieto di somministrazione di bevande alcoliche nelle mense aziendali.

sorveglianza sanitaria (N. ore)

2014 2015 2016
Visite mediche 1.210 1.270 1.561
Visite mediche periodiche 1.061 991 1.337
Indagini ambientali 386 203 172

Efficienza energetica e cambiamento climatico

La razionalizzazione e il contenimento dei consumi energetici ha impatti positivi sul contenimento delle emissioni di gas ad effetto serra.

A tal proposito, sono proseguite le attività specifiche tra cui il miglioramento dell'efficienza energetica del parco turbine a gas, l'installazione e la connessione alle rete elettrica di impianti fotovoltaici, l'adozione di lampade a led per l'illuminazione degli impianti, l'installazione di generatori di calore più efficienti, l'installazione di equiripartitori della portata di gas nelle cabine di riduzione del gas, il miglioramento della classe energetica degli edifici.

Impianti a fonti rinnovabili (GRI: G4-EN6)

Tipologia 2014 2015 2016
(n.) Potenza
totale
(kW)
Energia
Prodotta
(kWh)
(n.) Potenza
totale
(kW)
Energia
Prodotta
(kWh)
(n.) Potenza
totale
(kW)
Energia
Prodotta
(kWh)
Generatori Eolici 1 1,7 477.213 1 1,7 711.678 1 1,7 844.608
Impianti Fotovoltaici 924 577,1 1.106 784 1.153 (*) 938,3
Totale 925 578,6 1.017 785,7 1.154 (*) 940

(*) Di cui 1117 impianti di back up

Inoltre, 4 impianti di compressione si approvvigionano di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili: Terranuova Bracciolini (Snam Rete Gas), l'impianto di compressione di Messina (Snam Rete Gas), l'impianto di compressione di Brugherio (Stogit) e l'impianto di rigassificazione di Panigaglia (GNL Italia).

Monitoraggi e ripristini ambientali nello sviluppo della rete dei gasdotti

Lo sviluppo della rete dei gasdotti è l'attività di business che genera i maggiori impatti sul territorio. La mitigazione degli impatti inizia già in fase di progettazione, dove il tracciato è scelto tra diverse alternative, cercando di evitare o di ridurre al minimo necessario il passaggio in aree di rilevante interesse naturale o culturale, aree archeologiche, aree geologicamente instabili e aree antropizzate o in cui è prevista la costruzione di nuovi insediamenti abitativi.

Nella fase di costruzione, in casi particolari, si utilizzano, compatibilmente con la fattibilità tecnica, procedure e tecnologie che riducono le interferenze con l'ambiente circostante, quali, la riduzione della larghezza della fascia di lavoro, la minimizzazione delle infrastrutture di cantiere provvisorie e le tecniche esecutive "trenchless" (tunnel e microtunnel) in alternativa agli scavi tradizionali. Terminata la posa, viene effettuata un'accurata operazione di ripristino ambientale in modo da riportare il terreno nelle condizioni originali.

Con i progetti di monitoraggio, che riguardano i tracciati dei metanodotti che interferiscono, anche solo marginalmente, con gli ambiti territoriali naturali di valore faunistico ed ecologico, si verifica l'efficacia del processo di rinaturalizzazione delle aree interessate dai lavori, sulla base del confronto tra le condizioni dopo i ripristini e le condizioni originarie.

Monitoraggi e ripristini ambientali (km di rete)

2014 2015 2016
Ripristini 78 240 227
Nuovi rimboschimenti (*) 16 11 3,7
Cure colturali 124 140 98
Monitoraggi ambientali 1.055 1.009 565

(*) Superficie nuovi rimboschimenti: 74.700 m2 .

Principali monitoraggi e ripristini ambientali eseguiti nell'anno

Ente di riferimento Denominazione Attività svolte
Regione
Lombardia
Regione Veneto
Metanodotto
"Zimella -
Cervignano"
Nel corso del 2016 sono stati completati i ripristini di linea lungo il metanodotto
Zimella - Cervignano, un'importante gasdotto di lunghezza pari a 172 km (tubazio
ne interrata di 1400 mm di diametro), che percorre le aree agricole di pianura tra
Veneto e Lombardia. Nello stesso territorio sono iniziati i lavori di rimozione di un
tratto della condotta in dismissione Tarvisio - Sergnano per una lunghezza di circa
128 km, dopo la messa in esercizio del metanodotto Zimella - Cervignano, opera
che sostituisce l'esistente condotta. In questo caso i ripristini ambientali hanno ri
guardato principalmente la restituzione delle porzioni di terreni al loro uso agricolo
originario, ripristinandone la morfologia e la fertilità.

Fattori di incertezza e gestione dei rischi

Premessa

In questo capitolo vengono illustrati i principali fattori di incertezza che caratterizzano l'ordinaria gestione delle attività di Snam, nonostante la gran parte di queste sia regolata e quindi esposta a rischio regolatorio e normativo, tutte le tipologie di rischio afferenti l'attività di business sono oggetto di un'attenta analisi. Inoltre in un contesto in continua evoluzione, una breve sezione è riservata alla trattazione dei rischi emergenti.

I rischi di natura finanziaria sono descritti all'interno alla nota n. 23 "Garanzie, impegni e rischi - Gestione dei rischi finanziari" delle Note al bilancio consolidato.

Il rischio regolatorio per Snam è strettamente connesso alla regolamentazione delle attività nel settore del gas. Le direttive e i provvedimenti normativi emanati in materia dall'Unione europea e dal Governo italiano e le decisioni dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) e, più in generale, la modifica del contesto normativo di riferimento possono avere un impatto significativo sull'operatività, i risultati economici e l'equilibrio finanziario della Società. Considerando la specificità del business e il contesto in cui Snam opera, particolare rilievo assume l'evoluzione del contesto regolatorio in materia di criteri per la determinazione delle tariffe di riferimento.

Il rischio legale e di non conformità riguarda il mancato rispetto, in tutto o in parte, delle norme e dei regolamenti a livello europeo, nazionale, regionale e locale cui Snam deve attenersi in relazione alle attività che svolge. La violazione delle norme e dei regolamenti può comportare sanzioni penali, civili e/o amministrative nonché danni patrimoniali, economici e/o reputazionali. Con riferimento a specifiche fattispecie, tra l'altro, la violazione della normativa a protezione della salute e sicurezza dei lavoratori e dell'ambiente e la violazione delle norme per la lotta alla corruzione, può inoltre comportare sanzioni, anche rilevanti, a carico dell'azienda in base alla responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231). Con riferimento al Rischio Frode e Corruzione Snam attribuisce un valore imprescindibile all'assicurare condizioni di correttezza e trasparenza nella conduzione delle attività aziendali e ripudia la corruzione in ogni sua forma nel contesto più ampio del proprio impegno per il rispetto dei principi etici. I vertici Snam sono fortemente impegnati nel perseguire una politica di anticorruption, cercando di individuare potenziali vulnerabilità e provvedere alla loro rimozione, rafforzando i propri controlli e lavorando costantemente per aumentare la consapevolezza dei dipendenti su come identificare e prevenire la corruzione nei vari contesti di business. Snam dal 2014 collabora con Transparency International Italia e ha aderito al Business Integrity Forum (BIF) e, nel corso del 2016 è entrata a far parte - come prima azienda italiana - del "Global Corporate Supporter Partnership".

Verifica Reputazionale e accettazione e firma del Patto Etico d'Integrità sono i pilastri del sistema di controlli atti a prevenire i rischi connessi a comportamenti illegali e infiltrazioni criminali riguardanti i nostri fornitori e subappaltatori, con l'obiettivo di garantire rapporti trasparenti e requisiti di moralità professionale in tutta la filiera di imprese e per tutta la durata del rapporto; in tale ambito anche nel 2016 Snam ha confermato il suo Workshop Fornitori dedicando un apposito spazio al tema dell'etica e trasparenza come eccellenza e innovazione nell'attività d'impresa.

Il rischio congiunturale per Snam è strettamente connesso agli impatti che i mutamenti nel contesto macroeconomico possono aver sulla capacità del Gruppo di accedere al mercato dei capitali e del debito, ovvero di rifinanziare il debito esistente per soddisfare il proprio fabbisogno di liquidità, causando un aumento del costo dell'indebitamento del Gruppo Snam con conseguenti effetti negativi sulla sua attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria.

Per la specificità del business in cui Snam opera, rilevano anche i rischi connessi all'instabilità politica, sociale ed economica nei paesi di approvvigionamento del gas naturale, riconducibili principalmente al settore del trasporto del gas. Gran parte del gas naturale trasportato nella rete nazionale italiana di trasporto viene importato da ovvero transita attraverso Paesi attualmente instabili dal punto di vista politico, sociale ed economico, e/o che potrebbero trovarsi in condizione di instabilità anche in futuro. L'importazione di gas naturale da questi Paesi, ovvero il transito dello stesso, sono soggetti a rischi inerenti a tali Paesi, tra i quali: alta inflazione; tassi di cambio volatili; legislazione carente in materia di insolvenza e protezione dei creditori; tensioni sociali; limiti agli investimenti e all'importazione ed esportazione di beni; aumenti di imposte e accise; imposizione forzata di rinegoziazioni dei contratti; nazionalizzazione o rinazionalizzazione dei beni; sconvolgimenti politici; cambiamenti nelle politiche commerciali; restrizioni monetarie e perdite o danni cagionati da disordini e agitazioni. Qualora uno Shipper che si avvale del servizio di trasporto attraverso le reti di Snam non possa effettuare l'approvvigionamento di gas naturale dai suddetti Paesi a causa di tali condizioni avverse, o subisca comunque l'influsso di tali condizioni avverse, ovvero la conseguente incapacità di adempiere alle proprie obbligazioni contrattuali vis - à - vis Snam, potrebbero avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam.

I rischi operativi consistono principalmente nel malfunzionamento e imprevista interruzione del servizio determinati da eventi accidentali tra cui incidenti, guasti o malfunzionamenti di apparecchiature o sistemi di controllo, minor resa di impianti ed eventi straordinari quali esplosioni, incendi, terremoti, frane o altri eventi simili che sfuggono al controllo di Snam. Tali eventi potrebbero causare la riduzione dei ricavi e inoltre arrecare danni rilevanti a persone, con eventuali obblighi di risarcimento. Benché Snam abbia stipulato specifici contratti di assicurazione a copertura di alcuni tra tali rischi, le relative coperture assicurative potrebbero risultare insufficienti per far fronte a tutte le perdite subite, agli obblighi di risarcimento o agli incrementi di spesa.

Esiste, inoltre, la concreta possibilità per Snam di incorrere in ritardi nell'avanzamento dei programmi di realizzazione delle infrastrutture a seguito delle numerose incognite legate a fattori operativi, economici, normativi, autorizzativi e competitivi, indipendenti dalla sua volontà. Snam non è, quindi, in grado di garantire che i progetti di estensione e potenziamento previsti siano concretamente intrapresi né che, se intrapresi, abbiano buon fine o permettano il conseguimento dei benefici previsti dal sistema tariffario. Inoltre, i progetti di sviluppo potrebbero richiedere investimenti più elevati o tempi più lunghi rispetto a quelli inizialmente stimati, influenzando l'equilibrio finanziario e i risultati economici di Snam.

I progetti d'investimento possono essere arrestati o ritardati a causa delle difficoltà nell'ottenere le autorizzazioni ambientali e/o amministrative, dall'opposizione proveniente da forze politiche o altre organizzazioni, o possono essere influenzate da variazioni nel prezzo di equipaggiamenti, materiali e forza lavoro, o da cambiamenti nel quadro politico o regolamentare nel corso della costruzione, o ancora dall'incapacità di ottenere finanziamenti a un tasso d'interesse accettabile. Tali ritardi potrebbero avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam. In aggiunta, le variazioni nel prezzo di beni, equipaggiamenti, materiali e forza lavoro potrebbero avere un impatto sui risultati finanziari di Snam.

Tra i rischi operativi rilevano, infine, i rischi connessi al mercato delle emissioni che rientrano nel campo di applicazione delle direttive dell'Unione Europea in materia di commercializzazione dei permessi relativi all'emissione di biossido di carbonio e delle regole per il controllo delle emissioni di taluni inquinanti atmosferici. Con l'avvio del terzo periodo di regolazione (2013 - 2020), il sistema di autorizzazione all'emissione di gas ad effetto serra, regolamentato in passato dal D.Lgs. n. 216/2006, è stato aggiornato e modificato dal decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, in vigore dal 5 aprile 2013. Il decreto, secondo le nuove disposizioni, ha avuto come obiettivo principale l'aggiornamento della normativa riguardante le autorizzazioni ad emettere gas ad effetto serra nonché una costante riduzione delle quote di emissioni rilasciate a titolo gratuito. Le quote assegnate a ciascun impianto avverrà con assegnazioni progressivamente decrescenti e non più costanti (come nel secondo periodo di regolazione) ed inoltre dipenderanno anche dall'effettiva funzionalità degli impianti. Il rispetto delle regolazioni in materia di gas serra potrebbe richiedere, in futuro, che Snam adegui i propri impianti, e che controlli o limiti le proprie emissioni o intraprenda altre azioni che potrebbero incrementare i costi di adeguamento alle normative vigenti, e quindi avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam.

Con riferimento ai rischi di mercato e competizione si rileva il rischio legato al mantenimento della titolarità delle concessioni di stoccaggio, riconducibile al business dello stoccaggio del gas, in cui opera la società controllata Stogit sulla base di concessioni rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico. Otto delle dieci concessioni (Alfonsine, Brugherio, Cortemaggiore, Minerbio, Ripalta, Sabbioncello, Sergnano e Settala) sono scadute il 31 dicembre 2016 e saranno prorogabili per non più di due volte per una durata di dieci anni ciascuna. Con riferimento a tali concessioni Stogit presentato, mei termini di legge, istanza di proroga presso il Ministero dello Sviluppo Economico e il relativo procedimento è attualmente pendente presso il suddetto Ministero. In pendenza di tale procedimento le attività della Società, come previsto dalle norme di riferimento, continueranno a essere esercitate fino al completamento delle procedure autorizzative in corso, previste dall'originario titolo abilitativo, la cui scadenza deve intendersi a tal fine automaticamente prorogata fino all'anzidetto completamento. Una concessione (Fiume Treste) scadrà nel giugno 2022 ed è già stata oggetto della prima proroga decennale nel corso del 2011 e infine una concessione (Bordolano) scadrà nel novembre 2031 e potrà essere prorogata per altri dieci anni47. Ove Snam non sia in grado di conservare la titolarità di una o più delle proprie concessioni ovvero, al momento del rinnovo, le condizioni delle concessioni risultino meno favorevoli di quelle attuali, potrebbero determinarsi effetti negativi sull'attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

Con riferimento al rischio connesso alle variazioni di prezzo del gas naturale, in virtù del quadro regolatorio vigente, la variazione del prezzo del gas naturale a copertura del Fuel Gas e delle perdite di rete non rappresenta un fattore di rischio rilevante per Snam, poiché tutto il gas per attività strumentali è fornito dagli Shipper in natura. Tuttavia, relativamente all'attività di trasporto, l'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico ha definito, a partire dal terzo periodo di regolazione 2010 - 2013, le modalità di corresponsione in natura, da parte degli utenti del servizio all'impresa maggiore di trasporto, dei quantitativi di gas a copertura del Gas Non Contabilizzato (GNC), dovuti in quota percentuale dei quantitativi rispettivamente immessi e prelevati dalla rete di trasporto. In particolare, l'AEEGSI con la medesima delibera (514/2013/R/gas) ha definito il livello ammesso del GNC tenuto conto del valore medio registrato negli ultimi due anni e ha deciso di mantenere fisso detto valore per l'intero periodo di regolazione al fine di incentivare l'impresa maggiore di trasporto a raggiungere ulteriori incrementi di efficienza. Infatti, non verrebbero riconosciuti a livello tariffario quantitativi di GNC maggiori rispetto al livello ammesso per il periodo di regolazione di riferimento. In considerazione del predetto meccanismo di riconoscimento in natura del gas non contabilizzato, permane l'incertezza con riferimento alle eventuali quantità di GNC rilevate in eccesso rispetto alle quantità corrisposte

47 Le concessioni di Stogit rilasciate prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. 164/2000 sono prorogabili dal Ministero dello Sviluppo Economico per non più di due volte per una durata di dieci anni ciascuna, ai sensi dell'art. 1, comma 61 della Legge n. 239/2004. Ai sensi dell'art. 34, comma 18, del decreto legge n. 179/2012, convertito dalla legge 221/2012, la durata dell'unica concessione Stogit rilasciata dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 164/2000 (Bordolano) è trentennale con possibilità di proroga per ulteriori dieci anni.

in natura da parte degli utenti del servizio. La variazione del quadro regolatorio vigente in materia di corresponsione in natura del gas naturale potrebbe avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam.

Con riferimento al rischio connesso alla domanda di gas si evidenzia, infine, che in base al sistema tariffario attualmente applicato dall'AEEGSI all'attività di trasporto del gas naturale, i ricavi di Snam, attraverso Snam Rete Gas, sono in parte correlati ai volumi trasportati. L'AEEGSI, tuttavia, ha introdotto un meccanismo di garanzia rispetto alla quota di ricavi correlata ai volumi trasportati. Questo meccanismo prevede la riconciliazione dei maggiori o minori ricavi eccendenti il ± 4% dei ricavi di riferimento correlati ai volumi trasportati. In forza di tale meccanismo, circa il 99,5% dei ricavi complessivi dell'attività di trasporto consentiti risulta garantito. In base al sistema tariffario attualmente applicato dall'AEEGSI all'attività di stoccaggio del gas naturale, i ricavi di Snam, attraverso Stogit, sono correlati all'utilizzo delle infrastrutture. L'AEEGSI, tuttavia, ha introdotto un meccanismo di garanzia rispetto ai ricavi di riferimento che consente alle imprese di coprire una quota prevalente dei ricavi riconosciuti. Per gli anni 2015 e 2016, il livello minimo garantito dei ricavi riconosciuti è pari a circa il 97%. È in fase di studio da parte di AEEGSI un'integrazione di tale meccanismo che, per gli anni successivi, potrà far dipendere il livello minimo garantito dei ricavi anche dall'efficienza dell'impresa di stoccaggio nella gestione delle procedure di allocazione delle capacità e nelle modalità di erogazione del servizio. La variazione del quadro regolatorio vigente potrebbe avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam.

Rischi Emergenti

Lo scopo del processo di identificazione di rischi emergenti è quello di riuscire ad indagare gli impatti e mettere in campo le necessarie strategie e relative azioni di mitigazione sia in ottica preventiva che di controllo degli stessi. In quest'ambito, alcuni dei rischi emergenti identificati da Snam sono la Cybersecurity e quei rischi relativi a tematiche di Cambiamento Climatico in particolar modo in relazione al mercato delle emissioni.

Cybersecurity

Snam svolge la propria attività attraverso una complessa architettura tecnologica facendo affidamento ad un modello integrato di processi e soluzioni in grado di favorire la gestione efficiente del sistema gas per l'intero Paese. L'evoluzione del business ed il ricorso a soluzioni innovative idonee a migliorarlo continuamente , impone tuttavia un'attenzione crescente agli aspetti di cyber security. Per questo motivo Snam ha sviluppato una propria strategia di cyber sicurezza basata su un framework definito in accordo con i principali standard in materia e con un'attenzione costante all'evoluzione normativa, italiana ed europea, specie per ciò che attiene in mondo delle infrastrutture critiche e dei servizi essenziali. Rientra in primo luogo nell'ambito di tale strategia l'adeguamento dei propri processi alle previsioni degli standard ISO/IEC 27001 (Information Security Management Systems) e ISO22301 (Business Continuity Management Systems) e la formale certificazione della conformità di parte di essi agli standard elencati.

Parallelamente ed in funzione dell'evoluzione tecnologica sono valutate e ove opportuno implementate soluzioni preventive e reattive volte a tutelare l'azienda dalle più diffuse minacce informatiche e dai moderni agenti di minaccia. In tale ambito, viene anche fatto ricorso a logiche di info sharing con istituzioni e peers nazionali ed europei al fine di migliorare la capacità e rapidità di risposta a fronte di diversi possibili eventi negativi.

Grande attenzione viene inoltre posta alla sensibilizzazione e alla formazione specialistica del personale, in modo da rendere più agevole l'identificazione dei segnali deboli e tutti quanto più consapevoli dei rischi di natura cyber che possono manifestarsi nel corso della normale attività lavorativa.

Cambiamenti climatici e Emission Trading

I rischi connessi al mercato delle emissioni che rientrano nel campo di applicazione delle direttive dell'Unione Europea in materia di commercializzazione dei permessi relativi all'emissione di biossido di carbonio e delle regole per il controllo delle emissioni di taluni inquinanti atmosferici. Con l'avvio del terzo periodo di regolazione (2013 - 2020), il sistema di autorizzazione all'emissione di gas ad effetto serra, regolamentato in passato dal D.Lgs. n. 216/2006, è stato aggiornato e modificato dal decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, in vigore dal 5 aprile 2013. Il decreto, secondo le nuove disposizioni, ha avuto come obiettivo principale l'aggiornamento della normativa riguardante le autorizzazioni ad emettere gas ad effetto serra nonché una costante riduzione delle quote di emissioni rilasciate a titolo gratuito. Le quote assegnate a ciascun impianto avverrà con assegnazioni progressivamente decrescenti e non più costanti (come nel secondo periodo di regolazione) ed inoltre dipenderanno anche dall'effettiva funzionalità degli impianti.

Il rispetto delle regolazioni in materia di gas serra potrebbe richiedere, in futuro, che Snam adegui i propri impianti, e che controlli o limiti le proprie emissioni o intraprenda altre azioni che potrebbero incrementare i costi di adeguamento alle normative vigenti, e quindi avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam.

Nella tabella di seguito sono riportate le azioni di mitigazione e controllo attuata per ciascuna tipologia di rischio.

Tipologia Descrizione Azioni di mitigazione
e controllo attuati
Riferimento nella relazione
di gestione o altri documenti
societari
Rischio
regolatorio
Definizione ed aggiornamento di
un quadro regolatorio in Italia e
nei paesi di interesse che presenta
parametri penalizzanti
- Mantenimento di un dialogo
continuo e costruttivo con il
regolatore che contribuisca
alla definizione di un quadro
chiaro, trasparente e stabile
per incentivare lo sviluppo
sostenibile del sistema gas
- Dati e informazioni di sintesi
- Andamento della gestione nei
settori di attività
Rischio
legale e
di non
conformità
Variazione rilevante della
normativa e/o giurisprudenza
- Presidio normativo continuativo
con monitoraggio della
evoluzione di leggi e sentenze,
analisi novità e diffusione di
informative ed approfondimenti
alle funzioni di business e
commerciali
Mancato allineamento della
Corporate Governance e/o del
sistema di controllo interno e dei
rischi alle normative e/o alle best
practice
- Revisione periodica modello
datoriale
- Aggiornamento Modello 231 e
Codice Etico
- Analisi adeguamento all'ultima
versione (Luglio 2015) del
- Relazione sul governo societario
e gli assetti proprietari
- Altri risultati e informazioni sulla
Responsabilità della azienda per
illeciti commessi dal management
o da terzi
Codice di Autodisciplina di Borsa
Italiana e alle best practice di
Corporate Governance
- Monitoring anticorruzione
- Monitoraggio aggiornamento
policy aziendali antitrust e
anticorruzione
gestione
- Il gas naturale per la
decarbonizzazione - Report di
sostenibilità 2016
Tipologia Descrizione Azioni di mitigazione e controllo
attuati
Riferimento nella relazione
di gestione o altri documenti
societari
Rischi operativi Ritardo nell'avanzamento dei
programmi di realizzazione delle
grandi infrastrutture di trasporto
e stoccaggio
- Applicazione dei più rigorosi
standard ambientali e
di sicurezza nazionali ed
internazionali durante la
progettazione con particolare
attenzione alla salvaguardia del
valore naturale dei territori e
alla biodiversità
- Politica di comunicazione
circa l›opera che si intende
realizzare al fine di condividere
i progetti sin dall'inizio con il
territorio e gli stakeholder
- Utilizzo di tecnologie
costruttive innovative e con
i minori impatti sull'ambiente
(es. tecnologie trenchless,
utilizzo turbo gas con basse
emissioni in atmosfera)
- Sistema strutturato e rigoroso
di qualifica e monitoraggio
delle performance degli
appaltatori
- Dati e informazioni di sintesi
- Altri risultati e informazioni
sulla gestione
- Il gas naturale per la
decarbonizzazione - Report di
sostenibilità 2016
Rotture o lesioni alle condotte/
agli impianti anche a seguito
di eventi esogeni. Interruzione
del servizio a seguito di
malfunzionamento degli impianti
o dei sistemi operativi
- Applicazione di Sistemi di
gestione e procedure che
tengono conto delle specificità
delle attività di Snam
- Sistema di recovery plan
e business continuity
management secondo le best
practice internazionali
- Iniziative di comunicazione
finalizzate alla informazione
sulla presenza delle
infrastrutture e sui
comportamenti da evitare /da
metter in atto da parte di terzi
per non danneggiarle
- Strumenti tecnologicamente
avanzati per il monitoraggio/
il controllo dello stato delle
infrastrutture/degli impianti e
dei territori interessati
- Azioni sistematiche e continue
di manutenzione e controllo
- Dati e informazioni di sintesi
- Altri risultati e informazioni
sulla gestione
Tipologia Descrizione Azioni di mitigazione
e controllo attuati
Riferimento nella relazione
di gestione o altri documenti
societari
Rischi operativi
(supply chain)
Mantenimento di un adeguato
profilo reputazionale per
fornitori e subappaltatori
- Introduzione di ulteriori
misure di prevenzione della
corruzione e delle infiltrazioni
criminali
- Patto Etico e di Integrità
sottoscritto dai fornitori/
appaltatori
- Verifiche Reputazionali di
fornitori e subappaltatori
- Altri risultati e informazioni
sulla gestione
- Il gas naturale per la
decarbonizzazione - Report di
sostenibilità 2016
Rischi di mercato
e competizione
Mantenimento della titolarità
delle concessioni di stoccaggio
di gas
- Sviluppo dello stoccaggio
condotto secondo i criteri
tecnico - economici più
aggiornati e le buone regole
della scienza e della tecnica
al fine di non danneggiare
il giacimento, di non
arrecare pregiudizio a terzi
o all'ambiente e di garantire
l'ottimizzazione delle capacità
nel rispetto della sicurezza del
sistema nazionale del gas
Variazione del prezzo del
gas naturale connessa alla
corresponsione in natura del gas
naturale
- Monitoraggio del quadro
regolativo vigente e successive
variazioni
Andamento della gestione nei
settori di attività - Trasporto di
gas naturale
Variazione della domanda di gas
con effetti negativi sull'attività
e sulla situazione patrimoniale,
economica e finanziaria
- Monitoraggio del sistema
tariffario definito da AEEGSI
Andamento della gestione nei
settori di attività
Rischi connessi
ai cambiamenti
climatici
Emission trading - Presidio normativo
continuativo con
monitoraggio della evoluzione
del sistema di autorizzazione
all'emissione di gas a effetto
serra
Tipologia Descrizione Azioni di mitigazione e
controllo attuati
Riferimento nella
relazione di gestione o
altri documenti societari
Declassamento del rating sul
debito a m/l termine
- Monitoraggio costante
indicatori del rating e
disponibilità di linee di
credito a lungo termine
- Snam e i mercati
finanziari
Variazioni del tasso
d'interesse
- Monitoraggio Cash Flow
at Risk attraverso un
modello di Asset & Liability
Management (ALM)
- Snam nel 2016 -
Principali eventi
- Snam e i mercati
finanziari
Variazioni del tasso di cambio - Minimizzazione del rischio
di cambio transattivo,
anche attraverso l'utilizzo di
strumenti finanziari derivati
Incapacità di reperire nuovi
fondi (funding liquidity risk)
o di liquidare attività sul
mercato
- Minimizzazione del costo
opportunità e mantenimento
un equilibrio in termini di
durata e di composizione del
debito
Rischi finanziari /liquidità Default - Monitoraggio delle clausole
di protezioni contrattuali
presenti nei contratti di
finanziamento
- Nota n.15 "Passività
finanziarie a breve
termine, passività
finanziarie a lungo
termine e quote a
breve di passività
finanziarie a lungo
termine"
- Sistema di scoring
per la valutazione e la
segmentazione della
clientela (merito di credito)
e gestione sistematica a
determinate scadenze dei
solleciti
Crediti inesigibili - Valutazione della autenticità
e validità delle garanzie
- Segnalazione delle eventuali
criticità nel sistema
regolatorio che possano
indurre comportamenti
opportunistici/fraudolenti da
parte degli operatori

ATTIVITà DI CONTROLLO

I risultati delle attività di risk assessment e di monitoraggio dei rischi e dei relativi interventi di mitigazione sono periodicamente presentati al Comitato Controllo e Rischi, al Collegio Sindacale e agli Organismi di Vigilanza di Snam e delle società controllate. I risultati vengono inoltre utilizzati dalla funzione Internal Audit per la predisposizione dei piani di audit. Nel 2016 le attività di audit sono state effettuate con un team dedicato di 16 auditor.

Attività svolte dall'Internal Audit

2014 2015 2016
Numero Audit totali effettuati 93 64 42
Segnalazioni ricevute 20 17 5
- di cui inerenti il Sistema di Controllo Interno 2 1
- di cui inerenti contabilità, revisione contabile, frodi, ecc. - - -
- di cui inerenti la responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/2001 - - 1
- di cui inerenti violazioni alla legge anti corruzione - - 3
- di cui inerenti altre materie (Codice Etico, mobbing, furti, security, ecc.) 18 15 -
Segnalazioni archiviate per assenza di elementi o non veritiere (n.) 13 8 2
Segnalazioni concluse con interventi disciplinari, gestionali e/o sottoposte all'Autorità
Giudiziaria
1 3 -
Segnalazioni in corso di esame (n.) 6 6 3

Tutte le attività di internal audit sono svolte sulla base degli standard internazionali emanati dall'Institute of Internal Auditor (IIA). In conformità a quanto previsto dagli standard, nel corso del 2016, a seguito dello specifico incarico conferito da Snam su impulso degli organi di controllo, è stata svolta la Quality Assurance Review (QAR) della funzione Internal Audit da parte di una società specializzata indipendente, che ha incluso un'analisi di benchmark rispetto a realtà analoghe a Snam per tipologia di business e dimensioni; l'analisi ha rilevato la piena conformità delle pratiche adottate dalla funzione Internal Audit di Snam agli standard internazionali di audit indicando, anche in relazione al benchmark svolto, gli elementi qualificanti e alcune aree di miglioramento, a fronte delle quali l'Internal Audit ha predisposto un programma di azioni che saranno poste in essere nel corso del 2017.

Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria

Il sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria del Gruppo Snam sono elementi del medesimo "Sistema" (Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria), finalizzato a garantire l'attendibilità48, l'accuratezza49, l'affidabilità50 e la tempestività dell'informativa societaria in tema di financial reporting e la capacità dei processi aziendali al riguardo rilevanti di produrre tale informativa in accordo con i principi contabili.

L'informativa in oggetto è costituita dall'insieme dei dati e delle informazioni contenute nei documenti contabili periodici previsti dalla Legge - Relazione finanziaria annuale, Relazione finanziaria semestrale, Resoconto intermedio di gestione, anche consolidati - nonché in ogni altro atto o comunicazione verso l'esterno avente contenuto contabile - quali i Comunicati stampa ed i Prospetti informativi redatti per

48 Attendibilità dell'informativa: informativa che ha le caratteristiche di correttezza e conformità ai principi contabili generalmente accettati e possiede i requisiti richiesti dalle leggi e dai regolamenti applicabili.

49 Accuratezza dell'informativa: informativa priva di errori.

50 Affidabilità dell'informativa: informativa che ha le caratteristiche di chiarezza e completezza tali da indurre decisioni di investimento consapevoli da parte degli investitori.

specifiche transazioni - che costituiscono oggetto delle attestazioni previste dall'articolo 154-bis del TUF Tale informativa include sia dati ed informazioni di carattere finanziario che non finanziario, questi ultimi aventi l'obiettivo di descrivere gli aspetti rilevanti del business, commentare i risultati economico - finanziari dell'esercizio e/o descrivere le prospettive future.

Snam si è dotata di un corpo normativo che definisce le norme, le metodologie, i ruoli e le responsabilità per la progettazione, l'istituzione, il mantenimento nel tempo e la valutazione dell'efficacia del Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria del Gruppo, che è applicato a Snam e alle società da essa controllate, tenendo conto della loro significatività in termini di contribuzione delle stesse ai valori di bilancio consolidato del gruppo Snam e di rischiosità delle attività svolte.

Il modello di gestione dei rischi e di controllo interno sull'informativa societaria adottato da Snam e dalle Società controllate, è stato definito coerentemente con le previsioni del menzionato articolo 154 bis del TUF a cui Snam è tenuta a garantire l'osservanza ed è basato, sotto il profilo metodologico, sul "COSO Framework" ("Internal Control - Integrated Framework", emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission), modello di riferimento a livello internazionale per l'istituzione, l'aggiornamento, l'analisi e la valutazione del sistema di controllo interno, del quale è stato pubblicato l'aggiornamento nel maggio 2013.

La progettazione, l'istituzione e il mantenimento del Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria sono garantiti mediante le attività di scoping, l'individuazione e la valutazione dei rischi e dei controlli (a livello aziendale e di processo, attraverso le attività di risk assessment e di monitoraggio) e i relativi flussi informativi (reporting).

La struttura del sistema di controllo prevede controlli a livello di entità (Company Entity Level Controls) che operano in maniera trasversale rispetto all'entità di riferimento (gruppo/singola società) e controlli a livello di processo. Questi ultimi si suddividono in:

  • controlli specifici, volti a prevenire, individuare e correggere errori o irregolarità che si verificano nel corso dello svolgimento delle attività operative (Process Level Controls);
  • controlli pervasivi, volti a definire un contesto generale che promuova la corretta esecuzione e controllo delle attività operative. Rientrano tra i controlli pervasivi quelli afferenti la segregazione dei compiti incompatibili (Segregation of Duties) e i controlli generali sui sistemi informatici (IT General Controls).

I controlli, sia a livello di entità, che di processo, sono oggetto di regolare valutazione (monitoraggio), per verificarne nel tempo l'adeguatezza del disegno e l'effettiva operatività. A tal fine, sono previste attività di monitoraggio di linea (ongoing monitoring activities), affidate al management responsabile dei processi/attività rilevanti, e attività di monitoraggio indipendente (separate evaluations), affidate all'Internal Audit, che opera secondo un piano concordato con il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari (DP), volto a definire l'ambito e gli obiettivi del proprio intervento attraverso procedure di audit concordate.

Inoltre il Consiglio di Amministrazione di Snam ha conferito un incarico alla Società di revisione EY S.p.A. avente ad oggetto l'esame dell'adeguatezza del sistema di controllo interno connesso alla predisposizione dell'informativa finanziaria per la formazione del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato di Snam, tramite lo svolgimento di autonome verifiche indipendenti dell'efficacia del disegno e dell'operatività del sistema di controllo stesso.

Gli esiti del monitoraggio, delle verifiche svolte sui controlli e le altre eventuali informazioni o situazioni rilevanti per il Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria sono oggetto di un flusso informativo periodico (reporting) sullo stato del sistema di controllo, che coinvolge tutti i livelli della struttura organizzativa di Snam e delle società controllate rilevanti, quali i responsabili operativi di business e i responsabili di funzione, fino ai responsabili amministrativi e agli Amministratori Delegati.

Le valutazioni di tutti i controlli istituiti in Snam e nelle società controllate sono portate a conoscenza del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari che, sulla base di tali informazioni, redige un rapporto semestrale ed annuale sull'adeguatezza e l'effettiva applicazione del Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria che, condiviso con l'Amministratore Delegato, è comunicato al Consiglio di Amministrazione, previa informativa al Comitato Controllo e Rischi e al Collegio Sindacale, in occasione dell'approvazione del progetto di bilancio di esercizio e del bilancio consolidato, nonché della relazione finanziaria semestrale consolidata, al fine di consentire al Consiglio di Amministrazione stesso lo svolgimento delle funzioni di vigilanza, nonché le valutazioni di sua competenza sul Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria.

Evoluzione prevedibile della gestione

Le principali linee guida del management prevedono la crescita organica in Italia e il consolidamento della presenza in Europa al fine di perseguire il rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti, della flessibilità e qualità del servizio dell'intero sistema gas.

DOMANDA GAS

Le stime più recenti sull'evoluzione della domanda di gas naturale sul mercato italiano prevedono una situazione di sostanziale stabilità rispetto ai livelli del 2016 nel quinquennio 2017 - 2021.

INVESTIMENTI

Snam conferma un rilevante piano di investimenti di circa 5 miliardi di euro nel quinquennio 2017 - 2021, di cui 4,7 miliardi di euro per progetti in Italia. Le principali linee guida del piano investimenti per le aree di business sono le seguenti:

TRASPORTO

Gli investimenti previsti sono finalizzati a:

  • aumento della flessibilità e sicurezza del sistema di trasporto in Italia;
  • continuo miglioramento della qualità del servizio di trasporto;
  • aumento del livello di interconnessione delle infrastrutture e della flessibilità dei flussi gas in Europa.

È previsto che gli interventi pianificati consentano alla Società di incrementare, nel periodo considerato, di circa l'1% la lunghezza della rete di trasporto (32.508 chilometri nel 2016) e di aumentare la potenza installata nelle centrali di compressione di circa il 5% (circa 922 MW nel 2016).

STOCCAGGIO

I progetti previsti nel piano, finalizzati a migliorare la sicurezza e la flessibilità complessiva del sistema, porteranno a un incremento nel periodo considerato di circa il 7% della capacità disponibile di stoccaggio (12,0 miliardi di standard metri cubi nel 2016) e di circa l'8% della capacità di punta (238 milioni di standard metri cubi/giorno nel 2016).

EFFICIENZA OPERATIVA

Snam conferma anche per il 2017 la propria attenzione all'efficienza operativa, attraverso iniziative che consentano il mantenimento di un livello di costi sostanzialmente costante in termini reali a parità di perimetro.

NUOVI BUSINESS

Sono in fase di studio iniziative volte allo sviluppo di nuovi servizi innovativi in ambito CNG e "Small Scale LNG", a supporto, in particolare, dell'utilizzo del gas in ambito trasporti.

Inoltre, Snam assicurerà tutte le azioni utili a valorizzare l'impiego del proprio know how nell'ambito infrastrutture gas a servizio di partecipate e terzi.

Glossario

Il glossario dei termini finanziari, commerciali, tecnici e delle unità di misura è consultabile sul sito internet www.snam.it. Di seguito sono indicati quelli di uso più ricorrente.

TERMINI ECONOMICO - FINANZIARI

Accisa

Imposta indiretta, a riscossione immediata, applicata alla produzione od al consumo di determinati beni industriali (tra i quali i prodotti petroliferi e il gas naturale).

Ammortamento

L'ammortamento è il processo mediante il quale il costo delle immobilizzazioni viene ripartito in funzione del periodo in cui l'impresa ne trae beneficio, che normalmente corrisponde con l'intera durata di utilizzazione.

Attività non correnti

Voce dell'attivo della situazione Patrimoniale - finanziaria, che accoglie, al netto dei relativi ammortamenti e svalutazioni, gli elementi destinati a perdurare nel tempo. Sono suddivise nelle seguenti categorie: "Immobili, impianti e macchinari", "Scorte d'obbligo", "Attività immateriali", "Partecipazioni", "Attività finanziarie" e "Altre attività non correnti".

Capitale di esercizio netto

Rappresenta il capitale che resta impiegato in attività a breve ed è un indicatore utilizzato allo scopo di verificare l'equilibrio finanziario dell'impresa nel breve termine. Tale grandezza è costituita da tutte le attività e passività a breve termine che siano di natura non finanziaria.

Capitale investito netto

Investimenti netti di natura operativa, rappresentati dalla somma del capitale circolante netto, delle immobilizzazioni, dei fondi per benefici a dipendenti e delle attività e passività destinate alla vendita.

Cash flow

Il flusso di cassa netto da attività operativa (cash flow) è costituito dalla disponibilità finanziaria generata da un'impresa in un determinato periodo di tempo. Più precisamente, costituisce la differenza tra le entrate correnti (principalmente ricavi d'esercizio monetari) e le uscite monetarie correnti (costi di competenza del periodo di riferimento, che hanno generato un'uscita di cassa).

Costi fissi controllabili

Sono così definiti i costi fissi operativi delle attività regolate costituiti dalla somma del "Totale costo del personale ricorrente" e dei "Costi esterni ricorrenti della gestione ordinaria".

Costi operativi

Costi sostenuti per svolgere l'attività caratteristica dell'impresa. Fra i principali costi operativi vi sono gli acquisti, le prestazioni di servizi, l'energia, i materiali di consumo, la manutenzione ed il costo del lavoro.

Dividendo

Remunerazione deliberata dall'Assemblea degli azionisti su proposta del Consiglio di Amministrazione, corrisposta agli azionisti.

Dividend payout

Rappresenta il rapporto tra i dividendi e l'utile netto del periodo ed equivale alla percentuale di utili distribuita agli azionisti sotto forma di dividendi.

Indebitamento finanziario netto

Rappresenta un valido indicatore delle capacità di far fronte alle obbligazioni di natura finanziaria. L'indebitamento finanziario netto è rappresentato dal debito finanziario lordo ridotto della cassa e delle altre disponibilità liquide equivalenti, nonché dei crediti finanziari non strumentali all'attività operativa.

Investimenti

Costi sostenuti per l'acquisizione di beni ad utilizzo pluriennale che non esauriscono la loro utilità nel corso di un periodo amministrativo.

Margine operativo lordo (EBITDA)

L'EBITDA è una grandezza utilizzata da Snam nelle presentazioni interne (business plan) ed esterne (agli analisti e agli investitori). Tale grandezza è utilizzata come unità di misura per la valutazione delle performance operative del gruppo, nel suo complesso e nei singoli settori di attività, in aggiunta al Risultato Operativo (EBIT). Il Margine Operativo Lordo è determinato dalla differenza tra i ricavi ed i costi operativi.

Oneri finanziari netti

Costo netto sostenuto per l'utilizzo di capitale di terzi. Comprende inoltre gli altri oneri netti correlati alla gestione finanziaria.

Patrimonio netto

Insieme delle risorse apportate dagli azionisti, aumentato degli utili non distribuiti e diminuito delle perdite.

Ricavi della gestione caratteristica

Proventi relativi alla cessione di beni e/o alla prestazione di servizi inerenti alla gestione caratteristica, cui sono riferibili tutti quei valori economici che sono collegati al campo di attività tipica dell'impresa e che sono ricorrenti nello svolgimento delle operazioni aziendali.

Strumenti derivati

Uno strumento finanziario viene definito derivato quando il suo profilo di costo/rendimento deriva dai parametri di costo/rendimento di altri strumenti principali, chiamati "sottostanti", che possono essere materie prime, valute, tassi di interesse, titoli, indici azionari.

Utile complessivo

Include sia il risultato economico del periodo, sia le variazioni di patrimonio netto afferenti a poste di natura economica che per espressa previsione dei principi contabili internazionali, sono rilevate tra le componenti del patrimonio netto (Altre componenti dell'utile complessivo).

Utile netto

Risultato che si ottiene sottraendo dal risultato operativo, il risultato della gestione finanziaria e le imposte sul reddito.

Utile operativo (EBIT)

Differenza tra i ricavi delle vendite e delle prestazioni, altri ricavi, costi operativi, ammortamenti e svalutazioni di un determinato periodo. È quindi il risultato della gestione operativa, al lordo degli oneri e dei proventi della gestione finanziaria e delle imposte.

Attività di trasporto e rigassificazione di gas naturale

TERMINI COMMERCIALI

Anno termico

Periodo temporale di riferimento in cui è suddiviso il periodo di regolazione la cui durata va dal 1 ottobre al 30 settembre dell'anno successivo.

Capacità di trasporto

La capacità di trasporto è la massima quantità di gas che può essere immessa nel sistema (o prelevata da esso), nel corso del giorno - gas, in uno specifico punto, nel rispetto dei vincoli tecnici e gestionali stabiliti in ciascuna sezione delle condotte e delle prestazioni massime degli impianti collocati lungo le stesse.

La valutazione di tali capacità è effettuata mediante simulazioni idrauliche della rete, eseguite in scenari di trasporto appropriati e secondo standard tecnici riconosciuti.

Codice di Rete

Documento che stabilisce le norme che regolano i diritti e gli obblighi dei soggetti coinvolti nel processo di erogazione del servizio di trasporto.

Codice di Rigassificazione

Documento che definisce le regole e i processi caratteristici del servizio di rigassificazione di gas naturale.

Periodo di regolazione

È il periodo temporale, normalmente quadriennale, per il quale sono definiti i criteri per la determinazione delle tariffe per il servizio di trasporto e dispacciamento del gas naturale e di rigassificazione del gas naturale liquefatto. È in corso il quarto periodo di regolazione che ha avuto inizio il 1 gennaio 2014 e terminerà il 31 dicembre 2017.

Punto di entrata RN

Ciascuno dei punti o aggregato locale di punti fisici della Rete Nazionale dei Gasdotti in corrispondenza dei quali il gas è consegnato dall'Utente al Trasportatore.

Punto di riconsegna

É il punto fisico della rete o aggregato locale di punti fisici nei quali il Trasportatore riconsegna il gas trasportato all'Utente e nel quale avviene la sua misurazione.

Punto di scambio virtuale (PSV)

Punto virtuale situato tra i Punti di Entrata e i Punti di Uscita della Rete Nazionale di Gasdotti (RN), presso il quale gli utenti e gli altri soggetti abilitati possono effettuare, su base giornaliera, scambi e cessioni di gas immesso nella RN.

Tariffe di rigassificazione

Prezzi unitari applicati al servizio di rigassificazione. Comprendono tariffe di capacità impegnata ("Capacity") e tariffe per unità di energia trasportata ("Commodity") connesse rispettivamente alla capacità di rigassificazione richiesta dagli utenti e ai volumi di gas scaricati dalle navi metaniere. Con riferimento alla struttura tariffaria, a partire dal 1 gennaio 2014, il 100% dei ricavi complessivi viene attribuito alla componente capacity.

Tariffe di trasporto

Prezzi unitari applicati al servizio di trasporto e dispacciamento del gas naturale. Comprendono tariffe di capacità impegnata ("Capacity"), tariffe per unità di energia trasportata ("Commodity") connesse, rispettivamente, alla capacità di trasporto richiesta dagli utenti e al volume di gas immesso in rete.

Time - lag regolatorio

È il ritardo con cui la tariffa remunera gli investimenti effettuati ed entrati in esercizio.

Utente

È l'utilizzatore del sistema gas che, tramite conferma della capacità conferita, acquista capacità di trasporto per uso proprio o per cessione ad altri.

TERMINI TECNICI

Gas naturale

Miscela di idrocarburi, composta principalmente da metano e in misura minore da etano, propano ed idrocarburi superiori. Il gas naturale immesso nelle rete dei metanodotti deve rispettare una specifica di qualità unica per garantire l'intercambiabilità del gas transitante.

Gas naturale liquefatto (GNL)

Gas naturale, costituito prevalentemente da metano liquefatto per raffreddamento a circa -160°C, a pressione atmosferica, allo scopo di renderlo idoneo al trasporto mediante apposite navi cisterna (metaniere) oppure allo stoccaggio in serbatoi. Per essere immesso nella rete di trasporto, il prodotto liquido deve essere riconvertito allo stato gassoso in impianti di rigassificazione e portato alla pressione di esercizio dei gasdotti.

Regulatory Asset Based (RAB)

Il termine RAB (Regulatory Asset Base) identifica il valore del capitale investito netto ai fini regolatori, calcolato sulla base delle regole definite dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico (AEEGSI) al fine della determinazione dei ricavi di riferimento per i business regolati.

Rete di trasporto del gas naturale

Insieme dei gasdotti, degli impianti di linea, delle Centrali di Compressione e delle infrastrutture, che a carattere Nazionale e Regionale assicurano il trasporto di gas, mediante l'interconnessione con le reti di trasporto internazionali, i punti di produzione e di stoccaggio, ai punti di riconsegna finalizzati alla distribuzione ed utilizzo.

Rete di trasporto regionale

Costituita da gasdotti non compresi nell'elenco di cui all'articolo 2 del Decreto Ministeriale 22 Dicembre 2000 e successivi aggiornamenti annuali, aventi la funzione principale di movimentare e distribuire il gas in ambiti Territoriali delimitati, tipicamente su scala regionale.

Rete nazionale dei gasdotti (RN)

Costituita da gasdotti di cui all'articolo 2 del Decreto Ministeriale 22 Dicembre 2000 e successivi aggiornamenti annuali, è l'insieme dei metanodotti e degli impianti dimensionati e verificati tenendo in considerazione i vincoli dati dalle importazioni/esportazioni, dalle principali produzioni nazionali e dagli stoccaggi, con la funzione di trasferire rilevanti quantità di gas da tali punti di immissione in rete fino alle macro aree di consumo. Con lo stesso obiettivo ne fanno parte alcuni metanodotti interregionali, nonché condotte di minori dimensioni aventi la funzione di chiudere maglie di rete formate dalle condotte sopra citate. La Rete Nazionale dei Gasdotti comprende inoltre le centrali di compressione e gli impianti connessi alle condotte sopra descritte.

Rigassificazione del GNL

Processo industriale con il quale il gas naturale viene riportato dallo stato liquido a quello gassoso.

Attività di stoccaggio di gas naturale

TERMINI COMMERCIALI

Anno termico

Periodo temporale di riferimento in cui è suddiviso il periodo di regolazione che va dal 1 aprile al 31 marzo dell'anno successivo.

Fase di erogazione

Periodo compreso tra il 1 novembre di ogni anno e il 31 marzo dell'anno successivo.

Fase di iniezione

Periodo compreso tra il 1 aprile e il 31 ottobre del medesimo anno.

Periodo di regolazione

È il periodo temporale, normalmente quadriennale, per il quale sono definiti i criteri per la determinazione delle tariffe per il servizio di stoccaggio del gas naturale. Attualmente è in corso il quarto periodo di regolazione, che ha avuto inizio il 1 gennaio 2015 e terminerà il 31 dicembre 2018.

Time - lag regolatorio

È il ritardo con cui la tariffa remunera gli investimenti effettuati ed entrati in esercizio.

TERMINI TECNICI

Regulatory Asset Based (RAB)

Il termine RAB (Regulatory Asset Base) identifica il valore del capitale investito netto ai fini regolatori, calcolato sulla base delle regole definite dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico (AEEGSI) al fine della determinazione dei ricavi di riferimento per i business regolati.

Stoccaggio di modulazione

Lo stoccaggio di modulazione è finalizzato a soddisfare la modulazione dell'andamento orario, giornaliero e stagionale della domanda.

Stoccaggio minerario

Lo stoccaggio minerario è necessario per motivi tecnici ed economici al fine di consentire lo svolgimento ottimale della coltivazione di giacimenti di gas naturale nel territorio italiano.

Stoccaggio strategico

Lo stoccaggio strategico è finalizzato a sopperire alla mancanza o riduzione degli approvvigionamenti da importazioni o di crisi del sistema gas.

Bilancio consolidato

Situazione patrimoniale - finanziaria

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Note Totale di cui verso
parti
correlate
Totale di cui verso
parti
correlate
Att
ività
Attività correnti
Disponibilità liquide ed equivalenti (7) 17 34
Crediti commerciali e altri crediti (8) 1.824 627 1.307 501
Rimanenze (9) 152 118
Attività per imposte sul reddito correnti (10) 54 26
Attività per altre imposte correnti (10) 8 6
Altre attività correnti (11) 98 52
2.153 1.543
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari (12) 15.478 15.563
Rimanenze immobilizzate - Scorte d'obbligo (9) 363 363
Attività immateriali (13) 5.275 810
Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio
netto (14) 1.372 1.499
Altri crediti (8) 78 78 213 213
Altre attività non correnti (11) 137 2 138 2
22.703 18.586
Attività non correnti destinate alla vendita 24
Totale Attività 24.880 20.129
Passività e Patrimonio Netto
Passività correnti
Passività finanziarie a breve termine (15) 1.351 19 1.497 18
Quote a breve di passività finanziarie
a lungo termine (15) 1.378 856
Debiti commerciali e altri debiti (16) 1.746 220 1.264 116
Passività per imposte sul reddito correnti
Passività per altre imposte correnti
(10)
(10)
1
50
2
8
Altre passività correnti (17) 71 1 21 2
4.597 3.648
Passività non correnti
Passività finanziarie a lungo termine (15) 11.067 8.737
Fondi per rischi e oneri (18) 776 707
Fondi per benefici ai dipendenti (19) 166 44
Passività per imposte differite (20) 388 187
Altre passività non correnti (17) 293 309
12.690 9.984
Passività direttamente associabili ad attività
destinate alla vendita
7
Totale Passività
Patrimonio Netto
(22) 17.294 13.632
Patrimonio netto di competenza azionisti Snam
Capitale sociale 3.697 2.736
Riserve 2.650 2.900
Utile netto 1.238 861
Totale patrimonio netto di competenza azionisti
Snam 7.585 6.497
Interessenze di terzi 1
Totale Patrimonio Netto 7.586 6.497
Totale Passività e Patrimonio Netto 24.880 20.129

Conto Economico

2015 2016
di cui verso di cui verso
(milioni di €) Note Totale parti correlate Totale parti correlate
Rica
vi
(24)
Ricavi della gestione caratteristica 2.470 1.693 2.419 1.553
Altri ricavi e proventi 84 36 82 25
2.554 2.501
Costi Op
erativi
(25)
Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi (403) (38) (390) (43)
Costo lavoro (148) (167)
(551) (557)
Ammortament
i e S
valutazioni
(26) (576) (651)
Ut
ile Op
erativo
1.427 1.293
(On
eri) provent
i finan
ziari
(27)
Oneri finanziari (387) (635) (1)
Proventi finanziari 7 3 126 123
Strumenti derivati (1)
(380) (510)
(O
NERI
) PROVE
NTI FI
NANZIARI
(28)
Effetto valutazione con il metodo del patrimonio
netto 106 116
106 116
Ut
ile prima delle Imposte
1.153 899
Imposte sul reddito (29) (357) (308)
tile netto - continuing operations 796 591
tile netto - discontinued operations (*) (21) 442 788 270 665
tile netto 1.238 861
i competenza azionisti S
nam:
- continuing operations 796 591
- discontinued operations 442 270
Interessenze di terzi:
- continuing operations
- discontinued operations
tile netto per azione di competenza azionisti
Snam (ammontari in € per azione) (30)
- semplice 0,35 0,25
- diluito 0,35 0,25
tile netto per azione di competenza azionisti
Snam - continuing operations (ammontari in € per (30)
azione)
- semplice 0,23 0,17
- diluito 0,23 0,17

(*) In conformità alle disposizioni del paragrafo 33 dell'IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate", l'analisi dell'utile netto delle discontinued operations può essere presentata alternativamente nello schema di Conto economico o nelle Note di commento. Snam ha scelto l'opzione di rappresentare tale analisi nelle Note di commento alla nota n. 21 "Discontinued operations", cui si rinvia.

Pros p ett o dell'u tile com plessivo

(milioni di €) 2015 2016
tile netto 1.238 861
Altre componenti dell'utile complessivo
Componenti riclassificabili
a conto economico:
Variazione fair value derivati di copertura cash flow hedge 1
Quota di pertinenza delle "altre componenti dell'utile
complessivo" delle partecipazioni valutate con il metodo del
patrimonio netto
11 (15)
Effetto fiscale
11 (14)
Componenti non riclassificabili
a Conto economico:
(Perdita)/Utile attuariale da remeasurement piani a benefici
definiti per i dipendenti
6 (7)
Quota di pertinenza delle "altre componenti dell'utile
complessivo" delle partecipazioni valutate secondo il metodo
del patrimonio netto afferenti a remeasurements di piani a
benefici definiti per i dipendenti
1
Effetto fiscale (2) 2
4 (4)
Totale altre componenti dell'utile complessivo al netto
dell'effetto fiscale
15 (18)
Totale utile complessivo 1.253 843
i competenza azionisti S
nam:
- continuing operations 809 577
- discontinued operations 444 266
Interessenza di terzi:
- continuing operations
- discontinued operations
1.253 843

Patrimonio di competenza azionisti Snam

(milioni di €) sociale
Capitale
in
proprie
azioni
per
negativa
(*)
portafoglio
Riserva
azioni
soprapprezzo
Riserva
legale
Riserva
finanziari
strumenti
fiscale
hedge
dell'effetto
flow
value
cash
fair
netto
derivati
Riserva
al
fiscale
per
definiti
dell'effetto
benefici
netto
a
piani
al
dipendenti
per
Riserva
i
consolidamento
da
Riserva
riserve
Altre
precedenti
esercizi
ad
relativi
Utili
dell'esercizio
netto
Utile
Totale terzi
di
Interessenze
netto
patrimonio
Totale
Saldo al 31 dicembre 2014 (a) 3.697 (5) 1.700 714 (3) (20) (1.701) (1) 1.592 1.198 7.171 1 7.172
Utile dell'esercizio 2015 1.238 1.238 1.238
Altre componenti dell'utile
complessivo:
Componentiriclassificabili
aConto economico:
- Quota di pertinenza
delle "altre componenti
dell'utile complessivo" delle
partecipazioni valutate col
metodo del patrimonio
netto
11 11 11
Componenti
non riclassificabili
a Conto economico:
- Utile attuariale da
remeasurement piani
a benefici definiti per i
dipendenti
4 4 4
Totale utile complessivo
esercizio 2015 (b)
4 11 1.238 1.253 1.253
perazioni
con gli azionisti:
- Riclassifica a riserva legale (25) 25
- Attribuzione dividendo
esercizio 2014 (0,25 € per
azione)
(72) (333) (470) (875) (875)
- Destinazione utile residuo
esercizio 2014
728 (728)
Totale operazioni
con gli azionisti (c)
(97) 25 395 (1.198) (875) (875)
Altre variazioni
di Patrimonio Netto (d)
36 36 36
Saldo al 31 dicembre 2015
(e=a+b+c+d)
3.697 (5) 1.603 739 (3) (16) (1.701) 46 1.987 1.238 7.585 1 7.586

(*) Rinominata a seguito del D.Lgs. 139/15 entrato in vigore in data 1 gennaio 2016.

Patrimonio di competenza azionisti S nam
(milioni di €) Note sociale
Capitale
azioni
(*)
portafoglio
per
negativa
in
proprie
Riserva
azioni
soprapprezzo
Riserva
legale
Riserva
fiscale
flow
strumenti
dell'effetto
cash
derivati
value
netto
fair
finanziari
al
Riserva
hedge
dell'effetto
definiti
benefici
netto
a
al
piani
dipendenti
per
Riserva
fiscale
i
per
consolidamento
da
Riserva
riserve
Altre
precedenti
esercizi
ad
relativi
Utili
dell'esercizio
netto
Utile
Totale terzi
di
Interessenze
netto
patrimonio
Totale
Saldo al 31 dicembre 2015 (a) (22) 3.697 (5) 1.603 739 (3) (16) (1.701) 46 1.987 1.238 7.585 1 7.586
Utile dell'esercizio 2016 861 861 861
Altre componenti dell'utile complessivo:
Componenti riclassificabili
a Conto economico:
- Quota di pertinenza delle "altre
componenti dell'utile complessivo" delle
partecipazioni valutate col metodo del
patrimonio netto
(15) (15) (15)
- Variazione fair value
derivati di copertura
1 1 1
cash flow hedge
Componenti non riclassificabili a conto
economico:
1 (15) (14) (14)
- Utile/(Perdita) attuariale da
remeasurement piani a benefici
definiti per i dipendenti
(5) (5) (5)
- Quota di pertinenza delle "altre componenti
dell'utile complessivo" delle partecipazioni
valutate secondo il metodo del patrimonio
netto afferenti a remeasurements di piani
a benefici definiti per i dipendenti
1 1 1
(5) 1 (4) (4)
Totale utile complessivo
esercizio 2016 (b)
1 (5) (14) 861 843 843
perazioni
con gli azionisti:
- Attribuzione dividendo esercizio 2015
(0,25 € per azione) (50) (825) (875) (875)
- Destinazione utile residuo esercizio 2015
- Acquisto azioni proprie
(103) 413 (413) (103) (103)
- Effetti della separazione di Italgas Reti
S.p.A. da Snam S.p.A.
(961) (416) (192) 14 1.006 (433) (982) (1) (983)
Totale operazioni
con gli azionisti (c)
(961) (103) (466) (192) 14 1.006 (20) (1.238) (1.960) (1) (1.961)
Altre variazioni di patrimonio netto
- Effetto aggiustamento prezzo
acquisizione di Stogit
21 21 21
- Riclassifica riserve per acquisto di azioni
proprie
3 (5) 2
- Altre variazioni 8 8 8
Totale altre variazioni
di patrimonio netto (d)
3 21 3 2 29 29
Saldo al 31 dicembre 2016 (e=a+b+c+d) (22)2.736 (108) 1.140 547 (2) (7) (674) 35 1.969 6.497 6.497

(*) Rinominata a seguito del D.Lgs. 139/15 entrato in vigore in data 1 gennaio 2016.

Rendiconto finanziario (*)

(milioni di €) Note 2015 2016
Utile netto - continuing operations 796 591
Utile netto - discontinued operations 442 270
tile netto 1.238 861
Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa
da attività operativa:
Ammortamenti - continuing operations (26) 573 616
Ammortamenti - discontinued operations 273 243
Svalutazioni nette di attività materiali e immateriali (26) 3 35
Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto (14) (126) (133)
Minusvalenze (plusvalenze) nette su cessioni, radiazioni
e eliminazioni di attività
32 36
Interessi attivi (8) (126)
Interessi passivi 345 615
Imposte sul reddito - continuing operations (29) 357 308
Imposte sul reddito - discontinued operation 110 87
Altre variazioni (9)
Variazioni del capitale di esercizio:
- Rimanenze 55 15
- Crediti commerciali (9) 34
- Debiti commerciali (128) (148)
- Fondi per rischi e oneri (14) 24
- Altre attività e passività 136 (101)
Flusso di cassa del capitale di esercizio 40 (176)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti 30 (4)
Dividendi incassati 141 148
Interessi incassati 5 122
Interessi pagati (345) (615)
Imposte sul reddito pagate al netto dei crediti d'imposta
rimborsati
(605) (390)
Flusso di cassa netto da attività operativa 2.054 1.627
- di cui verso parti correlate (32) 2.450 2.343
Investimenti:
- Immobili, impianti e macchinari (12) (793) (832)
- Attività immateriali (13) (393) (313)
- Imprese entrate nell'area di consolidamento (46)
- Partecipazioni (144) (170)
- Crediti finanziari strumentali all'attività operativa (78) (133)
- Variazione debiti e crediti relativi all'attività di investimento 18
Flusso di cassa degli investimenti (1.436) (1.448)
Disinvestimenti:
- Immobili, impianti e macchinari 6 2
- Variazione crediti relativi all'attività di disinvestimento 22
- Imprese uscite dall'area di consolidamento (**) 1.502
- Partecipazioni 147 2
Flusso di cassa dei disinvestimenti 153 1.528
Flusso di cassa netto da attività di investimento (1.283) 80
- di cui verso parti correlate (32) (157) 1.326
(milioni di €) Note 2015 2016
Flusso di cassa netto da attività di investimento (1.283) 80
- di cui verso parti correlate (32) (157) 1.326
Assunzione di debiti finanziari a lungo termine 1.167 2.039
Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine (1.620) (4.479)
Incremento (decremento) di debiti finanziari a breve termine 284 143
Variazione crediti finanziari non strumentali all'attività
operativa
216
Crediti finanziari imprese uscite dall'area di consolidamento (***) 1.585
47 (712)
Acquisto di azioni proprie (103)
Dividendi distribuiti ad azionisti Snam (875) (875)
Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (828) (1.690)
- di cui verso parti correlate (32) 222 1.584
Flusso di cassa netto dell'esercizio (57) 17
isponibilità liquide ed equivalenti all'inizio dell'esercizio (7) 74 17
isponibilità liquide ed equivalenti alla fine dell'esercizio (7) 17 34

(*) In conformità alle disposizioni del paragrafo 33 dell'IFRS 5 " Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate", i flussi finanziari netti attribuibili all'attività operativa, di investimento e di finanziamento delle discontinued operations possono essere presentati alternativamente nelle Note di commento o negli schemi di bilancio. Snam ha scelto l'opzione di rappresentare nello schema di Rendiconto finanziario il flussi di cassa totali del Gruppo, includendo sia le continuing che le discontinued operations. Le informazioni addizionali sui flussi di cassa delle discontinued operations sono fornite alla nota n. 21 "Discontinued operations".

(**) L'importo è relativo all'incasso del corrispettivo derivante dalla cessione del 38,87% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. (1.502 milioni di euro, al netto delle disponibilità liquide cedute). Per maggiori informazioni in merito all'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. si rinvia alla nota n. 21 "Discontinued operations".

(***) Si riferisce al rimborso a Snam S.p.A. dei crediti finanziari intercompany verso il Gruppo Italgas al netto dei debiti finanziari verso la BEI (424 milioni di euro), erogati dalla stessa BEI a Snam per il finanziamento di progetti di Italgas S.p.A., oggetto di successivo accollo al Gruppo Italgas. Per maggiori informazioni in merito all'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. si rinvia alla nota n. 21 "Discontinued operations".

Note al bilancio consolidato

Premessa

A seguito dell'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale in Italia, che ha portato al trasferimento, con data efficacia 7 novembre 2016, dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) a favore di Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.)1 , nel bilancio consolidato 2016 il settore di attività Distribuzione di gas naturale è rappresentato come "Discontinued operation" in base alle disposizioni del principio contabile IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate"2 . In base a tali disposizioni, i risultati economici del settore distribuzione di gas naturale riferiti al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016 sono esposti separatamente in un'unica riga del conto economico3 e limitatamente ai rapporti con terze parti, continuando ad essere operate le elisioni delle transazioni intercompany fino alla data di efficacia dell'operazione, data sino alla quale Italgas e le sue imprese controllate risultavano entità controllate da Snam e, conseguentemente, incluse nel perimetro di consolidamento. L'esercizio posto a confronto è stato coerentemente riclassificato.

Tale modalità di rappresentazione comporta che, in presenza di significative transazioni tra le discontinued operations (attività di distribuzione) e le continuing operations (attività di trasporto, stoccaggio, rigassificazione, oltre alla corporate), i risultati delle continuing operations non rappresentano la relativa performance come se queste fossero attività standalone per via dell'elisione delle transazioni intercompany. In particolare, sono oggetto di elisioni i ricavi per la prestazione di servizi e i proventi finanziari rispettivamente a fronte dei servizi svolti e dei finanziamenti erogati a livello accentrato da Snam S.p.A. a Italgas Reti S.p.A., rimanendo in capo alle continuing operations i costi che hanno generato tali riaddebiti.

Come previsto dalle disposizioni del principio contabile IFRS 10 "Bilancio consolidato", le attività e le passività attribuibili al settore distribuzione di gas naturale sono state eliminate dalla Situazione patrimoniale-finanziaria di Gruppo alla data della perdita del controllo contro la corrispondente frazione di patrimonio netto4 .

Le informazioni economiche e i flussi di cassa delle discontinued operations sono riportati nella nota n. 21 "Discontinued operations".

Per completezza di informativa, si precisa che l'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale si configura come un'operazione di "Business combination involving entities under common control" e, in quanto tale, è esclusa dall'ambito di applicazione dei principi contabili IFRS 3 "Aggregazioni aziendali" e IFRIC 17 "Distribuzione ai soci di attività non rappresentate da disponibilità liquide". In particolare, rileva la circostanza che le società partecipanti all'aggregazione aziendale sono controllate, ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10, in ultimo dallo stesso soggetto, ovvero da CDP, sia prima sia dopo la realizzazione dell'aggregazione stessa e che tale controllo non è di natura temporanea. Ne consegue che, ai fini del bilancio consolidato del gruppo Snam, l'operazione nel suo complesso è stata rilevata applicando il principio della continuità di valori.

1 A completamento di tale operazione, articolata su diversi passaggi tra loro unitari e contestuali, Snam S.p.A. detiene una partecipazione di collegamento in Italgas S.p.A., con una quota del 13,5% del capitale sociale della società. L'operazione è illustrata in dettaglio alla nota n. 21 "Discontinued operations".

2 I criteri di valutazione secondo le disposizioni dell'IFRS 5 sono illustrati alla nota n. 3 "Criteri di valutazione - Attività non correnti destinate alla vendita e discontinued operations".

3 Tali risultati includono anche il contributo a conto economico di Italgas S.p.A. in quanto la società, controllata da Snam sino alla data di efficacia dell'operazione, è stata costituita, in data 1 giugno 2016, esclusivamente nell'ambito dell'operazione in oggetto quale futura Holding beneficiaria del trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A.

4 Con riferimento alle tabelle relative alla movimentazione dei saldi patrimoniali riportate nelle successive note di commento, al fine di consentire la riconduzione tra le voci del conto economico obbligatorio con quelle riportate nelle suddette tabelle, si è provveduto ad esporre separatamente gli effetti relativi alle discontinued operations per l'esercizio 2016 e per l'esercizio 2015.

Informazioni societarie

Il Gruppo Snam, costituito da Snam S.p.A., l'impresa consolidante, e dalle società da essa controllate (nel seguito "Snam", "Gruppo Snam" o "gruppo"), è un gruppo integrato che presidia le attività regolate del settore del gas ed è un operatore di assoluta rilevanza in termini di capitale investito ai fini regolatori (RAB ) nel proprio settore. Dal 7 novembre 2016, successivamente all'efficacia dell'operazione di separazione da Snam S.p.A. del business della distribuzione di gas naturale in Italia, Snam è presente sul territorio nazionale, attraverso tre società operative interamente possedute, nelle attività di trasporto e dispacciamento del gas naturale, rigassificazione del gas naturale liquefatto e stoccaggio di gas naturale. In Europa, Snam opera nei principali corridoi energetici continentali attraverso accordi e partecipazioni con i più importanti attori del settore.

Snam S.p.A. è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento della Repubblica Italiana, quotata presso la Borsa di Milano e domiciliata in San Donato Milanese (MI), in Piazza Santa Barbara n. 7. L'azionista CDP S.p.A. ha dichiarato, con effetto a partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2014, la sussistenza di un controllo di fatto nei confronti di Snam S.p.A. ai sensi del principio contabile IFRS 10 "Bilancio consolidato". Non è stata formalizzata né esercitata alcuna attività di direzione e coordinamento.

Al 31 dicembre 2016, CDP S.p.A. detiene, per il tramite di CDP Reti S.p.A. e CDP GAS S.r.l., rispettivamente il 28,98% e l'1,12% del capitale sociale di Snam S.p.A.

1. Criteri di redazione

Il bilancio consolidato è redatto secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D. Lgs. 38/2005. Gli IFRS includono anche gli International Accounting Standards (IAS) nonché i documenti interpretativi tuttora in vigore emessi dall'IFRS Interpretation Committee (IFRS IC), inclusi quelli precedentemente emessi dall'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e, ancor prima, dallo Standing Interpretations Committee (SIC). Per semplicità, l'insieme dei suddetti principi e interpretazioni è nel seguito definito con "IFRS" o "Principi Contabili Internazionali".

Il bilancio consolidato è redatto nella prospettiva della continuità aziendale, nonché applicando il metodo del costo storico, tenendo conto ove appropriato delle rettifiche di valore, con l'eccezione delle voci di bilancio che secondo gli IFRS devono essere rilevate al fair value, come indicato nei criteri di valutazione.

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2016, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Snam S.p.A. nella riunione del 6 marzo 2017, è sottoposto alla revisione contabile da parte della EY S.p.A. La EY S.p.A., in quanto revisore principale, è interamente responsabile per la revisione del bilancio consolidato del Gruppo Snam; nei limitati casi in cui intervengano altri revisori si assume la responsabilità del lavoro svolto da questi ultimi.

Il bilancio consolidato adotta l'euro quale valuta di presentazione. I valori delle voci di bilancio e delle relative note, tenuto conto della loro rilevanza, sono espressi, salvo diversa indicazione, in milioni di euro.

Principi contabili e interpretazioni applicabili dall'esercizio 2016

Nell'esercizio chiusosi al 31 dicembre 2016 la Società ha applicato principi contabili coerenti rispetto all'esercizio precedente, fatta eccezione per i principi contabili e le interpretazioni entrati in vigore a partire dall'esercizio con inizio il 1 gennaio 2016, di seguito riportati.

In data 9 gennaio 2015 sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'unione europea i regolamenti n. 2015/28 e 2015/29 ambedue emessi dalla Commissione europea in data 17 dicembre 2014, con i quali sono state omologate, rispettivamente: (i) le previsioni normative contenute nel documento "Ciclo annuale di miglioramenti 2010 - 2012 dei principi contabili internazionali"; (ii) le modifiche apportate allo IAS 19 dalle disposizioni contenute nel documento "Piani a benefici definiti: contributi dei dipendenti (Modifiche allo IAS 19)".

Le previsioni contenute nel "Ciclo annuale di miglioramenti agli IFRS 2010-2012" hanno apportato modifiche: (i) all'IFRS 2, chiarendo la definizione di "condizione di maturazione" e introducendo le definizioni di condizioni di permanenza in servizio (service condition) e di conseguimento di risultato (vesting condition); (ii) all'IFRS 3, chiarendo che le obbligazioni a corrispondere un corrispettivo potenziale, diverse da quelle che rientrano nella definizione di strumento di patrimonio netto, sono valutate al fair value ad ogni data di bilancio, con variazioni rilevate a conto economico; (iii) all'IFRS 8, richiedendo che venga data informativa circa le valutazioni effettuate dalla direzione aziendale, descrivendo i segmenti che sono stati aggregati e gli indicatori economici valutati nel determinare l'esistenza di caratteristiche economiche similari tra i settori oggetto di aggregazione; (iv) allo IAS 16 e lo IAS 38, chiarendo la modalità di determinazione del valore contabile lordo delle attività, in caso di rivalutazione conseguente all'applicazione del modello della rideterminazione del valore; (v) allo IAS 24, stabilendo le informazioni da fornire quando vi è una entità terza che fornisce servizi di direzione con responsabilità strategica in favore dell'entità che redige il bilancio (o della controllante).

Le modifiche apportate allo IAS 19 consentono la contabilizzazione in diminuzione del current service cost del periodo dei contributi corrisposti dai dipendenti o da terze parti, in luogo dell'allocazione di tali contributi lungo l'arco temporale cui il servizio è reso, nel caso in cui tali contributi (i) non siano correlati al numero di anni di servizio del dipendente (ii) siano indicati nelle condizioni formali del piano (iii) siano collegati al servizio svolto dal dipendente.

Con regolamento n. 2015/2173, emesso dalla Commissione europea in data 24 novembre 2015, sono state omologate le previsioni normative contenute nel documento "Contabilizzazione delle acquisizioni di interessenze in attività a controllo congiunto (Modifiche all'IFRS 11)", emesso dallo IASB in data 6 maggio 2014. Il documento disciplina il trattamento contabile delle acquisizioni di quote di interessenza iniziali o aggiuntive in joint operations (che non modifichino la qualificazione dell'interessenza come tale), che soddisfino la definizione di business ai sensi dell'IFRS 3, che prevede l'adozione delle diposizioni previste per le operazioni di business combination applicabili a tale fattispecie.

Con regolamento n. 2015/2231, emesso dalla Commissione europea in data 2 dicembre 2015, sono state omologate le previsioni normative contenute nel documento "Chiarimento sui metodi di ammortamento accettabili (Modifiche allo IAS 16 e allo IAS 38)", emesso dallo IASB in data 12 maggio 2014, con l'obiettivo di chiarire che un metodo di ammortamento basato sui ricavi generati dall'asset (cosiddetto revenue-based method) non è ritenuto appropriato in quanto riflette esclusivamente il flusso di ricavi generati da tale asset e non, invece, la modalità di consumo dei benefici economici incorporati nell'asset stesso. Con riferimento alle attività immateriali, tale presunzione è superabile se: (i) il diritto d'uso dell'attività è correlato al raggiungimento di una predeterminata soglia di ricavi da produrre oppure (ii) è possibile dimostrare che conseguimento dei ricavi ed utilizzo dei benefici economici dell'attività sono altamente correlati.

Con regolamento n. 2015/2343 del 15 dicembre 2015 sono state omologate le previsioni normative contenute nel "Ciclo annuale di miglioramenti agli IFRS 2012 - 2014", emesso dallo IASB in data 25 settembre 2014. Il documento: (i) in riferimento all'IFRS 5 chiarisce che l'eventuale diversa

classificazione di un asset (o gruppo in dismissione) da posseduto per la vendita a posseduto per la distribuzione ai soci (o viceversa), non deve essere considerato quale nuovo piano di dismissione bensì come una continuazione del piano originario; (ii) in riferimento al principio IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative" fornisce una guida addizionale nella determinazione dell'esistenza o meno di un coinvolgimento residuo in un'attività finanziaria trasferita, nel caso in cui sussista un contratto di servizi ad essa inerente; sempre in riferimento al medesimo principio, chiarisce inoltre la non applicabilità delle disclosure addizionali richieste in riferimento alla compensazione di attività e passività finanziarie nell'ambito dei bilanci intermedi; (iii) in riferimento al principio IAS 19, chiarisce che il tasso di attualizzazione da impiegare per l'attualizzazione delle obbligazioni deve essere determinato con riferimento ai rendimenti di mercato di titoli di aziende primarie identificati nella medesima valuta utilizzata per pagare i benefici invece che con riferimento al paese di riferimento; (iv) con riferimento allo IAS 34 chiarisce che le informazioni richieste dallo IAS 34 sulle operazioni e i fatti significativi possono essere fornite all'interno del bilancio intermedio ovvero tramite appositi rinvii ad altri documenti, ai quali gli utilizzatori del bilancio intermedio abbiano accesso alle stesse condizioni e negli stessi tempi del bilancio intermedio stesso, pena l'incompletezza di quest'ultimo.

Con regolamento n. 2015/2406, emesso dalla Commissione europea in data 18 dicembre 2015, sono state omologate le previsioni normative contenute nel documento "Iniziativa di informativa (Modifiche allo IAS 1)" emesso dallo IASB in data 18 dicembre 2014. Il documento include una serie di puntualizzazioni in riferimento alle tematiche della materialità, dell'eventuale disaggregazione delle voci, della struttura delle note esplicative, dell'informativa sui criteri contabili adottati e della presentazione delle altre componenti dell'utile complessivo derivanti dalla valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto.

Nella medesima data la Commissione europea, con regolamento n. 2015/2441 ha omologato le previsioni normative contenute nel documento "Metodo del patrimonio netto nel bilancio separato (Modifiche allo IAS 27)", emesso dallo IASB in data 12 agosto 2014, le cui disposizioni consentono di contabilizzare, nel bilancio separato, gli investimenti in controllate, joint venture e collegate anche con il metodo del patrimonio netto oltre che, come già previsto in passato, al costo od in conformità allo IAS 39. L'opzione contabile prescelta deve essere applicata in maniera consistente per ogni categoria di investimento partecipativo. Il medesimo amendment ha di conseguenza rimodulato la definizione di bilancio separato. Con regolamento n. 2016/1703, emesso dalla Commissione europea in data 22 settembre 2016, sono state omologate le previsioni normative contenute nel documento "Entità d'investimento: applicazione dell'eccezione di consolidamento (Modifiche all'IFRS 10, all'IFRS 12 ed allo IAS 28)", emesso dallo IASB in data 18 dicembre 2014. Il documento mira a precisare le casistiche in cui è consentita l'applicazione dell'eccezione al consolidamento per le investment entities.

Le suddette modifiche non hanno avuto impatti sulla situazione economico patrimoniale e finanziaria del gruppo.

Il bilancio consolidato comprende il bilancio di Snam S.p.A. e delle imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare, direttamente o indirettamente, il controllo, così come definito dall'IFRS 10 - "Bilancio Consolidato". In particolare, il controllo esiste quando l'entità controllante contemporaneamente:

  • detiene il potere decisionale sull'entità partecipata;
  • ha il diritto a partecipare o è esposta ai risultati (positivi e negativi) variabili dalla partecipata;
  • ha la capacità di esercitare il potere sulla partecipata in modo da incidere sull'ammontare dei propri ritorni economici.

L'evidenza del controllo deve essere oggetto di verifica continuativa da parte della Società, finalizzata a individuare tutti i fatti o le circostanze che possano implicare una variazione in uno o più elementi da cui dipende l'esistenza di un rapporto di controllo su una partecipata.

L'esclusione dal consolidamento di alcune società controllate, non significative né singolarmente né complessivamente, non ha comportato effetti rilevanti5 ai fini della corretta rappresentazione della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam. Tali partecipazioni sono valutate al costo.

Le imprese consolidate, le imprese controllate congiuntamente con altri soci, le imprese collegate nonché le altre partecipazioni rilevanti sono distintamente indicate nell'Allegato "Imprese e partecipazioni di Snam S.p.A. al 31 dicembre 2016", che è parte integrante delle presenti note. Nello stesso allegato sono riportate le variazioni nell'area di consolidamento al 31 dicembre 2016 rispetto al 31 dicembre 2015. Tutti i bilanci delle Società incluse nell'area di consolidamento chiudono l'esercizio alla data del 31 dicembre e sono espressi con valuta funzionale in euro.

Imprese incluse nell'area di consolidamento

I valori delle imprese controllate sono inclusi nel bilancio consolidato dalla data in cui la Società ne assume il controllo (diretto o indiretto) e fino alla data in cui tale controllo cessa di esistere. Le attività e le passività, gli oneri e i proventi delle imprese consolidate sono assunti integralmente linea per linea nel bilancio consolidato (metodo dell'integrazione globale); il valore contabile delle partecipazioni in ciascuna delle entità controllate è eliminato a fronte della corrispondente frazione di patrimonio netto di ciascuna delle entità partecipate, comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value del valore delle attività e delle passività effettuati alla data di acquisizione del controllo. Le quote del patrimonio netto e dell'utile o perdita di competenza delle interessenze di terzi sono iscritte separatamente in apposite voci del Patrimonio netto, del Conto economico e del Prospetto dell'utile complessivo.

Le variazioni delle quote partecipative detenute (direttamente o indirettamente) dalla Società in entità controllate, le quali non determinano la modifica della qualificazione della partecipazione quale entità controllata, sono rilevate come transazioni di patrimonio netto. Il valore contabile del patrimonio netto di spettanza dei soci della controllante e delle interessenze di pertinenza dei terzi è rettificato al fine di riflettere la variazione della quota partecipativa. La differenza tra il valore contabile delle interessenze di terzi e il fair value del corrispettivo corrisposto o ricevuto è rilevato direttamente nel patrimonio netto di competenza dei soci della controllante.

Differentemente, la cessione di quote che comportano la perdita del controllo determina la rilevazione a conto economico: (i) dell'eventuale plusvalenza/minusvalenza calcolata come differenza tra il corrispettivo ricevuto e la corrispondente frazione di patrimonio netto ceduta; (ii) dell'effetto dell'allineamento al relativo fair value dell'eventuale partecipazione residua mantenuta; (iii) degli

5 Ai sensi dello IAS 1 "Presentazione del Bilancio", l'informazione risulta rilevante qualora la sua omissione o errata presentazione può influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base dei dati di bilancio.

eventuali valori rilevati nelle altre componenti dell'utile complessivo relativi alla ex entità controllata per i quali sia previsto il reversal a conto economico. Il fair value alla data di perdita del controllo dell'eventuale partecipazione mantenuta, rappresenta il nuovo valore di iscrizione della partecipazione e, pertanto, il valore di riferimento per la successiva valutazione della partecipazione secondo i criteri di valutazione applicabili.

Partecipazioni in entità collegate e partecipazioni in joint ventures

Un'entità collegata è una partecipata in cui la partecipante detiene un'influenza notevole, ovvero il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata, senza averne tuttavia il controllo od il controllo congiunto6 . Si presume che la partecipante abbia un'influenza notevole (a meno che non possa essere dimostrato il contrario) se essa possiede, direttamente o indirettamente tramite società controllate, almeno il 20% dei diritti di voto esercitabili. Una joint venture è un joint arrangement nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività nette dell'accordo e, quindi, hanno un'interessenza sul veicolo societario controllato congiuntamente.

Le partecipazioni in entità collegate e joint ventures sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto, come descritto al punto "Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto".

6 Il controllo congiunto è la condivisione, su base contrattuale, del controllo di un accordo, che esiste unicamente quando per le decisioni relative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Aggregazioni aziendali

Le operazioni di aggregazione aziendale (cosiddette "Business combination") sono rilevate applicando l'acquisition method, secondo quanto previsto dall'IFRS 3 - "Aggregazioni Aziendali". Sulla base di tale principio, il corrispettivo trasferito in una business combination è determinato alla data di assunzione del controllo ed è pari al fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o assunte, nonché degli eventuali strumenti di capitale emessi dall'acquirente. I costi direttamente attribuibili all'operazione sono rilevati a conto economico al momento del relativo sostenimento. Alla data di acquisizione del controllo, il patrimonio netto delle imprese partecipate è determinato attribuendo ai singoli elementi dell'attivo e del passivo patrimoniale il loro fair value. L'eventuale differenza residua rispetto al costo di acquisto o di conferimento, se positiva, è iscritta alla voce dell'attivo "Avviamento" (di seguito anche goodwill); se negativa, è rilevata a conto economico. Nel caso di assunzione non totalitaria del controllo, la quota di patrimonio netto delle interessenze di terzi è determinata sulla base della quota di spettanza dei valori correnti attribuiti alle attività e passività alla data di assunzione del controllo, escluso l'eventuale goodwill ad essi attribuibile (cosiddetto "Partial goodwill method"). In alternativa, è rilevato l'intero ammontare del goodwill generato dall'acquisizione considerando, pertanto, anche la quota attribuibile alle interessenze di terzi (cosiddetto "Full goodwill method"); in quest'ultimo caso, le interessenze di terzi sono espresse al loro complessivo fair value includendo anche il goodwill di loro competenza. La scelta delle modalità di determinazione del goodwill (Partial goodwill method o Full goodwill method) è operata in maniera selettiva per ciascuna operazione di business combination.

Nel caso di assunzione del controllo in fasi successive, il costo di acquisto è determinato sommando il fair value della partecipazione precedentemente detenuta nell'acquisita e l'ammontare corrisposto per l'ulteriore quota partecipativa. La differenza tra il fair value della partecipazione precedentemente detenuta rideterminato al momento dell'acquisizione del controllo e il relativo valore di iscrizione è imputata a conto economico. In sede di assunzione del controllo eventuali componenti precedentemente rilevati nelle altre componenti dell'utile complessivo sono imputati a conto economico ovvero in un'altra posta del patrimonio netto, nel caso in cui non sia previsto il reversal a conto economico.

Quando la determinazione dei valori delle attività e delle passività dell'acquisita è operata in via provvisoria nell'esercizio in cui la business combination è conclusa, i valori rilevati sono rettificati, con effetto retroattivo, non oltre i dodici mesi successivi alla data di acquisizione, per tener conto delle nuove informazioni su fatti e circostanze esistenti alla data di acquisizione.

Aggregazioni aziendali che coinvolgono entità sotto comune controllo

Le operazioni di aggregazione che coinvolgono imprese che sono, in definitiva, controllate da una medesima società o dalle medesime società sia prima, sia dopo l'operazione di aggregazione, e tale controllo non è transitorio, sono qualificate come "Business Combinations of entities under common control". Tali operazioni sono escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS 3, né tantomeno sono disciplinate da altri IFRS. In assenza di un principio contabile di riferimento, la selezione del principio contabile per le operazioni in esame, relativamente alle quali non sia comprovabile una significativa influenza sui flussi di cassa futuri, è guidata dal principio di prudenza che porta ad applicare il criterio della continuità di valori delle attività nette acquisite. Le attività sono rilevate ai valori di libro che risultavano dalla contabilità delle società oggetto di acquisizione (ovvero della società venditrice) prima dell'operazione o, alternativamente, ai valori risultanti dal bilancio consolidato della controllante comune. Con particolare riferimento alle operazioni di cui sopra, relative alla cessione di un business, il trattamento della differenza tra il corrispettivo definito contrattualmente ed i valori contabili del business trasferito è differenziato in funzione dei soggetti coinvolti nell'operazione di trasferimento. Relativamente ai conferimenti di business under common control, invece, indipendentemente dal rapporto partecipativo preesistente, l'entità conferitaria deve rilevare il business trasferito al suo valore contabile storico incrementando di pari importo il proprio patrimonio netto; l'entità conferente rileverà simmetricamente la partecipazione nell'entità conferitaria per un importo pari all'incremento del patrimonio netto di quest'ultima.

Tale trattamento contabile fa riferimento a quanto proposto da Assirevi negli Orientamenti Preliminari in tema di IFRS (OPI n.1 Revised) - "Trattamento contabile delle Business combinations of entities under common control nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato", emesso nel mese di ottobre 2016.

Transazioni infragruppo oggetto di elisione nel processo di consolidamento

Gli utili derivanti da operazioni tra le imprese consolidate e non ancora realizzati nei confronti di terzi sono eliminati, così come sono eliminati i crediti, i debiti, i proventi e gli oneri, le garanzie, gli impegni e i rischi tra imprese consolidate. Gli utili non realizzati con società valutate secondo il metodo del patrimonio netto sono eliminati per la quota di competenza del gruppo. In entrambi i casi, le perdite infragruppo non sono eliminate perché si considerano rappresentative di un effettivo minor valore del bene ceduto.

3. Criteri di valutazione

Di seguito sono illustrati i criteri di valutazione più significativi adottati per la redazione del bilancio consolidato.

Immobili, impianti e macchinari

Gli immobili, impianti e macchinari sono rilevati secondo il criterio del costo e sono iscritti al prezzo di acquisto, di conferimento o al costo di produzione comprensivo dei costi accessori di diretta imputazione necessari a rendere le attività pronte all'uso. Quando è necessario un rilevante periodo di tempo affinché il bene sia pronto all'uso, il prezzo di acquisto, di conferimento o il costo di produzione include gli oneri finanziari che teoricamente si sarebbero risparmiati, nel periodo necessario a rendere il bene pronto all'uso, qualora l'investimento non fosse stato effettuato.

In presenza di obbligazioni attuali per lo smantellamento, la rimozione delle attività e la bonifica dei siti, il valore di iscrizione include i costi stimati (attualizzati) da sostenere al momento dell'abbandono delle strutture, rilevati in contropartita a uno specifico fondo. Il trattamento contabile delle revisioni di stima di questi costi, del trascorrere del tempo e del tasso di attualizzazione è indicato al punto "Fondi per rischi e oneri".

Non è ammesso effettuare rivalutazioni delle attività materiali, neanche in applicazione di leggi specifiche.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa del valore degli immobili, impianti e macchinari sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefici economici futuri attesi. Sono rilevati all'attivo patrimoniale anche gli elementi acquistati per ragioni di sicurezza o ambientali che, seppur non incrementando direttamente i benefici economici futuri delle attività esistenti, sono necessari per l'ottenimento di benefici di altre attività materiali. I costi di sostituzione di componenti identificabili di beni complessi sono imputati all'attivo patrimoniale e ammortizzati lungo la loro vita utile; il valore di iscrizione residuo della componente oggetto di sostituzione è imputato a conto economico. Le spese di manutenzione e riparazione ordinarie, diverse dalle sostituzioni di componenti identificabili, che reintegrano e non incrementano le prestazioni dei beni, sono imputate a conto economico nell'esercizio in cui sono sostenute. La voce immobili, impianti e macchinari include: (i) nell'ambito delle attività di trasporto di gas naturale, il valore relativo alle quantità di gas naturale immesse al fine di permettere la messa in esercizio dei metanodotti. La valorizzazione è effettuata secondo il metodo del costo medio ponderato d'acquisto. In particolare, la componente di tale quantità che non risulta più estraibile (cosiddetta "Initial line pack") è oggetto di ammortamento lungo la vita utile dell'impianto a cui fa riferimento. Al contrario, la componente commerciale, che risulta eventualmente cedibile al mercato o adoperabile per usi alternativi (cosiddetta "Operating line pack"), non è sottoposta ad ammortamento, in quanto non

soggetta per sua natura a deprezzamento; (ii) nell'ambito delle attività di stoccaggio di gas naturale, la parte di gas iniettato nei pozzi di stoccaggio destinata a costituire il cushion gas.

Gli immobili, impianti e macchinari sono eliminate contabilmente al momento della loro dismissione o quando nessun beneficio economico futuro è atteso dal loro utilizzo o dismissione; il relativo utile o perdita è rilevato a conto economico.

Ammortamento di immobili, impianti e macchinari

Gli immobili, impianti e macchinari, dal momento in cui il cespite risulta disponibile e pronto per l'uso, sono ammortizzati sistematicamente a quote costanti lungo la loro vita utile, intesa come il periodo di tempo nel quale ci si attende che un'attività sia utilizzabile per l'entità. Il valore oggetto di ammortamento è rappresentato dal valore di iscrizione, ridotto del presumibile

valore netto di realizzo al termine della sua vita utile, se significativo e ragionevolmente determinabile. Di seguito sono riportate le aliquote di ammortamento annue utilizzate per l'esercizio in esame, presentate per categorie omogenee con evidenza del relativo intervallo di applicazione:

Aliquota economico tecnica (%) annua
Fabbricati
- Fabbricati 2-2,5 o superiore in funzione della vita residua
Impianti e macchinari - Trasporto
- Metanodotti 2 o superiore in funzione della vita residua
- Centrali di compressione 5 o superiore in funzione della vita residua
- Impianti di riduzione e regolazione del gas 5 o superiore in funzione della vita residua
- Strumenti e sistemi di misura e controllo 5 o superiore in funzione della vita residua
Impianti e macchinari - S
toccaggio
- Condotte 2
- Centrali di trattamento 4 o superiore in funzione della vita residua
- Centrali di compressione 5 o superiore in funzione della vita residua
- Pozzi di stoccaggio 1,66 o superiore in funzione della vita residua
- Strumenti e Sistemi di monitoraggio e controllo 4 o superiore in funzione della vita residua
Impianti e macchinari - R
igassificazione
- Impianti di rigassificazione 4 o superiore in funzione della vita residua
- Serbatoi ed oleodotti 4 o superiore in funzione della vita residua
Altri impianti e macchinari 2,5-12,5
Apparecchiature di misura 5 o superiore in funzione della vita residua
Attrezzature industriali e commerciali 10-35
Altri beni 10-33

Quando un elemento ricompreso nella categoria immobili, impianti e macchinari è costituito da più componenti significative aventi vite utili differenti, l'ammortamento è effettuato per ciascuna componente (component approach).

Non sono oggetto di ammortamento i terreni, anche se acquistati congiuntamente ad un fabbricato, nonché le attività materiali destinate alla vendita (si veda il punto "Attività non correnti destinate alla vendita e discontinued operations").

Le aliquote di ammortamento sono riviste su base annua e sono modificate se l'attuale vita utile stimata differisce da quella stimata in precedenza. Eventuali modifiche al piano di ammortamento, derivanti da revisione della vita utile dell'attività, del valore residuo ovvero delle modalità di ottenimento dei benefici economici dell'attività, sono rilevate prospetticamente. I beni gratuitamente devolvibili sono ammortizzati nel periodo di durata della concessione o della vita utile del bene, se minore.

Beni in locazione finanziaria

I beni assunti in leasing finanziario, ovvero relativi ad accordi che, pur non assumendo la forma esplicita di un leasing finanziario, prevedono il trasferimento sostanziale dei benefici e rischi della proprietà, sono iscritti alla voce immobili, impianti e macchinari, al fair value, al netto dei contributi di spettanza del conduttore, o se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing, inclusa l'eventuale somma da pagare per l'esercizio dell'opzione di acquisto, in contropartita al debito finanziario verso il locatore. I beni sono ammortizzati applicando il criterio e le aliquote adottate per gli immobili, impianti e macchinari di proprietà. Quando non vi è la ragionevole certezza di esercitare il diritto di riscatto, l'ammortamento è effettuato nel periodo più breve tra la durata della locazione e la vita utile del bene.

Le locazioni nelle quali il locatore mantiene sostanzialmente tutti i rischi e i benefici legati alla proprietà dei beni sono classificate come leasing operativi. In tal caso, il locatario sostiene esclusivamente costi di periodo nella misura dei canoni di locazione previsti da contratto e non iscrive attività immobilizzate. Le migliorie su beni condotti in locazione sono ammortizzate lungo la vita utile delle migliorie stesse o il minore periodo residuo di durata della locazione tenendo conto dell'eventuale periodo di rinnovo se il suo verificarsi dipende esclusivamente dal conduttore ed è virtualmente certo.

Attività immateriali

Le attività immateriali riguardano le attività prive di consistenza fisica, identificabili, controllate dall'impresa e in grado di produrre benefici economici futuri, nonché l'avviamento, quando acquisito a titolo oneroso. L'identificabilità è definita con riferimento alla possibilità di distinguere l'attività immateriale acquisita dall'avviamento; questo requisito è soddisfatto, di norma, quando: (i) l'attività immateriale è riconducibile ad un diritto legale o contrattuale, oppure (ii) l'attività è separabile, ossia può essere ceduta, trasferita, data in affitto o scambiata autonomamente oppure come parte integrante di altre attività. Il controllo dell'impresa consiste nel potere di usufruire dei benefici economici futuri derivanti dall'attività e nella possibilità di limitarne l'accesso ad altri. Le attività immateriali sono iscritte al costo determinato secondo i criteri indicati per gli immobili, impianti e macchinari. Non è ammesso effettuare rivalutazioni, neanche in applicazione di leggi specifiche.

I costi relativi all'attività di sviluppo tecnologico sono imputati all'attivo patrimoniale quando: (i) il costo attribuibile all'attività immateriale è attendibilmente determinabile; (ii) vi è l'intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e la capacità tecnica a rendere l'attività disponibile all'uso o alla vendita; (iii) è dimostrabile che l'attività è in grado di produrre benefici economici futuri. In alternativa, i costi volti all'acquisizione di nuove conoscenze o scoperte, allo studio di prodotti o processi alternativi, di nuove tecniche o modelli, alla progettazione e costruzione di prototipi o, comunque, sostenuti per altre attività di ricerca scientifica o di sviluppo tecnologico che non soddisfano le condizioni per la loro rilevazione all'attivo patrimoniale sono considerati costi correnti e imputati a conto economico nell'esercizio di sostenimento.

Le attività immateriali sono eliminate contabilmente al momento della loro dismissione o quando nessun beneficio economico futuro è atteso dal loro utilizzo o dismissione; il relativo utile o perdita è rilevato a conto economico.

Concessioni di stoccaggio

Il valore delle concessioni di stoccaggio, rappresentato dalle riserve di gas naturale presenti nei giacimenti (cosiddetto "Cushion Gas"), è imputato alla voce "Concessioni, licenze, marchi e diritti simili" e non è oggetto di ammortamento, in quanto: (i) il volume di tale gas non viene modificato dall'attività di stoccaggio; (ii) il valore economico del gas che può essere recuperato al termine della concessione, ai sensi di quanto disposto dal Decreto Ministeriale 3 novembre 2005 "Criteri per la determinazione di un adeguato corrispettivo per la remunerazione dei beni destinati ad un concessionario per lo stoccaggio di gas naturale" del Ministero delle Attività Produttive (MAP), risulta essere non inferiore al valore iscritto in bilancio.

Ammortamento di attività immateriali

Le attività immateriali aventi vita utile definita sono ammortizzate sistematicamente lungo la loro vita utile, intesa come il periodo di tempo nel quale ci si attende che un'attività sia utilizzabile per l'entità. Il valore oggetto di ammortamento è rappresentato dal valore di iscrizione, ridotto del presumibile valore netto di realizzo al termine della sua vita utile, se significativo e ragionevolmente determinabile. Di seguito sono riportate le aliquote di ammortamento annue utilizzate per l'esercizio in esame, presentate per categorie omogenee con evidenza del relativo intervallo di applicazione:

Aliquota economico tecnica (%) annua
Altre immobilizzazioni immateriali
- Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione
delle opere dell'ingegno
20-33
- Altre attività immateriali 20 o in funzione della durata del contratto

L'avviamento e le attività immateriali aventi vita utile indefinita non sono oggetto di ammortamento.

Contributi

I contributi in conto capitale concessi da enti pubblici sono rilevati quando esiste la ragionevole certezza che saranno realizzate le condizioni previste dagli organi governativi concedenti per il loro ottenimento e sono rilevati a riduzione del prezzo di acquisto, di conferimento o del costo di produzione delle attività cui si riferiscono. In analogia, i contributi in conto capitale ricevuti da soggetti privati sono contabilizzati in conformità alle medesime previsioni normative.

I contributi in conto esercizio sono rilevati a conto economico per competenza, coerentemente con il sostenimento dei costi cui sono correlati.

Riduzione di valore delle attività immobilizzate non finanziarie

Riduzione di valore di immobili, impianti e macchinari e attività immateriali a vita utile definita Quando si verificano eventi che fanno presumere una riduzione del valore degli immobili, impianti e macchinari o delle attività immateriali a vita utile definita, la loro recuperabilità è verificata confrontando il valore di iscrizione con il relativo valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto degli oneri di dismissione (si veda il punto "Valutazioni al fair value"), e il valore d'uso. Il valore d'uso è determinato attualizzando i flussi di cassa attesi derivanti dall'uso del bene e, se significativi e ragionevolmente determinabili, dalla sua cessione al termine della sua vita utile, al netto degli oneri di dismissione. I flussi di cassa attesi sono determinati sulla base di assunzioni ragionevoli e documentabili rappresentative della migliore stima delle future condizioni economiche che si verificheranno nella residua vita utile del bene, dando maggiore rilevanza alle indicazioni provenienti

dall'esterno. L'attualizzazione è effettuata a un tasso che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività non riflesse nella stima dei flussi di cassa. La valutazione è effettuata per singola attività o per il più piccolo insieme identificabile di attività che, tramite il proprio utilizzo continuativo genera flussi di cassa in entrata largamente indipendenti da quelli di altre attività o gruppi di attività (Cash generating unit - CGU).

Il valore recuperabile degli immobili, impianti e macchinari che rientrano nell'ambito delle attività regolate è determinato considerando: (i) l'ammontare quantificato dall'Autorità sulla base delle regole che definiscono le tariffe per la prestazione dei servizi cui sono destinati; (ii) l'eventuale valore che il gruppo si aspetta di recuperare dalla cessione o al termine della concessione che regolamenta il servizio alla cui prestazione sono destinati. Analogamente a quanto accade per la quantificazione delle tariffe, anche la quantificazione del valore recuperabile degli immobili, impianti e macchinari rientranti nell'ambito delle attività regolate avviene sulla base delle previsioni normative vigenti. Quando vengono meno i motivi delle svalutazioni effettuate, le attività sono rivalutate e la rettifica è imputata a conto economico come rivalutazione (ripristino di valore). Il ripristino di valore è effettuato al minore tra il valore recuperabile e il valore di iscrizione al lordo delle svalutazioni precedentemente effettuate ridotto delle quote di ammortamento che sarebbero state rilevate qualora non si fosse proceduto alla svalutazione.

Riduzione di valore dell'avviamento, delle attività immateriali a vita utile indefinita e delle attività immateriali non ancora disponibili all'uso

La recuperabilità del valore di iscrizione dell'avviamento, delle attività immateriali a vita utile indefinita e delle attività immateriali non ancora disponibili all'uso è verificata con cadenza almeno annuale e comunque quando si verificano eventi che fanno presupporre una riduzione del valore. Con riferimento al goodwill, la verifica è effettuata a livello del più piccolo aggregato sulla base del quale la Direzione aziendale valuta, direttamente o indirettamente, il ritorno dell'investimento, incluso lo stesso goodwill. Quando il valore di iscrizione della CGU comprensivo del goodwill ad essa attribuito è superiore al valore recuperabile, la differenza costituisce oggetto di svalutazione che viene attribuita in via prioritaria al goodwill fino a concorrenza del suo ammontare; l'eventuale eccedenza della svalutazione rispetto a goodwill è imputata pro - quota al valore di libro degli assets che costituiscono la CGU. Le svalutazioni del goodwill non sono oggetto di ripristino di valore.

Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto

Le partecipazioni in joint ventures e in imprese collegate sono valutate con il metodo del patrimonio netto. In applicazione del metodo del patrimonio netto, le partecipazioni sono inizialmente iscritte al costo e successivamente adeguate per tener conto: (i) della quota di pertinenza della partecipante ai risultati economici della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione; (ii) della quota di pertinenza della partecipante delle altre componenti dell'utile complessivo della partecipata. I dividendi distribuiti dalla partecipata sono rilevati a riduzione del valore di iscrizione della partecipazione. Ai fini dell'applicazione del metodo del patrimonio netto, si considerano le rettifiche previste per il processo di consolidamento (si veda anche il punto "Principi di consolidamento").

Nel caso di assunzione di un collegamento (controllo congiunto) in fasi successive, il costo della partecipazione viene misurato come sommatoria dei fair value delle interessenze precedentemente possedute e del fair value dei corrispettivi trasferiti alla data in cui la partecipazione si qualifica come collegata (o a controllo congiunto). L'effetto della rivalutazione del valore di iscrizione delle quote di partecipazione detenute antecedentemente all'assunzione del collegamento (o del controllo congiunto) viene rilevato a conto economico, inclusi eventuali componenti rilevati nelle altre componenti dell'utile complessivo. La cessione di quote di partecipazione che comporta la perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole sulla partecipata determina la rilevazione a conto economico: (i)

dell'eventuale plusvalenza/minusvalenza calcolata come differenza tra il corrispettivo ricevuto e la corrispondente frazione del valore di iscrizione ceduta; (ii) dell'effetto dell'allineamento al relativo fair value dell'eventuale partecipazione residua mantenuta; (iii) degli eventuali valori rilevati nelle altre componenti dell'utile complessivo relativi alla partecipata per i quali sia previsto il rigiro a conto economico. Il valore dell'eventuale partecipazione mantenuta, allineato al relativo fair value alla data di perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole, rappresenta il nuovo valore di iscrizione e pertanto il valore di riferimento per la successiva valutazione secondo i criteri di valutazione applicabili. In presenza di obiettive evidenze di perdita di valore, la recuperabilità del valore di iscrizione è verificata confrontando il valore contabile con il relativo valore recuperabile determinato adottando i criteri indicati al punto "Riduzione di valore delle attività immobilizzate non finanziarie". Quando vengono meno i motivi delle svalutazioni effettuate, le partecipazioni sono rivalutate nei limiti

delle svalutazioni effettuate con imputazione dell'effetto a conto economico alla voce "Proventi (oneri) su partecipazioni".

La quota di pertinenza della partecipante di eventuali perdite della partecipata, eccedente il valore di iscrizione della partecipazione, è rilevata in un apposito fondo nella misura in cui la partecipante è impegnata ad adempiere a obbligazioni legali o implicite della partecipata, o comunque, a coprirne le sue perdite.

Rimanenze

Le rimanenze, incluse le scorte d'obbligo, sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione e il valore netto di realizzo, rappresentato dall'ammontare che l'entità prevede di ottenere dalla loro vendita nel normale svolgimento dell'attività.

Il costo delle rimanenze di gas naturale è determinato applicando il metodo del costo medio ponderato. Si precisa che le transazioni di vendita e riacquisto di gas strategico non realizzano un effettivo trasferimento dei rischi e benefici connessi con la proprietà, pertanto esse non comportano movimentazioni del magazzino.

Strumenti finanziari

Gli strumenti finanziari detenuti da Snam sono inclusi nelle seguenti voci di bilancio:

Disponibilità liquide ed equivalenti

Le disponibilità liquide ed equivalenti includono i valori di cassa, i depositi incassabili a vista nonché le altre attività finanziarie a breve termine con una scadenza non superiore ai tre mesi dall'acquisto, prontamente convertibili in cassa e soggette a un irrilevante rischio di variazione del loro valore. Le stesse sono iscritte al valore nominale, corrispondente al fair value.

Crediti commerciali e altri crediti e altre attività

I crediti commerciali e altri crediti e le altre attività sono valutati al momento della prima iscrizione al fair value comprensivo dei costi di transazione (a titolo esemplificativo, commissioni, consulenze, etc.). Il valore di iscrizione iniziale è successivamente rettificato per tener conto dei rimborsi in quota capitale, delle eventuali svalutazioni e dell'ammortamento della differenza tra il valore di rimborso e il valore di iscrizione iniziale.

L'ammortamento è effettuato sulla base del tasso di interesse interno effettivo che rappresenta il tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale (cosiddetto "Metodo del costo ammortizzato").

Qualora vi sia un'obiettiva evidenza di perdite di valore, la svalutazione è determinata confrontando il relativo valore di iscrizione con il valore attuale dei flussi di cassa attesi attualizzati al tasso di interesse effettivo definito al momento della rilevazione iniziale, ovvero al momento del suo aggiornamento

per riflettere i repricing contrattualmente definiti. L'obiettiva evidenza di perdita di valore è verificata considerando, tra l'altro, rilevanti inadempimenti contrattuali, significative difficoltà finanziarie e rischio di insolvenza della controparte.

I crediti sono esposti al netto degli accantonamenti al fondo svalutazione; il fondo svalutazione costituito in precedenza può essere utilizzato a fronte di una riduzione accertata di valore dell'attività o per esuberanza. Se vengono meno le motivazioni delle precedenti svalutazioni, il valore delle attività viene ripristinato fino a concorrenza del valore che sarebbe derivato dall'applicazione del costo ammortizzato qualora non fosse stata effettuata la svalutazione.

Gli effetti economici della valutazione al costo ammortizzato sono rilevati alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".

Le attività finanziarie cedute sono eliminate dall'attivo patrimoniale quando i diritti contrattuali connessi all'ottenimento dei flussi di cassa associati allo strumento finanziario sono realizzati, scaduti ovvero trasferiti a terzi.

Passività finanziarie

Le passività finanziarie, inclusive dei debiti finanziari, dei debiti commerciali, degli altri debiti e delle altre passività sono iscritte inizialmente al fair value ridotto di eventuali costi connessi alla transazione; successivamente sono rilevate al costo ammortizzato utilizzando ai fini dell'attualizzazione il tasso di interesse effettivo, così come illustrato al punto precedente "Crediti commerciali e altri crediti e altre attività".

Le passività finanziarie sono eliminate quando sono estinte, ovvero quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta, cancellata o scaduta.

Compensazione di attività e passività finanziarie

Le attività e passività finanziarie sono compensate nello stato patrimoniale quando si ha il diritto legale alla compensazione, correntemente esercitabile, e si ha l'intenzione di regolare il rapporto su base netta (ovvero di realizzare l'attività e contemporaneamente estinguere la passività).

Strumenti finanziari derivati

Gli strumenti finanziari derivati sono attività e passività rilevate al fair value secondo i criteri indicati al successivo punto "Valutazioni al fair value".

I derivati sono classificati come strumenti di copertura quando la relazione tra il derivato e l'oggetto della copertura è formalmente documentata e l'efficacia della copertura, verificata periodicamente, è elevata.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value degli strumenti oggetto di copertura (fair value hedge; es. copertura della variabilità del fair value di attività/passività a tasso fisso), i derivati sono rilevati al fair value con imputazione degli effetti a conto economico; coerentemente, gli strumenti oggetto di copertura sono adeguati per riflettere a conto economico le variazioni del fair value associate al rischio coperto, indipendentemente dalla previsione di un diverso criterio di valutazione applicabile generalmente alla tipologia di strumento.

Quando i derivati coprono il rischio di variazione dei flussi di cassa degli strumenti oggetto di copertura (cash flow hedge; es. copertura della variabilità dei flussi di cassa di attività/passività per effetto delle oscillazioni dei tassi di interesse o dei tassi di cambio), le variazioni del fair value dei derivati considerate efficaci sono inizialmente rilevate nella riserva di patrimonio netto afferente le altre componenti dell'utile complessivo e successivamente imputate a conto economico coerentemente agli effetti economici prodotti dall'operazione coperta.

La quota non efficace della copertura è iscritta nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi da strumenti derivati".

Le variazioni del fair value dei derivati che non soddisfano le condizioni per essere qualificati come di copertura sono rilevate a conto economico. In particolare, le variazioni del fair value dei derivati non di copertura su tassi di interesse e su valute sono rilevate nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi da strumenti derivati".

I derivati impliciti in strumenti ibridi sono separati dal contratto principale e rilevati separatamente se lo strumento ibrido nel suo complesso non è valutato al fair value con imputazione degli effetti a conto economico e se le caratteristiche e i rischi del derivato non sono strettamente collegati a quelli del contratto principale. La verifica dell'esistenza di derivati impliciti da scorporare e valutare separatamente è effettuata al momento in cui l'impresa entra a far parte del contratto e, successivamente, in presenza di modifiche nelle condizioni del contratto che determinino significative variazioni dei flussi di cassa generati dallo stesso.

Valutazioni al fair value

Il fair value è il corrispettivo che può essere ricevuto per la cessione di un'attività o che può essere pagato per il trasferimento di una passività in una regolare transazione tra operatori di mercato alla data di valutazione (i.e. exit price).

Il fair value di un'attività o passività è determinato adottando le valutazioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o della passività. La valutazione del fair value suppone, inoltre, che l'attività o la passività sia scambiata nel mercato principale o, in assenza dello stesso, nel più vantaggioso a cui l'impresa ha accesso.

La determinazione del fair value di un'attività non finanziaria è effettuata considerando la capacità degli operatori di mercato di generare benefici economici impiegando tale attività nel suo massimo e migliore utilizzo (cosiddetto "Highest and best use"), o vendendola ad un altro partecipante al mercato in grado di utilizzarla massimizzandone il valore. La determinazione del massimo e migliore utilizzo dell'asset è effettuata dal punto di vista degli operatori di mercato anche nell'ipotesi in cui l'impresa intenda effettuarne un utilizzo differente; si presume che l'utilizzo corrente da parte della società di un'attività non finanziaria sia il massimo e migliore utilizzo della stessa, a meno che il mercato o altri fattori non suggeriscano che un differente utilizzo da parte degli operatori di mercato sia in grado di massimizzarne il valore.

La valutazione del fair value di una passività, sia finanziaria sia non finanziaria, o di uno strumento di capitale, tiene conto del prezzo quotato per il trasferimento di una passività o uno strumento di capitale identici o similari; se tale prezzo quotato non è disponibile, si considera la valutazione della corrispondente attività posseduta da un operatore di mercato alla data della valutazione. Il fair value degli strumenti finanziari è determinato considerando il rischio di credito della controparte di un'attività finanziaria (cosiddetto "Credit Valuation Adjustment" - CVA) e il rischio di inadempimento, da parte dell'entità stessa, con riferimento ad una passività finanziaria (cosiddetto "Debit Valuation Adjustment" - DVA).

Nella determinazione del fair value, è definita una gerarchia di criteri basata sull'origine, la tipologia e la qualità delle informazioni utilizzate nel calcolo. Tale classificazione ha l'obiettivo di stabilire una gerarchia in termini di affidabilità del fair value, dando la precedenza all'utilizzo di parametri osservabili sul mercato che riflettono le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività/passività. La gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:

  • livello 1: input rappresentati da prezzi quotati (non modificati) in mercati attivi per attività o passività identiche alle quali si può accedere alla data di valutazione;
  • livello 2: input, diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, che sono osservabili, direttamente o indirettamente, per le attività o passività da valutare;
  • livello 3: input non osservabili per l'attività o la passività.

In assenza di quotazioni di mercato disponibili, il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione, adeguate alle singole fattispecie, che massimizzino l'uso di input osservabili rilevanti, riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

Attività non correnti destinate alla vendita e discontinued operations

Le attività non correnti e le attività correnti e non correnti dei gruppi in dismissione sono classificate come destinate alla vendita se il relativo valore di iscrizione sarà recuperato principalmente attraverso la vendita piuttosto che attraverso l'uso continuativo. Questa condizione si considera rispettata quando la vendita è altamente probabile e l'attività o il gruppo in dismissione è disponibile per una vendita immediata nelle sue attuali condizioni. In presenza di un programma di vendita di una controllata che comporta la perdita del controllo, tutte le attività e passività di tale partecipata sono classificate come destinate alla vendita, a prescindere dal fatto che, dopo la cessione, si mantenga o meno una quota di partecipazione. La verifica del rispetto delle condizioni previste per la classificazione di un item come destinato alla vendita comporta che la Direzione Aziendale effettui valutazioni soggettive formulando ipotesi ragionevoli e realistiche sulla base delle informazioni disponibili.

Le attività non correnti destinate alla vendita, le attività correnti e non correnti afferenti a gruppi in dismissione e le passività direttamente associabili sono rilevate nella situazione patrimoniale finanziaria separatamente dalle altre attività e passività dell'impresa.

Immediatamente prima della classificazione come destinate alla vendita, le attività e le passività rientranti in un gruppo in dismissione sono valutate secondo i principi contabili ad esse applicabili. Successivamente, le attività non correnti destinate alla vendita non sono oggetto di ammortamento e sono valutate al minore tra il valore di iscrizione e il relativo fair value, ridotto degli oneri di vendita (si veda il precedente punto "Valutazioni al fair value").

La classificazione come destinate alla vendita di partecipazioni valutate secondo il metodo del patrimonio netto implica la sospensione dell'applicazione di tale criterio di valutazione; pertanto, in questa fattispecie il valore di iscrizione è pari al valore derivante dall'applicazione del metodo del patrimonio netto alla data della riclassifica.

L'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione delle attività non correnti e il fair value ridotto degli oneri di vendita è imputata a conto economico come svalutazione; le eventuali successive riprese di valore sono rilevate sino a concorrenza delle svalutazioni rilevate in precedenza, ivi incluse quelle riconosciute anteriormente alla qualificazione dell'attività come destinata alla vendita.

Le attività non correnti e le attività correnti e non correnti (e le eventuali passività a queste associate) dei gruppi in dismissione, classificate come destinate alla vendita, costituiscono una discontinued operation se, alternativamente: (i) rappresentano un ramo autonomo di attività significativo o un'area geografica di attività significativa; (ii) fanno parte di un programma di dismissione di un significativo ramo autonomo di attività o un'area geografica di attività significativa; o (iii) si riferiscono ad una controllata acquisita esclusivamente al fine della sua vendita. I risultati delle discontinued operations, nonché l'eventuale plusvalenza/minusvalenza realizzata a seguito della dismissione, sono indicati distintamente nel conto economico in un'apposita voce, al netto dei relativi effetti fiscali, anche per gli esercizi posti a confronto.

Fondi per rischi e oneri

I fondi per rischi e oneri riguardano costi e oneri di natura determinata e di esistenza certa o probabile che alla data di chiusura dell'esercizio sono indeterminati nell'ammontare o nella data di sopravvenienza.

Gli accantonamenti ai fondi sono rilevati quando: (i) è probabile l'esistenza di un'obbligazione attuale, legale o implicita, derivante da un evento passato; (ii) è probabile che l'adempimento dell'obbligazione sia oneroso; (iii) l'ammontare dell'obbligazione può essere stimato attendibilmente. Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della migliore stima dell'ammontare che l'impresa razionalmente

pagherebbe per estinguere l'obbligazione ovvero per trasferirla a terzi alla data di chiusura dell'esercizio; gli accantonamenti relativi a contratti onerosi sono iscritti al minore tra il costo necessario per l'adempimento dell'obbligazione, al netto dei benefici economici attesi derivanti dal contratto, e il costo per la risoluzione del contratto.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando, ad un tasso che riflette le valutazioni presenti sul mercato del valore attuale del denaro, i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del fondo connesso al trascorrere del tempo è imputato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".

Quando la passività è relativa ad elementi di immobili, impianti e macchinari (es. smantellamento e ripristino siti), il fondo è rilevato in contropartita all'attività a cui si riferisce e l'imputazione a conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento. I costi che l'impresa prevede di sostenere per attuare programmi di ristrutturazione sono iscritti nell'esercizio in cui viene definito formalmente il programma e si è generata nei soggetti interessati la valida aspettativa che la ristrutturazione avrà luogo. I fondi sono periodicamente aggiornati per riflettere le variazioni delle stime dei costi, dei tempi di realizzazione e del tasso di attualizzazione; le revisioni di stima dei fondi sono imputate nella medesima voce di conto economico che ha precedentemente accolto l'accantonamento ovvero, quando la passività è relativa ad attività materiali (es. smantellamento e ripristini), in contropartita all'attività a cui si riferiscono nei limiti dei valori di iscrizione; l'eventuale eccedenza è rilevata a conto economico. Nelle note di commento sono illustrate le passività potenziali rappresentate da: (i) obbligazioni possibili (ma non probabili), derivanti da eventi passati, la cui esistenza sarà confermata solo al verificarsi o meno di uno o più eventi futuri incerti non totalmente sotto il controllo dell'impresa; (ii) obbligazioni attuali derivanti da eventi passati il cui ammontare non può essere stimato attendibilmente o il cui adempimento è probabile che non sia oneroso.

Benefici per i dipendenti

Benefici successivi al rapporto di lavoro

I benefici successivi al rapporto di lavoro sono definiti sulla base di programmi, ancorché non formalizzati, che in funzione delle loro caratteristiche sono distinti in piani "a benefici definiti" e piani "a contributi definiti".

Piani a benefici definiti

La passività relativa ai piani a benefici definiti, è determinata stimando il valore attuale dei benefici futuri che i dipendenti hanno maturato nell'esercizio corrente e nei precedenti e deducendo il fair value delle eventuali attività a servizio del piano. Il valore attuale delle obbligazioni è determinato sulla base di ipotesi attuariali ed è rilevato per competenza, coerentemente al periodo lavorativo necessario all'ottenimento dei benefici.

Gli utili e le perdite attuariali relativi a programmi a benefici definiti, derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali utilizzate o da rettifiche basate sull'esperienza passata, sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo nell'esercizio in cui si verificano e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico. Quando si verifica una modifica, una riduzione o un'estinzione di un piano, i relativi effetti sono rilevati a conto economico.

Gli oneri finanziari netti rappresentano la variazione che la passività netta subisce nel corso dell'esercizio per effetto del trascorrere del tempo. L'interesse netto (net interest) è determinato applicando alle passività, al netto delle eventuali attività al servizio del piano, il tasso di sconto utilizzato per l'attualizzazione utilizzato per le passività. Gli oneri finanziari netti di piani a benefici definiti sono rilevati alla voce "Oneri (Proventi) finanziari".

Piani a contributi definiti

Nei piani a contributi definiti, l'obbligazione dell'impresa, limitata al versamento dei contributi allo Stato ovvero a un patrimonio o a un'entità giuridicamente distinta (cosiddetta "Fondo"), è determinata sulla base dei contributi dovuti.

I costi relativi ai piani a contribuzione definita sono rilevati a conto economico al momento del loro sostenimento.

Altri piani a lungo termine

Le obbligazioni relative ad altri benefici a lungo termine sono determinate adottando ipotesi attuariali; gli effetti derivanti dalle modifiche delle ipotesi attuariali ovvero da rettifiche basate sull'esperienza passata sono rilevati interamente a conto economico.

Azioni proprie

Le azioni proprie sono rilevate al costo e iscritte a riduzione del patrimonio netto. Gli effetti economici derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati nel patrimonio netto.

Distribuzione di dividendi

La distribuzione di dividendi agli azionisti della Società determina l'iscrizione di un debito nel bilancio del periodo nel quale la distribuzione è stata approvata dagli azionisti della società ovvero, nel caso di distribuzione di acconti sui dividendi, dal Consiglio di Amministrazione.

Operazioni in valuta estera

I criteri adottati da Snam per la conversione delle operazioni in valuta diversa da quella funzionale (euro) sono di seguito riepilogati:

  • i ricavi e i costi relativi ad operazioni in moneta diversa da quella funzionale sono iscritti al cambio corrente del giorno in cui l'operazione è compiuta;
  • le attività e passività monetarie in moneta diversa da quella funzionale sono convertite in euro applicando il cambio corrente alla data di chiusura dell'esercizio con imputazione dell'effetto a conto economico;
  • le attività e passività non monetarie in moneta diversa da quella funzionale valutate al costo sono iscritte al cambio di rilevazione iniziale; quando la valutazione è effettuata al fair value, ovvero al valore recuperabile o di realizzo, è adottato il cambio corrente alla data di determinazione del valore.

Ricavi

I ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizi sono rilevati quando si verifica l'effettivo trasferimento dei rischi e dei vantaggi rilevanti tipici della proprietà o al compimento della prestazione ed è probabile che i benefici economici derivanti dall'operazione siano fruiti dal venditore o dal prestatore del servizio. I ricavi sono rilevati per l'ammontare pari al fair value del corrispettivo ricevuto o da ricevere. Relativamente alle attività svolte dal Gruppo Snam il momento di riconoscimento dei ricavi coincide con la prestazione del servizio. Si precisa che la parte più rilevante dei ricavi della gestione caratteristica è relativa ad attività regolate, i cui proventi risultano disciplinati dal quadro normativo definito dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico. Pertanto, le condizioni economiche dei servizi prestati sono definite tramite schemi regolatori e non su base negoziale. In riferimento al settore di attività Trasporto7 , il differenziale tra i ricavi riconosciuti dal regolatore (cosiddetto "Revenue cap") e i ricavi effettivamente maturati viene iscritto con contropartita nelle voci di Situazione patrimoniale - finanziaria "Altre attività", se positivo, e "Altre passività", se negativo. Tale differenziale sarà oggetto di reversal nel conto economico negli esercizi successivi sotto forma di variazioni tariffarie. All'interno dei settori Rigassificazione e Stoccaggio, invece, l'eventuale differenziale tra i ricavi riconosciuti dal regolatore ed i ricavi maturati viene iscritto, se positivo, nella voce di Situazione patrimoniale - finanziaria "Crediti commerciali e altri crediti" e nella voce "Debiti commerciali e altri debiti", se negativo, in quanto lo stesso sarà oggetto di regolamento monetario con la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).

Gli stanziamenti di ricavi relativi a servizi parzialmente resi sono rilevati per il corrispettivo maturato, sempreché sia possibile determinarne attendibilmente lo stadio di completamento e non sussistano significative incertezze sull'ammontare e sull'esistenza del ricavo e dei relativi costi; diversamente sono rilevati nei limiti dei costi sostenuti recuperabili.

Gli elementi di immobili, impianti e macchinari, differenti da quelli utilizzati nell'ambito dei servizi in concessione, trasferiti dai clienti (o realizzati con le disponibilità trasferite dai clienti) e funzionali al loro collegamento ad una rete per la somministrazione di una fornitura sono rilevati al relativo fair value in contropartita ai ricavi di conto economico. Quando l'accordo prevede la prestazione di una pluralità di servizi (es. allacciamento e fornitura di beni) è verificato a fronte di quale servizio fornito è stata trasferita l'attività dal cliente e, coerentemente, la rilevazione del ricavo è operata all'atto dell'allacciamento ovvero lungo la minore tra la durata della fornitura e la vita utile dell'asset. I ricavi sono iscritti al netto di resi, sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse.

I ricavi sono esposti al netto delle voci relative a componenti tariffarie addizionali rispetto alla tariffa, destinate alla copertura degli oneri di carattere generale del sistema gas. Gli importi riscossi da Snam, sono versati, per pari ammontare, alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali. Tale esposizione viene dettagliata nella componente lorda e netta all'interno delle Note al bilancio consolidato (si veda la nota n. 24 "Ricavi").

Le permute tra beni o servizi di natura e valore simile, in quanto non rappresentative di operazioni di vendita, non determinano la rilevazione di ricavi e costi.

Dividendi percepiti

I dividendi sono rilevati alla data di assunzione della delibera da parte dell'Assemblea, salvo quando non sia ragionevolmente certa la cessione delle azioni prima dello stacco della cedola.

Costi

I costi sono riconosciuti nell'esercizio quando relativi a beni e servizi venduti o consumati nell'esercizio medesimo ovvero quando non si possa identificare l'utilità futura degli stessi.

I costi relativi alle quote di emissione, determinati sulla base dei prezzi di mercato, sono rilevati limitatamente alla quota di emissioni di anidride carbonica eccedenti le quote assegnate. I proventi relativi alle quote di emissione sono rilevati all'atto del realizzo attraverso la cessione.

I crediti monetari attribuiti in sostituzione dell'assegnazione gratuita di quote di emissione sono rilevati in contropartita alla voce "Altri ricavi e proventi" del Conto economico.

I canoni relativi a leasing operativi sono imputati a conto economico lungo la durata del contratto. I costi sostenuti in occasione di aumenti del capitale sociale sono iscritti a riduzione del patrimonio netto, al netto del relativo effetto fiscale.

Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito correnti sono calcolate sulla base della stima del reddito imponibile. I debiti e i crediti tributari per imposte sul reddito correnti sono rilevati al valore che si prevede di pagare/recuperare alle/dalle Autorità fiscali applicando le aliquote e le normative fiscali vigenti o sostanzialmente approvate alla data di chiusura dell'esercizio.

Per quanto riguarda l'imposta sul reddito delle società (IRES)8 , Snam ha esercitato l'opzione per il regime del Consolidato fiscale nazionale, a cui tutte le imprese consolidate hanno formalmente aderito. Il debito previsto è rilevato nella voce "Passività per imposte sul reddito correnti".

Il regolamento di partecipazione al regime di tassazione del Consolidato fiscale nazionale per le società di Snam prevede che:

  • le società controllate con imponibile positivo corrispondano a Snam l'imposta dovuta. Il reddito imponibile della società controllata, con riferimento al quale è determinata tale imposta, è rettificato per tener conto del recupero di componenti negativi che sarebbero risultati indeducibili in assenza del Consolidato (es. interessi passivi), del cosiddetto "Effetto ACE" e dell'eventuale reddito imponibile negativo riferibile alle partecipazioni della società controllata stessa in società consolidate;
  • le società controllate con imponibile negativo, se e nella misura in cui hanno prospettive di redditività che avrebbero consentito, in assenza del Consolidato fiscale nazionale, di rilevare imposte differite attive connesse all'imponibile negativo stesso sul bilancio di esercizio, ricevano dai propri Soci - nel caso in cui questi rientrino fra le società con imponibile positivo, o fra quelle con imponibile negativo ma con prospettive di redditività, o da Snam negli altri casi - una compensazione corrispondente al minore fra il risparmio d'imposta realizzato dal gruppo e le predette imposte differite attive.

L'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) è rilevata alla voce "Passività per imposte sul reddito correnti"/"Attività per imposte sul reddito correnti".

Le imposte sul reddito differite e anticipate sono calcolate sulle differenze temporanee tra i valori delle attività e passività iscritte a bilancio e i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali sulla base delle aliquote e della normativa approvate o sostanzialmente tali per gli esercizi futuri. L'iscrizione di attività per imposte anticipate è effettuata quando il loro recupero è considerato probabile; in particolare la recuperabilità delle imposte anticipate è considerata probabile quando si prevede la disponibilità di un reddito imponibile, nell'esercizio in cui si annullerà la differenza temporanea, tale da consentire di

8 In data 7 novembre 2016, per effetto dell'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) da Snam S.p.A, è venuto meno il requisito del controllo per poter far parte al regime del Consolidato Fiscale Nazionale del Gruppo Snam per le società Italgas

attivare la deduzione fiscale. Analogamente, nei limiti della loro recuperabilità sono rilevati i crediti di imposta non utilizzati e le imposte anticipate sulle perdite fiscali.

Le attività per imposte anticipate e le passività per imposte differite sono classificate tra le attività e le passività non correnti e sono compensate a livello di singola impresa se riferite a imposte compensabili. Il saldo della compensazione, se attivo, è iscritto alla voce "Attività per imposte anticipate"; se passivo, alla voce "Passività per imposte differite". Quando i risultati delle operazioni sono rilevati direttamente a patrimonio netto, le imposte correnti, anticipate e differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.

Le attività per imposte sul reddito caratterizzate da elementi di incertezza sono rilevate quando il loro ottenimento è ritenuto probabile.

Informativa per settore operativo

L'informativa relativa ai settori di attività è stata predisposta secondo le disposizioni dell'IFRS 8 - "Settori operativi", pertanto, l'identificazione dei settori operativi e l'informativa presentata sono definite sulla base della reportistica interna utilizzata dalla Direzione Aziendale ai fini dell'allocazione delle risorse ai diversi segmenti e per l'analisi delle relative performance.

Un settore operativo è definito dall'IFRS 8 come una componente di un'entità che: (i) intraprende attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi (compresi i ricavi e i costi riguardanti operazioni con altre componenti della medesima entità); (ii) i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale operativo dell'entità ai fini dell'adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione dei risultati; (iii) per la quale sono disponibili informazioni di bilancio separate.

In dettaglio, i settori di attività oggetto di informativa sono: (i) il trasporto di gas naturale (nel seguito "settore Trasporto"); (ii) la rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto (nel seguito "settore Rigassificazione"); (iii) lo stoccaggio di gas naturale (nel seguito "settore Stoccaggio") e sono riconducibili alle attività svolte in via prevalente rispettivamente da Snam Rete Gas, GNL Italia e Stogit. Con riferimento al settore distribuzione di gas naturale rileva la circostanza che in data 7 novembre 2016 ha avuto efficacia l'operazione di separazione da Snam delle attività di distribuzione di gas naturale, svolte sino a tale date da Italgas Reti S.p.A. (in precedenza Italgas) e dalle società da questa controllate, che ha comportato il trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. (100%) in Italgas Reti S.p.A. a favore di Italgas S.p.A. (in precedenza ITG Holding S.p.A.). Ai fini del bilancio consolidato Snam 2016, il settore distribuzione non è più rappresentato come settore operativo.

4. Schemi di bilancio9

Gli schemi di bilancio adottati nella redazione del bilancio sono coerenti con le disposizioni riportate dallo IAS 1 - "Presentazione del Bilancio" (nel seguito IAS 1). In particolare:

  • le voci dello schema della Situazione patrimoniale finanziaria sono classificate distinguendo attività e passività secondo il criterio "corrente / non corrente"10;
  • il Prospetto di conto economico è stato predisposto classificando i costi per natura, in quanto tale forma di presentazione è ritenuta più idonea per rappresentare la realtà operativa del gruppo, ed è in linea con la prassi consolidata delle aziende operanti nei mercati internazionali;
  • il Prospetto dell'utile complessivo indica il risultato economico integrato dei proventi e oneri che per espressa previsione degli IFRS sono rilevati direttamente a patrimonio netto;
  • il Prospetto delle variazioni nelle voci di patrimonio netto presenta i proventi (oneri) complessivi dell'esercizio, le operazioni con gli azionisti e le altre variazioni del patrimonio netto;
  • lo schema di Rendiconto finanziario è definito secondo il metodo "indiretto", rettificando l'utile di esercizio delle componenti di natura non monetaria.

Si ritiene che tali schemi rappresentino adeguatamente la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo.

Si precisa inoltre che, ai sensi della Delibera CONSOB n. 15519 del 28 luglio 2006, all'interno del conto economico sono distintamente identificati, qualora presenti, i proventi e oneri derivanti da operazioni non ricorrenti. In relazione alla medesima Delibera CONSOB, nei prospetti di bilancio sono evidenziati separatamente i saldi delle posizioni creditorie/debitorie e delle transazioni con parti correlate, ulteriormente descritti nella nota n. 33 "Rapporti con parti correlate".

In ottemperanza allo IAS 1, le informazioni comparative di bilancio si riferiscono, salvo diversa indicazione, all'esercizio precedente.

5. Utilizzo di stime contabili

L'applicazione dei principi contabili generalmente accettati per la redazione del bilancio comporta che la Direzione aziendale effettui stime contabili basate su giudizi complessi e/o soggettivi, stime basate su esperienze passate e ipotesi considerate ragionevoli e realistiche sulla base delle informazioni conosciute al momento della stima. L'utilizzo di queste stime contabili influenza il valore di iscrizione delle attività e delle passività e l'informativa su attività e passività potenziali alla data del bilancio, nonché l'ammontare dei ricavi e dei costi nel periodo di riferimento. I risultati effettivi possono differire da quelli stimati a causa dell'incertezza che caratterizza le ipotesi e le condizioni sulle quali le stime sono basate.

Di seguito sono indicate le stime contabili critiche del processo di redazione del bilancio e delle relazioni contabili infrannuali perché comportano un elevato ricorso a giudizi soggettivi, assunzioni e stime relative a tematiche per loro natura incerte. Le modifiche delle condizioni alla base dei giudizi, assunzioni e stime adottati, possono determinare un impatto rilevante sui risultati successivi.

9 Gli schemi di bilancio sono gli stessi adottati nella Relazione finanziaria annuale 2015 ad eccezione della rappresentazione del Gruppo Italgas come discontinued operations. Gli effetti della rappresentazione come discontinued operations sono illustrati nella nota n. 21 "Discontinued operations".

10 Le attività e le passività sono classificate come correnti se: (i) la loro realizzazione/estinzione è prevista nel normale ciclo operativo aziendale o nei dodici mesi successivi alla chiusura dell'esercizio; (ii) sono costituite da disponibilità liquide o disponibilità liquide equivalenti che non presentano vincoli tali da limitarne l'utilizzo nei dodici mesi successivi alla data di chiusura dell'esercizio; o (iii) sono detenute principalmente con finalità di trading. Gli strumenti derivati posti in essere con finalità di trading sono classificati tra le componenti correnti, indipendentemente dalla maturity date. Gli strumenti derivati di copertura sono classificati come correnti quando la loro realizzazione è prevista entro i dodici mesi successivi alla data di chiusura dell'esercizio; differentemente sono classificati tra le componenti non correnti.

Riduzioni di Valore delle Attività

Le attività sono svalutate quando eventi o modifiche delle circostanze facciano ritenere che il valore di iscrizione in bilancio non sia recuperabile. Gli eventi che possono determinare una svalutazione di attività sono variazioni nei piani industriali, variazioni nei prezzi di mercato, ridotto utilizzo degli impianti. La decisione se procedere a una svalutazione e la quantificazione della stessa dipendono dalle valutazioni della Direzione Aziendale su fattori complessi e altamente incerti, tra i quali l'andamento futuro dei prezzi, l'impatto dell'inflazione e dei miglioramenti tecnologici sui costi di produzione, i profili produttivi e le condizioni della domanda e dell'offerta. La svalutazione è determinata confrontando il valore di iscrizione con il relativo valore recuperabile,

rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto degli oneri di dismissione, e il valore d'uso determinato attualizzando i flussi di cassa attesi derivanti dall'utilizzo dell'attività. I flussi di cassa attesi sono quantificati alla luce delle informazioni disponibili al momento della stima sulla base di giudizi soggettivi sull'andamento di variabili future - quali i prezzi, i costi, i tassi di crescita della domanda, i profili produttivi - e sono attualizzati utilizzando un tasso che tiene conto del rischio inerente all'attività interessata. Le logiche alla base dell'impairment test posto in essere dalla Direzione aziendale in relazione alle aree di bilancio immobili, impianti e macchinari e attività immateriali sono illustrate all'interno del punto "Riduzioni

Fondo Smantellamento e ripristino siti Il Gruppo Snam sostiene delle passività significative connesse agli obblighi di rimozione e smantellamento di impianti o parti di impianto. La stima dei costi futuri di smantellamento e di ripristino è un processo complesso e richiede l'apprezzamento e il giudizio della Direzione aziendale nella valutazione delle passività da sostenersi a distanza di molti anni per l'adempimento di obblighi di smantellamento e di ripristino, spesso non compiutamente definiti da leggi, regolamenti amministrativi o clausole contrattuali. Inoltre questi obblighi risentono del costante aggiornamento delle tecniche e dei costi di smantellamento e di ripristino, nonché della continua evoluzione della sensibilità politica e pubblica in materia di salute e di tutela ambientale. La criticità delle stime contabili degli oneri di smantellamento e di ripristino dipende anche dalla tecnica di contabilizzazione di tali oneri il cui valore attuale è inizialmente capitalizzato insieme al costo dell'attività cui si riferiscono in contropartita al fondo rischi. Successivamente il valore del fondo rischi è aggiornato per riflettere il trascorrere del tempo e le eventuali variazioni di stima a seguito delle modifiche dei flussi di cassa attesi, della tempistica della loro realizzazione nonché dei tassi di attualizzazione adottati. La determinazione del tasso di attualizzazione da utilizzare sia nella valutazione iniziale dell'onere sia nelle valutazioni successive è frutto di un processo complesso che comporta giudizi soggettivi da parte della Direzione aziendale. Aggregazioni Aziendali La rilevazione delle operazioni di business combinations implica l'attribuzione alle attività e passività dell'impresa acquisita della differenza tra il costo di acquisto e il valore netto contabile. Per la maggior parte delle attività e delle passività, l'attribuzione della differenza è effettuata rilevando le attività e le passività al loro fair value. La parte non attribuita se positiva è iscritta al goodwill, se negativa è imputata a conto economico. Nel processo di attribuzione, il Gruppo Snam si avvale delle informazioni disponibili e, per le business combination più significative, di valutazioni esterne. Passività ambientali Il Gruppo Snam è soggetto, in relazione alle attività svolte, a numerose leggi e regolamenti per la tutela dell'ambiente a livello comunitario, nazionale, regionale e locale, ivi incluse le leggi che attuano convenzioni e protocolli internazionali relativi alle attività svolte. Con riferimento a tali normative, quando è probabile l'esistenza di una passività onerosa e l'ammontare può essere stimato attendibilmente, i relativi costi sono accantonati. Il gruppo attualmente non ritiene che vi saranno effetti negativi particolarmente rilevanti sul bilancio dovuti al mancato rispetto della normativa ambientale, anche tenuto conto degli interventi già effettuati, tuttavia non può essere escluso con certezza che Snam possa incorrere in ulteriori costi o responsabilità anche di proporzioni rilevanti in quanto, allo stato attuale delle conoscenze, è impossibile prevedere gli effetti dei futuri sviluppi tenuto conto tra l'altro dei seguenti aspetti: (i) la possibilità che emergano contaminazioni; (ii) i risultati delle caratterizzazioni in corso e da eseguire e gli altri possibili effetti derivanti dall'applicazione delle leggi vigenti; (iii) gli eventuali effetti di nuove leggi e regolamenti per la tutela dell'ambiente; (iv) gli effetti di eventuali innovazioni tecnologiche per il risanamento ambientale; (v) la possibilità di controversie e la difficoltà di determinare le eventuali conseguenze, anche in relazione alla responsabilità di altri soggetti e ai possibili indennizzi.

di valore delle attività immobilizzate non finanziarie".

Benefici per i
dipendenti
I programmi a benefici definiti sono valutati sulla base di eventi incerti e di ipotesi attuariali che comprendono,
tra le altre, i tassi di sconto, i ritorni attesi sulle attività a servizio dei piani (ove esistenti), il livello delle
retribuzioni future, i tassi di mortalità, l'età di ritiro e gli andamenti futuri delle spese sanitarie coperte.
Le principali assunzioni utilizzate per la quantificazione dei piani a benefici definiti sono determinate
come segue: (i) i tassi di sconto e di inflazione che rappresentano i tassi in base ai quali l'obbligazione nei
confronti dei dipendenti potrebbe essere effettivamente adempiuta, si basano sui tassi che maturano su
titoli obbligazionari di elevata qualità e sulle aspettative inflazionistiche; (ii) il livello delle retribuzioni future
è determinato sulla base di elementi quali le aspettative inflazionistiche, la produttività, gli avanzamenti
di carriera e di anzianità; (iii) il costo futuro delle prestazioni sanitarie è determinato sulla base di elementi
quali l'andamento presente e passato dei costi delle prestazioni sanitarie, comprese assunzioni sulla crescita
inflativa dei costi, e le modifiche nelle condizioni di salute degli aventi diritto; (iv) le assunzioni demografiche
riflettono la miglior stima dell'andamento di variabili quali ad esempio la mortalità, il turnover e l'invalidità e
altro relative alla popolazione degli aventi diritto.
Le differenze nel valore della passività (attività) netta dei piani per benefici ai dipendenti derivanti dalle
modifiche delle ipotesi attuariali utilizzate e dalla differenza tra le ipotesi attuariali precedentemente adottate
e quelle che si sono effettivamente realizzate si verificano normalmente e sono definite utili o perdite
attuariali. Gli utili e le perdite attuariali relativi a piani a benefici definiti sono rilevati nel prospetto dell'utile
complessivo. Le ipotesi attuariali sono adottate anche per la determinazione delle obbligazioni relative agli
altri benefici a lungo termine; a tal fine, gli effetti derivanti dalle modifiche delle ipotesi attuariali ovvero delle
caratteristiche del beneficio sono rilevati interamente a conto economico.
Fondi per R
ischi
e O
neri
Oltre a rilevare le passività ambientali, gli obblighi di rimozione delle attività materiali e di ripristino dei siti,
e le passività relative ai benefici per i dipendenti, Snam effettua accantonamenti connessi prevalentemente ai
contenziosi legali e fiscali. La stima degli accantonamenti in queste materie è frutto di un processo complesso
che comporta giudizi soggettivi da parte della Direzione aziendale.

6. Principi contabili di recente emanazione

Principi contabili e interpretazioni emessi dallo IASB/IFRIC e omologati dalla Commissione europea, ma non ancora entrati in vigore

Vengono di seguito elencati e illustrati in sintesi i principi contabili e le interpretazioni omologati dalla Commissione europea nel corso dell'esercizio 2016, ma non ancora entrati in vigore. Con regolamento n. 2016/1905, emesso dalla Commissione europea in data 22 settembre 2016, sono state omologate le previsioni normative contenute nel documento IFRS "15 Revenue from Contracts with Customers", emesso dallo IASB in data 28 maggio 2014. Il documento fornisce un unico modello di riconoscimento dei ricavi (compresi quelli derivanti dai contratti inerenti lavori su ordinazione) basato sul trasferimento del controllo di un bene o di un servizio ad un cliente. Esso fornisce un approccio più strutturato alla misurazione e rilevazione dei ricavi, con una guida di applicazione dettagliata. In particolare, il principio cardine dell'IFRS 15 prevede che la rilevazione dei ricavi sia effettuata per un ammontare che rifletta il corrispettivo che l'entità prevede avrà diritto a ricevere a fronte del trasferimento di beni e/o servizi. Tale principio è articolato in cinque passaggi: (i) identificazione del contratto (dei contratti) con il cliente; le disposizioni del principio si applicano ad ogni singolo contratto salvo i casi previsti in cui il principio stesso richiede che l'entità consideri più contratti unitariamente e provveda di conseguenza alla relativa contabilizzazione; (ii) identificazione delle performance obligations (ossia delle promesse contrattuali a trasferire beni e/o servizi) contenute nel contratto; (iii) determinazione del prezzo della transazione; nel caso in cui il corrispettivo sia variabile, questo è oggetto di stima da parte dell'entità, nella misura in cui è altamente probabile che quando sarà successivamente risolta l'incertezza associata al corrispettivo variabile non si verifichi un significativo aggiustamento al ribasso dell'importo dei ricavi cumulati rilevati; (iv) allocazione del prezzo della transazione alle performance obligation identificate, generalmente sulla base dei prezzi relativi di vendita standalone di ciascun bene o servizio; e (v) rilevazione del ricavo quando e/o nella misura in cui la relativa performance obligation risulta soddisfatta. Il principio IFRS 15 integra inoltre la richiesta di informativa di bilancio da fornire con riferimento a natura, ammontare, timing e incertezza dei ricavi e dei relativi flussi di cassa. Le tipologie di ricavi del Gruppo (revenue streams) sono riconducibili alle attività regolate svolte nei settori del trasporto

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e dispacciamento, stoccaggio e rigassificazione, i cui proventi risultano disciplinati dal quadro normativo definito dall'Autorità, che definisce annualmente l'ammontare dei ricavi riconosciuti (cosiddetto "revenue cap"). Sulla base di tale considerazione, e di un'analisi preliminare condotta sui principali contratti in essere, si ritiene che l'applicazione dell'IFRS 15 non produrrà impatti significativi sul bilancio consolidato del Gruppo Snam. Le disposizioni contenute nell'IFRS 15, successivamente alle modifiche apportate con l'amendment emesso in data 11 settembre 2015, sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018; allo stato attuale Snam non prevede di esercitare la facoltà di adozione anticipata concessa dal principio. Lo standard prevede obbligatoriamente un'applicazione retroattiva e la transizione può avvenire secondo due possibili modalità: retroattivamente a ciascun esercizio precedente presentato conformemente allo IAS 8 (full retrospective approach) oppure retroattivamente contabilizzando l'effetto cumulativo dalla data dell'applicazione iniziale (modified restrospective approach). In caso di scelta del secondo approccio, l'IFRS 15 viene applicato retroattivamente solo ai contratti che non sono conclusi alla data dell'applicazione iniziale (1 gennaio 2018). Snam sta valutando quale delle due opzioni di applicazione retroattiva applicare.

Ai fini dell'implementazione dell'IFRS 15 il Gruppo prevede il completamento delle proprie analisi entro la fine dell'anno 2017, in tempo per la valutazione degli aspetti quantitativi dell'adozione del nuovo principio, da esporre nel bilancio annuale al 31 dicembre 2017.

Con regolamento n. 2016/2067, emesso dalla Commissione europea in data 22 novembre 2016, sono state omologate le previsioni normative contenute nel documento "IFRS 9 Financial Instruments" , emesso dallo IASB in data 24 luglio 2014, unitamente alle relative Basis for Conclusions ed alla relativa Guida Applicativa, in sostituzione di tutte le versioni precedentemente emesse del principio. Le nuove disposizioni: (i) modificano le categorie di classificazione delle attività finanziarie e prevedono che tale classificazione sia basata sui flussi finanziari contrattuali dell'attività stessa nonché sul business model dell'impresa; (ii) eliminano inoltre l'obbligo di separazione dei derivati impliciti nelle attività finanziarie; (iii) identificano un nuovo modello di impairment che usi informazioni "forward looking" al fine di ottenere un riconoscimento anticipato delle perdite su crediti rispetto al modello "incurred loss" che posticipa il riconoscimento della perdita su crediti fino alla manifestazione di un loss event con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, alle attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, ai crediti derivanti da contratti di leasing, nonché ad attività derivanti da contratti e ad alcuni impegni all'erogazione di finanziamenti e contratti di garanzia finanziaria; (iv) introducono una sostanziale revisione della qualificazione delle operazioni di copertura con l'obiettivo di garantire che queste siano allineate alle strategie di risk management delle imprese e basate su un approccio maggiormente principle-based. L'IFRS 9 ha conseguentemente emendato anche il principio IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative". Le disposizioni contenute nei suddetti documenti, che vanno a sostituire quelle contenute nel principio IAS 39 "Financial Instruments: Recognition and Measurement", sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018. L'impatto dell'adozione di tale principio sul Gruppo è attualmente oggetto di analisi, tuttavia il Gruppo non si attende impatti significativi dall'applicazione dello stesso sulle operazioni ricorrenti.

Principi contabili e interpretazioni emessi dallo IASB/IFRIC e non ancora omologati dalla Commissione europea

Di seguito sono illustrati i principi contabili e le interpretazioni di nuova emissione che, alla data di redazione del presente Bilancio, non hanno ancora ultimato il processo di omologazione da parte della Commissione europea.

In data 11 settembre 2014 lo IASB ha emesso il documento "Sale or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture - Amendments to IFRS 10 and IAS 28". Le modifiche introdotte hanno l'obiettivo, in particolare, di definire più in dettaglio il trattamento contabile e la rilevazione dei connessi effetti a conto economico, della perdita del controllo di una partecipata per effetto del suo trasferimento ad una società collegata o ad una joint venture. Il diverso trattamento

contabile da adottare nel bilancio dell'investitore è funzione del fatto che l'oggetto della transazione sia (o non sia) un business, così come definito dall' IFRS 3. In data 17 dicembre 2015 lo IASB ha differito indefinitamente la data di adozione delle previsioni normative contenute in tale documento. In data 13 gennaio 2016 lo IASB ha emesso il documento "IFRS 16 Leases", che definisce il leasing come un contratto che attribuisce ad un'entità il diritto di utilizzare un asset per un determinato periodo di tempo in cambio di un corrispettivo, ed elimina, per il locatario, la distinzione tra leasing finanziario e leasing operativo, introducendo per lo stesso un unico modello contabile di rilevazione del leasing. Applicando tale modello l'entità riconosce: (i) nella propria situazione patrimoniale - finanziaria un'attività, rappresentativa del relativo diritto d'uso, ed una passività, rappresentativa dell'obbligazione ad effettuare i pagamenti previsti dal contratto, per tutti i leasing con durata superiore ai dodici mesi il cui valore non possa essere considerato non rilevante; (ii) nel conto economico l'ammortamento dell'attività riconosciuta e separatamente gli interessi sul debito iscritto. Ai fini della redazione del bilancio dei locatori, è mantenuta la distinzione tra leasing operativo e finanziario. Le disposizioni contenute nell'IFRS 16, che sostituiscono quelle contenute nello IAS 17 "Leasing" e nelle relative interpretazioni, sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2019, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea. In data 19 gennaio 2016 lo IASB ha emesso il documento "Recognition of Deferred Tax Assets for Unrealised Losses - Amendments to IAS 12", il quale chiarisce che le perdite non realizzate su strumenti finanziari di debito valutati contabilmente al fair value ed al costo ai fini fiscali, danno origine a differenze fiscali temporanee deducibili; inoltre chiarisce che la stima degli imponibili fiscali futuri: (i) include anche i proventi derivanti dal realizzo di attività per importi maggiori del relativo valore contabile, in presenza di adeguate evidenze che ne supportino la probabilità; (ii) esclude il rigiro delle differenze fiscali temporanee deducibili. Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2017, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea.

In data 29 gennaio 2016 lo IASB ha emesso il documento "Disclosure Initiative - Amendments to IAS 7", il quale chiarisce come migliorare l'informativa sulle passività finanziarie al fine di permettere agli utilizzatori del bilancio di comprendere le variazioni, derivanti da movimenti monetari e non, delle passività derivanti da operazioni di finanziamento, derivanti, ove necessario, da: (i) flussi connessi ad operazioni di finanziamento; (ii) l'acquisizione o la perdita di controllo di una controllata o di un business; (iii) variazioni nei tassi di cambio; (iv) variazioni di fair value; (v) altre modifiche. Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2017, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea. In data 12 aprile 2016 lo IASB ha emesso il documento "Clarifications to IFRS 15 Revenue from Contracts with Customers", il quale chiarisce: (i) quando una promessa contrattuale a trasferire un bene e/o un servizio è separatamente identificabile dalle altre performance obligations contenute in un contratto; (ii) come determinare se l'entità sia un principal o un agente, a seconda che controlli i beni o i servizi sottostanti prima dell'operazione; (iii) come determinare se i ricavi derivanti da un accordo di licenza debbano essere riconosciuti lungo la sua durata o in un determinato momento. Il documento inoltre, fornisce due espedienti pratici (opzionali) con riferimento alla transizione al principio IFRS 15, secondo i quali un'entità potrebbe optare: (i) nel caso in cui utilizzi il "full retrospective method", per non effettuare il restatement dei contratti completati all'inizio del primo periodo comparativo presentato (il principio prevedeva già un approccio similare in caso di "modified retrospective approach"); (ii) per determinare, invece di contabilizzare separatamente gli effetti di ogni singola modifica, gli effetti aggregati di tutte le modifiche intervenute dalla data di inizio del contratto sino all'inizio del primo periodo comparativo presentato od alla data di prima applicazione rispettivamente in caso di "full retrospective method" e di "modified retrospective approach". Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea.

In data 20 giugno 2016 lo IASB ha emesso il documento "Classification and Measurement of Share based Payment Transaction - Amendments to IFRS 2", il quale: (i) chiarisce gli effetti delle condizioni di maturazione (vesting e non - vesting) sulla valutazione delle operazioni con pagamento basato su azioni regolate per cassa (cash - settled); (ii) specifica che le modifiche di operazioni con pagamento basato su azioni da cash -settled ad equity - settled generano l'eliminazione della passività originaria, la rilevazione a patrimonio netto del pagamento basato su azioni regolato con strumenti rappresentativi di capitale al fair value della data di modifica, nella misura per la quale, alla medesima data, i servizi sono stati resi e la contabilizzazione immediata dell'eventuale differenza a conto economico; (iii) con riferimento alle operazioni con pagamento basato su azioni con regolamento netto derivante da ritenute alla fonte effettuate dal datore di lavoro in forza di leggi o regolamenti fiscali, introduce un'eccezione affinché tali operazioni siano classificate come equity -settled nella loro interezza, nel caso in cui fossero state identificate come tali in assenza del regolamento netto imposto dall'applicazione della normativa fiscale. Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea.

In data 12 settembre 2016 lo IASB ha emesso un documento "Applying IFRS 9 Financial instruments with IFRS 4 Insurance Contracts - Amendments to IFRS 4", il quale ha il fine di risolvere le problematiche che le imprese assicurative si troverebbero ad affrontare qualora dovessero applicare il nuovo standard sugli strumenti finanziari, l'IFRS 9, prima che avvenga la sostituzione da parte dello IASB dell'attuale principio IFRS 4 con il nuovo principio attualmente in fase di predisposizione. A riguardo, il documento introduce due approcci: (i) per tutte le entità che emettono contratti assicurativi rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 4 e che applicheranno l'IFRS 9, è prevista l'opzione di riclassificare dal conto economico alle altre componenti del conto economico complessivo (OCI) le variazioni del fair value derivanti da attività finanziarie designate (overlay approach), come se l'entità applicasse a tali attività lo IAS 39; (ii) per le entità che svolgono prevalentemente attività assicurative, è prevista un'opzione di esenzione temporanea che permette di differire l'applicazione dell'IFRS 9 (deferral approach) fino al 2021. Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea.

Le previsioni contenute nel documento "Annual Improvements to IFRS Standards 2014 - 2016 Cycle", emesso dallo IASB in data 8 dicembre 2016, hanno apportato modifiche: (i) all'IFRS 1, eliminando le esenzioni di breve periodo previste con riferimento all'IFRS 7, allo IAS 19 ed all'IFRS 10 con riferimento alle "Investment entities" per i first time adopter; (ii) all'IFRS 12, chiarendo che l'informativa richiesta dal principio, ad eccezione di quella prevista nei paragrafi B10-B16, si applica a tutte le quote partecipative che vengono classificate come possedute per la vendita, detenute per la distribuzione ai soci o come attività operative cessate secondo quanto previsto dall'IFRS 5; (iii) allo IAS 28, chiarendo che l'opzione per una società d'investimento, un fondo comune, un fondo d'investimento o entità analoghe di valutare i propri investimenti in società collegate e joint venture al fair value con effetti a conto economico può essere esercitata separatamente per ogni singolo investimento, al momento della relativa rilevazione iniziale; le modifiche chiariscono inoltre che, un'entità, che non sia una investment entity ma che detiene un investimento in società collegate o joint venture che sono delle investment entities, può scegliere di mantenere la valutazione a fair value effettuata da tali investment entities ai fini della valutazione dei propri investimenti. Le disposizioni relative all'IFRS 1 e allo IAS 28 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, mentre le modifiche relative all'IFRS 12 a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2017, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea. In data 8 dicembre 2016 lo IASB ha emesso il documento "Transfers of Investment property - Amendments to IAS 40", il quale chiarisce che un'entità deve riclassificare un immobile a, o da, la

categoria inerente gli investimenti immobiliari se e solo se vi è evidenza di un cambiamento d'uso dell'immobile; una modifica dell'intenzione d'uso del management con riferimento all'immobile non costituisce di per se stessa evidenza di un cambiamento d'uso. Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea.

Nella medesima data lo IASB ha emesso il documento "IFRIC 22 Foreign Currency Transaction and Advance Consideration", il quale stabilisce che, quando si verificano operazioni in valuta estera per le quali il pagamento viene effettuato o ricevuto in anticipo, il tasso di cambio da applicare per la rilevazione iniziale delle attività, dei costi o dei ricavi che si genereranno a fronte della transazione per cui è stato previsto il pagamento/l'incasso anticipato, corrisponde al tasso di cambio vigente alla data del pagamento dell'incasso anticipato stesso. Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea.

Snam sta analizzando i principi indicati, ove applicabili, al fine di valutare se la loro adozione avrà un impatto significativo o meno sul bilancio.

7. Disponibilità liquide ed equivalenti

Le disponibilità liquide ed equivalenti, di importo pari a 34 milioni di euro (17 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relative a depositi di conto corrente in giacenza presso istituti di credito e si riferiscono principalmente alle società Gasrule Insurance DAC, compagnia assicurativa captive del gruppo (21 milioni di euro), e Snam S.p.A. (12 milioni di euro).

Le disponibilità liquide ed equivalenti non sono soggette a vincoli nel loro utilizzo.

Per un'analisi complessiva della situazione finanziaria e dei principali impieghi di cassa dell'esercizio si rimanda al prospetto del Rendiconto finanziario.

8. Crediti commerciali e altri crediti correnti e non correnti

I crediti commerciali e altri crediti correnti di importo pari a 1.307 milioni di euro (1.824 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e gli altri crediti non correnti di importo pari a 213 milioni di euro (78 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Corrente Non
corrente
Totale Corrente Non
corrente
Totale
Crediti commerciali 1.677 1.677 1.271 1.271
Crediti finanziari 78 78 213 213
- strumentali all'attività operativa 78 78 213 213
Crediti per attività
di investimento/disinvestimento
23 23 16 16
Altri crediti 124 124 20 20
1.824 78 1.902 1.307 213 1.520

I crediti commerciali (1.271 milioni di euro; 1.677 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relativi principalmente ai settori trasporto (988 milioni di euro) e stoccaggio di gas naturale (218 milioni di euro).

I crediti commerciali relativi al settore stoccaggio (218 milioni di euro) sono comprensivi degli effetti derivanti dall'integrazione dei ricavi connessi al conferimento della capacità di stoccaggio di gas naturale con procedura d'asta (68 milioni di euro)11.

I crediti sono esposti al netto del fondo svalutazione (132 milioni di euro; 157 milioni di euro al 31 dicembre 2015). Il fondo riguarda essenzialmente le svalutazioni effettuate in esercizi precedenti sui crediti derivanti dal servizio da bilanciamento a fronte della deliberazione 608/2015/R/gas con la quale l'Autorità ha disposto il riconoscimento parziale, al responsabile del bilanciamento (Snam Rete Gas), dei crediti non riscossi relativi al periodo 1 dicembre 2011 - 23 ottobre 201212. Con riferimento a tali crediti, il fondo svalutazione, inclusi i relativi interessi, ammonta complessivamente a circa 126 milioni di euro.

11 Tali ricavi fanno seguito all'applicazione della deliberazione 323/2016/R/gas dell'AEEGSI "Disposizioni in materia di regolazione delle partite economiche relative al servizio di stoccaggio per l'anno termico 2016 - 2017", pubblicata in data 17 giugno 2016, con la quale l'Autorità ha definito, per l'anno termico 2016 - 2017, le modalità con cui sono neutralizzate, in termini di flusso dei ricavi, le eventuali differenze tra quanto riconosciuto alle imprese di stoccaggio sulla base delle tariffe definite ai sensi della deliberazione 77/2016/R/gas e quanto percepito in esito alle aste per il conferimento della capacità di cui alla medesima deliberazione.

12 Con deliberazione 608/2015/R/gas dell'11 dicembre 2015, l'Autorità ha chiuso il procedimento, avviato con deliberazione 145/2013/R/gas del 5 aprile 2013, per la determinazione della quota parte degli oneri da riconoscere al responsabile del bilanciamento con riferimento ai crediti non riscossi afferenti alle partite economiche del bilanciamento insorte nel periodo 1 dicembre 2011 - 23 ottobre 2012. Il valore nominale dei crediti complessivamente non riconosciuti dall'Autorità in relazione alle fattispecie oggetto di istruttoria ammonta complessivamente a circa 130 milioni di euro, iva inclusa. Per maggiori informazioni si rimanda alla nota n. 23 "Garanzie, impegni e rischi - Contenziosi e altri provvedimenti - Recupero dei crediti nei confronti di alcuni utenti del sistema del trasporto e bilanciamento".

La movimentazione del fondo svalutazione crediti dell'esercizio è di seguito riportata:

(milioni di €) Fondo
Svalutazione
al 31.12.2015
Accantonamenti
(*)
tilizzi Variazioni
area di
consolidamento
Altre
variazioni
Fondo
svalutazione
al 31.12.2016
Crediti commerciali 156 1 (3) (20) (2) 132
Altri crediti 1 (1)
157 1 (3) (21) (2) 132

(*) Il valore si riferisce interamente alle discontinued operation.

Le variazioni dell'area di consolidamento (21 milioni di euro) sono relative al deconsolidamento di Italgas Reti S.p.A. conseguente alla perdita del controllo a seguito dall'operazione di separazione da Snam S.p.A. del business della distribuzione del gas naturale.

I crediti finanziari strumentali all'attività operativa (213 milioni di euro; 78 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relativi allo Shareholders' Loan a favore della società collegata Trans Adriatic Pipeline AG (TAP) a fronte del quale Snam è subentrata a seguito degli accordi contrattuali relativi all'acquisizione della partecipazione13. La classificazione del credito come" Non corrente" è stata effettuata sulla base degli accordi contrattuali in essere tra i soci. Rispetto al 31 dicembre 2015 i crediti registrano un incremento di 135 milioni di euro, inclusi gli interessi maturati, a fronte delle cash call richieste dalla stessa società partecipata a Snam nel corso del 2016 sulla base dei predetti accordi.

I crediti per attività di investimento/disinvestimento (16 milioni di euro; 23 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano crediti per contributi pubblici e privati iscritti a fronte di attività d'investimento riferiti al settore trasporto. La riduzione di 7 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 è dovuta al deconsolidamento di Italgas Reti S.p.A.

Gli altri crediti (20 milioni di euro; 124 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Crediti IRES per il Consolidato fiscale nazionale 34 10
Altri crediti: 90 10
- Acconti a fornitori 9 5
- Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) 48
- Altri 33 5
124 20

13 In base agli accordi contrattuali stipulati, i soci sono responsabili del finanziamento del progetto, in ragione della quota azionaria posseduta, fino all'entrata in funzionamento del gasdotto. L'eventuale espansione di capacità è soggetta ad una valutazione di fattibilità economica e quindi alla verifica di benefici per TAP, anche in conformità alla decisione sull'esenzione da parte delle Autorità regolatorie. Per maggiori informazioni si rimanda alla nota n. 14 "Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto" delle Note al bilancio consolidato.

I crediti IRES per il Consolidato fiscale nazionale (10 milioni di euro; 34 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si riferiscono principalmente a crediti verso l'ex controllante Eni a fronte dell'istanza di rimborso dell'IRES derivante dalla deduzione parziale dell'IRAP relativa ai periodi di imposta dal 2007 al 2011 (ex Decreto Legge 201/2011).

La riduzione crediti commerciali e altri crediti correnti di 517 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 è dovuta principalmente al deconsolidamento di Italgas Reti S.p.A.

Non vi sono crediti in moneta diversa dall'euro. La valutazione al fair value dei crediti commerciali e altri crediti non produce effetti significativi considerato il breve periodo di tempo intercorrente tra il sorgere del credito e la sua scadenza e le condizioni contrattuali.

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Crediti
commerciali
Altri
crediti (*)
Totale Crediti
commerciali
Altri
crediti (*)
Totale
Crediti non scaduti e non svalutati 1.461 190 1.651 1.130 236 1.366
Crediti scaduti e non svalutati: 216 35 251 141 13 154
- da 0 a 3 mesi 37 9 46 10 5 15
- da 3 a 6 mesi 3 3 2 2
- da 6 a 12 mesi 4 14 18 1 2 3
- oltre 12 mesi 172 12 184 128 6 134
1.677 225 1.902 1.271 249 1.520

L'anzianità dei crediti commerciali e altri crediti è di seguito illustrata:

(*) Includono i Crediti finanziari, i Crediti per attività di investimento/disinvestimento e gli Altri crediti.

I crediti scaduti e non svalutati (154 milioni di euro; 251 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si riferiscono principalmente ai settori: (i) stoccaggio (99 milioni di euro), a fronte principalmente dell'IVA14 fatturata agli utenti nei precedenti esercizi per l'utilizzo di gas strategico prelevato e non reintegrato dagli stessi nei termini stabiliti dal Codice di stoccaggio; (ii) trasporto (47 milioni di euro), riguardanti essenzialmente crediti verso gli Utenti (31 milioni di euro) per penali e addizionali tariffarie, non svalutati in quanto coperti attraverso il metodo tariffario dei corrispettivi. I crediti verso parti correlate sono indicati alla nota n. 32 "Rapporti con parti correlate". Informazioni specifiche in ordine al rischio credito sono fornite nella nota n. 23 "Garanzie, impegni e rischi- Gestione dei rischi finanziari - Rischio credito".

14 Così come previsto dalle normative vigenti, le note di variazione IVA potranno essere emesse al termine delle procedure concorsuali o delle procedure esecutive rimaste infruttuose.

9. Rimanenze

Le rimanenze, di importo pari a 481 milioni di euro (515 milioni di euro al 31 dicembre 2015), sono analizzate nella tabella seguente:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Valore lordo Fondo
svalutazione
Valore netto Valore lordo Fondo
svalutazione
Valore
netto
Rimanenze (Attività correnti) 191 (39) 152 160 (42) 118
- Materie prime, sussidiarie e di con
sumo
141 (7) 134 110 (10) 100
- Prodotti finiti e merci 50 (32) 18 50 (32) 18
Rimanenze immobilizzate - S
corte
d'obbligo (Attività non correnti)
363 363 363 363
554 (39) 515 523 (42) 481

Rimanenze (Attività correnti)

Le rimanenze di materie prime, sussidiarie e di consumo (100 milioni di euro; 134 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono costituite principalmente da: (i) gas naturale utilizzato per l'attività di trasporto (42 milioni di euro); (ii) materiali a scorta relativi alla rete gasdotti (42 milioni di euro) ed agli impianti di stoccaggio (10 milioni di euro).

Le rimanenze di prodotti finiti e merci (18 milioni di euro; parimenti al 31 dicembre 2015) riguardano il gas naturale presente nel sistema di stoccaggio (619 milioni di standard metri cubi parimenti al 31 dicembre 2015) e non includono le scorte d'obbligo, iscritte alla voce "Attività non correnti" della Situazione patrimoniale-finanziaria.

Le rimanenze sono esposte al netto del fondo svalutazione di 42 milioni di euro (39 milioni di euro al 31 dicembre 2015). Il fondo riguarda essenzialmente la svalutazione (30 milioni di euro), operata nel 2014, di 0,4 miliardi di metri cubi di gas naturale utilizzato nell'ambito dell'attività di stoccaggio a fronte del gas strategico indebitamente prelevato da alcuni utenti del servizio nel corso del 2010 e del 201115.

Di seguito è riportata la movimentazione del fondo svalutazione nel corso dell'esercizio:

(milioni di €) Fondo
svalutazione
al 31.12.2015
Accantonamenti Fondo
svalutazione
al 31.12.2016
Materie prime, sussidiarie e di consumo 7 3 10
Prodotti finiti e merci 32 32
39 3 42

Gli accantonamenti (3 milioni di euro) riguardano parti di ricambio relative al settore trasporto. Sulle rimanenze non sono costituite garanzie reali. Non vi sono rimanenze a garanzia di passività né rimanenze iscritte al valore netto di realizzo.

Rimanenze immobilizzate - Scorte d'obbligo (Attività non correnti)

Le rimanenze immobilizzate - Scorte d'obbligo (363 milioni di euro, parimenti al 31 dicembre 2015) sono costituite da quantità minime di gas naturale che le società di stoccaggio sono obbligate a detenere ai sensi del D.P.R. 31 gennaio 2001, n. 22.

Le quantità di gas in giacenza, corrispondenti a circa 4,5 miliardi di standard metri cubi di gas naturale, sono determinate annualmente dal Ministero dello Sviluppo Economico16.

15 Per maggiori informazioni in merito all'evoluzione dei procedimenti giudiziari in corso si rimanda alla nota n. 23 "Garanzie, impegni e rischi - Contenzioni e altri provvedimenti - Recupero di crediti nei confronti di utenti del sistema di stoccaggio".

16 Il Ministero, in data 21 gennaio 2016, ha fissato per l'anno contrattuale di stoccaggio 2016-2017 (1 aprile 2016 - 31 marzo 2017) il volume di stoccaggio strategico a 4,62 miliardi di metri cubi, confermando il livello di stoccaggio strategico fissato per l'anno contrattuale 2015-2016 (1 aprile 2015 - 31 marzo 2016). La quota di competenza Stogit è rimasta invariata a 4,5 miliardi di metri cubi. Lo stesso Ministero, in data 25 gennaio 2017 ha confermato il volume complessivo dello stoccaggio strategico per l'anno contrattuale 2017-2018 (1 aprile 2017 - 31 marzo 2018) a 4,62 miliardi di metri cubi (pari a circa 48.846 giga wattora (GWh).

10.Attività/passività per imposte sul reddito correnti e attività/passività per altre imposte correnti

Le attività/passività per imposte sul reddito correnti e le attività/passività per altre imposte correnti si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Attività per imposte sul reddito correnti 54 26
- IRES 32 21
- IRAP 8 4
- Crediti per ritenute su dividendi esteri 12
- Altre attività 2 1
Attività per altre imposte correnti 8 6
- IVA 2 4
- Altre imposte 6 2
62 32
Passività per imposte sul reddito correnti (1) (2)
- IRES
- IRAP (1) (2)
Passività per altre imposte correnti (50) (8)
- Ritenute IRPEF su lavoro dipendente (13) (6)
- IVA (35)
- Altre imposte (2) (2)
(51) (10)

Le attività per imposte sul reddito correnti di importo pari a 26 milioni di euro (54 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano principalmente crediti IRES (21 milioni di euro) a fronte di maggiori acconti versati nell'ambito del Consolidato fiscale nazionale (13 milioni di euro) e per l'addizionale IRES (8 milioni di euro).

Le attività per altre imposte correnti di importo pari a 6 milioni di euro (8 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si riferiscono principalmente a crediti per IVA (4 milioni di euro) e a crediti per imposta di consumo (1 milione di euro).

Le passività per altre imposte correnti di importo pari a 8 milioni di euro (50 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si riferiscono principalmente a ritenute IRPEF sul lavoro dipendente (6 milioni di euro). Le imposte di competenza dell'esercizio sono illustrate alla nota n. 29 "Imposte sul reddito", a cui si rinvia.

11. Altre attività correnti e non correnti

Le altre attività correnti, di importo pari a 52 milioni di euro (98 milioni di euro al 31 dicembre 2015), e le altre attività non correnti, di importo pari a 138 milioni di euro (137 milioni di euro al 31 dicembre 2015), sono così composte:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Correnti Non correnti Totale Correnti Non correnti
Altre attività regolate 78 72 150 37 69 106
Valore di mercato degli strumenti
finanziari derivati
3 5 8 5 19 24
Altre attività 17 60 77 10 50 60
- Risconti attivi 11 21 32 9 16 25
- Depositi cauzionali 14 14 11 11
- Altri 6 25 31 1 23 24
98 137 235 52 138 190

Le altre attività regolate (106 milioni di euro; 150 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relative al servizio di trasporto di gas naturale e riguardano i minori importi fatturati rispetto al vincolo stabilito dal Regolatore17, di cui 37 milioni di euro relativi alla quota corrente (76 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e 69 milioni di euro relativi alla quota non corrente (70 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

Il valore di mercato degli strumenti finanziari derivati in essere al 31 dicembre 2016 è di seguito analizzato:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Correnti Non correnti Totale Correnti Non correnti Totale
Altre attività 3 5 8 5 19 24
Strumenti finanziari derivati di copertura
fair value hedge:
- Fair value strumenti di copertura sui
tassi d'interesse
1 5 6 2 16 18
- Ratei attivi su strumenti derivati 2 2 3 3
Strumenti finanziari derivati di copertura
cash flow hedge:
- Fair value strumenti di copertura sui
tassi di cambio
3 3
Altre passività (1) (1)
Strumenti finanziari derivati di copertura
cash flow hedge
- Fair value strumenti di copertura sui
tassi di cambio
(1) (1)

17 Si veda quanto riportato alla nota n. 3 "Criteri di valutazione - Ricavi".

Le attività derivanti dalla valutazione al valore di mercato degli strumenti finanziari derivati di copertura fair value hedge (21 milioni di euro, inclusa la quota di rateo maturata) si riferiscono ad un contratto derivato di Interest Rate Swap (IRS) stipulato nel corso dell'esercizio 2014. L'IRS è utilizzato a copertura del rischio di oscillazione del fair value di una passività a tasso fisso derivante da un'emissione obbligazionaria a lungo termine di importo pari a 500 milioni di euro. Il prestito, della durata di 8 anni con scadenza 21 aprile 2023, paga una cedola annuale a tasso fisso dell'1,5%. Attraverso l'IRS, la passività a tasso fisso è convertita in un'equivalente passività a tasso variabile con tasso di riferimento pari all'Euribor 12 mesi +0,5645%.

Le principali caratteristiche dello strumento derivato in esame sono riepilogate nella seguente tabella:

(milioni di €)
Tipologia di
contratto
derivato
ata di
decorrenza
contratto
ata di
scadenza
contratto (*)
urata
residua
(anni)
Tasso di
interesse
Acquistato
Tasso di
interesse
Venduto
Valore
Nominale
31.12.2015
Valore
Nominale
31.12.2016
Valore di
ercato
31.12.2015
Valore di
ercato
31.12.2016
Interest
Rate
Swap
22.10.2014 21.04.2023 6,3 Euribor
12 mesi +
0,5645%
1,5% 500 500 8 21

(*) A fare data dal 27 gennaio 2017 la suddetta copertura è da considerarsi discontinuata a seguito dell'estinzione dello strumento derivato.

Le attività derivanti dalla valutazione al valore di mercato degli strumenti finanziari derivati di copertura cash flow hedge (3 milioni di euro) si riferiscono ad un contratto derivato di Cross Currency Swap (CCS), stipulato nel corso dell'esercizio 2013. Il CCS è utilizzato a copertura del rischio di oscillazione del tasso di cambio a fronte di un'emissione obbligazionaria a lungo termine di 10 miliardi di Yen giapponesi (JPY). Il prestito, della durata di 6 anni con scadenza 25 ottobre 2019, paga una cedola semestrale a tasso fisso annuo dell'1,115%. Attraverso il CCS, la passività in divisa estera a tasso fisso è convertita in un'equivalente passività in euro a tasso fisso annuo pari al 2,717%.

Le principali caratteristiche dello strumento derivato in esame sono riepilogate nella seguente tabella:

(milioni di €)
Tipologia di
contratto
derivato
ata di
decorrenza
contratto
ata di
scadenza
contratto
urata
residua
(anni)
Tasso di
cambio JPY/
EUR
Acquistato
Tasso di
cambio
JPY/EUR
Venduto
Valore
Nominale (*)
31.12.2015
Valore
Nominale
(*)
31.12.2016
Valore di
ercato
31.12.2015
Valore di
ercato
31.12.2016
Cross
Currency
Swap
25.10.2013 25.10.2019 2,8 133,98 138,2 75 75 (1) 3

(*) Pari al controvalore di 10 miliardi di Yen Giapponesi al cambio originario alla data di emissione di 133,98 JPY/€.

Relativamente a tale contratto, Snam concorda con le controparti lo scambio di due flussi di capitale (al momento della sottoscrizione e alla scadenza dello strumento finanziario sottostante) e di flussi di interesse periodici (alle stesse date previste per l'elemento coperto) denominati in divise diverse ad un tasso di cambio prefissato.

Il fair value dei contratti derivati di copertura nonché la classificazione tra attività/passività correnti o non correnti, sono stati determinati considerando modelli di valutazione diffusi in ambito finanziario e utilizzando parametri di mercato alla data di chiusura dell'esercizio.

La voce "Altre attività" (60 milioni di euro; 77 milioni di euro al 31 dicembre 2015) include essenzialmente:

  • risconti attivi (25 milioni di euro), relativi principalmente alle Up Front Fee e all'imposta sostitutiva su linee di credito revolving18 (22 milioni di euro) e a premi assicurativi (3 milioni di euro). La quota corrente e la quota non corrente ammontano rispettivamente a 9 e 16 milioni di euro (11 e 21 milioni di euro al 31 dicembre 2015);
  • depositi cauzionali (11 milioni di euro) riferiti al settore trasporto;
  • attività del settore trasporto (21 milioni di euro) iscritte essenzialmente a fronte di minori quantitativi di gas combustibile allocati dagli utenti nei precedenti esercizi ai sensi della deliberazione ARG/gas 184/09 rispetto alle quantità effettivamente utilizzate nei medesimi anni, oggetto di conguaglio nei prossimi esercizi attraverso l'incremento delle quantità da allocare da parte degli stessi utenti. L'ammontare corrisponde interamente alla quota non corrente (rispettivamente 2 e 21 milioni di euro di quota corrente e quota non corrente al 31 dicembre 2015).

12. Immobili, impianti e macchinari

Gli immobili, impianti e macchinari, di importo pari a 15.563 milioni di euro (15.478 euro al 31 dicembre 2015), presentano la seguente composizione e movimentazione:

(milioni di €) Terreni Fabbricati macchinari
Impianti
e
commerciali
Attrezzature
industriali
e
beni
Altri
acconti
Immobilizzazioni
e
corso
in
Totale
Costo al 31.12.2014 165 721 19.253 236 122 1.829 22.326
Investimenti (*) 3 2 5 13 823 846
Dismissioni (*) (3) (77) (10) (9) (20) (119)
Altre variazioni 3 47 1.005 21 65 (1.334) (193)
Costo al 31.12.2015 171 767 20.186 260 178 1.298 22.860
Fondo ammortamento al 31.12.2014 (241) (6.400) (180) (79) (6.900)
Ammortamenti - continuing operation (9) (495) (9) (18) (531)
Ammortamenti - discontinued operation (6) (8) (14)
Dismissioni (*) 2 72 9 10 93
Altre variazioni 38 (39) (1)
Fondo ammortamento al 31.12.2015 (254) (6.785) (188) (126) (7.353)
Fondo svalutazione al 31.12.2014 (5) (22) (27)
(Svalutazione)/Ripristini di valore (3) (3)
Altre variazioni 1 1
Fondo svalutazione al 31.12.2015 (5) (24) (29)
Saldo netto al 31.12.2014 165 475 12.831 56 43 1.829 15.399
Saldo netto al 31.12.2015 171 508 13.377 72 52 1.298 15.478

31.12.2015

(*) I valori includono 19 milioni di investimenti e 2 milioni di dismissioni nette attribuibili alle discontinued operation.

18 Le commissioni, da pagarsi una-tantum (Up - Front Fee), così come l'imposta sostitutiva, sono da considerarsi "Costi di transazione" ai sensi dello IAS 39 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione"; i relativi oneri sono ripartiti lungo la durata (vita attesa) dello strumento finanziario

(milioni di €) Terreni Fabbricati macchinari
e
Impianti
com
Attrezzature
e
industriali
merciali
beni
Altri
acconti
Immobilizzazioni
e
corso
in
Totale
Costo al 31.12.2015 171 767 20.186 260 178 1.298 22.860
Investimenti (*) 1 2 13 2 845 863
Dismissioni (1) (3) (19) (11) (5) (9) (48)
Altre variazioni 3 13 1.118 7 20 (1.067) 94
Variazione dell'area di consolidamento (11) (350) (12) (179) (6) (558)
Costo al 31.12.2016 163 427 21.275 90 195 1.061 23.211
Fondo ammortamento al 31.12.2015 (254) (6.785) (188) (126) (7.353)
Ammortamenti - continuing operation (9) (532) (10) (19) (570)
Ammortamenti - discontinued operation (8) (7) (15)
Dismissioni 1 10 10 5 26
Altre variazioni (5) (5)
Variazione dell'area di consolidamento 172 5 152 329
Fondo ammortamento al 31.12.2016 (98) (7.302) (48) (140) (7.588)
Fondo svalutazione al 31.12.2015 (5) (24) (29)
(Svalutazione)/Ripristini di valore (1) (1) (3) (30) (35)
Variazione dell'area di consolidamento 4 4
Fondo svalutazione al 31.12.2016 (1) (6) (23) (30) (60)
Saldo netto al 31.12.2015 171 508 13.377 72 52 1.298 15.478
Saldo netto al 31.12.2016 162 323 13.950 42 55 1.031 15.563

31.12.2016

(*) I valori includono 9 milioni di investimenti attribuibili alle discontinued operation nel periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016.

Gli immobili, impianti e macchinari (15.563 milioni di euro; 15.478 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relativi principalmente alle infrastrutture di trasporto (12.638 milioni di euro), stoccaggio (2.838 milioni di euro) e rigassificazione (84 milioni di euro).

Gli investimenti19 (863 milioni di euro) sono principalmente relativi alle continuing operations (854 milioni di euro) e si riferiscono prevalentemente ai settori trasporto (734 milioni di euro) e stoccaggio (113 milioni di euro).

Nel corso dell'esercizio, Snam ha provveduto a capitalizzare oneri finanziari per un importo pari a 23 milioni di euro (28 milioni di euro nel 2015).

Gli ammortamenti delle continuing operations (570 milioni di euro), si riferiscono ad ammortamenti economico - tecnici determinati sulla base della vita utile dei beni, ovvero sulla loro residua possibilità di utilizzazione da parte dell'impresa.

I contributi in conto capitale riconosciuti da enti pubblici e da altri soggetti (69 e 307 milioni di euro; rispettivamente 71 e 298 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono iscritti a riduzione del valore netto degli immobili, impianti e macchinari.

Le variazioni dell'area di consolidamento (225 milioni di euro, al netto dei relativi fondi ammortamento e svalutazione) sono relative al deconsolidamento di Italgas Reti S.p.A. conseguente alla perdita di controllo

19 Gli investimenti per settore di attività sono illustrati al capitolo "Andamento della gestione dei settori di attività" della Relazione sulla gestione.

a seguito dall'operazione di separazione da Snam S.p.A. del business della distribuzione del gas naturale. Le dismissioni (22 milioni di euro, al netto dei relativi fondi ammortamento e svalutazione) si riferiscono principalmente al settore trasporto.

Le svalutazioni e i ripristini di valore (35 milioni di euro) riguardano essenzialmente la svalutazione di asset non ancora disponibili all'uso riferiti principalmente al settore trasporto.

Il valore degli impianti e macchinari include gli oneri per smantellamento e ripristino siti (287 milioni di euro) relativi principalmente ai settori stoccaggio (192 milioni di euro) e trasporto di gas naturale (93 milioni di euro).

Le altre variazioni (89 milioni di euro al netto dei relativi fondi ammortamento e svalutazione) riguardano essenzialmente: (i); la revisione delle stime dei costi (attualizzati) di smantellamento e ripristino siti (116 milioni di euro) riferita ai settori trasporto e stoccaggio di gas naturale, oggetto di rilevazione in contropartita ad uno specifico fondo20, a seguito essenzialmente della variazione dei tassi di attualizzazione attesi; (ii) la variazione delle rimanenze di tubazioni e dei relativi materiali accessori impiegate nelle attività di realizzazione degli impianti, riferita al settore trasporto di gas naturale (12 milioni di euro); (iii) i contributi di periodo (18 milioni di euro).

Gli impegni contrattuali per l'acquisizione di immobili, impianti e macchinari, nonché per la prestazione di servizi connessi alla loro realizzazione sono riportati alla nota n. 23 "Garanzie, impegni e rischi".

Attività materiali per settore di attività

Gli immobili, impianti e macchinari per settore di attività si analizzano come di seguito indicato:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Costo storico 22.860 23.211
Trasporto 18.608 19.296
Stoccaggio 3.550 3.753
Distribuzione 547
Rigassificazione 148 154
Corporate e altre attività 7 8
Fondo ammortamento e fondo svalutazione (7.382) (7.648)
Trasporto (6.167) (6.659)
Stoccaggio (836) (914)
Distribuzione (317)
Rigassificazione (58) (70)
Corporate e altre attività (4) (5)
Saldo netto 15.478 15.563
Trasporto 12.441 12.637
Stoccaggio 2.714 2.839
Distribuzione 230
Rigassificazione 90 84
Corporate e altre attività 3 3

20 Per maggiori informazioni si rimanda alla nota n. 18 "Fondi per rischi e oneri".

13.Attività immateriali

Le attività immateriali, di importo pari a 810 milioni di euro (5.275 milioni di euro al 31 dicembre 2015) presentano la seguente composizione e movimentazione:

31.12.2015
Vita utile
definita
Vita utile
indefinita
(milioni di €) in
servizi
concessione
per
Accordi
delle
diritti
dell'ingegno
brevetto
utilizzazione
e
industriale
di
Diritti
opere
di
licenze,
diritti
Concessioni,
e
marchi
simili
Attività
Immateriali
Altre
in
Immobilizzazioni
acconti
e
corso
Avviamento Totale
Costo al 31.12.2014 6.858 808 741 54 44 9 8.514
Investimenti (*) 321 5 16 84 426
Dismissioni (*) (37) (2) (39)
Altre variazioni (16) 79 3 (1) (78) (13)
Variazione dell'area di consolidamento 138 138
Costo al 31.12.2015 7.264 890 744 69 50 9 9.026
Fondo ammortamento al 31.12.2014 (2.659) (649) (80) (49) (3.437)
Ammortamenti - continuing operation (39) (3) (42)
Ammortamenti - discontinued operation (230) (23) (6) (259)
Dismissioni (*) 25 2 27
Altre variazioni (6) (6)
Variazione dell'area di consolidamento (33) (33)
Fondo ammortamento al 31.12.2015 (2.903) (709) (83) (55) (3.750)
Fondo svalutazione al 31.12.2014 (1) (1)
Fondo svalutazione al 31.12.2015 (1) (1)
Saldo netto al 31.12.2014 4.199 159 660 5 44 9 5.076
Saldo netto al 31.12.2015 4.361 181 660 14 50 9 5.275

(*) I valori includono 341 milioni di investimenti e 12 milioni di dismissioni nette attribuibili alle discontinued operation.

31.12.2016
Vita utile
definita
Vita utile
indefinita
(milioni di €) servizi
concessione
per
Accordi
in
diritti
brevetto
utilizzazione
e
dell'ingegno
opere
industriale
di
Diritti
delle
di
e
marchi
Concessioni,
simili
licenze,
diritti
Attività
Immateriali
Altre
in
Immobilizzazioni
acconti
e
corso
Avviamento Totale
Costo al 31.12.2015 7.264 890 744 69 50 9 9.026
Investimenti (*) 258 3 75 336
Dismissioni (*) (39) (39)
Altre variazioni (39) 89 11 7 (78) (10)
Variazione dell'area di consolidamento (7.444) (332) (37) (27) (9) (7.849)
Costo al 31.12.2016 647 755 42 20 1.464
Fondo ammortamento al 31.12.2015 (2.903) (709) (83) (55) (3.750)
Ammortamenti - Continuing Operation (43) (3) (46)
Ammortamenti - Discontinued Operation (197) (24) (7) (228)
Dismissioni (*) 23 23
Altre variazioni 9 (12) (7) (4) (14)
Variazione dell'area di consolidamento 3.068 269 24 3.361
Fondo ammortamento al 31.12.2016 (519) (93) (42) (654)
Fondo svalutazione al 31.12.2015 (1) (1)
Altre variazioni (1) 1
Variazione dell'area di consolidamento 1 1
Fondo svalutazione al 31.12.2016
Saldo netto al 31.12.2015 4.361 181 660 14 50 9 5.275
Saldo netto al 31.12.2016 128 662 20 810

(*) I valori includono 284 milioni di investimenti e 16 milioni di dismissioni nette attribuibili alle discontinued operation nel periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016.

I diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno (128 milioni di euro; 181 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano prevalentemente sistemi informativi e applicativi a supporto dell'attività operativa.

Le concessioni, licenze, marchi e diritti simili (662 milioni di euro; 660 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si riferiscono essenzialmente a concessioni per l'esercizio dell'attività di stoccaggio del gas naturale (656 milioni di euro) e, in particolare alle concessioni di Settala (226 milioni di euro), Sergnano (126 milioni di euro), Fiume Treste (91 milioni di euro) e Brugherio (56 milioni di euro). Il valore delle concessioni di stoccaggio è rappresentato dalle riserve di gas naturale presenti nei giacimenti (cosiddetto "Cushion Gas"21). Gli investimenti (336 milioni di euro) si riferiscono alle continuing operations (52 milioni di euro), principalmente relativi al settore trasporto (42 milioni di euro)22 e alle discontinued operations (284 milioni di euro).

21 Il Cushion Gas non è oggetto di ammortamento.

22 Gli investimenti per settore di attività sono illustrati al capitolo "Andamento della gestione nei settori di attività" della Relazione sulla gestione.

Le variazioni dell'area di consolidamento (4.487 milioni di euro, al netto dei relativi fondi ammortamento e svalutazione) sono relative al deconsolidamento degli asset di Italgas Reti S.p.A. conseguente alla perdita di controllo a seguito dall'operazione di separazione da Snam S.p.A. del business della distribuzione del gas naturale.

Gli ammortamenti delle continuing operations (46 milioni di euro) si riferiscono ad ammortamenti economico - tecnici determinati sulla base della vita utile delle attività immateriali a vita utile definita, ovvero sulla loro residua possibilità di utilizzazione da parte dell'impresa.

In considerazione della natura delle attività svolte dal gruppo, ovvero attività regolate nella filiera del gas, il valore recuperabile delle attività materiali e immateriali è stato definito corrispondente alla stima del valore del Capitale Investito Netto riconosciuto a tali beni ai fini tariffari (RAB - Regulatory Asset Base) dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), al netto delle componenti forfettarie23, del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e dei contributi ricevuti.

Ai fini dell'individuazione delle Cash Generating Unit (CGU) e dell'allocazione di eventuali avviamenti, coerentemente con le segmentazioni definite dall'AEEGSI per la definizione della remunerazione delle attività, le CGU sono rappresentate dalle Business Unit (BU) operanti nelle attività regolate di trasporto, rigassificazione e stoccaggio.

Il valore recuperabile, così come sopra definito, delle attività materiali, incluse le scorte d'obbligo e delle attività immateriali ammonta a circa 19 miliardi di euro24.

Le altre variazioni (24 milioni di euro, al netto dei relativi fondi ammortamento e svalutazione) riguardano principalmente i contributi di periodo (23 milioni di euro).

Gli impegni contrattuali per l'acquisto di attività immateriali nonché per la prestazione di servizi connessi alla loro realizzazione sono riportati alla nota n. 23 "Garanzie, impegni e rischi".

Attività immateriali per settore di attività

Le attività immateriali per settore di attività si analizzano come di seguito indicato:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Costo storico 9.026 1.464
Trasporto 530 573
Stoccaggio 819 824
Distribuzione 7.615
Rigassificazione 3 4
Corporate e altre attività 59 63
Fondo ammortamento e fondo svalutazione (3.751) (654)
Trasporto (426) (458)
Stoccaggio (140) (147)
Distribuzione (3.142)
Rigassificazione (3) (3)
Corporate e altre attività (40) (46)
Saldo netto 5.275 810
Trasporto 104 115
Stoccaggio 679 677
Distribuzione 4.473
Rigassificazione 1
Corporate e altre attività 19 17

23 La RAB è la base di riferimento per la determinazione delle tariffe del servizio e, quindi, dei flussi di cassa generati dalle attività. Il valore della RAB è definito attraverso il metodo del costo storico rivalutato per quanto riguarda il Capitale Immobilizzato, e su base forfettaria per il Capitale di esercizio, il trattamento di fine rapporto e, con riferimento al settore stoccaggio, il fondo smantellamento e pristino siti.

24 Valore stimato al 31 dicembre 2016.

Le partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto, di importo pari a 1.499 milioni di euro (1.372 milioni di euro al 31 dicembre 2015), presentano la seguente composizione e movimentazione:

Partecipazioni in imprese
(milioni di €) a controllo
congiunto
collegate controllate,
non consolidate
Totale
Valore iniziale al 01.01.2015 1.343 50 9 1.402
Acquisizioni e sottoscrizioni 14 130 144
Plusvalenze da valutazione al patrimonio netto - continuing operation 106 106
Plusvalenze da valutazione al patrimonio netto - discontinued operation 20 20
Differenze cambio di conversione 7 7
Cessioni e rimborsi (147) (147)
Decremento per dividendi (*) (141) (141)
Altre variazioni 40 (50) (9) (19)
Valore finale al 31.12.2015 1.242 130 1.372
Valore iniziale al 01.01.2016 1.242 130 1.372
Acquisizioni e sottoscrizioni 135 35 170
Plusvalenze da valutazione al patrimonio netto - continuing operation 140 140
Plusvalenze da valutazione al patrimonio netto - discontinued operation 17 17
(Minusvalenze) da valutazione al patrimonio netto - continuing operation (10) (14) (24)
Differenze cambio di conversione (15) (15)
Cessioni e rimborsi (2) (2)
Decremento per dividendi (*) (148) (148)
Altre variazioni (164) 153 (11)
Valore finale al 31.12.2016 1.195 304 1.499

(*) I valori includono 13 milioni di euro (16 milioni di euro nell'esercizio 2015) riguardanti dividendi incassati da partecipazioni riferite alle discontinued operation.

Le acquisizioni e sottoscrizioni (170 milioni di euro) riguardano: (i) l'apporto di capitale25 a favore del consorzio AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH (ASG HoldCo) (135 milioni di euro), joint venture a controllo congiunto partecipata da Allianz e Snam con quote azionarie pari rispettivamente al 60% e al 40%. L'apporto fa seguito agli accordi stipulati il 22 settembre 2016 tra il consorzio AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH (ASG HoldCo) e OMV Gas & Power GmbH (OGP) per la compravendita del 49% di Gas Connect Austria GmbH (GCA), società operante nel trasporto di gas naturale in Austria. Il closing dell'operazione è avvenuto in data 15 dicembre 2016 a fronte di un esborso complessivamente pari a 135 milioni di euro26; (ii) l'aumento di capitale della società collegata Trans Adriatic Pipeline AG - TAP, che si occupa dello sviluppo del progetto che consentirà il trasporto del gas dall'Azerbaijan ai mercati europei, cui Snam è tenuta a partecipare in misura proporzionale alla quota azionaria posseduta, in forza degli accordi sottoscritti in sede di acquisizione della partecipazione (35 milioni di euro). Le plusvalenze da valutazione con il metodo del patrimonio netto delle continuing operation (140 milioni di euro) si riferiscono alle società a controllo congiunto TAG (90 milioni di euro) e TIGF (50 milioni di euro). Le minusvalenze da valutazione con il metodo del patrimonio netto (24 milioni di euro) riguardano la quota di competenza del risultato negativo delle società a controllo congiunto e collegate. Con riferimento alle società a controllo congiunto, il risultato negativo di GasBridge 1 B.V. e Gasbridge 2 B.V

25 Tale fattispecie si configura quale riserva di capitale ai sensi dell'articolo 229, par.2, comma 5 del "Austrian Companies Act".

26 L'acquisizione di GCA è avvenuta per il tramite di AS Gasinfrastruktur GmbH (ASG BidCo), controllata al 100% dal consorzio ASG HoldCo. La partecipazione indiretta di Snam in GCA è pertanto pari al 19,6%. Per effetto dell'acquisizione, AS BidCo è subentrata a OMV Gas & Power GmbH (OGP) nella quota del 49% del prestito soci attualmente in essere a favore di GCA per un ammontare nominale di 147 milioni di Euro.

(-10 milioni di euro complessivamente), include gli effetti della svalutazione effettuata sulle partecipazioni da quest'ultime detenute in Interconnector UK (21 milioni di euro).

Con specifico riferimento al valore recuperabile delle partecipazioni di GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V in Interconnector UK, la valutazione è stata condotta sulla base di un orizzonte temporale di cinque anni, con la metodologia del Discounted Dividend Model (DDM) e utilizzando come tasso di attualizzazione il tasso determinato in funzione del costo del capitale proprio rettificato per tener conto del premio al rischio. Per gli anni successivi al quinto, sono state assunte proiezioni dei flussi di cassa utilizzando il metodo della perpetuity sulla base del dividendo stimato dell'ultimo anno di Piano con tasso di crescita pari a zero. Il tasso di attualizzazione utilizzato per la stima dei flussi è pari a circa il 6,5%. Le cessioni e rimborsi (2 milioni di euro) si riferiscono alla riduzione del costo di iscrizione delle partecipazioni nelle società GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. a fronte della distribuzione ai soci di parte della riserva soprapprezzo azioni generatasi in sede di costituzione delle società. Il decremento per dividendi (148 milioni di euro) riguarda essenzialmente le società a controllo congiunto TAG (75 milioni di euro), TIGF (43 milioni di euro) e GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. (17 milioni di euro complessivamente).

Le altre variazioni (11 milioni di euro) si riferiscono essenzialmente: (i) al valore di iscrizione della partecipazione residua (13,5%) di Snam S.p.A. in Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding) riveniente dall'operazione separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A27 (+153 milioni di euro); (ii) al venir meno delle partecipazioni di Snam S.p.A. nelle imprese a controllo congiunto del settore distribuzione a seguito della predetta operazione di separazione (-173 milioni di euro). Sulle partecipazioni non sono costituite garanzie reali.

Le imprese consolidate, le imprese controllate congiuntamente con altri soci, le imprese collegate nonché le altre partecipazioni rilevanti sono distintamente indicate nell'Allegato "Imprese e partecipazioni di Snam S.p.A. al 31 dicembre 2016" che fa parte integrante delle presenti note.

Altre informazioni sulle partecipazioni

Coerentemente alle disposizioni richieste dal principio contabile internazionale IFRS 12 "Informativa sulle partecipazioni in altre entità", di seguito è riportata la sintesi dei dati economico - finanziari delle imprese a controllo congiunto e collegate.

27 L'operazione è illustrata in dettaglio alla nota n. 21 "Discontinued operations".

Partecipazioni in imprese a controllo congiunto

I dati economico - finanziari relativi a ciascuna partecipazione in società a controllo congiunto giudicata significativa, riferiti ai valori di bilancio redatti in base ai principi IFRS delle imprese partecipate28, sono di seguito riportati:

31.12.2015
(milioni di €) TIGF
Holding
S.A.S.
Trans Austria
Gasleitung
GmbH
Toscana E
nergia
S.p.A.
GasBridge
1 B.V. e 2 B.V.
Attività correnti 130 119 79 38
- di cui disponibilità liquide ed equivalenti 47 82 4
Attività non correnti 2.824 1.018 794 224
Totale attività 2.954 1.137 873 262
Passività correnti (101) (47) (248)
- di cui passività finanziarie correnti (16) (153)
Passività non correnti (1.751) (535) (243)
- di cui passività finanziarie non correnti (1.446) (439) (206)
Totale passività (1.852) (582) (491)
Patrimonio netto 1.102 555 382 262
Interessenza partecipativa detenuta dal gruppo %(*) 40,50% 89,22% 48,08% 50%
Quota di spettanza del gruppo 446 496 184 131
Altre rettifiche (17)
Valore di iscrizione della partecipazione 446 496 167 131
Ricavi 441 283 128
Costi operativi (159) (117) (39)
Ammortamenti e svalutazioni (131) (52) (28)
Risultato operativo 151 114 61
Proventi finanziari
Oneri finanziari (47) (6) (5)
Proventi (oneri) su partecipazioni 1 20
Imposte sul reddito (46) (27) (17)
tile netto 58 81 40 20
Altre componenti dell'utile complessivo 10 14
Totale utile complessivo 68 81 40 34

28 Si specifica che, salvo diversa indicazione, i valori di bilancio delle società a controllo congiunto, riportati in quota 100%, sono stati integrati al fine di riflettere le rettifiche operate dalla controllante in applicazione del criterio di valutazione del patrimonio netto. I suddetti valori si riferiscono ai reporting package preliminari e/o approvati.

31.12.2016
(milioni di €) TIGF
Holding
S.A.S.
Trans Austria
Gasleitung
GmbH
AS
Gasinfrastruktur
Beteiligung GmbH
GasBridge
1 B.V. e 2 B.V.
Attività correnti 143 71 17 36
- di cui disponibilità liquide ed equivalenti 68 24 17
Attività non correnti 2.807 1.020 601 138
Totale attività 2.950 1.091 618 174
Passività correnti (396) (55)
- di cui passività finanziarie correnti (17)
Passività non correnti (1.416) (462) (280)
- di cui passività finanziarie non correnti (26) (301) (280)
Totale passività (1.812) (517) (280)
Patrimonio netto 1.138 574 338 174
Interessenza partecipativa detenuta dal gruppo %(*) 40,50% 89,22% 40,0% 50,0%
Quota di spettanza del gruppo 461 512 135 87
Altre rettifiche
Valore di iscrizione della partecipazione 461 512 135 87
Ricavi 465 344
Costi operativi (162) (129)
Ammortamenti e svalutazioni (133) (77)
Risultato operativo 170 138
Proventi finanziari 1
Oneri finanziari (37) (3)
Proventi (oneri) su partecipazioni (20)
Imposte sul reddito (10) (35)
tile netto 123 101 (20)
Altre componenti dell'utile complessivo 1 (30)
Totale utile complessivo 123 102 (50)

(*) La partecipazione detenuta in Trans Austria Gasleitung GmbH è valutata in base alla percentuale dei diritti economici posseduti.

Informazioni sulle partecipazioni in imprese a controllo congiunto

TIGF Holding S.A.S.

TIGF Holding S.A.S. è una società di diritto francese che controlla (per il tramite di TIGF Investissements S.A.S., controllata al 100% da TIGF Holding) il 100% di TIGF S.A.

TIGF S.A. (Transport et Infrastructures Gaz France) è una società attiva nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale nel Sud Ovest della Francia. L'attività di trasporto di gas naturale in Francia è soggetta a regolazione.

Al 31 dicembre 2016 la società TIGF Holding S.A.S. risulta partecipata da Snam S.p.A. (40,5%), dal Fondo sovrano di Singapore GIC (31,5%), da EDF (18%, attraverso il fondo dedicato alle passività derivanti dalla dismissione degli asset nucleari) e da Crédit Agricole Assurances (10%, attraverso la società Prévoyance Dialogue du Crédit Agricole).

TIGF Holding S.A.S. presenta il bilancio consolidato, comprendendo nell'area di consolidamento oltre che TIGF Holding S.A.S., TIGF Investissements S.A.S. e TIGF S.A.

Le regole di governance societarie prevedono che le decisioni sulle attività rilevanti debbano essere prese con il consenso unanime tra i soci Snam e GIC.

Trans Austria Gasleitung Gmbh (TAG)

Trans Austria Gasleitung Gmbh (TAG) è una società di diritto austriaco attiva nel settore del trasporto di gas naturale ed è proprietaria del gasdotto che collega il confine tra Slovacchia e Austria con il punto di entrata di Tarvisio.

L'attività di trasporto di gas naturale in Austria è soggetta a regolazione.

Al 31 dicembre 2016 Snam S.p.A. detiene l'84,47% del capitale sociale, cui spetta l'89,22% dei diritti economici. La restante quota del capitale sociale è detenuta da Gas Connect Austria GmbH (GCA). Gli accordi contrattuali stipulati tra Snam, TAG e GCA prevedono, inoltre, che qualora TAG non sia in grado di finanziarsi autonomamente, siano i soci a finanziarla in ragione della quota azionaria posseduta. Le regole di governance societarie prevedono che le decisioni sulle attività rilevanti debbano essere prese con il consenso unanime tra i soci Snam S.p.A. e GCA.

AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH

AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH è una società di diritto austriaco a controllo congiunto fra Snam S.p.A. e il gruppo Allianz, con quote rispettivamente pari al 40% e al 60%.

La società detiene il 100% della società di diritto austriaco AS Gasinfrastruktur GmbH, che a sua volta detiene il 49% del capitale sociale di Gas Connect Austria GmbH, società controllata da OMV AG. Le regole di governance di AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH prevedono che le decisioni sulle attività rilevanti debbano essere prese con il consenso unanime tra i soci Snam e Allianz.

GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V.

GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. sono due società di diritto olandese partecipate al 50% rispettivamente da Snam S.p.A. e da Fluxys Europe B.V.

Le due società detengono complessivamente ed in maniera paritetica il capitale sociale delle seguenti società:

  • il 31,5% di Interconnector UK Ltd, società controllata da Fluxys;
  • il 51% di Interconnector Zeebrugge Terminal SCRL;

Le regole di governance societarie prevedono che le decisioni sulle attività rilevanti debbano essere prese con il consenso unanime tra i due soci Snam S.p.A. e Fluxys Europe B.V. Restrizioni significative

Ai sensi delle disposizioni dell'IFRS 12 si segnalano di seguito le principali restrizioni significative in relazione alla capacità delle imprese partecipate di trasferire fondi a Snam sotto forma di dividendi, rimborsi di prestiti o di anticipazioni effettuate dalla partecipante.

TIGF Investissement S.A.S.

Il pagamento degli interessi calcolati sull'importo nominale residuo del prestito obbligazionario convertibile di 670 milioni di euro (di cui 272 milioni di euro sottoscritti da Snam), può essere posticipato discrezionalmente dall'emittente TIGF Investissement. Il debito obbligazionario è subordinato rispetto ai finanziamenti bancari in essere.

Partecipazioni in imprese collegate

I dati economico - finanziari relativi alle partecipazioni in società collegate giudicate non significative, riferiti ai valori di bilancio redatti in base ai principi IFRS delle imprese partecipate29, sono riportati di seguito:

(milioni di €) 31.12.2015 (*) 31.12.2016 (**)
Attività correnti 165 739
Attività non correnti 983 7.044
Totale attività 1.148 7.783
Passività correnti (100) (3.434)
Passività non correnti (397) (2.477)
Totale passività (497) (5.911)
Patrimonio netto 651 1.872
Valore di iscrizione delle partecipazioni 130 304
Ricavi 274
Risultato operativo 11
Risultato netto (90)
Altre componenti del risultato complessivo 3
Totale risultato complessivo (87)

(*) I valori del 2015 si riferiscono alla partecipazione nella società collegata TAP, acquisita in data 17 dicembre 2015.

(**) I valori del 2016 si riferiscono alle partecipazioni nelle società collegate TAP e Italgas, che rappresentano complessivamente circa l'1,5% del totale attivo. I dati economici del 2016 si riferiscono per TAP all'intero esercizio 2016 e per Italgas al periodo 7.11.2016 - 31.12.2016.

Informazioni sulle partecipazioni in imprese collegate

Trans Adriatic Pipeline AG (TAP)

Trans Adriatic Pipeline A.G. (TAP) è una società di diritto svizzero costituita per la progettazione, lo sviluppo e la realizzazione di un nuovo gasdotto, attualmente in fase costruzione, che si estenderà dal confine greco-turco all'Italia (nel nuovo punto di entrata in località San Foca - Melendugno), attraversando Grecia ed Albania.

Al 31 dicembre 2016 la società TAP A.G. risulta partecipata da Snam S.p.A. (20%), Socar (20% attraverso la società AzTAP GmbH), BP (20% attraverso la società BP Gas Marketing Ltd), Fluxys (19% attraverso la società Fluxys Europe B.V.), Enagas (16% attraverso la società Enagás Internacional S.L.U.) e Axpo (5% attraverso la società Axpo Trading A.G.).

In base agli accordi contrattuali stipulati, i soci sono responsabili del finanziamento del progetto, in ragione della quota azionaria posseduta, fino all'entrata in funzionamento del gasdotto, sia attraverso Shareholders' loan sia attraverso la sottoscrizione di aumenti di capitale. L'eventuale espansione di capacità è soggetta ad una valutazione di fattibilità economica e quindi alla verifica di benefici per TAP, anche in conformità alla decisione sull'esenzione da parte delle Autorità regolatorie.30 In base alle attuali regole di governance societaria, nessuno dei soci di TAP è in grado di esercitare il controllo sulla società, neanche in maniera congiunta.

29 Si specifica che i valori di bilancio delle società collegate, riportati in quota 100%, sono stati rettificati al fine di riflettere le rettifiche operate dalla controllante in applicazione del criterio di valutazione del patrimonio netto. I suddetti valori si riferiscono ai reporting package preliminari e/o approvati.

30 Per maggiori informazioni sugli impegni sottoscritti da parte dei soci nei confronti di TAP si rinvia alla nota n. 23 "Garanzie, impegni e rischi".

Italgas S.p.A.

Italgas S.p.A. è una società italiana che controlla il 100% di Italgas Reti S.p.A., Napoletanagas S.p.A. e Acam Gas S.p.A., società attive nel settore della distribuzione di gas naturale sul territorio nazionale. L'attività di distribuzione del gas naturale è soggetta a regolazione.

Al 31 dicembre 2016 la società Italgas S.p.A., a seguito dell'operazione di separazione da Snam S.p.A. del business della distribuzione del gas naturale, risulta partecipata da Snam (13,5%), C.D.P. Reti S.r.l. (25,08%), C.D.P. Gas S.p.A. (0,97%) e la restante parte è detenuta da soci terzi.

In data 7 novembre 2016, data di efficacia della predetta operazione di separazione, è divenuto efficace il patto parasociale, sottoscritto in data 20 ottobre 2016 tra la Società, CDP Reti S.p.A. e CDP Gas S.r.l., avente ad oggetto tutte le azioni da ciascuna detenute in Italgas S.p.A. Il patto parasociale costituisce un sindacato di voto e di blocco, con la facoltà per Snam di recedere anticipatamente nel caso in cui, nell'ipotesi di dissenso di Snam sul voto delle azioni sindacate in merito a talune materie riservate di natura straordinaria, Snam non ceda la propria partecipazione in Italgas entro i successivi 12 mesi ("Exit Accelerata"). I trasferimenti della partecipazione di Snam in Italgas S.p.A. (anche in caso di Exit Accelerata) sono soggetti al gradimento non mero e prelazione di CDP Reti, nonché all'obbligo di subentro del terzo. Snam, inoltre, non può incrementare la propria partecipazione. Il patto ha durata triennale rinnovabile salvo disdetta; nel caso in cui Snam non rinnovi, CDP Reti avrà un'opzione di acquisto al fair market value sulla partecipazione di Snam in Italgas.

15. Passività finanziarie a breve termine, passività finanziarie a lungo termine e quote a breve di passività finanziarie a lungo termine

Le passività finanziarie a breve termine, di importo pari a 1.497 milioni di euro (1.351 milioni di euro al 31 dicembre 2015), e le passività finanziarie a lungo termine, comprensive della quota a breve delle passività a lungo termine, di importo pari complessivamente a 9.593 milioni di euro (12.445 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si analizzano come segue:

31.12.2015 31.12.2016
Passività a lungo termine Passività a lungo termine
(milioni di €) Passività
a breve
termine
termine
breve
a
Quota
Quota a lungo termine con
scadenza entro 5 anni
con scadenza oltre 5 anni
Quota a lungo termine
lungo
a
quota
termine
Totale
Passività
a breve
termine
termine
breve
a
Quota
Quota a lungo termine con
scadenza entro 5 anni
con scadenza oltre 5 anni
Quota a lungo termine
lungo
a
quota
termine
Totale
Prestiti obbligazionari 1.356 4.935 3.520 8.455 634 3.384 3.592 6.976
Finanziamenti bancari 1.323 22 1.178 1.427 2.605 1.466 221 799 962 1.761
Altri finanziatori 28 7 7 31 1
1.351 1.378 6.120 4.947 11.067 1.497 856 4.183 4.554 8.737

Passività finanziarie a breve termine

Le passività finanziarie a breve termine, di importo pari a 1.497 milioni di euro (1.351 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relative principalmente a linee di credito bancarie uncommitted a tasso variabile (1.466 milioni di euro).

L'incremento rispetto al 31 dicembre 2015 (146 milioni di euro) è dovuto essenzialmente ad utilizzi netti di linee di credito bancarie uncommitted (143 milioni di euro).

Non vi sono passività finanziarie a breve termine denominate in valuta diversa dall'euro.

Il tasso di interesse medio ponderato sulle passività finanziarie a breve termine è pari allo 0,07% (0,05% per l'esercizio 2015).

Il valore di mercato delle passività finanziarie a breve termine è equivalente al valore contabile.

Passività finanziarie a lungo termine e quota a breve di passività finanziarie a lungo termine Le passività finanziarie a lungo termine, comprensive della quota a breve delle passività a lungo termine, ammontano complessivamente a 9.593 milioni di euro (12.445 milioni di euro al 31 dicembre 2015). L'analisi dei prestiti obbligazionari (7.610 milioni di euro), con indicazione della società emittente, dell'anno di emissione, della valuta, del tasso di interesse medio e della scadenza, è analizzata nella tabella di seguito riportata.

(milioni di €)

Società emittente Emissione
(anno)
Valuta Valore
Nominale
Rettifiche (a) Saldo al
31.12.2016
Tasso (%) Scadenza (anno)
Euro M
edium Term Notes
SNAM S.p.A. (b) 2012 851 23 874 3,875 2018
SNAM S.p.A. (c) 2012 741 5 746 5,25 2022
SNAM S.p.A. (c) (d) 2012 716 21 737 3,5 2020
SNAM S.p.A. (b) (c) 2012 583 25 608 5 2019
SNAM S.p.A. (b) (c) (e) 2013 506 5 511 2,375 2017
SNAM S.p.A. 2013 332 8 340 3,375 2021
SNAM S.p.A. (f) 2013 Yen 81 81 1,115 2019
SNAM S.p.A. 2013 70 1 71 2,625 2018
SNAM S.p.A. 2014 426 8 434 3,25 2024
Euribor 12m +
SNAM S.p.A. (g) 2014 500 18 518 0,5645 2023
SNAM S.p.A. 2014 265 1 266 1,5 2019
SNAM S.p.A. (b) 2015 592 (49) 543 1,375 2023
SNAM S.p.A. 2015 138 4 142 1,5 2023
SNAM S.p.A. 2016 1.250 (8) 1.242 0,875 2026
SNAM S.p.A. 2016 500 (3) 497 0 2020
7.551 59 7.610

(a) Include aggio/disaggio di emissione, rateo di interesse e adeguamento al fair value del prestito obbligazionario, convertito in tasso variabile attraverso un contratto derivato di copertura Interest Rate Swap (IRS).

(b) Prestiti obbligazionari oggetto dell'operazione di Liability Management 2015.

(c) Prestiti obbligazionari oggetto dell'operazione di Liability Management 2016.

(d) Prestito obbligazionario oggetto di riapertura per un importo incrementale pari a 500 milioni di euro con tasso di interesse e scadenza analoghi al collocamento originario.

(e) Prestito obbligazionario oggetto di riapertura per un importo incrementale pari a 250 milioni di euro con tasso di interesse e scadenza analoghi al collocamento originario.

(f) Prestito obbligazionario di valore nominale pari a 10 miliardi di Yen giapponesi, convertito in euro attraverso un contratto derivato di copertura Cross Currency Swap (CCS). Il valore nominale indicato è ottenuto tramite la conversione in euro al tasso di cambio spot di fine esercizio.

(g) Prestito obbligazionario a tasso fisso, convertito in tasso variabile attraverso un contratto derivato di copertura IRS.

La riduzione dei prestiti obbligazionari rispetto al 31 dicembre 2015, pari a 2.201 milioni di euro, è dovuta principalmente: (i) all'operazione di Liability Management, conclusa a ottobre 2016, che ha comportato il riacquisto sul mercato di titoli obbligazionari a tasso fisso per un valore nominale complessivo pari a 2,75 miliardi di euro con cedola media pari a 3,3% ed una durata residua pari a circa 3 anni, a fronte di un esborso totale di circa 3,1 miliardi di euro31; (ii) al rimborso di n. 3 bond giunti a naturale scadenza nel mese di gennaio 2016, luglio 2016 e ottobre 2016, per un valore nominale rispettivamente pari a 150 milioni di euro, 700 milioni di euro e 300 milioni di euro. Tale riduzione è stata parzialmente compensata dalle nuove emissioni obbligazionarie effettuate a fronte del finanziamento di parte dell'operazione di Liability Management, relative a n. 2 prestiti obbligazionari a tasso fisso, emessi in data 25 ottobre 2016 per un valore nominale pari rispettivamente a 1.250 milioni di euro e 500 milioni di euro.

I debiti per finanziamenti bancari (1.982 milioni di euro) si riferiscono a finanziamenti a scadenza (Term Loan), di cui 1.182 milioni di euro su provvista della Banca europea per gli Investimenti - BEI. Nel corso dell'esercizio 2016 si segnala che nell'ambito dell'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. è stato finalizzato l'accollo liberatorio da Snam S.p.A. a Italgas S.p.A. relativamente a due finanziamenti erogati da BEI a Snam S.p.A. e destinati a finanziare progetti di Italgas S.p.A. del valore nominale complessivamente pari a 424 milioni di euro. L'accollo dei due finanziamenti BEI e i rimborsi netti di finanziamenti bancari Term Loan del valore nominale di 200 milioni di euro, hanno comportato una riduzione complessiva dei debiti per finanziamenti bancari per un valore nominale di 624 milioni di euro. Non vi sono finanziamenti bancari a lungo termine denominati in valuta diversa dall'euro. Il tasso di interesse medio ponderato sui debiti per finanziamenti bancari utilizzati (esclusi i finanziamenti su provvista BEI) è pari allo 0,4%32 (parimenti per l'esercizio 2015). Non risultano inadempimenti di clausole connesse ai contratti di finanziamento. Il valore di mercato dei debiti finanziari a lungo termine, comprensivi della quota a breve termine, ammonta a 10.230 milioni di euro33 (13.383 milioni al 31 dicembre 2015). Snam dispone di linee di credito committed e uncommitted non utilizzate per un importo rispettivamente pari a 3,2 miliardi di euro e a 1,7 miliardi di euro.

Covenants di natura finanziaria e clausole contrattuali di negative pledge

Al 31 dicembre 2016 Snam ha in essere finanziamenti a medio - lungo termine concessi da un pool di banche nazionali e internazionali, con alcune delle quali ha stipulato anche alcuni finanziamenti bilaterali. Tali finanziamenti a medio - lungo termine sono soggetti, inter alia, ad impegni (covenants) tipici della prassi internazionale di mercato quali, a titolo esemplificativo, clausole di negative pledge, pari passu e change of control.

In particolare, i finanziamenti in pool ed i prestiti bilaterali sono soggetti, inter alia ad un impegno di "negative pledge" ai sensi del quale Snam e le società controllate del gruppo sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci e/o documenti rappresentativi di merci; tale covenant è soggetto a specifiche soglie di rilevanza e ad eccezioni relative a vincoli la cui creazione e/o esistenza è espressamente consentita.

Snam ha inoltre in essere al 31 dicembre 2016 finanziamenti a medio - lungo termine stipulati con la Banca europea per gli investimenti (BEI), per i quali sono previste clausole contrattuali sostanzialmente in linea con quelle sopra esposte. Limitatamente ai finanziamenti BEI è prevista la facoltà del finanziatore di richiedere ulteriori garanzie qualora il credit rating assegnato a Snam sia inferiore al

31 Per maggiori informazioni sull'operazione si rimanda a quanto indicato nella Relazione sulla gestione al capitolo "Profilo dell'anno - Principali eventi".

32 Esclude l'ammortamento delle Up - Front fee.

33 Include i prestiti obbligazionari, il cui valore è stimato sulla base delle quotazioni di mercato al 31 dicembre 2016, e le passività finanziarie verso banche, interamente a tasso variabile, il cui corrispondente valore è ritenuto pari al valore nominale di rimborso.

livello BBB (Standard & Poor's / Fitch Ratings Limited) o inferiore a Baa2 (Moody's) per almeno due delle tre agenzie di rating.

Al 31 dicembre 2016 i debiti finanziari di natura bancaria soggetti a queste clausole restrittive ammontano a circa 2,0 miliardi di euro.

Il mancato rispetto dei covenants previsti per tali finanziamenti, in alcuni casi solo qualora tale mancato rispetto non venga rimediato nei periodi di tempo previsti, nonché il verificarsi di altre fattispecie quali, a titolo esemplificativo, eventi di cross - default, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, determinano ipotesi di inadempimento in capo a Snam e, eventualmente, possono causare l'esigibilità immediata del relativo prestito.

Le obbligazioni, pari a un valore nominale di 7,6 miliardi di euro, riguardano titoli emessi nell'ambito del programma di euro Medium Term Notes. I covenants previsti dal regolamento dei titoli del programma sono quelli tipici della prassi internazionale di mercato e riguardano, inter alia, clausole di negative pledge e di pari passu. In particolare, ai sensi della clausola di negative pledge, Snam e le controllate rilevanti della stessa sono soggette a limitazioni in merito alla creazione o al mantenimento di vincoli su tutti o parte dei propri beni o sulle proprie entrate per garantire indebitamento, presente o futuro, fatta eccezione per le ipotesi espressamente consentite.

Il mancato rispetto dei covenants previsti, in alcuni casi solo qualora tale mancato rispetto non venga rimediato nei periodi di tempo previsti, nonché il verificarsi di altre fattispecie quali, a titolo esemplificativo, eventi di cross - default, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, determinano ipotesi di inadempimento in capo a Snam e, eventualmente, possono causare l'esigibilità immediata del prestito obbligazionario.

Al 31 dicembre 2016 non sono verificati eventi che comportino il mancato rispetto dei suddetti impegni e covenants contrattuali.

Analisi dell'indebitamento finanziario netto

L'analisi dell'indebitamento finanziario netto con l'evidenza dei rapporti con parti correlate è riportata nella tabella seguente:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Correnti Non
Correnti
Totale Correnti Non
Correnti
Totale
A. Disponibilità liquide ed equivalenti 17 17 34 34
B. Titoli disponibili per la vendita e da mantenere fino alla scadenza
C. Liquidità (A+B) 17 17 34 34
D. Crediti finanziari non strumentali all'attività operativa
E. Passività finanziarie a breve termine verso banche 1.323 1.323 1.466 1.466
F. Passività finanziarie a lungo termine verso banche 22 2.605 2.627 221 1.761 1.982
G. Prestiti obbligazionari 1.356 8.455 9.811 634 6.976 7.610
H. Passività finanziarie a breve termine verso entità correlate 19 19 18 18
I. Passività finanziarie a lungo termine verso entità correlate
L. Altre passività finanziarie a breve termine 9 9 13 13
M. Altre passività finanziarie a lungo termine 7 7 1 1
N. Indebitamento finanziario lordo (E+F+G+H+I+L+M
)
2.729 11.067 13.796 2.352 8.738 11.090
. Indebitamento finanziario netto (N-C-D
)
2.712 11.067 13.779 2.318 8.738 11.056

I debiti commerciali e altri debiti, di importo pari a 1.264 milioni di euro (1.746 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Debiti commerciali 694 433
Debiti per attività di investimento 468 384
Altri debiti 584 447
1.746 1.264

I debiti commerciali (433 milioni di euro; 694 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relativi principalmente ai settori trasporto (313 milioni di euro, di cui 213 milioni di euro derivanti dall'attività di bilanciamento), stoccaggio (46 milioni di euro) e rigassificazione (1 milione di euro).

I debiti per attività di investimento (384 milioni di euro, di cui 4 milioni con scadenza oltre l'esercizio; 468 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relativi principalmente ai settori trasporto (312 milioni di euro) e stoccaggio di gas naturale (64 milioni di euro).

Gli altri debiti (447 milioni di euro; 584 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono di seguito analizzati:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Debiti IRES per Consolidato fiscale nazionale 2
Altri debiti 584 445
- Debiti verso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) 418 381
- Debiti verso il personale 54 26
- Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale 32 16
- Consulenti e professionisti 12 8
- Debiti verso Amministrazioni pubbliche 42
- Altri 26 14
584 447

I debiti verso la CSEA (381 milioni di euro) si riferiscono a componenti tariffarie accessorie relative principalmente al settore di attività trasporto ai sensi delle seguenti deliberazioni: ARG/gas 177/10 (misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas naturale: 138 milioni di euro); ARG/gas 87/11 (corrispettivo per la copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del fattore di garanzia dei ricavi per il servizio di stoccaggio e degli oneri sostenuti dal GSE: 114 milioni di euro); ARG/gas 92/08 (corrispettivo per la copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del fattore di garanzia dei ricavi per il servizio di rigassificazione del GNL: 58 milioni di euro); ARG/gas 155/11 e successive integrazioni (recupero degli oneri connessi a crediti non riscossi del bilanciamento del sistema del gas: 20 milioni di euro); 363/2012/R/gas (recupero oneri applicati per il servizio di default sulla rete di trasporto: 20 milioni di euro); ARG/com 93/10 (agevolazioni tariffarie ai clienti del settore gas in stato di disagio: 15 milioni di euro); ARG/gas 184/09 (a copertura degli squilibri di perequazione dei ricavi relativi al corrispettivo di capacità CRr) (6 milioni di euro). La riduzione debiti commerciali e altri debiti di 482 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 è dovuta principalmente al deconsolidamento di Italgas Reti S.p.A. I debiti verso parti correlate sono illustrati alla nota n. 32 "Rapporti con parti correlate". La valutazione al fair value dei debiti commerciali e altri debiti non produce effetti significativi

considerato il breve periodo di tempo intercorrente tra il sorgere del debito e la sua scadenza.

17. Altre passività correnti e non correnti

Le altre passività correnti, di importo pari a 21 milioni di euro (71 milioni di euro al 31 dicembre 2015), e le altre passività non correnti, di importo pari a 309 milioni di euro (293 milioni di euro al 31 dicembre 2015), sono di seguito analizzate:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Correnti Non
correnti
Totale Correnti Non
correnti
Totale
Altre passività da attività regolate 57 149 206 12 167 179
Valore di mercato strumenti finanziari derivati 1 1
Altre passività 14 143 157 9 142 151
- Passività per ricavi e proventi anticipati 5 18 23 5 10 15
- Passività per contributi di allacciamento 4 4 4 4
- Altre 9 121 130 4 128 132
71 293 364 21 309 330

Le passività da attività regolate (179 milioni di euro; 206 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relative:

  • al settore trasporto (141 milioni di euro) a fronte dei maggiori importi fatturati relativi al servizio di trasporto di gas naturale rispetto al vincolo stabilito dal Regolatore e delle penali addebitate agli utenti che hanno superato la capacità impegnata, oggetto di restituzione tramite adeguamenti tariffari ai sensi della deliberazione n. 166/05 dell'AEEGSI. La quota corrente e la quota non corrente ammontano rispettivamente a 12 e 129 milioni di euro (rispettivamente 57 e 110 milioni di euro al 31 dicembre 2015);
  • al settore stoccaggio (38 milioni di euro) a fronte dei corrispettivi per il bilanciamento e per la reintegrazione degli stoccaggi, da restituire agli utenti del servizio secondo quanto disposto dalla deliberazione n. 50/06 dell'Autorità. L'ammontare corrisponde interamente alla quota non corrente (39 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

Le altre passività (151 milioni di euro; 157 milioni di euro al 31 dicembre 2015) includono:

  • passività per ricavi e proventi anticipati (12 milioni di euro), in relazione principalmente alla quota corrente e non corrente del canone anticipato per la concessione dell'utilizzo di cavi in fibra ottica ad un operatore di telecomunicazioni, rispettivamente pari a 2 e 10 milioni di euro;
  • altre passività relative essenzialmente: (i) ai depositi cauzionali versati a titolo di garanzia dagli utenti del servizio di bilanciamento, ai sensi della deliberazione ARG/gas 45/11 (62 milioni di euro); (ii) ai maggiori quantitativi di gas combustibile allocati dagli utenti nei precedenti esercizi ai sensi della deliberazione ARG/gas 184/09 rispetto alle quantità effettivamente utilizzate nei medesimi anni, oggetto di conguaglio attraverso la riduzione delle quantità allocate dagli utenti (66 milioni di euro). L'ammontare corrisponde interamente alla quota non corrente (rispettivamente 9 e 53 milioni di euro di quota corrente e quota non corrente al 31 dicembre 2015).

18. Fondi per rischi e oneri

I fondi per rischi e oneri, di importo pari a 707 milioni di euro (776 milioni di euro al 31 dicembre 2015), sono analizzati nella seguente tabella:

31.12.2015
tilizzi
(milioni di €) iniziale
Saldo
Accantonamenti
(*)
del
per
trascorrere
Incremento
tempo
il
a fronte
oneri
per
esuberanza(*)
variazioni
Altre
finale
Saldo
Fondo smantellamento e ripristino siti 650 11 (8) (138) 515
Fondo rischi e oneri ambientali 136 1 1 (3) (4) 131
Fondo rischi per contenziosi legali 52 5 (5) (19) 1 34
Altri fondi 176 20 (5) (8) (87) 96
1.014 26 12 (21) (27) (228) 776

(*) I valori includono 14 milioni di utilizzi netti ai fondi rischi e oneri attribuibili alle discontinued operation.

31.12.2016
tilizzi di
(milioni di €) iniziale
Saldo
Accantonamenti
(*)
del
per
trascorrere
Incremento
tempo
il
a fronte
oneri
per
esuberanza
(*)
variazioni
Altre
consolidamento
area
Variazione
finale
Saldo
Fondo smantellamento e ripristino siti 515 9 (11) 116 (1) 628
Fondo rischi e oneri ambientali 131 6 1 (4) (1) 5 (136) 2
Fondo rischi per contenziosi legali 34 7 (1) (3) (23) 14
Altri fondi 96 27 (10) (1) (49) 63
776 40 10 (26) (5) 121 (209) 707

(*) I valori includono 20 milioni di accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri attribuibili alle discontinued operation nel periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016.

La variazione dell'area di consolidamento (209 milioni di euro) si riferisce al deconsolidamento di Italgas Reti S.p.A. a fronte dell'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale.

Le altre variazioni (121 milioni di euro) riguardano principalmente: (i) la revisione delle stime dei costi (attualizzati) di smantellamento e ripristino dei siti (116 milioni di euro) riferita ai settori stoccaggio (91 milioni di euro) e trasporto (25 milioni di euro), a seguito essenzialmente della riduzione dei tassi di attualizzazione attesi.

Il fondo smantellamento e ripristino siti (628 milioni di euro; 515 milioni di euro al 31 dicembre 2015) è stato rilevato principalmente a fronte di oneri che si presume di sostenere per la rimozione delle strutture ed il ripristino dei siti di stoccaggio (518 milioni di euro) e trasporto di gas naturale (105 milioni di euro).

Il fondo rischi per contenziosi legali (14 milioni di euro; 34 milioni di euro al 31 dicembre 2015) accoglie gli oneri che la Società ha stimato di dover sostenere a fronte di cause legali in essere.

Gli altri fondi rischi e oneri (63 milioni di euro; 96 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano principalmente gli oneri iscritti in contropartita alla voce variazione delle rimanenze, derivanti dalla differenza tra le quantità stimate di Gas Non Contabilizzato (GNC), che la Società prevede di consuntivare nel quadriennio 2015-2018, rispetto alle previsioni delle quantità che saranno conferite in natura dagli utenti come previsto dalla deliberazione 514/2013/R/gas (40 milioni di euro). In coerenza con la Raccomandazione ESMA 2015/1608 del 27 ottobre 2015, di seguito sono rappresentati gli effetti sui fondi rischi ed oneri derivanti da una modifica ragionevolmente possibile relativa al tasso di attualizzazione utilizzato alla fine dell'esercizio.

La sensitivity34 sul tasso di attualizzazione rappresenta la variazione del valore della passività attuariale che si ottiene con i dati di valutazione di fine anno, variando il tasso di attualizzazione, ferme restando le altre ipotesi.

(milioni di €) Variazione tasso di attualizzazione
Effetto sull'obbligazione netta al 31.12.2016 Riduzione del
10%
Incremento del
10%
Fondo smantellamento e ripristino siti 24 (23)

19. Fondi per benefici ai dipendenti

I fondi per benefici ai dipendenti, di importo pari a 44 milioni di euro (166 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato (TFR) 100 29
Fondo Integrativo Sanitario Dirigenti aziende dell'Eni (FISDE) 10 3
Fondo Gas 35
Altri fondi per benefici ai dipendenti 21 12
166 44

Il TFR disciplinato dall'art. 2120 del Codice civile, accoglie la stima dell'obbligazione, determinata sulla base di tecniche attuariali, relativa all'ammontare da corrispondere ai dipendenti all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. L'indennità, erogata sotto forma di capitale, è pari alla somma di quote di accantonamento calcolate sulle voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro e rivalutate fino al momento di cessazione dello stesso. Per effetto delle modifiche legislative introdotte a partire dal 1 gennaio 2007, per imprese con più di 50 dipendenti, una quota significativa del trattamento di fine rapporto maturando è classificato come un piano a contributi definiti in quanto l'obbligazione dell'impresa è rappresentata esclusivamente dal versamento dei contributi ai fondi pensione, ovvero all'INPS. La passività relativa al trattamento di fine rapporto antecedente al 1 gennaio 2007 continua a rappresentare un piano a benefici definiti da valutare secondo tecniche attuariali (29 milioni di euro; 100 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

Il FISDE (3 milioni di euro; 10 milioni di euro al 31 dicembre 2015) accoglie la stima degli oneri, determinati su basi attuariali, relativi ai contributi da corrispondere a beneficio dei dirigenti in servizio35 e in pensione.

35 Per i dirigenti in servizio, i contributi sono calcolati a partire dall'anno in cui il dipendente andrà in pensione e riferiti agli anni di servizio già prestato.

Il FISDE eroga prestazioni sanitarie integrative di tipo economico ai dirigenti del Gruppo Eni36 e ai dirigenti pensionati il cui ultimo rapporto di lavoro sia intercorso con qualifica di dirigente con il Gruppo Eni. Il finanziamento del FISDE avviene tramite il versamento: (i) di contributi versati dalle aziende aderenti; (ii) di contributi versati dai Soci per se stessi e per il nucleo familiare; (iii) contributi ad hoc per specifiche provvidenze. L'ammontare della passività e del costo assistenziale vengono determinati prendendo a riferimento, quale approssimazione della stima degli oneri di assistenza sanitaria erogati dal fondo, il contributo che l'azienda versa a favore dei pensionati.

Gli altri fondi per benefici ai dipendenti (12 milioni di euro, milioni di euro; 21 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano i benefici a lungo termine connessi ai piani di incentivazione monetaria differita (IMD) e ai piani di incentivazione monetaria di lungo termine (ILT) (9 milioni di euro complessivamente), e i premi di anzianità (3 milioni di euro).

I piani di incentivazione monetaria differita sono attribuiti ai dirigenti che hanno conseguito gli obiettivi prefissati nell'anno precedente a quello di assegnazione e prevedono l'attribuzione di un incentivo base che sarà erogato dopo tre anni in misura variabile in funzione delle performance aziendali conseguite nel corso del triennio successivo al momento dell'assegnazione. Il beneficio è stanziato al momento in cui sorge l'impegno di Snam nei confronti del dipendente. La stima è oggetto di revisione negli esercizi successivi in base alla consuntivazione realizzate e all'aggiornamento delle previsioni di risultato (superiore o inferiore al target).

I piani di incentivazione di lungo termine, che hanno sostituito le precedenti assegnazioni di stock option, prevedono, dopo tre anni dall'assegnazione, l'erogazione di un beneficio monetario variabile legato ad un parametro di performance aziendali. L'ottenimento del beneficio è legato al raggiungimento di determinati livelli di performance futuri, e condizionato alla permanenza dell'assegnatario nell'impresa nel triennio successivo all'assegnazione (cosiddetto "Vesting period"). Tale beneficio è stanziato pro rata temporis lungo il triennio in funzione delle consuntivazione dei parametri di performance. I premi di anzianità sono benefici erogati al raggiungimento di un periodo minimo di servizio in azienda e sono erogati in natura.

I piani di incentivazione monetaria differita e di incentivazione monetaria di lungo termine, nonché i premi di anzianità, si qualificano, ai sensi dello IAS 19, come altri benefici a lungo termine. La composizione e la movimentazione dei fondi per benefici ai dipendenti, valutati applicando tecniche attuariali, è la seguente37:

  • 36 Il fondo eroga le medesime prestazioni ai dirigenti del Gruppo Snam.
  • 37 Nella tabella è altresì riportata la riconciliazione delle passività rilevate nei fondi per benefici ai dipendenti.
31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Fondo
TFR
FISDE Fondo
Gas
Altri
fondi
Totale Fondo
TFR
FISDE Fondo
Gas
Altri
fondi
Totale
Valore attuale dell'obbligazione
all'inizio dell'esercizio
108 11 22 141 100 10 35 21 166
Costo corrente 6 6 5 5
Costo per prestazioni passate (*) 35 35 (1) (1)
Costo per Interessi 2 2 2 2
Rivalutazioni / (Svalutazioni): (5) (1) (6) 6 (1) 2 7
- (Utili) / Perdite attuariali risultanti da
variazioni nelle ipotesi finanziarie
(**)
(4) (1) (5) 7 2 9
- Effetto dell'esperienza passata
(**)
(1) (1) (1) (1) (2)
Benefici pagati (6) (7) (13) (3) (7) (10)
Variazione area di consolidamento 1 1 (76) (6) (36) (7) (125)
Valore attuale dell'obbligazione
al termine dell'esercizio
100 10 35 21 166 29 3 12 44

(*) I valori sono interamente attribuibili alle discontinued operation e riguardano gli oneri, incluse le relative variazioni di stima, derivanti dalla soppressione del fondo gas (-1 milione di euro nell'esercizio 2016; +35 milioni nell'esercizio 2015).

(**) I valori includono +6 milioni di euro nell'esercizio 2016 (-4 milioni nell'esercizio 2015) di (Utili) / Perdite attuariali da remeasurements di piani a benefici definiti per i dipendenti attribuibili alle discontinued operation.

I costi per piani a benefici definiti rilevati tra le altre componenti dell'utile complessivo sono analizzati nella seguente tabella:

2015 2016
(milioni di €) Fondo TFR FISDE Totale Fondo
TFR
FISDE Fondo GAS Totale
Rivalutazioni / (Svalutazioni)
- (Utili) / Perdite attuariali risultanti da
variazioni nelle ipotesi finanziarie
(4) (1) (5) 7 2 9
- Effetto dell'esperienza passata (1) (1) (1) (1) (2)
(5) (1) (6) 6 (1) 2 7

Nel prospetto di seguito riportato sono rappresentate le principali ipotesi attuariali adottate per valutare le passività alla fine dell'esercizio e per determinare il costo dell'esercizio successivo.

2015 2016
Fondo
TFR
FISDE Fondo
Gas
Altri Fondo
TFR
FISDE Altri
Tasso di attualizzazione (%) 1,9 1,9 1,8 0,6-1,9 1,2 1,2 0,5-0,8
Tasso di inflazione (%) (*) 1,8 1,8 N.A. 1,8 1,2 1,2 1,2

(*) Con riferimento agli altri fondi il tasso è riferito ai soli premi di anzianità.

Il tasso di attualizzazione adottato è stato determinato considerando i rendimenti di titoli obbligazionari di aziende primarie (Corporate Bond area euro e rating AA).

I piani per benefici ai dipendenti rilevati da Snam sono soggetti, in particolare, al rischio di tasso, in quanto una variazione del tasso di attualizzazione potrebbe comportare una variazione significativa della passività.

Di seguito sono illustrati gli effetti derivanti da una modifica ragionevolmente possibile38 relativa al tasso di attualizzazione alla fine dell'esercizio.

La sensitivity sul tasso di attualizzazione rappresenta la variazione del valore della passività attuariale che si ottiene con i dati di valutazione di fine anno, variando il tasso di attualizzazione di un certo numero di basis points, ferme restando le altre ipotesi.

(milioni di €) Tasso di attualizzazione
Effetto su obbligazione netta al 31.12.2016 Riduzione di 0,5% Incremento di 0,5 %
Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato 2 (2)
FISDE 1
2 (1)

Il profilo di scadenza delle obbligazioni per piani a benefici per i dipendenti è riportato nella tabella seguente:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Fondo TFR FISDE Fondo
Gas (*)
Altri
fondi
Totale Fondo
TFR
FISDE Altri
fondi
Totale
Entro l'esercizio successivo 3 3 9 15 1 4 5
Entro cinque anni 19 1 12 11 43 4 6 10
Oltre cinque e fino dieci anni 39 2 15 1 57 10 1 11
Oltre dieci anni 39 7 8 54 14 3 1 18
100 10 38 21 169 29 3 12 44

(*) L'importo include la stima del contributo di solidarietà INPS del 10% applicato sulle somme da destinare alla previdenza complementare.

La durata media ponderata delle obbligazioni per piani a benefici per i dipendenti è di seguito indicata:

2015 2016
Fondo TFR FISDE Fondo Gas Altri Fondo TFR FISDE Altri
Duration media ponderata (anni) 9 17 6 3 11 23 3

20. Passività per imposte differite

Le passività per imposte differite, di importo pari a 187 milioni di euro (388 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono esposte al netto delle attività per imposte anticipate compensabili, di importo pari a 369 milioni di euro (515 milioni di euro al 31 dicembre 2015). Non vi sono imposte sul reddito anticipate non compensabili.

(milioni di €) 31.12.2015 Accantonamenti (*) Utilizzi (*) Altre
variazioni
Variazione
area di
consolidamento
31.12.2016
Passività per imposte differite 903 (47) 30 (330) 556
Attività per imposte anticipate (515) (64) 23 (25) 212 (369)
388 (64) (24) 5 (118) 187

(*) I valori includono 40 milioni di imposte anticipate nette realizzate dalle discontinued operation nel periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016.

Le passività per imposte differite e le attività per imposte anticipate sono di seguito analizzate in base alla natura delle differenze temporanee più significative:

31.12.2016
(milioni di €) iniziale
Saldo
Accantonamenti Utilizzi netto(*)
a
rilevati
patrimonio
Impatti
variazioni
Altre
di
consolidamento
area
Variazione
finale
Saldo
di cui:
IRES
di cui:
IRAP
Passività per imposte differite 903 (47) 30 (330) 556 541 15
Ammortamenti effettuati ai soli
fini fiscali
663 (26) (2) (182) 453 453
Rivalutazioni attività materiali 141 (6) (135)
Plusvalenze a tassazione differita 18 (14) (4)
Smantellamento e ripristino siti 57 32 89 76 13
Capitalizzazione oneri finanziari 10 (3) 7 6 1
Svalutazione crediti eccedente 4 (1) 3 3
Altre differenze temporanee 10 (1) (5) 4 3 1
Attività per imposte anticipate (515) (64) 23 (2) (23) 212 (369) (333) (36)
Smantellamento e ripristino siti (144) (3) 3 (32) (176) (150) (26)
Fondi rischi e oneri e altri accan
tonamenti non deducibili
(119) (23) 6 3 62 (71) (66) (5)
Contributi a fondo perduto e
contrattuali
(104) 2 80 (22) (19) (3)
Ammortamenti non deducibili (117) (35) 7 7 50 (88) (87) (1)
Benefici ai dipendenti (16) (3) 3 (2) (1) 11 (8) (7) (1)
Altre differenze temporanee (15) 2 9 (4) (4)
Passività nette per imposte
differite
388 (64) (24) (2) 7 (118) 187 208 (21)

(*) I valori si riferiscono alla fiscalità sugli (Utili) / Perdite attuariali da remeasurements di piani a benefici definiti per i dipendenti attribuibili alle discontinued operations per il periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016.

Le attività per imposte anticipate e le passività per imposte differite sono da considerarsi a lungo termine. Le imposte dell'esercizio sono illustrate alla nota n. 29 "Imposte sul reddito".

21. Discontinued Operation

In data 7 novembre 2016, data di inizio delle quotazioni di Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.) sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., ha avuto efficacia l'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) da Snam S.p.A. L'operazione ha avuto uno scopo principalmente industriale, volto alla separazione delle attività del Gruppo Snam relative alla distribuzione di gas in Italia, caratterizzate da una propria specificità rispetto alle altre attività del Gruppo Snam in termini di organizzazione operativa, contesto competitivo, regolamentazione, fabbisogno di investimenti, dalle attività di trasporto e dispacciamento, rigassificazione e stoccaggio di gas in Italia e all'estero.

Nell'ambito dell'operazione, nel suo complesso unitaria e sostanzialmente contestuale39, che ha portato al trasferimento ad Italgas S.p.A. del 100% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A., in data 2 novembre 2016 sono stati stipulati:

  • l'atto di scissione parziale e proporzionale con assegnazione a Italgas di una partecipazione pari al 52,90% della partecipazione detenuta da Snam in Italgas Reti, con conseguente assegnazione ai soci di Snam dell'86,50% del capitale di Italgas. Per effetto della Scissione Italgas S.p.A. ha emesso e assegnato agli azionisti di Snam S.p.A. una azione Italgas S.p.A. ogni cinque azioni di Snam S.p.A. detenute;
  • l'atto di conferimento in natura da parte di Snam S.p.A. a beneficio di Italgas S.p.A. di una partecipazione pari all'8,23% del capitale sociale di Italgas Reti S.p.A. a fronte dell'assegnazione a Snam S.p.A. di n. 108.957.843 azioni di nuova emissione di Italgas S.p.A., al fine di permettere a Snam S.p.A. di detenere, post-scissione, una partecipazione del 13,5% in Italgas S.p.A.;
  • l'atto di vendita da parte di Snam S.p.A. a Italgas S.p.A. di n. 98.054.833 azioni di Italgas Reti S.p.A., pari al 38,87% del capitale sociale, per un corrispettivo di 1.503 milioni di euro, a fronte dell'assunzione di un debito di pari importo in capo a Italgas S.p.A, al fine di generare un adeguato livello di indebitamento finanziario.

L'atto di scissione è stato iscritto al Registro delle imprese in data 3 novembre 2016 a seguito dell'emissione da parte di Borsa Italiana del provvedimento di ammissione a quotazione delle azioni ordinarie di Italgas sul Mercato Telematico Azionario, emesso in data 2 novembre 2016, e da parte di CONSOB del giudizio di equivalenza, ai sensi dell'art. 57, comma 1, lettera d) del Regolamento Emittenti, sul Documento Informativo relativo alla Scissione, rilasciato in data 3 novembre 2016. Così come previsto nello stesso atto di scissione, gli effetti della stessa decorrono a far data dalla data di inizio delle negoziazioni, ovvero dal 7 novembre 2016.

In data 7 novembre 2016, con la quotazione di Italgas S.p.A., è divenuto efficace il patto parasociale sottoscritto in data 20 ottobre 2016 tra la Società, CDP Reti S.p.A. e CDP Gas S.r.l. avente ad oggetto tutte le azioni da ciascuna detenute in Italgas S.p.A. Il patto parasociale costituisce un sindacato di voto e di blocco, con la facoltà per Snam di recedere anticipatamente nel caso in cui, nell'ipotesi di dissenso di Snam sul voto delle azioni sindacate in merito a talune materie riservate di natura straordinaria, Snam non ceda la propria partecipazione in Italgas entro i successivi 12 mesi ("Exit Accelerata"). Il patto parasociale prevede, inoltre, che CDP Reti, CDP Gas e Snam presentino una

39 Nell'ambito di tale operazione, come illustrato nel Documento Informativo relativo alla quotazione delle azioni ordinarie Italgas pubblicato in data 4 novembre 2016, Snam S.p.A. aveva presentato all'Agenzia delle Entrate istanza di interpello al fine di ottenere un parere in merito all'assenza di profili abusivi con riferimento al complesso di operazioni da porre in essere nell'ambito della separazione da Snam del business della distribuzione del gas facente capo alla propria controllata Italgas S.p.A. In risposta alla predetta istanza, la stessa l'Agenzia ha confermato l'assenza di profili abusivi in relazione al complesso di operazioni sopra citate.

lista congiunta per la nomina del Consiglio di Amministrazione di Italgas tale da assicurare a Snam la designazione di 1 candidato. I trasferimenti della partecipazione di Snam in Italgas (anche in caso di Exit Accelerata) sono soggetti al gradimento non mero e prelazione di CDP Reti, nonché all'obbligo di subentro del terzo. Snam inoltre non può incrementare la propria partecipazione. Il patto ha durata triennale rinnovabile salvo disdetta; nel caso in cui Snam non rinnovi, CDP Reti avrà un'opzione di acquisto al fair market value sulla partecipazione di Snam in Italgas.

A seguito dell'operazione, ciascun azionista di Snam viene a detenere, in luogo dell'azione Snam, due titoli azionari distinti, rappresentativi delle diverse aree di business. Nello specifico, da un lato l'azione Snam, società operante nel trasporto, dispacciamento, rigassificazione e stoccaggio di gas naturale e, dall'altro lato, l'azione Italgas, società operante nella distribuzione di gas naturale.

Ai fini del bilancio 2016, la separazione del business della distribuzione di gas naturale, trattandosi di una "major line of business", ha comportato la rappresentazione separata dei risultati e dei flussi di cassa del settore distribuzione di gas naturale riferiti al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016 del settore distribuzione come "discontinued operations", ai sensi del principio contabile internazionali IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate".

Di seguito sono rappresentati i principali dati economico - finanziari delle discontinued operations, al netto delle partite intercompany, per l'esercizio 2016 (periodo 01.01.2016 - 06.11.2016) e per l'anno di confronto 2015:

(€ milioni) 2015 2016
Totale ricavi 1.416 1.134
Costi operativi (620) (543)
Utile operativo 523 348
Proventi (oneri) finanziari (8)
Proventi (oneri) su partecipazioni 29 17
Utile prima delle imposte 552 357
Imposte sul reddito (110) (87)
- di cui imposte correnti 169 127
- di cui imposte anticipate (59) (40)
Risultato netto 442 270
- di cui azionisti Snam 442 270
- di cui interessenze di terzi
Flusso di cassa netto da attività operativa 517 413
Flusso di cassa netto da attività di investimento (379) (298)
Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (116)
Investimenti tecnici 393 293

L'operazione di separazione da Snam del business di distribuzione del gas naturale ha comportato una riduzione dell'indebitamento finanziario netto per complessivi 3,6 miliardi di euro, di cui 2,1 miliardi di euro a fronte del rimborso al valore di mercato dei finanziamenti intercompany e 1,5 miliardi di euro a fronte del rimborso del Vendor Loan riveniente dall'operazione di vendita del 38,87% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas S.p.A. Il cash in per la società ammonta complessivamente a 3,2 miliardi di euro, al netto di 0,4 miliardi di euro di finanziamenti BEI relativi a progetti Italgas trasferiti a quest'ultima.

Si precisa che l'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale si configura come un'operazione di "Business combination involving entities under common control", in particolare, rileva la circostanza che le società partecipanti all'aggregazione aziendale sono controllate, ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10, in ultimo dallo stesso soggetto, ovvero da CDP, sia prima sia dopo la realizzazione dell'aggregazione stessa e che tale controllo non è di natura temporanea. Ne consegue che, ai fini del bilancio consolidato del gruppo Snam, l'operazione nel suo complesso è stata rilevata applicando il principio della continuità di valori.

22. Patrimonio netto

Il patrimonio netto, di importo pari a 6.497 milioni euro (7.586 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizza come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Patrimonio netto di spettanza di S
nam
7.585 6.497
Capitale sociale 3.697 2.736
Riserva da soprapprezzo azioni 1.603 1.140
Riserva legale 739 547
Riserva cash flow hedge (3) (2)
Riserva da remeasurement piani per benefici definiti (16) (7)
Riserva da consolidamento (1.701) (674)
Altre riserve 46 35
Utili relativi a esercizi precedenti 1.987 1.969
Utile netto 1.238 861
a dedurre
- Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio (5) (108)
Patrimonio netto di spettanza di terzi 1
Napoletana Gas 1
7.586 6.497

Di seguito sono analizzate le componenti del patrimonio netto di Snam al 31 dicembre 2016.

Capitale sociale

Il capitale sociale al 31 dicembre 2016 risulta costituito da n. 3.500.638.294 azioni prive del valore nominale (parimenti al 31 dicembre 2015), a fronte di un controvalore complessivo pari a 2.735.670.475,56 euro (3.696.851.994,00 euro al 31 dicembre 2015).

La riduzione sulla composizione del capitale sociale è dovuta all'efficacia dal 7 novembre 2016 della scissione parziale e proporzionale di Snam.

Riserva da soprapprezzo azioni

La riserva da soprapprezzo azioni al 31 dicembre 2016 ammonta a 1.140 milioni di euro (1.603 milioni di euro al 31 dicembre 2015). La riduzione di 463 milioni di euro è dovuta principalmente: (i) all'efficacia dal 7 novembre 2016 della scissione parziale e proporzionale di Snam (416 milioni di euro); (ii) all'utilizzo di parte della riserva a fronte del pagamento agli azionisti del dividendo 2015 (50 milioni di euro).

Riserva legale

La riserva legale al 31 dicembre 2016 ammonta a 547 milioni di euro (739 milioni di euro al 31 dicembre 2016).

La riduzione rispetto al 31 dicembre 2015 è dovuta all'efficacia dal 7 novembre 2016 della scissione parziale e proporzionale di Snam.

Riserva fair value strumenti finanziari derivati cash flow hedge

La riserva cash flow hedge (-2 milioni di euro; -3 milioni di euro al 31 dicembre 2015) accoglie la valutazione al fair value degli strumenti derivati di copertura cash flow hedge relativi ad un contratto di Cross Currency Swap, descritto alla nota n. 11 "Altre attività correnti e non correnti".

La movimentazione della riserva nel corso dell'esercizio è di seguito analizzata:

(milioni di €) Riserva lorda Effetto fiscale Riserva netta
Riserva al 31.12.2015 (4) 1 (3)
Variazioni dell'esercizio 2016 1 1
Riserva al 31.12.2016 (3) 1 (2)

Riserva da remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti

La riserva per rimisurazione piani per benefici ai dipendenti al 31 dicembre 2016 (-7 milioni di euro; -16 milioni di euro al 31 dicembre 2015) accoglie le perdite attuariali, al netto del relativo effetto fiscale, iscritte nelle altre componenti dell'Utile complessivo, ai sensi di quanto previsto dallo IAS 19. La movimentazione della riserva nel corso dell'esercizio è di seguito analizzata:

(milioni di €) Riserva lorda Effetto fiscale Riserva netta
Riserva al 31.12.2015 (25) 9 (16)
Variazioni dell'esercizio 2016 (7) 2 (5)
Variazione area di consolidamento 20 (6) 14
Riserva al 31.12.2016 (12) 5 (7)

Riserva da consolidamento

La riserva da consolidamento (negativa di 674 milioni di euro; 1.701 milioni di euro al 31 dicembre 2015), è relativa al valore derivante dalla differenza tra il costo di acquisto della partecipazione Stogit (1.597 milioni di euro, inclusi gli oneri accessori all'operazione e il conguaglio prezzo a fronte degli accordi stipulati in sede di closing dell'operazione) e il relativo patrimonio netto di competenza del gruppo alla data di perfezionamento dell'operazione (923 milioni di euro). La riduzione di 1.027 milioni di euro è dovuta: (i) alla riclassifica della riserva a fronte del deconsolidamento di Italgas Reti S.p.A. a seguito della scissione parziale e proporzionale di Snam S.p.A. con assegnazione a Italgas S.p.A. del 52,90% della partecipazione in Italgas Reti S.p.A.; (ii) alla rettifica dell'adeguamento prezzo a favore di Eni, iscritto nel 2010 a fronte di accordi contrattuali con la stessa Eni in sede di acquisizione della partecipazione in Stogit (21 milioni di euro). L'adeguamento fa seguito all'approvazione in via definitiva da parte dell'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) delle tariffe di stoccaggio per l'anno 2015, anno tariffario di riferimento ai fini dell'adeguamento prezzo contrattuale).

Altre riserve

Le altre riserve di 35 milioni di euro (46 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si riferiscono principalmente agli effetti derivanti dalla valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto.

Utili relativi ad esercizi precedenti

Gli utili relativi a esercizi precedenti ammontano a 1.969 milioni di euro (1.987 milioni di euro al 31 dicembre 2015). La variazione è dovuta principalmente alla destinazione dell'utile residuo relativo

all'esercizio 2015 (413 milioni di euro) parzialmente compensata dall'efficacia dal 7 novembre 2016 della scissione parziale e proporzionale di Snam.

Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio

Le azioni proprie in portafoglio, di importo pari a 108 milioni di euro (5 milioni di euro al 31 dicembre 2015), sono analizzate nella seguente tabella:

Periodo Numero azioni Costo medio
(euro) (*)
Costo
complessivo
(milioni di €)
Quota Capitale
Sociale (%) (**)
Azioni proprie acquistate 224.315.880
Anno 2005 800.000 4,399 3 0,04
Anno 2006 121.731.297 3,738 455 6,22
Anno 2007 73.006.653 4,607 336 3,73
Anno 2016 28.777.930 3,583 103 0,82
A dedurre azioni proprie
assegnate/vendute/annullate:
(194.410.700)
. assegnate a titolo gratuito in applicazione dei piani di
stock grant 2005
(39.100)
. vendute in applicazione dei piani di stock option 2005 (69.000)
. vendute in applicazione dei piani di stock option 2006 (1.872.050)
. vendute in applicazione dei piani di stock option 2007 (1.366.850)
. vendute in applicazione dei piani di stock option 2008 (1.514.000)
. annullate a seguito di delibera dell'Assemblea Straordi
naria degli azionisti di Snam S.p.A.
(189.549.700)
Azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2016 29.905.180

(*) Calcolato sulla base dei prezzi storici.

(**) Il capitale sociale è quello esistente alla data dell'ultimo acquisto dell'anno.

Al 31 dicembre 2016 Snam ha in portafoglio n. 29.905.180 azioni proprie (n. 1.127.250 al 31 dicembre 2015), pari allo 0,85% del capitale sociale, iscritte a riduzione del patrimonio netto per un valore complessivamente pari a 108 milioni di euro (5 milioni di euro al 31 dicembre 2015). Il valore di mercato delle azioni proprie al 31 dicembre 2016 ammonta a circa 117 milioni di euro40. A tale data tutti i diritti di stock option sono stati esercitati. Pertanto, non residuano azioni proprie impegnate a fronte dei suddetti piani.

L'incremento pari a 103 milioni di euro fa seguito alla decisione dell'Assemblea degli azionisti che, in data 1 agosto 2016, ha autorizzato il Consiglio di Amministrazione, ai sensi degli articoli 2357 comma 3 e 2357-ter del Codice civile, ad acquistare41, in una o più volte, sul Mercato Telematico Azionario gestito dalla Borsa Italiana S.p.A. entro 48 mesi dalla data della scissione parziale e proporzionale di Snam fino a massime n. 121.395.090 azioni ordinarie Snam sino al limite massimo pari al 3,5% del capitale sociale sottoscritto e liberato.

Alla data del 2 marzo 2017 Snam S.p.A. ha acquistato complessivamente n. 64.046.725 azioni proprie, pari a 1,83% del capitale sociale, per un costo complessivamente pari a 233.081.796,89 milioni di euro.

40 Calcolato moltiplicando il numero delle azioni proprie per il prezzo ufficiale del titolo al 31 dicembre 2016 (3,92 euro per azione).

41 Gli acquisti dovranno essere effettuati ad un prezzo non inferiore e non superiore del 5 % rispetto al prezzo di riferimento rilevato

il giorno di borsa precedente ad ogni singolo acquisto e comunque fino all'ammontare complessivo non superiore a 500 milioni di euro.

Dividendi

L'Assemblea ordinaria degli azionisti di Snam S.p.A. ha deliberato il 27 aprile 2016 la distribuzione del dividendo ordinario 2015 di 0,25 euro per azione; il dividendo (875 milioni di euro) è stato messo in pagamento a partire dal 23 maggio 2016, con stacco cedola fissato il 23 maggio 2016 e record date il 24 maggio 2016.

Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 6 marzo 2017, ha proposto all'Assemblea degli Azionisti convocata per l'11 aprile 2017, la distribuzione di un dividendo ordinario di 0,21 euro per azione. Il dividendo sarà messo in pagamento a partire dal 24 maggio 2017 con stacco cedola il 22 maggio 2017 e record date 23 maggio 2017.

23.Garanzie, impegni e rischi

Le garanzie, impegni e rischi, di importo pari a 4.605 milioni di euro (4.334 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Garanzie prestate nell'interesse: 124 123
- di imprese controllate (*) 124 35
- di imprese collegate (*) 88
Impegni finanziari e rischi: 4.210 4.482
Impegni 1.907 2.632
Impegni per l'acquisto di beni e servizi 1.898 1.853
Impegni in imprese collegate 776
Altri 9 3
Rischi 2.303 1.850
- per beni di terzi in custodia 2.210 1.785
- per risarcimenti e contestazioni 93 65
4.334 4.605

(*) Al 31 dicembre 2016 sono in essere manleve rilasciate a Eni nell'interesse di Snam per un importo pari a 1 milione di euro.

Garanzie

Le garanzie prestate nell'interesse di imprese controllate (35 milioni di euro) si riferiscono essenzialmente a manleve rilasciate a favore di terzi a garanzia di buona esecuzione lavori. Le garanzie prestate nell'interesse di imprese collegate (88 milioni di euro) si riferiscono principalmente a manleve rilasciate a favore di terzi per partecipazioni a gare ed affidamenti relativi al servizio di distribuzione del gas naturale (63 milioni di euro) e a garanzia di buona esecuzione lavori (24 milioni di euro).

Impegni

Al 31 dicembre 2016 gli impegni assunti con fornitori per l'acquisto di attività materiali e la fornitura di servizi relativi agli investimenti in attività materiali e immateriali in corso di realizzazione ammontano complessivamente a 1.853 milioni di euro (1.898 milioni di euro al 31 dicembre 2015). Gli impegni in imprese collegate (776 milioni di euro) si riferiscono all'impegno assunto da Snam S.p.A. nei confronti della società TAP in qualità di socio responsabile del finanziamento del progetto in ragione della quota azionaria posseduta. L'impegno complessivo di Snam S.p.A. al 31 dicembre 2016, assunto con riferimento alla stima del costo dell'intero progetto approvata da TAP nel 2016, ammonta a circa 0,8 miliardi di euro. Al 31 dicembre 2016 Snam ha versato complessivamente 0,3 miliardi di euro, inclusi gli importi riconosciuti in sede di closing dell'operazione di acquisizione della società, di cui 0,1 miliardi di euro con riferimento al suddetto impegno. Va tuttavia precisato che in caso di finalizzazione

di accordi di finanziamento verso il mercato del costo del progetto, saranno definite eventuali garanzie sui finanziamenti, con conseguente riduzione dell'ammontare dell'impegno complessivo, oltreché le modalità del rimborso dei finanziamenti erogati dai soci.

Gli altri impegni si riferiscono a pagamenti minimi futuri relativi alle operazioni di leasing operativo non annullabili (3 milioni di euro scadenti entro l'esercizio successivo).

Rischi

I rischi per beni di terzi in custodia, di importo pari a 1.785 milioni di euro (2.210 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano circa 8,36 miliardi di metri cubi di gas naturale depositato negli impianti di stoccaggio dai clienti beneficiari del servizio. L'importo è stato determinato valorizzando i quantitativi di gas depositato al costo medio delle giacenze, pari a circa 0,22 euro per standard metro cubo (0,26 euro per standard metro cubo al 31 dicembre 2015).

I rischi per risarcimenti e contestazioni (65 milioni di euro) sono relativi a oneri risarcitori possibili ma non probabili in conseguenza di controversie legali in atto, con bassa probabilità di verifica del relativo rischio economico.

GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI

Premessa

Nell'ambito dei rischi d'impresa, i principali rischi finanziari identificati, monitorati, e, per quanto di seguito specificato, gestiti da Snam, sono i seguenti:

  • n il rischio derivante dall'esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse e dei tassi di cambio;
  • n il rischio di credito derivante dalla possibilità di default di una controparte;
  • n il rischio liquidità derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni a breve termine;
  • n il rischio rating;
  • n il rischio di default e covenant sul debito.

Di seguito sono descritte le politiche e i principi di Snam per la gestione e il controllo dei rischi derivanti da strumenti finanziari sopra elencati. In accordo con le informazioni da indicare ai sensi dell'IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative", sono altresì illustrati la natura e l'entità dei rischi risultanti da tali strumenti.

Con riferimento agli altri rischi che caratterizzano la gestione (il rischio di variazione del prezzo del gas naturale, i rischi operativi e i rischi specifici dei settori in cui Snam opera) si rinvia a quanto indicato nella Relazione sulla gestione al capitolo "Fattori di incertezza e gestione dei rischi".

Rischio di variazione dei tassi di interesse

Il rischio di variazione dei tassi di interesse è connesso alle oscillazioni dei tassi di interesse che influiscono sul valore di mercato delle attività e delle passività finanziarie dell'impresa e sul livello degli oneri finanziari netti. L'obiettivo di Snam è l'ottimizzazione del rischio di tasso d'interesse nel perseguimento degli obiettivi definiti e approvati nel piano finanziario. Il Gruppo Snam adotta un modello organizzativo di funzionamento di tipo accentrato. Le strutture di Snam, in funzione di tale modello, assicurano la copertura dei fabbisogni, tramite l'accesso ai mercati finanziari, e l'impiego dei fondi, in coerenza con gli obiettivi approvati, garantendo il mantenimento del profilo di rischio entro i limiti definiti. Al 31 dicembre 2016 il Gruppo Snam utilizza risorse finanziarie esterne nelle forme di prestiti obbligazionari e contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori, sotto forma di debiti finanziari a medio - lungo termine e linee di credito bancarie a tassi di interesse indicizzati sui tassi di riferimento del mercato, in particolare l'Europe Interbank Offered Rate (Euribor) e a tasso fisso.

L'esposizione al rischio di variazione dei tassi di interesse al 31 dicembre 2016 è pari a circa il 36% dell'esposizione totale del gruppo (parimenti al 31 dicembre 2015). Al 31 dicembre 2016 Snam ha in essere un contratto derivato di Interest Rate Swap (IRS), riferito ad un prestito obbligazionario a tasso fisso di ammontare pari a 500 milioni di euro con scadenza 2023. Il contratto derivato di IRS è utilizzato per convertire il prestito a tasso fisso in prestito a tasso variabile42.

Gli impatti sul patrimonio netto e sul risultato netto d'esercizio al 31 dicembre 2016 di un'ipotetica variazione positiva e negativa del 10% dei tassi di interesse effettivamente applicati nel corso dell'esercizio risultano di importo inferiore al milione. Sebbene il Gruppo Snam abbia una politica attiva di gestione del rischio, l'aumento dei tassi di interesse relativi all'indebitamento a tasso variabile non oggetto di copertura dal rischio di tasso potrebbe avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Snam.

42 A fare data dal 27 gennaio 2017 la suddetta copertura è da considerarsi discontinuata a seguito dell'estinzione dello strumento derivato.

Rischio di tasso di cambio

L'esposizione di Snam al rischio di variazioni dei tassi di cambio è relativa al rischio di cambio sia di tipo "transattivo" (Transaction Risk) che di tipo "traslativo" (Translation Risk). Il rischio di cambio "transattivo" è generato dalla conversione di crediti (debiti) commerciali o finanziari in valuta diversa da quella funzionale ed è riconducibile all'impatto di fluttuazioni sfavorevoli dei tassi di cambio tra il momento in cui si genera la transazione e il momento del suo perfezionamento (incasso/pagamento). Il rischio di cambio traslativo è rappresentato da fluttuazioni dei tassi di cambio di valute diverse rispetto alla valuta di consolidamento (Euro) che possono comportare variazioni nel patrimonio netto consolidato. L'obiettivo del Risk Management di Snam è la minimizzazione del rischio di cambio transattivo, anche attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari derivati. Non si può escludere che future variazioni significative dei tassi di cambio possano produrre effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Snam indipendentemente dalle politiche di copertura del rischio derivante dalle oscillazioni dei tassi di cambio mediante gli strumenti finanziari disponibili sul mercato messe in essere da Snam.

Al 31 dicembre 2016 Snam ha in essere poste in valuta riferibili essenzialmente ad un prestito obbligazionario di ammontare pari a 10 miliardi di Yen giapponesi con scadenza nel 2019, per un controvalore alla data di emissione di circa 75 milioni di euro, interamente convertito in euro attraverso un contratto derivato di copertura Cross Currency Swap (CCS), con nozionale e scadenze speculari rispetto all'elemento coperto. Tale contratto è stato designato come contratto di copertura cash flow hedge. Snam non detiene contratti derivati su valute con finalità speculative.

Gli impatti sul patrimonio netto e sul risultato netto d'esercizio al 31 dicembre 2016 di un'ipotetica variazione positiva e negativa del 10% dei tassi di cambio euro/Yen Giapponesi effettivamente applicati nel corso dell'esercizio risultano inferiori al milione di euro.

Si specifica che la variazione del tasso di cambio non ha effetti sul risultato di periodo in quanto gli effetti derivanti da tale variazione sono neutralizzati dagli effetti prodotti dal contratto derivato di copertura.

Rischio credito

Il rischio credito rappresenta l'esposizione della società a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti. Il mancato o ritardato pagamento dei corrispettivi dovuti potrebbe incidere negativamente sui risultati economici e sull'equilibrio finanziario di Snam. Relativamente al rischio di inadempienza della controparte in contratti di natura commerciale, la gestione del credito è affidata alla responsabilità delle unità di business e alle funzioni accentrate di Snam per le attività connesse al recupero crediti e all'eventuale gestione del contenzioso. Snam presta i propri servizi di business ad un numero limitato di operatori del settore del gas, tra i quali il più significativo per volume di affari è Eni. Le regole per l'accesso dei Clienti ai servizi offerti sono stabilite dalla Autorità e sono previste nei codici di Rete, ovvero in documenti che stabiliscono, per ciascuna tipologia di servizio, le norme che regolano i diritti e gli obblighi dei soggetti coinvolti nel processo di erogazione dei servizi stessi, e dettano clausole contrattuali che riducono i rischi di inadempienza da parte dei clienti. Nei Codici è previsto, in determinati casi, il rilascio di garanzie a parziale copertura delle obbligazioni assunte qualora il cliente non sia in possesso di un rating creditizio rilasciato da primari organismi internazionali. La disciplina regolatoria ha altresì previsto specifiche clausole al fine di garantire la neutralità del responsabile dell'attività di Bilanciamento, attività svolta a partire dal 1 dicembre 2011 da Snam Rete Gas in qualità di impresa maggiore di trasporto. In particolare, la disciplina del bilanciamento prevede l'obbligo da parte di Snam Rete Gas di acquisire, sulla base di criteri di merito economico, le risorse necessarie a garantire la sicura ed efficiente movimentazione del gas dai punti d'immissione ai punti di prelievo, al fine di assicurare il costante equilibrio della rete, approvvigionare le risorse di stoccaggio necessarie alla copertura dei disequilibri di bilanciamento dei singoli utenti e provvedere al regolamento delle relative partite economiche.

La massima esposizione al rischio di credito per Snam al 31 dicembre 2016 è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie esposte nel bilancio consolidato del Gruppo Snam al 31 dicembre 2016. Come evidenziato alla nota n. 8 "Crediti commerciali e altri crediti", i crediti scaduti e non svalutati al 31 dicembre 2016 ammontano a 154 milioni di Euro (251 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e si riferiscono essenzialmente al settore stoccaggio (99 milioni di euro), a fronte principalmente dell'IVA fatturata agli utenti per l'utilizzo di gas strategico indebitamente prelevato nel corso degli esercizi 2010 e 2011, e crediti diversi verso Amministrazioni pubbliche e al settore trasporto (47 milioni di euro) riguardanti essenzialmente crediti verso gli Utenti (31 milioni di euro) per penali e addizionali tariffarie, non svalutati in quanto coperti attraverso il metodo tariffario dei corrispettivi. Circa il 65% dei crediti commerciali (60% al 31 dicembre 2015) è riferito a clienti di primaria affidabilità, tra i quali figura Eni che rappresenta il 21% del totale dei crediti commerciali (28% al 31 dicembre 2015).

Non può essere escluso, tuttavia, che Snam possa incorrere in passività e/o perdite derivanti dal mancato adempimento di obbligazioni di pagamento dei propri clienti, tenuto conto anche dell'attuale congiuntura economico-finanziaria che rende l'attività di incasso crediti più complessa e critica. La massima esposizione al rischio di credito per Snam al 31 dicembre 2016 è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie esposte in bilancio.

Rischio liquidità

Il rischio liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell'incapacità di reperire nuovi fondi (funding liquidity risk) o di liquidare attività sul mercato (asset liquidity risk), l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento determinando un impatto sul risultato economico nel caso in cui l'impresa sia costretta a sostenere costi addizionali per fronteggiare i propri impegni o, come estrema conseguenza, una situazione di insolvibilità che pone a rischio l'attività aziendale.

L'obiettivo di Risk Management di Snam è quello di porre in essere, nell'ambito del piano finanziario, una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business, garantisca un livello di liquidità adeguato per il Gruppo, minimizzando il relativo costo opportunità e mantenga un equilibrio in termini di durata e di composizione del debito.

Come evidenziato nel paragrafo "Rischio di variazione dei tassi di interesse", la Società ha avuto accesso ad una ampia gamma di fonti di finanziamento attraverso il sistema creditizio ed i mercati dei capitali (contratti bilaterali, finanziamenti in pool con primarie banche nazionali e internazionali, contratti di finanziamento su provvista della Banca europea per gli Investimenti - BEI e prestiti obbligazionari). Snam ha come obiettivo il mantenimento di una struttura di debito equilibrata, in termini di composizione tra prestiti obbligazionari e credito bancario e di disponibilità di linee di credito bancario committed utilizzabili, in linea con il profilo di business e il contesto regolatorio in cui Snam opera. Al 31 dicembre 2016 Snam dispone di linee di credito a lungo termine committed non utilizzate per un importo pari a circa 3,2 miliardi di euro. In aggiunta, alla stessa data, Snam dispone di un programma Euro Medium Term Notes (EMTN), per un controvalore nominale massimo complessivo di 10 miliardi, utilizzato per circa 7,5 miliardi di euro al 31 dicembre 2016. Sulla base dei prestiti obbligazionari in essere al 31 dicembre 2016, il rinnovo del Programma consente l'emissione, entro il 30 settembre 2017, di prestiti obbligazionari per un importo massimo di 2,5 miliardi di euro43, da collocare presso investitori istituzionali operanti principalmente in Europa.

L'obiettivo di risk management di Snam è quello di porre in essere, nell'ambito del piano finanziario, una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business, garantisca un livello di liquidità adeguato per il Gruppo, minimizzando il relativo costo opportunità e mantenga un equilibrio in termini di durata e di composizione del debito.

43 Considerando anche le ulteriori emissioni obbligazionarie effettuate nei mesi di gennaio e febbraio 2017, per un valore nominale complessivamente pari 800 milioni di euro, il Programma consente l'emissione di prestiti obbligazionari per un importo massimo di 1,7 miliardi di euro.

Rischio rating

Con riferimento al rischio rating, il long term rating di Snam è pari a: (i) Baa1, confermato in data 19 dicembre 2016 da Moody's Investors Services Ltd ("Moody's"), riducendo l'outlook da stabile a negativo a seguito di una identica azione sul rating della Repubblica italiana (che è passato da Baa2 con outlook stabile a Baa2 con outlook negativo) avvenuta in data 7 dicembre 2016; (ii) BBB con outlook stabile, confermato in data 29 novembre 2016 da Standard & Poor's Rating Services ("S&P"); (iii) BBB+ con outlook stabile, confermato in data 29 luglio 2016 da Fitch Ratings ("Fitch"). Il rating a lungo termine di Snam per Moody's e Standard & Poor's si posiziona un notch sopra quello della Repubblica Italiana. Sulla base della metodologia adottata dalle stesse agenzie di rating, il downgrade di un notch dell'attuale rating della Repubblica Italiana innesterebbe un probabile corrispondente aggiustamento al ribasso dell'attuale rating di Snam.

Le attuali valutazioni di merito di credito delle agenzie di rating incorporano la separazione di Italgas da Snam. A questo proposito si segnala, infatti, che a seguito dell'annuncio al mercato dell'operazione di separazione di Italgas da Snam, in data 29 giugno 2016 l'agenzia di rating Fitch ha confermato il rating BBB+ con outlook stabile, Moody's ha confermato il rating di Baa1, con outlook stabile e S&P ha confermato il rating di BBB con outlook stabile. I principali elementi che hanno determinato la conferma del rating sono: (i) il miglioramento delle metriche di credito immediatamente a valle dell'Operazione, (ii) il confermato focus di Snam sul business regolato in Italia, considerato come stabile e favorevole e con minima esposizione dei risultati alla volatilità dei volumi di gas trasportato e (iii) la resilienza delle metriche finanziarie anche in scenari di stress test caratterizzati da una riduzione del rendimento regolatorio.

Eventuali riduzioni del rating assegnato al Gruppo Snam potrebbero costituire una limitazione alla possibilità di accesso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta e/o del rifinanziamento dell'indebitamento in essere con conseguenti effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam.

Rischio di default e covenant sul debito

Il rischio di default consiste nella possibilità che al verificarsi di precise circostanze, il soggetto finanziatore possa attivare protezioni contrattuali che possono arrivare fino al rimborso anticipato del finanziamento, generando così un potenziale rischio di liquidità.

Al 31 dicembre 2016 Snam ha in essere contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori non assistiti da garanzie reali. Una parte di tali contratti prevede, inter alia, il rispetto di impegni tipici della prassi internazionale, di cui alcuni soggetti a specifiche soglie di rilevanza, quali ad esempio: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Snam e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare; (iv) limiti all'indebitamento delle società controllate.

I prestiti obbligazionari emessi da Snam al 31 dicembre 2016 nell'ambito del programma di euro Medium Term Notes, prevedono il rispetto di covenants tipici della prassi internazionale di mercato che riguardano, inter alia, clausole di negative pledge e di pari passu.

Il mancato rispetto di tali covenants, nonché il verificarsi di altre fattispecie, come ad esempio eventi di cross - default, possono determinare ipotesi di inadempimento in capo a Snam e, eventualmente, possono causare l'esigibilità anticipata del relativo prestito. Limitatamente ai finanziamenti BEI è prevista la facoltà del finanziatore di richiedere ulteriori garanzie qualora il rating di Snam sia inferiore al livello BBB (Standard & Poor's / Fitch Ratings Limited) o inferiore a Baa2 (Moody's) per almeno due delle tre agenzie di rating.

Il verificarsi di uno o più degli scenari di cui sopra, potrebbe avere effetti negativi sull'attività e sulla

situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam, determinando costi addizionali e/o problemi di liquidità. Tra tali impegni non sono presenti covenants che prevedano il rispetto di ratio di natura economica e/o finanziaria.

Con specifico riferimento ai covenants che rilevano nel contesto dell'operazione di separazione di Italgas Reti da Snam, si segnala che, alla data del presente documento, i consensi rilasciati dagli istituti finanziatori e da BEI sono divenuti efficaci e, in relazione ai prestiti obbligazionari, emessi nell'ambito nel programma Euro Medium Term Notes, Snam ha ottenuto l'approvazione da parte degli obbligazionisti. Inoltre è stato finalizzato l'accollo liberatorio per Snam relativamente a due finanziamenti erogati da BEI a Snam e destinati a finanziare progetti di Italgas.

Pagamenti futuri a fronte di passività finanziarie, debiti commerciali e altri debiti

Nella seguente tabella si riporta il piano dei rimborsi contrattualmente previsti relativi ai debiti finanziari compresi i pagamenti per interessi:

Scadenza
(milioni di €) Saldo al
31.12.2015
Saldo al
31.12.2016
Quota con
scadenza
entro 12
mesi
Quota
con
scadenza
oltre 12
mesi
2018 2019 2020 2021 ltre
Passività finanziarie
Finanziamenti bancari 3.948 3.447 1.686 1.761 24 643 50 82 962
Prestiti obbligazionari (*) 9.695 7.545 505 7.040 922 922 1.216 332 3.648
Altri finanziatori 35 32 32
Interessi su finanziamenti (*) 1.632 977 201 776 197 148 120 96 215
15.310 12.001 2.424 9.577 1.143 1.713 1.386 510 4.825

(*) I pagamenti futuri includono il flusso di cassa generato dai contratti derivati di copertura (CCS e IRS).

Con riferimento alle tempistiche di pagamento a fronte di debiti commerciali e altri debiti, si rimanda alla nota n.16 del bilancio consolidato.

Altre informazioni sugli strumenti finanziari

Con riferimento alle categorie previste dallo IAS 39 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione", si precisa che Snam non detiene né attività finanziarie detenute fino alla scadenza, né disponibili per la vendita, né possedute per la negoziazione. Di conseguenza le attività e le passività finanziarie, rientrano integralmente nella categoria degli strumenti finanziari valutati secondo il metodo del costo ammortizzato.

Valore di iscrizione Proventi / O
neri
rilevati a conto
economico
Proventi / O
neri rilevati
a patrimonio netto (a)
(milioni di €) Saldo al
31.12.2015
Saldo al
31.12.2016
2015 2016 2015 2016
Strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato
- Crediti commerciali e altri crediti (b) 1.804 1.308 (40) 2
- Crediti finanziari (c) 78 213 3 4
- Debiti commerciali e altri debiti (b) 1.746 1.264

ertura (c) 7 24 11

Il valore di iscrizione degli strumenti finanziari e i relativi effetti economici e patrimoniali si analizzano come segue:

(a) Al netto dell'effetto fiscale.

Strumenti finanziari valutati al fair value

Attività (Passività) nette per contratti derivati di cop-

(b) Gli effetti a Conto economico sono rilevati nelle voci "Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi" e "Proventi/(Oneri) finanziari".

  • Debiti finanziari (c) (13.796) (11.090) (364) (624)

Adeguamento crediti finanziari verso Gruppo Italgas 119

(c) Gli effetti a Conto economico sono rilevati nelle voci "Proventi/(Oneri) finanziari".

Valore di mercato degli strumenti finanziari

Di seguito è indicata la classificazione delle attività e passività finanziarie, valutate al fair value nello schema della situazione patrimoniale - finanziaria secondo la gerarchia del fair value definita in funzione della significatività degli input utilizzati nel processo di valutazione. In particolare, a seconda delle caratteristiche degli input utilizzati per la valutazione, la gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:

  • a) livello 1: prezzi quotati (e non oggetto di modifica) su mercati attivi per le stesse attività o passività finanziarie;
  • b) livello 2: valutazioni effettuate sulla base di input, differenti dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che, per le attività/passività oggetto di valutazione, sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (in quanto derivati dai prezzi);

c) livello 3: input non basati su dati di mercato osservabili.

In relazione a quanto sopra, la classificazione delle attività e delle passività valutate al fair value nello schema di situazione patrimoniale - finanziaria secondo la gerarchia del fair value ha riguardato gli strumenti finanziari derivati al 31 dicembre 2016 classificati a livello 2 ed iscritti alla nota n. 11 "Altre attività correnti e non correnti" (24 milioni di euro).

Contenziosi e altri provvedimenti

Snam è parte in procedimenti civili, amministrativi e penali e in azioni legali collegate al normale svolgimento delle sue attività. Sulla base delle informazioni attualmente a disposizione, e tenuto conto dei rischi esistenti, Snam ritiene che tali procedimenti e azioni non determineranno effetti negativi rilevanti sul proprio bilancio consolidato.

Di seguito è indicata una sintesi dei procedimenti più significativi; salvo diversa indicazione non è stato effettuato alcuno stanziamento a fronte dei contenziosi di seguito descritti in quanto la Società ritiene improbabile un esito sfavorevole dei procedimenti, ovvero perché l'ammontare dello stanziamento non è stimabile in modo attendibile.

Contenzioso penale

Snam Rete Gas S.p.A. - Indagini della Magistratura sulla misura del gas

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano nell'anno 2006 aveva aperto un procedimento penale in relazione alla questione della Misura del gas e alla legittimità e affidabilità dei Misuratori cosiddetti Venturimetrici che aveva visto coinvolte varie Società della filiera del gas, tra cui Snam Rete Gas. La Società era indagata ai sensi degli artt. 24 e 25-ter del D.Lgs. 231/2001. Nel novembre 2009 è stato notificato l'Avviso di Conclusione delle Indagini Preliminari. Risultavano soggetti indagati, a vario titolo, taluni dirigenti e responsabili di funzione (ivi compresi ex dirigenti e responsabili). Il periodo oggetto di contestazione si riferiva a un arco temporale che copriva complessivamente gli anni dal 2003 al 2007, in relazione principalmente alle dichiarazioni annuali di consumo del gas naturale e all'accertamento e/o pagamento delle accise sul gas naturale, nonché all'eventuale ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza. Sono stati oggetto di approfondimento, col supporto dei professionisti esterni indipendenti, gli aspetti di natura amministrativa, di natura tributaria e di natura comunitaria; all'esito, confortata dai pareri ottenuti, Snam Rete Gas ha ritenuto non fondate le contestazioni avanzate e pertanto ha considerato remoto il rischio di un conseguente impatto economico negativo a proprio carico.

In data 24 gennaio 2012 il G.U.P ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere per tutti gli indagati e ha contestualmente disposto il dissequestro degli strumenti di misura.

Avverso tale sentenza è stato depositato Ricorso per Cassazione dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano. La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente la sentenza impugnata, respingendo nel resto il ricorso del P.M, in particolare per l'effetto, sono venute meno le imputazioni di cui agli articoli 472 c.p., comma 1 e 2, 2638 c.c., comma 1, e l'imputazione ai sensi del D.Lgs n. 231/2001.

A seguito del rinvio operato dalla Corte di Cassazione, in data 12 dicembre 2013, si è aperta la nuova udienza preliminare, all'esito della quale il GUP, ha disposto il rinvio a giudizio limitatamente agli anni 2006 e 2007. Il dibattimento si è aperto il 18 aprile 2014. All'udienza del 27 marzo 2015 il Tribunale di Milano ha assolto gli imputati dai reati contestati perché il fatto non sussiste e perché il fatto non costituisce reato. Il Pubblico Ministero ha proposto appello.

Snam Rete Gas S.p.A. - Evento Tresana

In data 18 gennaio 2012 si è verificata una esplosione sul gasdotto La Spezia-Cortemaggiore (Tresana) durante i lavori di manutenzione sullo stesso (eseguiti da un subappaltatore). Snam Rete Gas è immediatamente intervenuta per fornire tutto l'aiuto necessario e successivamente per accertare le responsabilità e le cause dell'incidente. Il flusso di gas è stato prontamente ristabilito sulla linea. Dopo la conclusione delle indagini preliminari sono state mosse contestazioni, a vario titolo, ad alcuni manager e dirigenti e in seguito al rinvio a giudizio disposto dal GUP il 23 giugno 2015 si è aperto il dibattimento.

Snam Rete Gas S.p.A. - Evento di Pineto

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo ha aperto, nei confronti di alcuni amministratori e dirigenti e manager, anche passati, un'indagine in relazione all'incidente occorso in data 6 marzo 2015 nei pressi della città di Pineto (Teramo), riguardante una fuga di gas in un tratto di metanodotto. Le ragioni della perdita e del conseguente incendio sono in corso di accertamento. Il metanodotto è stato prontamente messo in sicurezza, tramite l'interruzione della fuga di gas e agevolando l'estinzione dell'incendio.

Il Pubblico Ministero ha disposto lo stralcio di alcune posizioni apicali ritenendo infatti di poter escludere, alla luce dell'attività di indagine espletata, la responsabilità di alcuni dirigenti di Snam Rete Gas.

In data 2 febbraio 2017 è stato notificato l'Avviso di Conclusione delle Indagini Preliminari, i reati contestati sono disastro ed incendio boschivo colposi.

Rimangono indagate le posizioni all'interno del modello datoriale - Datore di Lavoro, Dirigente alla Sicurezza, Preposto - e anche le posizioni a livello tecnico. Snam Rete Gas sta attivamente collaborando con le Autorità competenti.

Snam Rete Gas - Evento Sestino (AR)

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo ha aperto, nei confronti di alcuni amministratori e dirigenti, anche passati di Snam Rete Gas un procedimento penale in relazione all'evento occorso in data 19 novembre 2015 nel territorio del Comune di Sestino (AR). In tale data si verificava una rottura del Gasdotto che causava una fuoriuscita incontrollata di gas. Le ragioni della fuoriuscita e dell'incendio del gas sono in corso di accertamento. Snam Rete Gas sta attivamente collaborando con le Autorità competenti.

Snam Rete Gas - Procedimento penale Badia Tedalda (AR)

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo ha aperto un procedimento penale, nei confronti di Snam Rete Gas per una presunta violazione del vincolo paesaggistico ambientale, in relazione a dei lavori di riapertura della rete effettuati sul metanodotto nel Comune di Badia Tedalda (AR), effettuati senza le necessarie autorizzazioni. La Società assicura l'attività di collaborazione con le Autorità.

Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI)

Snam Rete Gas S.p.A. - Istruttoria per l'accertamento di violazioni in materia di misura del gas naturale nei confronti di Snam Rete Gas S.p.A. e richiesta di informazioni

Con deliberazione VIS 97/11 notificata in data 15 novembre 2011, l'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha avviato un procedimento per accertare la sussistenza di violazioni in materia di misura del gas naturale, in relazione a presunte anomalie nel rilevamento della misura del gas con riferimento a 45 impianti.

Successivamente, con deliberazione 431/2012/S/gas del 25 ottobre 2012 l'AEEGSI ha avviato un ulteriore procedimento sanzionatorio per l'accertamento di violazioni in materia di misura del gas naturale disponendo, al contempo, la riunione con il succitato procedimento istruttorio. Snam Rete Gas S.p.A. ha presentato una proposta d'impegni in relazione alle condotte contestate, integrata con l'aggiornamento della situazione degli impianti di Regolazione e Misura (REMI) oggetto del procedimento. Con deliberazione 332/2015/S/gas del 9 luglio 2015, l'AEEGSI ha dichiarato l'inammissibilità della proposta di impegni, ritenendo che gli stessi non fossero idonei a ripristinare l'assetto degli interessi anteriore alle violazioni contestate o ad eliminare eventuali conseguenze immediate e dirette delle violazioni medesime.

Snam Rete Gas è in attesa del provvedimento finale.

Snam Rete Gas S.p.A. - Deliberazione 608/2015/R/gas - Procedimento per la determinazione della quota parte degli oneri derivanti dai crediti non riscossi, da riconoscere al responsabile del bilanciamento gas

Con deliberazione 5 aprile 2013 145/2013/R/gas, l'AEEGSI ha avviato un "procedimento per la determinazione della quota parte degli oneri derivanti dai crediti non riscossi, da riconoscere al responsabile del bilanciamento gas, per il periodo 1 dicembre 2011 - 23 ottobre 2012". Il procedimento in oggetto scaturisce dagli esiti dell'istruttoria conoscitiva avviata con deliberazione 282/2012/R/gas avente ad oggetto le modalità di regolazione delle partite economiche del

bilanciamento e delle azioni adottate a tutela del sistema relativamente al periodo 1 dicembre 2011 - 31 maggio 2012. La citata istruttoria conoscitiva si è conclusa con deliberazione 144/2013/E/gas e l'AEEGSI, con la deliberazione 145/2013/R/gas, ha ritenuto necessario avviare un procedimento ad hoc per la determinazione della quota parte degli oneri da riconoscere a Snam Rete Gas S.p.A. in merito ai "crediti complessivamente non riscossi" e per verificarne la situazione evolutiva.

All'esito dell'istruttoria, con deliberazione 608/2015/R/gas dell'11 dicembre 2015, l'Autorità ha chiuso il procedimento ritenendo di non riconoscere la quota parte dei crediti non riscossi in relazione alle specifiche fattispecie oggetto di istruttoria, per un ammontare complessivo di circa 130 milioni iva inclusa. Infine, l'Autorità ha riconosciuto a Snam Rete Gas la rimanente parte dei crediti non riscossi relativi al periodo 1 dicembre 2011-23 ottobre 2012. La società, ritenendo che vi fossero i presupposti per il riconoscimento della quota parte degli oneri derivanti dai crediti non riscossi e oggetto del procedimento in questione, ha impugnato la deliberazione 608/2015/R/gas dinanzi all'autorità giudiziaria competente. Il 17 gennaio 2017 è stata celebrata l'udienza di merito; si resta pertanto in attesa della decisione del TAR di Milano.

La Società ha effettuato un accantonamento al fondo svalutazione crediti.

Snam Rete Gas S.p.A. - Deliberazione n. 9/2014/S/gas - Avvio di un procedimento sanzionatorio nei confronti di Snam Rete Gas S.p.A. per inosservanza della Deliberazione 292/2013/R/gas Con deliberazione n. 9/2014/S/gas, pubblicata in data 27 gennaio 2014, l'AEEGSI ha disposto l'avvio di un procedimento sanzionatorio nei confronti di Snam Rete Gas S.p.A. per inosservanza della deliberazione 292/2013/R/gas. Il procedimento è volto ad accertare l'esistenza o meno di ritardi negli adempimenti connessi al recepimento delle modifiche del Codice di Rete stabilite con Deliberazione 292/2013/R/gas, in materia di settlement quale determinazione delle relative partite fisiche ed economiche del bilanciamento del sistema del gas. In data 11 luglio 2016, l'Autorità ha fatto pervenire la Comunicazione delle Risultanze Istruttorie. Snam Rete Gas ha richiesto l'assegnazione dei termini per svolgere le proprie difese.

Snam Rete Gas S.p.A. - Deliberazione 250/2015/R/gas, pubblicata il 1° giugno 2015 avente ad oggetto: "Adozione di misure in materia di odorizzazione del gas per usi domestici e similari di clienti finali direttamente allacciati alle reti di trasporto del gas naturale"

Con Deliberazione 250/2015/R/gas, a seguito di sentenza del TAR di Milano, l'AEEGSI ha modificato l'articolo 5 della Deliberazione 602/2013/R/gas afferente l'obbligo, in capo alle imprese di trasporto, di odorizzare i clienti finali direttamente allacciati alla rete di trasporto che, tenuto contro delle categorie d'uso indicate nel TISG, facciano un uso non meramente tecnologico del gas riconsegnato. A tal riguardo l'AEEGSI ha disposto che le imprese di trasporto, previa effettuazione di un censimento dei punti di riconsegna interessati (entro il 31 luglio 2015) e trasmissione all'AEEGSI (entro il 30 novembre 2015) del piano di adeguamento, da aggiornarsi semestralmente, con la descrizione della soluzione tecnica individuata, devono completare, entro il 31 gennaio 2017, l'attuazione dei piani di adeguamento.

Snam Rete Gas ha impugnato la predetta delibera ritenendo che il termine per l'attuazione del Piano potesse essere determinato solo a seguito del censimento. Infatti, espletato il censimento, in sede di trasmissione del Piano di adeguamento e dei successivi aggiornamenti, Snam Rete Gas, stante l'elevato numero di Punti di riconsegna interessato (oltre 1300) e delle prime criticità emerse nell'attuazione del Piano, ha rilevato la irragionevolezza del termine indicato dall'AEEGSI.

Peraltro, con successiva Deliberazione 484/2016/E/gas, rubricata: "intimazione ad adempiere agli obblighi in materia di odorizzazione del gas per usi domestici e similari di clienti finali direttamente allacciati alle reti di trasporto del gas naturale" l'AEEGSI ha confermato il termine del 31 gennaio 2017. Conseguentemente Snam Rete Gas, nell'ambito del ricorso con cui aveva impugnato la Deliberazione 250/2015/R/gas, ha presentato ricorso per motivi aggiunti avverso la Deliberazione 484/2016/E/gas chiedendo la sospensione delle delibere impugnate. La richiesta di sospensiva, dapprima respinta dal TAR Milano con ordinanza n. 1690/2016 del 20 dicembre 2016, è stata successivamente accolta dal Consiglio di Stato con ordinanza del 23 gennaio 2017. Si resta in attesa della fissazione dell'udienza di merito presso il TAR di Milano.

Cerved Rating Agency S.p.A. e Cerved Group S.p.A. /AEEGSI/Snam Rete Gas S.p.A.

Nel febbraio 2015 Cerved Group e Cerved Rating Agency avevano richiesto, innanzi al Tar Lombardia - Milano, l'annullamento della deliberazione AEEGSI 207/2014/R/gas, in quanto illegittima nella parte in cui esclude Cerved dai soggetti accreditati a rilasciare il rating creditizio a garanzia del pagamento delle obbligazioni derivanti dal conferimento e dall'erogazione del servizio di trasporto gas e di bilanciamento.

Con sentenza depositata nell'aprile 2016, il TAR Lombardia ha accolto solo in parte il ricorso proposto da Cerved, ritenendo fondate le istanze di Cerved con riferimento alla richiesta di annullamento della delibera dell'AEEGSI, e quindi del Codice di Rete di Snam Rete Gas, nella parte in cui non annovera Cerved tra i soggetti legittimati al rilascio del rating creditizio ai fini del Codice di Rete. Sono state invece rigettate la domanda di accertamento del diritto di Cerved ad essere ammessa nell'elenco dei soggetti accreditati a rilasciare il rating creditizio ai fini del Codice di Rete, nonché la domanda di risarcimento del danno.

Per effetto della sentenza, Snam Rete Gas e l'AEEGSI, ciascuna per quanto di propria competenza, dovranno valutare nuovamente la domanda della ricorrente. Peraltro, nelle more, è stato notificato appello al Consiglio di Stato. Il 9 febbraio 2017 è stata celebrata l'udienza di merito; si resta pertanto in attesa della decisione del Consiglio di Stato.

Stoccaggi gas Italia S.p.A. - Consorzio Gas Tera e Consorzio Gas Tera PMI/AEEGSI/Stogit S.p.A.

Con ricorso notificato il 15 giugno 2016 i Consorzi Gas Tera e Gas Tera PMI hanno impugnato la Deliberazione n. 180/2016/R/gas avente ad oggetto "Determinazioni a seguito della sentenza del TAR Lombardia n.1124/2015", con la quale l'Autorità ha richiesto a Stogit, di comunicare agli investitori ex D. Lgs. n. 130/2010 gli importi che con Deliberazione n. 144/2014/R/gas erano stati riconosciuti dall'Autorità ai soggetti cui detti investitori avessero ceduto capacità di stoccaggio per l'A.T. 2013/2014, secondo quanto stabilito dalla Delibera n. 144/2014/R/gas. Gli importi sono stati erogati dall'allora Cassa Conguaglio Settore Elettrico (CCSE) a Stogit a dicembre 2014 e da quest'ultima riversati

prontamente agli aventi diritto secondo la citata Deliberazione. Secondo la ricostruzione delle ricorrenti, Stogit avrebbe pagato ad un creditore apparente, in forza della Deliberazione n. 144/2014/R/ gas, che nel frattempo era stata impugnata, ma non sospesa nel giudizio conclusosi con la sentenza n. 1124/2015 che ha stabilito che siano i cedenti e non i cessionari di capacità ad aver titolo ad incassare tali importi. Le ricorrenti hanno chiesto la dichiarazione di nullità o, in subordine, l'annullamento della Deliberazione impugnata, chiedendo di conoscere se incomba su di loro l'onere di recuperare il credito da indebito soggettivo nei confronti dei terzi cui l'importo dovuto alle ricorrenti è stato erroneamente pagato. Il 31 gennaio 2017 è stata celebrata l'udienza di merito; si resta pertanto in attesa della decisione del TAR di Milano.

Contenziosi fiscali

Stoccaggi gas Italia S.p.A. - Imposta di registro

In data 30 novembre 2012 è stato notificato alla Società, dall'Agenzia delle Entrate (Direzione Provinciale II di Milano), un avviso di accertamento per la rettifica del valore di cessione, da Saipem Energy Services S.p.A. a Stogit, del ramo d'azienda relativo all'attività di manutenzione operativa degli impianti. Il valore di cessione accertato è superiore al valore dichiarato, per effetto di una più elevata determinazione del valore di avviamento, a cui consegue la contestazione di una maggiore imposta di registro pari a circa 88 mila euro, oltre a sanzioni ed interessi.

In relazione a tale provvedimento la Società ha presentato un'istanza di accertamento con adesione, ai sensi dell'articolo 12 del Decreto Legislativo n. 218/1997, al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per addivenire ad una definizione della materia del contendere, che non ha avuto esito positivo. Pertanto, la Società ha proposto ricorso avverso l'Agenzia delle Entrate (Direzione Provinciale II di Milano) in litisconsorzio con Saipem S.p.A. presso la Commissione Tributaria Provinciale di Milano. In data 18 settembre 2014 il ricorso è stato trattato presso la Commissione Tributaria Provinciale di Milano e in data 2 ottobre 2014 la stessa ha depositato la sentenza di accoglimento del ricorso. In data 19 marzo 2015, l'Agenzia delle Entrate (Direzione Provinciale II di Milano) ha proposto appello innanzi alla Commissione Tributaria Regionale e la Società, in litisconsorzio con la Saipem spa, si è costituita in giudizio.

In data 19 marzo 2016 si è tenuta l'udienza per la discussione dell'appello presso la Commissione Tributaria Regionale. La sentenza non è ancora stata depositata.

La Società ha pertanto lasciato invariato l'accantonamento al fondo rischi effettuato nel 2012.

Stoccaggi gas Italia S.p.A. - Avviso di liquidazione per imposta di registro

In data 4 marzo 2015 è stato notificato dall'Agenzia delle Entrate a Stogit S.p.A. un avviso di liquidazione con il quale veniva richiesto alla Società il pagamento della somma complessiva di circa 2,7 milioni di euro, per imposta principale di registro per atti giudiziari.

La Società ha proposto ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Milano, chiedendo che l'imposta venisse rideterminata.

Con provvedimento di autotutela n. 55/2015, l'Agenzia delle Entrate, in accoglimento della richiesta, ha rettificato l'avviso impugnato da 2,7 milioni di euro a 0,4 milioni di euro, oltre spese di notifica, che la società ha provveduto a liquidare in data 4 maggio 2015.

L'udienza presso la Commissione Tributaria Provinciale di Milano, per la trattazione della controversia, si è tenuta il 9 febbraio 2017. Si è in attesa che la Commissione notifichi il dispositivo della sentenza.

GNL Italia S.p.A. - Tributi locali

Il Comune di Portovenere nell'anno 2016, in relazione allo stabilimento di Panigaglia, ha emesso degli accertamenti a titolo di TARSU per l'anno 2012 e TARES per l'anno 2013 (circa 180 mila euro), nonché TARI per l'anno 2015 (circa 63mila euro).

Gli avvisi riguardano le aree industriali in relazione alle quali la Società smaltisce in proprio i rifiuti speciali e sono stati, pertanto, impugnati con ricorsi presso la Commissione Tributaria Provinciale di La Spezia. L'udienza per la trattazione della controversia relativa alla TARI 2015 si è tenuta il 24 febbraio 2017. Si è in attesa che la Commissione notifichi il dispositivo della sentenza.

Si segnala, altresì, che analogo avviso di accertamento, emesso dallo stesso Comune di Portovenere nell'anno 2015 per la TARSU 2014 (circa 58 mila euro), è stato annullato dalla Commissione Tributaria Provinciale di La Spezia con sentenza del 05/05/2016; tuttavia, il relativo accantonamento al fondo, effettuato nell'esercizio 2015, non è stato stornato poiché il Comune di Portovenere ha presentato appello alla Commissione Tributaria Regionale della Liguria.

Recupero dei crediti nei confronti di alcuni utenti del sistema del trasporto e bilanciamento

Il servizio di bilanciamento garantisce la sicurezza della rete e la corretta allocazione dei costi tra gli operatori di mercato. Il bilanciamento ha una doppia valenza: fisica e commerciale. Il bilanciamento fisico del sistema è l'insieme delle operazioni mediante le quali Snam Rete Gas, tramite il proprio Dispacciamento, controlla in tempo reale i parametri di flusso (portate e pressioni) al fine di garantire in ogni istante la sicura ed efficiente movimentazione del gas dai punti d'immissione ai punti di prelievo. Il bilanciamento commerciale è l'insieme delle attività necessarie alla corretta programmazione, contabilizzazione ed allocazione del gas trasportato, nonché il sistema di corrispettivi che incentiva gli Utenti a mantenere l'eguaglianza tra le quantità immesse e prelevate dalla rete. Ai sensi del vigente regime di bilanciamento, introdotto dalla deliberazione ARG/gas 45/11 ed entrato in vigore il 1 dicembre 2011, Snam Rete Gas, nella qualità di Responsabile del Bilanciamento, è tenuta ad approvvigionarsi dei quantitativi di gas necessari a bilanciare il sistema ed offerti sul mercato dagli Utenti attraverso una piattaforma dedicata del Gestore dei Mercati Energetici (GME), e provvede, di conseguenza, alla regolazione economica delle singole posizioni di disequilibrio attraverso acquisti e vendite di gas sulla base di un prezzo unitario di riferimento (cosiddetto principio del merito economico). La Società, peraltro, è tenuta a recuperare dagli eventuali utenti morosi le somme impiegate per la regolazione delle rispettive posizioni di disequilibrio.

a) Crediti non corrisposti relativamente al periodo tra il 1 dicembre 2011 e il 23 ottobre 2012

La disciplina regolatoria inizialmente stabilita dall'Autorità con deliberazione ARG/gas 155/11 prevedeva che gli utenti fossero obbligati a prestare specifiche garanzie a copertura della propria esposizione e, laddove Snam Rete Gas avesse operato diligentemente e non fosse riuscita a recuperare gli oneri connessi all'erogazione del servizio, detti oneri sarebbero stati recuperati attraverso un apposito corrispettivo determinato dall'Autorità. La citata deliberazione, con riferimento alle partite economiche insorte nell'ambito del sistema di bilanciamento, disponeva che il Responsabile del Bilanciamento avrebbe ricevuto dalla Cassa Conguaglio Settore Elettrico - CCSE (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali - CSEA a partire dal 1 gennaio 2016.) il valore dei crediti non corrisposti entro il termine del mese successivo a quello di comunicazione44.

Con successiva deliberazione 351/2012/R/gas45 l'Autorità ha previsto l'avvio al 1 ottobre 2012 dell'applicazione del corrispettivo unitario variabile CVBL a copertura dei crediti non riscossi disponendo la rateizzazione degli oneri da recuperare su un minimo di 36 mesi con un importo massimo mensile pari a 6 milioni di euro.

L'Autorità, con la deliberazione 282/2012/R/gas, come successivamente integrata dalla delibera 444/2012/R/gas, ha avviato un'istruttoria conoscitiva in relazione alle modalità di erogazione del servizio di bilanciamento per il periodo compreso tra il 1 dicembre 2011 e il 23 ottobre 201246. L'istruttoria è stata chiusa con deliberazione dell'Autorità 144/2013/E/gas del 5 aprile 2013. In pari data, l'Autorità: (i) ha adottato la deliberazione 145/2013/R/gas con la quale ha avviato il procedimento per la determinazione della quota parte degli oneri derivanti dai crediti non riscossi, da riconoscere al responsabile del bilanciamento gas, per il periodo 1 dicembre 2011 - 23 ottobre 2012; (ii) ha avviato sei procedimenti sanzionatori finalizzati all'accertamento di violazioni in materia di servizio di bilanciamento del gas naturale47.

44 Da presentare alla CSEA decorsi quattro mesi dalla scadenza delle fatture non pagate.

45 La predetta deliberazione è stata annullata con sentenza del TAR di Milano n.1587/2014, in relazione all'obbligo per gli Utenti di corresponsione del corrispettivo CVBL nella misura di 0,001 €/Smc a decorrere dal 1 ottobre 2012. Peraltro, con successiva Deliberazione 372/2014/R/gas il coefficiente è stato rideterminato nella medesima misura di 0,001 €/Smc.

46 L'arco temporale oggetto di istruttoria conoscitiva inizialmente limitato al periodo 1° dicembre 2011 - 31 maggio 2012 è stato successivamente esteso fino al 23 ottobre 2012 dalla deliberazione n. 444/2012/R/gas.

47 Al 31 dicembre 2016, sono stati conclusi quattro dei richiamati procedimenti mediante approvazione delle deliberazioni 151/2014/S/gas, 188/2014/S/gas, 241/2014/S/gas e 471/2014/S/gas con le quali l'Autorità ha irrogato rilevanti sanzioni pecuniarie nei confronti dei quattro Utenti interessati.

Con riferimento all'istruttoria di cui al precedente punto (i), è intervenuta la deliberazione 608/2015/R/ gas di chiusura del procedimento, con la quale l'Autorità ha ritenuto di non riconoscere una quota parte dei crediti non riscossi in relazione a specifiche fattispecie oggetto dell'istruttoria, facendo, in ogni caso salvo il diritto di Snam Rete Gas di trattenere i crediti relativi alle partite economiche del bilanciamento, eventualmente già recuperati. La Società ha impugnato la deliberazione 608/2015/R/ gas, dinanzi all'Autorità giudiziaria competente.

Durante il suindicato periodo oggetto di istruttoria, Snam Rete Gas, dopo aver risolto i contratti di Trasporto dei sei utenti interessati dai procedimenti sanzionatori sopra richiamati, in quanto morosi o comunque inadempienti rispetto agli obblighi previsti dalla regolazione di settore e dal Codice di Rete in tema di bilanciamento, ha avviato le azioni di recupero crediti riferibili alle partite economiche insorte in relazione alle operazioni di bilanciamento commerciale affidate a Snam Rete Gas in qualità di responsabile del bilanciamento, nonché in relazione al servizio di trasporto.

Le competenti Autorità Giudiziarie hanno rilasciato undici decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi, di cui sei in relazione a crediti riconducibili al servizio di bilanciamento e cinque in relazione a crediti per il servizio di trasporto48, ottenuti i quali Snam Rete Gas ha avviato le necessarie procedure esecutive che hanno condotto al recupero di importi trascurabili rispetto alla posizione debitoria complessiva degli utenti, ciò anche in considerazione delle procedure concorsuali nelle more avviate da tutti gli utenti in parola.

In particolare, allo stato:

  • n quattro Utenti sono stati dichiarati falliti. In relazione a tutti e quattro gli Utenti, Snam Rete Gas ha ottenuto altrettanti provvedimenti di ammissione allo stato passivo per l'intero credito vantato, oltre interessi;
  • n due Utenti hanno presentato richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo. Per il primo utente l'Autorità Giudiziaria ha emanato il provvedimento di omologa del concordato49. In relazione al secondo, si è appena concluso un procedimento ex art. 173 L.F. con il rigetto dell'istanza di revoca del concordato e l'Utente ha depositato una nuova proposta di concordato che deve ancora essere sottoposta al voto dei creditori50.

b) Crediti non corrisposti successivi al 23 ottobre 2012

Nel 2013 sono stati risolti due ulteriori contratti di trasporto. In relazione ad un primo utente, con decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, il Tribunale di Milano ha intimato all'utente di pagare a Snam Rete Gas la complessiva somma di circa 14 milioni di euro riconducibili al servizio di bilanciamento, oltre interessi e spese. Le procedure esecutive avviate hanno condotto al recupero di circa 500 mila euro. L'utente si è opposto al decreto ingiuntivo formulando domanda riconvenzionale in cui richiede il risarcimento dei danni asseritamente subiti. Peraltro, recentemente, il giudizio è stato dichiarato estinto con conseguente consolidamento del titolo acquisito da Snam Rete Gas. In relazione ad un secondo Utente sono stati ottenuti due decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi rispettivamente per circa 700 mila euro, in relazione al servizio di bilanciamento, e per circa 4,5 milioni di euro, in relazione al servizio di trasporto. Sono state conseguentemente attivate le procedure funzionali a dare esecuzione ai decreti nei confronti dei quali l'Utente ha presentato opposizione senza formulare domanda riconvenzionale. L'Utente, peraltro, è stato recentemente dichiarato fallito51.

51 Il credito dichiarato da Snam Rete Gas è stato ammesso al passivo come da domanda.

48 Alcuni dei citati decreti ingiuntivi sono stati opposti dagli utenti interessati. In particolare, tre utenti, oltre a richiedere di sospendere la provvisoria esecutività e di revocare e/o dichiarare nulli, annullabili e/o comunque privi di effetto i decreti ingiuntivi medesimi, hanno formulato domande riconvenzionali per la condanna di Snam Rete Gas al risarcimento dei danni che asseritamente avrebbero subìto. In relazione a due utenti, i giudizi di opposizione da questi attivati sono stati dichiarati estinti con conseguente caducazione della domanda riconvenzionale e passaggio in giudicato dei decreti ingiuntivi.

49 Nei confronti del provvedimento di omologa è stato proposto reclamo innanzi alla Corte d'Appello di Torino, nonché, stante il provvedimento confermativo adottato dalla medesima Corte, impugnazione innanzi la Suprema Corte di Cassazione.

50 Con tale Utente Snam Rete Gas ha formalizzato un piano di rientro finalizzato all'integrale soddisfacimento dei crediti vantati. Peraltro, a seguito della presentazione della richiesta di concordato preventivo ha interrotto i pagamenti.

Nel 2014 è stato risolto un ulteriore contratto di trasporto in relazione ad un utente che non ha provveduto a saldare fatture relative al servizio di bilanciamento per un importo di circa 75 mila euro e al servizio di trasporto per un importo di circa 180 mila euro. Snam Rete Gas ha conseguentemente attivato le azioni di recupero del credito ottenendo due decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi. L'Utente, peraltro, è stato dichiarato fallito52.

Infine, recentemente sono stati emessi due decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi nei confronti di un utente che non ha provveduto a saldare fatture relative al servizio di bilanciamento per un importo di circa 95 mila euro e al servizio di trasporto per un importo di circa 860 mila euro. Snam Rete Gas, così come di fatto già riconosciuto nei decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi emessi dall'Autorità Giudiziaria, ha tenuto una condotta corretta e conforme alle disposizioni del contratto di trasporto, del Codice di Rete e in generale della normativa di riferimento.

Da ultimo si segnala che, in sede di indagini preliminari, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha disposto, in data 12 febbraio 2016, il sequestro preventivo in via d'urgenza di beni mobili ed immobili appartenenti a società e soggetti riconducibili a vario titolo ai cinque utenti sopra richiamati. Tale procedimento penale è scaturito a seguito dell'atto di denuncia-querela (e successivi atti integrativi) che Snam Rete Gas aveva sporto, in qualità di persona offesa, nel mese di ottobre 2012 per i reati di falso e truffa aggravata. Allo stato la Società è persona offesa dal reato.

Recupero dei crediti nei confronti di utenti del sistema di stoccaggio

Prelievi da stoccaggio strategico effettuati da tre Utenti, fatturati da Stogit e non reintegrati dall'utente nei termini previsti dal Codice di Stoccaggio

A seguito di prelievi da stoccaggio strategico operati da un Utente nei mesi di novembre e dicembre 2010 Stogit ha richiesto e ottenuto nel 2012 un decreto ingiuntivo in relazione al mancato pagamento degli importi dovuti dall'Utente. La provvisoria esecutività è stata confermata in sede di opposizione avviata da controparte. Sono state conseguentemente avviate le opportune azioni esecutive. A fronte dei prelievi e della mancata reintegrazione di gas strategico anche nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2011, Stogit richiesto e ottenuto nel 2013 un secondo decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo per gli ulteriori importi maturati.

È stato avviato inoltre un procedimento d'urgenza per il reintegro di tutto il gas indebitamente prelevato, conclusosi con la condanna del debitore, che si è visto altresì respingere il successivo reclamo cautelare. I predetti giudizi sono stati successivamente riuniti.

Nel settembre 2012 il Tribunale di Asti ha ammesso l'Utente di cui sopra unitamente ad altri due Utenti (anch'essi resisi inadempienti nei confronti di Stogit) a una procedura di concordato preventivo. Nei tempi e con i modi prescritti dai Commissari Giudiziali, Stogit ha formalmente trasmesso e documentato la consistenza dei propri crediti verso i suddetti utenti.

Peraltro, a seguito di sub-procedimento di revoca del concordato, nel novembre 2013 il Tribunale di Asti ha dichiarato il fallimento di due dei predetti Utenti. In entrambi i casi, Stogit si è tempestivamente insinuata al passivo. All'esito dell'esame dello stato passivo, i crediti di Stogit sono stati ammessi nella loro interezza.

Prosegue invece la procedura di concordato preventivo afferente il terzo utente, per la quale è intervenuta omologa con provvedimento depositato in data 2 luglio 2014 dal competente Tribunale di Asti. Con riferimento al decreto di omologa, per il quale era stato proposto reclamo da parte di uno dei creditori, la Corte d'Appello di Torino si è pronunciata, confermando l'omologa del concordato preventivo. È attualmente pendente ricorso per Cassazione promosso dal citato creditore soccombente.

Prelievi da stoccaggio strategico effettuati da un Utente, fatturati da Stogit e non reintegrati dall'Utente nei termini previsti dal Codice di Stoccaggio, ascrivibili agli anni termici 2010 - 2011 e 2011 - 2012

Stogit ha proposto azione avanti il Tribunale Civile di Milano, finalizzata ad ottenere nei confronti di un Utente l'emissione di ordinanza di ingiunzione di pagamento, provvisoriamente esecutiva.

Allo stato, anche a seguito di parziali restituzioni di gas effettuate anche dopo l'instaurazione dell'azione giudiziaria, attualmente risultano da restituire a Stogit ancora circa 23,6 milioni di Smc. Stogit ha quindi promosso le opportune azioni esecutive.

Il Tribunale di Roma, con sentenza resa il 4 marzo 2015, ha dichiarato il fallimento dell'Utente. Stogit ha quindi insinuato il proprio credito, nel rispetto delle tempistiche indicate. Il credito è stato ammesso al chirografo con provvedimento del Giudice Delegato.

Prelievi da stoccaggio strategico effettuati da un Utente, fatturati da Stogit e non reintegrati dall'Utente nei termini previsti dal Codice di Stoccaggio, ascrivibili ai mesi di ottobre e novembre 2011

Stogit ha proposto azione avanti il Tribunale Civile di Milano, finalizzata ad ottenere l'emissione di un'ordinanza di ingiunzione di pagamento, provvisoriamente esecutiva.

In pendenza del giudizio, il Tribunale di Roma ha dichiarato in data 30 ottobre 2014 il fallimento dell'Utente. Conseguentemente il Tribunale Civile di Milano ha dichiarato l'interruzione dell'azione giudiziaria Stogit ha Stogit ha quindi insinuato il proprio credito, nel rispetto delle tempistiche indicate. Il credito è stato ammesso al chirografo con provvedimento del Giudice Delegato.

Allo stato, anche a seguito di parziali restituzioni di gas effettuate anche dopo l'instaurazione dell'azione giudiziaria, a fronte di prelievi indebiti, risultano da restituire a Stogit ancora circa 56,0 milioni di Smc.

Emission Trading

Il 1 Gennaio 2013 è iniziato il terzo periodo di regolazione (2013-2020) dell'Emission Trading System (ETS), il sistema di autorizzazione all'emissione di gas ad effetto serra, regolamentato dal D.Lgs. 30 del 13 Marzo 2013 e successive modifiche e integrazioni che recepisce la Direttiva 2009/29/CE. La riduzione delle emissioni di C02 rientra tra gli obiettivi prefissati dall'Unione europea del cosiddetto Pacchetto per il clima e l'energia 2020, approvato nel 2009, che prevede di ridurre entro il 2020 le emissioni di gas serra del 20% (rispetto ai livelli del 1990), alzare al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e migliorare del 20% dell'efficienza energetica.

Nel 2016 l'assegnazione gratuita per il Gruppo Snam è stata pari a circa 207.000 quote, con una diminuzione di circa il 13% rispetto al 2015. La riduzione è dovuta in parte all'assegnazione progressivamente decrescente delle quote gratuite da parte dell'Autorità Nazionale Competente, prevista per il terzo periodo di regolazione dall'art.10 bis della Direttiva 2009/29/CE, e in parte ai minori consumi registrati nel corso del 2015.

Nell'esercizio 2016, le emissioni di anidride carbonica delle installazioni del Gruppo Snam soggette ad ETS sono risultate complessivamente superiori rispetto ai permessi di emissione assegnati. A fronte di 0,550 milioni di tonnellate di anidride carbonica emesse in atmosfera, sono state assegnate circa 0,207 milioni di quote, facendo registrare un deficit di 0,343 milioni di tonnellate. Il deficit è compensato dalle quote già presenti nei registri degli impianti del Gruppo Snam, accumulate grazie al surplus degli anni scorsi.

Altri impegni e rischi

Gli altri impegni e rischi non valorizzati sono i seguenti:

Impegni derivanti dal contratto di acquisto da Eni di Italgas e Stogit

Il prezzo determinato per l'acquisizione di Italgas e Stogit è soggetto a meccanismi di aggiustamento sulla base degli impegni presi in sede di perfezionamento dell'operazione e destinati ad operare anche successivamente alla data di esecuzione.

Acquisizione di Italgas

Si segnala che, contestualmente all'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. sono stati oggetto di trasferimento in capo alla Società Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A) i diritti e gli obblighi in capo a Snam S.p.A .in relazione alla compravendita del Complesso immobiliare Roma Ostiense rinvenienti da precise pattuizioni contrattuali nel contesto dell'acquisto, nel 2009, da Eni dell'intero capitale sociale di Italgas.

Pertanto al 31 dicembre 2016 non sussistono impegni residui risultanti dai suddetti accordi riguardanti l'adeguamento prezzo di acquisto di Italgas.

Per maggiori informazioni, si rimanda al Documento Informativo relativo alla scissione di Snam S.p.A. a favore di Italgas S.p.A., redatto ai sensi ai sensi dell'art. 70, comma 6, del regolamento adottato dalla CONSOB con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni, disponibile sul sito internet di Snam (www.snam.it, nella sezione "Investor Relations/Separazione di Italgas da Snam).

Acquisizione di Stogit

Al 31 dicembre 2016 gli impegni residui risultanti dai suddetti accordi riguardano meccanismi di hedging predisposti al fine di mantenere in capo ad Eni i rischi e/o benefici che possano derivare: (i) dall'eventuale valorizzazione del gas di proprietà Stogit al momento del trasferimento delle azioni diversa da quella riconosciuta dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) in caso di cessione anche parziale dello stesso, qualora determinati quantitativi dovessero diventare non più strumentali alle concessioni regolate e quindi disponibili per la cessione; (ii) dall'eventuale cessione di capacità di stoccaggio che dovesse eventualmente rendersi liberamente disponibile su base negoziale e non più regolata, ovvero dalla cessione di concessioni tra quelle in capo a Stogit al momento del trasferimento delle azioni che dovessero eventualmente essere dedicate prevalentemente ad attività di stoccaggio non più soggetta a regolazione.

Con riferimento all'adeguamento del prezzo di acquisto di Stogit al fine di tenere conto del differente valore, rispetto alla data di trasferimento delle azioni, riconosciuto dell'AEEGSI ai quantitativi di gas naturale di proprietà di Stogit ricompresi tra le attività che compongono la RAB (Regulatory Asset Base), si evidenzia che a seguito all'approvazione in via definitiva da parte dall'AEEGSI delle tariffe di stoccaggio per l'anno 2015, si è proceduto al conguaglio a favore di Eni, a titolo di adeguamento prezzo, di un importo pari complessivamente a 6 milioni di euro.

Di seguito si riportano i commenti alle voci del conto economico. Si evidenzia che, a seguito dell'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale in Italia, che ha portato al trasferimento, con data efficacia 7 novembre 2016, dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) a favore di Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.), il risultato del settore Distribuzione di gas naturale relativo al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016 è esposto separatamente alla voce "Utile netto - discontinued operations" dello schema di conto economico53, così come previsto dalle disposizioni del principio contabile IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate". Pertanto, i commenti che seguono fanno riferimento unicamente alle continuing operations (trasporto e dispacciamento, rigassificazione, stoccaggio, oltre alle attività Corporate).

Va tuttavia tenuto presente che la rilevazione separata delle discontinued operations secondo i criteri di cui all'IFRS 5, si riferisce solo ai rapporti verso terzi lasciando in essere l'elisione dei rapporti infragruppo. In tal modo, si determina una distorsione nella separazione dei valori tra continuing e discontinued operations che, a livello economico, determina una penalizzazione dell'una o dell'altra tanto più rilevante quanto maggiori sono i rapporti economici infragruppo dei settori discontinuati. Al fine di rimuovere tali distorsioni, nella Relazione sulla gestione sono state elaborate misure alternative di performance, non previste dagli IFRS (Non - GAAP measures), che ripristinano nei risultati delle continuing operations, a livello di singola voce del conto economico, le transazioni intercompany verso le discontinued operations, in modo da ottenere una rappresentazione dei risultati delle continuing operations come se le discontinued operations fossero state deconsolidate. Sulla base di tale rappresentazione, si rinvia al capitolo "Commento ai risultati economico - finanziari della Relazione sulla gestione per le motivazioni delle variazioni più significative.

24. Ricavi

La composizione dei ricavi dell'esercizio, di importo pari a 2.501 milioni di euro (2.554 milioni di euro nel 2015), è riportata nella tabella seguente.

(milioni di €) 2015 2016
Ricavi della gestione caratteristica 2.470 2.419
Altri ricavi e proventi 84 82
2.554 2.501

I ricavi del gruppo sono conseguiti esclusivamente in Italia. L'analisi dei ricavi per settore di attività è riportata nella nota n. 31 "Informazioni per settore di attività".

I ricavi verso parti correlate sono indicati alla nota n. 32 "Rapporti con parti correlate".

53 L'analisi dell'utile netto delle discontinued operations, in conformità alle disposizioni del paragrafo 33 dell'IFRS 5, è riportata alla Nota n. 21 "Discontinued operations".

Ricavi della gestione caratteristica

I ricavi della gestione caratteristica, di importo pari a 2.419 milioni di euro (2.470 milioni di euro nel 2015), sono analizzati nella tabella seguente:

(milioni di €) 2015 2016
Trasporto di gas naturale 2.040 1.925
Rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL) 18 18
Stoccaggio di gas naturale 397 434
Corporate e altre attività 15 42
2.470 2.419

Trasporto del gas naturale

I ricavi della gestione caratteristica (1.925 milioni di euro) sono relativi principalmente ai corrispettivi per il servizio dell'attività di trasporto (1.918 milioni di euro) e riguardano principalmente Eni S.p.A. (1.069 milioni di euro) e Enel Trade S.p.A. (379 milioni di euro). I ricavi di trasporto includono il riaddebito agli utenti dei costi di interconnessione della rete della Società con quella di terzi operatori (63 milioni di euro)54. Nel corso del 2016 Snam ha svolto il servizio di trasporto per 136 società.

Rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL)

I ricavi della gestione caratteristica (18 milioni di euro) si riferiscono pressochè interamente al fattore di copertura dei ricavi riconosciuti dall'AEEGSI ai sensi della Deliberazione 438/2013/R/gas55. Nel corso del 2016 Snam ha svolto il servizio di rigassificazione per 4 società.

54 Qualora il servizio di trasporto si svolga interessando le reti di più operatori, la deliberazione n. 166/05 dell'Autorità e successive modificazioni prevede che l'operatore principale fatturi agli utenti il servizio, trasferendo agli altri operatori delle reti di trasporto le quote di loro competenza.

55 L''art. 18 "Modalità applicative del fattore di copertura dei ricavi" dell''Allegato A alla Deliberazione 438/2013/R/gas ha definito il fattore di copertura dei ricavi in misura pari al 64% dei ricavi di riferimento.

Stoccaggio del gas naturale

I ricavi della gestione caratteristica (434 milioni di euro) sono relativi principalmente ai corrispettivi per il servizio dell'attività di stoccaggio di modulazione (345 milioni di euro) e strategico (91 milioni di euro) e riguardano essenzialmente Eni S.p.A. (60 milioni di euro) ed Enel Trade S.p.A. (14 milioni di euro). Nel corso del 2016 Snam ha svolto il servizio di stoccaggio di gas naturale per 91 società. I ricavi della gestione caratteristica del gruppo sono esposti al netto delle componenti tariffarie, addizionali rispetto alla tariffa, destinate alla copertura degli oneri di carattere generale del sistema gas56. Gli importi riscossi da Snam sono versati, per pari importo, alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).

(milioni di €) 2015 2016
Corrispettivi addizionali al servizio di trasporto 791 955

Altri ricavi e proventi

Gli altri ricavi e proventi, di importo pari a 82 milioni di euro (84 milioni di euro nel 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Proventi da cessione gas per il servizio di bilanciamento (*) 49 72
Concorso allacciamento gas metano 3 3
Plusvalenze da alienazione di attività materiali e immateriali 3
Altri proventi 29 7
84 82

(*) I ricavi derivanti dall'attività di bilanciamento, operativa dal 1 dicembre 2011 ai sensi della deliberazione ARG/gas 45/11 dell'Autorità, si riferiscono a cessioni di gas naturale di proprietà effettuate ai fini del bilanciamento del sistema gas. I ricavi trovano corrispondenza nei costi operativi connessi ai prelievi di gas da magazzino.

25. Costi operativi

La composizione dei costi operativi, di importo pari a 557 milioni di euro (551 milioni di euro nel 2015), è riportata nella tabella seguente:

(milioni di €) 2015 2016
Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi 403 390
Costo lavoro 148 167
551 557

I ricavi verso part correlate sono indicati alla nota n. 32 "Rapporti con parti correlate".

56 Tali componenti, di importo complessivamente pari a 955 milioni di euro (791 milioni di euro nel 2015), si riferiscono essenzialmente ai seguenti corrispettivi: (i) CRVOS, previsto dall'Autorità con deliberazione ARG/gas 29/11 e a copertura degli oneri di cui all'art. 9 del D.Lgs. 130/10, sostenuti dal Gestore Servizi Energetici (GSE) per il riconoscimento all'impresa di stoccaggio delle spettanze relative al fattore di garanzia SG (293 milioni di euro); (ii) GST e RET, a copertura rispettivamente degli oneri per la compensazione delle agevolazioni tariffarie ai clienti del settore del gas in stato di disagio e degli oneri per misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili del settore del gas (374 milioni di euro complessivamente); (iii) CVFG, a copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del fattore di garanzia dei ricavi per il servizio di rigassificazione del GNL, di cui all'art. 18 della deliberazione n. 92/08 (120 milioni di euro); (iv) CRVBL, a copertura degli oneri connessi al bilanciamento del sistema gas (61 milioni di euro); (v) CRVI, a copertura degli oneri per il contenimento dei consumi di gas (45 milioni di euro); (vi) UG3T introdotto dalla delibera 134/14/R/GAS, per la copertura degli oneri derivanti dal servizio di default effettuato nei confronti di quei clienti direttamente allacciati alla rete di trasporto regionale (46 milioni di euro); (vii) φ istituito dalla delibera ARG/gas 184/09 a copertura degli squilibri di perequazione dei ricavi relativi al corrispettivo di capacità CRr (12 milioni di euro).

Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi

La voce acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi, di importo pari a 390 milioni di euro (403 milioni di euro nel 2015), si analizza come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Costi di acquisto materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 76 109
Costi per servizi 270 307
Costi per godimento beni di terzi 26 21
Variazione delle rimanenze di materie prime, materiali diversi, di consumo e merci 89 32
Accantonamenti (Utilizzi) netti al fondo rischi e oneri 3 6
Accantonamenti (Utilizzi) netti al fondo svalutazione crediti 34 (2)
Altri oneri 42 37
540 510
A dedurre:
Incrementi per lavori interni (137) (120)
- di cui costi per acquisto materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (76) (66)
- di cui costi per servizi (61) (54)
403 390

I costi per servizi, di importo pari a 253 milioni di euro (209 milioni di euro nel 2015), riguardano:

(milioni di €) 2015 2016
Servizi IT (Information Technology) 59 65
Acquisto capacità di trasporto (interconnessione) 59 62
Prestazioni tecniche, legali, amministrative e professionali 27 49
Prestazioni di manutenzione ordinaria 31 32
Servizi relativi al personale 18 20
Costruzione, progettazione e direzione lavori 13 16
Servizi di telecomunicazione 14 15
Fornitura energia elettrica, termica, acqua, ecc. 12 12
Assicurazioni 9 9
Altri servizi 28 27
270 307
A dedurre:
Incrementi per lavori interni (61) (54)
209 253

I costi per godimento beni di terzi, di importo pari a 21 milioni di euro (26 milioni di euro nel 2015), sono di seguito analizzati:

(milioni di €) 2015 2016
Locazioni e noleggi 21 15
Canoni, brevetti e licenze d'uso 5 6
26 21

Le locazioni e noleggi (15 milioni di euro) si riferiscono principalmente a canoni per leasing operativi di immobili ad uso ufficio.

La variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (32 milioni di euro) è dovuta essenzialmente a prelievi da magazzino per vendita di gas naturale, riferibile principalmente al settore trasporto, e alla riduzione dei materiali a scorta connessa essenzialmente allo sviluppo delle reti di trasporto di gas naturale (12 milioni di euro).

Gli accantonamenti netti del fondo rischi e oneri, di importo, pari a 6 milioni di euro al netto degli utilizzi, si riferiscono essenzialmente all'accantonamento relativo al fondo per riserva sinistri riferito alla società captive Gasrule.

Per maggiori dettagli in merito alla movimentazione dei fondi rischi e oneri, si rimanda alla nota n. 18 "Fondi per rischi e oneri".

Gli utilizzi netti al fondo svalutazione crediti (2 milioni di euro)sono relativi essenzialmente al settore trasporto e riguardano il rilascio del fondo per esuberanza, per effetto dell'incasso di crediti precedentemente svalutati.

Per maggiori informazioni in merito alla movimentazione del fondo svalutazione crediti, si rimanda alla nota n. 8 "Crediti commerciali e altri crediti".

Gli altri oneri, di importo pari a 37 milioni di euro (42 milioni di euro nel 2016), sono di seguito analizzati:

(milioni di €) 2015 2016
Minusvalenze da radiazione di immobili, impianti e macchinari e attività immateriali 23 21
Imposte indirette e tasse 11 13
Imposta di consumo sul gas metano 1 2
Altri oneri 7 1
42 37

Costo lavoro

Il costo lavoro, di importo pari a 167 milioni di euro (148 milioni di euro nel 2015), si analizza come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Salari e stipendi 145 151
Oneri sociali (previdenziali e assistenziali) 42 45
Oneri per piani a benefici ai dipendenti 5 5
Altri oneri 13 27
205 228
A dedurre:
Incrementi per lavori interni (57) (61)
148 167

La voce altri oneri (27 milioni di euro) comprende principalmente oneri per piani a contributi definiti (11 milioni di euro) e per esodi agevolati (8 milioni di euro), riferiti alla stima degli oneri derivanti dall'uscita anticipata, rispetto ai requisiti pensionistici massimi di legge, di n. 74 risorse prevista nel biennio 2017-2018. Gli oneri per benefici ai dipendenti sono illustrati alla nota n. 19 "Fondi per benefici ai dipendenti".

Numero medio dei dipendenti

Il numero medio dei dipendenti a ruolo delle entità incluse nell'area di consolidamento, ripartito per qualifica professionale, è riportato nella tabella seguente:

Qualifica professionale 2015 2016
Dirigenti 104 101
Quadri 414 429
Impiegati 1.537 1.594
Operai 718 726
2.773 2.850

Il numero medio dei dipendenti è calcolato come media determinata sulla base delle risultanze mensili dei dipendenti per categoria e non comprende i dipendenti delle discontinued operations. Il personale in servizio al 31 dicembre 2016 è pari a n. 2.883 unità (n. 3.005 al 31 dicembre 2015, incluso il personale trasferito al Gruppo Italgas nel 2016, pari a 207 persone, a seguito dell'operazione di separazione), con un decremento di 122 unità rispetto al 31 dicembre 2015.

Compensi spettanti ai key management personnel

I compensi spettanti ai soggetti che hanno il potere e la responsabilità della pianificazione, direzione e controllo della società, e quindi gli amministratori esecutivi e non, i direttori generali e i dirigenti con responsabilità strategica (cosiddetti "Key management personnel") in carica nel corso dell'esercizio ammontano (incluso i contributi e oneri accessori) a 14 milioni di euro (6 milioni di euro nel 2015) e risultano così composti:

(milioni di €) 2015 2016
Salari e stipendi 4 6
Indennità per cessazione del rapporto di lavoro 6
Altri benefici a lungo termine 2 2
6 14

Compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci

I compensi spettanti agli amministratori ammontano a 4 e 11 milioni di euro rispettivamente per gli esercizi 2015 e 2016. I compensi spettanti ai sindaci ammontano a 0,2 milioni di euro (parimenti nel 2015). Questi compensi comprendono gli emolumenti e ogni altra somma avente natura retributiva, previdenziale e assistenziale dovuta per lo svolgimento della funzione di amministratore o sindaco che abbiano costituito un costo per la Società, anche se non soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche.

La voce ammortamenti e svalutazioni, di importo pari a 651 milioni di euro (576 milioni di euro nel 2015), si analizza come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Ammortamenti 573 616
- Immobili, impianti e macchinari 531 570
- Attività immateriali 42 46
Svalutazioni 3 35
- Svalutazioni immobili, impianti e macchinari 3 35
576 651

Per maggiori dettagli in riferimento ad ammortamenti e svalutazioni di attività materiali e immateriali, si rimanda alle analisi riportate alle note n.12 "Immobili, impianti e macchinari" e n. 13 "Attività immateriali".

L'analisi degli ammortamenti e svalutazioni per settore di attività è riportata nella nota n. 31 "Informazioni per settore di attività".

27. Oneri (Proventi) finanziari

Gli oneri (proventi) finanziari, di importo pari a 510 milioni di euro (380 milioni di euro nel 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Oneri (Proventi) finanziari 363 624
Oneri finanziari 366 624
Proventi finanziari (3)
Altri oneri (proventi) finanziari (115)
Altri oneri finanziari 21 11
Altri proventi finanziari
(4)
(126)
Oneri (proventi) da strumenti derivati - quota di inefficacia 1
Oneri da strumenti derivati 1
380 510
(milioni di €) 2015 2016
Oneri (Proventi) finanziari 363 624
Oneri su debiti finanziari: 395 647
- Interessi passivi e altri oneri su prestiti obbligazionari 364 622
- Commissioni passive su finanziamenti e linee di credito bancarie 16 13
- Interessi passivi su linee di credito e finanziamenti passivi verso banche e altri finanziatori 15 12
Oneri finanziari imputati all'attivo patrimoniale (29) (23)
Proventi su crediti finanziari: (3)
- Interessi attivi e altri proventi su attività finanziarie non strumentali all'attività operativa (3)
Altri (proventi) oneri finanziari: 17 (115)
- Interessi attivi su crediti finanziari strumentali all'attività operativa (123)
- Altri proventi (4) (3)
- Oneri finanziari connessi al trascorrere del tempo (accretion discount) (*) 12 10
- Altri oneri 9 1
Oneri (proventi) da strumenti derivati - quota di inefficacia 1
380 510

(*) La voce riguarda l'incremento dei fondi per rischi e oneri e dei fondi per benefici ai dipendenti che sono indicati, ad un valore attualizzato, nelle note n. 18 "Fondi per rischi e oneri" e n. 19 "Fondi per benefici ai dipendenti".

Gli oneri sui debiti finanziari (647 milioni di euro) riguardano principalmente: (i) interessi passivi e altri oneri su prestiti obbligazionari (622 milioni di euro) riferiti essenzialmente agli oneri derivati dall'operazione di liability management57 (329 milioni di euro), che ha portato al riacquisto sul mercato di titoli obbligazionari per un valore nominale complessivo pari a 2,75 miliardi di euro con una cedola media pari a circa 3,3% ed una durata residua pari a circa 3 anni e agli interessi su n. 15 prestiti obbligazionari (293 milioni di euro); (ii) la quota di competenza dell'esercizio delle commissioni Up - Front Fee sulle linee di credito revolving (7 milioni di euro) e le commissioni di mancato utilizzo delle linee di credito (5 milioni di euro); (iii) interessi passivi verso banche relativi a linee di credito revolving, a linee di credito uncommitted e a finanziamenti a scadenza per complessivi 12 milioni di euro. Gli oneri finanziari imputati all'attivo patrimoniale (23 milioni di euro) si riferiscono alla quota di oneri finanziari oggetto di capitalizzazione nelle attività di investimento. I proventi finanziari netti (115 milioni di euro) riguardano principalmente: (i) i proventi relativi all'adeguamento al valore di mercato dei crediti finanziari verso il Gruppo Italgas derivanti dall'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione del gas naturale (+119 milioni di euro); (ii) gli oneri connessi al trascorrere del tempo relativi ai fondi smantellamento e ripristino siti dei settori stoccaggio e trasporto (+10 milioni di euro complessivamente); (ii); (iii) i proventi connessi allo Shareholders' Loan concesso a favore di TAP (+2 milioni di euro).

28. Proventi e oneri su partecipazioni

I proventi e oneri su partecipazioni, di importo pari a 116 milioni di euro (106 milioni di euro nel 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto
Plusvalenza da valutazione con il metodo del patrimonio netto 106 140
Minusvalenza da valutazione con il metodo del patrimonio netto (24)
106 116

L'analisi delle plusvalenze e minusvalenze da valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto è riportata nella nota n. 14 "Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto".

29. Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito di competenza dell'esercizio, di importo pari a 308 milioni di euro (357 milioni di euro nel 2015), si analizzano come segue:

2015 2016
(milioni di €) IRES IRAP Totale IRES IRAP Totale
Imposte correnti (*) 361 65 426 287 61 348
Imposte correnti di competenza
dell'esercizio
362 66 428 285 61 346
Rettifiche per imposte correnti
relative a esercizi precedenti
(1) (1) (2) 2 2
Imposte differite e anticipate (*) (73) 4 (69) (39) (1) (40)
Imposte differite (16) (16) (22) (22)
Imposte anticipate (22) 4 (18) (17) (1) (18)
Adeguamento fiscalità differita
(IRES) Legge di Stabilità 2016
(35) (35)
288 69 357 248 60 308

(*) Per maggiori informazioni sulle informazioni addizionali delle discontinued operations si rinvia alla nota n. 21 "Discontinued operations".

Le imposte sul reddito ammontano a 308 milioni di euro, di cui 348 milioni di euro di imposte correnti, parzialmente compensate dalle imposte anticipate nette pari complessivamente a 40 milioni di euro. L'analisi della riconciliazione tra l'onere fiscale teorico, determinato applicando l'aliquota fiscale IRES e IRAP vigente in Italia, e l'onere fiscale effettivo di competenza dell'esercizio è di seguito riportata:

2015 2016
(milioni di €) Aliquota
d'imposta
Saldo Aliquota
d'imposta
Saldo
IRES
Utile prima delle imposte 1.255 899
Imposte IRES di competenza calcolate sulla
base dell'aliquota teorica d'imposta
27,5% 345 27,5% 247
Variazioni rispetto all'aliquota teorica:
- Proventi su partecipazioni (2,3%) (29) (2,8%) (25)
- Imposta sui dividendi 1,0% 12 1,2% 11
- Adeguamento fiscalità differita (IRES) Legge di
Stabilità 2016
(2,8%) (35)
- Altre differenze permanenti (0,4%) (5) 1,7% 15
Imposte IRES di competenza dell'esercizio
rilevate a Conto Economico
22,9% 288 27,6% 248
2015 2016
(milioni di €) Aliquota
d'imposta
Saldo Aliquota
d'imposta
Saldo
IRAP
Differenza tra valore e costi della produzione 1.547 1.318
Imposte IRAP di competenza calcolate sulla
base dell'aliquota teorica d'imposta
3,9% 60 3,9% 51
Variazioni rispetto all'aliquota teorica
Delta aliquote IRAP regionali 0,3% 4 0,2% 3
Altre differenze permanenti 0,3% 5 0,5% 6
Imposte IRES di competenza dell'esercizio
rilevate a Conto Economico
4,5% 69 4,6% 60

L'analisi delle imposte differite e anticipate in base alla natura delle differenze temporanee significative che le hanno generate è fornita alla nota n. 20 "Passività per imposte differite".

Imposte relative a componenti dell'utile complessivo

Nella tabella seguente sono riportate le imposte correnti e differite relative alle altre componenti dell'utile complessivo:

2015 2016
(milioni di €) Valore ante
imposte
Impatto
fiscale
Valore netto
d'imposta
Valore ante
imposte
Impatto
fiscale
Valore netto
d'imposta
- Remeasurement piani a benefici
definiti per i dipendenti
3 (1) 2 (1) (1)
- Quota di pertinenza delle "altre
componenti dell'utile comples
sivo" delle partecipazioni valutate
secondo il metodo del patrimonio
netto
11 11 (14) (14)
- Variazione fair value strumenti
finanziari derivati di copertura cash
flow hedge
1 1
Altre componenti dell'utile
complessivo
14 (1) 13 (14) (14)
Imposte differite/anticipate (1)

30. Utile per azione

L'utile per azione semplice, pari a 0,25 euro per azione (0,35 euro per azione nel 2015) è determinato dividendo l'utile netto di competenza Snam (861 milioni di euro; 1.238 milioni di euro nel 2015) per il numero medio ponderato delle azioni di Snam in circolazione durante l'anno, escluse le azioni proprie (3.470.733.114 azioni; 3.499.511.044 azioni per l'esercizio 2015).

Al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2016 non vi sono azioni di potenziale emissione con effetti diluitivi sui risultati, pertanto, negli anni considerati, l'utile per azioni semplice coincide con l'utile per azione diluito.

Riconciliazione utile per azione semplice e diluito

La riconciliazione del numero medio ponderato delle azioni in circolazione utilizzato per la determinazione dell'utile per azione semplice e quello utilizzato per la determinazione dell'utile per azione diluito è di seguito indicata:

31.12.2015 31.12.2016
Numero medio ponderato di azioni in circolazione per l'utile semplice e diluito 3.499.511.044 3.470.733.114
Utile netto di competenza Snam (milioni di euro) 1.238 861
Utile per azione semplice e diluito (ammontari in Euro per azione) 0,35 0,25
Utile netto di competenza Snam - continuing operations (milioni di euro) 796 591
Utile per azione semplice e diluito 0,23 0,17
Utile netto di competenza Snam - discontinued operations (milioni di euro) 442 270
Utile per azione semplice e diluito 0,12 0,08

31. Informazioni per settore di attività

L'informativa relativa ai settori di attività è stata predisposta secondo le disposizioni dell'IFRS 8 "Settori operativi", che prevedono la presentazione dell'informativa coerentemente con le modalità adottate dalla Direzione Aziendale per l'assunzione delle decisioni operative. Pertanto, l'identificazione dei settori operativi e l'informativa presentata sono definite sulla base della reportistica interna utilizzata per l'esercizio 2016 dalla Direzione Aziendale ai fini dell'allocazione delle risorse ai diversi segmenti e per l'analisi delle relative performance.

Successivamente all'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione del gas naturale, che ha portato al trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. a favore di Italgas S.p.A., i settori di attività oggetto di informativa sono il trasporto di gas naturale ("Trasporto"), la rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto ("Rigassificazione") e lo stoccaggio di gas naturale ("Stoccaggio") e sono riconducibili alle attività svolte in via prevalente rispettivamente da Snam Rete Gas, GNL Italia e Stogit.

Come comunicato in data 13 ottobre 2016, Snam ha annunciato dei cambiamenti significativi nella propria organizzazione, operativa dal 1 novembre 2016. Eventuali impatti di tali cambiamenti organizzativi sulla composizione dei segmenti operativi del gruppo Snam saranno riflessi nell'informativa di settore ai sensi dell'IFRS 8 dal primo trimestre 2017, a valle della definizione della reportistica interna che sarà utilizzata dalla Direzione aziendale.

Di seguito sono riepilogate le informazioni per settore dei attività al 31 dicembre 2016, in comparazione con i saldi al 31 dicembre 2015.

(milioni di €) Corporate e altre
attività
dispacciamento
Trasporto e
Distribuzione Stoccaggio Rigassificazione Discontinued operations
da transazioni verso
Ripristino elisioni
Elisioni e rettifiche di
consolidamento
Totale
Esercizio 2015
Ricavi netti della gestione caratteristica (a) 209 2.064 533 19 (73) 2.752
a dedurre: ricavi infrasettori (127) (19) (135) (1) (282)
Ricavi da terzi 82 2.045 398 18 (73) 2.470
Altri ricavi e proventi 77 2 5 84
(Accantonamenti) utilizzi netti ai fondi per
rischi ed oneri
(3) (3)
Ammortamenti e svalutazioni (5) (495) (71) (5) (576)
Utile operativo (4) 1.165 319 1 (54) 1.427
Valutazione partecipazioni con il metodo
del patrimonio netto
106 106
Totale attività 1.416 13.860 5.498 4.003 103 24.880
- di cui Partecipazioni valutate con il
metodo del patrimonio netto
1.203 169 1.372
Totale passività 13.992 9.775 2.787 2.728 40 (12.028) 17.294
Investimenti in attività materiali e
immateriali
9 693 7 170 879
Esercizio 2016
Ricavi netti della gestione caratteristica (a) 226 1.947 581 18 (59) 2.713
a dedurre: ricavi infrasettori (128) (19) (147) (294)
Ricavi da terzi 98 1.928 434 18 (59) 2.419
Altri ricavi e proventi 80 2 82
(Accantonamenti) utilizzi netti ai fondi per
rischi ed oneri
(5) (1) (6)
Ammortamenti e svalutazioni (7) (545) (87) (12) (651)
Utile operativo (26) 1.021 346 (5) (43) 1.293
Valutazione partecipazioni con il metodo
del patrimonio netto
116 116
Totale attività 1.893 13.999 4.130 107 20.129
- di cui Partecipazioni valutate con il
metodo del patrimonio netto
1.499 1.499
Totale passività 11.278 10.012 2.930 50 (10.638) 13.632
Investimenti in attività materiali e
immateriali
6 776 117 7 906

(a) Saldi ante eliminazione dei ricavi infrasettoriali.

I ricavi sono conseguiti applicando tariffe regolamentate o condizioni di mercato. I ricavi sono stati realizzati interamente nel territorio italiano; i costi sono stati sostenuti pressoché interamente in Italia.

32. Rapporti con parti correlate

Tenuto conto dell'esistenza di una situazione di controllo di fatto da parte di CDP S.p.A. su Snam S.p.A., ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10 - Bilancio consolidato, le parti correlate di Snam, sulla base dell'attuale assetto proprietario di gruppo, sono rappresentate oltre che dalle imprese collegate e a controllo congiunto di Snam, anche dall'impresa controllante CDP S.p.A. e dalle sue imprese controllate e collegate, nonché dalle imprese controllate, collegate e sottoposte a controllo congiunto (direttamente o indirettamente) da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Inoltre, sono considerate parti correlate anche i membri del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e i dirigenti con responsabilità strategiche e i loro familiari, del gruppo Snam e di CDP.

Come esplicitato in dettaglio nel seguito, le operazioni con le parti correlate riguardano principalmente lo scambio di beni e la prestazione di servizi regolati nel settore del gas. I rapporti intrattenuti da Snam con le parti correlate rientrano nell'ordinaria gestione dell'impresa e sono generalmente regolati in base a condizioni di mercato, cioè alle condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti. Tutte le operazioni poste in essere sono state compiute nell'interesse delle imprese del gruppo Snam. Ai sensi delle disposizioni della normativa applicabile, la Società ha adottato procedure interne per assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parte correlate, realizzate dalla Società stessa o dalle sue società controllate.

Gli amministratori e sindaci rilasciano, semestralmente e/o in caso di variazioni, una dichiarazione in cui sono rappresentati i potenziali interessi di ciascuno in rapporto alla società e al gruppo e in ogni caso segnalano per tempo all'Amministratore Delegato (o al Presidente, in caso di interessi dell'Amministratore Delegato), il quale ne dà notizia agli altri amministratori e al Collegio Sindacale, le singole operazioni che la società intende compiere, nelle quali sono portatori di interessi. Snam non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento. Snam esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti delle sue Controllate ex art. 2497 e ss. del Codice civile. Nell'ambito delle operazioni con parti correlate, ai sensi degli obblighi informativi previsti dal Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010, si segnala la stipula tra Snam Rete Gas S.p.A. e Eni S.p.A. del contratto di trasporto del gas naturale per l'Anno Termico 2016 - 2017. In data 3 marzo 2017, il valore del contratto di trasporto ha superato la soglia di rilevanza di 140 milioni individuata nella Procedura "Operazioni con interessi degli amministratori e sindaci e operazioni con parti correlate" di Snam. Il contratto è definito in coerenza con le modalità previste nel Codice di Rete di Snam Rete Gas S.p.A., approvato dall'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico con Delibera n. 75/2003 e i suoi successivi aggiornamenti.

La determinazione del corrispettivo per i servizi resi avviene applicando le tariffe per il trasporto e il dispacciamento del gas naturale approvate con Delibera dell'Autorità.

Tale contratto è configurabile quale operazione ordinaria conclusa a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard in quanto, ai sensi dell'art. 3 della Procedura (pubblicata sul sito www.snam.it): (i) rientra nell'ordinario esercizio dell'attività operativa e della connessa attività finanziaria; (ii) le condizioni applicate sono basate su tariffe regolamentate.

Con riferimento all'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) da Snam S.p.A., attuata mediante tre operazioni (conferimento, vendita e scissione) tra loro unitari e contestuali con data efficacia 7 novembre 2016, si segnala che: (i) l'operazione di scissione con assegnazione proporzionale delle azioni ai soci non costituisce un' "Operazione con parti correlate" ai sensi degli obblighi informativi previsti dal Regolamento CONSOB n. 17221 del 12 marzo 2010 e della Comunicazione CONSOB n. DEM/10078683 del 24 settembre 2010; (ii) le operazioni di conferimento e vendita, pur qualificandosi come operazioni con Parti Correlate, rientrano nell'esenzione di cui

all'art. 14, comma 2, del Regolamento OPC e all'art. X, Paragrafo 8, della Procedura OPC di Snam che dispone che le procedure da applicarsi in occasione di Operazioni con Parti Correlate non trovino applicazione in caso di operazioni concluse con società controllate (Italgas S.p.A., precedentemente ITG Holding S.p.A.). Alla luce del coinvolgimento di CDP quale Parte Correlata di Snam, Snam non si è avvalsa dell'esenzione di cui sopra e ha sottoposto l'Operazione nel suo complesso alla procedura per le "Operazioni di Maggiore Rilevanza" prevista dall'art. 8 del Regolamento OPC e dall'art. VI della Procedura OPC58 .

Nell'ambito delle operazioni con parti correlate, nel corso del 2016 non sono state poste in essere ulteriori operazioni da segnalare ai sensi degli obblighi informativi previsti dal Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010.

Di seguito sono evidenziati i saldi dei rapporti di natura commerciale e diversa e di natura finanziaria posti in essere con le parti correlate sopra definite, per l'esercizio in corso e il precedente di raffronto. È altresì indicata la natura delle operazioni più rilevanti.

58 La procedura per le operazioni con parti correlate, ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento CONSOB n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, approvata dal Consiglio in data 30 novembre 2010, è consultabile sul sito della Società all'indirizzo www.snam.it, nella sezione Governance.

Rapporti commerciali e diversi

I rapporti di natura commerciale e diversi sono analizzati nella tabella seguente:

31.12.2015 2015
Costi (a) Ricavi (b)
(milioni di €) Crediti Altre
attività
Debiti Altre
passività
Garanzie
e impegni
Beni Servizi Altro Servizi Altro
Imprese a controllo
congiunto
e collegate
- TAG GmbH 2 1 1 13 1 14
- Toscana Energia S.p.A. 3
- TIGF
Investissements
1
- Umbria
Distribuzione Gas S.p.A.
1
7 1 1 13 1 14
Imprese possedute
o controllate
dallo Stato
- Gestore dei mercati
energetici S.p.A.
1 5 22
- Gruppo Anas 3 1 5 1 5
- Gruppo Enel (c) 110 47 1 1 352
- Gruppo Eni (c) 506 1 164 3 19 59 1.335
- Gruppo Ferrovie
dello Stato
1 2
620 2 219 3 24 60 2 1.692 22
627 2 220 1 3 37 60 2 1.693 36
Discontinued
operation
- Gruppo Enel 1 90 1
- Gruppo Eni 7 5 5 703 9
- Toscana Energia S.p.A. 2
- Umbria
Distribuzione Gas S.p.A.
1
7 5 6 796 10
Totale generale 627 2 220 1 3 44 65 8 2.489 46

276

31.12.2016 2016
Costi (a) Ricavi (b)
(milioni di €) Crediti Altre
attività
Debiti Altre
passività
Garanzie
e impegni
Beni Servizi Altro Servizi Altro
Imprese a controllo
congiunto e collegate
- AS Gasinfrastruktur
GmbH (BidCo)
4 4
- TAG GmbH 3 3 2 21 2 21
- TIGF Investissements 1
8 3 2 21 6 21
Imprese controllate
dalla controllante Cassa
Depositi e Prestiti
- Gruppo Italgas 33 10 88 1 24
33 10 88 1 24
Imprese a controllo con
giunto della controllante
Cassa Depositi e Prestiti
- Gruppo Saipem 43 40
43 40
Imprese possedute
o controllate dallo Stato
- Gestore dei mercati
energetici S.p.A.
12 10 2 2
- Gruppo Anas 1 1 5 1
- Gruppo Enel (c) 166 13 394
- Gruppo Eni (c) 280 1 31 1 16 1 1.129 2
- Gruppo Ferrovie dello
Stato
1 1
460 2 60 1 2 16 2 1.523 4
501 2 116 2 89 23 56 3 1.553 25
Discontinued operation
- Gestore dei mercati
energetici S.p.A.
2
- Gruppo Enel 88 1
- Gruppo Eni 6 4 1 580 7
- Toscana Energia S.p.A. 2
6 4 3 670 8
Totale generale 501 2 116 2 89 29 60 6 2.223 33

(a) Comprendono costi per beni e servizi destinati ad investimento.

(b) Al lordo delle componenti tariffarie che trovano contropartita nei costi.

(c) Comprensivo dei saldi patrimoniali relativi all'attività di bilanciamento del gas naturale.

Imprese a controllo congiunto e collegate

I rapporti commerciali più significativi con le imprese a controllo congiunto e collegate riguardano:

  • la vendita e l'acquisto di gas da TAG, disciplinati dal Service Balance Agreement, contratto finalizzato a garantire l'equilibrio giornaliero tra le quantità misurate e le quantità attese al punto di entrata di Tarvisio;
  • la fornitura a TAG di servizi per la realizzazione di infrastrutture di trasporto disciplinati dall'Engineering, Procurement and Construction Management (EPCM) Agreement.

Imprese controllate dalla controllante Cassa Depositi e Prestiti

I rapporti commerciali più significativi con le imprese controllate di Cassa Depositi e Prestiti riguardano:

  • le garanzie prestate nell'interesse del Gruppo Italgas relative a manleve rilasciate a favore di terzi per partecipazioni a gare ed affidamenti del servizio di distribuzione del gas naturale e a garanzia di buona esecuzione lavori;
  • la fornitura al Gruppo Italgas di servizi svolti da Snam S.p.A. nel periodo 7 novembre 31 dicembre 2016, relativi principalmente all'amministrazione del personale e affari legali, societari e compliance e servizi ICT. I servizi forniti, regolati sulla base di tariffe definite sulla base dei costi sostenuti secondo una logica di full cost, sono riferiti a contratti di phase - out per un periodo transitorio, finalizzati ad assicurare la continuità delle attività precedentemente garantite da Snam.

Imprese a controllo congiunto della controllante Cassa Depositi e Prestiti

Tra i rapporti commerciali più significativi con le imprese a controllo congiunto di Cassa Depositi e Prestiti si segnala l'acquisto da Saipem di servizi di progettazione e supervisione lavori per la realizzazione di infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas naturale, regolati da contratti stipulati alle normali condizioni di mercato.

Imprese possedute o controllate dallo Stato

I rapporti commerciali più significativi con le imprese possedute o controllate dallo Stato riguardano:

  • la fornitura al Gruppo Eni e al Gruppo Enel di servizi di trasporto, rigassificazione e stoccaggio di gas naturale, regolati sulla base delle tariffe stabilite dall'Autorità;
  • l'acquisto dal Gruppo Eni di energia elettrica utilizzata per lo svolgimento delle attività;

Inoltre, al 31 dicembre 2016 sono in essere con Eni attività iscritte a fronte di rapporti derivanti dal Consolidato fiscale nazionale, in vigore fino al 31 luglio 2012.

I rapporti di natura finanziaria sono analizzati nella tabella seguente e di seguito dettagliati:

31.12.2015 2015
(milioni di €) Crediti Debiti Proventi
Imprese a controllo congiunto e collegate
- GasBridge1 B.V. GasBridge 2 B.V. 19
- Trans Austria Gasleitung GmbH (TAG) 3
- Trans Adriatic Pipeline AG (TAP) 78
78 19 3
31.12.2016 2016
(milioni di €) Crediti Debiti Oneri Proventi
Imprese a controllo congiunto e collegate
- GasBridge1 B.V. GasBridge 2 B.V. 18
- Trans Adriatic Pipeline AG (TAP) 213 2
213 18 2
Impresa controllante
- Cassa Depositi e Prestiti (*) 1
1
Imprese controllate dalla controllante
Cassa Depositi e Prestiti
- Gruppo Italgas 121
121
213 18 1 123

(*) Si riferisce a costi sostenuti a fronte dei finanziamenti rilasciati dalla Banca europea per gli Investimenti - BEI.

Imprese a controllo congiunto e collegate

I rapporti finanziari con le imprese a controllo congiunto e collegate riguardano:

  • i finanziamenti ricevuti da GasBridge1 B.V. e GasBridge2 B.V. rimborsabili a vista;
  • i crediti finanziari relativi allo Shareholders' Loan concesso a favore della società collegata Trans Adriatic Pipeline AG (TAP) e i relativi proventi finanziari.

Imprese controllate dalla controllante Cassa Depositi e Prestiti

I rapporti finanziari con le imprese controllate dalla controllante Cassa Depositi e Prestiti si riferiscono principalmente ai proventi finanziari relativi all'adeguamento al valore di mercato dei crediti finanziari verso il Gruppo Italgas al 6 novembre 2016 (119 milioni di euro), data di efficacia dell'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione del gas naturale.

I rapporti con amministratori, sindaci e key managers, con particolare riferimento ai relativi compensi, sono dettagliati all'interno della nota n. 25 "Costi operativi", a cui si rimanda.

Incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sui flussi di cassa

L'incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulla Situazione patrimoniale - finanziaria è indicata nella seguente tabella riepilogativa:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Totale Entità
Correlate
Incidenza % Totale Entità
Correlate
Incidenza %
Situazione patrimoniale -
finanziaria
Crediti commerciali e altri crediti
correnti
1.824 627 34,4 1.307 501 38,3
Altri crediti non correnti 78 78 100,0 213 213 100,0
Altre attività non correnti 137 2 1,5 138 2 1,4
Passività finanziarie a breve
termine
1.351 19 1,4 1.497 18 1,2
Debiti commerciali e altri debiti 1.746 220 12,6 1.264 116 9,2
Altre passività correnti 71 1 1,4 21 2 9,5

L'incidenza delle operazioni con parti correlate sul Conto economico è indicata nella seguente tabella riepilogativa:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Totale Entità
Correlate
Incidenza % Totale Entità
Correlate
Incidenza %
Conto economico
Ricavi della gestione caratteristica 2.470 1.693 68,5 2.419 1.553 64,2
Altri ricavi e proventi 84 36 42,9 82 25 30,5
Acquisti, prestazioni di servizi e
costi diversi
403 38 9,4 390 43 11,0
Proventi finanziari 7 3 42,9 126 123 97,6
Discontinued operation
Ricavi della gestione caratteristica 1.386 796 57,4 1.111 670 60,3
Altri ricavi e proventi 30 10 33,3 23 8 34,8
Acquisti, prestazioni di servizi e
costi diversi
379 18 4,7 369 13 3,5

Le operazioni con parti correlate sono generalmente regolate in base a condizioni di mercato, cioè a condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti.

I principali flussi finanziari con parti correlate(*) sono indicati nella tabella seguente:

(milioni di €) 2015 2016
Ricavi e proventi 2.535 2.256
Costi e oneri (56) (56)
Variazione dei crediti commerciali e altri crediti correnti (54) 102
Variazione delle altre attività correnti (2)
Variazione dei debiti commerciali e altri debiti 23
Variazione delle altre passività correnti 1
Interessi incassati (pagati) 3 120
Flusso di cassa netto da attività operativa 2.450 2.343
Investimenti:
- Attività materiali e immateriali (61)
- Partecipazioni (14)
- Crediti finanziari strumentali all'attività operativa (78)
- Variazione debiti e crediti relativi all'attività di investimento (4)
Flusso di cassa degli investimenti (177)
Disinvestimenti:
Imprese uscite dell'area di consolidamento 1.503
Flusso di cassa netto da attività di investimento (157) 1.326
Crediti finanziari imprese uscite dall'area di consolidamento 1.585
Incremento (decremento) di debiti finanziari a breve termine (1)
Crediti finanziari non strumentali all'attività operativa
Flusso di cassa netto da attività di finanziamento 222 1.584
Totale flussi finanziari verso entità correlate(*) 2.515 5.253

(*) I flussi finanziari si riferiscono sia alle continuing che alle discontinued operations.

L'incidenza dei flussi finanziari con parti correlate è indicata nella tabella seguente:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Totale Entità
Correlate
Incidenza % Totale Entità
Correlate
Incidenza %
Flusso di cassa da attività operativa 2.054 2.450 N.A. 1.627 2.343 N.A.
Flusso di cassa netto da attività di
investimento
(1.283) (157) 12,2 80 1.326 N.A.
Flusso di cassa netto da attività di
finanziamento
(828) 222 (26,8) (1.690) 1.584 N.A.

33. Eventi ed operazioni significative non ricorrenti

Ai sensi della comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293, si precisa che nel corso dell'esercizio non vi sono stati eventi ed operazioni significative di natura non ricorrente.

34. Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali

Ai sensi della comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293, si precisa che nel corso dell'esercizio non vi sono state posizioni o transazioni atipiche e/o inusuali.

35. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio

Salvo quanto illustrato nella Relazione sulla gestione non vi sono fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio.

36. Pubblicazione del bilancio

Il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione, da effettuarsi nei termini di Legge, dal Consiglio di Amministrazione di Snam nella riunione del 6 marzo 2017. Il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato il Presidente e l'Amministratore Delegato ad apportare al bilancio quelle modifiche che risultassero necessarie od opportune per il perfezionamento della forma del documento nel periodo di tempo intercorrente tra il 6 marzo e la data di approvazione da parte dell'Assemblea degli azionisti.

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5 del D.Lgs. n. 58/98 (Testo Unico della Finanza)

  1. I sottoscritti Marco Alverà e Franco Pruzzi, in qualità rispettivamente, di Amministratore Delegato e di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Snam S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

  2. l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

  3. l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell'esercizio 2016.

  4. Le procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2016 sono state definite e la valutazione della loro adeguatezza è stata effettuata sulla base delle norme e metodologie definite in coerenza con il modello Internal Control - Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission che rappresenta un framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.

    1. Si attesta, inoltre, che:
  5. 3.1 Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2016:
    • a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella comunità europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
    • b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
    • c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
  6. 3.2 La Relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

6 marzo 2017

Marco Alverà Franco Pruzzi Chief Executive Officer Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Bilancio di esercizio

Situazione patrimoniale - finanziaria

31.12.2015 31.12.2016
Note Totale di cui verso
parti
correlate
Totale di cui verso
parti
correlate
(in €)
ATTIVITà
Attività correnti
Disponibilità liquide ed equivalenti (6) 670.700 12.433.274
Crediti commerciali e altri crediti (7) 3.275.686.795 3.263.465.160 3.821.321.885 3.806.024.164
Attività per imposte sul reddito correnti (8) 28.516.005 13.360.729
Attività per altre imposte correnti (8) 1.710.737 4.451.729
Altre attività correnti (9) 12.764.991 2.308 11.382.553 2.543
3.319.349.228 3.862.950.170
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari (10) 2.899.945 3.161.396
Attività immateriali (11) 18.256.710 17.245.824
Partecipazioni in imprese controllate, (12) 8.692.473.666 6.093.254.008
collegate e a controllo congiunto
Altri crediti (7) 8.768.846.997 8.768.580 6.634.883.251 6.634.616.887
Attività per imposte anticipate (13) 7.691.351 7.025.128
Altre attività non correnti (9) 25.666.523 320.776 34.891.228 282.943
17.515.835.192 12.790.460.835
TOTALE ATTIVITà 20.835.184.420 16.653.411.006
PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO
Passività correnti
Passività finanziarie a breve termine (14) 1.354.046.030 31.117.974 1.494.066.350 28.263.987
Quote a breve di passività finanziarie a lungo termine (14) 1.377.499.608 855.150.577
Debiti commerciali e altri debiti (15) 131.580.112 68.024.942 139.419.318 48.854.889
Passività per imposte sul reddito correnti (8) 502.522 1.015.917
Passività per altre imposte correnti (8) 35.350.225 1.706.929
Altre passività correnti (16) 3.670.690 3.471.330 1.228.047
2.902.649.187 2.494.830.421
Passività non correnti
Passività finanziarie a lungo termine (14) 11.060.308.137 8.736.518.920
Fondi per rischi e oneri (17) 4.470.718 5.447.197
Fondi per benefici ai dipendenti (18) 19.326.666 12.783.173
Altre passività non correnti (16) 13.296.490 10.147.508
11.097.402.011 8.764.896.798
TOTALE PASSIVITà 14.000.051.198 11.259.727.219
PATRIMONIO NETTO (19)
Capitale sociale 3.696.851.994 2.735.670.476
Riserve 2.313.605.276 1.897.087.867
Utile netto 824.675.952 760.925.445
TOTALE PATRIMONIO NETTO 6.835.133.222 5.393.683.787
TOTALE PASSIVITà E PATRIMONIO NETTO 20.835.184.420 16.653.411.006

Conto Economico

2015 2016
(in €) Note Totale di cui verso
parti correlate
Totale di cui verso
parti correlate
Ricavi (21)
Ricavi della gestione caratteristica 198.388.959 185.656.347 214.812.888 202.368.365
Altri ricavi e proventi 256.697 103.946 557.426 142.319
198.645.656 215.370.314
Costi
Operativi
(22)
Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi (129.024.806) (13.830.606) (156.248.787) (18.038.811)
Costo lavoro (67.864.728) (10.485.403) (78.925.685) (11.023.216)
(196.889.534) (235.174.472)
Ammortamenti e
Sval
utazioni
(23) (5.647.250) (6.940.902)
RISU
LTATO OPERATIVO
(3.891.128) (26.745.059)
(ONERI) PROVENTI F
INANZIARI
(24)
Proventi finanziari 355.817.714 355.515.090 642.797.521 642.725.418
Oneri finanziari (395.413.299) (481.867) (647.677.419) (733.013)
Oneri da strumenti derivati (378.042) (1.100.869)
(39.973.627) (5.980.767)
PROVENTI (ONERI) SU
PARTECIPAZIONI
(25) 875.311.946 805.524.929
Utile prima
delle
Imposte
831.447.191 772.799.103
Imposte sul reddito (26) (6.771.239) (11.873.658)
Utile netto 824.675.952 760.925.445

Prospetto dell'utile complessivo

2015 2016
(milioni di €)
Utile netto 825 761
Altre componenti dell'utile complessivo
Componenti riclassificabili a conto economico:
Variazione fair value derivati di copertura cash flow hedge
(Quota efficace)
1
Effetto fiscale
Totale altre componenti dell'utile complessivo al netto
dell'effetto fiscale
1
Totale utile complessivo dell'esercizio 825 762

Prospetto delle variazioni nelle voci del patrimonio netto

(milioni di €) sociale
Capitale
azioni
(*)
portafoglio
per
negativa
in
Riserva
proprie
azioni
soprapprezzo
Riserva
legale
Riserva
fiscale
flow
strumenti
dell'effetto
cash
derivati
value
netto
fair
finanziari
al
Riserva
hedge
benefici
netto
per
al
fiscale
piani
dipendenti
dell'effetto
per
Riserva
i
per
riserve
Altre
esercizi
ad
relativi
precedenti
Utili
dell'esercizio
Utile
Totale
Saldo al 31 dicembre 2014 (a) 3.697 (5) 1.700 714 (3) (1) (20) 333 470 6.885
tile dell'esercizio 2015 825 825
Totale utile complessivo esercizio
2015 (b)
825 825
Operazioni con gli azionisti
- Riclassifica a riserva legale (25) 25
- Attribuzione dividendo esercizio 2014
(0,25 € per azione)
(72) (333) (470) (875)
Totale operazioni con gli azionisti (c) (97) 25 (333) (470) (875)
Saldo al 31 dicembre 2015
(e=a+b+c)
(Nota 19)
3.697 (5) 1.603 739 (3) (1) (20) 825 6.835

(*) Rinominata a seguito del D.Lgs. 139/15 entrato in vigore in data 1 gennaio 2016.

Prospetto delle variazioni nelle voci del patrimonio netto

(milioni di €) Note sociale
Capitale
proprie
azioni
per
(*)
negativa
portafoglio
Riserva
in
azioni
sovrapprezzo
Riserva
legale
Riserva
hedge
flow
strumenti
fiscale
cash
dell'effetto
derivati
value
fair
finanziari
netto
Riserva
al
dell'effetto
definiti
benefici
netto
a
al
piani
dipendenti
per
Riserva
fiscale
i
per
under
operazioni
control
per
common
Riserva
riserve
Altre
precedenti
esercizi
ad
relativi
Utili
dell'esercizio
netto
Utile
Totale
Saldo al 31 dicembre 2015 (a) (19) 3.697 (5) 1.603 739 (3) (1) (20) 825 6.835
Utile dell'esercizio 2016 761 761
Altre componenti dell'utile
complessivo:
Componenti riclassificabili
a conto economico
- Variazione fair value derivati
di copertura cash flow hedge
1 1
Totale utile complessivo
esercizio 2016 (b)
1 761 762
Operazioni con gli azionisti
- Attribuzione dividendo
esercizio 2015
(0,25 € per azione)
(50) (825) (875)
- Acquisto di azioni proprie (103) (103)
- Effetti della separazione
di Italgas Reti S.p.A.
da Snam S.p.A.
(961) (416) (192) 344 (1.225)
Totale operazioni con
gli azionisti (c)
(961) (103) (466) (192) 344 (825) (2.203)
Altre variazioni di patrimonio
netto
- Riclassifica riserve per
acquisto di azioni proprie
3 (5) 2
Totale altre variazioni
di patrimonio netto (d)
3 (5) 2
Saldo al 31 dicembre 2016
(e=a+b+c)
(19) 2.736 (108) 1.140 547 (2) (1) 344 (25) 2 761 5.394

(*) Rinominata a seguito del D.Lgs. 139/15 entrato in vigore in data 1 gennaio 2016.

Rendiconto finanziario

(milioni di €) Note 2015 2016
Utile netto 825 761
Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operativa:
Ammortamenti (23) 5 7
Svalutazioni di partecipazioni 25
Dividendi e altri proventi da partecipazioni (25) (875) (831)
Interessi attivi (355) (642)
Interessi passivi 372 638
Imposte sul reddito (26) 6 13
Variazioni del capitale di esercizio:
- Crediti commerciali 13 (13)
- Debiti commerciali (6) 20
- Fondi per rischi e oneri 1
- Altre attività e passività 4 (2)
Flusso di cassa del capitale di esercizio 11 6
Variazione fondi per benefici ai dipendenti (2)
Dividendi e altri proventi da partecipazioni incassati 874 831
Interessi incassati 355 640
Interessi pagati (372) (638)
Imposte sul reddito pagate al netto dei crediti d'imposta rimborsati (22)
Flusso di cassa netto da attività operativa 824 808
- di cui verso parti correlate (27) 506 829
Investimenti:
- Immobili, impianti e macchinari (1) (1)
- Attività immateriali (8) (5)
- Partecipazioni (144) (170)
- Crediti finanziari strumentali all'attività operativa (1.173) (2.117)
- Variazione debiti e crediti relativi all'attività di investimento (1) (4)
Flusso di cassa degli investimenti (1.327) (2.297)
Disinvestimenti:
- Partecipazioni (*) 147 1.505
- Crediti finanziari strumentali all'attività operativa 1.449 4.470
Flusso di cassa dei disinvestimenti 1.596 5.975
Flusso di cassa netto da attività di investimento 269 3.678
- di cui verso parti correlate (27) 261 3.850

Rendiconto finanziario

(milioni di €) Note 2015 2016
Assunzione di debiti finanziari a lungo termine 1.167 2.038
Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine (1.618) (4.478)
Incremento (decremento) di debiti finanziari a breve termine 296 140
Decremento (incremento) di crediti finanziari non strumentali
all'attività operativa
(64) (1.197)
(219) (3.497)
Rimborsi di capitale proprio a terzi (103)
Apporti netti di capitale proprio
Dividendi distribuiti ad azionisti Snam (875) (875)
Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (1.094) (4.475)
- di cui verso parti correlate (27) (46) (1.200)
Flusso di cassa netto del periodo (1) 11
isponibilità liquide ed equivalenti all'inizio dell'esercizio (6) 2 1
isponibilità liquide ed equivalenti alla fine dell'esercizio (6) 1 12

(*) L'importo include l'incasso del corrispettivo derivante dalla cessione del 38,87% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. (1.503 milioni di euro). Per maggiori informazioni in merito all'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. si rinvia alla nota n. 21 "Discontinued operations" delle Note al bilancio consolidato.

Note al bilancio di esercizio

Separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A.

In data 7 novembre 2016 ha avuto efficacia l'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale, articolata su diversi passaggi tra loro unitari e contestuali, che ha portato al trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) a favore di Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.). A completamento dell'operazione, Snam S.p.A. detiene una partecipazione di collegamento in Italgas S.p.A., con una quota del 13,5% del capitale sociale della società1 .

L'operazione, si configura come un'operazione posta in essere tra entità "under common control" e, in quanto tale, è esclusa dall'ambito di applicazione dei principi contabili internazionali IFRS 3 "Aggregazioni aziendali" e IFRIC 17 "Distribuzione ai soci di attività non rappresentate da disponibilità liquide". In particolare, si evidenzia che le società partecipanti all'operazione sono controllate, ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10 "Bilancio consolidato", in ultimo dallo stesso soggetto, ovvero da CDP, sia prima sia dopo la realizzazione dell'aggregazione stessa e che tale controllo non è di natura temporanea. Ne consegue che, ai fini del bilancio di esercizio di Snam S.p.A., l'operazione nel suo complesso è rilevata applicando il principio della continuità di valori.

Ai fini del presente bilancio di esercizio, data la natura di Holding di partecipazioni di Snam S.p.A., rileva la circostanza che l'asset oggetto dell'operazione di separazione, rappresentato dalla partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A., non costituisce "attività operative cessate" ai sensi del par. 32 del principio contabile internazionale IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate"2 . Pertanto, i flussi economici e finanziari rilevati nel bilancio di esercizio di Snam S.p.A. riferibili al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016, costituiti essenzialmente dai dividendi distribuiti da Italgas Reti S.p.A. a Snam S.p.A., non sono rappresentati separatamente secondo le disposizioni dell'IFRS 5.

Informazioni societarie

Snam S.p.A. è una holding industriale, quotata alla borsa di Milano. La Società si colloca al vertice del Gruppo Snam e detiene il 100% del capitale sociale delle società operative Snam Rete Gas S.p.A., GNL Italia S.p.A. e Stogit S.p.A. a cui fanno capo, rispettivamente, la gestione e lo sviluppo delle attività di trasporto, rigassificazione e stoccaggio. A partire dal mese di luglio 2014, Snam S.p.A. detiene il 100% del capitale sociale della società Gasrule Insurance Limited, compagnia assicurativa con sede a Dublino. In Europa, Snam opera nei principali mercati attraverso accordi con importanti attori del settore e partecipazioni dirette nel capitale sociale di società. Alla Snam S.p.A. sono altresì attribuiti compiti di indirizzo strategico, direzione e coordinamento nei confronti delle proprie società controllate. L'azionista CDP S.p.A. ha dichiarato, con effetto a partire dal bilancio chiuso al 31.12.2014, la sussistenza di un controllo di fatto nei confronti di Snam S.p.A. ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10 - Bilancio consolidato. Non è stata formalizzata né esercitata alcuna attività di direzione e coordinamento.

Al 31 dicembre 2016, CDP S.p.A. detiene, per il tramite di CDP Reti S.p.A.3 e CDP GAS S.r.l.4 , rispettivamente il 28,98% e l'1,12% del capitale sociale di Snam S.p.A.

1 L'operazione è illustrata in dettaglio alla nota n. 21 "Discontinued operations" delle Note al bilancio consolidato.

2 Secondo tale principio un'attività operativa cessata è "un componente di un'entità che è stato dismesso o classificato come posseduto per la vendita e (a) rappresenta un importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività, (b) fa parte di un unico programma coordinato di dismissione di un importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività ; (c) è una controllata acquisita esclusivamente in funzione di una rivendita".

3 Società posseduta al 59,10% da CDP S.p.A.

4 Società interamente posseduta da CDP S.p.A.

1. Criteri di redazione

Il bilancio di esercizio è redatto secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D. Lgs. 38/2005. Gli IFRS includono anche gli International Accounting Standards (IAS) nonché i documenti interpretativi tuttora in vigore emessi dall'IFRS Interpretation Committee (IFRS IC), inclusi quelli precedentemente emessi dall'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e, ancor prima, dallo Standing Interpretations Committee (SIC). Per semplicità, l'insieme dei suddetti principi e interpretazioni è nel seguito definito con "IFRS" o "Principi Contabili Internazionali".

Il bilancio di esercizio è redatto nella prospettiva della continuità aziendale, nonché applicando il metodo del costo storico, tenendo conto ove appropriato delle rettifiche di valore, con l'eccezione delle voci di bilancio che secondo gli IFRS devono essere rilevate al fair value.

Il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Snam S.p.A. nella riunione del 6 marzo 2017, è sottoposto alla revisione contabile da parte di EY S.p.A.

Il bilancio adotta l'euro quale valuta di presentazione. Gli schemi della Situazione patrimoniale finanziaria e del Conto economico sono presentati in unità di euro, mentre il Prospetto dell'utile complessivo, il Prospetto delle variazioni nelle voci del patrimonio netto ed il Rendiconto finanziario sono presentati in milioni di euro. Le informazioni a commento delle Note al bilancio di esercizio, tenuto conto della rilevanza degli importi, sono espresse in milioni di euro.

2. Criteri di valutazione

I criteri di valutazione sono gli stessi adottati per la redazione della Relazione finanziaria annuale consolidata, cui si rinvia, fatta eccezione per la rilevazione e la valutazione delle partecipazioni in imprese controllate, controllate congiuntamente (joint venture) e collegate, che sono valutate al costo di acquisto. Le entità controllate sono imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare, direttamente o indirettamente, il controllo, così come definito dal principio IFRS 10 - "Bilancio Consolidato". In particolare, il controllo esiste quando l'entità controllante contemporaneamente:

  • � detiene il potere decisionale sull'entità partecipata;
  • � ha il diritto a partecipare o è esposta ai risultati (positivi e negativi) variabili dalla partecipata;
  • � ha la capacità di esercitare il potere sulla partecipata in modo da incidere sull'ammontare dei propri ritorni economici.

L'evidenza del controllo deve essere oggetto di verifica continuativa da parte della Società, finalizzata a individuare tutti i fatti o le circostanze che possano implicare una variazione in uno o più elementi da cui dipende l'esistenza di un rapporto di controllo su una partecipata.

Una joint venture è un joint arrangement nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività nette dell'accordo e, quindi, hanno un'interessenza sul veicolo societario controllato congiuntamente.

Un'entità collegata è una partecipata in cui la partecipante detiene un'influenza notevole, ovvero il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata, senza averne tuttavia il controllo od il controllo congiunto. Si presume che la partecipante abbia un'influenza notevole (a meno che non possa essere dimostrato il contrario) se essa possiede, direttamente o indirettamente tramite società controllate, almeno il 20% dei diritti di voto esercitabili.

Le imprese controllate, le imprese controllate congiuntamente con altri soci, le imprese collegate nonché le altre partecipazioni sono distintamente indicate nell'allegato "Imprese e partecipazioni di Snam S.p.A. al 31 dicembre 2016", che è parte integrante delle presenti note.

In presenza di obiettive evidenze di riduzione di valore, la recuperabilità del valore di iscrizione è verificata confrontando il valore contabile con il valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value (al netto degli oneri di dismissione) e il valore d'uso, determinato adottando i criteri indicati al punto "Riduzioni di valore delle attività immobilizzate non finanziarie" nelle Note al bilancio consolidato. Il valore d'uso è determinato, generalmente, nei limiti della corrispondente frazione del patrimonio netto dell'impresa partecipata desunto dal bilancio consolidato. La quota di pertinenza della partecipante di eventuali perdite della partecipata, eccedente il valore di iscrizione della partecipazione, è rilevata in un apposito fondo nella misura in cui la partecipante è impegnata ad adempiere ad obbligazioni legali o implicite della partecipata, o comunque, a coprirne le perdite. Quando vengono meno i motivi delle svalutazioni effettuate, il valore di iscrizione delle partecipazioni valutate al costo viene ripristinato nei limiti delle svalutazioni effettuate con l'imputazione dell'effetto a conto economico alla voce "Proventi e oneri su partecipazioni".

I dividendi sono rilevati alla data di assunzione della delibera da parte dell'Assemblea, salvo quando non sia ragionevolmente certa la cessione delle azioni prima dello stacco della cedola. I dividendi deliberati da società controllate o joint venture sono imputati a conto economico quando deliberati, anche nel caso in cui derivino dalla distribuzione di riserve di utili generatesi antecedentemente all'acquisizione della partecipazione. La distribuzione di tali riserve di utili rappresenta un evento che fa presumere una perdita di valore e, pertanto, comporta la necessità di verificare la recuperabilità del valore di iscrizione della partecipazione. La distribuzione di una riserva di capitale rappresenta viceversa un rimborso di capitale, senza effetti di natura economica.

3. Schemi di bilancio5

Gli schemi di bilancio adottati nella redazione del bilancio sono coerenti con le disposizioni riportate dallo IAS 1 - "Presentazione del Bilancio" (nel seguito IAS 1). In particolare:

  • � le voci dello schema della Situazione patrimoniale finanziaria sono classificate distinguendo attività e passività secondo il criterio "corrente / non corrente"6 ;
  • � il Prospetto di conto economico è stato predisposto classificando i costi per natura, in quanto tale forma di presentazione è ritenuta più idonea per rappresentare la realtà della Società, ed è in linea con la prassi consolidata delle aziende operanti nei mercati internazionali;
  • � il Prospetto dell'utile complessivo indica il risultato economico integrato dei proventi e oneri che per espressa previsione degli IFRS sono rilevati direttamente a patrimonio netto;
  • � il Prospetto delle variazioni nelle voci di patrimonio netto presenta i proventi (oneri) complessivi dell'esercizio, le operazioni con gli azionisti e le altre variazioni del patrimonio netto;
  • � lo schema di Rendiconto finanziario è definito secondo il metodo "indiretto", rettificando l'utile di esercizio delle componenti di natura non monetaria.

Si ritiene che tali schemi rappresentino adeguatamente la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società.

Si precisa inoltre che, ai sensi della Delibera CONSOB n. 15519 del 28 luglio 2006, all'interno del conto economico sono distintamente identificati, qualora presenti, i proventi e oneri derivanti da operazioni non ricorrenti.

In relazione alla medesima Delibera CONSOB, nei prospetti di bilancio sono evidenziati separatamente

5 Gli schemi di bilancio sono gli stessi adottati nella Relazione finanziaria annuale 2015.

6 Le attività e le passività sono classificate come correnti se: (i) la loro realizzazione/estinzione è prevista nel normale ciclo operativo aziendale o nei dodici mesi successivi alla chiusura dell'esercizio; (ii) sono costituite da disponibilità liquide o disponibilità liquide equivalenti che non presentano vincoli tali da limitarne l'utilizzo nei dodici mesi successivi alla data di chiusura dell'esercizio; o (iii) sono detenute principalmente con finalità di trading. Gli strumenti derivati posti in essere con finalità di trading sono classificati tra le componenti correnti, indipendentemente dalla maturity date. Gli strumenti derivati di copertura sono classificati come correnti quando la loro realizzazione è prevista entro i dodici mesi successivi alla data di chiusura dell'esercizio; differentemente sono classificati tra le componenti non correnti.

i saldi delle posizioni creditorie/debitorie e delle transazioni con parti correlate, ulteriormente descritti nella nota n. 27 "Rapporti con parti correlate".

In ottemperanza allo IAS 1, le informazioni comparative di bilancio si riferiscono, salvo diversa indicazione, all'esercizio precedente.

4. Utilizzo di stime contabili

Con riferimento all'utilizzo di stime contabili si rinvia a quanto indicato alla nota n. 5 "Utilizzo di stime contabili" delle Note al bilancio consolidato.

5. Principi contabili di recente emanazione

Con riferimento ai principi contabili di recente emanazione si rinvia a quanto indicato alla nota n.6 "Principi contabili di recente emanazione" delle Note al bilancio consolidato.

Con specifico riferimento all'applicazione dell'IFRS 15, in considerazione della natura di Holding di Snam S.p.A., le tipologie di ricavi sono riconducibili ai dividendi rivenienti dalle imprese partecipate e alla prestazione di servizi svolti a livello accentrato alle società controllate. Sulla base di tale considerazione e di un'analisi preliminare condotta sui principali contratti in essere, si ritiene che l'applicazione dell'IFRS 15 non produrrà impatti significativi sul bilancio di Snam S.p.A.

6. Disponibilità liquide ed equivalenti

Le disponibilità liquide ed equivalenti, di importo pari a 12 milioni di euro (1 milione di euro al 31 dicembre 2015) riguardano depositi di conto corrente in giacenza presso istituti di credito. Il valore di iscrizione delle disponibilità liquide ed equivalenti approssima il loro fair value. Le stesse non sono soggette a vincoli nel loro utilizzo. Per un'analisi complessiva della situazione finanziaria e dei principali impieghi di cassa dell'esercizio si rimanda al prospetto del Rendiconto finanziario.

7. Crediti commerciali e altri crediti correnti e non correnti

I crediti commerciali e altri crediti correnti di importo pari a 3.821 milioni di euro (3.275 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e gli altri crediti non correnti di importo pari a 6.635 milioni di euro (8.769 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

31.12.2015
31.12.2016
(milioni di €) Correnti Non
correnti
Totale Correnti Non
correnti
Totale
Crediti commerciali 87 87 100 100
Crediti finanziari 3.108 8.769 11.877 3.664 6.635 10.299
- strumentali all'attività operativa 1.196 8.769 9.965 555 6.635 7.190
- non strumentali all'attività
operativa
1.912 1.912 3.109 3.109
Altri crediti 80 80 57 57
3.275 8.769 12.044 3.821 6.635 10.456

I crediti commerciali (100 milioni di euro; 87 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si riferiscono principalmente alla prestazione di servizi resi alle società controllate (52 milioni di euro) e al Gruppo Italgas (30 milioni di euro).

La valutazione al fair value dei crediti commerciali non produce effetti significativi considerato il breve periodo di tempo intercorrente tra il sorgere del credito e la sua scadenza e le condizioni contrattuali. I crediti finanziari strumentali all'attività operativa (7.190 milioni di euro; 9.965 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano essenzialmente i crediti a fronte dei finanziamenti erogati alle società controllate Snam Rete Gas S.p.A. (5.411 milioni di euro) e Stoccaggi Gas Italia S.p.A. (1.566 milioni di euro), e alla società collegata TAP (213 milioni di euro). I crediti finanziari strumentali all'attività operativa con scadenza entro l'esercizio ammontano a 555 milioni di euro (1.196 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e quelli con scadenza oltre l'anno sono pari a 6.635 milioni di euro (8.769 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

Il valore di mercato dei crediti finanziari strumentali all'attività operativa a lungo termine, incluse le relative quote a breve termine, risulta pari a 7.586 milioni di euro (10.483 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

I crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (3.109 milioni di euro; 1.912 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano crediti finanziari a breve termine verso società controllate derivanti dai rapporti di conto corrente, regolati da specifiche convenzioni di tesoreria stipulate tra Snam S.p.A. e le società controllate. I crediti si riferiscono a Snam Rete Gas S.p.A. (2.605 milioni di euro; 1.199 milioni di euro al 31 dicembre 2015), Stogit S.p.A. (473 milioni di euro; 281 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e GNL Italia S.p.A. (31 milioni di euro; 22 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

L'incremento dei crediti finanziari non strumentali all'attività operativa, pari a 1.197 milioni di euro, è dovuto ai maggiori utilizzi netti del conto corrente di tesoreria da parte delle società controllate (+1.606 milioni di euro), i cui effetti sono stati in parte compensati dal rimborso dei crediti finanziari in essere verso il Gruppo Italgas alla data del perfezionamento dell'operazione di separazione da Snam (-574 milioni di euro).

Gli altri crediti (57 milioni di euro; 80 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Crediti per IVA di gruppo 49 31
Crediti IRES per il Consolidato fiscale nazionale 29 18
Altri crediti 2 8
80 57

I crediti per IVA di Gruppo (31 milioni di euro) sono riconducibili interamente a Snam Rete Gas S.p.A. La riduzione, pari a 18 milioni di euro, è principalmente dovuta all'uscita delle società del gruppo Italgas dal regime di IVA di gruppo.

I crediti IRES per il Consolidato fiscale nazionale (18 milioni di euro) riguardano: (i) crediti IRES verso le società del gruppo per 11 milioni di euro (16 milioni di euro al 31 dicembre 2015); (ii) crediti verso l'ex controllante Eni per 7 milioni di euro (13 milioni di euro al 31 dicembre 2015), a fronte dell'istanza di rimborso dell'IRES per la deduzione parziale dell'IRAP relativa ai periodi d'imposta dal 2004 al 2007 (ex articolo 6, Decreto Legge n. 185 del 28 novembre 2008, convertito dalla Legge n. 2 del 28 gennaio 2009) e dal 2007 al 2011 (ex Decreto Legge 201/2011).

Non vi sono crediti in moneta diversa dall'euro. I crediti verso parti correlate sono indicati alla nota n. 27 "Rapporti con parti correlate".

I crediti commerciali sono esigibili entro l'esercizio successivo. I crediti scaduti e non svalutati ammontano a 8 milioni di euro e risultano interamente incassati nel mese di gennaio 2017.

Informazioni specifiche in merito al rischio credito sono fornite nella nota n. 20 "Garanzie, impegni e rischi - Gestione dei rischi finanziari - Rischio credito".

8.Attività/passività per imposte sul reddito correnti e attività/passività per altre imposte correnti

Le attività/passività per imposte sul reddito correnti e le attività/passività per altre imposte correnti si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Attività per imposte sul reddito correnti 28 13
- IRES 16 13
- Crediti per ritenute su dividendi esteri 12
Attività per altre imposte correnti 2 5
- IVA 1 4
- Altre imposte 1 1
30 18
Passività per imposte sul reddito correnti (1) (1)
- IRES (1)
- IRAP (1)
Passività per altre imposte correnti (35) (2)
- IVA (33)
- Ritenute IRPEF su lavoro dipendente (2) (2)
(36) (3)

Le attività per imposte sul reddito correnti, di importo pari a 13 milioni di euro (28 milioni di euro al 31 dicembre 2015), riguarda il credito IRES per maggiori acconti d'imposta versati.

Le passività per altre imposte correnti, pari a 2 milioni di euro (35 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si riferiscono principalmente alle ritenute su redditi da lavoro dipendente (2 milioni di euro). Le imposte di competenza dell'esercizio sono illustrate alla nota n. 26 "Imposte sul reddito", cui si rimanda.

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9.Altre attività correnti e non correnti

Le altre attività correnti, di importo pari a 12 milioni di euro (parimenti al 31 dicembre 2015), e le altre attività non correnti, di importo pari a 35 milioni di euro (26 milioni di euro al 31 dicembre 2015), sono così composte:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Correnti Non
correnti
Totale Correnti Non
correnti
Totale
Valore di mercato degli strumenti
finanziari derivati
3 5 8 5 19 24
Altre attività
- Risconti attivi per costi di
assunzione finanziamenti
9 21 30 6 16 22
- Altri 1 1
12 26 38 12 35 47

Il valore di mercato degli strumenti finanziari derivati in essere al 31 dicembre 2016 è di seguito analizzato:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Correnti Non
correnti
Totale Correnti Non
correnti
Totale
Altre attività 3 5 8 5 19 24
Strumenti finanziari derivati di
copertura fair value hedge
- Fair value strumenti di copertura
sui tassi di interesse
1 5 6 2 16 18
- Ratei attivi su strumenti derivati 2 2 3 3
Strumenti finanziari derivati di
copertura cash flow hedge:
- Fair value strumenti di copertura
sui tassi di cambio
3 3
Altre passività (1) (1)
Strumenti finanziari derivati di
copertura cash flow hedge
- Fair value strumenti di copertura
sui tassi di cambio
(1) (1)

Le attività derivanti dalla valutazione al valore di mercato degli strumenti finanziari derivati di copertura fair value hedge (21 milioni di euro) si riferiscono ad un contratto derivato di Interest Rate Swap (IRS) stipulato nel corso dell'esercizio 2014. L'IRS è utilizzato a copertura dal rischio di oscillazione del fair value di una passività a tasso fisso derivante da un'emissione obbligazionaria a lungo termine di importo pari a 500 milioni di euro. Il prestito, della durata di 8 anni con scadenza 21 aprile 2023, paga una cedola annuale a tasso fisso dell'1,5%. Attraverso l'IRS, la passività a tasso fisso è convertita in un'equivalente passività a tasso variabile con tasso di riferimento pari all'Euribor 12 mesi +0,5645%. Le principali caratteristiche dello strumento derivato in esame sono riepilogate nella seguente tabella:

(milioni di €)
Tipologia
di contratto
derivato
Data di
decorrenza
contratto
Data di
scadenza
contratto (*)
Durata
residua
(anni)
Tasso di
interesse
acquistato
Tasso di
interesse
venduto
Valore
Nominale
31.12.2015
Valore
Nominale
31.12.2016
Valore di
Mercato
31.12.2015
Valore di
Mercato
31.12.2016
Interest
Rate
Swap
22.10.2014 21.04.2023 6,3 Euribor
12 mesi
+ 0,5645%
1,5% 500 500 8 21

(*) A fare data dal 27 gennaio 2017 la suddetta copertura è da considerarsi discontinuata a seguito dell'estinzione dello strumento derivato.

Le attività derivanti dalla valutazione al valore di mercato degli strumenti finanziari derivati di copertura cash flow hedge (3 milioni di euro) si riferiscono ad un contratto derivato di Cross Currency Swap (CCS), stipulato nel corso dell'esercizio 2013. Il CCS è utilizzato a copertura del rischio di oscillazione del tasso di cambio a fronte di un'emissione obbligazionaria a lungo termine di 10 miliardi di Yen giapponesi (JPY). Il prestito, della durata di 6 anni con scadenza 25 ottobre 2019, paga una cedola semestrale a tasso fisso annuo dell'1,115%. Attraverso il CCS, la passività in divisa estera a tasso fisso è convertita in un'equivalente passività in euro a tasso fisso annuo pari al 2,717%.

Le principali caratteristiche dello strumento derivato in esame sono riepilogate nella seguente tabella:

(milioni di €)
Tipologia
di contratto
derivato
Data di
decorrenza
contratto
Data di
scadenza
contratto
Durata
residua
(anni)
Tasso di
cambio JPY/
EUR
Acquistato
Tasso di
cambio JPY/
EUR
Venduto
Valore
Nominale (*)
31.12.2015
Valore
Nominale (*)
31.12.2016
Valore di
Mercato
31.12.2015
Valore di
Mercato
31.12.2016
Cross
Currency
Swap
25.10.2013 25.10.2019 2,8 133,98 138,2 75 75 (1) 3

(*) Pari al controvalore di 10 miliardi di Yen Giapponesi al cambio originario alla data di emissione di 133,98 JPY/€.

Relativamente a tale contratto, la Società concorda con le controparti lo scambio di due flussi di capitale (al momento della sottoscrizione e alla scadenza dello strumento finanziario sottostante) e di flussi di interesse periodici (alle stesse date previste per l'elemento coperto) denominati in divise diverse ad un tasso di cambio prefissato.

Il fair value dei contratti derivati di copertura, nonché la classificazione tra attività/passività correnti o non correnti, sono stati determinati sulla base di modelli di valutazione diffusi in ambito finanziario e dei parametri di mercato alla data di chiusura dell'esercizio.

Le informazioni relative ai rischi oggetto di copertura tramite strumenti finanziari derivati e alle politiche di copertura da tali rischi adottate dalla società sono indicate alla nota n. 20 "Garanzie, impegni e rischi - Gestione dei rischi finanziari - Rischio di tasso di cambio".

La voce "Altre attività" (22 milioni di euro; 30 milioni di euro al 31 dicembre 2015) è essenzialmente costituita da risconti attivi relativi alle Up - Front Fee e all'imposta sostitutiva su linee di credito revolving7 . La quota corrente ammonta a 6 milioni di euro (9 milioni di euro al 31 dicembre 2015) mentre la quota non corrente è di importo pari a 16 milioni di euro (21 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

10. Immobili, impianti e macchinari

Gli immobili, impianti e macchinari, di importo pari a 3 milioni di euro (parimenti al 31 dicembre 2015), presentano la seguente composizione e movimentazione:

31.12.2015
(milioni di €) commerciali
Attrezzature
industriali
e
beni
Altri
acconti
Immobilizzazioni
e
corso
in
Totale
Costo al 31.12.2014 1 5 1 7
Investimenti 1 1
Altre variazioni 1 (2) (1)
Costo al 31.12.2015 1 6 7
Fondo ammortamento al 31.12.2014 (3) (3)
Ammortamenti (1) (1)
Fondo ammortamento al 31.12.2015 (4) (4)
Saldo netto al 31.12.2014 1 2 1 4
Saldo netto al 31.12.2015 1 2 3
31.12.2016
(milioni di €) commerciali
Attrezzature
industriali
e
beni
Altri
acconti
Immobilizzazioni
e
corso
in
Totale
Costo al 31.12.2015 1 6 7
Investimenti 1 1
Costo al 31.12.2016 1 7 8
Fondo ammortamento al 31.12.2015 (4) (4)
Ammortamenti (1) (1)
Fondo ammortamento al 31.12.2016 (5) (5)
Saldo netto al 31.12.2015 1 2 3
Saldo netto al 31.12.2016 1 2 3

7 Le commissioni, da pagarsi una-tantum (Up - Front Fee), così come l'imposta sostitutiva, sono da considerarsi "Costi di transazione" ai sensi dello IAS 39 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione"; i relativi oneri sono ripartiti lungo la durata (vita attesa) dello strumento finanziario.

Gli ammortamenti dell'esercizio, pari a 1 milione di euro, si riferiscono ad ammortamenti economico tecnici determinati sulla base della vita utile dei beni, ovvero sulla loro residua possibilità di utilizzazione da parte dell'impresa e sono iscritti a conto economico tra le componenti del risultato operativo. Sugli immobili, impianti e macchinari della Società non sono costituite garanzie reali. Gli impegni contrattuali per l'acquisizione di immobili, impianti e macchinari, nonché per la prestazione di servizi connessi alla loro realizzazione sono riportati alla nota n. 20 "Garanzie, impegni e rischi".

11.Attività immateriali

Le attività immateriali, di importo pari a 17 milioni di euro (18 milioni di euro al 31 dicembre 2015), presentano la seguente composizione e movimentazione:

31.12.2015
Vita utile definita
(milioni di €) industriale
delle
utilizzazione
dell'ingegno
brevetto
di
di
diritti
Diritti
opere
e
corso
in
Immobilizzazioni
acconti
e
Totale
Costo al 31.12.2014 48 2 50
Investimenti 8 8
Altre variazioni 7 (7)
Costo al 31.12.2015 55 3 58
Fondo ammortamento al 31.12.2014 (36) (36)
Ammortamenti (4) (4)
Fondo ammortamento al 31.12.2015 (40) (40)
Saldo netto al 31.12.2014 12 2 14
Saldo netto al 31.12.2015 15 3 18

31.12.2016

Vita utile definita

(milioni di €) industriale
delle
utilizzazione
dell'ingegno
brevetto
di
di
diritti
Diritti
opere
e
corso
in
Immobilizzazioni
acconti
e
Totale
Costo al 31.12.2015 55 3 58
Investimenti 5 5
Altre variazioni 6 (6)
Costo al 31.12.2016 61 2 63
Fondo ammortamento al 31.12.2015 (40) (40)
Ammortamenti (6) (6)
Fondo ammortamento al 31.12.2016 (46) (46)
Saldo netto al 31.12.2015 15 3 18
Saldo netto al 31.12.2016 15 2 17

I diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno (15 milioni di euro) riguardano sistemi informativi e applicativi.

Gli investimenti (5 milioni di euro) sono riferiti essenzialmente a licenze d'uso software.

Gli ammortamenti dell'esercizio (6 milioni di euro) si riferiscono ad ammortamenti economico - tecnici determinati sulla base della vita utile delle attività immateriali a vita utile definita, ovvero sulla loro residua possibilità di utilizzazione da parte dell'impresa. Non vi sono attività immateriali a vita utile indefinita. Gli ammortamenti sono iscritti a conto economico tra i componenti del risultato operativo. Sulle attività immateriali non sono costituite garanzie reali.

Per informazioni relative agli impegni contrattuali per l'acquisizione di attività immateriali nonché per la prestazione di servizi connessi alla loro realizzazione, si rimanda a quanto indicato alla nota n. 20 "Garanzie, impegni e rischi".

12. Partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto

Le partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto, di importo pari a 6.093 milioni di euro (8.693 milioni di euro al 31 dicembre 2015), presentano la seguente composizione e movimentazione:

(milioni di €) 31.12.2015
al
Saldo
sottoscrizioni
e
Acquisizioni
rimborsi
e
Cessioni
valore
di
Rettifiche
straordinarie
Operazioni
variazioni
Altre
31.12.2016
al
Saldo
Partecipazioni in imprese
controllate
7.496 (2.966) (21) 4.509
Italgas Reti S.p.A.
(precedentemente Italgas
S.p.A.)
2.966 (2.966)
Snam Rete Gas S.p.A. 2.849 2.849
Stogit S.p.A. 1.618 (21) 1.597
GNL Italia S.p.A. 43 43
Gasrule Insurance D.A.C. 20 20
Partecipazioni in imprese a
controllo congiunto
1.067 135 (2) (25) (1) 1.174
TIGF Holding S.A.S. 452 452
Trans Austria Gasleitung GmbH 500 500
GasBridge 1 B.V. e GasBridge
2 B.V.
115 (2) (25) (1) 87
AS Gasinfrastruktur Beteiligung
GmbH
135 135
Partecipazioni in imprese
collegate
130 35 244 1 410
Italgas S.p.A. (precedentemente
ITG Holding S.p.A.)
244 244
Trans Adriatic Pipeline AG 130 35 1 166
8.693 170 (2) (25) (2.722) (21) 6.093

Le acquisizioni e sottoscrizioni (170 milioni di euro) si riferiscono: (i) all'apporto di capitale8 del consorzio AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH (ASG HoldCo) (135 milioni di euro), joint venture a controllo congiunto partecipata da Allianz e Snam con quote azionarie pari rispettivamente al 60% e al 40%; (ii) all'aumento di capitale di TAP, cui Snam è tenuta a partecipare in misura proporzionale alla quota azionaria posseduta, in forza degli accordi sottoscritti in sede di acquisizione della partecipazione (35 milioni di euro).

I rimborsi e cessioni (2 milioni di euro) si riferiscono alla riduzione del costo di iscrizione delle partecipazioni nelle società GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. a fronte della distribuzione di parte della riserva soprapprezzo azioni generatasi in sede di costituzione delle società.

Le rettifiche di valore (25 milioni di euro) si riferiscono alla svalutazione delle partecipazioni in GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. rilevata a seguito della svalutazione della partecipazione da quest'ultime detenuta in Interconnector UK (complessivamente pari al 15,75% del capitale sociale)9 . Le operazioni straordinarie (2.722 milioni di euro) si riferiscono al trasferimento dell'intera partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. a favore di Italgas S.p.A. (2.966 milioni di euro), attraverso un'operazione articolata su diversi passaggi tra loro unitari e contestuali, a completamento della quale Snam S.p.A. detiene una partecipazione di collegamento

8 Tale fattispecie si configura quale riserva di capitale ai sensi dell'articolo 229, par.2, comma 5 del "Austrian Companies Act".

9 Per maggiori informazioni si rinvia alla nota n.14 "Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto" delle Note al bilancio consolidato.

Le altre variazioni (21 milioni di euro) si riferiscono principalmente alla rettifica dell'adeguamento prezzo a favore di Eni, iscritto nel 2010 a fronte di accordi contrattuali con la stessa Eni in sede di acquisizione della partecipazione in Stogit. L'adeguamento fa seguito all'approvazione in via definitiva da parte dell'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) delle tariffe di stoccaggio per l'anno 2015, anno tariffario di riferimento ai fini dell'adeguamento del prezzo contrattuale. L'analisi delle imprese controllate, delle imprese controllate congiuntamente con altri soci e delle imprese collegate, con il raffronto tra il valore netto di iscrizione e la quota di patrimonio netto di spettanza della Società, è indicata nella tabella seguente:

(milioni di €) possesso
di
Quota
(ultimo
netto
Patrimonio
esercizio)
(ultimo
(perdita)
esercizio)
Utile
iscrizione
(A)
di
Netto
31.12.2016
Valore
netto
spettanza
patrimonio
di
31.12.2016
di
Quota
(B)
al
patrimonio
alla
rispetto
(A)
al
valutazione
-
Differenza
(B)
netto
Partecipazioni in imprese controllate 5.698 600 4.509 5.698 1.189
Snam Rete Gas S.p.A. 100% 4.235 436 2.849 4.235 1.386
Stogit S.p.A. 100% 1.380 169 1.597 1.380 (217)
GNL Italia S.p.A. 100% 62 (5) 43 62 19
Gasrule Insurance D.A.C. 100% 21 20 21 1
Partecipazioni in imprese a controllo congiunto 1.886 204 1.174 1.195 21
TIGF Holding S.A.S. 40,50% 1.138 123 452 461 9
Trans Austria Gasleitung GmbH (*) 84,47% 574 101 500 512 12
GasBridge 1 B.V e GasBridge 2 B.V. 50% 174 (20) 87 87
AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH 40% 338 135 135
Partecipazioni in imprese collegate (**) 1.872 (90) 410 304 (106)
9.456 714 6.093 7.197 1.104

(*) La partecipazione detenuta in Trans Austria Gasleitung GmbH (TAG) è valutata in base alla % dei diritti economici posseduti (89,22%).

(**) I valori economici si riferiscono alle partecipazioni in TAP (20%), per l'intero esercizio 2016, e Italgas (13,5%), per il periodo 7.11.2016 - 31.12.2016.

Il maggior valore di iscrizione delle partecipazioni nella società controllata Stogit e nelle società collegate rispetto ai corrispondenti patrimoni netti, pari rispettivamente a 217 milioni di euro 106 milioni di euro, deriva pressoché interamente dall'iscrizione, in sede di perfezionamento dell'operazione di acquisto, delle attività e delle passività delle Società acquisite in continuità di valori contabili. Il valore recuperabile di tali partecipazioni è stimato con riferimento al capitale investito ai fini regolatori (RAB) riconosciuto dall'Autorità, rettificato per la posizione finanziaria netta. Tale valore è superiore al relativo costo di iscrizione. Sulle partecipazioni non sono costituite garanzie reali. Non vi sono ulteriori restrizioni alla loro disponibilità, ad eccezione di quanto stabilito nei contratti di finanziamento.

Le imprese controllate, le imprese controllate congiuntamente con altri soci e le imprese collegate sono

  • 10 L'operazione è illustrata in dettaglio alla Nota n. 21 Discontinued operations" delle Note al bilancio consolidato.
  • 11 Tale partecipazione deriva dal conferimento in natura da parte di Snam S.p.A. a beneficio di Italgas S.p.A. di una partecipazione pari all'8,23% del capitale sociale di Italgas Reti S.p.A.

distintamente indicate nell'allegato "Imprese e partecipazioni di Snam S.p.A. al 31 dicembre 2016" che fa parte integrante delle presenti note.

13.Attività per imposte anticipate

Le attività per imposte anticipate ammontano a 7 milioni di euro (8 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

Le imposte anticipate sono di seguito analizzate in base alla natura delle differenze temporanee:

31.12.2016
(milioni di €) iniziale
Saldo
Accantonamenti Utilizzi variazioni
Altre
finale
Saldo
Attività per Imposte Anticipate (*)
Benefici ai dipendenti 4 1 (2) 1 4
Fondi rischi e oneri e altri accantonamenti
non deducibili
1 1
Altre differenze temporanee 3 (1) 2
8 1 (3) 1 7

(*) Le attività per imposte anticipate si riferiscono principalmente all'IRES (6 milioni di euro).

Le imposte dell'esercizio sono illustrate alla nota n. 26 "Imposte sul reddito".

14. Passività finanziarie a breve termine, passività finanziarie a lungo termine e quote a breve di passività finanziarie a lungo termine

Le passività finanziarie a breve termine di importo pari a 1.494 milioni di euro (1.354 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e le passività finanziarie a lungo termine, comprensive della quota a breve delle passività a lungo termine, di importo pari a 9.592 milioni di euro (12.438 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

31.12.2015 31.12.2016
Passività a lungo termine Passività a lungo termine
(milioni di €) Passività
a breve
termine
termine
breve
a
Quota
Quota a lungo termine con
scadenza entro 5 anni
Quota a lungo termine con
scadenza oltre 5 anni
lungo
a
quota
termine
Totale
Passività
a breve
termine
termine
breve
a
Quota
Quota a lungo termine con
scadenza entro 5 anni
Quota a lungo termine con
scadenza oltre 5 anni
lungo
a
quota
termine
Totale
Finanziamenti
bancari
1.323 22 1.178 1.427 2.605 1.466 221 799 962 1.761
Prestiti
obbligazionari
1.356 4.935 3.520 8.455 634 3.384 3.592 6.976
Altri finanziatori 31 28
1.354 1.378 6.113 4.947 11.060 1.494 855 4.183 4.554 8.737

Passività finanziarie a breve termine

Le passività finanziarie a breve termine, di importo pari a 1.494 milioni di euro (1.354 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono relative principalmente a linee di credito bancarie uncommitted a tasso variabile (1.466 milioni di euro).

L'incremento rispetto al 31 dicembre 2015 (140 milioni di euro) è dovuto principalmente a utilizzi netti di linee di credito bancarie uncommitted (143 milioni di euro).

Il tasso di interesse medio ponderato sulle passività finanziarie a breve termine è pari allo 0,07% (0,05% per l'esercizio 2015).

Non vi sono passività finanziarie a breve termine denominate in valuta diversa dall'euro.

Passività finanziarie a lungo termine e quota a breve di passività finanziarie a lungo termine

Le passività finanziarie a lungo termine, comprensive della quota a breve delle passività a lungo termine, ammontano complessivamente a 9.592 milioni di euro (12.438 milioni di euro al 31 dicembre 2015). L'analisi dei prestiti obbligazionari (7.610 milioni di euro), con indicazione della società emittente, dell'anno di emissione, della valuta, del tasso di interesse medio e della scadenza, è analizzata nella tabella di seguito riportata.

(milioni di €)

Società emittente Emissione
(anno)
Valuta Valore
Nominale
Rettifiche (a) Saldo al
31.12.2016
Tasso (%) Scadenza
(anno)
Euro Medium Term Notes
SNAM S.p.A. (b) 2012 851 23 874 3,875 2018
SNAM S.p.A. (c) 2012 741 5 746 5,25 2022
SNAM S.p.A. (c) (d) 2012 716 21 737 3,5 2020
SNAM S.p.A. (b) (c) 2012 583 25 608 5 2019
SNAM S.p.A. (b) (c) (e) 2013 506 5 511 2,375 2017
SNAM S.p.A. 2013 332 8 340 3,375 2021
SNAM S.p.A. (f) 2013 Yen 81 0 81 1,115 2019
SNAM S.p.A. 2013 70 1 71 2,625 2018
SNAM S.p.A. 2014 426 8 434 3,25 2024
SNAM S.p.A. (g) 2014 500 18 518 Eur 12m +
0,5645
2023
SNAM S.p.A. 2014 265 1 266 1,5 2019
SNAM S.p.A. (b) 2015 592 (49) 543 1,375 2023
SNAM S.p.A. 2015 138 4 142 1,5 2023
SNAM S.p.A. 2016 1.250 (8) 1.242 0,875 2026
SNAM S.p.A. 2016 500 (3) 497 0 2020
7.551 59 7.610

(a) Include aggio/disaggio di emissione, rateo di interesse e adeguamento al fair value del prestito obbligazionario, convertito in tasso variabile attraverso un contratto derivato di copertura Interest Rate Swap (IRS).

(b) Prestiti obbligazionari oggetto dell'operazione di Liability Management 2015.

(c) Prestiti obbligazionari oggetto dell'operazione di Liability Management 2016.

(d) Prestito obbligazionario oggetto di riapertura per un importo incrementale pari a 500 milioni di euro con tasso di interesse e scadenza analoghi al collocamento originario.

(e) Prestito obbligazionario oggetto di riapertura per un importo incrementale pari a 250 milioni di euro con tasso di interesse e scadenza analoghi al collocamento originario.

(f) Prestito obbligazionario di valore nominale pari a 10 miliardi di Yen giapponesi, convertito in euro attraverso un contratto derivato di copertura Cross Currency Swap (CCS). Il valore nominale indicato è ottenuto tramite la conversione in euro al tasso di cambio spot di fine esercizio.

(g) Prestito obbligazionario a tasso fisso, convertito in tasso variabile attraverso un contratto derivato di copertura IRS.

La riduzione dei prestiti obbligazionari rispetto al 31 dicembre 2015, pari a 2.201 milioni di euro, è dovuta principalmente: (i) all'operazione di Liability Management, conclusa a ottobre 2016, che ha comportato il riacquisto sul mercato di prestiti obbligazionari a tasso fisso per un valore nominale complessivo pari a 2,75 miliardi di euro con cedola media pari a 3,3% ed una durata residua pari a circa 3 anni, a fronte di un esborso totale di circa 3,1 miliardi di euro12; (ii) al rimborso di n. 3 bond giunti a naturale scadenza nel mese di gennaio 2016, luglio 2016 e ottobre 2016, per un valore nominale rispettivamente pari a 150 milioni di euro, 700 milioni di euro e 300 milioni di euro. Tale riduzione è stata parzialmente compensata dalle nuove emissioni obbligazionarie effettuate a fronte del finanziamento di parte dell'operazione di Liability Management, relative a n. 2 prestiti obbligazionari a tasso fisso, emessi in data 25 ottobre 2016 per un valore nominale pari rispettivamente a 1.250 milioni di euro e 500 milioni di euro.

12 Per maggiori informazioni sull'operazione si rimanda a quanto indicato nella Relazione sulla gestione al capitolo "Snam nel 2016 - Principali eventi

I debiti per finanziamenti bancari (1.982 milioni di euro) si riferiscono a finanziamenti a scadenza (Term Loan), di cui 1.182 milioni di euro su provvista della Banca europea per gli Investimenti - BEI. Nel corso dell'esercizio 2016 si segnala che nel contesto dell'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A. è stato finalizzato l'accollo liberatorio da Snam S.p.A. a Italgas S.p.A. relativamente a due finanziamenti erogati da BEI a Snam S.p.A. e destinati a finanziare progetti di Italgas S.p.A. del valore nominale complessivamente pari a 424 milioni di euro. L'accollo dei due finanziamenti BEI e i rimborsi netti di finanziamenti bancari Term Loan del valore nominale di 200 milioni di euro, hanno comportato una riduzione complessiva dei debiti per finanziamenti bancari per un valore nominale di 624 milioni di euro. Non vi sono finanziamenti bancari a lungo termine denominati in valuta diversa dall'euro. Il tasso di interesse medio ponderato sui debiti per finanziamenti bancari utilizzati (esclusi i finanziamenti su provvista BEI) è pari allo 0,4%13 (parimenti per l'esercizio 2015). Non risultano inadempimenti di clausole connesse ai contratti di finanziamento. Il valore di mercato dei debiti finanziari a lungo termine, comprensivi della quota a breve termine, ammonta a 10.229 milioni di euro (13.376 milioni al 31 dicembre 2015). Snam dispone di linee di credito committed e uncommitted non utilizzate per un importo pari rispettivamente a 3,2 miliardi di euro e a 1,7 miliardi di euro.

Covenants di natura finanziaria e clausole contrattuali di negative pledge

Al 31 dicembre 2016 Snam ha in essere finanziamenti a medio - lungo termine concessi da un pool di banche nazionali e internazionali, con alcune delle quali ha stipulato anche alcuni finanziamenti bilaterali. Tali finanziamenti a medio - lungo termine sono soggetti, inter alia, ad impegni (covenants) tipici della prassi internazionale di mercato quali, a titolo esemplificativo, clausole di negative pledge, pari passu e change of control.

In particolare, i finanziamenti in pool ed i prestiti bilaterali sono soggetti, inter alia ad un impegno di "negative pledge" ai sensi del quale Snam e le società controllate del gruppo sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci e/o documenti rappresentativi di merci; tale covenant è soggetto a specifiche soglie di rilevanza e ad eccezioni relative a vincoli la cui creazione e/o esistenza è espressamente consentita.

Snam ha inoltre in essere al 31 dicembre 2016 finanziamenti a medio - lungo termine stipulati con la Banca europea per gli investimenti (BEI), per i quali sono previste clausole contrattuali sostanzialmente in linea con quelle sopra esposte. Limitatamente ai finanziamenti BEI è prevista la facoltà del finanziatore di richiedere ulteriori garanzie qualora il credit rating assegnato a Snam sia inferiore al livello BBB (Standard & Poor's / Fitch Ratings Limited) o inferiore a Baa2 (Moody's) per almeno due delle tre agenzie di rating.

Al 31 dicembre 2016 i debiti finanziari di natura bancaria soggetti a queste clausole restrittive ammontano a circa 2 miliardi di euro.

Il mancato rispetto dei covenants previsti per tali finanziamenti, in alcuni casi solo qualora tale mancato rispetto non venga rimediato nei periodi di tempo previsti, nonché il verificarsi di altre fattispecie quali, a titolo esemplificativo, eventi di cross - default, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, determinano ipotesi di inadempimento in capo a Snam e, eventualmente, possono causare l'esigibilità immediata del relativo prestito.

Le obbligazioni, pari a un valore nominale di 7,6 miliardi di euro, riguardano titoli emessi nell'ambito del programma di euro Medium Term Notes. I covenants previsti dal regolamento dei titoli del programma sono quelli tipici della prassi internazionale di mercato e riguardano, inter alia, clausole di negative pledge e di pari passu. In particolare, ai sensi della clausola di negative pledge, Snam e le controllate

13 Esclude l'ammortamento delle Up - Front fee.

rilevanti della stessa sono soggette a limitazioni in merito alla creazione o al mantenimento di vincoli su tutti o parte dei propri beni o sulle proprie entrate per garantire indebitamento, presente o futuro, fatta eccezione per le ipotesi espressamente consentite.

Il mancato rispetto dei covenants previsti, in alcuni casi solo qualora tale mancato rispetto non venga rimediato nei periodi di tempo previsti, nonché il verificarsi di altre fattispecie quali, a titolo esemplificativo, eventi di cross - default, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, determinano ipotesi di inadempimento in capo a Snam e, eventualmente, possono causare l'esigibilità immediata del prestito obbligazionario.

Al 31 dicembre 2016 non sono verificati eventi che comportino il mancato rispetto dei suddetti impegni e covenants contrattuali.

Analisi dell'indebitamento finanziario netto

L'analisi dell'indebitamento finanziario netto con l'evidenza dei rapporti con parti correlate è riportata nella tabella seguente:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Correnti Non
Correnti
Totale Correnti Non
Correnti
Totale
A. Disponibilità liquide ed equivalenti 1 1 12 12
B. Titoli disponibili per la vendita e da mantenere fino alla
scadenza
C. Liquidità (A+B) 1 1 12 12
D. Crediti finanziari non strumentali all'attività
operativa
1.912 1.912 3.109 3.109
E. Passività finanziarie a breve termine verso banche 1.323 1.323 1.466 1.466
F. Passività finanziarie a lungo termine verso banche 22 2.605 2.627 221 1.761 1.982
G. Prestiti obbligazionari 1.356 8.455 9.811 634 6.976 7.610
H. Passività finanziarie a breve termine verso entità cor
relate
31 31 28 28
I. Passività finanziarie a lungo termine verso entità cor
relate
L. Altre passività finanziarie a breve termine
M. Altre passività finanziarie a lungo termine
N. Indebitamento finanziario lordo
(E+F+G+H+I+L+M)
2.732 11.060 13.792 2.349 8.737 11.086
O. Indebitamento finanziario netto (N-C-D
)
819 11.060 11.879 (772) 8.737 7.965

15. Debiti commerciali e altri debiti

I debiti commerciali e altri debiti, di importo pari a 139 milioni di euro (132 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Debiti commerciali 58 78
Debiti per attività di investimento 29 6
Altri debiti 45 55
132 139

I debiti commerciali (78 milioni di euro; 58 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano debiti verso fornitori (71 milioni di euro; 51 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e debiti verso imprese controllate e altre imprese del gruppo (7 milioni di euro; parimenti al 31 dicembre 2015).

La riduzione dei debiti per attività di investimento (23 milioni di euro) è dovuta essenzialmente alla rettifica dell'adeguamento prezzo a favore di Eni, iscritto nel 2010 a fronte di accordi contrattuali con la stessa Eni in sede di acquisizione della partecipazione in Stogit14. L'adeguamento fa seguito all'approvazione in via definitiva da parte dell'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) delle tariffe di stoccaggio per l'anno 2015, anno tariffario di riferimento ai fini dell'adeguamento prezzo contrattuale.

Gli altri debiti (55 milioni di euro; 45 milioni di euro al 31 dicembre 2015) sono di seguito analizzati:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Debiti IRES per Consolidato fiscale nazionale 11 2
IVA di gruppo 4
Altri debiti: 30 53
- Acconti per IVA di gruppo 15 30
- Debiti verso il personale 8 9
- Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale 4 4
- Altri 3 10
45 55

L'incremento degli acconti per IVA di gruppo (15 milioni di euro) si riferisce all'incasso da Snam Rete Gas dell'acconto IVA 2016 versato a Snam nel mese di dicembre. Gli altri debiti (10 milioni di euro) riguardano essenzialmente rapporti derivanti dal trasferimento del personale sorti a valle dell'operazione di separazione da Snam del Gruppo Italgas.

I debiti verso parti correlate sono illustrati alla nota n. 27 "Rapporti con parti correlate". Il valore di iscrizione in bilancio dei debiti commerciali e altri debiti, considerando il limitato intervallo temporale tra il sorgere del debito e la sua scadenza, approssima la relativa valutazione al fair value.

14 Maggiori informazioni sugli impegni assunti sono fornite alla nota n. 20 "Garanzie, impegni e rischi".

16.Altre passività correnti e non correnti

Le altre passività correnti, di importo pari a 3 milioni di euro (parimenti al 31 dicembre 2015), e le altre passività non correnti, di importo pari a 10 milioni di euro (13 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Correnti Non
correnti
Totale Correnti Non
correnti
Totale
Fair value strumenti finanziari derivati 1 1
Altre passività 3 12 15 3 10 13
- Passività per ricavi e proventi anticipati 3 12 15 3 10 13
3 13 16 3 10 13

Le passività per ricavi e proventi anticipati (13 milioni di euro; 15 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano essenzialmente il canone anticipato per la concessione ad un operatore di telecomunicazioni dell'utilizzo di cavi in fibra ottica. La quota corrente ammonta a 2 milioni di euro (parimenti al 31 dicembre 2015) mentre la quota non corrente è di importo pari a 10 milioni di euro (12 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

17. Fondi per rischi e oneri

I fondi per rischi e oneri, di importo pari a 6 milioni di euro (5 milioni di euro al 31 dicembre 2015), sono analizzati nella seguente tabella:

31.12.2015
(milioni di euro) iniziale
Saldo
Accantonamenti utilizzi
a fronte oneri
finale
Saldo
Fondo rischi per contenziosi legali 1 1
Altri fondi rischi e oneri 3 2 (1) 4
4 2 (1) 5
31.12.2016
(milioni di euro) iniziale
Saldo
Accantonamenti utilizzi
a fronte oneri
finale
Saldo
Fondo rischi per contenziosi legali 1 1
Altri fondi rischi e oneri 4 2 (1) 5
5 2 (1) 6

Gli altri fondi ammontano a 5 milioni di euro (4 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano gli oneri sociali correlati ai benefici a lungo termine connessi ai piani di Incentivazione Monetaria Differita (IMD) ed ai piani di Incentivazione monetaria a Lungo Termine (ILT) (3 milioni di euro complessivamente) e il fondo esodi agevolati (2 milioni di euro).

18. Fondi per benefici ai dipendenti

I fondi per benefici ai dipendenti, di importo pari a 12 milioni di euro (19 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato 7 5
Fondo Integrativo sanitario dirigenti aziende dell'Eni (FISDE) 3 2
Altri fondi per benefici ai dipendenti 9 5
19 12

Il TFR (5 milioni di euro; 7 milioni di euro al 31 dicembre 2015), disciplinato dall'art. 2120 del Codice civile, accoglie la stima dell'obbligazione, determinata sulla base di tecniche attuariali, relativa all'ammontare da corrispondere ai dipendenti all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. L'indennità, erogata sotto forma di capitale, è pari alla somma di quote di accantonamento calcolate sulle voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro e rivalutate fino al momento di cessazione dello stesso. Per effetto delle modifiche legislative introdotte a partire dal 1 gennaio 2007, per imprese con più di 50 dipendenti, una quota significativa del trattamento di fine rapporto maturando è classificato come un piano a contributi definiti in quanto l'obbligazione dell'impresa è rappresentata esclusivamente dal versamento dei contributi ai fondi pensione, ovvero all'INPS. La passività relativa al trattamento di fine rapporto antecedente al 1 gennaio 2007 continua a rappresentare un piano a benefici definiti da valutare secondo tecniche attuariali.

Il FISDE (2 milioni di euro; 3 milioni di euro al 31 dicembre 2015), accoglie la stima degli oneri, determinati su basi attuariali, relativi ai contributi da corrispondere al fondo integrativo sanitario a beneficio dei dirigenti in servizio15 e in pensione.

Il FISDE eroga prestazioni sanitarie integrative di tipo economico ai dirigenti del Gruppo Eni16 e ai dirigenti pensionati il cui ultimo rapporto di lavoro sia intercorso con qualifica di dirigente con il Gruppo Eni. Il finanziamento del FISDE avviene tramite il versamento: (i) di contributi versati dalle

  • 15 Per i dirigenti in servizio, i contributi sono calcolati a partire dall'anno in cui il dipendente andrà in pensione e riferiti agli anni di servizio già prestato.
  • 16 A tutt'oggi il fondo eroga le medesime prestazioni ai dirigenti del Gruppo Snam.

aziende aderenti; (ii) di contributi versati dai Soci per se stessi e per il nucleo familiare; (iii) contributi ad hoc per specifiche provvidenze. L'ammontare della passività e del costo assistenziale vengono determinati prendendo a riferimento, quale approssimazione della stima degli oneri di assistenza sanitaria erogati dal fondo, il contributo che l'azienda versa a favore dei pensionati.

Gli altri fondi per benefici ai dipendenti (5 milioni di euro; 9 milioni di euro al 31 dicembre 2015) riguardano principalmente i benefici a lungo termine connessi ai piani di Incentivazione Monetaria Differita (IMD), ai piani di Incentivazione monetaria di Lungo Termine (ILT).

I piani di incentivazione monetaria differita sono attribuiti ai dirigenti che hanno conseguito gli obiettivi prefissati nell'anno precedente a quello di assegnazione e prevedono l'attribuzione di un incentivo base che sarà erogato dopo tre anni in misura variabile in funzione delle performance aziendali conseguite nel corso del triennio successivo al momento dell'assegnazione. Il beneficio è stanziato al momento in cui sorge l'impegno di Snam nei confronti del dipendente. La stima è oggetto di revisione negli esercizi successivi in base alla consuntivazioni realizzate e all'aggiornamento delle previsioni di risultato (superiore o inferiore al target).

I piani di incentivazione di lungo termine, che hanno sostituito le precedenti assegnazioni di stock option, prevedono, dopo tre anni dall'assegnazione, l'erogazione di un beneficio monetario variabile legato ad un parametro di performance aziendali. L'ottenimento del beneficio è legato al raggiungimento di determinati livelli di performance futuri, e condizionato alla permanenza dell'assegnatario nell'impresa nel triennio successivo all'assegnazione (cosiddetto "Vesting period"). Tale beneficio è stanziato pro rata temporis lungo il triennio in funzione delle consuntivazione dei parametri di performance.

I piani di incentivazione monetaria differita e di incentivazione monetaria di lungo termine si qualificano, ai sensi dello IAS 19, come altri benefici a lungo termine.

La composizione e la movimentazione dei fondi per benefici ai dipendenti, valutati applicando tecniche attuariali, è la seguente17:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Fondo
TFR
FISD
E
Altri
fondi
Totale Fondo
TFR
FISD
E
Altri
fondi
Totale
Valore attuale dell'obbligazione all'inizio
dell'esercizio
7 3 9 19 7 3 9 19
Costo corrente 4 4 3 3
Benefici pagati (4) (4) (1) (4) (5)
Effetto aggregazioni aziendali, dismissioni,
trasferimenti
(1) (1) (3) (5)
Valore attuale dell'obbligazione al termine
dell'esercizio
7 3 9 19 5 2 5 12

I costi relativi alle passività per benefici ai dipendenti (3 milioni di euro), valutati utilizzando ipotesi attuariali, sono rilevati a conto economico.

Nel prospetto di seguito riportato sono rappresentate le principali ipotesi attuariali adottate per valutare le passività alla fine dell'esercizio e per determinare il costo dell'esercizio successivo.

17 Nella tabella è altresì riportata la riconciliazione delle passività rilevate nei fondi per benefici ai dipendenti.

2015 2016
Fondo TFR FISD
E
Altri
fondi
Fondo TFR FISD
E
Altri
fondi
Tasso di attualizzazione (%) 1,9 1,9 0,6-1,9 1,2 1,2 0,5-0,8
Tasso di inflazione (%) (*) 1,8 1,8 1,8 1,2 1,2 1,2

(*) Con riferimento agli altri fondi il tasso è riferito ai soli premi di anzianità.

Il tasso di attualizzazione adottato è stato determinato considerando i rendimenti di titoli obbligazionari di aziende primarie (Corporate Bond area Euro e rating AA).

I piani per benefici ai dipendenti rilevati da Snam sono soggetti, in particolare, al rischio di tasso, in quanto una variazione del tasso di attualizzazione potrebbe comportare una variazione significativa della passività.

La sensitivity sul tasso di attualizzazione rappresenta la variazione di valore della passività attuariale che si ottiene con i dati di valutazione di fine anno, variando il tasso di attualizzazione di un certo numero di basis points, ferme restando le altre ipotesi.

Alla data del 31 dicembre 2016 gli effetti derivanti da una modifica ragionevolmente possibile18 relativa al tasso di attualizzazione (variazione del +/-0,5%) non sono significativi.

Il profilo di scadenza delle obbligazioni per piani a benefici per i dipendenti è riportato nella tabella seguente:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Fondo
TFR
FISD
E
Altri
fondi
Totale Fondo
TFR
FISD
E
Altri
fondi
Totale
Entro l'esercizio successivo 4 4 2 2
Entro cinque anni 2 5 7 1 3 4
Oltre cinque e fino a dieci anni 3 3 2 2
Oltre dieci anni 2 3 5 2 2 4
7 3 9 19 5 2 5 12

La durata media ponderata delle obbligazioni per piani a benefici per i dipendenti è di seguito indicata:

2015 2016
Fondo TFR FISD
E
Altri Fondo TFR FISD
E
Altri
Duration media ponderata (anni) 9 22 2 11 22 2

18 Con riferimento al FISDE, eventuali variazioni relative alla mortalità non comportano effetti significativi sulla passività.

19. Patrimonio netto

Il patrimonio netto, di importo pari a 5.394 milioni di euro (6.835 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizza come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Capitale sociale 3.697 2.736
Riserva legale 739 547
Riserva da soprapprezzo azioni 1.603 1.140
Riserva Cash Flow Hedge (3) (2)
Altre riserve (20) (25)
Utili relativi a esercizi precedenti 2
Riserva da remeasurement piani per benefici ai dipendenti (1) (1)
Riserva per operazioni under common control 344
Utile dell'esercizio 825 761
a dedurre
Azioni proprie (5) (108)
6.835 5.394

Di seguito è sintetizzata la descrizione delle componenti del patrimonio netto della società al 31 dicembre 2016.

Capitale sociale

Il capitale sociale al 31 dicembre 2016 risulta costituito da n. 3.500.638.294 azioni prive del valore nominale (parimenti al 31 dicembre 2015), a fronte di un controvalore complessivo pari a 2.735.670.475,56 euro (3.696.851.994,00 euro al 31 dicembre 2015). La riduzione di 961.181.518,44 euro è dovuta agli effetti della scissione parziale e proporzionale di Snam S.p.A. a favore di Italgas S.p.A. tramite assegnazione del 52,90% della partecipazione detenuta da Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A.

Riserva legale

La riserva legale al 31 dicembre 2016 ammonta a 547 milioni di euro (739 milioni di euro al 31 dicembre 2015). Il decremento di 192 milioni di euro si riferisce alla suddetta operazione di scissione.

Riserva da soprapprezzo azioni

La riserva da soprapprezzo azioni al 31 dicembre 2016 ammonta a 1.140 milioni di euro (1.603 milioni di euro al 31 dicembre 2015). La riduzione di 463 milioni di euro si riferisce: (i) alla suddetta operazione di scissione (-416 milioni di euro); (ii) all'utilizzo di parte della riserva a fronte del pagamento agli azionisti del dividendo 2015 (-50 milioni di euro); (iii) alla riclassifica da "Altre riserve" (+3 milioni di euro) a seguito del D. Lgs. 139/15 entrato in vigore dal 1 gennaio 2016.

Riserva fair value strumenti finanziari derivati cash flow hedge

La riserva fair value strumenti finanziari derivati cash flow hedge (-2 milioni di euro al 31 dicembre 2016, -3 milioni di euro al 31 dicembre 2015) accoglie la valutazione al fair value degli strumenti derivati di copertura cash flow hedge relativi ad un contratto di Cross Currency Swap.

Altre riserve

Le altre riserve (-25 milioni di euro al 31 dicembre 2016, -20 milioni di euro al 31 dicembre 2015) si riferiscono: (i) alla riserva (-19 milioni di euro) costituita a fronte del differenziale tra il prezzo di emissione delle n. 119.000.000 di azioni emesse a fronte dell'operazione di acquisizione di TAG così come determinato dal Consiglio di Amministrazione di Snam in data 17 dicembre 2014 (4,218 euro), ed il prezzo delle azioni al 19 dicembre 2014, data del closing dell'operazione (4,056 euro); (ii) alla riserva indisponibile per applicazione IFRS (-3 milioni di euro); (iii) alla riserva derivante da compravendite di rami d'azienda effettuate tra società under common control (-3 milioni di euro). Il decremento delle altre riserve (-5 milioni di euro) è dovuto all'applicazione del D. Lgs. 139/15 entrato in vigore dal 1 gennaio 2016.

Riserva da remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti

La riserva per remeasurement piani per benefici ai dipendenti al 31 dicembre 2016 (-1 milione di euro; parimenti al 31 dicembre 2015) accoglie le perdite attuariali, al netto del relativo effetto fiscale, iscritte nelle altre componenti dell'Utile complessivo, ai sensi di quanto previsto dallo IAS 19.

Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio19

La riserva negativa per azioni proprie in portafoglio, iscritta a riduzione del patrimonio netto, di importo pari a 108 milioni di euro (5 milioni di euro al 31 dicembre 2015), ammontano a n. 29.905.180 azioni proprie, pari allo 0,85% del capitale sociale. Il valore di mercato delle azioni proprie al 31 dicembre 2016 ammonta a circa 117 milioni di euro 20. A tale data tutti i diritti di stock option sono stati esercitati, pertanto non residuano azioni proprie impegnate a fronte dei suddetti piani. L'incremento pari a 103 milioni di euro fa seguito alla decisione dell'Assemblea degli azionisti che, in data 1 agosto 2016, ha autorizzato il Consiglio di Amministrazione, ai sensi degli articoli 2357 comma 3 e 2357-ter del Codice civile, ad acquistare, in una o più volte, sul Mercato Telematico Azionario gestito dalla Borsa Italiana S.p.A. entro 48 mesi dalla data della scissione parziale e proporzionale di Snam fino a massime n. 121.395.090 azioni ordinarie Snam sino al limite massimo pari al 3,5% del capitale sociale sottoscritto e liberato.

Alla data del 2 marzo 2017 Snam S.p.A. ha acquistato complessivamente n. 64.046.725 azioni proprie, pari a 1,83% del capitale sociale, per un costo complessivamente pari a 233.081.796,89 milioni di euro.

Utili relativi ad esercizi precedenti

Gli utili relativi ad esercizi precedenti si riferiscono alla riclassifica da "Altre riserve" (+2 milioni di euro) a seguito del D. Lgs. 139/15 entrato in vigore in data 1 gennaio 2016.

Riserva per operazioni under common control

La riserva per operazioni under common control (344 milioni di euro) è stata iscritta a seguito della vendita da parte di Snam S.p.A a Italgas S.p.A. del 38,87% della partecipazione in Italgas Reti S.p.A. la riserva è pari alla differenza tra il corrispettivo della vendita (1.503 milioni di euro) e il valore di iscrizione della partecipazione.

Dividendi

L'Assemblea ordinaria degli azionisti di Snam S.p.A. ha deliberato il 27 aprile 2016 la distribuzione del dividendo ordinario 2015 di 0,25 euro per azione; il dividendo (875 milioni di euro) è stato messo in pagamento a partire dal 23 maggio 2016, con stacco cedola fissato il 23 maggio 2016 e record date il 24 maggio 2016.

19 Rinominata a seguito del D. Lgs. 139/15 entrato in vigore in data 1 gennaio 2016.

20 Calcolato moltiplicando il numero delle azioni proprie per il prezzo ufficiale del titolo al 31 dicembre 2016 (3,92 euro per azione).

Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 6 marzo 2017, ha proposto all'Assemblea degli Azionisti convocata per l'11 aprile 2017, la distribuzione di un dividendo ordinario di 0,21 euro per azione. Il dividendo sarà messo in pagamento a partire dal 24 maggio 2017 con stacco cedola il 22 maggio 2017 e record date 23 maggio 2017.

Analisi del patrimonio netto per origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità

(milioni di €) Importo
31.12.2016
Possibilità di
utilizzazione
Quota disponibile
A) CAPITALE SOCIALE 2.736
Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio (108)
B) RISERVE D
I CAPITALE
Riserva soprapprezzo azioni 1.140 A,B,C 1.140
Riserva legale 468 B 468
Riserva da conferimento (19)
C) RISERVE D
I U
TILE
Riserva legale 79 B 79
Utili relativi a esercizi precedenti 2 A,B,C 2
Riserva da rami d'azienda (3)
Riserva cash flow hedge (2)
Riserve indisponibili per applicazione IFRS (3)
Riserva per remeasurement piani per benefici definiti - IAS 19 (1)
Riserva per operazioni under common control 344 A,B,C 344
2.033
Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio (108)
Quota disponibile 1.925
Quota non distribuibile 547
Residuo quota distribuibile 1.378

(*) La riserva soprapprezzo azioni è interamente distribuibile in quanto la riserva legale ha raggiunto l'ammontare di un quinto del capitale sociale.

A Disponibile per aumento capitale sociale.

B Disponibile per copertura perdite.

C Disponibile per la distribuzione ai soci.

Al 31 dicembre 2016 l'ammontare delle riserve che in caso di distribuzione concorrono a formare il reddito imponibile ai fini IRES e IRAP è pari a 1 milione di euro, corrispondente all'importo residuo delle deduzioni extracontabili effettuate ai fini fiscali, al netto della relativa fiscalità differita, cosiddetto "vincolo di massa" di cui all'art. 109, comma 4, lettera b) del D.P.R. n. 917/86 e successive modifiche ed integrazioni.

Le garanzie, impegni e rischi, di importo pari a 1.125 milioni di euro (257 milioni di euro al 31 dicembre 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 31.12.2015 31.12.2016
Garanzie prestate nell'interesse: 123 130
- di imprese controllate 123 38
- di entità collegate 92
Impegni 134 995
Impegni in imprese collegate 776
Impegni per l'acquisto di beni e servizi 129 218
Altri 5 1
257 1.125

Garanzie

Le garanzie prestate nell'interesse di imprese controllate (38 milioni di euro) si riferiscono a manleve rilasciate a favore di istituti bancari a fronte di garanzie emesse principalmente per buona esecuzione lavori (33 milioni di euro).

Le garanzie prestate nell'interesse di imprese collegate (92 milioni di euro) si riferiscono essenzialmente a manleve rilasciate a favore delle società del Gruppo Italgas per partecipazioni e affidamenti relativi al servizio di distribuzione del gas naturale (63 milioni di euro) e per buona esecuzione lavori (24 milioni di euro).

Impegni

Gli impegni in imprese collegate (776 milioni di euro) si riferiscono all'impegno assunto da Snam S.p.A. nei confronti della società TAP in qualità di socio responsabile del finanziamento del progetto in ragione della quota azionaria posseduta. L'impegno complessivo di Snam S.p.A. al 31 dicembre 2016, assunto con riferimento alla stima del costo dell'intero progetto approvata da TAP nel 2016, ammonta a circa 0,8 miliardi di euro. Nel corso del 2016 Snam ha versato complessivamente 0,3 miliardi di euro, inclusi gli importi riconosciuti in sede di closing dell'operazione di acquisizione della società, di cui 0,1 miliardi di euro con riferimento al suddetto impegno. Va tuttavia precisato che in caso di finalizzazione degli accordi sul finanziamento verso il mercato del costo del progetto, saranno definite eventuali garanzie sui finanziamenti, con conseguentemente riduzione dell'ammontare dell'impegno complessivo, oltreché le modalità del rimborso dei finanziamenti erogati dai soci.

Gli impegni assunti con fornitori per l'acquisto di attività materiali e la fornitura di servizi per l'acquisto di immobili, impianti, macchinari e attività immateriali in corso di realizzazione ammontano a 218 milioni di euro (129 milioni di euro al 31 dicembre 2015).

GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI

Premessa

Nell'ambito dei rischi d'impresa, i principali rischi finanziari identificati, monitorati, e, per quanto di seguito specificato, gestiti da Snam, sono i seguenti:

  • n il rischio derivante dall'esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse e dei tassi di cambio;
  • n il rischio di credito derivante dalla possibilità di default di una controparte;
  • n il rischio liquidità derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni a breve termine;
  • n il rischio rating;
  • n il rischio di default e covenant sul debito.

Di seguito sono descritte le politiche e i principi di Snam per la gestione e il controllo dei rischi derivanti da strumenti finanziari sopra elencati. In accordo con le informazioni da indicare ai sensi dell'IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative", sono altresì illustrati la natura e l'entità dei rischi risultanti da tali strumenti.

Con riferimento agli altri rischi che caratterizzano la gestione (il rischio di variazione del prezzo del gas naturale, i rischi operativi e i rischi specifici dei settori in cui Snam opera) si rinvia a quanto indicato nella Relazione sulla gestione al capitolo "Fattori di incertezza e gestione dei rischi".

Rischio di variazione dei tassi di interesse

Le oscillazioni dei tassi di interesse influiscono sul valore di mercato delle attività e delle passività finanziarie dell'impresa e sul livello degli oneri finanziari netti. L'obiettivo di Snam è l'ottimizzazione del rischio di tasso d'interesse nel perseguimento degli obiettivi definiti e approvati nel piano finanziario. La società adotta un modello organizzativo di funzionamento di tipo accentrato. Le strutture di Snam, in funzione di tale modello, assicurano la copertura dei fabbisogni, tramite l'accesso ai mercati finanziari, e l'impiego dei fondi, in coerenza con gli obiettivi approvati, garantendo il mantenimento del profilo di rischio entro i limiti definiti.

La composizione dell'indebitamento finanziario lordo tra indebitamento a tasso fisso e indebitamento a tasso variabile al 31 dicembre 2016, in comparazione al 31 dicembre 2015, è analizzata nella seguente tabella:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Valore % Valore %
A tasso fisso 8.855 64% 7.092 64%
A tasso variabile 4.937 36% 3.994 36%
13.792 100% 11.086 100%

Al 31 dicembre 2016 Snam utilizza risorse finanziarie esterne nelle forme di prestiti obbligazionari e contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori, sotto forma di debiti finanziari a medio - lungo termine e linee di credito bancarie a tassi di interesse indicizzati sui tassi di riferimento del mercato, in particolare l'Europe Interbank Offered Rate (Euribor) e a tasso fisso. L'esposizione al rischio di variazione dei tassi di interesse al 31 dicembre 2016 è pari a circa il 36% dell'esposizione totale della Società (parimenti al 31 dicembre 2015).

Al 31 dicembre 2016 Snam ha in essere un contratto derivato di Interest Rate Swap (IRS), riferito ad

un prestito obbligazionario a tasso fisso di ammontare pari a 500 milioni di euro con scadenza 2023. Il contratto derivato di IRS è utilizzato per convertire il prestito a tasso fisso in prestito a tasso variabile21. La composizione dei crediti di natura finanziaria concessi da Snam S.p.A. alle società controllate e a controllo congiunto tra tasso fisso e tasso variabile è illustrata di seguito:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Valore % Valore %
A tasso fisso 7.961 67% 5.795 56%
A tasso variabile 3.916 33% 4.504 44%
11.877 100% 10.299 100%

Snam S.p.A. applica ai finanziamenti concessi alle società controllate le medesime condizioni contrattuali previste dai finanziamenti stipulati con le Banche nonché dai prestiti obbligazionari collocati sul mercato. L'esposizione netta al rischio di variazione dei tassi di interesse al 31 dicembre 2016 in capo alla Snam S.p.A. risulta pertanto ammontare a circa 0,6 miliardi di euro. Gli impatti sul patrimonio netto e sul risultato netto d'esercizio al 31 dicembre 2016 di un'ipotetica variazione positiva e negativa del 10% dei tassi di interesse effettivamente applicati nel corso dell'esercizio risultano di importo inferiore al milione.

Rischio di tasso di cambio

L'esposizione di Snam al rischio di variazioni dei tassi di cambio è relativa al rischio di cambio sia di tipo "transattivo" (Transaction Risk) che di tipo "traslativo" (Translation Risk). Il rischio di cambio "transattivo" è generato dalla conversione di crediti (debiti) commerciali o finanziari in valuta diversa da quella funzionale ed è riconducibile all'impatto di fluttuazioni sfavorevoli dei tassi di cambio tra il momento in cui si genera la transazione e il momento del suo perfezionamento (incasso/pagamento). Il rischio di cambio traslativo è rappresentato da fluttuazioni dei tassi di cambio di valute diverse rispetto alla valuta di consolidamento (Euro) che possono comportare variazioni nel patrimonio netto consolidato. L'obiettivo del Risk Management di Snam è la minimizzazione del rischio di cambio transattivo, anche attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari derivati. Non si può escludere che future variazioni significative dei tassi di cambio possano produrre effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Snam indipendentemente dalle politiche di copertura del rischio derivante dalle oscillazioni dei tassi di cambio mediante gli strumenti finanziari disponibili sul mercato messe in essere da Snam. Al 31 dicembre 2016 Snam ha in essere poste in valuta riferibili essenzialmente ad un prestito obbligazionario di ammontare pari a 10 miliardi di Yen giapponesi con scadenza nel 2019, per un controvalore alla data di emissione di circa 75 milioni di euro, interamente convertito in euro attraverso un contratto derivato di copertura Cross Currency Swap (CCS), con nozionale e scadenze speculari rispetto all'elemento coperto. Tale contratto è stato designato come contratto di copertura cash flow hedge. Snam non detiene contratti derivati su valute con finalità speculative.

Gli impatti sul patrimonio netto e sul risultato netto d'esercizio al 31 dicembre 2015 ipotizzando un'ipotetica variazione del +/-10% dei tassi di cambio euro/Yen Giapponesi effettivamente applicati nel corso dell'esercizio risultano inferiori al milione.

Si specifica che la variazione del tasso di cambio non ha effetti sul risultato di periodo in quanto gli effetti derivanti da tale variazione sono neutralizzati dagli effetti prodotti dal contratto derivato di copertura.

21 A far data dal 27 gennaio 2017 la suddetta copertura è da considerarsi discontinuata a seguito dell'estinzione dello strumento derivato.

Rischio credito

Il rischio credito rappresenta l'esposizione della società a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti. Il mancato o ritardato pagamento dei corrispettivi dovuti potrebbe incidere negativamente sui risultati economici e sull'equilibrio finanziario di Snam S.p.A.

Snam S.p.A. presta i propri servizi sostanzialmente alle società del gruppo. Non può essere escluso, tuttavia, che Snam S.p.A. possa incorrere in passività e/o perdite derivanti dal mancato adempimento di obbligazioni di pagamento dei propri clienti, tenuto conto dell'attuale congiuntura economico finanziaria che rende l'attività di incasso crediti più complessa.

La massima esposizione al rischio di credito per Snam al 31 dicembre 2016 è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie esposte in bilancio. Alla medesima data sono presenti saldi scaduti e non svalutati di importo pari a 8 milioni di euro che risultano interamente incassati nel mese di gennaio 2017.

Al 31 dicembre 2016 non si evidenziano significativi rischi di credito. Circa l'88% dei crediti commerciali è riferito a società del gruppo.

Rischio liquidità

Il rischio liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell'incapacità di reperire nuovi fondi (funding liquidity risk) o di liquidare attività sul mercato (asset liquidity risk), l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento determinando un impatto sul risultato economico nel caso in cui l'impresa sia costretta a sostenere costi addizionali per fronteggiare i propri impegni o, come estrema conseguenza, una situazione di insolvibilità che pone a rischio l'attività aziendale.

L'obiettivo di Risk Management di Snam è quello di porre in essere, nell'ambito del piano finanziario, una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business, garantisca un livello di liquidità adeguato per il Gruppo, minimizzando il relativo costo opportunità e mantenga un equilibrio in termini di durata e di composizione del debito.

Snam S.p.A. gestisce a livello centralizzato la tesoreria del Gruppo, pertanto il rischio di liquidità cui è soggetta è strettamente correlato a quelli che incidono sul Gruppo nel suo insieme.

Snam S.p.A. ha adottato una serie di politiche e di processi volti ad ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie, riducendo il rischio di liquidità, in particolare:

  • � gestione accentrata dei flussi di incasso e pagamento (sistemi di cash management);
  • � monitoraggio delle condizioni prospettiche di liquidità in relazione al processo di pianificazione aziendale;
  • � ottenimento di linee di credito adeguate;
  • � diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie e presenza continuativa e attiva sul mercato dei capitali.

Come evidenziato nel paragrafo "Rischio di variazione dei tassi di interesse", la Società ha avuto accesso ad una ampia gamma di fonti di finanziamento attraverso il sistema creditizio ed i mercati dei capitali (contratti bilaterali, finanziamenti in pool con primarie banche nazionali e internazionali, contratti di finanziamento su provvista della Banca Europea per gli Investimenti - BEI e prestiti obbligazionari). Snam ha come obiettivo il progressivo raggiungimento di una struttura di debito equilibrata, in termini di composizione tra prestiti obbligazionari e credito bancario e di disponibilità di linee di credito bancario committed utilizzabili, in linea con il profilo di business e il contesto regolatorio in cui Snam opera.

Al 31 dicembre 2016 Snam dispone di linee di credito a lungo termine committed non utilizzate per un importo pari a circa 3,2 miliardi di euro. In aggiunta, alla stessa data, Snam dispone di un programma

Euro Medium Term Notes (EMTN), per un controvalore nominale massimo complessivo di 10 miliardi, utilizzato per circa 7,5 miliardi di euro al 31 dicembre 2016. Sulla base dei prestiti obbligazionari in essere al 31 dicembre 2016, il rinnovo del Programma consente l'emissione, entro il 30 settembre 2017, di prestiti obbligazionari per un importo massimo di 2,5 miliardi di euro22, da collocare presso investitori istituzionali operanti principalmente in Europa.

L'obiettivo di risk management di Snam è quello di porre in essere, nell'ambito del piano finanziario, una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business, garantisca un livello di liquidità adeguato per il Gruppo, minimizzando il relativo costo opportunità e mantenga un equilibrio in termini di durata e di composizione del debito.

Rischio rating

Con riferimento al rischio rating, il long term rating di Snam è pari a: (i) Baa1, confermato in data 19 dicembre 2016 da Moody's Investors Services Ltd ("Moody's"), riducendo l'outlook da stabile a negativo a seguito di una identica azione sul rating della Repubblica italiana (che è passato da Baa2 con outlook stabile a Baa2 con outlook negativo) avvenuta in data 7 dicembre 2016; (ii) BBB con outlook stabile, confermato in data 29 novembre 2016 da Standard & Poor's Rating Services ("S&P"); (iii) BBB+ con outlook stabile, confermato in data 29 luglio 2016 da Fitch Ratings ("Fitch"). Il rating a lungo termine di Snam per Moody's e Standard & Poor's si posiziona un notch sopra quello della Repubblica Italiana. Sulla base della metodologia adottata dalle stesse agenzie di rating, il downgrade di un notch dell'attuale rating della Repubblica Italiana innesterebbe un probabile corrispondente aggiustamento al ribasso dell'attuale rating di Snam.

Le attuali valutazioni di merito di credito delle agenzie di rating incorporano la separazione di Italgas da Snam.

A questo proposito si segnala, infatti, che a seguito dell'annuncio al mercato dell'operazione di separazione di Italgas da Snam, in data 29 giugno 2016 l'agenzia di rating Fitch ha confermato il rating BBB+ con outlook stabile, Moody's ha confermato il rating di Baa1, con outlook stabile e S&P ha confermato il rating di BBB con outlook stabile. I principali elementi che hanno determinato la conferma del rating sono: (i) il miglioramento delle metriche di credito immediatamente a valle dell'Operazione, (ii) il confermato focus di Snam sul business regolato in Italia, considerato come stabile e favorevole e con minima esposizione dei risultati alla volatilità dei volumi di gas trasportato e (iii) la resilienza delle metriche finanziarie anche in scenari di stress test caratterizzati da una riduzione del rendimento regolatorio.

Eventuali riduzioni del rating assegnato al Gruppo Snam potrebbero costituire una limitazione alla possibilità di accesso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta e/o del rifinanziamento dell'indebitamento in essere con conseguenti effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam.

Rischio di default e covenant sul debito

Il rischio di default consiste nella possibilità che al verificarsi di precise circostanze, il soggetto finanziatore possa attivare protezioni contrattuali che possono arrivare fino al rimborso anticipato del finanziamento, generando così un potenziale rischio di liquidità.

Al 31 dicembre 2016 Snam ha in essere contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori non assistiti da garanzie reali. Una parte di tali contratti prevede, inter alia, il rispetto di impegni tipici della prassi internazionale, di cui alcuni soggetti a specifiche soglie di rilevanza, quali ad esempio: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Snam e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli

22 Considerando anche le ulteriori emissioni obbligazionarie effettuate nei mesi di gennaio e febbraio 2017, per un valore nominale complessivamente pari 800 milioni di euro, il Programma consente l'emissione di prestiti obbligazionari per un importo massimo di 1,7 miliardi di euro.

su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare; (iv) limiti all'indebitamento delle società controllate.

I prestiti obbligazionari emessi da Snam al 31 dicembre 2016 nell'ambito del programma di euro Medium Term Notes, prevedono il rispetto di covenants tipici della prassi internazionale di mercato che riguardano, inter alia, clausole di negative pledge e di pari passu.

Il mancato rispetto di tali covenants, nonché il verificarsi di altre fattispecie, come ad esempio eventi di cross - default, possono determinare ipotesi di inadempimento in capo a Snam e, eventualmente, possono causare l'esigibilità anticipata del relativo prestito. Limitatamente ai finanziamenti BEI è prevista la facoltà del finanziatore di richiedere ulteriori garanzie qualora il rating di Snam sia inferiore al livello BBB (Standard & Poor's / Fitch Ratings Limited) o inferiore a Baa2 (Moody's) per almeno due delle tre agenzie di rating.

Il verificarsi di uno o più degli scenari di cui sopra, potrebbe avere effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Snam, determinando costi addizionali e/o problemi di liquidità. Tra tali impegni non sono presenti covenants che prevedano il rispetto di ratio di natura economica e/o finanziaria.

Con specifico riferimento ai covenants che rilevano nel contesto dell'operazione di separazione di Italgas Reti da Snam, si segnala che, alla data del presente documento, i consensi rilasciati dagli istituti finanziatori e da BEI sono divenuti efficaci e, in relazione ai prestiti obbligazionari, emessi nell'ambito nel programma Euro Medium Term Notes, Snam ha ottenuto l'approvazione da parte degli obbligazionisti. Inoltre è stato finalizzato l'accollo liberatorio per Snam relativamente a due finanziamenti erogati da BEI a Snam e destinati a finanziare progetti di Italgas.

Pagamenti futuri a fronte di passività finanziarie

Nella seguente tabella si riporta il piano dei rimborsi contrattualmente previsti relativi ai debiti finanziari compresi i pagamenti per interessi:

Scadenza
(milioni di €) Saldo al
31.12.2015
Saldo al
31.12.2016
Quota
entro
12 mesi
Quota
oltre 12
mesi
2018 2019 2020 2021 Oltre
Passività finanziarie
Finanziamenti bancari 3.948 3.447 1.686 1.761 24 643 50 82 962
Prestiti obbligazionari (*) 9.695 7.545 505 7.040 922 922 1.216 332 3.648
Altri finanziatori 31 28 28
Interessi su finanziamenti (*) 1.632 977 201 776 197 148 120 96 215
15.306 11.997 2.420 9.577 1.143 1.713 1.386 510 4.825

(*) I pagamenti futuri includono il flusso di cassa generato dai contratti derivati di copertura (CCS e IRS).

Altre informazioni sugli strumenti finanziari

Con riferimento alle categorie previste dallo IAS 39 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione" si precisa che Snam non detiene né attività finanziarie detenute fino alla scadenza, né disponibili per la vendita, né possedute per la negoziazione. Di conseguenza le attività e le passività finanziarie rientrano integralmente nella categoria degli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato.

Il valore di iscrizione degli strumenti finanziari e i relativi effetti economici e patrimoniali si analizzano come segue:

Valore di iscrizione Proventi / Oneri rilevati
a conto economico
Proventi / Oneri rilevati
a patrimonio netto (a)
(milioni di €) Saldo al
31.12.2015
Saldo al
31.12.2016
2015 2016 2015 2016
Strumenti finanziari valutati al
costo ammortizzato
- Crediti commerciali e altri crediti 89 108
- Crediti finanziari (b) 11.877 10.299 355 523
- Debiti commerciali e altri debiti (102) (107)
- Debiti finanziari (b) 13.792 11.086 (395) 647
Strumenti finanziari valutati al
fair value
Attività (Passività) nette per con
tratti derivati di copertura (b)
7 24 1 1
Adeguamento crediti finanziari
verso Gruppo Italgas
119

(a) Al netto dell'effetto fiscale.

(b) Gli effetti a conto economico sono rilevati nella voce "Proventi/(Oneri) finanziari".

Valore di mercato degli strumenti finanziari

Di seguito è indicata la classificazione delle attività e passività finanziarie, valutate al fair value nello schema della situazione patrimoniale - finanziaria secondo la gerarchia del fair value definita in funzione della significatività degli input utilizzati nel processo di valutazione. In particolare, a seconda delle caratteristiche degli input utilizzati per la valutazione, la gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:

  • nlivello 1: prezzi quotati (e non oggetto di modifica) su mercati attivi per le stesse attività o passività finanziarie;
  • nlivello 2: valutazioni effettuate sulla base di input, differenti dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che, per le attività/passività oggetto di valutazione, sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (in quanto derivati dai prezzi);
  • nlivello 3: input non basati su dati di mercato osservabili.

In relazione a quanto sopra, la classificazione delle attività e delle passività valutate al fair value nello schema della situazione patrimoniale - finanziaria secondo la gerarchia del fair value ha riguardato gli strumenti finanziari derivati al 31 dicembre 2015 classificati a livello 2 ed iscritti alla nota n. 9 "Altre attività correnti e non correnti" (24 milioni di euro).

Contenziosi e altri provvedimenti

Snam è parte in procedimenti civili, amministrativi e penali e in azioni legali collegate al normale svolgimento delle sue attività. Sulla base delle informazioni attualmente a disposizione, e tenuto conto dei rischi esistenti, Snam ritiene che tali procedimenti e azioni non determineranno effetti negativi rilevanti sul proprio bilancio.

Regolamentazione in materia ambientale

Si veda la nota n. 23 "Garanzie, impegni e rischi - Regolamentazione in materia ambientale" delle Note al bilancio consolidato.

Altri impegni e rischi

Gli altri impegni e rischi non valorizzati sono i seguenti:

Impegni derivanti dal contratto di acquisto da Eni di Italgas e Stogit

Il prezzo determinato per l'acquisizione di Italgas e Stogit è soggetto a meccanismi di aggiustamento sulla base degli impegni presi in sede di perfezionamento dell'operazione e destinati ad operare anche successivamente alla data di esecuzione.

Acquisizione di Italgas

Si segnala che, contestualmente all'operazione di separazione di Italgas Reti S.p.A. da Snam S.p.A., sono stati oggetto di trasferimento in capo alla Società Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A) i diritti e gli obblighi in capo a Snam S.p.A .in relazione alla compravendita del Complesso immobiliare Roma Ostiense rinvenienti da precise pattuizioni contrattuali nel contesto dell'acquisto, nel 2009, da Eni dell'intero capitale sociale di Italgas.

Pertanto al 31 dicembre 2016 non sussistono impegni residui risultanti dai suddetti accordi riguardanti l'adeguamento prezzo di acquisto di Italgas.

Per maggiori informazioni, si rimanda al Documento Informativo relativo alla scissione di Snam S.p.A. a favore di Italgas S.p.A., redatto ai sensi ai sensi dell'art. 70, comma 6, del regolamento adottato dalla CONSOB con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni, disponibile sul sito internet di Snam (www.snam.it, nella sezione "Investor Relations/Separazione di Italgas da Snam).

Acquisizione di Stogit

Al 31 dicembre 2016 gli impegni residui risultanti dai suddetti accordi riguardano meccanismi di hedging predisposti al fine di mantenere in capo ad Eni i rischi e/o benefici che possano derivare: (i) dall'eventuale valorizzazione del gas di proprietà Stogit al momento del trasferimento delle azioni diversa da quella riconosciuta dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) in caso di cessione anche parziale dello stesso, qualora determinati quantitativi dovessero diventare non più strumentali alle concessioni regolate e quindi disponibili per la cessione; (ii) dall'eventuale cessione di capacità di stoccaggio che dovesse eventualmente rendersi liberamente disponibile su base negoziale e non più regolata, ovvero dalla cessione di concessioni tra quelle in capo a Stogit al momento del trasferimento delle azioni che dovessero eventualmente essere dedicate prevalentemente ad attività di stoccaggio non più soggetta a regolazione.

Con riferimento all'adeguamento del prezzo di acquisto di Stogit al fine di tenere conto del differente valore, rispetto alla data di trasferimento delle azioni, riconosciuto dell'AEEGSI ai quantitativi di gas naturale di proprietà di Stogit ricompresi tra le attività che compongono la RAB (Regulatory Asset Base), si evidenzia che a seguito all'approvazione in via definitiva da parte dall'AEEGSI delle tariffe di stoccaggio per l'anno 2015, si è proceduto al conguaglio a favore di Eni, a titolo di adeguamento prezzo, di un importo pari complessivamente a 6 milioni di euro.

La composizione dei ricavi dell'esercizio, di importo pari a 215 milioni di euro (198 milioni di euro nel 2015), è riportata nella tabella seguente:

(milioni di €) 2015 2016
Ricavi della gestione caratteristica 198 214
Altri ricavi e proventi 1
198 215

I ricavi della gestione caratteristica (214 milioni di euro) si riferiscono: (i) ai ricavi per prestazioni di servizio (196 milioni di euro) costituiti principalmente dai riaddebiti, alle società controllate, dei costi sostenuti per la prestazione di servizi svolti e gestiti centralmente da Snam S.p.A.; (ii) ai ricavi derivanti dall'affitto e manutenzione dei cavi di telecomunicazione in fibra ottica concessi in uso a terzi (12 milioni di euro); (iii) all'addebito dei costi a Italgas S.p.A. derivanti dall'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione (6 milioni di euro).

Le motivazioni alla base delle variazioni più significative sono esplicitate nella Relazione sulla gestione al capitolo "Commento ai risultati economico - finanziari di Snam S.p.A."

22 Costi operativi

La composizione dei costi operativi, di importo pari a 234 milioni di euro (197 milioni di euro nel 2015), è riportata nella tabella seguente:

(milioni di €) 2015 2016
Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi 129 155
Costo lavoro 68 79
197 234

I costi operativi comprendono gli oneri connessi alla prestazione di servizi centralizzati resi alle società controllate. I servizi prestati da Snam S.p.A. sono regolati mediante contratti di servizio stipulati tra la capogruppo e le sue controllate e riguardano le seguenti aree: ICT, personale e organizzazione, pianificazione, amministrazione finanza e controllo, servizi generali, immobiliari e di security, affari legali, societari e compliance, salute, sicurezza e ambiente, regolazione, relazioni esterne e comunicazione, internal audit e Enterprise Risk Management (ERM). Il modello di pricing dei contratti di servizio si basa sul riaddebito dei costi sostenuti per l'erogazione dei servizi secondo una logica di full cost. I costi operativi includono anche gli oneri derivanti dalla prestazione di servizi al Gruppo Italgas a seguito dell'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione. A tal riguardo, si precisa che sono in essere tra Snam, Italgas Reti e Italgas, contratti, in parte in phase - out, a valere per un periodo transitorio finalizzati ad assicurare la continuità delle attività precedentemente garantite da Snam.

Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi

La voce acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi, di importo pari a 155 milioni di euro (129 milioni di euro nel 2014), si analizza come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Costi di acquisto materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 4 4
Costi per servizi 102 130
Costi per godimento beni di terzi 20 16
Oneri diversi di gestione 3 5
129 155

I costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (4 milioni di euro) riguardano essenzialmente i costi di acquisto di hardware effettuati nell'ambito delle attività gestite centralmente da Snam S.p.A. I costi per servizi, di importo pari a 130 milioni di euro sono di seguito analizzati:

(milioni di €) 2015 2016
Servizi IT (Information Technology) 54 54
Prestazioni tecniche, legali, amministrative e professionali 19 41
Servizi relativi al personale 8 9
Servizi di telecomunicazione 6 7
Altri servizi 15 19
102 130

I costi per servizi IT (54 milioni di euro) includono i costi sostenuti anche per conto delle società controllate ed alle stesse riaddebitati.

I costi per prestazioni tecniche, legali, amministrative e professionali (41 milioni di euro) si riferiscono principalmente a prestazioni legali e a servizi di carattere contabile e amministrativo nonché a servizi di consulenza. All'interno della suddetta voce rientrano i costi esterni connessi all'operazione di separazione da Snam di Italgas (13 milioni di euro; 6 milioni di euro al netto della quota riaddebitata ad Italgas).

I servizi relativi al personale (7 milioni di euro) riguardano principalmente rimborsi spese viaggi e trasferte, mensa e costi di formazione.

I costi per godimento di beni di terzi (16 milioni di euro) si analizzano come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Canoni, brevetti e licenze d'uso 15 10
Locazioni e noleggi 5 6
20 16

I canoni, brevetti e licenze d'uso (10 milioni di euro) si riferiscono principalmente a licenze d'uso su software.

Gli oneri diversi di gestione (5 milioni di euro) sono di seguito analizzati:

(milioni di €) 2015 2016
Imposte indirette e tasse 1 4
Altri oneri 2 1
3 5

Costo lavoro

La voce costo lavoro, di importo pari a 79 milioni di euro (68 milioni di euro nel 2015), si analizza come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Salari e stipendi 39 41
Oneri sociali (previdenziali e assistenziali) 11 12
Oneri per prestazioni di personale in comando 11 12
Oneri per piani a benefici ai dipendenti 4 5
Altri oneri 3 9
68 79

Gli altri oneri (9 milioni di euro) riguardano principalmente i costi per esodi agevolati relativi ai dirigenti.

Numero medio dei dipendenti

Il numero medio dei dipendenti a ruolo ripartito per qualifica professionale è riportato nella tabella seguente:

Qualifica professionale 2015 2016
Dirigenti 60 59
Quadri 169 171
Impiegati 311 326
Operai 4 4
544 560

Il numero medio dei dipendenti è calcolato come media determinata sulla base delle risultanza mensili dei dipendenti per categoria.

Il personale in servizio medio nell'esercizio 2016 è pari a n. 731 unità (n. 713 nell'esercizio 2015), con un incremento rispetto al 31 dicembre 2015 di n. 18 unità.

Compensi spettanti ai key management personnel

I compensi spettanti ai soggetti che hanno il potere e la responsabilità della pianificazione, direzione e controllo della società, e quindi gli amministratori esecutivi e non, i direttori generali e i dirigenti con responsabilità strategica (cosiddetti "Key management personnel") in carica al 31 dicembre 2016 ammontano (inclusi i contributi e gli oneri accessori) a 14 milioni di euro per il 2016 (6 milioni di euro nel 2015) e risultano così composti:

(milioni di €) 2015 2016
Salari e stipendi 4 6
Indennità per cessazione del rapporto di lavoro 6
Altri benefici a lungo termine 2 2
6 14

Compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci

I compensi spettanti agli amministratori ammontano a 11 milioni di euro e i compensi spettanti ai sindaci ammontano a 0,2 milioni di euro (art. 2427, n. 16 del Codice civile). Questi compensi comprendono gli emolumenti e ogni altra somma avente natura retributiva, previdenziale e assistenziale dovuta per lo svolgimento della funzione di amministratore o sindaco che abbiano costituito un costo per la Società, anche se non soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche.

23. Ammortamenti e svalutazioni

Gli ammortamenti e svalutazioni, di importo pari a 7 milioni di euro (5 milioni di euro nel 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Ammortamenti
- Immobili, impianti e macchinari 1 1
- Attività immateriali 4 6
5 7

Gli ammortamenti delle attività immateriali (6 milioni di euro) si riferiscono a diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno.

Per maggiori dettagli in riferimento ad ammortamenti e svalutazioni di attività materiali e immateriali, si rimanda alle analisi riportate alle note n. 10 "Immobili, impianti e macchinari" e n. 11 "Attività immateriali".

Gli oneri (proventi) finanziari, di importo pari a 6 milioni di euro (40 milioni di euro nel 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Oneri (proventi) finanziari 376 632
Oneri finanziari 395 647
Proventi finanziari (19) (15)
Altri oneri (proventi) finanziari (336) (627)
Altri proventi finanziari (336) (627)
Oneri da strumenti derivati 1
40 6
(milioni di €) 2015 2016
Oneri (proventi) su debiti finanziari 376 632
Interessi passivi su prestiti obbligazionari 364 622
Commissioni passive su finanziamenti e linee di credito bancarie 16 13
Interessi passivi su linee di credito e finanziamenti passivi verso banche e altri finanziatori 15 12
Interessi attivi e altri proventi su crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (19) (15)
Altri oneri (proventi) finanziari (336) (627)
Interessi attivi e altri proventi su crediti finanziari strumentali all'attività operativa (336) (302)
Altri proventi (325)
- Interessi attivi e altri proventi su attività finanziarie strumentali all'attività operativa (325)
Oneri (proventi) da strumenti derivati - quota di inefficacia 1
40 6

Gli oneri (proventi) sui debiti finanziari (632 milioni di euro) riguardano principalmente: (i) interessi passivi e altri oneri su prestiti obbligazionari (622 milioni di euro) riferiti essenzialmente agli oneri derivati dall'operazione di liability management23 (329 milioni di euro), che ha portato al riacquisto sul mercato di titoli obbligazionari per un valore nominale complessivo pari a 2,75 miliardi di euro con una cedola media pari a circa 3,3% ed una durata residua pari a circa 3 anni e agli interessi su n. 15 prestiti obbligazionari (293 milioni di euro); (ii) la quota di competenza dell'esercizio delle commissioni Up - Front Fee sulle linee di credito revolving (7 milioni di euro) e le commissioni di mancato utilizzo delle linee di credito (5 milioni di euro); (iii) interessi passivi verso banche relativi a linee di credito revolving, a linee di credito uncommitted e a finanziamenti a scadenza per complessivi 12 milioni di euro; (iv) interessi attivi su crediti finanziari non strumentali all'attività operativa concessi alle società controllate (15 milioni di euro).

Gli altri proventi finanziari (627 milioni di euro) riguardano principalmente: (i) gli interessi attivi su crediti finanziari strumentali all'attività operativa concessi alle società controllate (302 milioni di euro); (ii) i proventi finanziari relativi all'adeguamento al valore di mercato dei crediti finanziari intercompany

realizzati verso il Gruppo Italgas al 6 novembre 2016, data di efficacia dell'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione del gas naturale e i proventi da ribaltamento degli oneri da liability management a Snam Rete Gas e Stogit (325 milioni di euro).

25. Proventi e oneri su partecipazioni

I proventi e oneri su partecipazioni, di importo pari a 806 milioni di euro (875 milioni di euro nel 2015), si analizzano come segue:

(milioni di €) 2015 2016
Proventi su partecipazioni 875 831
Dividendi 853 809
Proventi su prestito obbligazionario convertibile 22 22
Oneri su partecipazioni (25)
Svalutazione partecipazioni (25)
875 806

I proventi su partecipazioni (831 milioni di euro) sono costituiti: (i) dai dividendi (809 milioni di euro) distribuiti dalle società controllate Snam Rete Gas S.p.A. (329 milioni di euro), Italgas S.p.A. (275 milioni di euro) e Stogit S.p.A. (92 milioni di euro) nonché dalle società a controllo congiunto Trans Austria Gasleitung GmbH (75 milioni di euro), TIGF Holding S.A.S. (22 milioni di euro), GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. (16 milioni di euro)24; (ii) dai proventi derivanti dalla sottoscrizione del prestito obbligazionario convertibile in azioni emesso da TIGF Investissements S.A.S. (22 milioni di euro). Gli oneri da partecipazioni (25 milioni di euro) si riferiscono alla svalutazione della partecipazione in GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. Per ulteriori dettagli si rinvia alla nota n. 12 "Partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto".

Informazioni relative alle partecipazioni sono fornite alla nota n. 12 "Partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto".

24 Maggiori informazioni sono fornite nell'allegato alle note del bilancio di esercizio "Notizie sulle imprese controllate a partecipazione diretta di Snam S.p.A.", cui si rinvia.

26. Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito di competenza dell'esercizio, di importo pari a 13 milioni di euro, si analizzano come segue:

(milioni di €) 2015 2016
IRES IRAP Totale IRES IRAP Totale
Imposte correnti 7 7 11 1 12
Imposte correnti di competenza dell'esercizio 8 8 10 1 11
Rettifiche per imposte correnti relative a esercizi
precedenti
(1) (1) 1 1
Imposte differite e anticipate (2) 1 (1) 2 (1) 1
Imposte differite
Imposte anticipate (2) 1 (1) 2 (1) 1
5 1 6 13 13

Le aliquote applicate e previste dalla normativa fiscale per le imposte correnti sono pari rispettivamente al 27,5% per l'IRES ed al 4,65% per l'IRAP. Le imposte differite e le imposte anticipate sono state calcolate sulla base dell'aliquota IRES del 24%.

L'incidenza dell'IRES sul risultato prima delle imposte è influenzata dalla tassazione dei dividendi distribuiti dalle società controllate per il 5% del loro ammontare.

27. Rapporti con parti correlate

Tenuto conto dell'esistenza di una situazione di controllo di fatto da parte di CDP S.p.A. su Snam S.p.A., ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10 - Bilancio consolidato, le parti correlate di Snam, sulla base dell'attuale assetto proprietario di gruppo, sono rappresentate oltre che dalle imprese controllate, collegate e a controllo congiunto di Snam, anche dall'impresa controllante CDP S.p.A. e dalle sue imprese controllate e collegate, nonché dalle imprese controllate, collegate e sottoposte a controllo congiunto (direttamente o indirettamente) da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Inoltre, sono considerate parti correlate anche i membri del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e i dirigenti con responsabilità strategiche e i loro familiari, del Gruppo Snam e di CDP. I rapporti intrattenuti da Snam S.p.A. con le parti correlate rientrano nell'ordinaria gestione dell'impresa e sono generalmente regolati in base a condizioni di mercato, cioè alle condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti. Tutte le operazioni poste in essere sono state compiute nell'interesse della Società.

Ai sensi delle disposizioni della normativa applicabile, la Società ha adottato procedure interne per assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parte correlate, realizzate dalla Società stessa o dalle sue società controllate.

Gli amministratori e sindaci rilasciano, semestralmente e/o in caso di variazioni, una dichiarazione in cui sono rappresentati i potenziali interessi di ciascuno in rapporto alla Società e al gruppo e in ogni caso segnalano per tempo all'Amministratore Delegato (o al Presidente, in caso di interessi dell'Amministratore Delegato), il quale ne dà notizia agli altri amministratori e al Collegio Sindacale, le singole operazioni che la società intende compiere, nelle quali sono portatori di interessi. Snam non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento. Snam esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti delle sue Controllate ex art. 2497 e ss. del Codice civile. Le operazioni compiute dalla Società con le parti correlate riguardano essenzialmente lo scambio di beni, la prestazione di servizi, la provvista e l'impiego di mezzi finanziari con le entità sopra definite.

Di seguito sono evidenziati i saldi dei rapporti di natura commerciale e diversa e di natura finanziaria posti in essere con le parti correlate sopra definite, per l'esercizio in corso e il precedente esercizio di raffronto. È altresì indicata la natura delle operazioni più rilevanti.

Rapporti commerciali e diversi

I rapporti di natura commerciale e diversi sono analizzati nella tabella seguente e di seguito dettagliati:

31.12.2015 2015
Costi (a) Ricavi
(milioni di €) Crediti Debiti Servizi Altro Beni Servizi
Imprese controllate 141 37 10 14 186
- Azienda Energia e Servizi Torino S.p.A. 1 4
- GNL Italia S.p.A. 2 1
- Napoletana Gas S.p.A. 4 2 7
- Snam Rete Gas S.p.A. 79 21 8 2 103
- Società Italiana per il Gas S.p.A. 45 10 1 12 57
- Stoccaggi Gas Italia S.p.A. 10 4 1 14
Imprese a controllo congiunto e collegate 1
- TIGF Investissements S.A.S. 1
Imprese possedute o controllate dallo Stato 13 31
- Gruppo Eni 13 31
Totale generale 155 68 10 14 186

(a) Comprendono costi per beni e servizi destinati ad investimento.

31.12.2016 2016
Costi (a) Ricavi
(milioni di €) Crediti Debiti Altre
passività
Servizi Altro Servizi
Imprese controllate 97 35 11 15 173
- GNL Italia S.p.A. 1 1
- Napoletana Gas S.p.A. 1 2 5
- Snam Rete Gas S.p.A. 82 35 10 4 100
- Società Italiana per il Gas S.p.A. 9 49
- Stoccaggi Gas Italia S.p.A. 14 18
Imprese a controllo congiunto e collegate 6 1 6
- AS Gasinfrastruktur GmbH (BidCo) 4 4
- TAG GmbH 1 1 2
- TIGF Investissements S.A.S. 1
Imprese controllate dalla controllante
Cassa Depositi e Prestiti
32 10 1 24
- Gruppo Italgas 32 10 1 24
Imprese possedute o controllate dallo Stato 7 4 2
- Gruppo Eni 7 4 2
Totale generale 142 49 1 13 16 202

(a) Comprendono costi per beni e servizi destinati ad investimento.

Imprese controllate

I rapporti commerciali attivi più significativi con le società controllate Snam Rete Gas S.p.A., Stogit S.p.A., GNL Italia S.p.A. oltrechè con Italgas S.p.A. e Napoletanagas S.p.A., limitatamente al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016, riguardano la prestazione dei servizi svolti e gestiti centralmente da Snam S.p.A. relativi alle seguenti aree organizzative: ICT, personale e organizzazione, pianificazione, amministrazione finanza e controllo, servizi generali, immobiliari e di security, affari legali, societari e compliance, salute, sicurezza e ambiente, regolazione, relazioni esterne e comunicazione, internal audit e Enterprise Risk Management (ERM).

In via residuale, a seguito della nuova struttura organizzativa di gruppo, Snam ha svolto servizi di procurement e project control a partire dal 7 novembre 2016.

I servizi forniti alle società controllate sono regolati sulla base di tariffe definite sulla base dei costi sostenuti secondo una logica di full cost.

I principali rapporti commerciali passivi riguardano il riaddebito a Snam, da parte delle società controllate, dei costi relativi al personale in servizio presso la controllante, a ruolo presso le società controllate, nonché contratti di locazione.

Gli altri rapporti riguardano essenzialmente i rapporti intrattenuti tra Snam e le sue società controllate nell'ambito del Consolidato fiscale nazionale. Tali rapporti sono regolati da appositi contratti, per i quali si applicano le norme di Legge25.

Imprese possedute o controllate dallo Stato

I rapporti attivi con la società posseduta o controllata dallo Stato Eni si riferiscono all'istanza di rimborso dell'IRES per la deduzione parziale dell'IRAP relativa ai periodi d'imposta dal 2004 al 2007 (ex articolo 6, Decreto Legge n. 185 del 28 novembre 2008, convertito dalla Legge n. 2 del 28 gennaio 2009) e dal 2007 al 2011 (ex Decreto Legge 201/2011).

Rapporti finanziari

I rapporti di natura finanziaria sono analizzati nella tabella seguente e di seguito dettagliati:

31.12.2015 2015
(milioni di €) Crediti Debiti Proventi Oneri
Imprese controllate 11.799 12 352
- Azienda Energia e Servizi Torino S.p.A. 95 1
- Gasrule Ltd 12
- GNL Italia S.p.A. 22
- Napoletana Gas S.p.A. 103 2
- Snam Rete Gas S.p.A. 7.867 244
- Società Italiana per il Gas S.p.A. 1.653 47
- Stoccaggi Gas Italia S.p.A. 2.059 58
Imprese a controllo congiunto 19 3
- GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. 19
- Trans Austria Gasleitung GmbH (TAG) 3
Imprese collegate 78
-Trans Adriatic Pipeline AG (TAP) 78
Totale generale 11.877 31 355
31.12.2016 2016
(milioni di €) Crediti Debiti Proventi Oneri
Imprese controllate 10.086 10 519
- Gasrule Ltd 10
- GNL Italia S.p.A. 31
- Napoletana Gas S.p.A. 1
- Snam Rete Gas S.p.A. 8.015 381
- Società Italiana per il Gas S.p.A. 37
- Stoccaggi Gas Italia S.p.A. 2.040 100
Imprese a controllo congiunto 18
- GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. 18
Imprese collegate 213 2
-Trans Adriatic Pipeline AG (TAP) 213 2
Impresa controllante 1
- Cassa Depositi e Prestiti (*) 1
Imprese controllate dalla controllante Cassa
Depositi e Prestiti
121
- Gruppo Italgas 121
Totale generale 10.299 28 642 1

(*) Si riferisce a costi sostenuti a fronte dei finanziamenti rilasciati dalla Banca europea per gli Investimenti - BEI.

Imprese controllate

I rapporti finanziari in essere tra Snam S.p.A. e le sue società controllate riguardano la copertura dei fabbisogni finanziari delle Società operative. Tali rapporti sono regolati da contratti stipulati alle normali condizioni di mercato.

Imprese a controllo congiunto

I rapporti con GasBridge 1 B.V. e GasBridge 2 B.V. si riferiscono a finanziamenti ricevuti, rimborsabili a vista.

Imprese collegate

I rapporti con TAP AG si riferiscono alla sottoscrizione dello Shareholders' Loan a favore della collegata Trans Adriatic Pipeline AG (TAP), a seguito degli accordi contrattuali relativi all'acquisizione da Statoil26 della partecipazione detenuta in TAP.

I rapporti con amministratori, sindaci e key managers, con particolare riferimento ai relativi compensi, sono dettagliati alla nota n. 22 "Costi operativi", cui si rimanda.

Incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sui flussi di cassa

L'incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulla situazione patrimoniale-finanziaria è indicata nella seguente tabella riepilogativa:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Totale Entità
Correlate
Incidenza
%
Totale Entità
Correlate
Incidenza
%
Situazione
patrimoniale-finanziaria
Crediti commerciali e altri crediti
correnti
3.275 3.263 99,6 3.821 3.806 99,6
Altri crediti non correnti 8.769 8.769 100,0 6.635 6.635 100,0
Passività finanziarie a breve
termine
1.354 31 2,3 1.494 28 1,9
Debiti commerciali e altri debiti 132 68 51,5 139 49 35,3
Altre passività correnti 3 1 33,3

L'incidenza delle operazioni con parti correlate sul Conto economico è indicata nella seguente tabella riepilogativa:

2015 2016
(milioni di €) Totale Entità
Correlate
Incidenza
%
Totale Entità
Correlate
Incidenza
%
Conto Economico
Ricavi 198 186 93,9 215 202 94,0
Acquisti, prestazioni di servizi e
costi diversi
129 14 10,9 156 18 11,5
Costo lavoro 68 10 14,7 79 11 13,9
Proventi finanziari 355 355 100,0 642 642 100,0
Oneri finanziari 395 0,0 648 1 0,2

Le operazioni con parti correlate sono generalmente regolate in base a condizioni di mercato, cioè a condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti.

26 Alla data del closing, Snam è subentrata alla società cedente Statoil negli impegni finanziari previsti dal patto Parasociale per un valore nominale di 78 milioni di euro. Per maggiori informazioni in merito all'acquisizione si rimanda a quanto indicato nella Relazione sulla gestione al capitolo "Profilo dell'anno - Principali eventi".

(milioni di €) 2015 2016
Ricavi 186 202
Costi e oneri (24) (29)
Variazione dei crediti commerciali e altri (12) 16
Variazione dei debiti commerciali e altri 1
Variazione altre passività correnti 1
Interessi incassati 355 640
Interessi pagati (1)
Flusso di cassa netto da attività operativa 506 829
Investimenti:
- Partecipazioni (14) 1.503
- Crediti finanziari strumentali all'attività operativa (1.173) (2.117)
- Variazione debiti e crediti relativi all'attività di investimento (1) (6)
Flusso di cassa degli investimenti (1.188) (620)
Disinvestimenti:
- Crediti finanziari strumentali all'attività operativa 1.449 4.470
Flusso di cassa dei disinvestimenti 1.449 4.470
Flusso di cassa netto da attività di investimento 261 3.850
Incremento (decremento) di debiti finanziari a breve termine 18 (3)
Decremento (incremento) di crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (64) (1.197)
Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (46) (1.200)
Flusso di cassa netto dell'esercizio verso entità correlate 721 3.479

I principali flussi finanziari con parti correlate sono indicati nella tabella seguente:

L'incidenza dei flussi finanziari con parti correlate è indicata nella tabella seguente:

31.12.2015 31.12.2016
(milioni di €) Totale Entità
Correlate
Incidenza % Totale Entità
Correlate
Incidenza %
Flusso di cassa da attività
operativa
824 506 61,4 810 829 N/A
Flusso di cassa da attività di
investimento
269 261 97,0 3.676 3.850 N/A
Flusso di cassa da attività di
finanziamento
(1.094) (46) 4 (4.475) (1.200) 26,8

28. Eventi ed operazioni significative non ricorrenti

Ai sensi della comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293, si precisa che nel corso dell'esercizio non vi sono stati eventi ed operazioni significative di natura non ricorrente.

29. Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali

Ai sensi della comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293, si precisa che nel corso dell'esercizio non vi sono state posizioni o transazioni atipiche e/o inusuali.

30. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio

Salvo quanto illustrato nella Relazione sulla gestione non vi sono fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio.

31. Pubblicazione del bilancio

Il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione, da effettuarsi nei termini di Legge, dal Consiglio di Amministrazione di Snam nella riunione del 6 marzo 2017. Il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato il Presidente e l'Amministratore Delegato ad apportare al bilancio quelle modifiche che risultassero necessarie od opportune per il perfezionamento della forma del documento nel periodo di tempo intercorrente tra il 6 marzo 2017 e la data di approvazione da parte dell'Assemblea degli azionisti.

Attestazione del bilancio di esercizio ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5 del D.Lgs. n. 58/98 (Testo Unico della Finanza)

  1. I sottoscritti Marco Alverà e Franco Pruzzi, in qualità rispettivamente, di Amministratore Delegato e di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Snam S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio nel corso dell'esercizio 2016.

    1. Le procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016 sono state definite e la valutazione della loro adeguatezza è stata effettuata sulla base delle norme e metodologie definite in coerenza con il modello Internal Control - Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission che rappresenta un framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.
    1. Si attesta, inoltre, che:
    2. 3.1 Il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016:
    3. a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella comunità europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
    4. b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;

___________________ _____________________

  • c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente.
  • 3.2 La Relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposta.

6 marzo 2017

/Firma/Marco Alverà /Firma/Franco Pruzzi

Marco Alverà Franco Pruzzi Chief Executive Officer Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Proposte del Consiglio di Amministrazione all'Assemblea degli azionisti

Signori Azionisti,

il Consiglio di Amministrazione Vi propone di:

  • approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016, che chiude con un utile di 760.925.444,83 euro;

attribuire l'utile di esercizio di 760.925.444,83 euro come segue:

  • agli azionisti a titolo di dividendo, 0,21 euro per azione alle azioni che risulteranno in circolazione alla data di stacco della cedola, escluse le azioni proprie in portafoglio a quella data;
  • a nuovo l'importo che residua dopo l'attribuzione proposta;
  • mettere in pagamento il dividendo di 0,21 euro per azione a partire dal 24 maggio 2017, con stacco della cedola fissato al 22 maggio 2017 e "record date" il 23 maggio 2017.

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE ALL'ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI DI SNAM S.P.A. CONVOCATA PER L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2016, AI SENSI DELL'ART. 153 DEL D.LGS. N. 58/1998 E DELL'ART. 2429 DEL CODICE CIVILE

Signori Azionisti,

la presente relazione (in seguito anche la "Relazione"), redatta ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n. 58/1998 (in seguito anche "TUF") come successivamente modificato e dell'art. 2429 del Codice civile, illustra le attività svolte dal Collegio Sindacale di Snam S.p.A. ("Snam" o la "Società") nel corso dell'esercizio 2016 e sino alla data odierna, in coerenza le indicazioni contenute, tra l'altro, nella Comunicazione Consob DEM/1025564 del 6 aprile 2001, come successivamente modificata e integrata con Comunicazione DEM/3021582 del 4 aprile 2003 e Comunicazione DEM/6031329 del 7 aprile 2006.

1. Nomina del Collegio Sindacale

Il Collegio Sindacale è stato nominato dall'Assemblea degli Azionisti tenutasi in data 27 aprile 2016 per l'approvazione del Bilancio relativo all'esercizio 2015. Il Collegio Sindacale nella prima riunione utile successiva alla predetta Assemblea degli Azionisti ha proceduto, con esito positivo, alla verifica dei requisiti di indipendenza dei propri componenti, con riferimento all'art. 148, comma 3, del TUF e quanto disposto dal Codice di Autodisciplina delle Società Quotate, dandone informativa al Consiglio di Amministrazione della Società.

2. Vigilanza svolta e informazioni ricevute

Il Collegio Sindacale ha svolto le attività di vigilanza previste dalla normativa vigente nel rispetto, in particolare, delle disposizioni dell'art. 149 del TUF, delle "Norme di Comportamento del Collegio Sindacale di Società Quotate" emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili in materia di controlli societari e attività del Collegio Sindacale e delle indicazioni contenute nel Codice di Autodisciplina.

In merito alle attività svolte nel corso dell'esercizio, il Collegio Sindacale:

a) si è riunito 14 volte, con una durata media delle riunioni di 227 minuti;

  • b) ha partecipato a: (i) n. 13 riunioni del Consiglio di Amministrazione; (ii) n. 10 riunioni del Comitato per la Remunerazione; (iii) n. 12 riunioni del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate (di cui n. 3 tenute congiuntamente); (iv) n. 6 riunioni del Comitato Nomine; (v) n. 2 riunioni del Comitato Sostenibilità;
  • c) ha partecipato: (i) all'Assemblea ordinaria degli Azionisti tenutasi in data 27 aprile 2016; (ii) all'Assemblea ordinaria e straordinaria degli Azionisti tenutasi in data 1 agosto 2016; (iii) all'Assemblea degli Obbligazionisti tenutasi in data 30 settembre 2016;
  • d) ha vigilato sull'osservanza della legge e dello statuto sociale, nonché ha acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di competenza, sull'adeguatezza della struttura organizzativa della Società, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull'adeguatezza delle disposizioni impartite dalla Società alle società Controllate, ai sensi dell'art. 114, comma 2, del TUF;
  • e) ha ottenuto dall'Amministratore Delegato, con la periodicità prevista dalla normativa e dallo statuto sociale, le dovute informazioni sulle attività svolte dalla Società e dalle società Controllate, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale deliberate e poste in essere, che sono rappresentate nella Relazione sulla Gestione a cui si rinvia;
  • f) ha, altresì, acquisito le informazioni necessarie per lo svolgimento dell'attività di propria competenza mediante raccolta di documenti, dati e informazioni e mediante incontri periodici, programmati al fine del reciproco scambio di dati e informazioni rilevanti con: (i) il management della Società; (ii)

i responsabili delle funzioni organizzative della Società; (iii) il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari; (iv) l'Organismo di Vigilanza previsto dal modello di organizzazione, gestione e controllo, adottato dalla Società in conformità al D.Lgs. n. 231/2001 (il "Modello 231"); (v) i rappresentanti della Società di revisione e (vi) gli organi di controllo delle società Controllate;

  • g) ha vigilato, nella sua qualità di "comitato per il controllo interno e la revisione contabile" ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. 39/2010, con riguardo: (i) al processo di informativa societaria; (ii) all'efficacia dei sistemi di controllo interno, di revisione interna e di gestione del rischio; (iii) alla revisione legale dei conti annuali e consolidati, (iv) all'indipendenza della Società di revisione;
  • h) ha vigilato sull'adeguatezza del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi e del Sistema Amministrativo - Contabile, nonché sull'affidabilità di quest'ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione per il tramite delle competenti funzioni aziendali. Il Collegio ha esaminato la valutazione espressa dal Consiglio di Amministrazione circa l'adeguatezza e l'effettivo funzionamento del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi mediante:

  • l'esame della "Relazione sull'assetto organizzativo, amministrativo e contabile di Snam e delle Controllate aventi rilevanza strategica", al fine di consentire al Consiglio di Amministrazione di valutare, ai sensi dell'art. 154-bis, comma 4, del TUF, l'adeguatezza dei mezzi a disposizione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari;

  • l'esame del "Rapporto per l'anno 2016 sull'adeguatezza del Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria del Gruppo Snam e sul rispetto delle procedure amministrativocontabili", al fine di consentire al Consiglio di Amministrazione di ottemperare ai propri obblighi di vigilanza sull'effettivo rispetto delle procedure amministrativo-contabili, ai sensi dell'art. 154- bis, comma 4 del TUF. Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e l'Amministratore Delegato hanno fornito le idonee dichiarazioni, così come previsto dal comma 5, dell'art. 154-bis del TUF; - gli incontri periodici con il Senior Vice President Internal Audit, in relazione: (i) alle attività svolte, (ii) alle risultanze degli interventi di audit effettuati e (iii) ai rapporti di follow up delle azioni correttive individuate a seguito delle attività di audit;

  • gli incontri periodici con l'Head of Enterprise Risk Management, in relazione: (i) al sistema di gestione dei rischi di Snam e delle sue Controllate, (ii) all'aggiornamento della mappatura dei rischi del Gruppo, (iii) ai relativi potenziali impatti e (iv) agli interventi di mitigazione individuati;

  • l'esame della documentazione e dei rapporti periodici previsti dalla procedura SNAM-PRO-004 "Segnalazioni, anche anonime, ricevute dalla Snam S.p.A. e dalle Società controllate", da cui risulta che la Società ha correttamente analizzato le segnalazioni anonime ricevute nel corso del 2016 e, qualora le abbia ritenute fondate, ha posto in essere le misure necessarie. Nel corso del 2016 e alla data della presente Relazione, non sono pervenute segnalazioni relative alla Società Snam. Inoltre, il Collegio sottolinea che la menzionata procedura è stata modificata nel corso del 2016 al fine di introdurre una nuova figura esterna al gruppo, denominata "Ombudsman", che svolga autonomamente la ricezione e l'analisi di ogni segnalazione riguardante Snam e/o società Controllate. L'introduzione di tale figura è in linea con le best practice internazionali ed è volta ad accentuare il profilo di terzietà e indipendenza della gestione delle segnalazioni.

  • l'esame delle informative in merito alle notizie/notifiche di indagini da parte di Organi/Autorità dello Stato Italiano con giurisdizione penale o comunque con poteri di indagine giudiziaria, con riferimento a illeciti che potrebbero coinvolgere, anche in via potenziale, Snam o le società da essa controllate in via diretta o indiretta, nonché i suoi amministratori e/o dipendenti;

  • l'esame dei documenti aziendali e dei risultati del lavoro svolto dalla Società di revisione; - i rapporti con gli organi di controllo delle Società controllate, ai sensi dell'art. 151, commi 1 e 2, del TUF;

  • la partecipazione ai lavori del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate e, nell'occasione in cui gli argomenti trattati lo hanno richiesto, lo svolgimento di riunioni congiunte con lo stesso Comitato;

  • i) ha ricevuto la relazione della Società di revisione, illustrativa delle "questioni fondamentali" emerse in sede di revisione legale nella quale non sono rilevate carenze; j) ha ricevuto dalla Società di revisione la conferma dell'indipendenza della medesima, nonché la comunicazione dei servizi non di revisione legale forniti alla Società dalla società di revisione legale dei conti, nonché da entità appartenenti alla rete della stessa così come evidenziati nel successivo paragrafo 5;

  • k) ha monitorato le concrete modalità di attuazione delle regole di governo societario previste dal Codice di Autodisciplina delle società quotate promosso da Borsa Italiana S.p.A., come adottate dalla Società;
  • l) in relazione alle tematiche di responsabilità sociale, ha monitorato l'applicazione del modello di sostenibilità, integrato nei processi aziendali, nel modello di business e nelle strategie di realizzazione e gestione integrata delle infrastrutture del gas naturale in Europa. Al riguardo, si rileva che l'edizione 2016 del documento "Il gas naturale per la decarbonizzazione. Report di Sostenibilità 2016" è stata redatta seguendo le linee guida G4 definite dal Global Reporting Initiative -"GRI"- (che Snam è stata tra le prime ad adottare), recepite nel massimo livello di compliance ("Comprehensive"). Il Collegio segnala la presenza, anche nel 2016, del titolo Snam nei più importanti indici mondiali di sostenibilità delle imprese, a conferma dei risultati conseguiti nel tempo con il buon governo e la continua implementazione delle pratiche di responsabilità sociale e ambientale;
  • m) con riferimento a Italgas, uscita dal perimetro di consolidamento di Snam a partire dal 7 novembre 2016, ha monitorato, anche attraverso riunioni congiunte con il Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate e il General Counsel, il rispetto da parte di Italgas degli obblighi relativi ai flussi informativi disposti dal Tribunale di Palermo ai sensi dell'art. 34, comma 8, del D.Lgs. n. 159/2011 ("Controllo Giudiziario") relativamente alle operazioni rilevanti. In relazione al Decreto del Tribunale di Palermo, Sezione Misure di Prevenzione, notificato a Italgas l'11 luglio 2014, il Collegio Sindacale ha preso atto del Decreto di revoca della misura del Controllo Giudiziario disposto nei confronti di Italgas (ora Italgas Reti) dichiarando, per l'effetto, la cessata esecuzione delle conseguenti prescrizioni;
  • n) ha monitorato l'adeguatezza dei flussi informativi resi dalle società Controllate a Snam volti ad assicurare il tempestivo adempimento degli obblighi di comunicazione previsti per legge. Al riguardo, informa che si è tenuta, nel mese di marzo 2016, una giornata di approfondimento tra i collegi sindacali di Snam e Controllate avente come oggetto "Gestione dei Rischi - Flussi Informativi e Reporting". Inoltre, il Collegio Sindacale, in data 12 gennaio 2017, ha adottato la "Delibera Quadro tra i Collegi del Gruppo Snam", il cui contenuto è stato elaborato nel corso dell'esercizio 2016, volta a disciplinare i flussi informativi tra i collegi sindacali di Snam e Controllate, con riferimento a oggetto, tempistica e contenuto dei flussi informativi medesimi. Tale Delibera Quadro è stata recepita dai collegi sindacali delle Controllate.

Le specifiche indicazioni da fornire con la presente Relazione, laddove non siano già state rese nei precedenti paragrafi, sono elencate di seguito, secondo l'ordine previsto dalla summenzionata Comunicazione Consob DEM/1025564 del 6 aprile 2001 e successivi aggiornamenti.

3. Bilancio consolidato e progetto di Bilancio di esercizio 2016

Il Collegio Sindacale ha ricevuto, entro i termini di Legge, la Relazione sulla Gestione redatta dal Consiglio di Amministrazione, unitamente al Bilancio "consolidato" del gruppo facente capo a Snam (in seguito anche il "gruppo") e al progetto di Bilancio di esercizio chiusi al 31 dicembre 2016. I Bilanci sono stati redatti secondo gli International Financial Reporting Standards ("IFRS") emanati dall'International Accounting Standards Board ("IASB") e adottati dalla Commissione europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005. Gli IFRS includono anche gli International

Accounting Standards ("IAS") nonché i documenti interpretativi tuttora in vigore emessi dall'IFRS Interpretation Committee ("IFRS IC"), inclusi quelli precedentemente emessi dall'International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC") e, ancor prima, dallo Standing Interpretations Committee ("SIC"). Nell'ambito della Relazione sulla gestione, in considerazione della natura della Società quale holding industriale, anche al fine di agevolare la comprensione dei risultati economici, la Società ha predisposto lo schema di conto economico riclassificato, limitandosi a prevedere l'inversione dell'ordine delle voci del conto economico (e cioè presentando per prime le voci relative alla gestione finanziaria) ex D.Lgs. n. 127/1991, secondo quanto raccomandato dalla Consob nella Comunicazione n. 94001437 del 23 febbraio 1994. La Società, a partire dall'esercizio 2015, ha iniziato a pubblicare la Relazione integrata sulla gestione, contenuta all'interno della Relazione finanziaria, in conformità alle indicazioni del framework dell'International Integrated Reporting Council ("IIRC"), integrando i contenuti di carattere finanziario con quelli di sostenibilità ed evidenziando le connessioni esistenti tra la strategia del Gruppo, la governance, la performance gestionale e il contesto sociale, ambientale ed economico nel quale opera. La Società di revisione EY S.p.A., cui è stata attribuita la funzione di revisione legale dei conti, ha rilasciato, in data odierna, le relazioni ai sensi degli articoli 14 e 16 del D.Lgs. 39/2010, per il Bilancio di esercizio e per il Bilancio consolidato di Snam al 31 dicembre 2016, esprimendo un giudizio senza rilievi. In particolare, con tali relazioni la Società di Revisione attesta che il bilancio consolidato e il bilancio di esercizio forniscono una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli IFRS, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. n. 38/2005 e che la Relazione sulla gestione e le informazioni della Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs 24 febbraio 1998, n. 58, la cui responsabilità compete agli Amministratori di Snam, sono coerenti con il Bilancio di esercizio e con il Bilancio consolidato del gruppo al 31 dicembre 2016.

4. Operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale - operazioni con parti correlate

Il Collegio Sindacale ritiene che siano state acquisite adeguate informazioni sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate da Snam e dalle società del Gruppo rappresentate nella Relazione sulla gestione e nelle Note di commento, cui si rinvia. In particolare, Il Consiglio di Amministrazione, nella Relazione sulla gestione e nelle note al bilancio di esercizio e consolidato, ha fornito esaustiva illustrazione sull'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale, che ha determinato la variazione del perimetro di consolidamento per l'uscita di Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.) e delle imprese da quest'ultima controllate, con decorrenza 7 novembre 2016 (in seguito anche l'"Operazione di Separazione"). A esito dell'operazione, che ha portato al trasferimento ad Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.) del 100% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A., Snam S.p.A. detiene una partecipazione di collegamento in Italgas S.p.A. pari al 13,5% del capitale sociale. Tale partecipazione è stata oggetto di un patto parasociale, sottoscritto in data 20 ottobre 2016 tra Snam S.p.A., CDP Reti S.p.A. e CDP Gas S.r.l., avente ad oggetto tutte le partecipazioni da ciascuna detenute in Italgas S.p.A. Con riferimento all'Operazione di Separazione, il Collegio ha vigilato sulla conformità dell'operazione alla "Procedura per la disciplina delle operazioni con parti correlate" adottata dalla Società il 30 novembre 2010 e, al riguardo segnala che, l'Operazione stessa è stata ritenuta dal Comitato Controllo Rischi e Operazioni con Parti Correlate "nell'interesse della Società e a termini e condizioni convenienti e sostanzialmente corretti" con parere rilasciato in data 28 giugno 2016 e ha accertato che l'operazione sia stata posta in essere nell'osservanza delle norme di legge e di statuto applicabili e dei principi di corretta amministrazione. Con riferimento alle Operazioni con interessi degli Amministratori e Sindaci e operazioni con parti correlate, il Collegio Sindacale dà atto che il Consiglio di Amministrazione,

nell'adunanza del 14 dicembre 2016, ha proceduto alla verifica annuale della procedura "Operazioni con interessi degli Amministratori e Sindaci e operazioni con parti correlate" aggiornandola in relazione a specifici adeguamenti di governance intervenuti nel corso del 2016 e ad alcuni interventi di mera chiarificazione espositiva. Il Collegio Sindacale attesta che, sulla base delle informazioni acquisite, tali operazioni sono conformi alla legge e allo statuto sociale, non sono manifestamente imprudenti o azzardate o poste in essere in conflitto di interessi o in contrasto con le delibere assunte dall'Assemblea o, comunque, tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale. Inoltre, sulla base delle informazioni a disposizione del Collegio Sindacale, non è emersa l'esistenza di operazioni atipiche e/o inusuali. Nella Relazione sulla Gestione e nelle Note al Bilancio di esercizio e al Bilancio consolidato al 31 dicembre 2016 è fornita esaustiva illustrazione delle operazioni poste in essere con le società Controllate e con le altre parti correlate. Ad avviso del Collegio Sindacale, tali operazioni sono: (i) rappresentate in modo corretto e completo nei citati documenti; (ii) conformi alla legge e allo Statuto; (iii) rispondenti all'interesse sociale, alla salvaguardia del patrimonio aziendale e alla tutela degli azionisti di minoranza e (iv) non caratterizzate da sussistenza di situazioni di conflitto di interessi.

5. Conferimento di incarichi alla società di revisione

Nel corso dell'esercizio 2016, la Società ha conferito alla Società di revisione i seguenti incarichi:

  • ai fini delle procedure di revisione per gli esercizi 2015-2018 in relazione alla partecipazione detenuta da Snam nella società Trans Adriatic Pipeline AS (TAP), a fronte di un corrispettivo di 18.000 euro;
  • ai fini delle attività da svolgere in relazione all'operazione di scissione di Snam avente a oggetto una quota della partecipazione detenuta in Italgas, a fronte di un corrispettivo di 250.000 euro. Negli allegati alla Relazione Finanziaria Annuale 2016 sono evidenziati i corrispettivi riconosciuti a EY S.p.A. di revisione contabile e di servizi diversi dalla revisione.

Alla Società di revisione non sono stati attribuiti incarichi non consentiti dall'art. 17, comma 3, del D.Lgs. n. 39/2010.

Tenuto conto:

  • della dichiarazione di indipendenza rilasciata dalla Società di revisione ai sensi degli artt. 10 e 17 del D.Lgs. 39/2010 e
  • della peculiarità degli incarichi conferiti da Snam e dalle società del Gruppo alla Società di revisione e alle società appartenenti alla sua rete,

il Collegio Sindacale non ritiene che esistano aspetti critici in materia di indipendenza della Società di revisione.

6. Pareri rilasciati nel corso dell'esercizio

Nel corso dell'esercizio, il Collegio Sindacale ha rilasciato:

  • un parere sulla proposta di incentivazione monetaria annuale anno 2016 per l'Amministratore Delegato;
  • un parere in merito all'incarico alla Società di revisione EY S.p.A. ai fini delle procedure di revisione per gli esercizi 2015-2018 in relazione alla partecipazione detenuta da Snam nella società Trans Adriatic Pipeline AG (TAP);
  • un parere ai sensi dell'art. 16.4 dello Statuto sociale in ordine alla conferma del Direttore Pianificazione, Amministrazione, Finanza e Controllo quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Snam;
  • un parere in merito alla proposta di incarico aggiuntivo alla Società di revisione EY S.p.A. per le attività da svolgere in relazione all'operazione di scissione di Snam avente a oggetto una quota della partecipazione detenuta in Italgas;
  • un parere in merito alla proposta di composizione e d'individuazione dell'Organismo di Vigilanza 231;
  • un parere di cui all'art. 2389, terzo comma, del Codice civile, relativo al compenso dell'Amministratore Delegato;
  • un parere in merito alla remunerazione degli amministratori per la partecipazione ai Comitati consiliari;
  • un parere in merito alla proposta di assegnazione all'Amministratore Delegato dell'incentivo monetario differito 2016;
  • un parere in merito all'assegnazione all'Amministratore Delegato dell'incentivo monetario di lungo termine 2016;
  • un parere ai sensi di quanto previsto dall'articolo 16.4 dello Statuto sociale in merito alla nomina da parte del Consiglio di Amministrazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Snam.

7. Osservazioni sul rispetto dei principi di corretta amministrazione

Il Collegio Sindacale non ha osservazioni da sollevare sul rispetto dei principi di corretta amministrazione che appaiono essere stati costantemente osservati.

8. Osservazioni sull'adeguatezza della struttura organizzativa

Il Collegio Sindacale ha acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di competenza, sull'adeguatezza della struttura organizzativa della Società, di cui è riscontrata l'idoneità al soddisfacimento delle esigenze gestionali e di controllo sull'operatività aziendale. Al riguardo, il Collegio ritiene peraltro opportuno ricordare che dal novembre 2016, in ragione del perfezionamento dell'Operazione di Scissione, le attività di business sono state riorganizzate in tre Business Unit per consentire un presidio focalizzato delle direttrici strategiche del piano e una gestione operativa più efficiente ed efficace anche attraverso la semplificazione dei processi decisionali.

9. Osservazioni sull'adeguatezza del sistema di controllo interno

Dall'attività di vigilanza svolta, come meglio rappresentata nel precedente paragrafo 2, non sono emerse anomalie che possano essere considerate indicatori di inadeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Il Collegio Sindacale dà inoltre atto che la Società ha adottato il Modello 231, in conformità a quanto previsto dal D.Lgs. n. 231/2001, al fine di tutelare la Società da eventuali condotte che possano comportare la responsabilità amministrativa della Società stessa in relazione a taluni reati commessi o tentati nell'interesse o a vantaggio della Società stessa da soggetti in posizione c.d. "apicale" all'interno della struttura organizzativa o da soggetti sottoposti alla vigilanza e al controllo di questi, e ha nominato l'Organismo di Vigilanza 231, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, in conformità alla disciplina di legge. La Società ha mantenuto attivo un team multifunzionale - "Team 231" - con lo scopo di individuare e sviluppare le attività necessarie per il continuo aggiornamento del Modello 231 della Società e delle società Controllate, con definizione di responsabilità, tempi, modalità di esecuzione ("Programma di Recepimento"), in relazione alle novità legislative introdotte dal D.Lgs. n. 231/2001 e in coerenza con il CoSO Framework, che costituisce il modello di riferimento a livello internazionale per l'istituzione, l'aggiornamento, l'analisi e la valutazione del sistema di controllo interno. Il Modello 231 è stato da ultimo aggiornato nel corso del 2016 e che sono tuttora in corso attività di aggiornamento dello stesso in ragione delle variazioni organizzative e delle novità legislative intervenute nel corso del 2016. Nel corso dell'anno sono proseguite le attività di formazione rivolte a tutto il personale di Snam e delle Controllate, finalizzate alla diffusione e all'approfondimento della conoscenza del Modello 231 e al consolidamento dell'applicazione dello stesso. Il Consiglio di Amministrazione, rispettivamente in data 31 maggio e 26 luglio 2016 e previo parere favorevole del Collegio Sindacale, ha ridotto da cinque a tre il numero dei componenti dell'Organismo di Vigilanza, con

la presenza di soli componenti esterni, e ha nominato l'Organismo di Vigilanza e Garante del Codice Etico. L'Organismo di Vigilanza ha presentato al Collegio Sindacale le relazioni semestrali sulle attività svolte nel corso dell'esercizio 2016, che hanno riguardato la vigilanza sull'effettività del Modello 231 e sul monitoraggio dell'attività di attuazione e aggiornamento dello stesso, l'impulso e il monitoraggio delle attività svolte dalle funzioni aziendali interessate all'attuazione del Modello 231, con particolare attenzione alla comunicazione ed alla formazione, le attività di verifica come previste dal Programma di Vigilanza 2016 e l'esame delle segnalazione ricevute, per le materie di propria competenza, anche come Garante del Codice Etico. Non sono stati segnalati al Collegio Sindacale fatti o situazioni che debbano essere evidenziati nella presente relazione.

10. Osservazioni sull'adeguatezza del sistema amministrativo-contabile e sulla affidabilità di questo a rappresentare correttamente i fatti di gestione

Il Collegio Sindacale non ha osservazioni da formulare sull'adeguatezza del sistema amministrativocontabile e sulla sua affidabilità a rappresentare correttamente i fatti di gestione. Con riferimento all'informativa contabile contenuta nei bilanci separato e consolidato al 31 dicembre 2016 è stata resa regolarmente l'attestazione dell'Amministratore Delegato e del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Emittenti. La società è dotata di un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria del Gruppo Snam finalizzato a garantire l'attendibilità, l'accuratezza, l'affidabilità e la tempestività dell'informativa societaria in tema di reporting finanziario e la capacità dei processi aziendali al riguardo rilevanti di produrre tale informativa in accordo con i principi contabili Snam si è dotata di un corpo normativo che definisce le norme, le metodologie, i ruoli e le responsabilità per la progettazione, l'istituzione, il mantenimento nel tempo e la valutazione dell'efficacia del Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria del Gruppo, che è applicato a Snam e alle società da essa controllate. Il modello di gestione dei rischi e di controllo interno sull'informativa societaria adottato da Snam e dalle Società controllate, è stato definito coerentemente con le previsioni del menzionato articolo 154 - bis del TUF ed è basato, sotto il profilo metodologico, sul "COSOFramework" ("Internal Control - Integrated Framework", emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission), modello di riferimento a livello internazionale per l'istituzione, l'aggiornamento, l'analisi e la valutazione del sistema di controllo interno.

11. Osservazioni sugli eventuali aspetti rilevanti emersi nel corso delle riunioni tenutesi con la società di revisione ai sensi dell'art. 150, comma 2, del d.lgs. n. 58/1998

Nel corso del 2016 e fino alla data odierna, il Collegio Sindacale ha tenuto n. 6 riunioni con i responsabili della Società di revisione - anche ai sensi dell'art. 150, comma 2, del TUF e dell'art. 19, comma 1, del D.Lgs. n. 39/2010 - nel corso delle quali non sono emersi fatti o situazioni che debbano essere evidenziati nella presente relazione.

12. Indicazione dell'eventuale adesione della società al Codice di autodisciplina del comitato per la corporate governance delle società quotate

Il Collegio Sindacale ha vigilato, ai sensi dell'art. 149, comma 1, lettera c-bis del TUF, sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dal Codice di Autodisciplina adottato dal Consiglio di Amministrazione, in adesione al Codice promosso da Borsa Italiana S.p.A. La Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari 2016, predisposta dagli Amministratori e approvata dal Consiglio di Amministrazione nell'adunanza del 6 marzo 2017, illustra nel dettaglio i principi ed i criteri applicativi adottati dalla Società, in modo da esporre quali raccomandazioni del suddetto Codice di Autodisciplina siano state adottate, e con quali modalità e comportamenti siano state effettivamente applicate, ricordando anche l'informativa resa in materia di remunerazioni nella Relazione sulla Remunerazione approvata dal Consiglio di Amministrazione in particolare ai sensi dell'art. 123-ter del

TUF. Il Collegio ha altresì verificato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare l'indipendenza dei Consiglieri, nonché il rispetto dei criteri di indipendenza da parte dei singoli membri del Collegio, come previsto dal Codice di Autodisciplina. Il Collegio Sindacale ha monitorato l'adempimento da parte delle diverse funzioni amministrative degli obblighi di informazione periodica o eventuale.

13. Valutazioni conclusive in ordine all'attività di vigilanza svolta nonché in ordine

alle eventuali omissioni, fatti censurabili o irregolarità rilevate nel corso della stessa In virtù dell'attività di vigilanza svolta dal Collegio Sindacale, come sopra descritta, non sono emersi fatti censurabili, omissioni o irregolarità che richiedessero la segnalazione ai competenti organi di vigilanza e controllo o la menzione nella presente Relazione, né sono pervenute denunce ex art. 2408 del Codice Civile o esposti. Il Collegio Sindacale non è a conoscenza di altri fatti o esposti di cui fare menzione all'Assemblea degli Azionisti.

14. Indicazione di eventuali proposte da rappresentare all'assemblea ai sensi dell'art. 153, comma 2, del D.Lgs. n. 58/1998

Premesso quanto sopra, il Collegio Sindacale, sulla base del Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2016, presentato dal Consiglio di Amministrazione in data 6 marzo 2017, non rileva motivi ostativi alla sua approvazione ed esprime parere favorevole in merito alla proposta di destinazione dell'utile e di distribuzione del dividendo presentata dal Consiglio di Amministrazione e Vi invita a deliberare in merito.

San Donato Milanese, 20 marzo 2017

Il Collegio Sindacale di Snam S.p.A.

Leo Amato Maria Luisa Mosconi Massimo Gatto

Deliberazioni dell'Assemblea degli azionisti

Allegati alle note del bilancio consolidato

Imprese e partecipazioni di Snam S.p.A. al 31 dicembre 2016

In conformità a quanto disposto dalla comunicazione Consob DEM/6064293 del 28 luglio 2006 e dagli artt. 38 e 39 del D.Lgs. 127/1991, sono forniti di seguito gli elenchi delle imprese controllate e collegate di Snam S.p.A. al 31 dicembre 2016, nonché delle partecipazioni rilevanti.

Le imprese sono suddivise per settore di attività e sono elencate in ordine alfabetico. Per ogni impresa sono indicati: la denominazione, la sede legale, il capitale sociale, i soci e le rispettive percentuali di possesso; per le imprese consolidate è indicata la percentuale consolidata di pertinenza di Snam; per le imprese non consolidate partecipate da imprese consolidate é indicato il criterio di valutazione. Al 31 dicembre 2016 le imprese di Snam S.p.A. sono così ripartite:

Controllate Collegate e
a controllo
congiunto
Altre
partecipazioni
rilevanti (*)
Totale
Imprese consolidate con il metodo integrale 4 4
Partecipazioni di imprese consolidate (**)
Valutate con il metodo del patrimonio netto 7 7
Valutate con il criterio del costo 2 1 3
6 7 1 14
Partecipazioni di imprese non consolidate
Possedute da imprese a controllo congiunto 3 3
3 3
Totale imprese 6 10 1 17

(*) Partecipazioni in imprese diverse da controllate e collegate non quotate in misura superiore al 10% del loro capitale sociale.

(**) Le partecipazioni in imprese controllate valutate con il criterio del costo riguardano le imprese non significative.

IMPRESA CONSOLIDANTE

Denominazione Sede legale Valuta Capitale sociale Soci Di possesso
%
Consolidata di
pertinenza snam
%
consolidamento
valutazione (*)
o criterio di
Metodo di
Snam S.p.A. San Donato
Milanese (MI)
EURO 2.735.670.475,56 C.D.P. Reti
S.p.A.
28,98% 100,00% C.I.
C.D.P. Gas
S.r.l.
1,12%
Banca
d'Italia
0,53%
Snam S.p.A. 0,85%
Soci terzi 68,52%

IMPRESE CONTROLLATE

Denominazione Sede legale Valuta Capitale sociale Soci Di possesso
%
di pertinenza Snam
Consolidata
%
Metodo di consolidamento o
criterio di valutazione (*)
CORPOR
ATE
ED ALTRE
ATTIVITà
Asset Company 1 S.r.l. San Donato
Milanese (MI)
EURO 10.000 Snam S.p.A. 100,00% 100% Co.
Asset Company 2 S.r.l. San Donato
Milanese (MI)
EURO 10.000 Snam S.p.A. 100,00% 100% Co.
Gasrule Insurance DAC Dublino EURO 20.000.000 Snam S.p.A. 100,00% 100% C.I.
RIGASSIFICAZIONE
DI GAS
NATURALE
GNL Italia S.p.A. San Donato
Milanese (MI)
EURO 17.300.000 Snam S.p.A. 100,00% 100% C.I.
STOCC
AGGIO DI GAS NATURALE
Stogit S.p.A. San Donato
Milanese (MI)
EURO 152.205.500 Snam S.p.A. 100,00% 100% C.I.
TRASPORTO
DI GAS NATURALE
Snam Rete Gas S.p.A. San Donato
Milanese (MI)
EURO 1.200.000.000 Snam S.p.A. 100,00% 100% C.I.

(*) C.I. = Consolidamento Integrale; Co. = Valutazione al costo

IMPRESE COLLEGATE E A CONTROLLO CONGIUNTO

Denominazione
Sede legale
Valuta
Capitale sociale
Soci
Di possesso
%
Consolidata di pertinenza Snam
%
Metodo di consolidamento o criterio
di valutazione (*)

CORPORATE ED ALTRE

ATTIVITA'
AS Gasinfrastruktur
Beteiligung GmbH (a)
Vienna
(Austria)
EURO 35.000 Snam S.p.A.
Soci terzi
40,00%
60,00%
PN
AS Gasinfrastruktur GmbH Vienna
(Austria)
EURO 35.000 AS
Gasinfrastruktur
Beteiligung GmbH
100,00%
GasBridge 1 B.V. (a) Rotterdam
(Paesi Bassi)
EURO 66.268.000 Snam S.p.A. 50,00% PN
Soci terzi 50,00%
GasBridge 2 B.V. (a) Rotterdam
(Paesi Bassi)
EURO 66.268.000 Snam S.p.A.
Soci terzi
50,00%
50,00%
PN
Italgas S.p.A. Milano EURO 1.001.231.518 Snam S.p.A. 13,50% PN
TIGF Holding S.A.S. (a) Pau
(Francia)
EURO 505.869.374 Snam S.p.A.
Soci terzi
40,50%
59,50%
PN
TIGF Investissements S.A.S. Pau
(Francia)
EURO 489.473.550 TIGF Holding
S.A.S.
100,00%
TIGF S.A. Pau
(Francia)
EURO 17.579.088 TIGF
Investissements
S.A.S.
100,00%
Trans Austria Gasleitung
GMBH (a)
Vienna
(Austria)
EURO 76.566,31(b) Snam S.p.A.
Gas Connect
Austria GmbH
84,47%
15,53%
PN
Trans Adriatic Pipeline AG Baar
(Svizzera)
EURO 553.510.000 (c) Snam S.p.A.
Soci terzi
20,00%
80,00%
PN

(*) PN= Valutazione al patrimonio netto.

(a) La Società è a controllo congiunto.

(b) Di cui capitale sociale versato pari a € 22.061,69.

(c) Il valore è espresso in CHF.

ALTRE PARTECIPAZIONI RILEVANTI

Denominazione Sede legale Valuta Capitale sociale Soci Di possesso
%
Metodo di consolidamento
o criterio di valutazione (*)
TRASPORTO
DI GAS NATURALE
PRISMA - European Capacity Platform
GmbH
Leipzing
(Germania)
EURO 261.888 Snam Rete Gas S.p.A.
Soci Terzi
14,66%
85,34%
Co.

(*) Co. = Valutazione al costo.

Variazioni dell'area di consolidamento verificatesi nell'esercizio 2016

Le variazioni dell'area di consolidamento del Gruppo Snam al 31 dicembre 2016 rispetto a quella in essere al 31 dicembre 2015, hanno riguardato l'uscita di Italgas Reti S.p.A. (precedentemente Italgas S.p.A.), e delle imprese da quest'ultima controllate, con decorrenza 7 novembre 2016, a seguito dell'operazione di separazione da Snam del business della distribuzione di gas naturale. Ad esito dell'operazione, che ha portato al trasferimento ad Italgas S.p.A. (precedentemente ITG Holding S.p.A.) del 100% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A., Snam S.p.A. detiene una partecipazione di collegamento in Italgas S.p.A. pari al 13,5% del capitale sociale.

Allegati alle note del bilancio di esercizio

Notizie sulle imprese controllate e collegate a partecipazione diretta di Snam S.p.A.

Imprese controllate

GNL Italia S.p.A. - San Donato Milanese

L'Assemblea del 18 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con una utile di 1.100.653,99 euro e ha deliberato di approvarne l'attribuzione portando a nuovo l'importo di 1.051.083,29 euro e destinando alla "Riserva Legale" l'importo residuo di 49.570,70 euro, così da raggiungere il limite minimo di cui all'articolo 2430 del Codice civile.

La partecipazione nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015 in n. 17.300.000 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 100% del capitale sociale.

Snam Rete Gas S.p.A. - San Donato Milanese

L'Assemblea del 22 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con l'utile di 658.650.611,07 euro e ha deliberato di distribuire agli azionisti un dividendo di 329.280.000,00 di euro, pari a 0,2744 euro per azione, portando a nuovo l'utile residuo di 329.370.611,07 euro. Snam S.p.A. ha incassato il dividendo in data 7 maggio 2016.

La partecipazione nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015 in n. 1.200.000.000 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 100% del capitale sociale.

Stoccaggi Gas Italia S.p.A. - San Donato Milanese

L'Assemblea del 20 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con l'utile di 183.954.357,94 euro e ha deliberato di distribuire agli azionisti un dividendo di 91.962.563,10 euro, pari a 0,6042 euro per azione, portando a nuovo l'utile residuo di 91.991.794,84 euro. Snam S.p.A. ha incassato il dividendo in data 5 maggio 2016.

La partecipazione nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015 in n. 152.205.500 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 100% del capitale sociale.

Gasrule Insurance DAC- Dublino

Con Shareholders' Resolution del socio unico Snam S.p.A. del 26 aprile 2016 è stato approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con l'utile di 163.852 euro. Non è stata deliberata la distribuzione di dividendi.

La partecipazione nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015, in n. 20.000.000 di azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 100% del capitale sociale.

Asset Company 1 S.r.l. - San Donato Milanese

In data 1 giugno 2016 è stata costituita la società a responsabilità limitata Asset Company 1 S.r.l. con capitale sociale pari a 10.000,00 euro interamente sottoscritto e versato dal socio unico Snam S.p.A. per una quota di partecipazione pari allo stesso capitale nominale di 10.000,00 euro. L'Assemblea per l'approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2016 è convocata il 6 e il 7 aprile 2017 rispettivamente in prima e in seconda convocazione.

Asset Company 2 S.r.l. - San Donato Milanese

In data 1 giugno 2016 è stata costituita la società a responsabilità limitata Asset Company 2 S.r.l. con capitale sociale pari a 10.000,00 euro interamente sottoscritto e versato dal socio unico Snam S.p.A. per una quota di partecipazione pari allo stesso capitale nominale di 10.000,00 euro. L'Assemblea per l'approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2016 è convocata il 6 e il 7 aprile 2017 rispettivamente in prima e in seconda convocazione.

Imprese collegate e a controllo congiunto

Gasbridge 1 B.V. - Rotterdam (Paesi Bassi)

L'Assemblea del 22 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con un utile di 16.760.484 euro. L'Assemblea ha contestualmente deliberato di distribuire agli azionisti un dividendo di 18.760.484 euro, utilizzando in parte utili disponibili per l'ammontare di 16.760.484 e in parte distribuendo riserva soprapprezzo azioni fino a concorrenza dell'importo complessivo del dividendo.

La partecipazione nella società è rimasta invariata rispetto al 31 dicembre 2015 ed è costituita da n. 33.134.000 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 50% del capitale sociale di 66.268.000 euro.

Gasbridge 2 B.V. - Rotterdam (Paesi Bassi)

L'Assemblea del 22 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con un utile di 16.761.935 euro. L'Assemblea ha contestualmente deliberato di distribuire agli azionisti un dividendo di 18.861.935 euro, utilizzando in parte utili disponibili per l'ammontare di 16.761.935 e in parte distribuendo riserva soprapprezzo azioni fino a concorrenza dell'importo complessivo del dividendo. La partecipazione nella società è rimasta invariata rispetto al 31 dicembre 2015 ed è costituita da n. 33.134.000 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 50% del capitale sociale di 66.268.000 euro.

TIGF Holding SAS - Parigi (Francia)

In data 30 giugno 2016 l'Assemblea ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 di TIGF Holding, che chiude con un utile di 146.273.027 euro, e la distribuzione di dividendi per 138.959.376 euro. L'Assemblea ha contestualmente approvato il bilancio consolidato relativo allo stesso periodo, che ha chiuso con utile di 58.165.020 euro.

In data 8 dicembre 2016 l'Assemblea ha deliberato una distribuzione di dividendi straordinari per un ammontare di 52.967.499 euro attraverso la riduzione delle riserve di soprapprezzo.

La partecipazione nella società è rimasta invariata rispetto al 31 dicembre 2015. Snam detiene quindi il 40,5% del capitale sociale di TIGF Holding, pari a 505.869.374 euro.

Trans Austria Gaisleitung GmbH (TAG) - Vienna (Austria)

L'11 Aprile 2016 l'Assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 di TAG GmbH, che chiude con un utile di 83.820.071 euro. L'Assemblea ha contestualmente deliberato di distribuire agli azionisti un dividendo di 83.820.071 euro, utilizzando gli utili disponibili. La partecipazione nella società è rimasta invariata rispetto al 31 dicembre 2015. Snam detiene quindi l'84,47% del capitale sociale di TAG, pari a 76.566,31 euro.

Trans Adriatic Pipeline AG (TAP) - Baar (Svizzera)

Il 27 Giugno 2016 l'assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 di TAP AG, che chiude con una perdita pari a CHF 47.621.916 (EUR 40.298.169). L'Assemblea ha inoltre deliberato di portare a nuovo tale perdita. In forza degli accordi sottoscritti in sede di acquisizione della partecipazione, nel corso del 2016, il capitale sociale della società è aumentato da 361.460.000 CHF a 553.510.000 CHF mediante emissione di n. 192.050.000 azioni del valore nominale di 1 CHF. L'aumento è stato sottoscritto e versato dai soci, in misura proporzionale alle rispettive quote detenute. La partecipazione nella società al 31 dicembre 2016 è costituita da azioni n. 110.702.000 azioni del valore nominale di 1 Franco Svizzero - CHF (n. 72.292.000 al 31 dicembre 2015), pari al 20% del capitale sociale di TAP, quota invariata rispetto al 31 dicembre 2015.

AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH - Vienna (Austria)

Nell'ambito dell'operazione di acquisizione del 49% della partecipazione detenuta da OMV Gas & Power GmbH (OGP) in Gas Connect Austria GmbH (CGA), società attiva nel trasporto di gas naturale in Austria, il 26 agosto 2016 Snam ha acquisito da Wolf Theiss Rechtsanwälte GmbH & Co KG il 40% del capitale sociale di AS Gasinfrastruktur Beteiligung GmbH (AS HoldCo). L'acquisizione di GCA, effettuata per il tramite della società AS Gasinfrastruktur GmbH (AS BidCo) partecipata al 100% da AS HoldCo, è stata perfezionata in data 15 dicembre 2016. Snam ha finanziato la propria quota tramite un apporto di capitale, a favore di AS HoldCo, per un importo complessivamente pari a 135 milioni di euro.1 Per effetto dell'acquisizione, AS BidCo è subentrata a OMV Gas & Power GmbH (OGP) nella quota del 49% del prestito soci attualmente in essere a favore di GCA per un ammontare nominale di 147 milioni di Euro.

Italgas S.p.A. - Milano

Nell'ambito dell'operazione di riorganizzazione industriale e societaria volta alla separazione da Snam delle attività di distribuzione di gas naturale2 , in data 1 giugno 2016 è stata costituita la società ITG Holding S.p.A. con capitale sociale di euro 50.000,00, interamente sottoscritto e versato dal socio unico Snam S.p.A.

L'assemblea convocata per l'approvazione del Progetto di Scissione in data 4 agosto 2016, ha deliberato la modifica della denominazione e della sede della società a decorrere dalla data del deposito presso Borsa Italiana della domanda di ammissione alle negoziazioni. Pertanto, con decorrenza 12 settembre 2016, ITG Holding S.p.A. ha assunto la denominazione di Italgas S.p.A. e ha trasferito la propria sede legale in Milano, Via Carlo Bo, 11. Alla stessa data, la società operativa precedentemente denominata Italgas S.p.A., detenuta al 100% da Snam S.p.A., ha assunto la denominazione di Italgas Reti S.p.A. Infine, in data 7 novembre 2016, data di perfezionamento dell'operazione che ha portato al trasferimento ad Italgas S.p.A. del 100% della partecipazione di Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. hanno avuto efficacia gli atti relativi all'operazione che hanno determinato i seguenti aumenti di capitale: (i) da 50.000,00 euro a 40.050.000,00 euro, con l'emissione di n. 108.957.843 azioni, a fronte del conferimento in natura da parte di Snam S.p.A. a favore di Italgas S.p.A. della quota di partecipazione pari all'8,23% detenuta da Snam S.p.A. di Italgas Reti S.p.A.; (ii) da euro 40.050.000,00 a euro 1.001.231.518,44 euro, con l'emissione di n. 700.127.659 azioni, a fronte della scissione parziale e proporzionale di Snam S.p.A. a favore di Italgas S.p.A. con assegnazione della quota di partecipazione pari al 52,90% detenuta da Snam S.p.A. di Italgas Reti S.p.A.

Al 31 dicembre 2016 la partecipazione nella società Italgas S.p.A. è costituita da n. 109.233.293 azioni, prive del valore nominale, pari al 13,5% del capitale sociale di 1.001.231.518,44 euro.

1 Tale fattispecie si configura quale riserva di capitale ai sensi dell'articolo 229, par.2, comma 5 del "Austrian Companies Act".

2 Per maggiori informazioni si rinvia alla nota n. 21 "Discontinued operations" delle Note al bilancio consolidato.

Ai sensi dell'art. 149 - duodecies, secondo comma, della deliberazione Consob 11971 del 14 maggio 1999, e successive modificazioni, sono di seguito indicati i compensi di competenza dell'esercizio spettanti alla società di revisione EY S.p.A. a fronte dei servizi forniti alla capogruppo Snam S.p.A, alle sue società controllate e a controllo congiunto.

(migliaia di €)
Tipologia dei servizi Soggetto che ha erogato il servizio Destinatario Compensi
Revisione contabile (1) Revisore della capogruppo Società capogruppo 175
Revisore della capogruppo Società controllate (2) (3) 641
Rete del revisore della capogruppo Società controllate (4) 197
Servizi di attestazione (5) Revisore della capogruppo Società capogruppo 573
1.586

(1) I servizi di revisione contabile comprendono essenzialmente: (i) la revisione del bilancio consolidato e dei bilanci di esercizio di Snam S.p.A, delle Società controllate e a controllo congiunto; (ii) la revisione limitata della relazione finanziaria semestrale; (iii) le verifiche contabili nel corso dell'esercizio ai sensi dell'art. 14, lettera b del D.Lgs. n. 39/2010; (iv) le verifiche svolte in conformità al principio di revisione ISA 600; (v) l'attestazione dei ricavi ai sensi delle deliberazioni dell'AEEGSI n. 514/2013/R/gas (Attività di trasporto e dispacciamento di gas naturale), n. 438/2013/R/gas (Attività di rigassificazione del gas naturale liquefatto) e n. 531/2014/R/gas (Attività di stoccaggio del gas naturale); (vi) la verifica dei rendiconti annuali ai sensi del Testo Integrato Unbundling Contabile (TIUC); (vii) la verifica di conformità del Report di sostenibilità.

(2) Include compensi relativi alle società del Gruppo Italgas riferiti al periodo 1 gennaio - 6 novembre 2016.

(3) Di cui 77 migliaia di euro relativi a società controllate congiuntamente.

(4) Di cui 169 migliaia di euro relativi a società controllate congiuntamente.

(5) I servizi di attestazione riguardano: (i) la revisione del sistema di controllo sul reporting finanziario; (ii) attestazioni (Comfort Letter) connesse alle emissioni di prestiti obbligazionari (iii) esame dei prospetti contabili pro-forma di Snam S.p.A. (società Scissa) e di Italgas Holding S.p.A. (società Beneficiaria) e dei dati previsionali inclusi nel Documento Informativo predisposto ai sensi dell'art 70 del Regolamento Emittenti, finalizzato all'operazione Italgas.