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Mediobanca — Earnings Release 2023
Jul 27, 2023
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Earnings Release
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| Informazione Regolamentata n. 0187-24-2023 |
Data/Ora Inizio Diffusione 27 Luglio 2023 12:00:06 |
Euronext Milan | |
|---|---|---|---|
| Societa' | : | MEDIOBANCA | |
| Identificativo Informazione Regolamentata |
: | 179625 | |
| Nome utilizzatore | : | MEDIOBANCAN12 - Tassone | |
| Tipologia | : | 1.1 | |
| Data/Ora Ricezione | : | 27 Luglio 2023 11:51:52 | |
| Data/Ora Inizio Diffusione |
: | 27 Luglio 2023 12:00:06 | |
| Oggetto | : | 2023 | Approvati i risultati di esercizio al 30 giugno |
| Testo del comunicato |
Vedi allegato.


CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI MEDIOBANCA
Approvati i risultati di esercizio al 30 giugno 2023
Milano, 27 luglio 2023


RISULTATI IN CRESCITA AI MASSIMI STORICI OLTRE I TARGET DEL PIANO 2019-23 CON REMUNERAZIONE ELEVATA PER GLI STAKEHOLDERS
CRESCITA
Ricavi a €3,3mld (+16% a/a1), vs obiettivo di piano di €3mld grazie al forte posizionamento e alla diversificazione dei segmenti di attività
Contributo positivo di tutte le fonti di reddito: margine di interesse +22%~€1.800m, con €502m nel 4Q commissioni stabili €844m, trading e insurance elevati
Risultato operativo a €1.621m (+25%), dopo costo del rischio a 52bps overlays pressochè intatti a ~€270m, pari ad un anno di rettifiche su crediti
Utile netto €1.027m (+13%), Utile netto rett. ~€1.200m senza poste non operative/one offs per ~€190m
EPS €1,21 (+15%), EPS normalizzato €1,42 (+27%)
TBVPS €11,6 (+9%) - ROTE2 a 13% (+2pp), RORWA a 2,4% (+40bps)
CET1 a 15,9%3 (+30bps a/a, +50bps t/t)
ELEVATA REMUNERAZIONE DEGLI STAKEHOLDERS
Es.22/23: DPS a €0,85 (+13%) con pay-out al 70% Es.23/24: 70% cash pay-out e nuovo buyback4 per ~€200m Obiettivi ESG raggiunti ed ampliati
1 a/a: 12M giu23 vs 12M giu22; t/t: 3M giu23 vs 3M mar23
2 ROTE, RORWA, ROAC, EPS normalizzato calcolati sugli utili rettificati per le componenti non operative/non ricorrenti
3 CET1 FL a regime, pro-forma considerando permanente il Danish Compromise (beneficio di ~100bps)
4 Piano di acquisto azioni proprie con cancellazione, fino al 3% del capitale, subordinato all'autorizzazione dell'Assemblea e della BCE. Alla data odierna, considerate le azioni proprie in portafoglio (8,5 milioni) il nuovo buyback riguarderà massimi 17 milioni di azioni in circolazione (circa il 2% del capitale).


SOLIDO POSIZIONAMENTO E AMPIE OPPORTUNITA' DI BUSINESS
Conseguito con successo il Piano 19-23, il Gruppo è oggi impegnato nell'esecuzione del nuovo Piano 2023-26 "One Brand-One Culture"
Sviluppo prioritario di un Wealth Management (WM) distintivo che levereggi l'unicità del modello di Private & Investment Banking (PIB)
Positivi gli effetti dell'annucio del riposizionamento e rebranding di CheBanca! in Mediobanca Premier, efficace il modello PIB Accelerazione negli ingressi: 76 nuovi PF/Bankers, di cui 2/3 negli ultimi 6mesi TFA +10% a €88mld, ricavi +13% a €821m utile netto +21% a €162m (~€180m rettificato) RORWA +60bps a 3,1%
Corporate & Investment Banking (CIB): creazione di una piattaforma europea capital-light / fee-driven, sinergica allo sviluppo del WM in un'ottica 'One-Franchise'
Avviata ottimizzazione degli RWA (-4% a €19mld), ricavi +11% a €712m, utile netto a €225m Conclusa partnership con Arma, da consolidarsi nel FY24 RORWA stabile all'1,2%
Consumer Finance (CF): leader in Italia anche in ambito digitale, creazione di una piattaforma multicanale resiliente e altamente profittevole Ricavi +6% a €1.123m, utile netto +1% a €374m (~€380m rettificato) RoRWA stabile al 2,9%
Insurance (INS): contribuzione stabilmente elevata e decorrelata Ricavi +25% a €464m, utile netto a €440m (~€415m rettificato) RoRWA al 3,2%
Holding Functions (HF): gestione dell'ALM funzionale allo sviluppo del Gruppo ed alla crescita del margine di interesse nel mutante scenario di tassi


Alberto Nagel, Amministratore Delegato di Mediobanca, ha dichiarato: "Nell'esercizio 2022-23 il Gruppo ha saputo raggiungere i migliori risultati di sempre in termini di ricavi (€3,3 miliardi), di utile (oltre il miliardo) e di redditività (ROTE 13%), dimostrando un'ottima capacità di adattarsi ai diversi contesti operativi e di saper cogliere le opportunità di business, migliorando gli obiettivi prefissati con tutti gli stakeholders. Forte di questa consapevolezza, Mediobanca conseguirà nel prossimo triennio forte crescita del Wealth Management, gestione più efficiente degli RWA e migliore remunerazione degli azionisti, in attuazione del Piano "One Brand – One Culture"
Il Gruppo prosegue il suo percorso di crescita chiudendo l'esercizio con ricavi (€3.305m +16% a/a), utile netto (€1.027m +13% a/a), utili per azione (EPS €1,21 +15% a/a), utili per azioni normalizzati (EPS rett. €1,42 +27% a/a), ROTE (13% +2pp a/a), RORWA (2,4% +40bps a/a) ai massimi storici in un contesto operativo condizionato da significativi eventi geopolitici, dal repentino cambio delle politiche monetarie e dall'elevata volatilità dei mercati finanziari. I risultati superano ampiamente i target del Piano 2019/23 fissati 4 anni fa (ricavi €3mld, ROTE 11%, EPS €1,1).
***
I ricavi beneficiano del progresso di tutte le divisioni (WM +13% a €821m, CIB +11% a €712m, CF +6% a €1.123m, INS +25% a €464m, HF pressochè triplicata a €220m) e di tutte le fonti di reddito (margine di interesse +22% ad oltre €1.800m, commissioni stabili a €844m, trading +27% a €206m).
L'utile del quarto trimestre (apr23-giu23) è in crescita del 24% a/a a €236m, ma superiore ai €310m rettificato per le poste non ricorrenti. Il positivo andamento dei ricavi (pari a quasi €890m con margine di interesse ad oltre 500m) ha permesso di spesare oneri non ricorrenti per circa €80m nel trimestre, anche in vista dell'avvio del nuovo Piano Industriale 23-26, approvato lo scorso maggio.
Alla luce di questi solidi risultati, il Consiglio proporrà alla prossima Assemblea un dividendo unitario di €0,85, corrispondente ad un payout del 70%, raggiungendo il target di distribuzione fissato nel Piano 2019-23 (€1,9 miliardi di dividendi cumulati). Inoltre, in linea con le indicazioni del Piano 2023-26, verrà proposto per es. 2023/24 un primo piano di riacquisto e cancellazione di azioni proprie per un controvalore ad oggi pari a circa 200 milioni e max 17 milioni di azioni (circa il 2% del capitale, e fino ad un ammontare di azioni proprie in portafoglio del 3% considerando quelle già oggi in portafoglio).
In dettaglio:
- L'andamento commerciale è stato robusto e improntato ad una crescita sempre più selettiva degli attivi ponderati per il rischio, orientata al valore e ad un minor assorbimento di capitale:
- le TFA salgono a €88mld (+10% a/a, +4% t/t), trainate dagli afflussi di AUM/AUA (NNM di €7,9mld, di cui €2,1mld nel 4^ trim) che raggiungono €59,8mld (+16% a/a, +4% t/t). La gestione attiva della raccolta ed il collocamento di prodotti di investimento strutturati da Mediobanca hanno permesso di soddisfare in gran parte la domanda di maggiore rendimento, che ha caratterizzato l'intero settore,


mantenendo nello stesso tempo stabili i depositi (circa €0,8 mld di afflussi nell'ultimo trimestre, con il saldo che risale oltre i €28mld a giugno) con un costo contenuto.
- gli impieghi a clientela saldano a 52,5mld: in significativa espansione nei primi sei mesi, nell'ultimo semestre hanno seguito una domanda calante ed un'erogazione selettiva (in lieve crescita nel CF, in calo nel CIB e nei mutui) trainata dalla marginalità corretta per il rischio. Il portafoglio titoli – inferiore come dimensione alle medie settoriali – è stato invece tatticamente incrementato per beneficiare del nuovo contesto dei tassi.
- L'attività di raccolta è stata ampia ed ha segnato il record di emissioni obbligazionarie (€7mld nei 12M) degli ultimi 10 anni, beneficiando di una notevole diversificazione della base di investitori (privati ed istituzionali) e mantenendo il costo sotto controllo (~150bps delle emissioni vs ~130bps delle scadenze); questo ha permesso di rimborsare €3mld di TLTRO in anticipo di 6 mesi, come da exit strategy pianificata.
- I ricavi salgono a livelli record (€3.305m, +16% a/a, di cui €887m nel 4^ trim), con contributo positivo di tutte le fonti:
- Margine di interesse a €1.801m (+22% a/a, in accelerazione del 10% a €502m nel 4^ trim) per il contributo positivo di tutte le divisioni ed in particolare del CF (+5,4% a/a, sostenuto da €7,8mld di erogato), del WM (+22,7% a/a) e dell'HF (tornata positiva a €145m) a seguito del riprezzamento degli attivi e dell'attenta gestione del costo della raccolta.
- Commissioni stabili a €844m (-1% a/a, di cui €187m nel 4^ trim) per la solida crescita del WM (+7% a/a) e del CF (+12%, sostenuto dalla nuova attività di Buy Now Pay Later), che compensano la flessione del CIB condizionato dal trend negativo dell'Investment Banking.
- Ricavi da trading a €206m (+27% a/a, di cui circa €33m nel 4^ trim).
- Insurance in forte crescita (+26% a €454m) per il migliore andamento operativo e talune plusvalenze immobiliari realizzate da Ass. Generali nell'ultimo trimestre.
- Cost/income al 43% (-3pp a/a), comprensivo dei continui investimenti in distribuzione, innovazione e talenti.
- Eccellente qualità degli attivi, con overlays pressoché intatti (-€30m circa a ~€270m, pari a 1 volta le rettifiche su crediti dell'intero esercizio 23). Il costo del rischio annuale si attesta a 52bps, stabile sui valori contenuti dello scorso anno ed in calo rispetto al primo semestre (59bps) che incorporava l'adeguamento dei modelli IFRS9 ad uno scenario macroeconomico meno favorevole. Nel quarto trimestre il costo del rischio scende a 46bps. Le attività deteriorate di Gruppo sono stabili sui livelli minimi di giugno 2022 (2,5% lordo e 0,7% netto sul totale degli impieghi); i crediti classificati "Stage 2" scendono (5,3% lordo e 4,7% netto). In salita gli indici di copertura: 72% per le attività deteriorate (+1pp da giugno 2022), 1,34% per i crediti performing di Gruppo e 3,75% per i crediti performing del CF.
- Utile netto a €1.027m (+13% a/a, di cui €236m nel 4^ trim), malgrado poste non operative/one-off per circa €190m (al lordo delle imposte), di cui circa €80m nel quarto trimestre.
- ROTE adj. al 13% (+2pp a/a), RORWA adj 2,4% (+40bps a/a)


- Significativa crescita dei valori per azione anche grazie alla cancellazione di 16,5 milioni di azioni proprie (sett.22): EPS a €1,21 (+15% a/a), EPS normalizzato a €1,42 (+27% a/a), TBVPS a €11,6 (+9% a/a).
- La base patrimoniale si conferma elevata: indice CET1 al 15,9%3 , in crescita di 50bps nel quarto trimestre e di 30bps su base annua. Il miglioramento del trimestre riflette l'elevata redditività, il controllo degli attivi ponderati e l'incasso del dividendo da Ass.Generali. L'indice include un cash dividend pay-out pari al 70% dell'utile netto riportato (DPS a €0,85, +13% a/a).
Tutte le divisioni vedono un significativo progresso:
WM: Prioritario nella crescita del Gruppo - Positivi gli effetti dell'annuncio del riposizionamento e rebranding di CheBanca! in Mediobanca Premier e del modello Private & Investment Banking. Prosegue la crescita a doppia cifra di ricavi (+13% a/a a €820m) e utile (+21% a €162m, ~€180m normalizzato), con significativa ripresa dell'attività di recruitment. RORWA5 in aumento dal 2,5% al 3,1% con indice costi/ricavi in miglioramento (-3pp al 68%).
Le masse TFA raggiungono €88mld (+10% a/a, di cui €60mld di AUM/AUA), grazie alla raccolta netta di €7,3mld. In crescita l'attività creditizia (+10% a/a €16,8mld, di cui €12,4mld mutui residenziali e €4,4mld di finanziamenti private). Il Private Banking prosegue nel coverage della clientela intercettando circa €0,7mld di eventi di liquidità in collaborazione con il CIB, e potenziando l'offerta sia nel segmento Private Markets e che nelle gestioni patrimoniali. Il nuovo contesto di mercato ha inoltre ampiamente favorito il collocamento di prodotti strutturati. Nel Premier Banking è proseguito il rafforzamento dell'offerta prodotti a reddito fisso in ottica sinergica di Gruppo. Nel segmento Asset Management le performance sono state apprezzabili in particolare nell'asset class special situation. L'attrattività del modello di business di Mediobanca si è manifestata nell'ultimo semestre con il significativo potenziamento della forza vendita: 59 nuovi professionisti nel semestre, incluso un team di 6 private banker di elevato standing provenienti da Credit Suisse, per un totale di 76 ingressi nei 12 mesi.
CIB: avviata l'ottimizzazione degli attivi (RWA -4% a €19mld) e poste le basi per la crescita a basso assorbimento di capitale: ricavi +11% a €712m, utile netto a €225m, RORWA5 stabile all'1,2% e indice costi/ricavi al 46% (-1pp)
I ricavi confermano i massimi storici (€712m) con la riduzione dell'ultimo semestre (€282m) che riflette il debole contesto operativo dell'investment banking europeo, impattato dalla volatilità dei mercati e dall'aumento dei tassi. Il calo dell'Advisory (peraltro meno marcato della media del mercato, grazie alle forti relazioni con i clienti e alla resilienza del comparto domestico, in particolare nel segmento mid corporate) è stato compensato dalla crescita dell'attività di Capital Market Solutions e del Trading proprietario. In salita anche il Lending, che beneficia dell'aumento dei tassi e del veloce riprezzamento degli attivi e che, a partire dall'ultimo semestre, ha seguito logiche di erogazione più selettive a favore della marginalità del capitale assorbito. Si conferma elevata la qualità del portafoglio creditizio: dopo l'aumento del costo del rischio nel secondo trimestre (€32,3m di rettifiche nette anche per l'aggiornamento
5 ROAC/RoRWA rettificato per svalutazioni/impairment di partecipazioni e titoli, e altre poste positive/negative non ricorrenti.

macro dei modelli IFRS9), gli ultimi due trimestri vedono riprese nette di valore (€4m) malgrado talune riclassifiche.
CF: profittevole e resiliente: ricavi +6% a €1.123m, utile netto +1% a €374m (~€380m normalizzato), RoRWA5 stabilmente alto al 2,9%, indice costi/ricavi al 31% (+1pp).
Prosegue la tendenza positiva degli erogati (€7,8mld +2% a/a, di cui oltre €1,9m nel 4^ trim, che portano il libro impieghi a 14,5mld, +5% a/a) trainati dall'efficacia della distribuzione diretta (6 agenzie aperte nell'anno per un totale di 312 sportelli) e digitale (prestiti personali "digitali" al 31% del totale diretto), nonché dallo sviluppo del Buy Now Pay Later (BNPL) (circa €190m erogati, pari al 14% dei prestiti finalizzati, acquisizione di HeidiPay e Soisy con avvio dell'operatività in Svizzera). Il margine di interesse (€985m, +5% a/a) beneficia dell'aumento dei volumi in un contesto di graduale riprezzamento degli attivi. La qualità del credito si conferma elevata (costo del rischio a 145bps): indicatori di rischiosità sotto controllo, attività deteriorate in leggero aumento all'1,4% degli impieghi netti con copertura al 77% (3,75% per i crediti performing).
INSURANCE: contributo e redditività elevati nel nuovo contesto di tassi elevati e benefici derivanti dal Danish Compromise che diverranno permanenti.
Ricavi a €464m, +25% a/a, con andamento operativo robusto e crescente di Assicurazioni Generali, con l'ultimo trimestre che beneficia di circa €25m di pluvaslenze immobiliari. L'utile netto della divisione è pari a €440m (+37% a/a). RoRWA5 elevato (3,2%). Il valore di mercato della divisione (NAV) si conferma a €3,8mld.
HF: gestione dinamica di attivi e passivi, efficace capacità di raccolta a costi competitivi.
La raccolta si attesta a €60,5mld (stabile a/a) per l'intensa attività di emissioni obbligazionarie (€7mld emessi a fronte di €3mld di rimborsi) che ha permesso di dare seguito alla pianificata sostituzione del TLTRO (€3mld rimborsati 6 mesi in anticipo), senza impatti regolamentari (NSFR a 119% e LCR a 180%, CBC a €16,6mld). Rimane elevata la domanda di titoli Mediobanca da parte delle reti commerciali: €4,5mld collocati nei 12 mesi, di cui €1,6mld su reti proprietarie. La gestione attiva dei depositi, attraverso promozioni sulla nuova liquidità e strutture a termine, ha permesso di mantenere lo stock ai livelli massimi, sopra i €28mld, contenendo l'aumento della remunerazione (costo medio dei depositi da 0,2% a a 0,6%).
Profilo ed impegno ESG del Gruppo MB in costante progresso. Il Gruppo, dopo aver aderito al PRB (Principle for Responsible Banking) e alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA), negli ultimi dodici mesi ha pubblicato il primo report Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), ha definito i primi due target di riduzione delle emissioni GHG, in linea con le richieste della NZBA (settori auto e generazione di energia). I fattori ESG sono stati incorporati nel RAF (Risk Appetite Framework) e nelle politiche di erogazione del credito attraverso la mappatura del rischio ESG del portafoglio corporate. E'stato inoltre adottato per la prima volta un Codice sui Principi di Diversità, Equità e Inclusione ed è stata aggiornato la Politica ESG di Gruppo tramite cui viene formalizzato l'engagement attivo nei confronti della clientela al fine di favorire la transizione climatica.


Nell'ultimo trimestre il Gruppo ha presentato i nuovi target ESG del Piano 23-26 che sono stati inseriti anche nelle politiche di valutazione e remunerazione di tutta la popolazione del Gruppo, in particolare del top management. Gli obiettivi saranno perseguiti mediante una serie di azioni trasversali a tutte le divisioni per contribuire a un futuro più sostenibile in termini di riduzione degli impatti ambientali, attenzione all'inclusione e alla diversità e supporto alla comunità.
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Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, presieduto da Renato PAGLIARO, ha approvato i risultati di esercizio e consolidati al 30 giugno scorso del Gruppo Mediobanca illustrati dall'Amministratore Delegato Alberto NAGEL.
Risultati consolidati
L'esercizio chiude con risultati ai massimi storici e al di sopra dei target originali del Piano 2019-23: ricavi di 3.304,5 milioni (+16% a/a, e oltre l'obiettivo di 3 miliardi), risultato operativo di €1.621,3 milioni (+25% a/a), utile netto di 1.026,8 milioni (+13% a/a). L'EPS cresce a 1,21 (+15% e oltre il target di €1,1), l'EPS normalizzato a 1,42 (+27% a/a) con la redditività più alta di sempre (ROTE 13%, oltre il target di 11%, RoRWA5 in crescita dal 2,0% al 2,4%).
Nel dettaglio:
- il margine di interesse cresce del 21,8% (1.801 milioni) beneficiando dell'aumento dei tassi che ne ha determinato una costante progressione fino a 502,1 milioni del quarto trimestre. Al risultato hanno contribuito: la selezione dei volumi di impiego (minori crediti corporate a bassa redditività, maggiori crediti consumer e mutui), la buona tenuta del costo del funding che, sebbene in aumento per la dinamica dei tassi e l'ampia posizione cartolare, resta contenuto e calmierato dai depositi WM (costo esterno in crescita da 0,2% a 0,60%). Complessivamente lo spread tra crediti e raccolta si è ampliato di circa 60bps, cui si é aggiunta la positiva gestione del rischio tasso da parte della tesoreria e l'incremento del portafoglio titoli;
- le commissioni nette saldano a 843,9 milioni, pressoché stabili sul precedente esercizio, con un buon apporto della gestione del risparmio (410 milioni; +7%; circa il 50% del totale) e dell'attività creditizia (245 milioni +8%) di cui più della metà ex CF. Il lieve calo rispetto allo scorso anno (850,5 milioni) riguarda il minor contributo dell'Investment Banking (-10%, da 225 a 200 milioni) peraltro in linea col mercato e dopo l'anno record dello scorso esercizio. A livello di divisione: il CF cresce (+12,1%, a 138,4 milioni) fattorizzando la nuova operatività BNPL (12 milioni); il WM (+6,6%, a 449,6 milioni) assorbe il minor contributo da performances con maggiori collocamenti up-front; il CIB (-5,5%, a 289,4 milioni) sconta un deciso calo degli affari nel 2023 dopo un primo semestre molto buono (185,3 milioni);
- i proventi dell'attività di negoziazione saldano a 205,7 milioni in miglioramento rispetto allo scorso esercizio (+27,1%) per il raddoppio del portafoglio proprietario (104,9 milioni contro 44,2 milioni) in particolare nel trading (62,1 milioni rispetto alla perdita di 4,1 milioni). L'attività con clientela chiude con un leggero arretramento rispetto allo scorso anno (72,7 milioni contro 83,1 milioni) caratterizzato da importanti contributi one-off per operazioni di arbitraggio del comparto equity (da 68 a 55,5 milioni, di cui 43,6 nel primo semestre), mentre il contributo del desk fixed income risulta in lieve crescita (16,1 milioni contro 14,8); la gestione attiva delle


coperture del banking book salda a 42,7 milioni e compensa l'esaurirsi degli utili da realizzo dei titoli in portafoglio (23,2 milioni lo scorso anno); il contributo degli altri segmenti (WM e INS) è pari a 25,4 milioni (30,4 milioni);
l'apporto all'equity method di Assicurazioni Generali è pari a 442,8 milioni, in netto aumento rispetto allo scorso anno (356,6 milioni) complice un'attività ordinaria più favorevole e taluni effetti non ricorrenti (circa 25 milioni) concentrati nell'ultimo trimestre che ha altresì coinciso con l'introduzione dei nuovi principi IFRS17/IFRS9; gli altri investimenti ex IAS28 concorrono per 11,1 milioni (2,7 milioni lo scorso esercizio).
I costi di struttura saldano a 1.413,1 milioni, in aumento rispetto allo scorso anno (1.312,1 milioni); la crescita (+7,7%) è più marcata nel costo lavoro (+8,5%, da 671,5 a 728,3 milioni) equamente ripartita tra la dinamica degli organici (da 5.016 a 5.227 risorse; costi fissi +10%) e la componente variabile (+10,7%) collegata all'andamento dei ricavi ed alla necessità di attrarre e trattenere talenti; l'aumento delle spese amministrative (+6,9%, da 640,6 a 684,8 milioni) è concentrata su progettualità (spese IT:+10%; consulenza:+17%), marketing e comunicazione (+19%) nonché il ritorno a regime delle spese di viaggio e rappresentanza (+32%).
Le rettifiche su crediti salgono dell'11% da 243 a 270 milioni ed esprimono un costo del rischio (COR) di 52bps (48bps lo scorso anno, minimo storico); il CIB (32 milioni verso una ripresa di 42 milioni) vede maggiori rettifiche soprattutto nel secondo trimestre influenzate dall'adeguamento dello scenario macro e dal passaggio a UTP di una posizione in bonis solo in parte compensate da utlizzo di overlays e da riprese di valore sul portafoglio performing connesse a rimborsi e a miglioramenti del rating. La salita del CF (rettifiche da 190 a 204 milioni; COR da 142 a 145bps) riguarda per gran parte i maggiori volumi mentre il WM (rettifiche da 14 a 10,5 milioni) beneficia dei bassi tassi di default. Nel complesso la qualità creditizia resta molto buona ed il livello di provisioning elevato (NPL: 72,1%; bonis: 1,34%) anche alla luce dell'ampia dotazione di overlay (~270 milioni) scesi di poco nel corso dell'esercizio (-30 milioni circa, di cui ~70% nel CIB e ~30% nel Consumer). Le rettifiche di HF (leasing e portafoglio di NPL acquistati ex Revalea) rimangono fisiologiche (23,4 milioni).
L'utile netto (pari a 1.026,8 milioni) sconta poste non operative/one-off per circa 190 milioni (di cui circa 80 milioni nell'ultimo trimestre), rettificato per le quali si attesterebbe a quasi 1,2 miliardi:
- utili non ricorrenti per circa 25 milioni derivanti dalla cessione di asset immobiliari da parte di Ass. Generali;
- contributi ai fondi di Risoluzione (Single Resolution Fund) per 45 milioni, che terminano in questo esercizio. Il contributo al Fondo Interbancario (Deposit Guarantee Schemes) pari a 25 milioni proseguirà invece anche nel prossimo esercizio;
- impairment su asset per 67 milioni collegati all'azzeramento del goodwil di RAM (49,5 milioni) tenuto conto che il nuovo contesto dei tassi ha inciso sul mercato dei fondi sistematici riducendone le prospettive di sviluppo e alla minusvalenza per cessione di Revalea (17,7 milioni, in applicazione IFRS5);
- accantonamento pari a 26 milioni per il varo di un piano di prepensionamento e turnover volto a favorire il ricambio generazionale;
- altre poste per 29 milioni inclusive di sopravvenienze passive su operatività verso la clientela, incremento fondi rischi, rettifiche su attività finanziarie e altri oneri;
- 19 milioni di accantonamenti per imposte rivenienti dall'affrancamento di riserve indisponibili di CMB; la quota di imposte ordinarie salda a 375,7 milioni con tax rate del 26,3%.


* * *
Riguardo alle poste patrimoniali, il totale attivo si attesta a 91,6 miliardi (90,6 miliardi al 30 giugno 2022), in dettaglio:
- gli impieghi verso la clientela aumentano da 51,7 a 52,5 miliardi (+1,6%) e riflettono gli incrementi di WM (+10%, da 15,3 a 16,8 miliardi) e CF (+5,2%, da 13,8 a 14,5 miliardi) a fronte dell'attesa riduzione nel CIB (-5,3% a 19,6 miliardi, di cui 16,8 ex Wholesale Banking; -6,7%);
- i titoli del banking book passano da 8,6 a 10,5 miliardi (di cui 4,7 nel portafoglio HTC e 5,8 in quello HTC&S) dopo maggiori acquisti di titoli di stato (+1,2 miliardi), in buona parte italiani; rimane contenuto, seppur in aumento il saldo passivo della riserva OCI (da -60,9 a -73,2 milioni) e delle minusvalenze latenti dei Hold to Collect (da 25,3 a 85,4 milioni);
- le attività deteriorate lorde saldano a 1.339,7 milioni pressoché invariate nell'esercizio (1.327,3 al 30 giugno 2022) con un'incidenza sul totale degli impieghi ferma a 2,5%. La prudente politica di accantonamento (coverage ratio in salita dal 71% al 72,1%) si riflette nella riduzione delle attività deteriorate nette (da 384,4 a 374,3 milioni, di cui 41,3 milioni rappresentata da posizioni in sofferenza), con un rapporto sugli impieghi allo 0,7% in linea con lo scorso anno. Alla voce non concorrono gli impieghi NPL acquisiti dal Gruppo che flettono da 360,2 a 242,3 milioni peraltro destinati ad uscire una volta perfezionata la cessione di Revalea.
- le posizioni nette a Stage2 flettono da 3.029,7 a 2.491,6 milioni e rappresentano il 4,7% degli impieghi netti; di questi 1.364,2 milioni riguardano il CF (9,3% dello stock), 323,7 milioni il CIB (1,7%), 726,3 milioni il WM (4,3%) e 77,6 milioni il Leasing;
- Il tasso di copertura del totale degli impieghi in bonis è confermato all'1,34% per il Gruppo e al 3,75% per il CF per effetto di overlays disponibili per assorbire eventuali aumenti dei fondi da modello innescati da possibili deterioramenti del quadro macroeconomico.
- gli impieghi netti di tesoreria calano da 7,2 a 5 miliardi per far fronte al rimborso anticipato delle scadenze contrattuali della TLTRO (-2,9 miliardi) con la liquidità in eccesso (depositi BCE dimezzati da 6,9 a 3,5 miliardi). La counterbalancing capacity salda a 16,6 miliardi (da 14,7 miliardi) a supporto dei ratios di liquidità che restano molto buoni: NSFR a 119% e LCR a 180%;
- la raccolta è stabile a 60,5 miliardi (61,2 miliardi) per il predetto rimborso della quota TLTRO (- 2,9 miliardi, a 5,6 miliardi) in buona parte fronteggiato dalla maggiore raccolta cartolare (da 18,5 a 22,3 miliardi); i depositi WM rimangono elevati a 28,2 miliardi (28,8 miliardi) mentre le altre forme di provvista si attestano a 4,5 miliardi;
- le Total Financial Assets (TFA) salgono a 88 miliardi (+9,7% a/a) spinte da afflussi di AUM/AUA per oltre 7,9 miliardi ed un effetto mercato positivo per 0,5 miliardi. La componente AUM/AUA sale di 8,4 miliardi (di cui 5,4 nel secondo semestre) concentrata verso l'attività amministrata (+7,7 miliardi). Le AUM/AUA riguardano per 20,6 miliardi il Premier e per 27,6 miliardi il Private; le masse gestite dall'Asset Management ammontano a 25,9 miliardi, di cui 11,7 miliardi esterne al Gruppo.
- Gli indici patrimoniali al 30 giugno 2023 si confermano elevati includendo il beneficio che diventerà permanente del Danish Compromise (100bps):
- CET1 ratio phase in e fully loaded con Danish Compromise al 15,9% - con un buffer di oltre 700bps rispetto al requisito minimo SREP. Nell'esercizio il CET1 sale di circa 30bps: la crescita organica (+65bps di autofinanziamento al netto del payout del 70%) è stata in parte erosa dal ripristino della LGD Foundation sul portafoglio Large Corporate (-45bps nel primo trimestre). Per contro l'impatto delle deduzioni Assicurazioni Generali (-25bps) è stato

compensato dalla costante attività di efficientamento degli RWA (+25bps). Nell'ultimo trimestre l'indice è in aumento di circa 50bps per le minori deduzioni su di Assicurazioni Generali dopo lo stacco del dividendo (+25bps) e l'andamento contenuto degli RWA.
- Il Total Capital ratio phase-in e fully loaded con Danish Compromise è in aumento dal 17,6% al 17,9% per la nuova emissione subordinata di 300 milioni di controvalore nominale.
- Il Leverage ratio si mantiene stabile all'8,4% dal momento che il maggior Tier1 è compensato dalle maggiori esposizioni.
- L'indice MREL si mantiene elevato e stabile nell'esercizio: 36,8% degli RWA e al 19,5% delle esposizioni LRE, confermandosi sempre ben al di sopra dei requisiti minimi previsti pari al 22,13% degli RWA e al 5,91% delle esposizioni LRE
Risultati divisionali
1. Wealth Management6 : crescita a doppia cifra dell'utile netto (+21% a €162m, ~€180m normalizzato per le poste non ricorrenti) e dei ricavi (+13% a €821m) sostenuti dalla dinamica dei tassi di interesse e delle masse (TFA +10% a €88mld). Solida attività commerciale (afflussi di AUM/AUA pari a €7,3mld nei dodici mesi) favoriti dalla continua attività di reclutamento (76 ingressi nel corso dell'esercizio). ROAC5 e RoRWA5 in ascesa rispettivamente al 35% ed al 3,1%.
L'utile netto dei dodici mesi si attesta a 161,9 milioni, in aumento del 20,6% rispetto allo scorso anno (134,2 milioni), con un contributo trimestrale di 32,5 milioni (in calo dopo partite straordinarie per circa 20 milioni). I ricavi crescono del 12,9% a 820,5 milioni sostenuti dagli incrementi di margine di interesse (+22,7%) e commissioni (+6,6%); l'indice costi/ricavi scende al 68% (dal 71%) ed il ROAC raggiunge il 35% (RoRWA a 3,1%).
In coerenza con il Piano "One Brand One Culture" è in corso di ottimizzazione la struttura della divisione, al fine di conseguire sempre maggiori sinergie tra le reti, le reti e le fabbriche prodotto, il WM e il CIB, e per consolidare il modello di Private & Investment Banking.
Prosegue lo sviluppo della piattaforma con:
- AUM/AUA in crescita del 16% a 59,8 miliardi con afflussi netti per 7,9 miliardi (+2,3 miliardi rispetto allo scorso esercizio) favoriti dall'aumento della rete distributiva e dalla conversione dei depositi guidata (principalmente AUA nella forma di certificates e titoli di stato). Le TFA sono complessivamente in crescita a 88 miliardi dopo un effetto mercato positivo per circa 500 milioni ed una robusta crescita delle masse qualificate (AUM/AUA) del 16%;
- ampliamento della struttura distributiva (1.236 unità) che vede una crescita di 76 persone nei dodici mesi. Il segmento Premier conta su 1.087 professionisti pressoché equamente distribuiti tra bankers (522 unità, +15) e consulenti finanziari (565 unità, +49) dislocati su 105 filiali e 103 punti vendita. Il Private incrementa i bankers a 149 (+12) con il contributo di un team di 6 banker di elevata seniority che in pochi mesi ha apportato masse per circa 300 milioni;
6 Include il segmento Premier (CheBanca!), il Private Banking (MBPB, CMB), l'Asset Management (MB SGR e MB Management Company, Polus Capital, RAM AI), nonché le attività di Spafid.


costante adeguamento dell'offerta, volto a rispondere alle nuove esigenze derivanti dall'attuale condizione di volatilità dei mercati e a rafforzare le sinergie infragruppo.
Mediobanca Private Banking ha continuato ad offrire opportunità di investimento esclusive alla propria clientela UHNWI: in ambito Public Markets, le Gestioni Patrimoniali hanno visto l'introduzione di 5 nuove strategie (4 obbligazionarie Buy&Hold visto il contesto macroeconomico ed una strategia azionaria Internazionale Euro Hedged). Nel Private Markets, è stato lanciato il fondo semiliquido Apollo Aligned Alternative, che coniuga i vantaggi delle strategie Private Equity con una maggiore liquidabilità rispetto ai fondi tradizionali di questa asset class. Prosegue, inoltre, l'attività di investimento del programma Blackrock, che nell'ultimo trimestre dell'esercizio ha visto il completamento di ulteriori due iniziative per oltre 90 milioni portando ad oltre 370 milioni il totale investito nel programma. Per quanto riguarda i Club Deal con target PMI italiane ad alto potenziale, si sta concludendo il primo programma di investimento da 500 milioni con due iniziative, una nell'ambito del Motor sport, già conclusa, e una in corso nel settore Skin care/Beauty. Prosegue con efficacia la collaborazione con il CIB nel coverage congiunto che ha permesso di generare nell'anno circa 600 milioni di liquidity events. Il segmento Premier ha offerto alla propria clientela diversi prodotti fixed income: due obbligazioni Mediobanca a tasso fisso a 3 e a 5 anni, un fondo target maturity Mediobanca ESG Credit Opportunities 2026 (fondo obbligazionario a durata tre anni ex Art.8 SFDR/ESG).
Le attività gestite per conto della clientela (TFA) pari a 88 miliardi sono così suddivise: Private 38,8 miliardi (27,6 miliardi ex AUM/AUA e 11,2 miliardi depositi), Premier 37,5 miliardi (20,5 miliardi ex AUM/AUA e 17 miliardi depositi) e Asset Management 25,9 miliardi, di cui 14,2 miliardi collocati all'interno del Gruppo (13,5 miliardi a giugno 2022).
I ricavi della divisione sono in crescita del 12,9% (da 726,5 a 820,5 milioni), grazie al positivo andamento sia del margine di interesse, favorito dall'andamento della politica monetaria, che delle commissioni in aumento grazie alle maggiori masse. In dettaglio:
- il margine di interesse aumenta del 22,7% (da 294,6 a 361,5 milioni) per la crescita dei volumi di impiego a fronte di depositi stabili a costi moderati (costo esterno 0,6%);
- le commissioni crescono del 6,6% (da 421,6 a 449,6 milioni) con un contributo significativo di management fees (+2,5% da 321,5 a 329,6 milioni) e banking fees (+12,3% da 84,7 a 95,1 milioni) ma soprattutto di upfront fee (+26,1% da 61,1 a 77,1 milioni) rivenienti dall'importante collocamento di strumenti fixed income (inclusi obbligazioni e certificates Mediobanca) indotto dalla crescita dei tassi di interesse. Il dato trimestrale è in riduzione rispetto al precedente (-2,5% da 111,2 a 108,4 milioni) condizionato dalle fisiologiche fluttuazioni legate alle attività; le management fees crescono del 2,4% raggiungendo gli 84,6 milioni.
I costi di struttura aumentano da 516,7 a 555,1 milioni (+7,4%) per il maggior costo lavoro (+10,7%, da 265,7 a 294,2 milioni) che riflette, oltre al rafforzamento della struttura (+93 risorse di cui 2/3 relativi al Premier), l'allineamento della componente variabile ai buoni risultati; le spese amministrative salgono del 3,9% (da 251,0 a 260,9 milioni) principalmente per IT e progettualità (+7,5% a 111 milioni) cui si affiancano investimenti per le sedi (+11% a 43 milioni) e consulenze professionali (+13,5% a 14 milioni).
Le rettifiche sono in riduzione a 10,5 milioni (14 milioni) per effetto del basso tasso di default dei mutui ipotecari CheBanca! (-3,1 milioni di rettifiche) in assenza di rettifiche afferenti al Private (0,4 milioni lo scorso anno). Su base trimestrale si registrano rettifiche su crediti per 2,2 milioni.
Alle rettifiche su crediti si aggiungono partite straordinarie (20,9 milioni nell'anno, 12,6 milioni nell'ultimo trimestre) per accantonamenti al fondo rischi, incentivazioni all'uscita e sopravvenienze passive su operatività sulla clientela.


Gli impieghi creditizi saldano a 16,8 miliardi (+10% da giugno 2022), di cui 12,4 miliardi di mutui residenziali (+9%) e 4,4 miliardi di finanziamenti Private (+13%). L'erogato in mutui ipotecari è pari a 2,2 miliardi in linea con lo scorso anno.
Le attività deteriorate lorde flettono da 222,2 a 218,2 milioni (pari all'1,3% degli impieghi) e riguardano prevalentemente i mutui ipotecari di CheBanca! (166 milioni, 1,3% dello stock). Il tasso di copertura è pari al 45,1% (69,7% sulle sofferenze). La quota Private lorda è di 52 milioni (1,2% dello stock, di cui 39 milioni ex CMB Monaco). Su base netta le attività deteriorate sono pari a 119,9 milioni (pari allo 0,7% degli impieghi netti) di cui 78,4 milioni rappresentati dai mutui ipotecari di CheBanca!; le sofferenze nette si attestano a 29,5 milioni interamente ascrivibili ai prodotti erogati da CheBanca!.
2. Corporate & Investment Banking: avviata l'ottimizzazione degli attivi (RWA -4% a €19bn) focus su crescita capital-light (acquisita Arma Partners); ricavi ai massimi storici nei 12 mesi (€712m), nonostante il rallentamento dell'ultimo semestre in linea con il mercato europeo. Utile netto a €225m, RoRWA5 stabile a 1,2%.
La divisione chiude i 12 mesi con ricavi ai massimi storici (712,4 milioni) che mostrano una crescita a doppia cifra rispetto allo scorso anno (+11,4%, da 639,3 milioni) e capitalizzano i risultati record del primo semestre e l'atteso rallentamento del secondo semestre, in linea con le dinamiche viste sul mercato europeo e americano, colpiti dalla volatilità dei mercati e dall'aumento dei tassi. Al raggiungimento di tali risultati ha contribuito, ancora una volta, l'elevata diversificazione delle fonti di ricavo: il calo dell'Advisory (-9,5%) è stato compensato dalla crescita dell'attività di Capital Market Solutions (+6,2%), del Trading proprietario e dell'attività di Lending (+6,6%), beneficiando quest'ultimo dell'aumento dei tassi e del veloce riprezzamento degli attivi.
A livello di utile si registra un calo rispetto allo scorso anno (-8,8% a 225,2 milioni), imputabile alle maggiori rettifiche di valore concentrate principalmente nel secondo trimestre dell'esercizio, in gran parte dovute all'adeguamento dei modelli IFRS9 al nuovo scenario macroeconomico e a limitate riclassificazioni. Il ROAC della divisione si attesta comunque su livelli elevati al 13% e un RORWA sostanzialmente stabile all'1,2%.
Nel corso dell'esercizio sono state poste le basi per lo sviluppo del nuovo Piano triennale 2023-26:
- è stata avviata l'ottimizzazione degli attivi (RWA previsti in calo del 13% nel triennio), che riflette logiche di erogazione più selettive a partire dall'ultimo semestre a favore della marginalità del capitale assorbito, e che ha portato ad una riduzione degli RWA del 3%, pur scontando un aggravio derivante dal ripristino della LGD foundation sul portafoglio Large Corporate nel primo trimestre dell'esercizio;
- è stato siglato un accordo strategico per l'acquisizione di Arma Partners, che consentirà a Mediobanca di rafforzare il proprio franchise nella Digital Economy e contribuirà ad ampliare la quota di ricavi non-domestici (prevista salire dal 40% al 55% nel triennio) e capital-light (prevista salire dal 28% al 40% nel triennio).
Nel semestre, l'Istituto ha risentito del contesto di incertezza che ha visto il mercato mondiale dell'M&A7 registrare un calo del 37% nei volumi e del 9% nel numero di operazioni annunciate rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; un trend ancora più accentuato si è registrato sul mercato europeo dove la riduzione è stata del 49% nei volumi e del 18% nel numero di operazioni. In particolare, in Francia e Spagna la flessione nei volumi è stata rispettivamente del
7 Fonte: Refinitiv – Operazioni annunciate

25% e del 54%, mentre il mercato italiano è calato del 88% nei volumi, ulteriormente accentuando il dato di dicembre 22 (-70% senza contare l'OPA su Atlantia).
In questo contesto, l'Advisory ha registrato una flessione meno marcata della media del mercato, grazie alle forti relazioni con i clienti e alla resilienza del comparto domestico, in particolare nel segmento mid corporate. Tra le operazioni completate si segnalano la business combination tra Autogrill e Dufry nel settore Consumer, la ricapitalizzazione di Ansaldo Energia, la joint venture tra Wind Tre e Iliad nel settore TMT e l'accordo strategico tra Intesa San Paolo e Nexi nel settore Financial Institution. Nel segmento Mid-Cap, Mediobanca ha confermato il suo posizionamento di advisor di riferimento, completando cinque operazioni nonostante la complessa situazione di mercato, tra cui l'accordo di partnership tra Charme Capital Partners SGR e Tema Sinergie e la vendita di Tikedo a White Bridge Investments.
Con riferimento all'attività di Debt Capital Markets, l'Istituto ha svolto un ruolo rilevante in numerose emissioni obbligazionarie italiane (tra cui Alperia, Intesa San Paolo, Stellantis, Lottomatica, Assicurazioni Generali, Hera ed Iccrea) e in alcune rilevanti operazioni negli altri core markets (tra cui Société Générale ed EDP), con crescente presenza nel segmento ESG.
Nell'Equity Capital Markets, l'Istituto ha preso parte allo stake building su Anima, nel cui ambito Mediobanca ha eseguito con successo, per conto di FSI, il Reverse ABB italiano più grande di sempre. A ciò si aggiungono il convertible bond emesso da Greenvolt in Portogallo, dove l'Istituto ha assistito KKR, in qualità di financial advisor e l'IPO di Lottomatica in cui la Banca ha svolto il ruolo di joint bookrunner.
Per quanto riguarda l'attività di Lending, l'Istituto ha finanziato aziende e sponsor in tutte le geografie coperte, supportandole sia nell'attività ordinaria (tra cui Recordati, Cellnex ed Enagas) che straordinaria (tra cui Dufry nel contesto della business combination con Autogrill e Perfetti Van Melle Group nel contesto dell'acquisizione di Mondelēz Gum); tale sforzo si riflette in un incremento del margine d'interesse e dell'apporto commissionale, che si accompagna al miglioramento della qualità del book (Investment Grade sale al 74%, rispetto al 63% nel giugno 2021).
Il comparto Markets ha registrato un'ottima performance, dimostrando, in un contesto di mercato turbolento, una buona tenuta delle posizioni e ha beneficiato della crescente domanda di certificates grazie alle crescenti sinergie tra le divisioni CIB e Wealth Management.
I ricavi salgono da 639,3 a 712,4 milioni (+11,4%) sostenuti dalla crescita del margine di interesse (+14%) e dei proventi di tesoreria (+67,9%), e da un livello elevato, seppur in calo, di commissioni; al saldo contribuiscono il Wholesale per 641,8 milioni (+13,5%) e lo Specialty Finance per 70,6 milioni (-4,2%). Nel dettaglio:
- il margine di interesse si attesta a 288 milioni, in crescita del 14% rispetto allo scorso esercizio (252,5 milioni), favorito dal rialzo dei tassi e dal rapido riprezzamento degli attivi; il Wholesale sale (+18,7%, da 208,7 a 247,8 milioni), mentre il factoring rallenta (-8,3%, da 43,8 a 40,2 milioni), scontando le difficoltà ad incrementare gli spread per l'elevata concorrenza sul mercato;
- le commissioni nette ed altri proventi si mantengono su livelli importanti (289,4 milioni) per effetto di un trend molto buono registrato nel primo semestre (185,3 milioni) che attenua il rallentamento registrato nella seconda parte dell'esercizio in linea col mercato; l'Equity Capital Market salda a 27 milioni (+15%), il Lending cresce del 9,1% a 67,2 milioni, il Debt Capital Market flette da 19,3 a circa 17 milioni mentre l'advisory M&A sconta il calo più marcato (da 158,9 a 143,8 milioni) con una quota MID Corporate che resta molto buona a 26,2 milioni; lo Specialty Finance concorre per 30,4 milioni (29,4 milioni);


i proventi di tesoreria concorrono per 135 milioni (+67,9% a/a) dopo un primo semestre molto buono (109,5 milioni) in concomitanza del primo forte incremento dei tassi di interesse. Rispetto allo scorso esercizio il portafoglio proprietario concorre per 62 milioni (4,1 milioni la perdita dello scorso anno), mentre l'attività con clientela ha registrato una lieve flessione (72,7 milioni contro 83,1 milioni) per via di un apporto del comparto equity più contenuto rispetto allo scorso anno.
I costi di struttura crescono del 9,8% (da 298,1 a 327,3 milioni), con il costo lavoro che sale del 8,2% (da 169,2 a 183 milioni) e sconta un incremento di risorse (+22 risorse, a 648) riconducibili alla crescita Wholesale sul mercato domestico ed estero. L'importante crescita delle spese amministrative (+12%, da 128,9 a 144,3 milioni) sconta il ritorno a regime (post Covid) di diverse componenti (viaggi, marketing) nonché la maggior incidenza di IT e attività progettuali. Nonostante l'incremento dei costi, l'indice costi/ricavi è in calo di 1pp al 46%.
Le rettifiche su crediti si attestano a 32,3 milioni, esprimendo un costo del rischio pari a 16bps nell'anno. L'incremento è connesso alle rettifiche Wholesale (32,1 milioni rispetto a riprese per 49,2 milioni del precedente esercizio) collegato all'adeguamento dei modelli IFRS9 al nuovo scenario macroeconomico (nel secondo trimestre) e a svalutazioni monografiche, in parte compensate da riprese di valore sul portafoglio performing e dal rilascio di una parte di overlay che comunque rimangono elevati (circa 40 milioni, di cui 25,2 milioni nel settore Large Corporate). Gli ultimi due trimestri vedono riprese di valore, seppur limitate malgrado talune riclassifiche.
Nel corso dell'esercizio si registrano rettifiche su altri strumenti finanziari (titoli obbligazionari e fondi) per complessivi 10,1 milioni per gran parte connessi al repentino incremento dei tassi di interesse.
Nell'esercizio gli impieghi a clientela flettono da 20,7 a 19,6 miliardi (-5,3%) con un calo nel segmento Wholesale Banking (-6,7%; da 18 a 16,8 miliardi) che sconta il minor erogato di Lending e Finanza Strutturata (6,9 miliardi, -15% a/a) a seguito della minore domanda e di logiche di erogazione più selettive a partire dall'ultimo semestre, a favore della marginalità del capitale assorbito. Il turnover del Factoring sale rispetto al precedente esercizio (+12,6% da 10,7 a 12,1 miliardi), per effetto della crescita della base clienti cedenti.
Le attività deteriorate lorde si incrementano da 106,2 a 135,7 milioni con un gross NPL ratio che si attesta allo 0,7% (0,5% lo scorso anno); su base netta il controvalore si riduce a da 24,9 a 22,2 milioni.
Le posizioni lorde classificate in Stage2 passano da 631,8 a 338,4 milioni (1,7% degli impieghi) per la forte riduzione del Wholesale Banking a seguito di rimborsi e/o revisione monografica al rialzo del rating di alcune controparti.
Il tasso di copertura del bonis (Stage1 e 2) si attesta allo 0,4% in lieve calo rispetto allo 0,5% dello scorso esercizio con un ammontare di overlay di 40 milioni, che si riduce nel comparto Large Corporate (da 44,4 a 25,2 milioni) a seguito di un'attenta revisione dei settori industriali maggiormente impattati dalle incertezze macro.
3. Credito al Consumo: utile netto dei 12M a €374m (~€380m normalizzato per le partite non ricorrenti) e ROAC5 al 32% (RoRWA5 al 2,9%). Il risultato, in lieve crescita, rappresenta il miglior utile netto di Compass ed è stato conseguito grazie all'intensa attività commerciale e all'innovazione digitale che hanno generato l'erogato più alto di sempre, pur in presenza di tassi di accettazione più severi. La qualità degli impieghi si conferma robusta e il costo del rischio si mantiene a 145bps.
Compass chiude l'esercizio con un utile netto di 374,3 milioni (+1,1%), che riflette una profittabilità molto elevata (ROAC al 32% e RoRWA al 2,9%). La crescita dell'erogato (7,8 miliardi vs 7,7 miliardi

dello scorso anno) ha sostenuto lo sviluppo degli impieghi, superiori ai 14 miliardi, e del margine di interesse pur in un contesto di tassi in rapida crescita. Le politiche di concessione del credito più selettive volte a preservare la qualità degli attivi hanno permesso di mantenere stabili i tassi di default con un effetto positivo sul costo del rischio (145bps contro 142bps lo scorso anno) e sul margine operativo che ha raggiunto un nuovo livello massimo (571,2 milioni nei dodici mesi).
Nel trimestre continua l'ampliamento della rete distributiva privilegiando soluzioni a costi variabili (2 agenzie aperte). A fine giugno la piattaforma distributiva di Compass contava 312 unità, di cui 72 gestite da agenti, cui si aggiungono 59 punti vendita Compass Quinto (specializzati nella commercializzazione della cessione del quinto). Compass Link, Agente in Attività Finanziaria – progetto partito a fine 2021 – focalizzato sull'offerta di prodotti fuori sede, ha raggiunto un totale di 175 collaboratori.
Prioritario il rafforzamento dei canali digitali che, grazie ai continui interventi di miglioramento della user experience, ha accresciuto la penetrazione dell'intermediato al 31% dei volumi dei prestiti personali del canale diretto con più dell'80% delle richieste evase in un giorno. Compass ha inoltre continuato ad investire per evolvere la propria offerta in un'ottica crescente multicanalità studiando metodologie innovative di selezione del credito, sviluppando la proposta BNPL, digitalizzando tutti i processi, compresi quelli insistenti sui punti vendita fisici e guardando all'espansione internazionale. In questo contesto a giugno 2023 Compass ha siglato un accordo per rilevare da HeidiPay AG il 100% di HeidiPay Switzerland AG. Tale acquisizione rappresenta il primo passo dello sviluppo internazionale di Compass poiche consentirà alla società di diventare a tutti gli effetti un operatore di credito al consumo nel territorio elvetico oltre che di continuare a beneficiare della tecnologia e dei servizi di HeidiPay AG.
Nei primi sei mesi del 2023 il mercato del credito al consumo ha registrato flussi per 43,2 miliardi, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo del 2022. Tale andamento è ascrivibile principalmente all'evoluzione positiva del comparto delle carte di credito (+11%), dei prestiti finalizzati (+10%) mentre i prestiti personali registrano un calo del 4%.
L'erogato dell'esercizio registra una crescita pari al 2% (da 7,7 a 7,8 miliardi) attestando la sua quota di mercato al 9%. La crescita è guidata dai prestiti auto (+8%, a 1,6 miliardi), dal finalizzato (+16% a 1,4 miliaridi che include la crescita del BNPL più che raddoppiato rispetto allo scorso anno) e dalle carte di credito (+4% a 0,9 miliardi); in discesa la cessione del quinto (-13%, a 0,4 miliardi) per il calo del canale indiretto che maggiormente risente delle politiche di riprezzamento operate. I prestiti personali (3,5 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno) vedono la crescita della distribuzione diretta (2,7 miliardi +14%) che ha compensato la discesa dei canali terzi (-35%), in particolare quello bancario, con un vantaggio anche in termini di redditività.
I dodici mesi consuntivano un utile netto di 374,3 milioni (+1% rispetto allo scorso anno). Il positivo andamento dell'attività commerciale ha permesso agli impieghi di raggiungere il livello più alto di sempre (14,5 miliardi che si confronta con 13,8 miliardi lo scorso giugno) garantendo la crescita dei ricavi (da 1.058,2 a 1.122,5 milioni) che ha compensato la dinamica dei costi (Cost/Income da 30% a 31%), in crescita per il rafforzamento delle struture e per gli investimenti nei nuovi progetti, ed il marginale aumento della rischiosità (che si mantiene a livelli molto contenuti pari a 145bps che si confrontano con 142bps dello scorso anno). ROAC e RoRWA elevati (rispettivamente 32% e 2,9%).
La crescita dei ricavi (+6,1%, da 1.058,2 a 1.122,5 milioni) è allineata all'andamento dei volumi medi di impieghi (+6%); in dettaglio:
il margine di interesse raggiunge il massimo storico di 984,9 milioni in crescita del 5,4% rispetto allo scorso anno (934,3 milioni); la buona performance riflette la crescita degli impieghi concentrata verso i prestiti personali diretti a maggiore redditività che è stata preservata


attraverso un'intesa attività di repricing in grado di assorbire quasi totalmente l'incremento del costo della raccolta
le commissioni aumentano da 123,5 a 138,4 milioni (+12,1%) con un crescente contributo dell'attività in Buy Now Pay Later (12 milioni) e minori retrocessioni alle reti terze (da 24 a 14 milioni) che bilanciano la minore componente dalla vendita di prodotti assicurativi (da 43 a 40 milioni).
I costi di struttura saldano a 347,4 milioni, in crescita rispetto allo scorso anno (314,8 milioni) per effetto dell'inflazione e degli investimenti per lo sviluppo della divisione. Il costo del lavoro cresce del 7,5% (da 105,9 a 113,8 milioni) in relazione alla crescita della struttura (+66 risorse nel periodo) ed i costi amministrativi crescono dell'11,8% (da 208,9 a 233,6 milioni) per effetto della crescita dei costi operativi, dei costi IT e di di marketing, questi ultimi principalmente a supporto delle nuove inizitive digitali (BNPL);
Le rettifiche su crediti crescono del 7,3%, da 190,1 a 203,9 milioni, pur facendo registrare un livello del costo del rischio che si mantiene contenuto a 145bps (142bps lo scorso anno). I livelli di copertura si mantengono elevati (NPL da 78,8% a 77,3%; bonis a 3,75%) a fronte di overlays in moderato calo (a un livello di poco inferiore a 210 milioni). A queste si aggiungono 14 milioni di accantonamenti straordinari al fondo rischi e per incentivazioni all'uscita.
Le attività deteriorate lorde si attestano a 878 milioni (a 858 milioni a giugno 22) con una incidenza sugli impieghi in calo (da 5,7% a 5,6%) grazie ai bassi tassi di default che si mantengono inferiori alle attese. L'ottimo livello delle coperture (77,3%) contribuisce a mantenere contenuta l'incidenza delle esposizioni netta (199 milioni) malgrado l'introduzione di regole di classificazione più stringenti (su forbearance, UTP e definizione di default) con un'incidenza sostanzialmente stabile all'1,4% degli impieghi. Le sofferenze nette scendono al di sotto dei 5 milioni e mostrano un tasso di copertura al 98,2%.
4. INS: apporto elevato agli utili di Gruppo (€440m) – ROAC5 20%, RoRWA5 3,2%
La divisione chiude con un utile di 439,5 milioni in crescita del 37,5% rispetto allo scorso anno (319,7 milioni) per il maggior contributo dell'equity method (da 359,3 a 454,7 milioni) in particolare di Assicurazioni Generali (442,8 milioni) che conferma l'ottima redditività dell'investimento (ROAC al 20%, RORWA al 3,2%) la quale è prevista mantenersi su questi livelli anche dopo il 31 dicembre 2024 essendo stato confermato il trattamento ex Danish Compromise nella nuova CRR3; l'effetto a conto economico dell'ultimo trimestre conferma la decorrelazione di questo investimento rispetto ad altri business del Gruppo (in particolare l'Investment Banking) e la capacità di produrre un elevato cash flow grazie ai dividendi; resta infine l'opzione di valore che assicura al Gruppo Mediobanca in termini di risorse disponibili (ulteriormente incrementatesi con la crescita del valore di Borsa) e attivabili in caso di operazioni di crescita.
Gli incassi da dividendi ed altri proventi su fondi ammontano a 16 milioni, di cui la metà dal seed capital a favore dei fondi del Gruppo; la valorizzazione al fair value dei fondi è positiva per 2,4 milioni.
Il book value della partecipazione Assicurazioni Generali mostra un aumento del 13,1% (passando da 3.069,4 a 3.472,2 milioni) dopo aver recepito gli impatti sul patrimonio netto della Compagnia in applicazione dei nuovi principi contabili IFRS17/IFRS9 (a partire dalla situazione contabile al 31 marzo 2023 su cui si basa la valutazione della partecipazione al 30 giugno). Il contributo a conto economico dei 12 mesi è stato di 442,8 milioni, in aumento del 24,2% (356,6 milioni) complice un risultato dell'ultimo trimestre che beneficia degli effetti dell'applicazione dei nuovi principi (quale la valorizzazione delle passività in presenza di tassi crescenti) e la plusvalenza derivante dalla cessione di un investimento immobiliare in UK. Il valore di mercato della partecipazione è pari a 3,8 miliardi.


5. HF: risultati in forte miglioramento per il nuovo scenario dei tassi e la gestione attiva della tesoreria. Provvista ampia e diversificata, ottimizzata nel costo.
La perdita netta si riduce da 165 a 95,3 milioni per il buon andamento del margine di intermediazione (da 78,8 a 220,4 milioni) sostenuto dal margine di interesse che, dopo diversi anni, torna ampiamente positivo (145,1 milioni, di cui 77,2 milioni nell'ultimo trimestre) complice l'importante apporto del portafoglio titoli (+55 milioni nell'esercizio) e la gestione delle altre componenti della tesoreria (+48 milioni) a fronte di un costo del funding sotto controllo. I costi centrali si attestano a 107,6 milioni (102,3 milioni a giugno 2022) con un'incidenza rispetto al totale di Gruppo in miglioramento al 7,6%.
Nel dettaglio:
- Tesoreria: l'esercizio ha visto un intenso lavoro di ampliamento della raccolta e di ottimizzazione del suo costo, che si è concretizzato nella stabilità delle masse del Wealth Management (48% della raccolta di Gruppo) e nell'aumento della raccolta cartolare che ha saputo sfruttare la riapertura dei canali retail e private, non solo del Gruppo. Ciò ha permesso di iniziare il pianificato processo di rimborso del T-LTRO, incrementando gli indici regolamentari saliti ai migliori livelli di sempre (LCR: 180% e NSFR: 119%); anche le passività MREL sono in aumento dal 30 al 34% degli RWA, ben superiori al requisito del 23,13% richiesto per il 2023. La crescita del margine di interesse (+180 milioni) compensa totalmente il calo dei proventi di tesoreria (-5 milioni) e delle commissioni (-10 milioni);
- Leasing: chiude con un utile netto di 3,2 milioni, in lieve aumento rispetto allo scorso esercizio (2,7) pur scontando la riduzione degli impieghi (-10% da 1,6 a 1,5 miliardi) condizionato da un erogato in calo soprattutto nel secondo semestre. Si registrano infatti minori rettifiche di valore su crediti (6,6 milioni contro 16,7 milioni) in gran parte connesse alla definizione di posizioni immobiliari precedentemente classificate a NPL. Specularmente scendono le attività deteriorate lorde (da 138 a 107 milioni) con un effetto ancora più evidente su base netta (da 64,3 a 32,9 milioni).
- Gestione dei portafogli NPL acquisiti: l'attività è stata ceduta nell'ambito della transazione Revalea. In bilancio la contabilizzazione dell'operazione è effettuata secondo quanto previsto dall'IFRS 5. Fino al closing dell'operazione, previsto entro la fine del 2023, le componenti economiche di costi e ricavi continueranno ad essere attribuite per natura, considerata anche l'esiguità dei numeri. Nei 12 mesi il segmento ha contenuto la perdita a 0,5 milioni dopo ricavi per 51,6 milioni, di cui circa 32,3 milioni da incassi su portafogli e rettifiche per 16,8 milioni. Lo stock di NPL è sceso da 350,6 a 238,8 milioni e fronte di un patrimonio netto contabile di 117,7 milioni.
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Mediobanca SpA
La capogruppo chiude con un utile netto di 606,5 milioni in netto aumento rispetto allo scorso anno (513,1 milioni) per l'ottimo andamento dei ricavi (+29,3%) che consente di tenere sotto controllo il C/I (36%, nonostante l'incremento del 10,5% dei costi) ed assorbire l'incremento delle rettifiche di valore (36,3 milioni), il contributo al SRF per 35 milioni e partite straordinarie per circa 68 milioni, di cui 54,3 milioni relativi all'impairment della partecipata RAM.


La crescita dei ricavi da 1.073,4 a 1.387,9 milioni è trainata dal margine di interesse (triplicato nei 12 mesi) e dai maggiori dividendi incassati (527,3 milioni di cui 235,1 ex Assicurazioni Generali e 275 ex Compass Banca); nel dettaglio:
- il margine di interesse salda a 333,2 milioni in netto aumento rispetto allo scorso anno (114,4 milioni) spinto dagli effetti positivi del repentino aumento dei tassi sugli attivi (impieghi e tesoreria) a fronte di un'accurata gestione del costo del funding;
- i proventi di tesoreria salgono da 154,2 a 207,5 milioni con un importante incremento dell'apporto del portafoglio di proprietario (109,2 milioni contro 37,6 milioni) a fronte di un'attività con la clientela in lieve flessione (da 79,2 a 69,3 milioni);
- le commissioni ed altri proventi migliorano leggermente il già ottimo livello dello scorso anno (319,9 milioni contro 316,8 milioni) un po' in tutti i comparti: Private (da 101,5 a 110,6 milioni), Advisory M&A (da 95,3 a 100,1 milioni), Lending (da 50,8 a 54,2 milioni) e Capital Market (da 42,7 a 43,5 milioni).
I costi di struttura crescono da 450,9 a 498,4 milioni, equamente distribuiti tra costo del lavoro (+9,4%, 288,8 milioni per tenere conto del maggior organico e della componente variabile) e spese amministrative (+12,1%, a 209,6 milioni).
I maggiori accantonamenti creditizi (36,3 milioni) scontano talune riclassifiche in parte assorbite dai rilasci sul portafoglio bonis dopo rimborsi e re-rating. A questi si aggiungono 14 milioni di partite straordinarie relative ad accantonamenti netti al fondo rischi, incentivazioni all'uscita e sopravvenienze passive su operatività con la clientela.
Il totale attivo aumenta da 79,7 a 81,3 miliardi dopo maggiori impieghi creditizi (da 40 a 41,4 miliardi) ed un lieve incremento dei titoli di debito del banking book (da 10,1 a 11,1 miliardi) peraltro fronteggiato dai minori impieghi di tesoreria (da 14 a 12,8 miliardi); la raccolta aumenta leggermente (da 55,4 a 55,9 miliardi) con maggiori emissioni cartolari (+22,6%, a 20 miliardi).
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Rafforzamento della governance di sostenibilità e crescita del business ESG
Il Gruppo attribuisce grande rilievo alle tematiche di sostenibilità e, in particolare, alla diversità e inclusione e al contrasto al cambiamento climatico, confermando il proprio impegno a includere tali aspetti nei diversi ambiti di attività.
Negli ultimi dodici mesi:
- Il Gruppo ha rinnovato la piena adesione al Global Compact, ai Principles for Responsible Banking e alla Net Zero Banking Alliance e la sottoscrizione delle raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD).
- è stato adottato il Codice sui Principi di Diversità, Equità e Inclusione di Gruppo che definisce l'approccio in termini di obiettivi, strategie e pratiche attive, al fine di favorire un ambiente di lavoro collaborativo e inclusivo che promuova una crescita equa e migliori il livello di inclusione e coesione sociale del personale, dei clienti e della società civile in generale;


è stata aggiornata la Politica ESG di Gruppo, che introduce, tra l'altro, ulteriori limitazioni all'operatività con soggetti che impattano negativamente sull'ambiente e formalizza l'engagement attivo nei confronti della clientela al fine di favorire la transizione climatica.
Tale impostazione, volta a includere in modo progressivo e rigoroso le tematiche di sostenibilità in tutti gli ambiti di attività, è riconosciuta dalle principali società di rating ESG, tra cui: MSCI che ha alzato il rating da "A" ad "AA" e Morningstar che ha incluso Mediobanca nella classifica annuale delle migliori società del Sustainalytics ESG Risk Ratings distintesi nello sviluppo e attuazione di strategie d'investimento responsabile.
Nuovi target ESG qualitativi e quantitativi sono stati inseriti nelle linee di sviluppo del Piano Strategico 2023-2026 e nelle politiche di valutazione e remunerazione di tutta la popolazione del Gruppo, in particolare del top management. Gli obiettivi saranno perseguiti mediante una serie di azioni trasversali a tutte le divisioni per contribuire a un futuro più sostenibile in termini di riduzione degli impatti ambientali, attenzione all'inclusione e alla diversità e supporto alla comunità.
In particolare, con l'obiettivo di raggiungere la neutralità dell'impronta di carbonio entro il 2050, sono stati individuati due target intermedi di riduzione dell'intensità carbonica delle emissioni finanziate: -18% al 2026 e - 35% al 2030; entro il 2030 è prevista anche la totale uscita dal carbone.
Inoltre, il Gruppo intende proseguire nel percorso di riduzione del suo impatto diretto, confermando l'utilizzo di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili e mantenendo la neutralità carbonica sulle emissioni proprie. A queste azioni si aggiunge la crescente integrazione dei fattori climatici e ambientali nei processi di gestione dei rischi, dei crediti e delle politiche di investimento.
L'offerta di prodotti e servizi che rispettano i criteri ESG al 30.06.23 comprendeva:
- l'attività creditizia per circa 4,1 miliardi di stock ESG di cui il 76% afferente al CIB, il 15% al WM e il 9% al Consumer Finance;
- il collocamento sul mercato istituzionale del secondo green bond (500 milioni di Sustainable Senior Preferred Bond) che segue l'emissione inaugurale del 2020;
- l'attività di DCM che si accredita nuovamente tra i principali operatori nell'ambito ESG con un totale di 25 operazioni curate per un controvalore di oltre 17 miliardi;
- la quota dei fondi ESG (ossia i fondi qualificati ex SFDR Articles 8 e 9) nel portafoglio della clientela Premier salita a circa il 70%.
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Politica di distribuzione
Il Consiglio proporrà alla prossima Assemblea, subordinatamente all'autorizzazione della BCE:
- un dividendo unitario di €0,85 in linea col payout ratio del 70% indicato ad inizio esercizio. L'importo verrà messo in pagamento dal 22 novembre prossimo con "record date" 21 novembre e data stacco 20 novembre;
- Nuovo piano di riacquisto di azioni per un controvalore ad oggi di circa €200m, che vanno ad aggiungersi alle azioni proprie già in portafoglio (8,5 milioni di azioni) con
- massime 17 milioni di azioni acquistabili (2% del capitale)
- massime 17 milioni azioni cancellabili
- ammontare complessivo di azioni proprie in portafoglio fino al 3% del capitale, finalizzato al servizio di piani di performance share, acquisizioni e alla possibilità di cancellazione.
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Prevedibile andamento della gestione
Conseguito il Piano 19-23 (nonostante lo scoppio della pandemia e della guerra Russia-Ucraina), il Gruppo è oggi impegnato nell'esecuzione del nuovo Piano 2023-26 "One Brand-One Culture" presentato il 24 Maggio 2023.
Il forte posizionamento del Gruppo in segmenti di attività caratterizzati da opportunità di crescita, i costanti investimenti in distribuzione, innovazione e talento, la crescita selettiva degli impieghi unita alle politiche di ottimizzazione del capitale investito, il continuo controllo della qualità degli attivi e dei costi operativi, consentiranno di affrontare un quadro macro-economico ancora incerto e caratterizzato da una crescita modesta nelle principali economie europee, associata ad un livello dei tassi e dell'inflazione che permarranno elevati almeno fino alla prima metà dell'esercizio.
Il Gruppo Mediobanca conferma per l'es. 2023-24 la propria capacità di conseguire una crescita dei ricavi, degli utili e della remunerazione degli azionisti, in linea con la traiettoria evolutiva tracciata col Piano 2023-26 "One Brand – One Culture".
In dettaglio si prevede:
- un aumento delle TFAs, anche grazie a nuova raccolta per €9-10 miliardi annui;
- RWA stabili grazie alla crescita selettiva degli impieghi e all'avvio delle azioni di ottimizzazione;
- una buona crescita dei ricavi di Gruppo per lo sviluppo positivo sia del margine di interesse che delle commissioni (quest'ultime in apprezzabile aumento per il solido andamento del WM e per l'atteso consolidamento in autunno di Arma nel CIB);
- il mantenimento dell'indice costi/ricavi nell'ordine dell'attuale 43/44%: lo sviluppo dei ricavi permetterà di alimentare il potenziamento degli organici e delle piattaforme del Gruppo;

- costo del rischio stabile a ~50bps, tenuto conto degli overlays;
- una significativa riduzione dei componenti non operativi/one-off, permanendo l'accantonamento DGS per circa 25 milioni;
- l'aumento della remunerazione degli azionisti con il mantenimento di un cash pay-out pari al 70% e l'avvio per piano di riacquisto e cancellazione azioni proprie per circa €200m8;
- Il mantenimento di indici patrimoniali solidi e superiori al 15,5%, considerando gli effetti delle acquisizioni e dell'acquisto di azioni proprie.
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8 Piano di acquisto azioni proprie con cancellazione, fino al 3% del capitale, subordinato all'autorizzazione dell'Assemblea e della BCE. Alla data odierna, considerate le azioni proprie in portafoglio (8,5 milioni) il nuovo buyback riguarderà massimi 17 milioni di azioni in circolazione (circa il 2% del capitale).


1. Conto economico consolidato riclassificato
| 12 mesi | 12 mesi | |||
|---|---|---|---|---|
| Gruppo Mediobanca (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 | Var.% | |
| Margine di interesse | 1.479,2 | 1.801,0 | 21,8% | |
| Proventi di tesoreria | 161,8 | 205,7 | 27,1% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 850,5 | 843,9 | -0,8% | |
| Valorizzazione equity method | 359,3 | 453,9 | 26,3% | |
| Margine di Intermediazione | 2.850,8 | 3.304,5 | 15,9% | |
| Costi del personale | (671,5) | (728,3) | 8,5% | |
| Spese amministrative | (640,6) | (684,8) | 6,9% | |
| Costi di struttura | (1.312,1) | (1.413,1) | 7,7% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (242,6) | (270,1) | 11,3% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(37,4) | (7,3) | -80,5% | |
| Altri utili/(perdite) | (90,1) | (185,8) | n.s. | |
| Risultato Lordo | 1.168,6 | 1.428,2 | 22,2% | |
| Imposte sul reddito | (250,3) | (394,7) | 57,7% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (11,3) | (6,7) | -40,7% | |
| Utile Netto | 907,0 | 1.026,8 | 13,2% |
2 . Conto economico consolidato per trimestri
| Gruppo Mediobanca | Esercizio 21/22 | Esercizio 22/23 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| I Trim. | II Trim. | III Trim. | IV Trim. | I Trim. | II Trim. | III Trim. | IV Trim. | |
| (€ milioni) | 30/09/21 | 31/12/21 | 31/03/22 | 30/06/22 | 30/09/22 | 31/12/22 | 31/03/23 | 30/06/23 |
| Margine di interesse | 358,4 | 375,1 | 372,5 | 373,2 | 396,3 | 446,6 | 456,0 | 502,1 |
| Proventi di tesoreria | 50,0 | 47,0 | 35,4 | 29,4 | 64,6 | 83,5 | 24,2 | 33,4 |
| Commissioni ed altri proventi netti | 202,7 | 240,5 | 201,9 | 205,4 | 209,9 | 262,2 | 185,2 | 186,6 |
| Valorizzazione equity method | 95,3 | 90,4 | 77,9 | 95,7 | 86,2 | 109,2 | 94,0 | 164,5 |
| Margine di Intermediazione | 706,4 | 753,0 | 687,7 | 703,7 | 757,0 | 901,5 | 759,4 | 886,6 |
| Costi del personale | (156,4) | (172,2) | (165,9) | (177,0) | (165,8) | (194,0) | (176,4) | (192,1) |
| Spese amministrative | (146,2) | (158,6) | (158,4) | (177,4) | (155,6) | (175,5) | (167,6) | (186,1) |
| Costi di struttura | (302,6) | (330,8) | (324,3) | (354,4) | (321,4) | (369,5) | (344,0) | (378,2) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela |
(62,4) | (74,9) | (57,6) | (47,7) | (62,6) | (93,8) | (53,1) | (60,6) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
4,8 | (3,6) | (7,8) | (30,8) | (17,0) | (5,7) | 9,7 | 5,7 |
| Altri utili/(perdite) | 0,5 | (35,0) | (52,5) | (3,1) | (2,6) | (35,5) | (57,9) | (89,8) |
| Risultato Lordo | 346,7 | 308,7 | 245,5 | 267,7 | 353,4 | 397,0 | 314,1 | 363,7 |
| Imposte sul reddito | (81,6) | (38,8) | (56,0) | (73,9) | (88,6) | (102,6) | (76,5) | (127,0) |
| Risultato di pertinenza di terzi | (3,2) | (6,0) | 0,6 | (2,7) | (2,2) | (1,9) | (2,2) | (0,4) |
| Utile Netto | 261,9 | 263,9 | 190,1 | 191,1 | 262,6 | 292,5 | 235,4 | 236,3 |


3 . Stato patrimoniale consolidato riclassificato
| Gruppo Mediobanca (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 |
|---|---|---|
| Attivo | ||
| Attività finanziarie di negoziazione | 9.530,9 | 9.546,2 |
| Impieghi di tesoreria e cassa | 12.800,8 | 10.378,5 |
| Titoli di debito del banking book | 8.577,3 | 10.471,3 |
| Impieghi a clientela | 51.701,4 | 52.549,2 |
| Corporate | 17.975,8 | 16.765,2 |
| Specialty Finance | 2.758,3 | 2.860,7 |
| Credito al consumo | 13.750,1 | 14.465,0 |
| Mutui residenziali | 11.368,2 | 12.384,1 |
| Private banking | 3.929,7 | 4.443,2 |
| Leasing e Gestione NPL | 1.919,3 | 1.631,0 |
| Titoli d'investimento | 4.046,2 | 4.367,7 |
| Attività materiali e immateriali | 1.350,2 | 1.327,6 |
| Altre attività | 2.561,6 | 2.998,5 |
| Totale attivo | 90.568,4 | 91.639,0 |
| Passivo | ||
| Raccolta | 61.169,4 | 60.506,2 |
| Obbligazioni MB | 18.536,9 | 22.282,8 |
| Depositi retail | 17.449,8 | 16.983,6 |
| Depositi private banking | 11.347,5 | 11.194,6 |
| BCE | 8.442,2 | 5.586,2 |
| Interbancario e altro | 5.393,0 | 4.459,0 |
| Raccolta di tesoreria | 5.905,8 | 5.470,0 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 9.206,7 | 9.436,7 |
| Altre passività | 3.377,9 | 4.614,3 |
| Fondi del passivo | 159,7 | 182,6 |
| Patrimonio netto | 10.748,9 | 11.429,2 |
| Patrimonio di terzi | 101,6 | 104,1 |
| Risultato di esercizio | 907,0 | 1.026,8 |
| Totale passivo e netto | 90.568,4 | 91.639,0 |
| Patrimonio di base | 7.894,3 | 8.177,6 |
| Patrimonio di vigilanza | 8.874,4 | 9.217,0 |
| Attività a rischio ponderate | 50.378,0 | 51.431,5 |
4 . Patrimonio netto consolidato
| Patrimonio Netto (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 |
|---|---|---|
| Capitale | 443,6 | 444,2 |
| Altre riserve | 8.863,1 | 9.792,0 |
| Riserve da valutazione | 433,6 | 62,1 |
| - di cui: OCI | 123,0 | 71,1 |
| cash flow hedge | 176,5 | 272,4 |
| partecipazioni ad equity | 133,5 | (277,8) |
| Patrimonio di terzi | 101,6 | 104,1 |
| Risultato d'esercizio | 907,0 | 1.026,8 |
| Totale patrimonio netto del gruppo | 10.748,9 | 11.429,2 |


5. Indici (%) e dati per azione (€)
| Esercizio 21/22 | Esercizio 22/23 | ||
|---|---|---|---|
| Gruppo Mediobanca | 30/06/2022 | 30/06/2023 | |
| Ratios (%) | |||
| Totale attivo / Patrimonio netto | 8,4 | 8,0 | |
| Impieghi a clientela / Raccolta da clientela | 0,85 | 0,87 | |
| RWA density (%) | 55,6% | 56,1% | |
| CET1 ratio (%)- phase-in | 15,7% | 15,9% | |
| Total capital ratio (%)- phase-in | 17,6% | 17,9% | |
| Rating S&P | BBB | BBB | |
| Rating Fitch | BBB | BBB | |
| Rating Moody's | Baa1 | Baa1 | |
| Costi / Ricavi (%) | 46,0 | 42,8 | |
| Deteriorate lorde / Impieghi (%) | 2,5 | 2,5 | |
| Deteriorate nette / Impieghi (%) | 0,7 | 0,7 | |
| EPS | 1,05 | 1,21 | |
| EPS rettificato | 1,12 | 1,42 | |
| BVPS | 11,6 | 12,5 | |
| TBVPS | 10,6 | 11,6 | |
| DPS | 0,75 | 0,85 | |
| ROTE adj (%) | 10,3 | 12,7 | |
| RoRWA adj (%) | 2,0 | 2,4 | |
| N. di azioni (mln) | 864,7 | 849,3 |
6. Dati economici e patrimoniali per aree di attività
| 12 mesi al 30/06/23 (€ milioni) |
WM | Consumer | CIB | PI | Holding Functions |
Gruppo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 361,5 | 984,9 | 288,0 | (7,1) | 145,1 | 1.801,0 |
| Proventi di tesoreria | 9,4 | — | 135,0 | 16,0 | 42,8 | 205,7 |
| Commissioni ed altri proventi netti | 449,6 | 138,4 | 289,4 | — | 32,5 | 843,9 |
| Valorizzazione equity method | — | (0,8) | — | 454,7 | — | 453,9 |
| Margine di Intermediazione | 820,5 | 1.122,5 | 712,4 | 463,6 | 220,4 | 3.304,5 |
| Costi del personale | (294,2) | (113,8) | (183,0) | (4,0) | (133,4) | (728,3) |
| Spese amministrative | (260,9) | (233,6) | (144,3) | (1,0) | (68,6) | (684,8) |
| Costi di struttura | (555,1) | (347,4) | (327,3) | (5,0) | (202,0) | (1.413,1) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela |
(10,5) | (203,9) | (32,3) | — | (23,4) | (270,1) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(1,2) | — | (10,1) | 2,4 | 1,8 | (7,3) |
| Altri utili/(perdite) | (20,9) | (14,0) | — | — | (83,5) | (185,8) |
| Risultato Lordo | 232,8 | 557,2 | 342,7 | 461,0 | (86,7) | 1.428,2 |
| Imposte sul reddito | (70,0) | (182,9) | (113,8) | (21,5) | (6,5) | (394,7) |
| Risultato di pertinenza di terzi | (0,9) | — | (3,7) | — | (2,1) | (6,7) |
| Utile Netto | 161,9 | 374,3 | 225,2 | 439,5 | (95,3) | 1.026,8 |
| Impieghi a clientela | 16.827,3 | 14.465,0 | 19.625,9 | — | 1.631,0 | 52.549,2 |
| Attività a rischio ponderate | 5.959,4 | 13.516,9 | 19.410,2 | 8.713,9 | 3.831,2 | 51.431,5 |
| N. Dipendenti | 2.197 | 1.520 | 648 | 9 | 853 | 5.227 |


Dati economici e patrimoniali per aree di attività
| 12 mesi al 30/06/22 (€ milioni) |
WM | Consumer | CIB | PI | Holding Functions |
Gruppo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 294,6 | 934,3 | 252,5 | (7,1) | (22,0) | 1.479,2 |
| Proventi di tesoreria | 10,3 | 0,4 | 80,4 | 20,1 | 48,0 | 161,8 |
| Commissioni ed altri proventi netti | 421,6 | 123,5 | 306,3 | (0,7) | 52,9 | 850,5 |
| Valorizzazione equity method | — | — | — | 359,3 | — | 359,3 |
| Margine di Intermediazione | 726,5 | 1.058,2 | 639,3 | 371,6 | 78,8 | 2.850,8 |
| Costi del personale | (265,7) | (105,9) | (169,2) | (4,0) | (125,9) | (671,5) |
| Spese amministrative | (251,0) | (208,9) | (128,9) | (1,0) | (75,5) | (640,6) |
| Costi di struttura | (516,7) | (314,8) | (298,1) | (5,0) | (201,5) | (1.312,1) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela |
(14,0) | (190,1) | 41,7 | — | (80,1) | (242,6) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(0,1) | — | (3,8) | (32,4) | (1,2) | (37,4) |
| Altri utili/(perdite) | (4,7) | — | (0,6) | — | (86,2) | (90,1) |
| Risultato Lordo | 191,0 | 553,3 | 378,5 | 334,2 | (290,2) | 1.168,6 |
| Imposte sul reddito | (55,9) | (182,9) | (122,9) | (14,5) | 126,9 | (250,3) |
| Risultato di pertinenza di terzi | (0,9) | — | (8,6) | — | (1,8) | (11,3) |
| Utile Netto | 134,2 | 370,4 | 247,0 | 319,7 | (165,0) | 907,0 |
| Impieghi a clientela | 15.297,9 | 13.750,1 | 20.734,1 | — | 1.919,3 | 51.701,4 |
| Attività a rischio ponderate | 5.685,7 | 12.981,1 | 20.164,5 | 8.203,8 | 3.342,8 | 50.378,0 |
| N. Dipendenti | 2.104 | 1.454 | 626 | 11 | 821 | 5.016 |


7. Wealth Management
| Wealth Management | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 | Var.% | |
| Margine di interesse | 294,6 | 361,5 | 22,7% | |
| Proventi di tesoreria | 10,3 | 9,4 | -8,7% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 421,6 | 449,6 | 6,6% | |
| Margine di Intermediazione | 726,5 | 820,5 | 12,9% | |
| Costi del personale | (265,7) | (294,2) | 10,7% | |
| Spese amministrative | (251,0) | (260,9) | 3,9% | |
| Costi di struttura | (516,7) | (555,1) | 7,4% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (14,0) | (10,5) | -25,0% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(0,1) | (1,2) | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (4,7) | (20,9) | n.s. | |
| Risultato Lordo | 191,0 | 232,8 | 21,9% | |
| Imposte sul reddito | (55,9) | (70,0) | 25,2% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (0,9) | (0,9) | n.s. | |
| Utile Netto | 134,2 | 161,9 | 20,6% | |
| Impieghi a clientela | 15.297,9 | 16.827,3 | 10,0% | |
| Erogato | 2.163,7 | 2.244,7 | 3,7% | |
| TFA (Stock) | 80,2 | 88,0 | 9,7% | |
| -AUM/AUA | 51,5 | 59,8 | 16,3% | |
| -Depositi | 28,8 | 28,2 | -2,0% | |
| TFA (Net New Money) | 9,0 | 7,3 | -19,1% | |
| -AUM/AUA | 5,5 | 7,9 | 42,8% | |
| -Depositi | 3,5 | (0,6) | n.s. | |
| Dipendenti | 2.104 | 2.197 | 4,4% | |
| Attività a rischio ponderate | 5.685,7 | 5.959,4 | 4,8% | |
| Costi / ricavi (%) | 71,1% | 67,7% | ||
| Deteriorate Lorde / Impieghi Lordi (%) | 1,4% | 1,3% | ||
| Deteriorate nette / Impieghi netti (%) | 0,7% | 0,7% | ||
| ROAC adj | 28% | 35% | ||
| RoRWA adj | 2,5% | 3,1% |


8. Corporate & Investment Banking
| 12 mesi | 12 mesi | |||
|---|---|---|---|---|
| Corporate & Investment Banking (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 | Var.% | |
| Margine di interesse | 252,5 | 288,0 | 14,0% | |
| Proventi di tesoreria | 80,4 | 135,0 | 67,9% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 306,3 | 289,4 | -5,5% | |
| Margine di Intermediazione | 639,3 | 712,4 | 11,4% | |
| Costi del personale | (169,2) | (183,0) | 8,2% | |
| Spese amministrative | (128,9) | (144,3) | 12,0% | |
| Costi di struttura | (298,1) | (327,3) | 9,8% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | 41,7 | (32,3) | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(3,8) | (10,1) | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (0,6) | — | n.s. | |
| Risultato Lordo | 378,5 | 342,7 | -9,5% | |
| Imposte sul reddito | (122,9) | (113,8) | -7,4% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (8,6) | (3,7) | -57,1% | |
| Utile Netto | 247,0 | 225,2 | -8,8% | |
| Impieghi a clientela | 20.734,1 | 19.625,9 | -5,3% | |
| Dipendenti | 626 | 648 | 3,5% | |
| Attività a rischio ponderate | 20.164,5 | 19.410,2 | -3,7% | |
| Costi / ricavi % | 46,6% | 45,9% | ||
| Deteriorate Lorde / Impieghi Lordi (%) | 0,5% | 0,7% | ||
| Deteriorate nette / Impieghi netti (%) | 0,1% | 0,1% | ||
| ROAC adj | 14% | 13% | ||
| RoRWA adj | 1,3% | 1,2% |


9. Consumer Finance
| 12 mesi | 12 mesi | |||
|---|---|---|---|---|
| Consumer Finance (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 | Var.% | |
| Margine di interesse | 934,3 | 984,9 | 5,4% | |
| Proventi di tesoreria | 0,4 | — | n.s. | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 123,5 | 138,4 | 12,1% | |
| Valorizzazione equity method | — | (0,8) | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 1.058,2 | 1.122,5 | 6,1% | |
| Costi del personale | (105,9) | (113,8) | 7,5% | |
| Spese amministrative | (208,9) | (233,6) | 11,8% | |
| Costi di struttura | (314,8) | (347,4) | 10,4% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (190,1) | (203,9) | 7,3% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
— | — | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | — | (14,0) | n.s. | |
| Risultato Lordo | 553,3 | 557,2 | 0,7% | |
| Imposte sul reddito | (182,9) | (182,9) | n.s. | |
| Utile Netto | 370,4 | 374,3 | 1,1% | |
| Impieghi a clientela | 13.750,1 | 14.465,0 | 5,2% | |
| Erogato | 7.658,6 | 7.848,8 | 2,5% | |
| Filiali | 181 | 181 | n.s. | |
| Agenzie | 65 | 72 | 10,8% | |
| Dipendenti | 1.454 | 1.520 | 4,5% | |
| Attività a rischio ponderate | 12.981,1 | 13.516,9 | 4,1% | |
| Costi / ricavi (%) | 29,7% | 30,9% | ||
| Deteriorate Lorde / Impieghi Lordi (%) | 5,7% | 5,6% | ||
| Deteriorate nette / Impieghi netti (%) | 1,3% | 1,4% | ||
| ROAC adj | 33% | 32% | ||
| RoRWA adj | 3,0% | 2,9% |


10. Insurance - Principal Investing
| 12 mesi | 12 mesi | |||
|---|---|---|---|---|
| Insurance - PI (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 | Var.% | |
| Margine di interesse | (7,1) | (7,1) | n.s. | |
| Proventi di tesoreria | 20,1 | 16,0 | -20,4% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | (0,7) | — | n.s. | |
| Valorizzazione equity method | 359,3 | 454,7 | 26,6% | |
| Margine di Intermediazione | 371,6 | 463,6 | 24,8% | |
| Costi del personale | (4,0) | (4,0) | n.s. | |
| Spese amministrative | (1,0) | (1,0) | n.s. | |
| Costi di struttura | (5,0) | (5,0) | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | — | — | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(32,4) | 2,4 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | — | — | n.s. | |
| Risultato Lordo | 334,2 | 461,0 | 37,9% | |
| Imposte sul reddito | (14,5) | (21,5) | 48,3% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | — | — | n.s. | |
| Utile Netto | 319,7 | 439,5 | 37,5% | |
| Partecipazioni | 3.157,8 | 3.555,5 | 12,6% | |
| Altri investimenti | 766,1 | 675,6 | -11,8% | |
| Attività a rischio ponderate | 8.203,8 | 8.713,9 | 6,2% | |
| ROAC adj | 16% | 20% | ||
| RoRWA adj | 2,7% | 3,2% |
11. Holding Functions
| Holding Functions | 12 mesi | 12 mesi | Var.% |
|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 | |
| Margine di interesse | (22,0) | 145,1 | n.s. |
| Proventi di tesoreria | 48,0 | 42,8 | -10,8% |
| Commissioni ed altri proventi netti | 52,9 | 32,5 | -38,5% |
| Margine di Intermediazione | 78,8 | 220,4 | n.s. |
| Costi del personale | (125,9) | (133,4) | 5,9% |
| Spese amministrative | (75,5) | (68,6) | -9,2% |
| Costi di struttura | (201,5) | (202,0) | 0,3% |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (80,1) | (23,4) | -70,8% |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(1,2) | 1,8 | n.s. |
| Altri utili/(perdite) | (86,2) | (83,5) | -3,2% |
| Risultato Lordo | (290,2) | (86,7) | -70,1% |
| Imposte sul reddito | 126,9 | (6,5) | n.s. |
| Risultato di pertinenza di terzi | (1,8) | (2,1) | 16,7% |
| Utile Netto | (165,0) | (95,3) | -42,3% |
| Impieghi a clientela | 1.919,3 | 1.631,0 | -15,0% |
| di cui: NPL acquisiti (Revalea) | 350,9 | 238,8 | -31,9% |
| Titoli banking book | 7.074,3 | 8.740,0 | 23,5% |
| Attività a rischio ponderate | 3.342,8 | 3.831,2 | 14,6% |
| Dipendenti | 821 | 853 | 3,9% |


12. Prospetto della redditività consolidata complessiva
| Voci | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 | ||
| 10 | Utile (Perdita) d'esercizio | 909,7 | 1.029,8 | |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico |
98,2 | 59,4 | ||
| 20. | Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
37,9 | 18,9 | |
| 30. | Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
4,4 | (6,6) | |
| 40. | Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
— | — | |
| 50. | Attività materiali | — | — | |
| 60. | Attività immateriali | — | — | |
| 70. | Piani a benefici definiti | 4,7 | 1,0 | |
| 80. | Attività non correnti in via di dismissione | — | — | |
| 90. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto |
51,1 | 46,1 | |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico |
(596,5) | (367,7) | ||
| 100. | Copertura di investimenti esteri | (10,6) | 0,3 | |
| 110. | Differenze di cambio | 8,2 | 1,2 | |
| 120. | Copertura dei flussi finanziari | 193,6 | 96,4 | |
| 130. | Strumenti di copertura (elementi non designati) | — | — | |
| 140. | Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
(89,6) | (8,2) | |
| 150. | Attività non correnti in via di dismissione | — | — | |
| 160. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto |
(698,0) | (457,4) | |
| 170. | Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | (498,3) | (308,3) | |
| 180. | Redditività complessiva (Voce 10+170) | 411,4 | 721,5 | |
| 190. | Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | 3,8 | 3,6 | |
| 200. | Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo |
407,6 | 717,9 |


13. Conto economico e Stato Patrimoniali individuali riclassificati
| Mediobanca S.p.A. | 12 mesi | 12 mesi | |
|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2023 | Var.% |
| Margine di interesse | 114,4 | 333,2 | n.s. |
| Proventi di tesoreria | 154,2 | 207,5 | 34,6% |
| Commissioni ed altri proventi netti | 316,8 | 319,9 | 1,0% |
| Dividendi su partecipazioni | 488,0 | 527,3 | 8,1% |
| Margine di Intermediazione | 1.073,4 | 1.387,9 | 29,3% |
| Costi del personale | (263,9) | (288,8) | 9,4% |
| Spese amministrative | (187,0) | (209,6) | 12,1% |
| Costi di struttura | (450,9) | (498,4) | 10,5% |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | 48,3 | (36,3) | n.s. |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie | (31,7) | (7,0) | -77,9% |
| Impairment partecipazioni | (0,9) | (54,3) | n.s. |
| Altri utili/(perdite) | (56,0) | (50,4) | -10,0% |
| Risultato Lordo | 582,2 | 741,5 | 27,4% |
| Imposte sul reddito | (69,1) | (135,0) | 95,4% |
| Utile netto | 513,1 | 606,5 | 18,2% |
| Mediobanca S.p.A. (€ milioni) |
30/06/2022 | 30/06/2023 |
|---|---|---|
| Attivo | ||
| Attività finanziarie di negoziazione | 10.160,3 | 10.509,4 |
| Impieghi di tesoreria e cassa | 14.038,6 | 12.790,5 |
| Titoli di debito del banking book | 10.072,6 | 11.118,7 |
| Impieghi a clientela | 39.955,0 | 41.446,9 |
| Titoli d'investimento | 4.645,3 | 4.542,9 |
| Attività materiali e immateriali | 169,4 | 169,3 |
| Altre attività | 624,4 | 690,2 |
| Totale attivo | 79.665,6 | 81.267,9 |
| Passivo e netto | ||
| Raccolta | 55.408,6 | 55.893,0 |
| Raccolta di tesoreria | 6.994,1 | 6.585,1 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 10.026,5 | 10.592,2 |
| Altre passività | 2.053,7 | 3.041,4 |
| Fondi del passivo | 119,9 | 102,8 |
| Mezzi propri | 4.549,7 | 4.446,9 |
| Utile/(Perdita) del periodo | 513,1 | 606,5 |
| Totale passivo e netto | 79.665,6 | 81.267,9 |
Si dichiara, ai sensi del comma 2 art. 154 bis D.Lgs. 58/98, che l'informativa contabile contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili della Società.
Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Emanuele Flappini