AI assistant
Mediobanca — Earnings Release 2021
Jul 29, 2021
4069_10-q_2021-07-29_439e73dd-3b6b-4015-a787-1f63c364aee2.pdf
Earnings Release
Open in viewerOpens in your device viewer


| Informazione Regolamentata n. 0187-56-2021 |
Data/Ora Ricezione 29 Luglio 2021 11:50:57 |
MTA | |
|---|---|---|---|
| Societa' | : | MEDIOBANCA | |
| Identificativo Informazione Regolamentata |
: | 150432 | |
| Nome utilizzatore | : | MEDIOBANCAN12 - Pigozzi | |
| Tipologia | : | 1.1 | |
| Data/Ora Ricezione | : | 29 Luglio 2021 11:50:57 | |
| Data/Ora Inizio Diffusione presunta |
: | 29 Luglio 2021 12:00:07 | |
| Oggetto | : | 2021 | Approvati i risultati di esercizio al 30 giugno |
| Testo del comunicato |
Vedi allegato.


CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI MEDIOBANCA
Approvati i risultati di esercizio al 30 giugno 2021
Milano, 29 luglio 2021


Rapida ripresa "V shape" a livelli pre-Covid Ritorno a Dividendo e BuyBack
Risultati dei 12 mesi
Record di ricavi (€2.628m +5% a/a1) trainati dall'accresciuta scala e redditività del WM e dalla solida attività nel CIB che compensano il rallentamento del Consumer dovuto ai lockdown
Record di commissioni nette (€745m, +18% a/a) e margine di interesse in tenuta (-2% a €1.415m)
Signicativo calo del costo del rischio, stabilizzato a 52bps (-30bps vs 82bps a/a) con qualità degli attivi creditizi ai migliori livelli di sempre e ampi overlays.
Utile operativo (€1.142m +20% a/a) tornato ai livelli pre-Covid del 2019 cost/income stabile al 47% nonostante il continuo potenziamento della distribuzione
Utile netto +35% a €808m, EPS +35% a €0,91
ROTE2 al 9% con ampio capitale (CET1 al 16,3%, +20bps a/a) e crescente dotazione patrimoniale (TBVPS +10% a ~€11 per azione)
Politica di Distribuzione3 : DPS a €0,66 (7% yield) Cash pay-out al 70% dell'utile netto, confermato anche per FY22, Cancellazione delle azioni proprie in portafoglio (max. 22,6m azioni) Nuovo piano di riacquisto azioni proprie (fino al 3% del capitale)
M&A nel WM Acquisizione di Bybrook, monitoraggio delle opportunità
Accelerazione nel percorso ESG
Risultati del quarto trimestre
Secondo miglior trimestre dell'esercizio per ricavi (€665m) e utile netto (€204m), per la diversificazione delle attività e la ripresa del PI
TFA a €71mld (+3% t/t), AUM/AUA a €46mld (+5% t/t) con oltre €1mld NNM interamente da risparmio gestito
Erogato di credito al consumo a €1,9bn, pressochè a livelli pre-Covid
Costo del rischio a 56bps, overlay ulteriormente accresciuti a quasi €300m
CET1 in crescita a 16,3% (15,1% Fully Loaded)
1 Variazione a/a: 12M a giu.21 vs 12M a giu.20; variazione t/t: 3M a giu.21 vs 3M a mar. 21
2 ROTE/ROAC calcolato con l'utile netto rettificato (cfr nota 4)
3 Soggetta all'autorizzazione BCE


La diversificazione del modello di business, il continuo potenziamento delle iniziative di crescita, il presidio rigoroso della qualità degli attivi, hanno permesso al Gruppo Mediobanca di raggiungere risultati record in termini di ricavi e tornare rapidamente alla reddività pre-Covid, malgrado il perdurare della pandemia.
I risultati si caratterizzano per:
- Vivace attività commerciale con €4,8mld di raccolta netta (NNM) nelle divisioni Affluent/Private (di cui 1,1 mld nell'ultimo trimestre, interamente costituita da AUM/AUA), €6,5mld di erogato nel credito al consumo (di cui €1,9 mld nell'ultimo trimestre, tornato pressochè ai livelli pre-Covid) e €2,2mld di nuovi mutui residenziali (di cui €0,5mld nell'ultimo trimestre). L'attività CIB si conferma su livelli elevati;
- Record storico di ricavi, che risultano nell'esercizio pari a €2.628m, in crescita del 5% a/a e nell'ultimo trimestre pari a €665m, stabili t/t +10% a/a. La crescita annua sarebbe del 7% al netto dell'apporto delle società consolidate a patrimonio netto (-11% a/a a €272m) che sconta componenti non ricorrenti, in ripresa tuttavia nell'ultimo trimestre (pressochè raddoppiato l'apporto a €102m):
- Record di commissioni nette a €745m, +18% a/a trainate dal CIB (€318m, +41% a/a), che vede un crescente contributo di M&A, Capital Markets e Lending, e dal solido andamento del WM (€336m, +10% a/a), che si conferma primo contributore alle commissioni di Gruppo; l'ultimo trimestre (€173m) si conferma sugli elevati livelli dei trimestri precedenti
- Margine di interesse stabile (-2% a/a a €1.415m) malgrado i minori impieghi medi e il diverso mix di prodotto nel Consumer, grazie all'ottimizzazione della provvista ed i maggiori volumi creditizi WM; la flessione dell'ultimo trimestre (a €344m) non riflette ancora la ripresa degli erogati nel consumer e l'ottimizzazione della tesoreria
- Forte aumento dei ricavi da trading (€197m, +45% a/a), che si mantengono elevati nel 4T21 (a €45m) seppur con minori realizzi di banking book rispetto ai trimestri precedenti.
- Costo del rischio contenuto a 52bps nei 12 mesi (82bps) e nell'ultimo trimestre a 56bps, quest'ultimo con classificazioni prudenti e ulteriori accantonamenti (circa 85m) che portano gli overlay a quasi €300m, di cui €200m nel Consumer e €90m nel CIB. Gli indicatori di asset quality sono in ulteriore progresso:
- riduzione delle moratorie all'1,4% degli impieghi lordi (1,7% a marzo 21, 3,9% a giugno 20), per il 80% classificate a Stage2-3)
- calo dell' incidenza delle attività deteriorate lorde al 3,2% degli impieghi (3,4% a marzo 21 e 4,1% a giugno20) e all' 1,2% di quelle nette (stabili vs marzo 21 e 1,9% a giugno20)
- indici di copertura in aumento per i crediti in bonis a 1,36% (1,34% a marzo 21, 1,25% a giugno 20) e delle partite deteriorate a livello di Gruppo (+10pp a/a al 65%, stabile nel trimestre) e di tutte le divisioni (CIB +12pp al 54%, Consumer +8pp al 76%, WM +3pp al 49%, leasing +4pp al 40%).
- Cost/income stabile al 47%, malgrado il continuo potenziamento della distribuzione e dei sistemi operativi ed IT. L'aumento dei costi (+4% a/a a €1.238m) è soggetto alla stagionalità dell'ultimo trimestre (+6% t/t a €333m)
- Utile netto dell'esercizio in crescita del 35% a €808m (di cui €204m nell'ultimo trimestre)


- ROTE4 pari al 9% su una base di capitale crescente (TBVPS +10% a/a a €11 per azione)
- CET1 (phase-in) al 16,3% (+5bps t/t e +20bps a/a), includendo un pay-out pari al 70% dell'utile netto
- Il CET1 Fully Loaded5 al 15,1% (+50bps t/t e +60bps a/a) non impattato dalle nuove regole sulla concentrazione6
- Mediobanca può beneficiare della rimozione del divieto alla distribuzione e proporrà, alla prossima Assemblea, subordinatamente ad autorizzazione della BCE:
- DPS: €0,66 per azione, con cash dividend pay-out at 70%, confermato anche per il prossimo esercizio
- Cancellazione di azioni proprie in portafoglio (massime 22,6m di azioni)
- Nuovo piano di buyback fino al 3% del capitale, finalizzato, oltre che al servizio di piani di performance share e acquisizioni, alla possibilità di cancellazione
Le divisioni mostrano un costante miglioramento termini di posizionamento, ricavi e redditività. Il significativo progresso del CIB, sui livelli massimi di ricavi e utili degli ultimi anni, ha compensato il consolidamento di Consumer e PI:
- WM: ROAC7 al 21%, utile netto salito a €100m (+25% a/a), con ricavi a €627m (+7% a/a) e progressione costante dei trimestri. Le TFA salgono a €71mld (+12% a/a e +3% t/t), beneficiando di una capacità di raccolta elevata, in particolare nel segmento Affluent e Private (€4,8mld di NNM nei 12 mesi e €1,1mld nell'ultimo trimestre), che riflette il continuo potenziamento del brand, dell'offerta e della distribuzione (22 professionisti in più nell'ultimo trimestre e 81 nell'anno prevalentemente in CheBanca! e ampliamento offerta di private markets nel Private Banking), e fa leva sulle opportunità offerte dal modello di business. E'stato firmato l'accordo8 per l'acquisizione di ByBrook, alternative credit manager con circa €2 mld di AUM, che potenzierà la piattaforma di Cairn Capital.
- CIB: ROAC7 16%, utile netto salito a €285m (+57% a/a), con ricavi ai massimi storici (€698m), con ultimo trimestre su livelli elevati (€161m). Mediobanca ha rafforzato nell'esercizio la posizione di leadership nei segmenti e mercati core, partecipando ad importanti transazioni di M&A e Capital Market, in particolare in Italia e Francia. L'esercizio vede, inoltre, un incremento di oltre il 50% delle commissioni da clientela mid corporate. Tutte le linee di ricavo sono in crescita, in particolare le commissioni (+41% a €318m). Il cost/income scende al 44%. Gli indicatori di rischio sono ai minimi storici con ampi overlays accantonati (circa €90m)
- Consumer: la divisione si mantiene ampia e profittevole nonostante il rallentamento subito a causa dei lockdown. Il ROAC7 è pari al 27% con un utile netto (€279m) che scende a/a (-6%) a causa dei minori ricavi (€1.002m -6% a/a) dovuti ai minori volumi medi e al differente mix (minori prestiti personali). Gli interventi attuati per potenziare l'operatività in remoto e le riaperture nell'ultimo trimestre hanno permesso di riportare l'erogato pressoché ai livelli pre-Covid (circa €1,9mld, in aumento rispetto ai €1,5/1,6mld dei precedenti trimestri). Si conferma
4 ROTE calcolato con l'utile netto rettificato (margine operativo al netto di rettifiche nette su crediti, risultato di terzi ed imposte, con tassazione normalizzata al 33%, al 25% per PB e AM, al 2% per il PI).
5 Il coefficiente fully loaded è calcolato senza Danish Compromise, ovvero con la deduzione integrale di Assicurazioni Generali (-110bps) e con l'applicazione integrale dell'effetto FTA IFRS9 (-13bps)
6 Da giugno 2021 il limite di concentrazione è calcolato rispetto al 25% del Tier1, anziché 25% del Total eligible capital 7 ROAC: calcolato come utile rettificato (nota 4)/capitale allocato medio; capitale allocato = 9% RWA (per la divisione PI: 9% RWA + capitale dedotto dal CET1).
8 L'accordo è ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni e avrà efficacia dal primo trimestre 2021/22

particolarmente positivo l'andamento della qualità degli attivi (costo del rischio a 198bps nei 12 mesi e 183bps nell'ultimo trimestre) con tutti gli indicatori di rischiosità tornati ai minimi storici e ampi overlays accantonati (circa €200 milioni).
- PI: utile netto a €309m, ROAC7 14% in calo per componenti non ricorrenti legati alla cessione di asset da parte di Assicurazioni Generali e per maggior assorbimento di capitale dovuto alle nuove regole (limite di concentrazione dal 25% del total eligible capital al 25% del Tier1), in parte compensate dalle riprese da seed capital. In signicativa ripresa l'ultimo trimestre a €110m (+56% t/t)
- HF: risultato netto in miglioramento, aumento della raccolta, in particolare depositi e TLTRO, in un contesto di elevata liquidità. I depositi salgono a €25,2mld (stabili nel trimestre, €23,8mld a giugno 20) trainati da CheBanca!, l'utilizzo del TLTRO si incrementa a €7,5mld (€7,0mld a marzo 21, €5,7mld a giugno 20). La divisione vede un miglioramento del margine di interesse e degli utili da banking book e la riduzione dei costi centrali. Tutti gli indicatori sono a livelli confortevoli: NSFR9 a 116% e LCR a 158%, CBC a €12mld.
*************
9 NSFR calcolato a partire dal 28 giugno 2021 ai sensi del nuovo requisito CRR ex regolamento (EU) 2019/876


Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, presieduto da Renato PAGLIARO, ha approvato i risultati di esercizio e consolidati al 30 giugno scorso del Gruppo Mediobanca illustrati dall'Amministratore Delegato Alberto NAGEL.
Risultati consolidati
Il Gruppo chiude l'esercizio con ricavi ai massimi storici (2,6 miliardi) e redditività (utile netto di 808 milioni e ROTE del 9%) in rapida risalita ai livelli pre-Covid. La crescita è associata ad una solida base patrimoniale (CET1 al 16,3%) e qualità degli attivi, in apprezzabile miglioramento anche nell'ultimo trimestre.
I ricavi crescono del 5% da 2.513 a 2.628,4 milioni malgrado il minor apporto di Assicurazioni Generali (-10% a 273,4 milioni) tornato più significativo nell'ultimo trimestre (103,2 milioni). Nel dettaglio:
- il margine d'interesse salda a 1.415 milioni, mostrando un'apprezzabile resilienza (-1,9% da 1.442,2 milioni) e riuscendo a compensare pressochè interamente la correzione del Consumer (-7,3%, da 948 a 878,8 milioni) con la crescita delle altre divisioni e l'ottimizzazione del costo della raccolta. Il calo del Consumer è dovuto alla minore marginalità (anche per effetto del mix di erogato più sbilanciato su prestiti finalizzati piuttosto che sui prestiti personali) e a minori volumi (in conseguenza dei lockdown) che, solo nell'ultima parte dell'esercizio, tornano sui livelli dello scorso anno. Per contro le altre divisioni mostrano un andamento favorevole: il Corporate and Investment Banking sale del 5,7% (da 271,4 a 286,9 milioni) favorito da maggiori volumi e da alcune poste non ricorrenti (Burgo), il Wealth Manangement sale del 3,7% (da 271 a 281,1 milioni) trainato dai volumi CheBanca! (mutui e depositi) e lo sviluppo degli impieghi di CMB Monaco; le Holding Functions riducono il passivo da 55 a 47,4 milioni compensando il minor apporto del banking book col maggior ricorso al TLTRO che consente altresì di stabilizzare il costo della raccolta malgrado il calo dei tassi di mercato;
- le commissioni crescono del 18,2% raggiungendo il record storico di 744,7 milioni (da 630,2) dopo l'apprezzabile aumento di Corporate and Investment Banking (+40,9%, da 225,8 a 318,1 milioni) e Wealth Management (+9,7%, da 306,1 a 335,9 milioni); nel dettaglio, le commissioni da investment banking toccano i massimi livelli degli ultimi 5 anni per l'ottima performance di Equity Capital Market (42 milioni) e del Corporate Finance (127,5 milioni), cui concorrono alcune grandi operazioni nella prima parte dell'anno e la crescita di oltre il 50% della componente Mid-Corporate (a circa 20 milioni); l'incremento del Wealth Management mostra maggiori management fees da Affluent (+25,9%, da 134,6 a 169,5 milioni) e Private (+11,1%, da 123,9 a 137,7 milioni) sulla scia dell'incremento delle masse qualificate e della reddività;
- i proventi da tesoreria aumentano a 197 milioni, in ripresa rispetto allo scorso anno (136,3 milioni) e sostanzialmente in linea con i livelli pre-Covid per il buon andamento del portafoglio proprietario (94,9 milioni, di cui 57,5 milioni relativi all'attività di Holding Functions) e dei proventi del Principal Investing (dividendi ed altri incassi su fondi per 31 milioni) che compensano il rallentamento dell'attività con clientela (60,6 milioni contro 85,6 milioni) condizionata dall'eccesso di liquidità sul mercato che ha limitato le opportunità, soprattutto nel fixed income;
- l'utile delle partecipazioni consolidate a patrimonio netto passa da 304,3 a 271,7 milioni per il minor apporto di Assicurazioni Generali (da 303,4 a 273,4 milioni); le svalutazioni e gli oneri straordinari registrati dalla società nel 2020 sono stati in parte assorbiti dal buon risultato dei primi tre mesi del 2021 (contributo di 103,2 milioni).
I costi totali crescono del 4% (da 1.188,9 a 1.238,2 milioni) con un maggior contributo del costo del personale (+6%, da 599,3 a 635,3 milioni) per la ripresa dello sviluppo commerciale e l'aumento delle remunerazioni per allinearle ai risultati del Gruppo. Più contenuta la crescita delle spese

amministrative (+2,2%, da 589,6 a 602,8 milioni) per effetto dei risparmi su spese viaggio e rappresentanza che assorbono in parte la ripresa dell'attività commerciale (soprattutto in Chebanca!, CMB Monaco e Compass) nonché il riavvio del piano di investimenti IT in linea con gli obiettivi pluriennali. Il rapporto costi/ricavi si mantine stabile al 47%.
Le rettifiche su crediti flettono da 374,9 a 248,8 milioni pur in presenza di un aumento del livello di accantonamento e prudenti classificazioni (stage2 e stage3) in linea con le indicazioni ECB di fine 2020. In particolare, aumentano gli accantonamenti aggiuntivi (overlay) a circa 300 milioni (di cui 85 milioni nell'ultimo trimestre) che neutralizzano prudentemente le riprese di valore da modello IFRS9 derivanti dal miglioramento dello scenario macro-economico registrato negli ultimi 6 mesi. Circa 2/3 degli overlay sono concentrati sul Consumer (200 milioni), il 30% su Large Corporate (90 milioni) ed il restante 5% sulle altre divisioni. Il costo del rischio di Gruppo si attesa a 52bps e torna sui livelli del 2019 dopo il picco registrato lo scorso anno (82bps) mentre la qualità degli attivi e gli indici di copertura si portano ai migliori valori di sempre. Il Consumer concorre con rettifiche per 257,6 milioni (324,7 milioni lo scorso anno) corrispondente ad un costo del rischio di 198bps (247bps nel 2020 e 185bps nel 2019) a fronte di indici di copertura che, complice il ricorso a overlay, si portano ai massimi storici (NPL: 75,8%; bonis: 3,62%). Il CIB mostra riprese nette per 40,1 milioni, saldo tra 38,1 milioni di rettifiche nette nello Specialty Finance e riprese su Large Corporate per 78,2 milioni.
Le riprese nette su altre attività finanziarie (48,4 milioni) riflettono le valorizzazioni positive dei fondi (55,5 milioni, di cui 15,5 nell'ultimo trimestre) ed in particolare quelle dei due principali investimenti seed (RAM +31,1 milioni e Cairn +16,5 milioni) recuperando ampiamente le perdite registrate lo scorso anno (-11,7 milioni); la voce sconta rettifiche sui titoli del banking book (7,1 milioni) per la prudente applicazione del modello IFRS9.
I contributi ai fondi di risoluzione crescono da 59,7 a 73,5 milioni per i maggiori versamenti ai diversi schemi di salvataggio: Single Resolution Fund (da 37,2 a 42,4 milioni), contributo al sistema di risoluzione nazionale (13,1 milioni contro 11,1 milioni) e fondo tutela depositi italiano (DGS) (da 11,4 a 17,9 milioni, per tenere conto del pro-quota degli interventi su Carige e Banca Popolare di Bari).
L'utile netto sconta altre partite non ricorrenti per 12,2 milioni: gli interventi sul goodwill (-21,5 milioni, principalmente RAM) e gli accantonamenti Consumer ex sentenza Lexitor (15 milioni), fronteggiati dai proventi per l'adesione al Patent Box sui marchi Compass e Mediobanca (13,7 milioni) e l'affrancamento del goodwill Esperia (6,8 milioni) ex art. 110 del D.L. n. 104/2020.
* * *
Il totale attivo passa da 78,9 a 82,6 miliardi per la crescita di tutte le poste; nel dettaglio:
gli impieghi verso la clientela aumentano del 3,7% (da 46,7 a 48,4 miliardi) per la crescita dei mutui ipotecari CheBanca! (+8,1%, da 10,2 a 11,1 miliardi) e dell'attività nello Specialty Finance (da 2,1 a 2,7 miliardi) mentre restano sostanzialmente stabili Consumer (12,9 miliardi contro 13 miliardi, che recupera nell'ultimo trimestre il gap accumulato nei due precedenti, e Large Corporate (16,5 miliardi contro 16,6 miliardi, in presenza di forte liquidità delle controparti ed incremento dei rimborsi anticipati);


- La qualità degli attivi è in ulteriore miglioramento:
- le attività deteriorate lorde flettono ai minimi storici a 1.597,1 milioni (da 1.954,2) e rappresentano il 3,2% degli impieghi. Il sensibile calo rispetto allo scorso anno (4,1%) riflette il passaggio a bonis della maggiore esposizione deteriorata di Gruppo (Burgo) che porta il livello di deteriorate corporate all'1,2% e la discesa del Consumer (da 1.015,7 a 971,5 milioni, pari al 6,86% degli impieghi) favorito dalle cessioni e dal generalizzato miglioramento del profilo di rischio (passaggi a default ai minimi storici);
- ancor più accentuato il calo delle attività deteriorate nette (da 874,2 a 560,2 milioni, con un rapporto sugli impieghi dell'1,2%) per effetto dell'aumento dell'indice di copertura (dal 55,3% al 64,9%) nell'ottica di fronteggiare le incertezze future alla luce del livello di contenziosità ancora molto basso; in particolare le sofferenze nette restano su livelli estremamente contenuti (72 milioni, poco più dello 0,15% del totale impieghi). Alla voce non concorrono gli impieghi NPL acquisiti da MBCredit Solutions che nell'esercizio passano da 358,6 a 383,7 milioni dopo nuovi investimenti per 78,2 milioni (700,8 milioni di nominale);
- le moratorie sono in riduzione a circa 721,4 milioni (1,4% degli impieghi lordi) e rappresentano circa il 30% del totale concesso durante la pandemia (2,5 miliardi ad oltre 160 mila clienti). Lo stock residuo è concentrato per circa il 60% nel leasing ed il residuo sui mutui ipotecari mentre la quota Consumer è del tutto fisiologica (a poco meno di 80 milioni)10. Circa l'80% dei crediti in essere in moratoria è classificato stage 2 e 3;
- i criteri di classificazione sono improntati alla prudenza a fine esercizio le posizioni a Stage2 ammontano a 3.396,1 milioni (7% del totale portafoglio crediti netti) in crescita rispetto allo scorso anno (3.031,7milioni) soprattutto per le riclassifiche del Consumer (oltre 200 milioni) e del leasing (144 milioni relativi alle esposizioni oggetto di proroga ex Decreto Sostegni Bis). Complessivamente nell'esercizio il tasso di copertura degli impieghi in bonis del Gruppo aumenta di 11bps all'1,36% (Consumer +45bps a 3,62%);
- l'incremento della raccolta (da 54,9 a 56,2 miliardi) è concentrato nei depositi WM (da 15,3 a 16,9 miliardi) e nel maggior ricorso al TLTRO (da 5,7 a 7,5 miliardi) mentre rimane stabile la raccolta obbligazionaria (in lieve flessione da 18,8 a 18,4 miliardi); in questo modo si conferma stabile a 80bps il costo della provvista assorbendo il calo dell'Euribor (parametro di riferimento) grazie all'aumento della componente di raccolta Wealth (ora pari al 45% del totale) ed al maggior beneficio derivante dai TLTRO (premio di 100bps fino a giugno 2022);
- i titoli del banking book salgono a circa 7 miliardi (+5%); la quota di titoli di stato italiani è stabile a 3,5 miliardi con una duration di circa 3 anni e mezzo; la riserva OCI sale a 73 milioni (nonostante realizzi per 44 milioni) mentre le plusvalenze latenti sui titoli immobilizzati ammontano a 94 milioni;
10 Dettaglio sulle moratorie (dati lordi):
Leasing: le moratorie leasing concesse ammontano a poco meno di 700 milioni e rientrano per oltre l'85% alle disposizioni del Decreto Cura Italia; di queste 427 milioni restano ancora in essere al 30 giugno, ma circa il 40% non ha richiesto la proroga e quindi riprenderà il piano originale per termine moratoria a partire dal mese di luglio, mentre il residuo ha notificato la proroga (ex lege) al 31 dicembre 2021.
Mutui: le moratorie concesse sui mutui ipotecari saldano a 652,9 milioni, di queste ne sono ancora in essere 210,6 milioni (1,9% degli impieghi) dopo estinzioni per circa il 70% (442,4 milioni). La quota di stage2 sale a 168,7 milioni e rappresenta circa l'80% del totale a cui si aggiunge quella già riclassificata a deteriorate (11%, pari a 22,7 milioni).
Consumer: il programma di moratorie del Consumer si è concluso lo scorso 31 marzo 2021, ne restano in essere 78,6 milioni (poco meno del 7% del totale) a fronte di un monte concessioni pari a 1,3 miliardi; dell'attuale stock circa il 90% è classificato a stage2;
Corporate: il Corporate non è stato interessato dalla moratoria (concorrono solamente circa 5 milioni del factoring) ma registra una quarantina di richieste di waiver principalmente legate alla revisione dei covenants. Tuttavia, alcune posizioni sono state prudenzialmente riclassificate a stage2 (pari a 373 milioni, il 2,2% del portafoglio crediti in bonis complessivo).


- gli impieghi netti di tesoreria passano da 6,1 a 6,4 miliardi ed includono 1,8 miliardi di depositi presso BCE (3,1 miliardi) ed altre disponibilità liquide per circa 3,4 miliardi con un maggior ricorso a depositi e repo. Il saldo netto degli strumenti di negoziazione (1,2 miliardi) include titoli azionari (2,3 miliardi) e di debito (939,4 milioni) che fronteggiano per gran parte i certificates collocati alla clientela (1,9 miliardi);
- le attività finanziarie del Wealth Management (TFA) crescono di oltre 7,9 miliardi (da 63,6 a 71,5 miliardi) per i nuovi afflussi netti (NNM) per 3,7 miliardi, di cui 2,1 miliardi sull'Affluent e 1,4 miliardi nel Private, e favoriti dall'andamento dei mercati finanziari (+4,1 miliardi). Le masse amministrate/gestite (AUA/AUM) salgono del 16,3% (da 39,8 a 46,3 miliardi) e rappresentano il 65% delle TFA.
- La solidità patrimoniale del Gruppo è in ulteriore aumento e include il ritorno al dividendo:
- CET1 ratio phase-in al 16,31% (16,25% al 31/03/21 e 16,13% al 30/06/20); la crescita nell'anno riflette la quota di autofinanziamento (+50bps, al netto del cash-payout al 70%), le minori deduzioni sull'avviamento (+15bps, relativi agli aggiustamenti sui goodwill di RAM e Messier&Associes) nonché le maggiori riserve da valutazione dei titoli di proprietà (+20bps). Per contro aumenta la deduzione della partecipazione in Assicurazioni Generali (-30bps, tenuto conto dei minori RWA) per rispettare un limite di concentrazione calcolato in misura più stringente sul 25% del Tier 1 anziché sul 25% del Total Eligible Capital (ex art. 395 della CRR2);
- CET1 ratio fully loaded11 sale al 15,08%, (14,60% al 31/03/21): l'aumento (+50bps) è maggiore rispetto al phase-in perché l'indicatore fully loaded non risente della variazione del limite di concentrazione;
- Il Total Capital ratio nell'esercizio è in aumento dal 18,82% al 18,91% (17,94% fully loaded) per effetto dell'emissione subordinata da 250 milioni del novembre 2020.
- Alla luce delle recenti disposizioni regolamentari, il Consiglio proporrà alla prossima Assemblea, subordinatamente all'autorizzazione della BCE:
- un dividendo unitario di €0,66 in linea col payout ratio del 70% indicato ad inizio esercizio. L'importo verrà messo in pagamento dal 24 novembre prossimo con "record date" 23 novembre e data stacco 22 novembre;
- la cancellazione di massime 22,6m di azioni proprie in portafoglio già dedotte dal CET1;
- Nuovo piano di buyback fino al 3% del capitale, finalizzato, oltre che al servizio di piani di performance share e acquisizioni, alla possibilità di cancellazione
11 Il coefficiente fully loaded è calcolato senza Danish Compromise, ovvero con la deduzione integrale di Assicurazioni Generali (-110bps) e con l'applicazione integrale dell'effetto FTA IFRS9 (-13bps)


Risultati divisionali
1. Wealth Management12. In crescita ricavi (+7% a €627m), utile netto (+25% a €100m), masse (TFA +12% a/a a €71mld di cui AUM/AUA +16% a/a a €46mld) – ROAC al 21%
La divisione raggiunge i 100 milioni di utile netto con ricavi in aumento del 7,5% (627,3 milioni, di cui circa il 54% da commissioni) e C/I in calo al 75% (77% lo scorso anno). Il ROAC si incrementa al 21% (19%). L'intensa attività commerciale, non rallentata durante la pandemia, e il buon andamento dei mercati finanziari hanno favorito la crescita delle TFA (a 71,5 miliardi, +12,4% a/a) ed in particolare la raccolta indiretta (a 46,3 miliardi +16,3% a/a e +5% t/t ) nonché l'incremento della redditività media del portafoglio (ROA da 84 a 87 bps). L'ultimo trimestre vede la conferma di tutte le tendenze con ricavi pari a 163,4 milioni e utile netto di 26,2 milioni.
In linea con le indicazioni strategiche del Piano 19-23, nell'esercizio la struttura distributiva si rafforza di oltre 80 professionisti, per due terzi entrati a partire da gennaio 2021. CheBanca! ha incrementato la forza vendita con l'ingresso di 32 nuovi gestori Premier (di cui 7 nel trimestre per un totale di 486) e 51 consulenti finanziari (di cui 18 nel trimestre per un totale di 465) dislocati su 107 filliali e 98 punti vendita sempre più focalizzati sulla clientela Premier. Le assunzioni nel Private (6 bankers) hanno favorito il turnover a parità di numero di banker: 131 bankers, di cui 84 nel mercato domestico.
Prosegue l'ampliamento dell'offerta prodotti:
- Nei 12 mesi è stata ampliata la piattaforma di risparmio gestito attraverso 7 nuovi accordi di distribuzione con asset manager terzi, e sono stati conclusi con successo i collocamenti dei Fondi Target Maturity Mediobanca Diversified Credit Portfolio 2024 e 2026 di Mediobanca Sgr (sottoscrizioni complessive per 170 mln) e del fondo Sustainable Flexible Fund di RAM (100 milioni), nonchè del Fondo RAM Diversified Alpha (90 milioni);
- L'offerta di prodotti per la clientela Wealth si è arricchita con nuove linee tematiche (Asia ex Japan e Global Impact), due ulteriori iniziative in investimenti immobiliari di pregio nell'ambito del Private Markets, l'ampliamento della gamma dei prodotti "Multimanager". Si segnalano inoltre le prime due exit degli investimenti fatti da The Equity Club attraverso la IPO di Philogen e la conclusione del primo round di investimento in Jakala, nonchè la conclusione con successo del collocamento in "soft commitment" di Mediobanca BlackRock Co-Investments;
- Da segnalare infine la novità nella gestione dei pagamenti digitali attraverso l'avvio di una partnership strategica tra CheBanca! e Nexi, ampliando così la gamma di carte di pagamento a disposizione della clientela con un accesso a nuovi servizi e funzionalità avanzate.
La raccolta netta della divisione (NNM) dei 12 mesi salda a 3,8 miliardi, in progressivo rialzo trimestre per trimestre (424 milioni nel primo, 1,1 miliardi nel quarto) e focalizzata su masse qualificate (2,5 miliardi, di cui circa la metà nell'ultimo trimestre). L'apporto delle reti è ancora più importante (NNM per 4,8 miliardi, di cui 3,4 qualificati) e compensa gli outflow istituzionali dell'Asset Management. Nel dettaglio: l'Affluent ha apportato 3,7 miliardi (+45% rispetto allo scorso anno), di cui oltre la metà in AUM/AUA (equamente suddivisa tra rete proprietaria e consulenti finanziari); il Private concorre con 1,1 miliardi (con una quota di AUM/AUA sostanzialmente invariata), con una componente da clientela domestica ex MBPB di 824 milioni (con afflussi in AUM/AUA per 1,3 miliardi e deflussi di depositi per 0,3 miliardi). L'Asset Management ha sofferto di alcune uscite istituzionali per 1,6 miliardi (di cui oltre il 60% ex Mediobanca SGR in linea con la strategia di
12 Include il segmento Affluent&Premier (CheBanca!), il Private Banking (MBPB, CMB Monaco), l'Asset Management (MB SGR e MB Management Company, Cairn Capital, RAM AI), nonché le attività di Spafid

quest'ultima di progressiva uscita dal segmento istituzionale) solo in parte compensati da Cairn (+626 milioni, col lancio di 2 nuovi CLOs).
Le attività gestite per conto della clientela (Total Financial Assets - TFA) ammontano a 71,5 miliardi; di queste, 32,5 miliardi (+17,2% rispetto allo scorso anno) sono riconducibili all'Affluent (15,6 miliardi ex AUM/AUA, +25%), 29,9 miliardi (+13,4%) al Private (21,6 miliardi ex AUM/AUA, +21,1%) e 20,3 miliardi all'Asset Management. Le masse qualificate a maggior redditività passano da 39,8 a 46,3 miliardi (+16,3%). I prodotti della divisione Asset Management collocati all'interno del Gruppo salgono a 11,3 miliardi (9,6 miliardi lo scorso anno).
Il Wealth Management mostra ricavi in significativa crescita (+7,5%, da 583,8 a 627,3 milioni) in progressione trimestre dopo trimestre (145,8 milioni nel primo, 163,4 milioni nel quarto) con una componente crescente della quota commissionale (passata dal 52,4% al 53,5%) che beneficiano dell'aumento della raccolta indiretta. In dettaglio:
- il margine di interesse aumenta del 3,7% (da 271 a 281,1 milioni) con un contributo positivo dell'Affluent (+7,1%, da 214,1 a 229,3 milioni) sostenuto dai maggiori volumi di mutui e depositi che compensa il calo del Private (-8,6%, da 57,4 a 52,4 milioni) peraltro ampiamente atteso alla luce dell'ulteriore riduzione dei tassi di mercato (euro e dollaro);
- le commissioni crescono del 9,7% (da 306,1 a 335,9 milioni) con un contributo superiore delle management fees (+12%, da 332,1 a 372,1 milioni); più contenuta la componente non ricorrente (stabile a 13,2 milioni, legata a perfomance fees e carried interest). L'incremento si riflette su Affluent (+24,2%, da 101,9 a 126,6 milioni) e Private (+14,1%, da 124,1 a 141,6 milioni) che assorbono il calo dell''Asset Management (da 72,1 a 59,5 milioni).
I costi di struttura aumentano da 450,8 a 471,5 milioni (+4,6%) sulla scorta del maggior costo lavoro (+1,9%, da 236,5 a 241 milioni) che sconta il rafforzamento della struttura commerciale e l'incremento della quota variabile per i buoni risultati della distribuzione; le maggiori spese amministrative (+7,6%, da 214,3 a 230,5 milioni) riguardano principalmente la ripresa dell'attività progettuale, il potenziamento dell'infrastruttura IT nonché la campagna pubblicitaria di CheBanca!; il calo dei costi dell'Asset Management (da 61,4 a 57,7 milioni) è collegato invece al piano di efficienze di RAM.
Le rettifiche su crediti, pressoché interamente riconducibili ai mutui ipotecari CheBanca!, si riducono da 20,5 a 18,6 milioni dopo l'aggiornamento degli scenari macroeconomici che avrebbero portato a maggiori riprese ma che in gran parte sono state compensate da un approccio conservativo nella classificazione delle moratorie residue (per oltre il 90% iscritte tra stage 2 e 3) e col ricorso ad accantonamenti aggiuntivi (overlay).
Gli impieghi creditizi della divisione si attestano a 14,4 miliardi (13,2 miliardi al 30 giugno scorso): i mutui residenziali saldano a 11,1 miliardi dopo un erogato di 2,2 miliardi (in linea con lo scorso anno); la quota Private cresce da 2,9 a 3,3 miliardi con un apporto crescente di CMB Monaco (da 1,8 a 2,1 miliardi, +15,9%) e MBPB (da 1,1 a 1,3 miliardi, +9%).
Le attività deteriorate lorde passano da 211,9 a 226,1 milioni (pari all'1,6% degli impieghi) e riguardano prevalentemente i mutui ipotecari di CheBanca! (210,5 milioni, pari all'1,9% dello stock); su base netta rappresentano meno dell'1% (116,3 milioni, di cui 43,2 milioni di sofferenze) con un tasso di copertura in crescita dal 45,9% al 48,6% (63,9% sulle sofferenze). I mutui classificati a stage2 crescono da 618,5 a 835,1 milioni (poco meno dell'8% del totale), l'aumento di quasi un terzo è connesso alla riclassifica delle moratorie.


In un contesto di mercato difficile che ha visto il settore del credito al consumo fortemente penalizzato dalla pandemia, con volumi e ricavi in calo a causa dei ripetuti lockdown, Compass si conferma un operatore primario (ricavi oltre 1 miliardo) e ad elevata redditività (utile netto di 278,9 milioni e ROAC al 27%), grazie all'ampio franchise e alle consolidate capacità di valutazione e apprezzamento del rischio.
Il forte calo dell'erogato a inizio pandemia si è riflesso in un progressivo calo dei volumi medi, che ha penalizzato la dinamica dei ricavi (-6,4% a/a). Tuttavia, nell'ultimo trimestre gli impieghi sono tornati a crescere (+1% t/t), grazie ad un livello di erogato dell'ultimo trimestre in linea con la media pre-Covid (1,9 miliardi). La divisione conferma anche nell'ultimo trimestre un'efficace gestione del costo del rischio che, dopo il picco dell'ultimo trimestre dello scorso anno, si è progressivamente ridotto a livelli pre-Covid (12M CoR 198bps, 4T CoR 183bps), mentre gli indici di copertura raggiungono i livelli più elevati di sempre (NPL: 75,8%; bonis: 3,62%).
Il mercato del credito al consumo evidenzia nei primi 6 mesi del 2021 un aumento del 24%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che tuttavia era stato condizionato dal pesante lockdown di marzo–maggio. Lo stock di impieghi non è ancora ritornato ai valori di giugno 2019 e risultano ancora penalizzati i prestiti personali rispetto al finalizzato. In questo contesto, la quota di mercato di Compass si conferma al 10%.
L'erogato salda nei dodici mesi a 6,5 miliardi stabile rispetto allo scorso anno per effetto dell'ultimo trimestre (1,9 miliardi) con un mix di prodotto progressivamente normalizzato (prestiti personali nel quarto trimestre pari a circa il 50% dell'intera produzione). Gli impatti negativi dei lockdown sono stati contenuti grazie al potenziamento della distribuzione, sempre più ampia ed integrata fisica/digitale, e dei processi, oltre che a nuove iniziative commerciali. In dettaglio:
- nell'anno sono stati aperti 18 nuovi punti vendita (tra filiali e agenzie, di cui 2 nell'ultimo trimestre) che complessivamente salgono a 231, di cui 52 agenzie. Si conferma il positivo trend del canale Web che incide per circa il 25% dell'intermediato dei prestiti personali del canale diretto (con l'80% delle richieste evase in un giorno);
- è stata rafforzata la presenza nel finalizzato, principale canale di acquisizione di nuova clientela, rafforzando le partnership commerciali in particolare con la grande distribuzione
- è stato lanciato il nuovo prodotto "Pagolight", soluzione proprietaria per la concessione di dilazioni in tempo reale nei punti vendita
- è avvenuto il lancio commerciale della nuova società "Compass Rent", attiva nell'offerta di soluzioni di noleggio a lungo termine sui veicoli usati prontamente disponibili presso i dealer Auto
La divisione chiude l'esercizio con un utile netto di 278,9 milioni (-6% a/a), che riflette la dinamica dei ricavi, in parte compensata dalla riduzione del costo del rischio e da un attento controllo sui costi (C/I stabile intorno al 30%). Il calo dell'utile sconta anche l'accantonamento al fondo rischi e oneri per 15 milioni relativi alla sentenza Lexitor, in assenza del quale il calo dell'utile sarebbe dell'1%.
Nel dettaglio, i ricavi saldano a 1.001,8 milioni, in calo del 6,4 % a/a (-4% t/t a 237,9 milioni). In particolare, cala il margine di interesse (-7,3%, da 948 a 878,8 milioni) sulla scorta dei minori

impieghi medi e complice una crescente pressione concorrenziale che, unitamente agli effetti della sentenza Lexitor, hanno determinato la contrazione della redditività solo in parte compensata dal minore costo del funding. Le commissioni si mostrano stabili a 123 milioni, pur con una sensibile contrazione dell'apporto dei prodotti assicurativi (da 61 a 49 milioni) alla luce della sospensione della vendita delle polizze sanitarie e temporaneamente compensate dal calo delle retrocessioni alle reti distributive strettamente collegate all'erogato.
I costi di struttura saldano a 314,2 milioni in crescita del 3,6%, dopo un moderato incremento del costo lavoro (+2,2 milioni), una nuova campagna di comunicazione sul canale televisivo e digital, e la crescita dei costi di recupero commisurati alle buone performance del recupero ed alla gestione straordinaria delle moratorie
Le rettifiche su crediti (da 324,7 a 257,6 milioni) diminuiscono nei 12 mesi di oltre il 20%, riassorbendo il picco registrato a marzo e giugno dello scorso anno. Il livello prudenziale di provisioning è stato ulteriormente incrementato affiancando alla tradizionale prudenza su non-performing quasi 200 milioni di overlay sul bonis compensando così il potenziale rilascio di fondi riveniente dai bassi tassi di default ed il miglioramento dello scenario macro-economico. Il costo del rischio torna ai livelli pre-crisi (198bps) senza intaccare l'alto coverage sul non performing (75,8%) e bonis (3,62%).
Lo stock di impieghi flette leggermente (12,9 miliardi contro 13 miliardi) in particolare su prestiti personali (-5,5% a 6,7 miliardi) e cessioni del quinto (-10,5% a 1,8 miliardi); in controtendenza l'auto (+18,7% a 2,8 miliardi) e gli altri prestiti finalizzati (+12,5% a 1,1 miliardi).
Le attività deteriorate lorde flettono da 1.015,7 a 971,5 milioni per i bassi tassi di default ed i buoni flussi di recupero che hanno favorito i rientri in bonis. L'incidenza sul totale impieghi è del 6,86% (7,18%) e con un tasso di copertura in crescita al 75,8% (68,1%) che consente di ridurre l'esposizione netta da 324,2 a 235,4 milioni, dato più basso da quando è stata applicata la nuova definizione di default (settembre 2019) ed inferiore a marzo 2020 (290,6 milioni) ante pandemia. Le sofferenze nette si riducono sotto i 10 milioni per l'aumento del tasso di copertura al 97,3% e la ripresa delle cessioni, anche per la quota revolving.
3. Corporate & Investment Banking: record di ricavi (€698m) e utile netto (€285m), con ROAC al 16%. Confermato anche nell'ultimo trimestre il sostenuto andamento delle commissioni, favorite dalle solide relazioni con la clientela e dal tonico andamento di mercato. La qualità del portafoglio rimane sui migliori livelli di sempre
Il Corporate and Investment Banking chiude con un utile netto sui livelli massimi a 284,5 milioni (+57,4%) dopo la brillante performance dell'Investment Banking che concorre alla crescita dei ricavi (+21,4%, a 698,2 milioni) ed al contenimento del C/I al 44%. L'ottimo trend del Wholesale (utile netto a 268,2 milioni) assorbe la riduzione dello Specialty Finance (16,3 milioni contro 25,4 milioni) e permette al ROAC di salire al 16%. L'ultimo trimestre (ricavi a 161,2 milioni e utile netto a 53 milioni), seppur in fisiologica riduzione rispetto ai trimestri precedenti per la minore incidenza di grandi operazioni, conferma la solidità dei ricavi e il mantenimento dell'asset quality ai migliori livelli di sempre.
Nell'ambito di un contesto di mercato M&A in forte crescita, Mediobanca ha rafforzato la posizione di leadership nel mercato domestico ed in Francia (che ora rappresenta circa il 40% dei ricavi di advisory) e ha potenziato il posizionamento nel segmento mid cap dove è diventata il principale operatore domestico, quale Private Investment Bank rivolta alle principali società a proprietà e conduzione famigliare.
Recentemente Hubert Preschez è stato nominato nuovo partner di Messier et Associés.

Mediobanca ha sfruttato il momento svolgendo un ruolo di advisor nelle principali operazioni annunciate sul mercato italiano e francese, alcune delle quali si completeranno da qui a fine 2021, tra cui si segnala il supporto ad Atlantia, nel processo finalizzato alla cessione dell'88% di ASPI e la consulenza ad Enel per la cessione del 50% di Open Fiber. Si segnala inoltre l'intensa attività nel comparto Mid grazie alla capacità di generare sinergie tra le divisioni CIB e Private Banking. Mediobanca ha svolto un ruolo di financial advisor in numerose cessioni (Arrigoni, Cantiere del Pardo, MIR Healthcare, Poligof), nell'acquisto da parte di Clessidra di Casa Vinicola Botter. In aggiunta, l'approfondita conoscenza del mercato Real Estate ha permesso di completare due club deal sugli immobili di Via Turati e Cordusio. Nell'ultimo trimestre sono state inoltre annunciate diverse operazioni Mid che verranno completate entro settembre 2021. Per quanto riguarda il mercato francese oltre al perfezionamento dell'operazione di fusione PSA/FCA si segnala l'accordo di fusione tra Veolia e Suez e l'acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext. L'Istituto ha inoltre svolto un ruolo principale in tre delle maggior offerte pubbliche di acquisto annunciate sul mercato borsistico italiano, supportando Generali nel processo di OPA su Cattolica, Asterion nel processo di OPA su Retelit e Credito Valtellinese nel contesto dell'offerta promossa da Crédit Agricole Italia.
Con riferimento all'attività di Capital Markets, l'Istituto ha agito quale Joint Global Coordinator nell'IPO di Seco e, a dimostrazione di un crescente ruolo internazionale, come di Joint Bookrunner negli aumenti di capitale di Cellnex, Euronext e SSP. Infine in Italia, Francia e Iberia, l'Istituto ha avuto un ruolo rilevante in numerose emissioni di bond (Inwit, Euronext, Cellnex, Banco Santander), con crescente expertise nel segmento ESG (Assicurazioni Generali, ADR, EDP).
I ricavi della divisione crescono del 21,4%, da 575,1 a 698,2 milioni sui livelli massimi degli ultimi 5 anni e con un apporto bilanciato trimestre per trimestre, nel dettaglio:
- il margine di interesse sale da 271,4 a 286,9 milioni nonostante il minor contributo da Specialty Finance (-10,3%, da 79,4 a 71,2 milioni), legato alla minor attività in NPL, più che compensato dal maggior apporto del comparto Wholesale (da 192 a 215,7 milioni), per 8 milioni non ricorrente e relativo alla rinegoziazione Burgo;
- le commissioni si incrementano del 40,9% da 225,8 a 318,1 milioni, ascrivibili a tutti i segmenti, ma soprattutto all'intesa attività di Advisory e alla ripresa dell'Equity Capital Market (41,4 milioni); il Corporate Finance sale da 112,4 a 127,5 milioni per la buona performance del Mid Corporate (salito a 19 milioni) a cui si aggiunge l'ottimo risultato di Messier et Associès (50 milioni di contributo, favorito da alcuni big ticket). La ripresa nell'acquisition finance si riflette nella crescita del Lending (da 37,8 a 50,5 milioni) mentre lo Specialty Finance (da 34,6 a 48,1 milioni) beneficia dei maggiori incassi su NPL;
- i proventi di tesoreria aumentano del 19,6%, da 77,9 a 93,2 milioni con un importante contributo del portafoglio proprietario (37,4 milioni) che compensa la minor attività con clientela (da 85,6 a 60,6 milioni).
L'incremento dei costi di struttura (+11%, da 276,2 a 306,7 milioni) riguarda principalmente i maggiori oneri del personale (+17,3%, da 141 a 165,4 milioni) per allineare il monte bonus dell'investment banking al buon andamento dei ricavi; la salita delle spese amministrative resta più contenuta (+ 4,5%, da 135,2 milioni a 141,3 milioni) tenuto conto che gli incrementi connessi alla ripresa dell'attività progettuale (dopo il brusco stop della primavera 2020) sono stati bilanciati dai risparmi su viaggi e rappresentanza.
Le riprese nette su crediti di fine anno (40,1 milioni) riflettono, da un lato, le riprese Wholesale (78,2 milioni) e scontano, dall'altro le rettifiche dello Specialty Finance (38,1 milioni contro 24,5 milioni) collegate all'attività NPL per maggiori sovraincassi ed adeguamenti straordinari su alcuni portafogli specifici maggiormente impattati dal Covid. Al buon risultato del Wholesale concorre la ripresa di valore di Burgo (110 milioni) ed il miglioramento dello scenario macro economico alla

luce di un portafoglio di ampia qualità (che si è preservata nei 12 mesi) e permettendo un ampio stanziamento di overlay (90 milioni, di cui 60 milioni nell'ultimo trimestre a compensazione dei rilasci connessi al miglioramento dello scenario).
Gli impieghi a clientela crescono da 18,6 a 19,3 miliardi per il buon contributo del factoring (da 1,8 a 2,3 miliardi) sostenuto da un turnover in crescita (+23,3%, a 9,1 miliardi) e da nuovi acquisti di NPL (circa 80 milioni per un nominale di 700,8 milioni), mentre gli impieghi Corporate sono sostanzialmente stabili (16,6 miliardi contro 16,5 miliardi) e scontano i maggiori rimborsi anticipati a fronte di un erogato in crescita (6,8 miliardi, +14,2% prevalentemente su esposizioni investment grade). Si segnala inoltre che al 30 giugno 2021 sono in essere 7 operazioni con garanzia SACE ex Decreto "Liquidità" per un'esposizione complessiva di 203 milioni.
La qualità dell'attivo rimane su livelli elevati: le attività deteriorate lorde (da 541,6 a 225 milioni) permangono ai livelli più bassi dell'ultimo decennio (1,2%); su base netta si attestano a 103,8 milioni (316,4 milioni) con un tasso di copertura al 53,9% (41,6%). Al saldo non concorrono, come di consueto, gli NPL acquistati da MBCS (in lieve crescita da 358,6 a 383,7 milioni).
Il saldo delle posizioni classificate in stage2 flette da 739,4 a 631 milioni (3,3% del totale degli impieghi).
4. Principal Investing: positiva contribuzione agli utili di Gruppo (€309m), con la solida performance dell'ultimo trimestre che compensa un inizio anno penalizzato da alcune partite non ricorrenti. ROAC al 14%
Il Principal Investing chiude con un utile di 308,6 milioni in ripresa rispetto allo scorso anno (+4,6%): il minor contributo delle partecipazioni consolidate a patrimonio netto (271,7 milioni contro 304,3 milioni) è stato compensato dal positivo andamento delle valorizzazioni dei fondi in portafoglio con un apporto positivo di conto economico per 51,8 milioni, recuperando ampiamente le svalutazioni nette dello scorso anno (-10,9 milioni). Al risultato concorrono anche dividendi su azioni e l'incasso di proventi da fondi per 30,7 milioni (raddoppiati rispetto allo scorso anno). Su base trimestrale la divisione chiude con un utile di 109,9 milioni (+56,3% t/t), grazie al maggiore contributo di Assicurazioni Generali.
Il book value della partecipazione Assicurazioni Generali sale da 3.163,4 a 3.663,1 milioni dopo utili per 273,4 milioni e variazioni positive delle riserve da valutazione per 431,2 milioni che compensano ampiamente la riduzione per l'incasso del dividendo (204 milioni). Il contributo ad equity method della partecipata cala del 10% e riflette, da un lato, un confronto sfavorevole rispetto allo scorso esercizio che beneficiava di talune sopravvenienze attive (dismissione di Generali Leben), dall'altro sconta talune partite non ricorrenti in questo esercizio (incluso l'accordo transattivo con BTG Pactual sulla cessione BSI); decisamente brillante l'utile di Assicurazioni Generali dei primi 3 mesi del 2021 riflesso nell'ultimo trimestre della divisione (103,2 milioni).
Quanto agli altri titoli, si segnala l'incremento del comparto azionario (da 139,1 a 219 milioni) per i nuovi investimenti (circa 12 milioni) e l'apprezzamento dei fair value (+68 milioni) imputabili direttamente a riserva di patrimonio. I fondi in portafoglio flettono da 534,8 a 525,2 milioni dopo disinvestimenti netti per 60,1 milioni solo in parte compensate dalle predette valorizzazioni positive (+51,8 milioni).

5. Holding Functions: ampia raccolta diretta, ottimizzata nella composizione e nei costi. Prosegue il deleveraging nel leasing
La perdita netta della divisione si riduce da 183,7 a 166,1 milioni per i maggiori proventi dalla gestione del portafoglio titoli del banking book (pressoché raddoppiati a 57,5 milioni) tra utili da realizzo (47,9 milioni) e posizioni di trading a copertura gestionale, senza tuttavia intaccare la riserva da valutazione che resta ampiamente positiva (oltre 73 milioni). Al miglioramento concorre anche il minor passivo sul margine di interesse (da -92,1 a -83,3 milioni) nonché una riduzione dei costi di struttura (160,1 milioni contro 172,8 milioni) che tengono conto di un minor contributo dei costi centrali la cui incidenza sul totale delle spese di Gruppo si attesta all'8%. Per contro aumentano le rettifiche su impieghi a clientela ed altre attività finanziarie (20,2 milioni contro 15,3 milioni) per una classificazione più prudente degli impieghi leasing (COR a 72bps da 51bps) nonché l'adeguamento del modello IFRS9 sui titoli del banking book (-7,5 milioni).
Nel dettaglio:
- La Tesoreria prosegue nel processo di ottimizzazione della liquidità e del funding, con l'incremento dei depositi, l'efficiente accesso al mercato della raccolta cartolare e l'incremento del ricorso al TLTRO 3 (da 5,7 a 7,5 miliardi). Da un lato gli indici di liquidità confermano livelli ampiamente confortevoli (LCR al 158% e NSFR al 116%[1]), dall'altro, il costo del funding è stabile ai livelli dello scorso anno (spread a circa 80bps) nonostante il calo dei tassi di riferimento (circa 20bps nel corso dei 12 mesi). Ciò si traduce in un miglioramento del margine di interesse (da -92,1 a -83,3 milioni), tuttavia penalizzato dal minor apporto del portafoglio titoli del banking book e da una dotazione di liquidità che è stata ottimizzata solo nell'ultimo trimestre (attivi netti di tesoreria 5 bn);
- il Leasing salda con un utile di 2,5 milioni, in aumento rispetto allo scorso anno (1 milione) che tuttavia scontava un importante piano di incentivazione (4,5 milioni). I ricavi si confermano a 39,5 milioni per la maggiore redditività del portafoglio. Più marcato il calo dei costi (-11,3% da 23 a 20,4 milioni) per la minor componente del personale (da 12,3 a 11,6 milioni) e minori spese di IT e consulenze. Le rettifiche su crediti passano da 9,7 a 12,9 milioni per un atteggiamento prudente su moratorie (circa un terzo del portafoglio creditizio), per gran parte classificate a stage2. Gli impieghi scendono lievemente (da 1.819,9 milioni a 1.774,1 milioni). Le attività deteriorate lorde flettono da 185 a 174,5 milioni e rappresentano il 9,4% del portafoglio (9,8%); su base netta si attestano a 104,7 milioni con un tasso di incidenza al 5,9% ed un tasso di copertura al 40%.
Risultati di Mediobanca SpA
La capogruppo chiude con un utile netto di 578,4 milioni in forte aumento rispetto allo scorso anno (39,4 milioni) per l'incasso dei dividendi di Assicurazioni Generali e di Compass Banca (complessivamente 405 milioni; 101 milioni lo scorso anno) ed un generalizzato miglioramento dei ricavi bancari (+31,6%).
Nel dettaglio, i ricavi si incrementano da 562,9 a 1.019,9 milioni (da 458,7 a 603,5 milioni al netto dei dividendi) e mostrano il seguente andamento:
[1] NSFR calcolato ai sensi del nuovo requisito CRR ex regolamento (EU) 2019/876 a valere dal 28 Giugno 2021


- margine di interesse in aumento del 21,1%, (da 99,9 a 121 milioni) principalmente per l'ottimizzazione del costo della raccolta attraverso un maggior ricorso al TLTRO;
- commissioni ed altri proventi in crescita del 30,8% (da 231,7 a 303,1 milioni) per il contributo dell'Investment Banking ai massimi storici (140,1 milioni) e la crescita del Private banking (+16,8%, da 69,7 a 81,4 milioni);
- proventi di tesoreria in salita del 41,1% (da 127,1 a 179,4 milioni) per l'andamento favorevole dei portafogli proprietari (trading e banking) che hanno compensato il calo dell'attività con la clientela.
I costi di struttura mostrano una crescita più contenuta (+4,7%, da 402,7 a 421,8 milioni) nonostante l'aumento del bonus pool correlato ai risultati che si riflette nel maggior costo del personale (+12,6%) in gran parte compensato dai minori costi amministrativi (-4,9%) in presenza di forti risparmi su spese di viaggio e rappresentanza.
Le riprese di valore sui crediti aumentano da 15,7 a 75,4 milioni per effetto della riclassifica a bonis di Burgo (110 milioni di rilascio) che assorbe il maggiore ricorso a overlay; il risultato netto di 578,4 milioni beneficia della valorizzazione al fair value dei fondi (52,8 milioni) e di partite fiscali straordinarie (16,2 milioni) che fronteggiano la crescita dei contributi ai fondi di risoluzione (+15% a 45,6 milioni).
Lo stato patrimoniale evidenzia un totale attivo in aumento da 64,8 a 72,7 miliardi per maggiori impieghi alla clientela (+21,6%) fronteggiati dai maggiori depositi ex CheBanca! (+38%) e dall'incremento dell'T-LTRO (+1,8 miliardi).
* * *
Il percorso ESG del Gruppo Mediobanca
I 12 mesi appena trascorsi sono stati caratterizzati da uno scenario complesso, ancora fortemente impattato dalla pandemia e dalle sue conseguenze sociali ed economiche.
Al di là degli aspetti finanziari, si è radicata la consapevolezza che le tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG) siano una determinante della performance di lungo termine di una società.
Coerentemente con questa convinzione, è stata definita la nuova Politica ESG di Gruppo che recepisce dettagliate linee guida settoriali ampliando il perimetro di applicazione.
Su questa linea si inserisce anche la recente adesione di Mediobanca ai Principles for Responsible Banking, promossi dalle Nazioni Unite per contribuire all'orientamento del settore bancario verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
L'impegno verso l'ambiente, in particolare, si è concretizzato con il raggiungimento della neutralità climatica da parte del Gruppo, grazie alla compensazione delle proprie emissioni dirette di CO2 (Scopo 1 e 2).
Non solo le risorse naturali ma anche, e soprattutto, quelle umane: le persone sono un patrimonio essenziale e la creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, in grado di favorire l'espressione del potenziale individuale, è per Mediobanca una leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi.
La valorizzazione delle diversità e la promozione di politiche di inclusione hanno trovato concreta espressione in un progetto per individuare le principali criticità e strutturare un piano di azione

finalizzato alla selezione e attrazione dei talenti, formazione, piani di carriera, remunerazione e comunicazione.
A riconoscimento di questo impegno, Mediobanca è risultata best in class per valorizzazione della presenza femminile in Cda (40%) superando la media del mercato (37% per le banche quotate e 15% per le non quotate)13 ed è stata inclusa per il terzo anno consecutivo nel Bloomberg Gender-Equality Index (GEI).
In coerenza con l'impegno del Gruppo a promuovere l'integrazione sociale, Mediobanca ha aggiornato il proprio sito istituzionale con nuove funzionalità volte a garantire la fruibilità dei contenuti a persone con diverse disabilità.
L'attenzione all'inclusione si riflette anche nella vicinanza alla comunità e al territorio in cui opera il Gruppo, che promuove numerosi progetti a impatto sociale, anche attraverso donazioni, sostegno solidale e attività di volontariato aziendale.
Inoltre, in continuità con il percorso intrapreso, ha supportato nuove iniziative per contrastare l'emergenza sociale ed economica, accentuata dal protrarsi della pandemia. Si segnalano, in particolare, i contributi alla Fondazione Mission Bambini per sostenere il diritto allo studio, all'Opera San Francesco per i Poveri e a Pane Quotidiano, impegnate ad assicurare ogni giorno cibo gratuito alle fasce più bisognose della popolazione.
Con riferimento ai target ESG qualitativi e quantitativi si evidenzia uno stato di avanzamento coerente con l'orizzonte temporale del piano:
- formazione: +71% di ore di formazione per potenziare le competenze di dipendenti (target piano al 2023: +25%)
- pari opportunità: implementate le procedure (incluse le specifiche per le società di selezione) per garantire equa rappresentanza nei processi di selezione e promozione del personale;
- investimenti responsabili:
- AM: 98,8% dei nuovi investimenti selezionati con criteri sia ESG sia finanziari (target piano al 2023: +100%)
- €140m investiti in PMI italiane d'eccellenza (target piano al 2023: €700mln)
- 33% di fondi qualificati ESG (ex SFDR art. 8 e 9) sul totale dei fondi nel portafoglio dei clienti affluent14 (target piano al 2023: 40%15)
- sostegno alla Comunità locale:
- €7,3m di investimenti nei progetti a impatto sociale e ambientale
- +43% dell'AUM del MB Social Impact Fund (target piano al 2023: ≥ 20%)
- consumo e produzione responsabili:
- 40% delle spese relative ai fornitori valutate secondo criteri ESG (target piano al 2023: 40%)
- customer satisfaction: CheBanca! sui segmenti premier16: CSI @81 e NPS @43 (target piano al 2023: CSI @75 e NPS @3017); Compass: CSI @88,5 e NPS @62 (target piano al 2023: CSI @85 e NPS @6518
13 Analisi dell'Osservatorio interistituzionale di Banca d'Italia e Consob sulla alla presenza femminile negli organi di amministrazione e controllo delle Società italiane.
14 Segmento affluent (raccolta tra €50k e 500k)
15 Target rivisto rispetto all'originario, (+30% dei prodotti ESG nel portafoglio dei clienti) che è stato ampiamente raggiunto, anche a seguito del nuovo obbligo di divulgazione SFDR
16 Clientela appartenente ai segmenti affluent (raccolta tra €50k e 500k) e wealth (raccolta >€500k)
17 Rettificato rispetto al target originario: CSI @73, NPS @25
18 Rettificato rispetto al target originario: NPS @55



supporto alla transizione energetica:
- emissione del primo green bond di Mediobanca (come da target piano al 2023)
- emissione del fondo carbon neutral di RAM (come da target piano al 2023)
- >5X vs FY20 dei mutui green di CheBanca! (target piano al 2023: 50%)
- riduzione impatto ambientale diretto (Scope 1 e 2):
- 94% di energia elettrica da fonti rinnovabili (target piano al 2023: 94%)
- -15% di emissioni di CO2 (target piano al 2023: -27%)19
- 28% di auto ibride nella flotta MB (target piano al 2023: 90%)
A fine settembre sarà pubblicata la quarta Dichiarazione Consolidata di carattere Non Finanziario di Gruppo che integra alcuni indicatori previsti dal Sustainability Accounting Standards Board (SASB), ove ritenuti applicabili e riporta un primo self-assessment rispetto alle raccomandazioni emanate dalla Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD).
* * *
Prevedibile andamento gestionale
Il buon andamento della campagna vaccinale lascia ben sperare nella conferma del miglioramento dello scenario macro economico, nonostante la ripresa dei contagi e le spinte inflazionistiche.
In questo scenario si attende una crescita degli attivit profittevoli, in particolare delle attività finanziarie gestite per conto della clientela nel segmento WM e dei volumi creditizi di Consumer e WM. Questo dovrebbe consentire una crescita dei ricavi con un margine di interesse in progressiva ripresa, nonostate la perdurante pressione sui margini, e commissioni nette che consolidano il livello record dell'esercizio appena concluso anche grazie alla crescita del WM.
Continuerà il progressivo e continuo potenziamento della rete distributiva e delle piattaforme digitali con il consueto controllo dei costi. La qualità degli attivi è attesa mantenersi sugli ottimi livelli raggiunti.
Investor Relations tel. +39-02-8829.860
Media Relations tel. +39-02-8829.627
19 In relazione a Scope 1 + Scope 2 market based su utenze intestate


1. Conto economico consolidato riclassificato
| 12 mesi | 12 mesi | Var.% | ||
|---|---|---|---|---|
| Gruppo Mediobanca (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2021 | ||
| Margine di interesse | 1.442,2 | 1.415,0 | -1,9% | |
| Proventi di tesoreria | 136,3 | 197,0 | 44,5% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 630,2 | 744,7 | 18,2% | |
| Valorizzazione equity method | 304,3 | 271,7 | -10,7% | |
| Margine di Intermediazione | 2.513,0 | 2.628,4 | 4,6% | |
| Costi del personale | (599,3) | (635,3) | 6,0% | |
| Spese amministrative | (589,6) | (602,8) | 2,2% | |
| Costi di struttura | (1.188,9) | (1.238,1) | 4,1% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (374,9) | (248,8) | -33,6% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(20,5) | 48,4 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (133,4) | (85,6) | -35,8% | |
| Risultato Lordo | 795,3 | 1.104,3 | 38,9% | |
| Imposte sul reddito | (191,1) | (292,3) | 53,0% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (3,8) | (4,4) | 15,8% | |
| Utile Netto | 600,4 | 807,6 | 34,5% |
2 . Conto economico consolidato per trimestri
| Gruppo Mediobanca | Esercizio 19/20 | Esercizio 20/21 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | I Trim. | II Trim. | III Trim. | IV Trim. | I Trim. | II Trim. | III Trim. | IV Trim. |
| 30/09/19 | 31/12/19 | 31/03/20 | 30/06/20 | 30/09/20 | 31/12/20 | 31/03/21 | 30/06/21 | |
| Margine di interesse | 359,1 | 362,4 | 360,2 | 360,5 | 357,1 | 363,3 | 351,0 | 343,6 |
| Proventi di tesoreria | 34,7 | 56,8 | (2,9) | 47,7 | 35,8 | 50,9 | 64,9 | 45,4 |
| Commissioni ed altri proventi netti | 154,9 | 173,6 | 158,8 | 142,9 | 189,1 | 193,7 | 188,4 | 173,5 |
| Valorizzazione equity method | 135,5 | 48,2 | 65,8 | 54,8 | 44,0 | 66,9 | 58,5 | 102,3 |
| Margine di Intermediazione | 684,2 | 641,0 | 581,9 | 605,9 | 626,0 | 674,8 | 662,8 | 664,8 |
| Costi del personale | (144,5) | (159,0) | (150,3) | (145,5) | (152,0) | (153,0) | (163,3) | (167,0) |
| Spese amministrative | (138,1) | (149,5) | (149,5) | (152,5) | (136,0) | (150,1) | (151,2) | (165,5) |
| Costi di struttura | (282,6) | (308,5) | (299,8) | (298,0) | (288,0) | (303,1) | (314,5) | (332,5) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela |
(65,1) | (44,4) | (100,0) | (165,4) | (71,8) | (45,9) | (63,7) | (67,4) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
3,9 | 4,8 | (41,0) | 11,8 | 13,4 | (0,3) | 19,0 | 16,3 |
| Altri utili/(perdite) | 0,2 | (16,0) | (40,5) | (77,1) | — | (33,4) | (42,3) | (9,9) |
| Risultato Lordo | 340,6 | 276,9 | 100,6 | 77,2 | 279,6 | 292,1 | 261,4 | 271,2 |
| Imposte sul reddito | (67,8) | (78,3) | (16,4) | (28,6) | (78,8) | (80,1) | (67,0) | (66,4) |
| Risultato di pertinenza di terzi | (2,2) | (1,6) | 0,4 | (0,4) | (0,7) | (1,5) | (1,1) | (1,1) |
| Utile Netto | 270,6 | 197,0 | 84,6 | 48,2 | 200,1 | 210,5 | 193,3 | 203,7 |


3 . Stato patrimoniale consolidato riclassificato
| Gruppo Mediobanca (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2020 |
|---|---|---|
| Attivo | ||
| Attività finanziarie di negoziazione | 8.818,6 | 11.273,7 |
| Impieghi di tesoreria e cassa | 9.257,0 | 8.072,1 |
| Titoli di debito del banking book | 6.824,5 | 7.150,4 |
| Impieghi a clientela | 46.685,1 | 48.413,8 |
| Corporate | 16.521,7 | 16.579,6 |
| Specialty Finance | 2.122,5 | 2.712,7 |
| Credito al consumo | 13.037,4 | 12.942,9 |
| Mutui residenziali | 10.235,0 | 11.062,8 |
| Private banking | 2.948,6 | 3.341,7 |
| Leasing | 1.819,9 | 1.774,1 |
| Titoli d'investimento | 4.009,7 | 4.579,0 |
| Attività materiali e immateriali | 1.311,8 | 1.254,3 |
| Altre attività | 2.043,0 | 1.855,4 |
| Totale attivo | 78.949,7 | 82.598,7 |
| Passivo | ||
| Raccolta | 54.917,0 | 56.156,2 |
| Obbligazioni MB | 18.751,0 | 18.410,9 |
| Depositi retail | 15.276,7 | 16.919,7 |
| Depositi private banking | 8.530,7 | 8.290,4 |
| BCE | 5.660,8 | 7.445,4 |
| Interbancario e altro | 6.697,8 | 5.089,8 |
| Raccolta di tesoreria | 3.988,0 | 2.890,8 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 7.956,9 | 10.063,6 |
| Altre passività | 2.190,3 | 2.215,9 |
| Fondi del passivo | 157,4 | 171,1 |
| Patrimonio netto | 9.740,1 | 11.101,1 |
| Patrimonio di terzi | 91,5 | 88,3 |
| Risultato di esercizio | 600,4 | 807,6 |
| Totale passivo e netto | 78.949,7 | 82.598,7 |
| Patrimonio di base | 7.745,0 | 7.689,4 |
| Patrimonio di vigilanza | 9.041,1 | 8.919,2 |
| Attività a rischio ponderate | 48.030,5 | 47.159,3 |
4 . Patrimonio netto consolidato
| Patrimonio Netto (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2021 |
|---|---|---|
| Capitale | 443,6 | 443,6 |
| Altre riserve | 8.229,9 | 8.830,4 |
| Riserve da valutazione | 374,7 | 931,2 |
| - di cui: OCI | 71,5 | 175,8 |
| cash flow hedge | (30,6) | (16,0) |
| partecipazioni ad equity | 341,7 | 780,4 |
| Patrimonio di terzi | 91,5 | 88,3 |
| Risultato d'esercizio | 600,4 | 807,6 |
| Totale patrimonio netto del gruppo | 9.740,1 | 11.101,1 |


5. Indici (%) e dati per azione (€)
| Esercizio 19/20 | Esercizio 20/21 | ||
|---|---|---|---|
| Gruppo Mediobanca | 30/06/2020 | 30/06/2021 | |
| Ratios (%) | |||
| Totale attivo / Patrimonio netto | 8,1 | 7,4 | |
| Impieghi a clientela / Depositi a clientela | 0,85 | 0,86 | |
| RWA density (%) | 60,8% | 57,1% | |
| CET1 ratio (%)- phase-in | 16,1% | 16,3% | |
| Total capital ratio (%)- phase-in | 18,8% | 18,9% | |
| Rating S&P | BBB | BBB | |
| Rating Fitch | BBB- | BBB | |
| Rating Moody's | Baa1 | Baa1 | |
| Costi / Ricavi(%) | 47,3 | 47,1 | |
| Sofferenze nette / Impieghi(%) | 0,2 | 0,2 | |
| Utile per azione | 0,68 | 0,91 | |
| Utile per azione rettificato | 1,00 | 0,96 | |
| BVPS | 10,9 | 11,8 | |
| TBVPS | 10,0 | 10,9 | |
| ROTE adj. (%) | 10,1 | 9,2 | |
| DPS | 0,0 | 0,66 | |
| N. di azioni in circolazione (mln) | 887,2 | 887,3 |
6. Dati economici e patrimoniali per aree di attività
| 12 mesi al 30/06/21 (€ milioni) |
WM | Consumer | CIB | PI | Holding Functions |
Gruppo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 281,1 | 878,8 | 286,9 | (7,1) | (47,4) | 1.415,0 |
| Proventi di tesoreria | 10,3 | — | 93,2 | 30,7 | 57,5 | 197,0 |
| Commissioni ed altri proventi netti | 335,9 | 123,0 | 318,1 | — | 11,8 | 744,7 |
| Valorizzazione equity method | — | — | — | 271,7 | — | 271,7 |
| Margine di Intermediazione | 627,3 | 1.001,8 | 698,2 | 295,3 | 21,9 | 2.628,4 |
| Costi del personale | (241,0) | (104,2) | (165,4) | (3,6) | (121,1) | (635,3) |
| Spese amministrative | (230,5) | (210,0) | (141,3) | (1,0) | (39,0) | (602,8) |
| Costi di struttura | (471,5) | (314,2) | (306,7) | (4,6) | (160,1) | (1.238,1) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela |
(18,6) | (257,6) | 40,1 | — | (12,7) | (248,8) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
1,9 | 0,0 | 2,2 | 51,8 | (7,5) | 48,4 |
| Altri utili/(perdite) | 3,5 | (15,2) | 0,5 | — | (73,5) | (85,6) |
| Risultato Lordo | 142,6 | 414,8 | 434,3 | 342,5 | (231,9) | 1.104,3 |
| Imposte sul reddito | (42,4) | (135,9) | (147,0) | (33,9) | 67,5 | (292,3) |
| Risultato di pertinenza di terzi | — | — | (2,8) | — | (1,7) | (4,4) |
| Utile Netto | 100,2 | 278,9 | 284,5 | 308,6 | (166,1) | 807,6 |
| Impieghi a clientela | 14.404,5 | 12.942,9 | 19.292,3 | 0,0 | 1.774,1 | 48.413,8 |
| Attività a rischio ponderate | 5.217,0 | 11.779,2 | 19.924,8 | 7.246,0 | 2.992,3 | 47.159,3 |
| N. Dipendenti | 2.037 | 1.446 | 635 | 11 | 792 | 4.921 |


Dati economici e patrimoniali per aree di attività
| 12 mesi al 30/06/20 (€ milioni) |
WM | Consumer | CIB | PI | Holding Functions |
Gruppo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 271,0 | 948,0 | 271,4 | (7,1) | (55,0) | 1.442,2 |
| Proventi di tesoreria | 6,7 | — | 77,9 | 15,6 | 37,5 | 136,3 |
| Commissioni ed altri proventi netti | 306,1 | 122,6 | 225,8 | — | 10,6 | 630,2 |
| Valorizzazione equity method | — | — | — | 304,3 | — | 304,3 |
| Margine di Intermediazione | 583,8 | 1.070,6 | 575,1 | 312,8 | (6,9) | 2.513,0 |
| Costi del personale | (236,5) | (102,0) | (141,0) | (3,3) | (116,5) | (599,3) |
| Spese amministrative | (214,3) | (201,2) | (135,2) | (1,0) | (56,3) | (589,6) |
| Costi di struttura | (450,8) | (303,2) | (276,2) | (4,3) | (172,8) | (1.188,9) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela |
(20,5) | (324,7) | (20,0) | — | (9,7) | (374,9) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(0,5) | — | (3,5) | (10,9) | (5,6) | (20,5) |
| Altri utili/(perdite) | 1,8 | (4,7) | — | — | (64,3) | (133,4) |
| Risultato Lordo | 113,8 | 438,0 | 275,4 | 297,6 | (259,3) | 795,3 |
| Imposte sul reddito | (32,6) | (141,4) | (92,4) | (2,6) | 76,3 | (191,1) |
| Risultato di pertinenza di terzi | (0,8) | — | (2,3) | — | (0,7) | (3,8) |
| Utile Netto | 80,4 | 296,6 | 180,7 | 295,0 | (183,7) | 600,4 |
| Impieghi a clientela | 13.183,6 | 13.037,4 | 18.644,2 | 0,0 | 1.819,9 | 46.685,1 |
| Attività a rischio ponderate | 4.951,7 | 11.800,8 | 20.027,7 | 8.121,9 | 3.128,4 | 48.030,5 |
| N. Dipendenti | 2.021 | 1.441 | 630 | 11 | 817 | 4.920 |


7. Wealth Management
| Wealth Management | 12 mesi | 12 mesi | Var.% | |
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2021 | ||
| Margine di interesse | 271,0 | 281,1 | 3,7% | |
| Proventi di tesoreria | 6,7 | 10,3 | 53,7% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 306,1 | 335,9 | 9,7% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 583,8 | 627,3 | 7,5% | |
| Costi del personale | (236,5) | (241,0) | 1,9% | |
| Spese amministrative | (214,3) | (230,5) | 7,6% | |
| Costi di struttura | (450,8) | (471,5) | 4,6% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (20,5) | (18,6) | -9,3% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(0,5) | 1,9 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | 1,8 | 3,5 | n.s. | |
| Risultato Lordo | 113,8 | 142,6 | 25,3% | |
| Imposte sul reddito | (32,6) | (42,4) | 30,1% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (0,8) | 0,0 | n.s. | |
| Utile Netto | 80,4 | 100,2 | 24,6% | |
| Impieghi a clientela | 13.183,6 | 14.404,5 | 9,3% | |
| Erogato | 2.173,2 | 2.219,6 | 2,1% | |
| TFA (Stock, € miliardi) | 63,6 | 71,5 | 12,4% | |
| -AUM/AUA | 39,8 | 46,3 | 16,2% | |
| -Depositi | 23,8 | 25,2 | 5,9% | |
| AUC (€ miliardi) | 5,0 | 6,0 | 20,1% | |
| TFA (Net New Money, € miliardi) | 3,3 | 3,8 | 18,1% | |
| -AUM/AUA | 2,0 | 2,5 | 25,7% | |
| -Depositi | 1,3 | 1,3 | 6,2% | |
| Dipendenti | 2.021 | 2.037 | 0,8% | |
| Attività a rischio ponderate | 4.951,6 | 5.217,0 | 5,4% | |
| Costi / ricavi (%) | 77,2% | 75,2% | ||
| Sofferenze nette / impieghi netti (%) | 0,4 | 0,3 | ||
| ROAC | 19% | 21% |


8. Consumer Banking
| 12 mesi | 12 mesi | Var.% | ||
|---|---|---|---|---|
| Consumer Banking (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2021 | ||
| Margine di interesse | 948,0 | 878,8 | -7,3% | |
| Proventi di tesoreria | — | — | n.s. | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 122,6 | 123,0 | 0,3% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 1.070,6 | 1.001,8 | -6,4% | |
| Costi del personale | (102,0) | (104,2) | 2,2% | |
| Spese amministrative | (201,2) | (210,0) | 4,4% | |
| Costi di struttura | (303,2) | (314,2) | 3,6% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (324,7) | (257,6) | -20,7% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
— | 0,0 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (4,7) | (15,2) | n.s. | |
| Risultato Lordo | 438,0 | 414,8 | -5,3% | |
| Imposte sul reddito | (141,4) | (135,9) | -3,9% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | — | — | n.s. | |
| Utile Netto | 296,6 | 278,9 | -6,0% | |
| Impieghi a clientela | 13.037,4 | 12.942,9 | -0,7% | |
| Erogato | 6.380,8 | 6.460,4 | 1,2% | |
| Filiali | 172 | 179 | 4,1% | |
| Agenzie | 41 | 52 | 26,8% | |
| Dipendenti | 1.441 | 1.446 | 0,3% | |
| Attività a rischio ponderate | 11.800,8 | 11.779,2 | -0,2% | |
| Costi / ricavi (%) | 28,3% | 31,4% | ||
| Sofferenze nette / impieghi netti (%) | 0,1 | 0,1 | ||
| ROAC | 31% | 27% |


9. Corporate & Investment Banking
| 12 mesi | 12 mesi | |||
|---|---|---|---|---|
| Corporate & Investment Banking (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2021 | Var.% | |
| Margine di interesse | 271,4 | 286,9 | 5,7% | |
| Proventi di tesoreria | 77,9 | 93,2 | 19,6% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 225,8 | 318,1 | 40,9% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 575,1 | 698,2 | 21,4% | |
| Costi del personale | (141,0) | (165,4) | 17,3% | |
| Spese amministrative | (135,2) | (141,3) | 4,5% | |
| Costi di struttura | (276,2) | (306,7) | 11,0% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (20,0) | 40,1 | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(3,5) | 2,2 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | — | 0,5 | n.s. | |
| Risultato Lordo | 275,4 | 434,3 | 57,7% | |
| Imposte sul reddito | (92,4) | (147,0) | 59,1% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (2,3) | (2,8) | 21,7% | |
| Utile Netto | 180,7 | 284,5 | 57,4% | |
| Impieghi a clientela | 18.644,2 | 19.292,3 | 3,5% | |
| di cui: NPL acquisiti (MBCredit Solutions) | 358,8 | 384,0 | 7,0% | |
| Dipendenti | 630 | 635 | 0,8% | |
| Attività a rischio ponderate | 20.027,7 | 19.924,8 | -0,5% | |
| Costi / ricavi % | 48,0% | 43,9% | ||
| Sofferenze nette / impieghi netti (%) | 0,0 | 0,0 | ||
| ROAC | 13% | 16% |


10. Principal Investing
| 12 mesi | 12 mesi | Var.% | ||
|---|---|---|---|---|
| PI (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2021 | ||
| Margine di interesse | (7,1) | (7,1) | n.s. | |
| Proventi di tesoreria | 15,6 | 30,7 | n.s. | |
| Commissioni ed altri proventi netti | — | — | n.s. | |
| Valorizzazione equity method | 304,3 | 271,7 | -10,7% | |
| Margine di Intermediazione | 312,8 | 295,3 | -5,6% | |
| Costi del personale | (3,3) | (3,6) | 9,1% | |
| Spese amministrative | (1,0) | (1,0) | n.s. | |
| Costi di struttura | (4,3) | (4,6) | 7,0% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | — | — | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(10,9) | 51,8 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | 0,0 | — | n.s. | |
| Risultato Lordo | 297,6 | 342,5 | 15,1% | |
| Imposte sul reddito | (2,6) | (33,9) | n.s. | |
| Risultato di pertinenza di terzi | 0,0 | — | n.s. | |
| Utile Netto | 295,0 | 308,6 | 4,6% | |
| Partecipazioni | 3.204,6 | 3.702,8 | 15,5% | |
| Altri investimenti | 673,9 | 744,2 | 10,4% | |
| Attività a rischio ponderate | 8.121,9 | 7.246,0 | -10,8% | |
| ROAC | 18% | 14% |
11. Holding Functions
| Holding Functions | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2021 | Var.% | |
| Margine di interesse | (55,0) | (47,4) | -13,8% | |
| Proventi di tesoreria | 37,5 | 57,5 | 53,3% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 10,6 | 11,8 | 11,3% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | (6,9) | 21,9 | n.s. | |
| Costi del personale | (116,5) | (121,1) | 3,9% | |
| Spese amministrative | (56,3) | (39,0) | -30,7% | |
| Costi di struttura | (172,8) | (160,1) | -7,3% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (9,7) | (12,7) | 30,9% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(5,6) | (7,5) | 33,9% | |
| Altri utili/(perdite) | (64,3) | (73,5) | 14,3% | |
| Risultato Lordo | (259,3) | (231,9) | -10,6% | |
| Imposte sul reddito | 76,3 | 67,5 | -11,5% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (0,7) | (1,7) | n.s. | |
| Utile Netto | (183,7) | (166,1) | -9,6% | |
| Impieghi a clientela | 1.819,9 | 1.774,1 | -2,5% | |
| Titoli banking book | 5.611,5 | 6.120,0 | 9,1% | |
| Attività a rischio ponderate | 3.128,4 | 2.992,3 | -4,4% | |
| Dipendenti | 817 | 792 | -3,1% |


12. Prospetto della redditività consolidata complessiva
| Voci | 12 mesi | 12 mesi | |
|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2021 | |
| 10 | Utile (Perdita) d'esercizio | 601,4 | 809,2 |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico |
0,7 | 47,4 | |
| 20. | Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
3,1 | 64,1 |
| 30. | Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
(1,7) | (5,7) |
| 40. | Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
— | — |
| 50. | Attività materiali | — | — |
| 60. | Attività immateriali | — | — |
| 70. | Piani a benefici definiti | (2,3) | 2,0 |
| 80. | Attività non correnti in via di dismissione | — | — |
| 90. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto |
1,5 | (13,0) |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico |
(222,3) | 508,9 | |
| 100. | Copertura di investimenti esteri | (3,2) | 1,4 |
| 110. | Differenze di cambio | 5,5 | 0,5 |
| 120. | Copertura dei flussi finanziari | 11,2 | 15,2 |
| 130. | Strumenti di copertura (elementi non designati) | — | — |
| 140. | Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
(15,4) | 40,1 |
| 150. | Attività non correnti in via di dismissione | — | — |
| 160. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto |
(220,4) | 451,8 |
| 170. | Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | (221,6) | 556,2 |
| 180. | Redditività complessiva (Voce 10+170) | 379,8 | 1.365,4 |
| 190. | Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | 1,5 | 2,3 |
| 200. | Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo | 378,3 | 1.363,1 |


13. Conto economico e Stato Patrimoniali individuali riclassificati
| Mediobanca S.p.A. | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/2020 | 30/06/2021 | Var.% | |
| Margine di interesse | 99,9 | 121,0 | 21,1% | |
| Proventi di tesoreria | 127,1 | 179,4 | 41,1% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 231,7 | 303,1 | 30,8% | |
| Dividendi su partecipazioni | 104,2 | 416,4 | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 562,9 | 1.019,9 | 81,2% | |
| Costi del personale | (221,9) | (249,8) | 12,6% | |
| Spese amministrative | (180,8) | (172,0) | -4,9% | |
| Costi di struttura | (402,7) | (421,8) | 4,7% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | 15,7 | 75,4 | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie | (21,8) | 44,1 | n.s. | |
| Impairment partecipazioni | (61,4) | (1,6) | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (39,7) | (29,4) | -25,9% | |
| Risultato Lordo | 53,0 | 686,6 | n.s. | |
| Imposte sul reddito | (13,6) | (108,2) | n.s. | |
| Utile netto | 39,4 | 578,4 | n.s. |
| Mediobanca S.p.A. (€ milioni) |
30/06/2020 | 30/06/2021 |
|---|---|---|
| Attivo | ||
| Attività finanziarie di negoziazione | 9.214,7 | 11.336,8 |
| Impieghi di tesoreria e cassa | 10.306,8 | 10.122,1 |
| Titoli di debito del banking book | 9.592,2 | 8.716,0 |
| Impieghi a clientela | 30.507,4 | 37.103,6 |
| Titoli d'investimento | 4.089,0 | 4.475,1 |
| Attività materiali e immateriali | 168,4 | 167,1 |
| Altre attività | 959,4 | 782,8 |
| Totale attivo | 64.837,9 | 72.703,5 |
| Passivo e netto | ||
| Raccolta | 46.273,9 | 52.045,0 |
| Raccolta di tesoreria | 4.614,1 | 3.826,5 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 8.351,7 | 10.342,4 |
| Altre passività | 762,7 | 937,6 |
| Fondi del passivo | 121,6 | 136,5 |
| Mezzi propri | 4.674,5 | 4.837,1 |
| Utile/(Perdita) del periodo | 39,4 | 578,4 |
| Totale passivo e netto | 64.837,9 | 72.703,5 |
Si dichiara, ai sensi del comma 2 art. 154 bis D.Lgs. 58/98, che l'informativa contabile contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili della Società.
Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Emanuele Flappini