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Mediobanca — Earnings Release 2019
Jul 31, 2019
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Earnings Release
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| Informazione Regolamentata n. 0187-88-2019 |
Data/Ora Ricezione 31 Luglio 2019 12:03:44 |
MTA | ||
|---|---|---|---|---|
| Societa' | : | MEDIOBANCA | ||
| Identificativo Informazione Regolamentata |
: | 121249 | ||
| Nome utilizzatore | : | MEDIOBANCAN05 - Pigozzi | ||
| Tipologia | : | 1.1 | ||
| Data/Ora Ricezione | : | 31 Luglio 2019 12:03:44 | ||
| Data/Ora Inizio Diffusione presunta |
: | 31 Luglio 2019 12:30:24 | ||
| Oggetto | : | 2019 | Approvati i risultati di esercizio al 30 giugno | |
| Testo del comunicato |
Vedi allegato.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI MEDIOBANCA
Approvati i risultati di esercizio al 30 giugno 2019
Milano, 31 luglio 2019

Crescita e sostenibilità i tratti distintivi di Mediobanca
Mediobanca tra le migliori banche europee per crescita dei ricavi, redditività, remunerazione degli azionisti, performance di mercato
Piano industriale 16/19: strategia e obiettivi raggiunti Presidio "CSR1" rafforzato
Malgrado il marcato deterioramento del contesto operativo che ha segnato gran parte dell'esercizio, l'anno chiude con livelli record nell'ultimo decennio di ricavi (€2,5mld, +4%), utile operativo (€1,1mld, +8%) ed utile netto (rettificato €860, +8%) coniugati a crescenti indici di redditività (ROTE al 10,2%), patrimonializzazione (CET1 Ratio al 14,1%2) e remunerazione degli azionisti (pay-out al 50%)
Ricavi: + 4% a €2,5mld, grazie alla forte attività commerciale
Margine di interesse: +3% a €1,4mld, per la crescita degli impieghi (+8% a €44mld) e la riduzione del costo della raccolta (da 90bps a 80bps)
Commissioni in temporaneo rallentamento (-2% a €611m) nonostante la crescita del totale delle attività finanziarie (+6% a 68mld) e della raccolta netta (+5% a €5mld) per i bassi volumi di operazioni di Capital Market e la scarsa propensione al rischio degli investitori; non ancora riflesso l'importante potenziamento della distribuzione del WM (forza vendita a oltre 900 professionisti, +18%) e del CIB (partnership con MMA)
Qualità dell'attivo in ulteriore miglioramento, minor costo del rischio(da 62 a 52bps) Attività deteriorate lorde -8% a €1,8mld, incidenza su impieghi al 3,9% (dal 4,6%)
Risultato operativo + 8%, oltre €1,1mld
Utile netto rettificato³ +8% a €860m, utile per azione rett. +8% a €0,97
Utile netto di bilancio a €823m (-5%) per assenza di proventi straordinari (vs. €98m)
Redditività in crescita: ROTE rett.3 al 10,2% vs. 9,5% nel 2018, con CET1 stabile al 14,1%
Pay-out al 50% (dal 48%), dividendo per azione proposto pari a €0,47 (stabile)
Piano di acquisto azioni proprie aumentato al 4,3% del capitale4
1 CSR: Corporate and Social Responsibility
2 Calcolato applicando le regole CRR/CRR2 incluso l'art. 471 (cd. Danish Compromise") che impatta per circa 110bps e la non deduzione completa dell'impatto IFRS9 che ammonta a circa 20bps.
3 Calcolato escludendo utili/perdite da cessione titoli azionari, adeguamenti di valore, poste straordinarie positive/negative e utilizzando un'aliquota fiscale normalizzata del 33%, 25% per il Private Banking.
4 Tenuto conto dell'utilizzo delle azioni proprie per il piano di performance shares e l'acquisizione di Messier Maris et Associés.

Obiettivi del Piano industriale 2016/19 pienamente raggiunti grazie alla peculiarità del modello di business5 ed alla solidità finanziaria, fattori che permettono al Gruppo Mediobanca di focalizzarsi sulla crescita e lo pongono in posizione privilegiata nel potenziamento, organico e tramite acquisizioni, della distribuzione
Nel triennio raggiunti target di rilievo:
AUM +31% (3YCAGR) a €39mld, impieghi +9% (3YCAGR) a €44 mld
Ricavi +7% (3YCAGR)
Commissioni +11% (3YCAGR), ora generate al 60% da attività a basso assorbimento di capitale (wealth management e advisory)
Margine di interesse +5% (3YCAGR), malgrado lo scenario di tassi negativi
Risultato operativo +16% (3YCAGR)a €1,1mld, nettamente superiore agli obiettivi di Piano (3YCAGR +10% a €1mld) per la favorevole evoluzione del costo del rischio ed il mantenimento dell'efficienza operativa
ROTE del 10% raggiunto pur in assenza di utili da cessioni
Elevata generazione di capitale (maggiore di circa 230bps rispetto all'obiettivo di Piano) riflessa in maggiori indici di capitalizzazione (CET1 al 14,1% vs 12,1% a Giu.16)e in una accresciuta remunerazione degli azionisti (pay-out dal 38% al 50% vs. 40% di Piano ed aggiuntivo piano di buyback)
Rafforzato il presidio "CSR", con l'approvazione della direttiva per investimenti responsabili, la dichiarazione consolidata non finanziaria e la maggiore rappresentatività negli indici di mercato
Tutte le divisioni segnano un significativo miglioramento del posizionamento e della redditività.
WM ora visibile nel marchio, nella scala, nel contributo al Gruppo Risultati record del Consumer, leadership del CIB nel sud Europa
WM: in significativo aumento la scala operativa (AUM: 3YCAGR +31%, ricavi: 3Y CAGR +18%, GOP: 3YCAGR +27%), la percezione del brand e la distribuzione (franchise triplicato a 900 professionisti) – ROAC dal 9% al 16%
Consumer Banking: risultati record (ricavi oltre €1mld con 3Y CAGR +6%, GOP a €0,5mld, 3YCAGR +27%) raggiunti con l'approccio orientato al valore ed il potenziamento della rete diretta – ROAC dal 17% al 30%
CIB: potenziato il coverage della clientela, la distribuzione geografica (Francia, terzo mercato core); mantenuta l'eccellenza degli attivi, ridotto l'assorbimento di capitale – ROAC dal 10% al 15%
5 Il Gruppo Mediobanca è focalizzato su tre segmenti di attività ad elevata specializzazione - Wealth Management Credito al Consumo e Corporate & Investment Banking - la cui crescita è corroborata da tendenze evolutive di lungo periodo.

PI: portafoglio stabile, ROAC al 15% pur in assenza di proventi da cessione
HF: indicatori di liquidità e provvista mantenuti a livelli confortevoli; incidenza dei costi centrali progressivamente ridotta, frutto dell'avvenuta centralizzazione/ottimizzazione delle funzioni di Gruppo
Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, presieduto da Renato PAGLIARO, ha approvato i risultati di esercizio e consolidati al 30 giugno scorso del Gruppo Mediobanca, illustrati dall'Amministratore Delegato Alberto NAGEL e dal Direttore Generale Francesco Saverio VINCI.
***
Risultati consolidati
L'esercizio è stato caratterizzato da un ambiente operativo particolarmente avverso agli intermediari finanziari: le revisioni al ribasso sulla crescita globale emerse nel primo semestre hanno condotto ad una repentina correzione del valore di tutte le principali asset class a ridosso della fine dell'anno; correzione per gran parte rientrata nei primi mesi del 2019 per effetto anche delle iniziative di politica monetaria che hanno, tuttavia, innescato un'ulteriore significativa discesa dei tassi e inciso sulla reddittività degli attivi di maggior liquidità e qualità.
Questo contesto di mercato non ha pregiudicato il percorso di crescita del Gruppo che, grazie ad un significativo sviluppo commerciale, chiude l'esercizio con i migliori risultati dell'ultimo decennio relativamente a ricavi (oltre 2,5 miliardi), risultato operativo (1,1 miliardi), utile netto e ROTE (860 milioni e 10,2% rispettivamente, rettificati per le componenti non ricorrenti), mantenendo inalterato l'eccellente profilo di rischio.
In dettaglio l'incremento dei ricavi da 2.419,3 a 2.524,7 milioni (+4,4%) riguarda sostanzialmente tutte le voci, in particolare:
- il margine di interesse cresce del 2,7% (da 1.359,4 a 1.395,6 milioni) per i maggiori volumi creditizi (+7,9%) e per il contenimento del costo del funding (da 90 a 80bps) malgrado lo spread sui governativi domestici si sia mantenuto su livelli elevati; per contro, il persistere dei tassi di interesse su livelli negativi ha penalizzato il contributo degli attivi di tesoreria investiti per lo più a breve. Tutte le business lines mostrano un contributo crescente nell'anno: Consumer +3,5%, Corporate ed Investment Banking +2,5%, Wealth Management +2%;
- i proventi di tesoreria aumentano da 157,4 a 196,7 milioni con un apprezzabile contributo del Capital Market Solutions (130,4 milioni contro 82,3 milioni) favorito dalla richiesta da parte della clientela di soluzioni più sofisticate per fronteggiare la volatilità di mercato ed i tassi negativi; per contro il contributo del portafoglio proprietario (banking e trading book) flette da 40,8 a 34,6 milioni scontando talune operazioni di negoziazione esposte al ribasso dei tassi;
- le commissioni nette calano lievemente da 622,2 a 611,2 milioni (-1,8%) per il minor contributo del Capital Market (da 65,8 a 28,9 milioni); in crescita Wealth Management (+8,6%, da 258,7 a 280,9 milioni) ed Advisory M&A (+35,3%, da 64,7 a 87,5 milioni);
- l'apporto delle partecipazioni consolidate a patrimonio netto, pressoché integralmente riconducibile ad Assicurazioni Generali, è in crescita da 280,3 a 321,2 milioni.
I costi di struttura aumentano da 1.114,9 a 1.161,9 milioni (+4,2%), con un rapporto costi/ricavi invariato al 46%; le spese del personale aumentano del 4,3% principalmente nel Wealth

Management (+10,3%) tenuto conto del consolidamento di RAM e del rafforzamento delle strutture commerciali di Private e Affluent (ingresso di 48 risorse); le spese amministrative salgono del 4,1% scontando l'ampliamento della rete commerciale (+23 dipendenze CheBanca! e +18 agenzie Compass), l'aumento delle spese IT (legate alle nuove piattaforme, incluso il nuovo applicativo di Tesoreria) e l'intensa attività progettuale (introduzione IFRS9, MIFID II, Brexit).
Le rettifiche su crediti flettono del 10% (da 247,2 a 222,6 milioni) e, in presenza di maggiori volumi creditizi, esprimono un costo del rischio di Gruppo a 52bps (in netto calo dai 62bps dello scorso anno e 124 bps al 30 giugno 2016); da segnalare riprese nette nel Wholesale per 62,7 milioni, connesse alla valorizzazione di talune posizioni UTP in progressivo miglioramento. Il costo del rischio del Consumer migliora la performance storica attestandosi a 185bps (199bps lo scorso anno) così come quello di CheBanca! (16bps, da 21bps) che sconta anche gli effetti della dismissione di un piccolo portafoglio di sofferenze risalenti nel tempo.
L'esercizio è stato gravato dai contributi ai fondi di risoluzione e tutela dei depositi per 53,5 milioni (46,3 milioni) di cui 26,8 milioni per l'accantonamento ordinario al Single Resolution Fund (26,3 milioni), 11,2 milioni al fondo tutela dei depositi (DGS) (5,4 milioni) e 15,5 milioni di contributi straordinari (14,6 milioni), di cui 6,4 milioni relativi all'intervento volontario a favore di Carige (investimento prudenzialmente azzerato) e 9,1 milioni richiamati dall'autorità di Risoluzione Italiana. Nelle altre partite confluiscono anche voci minori per 0,5 milioni.
Quanto ai dati patrimoniali, il totale attivo6 aumenta da 72,3 a 78,2 miliardi per i maggiori volumi dell'attività creditizia, pareggiati dall'aumento della raccolta. In dettaglio, rispetto al 30 giugno 2018:
- gli impieghi a clientela aumentano del 7,9% da 41,1 a 44,4 miliardi con un apporto positivo di tutti i segmenti: il CIB segna un aumento degli impieghi del 10,7% (a 17,9 miliardi) per il positivo apporto sia del Wholesale Banking (+11,2% a 15,6 miliardi, con un erogato di 5,8 miliardi (-21,2%) e rimborsi per 4,3 miliardi) che dello Specialty Finance (+7,8 % a 2,3 miliardi), con il factoring in aumento del 4,7% a 1,9 miliardi (turnover salito da 5,2 a 6,5 miliardi) e MBCredit Solutions in progresso del 28% a 369 milioni (dopo aver effettuato acquisti di NPL nei segmenti retail e SME unsecured di nominali 1,5 miliardi per un corrispettivo di 117,9 milioni). Il Wealth Management segna un aumento del 9,6% a 11,4 miliardi con positivi apporti sia dei mutui ipotecari CheBanca! (+11% a 9 miliardi ed erogato +11,8% a 1,8 miliardi) che della clientela private (+4,4% a 2,4 miliardi). Il Consumer sale del +5,6% (da 12,5 a 13,2 miliardi). In continua e progressiva riduzione il leasing (-8% a 2 miliardi).
- le attività deteriorate lorde calano dell'8% (da 1.943,1 a 1.782,3 milioni), in particolare nei comparti dei mutui ipotecari di CheBanca! (-46,4%, da 332,1 a 178 milioni, dopo la cessione di sofferenze ex Micos Banca per 152 milioni) e Wholesale (-2,9%, da 648 a 628,9 milioni); in riduzione l'incidenza sugli impieghi (al 3,9% dal 4,6% dello scorso anno). Parallelamente flettono le nette sia in valore assoluto (da 842,1 a 806 milioni) che come incidenza sugli impieghi (1,8% verso 2,1% dello scorso anno) a fronte di un tasso di copertura del 54,8% (56,7%). Le sofferenze nette si dimezzano rispetto allo scorso anno portandosi a 79,8 milioni (141,5 milioni) e rappresentano lo 0,18% del totale impieghi (0,35% al 30 giugno scorso) con un tasso di copertura del 79,7% (73,3%); alla voce non
6 A partire da questo esercizio il Gruppo Mediobanca applica il nuovo principio IFRS9 per la contabilizzazione degli strumenti finanziari. La transizione al predetto principio contabile ha determinato una riduzione del patrimonio netto di circa 81 milioni, prevalentemente legato all'introduzione del nuovo modello di impairment; ai fini del capitale regolamentare l'impatto sarà recepito nell'arco dei prossimi cinque anni. Il Gruppo si è avvalso della facoltà di non rideterminare su basi omogenee i dati comparativi nell'esercizio di prima applicazione dell'IFRS 9; pertanto i valori dell'esercizio 2017/18, determinati in accordo allo IAS 39, non sono pienamente comparabili. Per tutti i dettagli e l'informativa completa relativa agli effetti dell'applicazione del nuovo principio IFRS9, che sostituisce lo IAS39, si rimanda al documento "Resoconto sulla transizione al principio contabile IFRS9" pubblicato nel sito www.mediobanca.com

concorrono gli impieghi NPL acquisiti da MBCredit Solutions (368,6 milioni contro 287,9 milioni)e le sofferenze originate da Micos Banca in Italia e dalla filiale francese (attività interrotta a fine 2009); nel corso dell'esercizio è stato ceduto l'intero portafoglio Francia mentre nel mese di giugno è stato raggiunto un accordo per la cessione del portafoglio Italia, iscritto tra le Attività in via di dismissione (ex IFRS5), in attesa del perfezionamento che avverrà nei prossimi mesi;
- la provvista aumenta da 48,9 a 51,4 miliardi riflettendo i maggiori depositi Private Banking (da 4,9 a 7,4 miliardi) e retail CheBanca! (da 14,2 a 15 miliardi). La raccolta cartolare è pari a 18,5 miliardi (19,2 miliardi) dopo nuove emissioni per 3,1 miliardi (circa 15 operazioni tra cui una cartolarizzazione di crediti consumer per 600 milioni ed un covered bond per 750 milioni) a fronte di rimborsi e riacquisti sul mercato per 3,8 miliardi. La diversificazione dei canali e degli strumenti di raccolta ha permesso, in un contesto di mercato particolarmente difficile soprattutto nel periodo centrale dell'esercizio, di ridurre il costo medio della raccolta da 90bps a 80bps;
- le obbligazioni del banking book scendono da 7,7a 6,7 miliardi, dopo acquisti per 5,7 miliardi e vendite e rimborsi per 7 miliardi che hanno compreso talune prese di beneficio; i titoli di Stato ammontano a 4,6 miliardi (69% del saldo complessivo), di questi circa la metà (2,2 miliardi, di cui 1,1 miliardi HTC e 1,1 miliardi HTC&S) sono italiani ed hanno una durata media di 3 anni;
- gli impieghi netti di tesoreria aumentano 4,8 a 5,3 miliardi nell'ottica di preservare l'ampia dotazione di liquidità in un periodo di forte volatilità ed incertezza soprattutto sul mercato domestico;
- il totale delle attività finanziarie del Wealth Management (TFA) aumenta del 6% a 67,9 miliardi (63,9) dopo 5 miliardi di raccolta netta (esclusa attività di Spafid). Le masse gestite ed amministrate passano da 37,1 a 39 miliardi con raccolta netta positiva per 1,7 miliardi ed un effetto mercato sostanzialmente neutro avendo recuperato, nel terzo trimestre, il passivo di dicembre; la raccolta diretta sale da 19,1 a 22,4 miliardi a conferma della preferenza dei clienti in questa fase di mercato per la liquidità; i titoli a custodia flettono da 7,6 a 6,5 miliardi. Il segmento Affluent (CheBanca!) salda con un totale di attività finanziarie nette di 25,4 miliardi (+12%), di cui 15 miliardi in depositi, ed una raccolta netta di 2,6 miliardi (+18%); Mediobanca Private Banking chiude a 16,4 miliardi (16%), di cui 4 miliardi in depositi, ed una raccolta netta di 2,4 miliardi (+87%); Compagnie Monégasque de Banque salda con un totale di attività finanziarie di 10,5 miliardi (+5%), di cui 3,4 miliardi in depositi, ed una raccolta netta di 0,3 miliardi. Nel comparto asset management MBSGR è in calo ( passa da 5 a 4,8 miliardi) per la chiusura di alcuni mandati istituzionali a bassa marginalità e RAM ( da 4,1 a 3,1 miliardi) per i riscatti di alcuni fondi sistematici; Cairn evidenzia, invece, una raccolta positiva per 0,7 miliardi con masse in crescita da 3,5 a 4 miliardi.
- gli indici patrimoniali7 si mantengono su livelli elevati, ampiamente superiori ai limiti regolamentari, confermando la capacita di generazione di capitale del Gruppo, tratto distintivo nel panorama finanziario europeo che pone l'Istituto in posizione privilegiata nel perseguimento degli obiettivi di crescita del franchise (organico e tramite acquisizioni) e della remunerazione degli azionisti.
- il Common Equity Tier 1 ratio è pari al 14,09% (14,24%): l'ampia generazione di utili (180bps) e l'ottimizzazione degli attivi (40bps riveniente dall'introduzione dei modelli AIRB
7 Indici calcolati applicando le regole CRR/CRR2 e la ponderazione al 370% della partecipazione Generali, fatto salvo il rispetto del limite di concentrazione. Il nuovo Regolamento, approvato dal Parlamento UE lo scorso 16 aprile, è entrato in vigore lo scorso 28 giugno, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ed ha esteso l'efficacia transitoria dell'articolo 471 (cd. "Danish Compromise") al 31 dicembre 2024.

sul portafoglio mutui di CheBanca!) hanno permesso di finanziare la crescita organica degli attivi (25bps), l'acquisizione della boutique francese di corporate finance Messier Maris & Associés (15bps, tenuto conto che il prezzo up-front è stato regolato in azioni Mediobanca) e l'accresciuta remunerazione degli azionisti (90bps in dividendi, 65bps investiti nel piano di buy back);
- il ratio fully loaded, ossia con la deduzione integrale di Assicurazioni Generali e con l'applicazione integrale dell'effetto IFRS9, risulta pari a 12,83% (13,15% al 30 giugno 2018 che non includeva circa -20bps di effetto IFRS9).
- il Total Capital ratio passa dal 18,11% al 17,46% (16,46% fully loaded).
- SREP: Mediobanca ha ricevuto dall'Autorità di Vigilanza gli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale ("Decisione SREP 2018"). L'Autorità richiede a Mediobanca di detenere un livello di CET1 ratio su base consolidata dell'8,25% (11,75% Total SREP Capital Requirement, TSCR) che include un requisito aggiuntivo di Pillar 2 ("P2R") dell'1,25%, invariato rispetto allo scorso anno, a conferma della qualità dell'attivo del Gruppo e dell'adeguatezza del presidio dei rischi. Il provvedimento riflette gli esiti dello stress test di Gruppo, i cui risultati ne hanno confermato la solidità anche in scenari negativi (l'impatto avverso sul CET1 fully loaded è di 182bps, tra i più bassi tra le banche UE);
- MREL: nel corso dell'esercizio Banca d'Italia, su proposta del Single Resolution Board ("SRB") ed in base alla Direttiva sulla risoluzione bancaria (BRRD), ha comunicato il requisito MREL del Gruppo pari al 15,48% del totale delle passività e dei fondi propri ("TLOF") e corrispondente al 21,43% degli RWA. Tenuto conto che Mediobanca non è soggetta al requisito di subordinazione, l'MREL ratio effettivo è ampiamente superiore ai minimi richiesti.
Piano d'impresa 2016-19: strategia confermata, obiettivi raggiunti
Con l'esercizio 2018-2019 si conclude l'orizzonte temporale del Piano strategico triennale 2016-2019. Il Gruppo Mediobanca raggiunge ampiamente gli obiettivi del Piano, grazie alla peculiarità del modello di business, focalizzato su tre segmenti di attività ad elevata specializzazione - Wealth Management, Credito al Consumo e Corporate & Investment Banking - la cui crescita è sostenuta da tendenze evolutive di lungo periodo, e alla solidità finanziaria. Questi fattori hanno permesso al Gruppo Mediobanca di focalizzarsi sulla crescita e lo collocano in posizione privilegiata nello sviluppo della distribuzione, da realizzarsi sia organicamente che tramite acquisizioni.
Nel triennio i ricavi sono cresciuti ad un tasso medio composto annuo ("3YCAGR") del +7% ed hanno raggiunto i 2,5 miliardi, in particolare:
- le commissioni sono cresciute del 11% (3YCAGR), in particolare quelle relative ad attività a basso assorbimento di capitale come il wealth management e l'advisory. La divisione WM è divenuta la prima contributrice alle commissioni di Gruppo con una quota superiore al 40%;
- Il margine di interesse ha confermato la traiettoria di sviluppo positivo di lungo termine evidenziando una crescita del 5% (3YCAGR), malgrado il perdurare dello scenario di tassi negativi ed il peggioramento del quadro macroeconomico, grazie al segmento Consumer, che ha generato maggiori volumi a marginalità sostenibile.

Il Risultato operativo è cresciuto in maniera sensibilmente superiore alle attese (3YCAGR +16% vs. +10% di Piano) ed ha superato i 1,1 miliardi (1 miliardo il target); cruciali sono stati il mantenimento dell'elevata qualità degli attivi, che ha permesso una sensibile riduzione del costo del rischio (a 52bps vs 105bps di Piano) e dell'efficienza operativa (rapporto costi/ricavi stabile al 46%).
La redditività è cresciuta di 3pp raggiungendo il target di Piano (10%) pur in assenza di plusvalenze e con una base di capitale nettamente più elevata (CET1 ratio superiore al 14%, circa 230bps maggiore del target di Piano).
Grazie alla elevata capacità di generazione di utili e all'ottimizzazione dell'assorbimento di capitale, l'indice CET1 è passato nel triennio dal 12,1% al 14,1% dopo aver finanziato in maniera sostanziale crescita organica, acquisizioni e maggiore remunerazione degli azionisti. Nel dettaglio:
- la generazione di utili nel triennio è stata pari a circa 2,5 miliardi;
- l'ottimizzazione dell'assorbimento di capitale ha comportato una riduzione degli attivi ponderati per quasi oltre 10 miliardi (-20%). Questo è avvenuto tramite l'introduzione dei modelli AIRB (portafoglio large corporate nel CIB e mutui residenziali di CheBanca!), l'ottimizzazione del rischio mercato e dell'assorbimento di capitale nel private banking (CRM). La risk density (RWA/attivo di bilancio) di Gruppo è scesa dal 73% al 59% (oltre il target del 64%).
I fattori sopra citati hanno permesso:
- di finanziare una importante crescita organica del business (libro impieghi salito nel triennio di 9 miliardi), nonché le acquisizioni (Banca Esperia, RAM, MMA);
- di incrementare il payout dal 38% al 50% (40% il target di Piano) e di avviare un piano di buyback (non previsto in sede di approvazione di Piano) che complessivamente riguarderà il 4,3% del capitale (includendo le azioni proprie utilizzate).
Tutte le divisioni segnano un significativo miglioramento del posizionamento e della redditività.
- Wealth Management: in significativo aumento la scala (AUM: 3YCAGR +31%, ricavi: 3Y CAGR +18%, GOP: 3YCAGR +27%), la percezione del brand e la distribuzione (franchise pressoché triplicato a 900 professionisti) – ROAC dal 9% al 16%
- Consumer Banking: risultati record (ricavi oltre €1mld con 3YCAGR +6%, GOP a €0,5mld, 3YCAGR +27%) raggiunti con l'approccio orientato al valore ed il potenziamento della rete diretta – ROAC dal 17% al 30%
- CIB: migliorato il coverage della clientela (nuova organizzazione e responsabilità, maggior focus su MidCaps con la doppia copertura IB-PB), il mix di prodotto (con l'accresciuta contribuzione dei prodotti a minor assorbimento di capitale) e la distribuzione geografica (Francia, ora terzo mercato core che si affianca ad Italia e Spagna); mantenuta l'eccellenza degli attivi, ridotto l'assorbimento di capitale – ROAC dal 10% al 15%
- Principal Investing: portafoglio stabile, ROAC al 15%
- Holding Functions: indicatori di liquidità e provvista mantenuti a livello confortevole; incidenza dei costi centrali progressivamente ridotta frutto dell'avvenuta centralizzazione/ottimizzazione delle funzione di Gruppo.

Risultati divisionali
1. Wealth Management. Scala e posizionamento distintivo. ROAC al 16%
Il WM ha visto nell'ultimo triennio un'importante sviluppo che ha affiancato crescita organica, implementazione di due importanti progetti di integrazione (ramo Barclays fuso in CheBanca!, fusione Banca Esperia in Mediobanca e ridenominazione delle attività in Mediobanca Private Banking) ed un'acquisizione (RAM). Grazie a questo processo la piattaforma Wealth Management del Gruppo Mediobanca ha acquisito dimensione e visibilità nei mercati di riferimento, connotandosi come operatore altamente specializzato, capace di offrire ai propri clienti e gestori soluzioni innovative di prodotto e vendita. Divenuto importante il contributo della divisione ai risultati consolidati: il WM è oggi il maggiore contributore alle commissioni nette di Gruppo (44%) e realizza oltre il 20% dei ricavi e circa il 10% degli utili netti.
La divisione Wealth Management del Gruppo Mediobanca registra oggi:
- 39 miliardi di masse gestite, 3YCAGR +31% (+4% nell'esercizio), ripartite tra Private Banking (17 miliardi), Affluent (10 miliardi) e Asset Mgt.(12 miliardi)
- 22 miliardi di depositi, 3YCAGR +17%, +18% nell'esercizio
- 5 miliardi di raccolta netta annua
- oltre 900 professionisti, triplicati rispetto a giugno 16 (260), +18% nell'esercizio, di cui 780 facenti capo a CheBanca! e 130 al Private Banking
- 547 milioni di ricavi, 3YCAGR +18%, +4% nell'esercizio, ben diversificati per segmento (55% Affluent: 45% Private) e fonte di reddito (50% da margine di interesse : 50% commissioni, per la quasi totalità ricorrenti)
- 71 milioni di utile netto, 3YCAGR +23%, +3% nell'esercizio
- ROAC del 16%, in sostanziale aumento dal 13% del 2018 e dal 9% del 2016
1.1. Affluent: CheBanca! definitivamente affermata come asset-gatherer. Crescita in marcata accelerazione grazie al rafforzamento del brand e della rete distributiva. Ricavi ed utili in progresso
Nel triennio CheBanca! si è definitivamente evoluta da deposit-gatherer ad asset-gatherer, divenendo un operatore di rilievo nell'industria italiana del wealth management nel segmento di clientela affluent-premier. L'evoluzione della mission si è accompagnata ad un'importante evoluzione della scala; CheBanca! esprime oggi:
- una rete consulenziale di 780 professionisti, quintuplicata rispetto ai 170 del giugno 2016: a 445 gestori (+29 nell'esercizio, +275 dal 2016) si affiancano oggi 335 consulenti finanziari (assenti nel 2016)
- una base clienti ampia ed in deciso aumento (865mila clienti, 807mila a giugno 2018, 570mila a giugno 2016);

- attività di banking fortemente concentrata su canali remoti (97% dei bonifici, 95% dei vincoli di conto deposito eseguiti canali digitali; 95% dei versamenti/prelievi da ATM);
- 25 miliardi di masse TFA (+12% nell'esercizio, 3YCAGR +20%)
- 9 miliardi di mutui alle famiglie (+11% nell'esercizio, 3YCAGR +21%)
- ~300 milioni di ricavi in progressiva crescita (+2% nell'esercizio, 3YCAGR +16%) e ricomposizione in termini di mix: le commissioni nette, per la quasi totalità ricorrenti, pur scontando il costo del potenziamento della rete dei promotori finanziari, crescono a buon ritmo (86 milioni, +8% nell'esercizio, 3YCAGR +25%) e rappresentano oggi il 30% dei ricavi (vs 20% nel 2016); importante il contributo del margine di interesse (211 milioni, -1% nell'esercizio, 3YCAGR +12%) derivante dall'attività di erogazione di mutui alle famiglie
- 32 milioni di utile netto, +14% nell'esercizio, 3YCAGR +55%
Nell'esercizio i livelli di attività si mantengono elevati:
- il totale delle masse (TFA) ha raggiunto i 25,4 miliardi, in crescita del 12,2% a/a con un aumento di tutte le componenti: gestito (AUM a 7,7 miliardi, +22%), amministrato (AUA a 2,6 miliardi, +24%), depositi (a 15 miliardi, +6,1%).
- la raccolta netta (NNM) è stata pari a 2,6 miliardi ed evidenzia un trend in decisa crescita sui due semestri (1 miliardo nel 1°H, €1,6 miliardi nel 2°H). E' rappresentata prevalentemente da raccolta gestita ed amministrata (1,8 miliardi). La raccolta diretta cresce di 0,9 miliardi, in particolare nella componente transazionale più fidelizzante di conti correnti, che rappresentano 8,8 miliardi (da 7,5 miliardi a fine giugno 2018, +17%), a scapito dei conti di deposito che si riducono a 6,2 miliardi (da 6,6 miliardi a fine giugno 2018, -6%). La crescita delle masse vede un equilibrato apporto dei principali canali distributivi:
- 50% rete proprietaria: 1,3 miliardi di NNM. Le masse TFA facenti capo al canale proprietario sono pari a 22,2 miliardi, suddivise in 8,3 miliardi di AUM/AUA e 13,9 miliardi di depositi.
- 50% consulenti finanziari: 1,3 miliardi di NNM. Le masse TFA facenti capo a consulenti finanziari raggiungono 3,1 miliardi, suddivise in 2mld di AUM/AUA e 1,1 miliardi di depositi.
- i mutui alle famiglie salgono da 8,1 a 9 miliardi per effetto di un erogato mutui di 1,8 miliardi (+11,8% rispetto ai 1,6 miliardi dell'esercizio precedente). Lo stock si mantiene di buona qualità: le deteriorate lorde si riducono da 332,1 a 178 milioni con un'incidenza sugli impieghi dimezzata al 2% (4%); su base netta diminuiscono da 155,1 a 102,5 milioni e rappresentano l'1,1% degli impieghi netti con un tasso di copertura del 42,4% (53,3%). Le sofferenze nette sono pari a 39,9 milioni (0,4% degli impieghi netti) coperte al 56,9% (60,9%). Tali valori scontano le sofferenze cedute della filiale francese (attività interrotta a fine 2009) e quelle in corso di vendita ex Micos Banca. A partire da marzo 2019 CheBanca è stata autorizzata ad applicare i modelli AIRB sul portafoglio mutui con importante risparmio in termini di attivi ponderati (circa 1,46 miliardi calcolati sul valore del portafoglio a marzo 2019).
Il conto economico mostra un andamento positivo:
i ricavi aumentano del 1,6% (da 292,5 a 297,1 milioni) grazie in particolare alle commissioni che continuano a crescere significativamente (+7,5%; da 79,7 a 85,7 milioni)

controbilanciando la lieve riduzione del margine di interesse generata principalmente dall'incremento del costo della raccolta a seguito delle promo sul conto deposito;
- i costi di struttura sono sostanzialmente stabili (da 235,3 a 236,3 milioni; +0,4%) con dinamiche differenti fra costi del personale e spese amministrative. In particolare si rileva un incremento dei costi del personale per 3,2 milioni (da 102,6 a 105,8 milioni) anche collegato al potenziamento della struttura distributiva e, nonostante l'aumentata operatività e lo sviluppo del franchise, una riduzione delle spese amministrative per 2,2 milioni (da 132,7 a 130,5 milioni);
- le rettifiche su crediti evidenziano una riduzione di 2,8 milioni (da 16,5 a 13,7 milioni; 17,0%) beneficiando dei minori ingressi a deteriorate e dell'adeguamento dei parametri di rischio ai nuovi modelli interni; il costo del rischio si riduce da 21bps a 16bps pur scontando le perdite nette rivenienti dalla cessione delle sofferenze ex Micos (Italia e Francia);
- In crescita il risultato operativo (47,1 milioni +15,7% a/a) e l'utile netto (+13,7% a 31,5 milioni)
- 1.2. Private Banking: definitivo posizionamento di MBPB come brand high-end nel comparto del private banking italiano, significativa crescita organica (€2,7mld NNM nei 12 mesi nel segmento HNWI), potenziamento della fabbrica prodotti
Nel triennio la divisione Private Banking è profondamente evoluta, di particolare rilievo:
- la creazione di Mediobanca Private Banking (fusione di Banca Esperia in Mediobanca e successiva ridenominazione/reimpostazione delle attività), che oggi gode di un posizionamento distintivo nel comparto italiano delle attività di private banking per i clienti di fascia HNWI, cui è in grado di offrire servizi/prodotti sinergici con le attività di investment banking della capogruppo (club deal, private debt, private equity …)
- il potenziamento della fabbrica prodotti del Gruppo tramite la creazione di MBSGR, il rilancio di Cairn, l'acquisizione di RAM
A fine di questo esercizio, inoltre, sono state poste le basi per un ulteriore upgrade delle attività monegasche (Compagnie Monégasque du Banque) tramite l'insediamento di un nuovo management team. In rivisitazione il modello di business di Spafid.
Il segmento Private Banking del Gruppo Mediobanca esprime oggi:
- una rete di circa 130 bankers (di cui 76 MBPB e 50 CMB), cresciuta (90 bankers al 2016) e riposizionata in termini di portafogli medi, capacità di origination, doppio coverage con i bankers di corporate finance nel segmento clientela MidCaps
- 42,5 miliardi di masse TFA, +3% nell'esercizio, +54% rispetto ai 27,5 miliardi del 2016, di cui 30,6 miliardi nel private banking (+7% nell'esercizio, 3YCAGR +16%) e 11,9 miliardi di Asset Management (triplicate rispetto ai 4 miliardi del 2016)
- 2,7 miliardi di raccolta annua netta nel segmento HNWI
- 2,3 miliardi di finanziamenti, +4% nell'esercizio, 3YCAGR +30%
- ~250 milioni di ricavi in progressiva crescita (+7% nell'esercizio, 3YCAGR +21%) e prevalentemente composti da commissioni (195 milioni, +9% nell'esercizio, 3YCAGR +29%)

40 milioni di utile netto, 3YCAGR +10%
Nell'esercizio il totale delle masse (TFA) cresce da 41,3 a 42,5 miliardi, scontando una composizione ancora molto conservativa: 7,4 miliardi di depositi (+4,9 miliardi), 28,6 miliardi di masse gestite ed amministrate (28,7 miliardi) e 6,5 miliardi di attivi in custodia (7,6 miliardi). La raccolta netta nei 12 mesi ammonta a 2,2 miliardi con contributi positivi di MBPB (+2,4 miliardi), CMB (+0,3 miliardi) e Cairn (+0,7 miliardi) che assorbono i deflussi di RAM (-0,9 miliardi) concentrati nel secondo semestre e la chiusura di alcuni mandati a minor redditività di MB SGR (-0,2 miliardi) e Spafid (-0,2 miliardi).
Il conto economico chiude con un risultato lordo di 55,3 milioni, in aumento del 3,4% rispetto allo scorso anno.
I ricavi aumentano del 7,2% (da 233,5 a 250,2 milioni), in particolare per la crescita delle commissioni (+9,1%, da 179 a 195,2 milioni), che beneficiano dall'ampliamento di perimetro (+16 milioni), compensando le minori performance fees (1,9 milioni contro 9,5 milioni); il risultato è ancora penalizzato dalla scarsa propensione all'investimento della clientela.
La crescita del margine di interesse (+14,8%, da 43,2 a 49,6 milioni) compensa il calo dei proventi di tesoreria (da 11,3 a 5,4 milioni) di pertinenza della Compagnie, per i minori profitti da banking book e da intermediazioni con la clientela.
I costi di struttura, in crescita dell'8,9% (da 181,5 a 197,7 milioni) scontano i maggiori costi del personale (+17,8%, da 98,5 a 116 milioni) relativi all'entrata a regime di RAM (+9,4 milioni) e al potenziamento delle strutture e della rete distributiva; per contro le spese amministrative flettono da 83 a 81,7 milioni nonostante i maggiori costi di RAM (+3,9 milioni).
A livello di singole unità, la Compagnie concorre con un utile netto di 27,5 milioni, dopo ricavi per 95,6 milioni (95,0 milioni), costi per 62,5 milioni (59,5 milioni) e imposte per 6,1 milioni (5,7 milioni); Mediobanca Private Banking e connesse società di gestione mostrano un utile netto di 11,2 milioni con ricavi in crescita (da 85,7 a 88,5 milioni) malgrado minori performance fees (1,7 milioni contro 4,7 milioni) e costi sostanzialmente invariati (73 milioni contro 71,7 milioni); RAM salda con un utile di 7,9 milioni (al netto di interessi di terzi per 2,4 milioni) dopo ricavi per 35,7 milioni e costi per 21,5 milioni. Cairn Capital concorre con ricavi per 16,3 milioni (18,2 milioni) che scontano l'assenza di performance fees (2,3 milioni) e la minor attività in Advisory (1,3 milioni contro 2,6 milioni) a fronte di costi in aumento (da 19,5 a 22,3 milioni) per un piano di retention. Spafid segna ricavi per 14,1 milioni e redditività a break even a valle del trasferimento delle attività che residuano in Spafid Connect (servizi alle imprese) alle Holding Functions.
- 2 Credito al Consumo. Compass conferma con risultati record la sua leadership nel comparto del credito al consumo per posizionamento e redditività
- Posizionamento confermato tra i primi tre operatori di mercato con una quota di mercato pari all'11,5% ed un erogato annuo superiore a 7 miliardi (+5%)
- Distribuzione tra le più vaste e diversificate in Italia, ulteriormente potenziata nel canale diretto con l'apertura di 18 filiali nel periodo per un totale di circa 200 punti (172 sportelli proprietari e 27 agenzie)
- 13,2 miliardi di impieghi, +6% nell'esercizio, 3YCAGR +6% con tenuta della marginalità
8 RAM contribuisce per l'intero esercizio anziché per 4 mesi (+20,9 milioni, da 15,4 a 35,7 milioni) mentre dal 1° gennaio l'apporto di Spafid riguarda solamente i servizi finanziari (con un impatto nell'esercizio di circa 5 milioni); la componente dei servizi alle imprese (riconducibile alla società Spafid Connect) è stata infatti ricondotta alle Holding Function a valle della cessione del ramo Market Connect alla società norvegese quotata Infront.


- Oltre 1 miliardo di ricavi, +3% nell'esercizio, 3YCAGR +6% trainati dal margine di interesse
- Circa 500 milioni di risultato operativo, +5% nell'esercizio e raddoppiati negli ultimi tre anni, che beneficia dell'efficienza operativa (rapporto costi/ricavi stabilmente inferiore al 30%) e della riduzione del costo del rischio ai minimi storici (185bps)
- Qualità degli attivi costantemente mantenuta ai migliori standard di mercato grazie alla politica di regolare cessione dello stock di sofferenze, mentre la politica di accantonamento è già allineata ai nuovi criteri richiesti alle banche europee
- 336 milioni di utile netto, +7% nell'esercizio, 3YCAGR +30%
- ROAC del 30%, stabile nell'esercizio, ma pressoché raddoppiato dal 17% del 2016
- Acquisizione di BFI non ancora perfezionata
Nell'esercizio il conto economico chiude con un utile di 336,4 milioni, in aumento del 6,7% rispetto allo scorso anno (315,3 milioni), dopo ricavi per 1.026,9 milioni (+3,1%), costi per 293,5 milioni (+3,2%) e rettifiche su crediti per 237,8 milioni (-1,7%).
I ricavi superano il livello storico del miliardo (oltre 40% dei ricavi e circa i 2/3 del margine di interesse di Gruppo) e mostrano il seguente andamento:
- il margine di interesse cresce da 868,8 a 898,8 milioni (+3,5%) per i maggiori volumi medi (+6,1%) e la sostanziale tenuta della marginalità;
- le commissioni nette restano invariate (128,1 milioni contro 127,4 milioni) con i maggiori rappel riconosciuti ai partners (+8%) compensati dal positivo sviluppo commerciale.
I costi crescono del 3,2% per il potenziamento della rete distributiva e i progetti IT a supporto del business ed in ottica regolamentare (principalmente modelli AIRB).
Le rettifiche su crediti calano da 241,9 a 237,8 milioni (-1,7%) con un costo del rischio su base annua che migliora a 185bps (199bps lo scorso anno) senza intaccare i livelli di coverage.
Gli impieghi netti aumentano da 12,5 a 13,2 miliardi, con un erogato nei 12 mesi in salita da 7 a 7,4 miliardi (+4,6%); i prestiti personali rappresentano circa il 57% dello stock mentre quelli con cessione del quinto superano di poco i 2 miliardi (+3%). Le deteriorate lorde passano da 698,5 a 737,7 milioni con un'incidenza sul totale impieghi rimasto invariato al 5,2%; su base netta saldano a 189 milioni (1,4% degli impieghi) con un tasso di copertura del 74,4% (73,4%). Le sofferenze nette saldano a 13,7 milioni, rappresentano lo 0,1% degli impieghi (invariato) e mostrano un tasso di copertura del 94,3% (93,9%). Il tasso di copertura del bonis si incrementa a seguito dell'introduzione dell'IFRS9 dal 2,65% al 3,02% con una incidenza dello stage 2 dell'8,6% del totale del portafoglio (copertura al 20,7%).
In un'ottica di sviluppo di lungo termine del Consumer verso mercati ad alto potenziale di crescita, nell'agosto 2018 Compass ha stipulato un accordo per l'acquisizione del 19,9% di PT BFI Finance Indonesia Tbk ("BFI Finance")9 con Trinugraha (che ne detiene attualmente il 45,7% del capitale).
9 BFI Finance, costituita nel 1982 e quotata alla Borsa di Jakarta dal 1990 con una capitalizzazione di circa 625 milioni, è una delle principali società di credito al consumo del paese, con una vasta rete di distribuzione (oltre 350 succursali, importanti partnership con reti automobilistiche, agenti indipendenti e sistemi di telemarketing).

Ad un anno dalla stipula, restano tuttora pendenti taluni adempimenti contrattuali prodromici all'avvio dell'iter autorizzativo indonesiano e con la Banca Centrale Europea, necessari per il closing, indicativamente atteso entro Marzo 2020.
3 Corporate & Investment Banking: posizionamento rafforzato, ricavi diversificati e minor assorbimento di capitale, ROAC al 15%
- Leadership in Italia confermata, in miglioramento il coverage della clientela, sia sulle Large Caps con rinnovato modello organizzativo, sia su MidCaps con la doppia copertura IB-PB, e il mix di prodotto con l'accresciuta contribuzione dei prodotti a minor assorbimento di capitale
- Rafforzata la distribuzione geografica con la partnership con MMA: Francia, ora terzo mercato core che si affianca ad Italia e Spagna
- Visibilità accresciuta nel segmento Specialtly finance: MB Facta al 7° posto in Italia per turnover, costante presenza di MBCredit Solutions nelle aste per le cessioni di crediti unsecured con un portafoglio di crediti NPLs che supera i 5 miliardi di valore nominale e circa 370 milioni di valore netto
- Ricavi mantenuti stabili a 0,6 miliardi nel triennio in un contesto di mercato dell'investment banking in contrazione, grazie alla diversificazione, con accresciuto contributo dello Specialty finance che nei tre anni vede aumentare dal 10% ad oltre il 20% la propria quota di ricavi nella divisione
- Qualità degli attivi mantenuta eccellente
- Minor assorbimento di capitale, con l'introduzione dei modelli AIRB, ottimizzazione del rischio mercato e delle poste fuori bilancio
- ROAC al 15%, in crescita di 1pp nell'esercizio e di 5pp dal 2016
3.1. Wholesale Banking: utile stabile, asset quality eccellente, partnership con MMA
L'esercizio chiude con un utile netto di 227,3 milioni sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno. I ricavi flettono del 4,1% da 516,3 a 494,9 milioni e mostrano il seguente andamento:
- il margine di interesse cala del 4,5% (da 198,5 a 189,6 milioni) e riflette un portafoglio creditizio in crescita verso clientela di miglior standing (riflesso nel calo del costo del rischio ma a minor marginalità;
- i proventi da tesoreria aumentano del 14,7% (da 110,5 a 126,7 milioni) per l'attività con clientela CMS (130,4 milioni contro 82,3 milioni) solo parzialmente assorbita dal minor contributo del portafoglio di proprietà che mostra a fine esercizio perdite nette per 11 milioni (+27 milioni lo scorso anno);
- le commissioni nette ed altri proventi scendono del 13,8% (da 207,3 a 178,6 milioni), l'ottimo apporto di Advisory e M&A (in aumento da 64,7 a 87,5 milioni) è stato bilanciato dalla diminuzione del Capital Market (28,9 milioni contro 65,8 milioni).

Per contro aumentano i costi di struttura (da 212,4 a 220,2 milioni) a fronte dell'intensa attività progettuale principalmente nell'ambito IT (miglioramento della piattaforma infrastrutturale) e regolamentare (MifidII, modelli AIRB, introduzione IFRS9 e Brexit).
Gli impieghi alla clientela mostrano riprese nette per 62,7 milioni principalmente legate all'aggiornamento di alcune posizioni Unlikely to Pay per l'andamento favorevole dei business che, rispetto ai piani di ristrutturazione, hanno portato, in alcuni casi, a rimborsi superiori alle attese.
Gli impieghi a clientela aumentano da 14 a 15,6 miliardi dopo nuove erogazioni per 5,8 miliardi solo parzialmente assorbite da rimborsi per 4,3 miliardi, di cui 1,8 miliardi anticipati. Le attività deteriorate lorde flettono da 648 a 628,9 milioni con un'incidenza sugli impieghi al 4% (4,5%).
Lo scorso 11 Aprile Mediobanca ha stipulato l'accordo di partnership strategica di lungo periodo sulla base del quale ha acquisito una partecipazione del 66% in Messier Maris & Associés ("MMA"). Fondata alla fine del 2010 da Jean-Marie Messier e Erik Maris, MMA è oggi una delle tre principali boutique di Corporate Finance francesi, con un'ampia e fidelizzata base clienti anche a livello internazionale. MMA è specializzata nei servizi di M&A advisory a società di grandi e medie dimensioni e in attività con financial sponsors. La Società opera inoltre nelle attività di debt e capital advisory e debt restructuring. Ha sede a Parigi con uffici a New York e si avvale della collaborazione di circa 40 professionisti.
3.2. Specialty Finance: prosegue il momento positivo
Lo Specialty Finance chiude con un utile netto in crescita del 25,4% (da 30,7 a 38,5 milioni), equamente distribuito tra MBCredit Solutions (da 16,2 a 18,3 milioni) e MBFacta (da 14,5 a 20,2 milioni). L'aumento dei ricavi (+15,3%, da 114,7 a 132,2 milioni) riflette principalmente quello del margine di interesse (+22,9%, da 67,6 a 83,1 milioni) a fronte di commissioni ed altri proventi più stabili (+4%, da 47,1 a 49 milioni).
MBFacta concorre per 52,4 milioni (+22%), di cui 47,7 milioni di margine di interesse (+21,6%); l'apporto di MBCredit Solutions è di 79,8 milioni (+11,5%) suddivisi tra margine di interesse (35,4 milioni) e commissioni ed altri proventi (44,4 milioni, di cui 26,9 milioni per maggiori incassi sul portafoglio NPL). Parallelamente salgono i costi di struttura (+12,9%, da 43,5 a 49,1 milioni) principalmente per i maggiori oneri di recupero su portafogli NPL (14,7 milioni contro 11,6 milioni).
Le rettifiche su crediti restano sostanzialmente invariate (da 25,7 a 26,5 milioni) con un contributo del factoring di 14,9 milioni (15,2 milioni) e dei portafogli NPLs di 11,6 milioni (10,5 milioni).
L'aumento degli impieghi a clientela (+7,8%, da 2.137,3 a 2.304,5 milioni) riguarda tutti i comparti: factoring ordinario (da 1.449,8 a 1.520,8 milioni); rateale (da 399,6 a 415,1 milioni) ed il portafoglio NPL acquistati (da 287,9 a 368,6 milioni). Le attività deteriorate lorde del factoring si incrementano da 37,4 a 41,3 milioni (+10,3%) con un'incidenza sugli impieghi stabile al 2,1%; le attività deteriorate nette rimangono pressochè stabili a 10,3 milioni.
Il portafoglio NPL resta concentrato nel segmento retail unsecured (83,1%) e nell'esercizio hanno visto acquisti pro-soluto per un corrispettivo di 117,9 milioni (valore nominale di 1,5 miliardi).

4 Principal Investing: portafoglio stabile, ROAC 15%
- Portafoglio partecipazioni stabile nel triennio a circa 4 miliardi: disinvestimento di titoli azionari (circa 500 milioni), investimento in seed capital per le società di asset management (circa 380 milioni)
- Assicurazione Generali: quota stabile al 13%, utile accresciuto a 320 milioni (3YCAGR +8%), proroga del Danish Compromise al Dicembre 2024
- ROAC al 15%, stabile nell'esercizio, in calo dal 19% del 2016 per il maggior assorbimento di capitale di Ass.Generali (limite di concentrazione più stringente con un book value crescente)
L'esercizio chiude con ricavi in aumento da 295 a 332,4 milioni sostanzialmente per il maggior contributo di Assicurazioni Generali (da 279,9 a 320 milioni). L'utile netto è di 314,2 milioni contro 373,8 milioni dell'esercizio precedente che beneficiava di una plusvalenza di 96,3 milioni . L'esercizio registra minusvalenze nette su fondi di investimento per 3,3 milioni (-1,8 milioni).
Il book value della partecipazione Assicurazioni Generali aumenta da 3.171,4 a 3.219,3 milioni dopo utili per 320 milioni rettificati dal dividendo incassato (182,4 milioni) e minori riserve da valutazione per 89,7 milioni.
Quanto ai titoli del banking book, le posizioni in fondi passano da 459,8 a 520,4 milioni dopo nuovi investimenti netti in seed capital per 62,7 milioni e rimborsi netti su altri fondi per 1,6 milioni oltre a valorizzazioni a fair value negative per 1,9 milioni; quelle in titoli azionari flettono da 258,7 a 136,3 milioni dopo vendite per 145,3 milioni i cui utili da realizzo (3,7 milioni) sono confluiti a patrimonio netto unitamente alle valorizzazioni di fine giugno (complessivamente positive per 4,2 milioni).
- 5 Holding functions: liquidità e provvista mantenute su livelli elevati; avvenuta centralizzazione/ottimizzazione delle funzioni di Gruppo con minore incidenza dei costi livello di Gruppo
- Tesoreria: posizione confortevole di provvista e liquidità, malgrado l'andamento degli spread e lo scenario di tassi negativi
- NSFR ben al di sopra del 100% nel triennio (107% a Giugno19), LCR in graduale ottimizzazione ma sempre su livelli elevati (a 177% a Giugno19), ampia Counterbalance Capacity (10 miliardi)
- Raccolta ampliata e diversifica, costo medio della provvista ridotto a 80bps.
- Leasing: prosegue la riduzione degli attivi (impieghi da 2,5 a 2 miliardi nel triennio) con miglioramento della qualità degli attivi
- Funzioni di Gruppo: avvenuta centralizzazione/ottimizzazione in Holding Functions, con incidenza dei costi centrali sul Gruppo in progressiva riduzione malgrado l'intensa attività progettuale e adempimenti regolamentari, per le economie di scala raggiunte.
10 Con l'introduzione del nuovo principio IFRS9 gli utili/perdite da cessione titoli di investimento in banking book (ex Available-forsale) non transitano più da conto economico ma direttamente a patrimonio netto, inoltre viene iscritta a conto economico la valorizzazione al fair value dei fondi (incluso Private Equity e Seed Capital).

Perdita netta a 167 milioni, sostanzialmente stabile nell'esercizio, in riduzione dal 32% al 19% dell'utile rettificato di Gruppo nel triennio
La perdita lorda lievemente inferiore (-236 milioni contro -239 milioni) riflette i maggiori proventi da negoziazione (45 milioni contro 13,1 milioni) che hanno consentito alla tesoreria di migliorare il risultato netto (da -66 a -54,7 milioni) penalizzato dall'ampia posizione di liquidità in presenza di tassi negativi e malgrado una riduzione del costo del funding (da 90 a 80bps). I costi di struttura aumentano del 2,5% (da 173,3 a 177,6 milioni) per il maggior contributo di tesoreria e leasing a fronte di un apporto delle strutture centrali pressochè invariato malgrado l'elevata progettualità regolamentare (MIFID, Insurance Distribution Directive, Security Financial Transaction regulation, PSD2, AML e Privacy); l'effetto a conto economico dei contributi obbligatori e volontari ai fondi di risoluzione si incrementa da 46,3 a 53,5 milioni, di cui 6,4 milioni collegati al prudenziale azzeramento del bond subordinato Carige sottoscritto alla fine del 2018). Il leasing riduce l'apporto da 4,8 a 3,2 milioni. La perdita netta si incrementa da 158,9 a 167,5 milioni esclusivamente per il maggior carico fiscale condizionato dagli effetti della distribuzione di dividendi intercompany.
Risultati di Mediobanca SpA
L'esercizio chiude con un utile di 386,2 milioni in incremento del 14,6% rispetto allo scorso anno (337 milioni) malgrado l'assenza di plusvalenze su cessioni di azioni AFS (96,3 milioni).
I ricavi mostrano nel complesso una consistente crescita (+21,8% da 690,1 a 840,2 milioni) principalmente attribuibile ai dividendi su partecipazioni:
- margine di interesse in riduzione del 3,5% (da 95,1 a 91,8 milioni) che sconta l'ampia posizione di liquidità che ha eroso la marginalità in una situazione di tassi di mercato negativi e malgrado una riduzione del costo del funding;
- proventi di tesoreria che si incrementano del 25,9% (da 146,8 a 184,9 milioni) principalmente per un maggior contributo delle attività di Capital Market Solution (128,3 milioni contro 85 milioni); per contro il portafoglio proprietario (banking e trading book) flette leggermente da 39,9 a 38,3 milioni.
- commissioni ed altri proventi in riduzione del 14,6%, (da 270,7 a 231,1 milioni) principalmente per la riduzione delle attività di Capital Market (-56%) in linea con l'andamento del mercato;
- dividendi da partecipazioni in aumento (da 177,5 a 332,4 milioni) per la distribuzione da parte di Compass Spa (150 milioni) e il maggior contributo di Assicurazioni Generali (da 172,3 a 182,4 milioni).
I costi di struttura segnano un leggero incremento (+1,2%, da 414,8 a 419,6 milioni) per il rafforzamento della struttura commerciale nel private banking e per l'intensa attività progettuale (IFRS9; Brexit; MifidII).
Le riprese di valore sul portafoglio crediti, sono pari a 58,6 milioni (44,3 milioni lo scorso esercizio), in gran parte ascrivibili a riprese su posizioni UTP Corporate in miglioramento.
L'esercizio è stato gravato dai contributi ai fondi di risoluzione e tutela dei depositi per 29 milioni (30,7 milioni) di cui 28,6 milioni per l'accantonamento ordinario al Single Resolution Fund (30,3 milioni), nonché da rettifiche su altre attività finanziarie (incluse controllate) per 9 milioni.

Lo stato patrimoniale evidenzia un totale attivo in aumento da 59,2 a 65,9 miliardi, in particolar modo gli impieghi verso clientela (da 25,7 a 28,7 miliardi).
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Remunerazione degli azionisti: dividendo €0,47 per azione, payout al 50%
Il Consiglio ha deliberato di proporre all'Assemblea degli Azionisti del 28 ottobre prossimo l'assegnazione di un dividendo lordo unitario di €0,47. L'importo verrà messo in pagamento dal 20 novembre prossimo con "record date" 19 novembre e data stacco 18 novembre.
Il dividendo unitario proposto di €0,47 è stabile rispetto al dividendo unitario distribuito lo scorso esercizio e quantifica un pay-out ratio del 50% (48%).
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Lo scorso 8 novembre è stato avviato il programma di acquisto di azioni proprie, autorizzato dall'Assemblea Ordinaria degli azionisti del 27 ottobre scorso e dalla Banca Centrale Europea ai sensi degli artt. 77 – 78 del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) in data 23 ottobre e valida fino ad aprile 2020. Il programma, in corso di esecuzione, riguarda un massimo del 3% del capitale sociale (pari a 26,6 milioni di azioni) utilizzabili nell'ambito di eventuali operazioni di crescita esterna o in esecuzione di piani di remunerazione del personale, esistenti e futuri, basati su strumenti finanziari. Al 30 giugno le azioni proprie erano pari a 15,3 milioni (1,7% del capitale) dopo acquisti per 20,1 milioni (pari ad un controvalore di circa 160 milioni) ed utilizzi per 13,4 milioni, di cui 11,6 milioni per l'acquisizione MMA e 1,8 milioni per i piani di performance shares. Tenuto conto di questi utilizzi la quota che complessivamente si andrà a riacquistare sul mercato sarà pari al 4,3% del capitale.
Nel corso dell'esercizio il Gruppo ha continuato il proprio percorso di Corporate Social Responsibility con la pubblicazione della prima Dichiarazione Consolidata di Carattere Non Finanziario, la compilazione dei questionari dei principali Indici ESG, lo sviluppo dei progetti pluriennali di sostenibilità e la realizzazione del corso di e-learning su «Sostenibilità e Diritti Umani», obbligatorio per tutti i dipendenti.
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Milano, 31 luglio 2019
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1 . Conto economico consolidato riclassificato
| Gruppo Mediobanca | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% | |
| Margine di interesse | 1.359,4 | 1.395,6 | 2,7% | |
| Proventi di tesoreria | 157,4 | 196,7 | 25,0% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 622,2 | 611,2 | -1,8% | |
| Valorizzazione equity method | 280,3 | 321,2 | 14,6% | |
| Margine di Intermediazione | 2.419,3 | 2.524,7 | 4,4% | |
| Costi del personale | (557,8) | (581,7) | 4,3% | |
| Spese amministrative | (557,1) | (580,2) | 4,1% | |
| Costi di struttura | (1.114,9) | (1.161,9) | 4,2% | |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | 98,3 | 0,0 | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (247,2) | (222,6) | -10,0% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(1,3) | (2,1) | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (58,4) | (54,0) | -7,5% | |
| Risultato Lordo | 1.095,8 | 1.084,1 | -1,1% | |
| Imposte sul reddito | (228,1) | (256,5) | 12,5% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (3,8) | (4,6) | 21,1% | |
| Utile Netto | 863,9 | 823,0 | -4,7% |
2 . Conto economico consolidato per trimestri
| Gruppo Mediobanca | Esercizio 17/18 | Esercizio 18/19 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| I Trim. | II Trim. | III Trim. | IV Trim. | I Trim. | II Trim. | III Trim. | IV Trim. | |||
| (€ milioni) | 30/09/17 | 31/12/17 | 31/03/18 | 30/06/18 | 30/09/18 | 31/12/18 | 31/03/19 | 30/06/19 | ||
| Margine di interesse | 331,7 | 340,4 | 342,1 | 345,2 | 344,1 | 356,5 | 346,4 | 348,6 | ||
| Proventi di tesoreria | 38,7 | 46,7 | 39,0 | 33,0 | 40,8 | 56,8 | 52,9 | 46,2 | ||
| Commissioni ed altri proventi netti |
138,3 | 152,9 | 165,4 | 165,6 | 155,1 | 157,8 | 148,6 | 149,7 | ||
| Valorizzazione equity method | 89,7 | 31,5 | 83,7 | 75,4 | 97,7 | 67,8 | 59,3 | 96,4 | ||
| Margine di Intermediazione | 598,4 | 571,5 | 630,2 | 619,2 | 637,7 | 638,9 | 607,2 | 640,9 | ||
| Costi del personale | (129,9) | (141,1) | (137,9) | (148,9) | (137,9) | (144,3) | (145,4) | (154,1) | ||
| Spese amministrative | (125,8) | (136,8) | (141,8) | (152,7) | (133,5) | (145,9) | (145,8) | (155,0) | ||
| Costi di struttura | (255,7) | (277,9) | (279,7) | (301,6) | (271,4) | (290,2) | (291,2) | (309,1) | ||
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento |
89,4 | 5,0 | 1,5 | 2,4 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | ||
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela |
(54,6) | (58,6) | (60,3) | (73,7) | (58,8) | (50,7) | (51,9) | (61,2) | ||
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre att. finanziarie |
(1,3) | 0,9 | 0,4 | (1,3) | 4,1 | (15,0) | 4,9 | 3,9 | ||
| Altri utili/(perdite) | (5,1) | (5,3) | (28,3) | (19,7) | 0,0 | (11,1) | (26,1) | (16,8) | ||
| Risultato Lordo | 371,1 | 235,6 | 263,8 | 225,3 | 311,6 | 271,9 | 242,9 | 257,7 | ||
| Imposte sul reddito | (69,1) | (59,5) | (57,5) | (42,0) | (64,4) | (65,2) | (66,3) | (60,6) | ||
| Risultato di pertinenza di terzi | (1,1) | (0,7) | (0,7) | (1,3) | (1,8) | (1,6) | (1,1) | (0,1) | ||
| Utile Netto | 300,9 | 175,4 | 205,6 | 182,0 | 245,4 | 205,1 | 175,5 | 197,0 |

3 . Stato patrimoniale consolidato riclassificato
| Gruppo Mediobanca (€ milioni) |
30/06/18 | 30/06/19 |
|---|---|---|
| Attivo | ||
| Attività finanziarie di negoziazione | 8.204,9 | 9.765,7 |
| Impieghi di tesoreria | 8.358,2 | 10.170,2 |
| Titoli di debito del banking book | 7.744,7 | 6.695,9 |
| Impieghi a clientela | 41.127,9 | 44.393,7 |
| Corporate | 13.996,9 | 15.560,8 |
| Specialty Finance | 2.137,3 | 2.304,5 |
| Credito al consumo | 12.517,8 | 13.223,0 |
| Mutui residenziali | 8.107,1 | 9.001,9 |
| Private banking | 2.252,1 | 2.351,9 |
| Leasing | 2.116,7 | 1.951,6 |
| Titoli d'investimento | 3.983,1 | 3.980,3 |
| Attività materiali e immateriali | 1.027,7 | 1.187,6 |
| Altre attività | 1.854,0 | 2.051,3 |
| Totale attivo | 72.300,5 | 78.244,7 |
| Passivo | ||
| Raccolta | 48.893,2 | 51.393,2 |
| Obbligazioni MB | 19.179,4 | 18.531,3 |
| Depositi retail | 14.163,0 | 15.032,0 |
| Depositi private banking | 4.933,7 | 7.417,6 |
| BCE | 4.336,5 | 4.322,4 |
| Interbancario e altro | 6.280,6 | 6.089,9 |
| Raccolta di tesoreria | 5.290,4 | 6.565,6 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 6.462,4 | 8.027,8 |
| Altre passività | 1.709,3 | 2.168,9 |
| Fondi del passivo | 213,0 | 190,3 |
| Patrimonio netto | 9.732,2 | 9.898,9 |
| Patrimonio di terzi | 87,9 | 89,7 |
| Risultato di esercizio | 863,9 | 823,0 |
| Totale passivo | 72.300,5 | 78.244,7 |
| Patrimonio di base | 6.746,6 | 6.524,4 |
| Patrimonio di vigilanza | 8.575,3 | 8.085,6 |
| Attività a rischio ponderate | 47.362,7 | 46.309,9 |
4 . Patrimonio netto consolidato
| Patrimonio Netto (€ milioni) |
30/06/18 | 30/06/19 |
|---|---|---|
| Capitale | 443,3 | 443,6 |
| Altre riserve | 7.572,8 | 7.945,1 |
| Riserve da valutazione | 764,3 | 597,5 |
| - di cui: OCI | 121,5 | 84,6 |
| cash flow hedge | (15,7) | (45,0) |
| partecipazioni ad equity | 663,7 | 560,6 |
| Patrimonio di terzi | 87,9 | 89,7 |
| Risultato d'esercizio | 863,9 | 823,0 |
| Totale patrimonio netto del gruppo | 9.732,2 | 9.898,9 |

5. Indici (%) e dati per azione (€)
| Gruppo Mediobanca | 30/06/18 | 30/06/19 |
|---|---|---|
| Totale attivo / Patrimonio netto | 7,4 | 7,9 |
| Impieghi a clientela / Depositi a clientela | 0,8 | 0,9 |
| Patrimonio di base / attività di rischio ponderate (%) | 14,2 | 14,1 |
| Patrimonio di vigilanza / attività di rischio ponderate (%) | 18,1 | 17,5 |
| Rating S&P | BBB | BBB |
| Rating Fitch | BBB | BBB |
| Rating Moody's | Baa1 | Baa1 |
| Costi / Ricavi(%) | 46,1 | 46,0 |
| Sofferenze nette / Impieghi(%) | 0,4 | 0,2 |
| ROTE (%) | 10,3 | 9,7 |
| ROTE adj (%) | 9,5 | 10,2 |
| Utile per azione11 | 0,97 | 0,93 |
| Utile per azione rettificato | 0,90 | 0,97 |
| Patrimonio netto tangibile per azione | 9,6 | 9,6 |
| Dividendo per azione | 0,47 | 0,47 |
| N. di azioni in circolazione (mln) | 886,6 | 887,2 |
6. Dati economici e patrimoniali per aree di attività
| 12 mesi al 30/06/19 (€ milioni) |
WM | Consumer | CIB | PI | Holding Functions |
Gruppo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 260,2 | 898,8 | 272,7 | (7,1) | (47,1) | 1.395,6 |
| Proventi di tesoreria | 6,2 | — | 126,8 | 18,3 | 45,0 | 196,7 |
| Commissioni ed altri proventi netti | 280,9 | 128,1 | 227,6 | — | 7,4 | 611,2 |
| Valorizzazione equity method | — | — | — | 321,2 | — | 321,2 |
| Margine di Intermediazione | 547,3 | 1.026,9 | 627,1 | 332,4 | 5,3 | 2.524,7 |
| Costi del personale | (221,8) | (99,4) | (139,4) | (3,9) | (117,1) | (581,7) |
| Spese amministrative | (212,2) | (194,1) | (129,9) | (1,2) | (60,5) | (580,2) |
| Costi di struttura | (434,0) | (293,5) | (269,3) | (5,1) | (177,6) | (1.161,9) |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento |
— | — | — | — | — | — |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela |
(11,8) | (237,8) | 36,2 | — | (9,0) | (222,6) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
0,3 | — | 0,9 | (3,3) | 0,1 | (2,1) |
| Altri utili/(perdite) | 0,6 | — | — | — | (54,8) | (54,0) |
| Risultato Lordo | 102,4 | 495,6 | 394,9 | 324,0 | (236,0) | 1.084,1 |
| Imposte sul reddito | (28,7) | (159,2) | (129,1) | (9,8) | 70,6 | (256,5) |
| Risultato di pertinenza di terzi | (2,5) | — | — | — | (2,1) | (4,6) |
| Utile Netto | 71,2 | 336,4 | 265,8 | 314,2 | (167,5) | 823,0 |
| Impieghi a clientela | 11.353,8 | 13.223,0 | 17.865,3 | — | 1.951,6 | 44.393,7 |
| Attività a rischio ponderate | 4.533,8 | 12.564,1 | 20.065,8 | 5.641,6 | 3.504,7 | 46.309,9 |
| N. Dipendenti | 1.936 | 1.427 | 621 | 11 | 810 | 4.805 |
11 Calculated excluding gains (losses) on disposals of equity investments, value adjustments, and one-off gains (losses), with a normalized tax rate of 33% (25% for Private Banking).

Dati economici e patrimoniali per aree di attività
| 12 mesi al 30/06/18 (€ milioni) |
WM | Consumer | CIB | PI | Holding Functions |
Gruppo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Margine di interesse | 255,2 | 868,8 | 266,1 | (7,2) | (37,5) | 1.359,4 |
| Proventi di tesoreria | 12,1 | — | 110,5 | 21,9 | 13,1 | 157,4 |
| Commissioni ed altri proventi netti | 258,7 | 127,4 | 254,4 | — | 15,5 | 622,2 |
| Valorizzazione equity method | — | — | — | 280,3 | — | 280,3 |
| Margine di Intermediazione | 526,0 | 996,2 | 631,0 | 295,0 | (8,9) | 2.419,3 |
| Costi del personale | (201,1) | (96,1) | (137,4) | (3,8) | (118,2) | (557,8) |
| Spese amministrative | (215,7) | (188,4) | (118,5) | (1,0) | (55,1) | (557,1) |
| Costi di struttura | (416,8) | (284,5) | (255,9) | (4,8) | (173,3) | (1.114,9) |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | 2,0 | — | — | 96,3 | — | 98,3 |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela |
(16,4) | (241,9) | 18,3 | — | (7,2) | (247,2) |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
— | — | 0,7 | (1,8) | (0,3) | (1,3) |
| Altri utili/(perdite) | (0,6) | (6,6) | (2,0) | — | (49,3) | (58,4) |
| Risultato Lordo | 94,2 | 463,2 | 392,1 | 384,7 | (239,0) | 1.095,8 |
| Imposte sul reddito | (24,4) | (147,9) | (127,6) | (10,9) | 83,3 | (228,1) |
| Risultato di pertinenza di terzi | (0,6) | — | — | — | (3,2) | (3,8) |
| Utile Netto | 69,2 | 315,3 | 264,5 | 373,8 | (158,9) | 863,9 |
| Impieghi a clientela | 10.359,2 | 12.517,8 | 16.134,2 | — | 2.116,7 | 41.127,9 |
| Attività a rischio ponderate | 5.757,2 | 11.822,0 | 19.510,9 | 6.256,6 | 4.016,0 | 47.362,7 |
| N. Dipendenti | 1.888 | 1.429 | 587 | 12 | 801 | 4.717 |

7. Wealth Management
| Wealth Management | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% | |
| Margine di interesse | 255,2 | 260,2 | 2,0% | |
| Proventi di tesoreria | 12,1 | 6,2 | -48,8% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 258,7 | 280,9 | 8,6% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 526,0 | 547,3 | 4,0% | |
| Costi del personale | (201,1) | (221,8) | 10,3% | |
| Spese amministrative | (215,7) | (212,2) | -1,6% | |
| Costi di struttura | (416,8) | (434,0) | 4,1% | |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | 2,0 | 0,0 | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (16,4) | (11,8) | -28,0% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
— | 0,3 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (0,6) | 0,6 | n.s. | |
| Risultato Lordo | 94,2 | 102,4 | 8,7% | |
| Imposte sul reddito | (24,4) | (28,7) | 17,6% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (0,6) | (2,5) | n.s. | |
| Utile Netto | 69,2 | 71,2 | 2,9% | |
| Impieghi a clientela | 10.359,2 | 11.353,8 | 9,6% | |
| Erogato | 1.594,0 | 1.782,6 | 11,8% | |
| Totale attività finanziarie della clientela | 63.851,5 | 67.875,2 | 6,3% | |
| -Attivi gestiti e amministrati | 37.108,2 | 38.964,2 | 5,0% | |
| - Titoli in custodia | 7.646,8 | 6.461,5 | -15,5% | |
| -Raccolta diretta | 19.096,5 | 22.449,5 | 17,6% | |
| Dipendenti | 1.888 | 1.936 | 2,5% | |
| Attività a rischio ponderate | 5.757,2 | 4.533,8 | -21,3% | |
| Costi / ricavi (&) | 79,2% | 79,3% | ||
| Sofferenze nette / impieghi netti (%) | 0,9 | 0,4 |

7.1 CheBanca!- Affluent/Premier
| CheBanca! - Affluent/Premier | 12 mesi | 12 mesi | Var.% | |
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | ||
| Margine di interesse | 212,0 | 210,6 | -0,7% | |
| Proventi di tesoreria | 0,8 | 0,8 | 0,0% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 79,7 | 85,7 | 7,5% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 292,5 | 297,1 | 1,6% | |
| Costi del personale | (102,6) | (105,8) | 3,1% | |
| Spese amministrative | (132,7) | (130,5) | -1,7% | |
| Costi di struttura | (235,3) | (236,3) | 0,4% | |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | — | — | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (16,5) | (13,7) | -17,0% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
— | — | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | — | — | n.s. | |
| Risultato Lordo | 40,7 | 47,1 | 15,7% | |
| Imposte sul reddito | (13,0) | (15,6) | 20,0% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | — | — | n.s. | |
| Utile Netto | 27,7 | 31,5 | 13,7% | |
| Impieghi a clientela | 8.107,1 | 9.001,9 | 11,0% | |
| Erogato | 1.594,0 | 1.782,6 | 11,8% | |
| Totale attività finanziarie della clientela | 22.598,1 | 25.365,9 | 12,2% | |
| -Attivi gestiti e amministrati | 8.435,1 | 10.333,8 | 22,5% | |
| - Titoli in custodia | 0,0 | 0,0 | n.s. | |
| -Raccolta diretta | 14.163,0 | 15.032,1 | 6,1% | |
| Filiali | 111 | 110 | -0,9% | |
| Dipendenti | 1.321 | 1.364 | 3,3% | |
| Attività a rischio ponderate | 3.713,8 | 2.581,5 | -30,5% | |
| Costi / ricavi (&) | 80,4% | 79,5% | ||
| Sofferenze nette / impieghi netti (%) | 1,1 | 0,4 |

7.2 Private Banking
| Private Banking | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% | |
| Margine di interesse | 43,2 | 49,6 | 14,8% | |
| Proventi di tesoreria | 11,3 | 5,4 | -52,2% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 179,0 | 195,2 | 9,1% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 233,5 | 250,2 | 7,2% | |
| Costi del personale | (98,5) | (116,0) | 17,8% | |
| Spese amministrative | (83,0) | (81,7) | -1,6% | |
| Costi di struttura | (181,5) | (197,7) | 8,9% | |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | 2,0 | 0,0 | -85,0% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | 0,1 | 1,9 | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
— | 0,3 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (0,6) | 0,6 | n.s. | |
| Risultato Lordo | 53,5 | 55,3 | 3,4% | |
| Imposte sul reddito | (11,4) | (13,1) | 14,9% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | (0,6) | (2,5) | n.s. | |
| Utile Netto | 41,5 | 39,7 | -4,3% | |
| Impieghi a clientela | 2.252,1 | 2.351,9 | 4,4% | |
| Totale attività finanziarie della clientela | 41.253,4 | 42.509,3 | 3,0% | |
| -Attivi gestiti e amministrati | 28.673,1 | 28.630,4 | -0,1% | |
| - Titoli in custodia | 7.646,8 | 6.461,5 | -15,5% | |
| -Raccolta diretta | 4.933,5 | 7.417,4 | 50,3% | |
| Dipendenti | 567 | 572 | 0,9% | |
| Attività a rischio ponderate | 2.043,4 | 1.952,3 | -4,5% | |
| Costi / ricavi (&) | 77,7% | 79,0% | ||
| Sofferenze nette / impieghi netti (%) | 0,1 | 0,1 |

8. Consumer Banking
| Consumer Banking | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% | |
| Margine di interesse | 868,8 | 898,8 | 3,5% | |
| Proventi di tesoreria | — | — | n.s. | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 127,4 | 128,1 | 0,5% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 996,2 | 1.026,9 | 3,1% | |
| Costi del personale | (96,1) | (99,4) | 3,4% | |
| Spese amministrative | (188,4) | (194,1) | 3,0% | |
| Costi di struttura | (284,5) | (293,5) | 3,2% | |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | — | — | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (241,9) | (237,8) | -1,7% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
— | — | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (6,6) | — | n.s. | |
| Risultato Lordo | 463,2 | 495,6 | 7,0% | |
| Imposte sul reddito | (147,9) | (159,2) | 7,6% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | — | — | n.s. | |
| Utile Netto | 315,3 | 336,4 | 6,7% | |
| Impieghi a clientela | 12.517,8 | 13.223,0 | 5,6% | |
| Erogato | 7.025,1 | 7.350,0 | 4,6% | |
| Filiali | 181 | 199 | 9,9% | |
| Dipendenti | 1.429 | 1.427 | -0,1% | |
| Attività a rischio ponderate | 11.822,0 | 12.564,1 | 6,3% | |
| Costi / ricavi (&) | 28,6% | 28,6% | ||
| Sofferenze nette / impieghi netti (%) | 0,1 | 0,1 |

9. Corporate & Investment Banking
| Corporate & Investment Banking | 12 mesi | 12 mesi | |
|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% |
| Margine di interesse | 266,1 | 272,7 | 2,5% |
| Proventi di tesoreria | 110,5 | 126,8 | 14,8% |
| Commissioni ed altri proventi netti | 254,4 | 227,6 | -10,5% |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. |
| Margine di Intermediazione | 631,0 | 627,1 | -0,6% |
| Costi del personale | (137,4) | (139,4) | 1,5% |
| Spese amministrative | (118,5) | (129,9) | 9,6% |
| Costi di struttura | (255,9) | (269,3) | 5,2% |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | — | 0,0 | n.s. |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | 18,3 | 36,2 | n.s. |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
0,7 | 0,9 | n.s. |
| Altri utili/(perdite) | (2,0) | — | n.s. |
| Risultato Lordo | 392,1 | 394,9 | 0,7% |
| Imposte sul reddito | (127,6) | (129,1) | 1,2% |
| Risultato di pertinenza di terzi | — | — | n.s. |
| Utile Netto | 264,5 | 265,8 | 0,5% |
| Impieghi a clientela | 16.134,2 | 17.865,3 | 10,7% |
| Dipendenti | 587 | 621 | 5,8% |
| Attività a rischio ponderate | 19.510,9 | 20.065,8 | 2,8% |
| Costi / ricavi (%) | 40,6% | 42,9% | |
| Sofferenze nette / impieghi netti (%) | 0,0 | 0,0 |
9.1 Wholesale Banking
| Wholesale banking | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% | |
| Margine di interesse | 198,5 | 189,6 | -4,5% | |
| Proventi di tesoreria | 110,5 | 126,7 | 14,7% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 207,3 | 178,6 | -13,8% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 516,3 | 494,9 | -4,1% | |
| Costi del personale | (121,0) | (122,8) | 1,5% | |
| Spese amministrative | (91,4) | (97,4) | 6,6% | |
| Costi di struttura | (212,4) | (220,2) | 3,7% | |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | — | 0,0 | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | 44,0 | 62,7 | 42,5% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
0,7 | 0,5 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | (2,0) | — | n.s. | |
| Risultato Lordo | 346,6 | 337,9 | -2,5% | |
| Imposte sul reddito | (112,8) | (110,6) | -2,0% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | — | — | n.s. | |
| Utile Netto | 233,8 | 227,3 | -2,8% | |
| Impieghi a clientela | 13.996,9 | 15.560,8 | 11,2% | |
| Dipendenti | 344 | 365 | 6,1% | |
| Attività a rischio ponderate | 17.362,9 | 17.579,2 | 1,2% | |
| Costi / ricavi % | 41,1% | 44,5% | ||
| Sofferenze nette / impieghi netti (%) | 0,0 | 0,0 |

9.2 Specialty Finance
| Specialty Finance | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% | |
| Margine di interesse | 67,6 | 83,1 | 22,9% | |
| Proventi di tesoreria | — | 0,1 | n.s. | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 47,1 | 49,0 | 4,0% | |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. | |
| Margine di Intermediazione | 114,7 | 132,2 | 15,3% | |
| Costi del personale | (16,4) | (16,6) | 1,2% | |
| Spese amministrative | (27,1) | (32,5) | 19,9% | |
| Costi di struttura | (43,5) | (49,1) | 12,9% | |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | — | — | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (25,7) | (26,5) | 3,1% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
— | 0,4 | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | — | — | n.s. | |
| Risultato Lordo | 45,5 | 57,0 | 25,3% | |
| Imposte sul reddito | (14,8) | (18,5) | 25,0% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | — | — | n.s. | |
| Utile Netto | 30,7 | 38,5 | 25,4% | |
| Impieghi a clientela | 2.137,3 | 2.304,5 | 7,8% | |
| di cui factoring | 1.849,0 | 1.935,4 | 4,7% | |
| di cui credit management | 288,3 | 369,1 | 28,0% | |
| Dipendenti | 243 | 256 | 5,3% | |
| Attività a rischio ponderate | 2.148,0 | 2.486,6 | 15,8% | |
| Costi / ricavi (%) | 37,9% | 37,1% | ||
| Sofferenze nette factoring/ impieghi netti (%) | 0,0 | 0,0 |

10. Principal Investing
| PI | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% | |
| Margine di interesse | (7,2) | (7,1) | -1,4% | |
| Proventi di tesoreria | 21,9 | 18,3 | -16,4% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | — | — | n.s. | |
| Valorizzazione equity method | 280,3 | 321,2 | 14,6% | |
| Margine di Intermediazione | 295,0 | 332,4 | 12,7% | |
| Costi del personale | (3,8) | (3,9) | 2,6% | |
| Spese amministrative | (1,0) | (1,2) | 20,0% | |
| Costi di struttura | (4,8) | (5,1) | 6,3% | |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | 96,3 | 0,0 | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | — | — | n.s. | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(1,8) | (3,3) | n.s. | |
| Altri utili/(perdite) | — | — | n.s. | |
| Risultato Lordo | 384,7 | 324,0 | -15,8% | |
| Imposte sul reddito | (10,9) | (9,8) | -10,1% | |
| Risultato di pertinenza di terzi | — | — | n.s. | |
| Utile Netto | 373,8 | 314,2 | -15,9% | |
| Partecipazioni | 3.210,8 | 3.259,8 | 1,5% | |
| Altri investimenti | 746,8 | 656,7 | -12,1% | |
| Attività a rischio ponderate | 6.256,6 | 5.641,6 | -9,8% |

11. Holding Functions
| Holding Functions | 12 mesi | 12 mesi | |
|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% |
| Margine di interesse | (37,5) | (47,1) | 25,6% |
| Proventi di tesoreria | 13,1 | 45,0 | n.s. |
| Commissioni ed altri proventi netti | 15,5 | 7,4 | -52,3% |
| Valorizzazione equity method | — | — | n.s. |
| Margine di Intermediazione | (8,9) | 5,3 | n.s. |
| Costi del personale | (118,2) | (117,1) | -0,9% |
| Spese amministrative | (55,1) | (60,5) | 9,8% |
| Costi di struttura | (173,3) | (177,6) | 2,5% |
| Utili/(perdite) da cessione Titoli d'investimento | — | 0,0 | n.s. |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | (7,2) | (9,0) | 25,0% |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
(0,3) | 0,1 | n.s. |
| Altri utili/(perdite) | (49,3) | (54,8) | 11,2% |
| Risultato Lordo | (239,0) | (236,0) | -1,3% |
| Imposte sul reddito | 83,3 | 70,6 | -15,2% |
| Risultato di pertinenza di terzi | (3,2) | (2,1) | -34,4% |
| Utile Netto | (158,9) | (167,5) | 5,4% |
| Impieghi a clientela | 2.116,7 | 1.951,6 | -7,8% |
| Titoli banking book | 6.487,2 | 5.550,5 | -14,4% |
| Attività a rischio ponderate | 4.016,0 | 3.504,7 | -12,7% |
| Dipendenti | 801 | 810 | 1,1% |

12. Prospetto della redditività consolidata complessiva
| Voci | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|
| 30/06/19 | |||
| 10 | Utile (Perdita) d'esercizio | 867,7 | 826,2 |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico |
(1,1) | (11,9) | |
| 20. | Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
— | 10,9 |
| 30. | Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
— | — |
| 40. | Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
— | — |
| 50. | Attività materiali | — | — |
| 60. | Attività immateriali | — | — |
| 70. | Piani a benefici definiti | (0,4) | (1,1) |
| 80. | Attività non correnti in via di dismissione | — | — |
| 90. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto |
(0,7) | (21,7) |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico |
(105,4) | (133,3) | |
| 100. | Copertura di investimenti esteri | — | — |
| 110. | Differenze di cambio | (2,8) | 3,7 |
| 120. | Copertura dei flussi Finanziari | 29,3 | (32,4) |
| 130. | Strumenti di copertura (elementi non designati) | — | — |
| 140. | Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
(197,8) (1) | (23,2) |
| 150. | Attività non correnti in via di dismissione | — | — |
| 160. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto |
65,9 | (81,4) |
| 170. | Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | (106,5) | (145,2) |
| 180. | Redditività complessiva (Voce 10+170) | 761,2 | 681,0 |
| 190. | Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | 4,4 | 3.3 |
| 200. | Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo | 756,8 | 677,7 |
(*) Il Gruppo si è avvalso della facoltà di non rideterminare su basi omogenee i dati comparativi nell'esercizio di prima applicazione dell'IFRS 9; pertanto i valori dell'esercizio 2017/18, determinati in accordo allo IAS 39, non sono pienamente comparabili.
(1) Questa voce riporta la variazione della voce 100 ''Attività disponibili per la vendita'' prevista dalla Circolare 262/2005 IV Aggiornamento.

Conto economico e Stato Patrimoniali individuali riclassificati
| Mediobanca S.p.A. | 12 mesi | 12 mesi | ||
|---|---|---|---|---|
| (€ milioni) | 30/06/18 | 30/06/19 | Var.% | |
| Margine di interesse | 95,1 | 91,8 | -3,5% | |
| Proventi di tesoreria | 146,8 | 184,9 | 25,9% | |
| Commissioni ed altri proventi netti | 270,7 | 231,1 | -14,6% | |
| Dividendi su partecipazioni | 177,5 | 332,4 | 87,3% | |
| Margine di Intermediazione | 690,1 | 840,2 | 21,8% | |
| Costi del personale | (237,8) | (240,8) | 1,3% | |
| Spese amministrative | (177,0) | (178,8) | 1,0% | |
| Costi di struttura | (414,8) | (419,6) | 1,2% | |
| Utili/(perdite) da cessione titoli d'investimento | 96,3 | 0,0 | n.s | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela | 44,3 | 58,6 | 32,3% | |
| (Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie |
1,1 | (4,8) | n.s | |
| Impairment partecipazioni | (0,3) | (4,2) | n.s | |
| Altri utili/(perdite) | (32,7) | (29,0) | -11,3% | |
| Risultato Lordo | 384,0 | 441,2 | 14,9% | |
| Imposte sul reddito | (47,0) | (55,0) | 17,0% | |
| Utile netto | 337,0 | 386,2 | 14,6% |
| Mediobanca S.p.A. (€ milioni) |
30/06/18 | 30/06/19 |
|---|---|---|
| Attivo | ||
| Attività finanziarie di negoziazione | 8.211,9 | 10.047,3 |
| Impieghi di tesoreria | 9.236,0 | 11.517,4 |
| Titoli di debito del banking book | 11.454,9 | 10.779,3 |
| Impieghi a clientele | 25.745,1 | 28.671,0 |
| Titoli d'investimento | 3.831,0 | 3.876,5 |
| Attività materiali e immateriali | 155,4 | 147,6 |
| Altre attività | 600,1 | 869,0 |
| Totale attivo | 59.234,4 | 65.908,1 |
| Passivo e netto | ||
| Raccolta | 39.173,0 | 42.753,7 |
| Raccolta di tesoreria | 7.287,4 | 8.636,2 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 6.510,5 | 8.280,3 |
| Altre passività | 872,5 | 925,1 |
| Fondi del passive | 105,5 | 126,0 |
| Mezzi propri | 4.948,5 | 4.800,6 |
| Utile/(Perdita) del period | 337,0 | 386,2 |
Si dichiara, ai sensi del comma 2 art. 154 bis D.Lgs. 58/98, che l'informativa contabile contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili della Società.
Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Emanuele Flappini