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Mediobanca Audit Report / Information 2021

Oct 1, 2021

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Audit Report / Information

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SOCIETÀ PER AZIONI CAPITALE € 443.640.006,50 SEDE SOCIALE IN MILANO - PIAZZETTA ENRICO CUCCIA, 1

ISCRITTA ALL'ALBO DELLE BANCHE CAPOGRUPPO DEL GRUPPO BANCARIO MEDIOBANCA ISCRITTO ALL'ALBO DEI GRUPPI BANCARI

Bilancio Consolidato Gruppo Mediobanca al 30 giugno 2021

www.mediobanca.com

Il presente documento è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione di Mediobanca il 23 settembre 2021.

Si precisa che la società di revisione incaricata della revisione legale del bilancio, PricewaterhouseCoopers Spa,

sta completando le attività finalizzate al rilascio della relazione prevista dall'art. 14 del D.lgs 39 del 2010 e dall'art. 10 del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013. Il progetto di bilancio d'esercizio e il bilancio consolidato al 30 giugno 2021, corredati delle Relazioni della Società di revisione e del Collegio sindacale,

verranno messi a disposizione degli azionisti e del mercato ai fini dell'Assemblea del 28 ottobre entro i termini di legge.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Scadenza del mandato

Renato Pagliaro Presidente 2023
*
Maurizia Angelo Comneno
Vice Presidente 2023
*
Alberto Nagel
Amministratore Delegato 2023
*
Francesco Saverio Vinci
Direttore Generale 2023
Virginie Banet Consigliere 2023
Maurizio Carfagna Consigliere 2023
Laura Cioli Consigliere 2023
Maurizio Costa Consigliere 2023
Angela Gamba Consigliere 2023
Valérie Hortefeux Consigliere 2023
Maximo Ibarra Consigliere 2023
Alberto Lupoi Consigliere 2023
Elisabetta Magistretti Consigliere 2023
Vittorio Pignatti Morano Consigliere 2023
*
Gabriele Villa
Consigliere 2023

* Membri del Comitato Esecutivo

Il presente documento è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione di Mediobanca il 23 settembre 2021. Si precisa che la società di revisione incaricata della revisione legale del bilancio, PricewaterhouseCoopers Spa, sta completando le attività finalizzate al rilascio della relazione prevista dall'art. 14 del D.lgs 39 del 2010 e dall'art. 10 del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013. Il progetto di bilancio d'esercizio e il bilancio consolidato al 30 giugno 2021, corredati delle Relazioni della Società di revisione e del Collegio sindacale, verranno messi a disposizione degli azionisti e del mercato ai fini dell'Assemblea del 28 ottobre entro i termini di legge.

www.mediobanca.com

COLLEGIO SINDACALE

Francesco Di Carlo Presidente 2023
Elena Pagnoni Sindaco Effettivo 2023
Ambrogio Virgilio Sindaco Effettivo 2023
Marcella Caradonna Sindaco Supplente 2023
Roberto Moro Sindaco Supplente 2023
Stefano Sarubbi Sindaco Supplente 2023
* * *
Massimo Bertolini Segretario del Consiglio di Amministrazione

Emanuele Flappini Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

INDICE

Bilancio consolidato
Relazione sulla Gestione del Gruppo Mediobanca al 30 giugno 2021 9
Attestazione del Dirigente Preposto 77
Relazione della Società di Revisione 81
Schemi del bilancio 83
Note esplicative ed integrative 93
Parte A - Politiche contabili 95
Parte B - Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato 149
Parte C - Informazioni sul Conto economico consolidato 206
Parte D - Redditività consolidata complessiva 224
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 225
Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato 334
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda 344
Parte H - Operazioni con parti correlate 345
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 348
Parte L - Informativa di settore 351
Parte M - Informativa sul leasing 358
***
Tabelle Allegate:
Schemi di bilancio consolidati 363
***
Altri Documenti
Glossario 371

BILANCIO CONSOLIDATO

RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL GRUPPO MEDIOBANCA AL 30 GIUGNO 2021

RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL GRUPPO MEDIOBANCA AL 30 GIUGNO 2021

L'esercizio chiude con un utile di 807,6 milioni in deciso miglioramento rispetto al 2020 (600,4 milioni). La capacità di reazione del Gruppo al protrarsi dell'emergenza sanitaria ed al susseguirsi delle chiusure operative in concomitanza delle diverse ondate di contagi hanno permesso, trimestre dopo trimestre, di riportarsi in linea con le proiezioni del Piano 2023.

Tali risultati sono stati resi possibili da un brillante andamento dei mercati finanziari e favoriti da una politica monetaria ampiamente accomodante che, da un lato, ha sostenuto corsi azionari e asset creditizi e, dall'altro, ha permesso una sensibile riduzione dello spread BTP-Bund (sceso a circa 110bps) in concomitanza ad una struttura dei tassi che permane ai minimi storici. L'apporto determinante della campagna di vaccinazione ha prodotto un'accelerazione dell'attività economica, che si stima possa raggiungere nel 2021 una crescita del 7,1% per gli USA, del 4,6% in Europa e del 5,4% in Italia. Parallelamente, come detto, i mercati azionari hanno raggiunto livelli record (MSCI World Index, S&P, Eurostoxx 600 hanno tutti toccato i massimi assoluti nel periodo). Resta l'incertezza sulla durata di questi stimoli e sui possibili effetti futuri della sostenuta crescita sull'inflazione, che tutte le economie registrano a partire dal 2021.

Le maggiori commissioni e i proventi di tesoreria hanno compensato il lieve calo del margine di interesse, che ha riguardato soprattutto il Consumer nella seconda parte dell'anno. Per contro, Corporate and Investment Banking e Wealth Management, dopo il calo del secondo semestre dello scorso esercizio, si sono prontamente ripresi. A fronte della crescita dei ricavi si è accelerato il piano degli investimenti, drasticamente ridotto nella primavera del 2020, tornato ai livelli previsti nel Piano pluriennale: rafforzamento della rete commerciale per tutte le business lines con assunzione di bankers-promotori finanziari e apertura di nuove filiali; irrobustimento della piattaforma IT per favorire l'accesso da remoto di personale e clientela; intensificazione delle campagne di marketing di Compass e CheBanca! che hanno sostenuto il maggior erogato (+1,2% nel Consumer e +2,1% nei mutui ipotecari) e i flussi di raccolta (+3,8 miliardi, di cui 3,7 miliardi

CheBanca!). La buona qualità degli attivi, la maggior propensione al risparmio delle famiglie e le iniziative di ristoro hanno inciso positivamente sul costo del rischio tornato ai livelli 2019. Le rettifiche nette (248,8 milioni contro 374,9 milioni; 222,6 milioni nel 2019) includono, essenzialmente, overlay e maggiori livelli di coverage dei crediti performing (1,36%) anche mediante la prudenziale classificazione delle esposizioni a stage2 (+12%) che compensano le riprese di valore derivanti dal positivo decorso delle moratorie, dalla riclassifica a bonis di talune partite corporate e dalla reazione dei modelli IFRS9 al miglioramento dello scenario macroeconomico. Il ROTE torna così all'8,7% pur in presenza di una crescente patrimonializzazione (il patrimonio netto nell'esercizio passa da 9,7 a 11,1 miliardi).

I ricavi crescono del 4,6% da 2.513 a 2.628,4 milioni con un contributo dell'attività bancaria in crescita del 6,7% solo in parte assorbita dal minor contributo di Assicurazioni Generali (-9,9%). Nel dettaglio:

  • il margine d'interesse salda a 1.415 milioni, mostrando un'apprezzabile resilienza (-1,9% da 1.442,2 milioni) e riuscendo a compensare pressochè interamente la correzione del Consumer (-7,3%, da 948 a 878,8 milioni) con la crescita delle altre divisioni e l'ottimizzazione del costo della raccolta. Il calo del Consumer è dovuto alla minore marginalità (anche per effetto del mix di erogato più sbilanciato su prestiti finalizzati piuttosto che sui prestiti personali) e a minori volumi (in conseguenza dei lockdown) che, solo nell'ultima parte dell'esercizio, tornano sui livelli dello scorso anno. Per contro le altre divisioni mostrano un andamento favorevole: il Corporate and Investment Banking cresce del 5,7% (da 271,4 a 286,9 milioni) favorito da alcune poste one-off e dall' incremento dei volumi di factoring e trading book; il Wealth Management sale del 3,7% (da 271 a 281,1 milioni) trainato dai volumi CheBanca! (mutui e depositi) e CMB Monaco; le Holding Functions riducono il passivo da 55 a 47,4 milioni compensando il minor apporto del banking book col maggior ricorso al T-LTRO che consente di stabilizzare il costo del funding;
  • le commissioni crescono del 18,2% raggiungendo il record storico di 744,7 milioni (da 630,2) dopo l'apprezzabile aumento di Corporate and Investment Banking (+40,9%, da 225,8 a 318,1 milioni) e Wealth Management (+9,7%, da 306,1 a 335,9 milioni); nel dettaglio, le commissioni da Investment Banking toccano i massimi livelli degli ultimi 5 anni per l'ottima performance di Equity Capital Market (42 milioni) e del Corporate Finance (127,5 milioni), cui concorrono alcune grandi operazioni nella prima parte

dell'anno e la crescita di oltre il 50% della componente Mid-Corporate (a circa 20 milioni); l'incremento del Wealth Management mostra maggiori management fees Affluent (+25,9%, da 134,6 a 169,5 milioni) e Private (+11,1%, da 123,9 a 137,7 milioni) sulla scia dell'incremento delle masse qualificate e della redditività;

  • i proventi da tesoreria aumentano a 197 milioni, in ripresa rispetto allo scorso anno (136,3 milioni) e sostanzialmente in linea con i livelli pre-Covid per il buon andamento del portafoglio proprietario (94,9 milioni, di cui 57,5 milioni relativi all'attività di Holding Functions) e dei proventi (dividendi e altri incassi su fondi per 31 milioni) che compensano il rallentamento dell'attività con clientela (60,6 milioni contro 85,6 milioni) condizionata dall'eccesso di liquidità sul mercato che ha limitato le opportunità, soprattutto nel fixed income;
  • l'utile delle partecipazioni ad equity method si riduce da 304,3 a 271,7 milioni per il minor apporto di Assicurazioni Generali (da 303,4 a 273,4 milioni); le svalutazioni e gli oneri straordinari registrati dalla società nel 2020 sono stati in parte assorbiti dal buon risultato dei primi tre mesi del 2021 (contributo di 103,2 milioni).

I costi totali crescono del 4% (da 1.188,9 a 1.238,2 milioni) con un maggior contributo del costo del personale (+6%, da 599,3 a 635,3 milioni) per la ripresa dello sviluppo commerciale e l'aumento delle remunerazioni per allinearle ai risultati del Gruppo. Più contenuta la crescita delle spese amministrative (+2,2%, da 589,6 a 602,8 milioni) per effetto dei risparmi su spese viaggio e rappresentanza che assorbono in parte la ripresa dell'attività commerciale (soprattutto in Chebanca!, CMB Monaco e Compass) nonché il riavvio del piano di investimenti IT in linea con gli obiettivi pluriennali; il rapporto costi/ricavi si mantiene stabile al 47%.

Le rettifiche su crediti flettono da 374,9 a 248,8 milioni pur in presenza di un aumento del livello di accantonamento e prudenti classificazioni (stage2 e stage3) in linea con le indicazioni BCE di fine 2020. In particolare, aumentano gli accantonamenti aggiuntivi (overlay) a circa 300 milioni (di cui 85 milioni nell'ultimo trimestre) che neutralizzano prudentemente le riprese di valore da modello IFRS9 derivanti dal miglioramento dello scenario macroeconomico registrato negli ultimi 6 mesi. Circa 2/3 degli overlay sono concentrati sul Consumer (200 milioni), il 30% su Large Corporate (90 milioni) ed il restante 5% sulle altre divisioni. Il costo del rischio di Gruppo si attesta a 52bps e torna sui livelli del 2019 dopo

il picco registrato lo scorso esercizio (82bps) mentre la qualità degli attivi e gli indici di copertura si portano ai migliori valori di sempre. Il Consumer concorre con rettifiche per 257,6 milioni (324,7 milioni lo scorso anno) corrispondente ad un costo del rischio di 198bps (247bps nel 2020 e 185bps nel 2019) a fronte di indici di copertura che, complice il ricorso a overlay, si portano ai massimi storici (NPL: 75,8%; bonis: 3,62%). Il Corporate and Investment Banking mostra riprese nette per 40,1 milioni, saldo tra 38,1 milioni di rettifiche nette nello Specialty Finance e riprese su Large Corporate per 78,2 milioni.

Le riprese nette su altre attività finanziarie (48,4 milioni) riflettono le valorizzazioni positive dei fondi (55,5 milioni) ed in particolare quelle dei due principali investimenti seed (RAM +31,1 milioni e Cairn +16,5 milioni) recuperando ampiamente le perdite registrate lo scorso anno (-11,7 milioni); la voce sconta rettifiche sui titoli del banking book (7,1 milioni) per la prudente applicazione del modello IFRS9.

I contributi ai fondi di risoluzione crescono da 59,7 a 73,5 milioni per i maggiori versamenti ai diversi schemi di salvataggio: Single Resolution Fund (da 37,2 a 42,4 milioni); contributo al sistema di risoluzione nazionale (13,1 milioni contro 11,1 milioni) e fondo tutela depositi italiano (DGS) (da 11,4 a 17,9 milioni, per i pro-quota degli interventi su Carige e Banca Popolare di Bari).

L'utile netto sconta altre partite non ricorrenti per 12,2 milioni, tra cui gli interventi sul goodwill (-21,5 milioni, principalmente RAM) e gli accantonamenti Consumer ex sentenza Lexitor (15 milioni), fronteggiati dai proventi per l'adesione al Patent Box sui marchi Compass e Mediobanca (13,7 milioni) e dall'affrancamento di attività immateriali e materiali ex art. 110 del D.L. n. 104/2020 (6,8 milioni).

* * *

Il totale attivo passa da 78,9 a 82,6 miliardi per la ripresa di tutte le poste; nel dettaglio:

– gli impieghi verso la clientela aumentano del 3,7% (da 46,7 a 48,4 miliardi) in un contesto competitivo reso più agguerrito dalla liquidità immessa nel sistema e dal calo della domanda di famiglie ed imprese. In questo contesto crescono i mutui ipotecari CheBanca! (+8,1%, da 10,2 a 11,1 miliardi) e gli impieghi nello Specialty Finance (da 2,1 a 2,7 miliardi) mentre restano

stabili Consumer (12,9 miliardi contro 13 miliardi, che recupera nell'ultimo trimestre il gap accumulato nei due precedenti) e Large Corporate (16,5 miliardi contro 16,6 miliardi, malgrado i maggiori rimborsi anticipati);

  • l'incremento della raccolta (da 54,9 a 56,2 miliardi) si concentra nei depositi Retail (da 15,3 a 16,9 miliardi) e nel maggior ricorso al T-LTRO (da 5,7 a 7,5 miliardi) a scapito della raccolta obbligazionaria (che flette da 18,8 a 18,4 miliardi); il costo della provvista si conferma stabile a 80bps assorbendo il calo dell'Euribor (parametro di riferimento) grazie all'aumento della componente di raccolta Wealth (ora pari al 45% del totale) ed al maggior beneficio derivante dai T-LTRO (premio di 100bps fino a giugno 2022);
  • i titoli del banking book si mantengono sui 7 miliardi, di cui circa la metà in titoli di stato italiani che mostrano una duration relativamente contenuta (meno di 3 anni e mezzo); la riserva OCI sale a 73 milioni (nonostante realizzi per 44 milioni) mentre le plusvalenze latenti sui titoli immobilizzati ammontano a 94 milioni;
  • gli impieghi netti di tesoreria passano da 6,1 a 6,4 miliardi ed includono 1,8 miliardi di depositi presso BCE (3,1 miliardi) ed altre disponibilità liquide per circa 3,4 miliardi con un maggior ricorso a depositi e repo. Il saldo netto degli strumenti di negoziazione (1,2 miliardi) include titoli azionari (2,3 miliardi) e di debito (939,4 milioni) che fronteggiano per gran parte i certificates collocati alla clientela (1,9 miliardi).

Le attività finanziarie del Wealth Management (TFA) crescono di oltre 7,9 miliardi (da 63,6 a 71,5 miliardi), favorite dall'andamento dei mercati che, oltre a rivalutare gli stock (+4,1 miliardi) hanno consentito nuovi afflussi netti (Net New Money – NNM) per 3,8 miliardi, di cui 2,1 miliardi Affluent e 1,4 miliardi Private in masse qualificate. Le masse amministrate/gestite (AUA/AUM) salgono del 16,3% (da 39,8 a 46,3 miliardi) e rappresentano il 65% delle TFA, essendo la crescita dei depositi contenuta al 5,9% (da 23,8 a 25,2 miliardi) e concentrata in CheBanca!. Il riposizionamento dell'asset allocation ha favorito i rendimenti e contribuito ad aumentare la redditività media del portafoglio che sale da 84 a 87bps.

La forte solidità patrimoniale del Gruppo resta su livelli elevati, con un CET1 ratio phase-in al 16,31% avendo già dedotto i dividendi attesi per il 2021 e le recenti novità regolamentari introdotte dalla CRR2. Il patrimonio di vigilanza si incrementa per la quota di autofinanziamento (+50bps al netto del cash payout del 70%), le minori deduzioni sull'avviamento (+15bps, relativi agli

aggiustamenti sui goodwill di RAM e Messier et Associés) nonché le maggiori riserve da valutazione dei titoli di proprietà (+20bps). Per contro, aumenta la deduzione della partecipazione in Assicurazioni Generali (-70bps) per rispettare un limite di concentrazione calcolato in misura più stringente sul Tier1 capital (ex art. 395 della CRR2).

Gli RWA si riducono da 48 a 47,2 miliardi (+30bps di CET1 ratio), principalmente per il calo di Assicurazioni Generali (-1,2 miliardi, +40bps); la crescita organica (+900 milioni) e l'incremento per le novità regolamentari su rischio controparte e trattamento dei fondi OICR (complessivamente pari a 300 milioni) sono state parzialmente assorbite da talune iniziative di ottimizzazione (-710 milioni), in particolare mediante l'applicazione del metodo della durata finanziaria per il calcolo del requisito di mercato del rischio tasso di interesse (-490 milioni) e mediante l'applicazione dell'esenzione dal calcolo del rischio di aggiustamento della valutazione del credito per le esposizioni verso controparti corporate (-220 milioni).

Alla luce delle più recenti disposizioni BCE (Recommendation 31/2021), il Consiglio proporrà alla prossima Assemblea un dividendo unitario di €0,66, con un payout ratio del 70% allineato alla guidance dell'esercizio. Inoltre a riduzione dell'ampia dotazione di capitale all'Assemblea dei soci del prossimo ottobre verrà proposto un nuovo piano di buy-back fino al 3% del capitale, previa cancellazione di una parte rilevante delle azioni proprie attualmente in portafoglio (pari a 24,9 milioni, corrispondenti al 2,8% del capitale). Entrambe le proposte sono subordinate al vaglio della BCE. In linea con gli obbiettivi del Piano 2023, l'utilizzo del capitale resta prioritariamente destinato al rafforzamento della redditività del Gruppo in tutto il business bancario ed in particolare nel Wealth Management.

Il ratio fully loaded senza Danish Compromise, ossia con la deduzione integrale di Assicurazioni Generali (-110bps) e con l'applicazione integrale dell'effetto FTA IFRS9 (-13bps), risulta pari al 15,08%, in aumento rispetto al 30 giugno scorso (14,50%). Il Total Capital ratio nell'esercizio è in aumento dal 18,82% al 18,91% (17,94% fully loaded) per effetto dell'emissione subordinata da 250 milioni dello scorso novembre.

* * *

Per quanto riguarda le singole aree di attività:

  • Wealth Management: l'utile netto raggiunge i 100 milioni (+24,6%), favorendo la crescita del ROAC al 21%. La diversificazione dell'offerta di risparmio gestito alla clientela Affluent e Private concorre alla crescita dei ricavi (+7,5%, da 583,8 a 627,3 milioni) con un buon contributo commissionale (+9,7%, da 306,1 a 335,9 milioni). Il Cost/Income della divisione scende al 75,2%. Il comparto Affluent contribuisce con un utile di 48,7 milioni (+52,7%) dopo ricavi per 358 milioni (+12,8%) ed un Cost/ Income di poco inferiore al 75%; l'utile Private è pari a 49,6 milioni (+16%) dopo ricavi per 202,1 milioni (+8,2%) ed un Cost/Income del 68%; l'Asset Management mostra un risultato di 2,4 milioni per i minori ricavi (-17,7%, a 59 milioni) che scontano i diversi outflows da mandati istituzionali;
  • Consumer Banking: chiude con un utile di 278,9 milioni che, per quanto in calo (-6%), è superiore alle attese iniziali. I ricavi si mantengono di poco superiori al miliardo (-6,4% a 1.001,8 milioni) ed incidono sul Cost/Income al 31,4% anche per i maggiori costi (da 303,2 a 314,2 milioni) connessi in larga parte alle spese di recupero e maggiori costi IT. La redditività netta è stata favorita dalle minori rettifiche su crediti (257,6 milioni contro 324,7 milioni) che riportano il costo del rischio ai livelli pre-Covid (198bps) malgrado l'aumento dei livelli di provisioning e degli overlay;
  • Corporate and Investment Banking: l'utile netto in miglioramento (+57,4%, da 180,7 a 284,5 milioni) riflette l'ottimo andamento dei ricavi (+21,4%, da 575,1 a 698,2 milioni), in particolare per le commissioni del Wholesale Banking (da 191,2 a 270 milioni); il Cost/Income cala al 43,9% assorbendo la crescita del bonus pool (costo lavoro: +17,3% a 165,4 milioni); il ROAC raggiunge con due anni di anticipo il target di Piano (16%). Come detto ai risultati della divisione concorre il Wholesale Banking (utile netto 268,2 milioni; +72,7%) che compensa il calo dello Specialty Finance (16,3 milioni contro 25,4 milioni) per i maggiori accantonamenti MBCredit Solutions;
  • Principal Investing: chiude con un utile di 308,6 milioni, in ripresa rispetto allo scorso anno (+4,6%) per le valorizzazioni al fair value dei fondi (+51,8 milioni) che compensano il già citato minor contributo di Assicurazioni Generali;

Holding Functions: la gestione attenta di liquidità e portafoglio titoli ha consentito di ridurre la perdita netta (da 183,7 a 166,1 milioni) malgrado maggiori contributi ai fondi di risoluzione (da 59,7 a 73,5 milioni); nel corso dei 12 mesi, il risultato della gestione del portafoglio titoli del banking book aumenta da 37 a 58 milioni, il margine di interesse riduce il passivo della tesoreria da 92,1 a 83,3 milioni ed infine i costi di struttura calano da 172,8 a 160,1 milioni.

* * *

I principali eventi che hanno caratterizzato l'esercizio riguardano:

  • la conferma dei requisiti prudenziali SREP (1) e MREL che, alla luce del rafforzamento patrimoniale del Gruppo, determinano un ulteriore incremento dei buffer; nel dettaglio l'Overall Capital Requirement "OCR" SREP è stato fissato all'11,75% che, tenuto conto delle nuove disposizioni normative, corrisponde ad un livello minimo di CET1 del 7,94% (circa la metà dell'attuale ratio); il requisito MREL del Gruppo (2) è pari al 21,85% degli RWA (3) ed al 5,91% delle esposizioni ai fini leverage ratio ("LRE"); tenuto conto delle emissioni cartolari ammissibili, il buffer per il Gruppo è nell'ordine di 9,5 miliardi;
  • la fusione per incorporazione di Futuro in Compass Banca con efficacia giuridica dal 1° novembre e contabile a partire dal 1° luglio 2020;
  • Compass Banca e Futuro sono state destinatarie di un'ordinanza del Tribunale di Milano che ha accolto il reclamo proposto dall'Associazione Movimento Consumatori al fine di estendere gli effetti della sentenza Lexitor (rimborso della quota dei costi upfront e non dei soli costi recurring) a tutti i rimborsi anticipati effettuati dai clienti avvenuti prima della lettera al mercato di Banca d'Italia del 5 dicembre 2019, ordinando altresì la pronta comunicazione nei confronti dei clienti del loro diritto. In ossequio all'ordinanza, Compass ha inviato comunicazione scritta a tutti i clienti che avevano maturato tale diritto e pubblicato sul proprio sito internet e quattro quotidiani a diffusione nazionale un apposito avviso. La passività potenziale derivante dalla sentenza citata è

( 1 ) Tenuto conto dell'attuale contesto di crisi, in linea con la dichiarazione dell'Autorità Bancaria Europea (EBA) del 22 aprile 2020 "EBA statement on additional supervisory measures in the Covid-19 pandemic", il supervisore prt il 2020 ha adottato un ciclo SREP in versione semplificata, confermando i requisiti prudenziali di capitale definiti nella decisione SREP 2019.

( 2 ) Ad inizio 2021, Banca d'Italia, su proposta del Single Resolution Board ("SRB"), ha aggiornato il requisito MREL del Gruppo, ossia la dotazione di fondi propri e di passività trasformabili in capitale attraverso il c.d. bail-in.

( 3 ) Il requisito include la riserva combinata di capitale (Combined buffer requirement -CBR) applicabile alla data.

stimata in 15 milioni ed è stata iscritta a fondo rischi ed oneri lo scorso dicembre; nei 6 mesi successivi le richieste di rimborso non hanno raggiunto i 3,5 milioni. Lo scorso 25 luglio è entrata in vigore la Legge 106/2021 di conversione del decreto-legge 73/2021 che ha riformulato il testo dell'art. 125 sexies del T.U.B. e chiarito che gli effetti della citata sentenza si applicano solo per i contratti perfezionati dopo l'entrata in vigore della predetta legge. Come riferito, Compass ha stanziato un accantonamento di 15 milioni utilizzato per 3,5 milioni;

  • si è concluso il piano di ristrutturazione ex art. 67 della legge fallimentare di Burgo Group con l'ingresso di un nuovo socio istituzionale (fondo QuattroR) e il rifinanziamento dell'intero debito esistente (senior e convertendo). Alla luce di questo la nuova posizione creditizia è stata iscritta a bonis rilasciando gran parte del fondo a presidio della precedente posizione iscritta ad UTP con un impatto positivo di circa 110 milioni. Parallelamente lo strumento finanziario partecipativo (SFP) ricevuto nel 2015 per nominali 130 milioni e interamente svalutato, è stato rivalutato al nuovo fair value pari a 55 milioni (42% del valore nominale) (4);
  • la firma dell'accordo con l'Agenzia delle Entrate per la detassazione degli utili derivanti dall'utilizzo del marchio Mediobanca e Compass Banca (ex disciplina del Patent Box) (5); l'iniziativa, avviata nel maggio 2016, ha consentito di ridurre le imposte correnti di questo esercizio per un importo di 13,7 milioni, corrispondente al quinquennio 2015-2020 (periodo massimo consentito);
  • il riallineamento dei valori fiscali e contabili del marchio e dell'avviamento Esperia e di due immobili ex art. 110 del D.L. n. 104/2020 con un beneficio a conto economico pari a 6,8 milioni, saldo tra l'accantonamento dell'imposta sostitutiva da versare (4,7 milioni) ed il conteggio del beneficio di imposte attese nei prossimi anni (imposte differite per 11,5 milioni);
  • una riduzione del Goodwill della controllata francese Messier et Associés - Groupe Mediobanca per 41 milioni (da 134,2 a 93,3 milioni) per tener conto della minore redditività prospettica a seguito dell'uscita di uno

( 4 ) Data la natura di detti strumenti e la classificazione a equity, sono stati inseriti tra le Attività Finanziarie a Fair Value to OCI per i quali gli effetti della rivalutazione hanno impatto solo sul patrimonio netto senza riciclo a conto economico.

( 5 ) L'impatto a conto economico del Patent Box ha natura di posta non ricorrente one-off.

dei due soci fondatori che tuttavia è fronteggiata dalla plusvalenza realizzata per l'attivazione delle clausole di clawback incluso l'acquisto della quota di minoranza pari al 16,7% al prezzo simbolico di € 1. In data 23 aprile è stato comunicato l'ingresso di Hubert Preschez come nuovo partner che è entrato in società lo scorso luglio.

Il Gruppo ha tradizionalmente attribuito grande rilievo alle tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG) determinanti della performance di lungo termine del Gruppo. Le banche centrali raccomandano la valutazione dei rischi legati al cambiamento climatico in grado di influire sia sulla crescita economica che sulla stabilità del sistema finanziario. La Commissione Europea ha adottato un ambizioso pacchetto di misure finalizzate a favorire i flussi di capitale verso attività sostenibili in tutta l'Unione. In particolare, il Gruppo ha ultimamente concentrato i propri sforzi ed ha avviato un programma di integrazione dei rischi ESG, di disclosure e sostenibilità finanziaria dei prodotti e di adeguamento alla tassonomia. Coerentemente è stata messa a punto la nuova Politica ESG di Gruppo che include dettagliate linee guida settoriali. La recente adesione ai Principles for Responsible Banking, promossi dalle Nazioni Unite per contribuire all'orientamento del settore bancario verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile, si aggiunge alla sottoscrizione del Global Compact e dei Principles for Responsible Investment(6), a ulteriore conferma dell'impegno del Gruppo verso la generazione di un cambiamento a livello globale. L'impegno verso l'ambiente si è concretizzato, inoltre, con il raggiungimento della neutralità climatica di Gruppo, mediante la compensazione delle proprie emissioni dirette di CO2 (Scopo 1 e 2).

L'attenzione all'inclusione si è riflessa anche nella vicinanza alla comunità e al territorio in cui opera il Gruppo che, in continuità con il percorso intrapreso, ha supportato nuove iniziative di contrasto all'emergenza sociale, sanitaria ed economica, derivante dal protrarsi della pandemia. Si segnalano, fra gli altri, il contributo alla Fondazione Mission Bambini finalizzato al diritto allo studio tramite la donazione di materiale informatico e la riqualificazione di due istituti scolastici; all'Opera San Francesco per i Poveri e a Pane Quotidiano, due associazioni impegnate ad assicurare ogni

( 6 ) I Principles for Responsible Banking sono stati sottoscritti da Mediobanca SGR, Cairn Capital e RAM Active Investments.

giorno cibo gratuito alle fasce più bisognose della popolazione milanese. Infine, il Gruppo ha rinnovato la partnership triennale con l'Accademia del Legno di Cometa che offre opportunità lavorative a giovani in condizioni sociali, economiche e personali disagiate.

* * *

Lo scorso 30 luglio sono stati pubblicati gli esiti del "2021 EU-wide stress test" condotto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) ed a cui il Gruppo ha partecipato per la prima volta riportando apprezzabili risultati: in particolare Mediobanca è risultata l'entità italiana più solida nello scenario avverso con un coefficiente patrimoniale CET1 minimo nel triennio pari all'11,49%, secondo i criteri transitori (9,73% secondo i criteri fully loaded).

L'andamento dei mercati finanziari

L'esercizio è stato caratterizzato da un andamento straordinariamente positivo dell'economia globale sostenuto da ingenti interventi di politica economica e dagli effetti positivi della campagna vaccinale contro il Covid-19 avviata su scala mondiale.

A partire dal secondo semestre del 2020 si è assistito ad una normalizzazione dalla crisi ed è cresciuta la fiducia nella capacità di controllare il fenomeno pandemico, malgrado una recrudescenza dei casi a cavallo tra il terzo e il quarto trimestre, grazie ai significativi interventi di politica fiscale stanziati dai governi dei principali Paesi industrializzati per stabilizzare e rilanciare la crescita. A dicembre 2020 tali misure si ragguagliavano, in rapporto al PIL, al 19,2% per gli USA, al 6% per la Cina, al 10,6% per l'Unione Europea e al 44% per il Giappone. Al dispiegarsi degli interventi di politica fiscale e monetaria, prima, e della campagna di vaccinazione, poi, si è accompagnato il graduale irrobustimento dell'economia mondiale accelerato poi durante il primo semestre del 2021.

In particolare, nel secondo semestre del 2020 si registrano variazioni congiunturali medie del PIL del 4,8% in US, del 2,9% in Cina, del 5,9% nella Zona Euro, e del 4,1% in Giappone. Nel primo semestre del 2021 invece si assiste ad un significativo rallentamento della crescita connesso all'esaurirsi

dell'impulso fiscale e al conseguente ritorno a ritmi di crescita più consueti con variazioni congiunturali medie del PIL pari a 1,6% in USA, 0,8% in Cina, 0,9% nell'Unione Europea e -0,3% in Giappone.

Il recupero dell'attività economica ha determinato la crescita dei corsi delle materie prime che hanno fatto registrare variazioni nell'anno pari a 87% per il petrolio statunitense, 58% per il rame e 45% per l'indice dei materiali industriali grezzi.

A partire dal primo trimestre 2021 l'effetto combinato dell'incremento dei prezzi delle materie prime, i costi associati all'emergere di "colli di bottiglia" in diversi processi produttivi e la stessa caduta dei prezzi nell'anno precedente hanno fatto emergere incrementi d'inflazione diffusi in molte aree geografiche ma segnatamente attribuibili a pochi elementi del paniere di riferimento. Da dicembre 2020 al giugno 2021, l'inflazione nell'Area Euro passa da -0,3% anno su anno a 1,9%, in USA da 1,4% anno su anno a 5,4%. Tra i banchieri centrali è diffusa la convinzione che l'inflazione sia destinata a rientrare ma se ne segue con molta attenzione la dinamica per evitare di dover imporre condizioni finanziarie stringenti nell'intento di soffocare spirali inflattive.

In questo contesto i corsi azionari hanno continuato sul trend fortemente rialzista avviato nel secondo trimestre del 2020 (nei 12 mesi al giugno 2021, S&P500 +38,6%, MSCI World Index +37%, Eurostoxx 600 +25,7%, MSCI Asia Pacific +31.7%, Nikkei +29,2%), gli spread di credito sono tornati sui minimi precedenti il diffondersi della pandemia (iTraxx Europe è passato da 67bps a 46bps, US high grade CDS da 76bps a 48bps), mentre il livello assoluto dei tassi è salito solo moderatamente (quello del Treasury a 10 anni è passato da 0,66% a 1,47%, quello del Bund di pari scadenza da -0,45% a -0,21%).

* * *

Venendo all'andamento dell'economia europea nel corso della seconda parte del 2020 il ciclo economico ha perso la velocità di crescita impartita dall'impulso di politica economica del secondo trimestre ed è emersa una sensibile dicotomia tra il settore manifatturiero e quello dei servizi. L'espansione di quest'ultimo ha cominciato a indebolirsi, nelle rilevazioni sulla fiducia del settore, a partire da luglio tornando a segnalare contrazione da settembre a marzo 2021 in seguito alla citata recrudescenza di Covid-19 dopo la pausa estiva (l'indice per

l'Area Euro è passato da 54,7 in luglio a 48 in settembre). Solo il dispiegarsi della campagna vaccinale ha permesso il ritorno in territorio espansivo nel secondo trimestre del 2021 (58,3 a giugno 2021). Le indicazioni sulla fiducia nel settore manifatturiero, meno sensibile ai flussi pandemici, sono risultate invece più stabili e costantemente improntate all'espansione economica. Come la controparte dei servizi, esse hanno segnalato un'accelerazione al riaprire dell'economia e all'avanzare della campagna vaccinale (l'indicatore è passato da 51,8 in luglio 2020 a 63,4 a giugno 2021).

La crescita congiunturale del PIL ha mostrato una dinamica analoga all'andamento dei servizi con una crescita media nel secondo semestre del 2020 pari a +5,9% trimestre su trimestre, fortemente influenzata da quella del terzo trimestre, e dello +0,9% trimestre su trimestre nel primo semestre del 2021.

Questi risultati sono stati supportati da impegni finanziari statali stimati dall'inizio della crisi al luglio 2021 in 10,5% del PIL 2020 per l'Area Euro, 41,4% per la Germania, 24,8% per la Francia, 46,2% per l'Italia, 22% per la Spagna. L'impatto sul livello di debito governativo è stato rilevante. Per la fine del 2020 Eurostat indica livelli di debito governativo rispetto al PIL pari a 97,8% per l'Area Euro (100.5% nel primo trimestre 2021), 69,7% per la Germania (71,1%), 115,1% per la Francia (118%), 155,8% per l'Italia (160%), 119,9% per la Spagna (125,2%).

A supporto delle iniziative di politica fiscale nazionale nella seconda metà del 2020 è stato concretizzato il processo d'innovazione della governance dell'Unione Europea avviato l'indomani della crisi. Il principio del finanziamento comune a fronte di riforme economiche del paese beneficiario è stato superato dalla sussidiarietà finanziaria tra paesi. L'elemento più innovativo introdotto è il Next Generation EU che consiste in 360 miliardi di prestiti agevolati e 390 miliardi di sovvenzioni per finanziare interventi pubblici nazionali proporzionali all'impatto economico della pandemia sui paesi membri. Per la prima volta sono consentiti trasferimenti fiscali di ampia portata da organismi europei ai singoli Paesi non vincolati a condizionalità esterne ma all'esecuzione tempestiva di Piani di Ricostruzione e Resilienza (PRR) presentati da ciascun Governo e approvati dalla Commissione. A corollario dell'impianto di finanziamento dei PRR è stato predisposto un piano di emissioni obbligazionarie garantite congiuntamente da ciascun paese membro dell'Unione Europea.

Anche la BCE, nel perseguire il proprio obiettivo di policy, ha dato impulso aggiuntivo all'attività economica con l'incremento del Programma Emergenziale d'Acquisto per la Pandemia (o Pandemic Emergency Purchase Program, PEPP) di 500 miliardi portandolo ad un massimo di 1.850 miliardi e spostandone il termine a non prima del marzo 2022 (dal precedente giugno 2021) e alcune misure introdotte per rendere ancor più conveniente il finanziamento dell'attività di erogazione alle imprese del sistema bancario attraverso il Targeted Long Term Refinancing Operations III (TLTRO III).

In corso d'anno la ripresa economica, la prospettiva di condizioni finanziarie favorevoli per lungo tempo, l'effetto base sul complesso delle materie prime e l'incremento dei costi di produzione dovuto allo spostamento dei processi produttivi da aree a basso costo hanno determinato condizioni favorevoli ai mercati finanziari e consolidato le spinte inflattive. In particolare, nel periodo tra fine giugno 2020 e fine giugno 2021:

  • sono cresciute le aspettative d'inflazione di mercato: a 5 anni sono salite di 90bps a 1,47%, quelle a 10 anni di 70bps a 1,56%,
  • sono saliti i corsi azionari: l'Euro Stoxx 600 è salito del 26%, gli indici di Germania, Francia, Italia e Spagna tra il 22% e il 30%;
  • gli spread governativi europei hanno stretto rispetto alla curva tedesca portandosi su livelli non lontani da quelli pre-pandemia. Lo spread sul decennale italiano ha stretto di circa 70bps a 100bps, quello spagnolo di circa 32bps a 62bps;
  • sono saliti i corsi dei crediti ad alto rendimento di circa +11%;
  • l'EUR pesato per gli scambi commerciali è rimasto pressoché invariato (dopo un apprezzamento vicino al 2,6% alla fine del 2020), ma si è apprezzato nei confronti del USD di circa il 5,4%.

* * *

In linea con quella europea, l'economia italiana ha registrato un ribalzo congiunturale molto accentuato nel terzo trimestre del 2020 (16% trimestre su trimestre) avendo beneficiato sia delle politiche di sostegno all'economia che della naturale accelerazione dell'attività economica nei mesi estivi. Il naturale rallentamento della crescita nel quarto trimestre ha portato la crescita media nel semestre al 7,1% trimestre su trimestre. Il consolidamento della ripresa nel primo semestre del 2021 ha fatto segnare una crescita media congiunturale dell'1,5% trimestre su trimestre.

A questo risultato hanno contribuito non marginalmente l'abbrivio impartito alla campagna vaccinale dal nuovo Governo (insediatosi a metà febbraio) e il modesto livello dell'attività economica rispetto al dicembre 2019 che ancora caratterizzava l'economia domestica relativamente alla Zona Euro.

Le prospettive per la crescita italiana rimangono promettenti. L'azione di governo ha permesso di definire in breve tempo un piano di impieghi dei fondi europei distribuiti all'interno del programma Next Generation EU che ha raccolto l'apprezzamento della Commissione Europea. Nell'arco di 7 anni, gli investimenti si concentreranno su digitalizzazione e innovazione tecnologica (per circa il 20% dei fondi previsti), transizione ecologica (30%), mobilità sostenibile (13%), ricerca e istruzione (14%), inclusione sociale (13%), salute pubblica (9%). La prima tranche di finanziamento da 24,9 miliardi (su un totale di 191,5 miliardi) è stata ricevuta a metà di agosto e andrà ad alimentare una componente della crescita, gli investimenti, che tradizionalmente non ne costituisce il traino. Le indagini della Banca d'Italia sulle prospettive delle imprese confermano un marcato incremento nelle aspettative di nuovi investimenti nella produzione accompagnato da un elevato grado di confidenza nel miglioramento a breve delle condizioni generali dell'economia italiana e da un miglioramento delle prospettive sull'inflazione e sul prezzo di vendita del proprio output.

In Italia, dove l'attività economica stenta a recuperare il livello pre-Covid-19, l'inflazione cresce con meno vigore della media europea. La rilevazione media nel secondo semestre del 2020 è stata di -0,3% anno su anno, contro -0,2% anno su anno nella Zona Euro, e quella nel primo del 2021 di 1,0% anno su anno, a fronte di 1,4% anno su anno per la Zona Euro.

Sui mercati finanziari le quotazioni del mercato azionario italiano, in linea con quelle europee, hanno subito una significativa correzione in ottobre (in risposta all'avanzare della variante Delta) poi rientrata all'approssimarsi dell'inizio delle campagne vaccinali e come riflesso dei risultati elettorali negli USA (dove la nuova amministrazione ha promesso ingenti misure di stimolo fiscale a sostegno dell'economia) e della ripartenza in atto in Cina (la cui crescita è stata alimentata dalla domanda di beni di protezione personale dal resto del mondo). Nell'anno la crescita del FTSE MIB è stata del 29,6% che si confronta col 25,7% dell'Euro Stoxx 600.

* * *

Nel credito al consumo, i primi sei mesi del 2021 registrano una forte variazione positiva nei volumi (+23%), per un totale di 35 miliardi di euro erogati, determinata principalmente all'effetto statistico di rimbalzo dovuto ai modesti volumi erogati nel periodo di marzo-maggio 2020, in corrispondenza del primo lockdown totale. Il mercato tuttavia non ha ancora recuperato i livelli precrisi: il confronto con il primo semestre 2019 evidenzia infatti un calo dell'11,7%, dovuto principalmente dai comparti dei prestiti personali (in contrazione del 21,1%), delle carte di credito (-9,6%) e della CQS (-5,8%).

Nel dettaglio per forma di finanziamento, si evidenzia un'ottima performance dei prestiti finalizzati auto e moto, in crescita del 46,9% rispetto al primo semestre 2020 (e del 5,3% nei confronti del primo semestre 2019), seguiti dagli altri prestiti finalizzati che registrano un aumento del 30,1% dei volumi (in sostanziale stabilità rispetto al 2019). I prestiti personali crescono del 31% nel confronto con il primo semestre 2020, seguiti dal comparto della CQS (+25,9%) e dai volumi transati via carte di credito rateali/opzione (+10,5%).

2018 2019 2020 I sem 2021
(€/milioni) % (€/milioni) % (€/milioni) % (€/milioni) %
Prestiti automobilistici 5.861 9,8 6.371 9,7 6.664 12,5 4.138 11,8
Prestiti personali 24.499 41,1 26.123 39,6 17.563 32,9 11.243 32,1
Altri finalizzati 4.778 8,– 5.363 8,1 4.965 9,3 2.620 7,5
Carte di credito 19.064 32,– 22.238 33,7 18.624 34,9 13.881 39,6
Cessione Quinto 5.339 9,– 5.801 8,8 5.491 10,3 3.174 9,1
59.541 100,– 65.896 100,– 53.307 100,– 35.056 100,–

Nel 2020 il settore immobiliare residenziale, con un numero di compravendite pari a 558 mila unità, presenta una riduzione del 7,6% rispetto al 2019 evidenziando però un favorevole andamento nel secondo semestre. Tale trend è confermato anche nel primo trimestre del 2021 che chiude con 162 mila compravendite in crescita del 38,6% rispetto allo stesso periodo del 2020 (pesantemente influenzato dagli effetti della pandemia Covid 19).

Il mercato dei mutui per l'acquisto di immobili da parte delle famiglie, nel 2020 con 50,5 miliardi, evidenzia un incremento del 5,2% rispetto al 2019 e si riporta agli stessi livelli del 2018; il primo trimestre del 2021 conferma il trend positivo con una crescita ancora più sostenuta e pari al 29%.

Nel 2019 il mercato del leasing, consolidando i volumi degli scorsi anni, chiude a quota 27,9 miliardi, con una flessione del 3,3% rispetto al finanziato 2018; il numero delle nuove stipule è pari a 698 mila nuovi contratti, con una flessione dell'1,7% rispetto al 2018. I dati relativi all'anno 2020 mostrano una ulteriore flessione con 537 mila contratti stipulati (- 23,2% rispetto all'anno solare 2019) ed un valore finanziato di circa 22,9 miliardi (- 18% rispetto all'anno solare 2019), a seguito del peggioramento della situazione economica complessiva dovuta alla pandemia di Covid-19. Il primo semestre del 2021 chiude, rispetto allo stesso periodo del 2020, con un + 48,4% nei volumi dei nuovi finanziamenti leasing, raggiungendo 14,5 miliardi; positiva anche la dinamica del numero dei contratti: 334 mila nuove stipule (+39,2% rispetto allo stesso periodo del 2020).

Stipulato 2018 2019 2020 I sem 2021
(€/milioni) % (€/milioni) % (€/milioni) % (€/milioni) %
Auto 15.722 52,8 14.132 50.6 11.775 51,4 7.818 53,8
Strumentale 9.426 31,7 9.426 33,7 7.762 33,9 5.057 34,8
Immobiliare 4.110 13,8 3.805 13,6 2.720 11,9 1.467 10,1
Nautico 516 1,7 579 2,1 631 2,8 186 1,3
29.774 100,– 27.942 100,– 22.888 100,– 14.528 100,–

Fonte: elaborazioni Assilea su dati Dataforce.

Dati economici e patrimoniali consolidati

Lo Stato patrimoniale e il Conto economico consolidati sono di seguito riclassificati – anche per area di attività – secondo uno schema maggiormente in linea con la realtà operativa del Gruppo.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione (%)
Dati economici
Margine di interesse 1.415,– 1.442,2 -1,9
Proventi di tesoreria 197,– 136,3 44,5
Commissioni ed altri proventi/(oneri) netti 744,7 630,2 18,2
Valorizzazione equity method 271,7 304,3 -10,7
Margine di Intermediazione 2.628,4 2.513,– 4,6
Costi del personale (635,3) (599,3) 6,–
Spese amministrative (602,8) (589,6) 2,2
Costi di Struttura (1.238,1) (1.188,9) 4,1
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela (248,8) (374,9) -33,6
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie 48,4 (20,5) n.s.
Altri utili/(perdite) (85,6) (133,4) -35,8
Risultato Lordo 1.104,3 795,3 38,9
Imposte sul reddito (292,3) (191,1) 53,–
Risultato di pertinenza di terzi (4,4) (3,8) 15,8
Utile Netto 807,6 600,4 34,5
Risultato operativo attività bancaria 850,8 640,7 32,8

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020
Attivo
Attività finanziarie di negoziazione 11.273,7 8.818,6
Impieghi di tesoreria e cassa 8.072,1 9.257,–
Titoli di debito banking book 7.150,4 6.824,5
Impieghi a clientela 48.413,8 46.685,1
Titoli d'investimento 4.579,– 4.009,7
Attività materiali e immateriali 1.254,3 1.311,8
Altre attività 1.855,4 2.043,–
Totale attivo 82.598,7 78.949,7
Passivo e netto
Raccolta 56.156,2 54.917,–
Raccolta di tesoreria 2.890,8 3.988,–
Passività finanziarie di negoziazione 10.063,6 7.956,9
Altre passività 2.215,9 2.190,3
Fondi del passivo 171,1 157,4
Mezzi propri 10.205,2 9.048,2
Patrimonio di terzi 88,3 91,5
Risultato d'esercizio 807,6 600,4
Totale passivo e netto 82.598,7 78.949,7
Patrimonio di base 7.689,4 7.745,–
Patrimonio di vigilanza 8.919,2 9.041,1
Attività di rischio ponderate 47.159,3 48.030,5
Patrimonio di base/attività di rischio ponderate 16,31% 16,13%
Patrimonio di vigilanza/attività di rischio ponderate 18,91% 18,82%
n. di azioni in circolazione (milioni) 887,3 887,2

DATI ECONOMICI E PATRIMONIALI PER AREE DI ATTIVITÀ

(€ milioni)
30 giugno 2021 Wealth
Management
Consumer
Banking
Corporate and
Investment
Banking
Principal
Investing
Holding
Functions
Gruppo
Dati economici
Margine di interesse 281,1 878,8 286,9 (7,1) (47,4) 1.415,–
Proventi di tesoreria 10,3 93,2 30,7 57,5 197,–
Commissioni ed altri proventi/(oneri) netti 335,9 123,– 318,1 11,8 744,7
Valorizzazione equity method 271,7 271,7
Margine di Intermediazione 627,3 1.001,8 698,2 295,3 21,9 2.628,4
Costi del personale (241,–) (104,2) (165,4) (3,6) (121,1) (635,3)
Spese amministrative (230,5) (210,–) (141,3) (1,–) (39,–) (602,8)
Costi di Struttura (471,5) (314,2) (306,7) (4,6) (160,1) (1.238,1)
(Rettifiche)/riprese di valore nette
su impieghi alla clientela
(18,6) (257,6) 40,1 (12,7) (248,8)
(Rettifiche)/riprese di valore nette
su altre attività finanziarie
1,9 2,2 51,8 (7,5) 48,4
Altri utili/(perdite) 3,5 (15,2) 0,5 (73,5) (85,6)
Risultato Lordo 142,6 414,8 434,3 342,5 (231,9) 1.104,3
Imposte sul reddito (42,4) (135,9) (147,–) (33,9) 67,5 (292,3)
Risultato di pertinenza di terzi (2,8) (1,7) (4,4)
Utile/(Perdita) del periodo 100,2 278,9 284,5 308,6 (166,1) 807,6
Cost/Income (%) 75,2 31,4 43,9 n.s. n.s. 47,1
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 14.404,5 12.942,9 19.292,3 1.774,1 48.413,8
Attività di rischio ponderate 5.217,– 11.779,2 19.924,8 7.246,– 2.992,3 47.159,3
Dipendenti 2.037 1.446 635 11 792 4.921

Note alle tabelle:

1) Le aree di business sono:

Wealth Management (WM), che raggruppa le attività di gestione del risparmio a favore delle diverse categorie di clientela e di asset management. La divisione include CheBanca! che si rivolge alla clientela Affluent & Premier; le reti Private di MBPB e CMB Monaco e le società di Asset Management (Cairn Capital, Mediobanca SGR, Mediobanca Management Company, e RAM Active Investment) oltre a Spafid; – Consumer Banking (CB) che offre alla clientela retail l'intera gamma di prodotti di credito al consumo dai prestiti personali alla cessione del quinto (Compass Banca e Compass RE);

Corporate and Investment Banking (CIB) che comprende i servizi destinati alla clientela corporate nelle aree: Investment Banking (finanziamenti, advisory, attività di Capital Market) e trading proprietario, (attività svolte da Mediobanca e Mediobanca International, Mediobanca Securities e Messier et Associés e Specialty Finance a sua volta composto da Factoring e Credit Management (incluso l'acquisto e gestione di portafogli NPL) svolto da MBFACTA e MBCredit Solutions;

Principal Investing (PI) che gestisce il portafoglio di partecipazioni e titoli azionari del Gruppo;

Holding Functions include, oltre a Selma BPM Leasing, MIS, Spafid Connect e società minori, le funzioni di Gruppo di: tesoreria e ALM, operations, supporto, controllo e il vertice aziendale Mediobanca S.p.A.; per maggiori dettagli si rimanda a pagina 67.

2) La somma dei dati per area di business differisce dal totale del Gruppo per le rettifiche/differenze di consolidamento nette tra le aree di business (pari a 1,5 milioni), tenuto conto che non sono stati attribuiti alle Business Lines l'impairment del goodwill (-62,5 milioni, di cui 41 milioni relativi all'adeguamento su Messier et Associes), le partite fiscali straordinarie derivanti dall'esenzione Patent Box e affrancamento del goodwill ex Esperia (+20,5 milioni) e gli effetti del claw back a seguito dell'uscita anticipata di uno dei due equity partner di Messier et Associes (+41 milioni).

30 giugno 2020 Wealth
Management
Consumer
Banking
Corporate and
Investment
Banking
Principal
Investing
Holding
Functions
Gruppo
Dati economici
Margine di interesse 271,– 948,– 271,4 (7,1) (55,–) 1.442,2
Proventi di tesoreria 6,7 77,9 15,6 37,5 136,3
Commissioni ed altri proventi/(oneri) netti 306,1 122,6 225,8 10,6 630,2
Valorizzazione equity method 304,3 304,3
Margine di Intermediazione 583,8 1.070,6 575,1 312,8 (6,9) 2.513,–
Costi del personale (236,5) (102,–) (141,–) (3,3) (116,5) (599,3)
Spese amministrative (214,3) (201,2) (135,2) (1,–) (56,3) (589,6)
Costi di Struttura (450,8) (303,2) (276,2) (4,3) (172,8) (1.188,9)
(Rettifiche)/riprese di valore nette su
impieghi alla clientela
(20,5) (324,7) (20,–) (9,7) (374,9)
(Rettifiche)/riprese di valore nette su
altre attività finanziarie
(0,5) (3,5) (10,9) (5,6) (20,5)
Altri utili/(perdite) 1,8 (4,7) (64,3) (133,4)
Risultato Lordo 113,8 438,– 275,4 297,6 (259,3) 795,3
Imposte sul reddito (32,6) (141,4) (92,4) (2,6) 76,3 (191,1)
Risultato di pertinenza di terzi (0,8) (2,3) (0,7) (3,8)
Utile/(Perdita) del periodo 80,4 296,6 180,7 295,– (183,7) 600,4
Cost/Income (%) 77,2 28,3 48,– n.s. n.s. 47,3
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 13.183,6 13.037,4 18.644,2 1.819,9 46.685,1
Attività di rischio ponderate 4.951,7 11.800,8 20.027,7 8.121,9 3.128,4 48.030,5
Dipendenti 2.021 1.441 630 11 817 4.920

(€ milioni)

Lo Stato Patrimoniale

Il totale attivo di Gruppo aumenta del 4,6% da 78,9 a 82,6 miliardi. Le principali voci patrimoniali, cui la Capogruppo concorre per il 53,4%, presentano il seguente andamento (i confronti sono con il 30 giugno 2020).

Raccolta – l'incremento del 2,3% (da 54,9 a 56,2 miliardi) è fortemente condizionato dal movimento sfavorevole dei tassi a breve, calati di circa 20bps nel corso dell'esercizio e che hanno reso ancora più oneroso il costo della liquidità in eccesso. Il funding di Gruppo si è quindi indirizzato sulle forme meno onerose, prima di tutto il programma T-LTRO (il cui utilizzo si incrementa da 5,7 a 7,5 miliardi) alla luce dell'estensione delle condizioni favorevoli (premio aggiuntivo di 50bps). In seconda battuta i depositi Affluent, che crescono da 15,3 a 16,9 miliardi nell'ottica di stabilizzare il costo e diversificare il rischio di funding (la raccolta Wealth Management raggiunge il 45% del totale). Specularmente c'è stato un ricorso più tattico alla raccolta cartolare, limitandolo al ripristino dell'ammontare in scadenza (circa 2,7 miliardi) a cui tuttavia si sono aggiunti i consueti riacquisti netti sul mercato (circa 400 milioni) che concorrono a ridurre lo stock da 18,8 a 18,4 miliardi. Tra le nuove emissioni (2,8 miliardi) si segnala il primo senior unsecured green bond (500 milioni), il ritorno sul mercato istituzionale subordinato (Tier2 da 250 milioni) nonché la prima emissione italiana covered a tassi negativi (750 milioni) con un'efficace time-to-market. L'insieme di queste manovre ha permesso di mantenere stabile il costo del funding a circa 80bps nonostante il movimento sfavorevole dei mercati.

30 giugno 2021 30 giugno 2020
(€/milioni) % (€/milioni) %
Raccolta cartolare (incl. ABS) 18.410,9 33% 18.751,– 34% -1,8%
Depositi Affluent Banking 16.919,7 30% 15.276,7 28% 10,8%
Depositi Private Banking 8.290,4 15% 8.530,7 16% -2,8%
T-LTRO 7.445,4 13% 5.660,8 10% 31,5%
Raccolta interbancaria e altro 5.089,8 9% 6.697,8 12% -24,–%
Totale raccolta 56.156,2 100% 54.917,– 100% 2,3%

Impieghi a clientela – aumentano del 3,7% (da 46,7 a 48,4 miliardi) per l'incremento del Wealth Management (+9,3%, da 13,2 a 14,4 miliardi) sostenuto in particolare dai mutui ipotecari CheBanca! (+8,1%, da 10,2 a 11,1 miliardi) che riflettono una tenuta del mercato domestico; in ulteriore aumento il contributo

di CMB Monaco (+15,9%, da 1,8 a 2,1 miliardi). La salita del Corporate and Investment Banking (+3,5%, da 18,6 a 19,3 miliardi) riguarda esclusivamente lo Specialty Finance (da 2,1 a 2,7 miliardi) ed in particolare il comparto del factoring; restano sostanzialmente stabili gli impieghi Large Corporate (16,6 miliardi contro 16,5 miliardi) malgrado i maggiori prepayment ed il posticipo di alcuni big ticket al prossimo esercizio. L'esposizione al Leveraged Finance cala del 12% (da 5,5 a 4,8 miliardi) e rappresenta poco meno del 30% del totale portafoglio Corporate. Il Consumer conferma il lieve calo registrato nei trimestri precedenti (12,9 miliardi contro 13 miliardi) nonostante il ritardo si sia pressoché ridotto negli ultimi mesi.

Il Wholesale Banking (Lending e Finanza Strutturata) è stato caratterizzato da importanti rimborsi (7,7 miliardi, di cui 2,4 miliardi anticipati) fronteggiati da nuove erogazioni per 6,8 miliardi (+15% rispetto allo scorso anno) malgrado la forte competizione innescata dai tassi di mercato negativi e dall'ampia liquidità generata dai programmi BCE. Il turnover del factoring cresce del 23% da 7,4 a 9,1 miliardi. L'erogato Consumer torna a crescere (da 6,4 a 6,5 miliardi) seppur lontano dai dati pre-Covid (7,4 miliardi a giugno 2019) anche se il contributo dell'ultimo trimestre (1,8 miliardi) lascia ben sperare; restano invece allineate al pre-Covid le erogazioni di mutui (stabili a 2,2 miliardi).

30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
(€/milioni) % (€/milioni) %
Corporate and Investment Banking 19.292,3 40% 18.644,2 40% 3,5%
Consumer Banking 12.942,9 26% 13.037,4 28% -0,7%
Wealth Management 14.404,5 30% 13.183,6 28% 9,3%
Holding Functions (leasing) 1.774,1 4% 1.819,9 4% -2,5%
Totale impieghi a clientela 48.413,8 100% 46.685,1 100% 3,7%
(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020
Stage1 Stage2 Stage3 Totale Stage1 Stage2 Stage3 Totale
Corporate and Investment
Banking
18.173,8 631,– 487,5 19.292,3 17.229,8 739,4 675,– 18.644,2
Consumer Banking 11.240,2 1.467,3 235,4 12.942,9 11.282,9 1.430,3 324,2 13.037,4
Wealth Management 13.328,1 960,1 116,3 14.404,5 12.328,9 740,– 114,7 13.183,6
Holding Functions (leasing) 1.331,7 337,7 104,7 1.774,1 1.579,– 122,– 118,9 1.819,9
Totale impieghi a clientela 44.073,8 3.396,1 943,9 48.413,8 42.420,6 3.031,7 1.232,8 46.685,1
% Incidenza 91,–% 7,–% 1,9% 100,–% 90,9% 6,5% 2,6% 100,–%
Totale impieghi a clientela * 44.073,8 3.396,1 560,2 48.030,1 42.420,6 3.031,7 874,2 46.326,5
% Incidenza 91,8% 7,1% 1,2% 100,–% 91,6% 6,5% 1,9% 100,–%

* Esclusi NPL purchased di MBCredit Solutions.

30 giugno 2021 30 giugno 2020
Lorde Nette Tasso di
copertura %
Lorde Nette Tasso di
copertura %
Corporate and Investment Banking 225,– 103,8 53,9% 541,6 316,4 41,6%
Consumer Banking 971,5 235,4 75,8% 1.015,7 324,2 68,1%
Wealth Management 226,1 116,3 48,6% 211,9 114,7 45,9%
Holding Functions (leasing) 174,5 104,7 40,–% 185,– 118,9 35,8%
Totale attività deteriorate* 1.597,1 560,2 64,9% 1.954,2 874,2 55,3%
– di cui: sofferenze 510,1 72,– 425,6 78,4
Incidenza % sugli Impieghi a clientela 3,2% 1,2% 4,1% 1,9%

* Esclusi NPL purchased di MBCredit Solutions.

Le attività deteriorate lorde flettono da 1.954,2 a 1.597,1 milioni e rappresentano il 3,2% degli impieghi, ai minimi storici. Il sensibile calo rispetto allo scorso anno (4,1%) (7) riflette il passaggio a bonis della maggiore esposizione deteriorata di Gruppo (Burgo) che porta il livello di deteriorate corporate all'1,2% e la discesa del Consumer (da 1.015,7 a 971,5 milioni, pari al 6,86% degli impieghi) favorito dalle cessioni e dal generalizzato miglioramento del profilo di rischio (passaggi a default ai minimi storici).

Il calo delle nette è ancora più accentuato (da 874,2 a 560,2 milioni, con un rapporto sugli impieghi dell'1,2%) per effetto dell'aumentato coverage (dal 55,3% al 64,9%) nell'ottica di fronteggiare le incertezze future alla luce del livello di contenziosità ancora molto basso; in particolare le sofferenze nette restano su livelli estremamente contenuti (72 milioni, poco più dello 0,15% del totale impieghi). Alla voce non concorrono gli impieghi NPL acquisiti da MBCredit Solutions che nell'esercizio passano da 358,6 a 383,7 milioni dopo nuovi investimenti per 78,2 milioni (700,8 milioni di nominale).

La riclassifica a deteriorate tiene conto delle disposizioni BCE sul trattamento del rischio creditizio (8), peraltro oggetto di un attento monitoraggio da parte del supervisor; in quest'ottica si è provveduto ad un'attenta analisi del portafoglio bonis e di tutti i debitori che hanno richiesto waiver o hanno ottenuto la moratoria per valutarne l'incremento significativo del rischio creditizio (SICR) anche sulla base di elementi qualitativi. A fine esercizio le posizioni a stage2 ammontano a 3.396,1 milioni (7% del totale portafoglio crediti netti, valore contenuto rispetto alla media nazionale ed europea (9)) in crescita tuttavia

( 7 ) Il Gross NPL ratio Finrep (calcolato senza gli NPL acquistati) cala nell'esercizio dal 3,4% al 2,8%; per maggiori dettagli si rimanda alla parte E della Nota Integrativa.

( 8 ) In conformità a quanto richiesto della lettera di BCE (SSM-2020-0744) " Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus (Covid-19) pandemic" inviata in data 4 dicembre 2020 ai CEO di tutte le significant institution.

( 9 ) Fonti: EBA Risk Dashboard del 1Q2021, Risk Indicators in the Statistical Annex (AQT_66: incidenza dello Stage2 sul totale Prestiti ed anticipazioni, costo ammortizzato). La media nazionale dell'incidenza dello Stage2 del campione di banche considerate da EBA è pari al 13,3% al 1Q 2021 (Fonte: EBA Risk Dashboard); lo stesso ratio scende al 9% per le banche europee.

rispetto allo scorso anno (3.031,7 milioni) per le riclassifiche dell'ultimo trimestre di Consumer (oltre 200 milioni in concomitanza con l'introduzione di modelli IFRS9 più sensibili nell'ottica di transizione AIRB) e del leasing (144 milioni relativi alle esposizioni oggetto di proroga ex Decreto Sostegni Bis).

(€ milioni)
Moratorie Lorde Concesse fino
al 30 giugno
2021(1)
Estinte (2) Residue al 30
giugno 2021
% Impieghi a
clientela(3)
di cui Stage1
Corporate and Investment Banking 5,5 0,7 4,8 4,5
Consumer Banking 1.149,9 1.071,3 78,6 0,6% 3,1
Wealth Management 653,8 442,4 211,5 1,5% 20,–
Leasing (holding function) 698,3 271,6 426,6 22,9% 115,8
Totale moratorie ex Covid-19 2.507,4 1.786,– 721,4 1,4% 143,4
- di cui Decreto Cura Italia 45,1% 78,8%
- di cui Associazione di categoria 31,8% 6,9%
- di cui Iniziativa banca(4) 23,1% 14,2%

( 1 ) Gross book value al netto degli incassi e delle estinzioni verificatesi al 30 giugno 2021.

( 2 ) Moratorie estinte ossia moratorie per le quali è decaduto il termine della sospensione dei pagamenti ed ha ripreso il decorso del normale piano di ammortamento.

( 3 ) Incidenza delle moratorie lorde ex covid residue (outstanding) al 30 giugno 2021 sugli impieghi a clientela lordi.

( 4 ) Moratorie su base volontaria concesse su iniziativa banca.

Al 30 giugno 2021 le moratorie in essere (10) ammontano a circa 721,4 milioni (1,4% degli impieghi lordi) e rappresentano circa il 30% del totale concesso durante la pandemia (2,5 miliardi). Lo stock residuo è concentrato nel leasing (circa il 60%) e mutui ipotecari (circa 29%) mentre la quota Consumer è del tutto fisiologica (a poco meno di 80 milioni); nel dettaglio (11):

– le moratorie leasing concesse ammontano a poco meno di 700 milioni e rientrano per oltre l'85% nelle disposizioni del Decreto Cura Italia; di queste 427 milioni restano ancora in essere al 30 giugno, ma circa il 40% (157 milioni) non ha richiesto la proroga e ha quindi ripreso il piano originale per termine moratoria a partire dal mese di luglio mentre il residuo ha notificato la proroga (ex lege) al 31 dicembre 2021. Delle moratorie giunte fin qui a scadenza, l'89% dei clienti ha ripreso a pagare regolarmente, il 2% ha richiesto un'ulteriore proroga mentre il residuo 9% (12) risulta scaduto. La quota di stage2 sale a 287 milioni andando a ricomprendere tutte le esposizioni oggetto di proroga mentre la quota di deteriorate è minoritaria (23,6 milioni). Alle esposizioni concorrono interessi maturati e non incassati

( 10) Il Gruppo oltre all'adesione alle iniziative di moratoria previste dal Decreto "Cura Italia", Decreto "Liquidità", Decreto "Sostegni bis" e alle iniziative delle associazioni di categoria (principalmente ABI e Assofin), ha avviato iniziative su base volontaria, in particolare nel Consumer, ritendendo fondamentale aiutare la propria clientela in questo difficile contesto.

( 11) Dati lordi.

( 12) Al netto delle posizioni che erano già deteriorate al momneto della concessione della moratoria, la percentuale delle posizioni scadute inadempienti si riduce dal 9% all'1%.

per circa 12,6 milioni, il cui incasso è ripreso nel mese di luglio, anche per coloro che hanno richiesto la proroga;

  • le moratorie concesse sui mutui ipotecari saldano a 652,9 milioni, di queste ne sono ancora in essere 210,6 milioni (1,9% degli impieghi) dopo estinzioni per circa il 70% (442,4 milioni). Di quelle giunte fin qui a scadenza circa l'80% è tornato regolare nei pagamenti, il 18% ha richiesto un'ulteriore proroga ed il residuo 2% risulta scaduto. La quota di stage2 sale a 168,7 milioni e rappresenta circa l'80% del totale a cui si aggiunge quella già riclassificata a deteriorate (11%, pari a 22,7 milioni). Gli interessi maturati ed in attesa di essere incassati alla fine del periodo di moratoria ammontano a 7,2 milioni;
  • il programma di moratorie del Consumer si è concluso lo scorso 31 marzo, ne restano in essere 78,6 milioni (poco meno del 7% del totale) a fronte di un monte concessioni pari a 1,3 miliardi; della quota scaduta circa l'80% è tornata da subito regolare nei pagamenti; dell'attuale stock circa il 90% è pertanto classificato a stage2;
  • il Corporate non è stato interessato dalla moratoria (concorrono solamente circa 5 milioni del factoring) ma registra una quarantina di richieste di waiver principalmente legate alla revisione dei covenant; le richieste di posticipo di rate (per capitale ed interessi) è infatti del tutto marginale (meno di 15 milioni) e di queste, da inizio pandemia, solo tre richieste hanno avuto la qualifica di forbearance measures. Tuttavia, alcune posizioni sono state prudenzialmente riclassificate a stage2 (al 30 giugno rappresentano circa un quarto dei richiedenti per un'esposizione di bilancio pari a 373 milioni, il 2,2% del portafoglio crediti in bonis complessivo).

Si segnala inoltre che al 30 giugno 2021 la Capogruppo ha in essere 7 operazioni con garanzia SACE ex Decreto "Liquidità" per un'esposizione complessiva di 203 milioni.

Titoli d'investimento (13) – passano da 4 a 4,6 miliardi, di cui 3,7 miliardi rappresentati dalla partecipazione in Assicurazioni Generali; la quota residua riguarda fondi per 655,7 milioni, di cui quasi il 70% per il seed a favore dell'Asset Management del Gruppo mentre 220,5 milioni sono rappresentati da azioni quotate e non, valorizzate a fair value ma con effetti imputabili a patrimonio netto.

La partecipazione in Assicurazioni Generali (12,9% del capitale) passa da 3.163,4 a 3.663,1 milioni dopo utili di periodo per 273,4 milioni (di cui

( 13) La voce include, oltre alle partecipazioni ex IAS28, anche quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (ex AFS) ed i fondi (incluso il seed capital) che devono essere valutati al fair value con effetti a conto economico.

103,2 milioni nel primo trimestre 2021) e variazioni positive delle riserve da valutazione (+431,2 milioni, di cui circa il 60% riveniente dal comparto fixed income per l'andamento dei tassi di interesse e degli spread governativi), impatti solo in parte assorbiti dall'incasso del dividendo (204 milioni).

La partecipazione in IEO (25,4%) mostra un valore di carico in calo da 41,3 a 39,7 milioni per la contrazione della redditività (perdita pro-quota di 1,7 milioni) che riflette per tutti i 12 mesi l'impatto dell'emergenza Covid sull'attività ospedaliera specialistica.

Riguardo alla partecipazione storica in Burgo (originariamente pari al 22,13% ed integralmente azzerata nel 2013), si segnala la riclassifica da partecipazione di collegamento ex IAS28 a titolo di capitale del portafoglio Attività Finanziarie Fair Value to OCI essendosi ridotta al 4% ad esito dell'ingresso del nuovo socio. Al 30 giugno si è provveduto ad aggiornare il fair value degli strumenti finanziari partecipativi, finora prudenzialmente azzerati, alla luce delle novità societarie che hanno portato alla riclassifica della posizione creditizia a bonis; gli strumenti sono stati valorizzati a 55 milioni, circa il 42% del valore nominale (130 milioni).

Il seed capital sale da 435,7 a 442,1 milioni dopo dismissioni per 42 milioni e tenuto conto di valorizzazioni e realizzi per 48,1 milioni, ben al di sopra dei livelli di ingresso; gli altri fondi (per lo più di private equity) flettono da 227,7 a 213,6 milioni dopo rimborsi netti per 20,6 milioni e tenuto conto di valutazioni positive per 5,9 milioni.

Le azioni, escluso i predetti strumenti finanziari partecipativi, crescono da 141,6 a 165,4 milioni dopo acquisti netti per 10 milioni (principalmente nuovi acquisti ed ingresso di azioni ordinarie per l'esercizio di warrant ed azioni speciali legati al carried interest) e valorizzazioni positive per 13,2 milioni.

(€ milioni)
30 giugno 2021
Book value Riserva
OCI
Book value Riserva
OCI
Partecipazioni ex IAS28 3.702,8 n.a. 3.204,7 n.a.
Azioni quotate 130,2 71,9 112,5 65,6
Altre azioni non quotate 90,3 63,4 29,1 5,3
Seed capital 442,1 435,7
Fondi Private equity 82,2 70,6
Altri fondi 131,4 157,1
Totale titoli di investimento 4.579,– 135,3 4.009,7 70,9

Il valore di Borsa al 30 giugno della partecipazione in Assicurazioni Generali, pari a 3.426,9 milioni, pur in forte ripresa rispetto allo scorso anno, rimane inferiore al valore di carico; l'impairment test è stato superato facendo ricorso al valore d'uso calcolato secondo la policy del Gruppo, risultato superiore all'attuale valore di carico. Il valore ai prezzi correnti risulta pari a 3.622,5 milioni.

Per maggiori dettagli si rimanda alla sezione 7 – Partecipazioni dell'Attivo della Nota Integrativa.

(€ milioni)
Interessenza % 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Assicurazioni Generali 12,87 3.663,1 3.163,4
Istituto Europeo di Oncologia 25,37 39,7 41,3
Partecipazioni ex IAS28 3.702,8 3.204,7

Titoli di debito del banking book Il comparto sale da 6,8 a 7,1 miliardi per i maggiori investimenti Hold to Collect & Sell (pari a 4,3 miliardi e che contribuiscono al 60% del totale in portafoglio) a fronte dei mancati rinnovi nell'Hold to Collect (immobilizzati). Nell'esercizio si registrano acquisti per 4,2 miliardi (per metà concentrati nei titoli di Stato domestici del portafoglio Hold To Collect & Sell) per fronteggiare vendite per 2,2 miliardi e rimborsi per 1,8 miliardi (di cui circa la metà nel portafoglio HTC). Nei 12 mesi sono stati realizzati utili per 49,1 milioni senza tuttavia intaccare la riserva OCI che si incrementa da 13,1 a 73 milioni e riflette il forte restringimento degli spread, in particolare dei titoli di Stato italiani.

30 giugno 2021 30 giugno 2020
(€ milioni) % (€ milioni) %
Hold to Collect 2.723,8 38% 3.285,4 48%
Hold to Collect & Sell 4.346,9 61% 3.485,9 51%
Other (Obbligatoriamente valutate al FV) 79,7 1% 53,2 1%
Titoli di debito banking book 7.150,4 100% 6.824,5 100%

Il portafoglio sovereign sale da 4,7 a 5,4 miliardi, di cui il 65% italiani (3,5 miliardi, con una duration di 3,3 anni) e poco meno del 30% in altri emittenti Core Europe (Bund, OAT e Bonos) a supporto del liquidity buffer che complessivamente sale a 5,5 miliardi incluso circa 100 milioni di obbligazioni finanziarie. Le plusvalenze latenti dei titoli Hold to Collect (iscritti al costo) si attestano a 94 milioni (106 milioni lo scorso anno).

30 giugno 2021 30 giugno 2020
Book value Riserva Book value Riserva
HTC HTC&S OCI HTC HTC&S OCI
Titoli di stato italiani 1.272,4 2.229,3 41,6 1.512,5 1.740,– 2,6
Altri titoli di stato 506,9 1.366,5 -1,3 621,9 873,7 -0,4
Obbligazioni finanziarie 570,2 468,6 20,5 687,8 613,2 8,3
Obbligazioni corporate 144,4 282,5 12,2 261,8 259,– 2,6
Asset Backet Securities (ABS) 229,9 201,2
Totale titoli di debito del banking book 2.723,8 4.346,9 73,– 3.285,2 3.485,9 13,1

Impieghi netti di tesoreria – l'aumento da 6,1 a 6,4 miliardi è contenuto e limitato alla movimentazione degli strumenti di negoziazione in portafoglio (da 0,9 a 1,2 miliardi) che includono i titoli azionari (2,3 miliardi) ed obbligazionari (939,4 milioni) che fronteggiano i certificates emessi (1,9 miliardi) e la copertura dei rischi sottostanti. Una gestione più efficiente della liquidità ha portato a ridurre i depositi presso BCE (da 3,1 a 1,8 miliardi) e le altre disponibilità liquide (da 2,1 a 1,9 miliardi) a favore di attività di tesoreria più dinamiche (time deposit, repo, trade secured/unsecured) cercando di preservare gli indicatori, come LCR ed Asset Encumbrance, e minimizzare l'impatto economico dei temporanei eccessi di liquidità.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
11.273,7 8.818,6 27,8%
8.072,1 9.257,– -12,8%
(10.063,6) (7.956,9) 26,5%
(2.890,8) (3.988,–) -27,5%
6.391,4 6.130,7 4,3%
(€ milioni)
Variazione
25,3%
939,4 564,8 66,3%
(107,8) (145,4) -25,9%
(1.889,3) (1.368,9) 38,–%
4,– 3,9 2,6%
1.210,1 861,6 40,5%
(€ milioni)
30 giugno 2021
2.263,8
30 giugno 2020
1.807,2
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Cassa e conti correnti 1.851,4 2.073,7 -10,7%
Disponibilità liquide presso BCE 1.845,2 3.101,4 -40,5%
Depositi 1.484,7 94,– n.s.
Impieghi e raccolta netta 5.181,3 5.269,1 -1,7%

(€ milioni)

30 giugno 2021 30 giugno 2020
Attivo Passivo Attivo Passivo
Titoli di stato italiani 1.758,3 (1.741,4) 1.274,8 (1.109,3)
Altri titoli di stato 1.120,– (2.059,3) 606,2 (1.828,4)
Obbligazioni finanziarie 1.196,4 1.258,6
Obbligazioni corporate 537,5 (0,9) 333,9
Asset Backet Securities (ABS) 128,8 29,–
Azioni 2.524,5 (260,7) 2.032,2 (225,–)
Totale titoli HFT 7.265,5 (4.062,3) 5.534,7 (3.162,7)

(€ milioni)

30 giugno 2021 30 giugno 2020
Attivo Passivo Attivo Passivo
Interest rate swaps 541,5 (478,3) 696,9 (587,7)
Foreign exchange 214,6 (296,–) 217,5 (256,–)
Interest rate options/futures 5,5 (20,1) 43,6 (10,5)
Equity swaps e options 2.922,9 (2.961,8) 2.134,7 (2.325,–)
Credit derivatives (altri) 319,9 (355,8) 187,2 (246,1)
Valorizzazione derivati 4.004,3 (4.112,–) 3.279,9 (3.425,3)

(€ milioni)

30 giugno 2021 30 giugno 2020
Attivo Passivo Attivo Passivo
Depositi per securities lending/PCT 3.009,5 (1.548,9) 3.134,7 (2.596,1)
Depositi per stock lending 407,1 (449,5) 324,4 (318,7)
Altri depositi 962,1 (895,6) 626,– (1.076,3)
Depositi 4.378,7 (2.894,–) 4.085,1 (3.991,1)

Attività materiali ed immateriali – flettono da 1.311,8 a 1.254,3 milioni per gli interventi sugli avviamenti (impairment ed altre rettifiche) che riducono lo stock di attività immateriali (da 816,1 a 744,1 milioni). Per contro, si incrementano le attività materiali (da 495,7 a 510,2 milioni) per l'accensione di nuovi contratti di locazione ex IFRS16 e tenuto conto della capitalizzazione di costi per migliorie su beni di terzi. Come detto a fine giugno si è provveduto a ridurre il goodwill RAM (impatto a conto economico di 18,6 milioni) che sconta il mancato raggiungimento degli obiettivi di budget per il forte calo delle masse amministrate ulteriormente ridottesi rispetto allo scorso anno. Si aggiungono poi l'intervento sulla CGU servizi fiduciari (-2,9 milioni) e la riduzione del goodwill di Messier et Associés per compensare gli effetti del clawback sulla quota di Erik Maris a seguito della sua uscita anticipata. Infine sono stati riclassificati tra le altre attività (IFRS5) il goodwill e software della CGU Servizi Emittenti (Spafid Connect) per 4,2 milioni.

Gli ammortamenti ammontano complessivamente a 85,8 milioni (83,8 milioni), di cui 37,8 milioni sui valori d'utilizzo ex IFRS16 (38,6 milioni), 15,6 milioni su attività materiali (15 milioni) e 32,4 milioni su attività immateriali (30,2 milioni).

Come previsto dallo IAS36 (14) e dalla policy di Gruppo, si è provveduto allo svolgimento dell'esercizio di Impairment Test annuale, per maggiori dettagli si rimanda a quanto indicato nella sezione 10 della Nota Integrativa.

30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
(€ milioni) % (€ milioni) %
Fabbricati e terreni 459,8 37% 447,8 34% 2,7%
- di cui: strumentali 176,7 14% 179,8 14% -1,7%
valore d'uso fabbricati ex IFRS16 212,4 17% 196,1 15% 8,3%
Altre attività materiali 50,4 4% 47,9 4% 5,2%
- di cui: valore d'uso ex IFRS16 10,3 1% 11,8 1% -12,7%
Avviamento 602,4 48% 666,5 51% -9,6%
Altre attività immateriali 141,7 11% 149,6 11% -5,3%
Totale attività materiali e immateriali 1.254,3 100% 1.311,8 100% -4,4%
(€ milioni)
Operazione 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Compass-Linea 365,9 365,9
Spafid 3,7 9,–
Cairn Capital 43,3 40,7
MB Private Banking 52,1 52,1
RAM 44,2 64,6
Messier et Associés 93,2 134,2
Totale Avviamento 602,4 666,5

L'elenco aggiornato degli immobili strumentali di proprietà del Gruppo è il seguente:

mq. Valore
di carico
(€ milioni)
Valore
di carico al mq.
(€ migliaia)
Milano:

Piazzetta Enrico Cuccia n. 1
9.318 14,4 1,5

Via Filodrammatici n. 1, 3, 5, 7 -
Piazzetta Bossi n. 1 -
Piazza Paolo Ferrari n. 6 13.390 62,7 4,7

Foro Buonaparte n. 10
2.926 9,1 3,1

Via Siusi n. 1-7
22.608 24,2 1,1
Roma (*) 1.790 7,9 4,4
Vicenza 4.239 4,7 1,1
Lussemburgo 442 3,6 8,1
Principato di Monaco 4.721 48,7 10,3
Altri minori 3.637 1,3 0,4
Totale immobili strumentali 63.071 176,6

(*) L'immobile di Piazza di Spagna (in carico per 24,2 milioni) è utilizzato solo parzialmente da Mediobanca e pertanto non incluso negli immobili di investimento.

( 14) Si è altresì tenuto conto delle Raccomandazioni ESMA e Consob.

Gli immobili non strumentali saldano a 62,9 milioni (64,3 milioni lo scorso anno) dopo ammortamenti per 1,9 milioni mentre le "Rimanenze di Attività materiali ex IAS2" saldano a 8 milioni e includono i beni ex leasing ritirati (in accordo con quanto previsto dallo IAS2).

Fondi del passivo – si incrementano da 157,4 a 171,1 milioni per la maggior componente di impegni e garanzie rilasciate (pressoché raddoppiata da 14 a 27,2 milioni) per l'applicazione dei modelli di provisioning IFRS9. Il fondo per TFR e quiescenza resta sostanzialmente invariato (da 30,4 a 28,3 milioni) ed è compensato dal lieve aumento degli altri fondi rischi ed oneri (da 113 a 115,6 milioni). Relativamente a quest'ultimi si segnalano i maggiori stanziamenti di Compass (da 5,2 a 17,5 milioni) per fronteggiare il potenziale indennizzo ai clienti Consumer a seguito della sentenza Lexitor (rispetto allo stanziamento di 15 milioni ne sono stati utilizzati 3,5 milioni); il saldo residuo di 98,1 milioni è suddiviso tra Mediobanca (68,9 milioni), CheBanca! (15,3 milioni), Selma (9,2 milioni) e CMB Monaco (1,2 milioni).

30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
(€ milioni) % (€ milioni) %
Impegni e garanzie rilasciate 27,2 16 14,– 9 n.s.
Altri fondi rischi ed oneri 115,6 67 113,– 72 2,3%
TFR e quiescenza 28,3 17 30,4 19 -6,9%
di cui: attualizzazione TFR 4,1 4,4 -6,8%
Totale fondi del passivo 171,1 100 157,4 100 8,7%

Mezzi propri – l'aumento da 9.648,6 a 11.012,8 milioni riflette, oltre al risultato dell'esercizio (807,6 milioni), la crescita delle riserve da valutazione (da 374,7 a 931,2 milioni) per i maggiori contributi di Assicurazioni Generali (equity method da 341,7 a 780,4 milioni) e delle attività finanziarie valutate al fair value – OCI (da 71,5 a 175,8 milioni) nonché del minor passivo su quelle di Cash Flow Hedge (pressoché dimezzate da 30,6 a 16 milioni). La maggior capitalizzazione sconta altresì la mancata distribuzione del dividendo 2020 con l'integrale accantonamento del risultato d'esercizio (600,4 milioni) nelle altre riserve.

Le azioni proprie in portafoglio sono pari a 24,9 milioni (2,81% del capitale) in lieve calo rispetto allo scorso anno (26,6 milioni pari al 3% del capitale) dopo l'utilizzo di 1,7 milioni di azioni a servizio del piano di performance share.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Capitale 443,6 443,6 n.s.
Altre riserve 8.830,4 8.229,9 7,3%
Riserve da valutazione 931,2 374,7 n.s.
- di cui: Other Comprehensive Income 175,8 71,5 n.s.
cash flow hedge (16,–) (30,6) -47,7%
partecipazioni ad equity 780,4 341,7 n.s.
Risultato dell'esercizio 807,6 600,4 34,5%
Totale mezzi propri di Gruppo 11.012,8 9.648,6 14,1%

La riserva OCI di Gruppo è positiva per 175,8 milioni, dopo l'effetto fiscale di 32,6 milioni, suddivisa tra azioni (135,4 milioni) ed obbligazioni ed altri titoli (73 milioni) a cui concorrono titoli di stato italiani per 41,6 milioni.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Azioni (*) 135,4 67,8 n.s.
Obbligazioni 73,– 13,1 n.s.
di cui: Titoli di stato Italia 41,6 2,6 n.s.
Effetto fiscale (32,6) (9,4) n.s.
Totale riserva OCI 175,8 71,5 n.s.

(*) Include lo Strumento Finanziario Partecipativo (SFP) di Burgo per 55 milioni.

Il Conto Economico

Il margine di interesse – sconta una lieve flessione (-1,9%, da 1.442,2 a 1.415 milioni) per la progressiva contrazione dell'apporto trimestre dopo trimestre; dopo diversi anni di crescita, il Consumer (-7,3%, da 948 a 878,8 milioni) subisce l'effetto Covid non solo per il minor erogato (in parte colmato sul finire dell'esercizio) ma anche per il calo di redditività (-40bps) condizionata in parte dal differente mix di prodotti, ma soprattutto dal calo degli spread collegati al contesto competitivo e la minor domanda. In contro tendenza le altre divisioni che attenuano così l'effetto complessivo: Corporate and Investment Banking (+5,7%, da 271,4 a 286,9 milioni), Wealth Management (+3,7%, da 271 a 281,1 milioni) e Holding Functions (che riducono il passivo da -55 a -47,4 milioni). Nel dettaglio, il Corporate and Investment Banking, oltre a talune partite non ricorrenti, beneficia della maggior attività in titoli e della crescita del turnover dello Specialty Finance; il Wealth Management riflette l'andamento dei depositi CheBanca! ad un costo finale più contenuto; alla riduzione del passivo delle Holding Functions concorre il maggior ricorso al T-LTRO ed un'attenta gestione della seppur abbondante liquidità. Complessivamente il costo del funding (calcolato come differenza con l'Euribor) resta invariato a 80bps, malgrado l'ulteriore riduzione dei tassi di mercato (circa 20bps) ed il mercato molto volatile nella parte a breve della curva.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Consumer Banking 878,8 948,– -7,3%
Wealth Management 281,1 271,– 3,7%
Corporate and Investment Banking 286,9 271,4 5,7%
Holding Functions e altre (incl.IC) (31,8) (48,2) -34,–%
Margine d'interesse 1.415,– 1.442,2 -1,9%

I proventi da tesoreria – tornano sui livelli del 2019 a 197 milioni, dopo il brusco calo dello scorso anno (-31% a 136,3 milioni) per la buona performance del portafoglio proprietario (trading e banking) oltre ai proventi su azioni e fondi del banking book. Nel dettaglio, gli utili delle Holding Functions ammontano a 57,5 milioni con un contributo del banking book di 47,9 milioni per taluni realizzi a fronte dell'ampio apprezzamento della riserva da valutazione OCI (il cui saldo è pari a 73 milioni, di cui 41,6 milioni su titoli di stato italiani); il trading proprietario concorre con 37,4 milioni recuperando ampiamente le perdite dello scorso anno (-7,7 milioni); i dividendi ed altri incassi su investimenti del Principal Investing raddoppiano da 15,6 a 30,7 milioni complici alcune partite

non ricorrenti (dividendi straordinari su Burgo e gli investimenti in Jakala e Philogen). Per contro rallenta ulteriormente l'attività con clientela (da 85,6 a 60,6 milioni) con un contributo pressoché dimezzato rispetto al 2019 per le difficoltà nella distribuzione di prodotti strutturati che ha colpito maggiormente il comparto fixed income che invece lo scorso anno aveva registrato una buona performance.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Corporate and Investment Banking 93,2 77,9 19,6%
di cui: client fixed income 34,4 64,3 -46,5%
Principal Investing 30,7 15,6 n.s.
Holding Functions 57,5 37,5 53,3%
Altro (incluse IC) 15,6 5,3 n.s.
Proventi da tesoreria 197,– 136,3 44,5%

Le commissioni e gli altri proventi netti – crescono da 630,2 a 744,7 milioni (+18,2%) per il buon andamento di Corporate and Investment Banking e Wealth Management, sui livelli massimi degli ultimi anni. Le commissioni Corporate and Investment Banking si incrementano del 40,9% (da 225,8 a 318,1 milioni) con un apprezzabile contributo dell'Equity Capital Market (42 milioni contro 5,2 milioni) che ha visto la partecipazione dell'Istituto ai più importanti deal; il Corporate Finance cresce del 13,4% (da 112,4 a 127,5 milioni) non solo per alcuni big ticket di M&A (PSA – FCA, Veolia e Intesa/UBI) ma anche per un'intensa attività come Mid Corporate (da 12,5 a 19,3 milioni) favorita dalla collaborazione con Mediobanca Private Banking. L'apporto dello Specialty Finance cresce del 39% (da 34,6 a 48,1 milioni) per il positivo contributo di Factoring (+55%) e Credit Management (+33%). La crescita di masse qualificate (+16%) e della redditività (da 84 a 87bps) ha favorito le commissioni Affluent (+24,2% da 101,9 a 126,6 milioni) e Private Banking (+14,1% da 124,1 a 141,6 milioni) che concorrono all'incremento del Wealth Management (+9,7%, da 306,1 a 335,9 milioni). Il Consumer resta sostanzialmente stabile a 123 milioni compensando il calo del contributo dei prodotti assicurativi (da 61 a 49 milioni) con la minore incidenza delle rappel (da 32 a 21 milioni, in particolare nel primo semestre).

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Wealth Management 335,9 306,1 9,7%
Corporate and Investment Banking 318,1 225,8 40,9%
Consumer Banking 123,– 122,6 0,3%
Holding Functions e altre (incluse IC) (32,3) (24,3) 32,9%
Commissioni ed altri proventi netti 744,7 630,2 18,2%

Valorizzazioni equity method – il minor contributo di Assicurazioni Generali registrato nel primo semestre si riflette nel dato di fine esercizio (273,4 milioni contro 304,7 milioni) ed incide sull'andamento complessivo (da 304,3 a 271,7 milioni) che sconta altresì la perdita netta dell'IEO (-1,7 milioni) condizionata da una minor attività specialistica per il protrarsi dell'emergenza sanitaria.

I costi di struttura – crescono del 4,1%, da 1.188,9 a 1.238,1 milioni per la ripresa degli investimenti nel secondo semestre che peraltro si confronta con un dato dello scorso anno caratterizzato dalle manovre di contenimento nella primavera 2020; nel dettaglio:

  • il costo lavoro (635,3 milioni contro 599,3 milioni) riflette il rafforzamento della rete commerciale e la maggior componente variabile correlata all'ottimo andamento dei risultati; l'incremento è generalizzato su tutte le Business Lines tenuto conto della forte riduzione subita lo scorso anno per l'improvviso arrivo della pandemia; in particolare il Corporate and Investment Banking sale del 17,3% (da 141 a 165,4 milioni), tornando sui livelli 2019, dopo la forte riduzione della componente variabile subita dall'Investment Banking lo scorso anno; il Wealth Management aumenta dell'1,9%, (da 236,5 a 241 milioni) con contributi crescenti di Private Banking (+2,7%, da 75,7 a 77,7 milioni) e Affluent (+5,5%, da 115,7 a 122,1 milioni) interessati da nuovi ingressi;
  • le spese amministrative restano sostanzialmente stabili (602,8 milioni contro 589,6 milioni): la crescita riguarda i costi informatici (+7,8%, da 132,3 a 142,6 milioni) e le spese di marketing e comunicazione (+6,5%, da 37,2 a 39,6 milioni) collegati agli spot di CheBanca! e Compass ed al rebranding di CMB Monaco in gran parte compensati dal forte calo delle spese di viaggio e rappresentanza; complessivamente il Consumer cresce da 201,2 a 210 milioni, il Wealth Management da 214,3 a 230,5 milioni concentrato nell'Affluent (da 134,1 a 145,7 milioni); più contenuta la crescita del Corporate and Investment Banking (da 135,2 a 141,3 milioni) per la ripresa della progettualità e le maggiori spese di recupero del Credit Management (da 15,4 a 19,8 milioni).
(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Costi del personale 635,3 599,3 6,–%
di cui: Amministratori 7,5 10,7 -29,9%
Piani di stock option e performance shares 14,4 12,6 14,3%
Costi di gestione e spese diverse 602,8 589,6 2,2%
di cui: ammortamenti (incl. IFRS16) 85,8 83,8 2,4%
spese amministrative 517,– 505,8 2,2%
Costi di struttura 1.238,1 1.188,9 4,1%
(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Servizi legali, fiscali e professionali 12,6 10,3 22,3%
Altre consulenze 33,8 35,1 -3,7%
Attività di recupero crediti 60,4 57,2 5,6%
Marketing e comunicazione 39,6 37,2 6,5%
Fitti e manutenzioni immobili 20,8 21,4 -2,8%
Elaborazione dati 142,6 132,3 7,8%
Info provider 44,4 44,7 -0,7%
Servizi bancari, commissioni di incasso e pagamento 24,4 24,2 0,8%
Spese di funzionamento 64,2 65,– -1,2%
Altri costi del personale (*) 4,7 14,7 -68,–%
Altri costi (inclusa beneficenza) 42,5 36,8 15,5%
Imposte indirette e tasse (al netto di sostitutiva) 27,– 26,9 0,4%
Totale spese amministrative 517,– 505,8 2,2%

(*) la voce include le spese viaggi e le spese per convention.

Le rettifiche di valore su crediti – il forte calo da 374,9 a 248,8 milioni si riflette nel miglioramento del costo del rischio da 82 a 52bps (allineato al 2019) senza tuttavia dare sufficiente evidenza agli interventi prudenziali su classificazione e provisioning effettuati a partire da dicembre in perfetta adesione alle indicazioni BCE e proseguiti in sede di chiusura di bilancio per compensare i rilasci di fondi connessi al nuovo scenario macro. Al contenimento delle rettifiche concorrono le riprese di valore su Large Corporate (in particolare Burgo per 110 milioni), il buon andamento delle estinzioni sulle moratorie, un generalizzato miglioramento degli indicatori di rischio (passaggio a perdita nel Consumer; regolarità delle rate sui mutui; rifinanziamento e/o rafforzamento patrimoniale dei clienti Large Corporate anche nei settori più in difficoltà) che hanno limitato riclassifiche e downgrade. Con la consueta prudenza che ha contraddistinto il Gruppo negli anni, si è deciso di rimuovere gli effetti a conto economico rivenienti dall'adeguamento dello scenario macroeconomico nei modelli IFRS9, attraverso un incremento degli overlay per circa 300 milioni con l'obiettivo di preservare il livello di provisioning ai livelli massimi di fine 2020 (Gruppo: NPL al 64,9%; bonis all'1,36%). A questi risultati concorre il Consumer con overlay che sfiorano i 200 milioni raggiungendo il picco storico degli indici di copertura (NPL: 75,8%; bonis: 3,62%) e Corporate and Investment Banking con overlay per circa 90 milioni.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Corporate and Investment Banking (40,1) 20,– n.s.
Consumer Banking 257,6 324,7 -20,7%
Wealth Management 18,6 20,5 -9,3%
Holding Functions (leasing) 12,7 9,7 30,9%
Rettifiche di valore su crediti 248,8 374,9 -33,6%
Costo del rischio (bps) 52 82

Le rettifiche di valore su altre attività finanziarie (15) – l'esercizio mostra riprese nette per 48,4 milioni (a fronte di rettifiche per 20,5 milioni dello scorso anno) a cui concorrono le valorizzazioni positive su attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (investimenti nei fondi del Gruppo ed altri fondi di private equity ed immobiliari) per 55,5 milioni solo in parte assorbite dall'incremento del provisioning sulle attività del banking book (-7,1 milioni) legate all'adeguamento dei modelli IFRS9.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
Titoli di debito Hold to Collect 0,9 4,– -77,5%
Titoli di debito Hold to Collect & Sell 6,2 4,8 29,2%
Strumenti FVTPL mandatory (1) (55,5) 11,7 n.s.
Rettifiche di valore su altre attività finanziarie (48,4) 20,5 n.s.

( 1 ) Riguardano i fondi contabilizzati al fair value.

Altri utili/(perdite) – al saldo netto di 85,6 milioni (133,4 milioni lo scorso anno) concorrono i contributi ai differenti Fondi di Risoluzione (73,5 milioni contro 59,7 milioni) a cui si aggiungono altre partite non ricorrenti per circa 12,1 milioni (73,7 milioni). Nei 12 mesi si registrano versamenti a favore del Single Resolution Fund europeo per 42,4 milioni (+14,1% rispetto allo scorso anno per la salita dei depositi garantiti del Gruppo e del Sistema), al fondo di risoluzione nazionale per 13,1 milioni e al fondo tutela di depositi nazionale (DGS) per 17,9 milioni (che da quest'anno include il pro-quota dei contributi straordinari a favore di Carige e Banca Popolare di Bari). Le altre partite riguardano principalmente i costi straordinari di Compass (circa 15 milioni) per far fronte alle richieste di risarcimento ex sentenza Lexitor. La voce include inoltre le svalutazioni sul goodwill (21,5 milioni, di cui 18,6 milioni ex RAM) sostanzialmente compensati dalle partite fiscali straordinarie (20,5 milioni) che riguardano l'ottenimento dell'esenzione ex Patent Box ( 16) per il marchio di Mediobanca e Compass (13,7 milioni l'effetto sulle imposte correnti dell'esercizio) e l'effetto netto economico del processo di affrancamento per allineare i valori contabili e fiscali di attività immateriali e materiali (6,8 milioni, di cui principalmente su goodwill e marchio ex Banca Esperia) (17).

( 15) L'IFRS9 prevede che il processo di impairment si applichi a tutte le attività finanziarie (titoli, pronti contro termine, depositi e conti correnti) iscritte al costo (modello Hold to Collect) ed ai titoli obbligazionari valorizzati al fair value con effetti a patrimonio netto (modello Hold to Collect and Sell).

( 16) In base a quanto previsto nella Legge di stabilità del 2015.

( 17) In base a quanto previsto dal d.17 dLegge finanziaria per il 2021 all'art. 110 del D.L. n. 104/2020.

Le imposte sul reddito – si attestano a 292,3 milioni con un tax rate effettivo del 26,5%, in lieve aumento rispetto allo scorso anno (rispettivamente 191,1 milioni e 24%) per la maggior componente di dividendi da collegate e controllate che scontano il 50% di IRAP.

Mediobanca adotta (in qualità di consolidante) il consolidato fiscale che include Compass Banca, SelmaBipiemme Leasing, MIS, CheBanca!, MBCredit Solutions e Spafid Connect. I rapporti tra consolidante e consolidate sono regolati da accordi bilaterali disciplinanti i flussi di cassa, gli scambi di informazioni e le singole responsabilità nei confronti dell'Autorità fiscale.

Lo scorso maggio sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo le linee guida ed i principi di condotta del Gruppo in merito all'applicazione della normativa fiscale racchiusi nel documento "Principi di condotta in materia fiscale", disponibili sul sito internet dell'Istituto, che costituiscono uno dei requisiti essenziali per l'adozione del Tax Control Framework.

Dati economici e patrimoniali per aree di attività

WEALTH MANAGEMENT

Raggruppa le attività di risparmio amministrato/gestito afferenti la distribuzione verso i vari segmenti di clientela:

  • Affluent & Premier (CheBanca!);
  • Private Banking (Mediobanca Private Banking e CMB Monaco).

Rientrano nella divisione l'Asset Management (Mediobanca SGR, Cairn Capital, RAM Active Investments e Mediobanca Management Company) e l'attività fiduciaria di Spafid, Spafid Family Office SIM e Spafid Trust.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione (%)
Dati economici
Margine di interesse 281,1 271,– 3,7
Proventi di tesoreria 10,3 6,7 53,7
Commissioni ed altri proventi/(oneri) netti 335,9 306,1 9,7
Margine di Intermediazione 627,3 583,8 7,5
Costi del personale (241,–) (236,5) 1,9
Spese amministrative (230,5) (214,3) 7,6
Costi di Struttura (471,5) (450,8) 4,6
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela (18,6) (20,5) -9,3
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie 1,9 (0,5) n.s.
Altri utili/(perdite) 3,5 1,8 n.s.
Risultato Lordo 142,6 113,8 25,3
Imposte sul reddito (42,4) (32,6) 30,1
Risultato di pertinenza di terzi (0,8) n,s,
Utile/(Perdita) del periodo 100,2 80,4 24,6
Cost/Income (%) 75,2 77,2
30 giugno 2021 30 giugno 2020
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 14.404,5 13.183,6
di cui:
Mutui ipotecari Chebanca! 11.062,8 10.235,–
Private Banking 3.341,7 2.948,6
Erogato: mutui 2.219,6 2.173,2
Attività di rischio ponderate 5.217,– 4.951,7
ROAC adj. 21% 19%
Dipendenti 2.037 2.021
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione %
Dati struttura commerciale
Gestori Premier 486 454 7,–%
Consulenti finanziari 465 414 12,3%
Filiali/negozi finanziari CheBanca! 205 192 6,8%
Private Banker 131 132 -0,8%

La divisione raggiunge i 100 milioni di utile netto con ricavi in aumento del 7,5% (627,3 milioni, di cui circa il 54% da commissioni) e Cost/Income in calo al 75% (77% lo scorso anno). Il ROAC si incrementa al 21% (19%). L'intensa attività commerciale, non rallentata durante la pandemia, e il buon andamento dei mercati finanziari hanno favorito la crescita delle TFA (71,5 miliardi, +12,4%) ed in particolare la raccolta indiretta (46,3 miliardi, +16,3%) nonché l'incremento della redditività media del portafoglio (ROA da 84 a 87bps).

In linea con le indicazioni strategiche del Piano 19-23, nell'esercizio la struttura distributiva si rafforza di oltre 80 professionisti, per due terzi entrati a partire da gennaio 2021. CheBanca! ha incrementato la forza vendita con l'ingresso di 32 nuovi gestori Premier (per un totale di 486) e 51 consulenti finanziari (per un totale di 465) dislocati su 107 filliali e 98 punti vendita sempre più focalizzati sulla clientela Premier. Le assunzioni nel Private (6 bankers) hanno favorito il turnover a parità di numero di banker: 131 bankers, di cui 84 nel mercato domestico.

Nei 12 mesi è stata ampliata la piattaforma di risparmio gestito attraverso 7 nuovi accordi di distribuzione con asset manager terzi, e sono stati conclusi con successo i collocamenti dei Fondi Target Maturity Mediobanca Diversified Credit Portfolio 2024 (sottoscrizioni per 40 milioni), 2026 (130 milioni) e 2027 (30 milioni, ma con finestra di collocamento ancora aperta) di Mediobanca SGR e del fondo Sustainable Flexible Fund di RAM (100 milioni) nonché del Fondo RAM Diversified Alpha (90 milioni); infine 24 emissioni di bond e certificates, prediligendo strutture dall'alto grado di protezione e coerenti con le più recenti evoluzioni del mercato.

L'offerta di prodotti per la clientela Wealth si è arricchita con:

  • nuove linee di Gestione Patrimoniale tematiche (Asia ex Japan e Global Impact) per completare le linee di Gestione Patrimoniale dedicate ad aree/ temi specifici;
  • due ulteriori iniziative in investimenti immobiliari di pregio nell'ambito del Private Markets attraverso l'acquisizione di due palazzi a Milano: il primo in via Turati 12 ed il secondo in Piazza Cordusio 1 (246 milioni);
  • l'ampliamento della gamma dei prodotti "Multimanager".
  • le prime due exit degli investimenti fatti da The Equity Club attraverso la IPO di Philogen (azienda operante nel settore biotech) e la conclusione del primo round di investimento in Jakala (azienda operante nel settore media

marketing) che, oltre alla positiva performance per i clienti, ha permesso alla divisione l'incasso di un carried interest nell'ambito dell'investimento proprietario;

– la conclusione del collocamento in "soft commitment" di Mediobanca BlackRock Co-Investments (con investimento nei primi fondi dedicati a partire dal primo trimestre dell'esercizio 2021/22).

Da segnalare infine la novità nella gestione dei pagamenti digitali attraverso l'avvio di una partnership strategica tra CheBanca! e Nexi, ampliando così la gamma di carte di pagamento a disposizione della clientela con un accesso a nuovi servizi e funzionalità avanzate.

La raccolta netta della divisione (NNM) dei 12 mesi salda a 3,8 miliardi, in progressivo rialzo trimestre per trimestre (424 milioni nel primo, 1,1 miliardi nel quarto) e focalizzata su masse qualificate (2,5 miliardi, di cui circa la metà nell'ultimo trimestre). L'apporto delle reti è ancora più importante (NNM per 4,8 miliardi, di cui 3,4 miliardi qualificati) e compensa gli outflow istituzionali dell'Asset Management. Nel dettaglio: l'Affluent ha apportato 3,7 miliardi (+45% rispetto allo scorso anno), di cui oltre la metà in AUM/AUA (equamente suddivisa tra rete proprietaria e consulenti finanziari); il Private concorre con 1,1 miliardi (con una quota di AUM/AUA sostanzialmente invariata), con una componente da clientela domestica ex MBPB di 824 milioni, (con afflussi in AUM/AUA per 1,3 miliardi e deflussi di depositi per 0,3 miliardi). L'Asset Management ha sofferto di alcune uscite istituzionali per 1,6 miliardi (38% ex RAM e 62% ex Mediobanca SGR in linea con la strategia di quest'ultima di progressiva uscita dal segmento istituzionale) solo in parte compensati da Cairn (+626 milioni, col lancio di 2 nuovi CLOs).

Le attività gestite per conto della clientela (Total Financial Assets - TFA) ammontano a 71,5 miliardi; di queste, 32,5 miliardi (+17,2% rispetto allo scorso anno) sono riconducibili all'Affluent (15,6 miliardi ex AUM/AUA, +25%), 29,9 miliardi (+13,4%) al Private (21,6 miliardi ex AUM/AUA, +21,1%) e 20,3 miliardi all'Asset Management. Le masse qualificate a maggior redditività passano da 39,8 a 46,3 miliardi (+16,3%). I prodotti della divisione Asset Management collocati all'interno del Gruppo salgono a 11,3 miliardi (9,6 miliardi lo scorso anno).

Variazione %
TFA nette 30 giugno
2020
31 dicembre
2020
30 giugno
2021
giu 21 /
giu 20
giu 21 /
dic 20
Affluent Banking 27.781 29.903 32.549 17,2% 8,8%
Private Banking 26.373 27.724 29.906 13,4% 7,9%
Asset Management 19.000 19.476 20.272 6,7% 4,1%
Intercompany (9.571) (10.481) (11.258) 17,6% 7,4%
Wealth Management 63.582 66.622 71.468 12,4% 7,3%
Variazione %
Depositi 30 giugno
2020
31 dicembre
2020
30 giugno
2021
giu 21 /
giu 20
giu 21 /
dic 20
Affluent Banking 15.277 15.983 16.920
10,8%
5,9%
Private Banking 8.531 8.642 8.296 -2,7% -4,–%
Asset Management n.s. n.s.
Wealth Management 23.807 24.625 25.216 5,9% 2,4%
Variazione %
AUM/AUA 30 giugno
2020
31 dicembre
2020
30 giugno
2021
giu 21 /
giu 20
giu 21 /
dic 20
Affluent Banking 12.504 13.920 15.629 25,–% 12,3%
Private Banking 17.842 19.082 21.610 21,1% 13,2%
Asset Management 19.000 19.476 20.272 6,7% 4,1%
Intercompany (9.571) (10.481) (11.258) 17,6% 7,4%
Wealth Management 39.775 41.997 46.252 16,3% 10,1%
Net New Money 2019-2020 2020-2021
IQ IIQ IIIQ IVQ IQ IIQ IIIQ IVQ
Affluent Banking 290 506 853 909 818 782 1.215 889
Private Banking 710 173 261 1.166 108 545 175 221
Asset Management (689) 295 (498) (739) (503) (131) (289) 2
Wealth Management 310 974 616 1.335 424 1.195 1.101 1.112

Gli impieghi creditizi della divisione si attestano a 14,4 miliardi (13,2 miliardi lo scorso anno): i mutui residenziali saldano a 11,1 miliardi dopo un erogato di 2,2 miliardi (in linea con lo scorso anno, senza quindi essere intaccato dall'emergenza); la quota Private cresce da 2,9 a 3,3 miliardi con un apporto crescente di CMB Monaco (da 1,8 a 2,1 miliardi, +15,9%) e MBPB (da 1,1 a 1,3 miliardi, +9%).

Le concessioni di moratoria hanno riguardato pressoché esclusivamente i clienti CheBanca! che, oltre a quelle ex lege (Decreto "Cura Italia" e Decreto "Sostegni Bis") hanno previsto altre iniziative (ABI e privatistiche). Le moratorie concesse sui mutui ipotecari ammontano a 652,9 milioni; di queste ne residuano 210,6 milioni (poco meno di un terzo, che rappresentano una quota contenuta

del portafoglio in essere, circa il 2%) dopo estinzioni per 442,4 milioni che in buona parte (82%) sono tornate regolari; peraltro l'80% dell'esposizione residua è stata prudenzialmente classificata a stage2. Le moratorie nel comparto Private sono state minime (3 clienti per un controvalore inferiore al milione) e formalmente concluse al 30 giugno scorso.

Le attività deteriorate lorde passano da 211,9 a 226,1 milioni (pari all'1,6% degli impieghi) e riguardano prevalentemente i mutui ipotecari di CheBanca! (210,5 milioni, pari all'1,9% dello stock); su base netta rappresentano meno dell'1% (116,3 milioni, di cui 43,2 milioni di sofferenze) con un tasso di copertura in crescita dal 45,9% al 48,6% (63,9% sulle sofferenze). I mutui classificati a stage2 crescono da 618,5 a 835,1 milioni (poco meno dell'8% del totale), l'aumento di quasi un terzo è connesso alla riclassifica delle moratorie che, in considerazione delle indicazioni BCE, sono state giudicate a rischio elevato.

Il Wealth Management mostra ricavi in significativa crescita (+7,5%, da 583,8 a 627,3 milioni) in progressione trimestre dopo trimestre (145,8 milioni nel primo, 163,4 nel quarto) con una componente crescente della quota commissionale (passato dal 52,4% al 53,5%) che beneficia dell'aumento della raccolta indiretta.

(€ milioni)
Ricavi 30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione %
Affluent Banking 358,– 317,4 12,8%
Private Banking 202,1 186,7 8,2%
Asset Management 59,– 71,7 -17,7%
Altro 8,2 8,– 2,5%
Totale ricavi 627,3 583,8 7,5%

In dettaglio:

  • il margine di interesse aumenta del 3,7% (da 271 a 281,1 milioni) con un contributo positivo dell'Affluent (+7,1%, da 214,1 a 229,3 milioni) sostenuto dai maggiori volumi di mutui e depositi che compensa il calo del Private (-8,6%, da 57,4 a 52,4 milioni) peraltro ampiamente atteso alla luce dell'ulteriore riduzione dei tassi di mercato (in particolare dollaro);
  • le commissioni crescono del 9,7% (da 306,1 a 335,9 milioni) con un contributo superiore delle management fees (+12%, da 332,1 a 372,1 milioni) ed in particolare di quelle ricorrenti (circa l'89% della voce); più contenuta la componente non ricorrente (stabile a 13,2 milioni) che, a partire da questo esercizio include, oltre alle performance fees, le retrocessioni legate alla compartecipazione alle iniziative di private equity collocate alla

clientela (circa 8 milioni). L'incremento si riflette su Affluent (+24,2%, da 101,9 a 126,6 milioni) e Private (+14,1%, da 124,1 a 141,6 milioni) che assorbono il calo dell'Asset Management (da 72,1 a 59,5 milioni).

(€ milioni)
Commissioni per segmento 30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione %
Affluent Banking 126,6 101,9 24,2%
Private Banking 141,6 124,1 14,1%
Asset Management 59,5 72,1 -17,5%
Altro 8,2 8,– n.s.
Totale commissioni 335,9 306,1 9,7%
(€ milioni)
Commissioni per natura 30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione %
Management fees 372,1 332,1 12,–%
- di cui: upfront fees 41,8 33,5 24,8%
Performance Fees 13,2 13,2 0,–%
Fees passive (49,4) (39,2) 26,1%
Totale commissioni 335,9 306,1 9,7%

– i costi di struttura aumentano da 450,8 a 471,5 milioni (+4,6%) sulla scorta del maggior costo lavoro (+1,9%, da 236,5 a 241 milioni) che sconta il rafforzamento della struttura commerciale e l'incremento della quota variabile per i buoni risultati della distribuzione; le maggiori spese amministrative (+7,6%, da 214,3 a 230,5 milioni) riguardano principalmente la ripresa dell'attività progettuale, il potenziamento dell'infrastruttura IT nonché la campagna pubblicitaria "Alza la tua visione" di CheBanca!; il calo dei costi dell'Asset Management (da 61,4 a 57,7 milioni) è collegato invece al piano di efficiency di RAM.

(€ milioni)
Costi 30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione %
Affluent Banking (267,8) (249,8) 7,2%
Private Banking (137,3) (131,1) 4,7%
Asset Management (57,7) (61,4) -6,–%
Altro (8,7) (8,5) 2,4%
Totale costi (471,5) (450,8) 4,6%

Le rettifiche su crediti, pressoché interamente riconducibili ai mutui ipotecari CheBanca!, si riducono da 20,5 a 18,6 milioni dopo l'aggiornamento degli scenari macroeconomici che avrebbero portato a maggiori riprese ma che in gran parte sono state compensate da un approccio conservativo nella classificazione delle moratorie residue (per oltre il 90% iscritte tra stage2 e stage3) col ricorso ad accantonamenti aggiuntivi (overlay).

CONSUMER BANKING

La Divisione offre alla clientela retail l'intera gamma dei prodotti di credito al consumo: prestiti personali, finalizzati, cessione del quinto. Vi rientra anche Compass RE che riassicura i rischi legati alle polizze assicurative collocate alla clientela, Compass Rent attiva nel noleggio di auto e veicoli usati e la neocostituita Compass Link che si occupa, tramite collaboratori esterni, della distribuzione di prodotti e servizi di Compass. La controllata Futuro è stata incorporata in Compass Banca con efficacia contabile a partire dal 1° luglio 2020.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione (%)
Dati economici
Margine di interesse 878,8 948,– -7,3
Commissioni ed altri proventi/(oneri) netti 123,– 122,6 0,3
Margine di Intermediazione 1.001,8 1.070,6 -6,4
Costi del personale (104,2) (102,–) 2,2
Spese amministrative (210,–) (201,2) 4,4
Costi di Struttura (314,2) (303,2) 3,6
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela (257,6) (324,7) -20,7
Altri utili/(perdite) (15,2) (4,7) n.s.
Risultato Lordo 414,8 438,– -5,3
Imposte sul reddito (135,9) (141,4) -3,9
Utile/(Perdita) del periodo 278,9 296,6 -6,–
Cost/Income (%) 31,4 28,3
30 giugno 2021 30 giugno 2020
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 12.942,9 13.037,4
- di cui:
Prestiti Personali 6.713,8 7.101,2
CQS 1.775,8 1.983,6
Erogato 6.460,4 6.380,8
Attività di rischio ponderate 11.779,2 11.800,8
ROAC 27% 27%
Dipendenti 1.446 1.441
30 giugno 2021 30 giugno 2020
Dati struttura commerciale
Filiali Consumer 179 172
Agenzie Consumer 52 41

In un contesto di mercato difficile che ha visto il settore del credito al consumo fortemente penalizzato dalla pandemia, con volumi e ricavi in calo a causa dei ripetuti lockdown, Compass si conferma un operatore primario (ricavi oltre 1 miliardo) e ad elevata redditività (utile netto di 278,9 milioni e ROAC al 27%), grazie all'ampio franchise e alle consolidate capacità di valutazione e apprezzamento del rischio.

Il calo dell'utile netto (278,9 milioni -6% rispetto allo scorso anno, riflette la dinamica dei ricavi (-6,4%), in parte compensata dalla riduzione del costo del rischio e da un attento controllo sui costi (Cost/Income stabile intorno al 30%). Il calo dell'utile sconta anche l'accantonamento al fondo rischi e oneri per 15 milioni relativi alla sentenza Lexitor, in assenza del quale il calo dell'utile sarebbe dell'1%.

Il forte calo dell'erogato a inizio pandemia si è riflesso in una progressiva riduzione dei volumi medi che, unitamente alla pressione sui margini, spiega la dinamica del margine di interesse (-7,3% da 948 a 878,8 milioni), il minore apporto alle commissioni dei prodotti assicurativi (da 61 a 49 milioni) in gran parte compensato dalla minore incidenza delle retrocessioni alle reti distributive (rappel -40%). Nell'ultimo trimestre gli impieghi hanno evidenziato un'inversione di tendenza, grazie ad un livello di erogato in linea con la media pre-Covid (1,9 miliardi). La divisione conferma inoltre anche nell'ultimo trimestre un'efficace gestione del costo del rischio che, dopo il picco del quarto trimestre 19-20, si è progressivamente ridotto a livelli pre-Covid (CoR 198bps), mentre gli indici di copertura raggiungono i livelli più elevati di sempre (NPL: 75,8%; bonis: 3,62%).

Il mercato del credito al consumo evidenzia nei primi 6 mesi del 2021 un aumento del 23%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che tuttavia era stato condizionato dal pesante lockdown di marzo–maggio. L'aumento è più marcato sui prestiti auto (+47%), sui prestiti personali (+31%) e sul finalizzato non auto (+30%); più contenuta la crescita della cessione del quinto (+26%) e delle carte di credito (+11%). La quota di mercato di Compass progressiva a giugno sale al 10% per gli ottimi risultati su finalizzato (+56%) e prestiti personali diretti (+54%) che compensano le difficoltà sulla cessione del quinto.

L'erogato salda nei dodici mesi a 6,5 miliardi, stabile rispetto allo scorso anno per effetto dell'exploit dell'ultimo trimestre (1,9 miliardi, sui livelli pre-Covid) con un mix di prodotto che ha visto un progressivo incremento dei prestiti personali (nel quarto trimestre pari a circa il 50% dell'intera produzione).

Nonostante le difficoltà operative è proseguito lo sforzo commerciale con l'apertura di 18 nuovi punti vendita (tra filiali e agenzie, di cui 2 nell'ultimo trimestre) che arrivano quindi ad un totale di 231, di cui 52 agenzie. Si conferma il positivo trend del canale Web che incide ormai per circa il 25% dell'intermediato dei prestiti personali del canale diretto (con l'80% delle richieste evase in un giorno).

Diverse iniziative hanno caratterizzato l'esercizio, tutte volte al potenziamento dei canali distributivi "diretti" attraverso:

  • il consolidamento della quota di mercato nel prestito finalizzato (circa il 20% progressivo a giugno 2021), principale canale di acquisizione di nuova clientela, attraverso lo sviluppo delle partnership con la grande distribuzione organizzata (in particolare telefonia ed elettronica), e nel prestito auto grazie al costante sviluppo commerciale promosso dalla rete territoriale;
  • il lancio del nuovo prodotto commerciale "Pagolight", soluzione proprietaria per l'acquisto in tempo reale di dilazioni non onerose concesse da punti vendita fisici;
  • il lancio commerciale della nuova società "Compass Rent", attiva nell'offerta di soluzioni di noleggio a lungo termine sui veicoli usati prontamente disponibili presso i dealer Auto.

Lo stock di impieghi flette leggermente (12,9 miliardi contro 13 miliardi) in particolare su prestiti personali (-5,5% a 6,7 miliardi) e cessioni del quinto (-10,5% a 1,8 miliardi); in controtendenza l'auto (+18,7% a 2,8 miliardi) e gli altri prestiti finalizzati (+12,5% a 1,1 miliardi).

Le attività deteriorate lorde flettono da 1.015,7 a 971,5 milioni per i bassi tassi di default ed i buoni flussi di recupero che hanno favorito i rientri in bonis. L'incidenza sul totale impieghi è del 6,86% (7,18%) e con un tasso di copertura in crescita al 75,8% (68,1%) che consente di ridurre l'esposizione netta da 324,2 a 235,4 milioni, dato più basso, da quando è stata applicata la nuova definizione di default (settembre 2019) ed inferiore a marzo 2020 (290,6 milioni) ante pandemia. Le sofferenze nette si riducono sotto i 10 milioni per

l'aumento del tasso di copertura al 97,3% e la ripresa delle cessioni, anche per la quota revolving. Le posizioni classificate a stage2 si incrementano da 1.430,4 a 1.467,3 milioni (11,2% del totale) recependo gli effetti del nuovo modello di rating che, per le classi a rischio più contenuto (prestiti finalizzati, incluso l'auto) ha introdotto maggior sensibilità alle variazioni di PD; questo meccanismo, resosi necessario per agevolare la transizione ai modelli AIRB, determina così circa 230 milioni di riclassifiche a stage2, ancorché con un effetto a conto economico risibile.

Come detto le difficoltà di erogazione non hanno determinato un calo degli investimenti che sono proseguiti per accrescere la rete distributiva e migliorare i processi anche attraverso l'upgrade tecnologico. Crescono così i costi di struttura (+3,6% da 303,2 a 314,2 milioni) dopo un moderato incremento del costo lavoro (+2,2 milioni), una nuova campagna di comunicazione sul canale televisivo e digital e la crescita dei costi di recupero commisurati alle buone performance del recupero ed alla gestione straordinaria delle moratorie.

Le rettifiche su crediti (da 324,7 a 257,6 milioni) diminuiscono nei 12 mesi di oltre il 20%, riassorbendo il picco registrato a marzo e giugno dello scorso anno. Il livello prudenziale di provisioning è stato ulteriormente incrementato affiancando alla tradizionale prudenza su non-performing quasi 200 milioni di overlay sul bonis compensando così il potenziale rilascio di fondi riveniente dai bassi tassi di default ed il miglioramento dello scenario macroeconomico. Il costo del rischio torna ai livelli pre-crisi (198bps) senza intaccare l'alto coverage sul non performing (75,8%) e bonis (3,62%).

Nell'esercizio, a seguito della sentenza del Tribunale di Milano, sono stati accantonati al fondo rischi e oneri 15 milioni, pari alla stima della passività potenziale derivante dal rimborso di parte dei costi upfront sostenuti in fase di erogazione, per le estinzioni anticipate pregresse, allineandosi alla prassi commerciale prima della lettera al mercato di Banca d'Italia del 5 dicembre 2019.

CORPORATE E INVESTMENT BANKING

Comprende i servizi destinati alla clientela Corporate nelle aree:

  • Wholesale Banking (finanziamenti, attività di Capital Market, Advisory, Trading conto clienti e proprietario svolti da Mediobanca, Mediobanca International, Mediobanca Securities e Messier et Associés);
  • Specialty Finance, ossia Factoring e Credit Management (incluso l'acquisto e gestione di portafogli NPL) svolti da MBFACTA, MBCredit Solutions e MBContact Solutions.
(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione %
Dati economici
Margine di interesse 286,9 271,4 5,7
Proventi di tesoreria 93,2 77,9 19,6
Commissioni ed altri proventi/(oneri) netti 318,1 225,8 40,9
Margine di Intermediazione 698,2 575,1 21,4
Costi del personale (165,4) (141,–) 17,3
Spese amministrative (141,3) (135,2) 4,5
Costi di Struttura (306,7) (276,2) 11,–
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela 40,1 (20,–) n.s
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie 2,2 (3,5) n.s
Altri utili/(perdite) 0,5 n.s.
Risultato Lordo 434,3 275,4 57,7
Imposte sul reddito (147,–) (92,4) 59,1
Risultato di pertinenza di terzi (2,8) (2,3) 21,7
Utile/(Perdita) del periodo 284,5 180,7 57,4
Cost/Income (%) 43,9 48,–
30 giugno 2021 30 giugno 2020
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 19.292,3 18.644,2
di cui: Corporate 16.579,6 16.521,7
Factoring 2.328,7 1.763,7
Credit Management - NPLs 384,– 358,8
Erogato Corporate 6.797,– 5.949,9
Turnover Factoring 9.149,5 7.422,6
Acquisti NPLs 78,2 35,5
Attività di rischio ponderate 19.924,8 20.027,7
ROAC 16% 10%
Dipendenti 635 630
Front Office 300 302

Il Corporate and Investment Banking chiude con un utile netto in forte ripresa a 284,5 milioni (18) (+57,4%) dopo la brillante performance dell'Investment Banking che concorre alla crescita dei ricavi (+21,4%, a 698,2 milioni) ed al contenimento del Cost/Income al 43,9%. L'ottimo trend del Wholesale (utile netto a 268,2 milioni) assorbe la riduzione dello Specialty Finance (16,3 milioni contro 25,4 milioni) e permette al ROAC di salire al 16%, il target previsto a Piano nel 2023.

Negli ultimi 12 mesi il mercato M&A ha toccato livelli record e la crescita sembra continuare: nel primo semestre solare 2021 il mercato mondiale è più che raddoppiato (19) trainato dagli USA (+242%) e con una crescita significativa anche in Europa (+56%). Tale trend si riflette anche nelle principali geografie in cui è presente Mediobanca ed in particolare l'Italia ha mostrato una crescita dell'80%, la Francia del 67% e la Spagna del 54%. Nell'ambito di tale contesto in forte crescita Mediobanca ha rafforzato la posizione di leadership nel mercato domestico ed in Francia (che ora rappresenta il 40% dei ricavi di advisory). Recentemente Hubert Preschez è stato nominato nuovo partner di Messier et Associès.

Mediobanca ha sfruttato il momento svolgendo un ruolo di advisor nelle principali operazioni annunciate sul mercato italiano e francese, alcune delle quali si completeranno da qui a fine 2021, tra cui si segnala: il supporto ad Atlantia, nel processo finalizzato alla cessione dell'88% di ASPI e la consulenza ad Enel per la cessione del 50% di Open Fiber. Si segnala inoltre l'intensa attività nel comparto Mid riflette la capacità di generare sinergie tra le divisioni CIB e Private Banking. Mediobanca ha svolto un ruolo di financial advisor in numerose cessioni (Cantiere del Pardo, Arrigoni, MIR Healthcare, Poligof) e nell'acquisto da parte di Clessidra di Casa Vinicola Botter. In aggiunta, l'approfondita conoscenza del mercato real estate ha permesso di completare due club deal sugli immobili di Via Turati e Piazza Cordusio a Milano. Nell'ultimo trimestre sono state inoltre annunciate diverse operazioni MID che verranno completate entro la fine dell'anno.

Per quanto riguarda il mercato francese oltre al perfezionamento dell'operazione di fusione PSA/FCA si segnala l'accordo di fusione tra Veolia e Suez e l'acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext. L'Istituto ha inoltre svolto un ruolo principale in tre delle maggior offerte pubbliche di acquisto annunciate sul mercato borsistico italiano, supportando Generali nel processo di OPA su Cattolica, Asterion nel processo di OPA su Retelit e Credito Valtellinese nel contesto dell'offerta promossa da Crédit Agricole Italia.

( 19) +121,1% (Fonte: "Relazione "Global Mergers & Acquisition Review – First Half 2021" di Refinitiv.

( 18) Al risultato netto concorrono: il Wholesale per 268,2 milioni, di cui Messier et Associés per 13,1 milioni; MBFacta per 16,1 milioni e MBCredit Solutions per 0,2 milioni.

Con riferimento all'attività di Capital Markets, l'Istituto ha agito quale Joint Global Coordinator nell'IPO di Seco e, a dimostrazione di un crescente ruolo internazionale, come di Joint Bookrunner negli aumenti di capitale di Cellnex, Euronext e SSP. Infine in Italia, Francia e Iberia, l'Istituto ha avuto un ruolo rilevante in numerose emissioni di bond (Inwit, Euronext, Cellnex, Banco Santander) con crescente expertise nel segmento ESG (Assicurazioni Generali, ADR, EDP).

Gli impieghi a clientela crescono da 18,6 a 19,3 miliardi per il buon contributo del factoring (da 1,8 a 2,3 miliardi), sostenuto da un turnover in crescita (+23,3%, a 9,1 miliardi), e da nuovi acquisti di NPL (circa 80 milioni per un nominale di 700,8 milioni), a fronte di impieghi Corporate sostanzialmente stabili (16,6 miliardi contro 16,5 miliardi) condizionati dall'impennata dei rimborsi anticipati (2,4 miliardi); l'erogato dei 12 mesi è infatti pari a 6,8 miliardi (+14,2%) peraltro concentrato nell'investment grade (circa il 22%) per non intaccare la qualità del portafoglio.

30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione
(€ milioni) % (€ milioni) %
Italia 10.797,6 56,– 10.215,6 54,8 5,7%
Francia 1.661,1 8,6 1.426,4 7,7 16,5%
Spagna 1.267,3 6,6 1.011,8 5,4 25,2%
Germania 1.093,5 5,7 1.509,– 8,– -27,5%
U.K. 1.429,4 7,4 1.257,5 6,7 13,7%
Altri non residenti 3.043,4 15,7 3.223,9 17,4 -5,6%
Totale impieghi a clientela CIB 19.292,3 100,– 18.644,2 100 3,5%
- di cui Specialty Finance 2.712,7 14,1 2.122,6 11 27,8%

La qualità dell'attivo rimane su livelli elevati: le attività deteriorate lorde (in calo da 541,6 a 225 milioni) permangono ai livelli più bassi dell'ultimo decennio (1,2%); su base netta si attestano a 103,8 milioni (316,4 milioni) con un tasso di copertura al 53,9% (41,6%). Al saldo non concorrono, come di consueto, gli NPL acquistati da MBCS (in lieve crescita da 358,6 a 383,7 milioni).

Il saldo netto delle posizioni classificate in stage2 flette da 739,4 a 631 milioni (3,3% del totale degli impieghi) e riguarda principalmente l'attività Large Corporate (da 598 a 548,4 milioni) il cui calo è imputabile a rimborsi per 310,9 milioni e a passaggi in stage1 per 35,3 milioni che più che compensano i trasferimenti in stage2 per 296,5 milioni relativi principalmente a controparti che hanno avuto un incremento significativo del rischio creditizio post revisione monografica del rating. Il tasso di copertura del bonis è stato progressivamente incrementato (da 0,59% a 0,65%) attraverso un'attenta politica di provisioning

assorbendo gli effetti dell'applicazione del modello IFRS9 con un maggior ricorso agli overlay principalmente concentrati nel Large Corporate che ammontano complessivamente a 76 milioni (20). In particolare con l'aggiornamento dello scenario macro economico di fine giugno, la perdita attesa calcolata dai modelli si è notevolmente ridotta rispetto ai livelli di fine dicembre; prudenzialmente si è quindi neutralizzato l'effetto con lo stanziamento di 56 milioni di overlay, che si aggiungono ai circa 20 milioni stanziati per aumentare prudenzialmente il provisioning su tutti quei debitori che rientrano nei settori più colpiti dal Covid o che hanno richiesto da inizio pandemia un waiver. Il Corporate non è stato interessato dalla moratoria (concorrono solamente circa 5 milioni del factoring) ma registra una quarantina di richieste di waiver principalmente legate alla revisione dei covenants. Tuttavia, alcune posizioni sono state prudenzialmente riclassificate a stage2 (pari a 373 milioni, il 2,2% del portafoglio crediti in bonis complessivo).

I ricavi della divisione crescono del 21,4%, da 575,1 a 698,2 milioni sui livelli massimi degli ultimi 5 anni e con un apporto bilanciato trimestre per trimestre, nel dettaglio:

  • il margine di interesse sale da 271,4 a 286,9 milioni nonostante il minor contributo da Specialty Finance (-10,3%, da 79,4 a 71,2 milioni), legato alla minor attività in NPL, più che compensato dal maggior apporto del comparto Wholesale (da 192 a 215,7 milioni) relativo al one-off connesso alla rinegoziazione Burgo (circa 8 milioni) nonché all'incremento del portafoglio titoli del trading book per gran parte posto a copertura dei certificates emessi;
  • le commissioni si incrementano del 40,9% da 225,8 a 318,1 milioni ascrivibili a tutti i segmenti, ma soprattutto all'intensa attività di Advisory e alla ripresa dell'Equity Capital Market (41,4 milioni); il Corporate Finance sale da 112,4 a 127,5 milioni per la buona performance del Mid Corporate (salito a 19 milioni) a cui si aggiunge l'ottimo risultato di Messier et Associés (50 milioni di contributo, favorito da alcuni big ticket). La ripresa nell'acquisition finance si riflette nella crescita del Lending (da 37,8 a 50,5 milioni) mentre lo Specialty Finance (da 34,6 a 48,1 milioni) beneficia dei maggiori incassi su NPL;
  • i proventi di tesoreria aumentano del 19,6%, da 77,9 a 93,2 milioni con un importante contributo del portafoglio proprietario (37,4 milioni) che compensa la minor attività con clientela (da 85,6 a 60,6 milioni); l'ampia liquidità sui mercati ha infatti favorito gli investimenti direzionali (equity e fixed income) tipici dei desk proprietari e limitato invece operazioni di arbitraggio ed in prodotti strutturati che caratterizzano l'attività con clientela.

( 20) Il dato include i titoli di debito, posizioni on e off balance.

Ricavi 30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione %
Capital Market 62,5 22,9 n.s.
Lending 213,9 191,– 12,–%
Advisory M&A 127,5 112,4 13,5%
Trading Prop 60,1 11,3 n.s.
Mercati, Sales e Altri Proventi 114,8 123,6 -7,1%
Specialty Finance 119,3 113,9 4,8%
Totale Ricavi 698,2 575,1 21,4%
Commissioni 30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione %
Capital Market, Sales e Altri Proventi 92,– 41,– n.s.
Lending 50,5 37,8 33,6%
Advisory M&A 127,5 112,4 13,5%
Specialty Finance 48,1 34,6 39,1%
Totale Commissioni 318,1 225,8 40,9%

L'incremento dei costi di struttura (+11%, da 276,2 a 306,7 milioni) riguarda principalmente i maggiori oneri del personale (+17,3%, da 141 a 165,4 milioni) per allineare il monte bonus dell'Investment Banking al buon andamento dei ricavi; la salita delle spese amministrative resta più contenuta (+ 4,5%, da 135,2 a 141,3 milioni) tenuto conto che gli incrementi connessi alla ripresa dell'attività progettuale (dopo il brusco stop della primavera 2020) sono stati bilanciati dai risparmi su viaggi e rappresentanza.

Le riprese nette su crediti di fine anno (40,1 milioni) riflettono, da un lato, le riprese Wholesale (78,2 milioni) e scontano, dall'altro, le rettifiche dello Specialty Finance (38,1 milioni contro 24,5 milioni) collegate all'attività NPL per maggiori sovraincassi ed adeguamenti straordinari su alcuni portafogli specifici maggiormente impattati dal Covid. Al buon risultato del Wholesale concorre la ripresa di valore di Burgo (110 milioni) ed il miglioramento dello scenario macro economico alla luce di un portafoglio di ampia qualità (che si è preservata nei 12 mesi) permettendo un ampio stanziamento di overlay (circa 90 milioni di cui circa 60 nell'ultimo trimestre a compensazione dei rilasci connessi al miglioramento dello scenario macroeconomico).

30 giugno 2021 30 giugno 2020
Finanziamenti CIB 78,2 4,5
Finanziamenti Specialty Finance (38,1) (24,5)
Altre attività finanziarie 2,2 (3,5)
Totale rettifiche 42,3 (23,5)

PRINCIPAL INVESTING

Il Principal Investing (PI) amministra il portafoglio di partecipazioni e titoli azionari del Gruppo tra cui in particolare quella in Assicurazioni Generali.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione (%)
23,6 8,5 n.s.
271,7 304,3 -10,7
295,3 312,8 -5,6
(3,6) (3,3) 9,1
(1,–) (1,–) n.s.
(4,6) (4,3) 7,–
51,8 (10,9) n.s.
342,5 297,6 15,1
(33,9) (2,6) n.s.
308,6 295,– 4,6
30 giugno 2021 30 giugno 2020
744,2 673,9
3.702,8 3.204,6
7.246,– 8.121,9

Il Principal Investing chiude con un utile di 308,6 milioni in ripresa rispetto allo scorso anno (+4,6%) malgrado il minor contributo dell'equity method (271,7 milioni contro 304,3 milioni) che è stato compensato dal positivo andamento delle valorizzazioni dei fondi in portafoglio con un apporto positivo di conto economico per 51,8 milioni, recuperando ampiamente le perdite nette dello scorso anno (-10,9 milioni). Al risultato concorrono anche dividendi su azioni e l'incasso di proventi da fondi per 30,7 milioni (raddoppiati rispetto allo scorso anno).

Il book value della partecipazione Assicurazioni Generali sale da 3.163,4 a 3.663,1 milioni dopo utili per 273,4 milioni e variazioni positive delle riserve da valutazione per 431,2 milioni che compensano ampiamente la riduzione per l'incasso del dividendo (204 milioni). Il contributo ad equity method della partecipata cala del 10% complice, da un lato, la buona performance dello scorso anno per talune sopravvenienze attive (dismissione di Generali Leben), dall'altro, talune partite straordinarie del 2020 (incluso l'accordo transattivo con BTG Pactual sulla cessione BSI); decisamente più brillante l'utile dei primi 3 mesi del 2021 riflesso nell'ultimo trimestre (103,2 milioni).

Il book value dell'IEO (25,4%) cala da 41,3 a 39,7 milioni per recepire il pro-quota della perdita (1,7 milioni).

Al 30 giugno il valore di Borsa della partecipazione in Assicurazioni Generali era pari a 3.426,9 milioni, inferiore al valore di carico, seppure in ripresa rispetto allo scorso anno; l'impairment test è stato superato facendo ricorso al valore d'uso calcolato secondo la policy del Gruppo, risultato superiore all'attuale valore di carico. Per maggiori dettagli si rimanda alla sezione 7 – Partecipazioni dell'Attivo della Nota Integrativa.

Quanto agli altri titoli, si segnala l'incremento del comparto azionario (da 139,1 a 219 milioni) per i nuovi investimenti (circa 12 milioni) e l'apprezzamento dei fair value (+68 milioni) imputabili direttamente a riserva di patrimonio e che riguarda principalmente la rivalutazione dello strumento finanziario partecipativo Burgo (55 milioni). I fondi in portafoglio flettono da 534,8 a 525,2 milioni dopo disinvestimenti netti per 60,1 milioni solo in parte compensati dalle predette valorizzazioni positive (+51,8 milioni).

HOLDING FUNCTIONS (STRUTTURE CENTRALI, TESORERIA E LEASING)

Le Holding Functions includono, oltre a Selma BPM Leasing, MIS, Spafid Connect (21) e Ricerche e Studi (22), la tesoreria e ALM di Gruppo (con l'obiettivo di minimizzare il costo della raccolta e ottimizzare la gestione della liquidità su base consolidata, incluso il portafoglio titoli del banking book (23)), i costi delle funzioni centrali di Gruppo tra cui, operations, funzioni di supporto (pianificazione e bilancio, segreteria societaria, investor relations, ecc), vertice aziendale e funzioni di controllo (Risk Management, Internal Audit e Compliance) per la quota non attribuibile alle business lines.

(€ milioni)
30 giugno 2021 30 giugno 2020 Variazione (%)
Dati economici
Margine di interesse (47,4) (55,–) 13,8
Proventi di tesoreria 57,5 37,5 n.s.
Commissioni ed altri proventi/(oneri) netti 11,8 10,6 11,3
Margine di Intermediazione 21,9 (6,9) n.s.
Costi del personale (121,1) (116,5) 3,9
Spese amministrative (39,–) (56,3) -30,7
Costi di Struttura (160,1) (172,8) -7,3
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela (12,7) (9,7) 30,9
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie (7,5) (5,6) n.s.
Altri utili/(perdite) (73,5) (64,3) 14,3
Risultato Lordo (231,9) (259,3) 10,6
Imposte sul reddito 67,5 76,3 -11,5
Risultato di pertinenza di terzi (1,7) (0,7) n.s.
Utile/(Perdita) del periodo (166,1) (183,7) -9,6
30 giugno 2021 30 giugno 2020
Dati patrimoniali
Impieghi a clientela 1.774,1 1.819,9
Titoli banking book 6.120,– 5.611,5
Dipendenti (24) 792 817
Attività di rischio ponderate 2.992,3 3.128,4

La perdita netta della divisione si riduce da 183,7 a 166,1 milioni per i maggiori proventi rinvenienti dalla gestione del portafoglio titoli del banking book (pressoché raddoppiati a 57,5 milioni) tra utili da realizzo (47,9 milioni) e posizioni di trading a copertura gestionale, senza tuttavia intaccare la riserva da valutazione che resta

( 21) Sono in corso avanzate trattative per la cessione di un ramo d'azienda riguardante la prestazione di servizi di tenuta libri e gestione assemblee, le attività relative al ramo sono state riclassificate nella voce "Attività in via di dismissione ex IFRS5".

( 22) La società è stata chiusa nel mese di luglio e cancellata dal Registro delle Imprese il 30 luglio 2021.

( 23) La Tesoreria di Gruppo finanzia le singole aree di business applicando tassi interni di trasferimento (curva TIT) con spread differenziato in funzione delle scadenze di utilizzo.

( 24) Le 792 risorse sono così suddivise: 104 in Selma BPM (119 lo scorso anno) e 7 nelle altre società non-core; 32 nella tesoreria e ALM di Gruppo; 130 in MIS (127), 205 in operations (209), 164 nelle funzioni di supporto (171), 143 in quelle di controllo (145) oltre a 7 nella Direzione (vertice aziendale ed assistenti); di queste il costo di circa 233 FTE è riattribuito alle business lines (224).

ampiamente positiva (oltre 73 milioni). Al miglioramento concorre anche il minor passivo sul margine di interesse della tesoreria (da -92,1 a -83,3 milioni) nonché una riduzione dei costi di struttura (160,1 milioni contro 172,8 milioni) che tengono conto di un minor contributo dei costi centrali, la cui incidenza sul totale delle spese di Gruppo si attesta all'8%. Per contro, aumentano le rettifiche su impieghi a clientela ed altre attività finanziarie (20,2 milioni contro 15,3 milioni) per una classificazione più prudente degli impieghi leasing (COR a 72bps da 51bps) nonché l'adeguamento del modello IFRS9 sui titoli del banking book (-7,5 milioni).

Nel dettaglio:

  • la Tesoreria prosegue nel processo di ottimizzazione della liquidità e del funding, con l'incremento dei depositi, l'efficiente accesso al mercato della raccolta cartolare e l'incremento del ricorso al T-LTRO (da 5,7 a 7,5 miliardi) completando la conversione integrale al terzo programma col duplice obiettivo di stabilizzare, da un lato, gli indici di liquidità su livelli prudenti (LCR al 158% e NSFR al 116%, calcolato con le nuove modalità regolamentari) e, dall'altro, il costo del funding ai livelli dello scorso anno (spread marginale di 80bps), nonostante il calo dei tassi di mercato (circa 20bps nel corso dei 12 mesi). Come detto si riduce il passivo del margine di interesse (da 92,1 a 83,3 milioni) con un contributo del premio T-LTRO di circa 26 milioni che assorbe integralmente il minor apporto del portafoglio titoli del banking book (da 69 a 48 milioni);
  • il leasing salda con un utile di 2,5 milioni, in netto aumento rispetto allo scorso anno (1 milione) che tuttavia scontava un importante piano di incentivazione (4,5 milioni). I ricavi si confermano a 39,5 milioni per la maggiore redditività del portafoglio (commissioni +71,4%). Più marcato il calo dei costi (-11,3% da 23 a 20,4 milioni) per la minor componente del personale (da 12,3 a 11,6 milioni grazie alle predette efficienze) e minori spese di IT e consulenze. Come detto le rettifiche su crediti passano da 9,7 a 12,9 milioni per un atteggiamento prudente su moratorie (circa un terzo del portafoglio creditizio), per gran parte classificate a stage2, che comportano un aumento dei provisioning (da 0,70% a 0,91%). Gli impieghi scendono lievemente (da 1.819,9 a 1.774,1 milioni) Le attività deteriorate lorde flettono da 185 a 174,5 milioni e rappresentano il 9,4% del portafoglio (9,8%); su base netta si attestano a 104,7 milioni con un tasso di incidenza al 5,9% ed un tasso di copertura al 40%. La quota di stage2 si incrementa da 122,1 a 337,7 milioni principalmente per la predetta riclassifica delle moratorie prorogate ex Decreto "Sostegni bis" (144 milioni).

* * *

Di seguito i dati principali relativi alle altre Società del Gruppo:

(€ milioni)
Società % di
possesso
Business Line Totale
Attivo
Impieghi a
clientela
Totale
Patrimonio
Netto (1)
Numero
dipendenti
Mediobanca Securities (dati in USDm) 100% Corporate and
Investment Banking
7,– 5,9 4
Mediobanca Funding Luxembourg 100% Corporate and
Investment Banking
11,– 10,– 0,9
Messier et Associés S.C.A. (*) 100% Corporate and
Investment Banking
49,1 30,1 35
Messier et Associés L.L.C.
(dati in USDm) (*)
100% Corporate and
Investment Banking
0,2 (1,8) 3
Mediobanca International 100% Corporate and
Investment Banking /
Holding Functions
7.128,5 5.185,6 336,1 18
MBFACTA 100% Corporate and
Investment Banking
2.420,8 2.331,8 183,6 38
MBCredit Solutions 100% Corporate and
Investment Banking
436,9 384,– 163,6 218
MB Contact Solutions 100% Corporate and
Investment Banking
0,9 0,4 2
Compass Banca 100% Consumer Banking 14.363,8 12.942,9 2.393,4 1.442
Quarzo S.r.l. 90% Consumer Banking 0,1
Quarzo CQS S.r.l. 90% Consumer Banking 0,1
Compass RE 100% Consumer Banking 352,2 52,– 182,6 1
Compass Rent 100% Consumer Banking 1,7 1,1 4
Compass Link 100% Consumer Banking 0,5 0,5
CheBanca! 100% Wealth Management 29.019,5 11.062,8 840,5 1.459
Mediobanca Covered Bond 90% Wealth Management 0,7 0,1
CMB Monaco 100% Wealth Management 5.824,9 2.091,3 900,6 238
Spafid 100% Wealth Management 52,8 43,7 51
Spafid Family Office SIM 100% Wealth Management 1,1 0,7 3
Cairn Capital Group Limited
(dati in GBPm) (*) 100% Wealth Management 39,5 29,8 42
RAM Active Investments (dati in CHFm) (*) 98,3%
RAM Active Investments (Luxembourg)
Wealth Management 27,2 25,4 29
(dati in CHFm) 100% Wealth Management 6,8 3,8 6
Compagnie Monégasque de Gestion 100% Wealth Management 5,2 1,5 9
Spafid Trust S.r.l. 100% Wealth Management 1,4 1,3 3
Mediobanca SGR S.p.A. 100% Wealth Management 51,6 43,3 51
Mediobanca Management Company S.A. 100% Wealth Management 12,1 8,9 6
Mediobanca International Immobilière 100% Holding Functions 1,9 2,–
SelmaBipiemme Leasing 60% Holding Functions 1.899,8 1.774,1 218,3 104
Mediobanca Innovation Services 100% Holding Functions 93,3 35,1 128
Ricerche e Studi (in liquidazione) 100% Holding Functions 0,1
Spafid Connect 100% Holding Functions 8,2 6,5 6

( 1 ) Include l'utile di periodo.

(*) Tenuto conto dell'opzione put&call, si veda quanto indicato nella parte A1 – sezione 3 – Area di consolidamento, pag. 103.

E-MARKET
SDIR
CERTIFIED
Società % di
possesso
Business Line Margine di
Intermediazione
Costi di
struttura
Rettifiche
di valore
Utile/
(Perdita)
del periodo
Corporate and
Mediobanca Securities (dati in USDm) 100% Investment Banking 2,9 (2,8) 0,1
Corporate and
Mediobanca Funding Luxembourg 100% Investment Banking 0,5 (0,5)
Messier et Associés S.C.A. (*) 100% Corporate and
Investment Banking
50,– (25,5) 19,–
Messier et Associés L.L.C. (dati in Corporate and
USDm) (*) 100% Investment Banking (0,1) (0,1)
Corporate and
Investment Banking /
Mediobanca International 100% Holding Functions 23,1 (10,–) (2,6) 5,3
Corporate and
MBFACTA 100% Investment Banking 47,9 (9,9) (12,8) 17,1
MBCredit Solutions 100% Corporate and
Investment Banking
71,7 (47,–) (23,9) 0,3
Corporate and
MB Contact Solutions 100% Investment Banking 0,3 (0,4) (0,1)
Compass Banca 100% Consumer Banking 1.012,7 (315,2) (257,5) 302,2
Quarzo S.r.l. 90% Consumer Banking
Quarzo CQS S.r.l. 90% Consumer Banking
Compass RE 100% Consumer Banking 38,6 (1,–) 27,6
Compass Rent 100% Consumer Banking (1,2) (0,9)
Compass Link 100% Consumer Banking
CheBanca! 100% Wealth Management 357,9 (267,9) (22,6) 32,9
Mediobanca Covered Bond 90% Wealth Management 0,1 (0,1)
CMB Monaco 100% Wealth Management 105,4 (71,2) (0,5) 28,7
Spafid 100% Wealth Management 9,1 (11,8) (2,9)
Spafid Family Office SIM 100% Wealth Management 1,1 (1,5) (0,3)
Cairn Capital Group Limited
(dati in GBPm) (*) 100% Wealth Management 19,– (21,1) (1,9)
RAM Active Investments
(dati in CHFm) (*) 98,3% Wealth Management 11,5 (13,2) (1,9)
RAM Active Investments (Luxembourg)
(dati in CHFm)
100% Wealth Management 1,8 (2,–) (0,4)
Compagnie Monégasque de Gestion 100% Wealth Management 5,6 (3,2) 1,7
Spafid Trust S.r.l. 100% Wealth Management 0,7 (0,8) (0,1)
Mediobanca SGR S.p.A. 100% Wealth Management 24,6 (14,8) 6,5
Mediobanca Management Company S.A. 100% Wealth Management 3,2 (2,2) 0,8
Mediobanca International Immobilière 100% Holding Functions 0,2 (0,1) 0,1
SelmaBipiemme Leasing 60% Holding Functions 39,5 (20,4) (12,9) 4,1
Mediobanca Innovation Services 100% Holding Functions (0,1)
Ricerche e Studi (in liquidazione) 100% Holding Functions 1,3 (1,2)
Spafid Connect 100% Holding Functions 2,5 (3,–) (0,5)

(€ milioni)

(*) Tenuto conto dell'opzione put&call, si veda quanto indicato nella parte A1 – sezione 3 – Area di consolidamento, pag. 103.

Si segnala infine che:

– CMB Monaco chiude il bilancio consolidato locale al 31 dicembre 2020 con un utile netto di 14,4 milioni in crescita rispetto all'esercizio precedente (13,3 milioni) dopo rilasci da fondo rischi per 4,5 milioni (2,3 milioni lo scorso anno) che compensano i minori realizzi sul portafoglio proprietario (1,4 milioni contro 4,1 milioni). Il buon andamento delle commissioni (+8% da 61,1 a 66,1 milioni) e del margine di interesse (+2%, da 43,2 a 44 milioni) nonostante la riduzione dei tassi di mercato, è tuttavia più che controbilanciato dall'incremento dei costi (+7%, da 66,1 a 71 milioni) per gli importanti investimenti nel processo di riposizionamento strategico (nuove assunzioni e upgrade piattaforma IT). Nell'anno si intensifica l'attività con clientela con maggiori impieghi creditizi da 1.633 a 2.064 milioni a fronte di TFA stabili a 11,4 miliardi, di cui 4,3 miliardi di depositi che si incrementano di circa 300 milioni fronteggiando il calo degli attivi netti in gestione/amministrazione per un atteggiamento più prudente da parte dei clienti in attesa di più stabili prospettive di mercato.

Altre informazioni

Operazioni con parti correlate

I rapporti di carattere finanziario e di natura economica intrattenuti tra le imprese del Gruppo Mediobanca e i soggetti correlati nell'esercizio chiuso al 30 giugno nonché tutta l'informativa di trasparenza introdotta dalla delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 (come da ultimo modificata dalla delibera n. 21264 del 10 dicembre 2020) sono riportati alla Parte H della Nota Integrativa. I rapporti con le parti correlate sono intervenuti nell'ambito della normale operatività, regolate a condizioni di mercato e poste in essere nell'interesse delle singole società. Non esistono operazioni atipiche o inusuali rispetto alla normale gestione d'impresa effettuate con queste controparti.

Articolo 15 del Regolamento Mercati

In relazione all'art. 15 (già art. 36) del Regolamento Consob n. 16191/2007 (Regolamento Mercati), in tema di condizioni per la quotazione delle società controllanti costituite o regolate secondo leggi di Stati non appartenenti all'Unione Europea e di significativa rilevanza ai fini del bilancio consolidato, si attesta che l'unica società interessata è CMB Monaco che ha già adottato adeguate procedure per assicurare piena conformità alla predetta normativa.

Principali rischi del Gruppo

La Nota Integrativa include, oltre alla consueta informativa sui rischi di natura finanziaria (rischio di credito, di mercato, di liquidità ed operativo) l'indicazione degli altri rischi cui è sottoposta l'attività del Gruppo così come emerso dal processo di autovalutazione – richiesto dalla disciplina regolamentare – dell'adeguatezza del capitale necessario a svolgere la propria attività bancaria (ICAAP).

Si tratta, in particolare, del rischio di concentrazione dell'attività corporate verso gruppi italiani, del rischio finanziario del portafoglio bancario (rappresentato principalmente da tasso di interesse), del rischio strategico (c.d. business risk), del rischio derivante dall'esposizione alla volatilità dei mercati finanziari relativa al portafoglio titoli azionari detenuti nel portafoglio HTCS e dell'esposizione in titoli governativi.

Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria

Il Gruppo pubblica la Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria, redatta in conformità all'art.4 del D. Lgs. 254/2016, che contiene informazioni relative ai temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta contro la corruzione, utili ad assicurare la comprensione delle attività svolte dal Gruppo, del suo andamento, dei suoi risultati e dell'impatto prodotto.

La Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria viene pubblicata con periodicità annuale (sul sito www.mediobanca.com nella sezione Sostenibilità) ed è redatta ai sensi del D.Lgs. 254/2016 e secondo l'opzione in accordance core of Global Reporting Iniziative Sustainability Reporting Standads ("GRI Standards") pubblicati nel 2016 dal Global Reporting Iniziative (GRI), che costituiscono ad oggi lo standard più diffuso e riconosciuto a livello internazionale in materia di rendicontazione non finanziaria. Inoltre, a partire dalla Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria 2020-2021, sono stati considerati anche gli indicatori del Sustainability Accounting Standards Board ("SASB"), quando applicabili, ed è stato condotto un primo self-assessment rispetto alle raccomandazioni emanate dalla Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD).

Ricerche e studi

L'attività di ricerca economica è svolta dall'Area Studi Mediobanca che ha assorbito le attività di R&S Spa posta in liquidazione. Il catalogo delle pubblicazioni comprende indagini di consolidata tradizione ("Le Principali Società Italiane", "Dati Cumulativi", "Le medie imprese industriali") e focus di economia industriale su base settoriale nei quali il mercato italiano è inquadrato nel contesto internazionale.

Rating

Nel mese di marzo S&P Global Ratings – facendo seguito ad una review specifica della Banca - ha alzato l'Outlook di Mediobanca da Negative a Stable. Resta, invece, invariato il rating a BBB, allineato a quello della Repubblica Italia. Pur rimanendo incertezze sul contesto macro e malgrado il trend sul rischio economico per il sistema bancario italiano rimanga negativo, S&P ritiene che, al livello corrente di rating, il modello più diversificato, l'approccio conservativo nella gestione dei rischi e la solida capitalizzazione siano adeguati a preservare il merito di credito di Mediobanca dai residui impatti della pandemia.

Nel mese di maggio Moody's, nell'ambito di una revisione settoriale, ha alzato l'Outlook di Mediobanca da Negative a Stable, confermando il rating di lungo termine a Baa1 e quello di breve periodo a "P-2". L'azione di rating riflette l'elevata capitalizzazione, redditività e diversificazione della Banca.

Non vi sono variazioni sulle valutazioni di Fitch rispetto alla situazione al 31 dicembre scorso: rating pari a BBB- per il lungo termine, BBB per i depositi a lungo termine e F3 per il debito a breve termine con outlook stable.

Il prevedibile andamento della gestione

Il buon andamento della campagna vaccinale lascia ben sperare nella conferma del miglioramento dello scenario macroeconomico, definito in sede di budget, nonostante la ripresa dei contagi e le spinte inflazionistiche.

In questo scenario si attende una ripresa degli impieghi Consumer e Corporate oltre che delle masse in gestione con conseguente incremento dei ricavi. La crescita dovrebbe essere concentrata nel margine di interesse, destinato a tornare a crescere per il buon contributo del Consumer e nell'apporto ad equity method, per il buon andamento di Assicurazioni Generali, confermato dalle stime più recenti. Per contro risulterà meno vivace la salita della commissioni dove si aspetta che buona parte della progressione del Wealth Management sarà compensata dalle difficoltà del Corporate and Investment Banking, complice l'ottima performance dell'Investment Banking e difficilmente replicabile in assenza di big ticket (difficilmente prevedibili). I proventi da tesoreria sono destinati invece a scendere nonostante un'attività con clientela più vigorosa, tuttavia non in grado di compensare il calo di Holding Functions e Principal Investing, dopo gli eccezionali risultati di quest'anno. Il Cost/Income è stimato stabilizzarsi in area 47%, pur con una sensibile ripresa dell'attività progettuale e l'inevitabile salita delle spese di viaggio e rappresentanza (dopo aver toccato il minimo storico).

Il costo del rischio dovrebbe confermarsi a livelli contenuti, alla luce di indicatori di rischio Consumer ancora molto buoni e dell'ampia dotazione di overlay in grado di assorbire modifiche repentine del rischio nel corso di tutto il prossimo esercizio.

Prospetto di raccordo tra i dati della Capogruppo e quelli del bilancio consolidato

(€ migliaia)
Patrimonio
netto
Utile/(Perdita)
del periodo
Saldo al 30 giugno come da bilancio IAS/IFRS della Capogruppo 4.828.210 583.560
Eccedenze nette, rispetto ai valori di carico, relative a società
consolidate
14.822 439.038
Differenze di cambio originate dalla conversione dei bilanci redatti in
una valuta diversa dall'Euro
912
Altre rettifiche e riclassifiche di consolidamento, inclusi gli effetti delle
partecipazioni valutate a patrimonio netto
5.361.345 (215.022)
Dividendi incassati nell'esercizio
Totale 10.205.289 807.576

Milano, 23 settembre 2021

Il Consiglio di Amministrazione

ATTESTAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO

ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

    1. I sottoscritti Alberto Nagel ed Emanuele Flappini, rispettivamente Amministratore Delegato e Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Mediobanca attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    2. l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    3. l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato, nel corso del periodo 1° luglio 2020 – 30 giugno 2021.
    1. La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 30 giugno 2021 si è basata su un modello definito da Mediobanca secondo standard di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionale (CoSO e CobiT framework).
    1. Si attesta, inoltre, che:
    2. 3.1 il bilancio consolidato:
      • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
      • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
      • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nell'area di consolidamento.
    3. 3.2 la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione della Mediobanca e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi incertezze cui sono esposti.

Milano, 23 settembre 2021

L'Amministratore Delegato Alberto Nagel

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Emanuele Flappini

RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE

PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI

Stato Patrimoniale consolidato

(€ migliaia)
Voci dell'attivo 30 giugno 2021 30 giugno 2020
10. Cassa e disponibilità liquide 1.969.488 3.219.951
20. Attività finanziarie valutate al Fair Value con impatto
a conto economico
12.649.596 9.585.412
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 11.273.737 8.818.590
b) attività finanziarie designate al fair value 680.539 51.002
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 695.320 715.820
30. Attività finanziarie valutate al Fair Value con impatto sulla
redditività complessiva
4.567.371 3.627.591
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 56.599.625 55.957.290
a) crediti verso banche 5.324.393 5.932.944
b) crediti verso clientela 51.275.232 50.024.346
50. Derivati di copertura 308.370 464.718
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie
oggetto di copertura generica(+/-)
70. Partecipazioni 3.702.925 3.204.702
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori
90. Attività materiali 510.209 495.772
100. Attività immateriali 744.139 815.996
di cui:
avviamento 602.363 666.536
110. Attività fiscali 792.265 908.837
a) correnti 208.062 251.337
b) anticipate 584.203 657.500
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione (*) 4.178
130. Altre attività 750.534 669.396
Totale attivo 82.598.700 78.949.665

(*) Si riferiscono all'operazione di cessione ramo d'azienda di Spafid Connect.

(€ migliaia)

Voci del passivo e del patrimonio netto 30 giugno 2021 30 giugno 2020
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 58.475.015 58.941.428
a) debiti verso banche 12.830.919 12.810.330
b) debiti verso clientela 27.064.789 26.373.214
c) titoli in circolazione 18.579.307 19.757.884
20. Passività finanziarie di negoziazione 10.063.629 7.956.935
30. Passività finanziarie designate al fair value 833.048 216.020
40. Derivati di copertura 375.413 465.225
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
60. Passività fiscali 549.604 517.316
a) correnti 210.817 191.868
b) differite 338.787 325.448
70. Passività associate ad attività in via di dismissione (*) 381
80. Altre passività 898.035 798.069
90. Trattamento di fine rapporto del personale 26.886 27.862
100. Fondi per rischi e oneri: 144.209 129.493
a) impegni e garanzie rilasciate 27.155 13.964
b) quiescenza e obblighi simili 1.410 2.573
c) altri fondi per rischi e oneri 115.644 112.956
110. Riserve tecniche 131.350 157.244
120. Riserve da valutazione 931.230 374.650
130. Azioni rimborsabili
140. Strumenti di capitale
150. Riserve 6.851.502 6.265.864
160. Sovrapprezzi di emissione 2.195.606 2.195.606
170. Capitale 443.640 443.617
180. Azioni proprie (-) (216.736) (231.538)
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 88.312 91.492
200. Utile (perdita) d'esercizio (+/-) 807.576 600.382
Totale del passivo e del patrimonio netto 82.598.700 78.949.665

(*) Si riferiscono all'operazione di cessione ramo d'azienda di Spafid Connect.

Conto Economico consolidato

(€ migliaia)
Voci 30 giugno 2021 30 giugno 2020
10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.819.894 1.943.892
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 1.641.948 1.741.687
20. Interessi passivi e oneri assimilati (402.327) (502.197)
30. Margine d'interesse 1.417.567 1.441.695
40. Commissioni attive 719.736 625.292
50. Commissioni passive (134.458) (138.630)
60. Commissioni nette 585.278 486.662
70. Dividendi e proventi simili 106.904 87.425
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 83.916 (18.022)
90. Risultato netto dell'attività di copertura (2.078) (4.787)
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 12.415 58.395
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (10.018) (2.672)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva 24.051 60.421
c) passività finanziarie (1.618) 646
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico 108.412 33.098
a) attività e passività finanziarie designate al fair value (7.167) 2.331
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 115.579 30.767
120. Margine di intermediazione 2.312.414 2.084.466
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito: (270.469) (402.364)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (264.322) (397.559)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (6.147) (4.805)
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (193) (253)
150. Risultato netto della gestione finanziaria 2.041.752 1.681.849
160. Premi netti 50.220 57.532
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (14.131) (15.791)
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 2.077.841 1.723.590
190. Spese amministrative: (1.304.499) (1.235.439)
a) spese per il personale (636.708) (605.015)
b) altre spese amministrative (667.791) (630.424)
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (32.819) 13.720
a) impegni e garanzie rilasciate (13.125) (3.427)
b) altri accantonamenti netti (19.694) 17.147
210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (53.425) (53.551)
220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (32.368) (30.222)
230. Altri oneri/proventi di gestione 217.020 189.407
240. Costi operativi (1.206.091) (1.116.085)
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 271.732 304.269
260. Risultato netto della valutazione al fair value
delle attività materiali e immateriali
270. Rettifiche di valore dell'avviamento (62.473) (96.900)
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti (29) 59
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.080.980 814.933
300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (271.781) (213.504)
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 809.199 601.429
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte
330. Utile (Perdita) d'esercizio 809.199 601.429
340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi (1.623) (1.047)
350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 807.576 600.382

(€ migliaia)
30 giugno 2021 30 giugno 2020
10. Utile (Perdita) d'esercizio 809.199 601.429
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza
rigiro a conto economico
47.350 656
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
64.121 3.148
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto
economico (variazioni del proprio merito creditizio)
(5.730) (1.724)
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
50. Attività materiali
60. Attività immateriali
70. Piani a benefici definiti 2.004 (2.261)
80. Attività non correnti in via di dismissione
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a
patrimonio netto
(13.045) 1.493
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro
a conto economico 508.876 (222.294)
100. Copertura di investimenti esteri 1.390 (3.212)
110. Differenze di cambio 475 5.475
120. Copertura dei flussi finanziari 15.166 11.212
130. Strumenti di copertura (elementi non designati)
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
40.083 (15.390)
150. Attività non correnti in via di dismissione
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a
patrimonio netto
451.762 (220.379)
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte 556.226 (221.638)
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 1.365.425 379.791
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 2.310 1.478
200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della
capogruppo
1.363.115 378.313

Prospetto della Redditività consolidata complessiva

Patrimonio
netto
Allocazione risultato
esercizio precedente
dell'esercizio
Variazioni
Patrimonio
netto Totale al
Patrimonio netto
del Gruppo al
Patrimonio
netto di terzi al
Totale al
30/06/2020
Riserve Dividendi Operazioni sul patrimonio netto Redditività 30/06/2021 30/06/2021 30/06/2021
e altre
destinazioni
Variazioni di
riserve
Emissione
nuove
azioni
Acquisto
azioni proprie
Distribuzione
straordinaria
dividendi
Variazione
strumenti di
capitale
Derivati
su proprie
azioni
Stock
options (1)
Variazioni
interessenze
partecipative
complessiva
esercizio
Capitale: 460.246 23 460.269 443.640 16.629
a) azioni
ordinarie
460.246 23 460.269 443.640 16.629
b) altre azioni
Sovrapprezzi di
emissione
2.197.454 2.197.454 2.195.606 1.848
Riserve: 6.340.226 601.429 (19.708) (23) (15.038) 14.535 6.921.421 6.851.502 69.919
a) di utili 6.202.878 601.429 (18.667) (23) 6.785.617 6.716.325 69.292
b) altre 137.348 (1.041) (15.038) 14.535 135.804 135.177 627
Riserve da
valutazione
372.256 1.041 556.226 929.523 931.230 (1.707)
Strumenti di
capitale
Azioni proprie (231.538) 14.802 (216.736) (216.736)
Utile (Perdita)
di esercizio
601.429 (601.429) 809.199 809.199 807.576 1.623
Patrimonio netto
Totale
9.740.073 (18.667) (236) — 14.535 — 1.365.425 11.101.130 X X
Patrimonio netto
del Gruppo
9.648.581 (13.177) (236) — 14.535 — 1.363.115 X 11.012.818 X
Patrimonio netto
di terzi
91.492 — (5.490) (2) 2.310 X X 88.312

88 Bilancio Consolidato 30 giugno 2021

(2) Effetto del riacquisto delle azioni RAM Active Investments in contropartita delle riserve di Gruppo.

(€ migliaia)
Patrimonio
netto
Modifica
saldi
Esistenze
totali al
Allocazione risultato
esercizio precedente
dell'esercizio
Variazioni
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto del
Patrimonio
netto di
Totale al
30/06/2019
apertura
totali (1)
01/07/2019 Riserve Dividendi Variazioni Operazioni sul patrimonio netto Redditività Totale al
30/06/2020
Gruppo al
30/06/2020
terzi al
30/06/2020
e altre
destinazioni
di riserve Emissione
nuove
azioni
Acquisto
azioni
proprie
Distribuzione
straordinaria
dividendi
Variazione
strumenti di
capitale
Derivati
su proprie
azioni
Stock
options (2)
Variazioni
interessenze
partecipative
complessiva
esercizio
Capitale: 460.237 460.237 9 460.246 443.617 16.629
ordinarie
a) azioni
460.237 460.237 9 460.246 443.617 16.629
azioni
b) altre
Sovrapprezzi di
emissione
2.197.454 2.197.454 — 2.197.454 2.195.606 1.848
Riserve: 5.962.296 (513) 5.961.783 826.208 (408.549) (35.893) (9) (15.979) — 12.665 6.340.226 6.265.864 74.362
a) di utili 5.821.906 5.821.906 826.208 (408.549) (36.678) (9) 6.202.878 6.129.143 73.735
b) altre 140.390 (513) 139.877 785 — (15.979) — 12.665 137.348 136.721 627
Riserve da
valutazione
594.679 594.679 (785) — (221.638) 372.256 374.650 (2.394)
Strumenti di
capitale
Azioni proprie (141.989) (141.989) — (89.549) — (231.538) (231.538)
Utile (Perdita)
di esercizio
826.208 826.208 (826.208) 601.429 601.429 600.382 1.047
Patrimonio netto
Totale
9.898.885 (513) 9.898.372 (408.549) (36.678) — (105.528) — 12.665 379.791 9.740.073 X X
Patrimonio netto
del Gruppo
9.809.227 (513) 9.808.714 (408.549) (37.034) — (105.528) — 12.665 378.313 X 9.648.581 X
Patrimonio netto
di terzi
89.658 89.658 356 1.478 X X 91.492
(1) Si riferisce all'impatto della prima applicazione dell'IFRS16 derivante dalla presenza di contratti di sub-leasing.

Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto consolidato

Prospetti Contabili consolidati 89

(2) Rappresenta gli effetti sulle performance share connesse ai piani ESOP.

Rendiconto Finanziario consolidato Metodo diretto

(€ migliaia)
Importo
30 giugno 2021 30 giugno 2020
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1. Gestione 335.123 251.860
- interessi attivi incassati (+) 1.593.479 1.838.280
- interessi passivi pagati (-) (440.699) (680.668)
- dividendi e proventi simili (+) 97.486 78.166
- commissioni nette (+/-) 296.147 207.441
- spese per il personale (-) (484.144) (469.204)
- premi netti incassati (+) 15.606 53.910
- altri proventi/oneri assicurativi (+/-) (110.993) (122.091)
- altri costi (-) (527.684) (492.364)
- altri ricavi (+) 174.473 226.707
- imposte e tasse (-) (278.548) (388.317)
- costi/ricavi relativi alle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/-)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (6.234.261) 5.234.187
- attività finanziarie detenute per la negoziazione 75.584 177.267
- attività finanziarie designate al fair value (592.002)
- altre attività valutate obbligatoriamente al fair value 117.167 122.730
- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
(753.595) 278.923
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (4.854.197) 4.455.972
- altre attività (227.218) 199.295
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 4.499.744 (2.544.716)
- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 4.527.626 (2.264.569)
- passività finanziarie di negoziazione (60.043) (72.813)
- passività finanziarie designate al fair value 580.571 160.878
- altre passività (548.410) (368.212)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa (1.399.394) 2.941.331
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da: 207.500 101.363
- vendite partecipazioni
- dividendi incassati su partecipazioni 206.954 101.357
- vendite di attività materiali 546 6
- vendite di attività immateriali
- vendite di società controllate e di rami d'azienda
2. Liquidità assorbita da: (54.875) (48.774)
- acquisti di partecipazioni
- acquisti di attività materiali (26.335) (21.648)
- acquisti di attività immateriali (28.540) (27.126)
-acquisti di società controllate e di rami d'azienda
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento 152.625 52.589
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA (3.694) (512.331)
- emissione/acquisti di azioni proprie (105.528)
- emissione/acquisti strumenti di capitale
- distribuzione dividendi e altre finalità (3.694) (406.803)
- vendita/acquisto di controllo di terzi
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (3.694) (512.331)
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO (1.250.463) 2.481.589

Riconciliazione

Voci di Bilancio Importo
30 giugno 2021 30 giugno 2020
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 3.219.951 738.362
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio (1.250.463) 2.481.589
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 1.969.488 3.219.951

NOTE ESPLICATIVE ED INTEGRATIVE

NOTE ESPLICATIVE ED INTEGRATIVE

Parte A - Politiche contabili 96
A.1 - Parte generale 96
Sezione
1 -
Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali
96
Sezione
2 -
Principi generali di redazione
96
Sezione
3 -
Area e metodi di consolidamento
101
Sezione
4 -
Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio
106
Sezione
5 -
Altri aspetti
107
A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio 107
A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie 129
A.4 - Informativa sul fair value 130
A.5 - Informativa sul c.d. "day one profit/loss" 147
Parte B - Informazioni sullo Stato Patrimoniale consolidato 149
Attivo 149
Sezione
1 -
Cassa e disponibilità liquide - Voce 10
149
Sezione
2 -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico - Voce 20 150
Sezione
3 -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva - Voce 30 153
Sezione
4 -
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40
155
Sezione
5 -
Derivati di copertura - Voce 50
158
Sezione
7 -
Le partecipazioni - Voce 70
159
Sezione
9 -
Attività materiali - Voce 90
163
Sezione
10 -
Attività immateriali - Voce 100
168
Sezione
11 -
Attività fiscali e le passività fiscali - Voce 110 dell'attivo e
Voce 60 del passivo 179
Sezione
12 -
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e
passività associate - Voce 120 dell'attivo e voce 70 del passivo 183
Sezione
13 -
Altre attività - Voce 130
184
Passivo 185
Sezione
1 -
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10
185
Sezione
2 -
Passività finanziarie di negoziazione - Voce 20
188
Sezione
3 -
Passività finanziarie designate al fair value - Voce 30
189
Sezione
4 -
Derivati di copertura - Voce 40
190
Sezione
6 -
Passività fiscali - Voce 60
191
Sezione
7 -
Passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 70
191
Sezione
8 -
Altre passività - Voce 80
191
Sezione
9 -
Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 90
192
Sezione
10 -
Fondi per rischi e oneri - Voce 100
192
Sezione
11 -
Riserve tecniche - Voce 110
199
Sezione
13 -
Patrimonio del gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180
200
Sezione
14 -
Patrimonio di pertinenza di terzi - Voce 190
201

Altre informazioni 201
Parte C - Informazioni sul Conto economico consolidato 206
Sezione
1 -
Interessi - Voci 10 e 20
206
Sezione
2 -
Commissioni - Voci 40 e 50
208
Sezione
3 -
Dividendi e proventi simili - Voce 70
209
Sezione
4 -
Risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80
210
Sezione
5 -
Risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90
211
Sezione
6 -
Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100
211
Sezione
7 -
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate
al fair value con impatto a conto economico - Voce 110 212
Sezione
8 -
Le rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 130
213
Sezione
9 -
Gli utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -
Voce 140
214
Sezione
10 -
Premi netti - Voce 160
214
Sezione
11 -
Saldo altri proventi e oneri della gestione assicurativa - Voce 170
215
Sezione
12 -
Spese amministrative - Voce 190
216
Sezione
13 -
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Voce 200
217
Sezione
14 -
Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali - Voce 210
218
Sezione
15 -
Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - Voce 220
218
Sezione
16 -
Altri proventi/oneri di gestione - Voce 230
219
Sezione
17 -
Utili (Perdite) delle partecipazioni - Voce 250
220
Sezione
19 -
Rettifiche di valore dell'avviamento - Voce 270
221
Sezione
20 -
Utili (Perdite) da cessione investimenti - Voce 280
221
Sezione
21 -
Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 300
222
Sezione
23 -
Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi - Voce 340
223
Sezione
25 -
Utile per azione
223
Parte D - Redditività consolidata complessiva 224
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 225
Premessa 225
Sezione
1 -
Rischi del consolidato contabile
258
Sezione
2 -
Rischi del consolidato prudenziale
266
Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato 334
Sezione
1 -
Il patrimonio consolidato
334
Sezione
2 -
I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari
336
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda 344
Parte H - Operazioni con parti correlate 345
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 348
Parte L - Informativa di settore 351
Parte M - Informativa sul leasing 358

Parte A - Politiche contabili

A.1 - Parte generale

SEZIONE 1

Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il bilancio consolidato del Gruppo viene redatto, ai sensi del D.Lgs. n. 38 del 28 febbraio 2005, secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS) e gli International Accounting Standards (IAS) emanate dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002. Il bilancio consolidato al 30 giugno 2021 è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie Capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia con la circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 – 6° aggiornamento del 30 novembre 2018 – Banca d'Italia, e successive integrazioni, che definisce gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della Nota Integrativa (1 ).

SEZIONE 2

Principi generali di redazione

La presente situazione contabile consolidata è composta da:

  • il prospetto di stato patrimoniale consolidato;
  • il prospetto di conto economico consolidato;
  • il prospetto della redditività consolidata complessiva;
  • il prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato;
  • il rendiconto finanziario consolidato;
  • le note esplicative ed integrative.

( 1 ) Banca d'Italia, con la comunicazione del 15 dicembre 2020 Integrazioni alle disposizioni della Circolare n. 262 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" aventi ad oggetto gli impatti del Covid-19 e delle misure a sostegno dell'economia ed emendamenti agli IAS/IFRS ha integrato le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche (Circolare n. 262 del 2005) per fornire al mercato informazioni sugli effetti che il Covid-19 e le misure di sostegno all'economia hanno prodotto sulle strategie, gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi, nonché sulla situazione economico/patrimoniale degli intermediari.

Il presente bilancio è redatto adottando l'Euro come moneta di conto. Gli importi degli schemi di bilancio e i dati riportati nelle tabelle di nota integrativa sono espressi in migliaia di Euro, qualora non diversamente indicato. Il bilancio consolidato è redatto con intento di chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico dell'esercizio di Mediobanca SpA e delle società controllate, come dettagliate nella successiva Sezione 3 "Area e metodi di consolidamento".

Il bilancio è redatto nel rispetto dei seguenti principi generali:

  • continuità aziendale;
  • rilevazione per competenza economica;
  • coerenza di presentazione;
  • prevalenza della sostanza sulla forma.

Gli schemi di bilancio, redatti in conformità ai principi generali previsti dagli IAS/IFRS e ai principi illustrati nella parte A.2, presentano i dati dell'esercizio di riferimento raffrontati coi dati dell'esercizio precedente.

Nel corso dei dodici mesi, la Commissione Europea ha adottato i seguenti regolamenti, che recepiscono alcune modifiche ai principi contabili attualmente in vigore: 2020/1434 del 9 ottobre 2020, 2020/2097 del 15 dicembre 2020, 2021/25 del 13 gennaio 2021 e 2021/1080 del 28 giugno 2021. In particolare:

  • il Regolamento 2020/1434 ha adottato le modifiche all'IFRS16 (2 ) proposte dallo IASB e relative alla pandemia Covid in corso: esse contengono un espediente pratico concesso alle società locatarie che hanno beneficiato di concessioni sui pagamenti dovuti contrattualmente; esso ha un'efficacia retroattiva dal 1° luglio 2020 (3 );
  • il Regolamento 2020/2097 contiene invece una proroga dell'esenzione dall'IFRS9 concessa alle società assicurative: esse possono continuare ad applicare lo IAS39 fino al 2023. Tale Regolamento ha validità per il Gruppo dal 1° luglio 2021;
  • il Regolamento 2021/25 contiene delle modifiche ai principi IAS39, IFRS4, IFRS7, IFRS9 ed IFRS16; esse recepiscono il documento (4 )

( 2 ) International Accounting Standards Board, Covid-19-Related Rent Concessions – Amendment to IFRS16 – Maggio 2020.

( 3 ) Successivamente alla data di riferimento del bilancio, la Commissione EU, con il Regolamento 2021/1421 del 30 agosto 2021, ha adottato le modifiche al principio IFRS16 proposte dallo IASB nel documento "Amendments to IFRS 16 Leases: Covid-19- Related Rent Concessions beyond 30 June 2021" del 31 marzo 2021. Con tale Regolamento, le modifiche all'IFRS16 sono state estese ai pagamenti dovuti contrattualmente fino al 30 giugno 2022 compreso.

( 4 ) Tale documento tiene conto delle conseguenze dell'effettiva sostituzione degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti con tassi di riferimento alternativi; tale sostituzione avviene nel quadro della relazione Reforming major interests rate benchmarks pubblicata nel 2014 dal Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB).

«Riforma degli indici di riferimento dei tassi di interesse – fase 2 – Modifiche all'IFRS9, allo IAS39, all'IFRS7, all'IFRS4 e all'IFRS16» pubblicato dallo IASB il 27 agosto 2020. Anch'esso ha validità per il Gruppo dal 1° luglio 2021;

– il Regolamento 2021/1080 ha introdotto alcuni cambiamenti minori ai principi IAS16, IAS37, IAS41, IFRS1, IFRS3, IFRS9. Tali modifiche hanno validità per il Gruppo dal 1° luglio 2022.

Si riportano di seguito i provvedimenti e pronunciamenti pubblicati dalle autorità di regolamentazione e vigilanza in merito alle modalità più idonee di applicazione dei principi contabili in relazione all'emergenza Covid-19 nel corso dei 12 mesi. In particolare, in aggiunta a quanto già indicato nel fascicolo al 30 giugno 2020, si segnalano:

– ESMA:

Public Statement del 28 ottobre 2020 "European common enforcement priorities for 2020 annual financial reports", nel quale si evidenzia l'attenzione che l'organismo porrà all'applicazione dei principi IAS1, IAS36, IFRS9, IFRS7 e IFRS16, alle dichiarazioni non finanziarie relative a impatto della pandemia Covid-19 su questioni non finanziarie; questioni sociali e dei dipendenti; modello di business e creazione di valore; rischio relativo al cambiamento climatico. Vengono inoltre fornite considerazioni sull'applicazione delle Linee guida ESMA sulle misure alternative di performance (APM) in relazione a Covid-19.

– EBA:

Guideline 2 dicembre 2020 (EBA/GL/2020/15) "Guidelines amending Guidelines EBA/GL/2020/02 on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" relative all'estensione del periodo di applicazione della disciplina delle cd. moratorie "Eba-compliant".

– BCE:

Letter from the Chair of the Supervisory Board to all Significant Institutions del 4 dicembre 2020 "Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus (Covid-19) pandemic" nella quale sono fornite linee guida aggiuntive sull'identificazione e la misurazione del rischio di credito nel contesto dell'attuale pandemia. BCE sottolinea l'importanza di bilanciare la necessità di evitare un'eccessiva prociclicità e quella di

assicurare che i rischi siano adeguatamente riflessi nelle misure e nei processi gestionali interni, nei reporting finanziari e nelle segnalazioni regolamentari. In tale senso, vengono approfondite le tematiche inerenti le procedure per la rilevazione delle esposizioni "oggetto di concessioni" (forborne), il processo di valutazione periodica dell'inadempienza probabile (unlikely to pay) dei debitori (comprese le esposizioni che godono di moratorie generali di pagamento), l'identificazione e registrazione di ogni aumento del rischio di credito sin dalle fasi iniziali, la corretta stima dei livelli di accantonamento utilizzando ipotesi e parametri realistici che siano appropriati al contesto attuale, nonché la Governance e coinvolgimento degli organi di amministrazione.

"Recommendation ECB/2021/31" del 23 luglio 2021, sulla distribuzione di dividendi nel corso della pandemia di Covid-19, nella quale si raccomanda estrema prudenza qualora gli enti creditizi adottino decisioni in merito ai dividendi o alla loro distribuzione o provvedano al riacquisto di azioni proprie al fine di remunerare gli azionisti.

– Consob:

Richiamo di attenzione n. 1/21 del 16 febbraio 2021 relativo all'informativa da fornire da parte degli emittenti vigilati. In particolare Consob, riprendendo le tematiche enunciate da ESMA nel documento del 28 ottobre 2020, chiarisce che le informazioni devono essere altresì fornite nelle relazioni sulla gestione, dando particolare evidenza alla descrizione dell'evoluzione del modello di business in risposta alla pandemia e alle azioni adottate per affrontare l'incertezza a breve e medio termine sorta a seguito del Covid-19.

Transizione dei Tassi Interbancari Benchmark: progetto di Gruppo

Il Gruppo di lavoro interno ha continuato l'attività di monitoraggio e predisposizione di tutti i processi operativi necessari ai fini del completamento della transizione ai nuovi tassi interbancari prevista per l'inizio del 2022. In particolare, è proseguita l'attività di rinegoziazione dei contratti legati ai prodotti indicizzati ai tassi di prossima dismissione aderendo, ove possibile, ai protocolli sviluppati da associazioni di categoria di settore (es. ISDA Benchmark & IBOR Protocol) e sollecitando le proprie controparti ad aderirvi senza indugio.

Il Gruppo si sta dotando dei presidi normativi interni, operativi e tecnologici per gestire efficacemente la transizione.

Con il Regolamento 25/2021 del 13 gennaio 2021 sono state apportate ulteriori modifiche ai principi contabili (IAS39, IFRS4, IFRS7, IFRS9 ed IFRS16) in particolare sono state introdotte delle modalità "semplificative" per la gestione e la rappresentazione contabile della "derecognition/modification" e del "discontinuing" per l'hedge accounting. Le modifiche in oggetto saranno obbligatoriamente applicabili per il Gruppo a partire dal bilancio che inizia il 1° luglio 2021.

Si ricorda che il Gruppo ha già applicato il Regolamento (EU) 2020/34 del 15 gennaio 2020 ("Regolamento 34") che recepisce le deroghe IASB del settembre 2019 per evitare che l'incertezza determinata dall'assenza di un parametro di riferimento alternativo unico per tutto il mercato potrebbe portare al discontinuing di una relazione di copertura. Nello specifico le operazioni interessate sono contratti IRS con sottostante l'USD Libor effettuati dalla Capogruppo a copertura di prestiti obbligazionari per un nozionale in USD di 1.975 milioni.

Operazioni Targeted Longer-Term Refinancing – T-LTRO

L'operazione di rifinanziamento a più lungo termine T-LTRO III consiste in un programma di dieci operazioni di rifinanziamento, ciascuna con scadenza a tre anni, a partire da settembre 2019 con frequenza trimestrale regolate al tasso di mercato in essere.

Nel corso del 2020 alcuni dei parametri delle operazioni esistenti sono stati modificati, in particolare è stato introdotto uno sconto aggiuntivo (premio fisso di 50bps annui) per le operazioni attivate tra il 24 giugno 2020 e il 23 giugno 2022 (c.d. "special interest period").

L'eventuale riconoscimento del premio, unitamente al tasso ordinario, avverrà alla scadenza di ciascuna operazione o all'atto del rimborso anticipato, subordinatamente al rispetto di un certo livello di impieghi a famiglie ed impresa (c.d. "eligibility criteria") determinato annualmente.

Le operazioni in oggetto presentano peculiarità che non permettono un inquadramento in uno specifico principio contabile, come anche richiamato dal Public Statement dell'ESMA del 6 gennaio 2021 "ESMA promotes transparency regarding the accounting for the third series of the ECB's Targeted Longer-Term Refinancing Operations (TLTRO III)".

In tale circostanza, ai sensi del principio contabile IAS8, la politica contabile adottata è stata quella di far rientrare tali operazioni nel perimetro degli strumenti finanziari ex IFRS9 - Financial Instruments. Sulla base di tale politica contabile, tenuto conto della probabilità di raggiungimento dei criteri di ammissibilità che sono monitorati mensilmente (attualmente ampiamente superati), si è provveduto a rideterminare il tasso di interesse variabile per effetto dello sconto aggiuntivo e a rilevare l'effetto pro-rata temporis nel corrispondente special interest period.

Un'eventuale riduzione della probabilità di raggiungimento dei livelli benchmark di prestiti idonei netti comporterebbe una variazione dei flussi di cassa relativi agli interessi attesi (cancellazione del premio) con un conseguente impatto a conto economico.

SEZIONE 3

Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato comprende le risultanze patrimoniali ed economiche delle controllate e delle società direttamente o indirettamente controllate, incluse le società operanti in settori dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo.

In base a quanto prescritto dalle norme congiunte dell'IFRS10 "Bilancio consolidato", dell'IFRS11 "Accordi a controllo congiunto" e dell'IFRS12 "Informativa sulle partecipazioni in altre entità", il Gruppo ha proceduto al consolidamento delle società controllate tramite il metodo del consolidamento integrale, delle società collegate e delle società sottoposte a controllo congiunto attraverso il metodo del patrimonio netto.

Nell'esercizio si segnala quanto segue:

  • è stato formalizzato l'atto di fusione per incorporazione della controllata Futuro S.p.A. in Compass Banca S.p.A. con efficacia giuridica dal 1° novembre e contabile a partire dal 1° luglio 2020; la società è stata cancellata dal Registro dell'Imprese a partire dal 5 novembre 2020;
  • la partecipazione nella controllata Cairn Capital Group Limited passa dal 70,9% all'85,1%, tenuto conto dell'esercizio di opzioni di put&call per 5,7% e dell'esercizio della quota inoptata dell'aumento di capitale di gennaio 2021;
  • la controllata Messier et Maris SA ha cambiato denominazione in Messier et Associés – Groupe Mediobanca a seguito dell'uscita di E. Maris (uno dei soci fondatori). La quota di minoranza (16,7%) è stata acquistata al prezzo simbolico di €1 incrementando la partecipazione dal 66,42% all'83,11%;
  • la partecipazione in RAM sale dal 69% al 94,7% a seguito dell'uscita di due equity partners e del principale socio finanziario (Reyl, in possesso di una quota del 7,6%);
  • si sono concluse le liquidazioni di CMB Wealth Management e Prominvestment con la conseguente cancellazione dai rispettivi registri delle imprese.

si segnala inoltre che:

  • lo scorso maggio è stato deliberato lo scioglimento anticipato e la messa in liquidazione della controllata Ricerche e Studi (5 );
  • lo scorso 2 febbraio ( 6 ) Cairn Capital ha firmato un accordo di partnership strategica con Bybrook Capital LLP ("Bybrook"), gestore specializzato in crediti in sofferenza con sede a Londra; lo scorso 31 agosto si è proceduto al closing avendo completato l'iter autorizzativo con BCE e FCA.

( 5 ) In data 30 luglio 2021 la società è stata cancellata dal Registro delle imprese.

( 6 ) Si veda il Comunicato stampa relativo all'operazione pubblicato nel sito www.mediobanca.com.

Denominazioni imprese Sede Tipo di
rapporto
Rapporto
di partecipazione
Disponibilità
voti %
(1) Impresa
partecipante
Quota % (2)
A. IMPRESE INCLUSE NEL CONSOLIDAMENTO
A.1 Metodo integrale
1. MEDIOBANCA - Banca di Credito Finanziario S.P.A. Milano 1
2. SPAFID S.P.A Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
3. SPAFID CONNECT S.P.A. Milano 1 A.1.4 100,— 100,—
4. MEDIOBANCA INNOVATION SERVICES - S.C.P.A. Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
5. CMB MONACO S.A.M. Montecarlo 1 A.1.1 100,— 100,—
6. C.M.G. COMPAGNIE MONEGASQUE DE GESTION S.A.M. Montecarlo 1 A.1.5 99,92 99,92
7. CMB ASSET MANAGEMENT S.A.M. Montecarlo 1 A.1.5 99,2 99,2
8. MEDIOBANCA INTERNATIONAL (LUXEMBOURG) S.A. Lussemburgo 1 A.1.1 99,— 99,—
1 A.1.9 1,— 1,—
9. COMPASS BANCA S.P.A. Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
10. CHEBANCA! S.P.A. Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
11. MBCREDIT SOLUTIONS S.P.A. Milano 1 A.1.9 100,— 100,—
12. SELMABIPIEMME LEASING S.P.A. Milano 1 A.1.1 60,— 60,—
13. MB FUNDING LUXEMBOURG S.A. Lussemburgo 1 A.1.1 100, — 100, —
14. RICERCHE E STUDI S.P.A. - in liquidazione Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
15. MEDIOBANCA SECURITIES USA LLC New York 1 A.1.1 100,— 100,—
16. MB FACTA S.P.A. Milano 1 A.1.1 100,— 100,—
17. QUARZO S.R.L. Milano 1 A.1.9 90,— 90,—
18. QUARZO CQS S.R.L. Milano 1 A.1.9 90,— 90,—
19. MEDIOBANCA COVERED BOND S.R.L. Milano 1 A.1.10 90,— 90,—
20. COMPASS RE (LUXEMBOURG) S.A. Lussemburgo 1 A.1.9 100,— 100,—
21. MEDIOBANCA INTERNATIONAL IMMOBILIERE S. A R.L. Lussemburgo 1 A.1.8 100,— 100,—
22. CAIRN CAPITAL GROUP LIMITED Londra 1 A.1.1 100,— (*) 85,1
23. CAIRN CAPITAL LIMITED Londra 1 A.1.22 100,— 100,—
24. CAIRN CAPITAL NORTH AMERICA INC. (non operativa) Stamford
(USA)
1 A.1.22 100,— 100,—
25. CAIRN CAPITAL GUARANTEE LIMITED (non operativa) Londra 1 A.1.22 100,— 100,—
26. CAIRN CAPITAL INVESTMENTS LIMITED (non operativa) Londra 1 A.1.22 100,— 100,—
27. CAIRN INVESTMENT MANAGERS LIMITED (non operativa) Londra 1 A.1.22 100,— 100,—
28. AMPLUS FINANCE LIMITED (non operativa) Londra 1 A.1.22 100,— 100,—
29. SPAFID FAMILY OFFICE SIM Milano 1 A.1.3 100, — 100, —
30. SPAFID TRUST S.R.L. Milano 1 A.1.3 100, — 100, —
31. MEDIOBANCA MANAGEMENT COMPANY S.A. Lussemburgo 1 A.1.1 100, — 100, —
32. MEDIOBANCA SGR S.P.A. Milano 1 A.1.1 100, — 100, —
33. RAM ACTIVE INVESTMENTS S.A. Ginevra 1 A.1.1 98,3 (**) 94,7
34. RAM ACTIVE INVESTMENTS (LUXEMBOURG) S.A. Lussemburgo 1 A.1.33 100, — 100, —
35. MESSIER ET ASSOCIES S.C.A. Parigi 1 A.1.1 100,— (***) 83,1
36. MESSIER ET ASSOCIES L.L.C. New York 1 A.1.35 100,— (***) 50, —
37. MBCONTACT SOLUTIONS S.R.L. Milano 1 A.1.11 100, — 100, —
38. COMPASS RENT S.R.L. Milano 1 A.1.9 100, — 100, —
39. COMPASS LINK S.R.L. Milano 1 A.1.9 100, — 100, —

1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva e in modo congiunto (consolidate proporzionalmente)

(*) Tenuto conto dell'opzione put & call esercitabile dal 3° anno successivo alla data di stipula dell'operazione.

(**) Tenuto conto delle opzioni put & call esercitabili dal 3° al 10° anno successivo alla data di stipula dell'operazione.

(***) Tenuto conto dell'opzione put & call esercitabile dal 5° anno successivo alla data di stipula dell'operazione.

Legenda

( 1 ) Tipo di rapporto:

1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria

( 2 ) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali.

2. Valutazioni e assunzioni significative per determinare l'area di consolidamento

L'area di consolidamento è definita in base all'IFRS10 "Bilancio consolidato" che stabilisce che per avere il controllo devono essere contemporaneamente verificate le seguenti tre condizioni:

  • si ha il potere sull'entità oggetto di investimento ("investee"), ovvero si hanno "diritti sostanziali" ("substantive rights") sulle "attività rilevanti" ("relevant activities") dell'entità nella quale si è effettuato l'investimento;
  • si ha un'esposizione a (o si hanno diritti sui) rendimenti variabili che discendono dall'entità nella quale si è effettuato l'investimento; e
  • si ha la capacità di utilizzare il potere sull'investee per incidere sull'ammontare dei variable returns.

Il consolidamento integrale, cui sono sottoposte le società controllate, prevede l'eliminazione del valore di carico della partecipazione, contro il relativo patrimonio netto dopo l'attribuzione delle pertinenze di terzi, a fronte dell'assunzione degli aggregati di stato patrimoniale e conto economico. Le differenze positive oltre i plusvalori di attività e passività sono rilevate come avviamento. Le attività e le passività, i proventi e gli oneri derivanti da transazioni tra imprese consolidate sono elise in sede di consolidamento.

Il metodo del patrimonio netto viene utilizzato per il consolidamento delle società collegate e per le società sottoposte a controllo congiunto. Sono collegate le società sottoposte ad influenza notevole, definita come il potere di partecipare nelle attività rilevanti della società, ma non il controllo su di esse. L'influenza notevole viene presunta nel caso una società detenga almeno il 20% dei diritti di voto nella partecipata. Sono da considerare anche i diritti potenziali, ancora da esercitare in virtù di opzioni, warrant, opzioni di convertibilità all'interno di strumenti finanziari; sono da tenere presente anche gli assetti proprietari, nonché i diritti di voto posseduti anche dagli altri investitori.

Le società sottoposte a controllo congiunto sono quelle per cui l'IFRS11 prevede il duplice requisito dell'esistenza di un vincolo contrattuale e che esso dia a due o più parti il controllo congiunto dell'accordo.

Il metodo del patrimonio netto prevede che ogni differenza di patrimonio netto della partecipata (comprensivo degli utili o delle perdite) dal momento dell'acquisto venga incluso nel valore di carico della partecipazione

(originariamente iscritto al costo); tale valore viene abbassato nel caso in cui la partecipazione distribuisca dividendi. Nel conto economico consolidato vengono rilevati il pro-quota dell'utile o delle perdite della partecipazione, nonché qualsiasi riduzione durevole o ripresa di valore; tutte le altre differenze sono invece iscritte direttamente a patrimonio netto.

I bilanci delle società consolidate la cui moneta di conto è diversa dall'euro vengono convertiti applicando alle voci dell'attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti di fine periodo e alle voci di conto economico la media dei cambi medi dell'esercizio. Tutte le differenze di cambio derivanti dalla conversione vengono rilevate in una specifica riserva da valutazione del patrimonio netto, che al momento dell'eventuale cessione della partecipazione, viene eliminata con contestuale addebito/accredito a conto economico.

Va infine sottolineato che riguardo alla società collegata Assicurazioni Generali, essa continuerà ad utilizzare lo IAS39, in luogo dell'IFRS9 applicato dal Gruppo Mediobanca dal 1° luglio 2018, esercitando la deferred approach prevista dall'IFRS9 come disciplinato dall'IFRS4. Nel bilancio consolidato del Gruppo Mediobanca le "Riserve da valutazione di partecipazioni valutate a Equity Method" saranno determinate ex IAS39. Ne consegue che nella compilazione del Prospetto della Redditività Complessiva (OCI) saranno classificate in base a tale principio senza apportare alcuna rettifica.

3. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi significative

Nessun dato da segnalare.

4. Restrizioni significative

Il Gruppo ritiene di non avere vincoli di natura statutaria, parasociale o regolamentare che impediscano o in qualche modo limitino la sua capacità di accedere alle attività o di regolare le passività.

Allo stesso modo, il Gruppo ritiene che non sussistano diritti protettivi nei confronti di azionisti di minoranza o di terze parti.

5. Altre informazioni

La data di riferimento del bilancio consolidato coincide con la data di chiusura del bilancio della Capogruppo. In presenza di entità controllate che chiudono il periodo ad una data diversa da quella della Capogruppo il consolidamento delle stesse avviene sulla base della situazione patrimoniale ed economica redatta alla data di riferimento del bilancio consolidato.

Tutti i bilanci delle entità controllate sono redatti in base a criteri conformi ai principi di Gruppo.

Le entità collegate che chiudono il bilancio ad una data diversa dalla Capogruppo predispongono una situazione contabile speciale alla data del consolidato o in alternativa inviano una situazione ad una data precedente in ogni caso non superiore a tre mesi antecedenti. Tale possibilità è esplicitamente prevista dal principio IAS28 par. 33-34 purché si tenga conto di eventuali operazioni o fatti significativi che siano intervenuti tra quella data e la data di riferimento del bilancio. Come detto al paragrafo precedente, la collegata Assicurazioni Generali, per la redazione del proprio bilancio consolidato, applicherà il nuovo principio IFRS9 a partire dal 1 gennaio 2023, in concomitanza con la prima applicazione del nuovo principio IFRS17 – Insurance contracts, che sostituirà l'attuale IFRS4 – Insurance Contracts. Sino a tale data il Gruppo Generali continuerà ad applicare il principio IAS39. Si segnala che sulla base del citato principio le riduzioni di valore del portafoglio AFS equity (azioni e quote di fondi) al superamento di determinate soglie quantitative o temporali, sono considerate evidenze di impairment, e devono essere riconosciute a conto economico (cd "recycling"). Il superamento di tali soglie è rilevato contabilmente in occasione della redazione del bilancio annuale e delle situazioni infrannuali redatte ai sensi dello IAS34. Gli effetti valutativi, se significativi, si considerano tra i fatti successivi meritevoli di modifica del reporting package.

SEZIONE 4

Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Non si segnalano eventi occorsi successivamente al 30 giugno 2021 che inducono a rettificare le risultanze esposte nel Bilancio consolidato al 30 giugno 2021.

Lo scorso 23 settembre la Capogruppo ha sottoscritto, con una primaria controparte di mercato, un'operazione di prestito titoli avente ad oggetto n. 70 milioni di azioni Assicurazioni Generali, pari al 4,4% del capitale sociale. L'operazione, della durata di circa 8 mesi e comunque almeno fino all'Assemblea di Assicurazioni Generali chiamata a rinnovare il Consiglio di Amministrazione, determina un aumento dei diritti di voto senza incrementare l'esposizione di rischio verso la Compagnia.

Alla Parte E – Rischio di credito – Paragrafo 6 "Impatti Covid-19" – è riportata la disclosure relativa ai vari interventi a sostegno della clientela a seguito dell'emergenza sanitaria (incluso moratorie e richieste di waiver sui covenants).

SEZIONE 5

Altri aspetti

Il Bilancio consolidato e il bilancio dell'impresa Capogruppo sono sottoposti a revisione contabile da parte della Società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A., ai sensi del D. Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 ed in esecuzione della delibera assembleare del 27 ottobre 2012, per gli esercizi dal 2013 al 2021.

A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

Includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ( 7 ).

Le attività finanziarie detenute per la negoziazione comprendono quelle attività finanziarie che sono state acquistate principalmente per la negoziazione. Comprendono i titoli di debito, i titoli di capitale, i finanziamenti oggetto di negoziazione ed il valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione, inclusi quelli incorporati in strumenti finanziari complessi (quali ad esempio obbligazioni strutturate) che sono oggetto di rilevazione separata.

( 7 ) Si veda quanto indicato alle pagine 130 – 146 della Parte A – Politiche contabili.

Le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value comprendono le attività finanziarie che non sono detenute per la negoziazione ma che sono obbligatoriamente valutate a fair value con impatto a conto economico in quanto non soddisfano i requisiti per la classificazione a costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. In particolare, a seguito delle precisazioni dell'IFRS Interpretation Committee, vi rientrano le quote di investimento (8 ).

La rilevazione iniziale avviene alla data di regolamento per i titoli e i finanziamenti e a alla data di sottoscrizione per i contratti derivati. Tali attività finanziarie sono iscritte in sede di prima rilevazione al fair value senza considerare i costi o i proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso che vengono contabilizzati a conto economico. Successivamente alla rilevazione iniziale continuano ad essere valorizzate al fair value e le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico. Gli interessi sugli strumenti obbligatoriamente valutati al fair value sono rilevati utilizzando il tasso contrattuale. I dividendi derivanti da strumenti di capitale sono rilevati a conto economico quando sorge il diritto di incassarli.

I titoli di capitale ed i correlati strumenti derivati, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile con i metodi sopra indicati sono valutati al costo (anche questa categoria rientra nel cosiddetto Livello3); nel caso in cui emergano riduzioni di valore, tali attività vengono adeguatamente svalutate sino al valore corrente delle stesse.

Gli utili e le perdite realizzati sulla cessione o sul rimborso nonché gli effetti (positivi e negativi) derivanti dalle periodiche variazioni di fair value vengono iscritti in conto economico nelle rispettive voci.

Nelle attività di negoziazione obbligatoriamente valutate al fair value sono altresì ricompresi i finanziamenti che non garantiscono la restituzione integrale del capitale in caso di difficoltà finanziaria della controparte e non superano il test SPPI. Il processo di svalutazione di queste posizioni è in linea con quello degli altri finanziamenti, dato che l'esposizione è essenzialmente riconducibile al rischio di credito, indicando l'esposizione lorda ed il relativo fondo svalutazione.

La voce include anche le attività finanziarie designate al fair value al momento della rilevazione iniziale. In tale fattispecie sono irrevocabilmente iscritte le attività finanziarie al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, la loro registrazione nella categoria elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

( 8 ) Il pronunciamento dell'IFRS Interpretation Committee esclude infatti la possibilità di trattare questi strumenti nell'ambito degli strumenti di capitale.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

Includono gli strumenti finanziari (principalmente titoli di debito) quando entrambe le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • gli strumenti sono detenuti con un modello di business che ha come obiettivo sia l'incasso dei flussi contrattuali che il ricavo derivante dalla vendita degli stessi;
  • i termini contrattuali soddisfano l'SPPI test.

Le attività finanziarie valutate a fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) sono iscritte al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale continuano ad essere valutate al fair value. Le variazioni di fair value sono iscritte in contropartita della redditività complessiva mentre gli interessi e gli utili e perdite da cambi sono rilevati a conto economico (come avviene per gli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato).

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (sia nel caso di titoli di debito che di crediti) sono soggette al conteggio delle expected losses/perdite attese (processo di impairment) alla stregua delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato con conseguente rilevazione a conto economico dell'eventuale rettifica di valore.

Gli utili e le perdite cumulative rilevate nella redditività complessiva sono riciclate a conto economico al momento della cancellazione dello strumento dal bilancio.

Nella categoria rientrano anche gli strumenti di capitale, non detenuti per la negoziazione, che soddisfano la definizione dello IAS32 e che in sede di prima rilevazione il Gruppo ha scelto di classificare irrevocabilmente in questa categoria. Trattandosi di strumenti di capitale non sono soggetti ad impairment e gli utili e le perdite rilevate sugli strumenti di capitale non vengono mai riversate a conto economico, neppure a seguito della cessione dello strumento. Per contro i dividendi sono rilevati a conto economico quando sorge il diritto di incassarli.

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Includono gli impieghi a favore della clientela e di banche, i titoli di debito e le operazioni in pronti termine che soddisfano le seguenti condizioni:

  • lo strumento finanziario è detenuto e gestito sulla base del modello di business Hold-to-collect, ossia con l'obiettivo di detenerlo per incassare i flussi finanziari contrattualmente previsti;
  • i flussi di cassa contrattuali rappresentano esclusivamente il pagamento di capitale ed interessi (e pertanto soddisfano i requisiti previsti dal cosiddetto SPPI Test).

In questa voce rientrano anche i crediti originati da operazioni di leasing finanziario le cui regole di valutazione e classificazione sono disciplinate dall'IFRS16 (cfr. infra) anche se ai fini valutativi vengono applicate le regole di impairment previste dall'IFRS9.

Il modello di business del Gruppo deve riflettere le modalità di gestione delle attività finanziarie a livello di portafoglio e non di singolo strumento sulla base di fattori osservabili a livello di portafoglio e non di singolo strumento quali:

  • modalità operative adottate dal management nella valutazione delle performance;
  • tipologia di rischio e modalità di gestione dei rischi assunti incluso gli indicatori di rotazione dei portafogli;
  • modalità di determinazione dei meccanismi di remunerazione dei responsabili della gestione.

Il modello di business è basato su scenari attesi ragionevoli (senza considerare ''worst case'' o ''stress case'') ed in presenza di andamenti dei flussi di cassa diversi da quelli previsti in fase iniziale, il Gruppo non è tenuto a cambiare la classificazione degli strumenti finanziari del portafoglio ma utilizza tali informazioni ai fini della classificazione dei nuovi strumenti finanziari ( 9 ).

All'atto della prima classificazione, il Gruppo procede altresì all'analisi dei termini contrattuali degli strumenti finanziari per verificare il superamento del test SPPI svolto a livello di strumento finanziario, prodotto o sotto-prodotto.

( 9 ) Tali considerazioni sono state riportate nelle politiche interne di gestione che, oltre a ribadire il collegamento tra business model e trattamento contabile, introducono soglie di frequenza e significatività per la movimentazione dei portafogli contabilizzati al costo ammortizzato.

A tal proposito, il Gruppo ha predisposto un processo standardizzato per lo svolgimento del test, prevedendo l'analisi dei finanziamenti tramite un apposito tool sviluppato internamente strutturato su alberi decisionali, a livello di singolo strumento finanziario o di prodotto in base al diverso grado di tailorizzazione. In caso di fallimento del test, il tool fornirà l'indicazione della classificazione delle attività al fair value con imputazione a conto economico (Fair Value Through Profit & Loss – FVTPL). La modalità di testing dei finanziamenti è differenziata tra retail e corporate a livello di prodotto per il primo comparto, analiticamente per singola erogazione per il secondo. Per l'analisi dei titoli di debito ci si avvale di un info provider esterno; nel caso in cui non fossero presenti le risultanze del test, l'analisi dello strumento verrà effettuata tramite l'SPPI tool. Laddove i flussi di cassa contrattuali dello strumento non siano rappresentati dal solo rimborso di capitale e pagamento di interessi sul valore residuo, il Gruppo procede, pertanto, obbligatoriamente alla classificazione dello strumento al fair value con impatti sul conto economico.

Alla data di rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono iscritte al fair value comprensivo dei costi/proventi direttamente imputabili alle singole operazioni e determinabili sin dall'origine ancorché liquidati in momenti successivi. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso separato da parte della controparte debitrice o inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

La valutazione viene fatta al costo ammortizzato (ossia il valore iniziale diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell'ammortamento - calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l'ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza) rettificato per tener conto delle perdite attese.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per i crediti a breve termine per i quali l'effetto attualizzazione risulta trascurabile; tali crediti vengono valorizzati al costo storico. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, al valore di prima iscrizione.

Il tasso effettivo originario di ciascun credito rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una rinegoziazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale al di sotto di quello di mercato ivi incluso il caso in cui il credito diventi infruttifero. La rettifica di valore è iscritta a conto economico.

Secondo quanto previsto dall'IFRS9, il modello di impairment prevede la classificazione delle attività finanziarie in tre distinti stadi di rischio o "Stage" (Stage 1, Stage 2, Stage 3), in funzione dell'evoluzione del merito creditizio del debitore, a cui corrispondono diversi criteri di misurazione delle perdite attese le attività finanziarie vengono suddivise in tre categorie:

  • Stage1: comprende le esposizioni alla data della prima rilevazione in bilancio e fintanto che non hanno subito un peggioramento significativo del merito creditizio; per questi strumenti la perdita attesa è da calcolare sulla base di eventi di default che sono possibili entro i 12 mesi dalla data di bilancio;
  • Stage2: comprende le esposizioni che, sebbene non deteriorate, hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale; nel passaggio da Stage1 a Stage2 occorre rilevare le perdite attese lungo la vita residua dello strumento;
  • Stage3: comprende le esposizioni deteriorate (impaired) secondo la definizione regolamentare. Al momento del passaggio a Stage3 le esposizioni sono soggette ad un processo di valutazione analitica, ossia la rettifica di valore viene calcolata quale differenza tra il valore di carico alla data (costo ammortizzato) ed il valore attuale dei flussi di cassa previsti, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario. I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di incasso atteso, del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie, dei costi che si ritiene debbano essere sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia in un'ottica forward looking che fattorizza scenari alternativi di recupero e di evoluzione del ciclo economico.

La policy del Gruppo per stabilire l'incremento significativo del rischio creditizio, tiene in considerazione elementi qualitativi e quantitativi di ciascuna operazione di credito o strumento finanziario, in particolare sono considerati elementi determinanti il riconoscimento di ''forbearance measure'', il criterio dei ''30 days past due'' o l'identificazione di altri backstop tipo il passaggio a watchlist secondo le regole del monitoraggio del rischio creditizio. Durante la pandemia Covid-19 e in linea con le indicazioni di EBA, BCE, Consob ed ESMA il Gruppo ha deciso di non applicare automatismi di classificazione a fronte di moratorie intervenute nell'ambito dei relativi programmi di supporto previsti dalla legge, da accordi delle associazioni di categoria o da analoghe iniziative volontarie adottate dalle singole società, come meglio precisato nella Parte E della Nota Integrativa. Il Gruppo, inoltre, ricorre in misura molto limitata all'approccio semplificato della cosiddetta ''low credit risk exemption''.

I POCI (Purchased or Originated Credit Impaired) sono crediti già deteriorati alla data di acquisto o erogazione. Alla data di prima iscrizione sono iscritti al costo ammortizzato sulla base di un tasso interno di rendimento calcolato sulla stima dei flussi di recupero del credito attesi alla data; i flussi attesi sono periodicamente aggiornati in base alle nuove evidenze e attualizzati utilizzando il predetto tasso interno di rendimento.

Dopo la rilevazione iniziale tutte le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato sono assoggettate al modello di impairment in base all'expected loss (perdite attese); la valutazione riguarda non solo le attività deteriorate ma anche le esposizioni in bonis.

L'impairment riguarda le perdite attese che si ritiene sorgeranno nei 12 mesi successivi alla data di riferimento del bilancio oppure, nel caso di un incremento significativo del rischio credito, le perdite che si ritiene sorgeranno lungo la vita residua dello strumento. Sia le perdite attese a 12 mesi che quelle sulla vita residua dello strumento possono essere calcolate su base individuale o collettiva in funzione della natura del portafoglio sottostante.

Le expected credit loss ( 10) sono rilevate e rilasciate solo nella misura in cui si sono verificate delle variazioni. Per quegli strumenti finanziari considerati in default il Gruppo rileva una perdita attesa sulla vita residua dello strumento (simile a quello indicato per lo Stage2); le rettifiche di valore vengono determinate per tutte le esposizioni suddivise nelle diverse categorie tenendo conto di informazioni previsionali che scontano fattori macroeconomici (forward looking).

Cancellazione di attività

Un'attività finanziaria deve essere eliminata dal bilancio se e solo se scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari da essa derivanti, oppure avviene un trasferimento dell'attività finanziaria nel rispetto delle circostanze ammesse dal principio IFRS9. In questo caso il Gruppo verifica che siano trasferiti i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari dell'attività o, alternativamente, siano mantenuti tali diritti, ma al tempo stesso sussista un'obbligazione contrattuale a pagare gli stessi ad uno o più beneficiari. Occorre infatti verificare che siano trasferiti sostanzialmente tutti i rischi e i benefici e, qualsiasi diritto e obbligazione, originati o mantenuti derivanti dall'operazione di trasferimento, vengono, se del caso, rilevati separatamente come

( 10) Si rimanda alla Sezione specifica sulla Qualità del credito della Parte E della Nota Integrativa per una più completa disanima dei criteri di staging e di applicazione dell'approccio forward looking, inclusiva degli adeguamenti introdotti a seguito dell'emergenza Covid-19

attività o passività. Se al contrario il Gruppo mantiene sostanzialmente tutti i rischi e i benefici, allora l'attività finanziaria deve continuare ad essere rilevata.

Infine, se il Gruppo non ha né trasferito, né mantenuto, tutti i rischi e i benefici, ma ha comunque mantenuto il controllo dell'attività finanziaria, questa continua ad essere contabilizzata nella misura del coinvolgimento residuo nella stessa.

Attualmente le principali operazioni poste in essere dal Gruppo che non determinano la cancellazione dell'attività sottostante sono quelle di cartolarizzazione crediti, operazioni di pronti contro termine e di prestito titoli. Per contro non sono iscritte le partite ricevute nell'ambito dell'attività di banca depositaria, remunerata attraverso l'incasso di una commissione, essendo tutti i relativi rischi e benefici trasferiti ai soggetti finali.

Nel caso di rinegoziazione delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, il Gruppo attua la cancellazione dello strumento esclusivamente nel caso in cui la rinegoziazione stessa comporta una modifica tale per cui lo strumento iniziale è diventato, nella sostanza, un nuovo strumento. In tali casi la differenza tra il valore di carico dello strumento originale ed il fair value del nuovo strumento viene rilevato a conto economico tenendo conto delle eventuali svalutazioni precedenti. Il nuovo strumento viene classificato nello stage1 ai fini del calcolo delle perdite attese (salvo quei casi in cui il nuovo strumento venga classificato tra i POCI).

Nel caso in cui la rinegoziazione non si traduca in flussi di cassa sostanzialmente differenti, il Gruppo non procede alla cancellazione dello strumento, tuttavia dovrà essere rilevata a conto economico la differenza tra il valore di carico originario e l'attualizzazione dei flussi di cassa attesi al tasso interno di rendimento originale (tenuto conto dell'eventuale fondo di svalutazione già presente).

Leasing (IFRS16)

La classificazione di un accordo come contratto di leasing ( 11) (o contenente un elemento di leasing) è basato sulla sostanza dell'accordo alla data di stipula. Un accordo è, o contiene, un leasing se prevede il soddisfacimento dell'uso di uno specifico bene (o beni) e conferisce il diritto ad utilizzare tale bene (o beni) – il cosiddetto Right of Use (RoU) – per un periodo di tempo stabilito e

( 11) I contratti di leasing in cui il Gruppo è locatore sono distinti tra leasing finanziario e leasing operativo. Un leasing è classificato come finanziario se trasferisce tutti i rischi e i benefici tipici della proprietà al conduttore. La contabilizzazione avviene con il metodo finanziario con l'iscrizione nell'Attivo di un credito il cui valore è pari all'importo erogato al netto delle quote capitale delle rate di leasing scadute e pagate da parte del locatario, nel conto economico vengono rilevati gli interessi attivi.

in cambio di un corrispettivo (Lease liabilities); nella definizione di leasing vi rientrano, pertanto, i contratti di affitto e noleggio a lungo termine.

Il diritto d'uso iscritto tra le "Attività materiali" è determinato dalla somma del valore attuale dei pagamenti futuri (che corrisponde al valore attuale della passività iscritta), dei costi diretti iniziali, degli eventuali canoni ricevuti in anticipo o alla data di decorrenza del leasing (maxicanone), degli eventuali incentivi ricevuti dal locatore, delle stime di eventuali costi di rimozione o di ripristino dell'attività sottostante al leasing.

Tale posta è fronteggiata da una passività, iscritta tra le "Passività valutate al costo ammortizzato", che corrisponde al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing attualizzati, così come previsto per il principio, al tasso di finanziamento marginale identificato dal Gruppo nel Tasso Interno di Trasferimento (TIT) alla data.

La durata del contratto di leasing deve considerare, non solo il periodo non annullabile stabilito dal contratto, ma le opzioni di proroga qualora sia ritenuto ragionevolmente certo il loro utilizzo; in particolare nel caso di facoltà di rinnovo tacito, dovranno essere considerati i comportamenti passati, l'esistenza di piani aziendali di dismissione dell'attività locata e ogni altra circostanza indicativa dell'esistenza della ragionevole certezza del rinnovo.

Successivamente all'iscrizione iniziale, il diritto d'uso è oggetto di ammortamento lungo la durata del leasing e, laddove ne sussistano le circostanze, di rettifiche di valore. La passività viene incrementata per la maturazione degli interessi passivi e progressivamente ridotta per effetto del pagamento dei canoni; in caso di modifica dei pagamenti la passività viene rideterminata in contropartita all'attività per diritto d'uso.

Nel caso di sub-leasing, ovvero qualora un contratto di affitto originario sia stato replicato con una controparte, e ricorrano le condizioni per classificarlo come leasing finanziario la passività relativa al leasing originario è fronteggiata da un credito nei confronti del sottoscrittore anziché dal valore d'uso.

Operazioni di copertura

Con riferimento alle operazioni di copertura il Gruppo ha scelto di adottare sin dal 1° luglio 2018 le disposizioni dell'IFRS9 e di non avvalersi dell'eccezione prevista ovvero continuare ad applicare a tali operazioni le regole dello IAS39.

Le tipologie di operazioni di copertura adottate dal Gruppo sono le seguenti:

  • copertura di fair value, volta a neutralizzare l'esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio;
  • copertura di flussi finanziari, volta a neutralizzare l'esposizione alle variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio;
  • copertura di investimenti esteri in valuta: attiene alla copertura dei rischi di un investimento in un'impresa estera espresso in valuta.

Affinché sia efficace la copertura deve essere effettuata con una controparte esterna al Gruppo.

I derivati di copertura sono iscritti e valutati al fair value; in particolare:

  • nel caso di copertura di fair value, la variazione del fair value dell'elemento coperto viene compensata dalla variazione del fair value dello strumento di copertura, entrambe rilevate a conto economico, ove emerge per differenza l'eventuale parziale inefficacia dell'operazione di copertura;
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value sono imputate a patrimonio netto per la quota efficace della copertura e a conto economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesti la variazione dei flussi di cassa da compensare.

Lo strumento derivato può essere considerato di copertura se esiste documentazione formalizzata circa la relazione univoca con l'elemento coperto e se questa risulti efficace nel momento in cui la copertura abbia avuto inizio e, prospetticamente, lungo la vita della stessa.

All'inizio della relazione di copertura, il Gruppo designa e documenta formalmente la relazione di copertura, indicando gli obiettivi di gestione del rischio e la strategia della copertura. La documentazione include l'individuazione dello strumento di copertura, dell'elemento coperto, della natura del rischio coperto e di come l'entità valuterà se la relazione di copertura soddisfi i requisiti di efficacia della copertura (compresa l'analisi delle fonti di inefficacia della copertura e di come essa determina il rapporto di copertura). La relazione di copertura soddisfa i criteri di ammissibilità per la contabilizzazione delle operazioni di copertura se, e soltanto se, tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:

– l'effetto del rischio di credito non prevale sulle variazioni di valore risultanti dal rapporto economico;

– il rapporto di copertura della relazione di copertura è lo stesso di quello risultante dalla quantità dell'elemento coperto che l'entità effettivamente copre e dalla quantità dello strumento di copertura che il Gruppo utilizza effettivamente per coprire tale quantità di elemento coperto. Tuttavia, tale designazione non deve riflettere uno squilibrio tra le ponderazioni dell'elemento coperto e dello strumento di copertura che determinerebbe l'inefficacia della copertura (a prescindere dal fatto che sia rilevata o meno) che potrebbe dare luogo a un risultato contabile che sarebbe in contrasto con lo scopo della contabilizzazione delle operazioni di copertura.

Copertura di fair value

Fintanto che la copertura di fairvalue soddisfa i criteri di ammissibilità, l'utile o la perdita sullo strumento di copertura deve essere rilevato nel conto economico o nelle altre componenti di conto economico complessivo se lo strumento di copertura copre uno strumento rappresentativo di capitale per il quale il Gruppo ha scelto di presentare le variazioni di fair value in OCI. L'utile o la perdita sull'elemento coperto vengono rilevate a rettifica del valore contabile della copertura con contropartita il conto economico, anche nei casi in cui l'elemento coperto è una attività finanziaria (o una sua componente) valutata al fair value con variazioni in OCI, tuttavia, se l'elemento coperto è uno strumento rappresentativo di capitale per il quale l'entità ha scelto di presentare le variazioni del fairvalue in OCI, gli importi restano nelle altre componenti di conto economico complessivo.

Se l'elemento coperto è un impegno irrevocabile non iscritto (o una sua componente), la variazione cumulata del fair value dell'elemento coperto conseguente alla sua designazione è rilevata come attività o passività con un utile o una perdita corrispondenti rilevati nell'utile (perdita) d'esercizio.

Coperture di flussi di cassa

Fintanto che soddisfa i criteri di ammissibilità la copertura di flussi di cassa è contabilizzata come segue:

– l'utile o la perdita sullo strumento di copertura e relative alla parte efficace è rilevata in OCI nella riserva di cash flow, mentre la parte di inefficacia è rilevata immediatamente a conto economico.

  • la riserva di cash flow è rettificata al minore importo tra:
    • l'utile o la perdita cumulati sullo strumento di copertura dall'inizio della copertura; e
    • la variazione cumulata del fair value (al valore attuale) dell'elemento coperto (ossia il valore attuale della variazione cumulata dei flussi finanziari futuri attesi coperti) dall'inizio della copertura;

L'importo accumulato nella riserva per la copertura dei flussi finanziari deve essere riclassificato dalla riserva per la copertura dei flussi finanziari nell'utile (perdita) d'esercizio come rettifica da riclassificazione nello stesso esercizio o negli esercizi in cui i flussi finanziari futuri attesi coperti hanno un effetto sull'utile (perdita) d'esercizio (per esempio, negli esercizi in cui sono rilevati gli interessi attivi o gli interessi passivi o quando si verifica la vendita programmata). Tuttavia, se l'importo costituisce una perdita e l'entità non prevede di recuperare tutta la perdita o una parte di essa in un esercizio o in più esercizi futuri, l'entità deve immediatamente riclassificare nell'utile (perdita) d'esercizio (come rettifica da riclassificazione), l'importo che non prevede di recuperare.

Coperture di investimenti esteri in valuta

Fintanto che soddisfa i criteri di ammissibilità la copertura dei flussi di cassa è contabilizzata come segue:

  • la parte di utile o perdita sullo strumento di copertura che risulta essere una copertura efficace deve essere rilevata nelle altre componenti di conto economico complessivo; e
  • la parte non efficace deve essere rilevata nell'utile (perdita) d'esercizio.

L'utile o la perdita cumulati sullo strumento di copertura relativi alla parte efficace della copertura che è stata accumulata nella riserva di conversione di valuta estera devono essere riclassificati dal patrimonio netto nell'utile (perdita) d'esercizio come rettifica da riclassificazione (cfr. IAS1) conformemente ai paragrafi 48-49 dello IAS21 concernenti la dismissione o la dismissione parziale della gestione estera.

Partecipazioni

La voce include le interessenze detenute in società controllate congiuntamente e collegate. Sono considerate società sottoposte a controllo congiunto (jointventures), le entità per le quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra il Gruppo e uno

o più altri soggetti, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Sono considerate società sottoposte ad influenza notevole (collegate), le entità in cui il Gruppo possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto ''potenziali'') o nelle quali - pur con una quota di diritti di voto inferiore - ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù della rappresentatività negli organi di gestione, senza tuttavia averne il controllo.

Il Gruppo utilizza il metodo del patrimonio netto per la valutazione di queste partecipazioni, pertanto le partecipazioni sono inizialmente iscritte al costo e successivamente aggiustate per riflettere le variazioni nelle attività nette di pertinenza del Gruppo rispetto alla data di acquisizione.

Dopo l'applicazione del metodo del patrimonio netto, se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora, in un esercizio successivo a quello in cui si è registrato una riduzione durevole di valore, si verifica una variazione delle stime utilizzate per la determinazione del valore recuperabile, il valore contabile della partecipazione sarà rivalutato a concorrenza del valore recuperabile e la rivalutazione costituirà una ripresa di valore.

A seguito della perdita di influenza notevole o controllo congiunto il Gruppo rileva e valuta qualunque quota ancora detenuta a fair value. Qualunque differenza tra il valore contabile della partecipazione alla data di Perdita dell'influenza notevole o controllo congiunto, il fair value della quota ancora detenuta ed il corrispettivo di cessione sarà rilevato a conto economico.

Attività materiali

Comprendono i terreni, gli immobili strumentali e di investimento, gli impianti tecnici, i mobili, gli arredi e le attrezzature di qualsiasi tipo. Sono, infine, inclusi i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di

un'attività materiale (per le società locatarie), le attività concesse in leasing operativo (per le società locatrici), ancorché la titolarità giuridica degli stessi resti in capo alla società locatrice.

Le attività detenute a scopo d'investimento si riferiscono agli eventuali investimenti immobiliari (in proprietà o in leasing finanziario) non strumentali e/o prevalentemente dati in locazione a soggetti terzi.

Include anche le attività materiali classificate in base allo IAS2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti.

Sono iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo pagato, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla posa in opera del bene. Le spese di manutenzione straordinaria vengono contabilizzate ad incremento del valore dei cespiti; quelle di manutenzione ordinaria sono rilevate a conto economico.

Le immobilizzazioni sono ammortizzate lungo la loro vita utile, a quote costanti, ad eccezione dei terreni che hanno vita utile indefinita. Qualora sul terreno insista un immobile ''cielo-terra'', il valore dei fabbricati viene iscritto separatamente sulla base di perizie di esperti indipendenti.

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infra- annuale, qualora si rilevi che un'attività possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico e quello aggiornato, pari al maggiore tra il fair value, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico. Ove successivamente vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si procede a effettuare una ripresa di valore, che non può eccedere il valore che l'attività avrebbe avuto al netto degli ammortamenti calcolati in assenza di precedenti perdite di valore.

Attività immateriali

Includono principalmente l'avviamento, il software applicativo ad utilizzazione pluriennale e le altre attività immateriali rinvenienti da operazioni di aggregazione aziendale soggette ad IFRS3R.

L'avviamento può essere iscritto qualora sia rappresentativo delle capacità reddituali future della società partecipata. Ad ogni chiusura contabile viene effettuato un test di verifica del valore dell'avviamento (12). L'eventuale riduzione di valore è determinata sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di realizzo, pari al maggiore tra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, e l'eventuale relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico.

Le altre attività immateriali sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo ove sia probabile che i futuri benefici economici attribuibili all'attività si realizzino ed il costo dell'attività stessa possa essere determinato attendibilmente. In caso contrario il costo dell'attività immateriale è rilevato a conto economico nell'esercizio in cui è stato sostenuto.

Il costo delle immobilizzazioni immateriali è ammortizzato a quote costanti sulla base della relativa vita utile. Se questa è indefinita non si procede all'ammortamento, ma solo alla periodica verifica dell'adeguatezza del valore di iscrizione.

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infra-annuale, in presenza di evidenze di perdite di valore, si procede alla stima del valore di realizzo dell'attività (13). L'ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell'attività ed il valore recuperabile.

Attività e passività fiscali

Le imposte sul reddito sono rilevate a conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci addebitate o accreditate direttamente a patrimonio netto. L'accantonamento per imposte sul reddito è determinato sulla base di una prudenziale previsione dell'onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito. In particolare, le imposte anticipate e quelle differite vengono determinate sulla base delle differenze temporanee - senza limiti temporali - tra il valore attribuito ad un'attività o ad una passività secondo i criteri civilistici ed i corrispondenti valori assunti ai fini fiscali.

( 12) Il Gruppo si è dotato di una politica per il processo di verifica di impairment allineata con quanto previsto dall'Organismo Italiano di Valutazione – OIV (Impairment test dell'avviamento in contesti di crisi finanziaria del 14 giugno 2012, Principi Italiani di Valutazione – PIV pubblicati nel 2015, Discussion Paper del 22 gennaio 2019, Discussion Paper n. 01/2021 emanato il 16 marzo 2021 dall'Organismo Italiano di Valutazione (O.I.V.) "L'uso di informazione finanziaria prospettica nella valutazione d'azienda", Discussion Paper n. 02/2021 emanato il 16 marzo 2021 dall'Organismo Italiano di Valutazione (O.I.V.) "Linee Guida per l'Impairment Test dopo gli effetti della pandemia da Covid-19), coi suggerimenti pubblicati dall'ESMA, le linee guida del documento congiunto Banca d'Italia, Consob, IVASS (documento n. 4 del 3 marzo 2010 e n. 8 del 3 marzo 2015) e le varie comunicazioni e Richiami di attenzione Consob.

( 13) Lo IAS36 prevede che la verifica della riduzione per perdita di valore sulle singole attività materiali ed immateriali (impairment test) debba essere svolta almeno una volta l'anno in sede di redazione di bilancio, o con cadenza anche più frequente in presenza di eventi o manifestazioni che inducono a ritenere vi sia stata una riduzione di valore (cd. "impairment indicators").

Le attività per imposte anticipate vengono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero.

Le passività per imposte differite vengono iscritte in bilancio, con la sola eccezione delle riserve in sospensione d'imposta, qualora la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consenta ragionevolmente di ritenere che non saranno effettuate d'iniziativa operazioni che ne comportino la tassazione.

Le imposte differite derivanti da operazioni di consolidamento sono rilevate qualora risulti probabile che esse si traducano in un onere effettivo per una delle imprese consolidate.

Le attività e le passività di natura fiscale vengono adeguate a fronte di eventuali modifiche intervenute nelle norme o nella misura delle aliquote applicate nonché per fare fronte agli oneri che potrebbero derivare da accertamenti o da contenziosi in essere con le autorità fiscali.

I contributi ai sistemi di garanzia dei depositi e meccanismi di risoluzione sono contabilizzati secondo quanto previsto dall'IFRIC21.

Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" le attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali e stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (quali le attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS9) per cui l'IFRS5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili a gruppi di attività in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

Fondi per rischi ed oneri

Riguardano i rischi connessi agli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate, quelli legati all'operatività del Gruppo che possano comportare oneri futuri nonché i fondi di quiescenza (cfr. infra).

Nel primo caso (fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate) la quantificazione avviene secondo le regole dell'impairment sulle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato.

Per gli altri fondi si applicano le regole IAS37, ossia il potenziale onere deve essere stimabile in maniera attendibile; laddove l'elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato; l'accantonamento è rilevato a conto economico.

I fondi accantonati sono periodicamente riesaminati e laddove il sostenimento di possibili oneri divenga improbabile gli accantonamenti vengono in tutto o in parte stornati a beneficio del conto economico.

Un accantonamento è utilizzato solo a fronte degli oneri per i quali è stato originariamente previsto.

Si precisa che come previsto dal par. 92 dello IAS37 non viene fornita indicazione puntuale delle eventuali passività potenziali, laddove questo possa arrecare pregiudizio alla società.

Trattamento di fine rapporto del personale e fondi di quiescenza

Il fondo trattamento di fine rapporto del personale si qualifica come un piano a contribuzione definita per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo del 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al Fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali.

Il TFR maturato fino al 1° gennaio 2007 si qualifica come un piano pensionistico a benefici definiti, e come tale viene iscritto sulla base del valore attuariale calcolato in linea con il metodo della Proiezione Unitaria, pertanto, la stima degli esborsi futuri viene effettuata sulla base di analisi storiche statistiche (ad esempio turnover e pensionamenti) e della curva demografica; tali flussi vengono quindi attualizzati sulla base di un tasso di interesse di mercato prendendo a riferimento il rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie e tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione.

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano anch'essi come piani a benefici definiti. In questo caso il valore attuale dell'obbligazione è rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili/perdite attuariali sono contabilizzati nel prospetto della Redditività Complessiva, la componente interessi viene invece rilevata a conto economico.

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Comprendono i Debiti verso banche, i Debiti verso clientela, i Titoli in circolazione al netto degli eventuali ammontari riacquistati. La voce include anche i debiti originati da operazioni di leasing finanziario le cui regole di valutazione e classificazione sono disciplinate dall'IFRS16 e che sono assoggettati alle regole di impairment previste dall'IFRS9. Per le regole di valutazione e classificazione dei crediti di leasing si rimanda allo specifico paragrafo.

La prima iscrizione - all'atto dell'incasso delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito - è effettuata al fair value pari all'importo incassato al netto dei costi di transazione direttamente attribuibili alle passività finanziarie. Dopo la rilevazione iniziale, le passività sono valutate al costo ammortizzato sulla base del tasso di interesse effettivo, ad eccezione delle passività a breve termine, che rimangono iscritte per il valore incassato.

I derivati eventualmente incorporati negli strumenti di debito strutturati vengono separati dal contratto primario ed iscritti al fair value quando questi non sono strettamente correlati allo strumento ospite. Le successive variazioni di fair value sono attribuite al conto economico.

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte anche in presenza di riacquisto di titoli precedentemente emessi. La differenza tra il valore contabile delle passività e quanto pagato per riacquistarle viene registrata a conto economico.

La cessione sul mercato di titoli propri riacquistati (anche attraverso operazioni di pronti contro termine e prestito titoli) è considerata come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di cessione, senza effetti a conto economico.

Passività finanziarie di negoziazione

Includono il valore negativo dei contratti derivati di trading e dei derivati impliciti presenti in eventuali contratti complessi. Sono incluse anche le passività per scoperti tecnici connessi all'attività di negoziazione di titoli. Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value e le variazioni sono rilevate a conto economico.

Passività finanziarie designate al fair value

Includono il valore delle passività finanziarie designate al fair value con contropartita il Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa stessa.

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

  • le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio Netto);
  • le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico;
  • gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico.

Passività finanziarie valutate al valore attuale dell'importo di rimborso

Rientrano le passività finanziarie originate da accordi di riacquisto di quote di minoranza nell'ambito dell'acquisizione di partecipazioni di controllo. Tali passività finanziarie, iscritte nella voce "80. Altre passività" dello stato patrimoniale, sono rilevate al valore attuale dell'importo di rimborso (present value of the redemption amount).

Operazioni in valuta

Le operazioni in valuta estera sono registrate applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Le attività e le passività denominate nelle divise diverse dall'euro sono valorizzate ai cambi correnti alla data di riferimento. Le differenze cambi relative a elementi monetari sono rilevate a conto economico; quelle relative a elementi non monetari sono rilevate coerentemente con il criterio di valorizzazione della categoria di appartenenza (costo, a conto economico o a patrimonio netto).

Le attività e le passività dell'entità estere consolidate integralmente sono convertite al tasso di cambio alla data di riferimento della situazione contabile, mentre le voci del conto economico sono convertite utilizzando la media dei cambi medi mensili del periodo; le differenze che emergono successivamente alla conversione sono imputate tra le riserve da valutazione del Patrimonio Netto.

Stock option, performance shares e Long Term Incentive

I piani di stock option, performance shares e Long Term Incentive (LTI) a favore di dipendenti e collaboratori del Gruppo rappresentano una componente del costo del lavoro.

I piani che prevedono il regolamento mediante assegnazione di azioni sono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione ripartendo il costo del piano lungo il periodo in cui i requisiti di servizio, e gli eventuali obiettivi di prestazione, sono soddisfatti.

Il costo complessivo del piano è rilevato in ogni esercizio sino alla data di maturazione del piano in modo da riflettere la migliore stima del numero di azioni che giungerà a maturazione. Condizioni di servizio ed obiettivi di prestazione non vengono presi in considerazione nel determinare il fair value degli strumenti oggetto di assegnazione, ma la probabilità di raggiungimento di tali obiettivi viene stimato dal Gruppo e concorre alla determinazione del numero di strumenti che giungeranno a maturazione. Eventuali condizioni di mercato saranno invece inclusi nella determinazione del fair value, mentre condizioni che non sono correlate ad un requisito di servizio sono considerate ''non vesting conditions'' e sono riflesse nella determinazione del fair value degli strumenti e comportano l'immediata rilevazione del costo complessivo del piano a conto economico in assenza di condizioni di servizio e/o obblighi di prestazione.

Nel caso di mancato raggiungimento degli obblighi di prestazione o servizio, e conseguente mancata assegnazione del beneficio, il costo del piano sarà stornato. Nel caso, invece, del mancato raggiungimento di eventuali obbiettivi di mercato, il costo dovrà essere rilevato integralmente se le altre condizioni sono soddisfatte.

In caso di modifica del piano il costo minimo da rilevare è il fair value alla data di assegnazione del piano ante modifica se le condizioni di maturazione originali risultano soddisfatte. Un costo addizionale, determinato alla data di modifica del piano, deve essere rilevato qualora la modifica abbia comportato un incremento del fair value complessivo del piano per il beneficiario.

Per piani che alla scadenza saranno regolati in contanti, il Gruppo rileva un debito per un importo pari al fair value del piano misurato alla data di assegnazione del piano ed a ogni data di bilancio, fino ed includendo la data di regolamento, con le variazioni rilevate nel costo del lavoro.

Azioni proprie

Le azioni proprie detenute sono dedotte dal patrimonio netto. Gli eventuali utili/ perdite realizzati in caso di cessione vengono anch'essi rilevati a patrimonio netto.

Commissioni da servizi

Includono tutti i ricavi derivanti dall'erogazione di servizi alla clientela con l'eccezione di quelli relativi a strumenti finanziari, contratti di leasing e contratti assicurativi.

I ricavi derivanti da contratti con la clientela sono rilevati a conto economico quando il controllo del servizio è trasferito al cliente e per un importo che riflette il corrispettivo a cui il Gruppo ritiene di avere diritto in cambio del servizio offerto.

Ai fini della rilevazione dei ricavi il Gruppo analizza i contratti al fine di stabilire se questi contengano più di un obbligo di prestazione a cui allocare il prezzo di transazione. I ricavi vengono poi rilevati lungo l'arco temporale di erogazione del servizio, utilizzando opportuni metodi per determinare la misura in cui il servizio è stato erogato. Il Gruppo tiene anche in considerazione gli effetti di eventuali corrispettivi variabili e l'esistenza di una significativa componente finanziaria.

In presenza di costi incrementali sostenuti per il conseguimento del contratto o per dare esecuzione al contratto, laddove tali costi soddisfano i requisiti dell'IFRS15, il Gruppo valuta se capitalizzare gli stessi per poi ammortizzarli lungo la durata del contratto oppure usufruire dell'esemplificazione prevista dall'IFRS15 di spesare immediatamente tali costi nei casi in cui il periodo di ammortamento di suddetti costi avverrebbe entro 12 mesi.

Dividendi

I dividendi sono rilevati a conto economico nel corso dell'esercizio in cui ne viene deliberata la distribuzione; riguardano le distribuzioni rivenienti da titoli di capitale che non rientrano nelle partecipazioni collegate e/o joint venture valutate in base alle disposizioni dello IAS28.

Riconoscimento dei costi

I costi sono rilevati a conto economico coerentemente con la contabilizzazione dei relativi ricavi ad eccezione dei casi in cui siano presenti i requisiti previsti per la capitalizzazione e quando previsto per la determinazione del costo ammortizzato. Gli eventuali altri costi non associabili a ricavi vengono contabilizzati immediatamente a conto economico.

Parti correlate

Le parti correlate definite anche sulla base del principio IAS24, sono:

  • a) i soggetti che, direttamente o indirettamente, esercitano influenza notevole sull'Istituto;
  • b) gli azionisti con partecipazione pari o superiore al 3% del capitale di Mediobanca (14);
  • c) le società controllate dall'Istituto;
  • d) le società collegate, le joint venture e le entità controllate dalle stesse;
  • e) i dirigenti con responsabilità strategiche, ossia quei soggetti ai quali sono attribuiti poteri e responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della Capogruppo, compresi gli amministratori e i componenti del collegio sindacale;
  • f) le entità controllate, controllate congiuntamente da uno dei soggetti di cui alle lettere a) ed e) e le joint venture dei soggetti di cui alla lettera a);
  • g) gli stretti familiari dei soggetti di cui alle lettere a) ed e), ossia quei soggetti che ci si attende possono influenzare, o essere influenzati, nei loro rapporti con Mediobanca (questa categoria può includere i figli, il coniuge e i suoi figli, il convivente more uxorio e suoi figli, le persone a carico del soggetto, del coniuge nonché del convivente more uxorio) nonché le entità controllate o controllate congiuntamente.

A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie

A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, valore contabile e interessi attivi

Tipologia di
strumento
finanziario
Portafoglio di
provenienza
Portafoglio di destinazione Data di riclassificazione Valore di
bilancio
riclassificato
(€ migliaia)
Interessi attivi
registrati nell'esercizio
(ante imposte)
Titoli di debito Attività disponibili
per la vendita
Attività finanziarie valutate
al costo ammortizzato
esercizio 2010/11 48
Totale 48

( 14) Ad esclusione dei market makers e dei gestori del risparmio, anche esteri che, nell'esercizio dell'attività di gestione di fondi collettivi, non si ripromettano di intervenire attivamente nella gestione della società cui sono investitori.

A.4 - Informativa sul fair value

INFORMATIVA DI NATURA QUALITATIVA

Premessa

Il par. 24 dell'IFRS13 definisce fair value (valore equo) il corrispettivo che potrebbe essere ricevuto per vendere un'attività, o pagato per trasferire una passività nel mercato principale, in una transazione ordinaria tra controparti di mercato.

Nel caso di strumenti finanziari quotati in mercati attivi il fair value è determinato a partire dalle quotazioni ufficiali del mercato principale, oppure il più vantaggioso, al quale il Gruppo ha accesso; gli strumenti in questione si dicono essere prezzati a Mark to Market. Un mercato è attivo se le operazioni relative all'attività o alla passività si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa.

In assenza di quotazione su un mercato attivo o in assenza di un regolare funzionamento del mercato (quando il mercato non ha un sufficiente e continuativo numero di transazioni, spread denaro-lettera e volatilità non sufficientemente contenute) vengono utilizzati modelli valutativi alimentati da input di mercato, in particolare:

  • valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche;
  • calcoli di flussi di cassa scontati;
  • modelli di determinazione del prezzo di derivati, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, prudenzialmente rettificati per tenere conto dell'illiquidità di taluni dati di mercato nonché degli altri rischi connessi ad operazioni specifiche (reputazionale, di sostituzione, ecc.).

In assenza di input di mercato i modelli valutativi saranno basati su dati stimati internamente.

Ad ulteriore garanzia dell'oggettività delle valutazioni rivenienti da modelli valutativi, il Gruppo pone in essere processi di verifica indipendente del fair value (Independent Price Verification o IPV): un'unità indipendente da quelle che assumono esposizione al rischio ha il compito di verificare giornalmente le valutazioni dei singoli strumenti finanziari utilizzando come riferimento i dati contribuiti da terze fonti indipendenti.

Contesto Macroeconomico

L'esercizio è stato caratterizzato da una forte ripresa dei mercati, a partire da novembre, in seguito alla calendarizzazione del piano vaccinale anti Covid-19 e della forte liquidità immessa sul mercato; tutto questo ha generato una diminuzione dell'incertezza dei parametri di input con un progressivo ritorno ad una situazione di mercato pre-Covid che ha impattato positivamente il processo di determinazione del fair value.

Attività di Remediation

Il framework del fair value è stato oggetto di una On Site Inspection on Valuation Risk nell'ambito di una campagna BCE che ha visto coinvolti i principali operatori europei. Durante questo processo sono emerse alcune aree di miglioramento su gerarchia del fair value ed applicazione della regola del day one profit nonché sulla modalità di calcolo e verifica del fair value (Fair Value Adjustment e Independent Price Verification) ai fini del capitale (Prudent Value Adjustment) e delle valorizzazioni contabili.

Pur se in attesa della Recommendation Letter da parte del JST, il Gruppo ha deciso di intervenire prontamente per migliorare il framework del fair value ex IFRS13 indirizzando gran parte dei finding emersi, rimuovendo quanto più possibile gli interventi basati su approcci expert based; ulteriori attività sono state programmate per il prossimo esercizio, incluso il piano di remediation che sarà comunicato da BCE.

Processi di IPV e Prudent Valuation (PVA)

Il processo di verifica indipendente dei prezzi degli strumenti finanziari (Independent Price Verification – IPV) si articola nella definizione delle metodologie di controllo, escalation e reporting per la verifica della valorizzazione delle posizioni valutate al fair value per gli strumenti in proprietà e quelli ricevuti in garanzia.

Il Gruppo Mediobanca, in conformità alla Circolare Banca d'Italia 285/2013, si è dotato di una "Politica di Gruppo in tema di Independent Price Verification" che illustra la struttura del processo di certificazione da un punto di vista gestionale e contabile.

Lo stesso processo include "le norme tecniche di regolamentazione per la Prudent Valuation" (15) disciplinate dalla Normativa Comunitaria (16) affinché la valorizzazione delle posizioni contabilizzate al fair value (del book di banking con impatti sul patrimonio e trading) vengano svolte con un grado di certezza adeguato.

In particolare gli input necessari alla valutazione degli strumenti finanziari devono essere controllati da unità indipendenti con l'obiettivo di fornire una valutazione che sia il più possibile allineata alle condizioni di mercato e alle logiche prudenziali richieste (17).

A tal fine il Gruppo si è dotato di un manuale che riepiloga tutti i prodotti valutati al fair value, con le modalità di valutazione utilizzate e gli input necessari ai fini del calcolo dei Prudent Value Adjustment (PVA).

Tutto il processo di IPV e Prudent Valuation è sottoposto al controllo da parte della funzione di internal audit di Gruppo.

Nel corso dell'esercizio si è sostanzialmente completata la copertura dell'intero portafoglio di negoziazione e degli input utilizzati per la valorizzazione.

Tutto questo ha permesso di incrementare il numero e la frequenza degli aggiustamenti di fair value, con impatto a conto economico, conseguenti l'attività di IPV, anche a seguito del mismarking di volatilità, correlazione e dividendi ricorrendo ad info provider alternativi.

Gerarchia del fair value

In linea con l'IFRS13 e la Circolare n. 262 di Banca d'Italia, il fair value delle attività e delle passività finanziarie e non deve essere riportato secondo una gerarchia basata sulla qualità dei parametri di input utilizzati (18) per la sua determinazione.

In particolare, le attività e passività finanziarie valutate al fair value devono essere classificate in livelli che danno priorità decrescente a valutazioni basate su parametri di mercato diversi: la priorità più alta (Livello1) è assegnata alle valutazioni basate su prezzi quotati (non rettificati) su un mercato attivo per

( 15) La valutazione a fini prudenziali implica lo stress di alcuni parametri di mercato utilizzati nei modelli di valutazione e relativi adjustment al Fair Value con effetti esclusivamente sul Patrimonio di Vigilanza e sui ratio patrimoniali

( 16) Ex art. 105 della Capital Requirements Regulation recepito dal Regolamento (UE) N. 575/2013 e richiamato nel Regolamento Delegato (UE) 2016/101. ( 17) Par. 2 e 8 ax art. 105 CRR.

( 18) IFRS13 par. 73 "la valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l'input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione" e par. 74: "La gerarchia del fair value dà priorità agli input delle tecniche di valutazione, non alle tecniche valutative usate per calcolare il fair value". Per maggiori approfondimenti si veda il principio IFRS13 par. 72-90.

attività o passività identiche; la priorità più bassa (Livello3) a quelle derivate in misura significativa da parametri non osservabili.

In particolare si distinguono i seguenti livelli:

  • Livello1: valorizzazioni basate su quotazioni (univoche e senza aggiustamenti) rilevate su un mercato attivo per il singolo strumento finanziario oggetto di valutazione.
  • Livello2: valorizzazioni basate su tecniche di valutazione alimentate da input che sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato. In questo caso il fair value è misurato attraverso un comparable approach o attraverso l'utilizzo di un modello di pricing di norma utilizzato dagli altri operatori finanziari e che utilizzi input osservabili sul mercato o stimati internamente ma con impatto limitato sul fair value.
  • Livello3: valorizzazioni basate su tecniche di valutazione alimentate da input significativi non osservabili sul mercato e/o modelli di pricing complessi e soggetti a incertezza. In questo caso il fair value, è determinato sulla base di assunzioni sui flussi futuri di cassa che potrebbero portare a stime differenti per lo stesso strumento finanziario tra valutatori differenti.

Nei casi in cui i dati di input utilizzati per la valutazione di una attività o passività abbiano diversi livelli, la determinazione del livello di fair value è guidata dalla significatività del dato di input (IFRS13, par. 73).

Fair Value Adjustment

Il fair value adjustment è definito come quella quantità da aggiungere o sottrarre al prezzo osservato sul mercato o al prezzo teorico generato dal modello al fine di assicurare che il fair value rifletta il prezzo di realizzo di una transazione di mercato effettivamente possibile. In linea con le best practices di mercato nel corso dell'esercizio si è sostanzialmente completato l'allineamento di tutti gli aggiustamenti di fair value alle categorie prudenziali definite nell'articolo 105 della CRR (cd. "Prudent Valuation"). Tale processo ha comportato l'introduzione di ulteriori aggiustamenti.

Il nuovo perimetro di fair value adjustments in particolare attualmente comprende:

Close-Out Costs; indica l'incertezza relativa al costo della liquidità in cui la Banca può incorrere in caso di smobilizzo, parziale o totale, di una posizione valutata al fair value;

  • Investing and Funding Costs: riflette i costi di finanziamento o rifinanziamento di una posizione valutata al fair value;
  • Market Price Uncertainty: rappresenta l'incertezza della valorizzazione basata sulle quotazioni di mercato;
  • Concentrated Positions: riflette l'incertezza nella valutazione del prezzo di uscita per le posizioni definite come concentrate;
  • Model Risk: aggiustamenti volti a mitigare il rischio di un disallineamento con la market practice nella valutazione di un prodotto relativamente alla scelta e implementazione del relativo modello di pricing.

Gli aggiustamenti di fair value sono fondamentali per allineare la valutazione del singolo strumento finanziario all'effettivo exit price tenuto conto del livello di liquidità dei mercati, dell'incertezza dei parametri di valutazione e del costo del funding.

Come detto il processo di allineamento alla riserve contabili a quelle della Prudent Valuation si è pressochè concluso nell'esercizio attraverso:

  • l'introduzione di un aggiustamento di Close Out Costs (19) al fine di allineare il fair value all'exit price;
  • l'introduzione per i certificate autocallable di una correzione per il Model Risk al fine di mitigare eventuali fenomeni di mispricing;
  • la revisione degli aggiustamenti di Market Price Uncertainty estendendo l'utilizzo di info provider di controllo a nuove classi di parametri di mercato divenute rilevanti.

Credit/Debt e Funding Valuation Adjustment (CVA/DVA/FCA)

Gli adeguamenti su credito (CVA- Credit Value Adjustment) e debito (DVA - Debt Value Adjustment) sono incorporati nella valutazione dei derivati per riflettere l'impatto sul fair value del rischio di credito della controparte e della qualità del credito della Banca, rispettivamente:

– il CVA è una quantità negativa che tiene in considerazione gli scenari in cui la controparte possa fallire prima della Banca in presenza di un credito (MTM positivo) nei confronti della controparte;

( 19) Come previsto dall'IFRS13, l'aggiustamento è calcolato, per ciascun fattore di rischio considerato, come semi-bid/ask del dato di mercato moltiplicato per l'esposizione allo strumento cui il dato si riferisce.

– il DVA è una quantità positiva che tiene in considerazione gli scenari in cui la Banca possa fallire prima della controparte in presenza di un debito (MTM negativo) nei confronti della controparte.

CVA e DVA sono calcolati tenendo in considerazione gli eventuali accordi di mitigazione del rischio di controparte, in particolare gli accordi di collateral e di netting per ogni singola controparte.

La metodologia CVA/DVA utilizzata dalla Banca si basa sui seguenti input:

  • Profili di esposizione positivi (EPE) e negativi (ENE) della valorizzazione dei derivati derivanti da tecniche di simulazione;
  • PD (probabilità di default) derivata dalle probabilità di default storiche o implicite nelle quotazioni di mercato di Credit Default Swap o titoli obbligazionari;
  • LGD (Loss Given Default) basata sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento della controparte e definito da apposite analisi della Banca stessa o dai tassi di recupero utilizzati convenzionalmente per le quotazioni dei Credit Default Swap.

Il fair value dei derivati non collateralizzati può essere influenzato dal costo del funding della Banca; per tener conto di questa variabile vengono calcolati degli aggiustamenti per il differente costo del funding (Funding Value Adjustment) utilizzando una curva di discounting rappresentativa del livello medio di funding delle banche attive nel mercato europeo dei derivati corporate.

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione ed input utilizzati

Di norma il Gruppo massimizza l'utilizzo di prezzi di mercato (Livello1) o modelli con input osservabili (Livello2).

Sono tuttavia classificati a Livello3 tutti gli strumenti nel cui fair value è prevalente la componente imputabile a input non osservabili (come, ad esempio, la volatilità implicita oltre certe soglie di osservabilità, o la correlazione sia equity che credito) oppure sono presenti degli aggiustamenti che modificano in modo significativo i parametri di input più liquidi utilizzati (20).

( 20) Ex par. 73 e 75 IFRS13. Per approfondimenti sul tema si faccia riferimento alla sezione A.5.

Tutti gli strumenti di Livello3 sono oggetto di ulteriori procedure di verifica del prezzo, che comprendono: la revisione dei dati storici rilevanti, l'analisi dei profitti e delle perdite, la valutazione individuale di ciascuna componente di un prodotto strutturato e il benchmarking. Questo approccio prevede l'utilizzo di parametri soggettivi e di giudizi basati sull'esperienza e, di conseguenza, può richiedere aggiustamenti alle valutazioni che tengano conto del bid-ask spread, della liquidità o del rischio di controparte, oltre che della tipologia del modello di valutazione adottato. In ogni caso tutti i modelli di valutazione, compresi quelli sviluppati internamente, sono testati in modo indipendente e validati da funzioni della Banca differenti garantendo così una struttura di controllo indipendente. In modo analogo, la struttura di Independent Price Verification esegue un controllo indipendente dei parametri utilizzati, eseguendo un confronto con input similari provenienti da fonti differenti.

Input nella determinazione del Livello di fair value

L'Istituto nel corso dell'esercizio ha sviluppato ulteriormente i processi di classificazione nei livelli di fair value sempre più incentrati sull'analisi dei parametri sottostanti agli strumenti in assenza di un prezzo di quotazione su un mercato attivo.

Di seguito la descrizione dei principali input utilizzati nella determinazione dei livelli di fair value:

  • Prezzi: gli strumenti scambiati su un mercato regolamentato o per i quali siano disponibili quotazioni per scambi bilaterali, sono valorizzati mediante prezzi ricavati da info provider;
  • Tassi di interesse / Tassi swap inflattivi: sono gli input di valutazione degli strumenti derivati che prevedono lo scambio di flussi fra due controparti. Il tasso di interesse rappresenta l'attesa del mercato circa l'andamento dei tassi futuri ed è quotato per differenti scadenze. Il tasso swap sull'inflazione rappresenta l'attesa del mercato circa l'andamento dell'inflazione nel futuro. L'illiquidità di questi input ha un impatto diretto sulla valutazione di un titolo di debito o di un derivato;
  • Repo rates: tasso di interesse applicato ad operazioni di pronti contro termine su titoli;
  • Volatilità: è una misura delle aspettative circa la variabilità delle quotazioni di mercato rispetto a determinati parametri. Esse possono essere quotate direttamente oppure possono essere desunte dai prezzi di strumenti quotati. Le volatilità possono fare riferimento, tra le altre, a diverse tipologie di sottostanti (azioni/indici, tassi di interesse: cap/floor o swaption, tassi di cambio, inflazione);

  • Correlazione: misura la relazione esistente tra i movimenti di due variabili ed è un input nella valutazione di un prodotto derivato dove il payoff è determinato da molteplici fattori di rischio/sottostanti;
  • Dividendi: i dividend yield di strumenti equity sono una stima dei possibili rendimenti che tali strumenti offriranno nel futuro in termini di cash flows. Il rendimento e la periodicità dei dividendi rappresenta il parametro più significativo per la determinazione del fair value di strumenti sensibili al prezzo forward di un'azione;
  • Credit spreads: rappresentano la stima del rischio di insolvenza di una controparte e sono quotati rispetto a un benchmark; gli spread di credito si riferiscono ad una estesa varietà di sottostanti (indici e single names), regioni, settori, maturity e qualità di credito (high-yield e investment-grade). L'ampio spettro di questa categoria è la ragione dell'ampiezza dei range degli input non osservabili.

Attività e Passività misurate al fair value su base ricorrente

Di seguito si riportano le informazioni sulle tecniche di valutazione e gli input utilizzati per le Attività e Passività misurate al fair value su base ricorrente distinti per livello di fair value.

Livelli1

In questo livello di gerarchia rientrano tutti gli strumenti che sono negoziati in mercati listati o per i quali siano presenti delle quotazioni su base continua. Nel primo caso rientrano strumenti equity cash, fondi e derivati listati (21) (futures ed opzioni con sottostante sia equity sia tassi di interesse e titoli di stato) negoziati in mercati regolamentati per i quali è quindi presente un prezzo di chiusura ufficiale. Nella seconda categoria rientrano i titoli di debito liquidi per i quali siano quindi disponibili quotazioni in modo continuativo e Asset Backed Securities e CLO per i quali siano disponibili quotazioni eseguibili alla data di rilevazione.

Livelli2

– Titoli obbligazionari: sono classificati di Livello2 i titoli scambiati su mercati meno liquidi che evidenziano bid/ask spread oltre livelli adeguati e gli strumenti non scambiati in mercati attivi che sono valutati a Mark to

( 21) A patto che la quotazione, in seguito al processo di IPV, sia considerata effettivamente liquida.

Model utilizzando delle curve di credit spread impliciti derivate da strumenti di Livello1 o Livello2 a cui viene aggiunto uno spread per tener conto della loro illiquidità. Il modello massimizza l'uso di parametri osservabili e minimizza l'uso dei parametri non osservabili. In questo senso, solo in caso di rappresentatività della curva di credit spread applicata, le obbligazioni sono classificate come Livello2. Nella valutazione a fair value possono essere applicate delle rettifiche di valore (fair value adjustments) al fine di far fronte all'incertezza di valutazione insita nell'utilizzo di tecniche di valutazione alternative all'utilizzo di prezzi di mercato (Mark to Market);

  • Derivati: il fair value dei derivati non scambiati su un mercato attivo deriva dall'applicazione di tecniche di valutazione denominate Mark to Model. In base a quanto definito nei paragrafi 3, 61 e 67 dell'IFRS13 l'Istituto privilegia l'utilizzo di modelli che massimizzano l'uso di parametri osservabili che sono da preferire rispetto a modelli in cui è prevalente l'uso di parametri non osservabili. Quando è presente un mercato attivo per i parametri di input al modello valutativo delle differenti componenti del derivato, il fair value viene determinato in base alle quotazioni di mercato delle stesse. Quindi un derivato OTC che utilizzi principalmente input osservabili derivanti da strumenti di Livello1 (prezzi quotati come stabilito nei paragrafi 76-80 dell'IFRS13) o Livello2 (ad esempio curve di tasso, volatilità implicite e credit spread come descritto nel paragrafo 82 dell'IFRS13) viene classificato a Livello2. Tra questi derivati sono compresi:
    • Strumenti Plain Vanilla come, a titolo di esempio, opzioni con sottostante equity o tassi di cambio, interest rate swap, cap&floor, credit default swap e credit defaul index;
    • Strumenti esotici che utilizzano modelli più complessi come ad esempio exotic equity options, forex strutturati inclusi i derivati embedded in note emesse dall'istituto le cui caratteristiche replicano quelle di cui sopra;
    • Emissioni Certificates con sottostanti derivati di credito o azioni (basket di indici azionari o single name) ivi incluso il rischio di credito dell'emittente che rientra nel computo totale del fair value. Nel caso in cui l'IPV faccia emerge un elevato grado di incertezza degli input utilizzati tali emissioni vengono classificate a Livello3 (di norma riguarda incertezza su correlazione (22), volatilità o dividendi futuri).

( 22) Ad esempio nel caso di emissioni certificate con sottostanti derivati autocallable su basket di titoli azionari. Tali strumenti presentano un grado di incertezza in termini di correlazione tra i componenti del basket azionario con un impatto ritenuto significativo sul fair value dello strumento.

Tutti gli strumenti classificati di Livello2 devono comunque mostrare una componente predominante di input osservabili utilizzati nel calcolo del fair value.

L'osservabilità di un parametro di input riguarda non solo la tipologia di prodotto, ma anche l'adeguatezza dei parametri utilizzati; diventa così rilevante la disponibilità di quote e la scadenza.

Livelli 3

  • Titoli obbligazionari: sono classificati a Livello3 sia gli strumenti il cui fairvalue è determinato utilizzando prezzi non eseguibili quali gli strumenti non scambiati in mercati attivi che sono valutati a Mark to Model utilizzando delle curve di credit spread impliciti derivate da strumenti di Livello1 o Livello2 a cui viene aggiunto uno spread per tener conto della loro illiquidità non osservabile. Nella valutazione a fair value possono essere applicate delle rettifiche di valore (fair value adjustments) al fine di far fronte all'incertezza di valutazione insita nell'utilizzo di tecniche di valutazione alternative all'utilizzo di prezzi di mercato (Mark to Market);
  • Asset Backed Securities, CLO e loan: il processo di valutazione fa affidamento su info provider che operano come collettori di quotazioni di mercato. Di base gli ABS sono di Livello3 ad eccezione di quelli per cui si rileva in maniera continuativa una contribuzione eseguibile in bid/ask con le relative quantità, nel qual caso vengono classificati di Livello1.
  • Esposizioni creditizie che, in base alle caratteristiche dei flussi di cassa, sono valutate al fair value (non superamento del SPPI test dell'IFRS9 - Solely Payments of Principal and Interests): vengono adottate metodologie di valutazione specifiche che tengono conto delle caratteristiche della singola esposizione, cercando di massimizzare l'utilizzo di dati di mercato osservabili;
  • Titoli di capitale: i titoli di capitale sono assegnati al Livello1 quando è disponibile una quotazione su un mercato attivo considerato liquido e al Livello3 quando non vi sono quotazioni o le quotazioni sono state sospese a tempo indeterminato e per i quali si ricorre ad un modello interno per la determinazione del fair value. Alcuni titoli di capitale residuali, per i quali non è possibile determinare il fair value in maniera attendibile con i metodi sopra indicati, sono valutati al costo;
  • Fondi di investimento: la Banca detiene fondi di investimento che forniscono il Net Asset Value (NAV) per quota (viene utilizzato l'ultimo NAV disponibile, non più vecchio di 6 mesi, rettificato per eventuali versamenti, per investimenti e distribuzioni successivi alla data di riferimento del NAV), inclusi fondi comuni,

fondi private equity, hedge funds (compresi fondi di fondi) e fondi immobiliari. I Fondi sono classificati generalmente come Livello1 quando è disponibile una quotazione su un mercato attivo (NAV giornaliero), altrimenti Livello3;

  • Derivati: quando la valutazione di un derivato OTC risulta significativamente influenzata da parametri non osservabili allora questo è classificato a Livello3. Tra questi derivati sono compresi:
    • Strumenti Plain Vanilla come opzioni con sottostante equity con lunga scadenza o con dividendi su cui non vi è un consensus di mercato e opzioni su equity basket (indici e single name);
    • Emissioni Certificates che presentano un grado di incertezza di parametri tale da condizionare l'intero fair value dello strumento, come ad esempio la correlazione tra i componenti del basket azionario sottostante gli autocallable su basket di titoli azionari (23);
    • Strumenti esotici che utilizzano modelli complessi (exotic options) o taluni pay-off su tassi di cambio i cui input di valutazione non siano direttamente osservabili, incluso i derivati embedded in obbligazioni emesse;
    • CDO Tranche su basket bespoken, per i quali non sono disponibili quotazioni di mercato da cui inferire il dato di correlazione utilizzato nella valorizzazione.

Attività e passività valutate al fair value su base non ricorrente

Gli strumenti finanziari valutati al fair value su base non ricorrente (compresi debiti e crediti verso la clientela e verso banche) non sono valorizzati al fair value.

Il fair value è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste d'informativa al mercato e non ha impatto sul valore d'iscrizione a bilancio o in termini di effetti a conto economico o sul patrimonio. Di norma questi strumenti non vengono scambiati e pertanto la determinazione del fair value è basata su parametri interni generalmente non direttamente osservabili sul mercato.

Per i finanziamenti alle imprese il fair value è calcolato attraverso il metodo del Discount Cash Flow con tassi e/o flussi modificati in base al rischio di credito. Nel caso di crediti corporate si considerano di Livello2 i finanziamenti verso controparti con rating ufficiale; in tutti gli altri casi è da considerarsi di Livello3. Lo stesso vale per i finanziamenti retail (mutui ipotecari e credito al consumo).

( 23) In tal senso, l'applicazione delle nuove regole per stabilire se uno strumento sia di livello 3 e il conseguente DOP deferral sono in vigore a partire da Gennaio 2021.

Per le obbligazioni di propria emissione si ha un fair value di Livello1 se il titolo è quotato in un mercato attivo (prendendo il prezzo di mercato); in assenza di quotazione il fair value è di Livello2 calcolato attraverso l'attualizzazione dei flussi attesi per un tasso di mercato aggiustato del rischio emittente della Banca (distinto tra rischio senior e subordinato). Sono definiti di Livello2 anche i fair value delle componenti naked di nostre emissioni strutturate per le quali l'istituto procede allo scorporo del derivato embedded i cui livelli sono assegnati secondo quanto descritto precedentemente.

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Come richiesto dal principio IFRS13 di seguito viene fornita l'informativa quantitativa sugli input non osservabili significativi utilizzati nella valutazione degli strumenti di Livello3.

Incertezze sui parametri ed impatti sul Mark to Market - Prodotti equity

Input non osservabile Quantificazione dell'incertezza di parametro +/- Delta sul MtM
(€ migliaia)
30.06.21
Volatilità implicita
Definita per ciascun nodo della superficie di volatilità come una standard deviation
del Consensus fornito dal data provider Markit. Per i sottostanti non contribuiti si
identifica una proxy ricavata dai dati utilizzato per i sottostanti contribuiti
(18,5)
Correlazione
equity-equity
Definita per ciascuna scadenza della curva di correlazione come una standard
deviation del Consensus fornito dal data provider Markit.
Per i sottostanti non contribuiti si identifica una proxy ricavata dai dati utilizzato
per i sottostanti contribuiti

Nel corso dell'esercizio si è migliorato il processo di monitoraggio della volatilità e correlazione equity tenuto conto delle mutate condizioni di mercato e dell'incremento dell'operatività in strumenti equity autocallable (24).

A tal fine sono state introdotte nuove soglie di tolleranza dinamiche per far sì che a maggior incertezza intrinseca nelle quotazioni di mercato corrisponda una soglia di tolleranza più elevata; il controllo sulle volatilità dei titoli azionari è stato portato da mensile a giornaliero, mentre quello sulle correlazioni equity da mensile a quindicinale.

Si è infine cercato di rimuovere gli effetti duplicativi tra attività IPV e riserve di fair value.

( 24) La revisione dei processi di controllo ha portato alla definizione di una nuova metodologia di calcolo degli aggiustamenti, che ha trovato applicazione a partire da Dicembre 2020.

Prodotto Tecnica di
valutazione
Input non
osservabili
Fair value*
Attività
30.06.21
(€ milioni)
Fair value (*)
Passività
30.06.21
(€ milioni)
Fair value (*)
Attività
30.06.20
(€ milioni)
Fair value (*)
Passività
30.06.20
(€ milioni)
OTC equity single name
options, Variance swap
Modello di Black
Scholes/Black
Volatilità
implicita (1
)
20,29 (20,46) 14,16 (14,20)
OTC equity basket options,
best of/ worst of, equity
autocallable multiasset options
Modello di Black
Scholes, modello a
volatilità locale
Volatilità implicita
Correlazione
equity-equity (2
)
32,28 (18,45) 39,05 (20,73)

Tecniche di valutazione - Prodotti equity – credito – tasso

(*) I valori riportati sono espressi al netto delle riserve contabilizzate.

( 1 ) La volatilità, in ambito finanziario, è un indicatore di quanto può variare nel tempo il prezzo di uno strumento finanziario sottostante a un derivato. Maggiore è la volatilità del sottostante, maggiore è il rischio legato allo strumento. In generale, posizioni lunghe in opzioni beneficiano degli aumenti della volatilità mentre posizioni corte in opzioni ne sono danneggiate. Con riferimento ai derivati equity, la superficie di volatilità implicita può essere ricavata dal prezzo delle opzioni call e put, dal momento che per esse esistono dei mercati regolamentati. L'incertezza di questo parametro può essere legata ad una delle tre fattispecie seguenti: illiquidità delle quotazioni (bid/ask spread ampi, tipicamente presenti a lunghe maturity o moneyness lontane dall'At-The-Money), effetti di concentrazione e non osservabilità dei dati di mercato (anche in questo caso presenti quando si considerano maturity troppo lunghe o moneyness troppo lontane dall'At-The-Money).

( 2 ) La correlazione equity-equity è una misura della relazione esistente tra due strumenti finanziari equity sottostanti ad un derivato. Variazioni nei livelli di correlazione possono avere impatti favorevoli e non, a seconda del tipo di correlazione, sul Fair Value di uno strumento. Le correlazioni equity-equity sono meno osservabili delle volatilità perché non esistono dei mercati regolamentati dove i prodotti di correlazione vengano quotati. Per tale motivo, le correlazioni sono maggiormente soggette ad incertezza di parametro.

A.4.3 Gerarchia del fair value

Trasferimenti tra i livelli di gerarchia del fair value

I principali fattori che contribuiscono ai trasferimenti tra i livelli di fair value comprendono cambiamenti nelle condizioni di mercato, affinamenti nei modelli valutativi e/o negli input non osservabili.

Il passaggio di uno strumento dal Livello1 al Livello2 di fair value (e viceversa) deriva principalmente dalla perdita (aumento) di significatività del prezzo espresso dal mercato attivo di riferimento per lo strumento.

Il grado di significatività dei dati di input, in particolare del peso che assumono quelli non osservabili rispetto a quelli osservabili, determina invece il passaggio da Livello2 a Livello3 o viceversa.

A.4.4 Altre informazioni

Il Gruppo si avvale dell'eccezione prevista dall'IFRS13 paragrafo 48 di misurare il fair value su base netta con riferimento ad attività e passività finanziarie con posizioni compensative dei rischi di mercato e del rischio di credito della controparte.

INFORMATIVA DI NATURA QUANTITATIVA

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

(€ migliaia)
Attività/Passività finanziarie misurate 30 giugno 2021 30 giugno 2020
al fair value Livello1 Livello2 Livello3 Livello1 Livello2 Livello3
1. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
7.650.456 3.481.009 1.518.131 5.888.700 2.715.128 981.584
a) attività finanziarie detenute
per la negoziazione
7.378.291 2.773.061 1.122.385 5.582.684 2.664.126 571.780
b) attività finanziarie designate al
fair value
680.539 51.002
c) altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair value
272.165 27.409 395.746 306.016 409.804
2. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
4.423.463 55.892 88.016 3.467.377 134.475 25.739
3. Derivati di copertura 308.370 464.718
4. Attività materiali
5. Attività immateriali
Totale 12.073.919 3.845.271 1.606.147 9.356.077 3.314.321 1.007.323
1. Passività finanziarie detenute per la
negoziazione
4.966.846 3.914.570 1.182.213 4.018.034 3.407.947 530.954
2. Passività finanziarie designate al fair value 833.048 216.020
3. Derivati di copertura 375.413 465.225
Totale 4.966.846 5.123.031 1.182.213 4.018.034 4.089.192 530.954

Il portafoglio di negoziazione dell'istituto è caratterizzato da un basso livello di complessità e numerosità di operazioni strutturate che ricadono nelle fattispecie descritte sopra. Al 30 giugno 2021 solo il 4,7% del totale delle attività e il 7,1% del totale delle passività sono rappresentati da strumenti di trading classificati ai livelli 2 e 3 della gerarchia del fair value. Di questi, ad oggi, la maggior parte è classificata al livello 2 (rispettivamente 3,4% dell'attivo e 5,5% del passivo). Inoltre, la maggior parte di queste posizioni è compensata tra attività e passività per lo stesso fattore di rischio non comportando un fattore di volatilità per il conto economico.

Tra gli strumenti di Livello3 detenuti per la negoziazione rientrano opzioni intermediate, ossia compravendite a valere sullo stesso sottostante e parametro di rischio incerto, per 992,9 milioni (408,8 milioni al 30 giugno 2020) Al netto di queste partite, gli attivi di Livello3 diminuiscono da 162,6 a 129,4 milioni tenuto conto di nuovi ingressi contenuti (19,3 milioni) e ben inferiori alle uscite ( 81,7 milioni), di cui 31,1 milioni relative a riclassifiche ad altri livelli di contratti derivati la cui incertezza sulla volatilità e sui dividendi sottostanti è drasticamente diminuita. Le variazioni di fair value sono positive per 29,2 milioni.

Per contro aumentano le passività di Livello3 (da 121,8 a 189,2 milioni, già al netto delle opzioni intermediate) per effetto di nuove posizioni (123,3 milioni) che riguardano principalmente certificati autocallable su basket di titoli azionari e trasferimenti netti in uscita per 45,1 milioni, legati alla riduzione del grado di incertezza degli input di valutazione (volatilità e dividendi) di alcuni certificate. Le altre variazioni riguardano rimborsi (8,8 milioni) ed adeguamenti al fair value negativi (2 milioni)

Le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value saldano a 395,7 milioni, in forte riduzione dopo il rimborso di gran parte dei finanziamenti convertibili e riguardano sostanzialmente gli investimenti in fondi (incluso il seed capital).

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva aumentano da 25,7 a 88 milioni dopo aver recepito la valutazione dello strumento finanziario partecipativo Burgo per 55 milioni.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico Attività finanziarie Derivati di Attività (€ migliaia)
Attività
Totale di cui: a) attività
finanziarie detenute
per la negoziazione (1)
di cui: b) attività
finanziarie designate
al fair value
di cui: c) altre attività
finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
valutate al
fair value con
impatto sulla
redditività
complessiva
copertura materiali immateriali
1. Esistenze iniziali 598.128 162.585 409.804 25.739
2. Aumenti 177.066 60.817 48.185 68.064
2.1 Acquisti 55.598 19.254 29.178 7.166
2.2 Profitti imputati a: 113.336 33.431 19.007 60.898
2.2.1 Conto economico 52.438 33.431 19.007
- di cui: plusvalenze 30.943 30.943
2.2.2 Patrimonio netto 60.898 60.898
2.3 Trasferimenti da altri livelli
2.4 Altre variazioni in aumento 8.132 8.132
3. Diminuzioni 162.057 94.027 62.244 5.786
3.1 Vendite 78.768 31.492 43.628 3.648
3.2 Rimborsi 19.138 19.138
3.3 Perdite imputate a: 33.017 12.273 18.606 2.138
3.3.1 Conto economico 30.879 12.273 18.606
- di cui minusvalenze 12.273 12.273
3.3.2 Patrimonio netto 2.138 2.138
3.4 Trasferimenti ad altri livelli 31.074 31.074
3.5 Altre variazioni in
diminuzione
60 50 10
4. Rimanenze finali 613.137 129.375 395.745 88.017

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello3)

(

992,9 milioni e 408,8 milioni) i cui valori sono presenti per uguale importo nell'attivo e nel passivo.

1) Al netto del valore di mercato delle opzioni che fronteggiano quelle abbinate ai prestiti obbligazionari emessi (146 mila al 30 giugno 2021 e 351 mila al 30 giugno 2020) oltre ad opzioni intermediate (rispettivamente

Passività
finanziarie
detenute per
la negoziazione (1)
Passività
finanziarie
designate al
fair value
Derivati
di copertura
1. Esistenze iniziali 121.759
2. Aumenti 177.451
2.1 Emissioni 123.313
2.2 Perdite imputate a: 10.177
2.2.1 Conto economico 10.177
- di cui: minusvalenze 10.177
2.2.2 Patrimonio netto
2.3 Trasferimenti da altri livelli 43.961
2.4 Altre variazioni in aumento
3. Diminuzioni 110.004
3.1 Rimborsi 8.777
3.2 Riacquisti
3.3 Profitti imputati a: 12.153
3.3.1 Conto economico 12.153
- di cui plusvalenze 7.262
3.3.2 Patrimonio netto
3.4 Trasferimenti ad altri livelli 89.074
3.5 Altre variazioni in diminuzione
4. Rimanenze finali 189.206
A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)
(€ migliaia)

( 1 ) Al netto del valore di mercato delle opzioni che fronteggiano quelle abbinate ai prestiti obbligazionari emessi 146 mila al 30 giugno 2021 e 351 mila al 30 giugno 2020) oltre ad opzioni intermediate (rispettivamente 992,9 milioni e 408,8 milioni) i cui valori sono presenti per uguale importo nell'attivo e nel passivo.

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

(€ migliaia)
Attività/Passività non 30 giugno 2021 30 giugno 2020
misurate al fair value o
misurate al fair value su
base non ricorrente
Valore di
bilancio
Livello1 Livello2 Livello3 Valore di
bilancio
Livello1 Livello2 Livello3
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
56.599.625 2.575.885 18.220.821 39.000.571 55.957.290 2.799.665 17.765.808 38.498.309
2. Attività materiali
detenute a scopo di
investimento
62.854 140.195 64.347 139.818
3. Attività non correnti
e gruppi di attività in
via di dismissione
4.178 -
Totale 56.666.657 2.575.885 18.220.821 39.140.766 56.021.637 2.799.665 17.765.808 38.638.127
1. Passività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
58.475.015 759.204 57.857.542 145.560 59.241.107 1.287.832 57.913.842 39.433
2. Passività associate
ad attività in via di
dismissione
381
Totale 58.475.396 759.204 57.857.542 145.560 59.241.107 1.287.832 57.913.842 39.433

A.5 - Informativa sul c.d. "day one profit/loss"

Il principio IFRS9 prevede che la differenza positiva tra il fair value di uno strumento ed il suo prezzo negoziato alla data della transazione (day one profit) possa essere incluso nelle componenti positive del conto economico solo se si basa su quotazioni di mercato e su modelli che non prevedono parametri di mercato incerti. Viceversa, il fair value deve essere corretto per questa differenza positiva la quale deve essere rilasciata a conto economico nel momento in cui il parametro diventi certo (25). In caso di differenza negativa (day one loss), questa è iscritta in via prudenziale direttamente a conto economico. Eventuali variazioni di fair value successive saranno quindi legate all'andamento dei relativi fattori di rischio cui è esposto lo strumento (tassi di interesse, cambi, ecc.) e contabilizzate direttamente a conto economico.

Sulla base della prassi di mercato consolidata la normativa del Day One Profit si applica ai soli strumenti finanziari classificati di Livello3. La Banca in presenza di nuove fattispecie di operazioni strutturate, effettua un'analisi caso per caso e definisce in fase di approvazione il livello della gerarchia del fair value e se queste ricadano o meno nell'ambito di applicazione della normativa del day one profit. In questa fase uno strumento finanziario viene classificato al Livello3 se l'impatto del parametro incerto sul fair value è ritenuto significativo così come definito nel paragrafo 73 dell'IFRS13 (26).

( 25) Par. B5.1.2A e B5.2.2A dell' IFRS9.

La migliore evidenza del fair value (valore equo) di uno strumento finanziario al momento della rilevazione iniziale è normalmente il prezzo dell'operazione (ossia il fair value (valore equo) del corrispettivo dato o ricevuto, cfr. anche IFRS 13). Se l'entità stabilisce che il fair value (valore equo) al momento della rilevazione iniziale differisce dal prezzo dell'operazione indicato nel paragrafo 5.1.1 A, essa deve contabilizzare tale strumento a tale data nel seguente modo:

a. secondo la valutazione disposta dal paragrafo 5.1.1 se tale fair value (valore equo) è attestato da un prezzo quotato in un mercato attivo per un'attività o passività identica (ossia un input di Livello1) oppure si basa su una tecnica di valutazione che utilizza solo dati provenienti da mercati osservabili. L'entità deve rilevare la differenza tra il fair value (valore equo) al momento della rilevazione iniziale e il prezzo dell'operazione come utile o perdita;

b. in tutti gli altri casi, secondo la valutazione disposta dal paragrafo 5.1.1, rettificata per differire la variazione tra il fair value (valore equo) al momento della rilevazione iniziale e il prezzo dell'operazione. Dopo la rilevazione iniziale, l'entità deve rilevare tale variazione differita come utile o perdita solo nella misura in cui essa risulti da un cambiamento di un fattore (incluso il tempo) che gli operatori di mercato considererebbero nel determinare il prezzo dell'attività o della passività.

( 26) In alcuni casi, i dati utilizzati per valutare il fair value di un'attività o passività potrebbero essere classificati in diversi livelli della gerarchia del fair value. In tali casi, la valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l'input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione. La valutazione dell'importanza di un particolare input per l'intera valutazione richiede un giudizio che tenga conto di fattori specifici dell'attività o passività. Le rettifiche per pervenire a valutazioni basate sul fair value, come i costi di vendita quando si valuta il fair value dedotti i costi di vendita, non devono essere prese in considerazione nel determinare il livello della gerarchia del fair value in cui viene classificata una valutazione del fair value.

Storicamente la sospensione del day one profit è stata applicata alla differenza generatasi da un arbitraggio (effettuato nell'esercizio 2016-17) tra l'acquisto di uno strumento finanziario convertibile in azioni quotate (a partire dal quinto anno) e la vendita delle corrispondenti azioni quotate. La quota positiva di 12 milioni è stata quindi progressivamente rilasciata a conto economico pro-rata temporis ed ora residua per circa 0,8 milioni (la componente transitata a conto economico nell'esercizio è pari a 2,5 milioni).

Tale modalità di registrazione è applicata al profitto derivante da transazioni in derivati legate all'hedging di operazioni di M&A: poiché il derivato diventerà effettivo solamente in caso di esito positivo dell'operazione, il profitto è accantonato fino a quando viene meno l'incertezza della sua realizzazione; a fine esercizio è presente un'unica operazione di tale fattispecie, per un profitto di circa 0,5 milioni.

Infine, a partire dal 1° gennaio 2021 è stato completato il modello di verifica per i certificates che ha comportato l'iscrizione a Livello3 degli autocallable con sottostanti basket di titoli azionari. In linea con le regole di Gruppo gli effetti a conto economico up-front sono stati sospesi. Gli strumenti oggetto di classificazione a livello 3 mostrano un fair value di circa 80 milioni con sospensione di day one profit per 1,2 milioni (27).

La Banca detiene altre operazioni classificate a Livello3 per le quali, tuttavia, non si è reso necessario procedere a differire nel tempo il profitto iniziale, poiché o sono state originariamente negoziate con altre controparti di mercato senza quindi generare una differenza up-front materiale o presentano, a data negoziazione, una vita residua inferiore alla scadenza dell'esercizio non necessitando quindi effetti di differimento nel tempo tra esercizi.

( 27) Si segnala che l'applicazione anticipata al 1° luglio 2020 avrebbe comportato ulteriori sospensioni per meno di 500mila.

Parte B - Informazioni sullo Stato Patrimoniale consolidato (*)

Attivo

SEZIONE 1

Cassa e disponibilità liquide – Voce 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

30 giugno 2021 30 giugno 2020
a) Cassa 124.268 118.582
b) Depositi a vista presso Banche Centrali 1.845.220 3.101.369
Totale 1.969.488 3.219.951

(*) Dati in Euro migliaia.

Attività finanziarie valutate al fair value (*) con impatto a conto economico – Voce 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 4.210.242 519.960 10.860 2.954.447 519.132 28.968
1.1 Titoli strutturati 10.370 70.897 2.758 18.177 1.998
1.2 Altri titoli di debito 4.199.872 449.063 10.860 2.951.689 500.955 26.970
2. Titoli di capitale (1
)
2.339.261 65.433 1.962.771 46.476
3. Quote di O.I.C.R. 119.204 514 20.114 2.853
4. Finanziamenti 3.981 3.930
4.1 Pronti contro termine
4.2 Altri 3.981 3.930
Totale (A) 6.672.688 519.960 76.807 4.941.262 519.132 78.297
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari 705.603 1.933.186 1.045.578 (2
)
641.422 1.957.794 493.483 (2
)
1.1 di negoziazione 705.603 1.931.169 1.045.432 641.422 1.953.287 493.340
1.2 connessi con la
fair value option
1.3 altri 2.017 146 4.507 143
2. Derivati creditizi 319.915 187.200
2.1 di negoziazione 319.915 187.200
2.2 connessi con la
fair value option
2.3 altri
Totale (B) 705.603 2.253.101 1.045.578 641.422 2.144.994 493.483
Totale (A+B) 7.378.291 2.773.061 1.122.385 5.582.684 2.664.126 571.780

( 1 ) Tra i titoli di capitale figurano azioni impegnate in operazioni di prestito titoli per un controvalore di 648.410 al 30 giugno 2021 e 982.223 al 30 giugno 2020.

( 2 ) Includono le opzioni di trading pareggiate (rispettivamente 992.861 mila al giugno 2021 e 408.844 mila al giugno 2020) la cui contropartita è iscritta tra le passività finanziarie.

(*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili.

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 4.741.062 3.502.547
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche 2.903.041 1.880.990
c) Banche 1.115.882 1.203.460
d) Altre società finanziarie 380.043 201.525
di cui: imprese di assicurazione 4.132 2.904
e) Società non finanziarie 342.096 216.572
2. Titoli di capitale 2.404.694 2.009.247
a) Banche 271.042 149.796
b) Altre società finanziarie 287.410 464.779
di cui: imprese di assicurazione 115.123 169.779
c) Società non finanziarie 1.846.242 1.394.672
d) Altri emittenti
3. Quote di OICR 119.718 22.967
4. Finanziamenti 3.981 3.930
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche
c) Banche
d) Altre società finanziarie
di cui: imprese di assicurazione
e) Società non finanziarie 3.981 3.930
f) Famiglie
Totale (A) 7.269.455 5.538.691
B. Strumenti derivati
a) Controparti Centrali 202.620 201.441
b) Altre 3.801.662 3.078.458
Totale (B) 4.004.282 3.279.899
Totale (A+B) 11.273.737 8.818.590

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti/ controparti

2.3 Attività finanziarie designate al fair value (*) : composizione merceologica

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1.Titoli di debito 50.720 51.002
1.1 Titoli strutturati
1.2 Altri titoli di debito 50.720 51.002
2. Finanziamenti 629.819
2.1 Strutturati
2.2 Altri (1
)
629.819
Totale 680.539 51.002

(*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili.

1 ) Riguarda un finanziamento fronteggiato, lato passivo, dall'emissione di un certificate.

(

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Titoli di debito 50.720 51.002
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche
c) Banche
d) Altre società finanziarie 50.720 51.002
di cui: imprese di assicurazione
e) Società non finanziarie
2. Finanziamenti 629.819
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche
c) Banche
d) Altre società finanziarie 629.819
di cui: imprese di assicurazione 629.819
e) Società non finanziarie
f) Famiglie
Totale 680.539 51.002

2.4 Attività finanziarie designate al fair value: composizione per debitori/emittenti

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (*) : composizione merceologica

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 288 27.409 1.321 306 1.785
1.1 Titoli strutturati
1.2 Altri titoli di debito 288 27.409 1.321 306 1.785
2. Titoli di capitale 5.850 4.939
3. Quote di O.I.C.R. 271.877 377.827 305.710 352.746
4. Finanziamenti 10.748 50.334
4.1 Pronti contro termine
4.2 Altri (1
)
10.748 50.334
Totale 272.165 27.409 395.746 306.016 409.804

( 1 ) Include 7.5 milioni di nei confronti dell'equity partner uscito da Messier et Associès e fronteggiato da azioni Mediobanca a pegno.

(*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili.

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Titoli di capitale 5.850 4.939
di cui: banche
di cui: altre società finanziarie 5.850 4.939
di cui: società non finanziarie
2. Titoli di debito 29.018 2.091
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche 288 306
c) Banche
d) Altre società finanziarie 28.730 1.785
di cui: imprese di assicurazione
e) Società non finanziarie
3. Quote di O.I.C.R. 649.704 658.456
4. Finanziamenti 10.748 50.334
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche
c) Banche
d) Altre società finanziarie 27
di cui: imprese di assicurazione
e) Società non finanziarie 10.748 50.307
f) Famiglie
Totale 695.320 715.820

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

Attività finanziarie valutate al fair value (*) con impatto sulla redditività complessiva – Voce 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 (1) Livello 1 Livello 2 Livello 3 (1)
1. Titoli di debito 4.290.967 55.892 3.351.465 134.475
1.1 Titoli strutturati
1.2 Altri titoli di debito 4.290.967 55.892 3.351.465 134.475
2. Titoli di capitale 132.496 88.016 115.912 25.739
3. Finanziamenti
Totale 4.423.463 55.892 88.016 3.467.377 134.475 25.739

( 1 ) Includono le partecipazioni in società non quotate valutate sulla base di modelli interni e lo strumento finanziario partecipativo in Burgo che è stato valorizzato a 55 milioni, dopo la rinegoziazione del debito.

(*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili".

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Titoli di debito 4.346.859 3.485.940
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche 3.595.826 2.613.617
c) Banche 381.346 521.126
d) Altre società finanziarie 159.577 208.717
di cui: imprese di assicurazione 50.717 64.983
e) Società non finanziarie 210.110 142.480
2. Titoli di capitale 220.512 141.651
a) Banche 109 116
b) Altri emittenti: 220.403 141.535
- altre società finanziarie 33.303 26.611
di cui: imprese di assicurazione
- società non finanziarie 187.100 114.924
- altri
3. Finanziamenti
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche
c) Banche
d) Altre società finanziarie
di cui: imprese di assicurazione
e) Società non finanziarie
f) Famiglie
Totale 4.567.371 3.627.591

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessivo Write-off
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito (*)
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
parziali
complessivi
Titoli di debito 4.357.062 10.203
Finanziamenti
Totale 30 giugno 2021 4.357.062 10.203
Totale 30 giugno 2020 3.492.048 67.139 6.108
di cui: attività finanziarie
impaired deteriorate acquisite o
originate
X X X

(*) Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 V Aggiornamento, nella colonna "di cui" deve essere indicato il valore lordo relativo agli strumenti con basso rischio di credito così come definiti dal principio contabile IFRS9, paragrafi B5.5.29. Per il Gruppo Mediobanca, il concetto di "basso rischio di credito" è sovrapponibile al tema di rating e pertanto sussiste basso rischio di credito per le controparti definibili come investment grade.

3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Al 30 giugno 2021 la fattispecie non risulta presente.

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 40

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2021
Valore di bilancio Fair value (*)
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio di cui:
impaired
acquisite o
originate (1)
Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Crediti verso Banche Centrali 277.860 277.860
1. Depositi a scadenza X X X
2. Riserva obbligatoria 277.860 X X X
3. Pronti contro termine X X X
4. Altri X X X
B. Crediti verso banche 5.046.533 386.860 4.451.798 246.603
1. Finanziamenti 4.673.952 4.451.798 246.603
1.1 Conti correnti e depositi a vista 1.303.950 X X X
1.2. Depositi a scadenza 111.795 X X X
1.3. Altri finanziamenti: 3.258.207 X X X
- Pronti contro termine attivi 1.932.575 X X X
- Finanziamenti per leasing 1.615 X X X
- Altri 1.324.017 X X X
2. Titoli di debito 372.581 386.860
2.1 Titoli strutturati
2.2 Altri titoli di debito 372.581 386.860
Totale 5.324.393 386.860 4.729.658 246.603

(*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili".

( 1 ) Nella colonna "di cui: impaired acquisite" sono confluiti i Non Performing Loan (NPLs) acquistati dalla controllata MBCredit Solutions.

Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2020
Valore di bilancio Fair value (*)
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite o
originate (1)
Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Crediti verso Banche Centrali 588.815 588.815
1. Depositi a scadenza X X X
2. Riserva obbligatoria 588.815 X X X
3. Pronti contro termine X X X
4. Altri X X X
B. Crediti verso banche 5.344.129 239.190 4.873.797 269.588
1. Finanziamenti 4.857.932 4.810.838 71.261
1.1 Conti correnti e depositi a vista 1.245.824 X X X
1.2. Depositi a scadenza 31.990 X X X
1.3. Altri finanziamenti: 3.580.118 X X X
- Pronti contro termine attivi 2.464.519 X X X
- Finanziamenti per leasing 1.852 X X X
- Altri 1.113.747 X X X
2. Titoli di debito 486.197 239.190 62.959 198.327
2.1 Titoli strutturati
2.2 Altri titoli di debito 486.197 239.190 62.959 198.327
Totale 5.932.944 239.190 5.462.612 269.588

(*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili".

( 1 ) Nella colonna "di cui: impaired acquisite" sono confluiti i Non Performing Loan (NPLs) acquistati dalla controllata MBCredit Solutions.

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2021
Valore di bilancio Fair value (*)
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite o
originate (1)
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Finanziamenti 47.980.123 943.916 383.738 13.482.795 38.523.438
1.1. Conti correnti 1.732.143 63.578 63.576 X X X
1.2. Pronti contro termine attivi 1.484.079 X X X
1.3. Mutui 26.633.912 230.627 17.707 X X X
1.4. Carte di credito, prestiti personali e
cessioni del quinto
8.858.741 490.317 279.879 X X X
1.5 Finanziamenti per leasing 1.636.255 126.322 22.576 X X X
1.6. Factoring 2.205.074 6.521 X X X
1.7. Altri finanziamenti 5.429.919 26.551 X X X
2. Titoli di debito 2.351.193 2.189.025 8.368 230.530
2.1. Titoli strutturati
2.2. Altri titoli di debito 2.351.193 2.189.025 8.368 230.530
Totale 50.331.316 943.916 383.738 2.189.025 13.491.163 38.753.968

(*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili".

( 1 ) Nella colonna "di cui: impaired acquisite" sono confluiti i Non Performing Loan (NPLs) acquistati dalla controllata MBCredit Solutions.

Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2020
Valore di bilancio Fair value (*)
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite o
originate (1)
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Finanziamenti 45.995.939 1.229.166 358.574 12.265.313 37.994.080
1.1. Conti correnti 1.444.080 71.178 71.177 X X X
1.2. Pronti contro termine attivi 994.532 X X X
1.3. Mutui 26.128.110 436.086 16.439 X X X
1.4. Carte di credito, prestiti personali e
cessioni del quinto
9.429.392 531.262 245.884 X X X
1.5 Finanziamenti per leasing 1.657.101 142.991 25.074 X X X
1.6. Factoring 1.604.723 7.491 X X X
1.7. Altri finanziamenti 4.738.001 40.158 X X X
2. Titoli di debito 2.799.241 2.560.475 37.883 234.641
2.1. Titoli strutturati
2.2. Altri titoli di debito 2.799.241 2.560.475 37.883 234.641
Totale 48.795.180 1.229.166 358.574 2.560.475 12.303.196 38.228.721

(*) In riferimento ai criteri adottati per la determinazione del Fair Value nonché la classificazione degli strumenti finanziari nei tre livelli della gerarchia del Fair Value si rimanda alla Parte A - Politiche Contabili".

( 1 ) Nella colonna "di cui: impaired acquisite" sono confluiti i Non Performing Loan (NPLs) acquistati dalla controllata MBCredit Solutions.

Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Primo e
secondo stadio
Terzo
stadio
di cui: attività
impaired
acquisite o
originate (1)
Primo e
secondo stadio
Terzo
stadio
di cui: attività
impaired
acquisite o
originate (1)
1. Titoli di debito 2.351.193 2.799.241
a) Amministrazioni pubbliche 1.779.308 2.143.431
b) Altre società finanziarie 438.534 437.441
di cui: imprese di assicurazione 208.345 229.394
c) Società non finanziarie 133.351 218.369
2. Finanziamenti verso: 47.980.123 943.916 383.738 45.995.937 1.229.167 358.574
a) Amministrazioni pubbliche 403.906 1.868 343.149 2.719
b) Altre società finanziarie 5.897.967 2.970 416 5.795.827 3.081 401
di cui: imprese di assicurazione 580.682 617.668
c) Società non finanziarie 16.181.179 256.061 52.924 15.271.523 483.141 56.396
d) Famiglie 25.497.071 683.017 330.398 24.585.438 740.226 301.777
Totale 50.331.316 943.916 383.738 48.795.178 1.229.167 358.574

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/ emittenti dei crediti verso clientela

( 1 ) Nella colonna "di cui: impaired acquisite" sono confluiti i Non Performing Loan (NPLs) acquistati dalla controllata MBCredit Solutions.

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Rettifiche di valore complessivo
Primo
stadio
Di cui:
strumenti
con basso
rischio di
credito (*)
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
parziali
complessivi
Titoli di debito 2.716.338 13.092 5.192 464
Finanziamenti 49.824.631 784.031 3.764.356 1.974.610 290.832 366.220 1.030.694 5.681
Totale 30 giugno 2021 52.540.969 784.031 3.777.448 1.974.610 296.024 366.684 1.030.694 5.681
Totale 30 giugno 2020 51.979.243 886.169 3.333.424 2.240.213 241.145 343.398 1.011.046 6.023
di cui: attività finanziarie
impaired acquisite o originate
X X 384.102 X 364

(*) Come da indicazioni della circolare di Banca d'Italia 262 V Aggiornamento, nella colonna "di cui" deve essere indicato il valore lordo relativo agli strumenti con basso rischio di credito così come definiti dal principio contabile IFRS9, paragrafi B5.5.29. Per il Gruppo Mediobanca, il concetto di "basso rischio di credito" è sovrapponibile al tema di rating e pertanto sussiste basso rischio di credito per le controparti definibili come investment grade.

4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessivo Write-off
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Primo
Secondo
stadio
stadio
Terzo
stadio
parziali
complessivi
1. Finanziamenti oggetto di
concessione conformi con le GL (*)
9.833 324 71.790 3.125 107 2.923 1.043
2. Finanziamenti oggetto di altre
misure di concessione
184.350 40.117 8.230 10.887
3. Nuovi finanziamenti 236.634 30 1.001 12
Totale 30 giugno 2021 246.467 324 256.140 43.272 1.108 11.153 11.942

(*) La riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" riporta le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

Derivati di copertura - Voce 50

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

Fair Value Valore Fair Value Valore
30 giugno 2021 nozionale 30 giugno 2020 nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 30 giugno
2021
Livello 1 Livello 2 Livello 3 30 giugno
2020
A. Derivati finanziari
1. Fair value 308.370 13.789.425 464.718 20.996.513
2. Flussi finanziari
3. Investimenti esteri
B. Derivati creditizi
1. Fair value
2. Flussi finanziari
Totale 308.370 13.789.425 464.718 20.996.513
Operazioni/
Tipo di copertura
Fair value Flussi finanziari Investimenti
Specifica Generica Specifica Generica esteri
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute
e oro
credito merci altri
1. Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
X X X X X
2. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
12.701 X X X X X X
3. Portafoglio X X X X X X X X
4. Altre operazioni X X
Totale attività 12.701
1. Passività finanziarie 295.669 X X X X
2. Portafoglio X X X X X X X X
Totale passività 295.669
1. Transazioni attese X X X X X X X X X
2. Portafoglio di attività e
passività finanziarie
X X X X X X X

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di coperture

Partecipazioni - Voce 70

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazioni Sede Sede
operativa
Tipo di
rapporto
Rapporto di partecipazione Disponibilità
legale Impresa partecipante Quota % voti %
A. Imprese sottoposte a influenza
notevole
1. Assicurazioni Generali S.p.A. Trieste Trieste 2 Mediobanca S.p.A. 12,82 12,87
2. Istituto Europeo di
Oncologia S.r.l.
Milano Milano 2 Mediobanca S.p.A. 25,37 25,37

Legenda:

(1) Controllo congiunto.

(2) Sottoposte ad influenza notevole.

(3) Controllate in via esclusiva e non consolidate.

L'illustrazione dei criteri e dei metodi di determinazione dell'area di consolidamento è contenuta nella "Sezione 3 – Parte A – Politiche contabili" alla quale si rimanda.

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

Denominazioni Valore di bilancio Fair Value (*) Dividendi percepiti (**)
A. Imprese sottoposte a influenza notevole
1. Assicurazioni Generali S.p.A. 3.663.067 3.426.872 204.925
2. Istituto Europeo di Oncologia S.r.l. 39.744 n.d.
Totale (1
)
3.702.811

( 1 ) L'importo differisce dal valore indicato nello stato patrimoniale per altre partecipazioni di importo e quota partecipativa esigui (114 mila euro).

(*) Disponibile solo per le Società quotate.

(**) I dividendi percepiti nel corso dell'esercizio sono stati portati in riduzione del valore contabile della partecipazione (come descritto nella "Parte A - Politiche contabili" della presente nota integrativa).

Al 30 giugno il valore di bilancio della voce "Partecipazioni" ammonta a 3.702,8 milioni ripartito tra Assicurazioni Generali (12,9% del capitale, in carico a 3.663,1 milioni) e Istituto Europeo di Oncologia (25,4% del capitale, in carico a 39,7 milioni).

Entrambe le partecipazioni sono valutate con il metodo del Patrimonio Netto il cui conteggio sconta le azioni proprie in portafoglio ed il valore delle azioni Mediobanca eventualmente possedute dalla partecipata stessa; i dividendi incassati non sono iscritti a conto economico bensì a decurtazione del valore di carico della partecipazione.

Lo scorso novembre la partecipazione storica in Burgo (pari al 22,13% ed integralmente azzerata nel 2013) è stata riclassificata tra le Attività Finanziarie Fair Value to OCI ad esito dell'ingresso di un nuovo socio, cui è stato riservato un aumento di capitale che ha comportato la riduzione della quota di Mediobanca al 4% e la perdita dell'influenza notevole.

I test di impairment sulle partecipazioni

Il valore di bilancio delle partecipazioni è stato sottoposto al test di impairment come richiesto dai principi contabili (IAS28, IAS36, IFRS10 e IFRS11) al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione.

Il processo prevede la verifica dell'esistenza di indicatori di impairment e la determinazione dell'eventuale svalutazione. Gli indicatori possono essere suddivisi in due categorie:

  • − indicatori quantitativi: capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile della società, nel caso di titoli quotati su mercati attivi;
  • − indicatori qualitativi: manifeste difficoltà finanziarie, conseguimento di risultati economici negativi o significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato, annuncio/ avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione, peggioramento del rating (in particolare se a livelli inferiori all'investment grade).

Il paragrafo 41A dello IAS28 afferma infatti che:

  • occorre procedere all'impairment dell'asset se il valore di carico risulta superiore al cosiddetto valore recuperabile definito (ex IAS36) come il maggiore tra il "fair value" (dedotti i costi di vendita) ed il "valore d'uso";
  • per la determinazione del "fair value" (disciplinato dall'IFRS13) occorre riferirsi obbligatoriamente ai:
    • prezzi di borsa, laddove la partecipata sia quotata in un mercato attivo;
    • modelli valutativi generalmente riconosciuti dal mercato tra cui anche quello dei multipli con particolare riferimento alle transazioni ritenute significative;
  • per la determinazione del "valore d'uso" (disciplinato dal paragrafo 42 dello IAS28) le metodologie sono alternativamente:
    • il valore attuale dei flussi finanziari generati dalla partecipata, rivenienti dai flussi di cassa generati dalle attività della partecipata

stessa e dai proventi derivanti dalla dismissione eventuale delle medesime attività; o

– il valore attuale dei flussi finanziari che si suppone potranno derivare dai dividendi e dalla dismissione finale dell'investimento.

Per quanto riguarda i parametri utilizzati ai fini del calcolo del valore d'uso si rinvia alle considerazioni svolte con riferimento all'impairment test dell'avviamento nell'apposito capitolo della presente Nota integrativa consolidata.

* * *

Si riportano di seguito le informazioni di natura contabile indicate nei più recenti bilanci consolidati delle società partecipate, ossia al 31 dicembre 2020.

7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili (€ milioni)

Denominazioni Denominazioni
Assicurazioni Generali
S.p.A.
Istituto Europeo
di Oncologia S.r.l.
Cassa e disponibilità liquide X X
Attività finanziarie 492.522 66
Attività non finanziarie 44.288 135
Passività finanziarie 44.068 92
Passività non finanziarie 468.847 57
Ricavi totali 85.242 328
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 3.390 (4)
Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.215 1
Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle
imposte (183)
Utile (Perdita) d'esercizio (1) 2.032 1
Altre componenti reddituali al netto delle imposte (2) 718
Redditività complessiva (3) = (1) +(2) 2.750 1

Si riporta di seguito la riconciliazione tra il valore contabile delle partecipazioni e i dati utilizzati ai fini della valutazione.

(€ milioni)
Imprese sottoposte a
influenza notevole
Patrimonio netto
complessivo (1)
Pro quota
patrimonio
Differenze di
consolidamento (2)
Valore di bilancio
consolidato
Assicurazioni Generali S.p.A. 28.475,5 (1
)
3.665,8 (2,8) (2
)
3.663,1
Istituto Europeo di
Oncologia S.r.l.
156,7 (3
)
39,7 39,7

( 1 ) Il patrimonio netto complessivo sconta i dividendi distribuiti lo scorso maggio (1.592 milioni).

( 2 ) Le differenze di consolidamento riguardano le azioni Mediobanca nel portafoglio titoli della Compagnia (21,6 milioni, pro-quota 2,8 milioni).

( 3 ) Il patrimonio netto al 31 marzo 2021 pari a 130 milioni (pro-quota: 33 milioni) è stato rettificato per tenere conto della rivalutazione degli immobili, al netto degli ammortamenti maturati (pro-quota pari a 6,5 milioni).

Riguardo alla natura delle relazioni si rimanda alla sezione 7.1.

Al 30 giugno il valore di mercato della partecipazione in Assicurazioni Generali pari a 3.426,9 milioni (€16,905 per azione) risulta inferiore al valore contabile di carico (3.663,1 milioni). Si è quindi provveduto a determinare il valore d'uso.

Per la determinazione del valore d'uso è stato utilizzato il metodo del Dividend Discount Model nella variante Excess Capital. La valutazione è avvenuta in continuità di metodo rispetto agli esercizi precedenti ed ha fatto uso della sola informazione pubblica, ossia:

  • ai fini dell'individuazione dei flussi finanziari da attualizzare si è fatto riferimento alle più recenti stime degli analisti;
  • il costo del capitale (pari all'8,5%) è stato determinato sulla base del metodo del Capital Asset Pricing Model e il tasso di crescita è stato ipotizzato in coerenza con il tasso di inflazione attesa per il 2023 (pari all'1,4%);
  • è stata effettuata un'analisi di sensitivity dei risultati ottenuti al variare dei parametri valutativi.

L'impairment test ha confermato un valore recuperabile superiore al valore contabile e, pertanto, ai sensi del par. 41A dello IAS28, l'impairment test risulta superato. Tale valutazione è risultata altresì superiore alla media dei target prices degli analisti.

Occorre altresì tenere conto dei seguenti elementi:

  • con una quota del 12,9% del capitale ordinario Mediobanca è storicamente il primo azionista del Gruppo Assicurazioni Generali;
  • il valore di carico della partecipazione è allineato al patrimonio netto contabile (pro-quota) del Gruppo Assicurazioni Generali e non incorpora pertanto alcun goodwill.

Riguardo alla partecipazione nell'Istituto Europeo di Oncologia si evidenzia che ha un valore di carico contabile in linea col patrimonio netto contabile rettificato per tenere conto della rivalutazione degli immobili di proprietà ai valori di mercato in sede di acquisizione.

Per entrambe le partecipazioni non è stato necessario contabilizzare una svalutazione del valore di carico.

30 giugno 2021 30 giugno 2020
A. Esistenze iniziali 3.204.702 3.259.777
B. Aumenti 704.813 304.269
B.1 Acquisti 65
B.2 Riprese di valore
B.3 Rivalutazioni
B.4 Altre variazioni 704.748 304.269
C. Diminuzioni 206.590 359.344
C.1 Vendite
C.2 Rettifiche di valore
C.3 Svalutazioni
C.4 Altre variazioni (1
)
206.590 359.344
D. Rimanenze finali 3.702.925 3.204.702
E. Rivalutazioni totali
F. Rettifiche totali 733.478 733.478
7.5 Partecipazioni: variazioni annue

( 1 ) Include il dividendo incassato.

SEZIONE 9

Attività materiali - Voce 90

9.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
215.885
1. Attività di proprietà 216.700
a) terreni 84.895 84.895
b) fabbricati 91.757 94.884
c) mobili 16.024 14.783
d) impianti elettronici 8.005 8.663
e) altre 16.019 12.660
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 222.696 207.909
a) terreni
b) fabbricati 212.381 196.082
c) mobili
d) impianti elettronici
e) altre 10.315 11.827
Totale 439.396 423.794
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute 73 75

Attività/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Valore di Fair value Valore di Fair value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività di proprietà 62.854 140.195 64.347 139.818
a) terreni 29.144 85.813 29.144 84.688
b) fabbricati 33.710 54.382 35.203 55.130
2. Diritti d'uso acquisiti
con il leasing
a) terreni
b) fabbricati
Totale 62.854 140.195 64.347 139.818
di cui: ottenute tramite
l'escussione delle
garanzie ricevute 38.659 45.728 39.774 46.375

9.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

9.3 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività rivalutate

Al 30 giugno 2021 la fattispecie non risulta presente.

9.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value

Al 30 giugno 2021 la fattispecie non risulta presente.

9.5 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: composizione
---------------------------------------------------------------------------- --
Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle
garanzie ricevute 7.959 7.631
a) terreni 1.027 971
b) fabbricati 6.932 6.660
c) mobili
d) impianti elettronici
e) altre
2. Altre rimanenze di attività materiali
Totale 7.959 7.631
di cui: valutate al fair value al netto dei costi di vendita

Include i beni ex leasing ritirati, originariamente iscritti tra le Attività materiali detenute a scopo di investimento (ex IAS40), che sono stati riclassificati ad Attività materiali in accordo con quanto previsto dallo IAS2 limitatamente a quelli di importo esiguo, per i quali non è conveniente procedere alla locazione e si prevede la vendita entro il prossimo triennio.

Terreni Fabbricati (1) Mobili Impianti
elettronici
Altre (1) Totale
A. Esistenze iniziali lorde 84.895 372.260 67.565 44.863 75.863 645.446
A.1 Riduzioni di valore totali nette (81.294) (52.782) (36.200) (51.376) (221.652)
A.2 Esistenze iniziali nette 84.895 290.966 14.783 8.663 24.487 423.794
B. Aumenti: 58.641 4.450 1.634 12.171 76.896
B.1 Acquisti 4 4.444 1.632 8.515 14.595
- di cui operazioni di
aggregazione aziendale
B.2 Spese per migliorie
capitalizzate
11.351 1 11.352
B.3 Riprese di valore
B.4 Variazioni positive di fair
value imputate a
a) patrimonio netto
b) conto economico
B.5 Differenze positive di cambio 13 5 10 28
B.6 Trasferimenti da immobili
detenuti a scopo di
investimento
X X X
B.7 Altre variazioni 47.273 1 2 3.645 50.921
C. Diminuzioni: 45.469 3.209 2.292 10.324 61.294
C.1 Vendite 48 496 544
- di cui operazioni di
aggregazione aziendale
C.2 Ammortamenti 36.520 3.156 2.289 9.395 51.360
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a
200 200
a) patrimonio netto
b) conto economico (2
)
200 200
C.4 Variazioni negative di fair
value imputate a
a) patrimonio netto
b) conto economico
C.5 Differenze negative di cambio 22 1 2 5 30
C.6 Trasferimenti a:
a) attività materiali detenute
a scopo di investimento
X X X
b) attività non correnti e
gruppi di attività in via di
dismissione
C.7 Altre variazioni 8.727 4 1 428 9.160
D. Rimanenze finali nette 84.895 304.138 16.024 8.005 26.334 439.396
D.1 Riduzioni di valore totali nette (133.307) (55.317) (38.201) (56.668) (283.493)
D.2 Rimanenze finali lorde 84.895 437.445 71.341 46.206 83.002 722.889
E. Valutazione al costo

9.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

( 1 ) Gli importi includono i saldi iniziali e le variazioni annue dei diritti d'uso derivanti dall'introduzione dell'IFRS16.

( 2 ) Relativo al contratto di locazione della filiale di Parigi in corso di trasferimento.

La movimentazione delle attività materiali ad uso funzionale include anche il diritto d'uso acquisito con operazioni di leasing finanziario ex IFRS16. I nuovi contratti di leasing stipulati nell'esercizio ammontano a 37,9 milioni (riportati nella riga B.7 "Altre variazioni"), mentre gli ammortamenti per i diritti d'uso sono pari a 37,6 milioni (riportati nella riga C.2 "Ammortamenti"); si registrano, inoltre, rettifiche per 200 mila connesse alla filiale di Parigi, in corso di trasferimento.

Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali 29.144 35.203
B. Aumenti 372
B.1 Acquisti
- di cui operazioni di aggregazione aziendale
B.2 Spese per migliorie capitalizzate 372
B.3 Variazioni positive di fair value
B.4 Riprese di valore
B.5 Differenze di cambio positive
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale
B.7 Altre variazioni
C. Diminuzioni 1.865
C.1 Vendite
- di cui operazioni di aggregazione aziendale
C.2 Ammortamenti 1.865
C.3 Variazioni negative di fair value
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento
C.5 Differenze di cambio negative
C.6 Trasferimenti a:
a) immobili ad uso funzionale
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
C.7 Altre variazioni
D. Rimanenze finali 29.144 33.710
E. Valutazione al fair value 85.813 54.382

9.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

Sono composti dai seguenti immobili:

Ubicazione Immobile mq. Valore di carico
(€ migliaia)
Valore di carico al
mq. (€ migliaia)
Roma 8.228 24.195 0,3
Lecce 21.024 16.350 1,3
Verona (*) 30.502 9.527 3,2
Bologna (*) 6.913 5.465 1,3
Vicenza 6.200 4.774 1,3
Pavia 2.250 1.131 2,–
Padova 4.208 1.412 3,–
Totale 79.325 62.854

(*) Includono sia capannoni sia locali adibiti ad uffici.

9.8 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: variazioni annue
-------------------------------------------------------------------------------- --
Rimanenze di attività materiali ottenute tramite
l'escussione delle garanzie ricevute
Altre
rimanenze
Totale
Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre di attività
materiali
A. Esistenze iniziali 971 6.660 7.631
B. Aumenti 56 458 514
B.1 Acquisti
B.2 Riprese di valore
B.3 Differenze di cambio positive
B.4 Altre variazioni 56 458 514
C. Diminuzioni 186 186
C.1 Vendite 185 185
C.2 Rettifiche di valore da
deterioramento
C.3 Differenze di cambio negative
C.4 Altre variazioni 1 1
D. Rimanenze finali 1.027 6.932 7.959

Attività immateriali - Voce 100

Le attività immateriali a durata indefinita sono rappresentate dall'Avviamento e dai Marchi acquisiti nelle operazioni di aggregazione aziendale; quelle a durata definita, dalle liste clienti acquisite e dai software. Con riferimento alle modalità di valutazione delle Attività immateriali si rinvia a quanto illustrato nella Parte A – Politiche contabili.

Nell'esercizio la voce cala da 816 a 744,1 milioni principalmente per la riduzione dell'Avviamento a seguito della svalutazione del goodwill di RAM AI e Spafid (CGU Servizi Fiduciari), della riduzione di quello di Messier et Associés a seguito dell'uscita di uno dei due partners fondatori (senza impatti sul risultato netto di Gruppo) e del trasferimento di Spafid Connect tra le attività destinate alla dismissione (IFRS5).

Attività/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Durata definita Durata indefinita Durata definita Durata indefinita
A.1 Avviamento X 602.363 X 666.536
A.1.1 di pertinenza del gruppo X 602.363 X 666.536
A.1.2 di pertinenza di terzi X X
A.2 Altre attività immateriali 60.896 80.878 67.403 82.057
A.2.1 Attività valutate al costo: 60.896 80.878 67.403 82.057
a) attività immateriali generate internamente
b) altre attività 60.896 80.878 67.403 82.057
A.2.2 Attività valutate al fair value:
a) attività immateriali generate internamente
b) altre attività
Totale 60.896 683.241 67.403 748.593

10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

10.2 Attività immateriali: variazioni annue

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività
immateriali: altre
Definita Indefinita Definita Indefinita
A. Esistenze iniziali 666.536 276.965 82.057 1.025.558
A.1 Riduzioni di valore totali nette (209.562) (209.562)
A.2 Esistenze iniziali nette 666.536 67.403 82.057 815.996
B. Aumenti 639 28.540 29.179
B.1 Acquisti 28.540 28.540
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
B.2 Incrementi di attività immateriali
interne
X
B.3 Riprese di valore X
B.4 Variazioni positive di fair value
- a patrimonio netto X
- a conto economico X
B.5 Differenze di cambio positive 639 639
B.6 Altre variazioni
C. Diminuzioni 64.812 35.047 1.179 101.038
C.1 Vendite 12 12
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
C.2 Rettifiche di valore 62.473 32.371 94.844
- Ammortamenti X 32.371 32.371
- Svalutazioni 62.473 62.473
+ patrimonio netto X
+ conto economico 62.473 62.473
C.3 Variazioni negative di fair value:
- a patrimonio netto X
- a conto economico X
C.4 Trasferimenti alle attività non
correnti in via di dismissione
2.339 1.839 4.178
C.5 Differenze di cambio negative 39 1.179 1.218
C.6 Altre variazioni 786 786
D. Rimanenze finali nette 602.363 60.896 80.878 744.137
D.1 Rettifiche di valori totali nette (243.430) (243.430)
E. Rimanenze finali lorde 602.363 304.326 80.878 987.567
F. Valutazione al costo

Informazioni sulle attività intangibili e sull'avviamento

Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate nuove acquisizioni.

Di seguito una tabella riepilogativa degli effetti delle PPA di tutte le acquisizioni effettuate dal Gruppo nel corso degli anni:

Linea IFID Spafid Connect Barclays Esperia
Data acquisizione 27 giugno 2008 1 agosto 2014 18 giugno 2015 26 agosto 2016 6 aprile 2017
Prezzo pagato 406.938 3.600 5.124 (240.000) 233.920
di cui: oneri accessori 2.000 200
Passività 80.000
Attività immateriali a vita
definita
(44.200) (700) (3.250) (26.000) (4.508)
n. anni ammortamento 8 7 10 5 5
Marchi (6.300) (15.489)
Aggiustamenti Fair Value 84.200 11.232
Sbilancio altre attività/altre
passività
(2.659) 420 (466) 98.300 (176.585)
Effetti fiscali 12.155 220 934 3.500 6.613
Totale Avviamento 365.934 3.540 2.342 — (*) 55.183

Tabella 1: Riepilogo effetti PPA: Acquisizioni ITALIA

(*) L'operazione ha generato un badwill.

Tabella 1: Riepilogo effetti PPA: Acquisizioni ESTERO

Cairn RAM (1) MMA
Data acquisizione 31 dicembre 2015 28 febbraio 2018 11 aprile 2019
Valuta GBP CHF EURO
Price consideration 24.662 164.732 107.856
di cui: oneri accessori
Passività 20.813 46.850 54.540
Attività immateriali a vita definita (2.398) (11.330)
n. anni ammortamento 5 8
Marchi (37.395) (10.230)
Aggiustamenti Fair Value
Sbilancio altre attività/altre passività (8.345) (6.853) (13.353)
Effetti fiscali 7.163 6.684
Avviamento ante Impairment Test 37.130 172.099 134.167

( 1 ) Tutti gli importi sono calcolati al pro-quota dell'89,25% acquisito alla data dell'operazione.

Si riepilogano di seguito le principali operazioni di acquisizione del Gruppo:

  • l'acquisto di Linea (407 milioni) ha generato un avviamento di 365,9 milioni che resta l'unico valore iscritto a bilancio dopo il write-off dei marchi ed il completamento della vita utile delle attività immateriali;
  • l'acquisto del ramo d'azienda IFID (3,6 milioni) ha generato un avviamento di 3,5 milioni e attività immateriali a vita definita per 0,7 milioni; l'operazione è stata allocata alla CGU "Servizi fiduciari";
  • l'acquisizione di Spafid Connect (5,1 milioni) ha generato un avviamento di 2,3 milioni e attività immateriali a vita definita per 3,3 milioni; l'operazione è stata allocata nella CGU "Corporate services";
  • l'acquisto del ramo d'azienda Barclays Italia, che ha previsto la corresponsione da parte del venditore di 240 milioni che, in sede di Purchase Price Allocation, è stato allocato a passività potenziali per 59 milioni (legate al processo di ristrutturazione) e a fondi rettificativi sui mutui ipotecari per 21 milioni, di cui circa la metà a fronte delle posizioni deteriorate. Tenuto conto dell'individuazione di attività immateriali a durata definita per 26 milioni collegati a una lista clienti con masse gestite e amministrate con una vita utile di 5 anni, l'operazione ha generato un provento (bargain purchase) di 98,3 milioni, in gran parte assorbito dai costi non ricorrenti connessi all'integrazione della rete territoriale ed informatica in CheBanca! (circa 80 milioni);
  • l'acquisto di Cairn Capital (GBP 24,7 milioni per il 51% unitamente ad un accordo di Put & Call sul residuo 49% valorizzato GBP 20,8 milioni) ha determinato un goodwill di GBP 37,1 milioni (calcolato sul 100%). Tale goodwill è stato confermato al termine del processo di Purchase Price Allocation; Cairn Capital Group è stata considerata come un'unica CGU. A seguito dell'esercizio di alcune tranches l'attuale partecipazione è salita al 85,16%, mentre la passività residua, valorizzata al presumibile valore di realizzo, si attesta a 12,5 milioni di euro;
  • l'acquisto del 50% delle quote Banca Esperia detenute da Banca Mediolanum mediante il pagamento di 141 milioni (closing aprile 2017); nel dicembre 2017 Banca Esperia è stata fusa per incorporazione in Mediobanca e nello stesso mese si è concluso il processo di Purchase Price Allocation (PPA) che ha portato ad identificare un marchio per 15,5 milioni, una lista clienti per 4,5 milioni da ammortizzare in 5 anni e un goodwill per 52,1 milioni suddiviso nelle CGU Private Banking (29,4 milioni) e CGU MidCap (22,7

milioni). Contemporaneamente le società Esperia Servizi Fiduciari ed Esperia Trust Company (controllate al 100% da Esperia) sono state cedute a Spafid rientrando nella CGU Servizi Fiduciari con l'apporto di un goodwill pre-esistente per 3,1 milioni;

  • l'acquisto del 69,4% di RAM AI (febbraio 2018) con un accordo di Put & Call che prevede di incrementare la partecipazione fino all'89,25%. Il processo di Purchase Price Allocation ha portato ad identificare un marchio per 41,9 milioni di franchi svizzeri a vita indefinita e una lista clienti, connessa al contratto per la gestione delle masse in capo a Reyl, per 2,7 milioni di franchi svizzeri da ammortizzare in 5 anni. Il goodwill post PPA è stato determinato in 172,1 milioni di franchi svizzeri che include la passività per Put & Call (sul restante 20,25%) valorizzata a 46,9 milioni di franchi svizzeri. Al 30 giugno, a seguito delle variazioni nella compagine azionaria la quota di possesso passa al 98,3% mentre la passività per l'accordo di Put & Call si è ridotta (3,7%) ed è iscritta a 2,5 milioni di franchi svizzeri;
  • l'acquisizione del 66,4% del capitale di Messier Maris & Associés (1 ) – MMA (aprile 2019), al prezzo di 107,9 milioni regolata con 11,6 milioni di azioni Mediobanca in portafoglio (1,3% del Capitale Sociale). È stato inoltre sottoscritto un accordo di Put & Call, esercitabile dal quinto anno successivo alla data di acquisizione, che consentirà di incrementare la percentuale di partecipazione fino al 100%. In concomitanza del closing è stato conferito il marchio Messier Maris per un controvalore di 17 milioni incrementato a 27,2 milioni in sede di PPA unitamente ad una lista clienti per 11,3 milioni ammortizzabile in 8 anni che riduce il goodwill a 134,2 milioni.

Si segnalano i seguenti interventi effettuati sul valore del goodwill di Bilancio:

  • riguardo alla CGU RAM: la società è stato caratterizzata da un'importante riorganizzazione interna con l'uscita di due partners e la nomina di un nuovo CEO che ha rivisto il piano pluriennale. Alla luce di questo è stato dato mandato ad un operatore specializzato di effettuarne la valutazione che ha portato ad un aggiustamento del goodwill nell'ordine di 20,4 milioni di franchi svizzeri (Euro 18,6 milioni);
  • riguardo alla CGU Messier et Associés (1 ): la società è stata interessata dall'uscita di uno dei due soci fondatori che, in base agli accordi originari, ha portato all'attivazione delle clausole di clawback su azioni in escrow e

( 1 ) La controllata Messier Maris et Associés a seguito dell'uscita del socio ha cambiato denominazione in Messier et Associés.

Put & Call; complessivamente si è generato un provento straordinario di 41 milioni che sono stati integralmente compensati da un adeguamento del goodwill di pari importo;

  • riguardo alla CGU Spafid Servizi Fiduciari: il rallentamento mostrato nell'esercizio, anche a seguito del contesto pandemico, si riflette in un impairment di 2,9 milioni, circa metà del goodwill complessivo allocato;
  • infine, per la CGU Servizi Emittenti: essendo stato avviato un processo di cessione di ramo d'azienda di Spafid Connect, si è provveduto a riclassificare a Held For Sale (ex IFRS5) tutte le attività e passività (incluso il goodwill). Per il calcolo del valore recuperabile, in questo caso, è stato utilizzato il Fair Value al netto dei costi di vendita.

Infine a partire da questo esercizio, tenuto conto della fusione per incorporazione di Futuro (a cui si riferiva la CGU 'cessione del quinto') in Compass (a cui si riferivano le CGU 'Consumo' e 'Carte') e considerato che il management, a fini interni, monitora esclusivamente il segmento 'Consumer' si è deciso di accorpare le tre CGU in un'unica CGU 'Consumer'; come richiesto dal principio IAS36, l'esercizio di Impairment Test è stato svolto in duplice versione, ovvero considerando la sola CGU Consumer e considerando le tre CGU distinte e risulta superato in entrambe le versioni.

Le tabelle seguenti presentano l'elenco delle attività immateriali acquisite con operazioni straordinarie e il riepilogo del goodwill iscritto in bilancio suddiviso per operazione che l'ha generato e per Cash Generating Unit.

Tipologia Deal 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Customer relationship 15.476 25.156
Spafid 177 390
Barclays/Chebanca! 866 6.838
MB Private Banking 907 1.807
CMB 4.564 5.215
RAM Active Investments 818 1.346
Messier et Associes 8.144 9.560
Marchi 63.878 65.057
MB Private Banking 15.489 15.489
RAM Active Investments 38.159 39.338
Messier et Associes (1
)
10.230 10.230
Software acquisito Spafid Connect 2.468
Totale attività immateriali da PPA 79.354 92.681

Tabella 2: Altre attività immateriali acquisite con operazioni straordinarie

( 1 ) Ad incremento del marchio conferito al momento dell'acquisizione e pari a 17 milioni (rilevato nel Bilancio al 30 giugno 2019).

Tabella 3: Goodwill

Operazione 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Consumer 365.934 365.934
Spafid-Servizi Fiduciari 3.733 6.620
Spafid Connect 2.342
Cairn Capital 43.272 40.690
Banca Esperia 52.103 52.103
RAM Active Investments 44.168 64.680
Messier et Associés 93.153 134.167
Totale Avviamento 602.363 666.536

Tabella 4: Riepilogo Cash Generating Units

CGU 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Consumer 365.934 365.934
Servizi fiduciari 3.733 6.620
Corporate services 2.342
Cairn Capital 43.272 40.690
Mid corporate 22.650 22.650
MB Private Banking 29.453 29.453
RAM Active Investments 44.168 64.680
Messier et Associés 93.153 134.167
Totale avviamento 602.363 666.536

Informazioni sull'Impairment Test

In linea con quanto illustrato nella sezione relativa alle politiche contabili, lo IAS36 prevede la verifica della riduzione per perdita di valore sulle singole attività materiali ed immateriali (impairment test), che deve essere svolta almeno una volta l'anno in sede di redazione di bilancio, o con cadenza anche più frequente in presenza di eventi o manifestazioni che inducono a ritenere vi sia stata una riduzione di valore.

Nel caso in cui non sia realisticamente possibile determinare in via diretta il valore recuperabile della singola attività, il principio consente di effettuare il calcolo sul valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari (CGU o cash generating unit) alla quale l'attività appartiene. La CGU rappresenta il più piccolo gruppo di attività identificabile in grado di generare flussi che non presentano sinergie con altre parti dell'impresa, considerabile in via separata e cedibile autonomamente.

Ai fini della determinazione del valore recuperabile, posto a confronto con il valore di carico dell'attività iscritta in bilancio, si fa riferimento al maggiore tra il fair value (al netto degli oneri di dismissione) ed il valore d'uso di un bene. In particolare il valore d'uso è ottenuto attualizzando i flussi finanziari futuri attesi da una attività o da una cash generating unit; le proiezioni dei flussi devono riflettere presupposti ragionevoli e si devono pertanto basare sui recenti budget/previsioni approvati dagli organi di governo della Società; inoltre l'attualizzazione deve avvenire ad un tasso di sconto che includa il corrente costo del denaro ed i rischi specifici connessi all'attività.

Il Gruppo si è dotato di una policy, il cui ultimo aggiornamento è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione a giugno, che regola il processo di verifica di impairment e che recepisce le linee guida emanate dall'Organismo Italiano di Valutazione – OIV (Impairment test dell'avviamento in contesti di crisi finanziaria del 14 giugno 2012, Principi Italiani di Valutazione – PIV pubblicati nel 2015, Discussion Paper del 22 gennaio 2019 redatto in collaborazione con Nedcommunity; Discussion Paper n. 01/2021 del 16 marzo 2021 – "L'uso di informazione finanziaria prospettica nella valutazione d'azienda"; Discussion Paper n. 02/2021 del 16 marzo 2021 – Linee guida per l'impairment test dopo gli effetti della pandemia da Covid-19"), i suggerimenti dell'ESMA (2 ) e le Raccomandazioni dei regolatori nazionali (3 ).

Il valore recuperabile per il goodwill è stimato ricorrendo alla tecnica del Dividend Discount Model, applicando la variante dell'excess capital, metodologia di valutazione comunemente utilizzata dalle istituzioni finanziarie, per le CGU che necessitano di un capitale regolamentare (cd. capital intensive).

( 2 ) Documento ESMA (European Security and Markets Authority) "European common enforcement priorities for 2013 financial statements", volto a sottolineare gli aspetti specifici dell'impairment test del goodwill e degli intangibili specifici; Public Statement del 28 ottobre 2020 "European common enforcement priorities for 2020 annual financial reports", nel quale si chiede a tutti gli emittenti di prestare particolare attenzione agli effetti della pandemia da Covid-19.

( 3 ) Documento congiunto (Banca d'Italia, Consob e Isvap ora IVASS) n. 3 del 3 marzo 2010 il quale richiede, tra l'altro, che le relazioni finanziarie delle società quotate (bilanci annuali e relazioni semestrali) riportino un maggior dettaglio informativo sulla valutazione dell'avviamento, delle altre attività immateriali a vita utile indefinita e delle partecipazioni, prevedendo l'indicazione delle metodologie e dei parametri utilizzati oggetto di una formale e consapevole approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione; Documento congiunto (Banca d'Italia, Consob e Isvap ora IVASS) n.8 il quale contiene talune indicazioni in merito alla valutazione delle quote di Fondi utili ai fini della valorizzazione al Fair value di interessenza partecipativa in fondi; Comunicazione Consob n. DIE/17131 del 3 marzo 2014, nella quale vengono fornite tra l'altro indicazioni in merito alle tempistiche di effettuazione dell'impairment e i compiti e le responsabilità dell'organo di amministrazione in tale processo; Comunicazione Consob n. 3907 del 19 gennaio 2015, nella quale sono contenute indicazioni a cui le società quotate si devono attenere al fine di una rendicontazione finanziaria di elevata qualità anche in tema di impairment; "Richiamo di attenzione n. 8/20 del 16 luglio 2020", "n. 6/20 del 9 aprile 2020" e "n. 1/21 del 16 febbraio 2021" aventi ad oggetto: "Covid-19 – Richiamo di attenzione sull'informativa finanziaria" nei quali viene richiamata l'attenzione dei componenti gli organi di amministrazione e di controllo e dei dirigenti preposti sulla necessità di osservare i principi che presiedono al processo di produzione dell'informativa finanziaria tenuto conto degli impatti che gli effetti dovuti alla pandemia possono avere con riferimento, tra gli altri, alle valutazioni delle attività non finanziarie (cd. Impairment Test).

I flussi finanziari sono stati proiettati su un arco temporale di 3/5 anni sulla base dei piani strategici e dei budget annuali formulati dal management della singola CGU.

Per la stima del Cost of Equity, determinato mediante il Capital Asset Model (CAPM) coerentemente con i dettami dello IAS36, sono utilizzati alcuni parametri comuni a tutte le CGU, in dettaglio:

  • il tasso Risk-free che corrisponde alla remunerazione di investimenti esenti o a rischio minimo su un arco di tempo recente e non superiore all'anno, identificato nel rendimento dei titoli governativi del paese nel quale risiede l'attività oggetto di valutazione;
  • il Market risk premium che è la remunerazione che gli investitori richiedono per accettare un aumento della rischiosità dei loro impieghi. È ottenuto considerando molteplici fonti, tra cui ricerche di società ed emeriti accademici, nonché il contributo di docenti universitari per la stima a lungo termine del payout ratio e dello spread dei rendimenti dei titoli azionari e gli attuali livelli spot dei titoli governativi;
  • il tasso di crescita (g), utilizzato per il calcolo del terminal value, con la metodologia della c.d. "Perpetuity", determinato partendo dal tasso di inflazione atteso nel lungo periodo del paese in cui ha sede la specifica CGU; in taluni casi però si tengono in considerazione altri fattori quali lo scenario di crescita reale del settore in cui opera la CGU;
  • ad ogni CGU è associato un rischio sistemico (parametro Beta) osservato sull'orizzonte a 2 anni in base ai peers di mercato.

Infine, va sottolineato che ai fini del calcolo del Cost of Equity (Ke) si deve considerare anche l'eventuale rischio specifico della CGU attraverso un additional risk (coefficiente/fattore alfa) che tiene conto della rischiosità percepita dal mercato, ma non completamente riflessa nei parametri sottostanti al CAPM. In questo particolare momento storico poiché si è deciso di determinare il Cost of Equity in continuità di metodo rispetto al passato è stato considerato un coefficiente alfa, differente in base all'area geografica della CGU, per catturare quella rischiosità non incorporata nelle nuove stime dei flussi.

CGU 30 giugno 2021
Tasso
risk free
Premio
Beta 2y
per il rischio
Erp
β
Coefficiente Cost of
equity
Tasso di
crescita atteso
Rf α Ke g
Consumer 0,75% 6,41 1,10 1,50 9,29 1,3
Servizi fiduciari 0,75% 6,41 0,99 1,50 8,56 1,3
Private banking 0,75% 6,41 0,99 1,50 8,56 1,3
Mid corporate 0,75% 6,41 0,99 1,50 8,56 1,3
Servizi emittenti 0,75% 6,41 0,99 1,50 8,56 1,3
Cairn Capital/UK 0,46% 5,49 1,11 1,50 8,07 1,7
RAM AI/Suisse -0,40% 5,40 1,11 2,52 8,14 1,5
MA/France -0,20% 5,73 1,15 1,50 7,87 1,5

Tabella 5: Parametri per CGU del cost of equity

CGU 30 giugno 2020
Tasso
risk free
Rf
Premio
per il rischio
Erp
Beta 2y
β
Coefficiente
α
Cost of
equity
Ke
Tasso di
crescita atteso
g
Carte di credito 1,33% 6,97 1,03 1,36 9,88 1,3
Cessione del quinto 1,33% 6,97 1,03 1,36 9,88 1,3
Servizi fiduciari 1,33% 6,97 1,— 1,36 9,66 1,3
Private banking 1,33% 6,97 1,— 1,36 9,66 1,3
Mid corporate 1,33% 6,97 1,— 1,36 9,66 1,3
Servizi emittenti 1,33% 6,97 1,— 1,36 9,66 1,3
Cairn Capital/UK 0,51% 5,94 1,13 1,22 8,41 1,7
RAM AI/Suisse 0,63% 6,34 1,13 2,52 9,02 1,5
MMA/France -0,11% 6,97 1,11 1,80 8,96 1,5

Rispetto allo scorso anno le singole componenti che concorrono alla determinazione del Cost of Equity mostrano cali significativi, infatti il tasso risk free dell'Italia (calcolato come media annuale del BTP decennale) è sceso dall'1,33% allo 0,75%, l'Equity Risk Premium, calcolato come media di tre principali contributori (Fernandez, Damodaran e analisti interni), cala di circa 55bps per l'Italia, di 45bps per UK, di 94bps per la Svizzera e di 56bps per la Francia; anche i Beta mostrano lo stesso trend con l'eccezione del credito al consumo (1,10 contro 1,03). Si è invece deciso di tenere inalterato il tasso di crescita (g), riferito al tasso di inflazione a tre anni dei diversi paesi aggiustato per il potenziale di crescita del settore in cui la CGU opera.

Riguardo al Terminal Value si precisa che è stato ottenuto capitalizzando il flusso di cassa distribuibile agli azionisti oltre il periodo di previsione esplicita, prudentemente assunto pari alla media degli utili previsti nel

periodo di piano, in alcuni casi integrata dei risultati storici. Si è preferito utilizzare un terminal value normalizzato rispetto al risultato previsto nell'ultimo anno di previsione esplicita per tenere conto delle incertezze generate dal Covid-19 soprattutto in alcuni settori (come l'asset management) dove i risultati nel breve termine sono contenuti ma si prevedono importanti rialzi nel medio-lungo termine.

Tutte le CGU del Gruppo, con l'eccezione dei Servizi Fiduciari, hanno superato l'impairment test essendo il valore d'uso superiore ai valori di carico tenuto conto di eventuali interventi effettuati nel corso dell'esercizio.

Tale situazione è confermata dalla sensitivity analysis che ha previsto una variazione degli scenari, in caso di cost of equity + / - 0,25%, tassi di crescita stressati (+/- 0,50%) cost income ratio e, per le società con rischio di credito, costo del rischio.

Infine è stato effettuato un'ulteriore verifica che il value in use dei tre segmenti operativi (Consumer, Wealth Management e Corporate and Investment Banking) calcolato tenuto conto dell'allocazione di tutti i costi corporate delle Holding Functions, fosse superiore ai rispettivi carrying amount ( 4 ), senza rilevare criticità.

Il test di impairment risulta superato da tutti e tre i segmenti operativi.

I valori così ottenuti concorrono all'analisi di ragionevolezza rispetto ai prezzi di borsa ed ai target prices indicati dagli analisti finanziari. Per quanto riguarda l'andamento dei prezzi di Borsa e l'indicatore Price to Book value va sottolineato che nella seconda parte del 2020 il prezzo di mercato medio di Mediobanca era di 7,07 euro per azione corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile di 0,58x, nei primi sei mesi del 2021 la quotazione media è salita a 9,08 euro per azione corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile di 0,71x. I report degli analisti indicano invece un Target Price medio di 10,8 euro (8,5 euro al 30 giugno 2020) corrispondente ad un multiplo sul patrimonio netto contabile di 0,85x.

Infine, è stata svolta un'analisi di ragionevolezza del valore del Gruppo ottenuto come Somma delle Parti - e i prezzi di borsa ed i target prices, non sono emerse criticità.

( 4 ) Determinato come somma tra il patrimonio assorbito integrato del goodwill ed altri intangibili allocati

* * *

Preventivamente al test di impairment del goodwill è stata fatta la valutazione dei marchi a vita indefinita allocati alle differenti CGU. Si tratta dei marchi afferenti al Private Banking, a RAM e Messier et Associés. La stima del valore recuperabile dei marchi è avvenuta facendo uso di un criterio fondato sul royalty relief che desume il valore del brand sulla base del valore attuale dei redditi rivenienti dal marchio, stimati come prodotto tra il tasso di royalty implicito nella valutazione dei rispettivi marchi in sede di PPA (Business Combination ai sensi IFRS3) ed il valore dei proventi operativi. Tutti i valori sono stati confermati e non sono state rilevate evidenze di impairment.

SEZIONE 11

Attività fiscali e passività fiscali – Voce 110 dell'attivo e Voce 60 del passivo

11.1 Attività per imposte anticipate: composizione

30 giugno 2021 30 giugno 2020
- In contropartita al Conto Economico 556.808 616.727
- In contropartita al Patrimonio Netto 27.395 40.773
Totale 584.203 657.500

11.2 Passività per imposte differite: composizione

30 giugno 2021 30 giugno 2020
- In contropartita al Conto Economico 301.940 302.963
- In contropartita al Patrimonio Netto 36.847 22.485
Totale 338.787 325.448
30 giugno 2021 30 giugno 2020
616.727 612.627
24.472 18.342
23.896 17.651
34 1.338
23.862 16.313
576 691
84.391 14.242
80.261 13.763
78.422 13.407
1.839 356
4.130 479
4.130 479
556.808 616.727

11.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

11.4 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. 214/2011 (*)

30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Importo iniziale 548.385 548.385
2. Aumenti
3. Diminuzioni 72.862
3.1 Rigiri 69.366
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta
a) derivante da perdite di esercizio
b) derivante da perdite fiscali
3.3 Altre diminuzioni 3.496
4. Importo finale 475.523 548.385

(*) Il DL n. 59 del 29 aprile 2016 in materia di imposte differite attive di cui alla L. 214/2011, come modificato dal DL n. 237 del 23 dicembre 2016 convertito con modificazioni dalla Legge 15/2017, dispone che per conservare il diritto ad avvalersi della normativa sulla trasformabilità delle DTA in crediti di imposta è necessario che sia esercitata espressamente un'opzione irrevocabile, che prevede il pagamento di un canone annuale fino al 2029, pari all'1,5% della differenza tra l'incremento delle attività per imposte anticipate rispetto al 30 giugno 2008 e le imposte versate nel periodo. Mediobanca ha esercitato l'opzione per conservare il diritto ad avvalersi della normativa sulla trasformabilità delle DTA con effetto per tutte le società aderenti al Consolidato fiscale. Non sarà dovuto alcun canone dal momento che le imposte versate dal Consolidato fiscale superano l'incremento delle DTA rispetto al 30 giugno 2008.

11.6 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto) (*)

30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Importo iniziale 40.773 46.856
2. Aumenti 18.989 39.231
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 18.973 38.346
a) relative a precedenti esercizi
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre 18.973 38.346
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
2.3 Altri aumenti 16 885
3. Diminuzioni 32.367 45.314
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 28.605 43.570
a) rigiri 27.228 42.859
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità
c) dovute al mutamento di criteri contabili
d) altre 1.377 711
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni 3.762 1.744
4. Importo finale 27.395 40.773

(*) Imposte relative alla copertura dei flussi finanziari ed alle valorizzazioni degli strumenti finanziari rilevati al fair value con impatti sulla redditività complessiva.

11.7 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

Delle diminuzioni complessive, 5,1 milioni sono per le imposte differite relative alla differenza tra valore contabile e valore fiscale del marchio Banca Esperia al 30 giugno 2021. Il valore fiscale di tale bene è stato oggetto di riallineamento al maggior valore contabile in applicazione dell'art. 110, comma 8-bis, del D.L. 104/2020, con conseguente annullamento al termine dell'esercizio di tutte le passività presenti in bilancio. Coerentemente con i Principi Contabili Internazionali e le istruzioni di Banca d'Italia, il rilascio delle imposte differite è stato effettuato a conto economico.

Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate – Voce 120 dell'attivo e voce 70 del passivo

12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

30 giugno 2021
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie
A.2 Partecipazioni
A.3 Attività materiali
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute
A.4 Attività immateriali 4.178
A.5 Altre attività non correnti
Totale (A) 4.178
di cui valutate al costo 4.178
di cui valutate al fair value livello 1
di cui valutate al fair value livello 2
di cui valutate al fair value livello 3
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti
C.2 Titoli
C.3 Altre passività 381
Totale (C) 381
di cui valutate al costo 381
di cui valutate al fair value livello 1
di cui valutate al fair value livello 2
di cui valutate al fair value livello 3

Al 30 giugno 2021 erano presenti attività e passività in via dismissione (ex IFRS5) relative alla cessione del ramo d'azienda della controllata Spafid Connect per la quale sono in corso avanzate trattative per la chiusura dell'operazione. Gli attivi ceduti si riferiscono all'avviamento (CGU Servizi emittenti) e a software. Le passività si riferiscono invece a debiti verso dipendenti. L'operazione non rientra tra le "discontinued operations" ai sensi dell'IFRS5.

Tenuto conto che il fair value al netto dei costi di vendita risulta superiore rispetto al valore di carico non si ravvisano impatti economici conseguenti alla classificazione tra le attività in via di dismissione.

Altre attività – Voce 130

13.1 Altre attività: composizione

30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Oro, argento e metalli preziosi 695 695
2. Ratei attivi diversi da quelli capitalizzati sulle relative attività 53.946 44.631
3. Crediti di funzionamento e fatture da emettere 311.685 256.670
4. Crediti verso Erario (non imputate alla voce 110) 151.171 159.463
5. Altre partite: 233.037 207.937
- effetti all'incasso 52.565 48.197
- per premi e contributi relativi ad operazioni di finanziamento 22.586 17.092
- per anticipi su commissioni raccolta 2.750 2.513
- per operazioni diverse di natura transitoria 81.920 79.036
- partite varie (1
)
73.216 61.099
Totale Altre Attività 750.534 669.396

( 1 ) Include i risconti attivi.

Passivo

SEZIONE 1

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – Voce 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Valore di Fair Value Valore di Fair Value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Debiti verso banche centrali 7.486.142 X X X 5.660.803 X X X
2. Debiti verso banche 5.344.777 X X X 7.149.527 X X X
2.1 Conti correnti e
depositi a vista
405.561 X X X 596.259 X X X
2.2 Depositi a scadenza X X X X X X
2.3 Finanziamenti 4.907.028 X X X 6.442.279 X X X
2.3.1 Pronti contro
termine passivi
1.827.468 X X X 2.204.642 X X X
2.3.2 Altri 3.079.560 X X X 4.237.637 X X X
2.4 Debiti per impegni di
riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
X X X X X X
2.5 Debiti per leasing (1
)
3.443 X X X 4.519 X X X
2.6 Altri debiti 28.745 X X X 106.470 X X X
Totale 12.830.919 12.830.919 12.810.330 12.810.330

( 1 ) La voce include le obbligazioni per il pagamento dei futuri canoni di leasing così come previsto dall'IFRS16 e dal VI Aggiornamento della circolare 262.

Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Valore di Fair Value Valore di Fair Value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Conti correnti e depositi
a vista
21.420.365 X X X 18.957.396 X X X
2. Depositi a scadenza 4.955.465 X X X 6.232.444 X X X
3. Finanziamenti 336.432 X X X 846.472 X X X
3.1 Pronti contro termine
passivi
3.2 Altri
170.907
165.525
X
X
X
X
X
X
710.173
136.299
X
X
X
X
X
X
4. Debiti per impegni di
riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
X X X X X X
5. Debiti per leasing (
1
)
223.640 X X X 212.196 X X X
6. Altri debiti 128.887 X X X 124.706 X X X
Totale 27.064.789 27.064.789 26.373.214 26.373.214

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

( 1 ) La voce include le obbligazioni per il pagamento dei futuri canoni di leasing così come previsto dall'IFRS16 e dal VI Aggiornamento della circolare 262.

Tipologia titoli/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Valore di Fair value (*) Valore di Fair value (*)
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Titoli
1. obbligazioni 17.778.581 759.204 17.206.553 100.115 18.889.474 1.287.832 17.901.254
1.1 strutturate 2.723.465 2.839.281 3.617.647 3.779.434
1.2 altre 15.055.116 759.204 14.367.272 100.115 15.271.827 1.287.832 14.121.820
2. altri titoli 800.726 755.281 45.445 868.410 828.977 39.433
2.1 strutturate
2.2 altre 800.726 755.281 45.445 868.410 828.977 39.433
Totale 18.579.307 759.204 17.961.834 145.560 19.757.884 1.287.832 18.730.231 39.433

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

( * ) I valori di fair value sono indicati al netto del rischio emittente che al 30 giugno 2021 esprimerebbe una plusvalenza di 110,6 milioni (+235,7 milioni al 30 giugno 2020).

I titoli obbligazionari calano da 18.889.474 a 17.778.581 dopo nuove emissioni per 2,2 miliardi, che fronteggiano rimborsi e riacquisti per 3 miliardi (realizzando utili per 4,8 milioni), altre rettifiche negative (adeguamento cambio, costo ammortizzato e effetto delle coperture) per 261,8 milioni.

Tra le obbligazioni in circolazioni emesse figurano 1,8 miliardi di emissioni connesse a strategie di arbitraggio a leva su indici o derivati su basi (skew) principalmente legate a derivati su crediti e, in maniera residuale, ad arbitraggi su tasso, inflation rischio azionario (underlying transaction).

Tutti questi prestiti garantiscono il rimborso integrale del capitale a scadenza ed il pagamento degli interessi (incluso un premio – extra yield). Qualora il sottoscrittore richieda il rimborso anticipato, l'emittente, a sua discrezione, può procedere al riacquisto ad un prezzo che sconterà il fair value corrente incluso quello delle underlying transactions.

In accordo con quanto disciplinato dal par. 4.3.3 dell'IFRS9 il derivato embedded, identificato dal diritto di includere il valore dell'arbitraggio nel prezzo di riacquisto, è stato separato dall'obbligazione valutata al costo ammortizzato e contabilizzato al fair value delle underying transaction.

1.4 Dettaglio dei debiti/titoli subordinati

Tra i "Titoli in circolazione" figurano le seguenti cinque emissioni subordinate Tier2, per complessivi 1.639.322:

Emissione 30 giugno 2021
ISIN Valore nominale Valore di bilancio
MB CARATTERE 5,75% 2023 Lower Tier 2 IT0004917842 499.909 526.574
MB Valore a Tasso Variabile con minimo 3%
annuo 2025
IT0005127508 499.271 504.858
MB OPERA 3.75 2026 IT0005188351 299.031 307.775
MB Subordinato Mar 29 XS1579416741 50.000 50.251
Mediobanca Mc Nv30 Sub Tier2 Call Eur XS2262077675 249.250 249.864
Totale titoli subordinati 1.597.461 1.639.322

Si segnala il collocamento sul mercato istituzionale, nel novembre 2020, di un bond subordinato Tier2 per 250 milioni avente durata decennale con call prevista dopo 5 anni e tasso fisso al 2,3%. Nell'esercizio sono state rimborsate due emissioni per circa 1 miliardo.

1.6 Debiti per leasing

I debiti per operazioni di leasing sono quantificati applicando il principio contabile IFRS16.

Passività finanziarie di negoziazione – Voce 20

Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Valore nominale Fair value Fair value (*) Valore nominale o Fair value Fair value (*)
o nozionale Livello 1 Livello 2 Livello 3 nozionale Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche 1.476.207 1.540.833 1.540.833 1.431.165 1.653.615 1.653.615
2. Debiti verso clientela 2.362.361 2.521.458 2.521.458 1.306.066 1.509.072 1.509.072
3. Titoli di debito X X
3.1 Obbligazioni X X
3.1.1 Strutturate X X
3.1.2 Altre obbligazioni X X
3.2 Altri titoli X X
3.2.1 Strutturati X X
3.2.2 Altri X X
Totale (A) 3.838.568 4.062.291 4.062.291 2.737.231 3.162.687 3.162.687
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari (1) 904.555 3.321.765 1.182.213 855.347 2.989.573 530.954
1.1 Di negoziazione X 904.555 3.317.662 1.181.119 X X 855.347 2.978.135 529.758 X
1.2 Connessi con la X X X X
option
fair value
1.3 Altri X 4.103 1.094 X X 11.438 1.196 X
2. Derivati creditizi 592.805 418.374
2.1 Di negoziazione X 592.805 X X 418.374 X
2.2 Connessi con la X X X X
option
fair value
2.3 Altri X X X X
Totale (B) X 904.555 3.914.570 1.182.213 X X 855.347 3.407.947 530.954 X
Totale (A+B) X 4.966.846 3.914.570 1.182.213 X X 4.018.034 3.407.947 530.954 X

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente.

Passività finanziarie designate al fair value - Voce 30

merceologica
mposizione
3.1 Passività finanziarie designate al fair value: co


X
X
X
X
Livello 3











X
X



X
X
Livello 2
216.020
216.020

216.020
Fair Value
X



X



X
X




Livello 1



VN








215.587
215.587

215.587

X
X


X
X
Fair Value (*)
X
X
X
X
833.048
X
X
833.048



X
X



X
X




Livello 3

X
X
X
X
Livello 2





833.048
833.048

833.048
Fair Value



X
X



X
X

Livello 1



VN











800.087
800.087
800.087
- garanzie finanziarie
- garanzie finanziarie
- impegni a erogare
- impegni a erogare
2. Debiti verso clientela
1. Debiti verso banche
rilasciate
rilasciate
1.1 Strutturati
2.1 Strutturati
3. Titoli di debito
3.1 Strutturati
fondi
fondi
di cui:
di cui:
1.2 Altri
2.2 Altri
3.2 Altri
Totale
Tipologia operazioni/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Fair Value (*)
X
X
X
X
X
X
X
X
216.020
X
X
216.020

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente.

La voce contiene due emissioni obbligazionarie (52,2 milioni) ed alcuni certificates (780,6 milioni) di cui uno rilevante (617,7 milioni) è fronteggiato da attività finanziarie specifiche (Attività finanziarie designate al fair value -Voce 20).

SEZIONE 4

Derivati di copertura - Voce 40

30 giugno 2021 30 giugno 2020
Fair value Valore Fair value Valore
Livello 1 Livello 2 Livello 3 nominale Livello 1 Livello 2 Livello 3 nominale
A. Derivati finanziari 375.413 38.032.581 465.225 21.286.650
1) Fair value 361.882 29.174.781 428.533 12.943.850
2) Flussi finanziari 13.531 8.857.800 36.692 8.342.800
3) Investimenti
esteri
B. Derivati creditizi
1) Fair value
2) Flussi finanziari
Totale 375.413 38.032.581 465.225 21.286.650

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di coperture e per livelli

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di coperture

Operazioni/ Fair value Flussi finanziari
Tipo di copertura Specifica Generica Specifica Generica Investimenti
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri esteri
1. Attività
finanziarie
valutate al fair
value con impatto
sulla redditività
complessiva
2. Attività
finanziarie
15.652 X X X X X
valutate al costo
ammortizzato
305.535 X X X X X X
3. Portafoglio X X X X X X X X
4. Altre operazioni X X
Totale attività 321.187
1. Passività
finanziarie 40.695 X X 13.531 X X
2. Portafoglio X X X X X X X X
Totale passività 40.695 13.531
1. Transazioni attese X X X X X X X X X
2. Portafoglio di
attività e passività
finanziarie
X X X X X X X

Passività fiscali - Voce 60

Vedi sezione 11 dell'attivo.

SEZIONE 7

Passività associate ad attività in via di dismissione – Voce 70

Vedi sezione 12 dell'attivo

SEZIONE 8

Altre passività – Voce 80

8.1 Altre passività: composizione

30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Saldo partite illiquide di portafoglio 315.001 255.677
2. Debiti verso l'erario 70.604 63.376
3. Debiti verso il personale dipendente 247.104 211.853
4. Altre partite 265.326 267.163
- cedenti effetti all'incasso 25.684 24.141
- cedole e dividendi non ancora incassati 2.454 4.149
- somme a disposizione da riconoscere a terzi 92.213 57.037
- premi, contributi e varie relativi ad operazioni di finanziamento 21.192 16.581
- partite varie (1
)
123.783 165.255
Totale altre passività 898.035 798.069

( 1 ) Include la passività relativa agli accordi di put & call relativi a Cairn Capital, RAM AI e MA.

Trattamento di fine rapporto del personale – Voce 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

Totale
30 giugno 2021
Totale
30 giugno 2020
A. Esistenze iniziali 27.862 27.808
B. Aumenti 8.624 8.633
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 7.013 6.635
B.2 Altre variazioni 1.611 1.998
- di cui operazioni di aggregazione aziendale
C. Diminuzioni 9.600 8.579
C.1 Liquidazioni effettuate 2.008 2.492
C.2 Altre variazioni (1
)
7.592 6.087
- di cui operazioni di aggregazione aziendale
D. Rimanenze finali 26.886 27.862
Totale 26.886 27.862

( 1 ) Include i trasferimenti ai Fondi a contribuzione definita esterni per 4.382 (4.200 al 30 giugno 2020)..

Il Fondo Trattamento di Fine Rapporto del personale riguarda le società del Gruppo residenti in Italia, per una dettagliata illustrazione dei principi contabili adottati si rimanda alla Parte A Politiche contabili.

9.2 Altre informazioni

Il TFR si configura come un piano a benefici definiti; il modello attuariale utilizzato poggia su diverse ipotesi sia di tipo demografico che economico. Per alcune delle ipotesi utilizzate si è fatto riferimento all'esperienza diretta del Gruppo (stima del fenomeno della inabilità, frequenza di uscita anticipata, tasso annuo di incremento retributivo, frequenza di anticipazione del TFR), mentre per le altre si è tenuto conto della best practice di riferimento (il tasso di mortalità è stato determinato utilizzando le tavole IPS55, l'età di collocamento a riposo è stata determinata tenendo opportunamente in considerazione le ultime disposizioni legislative emanate); come tasso di attualizzazione si è utilizzato l'indice iBoxx Eurozone Corporate AA rilevato a fine giugno su aziende simili a quelle oggetto di valutazione (pari allo 0,26% rispetto allo 0,31% dello scorso giugno) mentre il tasso di inflazione è rimasto invariato all'1,20%.

Fondi per rischi e oneri – Voce 100

Voci/Componenti 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
26.858 13.680
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate 297 284
3. Fondi di quiescenza aziendali (1
)
1.410 2.573
4. Altri fondi per rischi ed oneri 115.644 112.956
4.1 controversie legali e fiscali
4.2 oneri per il personale 2.658 4.835
4.3 altri 112.986 108.121
Totale 144.209 129.493

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

( 1 ) Riguardano la controllata svizzera RAM AI, in linea con la normativa locale..

Lo IAS37 richiede un accantonamento al fondo rischi ed oneri in caso sussista un'obbligazione attuale, legale, o implicita il cui importo può essere definito in modo attendibile e la cui risoluzione si concretizzi in un probabile flusso di risorse in uscita per l'impresa. L'importo è determinato dalla migliore stima del management, basata su esperienze di operazioni analoghe o sull'opinione di esperti indipendenti. Periodicamente gli accantonamenti sono rivisti per riflettere la miglior stima corrente.

Al 30 giugno la voce "Altri fondi per rischi ed oneri" è in aumento da 129,5 a 144,2 milioni per la maggior componente di impegni e garanzie rilasciate (pressoché raddoppiata da 14 a 27,2 milioni) per l'applicazione dei modelli di provisioning IFRS9. Il fondo di quiescenza aziendale (riferito alla sola controllata svizzera RAM AI) cala da 2,6 a 1,4 milioni mentre mostrano un lieve aumento gli altri fondi rischi ed oneri (da 113 a 115,6 milioni). Relativamente a quest'ultimi si segnalano i maggiori stanziamenti di Compass (da 5,2 a 17,5 milioni) per fronteggiare il potenziale indennizzo ai clienti a seguito della sentenza Lexitor (dello stanziamento di 15 milioni ne sono stati utilizzati 3,5 milioni) compensato dalle riduzioni di Mediobanca (68,9 milioni contro 71,4 milioni), CheBanca! (15,3 milioni contro 19,4 milioni), SelmaBPM (9,2 milioni contro 10 milioni) e CMB Monaco (1,2 milioni contro 3,8 milioni).

Tra i principali procedimenti legali pendenti si segnalano le seguenti due richieste di risarcimento danni formulate rispettivamente da:

  • Fondazione Monte dei Paschi di Siena ("FMPS") nei confronti di ex amministratori di FMPS e di Mediobanca, in solido con altre 13 banche per complessivi 286 milioni. La responsabilità ascritta alle Banche convenute è di tipo extracontrattuale, a titolo di concorso per supposto danno causato nella stipula del Term Facility Agreement del 4 giugno 2011 e la conseguente violazione dello Statuto (limite del 20% nel rapporto debito - patrimonio) della FMPS. Il giudizio è sempre pendente in fase istruttoria presso il Tribunale di Firenze;
  • Lucchini S.p.A. in Amministrazione Straordinaria ("Lucchini") nei confronti di 12 banche (inclusa Mediobanca) sul presupposto che le banche avrebbero concorso al dissesto economico-finanziario della società per aver elaborato e dato seguito ad un piano industriale e finanziario della società fondato su dati previsionali asseritamente irrealistici e un accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. che presentava garanzie eccessivamente favorevoli alle banche, con ciò comportando il ritardo nell'assoggettamento della Lucchini alla procedura di amministrazione straordinaria. Con sentenza del 21 luglio 2020, il tribunale di Milano ha respinto la domanda di Lucchini condannandolo al pagamento delle spese. Con atto di appello notificato il 28 settembre 2020 Lucchini ha impugnato la sentenza. La prossima udienza per la precisazione delle conclusioni è fissata per il 12 gennaio 2022.

Gli effetti della sentenza "Lexitor" sull'operatività nel retail sono contenuti e circoscritti ad eventuali contestazioni su rimborsi anticipati di pratiche del credito al consumo (soprattutto cessione del quinto), avvenuti prima del 5 dicembre 2019 (data della lettera al mercato di Banca d'Italia sulla sentenza Lexitor), per le quali sono pervenuti diversi reclami che stanno seguendo il normale iter procedurale. Lo scorso 25 luglio è entrata in vigore la Legge 106/2021 di conversione del decreto-legge 73/2021 che ha riformulato il testo dell'art. 125 sexies del T.U.B. e chiarito gli effetti della citata sentenza si applicano solo per i contratti perfezionati dopo l'entrata in vigore della predetta legge. Come riferito, Compass ha stanziato un accantonamento di 15 milioni utilizzato per 3,5 milioni.

Relativamente al contenzioso pendente verso l'Amministrazione finanziaria si segnala che non sono intervenute variazioni di rilievo rispetto allo scorso esercizio.

Con riferimento alla presunta mancata applicazione della tassazione per trasparenza prevista dalla normativa sulle Controlled Foreign Company (CFC) dei redditi prodotti da CMB Monaco (denominata in passato Compagnie Monégasque de Banque) e Compagnie Monégasque de Gestion negli esercizi 2013, 2014 e 2015 sono pendenti tre contenziosi nei confronti dell'Amministrazione finanziaria. Nel dettaglio, il contenzioso relativo all'esercizio 2013/2014 (utili 2013, imposta pari a 21,3 milioni oltre interessi e sanzioni), nel quale Mediobanca è risultata vittoriosa in I grado, è pendente dinanzi alla CTR – Lombardia a seguito di ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate; i contenziosi relativi agli esercizi 2014/15 e 2015/16 (rispettivamente utili 2014 e 2015, imposta pari a 16,1 milioni e 16,4 milioni, oltre interessi e sanzioni) sono in attesa dell'udienza di I grado.

Con riferimento alla presunta omessa applicazione di ritenute da parte di Mediobanca sugli interessi passivi pagati nell'ambito di un'operazione di secured financing oltre alla contestazione dell'anno 2014 (imposta per 2,3 milioni, oltre interessi e sanzioni) di cui si è in attesa della fissazione dell'udienza di I grado, è stato notificato un avviso di accertamento relativo all'anno 2015 (imposta per 1,9 milioni, oltre interessi e sanzioni), che la Banca intende impugnare.

Con riferimento ai tre contenziosi relativi al mancato rimborso di interessi maturati su crediti IVA vantati da SelmaBipiemme, relativi a diverse annualità (importo complessivo degli interessi pari a 9,4 milioni), lo scorso 14 giugno la CTR Lombardia ha accolto il ricorso di SelmaBipiemme e obbligato l'Agenzia delle Entrate a rimborsare gli interessi relativi all'annualità 2005 (pari a 6,8 milioni). Sono tuttora pendenti i termini per il ricorso in Cassazione da parte dell'Amministrazione. A fronte della potenziale passività legata ad una soccombenza, la società ha accantonato un fondo rischi per 6 milioni.

Oltre a quelli sopra elencati, sono pendenti ulteriori undici contenziosi, di cui:

– uno relativo alla pretesa omessa segnalazione da parte della ex Banca Esperia di un trasferimento di denaro verso l'estero nell'ambito della comunicazione di monitoraggio fiscale, a fronte della quale sono state comminate sanzioni per 5,9 milioni. La Società è risultata soccombente in entrambi i primi due gradi di giudizio, provvedendo al versamento dell'importo contestato. È pendente il ricorso in Cassazione;

  • uno relativo all'IVA versata in eccesso da SelmaBipiemme in relazione ad operazioni di leasing nautico negli anni 2004, 2005 e 2006 (imposta chiesta a rimborso di 1,7 milioni). La società ha presentato ricorso avverso il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate all'istanza di rimborso e si è in attesa della fissazione dell'udienza;
  • nove relativi ad imposte dirette ed indirette, di rilevanza minore e con diversi gradi di giudizio per un totale di imposta accertata pari a 1,4 milioni.

Mediobanca SGR è stata inoltre citata in giudizio in qualità di gestore del fondo immobiliare "Marsupio" relativamente al preteso omesso versamento di imposta sostitutiva su 3 operazioni per una maggior imposta accertata di 746 mila (a carico del fondo). La Società è risultata vittoriosa in I grado ma soccombente in II grado ed ha presentato ricorso in Cassazione.

Il 17 dicembre 2020 sono stati notificati a Compass Banca due inviti al contraddittorio contenenti i rilievi ai fini IRES ed IRAP per l'esercizio 2015/16 relativi ai redditi prodotti dall'attività di intermediazione assicurativa svolta nei confronti dei propri clienti e ai rapporti con la controllata Compass RE. La fase di contraddittorio si è conclusa lo scorso marzo con un processo di adesione in materia di prezzi di trasferimento e il versamento di maggiori imposte per 3,5 milioni, oltre a sanzioni ed interessi per complessivi 1,6 milioni. Nello scorso mese di giugno la Società ha attivato d'iniziativa un processo di adesione con l'Amministrazione finanziaria sui redditi della medesima natura prodotti negli esercizi 2016/17 e 2017/18; tale processo si è concluso il 23 luglio scorso col versamento di circa 2,1 milioni di maggiori imposte, oltre a sanzioni ed interessi per complessivi 0,4 milioni, a copertura di entrambe le annualità. L'estensione del metodo accolto dall'Amministrazione alle transazioni realizzate da Compass e Compass RE negli esercizi successivi non comporterebbe l'emersione di maggior reddito in capo alla Società.

Il fondo rischi ed oneri fronteggia adeguatamente gli eventuali oneri connessi a tutte le cause promosse a carico di Mediobanca e delle società del Gruppo (per le quali non esistono altri contenziosi legali significativi).

Fondi su altri
impegni e altre
garanzie rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi per
rishi ed oneri:
Oneri per il
personale
Altri fondi per
rishi ed oneri:
Altri
Totale
A. Esistenze iniziali 284 2.573 4.835 108.121 115.813
B. Aumenti 13 120 1.100 24.508 25.741
B.1 Accantonamento dell'esercizio 13 120 1.100 24.508 25.741
B.2 Variazioni dovute al passare del
tempo
B.3 Variazioni dovute a modifiche del
tasso di sconto
B.4 Altre variazioni
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
C. Diminuzioni 1.283 3.277 19.643 24.203
C.1 Utilizzo nell'esercizio 3.277 19.643 22.920
C.2 Variazioni dovute a modifiche del
tasso di sconto
C.3 Altre variazioni 1.283 1.283
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
D. Rimanenze finali 297 1.410 2.658 112.986 117.351

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Totale
Impegni a erogare fondi 20.644 4.175 184 25.003
Garanzie finanziarie rilasciate 1.149 706 1.855
Totale 21.793 4.881 184 26.858

10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti

I Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti riguardano il Piano a benefici definiti della Caisse Bâloise sottoscritto per i dipendenti della controllata svizzera RAM AI nell'ambito della normativa locale. Tale fondo è soggetto alla quantificazione attuariale, affidata ad un attuario indipendente, con il Metodo della proiezione unitaria del credito (Projected Unit Credit Method) (1 ). Il valore attuale dell'obbligazione è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del Piano, la passività contabilizzata è pari a 1,4 milioni (1,5 milioni di franchi svizzeri) pressoché dimezzata rispetto allo scorso anno (2,6 milioni di euro corrispondenti a 2,7 milioni di franchi).

( 1 ) Il metodo prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato.

Per la determinazione del valore della passività si è fatto ricorso ad alcune assunzioni finanziarie (tasso di attualizzazione pari a 0,20%, incremento salariale pari a 1%) e ad assunzioni demografiche.

La Tavola seguente riporta la composizione dell'obbligazione netta a benefici definiti alla data più aggiornata (30 giugno 2021).

IAS19 Obbligazione netta
Valore attuale obbligazione a benefici definiti
30 giugno 2021 30 giugno 2020
CHF/1000 CHF/1000
(10.800) (14.973)
Valore attuale delle attività al servizio del piano 9.252 12.232
Surplus/(deficit) (1.548) (2.741)
Aggiustamenti nel rispetto dell'IFRIC14
(Passività)/Attività netta in bilancio (1.548) (2.741)

Sul DBO viene, inoltre, effettuata un'analisi di sensitivity al variare delle principali assunzioni adottate.

Si segnala che la RAM AI ha attivato nell'esercizio un piano di ristrutturazione che prevede l'uscita di un numero di dipendenti superiore al 15% del totale, trattandosi di impatto significativo si è proceduto alla determinazione del cosiddetto "curtailment cost". Si segnala, inoltre, che il Fondo Bâloise ha recentemente aggiornato le condizioni di copertura che comporta un "Plan amendment", sono stati, quindi modificati i tassi di conversione in rendita, da cui deriverà un minor esborso economico futuro, e che secondo il principio IAS19 comporta un ricalcolo della passività DBO, la differenza (nel caso del Gruppo positiva) va contabilizzata a conto economico. Il beneficio complessivo a conto economico è stato di 492 mila CHF (Euro 453 mila).

Riserve tecniche – Voce 110

11.1 Riserve tecniche: composizione

Voci Lavoro diretto Lavoro indiretto 30 giugno 2021 30 giugno 2020
A. Ramo danni 131.350 131.350 157.244
A1. Riserve premi 120.397 120.397 147.192
A2. Riserve sinistri 10.953 10.953 10.052
A3. Altre riserve
B. Ramo vita
B1. Riserve matematiche
B2. Riserve per somme da pagare
B3. Altre riserve
C. Riserve tecniche allorché il rischio
dell'investimento è sopportato dagli
assicurati
C1. Riserve relative a contratti le cui
prestazioni sono connesse con fondi
di investimento e indici di mercato
C2. Riserve derivanti dalla gestione
dei fondi pensione
D. Totale riserve tecniche 131.350 131.350 157.244

11.2 Riserve tecniche: variazioni annue

30 giugno 2021 30 giugno 2020
A. Ramo danni
Esistenze iniziali 157.244 170.838
Operazioni di aggregazioni aziendale
Variazione della riserva (+/-) (25.894) (13.594)
Altre variazioni
Esistenze finali 131.350 157.244
B. Ramo vita e altre riserve tecniche
Esistenze iniziali
Operazioni di aggregazione aziendale
Variazione per premi
Variazione per somme da pagare
Variazione per pagamenti
Variazioni per redditi e altri bonus riconosciuti agli assicuratori (+/-)
Variazione delle altre riserve tecniche (+/-)
Altre variazioni
Esistenze finali
C. Totale riserve tecniche 131.350 157.244

Patrimonio del gruppo – Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180

13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Per la composizione del patrimonio del gruppo si rimanda alla parte F del presente fascicolo.

Voci/Tipologie Ordinarie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 887.233.447
- interamente liberate 887.233.447
- non interamente liberate
A.1 Azioni proprie (-) (26.611.288)
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 860.622.159
B. Aumenti 1.747.747
B.1 Nuove emissioni 46.566
- a pagamento:
- conversione di obbligazioni
- esercizio di warrant
- altre
- a titolo gratuito: 46.566
- a favore dei dipendenti 46.566
- a favore degli amministratori
- altre
B.2 Vendita di azioni proprie 1.701.181
B.3 Altre variazioni
C. Diminuzioni
C.1 Annullamento
C.2 Acquisto di azioni proprie
C.3 Operazioni di cessione di imprese
C.4 Altre variazioni
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 862.369.906
D.1 Azioni proprie (+) (24.910.107)
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 887.280.013
- interamente liberate 887.280.013
- non interamente liberate

13.2 Capitale – Numero azioni della capogruppo: variazioni annue

Nel corso dell'esercizio sono state attribuite, cosi come previsto dal piano di performance share in vigore, 1.701.181 azioni tramite consegna di azioni proprie in portafoglio e 46.566 azioni tramite emissione di nuove azioni (esecuzione differita dell'aumento di capitale del Piano 2015).

13.3 Capitale: altre informazioni

Non ci sono altre informazioni da segnalare rispetto a quanto riportato nei punti della presente sezione.

13.4 Riserve di utili: altre informazioni

Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Riserva legale 88.724 88.722
Riserva statutaria 1.068.913 1.029.580
Azioni proprie 216.736 231.538
Altre 5.477.129 4.916.024
Totale 6.851.502 6.265.864

13.5 Strumenti di capitale: composizione e variazioni annue

Non ci sono altre informazioni da segnalare rispetto a quanto riportato nei punti della presente sezione.

SEZIONE 14

Patrimonio di pertinenza di terzi – Voce 190

Denominazione imprese 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. SelmaBipiemme S.p.A. 87.339 85.101
2. RAM Active Investments 957 6.385
3. Altre minori 16 6
Totale 88.312 91.492

14.1 Dettaglio della voce 190 "patrimonio di pertinenza di terzi"

Altre informazioni

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate

Valore nominale su impegni e
garanzie finanziarie rilasciate
30 giugno 2021 30 giugno 2020
Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio
1. Impegni a erogare fondi 13.973.281 262.664 2.851 14.238.796 9.938.397
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche 3.191.105 3.191.105 1.129.491
c) Banche 9.783 9.783 33.525
d) Altre società finanziarie 1.617.238 82.852 1.700.090 1.834.007
e) Società non finanziarie 6.848.336 150.230 1.081 6.999.647 4.988.594
f) Famiglie 2.306.819 29.582 1.770 2.338.171 1.952.780
2. Garanzie finanziarie rilasciate 563.810 12.984 576.794 712.033
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche
c) Banche 35.323 35.323 9.992
d) Altre società finanziarie 59.843 59.843 196.331
e) Società non finanziarie 444.676 12.984 457.660 487.048
f) Famiglie 23.968 23.968 18.662

2. Altri impegni e altre garanzie rilasciate

Valore nominale
Voci/Valori 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Altre garanzie rilasciate 151.463 122.626
di cui: esposizioni creditizie deteriorate
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche
c) Banche 5 6
d) Altre società finanziarie 72.736 28.533
e) Società non finanziarie 10.071 30.571
f) Famiglie 68.651 63.516
2. Altri impegni 121.742 148.846
di cui: esposizioni creditizie deteriorate
a) Banche Centrali
b) Amministrazioni pubbliche
c) Banche 101.203 124.199
d) Altre società finanziarie
e) Società non finanziarie 20.539 20.747
f) Famiglie 3.900

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico
3.650.026 2.136.505
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
1.374.325 1.085.935
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 19.755.217 18.092.585
4. Attività materiali
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze
5. Partecipazioni 167.348 190.108
Tipologia servizi 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela
a) acquisti 31.696.192 26.849.645
1. regolati 31.429.708 26.226.551
2. non regolati 266.484 623.094
b) vendite 27.727.426 26.717.796
1. regolate 27.460.942 26.094.702
2. non regolate 266.484 623.094
2. Gestioni di portafogli
a) individuali 14.013.055 12.589.696
b) collettive 14.623.673 15.579.671
3. Custodia e amministrazione di titoli
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca
depositaria (escluse le gestioni di portafogli)
10.920.424 11.123.568
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento 146.146 181.178
2. altri titoli 10.774.278 10.942.390
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 17.393.103 16.905.832
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento 30.000 35.083
2. altri titoli 17.363.103 16.870.749
c) titoli di terzi depositati presso terzi 25.225.505 24.956.998
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 9.633.112 10.444.675
4. Altre operazioni 2.627.472 2.674.546

5. Gestione e intermediazione per conto terzi

6. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordiquadro di compensazione o ad accordi similari

Forme tecniche Ammontare
lordo delle
attività
Ammontare
delle passività
finanziarie
Ammontare
netto delle
attività
Ammontari correlati
non oggetto di compensazione
in Bilancio
Ammontare
netto
(f=c-d-e)
Ammontare
netto
(f=c-d-e)
finanziarie (a) compensate
in bilancio
(b) (1)
finanziarie
riportato
in bilancio
(c=a-b)
Strumenti
finanziari (d)
Depositi di
contante
ricevuti in
garanzia (e)
30 giugno
2021
30 giugno
2020
1. Derivati 3.374.873 359.810 3.015.063 2.432.070 295.925 287.068 500.407
2. Pronti contro
termine
3.416.654 3.416.654 3.416.654
3. Prestito titoli
4. Altre
Totale
30 giugno 2021
6.791.527 359.810 6.431.717 5.848.724 295.925 287.068 X
Totale
30 giugno 2020
6.162.498 549.899 5.612.599 4.866.792 245.400 X 500.407

( 1 ) Relativi ai rapporti in strumenti finanziari derivati con una controparte centrale con la quale è in essere un accordo quadro di compensazione con marginazione giornaliera.

Forme tecniche Ammontare
Ammontare
lordo delle
delle attività
passività
finanziarie
Ammontare
Ammontari correlati
netto delle
non oggetto di compensazione
passività
in bilancio
Ammontare
netto
(f=c-d-e)
Ammontare
netto
(f=c-d-e)
finanziarie (a) compensate in
bilancio (b)
finanziarie
riportato in
bilancio
(c=a-b)
Strumenti
finanziari
(d)
Depositi
in contanti
posti
a garanzia
(e)
30 giugno
2021
30 giugno
2020
1. Derivati 2.960.588 2.960.588 2.432.070 422.279 106.239 336.356
2. Pronti contro
termine
1.998.375 1.998.375 1.998.375
3. Prestito titoli
4. Altre
Totale
30 giugno 2021 4.958.963 4.958.963 4.430.445 422.279 106.239 X
Totale
30 giugno 2020
4.123.511 4.123.511 3.488.876 298.279 X 336.356

7. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

8. Operazioni di prestito titoli

Nelle seguenti tabelle si fornisce evidenza dell'operatività del Gruppo in prestito titoli (attivi e passivi), suddivisa in funzione della tipologia di titoli (titoli di stato, titoli bancari, altri), delle controparti di mercato (banche, intermediari finanziari e clientela) e della relativa forma tecnica (prestito garantito da contante, da altri titoli o non garantito).

Si segnala che le operazioni in prestito titoli che prevedono il versamento di garanzia in denaro, che rientra nella piena disponibilità del prestatore, trovano rappresentazione nello stato patrimoniale tra i crediti/debiti verso banche o clientela, in corrispondenza della forma tecnica dei "pronti contro termine". Le operazioni di prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli o senza garanzia figurano tra le esposizioni fuori bilancio.

Al 30 giugno 2021 l'87% delle operazioni di prestito di nostri titoli senza alcuna forma di collateralizzazione (unsecured) avevano come controparte quattro importanti gruppi bancari.

Tipologia di operazioni prestito titoli Tipologia di titoli
Titoli di Stato Titoli bancari Altri titoli
1. Titoli ricevuti in prestito garantito da contante - Crediti verso: 78.321 53.554 370.836
a) Banche 77.273 46.346 326.785
b) Intermediari finanziari 1.048 7.208 44.051
c) Clientela
2. Titoli dati in prestito garantito da contante - Debiti verso: (36.739) (454.265)
a) Banche (36.739) (451.328)
b) Intermediari finanziari (2.937)
c) Clientela
Totale prestito titoli (valore di bilancio) 78.321 16.815 (83.429)
Tipologia di operazioni prestito titoli Tipologia di titoli
Titoli di Stato Titoli bancari Altri titoli
1. Titoli ricevuti in prestito garantito da titoli o non garantito: 1.692.527 588.000 35.908
a) Banche 154 588.000
b) Intermediari finanziari 1.555.837 35.750
c) Clientela 136.536 158
2. Titoli dati in prestito garantito da titoli o non garantito: (2.498.796) (956.326) (998.528)
a) Banche (932.711) (786.851) (268.886)
b) Intermediari finanziari (1.566.085) (169.475) (729.642)
c) Clientela
Totale prestito titoli (fair value) (806.269) (368.326) (962.620)

Parte C - Informazioni sul Conto Economico consolidato

SEZIONE 1

Interessi - Voci 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione
Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre
operazioni
Esercizio
2020/21
Esercizio
2019/20
1. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico:
32.224 20.947 53.171 35.215
1.1 Attività finanziarie detenute
per la negoziazione
30.769 106 30.875 31.994
1.2 Attività finanziarie designate al fair value 1.325 20.513 21.838 1.386
1.3 Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair value
130 328 458 1.835
2. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
33.677 X 33.677 40.226
3. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato:
46.574 1.573.248 X 1.619.822 1.767.410
3.1 Crediti verso banche 14.475 7.107 X 21.582 35.889
3.2 Crediti verso clientela 32.099 1.566.141 X 1.598.240 1.731.521
4. Derivati di copertura (1
)
X X 54.690 54.690 79.806
5. Altre attività X X 103 103 99
6. Passività finanziarie (2
)
X X X 58.431 21.136
Totale 112.475 1.594.195 54.793 1.819.894 1.943.892
di cui: interessi attivi su attività
finanziarie impaired
93.731 93.731 76.393
di cui: interessi attivi su leasing finanziario 42.543 42.543 46.344

( 1 ) Principalmente a copertura della raccolta.

( 2 ) Nella voce "6 Passività finanziarie" figurano gli interessi negativi maturati come effetto dei tassi negativi, di cui 57,4 milioni relativi al T-LTRO, inclusi circa 26,4 milioni di premio aggiuntivo contabilizzato pro-rata nei 12 mesi del periodo luglio 2020 – giugno 2021.

1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

Al 30 giugno 2021 il saldo del conto accoglie 102,8 milioni relativi ad attività finanziarie in valuta.

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
Esercizio
2020/21
Esercizio
2019/20
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
(72.424) (297.226) X (369.650) (492.996)
1.1 Debiti verso banche centrali (37) X X (37) (177)
1.2 Debiti verso banche (11.827) X X (11.827) (19.239)
1.3 Debiti verso clientela (60.560) X X (60.560) (63.734)
1.4 Titoli in circolazione X (297.226) X (297.226) (409.846)
2. Passività finanziarie di negoziazione
3. Passività finanziarie designate al fair value (22.356) (22.356) (2.453)
4. Altre passività e fondi X X (522) (522) (5.215)
5. Derivati di copertura X X
6. Attività finanziarie (1
)
X X X (9.799) (1.533)
Totale (72.424) (319.582) (522) (402.327) (502.197)
di cui: interessi passivi relativi ai debiti
per leasing (2.452) (2.452) (2.447)

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

( 1 ) Nella voce "6 Attività finanziarie" figurano gli interessi negativi maturati come effetto dei tassi negativi.

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

Al 30 giugno 2021 il saldo del conto accoglie 90,6 milioni relativi a passività finanziarie in valuta.

1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura

Voci Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura: 88.867 189.131
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura: (34.177) (109.325)
C. Saldo (A-B) 54.690 79.806

Commissioni – Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Tipologia servizi/Valori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
a) garanzie rilasciate 5.132 4.004
b) derivati su crediti
c) servizi di gestione, intermediazione e consulenza: 440.752 372.076
1. negoziazione di strumenti finanziari 18.743 19.101
2. negoziazione di valute
3. gestione di portafogli 117.757 128.568
3.1 individuali 44.828 47.205
3.2 collettive 72.929 81.363
4. custodia e amministrazione di titoli 19.279 17.307
5. banca depositaria 7.458 7.458
6. collocamento di titoli 154.578 83.571
7. attività di ricezione e trasmissione di ordini 24.474 22.416
8. attività di consulenza 5.378 5.266
8.1 in materia di investimenti 5.378 5.266
8.2 in materia di struttura finanziaria
9. distribuzione di servizi di terzi 93.085 88.389
9.1 gestioni di portafogli 13.850 13.225
9.1.1 individuali 11.967 12.228
9.1.2 collettive 1.883 997
9.2 prodotti assicurativi 77.182 72.813
9.3 altri prodotti 2.053 2.351
d) servizi di incasso e pagamento 21.467 21.823
e) servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione 394 438
f) servizi per operazioni di factoring 9.483 6.666
g) esercizio di esattorie e ricevitorie
h) attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio
i) tenuta e gestione dei conti correnti 8.412 6.309
j) altri servizi (1
)
234.096 213.976
Totale 719.736 625.292

( 1 ) La voce include le commissioni di advisory e M&A.

2.2 Commissioni passive: composizione

Servizi/Valori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
a) garanzie ricevute (98) (49)
b) derivati su crediti
c) servizi di gestione e intermediazione: (22.468) (22.366)
1. negoziazione di strumenti finanziari (10.502) (8.678)
2. negoziazione di valute
3. gestione di portafogli: (8.135) (9.939)
3.1 proprie (24)
3.2 delegate a terzi (8.135) (9.915)
4. custodia e amministrazione di titoli (3.754) (3.744)
5. collocamento di strumenti finanziari (77) (5)
6. offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi
d) servizi di incasso e pagamento (13.636) (14.294)
e) altri servizi (1
)
(98.256) (101.921)
Totale (134.458) (138.630)

( 1 ) La voce include commissioni e provvigioni corrisposte ai consulenti finanziari.

SEZIONE 3

Dividendi e proventi simili – Voce 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

Voci/Proventi Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
Dividendi Proventi simili Dividendi Proventi simili
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 67.841 244 71.291 349
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
19.726 9.448
C. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
16.880 6.337
D. Partecipazioni 2.213 (1
)
Totale 86.934 19.970 77.628 9.797

( 1 ) Il valore è interamente riferito al provento straordinario generatosi a fronte del rimborso del finanziamento (concesso a Burgo Group) previsto contrattualmente nell'accordo di ristrutturazione del 2015.

Risultato netto dell'attività di negoziazione – Voce 80

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze (A) Utili da negoziazione (B) Minusvalenze (C) Perdite da negoziazione (D) Risultato netto [(A+B) - (C+D)] 1. Attività finanziarie di negoziazione 413.931 549.115 (125.539) (306.332) 531.175 1.1 Titoli di debito 241.091 97.270 (73.371) (48.848) 216.142 1.2 Titoli di capitale 171.430 447.900 (52.168) (256.944) 310.218 1.3 Quote di O.I.C.R. 1.298 3.945 — (540) 4.703 1.4 Finanziamenti 68 — — — 68 1.5 Altre 44 — — — 44 2. Passività finanziarie di negoziazione — — — — — 2.1 Titoli di debito — — — — — 2.2 Debiti — — — — — 2.3 Altre — — — — — 3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio (1 ) X X X X 87.893 4. Strumenti derivati 3.035.070 1.514.511 (3.002.454) (2.069.049) (535.152) 4.1 Derivati finanziari: 2.473.042 1.199.152 (2.442.748) (1.750.773) (534.557) - Su titoli di debito e tassi di interesse (2 ) 1.058.279 481.160 (1.072.819) (434.037) 32.583 - Su titoli di capitale e indici azionari 1.414.763 717.992 (1.369.929) (1.316.736) (553.910) - Su valute e oro X X X X (13.230) - Altri — — — — — 4.2 Derivati su crediti 562.028 315.359 (559.706) (318.276) (595) di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X — Totale 3.449.001 2.063.626 (3.127.993) (2.375.381) 83.916

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

( 1 ) La voce contiene le valorizzazioni ai cambi correnti del banking book per 25.887.

( 2 ) Di cui 3.978 di differenziali positivi su contratti derivati su tassi (4.861 negativi al 30 giugno 2020).

Risultato netto dell'attività di copertura – Voce 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

Componenti reddituali/Valori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 211.548 84.743
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 71.724 196.268
A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 198.342 49.544
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari 8 6
A.5 Attività e passività in valuta
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 481.622 330.561
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value (270.912) (120.348)
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) (181.523) (42.341)
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) (31.265) (172.659)
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari
B.5 Attività e passività in valuta
Totale oneri dell'attività di copertura (B) (483.700) (335.348)
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) (2.078) (4.787)
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette

SEZIONE 6

Utili (Perdite) da cessione/riacquisto – Voce 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

Voci/ Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
Componenti reddituali Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato netto
A. Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
12.060 (22.078) (10.018) 13.166 (15.838) (2.672)
1.1 Crediti verso banche (5.178) (5.178) 1.550 (7) 1.543
1.2 Crediti verso clientela 12.060 (16.900) (4.840) 11.616 (15.831) (4.215)
2. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
44.438 (20.387) 24.051 75.822 (15.401) 60.421
2.1 Titoli di debito 44.438 (20.387) 24.051 75.822 (15.401) 60.421
2.2 Finanziamenti
Totale attività (A) 56.498 (42.465) 14.033 88.988 (31.239) 57.749
B. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1. Debiti verso banche 139 139
2. Debiti verso clientela
3. Titoli in circolazione 1.116 (2.873) (1.757) 6.925 (6.279) 646
Totale passività (B) 1.255 (2.873) (1.618) 6.925 (6.279) 646

Le perdite delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e quelle valutate al fair value con impatto sulla reddittività complessiva sono imputabili principalmente alla valorizzazione ai cambi correnti delle stesse (rispettivamente per -5,8 milioni e -20,1 milioni).

SEZIONE 7

Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico – Voce 110

7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair
value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività
finanziarie designate al fair value
Operazioni/
Componenti reddituali
Plusvalenze
(A)
Utili da
realizzo (B)
Minusvalenze
(C)
Perdite
da realizzo (D)
Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie 13.480 (284) 13.196
1.1 Titoli di debito (284) (284)
1.2 Finanziamenti 13.480 13.480
2. Passività finanziarie 1.345 (21.463) (245) (20.363)
2.1 Titoli in circolazione 1.345 (21.463) (245) (20.363)
2.2 Debiti verso banche
2.3 Debiti verso clientela
3. Attività e passività
finanziarie in valuta:
differenze di cambio X X X X
Totale 14.825 (21.747) (245) (7.167)

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Operazioni/
Componenti reddituali
Plusvalenze
(A)
Utili da realizzo
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite
da realizzo (D)
Risultato netto
[(A+B) - (C+D)]
1. Attività finanziarie 118.064 14.226 (7.398) (8.607) 116.285
1.1 Titoli di debito 78 (560) (482)
1.2 Titoli di capitale 157 157
1.3 Quote di O.I.C.R. 50.237 14.226 (5.868) (2.088) 56.507
1.4 Finanziamenti (1
)
67.592 (970) (6.519) 60.103
2. Attività finanziarie:
differenze di cambio
X X X X (706)
Totale 118.064 14.226 (7.398) (8.607) 115.579

( 1 ) Si riferiscono a strumenti convertendo rivenienti da operazioni di ristrutturazione, in particolare la ripresa su Burgo per circa 62 milioni e su Sorgenia Power per circa 5 milioni.

Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito – Voce 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate
al costo ammortizzato: composizione
Operazioni/ Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Componenti reddituali Primo e Terzo stadio Primo e Terzo Esercizio Esercizio
secondo
stadio
Write-off Altre secondo
stadio
stadio 2020/21 2019/20
A. Crediti verso banche (1.525) 2.204 679 (1.300)
- Finanziamenti (1.356) 2.025 669 (1.242)
- Titoli di debito (169) 179 10 (58)
di cui: crediti
impaired acquisiti o
originati
B. Crediti verso clientela (368.350) (68.779) (302.682) 264.875 209.935 (265.001) (396.259)
- Finanziamenti (365.253) (68.779) (302.682) 262.279 209.935 (264.500) (393.608)
- Titoli di debito (3.097) 2.596 (501) (2.651)
di cui: crediti
impaired acquisiti o
originati
(61.538) (192) 61.356 (374) 7.345
Totale (369.875) (68.779) (302.682) 267.079 209.935 (264.322) (397.559)

8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione

Operazioni/ Rettifiche di valore nette Esercizio
Componenti reddituali Primo e Terzo stadio 2020/21
secondo
stadio
Write-off Altre
1. Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL (*) (1.444) (146) (1.590)
2. Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione (3.798) (6.783) (10.581)
3. Nuovi finanziamenti (999) (12) (1.011)
Totale (6.241) (6.941) (13.182)

(*) La riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" riporta le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

Operazioni/ Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Componenti reddituali Primo e Terzo stadio Primo e Terzo Esercizio Esercizio
secondo
stadio
Write-off Altre secondo
stadio
stadio 2020/21 2019/20
A. Titoli di debito (6.147) (6.147) (4.805)
B. Finanziamenti
- Verso clientela
- Verso banche
di cui: attività
finanziarie impaired
acquisite o originate
Totale (6.147) (6.147) (4.805)

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni – Voce 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

La voce, pari a -193mila, accoglie gli impatti connessi alle modifiche contrattuali su attività finanziarie che, non configurando modifiche di natura sostanziale, in ossequio alle previsioni dell'IFRS9, nonché della normativa contabile di Gruppo, non comportano la cancellazione contabile (derecognition) delle attività coinvolte bensì la rilevazione a conto economico delle modifiche apportate ai flussi di cassa contrattuali.

SEZIONE 10

Premi netti – Voce 160

10.1 Premi netti: composizione
Premi derivanti dall'attività assicurativa Lavoro
diretto
Lavoro
indiretto
Esercizio
2020/21
Esercizio
2019/20
A. Ramo Vita
A.1 Premi lordi contabilizzati (+)
A.2 Premi ceduti in riassicurazione (-) X
A.3 Totale
B. Ramo Danni
B.1 Premi lordi contabilizzati (+) 23.425 23.425 42.521
B.2 Premi ceduti in riassicurazione (-) X
B.3 Variazione dell'importo lordo della riserva premi (+/-) 26.795 26.795 15.011
B.4 Variazione della riserva premi a carico dei riassicuratori (+/-)
B.5 Totale 50.220 50.220 57.532
C. Totale premi netti 50.220 50.220 57.532

Saldo altri proventi e oneri della gestione assicurativa – Voce 170

11.1 Saldo altri proventi e oneri della gestione assicurativa: composizione

Voci Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
1. Variazione netta delle riserve tecniche
2. Sinistri di competenza pagati nell'esercizio (9.557) (10.457)
3. Altri proventi e oneri della gestione assicurativa (4.574) (5.334)
Totale (14.131) (15.791)

11.3 Composizione della sottovoce "Sinistri di competenza dell'esercizio"

Oneri per sinistri Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
Ramo vita: oneri relativi ai sinistri, al netto delle cessioni in
riassicurazione
A. Importi pagati
A.1 Importo lordo annuo
A.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori
B. Variazione della riserva per somme da pagare
B.1 Importo lordo annuo
B.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori
Totale sinistri ramo vita
Ramo danni: oneri relativi ai sinistri, al netto dei recuperi e delle
cessioni in riassicurazione
C. Importi pagati (8.656) (9.040)
C.1 Importo lordo annuo (8.656) (9.040)
C.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori
D. Variazione dei recuperi al netto delle quote a carico dei riassicuratori
E. Variazioni della riserva sinistri (901) (1.417)
E.1 Importo lordo annuo (901) (1.417)
E.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori
Totale sinistri ramo danni (9.557) (10.457)

Spese amministrative – Voce 190

12.1 Spese per il personale: composizione

Tipologia di spese/Valori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
1) Personale dipendente (620.973) (586.005)
a) salari e stipendi (457.155) (421.511)
b) oneri sociali (96.240) (91.404)
c) indennità di fine rapporto (3.524) (3.556)
d) spese previdenziali
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale (13.064) (12.188)
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: 485 (63)
- a contribuzione definita
- a benefici definiti 485 (1
)
(63)
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: (15.628) (15.911)
- a contribuzione definita (15.628) (15.911)
- a benefici definiti
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti
patrimoniali
(14.389) (12.551)
i) altri benefici a favore dei dipendenti (21.458) (28.821)
2) Altro personale in attività (6.413) (6.674)
3) Amministratori e sindaci (7.482) (10.741)
4) Personale collocato a riposo (1.840) (1.595)
Totale (636.708) (605.015)

( 1 ) Il valore è riferito al beneficio rinveniente dal "curtailment cost" e dal recente "Plan amendments" deciso dalla Caisse Bâloise, per maggiori informazioni in merito si rimanda al paragrafo "Parte B – Passivo - Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti".

12.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
Personale dipendente:
a) Dirigenti 433 427
b) Quadri direttivi 2.026 1.944
c) Restante personale dipendente 2.377 2.408
Altro personale 255 231
Totale 5.091 5.010

12.5 Altre spese amministrative: composizione

Tipologia servizi/Valori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
ALTRE SPESE AMMINISTRATIVE
- legali, fiscali e professionali (53.717) (57.211)
- attività di recupero crediti (74.949) (69.267)
- marketing e comunicazione (39.627) (37.174)
- spese per immobili (20.821) (21.376)
- elaborazione dati (142.635) (132.310)
- info provider (44.421) (44.725)
- servizi bancari, commissioni di incasso e pagamento (24.361) (24.160)
- spese di funzionamento (64.158) (64.988)
- altre spese del personale (5.743) (15.649)
- altre (1
)
(97.266) (87.249)
- imposte indirette e tasse (2
)
(100.093) (76.315)
Totale altre spese amministrative (667.791) (630.424)

( 1 ) La voce include il contributo ai vari fondi di risoluzione per 73,5 milioni al 30 giugno 2021 e 60,8 milioni al 30 giugno 2020.

( 2 ) Si riferiscono al costo dell'imposta di bollo del Private Banking addebitati ai clienti. Il corrispondente recupero è iscritto negli Altri proventi di gestione nella voce "Recuperi da clientela".

SEZIONE 13

Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri – Voce 200

13.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Esercizio 2020/21
Accantonamenti Riattribuzioni
di eccedenze
Totale Totale
Impegni ad erogare fondi (19.247) 5.500 (13.747) (1.630)
Garanzie finanziarie rilasciate (1.124) 1.759 635 (1.513)
Totale (20.371) 7.259 (13.112) (3.143)

13.2 Accantonamenti netti relativi a altri impegni e altre garanzie rilasciate

Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
Accantonamenti Riattribuzioni
di eccedenze
Totale Accantonamenti Riattribuzioni
di eccedenze
Totale
Altri impegni
Altri garanzie rilasciate (13) (13) (284) (284)
Totale (13) (13) (284) (284)

Esercizio 2020/21
Accantonamenti Riattribuzioni
di eccedenze
Totale
1. Altri fondi
1.1 Controversie legali
1.2 Oneri per il personale (489) 450 (39) (153)
1.3 Altri (21.579) 1.924 (19.655) 17.300
Totale (22.068) 2.374 (19.694) 17.147

13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione (*)

(*) Al 30 giugno 2021, la voce include 11,5 milioni di accantonamenti straordinari di Compass Banca.

SEZIONE 14

Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali – Voce 210

Attività/Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese
di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività materiali
1 Ad uso funzionale (51.360) (200) (51.560)
- Di proprietà (13.716) (13.716)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing (37.644) (200) (37.844)
2 Detenute a scopo di investimento (1.865) (1.865)
- Di proprietà (1.865) (1.865)
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing
3 Rimanenze X
Totale (53.225) (200) (53.425)

14.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

SEZIONE 15

Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali – Voce 220

15.1 Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali: composizione
------------------------------------------------------------------------------- -- --
Attività/Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese
di valore
(c)
Risultato netto
(a + b - c)
A. Attività immateriali
A.1 Di proprietà (32.368) (32.368)
- Software (22.893) (22.893)
- Altre (9.475) (9.475)
A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing
Totale (32.368) (32.368)

Altri oneri e proventi di gestione – Voce 230

16.1 Altri oneri di gestione: composizione

Tipologia servizi/Valori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
a) Attività di leasing (8.632) (9.519)
b) Costi e spese diversi (18.052) (9.677)
Totale altri oneri di gestione (26.684) (19.196)

16.2 Altri proventi di gestione: composizione

Tipologia servizi/Valori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
a) Recuperi da clientela (1
)
95.406 73.698
b) Attività di leasing 7.401 6.996
c) Altri proventi (2
)
140.897 127.908
Totale altri proventi di gestione 243.704 208.603

( 1 ) Si riferiscono ai recuperi dell'imposta di bollo del Private Banking addebitati ai clienti. Il corrispondente costo di competenza è iscritto nelle Altre spese amministrative nella voce "Imposte indirette".

( 2 ) Include 41 milioni di provento straordinario derivante dall'attivazione delle clausole di clawback nei confronti del socio fuoriuscito di Messier et Associés, di cui 6,4 milioni incassati, 7,5 milioni da incassare ma garantiti da azioni MB e 27,1 milioni per l'esercizio della passività al prezzo simbolico di €1.

Utili (Perdite) delle partecipazioni – Voce 250

17.1 Utili (perdite) delle partecipazioni: composizione

Componenti reddituali/Settori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
1) Imprese a controllo congiunto
A. Proventi
1. Rivalutazioni
2. Utili da cessione
3. Riprese di valore
4. Altri proventi
B. Oneri
1. Svalutazioni
2. Rettifiche di valore da deterioramento
3. Perdite da cessione
4. Altri oneri
Risultato netto
2) Imprese sottoposte a influenza notevole
A. Proventi 273.398 304.269
1. Rivalutazioni 273.398 304.269
2. Utili da cessione
3. Riprese di valore
4. Altri proventi
B. Oneri (1.666)
1. Svalutazioni (1.666)
2. Rettifiche di valore da deterioramento
3. Perdite da cessione
4. Altri oneri
Risultato netto 271.732 304.269
Totale 271.732 304.269

Rettifiche di valore dell'avviamento – Voce 270

19.1 Rettifiche di valore dell'avviamento: composizione

Componenti reddituali Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
Rettifiche di valore dell'avviamento (62.473) (96.900)

Si rinvia a quanto illustrato in Parte A – Politiche contabili per la descrizione delle modalità di determinazione delle perdite di valore dell'avviamento.

Si rinvia a quanto illustrato nella Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato per la descrizione dei risultati del test di impairment dell'avviamento e delle procedure impiegate per effettuarlo.

SEZIONE 20

Utili (Perdite) da cessione di investimenti– Voce 280

Componenti reddituali/Settori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
A. Immobili (29)
- Utili da cessione 31
- Perdite da cessione (60)
B. Altre attività 59
- Utili da cessione 59
- Perdite da cessione
Risultato netto (29) 59

20.1 Utili (perdite) da cessione di investimenti: composizione

Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente – Voce 300

21.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

Componenti reddituali/Settori Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
1. Imposte correnti (-) (221.876) (206.499)
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) 4.361 (834)
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) 196 758
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti
d'imposta di cui alla Legge n. 214/2011 (+)
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) (60.395) 4.003
5. Variazione delle imposte differite (+/-) 5.933 (10.932)
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) (271.781) (213.504)

21.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

Esercizio 2020/21
Valori % Valori assoluti
Utile (perdita) al lordo delle imposte 100,—% 1.080.980
Imposte teoriche (risparmio di imposta) 27,50% 297.270
Dividendi (-) -6,73% (72.772)
Utili/perdite su cessioni di partecipazioni (PEX) (+/-) -0,36% (3.840)
Utili su partecipazioni all'equity method (-) -6,81% (73.653)
Variazioni su imposte anticipate/differite di esercizi precedenti 0,02% 189
Aliquote fiscali differenti (società non finanziarie, società estere) (+/-) -0,13% (1.385)
Deducibilità Irap 10 % e costo del lavoro (-) -0,02% (245)
Tax sparing credit (-) -0,02% (206)
Impairment (+/-) 0,39% 4.162
Poste straordinarie -0,36% (3.871)
Patent Box -0,73% (7.933)
Riallineamento fiscale -0,49% (5.278)
Altre variazioni (+/-) 7,59% 82.012
TOTALE IRES 19,84% 214.449
IRAP 5,32% 57.511
TOTALE VOCE (¹) 25,16% 271.960

( 1 ) Si confronta con un tax rate dell'esercizio precedente del 26,20%.

Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi – Voce 340

23.1 Dettaglio della voce 340 "utile (perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi"

Denominazioni imprese Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
1. SelmaBipiemme S.p.A. 1.658 736
2. RAM Active Investments S.A. (29) 249
3. Altre (6) 62
Totale 1.623 1.047

SEZIONE 25

Utile per azione

25.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

Esercizio 2020/21 Esercizio 2019/20
Utile netto 807.576 600.382
Numero medio delle azioni in circolazione 862.358.884 860.611.137
Numero medio azioni potenzialmente diluite 4.916.003 5.255.453
Numero medio azioni diluite 867.274.887 865.866.590
Utile per azione 0,94 0,70
Utile per azione diluito 0,93 0,69

Parte D - Redditività consolidata complessiva

Prospetto analitico della redditività consolidata complessiva

Voci 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Importo netto Importo netto
10. Utile (Perdita) d'esercizio 809.199 601.429
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: 64.121 3.148
a) variazione di fair value 64.638 2.364
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (517) 784
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazioni del proprio merito creditizio): (5.730) (1.724)
a) variazione di fair value (4.689) (1.724)
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (1.041)
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva:
a) variazione di fair value (strumento coperto)
b) variazione di fair value (strumento di copertura)
50. Attività materiali
60. Attività immateriali
70. Piani a benefici definiti 2.004 (2.261)
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni
valutate a patrimonio netto (13.045) 1.493
100. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali
senza rigiro a conto economico
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico
110. Copertura di investimenti esteri: 1.390 (3.212)
a) variazioni di fair value 1.390 (3.212)
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
120. Differenze di cambio: 475 5.475
a) variazioni di valore
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni 475 5.475
130. Copertura dei flussi finanziari: 15.166 11.212
a) variazioni di fair value
15.166 11.212
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
di cui: risultato delle posizioni nette
140. Strumenti di copertura (elementi non designati):
a) variazioni di valore
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
150. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate
al fair value con impatto sulla redditività complessiva: 40.083 (15.390)
a) variazioni di fair value 43.668 (4.199)
b) rigiro a conto economico (3.585) (11.191)
- rettifiche per rischio di credito 2.741 2.857
- utili/perdite da realizzo (6.326) (14.048)
c) altre variazioni
160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione:
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni
valutate a patrimonio netto: 451.762 (220.379)
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
- rettifiche da deterioramento
- utili / perdite da realizzo
c) altre variazioni 451.762 (220.379)
180. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali
con rigiro a conto economico
190. Totale altre componenti reddituali 556.226 (221.638)
200. Redditività complessiva (voce 10+190) 1.365.425 379.791
210. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 2.310 1.478
220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 1.363.115 378.313

Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura

PREMESSA

Nell'ambito del governo dei rischi del Gruppo, un ruolo chiave è attribuito alla Funzione Risk Management che identifica, misura e monitora tutti i rischi cui è esposto il Gruppo Bancario (1 ) (o il "Gruppo") e li gestisce e mitiga in coordinamento con le Aree di business. Di seguito si delineano gli aspetti relativi ai compiti e responsabilità della funzione, le sue caratteristiche di indipendenza ed il ruolo delle diverse strutture aziendali nella gestione dei rischi.

SEZIONE 1

Rischi del Gruppo Bancario

1.1 RISCHIO DI CREDITO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

1. Aspetti generali

Pur essendo la gestione del rischio responsabilità di ogni funzione aziendale, la Funzione Risk Management presiede il funzionamento del sistema del rischio del Gruppo definendo le appropriate metodologie di misurazione del complesso di rischi, attuali e prospettici, conformemente alle previsioni normative e alle scelte gestionali del Gruppo individuate nel RAF (2 ), svolgendo un'attività di monitoraggio degli stessi e di verifica del rispetto dei limiti stabiliti per le diverse linee di business.

Il Risk Management è organizzato sulla base di presidi locali presso le varie società del Gruppo nel rispetto del principio di proporzionalità, coordinati attivamente dalla funzione Risk Management di Capogruppo (Group Risk Management) che svolge anche attività specifiche sul perimetro dei rischi di Mediobanca S.p.A., al pari

( 1 ) Sono escluse dal perimetro prudenziale le controllate delle controllate Compass RE (imprese di assicurazioni), Ricerche e Studi, Compass Rent e MB Contact Solutions (altre imprese).

( 2 ) Il 24 giugno 2021 il C.d.A. ha approvato la revisione della Politica di Gruppo del Risk Appetite Framework (RAF) che ne definisce i principi generali, il modello organizzativo ed il processo di declinazione. Nell'ambito del Framework, tenuto conto del piano strategico e definito il massimo rischio assumibile, il Gruppo indica il livello e le tipologie di rischio che la Banca intende assumere definendo obiettivi, eventuali soglie di tolleranza e limiti operativi in condizioni di normale operatività e di stress.

delle funzioni locali sulle rispettive società di riferimento. La funzione Group Risk Management, posta a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, sotto la direzione del Group Chief Risk Officer, è costituita dalle seguenti unità organizzative: i) Group Enterprise Risk Management & Supervisory Relations, la quale gestisce i processi integrati di Gruppo (ICAAP, RAF, Recovery Plan, supporto alla pianificazione) e le relazioni con le Autorità di Vigilanza, sviluppa le metodologie quantitative per la misurazione e gestione dei rischi di credito, di mercato e di controparte e provvede alla formulazione delle politiche di credit risk management ed ai relativi controlli di secondo livello con riferimento ai parametri di rischio sottostanti le quantificazioni ai fini impairment e Risk Weighted Asset; ii) Credit Risk Management, che si occupa di effettuare l'attività di analisi del rischio di credito, dell'assegnazione del rating interno alle controparti e del parametro di perdita in caso di insolvenza; iii) Market Risk Management e Risk Automation, che si occupa del monitoraggio dei rischi di mercato e controparte e di sviluppare, coordinare, razionalizzare e rendere omogenea l'evoluzione dell'informatica all'interno del Risk Management; iv) Liquidity e IR Risk Management, che si occupa del monitoraggio dei rischi di liquidità e tassi di interesse del Banking Book; v) Operational Risk Management, responsabile dello sviluppo e della manutenzione dei sistemi di misurazione e gestione dei rischi operativi; vi) Group Internal Validation, la quale definisce le metodologie, i processi, gli strumenti e la reportistica impiegati nell'attività di validazione interna ed effettua la validazione stessa dei sistemi di misurazione del rischio del Gruppo; vii) Wealth Risk Management, presso la quale sono gestiti i rischi connessi ai prodotti e servizi di investimento offerti alla clientela del polo Wealth Management; viii) Risk Management London Branch, responsabile del controllo dei rischi e del coordinamento tra il Front-Office di Londra e le varie unità di Risk Management della Capogruppo.

Nell'ambito del percorso di autorizzazione all'utilizzo dei modelli interni per il calcolo dei requisiti di capitale regolamentare per il rischio di credito, il Gruppo è stato autorizzato dalle Autorità di Vigilanza al calcolo dei requisiti patrimoniali attraverso l'utilizzo del proprio sistema di rating (Probability of Default e Loss Given Default) per il portafoglio Corporate di Mediobanca e Mediobanca International e per il portafoglio mutui ipotecari Italia di CheBanca!. Come parte integrante di tale percorso, in ottemperanza alle disposizioni normative in materia di requisiti prudenziali per gli enti creditizi (Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 575 del 2013 e successive modificazioni - CRR), il Gruppo ha elaborato un Piano di adozione progressiva dei modelli interni per le diverse esposizioni creditizie ("Piano di Roll-Out"). Rispetto a tali esposizioni, attualmente assoggettate alla metodologia Standardizzata per il calcolo dei requisiti di capitale regolamentare, il Gruppo si è comunque dotato a fini gestionali di modelli interni per il rischio di credito.

Il Gruppo inoltre si è dotato di un modello di portafoglio al fine di calcolare il capitale economico per il rischio di credito, che permette di tenere in considerazione effetti di concentrazione e diversificazione geo-settoriale.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19

Il Gruppo Mediobanca ha sviluppato e pianificato rapidamente procedure idonee, nell'ambito dello specifico settore di attività e del relativo portafoglio prodotti, a rispondere alle previsioni dei decreti a sostegno di famiglie e imprese: si è attrezzato per recepire le disposizioni dei decreti "Cura Italia" e "Decreto Liquidità" e ha aderito alle iniziative adottate dalle associazioni di categoria ABI e Assofin (Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare). Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione 6.1 della Parte E della presente Nota Integrativa.

Inoltre il Gruppo, in sede di budgeting annuale ha provveduto a rivedere gli obiettivi di rischio in ambito RAF per l'anno fiscale 2021-22, ha incluso gli impatti economici legati alla crisi pandemica da Covid-19, in continuità con quanto fatto lo scorso anno.

Sono stati definiti piani operativi per individuare in modo proattivo alla scadenza delle moratorie i debitori potenzialmente in difficoltà ma sani e solvibili al fine di offrire soluzioni in grado di limitare gli impatti negativi sulla qualità del credito.

Presso Compass si è scelto di concordare con il cliente la durata adeguata del periodo di sospensione (come consentito dal protocollo Assofin) anziché offrire una sospensione di 6 mesi (massimo consentito dal protocollo Assofin) ad ogni richiesta senza alcuna interazione con il cliente; questo è stato ritenuto il modo migliore per bilanciare l'opportunità di una moratoria con un'attenta e sana gestione del credito ed evitare un lungo periodo cieco (6 mesi) con un impatto "consistente" al termine della sospensione (cliff effect). Coerentemente con la breve durata delle moratorie in oggetto, i prestiti Compass ancora in fase di sospensione di pagamento al 30 giugno 2021 rappresentano una quota minima dell'attivo (pari allo 0,6% contro 4% al 30 giugno 2020).

In CheBanca! sono state integrate le consuete attività di recupero sulle posizioni con sospensione con un'azione ad hoc effettuata nel mese di scadenza della moratoria. Il cliente viene contattato telefonicamente e informato della

ripresa del piano di ammortamento standard nel mese successivo e, in caso di eventuale permanenza della difficoltà, viene guidato nella richiesta di proroga della concessione; qualora il cliente procedesse con la richiesta, questa verrebbe gestita nel normale processo di valutazione delle moratorie. Tutte le moratorie in scadenza vengono gestite da un outsourcer, che riceve una provvigione differenziata in base ad un modello comportamentale che stima la probabilità della posizione di generare un insoluto sulla rata successiva. Anche presso CheBanca! si è verificata una sostanziale riduzione della quota prestiti in sospensione di pagamento, con un dato al 30 giugno 2021 prossimo al 2% (6% al 30 giugno 2020).

Con riferimento a Selma, considerando la rilevante incidenza delle moratorie sul portafoglio crediti della società, a settembre 2020 il Consiglio di Amministrazione ha approvato uno specifico progetto il cui obiettivo era quello di preservare la qualità degli asset, minimizzando il costo del rischio e la crescita degli NPL, evitando reclami dei clienti per possibili risposte tardive o diniego ingiustificato alle richieste con conseguente rischio reputazionale per il Gruppo. Il Progetto, facendo leva su tutte le strutture aziendali coinvolte nella gestione delle moratorie, è andato ad analizzare la possibile evoluzione della situazione economica delle controparti soggette a moratorie di diversa natura. L'obiettivo era capire quale porzione di portafoglio avrebbe ripreso i pagamenti regolari al termine del periodo di moratoria, supportare ulteriormente le controparti in difficoltà, monitorare l'eventuale entrata in NPL, preservare il valore dei crediti e delle attività sottostanti e velocizzare l'avvio del processo di recupero. La maggior parte delle moratorie concesse da Selma alle PMI è disciplinata dall'art. 56 del decreto Cura Italia, che stabilisce per legge il termine della sospensione (recentemente prorogato al 31 dicembre 2021 per la clientela che ne ha fatto richiesta). La quota di prestiti in sospensione di pagamento è scesa dal 35% di giugno 2020 al 23% di giugno 2021 ed è poi scesa a circa il 15% lo scorso luglio per effetto dei pagamenti dovuti da parte della clientela che non ha richiesto la proroga della moratoria ex art. 56.

Per quanto riguarda invece il processo di erogazione, altri interventi hanno riguardato le strategie e politiche creditizie tenuto conto del cambiamento del contesto macro e in coerenza gli esiti delle analisi di settore per l'individuazione dei settori più vulnerabili. Nelle analisi monografiche svolte in sede di delibera (tipicamente rispetto a grandi e medie imprese, anche in ambito leasing) vengono valutati anche gli impatti dell'attuale contesto economico e della pandemia sul settore economico di appartenenza della controparte e sul suo merito di credito, nonché la presenza di garanzie accessorie quale la garanzia del Fondo Centrale di Garanzie ("FCG").

In CheBanca!, sono state avviate delle analisi di settore per l'individuazione di quelli più vulnerabili alla crisi. In attesa della conclusione degli approfondimenti, le politiche creditizie non sono state al momento modificate ma sono stati innalzati i livelli di attenzione da parte della Direzione Crediti. Pur in un contesto di finanziamenti concessi per la maggior parte a lavoratori dipendenti (rimane residuale la concessione a lavoratori autonomi e liberi professionisti), in sede di istruttoria viene approfondito il settore economico di provenienza del datore di lavoro del soggetto finanziato. Tale approfondimento è accompagnato dallo svolgimento di verifiche commerciali, effettuate tramite società specializzate, laddove la dimensione e il settore merceologico del datore di lavoro risultino più vulnerabili alla crisi.

Presso Compass vengono tempestivamente adeguati i livelli di cut-off sui prestiti personali di tutti i canali per adeguare la nuova produzione al mutevole contesto di mercato. Il periodo luglio-dicembre 2020 si è contraddistinto per la continuazione dell'allentamento delle misure restrittive poste in essere durante il primo lockdown di marzo-aprile 2020. Durante l'esercizio, alla luce dei notevoli miglioramenti registrati nelle performance di recupero, le misure stringenti sui livelli di cut-off sono state parzialmente riviste al fine di ridurre gli effetti restrittivi sulla nuova produzione e riportare i tassi di accettazione medi a livelli pre-crisi pur conservando elementi di presidio innalzato nei meccanismi di delibera su categorie di clienti maggiormente esposte ai rischi della crisi.

Nei segmenti Private e acquisto NPL, meno impattati da fenomeni di moratoria, si è mantenuto un presidio alto rispetto a potenziali modifiche strutturali o di breve periodo che l'attuale contesto può determinare nei mercati di riferimento.

Con riferimento all'adeguamento dei sistemi di misurazione e controllo dei rischi si rimanda a quanto riportato nelle sezioni 2.3, 5 e 6.2 della Parte E della presente Nota Integrativa.

Sono inoltre previste dalle linee guida EBA "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the Covid 19 crisis" specifiche rendicontazioni di carattere pubblico che il Gruppo espone nel proprio documento "Pillar III Informativa al pubblico" (3 ). Tali informazioni sono riprese in forma sintetica anche nella sezione 6.2 del presente documento.

( 3 ) Il documento Pillar III – Informativa al pubblico è disponibile nel sito www.mediobanca.com nella sezione "Adeguatezza patrimoniale".

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Il Gruppo si è dotato di un sistema di governo e controllo dei rischi articolato nelle diverse funzioni organizzative coinvolte, al fine di assicurare il miglior presidio dei rischi rilevanti cui è, o potrebbe essere, esposto e nel contempo garantire la coerenza dell'operatività alla propria propensione al rischio.

Al Consiglio di Amministrazione, nel suo ruolo di supervisione strategica, è riservata l'approvazione delle linee e degli indirizzi strategici del Risk Appetite Framework (RAF), dell'adozione dei Sistemi di Rating Interni (IRB) a livello di Capogruppo e del Piano di estensione progressiva dell'approccio IRB a livello di Gruppo, dei piani industriali e finanziari, dei budget e della politica di gestione dei rischi e dei controlli interni, e del Recovery Plan (Piano di Risanamento) redatto in linea con le disposizioni contenute nella Direttiva 2014/59/UE (BRRD, Bank Recovery and Resolution Directive).

Al Comitato Esecutivo è delegata la gestione corrente della Banca ed il coordinamento e la direzione delle società del Gruppo, ferme restando le competenze riservate al Consiglio di Amministrazione. Il Comitato Rischi assiste il Consiglio di Amministrazione, svolgendo funzioni consultive ed istruttorie sul sistema dei controlli interni, sulla gestione dei rischi, sull'assetto informativo contabile. Il Collegio Sindacale vigila sul sistema di gestione e controllo dei rischi come definiti dal RAF e sul sistema dei controlli interni, valutando l'efficacia di tutte le strutture e funzioni coinvolte nonché il loro coordinamento.

Nell'ambito del governo del rischio della Capogruppo, operano con specifiche competenze all'interno dei processi di assunzione, gestione, misurazione e controllo dei rischi i seguenti Comitati manageriali: Comitato Gestione Rischi di Gruppo con compiti di indirizzo per i rischi di credito, emittente, operativi e di conduct, e deliberativi per quelli di mercato; Comitato Lending e Underwriting, per i rischi di credito, emittente e conduct; Comitato ALM di Gruppo per il monitoraggio della politica di assunzione e gestione dei rischi di ALM di Gruppo (tesoreria e raccolta) e l'approvazione di metodologie di misurazione dell'esposizione al rischio di liquidità, di tasso di interesse e del tasso interno di trasferimento; Comitato Investimenti, in materia di partecipazioni detenute e dei titoli azionari di banking book; Comitato Nuove Operatività, per la valutazione preventiva di nuove attività e per l'ingresso in nuovi settori, di nuovi prodotti

e dei relativi modelli di pricing; Comitato Rischi Operativi di Gruppo per il presidio dei rischi operativi in termini di monitoraggio del profilo di rischio e di definizione delle azioni di mitigazione; Comitato Investimenti Wealth di Gruppo, per la definizione delle view di mercato e del monitoraggio del loro track record; Comitato Investimenti Private & Affluent, per la definizione dell'asset allocation strategica e tattica, la selezione di case di investimento, fondi e altri strumenti finanziari.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

Mediobanca ha provveduto a definire nell'ambito del processo di definizione del Risk Appetite Framework ("RAF") il livello di rischio complessivo e per tipologia che intende assumere per il perseguimento dei propri obiettivi strategici, individuando le metriche oggetto di monitoraggio e le relative soglie di tolleranza e limiti di rischio. Il Risk Appetite Framework è la cornice di riferimento che lega i rischi alla strategia aziendale (traduce la mission e la strategia in variabili qualiquantitative di rischio) e gli obiettivi di rischio all'operatività aziendale (traduce gli obiettivi di rischio in vincoli e incentivi per la struttura).

Come richiesto dalla normativa prudenziale la formalizzazione, attraverso la definizione del RAF, di obiettivi di rischio coerenti con il massimo rischio assumibile, il modello di business e gli indirizzi strategici è un elemento essenziale per la determinazione di una politica di governo dei rischi e di un sistema dei controlli interni con l'obiettivo di rafforzare la capacità della banca di presidiare i propri rischi aziendali garantendo altresì uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo periodo. In tale ambito il Gruppo ha sviluppato un modello di governo del Risk Appetite Framework all'interno del quale vengono identificati i ruoli e le responsabilità degli Organi aziendali e delle funzioni coinvolte corredati dall'esistenza di meccanismi di coordinamento finalizzati a consentire l'integrazione della propensione al rischio nei processi gestionali.

Nel processo di definizione del Risk Appetite la Capogruppo:

  • identifica i rischi che è disposta ad assumere;
  • definisce, per ogni rischio, gli obiettivi e i limiti anche in condizioni stressate;
  • individua le azioni gestionali necessarie per ricondurre il rischio assunto entro l'obiettivo prestabilito.

Ai fini della definizione del RAF, sulla base del posizionamento strategico e del profilo di rischio che il Gruppo si è prefissato di raggiungere, lo statement di Risk Appetite viene declinato in metriche e soglie di rischio, da individuare con riferimento ai sei pilastri del framework, in linea con la best practice internazionale: adeguatezza patrimoniale, liquidità, redditività, external risk metrics, fattori idiosincratici e rischi non finanziari. Il Consiglio di Amministrazione assume un ruolo proattivo nella definizione del RAF garantendo che il profilo di rischio atteso sia coerente con il Piano strategico, il budget, l'ICAAP e il Recovery Plan e declinabile in metriche e limiti di rischio adeguati ed efficaci. Per ciascuna dimensione di analisi, il rischio assunto si rapporta a un sistema di obiettivi e di soglie rappresentative dei vincoli regolamentari e della generale attitudine al rischio del Gruppo, definito in coerenza con i processi di pianificazione strategica, valutazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP) e gestione dei rischi.

Oltre alle logiche di individuazione e fissazione dei parametri di propensione al rischio, sono disciplinati i meccanismi che regolano la governance e i processi di determinazione e attuazione del RAF, in termini di aggiornamento/revisione, monitoraggio ed escalation informativa nei confronti dei Comitati e degli Organi aziendali. Sulla base della propria operatività e dei mercati in cui opera, il Gruppo ha identificato i rischi rilevanti da sottoporre a specifica valutazione in sede di rendicontazione ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process), coerentemente con le disposizioni di Banca d'Italia contenute nella Circolare n. 285 "Disposizioni di vigilanza per le banche" del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti, valutando la propria adeguatezza patrimoniale in un'ottica attuale e prospettica che tiene conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento. Conformemente a quanto previsto della direttiva "Capital Requirements Directive IV" (CRD IV), il Gruppo predispone il documento di Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP), riportante il complesso delle politiche, dei processi e degli strumenti a presidio dei rischi di liquidità e funding. L'obiettivo del Gruppo è di mantenere un livello di liquidità che consenta di far fronte agli impegni di pagamento assunti, ordinari e straordinari, minimizzando contestualmente i costi. La strategia di gestione della liquidità di Gruppo è basata sulla volontà di mantenere un adeguato rapporto tra potenziali flussi in entrata e potenziali flussi in uscita, nel breve e nel medio-lungo termine attraverso il monitoraggio di metriche regolamentari e gestionali, in coerenza con il profilo di rischio definito in ambito RAF.

2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese

In base al principio contabile internazionale IFRS9 "Strumenti finanziari", le attività finanziarie, non oggetto di misurazione in bilancio al fair value su base ricorrente (attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato ed esposizioni fuori bilancio) devono essere assoggettate al modello di impairment basato sulle perdite attese.

I modelli interni di rating rappresentano uno strumento di base per la determinazione dei parametri di rischio utilizzati in ambito di calcolo delle perdite attese, previo aggiustamento dei parametri ad uso regolamentare per le caratteristiche che non si prestano al diretto impiego in ambito contabile (ad esempio la riconversione per un approccio di tipo "point in time"). Il calcolo delle perdite attese richiesto dal principio IFRS9 avviene infatti attraverso il metodo del prodotto tra PD, LGD e EAD. Tale calcolo avviene sulla base della vita residua per gli strumenti che hanno subito un significativo deterioramento del rischio (cd. "stage2") o che presentino oggettivi segnali di deterioramento ("stage3") e su un orizzonte di 12 mesi per gli strumenti che non rientrino nelle categorie precedenti ("stage1"). Per quanto riguarda le esposizioni fuori bilancio, nel calcolo delle perdite attese vengono utilizzati fattori di conversione creditizia derivanti dall'applicazione dei modelli interni e qualora non ci siano modelli specifici, i fattori associati al calcolo standard dell'EAD.

Il Gruppo adotta criteri quali-quantitativi per determinare se è intervenuto un significativo incremento di rischio di credito e utilizza la presenza di 30 giorni di scaduto o la classificazione a forborne quali condizioni da ricondursi in ogni caso allo stage2 (cosiddetti backstop indicators). Vengono inoltre individuate casistiche di strumenti a basso rischio alla data di rilevazione, compatibili a prescindere con la classificazione a stage1 (cosiddetta low credit risk exemption), al ricorrere di un rating BBB- della scala Standard & Poor's o di una corrispondente stima interna di probabilità di default.

Coerentemente con le opzioni fornite dal Principio, la variazione di PD forward-looking a 12 mesi viene adottata quale misura quantitativa di riferimento per la misurazione del Significativo Incremento del Rischio di Credito (SICR) ai fini dellindividuazione delle posizioni da classificarsi a stage2. Il Gruppo ha verificato che la PD a 12 mesi rappresenta una ragionevole approssimazione degli incrementi di rischio su base lifetime e monitora la validità di tale assunzione nel tempo. La variazione di PD selezionata per il trasferimento

a stage2, così come gli elementi qualitativi osservati, sono specifici per ogni società del Gruppo.

In linea con le indicazioni di EBA, BCE, ESMA e IASB, rilasciate in seguito alla pandemia Covid-19, non vengono applicati automatismi di classificazione a fronte di modifiche contrattuali intervenute nell'ambito dei relativi programmi di supporto previsti dalla legge, da accordi delle associazioni di categoria o da analoghe iniziative assunte dal Gruppo. Ciò premesso, sul fronte dei provvedimenti normativi correlati al contesto pandemico, oltre a quanto già riportato nell'informativa resa nel bilancio al 30 giugno 2020 e a quanto riportato nella "Sezione 2 – Principi generali di redazione" del presente documento, non si segnalano ulteriori interventi dispositivi da parte di regulators e standard setter nei primi 6 mesi del 2021 e pertanto il framework generale definito nel 2020 è restato inalterato.

Si rimanda alla sezione 5 della presente parte per le specificità di trattamento per segmento di attività, alla sezione 6.1 per gli interventi governativi, normativi e regolamentari a seguito dell'epidemia Covid-19 e alla sezione 6.2 per una ricognizione quantitativa delle moratorie concesse alla clientela.

I fondi accantonati riflettono la somma delle perdite creditizie attese (su un orizzonte di 12 mesi o con un approccio lifetime (4 ) in funzione dello stage) scontate all'effective interest rate. La perdita creditizia attesa è il risultato di una valutazione congiunta di tre scenari (baseline, mild-positive and mildnegative) pesati in base alla probabilità di manifestazione (rispettivamente 50%, 25%, 25%). Gli scenari, determinati a livello di Gruppo, sono aggiornati almeno semestralmente. In particolare, il Gruppo definisce le previsioni dello scenario baseline elaborando le variabili economiche attraverso un modello macroeconomico esterno, nel quale vengono fattorizzate le aspettative interne sui tassi di interesse. Per la definizione degli scenari "mild-negative" e "mild-positive" sono definiti dei livelli di deviazione allo scenario baseline; tali deviazioni sono ottenute a partire da analisi storiche sull'andamento dei parametri macroeconomici utilizzati nei modelli di condizionamento dei parametri di rischio, e i livelli di variazione rispetto allo scenario base vengono determinati utilizzando intervalli di confidenza del 25%.

( 4 ) L'approccio lifetime considera, qualora possibile, la scadenza contrattuale dell'esposizione. In caso di prodotti senza scadenza contrattuale (es. carte di credito, piani cambiari, linee di credito cancellabili, conti correnti o scoperti di conto corrente), il calcolo viene effettuato su un orizzonte temporale di 12 mesi.

Preso atto di una ripresa economica a partire dal terzo trimestre del 2020 rispetto al picco della recessione osservato nel trimestre precedente, si è deciso di limitare già a partire da dicembre 2020 l'utilizzo della tecnica matematica "Spline" applicata a giugno 2020 sulle previsioni fornite dai modelli utilizzati nell'ambito del framework metodologico IFRS9 per la trasmissione degli effetti macroeconomici (c.d. "modelli satellite"). In particolare, l'applicazione della Spline è stata abbandonata per il modello satellite PD del portafoglio Wholesale, mentre è stata mantenuta per i modelli satellite LGD del segmento Wholesale e dei mutui ipotecari di CheBanca!, le cui proiezioni rimarrebbero altrimenti caratterizzate da una volatilità eccessiva; rispetto al modello PD, l'LGD è infatti più sensibile alle variazioni degli indicatori macroeconomici, risultando pertanto eccessivamente reattiva in contesti come quello attuale in cui, a seguito di uno shock economico, è previsto un repentino ritorno ad una situazione pre-crisi.

Lo scenario macroeconomico prevede un significativo miglioramento dei principali indicatori per gli anni futuri, consistente con le aspettative di un progressivo ritorno ad una situazione di normalità pre-Covid. Tenuto conto, tuttavia, delle attuali incertezze relative all'evoluzione della crisi pandemica (possibile rimozione delle misure di sostegno governative, realizzazione ed efficacia del piano vaccinale, evoluzione delle varianti del virus, ecc.), alle stime di impairment derivanti dall'applicazione dei modelli sono stati affiancati accantonamenti aggiuntivi ("overlay") determinati sulla base di aspetti specifici non incorporabili e valutabili mediante modellizzazioni (5 ).

Si segnala che sono stati apportati overlay connessi all'esposizione rispetto a settori particolarmente esposti ai rischi posti dal contesto pandemico (soprattutto in ambito corporate, leasing e factoring) e alla applicazione di deroghe contrattuali o moratorie su mutui immobiliari ed esposizioni corporate e leasing. Sono stati inoltre applicati correttivi finalizzati a neutralizzare i rilasci derivanti dal miglioramento dello scenario macroeconomico fattorizzato nei modelli nel corso dell'ultimo semestre; questa seconda tipologia di overlay, applicata ai portafogli corporate, leasing e factoring che coprono il 54% dell'esposizione performing di Gruppo (6 )), garantisce il mantenimento del coverage (pari a giugno 2021 a 0,4%) delle posizioni osservato prima dell'aggiornamento dello scenario macroeconomico. Infine, con riferimento al Consumer, sono stati applicati

( 5 ) L'approccio adottato è coerente con le indicazioni ECB fornite alle banche nel corso dei mesi scorsi, come ad esempio la lettera del 1 Aprile 2020 ("IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID-19) pandemic") e del 4 Dicembre 2020 ("Identification and measurement of credit risk in the contex of the coronavirus (COVID-19) pandemic").

( 6 ) Il calcolo è effettuato considerando la percentuale di esposizione delle società del gruppo su cui viene applicato l'overlay di mantenimento del coverage. È stata considerata sia l'esposizione on-balance che off- balance.

overlay sia sul performing che sul non performing al fine di aumentare il livello di provisioning contro le incertezze del quadro macroeconomico.

Per ulteriori informazioni sullo scenario macroeconomico e connessi impatti Covid-19 si rimanda alla sezione 6.3.

Per quanto riguarda il calcolo dell'ECL, sono state inoltre effettuate delle analisi di sensitivity sulle posizioni performing (stage1 e stage2) rispetto a possibili scenari macro-economici alternativi, al fine di valutare come i fattori forward looking possano influenzare le perdite attese nel contesto di differenti scenari basati su previsioni coerenti nell'evoluzione dei diversi fattori macroeconomici. Le innumerevoli interrelazioni tra i singoli fattori macroeconomici sono, infatti, tali da rendere scarsamente significativa un'analisi di sensitività delle perdite attese basata sul singolo fattore macroeconomico.

In particolare, si è provveduto a stimare l'impatto, in termini di ECL, conseguente all'applicazione di parametri di rischio ottenuti rispettivamente tramite l'adozione degli scenari mild-negative e mild-positive. L'analisi ha coperto le esposizioni performing dei principali portafogli del Gruppo: il portafoglio Wholesale di Mediobanca S.p.A. e Mediobanca International, i mutui di CheBanca!, il credito al consumo di Compass, il factoring di MBFACTA e i leasing di Selma per un'esposizione pari a circa il 92% del totale performing del Gruppo (7 ). L'impatto derivante dall'adozione dello scenario mild-negative (probabilità di accadimento 100%) corrisponde ad un aggravio di ECL pari a circa 22 milioni (5% dell'ECL pre-overlay e 3% dell'ECL post-overlay). Viceversa, l'adozione dello scenario mild-positive (probabilità di accadimento 100%) determina una riduzione dell'ECL sostanzialmente speculare all'aggravio registrato nello scenario sfavorevole. In termini di indicatori macroeconomici, nello scenario mild-negative e mild-positive il tasso di crescita del GDP Italiano è rispettivamente circa 1,1% più basso e 0,9% più alto (in media sugli anni di proiezione) rispetto ai valori adottati nello scenario baseline. Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione italiano, il livello utilizzato nello scenario mildnegative è (mediamente) circa 0,5% più alto rispetto al valore utilizzato nello scenario baseline, mentre è circa 0,4% più basso nello scenario mild-positive. Dall'analisi emerge che l'utilizzo degli overlay neutralizza adeguatamente gli effetti derivanti da una possibile volatilità del contesto macroeconomico.

( 7 ) L'analisi non include il comparto Private (MBPB e CMB Monaco) ed il portafoglio MBCredit Solutions che, in termini di ECL, rappresentano lo 0,6% del totale performing del Gruppo.

2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

Il Gruppo dispone di un sistema di gestione delle tecniche di attenuazione del rischio di credito che presiede all'intero processo di acquisizione, valutazione, sorveglianza e realizzo degli strumenti di mitigazione utilizzati. I requisiti di ammissibilità a fini regolamentari delle garanzie sono dettagliati nel Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 575 del 2013 e successive modifiche (CRR). Nel Gruppo vengono inoltre elaborati specifici criteri per il riconoscimento gestionale di garanzie ritenute efficaci nella mitigazione del rischio, benché non riconosciute a fini regolamentari.

Nello svolgimento dell'attività creditizia è diffuso il ricorso a garanzie reali su strumenti finanziari o su beni mobili e immobili e a garanzie personali. In particolare:

  • − garanzie ipotecarie in fase di acquisizione è richiesta una perizia rilasciata da tecnici indipendenti; specifiche procedure prevedono inoltre il calcolo ed il monitoraggio periodico del fair value del bene in base a indici di mercato forniti da info provider esterni; ulteriori valutazioni peritali vengono richieste nel caso di scostamenti significativi rispetto all'ultima valorizzazione disponibile;
  • − garanzie pignoratizie la valutazione delle garanzie pignoratizie è basata sul valore di mercato per gli strumenti finanziari quotati, o diversamente sul valore di presunto realizzo; al valore così determinato sono applicati scarti prudenziali, differenziati in funzione degli strumenti finanziari assunti a garanzia.

Il Gruppo adotta, inoltre, politiche di mitigazione del rischio tramite la stipula di accordi di compensazione ("netting agreement") e accordi di collateralizzazione ("collateral agreement"), verificandone la validità giuridica e il rispetto di criteri normativi per il loro riconoscimento ai fini prudenziali.

Le attività di Credit Risk Mitigation vengono disciplinate da apposite Direttive nelle Società del Gruppo interessate. La specificità dei prodotti di riferimento dei singoli business e delle forme di collateralizzazione che li assistono, in aggiunta alla diversità nei modelli organizzativi necessariamente adottati nelle varie controllate, comporta la coesistenza nel Gruppo di processi di CRM differenziati. In particolare, le fasi di acquisizione delle garanzie, controllo e reporting e valutazione della loro eligibilità possono essere svolte da

funzioni diverse. Rimane tuttavia centrale il ruolo del Risk Management in sede di declinazione delle eligibilità sia a fini regolamentari che gestionali, rispetto ai quali il Risk Management di Gruppo presidia la coerenza complessiva. I controlli relativi agli strumenti di mitigazione sono inseriti nel framework generale di controllo e gestione dei rischi.

Nel Private Banking vengono identificate le situazioni caratterizzate da maggior rischio per dare pronta attuazione alle attività di ripristino dei margini di garanzia tipici del credito c.d. lombard. L'esposizione complessiva è caratterizzata da diversificazione dei portafogli a garanzia e da haircut richiesti in sede di determinazione del lending value. Nel corso dell'esercizio non si sono verificate situazioni di particolare rischio, anche grazie alla minor volatilità sui mercati.

3 Esposizioni creditizie deteriorate

Il Gruppo si caratterizza per un approccio prudente al rischio che si manifesta in termini di un livello di posizioni deteriorate tra i più contenuti nel panorama nazionale. Contribuisce inoltre al contenimento dei livelli di esposizioni deteriorate in portafoglio l'attività di gestione delle stesse, che comprende l'utilizzo delle diverse opzioni tipicamente disponibili quali la dismissione del credito (a livello di singolo credito o di portafoglio), l'attività di escussione delle garanzie ed il raggiungimento di accordi di ristrutturazione.

Il Gruppo riconduce ad un'unica e omogenea definizione i concetti di "default" proprio della normativa in materia di requisiti di capitale regolamentare, di "non-performing" proprio delle segnalazioni statistiche di vigilanza, e di attività a stage3 ("credit - impaired") proprio della normativa contabile. Sono stati recepiti a tal proposito gli Orientamenti EBA sull'applicazione della definizione di default (EBA/GL/2016/07), il Regolamento Delegato (UE) 2018/171 della Commissione del 19 ottobre 2017 e il Regolamento (UE) 2018/1845 della BCE del 21 novembre 2018. In linea con tali principi, le fattispecie di attività deteriorate includono:

– le esposizioni individuate con il criterio dello scaduto da 90 giorni, rispetto al quale le citate norme hanno standardizzato i criteri di calcolo a livello europeo (in particolare in termini di soglie di rilevanza applicabili e di indifferenza, ai fini del calcolo, della specifica rata a cui viene imputato lo scaduto);

  • i casi di cessione dell'obbligazione creditizia che abbiano comportato perdite significative connesse al rischio di credito;
  • le ristrutturazioni onerose, vale a dire concessioni nei confronti di un debitore che fronteggia o è in procinto di fronteggiare difficoltà nell'onorare i propri impegni finanziari che implichino una obbligazione finanziaria significativamente ridotta;
  • i casi di fallimento o altri sistemi di tutela che comprendono tutti i creditori o tutti i creditori con crediti non garantiti, i cui termini e condizioni sono approvate dal giudice o da altra autorità competente;
  • i casi individuati attraverso altre indicazioni dell'improbabile adempimento di un debitore, quali l'esercizio delle garanzie, il superamento di determinati livelli di leva finanziaria, evidenze negative da sistemi informativi quali la Centrale Rischi, sopravvenuta indisponibilità delle fonti di reddito del mutuatario.

L'applicazione della menzionata regolamentazione è avvenuta su base volontaria a partire dalle segnalazioni al 30 settembre 2019, previa autorizzazione BCE relativamente ai segmenti AIRB. Rilevano inoltre i recenti orientamenti diffusi dalle autorità di regolamentazione e supervisione in relazione all'emergenza Covid-19: si segnalano in particolare le raccomandazioni EBA del 25 marzo 2020 "Statement on the application of the prudential framework regarding Default, Forbearance and IFRS9 in light of COVID-19 measures", che richiamano la puntuale rivalutazione della controparte prima di procedere a riclassificazioni in sede di moratoria (in presenza di un elevato numero di moratorie dalle simili caratteristiche vanno evitati automatismi al fine di procedere con le opportune riclassificazioni solo previo circostanziate analisi sullo stato del debitore). EBA è successivamente intervenuta con gli "Orientamenti sulle moratorie legislative e non legislative relative ai pagamenti dei prestiti applicate alla luce della crisi Covid-19" (poi emendati in data 2 dicembre 2020), che delineano le caratteristiche per cui le moratorie non rappresentano misura di forbearance né "ristrutturazioni onerose" da qualificarsi come default. È inoltre significativa la posizione di BCE del 20 marzo 2020 ("FAQs on ECB supervisory measures in reaction to the coronavirus") secondo la quale l'utilizzo di una garanzia pubblica connessa all'emergenza Covid-19 rappresenti un indicatore di default da valutarsi con la dovuta flessibilità.

Tale approccio si articola a livello di singole società del Gruppo, che in funzione degli specifici processi di monitoraggio possono privilegiare modalità

di rilevamento delle posizioni deteriorate che non abbiano ancora raggiunto i 90 giorni di scaduto di tipo monografico oppure basate su algoritmi automatici. Parimenti, la valutazione contabile dei crediti deteriorati prevede, a seconda delle specificità del business delle singole società, modalità di analisi di tipo monografico oppure basate sull'individuazione di cluster di posizioni similari.

In sede di monitoraggio vengono inoltre vagliate eventuali esigenze di write-off, ossia casistiche di non recuperabilità, anche parziale, del credito. Il write-off interviene anche prima che le azioni legali per il recupero dell'attività finanziaria siano terminate e non comporta necessariamente la rinuncia al diritto legale di recuperare il credito.

4 Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni

Le attività finanziarie possono essere oggetto di modifiche contrattuali principalmente in ragione di due esigenze: mantenere un rapporto commerciale di reciproca soddisfazione nei confronti della clientela oppure ricostituire/ migliorare le condizioni di merito creditizio di un cliente che si trova o sta per trovarsi in difficoltà nel rispettare gli impegni assunti.

La prima casistica, definita rinegoziazione commerciale, interviene nel momento in cui il cliente potrebbe interrompere il rapporto in essere, grazie al merito creditizio intrinseco e a favorevoli condizioni di mercato. In tale situazione, sono possibili interventi su iniziativa della clientela o su base preventiva volti a mantenere la relazione con il cliente migliorando le condizioni commerciali offerte, salvo il mantenimento di una redditività soddisfacente rispetto al rischio e la congruità con gli obiettivi strategici generali prefissati (ad esempio in termini di target di clientela).

La seconda casistica, che integra il concetto di cosiddetta "forbearance measure", viene rilevata in conformità con la specifica normativa in occasione di modifiche contrattuali, rifinanziamenti o di esercizio da parte della clientela di clausole presenti nei contratti. In linea con i pronunciamenti EBA e BCE successivi all'emergenza Covid-19, non vengono applicati automatismi di classificazione a fronte di modifiche contrattuali intervenute nell'ambito dei relativi programmi di supporto immediato previsti dalla legge, da accordi delle associazioni di categoria o da analoghe iniziative assunte dal Gruppo (8 ).

( 8 ) Si rimanda alla sezione 5 della presente parte per le specificità di trattamento per segmento di attività, alla sezione 6.1 per gli interventi governativi, normativi e regolamentari a seguito dell'epidemia Covid-19 e alla sezione 6.2 per una ricognizione quantitativa delle moratorie concesse alla clientela.

Per la classificazione a forborne il Gruppo individua se a fronte di tali concessioni alla clientela (tipicamente rimodulazione delle scadenze, sospensione di pagamenti, rifinanziamenti, waiver su covenant) si configuri una condizione di difficoltà riconducibile all'accumulo effettivo o potenziale (in assenza di concessioni) di oltre 30 giorni di scaduto. La valutazione delle difficoltà finanziarie si avvale principalmente di analisi monografica nell'ambito dell'attività corporate e leasing mentre si rilevano condizioni predefinite nell'ambito del credito al consumo (ad esempio osservazione del numero di accodamenti concessi) e dei mutui immobiliari (ad esempio rilevazione della perdita del posto di lavoro, casi di malattia grave, divorzio/separazione. In linea con le raccomandazioni espresse nella comunicazione BCE del 4 dicembre 2020 agli enti significativi, la valutazione delle difficoltà finanziarie del debitore contempla le condizioni di mercato, laddove risultino cambiate in misura tale da poter incidere sulla sua capacità di rimborso. Le analisi monografiche beneficiano del monitoraggio degli impatti Covid a livello di settore industriale, mentre le condizioni predefinite sono state rafforzate includendo l'assunzione di forbearance su moratorie con oltre 9 mesi di sospensione.

La classificazione a forborne può riscontrarsi sia in esposizioni deteriorate sia in esposizioni in cui le difficoltà rilevate risultino ancora compatibili con la classificazione a bonis. In ogni caso, come segnalato nelle precedenti sezioni, l'assegnazione di una esposizione allo status "forborne" è ritenuto non compatibile con la classificazione a stage1. Pertanto, l'applicazione dei periodi di permanenza minima dello status "forborne" previsti dalla normativa in materia di segnalazioni statistiche di vigilanza si riflette anche in una prudente transizione a livello di stage1, 2 e 3. A fronte di concessioni su esposizioni a stage2 non è infatti possibile un ritorno a stage1 in meno di 2 anni, coerentemente con la durata minima prevista di 2 anni per lo status di "esposizione bonis forborne" (in tale periodo lo status può modificarsi solo per cogliere eventuale passaggio a deteriorato). Analogamente, per le esposizioni a stage3 non è possibile un ritorno a stage1 in meno di 3 anni, coerentemente con la permanenza dello status di "esposizione deteriorata forborne" per almeno 1 anno a cui fa seguito (salvo necessità di proroga dello status di deteriorato) la permanenza minima di 2 anni in status "esposizione bonis forborne".

Per tornare in stage1 le esposizioni devono aver dato prova di completo recupero della qualità creditizia e devono essere venute meno le condizioni per la segnalazione tra le esposizioni "forborne". Pertanto, il monitoraggio finalizzato a cogliere eventuali nuove esigenze di passaggio a stage2 o 3 è il medesimo riservato alle esposizioni che siano sempre rimaste in stage1.

Sono tuttavia oggetto di monitoraggio rafforzato le esposizioni "forborne" che siano passate da stage3 a stage2, rispetto alle quali è previsto che un ritardo di pagamento superiore a 30 giorni o l'applicazione di una nuova misura di tolleranza determini in ogni caso l'immediato ritorno prudenziale a stage3.

5 Dettagli per segmento di attività

Attività corporate

La gestione, la valutazione ed il controllo dei rischi creditizi riflettono la tradizionale impostazione dell'Istituto improntata a generali criteri di prudenza e selettività: l'assunzione del rischio è basata su un approccio analitico che si fonda su un'estesa conoscenza della realtà imprenditoriale, patrimoniale e gestionale di ciascuna società finanziata, nonché del quadro economico in cui essa opera. In sede di analisi viene acquisita tutta la documentazione necessaria per effettuare un'adeguata valutazione del merito creditizio del prenditore e per definire la corretta remunerazione del rischio assunto; nell'analisi rientrano valutazioni in merito alle caratteristiche di durata e importo degli affidamenti, al presidio di idonee garanzie e all'utilizzo di impegni contrattuali (covenant) volti a prevenire il deterioramento del merito di credito della controparte.

Con riferimento alla corretta applicazione delle tecniche di mitigazione del rischio (cd. Credit Risk Mitigation), vengono effettuate specifiche attività finalizzate a definire e soddisfare tutti i requisiti necessari al fine di massimizzare l'effetto di mitigazione delle garanzie reali e personali sui crediti.

Ai fini dell'assunzione di rischi di credito, tutte le controparti sono di regola oggetto di analisi e munite di rating interno, attribuito dalla funzione Risk Management sulla base di modelli interni tenendo conto delle specifiche caratteristiche quantitative e qualitative della controparte. Le transazioni in proposta sono inoltre assoggettate all'applicazione dei modelli LGD, ove applicabili.

Gli affidamenti originati dall'attività delle divisioni di business, opportunamente valutati dalla funzione Risk Management, sono regolati da deleghe in materia di delibera e di gestione delle operazioni di maggior rilievo che prevedono il vaglio a differenti livelli della struttura operativa.

Il Credit Risk Management effettua inoltre una revisione dei rating assegnati alle controparti, con frequenza almeno annuale. Con la medesima frequenza,

gli affidamenti deliberati devono essere sottoposti a conferma dell'organo deliberante.

Nell'ambito del monitoraggio andamentale sulle singole esposizioni di credito, Mediobanca adotta una metodologia di early warning al fine di identificare una lista di controparti ("Watchlist") meritevoli di un'analisi approfondita per debolezze potenziali o manifeste; le esposizioni individuate vengono classificate in base a diversi livelli di allerta (Amber, Red, per le posizioni in bonis, e Black per quelle deteriorate) e vengono esaminate periodicamente al fine di individuare le azioni di mitigazione più opportune. La Watchlist è inoltre adottata come elemento qualitativo di allocazione a stage2, nel quale confluiscono le controparti classificate ad "Amber" o "Red". Sono inoltre oggetto di specifico monitoraggio tutte le posizioni forborne.

La quantificazione degli accantonamenti avviene analiticamente per le pratiche non performing ed in base a parametri di PD e LGD per il portafoglio bonis. Con riguardo ai fondi analitici si applicano valutazioni di discounted cash flows e di multipli di bilancio in caso di continuità aziendale, oppure una valutazione dei cespiti in ipotesi di liquidazione. Con riferimento ai crediti in bonis, i parametri di PD sono ottenuti a partire da matrici through the cycle utilizzate per lo sviluppo del modello di rating interno, poi convertendo il dato in termini point in time. Le LGD sono calcolate a partire dalla modellistica finalizzata al calcolo regolamentare, rispetto alla quale viene rimosso l'effetto downturn. La componente forward looking dei modelli viene fattorizzata condizionando i parametri di rischio con gli scenari macroeconomici definiti internamente. La classificazione a stage2 integra il criterio quantitativo di peggioramento della PD sopra una certa soglia con la richiesta che si sia verificato un numero minimo di notch di downgrade (9 ) tra la data di origine del credito e la data di riferimento. Sono inoltre possibili revisioni alle classificazioni single name sulla base di decisioni interne supportate da analisi monografiche.

Leasing

La valutazione dei rischi è basata in via generale su un'istruttoria monografica effettuata con metodologie analoghe a quelle previste per l'attività

( 9 ) Un notch se il rating alla data di riferimento è inferiore o uguale a BB-, due notch se superiore (i rating investment grade sono sempre classificati come stage1 per la Low Credit Risk Exemption).

Corporate. Inoltre, per le operazioni di piccolo taglio è prevista la valutazione e la delibera tramite l'utilizzo di un modello di credit scoring sviluppato sulla base di serie storiche, differenziato per tipologia di prodotto e per natura giuridica della controparte (tipologia società richiedente).

Le attività di analisi, erogazione, monitoraggio e controllo dei rischi di credito sono supportate in misura significativa del Sistema Informativo Aziendale; è prevista anche una valutazione tecnica del bene oggetto della locazione.

Con l'intento di rendere maggiormente coerente la gestione del rischio al complesso scenario congiunturale, sono state riviste le facoltà deliberative e rafforzati i processi di misurazione e controllo, attraverso valutazioni periodiche dei crediti in bonis anche in ottica di early warning (Watchlist). Il contenzioso viene gestito con diverse azioni che danno alternativa priorità al recupero del credito piuttosto che del bene in funzione della diversa patologia del rischio.

La quantificazione degli accantonamenti di tutti i contratti non performing è oggetto di valutazione monografica ai fini della determinazione delle relative previsioni di perdita, tenuto conto del valore cauzionale dei beni desunto dalle risultanze peritali aggiornate periodicamente, prudenzialmente riviste in diminuzione, e di eventuali garanzie reali. Vengono inoltre fattorizzati scenari riferiti alle strategie di vendita. Il portafoglio in bonis è oggetto di valutazione in base ai parametri interni di PD e di LGD. Per la definizione dei parametri di PD sono state utilizzate le matrici di transizione through the cycle dei modelli gestionali basate su dati interni, poi convertendo il dato in termini point in time. La componente forward looking viene fattorizzata condizionando le PD con gli scenari macroeconomici definiti internamente. Le LGD delle esposizioni sono differenziate in funzione della tipologia di prodotto (targato, strumentale, nautico, immobiliare) e condizionate agli stessi scenari macroeconomici definiti internamente per ottenere valori forward looking.

In termini di criteri per il passaggio a stage2 delle operazioni di leasing, oltre alle posizioni identificate tramite il criterio quantitativo dell'incremento della PD, vengono utilizzate quale elemento qualitativo le evidenze di Watchlist di capogruppo sulla clientela Corporate. Sono stati inoltre classificati in stage2 i contratti che, all'atto della concessione della moratoria presentavano caratteristiche di debolezza, ossia: scaduto di ammontare superiore alle soglie regolamentari oppure presenza, nei 12 mesi precedenti, di 30 giorni di scaduto continuativo, iscrizione a stage2 o stage3 oppure classificazione in Watchlist (Red o Amber) alla fine di ciascun trimestre dell'esercizio, nonché tutte le moratorie

ex lege su cui è stata richiesta una proroga della moratoria sino al 31 dicembre 2021, ai sensi del Decreto Sostegni bis, che sarebbero state classificabili a stage1.

Credito al consumo

L'operatività riguarda primariamente Compass, i cui affidamenti sono approvati con l'utilizzo di un modello di credit scoring diversificato per prodotto. Le griglie di scoring sono sviluppate sulla base di serie storiche interne arricchite da informazioni provenienti da centrali rischi. I punti vendita convenzionati utilizzano un collegamento telematico con la Società che consente l'immediata trasmissione delle domande di finanziamento e il relativo esito. Lo schema di deleghe, attribuite dal Consiglio di Amministrazione della Società, prevede che per combinazioni di importo e perdita attesa crescenti l'approvazione sia demandata alle strutture di sede secondo le autonomie attribuite dal Consiglio di Amministrazione.

Il processo di amministrazione dei crediti con andamento irregolare prevede, sin dal primo episodio di inadempienza, il ricorso a tutti gli strumenti del recupero (sollecito postale, telefonico e con recuperatori esterni oppure azioni di recupero legale). Dopo 6 rate arretrate (o 4 rate, in casi particolari come le carte di credito), la società procede alla decadenza del beneficio del termine (ai sensi dell'art. 1186 c.c.). I crediti per i quali è giudicata antieconomica un'azione giudiziale vengono ceduti attraverso aste competitive a factors, a partire dal sesto mese successivo alla decadenza dal beneficio del termine, per un valore frazionale del capitale residuo, che tiene conto del presumibile valore di realizzo.

La quantificazione degli accantonamenti avviene in maniera collettiva sulla base di metriche di PD, LGD e CCF stimate attraverso l'uso di modelli interni. Per la stima dei parametri di PD sono state utilizzate le matrici di transizione through the cycle basate sui modelli gestionali. Le matrici sono computate separatamente per tipologia di prodotto, in linea con i processi gestionali interni (carte di credito, prestiti finalizzati, prestiti personali a basso rischio, prestiti personali ad alto rischio, small ticket e cessione del quinto a pubblici, privati o pensionati). La componente forward looking viene fattorizzata condizionando le PD con uno specifico modello macroeconomico basato su scenari interni di Gruppo. Le LGD sono definite in base a modelli interni stimati sulle esperienze interne di tasso di recupero.

Nel credito al consumo, oltre al criterio quantitativo basato sulla variazione di PD, sono in uso specifici indicatori qualitativi di classificazione a stage2 delle esposizioni, quali la presenza di misure di sospensione, la presenza di altri crediti deteriorati verso lo stesso debitore ed evidenze nel recente passato di irregolarità di pagamento.

Rispetto alla regola generale che prevede l'automatica riconduzione delle misure di sospensione allo stage2, fanno eccezione le posizioni oggetto di moratoria Covid-19 per le quali l'automatismo è sostituito dal criterio quantitativo di variazione della PD (SICR) applicato a tutte le esposizioni che hanno subito variazione di rating rispetto all'origination; tale criterio SICR non è differente da quello applicato a qualsiasi esposizione performing e la reattività dei modelli di rating di Compass all'assenza di pagamenti (per insoluto o sospensione) porta ad un innalzamento naturale della PD e ad una significativa migrazione verso lo stage2 delle posizioni che hanno avuto negli ultimi 12 mesi sospensioni di origine Covid.

Factoring

Il factoring, in cui è specializzata MBFACTA, include l'attività tipica (acquisto di crediti commerciali a breve termine e spesso garantiti da coperture assicurative) e quella rateale (acquisto di crediti dalla controparte cedente rimborsati con rate mensili dai debitori ceduti pressoché integralmente rappresentati da clientela retail).

Nel primo caso le strutture interne valutano il grado di solvibilità dei cedenti e dei debitori ceduti con un'istruttoria monografica effettuata con metodologie analoghe a quelle previste per l'attività corporate; nel rateale invece il prezzo di acquisto è determinato a seguito di un'adeguata analisi statistica delle posizioni oggetto di cessione e tiene conto delle proiezioni di recupero, degli oneri e dei margini attesi.

La quantificazione delle esposizioni non performing è oggetto di valutazione monografica nel caso di controparti corporate e in base all'individuazione di cluster di posizioni similari nel caso delle esposizioni retail. Il portafoglio bonis è oggetto di valutazione in base a parametri di PD e di LGD. Per la definizione dei parametri di PD si utilizzano le PD ricalibrate fornite da provider esterno o stimate internamente sul portafoglio retail. Nel caso di transazioni valutate da

Capogruppo nell'ambito dell'attività corporate si applicano i parametri previsti dal processo di Capogruppo. La Watchlist di Capogruppo è inoltre adottata come elemento qualitativo di allocazione a stage2, nel quale confluiscono le controparti classificate ad "Amber" o "Red".

Business NPL (10)

L'operatività viene svolta da MBCredit Solutions, che opera sul mercato degli NPL mediante l'acquisto pro soluto di crediti non performing ad un prezzo notevolmente inferiore al valore nominale. La gestione del Rischio di Credito è assicurata da norme, strutture e strumenti consolidati, in linea con le policy di Gruppo. La Società persegue il fine di frazionare il portafoglio clienti, secondo logiche selettive e coerenti con gli obiettivi di capitale e di rischio/rendimento indicati dalla Capogruppo.

La determinazione dei prezzi di acquisto dei crediti non performing viene svolta seguendo consolidate procedure che prevedono un'adeguata analisi a campione o statistica delle posizioni oggetto di cessione e tiene conto delle proiezioni di recupero, degli oneri e dei margini attesi. Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale viene effettuato un sistematico raffronto tra incassi attesi per singola posizione ed incassi realizzati. Qualora, in relazione alle fasi gestionali relative, si ipotizzino perdite in formazione, si procede alla rettifica analitica del minore incasso. Inoltre, qualora si riscontrino evidenze oggettive di possibili perdite di valore dovute alla sovrastima dei flussi futuri, si procede alla ridefinizione degli stessi ed alla conseguente iscrizione di rettifiche calcolate quale differenza tra il valore di piano al momento della valutazione (costo ammortizzato) ed il valore attuale dei flussi di cassa previsti, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario. I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di incasso attesi, del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché dei costi che si ritiene debbano essere sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia.

( 10) Per la definizione e il trattamento dei POCI si rimanda a quanto indicato nella Parte A della presente Nota Integrativa.

Private Banking

Il Private Banking include la concessione di finanziamenti come servizio complementare rispetto alla relazione con la clientela "Affluent", "High Net Worth" ed istituzionale, allo scopo di offrire servizi di Wealth Management ed Asset Management. L'attività esposta a rischio di credito verso clientela si sostanzia in forme tecniche quali l'affidamento per cassa (nella forma di apertura di credito in conto corrente o finanziamenti a breve, medio-lungo termine), autorizzazioni allo sconfinamento di conto corrente, crediti di firma, mutui ipotecari e concessione di massimali su carte di credito.

Gli affidamenti rappresentano di norma rischi garantiti, cioè assistiti da garanzia di firma o reale (pegno su strumenti finanziari del cliente, in gestione patrimoniale o su dossier amministrato, ipoteche su immobili, garanzia rilasciata da altro istituto di credito).

Gli affidamenti sono regolati da deleghe in materia di delibera che prevedono la valutazione a diversi livelli della struttura operativa e l'approvazione da parte di Organi individuati in funzione dei livelli di rischio assunti, in base alla dimensione dell'affidamento, alle garanzie e alla tipologia. Gli affidamenti sono sottoposti a revisione periodica.

La quantificazione degli accantonamenti di tutti i contratti non performing avviene in modo monografico, tenuto conto del valore delle garanzie reali. Gli accantonamenti effettuati sul portafoglio bonis avvengono sulla base di stime di PD e LGD, fornite da provider esterno, differenziate in base alla tipologia di controparte e alla presenza di garanzie. La Watchlist di Capogruppo è inoltre adottata come elemento qualitativo di allocazione a stage2, nel quale confluiscono le controparti classificate ad "Amber" o "Red".

Mutui immobiliari

Il prodotto mutui immobiliari è gestito principalmente da CheBanca!, la cui istruttoria e delibera dei rischi è interamente accentrata presso gli uffici della sede centrale. L'approvazione delle domande di finanziamento, effettuata con ricorso a un modello di rating interno, è demandata alla valutazione monografica svolta sulla base di parametri reddituali e di massimo indebitamento oltre che sul valore peritale degli immobili. Il controllo dei rischi assunti, effettuato con cadenza mensile, garantisce il costante monitoraggio del portafoglio.

Gli immobili a garanzia sono sottoposti ad un processo di rivalutazione statistica svolto con frequenza trimestrale; qualora dalle verifiche emerga una diminuzione rilevante del valore dell'immobile viene svolta una nuova perizia da parte di una società indipendente. Una nuova perizia è richiesta in generale anche per gli immobili a garanzia di posizioni passate a sofferenza.

Il monitoraggio del credito (ivi incluse le partite anomale) viene assicurato da un sistema di reporting che consente ai gestori di verificare l'evoluzione della qualità del portafoglio e – attraverso gli opportuni indicatori – il tempestivo censimento delle posizioni a rischio, anche per attivare necessari correttivi alle politiche creditizie.

Le pratiche deteriorate sono gestite - nella fase stragiudiziale del recupero - da una struttura organizzativa dedicata con l'ausilio di collector esterni. In caso di insolvenza della posizione (o situazioni sostanzialmente equiparabili) vengono attivate procedure di esecuzione immobiliare affidate a legali esterni. Le procedure interne prevedono il censimento ad inadempienza probabile di tutte le pratiche con almeno quattro rate totalmente impagate (anche non consecutive), casistiche di perdurante irregolarità, concessioni che generano una ridotta obbligazione finanziaria superiore all'1% nonché casistiche di finanziamenti regolari per i quali, tramite informazioni interne od esterne (es. centrali rischi pubbliche/private), l'unità preposta ne valuta la classificazione a inadempienza probabile. Il passaggio a sofferenza si verifica una volta accertata l'inefficacia delle azioni di recupero.

Per quanto relativo alle esposizioni oggetto di concessione, sono identificate come esposizioni forborne, ovvero esposizioni oggetto di misure di tolleranza, i mutui, in bonis o deteriorati, verso i quali CheBanca! concede delle modifiche alle originarie condizioni contrattuali a fronte di uno stato di difficoltà finanziaria del debitore, accertato o presunto, e in ragione del quale si giudica improbabile che possa adempiere integralmente e regolarmente alle proprie obbligazioni creditizie.

Il ricorso a moratorie pubbliche o su iniziativa del singolo istituto a fronte di cause esogene di illiquidità (anche solo potenziale) quale l'emergenza Covid-19, è considerato indicatore di una difficoltà economica temporanea. Questi aiuti, in generale, non si qualificano come misura di forbearance; è tuttavia possibile che a fronte di informazioni sul debitore o sul suo datore di lavoro che delineino in modo più puntuale lo stato di difficoltà le moratorie vengano considerate

come forbearance measures. Viene inoltre introdotto un monitoraggio specifico per queste posizioni, svolto dalla Direzione Monitoraggio e Recupero Crediti, al fine di valutarne l'eventuale riclassificazione a forborne e/o ad inadempienza probabile, nonché l'utilizzo di criteri specifici (quali i 9 mesi di sospensione).

La quantificazione dei fondi rischi avviene analiticamente per le pratiche in sofferenza e in base all'individuazione di cluster di posizioni similari per inadempienze probabili, altri scaduti e bonis. Con riguardo ai fondi analitici sulle sofferenze si tiene conto del valore peritale dei cespiti (prudentemente deflazionato), dei tempi e dei costi di recupero. Per la definizione dei parametri di PD sono state utilizzate le matrici di transizione through the cycle dei modelli gestionali interni basate su dati interni, poi convertendo il dato in termini point in time. La componente forward looking viene fattorizzata condizionando le PD con gli scenari macroeconomici definiti internamente. Le LGD sono calcolate a partire dalla modellistica finalizzata al calcolo regolamentare, rispetto alla quale viene rimosso l'effetto downturn; l'inclusione di elementi forward looking si basa su modelli satellite applicati agli scenari macroeconomici definiti internamente.

Per i finanziamenti performing con moratoria attiva è stato, inoltre, introdotto uno specifico coefficiente moltiplicativo della PD, in considerazione della maggiore rischiosità attesa di tale segmento di portafoglio. Si ricorda inoltre che a fini di classificazione a stage2 dei mutui immobiliari è in uso un elemento qualitativo di identificazione rappresentato dall'assegnazione alla peggiore classe di rating interno prima del default.

6 Impatti Covid-19

6.1 Gli interventi governativi, normativi e regolamentari a seguito dell'epidemia Covid-19

Per fronteggiare i drammatici effetti dell'epidemia sull'economia, il Governo italiano è intervenuto con un primo importante provvedimento, il Decreto Legge "Cura Italia" del 17 marzo 2020, con l'obiettivo di salvaguardare la salute e sostenere il sistema produttivo, mantenendo attive le imprese e le posizioni lavorative. Questo primo intervento, nel quale trovano origine le moratorie ex lege la cui durata è stata successivamente prorogata (11), è stato seguito da un'altra

( 11) Le ulteriori proroghe sono attualmente inserite nel Decreto-Legge 25 maggio 2021, n. 73 e prevedono che le PMI possano beneficiare della sospensione fino al 31 dicembre 2021

iniziativa, il Decreto "Liquidità" dell'8 aprile 2020 che ha inserito ulteriori misure a favore delle imprese connesse principalmente a garanzie pubbliche.

In risposta all'emergenza sanitaria sono intervenute anche le Autorità europee (EBA, ESMA, BCE, IASB) adottando disposizioni straordinarie; per maggiori dettagli sui vari pronunciamenti si rimanda a quanto indicato nella Parte A.

In tale contesto il Gruppo Mediobanca ha sviluppato e pianificato rapidamente procedure idonee, nell'ambito dello specifico settore di attività e del relativo portafoglio prodotti, a rispondere alle richiamate previsioni dei decreti a sostegno di famiglie e imprese: si è attrezzato per recepire le disposizioni dei decreti "Cura Italia" e "Decreto Liquidità"; ha aderito alle iniziative adottate dalle associazioni di categoria ABI e Assofin (Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare). In particolare, si segnala che:

  • CheBanca!, da subito a disposizione sul fronte moratorie ex Fondo Gasparrini ha implementato il proprio catalogo prodotti al fine di rendere operativa (già dal 18 maggio 2020) anche la possibilità di richiedere i finanziamenti ex art. 13 del DL Liquidità (servizio prima dei decreti legge non presente);
  • Compass, operatore attivo nel credito al consumo, in coerenza con il proprio modello industriale che non è incentrato sull'erogazione di finanziamenti ad attività imprenditoriali e commerciali, non è aderente al Fondo di Garanzia PMI e pertanto non aveva le caratteristiche per fornire le facilitazioni di credito previste dai decreti; sul lato moratorie invece, oltre a porre in essere le modalità operative per rispondere rapidamente a quanto previsto dai decreti, Compass ha aderito alla "Moratoria Covid-19 per il credito ai consumatori" promossa dall'Assofin;
  • Selma, società attiva nell'ambito del leasing, già aderente al Fondo di Garanzia PMI ha partecipato attivamente sin da subito, in ragione del proprio settore di competenza, alle attività previste dai decreti;
  • Mediobanca S.p.A. ha aderito al fondo SACE, deliberando a partire dal mese di luglio 2020 operazioni ex Decreto "Liquidità" di rilevante importo.

Da sottolineare che il Gruppo si è attivato anche tramite la concessione di moratorie volontarie, ossia misure di sostegno di iniziativa privata a supporto della clientela con l'obiettivo di alleviare i disagi delle famiglie e aiutare le imprese a fronteggiare la grave situazione creata dalla diffusione dell'epidemia.

6.2 Moratorie concesse alla clientela ex Covid-19

A fine esercizio 2021 i prestiti ancora oggetto di sospensione, rilevati comprendendo anche quelli che hanno raggiunto il termine della moratoria al 30 giugno ma il cui piano di rimborso prevede i primi pagamenti nei mesi a seguire, ammontano a 721,4 milioni, pari all'1,4% degli impieghi totali. Tale importo include le iniziative private del Gruppo, aggiuntesi a quelle legislative e delle associazioni di categoria (a prescindere dunque dalla presenza o meno della qualifica "EBA compliant"). Le moratorie ancora in essere sono concentrate per un 60% nel leasing per un ammontare lordo complessivo di 426,6 milioni, per un 30% circa sono riferite ai mutui ipotecari (210,6 milioni) e per il restante 10% al Consumer (78,6 milioni).

La rappresentazione prevista dalle linee guida EBA, che perimetra le moratorie connesse alle iniziative legislative e delle associazioni di categoria nell'ambito della pandemia, indica un portafoglio crediti coinvolto dall'inizio della pandemia di 2 miliardi. Rispetto alla versione originaria degli Orientamenti EBA del 2 aprile 2020, le modifiche apportate in data 2 dicembre 2020 hanno esteso il periodo entro il quale poter generare moratorie qualificabili come "EBA compliant" fino al 31 marzo 2021, ma hanno anche introdotto l'esclusione dei casi in cui il cliente venisse a beneficiare complessivamente di 9 mesi o più di sospensione dei pagamenti. Dei 721,4 milioni di moratorie complessive in essere alla data del 30 giugno 2021 solo 84,8 milioni sono riconducibili ad una disciplina EBA compliant, mentre le altre sono escluse dal perimetro prudenziale; di queste (636,6 milioni):

  • il 51% è riferibile a sospensioni legislative ex art. 56 (42%) ed ex art. 54 (9%) con durata superiore ai 9 mesi o concessione post 31 marzo 2021;
  • il 33% è riferibile a sospensioni ex artt. 54, 56 e ABI/Assofin escluse per applicazione di una diversa convenzione di expired (la definizione utilizzata dal Gruppo Mediobanca per definire estinta una moratoria è più conservativa rispetto alla convenzione EBA in quanto sono considerate tali solo quando è ripreso il piano dei pagamenti);
  • il 16% è relativo a programmi di supporto di iniziativa privata previsti da CheBanca! (12), Selma (13) e Compass (14) a favore della clientela, che non rientri nei requisiti previsti dal decreto legislativo (decreto Cura Italia, ex artt. 54 e 56) e dalle iniziative di categoria ABI/Assofin.

( 12) Moratoria concessa a clienti che non possono accedere per motivi oggettivi o soggettivi alle moratorie Consap (es: importi superiori ai 400.000 euro o mutui diversi da quelli per prima casa) o ABI "Famiglie - 21/04/2020" (es: presenza di polizze assicurative sul finanziamento).

( 13) Moratoria concessa a imprese prive dei requisiti per accedere alle misure previste dal Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 o ABI "Imprese in Ripresa 2.0" impattate dall'emergenza epidemiologica "Covid-2019".

( 14) La sospensione delle rate concessa ai sensi della Moratoria Covid-19 Assofin può avere durata fino a sei mesi: in accordo con il cliente, possono essere previste durate inferiori. La sospensione della moratoria può riguardare l'intera rata del finanziamento o la sola quota capitale a discrezione della società finanziatrice.

Di seguito una sintesi della tabella prevista nella disclosure regolamentare inserita nel Pillar III – Informativa al pubblico (15):

Tabella 1 – Moratorie concesse per tipologia controparte e fasce temporali (estratto Template n. 2 EBA GL) (€ milioni)

Situazione al 30 giugno 2021 Esposizione
Lorda (1)
di cui:
Ex lege (2)
di cui:
Estinte (3)
Periodo residuale moratoria (4) Totale
Fino a
3 mesi
Da 3 a
6 mesi
Dai 6 ai
18 mesi
Residue
Moratorie concesse 1.965,– 1.069,3 1.880,2 39,9 16,5 28,4 84,8
Famiglie 1.371,5 491,3 1.286,8 39,9 16,5 28,4 84,8
di cui: crediti garantiti da beni
immobili residenziali a titolo di
garanzia reale
598,1 446,4 520,8 32,8 16,3 28,2 77,3
Società non finanziarie 590,8 575,5 590,8
di cui: piccole e medie imprese 405,7 399,2 405,7
di cui: crediti garantiti da beni
immobili non residenziali a titolo di
garanzia reale
369,6 355,7 369,6
Società finanziarie 2,7 2,5 2,6

( 1 ) Valore contabile lordo, alla data del 30 giugno 2021, delle moratorie ricevute/concesse dal Gruppo.

( 2 ) Moratorie ex decreto Cura Italia (ex art. 54 e 56)

( 3 ) Per le quali è decaduto il periodo di sospensione dei pagamenti.

( 4 ) Scadenza del beneficio del termine di sospensione relativo alle moratorie in essere al 30 giugno 2021.

La tabella regolamentare indica, tra le posizioni estinte, che la quasi totalità dei crediti originariamente coperti dalla disciplina EBA (che garantiva una continuità di classificazione) non è più assoggettato a tale regime, in quanto i crediti non risultano più in sospensione oppure sono stati oggetto di ulteriori proroghe non ammesse alla disciplina.

Si segnala che, a fine giugno 2021, i nuovi finanziamenti concessi mediante meccanismi di garanzia pubblica ammontano a 236,7 milioni e sono principalmente connessi alla Capogruppo (7 operazioni erogate con garanzia SACE ex Decreto "Liquidita" per un controvalore di 202,7 milioni).

( 15) Il documento Pillar III – Informativa al pubblico è disponibile nel sito www.mediobanca.com nella sezione "Adeguatezza patrimoniale".

* * *

Successivamente alla data di chiusura dell'esercizio, si segnala che, già a partire dal mese di luglio 2021 le moratorie in essere riferite al leasing si sono ridotte da 426,6 a 280,7 milioni per effetto della scadenza della sospensione ex art. 56 del decreto Cura Italia (16) con una evidenza di regolare ripresa dei pagamenti su oltre il 90% delle esposizioni, un numero contenuto di clienti che ha richiesto un prolungamento di breve durata della moratoria (1%) ed una quota di scaduto fisiologica (17). Le moratorie residue relative alle sospensioni prorogate (18) ex Decreto Sostegni bis scadranno al 31 dicembre 2021. Per quanto riguarda CheBanca! e Compass non si rilevano criticità confermando il normale corso delle scadenze ed un andamento positivo sulla ripresa dei piani di pagamento (oltre l'80%) in linea con quanto evidenziato a giugno 2021.

Le moratorie che residuano al 31 agosto 2021 ammontano a 498 milioni, di cui 278,8 milioni relative al leasing, 180,2 milioni ai mutui ipotecari e 36,1 milioni riferite al credito al consumo.

6.3 Scenario macroeconomico e impatti Covid-19

Lo scenario macroeconomico utilizzato nel processo di provisioning per l'aggiornamento a giugno dei parametri di rischio incorpora una stima di repentina risalita del PIL per tutte le economie mondiali.

Le stime utilizzate dal Gruppo per il 2021, aggiornate ad aprile 2021, prevedono un aumento del PIL dell'Italia del 4,51%, per l'area UE del 3,97% e per gli USA del 6,59%. Specularmente la stima del tasso di disoccupazione si assesta su un livello pari al: 9,80% in Italia, 7,60% in Europa e 5,35% negli Stati Uniti.

( 16) La scadenza della sospensione prevista per tali moratorie è il 30 giugno 2021, fatta eccezione per la clientela che abbia fatto richiesta di proroga al 31 dicembre 2021 ai sensi del Decreto Sostegni bis.

( 17) Al netto delle posizioni che erano già deteriorate al momento della concessione della moratoria, la percentuale delle scadute si riduce dall'8% al 3%.

( 18) Diversamente da quanto previsto in occasione delle precedenti proroghe, che avvenivano in modo automatico, in questo caso, al fine di attivare il prolungamento, è stata necessaria una comunicazione da parte della clientela (avvenuta entro la data del 15 giugno) con le medesime modalità previste dal DL Cura Italia per la presentazione della prima richiesta.

Questi dati sono per lo più rivisti in sensibile miglioramento rispetto a quanto consuntivato nel giugno 2020 (PIL Italia -8,93%; UE -6,31%; USA -3,49%).

Previsioni PIL 2021 2022 2023 2024
Italia 4,51% 4,35% 1,46% 1,21%
UE 3,97% 4,33% 2,20% 2,03%
USA 6,59% 3,86% 1,84% 1,39%
Tasso di disoccupazione 2021 2022 2023 2024
Italia 9,80% 9,88% 9,46% 9,07%
UE 7,60% 7,45% 7,01% 6,60%
USA 5,35% 4,18% 3,79% 3,69%
Tasso Interesse titoli governativi (10 anni) 2021 2022 2023 2024
Italia 0,64% 1,23% 1,85% 2,38%
UE -0,24% 0,08% 0,30% 0,48%
USA 1,92% 2,51% 2,79% 3,03%

Tabella 2 – Parametri scenario macroeconomico baseline (19)

Complessivamente le rettifiche registrate nell'anno ascrivibili al contesto Covid-19 sono pari a 119 milioni, sostanzialmente in linea rispetto all'anno precedente (113 milioni), seppur con una diversa distribuzione dei comparti.

Il Credito al Consumo registra un'inversione di tendenza rispetto allo scorso esercizio (18 milioni di riprese a giugno 2021 contro 64 milioni di rettifiche a giugno 2020); la ripresa è rappresentativa del costante miglioramento del portafoglio Consumer e del fatto che l'incremento dei livelli di copertura per le aspettative di aumento dei tassi di default (già evidenziati dai maggiori passaggi di staging) sia stato apportato adeguatamente già nel precedente esercizio. Il potenziale rilascio di fondi riveniente dai bassi tassi di default e dai rientri in bonis è stato neutralizzato da un aumento prudenziale del livello di provisioning stanziando overlay sul bonis che sfiorano i 200 milioni (20).

( 19) Come riportato nella sezione 2.3, si ricorda che il Gruppo definisce le previsioni dello scenario baseline elaborando le variabili economiche attraverso un modello macroeconomico esterno, nel quale vengono fattorizzate le aspettative interne sui tassi di interesse.

( 20) L'impatto Covid-19 pari a 18 milioni di riprese non è inclusivo degli overlay stanziati (circa 200 milioni).

Con riferimento al portafoglio Corporate (incluso leasing e factoring) l'impatto Covid-19 ammonta a 113 milioni di rettifiche. Si segnala che diversamente dallo scorso esercizio in cui l'aggiornamento dello scenario macroeconomico aveva avuto un effetto marcato, le maggiori rettifiche sono da imputare a riclassifiche a stage2 (principalmente nel secondo trimestre) dato che il potenziale rilascio di fondi riveniente dal miglioramento dello scenario macroeconomico a giugno 2021 è stato integralmente neutralizzato da un aumento del livello di provisioning (overlay).

Con riferimento ai mutui ipotecari l'impatto Covid-19 ammonta a 15 milioni di rettifiche, principalmente per interventi correttivi sul portafoglio mutui oggetto di sospensione attraverso un approccio conservativo nella classificazione delle moratorie residue (per oltre il 90% iscritte tra stage2 e stage3) e col ricorso ad accantonamenti aggiuntivi (overlay).

Aumentano anche le rettifiche per impatto Covid-19 del Leasing (9 milioni) scontando anche in questo caso interventi prudenziali sulle posizioni oggetto di moratoria: riclassifiche a stage2 dei crediti oggetto di sospensione per i quali è stata avanzata una richiesta di ulteriore proroga dei pagamenti fino al 31 dicembre 2021 ex Decreto Sostegni Bis ( 21) e applicazioni overlay sulle moratorie (in bonis) per cui non era ancora ripreso il pagamento a giugno 2021.

(€ milioni)
Impatto su voce 130 del Conto Economico (*) di cui Covid esercizio
2019/20
di cui Covid esercizio
2020/21
Corporate Investment Banking 43 113
Consumer Banking 64 (18)
Wealth Manangement 4 15
Leasing (Holding Functions) 2 9
Totale 113 119
di cui IH 13 74
di cui IIH 100 45

Tabella 3 – Impatto economico Covid-19

(*) Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito – Sezione 8.

Nel complesso gli accantonamenti aggiuntivi (overlay) ammontano a 297 milioni (di cui 82 milioni nell'ultimo trimestre), il 66% sono concentrati sul Consumer (197 milioni), il 30% su Corporate and Investment Banking (88 milioni) ed il restante 4% sulle altre divisioni.

( 21) Si tenga conto che le moratorie non expired non rientrano più nel perimetro EBA compliant.

Con riferimento al Consumer, contro le incertezze del quadro macroeconomico, si è provveduto ad aumentare il livello di provisioning attraverso l'alimentazione di overlay (197 milioni) applicati sia sul non performing che sul bonis (125 milioni).

Con riferimento al Corporate and Investment Banking sono stati stanziati 88 milioni di overlay al fine di mantenere un prudenziale livello di coverage per mitigare la riduzione di impairment dovuta all'aggiornamento dello scenario macroeconomico, in aggiunta a quelli già applicati a partire da dicembre 2020 (20,8 milioni) su posizioni soggetti a waiver, controparti high risk e più genericamente su tutto lo stage1. Si segnala che nello scorso esercizio l'ammontare di overlay sul Corporate and Investment Banking risultava quasi nullo in quanto l'aggiornamento dello scenario macroeconomico aveva avuto un effetto marcato con conseguente aumento del livello di provisioning recepito direttamente nei parametri di rischio utilizzati per il calcolo.

(€ milioni)
Overlay stock alla data
30 giugno 20 30 giugno 21
Corporate and Investment Banking 1 88
Consumer Banking 115 197
Wealth Management 3
Leasing (Holding Functions) 8
Totale 116 296

Rischi del consolidato contabile

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

L'area di consolidamento contabile include il consolidamento con il metodo integrale delle controllate Compass RE (imprese di assicurazioni), Ricerche e Studi, Compass Rent e MBContact Solutions (altre imprese) che nel perimetro prudenziale vengono consolidate con il metodo del patrimonio netto.

A. Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica

Portafogli/qualità Sofferenze
(*)
Inadempienze
probabili (*)
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute non
deteriorate (1)
Altre
esposizioni
non
deteriorate
Totale
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
453.337 399.915 90.668 216.275 55.439.430 56.599.625
2. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla redditività
complessiva
4.346.859 4.346.859
3. Attività finanziarie designate al
fair value
680.539 680.539
4. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al fair value
39.766 39.766
5. Attività finanziarie in corso di
dismissione
Totale 30 giugno 2021 453.337 399.915 90.668 216.275 60.506.594 61.666.789
Totale 30 giugno 2020 435.397 630.900 166.479 334.564 57.979.317 59.546.657

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

( 1 ) Riguardano l'esposizione netta collegata ai crediti in bonis scaduti, il cui valore lordo delle rate effettivamente impagate è pari a 57,1 milioni, sono riferibili principalmente per 73,7 milioni al factoring (3,2% del totale dei crediti in bonis del segmento) e per 54,2 milioni ai mutui ipotecari (0,5%). Alla voce concorrono inoltre le esposizioni nette oggetto di rinegoziazione a fronte di accordi collettivi per un importo complessivo pari a 402,8 milioni, contribuito sostanzialmente dai mutui ipotecari per 359,4 milioni.

(*) Includono gli impieghi NPL acquisiti da MBCredit Solutions per un importo pari a 383,7 milioni, di cui sofferenze per 381,3 milioni (valori netti).

Portafogli/qualità Deteriorate Non deteriorate Totale
Esposizione
lorda
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off
parziali
complessivi
Esposizione
lorda
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
(esposizione
netta)
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
1.974.615 (1.030.695) 943.920 5.681 56.318.410 (662.705) 55.655.705 56.599.625
2. Attività finanziarie
valutate al fair
value con impatto
sulla redditività
complessiva
4.357.062 (10.203) 4.346.859 4.346.859
3. Attività finanziarie
designate al fair value
X X 680.539 680.539
4. Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair value
6.636 (6.636) X X 39.766 39.766
5. Attività finanziarie in
corso di dismissione
Totale 30 giugno 2021 1.981.251 (1.037.331) 943.920 5.681 60.675.472 (672.908) 60.722.869 61.666.789
Totale 30 giugno 2020 2.312.982 (1.080.206) 1.232.776 6.023 58.804.713 (590.648) 58.313.881 59.546.657
Portafogli/qualità Attività di evidente scarsa qualità creditizia Altre attività

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Portafogli/qualità Attività di evidente scarsa qualità creditizia Altre attività
Minusvalenze
cumulate
Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
8.749.308
2. Derivati di copertura 308.370
Totale 30 giugno 2021 9.057.678
Totale 30 giugno 2020 7.251.094

Le attività deteriorate nette includono 383,7 milioni in portafoglio a MBCredit Solutions (acquisti di Non Performing Loan) corrispondenti ad un valore nominale di 6 miliardi al 30 giugno 2021; di questi 4,7 milioni, per un valore nominale di 475,5 milioni, riguardano attivi acquistati da altre società del Gruppo (essenzialmente Consumer).

Il prezzo di acquisto (come valore di prima iscrizione) di tali attività è stato pari a 587,5 milioni a fronte di un valore nominale (lordo originario) pari a 6,2 miliardi.

Informazioni relative alle esposizioni sovrane

A.1.2a Esposizioni verso titoli di debito sovrano ripartite per Stato controparte e
portafoglio di classificazione (*)
Portafogli/qualità Attività deteriorate Totale
Esposizione
lorda
Rettifiche
specifiche
Rettifiche di
portafoglio
Esposizione
netta
Esposizione
lorda
Rettifiche di
portafoglio
Esposizione
netta
Esposizione
netta (1)
1. Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
X X (1.505.140) (1.505.140)
Francia X X (973.774) (973.774)
Germania X X (616.787) (616.787)
Spagna X X 120.421 120.421
Finlandia X X 70.703 70.703
Altri X X (105.703) (105.703)
2. Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
— 3.595.825 — 3.595.825 3.595.825
Italia — 2.229.277 — 2.229.277 2.229.277
Germania 926.103 926.103 926.103
Stati Uniti 338.434 338.434 338.434
Spagna 51.038 51.038 51.038
Altri 50.973 50.973 50.973
3. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato — 1.779.304 — 1.779.305 1.779.305
Italia — 1.272.443 — 1.272.443 1.272.443
Francia 351.840 351.840 351.840
Spagna 110.100 110.100 110.100
Stati Uniti 12.657 12.657 12.657
Altri 32.264 32.265 32.265
Totale 30 giugno 2021 — 5.375.129 — 3.869.990 3.869.990

(*) Non sono inclusi derivati finanziari e creditizi.

(¹) L'esposizione netta include le posizioni in titoli (lunghe e corte) valorizzate al loro fair value (comprensivo del rateo in essere) ad eccezione delle attività detenute sino alla scadenza pari al costo ammortizzato, il cui fair value latente è pari a 57,2 milioni.

A.1.2b Esposizioni verso titoli di debito sovrano ripartite per portafoglio di attività finanziarie

Portafogli/qualità Trading Book (1) Banking Book (2)
Valore
nominale
Book Value Duration Valore
nominale
Book Value Fair Value Duration
Italia 38.546 16.940 3,79 3.390.386 3.501.719 3.551.744 3,06
Germania (572.750) (616.787) 4,06 915.000 926.103 926.103 1,51
Spagna (*) 112.700 120.421 3,– 160.000 161.138 162.677 1,20
Stati Uniti 349.209 351.091 351.698 0,23
Francia (866.635) (973.774) 1,– 350.400 351.840 352.252 0,83
Altri (47.700) (51.940) 84.579 83.239 87.855
Totale 30 giugno 2021 (1.335.839) (1.505.140) 5.249.574 5.375.130 5.432.329

(*) Il dato non include vendite forward per 476 milioni di nozionale.

(¹) La voce non include vendite sul future Bund/Bobl/Schatz (Germania) per 47 milioni (con un fair value negativo pari a 0,2 milioni) e vendite sul future BTP (Italia) per 54 milioni (con un fair value negativo pari a 0,3 milioni); inoltre non sono stati conteggiati acquisti netti di protezione per 1.630 milioni quasi totalmente allocati sul rischio Francia.

(²) La voce non comprende lo strumento legato all'apprezzamento del P.I.L. Greco (cd. "GDP Linkers Securities") con nozionale pari a 127 milioni.

B. Informativa sulle entità strutturate (diverse dalle società per la cartolarizzazione)

Il Gruppo, coerentemente con quanto stabilito dall'IFRS12, classifica come entità strutturate (SPV/SPE) le entità costituite per raggiungere un obiettivo limitato e ben definito attraverso accordi contrattuali che spesso impongono rigidi vincoli alle facoltà decisionali dei suoi organi direttivi. Di norma, sono quindi configurate in modo tale che i diritti di voto (o similari) non costituiscono il fattore preponderante per stabilire da chi sono controllate (le attività rilevanti sono spesso dirette attraverso accordi contrattuali condivisi in sede di strutturazione e difficilmente modificabili).

B.1 Entità strutturate consolidate

Sono incluse nell'area di consolidamento del Gruppo, come indicato nella Parte A – sezione 3 della presente Nota le società veicolo di cartolarizzazione ex legge 130/99 ossia Quarzo S.r.l., Quarzo CQS S.r.l. nonché la società di diritto lussemburghese MB Funding Lux S.A. (detenuta al 100% da Mediobanca S.p.A.).

B.2 Entità strutturate non consolidate contabilmente

Il Gruppo non ha altre interessenze nel capitale di entità strutturate da segnalare, ad eccezione delle quote in OICR riferibili all'attività di sponsor (CheBanca!, CMB Monaco, Cairn Capital e RAM Active Investments) e di investitore in fondi di Mediobanca S.p.A. inclusa l'attività di Seed Capital a favore di fondi gestiti dalle società del Gruppo (Cairn Capital, Mediobanca SGR, Compagnie Monégasque de Gestion e RAM Active Investments).

B.2.1 Entità strutturate consolidate prudenzialmente

Al 30 giugno 2021 non si segnala alcuna informativa da riportare, perché non risulta essere presente la casistica.

B.2.2 Altre entità strutturate

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

L'operatività del Gruppo si svolge attraverso veicoli, in particolare si segnala che:

OICR

Nell'ambito dell'attività di gestione patrimoniale CheBanca! segue il collocamento in esclusiva alla sua clientela di cinque comparti della Yellow Funds Sicav a cui si aggiungono due comparti di Mediobanca SGR. L'attività di gestione della Sicav è svolta da Mediobanca Management Company mentre la gestione dei fondi è stata affidata a BlackRock e a Mediobanca SGR. Nell'ambito dell'attività di sponsor CheBanca! al 30 giugno ha in essere investimenti per 21,6 milioni, di cui 16,7 milioni sui comparti Mediobanca SGR.

CMB Monaco ha collocato alla sua clientela sei comparti della CMB Global Lux (società autorizzata lussemburghese), l'attività di gestione della Sicav è svolta direttamente da CMB Monaco mentre la gestione e la custodia dei fondi sono state affidate rispettivamente alla controllata Compagnie Monégasque de Gestion e a CACEIS Luxembourg. Al 30 giugno 2021 la Capogruppo non ha in essere investimenti nei comparti sopracitati.

Con riguardo ai fondi di RAM Active Investments SA, la Capogruppo, ha sottoscritto fondi (cd. Seed Capital) per un NAV pari a 183,6 milioni ripartiti in sei fondi: Global Sustainable Income Equities (12,9 milioni), Global Multi-Asset (39,7 milioni), Diversified Alpha (72,7 milioni) e Stable Climate Global Equities (28 milioni) sub-fund della SICAV RAM (Lux) Systematic Funds, Asia Bond Total Return (17,8 milioni) sub-fund della SICAV RAM (Lux) Tactical Funds II, RAM Systematic I/O (12,4 milioni). Nell'esercizio si registra la parziale redemption da RAM Systematic I/O (47,8 milioni) e da Global Sustainable Income Equities (43,7 milioni) e l'investimento in Diversified Alpha (69,8 milioni) e in Stable Climate Global Equities (21,8 milioni). Tutti i fondi, ad eccezione di RAM Systematic I/O sono fondi UCITS con NAV calcolato giornalmente.

Cairn Capital Group Ltd ha sottoscritto direttamente i fondi Cairn Special Opportunities Credit Fund, Cairn European Loan Fund e le SPE Cairn Loan Investment I e II per un totale di 2 milioni a cui si aggiunge la quota di Seed Capital di Mediobanca per complessivi 218,5 milioni distribuita tra Cairn European Loan Fund (118,2 milioni) sub-fund dell'umbrella fund Cairn Capital Investment Funds

ICAV, Cairn Mediobanca Strata UCITS Credit Fund (54,3 milioni) sub-fund, con gestione delegata a Cairn (22), del fondo Palladium FCP gestito da Mediobanca Management Company e nelle SPE CLI Holdings Limited e CLI Holdings II Limited (rispettivamente 21,8 milioni e 24,3 milioni). Nel corso dell'esercizio si registrano sottoscrizioni in CLI Holdings II per complessivi (10,5 milioni) e la redemption da Cairn Strata Credit Fund (55, 6 milioni) a seguito della liquidazione del fondo.

Fra i fondi che Mediobanca SGR colloca presso la propria clientela, il Gruppo ha sottoscritto complessivamente 33,2 milioni suddivisi tra 16,7 milioni nel fondo Mediobanca Global Multimanager (classe 15 e 35), 7,9 milioni in Mediobanca Social Impact (fondo a scopo filantropico), 4,5 milioni in Mediobanca Euro High Yield, 4,1 milioni in Mediobanca Fondo per le imprese 2.

Mediobanca partecipa al fondo Negentropy RAIF, fondo di investimento alternativo mobiliare di diritto lussemburghese gestito da Negentropy Capital Partners Limited con un investimento di 77,3 milioni.

Il processo di delega e sub-delega delle attività di investimento, l'ampia discrezionalità prevista ai delegati e la temporaneità degli investimenti consentono di non far configurare la capacità di incidere sui rendimenti prevista dall'IFRS10 come condizione necessaria al riconoscimento del controllo delle Sicav; non si rileva pertanto alcun controllo diretto.

Asset Backed

Si tratta di entità costituite per l'acquisizione, costruzione o gestione di asset fisici o finanziari, le cui prospettive di recupero del credito dipendono principalmente dai cash flow generati dagli asset stessi.

Nell'ambito della normale attività di concessione del credito il Gruppo finanzia SPE Asset Backed senza detenere forme di partecipazione azionaria diretta né interessenze tali da configurare il ruolo di sponsor.

Le operazioni creditizie Hold to Collect (iscritte alla voce "40 – Attività finanziarie al costo ammortizzato: composizione merceologica (crediti verso clientela") nelle quali il Gruppo risulta essere l'unico finanziatore sono pari a 554,2 milioni, a cui si aggiungono 3,9 milioni di notes Hold to Collect and Sell e 51 milioni di notes obbligatoriamente valutate al fair value.

( 22) Successivamente al 3O giugno 2021 la delega per la gestione di Cairn Mediobanca Strata UCITS Credit Fund è passata da Cairn a RAM e la denominazione è cambiata in RAM Mediobanca Strata UCITS Credit Fund.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Dati al 30 giugno 2021

Voci di bilancio/
Tipologia di entità
strutturata
Portafogli contabili
dell'attivo
Totale
attività
(A)
Portafogli
contabili
del passivo
Totale
passività
(B)
Valore
contabile
netto
(C=A-B)
Esposizione
massima
al rischio di
perdita
(D)
Differenza tra
esposizione al
rischio di
perdita e valore
contabile
(E=D-C)
Yellow Fund Sicav Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
4.835 4.835 4.835
CMG Funds Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
49 49 49
Cairn European
Loan Fund
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
118.799 — 118.799 118.799
Cairn Loan
Investments
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
46.872 46.872 46.872
Cairn Mediobanca
Strata UCITS
Credit Fund
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
54.297 54.297 54.297
RAM - Systematic
I/O
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
12.417 12.417 12.417
RAM - Asia Bond
Total Return
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
17.847 17.847 17.847
RAM - Global
Sustainable Income
Equities
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
12.918 12.918 12.918
RAM - Global
Multi-Asset
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
39.723 39.723 39.723
RAM Diversified
Alpha
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
72.736 72.736 72.736
RAM Stable Global
Equity
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
27.950 27.950 27.950
Mediobanca Funds Attività Finanziarie
Detenute per la
Negoziazione
323 323 323
Mediobanca Funds Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
33.217 33.217 33.217
Negentropy RAIF
Fund
Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
77.308 77.308 77.308
Altri Fondi Attività Finanziarie
obbligatoriamente valutate
al Fair Value
513 513 513
Asset Backed Attività Finanziarie al costo
ammortizzato
554.213 — 554.213 554.213
Asset Backed Attività finaziarie valutate al
Fair Value con impatto sulla
Redditività Complessiva
3.930 3.930 3.930
Asset Backed Attività Finanziarie
designate al Fair Value
50.720 50.720 50.720

B.2 Operazioni di Leveraged Finance

La definizione di operazioni di Leveraged Finance è allineata alla "Guidance on leveraged transactions - May 2017" BCE, per altro condivisa e rivista dal Regulator stesso, ed include le transazioni che rispondono ad almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • esposizioni creditizie verso soggetti in cui il rapporto post transazione tra Debito totale lordo (in bilancio e "committed" fuori bilancio) ed Ebitda superi le 4 volte;
  • esposizioni creditizie verso soggetti controllati (controllo o possesso di oltre 50% del capitale azionario) da uno Sponsor Finanziario (società d'investimento che effettui acquisizioni societarie, anche finanziate a debito, con orizzonte temporale di medio termine).

Al 30 giugno 2021 l'esposizione complessiva di Leveraged Finance è pari a 4.798,3 milioni (23) in diminuzione rispetto al scorso anno (-12%, da 5.483,6 milioni) con una quota del portafoglio Corporate che flette dal 33 al 29%. Le operazioni Pure LBO saldano a 588 milioni (12% del totale) in calo del 2% nell'anno mentre le operazioni classificate a deteriorate (3 finanziamenti per complessivi 146 milioni) calano del 69% rispetto a giugno scorso a seguito della rinegoziazione di Burgo Group; quasi la metà del portafoglio (49%) resta concentrato su operazioni domestiche, il 29% nei paesi europei (in calo per l'uscita del Regno Unito dalla Comunità Europea).

Nell'esercizio si registrano rimborsi per 1.706 milioni (di cui il 49% relativo alla chiusura di 24 operazioni) a fronte di nuove erogazioni per 1.021 milioni (circa il 13% dell'intero erogato large corporate) e riguardano, oltre ai richiami su impegni passati, 15 nuove operazioni.

( 23) A cui si aggiungono esposizioni fuori bilancio (impegni e derivati) per 1.408 milioni (+74% rispetto al 30 giugno 2020).

Rischi del consolidato prudenziale (*)

1.1 RISCHIO DI CREDITO

A. Qualità del credito

  • A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica
  • A.1.1 Consolidato prudenziale Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)
Portafogli/stadi di Primo stadio Secondo stadio Terzo stadio (1)
rischio Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre 30
giorni fino
a 90 giorni
Oltre 90
giorni
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre 30
giorni fino
a 90 giorni
Oltre 90
giorni
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre 30
giorni fino
a 90 giorni
Oltre 90
giorni
1. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
42.868 8.750 1.630 78.906 60.189 23.932 120.627 52.553 616.093
2. Attività finanziarie
valutate al fair
value con impatto
sulla redditività
complessiva
3. Attività finanziarie
in corso di
dismissione
Totale
30 giugno 2021 42.868 8.750 1.630 78.906 60.189 23.932 120.627 52.553 616.093
Totale
30 giugno 2020
71.937 11.597 3.869 125.084 118.190 3.886 140.242 73.620 677.792

( 1 ) Includono gli impieghi NPL acquisiti da MBCredit Solutions.

(*) Sono escluse dall'area di consolidamento prudenziale le società Compass RE, Ricerche e Studi, Compass Rent e MBContact Solutions (altre imprese).

Causali/ stadi di rischio Rettifiche di valore complessive Accantonamenti complessivi Totale
Attività rientranti nel primo stadio Attività rientranti nel secondo stadio Attività rientranti nel terzo stadio su impegni a erogare fondi e
garanzie finanziarie rilasciate
Attività
finanziarie
valutate
al costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate
al fair
value con
impatto sulla
redditività
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Attività
finanziarie
valutate
al costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate
al fair
value con
impatto sulla
redditività
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Attività
finanziarie
valutate
al costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate
al fair
value con
impatto sulla
redditività
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Di cui:
attività
finanziarie
deteriorate
acquisite o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
complessive iniziali
Rettifiche
241.141 complessiva
6.108
247.249 343.399 complessiva
343.399 1.011.047 complessiva
299.098 711.949 208 9.570 1.123 2.987 1.615.375
finanziarie acquisite
aumento da attività
Variazioni in
o originate
132.870 6.132 139.002 70.637 70.637 28.996 425 28.571 9.530 2.213 116 250.494
diverse dai write-off
Cancellazioni
(22.128) (2.905) (25.033) (23.462) (23.462) (184.308) (58.749) (125.559) (1.668) (4) (2.957) (237.432)
di valore nette per
Rettifiche/riprese
rischio di credito
(55.991) 868 (55.123) (26.942) (26.942) 207.084 41.331 165.753 156 2.147 (427) 3 126.742
contrattuali senza
cancellazioni
Modifiche
metodologia di stima
Cambiamenti della
Write-off non rilevati
direttamente a conto
economico
(1.215) (1.215) (1.927) (1.927) (36.232) (19.058) (17.174) (39.374)
Altre variazioni 1.227 1.227 4.979 4.979 4.109 (14.328) 18.437 2.214 1.978 34 14.541
complessive finali
Rettifiche
295.904 10.203 306.107 366.684 366.684 1.030.696 248.719 781.977 364 21.793 4.883 183 1.730.346
su attività finanziarie
Recuperi da incasso
oggetto di write-off
1.053 920 133 1.053
direttamente a conto
Write-off rilevati
economico
(98) (98) (114) (114) (66.204) (64.793) (1.411) (61.538) (66.416)

A.1.2 Consolidato prudenziale – Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche

Portafogli/stadi di rischio Valori lordi/valore nominale
Trasferimenti tra primo stadio
e secondo stadio
Trasferimenti tra secondo
stadio e terzo stadio
Trasferimenti tra primo stadio
e terzo stadio
Da primo a
secondo stadio
Da secondo
stadio a primo
stadio
Da secondo
stadio a terzo
stadio
Da terzo stadio
a secondo
stadio
Da primo
stadio a terzo
stadio
Da terzo stadio
a primo stadio
1. Attività finanziarie valutate
al costo ammortizzato
2.201.158 882.160 208.057 93.288 203.276 9.662
2. Attività finanziarie valutate
al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
3. Attività finanziarie in corso
di dismissione
4. Impegni a erogare fondi e
garanzie finanziarie rilasciate
187.090 30.599 20 62 1.568
Totale 30 giugno 2021 2.388.248 912.759 208.057 93.308 203.338 11.230
Totale 30 giugno 2020 2.162.061 633.210 343.645 117.142 355.087 14.971

A.1.3 Consolidato prudenziale – Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)

A.1.3a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi)

Portafogli (*)/qualità Valori lordi/valore nominale
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo stadio
Trasferimenti tra secondo
stadio e terzo stadio
Trasferimenti tra primo stadio
e terzo stadio
Da primo a
secondo stadio
Da secondo a
primo stadio
Da secondo
stadio a terzo
stadio
Da terzo stadio
a secondo
stadio
Da primo
stadio a terzo
stadio
Da terzo stadio
a primo stadio
A. Finanziamenti valutati al
costo ammortizzato
76.152 110 6.438 291 2.500
A.1 oggetto di concessione
conformi con le GL
40.093 110 30 31 36
A.2 oggetto di altre misure
di concessione
36.059 6.408 260 2.464
A.3 nuovi finanziamenti
B. Finanziamenti valutati al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
B.1 oggetto di concessione
conformi con le GL
B.2 oggetto di altre misure
di concessione
B.3 nuovi finanziamenti
Totale 30 giugno 2021 76.152 110 6.438 291 2.500

(*) La riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" riporta le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche Esposizione Write-off
Deteriorate Non
deteriorate
di valore
complessive e
accantonamenti
complessivi
Netta parziali
complessivi
A. Esposizioni creditizie per cassa
a) Sofferenze X
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X
b) Inadempienze probabili X
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X
c) Esposizioni scadute deteriorate X
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X
d) Esposizioni scadute non deteriorate X
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X
e) Altre esposizioni non deteriorate X 6.591.519 (6.308) 6.585.211
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X
Totale (A) 6.591.519 (6.308) 6.585.211
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
a) Deteriorate X
b) Non deteriorate X 11.834.263 11.834.263
Totale (B) 11.834.263 11.834.263
Totale (A+B) 18.425.782 (6.308) 18.419.474

A.1.4 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

A.1.5 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

Esposizione lorda Rettifiche Esposizione Write-off
Deteriorate deteriorate complessive e
accantonamenti
complessivi
parziali
complessivi
891.723 X (438.386) 453.337 5.195
119.734 X (108.141) 11.593
853.700 X (453.785) 399.915 486
493.554 X (235.757) 257.797 35
235.828 X (145.160) 90.668
56.610 X (38.455) 18.155
X 261.028 (44.753) 216.275
X 19.516 (3.620) 15.896
X 59.006.805 (621.730) 58.385.075
X 784.279 (59.995) 724.284
1.981.251 59.267.833 (1.703.814) 59.545.270 5.681
2.851 X (184) 2.667
X 24.650.268 (26.972) 24.623.296
2.851 24.650.268 (27.156) 24.625.963
1.984.102 83.918.101 (1.730.970) 84.171.233 5.681
di valore
Non
netta

(*) Includono gli impieghi NPL acquisiti da MBCredit Solutions.

Al 30 giugno 2021 le attività deteriorate lorde flettono da 2.313 a 1.981,3 milioni raggiungendo il livello minimo dell'ultimo decennio per effetto del passaggio in bonis dell'esposizione deteriorata del large corporate (Burgo) e per il miglioramento del profilo di rischio del credito al consumo, confermando il Gruppo tra i best player del mercato nazionale ed europeo (24). Parallelamente le deteriorate nette calano a 943,9 milioni (1.232,8 milioni) con un'incidenza all'1,6% dell'esposizioni creditizie per cassa (2,2%) a fronte di un aumento dell'indice di copertura (dal 46,7% al 52,4%) nell'ottica di fronteggiare le incertezze future di scenario.

A.1.5a Esposizioni creditizie per cassa verso clientela oggetto di misure di sostegno Covid-19: valori lordi e netti

Tipologie esposizioni (*) / Valori Esposizione
lorda
Rettifiche
di valore
complessive e
accantonamenti
complessivi
Esposizione
netta
Write-off
parziali
complessivi
A. Finanziamenti in sofferenza
a) Oggetto di concessione conformi con le GL
b) Oggetto di altre misure di concessione
c) Nuovi finanziamenti
B. Finanziamenti in inadempienze probabili 43.165 (11.920) 31.245
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 3.067 (1.029) 2.038
b) Oggetto di altre misure di concessione 40.068 (10.879) 29.189
c) Nuovi finanziamenti 30 (12) 18
C. Finanziamenti scaduti deteriorati 107 (22) 85
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 58 (14) 44
b) Oggetto di altre misure di concessione 49 (8) 41
c) Nuovi finanziamenti
D. Finanziamenti non deteriorati 1.327 (156) 1.171
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 193 (15) 178
b) Oggetto di altre misure di concessione 1.055 (141) 914
c) Nuovi finanziamenti 79 79
E. Altri finanziamenti non deteriorati 501.280 (12.105) 489.175
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 81.430 (3.015) 78.415
b) Oggetto di altre misure di concessione 183.295 (8.089) 175.206
c) Nuovi finanziamenti 236.555 (1.001) 235.554
Totale (A+B+C+D+E) 545.879 (24.203) 521.676

(*) La riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" riporta le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

( 24) Per maggiori dettagli si rimanda a quanto indicato nel paragrafo B.4b Gross NPL Ratio.

Causali/Categorie Sofferenze (*) Inadempienze
probabili (*)
Esposizioni scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 782.717 1.168.084 362.181
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 173.265 251.225 137.341
B. Variazioni in aumento 312.304 413.586 159.660
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 27.326 234.893 117.977
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o
originate
76.643 1.536
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 172.012 108.020 20.851
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni
B.5 altre variazioni in aumento 36.323 69.137 20.832
C. Variazioni in diminuzione 203.298 727.970 286.013
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate 1.225 72.440 29.528
C.2 write-off 80.843 15.378 5.307
C.3 incassi 58.961 427.309 (1
)
87.995
C.4 realizzi per cessioni 6.471 5.547 2.668
C.5 perdite da cessione 9.165 7.831 2.738
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate 5.741 155.830 139.312
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni
C.8 altre variazioni in diminuzione 40.892 43.635 18.465
D. Esposizione lorda finale 891.723 853.700 235.828
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 40.721 78.511 38.709

A.1.7 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

(*) Includono gli impieghi NPL acquisiti da MBCredit Solutions.

( 1 ) Di cui 329 milioni relativi ad incassi sulla posizione Burgo.

Le voci "ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate" sono relative ai portafogli acquisiti da MBCredit Solutions.

La voce "Altre variazioni in aumento" è contribuita principalmente dal Consumer e dai portafogli NPL acquisiti da MBCredit Solutions.

Le "Altre variazioni in diminuzione" sono relative allo stock dei crediti oggetto di cessione a factor del credito al consumo.

Causali/Qualità Esposizioni oggetto di
concessioni: deteriorate
Esposizioni oggetto
di concessioni: non
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 974.197 596.103
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 166.809 202.850
B. Variazioni in aumento 215.173 527.370
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni 69.451 442.851
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 33.925 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 58.897
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessione 48.759 662
B.5 altre variazioni in aumento 63.038 24.960
C. Variazioni in diminuzione 519.472 319.678
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X 45.489
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 58.897 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 33.925
C.4 write-off 8.790 181
C.5 incassi 407.891 236.649
C.6 realizzi per cessioni 88
C.7 perdite da cessione 4.483 82
C.8 altre variazioni in diminuzione 39.411 3.264
D. Esposizione lorda finale 669.898 803.795
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 48.284 35.505

A.1.7bis Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

Al 30 giugno 2021 le posizioni deteriorate lorde oggetto di concessione ("forborne" (25)) calano da 974,2 a 669,9 milioni dopo l'uscita di Burgo a seguito della rinegoziazione dell'intero debito riveniente dall'ingresso di un nuovo azionista che ha permesso un ribilanciamento della struttura finanziaria della società (26) consentendo inoltre di ridurre l'esposizione da 317,7 a 254,1 milioni. Il tasso di copertura cresce dal 46,7% al 57,1% e si riflette nel calo della posizione netta da 519,3 a 287,5 milioni.

Le forborne bonis presentano un valore lordo di 803,8 milioni in crescita rispetto allo scorso esercizio (596,1 milioni) a seguito di prudenziali riclassifiche a stage2 delle moratorie concesse sui mutui ipotecari e comparto leasing, solo parzialmente compensato dalla flessione del large corporate; su base netta le forborne bonis si incrementano da 550,4 a 740,2 milioni con un coverage al 7,9% (7,7%).

( 25) Per definizione, la forbearance sussiste quando viene offerta una misura specifica a un cliente, che sta vivendo o rischia di incontrare difficoltà finanziarie temporanee negli obblighi di pagamento.

( 26) La nuova operazione di finanziamento è stata considerata bonis (ed esclusa da classificazioni a forborne) tenuto conto è stata rinegoziata a condizioni di mercato e senza particolari difficoltà alla luce delle performance superiori alle attese riportate negli ultimi tre esercizi fiscali dalla Società e che hanno consentito, nonostante la pandemia, di concludere il piano di risanamento ex art. 67 legge fallimentare.

Le posizioni nette forborne deteriorate riguardano lo 0,6% (1,1%) del totale dei finanziamenti verso la clientela, mentre quelle in bonis sono pari all'1,5% (1,2%).

A.1.9 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso
clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive
Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni scadute
deteriorate
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 347.320 90.592 537.184 323.482 195.702 40.828
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 123.176 13.564 127.283 52.909 74.592 14.287
B. Variazioni in aumento 271.379 54.713 284.557 94.996 107.063 60.481
B.1 rettifiche di valore di attività impaired acquisite
o originate
X X X
B.2 altre rettifiche di valore 135.700 19.646 174.457 35.013 72.845 44.798
B.3 perdite da cessione 9.165 403 7.831 2.279 2.738 1.801
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
121.018 32.753 68.383 18.808 12.406 5.430
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni
B.6 altre variazioni in aumento 5.496 1.911 33.886 38.896 19.074 8.452
C. Variazioni in diminuzione 180.313 37.164 367.956 182.721 157.605 62.854
C.1 riprese di valore da valutazione 3.282 510 54.291 39.727 8.405 1.446
C.2 riprese di valore da incasso 19.319 3.411 105.626 93.745 18.426 5.509
C.3 utili da cessione 5.207 144 3.819 1.155 796 678
C.4 write-off 80.843 5.863 15.378 2.419 5.307 508
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
4.946 1.154 106.310 35.871 90.551 21.075
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni
C.7 altre variazioni in diminuzione 66.716 26.082 82.532 9.804 34.120 33.638
D. Rettifiche complessive finali 438.386 108.141 453.785 235.757 145.160 38.455
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 39.042 5.677 52.357 20.509 23.122 6.303

A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni

A.2.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni
a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating esterni
(valori lordi)
Esposizioni Classi di rating esterni Senza rating Totale
Classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 classe 5 classe 6
A. Attività finanziarie vautate
al costo ammortizzato
627.289 4.324.840 4.803.616 1.739.574 167.895 58.625 46.282.892 58.004.731
- Primo stadio 627.289 4.324.840 4.803.616 1.733.397 128.128 40.635.397 52.252.667
- Secondo stadio 6.177 39.767 54.591 3.676.914 3.777.449
- Terzo stadio 4.034 1.970.581 1.974.615
B. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
1.315.549 65.925 2.425.992 356.294 78.377 114.925 4.357.062
- Primo stadio 1.315.549 65.925 2.425.992 356.294 78.377 114.925 4.357.062
- Secondo stadio
- Terzo stadio
Totale (A+B) 1.942.838 4.390.765 7.229.608 2.095.868 246.272 58.625 46.397.817 62.361.793
di cui: attività finanziarie
impaired acquisite o
originate
384.102 384.102
C. Impegni a erogare fondi
e garanzie finanziarie
rilasciate
- Primo stadio 316.395 785.375 5.819.604 849.503 197.784 6.533.108 14.501.769
- Secondo stadio 50.000 225.648 275.648
- Terzo stadio 2.851 2.851
Totale (C) 316.395 785.375 5.819.604 899.503 197.784 6.761.607 14.780.268
Totale (A+B+C) 2.259.233 5.176.140 13.049.212 2.995.371 444.056 58.625 53.159.424 77.142.061

Il Gruppo Mediobanca adotta su tutti i portafogli oggetto della segnalazione le valutazioni Standard & Poor's.

La tabella è conforme alla classificazione prevista dalla Circolare 262/2005 di Banca d'Italia (6°Aggiornamento) che prevede, per i rating esterni, la ripartizione in 6 classi di merito creditizio.

Le prime tre classi di rischio (classi 1, 2 e 3) sono costituite dalle esposizioni di investment grade, con un rating compreso tra AAA e BBB- di Standard & Poor's, e rappresentano l'85% del portafoglio totale, escludendo le controparti prive di rating e i crediti deteriorati.

Le esposizioni prive di rating sono relative essenzialmente alla clientela Private e alle piccole-medie imprese.

Esposizioni Classi di rating interni Senza Totale
Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6 deteriorate rating
A. Attività finanziarie
valutate al costo
ammortizzato 949.531 7.070.983 17.276.115 16.037.648 7.736.906 1.050.705 1.974.615 5.908.228 58.004.731
- Primo stadio 949.531 7.022.931 17.144.983 15.081.113 6.259.460 116.243 — 5.678.406 52.252.667
- Secondo stadio 48.052 131.132 956.535 1.477.446 934.462 229.822 3.777.449
- Terzo stadio 1.974.615 1.974.615
B. Attività finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
1.315.549 87.136 2.474.965 311.929 78.377 89.106 4.357.062
- Primo stadio 1.315.549 87.136 2.474.965 311.929 78.377 89.106 4.357.062
- Secondo stadio
- Terzo stadio
Totale (A+B) 2.265.080 7.158.119 19.751.080 16.349.577 7.815.283 1.050.705 1.974.615 5.997.334 62.361.793
di cui: attività finanziarie
impaired acquisite o
originate
384.102 384.102
C. Impegni a erogare fondi
e garanzie finanziarie
rilasciate
- Primo stadio 163.061 1.011.918 7.656.905 1.976.164 456.885 15.208 — 3.221.628 14.501.769
- Secondo stadio 7 101.641 37.051 19.241 117.708 275.648
- Terzo stadio 2.851 2.851
Totale (C) 163.061 1.011.918 7.656.912 2.077.805 493.936 34.449 2.851 3.339.336 14.780.268
Totale (A+B+C) 2.428.141 8.170.037 27.407.992 18.427.382 8.309.219 1.085.154 1.977.466 9.336.670 77.142.061

A.2.2 Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating interni (valore lordo)

Per l'assegnazione del rating a ciascuna controparte si ricorre a modelli sviluppati internamente ed utilizzati nei processi di gestione del rischio di credito.

Le diverse scale di rating dei modelli sono mappate ad un'unica masterscale di Gruppo costituita da 6 classi in base alla Probabilità di default (PD) sottostante riconducibili alla masterscale S&P.

All'interno del Gruppo le società che determinano i rating interni e che contribuiscono alle varie classi di rating indicate oltre alla Capogruppo (per la clientela Corporate) sono: Selma, Compass, CheBanca! e MBFacta (per la clientela Corporate).

s l'istribuzione delle esposizioni creativzie garantite del tipologia di garanzia
A.3.1 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche garantite
A.3 Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia
Esposizione Esposizione Garanzie reali (1) Garanzie personali (2) Totale
lorda netta Derivati su crediti Crediti di firma (1)+(2)
Immobili - Immobili - Titoli Altre CLN Altri derivati Amministrazioni pubbliche Banche Altre Altri
ipoteche Finanziamenti
per leasing
garanzie
reali
Controparti
centrali
finanziarie
Banche
Altre
società
Altri
soggetti
società
finanziarie
soggetti
1. Esposizioni creditizie
per cassa garantite:
2.664.889 2.664.657 925 2.622.405 690 2.624.020
1.1. totalmente
garantite
2.424.819 2.424.605 925 2.382.405 690 2.384.020
- di cui deteriorate
1.2. parzialmente
garantite
240.070 240.052 240.000 240.000
- di cui deteriorate
2. Esposizioni creditizie
fuori bilancio
garantite:
2.1. totalmente
garantite
- di cui deteriorate
2.2. parzialmente
garantite
- di cui deteriorate

Esposizione Esposizione Garanzie reali (1) Garanzie personali (2) Totale
lorda netta Immobili - Immobili - Titoli Altre Derivati su crediti Crediti di firma (1)+(2)
Ipoteche Finanziamenti
per leasing
garanzie
reali
CLN Altri derivati Ammini- Banche Altre Altri
Controparti
centrali
Banche Altre
società
finanziarie
Altri
soggetti
strazioni
pubbliche
società
finanziarie
soggetti
1. Esposizioni creditizie per
cassa garantite:
23.116.424 22.801.847 12.070.690 997.734 3.835.179 2.974.103 238.671 581.112 1.144.275 21.841.764
1.1. totalmente garantite 19.176.006 18.896.908 11.173.607 997.734 2.796.728 2.598.266 73.143 438.808 720.395 18.798.681
- di cui deteriorate 495.075 287.941 168.588 92.239 14.680 18 6.234 6.181 287.940
1.2. parzialmente garantite 3.940.418 3.904.939 897.083 1.038.451 375.837 165.528 142.304 423.880 3.043.083
- di cui deteriorate 60.891 37.368 2.627 328 21 2.976
2. Esposizioni creditizie "fuori
bilancio" garantite:
2.686.642 2.681.629 65.800 957.434 367.073 5.982 72.069 872.690 2.341.048
2.1. totalmente garantite 1.463.156 1.459.263 56.519 274.908 310.576 5.982 36.155 754.447 1.438.587
- di cui deteriorate 84 57 57 57
2.2. parzialmente garantite 1.223.486 1.222.366 9.281 682.526 56.497 35.914 118.243 902.461
- di cui deteriorate

A.3.2 Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

Esposizione Valore lordo Rettifiche Valore di bilancio
creditizia
cancellata
di valore
complessive
di cui ottenute
nel corso
dell'esercizio
A. Attività materiali 66.601 65.929 (19.238) 46.691 513
A.1. Ad uso funzionale 82 76 (3) 73
A.2. A scopo di investimento 57.040 56.981 (18.322) 38.659
A.3. Rimanenze 9.479 8.872 (913) 7.959 513
B. Titoli di capitale e titoli di debito
C. Altre attività
D. Attività non correnti e gruppi di attività in
via di dismissione
D.1. Attività materiali
D.2. Altre attività
Totale 30 giugno 2021 66.601 65.929 (19.238) 46.691 513
Totale 30 giugno 2020 65.925 65.273 (17.793) 47.480 1.437

A.4 Consolidato prudenziale – Attività finanziarie e non finanziarie ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute

La tabella include gli immobili ex leasing oggetto di escussione da parte della controllata SelmaBPM. Tali immobili vengono classificati, nel bilancio consolidato e nel bilancio individuale di Selma, a seconda delle loro caratteristiche e nel rispetto delle procedure interne, tra le attività materiali ex IAS40 o ex IAS2. In rari casi rientrano nella casistica degli immobili ad uso funzionale, mentre non trova applicazione l'IFRS5 non verificandosi le condizioni previste in tale principio.

Esposizioni/Controparti Amministrazioni pubbliche Società finanziarie Società finanziarie (di cui: Società non finanziarie Famiglie
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
imprese di assicurazione)
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
Esposizioni creditizie per cassa
A.
A.1 Sofferenze (144) 414 (8.672) 72.143 (38.116) 380.780 (391.454)
- di cui esposizioni oggetto di
concessioni
(6.636) 10.295 (20.948) 1.298 (80.557)
A.2 Inadempienze probabili 735 (511) 2.310 (1.203) 174.958 (111.342) 221.912 (340.729)
- di cui esposizioni oggetto di
concessioni
150 (190) 134.070 (82.549) 123.577 (153.018)
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
1.133 (77) 246 (125) 8.965 (4.884) 80.324 (140.074)
- di cui esposizioni oggetto di
concessioni
102 (108) 18.053 (38.347)
A.4 Esposizioni non deteriorate 8.682.366 (11.506) 7.585.385 (22.738) 1.473.743 (4.936) 16.836.592 (106.439) 25.497.007 (525.800)
- di cui esposizioni oggetto di
concessioni
17.381 (859) 204.855 (7.657) 517.944 (55.099)
Totale (A) 8.684.234 (12.238) 7.588.355 (32.738) 1.473.743 (4.936) 17.092.658 (260.781) 26.180.023 (1.398.057)
Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.
B.1 Esposizioni deteriorate 1.047 (34) 1.620 (150)
B.2 Esposizioni non deteriorate 3.216.399 (98) 8.182.414 (3.762) 1.218.160 (52) 10.803.489 (15.056) 2.420.994 (8.056)
Totale (B) 3.216.399 (98) 8.182.414 (3.762) 1.218.160 (52) 10.804.536 (15.090) 2.422.614 (8.206)

B.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

Totale (A+B) 30 giugno 2021

Totale (A+B) 30 giugno 2020

11.900.633 8.147.436

(10.837)

13.469.495

(27.709)

2.276.800

(3.423)

25.324.466

(358.395)

27.333.580

(1.281.992)

(12.366)

15.770.769

2.691.903

(4.989)

27.897.194

(275.871)

28.602.637

(1.406.263)

Esposizioni/Aree geografiche Italia Altri paesi europei America Asia Resto del mondo
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizioni creditizie per cassa
A.
A.1 Sofferenze 449.431 (434.019) 2.816 (4.098) 477 (83) 76 (15) 537 (171)
A.2 Inadempienze probabili 334.362 (414.583) 39.518 (23.135) 19.123 (1.679) 5.510 (13.734) 1.402 (654)
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
89.663 (144.870) 956 (269) 49 (21)
A.4 Esposizioni non deteriorate 44.515.237 (607.095) 11.635.501 (40.969) 1.787.188 (17.001) 288.152 (1.386) 375.272 (32)
Totale (A) 45.388.693 (1.600.567) 11.678.791 (68.471) 1.806.837 (18.784) 293.738 (15.135) 377.211 (857)
Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.
B.1 Esposizioni deteriorate 2.020 (150) 647 (34)
B.2 Esposizioni non deteriorate 9.801.633 (14.918) 12.984.607 (10.970) 546.823 (1.084) 938.725 351.508
Totale (B) 9.803.653 (15.068) 12.984.607 (10.970) 546.823 (1.084) 939.372 (34) 351.508
Totale (A+B) 30 giugno 2021 55.192.346 (1.615.635) 24.663.398 (79.441) 2.353.660 (19.868) 1.233.110 (15.169) 728.719 (857)
Totale (A+B) 30 giugno 2020 49.778.578 (1.591.223) 20.831.449 (57.580) 2.884.823 (19.460) 226.477 (9.176) 553.650 (1.494)

Esposizioni/Aree geografiche Italia Altri paesi europei America Asia Resto del mondo
Esposizioni
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
di valore
complessive
Esposizioni creditizie per cassa
A.
A.1 Sofferenze
A.2 Inadempienze probabili
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
A.4 Esposizioni non deteriorate 2.557.155 (5.788) 3.660.587 (444) 351.789 (72) 1.041 (4) 14.639
Totale (A) 2.557.155 (5.788) 3.660.587 (444) 351.789 (72) 1.041 (4) 14.639
Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.
B.1 Esposizioni deteriorate
B.2 Esposizioni non deteriorate 1.170.672 10.663.589 2
Totale (B) 1.170.672 10.663.589 2
Totale (A+B) 30 giugno 2021 3.727.827 (5.788) 14.324.176 (444) 351.791 (72) 1.041 (4) 14.639
Totale (A+B) 30 giugno 2020 3.824.416 (5.267) 12.742.803 (310) 50.548 (20) 1.655 (3) 58

B.3 Consolidato prudenziale - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

B.4a Indicatori di rischiosità creditizia

30 giugno 2021 30 giugno 2020
a) Sofferenze lorde / Impieghi 1,63% 1,51%
b) Partite anomale / Esposizioni creditizie per cassa 3,33% 4,18%
c) Sofferenze nette / Patrimonio Vigilanza (1) 5,08% 4,82%

( 1 ) Le sofferenze nette includono gli acquisti di Non Performing Loan in portafoglio a MBCredit Solutions che passano da 359 a 384 milioni.

B.4b Gross NPL Ratio (27)

(€ milioni)

30 giugno 2021 30 giugno 2020
Importi al lordo delle rettifiche di valore
(perimetro prudenziale)
Finanziamenti 48.124,4 46.028,4
Crediti deteriorati 1.597,1 1.954,2
Impieghi a clientela 49.721,5 47.982,6
NPL acquisiti 384,1 358,8
Impieghi di tesoreria (*) 7.912,5 9.105,6
Totale Prestiti e anticipazioni 58.018,1 57.447,–
Gross NPL ratio Finrep % 3,4% 4,–%

(*) In linea con le indicazioni EBA Risk Dashboard, la voce esclude la Cassa e ricomprende i depositi liberi presso Banche Centrali.

Al 30 giugno 2021 il Gruppo Mediobanca registra un Gross NPL ratio Finrep al 3,4%, ben al di sotto della soglia di materialità del 5%, in netto miglioramento rispetto a giugno scorso (4%), confermando il Gruppo tra i best player del mercato nazionale (28) ed europeo (29). Il Gross NPL Ratio Finrep calcolato senza gli NPL acquistati di MBCredit Solutions si attesta al 2,8% (3,4% al 30 giugno scorso).

B.4c Grandi esposizioni

30 giugno 2021 30 giugno 2020
a) Valore di bilancio 9.925.906 9.641.791
b) Valore ponderato 8.519.056 7.510.106
c) Numero delle posizioni 9 6

Al 30 giugno 2021 le esposizioni (rischi di mercato e partecipazioni inclusi) superiori al 10% del Patrimonio di Vigilanza di classe 1 riguardano nove gruppi di clienti (tre in più rispetto allo scorso esercizio) per un'esposizione lorda di 9,9 miliardi (8,5 miliardi tenendo conto di garanzie e ponderazioni) in aumento rispetto al giugno 2020 (rispettivamente 9,6 miliardi e 7,5 miliardi). Nel

( 27) Il calcolo del Gross NPL ratio è definito nell'EBA Risk Dashboard come rapporto tra il valore contabile lordo degli NPL (prestiti e anticipazioni) sul totale dei prestiti e anticipazioni. Fonte: EBA Risk Dashboard, Risk Indicators in the Statistical Annex (AQT_3.2).

( 28) Fonti: Transparency exercise EBA di giugno 2020, EBA Risk Dashboard del 1Q2021.

( 29) La media ponderata del rapporto dei crediti "NPL ratio" del campione di banche considerate da EBA è pari al 2,5% al 1Q 2021 (Fonte: EBA Risk Dashboard); lo stesso ratio sale al 4,4% per le banche "medium size class" (Totale attivo ricompreso tra 17,3 e 156,3 miliardi di Euro), cluster al quale il Gruppo Mediobanca appartiene. Si sottolinea inoltre che la definizione utilizzata dal Gruppo Mediobanca del rapporto delle esposizioni deteriorate è più conservativa rispetto all'EBA, in quanto il denominatore utilizzato non comprende gli impieghi di tesoreria che sono performing ma altamente volatili.

dettaglio le nove posizioni riguardano tre gruppi industriali, una compagnia di assicurazione e cinque gruppi bancari. L'incremento del perimetro e del relativo controvalore delle grandi esposizioni è da ricondurre esclusivamente all'entrata in vigore, del più stringente limite per la definizione di grande esposizione (10% del Tier 1 in luogo del Total Capital) in assenza del quale l'Istituto avrebbe registrato una riduzione rispetto al 30 giugno scorso.

C. Operazioni di cartolarizzazione

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Il Gruppo detiene un portafoglio di titoli derivanti da cartolarizzazioni di terzi per 360 milioni, di cui 231,2 milioni nel banking book (quasi interamente Hold to Collect al costo ammortizzato) e 128,8 milioni nel trading book (di cui 73,4 milioni relativi a una strategia negative basis).

Il mercato ABS si è mantenuto in un trend positivo, in linea con la generale fase di ripresa ed il graduale ritorno alla normalità post pandemia. Gli spread hanno quindi beneficiato di tassi di default in calo, grazie al duplice effetto della crescita economica e degli schemi di supporto della BCE e dei governi europei. Seppur in un contesto in netto miglioramento, l'attività di produzione di nuove operazioni ABS è rimasta contenuta mentre i comparti del consumer e dell'auto-loans sono risultati più attivi in quanto direttamente legati alla riapertura dell'economia.

Nei 12 mesi il portafoglio banking book aumenta da 203 a 231,2 milioni con un forte incremento delle posizioni in CLO (da 22,1 a 155,2 milioni, di cui quasi la metà investiti nelle tranches senior dei Cairn CLO XII e CLO XIII) in sostituzione del calo delle esposizioni con sottostanti NPL (da 81,9 a 47,8 milioni) e performing (da 98,9 a 28,3 milioni). Tra queste posizioni, la quota di titoli junior resta decisamente contenuta (0,5 milioni) e l'esposizione su tranche mezzanine è diminuito (da 69,5 a 15,6 milioni) con un riposizionamento vero titoli senior (da 133 a 215,1 milioni). Il differenziale tra valore contabile (costo ammortizzato) e fair value (desunto dalle piattaforme di mercato) resta contenuto a 198 mila.

Il trading book, in cui non sono presenti titoli junior, si attesta a 128,8 milioni in decisa crescita rispetto allo scorso anno (28,9 milioni) con un forte incremento dei titoli mezzanine (da 28,9 a 99,6 milioni, di cui 73,4 milioni

riferibili ad una strategia "negative basis", ossia con integrale copertura del rischio di credito).

Mediobanca ha inoltre esposizione verso:

  • Cairn Loan Investments Llp (Cli e Cli II), società di gestione dei CLO a marchio Cairn, che, per rispettare le regole prudenziali (art 405 del reg UE 585/2013) investe nelle tranche Junior dei CLO gestiti con un investimento lordo sottoscritto rispettivamente di 30 e 30,4 milioni (30);
  • Italian Recovery Fund, fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso di diritto italiano gestito da DeA Capital SGR S.p.A. attualmente investito in 5 operazioni (Valentine, Berenice, Cube, Este e Sunrise I) con sottostante NPLs di banche italiane; l'impegno di 30 milioni è ad oggi utilizzato per 29 milioni;
  • Negentropy RAIF Debt Select Fund, fondo di investimento alternativo mobiliare di diritto lussemburghese, gestito da Negentropy Capital Partners Limited e di cui Mediobanca ha svolto il ruolo di advisor; il fondo ha sottostante tranches senior di NPLs italiani con un NAV complessivo di 115,4 milioni, di cui 77,3 milioni riferiti all'investimento Mediobanca.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

C.2 Consolidato prudenziale – Esposizioni derivanti delle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione

Tipologia attività sotttostanti/ Esposizioni per cassa
Esposizioni Senior Mezzanine Junior
Valore di
bilancio
Rettifiche/
Riprese di
valore
Valore di
bilancio
Rettifiche/
Riprese di
valore
Valore di
bilancio
Rettifiche/
Riprese di
valore
A. NPLs Italia (mutui ipotecari
e immobili)
46.920 495 (529) 350 67
B. Consumer ABS Italia 20.392 12 3.000
C. Performing Loan Olanda 11.582 32 7.432 47 174 (13)
D. Consumer ABS Germania 10.533 5
E. Performing Loan Italia 6.436 44 3.256 3
F. Altri crediti 158.914 (2) 90.165 1.371
Totale 30 giugno 2021 244.244 86 114.881 897 524 54
Totale 30 giugno 2020 129.025 85.244 (2.856) 470 (368)

( 30) Al 30 giugno, coerentemente con quanto riportato nell'informativa sulle Entità strutturate non consolidate contabilmente, i fondi Cli e Cli II sono registrati a bilancio rispettivamente per 21,8 e 24,3 milioni.

Nome cartolarizzazione/ Sede Consolidamento Attività Passività
Denominazione società
veicolo
legale Crediti Titoli
di debito
Altre Senior Mezzanine Junior
Quarzo 7 - Quarzo S.r.l. Milano Contabile 1.386.744 — 120.063 1.215.000 290.900
Quarzo 8 - Quarzo S.r.l. Milano Contabile 315.988 67.811 224.872 156.735
Quarzo 9 - Quarzo S.r.l. Milano Contabile 556.915 98.104 532.250 120.915
Quarzo 10 - Quarzo S.r.l. Milano Contabile 1.860.637 — 149.640 1.760.000 248.800
Quarzo CQS S.r.l. (2018) Milano Contabile 207.319 20.906 165.997 52.000
MB Funding Lux S.A. Lussemburgo Contabile 1.068.430 950.186

C.3 Consolidato prudenziale - Interessenze in società veicolo per la cartolarizzazione

C.5 Consolidato prudenziale - Attività di servicer - cartolarizzazioni proprie: incassi dei crediti cartolarizzati e rimborsi dei titoli emessi dalla società veicolo per la cartolarizzazione

Servicer Società
veicolo
Attività cartolarizzate
(dato di fine periodo)
Incassi crediti realizzati
nell'anno
Quota percentuale dei titoli rimborsati
(dato di fine periodo)
Deteriorate Non Deteriorate Non Senior Mezzanine Junior
deteriorate deteriorate Attività
deteriorate
Attività non
deteriorate
Attività
deteriorate
Attività non
deteriorate
Attività
deteriorate
Attività non
deteriorate
Compass Quarzo CQS
(2018)
200.384 11.243 160.355 72,—
Compass Quarzo Srl
(Q6)
930.351 100,—
Compass Quarzo Srl
(Q7)
1.413.741 87.551 897.627
Compass Quarzo Srl
(Q8)
319.709 32.512 253.363 70,—
Compass Quarzo Srl
(Q9)
572.006 28.479 330.646 32,—
Compass Quarzo Srl
(Q10)
1.913.063 44.906 902.616

C.6 Consolidato prudenziale - Società veicolo per la cartolarizzazione consolidate

Quarzo S.r.l. (Compass Banca)

Il veicolo ha attualmente in essere quattro operazioni di cartolarizzazione con sottostante finanziamenti in bonis erogati da Compass Banca (che ha sottoscritto l'intero ammontare dei titoli junior) e ceduti su base revolving per un periodo tra 6 e 66 mesi, al termine del quale potrà avere inizio l'ammortamento dell'operazione. Alcune operazioni presentano come sottoscrittori delle notes senior la Capogruppo e/o altre società del Gruppo.

Lo scorso maggio è stata rimborsata anticipatamente l'operazione Quarzo 2016.

La tabella riassume le quattro operazioni in essere:

data emissione senior junior crediti ceduti data inizio
A1 A2 nell'anno rimborso
15 febbraio 2017 1.215 285 780
6 dicembre 2018 600 147 153 1 luglio 2019
25 novembre 2019 600 183 117 1 luglio 2020
17 aprile 2020 1.760 240 718

Legenda:

A1: emesse sul mercato

A2: sottoscritte da Capogruppo e/o società del Gruppo

Quarzo CQS S.r.l. (Compass Banca, già Futuro)

Il veicolo ha in essere una sola operazione perfezionatesi nel 2018 con sottostante crediti erogati da Compass (cessione del Quinto ex Futuro) e ceduti in un'unica tranche non revolving. I titoli senior (originariamente in essere per 598 milioni ed attualmente in circolazione per 166 milioni) sono quotati alla borsa di Dublino e collocati sul mercato mentre i titoli junior (52 milioni) sono stati integralmente sottoscritti originariamente da Futuro, ora da Compass Banca (31).

MB Funding Lux S.A. (Mediobanca)

Il veicolo è stato costituito da Mediobanca S.p.A. con la finalità di perfezionare operazioni secured con sottostante pool di crediti corporate originati da Mediobanca International (Luxembourg) SA o Mediobanca S.p.A. e di cui si mantiene il rischio creditizio. Le notes, che rientrano nel programma "Medium Term Note" della Capogruppo, sono sottoscritte integralmente da società del Gruppo e utilizzate come collateral nell'ambito del mercato interbancario.

( 31) Si veda quanto indicato nella Parte A – Sezione 3 – Area di consolidamento della presente Nota Integrativa.

Nel dettaglio le cinque operazioni per un valore nominale complessivo di 940 milioni sono così divise:

Data emissione Valore nominale Data rimborso
25 giugno 2017 200 25 giugno 2022
20 dicembre 2017 100 20 dicembre 2024
30 ottobre 2018 400 30 ottobre 2023
15 marzo 2019 140 15 marzo 2024
11 dicembre 2020 100 11 giugno 2026

Si segnala infine un'unica emissione "unsecured" da 10 milioni con scadenza giugno 2023.

* * *

Nell'esercizio i rapporti intercorsi tra le società originator e le società veicolo sono i seguenti:

Società veicolo Cessioni di
crediti
Incassi Servicing fees Interessi JuniorAdditional return maturata
Quarzo CQS S.r.l. 168,2 0,5 1,1 18,9
Quarzo S.r.l. 1.499,5 3.340,5 11,6 37,9 446,2
MB Funding Lux 411,9 385,3 2,4

D. Operazioni di cessione

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

D.1 Consolidato prudenziale - Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valori di bilancio

Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto
di operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti
di vendita
con patto di
riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto
di operazioni di
cartolarizzazione
di cui:
oggetto di
contratti
di vendita
con patto di
riacquisto
A. Attività finanziarie detenute per
la negoziazione 1.672.058 1.672.058 X 1.611.074 1.611.074
1. Titoli di debito 1.218.067 1.218.067 X 1.165.488 1.165.488
2. Titoli di capitale 453.991 453.991 X 445.586 445.586
3. Finanziamenti X
4. Derivati X
B. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al
fair value
1. Titoli di debito
2. Titoli di capitale X
3. Finanziamenti
C. Attività finanziarie designate al
fair value
1. Titoli di debito
2. Finanziamenti
D. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
28.280 28.280 26.953 26.953
1. Titoli di debito 28.280 28.280 26.953 26.953
2. Titoli di capitale X
3. Finanziamenti
E. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
2.585.443 2.531.488 53.955 43.420 1.588.255 1.532.367 55.888
1. Titoli di debito 12.034 12.034 11.052 11.052
2. Finanziamenti 2.573.409 2.531.488 41.921 43.420 1.577.203 1.532.367 44.836
Totale 30 giugno 2021 4.285.781 2.531.488 1.754.293 43.420 3.226.282 1.532.367 1.693.915
Totale 30 giugno 2020 8.239.823 5.121.867 3.117.956 126.463 5.559.364 2.778.168 2.781.196

Rilevate Rilevate Totale
per intero parzialmente 30 giugno 2021 30 giugno 2020
A. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
1.672.058 1.672.058 1.866.258
1. Titoli di debito 1.218.067 1.218.067 1.539.228
2. Titoli di capitale 453.991 453.991 327.030
3. Finanziamenti
4. Derivati
B. Altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate
al fair value
1. Titoli di debito
2. Titoli di capitale
3. Finanziamenti
C. Attività finanziarie designate
al fair value
1. Titoli di debito
2. Finanziamenti
D. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva
28.280 28.280 383.482
1. Titoli di debito 28.280 28.280 383.482
2. Titoli di capitale
3. Finanziamenti
E. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato (fair value)
3.021.930 3.021.930 6.918.051
1. Titoli di debito 12.293 12.293 659.771
2. Finanziamenti 3.009.637 3.009.637 6.258.280
Totale attività finanziarie 4.722.268 4.722.268 9.167.791
Totale passività finanziarie associate 3.241.261 X X
Valore netto 30/06/2021 1.481.007 4.722.268 X
Valore netto 30/06/2020 3.540.265 9.167.791 11.110.024

D.3 Consolidato prudenziale - Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

B. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente con rilevazione del continuo coinvolgimento

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

D.4 Consolidato prudenziale - operazioni di covered bond

La società veicolo Mediobanca Covered Bond Srl, costituita ai sensi dell'articolo 7 bis della L.130/99, è controllata da CheBanca! al 90% e il residuo 10% è in capo a SPV Holding.

Il Consiglio di Amministrazione di dicembre 2020 ha deliberato il rinnovo del Programma di covered bond per ulteriori 10 anni rispetto al termine originario di scadenza (dicembre 2021) e per un importo complessivo di 10 miliardi.

L'operazione prevede il coinvolgimento di:

  • Mediobanca quale emittente dei covered bond;
  • CheBanca! quale cedente, anche su base revolving, di attivi cedibili in base alla normativa nei limiti collegati ai coefficienti patrimoniali consolidati di Mediobanca e nel ruolo di Servicer;
  • Mediobanca Covered Bond S.r.l. (società veicolo) quale cessionaria pro-soluto degli attivi e garante dei covered bond.

Il programma ha in essere 6 operazioni (di cui una effettuata all'inizio del corrente esercizio) tutte con rating AA- attribuito da Fitch, per un controvalore di 4.500 milioni collocati ad investitori istituzionali e fronteggiati da attivi per 6.087,4 milioni così suddivise:

data emissione valore nominale tasso data scadenza
ottobre-13 750 fix: 3,625% ottobre-23
novembre-15 750 fix: 1,375% novembre-25
novembre-17 750 fix: 1,25% novembre-29
luglio-18 750 fix: 1,125% agosto-24
luglio-19 750 fix: 0,5% ottobre-26
gennaio-21 750 fix: 0,01% febbraio-31
4.500

Nel corso dell'esercizio si è provveduto a cessioni di attivi da CheBanca! alla società veicolo Mediobanca Covered Bond per 952,4 milioni con contestuale riacquisto di attivi per 33,1 milioni.

* * *

E. Consolidato prudenziale - modelli per la misurazione del rischio di credito

Il Gruppo Mediobanca utilizza il metodo IRB Advanced (parametri PD e LGD) per la quantificazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito del portafoglio Corporate di Mediobanca e Mediobanca International e del portafoglio mutui ipotecari Italia di CheBanca!. È stato inoltre elaborato un Piano di adozione progressiva dei modelli interni per le diverse esposizioni creditizie ("Piano di Roll-Out"). Rispetto a tali esposizioni, attualmente assoggettate alla metodologia Standardizzata per il calcolo dei requisiti di capitale regolamentare, il Gruppo si è comunque dotato a fini gestionali di modelli interni per il rischio di credito. Il Gruppo inoltre si è dotato di un modello di portafoglio al fine di calcolare il capitale economico per il rischio di credito, che permette di tenere in considerazione effetti di concentrazione e diversificazione geo-settoriale. Per maggiori informazioni si rimanda a quanto indicato nella "Sezione 1.1 Rischi di credito" della presente Parte della Nota Integrativa.

1.2 RISCHI DI MERCATO

1.2.1 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO – PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

La misurazione ed il monitoraggio quotidiano dell'esposizione gestionale ai rischi di mercato generati dalle posizioni presenti nel portafoglio di trading vengono svolte, oltre al calcolo giornaliero dei risultati economici gestionali, principalmente utilizzando i seguenti indicatori:

  • sensitivity principalmente Delta e Vega verso i principali fattori di rischio (tassi di interesse, prezzi delle azioni, tassi di cambio, spread creditizi, inflazione, volatilità, dividendi, correlazioni, ecc.); essi rappresentano la variazione positiva o negativa del valore di attività finanziarie e di derivati a variazioni locali dei summenzionati fattori di rischio, fornendo una rappresentazione statica del rischio di mercato del portafoglio di trading;
  • Value-at-Risk calcolato utilizzando una metodologia di simulazione storica pesata con scenari aggiornati giornalmente, con orizzonte di liquidazione delle posizioni fissato ad un giorno lavorativo e con un livello di confidenza del 99%.

Il monitoraggio dei limiti attraverso VaR e sensitivity è effettuato giornalmente per assicurare il rispetto dei limiti gestionali a presidio dell'appetito al rischio stabilito dall'Istituto per il portafoglio di negoziazione e, nel caso del VaR, anche per valutare attraverso il backtesting la robustezza del modello. Sul complesso delle posizioni oggetto di calcolo del VaR viene anche calcolata giornalmente l'expected shortfall in simulazione storica, misura che rappresenta la media delle perdite potenziali che si collocano oltre il livello di confidenza del VaR. Vengono poi svolti con cadenza giornaliera (su specifiche posizioni) e mensile (su tutto il portafoglio) stress test sui principali fattori di rischio per poter cogliere anche gli impatti di movimenti più ampi nelle principali variabili di mercato (ad esempio indici azionari, tassi e cambi) calibrati sulla base di variazioni estreme delle variabili di mercato.

Vengono infine utilizzate altre metriche di rischio complementari più specifiche per poter meglio valutare i rischi di posizioni di trading non pienamente misurati dal VaR e dalle sensitivity. Il peso dei prodotti che richiedono queste

metriche supplementari è comunque estremamente limitato rispetto all'entità complessiva del portafoglio di trading dell'Istituto.

L'esercizio è stato caratterizzato da una riduzione della volatilità per tutte le asset class dopo i picchi registrati nella primavera 2020 a seguito dell'emergenza legata alla pandemia Covid-19. Questo ha permesso una discesa dei valori degli indicatori di rischio, confermata dall'assenza di Stop Loss e da superamenti dei limiti di VaR nel corso dei 12 mesi. Il Value-at-Risk dell'aggregato di trading è oscillato tra un minimo di 2,7 milioni di fine settembre 2020, ed un massimo di 6,4 milioni registrato all'inizio dell'esercizio, con un dato medio quasi invariato rispetto all'esercizio scorso (circa 4,2 milioni). Dal picco di inizio luglio 2020 la misura di VaR ha mostrato una graduale contrazione con un VaR che era stabilmente tra i 6 e i 7 milioni fino ai 3 milioni di fine di gennaio. Tale riduzione è ascrivibile ad una minore posizione azionaria direzionale nel portafoglio proprietario di arbitraggio (la maggiore riduzione è avvenuta nei mesi di luglio e agosto 2020) e ad una minore esposizione ai tassi di interesse US di breve termine. La continua crescita del business dei certificati a mark-tomarket equity-linked e le relative politiche di hedge del DVA, unitamente all'alta volatilità (seppur ridotta rispetto all'esercizio precedente) dei mercati creditizi e azionari hanno comunque mantenuto valori di Value-at-Risk su livelli elevati.

Dal mese di febbraio è iniziata una progressiva risalita della misura di VaR (con punte di 6 milioni per poi stabilizzarsi nell'intorno di 5 milioni); tale incremento riflette una maggiore esposizione ai tassi di interesse (US di breve termine e area Euro legati ai rendimenti governativi di Germania e Italia) e ad una maggiore esposizione azionaria nel portafoglio proprietario di arbitraggio e nei confronti dell'azionario americano. Il dato puntuale di VaR al 30 giugno 2021 era pari a 4,8 milioni (5,8 milioni al 30 giugno 2020).

Come il VaR anche l'expected shortfall mostra un dato medio in linea con l'esercizio precedente, attorno ai 5,5 milioni.

I risultati del backtesting giornaliero (basato sul confronto con i Profitti e Perdite teoriche) hanno mostrato nei 12 mesi di osservazioni, un solo caso di scostamento rispetto al VaR, avvenuto a metà luglio 2020 in seguito a perdite subite nel portafoglio proprietario di arbitraggio.

(€ migliaia)
Fattori di rischio
(dati in € migliaia)
2019-2020
30 Giugno Min Max Media Media
Tassi di interesse 1.319 451 4.186 1.886 2.026
Credito 992 890 3.622 1.411 1.750
Azioni 3.925 1.508 8.911 3.412 3.291
Tassi di cambio 298 285 1.245 671 718
Inflazione 100 100 828 502 256
Volatilità 4.542 1.338 5.635 2.820 1.828
Effetto diversificazione (*) (6.366) (6.521) (5.654)
Totale 4.810 2.724 6.448 4.181 4.205
Expected Shortfall 7.301 3.583 6.982 5.482 5.385

Tab.1: Value at Risk ed Expected Shortfall del portafoglio di trading

(*) Connesso alla non perfetta correlazione tra i fattori di rischio.

Oltre ad un limite di VaR sulle posizioni di Trading complessive, è prevista un'articolazione maggiormente granulare di limiti di VaR in capo ai desk che lo compongono. Inoltre ogni desk ha limiti di sensitivities ai movimenti dei diversi fattori di rischio (1 punto base per i tassi e spread creditizi, 1 punto percentuale per azioni, cambi e volatilità azionaria) che sono monitorati giornalmente. Nel confronto con l'esercizio precedente si registra una notevole riduzione del delta azionario medio, passato da +738 mila a -180 mila (collegato principalmente alle minori posizioni direzionali nel portafoglio di arbitraggio ed all'incremento dei corti azionari US) ed una maggiore sensitivity al tasso di interesse (US e Euro Area). Le altre sensitivity hanno mantenuto un livello medio simile rispetto all'esercizio precedente, pur rilevandosi oscillazioni marcate nel corso dei 12 mesi.

Fattori di rischio 2019-2020
30 Giugno Min Max Media Media
Delta azionario (+1%) (378.742) (803.970) 415.897 (180.824) 738.132
Vega azionario (+1%) 1.040.027 211.980 1.629.442 991.177 858.604
Delta tasso d'interesse (+1bp) 117.109 (158.463) 585.088 189.395 23.621
Delta inflazione (+1 bp) 2.907 88.812 50.020 34.296
Delta Tassi di cambio (+1%) (*) 256.756 (187.044) 706.087 325.897 373.354
Delta di credito (+1bp) 571.770 170.210 806.941 584.124 584.597

Tab. 2: Riepilogo dell'andamento delle principali sensitivities del portafoglio di trading (€ migliaia)

(*) Riferito ad apprezzamento dell'Euro nei confronti delle valute estere.

Andamento del VaR del portafoglio di trading

Andamento componenti del VaR (Trading)

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di
riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari
Tipologia/Durata residua A vista Fino a
3 mesi
Da oltre
3 mesi fino
a 6 mesi
Da oltre
6 mesi fino
a 1 anno
Da oltre
1 anno fino
a 5 anni
Da oltre
5 anni fino
a 10 anni
Oltre
10 anni
Durata
indeter
minata
1. Attività per cassa 1.597 391.053 315.742 676.989 1.944.627 414.161 996.892
1.1 Titoli di debito 1.597 391.053 315.742 676.989 1.944.627 414.161 996.892
- con opzione di
rimborso anticipato
- altri 1.597 391.053 315.742 676.989 1.944.627 414.161 996.892
1.2 Altre attività
2. Passività per cassa 2.848 306.290 156.236 2.673.347 510.395 152.510
2.1 P.C.T. passivi
2.2 Altre passività 2.848 306.290 156.236 2.673.347 510.395 152.510
3. Derivati finanziari
3.1 Con titolo sottostante
- Opzioni
+ Posizioni lunghe 100.000
+ Posizioni corte 100.000
- Altri
+ Posizioni lunghe 213.621 70.390 145.545 190.894 57.760
+ Posizioni corte 213.621 70.390 145.545 190.894 57.760
3.2 Senza titolo sottostante
- Opzioni
+ Posizioni lunghe — 69.683.396 44.306.309 1.145.989 3.998.461 2.344.225 387.118
+ Posizioni corte — 69.683.396 44.306.309 1.145.989 3.998.461 2.344.225 387.118
- Altri
+ Posizioni lunghe 542.915 16.617.443 8.358.501 9.266.285 16.186.839 5.190.037 2.429.001
+ Posizioni corte 702.915 21.839.350 9.216.955 3.025.923 16.186.839 5.190.037 2.429.001

Tipologia esposizione/Valori Valore di bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Titoli di capitale (¹)
A.1 Azioni 2.078.595 65.433
A.2 Strumenti innovativi di capitale
A.3 Altri titoli di capitale
B. O.I.C.R.
B.1 Di diritto italiano 323
- armonizzati aperti
- non armonizzati aperti
- chiusi 323
- riservati
- speculativi
B.2 Di altri Stati UE 119.205
- armonizzati 16.094
- non armonizzati aperti
- non armonizzati chiusi 103.111
B.3 Di Stati non UE
- aperti
- chiusi
Totale 2.197.800 65.756

2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: esposizioni per cassa in titoli e O.I.C.R

(¹) Sbilancio netto tra attività di negoziazione e scoperti tecnici iscritti tra le passività di negoziazione: l'esposizione netta riguarda per oltre il 94% paesi UE.

1.2.2 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO – PORTAFOGLIO BANCARIO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Il Gruppo Mediobanca monitora e presidia il rischio di tasso di interesse attraverso la sensitivity del margine di interesse e la sensitivity del valore economico. La sensitivity del margine di interesse quantifica l'impatto sugli utili correnti di shocks parallelo ed istantaneo della curva dei tassi di interesse. In tale analisi gli stock patrimoniali vengono mantenuti costanti rinnovando le poste in scadenza con altre aventi identiche caratteristiche finanziarie e considerando un orizzonte temporale di 12 mesi.

La sensitivity del valore economico, invece, misura l'impatto sul valore attuale dei flussi futuri nel peggiore scenario tra quelli previsti dalle linee guida del Comitato di Basilea (BCBS).

Tutti gli scenari presentano un limite al ribasso (floor) parametrico, impostato secondo le linee guida EBA (EBA/GL/2018/02), che prevede un limite a - 1% sulla scadenza a vista con lineare progressione fino a 0% sulla scadenza a 20 anni.

Per ambedue le sensitivities le poste di bilancio sono considerate al profilo contrattuale fatta eccezione per le poste relative ai depositi in conto corrente della clientela al dettaglio (che sono state considerate sulla base di modelli comportamentali proprietari) e alle poste relative ai crediti al consumo e ai mutui ipotecari (che scontano la probabilità di estinzione anticipata).

Per la determinazione del valore attuale dei flussi sono state adottate diverse curve di riferimento, per l'attualizzazione e per la determinazione dei tassi futuri, sulla base della valuta di negoziazione della posta di bilancio (multicurva). Unicamente per la sensitivity del valore economico, i flussi di cassa sono stati decurtati della componente creditizia.

Con riferimento alle posizioni del banking book del Gruppo al 30 giugno, in caso di un ribasso parallelo ed istantaneo ("parallel down"), il margine d'interesse atteso non subirebbe nessuna variazione negativa (come lo scorso anno).

Con riferimento all'analisi del valore attuale dei cash flow futuri del portafoglio bancario di Gruppo, lo shock che determina la peggior variazione si verifica nell'ipotesi in cui la parte breve della curva dei tassi si alzi e la parte lunga si abbassi ("Flattener"). La variazione sarebbe infatti negativa di 84 milioni, principalmente per l'impatto di Compass (-10 milioni) e di Mediobanca (-90 milioni) a fronte della variazione positiva di CheBanca! (+15 milioni). Lo scorso anno la variazione massima era negativa per 22 milioni nell'ipotesi "Short Down".

I dati appena esposti sono sintetizzati nella tabella sottostante:

(€ milioni)
Dati al 30 giugno 2021 Banking Book
Scenario Limite Gruppo Mediobanca
S.p.A.
CheBanca! Compass Altre
Sensitivity del Margine
d'Interesse
Parallel Down 9 38 (10) (7) (12)
Sensitivity del Valore Attuale
dei Cash Flows attesi
Flattener (84) (90) 15 (10) 1

A livello di Gruppo, i valori ottenuti in entrambi gli scenari restano all'interno dei limiti previsti dalla politica di gruppo per la gestione del rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario, rispettivamente dell'11,5% (sensitivity del Margine di interesse/Margine d'interesse atteso di Gruppo) e del 3,5% (sensitivity del Valore Economico/CET1).

Operazioni di copertura

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite rilevabili su una determinata attività o passività di bilancio, attribuibili alla volatilità di un determinato fattore di rischio finanziario (tasso di interesse, cambio, credito o altro parametro di rischio), tramite gli utili rilevabili su uno strumento di copertura che ne permetta il bilanciamento delle variazioni nel fair value o dei flussi di cassa. In particolare, per le coperture di fair value, il Gruppo si pone l'obiettivo di minimizzare il rischio finanziario sui tassi di interesse riportando l'esposizione fruttifera al tasso Euribor (generalmente a 3 mesi) (32).

( 32) Tale target viene mantenuto anche in presenza di contratti di copertura con controparti di mercato con le quali sono stati firmati accordi di netting e collateralizzazione (CSA – Collateralized Standard Agreements) e la cui valorizzazione è effettuata a tassi Eonia.

A. Attività di copertura del fair value

Le coperture di fair value sono utilizzate per neutralizzare gli effetti dell'esposizione al rischio di tasso, di prezzo o al rischio creditizio relativa a specifiche posizioni dell'attivo o del passivo, attraverso la stipula di contratti derivati con primarie controparti di mercato ad elevato standing creditizio. In particolare, per quanto riguarda il rischio tasso, il Gruppo applica coperture specifiche di singoli item o di gruppi di attività e passività omogenei sotto il profilo del rischio tasso. L'obiettivo delle coperture è ridurre il rischio tasso attraverso swap che trasformano le attività e/o passività da tasso fisso a tasso variabile. Gli elementi principalmente coperti sono le passività a tasso fisso o strutturate emesse da Mediobanca, gli investimenti in titoli a tasso fisso dell'attivo detenuti nel portafoglio HTC and HTCS, il portafoglio dei mutui a tasso fisso e la componente stabile dei depositi di CheBanca!. Le emissioni obbligazionarie strutturate, se non presentano rischi correlati al rischio principale vengono scomposte tra componente tasso di interesse (coperta) ed altri rischi che trovano rappresentazione nel portafoglio di negoziazione e sono di norma fronteggiati da posizioni esterne di segno opposto. Le coperture di fair value sono anche utilizzate dalla Capogruppo per mitigare il rischio prezzo di investimenti azionari iscritti nel portafoglio di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

La copertura del portafoglio mutui di CheBanca! avviene attraverso swap amortizing il cui profilo di notional e scadenze segue sia il profilo dei rimborsi dei mutui sia il tasso di prepayment atteso del portafoglio sulla base del modello sviluppato dal risk management ed oggetto di approvazione interna tenuto conto di un margine di prudenza sui prepayment.

Di recente sono state attuate coperture della componente stabile considerata a tasso fisso dei depositi di CheBanca! riveniente dal modello sviluppato dal risk management ed approvato internamente.

La diversità di scadenze e del profilo dei flussi fanno sì che il ricorso al natural hedge sia limitato a poche posizioni dell'attivo e del passivo.

B. Attività di copertura dei flussi finanziari

Questa forma di copertura viene utilizzata principalmente nell'ambito dell'operatività di alcune società del Gruppo (con particolare riferimento al credito al consumo ed al leasing) dove a fronte di un elevato numero di operazioni di importo modesto generalmente a tasso fisso viene effettuata una provvista a tasso variabile per importi rilevanti. La copertura viene attuata per trasformare tali posizioni a tasso fisso correlando i flussi di cassa a quelli degli impieghi. Di norma il Gruppo attraverso il contratto derivato fissa il costo atteso della raccolta nel periodo a fronte dei finanziamenti a tasso variabile in essere e delle transazioni future legate ai rinnovi sistematici di tali finanziamenti una volta giunti a scadenza.

C. Attività di copertura di investimenti esteri

Le attività di copertura di investimenti esteri consistono nella copertura dell'esposizione di una partecipazione di controllo e del relativo goodwill (incluse le attività immateriali identificate a valle della Purchase Price Allocation) in valuta estera. Le coperture possono essere realizzate attraverso strumenti derivati o altri strumenti finanziari in valuta come ad esempio emissioni obbligazionarie. L'effetto cambio dello strumento di copertura è imputato a riserva di patrimonio netto per fronteggiare gli effetti dello strumento coperto. Si veda quanto indicato nella successiva sezione 1.2.3 Rischio di cambio per la descrizione dell'unica operazione di copertura di questo tipo effettuata dal Gruppo.

D. Strumenti di copertura

E. Elementi coperti

Per quanto riguarda gli strumenti coperti e di copertura sono già ampiamente descritti nei punti precedenti e ripresi nelle varie parti della presente Nota Integrativa.

Rischio di controparte

Il rischio di controparte generato dalle operazioni di mercato con la clientela o controparti istituzionali viene misurato in termini di valore di mercato potenziale atteso. Per quanto riguarda i prodotti derivati ed i finanziamenti collateralizzati a breve termine (pronti contro termine e securities lending) il calcolo si basa sulla determinazione della massima esposizione potenziale (dato un livello di probabilità del 95%) in diversi punti di un orizzonte temporale fino a 30 anni. Il perimetro di applicazione riguarda tutti i gruppi di controparti che hanno rapporti con il Gruppo, tenendo conto della presenza o meno di accordi di netting (es. ISDA, GMSLA o GMRA) e di collateralizzazione (es. CSA). Ad essi si aggiungono le esposizioni derivanti da operazioni sul mercato interbancario. Per queste tre tipologie di operazioni esistono linee accordate ad ogni controparte e/o gruppo previa analisi interna ed approvazione del Comitato Lending and Underwriting.

Per le operazioni in derivati, così come previsto dall'IFRS13, il fair value incorpora gli effetti del rischio creditizio della controparte (cd. CVA) e del rischio di credito Mediobanca (cd. DVA) basati sul profilo di esposizione futura dell'insieme dei contratti in essere.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

Tipologia/Durata residua A vista Fino a
3 mesi
Da oltre
3 mesi fino
a 6 mesi
Da oltre
6 mesi fino
a 1 anno
Da oltre
1 anno fino
a 5 anni
Da oltre
5 anni fino
a 10 anni
Oltre
10 anni
Durata
indeterminata
1. Attività per cassa 9.134.143 19.600.851 5.865.880 3.306.040 15.201.751 4.162.866 3.560.169 162
1.1 Titoli di debito 769.500 623.756 983.156 3.533.621 984.190 5.611
- con opzione di
rimborso anticipato
- altri 769.500 623.756 983.156 3.533.621 984.190 5.611
1.2 Finanziamenti a banche 1.764.901 1.867.247 443.089 77.921 523.674 247.771 60
1.3 Finanziamenti a
clientela 7.369.242 16.964.104 4.799.035 2.244.963 11.144.456 3.178.676 3.306.787 102
- c/c 1.286.187 445.928
- altri finanziamenti 6.083.055 16.518.176 4.799.035 2.244.963 11.144.456 3.178.676 3.306.787 102
- con opzione di
rimborso anticipato 2.821.122 3.061.915 995.959 1.831.765 8.967.780 2.925.374 3.246.681
- altri 3.261.933 13.456.261 3.803.076 413.198 2.176.676 253.302 60.106 102
2. Passività per cassa 20.986.445 13.503.882 1.984.803 5.418.410 13.907.059 2.374.251 945.273
2.1 Debiti verso clientela 19.793.429 4.019.918 1.110.015 1.939.765 173.988 55.555 3.318
- c/c 17.572.161 1.883.590
- altri debiti 2.221.268 2.136.328 1.110.015 1.939.765 173.988 55.555 3.318
- con opzione di
rimborso anticipato
- altri 2.221.268 2.136.328 1.110.015 1.939.765 173.988 55.555 3.318
2.2 Debiti verso banche 1.192.082 3.165.412 234.827 102.828 8.004.431 110 161.413
- c/c 417.415
- altri debiti 774.667 3.165.412 234.827 102.828 8.004.431 110 161.413
2.3 Titoli di debito 934 6.318.552 639.961 3.375.817 5.728.640 2.318.586 780.542
- con opzione di
rimborso anticipato
- altri 934 6.318.552 639.961 3.375.817 5.728.640 2.318.586 780.542
2.4 Altre passività
- con opzione di
rimborso anticipato
- altri
3. Derivati finanziari
3.1 Con titolo sottostante
- Opzioni
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
- Altri
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
3.2 Senza titolo sottostante
- Opzioni
+ posizioni lunghe 1.189.896 114.606 1.007.809
+ posizioni corte
- Altri
1.189.896 114.606 1.007.809
+ posizioni lunghe 217.423 8.677.320 7.516.031 12.887.806 12.529.315 3.138.500 4.543.300
+ posizioni corte 419.847 25.315.734 1.755.000 1.788.000 12.544.315 3.143.500 4.543.300
4. Altre operazioni fuori
bilancio 3.548.621 2.617.881 597.440 422.233 15.078.827 1.014.770 310.818
+ posizioni lunghe 440.918 2.116.067 434.997 178.468 7.738.103 720.002 166.741
+ posizioni corte 3.107.703 501.814 162.443 243.765 7.340.724 294.768 144.077
Tipologia esposizione/Valori Valore di bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Titoli di capitale (¹)
A.1 Azioni 132.496 90.897
A.2 Strumenti innovativi di capitale
A.3 Altri titoli di capitale 169.600
B. O.I.C.R.
B.1 Di diritto italiano 29.153 111.091
- armonizzati aperti 24.673
- non armonizzati aperti
- chiusi 107.027
- riservati
- speculativi 4.480 4.064
B.2 Di altri Stati UE 244.694 267.735
- armonizzati 4.835
- non armonizzati aperti 77.308
- non armonizzati chiusi 239.859 190.427
B.3 Di Stati non UE
- aperti
- chiusi
Totale 406.343 639.323

2. Portafoglio bancario: esposizioni per cassa in titoli e O.I.C.R.

(¹) Di cui il 41% italiani e 59% altri paesi UE.

1.2.3 RISCHIO DI CAMBIO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

B. Attività di copertura del rischio di cambio

La dinamica della componente valutaria del VaR esposta a pag. 292 rappresenta efficacemente l'evoluzione dei rischi assunti sul mercato dei cambi in virtù di una gestione complessiva dell'esposizione valutaria svolta all'interno dall'Area Finanza della Capogruppo.

L'investimento in franchi svizzeri in RAM è coperto con un prestito obbligazionario nella stessa valuta, l'effetto cambio di entrambe le partite è gestito secondo il "Net Investment of foreign operation", ossia le differenze cambio rivenienti dalla posta dell'attivo (goodwill) e della passività emessa sono direttamente contabilizzata in una riserva di patrimonio netto.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Voci Valute
Dollari USA Sterline Yen Corone
svedesi
Franchi
svizzeri
Altre
valute
A. Attività finanziarie 3.777.882 1.477.405 5.956 6.643 522.679 122.782
A.1 Titoli di debito 802.759 37.165 225.842
A.2 Titoli di capitale 65.483 759.528 11.133 277
A.3 Finanziamenti a banche 498.627 112.312 2.209 2.526 89.344 40.913
A.4 Finanziamenti a clientela 2.048.571 553.960 3.519 4.117 188.396 81.558
A.5 Altre attività finanziarie 362.442 14.440 228 7.964 34
B. Altre attività 114.392 4.963 44 353 2.273 43.011
C. Passività finanziarie 4.362.728 768.439 4.822 2.724 258.030 57.640
C.1 Debiti verso banche 110.321 499.401 1.692
C.2 Debiti verso clientela 1.686.336 249.432 4.750 2.724 77.236 57.600
C.3 Titoli di debito 2.220.268 15.325 174.129
C.4 Altre passività finanziarie 345.803 4.281 72 4.973 40
D. Altre passività 113.743 4.938 42 353 2.273 43.008
E. Derivati finanziari
- Opzioni
+ Posizioni lunghe 169.693 82.224 10.593 10.423 423
+ Posizioni corte 230.716 117.085 9.941 11.842 472
- Altri derivati
+ Posizioni lunghe 4.838.278 613.161 271.466 5.354 1.039.622 138.689
+ Posizioni corte 4.246.127 1.289.273 248.840 7.634 1.310.393 201.785
Totale attività 8.900.245 2.177.753 288.059 12.350 1.574.997 304.905
Totale passività 8.953.314 2.179.735 263.645 10.711 1.582.538 302.905
Sbilancio (+/-) (53.069) (1.982) 24.414 1.639 (7.541) 2.000

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

2. Modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

L'andamento della pandemia è stato il fattore che ha inciso maggiormente sull'evoluzione della volatilità dei tassi di cambio. La volatilità, e con essa il VaR forex complessivo dell'Istituto, sono scese durante l'estate quando la pandemia sembrava superata, per poi risalire nel mese di ottobre e rimanere su livelli alti fino alla fine di dicembre. Nel resto dell'esercizio l'indicatore di VaR di è nuovamente ridotto, assestandosi perlopiù tra i 5 ed i 6 milioni. Il VaR medio forex è rimasto sostanzialmente in linea con l'esercizio precedente (7 milioni contro 7,7 milioni); quello puntuale al 30 giugno 2021 era pari a 7,8 milioni (11,8 milioni lo scorso anno).

1.3 GLI STRUMENTI DERIVATI E LE POLITICHE DI COPERTURA

1.3.1 GLI STRUMENTI DERIVATI DI NEGOZIAZIONE

A. Derivati finanziari

A.1 Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

Attività sottostanti/Tipologie 30 giugno 2021 30 giugno 2020
derivati Over the counter Mercati Over the counter Mercati
Controparti
Senza controparti centrali
organizzati Controparti Senza controparti centrali organizzati
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
1. Titoli di debito e tassi
d'interesse
30.757.493 25.817.877 2.919.303 110.511.723 28.752.849 29.232.071 2.121.512 122.834.994
a) Opzioni 5.534.985 626.316 110.236.307 7.096.081 260.000 120.846.902
b) Swap 30.757.493 14.951.514 2.292.987 — 28.752.849 19.590.946 1.861.512
c) Forward 475.648 389.044
d) Futures 275.416 1.988.092
e) Altri 4.855.730 2.156.000
2. Titoli di capitale e indici
azionari
25.184.970 2.569.998 20.770.453 21.501.170 2.022.780 18.380.123
a) Opzioni 23.349.514 906.280 20.299.618 19.718.025 603.365 17.881.937
b) Swap 1.718.307 1.665.996
c) Forward 117.149 117.149
d) Futures 470.835 498.186
e) Altri (1
)
1.663.718 1.419.415
3. Valute e oro 12.072.530 1.170.726 8.208.828 741.884
a) Opzioni 754.299 654.466 1.233
b) Swap 4.646.922 350.240 2.977.113 379.295
c) Forward 6.671.309 820.486 4.577.249 361.356
d) Futures
e) Altri
4. Merci
5. Altri
Totale 30.757.493 63.075.377 6.660.027 131.282.176 28.752.849 58.942.069 4.886.176 141.215.117

( 1 ) Riguarda esclusivamente i certificates emessi.

Tipologie derivati Totale 30 giugno 2021 Totale 30 giugno 2020
Over the counter Mercati Mercati
Controparti Senza controparti centrali organizzati Controparti Senza controparti centrali organizzati
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
1. Fair value positivo
a) Opzioni 1.922.782 4.488 867.097 1.163.164 7.224 824.337
b) Interest rate swap 204 469.715 71.534 220 620.759 75.933
c) Cross currency swap 120.877 151.279 12.491
d) Equity swap 128.714 139.911
e) Forward 72.417 21.079 43.723 10.037
f) Futures 5.462 43.620
g) Altri
Totale 204 2.714.505 97.101 872.559 220 2.118.836 105.685 867.957
2. Fair value negativo
a) Opzioni 1.880.057 7.586 1.072.720 1.050.845 16.385 1.232.182
b) Interest rate swap 64.850 393.202 20.280 133.085 440.477 14.253
c) Cross currency swap 101.024 9.785 113.339
d) Equity swap 1.918 25.574
e) Forward 167.397 17.304 139.099 3.522
f) Futures 20.127 10.490
g) Altri (1
)
1.652.285 1.196.624
Totale 64.850 2.543.598 1.707.240 1.092.847 133.085 1.769.334 1.230.784 1.242.672

A.2 Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

( 1 ) Riguarda esclusivamente i certificates emessi.

Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 40.000 1.203.811 1.675.492
- fair value positivo X 58.488 3.984 12.013
- fair value negativo X 47 20.006 1.431
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale (1
)
X 1.820.114 739.566 10.318
- fair value positivo X 5.352 5.960 4.460
- fair value negativo (1
)
X 1.664.426 5.502 182
3) Valute e oro
- valore nozionale X 563.906 3.443 603.378
- fair value positivo X 6.825 17
- fair value negativo X 1.298 1 14.349
4) Merci
- valore nozionale X
- fair value positivo X
- fair value negativo X
5) Altri
- valore nozionale X
- fair value positivo X
- fair value negativo X
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 30.757.493 10.395.354 10.013.469 5.409.053
- fair value positivo 204 310.091 190.638 211.465
- fair value negativo 64.850 323.620 322.553 34.326
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale 13.463.109 9.907.396 1.814.466
- fair value positivo 829.608 817.294 181.647
- fair value negativo 897.447 786.793 21.031
3) Valute e oro
- valore nozionale 6.570.926 3.040.794 2.460.810
- fair value positivo 60.325 52.725 60.710
- fair value negativo 112.163 28.840 16.825
4) Merci
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
5) Altri
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo

A.3 Derivati finanziari di negoziazione OTC: valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

( 1 ) Di cui Certificate per Nominale 1.663.718 e Fair value -1.652.285

Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 10.924.931 32.568.271 16.001.471 59.494.673
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari 10.214.620 16.974.006 566.342 27.754.968
A.3 Derivati finanziari su valute e oro 9.513.292 3.112.836 617.128 13.243.256
A.4 Derivati finanziari su merci
A.5 Altri derivati finanziari
Totale 30 giugno 2021 30.652.843 52.655.113 17.184.941 100.492.897
Totale 30 giugno 2020 26.410.448 47.552.333 18.618.315 92.581.096

A.4 Vita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali

B. Derivati creditizi

B.1 Derivati creditizi di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

Categorie di operazioni Derivati di negoziazione
su un singolo soggetto su più soggetti (basket)
1. Acquisti di protezione
a) Credit default products 4.058.005 14.988.621
b) Credit spread products
c) Total rate of return swap
d) Altri (1
)
224.545
Totale 30/06/2021 4.282.550 14.988.621
Totale 30/06/2020 4.093.895 22.413.129
2. Vendite di protezione
a) Credit default products 2.153.060 14.920.620
b) Credit spread products
c) Total rate of return swap
d) Altri (1
)
Totale 30/06/2021 2.153.060 14.920.620
Totale 30/06/2020 2.635.022 22.442.171

( 1 ) Riguarda esclusivamente i certificates emessi.

Alla colonna "basket" concorrono le posizioni su indici di credito pareggiate da posizioni su single name che compongono l'indice stesso relative alle emissioni skew (33) (per un valore nozionale delle strutture di arbitraggio pari a 12,8 miliardi). Il derivato embedded delle emissioni (1,5 miliardi) è rappresentato, negli acquisti di protezione, su singoli soggetti con un valore nozionale pari al nominale delle emissioni.

( 33) Si veda quanto riportato nella precedente sezione "Parte B – Passivo – Passività finanziarie al costo ammortizzato" del presente fascicolo.

Tipologie derivati 30 giugno 2021 30 giugno 2020
1. Fair value positivo
a) Credit default products 319.914 187.200
b) Credit spread products
c) Total rate of return swap
d) Altri
Totale 319.914 187.200
2. Fair value negativo
a) Credit default products 355.787 246.146
b) Credit spread products
c) Total rate of return swap
d) Altri (1
)
237.018 172.228
Totale 592.805 418.374

B.2 Derivati creditizi di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

( 1 ) Riguarda esclusivamente i certificates emessi.

B.3 Derivati creditizi di negoziazione OTC: valori nozionali, fair value lordo (positivo e negativo) per controparti

Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
- valore nozionale (1
)
X 2.260.343 750.024
- fair value positivo X 7.383 3.263
- fair value negativo (1
)
X 238.830 2.129
2) Vendita protezione
- valore nozionale X 14.526
- fair value positivo X 2.214
- fair value negativo X 4.274
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
- valore nozionale 4.270.095 4.641.405 7.349.304
- fair value positivo 4.418 7.438
- fair value negativo 13.161 142.253 177.785
2) Vendita protezione
- valore nozionale 4.112.454 5.456.859 7.489.840
- fair value positivo 117.258 177.940
- fair value negativo 3.672 8.041 2.661

( 1 ) Di cui certificates per nozionale 224.545 e fair value -237.018.

Sottostanti/Vita residua Fino ad Oltre 1 anno e Totale
1 anno fino a 5 anni 5 anni
1 Vendita di protezione 1.610.366 15.364.544 98.769 17.073.679
2 Acquisto di protezione 1.771.570 17.313.766 185.835 19.271.171
Totale 30/06/2021 3.381.936 32.678.310 284.604 36.344.850
Totale 30/06/2020 1.634.072 48.948.201 1.001.945 51.584.218

B.4 Vita residua dei derivati creditizi di negoziazione OTC: valori nozionali

1.3.2 LE COPERTURE CONTABILI

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo
-- -- -- -- ------------------------------------------------------------------------ -- -- --
Attività sottostanti/Tipologie derivati 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Over the counter Mercati Mercati
Controparti
Senza controparti centrali
organizzati Controparti Senza controparti centrali organizzati
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
1. Titoli di debito e tassi d'interesse 46.428.209 4.673.697 25.000 — 37.256.065 4.683.649 30.000
a) Opzioni 2.312.311 2.025.181
b) Swap 46.428.209 2.361.386 25.000 — 37.256.065 2.658.468 30.000
c) Forward
d) Futures
e) Altri
2. Titoli di capitale e indici azionari
a) Opzioni
b) Swap
c) Forward
d) Futures
e) Altri
3. Valute e oro 695.101 313.449
a) Opzioni
b) Swap 695.101 313.449
c) Forward
d) Futures
e) Altri
4. Merci
5. Altri
Totale 46.428.209 5.368.798 25.000 — 37.256.065 4.997.098 30.000

Tipologie derivati Fair value positivo e negativo Variazione del valore
usato per calcolare
l'inefficacia della
copertura
30 giugno 2021
30 giugno 2020
30 giugno 30 giugno
Over the counter Mercati Over the counter
Mercati
2021 2020
Controparti Senza controparti centrali organizzati Controparti
centrali
organizzati
Senza controparti centrali
centrali Con accordi di
compensazione
Senza
accordi di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza
accordi di
compensazione
1. Fair value positivo
a) Opzioni 15.847 5.093
b) Interest rate 268.119 22.821 493 416.547 42.396 318 — 114.713 238.804
c) Cross currency swap 1.090 365
d) Equity swap
e) Forward
f) Futures
g) Altri
Totale 268.119 39.758 493 416.547 47.854 318 — 114.713 238.804
Fair value negativo
a) Opzioni 6.989 8.140
b) Interest rate 294.960 70.175 3.289 416.915 35.918 4.252 — 270.467 119.783
c) Cross currency swap
d) Equity swap
e) Forward
f) Futures
g) Altri
Totale 294.960 77.164 3.289 416.915 44.058 4.252 — 270.467 119.783

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 25.000
- fair value positivo X 493
- fair value negativo X 3.289
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X
- fair value positivo X
- fair value negativo X
3) Valute e oro
- valore nozionale X
- fair value positivo X
- fair value negativo X
4) Merci
- valore nozionale X
- fair value positivo X
- fair value negativo X
5) Altri
- valore nozionale X
- fair value positivo X
- fair value negativo X
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 46.428.209 4.282.755 387.342 3.600
- fair value positivo 268.119 34.670 3.998
- fair value negativo 294.960 33.600 43.550 14
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
3) Valute e oro
- valore nozionale 680.796 14.305
- fair value positivo 1.067 23
- fair value negativo
4) Merci
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
5) Altri
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo

A.3 Derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

Sottostanti/Vita residua Fino ad
1 anno
Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre
5 anni
Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 11.998.185 26.966.005 12.162.716 51.126.906
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro 295.355 178.527 221.219 695.101
A.4 Derivati finanziari su merci
A.5 Altri derivati finanziari
Totale 30 giugno 2021 12.293.540 27.144.532 12.383.935 51.822.007
Totale 30 giugno 2020 9.529.277 22.202.984 10.550.902 42.283.163

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali

C. Strumenti non derivati di copertura

C.1 Strumenti di copertura diversi dai derivati: ripartizione per portafoglio contabile e tipologia di copertura

Valore di
bilancio
Variazione del valore usato per rilevare
l'inefficacia della copertura
Copertura del
fair value
Copertura
dei flussi
finanziari
Copertura
degli
investimenti
esteri
Copertura del
fair value
Copertura
dei flussi
finanziari
Copertura
degli
investimenti
esteri
Attività finanziarie diverse dai derivati
di cui: attività di negoziazione
di cui: altre attività obbligatoriamente
valutate al fair value
di cui: attività designate al fair value
Totale 30 giugno 2021
Totale 30 giugno 2020
Passività finanziarie diverse dai derivati 137.731 2.102
Passività di negoziazione
Passività designate al fair value
Passività valutate al costo ammortizzato X X 137.731 2.102
Totale 30 giugno 2021 137.731 2.102
Totale 30 giugno 2020 142.552 5.116

D. Strumenti coperti

D.1 Coperture del fair value

Coperture Coperture Coperture specifiche Coperture
specifiche:
valore di
bilancio
specifiche -
posizioni nette:
valore di bilancio
delle attività
o passività
(prima della
compensazione)
Variazioni
cumulate
di fair
value dello
strumento
coperto
Cessazione
della
copertura:
variazioni
cumulate
residue del
fair value
Variazioni del
valore usato
per rilevare
l'inefficacia
della
copertura
generiche:
Valore di
bilancio
A. Attività
1. Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva -
copertura di:
895.276 50.749 41.775
1.1 Titoli di debito e tassi
d'interesse
895.276 50.749 41.775 X
1.2 Titoli di capitale e indici
azionari
X
1.3 Valute e oro X
1.4 Crediti X
1.5 Altri X
2. Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato - copertura di:
10.080.034 419.412 126.313
1.1 Titoli di debito e tassi
d'interesse
4.317.311 3.174 25.700 X
1.2 Titoli di capitale
e indici azionari
X
1.3 Valute e oro X
1.4 Crediti 5.762.723 416.238 100.613 X
1.5 Altri X
Totale 30 giugno 2021 10.975.310 470.161 168.088
Totale 30 giugno 2020 8.707.895 342.941 163.572
B. Passività
1. Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato - copertura di: 23.939.234
240.655 167.172
1.1 Titoli di debito e tassi
d'interesse
23.939.234 240.655 167.172 X
1.2 Valute e oro X
1.3 Altri X
Totale 30 giugno 2021 23.939.234 240.655 167.172
Totale 30 giugno 2020 23.760.802 426.747 123.210

Variazione del valore
usato per rilevare
l'inefficacia della
copertura
Riserve
da copertura
Cessazione della
copertura: valore
residuo delle riserve
di copertura
A. Copertura di flussi Finanziari
1. Attività
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse
1.2 Titoli di capitale e indici azionari
1.3 Valute e oro
1.4 Crediti
1.5 Altri
2. Passività 21.723 (16.032)
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 21.723 (16.032)
1.2 Valute e oro
1.3 Altri
Totale (A) 30 giugno 2021 21.723 (16.032)
Totale (A) 30 giugno 2020 15.612 (30.571)
B. Copertura degli investimenti esteri X (5.660)
Totale (A+B) 30 giugno 2021 21.723 (21.692)
Totale (A+B) 30 giugno 2020 15.612 (37.621)

D.2 Copertura dei flussi finanziari e degli investimenti esteri

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

Riserva da copertura dei flussi finanziari Riserva da copertura di investimenti esteri
Titoli di
debito
e tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute e
oro
Crediti Altri Titoli di
debito
e tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute e
oro
Crediti Altri
Esistenze iniziali (30.571) (7.050)
Variazioni di fair value
(quota efficace)
14.539 1.390
Rigiri a conto economico
di cui: transazioni
future non più attese
X X X X X
Altre variazioni
di cui: trasferimenti
al valore contabile
iniziale degli
strumenti di coperti
X X X X X
Rimanenze finali (16.032) (5.660)

E.1 Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

1.3.3 ALTRE INFORMAZIONI SUGLI STRUMENTI DERIVATI (DI NEGOZIAZIONE E DI COPERTURA)

A. Derivati finanziari e creditizi

A.1 Derivati finanziari e creditizi OTC: fair value netti per controparti

Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri
soggetti
A. Derivati finanziari
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 77.185.702 14.743.109 11.604.623 7.088.146
- fair value netto positivo 268.323 403.743 198.620 223.477
- fair value netto negativo 359.810 360.555 386.109 35.770
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale 15.283.223 10.646.962 1.824.785
- fair value netto positivo 834.958 823.254 186.107
- fair value netto negativo 2.561.872 792.296 21.213
3) Valute e oro
- valore nozionale 7.815.628 3.058.542 3.064.188
- fair value netto positivo 68.217 52.765 60.710
- fair value netto negativo 113.461 28.841 31.174
4) Merci
- valore nozionale
- fair value netto positivo
- fair value netto negativo
5) Altri
- valore nozionale
- fair value netto positivo
- fair value netto negativo
B. Derivati creditizi
1) Acquisto protezione
- valore nozionale 4.270.095 6.901.749 8.099.328
- fair value netto positivo 11.801 10.701
- fair value netto negativo 13.161 381.083 179.914
2) Vendita protezione
- valore nozionale 4.112.454 5.471.386 7.489.840
- fair value netto positivo 119.472 177.940
- fair value netto negativo 3.672 12.316 2.661

1.4 RISCHIO DI LIQUIDITÀ

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Le banche sono naturalmente esposte al rischio di liquidità connaturato al processo di trasformazione delle scadenze tipico dell'attività bancaria.

Il rischio di liquidità presenta diversi profili temporali:

  • il rischio corrente o potenziale che la banca non sia in grado di gestire efficacemente il proprio fabbisogno di liquidità nel breve termine ("rischio di liquidità");
  • il rischio che la banca non disponga di fonti di finanziamento stabili nel medio e lungo termine, con la conseguenza di non poter far fronte ai propri obblighi finanziari senza un aumento eccessivo dei costi di finanziamento ("rischio di funding").

L'adeguatezza del sistema di governo e gestione del rischio di liquidità e funding è fondamentale per assicurare la stabilità del Gruppo e del sistema finanziario, sul quale, le difficoltà di una singola istituzione si andrebbero a propagare. Tale sistema di governo e gestione si sviluppa all'interno del Risk Appetite Framework e dei livelli di tolleranza al rischio in esso espressi. In particolare, il Risk Appetite Framework stabilisce, come obiettivo di gestione, il mantenimento di una posizione di liquidità nel breve e nel lungo termine adeguata a fronteggiare un periodo di stress prolungato (combinando fattori di stress idiosincratici e sistemici).

La "Politica di Gruppo per la gestione del rischio di liquidità" (in seguito, "Politica") approvata dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo definisce l'obiettivo d'attività prontamente liquidabili a copertura dei flussi di liquidità da detenere nel breve e nel medio-lungo termine.

La "Politica" stabilisce, inoltre, ruoli e responsabilità delle funzioni aziendali e degli organi societari, le metriche utilizzate per la misurazione del rischio, le linee guida per l'esecuzione delle analisi di stress, la definizione del sistema dei prezzi interni di trasferimento dei fondi e il Contingency Funding Plan.

Affinché l'indirizzo di gestione del rischio di liquidità sia integrato e coerente all'interno del Gruppo, le decisioni strategiche sono prese dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, a cui la "Politica" attribuisce alcuni importanti adempimenti: la definizione e l'approvazione delle linee guida e degli indirizzi strategici, la responsabilità di assicurare l'affidabilità completa del sistema di governo del rischio e la verifica nel tempo dell'andamento del rischio di liquidità e funding e del Risk Appetite Framework del Gruppo.

Inoltre, il Comitato ALM di Gruppo discute i temi maggiormente rilevanti relativi al rischio di liquidità definendo la struttura e la relativa assunzione di rischio di mismatch dell'attivo e del passivo, indirizzandone la gestione in coerenza con gli obiettivi commerciali e finanziari definiti in sede di budget e dal Risk Appetite Framework di Gruppo.

In applicazione dell'articolo 86 della Direttiva 2013/36/EU, il Gruppo Mediobanca identifica, misura, gestisce e monitora il rischio di liquidità nell'ambito del processo di valutazione interna dell'adeguatezza della liquidità (ILAAP – Internal Liquidity Adequacy Assessment Process). Il Gruppo Mediobanca, nell'ambito di tale processo, che è parte integrante dell'attività di supervisione dell'Autorità di Vigilanza (SREP – Supervisory Review and Evaluation Process), definisce un'autovalutazione dell'adeguatezza del quadro di riferimento complessivo della gestione e misurazione del rischio di liquidità da un punto di vista qualitativo e quantitativo. I risultati della valutazione di adeguatezza del profilo di rischio e dell'autovalutazione complessiva sono annualmente presentati agli Organi Sociali.

Il processo di governo della liquidità del Gruppo Mediobanca è accentrato nella Capogruppo, che definisce la strategia e le linee guida per le società controllate, assicurando al contempo la gestione e il controllo della posizione di liquidità a livello consolidato.

Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione della "Politica" sono:

– il Group Treasury, che ha la responsabilità a livello di Gruppo della gestione della liquidità, della raccolta, del collateral e del sistema dei prezzi interni di trasferimento;

  • l'unità Business & Capital Planning, che supporta il Risk Management e il Group Treasury nella predisposizione del Funding Plan di Gruppo coerentemente agli obiettivi di budget;
  • il Risk Management che, nel rispetto dei principi di separazione e indipendenza, è responsabile del sistema di controllo integrato di secondo livello dei rischi di Gruppo attuali e prospettici, in coerenza con le regolamentazioni e le strategie di governo del Gruppo.

La Funzione Audit di Gruppo valuta la funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli che presiede alla gestione del rischio di liquidità e ne verifica l'adeguatezza e la conformità ai requisiti stabiliti dalla normativa. Gli esiti dei controlli svolti sono sottoposti, con cadenza almeno annuale, agli Organi Sociali.

L'obiettivo del Gruppo è mantenere un livello di liquidità che consenta di far fronte agli obblighi di pagamento ordinari e straordinari alle scadenze previste, minimizzando contestualmente i costi e senza incorrere in perdite. La politica di liquidità di breve termine del Gruppo Mediobanca ha l'obiettivo di verificare che sia garantito uno sbilancio sostenibile tra flussi di liquidità in entrata e in uscita, attesi e inattesi, nel breve periodo, anche sull'orizzonte temporale infragiornaliero.

Il Gruppo, tramite la funzione Group Treasury, gestisce attivamente la propria posizione di liquidità con la finalità di rispettare i propri obblighi di regolamento nei tempi richiesti.

Il rischio di liquidità infra-giornaliero riguarda il mismatch temporale all'interno di un giorno tra i pagamenti effettuati da parte di Mediobanca e quelli ricevuti da altre controparti di mercato. La gestione di tale rischio richiede, oltre ad un monitoraggio attento e continuativo dei flussi di cassa scambiati, anche adeguate riserve di liquidità. Allo scopo di mitigare questo rischio, il Gruppo ha adottato un monitoraggio ed un sistema di indicatori che verificano la disponibilità delle riserve ad inizio giornata e la loro capacità di sopperire ad eventuali stress che possono coinvolgere altre controparti di mercato o il valore degli assets utilizzati per mitigare il rischio.

La metrica adottata per il monitoraggio su orizzonti temporali maggiori di quello infra-giornaliero è la posizione netta di liquidità ottenuta come la somma della counterbalancing capacity (definita come disponibilità post-haircut di cassa, titoli obbligazionari scambiabili sul mercato e crediti stanziabili in operazioni di rifinanziamento presso la BCE) ed il flusso di cassa netto cumulato.

Il sistema dei limiti è declinato in un contesto di normale corso degli affari fino ad un orizzonte temporale di 3 mesi e di stress combinato a 45 giorni prevedendo, in tal modo, un sistema di pre-allerta in caso di avvicinamento al limite in condizioni normali.

Il monitoraggio di liquidità di breve termine e infra-giornaliero è integrato da un'analisi di stress che ipotizza tre scenari:

Italy's Downgrade: con impatti negativi sulla capacità del Gruppo di effettuare raccolta sul mercato cartolare e interbancario. Si ipotizza, inoltre, una riduzione dei cash inflows dovuti a uno scenario di Default Flows e un tiraggio per le linee di credito concesse alla clientela:

– la counterbalancing capacity subisce una significativa variazione negativa di valore;

  • Name Crisis: con impatti negativi sulla capacità del Gruppo di effettuare raccolta sul mercato cartolare, retail e interbancario. Si ipotizzano, inoltre, maggiori deflussi relativi alla raccolta a vista e un ritardo negli incassi o un loro mancato realizzo sull'orizzonte infra – giornarliero:
    • la counterbalancing capacity subisce una variazione negativa e si hanno effetti anche sui titoli emessi da Mediobanca (ABS e Covered Bond);
  • Combinato: scenario combinato tra Name Crisis e Italy's Downgrade.

In aggiunta a quanto sopra riportato, con periodicità settimanale il Gruppo predispone la segnalazione della posizione di liquidità richiesta dalla Banca d'Italia; il report Maturity Ladder, compilato secondo le indicazioni dell'Autorità di Vigilanza, oltre a mettere in evidenza le principali operazioni in scadenza nell'arco dei tre mesi successivi alla data di riferimento, è integrato da un riepilogo delle attività del Gruppo stanziabili presso la Banca Centrale.

Il monitoraggio della liquidità strutturale, invece, si pone l'obiettivo di verificare un adeguato equilibrio finanziario della struttura per scadenze sull'orizzonte temporale superiore ad un anno. Il mantenimento di un rapporto adeguato fra attività e passività a medio-lungo termine è finalizzato anche ad evitare pressioni future sul breve termine. Le modalità operative adottate analizzano i profili di scadenza dell'attivo e del passivo a medio/lungo termine, verificando che in media i flussi cumulati in entrata coprano quelli in uscita sull'orizzonte temporale oltre 1 e 3 anni.

Nel corso dell'esercizio, entrambi gli indicatori di liquidità gestionale, sia quello di breve che quello di lungo termine, hanno mostrato che il Gruppo ha mantenuto stabilmente un adeguato livello di liquidità.

A partire da quest'anno diventa obbligatorio il rispetto del requisito minimo per il coefficiente netto di finanziamento (Net Stable Funding Ratio – NSFR) (34) che si affianca al requisito minimo di copertura della liquidità di breve termine (Liquidity Coverage Ratio – LCR) (35). Entrambi gli indicatori sono inclusi nel Group Risk Appetite Framework e si sono sempre mantenuti al di sopra dei limiti interni e regolamentari.

Nel dettaglio, il dato di LCR al 30 giugno 2021 è pari al 158% con un dato medio annuo del 159%, inclusa la stima prudenziale dei "deflussi aggiuntivi per altri prodotti e servizi" in ottemperanza all'art. 23 del Regolamento Delegato (UE) 2015/61. L'indicatore ha mostrato una variabilità contenuta attorno al suo valore medio, conseguenza, di una gestione attiva del Group Treasury finalizzata al raggiungimento del valore obiettivo espresso dal management. In un contesto di disponibilità elevata di liquidità, il Group Treasury ha governato le attività altamente liquide cercando di coniugare le strategie commerciali con la necessità di disporre sempre di uno strumento adeguato, nella quantità e qualità, di mitigazione del rischio in uno scenario macroeconomico ancora minacciato da possibili inasprimenti causati dalla pandemia Covid-19. Al fine di rafforzare la propria posizione di liquidità e di portare avanti le proprie strategie di raccolta, il Gruppo ha aderito ad alcune delle iniziative di politica monetaria avviate lo scorso anno dalla BCE (successivamente prorogate) con la finalità di contrastare la crisi Covid-19. Sono state rimborsate le posizioni relative al programma T-LTRO II con sottoscrizione e incremento del finanziamento BCE appartenente

( 34) Direttiva (UE) 2019/878 (c.d. CRD V) e Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. CRR2).

( 35) Regolamento Delegato (EU) 2015/61 e sui supplementi/modifiche.

al programma T-LTRO III. Se da una parte si sono colte le opportunità offerte dai governi, dall'altra si è fatto affidamento sulle proprie affermate posizioni di mercato. Portando avanti le strategie del Gruppo, si è segnato un significativo aumento della raccolta della divisione Wealth Management che ha contribuito a stabilizzare il costo della raccolta, a diversificare le fonti di provvista per migliorare la resilienza della Banca al protrarsi di situazioni di difficoltà e ad allungare il profilo per scadenza della raccolta stessa. Il buon esito di queste iniziative è apprezzabilmente sintetizzato nel livello raggiunto dal coefficiente netto di finanziamento stabile.

L'indicatore NSFR a giugno 2021, calcolato secondo il Regolamento (UE) 2019/876, è pari a 116%, significativamente maggiore rispetto al valore di 109% registrato al 30 giugno 2020, calcolato secondo le istruzioni del Comitato di Basilea. Questo incremento, oltre che essere diretta conseguenza delle iniziative precedentemente illustrate, deriva dall'applicazione del nuovo Regolamento. Quest'ultimo, ha consentito di beneficiare della variazione di alcune ponderazioni, dell'ampliamento della definizione degli asset considerati di elevatissima qualità (introdotta dall'Unione Europea con il Regolamento Delegato (EU) 2015/61) e della determinazione degli impegni degli asset legati ad emissioni bancarie garantite.

La sostenibilità degli indicatori sopra citati, in quanto inclusi nel Group Risk Appetite Framework, viene analizzata anche nella definizione del Group Funding Plan, attraverso l'analisi prospettica su un orizzonte temporale di almeno tre anni, con un monitoraggio e aggiornamento semestrale. Nel medesimo contesto, è svolto un esercizio di stress multirischio che si basa sull'analisi di scenario. Definito uno scenario di stress, che può coinvolgere il Gruppo, se ne valutano gli impatti simultanei, tenendo conto delle interrelazioni fra i rischi e della capacità di adattare le strategie di business definite in sede di budget al nuovo contesto di riferimento.

Ai precedenti indicatori si aggiunge un modello di governo degli eventi definito Contingency Funding Plan (descritto nel "Regolamento") da attivare in caso di crisi seguendo una procedura approvata dal Consiglio di Amministrazione.

L'obiettivo perseguito dal "Contingency Funding Plan" è quello di assicurare in modo tempestivo l'attuazione di interventi efficaci volti a far fronte ad una crisi di liquidità, attraverso l'identificazione puntuale di soggetti, poteri, responsabilità, procedure di comunicazione ed i relativi criteri per la

reportistica, che mirano ad incrementare le probabilità di superamento con successo dello stato di emergenza. Tale scopo viene raggiunto principalmente attraverso l'attivazione di un modello operativo straordinario e di governo della liquidità, supportato da una coerente comunicazione interna ed esterna e da una serie di indicatori specifici.

Per l'identificazione tempestiva di uno stato di "Contingency" è stato predisposto un sistema di segnali di pre-allarme ("EWI - Early Warning Indicators") per monitorare le situazioni che possono generare un deterioramento della posizione di liquidità derivante sia da fattori esterni e/o da dinamiche idiosincratiche al Gruppo.

Dai paragrafi precedenti si evince come le analisi di stress siano un fondamentale strumento di gestione per il rischio di liquidità. Il rischio di liquidità si manifesta con minore frequenza ma con impatti significativi e occorrono strumenti per diagnosticare le vulnerabilità del Gruppo su diversi orizzonti temporali. I risultati degli stress test sono, pertanto, principalmente utilizzati per:

  • definire le strategie di raccolta del Funding Plan e più in generale delle attività di pianificazione (profilo di liquidità degli assets e delle liabilities);
  • valutare l'adeguatezza del sistema dei limiti e costituire occorrenze significative per il processo di revisione periodico dei limiti stessi;
  • fornire supporto alla declinazione delle azioni da intraprendere nella gestione di stati operativi di crisi o di stress.

I fattori di mitigazione del rischio di liquidità adottati dal Gruppo Mediobanca sono:

  • un adeguato livello di attività di alta qualità prontamente liquidabili per far fronte a squilibri, anche prolungati nel tempo, di liquidità;
  • una puntuale attività di pianificazione della liquidità di breve e di lungo periodo, affiancata da una qualificata attività di previsione e monitoraggio;
  • un framework di stress test robusto e costantemente aggiornato;
  • un'efficiente "Contingency Funding Plan", per identificare gli stati di crisi e le azioni da attivare in tali circostanze, tramite un'affidabile sistema di indicatori di pre-allarme.

Nel corso dell'esercizio il ricorso alla raccolta cartolare è stato contenuto limitandosi a sostituire le operazioni in scadenza (3.100 milioni, incluso i riacquisti sul mercato) con nuove emissioni (2.800 milioni) di cui 750 milioni secured attraverso un covered bond con sottostante mutui CheBanca! e 1.350 milioni unsecured (1.100 milioni senior preferred e 250 milioni subordinati Tier2). Per contro è aumentato il ricorso ai programmi di finanziamento della Banca Centrale (T-LTRO da 5.700 a 7.500 milioni) ed ai depositi Wealth Management (aumentati da 23.807 a 25.210 milioni guidati da CheBanca! in crescita di 1.643 milioni che compensano il leggero calo dei depositi Private Banking) con l'obiettivo di tenere sotto controllo il costo della raccolta.

Al 30 giugno la counterbalancing capacity è pari a 11,2 miliardi (36) in diminuzione rispetto allo scorso anno (13,3 miliardi) principalmente per il maggior ricorso alla raccolta secured (T-TLRO e nuove emissioni covered). L'ammontare di titoli disponibili consegnabili a pronti in BCE per ottenere immediatamente liquidità ammonta a 9 miliardi. Il saldo del collaterale stanziato presso la Banca Centrale è pari a 11,6 miliardi, di cui circa 4,1 miliardi immediatamente disponibili a pronti ma non utilizzati e, pertanto, rientranti nella counterbalancing capacity.

( 36) Il dato è prontamente risalito a circa 12 miliardi nei primi giorni di luglio.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Voci/Scaglioni temporali A vista Da oltre
1 giorno a
7 giorni
Da oltre
7 giorni a
15 giorni
Da oltre
15 giorni a
1 mese
Da oltre
1 mese fino
a 3 mesi
Da oltre
3 mesi fino
a 6 mesi
Da oltre
6 mesi fino
ad 1 anno
Da oltre
1 anno fino
a 5 anni
Oltre
5 anni
Durata
indeter
minata
Attività per cassa 6.005.160 2.370.627 713.505 1.109.976 3.440.073 3.264.657 6.104.62331.068.31914.301.808 240.846
A.1 Titoli di Stato 875 788 1.638 39.066 17.777 359.805 867.185 4.861.535 1.639.981
A.2 Altri titoli di debito 1.123 1.191 21.315 1.433 400.474 73.172 615.108 1.637.481 1.154.883
A.3 Quote O.I.C.R. 23.597
A.4 Finanziamenti 5.979.565 2.368.648 690.552 1.069.477 3.021.822 2.831.680 4.622.33024.569.30311.506.944 240.846
– Banche 2.190.505 1.707.759 276.504 196.538 64.037 95.746 121.338 1.514.288 348.316 236.789
– Clientela 3.789.060 660.889 414.048 872.939 2.957.785 2.735.934 4.500.99223.055.01511.158.628 4.057
Passività per cassa 20.975.636 2.098.810 595.675 1.010.848 1.384.015 2.161.858 9.154.08821.720.148 4.121.552
B.1 Depositi e conti correnti 19.963.975 2.073.539 240.120 609.105 776.030 839.528 1.270.728 179.040 5.000
– Banche 417.416
– Clientela 19.546.559 2.073.539 240.120 609.105 776.030 839.528 1.270.728 179.040 5.000
B.2 Titoli di debito 934 20.086 212.520 16.554 188.562 516.837 2.847.40810.956.462 3.792.233
B.3 Altre passività 1.010.727 5.185 143.035 385.189 419.423 805.493 5.035.95210.584.646 324.319
Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con
scambio di capitale
– posizioni lunghe 535.373 418.909 29.271 1.008.394 2.462.877 563.704 1.516.368 2.136.204 824.077
– posizioni corte 74.776 156.816 14.219 1.129.886 1.424.970 569.683 1.515.427 2.841.078 498.384
C.2 Derivati finanziari senza
scambio di capitale
– posizioni lunghe 3.489.096 8.300 10.983 3.961 39.561 53.251 124.965
– posizioni corte 3.461.574 1.233 2.003 5.950 20.817 52.585 87.659
C.3 Depositi e finanziamenti
da ricevere
– posizioni lunghe 1.802.985 69.813 77.258 62.715 145.447 77.793 232.539
– posizioni corte 300.000 230.557 — 1.313.210 624.783
C.4 Impegni irrevocabili a
erogare fondi (*)
– posizioni lunghe 1.455 1 8 55.781 1.534.415 19.352 61.724 685.213 1.006.653
– posizioni corte 1.958.473 16.276 132.815 133.277 160.041 77.576 165.010 721.136
C.5 Garanzie finanziarie
rilasciate
2.321 70 350 800 1.240 3.320 43.888 1.882
C.6 Garanzie finanziarie
ricevute
C.7 Derivati creditizi con
scambio di capitale
– posizione lunghe 171.810 111.000 1.799.407 331.807
– posizione corte 7.000 219.310 107.000 1.923.164 157.550
C.8 Derivati creditizi senza
scambio di capitale
– posizione lunghe 1.040.222
– posizione corte 1.104.953
1 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie
-------------------------------------------------------------------------------------------------- -- -- --

(*) La voce include vendite di protezione perfettamente bilanciate da acquisiti di pari importo.

1.5 RISCHI OPERATIVI

Definizione

Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure e sistemi informativi, da errori umani o da eventi esterni.

Requisito di Capitale

A fronte del rischio operativo Mediobanca adotta il Basic Indicator Approach ("BIA") per il calcolo del requisito patrimoniale applicando il coefficiente regolamentare del 15% della media triennale dell'indicatore rilevante. In base al metodo di calcolo indicato il requisito patrimoniale al 30 giugno 2021 è pari a 329,8 milioni, in lieve crescita rispetto allo scorso anno (323 milioni).

Mitigazione dei rischi

I rischi operativi sono presidiati a livello di Capogruppo e delle principali controllate dalla struttura Operational Risk Management collocata nella funzione Risk Management.

Sulla base della Politica di gestione dei rischi operativi di Gruppo ed in coerenza al principio di proporzionalità, in Capogruppo e nelle principali controllate sono definiti e attuati i processi di individuazione e valutazione dei rischi operativi, di raccolta e analisi dei dati di perdita e di mitigazione dei rischi operativi.

In base alle evidenze raccolte, le azioni di mitigazione dei rischi operativi di maggior rilievo sono costantemente proposte, avviate e monitorate.

Le perdite operative registrate nel corso dell'esercizio sono contenute e hanno una scarsa incidenza sul margine di intermediazione (circa l'1%).

Relativamente alle differenti classi di rischio operativo, si riporta nel seguito la composizione percentuale delle tipologie di evento (Event type Basilea II) del Gruppo.

Event Type % su Total Loss
Clients, products and business practices 81%
Execution, delivery and process management 11%
External fraud 5%
Employment practices and workplace safety 2%
Other 1%

La maggior parte delle perdite operative deriva dall'Event Type "Clients, products and business practices" che include le perdite derivanti da contestazioni o contenziosi con la clientela retail per condizioni economiche o tassi di interesse applicati su prodotti di finanziamento, in tale classe incide particolarmente l'accantonamento Lexitor inclusi i rimborsi effettuati. La seconda categoria per ammontare delle manifestazioni di perdita corrisponde ai rischi di processo "Execution, delivery and process management". A seguire si registrano frodi esterne su prodotti di finanziamento retail (contraffazione documentale e carte), per cui sono state intraprese azioni di mitigazione che mantengono il fenomeno ad un livello fisiologico. Le spese straordinarie necessarie per fronteggiare la pandemia, garantendo la continuità del business, rientrano nella classe "System failures and business interruption" (compresa all'interno dell'Event Type "Other").

Benché non abbiano generato perdite di rilievo, si evidenzia l'incremento di alcune fattispecie (classi) di rischio operativo, quali l'IT & Cyber Risk e l'Oustourcing Risk, oltre al Conduct Risk che tuttavia riflette un tema dell'intero settore. Conseguentemente sono stati rafforzati i framework di monitoraggio in coordinamento con le altre funzioni di controllo.

In termini di Business Lines, le perdite da rischi operativi risultano maggiori nel Consumer, mentre sono molto contenute nel Wealth Management, benché potenzialmente in crescita in virtù dell'intensificarsi di normative e di orientamenti che espongono a rischi di Conduct e della crescita dei canali e delle reti commerciali.

Rimane inoltre il rischio potenziale di eventi low frequency e high severity, connaturati a business caratterizzati da transazioni non standard e di elevate dimensioni, come il CIB ed in parte il Wealth Management.

* * *

Altri rischi

Nell'ambito del processo di autovalutazione dell'adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica necessaria a svolgere la regolare attività bancaria (ICAAP) il Gruppo, oltre ai rischi in precedenza descritti (rischio di credito e controparte, di mercato, di tasso di interesse, di liquidità ed operativo), ha individuato come rilevanti le seguenti tipologie:

  • rischio di concentrazione, inteso come quello derivante dalla concentrazione delle esposizioni verso singole controparti o gruppo di controparti connesse (rischio di concentrazione c.d. "single name") e verso controparti appartenenti al medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica (rischio di concentrazione geo-settoriale);
  • rischio strategico, ossia l'esposizione a variazioni attuali e prospettiche della redditività rispetto alla volatilità dei volumi o a cambiamenti nei comportamenti della clientela (rischio di business), nonché come rischio attuale e prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da discontinuità aziendali legate a nuove scelte strategiche adottate, da decisioni aziendali errate o da attuazione inadeguata di decisioni (rischio strategico puro);
  • rischio da investimenti azionari nel portafoglio bancario "Hold to collect and sell" ("HTC&S"), relativo alla potenziale riduzione di valore delle partecipazioni azionarie, quotate e non quotate, incluse nel portafoglio HTC&S a causa di movimenti sfavorevoli nei mercati finanziari o al downgrade di controparti (laddove non già considerati in altre categorie di rischio);
  • rischio sovrano, relativo al potenziale downgrade di Stati, o Banche centrali nazionali verso cui il Gruppo è esposto;
  • rischio compliance, riconducibile alla possibilità di incorrere in sanzioni, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza di violazioni di norme o di autoregolamentazione interna;
  • rischio di reputazione, legato alla flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell'immagine della Banca da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori o autorità di vigilanza.

I rischi sono monitorati attraverso apposite funzioni interne (risk management, pianificazione e controllo, compliance, internal audit) ed appositi comitati di Direzione.

* * *

ESG e Climate Change

Consapevole della crescente rilevanza delle tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG) per i propri stakeholders, a partire dall'esercizio 2018-2019, Mediobanca ha avviato un percorso per la definizione di un framework di Risk Assessment e Reporting per i rischi ESG e Climate Change, cui è seguita un'analisi del contesto di riferimento finalizzata a identificare quelli potenzialmente rilevanti per il Gruppo secondo l'approccio proposto dalla TCFD (37).

Alla luce di un quadro regolatorio in forte e rapida evoluzione e dell'adozione da parte della Commissione Europea di un ambizioso pacchetto di misure finalizzate a favorire i flussi di capitale verso attività sostenibili in tutta l'Unione, il Gruppo Mediobanca all'inizio nel 2021 ha avviato un programma di integrazione dei rischi ESG, di disclosure e sostenibilità finanziaria dei prodotti e di adeguamento alla tassonomia europea. Il programma "ESG Program" prevede un percorso di adeguamento progressivo (che continuerà anche nell'esercizio 2021-2022) alle nuove normative in materia ESG declinato in tre ambiti progettuali: Proprietà, Clientela e Mercati e Non Financial Disclosure.

  • Il filone Proprietà si focalizza sul percorso di adeguamento ai seguenti regolamenti: ECB Guide on climate related and environmental risk e EBA Guidelines on Loan Origination and Monitoring e sull'integrazione dei criteri ESG nei processi di gestione credito e degli investimenti, nonché – in senso lato – nella strategia di business.
  • Il cantiere Clientela e Mercati attiene principalmente il recepimento del Regolamento UE 2019/2088 Sustainable finance disclosure regulation (SFDR).
  • Il cantiere Non Financial Disclosure ha, infine, come fulcro l'applicazione della tassonomia europea a livello di Gruppo (Regolamento UE 2020/852), partendo dall'identificazione delle linee di business maggiormente impattate dalla normativa per procedere quindi all'adeguamento degli obblighi di disclosure (i cui criteri sono peraltro ancora in corso di definizione).

Inoltre, in coerenza con gli obiettivi relativi alla lotta al cambiamento climatico inseriti nel Piano Strategico, è stata definita la nuova Politica

( 37) Per approfondimento si veda il paragrafo 3.3 Compliance, controllo interno e gestione dei rischi e il paragrafo 8.1 Politiche e rischi rilevanti della Dichiarazione Non Finanziaria.

ESG di Gruppo che recepisce dettagliate linee guida settoriali introducendo limitazioni verso operatori aventi un impatto negativo sul clima (38).

Infine, nell'ottica di creare valore nel lungo termine per finanziare la crescita sostenibile senza rinunciare al profitto, il Gruppo riconosce l'importanza di un'equilibrata distribuzione del valore generato dalla propria attività nei confronti dei propri stakeholder, valore che gli stessi, direttamente o indirettamente, hanno contribuito a produrre e per questo motivo il Gruppo Mediobanca ha deciso di pubblicare il Valore economico, generato e distribuito calcolato secondo le istruzioni dell'Associazione Bancaria Italiana attraverso la riclassificazione delle voci di conto economico consolidato (39).

* * *

Brexit

Il 30 dicembre 2020 è stata firmata l'intesa sulle future relazioni tra il Regno Unito e l'UE, ratificata da parte del Parlamento Europeo nell'aprile del 2021 sebbene già applicata in via provvisoria dal 1° gennaio 2021 su autorizzazione del Consiglio della UE. Per i servizi finanziari l'intesa non prevede un accesso reciproco ai mercati più ampio di quanto stabilito negli accordi dell'Unione con altri partner commerciali. Alla fine di marzo 2021 UE e Regno Unito hanno inoltre stipulato un accordo di cooperazione regolamentare in materia finanziaria, il quale tuttavia non sostituisce il cd. passaporto per i servizi bancari e finanziari.

Il Gruppo Mediobanca attualmente opera nel Regno Unito, sia mediante la Succursale di Londra sia su base transfrontaliera, grazie al cd. Temporary Permissions Regime (TPR) concesso dalla Financial Conduct Authority, che consente al Gruppo di continuare a svolgere le attuali attività come se fosse formalmente autorizzata. A tale riguardo, è previsto che entro il 2022 Mediobanca avvii il processo formale volto a ottenere una vera e propria autorizzazione da parte della Financial Conduct Authority ad operare nel Regno Unito come impresa di paese terzo. Mediobanca ha inoltre intrapreso una serie di iniziative, nel rispetto delle indicazioni della BCE, per far

( 38) Per approfondimenti si può fare riferimento alla Politica ESG di Gruppo pubblicata sul sito istituzionale https://www.mediobanca.com/static/ upload_new/pol/politica-esg.pdf

( 39) Per approfondimento si veda il paragrafo 7.1 Valore economico generato e distribuito della Dichiarazione Non Finanziaria.

fronte al divieto di servire clientela dell'UE dal Regno Unito, tra cui il trasferimento di alcuni dipendenti di front office, incluse figure ritenute chiave, dalla Succursale di Londra agli uffici dell'UE (15 in tutto nel corso del 2020). Permangono tuttavia alcune incertezze nell'applicazione di talune norme in materia di mercati (ad esempio shares/derivatives trading obligations), rispetto alle quali sono state adottate specifiche soluzioni al fine di assicurare il rispetto delle nuove regole. Il numero di risorse totali della Succursale, pari a 89 al 30 giugno 2020, è sceso a 76 al 31 dicembre 2020 e a 73 al 30 giugno 2021. Si sottolinea che l'attività del Gruppo rimane relativamente contenuta in UK (circa 3% del totale dei ricavi).

Per quanto riguarda la controllata Cairn Capital Limited (società UK di gestione di fondi alternativi), quest'ultima ha delegato la gestione dei propri fondi a un gestore di fondi irlandese (Carne Global Fund Managers Ireland Limited), il quale ha a sua volta effettuato una sub-delega di gestione in favore di Cairn, tale per cui Cairn continuerà ad occuparsi delle strategie di investimento e della gestione del portafoglio di tali fondi. L'attività di marketing dei fondi sarà invece svolta da una società in via di costituzione, facente capo a Cairn.

Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato

SEZIONE 1

Il patrimonio consolidato

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

B.1 Patrimonio contabile consolidato: ripartizione per tipologia di impresa (*)
Voci del patrimonio netto Consolidato
prudenziale
Imprese di
assicurazione
Altre
imprese
Elisioni e
aggiustamenti
Totale di cui:
Terzi
da
consolidamento
1. Capitale sociale 460.269 460.269 16.629
2. Sovraprezzi di emissione 2.197.454 — 2.197.454 1.848
3. Riserve 6.921.421 — 6.921.421 69.919
4. Strumenti di capitale
5. (Azioni proprie) (216.736) (216.736)
6. Riserve da valutazione: 929.523 929.523 (1.707)
- Titoli di capitale designati al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
126.899 126.899
- Copertura di titoli di capitale designati
al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- Attività finanziarie (diverse dai titoli
di capitale) valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
48.854 48.854
- Attività materiali
- Attività immateriali
- Copertura di investimenti esteri (5.660) (5.660)
- Copertura dei flussi finanziari (17.553) (17.553) (1.521)
- Strumenti di copertura [elementi non
designati]
- Differenze di cambio 864 864 (1)
- Attività non correnti e gruppi di attività
in via di dismissione
- Passività finanziarie designate al fair
value con impatto a conto economico
(variazioni del proprio merito creditizio)
(6.413) (6.413)
- Utili (Perdite) attuariali su piani
previdenziali a benefici definiti
(7.526) (7.526) (185)
- Quota delle riserve da valutazione delle
partecipazioni valutate a patrimonio netto
780.426 780.426
- Leggi speciali di rivalutazione 9.632 9.632
7. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-)
del gruppo e di terzi
809.199 809.199 1.623
Totale 11.101.130 — 11.101.130 88.312

(*) Include il consolidamento a patrimonio netto di Compass RE (imprese di assicurazione) e Ricerche e Studi, Compass Rent e MBContact Solutions (altre imprese).

Attività/valori Consolidato
prudenziale
Imprese di
assicurazione
Altre
imprese
Elisioni e
aggiustamenti da
consolidameno
Totale
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
1.Titoli di debito 50.035 (1.181) 50.035 (1.181)
2. Titoli di capitale 131.417 (4.518) — 131.417 (4.518)
3. Finanziamenti
Totale
30 giugno 2021
181.452 (5.699) — 181.452 (5.699)
Totale
30 giugno 2020
85.296 (13.747) 85.296 (13.747)

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

Titolo di
debito
Titoli di
capitale
Finanziamenti Totale
1. Esistenze iniziali 8.771 62.778 71.549
2. Variazioni positive 52.902 66.468 119.370
2.1 Incrementi di fair value 45.451 66.468 111.919
2.2 Rettifiche di valore per rischio di credito
2.3 Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 7.451 7.451
2.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto
(titoli di capitale)
2.5 Altre variazioni
3. Variazioni negative 12.819 2.347 15.166
3.1 Riduzioni di fair value 1.782 1.830 3.612
3.2 Riprese di valore per rischio di credito 1.675 1.675
3.3 Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo 9.362 517
3.4 Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto
(titoli di capitale)
3.5 Altre variazioni
4. Rimanenze finali 48.854 126.899 175.753

I fondi propri e i coefficienti di vigilanza bancari

Il Gruppo Mediobanca si è da sempre contraddistinto per la forte solidità patrimoniale con ratios costantemente al di sopra delle soglie regolamentari, come risulta dagli ottimi risultati del recente stress test EBA 2021, dall'ampio margine individuato dal processo di autovalutazione dell'adeguatezza patrimoniale (cd. ICAAP – Internal Capital Adequacy Assessment Process) e da quella svolta dal Supervisor nell'ambito del processo SREP.

Mediobanca è tenuta a detenere un livello di CET1 ratio su base consolidata del 7,94% (1 ), incluso 2,50% di riserva di conservazione del capitale e 0,9375% di requisito aggiuntivo di Pillar 2 ("P2R"), ossia il 75% dell'1,25% richiesto a livello di Overall Capital Requirement (OCR) che è pari all' 11,75%. Tali requisiti restano invariati rispetto allo scorso anno, in generale infatti la BCE, alla luce della situazione pandemica, ha preferito limitarsi a considerazioni qualitative sul profilo di rischio corrente e prospettico senza modificare la quantificazione.

2.1 Ambito di applicazione della normativa

Nell'ambito del nuovo corpus normativo sulla vigilanza prudenziale e sul governo societario delle banche, che si compone della direttiva sul "Capital Requirements Directive IV" (CRD IV), del Regolamento sulla "Capital Requirements Regulation" (CRR/CRR2) emanato dal Parlamento Europeo a partire dal 2013 e recepito in Italia dalla circolare Banca d'Italia n. 285 e dei successivi aggiornamenti, nel dettaglio il Gruppo:

  • è stato autorizzato dalla BCE all'applicazione del regime transitorio ex art. 471 sulla partecipazione in Assicurazioni Generali;
  • applica l'approccio statico per mitigare l'effetto della prima adozione dell'IFRS9 nel quinquennio 2019-2024 (2 ),

( 1 ) Il calcolo non include la riserva di capitale anticiclica e l'indicazione P2 Guidance.

( 2 ) Come previsto dal Regolamento (UE) 2017/2395 "Disposizioni transitorie volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione dell'IFRS9 sui fondi propri", con l'introduzione del nuovo articolo 473 bis "Introduzione dell'IFRS9".

Per contro il Gruppo ha deciso di non avvalersi delle nuove misure ex Covid-19 relative a estensione del regime transitorio delle maggiori rettifiche ex IFRS9, sterilizzazione delle riserve da valutazione sui titoli di stato ed esclusione di alcune esposizioni verso banche centrali ai fini del calcolo del leverage ratio.

Nel corso dell'esercizio sono state inoltre applicate le seguenti novità normative:

  • ponderazione al 100% delle attività immateriali sottoforma di software ( 3 ) il cui periodo di ammortamento è non superiore ai 3 anni, in luogo della precedente deduzione diretta dal patrimonio;
  • introduzione di un limite di concentrazione più stringente, il 25% è infatti calcolato sul Tier1 capital in luogo dell'Eligible Capital, che per il Gruppo corrispondeva al Total capital;
  • introduzione delle nuove regole per il calcolo dell'Exposure at default (EAD) ai fini del rischio di controparte e del Credit Value Adjustment (CVA) in strumenti finanziari derivati; la metodologia applicata dal Gruppo, ai sensi degli articoli 271 e seguenti della CRR2, è lo Standardized Approach for Counterparty Credit Risk (SA - CCR) in luogo del precedente Current Exposure Method (CEM); l'aggravio di tale novità normativa è stato compensato dall'applicazione dell'esenzione dal calcolo del requisito in materia di Credit Value Adjustment (CVA) per le esposizioni verso controparti corporate secondo quanto previsto dall'articolo 382 della CRR;
  • passaggio ad un trattamento prudenziale più stringente per le esposizioni in Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR rappresentate da Fondi e SICAV) basato sui rischi effettivi degli investimenti sottostanti (cd. "look through"), secondo quanto previsto agli articoli 132 e seguenti della CRR2.

Viene meno infine la norma temporanea sulla minor ponderazione ai fini della Prudent Valuation introdotta ex Covid-19 (4 ).

( 3 ) Trattamento prudenziale in linea con quanto previsto dal Regolamento delegato (UE) 2020/2176 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 22 dicembre, con entrata in vigore a partire dalla segnalazione riferita al 31 dicembre 2020 (il nuovo trattamento era già stato introdotto nel 2019 con l'approvazione della CRRII ed in seguito ripreso nel pacchetto Quick fix in risposta all'attuale contesto).

( 4 ) Il Regolamento delegato (UE) n. 101/2016, modificato lo scorso 28 maggio 2020 dalla Commissione Europea, fissava il fattore di aggregazione "α" al 66%, applicabile fino al 31 dicembre 2020.

2.2 Fondi propri bancari

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Il Common Equity Tier1 (cd. CET1) riflette la quota di pertinenza del Gruppo e dei terzi del capitale versato, delle riserve, incluso l'utile d'esercizio (807,6 milioni) al netto del dividendo proposto (569,2 milioni). La quota di riserve relativa ai titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva salda a 1.181,9 milioni, di cui 1.006,2 milioni rinvenute dal consolidamento ad equity di Assicurazioni Generali e 27 milioni su titoli di Stato. Il Consiglio di Amministrazione proporrà all'Assemblea un dividendo di €0,66 per azione corrispondente ad un pay-out del 70%, che dovrà essere approvato da BCE secondo quanto previsto dalle recenti disposizioni del 23 luglio scorso.

Le deduzioni riguardano:

  • azioni proprie per 267,1 milioni, corrispondenti al 2,8% del capitale sociale, tenuto conto che 1,7 milioni di azioni sono state utilizzate per l'assegnazione di performance share;
  • attività immateriali per 141 milioni in lieve calo rispetto alle deduzioni dello scorso anno (152,4 milioni) per la nuova modalità di trattamento del software;
  • avviamenti per 602,4 milioni in riduzione (666,5 milioni) per gli aggiustamenti sui goodwill, in particolare su Messier et Associés e RAM;
  • variazioni prudenziali relative alle valorizzazioni degli strumenti finanziari (cd. AVA e DVA) per 80,3 milioni (46 milioni);
  • interessenze significative in società finanziarie (imprese bancarie ed assicurative) per 2.056,3 milioni, di cui 1.787,7 milioni relativi alla partecipazione in Assicurazioni Generali e 124,1 milioni relativi alla controllata Compass RE; rispetto allo scorso anno (990,8 milioni) si scontano maggiori deduzioni per il più stringente limite di concentrazione.

Non sono stati emessi strumenti di Additional Tier1 (cd. AT1).

Il capitale di classe 2 (Tier2) include le passività subordinate, in calo nell'esercizio da 1.225,1 a 1.167,3 milioni per effetto dell'ammortamento di periodo (299,2 milioni) in gran parte assorbito dalla nuova emissione (250 milioni) (5 ). Nessun prestito subordinato di classe 2 (Tier2) beneficia del grandfathering ex art. 483 della CRR e seguenti.

Emissione 30 giugno 2021
ISIN Valore nominale Valore computato (*)
MB Subordinato Mar 29 XS1579416741 50.000 48.502
Mediobanca Mc Nv30 Sub Tier2 Call Eur XS2262077675 249.250 241.327
MB OPERA 3.75 2026 IT0005188351 299.031 289.440
MB Valore a Tasso Variabile con minimo 3% annuo 2025 IT0005127508 499.271 411.280
MB CARATTERE 5,75% 2023 Lower Tier 2 IT0004917842 499.909 176.708
Totale titoli subordinati 1.597.461 1.167.258

(*) Il valore computato differisce dal book value per le componenti di fair value e costo ammortizzato nonché per gli impegni di riacquisto.

Nel Tier2 rientra anche la differenza tra le maggiori rettifiche di valore contabili rispetto alle perdite attese prudenziali calcolate con i modelli avanzati (cd. "buffer"): l'ammontare positivo si attesta a 106,8 milioni; il valore computato, pari a 66,7 milioni, è pressoché in linea con quello dello scorso anno (71 milioni), potendo computare al massimo l'importo corrispondente alla soglia regolamentare pari allo 0,6% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio calcolati con i modelli avanzati (ex art. 159 CRR).

( 5 ) A novembre 2020 è stato emesso l'inaugurale Tier2 istituzionale per nominali 250 milioni, con scadenza 10 anni e call dopo 5 a favore dell'emittente; il pricing è pari ad euribor 3m non floorato + 288bps (cedola fissa del 2,3%). Il deal ha raccolto una notevole domanda pari a dieci volte l'ammontare emesso, con oltre il 70% distribuito presso investitori esteri.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

30 giugno 2021 30 giugno 2020
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) prima
dell'applicazione dei filtri prudenziali 10.480.710 9.691.998
di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) (47.932) (290)
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio
(A +/- B) 10.432.778 9.691.708
D. Elementi da dedurre dal CET1 (3.935.089) (3.523.703)
E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza
oggetto di disposizioni transitorie (*) 1.191.710 1.576.980
F. Totale Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) (C-D+/-E) 7.689.399 7.744.985
G. Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) al lordo degli elementi
da dedurre e degli effetti del regime transitorio
di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie
H. Elementi da dedurre dall'AT1
I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da
filiazioni ed inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie
L. Totale Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) (G - H +/- I)
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli
effetti del regime transitorio 1.233.946 1.296.147
di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie
N. Elementi da dedurre dal T2 (4.167) (22)
O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da
filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie
P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2) (M - N +/- O) 1.229.779 1.296.125
Q. Totale fondi propri (F + L + P) 8.919.178 9.041.110

(*) Gli aggiustamenti includono l'applicazione delle disposizioni transitorie relative all'introduzione dell'IFRS9.

2.3 Adeguatezza patrimoniale

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Al 30 giugno 2021 il Common Equity Ratio – rapporto tra il Capitale Primario di Classe1 e il totale delle attività ponderate – si attesta al 16,31%, in ulteriore aumento rispetto allo scorso esercizio (16,13%) dopo l'autofinanziamento (+50bps), minori deduzioni ex goodwill (+15bps) e maggiori riserve da valutazione dei titoli di proprietà (+20bps) solo parzialmente compensati dalle maggiori deduzioni di Assicurazioni Generali (-30bps, già al netto dell'effetto sugli RWA) e della crescita organica degli attivi a rischio (-30bps).

Nel dettaglio la flessione degli RWA (da 48 a 47,2 miliardi) riguarda principalmente la quota Assicurazioni Generali (-1,2 miliardi) a seguito delle predette novità normative sul limite di concentrazione che aumentano la quota dedotta. La crescita dei volumi del Gruppo

(+900 milioni) ed i maggiori RWA connessi alle novità normative (+300 milioni, tra rischio di controparte dei derivati e trattamento delle esposizioni in quote di OICR - Fondi e SICAV) è per gran parte assorbito dal minor apporto dalle posizioni esistenti ("ottimizzazione"); in particolare nel primo semestre dell'esercizio è stato applicato il metodo della durata finanziaria per il calcolo del requisito di mercato del rischio tasso di interesse con un sensibile risparmio di RWA (circa 490 milioni) e nell'ultimo trimestre è stata applicata l'esenzione dal calcolo del rischio di aggiustamento della valutazione del credito per le esposizioni verso controparti corporate (circa 220 milioni).

Importo
RWA al 30 giugno 2020 48.030.468
Impatti regolamentari (931.574)
di cui nuovo limite di concentrazione (partecipazione AG) (1.228.882)
di cui CRR2 (rischio credito e controparte) 297.308
Ottimizzazioni (CVA e rischio mercato) (713.697)
Effetto volumi 774.059
Corporate Investment Banking - CIB 316.108
Wholesale Banking- WS (292.732)
Specialty Finance - SF 608.840
Consumer (21.600)
Wealth Manangement - WM 265.366
Holding Functions - HF - (Leasing) 84.870
Altro PI 129.315
RWA al 30 giugno 2021 47.159.256

Movimentazione degli RWA

Il Total Capital Ratio sale dal 18,8% al 18,9%, il minor incremento rispetto al CET1 ratio è riconducibile all'ammortamento prudenziale degli strumenti Tier2.

I ratio fully loaded senza Danish Compromise, ossia con la deduzione integrale di Assicurazioni Generali (-1.115,9 milioni inclusi gli effetti indiretti) e con l'applicazione integrale dell'effetto IFRS9 (-72,4 milioni), saldano rispettivamente al 15,08% (CET1 ratio) e 17,94% (Total capital ratio) con una crescita (rispettivamente 14,50% e 17,55%) che risulta superiore in quanto non interessati dalla variazione del limite di concentrazione.

Quanto agli altri indicatori rilevanti si segnala che:

  • il Leverage ratio, calcolato senza escludere le esposizioni verso banche centrali, scende dal 9,7% al 9,1% per effetto dell'incremento delle esposizioni, in particolare in secured financing transaction, mantenendosi comunque sempre ben al di sopra del limite regolamentare del 3%;
  • il ratio MREL calcolato secondo l'approccio ibrido si conferma oltre il 38% degli RWA (6 ), ampiamente superiore al requisito minimo definito dal Single Resolution Board per l'anno 2021, pari a 21,85%, incluso il Combined buffer requirement pari al 2,51%.

( 6 ) Ratio calcolato secondo l'approccio ibrido, recentemente introdotto dal Regulator, prendendo in considerazione i fondi propri consolidati e le passività ammissibili (diverse dai fondi propri) emesse dall'entità di risoluzione verso entità esterne al gruppo di risoluzione.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Categorie/valori Importi non ponderati (7) Importi ponderati/requisiti
30 giugno 2021 30 giugno 2020 30 giugno 2021 30 giugno 2020
A. ATTIVITÀ DI RISCHIO
A.1 Rischio di credito e di controparte 71.850.055 70.911.069 40.728.331 40.933.278
1. Metodologia standardizzata 43.040.773 42.018.276 29.500.445 28.909.850
2. Metodologia basata sui rating interni 28.612.334 28.756.686 11.114.732 11.834.261
2.1 Base
2.2 Avanzata 28.612.334 28.756.686 11.114.732 11.834.261
3. Cartolarizzazioni 196.948 136.107 113.153 189.167
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA
B.1 Rischio di credito e di controparte 3.258.266 3.274.662
B.2 Rischi di aggiustamento
della valutazione del credito
18.939 43.586
B.3 Rischio di regolamento
B.4 Rischi di mercato 165.699 201.195
1. Metodologia standard 165.699 201.195
2. Modelli interni
3. Rischio di concentrazione
B.5 Altri requisiti prudenziali 329.836 322.995
1. Metodo base 329.836 322.995
2. Metodo standardizzato
3. Metodo avanzato
B.6 Altri elementi di calcolo
B.7 Totale requisiti prudenziali 3.772.740 3.842.439
C. ATTIVITÀ DI RISCHIO E COEFFICIENTI
DI VIGILANZA
C.1 Attività di rischio ponderate 47.159.256 48.030.483
C.2 Capitale primario di classe 1 / Attività di
rischio ponderate (CET1 capital ratio)
16,31% 16,13%
C.3 Patrimonio di base / Attività di rischio
ponderate (Tier 1 capital ratio)
16,31% 16,13%
C.4 Totale fondi propri / Attività di rischio
ponderate (Total capital ratio)
18,91% 18,82%

( 7 ) Nel caso della metodologia standardizzata gli "importi non ponderati" corrispondono - come previsto dalla normativa - al valore dell'esposizione che tiene conto dei filtri prudenziali, delle tecniche di mitigazione del rischio e dei fattori di conversione del credito. Nel caso della metodologia basata sui rating interni, gli "importi non ponderati" corrispondono alla "esposizione al momento del default" (EAD). Nel caso delle garanzie rilasciate e degli impegni a erogare fondi, nella determinazione dell'EAD concorrono anche i fattori di conversione del credito.

Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda

SEZIONE 1

Operazioni realizzate durante l'esercizio

Nell'esercizio non si sono effettuate nuove operazioni di aggregazione aziendale.

SEZIONE 2

Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio

Si segnala che lo scorso 31 agosto è stata perfezionata l'acquisizione delle attività di Bybrook Capital LLP ("Bybrook") tramite la controllate Cairn Capital Ltd annunciata lo scorso febbraio, avendo ricevuto l'approvazione da parte delle autorità di regolamentazione competenti. Le attività Bybrook verranno consolidate nei conti del Gruppo Mediobanca a partire dal 1 settembre 2021.

SEZIONE 3

Rettifiche retrospettive

Non si segnalano rettifiche rilevate nell'esercizio corrente relative ad aggregazioni aziendali passate.

Parte H - Operazioni con parti correlate

1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica

Per l'informativa sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategiche si rimanda alla "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti" pubblicata nel sito Mediobanca: www.mediobanca.com, nella quale vengono indicati con riferimento al gruppo Mediobanca:

  • il dettaglio analitico dei compensi corrisposti ai componenti degli organi di Amministrazione e di Controllo, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • i dettagli e l'evoluzione dei piani di Performance Shares assegnate ai componenti dell'Organo di Amministrazione, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche e dei Piani di Long Term Incentive.

Nei compensi del Gruppo sono inclusi quelli corrisposti ai dirigenti delle controllate non presenti nella Tabella pubblicata nel Bilancio separato (per un totale di 1,3 milioni).

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

La Procedura sulle Operazioni con Parti correlate, in attuazione del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010, come da ultimo modificato dalla delibera n. 21264 del 10 dicembre 2020, è stata introdotta nel 2011 ed è volta ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale delle operazioni con parti correlate realizzate direttamente o per il tramite di società controllate. Il Consiglio di Amministrazione ha di volta in volta integrato la Procedura recependo, previo parere favorevole del Comitato Parti Correlate e del Collegio Sindacale, le disposizioni in materia previste da Banca d'Italia che introducono altresì limiti prudenziali per le attività di rischio nei confronti dei Soggetti collegati; tale procedura, entrata in vigore nel dicembre 2012, è stata per l'ultima volta aggiornata lo scorso giugno. Il documento è disponibile sul sito www.mediobanca.com.

Per la definizione di parti correlate si rinvia alla Parte A Politiche Contabili della Nota Integrativa.

I rapporti con le parti correlate rientrano nella normale operatività delle società appartenenti al Gruppo, sono regolati a condizioni di mercato e posti in essere nell'interesse delle singole società. I dati sui compensi degli Amministratori e dei dirigenti strategici sono indicati in calce alla tabella.

2.rmazione finanziaria periodica: Operazioni di maggiore rilevanza

Nell'esercizio non vi sono operazioni da segnalare.

2.2 Informazioni quantitative

Nell'esercizio sono uscite dal perimetro tre gruppi, tra cui quello di Burgo (dalle collegate), che concorrono alla drastica riduzione dell'esposizione (somma delle attività e delle garanzie ed impegni) che si attesa a meno dell'1% dell'attivo complessivo; del tutto marginale anche l'apporto degli interessi attivi (circa lo 0,1% della voce).

(€ milioni)
Consiglieri
e dirigenti
strategici
Collegate Altre parti
correlate
Totale
Attività 2,1 4,1 110,1 116,3
di cui: altre attività 4,1 101,1 105,2
impieghi 2,1 9,– 11,1
Passività 23,9 108,2 132,1
Garanzie e impegni 380,– 380,–
Interessi attivi 0,7 0,5 1,2
Interessi passivi (1,8) (1,8)
Commissioni nette 49,8 49,8
Proventi (costi) diversi (42,9) (
1
)
0,4 10,9 (31,6)

Situazione al 30 giugno 2021

( 1 ) Di cui benefici a breve termine per (37,7) milioni e performance shares per (4,9) milioni. Il dato comprende le risorse inserite fra i Dirigenti con responsabilità strategiche nel corso dell'esercizio.

(€ milioni)
Consiglieri
e dirigenti
strategici
Collegate Altre parti
correlate
Totale
Attività 1,1 326,4 757,3 1.084,8
di cui: altre attività 70,4 534,8 605,2
impieghi 1,1 256,– 222,5 479,6
Passività 16,5 0,1 41,2 57,8
Garanzie e impegni 14,– 22,8 36,8
Interessi attivi 7,2 5,5 12,7
Interessi passivi (1,6) (1,6)
Commissioni nette 1,– 58,4 59,4
Proventi (costi) diversi (46,4) (
1
)
(0,1) (26,9) (73,4)

Situazione al 30 giugno 2020

( 1 ) Di cui benefici a breve termine per (40,8) milioni e performance shares per (4,4) milioni. Il dato comprende le risorse inserite fra i Dirigenti con responsabilità strategiche nel corso dell'esercizio.

Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

1. Riepilogo deleghe per aumenti di capitale a servizio degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

La tabella riepiloga le delibere con cui l'Assemblea Straordinaria della Capogruppo ha attribuito al Consiglio di Amministrazione la facoltà di aumentarne il capitale al servizio dei piani di stock options, performance stock options e performance shares:

Assemblea Straordinaria N. massimo di
azioni deliberate
Scadenza massima
delle assegnazioni
Scadenza massima
dell'esercizio
N. di opzioni e
performance shares
assegnate in essere
Piani di Performance shares
28 ottobre 2015 20.000.000 X 28 ottobre 2020 4.916.003 (
1
)

( 1 ) Relative alle assegnazioni effettuate nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.

2. Descrizione del piano di performance shares e LTI di Capogruppo

Nell'ambito degli strumenti equity da utilizzare per la remunerazione delle risorse, Mediobanca ha individuato l'opportunità di adottare un piano di performance share, approvato da ultimo dall'Assemblea degli azionisti del 28 ottobre 2020.

Il piano prevede, sotto certe condizioni, l'assegnazione gratuita di azioni Mediobanca da attribuire al termine di un periodo di vesting. Il piano si prefigge di:

  • allinearsi a quanto richiesto dalla regolamentazione per l'erogazione di una quota della remunerazione variabile in strumenti equity, su un orizzonte temporale pluriennale, assoggettata a condizioni di performance, ossia alla sostenibilità di risultati positivi nel tempo;
  • allineare gli interessi del management di Mediobanca a quello degli azionisti per la creazione di valore nel medio - lungo termine.

Al servizio di tale piano, come deliberato nell'Assemblea del 28 ottobre 2020, è prevista l'attribuzione della delega al Consiglio d'Amministrazione per aumentare gratuitamente fino a massimi 20 milioni di nuove azioni Mediobanca. Al servizio del piano possono essere utilizzate anche le n. 24.910.107 azioni proprie in portafoglio.

Nel corso dell'esercizio, sono state assegnate complessivamente 1.475.290 performance share: le azioni, condizionate a obiettivi di performance su di un orizzonte temporale triennale, o quinquennale (per i dirigenti membri del Consiglio di Amministrazione ed altro personale più rilevante) saranno rese disponibili in tranche (massime n. 663.013 nell'esercizio 2021/22, massime n. 223.451 nell'esercizio 2022/23, massime n. 300.230 nell'esercizio 2023/24, massime n. 143.689 nell'esercizio 2024/25, massime n. 132.430 nell'esercizio 2025/26, massime n. 12.477 nell'esercizio 2026/27).

Il 27 novembre 2020 sono state attribuite 1.670.800 azioni mediante consegna di azioni proprie a cui si aggiungono 76.947 azioni (di cui 30.381 tramite azioni proprie e 46.566 con esecuzione differita dell'aumento di capitale del piano 2015) distribuite a febbraio.

Successivamente al 30 giugno 2021, nell'ambito della retribuzione variabile per l'esercizio 2021, sono state assegnate 1.608.187 performance share con un costo figurativo complessivo di 12,8 milioni relativamente alla sola componente della retribuzione variabile; le azioni, condizionate ad obiettivi di performance su di un orizzonte temporale di massimo 5 anni saranno rese disponibili in tranche nel novembre del 2022 (massime n. 705.975) novembre 2023 (massime n. 272.267) novembre 2024 (massime n. 391.327) novembre 2025 (massime n. 119.558) e novembre 2026 (massime n. 119.060).

Riguardo alle altre società del Gruppo e ai loro piani di incentivi basati su strumenti patrimoniali, nel corso dell'esercizio si segnala che:

– Messier et Associés ha approvato un piano di azioni gratuite fino al 10% del capitale sociale da attribuire ai dipendenti, spesso assegnate in occasione delle promozioni e/o a scopi di retention. Alla fine del vesting period (non superiore a 2 anni) è previsto un holding period (di un anno) dopo il quale il dipendente può vendere le azioni alla Capogruppo il cui controvalore può essere regolato in azioni Mediobanca. Nel corso

dell'esercizio sono state assegnate 15.750 azioni pari al 3,1% del capitale sociale, di queste 7.500 azioni con un vesting period di un anno e le residue a due anni a cui è stato attribuito un costo figurativo di 3 milioni.

Si segnala che lo scorso 19 dicembre del 2019 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il piano di incentivazione a lungo termine (Long Term Incentive – LTI) per Amministratore Delegato e Direttore Generale di Mediobanca nonché per l'Amministratore Delegato di Compass e CheBanca! collegato al raggiungimento degli obiettivi prefissati dal piano 2019/2023.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Voci/Performance shares 30 giugno 2021 30 giugno 2020
Numero
performance
shares
Prezzi
medi
Numero
performance
shares
Prezzi
medi
A. Esistenze iniziali 5.255.453 6,98 5.081.612 6,84
B. Aumenti
B.1 Nuove emissioni 1.475.290 5,95 1.964.004 7,37
B.2 Altre variazioni
C. Diminuzioni
C.1 Annullate
C.2 Esercitate 1.747.747 6,77 1.759.772 7,02
C.3 Scadute
C.4 Altre variazioni 66.993 6,41 30.391 6,82
D. Rimanenze finali 4.916.003 6,48 5.255.453 6,98

1. Variazioni annue piani di performance shares

Parte L - Informativa di settore

PREMESSA

In base al principio IFRS8, un'impresa deve fornire le informazioni che consentono agli utilizzatori del bilancio di valutare la natura e gli effetti sullo stesso delle attività da essa intraprese ed i contesti economici nei quali opera.

È quindi necessario evidenziare il contributo dei diversi "settori operativi" alla formazione del risultato economico del Gruppo.

L'identificazione dei "settori operativi" della presente Sezione, è coerente con le modalità adottate dal Management per l'assunzione di decisioni operative e si basa sulla reportistica interna, utilizzata ai fini dell'allocazione delle risorse ai diversi segmenti e dell'analisi delle relative performance riportate nella Relazione sulla gestione a cui si rimanda per un'analisi dettagliata ed esauriente dell'andamento economico e patrimoniale delle singole business lines o settori operativi.

A. SCHEMA PRIMARIO – DISTRIBUZIONE PER SETTORI DI ATTIVITÀ

A livello di Gruppo sono state individuate le seguenti business lines:

Wealth Management (WM): raggruppa le attività di risparmio a favore delle diverse categorie di clientela gestite e di asset management. La divisione include CheBanca! che si rivolge alla clientela Affluent & Premier offrendo anche servizi bancari tradizionali; le reti Private di MBPB e CMB Monaco e le società di Asset Management (Cairn Capital, Mediobanca SGR, Mediobanca Management Company e RAM Active Investments) oltre a Spafid;

Consumer Banking (CB): offre alla clientela retail l'intera gamma dei prodotti di credito al consumo: prestiti personali, finalizzati, cessione del quinto (Compass Banca). Vi rientra anche Compass RE che riassicura i rischi legati alle polizze assicurative collocate alla clientela, Compass Rent attiva nel noleggio di beni mobili, soprattutto di veicoli usati e la neocostituita Compass Link che si occupa, tramite collaboratori esterni, della distribuzione di prodotti e servizi del Consumer;

Corporate and Investment Banking (CIB): comprende i servizi destinati alla clientela corporate nelle aree: Investment Banking (finanziamenti, advisory, attività di Capital Market) e trading proprietario, (attività svolte da Mediobanca, Mediobanca International, Mediobanca Securities e Messier et Associés) e Specialty Finance a sua volta composto da Factoring e Credit Management (incluso l'acquisto e gestione di portafogli NPL) svolto da MBFACTA e MBCredit Solutions oltre alla neo costituita MBContact Solutions;

Principal Investing (PI): amministra il portafoglio di partecipazioni e titoli azionari del Gruppo tra cui in particolare quella in Assicurazioni Generali;

Holding Functions includono, oltre a Selma BPM Leasing, MIS, Spafid Connect (1 ) e Ricerche e Studi (2 ), la tesoreria e ALM di Gruppo (con l'obiettivo di minimizzare il costo della raccolta e ottimizzare la gestione della liquidità su base consolidata, incluso il portafoglio titoli del banking book (3 )), i costi delle funzioni centrali di Gruppo tra cui, operations, funzioni di supporto (pianificazione e bilancio, segreteria societaria, investor relations, ecc), vertice aziendale e funzioni di controllo (Risk Management, Internal Audit e Compliance) per la quota non attribuibile alle business lines.

A.1 Distribuzione per settori di attività: dati economici

Si elencano di seguito i principali punti di attenzione per l'allocazione dei risultati economici:

  • il margine di interesse (4 ) è calcolato applicando i tassi interni di trasferimento coerenti con le caratteristiche finanziarie dei prodotti; il ribaltamento degli interessi figurativi avviene mediante un modello centralizzato di Funds Transfer Pricing (FTP) che attribuisce volumi e costi della liquidità in base alle durate senza differenziarli tra impiego e raccolta (c.d. bid-ask), a parità di scadenza;
  • i costi delle strutture di servizio oltre ad una parte dei costi delle funzioni di controllo sono puntualmente ribaltati dal Corporate Center (settore operativo

( 1 ) È in corso una trattativa per la cessione di un ramo d'azienda riguardante la prestazione di servizi di tenuta libri e gestione assemblee, le attività relative al ramo sono state riclassificate nella voce "Attività in via di dismissione ex IFRS5".

( 2 ) La società è stata messa in liquidazione lo scorso maggio ed il 30 luglio 2021 è stata cancellata dal Registro delle Imprese.

( 3 ) La Tesoreria di Gruppo finanzia le singole aree di business applicando tassi interni di trasferimento (curva TIT) con spread differenziato in funzione delle scadenze di utilizzo.

( 4 ) Il Gruppo presenta il dato del solo Margine di Interesse sulla base del dettato dell'IFRS8 che specifica come un'entità deve indicare separatamente interessi attivi e interessi passivi per ciascun settore oggetto di informativa a meno che la maggior parte dei ricavi del settore provengano da interessi e il Management si basi principalmente sugli interessi attivi netti per valutare i risultati del settore e prendere decisioni in merito alle risorse da allocare al settore. In tal caso un'entità può indicare gli interessi attivi del settore al netto degli interessi passivi purché lo specifichi [IFRS8.23].

Holding Functions) ai settori operativi utilizzatori. Si precisa che le 792 risorse sono così suddivise: 104 in Selma BPM e 7 nelle altre società non-core; 32 nella tesoreria e ALM di Gruppo; 130 in MIS, 205 in operations, 164 nelle funzioni di supporto, 143 in quelle di controllo oltre a 7 nella Direzione (vertice aziendale ed assistenti); di queste il costo di circa 233 FTE è riattribuito alle business lines, con un impatto superiore allo scorso anno (si era considerato il costo di circa 224 FTE su un totale di 817 (5 ) FTE);

– le poste intercompany vengono elise solo se riguardano società appartenenti al medesimo settore, quelle infra-settoriali costituiscono poste in riconciliazione e vengono inserite tra le rettifiche unitamente alle scritture di consolidamento che riguardano società appartenenti a settori diversi.

(€ milioni)
Dati economici Wealth
Management
Consumer
Banking
Corporate and
Investment
Banking
Principal
Investing
Holding
Functions
Rettifiche (1) Gruppo
Margine di interesse 281,1 878,8 286,9 (7,1) (47,4) 22,7 1.415,–
Proventi di tesoreria 10,3 93,2 30,7 57,5 5,3 197,–
Commissioni ed altri proventi/
(oneri) netti
335,9 123,– 318,1 11,8 (44,1) 744,7
Valorizzazione equity method 271,7 271,7
Margine di Intermediazione 627,3 1.001,8 698,2 295,3 21,9 (16,1) 2.628,4
Costi del personale (241,–) (104,2) (165,4) (3,6) (121,1) (635,3)
Spese amministrative (230,5) (210,–) (141,3) (1,–) (39,–) 19,– (602,8)
Costi di struttura (471,5) (314,2) (306,7) (4,6) (160,1) 19,– (1.238,1)
Utili/(perdite) da cessione
Titoli di investimento
(Rettifiche)/riprese di valore nette
su impieghi alla clientela
(18,6) (257,6) 40,1 (12,7) (248,8)
(Rettifiche)/riprese di valore nette
su altre attività finanziarie
1,9 2,2 51,8 (7,5) 48,4
Altri utili/perdite 3,5 (15,2) 0,5 (73,5) (0,9) (85,6)
Risultato lordo 142,6 414,8 434,3 342,5 (231,9) 2,– 1.104,3
Imposte sul reddito (42,4) (135,9) (147,–) (33,9) 67,5 (0,6) (292,3)
Risultato di pertinenza di terzi (2,8) (1,7) 0,1 (4,4)
Utile/(Perdita) del periodo 100,2 278,9 284,5 308,6 (166,1) 1,5 807,6
Cost/Income (%) 75,2 31,4 43,9 n.s. n.s. n.s. 47,1

( 1 ) La somma dei dati per area di business differisce dal totale del Gruppo per le rettifiche/differenze di consolidamento nette tra le aree di business (pari a 1,5 milioni).

( 5 ) Al 30 giugno 2020 le 817 risorse erano così suddivise: 119 in Selma BPM e 8 nelle altre società non-core; 31 nella tesoreria e ALM di Gruppo; 127 in MIS, 209 in operations, 171 nelle funzioni di supporto, 145 in quelle di controllo oltre a 7 nella Direzione (vertice aziendale ed assistenti), di queste il costo di circa 224 FTE era riattribuito alle business lines.

A.2 Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali

Le voci patrimoniali di seguito riportate rappresentano la contribuzione di ciascuna area di business allo Stato Patrimoniale consolidato e pertanto non sono presenti rettifiche fra la somma delle componenti e il totale di Gruppo.

(€ milioni)
Dati patrimoniali Wealth
Management
Consumer
Banking
Corporate and
Investment
Banking
Principal
Investing
Holding
Functions
Gruppo
Attività finanziarie di negoziazione 52,4 11.221,3 11.273,7
Impieghi di tesoreria e cassa 985,– 7.087,1 8.072,1
Titoli di debito banking book 514,7 515,7 6.120,– 7.150,4
Impieghi a clientela 14.404,5 12.942,9 19.292,3 1.774,1 48.413,8
Titoli d'investimento 28,– 77,3 4.447,3 26,4 4.579,–
Attività materiali e immateriali 267,– 70,– 45,6 871,7 1.254,3
Altre attività 369,7 542,7 55,5 887,4 1.855,4
Totale attivo 15.636,4 13.555,7 32.192,7 4.447,3 16.766,7 82.598,7
Raccolta (25.210,5) (2.450,6) — (28.495,1) (56.156,2)
Raccolta di tesoreria (761,6) (2.129,2) (2.890,8)
Passività finanziarie di negoziazione (10.063,6) (10.063,6)

Nel dettaglio, si evidenzia che:

  • la raccolta cartolare, gli impieghi e la raccolta di tesoreria vengono riportati pressoché interamente nella tesoreria (Holding Functions);
  • le attività materiali e immateriali sono allocate nelle rispettive business lines;
  • i goodwill e le altre attività immateriali rivenienti dalle acquisizioni di Gruppo sono convenzionalmente inclusi nella colonna Holding Functions.

B. SCHEMA SECONDARIO

B.1 Distribuzione per aree geografiche: dati economici

(€ milioni)
Dati economici Italia Estero (¹) Gruppo
Margine di interesse 1.361,3 53,7 1.415,–
Proventi da negoziazione 185,3 11,7 197,–
Commissioni ed altri proventi/(oneri) netti 535,6 209,1 744,7
Valorizzazione equity method 271,7 271,7
Margine di Intermediazione 2.353,9 274,5 2.628,4
Costi del personale (502,8) (132,5) (635,3)
Spese amministrative (532,5) (70,3) (602,8)
Costi di struttura (1.035,3) (202,8) (1.238,1)
(Rettifiche)/riprese di valore nette (198,2) (2,2) (200,4)
Altri utili/(perdite) (84,9) (0,7) (85,6)
Risultato lordo 1.035,5 68,8 1.104,3
Imposte sul reddito (265,3) (27,–) (292,3)
Risultato di pertinenza di terzi (1,7) (2,7) (4,4)
Utile Netto 768,5 39,1 807,6
Cost/Income (%) 44,–% 73,9% 47,1%

( ¹ ) La voce include i risultati economici delle società Mediobanca International, CMB Monaco, Compass RE, MB USA, Cairn Capital, Mediobanca Management Company, RAM Active Investments e Messier et Associés nonché delle filiali estere (Parigi, Madrid e Londra).

B.2 Distribuzione per aree geografiche: dati patrimoniali

(€ milioni)
Dati patrimoniali Italia Estero (¹) Gruppo
Attività finanziarie di negoziazione 11.123,4 150,3 11.273,7
Impieghi di tesoreria e cassa 2.901,– 5.171,1 8.072,1
Titoli di debito banking book 6.578,– 572,4 7.150,4
Impieghi a clientela 41.074,9 7.338,9 48.413,8
Titoli d'investimento 4.568,– 11,– 4.579,–
Immobilizzazioni materiali e immateriali 1.142,6 111,7 1.254,3
Altre attività 1.621,9 233,5 1.855,4
Totale attivo 69.009,8 13.588,9 82.598,7
Raccolta (44.646,3) (11.509,9) (56.156,2)

( ¹ ) La voce include i saldi patrimoniali delle società Mediobanca International, CMB Monaco, Compass RE, MB USA, Cairn Capital, Mediobanca Management Company, RAM Active Investments e Messier et Associés nonché delle filiali estere (Parigi, Madrid e Londra); in particolare nella raccolta sono presenti 8,6 miliardi di rapporti intercompany.

Informazioni di cui alle lettere a), b) e c) dell'Allegato A della Parte Prima, Titolo III, Capitolo 2 della Circolare Banca d'Italia n. 285 del 17 dicembre 2013.

Situazione al 30 giugno 2021
Business Line Composizione Voce 120 Margine di
Intermediazione (*)
Voci 290 Utile (perdita) prima delle imposte Voce 300 Imposte sull'utile o sulla perdita Employees (1)
Full Time
Italia Estero Gruppo Italia Estero Gruppo Italia Estero Gruppo Italia Estero Gruppo
Wholesale
Banking
da Mediobanca e Mediobanca International, Mediobanca
di Capital Market) e trading proprietario, (attività svolte
Include Client Business (finanziamenti, advisory, attività
Securities e Messier Maris & Associés)
520 114 634 424 (17) 407 (132) (7) (139) 233 141 374
Specialty Finance Include Factoring e Credit Management (incluso l'acquisto e
gestione di portafogli NPL) svolto da MBFACTA e MBCredit
Solutions
96 96 24 24 (8) (8) 257 257
Consumer
Banking
prestiti personali alla cessione del quinto svolte da Compass,
Include l'intera gamma di prodotti di credito al consumo dai
Futuro, Compass RE (soc. di riassicurazione)
879 2 881 373 38 411 (122) (10) (132) 1.376 1 1.377
Affluent &
Premier
Include l'attività di raccolta depositi, mutui immobiliari e
servizi bancari al dettaglio svolta da CheBanca!
358 358 74 74 (24) (24) 1.394 1.394
Private & High
Net Worth
Individual
alla nuova divisione Mediobanca Private Banking e Spafid, a
Include le attività di risparmio gestito, facenti capo in Italia
Monaco a Compagnie Monégasque de Banque e CMB Asset
Management; rientrano anche (nell'ambito dell'Alternative
AM) Cairn Capital, Compagnie Monegasque de Gestion e
RAM Active Investment
119 148 267 33 37 70 (12) (6) (18) 239 324 563
Principal
Investing
Gestisce il portafoglio di partecipazioni e titoli azionari del
Gruppo
75 75 342 342 (34) (34) 11 11
Functions
Holding
Gruppo; continua ad includere le attività di leasing (facente
In cui vengono accentrate le funzioni di Tesoreria e ALM di
capo a SelmaBPM) e le società strumentali e minori (MIS,
Spafid Connect e R&S)
19 19 (247) (1) (248) 86 (3) 83 755 23 778
Rettifiche (2) 10 (28) (18) (7) 8 1 1 (1)
Totale Gruppo 2.076 236 2.312 1.016 65 1.081 (245) (27) (272) 4.265 489 4.754

(*) Si riferisce alla Voce 120 del Conto Economico ex Circolare Banca d'Italia 262/2005, diverge dalla voce "Margine di Intermediazione" dello schema riportato alla pagina 353 e 355 maggiormente in linea con la realtà operativa del Gruppo. La voce 120 "Margine di Intermediazione" ex Circ. Banca d'Italia 262/2005 non include i premi netti, il risultato della gestione assicurativa e gli altri proventi di gestione. (1) Full Time Employees, i dipendenti full time a livello di Gruppo.

(2) La riga "Rettifiche" ricomprende eventuali scritture di consolidamento (incluse le elisioni intercompany) tra segmenti di business differenti.

Situazione al 30 giugno 2020

Business Line Composizione Voce 120 Margine di
Intermediazione (*)
Voci 290 Utile (perdita)
prima delle imposte
Voce 300 Imposte sull'utile o sulla perdita 1)
Employees (
Full Time
Italia Estero Gruppo Italia Estero Gruppo Italia Estero Gruppo Italia Estero Gruppo
Wholesale
Banking
da Mediobanca e Mediobanca International, Mediobanca
di Capital Market) e trading proprietario, (attività svolte
Include Client Business (finanziamenti, advisory, attività
Securities e Messier Maris & Associés)
452 78 530 266 (32) 235 (77) (3) (80) 224 152 376
Specialty Finance Include Factoring e Credit Management (incluso l'acquisto e
gestione di portafogli NPL) svolto da MBFACTA e MBCredit
Solutions
101 101 38 38 (12) (12) 249 249
Consumer
Banking
prestiti personali alla cessione del quinto svolte da Compass,
Include l'intera gamma di prodotti di credito al consumo dai
Futuro, Compass RE (soc. di riassicurazione)
941 3 944 394 44 438 (130) (11) (141) 1.372 1 1.373
Affluent &
Premier
Include l'attività di raccolta depositi, mutui immobiliari e
servizi bancari al dettaglio svolta da CheBanca!
316 316 48 48 (16) (16) 1.364 4 1.368
Private & High
Net Worth
Individual
alla nuova divisione Mediobanca Private Banking e Spafid, a
Include le attività di risparmio gestito, facenti capo in Italia
Monaco a Compagnie Monégasque de Banque e CMB Asset
Management; rientrano anche (nell'ambito dell'Alternative
AM) Cairn Capital, Compagnie Monegasque de Gestion e
RAM Active Investment
107 154 261 27 36 63 (12) (5) (17) 231 345 576
Principal
Investing
Gestisce il portafoglio di partecipazioni e titoli azionari del
Gruppo
(2) (2) 298 298 (3) (3) 11 11
Functions
Holding
Gruppo; continua ad includere le attività di leasing (facente
In cui vengono accentrate le funzioni di Tesoreria e ALM di
capo a SelmaBPM) e le società strumentali e minori (MIS,
Spafid Connect e R&S)
(13) (13) (215) (215) 30 2 32 769 24 793
)
Rettifiche (2
(25) (28) (53) (76) (14) (90) 25 (1) 24
Totale Gruppo 1.877 207 2.084 781 34 815 (196) (18) (214) 4.220 526 4.746

( (2) La riga "Rettifiche" ricomprende eventuali scritture di consolidamento (incluse le elisioni intercompany) tra segmenti di business differenti.

Parte M - Informativa sul leasing

SEZIONE 1

Locatario

INFORMAZIONI QUALITATIVE

In merito alle operazioni disciplinate dall'IFRS16 e ai contratti rientranti nel perimetro, il Gruppo Mediobanca ha in essere quasi esclusivamente contratti di locazione immobiliare e contratti di locazione per autoveicoli aziendali, sono presenti alcuni contratti di locazione per hardware ma di valore residuale. I contratti di leasing immobiliare si riferiscono per lo più a immobili destinati all'uso di uffici. I contratti hanno di norma durata superiore ai 12 mesi e presentano tipicamente opzioni di rinnovo ed estinzione esercitabili dal locatore e dal locatario secondo le regole di legge o previsioni specifiche contrattuali. Generalmente questi contratti non includono l'opzione di acquisto al termine dei contratti oppure costi di ripristino significativi per il Gruppo. In merito ai contratti per autovetture si tratta di contratti di noleggio a lungo termine riferiti alla flotta aziendale messa a disposizione dei dipendenti secondo la policy del Gruppo.

In occasione dell'adozione del principio sono state adottate alcune semplificazioni in particolare sono esclusi i contratti con una durata inferiore o pari a 12 mesi (c.d. "short-term"), quelli con valore inferiore a Euro 5 mila (c.d. "low value") e quelli relativi a immobilizzazioni immateriali. Si è inoltre deciso di non separare le componenti di servizio da quelle proprie di leasing e contabilizzare di conseguenza l'intero contratto come leasing. Il tasso di attualizzazione utilizzato è quello estrapolato dalla curva "TIT" (Tasso Interno di Rendimento) fissato nell'ambito della gestione della Tesoreria di Gruppo.

Qualora il contratto di affitto originario sia stato replicato con una controparte (c.d. sub leasing), la passività relativa al leasing originario è fronteggiata da un credito nei confronti del sottoscrittore alla data anziché dal suo valore d'uso. Le operazioni di sub leasing sono di importo non significativo.

INFORMAZIONI QUANTITATIVE

In relazione alle informazioni quantitative circa gli impatti sulla situazione patrimoniale ed economica del Gruppo, si fa riferimento al contenuto delle specifiche sezioni della Nota Integrativa, più precisamente:

  • informazioni sui diritti d'uso acquisiti alla "Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo – Sezione 9";
  • informazioni sui debiti per leasing alla "Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale – Passivo – Sezione 1";
  • per gli effetti economici alla "Parte C Informazioni sul conto economico" nel dettaglio delle voci interessi attivi e passivi e rettifiche di valore sulle attività materiali.

In particolare si precisa che il valore d'uso alla data del 30 giugno 2021 iscritto in bilancio a pari a 222,7 milioni, così suddiviso:

  • valore d'uso su immobili: 212,4 milioni;
  • valore d'uso su autoveicoli: 10,2 milioni;
  • valore d'uso su altri beni: 0,1 milioni.

SEZIONE 2

Locatore

INFORMAZIONI QUALITATIVE

Il Gruppo ha in essere contratti di leasing finanziario attraverso la controllata Selma BPM Leasing, riguardano principalmente operazioni di leasing immobiliare, su beni strumentali e beni mobili registrati. Detti contratti sono rappresentati attraverso la rilevazione di un credito per leasing finanziario rilevato in Voce 40 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e l'iscrizione in Voce 10 Interessi attivi e proventi assimilati, dei relativi proventi determinati per competenza e in Voce 130 Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito, degli accantonamenti a fronte della perdita creditizia attesa.

INFORMAZIONI QUANTITATIVE

In relazione alle informazioni quantitative circa gli impatti sulla situazione patrimoniale ed economica del Gruppo, si fa riferimento al contenuto delle specifiche sezioni della Nota Integrativa, più precisamente: il valore contabile dei finanziamenti per leasing è esposto in parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Attivo - Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40 dell'attivo della Nota integrativa consolidata. Tali finanziamenti hanno determinato, nell'esercizio, interessi attivi esposti in parte C - Informazioni sul conto economico consolidato - Sezione 1 - Interessi - Voci 10 e 20 e Sezione 14 – Rettifiche / Riprese di valore nette su attività materiali – Voce 210 del conto economico della Nota integrativa consolidata.

1. Informazioni di stato patrimoniale e di conto economico

2. Leasing Finanziario

Fasce temporali 30 giugno 2021
Pagamenti da
ricevere per
il leasing
30 giugno 2020
Pagamenti da
ricevere per
il leasing
Fino a 1 anno 378.597 391.477
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 317.906 326.049
Da oltre 2 anno fino a 3 anni 246.857 243.243
Da oltre 3 anno fino a 4 anni 278.115 269.143
Da oltre 4 anno fino a 5 anni 121.574 121.292
Da oltre 5 anni 294.541 347.973
Totale dei pagamenti da ricevere per leasing 1.637.590 1.699.177
Riconciliazione con finanziamenti 104.026 77.693
Utili finanziari non maturati (-) (140.060) (179.162)
Valore residuo non garantito (-) 244.086 256.855
Finanziamenti per leasing 1.741.616 1.776.870

2.1 Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere e riconciliazione con i finanziamenti per leasing iscritti nell'attivo

La tabella fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere per il leasing e la riconciliazione tra i pagamenti da ricevere e i finanziamenti per leasing, in conformità a quanto previsto dall'IFRS16, paragrafo 94. In particolare si precisa che i pagamenti da ricevere per leasing, rappresentativi della sommatoria dei pagamenti minimi dovuti in linea capitale e in linea interessi, sono esposti al netto dei fondi rettificativi e del valore residuo

non garantito spettante al locatore. La riconciliazione con i finanziamenti per leasing, esposti in bilancio nell'ambito delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, avviene sottraendo gli utili finanziari non maturati e aggiungendo il valore residuo non garantito. Non include i crediti leasing non performing acquisiti.

2.2 Altre informazioni

Nelle operazioni di leasing finanziario il rischio di credito associato al contratto è gestito secondo quanto esposto in parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura - Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale - 1.1 Rischio di credito della Nota integrativa consolidata a cui si rimanda.

La classificazione del contratto come leasing finanziario è determinata dalla circostanza che i rischi e i benefici della proprietà del bene sono trasferiti al locatario per tutta la durata del contratto e il contratto stesso contiene una opzione finale di acquisto del bene a condizioni tali da rendere non economico il suo mancato esercizio, oppure il contratto stesso ha una durata sostanzialmente pari alla vita economica del bene stesso. Una condizione analoga alle precedenti può verificarsi in presenza di contratti che non contengano opzioni di acquisto o abbiano una durata significativamente inferiore alla vita economica del bene, ma siano accompagnati da accordi con terzi acquirenti che garantiscano l'acquisto del bene al termine del contratto di leasing.

3. Leasing operativo

Il Gruppo non ha in essere operazioni di leasing operativo.

TABELLE ALLEGATE

Schemi di bilancio consolidati Raccordo tra Stato Patrimoniale riclassificato e schema previsto dalla Circolare 262/2005 VI aggiornamento

Lo schema riportato nella Relazione sulla gestione consolidata presenta per l'Attivo le seguenti riclassificazioni:

  • il saldo degli "Impieghi di tesoreria" include la "Cassa e diponibilità liquide" (voce 10); i crediti per conti correnti e depositi liberi, le operazioni pronti contro termine nonché gli altri depositi per operazioni in prestito titoli e derivati iscritte nelle "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Crediti verso banche e Crediti verso clientela" (rispettivamente voci 40a e 40b) oltre a talune poste delle "Altre attività" (voce 130);
  • il saldo dei "Titoli di debito del banking book" include i titoli di debito delle voci: "Attività finanziarie valutate al Fair Value con impatto sulla redditività complessiva" (voce 30), "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" (voce 40c) e "Attività finanziarie valutate al Fair Value con impatto a conto economico" designate al Fair Value o classificate obbligatoriamente al Fair Value (di cui alle voci 20b e 20c);
  • il saldo dei "Titoli d'investimento" include le azioni iscritte tra le "Attività finanziarie valutate al Fair Value con impatto sulla redditività complessiva (voce 30), le "Partecipazioni" (voce 70) nonché i fondi classificati obbligatoriamente tra le "Attività finanziarie valutate al Fair Value con impatti a conto economico" della voce 20 c);
  • il saldo degli "Impieghi a clientela" include i finanziamenti iscritti tra le "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Crediti verso banche e Crediti verso clientela" (rispettivamente voci 40a e 40b) nonché quelli obbligatoriamente iscritti tra le "Attività finanziarie valutate al fair value con impatti a conto economico" della voce 20c) al netto dell'"Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" (voce 60) relativa ai finanziamenti;
  • il saldo delle "Altre attività" include le voci 130 "Altre attività", 110 "Attività fiscali" e 50 "Derivati di copertura", le poste dei debitori diversi iscritte tra le "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Crediti verso banche e Crediti verso clientela" (voci 40a e 40b);

Per quanto riguarda il Passivo, invece:

  • il saldo della "Raccolta" include i debiti verso banche, i debiti verso la clientela ed i titoli in circolazione iscritti tra le "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato (rispettivamente voci 10 a), 10 b) e 10 c)) diversi da quelli iscritti nella "Raccolta di tesoreria" e nelle "Altre passività" nonché le "Passività finanziarie designate al Fair Value" (voce 30);
  • il saldo "Raccolta di tesoreria" include i debiti per conti correnti e depositi liberi, le operazioni di pronti contro termine nonché gli altri depositi per operazioni in prestito titoli e derivati delle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato – a) Debiti verso banche" e "b) Debiti verso la clientela" (rispettivamente voce 10 a) e 10 b));
  • il saldo "Altre passività" include le voci 40 "Derivati di copertura", 60 "Passività fiscali" e 110 "Riserve tecniche" nonché i creditori diversi delle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato.

Stato Patrimoniale al 30 giugno 2021 - Attivo (€ milioni)

Voci dell'attivo Attività finanziarie di negoziazione Impieghi di tesoreria e cassa Titoli di Debito Banking Book Impieghi a clientela Titoli di investimento Attività materiali e immateriali Altre attività Totale Attivo 10. Cassa e disponibilità liquide — 1.969,5 — — — — — 1.969,5 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 11.273,7 — 79,7 640,6 655,6 — — 12.649,6 a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 11.273,7 — — — — — — 11.273,7 b) attività designate al fair value — — 50,7 629,8 — — — 680,5 c) altre attività finanziare obbligatoriamente valutate al fair value — — 29,– 10,7 655,6 — — 695,3 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva — — 4.346,9 — 220,5 — — 4.567,4 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato — 6.102,6 2.723,8 47.773,2 — — — 56.599,6 50. Derivati di copertura — — — — — — 308,4 308,4 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica — — — — — — — — 70. Partecipazioni — — — — 3.702,9 — — 3.702,9 80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori — — — — — — — — 90. Attività materiali — — — — — 510,2 — 510,2 100. Attività immateriali — — — — — 744,1 — 744,1 110. Attività fiscali — — — — — — 792,3 792,3 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione — — — — — — 4,2 4,2 130. Altre attività — — — — — — 750,5 750,5 Totale attivo 11.273,7 8.072,1 7.150,4 48.413,8 4.579,– 1.254,3 1.855,4 82.598,7

Stato Patrimoniale al 30 giugno 2020 - Passivo (€ milioni)

Voci del passivo e del patrimonio netto Raccolta Raccolta di tesoreria Passività finanziarie di negoziazione Altre passività Fondi del passivo Mezzi propri Totale passivo e Patrimonio netto 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 55.323,2 2.890,8 — 261,1 — — 58.475,1 a) debiti verso banche 10.714,5 2.112,8 — 3,6 — — 12.830,9 b) debiti verso clientela 26.029,6 778,– — 257,3 — — 27.064,9 c) titoli in circolazione 18.579,1 — — 0,2 — — 18.579,3 20. Passività finanziarie di negoziazione — — 10.063,6 — — — 10.063,6 30. Passivita finanziarie designate al fair value 833,– — — — — — 833,– 40. Derivati di copertura — — — 375,4 — — 375,4 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica — — — — — — — 60. Passività fiscali — — — 549,6 — — 549,6 70. Passività associate ad attività in via di dismissione — — — 0,4 — — 0,4 80. Altre passività — — — 898,– — — 898,– 90. Trattamento di fine rapporto del personale — — — — 26,9 — 26,9 100. Fondi per rischi e oneri — — — — 144,2 — 144,2 110. Riserve tecniche — — — 131,4 — — 131,4 120. Riserve da rivalutazione — — — — — 931,2 931,2 130. Azioni rimborsabili — — — — — — — 140. Strumenti di capitale — — — — — — — 150. Riserve — — — — — 6.851,5 6.851,5 160. Sovrapprezzo di emissione — — — — — 2.195,6 2.195,6 170. Capitale — — — — — 443,6 443,6 180. Azioni proprie (-) — — — — — (216,7) (216,7) 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) — — — — — 88,3 88,3 200. Utile (perdita) di periodo — — — — — 807,6 807,6 Totale passivo e patrimonio netto 56.156,2 2.890,8 10.063,6 2.215,9 171,1 11.101,1 82.598,7

Raccordo tra Conto Economico riclassificato e schema previsto dalla Circolare 262/2005 VI aggiornamento

Lo schema riclassificato riportato nella Relazione sulla gestione presenta le seguenti riclassificazioni:

  • nel Margine di interesse confluiscono le voci 10 "Interessi attivi e proventi assimilati", 20 "Interessi passivi e oneri assimilati", le commissioni derivanti dalle Financial Guarantee Fee, i differenziali di derivati connessi ai titoli di negoziazione della voce 80 "Risultato dell'attività di negoziazione" e il risultato netto delle coperture di impieghi a clientela e raccolta della voce 90 "Risultato dell'attività di copertura". La quota di interessi relativa alla sanzione sul contenzioso fiscale in essere è stata riclassificata nella voce "Altri utili/perdite";
  • nei "Proventi di tesoreria" confluiscono: la voce 70 "Dividendi e proventi simili", la voce 80 "Risultato netto dell'attività di negoziazione" (fatto salvo quanto iscritto nel Margine di interesse e tenuto conto che nella voce confluiscono adeguamenti cambi del Banking Book per -25,9 milioni), il risultato dei titoli del banking book della voce 100 "Utile/perdite da cessione o riacquisto", la quota del prestito titoli delle voci 40 "Commissioni attive", 50 "Commissioni passive" e gli interessi maturati dei rispettivi collateral (voci 10 "Interessi attivi e proventi assimilati" e 20 "Interessi passivi e oneri assimilati") ed infine la quota della voce 110 "Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" riferita ai titoli attivi e passivi in fair value option;
  • nella voce "Commissioni ed altri proventi/oneri netti" confluisce la voce 60 "Commissioni nette", i proventi di gestione della voce 230 "Altri oneri/ proventi di gestione", le riprese da incasso sui crediti NPL acquistati della voce 130 "Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento" e il "Risultato della Risultato netto della gestione assicurativa" delle voci 160 e 170. In questa voce è stata riclassificata la quota di carried interest di competenza del Wealth Management ed iscritta alla voce 70 "Dividendi" (7,9 milioni);
  • nella voce "Rettifiche/riprese di valore nette su impieghi alla clientela" confluisce la quota relativa ai finanziamenti delle voci 130 "Rettifiche/ riprese di valore nette per deterioramento" (al netto delle riprese su NPL), 100 "Utile/perdita da cessione o riacquisto", 110 "Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto

a conto economico" e 140 "Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni";

  • nella voce "Utili/perdite da cessione Titoli d'investimento" confluiscono gli effetti economici delle partecipazioni della voce 250 "Utili/perdite delle partecipazioni" mentre le valutazioni dei titoli e dei fondi iscritti alla voce 110 "Risultato netto delle Attività e Passività obbligatoriamente valutate al Fair Value" confluiscono nella voce dello schema riclassificato "(Rettifiche)/ Riprese di valore nette su altre attività finanziarie";
  • nella voce "Costi di struttura" confluiscono la voce 190 "Spese amministrative", gli accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri della voce 200, le Rettifiche/riprese di valore netto su attività materiali ed immateriali delle voci 210 e 220 e gli Altri oneri/proventi di gestione della voce 230 "Altri oneri/proventi di gestione" al netto dei recuperi confluiti nella voce Commissioni nette;
  • nella voce "Altri utili/perdite" confluiscono i costi non ricorrenti della voce 190 " Spese amministrative", in particolare i contribuiti ai fondi di risoluzione e tutela depositi, gli accantonamenti per costi straordinari (incluso sentenza Lexitor per 14,1 milioni, sanzioni dei contenziosi fiscali). La voce include anche i proventi del contratto di revenues share (2,3 milioni) su attività Bybrook in attesa del closing definitivo di cui alla voce 40 "Commissioni attive" nonché la quota interessi su contenzioso fiscale iscritta alla voce 20 "Interessi passivi", i proventi derivanti dall'adesione al Patent Box sui marchi Compass e Mediobanca (13,7 milioni) e dall'affrancamento del goodwill Banca Esperia (6,8 milioni) ex art. 110 del D.L. n. 104/2020 e gli interventi sul goodwill (-21,5 milioni, principalmente RAM).
mico al 30 giugno 2021
Conto Econo
(€ milioni)
Voci del Conto Economico Margine di
interesse
Proventi
di tesoreria
Commissioni
ed altri
proventi/
(oneri) netti
Valorizzazione
equity method
Costi di
struttura
riprese di valore
nette su impieghi
(Rettifiche)/
alla clientela
riprese di valore
nette su altre
(Rettifiche)/
attività finanziarie
Altri utili/
(perdite)
Imposte
sul reddito
di pertinenza
Risultato
di terzi
(perdita)
Utile/
del periodo
Interessi attivi e proventi assimilati
10.
1.818,6 1,3 1.819,9
Interessi passivi e oneri assimilati
20.
(398,3) (3,5) (0,5) (402,3)
Margine di interesse
30.
1.420,3 (2,2) (0,5) 1.417,6
Commissioni attive
40.
1,8 7,5 708,1 2,3 719,7
Commissioni passive
50.
(9,–) (1,4) (124,–) (134,4)
Commissioni nette
60.
(7,2) 6,1 584,1 2,3 585,3
Dividendi e proventi simili
70.
99,– 7,9 106,9
Risultato netto dell'attività di negoziazione
80.
4,– 79,9 83,9
Risultato netto dell'attività di copertura
90.
(2,1) -2,1
Utile/perdita da cessione o riacquisto
100.
21,4 (9,–) 12,4
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
110.
(7,2) 60,1 55,5 108,4
Margine di intermediazione
120.
1.415,– 197,– 592,– 51,1 55,5 1,8 2.312,4
Rettifiche/riprese di valore netto per rischio di credito
130.
23,2 (286,6) (7,1) (270,5)
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
140.
(0,2) (0,2)
Risultato netto della gestione finanziaria
150.
1.415,– 197,– 615,2 (235,7) 48,4 1,8 2.041,7
Premi netti
160.
50,2 50,2
Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa
170.
(14,1) (14,1)
Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa
180.
1.415,– 197,– 651,3 (235,7) 48,4 1,8 2.077,8
Spese amministrative
190.
(0,6) (1.228,–) (75,8) (1.304,4)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
200.
(5,6) (13,1) (14,1) (32,8)
Rettifiche/riprese di valore netto su attività materiali
210.
(53,4) (53,4)
Rettifiche/riprese di valore netto su attività immateriali
220.
(32,4) (32,4)
Altri oneri/proventi di gestione
230.
94,– 81,3 65,– (20,5) (2,8) 217,–
Costi operativi
240.
93,4 — (1.238,1) (13,1) (24,9) (20,5) (2,8) (1.206,–)
Utili (perdite) delle partecipazioni
250.
271,7 271,7
Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali
260.
Rettifiche di valore dell'avviamento
270.
(62,5) (62,5)
Utili (perdite) da cessione di investimenti
280.
Utile (perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
290.
1.415,– 197,– 744,7 271,7 (1.238,1) (248,8) 48,4 (85,6) (20,5) (2,8) 1.081,–
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente
300.
(271,8) (271,8)
Utile (perdita) della operatività corrente al netto delle imposte
310.
1.415,– 197,– 744,7 271,7 (1.238,1) (248,8) 48,4 (85,6) (292,3) (2,8) 809,2
Utile (perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte
320.
Utile (perdita) d'esericizio
330.
1.415,– 197,– 744,7 271,7 (1.238,1) (248,8) 48,4 (85,6) (292,3) (2,8) 809,2
Utile (perdita) di periodo di pertinenza di terzi
340.
(1,6) (1,6)
Utile (perdita) di pertinenza della Capogruppo
350.
1.415,– 197,– 744,7 271,7 (1.238,1) (248,8) 48,4 (85,6) (292,3) (4,4) 807,6

SCHEMA RICLASSIFICATO

SCHEMA DA CIRCOLARE 262/2005 VI AGGIORNAMENTO

GLOSSARIO

GLOSSARIO

Si riportano le definizioni di alcuni termini tecnici e la traduzione delle parole in lingua straniera più rilevanti utilizzati nella Relazione sulla Gestione e nelle Note esplicative ed integrative.

Accordi di Basilea: Linee guida, riguardanti i requisiti patrimoniali bancari, elaborate dal Comitato di Basilea allo scopo di definire una regolazione uniforme ed armonizzata a livello sovranazionale in tema di vigilanza bancaria. Il primo accordo elaborato dal Comitato di Basilea è del 1988: introduceva un requisito di capitale minimo, per diminuire i rischi di credito e di mercato derivanti da un'eccessiva svalutazione degli attivi bancari.

  • a) Basilea 2: denominazione breve del documento International Convergence of Capital Measurement and Capital Standards (Nuovo Accordo sui requisiti minimi di capitale) firmato a Basilea nel 2004 ed entrato in vigore nel 2008.
  • b) Basilea 3: indica i nuovi requisiti prudenziali recepiti a livello europeo dal "Pacchetto" CRD IV/CRR (vedi voce).
  • c) Basilea 4: nuovo accordo che prevede una revisione degli standard di Basilea 3, che entrerà in vigore per fasi successive.

Advisory: Attività svolta da un intermediario finanziario che assiste un cliente in operazioni di corporate finance, i cui compiti vanno dalla predisposizione di perizie valutative, alla stesura di documenti e consulenza generale in relazione alla specifica operazione.

AIRB Models (Advanced Internal Rating Based): L'Accordo di Basilea 2 prevede tre metodologie per il calcolo del rischio di credito: il metodo Standard, quello dei rating interni "di base" F.I.R.B. (Foundation Internal Rating Based) e quello dei rating interni "avanzati" A.I.R.B. (Advanced Internal Rating Based). Con il modello A.I.R.B. la banca sviluppa modelli interni per la stima di PD (Probability of Default), LGD (Loss Given Default) e EAD (Exposure At Default) necessarie al calcolo del requisito di capitale.

ALM – Asset & Liability Management: Gestione integrata dell'attivo e del passivo finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischio-rendimento.

Alternative Fund, Private equity e hedge fund: Gli investimenti alternativi comprendono una vasta gamma di forme d'investimento, tra cui anche investimenti di private equity e investimenti in hedge funds:

  • Investimenti di private equity: investimenti nel capitale di rischio di società, generalmente non quotate, ma con alto potenziale di sviluppo e con capacità di generare flussi di cassa costanti e stabili nel tempo;
  • Investimenti di hedge fund: nome generico con cui si indicano fondi che utilizzano strategie complesse e sofisticate per conseguire rendimenti mediamente superiori rispetto agli altri fondi.

Amortised cost (Attività finanziarie al costo ammortizzato): è una delle categorie di classificazione prevista dal principio IFRS9 (par. 4.1.2). Un'attività finanziaria è valutata al costo ammortizzato se sono soddisfatte entrambe le seguenti condizioni:

  • lo strumento è inserito in un business model il cui obiettivo è quello di detenerlo per ottenere i flussi di cassa contrattuali (Hold to collect, vedi voce);
  • I termini contrattuali dello strumento prevedono flussi di cassa a scadenze definite che rappresentano unicamente il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi.

AT1 – Additional Tier 1: Capitale aggiuntivo di Classe 1. Nella categoria dell'AT1 vengono in genere ricompresi gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity (vedi voce) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei fondi propri.

Attività di rischio ponderate – Risk Weighted Assets (RWA): rappresentano la sintesi dei principali fattori di rischio riconducibili a una data attività finanziaria. Il valore nominale dell'attività viene "corretto" in modo da poter esprimere una più appropriata misurazione del suo valore: all'attività viene attribuito un coefficiente di ponderazione crescente all'aumentare della rischiosità della stessa (cosicché al crescere del rischio corrisponda un incremento degli RWA).

AUA – Asset Under Administration: Rappresenta il valore di mercato dell'insieme dei titoli che un'istituzione finanziaria ha ricevuto in deposito dai propri clienti ed amministra per loro conto. La gestione consiste nel custodire i titoli, esigerne gli interessi o i dividendi, verificare i sorteggi per l'attribuzione di premi o per il rimborso di capitale, curare le riscossioni per conto del depositante, e in

generale provvedere alla tutela dei diritti inerenti ai titoli. Le somme riscosse devono essere accreditate al depositante.

AUC – Assets Under Custody: La voce rappresenta il valore di mercato degli strumenti finanziari e titoli in genere (azioni, obbligazioni, titoli di Stato, quote di fondi comuni di investimento ecc.) cartacei o dematerializzati, che un'istituzione finanziaria custodisce per conto del cliente.

AUM – Assets Under Management: La voce rappresenta il valore di mercato dell'insieme di tutti i fondi gestiti da un'istituzione finanziaria per conto dei propri clienti o investitori: include fondi comuni, gestioni patrimoniali in fondi o mobiliare, il risparmio assicurativo e il risparmio amministrato.

Backstop: Sono indicatori in presenza dei quali si presume che lo strumento finanziario abbia subito un aumento significativo del rischio di credito rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per il Gruppo sono considerati indicatori di backstop la presenza di scaduto da oltre 30 giorni o la presenza di misure di forbearance.

Bail-in: Procedura di risoluzione della crisi bancaria che prevede l'esclusivo e diretto coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti e correntisti della banca stessa aventi depositi superiori a 100mila euro. Dal 2016 questa procedura ha sostituito (Direttiva 2014/59/UE, cd. BRRD) la procedura di cd. bail-out (salvataggio tramite l'esclusivo utilizzo di risorse pubbliche). Il principio base del bail-in è quello del no creditor worse off, ovvero nessun azionista, correntista o creditore deve subire perdite superiori a quelle che si verrebbero a determinare in caso di liquidazione coatta amministrativa.

Banking book: Si tratta degli attivi finanziari di proprietà detenuti con finalità diverse rispetto alla negoziazione a breve (trading).

Benchmark test: analisi quali-quantitativa necessaria per verificare il rispetto del SPPI test (vedi voce), in base al principio IFRS9 paragrafi B4.1.9A e ss., per quegli strumenti finanziari che presentano una relazione imperfetta (interest rate mismatch) fra la durata temporale e il tasso di interesse, per i quali la componente della remunerazione connessa al time value risulta essere modificata. Ai fini dell'effettuazione del benchmark test si considera uno strumento ipotetico (lo strumento "benchmark") identico allo strumento oggetto del test ad eccezione della caratteristica che modifica il tasso di interesse. Si confrontano i flussi di cassa contrattuali non attualizzati dello strumento reale con quelli dello

strumento "benchmark" e se la differenza tra i flussi di cassa è significativa, si considera non superato il test SPPI.

Beta: Indice che rappresenta la correlazione tra il rendimento atteso di un titolo di capitale e il rendimento complessivo del mercato di riferimento. Può assumere valori maggiori di zero (correlazione positiva) o minori di zero (correlazione negativa). È utilizzato nel modello CAPM (vedi voce).

Bid-ask spread: Margine esistente tra il prezzo al quale un intermediario si impegna a vendere i titoli (ask - lettera) e il prezzo al quale egli si impegna ad acquistarli (bid - denaro). Sul mercato interbancario questo differenziale è dato dal margine tra il tasso di interesse al quale sono offerti i fondi su una determinata scadenza (lettera) e il tasso al quale i fondi sono domandati sulla medesima scadenza (denaro).

Business combination: Una business combination (o aggregazione aziendale) individua un perimetro di attività e rapporti destinabili nel loro complesso allo svolgimento di un'attività economica.

CAGR – Compound Annual Growth Rate: Tasso di crescita annuale composto di un investimento in un determinato periodo di tempo.

CAPM – Capital Asset Pricing Model: Modello matematico utilizzato per la valutazione del prezzo di un titolo in base alla sua rischiosità, espressa dal beta (vedi voce).

Capitale assorbito: Il capitale assorbito rappresenta l'ammontare di capitale che il Gruppo deve detenere per fronteggiare perdite potenziali e che è necessario per supportare le attività di business e le posizioni detenute. Esso è misurato dal Capitale Regolamentare e dal Capitale Interno. Il Capitale Regolamentare è ottenuto moltiplicando l'attivo ponderato per il rischio per il Common Equity Tier 1 ratio obiettivo. Il Capitale Interno è invece dato dalla somma del capitale economico stimato internamente a copertura dei rischi di Primo e Secondo Pilastro (vedi voce Accordi di Basilea) a cui è esposta la Banca.

Cash flow hedge: Si tratta di una delle tipologie di copertura previste dall'IFRS9 volta a neutralizzare l'esposizione alle variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio.

CCF – Credit Conversion Factor: Percentuale applicata per convertire un'esposizione creditizia fuori-bilancio (ad esempio una garanzia) nella sua equivalente esposizione di bilancio. Tale fattore è applicato nel procedimento di calcolo dell'EAD (vedi voce).

CGU - Cash Generating Unit: Rappresenta in base al disposto dello IAS36, par. 6 il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività aziendali. Il concetto di CGU è funzionale al procedimento di impairment test (vedi voce).

CDO - Collateralized debt obligation: È un titolo a reddito fisso che ha come garanzia collaterale un portafoglio di obbligazioni, prestiti e altri strumenti di debito.

CDS – Credit Default Swap: Contratto derivato con il quale un soggetto (protection seller o venditore di protezione) si impegna, a fronte del pagamento di un importo, a corrispondere ad un altro soggetto (protection buyer o acquirente di protezione) un ammontare prefissato, nel caso si verifichi un prestabilito evento connesso al deterioramento del merito creditizio di una terza controparte (reference entity).

Certificates: Sono strumenti finanziari contrattualmente configurabili come derivati di natura opzionale che replicano l'andamento di un'attività sottostante. Mediante l'acquisto di un certificate l'investitore consegue il diritto di ricevere ad una certa data una somma parametrata al valore del sottostante.

Cessione pro-soluto: Trasferimento di un credito senza che il cedente offra alcuna garanzia nel caso in cui il debitore non adempia. Il cedente garantisce dunque al cessionario solo l'esistenza del credito ceduto e non anche la solvibilità del debitore.

Cessione pro-solvendo: Trasferimento di un credito in cui il cedente è garante del pagamento per il terzo obbligato. Il cedente garantisce dunque al cessionario sia l'esistenza del credito ceduto che la solvibilità del debitore.

CLO – Collateralized Loan Obligation: Si intende un tipo particolare di CDO (vedi voce), in cui la garanzia è costituita da crediti.

Commercial paper: Strumento di finanziamento a breve termine, con durata generalmente inferiore o uguale a un anno.

Common Equity: Esso rappresenta le componenti di migliore qualità del patrimonio di una Banca quali: le azioni ordinarie emesse, ogni sovrapprezzo di emissione (per quanto riguarda le azioni ordinarie), gli utili non distribuiti ed ogni aggiustamento o filtro prudenziale (vedi voce) applicato alle categorie di cui sopra per fini regolamentari e di vigilanza.

Common Equity Tier 1 ratio - CET1 ratio: È il rapporto tra il Capitale primario di classe 1 (CET1) ed il totale delle attività a rischio ponderate (RWA (vedi voce)).

CONSOB – Commissione Nazionale per le Società e la Borsa: è l'organo di controllo del mercato finanziario italiano. Tra le principali funzioni svolte: i) verifica la trasparenza e la correttezza dei comportamenti degli operatori per la salvaguardia della fiducia e la competitività del sistema finanziario, la tutela degli investitori, l'osservanza delle norme in materia finanziaria; ii) vigila per prevenire e, ove occorra, sanzionare eventuali comportamenti scorretti; esercita i poteri attribuiti dalla legge affinchè siano messe a disposizione dei risparmiatori le informazioni necessarie per poter effettuare scelte di investimento consapevoli; iii) opera per garantire la massima efficienza delle contrattazioni, assicurando la qualità dei prezzi nonché l'efficienza e la certezza delle modalità di esecuzione dei contratti conclusi sui mercati regolamentati.

Contingency funding plan: Insieme di procedure operative sviluppate internamente ad una Banca, per la gestione (sia a breve che a medio-lungo termine) di crisi di liquidità.

Corporate exposures: Classe di esposizioni creditizie verso imprese in cui rientrano anche:

  • le esposizioni verso PMI;
  • il leveraged finance (vedi voce);
  • lo specialized lending.

Cost/Income ratio: Rapporto, espresso in percentuale, tra i costi operativi (costo del lavoro, spese generali ed amministrative e ammortamenti) ed il totale ricavi.

Costo del rischio: È il rapporto tra le rettifiche nette su crediti (al netto di eventuali riprese di valore) e gli impieghi medi verso clientela (al netto dei fondi rettificativi). È uno degli indicatori della rischiosità degli attivi della Banca.

Covenant: Il covenant è una clausola del contratto, che riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi di determinati eventi definiti nella clausola stessa, la cui finalità è sancire formalmente gli impegni assunti dal soggetto finanziato in termini di modalità di gestione e prospettive di performance economico finanziarie, determinando al contempo un meccanismo di pronta rilevazione degli scostamenti rispetto alle attese.

Covered bond: Obbligazioni garantite da attività destinate, in caso di inadempienza dell'emittente, al prioritario soddisfacimento dei diritti degli obbligazionisti.

Covid: La sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-2 (SARS-CoV-2) è il nome dato al nuovo coronavirus del 2019. Covid-19 è il nome dato alla malattia associata al virus. SARS-CoV-2 è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente identificato nell'uomo. Le attuali evidenze suggeriscono che il SARS-CoV-2 si diffonde da persona a persona: in modo diretto, in modo indiretto (attraverso oggetti o superfici contaminati) e per contatto stretto con persone infette attraverso secrezioni della bocca e del naso (saliva, secrezioni respiratorie o goccioline droplet). Per bloccare la diffusione del virus è stata limitata la libertà di circolazione delle persone con il blocco di alcune attività economiche che ha comportato una situazione di crisi economica senza precedenti.

CRD - Capital Requirement Directive: Direttive UE n. 2006/48 e 2006/49, recepite dalla Banca d'Italia con la circolare n. 263/2006 e successivi aggiornamenti, che introducono nell'ordinamento comunitario le decisioni prese nel quadro degli accordi di "Basilea 3" (vedi voce). In particolare, il "Pacchetto" CRD IV abroga le due Direttive citate ed è composta dalla Direttiva UE 2013/36 sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale e dal Regolamento UE 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali, recepiti dalla Banca d'Italia con la circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti.

CRM - Credit Risk Mitigation: Insieme di tecniche, contratti accessori al credito o altri strumenti (come attività finanziarie e garanzie) che consentono una riduzione dei requisiti di capitale di rischio di credito.

Crossover: Fondo d'investimento che detiene partecipazioni sia in società quotate che non quotate su mercati regolamentati.

CRR/CRR2 - Capital Requirement Regulation: Il Regolamento UE 575/2013, e successivi aggiornamenti, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento. Esso è stato adottato in risposta alla crisi finanziaria scoppiata nel 2007, e mira a diminuire la probabilità di fallimento delle istituzioni finanziarie aumentando le dotazioni patrimoniali, diminuendo l'esposizione al rischio e diminuendo la leva finanziaria utilizzata.

CVA – Credit Value Adjustment: Consiste nell'aggiustamento del valore di un portafoglio al fine di incorporare nei prezzi delle transazioni il rischio di credito delle controparti. Il CVA è stato esplicitamente introdotto dallo schema di Basilea 3 e si applica principalmente ai derivati OTC (Over the counter) ossia non regolamentati.

Default: Identifica la condizione di (attesa o già rilevata) inadempienza nel ripagamento di un debito.

Dichiarazione Non Finanziaria: Documento pubblicato nel rispetto dell'art. 4 del Dlgs 254/2016, contiene informazioni relative ai temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta contro la corruzione, utili ad assicurare la comprensione delle attività svolte dal Gruppo, del suo andamento, dei suoi risultati e dell'impatto sociale e ambientale prodotto.

DGS (Deposits Guarantee Scheme): I sistemi di garanzia dei depositi (DGS - Direttiva 2014/49/UE) operano a livello nazionale, finanziati dagli enti creditizi, con la finalità principale di assicurare il rimborso di una quota dei depositi bancari. Attualmente, in Italia operano 2 diversi fondi: il FITD (vedi voce) e il FGD (Fondo di garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo). A livello comunitario è in atto il processo di realizzazione del terzo pilastro dell'unione bancaria europea, il cd. EDIS, finalizzato alla creazione di un fondo unico (DIF - Deposit Insurance Fund) in cui confluiranno le risorse dei vari DGS nazionali.

Direttiva BRRD - Bank Recovery and Resolution Directive: La direttiva introduce in tutti i paesi europei regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi delle banche e delle imprese di investimento. La BRRD conferisce alle autorità di risoluzione poteri e strumenti per: pianificare la gestione

delle crisi; intervenire per tempo prima della completa manifestazione della crisi; gestire al meglio la fase di "risoluzione".

Dividend Discount Model, variante Excess Capital: Questo modello è usato per stimare il valore intrinseco di un'azione sulla base dell'attualizzazione dei dividendi futuri: in questa variante, i flussi, tenuto conto dei vincoli patrimoniali minimi previsti dall'Autorità di Vigilanza, vengono attualizzati utilizzando come tasso il costo del capitale proprio Ke (calcolato secondo la metodologia CAPM (vedi voce)), mentre il periodo di piano comprende i primi anni di previsione esplicita e il cosiddetto Valore Terminale (calcolato tramite la capitalizzazione a tasso di crescita costante in perpetuo "g").

Discounted Cash Flows Model: È un modello di valutazione, alternativo al Dividend Discount Model (vedi voce), adatto alle società per le quali non si richiede il rispetto di livelli minimi di patrimonializzazione che si basa sull'assunto per cui il valore di un'attività è funzione dei flussi di cassa da essa generati, dell'orizzonte temporale e della loro rischiosità. Anche in questo modello i flussi di cassa vengono attualizzati al tasso di sconto Ke (determinato secondo le metodologie del CAPM, vedi voce) per un orizzonte temporale previsto dal piano della società e tenuto conto di un Valore Terminale, calcolato tramite la capitalizzazione ad un tasso di crescita costante "g".

Duration: Rappresenta un indicatore sintetico del rischio di tasso di interesse di un titolo obbligazionario (essendo il prezzo in una relazione inversa rispetto al tasso d'interesse). È definita come scadenza media dei flussi di cassa attesi, ponderata per il contributo del valore attuale di ciascun flusso alla formazione del prezzo. La duration è espressa in anni.

EAD - Exposure At Default: Indica l'ammontare a cui la banca è esposta al momento del default del debitore.

EBA - European Banking Authority: L'EBA o Autorità Bancaria Europea è un'autorità indipendente dell'Unione Europea creata nel 2011 facente parte dell'European System of Financial Supervisors (ESFS, insieme di authorities e enti di vigilanza che dal 2008 costituisce il nuovo framework europeo di vigilanza micro e macro prudenziale). L'EBA ha l'obiettivo di assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo, assicurando la stabilità finanziaria nell'UE e garantendone l'integrità, l'efficienza e il regolare funzionamento del settore bancario.

ECAI: Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito (External Credit Assessment Institution).

ECB - European Central Bank: L'ECB o BCE (Banca Centrale Europea) è la banca centrale per la moneta unica europea. Il compito principale della BCE è preservare il potere di acquisto della moneta unica e quindi assicurare il mantenimento della stabilità dei prezzi nell'area dell'euro. Inoltre, il Single Supervisory Mechanism (SSM, meccanismo che rappresenta il primo pilastro del processo di unione bancaria europea) le ha assegnato anche la competenza in materia di vigilanza diretta sulle banche dell'Eurozona maggiormente significative.

Embedded derivative: Rappresenta parte di uno strumento finanziario che include anche un contratto "ospite" di natura non derivata (cd. host contract), senza però che le 2 componenti siano contrattualmente separabili. Perché un embedded derivative sia definito tale, è necessario che una porzione dei flussi finanziari dell'host contract vari in relazione ai cambiamenti di una variabile esterna (come un tasso d'interesse, un rating creditizio, il prezzo di una commodity o altro).

EONIA - Euro OverNight Index Average: Tasso di interesse, applicato ai prestiti interbancari in euro non garantiti con durata di un giorno (overnight), calcolato giornalmente come media ponderata dei tassi di interesse sui prestiti effettuati da un campione di banche con elevato merito di credito selezionato periodicamente dalla European Banking Federation.

EPS – Earnings per share: Indica il rapporto tra l'utile netto ed il numero di azioni medio del periodo, eventualmente rettificato per tenere conto di altri potenziali strumenti partecipativi quali opzioni e obbligazioni convertibili.

ESG – Environmental, Social, Governance: L'acronimo indica i criteri di natura non finanziaria utilizzati per misurare l'impatto ambientale, sociale e di governance delle aziende. Questi criteri consentono, inoltre, di formulare una classifica delle aziende che meglio si adattano rispetto a questi tre parametri.

ESMA – European Securities and Markets Authority: Rappresenta l'organismo europeo che ha il compito di sorvegliare il mercato finanziario europeo garantendo la stabilità del sistema finanziario comunitario salvaguardandone l'integrità, la trasparenza ed il regolare funzionamento e tutelando gli investitori.

ESRB – European Systemic Risk Board: È il Comitato europeo per il rischio sistemico e fa parte del Sistema Europeo di Vigilanza Finanziaria. Si occupa della vigilanza macro-prudenziale del sistema finanziario dell'Unione Europea e ha il compito di prevenire e mitigare il rischio sistemico che può originarsi all'interno del sistema finanziario europeo.

EURIBOR – Euro Inter Bank Offered Rate: È il tasso interbancario a breve termine, calcolato su base giornaliera, in base al quale le principali banche regolano le transazioni finanziarie denominate in euro.

Euro Short Term Rate: Il tasso misura il costo della raccolta all'ingrosso non garantita con scadenza a un giorno di un campione di banche dell'area dell'euro. Il calcolo del tasso è basato sui dati raccolti nell'ambito del Money Market Statistical Reporting (MMSR), raccolta statistica introdotta nel 2016 riguardante tutte le transazioni condotte sul mercato monetario dalle maggiori banche dell'area dell'euro.

Expected loss: È la stima della perdita che una banca si aspetta di sostenere a fronte di una posizione o di un portafoglio di crediti. Questa parte, essendo per definizione prevedibile, in concreto non rappresenta un rischio vero e proprio per la banca, e viene già considerata come una componente di costo da addebitare al cliente nel momento in cui viene determinato il tasso contrattuale del credito.

Expected shortfall: Indicatore che rappresenta il valore atteso delle perdite che eccedono la soglia del VaR (vedi voce).

Fairness/Legal opinion: È un parere rilasciato, su richiesta, da esperti di riconosciuta professionalità e competenza, in merito alla congruità delle condizioni economiche e/o alla legittimità e/o sugli aspetti tecnici di una determinata operazione in un determinato momento.

Fair value: È il corrispettivo al quale un'attività (passività) può essere scambiata (estinta) in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili.

Fair value hedge: Si tratta di una delle tipologie di copertura previste dall'IFRS9 volta a neutralizzare l'esposizione alle variazioni di fair value di una posta di bilancio.

First Time Adoption: Disciplinata dall'IFRS1, viene applicata a coloro che adottano i principi IAS/IFRS per la prima volta e in caso di variazioni rilevanti negli standard adottati. Per l'entrata in vigore dell'IFRS9, i first adopters devono dare adeguata disclosure in merito agli effetti dell'applicazione del principio, tale da permettere agli utilizzatori del bilancio di comprenderne l'impatto sulla situazione patrimoniale-finanziaria e sul patrimonio netto; sono esonerati dal fornire informazioni comparative.

FVOCI – Fair Value Through Other Comprehensive Income: Rappresenta una delle modalità di classificazione delle attività finanziarie prevista dal principio IFRS9 (par. 4.1.2 A). Un'attività finanziaria deve essere valutata al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo se sono soddisfatte entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Hold to collect and sell, vedi voce);
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire.

FVTPL – Fair Value Through Profit and Loss: è una delle modalità di classificazione delle attività finanziarie prevista dal principio IFRS9 (par. 4.1.4). Rappresenta una categoria residuale, in quanto le attività finanziarie vengono valutate al fair value con contropartita il conto economico se non rispettano le condizioni per la classificazione al costo ammortizzato: non è uno strumento che paga solo rate di capitale e interessi ed è detenuta per finalità diverse dal percepimento di flussi di cassa contrattuali (ad esempio per trading). Vengono ricompresi in questa categoria gli strumenti per i quali è stata esercitata la fair value option (vedi voce), gli strumenti derivati e quelli che falliscono il test SPPI.

Fair Value Option – FVO: La Fair Value Option costituisce un'opzione per la classificazione di uno strumento finanziario. Attraverso l'esercizio dell'opzione anche uno strumento finanziario non derivato e non detenuto con finalità di trading può essere valutato al fair value con imputazione a conto economico.

Filtri prudenziali: Si tratta di correzioni apportate, nell'ambito delle modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza, alle voci di patrimonio contabile con lo scopo di

salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza stesso e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall'applicazione dei principi contabili internazionali "IAS/IFRS".

Financial Stability Board – FSB: Un organismo internazionale (costituito a seguito del G-20 dell'aprile 2009) con compiti di monitoraggio e supervisione del sistema finanziario globale. L'obiettivo che si prefigge consiste nella promozione della stabilità finanziaria, attraverso un esteso coordinamento delle autorità finanziarie nazionali e degli altri standard-setter globali.

FINREP: Documento emanato dal CEBS (Committee of European Banking Supervisors), organismo che svolge attività di consulenza per la Commissione Europea in materia di regolamenti bancari. Il CEBS promuove inoltre la cooperazione e la convergenza delle pratiche regolamentari all'interno dell'Unione Europea. Dal 2011 l'EBA (European Banking Authority – vedi voce) ha avviato la definizione di schemi segnaletici di vigilanza armonizzati a contenuto statistico di Vigilanza. La segnalazione è entrata in vigore nel 2014.

FIRB Models (Foundation Internal Rating Based): Rappresenta una delle tre metodologie per il calcolo del rischio di credito prevista dall'Accordo di Basilea 2. A differenza del modello A.I.R.B. (vedi voce), con il modello F.I.RB. la banca stima internamente soltanto la PD ed utilizza valori regolamentari per gli altri parametri (LGD e EAD) necessari al calcolo del requisito di capitale.

FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi): Rappresenta il fondo a cui aderiscono le banche italiane avente come scopo quello di garantirne i depositanti entro limiti previsti (euro 100.000). Il Fondo interviene su autorizzazione della Banca d'Italia nei casi di liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria; le banche aderenti corrispondono le risorse ex post rispetto alla manifestazione della crisi della banca, su richiesta del Fondo.

Fondi comuni armonizzati: Fondi comuni rientranti nell'ambito di applicazione della direttiva CEE/1985/611 e successive modificazioni, caratterizzati dalla forma aperta, dalla possibilità dell'offerta al pubblico delle quote e da taluni limiti agli investimenti. Con riferimento a questi ultimi si ricorda, tra l'altro, l'obbligo di investire prevalentemente in strumenti finanziari quotati.

Forborne exposures (esposizioni oggetto di concessione): Per esposizioni forborne s'intendono i contratti di debito per i quali sono effettuate concessioni nei confronti di un debitore che si trova o è in procinto di trovarsi in difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari («difficoltà finanziarie»). Tale attributo può riguardare sia esposizioni performing che non-performing.

Forward looking information: Nel modello di impairment previsto dall'IFRS9 le rettifiche di valore devono essere registrate sulla base dell'aspettativa di perdite di valore future non ancora manifestatesi. Tali aspettative devono incorporare informazioni prospettiche al fine di anticipare gli effetti derivanti dai possibili futuri eventi di perdita. Nel modello di calcolo delle perdite attese applicato dal Gruppo le informazioni forward looking sono considerate facendo riferimento a tre possibili scenari macro economici (baseline, mild-positive e mild-negative) che impattano sulla PD (vedi voce) e sulla LGD (vedi voce) ivi inclusi eventuali scenari di vendita laddove la strategia NPL (vedi voce) di Gruppo preveda esperire il recupero attraverso la cessione sul mercato.

Funding: Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie.

Futures: Contratti standardizzati con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valute, valori mobiliari o beni. Tali contratti sono negoziati su mercati regolamentati, dove viene garantita la loro esecuzione.

Goodwill: Il goodwill (o avviamento positivo) è definito come qualsiasi eccedenza del costo d'acquisto rispetto al patrimonio netto (ottenuto come differenza tra attività e passività acquisite valutate al fair value) alla data dell'acquisizione. Il goodwill è, quindi, il maggior prezzo corrisposto dall'acquirente in previsione di futuri benefici economici derivanti da sinergie o da attività immateriali che non possono essere rilevate distintamente.

Governance: Identifica l'insieme degli strumenti e delle norme che regolano la vita societaria con particolare riferimento alla trasparenza dei documenti e degli atti sociali ed alla completezza dell'informativa al mercato.

Grandfathering: In senso generico, ogni clausola contenuta in una nuova regolamentazione che esenta dalle nuove disposizioni quei fatti e comportamenti messi in atto prima che detta nuova regolamentazione entrasse in vigore.

G-SIBs – Global Sistematically Important Banks: Rappresentano le istituzioni bancarie più grandi, e come tali soggette a requisiti più stringenti o addizionali e a modalità di supervisione specifica.

Hold to collect: è un modello di business il cui obiettivo è detenere le attività finanziarie al fine di incassare i flussi di cassa contrattuali. Le attività appartenenti a questo modello sono sottoposte a SPPI Test (vedi voce) e qualora il test dia esito positivo, vengono classificate al costo ammortizzato (amortised cost - vedi voce).

Hold to collect and sell: è un modello di business il cui obiettivo è sia incassare i flussi contrattuali che vendere le attività finanziarie. Questo modello non è da confondere con il trading, nel quale le attività sono acquisite principalmente al fine di venderle a breve. Le attività appartenenti a questo modello sono sottoposte a SPPI Test (vedi voce) e qualora il test dia esito positivo, vengono classificate al FVOCI (vedi voce).

IASB - International Accounting Standards Board: Organismo indipendente composto da esperti che in seno all'IFRS (International Financial Reporting Standards) Foundation, a partire dal 2001 ha sostituito l'IASC (International Accounting Standards Committee) nella emanazione dei principi contabili internazionali. Il Consiglio è un gruppo indipendente di esperti con un appropriato mix di recenti esperienze pratiche nella definizione di principi contabili, nella preparazione, revisione o utilizzo di relazioni finanziarie e nell'educazione contabile.

Impairment: Si riferisce alla perdita di valore di un'attività, rilevata nel caso in cui il valore di bilancio sia maggiore del valore recuperabile ossia dell'importo che può essere ottenuto con la vendita o l'utilizzo dell'attività. Il principio IFRS9 ha introdotto un modello di impairment forward looking (vedi voce) basato sulle perdite di valore attese (expected loss) al posto di quello, previsto dallo IAS39, di perdita incorsa ("incurred losses") a 12 mesi (per lo Stage1) o fino alla vita residua dello strumento (Stage 2 e 3). Le perdite vengono registrate non solo con riferimento alle oggettive perdite di valore già manifestate alla data di reporting, ma anche sulla base dell'aspettativa di perdite di valore future non ancora manifestatesi. Per le esposizioni appartenenti allo Stage1 le rettifiche di valore complessive sono pari alla perdita attesa calcolata su un orizzonte temporale fino ad un anno. Per le esposizioni appartenenti agli Stage2 o 3 le rettifiche

di valore complessive sono pari alla perdita attesa calcolata su un orizzonte temporale pari all'intera durata della relativa esposizione.

Incremento significativo del rischio di credito (SICR): Come indicato dall'IFRS9 (par. 5.5.3 e ss.), ad ogni data di reporting, occorre determinare se un'attività finanziaria abbia subito un significativo incremento del rischio di credito rispetto alla data di initial recognition. La valutazione dell'aumento significativo del rischio di credito tiene in considerazione elementi qualitativi e quantitativi caratterizzanti ciascuna facility. Il riconoscimento di forbearance measure o il criterio dei 30 days past due sono considerati indicatori di backstop. Le esposizioni che alla data di reporting subiscono un aumento significativo del rischio di credito sono ricomprese nel cosiddetto Stage2.

Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP: Il secondo pilastro di Basilea richiede a tutti gli intermediari di dotarsi di un processo per valutare nel continuo l'adeguatezza della propria dotazione patrimoniale (ICAAP). Tale processo deve essere formalizzato, documentato e approvato dagli organi aziendali competenti e periodicamente sottoposto a revisione interna.

Internal dealing: Tipologie di operazioni aventi ad oggetto azioni di emittenti quotati in Italia o all'estero poste in essere da "soggetti rilevanti" dell'emittente stesso e dalle persone a questi strettamente legate. La materia è disciplinata nel Testo Unico degli Intermediari Finanziari e dalla CONSOB, che prevedono l'obbligo in capo ai soggetti coinvolti, di comunicare al mercato tempestivamente qualsiasi operazione di acquisto/vendita compiuta sui titoli della loro società.

Internal Liquidity Adequacy Assessment Process - ILAAP: la Direttiva 2013/36/ UE prevede che tutti gli intermediari si dotino di strategie, politiche, processi e sistemi solidi per identificare, misurare, gestire e monitorare il rischio di liquidità, in modo da mantenere riserve di liquidità adeguate.

Investment grade: Termine utilizzato con riferimento alle controparti e/o ai titoli obbligazionari di alta affidabilità che hanno ricevuto un rating (vedi voce) medio-alto (ad esempio non inferiore a BBB- nella scala di Standard & Poor's).

IOSCO - International Organization of Securities Commission: è l'organismo internazionale che riunisce le autorità mondiali di regolamentazione dei valori mobiliari ed è riconosciuto come lo standard setter globale per il settore dei titoli.

IOSCO sviluppa, implementa e promuove l'adesione a standard riconosciuti a livello internazionale per la regolamentazione dei titoli. Lavora intensamente con il G20 e il Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) sull'agenda di riforma normativa globale.

IRS - Interest Rate Swap: Contratto, rientrante nella categoria dei contratti derivati ed in particolare degli Swaps, in cui le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse calcolati su un capitale nozionale di riferimento.

Junior: In un'operazione di cartolarizzazione (vedi voce) è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.

JV - Joint Venture: Accordo in base al quale due o più soggetti, solitamente imprese, si impegnano a collaborare per un progetto comune (sia esso di natura industriale o commerciale) o decidono di sfruttare congiuntamente le loro sinergie, il loro know-how o il loro capitale.

Large Institution: definizione introdotta dalla CRR2 (vedi voce). Si definisce Large Institution (o grande ente) una società che soddisfa una delle seguenti condizioni:

  • é una G-SII;
  • é stata identificata come O-SII (ente a rilevanza sistemica), secondo l'art 131, commi 1 e 3 della Direttiva 2013/36/EU (CRD, vedi voce);
  • nello Stato membro della UE in cui è costituita, rappresenta una delle maggiori tre istituzioni in termini di valore totale delle attività;
  • il valore totale delle attività, su base individuale o dove applicabile a livello consolidato, è pari o superiore a 30 miliardi di euro.

Leveraged finance: Questa tipologia di finanziamenti include le operazioni finalizzate:

  • all'acquisizione di aziende non quotate sponsorizzate da fondi di private equity su base "no recourse" e debito commisurato ai flussi finanziari futuri;
  • all'acquisizione di aziende sponsorizzate da corporate o holding finanziarie su base "no recourse" caratterizzate da un profilo di rischio molto elevato;

– a supportare la distribuzione di capitale (anche sotto forma di riacquisto azioni) da parte di debitori a rischio elevato.

LIBOR – London Inter Bank Offered Rate: È un tasso di riferimento per le transazioni sul mercato interbancario, calcolato su base giornaliera dalla British Bankers' Association, e costituisce il tasso al quale le principali banche inglesi ed europee si scambiano fondi a breve.

Leasing IFRS16: Il leasing è un contratto in base al quale il locatore concede il diritto di utilizzare un bene per un periodo di tempo in cambio di un corrispettivo, ad un altro soggetto detto locatario. L'IFRS16, entrato in vigore il 1° Gennaio 2019 (1° Luglio 2019 per il Gruppo Mediobanca), ha sostituito lo IAS17 in vigore dal 2005. L'aspetto più importante che caratterizza il nuovo standard è il superamento, ai fini del trattamento contabile del leasing per il locatario, della distinzione tra leasing operativo e finanziario, previsto dallo IAS 17, introducendo nuovi concetti come il diritto d'uso (right of use) sul bene oggetto di leasing, che permette di stabilire quando un contratto deve essere considerato come contratto di leasing oppure di servizio. Un contratto è un leasing, o contiene un leasing, se trasferisce la titolarità del diritto di controllare l'utilizzo di uno specifico asset, per un periodo di tempo, stabilito all'origine, in cambio di un corrispettivo pattuito, definendone le condizioni d'uso dello stesso e anche se non esplicitato, il mantenimento della sua efficienza nel tempo.

LTV Ratio – Loan to Value Ratio: È dato dal rapporto tra l'importo concesso da chi presta il denaro e il valore del bene che si intende acquistare con le somme ricevute. Il Loan To Value Ratio viene comunemente utilizzato dalle banche quale indicatore del rischio di credito.

LGD – Loss Given Default: Perdita che il creditore subisce in caso di inadempienza del debitore. Ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali secondo il metodo basato sui rating interni, il valore della LGD può essere calcolato con un approccio stabilito dal regulator (Metodo F.I.R.B.) o determinato internamente dalla Banca con un proprio modello (Metodo A.I.R.B).

Lockdown: è una parola di origine americana che significa isolamento, chiusura. Può essere tradotta come "chiusura totale" È un termine che è stato particolarmente utilizzato nel 2020 in relazione alla pandemia da Covid-19 (Vedi voce) e alle misure di contenimento stabilite dal Governo per salvaguardare la salute della popolazione.

Low credit risk exemption: Secondo l'IFRS9 (par. 5.5.10 e ss.) un ente può assumere che il rischio di credito non abbia subito un incremento significativo se lo strumento ha, alla data di bilancio, un basso rischio di credito. Si configurano in questa definizione, le esposizioni creditizie ricomprese nello Stage1 che hanno un basso rischio di insolvenza in quanto qualificabili come strumenti investment grade.

Low value (ex IFRS16): secondo quanto previsto dal par. 5 dell'IFRS16, rappresenta uno dei 2 casi in cui il locatario può scegliere di non applicare le prescrizioni del principio stesso. Il principio (paragrafo B3) indica quale presunzione di un basso valore per un'attività nuova un valore inferiore a 5.000\$ (circa 5.000€).

Mark to Market: Metodo di valutazione, utilizzato nell'ambito dei mercati dei futures e delle opzioni, in base al quale il valore della posizione netta di ciascun operatore viene determinato quotidianamente sulla base degli ultimi prezzi di mercato.

Maturity: rappresenta la data di rimborso o scadenza di una data emissione.

Mezzanine: In un'operazione di cartolarizzazione (vedi voce), è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior.

MIFID (Markets In Financial Instruments Directive): Identifica la Direttiva 2004/39/CEE (recepita in Italia dal D.Lgs. n.164/2007) che ha l'obiettivo di creare un unico mercato dei servizi e delle attività finanziarie in ambito comunitario. Recentemente, è stata modificata con la Direttiva 2014/65/UE (cd. MIFID II).

Modello di business (business model): Riguarda il modo in cui l'entità gestisce le proprie attività finanziarie al fine di generare flussi finanziari (determina, perciò, se i flussi finanziari deriveranno dalla raccolta dei flussi finanziari contrattuali, dalla vendita delle attività finanziarie o da entrambi). Il business model non viene definito per ciascuna singola attività, ma piuttosto per portafogli omogenei. La classificazione delle attività finanziarie si basa sul concetto di business model. Sono previste tre tipologie di business model: Hold to collect, Hold to collect and sell e Other.

Moratoria: con il termine moratoria si indica la sospensione della scadenza di un'obbligazione disposta con provvedimento legislativo, per motivi eccezionali. È in tale ambito che rientra la moratoria ex Covid attivata a livello governativo con il Decreto Italia del 17 marzo 2020 e successivi decreti che dispongono la sospensione delle scadenze di obbligazioni a seguito della crisi dovuta all'epidemia. Ai sensi EBA (EBA/GL/2020/02 e ss.) le moratorie ex Covid ricomprendono le sospensioni delle scadenze di obbligazioni derivanti da provvedimenti legislativi nazionali (per il Paese Italia, Decreto Cura Italia e Liquidità) e dalle iniziative promosse dalle associazioni di categoria (ABI/Assofin); non sono incluse le moratorie volontarie ovvero le misure di sostegno di iniziativa privata concesse dalla banca. Si segnala al proposito che in data 2 dicembre 2020 le Linee Guida EBA hanno esteso il periodo entro il quale poter generare moratorie qualificabili come "EBA compliant" fino al 31 marzo 2021, ma hanno anche introdotto l'esclusione dei casi in cui il cliente venisse a beneficiare complessivamente di 9 mesi o più di sospensione dei pagamenti.

MREL – Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities: Rappresenta un requisito introdotto dalla Direttiva BRRD (vedi voce), il cui obiettivo è quello di assicurare il buon funzionamento del meccanismo del bailin (vedi voce) aumentando la capacità di assorbimento delle perdite della banca. Il coefficiente MREL è calcolato come:

(fondi propri + passività ammissibili) / passività totali e fondi propri I nuovi requisiti prevedono un livello MREL pari al 21,85% in termini di attività ponderate per il rischio (RWA) e al 5,91% della leverage exposure.

NAV - Net Asset Value: Il NAV è il valore attribuito al patrimonio netto di un fondo: viene calcolato suddividendo il valore di tutti i beni, titoli e liquidità presenti nel portafoglio per il numero di quote in circolazione. Nel caso dei fondi comuni di investimento il NAV viene calcolato e comunicato con diverse frequenze: quotidianamente nel caso di fondi aperti, oppure mensilmente nel caso di fondi chiusi.

NPLs - Non-Performing Loans (Crediti deteriorati): Si tratta di crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell'esposizione.

NSFR – Net Stable Funding Ratio: rapporto tra l'ammontare di provvista stabile disponibile e l'ammontare di provvista stabile obbligatoria. La prima è definita come porzione di patrimonio e passività che si ritiene risulti affidabile nell'arco temporale considerato ai fini del ratio stesso (ossia un anno). L'ammontare di provvista stabile richiesto ad una specifica istituzione dipende dalle caratteristiche di liquidità e dalla vita residua delle varie attività da essa detenute, nonché delle sue esposizioni fuori bilancio. Questo rapporto deve mantenersi continuativamente a un livello almeno pari al 100%.

Obbligazioni strutturate: Si tratta di obbligazioni il cui rendimento è legato ad una o più componenti derivative, che possono riferirsi a strumenti finanziari come indici azionari, singoli titoli azionari o valute.

OICR – Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio: Ai sensi del TUF essi comprendono:

  • i fondi comuni d'investimento, ossia veicoli che svolgono la funzione di riunire le risorse finanziarie di una pluralità di risparmiatori in un unico patrimonio indifferenziato che viene investito in attività finanziarie; e
  • le SICAV (Società d'Investimento a Capitale Variabile) ossia società avente per oggetto esclusivo l'investimento del proprio patrimonio, raccolto attraverso il collocamento presso il pubblico delle proprie azioni.

Opzione - Option: Contratto derivato che include il diritto, ma non l'obbligo, per il possessore (tramite il pagamento di un premio) ad acquistare (call option) o a vendere (put option) uno strumento finanziario a un prezzo determinato (strike price) entro (opzione di tipo americano) oppure ad (opzione di tipo europeo) una data futura.

OSI – On Site Inspection: attività rientrante nelle campagne di vigilanza portate avanti da vari regulator (quali ad esempio BCE) per approfondire tematiche specifiche. Sono ispezioni svolte presso la Banca o società finanziaria sottoposta a Vigilanza.

OTC – Over The Counter: Mercati che non hanno contratti e modalità di compravendita standardizzati e non sono legati a una serie di norme (ammissioni, controlli, obblighi informativi, ecc.) che regolamentano i mercati ufficiali.

Outsourcing: Esternalizzazione di un determinato processo aziendale e/o di funzioni aziendali ritenute non-core.

Overlay ("overlay adjustment"): con il termine overlay si indica un accantonamento extra modello IFRS9, ai fini della determinazione delle rettifiche di valore su crediti. Come da indicazioni del principio contabile IFRS9 e da raccomandazioni delle diverse Autorità competenti (BCE, EBA e IASB), la quantificazione delle perdite attese oltre a dover considerare le informazioni storiche, quelle correnti e quelle prospettiche, ammette la possibilità di ricorrere ad aggiustamenti manageriali post modello (cosiddetti "post-model overlay or adjustment"), qualora i modelli non siano in grado di riflettere in modo compiuto gli effetti della crisi Covid-19, e relative misure di supporto governativo.

Overtime (OVT) e Point in Time (PIT): I due modi in cui una performance obligation (vedi voce) può essere realizzata, secondo il dettato dell'IFRS15. In particolare, si ha realizzazione nel corso del tempo (Overtime) quando una delle seguenti condizioni è verificata:

  • il cliente simultaneamente riceve e utilizza i benefici derivanti dalla prestazione dell'entità man mano che quest'ultima la effettua;
  • la prestazione dell'entità crea o migliora l'attività (per esempio, lavori in corso) che il cliente controlla man mano che l'attività è creata o migliorata; o
  • la prestazione dell'entità non crea un'attività che presenta un uso alternativo per l'entità e l'entità ha il diritto esigibile al pagamento della prestazione completata fino alla data considerata.

Se nessuna di queste condizioni sussiste, si ha realizzazione in un determinato momento (Point in Time).

Past-due (Attività scadute e/o sconfinanti deteriorate): In tale voce rientrano le esposizioni, diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili, che, alla data di riferimento, sono scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e superano una prefissata soglia di materialità, determinata facendo riferimento alternativamente al singolo debitore o, per le sole esposizioni verso soggetti retail, alla singola transazione.

Payout ratio: Percentuale di utile netto distribuita agli azionisti sottoforma di dividendo. Tale quota dipende sostanzialmente dalle esigenze di autofinanziamento della società e dal rendimento atteso degli azionisti.

PD – Probability of Default: Probabilità che la controparte si trovi nella situazione di non poter adempiere integralmente al rimborso del finanziamento alla scadenza. Si stima la probabilità che il soggetto richiedente il finanziamento si trovi entro un anno in una situazione di inadempienza, attribuendo alla controparte il rating.

Performance obligation (obbligazione di fare): Definizione introdotta dall'IFRS15 che sancisce: "ogni promessa di trasferire al cliente:

  • un bene o un servizio (o una combinazione di più beni o servizi) distinto; o
  • una serie di beni o servizi distinti che sono sostanzialmente simili e che seguono lo stesso modello di trasferimento al cliente".

Performance shares: Nel caso dei pagamenti tramite strumenti patrimoniali, rappresentano azioni della società stessa distribuite a certe categorie di dipendenti al raggiungimento di determinati obiettivi di performances.

Pillar III: Documento informativo entrato in vigore con il regolamento (UE) n. 575/2013 ("CRR", vedi voce) con il quale vengono introdotte nell'Unione Europea le regole definite dagli Accordi di Basilea (vedi voce) per la vigilanza bancaria "Basilea 3" sia in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) che di informativa al pubblico (Terzo pilastro). Tale informativa è volta a consentire agli operatori di mercato una più accurata valutazione della solidità patrimoniale e dell'esposizione ai rischi delle banche.

Plain vanilla (derivati): Riferito agli strumenti derivati, la tipologia più semplice e meno complessa. Si tratta di prodotti il cui prezzo dipende da quello dello strumento sottostante che è quotato sui mercati regolamentati.

PPA – Purchase Price Allocation: Indica il processo di allocazione del prezzo di acquisto delle attività e delle passività di un'entità acquisita, che deve essere svolto dalla società acquirente, nell'ambito di applicazione del principio contabile internazionale IFRS3 – Aggregazioni aziendali.

Prezzo di transazione: Secondo il dettato dell'IFRS15, esso rappresenta "L'importo del corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni o servizi promessi, esclusi gli importi riscossi per conto di terzi". Il principio disciplina quattro elementi che possono creare difficoltà nella sua valutazione: corrispettivi variabili (e loro limitazioni),

esistenza nel contratto di una significativa componente finanziaria, corrispettivi non monetari e corrispettivi da pagare al cliente.

Pricing: In senso lato, si riferisce generalmente alle modalità di determinazione dei rendimenti e/o dei costi dei prodotti e servizi offerti dalla Banca. In senso più ristretto, si intende il processo di determinazione del prezzo di un'attività finanziaria.

Provisioning (crediti): Il termine indica l'accantonamento di fondi, per coprire le perdite attese su crediti. In particolare:

  • se alla data di riferimento del bilancio il rischio di credito su uno strumento finanziario non è aumentato in modo significativo dalla rilevazione iniziale, un'entità deve valutare il fondo per tale strumento finanziario per un importo pari alle perdite attese a 12 mesi;
  • se, ad ogni data di riferimento del bilancio, il rischio di credito su tale strumento finanziario è aumentato in modo significativo dalla rilevazione iniziale, un'entità deve valutare il fondo per un importo pari alle perdite attese lungo la vita residua dello strumento.

POCI – "Purchased or Originated Credit Impaired": Sono attività finanziarie acquistate o originate con oggettive evidenze di perdita. Le "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" sono convenzionalmente presentate all'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage3.

Raccolta diretta (retail): Debiti per cassa verso clienti, residenti e non, per depositi a vista e a termine o con preavviso, conti correnti (saldi passivi), obbligazioni, certificati di deposito, operazioni pronti contro termine, prestiti e passività subordinate. Sono esclusi i debiti verso le altre banche, i fondi di terzi in amministrazione (ricevuti da Stato, regioni e enti pubblici), le passività per assegni circolari e altri titoli.

Raccolta indiretta: Titoli di credito ed altri valori non emessi dalla banca depositaria, ricevuti dalla stessa in deposito a custodia, amministrazione o in connessione con l'attività di gestione di patrimoni mobiliari. Per quanto riguarda l'informativa di bilancio, comprende AUM - Assets Under Management (vedi voce), AUC - Assets Under Custody (vedi voce) e AUA - Assets Under Administration (vedi voce): ovvero, rappresenta la somma tra la raccolta amministrata (azioni, obbligazioni, fondi comuni, titoli di stato) e la raccolta gestita (polizze, assicurazioni, fondi pensione).

Rating: Esprime la valutazione, formulata da un'agenzia privata specializzata o determinato internamente da un apposito ufficio, del merito di credito di una determinata controparte, differenziata sia per tipologia dell'emittente che per strumento finanziario.

Right Of Use (ex IFRS16): Secondo quanto previsto dall'IFRS16 (Appendice A) "Attività che rappresenta il diritto del locatario di utilizzo dell'attività oggetto del contratto per la durata del leasing".

ROAC – Return On Allocated Capital: È un indicatore calcolato come rapporto tra l'utile netto e il capitale medio allocato/assorbito di periodo. Esso esprime in punti percentuali la capacità reddituale per unità di capitale allocato/ assorbito.

ROE – Return On Equity: Esprime la redditività del capitale proprio ed è calcolato come rapporto tra utile netto e patrimonio netto medio di periodo (esclusi interessi di terzi e dividendi proposti/liquidati).

ROTE – Return on Tangible Equity: Tale indice viene calcolato come rapporto tra gli utili netti e il patrimonio netto "tangibile" medio (esclusi interessi di terzi e dividendi proposti/liquidati oltreché avviamenti e altre attività immateriali).

Royalty Relief Method: È un metodo di valutazione di un'attività immateriale come il marchio o i brevetti; si basa sull'assunto che la società che lo possiede non lo deve prendere in licenza da una terza parte e quindi non deve pagare royalties. Il valore dell'attività immateriale è pari al valore attuale netto di tutte le royalties potenzialmente pagabili.

Scenario macroeconomico: descrizione del sistema economico a livello aggregato, che comprende proiezioni attese di indicatori economici rilevanti.

Securitisation/Cartolarizzazione: è una tecnica finanziaria usata per attingere risorse finanziarie aggiuntive sempre più diffusa nel panorama economico finanziario. La sua diffusione come strumento per la raccolta di finanziamenti e come fonte alternativa di reddito è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, tanto nel settore privato quanto in quello pubblico, divenendo una delle componenti principali del cosiddetto "sistema bancario ombra". Con riferimento alla crisi succitata, la cartolarizzazione ha consentito alle banche di alimentare il meccanismo di concessione dei mutui

subprime «senza preoccupazioni». Tecnicamente, la cartolarizzazione del debito è un processo attraverso il quale una o più attività finanziarie indivise ed illiquide, in grado di generare dei flussi di cassa, quali ad esempio i crediti di una banca, vengono "trasformate" in attività divise e vendibili, ossia in titoli obbligazionari denominati Asset Backed Securities (ABS). A seconda del sottostante che viene cartolarizzato, si può parlare ad es. di titoli MBS (mortgage backed securities, il cui sottostante sono mutui), CDO (collateralized debt obligation, il cui sottostante sono titoli obbligazionari pubblici o privati), ABCP (asset backed commercial paper, il cui sottostante è rappresentato da crediti a brevissimo/breve termine).

Senior: In un'operazione di cartolarizzazione (vedi voce) è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso.

Sensitivity: Analisi condotte al fine di stimare le variazioni di un determinato indicatore al variare di uno o più parametri che lo determinano (tassi d'interesse, tassi di cambio, prezzi di mercato), in modo da individuare le relazioni tra i due.

Servicer: Intermediario vigilato dalla Banca d'Italia (iscritto nell'elenco speciale ex art. 107 Testo Unico Bancario, vedi voce) cui, in base alle previsioni della L. 130/1999, è affidata la verifica della "conformità delle operazioni di cartolarizzazione alla legge e al prospetto informativo" oltre all'esecuzione delle attività di riscossione dei crediti ceduti e i connessi servizi di cassa e pagamento.

Short term (ex IFRS16): secondo quanto previsto dal par. 5 dell'IFRS16, rappresenta uno dei 2 casi in cui il locatario può scegliere di non applicare le prescrizioni del principio stesso. Il principio prevede che il locatario possa avvalersi di questa facoltà nel caso in cui il contratto abbia una durata pari o inferiore a 12 mesi.

SGR – Società di Gestione del Risparmio: Società per azioni alla quale è riservata la possibilità di prestare congiuntamente il servizio di gestione collettiva e individuale di patrimoni. In particolare, è autorizzata a istituire fondi comuni di investimento, a gestire fondi comuni di propria o altrui istruzione, nonché patrimoni di SICAV, e a prestare il servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento.

Significant bank: In base al Regolameno UE 1024/2013 (Regolamento istitutivo del Meccanismo Unico di Vigilanza, vedi voce "ECB"), sono 3 i criteri in base a cui un ente finanziario è giudicato significativo (al superamento di anche solo uno di questi):

  • Totale attivo superiore a 30 miliardi;
  • Rapporto tra le attività totali e il PIL dello Stato comunitario in cui sono stabiliti superiore al 20%, a meno che il valore totale delle attività sia inferiore a 5 miliardi;
  • Rapporto tra le attività/passività totali dell'istituto e le attività/passività riferite ad almeno un altro Stato comunitario superiore al 20%.

Un ente finanziario è inoltre considerato significativo se ha ricevuto o richiesto aiuti finanziari. Gli Enti Significativi sono soggetti alla Vigilanza diretta dell'ECB (vedi voce).

SIM - Società di Intermediazione Mobiliare: Società diverse dalle banche e dagli intermediari finanziari vigilati che sono autorizzate alla prestazione di servizi di investimento ai sensi del TUF (vedi voce). Le SIM sono sottoposte alla vigilanza della Banca d'Italia per i profili di contenimento del rischio e di stabilità patrimoniale e alla vigilanza della CONSOB per quanto riguarda la trasparenza e la correttezza dei comportamenti.

Speculative grade: Termine utilizzato con riferimento alle controparti e/o ai titoli obbligazionari con rating (vedi voce) basso (per esempio, inferiore a BBB- nella scala di Standard & Poor's): le obbligazioni di questo tipo sono definite spesso high yield bonds.

Spline: funzione matematica costituita da archi di curva che si succedono l'uno con l'altro, utilizzata per interpolare un insieme di punti in modo tale che la funzione risultante sia continua e liscia.

Sponsor: Soggetto, diverso dall'Originator, che istituisce e gestisce una struttura di cartolarizzazione, prevedendo l'acquisto da terzi delle attività da cartolarizzare.

SPPI test – Solely Payments of Principal and Interest: è il test richiesto dal principio IFRS9 necessario per la classificazione degli strumenti finanziari a seconda del business model (modello di business, vedi voce) nel quale sono stati inseriti dalla banca. Il test viene effettuato al momento della prima iscrizione in bilancio, e per il suo superamento è necessario che i flussi di cassa contrattuali previsti siano soltanto gli interessi periodici e il rimborso del capitale. L'eventuale fallimento del test implica la classificazione a FVTPL (vedi voce).

Spread: Differenza di rendimento, espressa in punti base, tra 2 titoli obbligazionari: tale differenza è solitamente dovuta all'appartenenza a diverse classi di rating, ma anche a considerazioni riguardanti il rischio insito nelle obbligazioni stesse. Il confronto può essere fatto tra obbligazioni governative di Stati diversi, tra obbligazioni dello stesso Paese ma aventi scadenze diverse, oppure tra titoli obbligazionari emessi da società di settori merceologici diversi.

SPV – Special Purpose Vehicles: Società veicolo costituite al fine di perseguire specifici obiettivi, quali l'isolamento del rischio finanziario o l'ottenimento di particolari trattamenti regolamentari e fiscali riguardanti determinati portafogli di attività finanziarie. Le SPV normalmente non hanno strutture operative e gestionali proprie ma si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell'operazione.

SRB – Single Resolution Board: Autorità, operativa dal gennaio 2015, di risoluzione delle crisi bancarie, nel quadro del SRM (vedi voce) e dell'Unione Bancaria Europea. L'autorità ha come obiettivo la risoluzione ordinata delle banche in difficoltà, con un minimo impatto sull'economia reale e sulle finanze pubbliche dei paesi dell'UE partecipanti.

SREP – Supervisory Review and Evaluation Process: Regolare esercizio di valutazione e misurazione dei rischi, a livello di singola banca. Nelle decisioni SREP, l'autorità di vigilanza può richiedere a ogni singola banca, di detenere capitale aggiuntivo e/o fissare requisiti qualitativi (cosiddetto "secondo pilastro"). Esso viene svolto dal Single Superivory Mechanism, sulla base della normativa contenuta nella Capital Requirement Directive (CRD - vedi voce).

SRM – Single Resolution Mechanism: Rappresenta il secondo pilastro del processo di Unione Bancaria Europea. Esso, istituito dal Regolamento UE 806/2014 del 15 luglio 2014, è costituito da due enti interconnessi: il Single Resolution Board (SRB, vedi voce), come autorità centrale, ed il Fondo di risoluzione unico (DIF – Deposit Insurance Fund), come fondo sovranazionale.

Stage – Stadio di rischio di credito: Si intende la classificazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate soggetti alle regole di svalutazione dell'IFRS9 in funzione delle variazioni del loro rischio di credito (par. 5.5 dell'IFRS9). Si distinguono tre stadi di rischio (Stage):

  • a) primo stadio (Stage1), comprende:
    • a. le esposizioni creditizie di nuova originazione o acquisizione;
    • b. le esposizioni che non hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale;
    • c. le esposizioni aventi basso rischio ("low credit risk exemption");
  • b) secondo stadio (Stage2): aumento significativo del rischio di credito dell'esposizione rispetto all'iscrizione iniziale;
  • c) terzo stadio (Stage3): esposizioni impaired.

Steepener: Con riferimento ai tassi di interesse, fenomeno per cui la curva dei tassi diventa più ripida tramite la contemporanea diminuzione dei tassi a breve ed aumento dei tassi a lungo termine.

Stress test: Procedura di simulazione utilizzata al fine di misurare l'impatto di scenari di mercato estremi sull'esposizione complessiva al rischio della Banca al fine di verificarne l'adeguatezza patrimoniale e del profilo di liquidità.

Subleasing: Secondo quanto previsto dal principio IFRS16 (Appendice A) "Operazione con la quale il locatario (chiamato "locatore intermedio") dà a sua volta in leasing l'attività sottostante ad una terza parte", pur rimanendo in vigore il leasing originario.

Swaps: Operazione consistente nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo determinate modalità contrattuali. Tali contratti possono avere diversi sottostanti, tra cui tassi d'interesse (in cui le parti si impegnano a pagare flussi di cassa calcolati secondo diversi tassi d'interesse, tipicamente una a tasso fisso e l'altra a tasso variabile), valute, tassi d'inflazione ed altre.

Tasso di interesse effettivo: Il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/ proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Tasso interno di trasferimento – TIT: Si intende quel tasso al quale le varie aree di un ente finanziario "rivendono" alla tesoreria centrale i fondi raccolti o, specularmente, quel tasso al quale le varie aree "acquistano" dalla tesoreria centrale i fondi necessari a finanziare i propri impieghi. Il sistema dei TIT serve per riequilibrare la redditività tra tutte le filiali e/o aree della banca, riequilibrando i tassi tra raccolta ed impieghi.

Tax rate: Aliquota fiscale effettiva, determinata dal rapporto tra le imposte sul reddito e l'utile ante imposte.

Test d'impairment: Verifica del valore di bilancio delle attività al fine, nel caso di una perdita durevole di valore, di un'eventuale loro svalutazione (con contropartita a conto economico). Tale verifica deve essere svolta con cadenza annuale sia per le attività immateriali a vita utile indefinita che per l'avviamento originato da una business combination (vedi voce); in tutti gli altri casi, l'azienda deve controllare, alla fine di ogni periodo contabile, se sussistono evidenze di perdite durevoli di valore.

Tier 2: Patrimonio di classe secondaria composto principalmente dalle passività subordinate computabili scomponibile in Upper tier 2, che accoglie obbligazioni della durata originaria superiore a 10 anni e utilizzabili per coprire perdite derivanti dalla operatività dell'ente che non le consentirebbero la prosecuzione dell'attività, e il Lower Tier 2, contenente obbligazioni della durata originaria superiore ai 5 anni.

TLAC - Total Loss Absorbing Capacity: Rappresenta lo standard prudenziale definito dal Financial Stability Board (vedi voce) nel 2015. Questo indicatore ha le stesse finalità del requisito MREL (vedi voce), ovvero assicurare che le banche coinvolte (G-SIBs, vedi voce) dispongano di determinati quantitativi di titoli in circolazione in grado di assorbire le perdite.

T-LTRO – Targeted Long Term Refinancing Operation: Operazione rientrante tra le azioni non convenzionali di politica monetaria, messe in campo dalla Banca Centrale Europea (ECB - vedi voce) in risposta alla crisi finanziaria. Attraverso tale azione, viene fornita alle banche liquidità a lungo termine.

Total Capital Ratio: Indice di patrimonializzazione riferito al complesso degli elementi costituenti i Fondi propri (Tier 1 e Tier 2). È dato dal rapporto tra il patrimonio di vigilanza complessivo (patrimonio di base + patrimonio addizionale costituito dagli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie che soddisfano i requisiti regolamentari) e il valore delle attività ponderate per il rischio (RWA (vedi voce)).

Trading book: Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività di negoziazione.

TUB – Testo Unico Bancario: Decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia) e successive modificazioni e integrazioni.

TUF – Testo Unico dell'intermediazione Finanziaria: Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, c.d. legge Draghi) e successive modificazioni e integrazioni.

UTP – Unlikely to Pay (Inadempienze probabili): La voce riguarda una categoria di crediti deteriorati o Non Performing Loans (vedi voce). Sono esposizioni per le quali la banca giudica improbabile che senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni contrattuali.

VaR – Value at Risk: Valore che indica la massima perdita possibile su un portafoglio per effetto dell'andamento del mercato, con una certa probabilità e per un certo orizzonte temporale ed ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Warrant: Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall'emittente o di vendere a quest'ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità.

Write-off: Costituisce un evento che dà luogo ad una cancellazione contabile quando non si hanno più ragionevoli aspettative di recuperare il credito e può riguardare l'intero ammontare o una porzione di esso. Può verificarsi prima che le azioni legali per il recupero del credito siano terminate e non comporta necessariamente la rinuncia al diritto legale di recuperare il credito da parte della Società.

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