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Zest S.p.A. — Major Shareholding Notification 2019
Sep 9, 2019
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Major Shareholding Notification
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Economia
| PIAZZA AFFARI | I migliori | Valore var% su rif. | I peggiori | Valore var% su rif. | NEW YORK | Dow Jones | 26.821,981 | 0,35 | DOLLARO | Americano | 1,103 | -0,28 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1) Netweek | 0,200 | 11,98 | 1) Fidia | 4,300 | -7,43 | NEW YORK | Nasdaq | 8.121,291 | 0,05 | STERLINA | Inglese | 0,896 | 0,06 | |||||
| Valore | % | 2) Bialetti Industrie | 0,256 | -4,83 | LONDRA | FTSE 100 | 7.282,340 | 0,15 | FRANCO | Svizzero | 1,093 | 0,60 | ||||||
| FTSE MIB | 21.947,330 | -0,04 | 2) Peugeot | 22,100 | 8,39 | FRANCOFORTE Dax 30 | 12.191,731 | 0,54 | YEN | Giapponese | 118,010 | 0,03 | ||||||
| FTSE Italia All Share 23.834,790 | -0,05 | 3) Eurotech | 5,900 | 6,31 | 3) Giglio group | 2,990 | -3,55 | PARIGI | Cac 40 | 5.603,990 | 0,19 | DOLLARO | Australiano | 1,614 | -0,46 | |||
| FTSE Italia Mid Cap 36.964,960 | -0,19 | 4) El En | 18,970 | 5,68 | 4) Basicnet | 4,190 | -3,01 | TOKYO | Nikkei 225 | 21.199,570 | 0,54 | DOLLARO | Canadese | 1,458 | -0,13 | |||
| FTSE Italia Star | 33.987,110 | 0,28 | 5) PanariaGroup | 1,476 | 5,43 | 5) Beghelli | 0,252 | -2,70 | BORSE ESTERE | ZURIGO | SMI | 10.073,820 | 0,91 | CAMBI | CORONA | Danese | 7,461 | 0,03 |
SALE LO SPETTRO DELLA RECESSIONE
Trump spara ancora a zero sulla Fed
The Donald: «Dove ho pescato questo Powell?». In Germania a picco la produzione
Rodolfo Parietti
«Incapace». «Pazzo». «Nemico più nemico della Cina». Nel corpo a corpo ingaggiato con il capo della Federal Reserve, Jerome Powell, colpevole di non muovere i tassi come fa il burattinaio con le marionette, Do-
LA REPLICA
Il banchiere centrale Usa: «Non tolleriamo alcuna interferenza politica»
nald Trump ha via via abbattuto ogni diaframma formale. Con il «dove ho pescato questo qui? Certo non si può cadere sempre bene» di ieri, il tycoon è rimasto sullo stesso binario. E così sarà finchè la banca centrale Usa non avrà assecondato il suo unico desiderio. Questo:
Estratto di patti parasociali ai sensi dell'art. 122 del D. Lgs. n. 58/1998 ("TUF") e degli artt. 129 e 131 del Regolamento adottato con delibera CONSOB n. 11971 del 14 maggio 1999 come successivamente LV.EN. HOLDING S.R.L. Ai sensi dell'art. 131 del Regolamento Emittenti, premesso che: (i) il 1° giugno 2016, Luigi Capello, ("LC"), Myung Ja Kwon, ("MJK"), Giovanni Gazzola, ("GG") (LC,MJK e GG, anche, i "Soci Fondatori"), Meta Group S.r.l., ("Meta"), Compagnie de l'Occident pour la Finance et l'Industrie S.A., ("COFI"), Valerio Caracciolo, ("VC"), Marco Stefano Caracciolo ("MSC"), Giovanni Carrara, ("GCA"), Giuseppe Colombo Fondrieschi, ("GCF") ("DR") (META, COFI, VC, MSC, GCA, GCF e DR, di seguito, anche, collettivamente, i "Primi Investitori") hanno sottoscritto un contratto di investimento volto a regolare i termini e le condizioni dell'investimento dei Primi Investitori in LVEN, nonché i rapporti tra i soci di LV.EN. Holding S.r.l. (con sede legale in Roma, Via Marsala, n. 29 H, Codice Fiscale e Partita IVA n. 12209651004, iscritta al Registro delle Imprese di Roma, REA n. 1357901 - "LVEN" o la "Società") (il "Contratto"). (ii) il Contratto conteneva, tra l'altro, previsioni aventi, a tutti gli effetti di legge, valore di patto parasociale e rilevanti ai sensi dell'art. 122, quinto comma, lettere b) e c) del TUF (le "Pattuizioni Parasociali"); (iii) in data 28 settembre 2016, DCI S.r.l. ("DCI") è divenuta socia di LVEN e, contestualmente, ha aderito alle Pattuizioni Parasociali; (iv) in data 24 gennaio 2017, Giuliana Collalto S.s. ("Collalto") è divenuta socia di LVEN e, contestualmente, ha anch'essa aderito alla Pattuizioni Parasociali; (v) in data 10 luglio 2019 i medesimi soci di LVEN hanno sottoscritto un addendum al Contratto (l'"Addendum") per dare esecuzione agli obblighi assunti da LVEN (oltre che da taluni soci di quest'ultima, ossia dai Soci Fondatori) con la "Concessione di Prestito non ipotecario (c.d. Finanziamento chirografario)" (il "Finanziamento") sottoscritto in data 5 luglio 2019 tra LVEN e Banca Finnat Euramerica S.p.A., con sede legale in Palazzo Altieri – Piazza del Gesù, 49 – 00186 Roma (la "Banca"); (vi) l'Addendum contiene, tra l'altro, previsioni aggiuntive rispetto alle Pattuizioni Parasociali aventi, a tutti gli effetti di legge, valore di patto parasociale e rilevanti ai sensi dell'art. 122, quinto comma, lettera b) del TUF (le "Nuove Previsioni Parasociali"); (vii) con comunicazione dell'11 luglio 2019, LVEN e la Banca hanno inteso meglio precisare alcune previsioni di cui al Finanziamento. Tali precisazioni sono state recepite, in data 12 luglio 2019, all'interno dell'Addendum con lettera integrativa sottoscritta tra i soci di LVEN; (viii) il 1° agosto 2019, l'Assemblea dei soci di LVEN ha deliberato un aumento di capitale a pagamento, in forma scindibile, in due tranche, sino a massimi Euro 3.692.304,92 (tremilioniseicentonovantaduemilatrecentoquattro/92), da eseguirsi entro il 31 dicembre 2019, da offrire ai soci LVEN nonché a terzi (l'"Aumento di Capitale 2019"); (ix) sempre in data 1° agosto 2019, i soci LC, GG e COFI, VC, MSC, GCA, GCF, DCI e Collanto, hanno sottoscritto la quota dell'Aumento di Capitale 2019 di loro spettanza per complessivi Euro 1.100.000,00 (unmilionecentomila/00); si rende noto che, in data 4 settembre 2019, con sede legale in Bologna, via Castiglione n. 156/3, Codice Fiscale e Partita IVA n. 03176031205 iscritta al Registro delle Imprese di Bologna REA n. BO-498082 ("Marra"), con sede legale in Frosinone (FR) via Fosse Ardeatine n. 8, Codice Fiscale e Partita IVA n. 02951260609 iscritta al Registro delle Imprese di Frosinone REA n. FR-189541 ("PS"), con sede legale in Frosinone (FR) via per Casamari n. 48, Codice Fiscale e Partita IVA n. 02950000600, iscritta al Registro delle Imprese di Frosinone REA n. FR-189424 ("AG"), hanno sottoscritto una quota parte dell'Aumento di Capitale 2019, ciascuna per l'importo di complessivi Euro 150.000,00 (centocinquantamila/00) e, collettivamente pari ad Euro 450.000,00 (quattrocentocinquantamila/00) (di seguito, collettivamente, le "Sottoscrizioni"). Contestualmente alle Sottoscrizioni, Marra, PS e AG hanno
integralmente aderito alle Pattuizioni Parasociali e alle Nuove Previsioni Parasociali. Ad esito delle Sottoscrizioni, il capitale sociale di LVEN risulta suddiviso come segue:
Parasociali.
Roma, 6 settembre 2019
LUIGI CAPELLO 50,68% MYUNG JA KWON 12,18% GIOVANNI GAZZOLA 7,23% META GROUP S.R.L. 0,81% COMPAGNIE DE L'OCCIDENT POUR LA FINANCE ET L'INDUSTRIE S.A. 4,30% VALERIO CARACCIOLO 3,45% MARCO STEFANO CARACCIOLO 2,59% GIOVANNI CARRARA 2,59% GIUSEPPE COLOMBO FONDRIESCHI 2,59% DAVIDE RIMOLDI 1,21% DCI S.R.L. 5,12% GIULIANA COLLALTO S.S. 1,68% MARRA S.R.L. 1,86% PS INVESTMENTS & MANAGEMENT S.R.L. 1,86% AG INVESTMENTS % SERVICES S.R.L. 1,86% TOTALE 100% Fatta eccezione per quanto riguarda i soggetti aderenti alle Pattuizioni Parasociali e alle Nuove Previsioni Pa-
Le informazioni essenziali relative alle Pattuizioni Parasociali e alle Nuove Previsioni Parasociali sono pubblicate
sul sito internet dell'Emittente www.lventuregroup.com, ai sensi dell'art. 130 del RE.
Socio % sul totale delle quote di
LVEN
«La Fed dovrebbe tagliare i tassi di interesse. Li hanno alzati troppo presto e ridotti troppo tardi».
È l'identico messaggio che l'inquilino della Casa Bianca veicola ormai da mesi tramite Twitter, segno di un'impazienza crescente che mal si concilia

FUOCO INCROCIATO Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e il presidente della Fed, Jerome Powell con la cautela di Eccles Building. Powell, in un intervento all'Università di Zurigo, ha confermato ieri di preferire alla clava il fioretto: «È un onore servire la Fed, dove non tolleriamo alcuna interferenza politica. Non è la strada giusta da percorrere», la risposta a The Do-
-4,2% La produzione industriale tedesca su base annua a luglio. Per Berlino
recessione ormai alle porte

nald. Il fatto è che il successore di Janet Yellen non avverte tutta questa urgenza di alleggerire la politica monetaria: l'economia procede «al giusto ritmo» e l'istituto centrale «non prevede una recessione» anche se «agirà in modo appropriato per sostenere l'espansione economi-
La Casa Bianca assicura: «I negoziati con la Cina vanno molto bene»
ca». Parole che lasciano intendere l'intenzione di non andare oltre una riduzione dello 0,25% del costo del denaro nella riunione del 17 e 18 settembre. E un motivo c'è: Powell ha ammesso di «avere poche munizioni» per far fronte a un eventuale evento recessivo. E ciò giustifica la prudenza nel muovere al ribasso le leve dei tassi. Per quanto le ripetute inversioni della curva dei rendimenti dei T-Bond abbiamo mandato segnali di una possibile crisi in arrivo, non è infatti ancora chiaro se davvero l'America stia andando a sbattere contro l'iceberg della recessione. La prolungata partita a scacchi con la Cina sul terreno del commercio ha di sicuro portato qualche tossina nei muscoli della crescita Usa.
Certo la Germania è messa molto peggio (un -4,2% su base annua della produzione industriale in luglio significa recessione ormai inevitabile), ma l'America ha un po' il fiato corto. Sempre ieri, la Fed di New York ha rivisto al ribasso, dall'1,8 all'1,5%, l'espansione del Pil nel terzo trimestre. Inoltre, in agosto sono stati creati appena 130mila nuovi posti di lavoro creati, 25mila in meno rispetto alle previsioni. I new jobs sarebbero stati ancora meno se non fossero state assunte, temporaneamente, 25mila persone per il censimento 2020. Le aziende sembrano riluttanti ad ampliare gli organici, con solo 96mila addetti aggiunti (150mila le stime), mentre nel commercio al dettaglio accelera il prosciugamento dei posti di lavoro (-11%) a causa di Amazon.
Per valutare con più esattezza l'ammontare dei danni causati dalla trade war occorre aspettare. Molto dipenderà dall'esito dell'incontro fra Washington e Pechino a inizio ottobre. Larry Kudlow, consigliere economico della Casa Bianca, ha detto ieri che la telefonata avuta giovedì con la controparte cinese è andata «molto bene». Ora, dalle parole bisogna però passare ai fatti.
LO STUDIO DI ALIXPARTNERS Per i big dell'auto scatta l'allarme profitti
Pesano gli investimenti elettrici: al 2023 previsto un taglio di 60 miliardi
Pierluigi Bonora
È un «deserto del profitto» quello in cui sta per entrare l'industria mondiale dell'auto. E, come tale, pieno di insidie che metteranno a dura prova la tenuta dei costruttori. AlixPartners dedica l'annuale «Global Automotive Outlook» ai crescenti problemi che le Case saranno chiamate ad affrontare in nome di una visione sempre più elettrica della mobilità del futuro, ma anche dello sviluppo della guida auto-
noma. Dario Duse, managing director e co-leader europeo del team Automotive & Industrial della società di consulenza, ha snocciolato alcuni numeri: al 2023, ammonterà a 225 miliardi di dollari la spesa destinata dal settore all'elettrificazione; l'industria, inoltre, investirà altri 48 miliardi di dollari tra oggi e il 2023 sulla guida autonoma; i profitti lordi, sempre per quell'anno, potrebbero ridursi di 60 miliardi di dollari; e poi c'è l'offerta delle vetture elettrificate (elettriche e ibride ricaricabili) che in Europa passerà dagli attuali 62 modelli
Negli anni scorsi, con un mercato positivo e per la realizzazione delle nuove tecnologie, il settore ha assunto 400mila addetti. Numero che, alla luce della fase poco brillante, ha già iniziato a
IMPEGNO
a 230, sempre al 2023.
scendere. La manutenzione di
un veicolo, inoltre, rispetto a uno tradizionale, è meno complessa per l'assenza di tante componenti. Ecco così ridursi di almeno 1.300 dollari per auto,
In cinque anni alla svolta «green» saranno destinati 225 miliardi di dollari
glio non da poco che va a incidere su una delle aree di maggiore marginalità. «Stiamo iniziando a vedere gli effetti della più grande rivoluzio-
ne di questa industria, in arrivo proprio mentre il settore sembra già nella fase di recessione ciclica», puntualizza Duse. Il mercato globale dell'auto, secondo Alix-Partners, crescerà a un tasso annuo di solo l'1,6% fino al 2026.
da qui al 2023, il costo annuale dell'intervento in officina. Un ta-

MOBILITÀ Una colonnina per la ricarica elettrica di un veicolo
Quest'anno le vendite in Cina caleranno a 24,8 milioni di unità (da 27 del 2018), mentre il mercato Usa dovrebbe continuare il suo rallentamento, scendendo da 17,3 a 16,9 milioni e dirigendosi verso un probabile minimo a 15,1 milioni nel 2021. In Europa è attesa una crescita media modesta, dell'1% annuo fino al 2026, concentrata nei mercati dell'Est e in Russia. Il Sud dell'Asia è invece l'area con le migliori prospettive, grazie all'India.
«L'Italia - aggiunge Duse - seguirà i trend dei Paesi dell'Europa occidentale: sostanziale stabilità dei volumi, continuo calo del Diesel, seppur con lieve ritardo rispetto agli altri, e continuo spostamento delle preferenze verso piccoli e medi Suv con peso e resistenza aerodinamica maggiori, il che, in assenza di uno svecchiamento del parco circolante renderà difficile ridurre i livelli di CO2 nel breve».