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Zest S.p.A. Earnings Release 2019

Jul 29, 2019

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Earnings Release

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IL SEMESTRE DEL BIG DELL'ENERGIA

Per Eni utili a 1,5 miliardi Ma la cassa cresce del 23%

Tasse, prezzi di gas e petrolio frenano i profitti Descalzi: «Confermati i target». L'acconto sulla cedola

Sofia Fraschini

Frenata degli utili per Eni nel primo semestre a causa di una serie di poste straordinarie che non hanno, tuttavia, compromesso gli obiettivi del gruppo guidato dall'ad Claudio Descalzi che mette a segno una crescita a doppia cifra della generazione di cassa: 6,8 miliardi (+23%). Prezzi spot del gas in calo, una aliquota fiscale in aumento e un petrolio sceso da una media di 70,55 dollari del primo semestre 2018 a 66 dollari nel 2019, hanno appesantito i profitti. Così, l'utile netto adjusted è calato dell'11% a 1,55 miliardi nel semestre, una contrazione superiore alle attese del consenso (1,93 miliardi); mentre l'utile netto si è attestato a 1,52 miliardi (-31%). Un impatto considerato «straordinario» dalla società che ha confermato i target per il 2019, rassicurando il mercato: il titolo si è fermato vicino alla parità (-0,08% a 14,3 euro) in una Piazza Affari negativa (-0,30%). I ricavi sono comunque migliorati nel semestre del 3% a 36,9 miliardi. Stabile la produzione di idrocarburi (1,83 milioni di barili di olio equivalente al giorno) a causa della cessazione del contratto produttivo Intisar in Libia avvenuta a partire dal

SVILUPPO Ricavi in aumento (+3%) E il gruppo prepara 300 milioni di dismissioni

terzo trimestre del 2018. E nonostante la crescita in Angola, Ghana ed Egitto. Il tutto a fronte di investimenti per 3,79 miliardi al netto dell'acquisto di riserve in Alaska e in Algeria. Bene anche l'indebitamento finanziario netto, sceso a 7,8 miliardi, in riduzione del 5% rispetto a fine 2018. «La generazione di cassa

dell'esercizio, in incremento di oltre il 20% nonostante uno sce-

0,43 Eni proporrà la

distribuzione di un acconto sul dividendo pari a 0,43 euro per azione

SOLIDO Claudio Descalzi è l'amministratore delegato di Eni. La multinazionale dell'energia sta aumentando anche gli investimenti green e sull'economia circolare

nario meno favorevole rispetto al semestre precedente, ha coperto ampiamente tanto gli investimenti, a cui continuiamo a applicare una rigorosa disciplina, quanto la remunerazione degli azionisti che oltre al saldo dividendo include ora anche il buy-back», ha detto Descalzi. Eni ha avviato a fine maggio il programma di buy back che al 30 giugno, ha raggiunto 3,69 milioni di azioni al costo di 52,4 milioni.

«Un ulteriore surplus di cassa – ha aggiunto l'ad - potrà derivare nel prossimo futuro dal fatto che il prezzo effettivo del Brent è atteso a un livello superiore rispetto a quello di cash neutrality fissato da Eni a 55 dollari al barile. E dal nostro modello operativo, concepito per portare in produzione le riserve nel più breve tempo possibile. Abbiamo, inoltre, aumentato la nostra base produttiva crescendo principalmente in Egitto». Eni ha quindi confermato al cda del 19 settembre la proposta di un acconto dividendo di 0,43 euro per azione, rivedendo invece in leggera riduzione gli investimenti di 8 miliardi per il 2019. Descalzi, parlando agli analisti, ha poi sottolineato il forte impegno su rinnovabili e economia circolare. «Abbiamo 7 progetti in esecuzione in 5 Paesi e ci aspettiamo di completarli entro la fine del 2019 raggiungendo 190 MW. Al contempo ha aggiunto –speriamo di poter operare in Qatar per la produzione ed esportazione di gas naturale». Mentre il cfo, Massimo Mondazzi, ha previsto un incasso pari a circa 300 milioni dalle dismissioni nel secondo semestre.

DOPO IL CROLLO Bio-On rimbalza in Borsa Vertici in campo

Dopo l'attacco del fondo speculativo Quintessential Capital il titolo del gruppo emiliano Bio-On quotato su Aim Italia, è tornato alle contrattazioni facendo segnare un +60% a 24 euro per azione che solo martedì ne valevano 54. Nei giorni scorsi Bio-on aveva bruciato 1 miliardo di euro di capitalizzazione. Ieri la società italiana delle bioplastiche ha presentato una denuncia per diffamazione ai carabinieri di Bologna. Gli inquirenti potrebbero focalizzarsi sulla manipolazione di mercato, essendo Quintessential un società che scommette sui ribassi delle aziende quotate. Il fondo ha diffuso un report dal titolo «Il grande inganno di Virdhi», in cui si sostiene che i vertici della società di bioplastiche sarebbero stati colti «in flagrante» in merito a all'accordo con tale società che sarebbe una scatola vuota gestita dal presidente e ad e dal vicepresidente di Bio-on, rispettivamente Marco Astorri e Guido Cicognani. I due top manager, per dimostrare la propria fiducia nel gruppo hanno acquisito 7mila azioni a testa al prezzo di 15 euro, per un controvalore complessivo di circa 211 mila euro.

» Zuppa di Porro di Nicola Porro Salini, Astaldi e il maxi-cantiere per Italia

M ancano pochi passi perché vada in porto il cosiddetto «Progetto Italia». Anche se, basta un solo passo falso, perché salti tutto. Cerchiamo di farla semplice. I tecnici ci scuseranno, ma spero che il lettore possa apprezzare. Il settore delle costruzioni in Italia è di una fragilità estrema. C'è un'impresa relativamente grande Salini, che comprò Impregilo; una pattuglia di taglia poco inferiore ma con conti traballanti, e una miriade di piccole e micro imprese. Una di queste aziende, storiche, di una famiglia come si deve, con bellissimi contratti vinti all'estero, ma che non ha retto la crisi, è la romana Astaldi.

Progetto Italia, in fondo, è il tentativo di mettere insieme un gruppetto di persone interessate al settore: Salini, capofila, Astaldi, nel ruolo di salvata prima di essere sommersa, le banche che hanno crediti dubbi nei confronti di tutti e la Cassa Depositi & Prestiti. La manona pubblica che servirebbe da collante per il progetto. Mal calcolata questa operazione dovrebbe, con altri relativamente piccoli innesti, generare un gruppo da una quindi-

cina di miliardi di fatturato e ordini già in portafoglio per una sessantina, con un patrimonio vicino ai cinque miliardi. Non si tratta ancora di una dimensione da favola.

Questo è un settore dove se sbagli, o hai le spalle larghe o muori: parliamo di grandi opere, di contratti in giro per il mondo da miliardi. Basti pensare a cosa sta succedendo ai contratti vinti congiuntamente da Salini, quotata e in bonis, con Astaldi, in procedura diciamo così prefallimentare: rischiano di essere blocca-

ti per il flop di uno dei partner in affari. Ecco perché la dimensione qui conta. Eccome. La quindicina di miliardi della nuova Salini&co è niente rispetto ai 41 miliardi di Vinci, i 33 di Bouyges, i 23 di Hochtief, e via andando per i campioni nazionali di cui è piena l'Europa. Il settore in Italia vale 1,4 milioni di addetti e soprattutto quando un'impresa italiana vince una commessa all'estero si porta un pezzetto di made in Italy: la filiera, il condizionale è d'obbligo, ne dovrebbe trarre beneficio.

La situazione però si è complicata. Entro il primo agosto si doveva mettere apposto la situazione societaria e poi cercare di far uscire (la diciamo male) Astaldi dalle secche giudiziarie in cui si trova. Si tratta di procedure lunghe. Astaldi è infatti quotata e ci sono assemblee dei creditori che devono essere convocate per votare e omologhe di tribunali, che ad agosto vanno in ferie. Insomma se mai si ottenesse una proroga, che in molti oggi auspicano, si andrebbe comunque alle calende greche, con lavori là fermi e in attesa di ossigeno finanziario. Che non arriva finchè non si sblocca la situazione societaria. La struttura dell'operazione vede infatti l'ingresso della Cassa con

GENERAL CONTRACTOR Pietro Salini, numero uno del big delle costruzioni italiano Salini Impregilo

250milioni di euro e un aumento di capitale della Salini (la capofila ovviamente di tutto e che in Borsa capitalizza circa 800 milioni) da 600 milioni. Ciò fa sì che Fabrizio Palermo e i suoi uomini controllerebbero circa il 20 per cento della nuova entità. Ma nelle ultime ore è emerso che quasi la totalità del 75 per cento del capitale non quotato della Salini è in pegno ad una banca francese. In genere i pegni si possono escutere se un titolo va male, scende sotto una certa soglia. I manager della Cassa si sono comprensibilmente irrigiditi. Insomma fare affari con un soggetto che non si sa bene chi domani possa essere, comporta qualche rischio. Ovviamente le soluzioni tecniche si possono trovare.

Resta una questione fondamentale. In questo Paese manca, nonostante una grande tradizione, un'azienda di dimensioni internazionali nel settore costruzioni, anche e soprattutto perché il mercato domestico è un grande casino: bloccato e pieno di regole. Tutti i grandi campioni europei hanno nei loro rispettivi mercati domestici una forte presenza e soprattutto le opere pubbliche si fanno. Da noi è più o meno tutto bloccato. In questi mesi, le cose sono andate anche peggio. Ci troviamo davanti a una trappola micidiale. Se il mercato domestico non inizia a rivitalizzarsi, non ci saranno mai operazioni finanziarie che tengano: quelle in essere possono solo ritardare il nostro declino. Se il mercato italiano dovesse finalmente darsi una svegliata rischiamo di vedere assegnati appalti, inevitabilmente europei, ad aziende non italiane: semplicemente perché quelle di dimensioni buone non ci sono più. Un po' come abbiamo fatto con il fotovoltaico. La più grande bufala finanziaria della storia: in cui le bollette degli italiani hanno finanziato pannelli cinesi e tedeschi e private equity di tutto il mondo, che sono venuti qui a papparsi incentivi da favola.

LVenture Group S.p.A. Via Marsala, 29h 00185 Roma T +39 06 4547 3124 RISULTATI DELL'OFFERTA IN OPZIONE E OFFERTA IN BORSA DEI DIRITTI DI OPZIONE NON ESERCITATI Avviso pubblicato ai sensi dell'art. 89 del Regolamento adottato con delibera Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 come successivamente modificato e integrato lventuregroup.com [email protected] Pec: [email protected] Capitale Sociale i.v.: ® 10.932.449 Partita IVA 01932500026 Codice Fiscale 81020000022 R.E.A. RM - 1356785 RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE 2019 Si rende noto che la Relazione Finanziaria Semestrale 2019, corredata della Relazione della Società di revisione, è disponibile presso la sede sociale e consultabile sul sito Internet della Società: www.basicnet.com, nonché sul sito di stoccaggio autorizzato: . Torino, 27 luglio 2019 BasicNet S.p.A. Sede legale in Torino, Largo Maurizio Vitale 1 - Capitale sociale 31.716.673,04 i.v. Codice Fiscale, Partita Iva e Iscrizione nel Registro delle Imprese di Torino n. 04413650013

Si comunica che in data 25 luglio 2019 si è conclusa l'offerta in opzione (l'"Offerta") agli Azionisti LVenture Group S.p.A. ("LVG" o la "Società") delle massime n. 11.155.706 azioni ordinarie LVG di nuova emissione (le "Nuove Azioni"), per un controvalore pari a massimi Euro 6.135.638,30, rinvenienti dall'aumento di capitale deliberato dall'Assemblea straordinaria del 18 aprile 2019, i cui termini sono stati KLÄUP[PKHS*VUZPNSPVKP(TTPUPZ[YHaPVULKLSNP\NUV

Durante il periodo di offerta in opzione, iniziato l'8 luglio e conclusosi il 25 luglio 2019 (il "Periodo di Opzione"), sono stati esercitati n. 30.313.242 diritti di opzione e quindi sottoscritte n. 10.104.414 Nuove Azioni, pari al 90,58% del totale delle Nuove Azioni, per un controvalore complessivo pari a Euro 5.557.427,70.

L'Azionista di riferimento, LV.EN. Holding S.r.l., ha sottoscritto n. 3.636.363 Nuove Azioni, pari al 32,596% del totale delle Nuove Azioni. Al termine del periodo di offerta risultano, pertanto, non esercitati n. 3.153.876 diritti

di opzione relativi alla sottoscrizione di complessive n. 1.051.292 Nuove Azioni, pari al 9,42% del totale delle Nuove Azioni offerte, per un controvalore complessivo pari ad Euro 578.210,60. I diritti di opzione non esercitati nel Periodo di Opzione (i "Diritti Inoptati" o i "Diritti"), saranno offerti sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., ai sensi dell'art. 2441, comma 3, del codice civile, codice ISIN IT0005376345 per il tramite di Banca Finnat Euramerica S.p.A., nelle sedute del 30 e 31 luglio 2019, 1, 2 e 5 agosto 2019, salvo chiusura anticipata (l'"Offerta in Borsa").

Nel corso della prima seduta sarà offerto l'intero quantitativo dei Diritti Inoptati; nelle sedute successive alla prima saranno offerti i Diritti eventualmente non collocati nelle sedute precedenti.

I Diritti potranno essere utilizzati per la sottoscrizione delle Nuove Azioni, al prezzo di Euro 0,55 per Nuova Azione, di cui Euro 0,275 da imputare a capitale ed Euro 0,275 a titolo di sovrapprezzo, secondo il rapporto di sottoscrizione di n. 1 Nuove Azioni ogni n. 3 Diritti.

Le Nuove Azioni avranno godimento identico a quello delle azioni già in circolazione e saranno, pertanto, munite delle cedole in corso a tale data. L'esercizio dei Diritti Inoptati acquistati nell'ambito dell'Offerta in Borsa e conseguentemente la sottoscrizione delle Nuove Azioni dovrà essere effettuato tramite gli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata di Monte Titoli S.p.A., a pena di decadenza, entro e non oltre il 6 agosto 2019, con pari valuta, sal-

vo il caso in cui l'Offerta in Borsa si chiuda anticipatamente a seguito della vendita di tutti i Diritti offerti nelle sedute del 30 e 31 luglio 2019. Data di pagamento in caso di chiusura anticipata dell'Offerta in Borsa

Nel caso di chiusura anticipata dell'Offerta in Borsa, l'esercizio dei Diritti Inoptati acquistati nell'ambito della predetta offerta dovrà essere effettuato anticipatamente, a pena di decadenza, entro e non oltre il terzo giorno di borsa aperta successivo a quello di comunicazione della chiusura anticipata e quindi:

  • entro e non oltre il 2 agosto 2019, con pari valuta, in caso di chiusura anticipata il 30 luglio 2019; - entro e non oltre il 5 agosto 2019, con pari valuta, in caso di chiusura anticipata

il 31 luglio 2019. In tutte le altre ipotesi, il termine ultimo per la sottoscrizione delle Nuove Azioni rimarrà il giorno 6 agosto 2019.

3L5\V]L(aPVUPZV[[VZJYP[[LLU[YVSHÄULKLSS»6MMLY[HPU)VYZHZHYHUUVHJJYLKP[H[L sui conti degli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata di Monte Titoli S.p.A. al termine della fase di regolamento dell'ultimo giorno di esercizio dei Diritti Inoptati (ivi incluso in caso di chiusura anticipata) con disponibilità in pari data.

Non è costituito un consorzio di garanzia che assista l'Offerta. Il Prospetto Informativo relativo all'ammissione a quotazione delle Nuove Azioni è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta presso la sede della Società a Roma, in Via Marsala 29H, nonché sul sito Internet della Società www.lventuregroup.com, sezione Investor Relations, all'interno dell'area dedicata all'aumento di capitale 2019,

e sul sito .

Roma, 27 luglio 2019