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Zest S.p.A. — AGM Information 2024
Mar 21, 2024
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AGM Information
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Filippo Facci
È sufficiente far parlare i numeri e restituire un senso alle parole. «Mafia» anzitutto è un termine generico più o meno dal 2006, quando l'ex Cosa nostra divenne criminalità disorganizzata: i loro giovani eredi si confusero nella criminalità comune, spesso emigrarono al Nord, lasciarono più libertà di campo ai cugini della camorra napoletana e della 'ndrangheta calabrese, mentre l'autentica Sacra corona unita pugliese si disciolse entro la fine del secolo scorso, decimata dagli arresti: anche se il procuratore capo della Direzione antimafia di Lecce, ancora nel 2016, parlava di «strategia di mimetizzazione e infiltrazione nel tessuto imprenditoriale», che e come dire che i topi da qualche parte dovevano pur essere scappati.
Resta una legislazione antimafia concepita espressamente contro Cosa nostra (più di trent'anni fa) che però ora viene difesa proprio da quella parte di sinistra che denuncia attacchi delegittimanti alla Procura nazionale antimafia per via dello scandalo sui «dossier» su cui indaga la procura di Perugia.
È il primo paradosso, perché le veementi proteste rivolte contro la decisione di avviare l'iter per lo scioglimento del comune di Bari per presunte infiltrazioni mafiose (misura preventiva) viene proprio da quella stessa sinistra: nel caso, dal sindaco di Bari Antonio Decaro e dalla segretaria Elly Schlein che ha parlato di «decisione politica molto grave» in merito all'applicazione della legge.
Chiariamo poi – sorpresa – che stiamo parlando di una legge voluta da un governo di Giulio Andreotti (22 luglio 1991 n. 221, conversione del decreto 31 maggio 1991 n.164) e che è una legge che fino al 2023 ha causato 379 scioglimenti di consigli comunali di cui 25 annullati dopo ricorso (dati aggiornati al 12 febbraio 2024) a cui vanno aggiunte 7 aziende ospedaliere. Circa un'ottantina di comuni sono stati colpiti da più di un provvedimento. La legge fu approvata celermente per via dell'indignazione legata a un salumiere di Taurianova che fu decapitato da una scarica di pallettoni e la cui testa venne ripetutamente lanciata in aria dai killer nella piazza principale del paese.
Il sindaco di Bari, che ha lanciato accuse gravi e fatto oggettivamente un gran fumo, ha detto che non era mai accaduto che un Comune così grande (Bari) fosse stato colpito dal provvedimento: è vero, ma tra i comuni sciolti in questi anni ci sono stati comunque due capoluoghi di provincia: Reggio Calabria nel 2012 e Foggia nel 2021. Il poco commendevole podio dei comuni commissariati dal 1991 vede vincere l'intero meridione, E al Comune esclusa la Basilicata che ha solo mezzo milione di abitanti: 130 in Calabria, 115 in Campania, 93 in Sicilia e 26 in Puglia, regione dove nessun ricorso ha portato ad annullamenti. Le aziende ospedaliere si trovano invece in Campania e in Calabria.
Quanto a un'improbabile matrice «politica» dei provvedimenti, nel tempo i comuni sono stati «sciolti» da governi d'ogni tipo e colore, con leggera propensione a sinistra: Mario Monti sciolse la giunta di centrodestra di Reggio Calabria, Paolo Gentiloni sciolse 38 comuni, il governo Giuseppe Conte-Pd 31, Mario Draghi 20.
Lo scioglimento può essere deciso se emergono concreti, univoci e rilevanti collegamenti anche indiretti con la criminalità «mafiosa» o se si registrano condizionamento dei dirigenti, o, insomma, degli organi elettivi o amministrativi.
Può decidere il ministro dell'Interno (in questo caso è Matteo Piantedosi) che assieme al prefetto decide di nominare una commissione d'accesso con tre mesi di tempo (prorogabili) per presentare una relazione allo stesso prefetto e al comitato provinciale per la sicurezza, a cui si aggiungerà il procuratore della Repubblica; ne conseguirà infine, un rapporto al ministero dell'Interno, il quale, dopo una deliberazione del Consiglio dei ministri, potrà proporre o no lo scioglimento al Presidente della Repubblica, che nel caso potrà procedere per decreto.
Lo scioglimento potrà esserci o no: la commissione deve stabilirlo. E se c'è, al
Comune che succede? Viene nominata un'altra commissione in genere di tre persone (magistrati, funzionari statali) che ha gli stessi poteri del Consiglio Comunale, della Giunta e quindi del Sindaco. In sintesi: a Bari c'è stata un'inchiesta dell'Antimafia che ha portato a 130 arresti (compreso un consigliere comunale) e al commissariamento dell'azienda dei trasporti urbani di Bari. Il ministro dell'Interno ha mandato una commissione per verificare se ci siano gli estremi per una procedura di scioglimento. Normale. Siccome il Comune è governato dal Pd, il Pd sta facendo l'inferno. Normale. La procedura avviene a soli tre mesi dalle elezioni. L'avessero fatta il mese scorso, sarebbe avvenuta a soli quattro mesi dalle elezioni.
attacca la segretaria. Con la leader si muove tutta la segreteria, dal responsabile Enti Locali Davide Baruffi al responsabile Economia, Antonio Misiani. La responsabile Giustizia Debora Serracchiani avverte: «La decisione del ministro Piantedosi lascia interdetti nei tempi e nei modi e sembra giustificata unicamente da ragioni politiche. Una decisione grave e inaccettabile». Non manca nessuno
all'appello: Fassino, Boccia, Emiliano. La chiamata alle armi è scattata. «Faccio una preghiera a tutti: distinguete le attività istituzionali dalle campagne elettorali perché lo spettacolo di tutto il centrodestra barese in ginocchio da Piantedosi a chiedergli di fare qualcosa per vedere di farsi dare una mano nelle prossime campagne elettorali è vergognoso» affonda Emiliano. Con Decaro si riaffaccia il governatore della Campania Vincenzo De Luca: «Un saluto affettuoso e cordiale alla città sorella di Bari, offesa in questo momento da iniziative che non meritano commento».
l'analisi
Quelle norme antimafia che i dem difendono solo quando a loro favore
Proteste perché si tratta di Bari. Ma sono 379 le Giunte sciolte da governi di ogni colore
Sono stati sciolti anche comuni capoluogo come Reggio Calabria e Foggia
LA SCHLEIN
«A tre mesi dalle elezioni quello di Piantedosi pare un attacco politico»
LVenture Group S.p.A. Sede legale in Roma, Via Marsala n. 29 h Capitale Sociale: Euro 15.667.401 i.v. Iscritta al Registro delle Imprese di Roma, C.F.: 81020000022 e P.IVA: 01932500026 R.E.A. di Roma n. 1356785 ** *** ** ESTRATTO DELL'AVVISO DI CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA L'Assemblea Ordinaria e Straordinaria degli Azionisti di LVenture Group S.p.A. (dal 1° aprile 2024, Zest S.p.A., di seguito, la "Società")
è convocata presso la sede sociale della Società, in Roma, Via Marsala n. 29 h (di seguito, la "Sede Sociale"):
- alle ore 9.00 del 25 aprile 2024 in prima convocazione, - alle ore 12.00 del 26 aprile 2024 in seconda convocazione, per discutere e deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO Parte ordinaria 1. Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2023. Deliberazioni inerenti e conseguenti; 2. Deliberazioni in merito al risultato di esercizio; deliberazioni inerenti e conseguenti; 3. Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti: 3.1 Prima sezione: deliberazione ai sensi dell'art. 123-ter, commi 3-bis e 3-ter, del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 e successive modifiche; 3.2 Seconda sezione: deliberazione ai sensi dell'art. 123-ter, commi 4 e 6, del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 e successive modifiche. Parte straordinaria 1. Modifica degli articoli 7, 8, 9, 10, 16, 18 e 21 dello Statuto sociale. Deliberazioni inerenti e conseguenti: 1.1 Modifica dell'articolo 7 dello Statuto sociale; 1.2 Modifica dell'articolo 8 dello Statuto sociale; 1.3 Modifica dell'articolo 9 dello Statuto sociale; 1.4 Modifica dell'articolo 10 dello Statuto sociale; 1.5 Modifica dell'articolo 16 dello Statuto sociale; 1.6 Modifica dell'articolo 18 dello Statuto sociale; 1.7 Modifica dell'articolo 21 dello Statuto sociale. Si prevede sin d'ora che l'Assemblea potrà costituirsi e deliberare in seconda convocazione. La Società ha ritenuto opportuno di avvalersi della facoltà stabilita dall'art. 106 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 (il "Decreto Cura Italia") convertito, con modificazioni dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27, recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", come successivamente modificato e prorogato, di prevedere che l'intervento degli Azionisti in Assemblea avvenga esclusivamente tramite il rappresentante designato (il "Rappresentante Designato") ai sensi dell'articolo 135-undecies del D. Lgs 24 febbraio 1998 n. 58 come successivamente modificato e integrato ("TUF"), senza partecipazione fisica da parte degli Azionisti. Le informazioni sul capitale sociale e quelle riguardanti: -
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sulle materie all'ordine del giorno; sono riportate nell'avviso di convocazione integrale, il cui testo è pubblicato sul sito internet della Società all'indirizzo www.lventuregroup.com (Sezione "Governance/ Assemblee /2024"), e disponibile presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato denominato , gestito da Computershare S.p.A., consultabile all'indirizzo , al quale si rimanda per ogni altra informazione concernente l'Assemblea. Si rende noto che la documentazione prevista dall'articolo 154-ter del D.Lgs n. 58/1998, congiuntamente a tutta la documentazione relativa all'Assemblea, sarà messa a disposizione del pubblico presso la sede della Società (ove previsto dalla normativa vigente), sul sito internet della Società all'indirizzo www.lventuregroup.com (Sezione "Governance/ Assemblee /2024") e presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato denominato , gestito da Computershare S.p.A., consultabile all'indirizzo . Roma, 21 marzo 2024 Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente Stefano Pighini