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Kme Group Annual Report 2025

May 14, 2026

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Annual Report

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KME

RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE

ESERCIZIO 2025

Consiglio di Amministrazione
del 27 aprile 2026

KME Group S.p.A.
Sede Legale e Amministrativa:
Foro Buonaparte, 44 - 20121 Milano - Italia
Capitale sociale Euro 200.154.177,66 i.v.
Cod. Fiscale e Reg. Imprese
di Milano n° 00931330583
www.itkgroup.it


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Sommario

L'impegno nel sociale 4
Organi di Amministrazione e Controllo 7
Relazione sull'andamento della gestione nell'esercizio 2025 8
Operazioni di merger and acquisition 9
Acquisizione Sundwiger Messingwerk GmbH 9
Cessione Culti 9
Riacquisto controllo di Cunova 10
Gestione finanziaria 10
Rimodulazione prestito obbligazionario di KMH 10
Riapertura dell'emissione obbligazionaria "KME Group SpA 2024-2029" 11
Rinnovo delle linee di working capital di KME SE 11
Sintesi della struttura societaria 12
Quadro Macroeconomico 13
I risultati di Gruppo 15
La Holding KME Group SpA 22
Andamento delle partecipazioni e dei settori operativi 27
KME SE 27
CULTI Milano SpA 31
Altre informazioni 33
Operazioni con parti correlate 33
Liti e controversie 33
Società controllante ed assetti proprietari 33
Azioni proprie 34
Aggiornamenti in materia di Governance 34
Assemblea degli Azionisti 34
Nomina del Rappresentante Comune degli Obbligazionisti del Prestito Obbligazionario "KME Group SpA 2022-2027" 34
Capitale sociale 34
Adeguamento al Titolo VI del Regolamento Mercati - Deliberazione Consob n. 16191/2007 35
Attività di ricerca e sviluppo 35
Il personale 35
Risorse Immateriali Essenziali 35
Principali rischi e incertezze cui KME Group SpA è esposta e gestione dei rischi finanziari 37
Evoluzione prevedibile della gestione 37
Fatti di rilievo successivi al 31 dicembre 2025 38
Proposta di approvazione del Bilancio relativo all'esercizio 2025 39
Rendicontazione consolidata di sostenibilità 40
Informazioni generali 42
Informazioni ambientali 77
Informazioni sociali 11rmazioni sulla governance 129
Appendice 136
Attestazione della rendicontazione di sostenibilità 157
Relazione della società di revisione 158


3

Relazione sul governo societario e gli aspetti proprietari 164
Relazione sulla politica della remunerazione e sui compensi corrisposti 224
Bilancio separato al 31 dicembre 2025 242
- Prospetti di bilancio della capogruppo 243
- Note esplicative del bilancio separato 248
- Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari 282
- Relazione del Collegio Sindacale 283
- Relazione della società di revisione 303
Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 310
- Prospetti del bilancio consolidato 311
- Note esplicative del bilancio consolidato 317
- Attestazione del Presidente e del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari 378
- Relazione del Collegio Sindacale 379
- Relazione della società di revisione 388


4

L'impegno nel sociale

Da 19 anni, Dynamo Camp si impegna per garantire il Diritto alla Felicità a minori affetti da patologie gravi o croniche, disturbi del neuro-sviluppo o condizioni di disabilità in terapia attiva o conclusa da non più di 4 anni, alle loro famiglie e ai loro fratelli e sorelle. I programmi offerti dalla Fondazione sono interamente gratuiti e strutturati secondo il modello della Terapia Ricreativa Dynamo®, basata su divertimento e scoperta. L'obiettivo di questo metodo è quello di promuovere le capacità di ciascuno, di rinnovare la fiducia in sé stessi e la speranza, con benefici reali e di lungo periodo sulla qualità di vita.

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"I suoi racconti dal Camp sono diversi da qualsiasi altro racconto"
- Una mamma -

Anche nel 2025, sulla scia delle esigenze delle famiglie di poter avere "Dynamo vicino a casa", la Fondazione si è impegnata a portare i programmi fuori dal Camp, coinvolgendo bambini e ragazzi con patologie in numerose città del territorio nazionale attraverso il progetto Dynamo City Camp.

Il City Camp di Milano è primo City Camp attivo 12 mesi l'anno. Si tratta di un Camp situato all'interno dell'edificio che ospita gli uffici della Fondazione e di Dynamo Academy in via Bovio 6, Milano. Nelle settimane estive da giugno a settembre i Camper partecipano a sessioni giornaliere con orario 8.30-13.00. Durante l'anno scolastico vengono proposte attività mattutine per giovani adulti e scuole ed attività pomeridiane per bambini e adolescenti.


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"Qui capisci davvero cos'è la felicità semplice"
Una volontaria

Questo l'impatto di Dynamo Camp dal 2007: 85.974 minori affetti da patologie gravi o croniche, disturbi del neuro-sviluppo o condizioni di disabilità e le loro famiglie, fratelli e sorelle hanno goduto dei programmi di Terapia Ricreativa Dynamo®, per un totale di 275.464 esperienze, volte allo svago e al divertimento ma soprattutto a far riacquisire fiducia e speranza. Sono oltre 75 le patologie ospitate, e il network di Dynamo Camp è costituito da 100 ospedali e 86 associazioni di genitori o di patologia in tutta Italia. Nell'ultima ricerca globale svolta da Seriousfun Children's Network e alla quale ha partecipato anche Dynamo, emerge il potere trasformativo di queste esperienze. Lo studio condotto nel 2021 con l'American Institutes for Research ha analizzato l'impatto duraturo della partecipazione ai campi residenziali sugli ex partecipanti (alumni) dei campi SeriousFun a livello globale. Oltre 2.200 alumni, di età compresa tra i 17 e i 30 anni, provenienti da tutti i 16 campi membri in otto Paesi, hanno preso parte alla ricerca, offrendo contributi preziosi sugli esiti personali, sociali e sulla qualità della vita legata alla salute derivanti dalla loro esperienza nei campi. I risultati dello studio sono particolarmente significativi e includono, tra gli altri, i seguenti elementi:

  • Oltre l'80% degli alumni ha dichiarato che l'esperienza nei campi SeriousFun ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo di componenti del carattere e qualità personali durature, che continuano a essere utilizzate nella vita quotidiana, sia in adolescenza sia in età adulta. Tra queste: la disponibilità a mettersi alla prova, l'apprezzamento della diversità, il rafforzamento dell'identità personale, una maggiore empatia e capacità di compassione, un incremento dell'autostima, una più elevata perseveranza e migliori competenze relazionali.
  • Più di due terzi dei partecipanti ritengono che il camp abbia influenzato in modo significativo il proprio stato di salute, inclusa la qualità della vita correlata alla salute, la competenza in ambito sanitario e la gestione autonoma della propria condizione.
  • Gli elementi specifici dell'esperienza di camp ritenuti più impattanti includono il sentirsi accolti senza giudizio, sperimentare un senso di libertà, scoprire nuove possibilità e cogliere l'opportunità di mettersi alla prova in contesti nuovi.

Nel 2024 Dynamo Camp ha preso parte alla più grande ricerca europea che misura l'impatto sociale della terapia ricreativa sulle famiglie con bambini con gravi disabilità. Le prime evidenze saranno disponibili nella seconda parte del 2026.

Dynamo Camp, grazie alla nuova normativa del terzo settore detiene partecipazioni in numerose imprese sociali Dynamo che lavorano tutte con l'obiettivo di contribuire al Bene Comune e al prendersi cura, delle persone, delle comunità e della natura. Dynamo Academy, al fianco delle imprese nella formazione sui temi della Diversity, Equity, Inclusion & Belonging e della sostenibilità sociale, Arte Dynamo che promuove l'arte come strumento di inclusione e di espressione personale, Fondazione Comunità per la progettazione di azioni concrete a sostegno della comunità, inclusa Dynamo Sport, che arricchisce sempre di più l'offerta di attività sportive e di svago presenti sul territorio dell'Appennino Pistoiese e Oasi Dynamo, con obiettivi di eccellenza nella conservazione e divulgazione delle azioni di ricerca scientifica e cura della natura, integrano e amplificano l'azione di Dynamo Camp. Dynamo the Good Company ci permette di diffondere lo stile Dynamo in una linea di Apparel che contribuisce a creare senso di appartenenza e brand, mentre RiDyamo – attraverso un progetto di economia circolare – sostiene il Camp realizzando un ricavo da beni donati da sostenitori privati e imprese. La creazione di occupazione caratterizza tutto il nostro sistema di imprese.

Una società più accogliente e rispettosa delle fragilità è possibile, e la cura centrata su comportamenti eccellenti, bellezza e attenzione ai particolari avviene a Dynamo con passione e competenza, con lo sforzo congiunto di persone, istituzioni ed aziende che ringraziamo di cuore.

Insieme alla missione, l'occupazione è l'altro obiettivo di Dynamo, che con le sue Fondazioni, Imprese sociali e B-Corp, ad oggi ha 182 dipendenti, 345 persone di staff stagionale e 83 persone tra collaboratori, stagisti continuativi per un totale di 610 persone. Sono inoltre 1.689 i volontari che nel 2025 hanno donato il proprio tempo, intelligenza e cuore per rendere possibile il progetto.

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Organi di Amministrazione e Controllo

Consiglio di Amministrazione (nominato dall'assemblea del 22 maggio 2024*)

Presidente
Vice Presidente
Amministratori

Diva Moriani B
Vincenzo Manes B
Marcello Gallo
James Macdonald
Ruggero Magnoni
Francesca Marchetti A, C, D
Massimiliano Picardi A, D
Alessandra Pizzuti C, E
Serena Porcari
Luca Ricciardi A, C, D

  • Fatta eccezione per Alessandra Pizzuti nominata dall'assemblea del
    A. Consigliere indipendente
    B. Amministratore esecutivo
    C. Membro del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (Presidente Luca Ricciardi)
    D. Membro del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (Presidente Luca Ricciardi)
    E: Nominata dall'Assemblea del 15 maggio 2025

Collegio Sindacale (nominato dall'assemblea del 22 maggio 2024)

Presidente
Sindaci Effettivi

Gianluca Cinti
Giovanna Villa
Alberto Villani
Daniele Beretta
Elena Beretta

Sindaci Supplenti

Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili
Giuseppe Mazza

Società di revisione
(nominata dall'assemblea del 17 dicembre 2024)
KPMG SpA

Rappresentante comune degli Azionisti di risparmio
(nominato dall'assemblea speciale del 22 aprile 2024)
Andrea Santarelli

Rappresentante Comune dei Portatori delle
Obbligazioni "KME Group SpA 2022 – 2027"
Matteo Rescigno

Rappresentante Comune dei Portatori delle
Obbligazioni "KME Group SpA 2024 – 2029"
Rossano Bortolotti


Relazione sull'andamento della gestione nell'esercizio 2025

Signori Azionisti,

nel corso dell'esercizio 2025 KME Group SpA (“KME” o la “Società”) e delle sue controllate (il “Gruppo KME” o il “Gruppo”) hanno proseguito, da un lato, il percorso di rafforzamento delle attività del proprio “core business”, ossia quello dei laminati di rame e, dall’altro, la valorizzazione delle altre attività del Gruppo.

Si segnala in primo luogo l’avvenuta cessione della partecipazione in CULTI Milano SpA a Berger International SAS, la holding company di Emosia Group (“Berger”), finalizzata il 23 aprile 2026, dopo la sottoscrizione del relativo contratto nel dicembre 2025. Tale operazione ha di fatto completato la strategia del Gruppo di focalizzarsi nel settore dei laminati di rame e ha assicurato un corrispettivo complessivo di Euro 45,8 milioni, di cui Euro 38,3 milioni corrisposti in cash, mentre Euro 7,5 milioni sono stati impiegati da KME per la sottoscrizione di n. 7.500.000 azioni privilegiate Berger emesse da quest’ultima, che prevedono un rendimento fisso del 12% annuo.

Altra operazione di rilevanza strategica è quella legata al business degli speciali per il riacquisto del controllo delle attività di Cunova, di cui KME SE già detiene il 45%, il conferimento del settore aerospace e delle correlate attività di fonderia. Tale operazione, supportata da una società affiliata di Apollo Capital Management Ltd, alternative asset manager globale (di seguito “Apollo”) con l’apporto di risorse finanziarie per Euro 300 milioni, è finalizzata alla creazione di un operatore industriale leader e pienamente integrato nel settore dei prodotti speciali in rame “mission critical”, comprendente anche l’attività aerospaziale recentemente sviluppata da KME. Cunova, con una struttura finanziaria e patrimoniale più solida e un assetto industriale integrato, che garantiranno indipendenza strategica, punterà a un ulteriore sviluppo attraverso operazioni internazionali di joint venture, fusioni e acquisizioni. L’operazione presenta un valore totale per KME di circa Euro 250 milioni, dei quali Euro 75 milioni di corrispettivo in cash ed Euro 180 milioni di partecipazione nella nuova joint venture con il partner finanziario. La chiusura dell’operazione è prevista entro la fine del primo semestre 2026.

Per quanto riguarda il settore dei laminati, l’attenzione è stata focalizzata sul recupero dei volumi di vendita - che avevano subito gli effetti della riduzione dei consumi degli anni precedenti - e sulla riduzione dei costi di produzione.

Si inquadrano in questo processo l’acquisizione di Sundwiger Messingwerk GmbH (leader europeo nel settore dei semilavorati laminati in bronzo oltreché produttore di semilavorati laminati in ottone), finalizzata a gennaio 2025 e una continua serie di azioni commerciali nei confronti dei clienti, operate senza sacrificare il livello dei prezzi e dei margini di vendita.

Il Gruppo ha altresì continuato un’attenta politica di contenimento e razionalizzazione dei costi anche attraverso azioni di ristrutturazione, quale quella che ha portato alla chiusura dello stabilimento di Stolberg.

I risultati operativi sono stati ancora penalizzati dall’andamento del mercato di riferimento che non ha manifestato, soprattutto nella seconda metà dell’esercizio, duraturi segnali di crescita, per via del clima di incertezza che ha caratterizzato il settore, derivante anche dagli effetti delle politiche commerciali dell’amministrazione statunitense.

Si è comunque assistito a un incremento dei volumi di attività: i ricavi al netto dei costi della materia prima sono stati pari ad Euro 558,3 milioni, rispetto ad Euro 499,0¹ milioni dell’anno precedente, con un incremento dell’11,88%. Il livello dell’EBITDA è invece stato pari ad Euro 73,9 milioni, rispetto ad Euro 93,9 milioni dell’anno precedente, con un decremento del 21,3%.

Il Risultato netto ante svalutazioni ed impatto IFRS della parte industriale è negativo per Euro 2,7 milioni. Su tale risultato incidono poi gli oneri finanziari della Capogruppo.

Sotto il profilo finanziario, si è operato anche per un allungamento della scadenza media dell’indebitamento del Gruppo. Nel corso del 2025 sono state collocate nuove tranche - per complessivi Euro 55,2 milioni - del prestito obbligazionario “KME Group SpA 2024-2029”, tasso 5,75%. Nei primi mesi del

¹ I dati di confronto del 2024 sono stati rideterminati in seguito alla riclassifica dei dati economici del Gruppo Culti nella riga “Risultato economico delle attività cessate”.


2025 sono state inoltre rimodulate le scadenze di rimborso del prestito obbligazionario emesso dalla controllata KMH SpA: il termine ultimo di rimborso è passato dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2027.

Il Gruppo presenta al 31 dicembre 2025 una Posizione Finanziaria Riclassificata Consolidata pari ad Euro 331,6 milioni. Tale grandezza non considera le passività finanziarie ai sensi dell'IFRS 16, inclusive di quelle derivanti da operazioni di sale and lease back, e gli strumenti finanziari valutati a fair value.

Con riferimento al contesto macroeconomico del periodo, il Gruppo KME sta monitorando l'evolversi della situazione politica ed economica generale, anche in relazione agli effetti derivanti dal perdurare dei conflitti in corso a livello mondiale.


Operazioni di merger and acquisition

Acquisizione Sundwiger Messingwerk GmbH

La controllata KME SE ha finalizzato il 6 gennaio 2025 l'acquisizione del 100% delle azioni di Blackhawk Holding GmbH, holding tedesca che detiene il 100% di Sundwiger Messingwerk GmbH ("SMW"), società leader europeo nel settore dei semilavorati laminati in bronzo oltreché produttore di semilavorati laminati in ottone.

Con circa 320 dipendenti a Hemer (Renania), dove si trovano l'headquarter ed il principale stabilimento, SMW ha realizzato nel 2024 un fatturato di circa Euro 182 milioni ed un EBITDA di circa Euro 13 milioni. Storicamente parte del gruppo Diehl, SMW era stata acquisita circa tre anni fa da un gruppo di investitori riuniti nella società Blackhawk Holding GmbH, oggetto dell'acquisizione.

Il prezzo dell'acquisizione è stato di circa Euro 77,1 milioni (incluso lo stock di metallo e al netto di un finanziamento del socio di Euro 10,2 milioni), di cui Euro 41 milioni corrisposti al closing, Euro 20,8 milioni con un vendor loan a tre anni senza interessi mentre la parte residua di Euro 13,8 milioni è stata differita a medio-lungo termine.

Il closing dell'acquisizione, il cui contratto era stato sottoscritto nel febbraio 2024, è avvenuto dopo il completamento del processo autorizzativo da parte delle autorità antitrust tedesche ed austriache.

Cessione Culti

Il 19 dicembre 2025, KME ha sottoscritto con Berger International SAS ("Berger"), la holding company di Emosia Group ("Emosia Group", "Emosia" o l'"Acquirente") un contratto di compravendita per la cessione delle complessive n. 2.388.750 azioni di sua proprietà di CULTI Milano SpA ("CULTI"), società le cui azioni sono ammesse alle negoziazioni su Euronext Growth Milan ("EGM"), organizzato e gestito da Borsa Italiana SpA, pari al 77,17% circa del capitale sociale della società ("Contratto"). CULTI ha in portafoglio n. 369.750 azioni proprie pari all'11,94% circa del capitale sociale.

Il prezzo convenuto per la compravendita è stato pari a Euro 19,16 per ciascuna azione e pari, dunque, a complessivi Euro 45,8 milioni per l'intera partecipazione detenuta da KME. Tale prezzo ha riconosciuto un premio del 42,5% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni CULTI registrato alla data del 18 dicembre 2025 (ultimo giorno di borsa aperta precedente alla data di sottoscrizione del Contratto) nonché un premio rispettivamente del 31,8% e del 33,0% rispetto al prezzo medio ponderato delle azioni di CULTI degli ultimi sei e dodici mesi precedenti la data del 18 dicembre 2025.

Il Contratto, dopo l'avverarsi delle condizioni sospensive, è stato eseguito il 23 aprile 2026. Ad esito della cessione, KME ha incassato un corrispettivo complessivo di Euro 45,8 milioni, dei quali Euro 7,5 milioni sono stati investiti in preferred equity di Berger che assicurano un rendimento del 12% annuo.

L'operazione di cessione completa, nella sostanza, l'esecuzione della strategia di KME di focalizzazione della propria attività di holding industriale sulla gestione di KME SE, concentrata sul settore dei laminati, ed apporta un significativo contributo alle risorse finanziarie disponibili.

Ad esito della cessione, Berger International SAS detiene una partecipazione complessiva pari al 77,17% circa del capitale della società e ha pertanto promosso, ai sensi dell'articolo 11 (OPA endosocietaria) dello statuto di CULTI e dell'art. 6-bis del Regolamento Emittenti EGM, un'offerta pubblica di acquisto


obbligatoria totalitaria sulle restanti azioni CULTI in circolazione, allo stesso prezzo per azione che ha corrisposto a KME, finalizzata al delisting della società.

Riacquisto controllo di Cunova

KME SE ha firmato il 25 marzo 2026 un contratto binding del valore di Euro 300 milioni con una società affiliata di Apollo Capital Management Ltd, alternative asset manager globale (di seguito “Apollo”), per il perfezionamento dell’operazione annunciata al mercato nel dicembre 2025, quando era stato sottoscritto un term sheet (l’“Operazione Cunova”).

L’Operazione Cunova prevede:

a) il riacquisto della partecipazione detenuta da Paragon in Cunova GmbH (di seguito, insieme alle sue affiliate, “Cunova”), nella quale KME detiene attualmente una partecipazione del 45%,

b) il trasferimento a Cunova del business aerospace e delle attività di fonderia di una delle sue controllate, KME Germany GmbH (insieme a Cunova, il “Nuovo Gruppo Cunova”) e

c) il rifinanziamento del debito senior secured di Cunova di Euro 170 milioni.

Alla firma dell’accordo con Apollo ha fatto seguito, il 2 aprile 2026, la firma del contratto definitivo con The Paragon Fund III GmbH & Co. geschlossene Investment KG (di seguito “Paragon”), per il riacquisto della partecipazione del 55% da quest’ultimo detenuta indirettamente in Cunova GmbH. L’accordo con Paragon prevede un corrispettivo di Euro 43,5 milioni da corrispondersi in cash al closing e altri Euro 40,0 milioni attraverso l’emissione di preferred equity con un prezzo minimo di riacquisto di Euro 52,0 milioni, in caso di vendita.

Previa autorizzazione da parte delle autorità competenti, si prevede che il closing dell’Operazione Cunova possa avvenire entro la prima metà del 2026.

Una volta completata l’Operazione Cunova, i fondi gestiti da Apollo forniranno Euro 300 milioni sotto forma di: a) un term loan quinquennale di Euro 150 milioni e b) Euro 150 milioni di preferred equity. I fondi gestiti da Apollo riceveranno inoltre warrant che saranno emessi dal Nuovo Gruppo Cunova.

Con un organico di 900 dipendenti, Cunova è una società tedesca di engineering specializzata nella realizzazione di prodotti speciali in leghe di rame destinati all’industria siderurgica, marittima, petrolifera, spaziale e della difesa, nonché a più ampie applicazioni industriali. Nel settore dei materiali critici che richiedono elevata resistenza e conduttività, Cunova è un leader a livello globale.

L’operazione includerà anche il trasferimento da parte di KME a Cunova di alcuni business speciali o collegati al suo business ed il rifinanziamento dell’attuale debito senior garantito di Euro 170 milioni.

L’Operazione Cunova è finalizzata alla creazione di un operatore industriale leader e pienamente integrato nel settore dei prodotti speciali in rame “mission critical”, comprendente anche l’attività aerospaziale recentemente sviluppata da KME.

Il Nuovo Gruppo Cunova, con una struttura finanziaria e patrimoniale più solida e un assetto industriale integrato, che gli garantiranno indipendenza strategica, punterà a un ulteriore sviluppo attraverso operazioni internazionali di joint venture, fusioni e acquisizioni.

L’operazione presenta un valore totale per KME di circa Euro 250 milioni, dei quali Euro 75 milioni di corrispettivo in cash ed Euro 180 milioni di partecipazione nella nuova joint venture con il partner finanziario. Il valore netto generato per KME sarà di circa Euro 180-200 milioni.

Gestione finanziaria

Rimodulazione prestito obbligazionario di KMH

In data 11 aprile 2025 sono stati sottoscritti accordi modificativi per il Prestito Obbligazionario emesso dalla controllata KMH (“KMH S.p.A. Up to Euro 135,100,000.00 Senior Guaranteed and Secured Fixed Rate Notes due 31 December 2025”) di ammontare pari ad Euro 110,8 milioni.

La scadenza finale del prestito (già prevista per il 31 dicembre 2025) è stata differita fino al 31 dicembre 2027, prevedendo rimborsi per Euro 15,0 milioni a settembre 2025 e marzo 2026, per Euro 45,0 milioni a marzo 2027 ed una rata finale di Euro 35,8 milioni. Non vi sono state modifiche nel tasso d’interesse che, a

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partire dal 1° marzo 2025, è pari al 15%. Con la sottoscrizione degli accordi modificativi, che hanno comportato la corresponsione di una fee di Euro 1,7 milioni, sono stati rivisti anche i parametri finanziari previsti dal contratto.

La scadenza di Euro 15,0 milioni prevista a settembre 2025 è stata successivamente rimodulata per Euro 5,0 milioni a novembre 2025 e 10,0 milioni a dicembre 2025, concordando poi con il detentore delle obbligazioni, in previsione della finalizzazione delle operazioni straordinarie in precedenza descritte, un periodo di stand still, attualmente fissato fino al 30 aprile 2026.

Riapertura dell'emissione obbligazionaria “KME Group SpA 2024-2029”

Nel corso dell'esercizio sono state emesse, attraverso tre distinte operazioni, nuove obbligazioni KME Group SpA 2024-2029, codice ISIN IT0005597874, (le “Obbligazioni”) per un ammontare complessivo di Euro 55,2 milioni. Le Obbligazioni in circolazione, del valore unitario di Euro 1,00, si sono così incrementate da n. 138.804.041 a n. 194.000.000, raggiungendo in pratica il valore massimo di Euro 200 milioni previsto dalla delibera di emissione del maggio 2024.

Le tre operazioni di emissione sono avvenute:

  • nel mese di maggio e nel mese di dicembre con sottoscrizione da parte di investitori qualificati rispettivamente per Euro 21,2 milioni ed Euro 9,0 milioni,
  • nel mese di settembre con un'offerta pubblica di sottoscrizione per Euro 25,0 milioni promossa unicamente sul MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni organizzato e gestito da Borsa Italiana SpA)

In tutte le tre operazioni il prezzo di collocamento è stato pari al 100% del valore nominale e le obbligazioni di nuova emissione sono state ammesse automaticamente alla negoziazione sul MOT, al pari di quelle già in circolazione, senza la necessità di pubblicare un prospetto informativo di offerta al pubblico e/o di quotazione, in virtù delle esenzioni previste dalla vigente normativa. Nell'ambito dell'offerta pubblica di sottoscrizione è stato reso disponibile al pubblico un documento informativo redatto secondo lo schema di cui all'Allegato IX del Regolamento Prospetto.

A testimonianza dell'interesse degli investitori per le Obbligazioni, in tutte e tre le operazioni i quantitativi disponibili sono stati rapidamente esauriti con richieste di titoli rimaste inevase.

Il titolo ha sempre mantenuto un andamento positivo sul mercato registrando nel corso del 2025 un prezzo minimo di Euro 100,031 e un massimo di Euro 102,206, con una media di Euro 101,230 e con sostenuti volumi di scambio. Tale trend di mercato è proseguito nel corso dei primi mesi del 2026.

Rinnovo delle linee di working capital di KME SE

A fine novembre 2025, KME SE ha concluso un accordo con gli Istituti finanziatori del Gruppo (Coordinating Mandated Lead Arranger: Deutsche Bank AG; Mandated Lead Arrangers: Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Coöperatieve Rabobank U.A. ed UniCredit S.p.A.; Lead Arrangers: Banco BPM S.p.A. e Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.; Arrangers: Arab Bank Corporation S.A., Frankfurt Branch, Bank of China Limited, London Branch e Goldman Sachs Bank Europe SE) per il rinnovo del finanziamento bancario in essere per un ammontare pari a Euro 465,5 milioni, utilizzabili in forma revolving e con scadenza 30 novembre 2026, più un'opzione per l'estensione di un ulteriore anno subordinata al consenso degli Istituti finanziatori coinvolti nell'operazione.

L'accordo, che contiene parametri di sostenibilità, conferma l'assetto della linea caratterizzato da un'ampia flessibilità di utilizzo per far fronte ai fabbisogni di finanziamento di capitale circolante del Gruppo legati, principalmente, alle giacenze di magazzino.

Unitamente al rinnovo del finanziamento in pool, sono state rinnovate fino al 30 novembre 2026 anche le linee di factoring in essere rispettivamente con Factofrance, per Euro 150 milioni, con TARGOBANK per Euro 75 milioni, con Intesa Sanpaolo, per Euro 126,5 milioni e con International Factors Italia S.p.A. per Euro 75 milioni.



Sintesi della struttura societaria

La struttura del Gruppo alla data del 31 dicembre 2025 può così essere sintetizzata:

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KME SE – detenuta direttamente e indirettamente per il tramite di KMH – è a capo di un gruppo leader globale nella produzione e commercializzazione di semilavorati in rame e sue leghe focalizzato nel settore Copper, dopo la cessione del controllo del business degli speciali (oggi facente capo alla società cunova GmbH) di cui conserva il 45%.

Culti Milano SpA, società i cui titoli sono negoziati al mercato Euronext Growth Milan, è sempre più orientata al benessere della persona, oltre che al consolidamento della tradizionale attività nel campo della profumazione d'ambiente. Si ricorda che il 23 aprile 2026 è stata finalizzata la cessione della partecipazione in Culti Milano SpA.


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Quadro Macroeconomico

La guerra in Ucraina e le altre tensioni geopolitiche in corso hanno continuato a rappresentare una delle principali fonti di incertezza per il contesto imprenditoriale europeo per tutto il 2025. Sebbene non sia stata raggiunta una soluzione politica globale, l'impatto macroeconomico è stato in parte attenuato da una maggiore diversificazione dell'approvvigionamento energetico, dal calo dei prezzi dell'energia e da una maggiore resilienza delle catene di approvvigionamento rispetto agli anni precedenti. Ciononostante, il commercio mondiale ha continuato a risentire delle misure protezionistiche e delle politiche tariffarie, in particolare tra le principali economie, contribuendo alla volatilità dei mercati internazionali.

Secondo il FMI, la crescita del PIL globale è prevista intorno al 3,2% nel 2025, leggermente al di sotto dei livelli registrati nel 2024, riflettendo l'impatto in via di esaurimento dell'attività commerciale concentrata nella prima parte dell'anno e il persistere delle incertezze commerciali e geopolitiche. La crescita nelle economie avanzate è rimasta moderata, mentre i mercati emergenti hanno continuato a mostrare uno slancio più forte. I rischi complessivi per le prospettive globali rimangono orientati al ribasso a causa degli sviluppi geopolitici, della frammentazione del commercio e delle vulnerabilità fiscali.

All'interno dell'area dell'euro, l'attività economica si è dimostrata più resiliente di quanto inizialmente previsto. La crescita del PIL reale ha raggiunto circa l'1,4% nel 2025, sostenuta principalmente dalla domanda interna, dalla resilienza dei mercati del lavoro e dall'attenuarsi delle pressioni inflazionistiche. Germania e Italia, che rappresentano i principali mercati europei di KME per i semilavorati in rame, hanno registrato una crescita economica modesta, con la Germania in crescita di circa lo 0,2% e l'Italia di circa lo 0,4–0,5% nel 2025, riflettendo la persistente debolezza dell'attività manifatturiera e delle costruzioni. Al contrario, alcune economie dell'Europa meridionale, come Spagna e Francia, hanno mostrato dinamiche di crescita relativamente più forti.

Dal punto di vista dei mercati finali, la domanda di semilavorati in rame e leghe di rame ha registrato un andamento eterogeneo nei vari settori.

Il settore delle costruzioni è rimasto in una fase di stallo per tutto il 2025, in particolare nell'Europa settentrionale e centrale, poiché i maggiori costi di finanziamento ereditati dagli anni precedenti e l'atteggiamento prudente in materia di investimenti hanno continuato a pesare sull'attività residenziale e commerciale. I progetti legati alle infrastrutture hanno fornito solo un sostegno parziale e non sono stati sufficienti a compensare pienamente la debolezza della domanda nel settore delle costruzioni private.

Il settore automobilistico e della mobilità ha continuato a vivere una fase di transizione. La domanda proveniente dalle applicazioni automobilistiche tradizionali è rimasta sotto pressione, mentre i veicoli elettrici e i componenti legati all'elettrificazione hanno mostrato uno sviluppo più resiliente, sebbene ancora irregolare. I volumi complessivi di produzione nel settore sono rimasti volatili, influenzati dai mutevoli modelli di domanda dei consumatori e dai continui adeguamenti nelle catene di approvvigionamento.

I volumi complessivi di produzione nel settore sono rimasti volatili, influenzati dall'evoluzione dei modelli di domanda dei consumatori e dai continui adeguamenti delle catene di approvvigionamento.

I settori dell'ingegneria industriale e meccanica hanno sostanzialmente rispecchiato l'andamento macroeconomico, con condizioni di domanda deboli legate alla cautela negli investimenti e a un calo degli ordini in diversi segmenti industriali europei. I livelli di attività sono rimasti al di sotto delle medie storiche, in particolare in Germania, riflettendo il rallentamento del settore manifatturiero orientato all'esportazione.

Al contrario, le applicazioni legate alla transizione energetica, tra cui l'ingegneria elettrica, la distribuzione di energia, i sistemi di energia rinnovabile e gli investimenti nella rete, hanno continuato a fornire un sostegno strutturale alla domanda di prodotti a base di rame. Questi segmenti hanno beneficiato dei continui investimenti in progetti di elettrificazione, modernizzazione della rete e decarbonizzazione in tutta Europa.

Inoltre, la difesa e l'aerospaziale hanno rappresentato uno dei mercati finali più resilienti nel corso del 2025, sostenuti dall'aumento della spesa pubblica e dai programmi di approvvigionamento a lungo termine, contribuendo positivamente alla stabilità della domanda in applicazioni selezionate di rame e leghe ad alto valore aggiunto.


Nel corso del 2025 l'inflazione nell'area dell'euro ha proseguito il suo graduale calo, attestandosi in media a un livello leggermente superiore al 2% e avvicinandosi all'obiettivo a medio termine della Banca centrale europea. Il calo dei prezzi dell'energia, la moderazione della crescita salariale e il miglioramento delle condizioni di offerta hanno contribuito a questa tendenza disinflazionistica. In questo contesto, la BCE ha adottato un orientamento monetario più accomodante, a seguito dei tagli dei tassi d'interesse avviati nel 2024 e mantenendo i tassi di riferimento intorno al 2% per gran parte del 2025, sostenendo le condizioni di finanziamento e gli investimenti.

All'inizio del 2026, le prospettive di inflazione sono diventate più incerte. A seguito dell'escalation delle tensioni geopolitiche nella regione del Golfo nel marzo 2026 e del conseguente aumento dei prezzi dell'energia, la Banca centrale europea ha rivisto al rialzo le proprie proiezioni di inflazione. Nel suo scenario di base, la BCE prevede ora che l'inflazione complessiva nell'area dell'euro si attesti in media intorno al 2,6% nel 2026, al di sopra dell'obiettivo del 2%, riflettendo rinnovate pressioni legate all'energia e un'elevata incertezza. L'inflazione di fondo (esclusi energia e alimentari) dovrebbe rimanere intorno al 2,3%, indicando che gli effetti di secondo impatto rimangono contenuti ma richiedono un attento monitoraggio.

Nel complesso, mentre il contesto macroeconomico nel 2025 è rimasto caratterizzato da un'elevata incertezza e da sfide strutturali, la diversificazione dei mercati finali e il contributo dei settori in crescita strutturale hanno contribuito a compensare parzialmente la debolezza osservata nelle applicazioni più cicliche, fornendo un contesto di domanda relativamente più stabile per i semilavorati in rame e leghe di rame rispetto agli anni precedenti.

Per il 2026, le previsioni indicano una crescita globale di poco inferiore al 3% e quindi in calo rispetto all'anno precedente, per effetto di fattori strutturali e rischi geopolitici ancora rilevanti.

Le tensioni commerciali globali, con le politiche protezionistiche statunitensi e le misure di ritorsione di altri paesi, insieme alle tensioni geopolitiche mondiali, tra cui il conflitto in Ucraina e la crisi in Medio Oriente, continuano a infatti rappresentare fattori di rischio per gli investimenti e la fiducia delle imprese, ostacolando la crescita economica globale.

Il recente scoppio del conflitto che interessa USA, Israele e Iran con le conseguenze sulla disponibilità e sul livello di prezzi del petrolio aumenta il livello di incertezza e il rischio di incremento dei prezzi.

***


15

I risultati di Gruppo

Nella relazione sulla gestione sono utilizzati alcuni indicatori identificabili quali “Indicatori Alternativi di Performance” (“IAP”) ai sensi della comunicazione Consob del 3 dicembre 2015 che riprende gli orientamenti “ESMA” (“European Securities and Markets Authority”) del 5 ottobre 2015. Gli IAP sono intesi come indicatori finanziari di performance finanziaria, posizione finanziaria o flussi di cassa storici o futuri, diverso da un indicatore finanziario definito o specificato nella disciplina applicabile sull’informativa finanziaria. Gli IAP sono ricavati dal bilancio redatto conformemente alla disciplina applicabile sull’informativa finanziaria, mediante l’aggiunta o la sottrazione di importi dai dati presentati nel bilancio. Gli IAP sono stati coerenti nel tempo e non sono stati ridefiniti con riferimento ai precedenti esercizi.

Per i commenti sull’andamento gestionale dell’esercizio 2025 si rinvia a quanto indicato per i singoli settori di attività e in particolare per il settore rame, che rappresenta circa il 99% dei ricavi del Gruppo.

Risultati Gestionali

I risultati gestionali sono stati predisposti utilizzando per la valutazione della partecipazione in Magnet Joint Venture GmbH (“Magnet”) il patrimonio netto stimato sulla base degli accordi sottoscritti nel dicembre 2025 e confermati dagli accordi definitivi sottoscritti nell’aprile 2026 con l’azionista Paragon (gli “Accordi”), che detiene una partecipazione del 55% in Magnet, nell’ambito di un’operazione più complessa che coinvolge anche il settore aerospaziale e l’attività di fonderia di KME Germany GmbH. Il valore del patrimonio netto evidenziato negli Accordi è stato ritenuto più rappresentativo in quanto non influenzato dalle perdite precedentemente rilevate da Magnet nel proprio bilancio, perdite derivanti dall’ammortamento di attività rilevate da Magnet nell’ambito della propria “price purchase allocation”.

La valutazione di Magnet utilizzata ai fini dei risultati gestionali è pari a Euro 40,7 milioni rispetto al valore di zero del bilancio consolidato ufficiale.

Capitale Investito

Il Capitale investito netto consolidato è il seguente:

Capitale investito netto consolidato
(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Capitale immobilizzato netto 1.128.404 1.082.281
Capitale circolante netto (246.460) (346.888)
Imposte differite nette (22.034) (18.417)
Fondi (128.481) (133.203)
Capitale investito netto 731.429 583.773
Patrimonio netto totale 202.175 270.330
Posizione finanziaria netta riclassificata 331.562 260.546
IFRS 16/Strumenti finanziari valutati a fair value 197.692 52.897
Fonti di finanziamento 731.429 583.773

Il “Capitale investito netto” è una grandezza finanziaria non prevista dagli IFRS e non è da considerarsi alternativa a quelle previste dagli IFRS. Di seguito si riporta il contenuto delle sue componenti:

  • il “Capitale immobilizzato netto” è costituito dalla sommatoria delle voci dell’attivo non corrente fatta eccezione per le imposte differite attive e le attività finanziarie (incluse nella posizione finanziaria netta riclassificata).
  • il “Capitale circolante netto” è costituito dalla sommatoria delle voci “Crediti commerciali” al netto dei “Debiti verso fornitori” e di “Altre attività/passività correnti”, ad eccezione delle voci considerate nella definizione di “Indebitamento finanziario netto”.
  • i “Fondi” comprendono la voce “Benefici ai dipendenti” e “Fondi per rischi e oneri”.

16

Conto Economico Riclassificato Gestionale

Ai fini di fornire una più significativa rappresentazione dei risultati operativi viene presentato anche un conto economico riclassificato che utilizza a livello intermedio informazioni economico finanziarie desunte dai sistemi gestionali del Gruppo e basate su principi contabili che si differenziano rispetto agli IFRS, principalmente in termini di misurazione e presentazione. Di seguito vengono riportate le principali componenti.

  1. I ricavi sono presentati anche al netto del valore delle materie prime, al fine di eliminare l'effetto della variabilità dei prezzi di queste ultime.
  2. Le rimanenze finali di magazzino del settore dei semilavorati in rame e leghe, per la componente metallo, sono valutate al LIFO per quanto riguarda la quota riferibile allo stock di struttura, ossia la parte di stock non impegnata a fronte di ordini di vendita a clienti. La parte di stock impegnata viene invece valutata al valore degli impegni relativi, considerato quale valore di realizzo. Ai fini IFRS invece la valutazione dello stock è effettuata al minore tra il costo calcolato col metodo FIFO e il valore netto di realizzo; sempre ai fini IFRS gli impegni di acquisto e vendita di stock, così come i relativi contratti di copertura stipulati sul mercato LME, vengono separatamente identificati e riportati in bilancio al relativo fair value, come strumenti finanziari. Gli IFRS, non consentendo la valutazione delle rimanenze finali di magazzino del settore con il criterio del LIFO, adottato invece ai fini dell'attività interna di management controlling, hanno introdotto una componente economica esogena la cui variabilità impedisce un confronto omogeneo di dati riferiti a periodi diversi non permettendo di dare una rappresentazione corretta dell'effettivo andamento della gestione.
  3. Le componenti non ricorrenti sono state indicate sotto la linea dei risultati operativi.
Conto economico consolidato riclassificato gestionale
(in milioni di Euro) 2025
Riclassificato 2024
Riclassificato
Ricavi di vendita 1.928,6 1.540,7
Costo della materia prima (1.370,3) (1.041,7)
Ricavi al netto costo materia prima 558,3 100,0% 499,0 100,0%
Costo del lavoro (240,6) (212,0)
Altri consumi e costi (243,8) (193,1)
Risultato Operativo Lordo (EBITDA) 73,9 13,2% 93,9 18,8%
Ammortamenti (53,6) (44,1)
Risultato Operativo Netto (EBIT) 20,3 3,6% 49,8 10,0%
Oneri finanziari netti (70,1) (77,8)
Risultato lordo ante componenti non ricorrenti (49,8) -8,9% (28,0) -5,6%
(Oneri) / Proventi non ricorrenti 9,7 1,7
Imposte correnti (6,7) (3,8)
Imposte differite 6,6 (4,6)
Risultato ante valutazione IFRS rimanenze, contratti a termine e partecipazioni con il metodo del patrimonio netto (40,2) -7,2% (34,7) -7,0%
Effetto IFRS su valutazione rimanenze e contratti a termine (5,0) (32,3)
Effetto fiscale della valutazione IFRS di rimanenze e contratti a termine 1,4 7,1
Risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto (1,1) (11,0)
Risultato netto consolidato (44,9) -8,0% (70,9) -14,2%
Risultato di competenza delle minoranze (5,9) (6,0)
Risultato netto di competenza degli azionisti della Capogruppo (39,0) -7,0% (64,9) -13,0%
Componenti di conto economico complessivo 5,9 (1,9)
Risultato complessivo (39,0) -7,0% (72,8) -14,6%
di cui di competenza degli azionisti della Capogruppo (33,9) (66,5)
di cui di competenza di minoranze (5,1) (6,3)

La tabella sotto riportata evidenza gli effetti sull'esercizio 2025 di tali differenti criteri di misurazione e presentazione utilizzati.

Conto economico consolidato riclassificato gestionale
(in milioni di Euro) 2025 IFRS Riclassifiche Rettifiche 2025 Riclassificato
Ricavi di vendita 1.928,6 - - 1.928,6
Costo della materia prima - (1.370,30) - (1.370,3)
Ricavi al netto costo materia prima - - 558,3
Costo del lavoro (253,3) 12,70 - (240,6)
Altri consumi e costi (1.680,4) 1.436,60 - (243,8)
Risultato Operativo Lordo (EBITDA) (*) (5,1) 79,00 - 73,9
Ammortamenti (57,4) 3,80 - (53,6)
Risultato Operativo Netto (EBIT) (62,5) 82,80 - 20,3
Oneri finanziari netti (66,8) (3,30) - (70,1)
Risultato lordo ante componenti non ricorrenti (129,3) 79,50 - (49,8)
(Oneri) / Proventi non ricorrenti 0,6 (31,60) 40,70 9,7
Imposte correnti (6,7) - - (6,7)
Imposte differite 21,7 (15,10) - 6,6
Risultato ante valutazione IFRS rimanenze, contratti a termine e partecipazioni con il metodo del patrimonio netto (133,7) 32,80 40,70 (40,2)
Effetto IFRS su valutazione rimanenze e contratti a termine - (47,40) 42,40 (5,0)
Effetto fiscale della valutazione IFRS di rimanenze e contratti a termine - 14,60 (13,20) 1,4
Risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto (1,1) - - (1,1)
Risultato netto consolidato (114,8) 0,00 69,90 (44,9)
Risultato di competenza delle minoranze (12,1) - 6,2 (5,9)
Risultato netto di competenza degli azionisti della Capogruppo (102,7) 0,00 63,70 (39,0)
Componenti di conto economico complessivo 5,9 - - 5,9
Risultato complessivo (108,9) 0,00 69,90 (39,0)
di cui di competenza degli azionisti della Capogruppo (97,6) - 63,70 (33,9)
di cui di competenza di minoranze (11,3) - 6,20 (5,1)

18

Andamento Finanziario

Il Gruppo presenta al 31 dicembre 2025 una Posizione Finanziaria Riclassificata Consolidata pari ad Euro 331,6 milioni, rispetto ad Euro 260,5 milioni al 31 dicembre 2024. Tale grandezza non considera le passività finanziarie ai sensi dell'IFRS 16, inclusive di quelle derivanti da operazioni di sale and lease back, e gli strumenti finanziari valutati a fair value.

La riconciliazione tra Posizione Finanziaria Riclassificata Consolidata ed Indebitamento Finanziario Netto Consolidato è la seguente:

Riconciliazione Posizione Finanziaria Netta Riclassificata
(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Posizione Finanziaria Netta Riclassificata 331.562 260.546
Passività finanziarie nette ai sensi IFRS 16 127.144 70.045
Strumenti finanziari valutati a fair value 70.548 (17.148)
Attività finanziarie non correnti 41.181 54.067
238.873 106.964
Totale indebitamento finanziario 570.435 367.510

L'indebitamento finanziario netto (determinato conformemente a quanto previsto nel documento ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021 - Orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del regolamento sul prospetto, così come evidenziato nel richiamo di attenzione di CONSOB 5/21 del 29 aprile 2021) del Gruppo al 31 dicembre 2025, a raffronto con il 31 dicembre 2024, può essere così sintetizzato:

Indebitamento finanziario netto
(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
A Disponibilità Liquide 97.106 181.242
B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - -
C Altre attività finanziarie 111.580 79.324
D Liquidità (A+B+C) 208.686 260.566
E Debito finanziario corrente 164.897 39.103
F Parte corrente del debito finanziario non corrente 74.872 213.229
G Indebitamento finanziario corrente (E+F) 239.769 252.332
H Indebitamento finanziario corrente netto (G-D) 31.083 (8.234)
I Debito finanziario non corrente 206.210 176.790
J Strumenti di debito 333.142 198.954
K Debiti commerciali e altri debiti non correnti - -
L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) 539.352 375.744
M Totale indebitamento finanziario (H + L) 570.435 367.510

Il Totale indebitamento finanziario include una passività di Euro 127,0 milioni legata alla contabilizzazione di operazioni di leasing ai sensi dell'IFRS 16 e un saldo netto negativo di Euro 71,0 milioni di strumenti finanziari valutati al fair value.


Risultati IFRS

Il Conto Economico consolidato può essere così sintetizzato:

Conto economico consolidato
(in migliaia di Euro) 2025 2024
Ricavi 1.928.645 1.540.693
Variazioni rimanenze prodotti finiti e semilavorati (7.135) (674)
Altri proventi 52.528 61.679
Acquisti e variazione rimanenze materie prime (1.471.624) (1.085.922)
Costi per il personale (253.307) (222.759)
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore (57.360) (46.650)
Altri costi (254.316) (229.700)
Risultato Operativo (62.569) 16.667
Proventi Finanziari 22.853 23.330
Oneri Finanziari (89.661) (102.058)
Oneri Finanziari Netti (66.808) (78.728)
Quota del risultato delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto (1.060) (10.974)
Risultato Ante Imposte (130.437) (73.035)
Imposte sul reddito del periodo 15.154 (1.164)
Risultato netto del periodo (115.283) (74.199)
Risultato da attività operative cessate 614 3.288
Risultato netto del periodo (114.669) (70.911)
- interessenze di pertinenza di terzi (12.061) (6.029)
- azionisti della controllante (102.608) (64.882)
Componenti di conto economico complessivo 5.930 (1.864)
Risultato complessivo di pertinenza di terzi (11.162) (6.311)
Risultato complessivo degli azionisti della Capogruppo (97.577) (66.464)

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I prospetti della situazione patrimoniale sono invece i seguenti:

Stato Patrimoniale Attivo
(in migliaia di Euro) 31-dic-25 31-dic-24
Immobili, impianti e macchinari 570.795 527.582
Investimenti immobiliari 68.548 67.182
Avviamento 369.013 394.445
Attività immateriali 57.248 46.222
Partecipazioni in altre imprese 15.755 13.937
Partecipazioni a patrimonio netto 5.057 6.077
Altre attività non correnti 5.364 6.413
Attività finanziarie non correnti 41.181 76.589
Attività per imposte differite 120.134 88.224
Totale Attività non correnti 1.253.095 1.226.671
Rimanenze 447.528 400.583
Crediti commerciali 66.971 59.079
Attività finanziarie 111.852 79.596
Attività per imposte correnti 4.311 1.167
Altre attività 28.536 19.989
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 97.106 181.242
Totale Attività correnti 756.304 741.656
Attività non correnti detenute per la vendita 65.557 11.947
Totale Attività 2.074.956 1.980.274

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Stato Patrimoniale Passivo
(in migliaia di Euro) 31-dic-25 31-dic-24
Capitale sociale 200.154 200.154
Riserve e Risultato di Periodo (80.335) 17.120
Patrimonio netto di Gruppo 119.819 217.274
Partecipazioni di terzi 41.655 53.056
Totale Patrimonio netto 161.474 270.330
Benefici ai dipendenti 111.960 116.674
Passività per imposte differite 142.168 106.641
Passività finanziarie 539.352 375.744
Altre passività 4.077 2.099
Fondi per rischi ed oneri 3.254 5.177
Totale Passività non correnti 800.811 606.335
Passività finanziarie 239.769 252.332
Debiti commerciali 737.697 717.452
Passività per imposte correnti 4.949 5.956
Altre passività 105.308 116.517
Fondi per rischi ed oneri 13.267 11.352
Totale Passività correnti 1.100.990 1.103.609
Passività direttamente collegate ad attività classificate
come possedute per la vendita 11.681 -
Totale Passività e Patrimonio netto 2.074.956 1.980.274

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La Holding KME Group SpA

Situazione economico finanziaria della Capogruppo

Vengono di seguito riportati, in sintesi, i principali dati patrimoniali della Capogruppo al 31 dicembre 2025, raffrontati con quelli al 31 dicembre 2024.

Situazione patrimoniale sintetica individuale
(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Partecipazione KME SE 58.410 58.410
Partecipazione KMH 480.000 480.000
Altro 1.780 2.965
Totale KME 540.190 94,63% 541.375 94,61%
Culti Milano 37.959 6,65% 37.981 6,64%
Altri investimenti 894 0,16% 1.574 0,28%
Altre attività/passività (8.212) -1,44% (8.705) -1,52%
Investimenti netti 570.831 100,00% 572.225 100,00%
Obbligazioni in circolazione (*) 258.223 257.852
Finanziamento per OPA 150.224 132.401
Disponibilità nette (63.696) (77.367)
Indebitamento finanziario netto holding 344.751 60,39% 312.886 54,68%
Patrimonio netto totale 226.080 39,61% 259.339 45,32%

Note:
- Le partecipazioni sono espresse al netto di eventuali rapporti di credito/debito finanziari in essere con la Società.
(*) Valore comprensivo degli interessi in maturazione.

Investimenti netti

Gli investimenti netti facenti capo alla Società ammontavano al 31 dicembre 2025 ad Euro 570,8 milioni (Euro 572,2 milioni a fine 2024), di cui oltre il 94% concentrati in KME SE, anche attraverso la sub-holding KMH.

Per effetto dell'avvenuta cessione di CULTI Milano SpA, finalizzata nell'aprile 2026, gli investimenti netti si sono ridotti di Euro 38,0 milioni. La cessione ha generato una plusvalenza nel 2026 di Euro 8,0 milioni e, al netto delle risorse reinvestite, disponibilità liquide per Euro 38,3 milioni.

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Patrimonio Netto

Il patrimonio netto della holding è pari ad Euro 226,1 milioni, rispetto ad Euro 259,3 milioni al 31 dicembre 2024; alla riduzione ha contribuito quasi esclusivamente la perdita del periodo in esame (Euro 33,4 milioni), derivante per la maggior parte dai componenti finanziari.

Al 31 dicembre 2025 il capitale sociale ammontava ad Euro 200.154.177,66 ed era suddiviso in n. 284.442.812 azioni di cui n. 270.231.550 azioni ordinarie e n. 14.211.262 azioni di risparmio. Le n. 53.243.219 azioni ordinarie proprie detenute in portafoglio rappresentano il 19,70% del capitale ordinario.

Non vi sono state variazioni nel capitale sociale e/o nel numero delle azioni nel corso dell’esercizio 2025 e neppure fino alla data di predisposizione della presente relazione.

Gestione finanziaria

L’Indebitamento Finanziario Netto holding (che esclude i finanziamenti infragruppo e le passività per leasing) ammontava al 31 dicembre 2025 ad Euro 344,8 milioni. La medesima grandezza al 31 dicembre 2024 era pari ad Euro 312,9 milioni.


L'indebitamento finanziario della Capogruppo (*) al 31 dicembre 2025, a raffronto con il 31 dicembre 2024, può essere invece così sintetizzato:

Indebitamento finanziario
(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
A Disponibilità Liquide 2.311 27.356
B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - -
C Altre attività finanziarie 63.397 53.821
D Liquidità (A+B+C) 65.708 81.177
E Debito finanziario corrente 6.122 6.781
F Parte corrente del debito finanziario non corrente 1.017 53.704
G Indebitamento finanziario corrente (E+F) 7.139 60.485
H Indebitamento finanziario corrente netto (G-D) (58.569) (20.692)
I Debito finanziario non corrente 156.573 139.495
J Strumenti di debito 252.747 198.954
K Debiti commerciali e altri debiti non correnti - -
L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) 409.320 338.449
M Totale indebitamento finanziario (H + L) 350.751 317.757

(*) Determinato conformemente a quanto previsto ne, così come evidenziato nel richiamo di attenzione di CONSOB 5/21 del 29 aprile 2021.

La riconciliazione tra Indebitamento Finanziario Netto holding ed Indebitamento Finanziario della Capogruppo è la seguente:

Riconciliazione Posizione Finanziaria Netta
(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Indebitamento finanziario netto 350.751 317.757
Crediti finanziari correnti verso controllate 1.740 3.538
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 272 272
Debiti finanziari verso controllate (646) (563)
Debiti finanziari per leasing a lungo termine (6.349) (7.094)
Debiti finanziari per leasing a breve termine (1.017) (1.024)
Indebitamento finanziario netto verso terzi holding 344.751 312.886

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Flussi finanziari

I flussi finanziari degli esercizi 2025 e 2024 sono sintetizzabili come segue:

Rendiconto finanziario - metodo indiretto
(in migliaia di Euro) 2025 2024
(A) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti inizio anno 27.356 3.214
Risultato ante imposte (34.357) (28.186)
Ammortamenti immobilizzazioni materiali e immateriali 1.042 996
Variazione fondi pensione, TFR, stock option 122 167
Variazione dei fondi rischi e spese (20) (11)
Oneri finanziari netti 27.656 22.390
(Incrementi) decrementi in partecipazioni - 11.206
(Incrementi)/Decrementi crediti correnti 259 1.854
Incrementi/(Decrementi) debiti correnti (135) (3.090)
(B) Cash flow totale da attività operative (5.433) 5.326
(Incrementi) di attività materiali e immateriali non correnti (80) (164)
Incrementi/decrementi di altre attività/passività non correnti (20) -
(C) Cash flow da attività di investimento (100) (164)
Esercizio Warrant - 1.838
Pagamento interessi (15.246) (7.823)
Incrementi debiti finanziari correnti e non correnti 57.808 53.881
Decrementi debiti finanziari correnti e non correnti (55.374) (28.916)
Incrementi crediti finanziari correnti e non correnti (6.700) -
(D) Cash flow da attività di finanziamento (19.512) 18.980
(E) Variazione disponibilità liquide e mezzi equivalenti (B) + (C) + (D) (25.045)
(G) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti di fine periodo (E) + (F) 2.311

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Conto economico riclassificato

Il conto economico riclassificato in forma scalare evidenzia la formazione del risultato netto dell'esercizio attraverso l'indicazione di grandezze comunemente utilizzate per dare rappresentazione sintetica dei risultati aziendali.

Conto economico riclassificato
(in migliaia di Euro) 2025 2024
Variazioni fair value e altri oneri/proventi gestione investimenti 59 1.475
Costi di gestione investimenti (89) (83)
Risultato lordo degli investimenti (30) 1.392
Commissioni attive su garanzie prestate (a) 824 866
Costi netti di gestione (b) (4.970) (6.138)
Costo struttura (a) - (b) (4.146) (5.272)
Risultato operativo riclassificato (4.176) (3.880)
Oneri finanziari netti (27.175) (22.067)
Risultato ante imposte e poste non ricorrenti (31.351) (25.947)
Proventi/(Oneri) non ricorrenti (3.006) (2.240)
Risultato ante imposte (34.357) (28.187)
Imposte dell'esercizio 956 3.128
Risultato netto del periodo (33.401) (25.059)

L'andamento economico dell'esercizio, in assenza di rilevanti proventi da partecipazioni, è influenzato negativamente dagli oneri finanziari, legati sia ai prestiti obbligazionari in circolazione che all'indebitamento nei confronti di società controllate, in particolare KMH SpA.

Nella voce “Variazioni fair value e altri oneri/proventi gestione investimenti” dell'esercizio 2024 erano inclusi i proventi derivanti dalla cessione della controllata Intek Investimenti SpA.

I “Proventi/(Oneri) non ricorrenti” includono le quote di ammortamento dei diritti d'uso relativi ad affitti connessi principalmente all'immobile di Milano, Foro Buonaparte 44, sede della Società e di altre partecipate.

Il “Risultato operativo riclassificato” è definito come il risultato derivante dalla gestione degli investimenti al netto dei costi di struttura ed esclude gli oneri finanziari netti, i proventi/(oneri) non ricorrenti e le imposte di esercizio.

***


Andamento delle partecipazioni e dei settori operativi

In continuità con le precedenti relazioni, sono fornite nel seguito informazioni di dettaglio sulle principali partecipazioni della Società, in particolare KME SE e CULTI Milano SpA, cui fanno capo, rispettivamente, i settori operativi Rame e Profumi e cosmesi.


KME SE

KME SE, holding di un gruppo leader a livello mondiale nella produzione e commercializzazione di semilavorati in rame e sue leghe, rappresenta da anni, come esposto in precedenza, il maggior investimento industriale del Gruppo.

Il gruppo KME SE è caratterizzato da una vasta gamma di prodotti in rame e sue leghe, oltre che da una struttura produttiva e organizzativa globale particolarmente articolata e complessa.

Nel corso degli ultimi anni il gruppo KME SE è stato impegnato in diverse operazioni strategiche (acquisizione di MKM, trasferimento del controllo del business degli speciali, cessione del business Wires (cavi), acquisto di parte del segmento produttivo dei laminati piani di Aurubis AG e di quello di S.A. Eredi Gnutti SpA, acquisto del controllo di Azienda Metalli Laminati SpA e di Sundwiger Messingwerk GmbH) con l'obiettivo sia di realizzo che di consolidamento di alcune attività in un settore interessato da alcuni anni da un processo di razionalizzazione e concentrazione dei diversi mercati da parte dei maggiori player mondiali.

In particolare, la strategia del gruppo KME SE è quella di concentrarsi sui prodotti laminati in rame e sue leghe, in cui il gruppo è leader europeo e intende focalizzarsi e crescere nel futuro, dati gli interessanti tassi di crescita previsti per i principali mercati di riferimento.

Come già indicato in precedenza nei primi giorni di gennaio del 2025 si è perfezionata l'acquisizione del 100% delle azioni di Blackhawk Holding GmbH, holding tedesca che detiene il 100% di Sundwiger Messingwerk GmbH, leader europeo nel settore dei semilavorati laminati in bronzo oltreché produttore di semilavorati laminati in ottone.

All'inizio di febbraio 2025 è stato annunciato il piano di chiusura dell'impianto produttivo di Stolberg al fine di ottimizzare ulteriormente l'assetto produttivo del Gruppo. La cessazione della produzione è avvenuta nel mese di settembre 2025 con l'uscita di circa 130 persone.

Andamento operativo

KME SE ha come principale mercato di riferimento l'Europa e pertanto, tutti gli sviluppi macroeconomici, politici e di altro tipo che interessano tale mercato influiscono direttamente sulla sua attività.

Nella prima metà del 2025 è stato registrato un andamento forte e positivo dei volumi di vendita, che ha consentito a KME di avvicinarsi agli obiettivi di budget. Ciò è stato possibile nonostante la debolezza di fondo della domanda di mercato, infatti contrariamente alle aspettative generali, il mercato complessivo non ha registrato miglioramenti dopo due anni di riduzione delle scorte. Il previsto aumento della domanda di mercato per i prodotti semilavorati in rame in Europa nel terzo e quarto trimestre non si è concretizzato, determinando uno scostamento dal budget previsto. L'andamento complessivo del mercato nel 2025 è stato molto simile a quello del 2023 e del 2024, con un primo semestre relativamente forte seguito da una seconda metà dell'anno decisamente fiacca.

Come nel terzo trimestre, anche negli ultimi mesi dell'anno la maggior parte dei settori chiave ha mostrato segni di debolezza, in particolare l'edilizia, l'ingegneria meccanica e il settore automobilistico (soprattutto i veicoli elettrici). Solo due settori sono rimasti solidi o hanno iniziato a mostrare segni di miglioramento: la difesa e l'aerospaziale.

Le trattative commerciali per il 2026 con i principali clienti sono state portate a termine con successo nel corso del quarto trimestre.

Di seguito è riportato l'elenco delle azioni di trasformazione commerciale intraprese da KME nel corso del 2025:

  • continuo monitoraggio e messa a punto di azioni e iniziative commerciali introdotte a partire dalla fine del 2024;

  • continua analisi degli elementi di costo in alcuni siti e del loro impatto sui prezzi di vendita;
  • continua focalizzazione sul raggiungimento degli obiettivi unitari di Valore Aggiunto ed EBITDA a livello di Gruppo, per l'intero gruppo di prodotti e clienti;
  • integrazione commerciale di Sundwiger Messingwerk GmbH, acquisita nel gennaio 2025;
  • chiusura della società KME Stolberg GmbH e del sito produttivo con il completo trasferimento del portafoglio commerciale ad altre sedi KME.

Inoltre, il Gruppo ha continuato a perseguire azioni per l'ottimizzazione dei costi in vari siti industriali.

Andamento del prezzo del rame

Nel corso del quarto trimestre del 2025, i prezzi del rame all'LME hanno registrato un netto rialzo verso la fine dell'anno. Dopo aver oscillato per gran parte del 2025 a livelli inferiori a 10.000 dollari USA per tonnellata, i prezzi hanno registrato un'accelerazione nel dicembre 2025, quando il rame all'LME ha superato nettamente i 11.000 dollari USA per tonnellata e ha raggiunto picchi intraday vicini ai 13.000 dollari USA per tonnellata, rappresentando i livelli nominali più alti registrati durante l'anno.

Su base annuale, il prezzo medio del rame all'LME per il 2025 si è attestato vicino ai 10.000 USD per tonnellata, riflettendo un marcato aumento nella seconda metà dell'anno e in particolare nell'ultimo trimestre. Mentre i prezzi sono rimasti per lo più nella fascia compresa tra i 9.000 e i 10.000 USD per tonnellata durante i primi tre trimestri, il forte rialzo di fine anno ha avuto un significativo impatto al rialzo sulla media annuale.

Nel complesso, l'andamento dei prezzi del rame nel 2025 è stato caratterizzato da un progressivo rafforzamento nel corso dell'anno, culminato in livelli di prezzo eccezionalmente elevati a dicembre, che hanno costituito il punto di riferimento per il contesto di prezzi molto elevati osservato all'inizio del 2026.

Nel primo trimestre del 2026, i prezzi del rame sul LME sono stati scambiati a livelli assoluti molto elevati rispetto alle medie storiche e hanno mostrato un profilo di volatilità pronunciato. I prezzi si sono spostati significativamente al di sopra dei livelli osservati nella seconda metà del 2025 e hanno raggiunto un picco alla fine di gennaio 2026 a circa 13.900 USD per tonnellata, rappresentando uno dei livelli nominali più alti mai registrati sul LME. Dopo questo picco, i prezzi hanno subito una graduale correzione nel corso di febbraio e marzo, oscillando prevalentemente nella fascia compresa tra 12.000 e 13.500 USD per tonnellata, prima di scendere verso la parte inferiore di tale intervallo nella seconda metà di marzo.

Nel complesso, il primo trimestre del 2026 ha confermato un periodo caratterizzato da livelli assoluti dei prezzi del rame molto elevati, con forti oscillazioni all'interno del periodo ma senza una rottura sostenuta al di sopra del picco di fine gennaio. L'andamento dei prezzi durante il trimestre è rimasto nettamente al di sopra degli intervalli registrati nel 2025, evidenziando un contesto di prezzi nominali elevati e di accresciuta volatilità di mercato.

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Risultati operativi

I principali risultati gestionali di KME SE per l'esercizio 2025, a raffronto con l'esercizio precedente, possono essere così riassunti:

Principali risultati gestionali settore rame
(in milioni di Euro) 2025 2024 Variazione
Ricavi 1.928,7 1.540,8 25,2%
Ricavi (al netto materie prime) 558,5 100,0% 499,0 100,0% 11,9%
EBITDA 77,6 13,9% 97,8 19,6% -20,7%
EBIT 27,1 4,9% 54,3 10,9% -50,1%
Risultato ante poste non ricorrenti (14,9) -2,7% (0,3) -0,1% 4866,7%
Proventi/(Oneri) non ricorrenti 14,0 8,4
Risultato dopo le imposte ante valutazione IFRS delle rimanenze (2,7) (4,7)
Risultato partecipate a patrimonio netto (1,1) (11,0)
Imposte differite 5,8 (5,0)
Risultato consolidato netto (7,3) (40,9)
Componenti di conto economico complessivo 5,9 (1,8)
Conto economico complessivo (1,4) (42,7)
Indebitamento netto* 178,3 (27,2)
Patrimonio netto di Gruppo* 202,7 204,3
  • dati al 31 dicembre 2025

Si fa presente che i dati relativi al 2025 comprendono 12 mesi di attività di SMW, acquisita nel gennaio 2025, e di AML. Quest'ultima, consolidata a partire dal 1° luglio 2024, aveva contribuito per 6 mesi già nel bilancio relativo all'esercizio 2024.

I Ricavi consolidati dell'esercizio 2025 sono stati pari a complessivi Euro 1.928,7 milioni, in incremento del 25,2% rispetto al 2024 (Euro 1.540,8 milioni).

Al netto del valore delle materie prime, i ricavi sono aumentati dell'11,9%, passando da Euro 499,0 milioni a Euro 558,5 milioni.

L'utile operativo lordo (EBITDA) è pari ad Euro 77,6 milioni, in riduzione del 20,7% rispetto ai dati del 2024 (Euro 97,8 milioni).

L'utile operativo netto (EBIT) è pari ad Euro 27,1 milioni (Euro 54,3 milioni nel 2024).

Il Risultato ante componenti non ricorrenti è negativo per Euro 14,9 milioni (negativo per Euro 0,3 milioni nel 2024).

Il risultato, al 31 dicembre 2025, è influenzato positivamente da proventi non ricorrenti netti pari a Euro 14,0 milioni (Euro 8,4 milioni nel 2024). È stato rilevato un provento di Euro 40,7 milioni in relazione all'accordo stipulato a seguito dell'operazione Paragon per il riacquisto del 55% della joint venture Magnet (Cunova). Il processo di PPA (Purchase Price Allocation) relativo all'acquisizione di Sundwiger ha determinato un risultato positivo di Euro 20,0 milioni, scontando poi Euro 1,7 milioni di costi per l'acquisizione. Il maggior valore, allocato nel processo di PPA, su immobilizzazioni e sul portafoglio clienti determineranno negli esercizi successivi un incremento annuo degli ammortamenti rispettivamente di Euro 2,8 milioni ed Euro 1,9 milioni. Tra gli oneri non ricorrenti si evidenziano Euro 35,0 milioni circa riferibili alle operazioni di ristrutturazione in corso principalmente in Germania negli stabilimenti di Stolberg e Osnabrück, Euro 2,6 milioni per costi di consulenza, Euro 1,5 milioni per interventi straordinari su attrezzature ed Euro 2,9 milioni per svalutazioni relative al capitale circolante, immobilizzazioni e investimenti finanziari.

Il Risultato dopo le imposte ante la valutazione IFRS delle rimanenze è negativo per Euro 2,7 milioni (positivo per Euro 4,7 milioni nel 2024).

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Il Risultato consolidato netto gestionale è negativo per Euro 7,3 milioni (perdita di Euro 40,9 milioni nel 2024). Tale risultato considera già gli effetti dell'applicazione del principio IFRS 9 relativo all'hedge accounting previsto a partire dal 2026. Gli effetti di tale valutazione sarebbero stati negativi per Euro 42,4 milioni, con correlati effetti fiscali positivi per Euro 13,3 milioni.

Il Risultato Consolidato Complessivo gestionale di Gruppo evidenzia una perdita di Euro 1,4 milioni (perdita di Euro 42,7 milioni del 2024).

Gestione finanziaria

La Posizione Finanziaria Netta Riclassificata al 31 dicembre 2025, escludendo le passività per leasing e per operazioni di sale & lease back in base al IFRS 16 e la valutazione al fair value degli strumenti finanziari, è negativa per Euro 3,4 milioni, rispetto a un saldo positivo di Euro 71,0 milioni di fine dicembre 2024. Il consolidamento della neo-acquisita Sundwiger ha avuto un impatto negativo, compreso il prezzo di acquisto, pari a circa Euro 56,2 milioni (incluso un adeguamento preliminare del prezzo, per Euro 15,2 milioni). Gli investimenti effettuati e il supporto del capitale circolante hanno avuto ulteriori effetti negativi; mentre l'operazione di sale & lease back degli immobili di KME Netherlands, finalizzata nel febbraio 2025, ha avuto un impatto positivo per Euro 20,0 milioni.

L'Indebitamento Finanziario Netto è pari a circa Euro 178,3 milioni, rispetto a disponibilità per circa Euro 27,2 milioni a fine 2024. Su tale variazione incidono gli effetti della valutazione a fair value degli strumenti finanziari. Per Euro 16,1 milioni gli effetti del principio IFRS 16 sulle attività della neo-acquisita Sundwiger e per Euro 19,9 milioni l'operazione di sale & lease back degli immobili di KME Netherlands.

Si ricorda che a fine novembre 2025, il finanziamento bancario in pool era stato prorogato fino al 30 novembre 2026, con l'opzione di un'ulteriore proroga di un anno con il consenso dei finanziatori, per un importo totale fino a Euro 465,5 milioni.

A fronte del finanziamento in pool sono in essere attualmente le seguenti garanzie:

  • pegno, con riserva dei diritti di voto, sulle azioni di KME Italy SpA;
  • ipoteca sulle proprietà immobiliari di KME Grundstuecksgesellschaft SE & Co. KG e su parte delle attrezzature e macchinari dello stabilimento di KME Mansfeld GmbH a Hettstedt;
  • pegno sul magazzino e su parte dei crediti commerciali non fattorizzati e dei crediti a breve termine delle principali controllate industriali europee;
  • vincolo su alcuni contratti di factoring e assicurativi.

La linea di credito è utilizzata con lettere di credito per pagamenti a fornitori di metalli per un importo di Euro 463,2 milioni (Euro 479,2 milioni al 31 dicembre 2024). I relativi debiti verso i fornitori sono ancora indicati tra i debiti commerciali e gli altri debiti.

A fine novembre 2025 sono state rinnovate e prorogate fino a novembre 2026 anche le linee di factoring con Factofrance (factoring pro-soluto e, parzialmente, pro-solvendo fino a Euro 150 milioni destinata alle società del Gruppo non italiane), con Intesa Sanpaolo SpA (linea di factoring pro-soluto e, parzialmente, pro-solvendo fino a circa Euro 126,5 milioni, utilizzata principalmente dalle società italiane e francesi) e con TARGOBANK (linea di factoring pro-soluto fino a circa Euro 75 milioni, utilizzata principalmente dalle società tedesche). La maggior parte delle linee di factoring prevede un meccanismo di proroga automatica nel caso in cui venga prorogata la linea concessa dal consorzio bancario o da altri istituti di factoring.

Le passività derivanti dal factoring nei confronti della società di factoring ammontano a Euro 5,1 milioni (Euro 9,1 milioni al 31 dicembre 2024) dei quali Euro 2,7 milioni pro-solvendo (Euro 8,3 milioni al 31 dicembre 2024).

Nel febbraio 2025 KME SE ha sottoscritto un contratto di finanziamento della durata di quattro anni, dell'importo di Euro 40 milioni, garantito da SACE e dal pegno sulle azioni di Blackhawk Holding GmbH e SMW. Il rimborso del finanziamento è previsto in rate costanti a partire dal primo trimestre del 2026 fino al primo trimestre del 2029.

I finanziamenti sopra menzionati contengono financial covenant simili, soggetti a verifica trimestrale. Alla data del 31 dicembre 2025 il gruppo KME SE ha rispettato interamente tutti i covenant.

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Il Patrimonio netto al 31 dicembre 2025 è pari ad Euro 202,7 milioni.

Gli Investimenti totali sono stati pari a Euro 48,2 milioni (Euro 43,3 milioni nel 2024). È stato realizzato un disinvestimento sulle proprietà immobiliari per Euro 21,9 milioni.

Il numero dei Dipendenti al 31 dicembre 2025 è pari a 3.293 unità (3.159 alla fine del 2024). L'acquisizione del controllo di Sundwiger ha comportato un incremento di 351 unità.


CULTI Milano SpA

Il Gruppo deteneva fino al 23 aprile 2026 il 77,17% del capitale sociale di CULTI Milano SpA (di seguito anche "CULTI"), società le cui azioni dal luglio 2017 sono negoziate sul mercato Euronext Growth Milan (EGM).

La quota di partecipazione era rimasta immutata per tutto il 2025 rispetto allo scorso esercizio. Si segnala che CULTI detiene in portafoglio n. 369.750 azioni proprie. La percentuale di possesso di KME, al netto delle azioni proprie detenute da CULTI, era pari all'87,64%.

Come già indicato nella prima parte di questa relazione, la partecipazione in CULTI è stata oggetto di cessione sulla base del contratto sottoscritto in data 19 dicembre 2025 con Berger International e successivamente eseguito nel corso del mese di aprile 2026.

L'attività di CULTI è focalizzata, sia a livello nazionale che internazionale, sulla produzione e distribuzione di fragranze d'ambiente d'alta gamma, uno specifico segmento del mercato del lusso, con particolare attenzione al benessere della persona: dalla profumazione per l'ambiente (casa, auto, barca, etc.) a quella della persona (profumi, igiene personale, cosmesi).

Pur in un quadro di riferimento complesso, l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 è stato positivo per il gruppo CULTI Milano sia in termini di crescita del fatturato caratteristico sia in termini di ottima valorizzazione reddituale.

Si evidenzia inoltre che in data 2 dicembre 2025 CULTI ha ceduto la propria partecipazione residua in Bakel SpA - pari al 22,13% - al socio di maggioranza di quest'ultima MGB Srl nell'ambito di un più generale accordo raggiunto con detto socio anche in revisione di quanto in precedenza convenuto. La Cessione ha interessato le n. 498.000 azioni ordinarie ancora detenute da CULTI in Bakel SpA, per un corrispettivo complessivo di Euro 1.218 migliaia, di cui Euro 837 migliaia già incassati. Il saldo, pari ad Euro 381 migliaia, verrà corrisposto entro il 28 febbraio 2029. Nell'occasione sono stati anche modificati termini e condizioni della precedente cessione di altrettante n. 498.000 azioni di Bakel SpA, avvenuta in data 16 dicembre 2024 (la "Cessione 2024"). Al riguardo, il prezzo per la Cessione 2024 è stato allineato a quello pattuito per la cessione residua delle azioni, rideterminandolo in misura fissa ed invariabile in euro 1.218 migliaia, con termine di pagamento al 28 febbraio 2029. Per entrambe le cessioni, sono previste clausole di accelerazione dei termini di pagamento, in caso di trasferimento delle azioni Bakel SpA a terzi da parte di MGB Srl prima della data di scadenza. Conseguentemente, sono venute meno tutte le altre pattuizioni a suo tempo convenute con il socio MGB Srl, ivi compreso il meccanismo di opzioni call e put incrociate, in precedenza previsto. Complessivamente CULTI vanta un credito nei confronti della Società MGB Srl di Euro 1,6 milioni, con scadenza massima 28 febbraio 2029.

Nell'ambito dell'operazione di cessione della partecipazione detenuta da KME in CULTI è stato previsto, e approvato dall'assemblea dei soci di CULTI, che gli incassi derivanti da tale credito siano destinati alla corresponsione di un Exit Bonus al management di CULTI e della controllata Scent Company che hanno contribuito alla crescita del gruppo CULTI.

Nel corso del secondo semestre dell'anno è stato perfezionato il percorso di revisione strategica dell'investimento nella controllata di Hong Kong (e attraverso questa nella controllata cinese), al fine di ottimizzare le importanti attività condotte su quei mercati e nel contempo adattare la presenza ai vistosi mutamenti del mercato, specie di quello della Greater China, consolidandone ulteriormente il controllo sulle attività nell'area. Il Gruppo CULTI ha così raggiunto il controllo totalitario della partecipata di Hong Kong e della sua controllata Cinese.


Di seguito sono riportati i principali indicatori del gruppo CULTI Milano (per omogeneità sono stati esclusi anche dal 2024 i valori afferenti a Bakel):

  • vendite complessive: Euro 22,1 milioni (Euro 20,8 milioni di Euro nell’esercizio 2024), registrando una crescita del 6%;
  • vendite realizzate sul mercato domestico: Euro 7,1 milioni (Euro 5,7 milioni nell’esercizio 2024), registrando un incremento del 24%;
  • vendite conseguite sui mercati internazionali (pari al 68% del fatturato complessivo): raggiungono gli Euro 14,9 milioni (Euro 15,1 milioni nel 2024), in linea con l’esercizio precedente;
  • EBITDA pari ad Euro 5,0 milioni (Euro 4,7 milioni nell’esercizio 2024), registrando un incremento pari al 6%;
  • EBIT pari a Euro 4,5 milioni (Euro 4,2 milioni nell’esercizio 2024), incrementato in funzione dell’aumento delle vendite;
  • utile netto consolidato pari a Euro 0,6 milioni (Euro 4,0 milioni nell’esercizio 2024). Su tale voce hanno inciso componenti di reddito non ricorrenti (accantonamento per chiusura Phantom Share 2025-2029 e Exit Bonus legato all’assegnazione degli incassi del credito verso MGB al management) connessi all’operazione di cessione di CULTI.
  • posizione finanziaria netta: positiva per Euro 2,2 milioni (positiva per Euro 0,2 milioni al 31 dicembre 2024). Il miglioramento è principalmente conseguenza della marginalità operativa lorda del Gruppo in aumento rispetto all’esercizio precedente nonché all’incasso della prima porzione di pagamento della cessione della prima tranche della partecipazione in Bakel. Si evidenzia che nell’esercizio sono state altresì liquidate le Phantom Share 2021-2025 per complessivi Euro 1,0 milioni.


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Altre informazioni

Operazioni con parti correlate

Le operazioni con parti correlate, ivi incluse le operazioni infragruppo, non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nell'ordinario corso degli affari delle società del Gruppo e sono regolate applicando normali condizioni, determinate con parametri standard o a condizioni di mercato.

Non vi sono state nel corso del 2025 operazioni qualificabili come di maggior rilevanza ai sensi della “Procedura in materia di operazioni con parti correlate”.

Il dettaglio delle transazioni con parti correlate è contenuto nelle note esplicative al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.

Liti e controversie

Viene di seguito fornito un aggiornamento in merito al contenzioso più significativo che interessa KME Group.

Nell'ambito delle controversie civili risalenti al primo semestre 2016 con alcuni azionisti di risparmio, anche gli ultimi due procedimenti civili contro il medesimo azionista di risparmio e, segnatamente, l'opposizione a decreto ingiuntivo e la causa di accertamento negativo, previa loro riunione, sono stati definiti con sentenza del Tribunale di Bari del 10 luglio 2024 che ha accolto integralmente le ragioni di KME e ha condannato la controparte alla rifusione delle spese di lite. Si precisa che, alla data attuale, sono scaduti i termini dell'appello e quindi le sentenze sono divenute definitive.

È tuttora pendente una causa civile presso il Tribunale di Messina, introdotta dal Fallimento Bazia Gardens contro Futura Funds Sicav PLC, Porcino Demetrio e Porcino Fabio, ove è stata chiesta e ottenuta l'integrazione del contraddittorio nei confronti di KME Group e di Immobiliare Pictea, in quanto parti di una cessione di credito che sarebbe stata posta a base della compravendita dell'immobile - di cui è giudizio - sito a Taormina tra le parti convenute Porcino e Futura Funds e di cui il Fallimento attore chiede l'annullamento per simulazione/declaratoria di inefficacia per revocatoria. Nel predetto giudizio non vengono formulate domande dirette nei confronti di KME Group e/o Immobiliare Pictea. La causa era stata oggetto di interruzione per intervenuto decesso del convenuto contumace Demetrio Porcino, poi riassunta dal Fallimento attore con fissazione dell'udienza di riassunzione in data 18 febbraio 2025. Nel corso di tale udienza il Giudice ha rinviato la causa, per la precisazione delle conclusioni e per la discussione orale ai sensi dell'art. 281-sexies c.p.c., all'udienza del 23 settembre 2025, successivamente rinviata al 3 novembre 2026.

A livello di Gruppo non si segnalano contenziosi pendenti che possano avere effetti significativi sul patrimonio netto e sui risultati economici del Gruppo.

Società controllante ed assetti proprietari

La Società è controllata da Quattroduedue SpA, con sede in Milano – Foro Buonaparte, 44.

Alla data del 31 dicembre 2025, Quattroduedue risultava in possesso di n. 177.813.368 azioni ordinarie della Società, pari al 65,80% del capitale votante della stessa e di n. 1.424.032 azioni di risparmio, pari al 10,02% del capitale di categoria.

Quattroduedue, per effetto della maggiorazione dei diritti di voto, deteneva al 31 dicembre 2025 una percentuale di diritti di voto pari al 77,78%.

KME Group SpA non detiene azioni o quote della controllante e nel corso dell'esercizio 2025 non ha proceduto ad acquistare o alienare azioni e quote della medesima.

Per ogni altra informazione relativa agli assetti proprietari, alla governance della Società e ad ogni altro adempimento si fa espresso rinvio alla apposita relazione predisposta per l'esercizio 2025 ai sensi dell'art. 123 bis del D. Lgs. 58/98 ed inserita nel fascicolo di bilancio 2025.


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Azioni proprie

La Società detiene al 31 dicembre 2025 detiene in portafoglio complessivamente n. 53.243.219 azioni ordinarie (pari al 19,70% delle azioni di tale categoria e al 18,72% del capitale complessivo). Non si sono avute modifiche rispetto al precedente esercizio.

Si segnala da ultimo che, quale parziale corrispettivo dell'acquisto dei complessivi 37.500.000 Warrant Management, la Società si è impegnata alla consegna di n. 5.650.000 azioni ordinarie proprie. Inoltre, nel caso di esercizio delle opzioni concesse nell'ambito del piano di incentivazione azionaria KME Group, scadenti il 30 giugno 2027, potranno essere cedute ulteriori n. 12.500.000 azioni ordinarie proprie.

Aggiornamenti in materia di Governance

In linea con quanto effettuato nei precedenti esercizi, si ritiene opportuno aggiornare le informazioni in materia di corporate governance fornite in occasione del bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 e della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2025 e che trovano ulteriori e precisi dettagli nella "Relazione sul governo societario e sugli assetti proprietari".


Assemblea degli Azionisti

L'Assemblea degli azionisti del 15 maggio 2025 ha approvato la relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione ed il bilancio chiuso al 31 dicembre 2024, deliberando di coprire la perdita di esercizio di Euro 25.058.741 attraverso utilizzo parziale di pari ammontare della Riserva Straordinaria.

Su proposta del socio Quattroduedue SpA (titolare del 65,80% delle azioni ordinarie della Società), l'Assemblea ha nominato quale Amministratore la dott.ssa Alessandra Pizzuti, confermando in 10 il numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione, come deliberato dall'assemblea del 22 maggio 2024.

L'Assemblea ha deliberato inoltre l'approvazione della Relazione sulla Politica della Remunerazione 2025-2026 e sui compensi corrisposti 2024 redatta ai sensi dell'art. 123-ter del D. Lgs. 58/98.

L'Assemblea ha deliberato infine l'autorizzazione all'acquisto, per la durata di 18 mesi, di azioni proprie ordinarie e di risparmio.


Nomina del Rappresentante Comune degli Obbligazionisti del Prestito Obbligazionario "KME Group SpA 2022-2027"

Ai fini del rinnovo della carica di rappresentante comune degli obbligazionisti del Prestito Obbligazionario "KME Group SpA 2022-2027", era stata convocata nei giorni 28, 29 e 30 luglio 2025 l'assemblea degli Obbligazionisti di detto Prestito.

Essendo andata deserta l'assemblea in tutte e tre le adunanze, la Società ha presentato istanza di nomina ex art. 2417, secondo comma, del codice civile al Tribunale di Milano che, con decreto del giorno 11 dicembre 2025, pubblicato in data 12 gennaio 2026, ha nominato quale rappresentante comune il Prof. Matteo Rescigno, che resterà in carica fino alla scadenza del Prestito (i.e. 23 settembre 2027).


Capitale sociale

Nel corso dell'esercizio 2025 e fino alla data della presente relazione non si sono avute variazioni nell'importo del capitale sociale né nella sua composizione.

Il capitale sociale ammonta ad Euro 200.154.177,66 ed è suddiviso in n. 284.442.812 azioni, di cui n. 270.231.550 azioni ordinarie e n. 14.211.262 azioni di risparmio.


Si ricorda che è in vigore dal 18 marzo 2016 la Direttiva Transparency (Decreto Legislativo 25/2016) che ha, tra l'altro, modificato il comma 5 dell'art. 154-ter del TUF, eliminando l'obbligo di pubblicazione del Resoconto Intermedio di Gestione e concedendo un maggior termine per l'approvazione della Relazione


Semestrale consolidata. La Società, a partire dall'esercizio 2016, anche in considerazione della tipologia dei propri business, ha deciso di non procedere alla pubblicazione dei Resoconti Intermedi di Gestione al 31 marzo ed al 30 settembre.

Si segnala che il Consiglio di Amministrazione della Società, nella sua riunione del 14 settembre 2012, ha tra l'altro deciso di avvalersi della deroga prevista dagli artt. 70, comma VIII, e 71-bis del Regolamento Emittenti che dà facoltà alla società di essere esentata dall'obbligo di mettere a disposizione del pubblico un Documento Informativo in caso di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimenti di beni in natura, acquisizioni e cessioni.

La Società ha adottato il Modello Organizzativo previsto dal D. Lgs. 231/01 ed il relativo Codice Etico, i cui ultimi aggiornamenti sono stati effettuati nel corso del mese di gennaio 2024, a seguito del recepimento della normativa whistleblowing.

Adeguamento al Titolo VI del Regolamento Mercati - Deliberazione Consob n. 16191/2007

Con riferimento a quanto previsto dagli artt. 36, 37 e 38 del Regolamento in oggetto si segnala che:

  • KME Group, in merito a quanto previsto dall'art. 36, non detiene partecipazioni rilevanti, ai sensi dell'art. 151 Regolamento Emittenti Consob, in Paesi extra-UE;
  • la Società, pur essendo controllata da Quattroduedue SpA, ritiene di non essere soggetta ad attività di direzione e di coordinamento, così come prevista dagli artt. 2497 e seguenti del Codice Civile nonché dell'art. 37 del Regolamento Mercati, in quanto:
  • è provvista di una autonoma capacità negoziale nei rapporti con la clientela ed i fornitori;
  • non ha in essere con Quattroduedue o sue controllate alcun rapporto di tesoreria accentrata;
  • il numero di amministratori indipendenti (solitamente 3 su 10) è tale da garantire che il loro giudizio abbia un peso significativo nelle assunzioni delle delibere consiliari;
  • in merito a quanto previsto dall'art. 38, la Società non rientra nell'ambito di applicazione, in quanto il proprio oggetto sociale non prevede in via esclusiva l'attività di investimento in partecipazioni secondo limiti prefissati.

Attività di ricerca e sviluppo

Le attività di ricerca e sviluppo sono concentrate nelle aziende industriali del Gruppo, con enfasi sul miglioramento dei prodotti e sulla sostenibilità.

Gli investimenti complessivi del Gruppo sono stati pari ad Euro 48,2 milioni (Euro 43,3 milioni nel 2024).

Il personale

Il numero dei dipendenti del Gruppo al 31 dicembre 2025 è pari a 3.376 unità (3.239 al 31 dicembre 2024).

I dipendenti del Capogruppo al 31 dicembre 2025 erano pari a 14, di cui n. 1 dirigenti e n. 13 impiegati/quadri. Nel corso dell'esercizio si sono registrati: la dimissione di un dirigente per raggiunti limiti di pensionamento, la dimissione di un impiegato e l'assunzione di tre impiegati, di cui una in sostituzione di una maternità.


Per quanto concerne il trattamento economico ed ogni altro aspetto retributivo dei Dirigenti con responsabilità strategica si fa rinvio alla apposita Relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, redatta in conformità alle apposite disposizioni emanate da Consob resa pubblica nei termini di legge e di regolamento.

Risorse Immateriali Essenziali

In relazione a quanto richiesto dagli artt. 15 e 16 del D.Lgs. 125, si fornisce di seguito informativa relativa alle risorse immateriali essenziali, ovvero quelle prive di consistenza fisica da cui dipende

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fondamentalmente il modello aziendale dell'impresa e che costituiscono una fonte di creazione del valore e, che per via della loro natura sono rilevati solo parzialmente fra gli attivi nei bilanci.

Il modello aziendale è sviluppato per tener conto di dette risorse e del loro contributo alla creazione di valore, tra cui: i) il capitale intellettuale, inteso come capitale organizzativo, con le proprie conoscenze, procedure, protocolli e sistemi, e di capacità tecniche e tecnologiche legate alla produzione e commercializzazione di prodotti in grado di soddisfare il mercato sempre più esigente e complesso; ii) il capitale umano, incorporato nelle competenze della forza lavoro e permeato dai valori etici condivisi, che consentono un'unità di intenti ed azioni coordinate nell'implementazione delle strategie riflesse nei Piani aziendali; iii) il capitale sociale e relazionale, espresso in termini di gestione dei rapporti con la catena di fornitura e con i lavoratori della catena del valore oltre che capacità di creare relazioni all'interno delle comunità in cui il Gruppo opera oltre che con i vari stakeholder.

Nell'ambito della Relazione sulla gestione, ed in particolare della sezione dedicata alla Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità del Gruppo, sono riportate in modo più ampio alcune informazioni in merito alle risorse sopra descritte ed al loro contributo alla creazione di valore di Gruppo.

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Principali rischi e incertezze cui KME Group SpA è esposta e gestione dei rischi finanziari

KME Group, nella sua posizione di holding, è esposta indirettamente ai rischi delle società in cui ha interessenze partecipative e quindi, considerata la decisione di concentrare la propria attività nel settore dei semilavorati in rame, in particolare in quella di KME SE.

I risultati economici della Società dipendono dai dividendi distribuiti dalle società controllate e, quindi, in ultima istanza, riflettono, oltre l'andamento economico, anche le politiche di investimento e di distribuzione dei dividendi di quest'ultime.

La presente Relazione contiene alcuni dati e dichiarazioni di carattere previsionale in merito agli obiettivi prefissati dal Gruppo KME e ad alcune ipotesi inerenti l'evoluzione patrimoniale, economica e finanziaria della Capogruppo e delle società controllate.

I dati e le dichiarazioni previsionali sulle attività e sui risultati attesi della Società e delle società controllate sono basati su stime aziendali e assunzioni concernenti eventi futuri e incerti, fra i quali l'evoluzione dell'economia nei principali paesi europei in cui il Gruppo opera, il verificarsi dei quali potrebbe evidenziare, anche con riferimento alla particolare situazione dell'attività economica in conseguenza degli sviluppi legati alla situazione in Ucraina ed in Medio-Oriente, scostamenti potenzialmente significativi rispetto alle previsioni formulate. Non è possibile garantire che quanto previsto e atteso si realizzi effettivamente. Il Gruppo KME è esposto inoltre alle fluttuazioni di mercato per le azioni quotate che detiene in portafoglio. I risultati definitivi del Gruppo KME potrebbero, infatti, essere diversi da quelli ipotizzati a causa di rischi noti ed ignoti, incertezze ed altri fattori.

Tipologia dei rischi:

a) rischio di credito: non vi sono significative concentrazioni geografiche di crediti. Le linee guida in essere sono tali da assicurare un'idonea valutazione della solidità finanziaria dei clienti attraverso la selezione del portafoglio clienti sulla base dell'esperienza storica e delle informazioni patrimoniali e/o finanziarie;

b) rischio di liquidità: può sorgere dalle difficoltà ad ottenere finanziamenti a supporto delle attività operative nella giusta tempistica. Il Gruppo prevede di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti finanziari in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi della gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o la concessione di nuovi finanziamenti bancari;

c) rischio di cambio: il Gruppo è esposto al rischio che i fair value degli investimenti al di fuori dell'area Euro fluttuino in relazione alla variazione di tassi di cambio;

d) rischio tasso di interesse: il rischio di tasso di interesse a cui è esposto il Gruppo è originato soprattutto da debiti finanziari non correnti. I debiti a tasso variabile espongono il Gruppo ad un rischio di cash flow, i debiti a tasso fisso implicano l'assunzione di un rischio da variazione del fair value;

e) rischio fluttuazione valore azioni: il Gruppo è esposto alle fluttuazioni di mercato per le azioni quotate che detiene in portafoglio ed alle variazioni dei parametri di mercato utilizzati per la determinazione del valore delle partecipazioni attraverso tecniche di valutazione. Il rischio di oscillazione dei valori di tali partecipazioni azionarie, contabilizzate alla voce "investimenti in partecipazioni e quote di fondi" non è attivamente gestito con strumenti di copertura finanziaria.


Evoluzione prevedibile della gestione

L'evoluzione prevedibile della gestione sarà correlata all'andamento della domanda dei settori di riferimento di KME SE e sarà pertanto funzionale anche alla più generale dinamica macro-economica.

Rimane aperta inoltre la possibilità, per la Capogruppo ed il Gruppo nel suo complesso, di beneficiare della valorizzazione delle altre partecipazioni o di attività non-core del settore rame, mediante dismissione. In caso di realizzo, tali dismissioni potrebbero impattare positivamente l'indebitamento del Gruppo.



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Fatti di rilievo successivi al 31 dicembre 2025

Si rimanda a quanto già indicato nel corpo della presente Relazione sull'andamento della gestione, in particolare con riferimento alla finalizzazione della cessione di Culti Milano e alla sottoscrizione degli accordi dell'operazione finalizzata al riacquisto del controllo di Cunova.



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Proposta di approvazione del Bilancio relativo all'esercizio 2025

Approvazione del Bilancio dell'esercizio chiuso il 31 dicembre 2025; Relazione degli Amministratori sulla situazione della Società e sull'andamento della gestione, comprensiva anche della Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari e della Rendicontazione consolidata di sostenibilità, Relazione del Collegio Sindacale; Relazione della Società di Revisione. Presentazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025:

“L'Assemblea degli Azionisti di KME Group SpA, riunitasi in sede ordinaria, preso atto delle Relazioni del Collegio Sindacale e della Società di Revisione, udito e approvato quanto esposto dal Consiglio di Amministrazione

delibera

di approvare la Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, comprensiva anche della Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari e della Rendicontazione consolidata di sostenibilità, come pure il bilancio, nel suo complesso e nelle singole appostazioni ed iscrizioni con gli stanziamenti e gli utilizzi proposti, che evidenzia una perdita di esercizio di Euro 33.401.452”.


Destinazione del risultato di esercizio; deliberare inerenti e conseguenti:

“L'Assemblea degli Azionisti di KME Group SpA, riunitasi in sede ordinaria, visti i risultati dell'esercizio al 31 dicembre 2025,

delibera

  1. di coprire la perdita di esercizio di Euro 33.401.452 attraverso utilizzo parziale di pari ammontare della Riserva Straordinaria;
  2. di autorizzare il Presidente ed il Vice-Presidente, in via tra loro disgiunta, a dare esecuzione alla presente deliberazione.”

Milano, 27 aprile 2026


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Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità

KME Group SpA

ai sensi della Direttiva UE 2022/2464 (CSRD)
e del Decreto legislativo 125/2024

Esercizio 2025


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INDICE

Informazioni generali

  • Criteri per la redazione della Rendicontazione di sostenibilità
  • Governance
  • Modello di business e strategia
  • Rapporti con gli stakeholder
  • Analisi di doppia materialità
  • Politiche, azioni e obiettivi di sostenibilità

Informazioni ambientali

  • Cambiamento climatico
  • Inquinamento
  • Acqua
  • Uso delle risorse ed economia circolare
  • Informazioni a norma del regolamento (UE) 2020/852 sulla tassonomia

Informazioni sociali

  • Forza lavoro propria
  • Lavoratori nella catena del valore
  • Comunità interessate

Informazioni sulla governance

  • Politiche di condotta aziendale

Appendice

  • Indice dei contenuti ESRS
  • Note metodologiche

INFORMAZIONI GENERALI

La Rendicontazione consolidata di sostenibilità (di seguito anche “Rendicontazione di sostenibilità” o “Dichiarazione di sostenibilità” o “Report di sostenibilità”) è stata redatta in conformità alla Direttiva (UE) 2022/2464 (di seguito anche “CSRD”) - recepita in Italia con il decreto legislativo n.125/2024 successivamente modificato con il Decreto Legge 30 giugno 2025, n. 95 (“Decreto Omnibus”), convertito in legge (Legge 8 agosto 2025, n.118) per recepire la Direttiva (UE) 2025/794 (“Prima Direttiva Omnibus” o “Direttiva stop the clock”) - sulla base degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) definiti dal Regolamento delegato (UE) 2023/2772 della Commissione Europea. Sono inoltre incluse le informazioni necessarie ai fini della disclosure prevista dall’articolo 8 del Regolamento (UE) 2020/852 (Taxonomy Regulation) e dei relativi regolamenti delegati.

L’8 gennaio 2026 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento Delegato (UE) 2026/73, che introduce alcune semplificazioni. Considerata la facoltà, per le imprese, di continuare ad applicare le disposizioni già adottate per l’esercizio 2024, KME Group ha ritenuto opportuno operare in continuità; pertanto, non si rilevano impatti significativi derivanti dal nuovo quadro regolatorio sulla Tassonomia EU.

La Rendicontazione di sostenibilità è inclusa nella Relazione sulla gestione ai sensi dell’art. 2428 del Codice Civile, di cui costituisce una sezione specifica, come tale contrassegnata, ed è approvata dal competente organo di amministrazione.

Ai sensi della normativa vigente, la Rendicontazione di sostenibilità deve essere predisposta in formato elettronico secondo quanto previsto dall’articolo 3 del Regolamento Delegato (UE) 2019/815, inclusa la marcatura delle informazioni di sostenibilità e di quelle richieste dall’articolo 8 del Regolamento Tassonomia. Le regole di marcatura saranno introdotte nell’ambito del quadro normativo europeo tramite un aggiornamento del Regolamento ESEF. In attesa di tali disposizioni, la Rendicontazione di sostenibilità non è soggetta agli obblighi di marcatura e, conseguentemente, la responsabilità degli amministratori non si estende a tale aspetto.

La Rendicontazione di sostenibilità 2025 è sottoposta a revisione limitata da parte di KPMG S.p.A., incaricata anche della revisione legale del bilancio, che esprime le proprie conclusioni in merito alla conformità al D.lgs. n. 125/2024 e al rispetto degli obblighi informativi previsti dall’articolo 8 del Regolamento Tassonomia UE.

La Rendicontazione di sostenibilità di KME Group ha lo scopo di fornire agli stakeholder una visione corretta, completa e trasparente degli impatti, dei rischi e delle opportunità (di seguito anche “IRO”), rilevanti sotto il profilo ambientale, sociale e di governance, con riferimento all’esercizio 2025.

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Criteri per la redazione della Rendicontazione di sostenibilità (BP-1)

La Rendicontazione di sostenibilità ha periodicità annuale e si riferisce al periodo 1° gennaio 2025 - 31 dicembre 2025. Essa è stata redatta adottando il medesimo perimetro del bilancio consolidato di KME Group. I dati e le informazioni riportati fanno pertanto riferimento alla Capogruppo e alle società controllate incluse nel bilancio consolidato dell'esercizio 2025.

Alla data del 31 dicembre 2025 non risultano partecipazioni in società collegate e/o a controllo congiunto soggette a controllo operativo. L'ambito di consolidamento del presente Report coincide pertanto con quello della Relazione Finanziaria Annuale, come illustrato nel paragrafo “Area di Consolidamento” delle note esplicative al bilancio consolidato, e include le seguenti società:

  • KME Group SpA (Italia)
  • KMH SpA (Italia)
  • KME SE (Germania)
  • BERTRAM’S GmbH (Germania)
  • KME Germany GmbH (Germania)
  • Natural Capital Italia SpA Società benefit (Italia)
  • KME Special Products GmbH & Co. KG (Germania)
  • KME Italy SpA (Italia)
  • KME Rolled France S.A.S (Francia)
  • KME Srl (Italia)
  • KME Grundstücksgesellschaft SE & Co. KG (Germania)
  • KME Spain S.A.U. (Spagna)
  • KME Yorkshire Ltd. (Gran Bretagna)
  • Valika S.A.S. (Francia)
  • Azienda Metalli Laminati SpA (Italia)
  • KME France S.A.S. (Francia)
  • Intek Investimenti SpA (Italia)
  • KMetal Srl (Italia)
  • KME Mansfeld GmbH (Germania)
  • KME Asset Co GmbH (Germania)
  • Immobiliare Pictea S.r.l. (Italia)
  • Culti Milano SpA (Italia)
  • Culti Milano Asia Ltd
  • Culti Milano China Ltd
  • Scent Company Srl (Italia)
  • KME Special Holding GmbH (Germania)
  • KME Service Center UK Ltd (Gran Bretagna)
  • KME Service Center Slovakia sro (Slovacchia)
  • KME Netherlands B.V. (Olanda)
  • KM Copper Bars GmbH (Germania)
  • Trefimetaux S.A.S. (Francia)
  • SCT Serravalle Copper Tubes Srl (Italia)
  • KME Stolberg GmbH (Germania)
  • Sundwiger Messingwerk GmbH (Germania)

Rispetto al precedente Report di sostenibilità il perimetro di rendicontazione include una nuova società - Sundwiger Messingwerk GmbH - acquisita in data 7 gennaio 2025. Si segnala, inoltre, che la società KME Stolberg ha cessato la propria operatività nel corso del secondo semestre del 2025. Come illustrato nella Relazione finanziaria consolidata, nel dicembre 2025 la Società ha sottoscritto un contratto di compravendita per la cessione dell'intera partecipazione detenuta in Culti Milano SpA, il perfezionamento dell'operazione (closing) è avvenuto nel mese di aprile 2026.

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Framework di reporting

Le società controllate da KME Group sono esentate dall'obbligo di redazione di una Rendicontazione di sostenibilità individuale o consolidata. Pur in assenza di obblighi derivanti dalla Direttiva (UE) 2022/2464 e dalle normative nazionali di recepimento, le principali società del Gruppo che gestiscono siti industriali nel settore del rame pubblicano su base volontaria propri Report di sostenibilità. Anche nei casi in cui non sussiste un obbligo normativo, la predisposizione del Report di sostenibilità costituisce per le società del Gruppo KME un impegno concreto di trasparenza e responsabilità sociale, nonché uno strumento a supporto dello sviluppo di strategie aziendali e modelli di business coerenti con gli obiettivi della transizione ecologica e con i principi dello sviluppo sostenibile. I Report di sostenibilità dell'esercizio 2025 pubblicati su base volontaria riguardano i seguenti siti produttivi e le seguenti società:

  • Fornaci di Barga (KME Italy) e centri servizi di Barcellona (KME Spain), Besançon (KME Rolled France), Mortara (KME Italy)
  • Osnabrück (KME Germany)
  • Mansfeld (KME Mansfeld e KM Copper Bars) e centro servizi di Dolny Kubin (KME SC SL)
  • Givet e Niederbruck (Trefimetaux) e Serravalle Scrivia (SCT)
  • Zupthen (KME Netherlands) e centro servizi di Birmingham (KME SC UK)
  • Quargnento (Azienda Metalli Laminati)
  • Hemer (Sundwiger Messingwerk)

Informazioni sulla catena del valore

Il report include informazioni relative alla catena del valore a monte e a valle, in conformità a quanto previsto dall'ESRS 1. La valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità è stata condotta sulla base delle informazioni disponibili. La Rendicontazione di sostenibilità comprende, oltre alle informazioni qualitative descritte nella sezione SBM-3, anche metriche elaborate a partire da dati riferiti alla catena del valore a monte e a valle, che includono l'utilizzo di stime. In particolare, la quantificazione delle emissioni di gas a effetto serra di Scope 3 si basa su dati stimati nei casi in cui non sono disponibili misurazioni dirette. La stima delle emissioni di Scope 3 per l'anno di riferimento include le categorie 1, 3, 4, 5, 6, 7, 9 e 12 come definite dal GHG Protocol, individuate a seguito di una analisi di significatività che ha portato a escludere ulteriori categorie in quanto non rilevanti o non applicabili. Per ulteriori informazioni relative alle metodologie adottate e alle fonti utilizzate si rimanda alle note metodologiche riportate in appendice, quale parte integrante della Rendicontazione di sostenibilità. KME Group è impegnata ad ampliare ulteriormente, nei prossimi anni, le informazioni relative alla catena del valore, incluse le valutazioni di impatti, rischi e opportunità, nonché a migliorare l'accuratezza delle stime utilizzate.

Utilizzo della facoltà di omissione delle informazioni

Nella predisposizione della presente Rendicontazione di sostenibilità, KME Group non si è avvalso della facoltà di omettere informazioni specifiche relative a proprietà intellettuale, know-how o attività di ricerca e sviluppo. Inoltre, non è stata esercitata l'opzione di omissione prevista dalla Direttiva 2013/34/UE (articolo 29-bis, paragrafo 3) con riferimento alla divulgazione di sviluppi imminenti o di questioni in corso di negoziazione.

Informazioni relative a circostanze specifiche (BP-2)

Orizzonti temporali

In linea generale, KME Group adotta la medesima definizione di medio e lungo termine prevista dagli standard ESRS: il breve termine è inteso a un anno, il medio termine come un orizzonte temporale fino a cinque anni, mentre il lungo termine si estende oltre i cinque anni. Gli obiettivi indicati nella strategia e nelle politiche di sostenibilità si collocano sia nel medio termine che nel lungo periodo, in coerenza con gli indirizzi strategici a livello internazionale e, in particolare, con le politiche dell'Unione Europea in materia di clima e transizione ecologica, nonché con l'Agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo sostenibile.


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Causa di incertezze nelle stime e nei risultati

Al fine di garantire l'attendibilità delle informazioni riportate, il ricorso a stime è stato limitato quanto più possibile. Le eventuali stime effettuate si basano sulle migliori informazioni disponibili, sia interne che di dominio pubblico. La rendicontazione include dati relativi alla catena del valore che comportano l'uso di stime.

In particolare, la quantificazione delle emissioni di gas a effetto serra di Scope 3 include dati stimati e risulta pertanto soggetta a maggiori limitazioni implicite, connesse alla scarsa disponibilità e alla precisione delle informazioni utilizzate per il calcolo, come descritto nella relativa descrizione metodologica (per maggiori dettagli si rimanda alla nota in appendice “Emissioni gas serra e consumi energetici”, che costituisce parte integrante della Rendicontazione di sostenibilità). Le metodologie adottate sono in linea con il GHG Protocol Corporate Accounting and Reporting Standard e con il Corporate Value Chain (Scope 3), garantendo un adeguato livello di accuratezza dei dati.

In generale, nei casi in cui i dati siano oggetto di stima, le fonti e le metodologie adottate sono indicate nelle relative note metodologiche. Con riferimento alle informazioni di natura prospettica – inclusi obiettivi futuri – si evidenzia che esse sono caratterizzate da un’intrinseca incertezza e potrebbero pertanto essere soggette a variazioni nel tempo. KME Group si impegna, nei prossimi esercizi, a migliorare ulteriormente l’accuratezza delle informazioni rendicontate e ad affinare le metodologie di stima.

Qualora le metriche quantitative e gli importi monetari siano frutto di stime, tale informativa è fornita nei paragrafi di riferimento.

Informazioni derivanti da altre normative o standard generalmente accettati per la Rendicontazione di sostenibilità

  • Indicatori di circularità. In considerazione della rilevanza che le attività del gruppo KME hanno nella transizione verso un’economia circolare, il report integra le informazioni fornite in conformità agli ESRS con ulteriori indicatori relativi alle performance di circularità. Tali informazioni sono elaborate con riferimento al framework di monitoraggio sull’economia circolare pubblicato dalla Commissione Europea nel 2023 e alla norma ISO 59020:2024.
  • Indicatori di intensità. Al fine di consentire una più accurata valutazione delle performance ambientali e un più completo monitoraggio dei progressi verso gli obiettivi prefissati, gli indicatori di intensità (ad esempio, intensità energetica e intensità delle emissioni) sono calcolati non solo in rapporto ai ricavi netti, come previsto dagli ESRS, ma anche in rapporto ai volumi di produzione industriale. Tale approccio consente di valutare le performance ambientali in modo più accurato, in quanto non soggetto alla variabilità connessa a fattori economico-finanziari.

Inclusione mediante riferimento

Come illustrato nel paragrafo “Criteri per la redazione della Rendicontazione di sostenibilità (BP-1)” il perimetro di consolidamento della presente rendicontazione coincide con quello riportato nella Relazione Finanziaria Annuale, nel paragrafo “Area di Consolidamento”. Inoltre, nella sezione “Effetti degli impatti materiali, dei rischi e delle opportunità sul modello di business, sulla strategia e sul processo decisionale (SBM-3)” è incluso un riferimento al paragrafo “Andamento delle Partecipazioni e dei settori Operativi” della Nota Integrativa al Bilancio Consolidato.

Modifiche nella preparazione o nella presentazione delle informazioni sulla sostenibilità ed errori di rendicontazione nei periodi precedenti

Non si rilevano modifiche significative nella preparazione o nella presentazione del presente report rispetto alla precedente rendicontazione relativa all’esercizio 2024, redatta in conformità alla Direttiva (UE) 2022/2464 e agli standard ESRS. Il presente report include, oltre ai dati quantitativi relativi all’esercizio 2025, anche il confronto con i corrispondenti dati dell’esercizio precedente, al fine di evidenziarne l’andamento e i principali trend evolutivi. Non risultano errori riferiti a periodi precedenti.


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Utilizzo delle disposizioni per l'introduzione graduale in conformità con l'ESRS 1

Nella redazione della presente Rendicontazione di sostenibilità, KME Group ha fatto riferimento ai requisiti di informativa previsti dagli ESRS. L'utilizzo delle disposizioni di introduzione graduale previste dall'Appendice C dell'ESRS 1 è stato limitato a specifici obblighi informativi, in particolare con riferimento alla disclosure relativa ai potenziali effetti finanziari attesi connessi ai temi ambientali e sociali. Per le restanti informative, il Gruppo non si è avvalso delle disposizioni transitorie, fornendo un'informativa già allineata ai requisiti applicabili. Ai fini della predisposizione delle informazioni, si è inoltre tenuto conto delle disposizioni contenute nel Commission Delegated Regulation (EU) 2025/1416 (“quick fix”). Le informazioni saranno progressivamente ampliate nei prossimi esercizi, anche in relazione all'evoluzione dei processi interni e alla disponibilità dei dati, al fine di soddisfare integralmente i requisiti applicabili e rafforzare ulteriormente il sistema di rendicontazione. Si segnala inoltre che, come illustrato nella sezione dedicata alle informazioni ambientali, il Gruppo non ha ancora formalmente adottato un piano di transizione climatica.

Obblighi informativi e data point ESRS

In conformità a quanto previsto dall'ESRS 2 IRO-2, è riportato in Appendice l'indice degli obblighi informativi e dei relativi data point ESRS inclusi nella presente Dichiarazione di sostenibilità, con indicazione dei capitoli di riferimento e delle eventuali informazioni omesse o non applicabili. Tale indice consente di identificare in modo puntuale le disclosure incluse nel perimetro della rendicontazione, nonché quelle non applicabili o oggetto di phase-in, garantendo trasparenza rispetto alla copertura degli standard ESRS.

Governance

Ruolo degli organi amministrativi, direzione e controllo (GOV-1)

Al fine di assicurare una gestione efficace della strategia e delle politiche di sostenibilità, KME Group adotta un sistema di governance che prevede responsabilità sia a livello degli organismi di governo sia alla struttura organizzativa. Fermi restando i poteri e le funzioni del Consiglio di Amministrazione di KME Group - nonché degli organi amministrativi delle singole società incluse nel perimetro di consolidamento - la Direzione Sostenibilità è responsabile del coordinamento delle politiche del Gruppo in materia.

La governance della sostenibilità di KME Group è articolata su più livelli organizzativi, al fine di garantire un presidio efficace delle tematiche ESG e la loro integrazione nei processi decisionali. In particolare:

  • Consiglio di Amministrazione: definisce gli indirizzi strategici in materia di sostenibilità, approva la Politica di sostenibilità ESG e i relativi target, supervisiona la gestione degli impatti, rischi e opportunità ESG, approva la Rendicontazione di sostenibilità.
  • Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità: supporta il Consiglio di Amministrazione nell'analisi delle tematiche ESG, con particolare riferimento alla gestione dei rischi non finanziari, al sistema di controllo interno e alla qualità dell'informativa di sostenibilità.
  • Direzione Sostenibilità: coordina l'implementazione della strategia ESG e ne verifica lo stato dell'arte; presidia il processo di identificazione e valutazione degli impatti, rischi e opportunità; valuta e seleziona le possibili piattaforme di valutazione delle performance di sostenibilità del Gruppo; cura la predisposizione della Rendicontazione di sostenibilità; supporta la rete commerciale in relazione alle richieste provenienti dal portafoglio clienti in materia di sostenibilità.
  • Funzioni aziendali operative (es. Operations, HSE, HR, Procurement): di concerto con la Direzione sostenibilità, sono responsabili dell'attuazione delle politiche di sostenibilità nelle rispettive aree di competenza e contribuiscono alla raccolta e validazione dei dati ESG. In particolare, la funzione HSE presidia gli aspetti ambientali e di sicurezza, la funzione HR gestisce le tematiche sociali e la funzione Procurement integra criteri ESG nella gestione della supply chain.

  • Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari: assicura l'affidabilità del sistema amministrativo-contabile e contribuisce al presidio dei controlli sui dati e sui processi di reporting, inclusi quelli relativi alla sostenibilità, con particolare riguardo all'attività di raccordo tra i dati contabili e quelli non finanziari inclusi nella Relazione consolidata di sostenibilità.
  • Internal Audit: svolge attività indipendente di revisione sul sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, includendo verifiche sul processo inerente alla raccolta dei dati e sui controlli relativi alle informazioni in ambito ESG.
  • Collegio Sindacale: vigila sull'osservanza della normativa e sull'adequazione dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile, nonché sull'efficacia del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, inclusi i presidi relativi alle tematiche ESG e alla Rendicontazione di sostenibilità.

I risultati dell'analisi di doppia materialità sono condivisi con il management e sottoposti all'attenzione del Consiglio di Amministrazione, che ne tiene conto nella definizione delle priorità strategiche e degli obiettivi di sostenibilità.

La strategia per la sostenibilità mira a coinvolgere, per quanto possibile, anche la catena di fornitura mediante specifici criteri di sostenibilità, nonché gli stakeholder che possono contribuire alla sua attuazione. L'attuazione della strategia è supportata da un processo di valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità ed è oggetto di monitoraggio periodico.

Le attribuzioni e le modalità di funzionamento degli organi societari sono disciplinate, oltre che dalle disposizioni di legge e regolamentari vigenti, dallo Statuto e da un insieme di principi e procedure interne, periodicamente aggiornati in funzione dell'evoluzione normativa, dottrinale e giurisprudenziale, nonché degli orientamenti e degli indirizzi del Consiglio.

Composizione del massimo organo di governo

La composizione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio sindacale è riportata nelle tabelle seguenti.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Nominativo Carica
Moriani Diva Presidente
Manes Vincenzo Vicepresidente
Magnoni Ruggero Amministratore
Porcari Maria Serena Amministratore
Pizzuti Alessandra Amministratore
Marchetti Francesca Amministratore
Picardi Massimiliano Amministratore
Gallo Marcello Amministratore
Ricciardi Luca Amministratore
Macdonald James Amministratore

COLLEGIO SINDACALE
Nominativo Carica
Cinti Gianluca Presidente
Villani Alberto Sindaco Effettivo
Villa Giovanna Sindaco Effettivo
Beretta Elena Sindaco Supplente
Beretta Daniele Sindaco Supplente

Alla data della presente Rendicontazione di sostenibilità, la Società non ha adottato specifici criteri di diversità, anche di genere, né una politica di diversità per il Consiglio di Amministrazione, ritenendo sufficiente, ai fini di un'adeguata composizione dell'organo amministrativo, il rispetto dei requisiti previsti dalle disposizioni normative e regolamentari pro tempore vigenti, nonché dallo Statuto sociale.

Con riferimento alle disposizioni in materia di cosiddette “quote rosa”, come da ultimo modificate dalla Legge 27 dicembre 2019, n. 160, applicabili a decorrere dal primo rinnovo degli organi di amministrazione e controllo successivo al 1° gennaio 2020, si segnala che:

  • ai sensi dell'art. 147-ter, comma 1-ter, del TUF, il riparto degli amministratori deve avvenire secondo un criterio che assicuri l'equilibrio tra i generi, prevedendo che il genere meno rappresentato ottenga almeno due quinti degli amministratori eletti;
  • ai sensi dell'art. 17 dello Statuto sociale, la composizione del Consiglio di Amministrazione deve garantire l'equilibrio tra il genere maschile e il genere femminile, nel rispetto della normativa vigente.

Al Consiglio di Amministrazione attualmente in carica si applica il vigente art. 147-ter, comma 1-ter, del TUF, ai sensi del quale il genere meno rappresentato deve ottenere almeno due quinti degli amministratori eletti.

Alla data della presente Rendicontazione di sostenibilità, e nel rispetto delle disposizioni sopra richiamate, il Consiglio di Amministrazione della Società è composto da quattro consiglieri di genere femminile su un totale di dieci membri, in linea con quanto previsto dalla normativa vigente.

Composizione per ruolo e genere Consiglio di Amministrazione Totale Donne Uomini % Donne % Uomini
Amministratori esecutivi 2 1 1 50% 50%
Amministratori non esecutivi 5 2 3 40% 60%
Amministratori indipendenti 3 1 2 33% 66%
Totale 10 4 6 40% 60%
Composizione per ruolo e genere Collegio Sindacale Totale Donne Uomini % Donne % Uomini
--- --- --- --- --- ---
Sindaci effettivi 3 1 2 33% 66%
Sindaci supplenti 2 1 1 50% 50%
Totale 5 2 3 40% 60%

Ruolo del massimo organo di governo e modello organizzativo relativamente ai temi di sostenibilità


L'organo di governo in carica, grazie alle competenze e all'esperienza dei propri amministratori, esecutivi e non, dispone di un'adeguata conoscenza delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: ambientale, sociale e di governance (ESG). Tali competenze, unitamente alla visione strategica degli amministratori esecutivi, hanno contribuito al raggiungimento di importanti traguardi in ambito ESG, tra cui la realizzazione del "Sistema Dynamo", riconosciuto come best practice internazionale nell'ambito del cosiddetto Terzo Settore e della responsabilità sociale d'impresa.

Inoltre, tutti gli amministratori esecutivi e alcuni amministratori non esecutivi hanno maturato una significativa esperienza in importanti contesti industriali e finanziari, presso alcune tra le principali aziende italiane, quotate e non, nonché in enti del terzo settore, ricoprendo incarichi nei Consigli di Amministrazione e nei relativi comitati endoconsiliari. Tali esperienze hanno ulteriormente rafforzato il patrimonio di competenze, relazioni e conoscenze, costituendo un elemento distintivo e una matrice di valore a supporto dell'accelerazione del percorso di sviluppo sostenibile nel quale è impegnato il Gruppo KME.

Al fine di garantire una gestione efficace della strategia di sostenibilità, il sistema di governance di KME Group attribuisce responsabilità sia agli organi di governo che alla struttura organizzativa. In particolare, il Consiglio di Amministrazione è chiamato a perseguire gli obiettivi di sostenibilità, intesi come capacità di creare valore per gli azionisti nel lungo termine, tenendo conto degli impatti ambientali e sociali e dei benefici generati per gli stakeholder. A livello organizzativo, la Direzione Sostenibilità è responsabile del coordinamento e della gestione delle tematiche di sostenibilità del Gruppo, sulla base di un processo di valutazione dei rischi e delle opportunità connessi alla sostenibilità ambientale e sociale. Essa cura inoltre la predisposizione del report consolidato di sostenibilità, la cui approvazione compete al Consiglio di Amministrazione, che è altresì responsabile dell'approvazione delle informazioni in esso contenute.

Valutazione della performance del più alto organo di governance

Il Gruppo ha avviato valutazioni volte a individuare e adottare, una o più metriche/strumenti di valutazione delle performance ESG di gruppo. A titolo esemplificativo, riportiamo in tale ambito la procedura B impact assessment (BIA) sviluppata da B Lab, nonché i rating elaborati da MSCI, Sustainalytics, S&P Global ESG Scores, così come i rating Ecovadis e la piattaforma Carbon disclosure Project (CDP). A seguito dell'analisi condotta, il Gruppo ha scelto di completare il percorso di valutazione Ecovadis, sia con riguardo alle singole società operative che detengono gli stabilimenti e che sono coinvolte nella gestione del business, attività imprescindibile per fornire ai clienti una valutazione completa e profonda della performance ESG del perimetro industriale, sia con riguardo alla valutazione della performance consolidata del settore rame, ottenendo dunque il rating anche per KME SE. Oltre a ciò, il Gruppo provvede annualmente all'aggiornamento del proprio profilo sul portale CDP ottenendo il relativo Score. Il management è altresì impegnato nel monitoraggio costante degli strumenti e delle piattaforme disponibili in tale ambito, per proseguire, compatibilmente con le risorse a disposizione, nel percorso di valutazione ed acquisizione dei rating disponibili. L'obiettivo è includere nel proprio portafoglio strumenti di valutazione che consentano una più efficace copertura e valorizzazione della dimensione sociale ("S") dell'acronimo ESG, ambito nel quale il Gruppo esprime performance di elevato valore, anche grazie al sistema Dynamo.

Informazioni fornite agli organi di amministrazione, gestione e controllo in merito alla sostenibilità (GOV-2)

KME Group ha definito obiettivi di sostenibilità misurabili e ha implementato un sistema specifico di monitoraggio interno ai fini della rendicontazione, coinvolgendo le funzioni dirigenziali competenti delle società del Gruppo. Il monitoraggio consente di misurare i progressi conseguiti, di apportare eventuali aggiornamenti alla strategia di sostenibilità e di garantire un flusso informativo periodico verso gli organi di amministrazione, gestione e controllo.

La Direzione Sostenibilità predispone periodicamente - molto spesso in occasione delle riunioni consiliari - un aggiornamento informativo destinato al Consiglio di Amministrazione e al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità. Tale aggiornamento offre una sintesi delle attività che la Direzione sta conducendo, con

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particolare riferimento al quadro normativo di riferimento, ai progetti in corso d'implementazione e alle attività di rendicontazione.

Tali informazioni sono integrate nei flussi informativi del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e costituiscono un supporto alle decisioni strategiche del Gruppo.

KME Group è impegnata a sviluppare ulteriormente i sistemi di controllo e le procedure specifiche, in aggiunta a quelli già esistenti, per monitorare e gestire impatti, rischi e opportunità connesse ai temi di sostenibilità. Questo percorso prevede il coinvolgimento di tutte le società del Gruppo, assicurando un flusso informativo strutturato con la partecipazione attiva di tutti i soggetti che operano in tale ambito.

Segnalazione di criticità

Eventuali criticità sono comunicate al massimo organo di governo secondo le procedure interne previste.

Integrazione delle prestazioni legate alla sostenibilità nei sistemi di incentivazione (GOV-3)

Le modalità di remunerazione del management sono illustrate nella Relazione sulla politica in materia di remunerazione per l'esercizio 2025, redatta in conformità a quanto previsto dall'art. 84-quater del Regolamento Consob n. 11971/1999 (il "Regolamento Emittenti") e pubblicata sul sito internet della Società.

Il Consiglio di Amministrazione ha adottato il principio secondo cui gli obiettivi di performance assegnati e i relativi criteri di valutazione devono essere tali da incentivare la generazione di valore sostenibile, anche sotto il profilo economico-finanziario, orientando le decisioni di investimento verso orizzonti di medio-lungo termine e privilegiando la creazione di valore duraturo rispetto a logiche di breve periodo.

Con riferimento alla sostenibilità ambientale e sociale, la Società ha avviato un percorso di analisi finalizzato alla definizione di eventuali specifici obiettivi in ambito ESG, ai quali potrà essere associata una componente della remunerazione variabile del management, non ancora prevista per l'esercizio 2025. Il Consiglio di Amministrazione sta valutando l'integrazione di indicatori ESG selezionati nei piani di remunerazione variabile del management; il relativo piano e le tempistiche di attuazione saranno comunicati nei prossimi esercizi.

La sostenibilità, intesa anche in termini di sostenibilità economico-finanziaria della Società, è promossa attraverso un sistema di incentivazione volto a orientare amministratori e manager verso decisioni di investimento con ritorni nel medio-lungo termine, privilegiando la creazione di valore duraturo rispetto a logiche di monetizzazioni di breve periodo. Con riferimento alla sostenibilità ambientale e sociale, la Società ha avviato un percorso di analisi finalizzato alla definizione di eventuali specifici obiettivi in ambito ESG, ai quali potrà essere associata una componente della remunerazione variabile del management.

Dichiarazione sulla due diligence (GOV-4)

Il Gruppo è impegnato nello sviluppo di un processo di due diligence di sostenibilità a livello di Gruppo, volto a coprire sia le attività aziendali sia la catena del valore, con riferimento ai relativi impatti sulle persone e sull'ambiente. Tale attività si fonda sulle azioni già intraprese da KME Group per mitigare i propri impatti ambientali e sociali, con particolare riferimento ai Principi guida delle Nazioni Unite (UNGP) su imprese e diritti umani. Una particolare attenzione è rivolta alle catene di approvvigionamento delle materie prime, individuate come ambiti caratterizzati dai potenziali impatti più significativi in materia di diritti umani.

L'approccio alla due diligence mira a ridurre l'esposizione del Gruppo KME a rischi e impatti negativi, nonché a cogliere le opportunità connesse ai temi di sostenibilità.

La due diligence è concepita come un processo continuo e dinamico, finalizzato all'identificazione, alla prevenzione e alla gestione dei rischi e degli impatti negativi sull'ambiente e sulle persone, connessi
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all'attività del Gruppo e dei suoi partner lungo la catena del valore. Il processo è progressivamente integrato nei sistemi e nelle procedure di gestione, promuovendo l'allineamento e il coordinamento tra le diverse funzioni aziendali. La due diligence di sostenibilità sarà ulteriormente sviluppata, sia con riferimento alle proprie attività sia alle catene di fornitura. Da tempo, inoltre, KME Group assicura un'attività di reporting trasparente attraverso la pubblicazione dei propri Report di sostenibilità e di quelli delle principali società del gruppo, comunicando in modo puntuale informazioni e progressi agli stakeholder.

Gestione dei rischi e controlli interni sul Report di sostenibilità (GOV-5)

KME Group ha identificato e valutato i rischi connessi all'accuratezza e alla tempestività della Rendicontazione di sostenibilità, nonché al relativo processo di predisposizione. Tali rischi sono mitigati attraverso l'implementazione di un processo strutturato di raccolta delle informazioni, che coinvolge le società del Gruppo e le funzioni aziendali competenti, al fine di garantire una rendicontazione controllata e affidabile. Le attività di controllo comprendono misure volte ad assicurare che le informazioni sulla sostenibilità siano accurate e correttamente comunicate. In particolare, esse consistono nella verifica della completezza, della coerenza e della correttezza dei dati riportati.

Il processo di raccolta dei dati per la Rendicontazione di sostenibilità si basa su un modello strutturato che coinvolge le società del Gruppo e le funzioni aziendali competenti. I dati sono raccolti attraverso specifici template standardizzati e sottoposti a verifiche di coerenza e completezza da parte della Direzione Sostenibilità, anche mediante sessioni di confronto e condivisione con le funzioni responsabili e con i rispettivi data owner. Il processo prevede inoltre controlli di primo livello effettuati dalle funzioni operative e controlli di secondo livello coordinati a livello centrale.

Il presidio dei temi di sostenibilità da parte del Gruppo si traduce anche in un'attenta mappatura dei rischi non finanziari – potenziali o attuali, diretti o indiretti – e delle opportunità derivanti da una gestione efficace ed efficiente delle singole tematiche rilevanti. Nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, vengono svolte attività di risk assessment finalizzate all'identificazione dei potenziali rischi, sia di origine interna sia derivanti dal contesto esterno al Gruppo. Le società del Gruppo adottano un sistema di deleghe volto alla prevenzione dei rischi e a garantire un'adeguata organizzazione in materia di sicurezza del lavoro e di tutela ambientale. La gestione aziendale comporta inoltre un'attività continuativa di risk management, svolta sia dai soggetti delegati sia dall'alta direzione, anche sulla base delle segnalazioni ricevute dall'organismo di vigilanza.

Gli impatti, rischi e opportunità di sostenibilità sono progressivamente integrati nel sistema di gestione del Gruppo. In particolare, i rischi ESG identificati nell'ambito dell'analisi di doppia materialità sono valutati, monitorati e, ove rilevante, inclusi nel sistema di gestione dei rischi aziendali, al fine di garantire un presidio strutturato e coerente con i processi decisionali.

Il sistema di controllo sui dati e sui processi di rendicontazione ESG è strutturato su tre livelli di controllo, con ruoli e responsabilità distinti:

  • primo livello: le funzioni operative e le società del Gruppo sono responsabili della produzione, raccolta e prima validazione dei dati ESG, nonché dell'implementazione dei controlli di primo livello;
  • secondo livello: la Direzione Sostenibilità, in coordinamento con le funzioni di controllo (tra cui Compliance), definisce metodologie, linee guida e presidi di controllo, supporta le funzioni operative e svolge attività di verifica di secondo livello sulla qualità e coerenza delle informazioni rendicontate;
  • terzo livello: la funzione Internal Audit svolge attività indipendenti di verifica sull'efficacia del sistema di controllo interno e dei processi di reporting ESG, mentre la società di revisione incaricata fornisce una limited assurance sulla Rendicontazione di sostenibilità, secondo le modalità previste dalla normativa applicabile.

Tale articolazione garantisce un adeguato livello di controllo, affidabilità e tracciabilità delle informazioni ESG lungo l'intero processo di rendicontazione.

Processi per rimediare agli impatti negativi


Il Gruppo KME dedica un'attenzione costante e crescente ai potenziali impatti che le proprie attività possono generare sugli stakeholder, attraverso un sistema di monitoraggio che consente l'attivazione di adeguate misure di rimedio. L'attivazione dei rimedi è supportata da specifici processi che permettono a tutti i soggetti interessati - dipendenti e terze parti, quali clienti, fornitori o altri stakeholder - di segnalare dubbi o criticità in modo sicuro e riservato, ricevendo un riscontro. Il principale canale di segnalazione (whistleblowing) è accessibile sia agli stakeholder interni sia a quelli esterni, tramite piattaforma web o numero dedicato, come indicato nella pagina web aziendale dedicata alla procedura per le segnalazioni.

Sono inoltre disponibili ulteriori processi e strumenti rivolti alle comunità ricomprese nell'area di influenza delle attività del Gruppo, nonché canali di reclamo per i clienti e canali informativi tramite e-mail e sito web. Gli elementi chiave del sistema di segnalazione ne garantiscono il corretto funzionamento, in linea con le best practice di settore, e comprendono:

  • la garanzia dell'anonimato;
  • la tutela contro ogni forma di ritorsione, minaccia, discriminazione o atto illecito che costituisca o possa costituire violazione – o induzione alla violazione – di leggi e regolamenti, dei valori e dei principi stabiliti nel Codice di Condotta di KME, nonché di policy e procedure aziendali;
  • l'uniformità di trattamento a livello di Gruppo, garantita dalla presenza di un punto focale esterno per la gestione delle segnalazioni.

Meccanismi per chiedere consigli e sollevare dubbi

I meccanismi messi a disposizione dal Gruppo per richiedere chiarimenti in merito all'attuazione delle politiche e delle pratiche adottate in materia di condotta aziendale responsabile, nonché per segnalare eventuali criticità relative alla condotta d'impresa, rientrano nell'ambito del processo di gestione delle segnalazioni. Tale processo è descritto in dettaglio nel paragrafo precedente (“Processi per rimediare agli impatti negativi”).

Modello di business e strategia (SBM 1)

KME Group SpA è una holding company, con sede a Milano, che detiene e gestisce partecipazioni industriali.

KME Group è focalizzata principalmente sulla gestione di KME SE, principale società controllata che occupa una posizione di rilievo nel mercato mondiale della produzione di semilavorati in rame e leghe di rame, con particolare specializzazione nei prodotti laminati. Al 31 dicembre 2025, il raggruppamento industriale comprende 9 siti produttivi e 6 centri servizi localizzati in Europa, oltre ad una rete di società commerciali presenti sia in Europa che nelle principali aree industrializzate del mondo. Rispetto al precedente esercizio, il perimetro industriale include una nuova società - Sundwiger Messingwerk GmbH - acquisita nel 2025, mentre la società KME Stolberg ha cessato la propria operatività nel corso del secondo semestre. Per ulteriori informazioni si rimanda al paragrafo “Andamento delle partecipazioni e dei settori operativi”, contenuto nella Relazione sull'andamento della gestione nell'esercizio 2025.

Nel 2025 la produzione industriale nel settore rame è stata pari a 254.620 tonnellate, in aumento del $10,8\%$ rispetto all'anno precedente. Non si rilevano, rispetto al 2024, variazioni significative nella tipologia di prodotti e servizi offerti.

Al 31 dicembre 2025 il Gruppo KME ha 3.376 dipendenti, in aumento di 137 unità rispetto al 2024. Di questi, 896 operano in Italia, 2.448 in altri Paesi dell'Unione Europea e 32 in Paesi extra-UE.

La holding detiene inoltre una partecipazione di controllo nella società Culti Milano SpA, operante nel settore dei profumatori per ambiente, con particolare focalizzazione sul prodotto “diffusore a midollino”, quotata dal 2017 sul segmento EGM di Borsa Italiana. Tale partecipata è stata ceduta il 23 aprile 2026, con uscita dal Gruppo anche delle sue controllate Scent Company Srl, Culti Milano Asia Ltd e Culti Milano China Ltd.

Il modello di business del Gruppo è strettamente interconnesso con i principali impatti, rischi e opportunità (IRO) di sostenibilità identificati nell'ambito dell'analisi di doppia materialità, che influenzano sia le attività operative sia le prospettive strategiche.


La Politica di sostenibilità, approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società nel 2025 e riportata nel capitolo “Politiche, azioni e obiettivi di sostenibilità” del presente report, definisce gli indirizzi strategici, le azioni e i target in ambito ESG.

KME si impegna a contribuire alla transizione ecologica e alla sostenibilità dello sviluppo. A tal fine persegue la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in coerenza con gli obiettivi di neutralità climatica. Le attività del Gruppo si fondano in misura significativa sui principi dell'economia circolare: i prodotti sono realizzati utilizzando un'elevata percentuale di materiali riciclati e sono, a loro volta, riciclabili e caratterizzati da elevata durabilità. KME è altresì impegnata nella tutela dei diritti umani, nella promozione della sicurezza sul lavoro, nel rafforzamento dell'inclusione e della coesione sociale, nella conduzione etica e responsabile delle attività d'impresa, nella promozione della sostenibilità lungo l'intera catena del valore.

Catena del valore

KME opera nella catena del valore della produzione e trasformazione del rame, posizionandosi in particolare come “trasformatore” nella sezione downstream della filiera.

La sezione upstream comprende i produttori di materia prima vergine derivante da estrazione mineraria e include altresì gli operatori coinvolti nelle successive fasi di raffinazione, necessarie alla produzione di catodi di rame o di altro metallo vergine (ad esempio lingotti di zinco), nella forma idonea all'avvio del processo di trasformazione.

Accanto al metallo vergine, a valle della sezione upstream si collocano anche i fornitori di rottami metallici (ad esempio rame, ottone e altre leghe), da cui hanno origine i cosiddetti “post consumer scraps”, ossia materie prime seconde provenienti dal fine vita di precedenti utilizzi. Oltre ai metalli, KME acquista da fornitori a monte energia (energia elettrica, gas, carburanti) e diverse categorie di beni e servizi, tra cui materiali per il packaging dei prodotti, nonché servizi di trasporto e logistica.

KME, in qualità di puro trasformatore, partendo da processi di fusione e colata - continua e non - della materia prima è in grado di produrre diverse forme di prodotti semilavorati (pre rolled materials). Tali semilavorati - che rappresentano circa il 90% della produzione - costituiscono l'input per i successivi processi di laminazione a caldo e/o a freddo, necessari per la produzione di nastri di metallo laminato, realizzati secondo specifiche tecniche differenziate (lega, spessore, larghezza, lunghezza, ecc.) in modo da rispondere alle esigenze dei clienti. Il pre-rolled costituisce inoltre l'input per il processo di produzione dei tubi.

Con riferimento alla sezione downstream della filiera, le produzioni di KME trovano applicazione in molteplici mercati finali. I clienti del Gruppo sono rappresentati, per il 79%, da distributori e/o produttori di componenti industriali, anche di grandi dimensioni, che a loro volta servono operatori attivi in diversi settori, tra cui la metallurgia, l'industria elettrica ed elettronica, le energie rinnovabili, la trasmissione di energia, l'automotive, l'industria meccanica, le telecomunicazioni, l'edilizia, l'architettura e il comparto termoidraulico (con riferimento ai tubi). Tali clienti, localizzati per il 90% in Europa – con Germania e Italia tra i principali mercati – sono soggetti a vincoli normativi e di mercato in ambito ESG, con particolare attenzione agli impatti ambientali e sociali lungo l'intera catena del valore. KME ricopre pertanto un ruolo chiave nella catena del valore, orientando le proprie scelte verso fornitori conformi agli standard ESG e contribuendo, in particolare, allo sviluppo di un'economia circolare.

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UPSTREAM

DOWNSTREAM - TRASFORMING

KME

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Rapporti con gli stakeholder (SBM 2)

KME Group SpA attribuisce prioritaria importanza allo sviluppo di relazioni costanti e trasparenti con tutti i propri stakeholder, operando con l'obiettivo di creare valore economico per gli azionisti nell'ambito di strategie orientate alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica. A tal fine anche le singole società del Gruppo sviluppano un costante dialogo con i propri stakeholder e sviluppano specifiche attività di engagement. La pubblicazione della Rendicontazione di sostenibilità rappresenta uno strumento fondamentale di informativa trasparente delle proprie attività sotto il profilo ambientale, sociale e di governance, contribuendo al rafforzamento del dialogo con gli stakeholder.

Al fine di gestire le proprie attività nel rispetto dei criteri di sostenibilità, KME considera attentamente gli impatti generati sulle diverse categorie di stakeholder, intesi come tutti i soggetti - individui, enti o istituzioni - che influenzano o sono influenzati dal Gruppo, o che in qualche modo nutrono un interesse rispetto al conseguimento dei suoi obiettivi. L'individuazione dei principali stakeholder rappresenta un presupposto fondamentale per l'implementazione di una strategia concretamente orientata allo sviluppo sostenibile, in grado di creare valore e generare ricadute positive non solo in termini economici, ma anche ambientali e sociali. Al contempo, tale processo costituisce una base essenziale per l'attuazione di efficaci iniziative di stakeholder engagement.

L'attività effettuata di stakeholder engagement, come meglio illustrato nella sezione seguente, ha visto il coinvolgimento di uno o più stakeholder rappresentativi per ciascuna categoria individuata. L'obiettivo è stato condividere i risultati dell'aggiornamento dell'analisi di doppia materialità e valutare dunque il grado di allineamento degli stakeholder rispetto agli impatti, ai rischi e alle opportunità emersi come materiali.


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Principali stakeholder Descrizione degli interessi e delle opinioni Relazione con la strategia e il modello aziendale di KME Group
Azionisti / Investitori istituzionali Interesse alla creazione di valore nel medio-lungo termine, solidità economico-finanziaria, trasparenza e gestione dei rischi ESG Influenzano le scelte strategiche e le politiche di allocazione del capitale; supportano l’integrazione dei fattori ESG nelle decisioni aziendali
Banche e istituzioni finanziarie Interesse alla solidità finanziaria, alla gestione dei rischi e al rispetto dei requisiti ESG e normativi Supportano il finanziamento delle attività del Gruppo e influenzano l’accesso al credito e le condizioni finanziarie
Pubblica Amministrazione, istituzioni e autorità di regolazione Interesse al rispetto delle normative, alla tutela ambientale e alla sicurezza, nonché allo sviluppo economico del territorio Definiscono il quadro regolatorio entro cui opera il Gruppo e ne influenzano la continuità operativa
Dipendenti Interesse a condizioni di lavoro sicure, sviluppo professionale, equità e benessere Contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi operativi e strategici e alla creazione di valore sostenibile
Clienti Interesse a qualità, affidabilità, innovazione dei prodotti e performance ESG lungo la catena del valore Guidano la domanda e l’innovazione di prodotto, influenzando il posizionamento competitivo del Gruppo
Fornitori Interesse a relazioni stabili, correttezza commerciale e integrazione di criteri ESG Contribuiscono alla resilienza della supply chain e alla sostenibilità dei processi produttivi
Comunità locali Interesse agli impatti ambientali, occupazionali e sociali delle attività del Gruppo Influenzano l’accettabilità sociale delle attività e i rapporti con il territorio
Centri di ricerca e università Interesse a collaborazione su innovazione, sviluppo tecnologico e sostenibilità Supportano lo sviluppo di soluzioni innovative e il miglioramento delle performance ambientali
Associazioni di categoria e organizzazioni Interesse alla rappresentanza degli interessi industriali, allo sviluppo normativo e alle best practice Favoriscono il dialogo istituzionale e l’allineamento agli standard di settore
Associazioni del terzo settore Interesse agli impatti sociali e ambientali delle attività aziendali, alla tutela delle comunità e alla promozione di pratiche sostenibili Contribuiscono al dialogo con il territorio e alla realizzazione di iniziative a valore sociale e culturale

Tra gli stakeholder sono comprese le seguenti associazioni industriali e di categoria che rappresentano gli interessi delle imprese associate, nonché i seguenti istituti attivi a livello internazionale e nei Paesi in cui operano le Società del Gruppo:

  • Associazioni industriali e di categoria: Assometalli – Confindustria, Copper Association Germany, Economic Association of Metals (incluse le iniziative Metals Pro, Metal Alliance for Responsible Sourcing, Energy Efficiency e Safety and Health), Association of German Metal Traders (VDM), Federal Association of Materials Management (BME), VME, IAV, BPM, BUJ.
  • Organismi tecnici e di settore: International Wrought Copper Council (IWCC), European Copper Institute (REACH Consortium), Copper Mark.
  • Enti di ricerca e standardizzazione: German Institute for Standardization (DIN), German Society for Materials Science (DGM), GDMB.
  • Camere di commercio: Chamber of Industry and Commerce Halle Dessau, Osnabrück Chamber of Commerce and Industry.
  • Altri organismi specializzati GDD (data protection and data security).

Rapporti con investitori istituzionali, azionisti e obbligazionisti

La “Politica per la gestione del dialogo con gli investitori istituzionali, gli azionisti e gli obbligazionisti” di KME Group definisce le modalità operative volte ad instaurare e mantenere con gli investitori – inclusi investitori istituzionali, analisti finanziari e detentori di strumenti finanziari emessi dalla Società, inclusi i proxy holder - un dialogo trasparente e continuativo, improntato alla simmetria informativa e volto a consentire il pieno esercizio dei relativi diritti.


Al fine di mettere a disposizione degli investitori informazioni utili sulle attività della Società e delle sue controllate, nonché sul sistema di governance, KME Group SpA ha istituito sul proprio sito internet specifiche sezioni dedicate, nelle quali sono raccolti documenti e informazioni di interesse per gli investitori. Un ulteriore momento di confronto tra gli amministratori e gli azionisti è l'Assemblea dei soci. Per favorire il dialogo con gli investitori è inoltre attiva una casella di posta elettronica dedicata, attraverso la quale è possibile inoltrare richieste di informazioni.

Effetti degli impatti materiali, dei rischi e delle opportunità sul modello di business, sulla strategia e sul processo decisionale (SBM-3)

KME Group ha integrato la sostenibilità nella propria strategia aziendale. I valori del Gruppo sono coerenti con le strategie volte a mitigare i rischi connessi al cambiamento climatico e cogliere le opportunità associate alla transizione verso un'economia a basso contenuto di carbonio, circolare e resiliente. Gli impatti, i rischi e le opportunità identificati - in particolare quelli legati al cambiamento climatico e all'economia circolare - influenzano il modello di business di KME Group, promuovendo l'innovazione di prodotto e di processo, nonché l'adozione di tecnologie a minor impatto ambientale. Lungo la catena del valore, i fattori di sostenibilità rappresentano elementi essenziali per rafforzare la resilienza e migliorare le pratiche di approvvigionamento. L'impegno nella promozione dei principi dell'economia circolare contribuisce, inoltre, a mitigare i rischi connessi alla disponibilità delle risorse e a rafforzare la sostenibilità ambientale lungo l'intera filiera. L'elenco strutturato degli impatti, rischi e opportunità (IRO) identificati è riportato nel paragrafo successivo.

Il modello di business di KME si basa su attività industriali e manifatturiere ad elevato contenuto tecnico, svolte prevalentemente all'interno di siti produttivi. In tale contesto, la forza lavoro propria, stabile e specializzata, rappresenta un fattore chiave per l'esecuzione della strategia industriale e per il mantenimento delle competenze tecniche del Gruppo. Alcune caratteristiche operative possono comportare l'esposizione di specifiche categorie di lavoratori a impatti sociali, in particolare connessi alla salute e sicurezza sul lavoro. Analogamente, con riferimento alla catena del valore, il Gruppo presta attenzione ai potenziali impatti sui lavoratori dei fornitori, con particolare riferimento alla tutela dei diritti umani e alla sicurezza sul lavoro. Il modello di business di KME, fondato su attività industriali localizzate in specifici contesti territoriali, implica un'interazione con le comunità locali; la presenza di siti produttivi può generare potenziali impatti sociali sulle comunità, come evidenziato dall'analisi di doppia materialità.

I processi decisionali integrano i criteri di conformità alle leggi e alle normative applicabili. KME Group si impegna ad operare nel rispetto di elevati standard etici, conformandosi alle disposizioni vigenti nei Paesi in cui opera, nonché agli accordi e agli impegni assunti.

Analisi di doppia materialità (IRO-1) Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della Rendicontazione di sostenibilità (IRO-2)

In conformità agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), la Società ha aggiornato la propria analisi di doppia materialità, condotta per la prima volta nel 2024, in linea con le previsioni della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), al fine di identificare gli impatti, rischi e opportunità (IRO) rilevanti.

L'analisi considera congiuntamente sia gli impatti sull'ambiente e sulla società generati dalle attività aziendali e lungo la catena del valore (impact materiality), sia i rischi e le opportunità che possono influenzare le performance economico-finanziarie del Gruppo (financial materiality).

Gli impatti rappresentano gli effetti, positivi o negativi, effettivi o potenziali, che il Gruppo genera sull'ambiente e sulle persone. I rischi si riferiscono a eventi o condizioni che potrebbero determinare effetti negativi di natura finanziaria, operativa, legale o reputazionale. Le opportunità riguardano invece fattori ambientali, sociali o di governance che possono contribuire positivamente alla strategia, al modello di business e alla creazione di valore nel medio-lungo periodo.

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Metodologia

La metodologia adottata per l'analisi di doppia materialità si articola in un processo strutturato in più fasi, volto a garantire coerenza con i requisiti degli ESRS e solidità dei risultati.

In una prima fase, è stata condotta un'analisi del contesto interno ed esterno, includendo un'analisi di benchmark dei principali peers, affiancata da un'analisi del contesto aziendale. Quest'ultima ha considerato le caratteristiche del modello di business del Gruppo, i mercati e le aree geografiche di operatività, il quadro normativo di riferimento, la struttura della catena del valore e i principali stakeholder. Tale attività ha consentito di individuare gli ambiti nei quali possono emergere impatti, rischi e opportunità (IRO) rilevanti in relazione ai temi ESG.

Successivamente, l'identificazione degli IRO potenzialmente applicabili è stata effettuata sulla base delle indicazioni fornite dall'ESRS 1 (AR 16), che include un elenco di possibili temi e sotto-temi ESG. Su tale base sono stati identificati gli IRO, sia attuali sia potenziali, con riferimento alle attività aziendali e all'intera catena del valore, a monte e a valle. L'identificazione è stata sviluppata partendo dalle risultanze dell'analisi svolta per l'esercizio precedente, integrate con le evidenze emerse dalle analisi di benchmark e di contesto, nonché con alcune specificità del Gruppo, in coerenza con gli standard ESRS.

In linea con quanto previsto dall'EFRAG IG 1 – Materiality Assessment Implementation Guidance, è stata inoltre analizzata la relazione tra impatti, rischi e opportunità, riconoscendo la stretta connessione tra materialità d'impatto e materialità finanziaria. In tale prospettiva, gli impatti negativi possono evolvere in rischi finanziari, mentre gli impatti positivi possono generare opportunità.

Nella fase successiva di valutazione, ciascun IRO è stato analizzato secondo il principio della doppia materialità, considerando sia la rilevanza degli impatti sull'ambiente e sulla società (impact materiality), sia la rilevanza finanziaria dei rischi e delle opportunità (financial materiality).

La materialità d'impatto è stata determinata valutando la gravità dell'impatto – in termini di entità, portata e, per gli impatti negativi, irreversibilità – e la probabilità di accadimento. A ciascun parametro è stato attribuito un punteggio su una scala da 1 a 5; il valore complessivo è stato calcolato come prodotto tra gravità e probabilità. La soglia di materialità è stata definita pari a ≥ 13,18, corrispondente alla media dei punteggi ottenuti: gli impatti con valore uguale o superiore a tale soglia sono stati considerati materiali.

La materialità finanziaria è stata invece valutata considerando la magnitudo degli effetti economico-finanziari e la probabilità di accadimento, anch'essi misurati su una scala da 1 a 5. Il valore complessivo è stato calcolato come prodotto tra i due fattori. La soglia di materialità è stata fissata a ≥ 7,70, corrispondente alla media dei punteggi complessivi: sono stati pertanto considerati materiali i rischi e le opportunità uguali o superiori a tale soglia.

Sulla base di tali analisi è stata determinata la materialità di ciascun IRO e sono stati rendicontati esclusivamente quelli uguali o superiori alle soglie definite.

Si segnala che la soglia di valutazione, sia per la materialità d'impatto sia per la materialità finanziaria, è stata definita sulla base della media di tutti i punteggi attribuiti ad ogni singolo IRO.

Tale approccio differisce da quello adottato nella valutazione effettuata nel precedente esercizio, in cui la soglia era stata determinata prendendo come riferimento i punteggi ottenuti da ogni singolo topic ESRS, che a sua volta era identificato prendendo in considerazione il punteggio massimo di ogni singolo IRO appartenente a quel topic. In quel caso, i topic che risultavano sopra la media erano stati definiti come materiali e conseguentemente gli IRO collegati risultavano tali, indipendentemente dal punteggio ottenuto dal singolo IRO. L'approccio adottato per il 2025, avendo spostato l'analisi sui singoli temi materiali, anche se può apparire più selettivo, consente di garantire una disclosure focalizzata sugli aspetti effettivamente rilevanti e di maggiore interesse per gli stakeholder e per gli utilizzatori della dichiarazione di sostenibilità.

La valutazione degli impatti è stata integrata mediante una survey agli stakeholder, attraverso la somministrazione di questionari a un campione di clienti, fornitori e altri portatori di interesse,


rappresentativi degli “affected stakeholders” secondo le linee guida EFRAG. I “silent stakeholders”, ossia soggetti potenzialmente influenzati, in modo diretto o indiretto, dalle attività del Gruppo e dalla sua catena del valore, sono stati considerati nell’analisi, sebbene non siano stati oggetto di coinvolgimento diretto.

Risultati dell’analisi – Definizione degli impatti, dei rischi e delle opportunità materiali

L’analisi di doppia materialità – approvata dal Consiglio di Amministrazione – ha consentito di identificare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità (IRO) associati alle attività del Gruppo e alla sua catena del valore, individuando i temi ESG rilevanti ai fini della rendicontazione.

In particolare, risultano materiali i seguenti ambiti:

  • cambiamento climatico (ESRS E1), in relazione alle emissioni di gas a effetto serra e ai consumi energetici;
  • inquinamento (ESRS E2), connesso alle emissioni in atmosfera e agli scarichi idrici;
  • acqua e risorse marine (ESRS E3), in relazione ai prelievi e all’utilizzo della risorsa idrica;
  • uso delle risorse ed economia circolare (ESRS E5), con riferimento all’impiego di materie prime e alla gestione delle risorse;
  • lavoratori dell’impresa (ESRS S1), con particolare attenzione ai temi di salute e sicurezza;
  • lavoratori nella catena del valore (ESRS S2), in relazione ai potenziali rischi lungo la supply chain;
  • comunità interessate (ESRS S3), con riferimento agli impatti delle attività produttive sui territori;
  • condotta aziendale (ESRS G1), connessa ai temi di compliance, etica e integrità.

Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti sono sintetizzati nelle tabelle seguenti.

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CAMBIAMENTI CLIMATICI
Descrizione tema: Contribuire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico attraverso l'attuazione di azioni e strategie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e migliorare l'efficienza energetica, promuovendo ove possibile: (i) l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili sia nelle operazioni proprie che lungo la catena del valore; (ii) misure di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.
Sotto-tema ESRS ID IRO Tipo Descrizione IRO Segno Natura Origine Orizzonte
Mitigazione cambiamenti climatici I-1 Impatto Impatto positivo correlato alla riduzione degli impatti ambientali diretti delle sedi operative, con particolare riferimento a consumi energetici ed emissioni Positivo Attuale Operazioni proprie Lungo termine
Adattamento e mitigazione cambiamenti climatici Energia I-2 Impatto Impatto positivo correlato alla riduzione delle emissioni indirette di gas serra (Scope 2) associate al consumo di energia elettrica Positivo Attuale Catena del valore a monte Medio termine
Adattamento e mitigazione cambiamenti climatici Energia I-3 Impatto Impatto negativo correlato alle attività industriali di KME, in particolare alla lavorazione dei metalli e delle materie prime che comportano la generazione di emissioni dirette di gas serra (Scope 1) derivanti dall'uso intensivo di energia termica e combustibili fossili Negativo Attuale Operazioni proprie Medio termine
Adattamento e mitigazione cambiamenti climatici I-4 Impatto Impatto negativo correlato all'approvvigionamento di materie prime da fornitori esterni che utilizzano tecnologie ad alta intensità carbonica e combustibili fossili, contribuendo alle emissioni indirette di gas serra (Scope 3) lungo la catena del valore a monte e trasporto a valle dei prodotti Negativo Attuale Catena del valore a monte e a valle Medio termine
Energia R-3 Rischio Rischio correlato a fluttuazioni dei prezzi dell'energia, le quali possono comportare un aumento significativo dei costi operativi per KME, data l'intensità energetica dei processi industriali di produzione e lavorazione del rame Operazioni proprie e catena del valore a monte Breve/ Medio termine
Adattamento e mitigazione cambiamenti climatici Energia O-1 Opportunità L'evoluzione nel mercato delle tecnologie per l'energia rinnovabile e l'elettrificazione. La domanda di materiali per tecnologie legate all'energia rinnovabile e l'elettrificazione è attesa Operazioni proprie Medio/ Lungo termine

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INQUINAMENTO
Descrizione tema
Gestione e riduzione dell'inquinamento prodotto dalle imprese appartenenti al Gruppo
Sotto-tema ESRS ID IRO Tipo Descrizione IRO Segno Natura Origine Orizzonte
Inquinamento aria/acqua/suolo I-5 Impatto Emissioni di inquinanti atmosferici dal processo di fusione e trasformazione del rame Negativo Attuale Operazioni proprie Breve termine
Inquinamento aria/acqua/suolo I-6 Impatto Impatto generato dalla produzione di materia prima vergine dei fornitori della VC Negativo Attuale Catena del valore a monte Breve termine
Inquinamento aria/acqua/suolo R-4 Rischio Rischio operativo per KME dovuto agli impatti ambientali derivanti dalle attività continuative di lavorazione e trasformazione del rame. Operazioni proprie Medio/Lungo termine
Inquinamento aria/acqua/suolo O-2 Opportunità Possibilità per l'azienda di posizionarsi come leader di mercato attraverso lo sviluppo e l'implementazione di tecnologie e processi innovativi che minimizzano l'inquinamento Operazioni proprie Medio/Lungo termine
ACQUA E RISORSE MARINE
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Descrizione tema
Gestione del prelievo e del consumo di acqua nelle operazioni proprie e lungo la catena del valore con l'obiettivo di proteggere le fonti naturali
Sotto-tema ESRS ID IRO Tipo Descrizione IRO Segno Natura Origine Orizzonte
Acque Consumo idrico I-10 Impatto Riduzione dell'acqua prelevata per utilizzo all'interno dei propri processi Positivo Attuale Operazioni proprie Medio termine

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ECONOMIA CIRCOLARE
Descrizione tema
Gestione efficiente dei materiali utilizzati e dei rifiuti prodotti sia all'interno delle proprie sedi che lungo la catena del valore, promuovendo la circularità e l'utilizzo di materie prime seconde, nonché attraverso iniziative di riduzione e di riciclo dei rifiuti
Sotto-tema ESRS ID IRO Tipo Descrizione IRO Segno Natura Origine Orizzonte
Flussi (input) e uso delle risorse Rifiuti I-14 Impatto Aumento degli impatti ambientali diretti a causa della mancata applicazione di politiche e/o procedure a favore dell'utilizzo responsabile delle risorse Negativo Attuale Operazioni proprie Medio termine
Flussi (input e output) e uso delle risorse Rifiuti I-15 Impatto Promozione dell'economia circolare nei propri processi di lavorazione Positivo Attuale Operazioni proprie Medio termine
Flussi (input e output) e uso delle risorse Rifiuti O-4 Opportunità Opportunità economica e reputazionale
Incremento della creazione di valore economico e del posizionamento reputazionale attraverso la crescente integrazione di materiali riciclati e materie prime seconde (inclusi rottami di rame e altre leghe) nel processo produttivo, con conseguente riduzione dei costi di approvvigionamento, maggiore resilienza della supply chain e allineamento alle aspettative di mercato e normative in materia di economia circolare Operazioni proprie Breve/Medio termine

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FORZA LAVORO PROPRIA
Descrizione tema
Adozione e promozione di politiche, pratiche e iniziative che valorizzino i dipendenti e gli altri lavoratori al fine di creare un continuo processo strategico di attrazione, reclutamento e fidelizzazione all’interno del Gruppo. Condurre e promuovere attività commerciali che abbiano un impatto positivo sull’ambiente di lavoro (attività di benessere, formazione, ecc.) e garantire condizioni di sicurezza e di salute e di rispetto dei diritti umani. Inoltre, promuovere la sicurezza dei dati sensibili dei dipendenti trattati attraverso meccanismi e infrastrutture IT.
Sotto-tema ESRS ID IRO Tipo Descrizione IRO Segno Natura Origine Orizzonte
Condizioni di lavoro: salute e sicurezza I-16 Impatto Danni al lavoratore derivanti da infortuni e malattie professionali Negativo Attuale Operazioni proprie Medio termine
Parità di trattamento e opportunità I-18 Impatto Impatto positivo in quanto KME promuove un ambiente di lavoro inclusivo e non discriminatorio volto a garantire pari opportunità e valorizzare la diversità Positivo Attuale Operazioni proprie Medio termine
Condizioni di lavoro: occupazione sicura orario di lavoro R-13 Rischio Rischio normativo
Violazione della legislazione sul lavoro, gestione non ottimale dei rapporti di lavoro e mancata garanzia di un ambiente di lavoro sicuro Operazioni proprie Breve termine
Condizioni di lavoro R-14 Rischio Rischio operativo
Rischio di incorrere nella carenza di personale a seguito di infortuni sul lavoro e di spese legate alla gestione del claim Operazioni proprie Breve termine
Condizioni di lavoro: Salari adeguati Dialogo sociale Libertà di associazione, diritti di informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori Contrattazione collettiva, Equilibrio vita professionale e vita privata R-15 Rischio Rischio reputazionale
Potenziali azioni legali relative al livello delle condizioni di lavoro (richiesta di tempo di lavoro adeguato, garanzia di dialogo sociale e libertà di associazione, rispetto dei contratti collettivi, tutela delle condizioni di salute e sicurezza) nonché alle retribuzioni, indennità e rapporti di lavoro (licenziamenti, trasferimenti illegali, decessi, malattie, ecc.) per i lavoratori dipendenti e/o non dipendenti. Operazioni proprie Breve termine
Parità di trattamento e opportunità: Parità di genere e retribuzione per un lavoro di pari valore

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Condizioni di lavoro: equilibrio tra vita professionale e vita privata O-5 Opportunità Promuovere iniziative che possano migliorare il dialogo e lo sviluppo di relazioni in modo trasversale tra le diverse funzioni aziendali. Operazioni proprie Medio termine
Parità di trattamento e opportunità: formazione e sviluppo delle competenze O-6 Opportunità Promuovere la responsabilità sociale d'impresa ed il concetto di bene comune, anche grazie alla formazione della popolazione aziendale in tale materia, così come una cultura di attenzione alle persone esterne all'organizzazione, altresì testimoniato dall'iniziativa di successo "Dynamo" (il cosiddetto sistema Dynamo) promosso e supportato dal Gruppo KME. Operazioni proprie Medio termine
LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE
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Descrizione del tema
Promozione di pratiche etiche ed equi al fine di rispettare i diritti dei lavoratori lungo la catena del valore, contribuendo a uno sviluppo economico sostenibile, promuovendo la crescita inclusiva e mitigando i rischi associati allo sfruttamento del lavoro e alle violazioni dei diritti umani
Sotto-tema ESRS ID IRO Tipo Descrizione IRO Segno Natura Origine Orizzonte
Condizioni di lavoro: Occupazione sicura Orario di lavoro Salari adeguati Dialogo sociale Libertà di associazione, esistenza di comitati aziendali Contrattazione collettiva Equilibrio tra vita professionale e vita privata Salute e sicurezza I-20 Impatto Violazione dei diritti dei lavoratori attraverso il ricorso a fornitori che non tutelano i diritti dei lavoratori (es. salari adeguati, occupazione sicura, salute e sicurezza) Negativo Potenziale Catena del valore a monte Medio termine
LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE
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Sotto-tema ESRS ID IRO Tipo Descrizione IRO Segno Natura Origine Orizzonte

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| Parità di trattamento e opportunità: Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore
Formazione e sviluppo delle competenze
Occupazione e inclusione delle persone con disabilità
Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro | I-21 | Impatto | Mancanza di sviluppo dei giovani talenti, della promozione della parità di genere e delle pratiche inclusive e non discriminatorie nei confronti dei lavoratori nella catena del valore | Negativo | Potenziale | Catena del valore a monte e a valle | Medio termine |
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| Condizioni di lavoro
Occupazione sicura
Orario di lavoro
Salari adeguati
Dialogo sociale
Libertà di associazione, esistenza di comitati aziendali
Contrattazione collettiva
Equilibrio vita professionale e vita privata
Salute e sicurezza | R-17 | Rischio | Rischio reputazionale
Presenza lungo la catena del valore fornitori i cui dipendenti hanno avviato azioni legali riguardanti il livello delle condizioni di lavoro (tempo di lavoro adeguato, garanzia di dialogo sociale e libertà di associazione, rispetto dei contratti collettivi di lavoro, tutela delle condizioni di salute e sicurezza), la retribuzione, le indennità e il rapporto di lavoro (licenziamenti, trasferimento illegale, morte, malattia, ecc.) | | | Catena del valore a monte | Medio termine |
| Condizioni di lavoro
Occupazione sicura
Orario di lavoro
Salari adeguati
Dialogo sociale
Libertà di associazione, Contrattazione collettiva
Equilibrio vita professionale e vita privata
Salute e sicurezza | O-7 | Opportunità | L'aggiornamento e miglioramento del processo di selezione e qualifica dei fornitori e partner commerciali, che includerà anche una valutazione specifica sulle performance sociali ed ambientali, avrà un effetto positivo sul profilo di sostenibilità del Gruppo KME e sulle relative performance economiche | | | Catena del valore a monte | Medio termine |
| COMUNITÀ INTERESSATE |
| --- |
| Descrizione del tema |


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Creazione di sinergie e fiducia con le autorità e le istituzioni locali, al fine di diffondere e promuovere un dialogo continuo con le comunità e fornire sostegno e promozione di iniziative, eventi e attività nel campo della finanza, eventi culturali e sociali.
Sotto-tema ESRS ID IRO Tipo Descrizione IRO Segno Natura Origine Orizzonte
Diritti economici, sociali e culturali delle comunità: Alloggi adeguati Alimentazione adeguata Acqua e servizi igienico-sanitari Impatti legati al territorio Impatti legati alla sicurezza I-23 Impatto Sviluppo socioeconomico delle comunità interessate Positivo Attuale Operazioni proprie e catena del valore a valle Medio termine
Diritti civili e politici delle comunità: Libertà di espressione e associazione Impatti sui difensori dei diritti umani I-24 Impatto Contributo alla diffusione dei diritti civili e politici legati alla libertà di espressione e di riunione che ha un impatto positivo (ad es. sui difensori dei diritti umani) sulle comunità interessate Positivo Attuale Operazioni proprie e catena del valore a valle Medio termine
Diritti economici, sociali e culturali delle comunità R-19 Rischio Rischio operativo/reputazionale Disordini sociali o insoddisfazione potrebbero danneggiare la reputazione della Società e la fiducia delle comunità colpite. Operazioni proprie Medio termine
Diritti economici, sociali e culturali delle comunità Impatti legati al territorio R-20 Rischio Rischio Operativo Interruzione della catena di approvvigionamento dovuto a chiusura degli stabilimenti per impatti sulle comunità esterne Operazioni proprie e catena del valore a monte Medio termine
COMUNITÀ INTERESSATE
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Sotto-tema ESRS ID IRO Tipo Descrizione IRO Segno Natura Origine Orizzonte

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| Diritti economici, sociali e culturali delle comunità
Impatti legati al territorio | O-9 | Opportunità | Creazione di valore di lungo periodo attraverso partnership con istituzioni formative (quali scuole, istituti di formazione e alta formazione, università), organizzazioni locali, associazioni industriali e professionali e gruppi di comunità nelle aree in cui operano gli stabilimenti produttivi principali, favorendo lo sviluppo del capitale umano locale, il rafforzamento delle relazioni con le comunità e la riduzione dei rischi sociali e operativi legati al contesto territoriale. | | | Operazioni proprie | Medio termine |
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| CONDOTTA DELLE IMPRESE | | | | | | | |
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| Descrizione tema
Definizione di una struttura organizzativa che condivida in modo efficace la responsabilità per la sostenibilità, la condotta etica e trasparente delle attività aziendali, attraverso la promozione di pratiche e procedure volte a conformarsi a leggi e regolamenti, nonché l'adozione di pratiche e politiche volte a prevenire eventi e pratiche di corruzione. | | | | | | | |
| Sotto-tema ESRS | ID IRO | Tipo | Descrizione IRO | Segno | Natura | Origine | Orizzonte |
| Cultura d'impresa
Protezione degli informatori | I-27 | Impatto | Diffusione di una cultura di correttezza ed eticità tra i dipendenti e nel mercato | Positivo | Attuale | Catena del valore | Medio Termine |
| Cultura d'impresa
Protezione degli informatori | R-22 | Rischio | Rischio di non conformità
Mancato aggiornamento della normativa interna a fronte dell'espansione del quadro normativo in materia di cultura d'impresa e protezione degli informatori. | | | Operazioni proprie | Medio Termine |
| CONDOTTA DELLE IMPRESE | | | | | | | |
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| Sotto-tema ESRS | ID IRO | Tipo | Descrizione IRO | Segno | Natura | Origine | Orizzonte |
| Cultura d'impresa | O-12 | Opportunità | Il rafforzamento dei presidi di cybersecurity e il | | | Operazioni proprie | Medio termine |


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conseguimento di certificazioni (es. ISO 27001) rappresentano un’opportunità, in quanto possono favorire l’accesso e il mantenimento di contratti, rafforzare la fiducia dei clienti e ridurre potenziali costi derivanti da incidenti informatici
Gestione dei rapporti con i fornitori, comprese le prassi di pagamento O-13 Opportunità L’efficientamento dei processi di engagement dei fornitori, ivi inclusi termini e condizioni di pagamento, abilita la creazione di valore anche grazie al rafforzamento della stabilità della supply chain. Operazioni proprie e catena del valore a monte Medio Termine

Interpretazione dei risultati

Le attività di produzione e trasformazione del rame e delle sue leghe richiedono l’impiego di quantità significative di energia e materie prime e sono pertanto associate a emissioni di gas a effetto serra e ad altri impatti ambientali. In tale contesto, il cambiamento climatico rappresenta un tema rilevante sia sotto il profilo degli impatti generati dalle attività del Gruppo sia sotto il profilo dei rischi e delle opportunità che possono influenzarne il modello di business. La volatilità dei prezzi dell’energia e delle materie prime, l’evoluzione delle politiche climatiche e l’eventuale incremento del prezzo del carbonio possono determinare rischi di natura operativa e finanziaria. Al contempo, iniziative volte a migliorare l’efficienza energetica e incrementare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili rappresentano opportunità per ridurre i consumi energetici, contenere i costi e rafforzare la competitività del Gruppo. L’analisi effettuata al fine di identificare e valutare i rischi – fisici e di transizione – e le opportunità associate al cambiamento climatico è riportata nel capitolo “Impatti, rischi e opportunità e loro interazioni con il modello di business – Analisi di resilienza climatica (ESRS 2 SBM-3)”.

KME Group opera per mitigare i propri impatti ambientali attraverso un utilizzo crescente di materie prime seconde, l’adozione di tecnologie efficienti e la progressiva riduzione delle emissioni associate ai processi produttivi. L’impiego di materiali riciclati costituisce uno degli elementi centrali del modello di business del Gruppo e genera un impatto positivo, in quanto contribuisce a ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini, a limitare gli impatti ambientali connessi alle attività estrattive e a promuovere un uso più efficiente delle risorse. In questo contesto, il ruolo strategico del rame nella transizione energetica e nello sviluppo delle tecnologie per l’elettrificazione rappresenta un’importante opportunità di crescita per il Gruppo. Ulteriori valutazioni sugli impatti, sui rischi e sulle opportunità connessi al cambiamento climatico sono contenute nell’analisi di resilienza climatica, riportata nel capitolo relativo alle informazioni ambientali.

I processi produttivi e le attività che si collocano lungo la catena del valore del rame possono generare impatti sull’ambiente, in particolare con riferimento alle emissioni in atmosfera, in acqua e nel suolo. Il mancato controllo di tali aspetti potrebbe comportare impatti negativi in termini di inquinamento ambientale e rischi di natura operativa, normativa e reputazionale. Tali rischi sono mitigati da adeguate misure per la tutela della qualità dell’aria e delle acque, nonché dalla progressiva adozione delle migliori tecnologie disponibili (BAT).

Il tema dell’acqua è rilevante in relazione al prelievo e all’utilizzo delle risorse idriche nei processi industriali, mentre non vi sono invece impatti sulle risorse marine. La gestione efficiente dell’acqua rappresenta un aspetto importante sia sotto il profilo ambientale sia in relazione ai potenziali rischi operativi connessi alla disponibilità della risorsa. In tale ambito, l’adozione di sistemi di riciclo e riutilizzo delle acque di processo consente di ridurre i prelievi da fonti esterne e di migliorare l’efficienza complessiva nell’uso della risorsa.


L'adozione di modelli di business ispirati ai principi dell'economia circolare – con un elevato utilizzo di materie prime riciclate – contribuisce a mitigare gli impatti ambientali e promuove un uso efficiente delle risorse. Inoltre, le caratteristiche intrinseche del rame, in termini di durabilità e riciclabilità, generano impatti positivi, contribuendo alla sostenibilità delle applicazioni a valle dei processi produttivi. Ulteriori opportunità derivano dal recupero di sottoprodotti e scarti di produzione, che vengono reimmessi nel ciclo produttivo. Potenziali rischi sono connessi alla disponibilità di materie prime riciclate ed eventuali criticità nelle catene di approvvigionamento.

Le attività industriali comportano potenziali rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Il Gruppo opera per garantire elevati standard di sicurezza negli stabilimenti produttivi, nonché per promuovere programmi di formazione e iniziative di welfare aziendale. Tali azioni contribuiscono non solo alla tutela dei diritti dei lavoratori ma anche al miglioramento delle competenze e delle prestazioni professionali.

La filiera del rame è caratterizzata da una catena del valore globale complessa, che può includere fornitori localizzati in Paesi nei quali le condizioni di lavoro possono presentare criticità. In questo contesto, l'adozione di criteri volti alla tutela dei diritti umani nella selezione e nella gestione dei fornitori rappresenta uno strumento importante per mitigare i rischi reputazionali e operativi e per promuovere una maggiore sostenibilità lungo la catena di approvvigionamento.

Infine, il mancato rispetto delle normative o l'adozione di comportamenti non conformi agli standard di integrità e trasparenza nella conduzione delle attività potrebbe comportare conseguenze di natura legale, finanziaria e reputazionale per il Gruppo. A tal fine, KME adotta un sistema di regole e procedure interne, tra cui il Codice di condotta aziendale, finalizzate a garantire comportamenti etici e responsabili nelle relazioni con dipendenti, partner commerciali e altri stakeholder.

Temi non materiali

Gli ambiti identificati come non materiali sono i seguenti:

  • biodiversità (ESRS E4);
  • consumatori finali (ESRS S4).

Il tema della biodiversità non è stato ritenuto materiale in quanto le attività del Gruppo non determinano impatti diretti significativi su aree protette o ecosistemi sensibili. In particolare, KME non svolge attività estrattive e non ha siti produttivi situati all'interno o in prossimità di aree naturali protette. Gli eventuali impatti sulla biodiversità connessi alle attività industriali del Gruppo risultano pertanto limitati e prevalentemente indiretti, riconducibili soprattutto alla catena del valore a monte, in relazione alle attività estrattive e di produzione delle materie prime. Inoltre sono applicati presidi strutturati di monitoraggio dei fornitori ed il rispetto di standard di condotta e compliance ambientale ai partner commerciali; tali presidi riducono la probabilità e l'entità dell'esposizione residua a pratiche potenzialmente lesive della biodiversità nella catena del valore.

Il presente report include, a fini informativi, alcune evidenze relative alle attività di Natural Capital, società appartenente al Gruppo KME, in considerazione del loro contributo positivo alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione del capitale naturale. Tali elementi non incidono sulla valutazione complessiva di non materialità del tema della biodiversità per il Gruppo.

Analogamente, il tema dei consumatori finali non è stato ritenuto rilevante in quanto KME opera in ambito Business to Business e le sue produzioni non sono destinate direttamente ai consumatori o agli utilizzatori finali. Le produzioni del Gruppo sono in ogni caso conformi alle normative europee ed internazionali applicabili, che ne garantiscono qualità e sicurezza.

Matrice di doppia materialità

I risultati dell'analisi di doppia materialità sono stati rappresentati attraverso una matrice che incrocia la rilevanza degli impatti sull'ambiente e sulla società (asse verticale) con la rilevanza finanziaria dei rischi e delle opportunità (asse orizzontale).

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I punteggi attribuiti a ciascun tema ESG derivano dalla valutazione degli impatti, rischi e opportunità (IRO) identificati, secondo le metodologie descritte nel presente capitolo. Le soglie di materialità sono state definite pari a 13,18 per la materialità d'impatto e 7,70 per la materialità finanziaria.

Come precedentemente illustrato, la metodologia adottata nel 2025 si differenzia rispetto a quella dell'anno precedente. Nel 2025, la valutazione di materialità è stata condotta a livello di singolo IRO, risultando più granulare e supportata da analisi di benchmark, e consentendo quindi una disclosure più mirata e customizzata sull'attività del Gruppo.

I temi posizionati nel quadrante in alto a destra della matrice rappresentano gli ambiti nei quali ricadono gli impatti, rischi e opportunità (IRO) valutati come materiali. In coerenza con la metodologia adottata nel 2025, la materialità è infatti determinata a livello di singolo IRO e non di tema ESG; la matrice costituisce pertanto una rappresentazione aggregata dei risultati dell'analisi, utile a evidenziare le aree di maggiore rilevanza.

In particolare, gli IRO materiali si collocano prevalentemente nell'ambito dei seguenti temi ESRS: cambiamento climatico (E1), inquinamento (E2), acqua (E3), uso delle risorse ed economia circolare (E5), lavoratori dell'impresa (S1), lavoratori nella catena del valore (S2), comunità interessate (S3) e condotta aziendale (G1).

I temi biodiversità (E4) e consumatori finali (S4) non includono IRO che superano le soglie di rilevanza definite e sono pertanto considerati non materiali.

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Impatti, rischi e opportunità materiali

Sulla base delle soglie definite per la materialità d'impatto e finanziaria, sono stati identificati 34 IRO materiali, distribuiti tra i diversi temi come riportato nella tabella seguente.

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Rispetto all'esercizio precedente, il numero di IRO rendicontati risulta inferiore per effetto dell'evoluzione metodologica adottata nel 2025, che ha previsto il passaggio da una valutazione a livello di tema ESG a una valutazione puntuale a livello di singolo IRO. Tale approccio, più granulare e selettivo, ha consentito di individuare con maggiore precisione gli impatti, rischi e opportunità effettivamente rilevanti, escludendo quelli che, pur associati a temi materiali, non superano le soglie di rilevanza definite.

Tali risultati costituiscono la base per la selezione delle disclosure ESRS applicabili e per la definizione dei contenuti della Dichiarazione di sostenibilità.

Topic tabella Materialità Impatto (≥13,18) Nr. Impatti Materialità finanziaria (≥7,70) Nr. Rischi-Opportunità Totale IRO
E1 Cambiamento climatico 4 2 6
E2 Inquinamento 2 2 4
E3 Acqua e risorse marine 1 1
E4 Biodiversità
E5 Economia circolare 2 1 3
S1 Forza lavoro propria 2 5 7
S2 Lavoratori nella catena del valore 2 2 4
S3 Comunità interessate 2 3 5
S4 Consumatori finali
G1 Condotta delle imprese 1 3 4
Totale 8 16 7 18 34

Politiche, azioni e obiettivi di sostenibilità (ESRS 2 MDR-P, MDR-A, MDR-M)

Per affrontare le sfide del nostro tempo è necessario promuovere uno sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, al fine di preservare gli equilibri ecologici e contrastare il cambiamento climatico. Sostenibile sotto il profilo sociale, per garantire il rispetto dei diritti umani e rafforzare inclusione e coesione. Sostenibile sotto il profilo economico, attraverso imprese capaci di generare valore per gli stakeholder nel lungo periodo. KME Group opera in questa direzione, nella consapevolezza che ciò rappresenta al contempo una sfida di continua innovazione e una responsabilità verso l'ambiente, la società e le future generazioni.

L'industria del rame – settore in cui KME figura tra i principali player - riveste un ruolo strategico nella transizione verso un'economia sostenibile. Anche per tale ragione l'Unione Europea ha classificato il rame come "materia prima strategica", valutandone la rilevanza per gran parete delle tecnologie chiave nei principali settori strategici, tra cui digitale, energie rinnovabili, mobilità elettrica e space economy. Il rame è un materiale essenziale per la transizione energetica, in quanto indispensabile per gli impianti di produzione di energia rinnovabile, per l'efficienza energetica, per la diffusione della mobilità sostenibile, per le reti di distribuzione dell'elettricità. Inoltre, grazie alla sua riciclabilità potenzialmente infinita e alla sua elevata durabilità, il rame svolge un ruolo essenziale anche nella transizione ad un'economia sempre più circolare.

Le principali politiche adottate dal Gruppo e la loro applicabilità rispetto ai temi ESRS sono sintetizzate nella tabella seguente. Le stesse sono successivamente descritte in modo più approfondito nelle rispettive sezioni tematiche del presente documento.

Mappatura delle principali politiche di sostenibilità del Gruppo rispetto agli standard ESRS

Politiche del Gruppo E1 Clima E2 Inquinamento E3 Acqua E5 Economia circolare S1 Forza lavoro S2 Value chain S3 Comunità G1 Condotta
E1 Cambiamento climatico 2 2 2 2 2 2
E2 Inquinamento 2 2 2 2 2 2
E3 Acqua e risorse marine 1 1 2
E4 Biodiversità
E5 Economia circolare 2 2 2 2 2 2
S1 Forza lavoro propria 2 2 2 2 2 2
S2 Lavoratori nella catena del valore 2 2 2 2 2 2
S3 Comunità interessate 2 2 2 2 2 2
S4 Consumatori finali
G1 Condotta delle imprese 1 3 4 4 4 4
Totale 8 16 7 18 34 34 34 34

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Politica per la sostenibilità
Codice Etico
Politiche ambientali / HSE
Politiche HR (salute, sicurezza, diversità)
Politica diritti umani
Politica di approvvigionamento responsabile
Codice di condotta business partner
Politica anticorruzione
Codice di Corporate Governance

Politica per la sostenibilità

La Politica per la sostenibilità di KME Group, approvata dal Consiglio di Amministrazione il 14 aprile 2025, è stata oggetto di aggiornamento in data 27 aprile 2026. Essa definisce strategie, indirizzi e obiettivi a livello di Gruppo, con particolare riferimento alle società industriali operanti nel settore del rame. Tale politica si fonda su due pilastri principali - sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale – ed è supportata da un sistema di governance adeguato alla gestione delle tematiche ESG. La politica del Gruppo è focalizzata sulla sostenibilità delle proprie attività produttive ma, al contempo, opera per promuovere principi e pratiche sostenibili anche lungo l'intera catena del valore.

La sostenibilità ambientale rappresenta per KME Group un valore fondamentale e, al tempo stesso, un driver strategico nel contesto della transizione ecologica. Contribuire alla crescita di un'economia sostenibile costituisce non solo una responsabilità, ma anche una scelta strategica: un utilizzo sempre più efficiente delle risorse consente infatti di ridurre i costi, rafforzare la competitività e sostenere la redditività nel lungo periodo. L'innovazione sostenibile, inoltre, offre importanti opportunità di crescita, particolarmente significative in un settore come quello della trasformazione del rame, che svolge un ruolo essenziale nella transizione energetica. In tale ambito, l'impegno di KME si concentra in particolare sui seguenti obiettivi:

  • contribuire alla transizione verso l'economia circolare sviluppando ulteriormente le già elevate performance di circolarità nei propri processi produttivi, incrementando l'utilizzo di materie prime seconde e recuperando sottoprodotti e scarti di produzione, garantendo la durabilità e la riciclabilità dei prodotti, utilizzando in maniera efficiente le risorse materiali, energetiche e idriche;
  • accrescere la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili, anche mediante impianti di autoproduzione, e incrementare l'efficienza energetica dei propri processi produttivi;
  • ridurre le emissioni di gas serra in linea con le strategie e gli obiettivi dell'Unione Europea verso la neutralità climatica, promuovendo l'utilizzo di tecnologie e processi produttivi a basse emissioni di carbonio;
  • utilizzare le migliori tecnologie per tutelate l'ambiente e la salute, prevenendo i rischi di inquinamento, minimizzando gli impatti ambientali e gestendo in modo corretto i rifiuti;
  • attuare una corretta gestione ambientale nel rispetto delle leggi e dei regolamenti in vigore, puntando a garantire standard ancora più elevati di quelli previsti dalle normative anche mediante sistemi di certificazione volontari, e assicurando azioni di monitoraggio e miglioramento continuo per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

KME Group si impegna a perseguire la sostenibilità sociale, a partire dal rapporto con i dipendenti e con le comunità locali. Le azioni sono rivolte in primo luogo a garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori, contrastare ogni forma di discriminazione e favorire le pari opportunità, fornire un ambiente di lavoro sicuro


e salubre con l'obiettivo “zero incidenti”. KME Group agisce concretamente per rafforzare l'inclusione e la coesione sociale attraverso il Sistema Dynamo, e promuove relazioni con le comunità locali anche supportando iniziative di carattere sociale e culturale. Mediante la stretta osservanza del Codice di condotta aziendale, inoltre, KME Group si impegna a:

  • garantire la correttezza, la trasparenza e l’eticità nella conduzione delle proprie attività, nelle relazioni con gli stakeholder e nei rapporti con i partner commerciali;
  • rispettare le convenzioni internazionali in materia di diritti umani;
  • rispettare le normative relative all’ambiente, alla salute e alla sicurezza, alla responsabilità sociale d’impresa;
  • promuovere la sostenibilità nella catena del valore, adottando criteri di sostenibilità nella selezione dei fornitori.

Tutte le società del Gruppo operano, sulla base di specifiche politiche, azioni e obiettivi definiti a livello aziendale, per contribuire all’attuazione della politica di sostenibilità del Gruppo e al conseguimento degli obiettivi in essa contenuti.

Azioni e obiettivi della strategia per la sostenibilità

KME ha impostato e aggiornato la strategia per la sostenibilità, fissando una serie di obiettivi (che tengono conto delle condizioni di partenza) da raggiungere entro il 2032, con traguardi intermedi al 2027 e al 2030. La strategia di KME si basa su quattro principali linee guida e si sviluppa mediante una serie di azioni che, pur potendosi differenziare tra i diversi contesti produttivi e geografici (essendo centrata, per ragioni facilmente comprensibili, sul settore industriale del rame), riguardano tutte le società del Gruppo e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi fissati.

La strategia per la sostenibilità mira a coinvolgere, per quanto possibile, anche la supply chain mediante appositi criteri di sostenibilità, nonché gli stakeholder che possono contribuire alla sua attuazione. L’attuazione della strategia è supportata da una valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità ed è oggetto di periodico monitoraggio. Ferme rimanendo le funzioni e i poteri del Consiglio di Amministrazione di KME Group, nonché degli organi di amministrazione delle singole società comprese nel perimetro di consolidamento, la Direzione sostenibilità è la funzione responsabile del coordinamento delle politiche di sostenibilità del Gruppo.

La strategia di sostenibilità si articola nelle seguenti linee guida:

1. Massimo utilizzo di materie prime derivanti da riciclo e sviluppo dell’economia circolare

Da sempre KME punta, non solo per i notevoli benefici ambientali anche per gli evidenti vantaggi economici, alla massimizzazione dell’uso di metalli riciclati. Una scelta che ha dovuto affrontare taluni ostacoli quali la disponibilità, con continuità, di rottami sul mercato e la difficoltà tecnologiche legata all’impiego degli stessi nel processo di produzione. Negli ultimi anni la difficoltà di mercato si è significativamente ridotta grazie ad una serie di fattori positivi quali una crescente sensibilità ed attenzione nel recupero delle materie prime, una maggiore facilità nel trasporto delle merci (logistica più organizzata), lo sviluppo industriale di alcune aree del mondo e la conseguente maggiore disponibilità di materie prime seconde.

KME, con riguardo alle tecnologie di raffinazione e recupero dei rottami, a partire dagli anni 2000 ha fatto ulteriori e determinanti passi avanti in questa direzione. Il rame è uno dei pochi materiali che possono essere riciclati ripetutamente senza perdere di qualità. Non c’è alcuna differenza tra rame riciclato e rame estratto, ma utilizzare rottami per ottenere materie prime con caratteristiche uguali a quelle ottenute dall’utilizzo di materie prime vergini richiede un forte impegno in termini di investimenti e soprattutto un know-how specifico. Tutto ciò si traduce per KME in: investimenti (effettuati e da effettuare) per oltre 60 milioni di euro; sviluppo di Centri Ricerche (due in Germania ed uno in Italia); oltre 100.000 ore di formazione specifica. Grazie a ciò KME è in grado di operare utilizzando elevate percentuali di materiale riciclato. Know-how e tecnologia avanzate sono la base di questo vantaggio competitivo che sarà ulteriormente incrementato nel corso della prossima decade.

Sono stati effettuati investimenti finalizzati alla realizzazione di nuove fonderie in grado di operare con materiale riciclato, ampliando il range di rottami utilizzabili. Tuttavia, è opportuno rilevare che non è possibile raggiungere la quota del 100% di materiale riciclato, data la presenza di un mix produttivo

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composto da diverse famiglie di leghe che presentano limiti tecnici e quote massime per la percentuale di rottami utilizzabili nel processo produttivo, che di limiti di natura amministrativa dettati dai diversi enti che regolano le caratteristiche dei prodotti venduti nei mercati di riferimento.

Con lo sviluppo di modelli di business circolari e l'ulteriore aumento di utilizzo di materie prime derivanti da riciclo – puntando a raggiungere il 66% entro il 2030 al netto degli ulteriori processi di recupero interni agli stabilimenti, e l'80% considerando anche i metalli riciclati attraverso processi di recupero interno – non solo si contribuisce allo sviluppo dell'economia circolare ma anche, in misura significativa, alla riduzione delle emissioni di gas serra.

KME – coerentemente con le proposte della Commissione Europea per rendere i prodotti presenti sul mercato dell'UE sempre più sostenibili e circolari lungo l'intero ciclo di vita – è costantemente impegnata nel perseguimento di azioni in grado di ridurre le emissioni di CO₂ del proprio portafoglio prodotti che già oggi comprendono una serie di prodotti, ad esempio nel settore dell'automotive e delle telecomunicazioni, realizzati quasi interamente con metalli riciclati.

2. Ottimizzazione dei processi produttivi e dell'uso delle risorse

Si tratta di una serie di complesse ed innovative attività che passano attraverso la digitalizzazione dell'azienda. Attraverso una piattaforma cloud vengono archiviati tutti i dati – quelli di processo ma anche tutti i dati in precedenza non presi in considerazione per mancanza di adeguati e idonei strumenti – che vengono gestiti attraverso specifici algoritmi. Il sistema di gestione dei dati permette – in maniera costante – l'ottimizzazione di tutte le risorse e la possibilità di unificare i processi a livello di gruppo, con l'evidente vantaggio di poter utilizzare in maniera rapida e generalizzata qualsiasi miglioramento ottenuto in uno o più stabilimenti del gruppo.

I risultati di queste attività sono il pieno controllo e la riduzione:

  • del consumo di materie prime, materiali di processo e di imballaggio;
  • dei consumi energetici;
  • dei consumi di acqua;
  • della produzione di rifiuti;
  • delle emissioni di gas serra;
  • di sostanze inquinanti.

Grazie a queste attività si realizzano anche sensibili miglioramenti della sicurezza sul lavoro e quindi un ulteriore miglioramento degli indicatori relativi alla frequenza degli infortuni (Frequency Rate) e alla loro gravità (Gravity index), con l'obiettivo "incidenti zero".

3. Decarbonizzazione dei processi e riduzione delle emissioni di gas serra

Oltre che mediante le azioni già descritte (sviluppo della circolarità e digitalizzazione) il raggiungimento di questo obiettivo si declina in particolare attraverso tre principali azioni:

  • conversione, ove possibile, di parte dei forni fusori alimentati a gas metano a forni elettrici, puntando contestualmente ad incrementare l'utilizzo di energia rinnovabile;
  • realizzazione di piattaforme energetiche per autoconsumo alimentate ad energia rinnovabile;
  • progetti di certificazione dell'energia elettrica acquistata da fornitori terzi (i.e. garanzie di origine).

4. Continua crescita ed evoluzione dell'impatto sociale

KME è impegnata nella realizzazione di progetti di solidarietà ed iniziative di rilevante impatto sociale tramite una serie di attività che varcano i confini dell'azienda. Sin dalla propria nascita si è occupata delle famiglie dei dipendenti, quindi della comunità che ospitava le fabbriche e infine di bambini di tutto il mondo dando vita nel 2007 a Dynamo Camp, il primo camp di terapia ricreativa in Italia, che ospita gratuitamente
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bambini e ragazzi affetti da patologie gravi o croniche e le loro famiglie, per periodi di vacanza con assistenza qualificata. Dynamo è al centro di un sistema di economia sociale - una “nuova impresa sociale” - quale ulteriore attività di KME che ha creato nel corso degli anni un sistema economico sostenibile, attraverso un sostegno continuativo in una pluralità di forme, investimenti, donazioni di risorse ed asset, sostegno alle spese correnti, donazioni di competenze. Attraverso Dynamo, che oggi è una realtà solida ed indipendente, KME ha unito all’impegno sulla sostenibilità nuovi business sociali: si occupa in modo concreto di bambini e famiglie con malattie gravi, della conservazione del patrimonio naturalistico della comunità, della formazione di migliaia di persone e professionisti sui temi del bene comune. Il sistema Dynamo è dunque un pilastro fondamentale della strategia di sostenibilità del Gruppo. KME ne garantirà il continuo sviluppo caratterizzato da una costante attenzione verso l’innovazione e la creazione di nuovi modelli in grado massimizzare l’impatto sociale.

Obiettivi

La tabella seguente riporta una serie di obiettivi indicati nella Politica per la sostenibilità di KME Group, con riferimento al perimetro industriale (settore rame), che il Gruppo intende raggiungere entro il 2032, con traguardi intermedi al 2027 e al 2030, assumendo come anno base il 2024.

Per completezza, nella tabella sono riportati anche i risultati raggiunti nel 2025.

KPI Baseline 2024 Actual 2025 Target 2027 Target 2030 Target 2032
Utilizzo metalli riciclati^{1} (%) 53,3% 55,0% 58% 66% 68%
Utilizzo metalli riciclati e recuperati^{2} (%) 64% 69,2% 69% 80% 82%
Utilizzo energia da fonti rinnovabili^{3} (%) 43% 55,5% 55% 70% 85%
Emissioni CO_{2} per unità di prodotto^{4}
(t CO_{2}/t prod – variazione % vs 2024) 2,03 1,67
(-17,7%) -5% -10% -12%
Rifiuti avviati a recupero (%) 74,8% 81,3% 80% 83% 87%
Sicurezza sul lavoro^{5} (Frequency rate) 7,6 9,6 < 5 < 3 0

1-Percentuale di metalli provenienti da riciclo in rapporto ai metalli complessivamente utilizzati
2-Percentuale di metalli provenienti da riciclo e da recupero interno in rapporto ai metalli complessivamente processati
3-Percentuale di energia rinnovabile (acquistata e autoprodotta) in rapporto all’energia elettrica complessivamente consumata
4-Emissioni di CO₂e (scope 1, scope 2 market based, scope 3) per unità di prodotto (tonnellata)
5-Numero di infortuni con assenza >1 giorno / totale ore lavorate x 1.000.000

Progetti realizzati nel 2025 o in corso di realizzazione

Si segnalano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti progetti.

KME Italy. Nel corso del 2025 è stata completata, presso lo stabilimento di Fornaci di Barga, la realizzazione della prima fase di un impianto fotovoltaico, installato sulle coperture dei capannoni industriali e su alcune aree non edificate del sito. L’impianto – non ancora connesso alla rete a fine esercizio – ha una potenza pari a 9 MW e l’investimento complessivo è stato di 4,914 milioni di euro, di cui 3,247 milioni nel 2025. A completamento della seconda fase, la potenza complessiva raggiungerà 14,5 MWp, consentendo di coprire circa il 15% del fabbisogno energetico dello stabilimento, oggi alimentato quasi esclusivamente da energia elettrica, grazie al percorso di transizione energetica realizzato negli ultimi anni e volto alla sostituzione del gas nei forni fusori. Inoltre, KME ha presentato in Regione Toscana l’istanza per la valutazione di impatto ambientale relativa a un progetto che prevede la possibile introduzione di un ulteriore forno elettrico, in aggiunta a quelli attualmente in funzione.

KME Germany. Nel secondo semestre del 2025 è entrato in funzione un nuovo forno di fusione e raffinazione del rame, che consente di incrementare l’utilizzo di rottami in sostituzione dei metalli vergini. L’impianto permette di ampliare la gamma di materiali trattabili, includendo anche tipologie di rottami caratterizzate da un minore contenuto di metallo primario, precedentemente non compatibili. Il nuovo forno, basato su un processo innovativo di raffinazione selettiva a fuoco, consente la rimozione mirata delle
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impurità, migliorando l'efficienza e la qualità del processo produttivo. L'ammodernamento degli impianti di Osnabrück rappresenta un passo strategico verso un uso più efficiente delle risorse e una contestuale riduzione dell'impronta ambientale. Il costo complessivo del nuovo impianto ammonta a 10,4 milioni di euro, di cui 3,9 milioni investiti nel 2025.

Sostenibilità della supply chain

KME adotta criteri di sostenibilità nella organizzazione dei propri processi commerciali. Le direttive aziendali definiscono standard vincolanti per tutte le società del Gruppo, al fine di garantire coerenza e uniformità nei comportamenti adottati. Nella selezione dei fornitori vengono applicati criteri di qualificazione che valutano il potenziale partner sotto il profilo organizzativo, ambientale e sociale. Per la fornitura di prodotti e servizi costituisce requisito preferenziale, seppur non vincolante, il possesso di certificazioni del sistema di gestione ambientale (ISO 14001 o EMAS), del sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro (BS OHSAS 18001), del sistema di gestione della qualità (ISO 9001).

La supply chain di KME riguarda soprattutto l'approvvigionamento di metalli primari (rame, zinco, nichel, stagno), rottami (rame, zinco, ottone) ed energia (energia elettrica, gas, carburanti). Tra le ulteriori categorie di beni e servizi, si segnalano in particolare i materiali per il packaging e i servizi di trasporto. Con riferimento ai metalli, in considerazione della specificità delle materie prime, gli acquisti sono effettuati secondo le disponibilità di mercato e facendo ampio ricorso all'utilizzo di materie prime seconde (rottami). Per le forniture di energia sono utilizzati in genere operatori di carattere nazionale, privilegiando quelli che dichiarano una quota più elevata di produzione da fonti rinnovabili. Per l'acquisto di altri beni e servizi, ove possibile, è accordata preferenza a fornitori locali, sulla base di criteri di qualità e competitività economica.

Nell'approvvigionamento di materie prime, KME non utilizza minerali provenienti da aree interessate da conflitti armati. Considerata la complessità della catena di approvvigionamento e i molteplici processi di trasformazione del metallo, KME è consapevole che non sempre è possibile garantire una tracciabilità completa dei materiali acquisiti, in particolare per quanto riguarda le materie prime seconde. In tale contesto, nella selezione di nuovi fornitori KME considera un requisito essenziale la partecipazione all'iniziativa EICC-GeSi Conflict-Free (promossa dall'Electronic Industry Citizenship Coalition e del Global e-Sustainability), quale elemento qualificante in materia di approvvigionamento responsabile.

Criteri sociali e ambientali nella selezione di nuovi fornitori

Il rispetto dei diritti umani - e in particolare nelle pratiche di lavoro, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il rifiuto del lavoro forzato o minorile, il rispetto delle diversità, la non discriminazione, la libertà di associazione, condizioni di lavoro eque e favorevoli, la tutela della privacy dei lavoratori e l'attenzione alle relazioni con le comunità – rappresenta un criterio imprescindibile per il Gruppo KME nella selezione di nuovi fornitori. Alla luce dell'evoluzione del quadro normativo in materia di valutazione della supply chain, il Gruppo sta procedendo all'aggiornamento dei processi e delle procedure di valutazione dei fornitori, con l'obiettivo di attività attualmente svolte sulla base di prassi aziendale consolidate, ma non ancora inserite in un processo pienamente strutturato e formalizzato.

Nel corso del 2025, KME ha avviato un progetto dedicato all'implementazione di un nuovo software, quale sistema integrato per il Supply Chain Risk Management, finalizzato al miglioramento dei processi di selezione e qualifica dei fornitori, con specifico riferimento ai rischi legati agli impatti sul business, sui clienti finali e agli impatti ESG.

In fase di qualifica, i fornitori sono sottoposti a un questionario strutturato volto a valutare il livello di maturità ESG, cui è associato un punteggio utilizzato nell'ambito del rating di qualifica.

Nessun fornitore viene selezionato esclusivamente sulla base di criteri ambientali. Tuttavia, nell'ambito nel processo di selezione di nuovi fornitori, il Gruppo KME collabora i potenziali partner al fine di definire criteri, requisiti tecnici e soluzioni idonee a rafforzare gli standard di circularità e di sostenibilità ambientale della fornitura. Nel processo di valutazione viene inoltre considerato il profilo del potenziale fornitore dal punto di vista delle emissioni climalteranti.

KME intende consolidare ulteriormente l'integrazione dei principi di sostenibilità lungo l'intera catena del valore. A tal fine, entro il 2030 il 100% della spesa per le forniture rilevanti dovrà essere effettuata con fornitori certificati o sottoposti a specifica verifica di sostenibilità.

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Biodiversità ed ecosistemi

Pur non essendo identificato come tema rilevante nell'analisi di materialità - anche in considerazione del fatto che KME, nella gestione delle proprie attività industriali, adotta le misure necessarie a prevenire danni alla biodiversità e non genera rischi rilevanti o impatti significativi in tale ambito – si evidenzia che il Gruppo KME, attraverso la società benefit Natural Capital Italia, promuove iniziative volte alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità.

Natural Capital è una holding company che gestisce, coordina e finanzia investimenti finalizzati alla conservazione e valorizzazione del capitale naturale. La sostenibilità ambientale viene perseguita attraverso la missione principale della società, incentrata sulla tutela dei sistemi naturali. La sostenibilità economica, al contempo, è sviluppata mediante servizi orientati alla conservazione del capitale naturale, la promozione di esperienze all'interno delle oasi e un modello di gestione volto a migliorare la tutela della biodiversità, anche favorendo la coesistenza con attività di agricoltura biologica.

La società, che ha come partner il WWF, si prefigge di gestire, coordinare e finanziare investimenti volti alla conservazione di alcune tra le oasi naturalistiche più belle d'Italia, affrontando in maniera innovativa la sfida della compatibilità tra difesa del capitale naturale e redditività economica. La mission può essere così sintetizzata:

  • promozione e sviluppo di un turismo nature-based, volto alla sensibilizzazione ambientale attraverso esperienze a contatto con la natura ed attività outdoor;
  • sviluppo di pratiche agricole sostenibili e realizzazione di progetti volti alla conservazione del patrimonio naturalistico;
  • gestione in armonia con gli indirizzi naturalistici propri del WWF, nel rispetto dei protocolli vigenti e a sostegno delle più avanzate forme di conservazione.

Oltre ad interventi di compensazione delle emissioni di $\mathrm{CO}_{2}$ - riportati nel paragrafo "Politiche a azioni per il clima" - l'accordo tra le principali società industriali del Gruppo KME e Natural Capital Italia prevede ulteriori iniziative volte alla conservazione e valorizzazione del patrimonio boschivo e rurale nell'area "Oasi Dynamo", situata nel cuore della Toscana, nell'Appennino Pistoiese, e affiliata al WWF. Si tratta, in particolare, di interventi di conservazione della biodiversità, manutenzione dei reticoli idrografici e gestione dei servizi di regolazione idrica, tutela del suolo attraverso pratiche agronomiche ambientalmente virtuose, manutenzione delle strutture presenti nell'oasi. Nell'area sono presenti specie animali e vegetali incluse nella Lista rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), a conferma del valore ecologico del sito e della rilevanza delle attività di tutela intraprese.

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INFORMAZIONI AMBIENTALI

Gestione ambientale

Le aziende operanti nella produzione di rame e semilavorati in rame sono tenute al rispetto della normativa ambientale dell'Unione Europea e delle leggi nazionali in materia. Le autorizzazioni ambientali sono disciplinate dalla Direttiva (UE) 2024/1785 sulle emissioni industriali, la quale stabilisce specifici limiti alle emissioni e impone l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (BAT), al fine di ridurre gli inquinanti rilasciati in atmosfera e nelle acque, supportare la transizione verso la neutralità climatica e l'economia circolare, rafforzare la tutela della salute e dell'ambiente, migliorare la trasparenza e l'accesso pubblico ai dati ambientali.

Le industrie del rame sono inoltre soggette al sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Emission Trading Scheme - ETS) per la riduzione delle emissioni di CO2. Il settore è altresì interessato, direttamente o indirettamente, dalla normativa europea in materia di sostanze chimiche, tra cui il Regolamento REACH e le Direttive RoSH e WEEE, volte a garantire la tutela dell'ambiente, della salute umana e della sicurezza dei consumatori.

Nell'ambito di una gestione attenta e rigorosa di tutti gli aspetti ambientali, KME adotta sistemi volontari di certificazione, tra cui ISO 14001:2015 (sistema di gestione ambientale) e ISO 50001:2018 (sistema di gestione dell'energia), al fine di garantire standard di tutela ambientale superiori a quelli richiesti dalla normativa e di perseguire un miglioramento continuo delle proprie performance.

A conferma dell'impegno del Gruppo nella gestione ambientale e nel miglioramento continuo delle performance climatiche e idriche, KME ha ottenuto nel 2025 la Valutazione da parte del Carbon Disclosure Project (CDP) con rating B per Climate Change e C per Water Security.

Tutte le Società del Gruppo KME dispongono delle necessarie autorizzazioni ambientali e operano nel rispetto delle relative prescrizioni, adottando procedure finalizzate all'identificazione, al controllo, alla misurazione e alla riduzione degli impatti ambientali connessi alle proprie attività.

Nel periodo di rendicontazione non si registrano violazioni e sanzioni in materia di normativa ambientale, né per quanto riguarda la conformità a leggi e regolamenti relativi alla sicurezza dei prodotti e alla loro etichettatura.

Per completezza informativa, si segnala che il 17 marzo 2025, presso lo stabilimento KME Italy di Fornaci di Barga, nell'ambito dei controlli radiometrici interni, è stata rilevata la presenza del radionuclide Cs-137 nelle polveri di abbattimento fumi del forno fusorio. L'evento è stato prontamente comunicato alle autorità competenti, che hanno disposto la delimitazione dell'area interessata e lo stoccaggio del materiale in sicurezza. È stato quindi avviato un monitoraggio quotidiano con gli enti preposti e definito un piano di bonifica, attuato nell'agosto 2025 durante la fermata dello stabilimento. Alla ripresa delle attività, sono proseguiti i controlli analitici sui campioni di polveri. A ottobre 2025, la Prefettura ha dichiarato conclusa l'emergenza, a seguito del rientro dei livelli entro i limiti previsti. Non sono state applicate sanzioni né disposti fermi produttivi, alla luce della quantità trascurabile di materiale rilevato e della tempestiva ed efficace gestione dell'evento.


CAMBIAMENTO CLIMATICO (ESRS E1)

Piano di transizione per la mitigazione del cambiamento climatico (E1-1)

Nell'ambito della propria strategia di sostenibilità, KME è impegnata a definire un Piano di transizione strutturato per la mitigazione del cambiamento climatico, anche in rapporto all'evoluzione delle strategie e del quadro normativo a livello europeo. Pur in assenza di un Piano formalmente approvato e adottato, il Gruppo ha già da tempo avviato iniziative e azioni volte alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, in linea con gli accordi internazionali sul clima e con gli obiettivi definiti dall'Unione Europea. Tali iniziative sono coerenti con gli impatti, rischi e opportunità identificati nell'ambito dell'analisi di doppia materialità, in particolare con riferimento all'IRO-1-E1, relativo alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra associate alle attività operative del Gruppo.

Impatti, rischi e opportunità e loro interazioni con il modello di business – Analisi di resilienza climatica (ESRS 2 SBM-3)

Obiettivi e metodologia

L'obiettivo dell'analisi di resilienza climatica condotta da KME è valutare in che modo il cambiamento climatico possa influenzare il modello di business e la sua solidità finanziaria nel breve, medio e lungo periodo, al fine di definire una strategia finalizzata alla mitigazione dei rischi e alla valorizzazione delle opportunità.

Da un lato, l'identificazione dei rischi legati al cambiamento climatico, seppur in un contesto caratterizzato da inevitabili incertezze, è essenziale per prevenirli o mitigarli attraverso adeguate misure di adattamento; dall'altro, l'individuazione delle opportunità connesse alla transizione ecologica è fondamentale per orientare la strategia aziendale verso obiettivi di innovazione tecnologica e rafforzamento della competitività.

L'analisi di resilienza, aggiornata periodicamente, è integrata nei processi di risk management ed è supervisionata dai livelli apicali di governance. I suoi risultati contribuiscono a orientare le scelte strategiche e i piani di investimento di KME Group. L'analisi è di natura qualitativa e non costituisce stress test finanziario.

L'analisi tiene conto delle attività operative delle società del settore rame, della localizzazione delle infrastrutture industriali, delle catene di approvvigionamento, del contesto di mercato, delle politiche e delle misure regolatorie adottate a livello nazionale e sovranazionale. È stata condotta facendo riferimento ai principali scenari climatici definiti dalla letteratura scientifica internazionale: uno scenario di contenimento del riscaldamento globale entro 1,5–2 °C e uno scenario di riscaldamento elevato superiore a 3 °C. Gli orizzonti temporali considerati sono il breve termine (fino al 2040, con focus sui rischi climatici già osservabili), il medio termine (fino al 2060, con particolare attenzione agli obiettivi di neutralità climatica dell'Unione Europea previsti al 2050) e il lungo termine (fino al 2100).

I rischi e le opportunità legati al cambiamento climatico sono stati identificati secondo i criteri indicati dalla TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures) e raggruppati in due macro-categorie:

  • rischi fisici, distinti a loro volta in rischi acuti legati in particolare a eventi meteorologici estremi e rischi cronici associati a cambiamenti graduali ma strutturali del clima;
  • rischi e opportunità connesse alla transizione ecologica, riguardanti aspetti normativi e regolatori, approvvigionamento delle materie prime e costi dell'energia e, sviluppo delle clean technologies, contesto di mercato, finanza sostenibile.

A seguito dell'analisi di resilienza dei siti ai rischi climatici fisici, non sono emersi impatti sui valori contabili delle attività e delle passività riportati nei bilanci delle società del Gruppo.

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Contesto climatico

Il contrasto al cambiamento climatico costituisce una delle più rilevanti sfide globali. Il principale riferimento internazionale è l'Accordo di Parigi, sottoscritto nel 2015 da 185 Paesi, che si pone l'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali, perseguendo al contempo l'obiettivo di limitarlo a 1,5 °C. In tale contesto, l'Unione Europea, attraverso il Green Deal e il pacchetto "Fit for 55", ha fissato il traguardo della neutralità climatica entro il 2050, con un obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Le più recenti valutazioni indicano che il 2025 è stato uno degli anni più caldi mai registrati a livello globale. Secondo il Copernicus Climate Change Service (C3S) la temperatura media dell'ultimo triennio ha superato per la prima volta la soglia di +1,5 °C rispetto al periodo preindustriale (1850–1900), valore di riferimento dell'Accordo di Parigi. Ulteriori evidenze emergono dal report Global Climate Highlights 2025, pubblicato il 14 gennaio 2026, secondo cui la soglia di +1,5 °C potrebbe essere superata in modo stabile entro la fine degli anni Trenta, con un anticipo di circa un decennio rispetto alle proiezioni formulate nel 2015. La comunità scientifica internazionale, in particolare nei più recenti rapporti dell'IPCC, evidenzia che, in assenza di riduzioni rapide e consistenti delle emissioni, non sarà possibile contenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C o 2 °C. Ciò comporterebbe il raggiungimento di livelli critici per gli ecosistemi naturali e socio-economici. Già oggi, peraltro, l'aumento della concentrazione di gas a effetto serra è associato a una crescente frequenza e intensità di eventi meteorologici estremi, quali precipitazioni intense, alluvioni, ondate di calore e periodi prolungati di siccità.

Dal punto di vista economico e finanziario, nell'ultimo decennio le perdite economiche legate a eventi climatici estremi nell'Unione Europea sono state in media pari a circa 26 miliardi di euro annui. Secondo stime del Joint Research Centre, un'esposizione dell'economia europea a un riscaldamento compreso tra 1,5 e 3 °C potrebbe determinare perdite economiche annuali comprese tra 42 e 175 miliardi di euro. La crescente rilevanza dei rischi climatici è confermata anche da numerosi rapporti internazionali e dalle analisi delle autorità finanziarie, tanto che la Banca Centrale Europea li ha inclusi tra i principali fattori di attenzione nell'ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico.

Alla luce di questo scenario, è necessario accelerare le politiche di mitigazione delle emissioni di gas serra. Tuttavia, anche nello scenario più favorevole, tali azioni non saranno sufficienti a eliminare gli effetti del cambiamento climatico già in atto. Diventano quindi indispensabili misure di adattamento, complementari alla mitigazione, finalizzate a ridurre la vulnerabilità e ad aumentare la resilienza dei sistemi economici e produttivi, attraverso un'azione coordinata tra istituzioni pubbliche e imprese.

Rischi e opportunità

La strategia di adattamento ai cambiamenti climatici di KME Group si fonda su un insieme integrato di misure volte alla gestione dei principali rischi, in particolare quelli associati a eventi meteorologici estremi e alle loro conseguenze. Un caso emblematico è rappresentato dall'alluvione che nel 2021 ha colpito la Renania Settentrionale-Vestfalia, causando danni anche allo stabilimento KME di Stolberg.

Le società del Gruppo sono impegnate nell'individuazione e nell'attuazione di misure di prevenzione e mitigazione, in coerenza con i piani di adattamento definiti dalle autorità competenti a livello locale, regionale e nazionale. A titolo esemplificativo, KME Italy ha realizzato interventi di messa in sicurezza degli argini del fiume Serchio in prossimità dell'area industriale di Fornaci di Barga. Ulteriori azioni includono interventi di ripristino ambientale e conservazione del capitale naturale, promossi dalla controllata Natural Capital Italia.

Parallelamente, KME Group valuta le opportunità connesse alla transizione ecologica, integrando i risultati dell'analisi di resilienza nella propria strategia industriale. In considerazione del ruolo strategico del rame nella transizione energetica e nell'economia circolare, il Gruppo adotta strategie volte a valorizzare le opportunità di crescita e competitività, con una prospettiva di medio-lungo periodo.


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Rischi fisici

La valutazione dei rischi acuti risulta complessa a causa dell'assenza, a livello europeo, di un quadro di riferimento univoco e sistematico per l'analisi degli impatti potenziali dei cambiamenti climatici sulle attività industriali. Le principali criticità riguardano la limitata disponibilità di studi di dettaglio sugli scenari di impatto territoriale e la conseguente difficoltà di valutazione dei rischi per il sistema produttivo, nonché la mancanza di un sistema organico di raccolta e sistematizzazione delle informazioni. In tale contesto, caratterizzato da inevitabili incertezze previsionali, KME Group opera comunque per identificare i principali fattori di rischio, con particolare attenzione al rischio idrico associato a eventi meteorologici di forte intensità che potrebbero danneggiare asset o e infrastrutture, compromettendone la continuità operatività e generando perdite di valore. L'analisi dei potenziali rischi di inondazione nelle aree in cui sono localizzati gli stabilimenti industriali di KME si basa sulla mappatura elaborata dall'Agenzia Europea per l'Ambiente nell'ambito della Floods Directive e, per l'Italia, sulle informazioni fornite dalla piattaforma IdroGEO realizzata da ISPRA.

Per quanto riguarda i rischi cronici, in particolare la siccità e la disponibilità di risorse idriche, gli scenari climatici indicano una maggiore esposizione dei Paesi dell'Europa meridionale, inclusa l'area mediterranea in cui si trovano diversi stabilimenti del Gruppo. Tuttavia, i rischi di carenza idrica non sono attualmente valutati come rilevanti, anche grazie all'adozione di sistemi operativi che consentono elevati livelli di riciclo e riutilizzo dell'acqua, nonché, in alcuni siti produttivi, di sistemi di raccolta e utilizzo delle acque piovane. La strategia di KME Group prevede un ulteriore rafforzamento di tali misure, al fine di ridurre progressivamente il fabbisogno di risorse idriche.

Ad integrazione delle informazioni sopra riportate, si riporta la tabella relativa ai livelli di stress idrico delle aree in cui sono localizzati gli stabilimenti industriali e i centri servizi del Gruppo, elaborata sulla base del Water Risk Atlas del World Resources Institute. Lo stress idrico esprime il rapporto tra la domanda complessiva di acqua (per usi domestici, industriali, agricoli e zootecnici) e la disponibilità di risorse idriche rinnovabili, sia superficiali sia sotterranee. La maggior parte dei siti produttivi del Gruppo è localizzata in aree a basso o medio-basso stress idrico.

Classificazione livello di stress idrico Società Sito
Basso KME Netherlands Zutphen
Basso SCT Serravalle
Basso Sundwiger Messingwerk Hemer
Basso KME Rolled France Besançon
Basso KME SC SL Dolny Kubin
Medio-basso KME Mansfeld Hettstedt
Medio-basso KM Copper Bars Hettstedt
Medio-basso KME SC UK Birmingham
Medio-basso TMX Niederbruck
Medio-basso Centro Servizi Mortara Mortara
Medio-alto KME Italy Fornaci di Barga
Medio-alto KME Germany Osnabrück
Medio-alto AML Alessandria
Medio-alto TMX Givet
Alto KME Spain Barcellona
Estremamente alto - -

L'analisi ha inoltre considerato altri rischi climatici fisici (es. ondate di calore, aumento delle temperature, eventi estremi e interruzioni infrastrutturali), che, pur inclusi nella valutazione qualitativa, non risultano attualmente determinanti per il modello di business del Gruppo.

Rischi di transizione

I rischi di transizione riguardano le incertezze e la complessità delle sfide che KME è chiamata ad affrontare nel percorso verso un'economia a basse emissioni di carbonio. La strategia del Gruppo persegue un duplice obiettivo: da un lato, ridurre tali rischi attraverso una gestione strutturata dei principali fattori di esposizione; dall'altro, cogliere le opportunità economiche e i benefici connessi all'innovazione tecnologica e al rafforzamento della resilienza del modello di business.

Con riferimento ai rischi connessi alla transizione ecologica, spesso interconnessi con le tensioni geopolitiche e con l'evoluzione delle relazioni internazionali e commerciali – si individuano in particolare i seguenti ambiti di rischio.

  • Rischi normativi, regolatori e legali. Il rischio di carattere normativo e regolatorio per l'industria dei produttori di semilavorati di rame e delle sue leghe si articola in diversi profili. Un primo ambito riguarda i processi di rinnovo e mantenimento delle autorizzazioni e delle licenze necessarie all'esercizio degli impianti produttivi. Eventuali modifiche normative, a livello nazionale o sovranazionale, potrebbero comportare impatti finanziari e incidere sulla continuità operativa degli stabilimenti, rischio che comunque KME valuta come molto remoto. Un secondo ambito concerne il Sistema per lo scambio di quote di emissione dell'Unione Europea (EU ETS), uno dei principali strumenti per la riduzione delle emissioni nei settori industriali a maggiore intensità carbonica. Eventuali revisioni delle soglie di emissione o dei criteri di allocazione delle quote potrebbero determinare un aumento dei costi e generare effetti finanziari negativi rispetto alla situazione attuale. Un ulteriore profilo di rischio è rappresentato dall'eventuale introduzione di nuove misure fiscali, quali imposte di scopo o meccanismi di carbon pricing, che prevedano l'applicazione di un onere per tonnellata di CO₂ emessa, con conseguente aumento del carico fiscale. A completamento del quadro, si segnalano infine potenziali rischi legati all'introduzione o al rafforzamento di obblighi assicurativi, come nel caso italiano con l'obbligo di copertura contro calamità naturali e catastrofi, che può determinare un incremento dei costi operativi.

  • Rischi di mercato. Con riferimento ai rischi di mercato relativi ai volumi di vendita potenzialmente influenzati dal cambiamento climatico, si evidenzia che la crescita attesa della domanda di prodotti in rame e sue leghe nel medio-lungo periodo, in particolare per i prodotti laminati che costituiscono il core business di KME Group, consente di escludere rischi significativi in termini di sbocchi di mercato. Tale crescita è sostenuta infatti dal ruolo centrale del rame nei processi di elettrificazione e nella transizione energetica, nonché dalle caratteristiche di sostenibilità e circularità dei prodotti offerti dal Gruppo. Diverso è lo scenario con riferimento ai rischi di mercato legati agli acquisti di beni e servizi. La crescente domanda di energia elettrica, unitamente a possibili restrizioni dell'uso di fonti fossili, potrebbe determinare un aumento dei prezzi dell'energia, con potenziali impatti negativi sulla performance economico-finanziaria di KME Group. Dinamiche analoghe potrebbero interessare il gas naturale, il cui prezzo potrebbe aumentare anche in conseguenza indiretta degli effetti del cambiamento climatico. Per mitigare tali rischi, KME Group – riconosciuto come soggetto energivoro in Italia e Germania – ha avviato la realizzazione di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili in alcuni stabilimenti e sta valutando, in particolare in Germania, soluzioni alternative al gas per l'alimentazione dei forni fusori nel medio-lungo periodo, quali l'impiego dell'idrogeno. KME effettua inoltre un monitoraggio costante dei mercati energetici e stipula contratti di fissazione dei prezzi per determinate quantità, al fine di ridurre l'esposizione alla volatilità. Ulteriori rischi di mercato riguardano la catena di approvvigionamento dei metalli, principale voce di costo per KME. Secondo un recente studio di S&P Global, la domanda globale di rame potrebbe crescere di circa il 50% nei prossimi 15 anni, passando da 28 milioni di tonnellate nel 2025 a 42 milioni di tonnellate nel 2040, trainata dalla transizione ecologica e dagli investimenti nei settori digitale e tecnologico. In assenza di adeguati investimenti, l'offerta mineraria potrebbe diminuire, nonostante un previsto aumento dei volumi di rame riciclato. In tale contesto, il rischio potenziale riguarda un incremento dei prezzi del metallo vergine e dei rottami, nonché una maggiore dipendenza da specifiche aree geografiche di approvvigionamento. KME Group valuta tuttavia
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attualmente tali rischi come remoti, in quanto la disponibilità di materia prima non presenta criticità significative. Inoltre, il modello di business del Gruppo prevede la gestione della componente metallo del prezzo di vendita come pass-through verso il cliente, con fissazione del prezzo in fase di ordine. KME opera, infine, anche secondo il modello del tolling, che prevede la sola trasformazione del metallo acquistato direttamente dal cliente.

  • Rischi tecnologici. Il perseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra richiede un continuo processo di innovazione tecnologica, fondato sull'adozione delle BAT (Best Available Technologies). KME affronta gli investimenti tecnologici attraverso un approccio orientato all'impiego delle migliori soluzioni disponibili, con l'obiettivo di minimizzare il profilo di rischio associato agli investimenti stessi. Alla luce di tale impostazione, non si rilevano attualmente rischi tecnologici significativi per il Gruppo.

  • Rischi reputazionali. Con riferimento ai rischi reputazionali, l'analisi può essere ricondotta a due principali ambiti. Il primo ambito riguarda i rischi lungo la catena del valore, con particolare riferimento alla selezione dei fornitori, soprattutto per le categorie di acquisto del metallo e dell'energia. Il potenziale rischio riguarda il ricorso a fornitori non pienamente conformi alle normative e agli standard di riferimento in materia di sostenibilità ambientale, emissioni, salute e sicurezza sul lavoro. Tale rischio, valutato come remoto da KME, è mitigato da procedure strutturate di qualificazione e selezione dei fornitori, che non si basano esclusivamente su criteri economici, ma includono una valutazione complessiva dei requisiti ESG. Il secondo ambito riguarda i rischi connessi alle operazioni proprie, riconducibili al mancato rispetto degli obblighi di disclosure e di reporting in materia di sostenibilità, nonché degli obblighi di rendicontazione previsti da specifiche normative, quali il sistema ETS. Tali obblighi risultano correttamente assolti da KME e, pertanto, non si rilevano rischi significativi in questo ambito. Il Gruppo è inoltre impegnato nella riduzione delle emissioni in rapporto ai volumi produttivi e nel conseguimento degli obiettivi definiti nelle proprie policy di sostenibilità, in coerenza con i target di decarbonizzazione stabiliti a livello europeo. Il raggiungimento di tali obiettivi rappresenta un elemento chiave anche sotto il profilo reputazionale, contribuendo a preservare la fiducia di investitori, stakeholder e comunità di riferimento.

Opportunità

Grazie alle sue caratteristiche intrinseche, il rame svolge un ruolo centrale nella transizione ecologica. In primo luogo, esso rappresenta un materiale essenziale per la transizione energetica: l'elevata conducibilità elettrica, unita alle proprietà meccaniche, lo rende indispensabile per le tecnologie legate alle energie rinnovabili, all'efficienza energetica, alla mobilità sostenibile e, più in generale, ai processi di elettrificazione. In secondo luogo, l'elevata durabilità e la riciclabilità pressoché infinita del rame ne fanno un materiale chiave per la transizione verso un'economia circolare, che costituisce una leva fondamentale per il raggiungimento della neutralità climatica e, al contempo, un fattore di efficienza nell'uso delle risorse, di riduzione dei costi e di rafforzamento della competitività delle imprese. L'industria del rame rientra pertanto tra i settori che possono beneficiare delle maggiori opportunità di sviluppo connesse a prodotti e mercati strategici per la duplice transizione ecologica e digitale. In questo contesto, l'Unione Europea ha classificato il rame come "materia prima strategica".

Alla luce di questo scenario e al fine di cogliere pienamente le opportunità emergenti, KME Group ha ulteriormente focalizzato le proprie attività e la propria strategia nel settore del rame, con particolare riferimento ai prodotti piani. Negli ultimi anni, l'attività della Società si è concentrata sulla gestione della partecipazione in KME SE e nelle sue controllate, attraverso operazioni di acquisizione e dismissione che hanno condotto a una nuova configurazione strategica del settore rame, fortemente orientata al comparto dei laminati.

Il settore industriale del rame presenta inoltre, in base alle aspettative dei principali mercati di riferimento, interessanti opportunità di sviluppo nel medio termine, sia in termini di redditività sia di generazione di cassa, ulteriormente rafforzate dal miglioramento del posizionamento competitivo di KME SE. Ulteriori opportunità potrebbero emergere in relazione alle seguenti policy e misure adottate dall'Unione Europea:

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  • Clean Industrial Deal e relativo Piano di azione settoriale che prevede misure specifiche a sostegno dell'industria metallurgica, inclusi i metalli non ferrosi (European Steel and Metals Action Plan, marzo 2025), nonché all'Industrial Accelerator Act presentato dalla Commissione il 4 marzo 2026;
  • Regolamento UE 2024/1781 (Ecoprogettazione per prodotti sostenibili);
  • Regolamento 2024/1252 (Materie prime critiche e strategiche);
  • Circular Economy Act, la cui presentazione è prevista entro la fine del 2026.

Risultati dell'analisi e strategia di KME Group

L'analisi mostra che il cambiamento climatico incide sul contesto operativo di KME Group, determinando un aumento dei potenziali rischi fisici e di transizione, ma al contempo evidenzia le opportunità connesse al ruolo strategico del rame nella transizione ecologica.

| RISCHI | Rischi fisici acuti | • eventi meteorologici estremi, quali tempeste, ondate di calore ed eventi alluvionali, con potenziali danni alle infrastrutture industriali
• possibili interruzioni delle forniture di energia e nei trasporti |
| --- | --- | --- |
| | Rischi fisici cronici | • aumento delle temperature, con impatti sull'efficienza operativa
• stress idrico in specifiche aree geografiche
• variazioni nella disponibilità di risorse naturali |
| | Rischi di transizione | • rischi normativi, legati all'introduzione di meccanismi di carbon pricing e a normative più stringenti sulle emissioni
• rischi di mercato, legati alla crescita della domanda di rame e a potenziali criticità di approvvigionamento
• rischi tecnologici, associati alla necessità di investimenti in tecnologie a minore intensità di carbonio
• rischi reputazionali, derivanti dalle crescenti aspettative di clienti, investitori e altri stakeholder. |
| OPPORTUNITÀ | | • ruolo centrale del rame nella transizione energetica, in particolare nei processi di elettrificazione, nello sviluppo delle fonti rinnovabili e nella mobilità elettrica
• uso efficiente delle risorse e solide performance in termini di circularità del modello di business di KME
• vantaggi competitivi derivanti dall'adozione di processi produttivi più efficienti e a basse emissioni. |

Nel complesso, i rischi fisici sono valutati di entità medio-contenuta e risultano mitigabili attraverso misure di prevenzione, adattamento infrastrutturale e gestione operativa. I rischi di transizione sono considerati gestibili, a condizione di una progressiva e coerente attuazione della strategia di decarbonizzazione.

Parallelamente, le strategie di decarbonizzazione e l'innovazione tecnologica rappresentano leve fondamentali per cogliere le opportunità offerte dalla transizione ecologica e per rafforzare la competitività del Gruppo KME.

La strategia di KME si articola lungo una serie di direttrici complementari:

  • riduzione delle emissioni dirette di $\mathrm{CO}_{2}$ (scope 1);
  • incremento dell'efficienza energetica;
  • riduzione delle emissioni indirette di $\mathrm{CO}_{2}$ (scope 2) mediante un crescente utilizzo di energia da fonti rinnovabili;
  • riduzione delle emissioni lungo la catena del valore (scope 3), attraverso un maggiore utilizzo di materie prime seconde e l'integrazione di criteri ambientali nei processi di selezione dei fornitori;
  • investimenti in tecnologie innovative e nelle best available technologies;
  • diversificazione delle fonti di approvvigionamento;

  • adozione di misure di adattamento ai cambiamenti climatici;
  • sviluppo di partnership e iniziative condivise lungo la filiera.

L'analisi di resilienza di KME Group evidenzia un modello di business complessivamente compatibile con gli scenari considerati, anche in virtù del ruolo fondamentale del rame nella transizione ecologica e della capacità di adattare la strategia al cambiamento climatico e alla transizione ecologica. Il rafforzamento della resilienza rappresenta un fattore chiave per garantire la continuità operativa e la creazione di valore nel medio-lungo periodo da parte di KME Group.

Politiche e azioni per il clima (E1-2 E1-3)

KME Group, consapevole del ruolo cruciale che il settore metallurgico riveste nella transizione ecologica, ha adottato una politica climatica fondate su impegni chiari e misure concrete, volte sia alla mitigazione degli impatti ambientali delle proprie attività sia all'adattamento agli effetti del cambiamento climatico. Tale politica è parte integrante della più ampia Politica di Sostenibilità approvata dal Consiglio di Amministrazione, che ne garantisce la supervisione strategica e l'aggiornamento periodico. La responsabilità operativa della sua attuazione è affidata alla Direzione Sostenibilità, che opera in coordinamento con le diverse funzioni aziendali e con le società controllate del Gruppo, in Italia e all'estero.

KME si impegna a ridurre le proprie emissioni di gas serra attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica, l'adozione di tecnologie a basse emissioni di carbonio, l'approvvigionamento di energia rinnovabile certificata e lo sviluppo di iniziative di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. In particolare, il Gruppo promuove, ove possibile, il revamping degli impianti in ottica green, con l'obiettivo di ridurre l'utilizzo del gas naturale. Tali azioni sono accompagnate dall'adozione volontaria dello standard ISO 50001 per la gestione dell'energia, a testimonianza di un impegno strutturato e trasparente nel percorso di decarbonizzazione.

Le politiche climatiche del Gruppo includono anche misure di adattamento, con l'obiettivo di ridurre gli impatti ambientali generati dalle imprese appartenenti al Gruppo, promuovendo una gestione efficiente dei materiali utilizzati secondo i principi dell'economia circolare e utilizzando materie prime seconde, nonché attraverso iniziative di riduzione e di riciclo dei rifiuti.

Il monitoraggio delle emissioni, sia dirette che indirette, costituisce parte integrante della strategia climatica ed è orientato alla misurazione e alla progressiva riduzione dell'impatto per unità di prodotto, anche tramite iniziative di coinvolgimento dei fornitori. Nel definire la propria politica climatica, KME ha tenuto conto degli interessi e delle aspettative dei principali stakeholder – inclusi clienti, comunità locali, investitori e autorità pubbliche – attraverso attività strutturate di stakeholder engagement e un processo annuale di aggiornamento della doppia materialità. I contenuti della politica sono resi pubblici tramite i canali ufficiali del Gruppo, tra cui il sito web aziendale e i documenti di rendicontazione, al fine di garantire la massima trasparenza nei confronti di tutte le parti interessate.

La trasformazione dei metodi di produzione e dei relativi processi operativi è al centro della strategia di KME orientata alla neutralità climatica. Il Gruppo sviluppa azioni finalizzate alla riduzione delle emissioni e alla decarbonizzazione dei processi industriali, in coerenza con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi del 2015 e con il Green Deal dell'Unione Europea.

Le politiche, azioni e target climatici sono definiti tenendo conto degli impatti, rischi e opportunità identificati nell'ambito dell'analisi di doppia materialità, in particolare con riferimento alle emissioni di gas serra, ai consumi energetici e ai rischi legati alla transizione energetica.

KME Group ha adottato una politica ambientale e climatica che definisce gli indirizzi strategici per la gestione degli impatti legati al cambiamento climatico. La politica è finalizzata a:

  • ridurre le emissioni di gas a effetto serra;
  • migliorare l'efficienza energetica dei processi produttivi;
  • incrementare l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili;
  • promuovere soluzioni di economia circolare e incrementare ulteriormente l'utilizzo di materie prime seconde derivanti da riciclo;
  • adottare misure di compensazione della $\mathrm{CO}_{2}$;

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  • implementare tecnologie innovative per la decarbonizzazione.

La politica si applica alle operazioni proprie e, ove possibile, è estesa alla catena del valore attraverso criteri di sostenibilità nella selezione dei fornitori.

Il Gruppo sviluppa azioni finalizzate alla riduzione degli impatti climatici, tra cui:
- interventi di efficientamento energetico degli impianti produttivi;
- progressiva elettrificazione dei processi industriali;
- acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate;
- realizzazione di impianti per l'autoproduzione di energia;
- incremento dell'utilizzo di materie prime seconde.

Tali azioni sono integrate nei piani industriali e sono oggetto di monitoraggio periodico. Le singole società attuano specifici piani di azione, in coerenza con gli obiettivi e le politiche per il clima adottate a livello di Gruppo nell'ambito della Politica di sostenibilità.

Efficienza energetica e autoproduzione di energia rinnovabile

Il Gruppo KME è impegnato in una costante azione di miglioramento dell'efficienza energetica. L'uso efficiente dell'energia rappresenta un obiettivo strategico sia sotto il profilo ambientale, per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, sia sotto il profilo economico, in quanto consente di contenere i costi operativi. KME adotta lo standard ISO 50001:2018 quale strumento per il miglioramento continuo delle prestazioni nell'uso dell'energia. L'incremento dell'efficienza energetica è perseguito attraverso innovazioni gestionali e interventi di efficientamento degli impianti, con particolare riferimento all'ottimizzazione dei processi, alla razionalizzazione delle procedure produttive e all'introduzione di soluzione tecnologiche avanzate. Ulteriori azioni riguardano il miglioramento dell'efficienza energetica degli immobili e degli ambienti di lavoro, mediante interventi sui sistemi di riscaldamento e condizionamento - anche tramite sistemi informatizzati di telecontrollo - nonché attraverso l'adozione di sistemi di illuminazione a led. Sono inoltre in corso di realizzazione ulteriori impianti fotovoltaici per incrementare l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Iniziative volontarie di gestione forestale sostenibile e stima del beneficio climatico

Con l'obiettivo di contribuire alla riduzione dell'impronta carbonica del Gruppo, le principali società industriali - KME Italy, KME Mansfeld e KME Germany - hanno attivato, a partire dal 2022, un'iniziativa volontaria (non certificata) di assorbimento delle emissioni di $\mathrm{CO}{2}$ in collaborazione con Natural Capital Italia S.p.A., holding italiana impegnata nella tutela e valorizzazione del capitale naturale (acqua, aria, suolo, biodiversità), attraverso progetti di gestione forestale sostenibile. Sulla base di metodologie interne e di riferimenti tecnico-scientifici riconosciuti (IPCC, FAO), si stima che tale iniziativa abbia generato nel corso del 2025 un beneficio climatico equivalente a circa 11.000 tonnellate di $\mathrm{CO}{2}$ assorbite lungo il ciclo di vita previsto della vegetazione. Le attività sono realizzate presso Oasi Dynamo, riserva naturale di circa 1.000 ettari affiliata al WWF e situata negli Appennini Pistoiesi. L'area è oggetto di un piano di gestione forestale sostenibile, finalizzato a massimizzare la capacità di assorbimento di $\mathrm{CO}_{2}$ da parte della vegetazione attraverso una gestione attiva e responsabile del patrimonio boschivo. Le compensazioni descritte non sono certificate da enti terzi e, pertanto, non sono contabilizzate come riduzioni delle emissioni nei bilanci ufficiali di Scope 1, 2 o 3, ma sono riportate esclusivamente a fini informativi e di trasparenza. Tali iniziative si inseriscono nell'approccio proattivo del Gruppo KME alla transizione ecologica e alla valorizzazione del capitale naturale.

Principali obiettivi (E1-4)

KME Group ha l'obiettivo di ridurre le proprie emissioni complessive di gas a effetto serra (Scope 1, Scope 2 e Scope 3) per unità di prodotto. Il Gruppo ha previsto una riduzione dell'intensità emissiva del $5\%$ entro il 2027, del $10\%$ entro il 2030 e del $12\%$ entro il 2032, assumendo il 2024 come anno base. Già nel 2025 è stato raggiunto e superato il target previsto per il 2032.

Tra le principali leve per il raggiungimento di tali obiettivi rivestono un ruolo centrale le iniziative volte ad incrementare l'utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, sia attraverso la produzione interna sia mediante l'approvvigionamento da fornitori esterni. In questo ambito, la Strategia di sostenibilità del Gruppo prevede di incrementare la quota di energia rinnovabile sul consumo complessivo di energia

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elettrica dal 43% nel 2024 al 55% nel 2027, al 70% nel 2030 e fino all'85% entro il 2032. Nel 2025 tale quota ha già raggiunto il 55,5%, superando anticipatamente il target intermedio previsto per il 2027.

| Riduzione delle emissioni di gas a effetto serra* per unità di prodotto
(variazione % vs 2024) | baseline | actual | obiettivo medio termine | obiettivi lungo termine | |
| --- | --- | --- | --- | --- | --- |
| | 2024 | 2025 | 2027 | 2030 | 2032 |
| | 2,03 t CO₂ /tprod | 1,67 t CO₂ /tprod (-17,7%) | -5% | -10% | -12% |

*Totale emissioni Scope 1, Scope 2 market based e Scope 3

Quota di energia elettrica da fonti rinnovabili sul consumo totale di elettricità baseline actual obiettivo medio termine obiettivi lungo termine
2024 2025 2027 2030 2032
43% 55,5% 55% 70% 85%

Remunerazione degli amministratori in relazione agli obiettivi climatici

In relazione all'obbligo di informativa ESRS 2 GOV-3 (integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione) si precisa che, allo stato attuale, i risultati aziendali connessi agli obiettivi di mitigazione del cambiamento climatico non incidono sulla remunerazione degli amministratori.

Metriche

KME Group rendiconta le proprie emissioni di gas a effetto serra – Scope 1, Scope 2 e Scope 3 – in conformità al GHG Protocol e ai principali standard internazionali, nonché ai requisiti previsti dagli ESRS.

Con riferimento alle emissioni dirette di Scope 1, i flussi energetici considerati includono: gas naturale; olio combustibile extra leggero (gasolio da riscaldamento); GPL (anche riferito come propano); biomassa (quale carbone di legno, charcoal); benzina; diesel. I consumi di benzina e diesel sono ripartiti tra instrumental use e mixed use: si assume che il 100% dell'instrumental use e il 70% del mixed use rientrino nei consumi aziendali contabilizzati nello Scope 1.

Per le emissioni indirette di Scope 2, i flussi energetici considerati comprendono:

  • energia elettrica acquistata, distinta per fornitore sulla base delle condizioni contrattuali (contratti con fornitura coperta da certificati GO di energia rinnovabile; contratti con fornitura con mix energetico ed emissioni tracciate (NGC EECS); contratti basati su "residual mix");
  • energia elettrica autogenerata da fonti rinnovabili, distinguendo tra quota autoconsumata e quota immessa in rete.

Le emissioni sono rendicontate secondo gli approcci market-based e location-based. I mix energetici utilizzati ai fini delle disclosure ESRS E1 relative ai consumi energetici sono determinati secondo l'approccio market-based.

Le emissioni indirette lungo la catena del valore di Scope 3 sono rendicontate sulla base di una analisi di significatività che ha consentito di individuare le principali categorie di impatto lungo la catena del valore.

KME Group opera in settori ad alta intensità energetica e con significativo impatto climatico; i consumi energetici rendicontati fanno riferimento a tale contesto operativo. L'intensità energetica è calcolata non solo in rapporto ai ricavi netti, ma anche in rapporto ai volumi della produzione industriale. Per ulteriori dettagli sulle metodologie adottate e sulle fonti utilizzate si rimanda alla Nota metodologica riportata in appendice.

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Consumi di energia (E1-5)

Nel 2025 i consumi di energia complessivi del Gruppo sono stati pari a 567.879 MWh, con un incremento del 16,3% rispetto al 2024. L'aumento dei consumi è riconducibile principalmente alla crescita dei volumi produttivi nel settore industriale del rame, che rappresenta il 99,8% dei consumi energetici totali.

La struttura del mix energetico evidenzia una prevalenza di fonti fossili, pari al 71,1% dei consumi complessivi, seguite dalle fonti rinnovabili (27,6%) e, in misura residuale, dalle fonti nucleari (1,3%). In termini assoluti, i consumi da fonti fossili sono aumentati da 371.085 MWh nel 2024 a 403.491 MWh nel 2025, mentre i consumi da fonti rinnovabili hanno registrato una crescita più marcata, passando da 107.383 MWh a 156.921 MWh, grazie in particolare all'incremento dell'energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili. In particolare, KME ha impiegato 70.500 MWh di energia elettrica da fonti rinnovabili certificata tramite Garanzia di origine (GO), 81.086 MWh di energia elettrica da fonti rinnovabili incluse in forniture certificate NGC EECS, 4.886 MWh in forniture "residual mix" e 448 MWh da autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Nel corso dell'esercizio il Gruppo ha inoltre incrementato la produzione interna di energia da fonti rinnovabili, che è passata da 236 MWh nel 2024 a 778 MWh nel 2025, confermando l'impegno verso una progressiva decarbonizzazione dei consumi energetici.

CONSUMI DI ENERGIA 2024 2025
unità di misura Società industriali Altre società TOTALE Società industriali Altre società TOTALE
Consumo di carburante da petrolio greggio e prodotti petroliferi MWh 7.167 207 7.374 7.418 477 7.896
Consumo di carburante da gas naturale MWh 233.720 289 234.009 277.325 280 277.605
Consumo di carbone e prodotti da carbone MWh - - - - - -
Consumo di carburante da altre fonti fossili MWh - - - - - -
Consumo di energia elettrica, calore, vapore o raffreddamento acquistati o acquisiti da fonti fossili MWh 129.169 533 129.702 117.480 510 117.990
Consumo totale di energia da fonti fossili MWh 370.056 1.029 371.085 402.224 1.267 403.491
Consumo totale di energia da fonti nucleari MWh 9.912 26 9.938 7.439 28 7.467
Consumo di combustibili da fonti rinnovabili, inclusa la biomassa (compresi rifiuti industriali e urbani di origine biologica), biocarburanti, biogas, idrogeno da fonti rinnovabili MWh 842 - 842 - - -
Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti rinnovabili acquistati o acquisiti MWh 106.296 43 106.339 156.408 64 156.472
Consumo di energia rinnovabile non combustibile autoprodotta MWh 202 - 202 448 - 448
Consumo totale di energia da fonti rinnovabili MWh 107.340 43 107.383 156.856 64 156.921
Consumo totale di energia MWh 487.307 1.098 488.405 566.519 1.360 567.879
Produzione di energia 2024 2025
--- --- --- --- --- --- --- ---
unità di misura Società industriali Altre società TOTALE Società industriali Altre società TOTALE
Produzione di energia da fonti non rinnovabili MWh - - - - - -
Produzione di energia da fonti rinnovabili MWh 236 - 236 778 - 778

Garanzie di origine derivanti dal D.M. 268/2024 ("Energy Release")


Per completezza informativa, si segnala che in applicazione del DM 268/2024 ('Energy Release 2.0') e del Decreto Direttoriale 104/2025 (regole operative GSE), KME, in qualità di impresa energivora, ha maturato il diritto all'assegnazione di Garanzie di Origine (GO) da fonti rinnovabili riferite all'anno 2025. Le GO aggiuntive ammontano complessivamente a 29.616 MWh (di cui 25.713 MWh a KME Italy, 3.070 MWh a SCT e 833 MWh a AML).

Tali quantità, non ancora formalmente riconosciute dal GSE alla data di reporting, non sono state incluse nella contabilizzazione dell'esercizio e saranno oggetto di aggiornamento nella dichiarazione 2026. L'inclusione di tali volumi, come evidenziato nella seguente tabella, comporterebbe una revisione del mix energetico e delle emissioni di Scope 2 (market-based), con una riduzione stimata pari al 17,6%.

Consumi energetici ed emissioni Scope 2 Unità di misura Valori attuali (senza GO “Energy release”) Valori con GO “Energy release”
Consumo totale di energia MWh 567.878 567.878
Consumo totale di energia da fonti fossili MWh 403.491 378.086
Consumo totale da fonti nucleari MWh 7.467 6.068
Consumo totale di energia da fonti rinnovabili MWh 156.921 183.725
Emissioni GHG Scope 2 (location-based) tCO₂e 78.373 78.373
Emissioni GHG Scope 2 (market-based) tCO₂e 74.201 61.134

Intensità energetica

Nel 2025 l'intensità energetica del settore industriale del Gruppo, calcolata come rapporto tra consumi energetici e volumi di produzione, è stata pari a 2,23 MWh per tonnellata di prodotto, rispetto a 2,12 MWh/t nel 2024. L'incremento dell'indicatore riflette una crescita dei consumi energetici (+16,3%) superiore a quella dei volumi di produzione (+10,8%). Questo andamento è riconducibile principalmente alle caratteristiche dei processi produttivi e al mix delle lavorazioni effettuate nel corso dell'esercizio. Il monitoraggio dell'intensità energetica rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il Gruppo valuta l'efficienza dei propri processi produttivi e individua ulteriori opportunità di miglioramento dell'efficienza energetica.

Se calcolata in rapporto ai ricavi da vendite e prestazioni, l'intensità energetica del Gruppo nel 2025 è risultata pari a 294,5 MWh per milione di euro di ricavi. Questo indicatore consente di valutare l'andamento dei consumi energetici in relazione alla dimensione economica delle attività del Gruppo, offrendo una misura complementare dell'efficienza energetica rispetto all'indicatore calcolato sui volumi di produzione. Il dato evidenzia un miglioramento rispetto all'esercizio precedente, riconducibile a una crescita dei ricavi più che proporzionale rispetto all'incremento dei consumi energetici, riflettendo un miglioramento dell'efficienza energetica in termini di valore generato. Si segnala che i ricavi netti del Gruppo derivano da attività riconducibili a settori ad alto impatto climatico.

| INTENSITÀ ENERGETICA
in rapporto ai ricavi | 2024 | 2025 |
| --- | --- | --- |
| Consumo totale di energia (MWh) | 488.405 | 567.879 |
| Ricavi delle vendite e prestazione di servizi (milioni euro) | 1.565,4 | 1.928,6 |
| Intensità energetica
(MWh/milioni euro) | 312,0 | 294,5 |
| INTENSITÀ ENERGETICA
in rapporto alla produzione (società industriali) | 2024 | 2025 |
| --- | --- | --- |
| Consumo di energia società industriali (MWh) | 487.307 | 566.519 |
| Produzione (t) | 229.836 | 254.620 |
| Intensità energetica (MWh/tprod) | 2,12 | 2,23 |


89

Emissioni di gas a effetto serra (E1-6)

Emissioni dirette (Scope 1)

Nel 2025 le emissioni dirette di gas a effetto serra – calcolate sulla base dei fattori di emissione riportati nella “Nota metodologia” in Appendice - sono state pari a 60.985 t CO₂e, con un incremento del 14,52% rispetto al 2024 (53.251 t CO₂e). Le emissioni derivano quasi interamente (99,7%) dalle attività delle società industriali del Gruppo e, in particolare, dai consumi di gas naturale (circa 94%).

Le emissioni associate a impianti soggetti al sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) sono state pari a 23.828 t CO₂e, corrispondenti al 39,1% delle emissioni Scope 1.

Nel corso dell’esercizio sono state inoltre generate emissioni biogeniche da combustione di biomassa pari a 335 t CO₂e, sostanzialmente in linea con l’anno precedente.

L’intensità delle emissioni Scope 1, rapportata alla produzione delle società industriali, è stata pari a 0,24 t CO₂e per tonnellata di prodotto, rispetto a 0,23 t CO₂e/t nel 2024, evidenziando un lieve aumento dell’intensità emissiva. Se calcolata in rapporto ai ricavi da vendite e prestazioni, l’intensità emissiva del Gruppo nel 2025 è risultata pari a 31,6 t CO₂e per milione di euro di ricavi, con un miglioramento rispetto all’anno precedente.

L’andamento delle emissioni è coerente con l’evoluzione dei livelli produttivi e dei consumi energetici e conferma l’importanza delle iniziative di efficienza energetica e di progressiva decarbonizzazione dei processi produttivi.

Emissioni di gas a effetto serra Scope 1
2024 2025
unità di misura Società industriali Altre società Totale Società industriali Altre società Totale
Emissioni lorde di gas serra (scope 1) t CO₂e 53.163 88 53.251 60.798 187 60.985
Emissioni di gas serra scope 1 derivanti da sistemi regolamentati di scambio di quote di emissione tCO₂e 36.452 - 36.452 23.828 - 23.828
% delle emissioni di gas serra scope 1 derivanti da sistemi di scambio di quote di emissione regolamentati % 68,6% - 68,5% 39,2% 0% 39,1%
Emissioni biogeniche 2024 2025
--- --- ---
t CO₂e 340 335
INTENSITÀ EMISSIONI SCOPE 1
in rapporto ai ricavi 2024 2025
--- --- ---
tCO₂/milioni euro 34 31,6
INTENSITÀ EMISSIONI SCOPE 1
in rapporto alla produzione (società industriali) 2024 2025
--- --- ---
tCO₂/tprod 0,23 0,24

Gas refrigeranti GHG

Nel periodo di rendicontazione non si registrano utilizzi di gas refrigeranti a effetto serra (GHG) con dispersioni.


90

Emissioni indirette (Scope 2)

Nel 2025 le emissioni Scope 2 calcolate secondo l'approccio location-based sono state pari a 78.373 t CO₂e, in aumento del 7% rispetto al 2024 (73.257 t CO₂e), con una crescita inferiore sia a quella dei volumi produttivi sia a quella dei consumi di energia elettrica.

Le emissioni calcolate secondo l'approccio market-based sono invece pari a 74.201 t CO₂e, con una riduzione del -18,65% rispetto al 2024 (91.213 t CO₂e), grazie al maggiore ricorso a forniture di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate.

L'intensità emissiva rispetto alla produzione evidenzia un miglioramento: le emissioni Scope 2 location-based si attestano a 0,31 t CO₂e per tonnellata di prodotto (0,32 nel 2024), mentre quelle market-based scendono a 0,29 t CO₂e/t (0,40 nel 2024).

Anche in rapporto ai ricavi, l'intensità delle emissioni mostra un miglioramento significativo nel 2025, con una riduzione sia location-based sia, soprattutto, market-based, a conferma di una minore intensità carbonica dell'energia utilizzata.

Emissioni di gas a effetto serra Scope 2 unità di misura 2024 2025
Società industriali Altre società Totale Società industriali Altre società Totale
Emissioni di gas serra Scope 2 (location-based) t CO₂e 73.132 125 73.257 78.221 151 78.373
Emissioni di gas serra Scope 2 (market-based) t CO₂e 90.990 224 91.213 73.931 269 74.201
INTENSITÀ EMISSIONI Scope 2 in rapporto ai ricavi netti unità di misura 2024 2025
--- --- --- ---
Emissioni location-based tCO₂/milioni euro 46,8 40,6
Emissioni market-based tCO₂/milioni euro 58,3 38,5
INTENSITÀ EMISSIONI Scope 2 in rapporto alla produzione (società industriali) Unità di misura 2024 2025
--- --- --- ---
Emissioni location-based tCO₂/tprod 0,32 0,31
Emissioni market-based tCO₂/tprod 0,40 0,29

Complessivamente le emissioni Scope 1 e Scope 2 (market-based) sono state pari nel 2025 a 135.186 t CO₂e, con una riduzione del 6,4% rispetto al 2024.

Emissioni indirette (Scope 3)

A seguito dell'analisi di significatività, descritta nella Nota metodologica in appendice “Emissioni gas serra a e consumi energetici”, sono stati identificate come rilevanti le categorie 1, 3, 4, 5, 6, 7, 9 e 12. La metodologia di calcolo delle emissioni è basata su fattori di emissione associati a dati fisici (“activity-based”), quali quantità prodotte o chilometri percorsi, come descritto in dettaglio nella ‘Nota metodologica’ riportata in Appendice. I dati fisici utilizzati derivano prevalentemente da misurazioni dirette; solo in specifici casi (quali i trasferimenti casa-lavoro e il fine vita dei prodotti venduti) sono stati oggetto di stima.

Nel 2025, le emissioni Scope 3 risultano pari a 287.864 t CO₂e, in diminuzione del 11,3% rispetto all'anno precedente.

Le emissioni derivanti dalle attività industriali nel settore del rame rappresentano il 99,8% del totale. La riduzione delle emissioni Scope 3 è interamente attribuibile alla diminuzione delle emissioni della


Categoria 1, dovuta sia al minore acquisto di metalli e semilavorati (al netto del tolling, ossia delle lavorazioni conto terzi), sia a un minore carbon footprint dei fornitori selezionati.

Emissioni di gas a effetto serra Scope 3 Unità di misura 2024 2025
Categoria 1 Beni e servizi acquistati tCO2e 271.896 227.276
Categoria 2 Beni capitali tCO2e Non significativa Non significativa
Categoria 3 Attività connesse ai combustibili e all'energia (non incluse nello Scope 1 o Scope 2) tCO2e 30.971 33.077
Categoria 4 Trasporto e distribuzione a monte tCO2e 7.590 10.222
Categoria 5 Rifiuti derivanti dalle operazioni aziendali tCO2e 128 162
Categoria 6 Viaggi di lavoro tCO2e Non significativa 488
Categoria 7 Trasferimenti casa-lavoro dei dipendenti tCO2e 1.651 2.180
Categoria 8 Beni concessi in leasing a monte tCO2e Non applicabile Non applicabile
Categoria 9 Trasporto e distribuzione a valle tCO2e 12.332 13.353
Categoria 10 Lavorazione dei prodotti venduti tCO2e Non applicabile Non applicabile
Categoria 11 Uso dei prodotti venduti tCO2e Non applicabile Non applicabile
Categoria 12 Fine vita dei prodotti venduti tCO2e Non significativa 1.105
Categoria 13 Beni concessi in leasing a valle tCO2e Non applicabile Non applicabile
Categoria 14 Franchising tCO2e Non applicabile Non applicabile
Categoria 15 Investimenti tCO2e Non applicabile Non applicabile
Totale emissioni lorde Scope 3 tCO2e 324.567 287.864
Emissioni di gas a effetto serra Scope 3 2024
--- --- --- ---
Società industriali Altre società Totale
tCO2e 324.301 266 324.567
INTENSITÀ EMISSIONI Scope 3 in rapporto ai ricavi netti 2024 2025
--- --- ---
tCO2/milioni euro 207,3 149,3
INTENSITÀ EMISSIONI Scope 3 in rapporto alla produzione (società industriali) 2024 2025
--- --- ---
tCO2/lprod 1,41 1,13

Emissioni totali

Nel 2025 le emissioni complessive di gas a effetto serra (Scope 1, 2 e 3) evidenziano una riduzione rispetto all'anno precedente, pari al -5,3% su base location-based e al -9,8% su base market-based.

La diminuzione è principalmente riconducibile alla significativa riduzione delle emissioni Scope 3 (-11,3%) e, nel caso dell'approccio market-based, alla riduzione delle emissioni Scope 2 (-18,65%), legata a un maggiore ricorso a forniture di energia elettrica a minore intensità emissiva. Le emissioni Scope 1 e Scope 2 location-based risultano invece in aumento, in linea con la crescita dei volumi produttivi nel periodo.

L'intensità emissiva complessiva mostra un miglioramento significativo, passando da 1,96 a 1,68 tCO₂/t (location-based) e da 2,03 a 1,67 tCO₂/t (market-based) per ogni tonnellata di produzione, a conferma di


una maggiore efficienza dei processi produttivi. Anche l'intensità delle emissioni in rapporto ai ricavi evidenzia un rilevante miglioramento.

TOTALE EMISSIONI unità di misura 2024 2025
Scope 1 t CO₂ 53.251 60.985
Scope 2 location based t CO₂ 73.257 78.373
Scope 2 market based t CO₂ 91.213 74.201
Scope 3 t CO₂ 324.567 287.864
TOTALE (scope 2 location based) t CO₂ 451.075 427.222
TOTALE (scope 2 market based) t CO₂ 469.031 423.050
INTENSITÀ EMISSIVA COMPLESSIVA
in rapporto ai ricavi netti 2024 2025
--- --- ---
tCO₂/milioni euro (location-based) 288,2 221,5
tCO₂/milioni euro (market-based) 299,6 219,4
INTENSITÀ EMISSIVA COMPLESSIVA
in rapporto alla produzione (società industriali) 2024 2025
--- --- ---
tCO₂/tprod(location-based) 1,96 1,68
tCO₂/tprod(market-based) 2,03 1,67

Crediti di carbonio (E1-7)

KME Group non ha acquistato nel 2025 crediti di carbonio.

Carbon pricing (E1-8)

KME Group non adotta sistemi di internal carbon pricing.

92


INQUINAMENTO (ESRS E2)

Impatti, rischi e opportunità

La descrizione di impatti, rischi e opportunità connessi all'inquinamento è riportata nella sezione “Informazioni generali (ESRS 2)”. Il Gruppo monitora in modo sistematico le emissioni in aria e acqua derivanti dalle attività industriali, adottando misure di prevenzione e controllo in linea con la normativa vigente e con le migliori tecniche disponibili (BAT). Tali iniziative sono coerenti con gli impatti, rischi e opportunità identificati nell'ambito dell'analisi di doppia materialità, in particolare con riferimento all'IRO-1-E2, relativo all'inquinamento.

Politiche, azioni, obiettivi (E2-1, E2-2, E2-3)

Nell'ambito della “Politica per la sostenibilità”, il Gruppo opera nel rispetto delle normative vigenti e adotta, nei propri stabilimenti industriali, sistemi di controllo e abbattimento delle emissioni finalizzate alla tutela dell'aria, dell'acqua e del suolo. La Direttiva (UE) 2024/1785 sulle emissioni industriali – che modifica la precedente Direttiva 2010/75/UE e dovrà essere recepita negli ordinamenti nazionali entro il 1° luglio 2026 – definisce ulteriori requisiti e rafforza l'obbligo di applicazione delle migliori tecniche disponibili (BAT), prevedendo che entro il 2028 le installazioni industriali si conformino alle BAT aggiornate. In tale contesto, il Gruppo è impegnato a ridurre ulteriormente gli impatti ambientali derivanti dalle emissioni in atmosfera, garantire la qualità delle acque mediante adeguati sistemi di trattamento degli scarichi idrici, prevenire rischi di inquinamento del suolo. Allo stato attuale, non sono stati ancora formalizzati target quantitativi specifici a livello di Gruppo. Le singole società definiscono e attuano specifici piani di azione e obiettivi, in coerenza con le politiche adottate a livello di Gruppo.

Emissioni (E2-4)

Nel complesso, i dati relativi alle emissioni di sostanze inquinanti mostrano un quadro sostanzialmente stabile, con alcune variazioni tra il 2024 e il 2025 riconducibili principalmente a dinamiche operative e produttive degli stabilimenti, nonché a una maggiore copertura delle emissioni monitorate. Tutti i valori registrati rientrano nei limiti autorizzativi. Si precisa che, per KME Netherlands, nel corso del 2025 non sono state effettuate analisi delle emissioni in atmosfera; pertanto, sono stati considerati i medesimi valori del 2024.

Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, si osserva una riduzione di alcuni inquinanti rilevanti, tra cui i composti organici volatili non metanici (NMVOC), il particolato (PM10), il fluoro, il benzene e il mercurio. Si registra invece un aumento delle emissioni di ossidi di azoto (NOx), dei composti di rame e di alcune sostanze specifiche, come il tetracloroetilene (PER).

Per quanto riguarda le emissioni in acqua, si rilevano riduzioni significative per alcune sostanze quali azoto totale, cromo e nichel, mentre si registra un incremento per altre componenti, tra cui zolfo, rame, zinco e carbonio organico totale (TOC).

Non si registrano emissioni di sostanze inquinanti nel suolo.

Per quanto riguarda le sostanze preoccupanti, la maggior parte delle emissioni evidenzia una riduzione significativa rispetto all'anno precedente, in particolare per cadmio, cromo, mercurio, nichel e benzene. Alcune sostanze presentano invece incrementi, tra cui tetracloroetilene, toluene e acido cianidrico, sebbene su livelli complessivamente contenuti.

Per le sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) si osserva una riduzione delle emissioni di cadmio e piombo, mentre si registra un aumento delle diossine e furani (PCDD+PCDF); tuttavia i valori assoluti rimangono estremamente bassi.


94

Sostanze unità di misura 2024 2025
Aria Acqua Suolo Aria Acqua Suolo
Ammoniaca (NH₃) kg/y - - - - - -
Composti organici volatili non metanici (NMVOC) kg/y 26.760,2 - - 25.510,5 - -
Ossidi di azoto (NOx/NO₂) kg/y 37.380,8 6.737 - 51.056,3 5.858,4 -
Esafluoruro di zolfo (SF₆) kg/y - - - - 9.938 -
Ossidi di zolfo (SOx/SO₂) kg/y 6.243,8 35.232 - 5.779,8 39.200 -
Azoto totale kg/y - 4.294 - - 2.903,7 -
Fosforo totale kg/y - 51,3 - 12 41,4
Arsenico e composti (come As) kg/y 11,6 - - 11,3 - -
Cadmio e composti (come Cd) kg/y 0,5 - - 0,3 - -
Cromo e composti (come Cr) kg/y 1,2 89 - 1,3 34,9 -
Rame e composti (come Cu) kg/y 161,1 167,9 - 216,9 184,4 -
Mercurio e composti (come Hg) kg/y 1,8 - - 0,3 - -
Nichel e composti (come Ni) kg/y 6,1 101,1 - 4,8 71,8 -
Piombo e composti (come Pb) kg/y 26,2 11,4 - 26 10 -
Zinco e composti (come Zn) kg/y 54,3 357,8 - 55,9 401 -
Composti organici alogenati (come AOX) kg/y - 17,7 - - 15,7 -
Tetracloroetilene (PER) kg/y 555 - - 755 - -
Benzene kg/y 52,9 - - 25,2 - -
Etilbenzene kg/y 0,9 - - - - -
Composti organostannici (come Sn totale) kg/y 1,4 4,1 - 10,2 4 -
Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) kg/y 15,4 - - 12,4 - -
Toluene kg/y 11,2 - - 13,5 - -
Carbonio organico totale (TOC) (come C totale o COD/3) kg/y 3.194 3.375 - 23.862,6 5.695,2 -
Xileni kg/y 2,6 - - - - -
Cloruri (come Cl totale) kg/y - 19.593 - - 39.308,1 -
Cloro e composti inorganici (come HCl) kg/y 620,8 0,9 - 613,4 0,00000005 -
Fluoro e composti inorganici (come HF) kg/y 677 - - 459,4 - -
Cianuri (totale CN) kg/y - - - - 0,001 -
Acido cianidrico HCN kg/y 0,2 - - 0,2 - -
Particolato (PM10) kg/y 12.840,3 - - 10.650 - -
PCDD + PCDF kg/y 0,0000088 - - 0,0000136 - -
PCB kg/y 0,00000043 - - 0,00000029 - -

Microplastiche

Nell'ambito delle proprie attività produttive, KME non utilizza né genera microplastiche.

Sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti (E2-5)

Le sostanze classificate come “preoccupanti” o “estremamente preoccupanti” sono monitorate e gestite nel rispetto delle prescrizioni normative vigenti. Nelle tabelle seguenti sono riportati i dati relativi alle emissioni di tali sostanze in aria e in acqua, provenienti dagli stabilimenti di KME. Non risultano invece sostanze preoccupanti o estremamente preoccupanti contenute in prodotti, parti dei prodotti o servizi forniti dal Gruppo.


95

SOSTANZE PREOCCUPANTI
Sostanze unità di misura 2024 2025 2025/2024
Arsenico e composti (come As) kg/y 11,65 11,30 -3,0%
Cadmio e composti (come Cd) kg/y 0,52 0,28 -46,1%
Cromo e composti (come Cr) kg/y 90,21 36,25 -59,8%
Mercurio e composti (come Hg) kg/y 1,77 0,32 -81,7%
Nichel e composti (come Ni) kg/y 107,16 76,67 -28,4%
Piombo e composti (come Pb) kg/y 37,60 36,02 -4,2%
Tetracloroetilene (PER) kg/y 555,00 755,00 +36,0%
Benzene kg/y 52,88 25,23 -52,3%
Etilbenzene kg/y 0,87 - -100%
Toluene kg/y 11,24 13,46 +19,7%
Acido cianidrico (HCN) kg/y 0,22 0,24 +8,9%
PCB kg/y 0,00000043 0,00000029 -32,4%
SOSTANZE ESTREMAMENTE PREOCCUPANTI
--- --- --- --- ---
Sostanze Unità di misura 2024 2025 2025/2024
Cadmio e composti (come Cd) kg/y 0,52 0,28 -46,7%
Piombo e composti (come Pb) kg/y 37,60 36,02 -4,2%
PCDD + PCDF (diossine e furani) kg/y 0,0000088 0,0000136 +54,1%

Conformità REACH

Il Regolamento REACH (UE) ha lo scopo di tutelare la salute umana e l'ambiente dai potenziali rischi derivanti da sostanze chimiche. KME fornisce prodotti in rame e leghe di rame in forma di lamiere e nastri laminati a caldo e a freddo, tubi pressati e trafilati, profilati, barre e parti perforate, che ai sensi della normativa REACH si intendono come prodotti. Tutte le sostanze o preparati contenuti nei prodotti sono stati registrati o preregistrati da KME, oppure da un attore a monte della catena di approvvigionamento. KME opera in qualità di utilizzatore a valle delle sostanze contenute nei prodotti in rame o in lega di rame. Tali sostanze sono soggette alla procedura di registrazione prevista per le sostanze in regime transitorio, e il loro utilizzo nella produzione di prodotti in rame e leghe di rame è considerato ai fini della relativa registrazione.

Per quanto riguarda i semilavorati in rame e leghe di rame, ai sensi del Regolamento REACH essi sono qualificati come prodotti non soggetti all'obbligo legale di predisposizione di scheda informativa sulla sicurezza. Ciononostante, KME intende fornire ai propri clienti informazioni analoghe a quelle contenute nelle schede di sicurezza, mettendo a disposizione specifici documenti informativi relativi ai prodotti. Tali documenti sono redatti su base volontaria e non hanno lo scopo di replicare formalmente i requisiti previsti dal Regolamento REACH. Il coordinamento e il monitoraggio della conformità ai requisiti previsti dal Regolamento REACH sono gestiti a livello centrale dal Gruppo.

Conformità RoHS

Le Direttive europee RoHS (2011/65/UE) e WEEE (2012/19/UE) disciplinano, rispettivamente, l'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche e la gestione dei relativi rifiuti, con l'obiettivo di tutelare la salute umana e l'ambiente, promuovendo il corretto recupero e lo smaltimento dei RAEE. KME opera nel rispetto di tali direttive, rilasciando apposite dichiarazioni di conformità.


ACQUA (ESRS E3)

Impatti, rischi e opportunità

La descrizione di impatti, rischi e opportunità connessi all'utilizzo e alla gestione delle risorse idriche è contenuta nella sezione "Informazioni generali (ESRS 2)". Le misure adottate e le azioni intraprese per una adeguata gestione delle risorse idriche sono coerenti con gli impatti, rischi e opportunità identificati nell'ambito dell'analisi di doppia materialità, in particolare con riferimento all'IRO-1-E3.

Politiche, azioni, obiettivi (E3-1 E3-2 E3-3)

Le politiche di gestione dell'acqua rientrano nell'ambito della 'Politica di sostenibilità' di KME. Tra gli obiettivi principali vi è quello di ridurre i prelievi idrici da pozzi e reti idriche, anche attraverso il ricorso, ove possibile, alla raccolta di acqua piovana. A tal fine, grazie all'adozione di soluzioni tecnologiche e impiantistiche, l'acqua viene riciclata e riutilizzata nei processi industriali, con l'obiettivo di minimizzare l'impatto sulle risorse idriche.

L'acqua rappresenta una risorsa preziosa che KME si impegna a utilizzare in maniera efficiente, prevenendo ogni possibile spreco e promuovendone il riciclo e il riutilizzo all'interno del ciclo produttivo. Il Gruppo opera per contenere i prelievi dalle diverse fonti di approvvigionamento (acque di superficie, pozzi, reti idriche, ecc.), facendo ricorso anche alla raccolta e all'utilizzo di acqua piovana. Grazie a soluzioni tecnologiche e impiantistiche dedicate, inoltre, una quota significativa dell'acqua impiegata nei processi industriali viene riciclata e riutilizzata. Gli scarichi idrici sono sottoposti a trattamento in appositi impianti di depurazione prima di essere reimmessi nell'ambiente. Non si registrano interazioni con le risorse marine.

KME persegue l'obiettivo di incrementare ulteriormente l'efficienza nell'uso delle risorse idriche - esigenza resa ancor più rilevante dai rischi connessi ai cambiamenti climatici nelle aree a maggiore stress idrico - nonché di conseguire livelli sempre più elevati di riciclo e riutilizzo dell'acqua. Allo stato attuale, non sono stati ancora formalizzati target quantitativi specifici a livello di Gruppo. Le singole società definiscono e attuano specifici piani di azione e obiettivi, in coerenza con la Politica di sostenibilità adottata a livello di Gruppo.

Consumi idrici (E3-4)

Nel 2025 il prelievo complessivo di acqua è stato pari a 4.080.914 m³, di cui il 99,7% riferito alle società industriali del Gruppo (4.067.350 m³). Rispetto al 2024 si registra una riduzione del 2,7%.

Le fonti di approvvigionamento risultano così distribuite: 52,9% acqua freatica, per 23,9% acqua piovana, 9,5% acque superficiali e 13,7% acqua da reti idriche.

Il volume complessivo delle acque scaricate (per il 96% in acque superficiali) è stato pari nel 2025 a 3.297.330 m³, mentre il consumo idrico – inteso come differenza tra acqua prelevata e acqua restituita all'ambiente – è stato pari a 783.584 m³, con una riduzione del -11,4% rispetto all'anno precedente.

Il volume di acqua riciclata e riutilizzata ha raggiunto 26.938.063 m³; rapportato al totale dell'acqua utilizzata (somma di acqua prelevata e acqua riciclata/riutilizzata) rappresenta l'86,8%, in lieve aumento rispetto all'86,7% registrato nel 2024.

Anche l'indicatore di intensità idrica evidenzia un significativo miglioramento, con un consumo pari a circa 3 m³ per tonnellata di produzione, rispetto ai 3,8 m³ per tonnellata registrati nel 2024.

I dati relativi alla gestione delle risorse idriche derivano prevalentemente da misurazioni dirette; solo in alcuni casi – in particolare per quanto riguarda i volumi di acqua riciclata – derivano invece da stime basate sui processi tecnologici.


97

ACQUA PRELEVATA
Fonti unità di misura 2024 2025
Acqua di superficie 851.364 386.051
Acqua dolce 851.364 386.051
Altre acque (con salinità media annua < 0,5%) - -
Acqua freatica 2.027.949 2.160.672
Acqua dolce 2.027.949 2.158.825
Altre acque (con salinità media annua < 0,5%) - 1.847
Acqua di mare - -
Acqua dolce - -
Altre acque (con salinità media annua < 0,5%) - -
Acqua piovana raccolta nel sito di produzione 971.500 976.360
Acqua dolce 971.500 976.360
Altre acque (con salinità media annua < 0,5%) -
Da organizzazioni pubbliche o private (es. Comune) 343.509 557.831
Acqua dolce 343.457 557.709
Altre acque (con salinità media annua < 0,5%) 52 122
TOTALE PRELIEVI 4.194.322 4.080.914*
di cui acqua dolce 4.194.270 4.078.945
di cui altre acque 52 1.969

*di cui 4.067.350 relativi alle società industriali

SCARICHI IDRICI unità di misura 2024 2025
Volume totale 3.310.073 3.297.330
STOCCAGGIO DI ACQUA unità di misura 2024 2025
--- --- --- ---
Volume totale 616 675
CONSUMI IDRICI unità di misura 2024 2025
--- --- --- ---
CONSUMO TOTALE DI ACQUA 884.249 783.584*
di cui acqua dolce 884.197 781.800
di cui altre acque 52 1.784

*di cui 770.020 relativi alle società industriali

PRELIEVI E CONSUMI IDRICI IN AREE A STRESS IDRICO (società industriali) – 2025
Classificazione del livello di stress idrico unità di misura Prelievi Consumi
Alto 209 0
Medio-alto 3.165.833 459.615
Medio-basso 656.596 252.543
Basso 244.712 57.862

98

ACQUA RICICLATA E RIUTILIZZATA unità di misura 2024 2025
VOLUME TOTALE DI ACQUA RICICLATA E RIUTILIZZATA 27.280.822 26.938.063
di cui riutilizzati (senza o con un trattamento minimo richiesto) 20.724.581 21.486.702
di cui riciclati (con un livello superiore di trattamento fisico o chimico) 6.556.241 5.451.361
RICICLO E RIUTILIZZO DI ACQUA 2024
--- --- --- ---
ACQUA RICICLATA E RIUTILIZZATA ACQUA UTILIZZATA* % ACQUA RICICLATA
27.280.822 31.475.144 86,7%

*Il volume dell'acqua utilizzata corrisponde alla somma dell'acqua prelevata e dell'acqua riciclata e riutilizzata, con riferimento alle società industriali

| INTENSITÀ IDRICA
in rapporto ai ricavi netti | | | |
| --- | --- | --- | --- |
| CONSUMO DI ACQUA | | 2024 | 2025 |
| | m³ | 884.249 | 783.584 |
| Ricavi netti | milioni € | 1.565,4 | 1.928,6 |
| Intensità idrica | m³/milioni € | 564,9 | 406,3 |
| INTENSITÀ IDRICA
in rapporto alla produzione (società industriali) | | | |
| --- | --- | --- | --- |
| CONSUMO DI ACQUA | | 2024 | 2025 |
| | m³ | 884.249 | 770.020 |
| Produzione | tonnellate | 229.836 | 254.620 |
| Intensità idrica | m³/tprod | 3,8 | 3,0 |

USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE (ESRS E5)

Impatti, rischi e opportunità

La descrizione di impatti, rischi e opportunità connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare è contenuta nella sezione “Informazioni generali” (ESRS 2). Le azioni implementate per l'uso efficiente delle risorse e per promuovere la circolarità sono coerenti con gli impatti, rischi e opportunità identificati nell'ambito dell'analisi di doppia materialità, in particolare con riferimento all'IRO-1-E5.

Politiche e azioni (E5-1 E5-2)

La Politica di sostenibilità di KME Group è fortemente focalizzata sull'economia circolare. Le produzioni del Gruppo sono già oggi, in misura significativa, improntate ai principi della circolarità, attraverso l'impiego di materiali provenienti dal riciclo e dal recupero dei metalli. KME persegue obiettivi di miglioramento continuo nell'efficienza d'uso delle risorse materiali, energetiche e idriche. Tale impegno si traduce anche nello sviluppo di progetti di innovazione di processo e di prodotto, nonché in attività formative finalizzate allo sviluppo di competenze professionali necessarie alla diffusione di modelli di business circolari.

KME si colloca tra le aziende leader nell'adozione di pratiche orientate alla circolarità. Da tempo il Gruppo opera per ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini, contribuendo in tal modo anche a rafforzare la resilienza economica del Gruppo. Questo aspetto assume particolare rilevanza nell'attuale contesto globale,


caratterizzato da tensioni geopolitiche e incertezze nei mercati delle materie prime. L'adozione di modelli circolari consente infatti di ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali e di mitigare i rischi connessi alla volatilità dei prezzi delle materie prime.

Il miglioramento continuo nell'uso efficiente dei materiali rappresenta per KME un obiettivo prioritario nell'ambito della strategia di sostenibilità. A tal fine il Gruppo sviluppa azioni e adotta misure volte a:

  • ridurre gli scarti di produzione e favorirne il recupero nei processi produttivi;
  • incrementare l'utilizzo di materie prime seconde provenienti da riciclo in sostituzione di materie prime vergini;
  • promuovere innovazioni di processo e di prodotto coerenti con modelli di business ispirati ai principi dell'economia circolare.

Le produzioni di KME, destinate a molteplici applicazioni industriali, presentano elevati requisiti di durabilità e riciclabilità. Il rame, per le sue caratteristiche, può essere considerato un vero e proprio materiale "permanente", in quanto può essere riciclato ripetutamente senza perdere le sue proprietà, risultando quindi pienamente coerente con i principi dell'economia circolare. Ciò offre rilevanti opportunità nel quadro delle politiche dell'Unione Europea, con particolare riferimento al Piano di azione per l'Economia Circolare presentato nel 2020, al Regolamento sull'Ecodesign approvato nel 2024, al Clean Industrial Deal e al Piano di azione per l'acciaio e i metalli adottati nel 2025, al recente Industrial Accelerator Act presentato nel febbraio 2026, nonché al prossimo Circular Economy Act previsto entro la fine del corrente anno.

Le singole società definiscono specifici obiettivi e attuano propri piani di azione, in coerenza con la "Politica di sostenibilità" adottata a livello di Gruppo. In tale ambito, si segnala che nel 2025 KME Germany ha completato la realizzazione di un nuovo forno di fusione e raffinazione del rame, che consente di incrementare l'utilizzo di rottami in sostituzione dei metalli vergini. L'impianto permette infatti di ampliare la gamma di materiali trattabili, includendo anche tipologie di rottami caratterizzate da un minore contenuto di metallo primario. Il nuovo forno, basato su un processo innovativo di raffinazione selettiva a fuoco, consente la rimozione mirata delle impurità, migliorando l'efficienza e la qualità del processo produttivo.

Obiettivi (E5-3)

KME Group si pone l'obiettivo di migliorare ulteriormente le proprie performance di circolarità ed i livelli di efficienza nell'uso delle risorse. Con riferimento all'impiego di metalli riciclati - che nel 2024 costituivano il 53,3% dei metalli complessivamente utilizzati - il Gruppo intende arrivare al 58% entro il 2027, al 66% entro il 2030 e al 68% entro il 2032. Considerando anche il recupero interno, l'obiettivo è aumentare il tasso di circolarità sul totale dei metalli processati, passando dal 64,3% registrato nel 2024 al 69% nel 2027, all'80% nel 2030 e all'82% entro il 2032. I risultati raggiunti nel 2025 sono in linea con la progressione verso gli obiettivi.

Inoltre, KME Group intende aumentare la quota di rifiuti avviati a recupero, portandola dal 74,7% del 2024 all'80% nel 2027, all'83% nel 2030 e all'87% entro il 2032. Nel 2025 è stato raggiunto l'81%, superando il target intermedio previsto per il 2027.

Utilizzo di metalli riciclati baseline actual obiettivo medio termine obiettivi lungo termine
2024 2025 2027 2030 2032
Quota metalli riciclati sul totale dei metalli utilizzati 53,3% 55% 58% 66% 68%
Utilizzo di metalli riciclati e recuperati baseline actual obiettivo medio termine obiettivi lungo termine
--- --- --- --- --- ---
2024 2025 2027 2030 2032
Quota metalli riciclati e recuperati sul totale dei metalli processati (incluso internal recycling) 64% 69,2% 69% 80% 82%

100

Rifiuti avviati a recupero base actual obiettivo medio termine obiettivi lungo termine
2024 2025 2027 2030 2032
Quota rifiuti avviati a recupero sul totale dei rifiuti prodotti 74,8% 81,2% 80% 83% 87%

Flussi di risorse in entrata (E5-4)

Nel 2025 i materiali in entrata nei processi industriali – costituiti da metalli (rame, zinco e altri), rottami metallici, semilavorati acquisiti all'esterno del perimetro KME, materiali di processo e imballaggi – sono stati pari a 250.496 tonnellate, in aumento rispetto all'anno precedente (+4,6%).

Il dato comprende tutti i materiali acquistati o acquisiti, inclusi quelli relativi a lavorazioni in tolling, impiegati nei processi produttivi. Escludendo le attività di tolling, i materiali in ingresso risultano pari a 157.264 tonnellate.

Ai fini del calcolo dei materiali effettivamente utilizzati e processati, a tali volumi si aggiungono:

  • 126.310 t derivanti da recupero interno (internal recycling);
  • 55.484 t di semilavorati prodotti da stabilimenti interni al perimetro KME.

Il totale dei materiali processati nel 2025 risulta quindi pari a 432.290 tonnellate (+10,1% rispetto all'anno precedente).

Materiali in entrata^{1} Unità di misura 2024 2025
Metalli t 110.438 111.526
Metalli da riciclo t 87.534 90.497
Prodotti semilavorati (external KME) t 15.868 16.452
Imballaggi t 5.816 6.693
Altri materiali di processo t 19.845 25.327
Totale t 239.501 250.496

1- I dati rendicontati si riferiscono alle società industriali del Gruppo (settore rame). Le società Culti e le relative controllate, inoltre, hanno utilizzato ulteriori 216,7 tonnellate di materiali, di cui 194,3 tonnellate di imballaggi (vetro, carta e cartone, plastica e legno) e 22,4 tonnellate di essenze.

Materiali processati Unità di misura 2024 2025
Materiali in entrata t 239.501 250.496
Metalli da recupero interno t 97.194 126.310
Semilavorati prodotti da KME t 55.833 55.484
Totale t 392.528 432.290

Materie prime critiche e strategiche

Nel 2025 KME Group ha utilizzato – al netto del tolling – diverse materie prime incluse nell'elenco dell'Unione Europea delle materie prime critiche e strategiche (aggiornamento 2023), definito sulla base dei rischi di approvvigionamento e della rilevanza per la transizione ecologica e digitale. In particolare, rame, nichel, silicio, cobalto, alluminio e manganese rientrano tra le materie prime critiche e strategiche, mentre il magnesio è classificato come critico ma non strategico.

La presenza di tali materiali nel mix produttivo evidenzia l'esposizione del Gruppo a potenziali rischi di disponibilità e volatilità dei prezzi, nonché il ruolo strategico delle attività di approvvigionamento e delle politiche di economia circolare nella mitigazione di tali rischi.


101

Materie prime critiche e strategiche utilizzate unità di misura 2025
Rame t 57.126
Nichel t 576
Alluminio t 25
Silicio t 4
Cobalto t 5
Manganese t 15
Magnesio t 20

Materiali riciclati

KME fa ampio utilizzo di materiali riciclati, principalmente rottami di rame qualificati come end of waste ai sensi del Regolamento (UE) 715/2013, cui si aggiunge il recupero interno di scarti di produzione che vengono reimmessi nel ciclo produttivo.

Nel 2025, la percentuale di contenuto riciclato sul totale dei materiali utilizzati – considerando imballaggi, materiali di processo, metalli, rottami e semilavorati acquistati all’esterno del perimetro KME – è pari al 48,1%.

Limitando l’analisi ai soli metalli, l’incidenza del riciclato sale al 55%, confermando la rilevanza strutturale delle materie prime seconde nel modello produttivo del Gruppo.

A ciò si aggiunge il recupero interno degli scarti e dei residui di lavorazione (internal recycling) che vengono riutilizzati nel ciclo produttivo. Questo consente di contenere ulteriormente il ricorso a materie prime vergini e a rottami acquistati sul mercato, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza complessiva nell’uso delle risorse. Considerando anche tali flussi interni, la quota di metalli provenienti da riciclo (esterno e interno) raggiunge complessivamente il 69,2% dei metalli processati. Ai fini della determinazione del tasso di riciclo, è stato stimato il contenuto di materiale riciclato incorporato nei prodotti che presentano una quota di riciclato. In particolare, per il rame classificato come primary material – costituito principalmente da catodi – è stato assunto un contenuto di riciclato pari al 24,9%, in linea con quanto indicato dall’European Copper Institute (2023, Copper- The Pathway to net zero).

Per i semilavorati dichiarati con contenuto di riciclato – pari a 71.839 tonnellate, prevalentemente di natura intercompany – è stato assunto anche per i semilavorati di provenienza esterna al perimetro KME un tasso di contenuto di riciclato pari al 55%, corrispondente alla quota di riciclato sul totale dei rottami e dei metalli complessivamente utilizzati da KME.

Contenuto di riciclo nei materiali acquistati Unità di misura 2024 2025
Materiali acquistati t 239.501 250.536
Contenuto di riciclo nei materiali acquistati t 114.267 120.534
Quota contenuto di riciclo nei materiali acquistati % 47,7% 48,1%
Contenuto di riciclo nei materiali processati 2024
--- --- --- ---
Quantità (t) Contenuto riciclato (t) %
Imballaggi da materiale primario 5.529 - 0%
Materiali di processo da materiale primario 19.845 - 0%
Imballaggi riciclati 287 287 100%
Materiali di processo riciclati 0,4 0,4 100%
Metallo (catodo di rame primario) 99.417 24.755 25%
Altro metallo primario 11.021 - 0%
Rottami 87.534 87.534 100%
Semilavorati (internal and external) con contenuto di riciclato 57.100 25.247 44,2%
Semilavorati da materiale primario 14.601 - 0%
Internal recycling 97.194 97.194 100%
Totale 392.528 235.018 59,9%

Contenuto di riciclo nei metalli processati Unità di misura 2024 2025
Metalli acquistati t 213.840 218.475
Contenuto di riciclo nei metalli acquistati^{1} t 113.980 120.193
Quota contenuto di riciclo nei metalli acquistati % 53,3% 55%
Totale metalli processati (inclusi semilavorati intercompany KME e internal recycling) t 366.867 400.269
Contenuto di riciclo nei metalli processati (inclusi internal recycling e semilavorati intercompany)^{2} t 234.730 277.040
Quota contenuto di riciclo nei metalli processati rispetto al totale metalli processati % 64% 69,2%

(1) Contenuto di riciclo nei metalli, rottami e semilavorati acquistati
(2) Contenuto di riciclo nei metalli acquistati + contenuto di riciclo nei semilavorati internal company + internal recycling

Materiali rinnovabili

Nel 2025 sono stati utilizzati 6.262 t di materiali rinnovabili di origine biologica (5.502 t di legno e 760 t di carta e cartone) per il packaging e 976 t di materiali biogenici di processo (principalmente charcoal). Rispetto ai materiali complessivamente utilizzati, rappresentano il 2,9%. Limitatamente agli imballaggi, la quota di materiali rinnovabili raggiunge il 93,5%.

Materiali rinnovabili Unità di misura 2024 2025
Packaging t 5.446 6.262
Materiali di processo t - 976
Totale materiali rinnovabili t 5.466 7.238
Totale materiali in entrata t 239.501 250.536
Quota materiali rinnovabili su totale materiali % 2,3% 2,9%

Microplastiche

KME Group non utilizza microplastiche primarie.

Flussi di risorse in uscita (E5-5)

Prodotti

Nel 2025 i volumi di vendita al mercato hanno raggiunto 197.289 tonnellate di prodotti in rame e leghe di rame, registrando un incremento del 21,6% rispetto al 2024. Nello stesso anno la produzione lorda, che comprende anche i trasferimenti e le lavorazioni intercompany, è stata pari a 254.620 tonnellate, con una crescita del 10,8% rispetto all'anno precedente.

Produzione (tonnellate) 2024 2025
stabilimenti industriali 214.934 238.004
centri servizi* 14.902 16.616
Totale 229.836 254.620

*I centri servizi effettuano operazioni di taglio a misura, packaging e spedizioni ai clienti. Alcuni di essi, come il centro servizi di Besancon (Francia) effettuano anche il trattamento superficiale mediante stagnatura elettrolitica e sono in grado di effettuare trattamenti delle superfici sui nastri di rame e leghe di rame.

Vendite (tonnellate) 2024 2025
stabilimenti industriali 154.951 181.741
centri servizi 7.314 15.548
TOTALE 162.265 197.289

KME produce semilavorati in rame e leghe di rame destinati a ulteriori lavorazioni prima della realizzazione del prodotto finito immesso sul mercato, ad eccezione dell'attività nel settore della profumeria. Per quanto


riguarda i metalli, i valori di durabilità e riciclabilità si riferiscono al materiale prodotto da KME e non al prodotto finito finale (non determinabile dal Gruppo). Il rame e le leghe di rame sono materiali permanenti, caratterizzati da elevata durabilità e da una pressoché completa riciclabilità. Per i prodotti di profumeria, destinati al consumo, è stato assunto un tasso di riciclabilità pari a 0%. Il materiale degli imballaggi è teoricamente riciclabile al 100%; tuttavia, ai fini della rendicontazione, il loro tasso di riciclabilità è stato assunto pari al valore medio del tasso effettivo di riciclo degli imballaggi a livello europeo (Eurostat database, env_waspacr, dato 2022 media UE27).

Durabilità prevista dei prodotti immessi sul mercato da KME rispetto alla media del settore per ciascun gruppo di prodotti
Gruppo di prodotti Durabilità dei prodotti KME Durabilità media del settore
Billette di rame e leghe di rame >100 anni >100 anni
Laminati >100 anni >100 anni
Tubi >100 anni >100 anni
Profumi 1 anno 1 anno
Tasso di contenuto riciclabile nei prodotti e nei loro imballaggi
--- --- ---
Gruppo di prodotti % di contenuto riciclabile % di contenuto riciclabile negli imballaggi
Billette di rame e leghe di rame 100% 65,3%
Laminati 100% 65,3%
Tubi 100% 65,3%
Profumi 0% 65,3%

Rifiuti

La corretta gestione dei rifiuti è essenziale per la tutela dell'ambiente e della salute, nonché un fattore chiave nella transizione all'economia circolare. Obiettivo prioritario di KME è ridurre la produzione di rifiuti ed incrementare quanto più possibile la loro valorizzazione come risorse, attraverso il riciclo e altre forme di recupero, limitando in tal modo il ricorso allo smaltimento. Tra i principali rifiuti generati vi sono scorie di produzione, imballaggi (legno, carta e cartone, materiali misti), fanghi, metalli, materiali refrattari, olio esausto, polveri di frantumazione. Non sono generati rifiuti radioattivi.

Rifiuti generati

Nel 2025 i rifiuti complessivamente generati sono stati pari a 21.604 tonnellate, in aumento rispetto alle 15.997 tonnellate del 2024 (+35%).

Nel dettaglio:

  • Rifiuti pericolosi: 7.866 tonnellate (36,4% del totale), in aumento rispetto alle 7.041 tonnellate del 2024, ma con una riduzione dell'incidenza percentuale (dal 44,0% al 36,4%).
  • Rifiuti non pericolosi: 13.738 tonnellate (63,6% del totale), in aumento rispetto alle 8.955 tonnellate del 2024.

L'incremento complessivo è riconducibile principalmente alla crescita dei rifiuti da costruzione e demolizione e all'aumento dei rifiuti derivanti da processi di trattamento e lavorazione dei metalli. Tali variazioni sono legate in larga parte a interventi straordinari e a dinamiche produttive.

Recupero e smaltimento

Nel 2025, l'81,3% dei rifiuti (17.559 tonnellate) è stato avviato a recupero di materia o preparazione al riuso, in miglioramento rispetto al 74,8% del 2024 (11.963 tonnellate). Si registra quindi un progresso significativo nella valorizzazione dei rifiuti come risorsa. In particolare:


  • Il recupero dei rifiuti pericolosi è aumentato da 3.900 tonnellate nel 2024 a 4.969 tonnellate nel 2025. L'incidenza del recupero sul totale dei rifiuti pericolosi generati si attesta al 63,2% nel 2025, in aumento rispetto al 55% del 2024.
  • Il recupero dei rifiuti non pericolosi è aumentato da 8.063 a 12.590 tonnellate. Il 91,6% dei rifiuti non pericolosi è stato avviato a recupero di materia, in aumento rispetto al 90% del 2024.

Parallelamente, la quota complessiva avviata a smaltimento è scesa dal 25,2% nel 2024 al 18,7% nel 2025. Particolarmente rilevante è la riduzione dell'incidenza dello smaltimento dei rifiuti pericolosi, a conferma dell'impegno verso soluzioni di recupero anche per frazioni più complesse.

Il confronto 2024–2025 evidenzia:

  • un aumento dei quantitativi complessivi generati, influenzato dal volume della produzione e da componenti straordinarie (costruzione e demolizione);
  • un miglioramento strutturale della performance di recupero, con incremento del tasso complessivo dal 74,8% all'81,3%;
  • una corrispondente riduzione dell'incidenza percentuale dei rifiuti avviati a smaltimento.

L'andamento conferma l'impegno del Gruppo nella corretta gestione dei rifiuti, privilegiando prevenzione e recupero rispetto allo smaltimento finale, in coerenza con gli obiettivi di economia circolare e di miglioramento continuo delle performance ambientali.

104


RIFIUTI GENERATI (tonnellate) 2024 2025
Pericolosi Non pericolosi Totale Pericolosi Non pericolosi Totale
01-RIFIUTI DERIVATI DA ESPLORAZIONE, ESTRAZIONE E TRATTAMENTO FISICO E CHIMICO DI MINERALI - - - - 58 58
02- RIFIUTI PROVENIENTI DA AGRICOLTURA, ORTICOLTURA, ACQUACOLTURA, SILVICOLTURA, CACCIA E PESCA, PREPARAZIONE E LAVORAZIONE ALIMENTARE - - - - - -
03 -RIFIUTI DELLA LAVORAZIONE DEL LEGNO E DELLA PRODUZIONE DI PANNELLI E MOBILI, PASTA, CARTA E CARTONE - 235 235 - 10 10
04 - RIFIUTI DELLE INDUSTRIE DEL CUOIO, DELLA PELLICCIA E DEL TESSILE - - - - - -
05 - RIFIUTI DELLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO, DEPURAZIONE DEL GAS NATURALE E TRATTAMENTO PIROLITICO DEL CARBONE - - - - - -
06 - RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 137 5 142 88 4 91
07 -RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI - 2 2 - 1 1
08 - RIFIUTI DELLA FABBRICAZIONE, FORMULAZIONE, FORNITURA E UTILIZZO (PFFU) DI RIVESTIMENTI (PITTURE, VERNICI E SMALTI VETROSIS), ADESIVI, SIGILLANTI E INCHIOSTRI DA STAMPA - - - 1 0 2
09 - RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA - - - - - -
10 - RIFIUTI DA PROCESSI TERMICI 855 595 1.450 705 1.104 1.809
11 - RIFIUTI DEL TRATTAMENTO CHIMICO SUPERFICIALE E DEL RIVESTIMENTO DI METALLI E ALTRI MATERIALI; IDROMETALLURGIA DEI NON FERROSI 2.279 133 2.413 3.855 63 3.918
12 - RIFIUTI DELLA SFORMATURA E DEL TRATTAMENTO SUPERFICIALE FISICO E MECCANICO DI METALLI E PLASTICHE 1.439 607 2.046 1.824 3.445 5.269
13 - RIFIUTI DI OLI E RIFIUTI DI COMBUSTIBILI LIQUIDI (esclusi gli oli alimentari) 343 - 343 436 - 436
14 - SOLVENTI ORGANICI, REFRIGERANTI E PROPELLENTI SCARTI 4 - 4 0 - 0
15 - RIFIUTI DI IMBALLAGGIO; ASSORBENTI, PANNI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI PROTETTIVI NON ALTRIMENTI SPECIFICATI 129 1.450 1.579 226 1.810 2.037
16 - RIFIUTI NON ALTRIMENTI SPECIFICATI NELL'ELENCO 758 1.589 2.347 350 1.544 1.894
17 - RIFIUTI DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE (INCLUSE TERRE DA SCAVO DA SITI CONTAMINATI) 666 3.449 4.115 91 5.105 5.196
18 - RIFIUTI PROVENIENTI DALL'ASSISTENZA SANITARIA UMANA O ANIMALE E/O RICERCA CONNESSA 0,1 4,4 4,5 0 - 0
19 - RIFIUTI PRODOTTI DA IMPIANTI DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI, IMPIANTI FUORI SITO DI TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE E PREPARAZIONE DI ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO E ACQUE PER USO INDUSTRIALE 426 331 757 288 27 315
20 - RIFIUTI URBANI (RIFIUTI DOMESTICI E SIMILI, RIFIUTI COMMERCIALI, INDUSTRIALI E ISTITUZIONALI) COMPRESE LE FRAZIONI RACCOLTE DIFFERENZIATAMENTE 5 556 561 1 567 568
TOTALE 7.041 8.955 15.997 7.866 13.738 21.604
Quota percentuale 44,0% 56,0% 100% 36,4% 63,6% 100%

Rifiuti avviati a recupero 2024 2025
tonnellate % sul totale dei rifiuti tonnellate % sul totale dei rifiuti
Rifiuti pericolosi 3.900 24,4% 4.969 23%
Preparazione per il riutilizzo 793 4,9% 0 0%
Riciclaggio (incluso compostaggio e digestione anaerobica) 1.297 8,1% 512 2%
Altre operazioni di recupero 1.810 11,3% 4.457 21%
Rifiuti non pericolosi 8.063 50,4% 12.590 58%
Preparazione per il riutilizzo 1.410 8,8% 1 0%
Riciclaggio (incluso compostaggio e digestione anaerobica) 3.791 23,7% 7.768 36%
Altre operazioni di recupero 2.862 17,9% 4.821 22%
Totale 11.963 74,8% 17.559 81,3%
Rifiuti avviati a smaltimento 2024 2025
--- --- --- --- ---
tonnellate % sul totale dei rifiuti tonnellate % sul totale dei rifiuti
Rifiuti pericolosi 3.142 19,7% 2.897 13%
Incenerimento (con recupero energetico) 50 0,3% 14 0%
Incenerimento (senza recupero energetico) 250 1,6% 168 1%
Discarica 58 0,4% 85 0%
Altre operazioni di smaltimento non classificate 2.784 17,4% 2.629 12%
Rifiuti non pericolosi 891 5,5% 1.148 5%
Incenerimento (con recupero energetico) 477 3,0% 136 1%
Incenerimento (senza recupero energetico) - 0% - 0%
Discarica 90 0,5% 55 0%
Altre operazioni di smaltimento non classificate 325 2,0% 957 4%
Totale 4.033 25,2% 4.045 18,7%

Ulteriori indicatori di circolarità

Per accelerare la transizione ad un'economia circolare è fondamentale disporre di strumenti in grado di misurare e valutare le performance di circolarità in ogni fase del processo produttivo e lungo l'intera catena del valore. La diffusione di metodologie strutturate consente alle imprese di analizzare l'efficienza nell'uso delle risorse e di individuare aree di miglioramento nei propri modelli operativi. Nel quadro del Piano di azione per l'economia circolare, nel 2023 la Commissione Europea ha adottato un sistema aggiornato di monitoraggio della circolarità, con indicatori finalizzati a valutare l'efficienza nell'uso delle risorse a livello macroeconomico. Successivamente, nel 2024, è stato pubblicato lo standard ISO 50004, che definisce linee guida e requisiti per misurare e valutare le performance di circolarità delle imprese e delle organizzazioni. Oltre ai dati rendicontati in conformità agli ESRS, il report di KME Group – in continuità con gli anni precedenti – include ulteriori indicatori di circolarità, con l'obiettivo di fornire una rappresentazione ancora più analitica e completa delle proprie performance.

Produttività delle risorse

Il tasso di produttività delle risorse misura il valore aggiunto generato in rapporto al consumo complessivo di materiali, rappresentando un indicatore chiave dell'efficienza nell'uso delle risorse. Nel 2025, a fronte di un valore aggiunto complessivo pari a 288.799 migliaia di euro, KME Group ha generato 1.152 euro per ogni tonnellata di materiali utilizzati (a fronte di 1.236 euro/t nel 2024).

Tasso di utilizzo circolare dei materiali

Il tasso di utilizzo circolare dei materiali (o tasso di circolarità) misura la quota di materie prime seconde – ossia materiali derivanti da processi di riciclo e dal recupero di scarti di produzione reimmessi nel ciclo


produttivo - rispetto al totale dei materiali utilizzati. Un valore più elevato indica un ciclo produttivo più virtuoso e coerente con i principi dell'economia circolare.

Nel 2025 le materie prime seconde rappresentano il 48,1% dei materiali acquistati dalle società industriali del Gruppo, rispetto al 47,7% del 2024. Ciò contribuisce in modo significativo alla riduzione del consumo di materie prime vergini e, conseguentemente, alla diminuzione degli impatti ambientali connessi alle attività di estrazione e lavorazione primaria.

Limitando l'analisi ai soli metalli, il tasso di circolarità raggiunge il 55,0% (53,3% nel 2024).

Le performance di circolarità del Gruppo risultano ancora più rilevanti considerando anche i processi di recupero interno attuati negli stabilimenti industriali: residui e scarti di produzione vengono infatti reimmessi nel ciclo produttivo (internal recycling), rafforzando ulteriormente l'efficienza nell'uso delle risorse. Includendo anche tale componente, la quota complessiva di metalli derivanti da rottami e da recupero interno raggiunge il 69,2% del totale dei metalli processati, in aumento rispetto al 64% registrato nell'anno precedente.

KPI Descrizione 2025 2024 Variazione % 2025/2024
Tasso di utilizzo circolare dei materiali Quota di materie prime seconde sul totale dei materiali utilizzati 48,1% 47,7% +0,4 %
Tasso di circolarità dei materiali Quota di metalli da materie prime seconde sul totale dei metalli utilizzati 55.0% 53,3 % +1,7%
Metalli da rottami e recupero interno (incluso internal recycling) Quota totale di metalli derivanti da riciclo esterno + recupero interno 69,2% 64,0% +5,2%

Riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO₂ grazie all'uso di rame riciclato

L'economia circolare rappresenta uno dei pilastri fondamentali della strategia di decarbonizzazione del Gruppo. L'utilizzo di materiali riciclati in sostituzione delle materie prime vergini consente infatti di ridurre in modo significativo i consumi energetici e l'impronta carbonica (carbon footprint) associata ai processi produttivi. Si stima che nel 2025, grazie all'utilizzo di rame riciclato – limitando l'analisi solo ai rottami, al netto del tolling – KME abbia evitato consumi energetici pari a circa 1.273.898 MWh ed emissioni di 216.988 tonnellate di CO₂.

*Gli impatti considerati sono quelli medi globali calcolati da International Copper Association – Copper Environmental Profile 2023.

Produzione e gestione dei rifiuti

La transizione verso un'economia circolare implica una progressiva riduzione della produzione di rifiuti e un aumento del recupero di materia – o, in via subordinata, di energia – attraverso una corretta ed efficiente gestione dei rifiuti generati dai processi produttivi. Nel 2025 sono state prodotte 0,08 tonnellate di rifiuti per ogni tonnellata di produzione, con un incremento del 14% rispetto al 2024 (0,07 t/t). La quota di rifiuti avviata a recupero ha raggiunto l'81,3%, in significativo miglioramento rispetto al 74,8% registrato nell'anno precedente.

Circolarità nell'uso delle risorse idriche

L'uso efficiente delle risorse idriche è un obiettivo essenziale nel percorso di transizione verso un'economia più circolare. Nel 2025, la percentuale di acqua riciclata sul totale di acqua utilizzata ha raggiunto l'86,8%, a conferma dell'impegno di KME nel promuovere il riutilizzo della risorsa contenendo il prelievo.


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TASSONOMIA EUROPEA

In conformità al Regolamento (UE) 2020/852 (“Tassonomia UE”) e ai relativi regolamenti delegati, KME Group ha analizzato le proprie attività economiche al fine di identificarne la quota di fatturato, investimenti (CapEx) e spese operative (OpEx) associata ad attività ammissibili (“eligible”) e allineate (“aligned”) ai criteri della Tassonomia.

Il Regolamento individua le attività economiche ecosostenibili con riferimento a sei obiettivi ambientali: mitigazione dei cambiamenti climatici; adattamento ai cambiamenti climatici; uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine; transizione verso un’economia circolare; prevenzione e riduzione dell’inquinamento; protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Per l’esercizio 2025, in linea con quanto previsto dall’articolo 8 del Regolamento, il Gruppo ha determinato la quota di fatturato, investimenti (CapEx) e spese operative (OpEx) riconducibili ad attività ammissibili e allineate.

Applicazione dei criteri della tassonomia a KME Group

Sulla base dei criteri tecnici definiti dai regolamenti delegati e con riferimento al perimetro di consolidamento, le attività principali del Gruppo, relative alla produzione e lavorazione del rame, non risultano ammissibili, in quanto non incluse tra le attività economiche contemplate dai regolamenti finora emanati.

Attività ammissibili

Sulla base della classificazione NACE, risultano eleggibili due società, riconducibili al settore NACE 68.2:

  • la società Immobiliare Pictea per attività di “affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing”;
  • la società Natural Capital Italia per attività di conservazione, compreso il ripristino, di habitat, ecosistemi e specie.

La società Immobiliare Pictea svolge attività riconducibili ai punti CCA 7.7 e CCM 7.7, relativi all’acquisto e alla proprietà di edifici, nonché alla loro gestione. Tali attività risultano ammissibili secondo i criteri stabiliti dalla Tassonomia UE, con specifico riferimento al regolamento delegato (UE) 2021/2139, sia per quanto concerne l’obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici (allegato I), sia per l’obiettivo di adattamento ai cambiamenti climatici (allegato II).

La società Natural Capital Italia svolge attività riconducibili al punto BIO 1.1, concernente la gestione, la protezione e il ripristino delle foreste e di altri ecosistemi naturali e seminaturali. Tali attività risultano ammissibili ai sensi del regolamento delegato (UE) 2023/2486, con riferimento all’obiettivo di “protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi”. Le medesime attività non rientrano, invece, tra quelle disciplinate dal regolamento delegato (UE) 2021/2134. Con riferimento a Natural Capital Italia, si evidenzia inoltre che le attività di riforestazione e di gestione di oasi e riserve naturali, in particolare dell’Oasi Dynamo, presentano attualmente una rilevanza economica ancora contenuta e risultano prevalentemente svolte tramite società esterne al perimetro di consolidamento.

Conformità ai criteri di vaglio tecnico e ai requisiti DNSH

Per quanto riguarda Immobiliare Pictea, i criteri di vaglio tecnico e i requisiti DNSH applicabili alle attività CCA 7.7 e CCM 7.7 sono definiti nel Regolamento delegato (UE) 2021/2139 (Allegati I e II) e successive modifiche. La valutazione di conformità è stata effettuata in coerenza con il Regolamento (UE) 2020/852, in particolare con gli articoli 3, 17 e 19. L’analisi condotta in relazione ai criteri di vaglio tecnico non ha evidenziato la presenza di attività allineate, nonostante siano stati realizzati interventi di gestione e manutenzione finalizzati all’efficientamento energetico degli edifici. In particolare, non si rileva un contributo sostanziale agli obiettivi di mitigazione - in quanto non risultano per tutti gli edifici costruiti


prima del 31 dicembre 2020 prestazioni energetiche almeno pari alla classe A - né a quelli di adattamento, poiché non risulta per tutti gli edifici una procedura di valutazione del rischio climatico e della vulnerabilità.

Per quanto riguarda Natural Capital Italia, i criteri di vaglio tecnico e i requisiti DNSH applicabili all'attività BIO 1.1 sono stabiliti nel Regolamento delegato (UE) 2023/2486. La valutazione di conformità è stata effettuata in coerenza con il Regolamento (UE) 2020/852, in particolare con gli articoli 3, 17 e 19. L'analisi condotta in relazione ai criteri di vaglio tecnico non ha evidenziato la presenza di attività allineate, pur in presenza di un piano di gestione, a causa della non piena corrispondenza ai criteri relativi alla garanzia di permanenza.

Criteri minimi di salvaguardia

In conformità a quanto previsto dal Regolamento (UE) 2020/852 (c.d. "Tassonomia UE") e, in particolare, dall'articolo 18 relativo alle garanzie minime di salvaguardia, Immobiliare Pictea e Natural Capital Italia operano nel rispetto dei principi e degli standard internazionali in materia di diritti umani, lavoro, anticorruzione e fiscalità responsabile.

A tal fine, le società hanno adottato un sistema di governance e controllo interno volto a garantire l'allineamento con i principali riferimenti internazionali, tra cui:

  • le Linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali;
  • i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani;
  • le convenzioni fondamentali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro;
  • la Carta internazionale dei diritti dell'uomo.

Le società hanno inoltre implementato processi strutturati di due diligence volti a identificare, prevenire, mitigare e rendicontare i potenziali impatti - negativi, effettivi e potenziali - sui diritti umani e sugli aspetti etico-sociali lungo l'intera catena del valore. Tali processi includono:

  • l'adozione di politiche aziendali in materia di diritti umani, etica e anticorruzione;
  • procedure di valutazione e qualifica dei fornitori secondo criteri ESG;
  • attività periodiche di risk assessment e monitoraggio;
  • meccanismi di segnalazione (whistleblowing) accessibili agli stakeholder;
  • programmi di formazione e sensibilizzazione del personale.

Sulla base delle analisi condotte nell'esercizio di riferimento, non sono state rilevate violazioni significative o sistemiche dei principi e delle norme richiamate dall'articolo 18 del Regolamento Tassonomia. Le società monitorano costantemente eventuali criticità e adottano, ove necessario, misure correttive e piani di miglioramento.

Le società si impegnano a mantenere e rafforzare nel tempo i propri presidi di governance e controllo, anche alla luce dell'evoluzione del quadro normativo europeo e delle migliori pratiche internazionali in materia di sostenibilità e responsabilità d'impresa.

Risultati principali

L'analisi evidenzia che le attività core del Gruppo, relative alla produzione e lavorazione del rame, non risultano attualmente ammissibili ai sensi della Tassonomia europea, in quanto non incluse nei criteri tecnici definiti dai regolamenti delegati.

Le attività ammissibili si riferiscono esclusivamente a:

  1. le attività immobiliari di acquisto e proprietà svolte da Immobiliare Pictea;
  2. le attività di conservazione, compreso il ripristino di habitat, ecosistemi e specie, svolte da Natural Capital Italia.

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Nel complesso:

(3) il fatturato ammissibile è pari a 3,666 milioni di euro (derivanti da 3.380.402 € di Immobiliare Pictea e 285.389 € di Natural Capital Italia), corrispondente allo 0,19% del fatturato consolidato;
(4) il CapEx ammissibile è pari a 3,318 milioni di euro (derivanti da 3.286.000 € di Immobiliare Pictea e 32.471 € di Natural Capital Italia), corrispondente al 4,49% del totale;
(5) l'OpEx ammissibile è pari a 3,352 milioni di euro (derivanti da 3.121.038 € di Immobiliare Pictea e 231.138 € di Natural Capital Italia), corrispondente al 1,32% del totale.

Non sono state identificate attività allineate alla Tassonomia (aligned = 0%).

KPI Quota ammissibile (%) Quota allineata (%)
Fatturato 0,19% 0%
CapEx 4,49% 0%
OpEx 1,32% 0%

Le informazioni dettagliate sono riportate nelle tabelle riportate in appendice.

Ulteriori informazioni

Il Gruppo non svolge né finanzia attività legate all'energia nucleare o ai combustibili fossili gassosi nei termini previsti dal Regolamento delegato (UE) 2022/1214.

L'utilizzo di gas naturale è limitato ai processi industriali tipici della metallurgia del rame e non rientra tra le attività economiche considerate dalla Tassonomia.

KME monitora costantemente l'evoluzione della Tassonomia europea, anche in ottica prospettica, con particolare riferimento ai processi di revisione e semplificazione dei criteri, nonché nel contesto dell'European Steel and Metals Action Plan.

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INFORMAZIONI SOCIALI

Forza lavoro propria (ESRS S1)

Impatti, rischi e opportunità

Gli impatti, i rischi e le opportunità connessi alla forza lavoro propria, nonché il loro legame con il modello di business e la strategia del Gruppo, sono descritti nella sezione “Informazioni generali (ESRS 2) – Effetti degli impatti, rischi e opportunità sul modello di business e sulla strategia (SBM-3)”.

Politiche, azioni e obiettivi (S1-1)

KME Group attribuisce un ruolo centrale alle persone che operano al suo interno e si impegna, nel rispetto delle normative vigenti e del proprio Codice di condotta, a garantire correttezza nei rapporti di lavoro, assicurare condizioni lavorative dignitose, promuovere la formazione e la crescita professionale, tutelare la salute e la sicurezza, garantire pari opportunità, contrastare ogni forma di discriminazione.

Diritti dei lavoratori

KME Group garantisce il diritto di associazione e di contrattazione collettiva, rispetta il diritto dei lavoratori di aderire alle organizzazioni sindacali, opera per promuovere positive relazioni industriali ed il coinvolgimento dei lavoratori, nell’ambito di strategie orientate al rafforzamento della competitività economica e alla massima occupazione. Il Codice di condotta impegna KME a garantire il rispetto della dignità personale, della riservatezza e dei diritti di ciascun individuo, nonché a non costringere nessuno a lavorare contro la propria volontà.

Gestione delle politiche e delle condizioni di lavoro

La gestione delle politiche e delle condizioni di lavoro è regolata dalle normative nazionali e dai contratti collettivi di riferimento. KME assicura il rispetto dei limiti massimi di orario di lavoro previsti dalle norme vigenti. Nel Modello di organizzazione, gestione e controllo delle Società e nel Codice di condotta del Gruppo sono specificati i principi e gli standard a tutela dei rapporti con il personale e con le parti sociali. I rapporti di lavoro sono regolati dai contratti collettivi nazionali di riferimento.

Salute e sicurezza

Il Gruppo KME considera la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori un elemento essenziale della propria gestione aziendale. A tal fine, sviluppa attività di prevenzione e adotta misure di sicurezza orientate all’obiettivo “zero incidenti sul lavoro”. Tutti i lavoratori, dipendenti e non dipendenti, sono coperti dal sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro. Le società del Gruppo operano nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili in materia. KME adotta lo standard ISO 45001:2018 (Sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro), che integra e rafforza quanto previsto dalle normative, attraverso un sistema volontario volto al miglioramento continuo delle condizioni di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori.

I potenziali rischi per la sicurezza sono identificati e valutati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), aggiornato con cadenza annuale, al fine di garantirne la prevenzione e la mitigazione. I principali rischi sono connessi a possibili incidenti di natura meccanica (quali tagli o contusioni), infortuni nelle attività di fonderia (ustioni) e incidenti legati alla movimentazione dei carichi all’interno degli stabilimenti e dei centri servizi.

La gestione delle politiche aziendali in materia di salute e sicurezza del lavoro, applicabili a tutti i lavoratori, persegue i seguenti obiettivi: riduzione dello stress e dei carichi di lavoro; prevenzione delle malattie professionali e dei rischi per la salute e la sicurezza; tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo “zero incidenti”. Per il conseguimento di tali finalità, oltre alle misure tecniche e

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organizzative per la sicurezza, sono previsti anche servizi medici, modelli di lavoro flessibili, iniziative di integrazione in azienda e attività di consulenza. Un ruolo fondamentale nella prevenzione dei rischi hanno le attività di formazione e informazione rivolte ai dipendenti, con particolare attenzione a coloro che lavorando negli stabilimenti industriali e nei centri servizi sono maggiormente esposti a potenziali rischi. Attraverso tali azioni, KME Group si propone di ridurre progressivamente il tasso di frequenza degli infortuni, rispetto al valore di 7,6 registrato nel 2024, portandolo al di sotto di 5 entro il 2027 e al di sotto di 3 entro il 2030, con l'obiettivo di azzerare gli incidenti entro il 2032.

Sicurezza sul lavoro - Tasso di frequenza degli infortuni
Baseline Actual Obiettivo medio termine Obiettivi lungo termine
2024 2025 2027 2030 2032
7,6 9,6 < 5 < 3 0

Welfare

Sulla base di quanto previsto dai contratti collettivi di lavoro e di prestazioni erogate dalle società del Gruppo, i dipendenti possono usufruire di servizi che integrano i sistemi di welfare pubblico in materia di assistenza sanitaria, assicurazione contro gli infortuni, sostegno alle spese familiari e mense aziendali.

A tali strumenti si affianca “Benevolent fund”, una iniziativa promossa per offrire supporto ai dipendenti che si trovino in situazioni di particolare necessità. Il Fondo fornisce assistenza sia nell'individuazione delle strutture sanitarie più adeguate per affrontare le patologie, sia nella gestione operativa delle visite diagnostiche, con l'obiettivo di garantire un sostegno non solo economico ma anche organizzativo. L'accesso al servizio è rivolto a tutti i dipendenti del Gruppo KME ed ai loro nuclei familiari, per supportarli in diverse situazioni, tra cui: la necessità di avviare o proseguire un percorso diagnostico o di cura con costi rilevanti; l'individuazione del percorso medico più efficace in relazione a patologie accertate o potenziali; la gestione di patologie gravi, croniche o rare.

Inclusione e pari opportunità

KME si impegna a garantire che nell'ambiente di lavoro non vi sia alcuna forma di discriminazione, con riferimento al genere, all'etnia, alla nazionalità, all'orientamento sessuale, alle convinzioni religiose, alle opinioni politiche e sindacali. Il Codice di Condotta impegna il Gruppo a promuovere le pari opportunità nel lavoro e nel trattamento dei dipendenti. Ciascun dipendente è tenuto a evitare ogni forma di discriminazione, diretta o indiretta, fondata su razza, origine, colore, nazionalità, religione, ideologia, sesso, età, aspetto e caratteristiche fisiche, orientamento sessuale o appartenenza a categorie protette. Tali principi si applicano sia nei rapporti interni sia nelle relazioni con partner e collaboratori esterni.

Formazione

La formazione rappresenta un elemento centrale delle attività aziendali. Accanto alle iniziative obbligatorie in materia di salute e sicurezza sul lavoro, le società del Gruppo promuovono e realizzano percorsi formativi finalizzati all'aggiornamento continuo del personale e allo sviluppo delle competenze professionali. Nel corso dell'anno sono stati erogati specifici programmi formativi in materia di protezione dei dati personali e privacy, Codice di condotta e whistleblowing, nonché sui principi e sulle pratiche etiche e di sostenibilità adottate dal Gruppo.

Nell'ottica dell'espansione del business a valle del processo produttivo, KME ha promosso la KME Academy per la formazione professionale nel settore dell'edilizia e dell'architettura, con una particolare attenzione alle esigenze del cliente finale e alla promozione dell'utilizzo del rame. Inoltre, alcune società del Gruppo, accanto ad attività di formazione nell'ambito di programmi di alternanza scuola-lavoro, sviluppano specifici percorsi formativi rivolti agli apprendisti. Al termine del periodo di apprendistato, in media circa l'80% degli apprendisti viene assunto.

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Altre informazioni

  • Nell'ambito delle relazioni sindacali, il periodo minimo di preavviso per modifiche operative, spostamenti e modifiche di mansione è garantito nel rispetto delle disposizioni di legge e contrattuali.
  • La gestione delle materie previdenziali e pensionistiche avviene in conformità alle normative vigenti nei Paesi in cui il Gruppo opera.
  • I lavoratori possono usufruire del congedo parentale secondo quanto previsto dalle leggi nazionali e dai contratti collettivi di lavoro.
  • I dipendenti con ruoli di operai, amministrativi e quadri provengono dalle comunità locali o, comunque, dai Paesi in cui sono situati gli stabilimenti produttivi e i centri servizi; analogo criterio si applica generalmente ai dirigenti, salvo specifiche funzioni apicali che richiedano particolari competenze.
  • Le performance dei dipendenti sono valutate sulla base di obiettivi aziendali e individuali.
  • Le società del Gruppo prevedono l'adozione di forme di lavoro flessibile, inclusi strumenti di smart working.
  • Le attività di KME non presentano rischi connessi a fenomeni di lavoro forzato o minorile.

Le singole società definiscono e attuano specifici piani di azione e obiettivi, in coerenza con le politiche adottate a livello di Gruppo.

Processi per coinvolgere i lavoratori (S1-2)

KME Group mantiene relazioni continuative con le organizzazioni sindacali e con le diverse forme di rappresentanza aziendale dei lavoratori, nel rispetto delle specificità normative e contrattuali dei Paesi in cui opera, promuovendo un dialogo improntato alla collaborazione e alla trasparenza. Il Gruppo garantisce il diritto di associazione e di contrattazione collettiva, e rispetta il diritto dei lavoratori di aderire alle organizzazioni sindacali. Inoltre, favorisce relazioni industriali costruttive e il coinvolgimento dei lavoratori nell'ambito di strategie orientate al rafforzamento della competitività economica e alla massima occupazione. Sono altresì previste modalità di coinvolgimento e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori nella gestione delle attività relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro.

Si evidenzia inoltre che, per le società del Gruppo con sede in Germania, trova applicazione il sistema di codeterminazione (Mitbestimmung) previsto dalla normativa tedesca fin dagli anni '70. In base a tale modello, i rappresentanti dei lavoratori (Arbeitnehmervertreter) fanno parte del Consiglio di sorveglianza o supervisory board, l'organo competente per il controllo e la supervisione strategica a livello aziendale.

Processi per rimediare impatti negativi e canali per sollevare preoccupazioni (S1-3)

Il Gruppo KME adotta un approccio proattivo nella gestione degli impatti negativi, implementando politiche e processi strutturati per prevenire, identificare e affrontare tempestivamente eventuali criticità.

Codice di Condotta e Carta Etica

Il Codice di Condotta del Gruppo KME definisce le norme di comportamento applicabili a tutti i dipendenti, promuovendo l'integrità, il rispetto e l'adozione di pratiche etiche in tutte le attività aziendali. La Carta Etica enuncia la missione, la visione e i valori fondamentali del Gruppo, costituendo un riferimento essenziale per le decisioni operative e per le relazioni con gli stakeholder.

Formazione e sensibilizzazione

Il Gruppo KME investe nella formazione continua dei propri dipendenti, organizzando annualmente iniziative quali i "Safety Day" presso gli stabilimenti produttivi e i centri servizi. Tali eventi sono finalizzati a informare e sensibilizzare i lavoratori sui temi della salute e della sicurezza sul lavoro, nonché sulla cultura aziendale.


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Canali di segnalazione

Il Gruppo KME ha istituito specifici canali di segnalazione che consentono ai dipendenti di riportare, in modo confidenziale e sicuro, eventuali criticità o esigenze. Tali canali includono una piattaforma digitale di whistleblowing, accessibile anche in forma anonima, nonché la possibilità di comunicare direttamente con i responsabili di stabilimento. Tutte le segnalazioni ricevute sono gestite con la massima serietà e riservatezza, adottando un approccio imparziale e basato sull'analisi oggettiva dei fatti.

Sistema disciplinare e azioni correttive

Il Codice di Condotta prevede un sistema disciplinare per la gestione delle violazioni delle norme aziendali. In presenza di impatti negativi accertati, vengono adottate misure correttive adeguate, finalizzate a rimediare alle situazioni e a prevenire il ripetersi di eventi analoghi.

Coinvolgimento dei dipendenti

Il Gruppo KME promuove un ambiente di lavoro inclusivo e partecipativo, favorendo il coinvolgimento dei dipendenti nella definizione e nell'attuazione delle politiche aziendali. Attraverso strumenti quali sondaggi interni, incontri periodici e consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori, le aziende del Gruppo raccolgono feedback e proposte di miglioramento, con l'obiettivo di perfezionare continuamente le proprie pratiche e rispondere adeguatamente alle esigenze della forza lavoro.

Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro (S1-4)

Azioni intraprese, pianificate o in corso per prevenire o mitigare impatti negativi sulla forza lavoro

Il Gruppo KME ha adottato una serie di misure volte a garantire un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo e rispettoso dei diritti dei lavoratori. Tra le principali azioni si segnalano:

  • Formazione continua: programmi ricorrenti destinati a rafforzare le competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro, diritti umani, etica professionale e responsabilità individuale, accompagnati da attività di diffusione interna;
  • Safety Day: iniziative annuali organizzate in tutti gli stabilimenti e centri servizi del Gruppo, per rafforzare la cultura della sicurezza e sensibilizzare i lavoratori attraverso workshop, simulazioni e momenti formativi.
  • 10 Golden Rules: linee guida operative che definiscono i comportamenti chiave per la sicurezza sul luogo di lavoro, da applicare quotidianamente da parte di tutto il personale.

Iniziative volte a generare impatti positivi per la forza lavoro

KME promuove un ambiente di lavoro orientato alla valorizzazione della crescita professionale, del benessere e della partecipazione attiva dei dipendenti. Tra le iniziative principali si evidenziano:

  • Sviluppo professionale: percorsi di formazione continua, attività di affiancamento on-the-job e piani di crescita individuale.
  • Benessere organizzativo: azioni orientate al miglioramento della qualità della vita lavorativa, tra cui servizi di supporto psicologico, iniziative di welfare aziendale e misure volte a favorire l'equilibrio tra vita professionale e vita privata.
  • Progetti di coinvolgimento attivo: raccolta periodica di feedback tramite survey aziendali, focus group e momenti strutturati di ascolto e confronto.

L'efficacia delle misure adottate è misurata attraverso strumenti di valutazione, tra cui:

  • Indicatori di performance: analisi di KPI quali frequenza e gravità degli infortuni, tasso di assenteismo e livello di soddisfazione interna, oltre a rilevazioni periodiche per raccogliere suggerimenti e feedback dai dipendenti.
  • Confronto con i rappresentanti dei lavoratori: incontri programmati con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e con le organizzazioni sindacali aziendali.

  • Piani di azione correttiva: predisposizione di interventi specifici a seguito di incidenti, risultanze di audit interni o segnalazioni ricevute, al fine di prevenire il ripetersi di criticità analoghe.

Risorse allocate alla gestione degli impatti materiali

Il Gruppo destina specifiche risorse alla gestione degli impatti rilevanti, prevedendo, tra l'altro, un budget annuale per programmi di salute e sicurezza sul lavoro, formazione e benessere della popolazione aziendale.

Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi (S1-5)

Nell'ambito della propria strategia di sostenibilità, il Gruppo KME attribuisce un carattere prioritario alla definizione di obiettivi concreti e misurabili per la prevenzione degli impatti negativi sulla forza lavoro, con particolare riferimento alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Uno degli obiettivi centrali perseguiti dal Gruppo è la progressiva riduzione degli infortuni sul lavoro, con l'ambizione di tendere al principio dello "zero harm". Tale impegno si traduce nel monitoraggio costante degli indicatori infortunistici e nella diffusione capillare di una cultura della prevenzione. In particolare, è previsto il mantenimento del tasso di frequenza degli infortuni al di sotto di soglie definite annualmente, in linea con i benchmark interni e di settore. Il raggiungimento di tali risultati è supportato da attività sistematiche di formazione obbligatoria, momenti di sensibilizzazione quali i "Safety Day" e dall'applicazione rigorosa delle "10 Golden Rules".

I dipendenti sono coinvolti non solo nella definizione delle priorità, ma anche nel monitoraggio dei progressi. Report periodici, sessioni di confronto a livello di stabilimento e sistemi strutturati di raccolta del feedback consentono una valutazione continua dei risultati rispetto agli obiettivi prefissati. Eventuali scostamenti rappresentano occasioni per rivedere le azioni intraprese, apportare miglioramenti e aggiornare le strategie adottate.

Lavoratori dipendenti (S1-6)

Al 31 dicembre 2025 i dipendenti del Gruppo sono 3.376, in aumento di 137 unità rispetto al 2024 (+4,2%).

Distribuzione geografica

La presenza del Gruppo si conferma prevalente nell'Unione Europea:

  • Italia: 896 dipendenti (26,5%)
  • Altri Paesi UE: 2.448 dipendenti (72,5%)
  • Paesi extra UE: 32 dipendenti (1,0%)

Rispetto al 2024 si registra una riduzione in Italia (-45 unità), una crescita negli altri Paesi UE (+192 unità), una contrazione nei Paesi extra UE (-10 unità). Si segnala che i dati 2024 sono stati riclassificati per garantire la comparabilità, in quanto nel precedente report era stata adottata una diversa ripartizione geografica ("Paesi europei" e "Paesi extra europei" anziché "Paesi UE" e "Paesi extra UE").

Tipologia contrattuale

La struttura contrattuale evidenzia una forte prevalenza di rapporti di lavoro a tempo indeterminato:

  • Tempo indeterminato: 3.259 dipendenti (96,5%)
  • Tempo determinato: 117 dipendenti (3,5%)

115


L'incidenza del part-time rimane sostanzialmente stabile rispetto al 2024:

  • Full-time: 3.179 dipendenti (94,2%)
  • Part-time: 197 dipendenti (5,8%)

Turnover

Nel corso del 2025 si sono registrate 341 cessazioni (294 nel 2024). Il tasso di turnover complessivo è pari al 10,1%, in aumento rispetto al 9,1% del 2024. L'incremento riflette principalmente la dinamica di riorganizzazione e crescita in ambito europeo.

Dipendenti per aree geografiche
Numero dipendenti Al 31 Dicembre 2024 Al 31 Dicembre 2025
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Italia 798 143 941 755 141 896
Altri Paesi UE 1.980 276 2.256 2.163 285 2.448
Paesi extra UE 25 17 42 21 11 32
Totale 2.803 436 3.239 2.939 437 3.376

I- I dati riportati nel precedente report sono stati riclassificati, in quanto nel precedente report era stata adottata una diversa ripartizione ("Paesi europei" e "Paesi extra europei", anziché "Paesi UE" e "Paesi extra UE").

Dipendenti per contratto e genere
Numero dipendenti Al 31 Dicembre 2024 Al 31 Dicembre 2025
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Tempo indeterminato 2.727 415 3.142 2.847 412 3.259
Tempo determinato 75 17 92 92 25 117
Dipendenti con orario non garantito 1 4 5 - - -
Totale 2.803 436 3.239 2.939 437 3.376
Dipendenti per contratto, genere e aree geografiche
--- --- --- --- --- --- ---
Numero dipendenti Al 31 Dicembre 2024 Al 31 Dicembre 2025
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Italia 798 143 941 755 141 896
di cui a tempo indeterminato 794 136 930 752 134 886
di cui a tempo determinato 4 7 111 3 7 10
di cui con orario non garantito - - - - - -
Altri Paesi UE 1980 276 2.256 2.163 285 2.448
di cui a tempo indeterminato 1.910 2272 2.177 2.053 270 2.323
di cui a tempo determinato 70 9 79 110 15 125
di cui con orario non garantito - - - - - -
Paesi extra UE 25 17 42 21 11 32
di cui a tempo indeterminato 23 9 35 21 11 32
di cui a tempo determinato 1 1 2 - - -
di cui con orario non garantito 1 4 5 - - -
DIPENDENTI PER TIPOLOGIA CONTRATTUALE E GENERE
--- --- --- --- --- --- ---
Numero dipendenti Al 31 Dicembre 2024 Al 31 Dicembre 2025
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Tempo pieno 2.718 332 3.050 2.842 337 3.179
Part time 85 104 189 97 100 197
Totale 2.803 436 3.239 2.939 437 3.376

DIPENDENTI PER TIPOLOGIA CONTRATTUALE, GENERE E AREE GEOGRAFICHE
Numero dipendenti Al 31 Dicembre 2024 Al 31 Dicembre 2025
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Italia 798 143 941 755 141 896
di cui tempo pieno 785 122 907 733 122 855
di cui part time 13 21 34 22 19 41
Altri Paesi UE 1.998 279 2.277 2.163 285 2.448
di cui tempo pieno 1.928 201 2.129 2.089 208 2.297
di cui part time 70 78 148 74 77 151
Paesi extra UE 25 17 42 21 11 32
di cui tempo pieno 23 12 25 20 7 27
di cui part time 2 5 7 1 4 5
TURNOVER
--- --- --- --- --- --- ---
Numero e tasso turnover 2024 2025
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Cessazioni del rapporto di lavoro 256 38 294 2 46 341
Tasso turnover 9,1% 8,7% 9,1% 10,0% 10,5% 10,1%

Lavoratori non dipendenti (S1-7)

Al 31 dicembre 2025 operano nelle società del Gruppo 21 lavoratori non dipendenti.

LAVORATORI NON DIPENDENTI Al 31 dicembre 2024 Al 31 dicembre 2025
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Numero 12 5 17 14 7 21

Contratti collettivi e dialogo sociale (S1-8)

Al 31 dicembre 2025 il 95,4% dei dipendenti risulta coperto da contratti collettivi di lavoro (96,3% nel 2024). La copertura rimane molto elevata nei principali Paesi UE, raggiungendo il 100% in Italia, Olanda e Spagna. Alla stessa data il 94,4% dei dipendenti è coperto da rappresentanze dei lavoratori.

DIPENDENTI COPERTI DA CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO
Numero dipendenti Dipendenti coperti da contratti collettivi Percentuale
Al 31 dicembre 2024 Area economica europea Italia 941 941 100%
Germania 1.851 1.811 97,8%
Francia 160 129 80,6%
Olanda 210 210 100%
Spagna 18 18 100%
Slovacchia 17 - 0%
Area economica extra europea UK 21 10 47,6%
Cina 12 1 8,3%
Hong Kong 9 - 0%
Totale 3.239 3.120 96,3%
Al 31 dicembre 2025 Area economica europea Italia 896 896 100%
Germania 2.053 1.937 94,3%
Francia 149 149 100%
Olanda 212 212 100%
Spagna 18 18 100%
Slovacchia 16 - 0%
Area economica extra europea UK 22 10 45,5%
Cina 4 - 0%
Hong Kong 6 - 0%
Totale 3.376 3.222 95,4%
DIALOGO SOCIALE
--- --- --- --- --- ---
Numero dipendenti Dipendenti coperti da rappresentanti dei lavoratori Percentuale
Al 31 dicembre 2024 1 Area economica europea Italia 941 484 51%
Germania 1.851 1.711 92%
Francia 160 123 77%
Olanda 210 210 100%
Spagna 18 18 100%
Slovacchia 17 - 0%
Area economica extra europea UK 21 10 48%
Cina 12 - 0%
Hong Kong 9 - 0%
Totale 3.239 2.556 78,9%
Al 31 dicembre 2025 Area economica europea Italia 896 794 88,6%
Germania 2.053 2.011 98,0%
Francia 149 141 94,6%
Olanda 212 212 100%
Spagna 18 18 100%
Slovacchia 16 - 0%
Area economica extra europea UK 22 10 45,5%
Cina 4 - 0%
Hong Kong 6 - 0%
Totale 3.376 3.186 94,4%

1- I dati 2024 non sono pienamente comparabili in quanto nel precedente report erano stati adottati criteri parzialmente diversi per la determinazione della copertura da rappresentanza.


119

Diversità e pari opportunità (S1-9)

Composizione per genere

La forza lavoro è composta per l'87% da uomini (2.939) e per il 13% da donne (437), in linea con l'esercizio precedente.

Categorie professionali e genere

La composizione per categoria professionale è la seguente:

  • 2.214 operai (65,6%)
  • 929 impiegati (27,5%)
  • 179 quadri intermedi (5,3%)
  • 54 dirigenti (1,6%)

La struttura professionale del Gruppo resta fortemente concentrata nella categoria degli operai, che rappresentano circa i due terzi dell'organico complessivo.

L'analisi della distribuzione interna della componente femminile evidenzia che l'81,9% delle donne è impiegato nella categoria degli impiegati (358 unità); il 10,3% nella categoria degli operai (45 unità); il 6,9% tra i quadri intermedi (30 unità) e lo 0,9% tra i dirigenti (4 unità). La presenza femminile si conferma prevalentemente concentrata nei ruoli impiegatizi, mentre resta contenuta tra gli operai e nei livelli dirigenziali.

Categorie professionali e fasce di età

La distribuzione per fasce anagrafiche al 31 dicembre 2025 è la seguente:

  • 14,0% sotto i 30 anni;
  • 38,1% tra 30 e 50 anni;
  • 47,9% sopra 50 anni.

La fascia over 50 si conferma la più rappresentata, in lieve aumento rispetto al 2024. In particolare, tra i dirigenti, 39 su 54 appartengono alla fascia over 50, mentre tra gli operai gli over 50 sono 1.041, confermando un profilo demografico maturo della popolazione industriale. Il quadro demografico conferma una significativa presenza di personale esperto, l'importanza di politiche di ricambio generazionale e trasferimento delle competenze, la necessità di programmi di formazione e sviluppo per sostenere la continuità operativa nel medio-lungo periodo.

Categorie professionali e genere Al 31 Dicembre 2024 Al 31 dicembre 2025
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Dirigenti 55 2% 3 1% 58 1,8% 50 1,5% 4 0,1% 54 1,6%
Quadri intermedi 149 5% 32 7% 181 5,6% 149 4,4% 30 0,9% 179 5,3%
Impiegati 538 19% 352 82% 890 27,5% 571 16,9% 358 10,6% 929 27,5%
Operai 2.066 74% 44 10% 2.110 65,1% 2.169 64,2% 45 1,3% 2.214 65,6%
Totale 2.808 100% 431 100% 3.239 100% 2.939 100% 437 100% 3.376 100%
Categorie professionali e fasce di età Al 31 dicembre 2024 Al 31 dicembre 2025
--- --- --- --- --- --- --- --- ---
< 30 30-50 > 50 Totale < 30 30-50 >50 Totale
Dirigenti - 19 39 58 - 15 39 54
Quadri intermedi 2 63 116 181 1 57 121 179
Impiegati 97 397 396 890 106 407 416 929
Operai 317 805 988 2.110 366 807 1.041 2.214
Totale 416 1.284 1.539 3.239 473 1.286 1.617 3.376

120

Categorie professionali e fasce di età al 31 dicembre 2025 - Percentuali < 30 30-50 > 50
Dirigenti 0% 0,4% 1,2%
Quadri intermedi 0,1% 1,7% 3,6%
Impiegati 3,1% 12,1% 12,3%
Operai 10,8% 23,9% 30,8%
Totale 14,0% 38,1% 47,9%

Salari adeguati (S1-10)

Al 31 dicembre 2025 il Gruppo impiega 3.376 dipendenti, distribuiti tra Area Economica Europea (EEA) e Paesi extra-EEA. In tutte le aree geografiche in cui il Gruppo opera, zero dipendenti risultano percepire salari inferiori ai livelli considerati adeguati. Il dato è invariato rispetto al 2024, quando già il 100% dei dipendenti risultava percepire una retribuzione conforme ai parametri di adeguatezza definiti a livello locale. La valutazione è effettuata con riferimento alla normativa salariale vigente nei singoli Paesi, ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva applicabile, ai benchmark salariali nazionali. Il Gruppo applica criteri di conformità normativa e salariale anche nei confronti dei lavoratori non dipendenti, nel rispetto delle disposizioni contrattuali e delle condizioni di mercato locali.

DIPENDENTI CHE NON RICEVONO SALARI ADEGUATI
Numero dipendenti Dipendenti che non ricevono salari adeguati Percentuale
Al 31 dicembre 2024 Area economica europea Italia 941 - 0%
Germania 1.851 - 0%
Francia 160 - 0%
Olanda 210 - 0%
Spagna 18 - 0%
Slovacchia 17 - 0%
Area economica extra europea UK 21 - 0%
Cina 12 - 0%
Hong Kong 9 - 0%
Totale 3.239 0 0%
Al 31 dicembre 2025 Area economica europea Italia 896 - 0%
Germania 2.053 - 0%
Francia 149 - 0%
Olanda 212 - 0%
Spagna 18 - 0%
Slovacchia 16 - 0%
Area economica extra europea UK 22 - 0%
Cina 4 - 0%
Hong Kong 6 - 0%
Totale 3.376 0 0%

121

LAVORATORI NON DIPENDENTI CHE NON RICEVONO SALARI ADEGUATI
Numero dipendenti Dipendenti che non ricevono salari adeguati Percentuale
Al 31 dicembre 2024 Area economica europea Italia 3 - 0%
Germania 1 - 0%
Francia 8 - 0%
Olanda 4 - 0%
Spagna - - 0%
Slovacchia - - 0%
Area economica extra europea UK - - 0%
Cina 1 - 0%
Hong Kong - - 0%
Totale 17 0 0%
Al 31 dicembre 2025 Area economica europea Italia 10 - 0%
Germania 5 - 0%
Francia 5 - 0%
Olanda 1 - 0%
Spagna - - 0%
Slovacchia - - 0%
Area economica extra europea UK - - 0%
Cina - - 0%
Hong Kong - - 0%
Totale 21 0 0%

Disabilità (S1-12)

Al 31 dicembre 2025 i dipendenti con disabilità sono 161, con un incremento di 11 unità rispetto all'anno precedente (+7,3%). L'incidenza percentuale sul totale dell'organico passa dal 4,6% nel 2024 al 4,8% nel 2025, evidenziando un rafforzamento dell'inclusione delle persone con disabilità all'interno del Gruppo. L'aumento è riconducibile sia alla crescita complessiva dell'organico sia alle politiche di inserimento e mantenimento in servizio in conformità alla normativa vigente nei Paesi di riferimento.

DIPENDENTI CON DISABILITÀ 2024 2025
Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale
Dipendenti con disabilità 143 7 150 146 15 161
Totale dipendenti 2.803 436 3.239 2.939 437 3.376
Percentuale 5% 2% 4,6% 5,0% 3,4% 4,8%

Formazione e sviluppo delle competenze (S1-13)

La formazione rappresenta uno strumento chiave per lo sviluppo delle competenze tecniche e manageriali, il supporto alla continuità operativa e la gestione del ricambio generazionale, nonché per la prevenzione dei rischi connessi alla sicurezza sul lavoro. Le informazioni di seguito rendicontate sono relative solo all'esercizio 2025, senza raffronti con il 2024, in quanto il precedente report non conteneva dati relativi alle attività di formazione.

Ore complessive di formazione

Nel corso del 2025 il Gruppo ha erogato complessivamente 29.849 ore di formazione ai propri dipendenti. Il dato è da considerarsi una stima, poiché la società recentemente acquisita Sundwiger Messingwerk GmbH non ha tracciato le informazioni relative alle ore di formazione degli operai.

La maggior parte delle ore di formazione è stata erogata agli operai, coerentemente con la struttura industriale del Gruppo e con l'incidenza di formazione obbligatoria (es. salute e sicurezza, aggiornamenti tecnici).


122

Numero medio di ore pro capite

Nel 2025 la media complessiva è pari a 8,8 ore per dipendente. In particolare:
- Dirigenti: 4,9 ore
- Quadri intermedi: 11,6 ore
- Impiegati: 8,4 ore
- Operai: 8,9 ore

| ORE DI FORMAZIONE DIPENDENTI
PER CATEGORIE PROFESSIONALI E GENERE | | | |
| --- | --- | --- | --- |
| Ore di formazione | 2025 | | |
| | Uomini | Donne | Totale |
| Dirigenti | 237 | 28 | 265 |
| Quadri intermedi | 1.876 | 207 | 2.083 |
| Impiegati | 6.203 | 1.599 | 7.802 |
| Operai | 19.538 | 162 | 19.700 |
| Totale | 27.853 | 1.996 | 29.849 |
| NUMERO MEDIO ORE DI FORMAZIONE | | |
| --- | --- | --- |
| Ore di formazione | 2025 | |
| | Uomini | Donne |
| Dirigenti | 4,7 | 0,6 |
| Quadri intermedi | 13,0 | 1,4 |
| Impiegati | 10,9 | 2,8 |
| Operai | 9,1 | 0,1 |
| Totale | 9,5 | 0,7 |
| ORE DI FORMAZIONE LAVORATORI NON DIPENDENTI – 2025 | | | |
| --- | --- | --- | --- |
| | 2025 | | |
| | Uomini | Donne | Totale |
| Totale ore di formazione | 8 | - | 8 |
| Ore di formazione pro-capite | 0,6 | - | 0,6 |

Valutazione delle prestazioni e sviluppo professionale

545 dipendenti (16,1% del totale) hanno partecipato nel 2025 a processi strutturati di valutazione periodica delle performance e dello sviluppo professionale. Il sistema di valutazione risulta quasi integralmente esteso ai livelli manageriali (dirigenti e quadri), mentre è più limitato per impiegati e operai

| DIPENDENTI CHE HANNO PARTECIPATO A VALUTAZIONI PERIODICHE
DELLE PRESTAZIONI E DELLO SVILUPPO PROFESSIONALE | | | | | | |
| --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- |
| Categorie professionali | 2025 | | | | | |
| | Uomini | | Donne | | Totale | |
| Dirigenti | 45 | 90,0% | 3 | 75,0% | 48 | 88,9% |
| Quadri intermedi | 135 | 90,6% | 26 | 86,7% | 161 | 88,9% |
| Impiegati | 115 | 20,1% | 56 | 15,6% | 171 | 18,4% |
| Operai | 165 | 7,6% | - | 0,0% | 165 | 7,5% |
| Totale | 460 | 15,7% | 85 | 2,9% | 545 | 16,1% |


123

Salute e sicurezza sul lavoro (S1-14)

Sistemi di gestione

Al 31 dicembre 2025 il 100% della forza lavoro (dipendenti e lavoratori non dipendenti) è coperto da sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro.

FORZA LAVORO COPERTA DA SISTEMI DI GESTIONE PER LA SALUTE E LA SICUREZZA
2024 2025
Dipendenti Non dipendenti Totale Dipendenti Non dipendenti Totale
Numero persone 3.239 17 3.256 3.376 21 3.397
Percentuale persone coperte da sistemi di gestione per la salute e la sicurezza 100% 100% 100% 100% 100% 100%
FORZA LAVORO COPERTA DA SISTEMI DI GESTIONE PER LA SALUTE E LA SICUREZZA SOGGETTI AD AUDIT O CERTIFICAZIONI
--- --- --- --- --- --- ---
2024 2025
Dipendenti Non dipendenti Totale Dipendenti Non dipendenti Totale
Numero persone 2.999 15 3.014 2.290 11 2.301
Percentuale persone coperte da sistemi di gestione per la salute e la sicurezza soggetti ad audit o certificazioni 92% 88% 92% 68% 52% 67,7%

Infortuni e malattie professionali

Nel 2025 sono stati registrati 46 infortuni (33 nel 2024) e 0 decessi (1 nel 2024) tra i lavoratori dipendenti. L'incremento del numero di infortuni è accompagnato da un aumento delle ore lavorate, passate da 4.346.572 a 4.685.607. Il dato sulle malattie professionali (0 casi accertati nel 2025) evidenzia un miglioramento rispetto al 2024 (5 casi).

Nel 2025 si osserva un aumento del tasso di frequenza degli infortuni (da 7,6 a 9,8) e un incremento dell'indice di gravità (da 200 a 276). Tali dinamiche evidenziano un peggioramento degli indicatori rispetto all'esercizio precedente, derivante prevalentemente dagli infortuni registrati nella società Sundwiger solo di recente acquisita da KME Group.

Complessivamente, i dati 2025 evidenziano:

  • copertura totale della forza lavoro da sistemi di gestione della salute e sicurezza;
  • assenza di infortuni mortali, dopo il caso registrato nel 2024;
  • aumento degli indici di frequenza e gravità degli infortuni;
  • azzeramento dei casi di malattie professionali;
  • necessità di consolidare ulteriormente le misure di prevenzione degli infortuni, anche alla luce dell'incremento dell'attività produttiva.

124

INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI
2024 2025
Dipendenti Non dipendenti Totale Dipendenti Non dipendenti Totale
Decessi dovuti a infortuni sul lavoro 1 - 1 - - -
Decessi dovuti a malattie professionali - - - - - -
Infortuni 33 - 33 46 - 46
Numero di ore lavorate 4.320.133 26.439 4.346.572 4.685.607 80.071 4.765.678
Tasso di frequenza degli infortuni (injury rate)¹ 7,6 0 7,6 9,8 0 9,6
Giorni di assenza per infortuni sul lavoro 870 - 870 1.296 - 1.296
Indice di gravità degli infortuni (gravity index)² 201 - 200 276 0 276
Casi di malattie professionali 5 - 5 - - -
Giorni di assenza per malattie professionali 140 - 140 - - -
ODR (tasso malattie professionali)³ 1,1 - 1,1 0 0 0

1- Frequency Rate: numero di infortuni con assenza superiore a 1 giorno/numero di ore lavorate x 1.000.000
2- Gravity Index: giorni di assenza a causa di infortuni/ numero di ore lavorate x 1.000.000)
3- ODR: casi di malattie professionali/numero di ore lavorate x 1.000.000

Retribuzioni (S1-16)

Le retribuzioni sono conformi ai livelli salariali previsti dai contratti collettivi nazionali di riferimento e dalla Direttiva (UE) 2022/2041 relativa a salari minimi adeguati nell'Unione Europea. Il rapporto tra la retribuzione totale annuale della persona che riceve la massima retribuzione e la mediana della retribuzione totale annua di tutti i dipendenti è pari a 33,02. La differenza tra il livello retributivo medio dei dipendenti di sesso femminile e quello di sesso maschile è pari al 4,9%.

Rapporto remunerazione totale annuale 2024 2025
Retribuzione totale annua della persona che riceve la massima retribuzione (euro) 1.690.062 1.458.953
Mediana della retribuzione totale annua di tutti i dipendenti (euro) 48.419 44.181
Rapporto remunerazione totale annuale 34,90 33,02
Divario retributivo 2024
--- --- ---
Uomini Donne
Retribuzione lorda oraria (euro) 38,48 36,26

Casi di discriminazione e mancata conformità diritti umani (S1- 17)

Nel periodo di rendicontazione non sono stati ravvisati o denunciati episodi di discriminazione nei luoghi di lavoro, né tramite i canali interni di segnalazione né attraverso altre modalità. In particolare, non si registrano casi di discriminazione connessi a genere, etnia, nazionalità, orientamento sessuale, convinzioni religiose, opinioni politiche e sindacali. Conseguentemente, non sono state irrogate sanzioni.


Lavoratori nella catena del valore (ESRS S2)

Impatti, rischi e opportunità

Gli impatti, i rischi e le opportunità connessi ai lavoratori nella catena del valore, nonché il loro legame con il modello di business e la strategia del Gruppo, sono descritti nella sezione “Informazioni generali (ESRS 2) – Effetti degli impatti, rischi e opportunità sul modello di business e sulla strategia (SBM-3)”.

Politiche, azioni, obiettivi (S2-1 S2-4 S2-5)

Le politiche relative ai lavoratori della catena del valore sono definite dalla Carta etica e dal Codice di condotta di KME Group. Esse sono integrate dalla Politica di sostenibilità e da specifiche policy dedicate alla supply chain, che definiscono principi, criteri e modalità operative per una gestione responsabile dei rapporti con partner commerciali.

KME si impegna a collaborare con partner, fornitori, subfornitori e clienti al fine di prevenire e mitigare potenziali impatti negativi sui diritti umani e sulle condizioni di lavoro nella catena del valore, con particolare attenzione ai lavoratori che lavorano nelle entità della catena a monte, coinvolte nell'estrazione e nella lavorazione di metalli, considerate aree potenzialmente più esposte a rischi.

In materia di sostenibilità della supply chain, KME opera affinché i partner commerciali rispettino i principi indicati nell’apposito Codice di condotta per i partner commerciali, in coerenza con standard stabiliti a livello globale quali il “Global Compact delle Nazioni Unite”, i “Principi Guida delle Nazioni Unite in materia di business e diritti umani” e le “Linee guida OCSE per le imprese multinazionali”. KME acquista materiali solo da fornitori approvati e registrati. Aderisce inoltre a MARS (Metal Alliance for Responsible Sourcing).

Tutti i partner commerciali di KME sono tenuti ad assumere un impegno vincolante volto a:

  • rispettare integralmente le norme di legge dell’ordinamento giuridico applicabile, incluse le disposizioni in materia di salario minimo e orario di lavoro;
  • garantire il rispetto dei diritti umani, inclusi il rispetto e la promozione delle pari opportunità e della parità di trattamento di tutti i dipendenti (indipendentemente dal colore della pelle, dal background etico sociale, dalla razza, dalla nazionalità, dall’orientamento sessuale, dalle convinzioni o opinioni politiche e religiose, sesso, età, disabilità, appartenenza sindacale, caratteristiche fisiche), il divieto di lavoro forzato, il diritto di aderire a organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori;
  • rispettare il divieto di lavoro minorile, non assumendo persone che non abbiano raggiunto l’età minima stabilita dalla Convenzione ILO n.138;
  • adottare misure adeguate per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Nella selezione di nuovi fornitori, KME adotta criteri ispirati alla sostenibilità sociale e alla tutela dei diritti umani, come già illustrato nella sezione “Informazioni generali – Sostenibilità della supply chain”. In particolare, sono oggetto di valutazione le pratiche di lavoro adottate, tra cui - a titolo esemplificativo e non esaustivo - il divieto di lavoro forzato o minorile, il rispetto delle diversità, la non discriminazione, la libertà di associazione, la garanzia di condizioni di lavoro giuste e dignitose, l’adozione di adeguate misure in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Alla luce dell’evoluzione del quadro normativo in materia di valutazione della supply chain, il Gruppo sta procedendo all’aggiornamento dei processi e delle procedure di qualifica e monitoraggio dei fornitori, con l’obiettivo di formalizzare attività che oggi vengono svolte sulla base di prassi aziendale consolidate, ma non ancora pienamente integrate in un sistema strutturato e formalizzato. KME intende inoltre rafforzare ulteriormente l’integrazione dei principi di sostenibilità lungo l’intera catena del valore. A tal fine, il Gruppo si è posto l’obiettivo che entro il 2030 il 100% della spesa relativa alle forniture rilevanti sia effettuata con fornitori certificati o sottoposti a specifiche verifiche di sostenibilità.

Le singole società definiscono e attuano specifici piani di azione e obiettivi, in coerenza con le politiche adottate a livello di Gruppo.

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Processi per il coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore (S2-2)

Al di là di quanto illustrato nel precedente paragrafo, allo stato attuale non sono previste procedure specifiche per il coinvolgimento dei lavoratori della catena del valore.

Processi per rimediare gli impatti sui lavoratori nella catena del valore e canali per sollevare preoccupazioni (S2-3)

I lavoratori operanti nella catena del valore possono avvalersi delle modalità di whistleblowing previsti dalla Carta etica e dal Codice di condotta del Gruppo.

Comunità interessate (ESRS S3)

Impatti, rischi e opportunità

Gli impatti, i rischi e le opportunità connessi alle comunità interessate, nonché il loro legame con il modello di business e la strategia del Gruppo, sono descritti nella sezione “Informazioni generali (ESRS 2) – Effetti degli impatti, rischi e opportunità sul modello di business e sulla strategia (SBM-3)”.

Politiche e azioni (S3-1 S3-2)

Attraverso la Carta etica e il Codice di condotta, KME si impegna a promuovere una comunicazione aperta e trasparente con i propri stakeholder, tra cui i soggetti appartenenti alle comunità locali e gli enti del territorio. Tale impegno è finalizzato a perseguire uno sviluppo sostenibile delle attività del Gruppo e a generare un impatto positivo nei territori in cui opera. Le società del Gruppo rivolgono una particolare attenzione al rapporto con le istituzioni locali e con le organizzazioni rappresentative degli interessi delle comunità, al fine di instaurare e mantenere relazioni improntate alla reciproca fiducia, alla collaborazione e alla condivisione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Le società del Gruppo KME hanno cura dei rapporti con le comunità locali, nella consapevolezza di poter contribuire allo sviluppo del territorio e al benessere delle collettività in cui operano. Tale impegno si traduce anche nel sostegno a iniziative sociali, attività culturali e sportive, nonché in interventi di carattere infrastrutturale. Le iniziative realizzate sono rendicontate in maniera più dettagliata nei Report di sostenibilità delle singole società. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si segnala che KME Italy ha ristrutturato, nel corso degli ultimi anni, un centro sportivo polivalente e i locali annessi, concessi in comodato d'uso per attività ludiche e ricreative. KME Germany, tra le diverse iniziative promosse, ha sostenuto eventi di interesse culturale e sociale, supportato iniziative di solidarietà a favore dei rifugiati ucraini e sviluppato collaborazioni con scuole e università.

Nel corso della propria storia, KME ha progressivamente intensificato e ampliato il proprio impegno in ambito di responsabilità sociale. Partendo dall'attenzione verso i propri dipendenti, l'azione si è poi estesa nel tempo alle loro famiglie, alle comunità che ospitano gli stabilimenti produttivi, fino ad arrivare ad iniziative di più ampia portata quali la creazione del Sistema Dynamo. Attraverso il Sistema Dynamo, il Gruppo KME ha ulteriormente sviluppato il proprio impegno per la sostenibilità sociale, sviluppando progetti a favore di bambini affetti da patologie gravi e delle loro famiglie, iniziative per la conservazione del patrimonio naturale, attività formative orientate alla promozione del bene comune.


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Processi per rimediare impatti negativi, piani di azione e coinvolgimento delle comunità locali (S3-3 S3-4 S3-5)

Pur in assenza, allo stato attuale, di specifiche procedure formalizzate a livello di Gruppo, nell'ambito delle politiche di sostenibilità e in coerenza con quanto previsto dal Codice di condotta, le singole società - in particolare quelle industriali - operano per promuovere e garantire relazioni adeguate con le comunità interessate. Tali attività sono finalizzate a:

  • identificare gli impatti, effettivi o potenziali, derivanti dalle proprie attività;
  • minimizzare i rischi e valorizzare le opportunità di sviluppo sostenibile;
  • affrontare e rimuovere le cause di eventuali disagi e impatti negativi;
  • definire azioni e interventi con il coinvolgimento degli stakeholder a livello locale;
  • partecipare a iniziative di consultazione e coinvolgimento promosse dalle istituzioni locali.

In linea con quanto previsto dal Codice di Condotta, la policy di whistleblowing disciplina un sistema di segnalazione che consente di comunicare con KME in modo sicuro e riservato, attraverso canali dedicati accessibili anche a soggetti terzi, garantendo la tutela del segnalante da eventuali ritorsioni.

Il sistema Dynamo

La missione di Fondazione Dynamo è supportare la progettazione e lo sviluppo di organizzazioni di impresa che affrontano problematiche sociali - quali istruzione, sanità, servizi sociali e tutela dell'ambiente - contribuendo al contempo alla creazione di nuova occupazione. Ad oggi, il Sistema Dynamo si articola in tre principali progetti: Dynamo Camp, Dynamo Academy e Oasi Dynamo, ciascuno con finalità specifiche ma accomunati dall'obiettivo di generare impatti sociali e ambientali positivi.

Dynamo Camp

Nato nel 2007, Dynamo Camp è situato a Limestre (Pistoia), all'interno di un'oasi naturale di oltre 900 ettari (Oasi Dynamo), e fa parte di Serious Fun Children's Network, associazione fondata nel 1988 da Paul Newman e attiva in tutto il mondo. Le attività si svolgono presso la struttura di Dynamo Camp e, attraverso il progetto Dynamo Programs, anche in strutture ospedaliere, associazioni e case famiglia. Dynamo Camp onlus offre gratuitamente programmi di terapia ricreativa, con assistenza specifica a bambini affetti da patologie gravi o croniche e alle loro famiglie. Nato da un progetto di riqualificazione industriale, Dynamo Camp è composto da strutture dedicate all'ospitalità (camere e aree comuni) e ad attività ludiche, sportive e laboratoriali. In particolare, Dynamo Camp offre:

  • periodi di terapia ricreativa per bambini e ragazzi malati, ospitati presso il Camp anche senza la presenza dei genitori;
  • programmi per l'intero nucleo familiare;
  • attività di terapia ricreativa in ospedali e case-famiglia nelle principali città italiane e presso Riva degli Etruschi.

In coerenza con la propria missione di inclusività sociale, Dynamo Camp lavora per accogliere al Camp un numero crescente di bambini con patologie complesse e con specifiche esigenze di assistenza medica. Per rispondere alla necessità delle famiglie di avere "Dynamo vicino a casa", la Fondazione ha sviluppato programmi fuori dal Camp attraverso il progetto Dynamo City Camp, i tour negli ospedali e all'interno di strutture alberghiere (Dynamo Off Camp).

Dynamo Academy

Dynamo Academy è un'impresa sociale che promuove la condivisione di progetti orientati al bene comune, attraverso iniziative di formazione, educazione alla sostenibilità per bambini e ragazzi, attività di experiential learning, servizi di consulenza per imprenditori sociali e aziende, nonché la condivisione di best practice in partnership con CEPC (Chief Executive for Corporate Purpose). L'Academy opera all'interno di una rete qualificata di relazioni con università, fondazioni, imprese, istituzioni pubbliche e private, a livello nazionale e internazionale.


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Oasi Dynamo

Come già illustrato nel paragrafo “Biodiversità ed ecosistemi - ESRS E4”, Oasy Dynamo è una riserva naturale situata nel cuore della Toscana e affiliata WWF. In passato l'area ospitava una riserva di caccia; oggi rappresenta un modello virtuoso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. L’Oasi Dynamo coniuga tutela e conservazione degli ecosistemi con lo sviluppo di pratiche agricole sostenibili e attività di educazione ambientale. Nel 2025 è stato inaugurato Oasy Contemporary Art and Architecture (OCA), il luogo nel quale l’arte e l’architettura si integrano con la natura, con opere di alcuni dei più importanti architetti e artisti contemporanei.

Altre iniziative

  • Museo di Arte Contemporanea. Nel 2025 sono stati completati i lavori per la trasformazione dell’ex Centro Ricerche a Fonaci di Barga nel MUDY, Museo di Arte Contemporanea di Dynamo. Il museo, collegato al sistema di iniziative di filantropia e solidarietà sociale, ambientale e culturale che ruota attorno all’attività di Dynamo Camp, è stato inaugurato ad aprile 2025.

  • RiDyamo. Il progetto di economia sociale e culturale nato nel 2025 a Fornaci di Barga consiste nel raccogliere oggetti usati ma ancora di valore per rivenderli in un “circular store” e online. Il ricavato delle vendite viene destinato a sostenere le attività di terapia ricreativa di Dynamo Camp per bambini con gravi patologie, promuovendo al contempo il riuso e la sostenibilità ambientale. Al tempo stesso coinvolge le comunità generando un impatto sociale positivo sul territorio.


INFORMAZIONI SULLA GOVERNANCE

Condotta delle imprese (ESRS G1)

Impatti, rischi e opportunità

La descrizione di impatti, rischi e opportunità connessi alla condotta delle imprese è contenuta nella sezione "Informazioni generali (ESRS 2)".

Politiche di condotta aziendale (G1-1)

Carta etica

La Carta etica definisce i valori di riferimento del Gruppo KME, nonché i principi e le norme di comportamento da adottare nei rapporti con i principali stakeholder. Tali disposizioni si applicano, senza alcuna eccezione, a tutti i dipendenti, ai componenti degli organi sociali e collaboratori delle società del Gruppo, nonché a tutti coloro che, direttamente o indirettamente, stabilmente o temporaneamente, hanno rapporti o relazioni con il Gruppo od operano per il perseguimento dei suoi obiettivi.

La Carta etica si ispira alle seguenti linee guida a livello nazionale e internazionale in tema di diritti umani, di responsabilità sociale d'impresa e di corporate governance:

  • Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite;
  • Convenzione sui diritti dell'infanzia delle Nazioni Unite;
  • Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne delle Nazioni Unite;
  • Principi dello UN Global Compact;
  • 8 Convenzioni fondamentali dell'ILO (Organizzazione Internazionale dei Lavoratori);
  • le Linee guida dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) per le imprese multinazionali;
  • Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea;
  • Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana;
  • Carta dei Valori d'Impresa dell'Istituto Europeo per il Bilancio Sociale;
  • D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica” e successivi aggiornamenti;
  • Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.

Codice di condotta

Il Codice di condotta impegna le Società del Gruppo KME e tutti i dipendenti a osservare rigorosamente le normative vigenti, nonché a rispettare le regole e i principi etici che ispirano la politica aziendale. Il Codice di condotta disciplina, in particolare, i seguenti ambiti:

  • Concorrenza leale e normativa antitrust
  • Prevenzione e contrasto della corruzione
  • Tutela dell'ambiente, della salute e della sicurezza
  • Divieto di lavoro minorile
  • Rispetto dei diritti umani
  • Tutela dei diritti di proprietà propri o di terze parti
  • Prevenzione dei conflitti d'interesse
  • Trattamento delle informazioni

Il Codice di Condotta, che si applica a tutte le società del gruppo KME, definisce i principi fondamentali che regolano i rapporti e la collaborazione con partner commerciali, clienti, colleghi, concorrenti e con il pubblico. Poiché la reputazione di KME è strettamente legata alle azioni e ai comportamenti di ciascun dipendente, è essenziale che tutti – indipendentemente dalla funzione o dall'incarico ricoperto – si conformino al Codice di Condotta nello svolgimento delle proprie attività. Tutti i dipendenti sono pertanto tenuti all'osservanza delle leggi applicabili e delle direttive aziendali. Sebbene il Codice di Condotta non sia un documento onnicomprensivo e non possa prevedere ogni possibile situazione o circostanza, le condotte contrarie all'etica, di qualsiasi tipo, anche se non espressamente regolate in questo documento, non sono in alcun caso consentite. Le violazioni della legge non sono ovviamente ammesse in nessuna circostanza.

I dipendenti che violano i principi del Codice di Condotta sono soggetti a sanzioni disciplinari, che possono arrivare fino alla risoluzione del rapporto di lavoro. Nessun dipendente che violi tali principi potrà trovare motivazioni al suo comportamento nell'aver agito nell'interesse di KME, in quanto qualsiasi violazione delle norme o dei principi etici arreca inevitabilmente un effetto dannoso per la Società. Il Codice di Condotta mira a promuovere una cultura orientata alla creazione di valore, fondata sulla consapevolezza delle disposizioni normative vigenti e sull'obbligo, per tutti i dipendenti, di rispettare le regole e i principi etici nello svolgimento delle proprie attività lavorative quotidiane.

Il Codice di Condotta, peraltro, incoraggia e sensibilizza i dipendenti a chiedere proattivamente chiarimenti in caso di dubbi, evidenziando che l'eventuale ignoranza delle norme non costituisce una difesa rispetto alle possibili conseguenze derivanti da violazioni di natura penale, civile o giuslavoristica. In caso di dubbio, i dipendenti possono e devono contattare il loro superiore gerarchico o l'Ufficio Legale. Inoltre, ogni dipendente ha il diritto di segnalare eventuali circostanze che possono configurare una violazione delle regole interne. Tale facoltà deve essere esercitata nell'interesse di KME e dei suoi dipendenti. A tal fine, KME ha incaricato un avvocato esterno di fiducia (ombudsman), al quale i dipendenti possono riferire eventuali irregolarità, anche in forma anonima se necessario. Ogni segnalazione effettuata in buona fede è oggetto di tutela. Tutte le informazioni ricevute sono trattate con professionalità e riservatezza, nel rispetto dei diritti di tutti i soggetti coinvolti.

  • Divieto di lavoro minorile. KME garantisce il divieto del lavoro minorile, salva l'eccezione espressamente prevista dalle convenzioni internazionali (Convenzione ILO n. 138) per specifici contesti dei Paesi emergenti nei quali il limite minimo di età è di 14 anni.
  • Rispetto dei diritti umani. KME garantisce il rispetto della dignità personale, della riservatezza e dei diritti di ciascun dipendente e non costringe alcun individuo a lavorare contro la propria volontà. Il Gruppo garantisce il rispetto del numero massimo di ore lavorative stabilite dalle leggi vigenti e riconosce il diritto alla libera associazione dei propri dipendenti. Le società del Gruppo, nei Paesi in cui operano, svolgono le proprie attività in armonia con la legislazione vigente a tutela delle condizioni di lavoro, garantendo il divieto di lavoro minorile o forzato.
  • Pari opportunità e non discriminazione. KME promuove le pari opportunità nel lavoro e nel trattamento dei propri dipendenti. I rapporti tra dipendenti delle società del Gruppo devono essere improntati a principi di civile convivenza, nel rispetto reciproco dei diritti e della libertà individuali. In particolare, non sono ammesse discriminazioni o ritorsioni per ragioni di nazionalità, credo religioso, appartenenza politica o sindacale, lingua, genere.
  • Processi di controllo interno. Il Gruppo ritiene di fondamentale importanza che le proprie risorse umane siano consapevoli dell'esistenza di procedure di controllo e del contributo che queste apportano all'efficienza aziendale e al raggiungimento degli obiettivi di business. La responsabilità di garantire un sistema di controllo interno efficace è comune ad ogni livello operativo. Conseguentemente, tutti i dipendenti, nell'ambito delle funzioni svolte, sono responsabili della definizione, dell'attuazione e del corretto funzionamento dei controlli relativi alle aree operative di competenza.
  • Clienti. KME si impegna ad agire nel rispetto dei valori di eccellenza e innovazione, con l'obiettivo di rispondere nel migliore dei modi alle esigenze dei propri clienti e di garantire elevati standard di qualità dei prodotti e servizi offerti. Ciascun destinatario deve perseguire la massima soddisfazione

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del cliente, fornendo, tra l'altro, informazioni complete, accurate e trasparenti sui prodotti, sui servizi offerti e sui diversi aspetti relativi alle transazioni commerciali. È fatto divieto di ricorrere a pratiche ingannevoli, al fine di consentire scelte consapevoli e informate, in un'ottica di responsabilità e rispetto reciproco.

  • Investitori e mondo finanziario. Il Gruppo KME persegue un successo sostenibile, impegnandosi nella creazione di valore nel lungo termine per i propri investitori e per tutti gli stakeholder, promuovendo lo scambio di informazioni e il dialogo tra le parti. KME si impegna ad instaurare con gli investitori, attuali e potenziali, e con il mondo finanziario un rapporto basato su una condivisione delle informazioni chiara, completa e trasparente, al fine di consentire decisioni di investimento consapevoli. La descrizione dei prodotti e servizi, della struttura organizzativa del Gruppo, nonché dei statistici e dei rendiconti finanziari, deve sempre essere improntata a criteri di completezza, correttezza e trasparenza dell'informazione.
  • Organi di informazione. I rapporti tra le società del Gruppo ed i mass media sono gestiti esclusivamente dalle funzioni aziendali appositamente designate e devono essere coerenti con la politica di comunicazione del Gruppo e con le procedure aziendali vigenti. La partecipazione, a nome o per conto di KME Group, a comitati ed associazioni di qualsiasi natura - scientifica, culturale o di categoria - deve essere regolarmente autorizzata e formalizzata lizzata per iscritto, nel rispetto delle regole aziendali.
  • Comunità locali. KME si impegna ad instaurare e mantenere una comunicazione aperta e trasparente con i propri stakeholder, incluse le comunità locali e gli enti territoriali, al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile delle proprie attività e generare un impatto positivo sulle comunità e sui territori in cui il Gruppo opera.
  • Ambiente. Il Gruppo KME si impegna a promuovere e diffondere tra i propri stakeholder una cultura di responsabilità nei confronti dell'ambiente. Tra i principali impegni del Gruppo in materia di sostenibilità ambientale vi sono l'adozione di strategie preventive volte ad evitare l'inquinamento, l'uso efficiente delle risorse, il recupero e/o la riciclabilità dei materiali, nonché il miglioramento dell'efficienza energetica nella produzione e nella fornitura di prodotti e servizi. I Destinatari, nello svolgimento delle loro funzioni, sono tenuti a rispettare la normativa vigente in materia di tutela ambientale e a promuovere una conduzione delle proprie attività incentrata sul corretto utilizzo delle risorse e sulla salvaguardia dell'ambiente.

Whistleblowing

La policy di whistleblowing definisce un sistema per segnalare comportamenti illeciti o non etici, in modo sicuro e riservato. Prevede canali dedicati (anche anonimi) accessibili a dipendenti e terzi, garantendo la tutela del segnalante contro eventuali ritorsioni. Le segnalazioni vengono gestite in modo indipendente e confidenziale, con verifiche interne strutturate. Il documento definisce quali violazioni possono essere segnalate e le modalità operative.

Cybersecurity

KME adotta un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni conforme allo standard ISO/IEC 27001, garantendo la protezione dei dati e una gestione strutturata dei rischi cyber. È inoltre qualificata secondo il framework TISAX, riferimento per il settore automotive, a conferma della conformità ai requisiti di sicurezza richiesti dai principali OEM e partner internazionali.

Casi di violazione del Codice di condotta

Nel corso del 2025 non si sono registrati casi di violazioni significative rispetto a quanto previsto dalla Carta etica e dal Codice di condotta.


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Compliance

Nel corso del 2025 non sono stati rilevati casi di non conformità a leggi e regolamenti.

Azioni legali per comportamento anticoncorrenziale, antitrust e pratiche monopolistiche

Nel periodo rendicontato non sono state intraprese azioni legali nei confronti di società del Gruppo per presunti comportamenti anticoncorrenziali, né per violazioni della normativa antitrust o in materia di pratiche e monopolistiche. Alla data di chiusura dell'esercizio, inoltre, non risultano giudizi pendenti su tali tematiche.

Certificazioni e sistemi di valutazione della sostenibilità

Al fine di garantire elevati standard in materia di sostenibilità, il Gruppo KME adotta sistemi di gestione certificati secondo i principali standard internazionali in ambito ambientale, energetico, di salute e sicurezza sul lavoro e di qualità dei prodotti:

  • ISO 14001:2015 - Sistema di gestione ambientale
  • ISO 45001:2018 - Sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro
  • ISO 50001:2018 - Sistema di gestione dell'energia
  • ISO 9001:2015 - Sistema di gestione della qualità
  • IATF 16949:2016 - Requisiti specifici per il settore automotive

In particolare, i sistemi di gestione ambientale ed energetica sono certificati secondo gli standard ISO 14001 e ISO 50001, mentre il sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro è certificato ai sensi della norma ISO 45001.

Il Gruppo è impegnato nel miglioramento continuo delle proprie performance ambientali, con particolare attenzione all'efficienza nell'uso delle risorse materiali, alla riduzione dei consumi energetici e alla mitigazione degli impatti climatici. In tale ambito, alcune società hanno introdotto, o stanno progressivamente introducendo, Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), basate su metodologie di Life Cycle Assessment (LCA), al fine di certificare in modo trasparente le prestazioni ambientali dei prodotti.

Le società industriali del Gruppo adottano inoltre il sistema EcoVadis per la valutazione delle performance di sostenibilità. KME SE partecipa al Carbon Disclosure Project (CDP), piattaforma internazionale che consente la raccolta e la valutazione delle principali informazioni ambientali, in particolare relative alle emissioni di gas a effetto serra e al cambiamento climatico, rendendole confrontabili per il mercato.

La qualità e la sicurezza dei prodotti rappresentano elementi centrali per il Gruppo. Tali aspetti sono presidiati lungo l'intera catena del valore, dalle attività di ricerca e sviluppo fino alla produzione e alla commercializzazione. I fornitori sono selezionati sulla base di requisiti qualitativi definiti, mentre i processi produttivi sono soggetti a controlli rigorosi e continuativi. KME opera inoltre nel rispetto delle principali normative europee in materia di sicurezza dei prodotti, tra cui i regolamenti REACH e RoHS. Il sistema di gestione per la qualità è certificato secondo gli standard ISO 9001 e IATF 16949.

Con riferimento alla sicurezza delle informazioni, il Gruppo adotta lo standard ISO 27001:2022, al fine di garantire una gestione strutturata e certificata della cybersecurity e la protezione dei dati.


Rapporti con i fornitori (G1-2)

Il Gruppo KME dedica una particolare attenzione alla sostenibilità della propria supply chain. Per tale ragione agisce, per quanto possibile, affinché i fornitori rispettino i principi indicati in un apposito Codice di condotta per i partner commerciali, ispirato a standard internazionali riconosciuti a livello globale, quali il “Global Compact delle Nazioni Unite”, i “Principi Guida delle Nazioni Unite in materia di business e diritti umani” e le “Linee guida OCSE per le imprese multinazionali”. KME acquista materiali solo da fornitori approvati e qualificati, sottoposti a un processo di valutazione costante delle prestazioni. Il Gruppo è membro di MARS (Metal Alliance for Responsible Sourcing), iniziativa volta a promuovere pratiche di approvvigionamento responsabile a progettazione sostenibile e la certificazione delle materie prime.

Tutti i partner commerciali di KME sono tenuti ad assumere un impegno vincolante a:

  • Rispettare tutte le norme di legge dell'ordinamento giuridico applicabile, con particolare riferimento – a titolo esemplificativo e non esaustivo – alle disposizioni in materia di concorrenza e antitrust, restrizioni agli scambi commerciali, protezione dei dati, orario di lavoro, salario minimo e tutela ambientale.
  • Garantire attivamente il rispetto dei diritti fondamentali, promuovendo pari opportunità e parità di trattamento per tutti i dipendenti, indipendentemente dal colore della pelle, dal background etico sociale, dalla razza, dalla nazionalità, dall'orientamento sessuale, dalle convinzioni o opinioni politiche e religiose, sesso, età, disabilità, appartenenza sindacale, caratteristiche fisiche e/o aspetto. Tale impegno include altresì il rispetto della dignità personale, della riservatezza e del diritto alla privacy di ciascun dipendente, il divieto di lavoro forzato e di qualsiasi forma di coercizione o molestia – incluse quelle sessuali – nonché il riconoscimento del diritto dei dipendenti di costituire organizzazioni rappresentative.
  • Rispettare il divieto di lavoro minorile, non assumendo persone che non abbiano raggiunto l'età minima stabilita dalla Convenzione ILO n. 138.
  • Adottare misure per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, promuovendo programmi di formazione e prevenzione al fine di ridurre il rischio di malattie professionali e infortuni.
  • Conformarsi alle disposizioni applicabili della legislazione ambientale, nonché alle norme e alle convenzioni internazionali relative a tale materia.
  • Adottare misure volte ad evitare l'uso di materie prime che possano finanziare, direttamente o indirettamente, gruppi armati responsabili di violazioni dei diritti umani.
  • Non consigliare, tollerare o partecipare, direttamente o indirettamente, attivamente o passivamente, ad alcuna azione che possa comportare corruzione e/o concussione. Ciò include il divieto di offrire, promettere, concedere, richiedere o accettare vantaggi illegali, al fine di ottenere benefici personali o generare situazioni di dipendenza o conflitti di interesse. Devono essere rispettate tutte le normative applicabili nell'ordinamento giuridico di riferimento.
  • Ottemperare alle norme di legge applicabili in materia di antiriciclaggio, nonché agli standard internazionali relativi a tale materia.
  • Rispettare i diritti di proprietà di terzi, inclusi i diritti di proprietà intellettuale, e adottare adeguate misure di sicurezza informatica.
  • Promuovere, nella propria catena di fornitura, il rispetto dei principi enunciati nel “Codice di condotta per i partner commerciali delle Società del Gruppo KME”.

Prevenzione della corruzione (G1-3)

Il Gruppo KME si impegna a contrastare la corruzione in ogni sua forma, basando le proprie attività sui valori di integrità, onestà e trasparenza ed intrattenendo con i propri stakeholder relazioni improntate a correttezza e lealtà. La possibilità di ottenere maggiori profitti od utili, di qualsiasi importo, non può in alcun caso giustificare il ricorso a pratiche commerciali illegali. Questo principio si applica senza eccezione alcuna a tutti i livelli del Gruppo. KME richiede pertanto ai propri stakeholder di rispettare le regole di condotta definite dal proprio Codice e, ove applicabile, dal Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato ai sensi del D. Lgs. 231/01 dalle diverse società del Gruppo, operando nel rispetto delle norme etiche e legali, e senza ricorrere a mezzi illeciti, quali tentativi di corruzione, favoritismi e sollecitazioni di vantaggi personali.


KME rifiuta ogni forma di corruzione, in conformità a quanto sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione del 2003, in vigore dal 2005. Il Gruppo non intraprende rapporti d'affari che comportino violazioni della normativa vigente o dei regolamenti aziendali in materia di elargizione o accettazione di somme di denaro od altre utilità, pur nella consapevolezza che ciò possa comportare la rinuncia a opportunità commerciali. La possibilità di ottenere maggiori profitti od utili, di qualsiasi importo, non può in alcun caso giustificare pratiche commerciali illegali. Tale principio vale senza eccezione alcuna a tutti i livelli del Gruppo.

In alcuni Paesi, le consuetudini locali prevedono l'offerta di doni come forma di cortesia e rispetto. In tali circostanze, è importante accertarsi che non si creino situazioni di dipendenza né per il donatore né per il destinatario, e che siano rispettate tutte le normative nazionali ed internazionali vigenti. Il responsabile gerarchico deve essere informato riguardo a qualsiasi dono ricevuto e devono essere osservate le disposizioni contenute nella Carta etica.

KME rispetta le norme in materia di antiriciclaggio previste dai regolamenti internazionali e dalle leggi nazionali applicabili. Il Gruppo non intraprende alcun rapporto di affari che possa occultare le origini criminose di denaro o beni risultanti come proventi di un reato. In caso di dubbio, i dipendenti sono tenuti a contattare il proprio superiore gerarchico o l'Ufficio legale.

Casi di corruzione (G1-4)

Nel periodo di rendicontazione, non si sono registrati casi di imputazioni, condanne o sanzioni per violazioni delle normative in materia di anticorruzione e prevenzione della concussione.

Influenza politica e attività di lobbying (G1-5)

Nel periodo di riferimento, KME non ha svolto attività di lobbying né ha trattenuto rapporti finalizzati a influenzare processi decisionali pubblici. Eventuali interazioni con istituzioni pubbliche e autorità regolatorie sono avvenute nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza.

Pubblica Amministrazione, Istituzioni Pubbliche ed Enti Regolatori. L'assunzione di impegni con la Pubblica Amministrazione, le Pubbliche Istituzioni e gli Enti Regolatori è riservata esclusivamente alle funzioni aziendali preposte ed autorizzate. I Destinatari che, nell'ambito delle loro funzioni, intrattengano legittimi rapporti con tali soggetti hanno la responsabilità di verificare preventivamente, e con la dovuta diligenza, che quanto dichiarato e/o attestato, nell'interesse del Gruppo, sia veritiero e corretto.

Organizzazioni politiche e sindacali. KME si pone come interlocutore aperto al confronto con le rappresentanze sindacali, al fine di affrontare in modo collaborativo i temi attinenti ai rapporti di lavoro e alle relazioni industriali. Le società del Gruppo non erogano, in linea di principio, contributi a partiti, a comitati e organizzazioni politiche e sindacali. Qualora un contributo sia ritenuto appropriato per l'interesse pubblico, il Gruppo valuta se esso sia ammissibile alla luce delle leggi in vigore. In ogni caso, eventuali contributi devono essere erogati in modo rigorosamente conforme alle leggi vigenti e adeguatamente registrati.

Politiche di pagamento (G1-6)

KME Group si impegna a garantire rapporti corretti e responsabili con i propri fornitori per quanto riguarda i pagamenti, rispettando i termini previsti negli accordi commerciali e al contempo i principi di integrità finanziaria.

A tal fine opera per evitare ritardi nei pagamenti stabilendo termini di pagamento standardizzati per le principali categorie di fornitori e implementando un sistema di monitoraggio per assicurare il rispetto di tali termini.

Di seguito sono rendicontati tre indicatori chiave: la durata media del pagamento (tempo che intercorre tra la ricezione di una fattura e il completamento del pagamento); la percentuale di pagamenti effettuati entro i

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termini (percentuale di fatture saldate prima della data di scadenza); il termine medio di pagamento (periodo di pagamento concordato).

Durata media del pagamento 130 giorni
Percentuale dei pagamenti effettuati entro i termini 92,6%
Termine medio di pagamento I termini contrattuali di pagamento variano a seconda della tipologia di materiali o servizio acquistato. Per ciò che concerne gli acquisti di metallo i termini contrattuali evidenziano un range incluso tra 30 e 150 giorni, per gli altri acquisti i termini di pagamento sono inclusi nell'intervallo compreso tra 30 giorni (termine applicabile principalmente alla fornitura di EE) e 90 giorni.

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APPENDICE

Indice dei contenuti ESRS

e dei contenuti provenienti da altri atti legislativi dell'UE (IRO-2)

Indice dei contenuti ESRS

La presente tabella, redatta ai sensi dell'ESRS 2 IRO-2, riporta l'elenco degli obblighi di informativa e dei relativi data point previsti dagli ESRS, con indicazione della loro inclusione nella Dichiarazione di sostenibilità, dei riferimenti ai capitoli del documento e delle eventuali esclusioni (ad esempio per non materialità o applicazione del phase-in).

OBBLIGO DI INFORMATIVA E RELATIVO DATAPOINT Capitolo / paragrafo Dichiarazione di sostenibilità Note
ESRS 2 – INFORMAZIONI GENERALI
ESRS 2 BP-1 Criteri generali per la redazione della dichiarazione sulla sostenibilità Informazioni generali - Basi per la redazione della Dichiarazione di sostenibilità (BP-1)
ESRS BP-2 Informativa in relazione a circostanze specifiche Informazioni generali - Informazioni relative a circostanze specifiche (BP-2)
ESRS 2 GOV -1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo Governance - Ruolo degli organi amministrativi, direzione e controllo (GOV-1)
ESRS 2 GOV -2 Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo e questioni di sostenibilità da essi affrontate Governance - Informazioni fornite agli organi di amministrazione, gestione e controllo in merito alla sostenibilità (GOV-2)
ESRS 2 GOV -3 Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione Governance - Integrazione delle prestazioni legate alla sostenibilità nei sistemi di incentivazione (GOV-3)
ESRS 2 GOV -4 Dichiarazione sul dovere di diligenza Governance - Dichiarazione sulla due diligence (GOV-4)
ESRS 2 GOV-5 Gestione dei rischi e controlli interni sulla Rendicontazione di sostenibilità Governance - Gestione dei rischi e controlli interni sul Report di sostenibilità (GOV-5)
ESRS 2 SBM-1 Strategia, modello aziendale e catena del valore Modello di business e strategia (SBM 1)
ESRS 2 SBM-2 Interessi e opinioni degli stakeholder Rapporti con gli stakeholder (SBM 2)
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Effetti degli impatti materiali, dei rischi e delle opportunità sul modello di business, sulla strategia e sul processo decisionale (SBM-3)
ESRS 2 IRO-1 Descrizione del processo per individuare e valutare impatti, rischi e opportunità rilevanti Analisi di doppia materialità (IRO-1)
ESRS 2 IRO-2 Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della Dichiarazione di sostenibilità Indice dei contenuti ESRS e dei contenuti provenienti da altri atti legislativi dell'UE (IRO-2)
ESRS 2 MDR-P Politiche adottate per gestire questioni di sostenibilità rilevanti KME Group per la sostenibilità – Politica per la sostenibilità
ESRS 2 MDR-A Azioni e risorse relative a questioni di sostenibilità rilevanti KME Group per la sostenibilità – Azioni e obiettivi della strategia per la sostenibilità
ESRS 2 MDR-T Monitoraggio dell'efficacia delle politiche e delle azioni mediante obiettivi KME Group per la sostenibilità – Obiettivi e KPI

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ESRS E1 – CAMBIAMENTI CLIMATICI
ESRS 2 GOV -3 Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione Informazioni generali – Remunerazione degli amministratori in relazione agli obiettivi climatici
ESRS 2 IRO-1 Impatti, rischi e opportunità Informazioni generali – Analisi di doppia materialità (IRO-1)
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Informazioni ambientali – Analisi di resilienza (ESRS 2 SBM-3)
E1-1 Piano di transizione per la mitigazione del cambiamento climatico Informazioni ambientali – Cambiamento climatico (ESRS E1) - Piano di transizione per la mitigazione del cambiamento climatico (E1-1)
E1-2 Politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici Informazioni ambientali – Cambiamento climatico (ESRS E1) - Politiche e azioni per il clima (E1-2 E1-3)
E1-3 Azioni in materia di cambiamenti climatici Informazioni ambientali – Cambiamento climatico (ESRS E1) - Politiche e azioni per il clima (E1-2 E1-3)
E1-4 Obiettivi in materia di cambiamenti climatici Informazioni ambientali – Cambiamento climatico (ESRS E1) - Principali obiettivi (E1-4)
E1-5 Consumo di energia e intensità energetica Informazioni ambientali – Cambiamento climatico (ESRS E1) - Consumi di energia (E1-5)
E1-6 Emissioni di gas ad effetto serra scope 1,2,3 ed emissioni totali – Intensità delle emissioni Informazioni ambientali – Cambiamento climatico (ESRS E1) - Emissioni di gas ad effetto serra (E1-6)
E1-7 Assorbimenti di gas ad effetto serra e progetti di mitigazione finanziati con crediti di carbonio Informazioni ambientali – Cambiamento climatico (ESRS E1) - Emissioni di gas ad effetto serra (E1-7) Non vengono acquistati crediti di carbonio ai fini della compensazione
E1-8 Fissazione del prezzo interno del carbonio Informazioni ambientali – Cambiamento climatico (ESRS E1) - Carbon pricing (E1-8) Non applicabile
E1-9 Effetti finanziari attesi di rischi fisici e di transizione legati al clima e potenziali opportunità - Phase-in
ESRS E2 - INQUINAMENTO
ESRS 2 IRO-1 Impatti, rischi e opportunità Informazioni generali – Analisi di doppia materialità (IRO-1)
E2-1 Politiche relative all’inquinamento Informazioni ambientali – Inquinamento (ESRS E2) - Politiche, azioni, obiettivi (E2-1 E2-2 E2-3)
E2-2 Azioni relative all’inquinamento Informazioni ambientali – Inquinamento (ESRS E2) - Politiche, azioni, obiettivi (E2-1 E2-2 E2-3)
E2-3 Obiettivi relativi all’inquinamento Informazioni ambientali – Inquinamento (ESRS E2) - Politiche, azioni, obiettivi (E2-1 E2-2 E2-3)
E2-4 Inquinamento di aria, acqua e suolo Informazioni ambientali – Inquinamento (ESRS E2) - Emissioni (E2-4)
E2-5 Sostanze preoccupanti e altamente preoccupanti Informazioni ambientali – Inquinamento (ESRS E2) - Sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti (E2-5)
E2-6 Effetti finanziari attesi di impatti, rischi e opportunità connessi all’inquinamento - Phase-in

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ESRS E3 - ACQUA E RISORSE MARINE
ESRS 2 IRO-1 Impatti, rischi e opportunità Informazioni generali –Analisi di doppia materialità (IRO-1)
E3-1 Politiche relative alle acque Informazioni ambientali – Acqua (ESRS E3) - Politiche, azioni, obiettivi (E3-1 E3-2 E3-3)
E3-2 Azioni connesse alle acque Informazioni ambientali – Acqua (ESRS E3) - Politiche, azioni, obiettivi (E3-1 E3-2 E3-3)
E3-3 Obiettivi connessi alle acque Informazioni ambientali – Acqua (ESRS E3) - Politiche, azioni, obiettivi (E3-1 E3-2 E3-3)
E3-4 Consumo idrico, acqua riciclata e riutilizzata, intensità Informazioni ambientali – Acqua (ESRS E3) - Consumi idrici (E3-4)
E3-5 Effetti finanziari attesi di impatti, rischi e opportunità connessi alle acque e risorse marine - Phase-in
ESRS E4 - BIODIVERSITÀ ED ECOSISTEMI
ESRS 2 IRO-1 Impatti, rischi e opportunità Informazioni generali –Analisi di doppia materialità (IRO-1)
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale - Non materiale
E4-1 Piano di transizione e attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi nella strategia aziendale - Non materiale
E4-2 Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi - Non materiale
E4-3 Azioni connesse alla biodiversità e agli ecosistemi - Non materiale
E4-4 Obiettivi connessi alla biodiversità e agli ecosistemi - Non materiale
E4-5 Metriche di impatto relative ai cambiamenti della biodiversità e degli ecosistemi - Non materiale
E4-6 Effetti finanziari attesi di impatti, rischi e opportunità connessi alla biodiversità - Non materiale
ESRS E5 - USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE
ESRS 2 IRO-1 Impatti, rischi e opportunità Informazioni generali –Analisi di doppia materialità (IRO-1)
E5-1 Politiche relative all’uso delle risorse e all’economia circolare Informazioni ambientali – Uso delle risorse ed economia circolare (ESRS E5) - Politiche e azioni (E5-1 E5-2)
E5-2 Azioni relative all’uso delle risorse e all’economia circolare Informazioni ambientali – Uso delle risorse ed economia circolare (ESRS E5) - Politiche e azioni (E5-1 E5-2)
E5-3 Obiettivi connessi all’uso delle risorse e all’economia circolare Informazioni ambientali – Uso delle risorse ed economia circolare (ESRS E5) - Obiettivi (E5-3)
E5-4 Risorse in entrata Informazioni ambientali – Uso delle risorse ed economia circolare (ESRS E5) - Flussi di risorse in entrata (E5-4)
E5-5 Risorse in uscita Informazioni ambientali – Uso delle risorse ed economia circolare (ESRS E5) - Flussi di risorse in uscita (ESRS E5-5)
E5-6 Effetti finanziari attesi di impatti, rischi e opportunità connessi all’uso delle risorse e all’economia circolare - Phase-in
ESRS S1 - FORZA LAVORO PROPRIA
ESRS 2 SBM-2 Interessi e opinioni degli stakeholder Informazioni generali – Rapporti con gli stakeholder (SBM 2)
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Impatti, rischi e opportunità
S1-1 Politiche relative alla forza lavoro propria Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Politiche, azioni e obiettivi (S1-1)
S1-2 Processi di coinvolgimento dei lavoratori in merito agli impatti Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Processi per coinvolgere i lavoratori (S1-2)
S1-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori di sollevare preoccupazioni Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Processi per rimediare impatti negativi e canali per sollevare preoccupazioni (S1-3)

S1-4 Interventi su impatti, rischi e opportunità rilevanti per la forza lavoro propria Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro (S1-4)
S1-5 Obiettivi legati alla gestione di impatti, rischi e opportunità rilevanti per la forza lavoro propria Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi (S1-5)
S1-6 Caratteristiche dei dipendenti Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Lavoratori dipendenti (S1-6)
S1-7 Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Lavoratori non dipendenti (S1-7)
S1-8 Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Contratti collettivi e dialogo sociale (S1-8)
S1-9 Metriche della diversità Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Diversità e pari opportunità (S1-9)
S1-10 Salari adeguati Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Salari adeguati (S1-10)
S1-11 Protezione sociale - Non materiale
S1-12 Persone con disabilità Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Disabilità (S1-12)
S1-13 Formazione Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) – Formazione (S1-13)
S1-14 Salute e sicurezza Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Salute e sicurezza sul lavoro (S1-14)
S1-15 Equilibrio tra lavoro e vita privata - Non materiale
S1-16 Retribuzione Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Retribuzioni (S1-16)
S1-17 Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani Informazioni sociali – Forza lavoro propria (ESRS S1) - Casi di discriminazione e mancata conformità diritti umani (S1- 17)
ESRS S2 - LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE
ESRS 2 SBM-2 Interessi e opinioni degli stakeholder Informazioni generali – Rapporti con gli stakeholder (SBM 2)
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Informazioni sociali – Lavoratori nella catena del valore (ESRS S2) - Impatti, rischi e opportunità
S2-1 Politiche relative ai lavoratori nella catena del valore Informazioni sociali – Lavoratori nella catena del valore (ESRS S2) - Politiche, azioni, obiettivi (S2-1 S2-4 S2-5)
S2-2 Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti Informazioni sociali – Lavoratori nella catena del valore (ESRS S2) - Processi per il coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore (S2-2)
S2-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella catena del valore di sollevare preoccupazioni Informazioni sociali – Lavoratori nella catena del valore (ESRS S2) - Processi per rimediare gli impatti sui lavoratori nella catena del valore e canali per sollevare preoccupazioni (S2-3)
S2-4 Interventi su impatti, rischi e opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore Informazioni sociali – Lavoratori nella catena del valore (ESRS S2) - Politiche, azioni, obiettivi (S2-1 S2-4 S2-5)
S2-5 Obiettivi legati alla gestione di impatti, rischi e opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore Informazioni sociali – Lavoratori nella catena del valore (ESRS S2) - Politiche, azioni, obiettivi (S2-1 S2-4 S2-5)

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ESRS S3 - COMUNITÀ INTERESSATE
ESRS 2 SBM-2 Interessi e opinioni degli stakeholder Informazioni generali – Rapporti con gli stakeholder (SBM 2)
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale Informazioni sociali – Comunità interessate (ESRS S3)
S3-1 Politiche relative alle comunità interessate Informazioni sociali – Comunità interessate (ESRS S3) - Politiche e azioni (S3-1 S3-2)
S3-2 Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti Informazioni sociali – Comunità interessate (ESRS S3) - Politiche e azioni (S3-1 S3-2)
S3-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità interessate di sollevare preoccupazioni Processi per rimediare impatti negativi, interventi e obiettivi per le Comunità interessate (ESRS S3-3, S3-4,S3-5)
S3-4 Interventi su impatti, rischi e opportunità rilevanti per le comunità interessate Processi per rimediare impatti negativi, interventi e obiettivi per le Comunità interessate (ESRS S3-3, S3-4,S3-5)
S3-5 Obiettivi legati alla gestione di impatti, rischi e opportunità rilevanti per le comunità interessate Processi per rimediare impatti negativi, interventi e obiettivi per le Comunità interessate (ESRS S3-3, S3-4,S3-5)
ESRS S4 - CONSUMATORI E UTILIZZATORI FINALI
ESRS 2 SBM-2 Interessi e opinioni degli stakeholder - Non materiale
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale - Non materiale
S4-1 Politiche relative a consumatori e utilizzatori finali - Non materiale
S4-2 Processi di coinvolgimento di consumatori e utilizzatori finali in merito agli impatti - Non materiale
S4-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono a consumatori e utilizzatori finali di sollevare preoccupazioni - Non materiale
S4-4 Interventi su impatti, rischi e opportunità rilevanti per consumatori e utilizzatori finali - Non materiale
S4-5 Obiettivi legati alla gestione di impatti, rischi e opportunità rilevanti per consumatori e utilizzatori finali - Non materiale
ESRS G1 - BUSINESS CONDUCT
ESRS 2 GOV -1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo Informazioni generali – Ruolo degli organi amministrativi, direzione e controllo (GOV-1)
ESRS IRO-1 Impatti, rischi e opportunità Informazioni generali –Analisi di doppia materialità (IRO-1)
G1-1 Politiche in materia di condotta delle imprese Informazioni sulla governance – Condotta delle imprese (ESRS G1) - Politiche di condotta aziendale (G1-1)
G1-2 Gestione dei rapporti con i fornitori Informazioni sulla governance – Condotta delle imprese (ESRS G1) - Rapporti con i fornitori (G1-2)
G1-3 Prevenzione della corruzione Informazioni sulla governance – Condotta delle imprese (ESRS G1) - Prevenzione della corruzione (G1-3)
G1-4 Casi accertati di corruzione Informazioni sulla governance – Condotta delle imprese (ESRS G1) - Casi di corruzione (G1-4)
G1-5 Influenza politiche e attività di lobbying Informazioni sulla governance – Condotta delle imprese (ESRS G1) - Influenza politica e attività di lobbying (G1-5)
G1-6 Prassi di pagamento Informazioni sulla governance – Condotta delle imprese (ESRS G1) – Politiche di pagamento (G1-6)

Elenco dei datapoint che derivano da altri atti legislativi UE

Requisiti di divulgazione e relativi dati Riferimento SFDR Riferimento al Pilastro 3 Riferimento al Regolamento sui Benchmark Riferimento alla Legge Climatica dell'UE Rilevante / Non rilevante
ESRS 2 GOV-1 Diversità di genere del Consiglio, paragrafo 21 lettera (d) Indicatore numero 13 della tabella 1 dell'Allegato 1 N/A Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, Allegato II N/A Rilevante
ESRS GOV-1 Percentuale di membri del consiglio di amministrazione che sono indipendenti, paragrafo 21 lettera (e) N/A N/A Regolamento delegato (UE) 2020/1816, Allegato II N/A Rilevante
ESRS 2 GOV-4 Dichiarazione sulla due diligence, paragrafo 30 Indicatore numero 10 della tabella 3 dell'Allegato 1 N/A N/A N/A Rilevante
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate ad attività dei combustibili fossili, paragrafo 40 lettera (d) i Indicatore numero 4 della tabella 1 dell'Allegato 1 Articolo 449a del Regolamento (UE) n. 575/2013: Regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 Tabella 1: Informazioni qualitative sul rischio ambientale e Tabella 2: Informazioni qualitative sul rischio sociale Regolamento delegato (UE) 2020/1816, Allegato II N/A Non rilevante
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività relative alla produzione di sostanze chimiche, paragrafo 40 lettera (d) ii Indicatore numero 9 della tabella 2 dell'Allegato 1 N/A Regolamento delegato (UE) 2020/1816, Allegato II N/A Non rilevante
ESRS 2 SBM-1 Partecipazione in attività relative ad armi controverse, paragrafo 40 lettera (d) iii Indicatore numero 14 della tabella 1 dell'Allegato 1 N/A Regolamento delegato (UE) 2020/1818, Articolo 12(1) Regolamento delegato (UE) 2020/1816, Allegato II N/A Non rilevante

141


Nota metodologica ESRS E1 - Scope 1, Scope 2, Scope 3

1. Fattori di emissione Scope 1

Per le emissioni Scope 1, la metodologia adottata è basata sul GHG Protocol, con specifico riferimento al Corporate Standard. Per il calcolo delle emissioni sono stati considerati i seguenti flussi energetici:

  • Gas Naturale
  • O.C. extra leggero (gasolio da riscaldamento)
  • GPL (anche riferito come propane)
  • Biomassa (come carbone di legno, charcoal)
  • Benzina (calcolata ai fini dello Scope 1 sulla base del 100% dei consumi per uso strumentale e del 70% dei consumi per uso misto, anche privato)
  • Diesel (calcolato ai fini dello Scope 1 sulla base del 100% dei consumi per uso strumentale e del 70% dei consumi per uso misto, anche privato)

Ai fini delle tabelle riassuntive dei consumi energetici, i seguenti combustibili sono aggregati nella categoria "prodotti petroliferi": gasolio da riscaldamento (oil extra light), gasolio per autotrazione, benzina, GPL. Non sussistono consumi di carbone o altri combustibili solidi fossili.

In alcuni stabilimenti viene utilizzata biomassa (charcoal) per usi di processo, in particolare come agente riducente, e non come combustibile. Le relative emissioni biogeniche sono riportate per gli stabilimenti soggetti a ETS.

1.1 Fattori di conversione energetica

Per i combustibili utilizzati, i dati quantitativi sono stati raccolti nelle unità di misura normalmente adottate nei diversi Paesi. Nel caso del gas naturale, sono spesso disponibili sia i volumi consumati in Nm³ (o Sm³ in Italia e Gran Bretagna), sia i valori energetici, generalmente espressi in kWh o con indicazione del contenuto energetico medio (in potere calorifico superiore come MJ/Nm³ o kWh/Nm³ su base mensile).

Ove disponibile, il consumo energetico del gas naturale è stato assunto sulla base del valore energetico riportato in fattura, opportunamente convertito in potere calorifico inferiore. Quando i combustibili risultano invece espressi esclusivamente in unità di peso o volume (kg, tonnellate, m³ o litri), sono stati utilizzati fattori di conversione energetica specifici del Paese di riferimento; in assenza di tali valori, sono stati utilizzati i fattori adottati per l'Italia.

1.2 Fattori di emissione dei combustibili

In continuità con gli anni precedenti, i fattori di emissione per i combustibili Scope 1 sono basati sui valori delle Common Reporting Tables (CRT) sottoposte all'UNFCC. Nelle CRT i coefficienti di emissione sono espressi in funzione del contenuto energetico (NCV - potere calorifico inferiore) e riportati nelle seguenti unità di misura: tCO₂/TJ, kgCH₄/TJ, kgN₂O/TJ.

In particolare, i fattori di emissione per il gas naturale derivano dalla tabella A(a)s2 – Manufacturing; i fattori di emissione per benzina, diesel e gpl derivano dalla tabella A(a)s3 – Road transportation (per diesel e benzina con riferimento a prodotti di origine fossile); i fattori di emissione del gasolio per riscaldamento sono quelli previsti per il diesel.

I fattori di Global Warming Potential (GWP) utilizzati per il calcolo delle emissioni in CO₂ equivalente (CO₂e) sono quelli riportati nel Sixth Assessment Report dell'IPCC, in coerenza con il documento Greenhouse Gas Protocol 2024 "IPCC Global Warming Potential Values":

A differenza degli esercizi precedenti – nei quali i fattori di emissione erano uniformemente basati sui valori italiani – per il 2025 sono stati utilizzati fattori di emissione specifici per ciascun Paese in cui sono localizzati gli stabilimenti, come riportati nelle “Common Reporting Tables” allegate ai rispettivi National Inventory Document presentati nel 2025 (su dati 2023; per la Cina l’ultimo inventario disponibile è il 2024 su dati 2022) all’UNFCCC. Le “Common Reporting Tables” sono disponibili al sito https://unfccc.int/.


143

1.3 Emissioni ETS

Sono riportati i dati relativi alla dichiarazione 2026 su dati 2025 ai fini del sistema EU ETS. La dichiarazione si applica ai seguenti stabilimenti: KME Italy (Fornaci di Barga), KME Germany (Osnabruck), KME Mansfeld. Per KME Germany e KME Mansfeld si applica solo ad alcuni impianti dello stabilimento. Alla data di riferimento della presente rendicontazione, i dati relativi a KME Italy risultano in corso di certificazione.

Nella determinazione delle emissioni Scope 1, per gli stabilimenti soggetti a ETS è stato effettuato un confronto tra le emissioni calcolate mediante i fattori di emissione applicati ai consumi energetici e quelle risultanti dalle dichiarazioni ETS.

Se le emissioni ETS risultano superiori a quelle calcolate, si utilizzano i valori ETS, integrati con le emissioni derivanti dai consumi di carburanti per autotrazione (diesel, benzina e GPL). In caso contrario, si utilizzano le emissioni calcolate, alle quali sono aggiunte le emissioni di contatto riportate nelle dichiarazioni ETS (“other non-biogenic”). Con questa metodologia, le emissioni totali Scope 1 attribuite agli stabilimenti considerati risultano sempre superiori alle sole emissioni ETS.

Si ricorda inoltre che in Germania è in vigore la normativa Brennstoffemissionshandelsgesetz (BEHG), che istituisce un sistema nazionale di scambio delle emissioni relativo ai combustibili, anticipando il futuro EU ETS 2. Tale schema copre edifici, industrie non ETS e trasporti; gli obblighi di conformità non ricadono sulle singole imprese utilizzatrici, ma sui fornitori di combustibili.

2. Fattori di emissione (e composizione delle fonti energetiche) Scope 2

Per le emissioni Scope 2, la metodologia adottata è basata sul GHG Protocol, con specifico riferimento a Scope 2 Guidance). Ai fini della determinazione delle emissioni sono stati considerati i seguenti flussi energetici:

a) Energia elettrica acquistata, distinta per tipologia contrattuale e fornitore:
- Forniture coperte da Garanzie di Origine (GO), derivanti da contratti per energia elettrica da fonti rinnovabili certificate;
- Forniture con specifico mix energetico e fattori di emissione tracciati (NGC EECS disclosures), diversi dal “residual mix” nazionale;
- Forniture basate sul residual mix nazionale.

b) Energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili, distinta in:
- Quota autoconsumata
- Quota immessa in rete

Le emissioni Scope 2 sono calcolate secondo entrambi gli approcci previsti dal GHG Protocol:
- Market-based
- Location-based.

I mix energetici impiegati per i dati ESRS 1 sono basati sull’approccio market-based.

Market-based

Per le forniture coperte da GO e per le forniture con mix energetico e fattori di emissione dichiarate dal fornitore (NGC EECS), sono stati applicati i corrispondenti mix energetici e i corrispondenti fattori di emissione. Questa situazione copre parte dei consumi negli stabilimenti italiani e la totalità dei consumi negli stabilimenti in Germania, Olanda, Spagna e Regno Unito.

Per tutte le altre forniture è stato applicato il “residual mix” nazionale. Il “residual mix” rappresenta la quota della fornitura di energia elettrica non tracciata tramite Garanzie di Origine (GO per fonti rinnovabili) o analoghi meccanismi di tracciabilità (HEC GO per cogenerazione ad alta efficienza o NGC EECS Disclosure per specifici mix energetici anche con nucleare o fonti fossili).


I dati relativi alla composizione del mix energetico e ai fattori di emissione di $\mathrm{CO}_{2}$ equivalente sono derivati da AIB, 2025: European Residual mix 2024 - Table 2 Residual mix ( https://www.aib-net.org/sites/default/files/assets/facts/residual-mix/2024/2024_Final%20_Residual%20mix%20calculation%20results_30052025.pdf)

Per Cina e Hong Kong, in assenza di dati qualificabili come residual mix, sono stati utilizzati i dati relativi al mix di produzione nazionale (anno 2024) tratti dal database Ember ( https://ember-energy.org/data/electricity-data-explorer/).

Forniture con GO o con specifico mix energetico ed emissioni tracciato

% fossile % nucleare % rinnovabile CO₂e (g/kWh)
KME Italy GO (18 GWh) per quota parte consumi 100% 0
AML GO (0,7 GWh) per quota parte consumi 100% 0
SCT GO (2,5 GWh) per quota parte consumi 100% 0
KME Spain L’electra 100 0
KME Mansfeld GO (19,549 GWh) per parte consumi 100 0
KME Mansfeld Shell – Verbleibender Energietraeger mix 48,4 51,6 375
KMCB GO (6,106 GWh) per parte consumi 100 0
KMCB Shell – Verbleibender Energietraeger mix 48,4 51,6 375
KMO GO (23,645 GWh) per parte consumi 100 0
KME Germany Shell – Verbleibender Energietraeger mix 48,4 51,6 375
KME Stolberg Shell – Verbleibender Energietraeger mix 48,4 51,6 375
Sundwiger N-Ergie - Verbleibender Energietraeger mix 46,1 53,9 354
KME Netherlands Engie energie zakelijk 46,3 53,7 200,26
SC UK British Gas Zero Carbon Electricity for Business 10 90 0

Location-based

Per il calcolo secondo l'approccio location-based, rappresentativo dei mix energetici nazionali dei Paesi in cui operano le singole società del Gruppo, sono stati utilizzati:

  • Per i Paesi europei: i dati del mix di produzione nazionale forniti da AIB (2025)
  • Per i Paesi extra europei: i dati di produzione elettrica 2024 tratti dal database Ember

Emissioni Scope 3

Ai fini dell'analisi delle emissioni Scope 3, è stata effettuata una analisi di significatività delle diverse categorie previste dal GHG Protocol (GHG Protocol Corporate Value Chain Standard). L'analisi è stata effettuata considerando quattro variabili principali:

  • Dimensione: contributo potenziale di ciascuna categoria Scope 3 alle emissioni complessive della società;
  • Influenza: capacità della società di determinare o influenzare la riduzione delle emissioni associate alla categoria considerata;
  • Rischio: contributo all'esposizione al rischio della società sotto il profilo finanziario, regolatorio, della catena di fornitura o reputazionale;
  • Stakeholder: rilevanza percepita dagli stakeholder.

A ciascuna variabile è stato attribuito un punteggio da 1 a 5, dove i punteggi:

  • 1–2 indicano un livello basso
  • 2,5–3,5 un livello medio
  • 4–5 un livello elevato

Sono state considerate significative le categorie con un punteggio medio pari o superiore a 2,5. Inoltre, in particolare per le categorie caratterizzate da un maggiore grado di incertezza nella stima, è stata applicata una soglia di rilevanza quantitativa pari allo 0,5% delle emissioni Scope 3 complessive.

Sulla base di tali criteri, sono state individuate come significative le seguenti categorie:

  • Categoria 1 – Beni e servizi acquistati
  • Categoria 3 – Attività connesse ai combustibili e all’energia (non incluse negli Scope 1 e 2)
  • Categoria 4 – Trasporto e distribuzione a monte
  • Categoria 5 – Rifiuti generati dalle operazioni aziendali
  • Categoria 7 – Spostamenti casa-lavoro dei dipendenti
  • Categoria 9 – Trasporto e distribuzione a valle

La categoria 5 (rifiuti) è stata inclusa tra quelle significative nonostante il contributo relativamente contenuto alle emissioni complessive, in quanto associata a specifici obiettivi di miglioramento (in particolare aumento delle percentuali di recupero e riciclo) e considerata rilevante per gli stakeholder.

La categoria 7 (spostamenti casa-lavoro dei dipendenti) è stata inclusa perché ritenuta rilevante sia per gli stakeholder sia dal management e potenzialmente oggetto di misure di riduzione.

Nel presente report sono state inoltre stimate e incluse, pur risultando non significative dal punto di vista quantitativo, le emissioni relative alla Categoria 6 (viaggi di lavoro) e alla Categoria 12 (fine vita dei prodotti venduti), al fine di garantire una rappresentazione quanto più completa possibile delle emissioni Scope 3.

La Categoria 2 (beni capitali) non è stata inclusa in quanto ritenuta non significativa. Tale valutazione potrà essere riesaminata nei prossimi esercizi in presenza di investimenti più significativi in macchinari e immobili. In assenza di tali investimenti, i consumi di beni capitali (principalmente arredi, apparecchiature elettroniche, ecc.) risultano marginali, contribuendo per meno dello 0,1% alle emissioni complessive di Scope 3.

Sono state invece escluse le seguenti categorie, in quanto non applicabili alle attività produttive del Gruppo:

  • Categoria 8 – Beni concessi in leasing a monte
  • Categoria 10 – Lavorazione dei prodotti venduti
  • Categoria 11 – Uso dei prodotti venduti
  • Categoria 13 – Beni concessi in leasing a valle
  • Categoria 14 – Franchising
  • Categoria 15 – Investimenti

In particolare, per quanto riguarda le categorie 10 (lavorazione dei prodotti venduti) e 11 (uso dei prodotti venduti), si evidenzia che KME produce semilavorati in rame e leghe di rame destinati a ulteriori lavorazioni industriali. Tali materiali possono attraversare più fasi di trasformazione prima di diventare prodotti finiti. Di conseguenza:

  • KME non dispone di visibilità diretta sulle tipologie di prodotti finali realizzati a partire dai propri semilavorati, né tale informazione è generalmente disponibile presso i clienti diretti, che a loro volta spesso producono ulteriori semilavorati;
  • il Gruppo non esercita controllo operativo o contrattuale né influenza significativa sulle modalità di utilizzo dei prodotti finiti da parte dei produttori finali o dei consumatori;
  • la rilevanza degli impatti derivanti dall’uso dei prodotti non è determinabile in modo affidabile, in assenza di un’identificazione delle applicazioni finali.

In particolare, per quanto riguarda la categoria 11, si evidenzia in primo luogo che i prodotti KME, tranne limitate eccezioni, costituiscono un componente di altri prodotti finiti; in secondo luogo che la rilevanza degli impatti derivanti dall’uso dei prodotti è indefinibile non essendo possibile una identificazione dei

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prodotti finiti; infine, che l'uso dei prodotti finiti derivanti dalle lavorazioni a valle degli intermedi realizzati da KME non ha rilievo nell'analisi di materialità né nelle aspettative degli stakeholder.

Emissioni lorde di gas serra Scope 3 u.m. 2024 (totale) 2025 (totale) 2025 (società industriali)
Categoria 1 - Beni e servizi acquistati tCO2e 271.896 227.276 226.980
Categoria 2 - Beni capitali tCO2e Non significativo Non significativo Non significativo
Categoria 3 - Attività connesse a combustibili e energia (non incluse in Scope 1 e Scope 2) tCO2e 30.971 33.077 32.813
Categoria 4 - Trasporto e distribuzione a monte tCO2e 7.590 10.222 10.222
Categoria 5 - Rifiuti derivanti dalle operazioni aziendali tCO2e 128 162 162
Categoria 6 - Viaggi di lavoro tCO2e Non significativo 488 488
Categoria 7 - Trasferimenti casa-lavoro dei dipendenti tCO2e 1.651 2.180 2.042
Categoria 8 - Beni concessi in leasing a monte tCO2e Non applicabile Non applicabile Non applicabile
Categoria 9 - Trasporto e distribuzione a valle tCO2e 12.332 13.353 13.353
Categoria 10 - Lavorazione dei prodotti venduti tCO2e Non applicabile Non applicabile Non applicabile
Categoria 11 - Uso dei prodotti venduti tCO2e Non applicabile Non applicabile Non applicabile
Categoria 12 - Fine vita dei prodotti venduti tCO2e Non significativo 1.105 1.105
Categoria 13 - Beni concessi in leasing a valle tCO2e Non applicabile Non applicabile Non applicabile
Categoria 14 - Franchising tCO2e Non applicabile Non applicabile Non applicabile
Categoria 15 - Investimenti tCO2e Non applicabile Non applicabile Non applicabile
TOTALE tCO2e 324.567 287.864 287.166

Categoria 1 - Beni e servizi acquistati

Per la Categoria 1 (Beni e servizi acquistati), i dati relativi ai consumi di imballaggi e materiali di processo derivano dalla tabella ‘Resources used’ (ESRS E5-4), mentre i dati sui consumi di metalli (primari, rottami e semilavorati) sono calcolati al netto delle quantità impiegate in attività di tolling. Le attività considerate ai fini della stima delle emissioni sono la produzione metallurgica, l'acquisto di acqua dalla rete acquedottistica, la produzione di profumeria (Culti).

Produzione metallurgica

È importante precisare che i metalli e i rottami metallici (scrap) considerati ai fini del calcolo delle emissioni Scope 3 includono esclusivamente i materiali acquistati e non comprendono i metalli lavorati nell'ambito di attività di tolling manufacture (lavorazioni conto terzi). In tali operazioni, infatti, i materiali sono forniti da un soggetto terzo, che mantiene la proprietà e la gestione del prodotto finito. Di conseguenza, queste attività non ricadono sotto il controllo operativo di KME. In coerenza con quanto previsto dal GHG Protocol e dalle prassi applicate in settori analoghi, KME include nei propri indicatori i consumi energetici, le emissioni e i rifiuti associati a tali lavorazioni, ma esclude i materiali forniti da terzi dal perimetro di rendicontazione delle emissioni Scope 3.

Ne deriva una differenza significativa tra i volumi di metalli complessivamente processati e quelli effettivamente acquistati e quindi rilevanti ai fini dello Scope 3, come evidenziato nella tabella seguente. Il totale dei metalli usati ammonta a 218.475 tonnellate, mentre i metalli acquistati (escludendo le attività di tolling) sono pari a 125.244 tonnellate.

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Tabella di confronto tra metalli usati (come resources used in ES 5.4) e metalli acquistati (al netto del tolling)

2025 Metalli di cui rame Scraps Semilavorati
Metalli usati (t) 111.526 83.104 90.497 16.452
Metalli al netto del tolling (t) 62.773 57.126 58.013 4.458

Nella tabella seguente sono riportati i quantitativi totali dei materiali impiegati nella produzione metallurgica considerati ai fini del calcolo delle emissioni Scope 3, con indicazione dei fattori di emissione utilizzati e delle relative fonti.

  • Per i materiali di imballaggio sono stati utilizzati i fattori di emissione pubblicati da Defra (2025). Sono stati considerati tutti i materiali di imballaggio, senza detrazioni per il tolling.
  • Per i materiali di processo (quali prodotti chimici, sostanze inorganiche e altri materiali non metallici) sono stati utilizzati prevalentemente i fattori di emissione forniti da BWA (2025). Sono stati considerati tutti i materiali di processo, senza detrazioni per il tolling.
  • Per quanto riguarda i metalli, per quattro forniture di catodo di rame sono disponibili dati primari di carbon footprint forniti direttamente dai produttori. Tali forniture ammontano complessivamente a 32.582 t.
  • Per i restanti acquisti di catodo di rame (24.544 t) è stato utilizzato il fattore di emissione medio riferito alla produzione globale, pubblicato dalla International Copper Association (2023).
  • Per i semilavorati in rame e lega è stato mantenuto lo stesso fattore di emissione utilizzato per il catodo di rame.
  • Per lo zinco sono stati utilizzati i fattori di emissione specifici di un fornitore (3.067 t) e per la quota restante (1.511), quelli pubblicati dalla International Zinc Association (2023).
  • Per il nichel sono stati utilizzati i fattori di emissione pubblicati dal Nickel Institute (2024).
  • Per l’argento è stato utilizzato il valore fornito da Aurubis che, pur non essendo il fornitore diretto, adotta processi produttivi e livelli di utilizzo di materiale riciclato comparabili a quelli del fornitore di KME.
  • Per il cobalto è stato utilizzato il fattore emissivo del Cobalt Institute (2025).
  • Per gli altri metalli utilizzati sono stati adottati i fattori di emissione riportati da BWA (2025), generalmente riferiti a produzioni basate prevalentemente su materie prime primarie.
  • Per i rottami non è stata considerata alcuna ulteriore emissione diretta associata alla produzione del materiale. Nel caso dei rottami metallici utilizzati da KME, non si registrano attività significative di selezione o trattamento a monte. Pertanto, l’unico impatto considerato è quello associato al trasporto, già contabilizzato nella categoria 4 dello Scope 3.
  • Per i rottami – che derivano da utilizzi precedenti, presentano elevati standard qualitativi e sono generalmente classificati come “end of waste” – è stato applicato, in conformità con il GHG Protocol, il “cut-off approach”. Secondo tale metodologia, le emissioni associate ai materiali riciclati non includono quelle relative alla produzione originaria del materiale, attribuite al primo utilizzatore del prodotto poi divenuto rottame, ma esclusivamente quelle derivanti dalle attività di riciclo e trasporto.

Scope 3 Cat. 1: Materiali acquistati – Produzione metallurgica 2025

Produzione Metallurgica 2025 t t CO₂e
Packaging 6.693 3.554
Materiali di processo 25.327 12.810
Metalli, rottami, semifiniti 125.244 210.512

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Acquisto di acqua dalla rete acquedottistica

Nel calcolo delle emissioni Scope 3 – categoria 1 (beni e servizi acquistati) sono incluse anche le emissioni associate alla produzione e fornitura dell'acqua prelevata dalla rete acquedottistica, utilizzata nei diversi siti del Gruppo KME. I prelievi dalla rete rappresentano solo una quota del fabbisogno idrico complessivo, che è caratterizzato da un elevato tasso di riutilizzo dell'acqua nei processi produttivi.

Scope 3 Cat. 1: Materiali acquistati – Acqua da rete acquedottistica (2025)

ACQUA t CO₂e Kg CO₂e/m³ Fonte
Fornitura di acqua da organizzazione pubblica o privata 557.831 107 0,19130 Defra 2025 - water supply

Produzione profumeria

Nel settore della profumeria, le società del Gruppo (Culti e controllate) acquistano essenze e materiali di imballaggio. Ai fini della stima delle emissioni di Scope 3 – Categoria 1 (beni e servizi acquistati), le emissioni associate alle essenze sono state calcolate assumendo come rappresentativo l'estratto di rosa (rose oil), sulla base di dati di letteratura.

Per i materiali di imballaggio sono stati utilizzati i fattori di emissione forniti da Defra (2025), differenziati per tipologia di materiale.

Emissioni Scope 3 Categoria 1: materiali acquistati - Produzione profumeria (2025)

Materiale Quantità (t) Emissioni (tCO₂e) Fattore di emissione (kgCO₂e/t) Fonte
Imballaggi in legno (primari o secondari, non per trasporto) 7,94 2,14 270 Defra 2025
Carta e cartone (vergini) 35,08 42,09 1.200 Defra 2025
Imballaggi in alluminio 1,01 9,18 9.116 Defra 2025
Imballaggi in plastica (PP) 20,82 53,67 2.578 Defra 2025
Imballaggi in vetro 129,49 181,65 1.403 Defra 2025
Essenze 22,40 4,48 200 Hamador, Pelatan (2019)
Totale 216,75 293,21

https://www.perfumerflavorist.com/fragrance/ingredients/article/21856943/assessing-the-sustainability-of-natural-ingredients-with-lca

Totale Scope 3 - Categoria 1

Il totale per la categoria 1 dello Scope 3 è così calcolato:

Categoria 1 Scope 3 (2025) u.m. Totale di cui società industriali
Produzione metallurgica tCO2e
packaging tCO2e 3.554 3.554
materiali di processo tCO2e 12.851 12.851
metalli tCO2e 210.512 210.512
Profumeria
packaging tCO2e 288,7
essenze tCO2e 4,5
Acqua
acqua da rete pubblica tCO2e 107 104
Totale tCO2e 227.317 227.021

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Categoria 3 – Attività connesse ai combustibili e all'energia (non incluse negli Scope 1 e 2)

Le emissioni della categoria 3 sono pari a 33.077t CO₂e. Questa categoria comprende le emissioni WTT (Well-to-Tank) associate alle fonti energetiche utilizzate. In particolare, sono considerate:

  • le emissioni upstream legate alla produzione e distribuzione dei combustibili utilizzati nei processi produttivi (fase precedente alla combustione);
  • le emissioni upstream e le perdite di rete associate alla produzione e distribuzione dell'energia elettrica acquistata.

Le emissioni WTT relative ai combustibili utilizzati nello Scope 1 sono state stimate utilizzando i fattori di emissione pubblicati da Defra (2025) (tabella WTT Fuels).

Le emissioni associate alle perdite di distribuzione e alle fasi upstream dell'energia elettrica sono invece basate sui fattori di emissione riportati da CADI (2025).

Categoria 3 Scope 3 u.m. quantità t CO₂e t CO₂e/MWh Fonte
Gas naturale MWh 277.605 9.291 0,033 Defra 2025
Gasolio (risc) MWh 237 15 0,063 Defra 2025
GPL MWh 475 13 0,027 Defra 2025
Charcoal MWh 0 0 BAFA 2024
Benzina MWh 623 41 0,066 Defra 2025
Diesel MWh 6.560 413 0,063 Defra 2025
Elettricità Francia MWh 5.952 95 0,016 CaDI (2025)
Elettricità Germania MWh 177.370 16.341 0,092 CaDI (2025)
Elettricità Cina MWh 30 5 0,174 CaDI (2025)
Elettricità Italia MWh 67.939 4.869 0,072 CaDI (2025)
Elettricità Olanda MWh 30.485 1.980 0,065 CaDI (2025)
Elettricità Slovacchia MWh 64 2 0,038 CaDI (2025)
Elettricità Spagna MWh 89 4 0,044 CaDI (2025)
Elettricità Regno Unito MWh 118 8 0,068 CaDI (2025)
TOTALE 33.077

Categoria 4 - Trasporto e distribuzione a monte

Nel 2025, le emissioni di gas a effetto serra associate alla Categoria 4 sono pari a 10.222 tCO₂e.

La stima è basata sulla tracciabilità delle tratte di approvvigionamento (origine–destinazione) dei principali flussi di materiali. In particolare:

  • per i metalli (rame, zinco e altri), sono state tracciate le origini e destinazioni del 92% delle forniture in peso; il valore ottenuto è stato quindi estrapolato all'intero volume degli acquisti (escluso il tolling);
  • per i rottami, la copertura dei dati è pari al 76% degli acquisti in peso; anche in questo caso i risultati sono stati estesi al totale delle quantità acquistate;
  • per i semilavorati, la tracciabilità delle forniture è completa (100%).

Le forniture considerate comprendono metalli, rottami e semilavorati acquistati da terzi (con esclusione delle lavorazioni in conto terzi – tolling manufacture).

Le attività di trasporto, sia a monte sia a valle, sono svolte da operatori logistici terzi; pertanto, le informazioni disponibili non sempre consentono una ricostruzione puntuale delle tratte. Nei casi in cui il sito di origine non sia noto (in particolare per forniture provenienti da alcuni Paesi extraeuropei), la distanza è stata stimata assumendo come punto di partenza il principale sito produttivo del Paese di provenienza.


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Emissioni e volumi trasportati – materiali a monte (2025)

Categoria 4 Quantità (t) t-km Emissioni (tCO₂e)
Metalli 62.773 316.876.365 8.704
Rottami 58.013 16.716.452 1.378
Semilavorati 4.458 1.656.291 140
Totale 125.244 335.249.108 10.222

Le modalità di trasporto, le distanze percorse (km) e le relative emissioni sono state determinate utilizzando il modello EcoTransIT World, basato su standard internazionali riconosciuti (tra cui EN 16258 e GHG Protocol).

Categoria 5 – Rifiuti derivanti dalle operazioni aziendali (ESRS E5-5)

Le emissioni di gas a effetto serra associate alla Categoria 5 sono pari a 162 t CO₂ e.

Le emissioni sono state calcolate applicando i fattori di emissione pubblicati da Defra (2025), in particolare per le categorie:

  • Waste Disposal (smaltimento rifiuti)
  • Water Treatment (trattamento delle acque reflue)

Per le operazioni classificate come “other recovery operations” (non specificamente definite da Defra), è stato adottato, in via prudenziale, lo stesso fattore di emissione previsto per il riciclo.

Nel totale delle emissioni sono incluse anche quelle relative al trattamento delle acque di scarico convogliate.

Rifiuti avviati a recupero (waste diverted from disposal)

Tipologia Quantità (t) Emissioni (tCO₂e) Fattore (kgCO₂e/t) Fonte
Rifiuti pericolosi
Preparazione per il riutilizzo 31 0 0,00 Defra 2025 – reuse
Riciclo e altre operazioni di recupero 4.825 23 4,69 Defra 2025 – recycling (metalli e plastiche)
Rifiuti non pericolosi
Preparazione per il riutilizzo 1 0 0,00 Defra 2025 – reuse
Riciclo e altre operazioni di recupero 12.596 59 4,69 Defra 2025 – recycling (metalli, plastiche, rifiuti residuali)

Rifiuti avviati a smaltimento (disposal)

Tipologia Quantità (t) Emissioni (tCO₂e) Fattore (kgCO₂e/t) Fonte
Rifiuti pericolosi
Incenerimento con recupero energetico 14 0 4,69 Defra 2025 – incenerimento
Incenerimento senza recupero energetico 168 1 4,69 Defra 2025 – incenerimento
Discarica 85 1 8,98 Defra 2025 – discarica (non biodegradabili)
Altre operazioni di smaltimento 2.629 24 8,98 Defra 2025 – discarica (non biodegradabili)
Rifiuti non pericolosi

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Incenerimento con recupero energetico 136 1 4,69 Defra 2025 – incenerimento
Incenerimento senza recupero energetico 0 0 4,69 Defra 2025 – incenerimento
Discarica 55 28 520,53 Defra 2025 – discarica rifiuti industriali (inclusi biodegradabili)
Altre operazioni di smaltimento 957 9 8,98 Defra 2025 – discarica (non biodegradabili)

Trattamento delle acque reflue

Tipologia Volume (m³) Emissioni (tCO₂e) Fattore (kgCO₂e/m³) Fonte
Trattamento acque reflue 100.277 17 0,17 Defra 2025 – water treatment

Totale emissioni Categoria 5

Totale emissioni tCO₂e
Rifiuti + acque reflue 162

Categoria 6 – Viaggi di lavoro

Le emissioni associate alla Categoria 6 sono stimate in 488 tCO₂e, a fronte di un volume complessivo di circa 2,5 milioni di passeggeri-km (pax-km). Gli spostamenti di lavoro si distribuiscono come segue:

  • circa 1.765.043 pax-km in aereo;
  • circa 600.000 pax-km in auto;
  • circa 160.000 pax-km in treno.

Le emissioni sono calcolate utilizzando i fattori di emissione Defra (2025), che includono:

  • gli effetti indiretti dei voli aerei (es. radiative forcing);
  • le emissioni upstream associate alla produzione dei combustibili (Well-to-Tank).

In assenza di dati completi per tutti gli stabilimenti, è stato adottato un approccio basato su stime e estrapolazioni:

  • per i viaggi aerei, le emissioni sono state stimate utilizzando il dato medio per addetto rilevato presso gli stabilimenti italiani di Fornaci di Barga e Serravalle Scrivia, esteso all’intero perimetro del Gruppo e integrato con i dati specifici di KME S.r.l.;
  • per i viaggi in auto e treno, le percorrenze sono state stimate internamente.

Emissioni per tipologia di trasporto

Tipologia pax-km Emissioni (kgCO₂e)
Voli nazionali (media) 112.397 29.536
Voli europei (< 3.700 km, media) 1.301.430 196.151
Voli europei (< 3.700 km, business) 91.120 20.261
Voli intercontinentali (> 3.700 km, media) 48.328 8.938
Voli intercontinentali (> 3.700 km, business) 129.988 53.395
Voli intercontinentali (> 3.700 km, first) 81.781 46.535
Treno (nazionale) 160.000 7.109
Auto (flotta media) 600.000 126.744
Totale 2.525.043 488.470

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Categoria 7 – Trasferimenti casa-lavoro dei dipendenti

Le emissioni associate alla Categoria 7 sono stimate in 2.180 tCO₂e.

Dalle informazioni raccolte presso i principali stabilimenti emerge che una quota dei dipendenti risiede in prossimità dei siti produttivi e utilizza modalità di mobilità sostenibile (spostamenti a piedi, in bicicletta, in motociclo, car-sharing o trasporto pubblico). Inoltre, una parte del personale amministrativo svolge attività in smart working.

Tuttavia, in assenza di dati completi e omogenei a livello di Gruppo, tali componenti non sono attualmente quantificabili. Pertanto, la stima è stata effettuata adottando assunzioni prudenziali, al fine di garantire una valutazione coerente e cautelativa.

La stima si basa sulle seguenti ipotesi:

  • l’80% dei dipendenti europei effettua spostamenti casa-lavoro con auto privata (sono escluse le sedi asiatiche);
  • la distanza media percorsa è pari a 20 km giornalieri (andata e ritorno);
  • la composizione del parco veicoli è rappresentativa della media nazionale per tipologia di alimentazione, sulla base dei dati ACEA (2026);
  • i fattori di emissione (kgCO₂/km), comprensivi delle emissioni Well-to-Tank (WTT), sono derivati da Defra (2025).

I chilometri percorsi annualmente sono calcolati come: dipendenti × 0,8 × giorni lavorativi × km/giorno.

Emissioni CO₂ da trasferimenti casa-lavoro

Paese Dipendenti km annui percorsi Fattore (kgCO₂/km) Emissioni (kgCO₂e)
Italia 896 2.867.200 0,20744 594.773
Germania 2.053 6.569.600 0,20103 1.320.666
Francia 149 476.800 0,20280 96.696
Spagna 18 57.600 0,20695 11.920
Paesi Bassi 212 678.400 0,19305 130.967
Regno Unito 22 70.400 0,19983 14.068
Slovacchia 16 51.200 0,20829 10.665
Totale (esclusa Asia) 3.366 10.771.200 2.179.755

Categoria 9 - Trasporto e distribuzione a valle

Le emissioni associate alla Categoria 9 sono pari a 13.353 tCO₂e.

KME non gestisce direttamente i trasporti verso i clienti, che sono affidati a operatori terzi. Di conseguenza, le informazioni relative alle modalità effettive di trasporto non sono disponibili in modo puntuale. La stima delle emissioni è stata pertanto effettuata sulla base dei dati presenti nei database aziendali relativi ai flussi di spedizione. Sono state tracciate le movimentazioni relative al 100% delle merci spedite, inclusi gli scambi intercompany. Non si rilevano apprezzabili duplicazioni rispetto ai dati considerati nella Categoria 4 – Trasporto e distribuzione a monte.

Le percorrenze e le relative emissioni sono state calcolate utilizzando il software EcoTransIT World, che consente di stimare le emissioni in funzione delle distanze percorse, delle tonnellate movimentate e delle modalità di trasporto.


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Emissioni e percorrenze per stabilimento

Stabilimento Quantità movimentata (t) t-km Emissioni (kgCO₂e) % tracciate
KME Italy - Fornaci di Barga 40.584 33.083.979 2.441.655 91%
KME Brescia 1 854 73 0%
KME Rolled France – Devecey 4.846 1.607.754 135.653 80%
KME Mortara 3.419 1.022.107 87.693 75%
Trefimetaux NK – Niederbruck 2.864 1.619.951 136.394 78%
KME Germany – Osnabrück 47.215 30.816.154 1.405.009 93%
KME Spain - Esparreguera 975 355.304 29.471 81%
KME Spain - Santa Perpetua de Mogoda 921 172.507 14.389 87%
SCT - Serravalle Scrivia 6.814 5.195.495 411.332 59%
KME Stolberg – Stolberg 3.633 7.224.577 183.436 92%
KME Netherlands – Zutphen 16.623 109.856.925 1.945.757 82%
KME Mansfeld – Hettstedt 54.913 85.668.325 3.351.627 88%
KM Copper Bars - Hettstedt 20.033 32.559.934 988.694 84%
Sundwiger – Hemer 22.651 16.158.773 736.443 91%
AML – Quargnento 7.867 35.301.581 761.228 68%
KME Service Center UK - Smethwick 3.055 274.458 21.594 72%
KME Service Center Slovakia - Dolný Kubín 2.359 872.803 76.461 63%
Trefimetaux Givet - Fromelles 9.618 7.330.311 621.901 100%
KME Undefined 53 53.387 4.538 0%
Totale 248.449 369.175.181 13.353.349 90,3%

Categoria 12 - Fine vita dei prodotti venduti

Le emissioni associate al fine vita dei prodotti venduti sono stimate con riferimento ai prodotti KME ceduti a terzi, escludendo gli scambi intercompany, per un totale pari a 197.289 tonnellate annue. Tale volume rappresenta la quantità di materiali suscettibile di trasformazione in prodotti finiti e, pertanto, oggetto di valutazione degli impatti a fine vita. Sulla base delle stime elaborate dal Joint Research Centre (JRC) e dal Fraunhofer Institute, circa il 61% del rame contenuto nei prodotti a fine vita è raccolto e avviato a riciclo.

Per la quota restante, in assenza di informazioni puntuali sulle modalità di trattamento (anche in considerazione della possibile presenza di flussi di riciclo non ufficialmente tracciati), si assume, in via prudenziale, una distribuzione coerente con la media europea dei rifiuti (dati Eurostat al 2022) al netto della quota riciclata:

  • 55% avviato a discarica;
  • 45% avviato a combustione (incenerimento con o senza recupero energetico).

Le emissioni sono state calcolate utilizzando i fattori di emissione Defra (2025) relativi allo smaltimento dei rifiuti metallici. Il totale delle emissioni associate al fine vita dei prodotti è pari a 1.105 tCO₂e.

Emissioni di CO₂e – fine vita dei prodotti venduti

Tipologia di trattamento % Quantità (t/a) Fattore (kgCO₂e/t) Emissioni (tCO₂e)
Riciclo 61,0% 120.346 4,69 564
Combustione 17,7% 34.920 4,69 164
Discarica 21,3% 42.023 8,98 377
Totale 100% 197.289 1.105

TASSONOMIA

QUOTA DEL FATTURATO DERIVANTE DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA TASSONOMIA – 2025

Esercizio finanziario 2025 Anno 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH (“non arrecare danno”)
Attività economiche Codice (2) Fatturato (3) Quota del fatturato, anno N (4) Quota del fatturato, anno Indicazione dei cambiamenti climatici (5) Miligazione dei cambiamenti climatici (5) Economia circolare (6) Economia circolare (6) Biodiversità (10) Miligazione dei cambiamenti climatici (5) Economia circolare (6) Economia circolare (6) Biodiversità (10) Economia circolare (6) Biodiversità (10) Gastronomia (11) Categorie attività abilitante (19) Categorie attività transizion e (20)
€/min % Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No Si/No Si/No Si/No Si/No Si/No % A T

A. ATTIVITÀ' AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA

A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia)
Fatturato delle attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia) (A.1) 0 0% No No No No No No 0
di cui abilitanti
di cui di transizione
A.2. Attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (non allineate alla Tassonomia)
immobiliare Pictea CCM T.T. CCA T.T 3,380 0,18 No No N/AM N/AM N/AM N/AM Si
Natural Capital BIO 1.1 0,285 0,01 N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM No Si
Fatturato delle attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (non allineate alla Tassonomia) (A.2) 3,666 0,18
TOTALE (A.1 + A.2) 3,666 0,19

B. ATTIVITÀ' NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA

Fatturato delle attività non ammissibili alla Tassonomia (B) 1.924,979 99,81
TOTALE (A)+(B) 1.928,645 100

QUOTA DELLE SPESE IN CONTO CAPITALE (CAPEX) DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA TASSONOMIA – 2025

Esercizio finanziario 2025 Anno 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH (“non arrecare danno”)
Attività economiche Codice (2) CapEx assoluto (3) Quota di CapEx, anno N (4) Quota di CapEx, anno Indicazione dei cambiamenti climatici (5) Miligazione dei cambiamenti climatici (5) Economia circolare (6) Economia circolare (6) Biodiversità (10) Miligazione dei cambiamenti climatici (5) Economia circolare (6) Economia circolare (6) Biodiversità (10) Economia circolare (6) Biodiversità (10) Gastronomia (11) Categorie attività abilitante (19) Categorie attività transizion e (20)
€/min % Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No; N/AM Si/No Si/No Si/No Si/No Si/No Si/No % A T

A. ATTIVITÀ' AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA

A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia)
CapEx delle attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia) (A.1) 0 0% No No No No No No 0
di cui abilitanti
di cui di transizione
A.2. Attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (non allineate alla Tassonomia)
immobiliare Pictea CCM T.T. CCA T.T 3,286 4,44 No No N/AM N/AM N/AM N/AM Si
Natural Capital BIO 1.1 0,032 0,04 N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM No Si
CapEx delle attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (non allineate alla Tassonomia) (A.2) 3,318 4,49
TOTALE (A.1 + A.2) 3,318 4,49

B. ATTIVITÀ' NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA

CapEx delle attività non ammissibili alla Tassonomia (B) 70,61,5 95,5
TOTALE (A)+(B) 73,93,4 100

QUOTA DELLE SPESE OPERATIVE (OPEX) DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA TASSONOMIA – 2025

Esercizio finanziario 2025 Anno 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH (“non arrecare danno”)
Attività economiche Codice (2) OpEx assoluto (3) Quota di OpEx, anno N (4) Mittigazione dei cambiamenti climatici (5) Mittigazione dei cambiamenti climatici (6) Acqua (7) Inquinamento (8) Economia circolare (9) Biodiversità (10) Mittigazione dei cambiamenti climatici (6) Acqua (7) Inquinamento (8) Economia circolare (9) Biodiversità (10) Quota di OpEx allineate alla Tassonomia Anno N-1 (18) Categoria attività abilitante (19) Categoria attività transizion e (20)
€/min % S/No N/AM S/No N/AM S/No N/AM S/No N/AM S/No N/AM S/No N/AM S/No S/No S/No S/No S/No S/No % A T

A. ATTIVITÀ' AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA

A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia)
OpEx delle attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia) (A.1) 0 0 No No No No No No 0
di cui abilitanti
di cui di transizione
A.2. Attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (non allineate alla Tassonomia)
immobiliare Pichea CCM 7.7, CCA 7.7 3,121 1,23 No No N/AM N/AM N/AM N/AM Si
Natural Capital BIO 1.1 0,231 0,09 N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM No Si
OpEx delle attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (non allineate alla Tassonomia) (A.2) 3,352 1,32
TOTALE (A.1 + A.2) 3,352 1,32

B. ATTIVITÀ' NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA

| OpEx delle attività non ammissibili alla Tassonomia (B) | | 250,9
69 | 98,7 |
| --- | --- | --- | --- |
| TOTALE (A)+(B) | | 254,3
16 | 100 |
| Quota di fatturato / Fatturato totale | | | |
| --- | --- | --- | --- |
| | Allineata alla tassonomia per obiettivo | Ammissibile alla tassonomia per obiettivo | |
| | 2025 | 2024 | 2025 |
| CCM | 0% | 0% | 0,18% |
| CCA | 0% | 0% | 0% |
| WTR | 0% | 0% | 0% |
| CE | 0% | 0% | 0% |
| PPC | 0% | 0% | 0% |
| BIO | 0% | 0% | 0,015% |
| Quota di CapEx / CapEx totali | | | |
| --- | --- | --- | --- |
| | Allineata alla tassonomia per obiettivo | Ammissibile alla tassonomia per obiettivo | |
| | 2025 | 2024 | 2025 |
| CCM | 0% | 0% | 4,44% |
| CCA | 0% | 0% | 0% |
| WTR | 0% | 0% | 0% |
| CE | 0% | 0% | 0% |
| PPC | 0% | 0% | 0% |
| BIO | 0% | 0% | 0,04% |
| Quota di OpEx / OpEx totali | | | |
| --- | --- | --- | --- |
| | Allineata alla tassonomia per obiettivo | Ammissibile alla tassonomia per obiettivo | |
| | 2025 | 2024 | 2025 |
| CCM | 0% | 0% | 1,23% |
| CCA | 0% | 0% | 0% |
| WTR | 0% | 0% | 0% |
| CE | 0% | 0% | 0% |
| PPC | 0% | 0% | 0% |
| BIO | 0% | 0% | 0,09% |

Nota: l'attività di "acquisto e proprietà degli edifici" è ammissibile per gli obiettivi CCM e CCA, con medesimo valore di fatturato, CapEx e OpEx. E' riportato il valore solo per CCM considerato come obiettivo prevalente.


156

Attività legate all'energia nucleare e ai gas fossili.

KME non svolge, non finanzia e non ha esposizione in attività legate all'energia nucleare.

KME non svolge, non finanzia e non ha esposizione verso attività quali la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili, la costruzione e la gestione di impianti di generazione combinata di calore/freddo ed energia elettrica, la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione di calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili.

KME impiega combustibili fossili gassosi nell'ambito dei processi industriali caratteristici della metallurgia del rame.

Attività legate all'energia nucleare
1 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la realizzazione di impianti innovativi per la generazione di energia elettrica che producono energia a partire da processi nucleari con una quantità minima di rifiuti del ciclo del combustibile. NO
2 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l'esercizio sicuro di nuovi impianti nucleari per la generazione di energia elettrica o calore di processo, anche a fini di teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno, e miglioramenti della loro sicurezza, con l'ausilio delle migliori tecnologie disponibili NO
3 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso l'esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che generano energia elettrica o calore di processo, anche per il teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno a partire da energia nucleare, e miglioramenti della loro sicurezza NO
Attività legate a gas fossili
4 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. NO
5 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione combinata di calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. NO
6 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione di calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili. NO

157

ATTESTAZIONE DELLA RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITÀ

AI SENSI DELL'ART. 81-TER, COMMA 1, DEL REGOLAMENTO CONSOB
N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

I sottoscritti Diva Moriani, in qualità di Presidente, e Giuseppe Mazza, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di KME Group S.p.A., attestano, ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che la rendicontazione di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione è stata redatta:

a) conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125;

b) con le specifiche adottate a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020.

Milano, 27 aprile 2026

La Presidente
f.to Diva Moriani

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari
f.to Giuseppe Mazza


KPMG

KPMG S.p.A.
Revisione e organizzazione contabile
Via Giovanni Battista Pirelli, 38
20124 MILANO MI
Telefono +39 02 6763.1
Email [email protected]
PEC [email protected]

Relazione della società di revisione indipendente sull'esame limitato della rendicontazione consolidata di sostenibilità ai sensi dell'art. 14-bis del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39

Agli Azionisti della
KME Group S.p.A.

Conclusioni

Ai sensi degli artt. 8 e 18, comma 1, del D.Lgs. 6 settembre 2024, n. 125 (di seguito anche il “Decreto”), siamo stati incaricati di effettuare l’esame limitato (“limited assurance engagement”) della rendicontazione consolidata di sostenibilità del Gruppo KME Group (di seguito anche il “Gruppo”) relativa all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 predisposta ai sensi dell’art. 4 del Decreto, presentata nella specifica sezione della relazione sulla gestione.

Sulla base del lavoro svolto, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che:

  • la rendicontazione consolidata di sostenibilità del Gruppo KME Group relativa all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità ai principi di rendicontazione adottati dalla Commissione Europea ai sensi della Direttiva 2013/34/UE (European Sustainability Reporting Standards, di seguito anche “ESRS”);
  • le informazioni contenute nel paragrafo “Informazioni a norma del regolamento (UE) 2020/852 sulla tassonomia” della rendicontazione consolidata di sostenibilità non siano state redatte, in tutti gli aspetti significativi, in conformità all’art. 8 del Regolamento (UE) n. 852 del 18 giugno 2020 (di seguito anche “Regolamento Tassonomia”).

Elementi alla base delle conclusioni

Abbiamo svolto l’incarico di esame limitato in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia). Le procedure svolte in tale tipologia di incarico variano per natura e tempistica rispetto a quelle necessarie per lo svolgimento di un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza ragionevole e sono altresì meno estese. Conseguentemente, il livello di sicurezza ottenuto in un incarico di esame limitato è sostanzialmente inferiore rispetto al livello di sicurezza che sarebbe stato ottenuto se fosse stato svolto un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza ragionevole. Le nostre responsabilità ai sensi del Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia) sono ulteriormente descritte nel paragrafo “Responsabilità della società di revisione per l’attestazione sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità” della presente relazione.

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Gruppo KME Group

Relazione della società di revisione

31 dicembre 2025

Siamo indipendenti in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili all'incarico di attestazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità nell'ordinamento italiano.

La nostra società di revisione applica il Principio Internazionale sulla Gestione della Qualità (ISQM Italia 1) in base al quale è tenuta a configurare, mettere in atto e rendere operativo un sistema di gestione della qualità che includa direttive o procedure sulla conformità ai principi etici, ai principi professionali e alle disposizioni di legge e regolamentari applicabili.

Riteniamo di aver acquisito evidenze sufficienti e appropriate su cui basare le nostre conclusioni.

Altri aspetti

La rendicontazione consolidata di sostenibilità del Gruppo KME Group per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024, i cui dati sono presentati ai fini comparativi, è stata sottoposta a un esame limitato da parte di un altro revisore che, in data 24 aprile 2025, ha espresso su tale rendicontazione delle conclusioni senza rilievi.

Responsabilità degli Amministratori e del Collegio Sindacale della KME Group S.p.A. per la rendicontazione consolidata di sostenibilità

Gli Amministratori sono responsabili per lo sviluppo e l'implementazione delle procedure attuate per individuare le informazioni incluse nella rendicontazione consolidata di sostenibilità in conformità a quanto richiesto dagli ESRS (di seguito il "processo di valutazione della rilevanza") e per la descrizione di tali procedure nel paragrafo "Analisi di doppia materialità" della rendicontazione consolidata di sostenibilità.

Gli Amministratori sono inoltre responsabili per la redazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità, che contiene le informazioni identificate mediante il processo di valutazione della rilevanza, in conformità a quanto richiesto dall'art. 4 del Decreto, inclusa:

  • la conformità agli ESRS;
  • la conformità all'art. 8 del Regolamento Tassonomia delle informazioni contenute nel paragrafo "Informazioni a norma del regolamento (UE) 2020/852 sulla tassonomia".

Tale responsabilità comporta la configurazione, la messa in atto e il mantenimento, nei termini previsti dalla legge, di quella parte del controllo interno ritenuta necessaria dagli Amministratori al fine di consentire la redazione di una rendicontazione consolidata di sostenibilità in conformità a quanto richiesto dall'art. 4 del Decreto, che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali. Tale responsabilità comporta altresì la selezione e l'applicazione di metodi appropriati per elaborare le informazioni nonché l'elaborazione di ipotesi e stime in merito a specifiche informazioni di sostenibilità che siano ragionevoli nelle circostanze.

Il Collegio Sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sull'osservanza delle disposizioni stabilite nel Decreto.

Limitazioni intrinseche nella redazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità

Ai fini della rendicontazione delle informazioni prospettiche in conformità agli ESRS, agli Amministratori è richiesta l'elaborazione di tali informazioni sulla base di ipotesi, descritte nella rendicontazione consolidata di sostenibilità, in merito a eventi che potranno accadere in futuro e a possibili future azioni da parte del Gruppo. A causa dell'aleatorietà connessa alla realizzazione di qualsiasi evento futuro, sia per quanto concerne il concretizzarsi dell'accadimento sia per quanto riguarda la misura e la tempistica


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Relazione della società di revisione

31 dicembre 2025

della sua manifestazione, gli scostamenti fra i valori consuntivi e le informazioni prospettiche potrebbero essere significativi.

L'informativa fornita dal Gruppo in merito alle emissioni di Scope 3 è soggetta a maggiori limitazioni intrinseche rispetto a quelle di Scope 1 e 2, a causa della scarsa disponibilità e della precisione relativa delle informazioni utilizzate per definire le informazioni sulle emissioni di Scope 3, sia di natura quantitativa sia di natura qualitativa, relative alla catena del valore.

Responsabilità della società di revisione per l'attestazione sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità

I nostri obiettivi sono pianificare e svolgere procedure al fine di acquisire un livello di sicurezza limitato che la rendicontazione consolidata di sostenibilità non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, ed emettere una relazione contenente le nostre conclusioni. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori prese sulla base della rendicontazione consolidata di sostenibilità.

Nell'ambito dell'incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata dell'incarico.

Le nostre responsabilità includono:

  • la considerazione dei rischi per identificare l'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo, sia dovuto a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali;
  • la definizione e lo svolgimento di procedure per verificare l'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • la direzione, la supervisione e lo svolgimento dell'esame limitato della rendicontazione consolidata di sostenibilità e l'assunzione della piena responsabilità delle conclusioni sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità.

Riepilogo del lavoro svolto

Un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato comporta lo svolgimento di procedure per ottenere evidenze quale base per la formulazione delle nostre conclusioni.

Le procedure svolte si sono basate sul nostro giudizio professionale e hanno compreso colloqui, prevalentemente con il personale della KME Group S.p.A. responsabile per la predisposizione delle informazioni presentate nella rendicontazione consolidata di sostenibilità, nonché analisi di documenti, ricalcoli e altre procedure volte all'acquisizione di evidenze ritenute utili.


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31 dicembre 2025

Abbiamo svolto le seguenti principali procedure:

  • comprensione del modello di business, delle strategie del Gruppo e del contesto in cui opera con riferimento alle questioni di sostenibilità;
  • comprensione del processo posto in essere dal Gruppo per l'identificazione e la valutazione degli impatti, rischi e opportunità ("IRO") rilevanti, in base al principio di doppia rilevanza, in relazione alle questioni di sostenibilità e, sulla base delle informazioni ivi acquisite, svolgimento di considerazioni in merito a eventuali elementi contraddittori emersi che possono evidenziare l'esistenza di questioni di sostenibilità non considerate dal Gruppo nel processo di valutazione della rilevanza. In particolare, prevalentemente attraverso indagini, osservazioni e ispezioni, abbiamo compreso come il Gruppo:
  • ha tenuto conto degli interessi e delle opinioni dei portatori d'interesse coinvolti;
  • ha identificato gli IRO relativi alle questioni di sostenibilità, e ne abbiamo riscontrato la coerenza con la nostra conoscenza del Gruppo e del contesto in cui opera;
  • ha definito e valutato gli IRO rilevanti attraverso l'analisi delle soglie di rilevanza qualitative e quantitative dallo stesso determinate;
  • comprensione dei processi che sottendono alla generazione, rilevazione e gestione delle informazioni qualitative e quantitative incluse nella rendicontazione consolidata di sostenibilità, ivi inclusa l'analisi del perimetro di rendicontazione attraverso interviste e colloqui con il personale del Gruppo e svolgimento di limitate verifiche documentali;
  • identificazione dell'informativa associata ad un rischio di errore significativo;
  • definizione e svolgimento delle procedure, basate sul nostro giudizio professionale, per rispondere ai rischi di errore significativi, tra cui:
  • per le informazioni raccolte a livello di Gruppo:
  • svolgimento di indagini e limitate verifiche con riferimento alle informazioni qualitative e, in particolare, alle politiche, alle azioni e agli obiettivi inerenti alle questioni di sostenibilità;
  • svolgimento di procedure di analisi comparativa, ispezioni, osservazioni e ricalcoli su base campionaria con riferimento alle informazioni quantitative;
  • per le informazioni raccolte a livello di sito, effettuazione delle visite in loco presso KME Italy S.p.A. (Fornaci di Barga - Italy) e Sundwiger Messingwerk GmbH (Hemer – Germany). Tali siti sono stati selezionati sulla base delle loro attività e del loro contributo alle metriche della rendicontazione consolidata di sostenibilità. Nel corso di tali visite abbiamo effettuato colloqui con il personale del Gruppo e acquisito riscontri documentali in merito alla determinazione delle metriche;
  • comprensione del processo posto in essere dal Gruppo per identificare le attività economiche ammissibili e determinarne la natura allineata in base alle previsioni del Regolamento Tassonomia, e verifica della relativa informativa inclusa nella rendicontazione consolidata di sostenibilità;
  • riscontro delle informazioni riportate nella rendicontazione consolidata di sostenibilità con le informazioni contenute nel bilancio consolidato del Gruppo ai sensi del quadro sull'informativa finanziaria applicabile o con i dati contabili utilizzati per la redazione del bilancio consolidato stesso o con i dati gestionali di natura contabile;

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31 dicembre 2025

  • verifica della conformità agli ESRS della struttura e della presentazione dell'informativa inclusa nella rendicontazione consolidata di sostenibilità.
  • ottenimento della lettera di attestazione.

Milano, 14 maggio 2026

KPMG S.p.A.

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Riccardo Cecchi

Socio

5


  • Pagina lasciata volutamente in bianco -

KME

RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E SUGLI ASSETTI PROPRIETARI

EX ART. 123.BIS DEL D.LGS. 24 FEBBRAIO 1998 N. 58

ESERCIZIO 2025

Consiglio di Amministrazione
del 27 aprile 2026

KME Group SpA
Sede Legale e Amministrativa:
Foro Buonaparte, 44 - 20121 Milano - Italia
Capitale sociale Euro 200.154.177,66 i.v.
Cod. Fiscale e Reg. Imprese
di Milano n° 00931330583
www.itkgroup.it

164


Glossario... 167
Premessa... 168

  1. Profilo dell'Emittente... 169

  2. INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI ALLA DATA DEL 27 APRILE 2026... 170
    a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1, lett. a), TUF)... 170
    b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1, lett. b), TUF)... 173
    c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1, lett. c), TUF)... 173
    d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1, lett. d), TUF)... 173
    e) Partecipazione azionaria dei dipendenti, meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lett. e), TUF)... 173
    f) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lett. f), TUF)... 174
    g) Accordi tra Azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lett. g), TUF)... 174
    h) Clausole di “change of control” (ex art. 123-bis, comma 1, lett. h), TUF) e disposizioni statutarie in materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter e 104-bis, comma 1, TUF)... 174
    i) Deleghe ad aumentare il capitale sociale ed autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie (ex art. 123-bis, comma 1, lett. m), TUF)... 174
    j) Attività di direzione e coordinamento (ex artt. 2497 e ss c.c.)... 175

  3. COMPLIANCE (EX. ART. 123-BIS, COMMA 2, LETTERA A), TUF)... 175

  4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE... 176
    4.1. Ruolo del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 1, lett. l), TUF)... 176
    4.2. Nomina e sostituzione degli Amministratori (ex art. 123-bis, comma 1, lett. l), TUF)... 176
    4.3. Composizione del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF)... 179
    4.4. Funzionamento del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF)... 182
    4.5. Ruolo del Presidente... 184
    4.6. Consiglieri Esecutivi... 184
    Segretario del Consiglio... 185
    4.7. Amministratori indipendenti e Lead Independent Director... 185
    Amministratori indipendenti... 185
    Lead Independent Director... 185

  5. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE... 186
    Procedura per il trattamento delle Informazioni Privilegiate... 186
    Registro delle persone che hanno accesso ad informazioni privilegiate... 187
    Internal Dealing... 188

  6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETT.D), TUF)... 189

  7. AUTOVALUTAZIONE E SUCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI – COMITATO NOMINE... 190
    7.1 Autovalutazione e Successione degli Amministratori... 190


7.2 Comitato Nomine ... 190

8. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI – COMITATO REMUNERAZIONI ... 191

8.1 Remunerazione degli Amministratori ... 191
8.2 Comitato Remunerazioni ... 191

9. SISTEMA DI CONTROLLO E DI GESTIONE DEI RISCHI ... 192

9.1. Chief Executive Officer ... 196
9.2. Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità ... 196
9.3. Responsabile della funzione di Internal Audit ... 196
9.4. Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 ... 197
9.5. Società di Revisione ... 198
9.6. Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e altri ruoli e funzioni aziendali ... 198
9.7. Coordinamento tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ... 199

10. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI ED OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ... 199

11. COLLEGIO SINDACALE ... 203

11.1. Nomina dei Sindaci ... 203
11.2. Composizione e Funzionamento del Collegio Sindacale (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d) e d-bis), TUF) ... 204
12. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI ... 206
13. ASSEMBLEE (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETT. C), TUF) ... 207
14. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO ... 210
15. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO DI RIFERIMENTO ... 210
16. CONSIDERAZIONI SULLA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 2025 DEL PRESIDENTE DEL COMITATO PER LA CORPORATE GOVERNANCE ... 210

Tabelle:

n. 2a Informazioni sulla struttura del capitale e sugli strumenti finanziari al 31 dicembre 2025
n. 2b Andamento dei titoli nel corso del 2025
n. 2.3 Partecipazioni rilevanti nel capitale
n. 4.2 Struttura del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati costituiti al 31 dicembre 2025
n. 4.2b Incarichi di amministrazione e controllo ricoperti dagli Amministratori
n. 14a Struttura del Collegio Sindacale al 31 dicembre 2025
n. 14b Incarichi di amministrazione e controllo ricoperti dai Sindaci


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Glossario

Codice/Codice di Corporate Governance:
il Codice di Corporate Governance approvato in via definitiva dal Comitato e pubblicato sul proprio sito web (https://www.borsaitaliana.it/comitato-corporate-governance/codice/2020.pdf) il 31 gennaio 2020 ed in vigore dal primo esercizio successivo al 31 dicembre 2020.

Cod. Civ./c.c.:
il Codice Civile italiano approvato con il Regio Decreto 16 marzo 1942 – XX°, n. 262 e successive modificazioni ed integrazioni.

Comitato:
il Comitato per la Corporate Governance, la cui composizione è stata definita nel giugno del 2011 da parte delle Associazioni di impresa (ABI, ANIA, Assonime, Confindustria) e degli investitori professionali (Assogestioni), nonché di Borsa Italiana SpA.

Emittente/Società/KME Group:
KME Group SpA

Esercizio:
l'esercizio sociale chiusosi al 31 dicembre 2025, cui si riferisce la presente Relazione.

Modello:
il modello di organizzazione e gestione adottato dalla Società ai sensi del Decreto Legislativo n. 231 del 2001.

Regolamento Emittenti:
il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 11971 del 1999 (come successivamente modificato) in materia di emittenti.

Regolamento Mercati:
il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 16191 del 2007 (come successivamente modificato) in materia di mercati.

Regolamento Parti Correlate:
il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 17221 del 2010 (come successivamente modificato) in materia di operazioni con parti correlate.

Relazione:
la presente Relazione sul governo societario e gli assetti societari che le società sono tenute a redigere ai sensi dell'art. 123-bis del TUF.

Relazione sulla Remunerazione:
la Relazione sulla politica della remunerazione e sui compensi corrisposti che le società sono tenute a redigere ai sensi dell'art. 123-ter del TUF.

Testo Unico della Finanza/TUF:
il Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 come successivamente modificato.


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Premessa

Il Consiglio di Amministrazione di KME Group SpA (“KME Group” o anche la “Società”) nella riunione del 27 aprile 2026, unitamente al progetto di bilancio relativo all’esercizio 2025 (“l’Esercizio”), ha approvato anche la Relazione sul governo societario e gli assetti societari riferita a detto Esercizio (la “Relazione”).

La Relazione qui riportata è redatta in conformità a quanto previsto dall’art. 123-bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (di seguito il “TUF”), come modificato dal D.Lgs. n. 254 del 30 dicembre 2016 ed ai criteri previsti dall’art. 89-bis del Regolamento Emittenti, nonché delle istruzioni al Regolamento Mercati emanate da Borsa Italiana SpA.

La Relazione si intende riferita alle prescrizioni del Codice di Corporate Governance, approvato in via definitiva e pubblicato sul sito del Comitato il 31 gennaio 2020 (https://www.borsaitaliana.it/comitato-corporate-governance/codice/2020.pdf) e vigente dal primo esercizio successivo al 31 dicembre 2020 (di seguito anche il “Codice”).

La struttura della presente Relazione risulta conforme al Format (decima edizione del dicembre 2024, consultabile sul sito web di Borsa Italiana alla pagina https://www.borsaitaliana.it/comitato-corporate-governance/documenti/comitato/format2024.pdf), predisposto da Borsa Italiana per la verifica della natura e del contenuto delle informazioni da inserire nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari e/o per i controlli di competenza del collegio sindacale (art. 149, comma 1, lettera c-bis del TUF). Si ricorda comunque che l’utilizzo del Format (la cui prima edizione risale al 2008) non risulta in alcun modo obbligatorio ai fini dei suddetti adempimenti.

Si precisa che, in ossequio a quanto previsto dal secondo comma dell’art. 123-bis del TUF, le informazioni ivi richieste, contenute nella presente Relazione, vengono rese note al pubblico sia mediante inserimento della presente Relazione al fascicolo di bilancio relativo all’Esercizio che mediante pubblicazione sul sito web della Società (www.itkgroup.it).

In conformità a quanto disposto dall’art. 89-bis del Regolamento Emittenti, la Relazione evidenzia, secondo il criterio del “comply or explain”:

i. l’adesione a ciascuna prescrizione del Codice;
ii. le motivazioni dell’eventuale inosservanza delle prescrizioni del Codice;
iii. le eventuali condotte tenute in luogo di quelle prescritte dal Codice.

A quest’ultimo riguardo, considerato che le società con azioni quotate in mercati regolamentati sono tenute a presentare all’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio una relazione sulla remunerazione avente i contenuti previsti dal Regolamento Emittenti, al fine di evitare un’inutile duplicazione dell’informativa, le informazioni pertinenti in materia (cfr. Sez. 8) vengono fornite mediante rinvio alle parti rilevanti della Relazione sulla remunerazione, così come già effettuato nella Relazione presentata con riferimento ai passati esercizi.

La presente Relazione è volta ad illustrare il modello di governo societario che KME Group ha adottato nell’anno 2025, tenuto conto delle peculiarità della Società, finalizzato ad ottenere un suo sostanziale allineamento ai principi contenuti nel Codice, al quale la Società ha dichiarato di aderire sin dall’introduzione del previgente Codice di Autodisciplina, nonché alle relative raccomandazioni dell’Autorità di controllo, compatibilmente con la contenuta dimensione e struttura aziendale di KME Group.

La Società ha provveduto, fin dal bilancio dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2000, a fornire annualmente informazioni sulla propria corporate governance, sviluppando con continuità la qualità e la quantità delle stesse. Sul sito della Società, alla pagina https://www.itkgroup.it/it/relazionigovernance, sono disponibili le singole Relazioni degli esercizi precedenti.

Questa Relazione tiene infine conto del contenuto della lettera del 18 dicembre 2025 (la “Lettera”), indirizzata dal Presidente del Comitato ai Presidenti dei Consigli di Amministrazione (e per conoscenza agli Amministratori Delegati e ai Presidenti degli Organi di Controllo) delle società quotate italiane, in cui sono


contenute le raccomandazioni del Comitato per il 2026 (le “Raccomandazioni”) in uno con il tredicesimo Rapporto annuale sull’applicazione del Codice (il “Rapporto”) relativo al 2025.

Al riguardo si rinvia a quanto illustrato al capitolo 16.

1. Profilo dell’Emittente

A partire dal secondo quadrimestre dell’esercizio 2022 (comunicato stampa del 22 aprile 2022) la Società, chiudendo il proprio precedente percorso di entità di investimento e di holding di interessi diversificati, ha deciso (i) di concentrare la propria attività nella gestione industriale della partecipazione in KME SE, in funzione delle attese di crescita del settore dei laminati in rame e del rafforzamento della complessiva posizione competitiva conseguente alle operazioni di natura straordinaria condotte nei precedenti anni e (ii) di avviare un processo di valorizzazione degli altri investimenti mediante dismissione a terzi o assegnazione ai soci della Società.

Modello di governance adottato dall’Emittente

La Società ha mantenuto nel tempo la propria struttura di corporate governance secondo il modello tradizionale ex artt. 2380-bis e seguenti c.c., caratterizzato dalla presenza dell’Assemblea degli Azionisti, del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.

L’attività di revisione legale dei conti è svolta dalla società di revisione.

Le attribuzioni e le norme di funzionamento degli organi societari sono disciplinate, oltre che dalle disposizioni di legge e regolamentari pro tempore vigenti, dallo Statuto e da una serie di principi e procedure, periodicamente aggiornate in ragione dell’evoluzione normativa, dottrinale e giurisprudenziale e degli orientamenti e indirizzi del Consiglio.

Il Consiglio di Amministrazione del 22 maggio 2024, tenutosi subito dopo l’assemblea che ne ha determinato la durata per il periodo 2024 – 2026, ha deliberato di istituire unicamente il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, formato da tre Amministratori, di cui due Amministratori indipendenti. Successivamente, in occasione della revisione della relativa procedura, il Consiglio di Amministrazione del 26 settembre 2024 ha istituito il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, formato integralmente da Amministratori indipendenti.

Come già avvenuto in precedenti esercizi, la Società ha ritenuto di non procedere alla istituzione del Comitato Nomine e del Comitato per la Remunerazione. Per le motivazioni che hanno portato a questa decisione e per i rimedi previsti, si rimanda al capitolo 8 della presente Relazione ed alla Relazione sulla Remunerazione.

Per quanto riguarda le altre società del Gruppo si precisa che la governance di KME SE, società di diritto tedesco, principale controllata di KME Group, a partire dal 15 settembre 2021 è organizzata secondo il sistema monistico e quindi la società è ora governata da un Consiglio di Amministrazione (Board of Directors).

Al fine di garantire effettive e trasparenti ripartizioni di ruoli e responsabilità dei propri organi sociali e, in particolare, un corretto equilibrio tra le funzioni di gestione e le funzioni di controllo, l’Emittente ha adottato un sistema di corporate governance, oltre che costantemente in linea con la continua evoluzione normativa e con le best practices nazionali ed internazionali, ispirato ai principi ed ai criteri applicativi raccomandati dal Codice.

Dichiarazione sulla natura di PMI dell’Emittente

Alla data della presente Relazione, si precisa che l’Emittente rientra nella definizione di PMI ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera w-quater.1) del TUF e dell’art. 2-ter del Regolamento Emittenti Consob, in considerazione dei valori dei ricavi risultanti dal bilancio consolidato, pari ad Euro 1.928 milioni e della capitalizzazione media di mercato nel corso dell’esercizio 2025, pari ad Euro 213 milioni.

In particolare, la suddetta norma del TUF dispone che un’emittente assume la qualifica di PMI al sussistere di almeno uno dei seguenti requisiti da calcolarsi in base alle indicazioni fornite dall’art. 2-ter del Regolamento Emittenti: (i) un fatturato, anche anteriore all’ammissione alla negoziazione delle proprie azioni, inferiore a 300 milioni di Euro; (ii) una capitalizzazione di mercato inferiore ai 500 milioni di Euro. La Società, peraltro, cesserebbe di far parte della categoria delle PMI, ai fini delle richiamate disposizioni,

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in caso di superamento di entrambi i predetti limiti (di fatturato e capitalizzazione media di mercato), per tre esercizi, ovvero tre anni solari, consecutivi.

La Società è inserita nell'elenco (gennaio 2026) pubblicato da Consob (http://www.consob.it/web/area-pubblica/emittenti-quotati-pmi) delle emittenti che, sulla base dei dati di capitalizzazione e fatturato in possesso della Consob, ai sensi dell'art.2-ter del Regolamento Consob n. 11971/1999, così come modificato dalla Delibera Consob n. 20621 del 10.10.2018, risultino PMI.

Alla luce di quanto precede, si rileva che la soglia rilevante per gli obblighi di comunicazione, ai sensi dell'art. 120 TUF, è pari al 5% del capitale sociale.

2. INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI ALLA DATA DEL 27 APRILE 2026

a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1, lett. a), TUF)

Con riferimento alla data di approvazione della presente Relazione, il capitale sociale di KME Group ammonta ad Euro 200.154.177,66 ed è composto da complessive n. 284.442.812 azioni, delle quali n. 270.231.550 azioni ordinarie, pari al 95,00% del capitale sociale e n. 14.211.262 azioni di risparmio, pari al 5,00% del capitale sociale, tutte prive di indicazione del valore nominale.

Si precisa che, rispetto al 31 dicembre 2025, non sono intervenute modifiche.

L'Emittente, sempre alla data di approvazione della presente Relazione, ha in portafoglio n. 53.243.219 azioni proprie ordinarie.

Le n. 270.231.550 azioni ordinarie complessivamente esistenti non attribuiscono diritti diversi o ulteriori rispetto a quelli previsti dalle disposizioni legislative applicabili e dallo Statuto.

Ogni azione dà diritto ad un voto e, salvo quanto previsto dalle disposizioni di legge in materia, non sono previste restrizioni al diritto di voto. Il voto può essere esercitato anche per corrispondenza in conformità alla apposita procedura prevista dall'art. 11 dello Statuto Sociale.

Come riferito in altra parte della presente Relazione, la Società ha introdotto, nell'esercizio 2015, modifiche allo Statuto per recepire l'istituto della maggiorazione del diritto di voto in favore degli azionisti in possesso dei requisiti di legge che ne facciano espressa richiesta, con iscrizione degli stessi nell'apposito elenco speciale.

Analogamente, le n. 14.211.262 azioni di risparmio complessivamente esistenti non attribuiscono diritti diversi o ulteriori rispetto a quelli previsti dalle disposizioni legislative applicabili e dallo Statuto.

I diritti degli Azionisti di Risparmio sono riportati agli artt. 145 e ss. del TUF ed agli artt. 5, 8 e 28 dello Statuto sociale.

Il Rappresentante Comune degli azionisti di risparmio, che può partecipare con diritto di intervento alle Assemblee degli Azionisti titolari di azioni ordinarie ed i cui diritti sono indicati all'art. 26 dello Statuto, è il dott. Andrea Santarelli, nominato per gli esercizi 2024-2026 dall'Assemblea Speciale degli Azionisti di Risparmio tenutasi il 22 aprile 2024.

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Le azioni di risparmio garantiscono i seguenti privilegi patrimoniali:

  • il diritto ad un dividendo privilegiato fino a concorrenza di Euro 0,07241 per azione in ragione di anno e, in ogni caso, il diritto ad un dividendo complessivo maggiorato rispetto alle azioni ordinarie nella misura di Euro 0,020722 per azione; fermo restando che, qualora in un esercizio sia stato assegnato alle azioni di risparmio un dividendo inferiore in ragione di anno ad Euro 0,07241 per azione, la differenza è computata in aumento del dividendo privilegiato nei due esercizi successivi;
  • in occasione della liquidazione della Società, in sede di riparto dell'attivo che residui, un diritto di preferenza per un importo pari ad Euro 1,001 per azione.

Facendo riferimento a quanto già riportato nelle Relazioni sugli esercizi 2023 e 2024 in ordine alle operazioni di finanza straordinaria compiute dalla Società, si precisa che attualmente, oltre ai sopra descritti titoli azionari, sono in circolazione i seguenti strumenti finanziari emessi da KME Group (le “Obbligazioni”):

  • Obbligazioni KME Group 2022-2027 (ISIN IT0005503393) – le “Obbligazioni 2022” -;
  • Obbligazioni KME Group 2024-2029 (ISIN IT0005597874) – le “Obbligazioni 2024” -;

per le cui caratteristiche si rinvia ai documenti informativi ed ai rispettivi regolamenti messi a disposizione del pubblico sul sito web della Società alla pagina https://www.itkgroup.it/it/obbligazioni.

In data 9 maggio 2025, l’Emittente ha effettuato la riapertura del prestito obbligazionario denominato “KME Group S.p.A. 2024 – 2029” per un importo di Euro 21.195.959, mediante emissione di n. 21.195.959 Obbligazioni 2024, godimento regolare, tasso fisso nominale annuo lordo del 5,75% e valore nominale unitario di Euro 1,00 (le “Nuove Obbligazioni 2024”).

Le Nuove Obbligazioni 2024 così emesse sono state sottoscritte da investitori qualificati e sono state ammesse automaticamente alla negoziazione sul MOT, al pari delle altre Obbligazioni 2024 già in circolazione, senza la necessità di pubblicare un prospetto informativo di offerta al pubblico e/o di quotazione, in virtù delle esenzioni previste dalla vigente normativa.

In data 17 settembre 2025, il Consiglio di Amministrazione di KME Group, con il supporto dell’advisor Equita SIM SpA, ha approvato poi la promozione di una nuova offerta pubblica in sottoscrizione di Obbligazioni 2024 per un ammontare di massimi Euro 25,0 milioni, rappresentata da massime n. 25.000.000 obbligazioni del valore nominale di Euro 1,00 (le “Ulteriori Obbligazioni 2024”), fissandone il periodo di offerta dal 25 settembre 2025 al 3 ottobre 2025.

Anche le Ulteriori Obbligazioni 2024 di nuova emissione, destinate sia al pubblico indistinto che ad investitori qualificati, sarebbero state distribuite esclusivamente attraverso il MOT con il medesimo codice ISIN IT0005597874, al pari delle altre Obbligazioni 2024 già in circolazione.

In data 22 settembre 2025, con il deposito presso Consob e la pubblicazione sul sito web della Società del relativo documento informativo, è stato dato così avvio alla nuova offerta pubblica in sottoscrizione avente ad oggetto le n. 25.000.000 Ulteriori Obbligazioni 2024, destinate alla quotazione sul MOT, con un codice ISIN IT0005670812 utilizzabile per la sottoscrizione di dette obbligazioni, poi automaticamente convertito nel codice ISIN IT0005597874 che identifica le Obbligazioni 2024 già quotate.

Tale nuova offerta ha avuto inizio alle ore 9:00 del 25 settembre 2025 e, in conseguenza della forte domanda del mercato, si è chiusa anticipatamente in pari data, avendo già raggiunto l’ammontare massimo dell’offerta di Euro 25,0 milioni.

A seguito della emissione di tali Ulteriori Obbligazioni 2024 (rappresentanti il 15,62% delle n. 160.000.000 Obbligazioni in circolazione in quel momento), le Obbligazioni 2024 complessivamente emesse da KME Group erano divenute pari a n. 185.000.000, per un valore nominale complessivo pari a Euro 185,0 milioni.

Infine, in data 17 dicembre 2025, l’Emittente ha effettuato, nel limite consentito dalle esenzioni da prospetto informativo di offerta al pubblico e/o di quotazione previste dalla normativa vigente, un’ultima riapertura del prestito obbligazionario denominato “KME Group S.p.A. 2024 – 2029” riservata ad investitori

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qualificati, per un importo di Euro 9.000.000, mediante emissione di n. 9.000.000 obbligazioni (le “Obbligazioni 2024 Aggiuntive”), aventi le medesime caratteristiche delle precedenti.

Anche le Obbligazioni 2024 Aggiuntive sono state ammesse automaticamente alla negoziazione sul MOT, al pari delle altre Obbligazioni 2024 già in circolazione, senza la necessità appunto di pubblicare un prospetto informativo di offerta al pubblico e/o di quotazione, in virtù delle esenzioni previste dalla vigente normativa.

Le Obbligazioni 2024 Aggiuntive così emesse rappresentavano il 4,9% delle n. 185.000.000 Obbligazioni 2024 in circolazione a quella data, portando così il numero totale delle Obbligazioni 2024 a 194.000.000, per un valore nominale complessivo pari a Euro 194,0 milioni.

La riapertura del dicembre 2025 rappresenta l’emissione conclusiva di questa serie di Obbligazioni, nell’ambito dell’importo massimo di Euro 200,0 milioni deliberato da KME Group in data 20 maggio 2024, e finalizzata al rifinanziamento di parte del debito del Gruppo KME.

I collocamenti delle Obbligazioni 2024 effettuati nel corso del 2025 hanno tratto origine dai risultati delle precedenti offerte in sottoscrizione e scambio svoltesi nel corso del 2024, nonché dall’interesse manifestato dagli investitori per tali titoli sul mercato secondario, anche alla luce della prevedibile evoluzione dei tassi di interesse.

Il Rappresentante Comune dei possessori delle Obbligazioni 2024 è il dott. Rossano Bortolotti, nominato in sede di emissione del prestito obbligazionario denominato “KME Group SpA 2024-2029” e rimarrà in carica fino alla data di approvazione del bilancio che chiuderà al 31 dicembre 2026.

Il Rappresentante Comune dei possessori delle Obbligazioni 2022, non avendovi provveduto le Assemblee speciali di categoria del 28, 29 e 30 luglio 2025 andate deserte, è stato nominato dal Tribunale di Milano, Sezione Specializzata Impresa “B” (XV), con decreto emesso in data 11 dicembre 2025 (R.G. n. 13013/2025) e comunicato il 12 gennaio 2026, nell’ambito del procedimento di volontaria giurisdizione promosso da KME Group SpA ai sensi dell’art. 2417, comma 2, c.c., nella persona del Prof. Avv. Matteo Rescigno, che ha dichiarato di accettare la carica, la cui durata è di tre esercizi (2025-2027) e comunque fino alla data di scadenza del prestito obbligazionario denominato “KME Group SpA 2022-2027” (i.e. 23 settembre 2027).


In allegato alla Relazione sono riportate due tabelle (rispettivamente Tabella 2a e Tabella 2b), la prima con l’anagrafica degli strumenti finanziari emessi dalla Società e la seconda con il loro andamento in Borsa nel corso dell’Esercizio, evidenziando la sua capitalizzazione di Borsa.

Al riguardo, si ricorda che in apposita sezione del sito, alla pagina https://www.itkgroup.it/it/borsa-italiana è a disposizione un’area dedicata agli strumenti finanziari emessi dalla Società ed alla loro quotazione, il cui aggiornamento è effettuato in continuo, riportando così in tempo reale l’andamento delle loro rispettive contrattazioni.


b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1, lett. b), TUF)

Lo Statuto non prevede restrizioni al trasferimento delle azioni, quali, ad esempio, limiti al possesso di titoli o la necessità di ottenere il gradimento da parte dell'Emittente o di altri possessori di titoli.

c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1, lett. c), TUF)

La soglia di rilevanza prevista dall'art. 120, comma 2 del TUF, come già riferito, è pari al 5% del capitale sociale con diritto di voto.

Alla data della presente Relazione, gli Azionisti che detengono, direttamente o indirettamente, partecipazioni superiori al 5% del capitale sociale dell'Emittente, tramite strutture piramidali o di partecipazione incrociata, secondo quanto risulta dalle comunicazioni effettuate ai sensi dell'art. 120 TUF, sono quelli indicati nella Tabella 2.3 allegata alla presente Relazione.

L'azionariato ordinario della Società, aggiornato in base alle risultanze del Libro Soci, è composto da quasi 19.000 Azionisti.

Con riferimento alla data del 31 dicembre 2025, la partecipazione di Quattroduedue nel capitale ordinario della Società era pari a complessive n. 177.813.368 azioni ordinarie, corrispondenti al 65,80% del capitale sociale di tale categoria ed al 62,51% dell'intero capitale sociale.

Quattroduedue SpA deteneva inoltre n. 1.424.032 azioni di risparmio corrispondenti al 10,02% del capitale sociale di tale categoria ed allo 0,50% dell'intero capitale sociale al 31 dicembre 2025.

La partecipazione complessiva di Quattroduedue all'intero capitale sociale era pari pertanto al 63,01%.

Non si sono avute modifiche dalla data del 31 dicembre 2025 a quella della presente Relazione.

Come da comunicazione del 6 agosto 2024, il cui contenuto è stato oggetto di pubblicazione a mezzo stampa in pari data e di deposito presso il Registro delle Imprese di Milano, gli azionisti di Quattroduedue, Vincenzo Manes, tramite Mapa Srl (Milano), con una partecipazione del 35,12%, Ruggero Magnoni, tramite RFM & Partners SpA (Varese), con una partecipazione del 32,44% ed Hanseatic Europe S.a.r.l. (Lussemburgo), con una partecipazione del 32,44%, in continuità con i precedenti accordi parasociali, in data 1° agosto 2024 (la "Data di Sottoscrizione") hanno sottoscritto un nuovo patto parasociale (il "Patto") in sostituzione del precedente, contenente previsioni rilevanti ai sensi dell'art. 122, commi 1 e 5, lettera b) del TUF relative a Quattroduedue SpA, controllante di KME Group SpA.

La durata del Patto è di 3 (tre) anni consecutivi a partire dalla Data di Sottoscrizione (il "Periodo Iniziale"), fermo restando che, alla scadenza del Periodo Iniziale, il Patto si intenderà automaticamente rinnovato, a meno che una delle parti non lo risolva con un preavviso di almeno 30 (trenta) giorni lavorativi.

Alla Data di Sottoscrizione, Quattroduedue possedeva complessivamente n. 179.237.400 azioni di KME, di cui n. 177.813.368 azioni ordinarie e n. 1.424.032 azioni di risparmio, situazione rimasta invariata alla data della presente Relazione.

L'estratto del Patto è consultabile alla pagina https://www.itkgroup.it/it/patti-parasociali del sito web della Società.

La Società, alla data del 31 dicembre 2025, deteneva direttamente n. 53.243.219 azioni ordinarie proprie, pari al 19,70% del capitale di tale categoria e al 18,72% del capitale sociale complessivo a tale data.

d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1, lett. d), TUF)

Non sono stati emessi titoli che conferiscano diritti speciali di controllo, salvo quanto già riportato in altra sezione della presente Relazione con riferimento alle previsioni statutarie in ordine al voto maggiorato come ivi illustrate.

e) Partecipazione azionaria dei dipendenti, meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lett. e), TUF)

Non è previsto un sistema di partecipazione azionaria dei dipendenti.

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f) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lett. f), TUF)

Salvo quanto indicato dalle disposizioni legislative applicabili e dallo Statuto, non sono previste restrizioni al diritto di voto.

Al riguardo, si ricorda che l'Assemblea degli Azionisti del 19 maggio 2006 aveva deliberato l'introduzione nell'art. 4 dello Statuto sociale della facoltà per l'Assemblea degli Azionisti di escludere, in operazioni di aumento del capitale sociale, il diritto di opzione nei limiti del 10% del capitale sociale preesistente, ai sensi e per gli effetti dell'art. 2441, comma 4, secondo periodo c.c..

Inoltre, l'art. 27 dello Statuto prevede che l'eventuale deliberazione di proroga della durata della Società (prevista al 31 dicembre 2050) non sia causa di recesso ai sensi dell'art. 2437 del Codice Civile.

g) Accordi tra Azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lett. g), TUF)

Alla Società non è stata comunicata l'esistenza di patti parasociali previsti dall'art. 122 del TUF, salvo quanto in precedenza indicato, in merito:

  • al Patto esistente tra i soci di Quattroduedue SpA, scadente il 31 luglio 2027 e riportato per estratto sul sito web della Società, alla pagina https://www.itkgroup.it/it/patti-parasociali;
  • al patto, sottoscritto in data 28 settembre 2023, tra KME e Lynstone SSF, insieme a Quattroduedue SpA, riportato per estratto e per i contenuti essenziali nel sito web dell'Emittente alla sezione https://www.itkgroup.it/it/patti-parasociali-kme, ove sono pubblicati anche i relativi aggiornamenti ai sensi dell'art. 130 del Regolamento Emittenti;
  • all'accordo di investimento in essere tra KME, Lynstone II e Quattroduedue SpA (“l'Accordo di Investimento”), per i contenuti parasociali già descritti nelle precedenti Relazioni, riportato per estratto e per i contenuti essenziali nel sito web dell'Emittente alla sezione https://www.itkgroup.it/it/patti-parasociali-kme, ove sono pubblicati anche i relativi aggiornamenti ai sensi dell'art. 130 del Regolamento Emittenti.

h) Clausole di “change of control” (ex art. 123-bis, comma 1, lett. h), TUF) e disposizioni statutarie in materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter e 104-bis, comma 1, TUF)

Salvo quanto previsto nell'Accordo di Investimento, la Società, come pure le sue controllate, non hanno sottoscritto accordi che acquistino efficacia, siano modificati o si estinguano in caso di cambiamento di controllo della Società medesima.

La Società non ha adottato alcuna norma statutaria in deroga alle disposizioni sulla passivity rule di cui all'art. 104, comma I e II del TUF, né prevede l'applicazione delle regole di neutralizzazione di cui al successivo art. 104-bis, comma II e III del TUF in materia di offerte pubbliche di acquisto o di scambio.

i) Deleghe ad aumentare il capitale sociale ed autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie (ex art. 123-bis, comma 1, lett. m), TUF)

Non sono in essere deleghe attribuite al Consiglio di Amministrazione ai sensi dell'art. 2443 del Codice Civile.

In data 15 maggio 2025, l'Assemblea Ordinaria degli Azionisti di KME Group SpA ha deliberato l'autorizzazione all'acquisto, per la durata di 18 mesi, di azioni proprie ordinarie e di risparmio, previa revoca della precedente delibera assunta dall'assemblea dei soci del 22 maggio 2024, per la parte non eseguita.

L'impegno finanziario massimo è stato previsto in Euro 5,0 milioni.

Alla data della Relazione, la Società detiene e dispone di n. 53.243.219 azioni ordinarie, pari al 19,70% del capitale votante ed al 18,72% del capitale sociale complessivo.

Nessuna delle società controllate detiene azioni di KME.

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j) Attività di direzione e coordinamento (ex artt. 2497 e ss c.c.)

La Società, pur essendo controllata da Quattroduedue SpA, non è soggetta ad attività di direzione e di coordinamento ai sensi degli artt. 2497 e ss. del Codice Civile nonché dell'art. 37 del Regolamento Mercati, in quanto:

i. è provvista di una autonoma capacità negoziale nei rapporti con la clientela ed i fornitori;
ii. non ha in essere con Quattroduedue o altra società alla quale Quattroduedue e KME Group stessa facciano capo, alcun rapporto di tesoreria accentrata;
iii. il numero di Amministratori indipendenti (attualmente 3 su 10) è tale da garantire che il loro giudizio abbia un peso significativo nella assunzione delle decisioni consiliari, ricordando che dal 26 settembre 2024 gli stessi compongono il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate;
iv. il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità è composto da 3 Amministratori di cui 2 Amministratori Indipendenti anche ai sensi dell'art. 37, comma 1-bis del Regolamento Mercati.


Con riferimento alle ulteriori informazioni di cui all'art. 123-bis TUF, si rinvia ai successivi paragrafi della presente Relazione, come di seguito indicato:

  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma 1, lettera i), TUF relative agli accordi tra la società e gli amministratori che prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o di cessazione del rapporto di lavoro a seguito di offerta pubblica di acquisto sono illustrate nella Relazione sulla Remunerazione relativa all'esercizio 2025;
  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma 1, lettera l), TUF relative alla nomina e alla sostituzione degli amministratori nonché alla modifica dello statuto sono illustrate nel capitolo 4 della presente Relazione, dedicato al Consiglio;
  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma 2, lett. b), TUF relative alle principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno sono illustrate nel capitolo 9 della presente Relazione;
  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma 2, lett. c), TUF relative alle informazioni sui meccanismi di funzionamento dell'Assemblea degli Azionisti, sui principali poteri della stessa, sui diritti degli Azionisti e sulle modalità del loro esercizio sono illustrate nel capitolo 13 della presente Relazione dedicata all'Assemblea;
  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF relative alla composizione e al funzionamento degli organi di amministrazione e controllo e dei loro comitati sono illustrate ai capitoli 4, 6, 7, 8, 9 e 11 della presente Relazione;
  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma 2, lett. d-bis), TUF, sono contenute nei capitoli 4, 11 e 13, relative alla descrizione delle politiche in materia di diversità applicate in relazione alla composizione degli organi di amministrazione, gestione e controllo relativamente ad aspetti quali l'età, la composizione di genere e il percorso formativo e professionale, assieme ad una descrizione degli obiettivi, delle modalità di attuazione e dei risultati di tali politiche.

In sede di autovalutazione il Consiglio ha ritenuto adeguate le competenze professionali dei propri componenti e nel suo insieme, che sono quindi soggette a valutazione periodica.

  1. COMPLIANCE (EX. ART. 123-BIS, COMMA 2, LETTERA A), TUF)

KME Group aderisce al Codice, promuovendo l'introduzione dei relativi principi nel proprio sistema di governance, tenendo conto della peculiarità della propria struttura.

Nel caso in cui i principi ed i criteri applicativi del Codice non abbiano trovato completa attuazione, vengono fornite adeguate informazioni in merito ai motivi della mancata o parziale applicazione.


Il testo vigente del Codice è disponibile presso Borsa Italiana SpA, anche attraverso la consultazione del sito web del Comitato per la Corporate Governance alla pagina http://www.borsaitaliana.it/comitato-corporate-governance/codice/codice.htm.

Il Collegio Sindacale, come richiesto dall'art. 149, comma 1, lettera c.-bis del TUF vigila sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dal Codice.

La Società, con periodicità annuale, fornisce informativa sul proprio sistema di governance e sull'adesione al Codice attraverso la presente Relazione, redatta anche ai sensi dell'art. 123-bis del TUF, che evidenzia il grado di adeguamento ai principi ed ai criteri applicativi previsti dal Codice e dalla best practice internazionale.

La Relazione è messa a disposizione degli Azionisti con la documentazione prevista per l'Assemblea di bilancio ed è inoltre tempestivamente pubblicata sul sito web della Società (www.itkgroup.it) nella sezione Governance.

I Comitati, istituiti all'interno del Consiglio di Amministrazione (si rimanda sul punto ai successivi capitoli da 6 a 10 della presente Relazione) in conformità al Codice, si riuniscono e svolgono le funzioni secondo le previsioni del medesimo Codice.

L'esame della struttura della governance operativa della Società, così come delineata dallo Statuto, dalle procedure adottate e come illustrata nella presente Relazione, evidenzia l'impegno di KME Group nell'adesione alle regole di best practice comunemente condivise.

Né la Società né sue controllate aventi rilevanza strategica sono soggette a disposizioni di legge non italiane che influenzino la struttura di corporate governance di KME Group.

4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

4.1. Ruolo del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 1, lett. l), TUF)

Il Consiglio di Amministrazione ha tutti i più ampi poteri per l'organizzazione, la gestione e l'amministrazione ordinaria e straordinaria della Società per l'attuazione dell'oggetto sociale (art. 14 dello Statuto Sociale), ne determina le linee strategiche e ne persegue il raggiungimento, garantisce la continuità della gestione e provvede all'attribuzione delle deleghe agli Amministratori esecutivi (artt. 15 e 16 dello Statuto Sociale).

Sono altresì attribuiti alla competenza del Consiglio di Amministrazione i poteri di cui all'art. 2365, comma 2 del Codice Civile, come previsto dall'art. 14 dello Statuto Sociale, in relazione alle deliberazioni concernenti operazioni di fusione e di scissione.

In aderenza a quanto stabilito dal Codice, viene messo in evidenza quale obiettivo prioritario del Consiglio di Amministrazione la creazione di valore in un orizzonte di medio-lungo periodo sottolineando, tra l'altro, il suo compito di definire la natura ed il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della Società.

In tale ambito, durante le riunioni del Consiglio, vengono tradizionalmente fornite informazioni di dettaglio sull'attività svolta e sulle operazioni più rilevanti al fine di implementare la loro conoscenza da parte di Amministratori e Sindaci.

Per quanto concerne i documenti contabili, rientra tra le competenze del Consiglio di Amministrazione quello di redigere:

  • il bilancio separato e quello consolidato di Gruppo al 31 dicembre;
  • la relazione semestrale al 30 giugno.

4.2. Nomina e sostituzione degli Amministratori (ex art. 123-bis, comma 1, lett. l), TUF)

Le norme applicabili alla nomina ed alla sostituzione dei componenti del Consiglio di Amministrazione sono quelle previste dalle disposizioni legislative applicabili, integrate da quelle contenute nell'art. 17 dello Statuto Sociale. Si evidenzia che l'assemblea straordinaria dell'11 giugno 2014, che ha apportato modifiche allo statuto sociale, ha adeguato gli articoli 17 e 22 alla disciplina inerente all'equilibrio

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dei generi nella composizione degli organi di amministrazione e controllo, come introdotta dalla Legge 12 luglio 2011 n. 120 e relative disposizioni attuative. Ulteriori modifiche ai predetti articoli sono state approvate dall'Assemblea Straordinaria del 30 novembre 2020 per adeguamento alle nuove disposizioni normative in tema di quote di genere.

Gli Amministratori durano in carica per un periodo non superiore a tre esercizi e possono essere rieletti (art. 17 dello Statuto Sociale).

In occasione della presentazione della proposta di nomina di un nuovo Amministratore, l'Assemblea degli Azionisti è informata del suo curriculum vitae e degli incarichi di amministrazione e controllo ricoperti presso altre società.

La composizione dell'organo prevede un numero variabile di Amministratori tra un minimo di sette ed un massimo di undici.

La procedura di nomina riportata nell'art. 17 dello Statuto Sociale prevede che:

  • le liste dei candidati debbano essere depositate presso
  • la sede sociale e pubblicate in conformità con la normativa vigente;
  • le liste debbano essere corredate:
  • delle informazioni relative all'identità dei titolari di diritti di voto che hanno presentato le liste, con l'indicazione della percentuale di partecipazione complessivamente detenuta;
  • di una dichiarazione dei Soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente, una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestante l'assenza di rapporti di collegamento previsti dalle disposizioni applicabili;
  • di un'esauriente informativa sulle caratteristiche personali e professionali dei candidati, nonché di una dichiarazione con la quale i singoli candidati accettano la propria candidatura ed attestano, sotto la propria responsabilità, l'inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente e dallo Statuto Sociale per le rispettive cariche, con indicazione dell'eventuale idoneità a qualificarsi come indipendente ai sensi dell'art. 148, comma 3, del TUF;
  • le liste che presentino un numero di candidati pari o superiore a tre devono essere composte da candidati appartenenti ad entrambi i generi, in modo che appartenga al genere meno rappresentato un numero di candidati almeno pari a quanto previsto dalle norme di legge e di regolamento inerenti all'equilibrio tra i generi tempo per tempo applicabili;
  • un'azionista non può presentare né votare più di una lista, anche se per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie. Gli appartenenti al medesimo gruppo e coloro che aderiscano ad un patto parasociale avente ad oggetto azioni della Società non possono presentare o votare più di una lista, anche se per interposta persona o per il tramite di società fiduciarie. Un candidato può essere presente in una sola lista, a pena di ineleggibilità;
  • hanno diritto di presentare la lista coloro che, da soli o insieme ad altri, rappresentino la quota di partecipazione al capitale sociale - espresso in azioni ordinarie che attribuiscono diritti di voto nelle deliberazioni assembleari aventi ad oggetto la nomina dei componenti degli organi di amministrazione - in misura pari alla percentuale più elevata individuata nel rispetto delle disposizioni in materia emanate da CONSOB - Commissione Nazionale per le Società e la Borsa.
  • nell'avviso di convocazione dell'Assemblea dovrà essere indicata la quota di partecipazione per la presentazione delle liste;
  • le liste per le quali non siano osservate le predette prescrizioni, debbano essere considerate come non presentate;
  • risultino nominati Amministratori i candidati, tranne l'ultimo in ordine progressivo, della lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti (la "Lista di Maggioranza"), nonché il primo

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candidato della lista di minoranza che abbia ottenuto il maggior numero di voti e non sia collegata in alcun modo, neppure indirettamente, con coloro che hanno presentato o votato la lista risultante prima per numero di voti; fermo restando che, ai fini del riparto degli amministratori da eleggere, non si tiene conto delle liste presentate da soci che non hanno conseguito una percentuale di voti almeno pari alla metà della percentuale richiesta per la presentazione delle liste, come sopra indicato;

  • in caso di parità di voti fra due o più liste risulteranno eletti amministratori i candidati della lista che sia stata presentata dagli aventi diritto in possesso della maggiore partecipazione al momento della presentazione della lista ovvero, in subordine, dal maggior numero dei medesimi;
  • qualora con i candidati eletti con le modalità sopra indicate non sia assicurata la nomina di un numero di amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall'art. 148, comma 3 del TUF, pari al numero minimo stabilito dalla legge in relazione al numero complessivo degli Amministratori, il candidato non indipendente eletto come ultimo in ordine progressivo nella Lista di Maggioranza, sarà sostituito dal primo candidato indipendente non eletto della stessa lista secondo l'ordine progressivo, ovvero, in difetto, dal primo candidato indipendente secondo l'ordine progressivo non eletto delle altre liste, secondo il numero di voti da ciascuna ottenuto. A tale procedura di sostituzione si farà luogo sino a che il Consiglio di Amministrazione risulti composto da un numero di componenti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 148, comma 3 del TUF pari almeno al minimo prescritto dalla legge. Qualora infine detta procedura non assicuri il risultato da ultimo indicato, la sostituzione avverrà con delibera assunta dall'Assemblea a maggioranza relativa, previa presentazione di candidature di soggetti in possesso dei citati requisiti previsti, fermo il rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente all'equilibrio tra i generi;
  • qualora, inoltre, con i candidati eletti con le modalità sopra indicate non sia assicurata la composizione del Consiglio di Amministrazione conforme alla disciplina pro tempore vigente inerente all'equilibrio tra generi, il candidato del genere più rappresentato eletto come ultimo in ordine progressivo nella Lista di Maggioranza sarà sostituito dal primo candidato del genere meno rappresentato non eletto della stessa lista secondo l'ordine progressivo. A tale procedura di sostituzione si farà luogo sino a che non sia assicurata la composizione del Consiglio di Amministrazione conforme alla disciplina pro tempore vigente inerente all'equilibrio tra generi. Qualora infine detta procedura non assicuri il risultato da ultimo indicato, la sostituzione avverrà con delibera assunta dall'Assemblea a maggioranza relativa, previa presentazione di candidature di soggetti appartenenti al genere meno rappresentato;
  • nel caso in cui venga presentata un'unica lista o nel caso in cui non venga presentata alcuna lista, ovvero nel caso in cui gli Amministratori non siano nominati, per qualsiasi ragione, ai sensi del procedimento sopra previsto, l'Assemblea delibera con le maggioranze di legge, senza osservare il procedimento sopra previsto, in modo da assicurare (i) la presenza di Amministratori indipendenti ex art. 148 TUF nel numero complessivo minimo richiesto dalla normativa pro tempore vigente e (ii) il rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente all'equilibrio tra generi.

Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare, per qualsiasi motivo, uno o più Amministratori tratti da liste presentate da Soci si provvederà ai sensi dell'art. 2386 del Codice Civile, secondo quanto appresso indicato:

a) il Consiglio di Amministrazione procede alla sostituzione nell'ambito degli appartenenti alla medesima lista cui apparteneva l'Amministratore cessato e l'Assemblea delibera, con le maggioranze di legge, rispettando lo stesso criterio;
b) qualora non residuino nella predetta lista candidati non eletti in precedenza ovvero candidati con i requisiti richiesti, o comunque quando per qualsiasi ragione non sia possibile rispettare quanto disposto nella lettera a), il Consiglio di Amministrazione provvede alla sostituzione, così come successivamente provvede l'Assemblea, con le maggioranze di legge senza voto di lista.

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In ogni caso il Consiglio di Amministrazione e l'Assemblea procederanno alla nomina in modo da assicurare (i) la presenza di Amministratori indipendenti nel numero complessivo minimo richiesto dalla normativa pro tempore vigente e (ii) il rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente all'equilibrio tra generi.

L'intera procedura per la nomina degli Amministratori è riportata dall'art. 17 dello Statuto Sociale ed è anche disponibile in apposita sezione del sito web www.itkgroup.it.

4.3. Composizione del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF)

L'attuale Consiglio di Amministrazione è stato nominato dall'Assemblea degli Azionisti del 22 maggio 2024 che ha determinato in dieci (10) il numero dei componenti l'organo amministrativo (come riportato in precedenza, lo Statuto prevede un numero variabile di amministratori tra un minimo di 7 ed un massimo di 11).

La durata in carica è prevista per tre esercizi e quindi fino alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026.

Nel rispetto della procedura di cui all'art. 17 dello Statuto Sociale, sono state presentate le seguenti liste:

  • Lista di Maggioranza presentata dall'azionista di maggioranza Quattroduedue, titolare del 57,11% del capitale ordinario della Società;
  • Lista di minoranza presentata dal socio Navig Sas di Giorgio Zaffaroni, titolare del 2,57% del capitale ordinario della Società.

L'Assemblea aveva approvato la proposta di Quattroduedue a maggioranza, con n. 323.591.560 voti favorevoli pari al 97,425% delle azioni rappresentate in assemblea ed al 70,791% delle azioni aventi diritto al voto; la lista di minoranza aveva ottenuto n. 8.517.609 pari al 2,564% delle azioni rappresentate in assemblea ed all'1,863% delle azioni aventi diritto al voto.

Come già riferito in altra parte della Relazione, sono stati nominati Amministratori i Signori:

  • Diva Moriani, Vincenzo Manes, Marcello Gallo, Ruggero Magnoni, Luca Ricciardi, James Macdonald, Francesca Marchetti, Maria Serena Porcari ed Alessandra Pizzuti sulla base della lista presentata dal socio Quattroduedue SpA;
  • Massimiliano Picardi, tratto dalla lista di minoranza presentata dal socio Navig Sas di Giorgio Zaffaroni.

Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi successivamente alla predetta Assemblea, ha conferito la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione a Diva Moriani e di Vice Presidente a Vincenzo Manes, i quali, in considerazione delle deleghe rispettivamente loro attribuite, ricoprono le funzioni di Amministratori Esecutivi della Società.

Il Consiglio ha altresì accertato il possesso dei requisiti di professionalità ed onorabilità dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e controllo nonché la sussistenza del requisito di indipendenza, di cui all'art. 148, comma 3, del D. Lgs. 58/98 ed dell'art. 2, raccomandazione 7 del Codice di Corporate Governance promosso da Borsa Italiana SpA, in capo ai Consiglieri Francesca Marchetti, Luca Ricciardi e Massimiliano Picardi.

Per quanto riguarda il Consigliere Luca Ricciardi, il Consiglio ha positivamente valutato la sussistenza di detto requisito poiché lo stesso ha sempre mostrato, durante i lavori del Consiglio, indipendenza di giudizio ed elevata professionalità, anche attraverso la richiesta di specifici approfondimenti, indirizzando efficacemente il Consiglio.

Inoltre, Luca Ricciardi, anche attraverso il suo ruolo di Presidente del Comitato, Controllo, Rischi e Sostenibilità e la partecipazione attiva al Comitato Parti Correlate, ha supportato l'indirizzo di detti organi verso le decisioni più adeguate alla tutela degli interessi di tutti gli stakeholders.

La Società non ha ritenuto necessario introdurre limiti quali-quantitativi su eventuali rapporti con gli Amministratori indipendenti, non rientrando nei suoi criteri operativi il conferimento di incarichi professionali o equivalenti ai componenti degli organi sociali.

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Il Consiglio inoltre ha preso atto delle dichiarazioni dei Sindaci effettivi Gianluca Cinti, Alberto Villani e Giovanna Villa e, tenuto conto delle informazioni a propria disposizione, ha accertato, per quanto occorrer possa, il possesso in capo ai medesimi del requisito di indipendenza di cui all'art. 148, comma 3, del D. Lgs. 58/98 ed dell'art. 2, raccomandazione 9 del Codice di Corporate Governance promosso da Borsa Italiana SpA.

Nella stessa riunione, il Consiglio ha istituito il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, costituito dagli Amministratori indipendenti Luca Ricciardi (Presidente) e Francesca Marchetti, e dal Consigliere non esecutivo Alessandra Pizzuti. Era previsto che tale Comitato svolgesse anche la funzione di Comitato per le Operazioni con Parti correlate per le operazioni di minor rilevanza, mentre quelle di maggior rilevanza sarebbero state esaminate da un comitato di soli amministratori indipendenti.

In data 26 settembre 2024, in occasione dell'approvazione della versione aggiornata della Procedura in materia di Operazioni con Parti Correlate, il Consiglio di Amministrazione aveva invece istituito un apposito Comitato per le Operazioni con Parti Correlate costituito dai tre amministratori indipendenti (Luca Ricciardi, Presidente, Francesca Marchetti e Massimiliano Picardi).

Il Consiglio ha ritenuto invece di non procedere alla costituzione di ulteriori comitati.

Il Consiglio di Amministrazione ha confermato, nella funzione di Amministratore incaricato del sistema di controllo interno, il Vice Presidente Vincenzo Manes, ed ha nominato quali componenti dell'Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001 i Signori Fabio Ambrosiani (con funzioni di Presidente), Elena Pagliarani e Vittorio Gennaro, quest'ultimo nominato anche quale responsabile della funzione di Internal Audit.

Infine, il Consiglio ha confermato quale Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Giuseppe Mazza, confermando lo stesso anche quale Segretario del Consiglio.

In tale occasione i consiglieri hanno altresì ritenuto adeguato al business caratteristico della Società tanto il bagaglio di competenze, esperienze e caratteristiche professionali dei singoli membri del Consiglio, quanto la dimensione, la composizione e il funzionamento del Consiglio medesimo e dei suoi comitati, anche con riferimento all'applicazione di criteri di diversità.

Agli Amministratori è richiesto di evidenziare tempestivamente il venir meno del requisito della onorabilità di cui all'art. 147 quinquies del TUF.

Per quanto a conoscenza della Società, nessuno dei componenti il Consiglio di Amministrazione e/o degli altri dirigenti con responsabilità strategiche del Gruppo ha, negli ultimi cinque anni, riportato condanne in relazione a reati di frode, ne è stato associato nell'ambito dell'assolvimento dei propri incarichi a procedure concorsuali, amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa, né, infine, è stato soggetto ad incriminazioni ufficiali e/o sanzioni da parte di autorità pubbliche o di regolamentazione (comprese le associazioni professionali designate) od a provvedimenti di interdizione da parte di un tribunale dalla carica di membro degli organi di amministrazione, di direzione o di vigilanza della Società o dallo svolgimento di attività di direzione e di gestione di qualsiasi emittente.

Le caratteristiche personali e professionali di ciascun Amministratore sono illustrate nei curricula depositati presso la sede sociale e disponibili sul sito istituzionale dell'Emittente nella sezione Governance/Organi Sociali (https://www.itkgroup.it/it/organisociali).

Per ulteriori dettagli si veda la Tabella 4.2 allegata alla presente Relazione, in cui sono riportati i nominativi di ciascun componente il Consiglio in carica, con specificazione della carica rivestita, dell'anno di nascita, dell'anzianità di carica, della lista da cui è stato tratto, della qualifica di Amministratore esecutivo, Amministratore non esecutivo e di Amministratore Indipendente, delle presenze alle riunioni del Consiglio e dei Comitati nel corso dell'Esercizio, nonché del numero degli incarichi di amministrazione e controllo attualmente ricoperti in altre società quotate in mercati regolamentati, in società finanziarie, bancarie o assicurative o di rilevanti dimensioni.

I nominativi degli Amministratori sono tradizionalmente riportati all'inizio dei fascicoli predisposti in occasione delle Assemblee della Società nonché della pubblicazione del bilancio e della relazione finanziaria semestrale.

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Si ricorda che, come illustrato nella precedente Relazione per l'esercizio 2024, la dr.ssa Alessandra Pizzuti, in data 20 novembre 2024, aveva rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Consigliere, per motivi personali contingenti.

Le dimissioni, ai sensi dell'art. 2385 c.c., avevano effetto immediato.

Successivamente, il Consiglio di Amministrazione, in data 24 gennaio 2025, preso atto della avvenuta cessazione dei motivi personali contingenti che ne avevano determinato le dimissioni, aveva integrato la propria composizione, anche nel rispetto delle quote di genere, con la nomina mediante cooptazione del predetto Consigliere Alessandra Pizzuti, che era stata nominata altresì componente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità.

In data 15 maggio 2025, l'Assemblea della Società, ai sensi dell'art. 2386, comma 1, c.c., ha nominato, su proposta individuale di deliberazione presentata dal socio Quattroduedue SpA, la dr.ssa Pizzuti quale nuovo amministratore della Società, ad integrazione dell'organo amministrativo, composto da n. 10 membri, così come deliberato dall'Assemblea ordinaria del 22 maggio 2024.

La dott.ssa Alessandra Pizzuti resterà in carica per la residua durata del Consiglio di Amministrazione e quindi fino alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2026.

Alla data della presente Relazione il Consiglio di Amministrazione è composto da n. 10 Amministratori, di cui n. 9 nominati sulla base della lista e della successiva proposta individuale presentata da Quattroduedue e n. 1 tratto dalla lista di minoranza, nelle persone di: Diva Moriani (Presidente con poteri esecutivi), Vincenzo Manes (Vice Presidente con poteri esecutivi), Marcello Gallo, James Macdonald, Ruggero Magnoni, Francesca Marchetti, Massimiliano Picardi, Alessandra Pizzuti, Maria Serena Porcari e Luca Ricciardi.

Criteri e politiche di diversità

La Società non ha, alla data della presente Relazione, applicato specifici criteri di diversità, anche di genere, né ha provveduto all'adozione di una politica di diversità per il Consiglio di Amministrazione poiché ritiene sufficiente ai fini di un'adeguata composizione dell'organo di amministrazione il rispetto dei requisiti previsti dalle disposizioni normative e regolamentari pro-tempore vigenti, nonché di quanto previsto dallo Statuto sociale.

In particolare, con riferimento alle disposizioni in tema di cosiddette "quote rosa", come da ultimo modificate dalla Legge 27 dicembre 2019 n. 160, e applicabili a decorrere dal primo rinnovo degli Organi di amministrazione e controllo dell'Emittente successivo al 1° gennaio 2020, data di entrata in vigore della predetta legge, si segnala che:

  • ai sensi dell'art. 147-ter, comma 1-ter, del TUF, il riparto degli amministratori deve essere effettuato in base a un criterio che assicuri l'equilibrio tra i generi; il genere meno rappresentato deve ottenere almeno due quinti degli amministratori eletti;
  • ai sensi dell'art. 17 dello Statuto sociale, nella composizione del Consiglio di Amministrazione deve essere assicurato l'equilibrio tra il genere maschile ed il genere femminile nel rispetto delle applicabili disposizioni di legge e regolamentari pro-tempore vigenti.

Si segnala che al Consiglio di Amministrazione attualmente in carica si applica il vigente art. 147-ter, comma 1-ter, del TUF, ai sensi del quale il genere meno rappresentato deve ottenere almeno due quinti degli amministratori eletti.

Alla data della presente Relazione e nel rispetto delle citate disposizioni, il Consiglio di Amministrazione della Società annovera quattro consiglieri di genere femminile su dieci, in linea con quanto previsto dalla norma in vigore.

Tale rappresentanza è inoltre assicurata anche nel Collegio Sindacale da un Sindaco Effettivo e da un Supplente, nominati in occasione del rinnovo delle cariche sociali nel 2024.

Si segnala che l'Emittente non ha adottato nel corso dell'Esercizio specifiche misure finalizzate alla promozione della parità di trattamento e di opportunità tra i generi all'interno dell'azienda. Ciò premesso,

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l'Emittente ritiene che l'attuale organizzazione aziendale, oggetto di costante monitoraggio da parte dell'Emittente medesimo, permetta il raggiungimento dei predetti obiettivi.

Cumulo massimo agli incarichi ricoperti in altre società

Il Consiglio di Amministrazione ritiene di non limitare in via discrezionale il numero di incarichi che ciascun Amministratore può ricoprire, fermo restando il dovere di ciascun Consigliere di valutare la compatibilità delle cariche di Amministratore e Sindaco rivestite in altre società quotate in mercati regolamentati e fatti comunque salvi i diritti di legge e regolamentari, e ciò con riguardo:

  • alla qualifica personale e professionale dei propri componenti;
  • al numero ed alla rilevanza degli incarichi sopra dettagliati;
  • alla elevata partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione dei propri componenti.

Nel corso dell'Esercizio, nella seduta tenutasi in data 14 aprile 2025, il Consiglio, sulla base delle informazioni ricevute, all'esito della verifica degli incarichi ricoperti dai propri Consiglieri in altre società, ha ritenuto che il numero e la qualità degli incarichi rivestiti non interferisca e sia, pertanto, compatibile con un efficace svolgimento dell'incarico di Amministratore nell'Emittente.

Sulla base delle informazioni ricevute dagli Amministratori e in linea con le previsioni del Codice, si rimanda alla Tabella 4.2b allegata alla presente Relazione per l'elenco degli incarichi di amministrazione e controllo ricoperti dagli Amministratori in carica in società per azioni (comprese quelle quotate in mercati regolamentati, anche esteri), in società in accomandita per azioni ed in società a responsabilità limitata.

Induction Programme

La Società, in considerazione

a) dell'elevata professionalità degli Amministratori,
b) dell'esperienza pluriennale maturata dalla quasi totalità degli Amministratori nel settore di attività in cui l'Emittente opera, nonché
c) dell'ampia informativa fornita da parte del Presidente e del Vice Presidente nel corso delle riunioni consiliari in relazione ad eventuali aggiornamenti normativi di interesse per la Società ed in ragione
d) delle notizie, dati e documenti che vengono periodicamente messi a disposizione degli amministratori stessi nelle varie riunioni del Consiglio in cui vengono fornite le informazioni in ordine all'andamento dei business del gruppo o assunte deliberazioni di natura strategica,

non ha ritenuto necessario promuovere nel corso dell'Esercizio ulteriori iniziative ad hoc finalizzate ad accrescere la conoscenza degli Amministratori del settore di attività della Società, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione nonché del quadro normativo di riferimento (c.d. "induction programme").

4.4. Funzionamento del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF)

Nel corso del 2025 il Consiglio di Amministrazione si è riunito 5 volte, con una durata media delle riunioni del Consiglio di Amministrazione è stata di circa un'ora.

Nell'esercizio in corso il Consiglio di Amministrazione si è riunito 2 volte.

E' prassi che la documentazione relativa agli argomenti all'ordine del giorno venga portata a conoscenza degli Amministratori e dei Sindaci in anticipo rispetto ad ogni riunione, utilizzando un'apposita piattaforma dedicata, fornita da un provider esterno di primario standing, che garantisce la riservatezza dei dati e la tracciabilità degli accessi.

Con riferimento alla Raccomandazione 12.c), si segnala che partecipa costantemente alle riunioni del Consiglio, il Segretario nonché Dirigente Preposto, Giuseppe Mazza, il quale svolge anche la mansione di Direttore Amministrativo della Società.


In determinate riunioni consiliari possono partecipare, su invito del Presidente, anche altri dirigenti della Società e/o del Gruppo e professionisti incaricati di assistere la Società su particolari tematiche o specifiche operazioni.

Il calendario delle riunioni di Consiglio viene comunicato a Borsa Italiana non appena disponibile, e comunque entro il 30 gennaio, ed è anche reso disponibile sul sito della Società www.itkgroup.it.

Il Presidente ha per Statuto (art. 20) la legale rappresentanza, anche in giudizio, della Società, oltre che la firma sociale. Agli altri amministratori compete la rappresentanza sociale nei limiti dei poteri loro conferiti.

Con riferimento alla Raccomandazione 1.a) del Codice, al Consiglio sono riservati l'esame e l'approvazione dei piani strategici, industriali e finanziari e del sistema di governo societario.

KME Group esercita attività di direzione e coordinamento su alcune delle sue controllate ed in particolare su KMH SpA, come comunicato, ai sensi dell'art. 2497-bis c.c..

Il Consiglio di Amministrazione, inoltre, assume ogni determinazione in ordine all'attribuzione ed alla revoca di deleghe agli amministratori esecutivi.

Il Consiglio valuta il generale andamento della gestione in occasione dell'esame delle relazioni periodiche, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dagli organi delegati.

Al Consiglio sono riservati:

  • l'esame e l'approvazione preventivi delle operazioni della Società, quando tali operazioni abbiano ad oggetto partecipazioni, aziende o rami di azienda per un valore, per singola operazione, eccedente Euro 20 milioni;
  • la sottoscrizione di prestiti obbligazionari anche convertibili emessi da società e/o enti nazionali od esteri di ammontare superiore ad Euro 20 milioni;
  • l'esame e l'approvazione preventiva delle operazioni della Società, quando siano svolte con parti correlate: (i) non ricadenti tra quelle ritenute esenti dall'applicazione della specifica procedura relativa alle operazioni con parti correlate e (ii) di ammontare superiore ad Euro 5 milioni;
  • la sottoscrizione di contratti di permuta, di acquisto o di vendita, anche a termine nonché di riporto, per importo superiore ad Euro 30 MIn, per ogni singola operazione, aventi ad oggetto titoli e strumenti finanziari di qualsiasi natura, quotati e costituenti disponibilità finanziaria; contratti di compravendita di opzioni relative a tali titoli per un importo superiore ad Euro 30 milioni per singola operazione calcolato sul capitale di riferimento;
  • l'acquisto, la vendita, la permuta ed il conferimento in società od enti costituiti o costituendi, di beni immobili di qualsiasi genere e natura, ovunque situati, eccedenti il valore di Euro 20 milioni per ciascun atto.

Si precisa che i poteri per importi inferiori a quelli di esclusiva competenza del Consiglio sono stati conferiti al Presidente ed al Vice Presidente.

Con cadenza semestrale il Consiglio esamina la relazione prodotta dal Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, in cui vengono forniti gli esiti delle verifiche dallo stesso effettuate ed il proprio giudizio in ordine alla adeguatezza del sistema di controllo interno della Società.

In occasione delle riunioni del 17 settembre 2025 e del 27 aprile 2026, il Consiglio ha esaminato il giudizio espresso al riguardo dal predetto Comitato che è stato positivo.

Per le informazioni sulla politica di remunerazione adottata dalla Società e sui compensi percepiti dagli Amministratori e dai dirigenti strategici si rinvia alla apposita Relazione sulla Remunerazione resa disponibile sul sito web della Società (www.itkgroup.it) nei termini e con le modalità di legge e di regolamento.

Per quanto concerne la gestione dei conflitti di interesse e le operazioni con parti correlate della Società e del gruppo di cui la stessa è a capo, si rinvia a quanto verrà illustrato al riguardo nel successivo capitolo 10.

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Si precisa che non esistono delibere assembleari che prevedano deroghe al divieto di concorrenza previsto a carico degli Amministratori dall'art. 2390 del Codice civile.

4.5. Ruolo del Presidente

Il Presidente, ai sensi dell'art. 20 dello Statuto Sociale, al quale si rinvia per maggior dettaglio, è il legale rappresentante della Società ed ha il potere di rappresentarla nei confronti dei terzi e in giudizio.

Diva Moriani è stata nominata Presidente dal Consiglio di Amministrazione del 22 maggio 2024 che le ha conferito, in coerenza con le direttive e le strategie decise dal Consiglio di Amministrazione, i poteri per quanto attiene alla gestione dell'attività della Società nell'area amministrativa, finanziaria, del controllo, legale, fiscale, assicurativa, delle risorse umane e dell'information technology, nonché nell'area delle attività industriali, commerciali e dei servizi. Per tali attività ha potere di indirizzo e coordinamento nei confronti di tutte le società del Gruppo tramite i rispettivi soggetti operativi e sempre nei limiti delle linee strategiche decise dal Consiglio di Amministrazione.

Nell'esercizio di tali poteri, il Presidente può stabilire regolamenti per i vari servizi interni, attribuire responsabilità e nominare procuratori, attribuendo loro i relativi poteri con firma singola o con firma congiunta a quella di altro procuratore, nonché dare ordini e disposizioni per l'organizzazione della Società ed il suo funzionamento.

Sono previsti limiti di valore per l'esercizio delle deleghe compresi tra Euro 5 milioni ed Euro 15 milioni.

4.6. Consiglieri Esecutivi

Il Consiglio di Amministrazione ha nominato Vincenzo Manes come Vice Presidente attualmente in carica.

Al Vice Presidente Vincenzo Manes è stata conferita la legale rappresentanza della Società ed ha il potere di rappresentarla nei confronti dei terzi e in giudizio nonché per quanto attiene all'esercizio dei poteri attribuitigli.

Compete al Vice Presidente il potere di indirizzo, coordinamento e controllo della comunicazione esterna, in ogni forma, compresa quella nei confronti degli azionisti.

In particolare, ed in maniera esemplificativa, al Vice Presidente spettano, in coerenza con le direttive e le strategie decise dal Consiglio di Amministrazione, i poteri per quanto attiene alla gestione dell'attività della Società nell'area amministrativa, finanziaria, del controllo, legale, fiscale, assicurativa, delle risorse umane e dell'information technology, nonché nell'area delle attività industriali, commerciali e dei servizi; per tali attività ha potere di indirizzo e coordinamento nei confronti di tutte le società del Gruppo tramite i rispettivi soggetti operativi e sempre nei limiti delle linee strategiche decise dal Consiglio di Amministrazione.

Nell'esercizio di tali poteri, il Vice Presidente potrà stabilire regolamenti per i vari servizi interni, attribuire responsabilità e nominare procuratori, attribuendo loro i relativi poteri con firma singola o con firma congiunta a quella di altro procuratore, nonché dare ordini e disposizioni per l'organizzazione della Società ed il suo funzionamento.

Sono previsti limiti di valore per l'esercizio delle deleghe compresi tra Euro 5 milioni ed Euro 30 milioni.

Il Consiglio di Amministrazione non ha ritenuto opportuno costituire un Comitato Esecutivo, riservando al Presidente Diva Moriani ed al Vice Presidente Vincenzo Manes i necessari poteri.

Non vi sono altri consiglieri muniti di deleghe gestionali o comunque da considerarsi esecutivi ai sensi di quanto previsto dal Codice.

Si segnala comunque che al Direttore Amministrativo, Giuseppe Mazza, sono stati attribuiti dal Presidente, con procura speciale in data 19 dicembre 2012, successivamente integrata in data 29 luglio 2014, poteri di ordinaria amministrazione da esercitarsi con firma singola, per operazioni con limiti di valore tra Euro 100 mila ed Euro 500 mila.

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Come meglio dettagliato nel capitolo 10 per la parte dedicata alle operazioni con parti correlate, il Consiglio di Amministrazione ha attribuito al Presidente ed al Vice Presidente specifici poteri al riguardo.

Gli Amministratori esecutivi informano periodicamente il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo effettuate dalla Società e dalle sue controllate.

Come già sottolineato, tale informativa contribuisce ad accrescere la conoscenza da parte degli Amministratori e dei Sindaci della realtà e delle dinamiche aziendali.

Segretario del Consiglio

Ai sensi dell'art. 20 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione ha facoltà di designare un Segretario, fra persone estranee.

Il Segretario del Consiglio supporta l'attività del Presidente (sopra riportata) e lo coadiuva nell'organizzazione delle riunioni, nella trasmissione dell'informativa pre-consiliare e in generale dei flussi informativi e nella verbalizzazione delle riunioni.

Il Segretario fornisce – con imparzialità di giudizio – assistenza e consulenza all'organo di amministrazione su ogni aspetto rilevante per il corretto funzionamento del sistema di governo societario.

Il Consiglio ha nominato quale proprio Segretario, per l'intera sua durata in carica, Giuseppe Mazza, Direttore Amministrativo.

4.7. Amministratori indipendenti e Lead Independent Director

Amministratori indipendenti

Fanno parte dell'attuale Consiglio di KME Group n. 3 (tre) amministratori indipendenti.

Nel rispetto di quanto previsto dalla Raccomandazione 5 del Codice, come pure nel rispetto degli artt. 147 ter, comma 4, e 148, comma 3, del TUF, nonché della comunicazione Consob n. DEM/9017893 del 26 febbraio 2009, per gli Amministratori Francesca Marchetti, Luca Ricciardi e Massimiliano Picardi viene confermato il mantenimento della loro qualifica di "Amministratori Indipendenti" ai sensi delle predette disposizioni, valutazione condivisa anche per il 2025 dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale.

Per quanto riguarda il Consigliere Luca Ricciardi, come già in precedenza indicato, il Consiglio ha positivamente valutato la sussistenza di detto requisito poiché lo stesso ha sempre mostrato, durante i lavori del Consiglio, indipendenza di giudizio ed elevata professionalità, anche attraverso la richiesta di specifici approfondimenti, indirizzando efficacemente il Consiglio.

Inoltre, Luca Ricciardi, anche attraverso il suo ruolo di Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e del Comitato Parti Correlate, ha supportato l'indirizzo di detti organi verso le decisioni più adeguate alla tutela degli interessi di tutti gli stakeholders.

Si ricorda che la valutazione viene effettuata alla data delle rispettive nomine assembleari e quindi ripetuta nell'ambito delle procedure per l'approvazione del bilancio dell'esercizio chiuso il 31 dicembre.

Si evidenzia inoltre che la Società ha ritenuto sufficiente il numero di tre amministratori indipendenti, in considerazione della loro professionalità, autonomia e dell'elevato contributo alla discussione in seno al Consiglio di Amministrazione.

Si segnala, infine, che gli amministratori indipendenti si riuniscono almeno una volta all'anno, anche con la partecipazione ai lavori del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

Lead Independent Director

La Raccomandazione 14 del Codice sottolinea l'importanza della nomina di un Lead Independent Director da parte del Consiglio di Amministrazione in presenza di particolari situazioni legate al controllo della società ed ai poteri attribuiti al Presidente del Consiglio di Amministrazione.

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Diva Moriani non ha alcuna partecipazione significativa in KME Group.

Inoltre, sono stati opportunamente valutati anche i seguenti elementi:

  • il frazionamento delle deleghe sociali in capo non solo al Presidente, ma anche al Vice Presidente esecutivo, in via disgiunta tra loro;
  • la composizione del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità formato prevalentemente da Amministratori indipendenti, che si possono convocare e riunire autonomamente, anche al di fuori delle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

In ragione di tali considerazioni, il Consiglio di Amministrazione non ha ritenuto di procedere alla nomina del c.d. “lead independent director” al fine del coordinamento delle eventuali istanze e contributi degli Amministratori non esecutivi.

5. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE

Procedura per il trattamento delle Informazioni Privilegiate

Desiderando evidenziare che la comunicazione al mercato degli “eventi societari” deve essere tempestiva, completa, adeguata e non selettiva, la Società ha adottato nel 2002 il “Codice di Comportamento in materia di informazione societaria su fatti rilevanti”, accogliendo le sollecitazioni in tal senso del “Codice” e dando una evidenza formale ai principi contenuti nella “Guida per l’informazione al mercato”.

Con detto provvedimento, oggetto di successivi interventi, il Consiglio ha inteso dotarsi di una procedura per il trattamento delle informazioni privilegiate, al fine di monitorare l’accesso e la circolazione delle informazioni privilegiate prima della loro diffusione al pubblico, di assicurare il rispetto degli obblighi di riservatezza previsti dalle disposizioni di legge e di regolamento, nonché allo scopo di regolare la gestione interna e la comunicazione all’esterno delle predette informazioni.

Le successive innovazioni introdotte nella legislazione in materia di informazione societaria nel TUF, nonché da CONSOB a livello regolamentare e quindi da Borsa Italiana SpA, hanno portato a varie revisioni.

In particolare, ricordiamo la nuova formulazione dell’art. 114 del TUF e, nel rispetto del successivo art. 115-bis, la conseguente individuazione delle persone, i c.d. “soggetti rilevanti”, che hanno accesso alle c.d. “informazioni privilegiate”, e la costituzione del relativo Registro con decorrenza dal 1° aprile 2006, strutturato in un format elettronico.

La procedura richiama prima di tutto gli Amministratori ed i Sindaci al rispetto della riservatezza delle informazioni privilegiate, principio esteso agli altri soggetti che per le loro funzioni possono ugualmente accedervi, riservando poi il loro trattamento a persone consapevoli della rilevanza della materia ed a conoscenza degli adempimenti e delle procedure in materia richiesti da CONSOB e da Borsa Italiana SpA.

Come anche riportato nel testo dell’art. 115-bis del TUF, la sua applicazione è riferita ai soggetti controllati dall’emittente quotato, escludendo quindi i soggetti controllanti.

La procedura in commento è in costante aggiornamento in funzione delle modifiche normative e/o regolamentari tempo per tempo introdotte, al fine di renderla ancora più adeguata ai diversi business del gruppo.

La versione attualmente in vigore è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione del 26 settembre 2024.

La comunicazione all’esterno di informazioni privilegiate è effettuata mediante comunicati stampa – o altri mezzi idonei ai sensi di legge – il cui contenuto è approvato dal Presidente.

Di norma, ove possibile, i testi dei comunicati, approvati in bozza, vengono condivisi con i Consiglieri e i Sindaci in occasione delle relative riunioni del Consiglio.

I testi dei comunicati, una volta approvati dai competenti organi societari, vengono divulgati senza indugio a cura dei responsabili delle funzioni amministrative, in conformità con le disposizioni di volta in

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volta vigenti, anche mediante tempestiva pubblicazione sul sito internet dell'Emittente, dove rimarranno disponibili per il tempo minimo previsto dalle predette disposizioni.

Ai fini che precedono, la Società potrà avvalersi di soggetti terzi secondo le modalità previste dalle vigenti disposizioni.

Gli Amministratori, i Sindaci, i collaboratori e tutti i dipendenti dell'Emittente e dei soggetti controllati sono tenuti a mantenere la riservatezza sulle informazioni privilegiate acquisite nello svolgimento dei loro compiti.

I soggetti predetti sono tenuti a dare immediata comunicazione anche di tutte le informazioni per le quali sussistano ragionevoli dubbi circa la natura di informazioni privilegiate, e ad osservare i medesimi obblighi di riservatezza sopra indicati, fino al momento in cui la natura di informazioni privilegiate non sia venuta meno o sia stata esclusa.

Il Presidente valuta la rilevanza delle informazioni ricevute e, qualora le ritenga Informazioni Privilegiate, ovvero abbia dubbi in proposito, predispone immediatamente, insieme al responsabile della funzione amministrativa, uno o più comunicati stampa.

L'Emittente può ritardare la comunicazione al pubblico delle Informazioni Privilegiate, anche inerenti i soggetti controllati, quando si è in presenza delle seguenti condizioni:

  • la comunicazione immediata pregiudicherebbe probabilmente i legittimi interessi dell'Emittente;
  • il ritardo nella comunicazione probabilmente non avrebbe l'effetto di fuorviare il pubblico;
  • l'Emittente è in grado di garantire la riservatezza di tali informazioni.

La valutazione della sussistenza delle predette circostanze è rimessa al Presidente.

La procedura per il trattamento delle informazioni privilegiate è portata a conoscenza di tutti gli Amministratori, i Sindaci, i collaboratori e i dipendenti dell'Emittente e dei soggetti controllati con mezzi idonei.

Registro delle persone che hanno accesso ad informazioni privilegiate

Con particolare riferimento all'obbligo per gli emittenti quotati di istituire e gestire un registro delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate ai sensi di quanto previsto dall'art. 18 del Regolamento (UE) n. 596/2014 e nei regolamenti di esecuzione, la procedura per il trattamento delle informazioni privilegiate adottata dall'Emittente prevede l'istituzione di un registro dei soggetti informati (il "Registro") la cui gestione è affidata al Dirigente Preposto della Società.

Per ciascun soggetto avente accesso, su base regolare od occasionale, ad informazioni privilegiate in ragione dell'attività lavorativa o professionale ovvero delle funzioni svolte per conto dell'Emittente, il Registro contiene i dati identificativi e le ulteriori informazioni richieste dalla normativa pro tempore vigente riferite ai Soggetti Informati iscritti nel Registro.

Il Registro deve essere aggiornato qualora cambi la ragione dell'iscrizione di un soggetto informato, ovvero quando un nuovo soggetto informato debba essere iscritto, ovvero quando occorra annotare che un soggetto informato non ha più accesso ad informazioni privilegiate.

Le informazioni contenute nel Registro devono essere conservate per almeno 5 (cinque) anni successivi al venir meno delle circostanze che ne hanno determinato l'iscrizione o l'aggiornamento.

Il soggetto responsabile della tenuta del Registro comunica tempestivamente ai Soggetti Informati la loro iscrizione nel Registro ed ogni aggiornamento delle informazioni che li riguardino, nonché gli obblighi derivanti dall'aver accesso alle informazioni privilegiate e le sanzioni relative (i) agli illeciti dell'abuso di informazioni privilegiate e della manipolazione del mercato e, più in generale, (ii) alla diffusione non autorizzata di informazioni privilegiate.

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Internal Dealing

Con decorrenza dal 1° aprile 2006 ed a seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni in materia di internal dealing introdotte nell'ordinamento dalla Legge 18 aprile 2005 n. 62 e dalle conseguenti modifiche contenute nel Regolamento Emittenti, l'Emittente si è dotato di uno specifico “Codice di Comportamento sull'Internal Dealing” (in seguito, poi, definita come “Procedura di Internal Dealing”), avente ad oggetto la disciplina degli obblighi informativi inerenti le operazioni su strumenti finanziari emessi dall'Emittente o altri strumenti finanziari ad essi collegati effettuate dai c.d. “soggetti rilevanti” e/o dalle persone ad essi strettamente legate, ai fini di assicurare la necessaria trasparenza e omogeneità informativa nei confronti del mercato.

La Procedura di Internal Dealing costantemente aggiornata nel corso degli anni in ragione dei successivi provvedimenti normativi in materia, anche in attuazione della disciplina contenuta nell'articolo 114, settimo comma del TUF, nonché nell'art. 19 del Regolamento (UE) n. 596/2014 e nei relativi regolamenti di esecuzione, è stata modificata da ultimo in data 26 settembre 2024.

La suddetta Procedura di Internal Dealing, disponibile sul sito internet dell'Emittente alla pagina https://www.itkgroup.it/it/internaldealing, oltre ad individuare i c.d. “soggetti rilevanti”, definendone gli obblighi di comportamento e di informazione e il “soggetto preposto” al ricevimento, alla gestione e alla diffusione delle informazioni stesse, pone il divieto al compimento delle operazioni sugli strumenti finanziari della Società nei seguenti periodi: nei 30 (trenta) giorni antecedenti la data prevista per l'approvazione del progetto di bilancio di esercizio; nei 30 (trenta) giorni antecedenti la data prevista per l'approvazione della relazione finanziaria semestrale (c.d. “black out periods”). Tale divieto è divenuto obbligatorio per i “soggetti rilevanti” con l'entrata in vigore del Regolamento Europeo 596/2014 (c.d. MAR).

Le comunicazioni relative alle operazioni rilevanti ai sensi della disciplina dell'Internal Dealing compiute nel corso dell'Esercizio sono state rese note al mercato nel rispetto della Procedura di Internal Dealing e sono disponibili sul sito istituzionale dell'Emittente alla pagina https://www.itkgroup.it/it/internaldealing.

Nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazione, le partecipazioni detenute nella Società e nelle sue controllate dagli Amministratori e dai Sindaci, nonché dei dirigenti strategici della Società e del Gruppo, sono riportate nella Relazione sulla Remunerazione alla quale si fa dunque rinvio.


Il Consiglio di Amministrazione, nella sua riunione del 14 settembre 2012, ha tra l'altro deciso di avvalersi della deroga prevista dagli artt. 70, comma VIII, e 71-bis del Regolamento Emittenti che dà facoltà alla società di essere esentata dall'obbligo di mettere a disposizione del pubblico un Documento Informativo in caso di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimenti di beni in natura, acquisizioni e cessioni.

Si evidenzia che il 18 marzo 2016 è entrata in vigore la Direttiva Transparency (Decreto Legislativo 25/2016) che ha, tra l'altro, modificato il n. 2 dell'art. 154-ter del TUF, eliminando l'obbligo di pubblicazione del Resoconto Intermedio di Gestione e concedendo un maggior termine per l'approvazione della Relazione Semestrale consolidata che deve essere diffusa quanto prima possibile e comunque entro 3 mesi dalla chiusura del semestre.

Sono stati conferiti appositi poteri a Consob per stabilire, con proprio regolamento, l'eventuale obbligo di pubblicazione di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive. Al termine di una consultazione pubblica, Consob ha definito di non prevedere obblighi aggiuntivi lasciando alle singole società emittenti la scelta sulla pubblicazione o meno di detti aggiornamenti.

In considerazione di ciò, a partire dalla relazione sul primo trimestre 2016 la Società ha deciso di non procedere alla pubblicazione dei successivi resoconti intermedi di gestione al 31 marzo ed al 30 settembre. Sono comunque oggetto di tempestiva comunicazione le informazioni price sensitive.

A seguito dell'entrata in vigore della citata direttiva Transparency e del MAR, la Società, dopo attenta analisi, ha adeguato le proprie procedure sull'internal dealing e sull'informativa privilegiata.


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6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETT.D), TUF)

Per le ragioni già illustrate in precedenza e ribadite nel prosieguo della presente Relazione, la Società non ha istituito Comitati che assommino in sé più funzioni.

Il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità è composto dagli Amministratori Luca Ricciardi (Presidente), Francesca Marchetti e Alessandra Pizzuti.

I primi due componenti sono Amministratori indipendenti la cui esperienza professionale, anche in materia contabile e finanziaria e di gestione dei rischi, è stata ritenuta dal Consiglio di Amministrazione adeguata all'incarico.

Il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità ha il compito di supportare, con una adeguata attività istruttoria, le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione con riferimento al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nonché quelle sulla approvazione delle relazioni finanziarie periodiche.

Svolge, inoltre, attività di supporto in ordine alla conformità delle procedure in materia di operazioni con parti correlate, alle disposizioni legislative e regolamentari applicabili nonché sulla loro osservanza.

Per il maggiore dettaglio relativo all'attività di detto Comitato, si rinvia al successivo capitolo 10.

La Società ha deciso, a partire dal 19 giugno 2015, di non istituire il Comitato per la Remunerazione, dotandosi di adeguate procedure per la determinazione della remunerazione degli amministratori esecutivi, come meglio illustrato nel successivo capitolo 8 e nella Relazione sulla Remunerazione, cui si fa rinvio.

Il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità fissa le linee di indirizzo e di verifica del sistema del controllo interno teso all'individuazione ed alla gestione dei principali rischi aziendali, e in tale ambito:

  • assiste il Consiglio di Amministrazione nell'espletamento dei compiti allo stesso affidati in materia di controllo interno e gestione dei rischi;
  • valuta, unitamente al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili ed ai revisori, il corretto utilizzo dei principi contabili e la loro omogeneità anche ai fini della redazione del bilancio consolidato;
  • esprime pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali nonché alla progettazione, realizzazione e gestione del sistema di controllo interno;
  • esamina il piano di lavoro nonché le relazioni periodiche predisposti dalla funzione di internal audit;
  • monitora l'autonomia, l'adequatezza, l'efficacia, e l'efficienza della funzione di internal audit;
  • può chiedere alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Collegio Sindacale;
  • riferisce al Consiglio, almeno semestralmente, in occasione della relazione finanziaria annuale e semestrale, sull'attività svolta nonché sulla adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
  • supporta, con adeguata attività istruttoria, le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative alla gestione di rischi derivanti da fatti pregiudizievoli di cui il Consiglio di Amministrazione sia venuto a conoscenza.

Il Comitato ha accesso alle informazioni aziendali necessarie per lo svolgimento delle sue funzioni.

Alle sue riunioni sono invitati il Presidente Diva Moriani e il Vice Presidente Vincenzo Manes, quest'ultimo anche nella sua qualità di Amministratore Incaricato, e l'intero Collegio Sindacale.

Il Comitato si è riunito 4 volte nel 2025 (6 nel precedente esercizio), e la partecipazione dei suoi componenti è stata pari al 100%.

Alle riunioni, oggetto di verbalizzazione, ha sempre partecipato almeno un componente del Collegio Sindacale.


Nel corso del corrente esercizio, si è riunito 1 volta; non è previsto un calendario per le sue prossime riunioni.

Per l'assolvimento dei propri compiti, non sono state messe a disposizione del Comitato specifiche risorse finanziarie, potendo questo utilizzare, all'occorrenza, le strutture della Società o far ricorso al supporto di consulenti esterni di propria fiducia, a spese della Società.

Nel rispetto del Codice, il Consiglio di Amministrazione ritiene che il sistema di controllo interno della Società sia adeguato a presidiare i rischi tipici delle principali attività esercitate ed in grado di garantire la salvaguardia del patrimonio sociale, l'efficienza e l'efficacia delle operazioni aziendali, l'affidabilità dell'informazione finanziaria nonché il rispetto di leggi e di regolamenti.

7. AUTOVALUTAZIONE E SUCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI – COMITATO NOMINE

7.1 Autovalutazione e Successione degli Amministratori

Tenuto conto di quanto previsto dall'art. 147 ter comma 4 del TUF ed anche con riferimento alle disposizioni di cui alla Raccomandazione 22 del Codice, il Consiglio di Amministrazione ritiene la propria composizione, sia sotto l'aspetto numerico che professionale, sia anche in considerazione della presenza di tre Amministratori indipendenti, adeguata alle dimensioni dell'azienda ed alle problematiche da affrontare (con riferimento al Principio VI - Raccomandazione 5 del Codice); analoga considerazione viene estesa nei confronti dei Comitati costituiti.

Il Consiglio di Amministrazione ritiene adeguato l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della Società e delle società controllate aventi rilevanza strategica, con particolare riferimento al sistema del controllo interno ed alla gestione dei conflitti di interesse.

La presenza di Amministratori esecutivi provvisti di una specifica ed approfondita esperienza professionale multidisciplinare nelle materie di carattere finanziario, industriale ed amministrativo consente di "coprire" in maniera adeguata la parte più significativa dell'attività aziendale.

Gli Amministratori non esecutivi, a loro volta, apportano un sicuro contributo in termini di professionalità ed esperienza al Consiglio di Amministrazione ed ai Comitati di cui fanno parte.

La Società non ha adottato piani per la successione degli amministratori esecutivi, non ritenuti necessari in ragione della composizione dell'azionariato e dell'assetto delle deleghe.

Anche per quanto concerne gli orientamenti agli azionisti sulle figure professionali che debbano essere presenti in Consiglio si è ritenuto che la composizione, l'esperienza e l'attenzione degli azionisti di controllo della Società non richiedano la formulazione di detti orientamenti su aspetti di cui tali azionisti hanno completa conoscenza.

7.2 Comitato Nomine

Il Comitato per le Nomine non è stato istituito, in quanto, richiamando le disposizioni della Raccomandazione 5, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto che gli Amministratori indipendenti, pari numericamente ad oltre un quarto dei componenti il Consiglio di Amministrazione, siano caratterizzati da un rilevante livello di autorevolezza ed autonomia decisionale e che abbiano una adeguata conoscenza delle strutture della Società e del Gruppo.

Conseguentemente, il Consiglio di Amministrazione ritiene che:

  • i pareri in merito alla dimensione ed alla composizione del Consiglio di Amministrazione;
  • le proposte per la nomina di candidati alla carica di amministratore in caso di cooptazione ove occorra sostituire amministratori indipendenti;
  • la predisposizione di un eventuale piano per la successione di amministratori esecutivi;

possano essere discussi e decisi nell'ambito delle competenze e delle riunioni del Consiglio di Amministrazione stesso.

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8. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI – COMITATO REMUNERAZIONI

8.1 Remunerazione degli Amministratori

Per le informazioni relative alle politiche di remunerazione adottate dall'Emittente e sui compensi percepiti dagli Amministratori, si rinvia alla apposita Relazione sulla Remunerazione che sarà resa disponibile sul sito web della Società www.itkgroup.it nei termini di legge.

8.2 Comitato Remunerazioni

Il Consiglio di Amministrazione, nominato dall'assemblea del 22 maggio 2024, al pari di quello precedentemente in carica, ha ritenuto di non procedere alla ricostituzione del Comitato per la Remunerazione.

Al momento del suo insediamento il Consiglio aveva ritenuto che la precedente ridefinizione da parte della Società della propria mission strategica, dell'approccio al mercato e del nuovo assetto di governance, avesse reso più semplice, rispetto al passato, la gestione della politica delle remunerazioni, riguardante unicamente gli Amministratori esecutivi della Società, mentre quella degli Amministratori e dei Dirigenti delle società controllate/partecipate, considerate come investimenti, è di competenza degli organi amministrativi delle singole società controllate/partecipate, fermo restando il coinvolgimento della capogruppo in relazione a compensi straordinari connessi alla dismissione degli investimenti.

I criteri di incentivazione degli Amministratori esecutivi erano sempre più correlati al raggiungimento di specifici obiettivi di valorizzazione degli asset e delle partecipazioni in portafoglio (dividendi e capital gains) – e, quindi, in termini di creazione di “valore” per la Società – piuttosto che – come in passato – ad obiettivi di performance e/o redditività delle singole controllate.

In tale contesto, l'istituzione del Comitato per le remunerazioni avrebbe un ambito operativo estremamente limitato, tanto da non renderlo funzionale.

Si è ritenuto infatti che il Consiglio di Amministrazione, nella sua interezza, fosse il soggetto che potesse adeguatamente ed efficacemente procedere alla individuazione e fissazione dei criteri di incentivazione (legati alla valorizzazione degli asset come sopra indicato) sulla base dei quali determinare la componente variabile della remunerazione degli amministratori esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategica nonché per il monitoraggio dell'avvenuto raggiungimento degli obiettivi prestabiliti.

I compiti stabiliti dal Codice a proposito del Comitato per le remunerazioni (cfr. Raccomandazione 16) possono quindi essere svolti, nel caso specifico di KME Group, dal Consiglio di Amministrazione.

Al fine di consentire all'organo amministrativo di condurre una valutazione la più consapevole e la più accorta possibile, il Consiglio di Amministrazione potrà farsi supportare, all'occorrenza, dall'expertise di almeno due amministratori indipendenti, cui rivolgersi, di volta in volta, per approfondimenti in merito alla remunerazione fissa e variabile da riconoscere agli Amministratori Esecutivi.

L'esperienza e l'indipendenza di tali amministratori sono in grado di garantire al Consiglio un valido supporto, rendendo così pleonastica la nomina del Comitato per le Remunerazioni.


  1. SISTEMA DI CONTROLLO E DI GESTIONE DEI RISCHI

Il Codice individua nel Sistema Controllo e Rischi (di seguito “SCIR”) un insieme di regole procedure e strutture organizzative volti a consentire l’identificazione, la misurazione, la gestione ed il monitoraggio dei principali rischi aziendali.

Un efficace SCIR contribuisce ad una conduzione dell’impresa coerente con gli obiettivi aziendali definiti dal Consiglio di Amministrazione, favorisce l’assunzione di decisioni consapevoli e concorre ad assicurare la salvaguardia del patrimonio sociale, l’efficacia e l’efficienza dei processi aziendali, l’affidabilità dell’informazione societaria ed il rispetto di leggi, regolamenti e delle procedure interne.

Il sistema di controllo interno amministrativo-contabile di KME Group, focalizzato sulla gestione dei rischi inerenti l’informativa finanziaria, non deve essere considerato separatamente dallo SCIR di cui costituisce una componente integrata, sebbene suscettibile di mantenimento autonomo, per ragioni di efficienza operativa, nell’ambito del programma di conformità ai requisiti di cui all’articolo 154-bis TUF del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.

Tale sistema di controllo interno amministrativo-contabile è finalizzato a garantire l’attendibilità, l’accuratezza, l’affidabilità e la tempestività dell’informativa finanziaria.

Le linee guida seguite dalla Società relative alla progettazione, implementazione, monitoraggio e aggiornamento nel tempo del sistema, fanno riferimento alle best practice riconosciute a livello internazionale ed in particolare al COSO - Internal Control – Integrated Framework¹, che fornisce la definizione del controllo interno quale processo predisposto dalla Direzione della Società e altri collaboratori per fornire una ragionevole sicurezza sulla realizzazione degli obiettivi compresi in tre categorie (operation, reporting e compliance objective).

I principi seguiti, in accordo con il COSO - Internal Control – Integrated Framework, sono quelli di assicurare:

  • efficacia ed efficienza delle operazioni (operations objective);
  • redazione e pubblicazione reportistica finanziaria e non, interna ed esterna, attendibile, tempestiva e trasparente nonché conformi ai requisiti richiesti dai diversi enti regolamentari, organismi che definiscono standard riconosciuti o policy dell’entità (reporting objectives);
  • conformità alle leggi e regolamenti (compliance objectives).

Il COSO Report indica anche le componenti essenziali del sistema con riferimento alle seguenti aree:

  • ambiente di controllo: è alla base del sistema ed è caratterizzato dalla sensibilità del vertice aziendale di definire i fondamenti di regolamentazione e struttura (formalizzazione di ruoli, compiti e responsabilità, sistema di comunicazione interna, tempestività delle informazioni) in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali;
  • valutazione del rischio: riguarda l’identificazione e l’analisi da parte del management dei rischi rilevanti al raggiungimento degli obiettivi predefiniti, nonché la determinazione delle modalità di gestione dei rischi stessi;
  • attività di controllo: sono le modalità (metodi, procedure e consuetudini) con cui vengono definiti ed eseguiti i controlli nell’organizzazione al fine di mitigare i rischi e garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati dal management;
  • informazione e comunicazione: forniscono supporto a tutte le altre componenti di controllo, comunicando le responsabilità di controllo agli impiegati e fornendo informazioni nelle forme e nei tempi strutturati in modo tale che consentano alle persone di portare avanti i loro doveri;
  • monitoraggio: è l’attività dei diversi soggetti aziendali volta a vigilare continuativamente sul corretto funzionamento del sistema, a risolvere sopravvenute criticità, nonché ad approntare azioni di mantenimento, aggiornamento e miglioramento del sistema stesso.

¹ COSO - Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission, Internal Control - Integrated Framework, May, 2013.


Le attività principali di un processo di gestione dei rischi aziendali sono le seguenti:

  • identificazione dei rischi;
  • valutazione dei rischi;
  • identificazione delle misure di gestione dei rischi;
  • valutazione delle misure di gestione dei rischi.

Descrizione delle principali caratteristiche del sistema di controllo interno amministrativo-contabile

Al fine di adempiere alle disposizioni contenute nell'articolo 154-bis del D. Lgs. 58/98, relative all'attestazione dell'adequatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato della Società nel corso dell'Esercizio, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ha predisposto e svolto un programma di conformità ai requisiti di cui all'articolo 154-bis del TUF, con il supporto della società di consulenza Operari Srl.

L'impostazione del programma di conformità fa riferimento al COSO - Internal Control – Integrated Framework integrato dalle linee guida e “best practice” quali:

  • Testo Unico della Finanza – D.Lgs. 58/98;
  • Regolamenti CONSOB;
  • Linee Guida ANDAF;
  • International Standards of Auditing;
  • International Professional Practices Framework of The Institute of Internal Auditors.

L'adozione di standard e di normative, sia a livello nazionale che internazionale, ha consentito di costruire un programma di lavoro finalizzato a garantire l'attendibilità², l'accuratezza³, l'affidabilità⁴ e la tempestività⁵ dell'informativa finanziaria.

Tale approccio può essere sintetizzato nelle seguenti fasi metodologiche:

  • definizione del perimetro di attività in termini di entità e voci di bilancio rilevanti ai fini del programma di conformità in esame (fase di scoping);
  • analisi e valutazione dei rischi relativi all'informazione finanziaria sulle poste di bilancio giudicate rilevanti ai fini dell'attestazione del bilancio 2025 (fase di risk assessment);
  • identificazione e definizione del set dei controlli interni tra le entità incluse nel programma di conformità per l'Esercizio, attraverso l'integrazione dei sistemi di controllo interno di ciascuna entità in un unico Modello di “Sistema di controllo interno” uniforme ed applicabile alla capogruppo e alle controllate coinvolte nel progetto, caratterizzato da pratiche di controllo, principi e metodologie per il mantenimento e la valutazione del sistema di controllo interno unici e validi per le entità incluse nella fase di scoping (fase di Mappatura);
  • predisposizione e svolgimento delle procedure di test di conformità sui controlli interni amministrativo-contabili e documentazione dei risultati ottenuti, a fondamento del giudizio sulla loro efficacia ed effettiva applicazione nel periodo di riferimento da parte delle entità e lungo i processi inclusi nel perimetro progettuale (fase di compliance testing);

2 Attendibilità (dell'informativa): l'informativa che ha le caratteristiche di correttezza e conformità ai principi contabili generalmente accettati e ha i requisiti chiesti dalle leggi e dai regolamenti applicati.

3 Accuratezza (dell'informativa): l'informativa che ha le caratteristiche di neutralità e precisione. L'informazione è considerata neutrale se è priva di distorsioni preconcette tese a influenzare il processo decisionale dei suoi utilizzatori al fine di ottenere un predeterminato risultato.

4 Affidabilità (dell'informativa): l'informativa che ha le caratteristiche di chiarezza e di completezza tali da indurre decisioni di investimento consapevoli da parte degli investitori. L'informativa è considerata chiara se facilita la comprensione di aspetti complessi della realtà aziendale, senza tuttavia divenire eccessiva e superflua.

5 Tempestività (dell'informativa): l'informativa che rispetta le scadenze previste per la sua pubblicazione.

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  • condivisione delle eventuali opportunità di miglioramento risultanti dalle attività di test svolte con il management per poter incentivare le azioni di miglioramento sul sistema di controllo interno.

Fasi del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria

L'ambito del programma di conformità prende avvio dalla definizione, con l'ausilio di metodologie quantitative di analisi, del perimetro di attività, e quindi delle entità coinvolte e delle poste di bilancio rilevanti associate ai cicli di business alimentanti, includendo come parte attiva del sistema di controllo il processo di chiusura e di formazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato.

Avvalendosi di approcci metodologici “risk-based” è stata condotta per la Capogruppo e per le entità coinvolte nel perimetro di attività, un processo di identificazione e valutazione dei principali rischi legati all'informazione contabile.

L'attività di risk assessment amministrativo-contabile ha portato all'individuazione per ogni entità oggetto di analisi, della voce contabile rilevante, associata al relativo processo/flusso contabile alimentante. Ciascuna voce di bilancio è stata sottoposta ad una valutazione qualitativa del rischio inerente attraverso l'associazione e la successiva valutazione delle asserzioni di bilancio⁶ riferite alle voci contabili rilevanti.

I rischi e le attività di controllo individuati, sono stati integrati in un apposito framework popolato di specifici obiettivi di controllo classificati nello standard CAVR (⁷) e direttamente correlati con le asserzioni di bilancio di cui sopra.

I controlli in essere nel Gruppo possono essere ricondotti, sulla base delle best practice internazionali, a due principali fattispecie:

  • entity level control, controlli che operano a livello di Gruppo o di singola società controllata (assegnazione di responsabilità, poteri e deleghe, separazione dei compiti e assegnazione di privilegi e di diritti di accesso alle applicazioni informatiche);
  • process level control, controlli che operano a livello di processo (autorizzazioni, effettuazione di riconciliazioni, svolgimento di verifiche di coerenza, ecc), nell'ambito dei processi operativi, di chiusura contabile e quelli cosiddetti “trasversali”, effettuati nell'ambito dei servizi informatici di Gruppo.

Tali controlli possono essere: di tipo “preventive” o “detective”, a seconda se vogliono prevenire il verificarsi oppure rilevare anomalie o frodi tali da causare errori nell'informativa finanziaria; di tipo “manuale” o “automatico” come i controlli applicativi effettuati sui sistemi informativi a supporto del business.

Al fine di esprimere un giudizio professionale sull'effettiva esecuzione ed efficacia dei controlli interni amministrativo-contabili nell'Esercizio e sulla base dei risultati del follow-up, le procedure di test di conformità sono state aggiornate e svolte, documentando i relativi risultati mediante la richiesta ai referenti aziendali delle evidenze dei controlli interni attesi, dei dati e delle transazioni eseguite e in genere della loro disponibilità a dimostrare che i controlli siano stati effettivamente eseguiti e/o che non siano occorsi degli errori relativamente alle transazioni selezionate. Durante lo svolgimento dei compliance test previsti dal programma di conformità descritto più sopra, la società di consulenza Operari S.r.l. ha fornito aggiornamenti sul piano di attività, sul suo stato di avanzamento e sugli esiti finali al Dirigente Preposto e da questi comunicati ai vertici aziendali ed all'Amministratore Incaricato, al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, che a sua volta ne riferisce al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale della Società.

⁶ Esistenza e accadimento (E/O): le attività e le passività dell'impresa esistono a una certa data e le transazioni registrate rappresentano eventi realmente avvenuti durante un determinato periodo;
Completezza (C): tutte le transazioni, le attività e le passività da rappresentare sono state effettivamente incluse in bilancio;
Diritti e obbligazioni (R/O): le attività e le passività dell'impresa rappresentano, rispettivamente, diritti e obbligazioni della stessa a una certa data;
Valutazione e rilevazione (V/A): le attività, le passività, il patrimonio netto, i ricavi e i costi sono iscritti in bilancio al loro corretto ammontare, in accordo con i principi contabili di riferimento;
Presentazione e informativa (P/D): le poste di bilancio sono correttamente denominate, classificate e illustrate.
⁷ Completezza, Accuratezza, Validità e Accesso ristretto.


Sulla base dei risultati di tale programma di conformità, il Presidente ed il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari hanno attestato l'adequatezza e l'efficacia del sistema di controllo interno per l'Esercizio, nei termini e nelle forme previste dal Regolamento Emittenti CONSOB.

Il Sistema di Controllo e di Gestione dei Rischi è stato ulteriormente rafforzato a partire dal 2014 con l'elaborazione del Piano di Internal Audit basato sulla valutazione dei rischi inerenti a KME Group SpA eseguita da parte della stessa Funzione di Internal Audit. Tale risk assessment ha rappresentato, infatti, un'attività di supporto a beneficio del Comitato Controllo e Rischi, dell'Amministratore Incaricato o del Consiglio di Amministrazione nella sua interezza, nonché dei preposti al controllo interno, in merito alle rispettive responsabilità in materia di sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, consentendo l'identificazione dei principali rischi, in aggiunta a quelli di dominio amministrativo-contabile nonché quelli di conformità al D.Lgs. 231/2001, e ponendo le basi perché essi siano adeguatamente misurati, gestiti e monitorati, determinando la compatibilità di tali rischi con il profilo di rischio assunto.

Definito l'ambito di riferimento del processo di Internal Audit, è stato, infatti, possibile condurre la valutazione sui rischi su cui il Piano deve basarsi coerentemente alle previsioni del mandato della Funzione di Internal Auditing, nonché degli standard (incluso l'ISO 31000 sul Risk Management per la parte specifica di identificazione e valutazione dei rischi) e delle migliori pratiche di riferimento. L'ambito così delineato è costituito dai processi di business e di supporto allo stesso in essere presso KME Group, ciascuno caratterizzato da propri specifici obiettivi nonché dalle relative incertezze (rischi) che possono compromettere o, viceversa, facilitare il raggiungimento di tali obiettivi.

La valutazione dei rischi eseguita ha avuto ad oggetto gli obiettivi (e rischi) appartenenti ai domini operativo e di conformità, con esclusione per quest'ultimo dei particolari ambiti già presidiati da specifici processi di valutazione e in generale gestione dei rischi (es. ambito 231/2001; ambito 81/08; etc.). Allo stesso modo, come già riferito in precedenza, l'ambito amministrativo-contabile è stato escluso dal processo di internal audit in quanto già presidiato in termini di valutazione dei rischi e dei controlli interni mediante lo specifico programma a supporto dell'attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex art. 154-bis del TUF.

D'accordo con lo standard ISO 31000, il risk assessment è un processo e come tale la Società ha programmato il suo completamento e continuo aggiornamento, anche sulla base dei risultati delle verifiche eseguite, nonché in funzione dei cambiamenti del contesto di riferimento.

Ruoli e funzioni coinvolte

KME Group definisce una chiara individuazione dei ruoli e delle funzioni coinvolte nello SCIR alle diverse fasi di progettazione, implementazione, monitoraggio e aggiornamento del Sistema stesso, con particolare riferimento agli attori coinvolti nelle diverse fasi delle attività (Dirigente Preposto, Responsabile Internal Audit, Process Owner, Control Owner, Tester) che riportano all'Amministratore Incaricato.

Il Dirigente preposto presidia il sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione all'informativa finanziaria ed è responsabile delle fasi di identificazione e valutazione dei rischi sull'informativa finanziaria e di identificazione e valutazione dei controlli a fronte dei rischi individuati.

A ciascuna delle fasi sopra menzionate corrisponde uno specifico output di sistema: anagrafica dei rischi, valutazione dei medesimi in termini di rischi inerente, anagrafica dei controlli e mappatura dei controlli ai rischi e alle voci di bilancio (framework di controllo), valutazione dei controlli, valutazione del rischio residuo e identificazione delle eventuali azioni di miglioramento.

La fase di valutazione dei rischi nonché dell'adequatezza ed efficacia dei relativi controlli è eseguita dal Dirigente Preposto con il supporto della società di consulenza Operari Srl.

Il Dirigente preposto, sulla base della valutazione del rischio inerente e dei relativi controlli, provvede alla valutazione del rischio residuo, alle eventuali attività di aggiornamento del framework, alla risoluzione di eventuali non conformità ed al loro monitoraggio.

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9.1. Chief Executive Officer

Il Consiglio ha affidato al Vice Presidente Vincenzo Manes, nella sua qualità di Chief Executive Officer, l'incarico dell'istituzione e mantenimento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (l'“Amministratore Incaricato”) - Raccomandazione 32.b) del Codice.

Nell'ambito della sua funzione, l'Amministratore Incaricato ha sovrainteso all'identificazione dei principali rischi aziendali (strategici, operativi, finanziari e di compliance), tenendo conto delle caratteristiche delle attività svolte dalla Società e dalle sue controllate, e li ha sottoposti periodicamente all'esame del Consiglio (Raccomandazione 34.a).

Ha inoltre dato esecuzione, in coordinamento unitamente ai preposti al controllo interno, alle linee di indirizzo definite dal Consiglio, curando la progettazione, realizzazione e gestione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e verificandone costantemente l'adequatezza e l'efficacia.

Si è occupato dell'adattamento di tale sistema alla dinamica delle condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare.

L'Amministratore Incaricato ha il potere di chiedere al responsabile della funzione di internal audit, nell'ambito del mandato allo stesso conferito, lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative e sul rispetto delle regole e procedure interne nell'esecuzione di operazioni aziendali, dandone contestuale comunicazione al presidente del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità e al presidente del Collegio Sindacale.

Infine, ove se ne profili la necessità, riferisce tempestivamente al Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità e al Consiglio di Amministrazione in merito a problematiche e criticità emerse nello svolgimento della propria attività o di cui abbia avuto comunque notizia, affinché il Comitato (o il Consiglio) possa prendere le opportune iniziative.

9.2. Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità

Il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità è composto dagli Amministratori non esecutivi Luca Ricciardi (Presidente), Francesca Marchetti e Alessandra Pizzuti.

Si rimanda per maggiori dettagli al precedente capitolo 6.

Nel rispetto del Codice, il Consiglio di Amministrazione ritiene che il sistema di controllo interno della Società sia adeguato a presidiare i rischi tipici delle principali attività esercitate ed in grado di garantire la salvaguardia del patrimonio sociale, l'efficienza e l'efficacia delle operazioni aziendali, l'affidabilità dell'informazione finanziaria nonché il rispetto di leggi e di regolamenti.

9.3. Responsabile della funzione di Internal Audit

L'attività di "internal audit" si identifica con quella del Responsabile del Controllo Interno.

Il Responsabile del Controllo Interno è nominato direttamente dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente al quale riferisce con continuità, senza cadenze temporali predeterminate⁸; è gerarchicamente indipendente da ogni responsabile di aree operative e, a sua volta, non è responsabile di alcuna di esse. Riferisce inoltre al Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità ed al Collegio Sindacale.

La sua attività si identifica con quella di "internal audit", rispettando così la disposizione in tal senso contenuta nel nuovo testo del Codice.

Il Responsabile ha accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del proprio incarico e la sua attività è finalizzata alla verifica ed alla valutazione della adeguatezza e della efficacia del sistema di controllo interno della Società nonché alla aderenza delle attività delle diverse funzioni aziendali alle procedure, alle politiche aziendali, alle leggi ed ai regolamenti esistenti, con particolare attenzione alla affidabilità ed integrità delle informazioni gestite, alla salvaguardia del patrimonio aziendale, alla adeguatezza dei principi contabili utilizzati ed alla loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio, da effettuarsi unitamente al Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.

⁸ E' in ogni caso prevista una relazione annuale da parte del responsabile della funzione Internal Audit.


Il Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dell'art. 6, Raccomandazione 33, lett. a) del Codice, definisce le linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, in modo che i principali rischi della Società e delle sue controllate siano identificati e monitorati in un'ottica di seria e corretta gestione dell'impresa.

In virtù delle mutate dimensioni e struttura di KME Group e della accentuazione della sua attività di holding di partecipazioni, per la funzione di controllo interno è stato attuato un processo di riorganizzazione conclusosi con la esternalizzazione di tale mansione, affidata a soggetto di adeguata professionalità ed esperienza.

Il Consiglio di Amministrazione del 22 maggio 2024, con il parere favorevole del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità e sentito il Collegio Sindacale, ha conferito l'incarico di Internal Auditing per gli esercizi 2024-2026 a Operari Srl, soggetto che già rivestiva tale ruolo.

Il responsabile della funzione in commento è stato individuato nel dott. Vittorio Gennaro, Partner e Amministratore Delegato di Operari Srl, già nominato anche quale terzo componente dell'Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001.

9.4. Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001

La Società ha adottato un “Modello di organizzazione e di gestione ex D.Lgs. n. 231/01”, (il “Modello”) che viene aggiornato in ragione delle modifiche introdotte nel tempo nella normativa di riferimento, tenendo conto delle attività di prevenzione dei rischi reato nelle aree sensibili di attività della Società (con particolare riferimento ai reati societari ed agli abusi di mercato).

Il Modello è stato da ultimo aggiornato dal Consiglio di Amministrazione del, così da tener conto delle novità normative intervenute dall'epoca della precedente revisione dello stesso.

Il Modello si compone nelle seguenti parti:

  • “Parte Generale” che illustra i contenuti del D.Lgs. 231/2001, la funzione del modello di organizzazione, gestione e controllo, i compiti dell'Organismo di Vigilanza, il sistema disciplinare e, in generale, i principi, le logiche e la struttura del Modello stesso;
  • “Parti Speciali” che si riferiscono alle specifiche tipologie di reato analizzate ed alle attività sensibili identificate, ai fini della prevenzione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001; tali parti speciali riguardano in particolare: i reati nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni; i reati in materia di igiene e sicurezza sul lavoro; i reati societari; i reati di corruzione tra privati; i reati di abuso e manipolazione di mercato; i reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di danaro proveniente da attività illecita, i reati in materia di criminalità informatica;
  • Codice Etico;
  • gli allegati richiamati nelle singole parti.

Le regole contenute nel Modello si applicano a tutti coloro che svolgono, anche di fatto, funzioni di gestione, amministrazione, direzione o controllo in KME Group, ai loro sottoposti, sia dipendenti che collaboratori, nonché a tutti i consulenti, agenti, procuratori e, più in generale, terzi che agiscono anche di fatto per conto della Società, nei limiti dei poteri a questi delegati e relativamente all'ambito delle attività emerse come “a rischio”.

Il Consiglio di Amministrazione ha altresì nominato un Organismo di Vigilanza dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo con la funzione di vigilare sull'efficacia e sull'aggiornamento del modello e/o dei suoi elementi costitutivi.

L'Organismo di Vigilanza deve in particolare:

  • verificare l'efficacia, la coerenza e l'adequatezza del Modello adottato, proponendo alle funzioni aziendali a ciò preposte le modifiche e le integrazioni eventualmente necessarie;
  • riferire con cadenza annuale al Consiglio di Amministrazione circa lo stato di attuazione e l'operatività del Modello;

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  • promuovere, di concerto con le funzioni aziendali a ciò preposte, programmi di formazione/informazione e comunicazione interna, con riferimento al Modello, agli standard di comportamento e alle procedure adottate ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
  • prevedere meccanismi di reporting interno che rendano sistematicamente disponibili da parte delle diverse funzioni aziendali informazioni utili allo svolgimento della funzione di monitoraggio della validità del modello;
  • rispondere adeguatamente alle manifestazioni di cattiva condotta proponendo alle funzioni aziendali a ciò preposte l'applicazione dei sistemi disciplinari interni.

Alla data della presente Relazione, l'Organismo di Vigilanza, nominato dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 22 maggio 2024, in carica per gli esercizi 2024-2026, risulta composto da due professionisti esterni, Fabio Ambrosiani (Presidente) ed Elena Pagliarani e dal Responsabile della Funzione di Internal Audit, Vittorio Gennaro.

L'Emittente non si è avvalsa della facoltà di attribuire le funzioni dell'Organismo di Vigilanza al Collegio Sindacale.

In particolare, anche considerato l'attuale sistema dei controlli implementato da KME Group e la best practice in materia, si ritiene che i compiti attribuiti dalla legge all'Organismo di Vigilanza possano essere più efficacemente perseguiti attraverso un organismo di vigilanza ad hoc plurisoggettivo che unisca in sé competenze e professionalità diverse, rendendo così più efficace e penetrante l'attività dell'Organismo di Vigilanza.

Un estratto del Modello è consultabile sul sito www.itkgroup.it nella sezione Profilo.

9.5. Società di Revisione

L'Assemblea Ordinaria degli Azionisti di KME Group SpA, in data 17 dicembre 2024, ha deliberato, sulla base della proposta motivata del Collegio Sindacale, di conferire l'incarico per la revisione legale dei conti e per la rendicontazione sulla sostenibilità di KME Group SpA e delle sue controllate, per gli esercizi dal 2025 al 2033, alla società KPMG SpA (di seguito "KPMG").

KPMG è quindi la Società incaricata ai sensi degli artt. 155 e ss. del TUF della revisione legale del bilancio consolidato e del bilancio separato, nonché della relazione semestrale consolidata limitata di KME Group SpA.

Il responsabile dell'incarico per la Società di Revisione è il dott. Riccardo Cecchi.

L'art. 17, comma IV del D.Lgs. n. 39 del 27 gennaio 2010 (il c.d. "Testo Unico della Revisione") fissa in n. 6 esercizi, il massimo di durata per tale responsabilità.

L'entità del totale dei compensi corrisposti nel 2025 dalla Società è di complessivi Euro 251 migliaia, di cui Euro 123 migliaia per servizi di revisione, Euro 102 migliaia per servizi di verifica finalizzati all'emissione dell'attestazione sulla CSRD ed Euro 26 migliaia per altri servizi.

Sempre per il 2025, il totale dei compensi a livello di società controllate è stato di Euro 1.402 migliaia, di cui Euro 1.328 migliaia per servizi di revisione ed Euro 74 migliaia per altri servizi.

Per il relativo dettaglio si rinvia alla nota integrativa del bilancio separato relativa all'Esercizio in commento.

Il Collegio Sindacale, nell'ambito della sua attività di vigilanza, verifica l'indipendenza della Società di Revisione.

9.6. Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e altri ruoli e funzioni aziendali

Il Consiglio di Amministrazione del 14 maggio 2013 aveva nominato, con il parere favorevole del Collegio Sindacale, il Direttore Amministrativo Giuseppe Mazza, in considerazione dei requisiti professionali, delle caratteristiche e delle competenze di cui è in possesso, conferendogli idonei poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti, quale Dirigente Preposto.

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Il Consiglio di Amministrazione del 22 maggio 2024 ha rinnovato detto incarico a Giuseppe Mazza.

L'incarico ha una durata pari a quella del Consiglio di Amministrazione, quindi fino alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio dell'esercizio al 31 dicembre 2026.

Il Dirigente Preposto informa periodicamente l'Amministratore Incaricato, il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità ed il Collegio Sindacale sull'attività svolta e collabora con continuità con la Società di Revisione.

9.7. Coordinamento tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

La condivisione delle informazioni che si generano nei diversi ambiti di attività è assicurata da un flusso informativo strutturato che vede l'attiva partecipazione di tutti i soggetti investiti di funzioni all'interno del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, anche con riferimento alle funzioni in tale ambito svolte dal Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, dal Collegio Sindacale e dall'Amministratore Incaricato.

Tale flusso informativo trova il suo momento di coordinamento in occasione delle riunioni del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, cui partecipano tutte le funzioni aziendali coinvolte.

Al riguardo si segnala l'attività del Dirigente Preposto che, unitamente al Presidente, fornisce, inoltre, l'attestazione prevista dal comma 5 dell'art. 154-bis TUF.

10. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI ED OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Gli Amministratori provvisti di deleghe riferiscono al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio Sindacale in merito alle operazioni con riferimento alle quali abbiano un interesse personale, non necessariamente in conflitto con gli interessi della Società.

La Procedura in materia di operazioni con parti correlate (di seguito la "Procedura"), adottata nel marzo 2003, è stata aggiornata più volte nel corso degli anni, l'ultima delle quali in data 26 settembre 2024, con effetto dal 1° ottobre 2024.

Detta Procedura tiene conto di quanto raccomandato da Consob, dà sostanza alla norma statutaria ed è conforme a quanto previsto dal Regolamento in materia adottato da CONSOB con propria delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 (di seguito il "Regolamento Parti Correlate") che in particolare richiede che le operazioni con parte correlate, realizzate direttamente o per il tramite di società controllate, debbano essere effettuate nel rispetto dei principi di:

  • trasparenza;
  • correttezza sostanziale;
  • correttezza della procedura.

Il Consiglio di Amministrazione ritiene che la procedura prevista sia adeguata alla gestione dei conflitti di interesse.

Di seguito si riportano le disposizioni più significative della Procedura che è disponibile nella sua interezza in apposita sezione del sito web della Società https://www.itkgroup.it/assets/files/tb/file/particorrelate/proc_parti_corr_260924.pdf.

Le parti correlate sono quelle come definite ed indicate da CONSOB.

Gli Amministratori ed i Sindaci della Società e delle sue controllate, come sopra individuate, ove abbiano un interesse, per conto proprio o di terzi, in una operazione, ne informano il Consiglio di Amministrazione, nella persona del suo Presidente, precisandone la natura, i termini, l'origine e la portata. Gli Amministratori per i quali sussista tale interesse hanno inoltre l'obbligo di astenersi dal voto e di assentarsi durante la relativa discussione, fatta comunque salva una diversa unanime determinazione del Consiglio.

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E' inoltre prevista una procedura interna diretta alla redazione, gestione ed al mantenimento dell'elenco delle parti correlate provvedendo al suo aggiornamento su base semestrale, tenendo conto delle informazioni ricevute dagli Amministratori e dai Sindaci nonché dagli altri dirigenti con responsabilità strategiche.

Le società controllate del Gruppo sono tenute al rispetto della Procedura, per quanto applicabile, ed assicurano il flusso delle informazioni alla Società.

Per "operazioni con parti correlate" si intende qualunque trasferimento di risorse, servizi o obbligazioni fra parti correlate, indipendentemente dal fatto che sia stato pattuito un corrispettivo.

Si considerano comunque incluse:

  • le operazioni di fusione, di scissione per incorporazione o di scissione in senso stretto non proporzionale, ove realizzate con parti correlate;
  • ogni decisione relativa all'assegnazione di remunerazioni o benefici economici, sotto qualsiasi forma, ai componenti degli organi di amministrazione e controllo e ai dirigenti con responsabilità strategiche.

Nel rispetto di quanto indicato dal Regolamento CONSOB e dai suoi allegati, le operazioni sono suddivise in:

  • operazioni di maggiore rilevanza;
  • operazioni di minore rilevanza;
  • operazioni esenti.

In occasione dell'approvazione della versione aggiornata della Procedura è stato nominato un apposito Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (di seguito anche "Comitato OPC") composto dai tre amministratori indipendenti che:

  • vigila sulla conformità delle procedure in materia di operazioni con parti correlate alle disposizioni legislative e regolamentari applicabili nonché sulla loro osservanza;
  • esprime al Consiglio di Amministrazione il proprio parere sull'interesse della Società al compimento delle operazioni con parti correlate nonché sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale delle relative condizioni.

In presenza di operazioni di maggiore rilevanza, il Comitato OPC deve essere coinvolto già in fase di trattative nonché in quella istruttoria attraverso la ricezione di un flusso informativo completo e tempestivo.

Il Comitato OPC ha facoltà di richiedere informazioni e di formulare osservazioni agli organi delegati ed ai soggetti incaricati della conduzione delle trattative, nonché di farsi assistere da propri esperti indipendenti, a spese della Società, ai fini della valutazione delle caratteristiche dell'operazione.

Le decisioni del Comitato OPC sono regolarmente assunte a maggioranza e sono previste specifiche procedure alternative in presenza di operazioni nelle quali i suoi stessi componenti rivestano la qualifica di parti correlate.

Le riunioni del Comitato OPC sono verbalizzate a cura del Segretario del Consiglio di Amministrazione e, ove applicabile, devono riportare le motivazioni in merito all'interesse della Società al compimento dell'operazione nonché alla convenienza ed alla correttezza sostanziale delle relative condizioni.

Le operazioni di maggiore rilevanza sono sottoposte alla preventiva approvazione del Consiglio di Amministrazione che delibera al riguardo nel rispetto delle procedure previste dall'art. 19 dello Statuto Sociale, sentito il parere motivato dell'apposito Comitato OPC sull'interesse della Società al compimento dell'operazione, nonché sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale delle relative condizioni.

Il parere del Comitato OPC ha natura vincolante, con l'avvertenza che l'operazione di maggiore rilevanza che non avesse ricevuto tale preventiva approvazione non potrà essere eseguita dal Consiglio di Amministrazione.

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Qualora il Consiglio di Amministrazione intenda comunque eseguirla, deve convocare senza indugio l'Assemblea degli Azionisti in sede ordinaria ponendo all'ordine del giorno l'approvazione della predetta operazione. L'Assemblea delibera al riguardo con le maggioranze previste dallo Statuto Sociale.

L'operazione si intende non approvata, e quindi non potrà essere eseguita, solo qualora la maggioranza dei soci non correlati votanti esprima voto contrario all'operazione e qualora i soci non correlati presenti in Assemblea rappresentino almeno il 10% del capitale sociale con diritto di voto.

Le operazioni di minore rilevanza di cui all'art. 13 del Regolamento Interno sono invece esaminate e deliberate dall'organo societario competente in forza delle procedure pro-tempore vigenti.

La Procedura prevede che il Presidente, ed in caso di sua assenza o impedimento, ed in via d'urgenza, il Vice Presidente, purché non in conflitto di interessi nella medesima operazione, abbiano il potere di approvare le operazioni con parti correlate della Società e delle sue società controllate di importo non superiore ad Euro 5 milioni.

Inoltre, le corrispondenti operazioni di importo superiore ad Euro 5 milioni, nonché quelle di importo inferiore per le quali sussista una situazione di conflitto di interessi in capo contemporaneamente, sia al Presidente che al Vice Presidente, devono essere sottoposte alla preventiva approvazione del Consiglio di Amministrazione della Società.

In entrambi i casi, le operazioni sono comunque sottoposte al preventivo parere motivato non vincolante del Comitato OPC sull'interesse al compimento dell'operazione nonché sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale delle relative condizioni.

Nel caso di operazioni rientranti nell'ambito delle decisioni riservate al Presidente (o al Vice Presidente) sulle quali il Comitato OPC abbia espresso un proprio parere motivato negativo, il Presidente ne informa senza indugio gli altri componenti del Consiglio di Amministrazione. È facoltà di ciascuno dei componenti non esecutivi del Consiglio di Amministrazione, esclusi i membri del Comitato OPC, richiedere entro il termine di tre giorni la convocazione dello stesso al fine di deliberare in merito alla approvazione di tali operazioni.

Le disposizioni del Regolamento Interno non si applicano:

  1. alle deliberazioni in materia di remunerazione degli Amministratori investiti di particolari cariche rientranti nell'importo complessivo preventivamente determinato dall'Assemblea degli Azionisti ai sensi dell'art. 2389, comma 3, del Codice Civile;
  2. alle operazioni di importo inferiore ad Euro 200.000,00 nei confronti dei soggetti persone fisiche e non superiori ad Euro 500.000,00 (in entrambi i casi gli importi si intendono determinati su base annua e quindi anche cumulativamente) nei confronti degli altri soggetti;
  3. ai c.d. "Piani di Compenso" basati su strumenti finanziari approvati dall'Assemblea ai sensi dell'art. 114-bis del TUF ed alle relative operazioni esecutive;
  4. alle deliberazioni in materia di remunerazione di Amministratori investiti di particolari cariche, diverse da quelle di cui al punto 1, solo nel caso siano rispettate le condizioni previste dalle disposizioni in materia di cui all'art. 13, comma 3 lett. a) e b) del Regolamento Parti Correlate;
  5. alle operazioni ordinarie concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard;
  6. alle operazioni con o tra società controllate nonché alle operazioni con società collegate qualora nelle società controllate o collegate controparti dell'operazione non vi siano interessi, qualificati come significativi ai sensi del Regolamento Interno, di altre parti correlate della Società.

Per le operazioni di maggiore rilevanza non soggette all'obbligo di pubblicazione del "Documento Informativo" ai sensi delle disposizioni applicabili, la Società:

  1. comunica a CONSOB, entro i termini previsti dalle disposizioni applicabili, il nominativo della controparte, l'oggetto ed il corrispettivo delle operazioni;

  1. indica nella Relazione Intermedia sulla Gestione e nella Relazione sulla Gestione Annuale quali operazioni soggette agli obblighi informativi sono state concluse avvalendosi dell'esclusione.

Ai fini di valutare la non applicabilità del Regolamento Interno, non si considerano “interessi significativi”:

  1. la mera condivisione di uno o più amministratori o dirigenti con responsabilità strategiche tra la Società e le società controllate e collegate;
  2. la sussistenza di rapporti di natura patrimoniale, esclusi quelli di cui al punto n. 3 che segue e in generale quelli derivanti da remunerazioni di dirigenti con responsabilità strategiche, di entità non superiore ad Euro 200.000,00 (importo determinato anche cumulativamente su base annua) tra le società controllate e collegate, da un lato, ed altre parti correlate della Società, dall'altro e che comunque influenzino, o siano influenzati, dall'operazione in discussione;
  3. l'esistenza di Piani di Incentivazione basati su strumenti finanziari (o comunque di remunerazioni variabili) dipendenti dai risultati conseguiti dalle società controllate o collegate con le quali l'operazione è svolta i cui beneficiari siano amministratori o dirigenti con responsabilità strategiche anche della Società, e quando l'operazione in discussione abbia un'incidenza inferiore al 5% rispetto ai risultati conseguiti dalle società controllate e collegate sui quali sono calcolate le incentivazioni;
  4. la società controllata o collegata sia partecipata dal soggetto che controlla la Società qualora il peso effettivo di tale partecipazione non superi il peso effettivo della partecipazione detenuta dal medesimo soggetto nella Società.

Qualora sia prevista l'effettuazione di una serie di operazioni omogenee con determinate categorie di parti correlate nell'arco di un anno, è possibile che le stesse siano autorizzate dal Consiglio di Amministrazione nell'ambito di una “Delibera Quadro”.

La Società fornisce informazione, nella Relazione Intermedia sulla Gestione e nella Relazione sulla Gestione Annuale, come previste dall'art. 154-ter del TUF:

  • sulle singole operazioni di maggiore rilevanza concluse nel periodo di riferimento;
  • sulle altre eventuali singole operazioni con parti correlate, come definite ai sensi dell'art. 2427, comma 2 del Codice Civile, sempre concluse nel periodo di riferimento, che abbiano influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati della Società;
  • su qualsiasi modifica o sviluppo delle operazioni con parti correlate descritte nell'ultima relazione annuale che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati della Società nel periodo di riferimento.

In presenza di un parere negativo espresso dal Comitato OPC in materia di operazioni di minore rilevanza, la Società mette a disposizione del pubblico, entro 15 giorni dalla chiusura di ciascun trimestre dell'esercizio e nel rispetto delle condizioni, termini e modalità previste dal Regolamento CONSOB, un “Documento” contenente la descrizione delle predette operazioni.

Ogni trimestre deve essere fornita al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio Sindacale, a cura degli Amministratori Esecutivi della Società, una specifica informativa sulle operazioni con parti correlate non soggette a preventiva approvazione del Consiglio di Amministrazione.

L'informativa deve riguardare la natura della correlazione, le condizioni, in particolare quelle economiche, le modalità ed i tempi di realizzazione dell'operazione, il procedimento valutativo seguito, l'interesse e le motivazioni sottostanti alla stessa.

Deve essere inoltre fornita specifica informativa sull'esecuzione delle operazioni preventivamente approvate dal Consiglio di Amministrazione anche attraverso le c.d. “Delibere Quadro”.

In occasione di operazioni di maggiore rilevanza, realizzate anche da società controllate italiane o estere, è predisposto, ai sensi dell'art. 114 comma 5 del “TUF”, un “Documento Informativo” redatto in

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conformità dell'Allegato 4 del Regolamento Parti Correlate, allegato al Regolamento Interno sub lettera c) come sua parte sostanziale.

Il Consiglio di Amministrazione si è riservato di verificare periodicamente l'efficacia della procedura adottata provvedendo in ogni caso alla sua revisione in contraddittorio con il Collegio Sindacale su base triennale, fatta comunque salva la possibilità di interventi più tempestivi anche al fine di assicurare la migliore efficienza del Regolamento medesimo.

Gli artt. 10 (Convocazione dell'Assemblea) e 14 (Amministrazione della società) dello Statuto Sociale consentono al Consiglio di Amministrazione, qualora l'operazione con la parte correlata rivesta carattere di urgenza e non debba essere sottoposta alla approvazione dell'Assemblea degli Azionisti, di eseguirla immediatamente nel rispetto delle condizioni previste dal Regolamento Parti Correlate.

Se l'operazione fosse poi eseguita tramite una società controllata, il Consiglio di Amministrazione ne dovrà essere informato in occasione della sua prima riunione successiva all'effettuazione dell'operazione in commento. Inoltre, in presenza di operazioni da sottoporre alla approvazione dell'Assemblea degli Azionisti che abbiano carattere di urgenza e che siano collegate a situazioni di crisi aziendale, l'operazione potrà essere eseguita dal Consiglio di Amministrazione in deroga alle disposizioni in materia purché alla successiva Assemblea chiamata a deliberare al riguardo si applichino le disposizioni previste dal Regolamento Parti Correlate per tali situazioni.

11. COLLEGIO SINDACALE

11.1. Nomina dei Sindaci

Il Collegio Sindacale vigila sulla osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sulla adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della Società e sul suo concreto funzionamento.

L'art. 22 dello Statuto Sociale è interamente dedicato al Collegio Sindacale e, oltre ai requisiti di onorabilità e di professionalità che debbono possedere i suoi componenti, indica la procedura per la loro nomina che tra l'altro prevede:

  • il deposito della lista per la nomina e del curriculum vitae di ciascun candidato almeno 25 giorni prima della Assemblea di prima convocazione e quindi resa disponibile almeno 21 giorni prima presso la sede sociale, sul sito web della Società e tramite Borsa Italiana SpA. La lista deve essere corredata delle informazioni sull'identità dei soci che la hanno presentata, con la percentuale di partecipazione complessiva detenuta e dichiarazione da parte dei soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestante l'assenza di rapporti di collegamento. Deve inoltre contenere una esauriente informativa sulle caratteristiche personali e professionali unitamente a dichiarazione di accettazione della candidatura;
  • qualora entro tale termine sia stata presentata una sola lista ovvero liste collegate tra loro ai sensi delle disposizioni vigenti, possono essere depositate liste sino al terzo giorno successivo alla data di scadenza del termine per il deposito presso la sede sociale. In tal caso, la soglia è ridotta alla metà;
  • l'inserimento nella lista di un sindaco supplente di designazione della minoranza destinato a sostituire il componente di minoranza che fosse cessato dalla carica;
  • in caso di parità di voti fra due o più liste, l'elezione a sindaci dei candidati della lista che sia stata presentata dagli Azionisti in possesso della maggiore partecipazione ovvero, in subordine, dal maggior numero di Azionisti;
  • hanno diritto a presentare la lista coloro che, da soli od insieme ad altri, detengano una partecipazione, espressa in azioni ordinarie, in misura pari alla percentuale più elevata individuata dall'art. 147 ter comma 1 del TUF nel rispetto delle disposizioni emanate da Consob. In base a quanto previsto dal comma 2 dell'art. 144 quater del TUF la percentuale applicabile è pari al $2,5\%$ del capitale ordinario, come previsto da Consob con determinazione n. 155 del 27 gennaio 2026;

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  • le liste che presentino un numero complessivo di candidati pari o superiore a tre devono essere composte da candidati appartenenti ad entrambi i generi, in modo che appartengano al genere meno rappresentato un numero di candidati almeno pari a quanto previsto dalle norme di legge e di regolamento tempo per tempo applicabili (comunque arrotondato all'eccesso). Ciò sia per i sindaci effettivi che per quelli supplenti;
  • in caso di sostituzione di un sindaco, subentra il supplente appartenente alla medesima lista di quello cessato, nel rispetto della disciplina pro tempore vigente inerente all'equilibrio tra generi.

Si ricorda, in particolare, che i Sindaci non possono ricoprire più di cinque analoghi incarichi in società emittenti, come richiesto dagli artt. 148-bis del TUF e 144 terdecies del Regolamento.

Le disposizioni statutarie relative alla nomina del Collegio Sindacale sono disponibili in apposita sezione del sito https://www.itkgroup.it/it/statuto e si ricorda che la procedura è stata aggiornata e resa conforme alle nuove disposizioni in materia, da ultimo con deliberazione dell'assemblea straordinaria degli azionisti del 30 novembre 2020.

11.2. Composizione e Funzionamento del Collegio Sindacale (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d) e d-bis), TUF)

L'attuale Collegio Sindacale, composto da Gianluca Cinti – Presidente, Alberto Villani e Giovanna Villa – Sindaci effettivi, ed Elena Beretta e Daniele Beretta – Sindaci supplenti, è stato nominato dall'Assemblea degli Azionisti del 22 maggio 2024 per gli esercizi 2024, 2025 e 2026 e quindi scadrà in occasione della Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026.

Nel rispetto della procedura di cui all'art. 22 dello Statuto Sociale, erano state presentate le seguenti liste:

  • Lista di Maggioranza presentata dall'azionista di maggioranza Quattroduedue, titolare del 57,11% del capitale ordinario della Società;
  • Lista di minoranza presentata dal socio Navig Sas di Giorgio Zaffaroni, titolare del 2,57% del capitale ordinario della Società.

L'Assemblea aveva approvato la proposta di Quattroduedue a maggioranza, con n. 323.591.560 voti favorevoli, pari al 97,425% delle azioni rappresentate in assemblea ed al 70,791% delle azioni aventi diritto al voto; la lista di minoranza aveva ottenuto n. 8.517.609, pari al 2,564% delle azioni rappresentate in assemblea ed al 1,863% delle azioni aventi diritto al voto.

Ad eccezione del Presidente Gianluca Cinti e del Sindaco Supplente Daniele Beretta, tratti dalla lista presentata dal socio Navig Sas di Giorgio Zaffaroni, i restanti componenti del Collegio Sindacale sono stati nominati sulla base della lista presentata dal socio Quattroduedue.

Si osserva che la composizione del Collegio Sindacale è conforme alle disposizioni in materia delle c.d. “quote di genere” in ragione della presenza del Sindaco Effettivo Giovanna Villa e del Sindaco Supplente Elena Beretta.

I nominativi di tutti i componenti del Collegio Sindacale in carica nel corso del 2025 sono elencati nella allegata Tabella 14a. In apposita sezione del sito https://www.itkgroup.it/it/organisociali, è inoltre disponibile un breve curriculum vitae di ciascuno di loro.


Per quanto a conoscenza della Società, nessuno dei componenti il Collegio Sindacale ha, negli ultimi cinque anni, riportato condanne in relazione a reati di frode, ne è stato associato nell'ambito dell'assolvimento dei propri incarichi a procedure concorsuali, amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa, né, infine, è stato soggetto ad incriminazioni ufficiali e/o sanzioni da parte di autorità pubbliche o di regolamentazione (comprese le associazioni professionali designate) od a provvedimenti di interdizione da parte di un tribunale dalla carica di membro degli organi di amministrazione, di direzione o di vigilanza della Società o dallo svolgimento di attività di direzione e di gestione di qualsiasi emittente.


I singoli componenti del Collegio Sindacale hanno dichiarato, in occasione della loro nomina, di possedere i requisiti di professionalità e di onorabilità previsti dalle disposizioni vigenti e dallo Statuto, come pure di non trovarsi in alcuna delle condizioni ostative e di cui all'art. 148 del TUF, impegnandosi a comunicare alla Società ogni eventuale mutamento entro 30 giorni dal suo verificarsi.

Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale, infatti, procedono annualmente alla verifica della sussistenza in capo a ciascuno dei suoi componenti del requisito della indipendenza in base ai criteri previsti per legge e dall'art. 2, Raccomandazioni 6 e 9 del Codice.

Tali verifiche hanno interessato nel 2025 l'incarico dei Sindaci Alberto Villani ed Elena Beretta in quanto presenti, come sindaci effettivi, in altri Collegi Sindacali di società del Gruppo e di società partecipate come di seguito dettagliato.

Al riguardo si è ritenuto che tali situazioni non limitino la loro indipendenza in ragione delle loro caratteristiche personali ed in quanto non rappresentano relazioni professionali "significative" nell'ambito complessivo della loro attività.

Il Collegio Sindacale ha dato atto dell'esito di tali accertamenti confermati anche nel rispetto dell'art. 149, comma I, lettera c.-bis del TUF che gli richiede di vigilare sulle modalità di concreta attuazione del Codice.

Gli incarichi di amministrazione e controllo ricoperti dai Sindaci presso altre società e nel Gruppo sono indicati nella Tabella 14b, allegata alla presente Relazione, e sono messi a disposizione dell'Assemblea degli Azionisti al momento della loro nomina.

Il loro attuale numero e rilevanza sono sempre inferiori per ciascun Sindaco alle soglie previste da CONSOB ed alle sopra ricordate regole deontologiche.

Ai membri del Collegio Sindacale sono conferite le funzioni e le responsabilità ad essi assegnate dal Codice Civile.

L'art. 2402 primo comma, c.c. prevede che il Collegio Sindacale vigili sull'osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull'adequatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.

Il Collegio Sindacale svolge la sua attività regolarmente ed assiste costantemente alle riunioni del Consiglio di Amministrazione nonché degli altri Comitati costituiti, coordinando in particolare la propria attività con la funzione di internal audit e con il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità. Inoltre, il Collegio Sindacale ha nel tempo acquisita e sviluppata, e poi mantenuta in occasione dei mutamenti intervenuti nei suoi componenti, la possibilità di un contatto continuo con gli uffici della Società ai quali si rivolge direttamente ed in piena autonomia.

I suoi rapporti con la Società di Revisione sono improntati alla collaborazione ed allo scambio dei dati e delle informazioni.

In tale ambito, inoltre, il Collegio Sindacale vigila sull'indipendenza della Società di Revisione.

Nel rispetto delle disposizioni in materia di remunerazioni, i compensi corrisposti ai Sindaci Effettivi sono riportati nella tabella predisposta secondo le disposizioni di CONSOB (ovvero "Schema 1" dell'allegato 3C del Regolamento Emittenti) contenuta nella Relazione sulla Remunerazione, ritenendoli commisurati all'impegno richiesto, alla rilevanza del ruolo ricoperto nonché alle caratteristiche dimensionali e settoriali della Società.

Durante l'Esercizio, il Collegio Sindacale si è riunito 8 volte (10 nel 2024); la partecipazione alle riunioni da parte dei suoi componenti è stata del 100% (così come nell'anno precedente). La durata media delle riunioni del Collegio Sindacale è stata di circa un'ora e mezza.

Nel corso del corrente esercizio il Collegio Sindacale si è riunito 3 volte.

Nel corso dell'Esercizio almeno due componenti del Collegio Sindacale hanno preso parte a tutte le riunioni del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità.

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La partecipazione a dette riunioni può essere individuata anche come momento di coordinamento dei flussi informativi per quanto attiene alle rispettive funzioni delle attività dello stesso Collegio, del responsabile della funzione di Internal Auditing, dell'Amministratore Incaricato, della Società di Revisione e dei dirigenti amministrativi della Società.

La Società, come già riferito in altra sezione della presente Relazione, non ha adottato politiche in materia di diversità anche in relazione alla composizione degli organi di controllo, valutando in sede di nomina la scelta di ciascun soggetto investito di tale funzione in relazione al suo percorso formativo e professionale.

12. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI

La qualità e la tempestività della comunicazione verso l'esterno, quali elementi fondamentali per assicurare la migliore informazione agli Azionisti ed al mercato, sono perseguite anche attraverso l'utilizzo e lo sviluppo del sito web https://www.itkgroup.it/it.

Fino al 30 novembre 2012, il sito web della società www.kme.com conteneva sia le informazioni di carattere legale e finanziario della società (KME Group SpA) sia le informazioni sull'attività e sui prodotti delle società industriali del Gruppo.

Il 1° dicembre 2012, a seguito del cambio di denominazione in Intek Group, la Società ha adottato un nuovo sito web raggiungibile all'indirizzo https://www.itkgroup.it/it al quale vengono rinviate i visitatori sia dal sito www.kme.com, che ad oggi rappresenta solo le attività industriali della partecipata KME SE, che dal sito www.itk.it.

Il sito è accessibile senza restrizioni, gli argomenti sono facilmente reperibili e le informazioni di maggiore attualità sono opportunamente evidenziate. In particolare, è opportunamente precisato il riferimento alla pagina web nella quale l'informazione può essere consultata.

Il suo aggiornamento avviene in contemporanea rispetto alla immissione dei comunicati nel circuito telematico che, fino al 28 maggio 2012, è stato costituito dal sistema NIS (Network Information System) gestito da Borsa Italiana SpA e poi dal sistema "SDIR/NIS".

Da tale data, a seguito del recepimento nell'ordinamento nazionale della Direttiva 2004/109/CE (la c.d. "Direttiva Transparency"), CONSOB, con propria delibera n. 18159 del 4 aprile 2012, ha infatti modificato la precedente situazione autorizzando l'esercizio del sistema di diffusione delle informazioni regolamentate oggi denominato "eMarketSDIR". L'adesione a tale servizio è evidenziata nella home page del sito web della Società.

Il sistema consente la diffusione al pubblico dei comunicati emessi dalla Società attraverso il loro invio alle agenzie di stampa collegate al sistema stesso, a Borsa Italiana SpA, che le riporta a sua volta in un proprio avviso, ed a CONSOB.

Sul sito sono reperibili informazioni di carattere storico, documentale, contabile e finanziario (bilancio annuale, relazioni semestrali, prospetti ed altri documenti nel tempo prodotti) insieme a quelle relative agli eventi societari (quali ad esempio il calendario annuale degli eventi societari, la relazione sulla corporate governance e quella sulla remunerazione, i termini e le modalità per l'esercizio di diritti, il dettaglio per la convocazione delle assemblee e per le modalità di partecipazione alle stesse, le procedure di nomina del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale).

Una sezione del sito è dedicata all'informazione borsistica, dove è possibile riscontrare gli andamenti delle quotazioni di borsa, aggiornati in continuo, di tutti gli strumenti finanziari emessi dalla Società, con le rispettive rappresentazioni grafiche.

Un'ampia sezione del sito è poi dedicata alla corporate governance (cariche sociali, caratteristiche dei titoli emessi, Regolamento delle obbligazioni, Procedure e Codici Interni, verbali delle Assemblee degli Azionisti), con aree specifiche "dedicate" alle eventuali operazioni straordinarie in corso.

Una parte significativa delle informazioni, con particolare riferimento ai comunicati stampa, ai bilanci ed alle relazioni contabili di periodo, è disponibile anche in lingua inglese.

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Nel corso del 2025, il sito www.itkgroup.it, disponibile in italiano ed in inglese, ha riscontrato oltre 101 mila contatti da parte di oltre 95 mila visitatori con oltre 161 mila pagine viste. Il picco di accessi al sito è concentrato nel mese di ottobre 2025.

E' possibile inviare richieste alla Società anche via e-mail rivolgendosi all'indirizzo [email protected].

L'attività informativa di investor relations è svolta dalle singole funzioni aziendali per le rispettive aree di competenza.

La scelta tiene conto delle attuali risorse e strutture interne della Società e, in ogni caso, consente di assicurare un servizio adeguato alle necessità ed alle richieste.

In occasione delle singole Assemblee degli Azionisti, sul sito web è stata dedicata una specifica area dove è possibile reperire tutta la documentazione sugli argomenti all'Ordine del Giorno nonché quella relativa alle modalità di partecipazione degli Azionisti ordinari alle loro Assemblee, così come anche richiesto dall'art. 125 quater del TUF.

Analoga iniziativa è presa per gli Azionisti di Risparmio nonché per i titolari delle obbligazioni.

Il Consiglio di Amministrazione ritiene che un sito web accessibile senza restrizioni ed aggiornato tempestivamente migliori ed incrementi la qualità e la quantità delle informazioni sulla Società e sul Gruppo, consentendo agli Azionisti, come pure ai titolari degli altri strumenti finanziari emessi dalla società ed al mercato, di disporre di uno strumento fondamentale per valutare la società e le sue iniziative.

La tempestività e le modalità con le quali le informazioni relative alle operazioni effettuate nel corso del 2025 sono state messe a disposizione hanno confermato la validità di tale scelta nella prospettiva di riservare in futuro una sempre maggiore attenzione alla comunicazione ed all'organizzazione ed all'aggiornamento del sito web della Società, elemento sempre di più strategico al fine di consentire a tutti i soggetti, senza restrizioni di sorta, la conoscenza più ampia ed immediata della Società.

In virtù delle misure così adottate che permettono di fornire una serie di informazioni di facile accesso e della contenuta dimensione aziendale, non è stata istituita una apposita struttura incaricata di gestire i rapporti con gli azionisti, risultando efficace a tal fine l'attività informativa svolta dagli uffici amministrativi della Società investiti di volta in volta dalle richieste fatte dagli azionisti.

13. ASSEMBLEE (EX ART. 123-BIS, COMMA 2, LETT. C), TUF)

Le competenze e attribuzioni dell'Assemblea sono quelle previste dal Codice Civile e dal TUF.

L'avvenuto recepimento della Direttiva UE n. 36/2007, comunemente nota come "direttiva shareholdersrights", ha profondamente innovato le disposizioni in merito alla partecipazione degli Azionisti alla vita delle società quotate. Ulteriori modifiche sono state introdotte dal D. Lgs. 18 giugno 2012 n. 91, e dalle sue successive modifiche.

L'Assemblea degli Azionisti è infatti ora costituita da coloro ai quali spetta il diritto di voto per i quali sia pervenuta alla Società la prescritta comunicazione da parte degli intermediari autorizzati, ai sensi delle vigenti disposizioni, sulla base delle evidenze delle proprie scritture contabili relative al termine della giornata contabile del settimo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'Assemblea in prima convocazione, e pervenuta alla Società nei termini di legge.

Le conseguenti modifiche sono state introdotte nello Statuto e nelle procedure interne e sono dirette a confermare e ad assicurare la parità di trattamento di tutti gli Azionisti che si trovino nella stessa posizione per quanto concerne la partecipazione e l'esercizio del diritto di voto in Assemblea.

Lo Statuto (artt. 2 e 14) consente al Consiglio di Amministrazione di deliberare in merito alla determinazione della sede sociale e di quella secondaria, alla fusione ed alla scissione di società controllate, di ridurre il capitale sociale in caso di recesso di un socio e per adeguarlo a nuove disposizioni di legge nonché la competenza in particolari casi di operazioni con parti correlate sempre nel rispetto naturalmente delle deroghe consentite dalle disposizioni vigenti.

Si ricorda che nell'art. 10 dello Statuto Sociale si prevede che la convocazione avvenga tramite pubblicazione sul sito web della Società, e qualora richiesto sulla Gazzetta Ufficiale, ma che si è anche

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mantenuta la decisione di pubblicare il relativo avviso - in tal caso anche solo per estratto – su uno dei seguenti quotidiani nazionali: “Il Sole 24 Ore” – “MF/Milano Finanza” – “Italia Oggi”.

Nel 2012, sempre nell'ambito delle disposizioni già ricordate, anche le disposizioni dell'art. 125-bis del TUF relative alla redazione dell'avviso di convocazione delle assemblee sono state ulteriormente modificate.

In ogni caso, si segnala che il sito www.itkgroup.it contiene una specifica area destinata alla materia della corporate governance, area che si è continuamente arricchita e sviluppata. In occasione delle singole Assemblee, un'area specifica è dedicata alla documentazione relativa, comprendendo non solo la documentazione sugli argomenti all'Ordine del Giorno ma anche quella relativa all'esercizio dei diritti degli Azionisti così come previsto dall'art. 125 quater del TUF, quale, ad esempio, il format per il voto per delega, la documentazione per la nomina del Rappresentante Designato e quella per l'esercizio del voto per corrispondenza. Nella medesima area sono pure riportate le modalità per proporre domande in occasione di una Assemblea e per richiedere integrazioni all'Ordine del Giorno.

In merito alle disposizioni relative al deposito delle azioni per la partecipazione all'Assemblea, l'art. 11 (Intervento e rappresentanza in Assemblea) dello Statuto Sociale recepisce il principio denominato della "record date"; in pratica, la partecipazione alle Assemblee è ora collegata alle evidenze delle scritture contabili risultanti alla giornata del settimo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'Assemblea di prima convocazione.

Le disposizioni, ai sensi delle nuove regole relative alle Assemblee degli Azionisti, sono state estese anche alle Assemblee Speciali dei portatori di altri strumenti finanziari emessi dalla Società che fossero ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, quindi alle azioni di risparmio ed alle obbligazioni.

Si segnalano anche le disposizioni in materia di rilascio della delega e di notifica in via elettronica della stessa, pure contenuti nell'art. 11 dello Statuto Sociale che comprende anche le disposizioni per esercitare il voto per corrispondenza.

Le ulteriori modalità di partecipazione alla Assemblea sono contenute nell'art. 10 (Convocazione dell'Assemblea) dello Statuto Sociale; si segnalano, in particolare, le disposizioni a tutela delle minoranze in sede di nomina degli Amministratori e dei Sindaci.

Come elemento di difformità rispetto al Codice, si segnala che la Società ha ritenuto di non dotarsi di un autonomo "Regolamento di Assemblea" in quanto le relative disposizioni sono contenute nel Titolo III dello Statuto Sociale, il cui testo è disponibile nel sito web della Società https://www.itkgroup.it/it nell'area Profilo – Statuto.

Nell'area Governance/Assemblee, con riferimento alla più vicina Assemblea degli Azionisti che fosse convocata, è possibile reperire ogni informazione di maggiore dettaglio in merito alla partecipazione alla specifica assemblea ed alla facoltà di porre domande.

Al riguardo, si ricorda in particolare l'art. 12 (Presidenza dell'Assemblea) dello Statuto Sociale che richiede espressamente al Presidente dell'Assemblea di garantire il corretto svolgimento dei lavori, dirigendo e regolando la discussione ed intervenendo sulla durata dei singoli interventi.

Alle Assemblee dei titolari di azioni ordinarie non possono partecipare i titolari di azioni di risparmio né delle obbligazioni.

Ogni azione dà diritto ad un voto e, salvo quanto previsto dalle disposizioni di legge in materia, non sono previste restrizioni al diritto di voto.

L'assemblea straordinaria del 19 giugno 2015 ha introdotto gli articoli 11-bis, 11-ter ed 11-quater, istituendo la maggiorazione del diritto di voto in favore degli azionisti in possesso dei requisiti di legge che ne facciano richiesta con la iscrizione nell'apposito elenco speciale che la Società ha istituito ed al quale attualmente risulta iscritto n. 1 azionista.

Nel corso dell'esercizio 2025, si sono tenute le seguenti assemblee:

  • in data 15 maggio 2025, l'Assemblea Ordinaria degli Azionisti per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2024, della Relazione sulla Remunerazione relativa a tale esercizio, nonché per la nomina di un Amministratore ad integrazione del Consiglio di

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Amministrazione e per l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie, ai sensi dell'art. 2357 del codice civile e dell'art. 132 del D.Lgs. 58/1998;

  • nelle date del 28 luglio 2025 in prima convocazione, 29 luglio 2025 in seconda convocazione e 30 luglio 2025 in terza convocazione, l'Assemblea Speciale dei possessori delle Obbligazioni “KME Group S.p.A. 2022-2027” per la nomina del rappresentante comune e degli altri provvedimenti ex art. 2417 del codice civile, assemblea andata deserta nelle date predette, comportando la necessità, come riferito in altra sezione della presente Relazione, ad attivarsi presso il competente Tribunale di Milano che ha provveduto alla nomina del Rappresentante comune con decreto del 12 gennaio 2026.

Nel corso del 2026, alla data della presente Relazione, non si è tenuta alcuna Assemblea.

Lo Statuto Sociale, salvo per quanto diversamente previsto dalle disposizioni legislative applicabili, non può essere modificato se non a seguito di deliberazione adottata dalla Assemblea degli Azionisti con le formalità, i quorum e le maggioranze previste dalle disposizioni legislative applicabili.

Lo Statuto Sociale contiene disposizioni a tutela degli Azionisti di minoranza in materia di convocazione dell'Assemblea e di integrazione del suo Ordine del Giorno (art. 10) e di nomina del Consiglio di Amministrazione (art. 17) e del Collegio Sindacale (art. 22), in merito alle facoltà di raccogliere deleghe di voto e di esercitare il diritto di voto per corrispondenza (art. 11) ed agli obblighi informativi degli amministratori esecutivi nei confronti degli altri Consiglieri e del Collegio Sindacale (artt. 14 e 18) e del Rappresentante Comune degli Azionisti di Risparmio (art. 26).

Al riguardo, si ricorda che con delibera del 17 dicembre 2024, l'Assemblea Straordinaria, ha deliberato di modificare l'art. 11 dello Statuto sociale (Intervento e rappresentanza in Assemblea), introducendo la possibilità che: (i) ove previsto dall'avviso di convocazione, l'intervento in assemblea e l'esercizio del diritto di voto possano essere esercitati esclusivamente tramite il rappresentante designato dalla Società ex art. 135-undecies.1 del TUF, a cui possono essere conferite anche deleghe o sub-deleghe ex art. 135-novies TUF, e (ii) l'avviso di convocazione preveda che l'intervento in assemblea possa avvenire anche esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione.

In particolare, poi, gli artt. 17 (Nomina e composizione del Consiglio di Amministrazione, durata in carica dei suoi componenti) e 22 (Collegio Sindacale) sono stati modificati nel corso del 2007, introducendo il metodo del voto di lista a favore delle minoranze e nel 2014 e nel 2020, adeguandoli alla disciplina inerente all'equilibrio dei generi nella composizione degli organi di amministrazione e controllo, come introdotta dalla Legge n. 120/2011.

Si segnalano inoltre gli artt. 5 e 13 dello statuto che prevedono rispettivamente la facoltà di richiedere l'identificazione degli Azionisti (art. 83 duodecies del TUF) e il diritto degli Azionisti di proporre domande prima dell'Assemblea (art. 125-bis, comma 4, lett. b), n. 1) del TUF).

Il citato art. 125-bis, comma 4, lett. b), n. 1) del TUF ed il successivo art. 127-ter del TUF prevedono che l'avviso di convocazione indichi il termine entro il quale possono essere proposte domande prima dell'Assemblea, statuendo che tale termine non possa essere anteriore a tre giorni precedenti l'Assemblea di prima o di unica convocazione, ovvero a cinque giorni precedenti la predetta qualora l'avviso di convocazione preveda che la Società fornisca una risposta prima dell'Assemblea.

In tal caso, le risposte dovranno essere fornite almeno due giorni prima dell'Assemblea, anche mediante pubblicazione in apposita sezione del sito web della Società.

La legittimazione a porre domande spetta ai soggetti titolari del diritto di voto.

Integrazione dell'Ordine del Giorno e presentazione di nuove proposte di delibera

Nell'art. 10 dello Statuto Sociale è evidenziato, nel rispetto dell'art. 126-bis del TUF, che i Soci che rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale possono chiedere, entro 10 giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'Assemblea, l'integrazione dell'elenco delle materie da trattare. La richiesta deve essere presentata per iscritto e deve contenere indicazione degli argomenti da trattare.

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L'integrazione non è ammessa per gli argomenti sui quali l'Assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli Amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione dagli stessi predisposta, diversa da quelli di cui all'art. 125 ter, comma 1 del TUF.

La disposizione in parola, a seguito delle modifiche del 2012, è stata integrata al fine di consentire ai Soci che rappresentino una analoga partecipazione, di presentare, sempre entro 10 giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione e secondo un procedimento simile a quello previsto per l'integrazione dell'Ordine del Giorno, proposte di delibera su materie già all'Ordine del Giorno.

In ogni caso, colui al quale spetta il diritto di voto può presentare individualmente proposte di deliberazione in Assemblea.

Nei termini di legge, la richiesta d'integrazione e/o della presentazione di una nuova proposta di delibera vengono rese note con le stesse modalità previste per la convocazione dell'Assemblea almeno quindici giorni prima di quello fissato per la medesima, mettendo a disposizione la Relazione predisposta dai Soci, accompagnata da eventuali valutazioni del Consiglio di Amministrazione.

Richiesta di convocazione dell'Assemblea

L'art. 10 dello Statuto Sociale, in coerenza con quanto previsto dall'art. 2367 del Codice Civile, prevede che gli Azionisti che rappresentino almeno il ventesimo del capitale sociale espresso in azioni ordinarie possono chiedere al Presidente del Consiglio di Amministrazione di convocare l'Assemblea.

La richiesta dovrà essere formulata a mezzo di lettera raccomandata e dovrà contenere l'elenco degli elementi da inserire all'Ordine del Giorno e la dettagliata elencazione dei richiedenti, allegando copia di idonea comunicazione rilasciata dagli intermediari autorizzati attestante la titolarità ed il numero delle azioni possedute.

14. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO

L'Emittente, oltre al Modello organizzativo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 e alle procedure di controllo contabile illustrate nel capitolo 9 della Relazione, non adotta pratiche di governo societario ulteriori rispetto a quelle previste dalle norme legislative e regolamentari.

15. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO

A far data dalla chiusura dell'Esercizio non si sono verificati altri cambiamenti nella struttura di corporate governance rispetto a quelli segnalati nelle specifiche sezioni.

16. CONSIDERAZIONI SULLA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 2025 DEL PRESIDENTE DEL COMITATO PER LA CORPORATE GOVERNANCE

La lettera del 18 dicembre 2025 (la "Lettera"), indirizzata dal Presidente del Comitato CG ai Presidenti dei Consigli di Amministrazione delle società quotate italiane, è stata portata all'attenzione del Collegio Sindacale, del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, nonché del Consiglio di Amministrazione dell'Emittente nella riunione del 27 aprile 2026.

Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto delle analisi e delle raccomandazioni contenute nella Lettera e ha rilevato quanto segue:

a) la Società applica la Raccomandazione 27 del Codice. In particolare, la Società prevede incentivi variabili di breve e lungo termine legati a obiettivi di performance predeterminati e misurabili descritti nella Sezione I della Relazione sulla Remunerazione alla quale si rinvia con particolare riferimento agli incentivi variabili di lungo periodo. Si segnala inoltre che, come indicato nella Sezione I della Relazione sulla Remunerazione, la Società può, in casi eccezionali, decidere di assegnare eventuali bonus speciali fermo restando il presidio dell'applicazione della procedura per le operazioni con parti correlate (ove applicabile);

b) come indicato nella Sezione I della Relazione sulla Remunerazione, (i) non sono previste erogazioni straordinarie per l'Amministratore Delegato e per gli altri Amministratori

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Esecutivi e (ii) con riferimento agli esercizi 2025 e 2026, in linea con il passato, non sono attribuiti Trattamenti di Fine Mandato (TFM) in favore di Amministratori. Non sono neppure previsti compensi/indennità per “impegni di non concorrenza”, così come l’assegnazione o il mantenimento di benefici non monetari o la stipula di contratti di consulenza successivamente alla cessazione del rapporto.

***

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Tabella 2a: INFORMAZIONI SULLA STRUTTURA DEL CAPITALE E SUGLI STRUMENTI FINANZIARI AL 31 DICEMBRE 2025

STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE
Azioni Emesse Codice ISIN n. Azioni in circolazione n. Diritti di voto % rispetto al c.s.
Azioni ordinarie senza voto maggiorato IT0004552359 124.453.358 124.453.358 95,0%
Azioni ordinarie con voto maggiorato IT0005124406 145.778.192 291.556.384
Azioni di risparmio al portatore IT0004552367 14.211.262 5,0%
Azioni di risparmio nominative IT0004552375
Totali 284.442.812 416.009.742 100,00%
ALTRI STRUMENTI FINANZIARI
--- --- ---
Codice ISIN n. strumenti in circolazione
Obbligazioni non convertibili “KME Group SpA 2022-2027” IT0005503393 63.533.259
Obbligazioni non convertibili “KME Group SpA 2024-2029” IT0005597874 194.000.000

Tabella 2b: ANDAMENTO DEI TITOLI NEL CORSO DEL 2025

Valore massimo Valore minimo
Mese Quotazione Mese Quotazione
Azioni ordinarie Aprile 0,930 Novembre 0,851
Azioni di risparmio Marzo 1,420 Aprile 1,273
Obbligazioni KME Group SpA 2020-2025 (*) Febbraio 99,998 Febbraio 99,822
Obbligazioni KME Group SpA 2022-2027 Agosto 102,471 Aprile 99,898
Obbligazioni KME Group SpA 2024-2029 Settembre 102,206 Aprile 100,031

(*) fino al termine del 18 febbraio 2025.


Relazioni con gli azionisti:
telefono: 02 806291
FAX: 02 8062940
Email: [email protected]
Website: www.itkgroup.it


Tabella 2.3 PARTECIPAZIONI RILEVANTI NEL CAPITALE

Dichiarante Azionista diretto Quota % su capitale ordinario Quota % su capitale votante
Quattroduedue SpA Quattroduedue SpA 65,80% 77,78%

Tabella 4.2 Struttura del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati costituiti alla data di chiusura dell'Esercizio

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE COMITATO CONTROLLO RISCHI E SOSTENIBILITA' COMITATO REMUNERAZ. (***)
Carica Componenti Anno di nascita Data di prima nomina * In carica dal In carica fino a Lista ** Esecutivi Non Esecutivi Indip. Codice Indip. TUF Partecipaz. (*) N. altri incarichi *** (**) Partecipaz. (*) (**) Partecipaz. (*)
Presidente Diva Moriani 1968 27.04.2005 22.05.2024 31.12.2026 M X 5/5 17 n/a n/a n/a
Vice Presidente Vincenzo Manes 1960 14.02.2005 22.05.2024 31.12.2026 M X 5/5 12 n/a n/a n/a
Amministratore Marcello Gallo 1958 14.02.2005 22.05.2024 31.12.2026 M X 5/5 14 n/a n/a n/a
Amministratore James Macdonald 1951 30.04.2013 22.05.2024 31.12.2026 M X 5/5 2 n/a n/a n/a
Amministratore Ruggero Magnoni 1951 31.05.2016 22.05.2024 31.12.2026 M X 3/5 9 n/a n/a n/a
Amministratore Francesca Marchetti 1963 08.05.2018 22.05.2024 31.12.2026 M X X X 5/5 1 M 4/4 n/a n/a
Amministratore Massimiliano Picardi 1971 22.05.2024 22.05.2024 31.12.2026 m X X X 5/5 1 n/a n/a n/a
Amministratore Maria Serena Porcari 1971 08.06.2021 22.05.2024 31.12.2026 M X 5/5 10 n/a n/a n/a
Amministratore Luca Ricciardi 1973 30.04.2013 22.05.2024 31.12.2026 M X X X 5/5 0 P 4/4 n/a n/a
Amministratore Alessandra Pizzuti (***) 1962 19.06.2015 15.05.2025 31.12.2026 M X 4/4 0 M 4/4 n/a n/a
AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO
============
N. riunioni svolte durante l'Esercizio di riferimento: CDA: 5 CCRS: 4 CR: n/a
Quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l'elezione di uno o più membri (ex art. 147-ter TUF): 2,5%

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Note

Nella tabella sono indicate le presenze alle riunioni verbalizzate. E' da ricordare che tutti i componenti dei Comitati e gli invitati alle riunioni, al di là della loro presenza alle stesse, ricevono con dovuto anticipo la documentazione e le informazioni relative ai punti all'Ordine del Giorno, partecipando al loro esame in preparazione delle deliberazioni da assumere.

  • Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l'amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel CdA dell'Emittente.
    ** In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore (“M”: lista di maggioranza; “m”: lista di minoranza; “CdA”: lista presentata dal CdA).
    *** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Nella Tabella 4.2b è riportato l'elenco di tali società con riferimento a ciascun consigliere, precisando se la società in cui è ricoperto l'incarico fa parte o meno del gruppo che fa capo o di cui è parte l'Emittente.
    () In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni rispettivamente del C.d.A. e dei comitati (n. di presenze/n. di riunioni svolte durante l'effettivo periodo di carica del soggetto interessato).
    (
    ) In questa colonna è indicata la qualifica del Consigliere all'interno del Comitato: “P” se Presidente; “M” se membro.
    (
    ) Comitato non più istituito come da delibera del C.d.A. del 19 giugno 2015, dell'8 maggio 2018, dell'8 giugno 2021 e del 22 maggio 2024.
    (
    *) Cooptata dal C.d.A. della Società in data 24 gennaio 2025 e successivamente nominata dall'Assemblea del 15 maggio 2025 fino alla data dell'Assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026, al pari degli altri Amministratori.

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Tabella 4.2b Incarichi di amministrazione e controllo ricoperti dagli Amministratori

Di seguito sono riportati per ciascun Amministratore le cariche di amministratore o sindaco ricoperte dagli stessi alla data del 31 dicembre 2025 in altre società per azioni, in società in accomandita per azioni ed in società a responsabilità limitata, nonché le cariche in fondazioni e associazioni.

Nominativo Società Carica
Diva Moriani KME SE (1) Vice Presidente esecutivo del Consiglio di Amministrazione
KME Italy SpA (1) Membro del Consiglio di Amministrazione
KME Germany GmbH (1) Presidente del Consiglio di Sorveglianza
KME Mansfeld GmbH (1) Presidente del Consiglio di Sorveglianza
KME Srl (1) Membro del Consiglio di Amministrazione
KME Netherlands BV (1) Presidente del Consiglio di Sorveglianza
KMH SpA (1) Amministratore Delegato
Cunova (gruppo Paragon) Membro del Consiglio di Amministrazione
Moncler SpA (2) Membro indipendente del Consiglio di Amministrazione, Membro dei Comitati Remunerazione e Nomine e Parti Correlate
CULTI Milano SpA (1) Membro del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Arte Dynamo Presidente del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Dynamo Camp ETS Membro del Consiglio di Amministrazione
Dynamo Academy Srl Impresa Sociale Membro del Consiglio di Amministrazione
Recordati SpA (2) Membro indipendente del Consiglio di Amministrazione, Presidente del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità e Membro del Comitato Nomine e Remunerazione
Diasorin SpA (2) Membro indipendente del Consiglio di Amministrazione, Presidente del Comitato Remunerazione
Credit Access India BV Presidente indipendente del Consiglio di Sorveglianza
Juventus Football Club SpA Membro indipendente del Consiglio di Amministrazione, Membro del Comitato Parti Correlate
Vincenzo Manes KME SE (1) Presidente Esecutivo
--- --- ---
KMH SpA (1) Presidente del Consiglio di Amministrazione
Quattroduedue SpA Amministratore Delegato
Tod’s Group SpA Membro del Consiglio di Amministrazione
Class Editori SpA (2) Membro del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Dynamo Camp ETS Presidente del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Arte Dynamo Membro del Consiglio di Amministrazione
Dynamo Academy Srl Impresa Sociale Membro del Consiglio di Amministrazione
Fondo Filantropico Italiano ETS Membro del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Adriano Olivetti Membro del Consiglio di Amministrazione
Robert Kennedy Human Rights Foundation Membro del Consiglio di Amministrazione
Keep Italy Beautiful ETS Membro del Consiglio di Amministrazione

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Marcello Gallo Intek Investimenti SpA (1) Amministratore Delegato
Immobiliare Pictea Srl (1) Presidente del Consiglio di Amministrazione
ISNO 3 Srl in liquidazione (1) Liquidatore
Benten Srl Membro del Consiglio di Amministrazione
KME SE (1) Membro del Consiglio di Amministrazione
KME Italy SpA (1) Presidente del Consiglio di Amministrazione
Dynamo Academy Srl Impresa Sociale Membro del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Vita Presidente del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Dynamo Camp ETS Membro del Consiglio di Amministrazione
Fondo Filantropico Italiano ETS Presidente del Consiglio di Amministrazione
Vita Società Editoriale SpA Impresa Sociale Vice Presidente Vicario del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Valore ETS Membro del Consiglio di Amministrazione
Keep Italy Beautiful ETS Presidente del Consiglio di Amministrazione
Ridyamo Srl Presidente del Consiglio di Amministrazione
James Macdonald Hanseatic Americas Ltd. Director
--- --- ---
Abolango Stiftung Director
Ruggero Magnoni Quattroduedue SpA Presidente del Consiglio di Amministrazione
--- --- ---
IMMSI SpA (2) Membro del Consiglio di Amministrazione
M&M Capital Ltd. Chairman
IFM Investors Senior Advisor to IFM Global Infrastructure Fund
RFM & Partners SpA Presidente del Consiglio di Amministrazione
Società di Progetto Brebemi SpA Membro del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Giuliano e Maria Carmen Magnoni ETS Socio Fondatore e Presidente
Fondazione Laureus Sport for Good Italia ETS Socio Fondatore e Presidente
Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte Membro del Consiglio di Amministrazione
Trilantic Capital Partners Europe Senior Advisor and Member of the Advisory Council
Lehman Brothers Foundation Europe Trustee
Fondazione Dynamo Camp ETS Membro del Consiglio di Amministrazione
Luca Ricciardi n/a n/a
--- --- ---
Francesca Marchetti KME SE (1) Membro del Consiglio di Amministrazione
--- --- ---
Riantima Immobiliare Srl Revisore Unico
Minuter Srl Revisore Unico
Maria Serena Porcari Fondazione Dynamo Camp ETS Amministratore Delegato
--- --- ---
Dynamo Academy Srl Impresa Sociale Presidente del Consiglio di Amministrazione
CIR SpA (2) Membro indipendente del Consiglio di Amministrazione

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CP Energy Crispiano Srl Amministratore Unico
CP Energy & Finance Srl Membro del Consiglio di Amministrazione
Seriousfun Children Network USA Membro del Consiglio di Amministrazione
Fondazione Hospice Isabella Seragnoli Membro del Consiglio di Amministrazione
Università Commerciale Luigi Bocconi Membro del Consiglio di Amministrazione
Natural Capital Italia SpA Società Benefit (1) Membro del Consiglio di Amministrazione
AssoBenefit Membro del Consiglio Direttivo
Massimiliano Picardi Sogefi SpA (2)
--- ---
Alessandra Pizzuti n/a
--- ---

(1) società facente capo a KME Group SpA;
(2) società quotata in un mercato regolamentato.

******


TABELLA 14a

Struttura del Collegio Sindacale alla data di chiusura dell'Esercizio

COLLEGIO SINDACALE
Carica Componenti Anno di nascita Data di prima nomina * In carica dal In carica fino a Lista ** Indip. Codice Partecipaz. *** N. altri incarichi ***
Presidente Gianluca Cinti 1971 22.05.2024 22.05.2024 31.12.2026 m X 8/8 10
Sindaco effettivo Giovanna Villa 1966 08.05.2018 22.05.2024 31.12.2026 M X 8/8 7
Sindaco effettivo Alberto Villani 1962 30.04.2013 22.05.2024 31.12.2026 M X 8/8 35
Sindaco supplente Elena Beretta 1969 19.06.2015 22.05.2024 31.12.2026 M X n/a 10
Sindaco supplente Daniele Beretta 1980 22.05.2024 22.05.2024 31.12.2026 m X n/a 17
SINDACI CESSATI DURANTE L'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO
==============================
N. riunioni svolte durante l'Esercizio di riferimento: 8
Quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l'elezione di uno o più membri (ex art. 147-ter TUF): 2,5%

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Note

  • Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel Collegio Sindacale dell'Emittente.
    ** In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun sindaco (“M”: lista di maggioranza; “m”: lista di minoranza).
    *** In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del C.S. (n. di presenze/n. di riunioni svolte durante l’effettivo periodo di carica del soggetto interessato).
    *** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato rilevanti ai sensi dell’art. 148-bis TUF e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel Regolamento Emittenti Consob. L’elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell’art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.

Tabella 14b Incarichi di amministrazione e controllo ricoperti dai Sindaci

Di seguito, sono riportate, per tutti i Sindaci in carica nell'esercizio cui fa riferimento la presente Relazione, le cariche di Amministratore o Sindaco ricoperte dagli stessi alla data del 31 dicembre 2025 in altre società per azioni, in società in accomandita per azioni ed in società a responsabilità limitata.

Nominativo Società Carica
Gianluca Cinti Fabrick SpA Presidente del Collegio Sindacale e dell'OdV
Hype SpA Sindaco effettivo e Membro dell'OdV
Sella Venture Partners SGR SpA Sindaco effettivo
Centrico SpA Sindaco effettivo e Membro dell'OdV
BDY SpA Sindaco effettivo
Ronchi Holding SpA Sindaco effettivo
Ronchi Mario SpA Sindaco effettivo
Bosfin SpA Presidente del Collegio Sindacale
Amandla Srl Amministratore Unico
Banca Sella Holding SpA Sindaco supplente
Antares Vision SpA (2) Sindaco supplente
A2A Wind Srl Sindaco effettivo
La Fucina Scarl in liquidazione Liquidatore
Giovanna Villa Lenovo Italy Srl Sindaco Unico e Membro dell’OdV
--- --- ---
Lenovo Global Technology Srl Sindaco Unico e Membro dell’OdV
ENI SpA (2) Sindaco supplente
Elfit SpA Membro dell’OdV
Cortem SpA Membro dell’OdV
Italian Gasket SpA Membro dell’OdV
ICM SpA Sindaco effettivo
LILT Como Sindaco effettivo
ICM Tech Srl Presidente del Collegio Sindacale
Pirelli Sistemi Informativi SpA Membro dell’OdV
PM Games Srl Presidente dell’OdV
Finanziaria Serenissima SpA Presidente del Collegio Sindacale
Babasucco Srl Revisore
Alberto Villani AGB Nielsen Media Research Holding SpA Presidente del Collegio Sindacale
--- --- ---
AREEF 2 - SICAF SpA Sindaco effettivo
AREEF 2 Palio - SICAF SpA Sindaco effettivo
AREEF 2 Porta Nuova - SICAF SpA Sindaco effettivo
AREEF 2 - Rève - SICAF IN GESTIONE ESTERNA SpA Sindaco effettivo
AREEF 3 - BTR & PBSA - SICAF IN GESTIONE ESTERNA SpA Sindaco effettivo
AREEF 3 - Mameli - SICAF IN GESTIONE ESTERNA SpA Sindaco effettivo
ASAF - SICAF IN GESTIONE ESTERNA SpA Sindaco effettivo

Barry Callebaut Manufacturing Italia SpA Sindaco supplente
Bennet SpA Sindaco effettivo
BGB Holding SpA Sindaco effettivo
Carcano Antonio SpA Sindaco effettivo
Class Editori SpA (2) Sindaco supplente
EB Neuro SpA Presidente del Collegio Sindacale
Feltrinelli SpA Sindaco effettivo
FINMEG Srl Sindaco effettivo
Fratelli Consolandi Srl Presidente del Collegio Sindacale
Gallerie Commerciali Bennet SpA Sindaco effettivo
Impresa Costruzioni Grassi & Crespi Srl Sindaco supplente
Impresa Luigi Notari SpA Sindaco supplente
KMH SpA (1) Presidente del Collegio Sindacale
L C Immobiliare Srl Revisore Legale
MIR-Medical International Research SpA Sindaco effettivo
Monte Titoli SpA Sindaco supplente
Over Light SpA Sindaco effettivo
Pirelli Tyre SpA Presidente del Collegio Sindacale
Plurima SpA Presidente del Collegio Sindacale
PM Games Srl Sindaco Unico
Q.T. Holding SpA Sindaco effettivo
Quattroduedue SpA Sindaco effettivo
Royal Immobiliare Srl Amministratore Unico
Selecta Industrial Operations SpA Sindaco effettivo
SRL Immobiliare Rimini Amministratore Delegato
Sviluppo Tigullio Srl Revisore Legale
Vetus Mediolanum SpA Presidente del Collegio Sindacale
Vianord Engineering Sas Membro del Consiglio di Amministrazione
Wallaby Real Estate Srl Presidente del Collegio Sindacale
Elena Beretta Carcano Antonio SpA
--- ---
EB Neuro SpA
Fratelli Consolandi Srl
Impresa Costruzioni Grassi & Crespi Srl
Intek Investimenti SpA (1)
KMH SpA (1)
Quattroduedue SpA
Romeo Maestri & Figli SpA
MIR-Medical International Research SpA
Q.T. Holding SpA
Daniele Beretta D4Next SpA
--- ---
Fabrick SpA
Fiera Milano Congressi SpA
Hype SpA
Sella Ventures Partners SGR SpA

Wealthype SpA Sindaco effettivo
Centrico SpA Sindaco supplente
Nuova Castelli e Cairati SpA Sindaco supplente
Legnano Ecoter Srl Revisore legale
Nolostand SpA Sindaco supplente
Edizioni Musicali Acqua Azzurra Srl in liquidazione Sindaco supplente
Organizzazione Calegari & G. Srl in liquidazione Revisore legale
Wikicasa Srl Revisore legale
IPACK IMA Srl Sindaco supplente
PAYDO SpA Sindaco effettivo
Checksig Srl SB Sindaco effettivo
Art Paper Srl Revisore legale
Iseo Capital Srl Revisore legale
Sosteneo SGR SpA Sindaco supplente
Fier 1 SpA Sindaco supplente
Riborn Srl Amministratore Unico
Amandla Srl Revisore legale
Expotrans SpA Sindaco supplente
Mirtillo Rosso Srl Revisore legale

(1) società facente capo a KME Group SpA;
(2) società quotata in un mercato regolamentato.

223


KME

RELAZIONE

SUI COMPENSI CORRISPOSTI ESERCIZIO 2025

Redatta ai sensi dell'art. 123-ter del TUF e dell'art. 84-quater Delibera Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche

Consiglio di Amministrazione
del 27 aprile 2026

KME Group S.p.A.
Sede Legale e Amministrativa:
20121 Milano - Foro Buonaparte, 44
Capitale sociale Euro 200.154.177,66 i.v.
Cod. Fiscale e Reg. Imprese
di Milano n° 00931330583
www.itkgroup.it

224


225

1 Sezione II – Relazione sui compensi corrisposti nell’esercizio 2025... 227

1.1 Prima parte: Informazioni in merito alle voci che compongono la remunerazione... 227

1.1.1 Il Consiglio di Amministrazione... 227

1.1.1.1 Compensi statutari ed assembleari... 227

1.1.1.2 Compensi degli Amministratori con particolari cariche... 227

1.1.1.3 Compensi degli Amministratori non esecutivi nell’ambito dei Comitati... 228

1.1.2 Piani di stock option... 228

1.1.3 Il Collegio Sindacale... 228

1.1.4 Informazioni in caso di cessazione dalla carica di Amministratori... 228

1.1.5 Informazioni relative a deroghe nella applicazione della Politica 2025 e 2026... 228

1.1.6 Informazioni relative alla applicazione di meccanismi di correzione ex post delle componenti variabili... 228

1.1.7 Informazioni ulteriori per gli esercizi 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025... 229

1.1.8 Informazioni relative a come sia stato tenuto in considerazione il voto espresso dalla assemblea sulla seconda sezione della Relazione dell’esercizio precedente... 230

1.2 Parte seconda – Tabelle... 231

1.2.1 Compensi dei componenti degli organi di amministrazione e controllo... 231

1.2.2 Stock Option... 234

1.2.3 Altri piani non monetari diversi dalle stock option... 236

1.2.4 Piano di incentivazione monetaria... 238

1.2.5 Partecipazioni detenute dai componenti degli organi di amministrazione e controllo e dai Dirigenti con responsabilità strategiche... 240


226

Signori Azionisti,

il presente documento illustra, nella sua seconda Sezione, l'attuazione delle politiche retributive vigenti e quindi dei compensi corrisposti nell'esercizio 2025 (di seguito la “Relazione sui Compensi” o anche solo “Relazione”).

Non viene invece predisposta la prima Sezione prevista dall'allegato 3A, schema 7 bis, Sezione II, del Regolamento Emittenti in quanto la Politica della Remunerazione 2025 e 2026 (di seguito “Politica” o anche “Politica 2025 e 2026”) relativa ai componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio sindacale della società KME Group SpA (di seguito “KME Group” o la “Società”) ed ai Dirigenti con Responsabilità Strategica, era stata già approvata dall'Assemblea del 15 maggio 2025 con riferimento ad un arco temporale di due anni. Pertanto, tale Politica sarà valida fino alla conclusione del mandato del Consiglio di Amministrazione attualmente in carica (i.e. fino all'approvazione del bilancio che si chiuderà al 31 dicembre 2026).

Per la Politica 2025 e 2026 si rinvia conseguentemente al documento predisposto in occasione di approvazione della stessa (al link del sito internet della Società: https://www.itkgroup.it/assets/files/tb/file/bilanci/2024/rel_remunerazione_kme_2024.pdf).

La Relazione sui compensi corrisposti

La Relazione sui Compensi è un documento approvato dal Consiglio di Amministrazione, redatto in conformità all'allegato 3A, schema 7-bis, Sezione II, del Regolamento Emittenti, che viene depositato presso la sede legale della Società e pubblicato nel proprio sito internet, almeno 21 giorni prima della Assemblea degli Azionisti chiamata annualmente ad approvare il bilancio. La Relazione è riferita all'esercizio 2025 ed in particolare è dedicata, anche mediante l'utilizzo di specifiche tabelle, alla illustrazione in via analitica delle remunerazioni attribuite nel corso di tale esercizio agli Amministratori, ai Sindaci, ai Direttori Generali e ai Dirigenti con responsabilità strategiche.

In continuità con quanto effettuato negli ultimi esercizi, seguendo le indicazioni contenute nel format predisposto da Borsa Italiana SpA per la “Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari” (“Relazione sulla Governance”), si è ritenuto di inserire nella presente Relazione le informazioni richieste dal Codice al fine di evitare un'inutile duplicazione di informativa. Di tale scelta è stata data evidenza anche nella appena ricordata Relazione sulla Governance.

Sempre nel rispetto di tali indicazioni, la Relazione sulla Governance e la presente Relazione sono messe a disposizione presso la sede legale della Società e nella sezione governance del sito web www.itkgroup.it. In ragione dei loro rispettivi contenuti e delle numerose reciproche sovrapposizioni, si raccomanda la loro lettura ed il loro esame in modo congiunto.

La Relazione sui Compensi è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione nella sua riunione del 27 aprile 2026.


227

1 Sezione II – Relazione sui compensi corrisposti nell’esercizio 2025

1.1 Prima parte: Informazioni in merito alle voci che compongono la remunerazione

La presente Sezione II illustra, con riferimento all’esercizio 2025, i compensi percepiti dai componenti degli organi di amministrazione e controllo (con specifica indicazione nominativa per gli Amministratori Esecutivi).

1.1.1 Il Consiglio di Amministrazione

1.1.1.1 Compensi statutari ed assembleari.

Per tutti gli Amministratori, esecutivi e non esecutivi, l’art. 8 dello Statuto della Società prevede una partecipazione agli utili netti annuali nella misura del 2% di quanto ne residua dopo la destinazione a riserva legale.

L’art. 21 dello Statuto consente all’Assemblea degli Azionisti di attribuire agli Amministratori una indennità fissa.

L’assemblea del 22 maggio 2024 ha determinato, per il triennio 2024-2026, una indennità di Euro 16.500 su base annua per ciascun Amministratore, con una maggiorazione del 50% a favore degli Amministratori che facciano parte di Comitati istituiti dalla Società.

1.1.1.2 Compensi degli Amministratori con particolari cariche.

L’art. 21 dello Statuto prevede che il compenso degli Amministratori esecutivi sia deliberato dal Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale; sono Amministratori esecutivi la Presidente Diva Moriani e il Vice Presidente Vincenzo Manes.

Il Consiglio di Amministrazione del 22 maggio 2024 ha deliberato di attribuire alla Presidente Diva Moriani una remunerazione fissa di Euro 100.000 annui per il periodo intercorrente dal 22 maggio 2024 e fino alla data della assemblea convocata per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026. Al Vice Presidente Vincenzo Manes è stata attribuita, per lo stesso periodo, una remunerazione fissa di Euro 700.000 annui.

Componente fissa

Con riferimento all’esercizio 2025, la componente fissa erogata agli Amministratori Esecutivi, comprensiva del compenso statutario deliberato dall’assemblea del 22 maggio 2024 è stata la seguente:

  • al Presidente, Vincenzo Manes: Euro 716.500, unicamente come quota fissa;
  • al Vice Presidente Diva Moriani: Euro 116.500, unicamente come quota fissa.

Per i dettagli di calcolo, si veda la Tabella 1 della presente Sezione II.

Componente variabile

Con riferimento agli esercizi 2025 e 2026, la componente variabile della remunerazione del Vice Presidente Vincenzo Manes e della Presidente Diva Moriani viene determinata sulla base del piano di incentivazione variabile di KME SE, basato sui risultati operativi della stessa.

Non sono stati previsti compensi variabili nel corso dell’esercizio 2025.

Con riferimento a tutti gli elementi di componente variabile della retribuzione per gli Amministratori Esecutivi, non sono previsti criteri di riconoscimento o variazione di tale componente nei casi di overperformance o di underperformance.

Nel corso del 2025 non sono state esercitate opzioni.

Benefici non monetari

La Società ha deciso di mantenere in capo a Vincenzo Manes quale benefit, la disponibilità di un alloggio, per un canone massimo fino a Euro 150.000 annui, nonché di una polizza infortuni con un massimale di Euro 5.000.000.


228

1.1.1.3 Compensi degli Amministratori non esecutivi nell'ambito dei Comitati.

La remunerazione degli Amministratori non esecutivi è integrata in ragione della loro partecipazione ai Comitati esistenti (maggiorazione del 50%).

Il compenso loro attribuito statutariamente insieme agli altri Amministratori, e collegato al positivo risultato dell'esercizio, consente loro di partecipare, seppure in maniera non particolarmente significativa, ai risultati economici della Società.

1.1.2 Piani di stock option

Si segnala che al momento sono state assegnate agli Amministratori Esecutivi Vincenzo Manes e Diva Moriani e al CEO di KME SE Claudio Pinassi, opzioni della durata di tre anni, che danno la facoltà di acquistare complessivamente n. 12,5 milioni di azioni ordinarie della Società ad Euro 1,00, oltre ad Euro 0,16 per il prezzo di acquisto dell'opzione. Tali azioni ordinarie sono attualmente nel portafoglio della Società.

Le opzioni sono state attribuite a pagamento, dando diritto ad una azione ordinaria sulla base di una azione per ogni opzione, mediante esercizio delle opzioni: la richiesta di esercizio delle opzioni può essere effettuata da parte di ciascun beneficiario, anche in più tranche, entro il 30 giugno 2027, data oltre la quale le opzioni saranno annullate se non esercitate.

Tale componente variabile è idonea a rinforzare la retention degli amministratori indicati, nonché a valorizzare il loro operato per la creazione di valore del Gruppo.

1.1.3 Il Collegio Sindacale

Il compenso del Presidente del Collegio Sindacale e dei due Sindaci Effettivi è stato determinato su base annua e per tutta la durata dell'incarico (esercizi 2024-2025-2026), da parte dell'Assemblea degli Azionisti al momento della loro nomina.

Per completezza espositiva, si ricorda che, in merito alla verifica sulla sussistenza del requisito dell'indipendenza dei componenti il Collegio Sindacale, vengono prese in considerazione le “situazioni sostanziali” dei singoli rapporti tra i Sindaci ed il Gruppo, ovvero l'insieme delle relazioni economiche intercorrenti; al riguardo si rinvia al paragrafo dedicato al Collegio Sindacale nella Relazione sulla Governance.

La remunerazione del Collegio Sindacale è deliberata dall'assemblea all'atto della nomina in base alle tariffe professionali (se applicabili) e/o le normali prassi di mercato. In merito, si ricorda che l'Assemblea degli Azionisti del 22 maggio 2024 ha determinato la sopra citata retribuzione annuale nella misura di Euro 46.000 per il Presidente e di Euro 31.000 per ciascun altro Sindaco Effettivo. Non è prevista alcuna remunerazione variabile ai componenti del Collegio Sindacale.

Il Collegio Sindacale non ha trasmesso alla Società alcun approfondimento sulla quantificazione dell'impegno richiesto, ai sensi della norma Q.1.6 delle norme di comportamento del Collegio Sindacale di società quotate, emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

1.1.4 Informazioni in caso di cessazione dalla carica di Amministratori

Non sono attribuiti Trattamenti di Fine Mandato (TFM) in favore di Amministratori, né gli stessi sono stati erogati con riferimento all'esercizio 2025.

Non sono neppure previsti compensi/indennità per “impegni di non concorrenza”, così come l'assegnazione o il mantenimento di benefici non monetari o la stipula di contratti di consulenza successivamente alla cessazione del rapporto.

1.1.5 Informazioni relative a deroghe nella applicazione della Politica 2025 e 2026

Non si sono verificati casi nell'esercizio 2025.

1.1.6 Informazioni relative alla applicazione di meccanismi di correzione ex post delle componenti variabili

Non si sono verificati casi nell'esercizio 2025.


229

1.1.7 Informazioni ulteriori per gli esercizi 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025

Si forniscono di seguito informazioni ulteriori relative agli esercizi 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025 con riferimento a:

a) remunerazione totale degli Amministratori Esecutivi:

(importi in Euro) Società che redige il bilancio Compensi totali
Amministratore Esecutivo Vincenzo Manes Diva Moriani Vincenzo Manes Diva Moriani
Esercizio 2021 736.899 116.500 1.144.694 607.856
Esercizio 2022 736.899 116.500 1.591.899 1.189.070
Esercizio 2023 736.899 116.500 1.473.166 909.313
Esercizio 2024 724.889 116.500 1.698.451 938.053
Esercizio 2025 724.889 116.500 1.698.451 938.053

b) risultati della Società

Patrimonio netto per azione

Esercizio 2021 1,38
Esercizio 2022 1,57
Esercizio 2023 1,54
Esercizio 2024 1,12
Esercizio 2025 0,98

c) remunerazione annua lorda media parametrata sui dipendenti a tempo pieno di KME Group, diversi dai soggetti la cui remunerazione è indicata nominativamente nella presente Sezione II.

Retribuzione annua lorda

Esercizio 2021 Euro 62.927
Esercizio 2022 Euro 61.660
Esercizio 2023 Euro 71.034
Esercizio 2024 Euro 68.115
Esercizio 2025 Euro 61.948

Come noto, la Società è stata, dal 2014, configurata come holding di partecipazioni diversificate attraverso una gestione attiva e dinamica degli investimenti e degli asset in portafoglio, mirante alla loro migliore valorizzazione, e qualificata quale Investment company ai sensi dell'IFRS 10.

Il 22 aprile 2022, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere alla focalizzazione dell'attività della Società sulla gestione industriale di KME SE, partecipazione con valore strategico e duraturo, provvedendo alla progressiva valorizzazione, nei tempi e modi strumentali al conseguimento dei migliori risultati per la Società stessa, degli ulteriori attivi in portafoglio. Come conseguenza di ciò, le partecipazioni non sono più consolidate a fair value, in base all'IFRS 10 relativo alle Investment companies, ma in misura integrale.

Il Consiglio ritiene che, con riferimento alla presente Politica, sia preferibile adottare un criterio di continuità rispetto a quanto adottato negli anni passati, dando evidenza dei dati relativi unicamente alla Capogruppo e non anche alle società incluse nel perimetro di consolidamento. Ciò, sia per coerenza informativa, rendendo confrontabili al lettore i dati rispetto a quelli esposti negli esercizi precedenti, sia


per la difficoltà di lettura e di intelleggibilità dell'informazione, in caso di utilizzo di dati anche relativi ad altre società del Gruppo.

1.1.8 Informazioni relative a come sia stato tenuto in considerazione il voto espresso dalla assemblea sulla seconda sezione della Relazione dell'esercizio precedente

Il dibattito assembleare di approvazione della precedente Relazione non ha fornito spunti tali da dover essere considerati né sono pervenute alla Società richieste o comunicazioni da parte di azionisti dalla data di assemblea alla data odierna. Qualora ciò si verificasse in futuro, la Società prenderà in considerazione tali elementi nel corso della stesura e della approvazione delle future Politiche di remunerazione.

230


231

1.2 Parte seconda – Tabelle

1.2.1 Compensi dei componenti degli organi di amministrazione e controllo

Il dettaglio dei compensi degli Amministratori, relativi all’esercizio 2025, anche in Società controllate, è riportato nella tabella che segue predisposta secondo le disposizioni previste da CONSOB (ovvero lo “Schema 7 bis” – Tabella 1 - di cui all’Allegato 3A del Regolamento Emittenti).


Compensi corrisposti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo ed ai dirigenti con responsabilità strategica

(A) (B) (C) (D) (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8)
Nome e cognome Carica Periodo per cui è stata ricoperta la carica Scadenza della carica Compensi fissi Compensi per la partecipazione a comitati (*) Compensi variabili non equity Benefici non monetari Altri compensi Totale Fair Value dei compensi equity Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro
Bonus e altri incentivi Partecipazione agli utili
Diva Moriani (1) Presidente 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 116.500 - - - - - 116.500 66.545 -
(II) Compensi da controllate e collegate 579.600 - - - 5.893 82.950 668.443 - -
(III) Totale 696.100 - - - 5.893 82.950 784.943 66.545 -
Vincenzo Manzo (2) Vice Presidente 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 716.500 - - - 8.389 - 724.889 66.545 -
(II) Compensi da controllate e collegate 710.000 - - - - 24.064 734.064 - -
(III) Totale 1.426.500 - - - 8.389 24.064 1.458.953 66.545 -
Marcello Gallo (3) Consigliore 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 217.899 - - - 10.228 - 228.127 - -
(II) Compensi da controllate e collegate 225.575 - - - - - 225.575 - -
(III) Totale 443.474 - - - 10.228 - 453.702 - -
Duncan James Macdonald (4) Consigliore 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 16.500 - - - - - 16.500 - -
(II) Compensi da controllate e collegate - - - - - - - - -
(III) Totale 16.500 - - - - - 16.500 - -
Ruggiero Magnoni (5) Consigliore 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 16.500 - - - - 1.200 17.700 - -
(II) Compensi da controllate e collegate - - - - - - - - -
(III) Totale 16.500 - - - - 1.200 17.700 - -
Francesco Marchetti (6) Consigliore 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 16.500 8.250 - - - - 24.750 - -
(II) Compensi da controllate e collegate 30.000 - - - - - 30.000 - -
(III) Totale 46.500 8.250 - - - - 54.750 - -
Massimiliano Picardi (7) Consigliore 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 16.500 8.250 - - - - 24.750 - -
(II) Compensi da controllate e collegate - - - - - - - - -
(III) Totale 16.500 8.250 - - - - 24.750 - -
Maria Serena Porcari (8) Consigliore 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 16.500 - - - - - 16.500 - -
(II) Compensi da controllate e collegate 5.000 - - - - - 5.000 - -
(III) Totale 21.500 - - - - - 21.500 - -
Luca Ricciardi (9) Consigliore 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 16.500 8.250 - - - 1.800 26.550 - -
(II) Compensi da controllate e collegate - - - - - - - - -
(III) Totale 16.500 8.250 - - - 1.800 26.550 - -
Alexandra Pizzuti (10) Consigliore 24/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 15.373 7.312 - - - 1.800 24.485 - -
(II) Compensi da controllate e collegate 152.520 - - - 2.272 - 154.792 - -
(III) Totale 167.893 7.312 - - 2.272 1.800 179.277 - -
Gianluca Conti (11) Sindaco Effettivo 22/05/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 46.000 - - - - - 46.000 - -
(II) Compensi da controllate e collegate - - - - - - - - -
(III) Totale 46.000 - - - - - 46.000 - -
Giovanna Villa (12) Sindaco Effettivo 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 31.000 - - - - 1.200 32.200 - -
(II) Compensi da controllate e collegate - - - - - - - - -
(III) Totale 31.000 - - - - 1.200 32.200 - -
Alberto Villani (13) Sindaco Effettivo 01/01/2025 - 31/12/2025 Approvazione bilancio 2026
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 31.000 - - - - - 31.000 - -
(II) Compensi da controllate e collegate 7.500 - - - - - 7.500 - -
(III) Totale 38.500 - - - - - 38.500 - -
Altri dirigenti con responsabilità strategica Sindaco Effettivo 01/01/2025 - 31/12/2025
(I) Compensi nella società che redige il bilancio 210.000 - - - - - 210.000 - -
(II) Compensi da controllate e collegate 60.000 - - - - - 60.000 - -
(III) Totale 270.000 - - - - - 270.000 - -

233

Note

(1) Euro 16.500 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea, Euro 100.000 per la carica di Presidente di KME Group SpA
Euro 300.000 in qualità di componente del Board e del Supervisory Board di KME SE.
Euro 10.000 in qualità di componente del consiglio di amministrazione di KMH SpA
Euro 6.000 in qualità di componente del Supervisory Board di KME Germany GmbH e Euro 6.000 in qualità di componente del Supervisory Board di KME Mansfeld GmbH.
Euro 5.000 in qualità di componente del consiglio di amministrazione di Culti Milano SpA.
Euro 252.600 per la carica di dirigente di KME Srl (inclusivi di Euro 1.455 per rimborsi forfettari).
I benefici non monetari (Euro 5.893) sono corrisposti per la funzione di dirigente di KME Srl.
Gli Altri compensi si riferiscono ad un piano welfare di KME SE.

(2) Euro 16.500 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea, Euro 700.000 per la carica di Vice Presidente di KME Group SpA
Euro 700.000 in qualità di componente del Board e del Supervisory Board di KME SE.
Euro 10.000 in qualità di componente del consiglio di amministrazione di KMH SpA.
I benefici non monetari (Euro 8.389) sono corrisposti per la funzione di Presidente di KME Group SpA.
Gli Altri compensi si riferiscono ad un piano welfare di KME SE.

(3) Euro 16.500 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea ed Euro 201.399 come dirigente (fino al 31 ottobre).
Euro 35.000 come liquidatore di Isno 3 Srl in liquidazione, Euro 65.000 come componente del consiglio di amministrazione e Amministratore Delegato di Intek Investimenti SpA ed Euro 20.000 come componente del consiglio di amministrazione e Presidente di Immobiliare Pictea Srl.
Euro 30.000 per la carica di componente del Board di KME SE ed Euro 75.575 come componente del consiglio di amministrazione e Presidente di KME Italy SpA.
I benefici non monetari (Euro 10.228) sono corrisposti per la funzione di dirigente di KME Group SpA.

(4) Euro 16.500 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea.

(5) Euro 16.500 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea oltre a gettone di presenza per Euro 1.200.

(6) Euro 16.500 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea ed Euro 8.250 per la carica di componente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità.
Euro 30.000 per la carica di componente del Board di KME SE.

(7) Euro 16.500 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea ed Euro 8.250 per la carica di componente del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

(8) Euro 16.500 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea.
Euro 5.000 per la carica di Consigliere di Natural Capital Italia SpA SB.

(9) Euro 16.500 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea oltre a gettone di presenza per Euro 1.800 ed Euro 8.250 per la carica di componente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità.

(10) Euro 15.373 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea (pro-quota dal 24 gennaio 2025 fino al 31 dicembre 2025) oltre a gettone di presenza per Euro 1.800 ed Euro 7.312 per la carica di componente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (pro-quota dal 24 gennaio 2025 fino al 31 dicembre 2025).
Il compenso di Euro 171.692 e i benefici non monetari (Euro 2.272) sono corrisposti per un incarico di consulenza da KME Srl.

(11) Euro 46.000 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea.

(12) Euro 31.000 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea oltre a gettone di presenza per Euro 1.200.

(13) Euro 31.000 per compenso fisso deliberato dall'Assemblea ed Euro 7.500 compenso come Presidente del Collegio Sindacale di KMH SpA.


1.2.2 Stock Option

234


Stock option assegnate ai componenti dell'organo di amministrazione, ai direttori generali e agli altri Dirigenti con responsabilità strategica

Opzioni detenute all'inizio dell'esercizio Opzioni assegnate nel corso dell'esercizio Opzioni esercitate nel corso dell'esercizio Opzioni scadute nel corso dell'esercizio Opzioni detenute alla fine dell'esercizio Opzioni di competenza dell'esercizio
(A) (B) (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) (11) (12) (13) (14) (15) = (2) + (5) - (11) - (14) (16)
Nome e cognome Carica Piano Numero opzioni Prezzo di esercizio Periodo possibile esercizio (dul - al) Numero Opzioni Prezzo di esercizio Periodo possibile esercizio (dul - al) Fair value alla data di assegnazione Data di assegnazione Prezzo di mercato delle azioni sottostanti all'assegnazione delle opzioni Numero opzioni Prezzo di esercizio Prezzo di mercato delle azioni sottostanti alla data di esercizio Numero opzioni Numero opzioni Fair value
Vincenzo Manas Vice-Presidente Esecurativo KME Group 2024-2027 - - - 5.000.000 1,1600 1/7/2024 - 30/6/2027 0,0400 30/06/2027 0,9281 - - - - 5.000.000 66.545
Diva Moriani Vice-Presidente Esecurativo KME Group 2024-2027 - - - 5.000.000 1,1600 1/7/2024 - 30/6/2027 0,0400 30/06/2027 0,9281 - - - - 5.000.000 66.545
Claudio Pinnosi CEO - KME SE KME Group 2024-2027 - - - 2.500.000 1,1600 1/7/2024 - 30/6/2027 0,0400 30/06/2027 0,9281 - - - - 2.500.000 33.272

235


236

1.2.3 Altri piani non monetari diversi dalle stock option


Piani di incentivazione non monetari diversi dalle stock option a favore dei componenti dell'organo di amministrazione, dei direttori generali e degli altri dirigenti con responsabilità strategiche

237


238

1.2.4 Piano di incentivazione monetaria

Nella tabella che segue si riporta il piano di incentivazione monetaria nella forma prevista dalla tabella 3B dello Schema n. 7-bis di cui all’Allegato 3A del Regolamento Emittenti.


Piani di incentivazione monetari a favore dei componenti dell'organo di amministrazione, dei direttori generali e degli altri dirigenti con responsabilità strategiche

(A) (B) (1) (2) (3) (4)
Nome e cognome Carica Piano Bonus dell'anno Bonus di anni precedenti Altri bonus
(A) (B) (C) (A) (B) (C)
Erogabile/Erogato Differito Periodo di riferimento Non più erogabili Erogabile/Erogato Ancora differiti
Vincenzo Manes Vice-Presidente (*)
(I) Compensi nella società che redige il bilancio - - - - - - -
(II) Compensi da controllate e collegate - - - - - - -
(III) Totale - - - - - - -
Diva Moriani Presidente (*)
(I) Compensi nella società che redige il bilancio - - - - - - -
(II) Compensi da controllate e collegate - - - - - - -
(III) Totale - - - - - - -

240

1.2.5 Partecipazioni detenute dai componenti degli organi di amministrazione e controllo e dai Dirigenti con responsabilità strategiche.

Le partecipazioni detenute dai componenti degli organi di amministrazione e controllo e dai Dirigenti con responsabilità strategiche, sono raccolte nella presente Relazione utilizzando lo schema previsto da CONSOB (ovvero lo “Schema 7-ter” – Tabella 1 – di cui all’Allegato 3A del Regolamento Emittenti).


Partecipazioni detenute dai componenti degli organi di amministrazione e controllo e dai direttori generali

Nome e cognome Carica Società partecipata Numero titoli posseduti alla fine dell'esercizio 2024 Numero titoli acquistati nel corso del 2025 Numero titoli venduti nel corso del 2025 Numero titoli posseduti alla fine del 2025
Marcello Gallo Amministratore KME Group SpA - Azioni ordinarie 1.173.315 - - 1.173.315
Luca Ricciardi Amministratore KME Group SpA - Azioni risparmio 121.081 - - 121.081

Partecipazioni degli altri Dirigenti con Responsabilità strategiche

Numero dirigenti con responsabilità strategica Società partecipata Numero titoli posseduti alla fine dell'esercizio 2024 Numero titoli acquistati nel corso del 2025 Numero titoli venduti nel corso del 2025 Numero titoli posseduti alla fine del 2025
1 - - - - - -

241


KME

Bilancio separato al 31 dicembre 2025

KME Group S.p.A.
Sede Legale e Amministrativa:
Foro Buonaparte, 44 - 20121 Milano - Italia
Capitale sociale Euro 200.154.177,66 i.v.
Cod. Fiscale e Reg. Imprese
di Milano n° 00931330583
www.itkgroup.it

242


KME Group – Bilancio separato al 31 dicembre 2025

Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria – Attività

(in unità di Euro) Rif. Nota 31-dic-25 31-dic-24
di cui parti correlate di cui parti correlate
Partecipazioni in controllate 5.1 538.444.506 538.444.506 576.425.631 576.425.631
Partecipazioni in altre imprese 5.1 3 - 222.003 -
Attività finanziarie 11.102 - 10.887 -
Immobili, impianti e macchinari 5.2 10.207.319 - 11.361.620 -
Investimenti immobiliari 32.289 - 32.289 -
Attività immateriali 5.3 5.561 - 6.657 -
Altre attività 2.186 - 2.961 -
Attività per imposte differite 5.16 2.015.205 - 2.054.238 -
Totale attività non correnti 550.718.171 590.116.286
Attività finanziarie 5.4 64.092.574 63.585.570 54.593.224 54.086.220
Crediti commerciali 5.5 2.223.172 1.443.084 1.108.866 102.441
Attività per imposte correnti 5.6 226.554 183.047
Altre attività 5.7 4.378.461 3.505.881 4.610.083 3.599.259
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 5.8 2.310.521 - 27.355.523 -
Totale attività correnti 73.231.282 87.850.743
Attività classificate come possedute per la vendita 5.1 37.981.125 37.981.125 -
Totale attività 661.930.578 677.967.029

Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio.
Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono contenute nella nota esplicativa 7.12.


KME Group – Bilancio separato al 31 dicembre 2025

Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria – Patrimonio Netto e Passività

(in unità di Euro) Rif. Nota 31-dic-25 31-dic-24
di cui parti correlate di cui parti correlate
Capitale sociale 200.154.178 - 200.154.178 -
Riserva da sovrapprezzo azioni 8.942.403 - 8.942.403 -
Riserve 48.782.014 - 73.697.894 -
Utili (perdite) portati a nuovo 1.603.038 - 1.603.038 -
Utile (perdita) dell'esercizio (33.401.452) - (25.058.741) -
Totale patrimonio netto 5.9 226.080.181 259.338.772
Benefici ai dipendenti 5.10 262.104 - 276.251 -
Passività per imposte differite 5.16 574.459 - 634.428 -
Passività finanziarie 5.11 409.320.390 150.577.958 338.448.450 132.874.107
Fondi per rischi ed oneri 5.12 738.465 - 757.793 -
Totale passività non correnti 410.895.418 340.116.922
Passività finanziarie 5.11 7.835.480 791.218 61.257.250 712.376
Debiti commerciali 5.13 1.716.699 816.025 1.707.871 374.085
Passività per imposte correnti 5.14 176.776 - - -
Altre passività 5.15 15.226.024 14.348.768 15.546.214 13.928.132
Totale passività correnti 24.954.979 78.511.335
Totale patrimonio netto e passività 661.930.578 677.967.029

Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio.
Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono contenute nella nota esplicativa 7.12.


KME Group – Bilancio separato al 31 dicembre 2025

Prospetto dell'utile (perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo

(in unità di Euro) Rif. Nota 2025 2024
di cui parti correlate di cui parti correlate
Proventi da Gestione di Partecipazioni 7.1 238.875 238.875 1.199.978 1.199.978
Commissioni su garanzie prestate 7.2 823.721 823.721 866.250 866.250
Altri proventi 7.3 612.600 585.011 829.516 570.469
Costi per il personale 7.4 (1.720.348) (454.070) (2.158.174) (451.679)
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore 7.5 (1.042.356) - (997.224) -
Altri costi 7.6 (5.613.352) (2.051.270) (5.536.348) (2.159.776)
Risultato Operativo (6.700.860) (5.796.002)
Proventi Finanziari 7.7 2.799.825 2.757.355 2.712.326 2.508.458
Oneri Finanziari 7.7 (30.456.208) (17.992.348) (25.102.584) (15.816.615)
Oneri Finanziari Netti (27.656.383) (22.390.258)
Risultato Ante Imposte (34.357.243) (28.186.260)
Imposte sul reddito 7.8 955.791 - 3.127.519 -
Risultato netto attività continue (33.401.452) (25.058.741)
Risultato da attività operative cessate - -
Risultato d'esercizio (33.401.452) (25.058.741)
Altri componenti del conto economico complessivo:
Valutazione benefici definiti a dipendenti 2.429 5.997
Risultato da fair value 7.099 -
Effetto fiscale - -
Componenti che non potranno essere riclassificate nel risultato d'esercizio 9.528 5.997
Componenti che potranno essere riclassificate nel risultato d'esercizio - -
Altri componenti del conto economico complessivo 9.528 5.997
Totale conto economico complessivo dell'esercizio (33.391.924) (25.052.744)

Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio.
Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono contenute nella nota esplicativa 7.12.


KME Group – Bilancio separato al 31 dicembre 2025

Prospetto delle variazioni di patrimonio netto al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

(in migliaia di Euro) Capitale sociale Riserva Sovraprezzo Altre riserve (**) Utili portati a nuovo Risultato esercizio Totale patrimonio
Patrimonio netto al 31 dicembre 2024 200.154 8.942 73.698 1.603 (25.059) 259.338
Copertura perdita esercizio precedente - - (25.059) - 25.059 -
Warrant management - - 133 - - 133
Utili/perdite attuariali su fondi pensione - - 2 - - 2
Componenti del conto economico complessivo - - 10 - - 10
Risultato dell'esercizio - - - - (33.401) (33.401)
Totale conto economico complessivo - - 10 - (33.401) (33.391)
Patrimonio netto al 31 dicembre 2025 200.154 8.942 48.782 1.603 (33.401) 226.080
(in migliaia di Euro) Capitale sociale Riserva Sovraprezzo Altre riserve (**) Utili portati a nuovo Risultato esercizio Totale patrimonio
--- --- --- --- --- --- ---
Patrimonio netto al 31 dicembre 2023 200.105 5.553 104.865 1.603 (14.548) 297.578
Copertura perdita esercizio precedente - - (14.548) - 14.548 -
Acquisto azioni proprie e warrant - - (16.850) - - (16.850)
Esercizio warrant 49 1.789 - - - 1.838
Warrant management (2021-2024) (*) - 1.600 339 - - 1.939
Altri movimenti (oneri aggiuntivi OPA 2023) - - (114) - - (114)
Utili/perdite attuariali su fondi pensione - - 6 - - 6
Componenti del conto economico complessivo - - 6 - - 6
Risultato dell'esercizio - - - - (25.059) (25.059)
Totale conto economico complessivo - - 6 - (25.059) (25.053)
Patrimonio netto al 31 dicembre 2024 200.154 8.942 73.698 1.603 (25.059) 259.338

Al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024 KME Group deteneva direttamente numero 53.243.219 azioni ordinarie prive di valore nominale. Tutte le azioni sono state quindi riclassificate per intero in diminuzione del capitale sociale.

(*) L'ammontare si riferisce all'assegnazione di n. 10 milioni di opzioni ai due Amministratori Esecutivi dal 1 luglio 2024 aventi scadenza 30 giugno 2027 ad un prezzo di Euro 1,6 milioni.

(**) Per il dettaglio si veda la nota 5.9

Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio.

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KME Group – Bilancio separato al 31 dicembre 2025

Rendiconto finanziario – metodo indiretto

(in migliaia di Euro) 2025 2024
(A) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti inizio esercizio 27.356 3.214
Risultato ante imposte (34.357) (28.186)
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore 1.042 996
Variazione fondi pensione, TFR, stock option 122 167
Variazione dei fondi rischi e spese (20) (11)
Oneri finanziari netti 27.656 22.390
(Incrementi) decrementi in partecipazioni - 11.206
Flusso generato dalla gestione reddituale (5.557) 6.562
di cui con parti correlate (15.958) (13.068)
(Incrementi)/Decrementi crediti correnti 259 1.854
Incrementi/(Decrementi) debiti correnti (135) (3.090)
Flussi di cassa generati/(assorbiti) dal capitale circolante netto 124 (1.236)
di cui con parti correlate (385) 11.247
(B) Cash flow totale da attività operative (5.433) 5.326
di cui con parti correlate (16.343) (1.821)
Acquisti di attività materiali e immateriali non correnti (80) (164)
Incrementi/decrementi di altre attività/passività non correnti (20) -
(C) Cash flow da attività di investimento (100) (164)
di cui con parti correlate - -
Esercizio Warrant - 1.838
Pagamento interessi (15.246) (7.823)
Incassi debiti finanziari correnti e non correnti 57.808 53.881
Rimborsi debiti finanziari correnti e non correnti (55.374) (28.916)
Erogazione di crediti finanziari correnti e non correnti (6.700) -
(D) Cash flow da attività di finanziamento (19.512) 18.980
di cui con parti correlate 6.952 (58.704)
(E) Variazione disponibilità liquide e mezzi equivalenti (B) + (C) + (D) (25.045)
(G) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti di fine esercizio (A) + (E) 2.311

Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio.

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248

KME Group – Bilancio separato al 31 dicembre 2025

Note esplicative al bilancio separato al 31 dicembre 2025

Il progetto di bilancio separato al 31 dicembre 2025 (il “Bilancio”) di KME Group SpA (la “Società”) è stato approvato dal Consiglio di amministrazione tenutosi in data 27 aprile 2026 che ne ha autorizzato la diffusione attraverso il comunicato stampa diffuso in pari data contenente gli elementi principali del bilancio stesso. Il Bilancio sarà portato all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti.

1. Informazioni generali

KME Group SpA è iscritta in Italia presso il registro delle imprese di Milano Monza Brianza Lodi con il numero 00931330583, ha sede legale in Milano, Foro Buonaparte, 44 ed i suoi titoli sono quotati presso il mercato Euronext Milan organizzato e gestito da Borsa Italiana SpA.

KME Group SpA è a capo di un gruppo attivo principalmente nella produzione e commercializzazione di prodotti in rame e leghe di rame. La principale società controllata è KME SE, con sede in Germania, a cui fa capo un gruppo industriale (Gruppo KME SE) composto da diversi siti produttivi in Germania, Italia, Francia, Olanda, Spagna ed è inoltre rappresentato in tutto il mondo da una fitta rete di società commerciali, agenti e centri di assistenza per soddisfare le esigenze dei clienti dei principali settori industriali.

Inoltre, fino al 23 aprile 2026, KME Group controllava CULTI Milano SpA, società le cui azioni sono ammesse a negoziazione sul mercato EGM, che, anche attraverso le sue controllate, produce e distribuisce fragranze d’ambiente d’alta gamma, uno specifico segmento del mercato del lusso, con particolare attenzione al benessere della persona: dalla profumazione per l’ambiente (casa, auto, barca, etc) a quella della persona (profumi, igiene personale, cosmesi). Il 23 aprile 2026 è stata data esecuzione al contratto di compravendita sottoscritto il 19 dicembre 2025 con Berger International SAS, la holding company di Emosia Group, per la cessione delle complessive n. 2.388.750 azioni di CULTI Milano SpA possedute. Il prezzo convenuto per la compravendita è stato pari a Euro 19,16 per ciascuna azione e pari, dunque, a complessivi Euro 45,8 milioni per l’intera partecipazione detenuta da KME Group.

La Società, pur essendo controllata da Quattroduedue SpA, non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento, così come prevista dagli artt. 2497 e ss. del Codice Civile nonché dell’art. 37 del Regolamento Mercati, in quanto:

  • è provvista di una autonoma capacità negoziale nei rapporti con la clientela ed i fornitori;
  • non ha in essere con la controllante o altra società facente capo ad essa alcun rapporto di tesoreria accentrata;
  • il numero di amministratori indipendenti (solitamente 3 su 10) è tale da garantire che il loro giudizio abbia un peso significativo nelle assunzioni delle delibere consiliari.

2. Principi utilizzati per la predisposizione del bilancio separato

2.1. Principi contabili di riferimento

Il bilancio separato al 31 dicembre 2025 è stato redatto ai sensi dell’art. 154 ter del D. Lgs. 58/1998 ed è conforme agli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all’art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005 qualora applicabili. Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti (“IAS”) e tutte le interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee (“SIC”).

Conformemente alla Direttiva 2004/109/CE (la “Direttiva Transparency”) modificata dalla Direttiva 2013/50/UE e al Regolamento Delegato (UE) 2019/815 (il “Regolamento ESEF”) il presente bilancio d’esercizio di KME Group SpA è elaborato utilizzando il formato xHTML. I depositi dell’intero documento, presso le sedi e le istituzioni competenti, sono effettuati ai sensi di legge.


249

2.2. Schemi di bilancio

Nel prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria, le attività e le passività sono distinte come “correnti” e “non correnti”. Un’attività e una passività sono classificate come “correnti” se sono realizzate/estinte nel normale ciclo operativo o comunque entro 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio, sono detenute per finalità di negoziazione, sono attività costituite da disponibilità liquide e mezzi equivalenti oppure sono passività per i quali la Società non ha il diritto di differire la loro estinzione per almeno 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio.

La Società ha optato per la presentazione delle componenti del risultato del periodo direttamente nel prospetto dell’utile/(perdita) dell’esercizio e delle altre componenti di conto economico. Il suddetto prospetto include pertanto oltre alle componenti del risultato dell’esercizio i proventi e gli oneri che, in base agli IFRS, non sono imputati nel prospetto di utile/(perdita) dell’esercizio. Lo schema adottato prevede la classificazione dei costi per natura.

Il Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto include, oltre agli utili/perdite complessivi dell’esercizio, gli importi delle operazioni con i possessori di capitale e i movimenti intervenuti durante l’esercizio nelle riserve.

Nel Rendiconto Finanziario, i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa sono presentati utilizzando il metodo indiretto, per mezzo del quale l’utile o la perdita del periodo sono rettificati dagli effetti delle operazioni di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o pagamenti operativi, e da elementi di ricavi o costi connessi ai flussi finanziari derivanti dall’attività di investimento o dall’attività finanziaria.

Per una miglior esposizione del bilancio, i prospetti di bilancio hanno subito alcune modifiche rispetto a quelli adottati al 31 dicembre 2024 legate unicamente al raggruppamento o al maggior dettaglio di alcune voci, in conseguenza anche della diversa significatività assunta dalle stesse rispetto al passato. Sono stati di conseguenza riesposti anche i valori comparativi.

In particolare:

  • per il prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria:
  • viene indicata, nella sezione “attività correnti”, la voce “Attività per imposte correnti” (nei bilanci dei precedenti esercizi la voce era inclusa nella voce “Altre attività”);
  • le riserve presenti nel patrimonio netto sono state aggregate in un’unica voce, salvo le “riserva da sovrapprezzo azioni”, il dettaglio è stato indicato nei prospetti riguardanti la movimentazione del patrimonio netto;
  • la voce “titoli obbligazionari” è stata classificata nella voce “Passività finanziarie” non correnti;
  • nelle passività correnti sono state indicate le passività per imposte correnti (nei precedenti esercizi la voce era inclusa nelle “Altre passività”);

  • per il prospetto dell’utile/(perdita) dell’esercizio:

  • le imposte correnti e differite sono state aggregate, il dettaglio viene fornito nella nota integrativa;

  • per il rendiconto finanziario:

  • nella voce “flussi di cassa generati/assorbiti dall’attività operativa” sono stati suddivisi i “flussi generati dalla gestione reddituale” e i flussi di cassa generati/(assorbiti) dal capitale circolante netto”;
  • sono stati esplicitati gli acquisti/cessioni di immobilizzazioni e gli incassi e rimborsi delle attività e delle passività finanziarie.

Il presente Bilancio è espresso in Euro, moneta funzionale della Società. Il prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria e quello dell’utile (perdita) dell’esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo sono predisposti in unità di Euro mentre il prospetto delle variazioni di patrimonio


netto ed il rendiconto finanziario in migliaia di Euro. I dati delle note esplicative, se non diversamente indicato, sono espressi in migliaia di Euro.

Apposite note esplicative presenti nella Relazione sull'andamento della gestione illustrano contenuto e significato degli indicatori alternativi di performance, se utilizzati, non previsti dagli IFRS, in linea con la raccomandazione del CESR 05 – 178b pubblicata il 3 novembre 2005.

Inoltre, nella redazione del Bilancio si è tenuto conto dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili emanati dagli organismi regolamentari internazionali e di vigilanza italiani e dagli standard setter (Richiami di attenzione di Consob e public statement emanati dall'ESMA).

2.3. Criteri di valutazione

Il presente Bilancio è redatto in base al principio del costo, a eccezione degli strumenti finanziari derivati, degli immobili detenuti per investimento e delle attività finanziarie la cui valutazione è effettuata in base al principio del fair value.

La redazione del presente Bilancio è stata effettuata nel presupposto della continuità aziendale, secondo quanto previsto dal principio contabile IAS 1 in considerazione degli impegni finanziari della Società e del Gruppo, che potranno essere coperti dalle risorse rivenienti dalle operazioni straordinarie finalizzate o in corso di finalizzazione nel corso del primo semestre 2026 che si aggiungono ai flussi di cassa previsti dal piano industriale del settore rame approvato per il periodo 2026-2030. Inoltre, ulteriori risorse potranno essere reperite anche in seguito a possibili dismissioni di partecipazioni e di altre attività non strategiche del settore rame. Nel valutare l'applicabilità del presupposto della continuità aziendale gli Amministratori hanno, inoltre, considerato le incertezze legate al raggiungimento dei risultati attesi nell'attuale scenario macroeconomico e politico influenzato dal conflitto in corso tra Russia e Ucraina, dal conflitto arabo-israeliano in Medio Oriente e dalle ulteriori tensioni internazionali, anche derivanti dalle politiche commerciali introdotte dall'amministrazione statunitense, che continuano a pesare sulle prospettive economiche mondiali.

Nella redazione del presente Bilancio gli Amministratori hanno tenuto conto dei principi della competenza, della comprensibilità, significatività, rilevanza, attendibilità, neutralità, prudenza e comparabilità.

Gli accadimenti e le operazioni aziendali sono rilevati e rappresentati in conformità alla loro sostanza e realtà economica e non solamente secondo la loro forma legale.

2.4. Uso delle stime e valutazioni

La redazione del bilancio richiede da parte della Direzione l'effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali.

Se nel futuro tali stime e assunzioni, che sono basate sulla miglior valutazione da parte della Direzione, dovessero differire dalle circostanze effettive, saranno modificate in modo appropriato nel periodo in cui le circostanze stesse variano.

Si segnala, inoltre, che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi, quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività immobilizzate, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, allorquando sono disponibili tutte le informazioni eventualmente necessarie, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.

Ipotesi e incertezze nelle stime

Alla chiusura dell'esercizio, le ipotesi e le incertezze nelle stime aventi un significativo rischio di causare variazioni rilevanti al valore contabile delle attività e passività nel bilancio successivo si riferiscono ai seguenti aspetti:

  • stima dei valori recuperabili (impairment test) delle attività non finanziarie (immobili, impianti e macchinari, attività immateriali e avviamento) e delle partecipazioni;
  • stima delle vite utili degli immobili, impianti e macchinari e delle attività immateriali;
  • stima delle perdite attese su crediti delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (es. crediti commerciali e finanziari);

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  • stima degli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri;
  • valutazione con metodi attuariali dell'obbligazione netta per piani a benefici definiti;
  • stima delle imposte sul reddito tenendo conto dei trattamenti fiscali incerti e valutazione delle attività per imposte differite sulla base della disponibilità di redditi imponibili futuri.

Valutazione del fair value

Alcuni principi contabili adottati dalla Società richiedono la valutazione del fair value delle attività e delle passività. Per valutare il fair value, la Società utilizza, ove possibile, dati di input osservabili sul mercato. In base ai dati di input utilizzati nelle tecniche di valutazione, il fair value è classificato in diversi livelli della gerarchia del fair value.

  • Livello 1: prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per attività e passività identiche;
  • Livello 2: dati di input diversi dai prezzi quotati considerati nel Livello 1, ma che tuttavia sono osservabili per attività o passività similari, direttamente (cioè come prezzi) o indirettamente (cioè derivati dai prezzi);
  • Livello 3: dati di input relativi ad attività o passività che non sono basati su dati di mercato osservabili.

3. Principi contabili rilevanti utilizzati nella redazione del bilancio separato

I principi contabili adottati per la redazione del Bilancio sono conformi a quelli utilizzati per la redazione del bilancio al 31 dicembre 2024, fatta eccezione per l'adozione dei nuovi principi, modifiche ed interpretazioni, approvati dallo IASB e omologati per l'adozione in Europa, la cui adozione è obbligatoria per i periodi contabili che iniziano dal 1° gennaio 2025, elencati nel paragrafo che segue.

3.1. Principi contabili di nuova applicazione

Il seguente principio contabile, emendamento ed interpretazione IFRS, è stato applicato per la prima volta a partire dal 1° gennaio 2025.

  • Emendamento allo IAS 21: “The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability” (agosto 2023).

La sua adozione non ha comportato effetti sul Bilancio.

3.2. Principi contabili, emendamenti e interpretazioni omologati dall'Unione Europea, non ancora obbligatoriamente applicabili e non adottati in via anticipata dalla società al 31 dicembre 2025

Alla data di redazione del presente documento gli organi competenti dell'Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione dei seguenti principi contabili ed emendamenti, che si applicheranno successivamente al 31 dicembre 2025.

  • Emendamento allo IFRS 9 e IFRS 7: “Classification and Measurement of Financial Instruments” (maggio 2024) – applicabile a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026;
  • Miglioramenti annuali agli IFRS Accounting Standards -Volume 11 - modifiche allo IAS 7 e all'IFRS 1, 7, 9, 10 (luglio 2024) – applicabile a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026;
  • Emendamento allo IFRS 9 e IFRS 7: “Contracts Referencing Nature-dependent Electricity” (dicembre 2024) – applicabile a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026;
  • IFRS 18: “Presentation and Disclosure in Financial Statements” (aprile 2024) – applicabile a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2027.

Con riferimento ai principi applicabili, sono in corso di valutazione i possibili effetti dell'introduzione dell'IFRS 18. La Società ha deciso di non esercitare, ove prevista, l'opzione che prevede l'adozione anticipata,

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adozione che comunque, a parte l'applicazione dell'IFRS 18, non dovrebbe comportare significativi effetti sui bilanci.

3.3. Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS non ancora omologati

Alla data di riferimento della presente relazione finanziaria gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.

  • IFRS 19: “Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures” (maggio 2024). Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2027. La fattispecie prevista dall'IFRS 19 non risulta applicabile alla Società.

3.4. Partecipazioni

Le partecipazioni in società controllate, in collegate e in joint venture sono iscritte al costo rettificato in presenza di perdite di valore.

Le controllate sono tutte le società sulle quali la Società ha contemporaneamente:

  • il potere cioè detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti, ossia le attività che incidono in maniera significativa sui rendimenti;
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la stessa;
  • la capacità di esercitare il proprio potere per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Le collegate sono tutte le società sulle quali la Società esercita un'influenza notevole ma non il controllo. L'influenza notevole è presunta quando la Società possiede, direttamente o indirettamente tramite società controllate, il 20% o una quota maggiore dei voti nell'assemblea della partecipata.

Una joint venture è un accordo contrattuale con il quale due o più parti intraprendono un'attività economica sottoposta a controllo congiunto. Il controllo congiunto è la condivisione, stabilita contrattualmente, del controllo su un'attività economica.

Le partecipazioni in controllate, collegate e joint venture sono valutate con il metodo del costo. In base a tale metodo le partecipazioni sono inizialmente rilevate al costo, successivamente rettificate in conseguenza dei cambiamenti di valore qualora, a seguito di idonei test di svalutazione, si verifichino condizioni tali da rendere necessario l'adeguamento del valore contabile all'effettivo valore economico della partecipazione. Il costo originario viene ripristinato negli esercizi successivi se vengono meno i motivi degli adeguamenti effettuati. Adeguamenti ed eventuali ripristini di valore sono imputati al conto economico. I costi afferenti all'acquisto delle partecipazioni sono iscritti ad incremento del valore delle stesse.

Le partecipazioni sono sottoposte ogni anno, o se necessario più frequentemente in presenza di specifici indicatori di impairment, a verifiche circa eventuali perdite per riduzione di valore attraverso lo svolgimento di test di imparimento. Qualora esistano evidenze che tali partecipazioni abbiano subito una perdita di valore, la stessa è rilevata a conto economico come svalutazione.

3.5. Attività e passività finanziarie

Rilevazione e valutazione iniziale

Tutte le altre attività e passività finanziarie sono rilevate inizialmente quando la Società diventa parte delle disposizioni contrattuali dello strumento.

Un'attività finanziaria (a meno che non si tratti di un credito commerciale senza una componente di finanziamento significativa) o una passività finanziaria è inizialmente valutata al fair value più o meno, nel caso di attività e passività finanziarie non valutate successivamente al fair value, i costi di transazione direttamente attribuibili alla sua acquisizione o emissione. I crediti ed i debiti commerciali senza una componente di finanziamento significativa sono valutati inizialmente al prezzo dell'operazione.

Le attività finanziarie della Società sono costituite principalmente da disponibilità liquide e mezzi equivalenti, investimenti in titoli di debito o di capitale e crediti finanziari verso società controllate e crediti

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commerciali. Le passività della Società sono rappresentate principalmente da prestiti obbligazionari emessi, passività derivanti da contratti di leasing, debiti finanziari verso società controllate e debiti commerciali.

Classificazione e valutazione successiva

Le passività finanziarie della Società sono valutate successivamente al costo ammortizzato, ad eccezione degli strumenti derivati non designati ai fini contabili come strumenti di copertura che sono valutati al fair value through profit & loss ("FVTPL").

Le attività finanziarie della Società, al momento della rilevazione iniziale, sono classificate nelle tre seguenti categorie in base alla loro valutazione successiva:

  • Attività finanziarie valutate al fair value through profit & loss ("FVTPL");
  • Attività finanziarie valutate al fair value through other comprehensive income ("FVTOCI");
  • Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato in conformità al criterio dell'interesse effettivo.

La classificazione nelle suddette categorie dipende dai termini contrattuali dell'attività finanziaria e dal modello di business nell'ambito del quale l'attività finanziaria è posseduta.

a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Un'attività finanziaria è classificata fra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato qualora:

  • l'obiettivo del business model sia il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali ("held-to-collect");
  • i relativi flussi finanziari contrattuali rappresentino solamente la corresponsione di capitale e interessi a determinate date.

Gli interessi attivi, gli utili/(perdite) su cambi e le perdite per riduzione di valore sono rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

Le attività finanziarie classificate in questa categoria sono rappresentate principalmente da disponibilità liquide e mezzi equivalenti, crediti finanziari e commerciali.

b) Attività finanziarie valutate al FVTOCI

Un'attività finanziaria è classificata fra le attività finanziarie valutate al FVTOCI qualora:

  • l'obiettivo del suo business model sia perseguito mediante sia la raccolta dei flussi finanziari contrattuali sia la vendita dell'attività finanziaria ("held-to-collect and sell");
  • i relativi flussi finanziari contrattuali rappresentino solamente la corresponsione di capitale e interessi.

Se le attività finanziarie sono rappresentate da titoli di debito, nell'utile/(perdita) dell'esercizio sono rilevati gli interessi attivi, gli utili/(perdite) su cambi e le perdite per riduzione di valore mentre nelle altre componenti di conto economico complessivo sono rilevate le variazioni di fair value. Al momento dell'eliminazione contabile dell'attività finanziaria, gli utili e le perdite cumulate nelle altre componenti di conto economico complessivo sono riclassificate nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

Inoltre, sono classificati in questa categoria, gli strumenti di capitale, come le partecipazioni in altre imprese, non detenuti per finalità di negoziazione e per i quali la Società ha deciso in maniera irrevocabile di applicare l'opzione contabile per la loro valutazione a FVTOCI. In base a tale opzione contabile, i dividendi ricevuti sono rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio a meno che rappresentino chiaramente un recupero di parte del costo dell'investimento. Gli altri utili e perdite sono rilevati nelle altre componenti del conto economico complessivo e non sono mai riclassificate nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

c) Attività finanziarie valutate al FVTPL

Un'attività finanziaria è classificata fra le attività valutate a FVTPL se è detenuta per finalità di negoziazione e se non è classificabile nelle due precedenti categorie.

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Inoltre, in tale categoria sono inclusi anche gli strumenti finanziari derivati non designati contabilmente come strumenti di copertura.

Perdite per riduzione di valore delle attività finanziarie non valutate al FVTPL (impairment)

Una perdita di valore di un'attività finanziaria valutata al costo ammortizzato o un titolo di debito valutato al FVTOCI corrisponde alla differenza fra il valore contabile e il valore attuale dei flussi finanziari stimati attesi attualizzati al tasso di interesse effettivo originale. Tutte le perdite di valore sono rilevate nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

Eliminazione contabile (Derecognition)

La Società elimina contabilmente:

  • un'attività finanziaria quando scadono i diritti contrattuali sui flussi di cassa dell'attività finanziaria oppure trasferisce i diritti a ricevere i flussi di cassa contrattuali in una transazione in cui sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà dell'attività finanziaria o in cui la Società non trasferisce né mantiene sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà e non mantiene il controllo dell'attività finanziaria.
  • una passività finanziaria quando i suoi obblighi contrattuali sono estinti o cancellati, o scadono. La Società elimina una passività finanziaria anche quando i suoi termini vengono modificati e i flussi di cassa della passività modificata sono sostanzialmente diversi, nel qual caso una nuova passività finanziaria basata sui termini modificati viene rilevata al fair value. I termini contrattuali sono considerati sostanzialmente diversi in presenza di determinate caratteristiche qualitative o se il valore attualizzato dei flussi di cassa differisce di almeno il 10% dal valore attuale dei restanti flussi di cassa della passività finanziaria originale secondo i nuovi termini.

Al momento dell'eliminazione di una passività finanziaria, la differenza tra il valore contabile estinto e il corrispettivo pagato (incluse eventuali attività trasferite o passività assunte) viene rilevata nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

Compensazione tra attività e passività finanziarie

Le attività e le passività finanziarie sono compensate e viene presentato l'importo netto nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria quando, e solo quando, la Società ha un diritto legalmente esercitabile a compensare gli importi e intende liquidarli su base netta o realizzare l'attività e liquidare la passività contemporaneamente.

3.6. Immobili, impianti e macchinari

Beni di proprietà

Gli immobili, impianti e macchinari di proprietà sono iscritti al costo d'acquisizione o di produzione, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione e sono esposti al netto dei relativi ammortamenti e di eventuali perdite per riduzione di valore determinate secondo le modalità descritte in seguito. Se un elemento di immobili, impianti e macchinari è composto da vari componenti aventi vite utili differenti, tali componenti sono contabilizzati separatamente.

Gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dal mese in cui il bene è disponibile per l'uso. Sono imputati su base mensile a quote costanti fino ad esaurimento della vita utile, oppure, in caso di dismissione, fino all'ultimo mese di utilizzo.

La vita utile è verificata alla chiusura di ogni esercizio ed eventuali cambiamenti nei piani d'ammortamento sono rilevati prospetticamente.

Gli ammortamenti sono calcolati in base alle seguenti vite utili:

Fabbricati (in leasing finanziario) 12 anni
Impianti e macchinari da 10 a 40 anni
Altri beni da 4 a 10 anni

Al momento della dismissione, il costo e il corrispondente ammortamento accumulato vengono eliminati; eventuali utili o perdite sono registrati nell'utile/(perdita) dell'esercizio tra gli altri proventi o costi operativi.

Beni in leasing

Un contratto, o parte di esso, è classificato come leasing se, in cambio di un corrispettivo, conferisce il diritto di controllare l'utilizzo di un'attività identificata per un periodo di tempo.

Alla data di decorrenza del contratto di leasing vengono rilevate in bilancio l'attività consistente nel diritto di utilizzo e la passività del leasing.

La valutazione iniziale dell'attività consistente nel diritto di utilizzo è al costo, che comprende:

  • l'importo della valutazione iniziale della passività del leasing;
  • i pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza al netto degli incentivi al leasing ricevuti;
  • i costi diretti iniziali sostenuti; e
  • la stima dei costi da sostenere per lo smantellamento e la rimozione del bene e per il ripristino del sito in cui è ubicato il bene o per il ripristino del bene nelle condizioni previste dai termini e dalle condizioni del contratto di leasing.

La valutazione iniziale della passività del leasing è pari al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati alla data di decorrenza, rappresentati dai pagamenti fissi, dai pagamenti variabili che dipendono da un tasso o un indice, da pagamenti per garanzie del valore residuo e da pagamenti per un'opzione di acquisto del bene, il cui esercizio si ritiene ragionevolmente certo. I pagamenti dovuti per il leasing sono attualizzati utilizzando il tasso di finanziamento marginale nelle circostanze in cui non sia possibile determinare il tasso di interesse implicito del leasing.

La contabilizzazione come leasing avviene per ogni componente di leasing separandola dalle componenti non di leasing.

La durata del leasing è determinata come il periodo non annullabile del leasing, a cui vanno aggiunti entrambi i seguenti periodi:

  • periodi coperti da un'opzione di proroga del leasing, se si ha la ragionevole certezza di esercitare l'opzione; e
  • periodi coperti dall'opzione di risoluzione del leasing, se si ha la ragionevole certezza di non esercitare l'opzione.

Dopo la data di rilevazione iniziale, le attività consistenti nel diritto di utilizzo sono valutate successivamente al costo e sono ammortizzate dalla data di decorrenza del contratto sino al termine della durata del leasing. Qualora la Società, al termine del leasing, prevede di acquisire la proprietà del bene, l'ammortamento è calcolato lungo tutta la vita utile del bene.

Dopo la data di rilevazione iniziale, la passività del leasing è valutata al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell'interesse effettivo ed è rimisurata in caso di modifica dei futuri pagamenti dovuti per il leasing.

Gli interessi sulla passività del leasing e i pagamenti variabili dovuti per il leasing, non inclusi nella valutazione della passività del leasing, sono rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio, rispettivamente negli oneri finanziari e negli altri costi operativi.

Nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria le attività consistenti nel diritto di utilizzo e le passività del leasing sono incluse, rispettivamente, nelle voci "Immobili, impianti e macchinari" e "Passività finanziarie".

La Società non applica le suddette regole:

  • ai leasing a breve termine (durata minore o uguale a 12 mesi);
  • ai leasing la cui attività sottostante è di modesto valore (attività il cui valore unitario è minore o uguale a Euro 5.000).

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I costi connessi ai suddetti leasing sono rilevati tra gli “altri costi operativi” quando sostenuti.

3.7. Investimenti immobiliari

Si tratta di terreni e fabbricati posseduti al fine di percepire canoni di locazione o per l’apprezzamento del capitale investito o per entrambe le motivazioni. Dette attività sono valutate al fair value e quindi non sono sistematicamente ammortizzate.

3.8. Attività immateriali

Le attività immateriali sono attività non monetarie, prive di consistenza fisica, identificabili, controllate dalla Società e in grado di produrre benefici economici futuri.

Sono valutate inizialmente al costo al netto dell’ammortamento e delle eventuali perdite per riduzioni di valore cumulate. L’ammortamento avviene lungo la vita utile delle attività immateriali che è stimata in genere in un arco temporale fra i 3 e i 10 anni. Il loro valore residuo al termine della vita utile è ipotizzato uguale a zero.

La vita utile viene riesaminata annualmente ed eventuali cambiamenti nei piani di ammortamento sono rilevati prospetticamente.

3.9. Perdite per riduzione di valore delle attività non finanziarie valutate al costo (immobili, impianti e macchinari di proprietà e in leasing e attività immateriali)

Ad ogni data di chiusura dell’esercizio, la Società verifica se vi siano obiettive evidenze di riduzione di valore con riferimento ai valori contabili delle proprie attività non finanziarie valutate al costo (immobili, impianti e macchinari di proprietà e in leasing, avviamento e attività immateriali). Se sulla base di tale verifica, emerge che le attività hanno effettivamente subito una riduzione di valore, la Società stima il loro valore recuperabile.

Il valore recuperabile di un’attività è il maggiore tra il suo valore d’uso e il suo fair value dedotti i costi di dismissione. Per determinare il valore d’uso, i flussi finanziari attesi stimati sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività.

Quando il valore contabile di un’attività eccede il valore recuperabile viene rilevata una perdita per riduzione di valore. Le perdite per riduzione di valore sono rilevate nell’utile/(perdita) dell’esercizio.

Le perdite per riduzione di valore rilevate in esercizi precedenti vengono ripristinate fino al valore contabile che sarebbe stato determinato (al netto degli ammortamenti) se la perdita per riduzione di valore dell’attività non fosse mai stata contabilizzata.

3.10. Patrimonio netto

Il capitale sociale è costituito da azioni ordinarie e da azioni di risparmio, tutte prive di valore nominale, sottoscritte e versate alla data di riferimento del presente bilancio, ridotto eventualmente dei crediti verso soci per decimi ancora da versare. Il valore delle azioni proprie riacquistate, secondo quanto previsto dallo IAS 32, è esposto in diminuzione del capitale emesso. Tale rappresentazione è data però unicamente nelle note esplicative, mentre nei prospetti il costo storico delle azioni proprie possedute figura distintamente con segno negativo a riduzione del patrimonio netto.

I costi per operazioni sul patrimonio netto sono imputati direttamente a riduzione delle riserve.

3.11. Imposte correnti e differite

L’onere fiscale dell’esercizio comprende le imposte sul reddito correnti e differite rilevate nell’utile/(perdita) dell’esercizio o per poste rilevate nelle altre componenti del conto economico complessivo o direttamente a patrimonio netto.

Le imposte correnti rappresentano la stima dell’importo delle imposte sul reddito dovute o da ricevere calcolate sul reddito imponibile dell’esercizio o sulla perdita fiscale, determinato applicando le aliquote fiscali vigenti o quelle sostanzialmente in vigore alla data di chiusura dell’esercizio.

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Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo patrimoniale, calcolando le differenze temporanee tra i valori contabili delle attività e delle passività iscritti in bilancio e i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali. Le imposte differite non sono stanziate per le seguenti differenze temporanee: rilevazione iniziale di attività o passività in un'operazione diversa dall'aggregazione aziendale che non influenzi né l'utile (o perdita) contabile né il reddito imponibile (o perdita fiscale) e non genera differenze temporanee imponibili e deducibili di pari importo, nonché per le differenze relative a investimenti in società controllate e a controllo congiunto nella misura in cui è probabile che, nel presumibile futuro, la differenza temporanea non si riverserà.

Le attività e le passività per imposte differite sono calcolate utilizzando le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili nell'esercizio in cui sarà realizzata l'attività o sarà estinta la passività a cui si riferiscono, sulla base delle aliquote fiscali stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di chiusura dell'esercizio. Le attività e le passività per imposte differite sono compensate in presenza di un diritto legalmente esercitabile di compensare le attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti e se le attività e le passività per imposte differite sono relative a imposte sul reddito applicate dalla medesima autorità fiscale sullo stesso soggetto passivo d'imposta o soggetti passivi d'imposta diversi che intendono regolare le passività e le attività fiscali correnti su base netta, o realizzare le attività e regolare le passività contemporaneamente.

Le attività per imposte differite sono rilevate nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale le stesse possano essere utilizzate. Il valore delle attività per imposte differite viene rivisto ad ogni data di chiusura e viene ridotto nella misura in cui non è più probabile che il relativo beneficio fiscale sia realizzabile.

3.12. Benefici ai dipendenti

Benefici a breve termine

Gli obblighi derivanti dai benefici per i dipendenti dovuti a breve termine sono registrati come spesa non appena il servizio relativo è stato reso. Una passività è registrata per il pagamento anticipato se la Società ha attualmente un'obbligazione legale o di fatto a pagare tale importo sulla base del lavoro svolto dal dipendente, ed è possibile stimare l'obbligazione in termini affidabili.

Benefici successivi al rapporto di lavoro

I benefici successivi al rapporto di lavoro sono definiti sulla base di programmi che in funzione delle loro caratteristiche sono distinti in programmi a “contribuzione definita” e programmi a “benefici definiti”.

Nei programmi a contribuzione definita l'obbligazione dell'impresa, limitata al versamento dei contributi a un'entità giuridicamente distinta, è costituita dai contributi dovuti alla data di chiusura dell'esercizio.

La passività relativa ai programmi a benefici definiti, come ad esempio il trattamento di fine rapporto definito dall'art. 2120 C.C., al netto delle eventuali attività al servizio del piano valutate al fair value, è determinata utilizzando il metodo della “proiezione unitaria del credito”, con il supporto di esperti indipendenti, sulla base di ipotesi attuariali ed è rilevata per competenza coerentemente al periodo lavorativo necessario all'ottenimento dei benefici. Gli utili e le perdite attuariali relative ai programmi a benefici definiti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali o da modifiche delle condizioni dei piani e i rendimenti delle attività a servizio del piano (esclusi gli interessi) sono rilevati tra le altre componenti del conto economico complessivo. I costi relativi alle prestazioni di lavoro e gli interessi calcolati sull'obbligazione netta sono contabilizzati nella voce “costo del lavoro”.

Altri benefici a lungo termine

L'obbligazione netta del Gruppo relativa ai benefici per i dipendenti dovuti a lungo termine corrisponde all'importo dei benefici futuri che i dipendenti hanno maturato per le prestazioni di lavoro svolte nell'esercizio corrente e negli esercizi precedenti. Tali benefici sono attualizzati e la rimisurazione dell'obbligazione fino alla data di regolamento è rilevata nell'utile/(perdita) dell'esercizio in cui avvengono le rimodulazioni.

Benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro

I benefici legati alla cessazione del rapporto di lavoro sono contabilizzati come costo al primo dei seguenti momenti: quando la Società non può più revocare l'offerta di fornire tali benefici o quando la Società rileva i costi per ristrutturazione. I benefici esigibili oltre dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio sono attualizzati.

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3.13. Fondi rischi ed oneri

I fondi per rischi ed oneri sono passività con scadenza o ammontare incerti. Tali fondi sono rilevati solo se:

  • la Società ha un'obbligazione attuale (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici;
  • può essere fatta una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione.

Gli importi accantonati sono quindi le migliori stime dell'impiego di risorse necessario per estinguere l'obbligazione o per trasferirla a terzi alla data di riferimento del bilancio. Laddove l'effetto del valore attuale del denaro sia un aspetto rilevante, l'importo del fondo è rappresentato dal valore attuale degli oneri che si suppone saranno necessari per estinguere l'obbligazione.

Passività potenziali

Le passività potenziali includono obbligazioni potenziali, derivanti da eventi passati, che richiedono l'adempimento solo se si verificano uno o più eventi futuri incerti, che l'impresa non può controllare completamente. Inoltre, le passività potenziali includono obbligazioni attuali non riconosciute che derivano da eventi passati ma per le quali è improbabile che sia necessario un esborso di risorse per estinguere l'obbligazione, nonché obbligazioni il cui importo non può essere determinato con sufficiente attendibilità. A meno che la possibilità di un esborso per l'adempimento sia remota, viene fornita una descrizione della natura della passività potenziale.

3.14. Ricavi

Il riconoscimento dei ricavi avviene attraverso le seguenti fasi:

  • identificazione del contratto (o dei contratti) con il cliente;
  • individuazione delle obbligazioni di fare (o "performance obligations");
  • determinazione del prezzo della transazione: il prezzo della transazione è l'importo del corrispettivo a cui si ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento al cliente dei servizi promessi;
  • ripartizione del prezzo dell'operazione tra le "performance obligations" del contratto;
  • riconoscimento del ricavo nel momento del soddisfacimento della "performance obligation".

Specificatamente i ricavi possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso, quando è adempiuta l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso ("at a point in time"), o
  • nel corso del tempo, mano a mano che è adempiuta l'obbligazione di fare, trasferendo al cliente il bene o servizio promesso ("over time").

3.15. Proventi e oneri finanziari

I proventi e oneri finanziari sono rilevati a conto economico nel corso dell'esercizio in cui sono maturati. Gli interessi passivi sui prestiti obbligazionari e la quota di interessi passivi dei canoni di leasing finanziari imputata a conto economico viene calcolata usando il metodo dell'interesse effettivo.

3.16. Dividendi

I dividendi da distribuire sono riconosciuti come passività solo nel periodo nel quale gli stessi sono stati deliberati dall'Assemblea degli Azionisti.

3.17. Attività non correnti detenute per la vendita (IFRS 5)

Sono classificate in questa categoria le attività non correnti quando è previsto che il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché con il loro uso continuativo. L'operazione di vendita deve essere altamente probabile, con una realizzazione prevista all'interno dei dodici mesi. Le


perdite per riduzione di valore derivanti dalla classificazione iniziale o dalle valutazioni successive sono rilevate nel conto economico dell'esercizio.

3.18. Utile (perdita) per azione

Ai sensi dello IAS 33 paragrafo 4 tale informativa viene presentata soltanto sulla base dei dati consolidati.

4. Politica di gestione dei rischi finanziari

KME Group nella sua posizione di holding è esposta indirettamente ai rischi delle società in cui ha interessenze partecipative e quindi in particolare a quelli del Gruppo KME SE operante nel settore dei semilavorati in rame.

I risultati economici della Società dipendono dai dividendi distribuiti dalle società controllate e, quindi, in ultima istanza, riflettono oltre l'andamento economico anche le politiche di investimento e di distribuzione dei dividendi di quest'ultime.

Gli investimenti in partecipazioni societarie sono per loro natura investimenti connotati da un certo livello di rischio. Tali tipologie di investimenti, infatti, non garantiscono la certezza del rimborso del capitale investito ovvero possono produrre flussi di cassa insufficienti a remunerare il capitale investito o comunque tradursi in performance che possono risultare inferiori a quelle di mercato.

4.1. Tipologia dei rischi:

a) rischio di credito: non vi sono significative concentrazioni geografiche di crediti. Le linee guida in essere sono tali da assicurare un'idonea valutazione della solidità finanziaria dei clienti attraverso la selezione del portafoglio clienti sulla base dell'esperienza storica e delle informazioni patrimoniali e/o finanziarie;

b) rischio di liquidità: può sorgere dalle difficoltà ad ottenere finanziamenti a supporto delle attività operative nella giusta tempistica. I flussi di cassa in entrata e in uscita e la liquidità sono monitorati e coordinati centralmente. La Società prevede di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti finanziari in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi della gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il finanziamento dei prestiti bancari e l'accensione di prestiti obbligazionari retail;

c) rischio di cambio: la Società è esposta a tale rischio solo indirettamente per il rischio che il fair value degli investimenti operanti anche in valute diverse dall'Euro sia influenzato da variazioni di tassi di cambio;

d) rischio tasso di interesse: il rischio di tasso di interesse a cui è esposta la Società è originato soprattutto da debiti finanziari non correnti. I debiti a tasso variabile espongono la Società ad un rischio di cash flow, i debiti a tasso fisso implicano l'assunzione di un rischio da variazione del fair value;

e) rischio fluttuazione valore azioni: la Società è esposta alle fluttuazioni di mercato per le azioni quotate che detiene in portafoglio ed alle variazioni dei parametri di mercato utilizzati per la determinazione del valore delle partecipazioni attraverso tecniche di valutazione. Il rischio di oscillazione dei valori di tali partecipazioni azionarie, contabilizzate alla voce "Investimenti in partecipazioni e quote di fondi" non è attivamente gestito con strumenti di copertura finanziaria.

259


260

5. Note esplicative al prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria

5.1. Partecipazioni

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Partecipazioni in controllate 538.445 576.426 (37.981)
Altre partecipazioni - 222 (222)
Partecipazioni 538.445 576.648 (38.203)

Il dettaglio della voce è il seguente:

Denominazione Sede Quota posseduta 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Controllate e collegate
KMH SpA Milano 84,08% 480.000 480.000 -
KME SE Osnabruck (D) 10,00% 58.410 58.410 -
CULTI Milano SpA Milano 77,17% - 37.981 (37.981)
Ergyca Tracker 2 Srl Firenze 51,00% 25 25 -
Newint Srl Milano 100,00% 10 10 -
Totale Controllate e collegate 538.445 576.426 (37.981)
Vita Società Editoriale SpA Milano - 222 (222)
Totale altre partecipazioni - 222 (222)
Partecipazioni 538.445 576.648 (38.203)

La partecipazione in CULTI Milano SpA, che ammonta a Euro 37.981 migliaia, è stata riclassificata tra le “Attività classificate come possedute per la vendita” in conseguenza della sottoscrizione in data 19 dicembre 2025 di un contratto di compravendita per la cessione delle complessive n. 2.388.750 azioni di CULTI Milano SpA di proprietà della Società. L’esecuzione del contratto è avvenuta in data 23 aprile 2026 e ha permesso la realizzazione di una plusvalenza lorda nel 2026 di Euro 7.779 migliaia.

Nel corso dell’esercizio si è registrata inoltre la cessione della partecipazione in Vita Società Editoriale SpA, che ha dato luogo ad una plusvalenza di Euro 10 migliaia.

Impairment test al 31 dicembre 2025

Il valore contabile delle partecipazioni è stato sottoposto a impairment come previsto dai principi contabili di riferimento. I suddetti test di impairment sono stati altresì effettuati tenendo conto delle previsioni dello IAS 36 e delle raccomandazioni ESMA e Consob e quindi tenendo in considerazione tutti i potenziali effetti di natura esterna derivanti dall’attuale contesto macroeconomico e geopolitico sull’attività delle controllate.

Di seguito le risultanze relative alle principali partecipazioni detenute.

KMH SpA/KME SE

Per quanto riguarda la partecipazione detenuta, anche attraverso KMH SpA, in KME SE, il test di impairment è stato effettuato, con il supporto metodologico di un consulente esterno, mediante la determinazione del “valore d’uso” tramite il metodo dei flussi di cassa attualizzati (UDCF). Il “valore d’uso” è pari al recoverable amount e si determina partendo dall’Enterprise Value al netto della posizione finanziaria netta (comunemente definito Equity Value), e viene confrontato con il valore di carico delle corrispondenti partecipazioni.

Il metodo UDCF è stato sviluppato utilizzando come base informativa le proiezioni economiche e le variazioni di alcune poste patrimoniali contenute nel Piano Industriale 2026 - 2030 di KME SE (il “Piano”) elaborato, tenendo conto dei dati consuntivi al 31 dicembre 2025, dall’organo amministrativo di KME SE e


dagli stessi approvato il giorno 27 aprile 2026. Il Piano approvato riflette la migliore stima dei principali sviluppi macroeconomici, politici ed economici che potrebbero influenzare l'attività del gruppo KME SE.

Il terminal value è stato calcolato assumendo l'EBITDA di lungo periodo pari alla media dell'EBITDA di Piano (periodo esplicito, 1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2030), con un livello di ammortamento corrispondente agli investimenti, utilizzando un tasso di crescita di lungo periodo “g” pari a zero ed un WACC pari al 10,12% (tasso del 9,74% nelle valutazioni effettuate al 31 dicembre 2024) tenendo conto dei dati storici registrati.

Il tasso WACC è stato calcolato sulla base dei seguenti parametri:

  • risk free rate: media del secondo semestre 2025 dei titoli di stato decennali per ciascun Paese (compreso tra 2,67% e 4,22%);
  • premio per il rischio di mercato: pari al 5,50%;
  • rischio aggiuntivo costi azionari: 2,59%;
  • costo del debito: 3,39/3,72%;
  • Beta Unlevered: 0,97.

Analisi di sensitività

Conformemente alle indicazioni metodologiche fornite dal principio contabile IAS 36 è stata altresì effettuata un'analisi di sensitività al fine di comprendere come il valore recuperabile possa variare a seguito di variazioni del valore dell'EBITDA (decremento del 5% e del 10%) sul terminal value. Peraltro, al fine di meglio apprezzare la sensibilità dei risultati dell'impairment test rispetto alle variazioni degli assunti di base, a parità di tasso di crescita (pari a zero), è stata svolta, ai fini del calcolo del valore d'uso, anche un'analisi di sensitività rispetto al tasso di attualizzazione complessivo WACC (incremento di 0,5% e 1,0%) utilizzato ai fini del calcolo del terminal value.

Sia nel caso base che nel caso di peggioramento congiunto dei parametri di EBITDA e WACC, nei termini sopra indicati, l'impairment test effettuato ha accertato che la non emersione di perdite di valore sulle partecipazioni, con il mantenimento di headroom positivi.

Culti Milano SpA

Il test di impairment della partecipazione in CULTI Milano è stato effettuato con il metodo del Fair Value Less Cost of Disposal e quindi confrontando il prezzo di cessione, pari ad Euro 45.760 migliaia, con il valore di carico pari ad Euro 37.981 migliaia. Da tale analisi non sono emerse perdite di valore della partecipazione.

5.2. Immobili, impianti e macchinari

Il dettaglio della voce è il seguente:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Fabbricati 8.843 10.135 (1.292)
Altri beni 1.364 1.227 137
Immobili, impianti e macchinari 10.207 11.362 (1.155)

I Fabbricati si riferiscono per Euro 8.367 migliaia al diritto d'uso derivante da un contratto di leasing immobiliare sulla parte uso uffici dell'immobile di Milano, Foro Buonaparte 44, sede storica della Società stipulato nel mese di marzo 2024 e della durata complessiva di 12 anni. L'immobile è attualmente locato per la maggior parte ad altre società del gruppo KME. Nella voce Fabbricati è inoltre iscritto per Euro 454 migliaia il diritto d'uso sulla parte uso abitazione dell'immobile di Milano, Foro Buonaparte 44 derivante dal contratto di locazione immobiliare sottoscritto con la controllata Immobiliare Pictea Srl.

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Di seguito la suddivisione tra beni di proprietà e beni in leasing al 31 dicembre 2025:

(in migliaia di Euro) Di proprietà In leasing Totale
Fabbricati - 8.843 8.843
Altri beni 1.188 176 1.364
Immobili, impianti e macchinari 1.188 9.019 10.207

Quella dell’esercizio precedente era invece la seguente:

(in migliaia di Euro) Di proprietà In leasing Totale
Fabbricati - 10.135 10.135
Altri beni 1.148 79 1.227
Immobili, impianti e macchinari 1.148 10.214 11.362

Per i beni di proprietà i movimenti dell’esercizio in esame e di quello precedente sono così analizzabili:

(in migliaia di Euro) Fabbricati Impianti e macchinari Altri beni Totale
Costo
Saldo al 31 dicembre 2023 - 170 2.723 2.893
Incrementi - - 161 161
Saldo al 31 dicembre 2024 - 170 2.884 3.054
Incrementi - - 79 79
Saldo al 31 dicembre 2025 - 170 2.963 3.133
Ammortamento cumulato
Saldo al 31 dicembre 2023 - 170 1.693 1.863
Incrementi - - 43 43
Saldo al 31 dicembre 2024 - 170 1.736 1.906
Incrementi - - 39 39
Saldo al 31 dicembre 2025 - 170 1.775 1.945
Valore netto
31-dic-2023 - - 1.030 1.030
31-dic-2024 - - 1.148 1.148
31-dic-2025 - - 1.188 1.188

Con riferimento ai beni in leasing, la movimentazione è stata la seguente:

(in migliaia di Euro) Fabbricati Impianti e macchinari Altri beni Totale
Costo
Saldo al 31 dicembre 2023 4.433 - 89 4.522
Incrementi 11.307 - 78 11.385
Cessioni (4.723) - - (4.723)
Saldo al 31 dicembre 2024 11.017 - 167 11.184
Incrementi 6 - 143 149
Cessioni (343) - (89) (432)
Saldo al 31 dicembre 2025 10.680 - 221 10.901
Ammortamento cumulato
Saldo al 31 dicembre 2023 2.459 - 82 2.541
Incrementi 944 - 6 950
Cessioni (2.521) - - (2.521)
Saldo al 31 dicembre 2024 882 - 88 970
Incrementi 955 - 45 1.000
Cessioni - - (88) (88)
Saldo al 31 dicembre 2025 1.837 - 45 1.882
Valore netto
31-dic-2023 1.974 - 7 1.981
31-dic-2024 10.135 - 79 10.214
31-dic-2025 8.843 - 176 9.019

Gli incrementi registrati nel corso del 2025 sono relativi principalmente al diritto d'uso di nuovi automezzi.

Le cessioni relative ai fabbricati rilevate nel corso dell'esercizio precedente derivavano dall'interruzione dei contratti di locazione esistenti sull'immobile di Foro Buonaparte, 44 preliminare alla sottoscrizione del contratto di leasing immobiliare.

5.3. Attività immateriali

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Altre 6 7 (1)
Attività immateriali 6 7 (1)

La voce è riferita ad attività che hanno vita utile definita e sono relative a software.


Le movimentazioni relative all'esercizio in esame ed a quello precedente sono le seguenti:

(in migliaia di Euro) Totale
Costo
Saldo al 31 dicembre 2023 20
Incrementi 2
Decrementi (2)
Saldo al 31 dicembre 2024 20
Incrementi 2
Decrementi (4)
Saldo al 31 dicembre 2025 18
Ammortamento cumulato
Saldo al 31 dicembre 2023 12
Incrementi 3
Decrementi (2)
Saldo al 31 dicembre 2024 13
Incrementi 3
Decrementi (4)
Saldo al 31 dicembre 2025 12
Valore netto
31-dic-2023 8
31-dic-2024 7
31-dic-2025 6

I decrementi sono relativi all'eliminazione contabile di software completamente ammortizzati.

5.4. Attività finanziarie

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Crediti finanziari verso correlate 62.890 53.314 9.576
Crediti per commissioni su garanzie 696 772 (76)
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 272 272 -
Altre attività finanziarie 235 235 -
Attività finanziarie 64.093 54.593 9.500

I "Crediti finanziari verso correlate" al 31 dicembre 2025 comprendono crediti, derivanti dai rapporti di conto corrente di corrispondenza, verso le controllate dirette KMH SpA e Newint Srl, rispettivamente per Euro 35.183 migliaia ed Euro 26.008 migliaia e verso la controllata indiretta Immobiliare Pictea Srl per Euro 1.739 migliaia. Tali importi sono iscritti al netto del fondo svalutazione crediti per Euro 40 migliaia ai sensi dell'IFRS 9. I predetti crediti hanno una scadenza inferiore ai 12 mesi e possono essere rimborsati in qualsiasi momento da parte delle controparti.

I "Crediti per commissioni su garanzie" rappresentano l'ammontare delle commissioni da percepire entro i prossimi 12 mesi per le garanzie prestate dalla Società su finanziamenti e affidamenti ottenuti da società controllate, in particolare KME SE, a favore degli istituti di credito finanziatori e nell'interesse delle predette società. A tali crediti corrispondono debiti di pari importo, in quanto nello specifico il fair value del valore attuale della garanzia prestato è stimato uguale a quello del relativo credito.


In riferimento a quanto indicato da Consob con la Comunicazione n. DEM/11070007 del 5 agosto 2011, che ha ripreso il documento emesso dall'European Securities and Markets Authority (ESMA), si segnala che la Società non ha investimenti in titoli di debito sovrano.

5.5. Crediti commerciali

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Crediti verso imprese correlate 1.443 103 1.340
Crediti da attività di leasing e factoring 548 1.006 (458)
Altri 232 - 232
Crediti commerciali 2.223 1.109 1.114

I “Crediti verso imprese correlate” si riferiscono principalmente ai servizi amministrativi prestati ed ai contratti di locazione in essere. L’incremento è dovuto a fatture emesse in concomitanza della fine dell’esercizio che sono state liquidate nei primi mesi del 2026.

I “Crediti da attività di leasing e di factoring” sono rappresentati dal valore recuperabile dei crediti non in bonis relativi all’attività in precedenza condotta da Fime Leasing e Fime Factoring, società incorporate in passato da KME Group.

La voce “Altri” è relativa al credito derivante dalla cessione della partecipazione in Vita Società Editoriale SpA.

5.6. Attività per imposte correnti

La voce si riferisce a crediti legati ad imposte correnti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Attività per imposte correnti 227 183 44
Attività per imposte correnti 227 183 44

5.7. Altre attività correnti

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Crediti verso correlate 3.505 3.539 (34)
Crediti tributari 421 599 (178)
Ratei e risconti attivi 139 155 (16)
Altri 313 317 (4)
Altri crediti e attività correnti 4.378 4.610 (232)

I “Crediti verso correlate” sono rappresentati da posizioni sorte nell’ambito del consolidato fiscale.

I “Crediti tributari” includono crediti per IVA e crediti chiesti a rimborso da società che sono state incorporate o liquidate e il cui attivo è stato assegnato a KME.

L’iscrizione dei ratei e risconti attivi è dovuta alla rilevazione di costi anticipati principalmente per spese di viaggio e servizi di competenza dei successivi periodi.

Tutti i crediti sono scadenti entro dodici mesi.

265


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5.8. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

La voce in esame è costituita da depositi bancari e postali e da valori in cassa.

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Depositi bancari e postali 2.307 27.349 (25.042)
Cassa e disponibilità liquide 4 7 (3)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 2.311 27.356 (25.045)

Per il dettaglio della liquidità generata e assorbita nel corso dell'esercizio si rimanda al rendiconto finanziario della Società.

5.9. Patrimonio netto

Il "Capitale Sociale" al 31 dicembre 2025 è pari a Euro 200.154.177,66 suddiviso in complessive n. 284.442.812 azioni di cui n. 270.231.550 azioni ordinarie (95,00% sul capitale) e n. 14.211.262 azioni di risparmio (5,00% sul capitale). Tutte le azioni sono prive di indicazione del valore nominale.

Non vi sono stati movimenti nel corso dell'esercizio 2025.

Azioni ordinarie Azioni di risparmio Azioni Totali
31 dic 2025 31 dic 2024 31 dic 2025 31 dic 2024 31 dic 2025 31 dic 2024
Emesse al 1° gennaio 270.231.550 310.399.224 14.211.262 14.211.262 284.442.812 324.610.486
Annullate per OPA - (45.114.520) - - - (45.114.520)
Nuova emissione esercizio warrant - 4.946.846 - - - 4.946.846
Emesse al 31 dicembre 270.231.550 270.231.550 14.211.262 14.211.262 284.442.812 284.442.812

Al 31 dicembre 2025 la Società detiene n. 53.243.219 azioni ordinarie proprie che rappresentano il 19,70% del capitale ordinario (18,72% del capitale complessivo).

Il dettaglio delle voci "Altre riserve" è il seguente:

(in unità di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Riserva legale 12.611.201 12.611.201
Riserva azioni proprie in portafoglio 48.439.174 48.439.174
Riserva disponibile (straordinaria) 46.238.015 71.296.756
Riserva in sospensione di imposta 3.484.481 3.484.481
Riserva Warrant Management 4.143.750 4.010.417
Riserva Fair Value Partecipazioni FVOCI (9.692.901) (9.700.000)
Riserva per Costi OPS 2022 (1.136.613) (1.136.613)
Riserva per Costi OPA 2023 (6.883.143) (6.883.143)
Riserva per differenze IFRS su TFR 17.224 14.795
Azioni proprie (48.439.174) (48.439.174)
Altre riserve 48.782.014 73.697.894

La "Riserva legale" è utilizzabile per la copertura delle perdite.

La "Riserva straordinaria", disponibile, si è decrementata per l'utilizzo a copertura della perdita del precedente esercizio.

La "Riserva in sospensione di imposta" si è originata nell'ambito delle operazioni straordinarie del 2012 rivenendo dalla incorporata Intek SpA.


Nella seguente tabella sono inclusi i dettagli di utilizzabilità delle riserve di Patrimonio Netto:

(in unità di Euro) Importo Possibilità di utilizzo Quota disponibile Quota non disponibile Utilizzazioni effettuate nei 3 esercizi precedenti per copertura perdite
Capitale Sociale 200.154.178 200.154.178
Riserve:
Riserva sovrapprezzo azioni 8.942.403 A,B,C 8.942.403 -
Riserva legale 12.611.201 B - 12.611.201
Riserva azioni proprie in portafoglio 48.439.174 - - -
Riserva disponibile (straordinaria) 46.238.015 A,B,C 46.238.015 - 14.547.728
Riserva in sospensione di imposta 3.484.481 A,B,C 3.484.481 -
Riserva Warrant Management 4.143.750 A,B,C - 4.143.750
Riserva Fair Value Partecipazioni FVOCI (9.692.901) - - (9.692.901)
Riserva per Costi OPS 2022 (1.136.613) - - (1.136.613)
Riserva per Costi OPA 2023 (6.883.143) - - (6.883.143)
Riserva per differenze IFRS su TFR 17.224 A,B,C 17.224
Azioni proprie (48.439.174) - - -
Utili (perdite) portati a nuovo 1.603.038 A,B,C - -
Totale Capitale Sociale e Riserve 259.481.633 58.682.123 199.196.472 14.547.728
Quota non distribuibile 27.419.635
Residua quota distribuibile 31.262.488

Legenda: A aumento capitale — B copertura perdite — C distribuibile ai Soci
(*) Riserva sovrapprezzo interamente disponibile previo accantonamento a riserva legale fino al 20% del capitale sociale

5.10. Benefici a dipendenti

La voce è relativa al “Trattamento di Fine Rapporto”; l’importo, determinato sulla base delle competenze maturate alla fine dell’esercizio in base alla legge ed ai contratti di lavoro ed al principio contabile IAS 19, è così composto:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2024 Incrementi Versamenti a Fondi Decrementi 31 dic 2025
Impiegati 260 47 (17) (24) 266
Dirigenti 5 20 (14) (11) -
Rettifiche IFRS 11 - - (15) (4)
Benefici a dipendenti 276 67 (31) (50) 262

I principali criteri utilizzati nella valutazione dei “Benefici a dipendenti” sono stati i seguenti:

Criteri generali adottati 31 dic 2025 31 dic 2024
Tasso di attualizzazione 3,96% 3,18%
Tasso incremento retribuzioni future 1,00% 1,00%
Vita lavorativa residua media 10,9 anni 12,3 anni

Per la valutazione attuariale del TFR è stato utilizzato anche al 31 dicembre 2025 un tasso di attualizzazione basato sull’indice “Iboxx Eurozone Corporate AA” con un rendimento avente durata comparabile alla duration del collettivo di lavoratori oggetto della valutazione.


5.11. Passività finanziarie

(in migliaia di Euro) 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Corrente Non Corrente Totale Corrente Non Corrente Totale
Obbligazioni KME Group - 5,00% - 2022/2027 - 63.508 63.508 - 63.502 63.502
Obbligazioni KME Group - 5,75% - 2024/2029 - 189.239 189.239 - 135.452 135.452
Obbligazioni KME Group - 4,50% - 2020/2025 - - - 52.680 - 52.680
Debiti per interessi su obbligazioni 5.476 - 5.476 6.218 - 6.218
Debiti per obbligazioni 5.476 252.747 258.223 58.898 198.954 257.852
Debiti per leasing - terzi 872 5.995 6.867 875 6.620 7.495
Debiti per leasing - parti correlate 145 354 499 149 473 622
Debiti per leasing 1.017 6.349 7.366 1.024 7.093 8.117
Debiti verso correlate 646 150.224 150.870 563 132.401 132.964
Debiti per garanzie finanziarie rilasciate 696 - 696 772 - 772
Totale Passività finanziarie 7.835 409.320 417.155 61.257 338.448 399.705

Al 31 dicembre 2025 sono in circolazione i seguenti prestiti obbligazionari:

  • Obbligazioni KME Group 2022/2027, quotate sul MOT, emesse nel settembre 2022 con un tasso fisso del 5,0% in circolazione per nominali Euro 63.533 migliaia (importo invariato rispetto al 31 dicembre 2024);
  • Obbligazioni KME Group 2024/2029, quotate sul MOT, emesse nell'agosto e nel dicembre 2024 con un tasso fisso del 5,75% in circolazione per nominali Euro 194.000 migliaia (Euro 138.804 migliaia al 31 dicembre 2024).

Al 31 dicembre 2024 erano in circolazione anche Euro 52.707 migliaia di Obbligazioni KME Group 2020/2025, emesse nel febbraio 2020 con un tasso fisso del 4,5%, in circolazione per nominali Euro 92.819 migliaia. Tali obbligazioni sono state rimborsate a scadenza nel mese di febbraio 2025.

Tutte le obbligazioni sono esposte al netto dei costi di emissione che vengono differiti lungo la durata del titolo in misura tale da determinare un tasso di interesse effettivo costante.

I "Debiti per interessi su obbligazioni" sono riferibili per Euro 4.615 migliaia alle Obbligazioni KME Group 2024/2029 e per Euro 861 migliaia alle Obbligazioni KME Group 2022/2027.

Le voci "Debiti per leasing", sia verso terzi che verso parti correlate, rappresentano le passività finanziarie iscritte in applicazione del principio contabile IFRS 16: quelle verso terzi si riferiscono ad immobili, soprattutto all'immobile di Milano, Foro Buonaparte 44, e ad autovetture; quelle nei confronti di parti correlate si riferiscono ai debiti verso Immobiliare Pictea per le locazioni passive degli immobili di Milano, Foro Buonaparte.

I "Debiti verso correlate" non correnti derivano interamente dal contratto di finanziamento con KMH sottoscritto nell'ambito dell'operazione di delisting ("prestito upstream") ad un tasso di interesse crescente dall'11% al 16%. I "Debiti verso correlate" correnti sono relativi ai conti correnti di corrispondenza in essere con la controllata Isno 3 Srl in liquidazione.

La voce "Debiti per garanzie finanziarie rilasciate" rappresentava la contropartita della posta iscritta nelle attività finanziarie non correnti avente la stessa origine e rappresenta il fair value delle passività contratte, a fronte delle garanzie rilasciate, avendo valutato le eventuali situazioni di rischiosità e di conseguenza le passività potenziali, ai sensi del principio contabile IAS 37.

L'Indebitamento finanziario netto (determinato conformemente a quanto previsto nel documento ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021 - Orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del regolamento sul prospetto, così come evidenziato nel richiamo di attenzione di CONSOB 5/21 del 29 aprile 2021) del Gruppo al 31 dicembre 2025, a raffronto con il 31 dicembre 2024, è il seguente:

268


269

Indebitamento finanziario
(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
A Disponibilità Liquide 2.311 27.356
B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - -
C Altre attività finanziarie 63.397 53.821
D Liquidità (A+B+C) 65.708 81.177
E Debito finanziario corrente 6.122 6.781
F Parte corrente del debito finanziario non corrente 1.017 53.704
G Indebitamento finanziario corrente (E+F) 7.139 60.485
H Indebitamento finanziario corrente netto (G-D) (58.569) (20.692)
I Debito finanziario non corrente 156.573 139.495
J Strumenti di debito 252.747 198.954
K Debiti commerciali e altri debiti non correnti - -
L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) 409.320 338.449
M Totale indebitamento finanziario (H + L) 350.751 317.757

5.12. Fondi per rischi ed oneri

Di seguito si fornisce il prospetto riepilogativo dei movimenti relativi ai fondi per rischi ed oneri:

(in migliaia di Euro) 31 dicembre 2024 Incrementi Rilasci/ utilizzi 31 dicembre 2025
Quota a lungo Quota corrente Totale Quota a lungo Quota corrente Totale
Altri fondi rischi ed oneri 758 - 758 - (20) 738 - 738
Totale 758 - 758 - (20) 738 - 738

L'accantonamento è relativo a garanzie prestate a favore di una società controllata relativa alla recuperabilità di un credito da questa acquisito.

La Società, nel corso dell'esercizio 2025, ha ricevuto una cartella di pagamento di Euro 3.084 migliaia, notificata oltre i termini biennali e quindi da considerarsi non più valida. La cartella, successivamente parzialmente sgravata e ridotta a Euro 2.244 migliaia, si riferisce a un contenzioso IVA di una società incorporata nel corso del 2008 ed è stata emessa non considerando la sentenza della Corte di Cassazione parzialmente favorevole alla Società e il fatto che vi era stato un pagamento di parte delle sanzioni per la riduzione delle stesse a un quinto. Nonostante le ragioni della Società, la sentenza di primo grado è stata sfavorevole. Contro tale sentenza è stato promosso appello e si è in attesa del giudizio di secondo grado. L'esito negativo della causa è ritenuto improbabile da parte dei consulenti della Società.

Alla data di approvazione del presente bilancio non esistono, a conoscenza degli Amministratori, altre passività potenziali significative.


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5.13. Debiti commerciali

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Debiti verso fornitori – terzi 1.005 1.334 (329)
Debiti verso fornitori – parti correlate 712 374 338
Debiti commerciali 1.717 1.708 9

Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali approssimi il loro fair value.

5.14. Passività per imposte correnti

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Passività per imposte correnti 177 - 177
Passività per imposte correnti 177 - 177

L'importo è relativo alla stima del saldo delle imposte per l'esercizio 2025.

5.15. Altre passività correnti

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Debiti verso correlate 14.349 13.928 421
Debiti tributari 216 902 (686)
Debiti verso dipendenti 184 192 (8)
Debiti verso istituti previdenziali 91 133 (42)
Altri debiti 386 391 (5)
Altre passività correnti 15.226 15.546 (320)

Nei "Debiti verso correlate" sono compresi i debiti nei confronti degli amministratori esecutivi, non ancora liquidati, sorti in relazione all'operazione di acquisto dei warrant management operata nel giugno 2024.

La voce "Debiti verso dipendenti" si riferisce principalmente alle competenze maturate ma non ancora liquidate.

La voce "Debiti tributari" include debiti per ritenute d'acconto da versare (Euro 161 migliaia) e per imposta sul valore aggiunto (Euro 55 migliaia).

5.16. Imposte differite attive e passive

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Imposte differite attive 2.015 2.054 (39)
Imposte differite passive (574) (634) 60
Imposte differite attive e passive 1.441 1.420 21

Di seguito si fornisce il dettaglio della fiscalità differita attiva e passiva suddivisa per voce di bilancio:

(in migliaia di Euro) Attività per imposte differite Passività per imposte differite
31 dic 2025 31 dic 2024 31 dic 2025 31 dic 2024
Investimenti immobiliari 9 9 - -
Partecipazioni - - 500 500
Crediti commerciali 696 765 74 134
Attività finanziarie correnti 11 18 - -
Altre passività correnti 305 299 - -
Imposte differite su componenti patrimonio netto 994 963 - -
Totale 2.015 2.054 574 634

Le imposte differite sono calcolate sulle differenze temporanee tra i valori delle attività e delle passività iscritte in bilancio e i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali.

La Società dispone inoltre di perdite fiscali pregresse per complessivi (Euro 25.187 migliaia) su cui non sono state contabilizzate le relative imposte anticipate.

6. Impegni e garanzie

KME Group SpA è garante a favore di KME SE e delle sue principali controllate per Euro 100 milioni per il finanziamento ottenuto da un pool di Istituti bancari e per ulteriori affidamenti bancari per Euro 15,0 milioni.

Nel dicembre 2015 la Società ha concesso la propria disponibilità al rilascio di una garanzia di massimi Euro 5,0 milioni a favore di Associazione Dynamo Camp Onlus (oggi Fondazione Dynamo Camp ETS) nell'ambito dell'erogazione di un mutuo fondiario per la ristrutturazione di alcuni immobili di Limestre. Il mutuo è peraltro già assistito da altre garanzie reali; al 31 dicembre 2025 ammonta a Euro 1.095 migliaia.

271


  1. Note esplicative al conto economico

7.1. Proventi da Gestione di Partecipazioni

La voce è così dettagliata:

(in migliaia di Euro) 2025 2024 Variazione
Dividendi 239 239 -
Utili/perdite da cessione partecipazioni e titoli - 961 (961)
Proventi da Gestione di Partecipazioni 239 1.200 (954)

I dividendi, sia dell'esercizio 2025 che dell'esercizio 2024, sono stati ricevuti da CULTI Milano.

La voce “Utile da cessione partecipazione e titoli” dell’esercizio 2024 si riferiva alla cessione di Intek Investimenti (Euro 982 migliaia), al netto della perdita subita in seguito alla chiusura della liquidazione di Nextep Srl SB (Euro 21 migliaia).

7.2. Commissioni su garanzie prestate

(in migliaia di Euro) 2025 2024 Variazione
Commissioni su garanzie prestate 824 866 (42)
Commissioni su garanzie prestate 824 866 (42)

Si riferiscono alla remunerazione delle garanzie prestate a partecipate per l’ottenimento di finanziamenti.

7.3. Altri proventi

(in migliaia di Euro) 2025 2024 Variazione
Prestazioni di servizi a correlate 585 570 15
Proventi da "special situation" - 126 (126)
Altri ricavi e proventi 28 134 (106)
Altri proventi 613 830 (217)

La posta “Prestazioni di servizi a correlate” accoglie gli importi fatturati a società correlate per prestazioni di assistenza amministrativa e per affitti attivi.

I “Proventi da special situations” sono relativi all’attività dell’incorporata Intek SpA legata ad operazioni di assunzioni di concordati.

7.4. Costi per il personale

(in migliaia di Euro) 2025 2024 Variazione
Salari e stipendi (1.062) (1.467) 405
Oneri sociali (345) (436) 91
Altri costi del personale (313) (255) (58)
Costo del lavoro (1.720) (2.158) 438

Negli altri costi del personale sono inclusi i compensi a collaboratori per Euro 111 migliaia, a cui si aggiungono oneri contributivi per Euro 67 migliaia, i costi per un piano welfare per Euro 75 migliaia e l’accantonamento a trattamento di fine rapporto del personale per Euro 60 migliaia.

272


Qui di seguito si riporta il numero medio dei dipendenti:

31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Dirigenti 3 3 -
Impiegati 11 11 -
Operai - 1 (1)
Numero medio di dipendenti 14 15 (1)

7.5. Ammortamenti e perdite per riduzione di valore

(in migliaia di Euro) 2025 2024 Variazione
Ammortamento su immobili, impianti e macchinari (37) (43) 6
Ammortamento su beni in leasing (1.002) (951) (51)
Ammortamento su attività immateriali (3) (3) -
Ammortamenti, impairment e svalutazioni (1.042) (997) (45)

L'incremento della voce “ammortamento su beni in leasing” è da porre in relazione al contratto di leasing immobiliare sull'immobile di Milano, Foro Buonaparte, 44.

7.6. Altri costi operativi

(in migliaia di Euro) 2025 2024 Variazione
Emolumenti amministratori e sindaci (1.160) (1.215) 55
Prestazioni professionali (1.725) (1.565) (160)
Spese di viaggio (665) (316) (349)
Altre spese per il personale (65) (57) (8)
Pubblicità legale e societaria (68) (95) 27
Elettricità, riscaldamento, postali e telefoniche. (135) (68) (67)
Premi assicurativi (114) (107) (7)
Formazione e seminari (7) (7) -
Locazioni immobiliari (140) (514) 374
Manutenzioni (74) (78) 4
Canoni di leasing e noleggi (79) (39) (40)
Oneri tributari diversi (64) (76) 12
Contributi associativi (252) (198) (54)
Costi diversi netti (885) (817) (101)
Beneficenze (28) (25) (3)
Oneri per servizi da banche (38) (31) (7)
(5.499) (5.208) (324)
Rilascio fondi 19 11 8
Oneri su warrant management (133) (339) 239
Altri costi operativi (5.613) (5.536) (77)

Gli “Oneri su warrant management” accolgono gli effetti del calcolo attuariale in applicazione delle previsioni dell'IFRS 2 e hanno come contropartita un incremento di patrimonio netto.

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7.7. Oneri finanziari netti

(in migliaia di Euro) 2025 2024 Variazione
Interessi attivi da società gruppo 2.757 2.508 249
Altri interessi e proventi finanziari 43 204 (161)
Totale proventi finanziari 2.800 2.712 88
Interessi passivi da società del gruppo (17.994) (15.776) (2.218)
Interessi passivi su finanziamenti - (512) 512
Interessi passivi su titoli emessi (11.964) (8.296) (3.668)
Interessi passivi per leasing (490) (466) (24)
Altri oneri finanziari (8) (53) 45
Totale oneri finanziari (30.456) (25.103) (5.353)
Totale oneri finanziari netti (27.656) (22.391) (5.265)

Gli “Interessi passivi da società gruppo” contengono anche gli oneri relativi al finanziamento ottenuto da KMH per il finanziamento delle offerte pubbliche di acquisto.

Gli “Interessi passivi su titoli emessi” si incrementano in relazione agli interessi del Prestito Obbligazionario KME Group SpA 2024/2029.

Il dettaglio degli interessi attivi e passivi verso parti correlate è riportato all’interno del paragrafo 8.12.

7.8. Imposte correnti e differite

(in migliaia di Euro) 2025 2024 Variazione
Imposte correnti 935 3.037 (2.102)
Imposte differite 21 91 (70)
Imposte correnti e differite 956 3.128 (2.172)

A decorrere dal 2007, KME Group SpA e la maggioranza delle sue controllate italiane hanno esercitato l’opzione per l’adesione al regime del “consolidato fiscale nazionale” determinando l’IRES su una base imponibile corrispondente alla somma algebrica degli imponibili positivi e negativi delle singole società. I rapporti economici, oltre alle responsabilità e agli obblighi reciproci, sono definiti nell’accordo e regolamento relativi all’opzione per il consolidato fiscale nazionale secondo il quale la controllante e/o le controllate con imponibile negativo ricevono un compenso pari al relativo risparmio d’imposta realizzato dalla controllante e/o le controllate con imponibile positivo.

Correlazione tra oneri fiscali e risultato contabile:

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Risultato Ante Imposte (34.357) (28.139)
Imposte calcolate sull'aliquota fiscale teorica 8.246 6.765
- Altro (6.841) (5.340)
- Imposte anno precedente (520) -
- Utilizzo perdite pregresse per imponibili 71 1.703
Totale imposte effettive a conto economico 956 3.128

La voce “Altro” è riferibile per lo più a componenti di reddito non deducibili in particolare per interessi passivi.


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8. Altre informazioni

8.1. Strumenti finanziari per categorie

Di seguito si presentano le informazioni integrative relative agli strumenti finanziari per categorie di attività e passività finanziarie; si specifica che nella tabella sono rappresentate anche le voci crediti diversi e altre attività nonché le voci debiti diversi e altre passività.

31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Attività finanziarie al fair value rilevato a conto economico 1.203 1.279 (76)
Attività finanziarie al fair value rilevato a conto economico complessivo - 222 (222)
Costo ammortizzato 71.676 85.649 (13.973)
Attività finanziarie 72.879 87.150 (14.271)
Passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico (696) (772) 76
Passività finanziarie e debiti al costo ammortizzato (433.402) (415.286) (18.116)
Passività finanziarie (434.098) (416.058) (18.040)

8.2. Strumenti finanziari per voce di bilancio

Di seguito la riconciliazione degli strumenti finanziari con le voci di bilancio al 31 dicembre 2025:

(in migliaia di Euro) Totale Voce di bilancio Non disciplinato ex IFRS 7 Totale Strumenti finanziari Misurato al costo Misurato al fair value
Partecipazioni in altre imprese - - - - -
Attività finanziarie non correnti 11 - 11 11 -
Altre attività non correnti 2 - 2 2 -
Attività finanziarie correnti 64.093 - 64.093 62.890 1.203
Crediti commerciali 2.223 - 2.223 2.223 -
Altre attività correnti 4.378 139 4.239 4.239 -
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 2.311 - 2.311 2.311 -
Totale attività finanziarie 73.018 139 72.879 71.676 1.203
Passività finanziarie non correnti (409.320) - (409.320) (409.320) -
Passività finanziarie correnti (7.835) - (7.835) (7.139) (696)
Debiti commerciali (1.717) - (1.717) (1.717) -
Altre passività correnti (15.226) - (15.226) (15.226) -
Totale passività finanziarie (434.098) - (434.098) (433.402) (696)

8.3. Valore nozionale degli strumenti finanziari e dei derivati

Non vi sono strumenti finanziari derivati iscritti in bilancio al 31 dicembre 2025.

8.4. Esposizione al rischio credito e perdite di valore

Il valore contabile delle attività finanziarie rappresenta l'esposizione massima di KME Group SpA al rischio credito.


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8.5. Esposizione al rischio cambio

Alla data di riferimento del presente bilancio KME Group SpA non aveva poste di bilancio o impegni di vendita o di acquisto denominate in valuta estera.

8.6. Esposizione al rischio fluttuazione valore azioni

Il valore contabile delle attività finanziarie rappresenta l'esposizione massima di KME Group SpA a tale rischio.

8.7. Esposizione al rischio tasso di interesse

Al 31 dicembre 2025 le attività e passività finanziarie della Società fruttifere di interessi presentano la seguente esposizione al rischio tasso di interesse:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Attività finanziarie 2.307 50.729
Passività finanziarie (403.325) (333.415)
Strumenti a tasso fisso (250.794) (282.686)
Attività finanziarie 62.890 2.585
Passività finanziarie (6.867) -
Strumenti a tasso variabile (94.201) 2.585

8.8. Analisi di sensitività dei flussi finanziari degli strumenti finanziari a tasso variabile

Un incremento (o decremento) di 50 basis point (bps) dei tassi di interesse attivi e passivi, alla data di chiusura del presente bilancio, produrrebbe un effetto sul patrimonio netto e sul risultato di esercizio di circa Euro 280 migliaia.

8.9. Fair value e valore contabile

Ai sensi dell'IFRS 13 par. 91 si dichiara che il valore contabile delle attività e passività finanziarie riconosciute nel presente Bilancio non si discosta dal loro fair value.

8.10. Livelli gerarchici di valutazione del fair value

L'IFRS 7 par. 27A e l'IFRS 13 richiedono che gli strumenti finanziari rilevati nella situazione patrimoniale-finanziaria al fair value siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli che rifletta la significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value stesso.

I livelli previsti dal principio di riferimento sono tre:

  • Livello 1 – quotazioni rilevate su un mercato attivo per attività o passività oggetto di valutazione;
  • Livello 2 – input diversi dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato;
  • Livello 3 – input che non sono basati su dati di mercato osservabili.

Per gli strumenti finanziari in essere al 31 dicembre 2025, e ai fini comparativi, al 31 dicembre 2024, nella tabella sottostante è illustrata la gerarchia del fair value delle attività e passività finanziarie che sono misurate al fair value su base ricorrente (nel livello 3 sono inclusi i valori di carico delle attività finanziarie non quotate iscritte al costo in assenza di un fair value disponibile).


L'analisi di attività e passività secondo il livello di fair value è la seguente:

| (in migliaia di Euro) | Totale
Fair value | Livello 1 | Livello 2 | Livello 3 |
| --- | --- | --- | --- | --- |
| Partecipazioni in altre imprese | - | - | - | - |
| Attività finanziarie correnti | 1.203 | - | - | 1.203 |
| Totale attività finanziarie | 1.203 | - | - | 1.203 |
| Debiti e passività finanziarie correnti | (696) | - | - | (696) |
| Totale passività finanziarie | (696) | - | - | (696) |
| (in migliaia di Euro) | Totale
Fair value al
31 dicembre
2024 | Livello 1 | Livello 2 | Livello 3 |
| --- | --- | --- | --- | --- |
| Partecipazioni in altre imprese | 222 | - | - | 222 |
| Attività finanziarie correnti | 1.279 | - | - | 1.279 |
| Totale attività finanziarie | 1.501 | - | - | 1.501 |
| Debiti e passività finanziarie correnti | (772) | - | - | (772) |
| Totale passività finanziarie | (772) | - | - | (772) |

Riclassificazione strumenti finanziari

Con riferimento alle attività e passività finanziarie che sono misurate al fair value su base ricorrente, nell'esercizio 2025 non ci sono stati trasferimenti dal livello 3 ad altri livelli e viceversa derivanti da cambiamenti nelle significative variabili di input delle tecniche valutative osservabili.

8.11. Pubblicità dei corrispettivi dei servizi forniti dalla Società di revisione

Ai sensi dell'art. 149-duodecies "Regolamento Emittenti", di seguito è riportata la tabella riassuntiva con l'indicazione dei corrispettivi, di competenza dell'esercizio, al netto di spese, IVA e eventuale contributo di vigilanza, a fronte dei servizi forniti alla Società ed alle società controllate dalla società di revisione KPMG SpA e da altre società del network:

| (in migliaia di Euro) | Totale | KME Group
SpA | Controllate |
| --- | --- | --- | --- |
| a) servizi di revisione | 702 | 123 | 579 |
| b) servizi diversi dalla revisione | 202 | 128 | 74 |
| - servizi di verifica finalizzati all'emissione di attestazione | 102 | 102 | - |
| - altri servizi | 100 | 26 | 74 |
| c) servizi delle entità appartenenti alla rete della società di revisione | 749 | - | 749 |
| Corrispettivi alla società di revisione | 1.653 | 251 | 1.402 |


8.12. Dettaglio rapporti con parti correlate

Nelle tabelle seguenti si evidenziano i rapporti di debito, credito e di costi e ricavi con parti correlate. Si rimanda a quanto già indicato nei commenti alle singole poste di bilancio per la natura delle operazioni.

Crediti e debiti

(in migliaia di Euro) Attività finanziarie correnti Crediti Commerciali Altre attività correnti Passività finanziarie non correnti Passività finanziarie correnti Fornitori Altre passività correnti
Culti Milano SpA - - 592 - - (22) -
Immobiliare Pictea Srl 1.733 - - (354) (145) (71) -
Isno 3 Srl in liquidazione - - - - (646) - -
KMH SpA 35.166 - - (150.224) - - -
KME Germany GmbH - - - - - (6) -
KME Italy SpA - 16 - - - (2) -
KME Mansfeld GmbH - 8 - - - - -
KME Netherlands BV - 43 - - - - -
KME SE - 684 - - - (575) -
KME Srl - 477 - - - (34) -
Natural Capital Italia SpA SB - 113 - - - - -
Newint Srl 25.991 - - - - - -
Oasi Dynamo Foodco Srl - - - - - (2) -
Serravalle Copper Tube Srl - 4 - - - - -
Società Agricola Agrienergia Srl - 96 40 - - - -
Tréfimetaux SA - 2 - - - - -
Amministratori e Sindaci - - - - - (104) (13.364)
Crediti per garanzie 696 - - - - - -
Crediti/Debiti per IVA di gruppo - - 227 - - - (87)
Crediti/Debiti per Consolidato Fiscale - - 2.647 - - - (898)
63.586 1.443 3.506 (150.578) (791) (816) (14.349)
Totale voce bilancio 64.093 2.223 4.378 (409.320) (7.835) (1.717) (15.226)
Incidenza 99,21% 64,91% 80,08% 36,79% 10,10% 47,52% 94,24%

278


279

Costi e ricavi

(in migliaia di Euro) Proventi Netti da Gestione di Partecipazioni Commissioni su garanzie prestate Altri proventi operativi Costo del lavoro e altri costi operativi Proventi finanziari Oneri finanziari
Culti Milano SpA 239 - 15 (3) - -
Dynamo The Good Company Srl SB - - 15 - - -
Immobiliare Pictea Srl - - 25 (273) 20 (7)
Intek Investimenti SpA - - 15 - 140 -
Isno 3 Srl in liquidazione - - 15 - - (43)
KME Germany Gmbh - - - (5) - -
KMH SpA - - 15 - 824 (17.913)
KME Italy SpA - 35 - (4) - -
KME Mansfeld GmbH - 11 - - - -
KME SE - 750 - (575) - -
KME Srl - - 428 (25) - -
Natural Capital Italia SpA SB - - 9 - - -
Newint Srl - - 1 - 1.691 -
Oasi Dynamo FoodCo Srl - - - (2) - -
Quattroduce dupe SpA - - 15 - - -
Scent Company Srl - - - (4) - -
Serravalle Copper Tubes Srl - 20 - - - -
Società Agricola Agrienergia Srl - - 32 - - -
Tréfimetaux SA - 8 - - - -
Amministratori/Sindaci e altri dirigenti - - - (1.614) 82 (29)
239 824 585 (2.505) 2.757 (17.992)
Totale voce bilancio 239 824 613 (7.333) 2.800 (30.456)
Incidenza 100,00% 100,00% 95,43% 34,16% 98,46% 59,08%

8.13. Proposta di approvazione del Bilancio relativo all'esercizio 2025

Viene proposta all'approvazione degli azionisti la copertura della perdita di esercizio di Euro 33.401.452 mediante utilizzo per pari importo della riserva straordinaria.

8.14. Eventi successivi

Si richiama quanto già indicato in precedenza relativamente alla conclusione della cessione della partecipazione in CULTI Milano.


Elenco delle partecipazioni al 31 dicembre 2025 e delle variazioni intervenute rispetto al 31 dicembre 2024

| Partecipazioni
(valori in unità di Euro) | Note | Valore nominale
al 31 dicembre 2025 | Esistenza al 31 dicembre 2024 | | Variazioni del periodo
(+/-) | | Riprese/
(Rettifiche)
di valore | Esistenza al 31 dicembre 2025 | | | Valore di Borsa
al 31 dicembre 2025 | |
| --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- |
| | | | Euro | Quantità | Valore in bilancio | Quantità | Valore | | Quantità | % | Valore
medio carico | Valore in bilancio |
| Società controllate e altre partecipazioni
(iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie) | | | | | | | | | | | | |
| KMI SpA | 50.094.685 | 50.000.000 | 480.000.000 | - | - | - | - | 50.000.000 | 84,08% | 480.000.000 | | |
| KME SE | senza valore nominale | 2.791.775 | 58.410.000 | - | - | - | - | 2.791.775 | 10,00% | 58.410.000 | | |
| Engexa Tracker 2 Srl | 10.000 | 5.100 | 24.506 | - | - | - | - | 5.100 | 51,00% | 24.506 | | |
| Culti Milano SpA | senza valore nominale | 2.388.750 | 37.981.125 | - | - | - | - | 2.388.750 | 77,17% | 37.981.125 | 18,7000 | 44.669.625 |
| Newint S.r.l. | 10.000 | 10.000 | 10.000 | - | - | - | - | 10.000 | 100,00% | 10.000 | | |
| Intomaltz SpA | 516.460 | 103.292 | 1 | - | - | - | - | 103.292 | 20,00% | 1 | | |
| | | | | | | | | | | | | |
| Totale | | | 576.425.632 | - | - | - | - | | | 576.425.632 | | |
| Azioni proprie
(iscritte in riduzione del Patrimonio Netto) | | | | | | | | | | | | |
| KME Group S.p.A. azioni ordinarie | senza valore nominale | 53.243.219 | 48.439.174 | - | - | - | - | 53.243.219 | - | 0,9098 | 48.439.174 | 0,8800 |
| | | | | | | | | | | | | |
| Totale | | | 48.439.174 | | 0 | | - | | | 48.439.174 | | |
| Totale | | | 624.864.806 | | 0 | | - | | | 624.864.806 | | |

280


Elenco delle partecipazioni indirette al 31 dicembre 2025

Denominazione Sociale Sede legale Attività Divisa Capitale Sociale % di Partecipazione Società Partecipante Partecipazione Totale
Acqua Dynamo Srl Società Benefit Italia Commerciale Euro 27.000 100,00% Intek Investimenti SpA 84,83%
AML - Azienda Metalli Laminati SpA Italia Industriale Euro 3.300.000 75,76% KME Italy S.p.A. 84,83%
24,24% KME Mansfield GmbH
Bartram's GmbH Germania Servizi Euro 300.000 100,00% KME Germany GmbH 84,83%
Blackhawk Holding GmbH Germania Holding Euro 100.000 100,00% KME SE 84,83%
Blackhawk Dielehrengesellschaft mbH Germania Holding Euro 25.000 100,00% Sundwiger Messingsverk GmbH 84,83%
Blitz F24-518 GmbH Germania Servizi Euro 25.000 100,00% KME Germany GmbH 84,83%
Blitz F24-519 GmbH Germania Germania Euro 25.000 100,00% KME SE 84,83%
Café Milano Asia Ltd. Hong Kong Commerciale HKD 7.500.000 100,00% Café Milano SpA 77,17%
Café Milano China Ltd. Cina Commerciale RMB 3.300.000 100,00% Café Milano Asia Ltd. 77,17%
canova GmbH Germania Industriale Euro 25.000 100,00% Magnet Joint Venture GmbH 38,17%
canova Kulp Servis Sanavi ve Ticaret A.S. Turchia Commerciale TRY 950.000 85,00% canova GmbH 32,45%
canova Service India Private Ltd. India Servizi INR 35.296.010 71,50% canova GmbH 27,29%
canova Service Spain S.A.U. Spagna Servizi Euro 60.910 100,00% canova GmbH 38,17%
canova Service USA LLC Stati Uniti Industriale USD 31.393.840 100,00% canova Special Products America Inc. 38,17%
canova Special Products America Inc. Stati Uniti Industriale USD 6.353.000 100,00% canova GmbH 38,17%
Dynamo Academy Srl Impresa sociale Italia Servizi Euro 13.500 44,44% Immobiliare Pictica Srl 37,70%
Dynamo The Good Company Srl Società Benefit Italia Commerciale Euro 11.700 21,26% Intek Investimenti SpA 18,05%
EM Moulds SpA Italia Industriale Euro 3.090.000 100,00% canova GmbH 38,17%
Evalal Schmeide Verwaltungsgesellschaft mbH Germania Non operativa Euro 30.000 50,00% KME SE 42,41%
Flatt Grundmaschiverwaltungsgesellschaft mbH & Co. Vermittungs KG Germania Immobiliare Euro 5.000 100,00% Sundwiger Messingsverk GmbH 84,83%
Fossati Uno Srl Italia Immobiliare Euro 100.000 35,00% Immobiliare Pictica Srl 29,69%
Il Post Srl Italia Editoriale Euro 396.516 28,01% Intek Investimenti SpA 23,76%
Immobiliare Pictica Srl Italia Immobiliare Euro 80.000 100,00% KME SE 84,83%
Intek Investimenti S.p.A. Italia Holding Euro 9.108.000 100,00% KME SE 84,83%
Irish Metal Industries Ltd. In liquidation Irlanda in liquidazione Euro 127 100,00% KME Yorkshire Ltd. 84,83%
ISNO 3 Srl in liquidazione Italia in liquidazione Euro 1.754.906 60,72% Intek Investimenti SpA 51,51%
KM Copper Bars GmbH Germania Industriale Euro 25.000 100,00% KME Mansfield GmbH 84,83%
KME Stolberg GmbH Germania Industriale Euro 1.000.000 100,00% KME SE 84,83%
KME Srl Italia Servizi Euro 115.000 100,00% KME SE 84,83%
KME (Suisse) S.A. Svizzera Commerciale CHF 100.000 100,00% KME Germany GmbH 84,83%
KME America Inc. Stati Uniti Commerciale USD 5.000 100,00% KME Germany GmbH 84,83%
KME America Marine Holding Inc. Stati Uniti Holding USD 6.447.014 100,00% canova GmbH 38,17%
KME America Marine Tube and Fitting, LLC Stati Uniti Progettazione USD 6.950.961 100,00% KME America Marine Holding Inc. 38,17%
KME AssoCo GmbH Germania Altro Euro 25.001 100,00% KME Special Products GmbH & Co. KG 84,83%
KME France SAS Francia Altro Euro 2.932 100,00% Tréfimétaux SAS 84,83%
KME Germany GmbH Germania Industriale Euro 20.000.000 100,00% KME SE 84,83%
KME Grundmaschugesellschaft SE & Co. KG Germania Immobiliare Euro 50.000 99,00% KME SE 84,83%
1,00% KME Germany GmbH
KME India Private Ltd. India Commerciale INR 6.500.000 99,80% KME Special Products GmbH & Co. KG 84,83%
0,20% KME SE
KME Italy SpA Italia Industriale Euro 44.603.903 100,00% KME SE 84,83%
KME Magna Service Ukraine LLC Ucraina Commerciale UAH 14.174.000 70,00% canova GmbH 26,72%
KME Mansfeld GmbH Germania Industriale Euro 38.349.000 100,00% KME SE 84,83%
KME Metals (Shanghai) Trading Ltd. Cina Commerciale USD 100.000 100,00% KME SE 84,83%
KME Netherlands BV Olanda Industriale Euro 34.018.000 100,00% KME SE 84,83%
KME Roflad France SAS Francia Industriale Euro 952.000 100,00% KME Italy SpA 84,83%
KME SE Germania Holding Euro 142.743.879 89,00% KMH SpA 84,83%
KME Service Centre Slovakia s.r.o. Slovacchia Industriale Euro 1.015.734 100,00% KME SE 84,83%
KME Service Centre UK Ltd. Regno Unito Industriale LST 2.130.000 100,00% KME SE 84,83%
KME Service Russland Ltd. Russia Servizi RUB 10.286.000 70,00% canova GmbH 26,72%
KME Spain S.A.U. Spagna Commerciale Euro 92.446 100,00% KME SE 84,83%
KME Special Holding GmbH Germania Holding Euro 25.000 100,00% KME SE 84,83%
KME Special Products GmbH & Co. KG Germania Industriale Euro 500 100,00% KME SE 84,83%
KMETAL Srl Italia Attività di agenzia ai fini di acquisto e vendita metalli Euro 100.000 100,00% KME SE 84,83%
KME Yorkshire Ltd. Regno Unito Industriale GBP 10.014.603 100,00% KME SE 84,83%
Magnet Joint Venture GmbH Germania Holding Euro 45.455 45,00% KME Special Products GmbH & Co. KG 38,17%
MossHd Srl Italia Holding Euro 40.000 20,00% Intek Investimenti SpA 16,97%
Natural Capital Italia SpA Società Benefit Italia Immobiliare Euro 147.500 74,58% Immobiliare Pictica Srl 70,74%
8,81% Intek Investimenti SpA
Oasi Dynamo Società Agricola Srl Italia Attività agricola Euro 35.000 100,00% Natural Capital Italia SpA Società Benefit 70,74%
Oasi Dynamo FoodCo Srl Italia Commercio alimentari Euro 10.000 100,00% Natural Capital Italia SpA Società Benefit 70,74%
Ralyamo Srl Italia Servizi Euro 20.000,00 49,00% KME Italy SpA 41,57%
Scent Company Srl Italia Commerciale Euro 100.000 100,00% Café Milano SpA 77,17%
Serravale Copper Tubes Srl Italia Industriale Euro 3.000.000 100,00% KME SE 84,83%
Società Agricola Agrimergia Srl Italia Industriale Euro 20.000 51,00% Oasi Dynamo Società Agricola Srl 36,08%
Sandwiger Messingsverk GmbH Germania Industriale Euro 100.000,00 100,00% Blackhawk Holding GmbH 84,83%
Sandwiger Metal (Shenzen) Co. Ltd. Cina Industriale RMB 1.921.544,53 100,00% Sandwiger Messingsverk GmbH 84,83%
Special Stock & Alkys SE Asia Pte Ltd. Singapore Commerciale SSG 352.088 41,32% canova GmbH 15,77%
Trefimetaus SAS Francia Industriale Euro 11.000.000 100,00% KME SE 84,83%
Valika SAS Francia Commercio metalli Euro 200.000 51,00% KME SE 43,26%
Voscer F-H25400 Germania Altro Euro 25.000 100,00% KME Germany GmbH 84,83%

282

ATTESTAZIONE SUL BILANCIO D'ESERCIZIO AI SENSI DELL'ART. 154 BIS, COMMA 5 DEL D. LGS. 58/98 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

  1. I sottoscritti Diva Moriani, in qualità di Presidente, e Giuseppe Mazza, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di KME Group S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

  2. l'adequatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

  3. l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio nel corso del 2025.

  4. Al riguardo si segnala che non sono emersi aspetti di rilievo.

  5. Si attesta, inoltre, che:

3.1. il bilancio d'esercizio:

a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente;

3.2 la Relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto.

Milano, 27 aprile 2026

La Presidente

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

f.to Diva Moriani

f.to Giuseppe Mazza


Relazione del Collegio sindacale alla Assemblea degli azionisti di KME Group S.p.A. al bilancio di esercizio al 31.12.2025 ai sensi dell'art. 153 D.Lgs. 58/98 ed art. 2429, comma 2, Codice civile

Signori Azionisti,

Il Collegio sindacale riferisce sulle attività di vigilanza previste dalla legge, in particolare dall'art. 153 del D.Lgs. 58/98 (“TUF”), dalle Norme di comportamento del Collegio sindacale di società quotate emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dalle Raccomandazioni Consob in materia di controlli societari e attività del Collegio sindacale, dagli articoli 2429 e ss. del C.c. nonché ai sensi degli artt. 17 e 19 del D.Lgs 39/2010 e dalle indicazioni contenute nel Codice di Corporate Governance delle società quotate cui KME Group S.p.A. (“KME Group” o la “Società”) aderisce con le modalità descritte nella “Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari”.

Il Collegio sindacale per il 2025 ha valutato l'idoneità dei propri componenti e l'adeguata composizione dell'organo con riferimento ai requisiti di professionalità, competenza, onorabilità, correttezza, indipendenza e insussistenza di cause di incompatibilità richiesti dalla normativa, nonché alla disponibilità di tempo e di risorse adeguate alla complessità dell'attività oggetto di vigilanza.

Il Collegio sindacale in carica è stato nominato dall'Assemblea del 22 maggio 2024 in conformità alle vigenti disposizioni legali, regolamentari, nonché statutarie, e rimarrà in carica fino all'Assemblea di approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2026.

I componenti del Collegio sindacale hanno rispettato il limite di cumulo degli incarichi previsto dall'articolo 144-terdecies del regolamento emittenti.

Si dà atto che la composizione del Collegio sindacale in carica risulta conforme alle disposizioni in materia di diversità di genere di cui all'articolo 148, comma 1-bis del TUF.

Il Collegio sindacale dà atto che il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 27 aprile 2026, ha approvato il progetto di bilancio d'esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025. Successivamente, come rappresentato anche nel prosieguo della presente relazione, il Consiglio di Amministrazione, nelle riunioni dell'11 e 12 maggio 2026, ha proceduto a un riesame del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, apportando una variazione allo stesso. La presente relazione tiene conto degli esiti di tale variazione.


Quanto sopra premesso, di seguito vengono fornite le indicazioni richieste dalla comunicazione Consob n. DEM/1025564 del 6 aprile 2001 e successive modifiche ed integrazioni.

Operazioni di maggior rilievo dell'esercizio 2025 a livello di Gruppo

Le operazioni di maggior rilievo che si sono verificate nel 2025 e nel corso del corrente esercizio sino alla data di redazione della presente relazione sono nel seguito riepilogate.

Settore rame

Come evidenziato nella “Relazione sull’andamento della gestione nell’esercizio 2025” redatta dagli Amministratori, contenuta all’interno della “Relazione Finanziaria Annuale Esercizio 2025” (“Relazione sull’andamento della gestione” o “Relazione finanziaria”), il Gruppo si è focalizzato nella ricerca di un recupero dei volumi nel proprio core business, dopo il calo registrato negli anni precedenti, e su attività di riduzione dei costi. In particolare, la Relazione finanziaria evidenzia che sono state intraprese azioni commerciali nei confronti dei clienti, da un lato, e sono state attuate politiche di razionalizzazione dei costi e ristrutturazione principalmente in Germania negli stabilimenti di Stolberg (chiusura) e Osnabruck, con oneri non ricorrenti pari a circa euro 35 milioni.

Il Gruppo è stato, inoltre, impegnato in rilevanti operazioni straordinarie.

Acquisizione di Sundwiger Messingwerk GmbH

  • Nel mese di gennaio 2025 è stata perfezionata l’acquisizione di Sundwiger Messingwerk GmbH (“SMW”), leader europeo nei settori dei semilavorati in bronzo e produttore di semilavorati laminati in ottone, di cui il Collegio Sindacale aveva già riferito nella propria relazione al bilancio di esercizio al 31.12.2024.
  • L’operazione si è svolta tramite l’acquisizione del 100% delle azioni di Blackhawk Holding GmbH, holding tedesca che detiene il 100% di SMW, da parte della controllata tedesca KME SE, ad un prezzo pari a circa euro 76 milioni, di cui euro 41 milioni al closing e la parte residua oltre l’esercizio;
  • Si evidenzia che, come riportato nella Relazione finanziaria, il processo di purchase price allocation (PPA) relativo all’acquisizione di Sundwiger, realizzato 2025 ai sensi del IFRS 3, ha determinato un provento non ricorrente positivo di Euro 20,0 milioni, scontato poi di euro 1,7 milioni di costi per l’acquisizione, a

2


titolo di “buon affare”. Il maggior valore generato dall'acquisizione è stato allocato in sede di PPA a immobilizzazioni e portafoglio clienti ed è stato positivamente riscontrato dalla Società di Revisione.

Operazione Cunova

  • La Relazione finanziaria evidenzia che (i) in data 25.03.2026 è stato sottoscritto un contratto binding con una società affiliata di Apollo Capital Management Ltd (“Apollo”) avente ad oggetto il supporto finanziario, per complessivi euro 300 milioni, alla c.d. “Operazione Cunova”, e (ii) in data 2.04.2026 è stato sottoscritto il contratto definitivo con The Paragon Fund III GmbH & Co. geschlossene Investment KG (“Paragon”) per l’acquisto della partecipazione del 55% da questo detenuta indirettamente in Cunova GmbH tramite Magnet Joint Venture GmbH (“Cunova”).

  • In particolare, l’Operazione Cunova prevede:

  • L’acquisizione da parte del Gruppo KME del 100% di Cunova, integrando la partecipazione del 45% già detenuta dal Gruppo KME, tramite il riacquisto della partecipazione del 55% detenuta da Paragon ad un corrispettivo di euro 43,5 milioni cash al closing, oltre all’emissione di euro 40 milioni di preferred equity con valore minimo di riacquisto in caso di vendita pari a euro 52,0 milioni; il closing, subordinato all’autorizzazione delle autorità competenti, è stato previsto dal management entro metà 2026;

  • Il trasferimento a Cunova del business aerospace e delle attività di fonderia della controllata KME Germany GmbH (insieme a Cunova, il “Nuovo Gruppo Cunova”);

  • Il rifinanziamento del debito senior secured di Cunova di euro 170 milioni; ciò tramite

  • L’apporto dei fondi gestiti da Apollo per euro 300 milioni sotto forma di (i) term loan quinquennale di euro 150 milioni, (ii) preferred equity di euro 150 milioni e (iii) il ricevimento di warrant che saranno emessi dal Nuovo Gruppo Cunova.

  • L’Operazione Cunova mira a creare un operatore industriale strategicamente autonomo nel settore dei prodotti speciali in rame, che potrà realizzare ulteriori operazioni di sviluppo internazionale.

3


  • L'Operazione Cunova presenterà un valore complessivamente stimato dal management nella Relazione sull'andamento della gestione in circa euro 250 milioni tra cash-in previsto al closing (euro 75 milioni) e valore della partecipazione nella nuova joint venture con il partner Apollo.
  • Il Collegio sindacale ha vigilato sull'informativa fornita dagli Amministratori in merito a tale operazione, verificandone la completezza e la coerenza, ferma restando la responsabilità dell'organo amministrativo in ordine alle valutazioni effettuate.

Si sottolinea che la Relazione sull'andamento della gestione evidenzia che il risultato gestionale del Settore Rame e il risultato consolidato gestionale sono influenzati positivamente da un provento di euro 40,7 milioni, connesso alla valorizzazione al 31.12.2025 della partecipazione del 45% in Cunova, in precedenza pari a zero, in ragione dei valori emergenti dagli accordi stipulati per il riacquisto del restante 55%. Il Collegio sindacale dà atto che le modalità di rappresentazione contabile di tale operazione nel bilancio consolidato sono state oggetto di approfondimento nell'ambito del processo di revisione contabile e che, a seguito di tali approfondimenti, il Consiglio di Amministrazione ha proceduto, nelle riunioni dell'11 e 12 maggio 2026, ad apportare una variazione al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, recependo le modifiche ritenute necessarie ai fini della corretta applicazione dei principi contabili internazionali e quindi non procedendo nel bilancio consolidato alla rilevazione del provento di euro 40,7 milioni.

Settore cosmesi e profumatori: cessione della partecipazione in CULTI Milano S.p.A.

A fine 2025 KME Group ha sottoscritto la cessione della partecipazione detenuta in CULTI Milano S.p.A. ("CULTI"), operazione che, come comunicato al pubblico, si è perfezionata in data 23 aprile 2026.

In particolare:

  • In data 2 dicembre 2025 CULTI ha ceduto la propria partecipazione residua in Bakel S.p.A. - pari al 22,13% dopo la cessione parziale effettuata nel 2024 - al socio di maggioranza di quest'ultima, MGB S.r.l.; la Relazione Finanziaria riepiloga i termini dell'accordo col socio in parola. Si evidenzia che l'assemblea dei soci di CULTI, in data 28 gennaio 2026, ha deliberato di destinare gli incassi

4


derivanti dal credito di euro 1,6 milioni, con scadenza 28 febbraio 2029, alla corresponsione di un exit bonus al management di CULTI e della controllata Scent Company che hanno contribuito alla crescita del gruppo CULTI;

  • In data 19 dicembre 2025 KME Group ha sottoscritto il contratto di cessione della partecipazione in CULTI a Berger International SAS, holding company di Emosia Group (“Berger”), subordinatamente al verificarsi di talune condizioni sospensive;
  • In data 23 aprile 2026, essendosi avverate le condizioni sospensive previste dal contratto, KME Group ha comunicato al pubblico il perfezionamento della cessione ad un corrispettivo di complessivi euro 45,8 milioni, di cui euro 38,3 milioni corrisposti in cash ed euro 7,5 milioni tramite sottoscrizione da parte di KME Group di preferred equity (n. 7.500.000 azioni privilegiate) Berger che prevedono un rendimento del 12% annuo.

Come evidenziato nella Relazione finanziaria, la cessione è funzionale all’obiettivo di focalizzazione dell’attività di KME sulla gestione del settore dei laminati in rame e, al contempo, all’apporto di nuove risorse finanziarie disponibili.

Altre operazioni rilevanti

KME Group ha promosso nel corso dell’esercizio le ulteriori operazioni rilevanti afferenti in particolare la gestione finanziaria del Gruppo.

Emissioni obbligazionarie. Rimborso del prestito obbligazionario “KME Group S.p.A. 2020-2025” e riapertura dell’emissione del Prestito Obbligazionario “KME Group S.p.A. 2024-2029”

  • In data 18 febbraio 2025 (data di naturale scadenza) è stato effettuato il rimborso di n. 2.440.153 obbligazioni del prestito obbligazionario “KME Group S.p.A. 2020-2025”, per complessivi euro 52,7 milioni di valore nominale.
  • Nel corso dell’esercizio 2025 sono state emesse nuove obbligazioni “KME Group S.p.A. 2024-2029”, codice ISIN IT0005597874 per complessivi euro 55 milioni. L’emissione è avvenuta attraverso 3 distinte operazioni, in cui il prezzo di collocamento è stato pari al 100% del valore nominale:
  • nel mese di maggio, con sottoscrizione da parte di investitori qualificati per euro 21,1 milioni;
  • nel mese di settembre, con un’offerta pubblica di sottoscrizione per euro 25,0 milioni promossa unicamente sul MOT;

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o nel mese di dicembre, con sottoscrizione da parte di investitori qualificati per euro 9,0 milioni.

  • a fronte delle operazioni sopra descritte risultano in circolazione n. 194.000.000 obbligazioni 2024-2029 (n. 138.804.041 al 31.12.2024), per un controvalore nominale di euro 194 milioni.

Revisione degli accordi relativamente alle Senior Guaranteed and Secured Fixed Rate Notes emesse da KMH S.p.A.

  • Si ricorda che, come già evidenziato nella Relazione del Collegio Sindacale al bilancio di esercizio al 31.12.2024, nel mese di aprile 2025 sono stati sottoscritti con Lynstone SSF Holdings II Sàrl, sottoscrittore delle notes di ammontare pari a euro 110,8 milioni emesse dalla controllata KMH S.p.A., accordi modificativi che ne hanno esteso la scadenza fino al 31 dicembre 2027, con rimborsi intermedi per euro 15 milioni a settembre 2025 e marzo 2026, per euro 45 milioni a marzo 2027 e per il residuo alla data di scadenza, senza modifiche del tasso di interesse (15%);
  • Successivamente, è stata rimodulata la scadenza di settembre 2025 di euro 15,0 milioni per euro 5,0 milioni a novembre 2025 ed euro 10,0 milioni a dicembre 2025, concordando altresì – in previsione della finalizzazione delle operazioni straordinarie in precedenza descritte – un periodo di stand still, fissato fino al 30 aprile 2026 e successivamente rinnovato fino al 15 maggio 2026.

Rinnovo delle linee di working capital di KME SE

La Relazione finanziaria evidenzia che, al fine di far fronte alle esigenze di finanziamento del capitale circolante del Gruppo:

  • a fine novembre 2025 la controllata KME SE ha concluso un accordo con il pool di Istituti finanziatori per il rinnovo del finanziamento bancario in essere, per un importo di euro 465,5 milioni revolving con scadenza 30 novembre 2026, più opzione per l’estensione di un ulteriore anno subordinata al consenso degli Istituti finanziatori stessi;
  • parallelamente, sono state rinnovate fino al 30 novembre 2026 anche linee di factoring in essere per complessivi euro 426,5 milioni, con quattro Istituti finanziatori.

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Delisting

Nel corso dell'esercizio non sono intervenute decisioni formali in merito al completamento del percorso di delisting.

Organizzazione societaria interna

Con riferimento alle principali partecipate di KME Group S.p.A. si riepiloga quanto segue:

  • KME SE (detenuta direttamente e indirettamente per il tramite di KMH S.p.A.) è a capo di un gruppo leader globale nella produzione e commercializzazione di semilavorati in rame e sue leghe, che si è focalizzato nel settore Copper e per cui, come in precedenza osservato, si prevede la concentrazione del business degli speciali all'interno del Nuovo Gruppo Cunova;
  • CULTI Milano S.p.A., attiva nel campo del benessere della persona e della profumazione d'ambiente, era ancora all'interno del perimetro del Gruppo al 31.12.2025 e la sua cessione è stata finalizzata in data 23.04.2026 in relazione al percorso di razionalizzazione societaria e di progressiva focalizzazione della Capogruppo nella gestione del business Copper.

Principi contabili applicati e altre informazioni

Si ricorda che:

  • a seguito della modifica della strategia attuata nell'esercizio 2022, la Società ha perso i requisiti, previsti dai paragrafi 27 e 28 dell'IFRS 10, per la qualifica di entità di investimento;
  • tale cambiamento ha comportato, già a partire dall'esercizio 2022, la valutazione al costo degli "Investimenti in partecipazioni e quote di fondi" in sostituzione del fair value;
  • il fair value alla data di perdita della qualifica di entità di investimento, rappresentava il nuovo costo.

Il valore contabile delle partecipazioni – che rappresenta uno degli elementi chiave delle procedure attuate dalla società di revisione, in particolare con riguardo alla partecipazione in KME SE – è stato sottoposto a impairment come previsto dai principi contabili di riferimento, tenendo conto delle previsioni dello IAS 36, nonché delle raccomandazioni


ESMA e Consob, alla luce delle incertezze del contesto geopolitico globale e della coerenza con gli obiettivi di sostenibilità.

Per KME SE, il test di impairment è stato effettuato con il supporto metodologico di un consulente esterno, identificato nella società EY Advisory S.p.A., mediante la determinazione del “valore d’uso” tramite il metodo dei flussi di cassa attualizzati (UDCF) sulla base del Business Plan Consolidato 2026–2030 di KME SE elaborato ed approvato dagli organi amministrativi della stessa in data 27 aprile 2026. Il terminal value è stato calcolato assumendo l’EBITDA di lungo periodo pari alla media dell’EBITDA del Piano 2026-2030, con un livello di ammortamento corrispondente agli investimenti, utilizzando un tasso di crescita di lungo periodo “g” pari a zero (come per il 2024) ed un tasso di attualizzazione WACC medio ponderato in funzione dei Paesi di appartenenza delle società nel perimetro di KME SE che si attesta attorno al 10,12% (incrementandosi rispetto al WACC di 9,74% nel 2024).

Il test di impairment è stato supportato da un’analisi di sensitività per comprendere la variazione del valore recuperabile e dell’headroom a seguito di variazioni dell’EBITDA, del tasso di attualizzazione WACC e del tasso di crescita di lungo periodo “g”, dimostrando che non sussistono perdite di valore sulle partecipazioni e che sono presenti headroom positivi.

Quanto alla partecipazione in CULTI Milano S.p.A. che, come evidenziato, è stata oggetto di cessione, si segnala che:

  • la partecipazione è stata riclassificata tra le “Attività classificate come possedute per la vendita”;
  • è stato modificato il metodo di realizzazione del test di impairment, per cui è stato applicato, in coerenza con i principi contabili applicabili (IAS 36 e IFRS 13), il “Fair Value Less Cost of Disposal”, che si è concretizzato nel confronto tra il prezzo di cessione di euro 45,8 milioni con il valore di carico pari a euro 38,0 milioni, da cui non emergono perdite di valore della partecipazione.

In relazione alla concreta applicazione del criterio di valutazione delle partecipazioni, il Collegio sindacale ha verificato, con l’analisi dei documenti predisposti dall’esperto indipendente che ha supportato la Società e anche attraverso incontri con il management e con la società di revisione, che ha esaminato il tema anche con il supporto interno di

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specialisti in materia di valutazioni aziendali, che la determinazione del valore delle partecipazioni fosse ragionevole.

La seguente tabella riepiloga i risultati delle valutazioni delle partecipazioni nel bilancio 2025, confrontati con i valori di iscrizione del precedente esercizio.

Denominazione Sede Quota posseduta 31 dic 2025 €k 31 dic 2024 €k Variazione €k
Controllate e collegate
KMH SpA Milano 84,08% 480.000 480.000 -
KME SE Osnabruck (D) 10,00% 58.410 58.410 -
CULTI Milano SpA Milano 77,17% - 37.981 (37.981)
Ergyca Tracker 2 Srl Firenze 51,00% 25 25 -
Newint Srl Milano 100,00% 10 10 -
Totale Controllate e collegate 538.445 576.426 (37.981)
Vita Società Editoriale SpA Milano - 222 (222)
Totale altre partecipazioni - 222 (222)
Partecipazioni 538.445 576.648 (38.203)

Conformemente alla Direttiva 2004/109/CE (la “Direttiva Transparency”) e al Regolamento Delegato (UE) 2019/815 (Regolamento ESEF), il bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato di KME Group S.p.A. sono stati redatti nel formato elettronico unico di comunicazione. La Società ha applicato le modalità di marcatura previste dalla normativa vigente alle informazioni finanziarie contenute nel bilancio consolidato, in conformità agli standard tecnici applicabili. Per quanto riguarda la rendicontazione di sostenibilità, si dà atto che, in assenza delle relative disposizioni tecniche di marcatura attualmente applicabili, la stessa non è soggetta a specifici obblighi di tagging.


L’Assemblea degli azionisti del 15 maggio 2025, chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2024, ha deliberato l’approvazione della Relazione sulla politica della remunerazione 2025 e sui compensi corrisposti (ai sensi dell’art. 123-ter del TUF). La medesima Assemblea ha inoltre rinnovato l’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie per la durata di 18 mesi.

Nel corso dell’esercizio 2025, si segnalano inoltre, come anche sopra evidenziato, le deliberazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione in merito al programma di emissione obbligazionaria “KME Group S.p.A. 2024-2029”.

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Con riferimento all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, si dà atto che il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di bilancio d'esercizio, il bilancio consolidato e la dichiarazione non finanziaria (rendicontazione di sostenibilità) in data 27 aprile 2026, in prossimità del termine previsto dall'art. 154-ter del TUF. Tale tempistica è stata motivata dalla Società in ragione delle valutazioni connesse alle rilevanti operazioni straordinarie che hanno interessato il Gruppo a ridosso della chiusura dell'esercizio e nei primi mesi del 2026, quale l'avvenuto closing in data 23 aprile 2026 della cessione di CULTI.

In ragione a quanto sopra, la società di revisione KPMG S.p.A. ha comunicato l'impossibilità di completare le procedure di revisione e di emettere le proprie relazioni entro il termine di cui all'art. 154-ter del TUF del 30 aprile 2026. In tale contesto, anche il Collegio sindacale è stato impossibilitato a rendere la propria relazione nei termini previsti, potendo procedere solo a seguito del completamento dell'attività di revisione. Si dà atto che tali circostanze si sono inserite nel più ampio processo di riesame e successiva approvazione di una variazione al bilancio consolidato da parte del Consiglio di Amministrazione nelle riunioni dell'11 e 12 maggio 2026.

La Società ha comunicato il differimento dei termini di pubblicazione del bilancio al ricevimento delle relazioni della Società di Revisione e del Collegio Sindacale, comunque in tempo utile per l'Assemblea degli azionisti convocata per i giorni 9 e 10 giugno 2026, avvalendosi del maggior termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio previsto dall'art. 2364, comma 2, c.c. e dallo Statuto sociale.

Tale Assemblea sarà chiamata a deliberare, oltre che sull'approvazione del bilancio e sulla destinazione del risultato d'esercizio, anche sulla relazione sui compensi corrisposti ex art. 123-ter del TUF e sull'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie.

Operazioni atipiche od inusuali, comprese quelle infragruppo o con parti correlate, nel corso dell'esercizio 2025.

Non risulta al Collegio sindacale l'effettuazione di operazioni atipiche od inusuali nel corso dell'esercizio 2025, salvo le operazioni straordinarie sopra evidenziate.

Si ricorda che la Società ha adottato la Procedura in materia di operazioni con parti correlate, aggiornata l'ultima volta in data 26 settembre 2024.

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Per le operazioni con parti correlate, tutte di natura ordinaria, si rinvia ai dettagli e commenti forniti nella Nota Integrativa e nella Relazione sull'andamento della Gestione.

Non vi sono state nel corso del 2025 operazioni qualificabili come di maggior rilevanza ai sensi della “Procedura in materia di operazioni con parti correlate”.

L’attività di vigilanza del Collegio sindacale in merito si è svolta anche attraverso la partecipazione alle riunioni del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, nonché grazie agli opportuni aggiornamenti ricevuti in apposite riunioni, tanto dalla funzione di Internal Audit che dall’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001, nel corso delle quali non sono emerse criticità.

Osservazioni o richiami di informativa da parte della società di revisione/denunce da parte di soci ex art. 2408 C.C./esposti

Come in precedenza evidenziato, nel corso delle attività di revisione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, la società di revisione ha formulato osservazioni in merito alla corretta applicazione dei principi contabili internazionali con riferimento alla valutazione della partecipazione in Cunova accolta nel bilancio consolidato inizialmente approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 aprile 2026. Tali osservazioni sono state oggetto di approfondimento e successivo riesame da parte del Consiglio di Amministrazione che, nelle riunioni dell’11 e 12 maggio 2026, ha apportato una variazione al bilancio consolidato in relazione all’applicazione del principio contabile di riferimento.

Il Collegio sindacale, nel corso del 2025 e sino alla data di redazione della presente relazione, non ha ricevuto denunce ex art. 2408 c.c..

Incarichi alla società di revisione

L’Assemblea ordinaria degli azionisti della Società ha deliberato, in data 17 dicembre 2024 sulla base della proposta motivata del Collegio sindacale, di conferire a KPMG S.p.A. l’incarico per la revisione legale dei conti e la revisione della rendicontazione sulla sostenibilità di KME Group S.p.A. e delle sue controllate per gli esercizi dal 2025 al 2033.

Il Collegio sindacale ha verificato, anche nella sua funzione di Comitato per il controllo interno e la revisione contabile (“CCIRC”), che gli incarichi conferiti al revisore, diversi dalla revisione legale, non presentassero potenziali rischi in termini di indipendenza.

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La sintesi degli incarichi e compensi della società di revisione è la seguente:

(in migliaia di Euro) Totale KME Group SpA Controllate
a) servizi di revisione 702 123 579
b) servizi diversi dalla revisione 202 128 74
- servizi di verifica finalizzati all'emissione di attestazione 102 102 -
- altri servizi 100 26 74
c) servizi delle entità appartenenti alla rete della società di revisione 749 - 749
Corrispettivi alla società di revisione 1.653 251 1.402

Pareri rilasciati ai sensi di legge dalla società di revisione

Nel corso dell'esercizio 2025 non è stato rilasciato alcun parere ai sensi di legge.

Attività di vigilanza sull'osservanza della legge e dello statuto

Il Collegio sindacale ha regolarmente assistito alle riunioni del Consiglio di Amministrazione ed ha avuto regolari contatti, come sopra già evidenziato, sia con l'Internal Audit e l'Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001, che con la società di revisione KPMG S.p.A.; ha altresì partecipato a tutte le riunioni del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, oltre ovviamente ad un continuo confronto con la Società nel corso dell'esercizio.

In merito ai rapporti con l'Autorità di Vigilanza, il Collegio sindacale è stato tenuto costantemente informato dalla Società in merito alle richieste pervenute da Consob e, nell'ambito delle proprie funzioni di vigilanza, ha intrattenuto le opportune interlocuzioni con le Autorità competenti.

Nel corso del 2025, il Collegio sindacale si è riunito 8 volte (nel 2024 si era riunito 10 volte) e la partecipazione alle riunioni da parte dei suoi componenti è stata del 100% (così come nel precedente esercizio).

Nel corso del corrente esercizio, alla data della presente relazione, il Collegio sindacale si è riunito 5 volte, inclusa la riunione per la redazione della presente relazione.

In relazione alla disciplina ed al funzionamento degli organi sociali si rinvia alla esaustiva Relazione sulla Corporate Governance, contenuta nella Relazione Finanziaria Annuale.

Nell'adempimento dei suoi doveri di vigilanza ed in occasione delle riunioni e dei frequenti contatti sopra richiamati, il Collegio sindacale ha constatato:


a) che nell'esercizio sono state osservate le disposizioni di legge e di statuto;
b) il rispetto dei principi di corretta amministrazione e l'esistenza di una adeguata struttura amministrativa e di un adeguato sistema di controllo interno;
c) che non sono emersi aspetti rilevanti nel corso delle riunioni con la società di revisione e con gli Amministratori, anche ai sensi dell'art. 150 del TUF;
d) che le società controllate hanno fornito tutte le notizie necessarie alla controllante per adempiere agli obblighi informativi di legge e la controllante ha impartito adeguate disposizioni, anche ai sensi dell'art. 114, comma 2, del TUF;
e) che non risultano omessi obblighi informativi alle Autorità di Vigilanza.

Il Collegio sindacale, laddove ritenuto necessario, ha avuto altresì contatti con i componenti dei Collegi sindacali delle controllate.

La Società ha predisposto e approvato, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia, apposita Relazione sulla Corporate Governance, ritenuta idonea allo scopo dal sottoscritto Collegio sindacale; nel corso dell'attività di vigilanza non risultano violazioni di tali regole.

La struttura organizzativa della Società appare adeguata alla sua attività anche ai fini della rilevazione di eventuali segnali di crisi dell'impresa ex art. 2086 c.c. ed ex artt. 3 e 25 novies del D.Lgs 14/2019, su cui il Collegio sindacale ha mantenuto il proprio monitoraggio in modo continuativo e sostanziale. In particolare, il Collegio ha vigilato non solo sull'adozione formale degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili, ma anche sul loro concreto funzionamento, verificando la qualità, la completezza e la tempestività dei flussi informativi ricevuti dall'organo amministrativo, anche attraverso il Dirigente Preposto, nonché l'effettiva capacità degli stessi assetti di supportare un'adeguata pianificazione e controllo della gestione e di intercettare tempestivamente eventuali segnali di tensione economico-finanziaria o di rischio per la continuità aziendale, tenuto conto dell'attività di holding svolta dalla Società.

Tale attività di vigilanza è stata svolta senza che siano emerse circostanze tali da richiedere l'attivazione dei poteri di segnalazione previsti dalla normativa vigente.

Il Collegio sindacale ha inoltre verificato:

  • che la Società ha aderito al Codice di Corporate Governance predisposto da Borsa Italiana S.p.A.;

  • che la Società ha istituito il Comitato per il Controllo, Rischi e Sostenibilità, che ha regolarmente operato nel corso dell'esercizio;
  • che fanno parte del Consiglio n. 3 amministratori indipendenti, numero ritenuto adeguato allo svolgimento delle attività del Consiglio;
  • che gli Amministratori Esecutivi hanno riportato al Consiglio l'attività svolta nell'ambito delle deleghe loro conferite.

In conclusione, il Collegio sindacale, sulla base dei flussi informativi interni ed esterni acquisiti, ha verificato che è garantita la conformità della struttura organizzativa, delle procedure interne, degli atti sociali e delle deliberazioni degli organi sociali alle norme di legge, alle disposizioni statutarie e ai regolamenti applicabili, nonché ai codici di comportamento ai quali la Società abbia dichiarato di attenersi.

Il Collegio sindacale dà atto che ciascun organo o funzione della Società ha adempiuto agli obblighi informativi previsti dalla normativa applicabile.

Attività di vigilanza sul rispetto dei principi di corretta amministrazione

Mediante la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dei comitati endoconsiliari e l'acquisizione di informazioni dai responsabili delle competenti funzioni di controllo, il Collegio sindacale ha vigilato sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e ha ottenuto dagli amministratori, nel rispetto della periodicità normativamente prevista, le dovute informazioni sull'attività svolta dalla Società e dal Gruppo in cui la stessa è a capo nonché sulle operazioni di maggior rilievo economico finanziario e patrimoniale deliberate e poste in essere nell'esercizio dalla Società e dal Gruppo, anche in conformità all'articolo 150, comma 1, del TUF.

Sulla base delle informazioni rese disponibili, il Collegio sindacale può affermare che le operazioni effettuate sono improntate ai principi di corretta amministrazione, sono conformi alla legge e allo statuto sociale e non sono manifestamente imprudenti, azzardate, in conflitto di interessi o in contrasto con le delibere assunte dall'Assemblea e tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale.

Attività di vigilanza sull'adeguatezza del sistema di gestione del rischio

KME Group S.p.A., nella sua posizione di holding, è esposta indirettamente ai rischi riferibili alle società partecipate – in primo luogo a KME SE, principale controllata della

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Società – ed i risultati economici dipendono prevalentemente dai dividendi distribuiti dalle partecipate.

Il Collegio sindacale, in linea con i richiami formulati dalle Autorità di vigilanza in relazione agli impatti del contesto geopolitico e macroeconomico internazionale sull'informativa finanziaria degli emittenti, rileva che il Gruppo non presenta esposizioni dirette significative verso aree attualmente interessate da situazioni di tensione internazionale. Permangono tuttavia elementi di incertezza connessi all'evoluzione del contesto globale, anche con riferimento ai costi energetici e alle catene di approvvigionamento, come illustrato nella documentazione di bilancio.

L'evoluzione prevedibile della gestione sarà correlata all'andamento della domanda dei settori di riferimento di KME SE e alla più generale dinamica macro-economica internazionale.

Rimane aperta, inoltre, la possibilità per KME Group S.p.A. ed il Gruppo nel suo complesso di beneficiare della valorizzazione delle altre partecipazioni o di attività non-core del settore rame, mediante dismissione.

Attività di vigilanza sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo

Sulla base delle informazioni acquisite e di quanto sopra esposto, il Collegio sindacale ritiene adeguato l'assetto organizzativo, in termini di struttura, procedure, competenze e responsabilità, anche in considerazione alle dimensioni ed oggetto della Società.

In particolare, il Collegio sindacale ha verificato, anche ai sensi dell'art. 2086 c.c., che la Società è dotata di un assetto organizzativo che consente di rilevare eventuali situazioni di crisi di impresa mediante sistemi di pianificazione, controllo di gestione e monitoraggio dei flussi finanziari, tenuto conto dell'attività di holding svolta, ed ha positivamente verificato in concreto le risultanze di tale assetto organizzativo.

Il Collegio sindacale ha altresì monitorato il coordinamento tra assetti organizzativi, sistema di controllo interno e processo di gestione dei rischi, inclusi quelli rilevanti ai fini della sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Anche la relazione della funzione di Internal Audit non evidenzia alcun rilievo.

Nel corso dell'esercizio 2025 non sono emerse, come detto, criticità in relazione alla indipendenza di ciascun membro del Collegio sindacale, né con riguardo al funzionamento dello stesso.

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Pari assenza di criticità è stata rilevata nel funzionamento sia del Consiglio di Amministrazione che del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità.

Si ricorda che gli amministratori indipendenti hanno svolto in seno al Consiglio di Amministrazione le loro funzioni anche con riferimento alle retribuzioni agli Amministratori Esecutivi, stante la mancanza di un Comitato Remunerazioni.

Sul funzionamento degli organi sociali, al fine di evitare sovrapposizioni, si rinvia alla apposita Relazione sulla Corporate Governance predisposta dagli Amministratori.

Attività di vigilanza sull'adequatezza del sistema di controllo interno

Sulla base delle informazioni acquisite, il Collegio sindacale riferisce che il complessivo sistema di controllo interno, di revisione interna e di gestione dei rischi, con particolare riferimento all'attività del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità appare adeguato:

  • il Consiglio di Amministrazione ha la responsabilità di governare il sistema di controllo interno. Le unità organizzative hanno invece la responsabilità di gestire il processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei rischi, nonché di definire le relative contromisure;
  • la funzione di Internal Audit ha il compito di verificare l'idoneità delle procedure interne ad assicurare l'adeguato contenimento dei rischi dell'Emittente e del Gruppo e di assistere il Gruppo nell'identificazione e nella valutazione delle maggiori esposizioni al rischio, includendo tutti i rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo dell'attività dell'impresa;
  • il Dirigente Preposto ha la responsabilità del sistema di controllo interno e gestione dei rischi in materia di informativa finanziaria e, pertanto, si premura di identificare e valutare i rischi sull'informativa finanziaria, di identificare e realizzare gli opportuni controlli, diretti a mitigare la possibilità che tali rischi si concretizzino, e di monitorare e valutare l'effettività dei controlli nel contesto di un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno, in relazione al processo di informativa finanziaria;
  • in linea con quanto previsto dal D.Lgs. 125/2024, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari è il soggetto che, insieme con gli organi amministrativi delegati, ha la responsabilità di attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità di cui all'art. 154-bis, comma 5-ter, del TUF;
  • l'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi cura, di concerto con il Comitato Controllo, Rischi, e Sostenibilità, l'identificazione dei

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principalì rischi aziendali e dà esecuzione alle linee di indirizzo, curando la progettazione, realizzazione e gestione del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi e verificandone l'adequatezza e l'efficacia.

Nel corso del 2025 il Collegio sindacale ha vigilato sul sistema dei controlli interni mediante incontri periodici con il Responsabile della funzione di Internal Audit, i Responsabili di altre funzioni aziendali e con l'Organismo di Vigilanza, ed ha partecipato alle n. 4 riunioni del Comitato Controllo, Rischi, e Sostenibilità. In merito osserva quanto segue:

  • dagli incontri avuti con l'Organismo di Vigilanza, così come dai flussi informativi acquisiti, risulta che nel corso del 2025 l'attività di vigilanza espletata dall'Organismo di Vigilanza ha riguardato l'attività di verifica dei processi sensibili e la revisione del modello organizzativo 231 anche alla luce delle novità normative;
  • mediante i periodici incontri avuti con il Responsabile della funzione di Internal Audit e l'acquisizione di flussi informativi, il Collegio ha vigilato sul piano di audit e sulle sue risultanze, sia nella fase di impostazione, sia in quella di analisi delle verifiche effettuate e dei relativi follow-up.

Il Collegio dà atto che le Relazioni annuali delle funzioni di controllo concludono con un giudizio complessivamente favorevole sull'assetto dei controlli interni della Società anche con riferimento alla loro integrazione con i processi di gestione dei rischi finanziari, operativi e di sostenibilità e al presidio del presupposto della continuità aziendale.

Attività di vigilanza sull'adequatezza del sistema amministrativo contabile e sull'attività di revisione legale dei conti.

Il Collegio sindacale, anche in veste di Comitato per il controllo interno e la revisione contabile, ha avuto regolare contatto con la società di revisione KPMG S.p.A., valutando altresì le soglie di materialità adottate e le modalità di assunzione dei dati delle partecipazioni controllate.

KPMG S.p.A. ha rilasciato in data odierna la propria relazione al bilancio d'esercizio e la propria relazione sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, esprimendo un giudizio senza rilievi.

Non risultano elementi di criticità, con particolare riferimento al requisito dell'indipendenza del revisore, anche sulla base della dichiarazione fornita in data odierna dal revisore stesso.

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In data odierna la Società di revisione ha emesso anche la Relazione aggiuntiva per il Comitato per il controllo interno e la revisione contabile di cui all'art. 11, Regolamento (UE) 537/2014.

Il Collegio sindacale ha altresì verificato che i prospetti di bilancio sono stati redatti secondo i principi contabili adottabili e che le valutazioni effettuate dagli Amministratori risultano coerenti con le informazioni disponibili e con le risultanze del sistema amministrativo-contabile e dei processi previsionali.

Il Collegio sindacale ha altresì esaminato la relazione con cui la Presidente e il Dirigente preposto hanno attestato ai sensi dell'articolo 154-bis, comma 5-ter, del TUF che la rendicontazione di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione è stata redatta conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 e del D.Lgs. 125/2024 con le specifiche adottate a norma dell'articolo 8, paragrafo quattro del Regolamento UE 2020/852 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020.

Attività di vigilanza sulla dichiarazione consolidata di sostenibilità

Il Collegio sindacale ha acquisito dalla Società e dalla società di revisione KPMG S.p.A. informazioni in merito all'adequatezza dei processi, delle procedure e dei presidi organizzativi che supportano la raccolta, elaborazione e rappresentazione delle informazioni in ambito di sostenibilità.

Nel corso dell'esercizio 2025, il Collegio sindacale ha posto attenzione alle novità introdotte in materia di rendicontazione di sostenibilità.

Nell'ambito della propria attività di vigilanza, anche in coordinamento con la società di revisione, il Collegio ha monitorato l'adequatezza dei suddetti processi e dei relativi presidi nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Sulla base delle informazioni acquisite, non sono emerse criticità tali da incidere in modo significativo sull'affidabilità complessiva dell'informativa di sostenibilità, ferma restando la responsabilità dell'organo amministrativo in ordine alla predisposizione della stessa.

Il Collegio sindacale ha verificato l'avvenuta approvazione della Dichiarazione consolidata sulla sostenibilità da parte del Consiglio di Amministrazione in data 27 aprile 2026.

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Il perimetro di rendicontazione per il 2025 coincide con quello del bilancio consolidato e l'informativa di sostenibilità consolidata è contenuta nella relazione sulla gestione, in conformità alla normativa di riferimento.

Il Collegio sindacale dà altresì atto che, nell'informativa di sostenibilità, la Società ha incluso le informazioni richieste dal Regolamento (UE) 2020/852 in materia di tassonomia.

KPMG S.p.A. ha rilasciato in data odierna la propria relazione sulla Dichiarazione consolidata di sostenibilità, alla quale si rinvia per ogni dettaglio informativo.

Modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario

In relazione alla corporate governance ed al suo adeguamento, sulla base delle informazioni acquisite, il Collegio sindacale ribadisce che la Società ha aderito al Codice di Corporate Governance predisposto da Borsa Italiana S.p.A., senza che siano state rilevate criticità nel corso dell'esercizio.

Attività di vigilanza sui rapporti con società controllate e controllanti

Il Collegio sindacale ha ricevuto costanti flussi informativi circa i rapporti con le altre società del Gruppo, anche tramite la costante partecipazione al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità.

Il Collegio sindacale ha altresì assunto autonome informazioni da parte degli organi di controllo delle società partecipate, laddove ritenuto necessario.

Attività di vigilanza sulle operazioni con parti correlate

In relazione alle operazioni con parti correlate il Collegio sindacale, soprattutto tramite la partecipazione al Comitato Controlli, Rischi e Sostenibilità, ha avuto notizia delle operazioni con parti correlate, senza che siano emersi rilievi.

Considerazioni relative al bilancio di esercizio 2025

Il bilancio dell'esercizio al 31 dicembre 2025 evidenzia una perdita di euro 33.401.452, che viene proposto di coprire attraverso utilizzo parziale di pari ammontare della Riserva Straordinaria.

La società di revisione ha rilasciato in data odierna la propria relazione sul bilancio d'esercizio, contenente giudizio positivo senza riserve.

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La Presidente della Società, Diva Moriani, ed il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Giuseppe Mazza, hanno consegnato agli Amministratori ed ai Sindaci una dichiarazione scritta con la quale attestano, anche tenuto conto dell'art. 154-bis del TUF, l'adequatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio, sia di esercizio che consolidato, dell'esercizio 2025, precisando la conformità degli stessi ai principi contabili internazionali.

Proposta all'Assemblea

Il Collegio sindacale esprime parere favorevole alla approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2025 ed alla relativa destinazione della perdita di esercizio, come evidenziato nella Relazione Finanziaria Annuale dell'esercizio 2025 predisposta dal Consiglio di Amministrazione.

Milano, 14 maggio 2026

IL COLLEGIO SINDACALE (con consenso unanime)

Il Presidente

(f.to Dott. Gianluca Cinti)

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Revisione e organizzazione contabile
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Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537 del 16 aprile 2014

Agli Azionisti della
KME Group S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio della KME Group S.p.A. (nel seguito anche la "Società"), costituito dai prospetti della situazione patrimoniale e finanziaria al 31 dicembre 2025, dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti del conto economico complessivo, delle variazioni di patrimonio netto e del rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note esplicative al bilancio d'esercizio che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della KME Group S.p.A. al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nel paragrafo "Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio" della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla KME Group S.p.A. in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto, su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

KPMG S.p.A.
è una società per azioni
di diritto italiano
e fa parte del network KPMG
di entità indipendenti affiliate a
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KME Group S.p.A.

Relazione della società di revisione

31 dicembre 2025

Valutazione delle partecipazioni in imprese controllate

Note esplicative al bilancio d'esercizio: nota esplicativa n. 3.4 "Partecipazioni in controllate" e nota esplicativa n. 5.1 "Partecipazioni".

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave
Il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025 include partecipazioni in imprese controllate per €538,4 milioni (€576,6 milioni al 31 dicembre 2024) riferibili alla partecipazione di controllo detenuta in KME SE, anche attraverso la società KMH S.p.A.. Le procedure di revisione svolte hanno incluso:
Le partecipazioni sono valutate in base al metodo del costo ed assoggettate, in presenza di indicatori di una perdita di valore, ad Impairment Test, confrontando il valore contabile con il valore recuperabile. Quest'ultimo è stato stimato tramite il valore d'uso determinato mediante l'attualizzazione dei flussi di cassa attesi. • comprensione del processo adottato nella predisposizione dell'impairment test approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società, nonché l'esame della configurazione e messa in atto dei controlli ritenuti rilevanti;
Il processo di determinazione del valore recuperabile delle partecipazioni è caratterizzato da un elevato grado di complessità e dall'utilizzo di stime, per loro natura incerte e soggettive, con riferimento ai seguenti fattori: • comprensione del processo adottato nella predisposizione dei dati previsionali dai quali sono estratti i flussi finanziari attesi utilizzati ai fini della determinazione del valore d'uso;
• flussi finanziari attesi, determinati tenendo conto dell'andamento economico generale e del settore di appartenenza, caratterizzato da volatilità dei prezzi delle materie prime, dinamiche di domanda legate ai principali settori industriali di sbocco e impatti derivanti dal contesto macroeconomico e geopolitico; • analisi della ragionevolezza delle ipotesi adottate dagli Amministratori nella predisposizione dei dati previsionali;
• parametri finanziari utilizzati ai fini della determinazione del tasso di attualizzazione applicato alle proiezioni dei flussi finanziari che richiedono un elevato grado di giudizio. • esame degli scostamenti tra i dati previsionali degli esercizi precedenti e i dati consuntivati, al fine di comprendere il grado di accuratezza storico delle stime;
Per tali ragioni abbiamo considerato la valutazione delle partecipazioni in imprese controllate un aspetto chiave dell'attività di revisione. • confronto tra i flussi finanziari attesi utilizzati ai fini della determinazione del valore d'uso e i flussi previsti nei dati previsionali ed analisi della ragionevolezza degli eventuali scostamenti;
• analisi, anche mediante il coinvolgimento di esperti del network KPMG, della ragionevolezza delle assunzioni rilevanti adottate dagli Amministratori nell'impairment test nonché delle metodologie di valutazione utilizzate e dei dati sottostanti;
• esame dell'analisi di sensitività effettuata dagli Amministratori circa le assunzioni chiave adottate nella determinazione del valore d'uso;
• analisi degli eventi occorsi successivamente alla data di riferimento del bilancio che forniscano elementi informativi utili circa la recuperabilità delle partecipazioni;
• esame dell'informativa fornita dagli Amministratori nelle note esplicative al bilancio d'esercizio con riferimento alla valutazione delle partecipazioni.

Altri aspetti – Informazioni comparative

Il bilancio d'esercizio della KME Group S.p.A. per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 è stato sottoposto a revisione contabile da parte di un altro revisore che, in data 24 aprile 2025, ha espresso un giudizio senza rilievi su tale bilancio.


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KME Group S.p.A.

Relazione della società di revisione

31 dicembre 2025

Responsabilità degli Amministratori e del Collegio Sindacale della KME Group S.p.A. per il bilancio d'esercizio

Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli Amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare a operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli Amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il Collegio Sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Società.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;

  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Società;

  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli Amministratori, inclusa la relativa informativa;


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KME Group S.p.A.

Relazione della società di revisione

31 dicembre 2025

  • siamo giunti a una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di un'incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare a operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Società cessi di operare come un'entità in funzionamento;

  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati a un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) 537/14

L'Assemblea degli Azionisti della KME Group S.p.A. ci ha conferito in data 17 dicembre 2024 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2033.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/14 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al Collegio Sindacale, nella sua funzione di Comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.


KPMG

KME Group S.p.A.

Relazione della società di revisione

31 dicembre 2025

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli Amministratori della KME Group S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF – European Single Electronic Format) al bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815.

Giudizi e dichiarazione ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettere e), e-bis) ed e-ter), del D.Lgs. 39/10 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98

Gli Amministratori della KME Group S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari della KME Group S.p.A. al 31 dicembre 2025, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98, con il bilancio d'esercizio;
  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98;
  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98 sono coerenti con il bilancio d'esercizio della KME Group S.p.A. al 31 dicembre 2025.

Inoltre, a nostro giudizio la relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98 sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e-ter), del D.Lgs. 39/10, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.


KPMG

KME Group S.p.A.
Relazione della società di revisione
31 dicembre 2025

Il nostro giudizio sulla conformità alle norme di legge non si estende alla sezione della relazione sulla gestione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità. Le conclusioni sulla conformità di tale sezione alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione e all'osservanza degli obblighi di informativa previsti dall'art. 8 del Regolamento (UE) 2020/852 sono formulate da parte nostra nella relazione di attestazione ai sensi dell'art. 14-bis del D.Lgs. 39/10.

Milano, 14 maggio 2026

KPMG S.p.A.
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Riccardo Cecchi
Socio

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KME

Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

KME Group S.p.A.
Sede Legale e Amministrativa:
Foro Buonaparte, 44 - 20121 Milano - Italia
Capitale sociale Euro 200.154.177,66 i.v.
Cod. Fiscale e Reg. Imprese
di Milano n° 00931330583
www.itkgroup.it

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KME Group SpA – Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria consolidata – Attività

(in migliaia di Euro) 31-dic-25 31-dic-24
Rif. Nota di cui parti correlate di cui parti correlate
Immobili, impianti e macchinari 4.1 570.795 527.582
Investimenti immobiliari 4.2 68.548 67.182
Avviamento 4.3 369.013 394.445
Attività immateriali 4.4 57.248 46.222
Partecipazioni in altre imprese 4.5 15.755 14.185 13.937
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 4.5 5.057 5.057 6.077
Altre attività 4.6 5.364 - 6.413
Attività finanziarie 4.7 41.181 14.087 76.589
Attività per imposte differite 4.20 120.134 88.224
Totale attività non correnti 1.253.095 1.226.671
Rimanenze 4.8 447.528 400.583
Crediti commerciali 4.9 66.971 47.746 59.079
Attività finanziarie 4.10 111.852 69.743 79.596
Attività per imposte correnti 4.311 1.167
Altre attività 4.11 28.536 43 19.989
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 4.12 97.106 181.242
Totale attività correnti 756.304 741.656
Attività classificate come possedute per la vendita 4.13 65.557 11.947
Totale attività 2.074.956 1.980.274

Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio consolidato.
Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono contenute nelle note esplicative delle singole voci di bilancio e una sintesi è riportata nel paragrafo 9.

311


KME Group SpA – Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria consolidata – Patrimonio Netto e Passività

(in migliaia di Euro) 31-dic-25 31-dic-24
Rif. Nota di cui parti correlate di cui parti correlate
Capitale sociale 200.154 200.154
Riserva da sovrapprezzo azioni 8.942 8.942
Riserve 59.232 79.126
Utili (perdite) portati a nuovo (45.901) (6.066)
Utile (perdita) del periodo (102.608) (64.882)
Patrimonio netto di pertinenza dei soci della controllante 119.819 217.274
Partecipazioni di terzi 41.655 53.056
Totale patrimonio netto 4.14 161.474 270.330
Benefici ai dipendenti 4.15 111.960 116.674
Passività per imposte differite 4.20 142.168 106.641
Passività finanziarie 4.16 539.352 375.744 -
Altre passività 4.077 2.099
Fondi per rischi ed oneri 4.17 3.254 5.177
Totale passività non correnti 800.811 606.335
Passività finanziarie 4.16 239.769 1.477 252.332
Debiti commerciali 4.18 737.697 40.159 717.452
Passività per imposte correnti 4.949 5.956
Altre passività 4.19 105.308 13.944 116.517
Fondi per rischi ed oneri 4.17 13.267 11.352
Totale passività correnti 1.100.990 1.103.609
Passività direttamente collegate ad attività classificate come possedute per la vendita 4.13 11.681 -
Totale passività e patrimonio netto 2.074.956 1.980.274

Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio consolidato.
Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono contenute nelle note esplicative delle singole voci di bilancio e una sintesi è riportata nel paragrafo 9.

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KME Group S.p.A. – Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo consolidato

(in migliaia di Euro) 2025 2024(*)
Rif. Nota di cui parti correlate di cui parti correlate
Ricavi 5.1 1.928.645 150.684 1.540.693 160.587
Variazioni rimanenze prodotti finiti e semilavorati (7.135) (674)
Altri proventi 5.2 52.528 4.642 61.679 70
Acquisti e variazione rimanenze materie prime (1.471.624) (79.357) (1.085.922) (85.569)
Costo per il personale 5.3 (253.307) (863) (222.759) (823)
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore (57.360) (46.650)
Altri costi 5.4 (254.316) (1.853) (229.700) (2.606)
Risultato Operativo (62.569) 16.667
Proventi finanziari 22.853 7.021 23.330 6.330
Oneri finanziari (89.661) (92) (102.058) (49)
Oneri finanziari netti 5.5 (66.808) (78.728)
Risultati delle società contabilizzati con il metodo del patrimonio netto 5.6 (1.060) (1.060) (10.974) (10.974)
Risultato Ante imposte (130.437) (73.035)
Imposte sul reddito 5.7 15.154 (1.164)
Risultato netto dell'esercizio da attività operative (115.283) (74.199)
Risultato da attività operative cessate 5.8 614 3.288
Risultato netto dell'esercizio (114.669) (70.911)
Altre componenti del conto economico complessivo:
Valutazione benefici definiti a dipendenti 9.479 (2.215)
Valutazioni al Fair Value 7 -
Effetto fiscale (3.301) (306)
Componenti che non potranno essere riclassificate nel risultato di periodo 6.185 (2.521)
Differenze cambio per conversione dei bilanci espressi in valuta diversa dall'Euro (316) 1.121
Variazione della riserva di cash flow hedge 554 (478)
Variazione della riserva di cash flow hedge riclassificata a Conto economico (451) (44)
Effetto fiscale (42) 58
Componenti che potranno essere riclassificate nel risultato di periodo (255) 657
Totale altre componenti del conto economico complessivo, al netto degli effetti fiscali 5.930 (1.864)
Totale conto economico complessivo dell'esercizio (108.739) (72.775)
Utile/(perdita) dell'esercizio attribuibile:
- alle interessenze di pertinenza di terzi (12.061) (6.029)
- ai soci della Controllante (102.608) (64.882)
Utile/(perdita) dell'esercizio (114.669) (70.911)
Totale conto economico complessivo dell'esercizio attribuibile:
- alle interessenze di pertinenza di terzi (11.162) (6.311)
- ai soci della Controllante (97.577) (66.464)
Totale conto economico complessivo dell'esercizio (108.739) (72.775)
Utile (Perdita) per azione (dati in Euro)
Utile/(perdita) base per azione (0,4438) (0,2922)
Utile/(perdita) diluito per azione (0,4438) (0,2922)

Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio consolidato.
Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono contenute nelle note esplicative delle singole voci di bilancio e una sintesi è riportata nel paragrafo 9.
(*) I dati economici del Gruppo Culti Milano del 2024 sono stati riclassificati nella voce "Risultato da attività operative cessate". Per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo "Cessione del Gruppo Culti Milano".

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KME Group SpA – Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2025

(in migliaia di Euro) Rif. Nota Capitale sociale Riserva da sovrapprezzo azioni Altre riserve Azioni proprie Riserva del Fair Value su strumenti finanziari Riserva per utili/(perdite) attuariali su indennità di fine rapporto Riserva per differenze cambio Riserve Utili (perdite) riportati a nuovo Utili (perdita) dell'esercizio Totale patrimonio di pertinenza dei soci della Controllante Interessenze di terzi Totale patrimonio netto di Gruppo
Patrimonio netto al 31 dicembre 2024 200.154 8.942 129.737 (48.439) (9.641) 7.090 379 79.126 (6.066) (64.882) 217.274 53.056 270.330
Destinazione del risultato dell'esercizio precedente 5.9 - - (25.059) - - (25.059) (39.823) 64.882 - (34) (34)
Rettifiche di consolidamento - - - - - - - - - - - (36) (36)
Warrant Management 5.9 - - 134 - - - - 134 - - 134 - 134
Altri movimenti - - - - - - - - (12) - (12) (169) (181)
Componenti del conto economico complessivo 5.9 - - 21 - 55 5.241 (286) 5.031 - - 5.031 899 5.930
Utile (perdita) dell'esercizio 5.9 - - - - - - - - - (102.608) (102.608) (12.061) (114.669)
Totale conto economico complessivo 5.9 - - 21 - 55 5.241 (286) 5.031 - (102.608) (97.577) (11.162) (108.739)
Patrimonio netto al 31 dicembre 2025 5.9 200.154 8.942 104.833 (48.439) (9.586) 12.331 93 59.232 (45.901) (102.608) 119.819 41.655 161.474

Al 31 dicembre 2025 la Società deteneva n. 53.243.219 azioni ordinarie proprie prive di valore nominale.
Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio consolidato.


KME Group SpA – Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2024

(in migliaia di Euro) Rif. Nota Capitale sociale Riserva da sovrapprezzo azioni Altre riserve Azioni proprie Riserva del Fair Value su strumenti finanziari Riserva per utili/(perdite) attuariali su indennità di fine rapporto Riserva per differenze cambio Riserve Utili (perdite) riportati a nuovo Utile (perdita) dell'esercizio Totale patrimonio di pertinenza del soci della Controllante Interessenze di terzi Totale patrimonio netto di Gruppo
Patrimonio netto al 31 dicembre 2023 200.105 5.553 238.734 (126.834) (9.249) 9.228 (593) 111.286 20.069 (40.335) 296.678 62.137 358.815
Destinazione del risultato dell'esercizio precedente - - (14.548) - - - - (14.548) (25.821) 40.335 (34) (34)
Rettifiche di consolidamento - - - - - - - -
Acquisto azioni proprie e warrant - - (16.850) - (16.850) - (16.850) - (16.850)
Annullamento azioni proprie di risparmio e warrant - - (78.395) 78.395 - - - - -
Esercizio Warrant Capogruppo 49 1.789 - - - - - - 1.838 - 1.838
Warrant Management - 1.600 339 - 339 - 1.939 1.939
Altri movimenti (1) - - 457 - 24 481 (314) 167 (2.770) (2.603)
Componenti del conto economico complessivo - - - - (392) (2.138) 948 (1.582) - - (1.582) (282) (1.864)
Utile (perdita) dell'esercizio - - - - - - - - - (64.882) (64.882) (6.029) (70.911)
Totale conto economico complessivo - - - - (392) (2.138) 948 (1.582) - (64.882) (66.464) (6.311) (72.775)
Patrimonio netto al 31 dicembre 2024 200.154 8.942 129.737 (48.439) (9.641) 7.090 379 79.126 (6.066) (64.882) 217.274 53.056 270.330

Al 31 dicembre 2024 la Società deteneva n. 53.243.219 azioni ordinarie proprie prive di valore nominale. Tutte le azioni sono state quindi riclassificate per intero in diminuzione del capitale sociale.
(1) Gli altri movimenti sono originati prevalentemente dalle variazioni dell'area di consolidamento.
Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio consolidato.


KME Group SpA– Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Rendiconto finanziario consolidato

(in migliaia di Euro) 2025(*) 2024(*)
Risultato ante imposte (130.437) (73.035)
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore 57.360 46.650
Variazione fondi per il personale, fondi rischi ed oneri (7.547) (19.858)
Variazioni fair value dei derivati 77.203 (7.801)
Quota del risultato delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 1.060 10.974
Risultato finanziario (al netto effetto cambio e fair value) 72.050 57.734
Altre variazioni non monetarie (18.898) (32.998)
Flussi generato dalla gestione reddituale 50.791 (18.334)
(Incrementi)/Decrementi rimanenze 16.793 (19.408)
(Incrementi)/Decrementi crediti commerciali (6.630) 2.914
Incrementi/(Decrementi) debiti commerciali 11.369 89.272
(Incrementi)/Decrementi attività e passività (21.110) 92.856
Flussi di cassa generati/(assorbiti) dal capitale circolante netto 422 165.634
Imposte sul reddito pagate (11.814) (12.780)
Flussi di cassa generati/(assorbiti) dall'attività operativa 39.399 134.520
Acquisto di attività materiali e immateriali non correnti (48.290) (11.549)
Cessione di attività materiali e immateriali non correnti 21.932 (26.983)
Incrementi/decrementi di altre attività/passività non correnti 1 -
Acquisto di società controllate, al netto di liquidità acquisita (41.000) -
(Incrementi) decrementi in altre partecipazioni (5.688) (14.373)
Interessi incassati 8.941 9.406
Dividendi incassati - 420
Flussi di cassa generati/assorbiti dall'attività di investimento (64.104) (43.079)
Incassi per emissioni azioni (esercizio warrant) - 1.838
Dividendi pagati (166) -
Incassi derivanti da passività finanziarie 55.195 122.187
Rimborsi di passività finanziarie (55.435) (63.705)
Incassi di crediti finanziari correnti e non correnti 4.884 -
Interessi pagati (61.899) (65.023)
Altri pagamenti finanziari (22.559) (23.934)
Flussi di cassa generati/assorbiti dall'attività di finanziamento (79.980) (28.637)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti inizio esercizio 181.242 118.609
Variazione disponibilità liquide e mezzi equivalenti (104.685) 62.804
Flussi di cassa derivanti da acquisizioni aziendali e riclassifica ex IFRS 5 20.700 (268)
Effetto cambi sulle disponibilità liquide e mezzi equivalenti (151) 97
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti di fine esercizio 97.106 181.242

(*) I dati dei flussi del Gruppo Culti Milano, sono stati classificati nella voce “Flussi di cassa derivanti da acquisizioni aziendali e riclassifica ex IFRS 5”. Per il dettaglio dei flussi del Gruppo Culti Milano inclusi nel rendiconto si rinvia al paragrafo “Cessione del Gruppo Culti Milano”.
Le note esplicative sono parte integrante di questo bilancio consolidato.


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KME Group SpA – Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Note esplicative al Bilancio consolidato 2025

1. Informazioni generali

KME Group SpA (“Società” o “Capogruppo”), con sede legale in Milano, Foro Buonaparte 44 è iscritta in Italia presso il registro delle imprese di Milano con il numero 00931330583 ed i suoi titoli sono quotati presso il mercato Euronext Milan organizzato e gestito da Borsa Italiana SpA.

Il presente bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, che comprende i bilanci della Società e delle sue controllate (unitamente “Gruppo”), è stato autorizzato alla pubblicazione dal Consiglio di Amministrazione in data 12 maggio 2026 e sarà presentato all’Assemblea degli Azionisti.

Il Gruppo è attivo principalmente nella produzione e commercializzazione di prodotti in rame e leghe di rame. La principale società controllata è KME SE con sede in Germania, a cui fa capo un gruppo industriale (Gruppo KME SE) composto da diversi siti produttivi in Germania, Italia, Francia, Olanda, Spagna ed è inoltre rappresentato in tutto il mondo da una fitta rete di società commerciali, agenti e centri di assistenza per soddisfare le esigenze dei clienti dei principali settori industriali.

Inoltre, nell’esercizio, il Gruppo attraverso la società controllata CULTI Milano SpA e le sue controllate, ha prodotto e distribuito fragranze d’ambiente d’alta gamma, uno specifico segmento del mercato del lusso, con particolare attenzione al benessere della persona: dalla profumazione per l’ambiente (casa, auto, barca, etc) a quella della persona (profumi, igiene personale, cosmesi). La Società, in data 19 dicembre 2025, ha sottoscritto con Berger International S.A.S., la holding company di Emosia Group (“Emosia Group”, “Emosia” o l’“Acquirente”) un contratto di compravendita per la cessione delle complessive n. 2.388.750 azioni di sua proprietà di CULTI Milano S.p.A. (“CULTI” o la “Società”). Il prezzo convenuto per la compravendita è pari a Euro 19,16 per ciascuna azione e dunque, a complessivi Euro 45,8 milioni per l’intera partecipazione detenuta da KME, con closing finalizzato il 23 aprile 2026. Nel prospetto di Conto Economico Complessivo i ricavi e i costi del Gruppo Culti Milano sono stati classificati nella voce “Risultati di attività cessate”, riclassificando anche i dati dell’esercizio 2024, al fine di consentire il confronto tra i due esercizi.

KME Group S.p.A. pur essendo controllata da Quattroduede SpA, che detiene il 65,80% delle azioni ordinarie, non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento, così come prevista dagli artt. 2497 e ss. del Codice Civile nonché dell’art. 37 del Regolamento Mercati, in quanto:

  • è provvista di una autonoma capacità negoziale nei rapporti con la clientela ed i fornitori;
  • non ha in essere con la controllante o altra società facente capo ad essa alcun rapporto di tesoreria accentrata;
  • il numero di amministratori indipendenti (solitamente 3 su 10) è tale da garantire che il loro giudizio abbia un peso significativo nelle assunzioni delle delibere consiliari.

2. Principi utilizzati per la predisposizione del bilancio consolidato

2.1. Criteri di redazione

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 (“Bilancio Consolidato”) è stato redatto ai sensi dell’art. 154 ter del D. Lgs. 58/1998 (Testo Unico della Finanza – TUF) e successive modifiche e integrazioni ed è conforme ai principi contabili International Financial Reporting Standards (“IFRS”) emanati dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all’art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005.

I principi contabili rilevanti adottati per la redazione del presente Bilancio Consolidato sono descritti nella Nota 2.2.

Il Bilancio Consolidato è costituito dal prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata, dal prospetto dell’utile (perdita) dell’esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo


consolidato, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato e dal rendiconto finanziario consolidato, nonché dalle relative note esplicative.

Per una miglior esposizione del bilancio, i prospetti di bilancio hanno subito alcune modifiche rispetto a quelli adottati al 31 dicembre 2024 legate al raggruppamento o al maggior dettaglio di alcune voci, in conseguenza anche della diversa significatività assunta dalle stesse rispetto al passato. Sono stati di conseguenza riesposti anche i valori comparativi.

In particolare:

  • per il prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria:
  • la voce “partecipazioni in controllate” è stata aggregata alla voce “altre partecipazioni”;
  • viene indicata, nella sezione “attività correnti”, la voce “Attività per imposte correnti” (nei bilanci dei precedenti esercizi la voce era inclusa nella voce “Altre attività”);
  • le riserve presenti nel patrimonio netto sono state aggregate in un’unica voce, salvo le “riserva da sovrapprezzo azioni”, il dettaglio è stato indicato nei prospetti riguardanti la movimentazione del patrimonio netto;
  • la voce “titoli obbligazionari” è stata classificata nella voce “Passività finanziarie” non correnti;
  • nelle passività correnti sono state indicate le passività per imposte correnti (nei precedenti esercizi la voce era inclusa nelle “Altre passività”);

  • per il prospetto dell’utile/(perdita) del semestre:

  • la voce “Capitalizzazioni per lavori interni” è stata inclusa nella voce “Altri proventi”;
  • le imposte correnti e differite sono state aggregate, il dettaglio viene fornito nella nota integrativa;

  • per il rendiconto finanziario:

  • nella voce “flussi di cassa generati/assorbiti dall’attività operativa” sono stati suddivisi i “flussi generati dalla gestione reddituale” e i flussi di cassa generati/(assorbiti) dal capitale circolante netto”;
  • sono stati esplicitati gli acquisti/cessioni di immobilizzazioni e gli incassi e rimborsi delle attività finanziarie.

Il presente bilancio consolidato è espresso in Euro, moneta funzionale della Capogruppo e delle principali società controllate. I prospetti ed i dati delle note esplicative, se non diversamente indicato, sono riportati in migliaia di Euro.

Nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, le attività e le passività sono distinte come “correnti” e “non correnti”. Un’attività e una passività sono classificate come “correnti” se sono realizzate/estinte nel normale ciclo operativo o comunque entro 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio, sono detenute per finalità di negoziazione, sono attività costituite da disponibilità liquide e mezzi equivalenti oppure sono passività per i quali il Gruppo non ha il diritto di differire la loro estinzione per almeno 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio.

Nel prospetto dell’utile/(perdita) dell’esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo i costi sono presentati per natura.

Nel rendiconto finanziario i flussi di cassa derivanti dall’attività operativa sono presentati con il metodo indiretto.

Il presente Bilancio Consolidato è redatto nel presupposto della continuità aziendale, in quanto gli Amministratori ritengono che il Gruppo sia in grado di rispettare le proprie obbligazioni finanziarie, incluso il rispetto dei covenant previsti nei contratti di finanziamento, con le risorse rivenienti dai flussi di cassa previsti dal piano industriale del settore rame approvato per il periodo 2026-2030, rafforzati dalle operazioni straordinarie finalizzate (la cessione del Gruppo Culti Milano avvenuta nel mese di aprile 2026) o in corso di finalizzazione nel corso del primo semestre 2026. Inoltre, ulteriori risorse potranno essere reperite anche in

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seguito a possibili dismissioni di partecipazioni e di altre attività non strategiche del settore rame. Nel valutare l'applicabilità del presupposto della continuità aziendale gli Amministratori hanno, inoltre, considerato le incertezze legate al raggiungimento dei risultati attesi nell'attuale scenario macroeconomico e politico influenzato dai conflitti in corso tra Russia e Ucraina, dai conflitti, anche recenti, presenti in Medio Oriente e dalle ulteriori tensioni internazionali, tra cui quelle politico-militari Cina-USA che continuano a pesare sulle prospettive economiche mondiali.

Il formato elettronico unico di comunicazione per la redazione le relazioni finanziarie annuali

La Direttiva 2004/109/CE (la “Direttiva Transparency”), come modificata dalla Direttiva 2013/50/UE, e il Regolamento Delegato (UE) 2019/815 (il “Regolamento ESEF”), come modificato, da ultimo, dal Regolamento Delegato (UE) 2025/19 della Commissione del 26 settembre 2024, che aggiorna le norme tecniche di regolamentazione con particolare riferimento alla tassonomia 2024 per il formato elettronico unico di comunicazione, hanno introdotto l'obbligo per gli emittenti di valori mobiliari quotati nei mercati regolamentati dell'Unione Europea di redigere la relazione finanziaria annuale nel linguaggio eXtensible Hypertext Markup Language (“XHTML”), secondo il formato elettronico unico di comunicazione ESEF (“European Single Electronic Format”), approvato da ESMA. Ciò al fine di rendere le relazioni finanziarie annuali leggibili sia da utenti umani sia da sistemi automatizzati, migliorando la comparabilità e l'analisi delle informazioni incluse.

KME Group ottempera a tali disposizioni redigendo e pubblicando la propria relazione finanziaria annuale nel formato ESEF, utilizzando il linguaggio XHTML con marcatura Inline Extensible Business Reporting Language (“iXBRL”) per i prospetti contabili consolidati e per le informazioni contenute nella nota integrativa consolidata, in conformità alla normativa applicabile.

Il documento in formato PDF non costituisce adempimento agli obblighi derivanti dalla Direttiva Transparency e dal Regolamento ESEF, per i quali è previsto lo specifico formato XHTML. I depositi dell'intero documento presso le sedi e le istituzioni competenti sono effettuati ai sensi di legge.

2.2. Principi contabili rilevanti: società controllate e partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto

Società controllate

Le società controllate sono tutte le società sulle quali la Capogruppo ha contemporaneamente:

  • i diritti validi che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti, ossia le attività che incidono in maniera significativa sui rendimenti;
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la stessa;
  • la capacità di esercitare il proprio potere per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

I bilanci delle società controllate sono inclusi nel bilancio consolidato dal momento in cui la Capogruppo inizia ad esercitare il controllo fino alla data in cui tale controllo cessa.

Gli utili derivanti da operazioni infragruppo non ancora realizzati nei confronti dei terzi sono eliminati. Le perdite derivanti da operazioni infragruppo non ancora realizzate sono eliminate nella misura in cui non vi siano indicatori che possano dare evidenza di una riduzione di valore. Sono altresì oggetto di eliminazione i crediti, i debiti, i proventi e gli oneri delle operazioni tra imprese consolidate.

Le partecipazioni di terzi sono valutate inizialmente in proporzione alla relativa quota di attività nette identificabili dell'acquisita alla data di acquisizione. Le variazioni della quota di partecipazione del Gruppo in una società controllata che non comportano la perdita del controllo sono contabilizzate come operazioni effettuate tra soci senza impatti nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

In caso di perdita del controllo, il Gruppo elimina le attività e le passività, le eventuali partecipazioni di terzi e le altre componenti di conto economico complessivo relative alla società precedentemente controllata. Qualsiasi utile o perdita derivante dalla perdita del controllo viene rilevato nell'utile/(perdita) dell'esercizio. L'eventuale partecipazione mantenuta nella ex società controllata viene valutata al fair value alla data della perdita del controllo.

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Aggregazioni aziendali

L'acquisizione del controllo di una società che rappresenta un'attività aziendale (insieme di attività e beni che comprendono come minimo un fattore di produzione e un processo sostanziale in grado di creare produzione) è contabilizzata come un'aggregazione aziendale applicando il metodo dell'acquisizione. Sulla base di tale metodo, alla data di acquisizione del controllo, si confronta il corrispettivo trasferito per l'acquisizione al fair value (inclusivo di eventuali corrispettivi potenziali e delle quote di partecipazioni di terzi non acquisite) con le attività acquisite e le passività assunte dell'acquisita valutate generalmente al loro fair value. La differenza, se positiva è rilevata come avviamento nell'attivo patrimoniale, se negativa è rilevata come utile da acquisto a prezzi favorevoli.

Per la stima del fair value, se non sono disponibili prezzi di borsa o di mercato per l'allocazione del prezzo di acquisto, è stimato utilizzando tecniche di valutazione appropriate. Generalmente, in tali casi viene utilizzato il metodo del flusso di cassa attualizzato. In base a tale metodo, i flussi di cassa futuri attesi che potrebbero essere generati dall'attività sono attualizzati alla data del primo consolidamento utilizzando un tasso di attualizzazione che riflette il rischio inerente all'attività.

I costi accessori all'aggregazione aziendale sono rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

L'avviamento derivante da aggregazioni aziendali è valutato al costo e non è soggetto a processo di ammortamento ma alla verifica della sua recuperabilità con cadenza almeno annuale o ogni volta che emergono degli indicatori di perdita per riduzione di valore.

In una aggregazione aziendale realizzata in più fasi, la partecipazione precedentemente detenuta nell'acquisita viene rivalutata al suo fair value alla data di acquisizione e qualsiasi utile o perdita che ne derivi viene rilevato nel conto economico.

Le successive variazioni delle partecipazioni nelle controllate consolidate che non comportano un cambiamento del metodo di consolidamento sono trattate come operazioni sul patrimonio netto.

Un'aggregazione aziendale che coinvolge entità o attività sotto controllo comune è un'aggregazione aziendale in cui tutte le entità o attività partecipanti sono controllate in ultima istanza dalla stessa parte o dalle stesse parti sia prima che dopo l'aggregazione, e tale controllo non è transitorio. Il Gruppo KME ha deciso di utilizzare l'approccio contabile basato sull'acquisizione per le aggregazioni aziendali ai sensi dell'IFRS 3 anche per analogia per le operazioni sotto controllo comune.


Di seguito si fornisce l'elenco delle società controllate consolidate con il metodo integrale al 31 dicembre 2025 indicandone le variazioni rispetto al 31 dicembre 2024:

Denominazione Sede Valuta % di possesso diretta indiretta
KME Group SpA Italia Euro Capogruppo
Sub-gruppo facente capo alla controllata KMH SpA:
KMH SpA Italia Euro 84,08%
KME SE Germania Euro 10,00% 74,83%
Azienda Laminati Metalli Italia Euro 84,83%
Bertram's GmbH Germania Euro 84,83%
Blackhawk Darlehensgesellschaft mbH Germania Euro 84,83%
Blackhawk Holding GmbH (Nota 1) Germania Euro 84,83%
Blitz F-24 518 GmbH Germania Euro 84,83%
Blitz F-24 519 GmbH Germania Euro 84,83%
Immobiliare Pictea Srl Italia Euro 84,83%
Intek Investimenti SpA Italia Euro 84,83%
KM Copper Bars GmbH Germania Euro 84,83%
KME AssetCo GmbH Germania Euro 84,83%
KME France Francia Euro 84,83%
KME Germany GmbH Germania Euro 84,83%
KME Grundstücksgesellschaft SE & Co. KG Germania Euro 84,83%
KME Italy SpA Italia Euro 84,83%
KME Mansfeld GmbH Germania Euro 84,83%
KME Netherlands B.V.* Paesi Bassi Euro 84,83%
KME Rolled France S.A.S. Francia Euro 84,83%
KME Srl Italia Euro 84,83%
KME Service Centre Slovakia s.r.o. Slovacchia Euro 84,83%
KME Service Centre UK Ltd Gran Bretagna GBP 84,83%
KME Spain S.A.U. Spagna Euro 84,83%
KME Special Holding GmbH Germania Euro 84,83%
KME Special Products GmbH & Co. KG Germania Euro 84,83%
KME Stolberg Germania Euro 84,83%
KME Yorkshire Ltd. Gran Bretagna GBP 84,83%
KMETAL SpA Italia Euro 84,83%
Natural Capital Italia SpA Società Benefit Italia Euro 70,76%
Serravalle Copper Tubes Srl Italia Euro 84,83%
Sundwiger Messingwerk GmbH (Nota 1) Germania Euro 84,83%
Sundwiger Metal (Shenzen) Co. Ltd (Nota 1) Cina RMB 84,83%
Trefimetaux SAS Francia Euro 84,83%
Valika S.A.S. Francia Euro 43,26%
Youco F-H25400 Vorrats-GmbH (Nota 3) Germania Euro 84,83%
Sub-gruppo facente capo alla controllata Culti Milano SpA:
CULTI Milano SpA Italia Euro 87,64%
Scent Company Srl Italia Euro 87,64%
CULTI Milano Asia Ltd (Nota 2) Hong Kong HKD 87,64%
CULTI Milano China Ltd (Nota 2) Cina RMB 87,64%

Nota 1 – Rispetto al 31 dicembre 2024 la società Blackhawk Holding GmbH, che detiene il 100% del capitale di Sundwiger Messingwerk GmbH è entrata nell'area di consolidamento il 1 gennaio 2025 con le sue controllate Sundwiger Messingwerk GmbH e Sundwiger Metal (Shenzen) Co. Ltd.
Nota 2 – Nel corso del 2025 Culti Milano ha acquisito il 100% delle controllate Culti Milano Asia Ltd e Culti Milano China Ltd, già partecipate al 60%.
Nota 3 – Società costituita nel mese di dicembre 2025.


Alcune società controllate non vengono incluse nell'area di consolidamento in quanto l'effetto derivante dal loro consolidamento integrale non sarebbe significativo per l'informativa finanziaria.

Di seguito alcune informazioni sulle principali partecipazioni.

Denominazione Sede legale % di possesso al 31/12/2025 Patrimonio netto (in migliaia di Euro) Risultato economico (in migliaia di Euro) Valore di bilancio (in migliaia di Euro)
diretta indiretta
Ergyca Tracker 2 S.r.l. Italia 51,00% 318 (32) 24
Newint S.r.l. Italia 100,00% 128 (51) 10
Sub-gruppo facente capo a KMH SpA:
Oasi Dynamo Società Agricola S.r.l. Italia 70,74% (2.968) (3.148) 10.310
Il Post SpA Italia 22,46% 1.504 747 3.753
KME (Suisse) S.A. Svizzera 84,83% 418 26 1.138
Aurm Spa Italia 0,40% 176.200 (1.217) 1.003
Isno 3 srl in liquidazione Italia 51,51% 1.500 (409) 851
Oasi Dynamo Foodco Srl Italia 70,74% (337) (358) 663
KME INDIA Private Ltd. (in Liquidation) India 84,83% 8 - 92
KME Metals (Shanghai) Trading Ltd. Cina 84,83% 48 54 81
KME America Inc. USA 84,83% 1.111 4.999 7
Irish Metal Industries Ltd. (in Liquidation) Irlanda 84,83% (490) (490) -
MKM France E.U.r.l. (in Liquidation) Francia 84,83% (15) 23 -
Evidal Schmölle Verwaltungsges. mbH Germany 42,42% (1.606) 114 -
Fossati Uno S.r.l. Italia 29,69% 422 (61) -

() Dati rilevati dai bilanci al 31 dicembre 2024
(
) Dati rilevati dai bilanci al 31 dicembre 2023
(*) Dati rilevati dai bilanci al 31 dicembre 2021


Si segnala che, sulla base dell'articolo 264b HGB (German Commercial Code) le controllate indirette, KME Special Products GmbH & Co. KG, Osnabrück, KME Germany GmbH, Osnabrück, KME Grundstücksgesellschaft SE & Co. KG, Osnabrück, KME Mansfeld GmbH, Hettstedt, KM Copper Bars GmbH, Hettstedt, Blackhawk Holding GmbH, München, Sundwiger Messingwerk GmbH, Hemer, KME Stolberg GmbH, Osnabrück, non rendono pubblici i propri bilanci. Le previsioni di legge tedesche (§ 264b No. 3 HGB and § 264 (3) No. 3 HGB), richiedono in tali casi l'indicazione che la controllata diretta KME SE e le sue controllate KME Special Products GmbH & Co. KG, KME Germany GmbH, KME Grundstücksgesellschaft SE & Co. KG, KME Mansfeld GmbH, KM Copper Bars GmbH, Blackhawk Holding GmbH, Sundwiger Messingwerk GmbH, KME Stolberg GmbH siano incluse nel bilancio consolidato di KME Group SpA.


Acquisizione del controllo del Gruppo Sundwiger

La controllata KME SE ha finalizzato il 6 gennaio 2025 l'acquisizione del 100% delle azioni di Blackhawk Holding GmbH, holding tedesca che detiene il 100% di Sundwiger Messingwerk GmbH (“SMW”), società leader europeo nel settore dei semilavorati laminati in bronzo oltreché produttore di semilavorati laminati in ottone. Il Gruppo Sundwiger è stato, quindi, incluso nell'area di consolidamento, consolidando linea per linea, dal 1° gennaio 2025.

Il prezzo di acquisto è di circa Euro 77,1 milioni (incluso lo stock di metallo), al netto di un finanziamento del socio (Euro 10,2 milioni) ed è stato pagato per Euro 41,0 milioni al momento del closing, per Euro 20,8 milioni tramite vendor loan della durata di tre anni non fruttifero di interessi e l'importo residuo sarà pagato a medio/lungo termine. Considerando il fair value delle attività nette acquisite (Euro 97,0 milioni circa), è stata iscritta una plusvalenza di Euro 20 milioni nella voce “Altri Proventi” del conto economico consolidato. Nella voce “Oneri Finanziari” sono rilevati i costi connessi all'acquisizione (Euro 1,7 milioni).

L'attività di Purchase Price Allocation finalizzata alla determinazione dei valori correnti di attività e passività acquisite e della relativa plusvalenza è stata effettuata con l'ausilio di un consulente esterno. La plusvalenza iscritta riflette sia il panorama competitivo limitato nel settore, sia la disponibilità dei venditori ad accettare una valutazione scontata.

Le attività e le passività iscritte al fair value al 1° gennaio 2025 sono le seguenti:

(in migliaia di Euro) 01-gen-25
Immobili, impianti e macchinari 46.414
Attività immateriali 24.650
Partecipazioni in altre imprese 54
Attività finanziarie non correnti 311
Attività per imposte differite 7.429
Rimanenze 70.226
Crediti commerciali 7.197
Attività finanziarie correnti 2.920
Attività per imposte correnti 50
Altri crediti ed attività correnti 1.591
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 23.383
Totale Attività 184.225
Benefici ai dipendenti 13.551
Passività per imposte differite 31.055
Passività finanziarie non correnti 19.499
Passività finanziarie correnti 2.473
Debiti commerciali 13.727
Fondi per rischi ed oneri 493
Altre passività correnti 5.841
Passività per imposte correnti 566
Totale Passività 87.205
Attività (Passività) nette 97.020

Nelle tabelle di nota integrativa le voci di “Incremento per aggregazioni aziendali” si riferisce alle attività e passività consolidate in seguito all'acquisizione del gruppo Sundwiger. Le voci “Attività immateriali” e “Immobili, impianti e macchinari” includono l'impatto netto del fair value generato dall'acquisizione per Euro 32,5 milioni. Il consolidamento di Blackhawk Holding GmbH e delle sue controllate ha incrementato i ricavi del 2025 del Gruppo per euro 180,2 milioni. Per quanto riguarda il risultato netto, tenendo conto dell'impatto delle rettifiche di consolidamento legate all'armonizzazione con gli IFRS e delle eliminazioni

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infragruppo, Blackhawk Holding GmbH e le sue controllate hanno contribuito con un aumento di circa 9 milioni di euro.

Cessione del Gruppo Culti Milano

A seguito degli accordi di cessione stipulati nel dicembre 2025, le attività e passività al 31 dicembre 2025 riferibili al Gruppo Culti sono state riclassificate nelle voci “Attività classificate come possedute per la vendita” e “Passività direttamente collegate ad attività classificate come possedute per la vendita”.

(in migliaia di Euro) 31-dic-25
Immobili, impianti e macchinari 2.025
Attività immateriali 8.903
Avviamento 25.432
Altre attività non correnti 1.608
Attività per imposte differite 747
Rimanenze 6.562
Crediti commerciali 5.059
Attività finanziarie correnti 1
Altri crediti ed attività correnti 460
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 2.813
Totale Attività 53.610
Benefici ai dipendenti 717
Passività per imposte differite 2.057
Passività finanziarie non correnti 1.187
Passività finanziarie correnti 977
Debiti commerciali 2.896
Fondi per rischi ed oneri 2.574
Altre passività correnti 1.273
Totale Passività 11.681
Attività (Passività) nette 41.929

Nella nota esplicativa la movimentazione delle voci relative alle attività e passività riclassificate sono indicate come “Riclassifica ex IFRS 5”.

Per quanto riguarda il conto economico, i flussi di ricavi e costi sono stati riclassificati nel “Risultato delle attività cessate”. Per omogeneità di confronto sono stati conseguentemente riesposti anche costi e ricavi riferibili all’esercizio 2024.

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Ricavi 22.062 24.745
Variazioni rimanenze prodotti finiti e semilavorati 128 1.012
Altri proventi 433 1.409
Acquisti e variazione rimanenze materie prime (4.379) (6.579)
Costi per il personale (3.565) (4.029)
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore (1.339) (1.604)
Altri costi (12.065) (10.640)
Risultato Operativo 1.275 4.304
Proventi finanziari 134 264
Oneri finanziari (267) (429)
Oneri finanziari netti (133) (165)
Risultato Ante Imposte 1.142 4.139
Imposte sul reddito del periodo (528) (861)
Risultato delle attività cessate 614 3.288

Infine, di seguito i flussi finanziari degli esercizi 2024 e 2025 del Gruppo Culti Milano, riclassificati nella voce “Flussi di cassa derivanti da acquisizioni aziendali e riclassifica ex IFRS 5”.

31/12/2025 31/12/2024
Risultato ante imposte 1.067 4.149
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore 1.339 1.604
Variazione fondi pensione, TFR, stock option 1.551 (421)
Variazioni fair value dei derivati (20) -
Risultato finanziario (al netto effetto cambio e fair value) (126) -
Altre variazioni non monetarie 63 608
Flusso generato dalla gestione reddituale 3.874 5.940
Variazione rimanenze (506) (358)
(Incrementi)/Decrementi crediti commerciali 433 304
Incrementi/(Decrementi) debiti commerciali 132 (711)
Variazione altre attività e passività (1.132) (143)
Flussi di cassa generati/(assorbiti) dal capitale circolante netto (1.073) (908)
Imposte pagate - (892)
Flussi di cassa generati/(assorbiti) dall’ attività operativa 2.801 4.140
(Incrementi) di attività materiali e immateriali non correnti (363) (85)
Incrementi/decrementi di altre attività/passività non correnti 5 (1.100)
Flussi di cassa generati/assorbiti dall’attività di investimento (358) (1.185)
Dividendi pagati (34) (34)
Rimborsi di passività finanziarie (2.148) (5.149)
Incassi di crediti finanziari - 94
Flussi di cassa generati/assorbiti dall’attività di finanziamento (2.182) (5.089)
Variazione disponibilità liquide e mezzi equivalenti 261 (2.134)

Partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto: società collegate e joint venture

Le collegate sono le società sulle quali il Gruppo esercita un’influenza notevole ma non il controllo. L’influenza notevole è presunta quando il Gruppo possiede il 20% o una quota maggiore dei voti nell’assemblea della partecipata.

Le joint venture sono le società sulle quali il Gruppo, sulla base di un accordo contrattuale, esercita il controllo congiunto insieme ad una o più parti, vantando diritti sulle attività nette di tale società.

Le società collegate e le joint venture sono contabilizzate con il metodo del patrimonio netto. Con il metodo del patrimonio netto, la partecipazione è inizialmente rilevata al costo, successivamente rettificato per rilevare la quota di pertinenza negli utili o nelle perdite maturati successivamente alla data di acquisizione e/o eventuali perdite per riduzione di valore. I dividendi ricevuti riducono il valore contabile della partecipazione.

Denominazione Tipologia Sede Valuta % di possesso
diretta indiretta
Dynamo Academy S.r.l. Impresa Sociale Società collegata Italia Euro 37,26%
Il Post Società collegata Italia Euro 22,46%
JV Magnet Società collegata Germania Euro 38,17%

Conversione dei bilanci delle gestioni estere

I bilanci delle società controllate, collegate e joint venture che sono espressi in valuta diversa dall’Euro, che è la valuta di presentazione del presente Bilancio Consolidato, sono stati convertiti in Euro applicando alle poste del totale conto economico complessivo i cambi medi dell’esercizio e alle poste del prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria i cambi correnti alla data di chiusura dell’esercizio.


I tassi di cambio utilizzati per la conversione dei bilanci sono i seguenti:

31/12/2025 31/12/2024 2025 2024
Cambio puntuale Cambio puntuale Cambio medio Cambio medio
GBP - Lira sterlina 0,8730 0,8293 0,8568 0,8466
RMB - Yuan cinese 8,397 7,5833 8,119 7,7875
HKD - Dollaro di Hong Kong 9,1464 8,0686 8,814 8,4454
USD - Dollaro USA 1,1757 1,0394 1,1302 1,0821

Le differenze cambio risultanti dalla conversione dei bilanci in valuta diversa dall'Euro sono rilevate tra le altre componenti del conto economico complessivo e incluse nella "Riserva per differenza cambio" e nelle "Partecipazioni di terzi" rispettivamente per la parte di competenza del Gruppo e delle minoranze.

2.3. Altri principi contabili rilevanti

Nella redazione del presente Bilancio Consolidato gli Amministratori hanno applicato i medesimi principi contabili adottati nel bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2024, fatta eccezione per i principi contabili entrati in vigore al 1° gennaio 2025 elencati nella Nota 3.1, la cui applicazione non ha comunque comportato effetti significativi.

Immobili, impianti e macchinari

Beni di proprietà

Gli immobili, impianti e macchinari di proprietà sono iscritti al costo d'acquisizione o di produzione, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione e sono esposti al netto dei relativi ammortamenti e di eventuali perdite per riduzione di valore determinate secondo le modalità descritte in seguito. Se un elemento di immobili, impianti e macchinari è composto da vari componenti aventi vite utili differenti, tali componenti sono contabilizzati separatamente.

I costi di manutenzione ordinaria sono spesati nell'esercizio di sostenimento mentre i costi di sostituzione di alcune parti delle immobilizzazioni ed i costi di manutenzione straordinaria sono capitalizzati quando è probabile che da questi derivino futuri benefici economici misurabili.

Gli ammortamenti sono contabilizzati a partire dal mese in cui il bene è disponibile per l'uso. Sono imputati su base mensile a quote costanti fino ad esaurimento della vita utile, oppure, in caso di dismissione, fino all'ultimo mese di utilizzo.

La vita utile è verificata alla chiusura di ogni esercizio ed eventuali cambiamenti nei piani d'ammortamento sono rilevati prospetticamente.

Gli ammortamenti sono calcolati in base alle seguenti vite utili:

Terreni -
Fabbricati da 25 a 50 anni
Impianti e macchinari da 10 a 40 anni
Altre attrezzature da 5 a 15 anni

Al momento della dismissione, il costo e il corrispondente ammortamento accumulato vengono eliminati; eventuali utili o perdite vengono registrati nell'utile/(perdita) dell'esercizio tra gli altri proventi o costi operativi.

Beni in leasing

Un contratto, o parte di esso, è classificato come leasing se, in cambio di un corrispettivo, conferisce il diritto di controllare l'utilizzo di un'attività identificata per un periodo di tempo.


Alla data di decorrenza del contratto di leasing vengono rilevate in bilancio l'attività consistente nel diritto di utilizzo e la passività del leasing.

La valutazione iniziale dell'attività consistente nel diritto di utilizzo è al costo, che comprende:

  • l'importo della valutazione iniziale della passività del leasing;
  • i pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza al netto degli incentivi al leasing ricevuti;
  • i costi diretti iniziali sostenuti; e
  • la stima dei costi da sostenere per lo smantellamento e la rimozione del bene e per il ripristino del sito in cui è ubicato il bene o per il ripristino del bene nelle condizioni previste dai termini e dalle condizioni del contratto di leasing.

La valutazione iniziale della passività del leasing è pari al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati alla data di decorrenza, rappresentati dai pagamenti fissi, dai pagamenti variabili che dipendono da un tasso o un indice, da pagamenti per garanzie del valore residuo e da pagamenti per un'opzione di acquisto del bene, il cui esercizio si ritiene ragionevolmente certo. I pagamenti dovuti per il leasing sono attualizzati utilizzando il tasso di finanziamento marginale nelle circostanze in cui non sia possibile determinare il tasso di interesse implicito del leasing.

La contabilizzazione come leasing avviene per ogni componente di leasing separandola dalle componenti non di leasing.

La durata del leasing è determinata come il periodo non annullabile del leasing, a cui vanno aggiunti entrambi i seguenti periodi:

  • periodi coperti da un'opzione di proroga del leasing, se si ha la ragionevole certezza di esercitare l'opzione; e
  • periodi coperti dall'opzione di risoluzione del leasing, se si ha la ragionevole certezza di non esercitare l'opzione.

Dopo la data di rilevazione iniziale, le attività consistenti nel diritto di utilizzo sono valutate successivamente al costo e sono ammortizzate dalla data di decorrenza del contratto sino al termine della durata del leasing. Qualora il Gruppo, al termine del leasing, preveda di acquisire la proprietà del bene, l'ammortamento è calcolato lungo tutta la vita utile del bene.

Dopo la data di rilevazione iniziale, la passività del leasing è valutata al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell'interesse effettivo ed è rimisurata in caso di modifica dei futuri pagamenti dovuti per il leasing.

Gli interessi sulla passività del leasing e i pagamenti variabili dovuti per il leasing, non inclusi nella valutazione della passività del leasing, sono rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio, rispettivamente nelle voci "oneri finanziari" e "altri costi operativi".

Nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria le attività consistenti nel diritto di utilizzo e le passività del leasing sono incluse, rispettivamente, nelle voci "Immobili, impianti e macchinari" e "Passività finanziarie".

Il Gruppo non applica le suddette regole:

  • ai leasing a breve termine (durata minore o uguale a 12 mesi).
  • ai leasing la cui attività sottostante è di modesto valore (attività il cui valore unitario è minore o uguale a Euro 5.000).

I costi connessi ai suddetti leasing sono rilevati tra gli "altri costi operativi" quando sostenuti.

Investimenti immobiliari

Si tratta di immobili non utilizzati nella produzione o nella fornitura di beni o scopi amministrativi da parte del Gruppo ma di terreni e i fabbricati detenuti per ottenere canoni di locazione e/o per l'apprezzamento del capitale investito. La valutazione di tali attività segue il modello del fair value, rilevando eventuali

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variazioni del fair value nell'utile/(perdita) dell'esercizio tra gli "altri proventi"/"ammortamenti e perdite per riduzione di valore".

Per la determinazione del fair value si fa riferimento ad un valore determinato prevalentemente attraverso perizie esterne, aggiornate annualmente, redatte da terzi indipendenti in possesso di qualifiche professionali riconosciute e che vantano esperienze nella tipologia di immobili. Tali perizie si basano sul valore per metro quadrato stimato ad esempio sulla base delle valutazioni effettuate dall'agenzia del territorio per immobili ubicati nella stessa area, con la stessa destinazione e considerando lo stato di manutenzione e tenuto conto delle potenzialità immobiliari future.

Attività immateriali

Le attività immateriali sono attività non monetarie, prive di consistenza fisica, identificabili, controllate dal Gruppo e in grado di produrre benefici economici futuri.

Sono valutate inizialmente al costo al netto dell'ammortamento e delle eventuali perdite per riduzioni di valore cumulate. L'ammortamento avviene lungo la vita utile delle attività immateriali che è stimata in genere in un arco temporale fra i 3 e i 10 anni. Il loro valore residuo al termine della vita utile è ipotizzato uguale a zero.

Gli ammortamenti sono calcolati in base alle seguenti vite utili:

Software da 3 a 5 anni
Concessione licenze e marchi e diritti simili 10 anni
Altre spese pluriennali da 3 a 5 anni

La vita utile viene riesaminata annualmente ed eventuali cambiamenti nei piani di ammortamento sono rilevati prospetticamente.

Perdite per riduzione di valore delle attività non finanziarie valutate al costo (immobili, impianti e macchinari di proprietà e in leasing, avviamento e attività immateriali)

Ad ogni data di chiusura dell'esercizio, il Gruppo verifica se vi siano obiettive evidenze di riduzione di valore con riferimento ai valori contabili delle proprie attività non finanziarie valutate al costo (immobili, impianti e macchinari di proprietà e in leasing, avviamento e attività immateriali). Se sulla base di tale verifica, emerge che le attività hanno effettivamente subito una riduzione di valore, il Gruppo stima il loro valore recuperabile. Il valore recuperabile dell'avviamento viene, invece, stimato annualmente.

Ai fini dell'identificazione di eventuali perdite per riduzione di valore, le attività sono raggruppate nel più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari ampiamente indipendenti dai flussi finanziari generati da altre attività o gruppi di attività (le 'CGU' o 'cash-generating unit'). L'avviamento acquisito tramite un'aggregazione aziendale viene allocato al gruppo di CGU che si prevede beneficino delle sinergie dell'aggregazione.

Il valore recuperabile di un'attività o di una 'CGU' è il maggiore tra il suo valore d'uso e il suo fair value dedotti i costi di dismissione. Per determinare il valore d'uso, i flussi finanziari attesi stimati sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività o della CGU.

Quando il valore contabile di un'attività o di una CGU eccede il valore recuperabile viene rilevata una perdita per riduzione di valore. Le perdite per riduzione di valore sono rilevate nell'utile/(perdita) dell'esercizio. Quelle relative alla CGU sono prima imputate a riduzione del valore contabile dell'eventuale avviamento allocato alla CGU, quindi proporzionalmente a riduzione delle altre attività che compongono la CGU.

Le perdite per riduzione di valore dell'avviamento non possono essere ripristinate. Per le altre attività, le perdite per riduzione di valore rilevate in esercizi precedenti vengono ripristinate fino al valore contabile che sarebbe stato determinato (al netto degli ammortamenti) se la perdita per riduzione di valore dell'attività non fosse mai stata contabilizzata.

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Attività e passività finanziarie

Rilevazione e valutazione iniziale

Tutte le altre attività e passività finanziarie sono rilevate inizialmente quando il Gruppo diventa parte delle disposizioni contrattuali dello strumento.

Un'attività finanziaria (a meno che non si tratti di un credito commerciale senza una componente di finanziamento significativa) o una passività finanziaria è inizialmente valutata al fair value più o meno, nel caso di attività e passività finanziarie non valutate successivamente al fair value, i costi di transazione direttamente attribuibili alla sua acquisizione o emissione. I crediti commerciali senza una componente di finanziamento significativa sono valutate inizialmente al loro prezzo dell'operazione.

Le attività finanziarie del Gruppo sono costituite principalmente da disponibilità liquide e mezzi equivalenti, investimenti in titoli di debito o di capitale, crediti finanziari e commerciali e strumenti finanziari derivati con fair value positivo.

Le passività del Gruppo sono costituite principalmente da prestiti obbligazionari emessi, finanziamenti bancari, passività del leasing, debiti commerciali e strumenti finanziari derivati con fair value negativi.

Classificazione e valutazione successiva

Le passività finanziarie del Gruppo sono valutate successivamente al costo ammortizzato, ad eccezione degli strumenti derivati non designati ai fini contabili come strumenti di copertura che sono valutati al fair value through profit & loss ("FVTPL").

Le attività finanziarie del Gruppo, al momento della rilevazione iniziale, sono classificate nelle tre seguenti categorie in base alla loro valutazione successiva

  • Attività finanziarie valutate al fair value through profit & loss ("FVTPL");
  • Attività finanziarie valutate al fair value through other comprehensive income ("FVTOCI");
  • Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato in conformità al criterio dell'interesse effettivo.

La classificazione nelle suddette categorie dipende dai termini contrattuali dell'attività finanziaria e dal modello di business nell'ambito del quale l'attività finanziaria è posseduta.

a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Un'attività finanziaria è classificata fra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato qualora:

  • l'obiettivo del business model sia il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali ("held-to-collect");
  • i relativi flussi finanziari contrattuali rappresentino solamente la corresponsione di capitale e interessi a determinate date.

Gli interessi attivi, gli utili/(perdite) su cambi e le perdite per riduzione di valore sono rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

Le attività finanziarie del Gruppo classificate in questa categoria sono rappresentate principalmente da disponibilità liquide e mezzi equivalenti, crediti finanziari e commerciali.

b) Attività finanziarie valutate al FVTOCI

Un'attività finanziaria è classificata fra le attività finanziarie valutate al FVTOCI qualora:

  • l'obiettivo del suo business model sia perseguito mediante sia la raccolta dei flussi finanziari contrattuali sia la vendita dell'attività finanziaria ("held-to-collect and sell");
  • i relativi flussi finanziari contrattuali rappresentino solamente la corresponsione di capitale e interessi.

Se le attività finanziarie sono rappresentate da titoli di debito, nell'utile/(perdita) dell'esercizio sono rilevati gli interessi attivi, gli utili/(perdite) su cambi e le perdite per riduzione di valore mentre nelle altre componenti di conto economico complessivo sono rilevate le variazioni di fair value. Al momento


dell'eliminazione contabile dell'attività finanziaria, gli utili e le perdite cumulate nelle altre componenti di conto economico complessivo sono riclassificate nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

Inoltre, sono classificati in questa categoria, gli strumenti di capitale, come le partecipazioni in altre imprese, non detenuti per finalità di negoziazione e per i quali il Gruppo ha deciso in maniera irrevocabile di applicare l'opzione contabile per la loro valutazione a FVTOCI. In base a tale opzione contabile, i dividendi ricevuti sono rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio a meno che rappresentino chiaramente un recupero di parte del costo dell'investimento. Gli altri utili e perdite sono rilevati nelle altre componenti del conto economico complessivo e non sono mai riclassificate nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

Le attività finanziarie del Gruppo classificate in questa categoria sono rappresentate principalmente da partecipazioni in società non quotate.

c) Attività finanziarie valutate al FVTPL

Un'attività finanziaria è classificata fra le attività valutate a FVTPL se è detenuta per finalità di negoziazione e se non è classificabile nelle due precedenti categorie.

Inoltre, in tale categoria sono inclusi anche gli strumenti finanziari derivati non designati contabilmente come strumenti di copertura.

Perdite per riduzione di valore delle attività finanziarie non valutate al FVTPL (impairment)

Una perdita di valore di un'attività finanziaria valutata al costo ammortizzato o un titolo di debito valutato al FVTOCI corrisponde alla differenza fra il valore contabile e il valore attuale dei flussi finanziari stimati attesi attualizzati al tasso di interesse effettivo originale.

Tutte le perdite di valore sono rilevate nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

Eliminazione contabile (Derecognition)

Il Gruppo elimina contabilmente un'attività finanziaria quando scadono i diritti contrattuali sui flussi di cassa dell'attività finanziaria oppure trasferisce i diritti a ricevere i flussi di cassa contrattuali in una transazione in cui sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà dell'attività finanziaria o in cui il Gruppo non trasferisce né mantiene sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà e non mantiene il controllo dell'attività finanziaria.

I crediti commerciali trasferiti ad una società di factoring, che si assume sostanzialmente tutti i rischi e i benefici di tali crediti (cessioni pro-soluto), sono eliminati dal bilancio e i relativi costi sono rilevati come "altri costi operativi". Se il trasferimento dei crediti commerciali ad una società di factoring non comporta il trasferimento sostanziale di tutti i rischi e benefici connessi a tali crediti, il Gruppo procede all'eliminazione contabile dei crediti commerciali, rileva una passività finanziaria nei confronti della società di factoring e i relativi costi dell'operazione sono rilevati come "oneri finanziari".

Il Gruppo elimina contabilmente una passività finanziaria quando i suoi obblighi contrattuali sono estinti o cancellati, o scadono. Il Gruppo elimina una passività finanziaria anche quando i suoi termini vengono modificati e i flussi di cassa della passività modificata sono sostanzialmente diversi, nel qual caso una nuova passività finanziaria basata sui termini modificati viene rilevata al fair value. I termini contrattuali sono considerati sostanzialmente diversi in presenza di determinate caratteristiche qualitative o se il valore attualizzato dei flussi di cassa differisce di almeno il 10% dal valore attuale attualizzato dei restanti flussi di cassa della passività finanziaria originale secondo i nuovi termini.

Al momento dell'eliminazione di una passività finanziaria, la differenza tra il valore contabile estinto e il corrispettivo pagato (incluse eventuali attività trasferite o passività assunte) viene rilevata nell'utile/(perdita) dell'esercizio.

Compensazione tra attività e passività finanziarie

Le attività e le passività finanziarie sono compensate e viene presentato l'importo netto nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria quando, e solo quando, il Gruppo ha un diritto legalmente esercitabile a compensare gli importi e intende liquidarli su base netta o realizzare l'attività e liquidare la passività contemporaneamente.

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Strumenti finanziari derivati e operazioni di copertura

Il Gruppo utilizza una serie di strumenti finanziari derivati per coprire i rischi sui tassi di interesse e sui cambi. Tali strumenti comprendono operazioni di cambio a termine, swap su valute, swap su valute incrociate, swap su tassi d'interesse e cap su tassi d'interesse.

Gli strumenti finanziari derivati sono inizialmente iscritti al fair value alla data di stipula del contratto. Il fair value viene adeguato ad ogni successiva data di bilancio. Qualsiasi utile o perdita derivante da una variazione del fair value di uno strumento finanziario derivato che non rientri in una copertura dei flussi finanziari o in una copertura di un investimento netto estero, e per il quale il rapporto di copertura sia efficace, è rilevato nel conto economico. Per gli strumenti finanziari derivati designati in una relazione di copertura, il momento della rilevazione degli utili o delle perdite dipende dalla natura della copertura. Il Gruppo KME utilizza alcuni strumenti finanziari derivati per coprire attività o passività iscritte in bilancio. Inoltre, la contabilizzazione di copertura viene applicata per alcuni impegni fermi non ancora contabilizzati. Le operazioni a termine su valute sono valutate voce per voce al tasso a termine della data di bilancio, e le differenze di cambio derivanti dal tasso a termine contrattuale sono registrate nel conto economico.

Gli strumenti finanziari derivati non designati di copertura sono classificati come attività o passività correnti.

Il Gruppo utilizza alcuni strumenti finanziari derivati per coprire attività o passività già rilevate in bilancio oppure per coprire i rischi su alcuni impegni irrevocabili non ancora rilevati in bilancio (off balance).

Le operazioni a termine su valute sono valutate singolarmente al tasso a termine in vigore alla data di bilancio, e le differenze di cambio derivanti dal tasso a termine concordato sono rilevate nel conto economico.

Quando gli strumenti finanziari hanno le caratteristiche richieste per l'hedge accounting, vengono applicati i seguenti trattamenti contabili:

  • Fair value hedge: se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell'esposizione alle variazioni del fair value di un'attività o di una passività attribuibile a un particolare rischio che può influire sull'utile/(perdita) dell'esercizio, l'utile o la perdita derivanti dalle successive variazioni del fair value dello strumento di copertura sono rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio. L'utile o la perdita di un elemento coperto, che è attribuibile al rischio coperto, modificano il valore contabile di tale elemento e sono rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio;

  • Cash flow hedge: se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dei flussi di cassa futuri di un'attività o di una passività o di un'operazione attesa altamente probabile e che potrebbe produrre effetti sull'utile/(perdita) dell'esercizio, la parte efficace degli utili o delle perdite dello strumento finanziario (variazione del fair value) è rilevata nelle altre componenti del conto economico complessivo e presentata nella riserva di cash flow hedge. L'utile o la perdita accumulati nel patrimonio netto sono riclassificati nell'utile/(perdita) dell'esercizio nello stesso periodo in cui si è verificata l'operazione oggetto di copertura.

La relazione tra l'elemento coperto e lo strumento di copertura, compresi gli obiettivi di gestione del rischio e la strategia per intraprendere l'operazione di copertura, sono documentati all'inizio della copertura. Inoltre, all'inizio di un'operazione di copertura e nel corso della sua durata, il Gruppo verifica e documenta regolarmente se la copertura è altamente efficace in termini di compensazione delle variazioni dei flussi di cassa dell'elemento coperto.

Se la copertura dei flussi finanziari cessa di soddisfare i criteri di ammissibilità o lo strumento di copertura è venduto, giunge a scadenza o è esercitato, la contabilizzazione delle operazioni di copertura cessa prospetticamente. Qualsiasi utile o perdita cumulata nel patrimonio netto in quel momento rimane nel patrimonio netto e viene riclassificata nell'utile/(perdita) dell'esercizio quando i flussi finanziari futuri attesi coperti hanno un effetto sull'utile/(perdita) dell'esercizio. Se non si prevedono più futuri flussi finanziari coperti, l'importo cumulato nel patrimonio netto deve essere immediatamente riclassificato nell'utile/(perdita) dell'esercizio.


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Rimanenze

Le "Rimanenze" dei prodotti del settore rame sono valutate al minore tra il costo secondo il principio "First in First out" (FIFO) e il valore netto di realizzo. Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita stimato, ovvero per quanto riguarda i prodotti finiti in rame il prezzo ufficiale registrato sul mercato LME (London Metal Exchange) alla data di riferimento del bilancio, al netto dei costi stimati di completamento nonché di quelli stimati necessari per realizzare la vendita. Oltre ai costi direttamente attribuibili sono riflessi nei costi di produzione i costi generali di produzione, compresi gli ammortamenti legati alla produzione; i costi sono generalmente assegnati sulla base del metodo della media mobile mensile; in alcuni casi viene applicato il metodo dell'identificazione specifica.

I lavori in corso su ordinazione alla data di riferimento del bilancio sono valutati in base allo stato di avanzamento dei lavori e al prezzo del corrispettivo contrattuale al netto dei costi contrattuali.

Le "Rimanenze" del settore Profumi, le forniture e i materiali di consumo sono invece valutati al costo medio ponderato.

Attività e le passività direttamente collegate classificate come possedute per la vendita

Le attività non correnti o i gruppi di tali attività, inclusive delle passività associate (gruppi in dismissione) sono classificate come possedute per la vendita se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente attraverso un'operazione di vendita piuttosto che attraverso l'uso continuativo. Questa condizione è soddisfatta solo quando la dismissione è altamente probabile nei 12 mesi successivi e l'attività o il gruppo in dismissione è disponibile per la vendita immediata nelle sue condizioni attuali.

Le attività e le eventuali passività del gruppo in dismissione sono valutate al minore tra il loro valore contabile e il fair value al netto dei costi di vendita e sono esposte separatamente nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria nelle voci "Attività non correnti classificate come possedute per la vendita" e "Passività direttamente collegate ad attività classificate come possedute per la vendita". Le attività classificate come possedute per la vendita non sono più assoggettate ad ammortamento.

Patrimonio netto

Il capitale sociale è costituito da azioni ordinarie e da azioni di risparmio, tutte prive di valore nominale, sottoscritte e versate alla data di riferimento del presente bilancio. Le azioni di risparmio hanno diritto a un dividendo minimo garantito che potrà essere incassato anche nei due esercizi successivi se quello in cui viene deliberata la distribuzione di utili non ha soddisfatto i diritti degli azionisti di risparmio.

Le altre componenti del conto economico complessivo ("OCI") rilevati a patrimonio netto comprendono, al netto degli effetti fiscali, le differenze cambio per la conversione dei bilanci delle gestioni estere, la quota efficace delle variazioni di fair value degli strumenti derivati designati in una relazione di copertura dei flussi finanziari (cash flow hedge), la rivalutazione al fair value degli immobili nel momento in cui sono riclassificati da "immobili, impianti e macchinari" a "investimenti immobiliari", e gli effetti della rimisurazione (es. utili e perdite attuariali) delle obbligazioni nette per piani a benefici definiti ai dipendenti e le altre componenti di conto economico complessivo delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto.

Azioni proprie

In caso di riacquisto di azioni ordinarie o di risparmio (azioni proprie) il corrispettivo versato, compresi i costi direttamente attribuibili all'operazione, sono rilevati a riduzione del patrimonio netto alimentando la riserva "azioni proprie". In caso di vendita o riemissione di azioni proprie, il corrispettivo incassato viene rilevato ad incremento del patrimonio netto. L'eventuale differenza positiva o negativa rispetto al valore di costo originario iscritto nella riserva "azioni proprie" è rilevata nella "riserva plus/minus azioni proprie". In caso di cancellazione delle azioni proprie in portafoglio, viene ridotto il valore della "riserva azioni proprie" ed incrementata la "riserva straordinaria".


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Imposte correnti e differite

L'onere fiscale dell'esercizio comprende le imposte sul reddito correnti e differite rilevate nell'utile/(perdita) dell'esercizio o per poste rilevate nelle altre componenti del conto economico complessivo o direttamente a patrimonio netto.

Le imposte correnti rappresentano la stima dell'importo delle imposte sul reddito dovute o da ricevere calcolate sul reddito imponibile dell'esercizio o sulla perdita fiscale, determinato applicando le aliquote fiscali vigenti o quelle sostanzialmente in vigore alla data di chiusura dell'esercizio. Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo patrimoniale, calcolando le differenze temporanee tra i valori contabili delle attività e delle passività iscritti in bilancio e i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali. Le imposte differite non sono stanziate per le seguenti differenze temporanee: rilevazione iniziale di attività o passività in un'operazione diversa dall'aggregazione aziendale che non influenzi né l'utile (o perdita) contabile né il reddito imponibile (o perdita fiscale) e non genera differenze temporanee imponibili e deducibili di pari importo, nonché per le differenze relative a investimenti in società controllate e a controllo congiunto nella misura in cui è probabile che, nel presumibile futuro, la differenza temporanea non si riverserà.

Le attività e le passività per imposte differite sono calcolate utilizzando le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili nell'esercizio in cui sarà realizzata l'attività o sarà estinta la passività a cui si riferiscono, sulla base delle aliquote fiscali stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di chiusura dell'esercizio. Le attività e le passività per imposte differite sono compensate in presenza di un diritto legalmente esercitabile di compensare le attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti e se le attività e le passività per imposte differite sono relative a imposte sul reddito applicate dalla medesima autorità fiscale sullo stesso soggetto passivo d'imposta o soggetti passivi d'imposta diversi che intendono regolare le passività e le attività fiscali correnti su base netta, o realizzare le attività e regolare le passività contemporaneamente.

Le attività per imposte differite sono rilevate nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale le stesse possano essere utilizzate. Il valore delle attività per imposte differite viene rivisto ad ogni data di chiusura e viene ridotto nella misura in cui non è più probabile che il relativo beneficio fiscale sia realizzabile.

Si segnala che il Gruppo ha applicato l'eccezione obbligatoria temporanea alla rilevazione delle imposte differite relativamente alla global minimum top-up tax che, qualora dovesse essere dovuta, viene rilevata tra le imposte correnti nel momento in cui viene sostenuta. Per maggiori dettagli si rimanda alla Nota 5.7.

Benefici ai dipendenti

Benefici a breve termine

Gli obblighi derivanti dai benefici per i dipendenti dovuti a breve termine sono registrati come spesa non appena il servizio relativo è stato reso. Una passività è registrata per il pagamento anticipato se il Gruppo ha attualmente un'obbligazione legale o di fatto a pagare tale importo sulla base del lavoro svolto dal dipendente, ed è possibile stimare l'obbligazione in termini affidabili.

Benefici successivi al rapporto di lavoro

I benefici successivi al rapporto di lavoro sono definiti sulla base di programmi che in funzione delle loro caratteristiche sono distinti in programmi a “contribuzione definita” e programmi a “benefici definiti”.

Nei programmi a contribuzione definita l'obbligazione dell'impresa, limitata al versamento dei contributi a un'entità giuridicamente distinta, è costituita dai contributi dovuti alla data di chiusura dell'esercizio.

La passività relativa ai programmi a benefici definiti, come ad esempio il trattamento di fine rapporto definito dall'art. 2120 c.c., al netto delle eventuali attività al servizio del piano valutate al fair value, è determinata utilizzando il metodo della “proiezione unitaria del credito”, con il supporto di esperti indipendenti, sulla base di ipotesi attuariali ed è rilevata per competenza coerentemente al periodo lavorativo necessario all'ottenimento dei benefici. Gli utili e le perdite attuariali relative ai programmi a benefici definiti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali o da modifiche delle condizioni dei piani e i rendimenti delle attività a servizio del piano (esclusi gli interessi) sono rilevati tra le altre componenti del conto economico complessivo. I costi relativi alle prestazioni di lavoro e gli interessi calcolati sull'obbligazione netta sono contabilizzati nella voce “costo del lavoro”.


334

Altri benefici a lungo termine

L'obbligazione netta del Gruppo relativa ai benefici per i dipendenti dovuti a lungo termine corrisponde all'importo dei benefici futuri che i dipendenti hanno maturato per le prestazioni di lavoro svolte nell'esercizio corrente e negli esercizi precedenti. Tali benefici sono attualizzati e la rimisurazione dell'obbligazione fino alla data di regolamento è rilevata nell'utile/(perdita) dell'esercizio in cui avvengono le rimodulazioni.

Benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro

I benefici legati alla cessazione del rapporto di lavoro sono contabilizzati come costo al primo dei seguenti momenti: quando il Gruppo non può più revocare l'offerta di fornire tali benefici o quando il Gruppo rileva i costi per ristrutturazione. I benefici esigibili oltre dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio sono attualizzati.

Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali (IFRS 2)

Nell'ambito dei piani di incentivazione a medio-lungo termine sono previsti accordi a favore di parte del management, con pagamenti basati su azioni rappresentative del capitale, che consistono nell'assegnazione di diritti che attribuiscono ai beneficiari, subordinatamente all'avverarsi delle condizioni stabilite, il diritto di ottenere al termine dell'ultimo anno di vesting, l'equivalente monetario o in azioni della Società.

Fondi rischi ed oneri

I fondi per rischi ed oneri sono passività con scadenza o ammontare incerti. Tali fondi sono rilevati solo se:

  • il Gruppo ha un'obbligazione attuale (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici;
  • può essere fatta una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione.

Gli importi accantonati sono quindi le migliori stime dell'impiego di risorse necessario per estinguere l'obbligazione o per trasferirla a terzi alla data di riferimento del bilancio. Laddove l'effetto del valore attuale del denaro sia un aspetto rilevante, l'importo del fondo è rappresentato dal valore attuale degli oneri che si suppone saranno necessari per estinguere l'obbligazione.

I fondi garanzia prodotto previsti per legge sono rilevati al momento della vendita dei beni e l'accantonamento è determinato sulla base della serie storica degli oneri sostenuti per tale obbligazione.

Gli accantonamenti per contratti onerosi vengono rilevati se le spese inevitabili derivanti dal contratto superano i benefici previsti. In questo caso, l'accantonamento viene registrato al valore attuale del minore tra il costo previsto per la risoluzione del contratto e il costo netto previsto per la sua continuazione.

Gli accantonamenti per ristrutturazione sono rilevati solo se viene stabilito e comunicato alle parti interessate un piano di ristrutturazione formale e dettagliato.

Gli accantonamenti per rischi ambientali si riferiscono agli oneri stimati da sostenere per eliminare i danni ambientali derivanti da potenziale contaminazione.

Passività potenziali

Le passività potenziali includono obbligazioni potenziali, derivanti da eventi passati, che richiedono l'adempimento solo se si verificano uno o più eventi futuri incerti, che l'impresa non può controllare completamente. Inoltre, le passività potenziali includono obbligazioni attuali non riconosciute che derivano da eventi passati ma per le quali è improbabile che sia necessario un esborso di risorse per estinguere l'obbligazione, nonché obbligazioni il cui importo non può essere determinato con sufficiente attendibilità. A meno che la possibilità di un esborso per l'adempimento sia remota, viene fornita una descrizione della natura della passività potenziale.


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Dividendi

I dividendi da distribuire sono riconosciuti come passività solo nell'esercizio nel quale gli stessi sono stati deliberati dall'Assemblea degli Azionisti.

Ricavi da contratti con i clienti

Il riconoscimento dei ricavi da contratti con i clienti avviene attraverso le seguenti fasi:

  • identificazione del contratto (o dei contratti) con il cliente;
  • individuazione delle obbligazioni di fare (o “performance obligations”);
  • determinazione del prezzo della transazione, cioè dell'importo del corrispettivo che il Gruppo ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni e servizi promessi;
  • ripartizione del prezzo dell'operazione tra le “performance obligations” del contratto;
  • riconoscimento del ricavo nel momento dell'adempimento della “performance obligation”, che può avvenire in un momento preciso (“at a point in time”) oppure nel corso del tempo (“over time”).

I ricavi sono rilevati quando il controllo dei beni e dei servizi è stato trasferito al cliente.

La maggior parte dei ricavi del Gruppo è costituita dalle vendite di beni e sono rilevati al momento del trasferimento del controllo di tali beni al cliente, che avviene solitamente alla data di consegna. I contratti di vendita di beni non includono garanzie prodotte diverse da quelle previste per legge.

Se nei contratti con i clienti sono previsti sconti sui volumi, questi sono solitamente concordati per volumi di vendita su un periodo massimo di dodici mesi e la loro stima è inclusa come corrispettivo variabile nella determinazione del prezzo dell'operazione. In presenza di corrispettivi variabili questi sono rilevati come ricavi solo se è altamente probabile che non vi saranno in futuro storni di tali ricavi.

Altri proventi da leasing operativi in qualità di locatore

Il Gruppo in qualità di locatore ha sottoscritto contratti di leasing di immobili, che si qualificano come leasing operativi in quanto non comportano il trasferimento sostanziale di tutti i rischi e i benefici connessi alla proprietà dell'immobile sottostante. I pagamenti ricevuti per i leasing operativi sono rilevati come “altri proventi” a quote costanti lungo la durata del leasing.

Utile (perdita) per azione

Per il calcolo dell'utile (perdita) base e diluita per azione ordinaria sono stati impiegati i seguenti criteri:

a) al numeratore è utilizzato il risultato economico attribuibile agli azionisti della Capogruppo rettificato del risultato che deve essere attribuito, per l'anno in corso, alle azioni di risparmio in circolazione al netto delle azioni proprie di risparmio detenute direttamente o tramite controllate;

b) al denominatore dell'indicatore “utile/(perdita) base per azione” è applicata la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione nell'esercizio al netto delle azioni proprie;

c) al denominatore dell'indicatore “utile/(perdita) diluito per azione”, la media ponderata delle azioni ordinarie è rettificata ipotizzando l'emissione di nuove azioni ordinarie in seguito:

i) alla conversione di tutti i warrant, se sono stati emessi, ed che sono ancora in circolazione e non scaduti;

ii) all'esercizio di tutte le stock option eventualmente assegnate al management e non ancora esercitate.

In detto calcolo si ipotizza che le conversioni dei warrant e l'esercizio delle stock option siano avvenuti all'inizio dell'esercizio e che non vi siano maggiori proventi o minori oneri derivanti da questi accadimenti.

Conversione delle poste in valuta estera

Le transazioni effettuate in valuta estera sono convertite nella valuta funzionale di ciascuna entità del Gruppo al tasso di cambio alla data dell'operazione. Alla data di chiusura del bilancio le attività e le passività


monetarie denominate in valuta estera sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio vigente a tale data. Le attività e le passività non monetarie denominate in valuta estera e valutate al costo storico sono convertite nella valuta funzionale utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione. Le attività e le passività non monetarie denominate in valuta estera e valutate al fair value sono convertite nella valuta funzionale utilizzando il tasso di cambio alla data in cui il fair value è stato determinato.

Le differenze cambio derivanti dalle suddette conversioni sono rilevate nell'utile/(perdita) dell'esercizio nelle voci “oneri finanziari” e “proventi finanziari”.

2.4. Uso delle stime e valutazioni

La redazione del presente Bilancio Consolidato richiede da parte degli Amministratori l'effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali.

Se nel futuro tali stime e assunzioni, che sono basate sulla miglior valutazione da parte della Direzione, dovessero differire dalle circostanze effettive, saranno modificate in modo appropriato nel periodo in cui le circostanze stesse variano.

Ipotesi e incertezze nelle stime

Alla chiusura dell'esercizio, le ipotesi e le incertezze nelle stime aventi un significativo rischio di causare variazioni rilevanti al valore contabile delle attività e passività nel bilancio dell'esercizio successivo si riferiscono ai seguenti aspetti:

  • stima delle vite utili degli immobili, impianti e macchinari e delle attività immateriali;
  • stima dei valori recuperabili (impairment test) delle attività non finanziarie (immobili, impianti e macchinari, attività immateriali e avviamento) e delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto
  • stima delle perdite attese su crediti delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (es. crediti commerciali e finanziari)
  • stima del valore netto di realizzo delle rimanenze
  • valutazione del fair value degli investimenti immobiliari e dei titoli di capitale non quotati valutati al fair value, qualora tale valutazione si basi su dati di input significativi non osservabili
  • stima degli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri
  • valutazione con metodi attuariali dell'obbligazione netta per piani a benefici definiti
  • stima delle imposte sul reddito tenendo conto dei trattamenti fiscali incerti e valutazione delle attività per imposte differite sulla base della disponibilità di redditi imponibili futuri.

Valutazione del fair value

Alcuni principi contabili adottati dal Gruppo richiedono la valutazione del fair value delle attività e delle passività. Per valutare il fair value, il Gruppo utilizza, ove possibile, dati di input osservabili sul mercato. In base ai dati di input utilizzati nelle tecniche di valutazione, il fair value è classificato in diversi livelli della gerarchia del fair value.

  • Livello 1: prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per attività e passività identificate;
  • Livello 2: dati di input diversi dai prezzi quotati considerati nel Livello 1, ma che tuttavia sono osservabili per attività o passività similari, direttamente (cioè come prezzi) o indirettamente (cioè derivati dai prezzi);
  • Livello 3: dati di input relativi ad attività o passività che non sono basati su dati di mercato osservabili.

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2.5. Impatto delle tematiche relative al cambiamento climatico

Il cambiamento climatico genera anche nei Paesi e nelle aree territoriali in cui sono localizzate le attività del Gruppo un aumento dei rischi e degli impatti potenziali sulle attività produttive. In tale contesto, l'incremento della resilienza del modello di business societario è un fattore essenziale per prevenire e mitigare i rischi. Al tempo stesso, le strategie di riduzione delle emissioni e le innovazioni tecnologiche per la sostenibilità ambientale sono fattori altrettanto importanti per cogliere tutte le opportunità connesse alla transizione ecologica rafforzando in tal modo anche la competitività aziendale. Al fine di contribuire al raggiungimento della neutralità climatica e mitigare gli effetti del cambiamento climatico, il Gruppo sviluppa strategie per la riduzione delle emissioni e la decarbonizzazione dei processi industriali, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi del 2015 e con l'obiettivo “net zero” dell'Unione Europea.

L'impegno del Gruppo KME si articola su più piani:

  • riduzione delle emissioni dirette (scope 1) generate dalle proprie attività industriali;
  • incremento dell'efficienza energetica;
  • riduzione delle emissioni indirette connesse al consumo di energia elettrica (scope 2), con un incremento dell'utilizzo di energia rinnovabile;
  • riduzione delle emissioni indirette nella catena del valore (scope 3), incrementando ulteriormente l'utilizzo di materie prime seconde per le proprie produzioni, avviando quanto più possibile il riciclo dei rifiuti e selezionando i fornitori sulla base di criteri ambientali;
  • investimenti e tecnologie innovative;
  • resilienza del modello di business;
  • misure di adattamento per la prevenzione e la mitigazione dei rischi;
  • partnership e iniziative condivise.

3. Sintesi dei principali principi contabili rilevanti utilizzati nella redazione del bilancio consolidato

I principi contabili adottati per la redazione del bilancio consolidato sono conformi a quelli utilizzati per la redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2024, fatta eccezione per l'adozione dei nuovi principi, modifiche ed interpretazioni, approvati dallo IASB e omologati per l'adozione in Europa, la cui adozione è obbligatoria per i periodi contabili che iniziano dal 1° gennaio 2025, elencati nel paragrafo che segue.

3.1. Principi contabili di nuova applicazione

Il seguente principio contabile, emendamento ed interpretazione IFRS, è stato applicato per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2025.

  • Emendamento allo IAS 21: “The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability” (agosto 2023).

La sua adozione non ha comportato effetti significativi sul bilancio consolidato.

3.2. Principi contabili, emendamenti e interpretazioni efficaci dal 1° gennaio 2025

Alla data di redazione del presente documento gli organi competenti dell'Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione dei seguenti principi contabili ed emendamenti.

  • Emendamento allo IFRS 9 e IFRS 7: “Classification and Measurement of Financial Instruments” (maggio 2024). Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026.
  • Miglioramenti annuali agli IFRS Accounting Standards -Volume 11 - modifiche allo IAS 7 e all'IFRS 1, 7, 9, 10 – (luglio 2024). Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026.

  • Emendamento allo IFRS 9 e IFRS 7: “Contracts Referencing Nature-dependent Electricity” (dicembre 2024). Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026.
  • IFRS 18: “Presentation and Disclosure in Financial Statements” (aprile 2024). Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2027.

Con riferimento ai principi applicabili, il Gruppo ha deciso di non esercitare l'opzione che prevede l'adozione anticipata ove prevista.

3.3. Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS non ancora omologati

Alla data di riferimento della presente relazione finanziaria gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione del principio IFRS 19: “Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures” (maggio 2024). Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2027. Tale principio non è applicabile al bilancio consolidato.

3.4. Impatti della situazione in Ucraina e in Medio Oriente

Con riferimento ai conflitti bellici russo-ucraino e presenti nel Medio Oriente in corso, i quali hanno comportato significativi mutamenti nel quadro macroeconomico (i.e. aumento dell'inflazione, difficoltà di reperimento di talune materie prime, forte incremento del costo del gas e dell'energia), si evidenzia che il Gruppo non è esposto direttamente a tali contingenze, non avendo significativi rapporti commerciali con i paesi coinvolti nei conflitti.

Il Gruppo monitora costantemente le evoluzioni del contesto geopolitico mondiale che potrebbero richiedere una revisione delle strategie aziendali già definite e/o l'adozione di meccanismi tali da salvaguardarne il posizionamento competitivo e le performance.

3.5. Informativa per settori operativi

Le attività nelle quali il Gruppo opera e che costituiscono l'informativa per settori operativi come richiesto dall'IFRS 8 sono relative al Settore Rame (gruppo KME SE) e alla Holding, mentre il Settore Profumi & Cosmesi (gruppo CULTI Milano), è stato riclassificato tra i settori non operativi, essendo lo stesso classificato come posseduto per la vendita.

La struttura direzionale e organizzativa del Gruppo riflette l'informativa di settore per attività di business precedentemente descritta. L'individuazione dei settori operativi è operata sulla base degli elementi che il più alto livello decisionale del Gruppo utilizza per prendere le proprie decisioni in merito all'allocazione delle risorse e alla valutazione dei risultati.

Informazioni sui settori operativi

(in migliaia di Euro) Settori oggetto di informativa
Rame Holding Profumatori TOTALE
2025 2024 2025 2024 2025 2024 2025 2024
Risultato ante imposte dei settori (90.031) (35.197) (35.452) (30.493) - - (125.483) (65.690)
Ricavi da clienti terzi 1.928.645 1.540.693 - - - - 1.928.645 1.540.693
Ricavi infrasettoriali 92 79 - - - - 92 79

Riconciliazione dell'utile/(perdita) ante imposte dei settori oggetti di informativa

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Risultato ante imposte dei settori (125.483) (65.690)
Eliminazione dei risultati infrasettoriali (396) (2.810)
di cui del Settore Rame (59) (1.694)
di cui della Holding (337) (1.116)
Importi non allocati:
Ammortamenti PPA in seguito al primo consolidamento avvenuto nel 2022 (4.558) (4.535)
Perdita consolidata da attività operative in esercizio (130.437) (73.035)

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4. Note esplicative al prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria consolidata

4.1. Immobili, impianti e macchinari

Il dettaglio della voce è il seguente:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Terreni e fabbricati 266.354 243.590 22.764
Impianti e macchinari 240.271 220.271 20.000
Altri beni 34.279 29.953 4.326
Acconti e costruzioni in corso 29.891 33.768 (3.877)
Immobili, impianti e macchinari 570.795 527.582 43.213

I terreni e fabbricati si riferiscono principalmente agli stabilimenti produttivi del settore rame (tra cui Mansfeld e Fornaci di Barga) e l'immobile ubicato in Milano, Foro Buonaparte 44, sede della Capogruppo, che nel mese di marzo 2024 è stato oggetto di un'operazione di sale & lease-back.

La suddivisione per area geografica è la seguente:

(in migliaia di Euro) Italia Germania Altri paesi Totale
Immobili, impianti e macchinari 214.102 246.236 110.457 570.795

Per i beni di proprietà i movimenti dell'esercizio in esame sono così analizzabili:

(in migliaia di Euro) Terreni e Fabbricati Impianti e macchinari Altri beni Acc e imm. mat in corso Totale
Costo storico 308.820 738.073 81.822 33.768 1.162.483
Ammortamenti e perdite di valore cumulati 88.556 518.826 57.660 - 665.042
Totale beni di proprietà al 31 dicembre 2024 220.264 219.247 24.162 33.768 497.441
Costo storico al 31 dicembre 2024 308.820 738.073 81.822 33.768 1.162.483
Investimenti 3.014 7.390 2.933 28.091 41.428
Riclassificazioni 12.984 18.582 2.008 (33.620) (46)
Acquisizioni in seguito ad aggregazioni aziendali 683 108.892 18.846 1.680 130.101
Riclassifica ad attività destinate alla vendita (IFRS5) (6) (75) (1.373) - (1.454)
Differenze cambio (29) (11) (6) - (46)
Disinvestimenti (28.165) (30.136) (2.354) (28) (60.683)
Costo storico al 31 dicembre 2025 297.301 842.715 101.876 29.891 1.271.783
Ammortamenti e perdite di valore cumulati al 31 dicembre 2024 88.556 518.826 57.660 - 665.042
Riclassificazioni (41) - (4) - (45)
Acquisizioni in seguito ad aggregazioni aziendali 40 85.066 14.790 - 99.896
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore 6.894 29.012 4.552 - 40.458
Riclassifica ad attività destinate alla vendita (IFRS5) - (56) (888) - (944)
Differenze cambio (28) (2) (7) - (37)
Disinvestimenti (5.024) (29.581) (1.807) - (36.412)
Ammortamenti e perdite di valore cumulati al 31 dicembre 2025 90.397 603.265 74.296 - 767.958
Costo storico 297.301 842.715 101.876 29.891 1.271.783
Ammortamenti e perdite di valore cumulati 90.397 603.265 74.296 - 767.958
Totale beni di proprietà al 31 dicembre 2025 206.904 239.450 27.580 29.891 503.825

di cui leasing finanziario

7.600

7.600

La voce “Acquisizioni in seguito ad aggregazioni aziendali” rappresenta il valore delle immobilizzazioni materiali consolidate in seguito all’acquisizione della società Sundwiger Messingwerke GmbH. Il valore include il fair value allocato in seguito alla Purchase Price Allocation per Euro 22,2 milioni.

Il saldo della voce “disinvestimenti” relativa ai Terreni e Fabbricati include principalmente l’operazione di Sale & Lease back dell’immobile sito nei Paesi Bassi. L’operazione ha comportato la cancellazione del valore netto contabile dell’impianto per Euro 22.758 migliaia e l’iscrizione nei beni in leasing di un right of use (diritto d’uso) per Euro 22.980 migliaia.

Gli immobili, impianti e macchinari per un valore contabile di Euro 39.421 migliaia al 31 dicembre 2025 sono a garanzia delle passività finanziarie. Alla stessa data le passività finanziarie garantite sono pari ad Euro 463.156 migliaia.

Di seguito invece i movimenti dei beni di proprietà dello scorso esercizio:

(in migliaia di Euro) Terreni e Fabbricati Impianti e macchinari Altri beni Acc. e imm. Mat. in corso Totale
Valore lordo 354.166 729.492 78.510 12.860 1.175.028
Ammortamenti accumulati 92.039 508.203 54.515 - 654.757
Totale al 31 dicembre 2023 262.127 221.289 23.995 12.860 520.271
Valore lordo al 31 dicembre 2023 354.166 729.492 78.510 12.860 1.175.028
Investimenti 11.395 3.607 2.482 31.398 48.882
Riclassificazioni (2.113) 8.805 769 (12.759) (5.298)
Acquisizioni in seguito ad aggregazioni aziendali 6.130 20.822 1.268 2.383 30.603
Incrementi nel costo per differenze di cambio 1 8 6 - 15
Cessioni (costo) (60.759) (24.661) (1.213) (114) (86.747)
Valore lordo al 31 dicembre 2024 308.820 738.073 81.822 33.768 1.162.483
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2023 92.039 508.203 54.515 - 654.757
Riclassificazioni 1.476 263 (985) - 754
Acquisizioni in seguito ad aggregazioni aziendali 3.281 8.558 1.073 - 12.912
Ammortamenti, impairment e svalutazioni 8.203 26.312 4.010 - 38.525
Incrementi negli amm.ti per differenze di cambio 4 (51) 57 - 10
Cessioni (fondo ammortamento) (16.447) (24.459) (1.010) - (41.916)
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2024 88.556 518.826 57.660 - 665.042
Valore lordo 308.820 738.073 81.822 33.768 1.162.483
Ammortamenti accumulati 88.556 518.826 57.660 - 665.042
Totale al 31 dicembre 2024 220.264 219.247 24.162 33.768 497.441
di cui leasing finanziario 8.348 8.348

Con riferimento ai beni in leasing la movimentazione è stata la seguente:

(in migliaia di Euro) Terreni e Fabbricati Impianti e macchinari Altri beni Totale
Costo storico 30.711 3.828 22.101 56.640
Ammortamenti e perdite di valore cumulati 7.385 2.804 16.310 26.499
Totale beni in leasing al 31 dicembre 2024 23.326 1.024 5.791 30.141
Valore lordo al 31 dicembre 2024 30.711 3.828 22.101 56.640
Investimenti 24.985 - 4.809 29.794
Acquisizioni in seguito ad aggregazioni aziendali 16.042 - 167 16.209
Riclassifica ad attività destinate alla vendita (IFRS5) (2.969) - (268) (3.237)
Variazioni nel costo per differenze di cambio (1) - - (1)
Decrementi (26) (130) (1.094) (1.250)
Valore lordo al 31 dicembre 2025 68.742 3.698 25.715 98.155
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2024 7.385 2.804 16.310 26.499
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore 3.329 203 3.965 7.497
Variazioni negli ammortamenti per differenze di cambio 1 - - 1
Riclassifica ad attività destinate alla vendita (IFRS5) (1.397) - (168) (1.565)
Decrementi (26) (130) (1.091) (1.247)
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2025 9.292 2.877 19.016 31.185
Costo storico 68.742 3.698 25.715 98.155
Ammortamenti e perdite di valore cumulati 9.292 2.877 19.016 31.185
Totale beni in leasing al 31 dicembre 2025 59.450 821 6.699 66.970

L'incremento della voce “Terreni e Fabbricati” è dovuto principalmente all'effetto dell'iscrizione dell'attività consistente nel diritto d'uso dell'impianto di Zuphen (Paesi Bassi) per Euro 22.980 migliaia come già indicato precedentemente.

La voce “Acquisizioni in seguito ad aggregazione aziendali” include i Right of Use dei contratti attivi al 31 dicembre 2025 della società Sundwiger Messingwerke GmbH.

342


Di seguito i movimenti dei beni in leasing registrati lo scorso esercizio:

(in migliaia di Euro) Terreni e Fabbricati Impianti e macchinari Altri beni Totale
Valore lordo 8.421 3.805 18.211 30.437
Ammortamenti accumulati 7.127 1.784 12.591 21.502
Totale al 31 dicembre 2023 1.294 2.021 5.620 8.935
Valore lordo al 31 dicembre 2023 8.421 3.805 18.211 30.437
Investimenti 17.664 - 4.288 21.952
Riclassificazioni 4.600 (23) (71) 4.552
Acquisizioni in seguito ad aggregazioni aziendali - - 217 217
Incrementi nel costo per differenze di cambio 26 - 3 29
Cessioni (costo) - - (547) (547)
Valore lordo al 31 dicembre 2024 30.711 3.828 22.101 56.640
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2023 7.127 1.784 12.591 21.502
Riclassificazioni (1.241) 173 1.316 248
Ammortamenti, impairment e svalutazioni 1.484 847 2.893 5.224
Variazioni negli ammortamenti per differenze di cambio 15 - 2 17
Cessioni (costo) - - (492) (492)
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2024 7.385 2.804 16.310 26.499
Valore lordo 30.711 3.828 22.101 56.640
Ammortamenti accumulati 7.385 2.804 16.310 26.499
Totale al 31 dicembre 2024 23.326 1.024 5.791 30.141

4.2. Investimenti immobiliari

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Investimenti immobiliari 68.548 67.182 1.366

Con riferimento agli investimenti immobiliari la movimentazione è stata la seguente:

(in migliaia di Euro)
Totale al 31 dicembre 2024 67.182
Incrementi 2.711
Decrementi (192)
Variazioni del fair value (1.153)
Totale al 31 dicembre 2025 68.548

Di seguito la ripartizione per area geografica:

(in migliaia di Euro) Italia Germania Altri paesi Totale
Investimenti immobiliari 60.548 8.000 - 68.548

La voce comprende una serie di complessi immobiliari principalmente afferenti alle controllate italiane attive nel settore immobiliare (Immobiliare Pictea S.r.l. e Natural Capital Italia SB S.p.A.) e include complessi immobiliari di Ivrea (TO) e di Limestre (PT), una porzione del complesso industriale sito a Fornaci di Barga (LU), un fabbricato ubicato a Firenze e terreni e fabbricati appartenenti a KME Grundstücksgesellschaft SE & Co. KG in Germania.


Il valore degli investimenti immobiliari rappresenta il fair value identificato dagli Amministratori sulla base di valutazioni effettuate da esperti esterni indipendenti con qualifiche professionali riconosciute e pertinenti, oppure di valutazioni effettuate da personale tecnico della società. Le variazioni del fair value sono registrate nell'utile/(perdita) dell'esercizio, nella voce “Ammortamenti e perdite per riduzione di valore”; tale fair value non è basato su dati di mercato osservabili ed è classificato come fair value di livello 3.

I modelli di valutazione cercano di ridurre l'utilizzo di input non osservabili e pertanto, nel caso di immobili locati, vengono presi come riferimento i canoni previsti contrattualmente. Nel caso di immobili non locati, i canoni di affitto sono ricavati da canoni applicati per immobili similari facendo riferimento a banche dati, quali ad esempio per gli immobili siti in Italia quelle dell'Agenzia delle Entrate (OMI).

I modelli di valutazione prendono in considerazione il valore attuale del flusso di cassa netto generato dagli immobili, includendo il tasso previsto di aumento dei canoni di locazione, i periodi di sfitto, i tassi di occupazione, i costi degli incentivi agli inquilini, ad esempio i periodi senza canone, e tutti gli altri costi che non sono coperti dagli inquilini.

Il flusso di cassa netto previsto viene attualizzato in base a tassi di sconto corretti per il rischio. Oltre ad altri fattori, nella valutazione del tasso di sconto si tiene conto della qualità dell'edificio e della sua ubicazione, dell'affidabilità creditizia dell'inquilino e della durata del rapporto di locazione.

Tali elementi rettificativi assumono la natura di input non osservabili in quanto non ricavabili direttamente dall'osservazione del mercato. I valori minimi e massimi dei principali input non osservabili possono essere così sintetizzati:

  • tasso di crescita dei canoni: minimo 75% - massimo 100% della variazione dell'indice dei prezzi al consumo;
  • periodo di non occupazione: a seconda del mercato di riferimento e dello stato dell'immobile specifico sono stati considerati minimo 6 - massimo 15 mesi;
  • tasso di sconto: a seconda del mercato di riferimento e dello stato dell'immobile specifico è stato considerato un tasso di sconto minimo del 5,20% e massimo del 11,06%.

Infine, considerando la variazione nei principali elementi di valutazione il valore di fair value degli immobili avrebbe un aumento (diminuzione) se:

  • l'incremento del canone di affitto fosse superiore (inferiore) a quello atteso;
  • i periodi di non occupazione fossero inferiori (superiori);
  • il tasso di sconto fosse inferiore (superiore) a quello utilizzato. Nello specifico un incremento del tasso di sconto in un intervallo tra 0,25% e 1% comporterebbe mediamente una riduzione del fair value tra il 3% e il 7%.

I pagamenti minimi futuri da ricevere per contratti di affitto non annullabili al 31 dicembre 2025 ammontano ad Euro 1,7 milioni (entro l'anno) ed Euro 3,1 milioni nell'orizzonte temporale tra uno e cinque anni.

4.3. Avviamento

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Avviamento 369.013 394.445 (25.432)

La seguente tabella evidenzia l'allocazione degli avviamenti per Cash Generating Unit ("CGU"), in coerenza con l'identificazione dei settori operativi del Gruppo. La riduzione al 31 dicembre 2025 è dovuta alla riclassifica dell'avviamento allocato nella CGU dei profumi nella voce attività possedute per la vendita (ex IFRS 5).


(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Cash Generating Unit “Rame” 369.013 369.013 -
Cash Generating Unit “Profumi e Cosmesi” - 25.432 (25.432)
Avviamento 369.013 394.445 (25.432)

L'avviamento iscritto al 31 dicembre 2025 si è originato principalmente dall'aggregazione aziendale contabilizzata nel 2022, anno in cui la Capogruppo non è stata più qualificata come entità di investimento.

Impairment test CGU Rame

Il valore recuperabile della CGU Rame, a cui è allocato al 31 dicembre 2025 un avviamento pari a Euro 369,0 milioni, invariato rispetto allo scorso esercizio, si basa sul valore d'uso stimato mediante la metodologia dell'Unlevered discounted cash flow (UDCF), che prevede l'attualizzazione dei flussi finanziari operativi generati dalla CGU (al netto dell'effetto fiscale).

Il metodo UDCF è stato sviluppato utilizzando come base informativa le proiezioni economiche e le variazioni di alcune poste patrimoniali contenute nel Piano Industriale 2026 - 2030 di KME SE (il "Piano") elaborato, tenendo conto dei dati consuntivi al 31 dicembre 2025, dagli organi amministrativi di KME SE e dagli stessi approvato il 27 aprile 2026. Il Piano approvato riflette la migliore stima dei principali sviluppi macroeconomici, politici ed economici che potrebbero influenzare l'attività del gruppo KME SE.

Il terminal value è stato calcolato assumendo l'EBITDA di lungo periodo pari alla media dell'EBITDA di Piano (periodo esplicito, 1° gennaio 2026 - 31 dicembre 2030), con un livello di ammortamento corrispondente agli investimenti, utilizzando un tasso di crescita di lungo periodo "g" pari a zero ed un WACC pari al 10,12% (tasso del 9,74% nelle valutazioni effettuate al 31 dicembre 2024) tenendo conto dei dati storici registrati.

Il tasso WACC è stato calcolato sulla base dei seguenti parametri:

  • risk free rate: media del secondo semestre 2025 dei titoli di stato decennali per ciascun Paese (compreso tra 2,67% e 4,22%);
  • premio per il rischio di mercato: pari al 5,50%;
  • rischio aggiuntivo costi azionari: 2,59%;
  • costo del debito: 3,39/3,72%;
  • Beta Unlevered: 0,97.

Conformemente alle indicazioni metodologiche fornite dal principio contabile IAS 36 è stata altresì effettuata un'analisi di sensitività al fine di comprendere come il valore recuperabile possa variare a seguito di variazioni del valore dell'EBITDA (decremento del 5% e del 10%) sul terminal value. Peraltro, al fine di meglio apprezzare la sensibilità dei risultati dell'impairment test rispetto alle variazioni degli assunti di base, a parità di tasso di crescita (pari a zero), è stata svolta, ai fini del calcolo del valore d'uso, anche un'analisi di sensitività rispetto al tasso di attualizzazione complessivo WACC (incremento di 0,5% e 1,0%) utilizzato ai fini del calcolo del terminal value.

Sia nel caso base che nel caso di peggioramento congiunto dei parametri di EBITDA e WACC, nei termini sopra indicati, l'impairment test effettuato ha accertato che la non emersione di perdite di valore sull'avviamento, con il mantenimento di headroom positivi.

Impairment test CGU Profumi e Cosmesi

Il test di impairment della CGU Profumi e Cosmesi, a cui è allocato al 31 dicembre 2025 un avviamento pari a Euro 25,4 milioni, invariato rispetto allo scorso esercizio, è stato effettuato tramite il Fair Value Less Cost of Disposal e quindi confrontando il prezzo di cessione pari ad Euro 45,8 milioni con il valore di carico di attività e passività. Da tale analisi non sono emerse perdite di valore.


4.4. Attività immateriali

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Software, brevetti e licenze 55.145 45.223 9.922
Attività immateriali in corso 2.097 727 1.370
Altre 6 272 (266)
Attività immateriali 57.248 46.222 11.026

La voce “Software, brevetti e licenze” include anche l’allocazione della Client Relationship individuata in sede di operazioni straordinarie e dell’allocazione della Price Purchase Acquisition (PPA) effettuata nel 2022 in seguito al primo consolidamento integrale del Gruppo KME. L’incremento della voce rispetto al 2024 è dovuto principalmente all’acquisizione del Gruppo Sundwiger.

Di seguito la ripartizione per area geografica:

(in migliaia di Euro) Italia Germania Altri Paesi stranieri Totale
Attività immateriali (escl. Avviamento) 15.854 16.450 24.944 57.248

Nel corso dell’esercizio le movimentazioni sono così analizzabili:

(in migliaia di Euro) Software, brevetti e licenze Imm. immateriali in corso Altre Totale
Valore lordo 79.570 727 740 81.037
Ammortamenti accumulati 34.347 - 468 34.815
Totale al 31 dicembre 2024 45.223 727 272 46.222
Valore lordo al 31 dicembre 2024 79.570 727 740 81.037
Investimenti 1.743 2.406 2 4.151
Riclassificazioni 1.123 (1.111) - 12
Acquisizioni in seguito di aggregazioni aziendali 26.417 75 - 26.492
Riclassifica ex IFRS 5 (11.396) - (720)
Decrementi (costo) (84) - (5) (89)
Valore lordo al 31 dicembre 2025 97.373 2.097 17 111.603
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2024 34.347 - 468 34.815
Acquisizioni in seguito di aggregazioni aziendali 1.842 - - 1.842
Ammortamenti, impairment e svalutazioni 8.249 - 3 8.252
Riclassifica ex IFRS 5 (2.145) (455) (2.600)
Riclassificazioni 12 - - 12
Incrementi negli ammortamenti per differenze di cambio (77) - - (77)
Decrementi (fondo ammortamento) - - (5) (5)
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2025 42.228 - 11 42.239
Valore lordo 97.373 2.097 17 99.487
Ammortamenti accumulati 42.228 - 11 42.239
Totale al 31 dicembre 2025 55.145 2.097 6 57.248

La voce “Acquisizioni in seguito ad aggregazioni aziendali” si riferisce al primo consolidamento, linea per linea, della Sundwiger Messingwerke GmbH e include anche il fair value allocato in seguito alla Purchase Price allocation per Euro 24,2 milioni.

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Mentre nel corso dell'esercizio precedente i movimenti sono stati i seguenti, si segnala che per fornire un miglior confronto con i dati 2025, la Client Relationship derivante dal primo consolidamento è stata riclassificata dalla voce “Altre” alla voce “Software, brevetti e licenze”:

(in migliaia di Euro) Software, brevetti e licenze Imm. immateriali in corso Altre Totale
Valore lordo 76.838 2.562 1.140 80.540
Ammortamenti accumulati 29.492 - 618 30.110
Totale al 31 dicembre 2023 47.346 2.562 522 50.430
Valore lordo al 31 dicembre 2023 76.838 2.562 1.140 80.540
Investimenti 194 1.571 162 1.927
Riclassificazioni 3.389 (3.436) (1) (48)
Variazione area di consolidamento (costo) 769 30 (526) 273
Decrementi (costo) (1.620) - (35) (1.655)
Valore lordo al 31 dicembre 2024 79.570 727 740 81.037
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2023 29.492 - 618 30.110
Variazione area di consolidamento (fondo) (89) - (368) (457)
Ammortamenti, impairment e svalutazioni 6.563 - 238 6.801
Riclassificazioni (39) - 12 (27)
Decrementi (fondo ammortamento) (1.580) - (32) (1.612)
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2024 34.347 - 468 34.815
Valore lordo 79.570 727 740 81.037
Ammortamenti accumulati 34.347 - 468 34.815
Totale al 31 dicembre 2024 45.223 727 272 46.222

4.5. Partecipazioni

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Partecipazioni in altre imprese 15.755 13.937 1.818
Partecipazioni a patrimonio netto 5.057 6.077 (1.020)
Partecipazioni 20.812 20.014 798

Di seguito la movimentazione dell'esercizio:

(in migliaia di Euro) Partecipazioni in altre imprese Partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto Totale
Totale al 31 dicembre 2024 13.937 6.077 20.014
Incrementi 4.262 40 4.302
Acquisizioni 82 - 82
Decrementi (1.686) - (1.686)
Rettifiche di valore (840) - (840)
Quota di pertinenza dell'utile/perdita dell'esercizio della partecipata - 1.060 (1.060)
Totale al 31 dicembre 2025 15.755 5.057 20.812

La voce di bilancio “Partecipazioni a patrimonio netto” include la partecipazione del 45% nella Magnet Joint Venture GmbH (1.060 migliaia di euro al 31 dicembre 2024). Alla data del presente bilancio, tenuto

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Mentre nel corso dell'esercizio precedente i movimenti sono stati i seguenti, si segnala che per fornire un miglior confronto con i dati 2025, la Client Relationship derivante dal primo consolidamento è stata riclassificata dalla voce “Altre” alla voce “Software, brevetti e licenze”:

(in migliaia di Euro) Software, brevetti e licenze Imm. immateriali in corso Altre Totale
Valore lordo 76.838 2.562 1.140 80.540
Ammortamenti accumulati 29.492 - 618 30.110
Totale al 31 dicembre 2023 47.346 2.562 522 50.430
Valore lordo al 31 dicembre 2023 76.838 2.562 1.140 80.540
Investimenti 194 1.571 162 1.927
Riclassificazioni 3.389 (3.436) (1) (48)
Variazione area di consolidamento (costo) 769 30 (526) 273
Decrementi (costo) (1.620) - (35) (1.655)
Valore lordo al 31 dicembre 2024 79.570 727 740 81.037
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2023 29.492 - 618 30.110
Variazione area di consolidamento (fondo) (89) - (368) (457)
Ammortamenti, impairment e svalutazioni 6.563 - 238 6.801
Riclassificazioni (39) - 12 (27)
Decrementi (fondo ammortamento) (1.580) - (32) (1.612)
Ammortamenti cumulati al 31 dicembre 2024 34.347 - 468 34.815
Valore lordo 79.570 727 740 81.037
Ammortamenti accumulati 34.347 - 468 34.815
Totale al 31 dicembre 2024 45.223 727 272 46.222

4.5. Partecipazioni

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Partecipazioni in altre imprese 15.755 13.937 1.818
Partecipazioni a patrimonio netto 5.057 6.077 (1.020)
Partecipazioni 20.812 20.014 798

Di seguito la movimentazione dell'esercizio:

(in migliaia di Euro) Partecipazioni in altre imprese Partecipazioni contabilizzate conil metodo del patrimonio netto Totale
Totale al 31 dicembre 2024 13.937 6.077 20.014
Incrementi 4.262 40 4.302
Acquisizioni 82 - 82
Decrementi (1.686) - (1.686)
Rettifiche di valore (840) - (840)
Quota di pertinenza dell'utile/perdita dell'esercizio della partecipata - 1.060 (1.060)
Totale al 31 dicembre 2025 15.755 5.057 20.812

La voce di bilancio “Partecipazioni a patrimonio netto” include la partecipazione del 45% nella Magnet Joint Venture GmbH (1.060 migliaia di euro al 31 dicembre 2024). Alla data del presente bilancio, tenuto

347


conto del patrimonio netto negativo di Magnet, pari ad Euro 3.638 migliaia, è stata rilevata una svalutazione di Euro 1.060 migliaia pari al saldo dell'esercizio precedente.

Rispetto al 31 dicembre 2024, l'incremento delle partecipazioni per Euro 4.262 migliaia include gli incrementi dell'investimento nelle partecipate Oasi Dynamo Società Agricola (Euro 4.200 migliaia) e Oasi Dynamo Foodco S.r.l. (Euro 13 migliaia).

I decrementi sono relativi principalmente alle cessioni delle partecipazioni in Bakel SpA (Euro 1.248 migliaia), detenuta da Culti Milano, e in Vita Società Editoriale SpA (Euro 222 migliaia), detenuta dalla Capogruppo, ed al rimborso di alcuni investimenti effettuati da Intek Investimenti (Euro 215 migliaia).

Il dettaglio della voce al 31 dicembre 2025 è il seguente:

Denominazione Sede legale % di possesso al 31/12/2025 31/12/2025 (in migliaia di Euro) 31/12/2024 (in migliaia di Euro)
diretta indiretta
Ergyca Tracker 2 S.r.l. Italia 51,00% 24 24
Newint S.r.l. Italia 100,00% 10 10
Vita Società Editoriale S.p.A. Italia 13,22% - 222
Sub-gruppo facente capo a KMH SpA:
Aurm Spa Italia 0,40% 1.003 1.003
Isno 3 srl in liquidazione Italia 51,51% 857 911
KME America Inc. USA 84,83% 7 7
KME INDIA Private Ltd. (in Liquidation) India 84,83% 92 92
KME Metals (Shanghai) Trading Ltd. Cina 84,83% 81 81
KME (Suisse) S.A. Svizzera 84,83% 1.138 1.138
Oasi Dynamo Società Agricola S.r.l. Italia 70,74% 10.310 6.110
Oasi Dynamo Foodco Srl Italia 70,74% 663 650
Altre minori n.a. 1.570 2.441
Sub-gruppo facente capo a Culti Milano SpA:
Bakel SpA Italia 19,39% - 1.248
Partecipazioni in altre imprese 15.755 13.937
Sub-gruppo facente capo a KMH SpA:
Dynamo Academy S.r.l. Italia 37,70% 1.304 1.264
Il Post SpA Italia 22,46% 3.753 3.753
Magnet Joint Venture Gmbh Germania 38,17% - 1.060
Partecipazioni a patrimonio netto 5.057 6.077
Totale partecipazioni 20.812 20.014

349

4.6. Altre attività non correnti

Il contenuto della voce è il seguente:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Depositi cauzionali 1.703 1.608 95
Altri crediti 3.661 4.805 (1.144)
Altre attività non correnti 5.364 6.413 (1.049)

Gli “Altri crediti” include premi per riassicurazione delle pensioni tedesche per Euro 1.707 migliaia.

4.7. Attività finanziarie non correnti

La voce può essere così analizzata:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Crediti verso correlate 14.087 51.018 (36.931)
Altre attività finanziarie non correnti 27.094 25.550 1.544
Strumenti finanziari derivati - 21 (21)
Attività finanziarie non correnti 41.181 76.589 (35.408)

Il decremento della voce crediti verso correlate rispetto al 31 dicembre 2024 è dovuto alla riclassifica tra le attività correnti del finanziamento a favore di Magnet JV a seguito dell’accordo con Apollo Capital Management Ltd. per l’operazione che include anche il riacquisto della partecipazione detenuta da Paragon in Cunova GmbH. L’incasso di tale credito è previsto con l’esecuzione del contratto.

Il saldo di Euro 14.087 migliaia riguarda un finanziamento erogato dalla società controllata Natural Capital Italia a favore delle sue controllate Oasi Dynamo Società Agricola e Oasi Dynamo Foodco Srl.

Le altre attività finanziarie non correnti includono principalmente il credito derivante dal sub-leasing dell’immobile di Osnabrück pari ad Euro 22.128 migliaia.

4.8. Rimanenze

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Materie prime, sussidiarie e di consumo 400.913 349.370 51.543
Semilavorati 23.152 20.764 2.388
Prodotti finiti e merci 23.463 30.449 (6.986)
Rimanenze 447.528 400.583 46.945

La voce è relativa esclusivamente alle rimanenze del settore rame e principalmente alle giacenze di metalli in particolare rame, alluminio, nichel, zinco, stagno, rottami e altri metalli; l’ammontare delle rimanenze di magazzino del gruppo CULTI è stata riclassificata nella voce “Attività classificate come possedute per la vendita”.

Infine, l’importo totale delle rimanenze include circa Euro 70.200 migliaia derivanti dal consolidamento del Gruppo Sundwiger.


350

4.9. Crediti commerciali

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Crediti verso clienti terzi 18.677 34.848 (16.171)
Crediti non performing per ex crediti leasing 548 1.007 (459)
Crediti verso entità non consolidate 1.524 1.894 (370)
Crediti verso società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 46.222 21.330 24.892
Crediti commerciali 66.971 59.079 7.892

I “Crediti verso clienti terzi” sono relativi esclusivamente al gruppo KME SE.

Si evidenzia che, nell'ambito del suo programma di factoring, il gruppo KME SE cede regolarmente crediti commerciali con operazioni di factoring pro soluto (cessione del rischio in capo alla società di factoring, mantenendo il rischio associato alla validità legale dei crediti; i crediti alla data di cessione vengono eliminati contabilmente rilevando un credito nei confronti della società di factoring per lo stesso importo fino al ricevimento del pagamento). Al 31 dicembre 2025 i crediti verso società di factoring, ceduti e non ancora incassati, ammontano ad Euro 18.874 migliaia e sono inclusi nella voce “attività finanziarie correnti”.

Oltre al factoring pro soluto, il gruppo KME SE cede anche crediti nell'ambito del factoring pro solvendo. In tale caso, i crediti, a differenza del factoring pro soluto, non vengono cancellati dal proprio bilancio. Il corrispettivo ricevuto dalla società di factoring è rilevato tra le passività finanziarie correnti.

I “Crediti verso società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto” riguardano le transazioni verso Magnet JV.

Di seguito la movimentazione del fondo svalutazione crediti:

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Saldo fondo svalutazione crediti al 31 dicembre 2024 9.196 10.477
Variazione per differenze cambio (2) -
Incrementi a seguito di aggregazioni aziendali 105 150
Stanziamenti 778 1.321
Utilizzi (1.869) (2.752)
Rilasci (428) -
Riclassificazioni IFRS 5 (99) -
Saldo 31 dicembre 2025 7.681 9.196

Si segnala che Euro 261 migliaia sono relativi alle perdite su crediti attese derivanti dai crediti commerciali verso società controllanti, società controllate non consolidate e partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto.


351

4.10. Attività finanziarie correnti

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Crediti finanziari verso correlate 69.743 30.140 39.603
Crediti verso società di factoring 18.874 15.684 3.190
Strumenti finanziari derivati 15.542 23.687 (8.145)
Investimenti in titoli 272 272 -
Altre attività finanziarie correnti 7.421 9.813 (2.392)
Attività finanziarie correnti 111.852 79.596 32.256

I “Crediti finanziari verso correlate” al 31 dicembre 2025 includono il credito finanziario verso Magnet JV per Euro 37.435 migliaia e verso Newint Srl, per Euro 26.008 migliaia, entrambe le società del Gruppo non sono consolidate integralmente. L’incremento della voce è principalmente dovuto alla riclassifica del credito verso Magnet JV da non corrente a corrente.

I “Crediti verso società di factoring” sono afferenti al gruppo KME SE e in particolare all’importo dei crediti commerciali ceduti secondo operazioni di factoring pro soluto, come precedentemente indicato nel commento alla voce “crediti commerciali”. Tale importo si riferisce a crediti commerciali per beni e servizi già ceduti e non pagati alla data di chiusura del bilancio consolidato. L’importo di Euro 18.874 migliaia (Euro 15.684 al 31 dicembre 2024) è posto a garanzia per le passività finanziarie in essere.

Gli “Strumenti finanziari derivati” accolgono il fair value dei derivati in capo al gruppo KME SE e comprendono gli impegni di vendita e di acquisto dei contratti LME (London Metal Exchange) e i contratti forward su cambi.

Tra le “Altre attività finanziarie correnti” al 31 dicembre 2025, sono inclusi Euro 6 milioni (Euro 8,8 milioni al 31 dicembre 2024) relativi ad un credito nei confronti di una società di assicurazione.

4.11. Altre attività correnti

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Crediti tributari 10.759 8.881 1.878
Anticipi a fornitori 8.177 3.244 4.933
Ratei e risconti attivi 4.748 4.075 673
Crediti verso imprese correlate 43 87 (44)
Altri crediti 5.059 3.702 1.357
Altri crediti e attività correnti 28.536 19.989 8.547

Nei Crediti tributari sono inclusi contributi concessi nell’ambito del processo di transizione energetica in Italia e in Germania per Euro 5.129 migliaia (Euro 2.912 migliaia nell’anno precedente).

L’iscrizione dei ratei e risconti attivi è dovuta alla rilevazione di costi anticipati principalmente per spese di viaggio e servizi di competenza dei successivi periodi.

4.12. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2023 Variazioni
Depositi bancari e postali 97.102 181.211 (84.109)
Cassa e disponibilità liquide 4 31 (27)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 97.106 181.242 (84.136)

Le “Disponibilità liquide e mezzi equivalenti” sono costituite da depositi bancari e da valori in cassa; al 31 dicembre 2025 Euro 12 milioni sono costituiti in pegno.

4.13. Attività classificate come possedute per la vendita e passività direttamente collegate ad attività classificate come possedute per la vendita

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Attività destinate alla vendita 53.610 - 53.610
Immobili destinati alla vendita 11.947 11.947 -
Attività classificate come possedute per la vendita 65.557 11.947 53.610

Al 31 dicembre 2025 le “Attività classificate come possedute per la vendita” si riferiscono:

  • impianti e macchinari detenuti da KME Italy SpA;
  • le attività del Gruppo Culti Milano, per il cui dettaglio si rinvia al paragrafo “Cessione del Gruppo Culti Milano”.
(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Passività direttamente collegate ad attività classificate come possedute per la vendita 11.681 - 11.681

Al 31 dicembre 2025 le “Passività direttamente collegate ad attività classificate come possedute per la vendita” si riferiscono alle passività del Gruppo Culti Milano, per il cui dettaglio si rinvia al paragrafo “Cessione Gruppo Culti Milano”.

4.14. Patrimonio netto di Gruppo

Il “Capitale Sociale” al 31 dicembre 2025 è pari a Euro 200.154.177,66 suddiviso in n. 270.231.550 azioni ordinarie (95,00% sul capitale) e n. 14.211.262 azioni di risparmio (5% sul capitale). Tutte le azioni sono prive di indicazione del valore nominale e sono interamente versate. Le azioni ordinarie conferiscono il diritto di voto nell’assemblea dei soci, mentre le azioni di risparmio non hanno diritto di voto nelle assemblee, ma sono privilegiate nella distribuzione di dividendi. Le azioni di risparmio, in caso di distribuzione del dividendo, hanno diritto a percepire un dividendo minimo di Euro 0,07241 per azioni per anno. Qualora in un esercizio il dividendo distribuito alle azioni di risparmio sia inferiore a Euro 0,07241, differenza è computata in aumento del dividendo privilegiato nei due esercizi successivi. Infine, le azioni di risparmio hanno prelazione nel rimborso del capitale fino a concorrenza di Euro 1,001 per azione.

Nel corso dell’esercizio non ci sono state variazioni nel numero di azioni in circolazione.

La variazione della voce “Riserve” è dovuta principalmente alla destinazione del risultato dell’esercizio precedente della Capogruppo.

L’incremento della “Riserva per utili/(perdite) attuariali su indennità di fine rapporto” è meglio dettagliato nel paragrafo successivo (“Benefici ai dipendenti”).

Al 31 dicembre 2025 la Società detiene n. 53.243.219 azioni ordinarie proprie di cui pari al 19,70% del capitale ordinario (18,72% del capitale complessivo).

4.15. Benefici ai dipendenti

La voce è relativa al “Trattamento di fine rapporto” ed agli altri piani a benefici a favore dei dipendenti previsti dalle legislazioni di altri paesi europei; l’importo, determinato sulla base delle competenze maturate alla fine dell’esercizio in base alle normative di riferimento, ai contratti di lavoro ed al principio contabile IAS 19, è così composto:

352


(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Benefici ai dipendenti 111.960 116.674 (4.714)

Si riportano di seguito i principali criteri utilizzati nella valutazione dei “Benefici a dipendenti”:

31 dic 2025 31 dic 2024
Tasso di attualizzazione 4,25% 3,85%
Tasso incremento retribuzioni future 1,00-5,55% 1,00-5,60%
Incremento futuro delle prestazioni 2,00-3,00% 2,00-3,00%
Vita lavorativa residua media (anni) 10,75 11,13

Il Gruppo ha dipendenti in Italia e all’estero, per lo più in Germania e Gran Bretagna; la maggior parte dei dipendenti del Gruppo KME beneficia di prestazioni pensionistiche, il cui tipo di erogazione varia da Paese a Paese in base al contesto giuridico, economico e fiscale nazionale. I piani pensionistici del Gruppo comprendono sia piani a contribuzione definita sia piani a benefici definiti.

Piani successivi al rapporto di lavoro in Germania

In Germania i dipendenti con incarichi esecutivi hanno diritto al pagamento di una prestazione determinata individualmente che diventa esigibile al compimento del 65° anno di età o prima, a seconda delle possibilità previste dal fondo assicurativo pensionistico obbligatorio. A partire dal 2017 in Germania i dipendenti con incarichi esecutivi hanno diritto solo a piani pensionistici a contribuzione definita.

Per un'ampia percentuale di altri dipendenti sono previsti piani a benefici definiti a seconda della data di inizio del rapporto di lavoro con l'azienda, in conformità al contratto di lavoro, il cui importo è calcolato come percentuale del salario pensionabile per ogni anno di servizio qualificante.

A partire dal 1° gennaio 2018, i dipendenti ricevono invece un supplemento di contribuzione per la conversione dello stipendio nell'ambito di un piano a contribuzione definita.

Il totale degli obblighi pensionistici derivanti da piani a benefici definiti in Germania ammonta ad Euro 107.094 migliaia al netto delle attività a servizio del piano che ammontano ad Euro 853 migliaia.

Piani successivi al rapporto di lavoro in Gran Bretagna

In Gran Bretagna esistono piani a benefici definiti per i dipendenti che prevedono il pagamento di una pensione dopo i 65 anni. Il piano prevede l'obbligo legale di coprire le passività con attività finanziarie di importo equivalente. Le attività del piano sono investite in azioni di fondi, titoli a tasso fisso, immobili e depositi bancari. Il totale degli obblighi pensionistici derivanti da piani a benefici definiti in Gran Bretagna ammonta ad Euro 65.707 migliaia. A questi si contrappongono attività a servizio del piano per un importo di Euro 68.074 migliaia, con un risultato netto a credito di Euro 2.367 migliaia.

Piani successivi al rapporto di lavoro in Italia

Al 31 dicembre 2006, il fondo trattamento di fine rapporto (TFR) delle Società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (“Legge Finanziaria 2007”) e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle Società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile a un piano a contribuzione definita. La passività riferita al trattamento di fine rapporto, iscritta nella situazione patrimoniale e finanziaria di KME Group SpA, al netto delle eventuali anticipazioni corrisposte, riflette di conseguenza, l’obbligazione residua in capo alla Società relativa all’indennità riconosciuta ai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 che verrà liquidata al momento dell’uscita del dipendente.

Il totale degli obblighi pensionistici derivanti dai piani a benefici definiti in Italia ammonta ad Euro 7.824 migliaia.


354

Rischi connessi ai piani a benefici definiti

Il rischio principale, oltre al normale rischio attuariale - che include il rischio di longevità e il rischio di cambio - riguarda il rischio finanziario associato alle attività del piano. Per quanto riguarda le passività previdenziali, si tratta soprattutto del rischio di inflazione nei piani con prestazioni legate al salario; un forte aumento delle retribuzioni aumenterebbe l'obbligo di tali piani. Nel Gruppo, piani di questo tipo esistono solo su scala ridotta e sono in gran parte preclusi ai nuovi assunti.

Per quanto riguarda gli aumenti delle pensioni attualmente erogate, all'interno del Gruppo non esiste alcun accordo pensionistico che comporti l'obbligo di aumentare l'importo dei benefici in misura superiore all'inflazione o all'eccedenza generata dalle attività del piano.

Il rendimento delle attività a servizio del piano è ipotizzato sulla base del tasso di sconto dell'obbligazione a benefici definiti. Se il tasso di rendimento effettivo è inferiore al tasso di sconto, la passività netta aumenta. Per i piani a capitalizzazione, tuttavia, soprattutto in considerazione della quota di attività a servizio del piano investite in azioni, ci aspettiamo che i rendimenti a lungo termine superino il tasso di sconto. Tuttavia, non si possono escludere fluttuazioni a breve e medio termine, con un effetto corrispondente sulla passività netta. A tal proposito sono state effettuate analisi di sensitività sulla base di alcuni parametri (variazione del tasso di mortalità, tasso di sconto, età di pensionamento).

Il valore attuale delle obbligazioni è pari a:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Valore attuale delle obbligazioni parzialmente o interamente coperte 114.918 115.830
Valore attuale delle obbligazioni non finanziate 65.969 70.961
Valore attuale obbligazione a benefici definiti 180.887 186.971
Attività a servizio del piano (68.927) (70.117)
(Surplus) deficit 111.960 116.674

Inoltre, esistono anche diritti di rimborso, principalmente polizze assicurative sulla vita, utilizzate per finanziare parzialmente gli obblighi pensionistici. Le assicurazioni sulla vita saranno pagate dalla compagnia assicurativa a gruppo KME Group al momento del pensionamento. Di seguito l'evoluzione delle richieste di rimborso:

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Saldo iniziale 1.545 1.641
Incrementi 162 -
Decrementi - (96)
Rimborsi assicurativi 1.707 1.545

Di seguito la movimentazione dell'obbligazione netta per piani a benefici definiti:

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Saldo iniziale dell'obbligazione per piani a benefici definiti 186.791 196.781
Incremento per aggregazione aziendale 13.551 598
Costo per prestazioni di lavoro correnti 582 300
Interessi sull'obbligazione 7.945 7.570
Rettifiche basate sull'esperienza (1.351) (1.601)
(Utili) perdite attuariali
- da variazioni demografiche 439 (135)
- da assunzioni finanziarie (9.556) (6.775)
Differenze cambio (3.492) 3.364
Benefici pagati (13.305) (13.311)
Riclassifica come passività direttamente collegate ad attività classificate come possedute per la vendita (717) -
Saldo finale dell'obbligazione per piani a benefici definiti 180.887 186.791

La tabella seguente mostra come l'obbligazione a benefici definiti sarebbe stata influenzata da variazioni delle principali ipotesi attuariali, mantenendo invariate le altre ipotesi:

(in migliaia di Euro) Incremento Decremento
Aspettativa di vita (variazione di 1 anno) 107.502 100.413
Tasso di attualizzazione (variazione 1%) 99.174 120.587
Incrementi futuri delle pensioni (variazione dello 0,25%) 105.387 100.969

Le attività al servizio dei piani (valutate al fair value) hanno avuto la seguente movimentazione:

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Saldo iniziale 70.117 70.142
Interessi attivi 3.744 3.403
Rendimento delle attività a servizio del piano, esclusi gli interessi attivi (989) (10.735)
Differenze cambi (3.511) 3.250
Contributi dal datore di lavoro 4.085 8.859
Benefici pagati (4.519) (4.802)
Saldo finale delle attività a servizio del piano 68.927 70.117

La tabella seguente riclassifica le attività a servizio del piano per classi omogenee di titoli:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Titoli di capitale quotati su mercati attivi 10.830 15,7% 10.334 14,7%
Titoli a reddito fisso quotati su mercati attivi 11.619 16,9% 11.914 17,0%
Liquidità 2.819 4,1% 5.981 8,5%
Altro 43.659 63,3% 41.888 59,8%
Attività a servizio del piano 68.927 100,0% 70.117 100,0%

Di seguito la ripartizione dei titoli di capitale quotati su mercati attivi per settore:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Istituzioni Finanziarie 2.014 18,60% 1.819 17,6%
Beni di consumo 1.646 15,20% 1.581 15,3%
Energia e utilities 552 5,10% 579 5,6%
Servizi al consumo 747 6,90% 785 7,6%
Industria manifatturiera 1.202 11,10% 1.219 11,8%
Altro 4.669 43,10% 4.351 42,1%
Titoli di capitale suddivisi per settore 10.830 100,0% 10.334 100,0%

La tabella seguente evidenzia la suddivisione dei titoli a reddito fisso quotati su mercati attivi, in base al rating dell'emittente:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
AAA 2.847 24,5% 4.337 36,4%
AA 2.603 22,4% 1.847 15,5%
A 1.406 12,1% 1.108 9,3%
BBB ed inferiori 4.702 40,5% 4.417 37,1%
Senza rating 61 0,5% 205 1,7%
Titoli a reddito fisso suddivisi per rating dell'emittente 11.619 100,0% 11.914 100,0%

Di seguito si riporta il dettaglio dei costi e proventi connessi ai piani pensionistici e la loro classificazione nel prospetto del conto economico complessivo:

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Costo previdenziale relativo alle prestazioni correnti 474 300
Interessi passivi netti 4.157 4.167
Oneri/(proventi) rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio alla voce “costo del lavoro” 4.631 4.467
Perdita/(utile) attuariale sull'obbligazione 10.468 8.520
Rendimento delle attività a servizio del piano, esclusi gli interessi attivi (989) (10.735)
Oneri/(proventi) rilevati nelle altre componenti del conto economico complessivo 9.479 (2.215)

I versamenti per benefici ai dipendenti futuri sono previsti come segue:

(in migliaia di Euro) Ammontare
Anni
2025 12.054
2026 12.125
2027 12.438
2028 12.436
2029 12.433
da 2030 a 2033 61.438
Erogazioni future 122.924

Ad eccezione del piano pensionistico in Gran Bretagna, i piani in essere non hanno bisogno di essere finanziati in quanto per gli stessi è sufficiente il flusso di cassa corrente.

I contributi da versare ai piani, nel prossimo esercizio finanziario, sono stati stimati in Euro 3.007 migliaia.

4.16. Passività finanziarie non correnti e correnti

Il dettaglio della voce è il seguente:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Passività finanziarie non correnti 539.352 375.744 163.608
Passività finanziarie correnti 239.769 252.332 (12.563)
Passività finanziarie 779.121 628.076 151.045

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
Correnti Non correnti Correnti Non correnti
Debiti verso istituti di credito 54.183 81.339 52.444 88.285
Strumenti finanziari derivati 86.090 - 6.539 -
Debiti finanziari verso imprese correlate 1.477 - 563 -
Debiti per titoli obbligazionari emessi 36.233 333.142 170.835 198.954
Debiti per factoring 5.147 - 9.057 -
Passività del leasing 11.264 115.880 4.747 87.820
Altri debiti finanziari 45.375 8.991 8.147 685
Debiti e passività finanziarie 239.769 539.352 252.332 375.744

Al 31 dicembre 2025 la voce “Debiti verso istituti di credito”, nella parte corrente pari ad Euro 54.183 migliaia e in quella non corrente pari ad Euro 81.339 migliaia, accoglie i finanziamenti bancari in capo a KME SE.

Di seguito i principali finanziamenti in essere:

  • KME SE: Euro 465 milioni relativi al finanziamento bancario in pool utilizzabile in forma revolving e con scadenza 30 novembre 2026, con l’opzione per l’estensione di un ulteriore anno subordinata al consenso degli istituti finanziatori coinvolti nell’operazione. Questa linea risponde ai fabbisogni di finanziamento di capitale circolante del Gruppo KME SE legati, principalmente, alle giacenze di magazzino.

La linea di credito è stata utilizzata con lettere di credito per pagamenti a fornitori di metallo per un importo di Euro 463,2 milioni, le cui passività sono esposte tra i debiti commerciali o altri debiti e pertanto non sono incluse negli importi sopra indicati.

La linea di credito del pool di banche beneficia delle seguenti garanzie:

  • un pegno, con riserva di diritto di voto, sulle azioni di KME Italy S.p.A.;
  • un’ipoteca sulla proprietà di KME Grundstücksgesellschaft SE & Co. KG e su parte delle attrezzature e dei macchinari di KME Mansfeld GmbH a Hettstedt;
  • un pegno sulle rimanenze e su parte dei crediti commerciali non oggetto di factoring e dei crediti a breve termine delle società industriali europee del gruppo KME SE;
  • un pegno su alcuni contratti di factoring e di assicurazione.

  • KME Italy S.p.A. e Serravalle Copper Tubes S.r.l.: Euro 90 milioni (di cui Euro 65 milioni in capo a KME Italy S.p.A.) relativi al contratto di finanziamento a 6 anni, stipulato a marzo 2022, con un pool di banche italiane supportato da una garanzia SACE. Il finanziamento viene ammortizzato in rate uguali a partire dal 1° trimestre del 2003 fino alla fine del 2027. Al 31 dicembre 2025 il debito residuo ammonta a Euro 36 milioni;

  • KME Italy S.p.A.: Euro 59 milioni, relativi al contratto di finanziamento a 6 anni, stipulato a novembre 2022, assistito da garanzia SACE. Il finanziamento viene ammortizzato in rate di pari importo a partire dal quarto trimestre 2023 fino alla fine del terzo trimestre 2028. A fine dicembre il debito residuo ammonta a Euro 33 milioni;

  • Serravalle Copper Tubes S.r.l.: a fine dicembre 2023 la Società ha sottoscritto un contratto di finanziamento di Euro 10 milioni della durata di 5 anni, supportato da una garanzia SACE. Il finanziamento si ammortizza in rate costanti a partire dal primo trimestre 2024. Il debito residuo ammonta ad Euro 6 milioni al 31 dicembre 2025;

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  • Immobiliare Pictea S.r.l.: finanziamento ottenuto da Solution Bank a fine dicembre 2024 per Euro 13 milioni con durata 10 anni con rimborso amortizing con rate semestrali a partire da giugno 2025 e tasso di interesse pari all'Euribor 6M oltre a uno spread del 4,75% (tasso minimo 4,75%). Tale finanziamento risulta garantito principalmente da: ipoteca di 1° grado su un complesso immobiliare sito in Serravalle Scrivia e dai canoni di affitto percepiti dalla locazione del complesso immobiliare. Il finanziamento è stato rimborsato nel mese di gennaio 2025, in concomitanza con la cessione del complesso immobiliare posto a garanzia;

  • Nel febbraio 2025, KME SE ha sottoscritto un contratto di finanziamento della durata di ulteriori 4 anni, per un importo complessivo di 40 milioni di euro, garantito da una fideiussione di SACE e da una costituzione in pegno delle azioni di Blackhawk Holding GmbH e Sundwiger Messingwerk GmbH. Il finanziamento sarà rimborsato in rate costanti a partire dal primo trimestre del 2026 fino al primo trimestre del 2029.

Gli “Strumenti finanziari derivati” sono afferenti al gruppo KME SE e sono relativi agli impegni di vendita e di acquisto dei contratti LME e ai contratti di cambio forward.

La voce “Debiti per titoli obbligazionari emessi” al 31 dicembre 2025 accoglie:

  • Obbligazioni KME Group 2022/2027, emesse nel settembre 2022 con un tasso fisso del 5,0% in circolazione per nominali Euro 63.533 migliaia e quotate al MOT (Codice ISIN IT0005503393) in conseguenza delle offerte pubbliche di scambio su azioni ordinarie, azioni di risparmio e warrant promosse nel 2022;

  • Obbligazioni KME Group 2024/2029, emesse per complessivi Euro 194.000 migliaia, di cui Euro 55.196 migliaia nel 2025, quotate sul MOT (Codice ISIN IT0005597874), con un tasso fisso del 5,75%;

  • Obbligazioni “KMH S.p.A. Up to Euro 135,100,000.00 Senior Guaranteed and Secured Fixed Rate Notes due 31 December 2025” in circolazione per Euro 110.800 migliaia, tasso fisso al 15% con scadenza dicembre 2027.

Tutte le obbligazioni sono esposte al netto dei costi di emissione che vengono differiti lungo la durata del titolo in misura tale da determinare un tasso di interesse effettivo costante.

  • Il valore delle cedole sui prestiti obbligazionari in essere, in corso di maturazione:

  • Euro 862 migliaia sul Prestito Obbligazionario KME Group S.p.A. 2022/2027;

  • Euro 4.615 migliaia sul Prestito Obbligazionario KME Group S.p.A. 2024/2029;
  • Euro 1.431 migliaia sul Prestito Obbligazionario emesso da KMH.

I “Debiti per factoring” sono relativi all’operatività del gruppo KME SE e si riferiscono alle linee di credito con FactoFrance per Euro 150 milioni, con Intesa Sanpaolo S.p.A., per Euro 126,5 milioni e con Targobank per Euro 75 milioni, aventi tutte scadenza al 30 novembre 2026.

Le linee di credito con Factofrance e Targo incorporano opzioni che consentono, se necessario, di bilanciare il commitment tra una linea di credito e l’altra.

Le passività derivanti dal Factoring pro solvendo nei confronti della società di Factoring ammontano ad Euro 2,8 milioni (rispetto al dato del precedente esercizio pari a Euro 8,6 milioni).

I finanziamenti ricevuti dal Gruppo e sopra menzionati contengono financial covenants simili, soggetti a verifica trimestrale od annuale, ad eccezione del prestito obbligazionario, che è soggetto ad un “at incurrence covenant test” secondo gli standard dei bond ad alto rendimento. Si conferma che il Gruppo, per tutto l’esercizio di riferimento, ha rispettato i covenant.

L’incremento della voce “Altri debiti finanziari” è principalmente riconducibile al vendor loan di Euro 34.661 migliaia concesso dal venditore di Blackhawk Holding GmbH, società che possiede il 100% di Sundwiger Messingwerk GmbH, e gli altri debiti della società Sundwiger Messingwerk, pari a Euro 4.164 migliaia (al primo consolidamento).

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Indebitamento finanziario

L'Indebitamento Finanziario Netto Consolidato al 31 dicembre 2025, determinato conformemente a quanto previsto nel documento ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021 - Orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del regolamento sul prospetto, così come evidenziato nel richiamo di attenzione di CONSOB 5/21 del 29 aprile 2021, a raffronto con il 31 dicembre 2024, può essere così sintetizzato:

Indebitamento finanziario consolidato
(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024
A Disponibilità liquide 97.106 181.242
C Altre attività finanziarie 111.580 79.324
D Liquidità (A+B+C) 208.686 260.566
E Debito finanziario corrente 164.897 39.103
F Parte corrente del debito finanziario non corrente 74.872 213.229
G Indebitamento finanziario corrente (E+F) 239.769 252.332
H Indebitamento finanziario corrente netto (G-D) 31.083 (8.234)
I Debito finanziario non corrente 206.210 176.790
J Strumenti di debito 333.142 198.954
L Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) 539.352 375.744
M Totale indebitamento finanziario (H + L) 570.435 367.510

4.17. Fondi per rischi ed oneri

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Fondi per rischi ed oneri non correnti 3.254 5.177 (1.923)
Fondi per rischi ed oneri correnti 13.267 11.352 1.915
Fondi per rischi ed oneri 16.521 16.529 (8)

Di seguito si fornisce il prospetto riepilogativo dei movimenti relativi ai fondi rischi ed oneri:

(in migliaia di Euro) Fondi ristrutturazione Fondi garanzie prodotto Altri fondi Totale
Saldo 1° gennaio 2025 7.564 1.028 7.937 16.529
Incrementi a seguito di aggregazioni aziendali - - 493 493
Utilizzi (15.990) (51) (1.620) (17.661)
Rilasci (251) - (448) (699)
Accantonamenti 17.848 - 1.134 18.982
Riclassificazioni ex IFRS5 - - (1.123) (1.123)
Saldo 31 dicembre 2025 9.171 977 6.373 16.521
Di cui quota non corrente - - 3.254 3.254
Di cui quota corrente 9.171 977 3.119 13.267

La voce “Altri fondi” comprende principalmente gli accantonamenti per le indennità di fine rapporto in caso di cessione del rapporto di lavoro e/o di pensionamento in conformità con la legislazione francese, per le richieste di garanzie prodotti da parte dei clienti e per rischi ambientali.

I “Fondi ristrutturazione” sono relativi agli oneri accantonati, al netto degli utilizzi del periodo, per la chiusura della produzione di tubi a Givet annunciata nel febbraio 2022 da Trefimetaux S.A.S. e per le ristrutturazioni annunciate nel 2023 da KME Netherland e per la cessione della produzione nello stabilimento di Stolberg decisa nel 2025.

Il Gruppo non è attualmente soggetto a controversie legali in corso che potrebbero avere un effetto significativo sul patrimonio netto e sui risultati operativi del Gruppo. Nonostante l'ampia serie di misure di conformità, tuttavia, è possibile che si verifichino violazioni isolate o che vi siano violazioni storiche non ancora individuate.

Alla data di approvazione del presente bilancio consolidato non esistono, a conoscenza degli Amministratori, altre passività potenziali significative.

4.18. Debiti commerciali

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Debiti commerciali verso terzi 697.538 682.102 15.436
Debiti commerciali verso società controllate non consolidate 355 229 126
Debiti commerciali verso società collegate e joint venture 39.691 35.021 4.670
Debiti commerciali verso altre parti correlate 113 100 13
Debiti commerciali 737.697 717.452 20.245

I debiti commerciali si riferiscono principalmente a debiti verso fornitori per l'acquisto di beni o per prestazioni di servizi.

Alla data di chiusura del bilancio, Euro 463.156 migliaia (Euro 479.060 migliaia al 31 dicembre 2024) delle passività registrate tra i debiti commerciali verso terzi sono supportate da lettere di credito; le lettere di credito sono emesse dalla linea di credito in pool. Questi debiti verso fornitori si riferiscono all'acquisto di metallo.

Tutti i debiti hanno una scadenza inferiore a 12 mesi e il loro valore contabile approssima il loro fair value.

4.19. Altre passività correnti

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazione
Debiti verso personale e dipendenti 19.273 17.316 1.957
Debiti verso istituti previdenziali 5.106 5.031 75
Debiti tributari 6.945 10.175 (3.230)
Debiti verso parti correlate 13.944 14.616 (672)
Passività derivanti da contratti con i clienti 36.566 41.968 (5.402)
Altri debiti 23.474 27.411 (3.937)
Altre passività correnti 105.308 116.517 (11.209)

La voce “Debiti verso personale e dipendenti” si riferisce principalmente alle competenze maturate ma non ancora liquidate.

La voce “Debiti tributari” è afferente principalmente a ritenute d'acconto e IVA.

Nei “Debiti verso correlate” sono compresi i debiti verso amministratori per i compensi maturati verso gli Amministratori Esecutivi.

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Le “Passività derivanti da contratti con i clienti” comprendono principalmente i pagamenti anticipati dei clienti, gli accrediti di bonus ai clienti e i saldi di credito dovuti a pagamenti in eccesso.

La voce “Altri Debiti” include passività non classificate nelle voci precedenti e ratei passivi.

4.20. Imposte differite attive e passive

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Imposte differite attive 120.134 88.224 31.910
Imposte differite passive (142.168) (106.641) (35.527)
Imposte differite attive (passive) nette (22.034) (18.417) (3.617)

La diminuzione della posizione netta è dovuta principalmente all'aumento delle imposte anticipate legate all'incremento delle passività per leasing finanziario (9 milioni di euro) e al fair value dei contratti LME (19,6 milioni di euro), nonché all'aumento delle imposte differite passive relative alle differenze temporanee sulle rimanenze (12 milioni di euro) e su altre attività e passività (9 milioni di euro).

Di seguito si fornisce il dettaglio della fiscalità differita attiva e passiva suddivisa per voce di bilancio:

(in migliaia di Euro) Imposte differite attive Imposte differite passive
31 dic 2025 31 dic 2024 31 dic 2025 31 dic 2024
Differenze temporanee
Immobili, impianti e macchinari 1.319 1.163 (73.964) (73.324)
Investimenti immobiliari 1.051 - (2.985) (4.176)
Attività immateriali 1.129 1.814 (13.293) (9.155)
Partecipazioni 680 502 (1.566) (496)
Altre attività non correnti 406 - - -
Attività finanziarie non correnti - - (5.977) (5)
Rimanenze 263 621 (46.298) (34.434)
Crediti commerciali 1.731 1.782 (292) (317)
Attività finanziarie correnti 10 21 (5.351) (2.021)
Altri crediti e attività correnti 102 377 - -
Attività classificate come possedute per la vendita - - (2.075) (2.075)
Benefici a dipendenti 8.142 11.002 (29) (6)
Passività finanziarie non correnti 9.785 694 (4.256) -
Altre passività non correnti 98 709 (40) (5)
Fondi per rischi ed oneri 598 1.529 - -
Passività finanziarie correnti 27.291 1.097 - -
Debiti commerciali 11 713 (450) (121)
Altre passività correnti 1.447 1.450 (6.215) (157)
Imposte differite su perdite fiscali pregresse 86.694 84.401 - -
Totale 140.757 107.875 (162.791) (126.292)
Compensazioni (20.623) (19.651) 20.623 19.651
Totale Imposte differite attive (passive) 120.134 88.224 (142.168) (106.641)

Gli Amministratori ritengono che le imposte differite attive iscritte siano recuperabili sulla base dei risultati futuri attesi, come indicato nei piani aziendali del Gruppo per il periodo 2026-2030, considerando anche gli effetti degli accordi di consolidamento fiscale esistenti tra alcune società del Gruppo e le imposte differite passive iscritte.

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5. Note esplicative al conto economico complessivo consolidato

Ai sensi della Comunicazione Consob n. 6064293/06 si precisa che il Gruppo non ha effettuato nel corso dell'esercizio in esame “operazioni atipiche e/o inusuali”. I dati comparativi del 2024 sono stati ricalcolati escludendo quelli del Gruppo Culti in quanto sono stati riclassificati nella voce “Risultato da attività operative cessate”. Per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo “Cessione Gruppo Culti Milano”

5.1. Ricavi

Il dettaglio della voce è il seguente:

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Italia 274.278 225.907
Europa 1.328.871 1.054.919
Asia 44.369 39.624
America 221.180 164.598
Altri Paesi 59.947 55.645
Ricavi 1.928.645 1.540.693

I ricavi del gruppo si riferiscono al gruppo KME SE e derivano principalmente dalla vendita di prodotti in rame e leghe di rame. La ripartizione dei ricavi è stata effettuata in base all'ubicazione dei clienti.

Nell'esercizio, il Gruppo non ha realizzato con alcun cliente vendite superiori al 10% delle vendite del Gruppo. I ricavi totali sono stati iscritti in funzione del trasferimento dei beni in un determinato momento.

5.2. Altri proventi

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Proventi da operazioni straordinarie 19.974 2.364
Contributi ricevuti 4.510 146
Plusvalenze su cessioni di immobilizzazioni 312 34.455
Indennizzi assicurativi 7.161 8.965
Sconti sui costi energetici 5.878 3.007
Affitti attivi 1.249 7.982
Affitti attivi da correlate 4.564 -
Prestazioni di servizi a correlate 78 70
Capitalizzazioni per lavori interni 2.241 1.899
Altri 6.561 2.791
Altri proventi 52.528 61.679

I proventi da operazioni straordinarie sono relativi alla plusvalenza realizzata in seguito al consolidamento del Gruppo Sundwiger per circa Euro 20,0 milioni.

La voce “Altri” una serie di singoli elementi, ciascuno dei quali è irrilevante.


5.3. Costi per il personale

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Salari e stipendi (199.562) (175.435)
Oneri sociali (44.781) (38.816)
Altri costi del personale (8.964) (8.508)
Costo per il personale (253.307) (222.759)

La maggior parte delle spese per il personale riguarda le retribuzioni, che comprendono salari, stipendi, indennità e tutti gli altri compensi per il lavoro svolto dai dipendenti del Gruppo nell'esercizio. I contributi obbligatori a carico della Società, in particolare i contributi previdenziali, sono riportati alla voce “oneri sociali”.

Nella voce altri costi del personale sono inclusi i costi pensionistici periodici netti e i contributi del datore di lavoro ai piani pensionistici integrativi aziendali riferiti al personale attivo ed ex dipendenti o ai loro eredi.

Qui di seguito si riportano i dati relativi al numero dei dipendenti del Gruppo:

2025 2024 Variazione
Numero medio dei dipendenti 3.603 3.309 194
Numero dei dipendenti alla fine dell’esercizio 3.376 3.239 136

5.4. Altri costi

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Emolumenti amministratori e sindaci (3.793) (4.232)
Prestazioni professionali (17.868) (20.587)
Trasporti (38.851) (30.428)
Costi per servizi a favore del personale (1.792) (688)
Pubblicità e altri costi commerciali (1.659) (1.295)
Elettricità, riscaldamento, postali e telefoniche (73.106) (64.315)
Costi di produzione e vendita (15.940) (20.066)
Commissioni (11.941) (11.045)
Premi assicurativi (14.338) (12.606)
Costi per leasing (4.036) (4.365)
Manutenzioni (26.545) (22.122)
Oneri tributari diversi (3.317) (3.985)
Contributi associativi (252) (198)
Altri Costi (20.509) (26.242)
Oneri per servizi da banche (1.071) (878)
Minusvalenze su cessione immobili 64 (1.927)
Rilascio fondi 19 966
Accantonamento a fondi rischi (19.248) (5.348)
Oneri su Warrant Management (133) (339)
Altri costi (254.316) (229.700)

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Gli “Altri costi” comprendono principalmente spese di telecomunicazione, contributi a organizzazioni, costi per servizi relativi alla formazione del personale, altre commissioni, costi di revisione, costi relativi al Consiglio di Sorveglianza, commissioni bancarie e spese per forniture per ufficio.

I costi per affitti e leasing includono gli oneri derivanti da contratti di locazione a breve termine, per beni di modesto valore e spese di leasing variabili. Sono inclusi anche i costi per servizi accessori relativi a tutti i contratti di leasing.

L’incremento della voce “Accantonamento a fondi rischi” si è incrementata in seguito allo stanziamento degli oneri relativi alla chiusura dello stabilimento di Stolberg.

5.5. Oneri finanziari netti

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Interessi attivi verso parti correlate 7.021 6.330
Interessi attivi verso terzi 2.466 2.836
Proventi su cambi e derivati 13.082 13.334
Altri proventi attivi 284 699
Totale proventi finanziari 22.853 23.330
Interessi passivi a parti correlate (73) (408)
Interessi passivi verso terzi (31.146) (43.718)
Interessi passivi su prestiti obbligazionari (28.813) (23.508)
Commissioni passive su garanzie e finanziamenti (21.147) (22.740)
Perdite su cambi e derivati (7.646) (10.891)
Perdite per riduzione di valore delle attività finanziarie (833) (666)
Altri oneri finanziari (3) (95)
Totale oneri finanziari (89.661) (102.058)
Totale oneri finanziari netti (66.808) (78.728)

La diminuzione degli “Oneri finanziari netti” è dovuta principalmente alla riduzione degli interessi pagati a banche e altri istituti, per circa 21 milioni di euro, compensata da un aumento degli oneri finanziari relativi ai contratti di locazione, pari a circa 7 milioni di euro e a quelli dei titoli obbligazionari per Euro 5,3 milioni.

5.6. Quota del risultato delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto

Il dettaglio della voce è il seguente:

(in migliaia di Euro) 2025 20243
Risultato partecipate a patrimonio netto (1.060) (10.974)
Quota del risultato delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto (1.060) (10.974)

Il “risultato delle partecipate a patrimonio netto”, negativo per Euro 1.060 migliaia, è relativo alla quota di pertinenza del Gruppo del risultato dell’esercizio della società Magnet Joint Venture. Per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo 4.5.

5.7. Imposte correnti e differite

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Imposte correnti (6.550) (4.678)
Imposte differite 21.704 3.514
Imposte correnti e differite 15.154 (1.164)

Il Decreto Legislativo n. 209 del 27 dicembre 2023 ha recepito la Direttiva n. 2022/UE/2523, in materia di “Global Minimum Tax”, con l’esplicito scopo di garantire, a decorrere dal 1° gennaio 2024, un livello impositivo minimo di tassazione dei gruppi con ricavi superiori ad Euro 750 milioni. La normativa, comunemente chiamata “Pillar II”, trae origine dalle regole formulate in sede OCSE ed è volta a garantire che i gruppi multinazionali con ricavi consolidati pari o superiori a Euro 750 milioni siano soggetti ad un’aliquota fiscale effettiva (Effective Tax Rate - ETR) non inferiore al 15% in ciascuna giurisdizione in cui operano; qualora l’ETR calcolato in base alle regole Pillar II per una giurisdizione risultasse inferiore al 15%, il gruppo è tenuto a pagare un’imposta integrativa (la “top-up tax”) per raggiungere la soglia di tassazione minima.

Le regole Pillar II prevedono, inoltre, un periodo transitorio durante il quale i gruppi soggetti alla citata normativa hanno la possibilità di essere esentati dai complessi calcoli per la determinazione dell’I’ETR eseguendo alcuni test, denominati “Transitional ChCR Safe Harbors” (“TCSH”), applicabili nei primi tre periodi d’imposta successivi all’entrata in vigore della normativa. È sufficiente che almeno uno dei TCSH risulti soddisfatto per la giurisdizione in cui opera il gruppo affinché l’imposta integrativa dovuta per tale giurisdizione sia pari a zero.

Il Gruppo, come richiesto dal principio contabile IAS 12 (in particolare per effetto dell’“Amendments to IAS 12 Income Taxes – International Tax Reform- Pillar II model Rules”), ha effettuato un’analisi, con il supporto di un consulente esterno, al fine di identificarne il perimetro di applicazione e valutare la potenziale esposizione alla top-up tax.

Tale valutazione è stata effettuata sulla base dei financial reporting package utilizzati nel processo di preparazione del bilancio consolidato del 2025 e dei dati preconsuntivi per le altre società rientranti nel Gruppo.

Sulla base delle risultanze del calcolo dei TCSH relativo al periodo d’imposta 2025, ciascuna giurisdizione ha superato almeno uno dei test e, pertanto, è stato possibile concludere che il Gruppo non risulta esposto ad alcuna imposta integrativa.

A decorrere dal 2007 la Società e la maggior parte delle sue controllate italiane hanno esercitato l’opzione per il regime fiscale del “consolidato fiscale nazionale” determinando l’IRES su una base imponibile corrispondente alla somma algebrica degli imponibili positivi e negativi delle singole società. I rapporti economici, oltre alle responsabilità e agli obblighi reciproci, sono definiti nell’accordo e regolamento relativi all’opzione per il consolidato fiscale nazionale secondo il quale la controllante e/o le controllate con imponibile negativo ricevono una compensazione pari al relativo risparmio d’imposta realizzato dalla controllante e/o le controllate con imponibile positivo.

Riconciliazione dell’onere fiscale teorico ed effettivo

(in migliaia di Euro) 2025 2024
Risultato Ante Imposte (89.736) (73.025)
Carico fiscale teorico (aliquota fiscale utilizzata 24%) 21.537 17.526
Riconciliazione:
Effetto dovuto alle diverse aliquote fiscali: 3.451 3.925
Altri effetti:
- (Oneri) non deducibili e proventi non imponibili senza rilevazione di fiscalità differita (4.471) 3.000
- Perdite fiscali per le quali non sono state rilevate attività per imposte differite (9.137) (29.322)
- Utilizzo perdite fiscali pregresse 1.481 1.712
- Imposte correnti esercizi precedenti (482) (483)
- Altro 2.775 2.478
Imposte rilevate nell’utile/(perdita) dell’esercizio 15.154 (1.164)

366

5.8. Risultato delle attività operative cessate

La voce “Risultato delle attività operative cessate” rappresenta il risultato economico del Gruppo Culti Milano nel corso degli esercizi 2025 e 2024. Per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo “Cessione del Gruppo Culti Milano”.


367

6. Altre informazioni

6.1. Utile (perdita) per azione

Per il calcolo dell'utile (perdita) base per azione ordinaria sono stati impiegati i seguenti criteri:

  • al numeratore è utilizzato il risultato economico attribuibile ai Soci della Controllante, rettificato del risultato da attribuire, per l'esercizio in corso, alle azioni di risparmio in circolazione al netto delle azioni proprie di risparmio detenute direttamente o tramite controllate;
  • il denominatore è pari alla media ponderata delle azioni in circolazione nell'esercizio al netto delle azioni proprie;

In presenza di utile attribuibile ai Soci della Controllante si calcola anche il risultato diluito utilizzando al denominatore la media ponderata delle azioni ordinarie rettificata ipotizzando l'emissione di nuove azioni ordinarie come segue:

  • conversione di tutti i warrant eventualmente in circolazione;
  • esercizio di tutte le stock option eventualmente assegnate.

In detto calcolo si ipotizza che le conversioni dei warrant e l'esercizio delle stock option siano avvenuti all'inizio dell'esercizio e che non vi siano maggiori proventi o minori oneri derivanti da questi accadimenti.

(n. azioni in migliaia) 2025 2024
N. medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione 216.988 207.818
N. medio ponderato delle azioni risparmio in circolazione 14.211 14.211
Totale 231.199 222.029
Utile (perdita) attribuibile ai soci della Controllante (102.608) (64.882)
Utile/(perdita) base per azione (0,4438) (0,2922)

6.2. Strumenti finanziari per categorie

(in migliaia di Euro) 31-dic-25
Attività finanziarie al FVTPL Attività finanziarie al FVTOCI Costo Ammortizzato TOTALE Altre attività/passività TOTALE
Partecipazioni 7.636 - - 7.636 13.176 20.812
Attività finanziarie non correnti - - 41.181 41.181 - 41.181
Altre attività non correnti - - 5.364 5.364 - 5.364
Crediti commerciali - - 66.971 66.971 - 66.971
Attività finanziarie correnti 15.714 - 96.138 111.852 - 111.852
Altre attività correnti - - 11.182 11.182 17.354 28.536
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - - 97.106 97.106 - 97.106
Totale attività finanziarie 23.350 - 317.942 341.292 30.530 371.822
Passività finanziarie non correnti - - (539.352) (539.352) - (539.352)
Passività finanziarie correnti (86.090) - (153.679) (239.769) - (239.769)
Debiti verso fornitori - - (737.697) (737.697) - (737.697)
Altre passività correnti - - (65.597) (65.597) (39.711) (105.308)
Totale passività finanziarie (86.090) - (1.496.325) (1.582.415) (39.711) (1.622.126)

(in migliaia di Euro) 31-dic-24
Attività finanziarie al FVTPL Attività finanziarie al FVTOCI Costo Ammortizzato TOTALE Altre attività/passività Voce di bilancio
Partecipazioni 4.691 223 - 4.914 15.100 20.014
Attività finanziarie non correnti - 21 76.568 76.589 - 76.589
Altre attività non correnti - - 6.413 6.413 - 6.413
Crediti commerciali - - 59.079 59.079 - 59.079
Attività finanziarie correnti 23.859 - 55.737 79.596 - 79.596
Altre attività correnti - - 5.522 5.522 14.467 19.989
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - - 181.242 181.242 - 181.242
Totale attività finanziarie 28.550 244 384.561 413.355 29.567 442.922
Passività finanziarie non correnti - - (375.744) (375.744) - (375.744)
Passività finanziarie correnti (6.539) - (245.793) (252.332) - (252.332)
Debiti verso fornitori - - (717.452) (717.452) - (717.452)
Altre passività correnti - - (67.204) (67.204) (49.313) (116.517)
Totale passività finanziarie (6.539) - (1.406.193) (1.412.732) (49.313) (1.462.045)

Di seguito si presentano le informazioni integrative relative agli strumenti finanziari per categorie di attività e passività finanziarie.

(in migliaia di Euro)Valori al 31 dicembre 2025 Valore contabile Metodo di valutazione ValoreFair Value
Costo FVTPL FVTOCI Non disciplinato IFRS 7
Partecipazioni 7.636 - 7.636 - - 7.636
Altre attività non correnti 5.364 5.364 - - - 5.364
Attività finanziarie non correnti 41.181 41.181 - - - 41.181
Crediti commerciali 66.971 66.971 - - - 66.971
Attività finanziarie correnti 111.852 96.138 15.714 - - 111.852
Altre attività correnti 28.536 11.182 - - 17.354 11.182
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 97.106 97.106 - - - 97.106
Totale attività finanziarie 358.646 317.942 23.350 - 17.354 341.292
Passività finanziarie non correnti (539.352) (539.352) - - - (539.352)
Passività finanziarie correnti (239.769) (153.679) (86.090) - - (239.769)
Debiti verso fornitori (737.697) (737.697) - - - (737.697)
Altre passività correnti (68.742) (65.597) - - (3.145) (65.597)
Totale passività finanziarie (1.585.560) (1.496.325) (86.090) - (3.145) (1.582.415)

369

(in migliaia di Euro)Valori al 31 dicembre 2024 Valore contabile Metodo di valutazione ValoreFair Value
Costo FVTPL FVTOCI Non disciplinato IFRS 7
Partecipazioni 10.991 - 4.691 223 6.077 4.914
Altre attività non correnti 6.413 6.413 - - - 6.413
Attività finanziarie non correnti 76.589 76.568 - 21 - 76.589
Crediti commerciali 59.079 59.079 - - - 59.079
Attività finanziarie correnti 79.596 55.737 23.859 - - 79.596
Altre attività correnti 20.447 5.522 - - 14.957 5.522
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 181.242 181.242 - - - 181.242
Totale attività finanziarie 434.357 384.561 25.107 3.687 21.002 413.355
Passività finanziarie non correnti (375.744) (375.744) - - - (381.100)
Passività finanziarie correnti (252.322) (245.793) (6.539) - - (252.322)
Debiti verso fornitori (717.452) (717.452) - - - (717.452)
Altre passività correnti (80.505) (67.204) - - (13.301) (67.204)
Totale passività finanziarie (1.426.033) (1.406.193) (6.539) - (13.301) (1.418.078)

Il valore contabile delle attività e passività finanziarie riconosciute nel presente bilancio non si discosta dal loro fair value.

Per gli strumenti finanziari in essere al 31 dicembre 2025, e ai fini comparativi, al 31 dicembre 2024, nella tabella sottostante è illustrata la gerarchia del fair value delle attività e passività finanziarie che sono misurate al fair value su base ricorrente (nel livello 3 sono inclusi i valori di carico delle attività finanziarie non quotate iscritte al costo in assenza di un fair value disponibile).

(in migliaia di Euro) ValoreFair Valueal 31/12/2025 Livelli di Fair Value
1 2 3
Partecipazioni 7.636 - 7.636 -
Attività finanziarie non correnti - - - -
Attività finanziarie correnti 15.714 - 15.542 172
Totale attività finanziarie 23.350 - 23.178 172
Debiti e passività finanziarie non correnti - - - -
Debiti e passività finanziarie correnti 86.090 - 86.090 -
Totale passività finanziarie 86.090 - 86.090 -
(in migliaia di Euro) ValoreFair Valueal 31/12/2024 Livelli di Fair Value
--- --- --- --- ---
1 2 3
Partecipazioni 4.914 - - 4.914
Attività finanziarie non correnti 21 - 21 -
Attività finanziarie correnti 23.859 - 23.687 172
Totale attività finanziarie 28.794 - 23.708 5.086
Debiti e passività finanziarie non correnti - - - -
Debiti e passività finanziarie correnti 6.539 - 6.539 -
Totale passività finanziarie 6.539 - 6.539 -

370

Riclassificazione strumenti finanziari

Con riferimento alle attività e passività finanziarie che sono misurate al fair value su base ricorrente, nell'esercizio 2025 non ci sono stati trasferimenti dal livello 3 ad altri livelli e viceversa derivanti da cambiamenti nelle significative variabili di input delle tecniche valutative osservabili.

Valore nozionale degli strumenti finanziari e dei derivati

(in migliaia di Euro) Gruppo CULTI
Tipologia IRS IRS
Finalità Copertura Copertura
Valore nozionale originario 2.500 800
Valore nozionale 31/12/2025 159 113
Valore di bilancio 1 -
Anno scadenza 2026 2026
(in migliaia di Euro) Gruppo KME SE
--- --- ---
Tipologia LME Firm Commitment
Valore nozionale 31/12/2025 315.051 148.806
Data scadenza 2026 2026

6.3. Esposizione al rischio credito

L'esposizione del Gruppo ai rischi di credito deriva principalmente dalla sua attività operativa (in particolare settore Rame). Il rischio di credito rappresenta l'esposizione del Gruppo a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte da controparti sia commerciali sia finanziarie. Tale rischio discende principalmente da fattori economico-finanziari, ovvero dalla possibilità che si verifichi una situazione di default di una controparte, ovvero da fattori più strettamente tecnico-commerciali.

Nell'ambito dell'attività operativa, i crediti vengono monitorati localmente su base continuativa e vengono registrati accantonamenti per riflettere i rischi di credito. La massima esposizione al rischio di credito si riflette nel valore contabile delle attività finanziarie riportate nella situazione patrimoniale e finanziaria. Il Gruppo contrasta il rischio di credito monitorando costantemente i crediti verso i partner commerciali e mediante assicurazioni atte a ridurre al minimo il rischio di insolvenza. Il Gruppo ricorre agli strumenti di mercato standard, come le lettere di credito e le garanzie.

La massima esposizione teorica al rischio di credito per il Gruppo è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie e dei crediti iscritti in bilancio. Si segnala che alcune posizioni creditorie risultano garantite (i.e. per quanto riguarda i crediti commerciali, gran parte del rischio è garantito dal factoring).

La concentrazione del rischio di credito nel caso dei crediti commerciali è limitata grazie all'ampia ed eterogenea base di clienti.

Gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti sono effettuati in maniera specifica sulle posizioni creditorie che presentano elementi di rischio peculiari. Sulle posizioni creditorie che non presentano tali caratteristiche, sono invece effettuati accantonamenti sulla base dell'esigibilità media stimata in funzione di indicatori statistici: la valutazione viene effettuata tramite portafogli di clienti sulla base dell'esperienza passata, azioni e/o informazioni finanziarie, nonché delle linee di credito e vengono operate svalutazioni.

Per quanto concerne il rischio di credito afferente le componenti attive, nonché gli strumenti finanziari derivati, il rischio di solvibilità è limitato dal fatto che i relativi contratti sono stipulati esclusivamente con controparti e/o istituti di credito con un rating affidabile.


371

6.4. Esposizione al rischio cambio

Nel corso del 2025 il Gruppo ha operato a livello internazionale e ha condotto le proprie transazioni in diverse valute.

Nel corso di queste operazioni, i ricavi sono generati in valute diverse dalla valuta funzionale della Capogruppo. La politica del Gruppo è quella di monitorare ed eventualmente coprire i suddetti rischi utilizzando strumenti finanziari derivati, quali cross currency swap e contratti a termine.

I rischi valutari sono relativi principalmente al dollaro:

(in migliaia di Euro) USD GBP CHF
Esposizione lorda (189.291) 7.798 (61)
Forward exchange contracts 190.277 (8.031) 150
Esposizione netta 986 (233) 89

Un rafforzamento (indebolimento) realisticamente possibile delle valute rispetto alle altre al 31 dicembre avrebbe influenzato la valutazione degli strumenti finanziari in valuta estera ed essenzialmente l'utile o la perdita d'esercizio.

Nell'analisi di sensitività per le valute si è ipotizzato che il tasso di cambio dell'Euro rispetto alla valuta estera vari del +/-10 % in ciascun caso. Se l'Euro fosse stato più forte o più debole del 10% rispetto alla valuta estera rispetto al tasso dominante alla data di bilancio, il capitale proprio e il risultato annuale sarebbero stati modificati secondo lo schema presentato nella tabella seguente.

Nell'analisi si ipotizza che tutti gli altri fattori d'influenza, in particolare i tassi d'interesse, rimangano costanti.

Nel calcolo sono incluse tutte le posizioni in valuta estera rilevanti e il fatturato previsto per il periodo successivo, tenuto conto del rischio di cambio.

(in migliaia di Euro) USD GBP CHF
Rafforzamento 10% 99 (23) 9
Indebolimento 10% (99) 23 (9)

6.5. Esposizione al rischio fluttuazione valore azioni

Il valore contabile delle attività finanziarie rappresenta l'esposizione massima del Gruppo a tale rischio.

6.6. Esposizione al rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse a cui il Gruppo è principalmente esposto deriva dai prestiti a lungo termine con tassi di interesse variabili; essi espongono il Gruppo a un rischio di flusso di cassa (differentemente i prestiti a tasso fisso che comportano il rischio di variazione del fair value).

Il Gruppo utilizza diverse forme di finanziamento per supportare i propri investimenti. Pertanto, variazioni importanti nei livelli dei tassi di interesse potrebbero comportare potenziali incrementi/decrementi nel costo dei finanziamenti. La struttura finanziaria del Gruppo è attualmente per lo più orientata ai tassi fissi (si vedano i prestiti obbligazionari emessi).

L'operatività e la gestione del rischio per il gruppo KME SE è coordinato dalla propria tesoreria che, nell'ambito del gruppo KME SE, qualora ritenuto necessario, ricorre alla stipula di IRS (Interest Rate Swap) scambiando i tassi d'interesse variabili in tassi fissi. In base alla struttura di finanziamento che di volta in volta si presenta, orientata più o meno al breve e medio termine, e all'andamento dei tassi di mercato, la tesoreria valuta se ricorrere alla stipula di IRS.


Al 31 dicembre 2025 le attività e passività finanziarie del Gruppo fruttifere di interessi presentano la seguente esposizione al rischio tasso di interesse:

(in milioni di Euro) +100 BP - 50 BP
Effetto sul risultato d'esercizio 5,3 (2,7)
Effetto sul Patrimonio Netto 5,3 (2,7)

6.7. Esposizione al rischio di liquidità

Il rischio di liquidità può sorgere dalle difficoltà ad ottenere finanziamenti a supporto delle attività operative nella giusta tempistica.

La Capogruppo fa fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti finanziari in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi della gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il finanziamento dei prestiti bancari o l'emissione di prestiti obbligazionari.

Per le entità del gruppo KME la gestione del rischio è demandata, in modo centralizzato, alla tesoreria del gruppo KME che monitora le necessità al fine di garantire livelli adeguati di liquidità e coordina l'afflusso e deflusso della liquidità. La disponibilità di liquidità è garantita dai flussi di cassa derivanti dalle società del gruppo e dalle banche con cui il gruppo ha in essere linee di credito a breve e lungo termine.

Strettamente legati al rischio di liquidità sono i rischi connessi all'indebitamento del Gruppo: al 31 dicembre 2025 nell'ambito del Gruppo sono in essere tre prestiti obbligazionari "KME Group S.p.A. 2022/2027", "KME Group S.p.A. 2025/2029", a tasso fisso e uno emesso da KMH (nominali Euro 110,8 milioni) aventi un tasso fisso al 15% con scadenza al 31 dicembre 2027.

Inoltre, su alcune fonti di finanziamento ottenute dal Gruppo sono applicate clausole contrattuali, impegni e covenant il cui mancato rispetto può essere considerato quale inadempimento contrattuale portando i soggetti finanziatori a richiederne l'immediata esigibilità e causando difficoltà nel reperire risorse alternative.

Nella gestione del rischio in esame, in ottica di garantire la copertura dei futuri impegni finanziari, sia in linea capitale che interessi, il Gruppo può far ricorso alla liquidità connessa all'operatività del settore rame nonché alle risorse rivenienti dalle operazioni di valorizzazione di attività non strategiche del Gruppo.

Una sufficiente disponibilità di liquidità per il Gruppo è garantita dal flusso di cassa del Gruppo e dalle banche con le linee di credito a breve e lungo termine.


Le fluttuazioni nell'andamento del flusso di cassa possono quindi essere assorbite; le passività del Gruppo sono principalmente così distribuite:

(in migliaia di Euro) Entro 3 mesi da 4 mesi ad 1 anno da 1 a 5 anni Oltre 5 anni 31 dic 2024
Debiti verso istituti di credito Quota capitale 2.679 51.504 81.339 - 135.522
Interessi 406 1.578 7.973 - 9.957
Totale 3.085 53.082 89.312 - 145.479
Debiti finanziari verso imprese correlate Quota capitale 646 831 - - 1.477
Interessi - 31 - - 31
Totale 646 862 - - 1.508
Debiti per titoli obbligazionari emessi Quota capitale - 30.000 338.333 - 368.333
Interessi 4.155 24.180 44.250 - 72.585
Totale 4.155 54.180 382.583 - 440.918
Debiti per factoring Quota capitale 5.147 - - - 5.147
Interessi 14 - - - 14
Totale 5.161 - - - 5.161
Debiti per leasing Quota capitale 1.401 9.457 35.878 80.408 127.144
Interessi 2.522 7.559 36.767 40.376 87.224
Totale 3.923 17.016 72.645 120.784 214.368
Altri debiti finanziari Quota capitale 2.903 42.472 8.991 - 54.366
Interessi 74 224 2.919 - 3.217
Totale 2.977 42.696 11.910 - 57.583
Strumenti finanziari derivati Quota capitale 86.090 - - - 86.090
Interessi - - - - -
Totale 86.090 - - - 86.090
Totale complessivo 105.580 166.465 526.863 93.454 892.362

Di seguito la situazione al 31 dicembre 2024:

(in migliaia di Euro) Entro 3 mesi da 4 mesi ad 1 anno da 1 a 5 anni Oltre 5 anni 31 dic 2024
Debiti verso istituti di credito Quota capitale 9.361 43.083 88.285 - 140.729
Interessi 406 1.578 7.973 - 9.957
Totale 9.767 44.661 96.258 - 150.686
Debiti finanziari verso imprese correlate Quota capitale 563 - - - 563
Interessi - - - - -
Totale 563 - - - 563
Debiti per titoli obbligazionari emessi Quota capitale 126.574 36.933 202.337 - 365.844
Interessi 5.696 15.790 38.278 - 59.764
Totale 132.270 52.723 240.615 - 425.608
Debiti per factoring Quota capitale 9.057 - - - 9.057
Interessi 25 - - - 25
Totale 9.082 - - - 9.082
Debiti per leasing Quota capitale 2.442 1.812 8.537 79.776 92.567
Interessi 1.493 4.473 2.736 13.137 21.839
Totale 3.935 6.285 11.273 92.913 114.406
Altri debiti finanziari Quota capitale 7.593 554 685 - 8.832
Interessi 1.127 3.381 18.032 - 22.540
Totale 8.720 3.935 18.717 - 31.372
Strumenti finanziari derivati Quota capitale 6.539 - - - 6.539
Interessi - - - - -
Totale 6.539 - - - 6.539
Totale complessivo 170.876 107.604 366.863 92.913 738.256

6.8. Esposizione al rischio prezzo materie prime

Come risultato delle sue operazioni commerciali, il Gruppo è esposto ai rischi legati ai prezzi delle materie prime. Per mitigare tali rischi vengono stipulati, tra le altre misure, contratti a termine.

Il volume nominale degli strumenti finanziari derivati relativi a rame, zinco, nichel, stagno e alluminio, che risultano dal totale lordo degli importi nominali dei singoli contratti di acquisto e vendita è pari ad Euro 625 milioni al 31 dicembre 2025.

In conformità all'IFRS 7, i rischi legati al prezzo delle commodity sono illustrati sotto forma di analisi di sensitività, che riflette gli effetti di una variazione dei prezzi delle commodity sull'utile netto dell'esercizio.

Nel caso di un aumento (diminuzione) di 100 euro/tonnellata del fair value di tutti i prezzi delle commodity rilevanti, come per il periodo di riferimento, si verificherebbe una variazione di Euro 3,8 milioni (peggioramento in caso di incremento prezzi/miglioramento in caso di decremento prezzi).

Il suddetto calcolo include tutti gli strumenti finanziari derivati sul metallo alla data di chiusura del bilancio.

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  1. Fatti intervenuti dopo la chiusura dell'esercizio

Nel corso dei primi mesi del 2026 si segnalano i seguenti eventi:

  • Nel mese di marzo 2026, dando seguito agli accordi già sottoscritti nel mese di dicembre la controllata KME SE ha firmato i contratti binding del valore di Euro 300 milioni con una società affiliata di Apollo Capital Management Ltd, alternative asset manager globale, per il perfezionamento di un'operazione che prevede: a) il riacquisto della partecipazione detenuta da Paragon in Cunova GmbH, nella quale KME detiene attualmente una partecipazione del 45%, b) il trasferimento a Cunova del business aerospace e delle attività di fonderia di una delle sue controllate, KME Germany GmbH e c) il rifinanziamento del debito senior secured di Cunova di Euro 170 milioni. È stato successivamente sottoscritto il contratto definitivo con The Paragon Fund III GmbH & Co. geschlossene Investment KG, per il riacquisto della partecipazione del 55% da quest'ultimo detenuta indirettamente in Cunova GmbH.
  • Il 23 aprile 2026 è stato eseguito, dopo l'avverarsi delle condizioni sospensive, il contratto di cessione della partecipazione in CULTI Milano SpA. Ad esito della cessione KME ha incassato un corrispettivo complessivo di Euro 45,8 milioni dei quali Euro 7,5 milioni sono stati investiti in preferred equity di Berger International che assicurano un rendimento del 12%.

  • Pubblicità dei corrispettivi dei servizi forniti dalla Società di revisione

Ai sensi dell'art. 149-duodecies "Regolamento Emittenti", di seguito è riportata la tabella riassuntiva con l'indicazione dei corrispettivi, di competenza dell'esercizio al netto delle spese, dell'IVA e dei contributi di vigilanza, a fronte dei servizi forniti alla Società ed alle società controllate dalla società di revisione KPMG SpA e da altre società del network:

(in migliaia di Euro) Totale KME Group SpA Controllate
a) servizi di revisione 702 123 579
b) servizi diversi dalla revisione 202 128 65
- servizi di verifica finalizzati all'emissione di attestazione 102 102 -
- altri servizi 100 26 74
c) servizi delle entità appartenenti alla rete della società di revisione (*) 749 - 749
Corrispettivi alla società di revisione 1.653 251 1.402

(*) oneri relativi ai servizi di revisione resi da società appartenenti al network della KPMG SpA

  1. Informativa sulle operazioni con parti correlate

Le operazioni con parti correlate, ivi incluse le operazioni infragruppo, non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nell'ordinario corso degli affari delle società del Gruppo e sono regolate applicando normali condizioni, determinate con parametri standard o a condizioni di mercato. Non vi sono state nel corso del 2025 operazioni qualificabili come di maggior rilevanza ai sensi della "Procedura in materia di operazioni con parti correlate".

Attività finanziarie non correnti Attività finanziarie correnti Crediti Commerciali Attività correnti Passività finanziarie non correnti Passività finanziarie correnti Fornitori Altre passività correnti
Controllante - 6.316 - - - - - -
Entità controllate non consolidate 14.087 25.992 1.196 3 - (1.477) (355) (580)
Entità a patrimonio netto - 37.435 46.222 - - - (39.691) -
Altre parti correlate - - 328 40 - - (113) (13.364)
14.087 69.743 47.746 43 - (1.477) (40.159) (13.944)

Ricavi delle vendite e prestazioni di servizi Altri proventi operativi Acquisto e variazione rimanenze materie prime Costo del lavoro e altri costi operativi Proventi finanziari Oneri finanziari
Controllante 15 - 363 -
Entità controllate non consolidate 17 16 - (2) 2.314 (63)
Entità a patrimonio netto 150.667 4.564 (79.357) (101) 4.262 -
Altre parti correlate 47 (2.613) 82 (29)
150.684 4.642 (79.357) (2.716) 7.021 (92)

Di seguito le operazioni con parti correlate registrate nel 2024:

Attività finanziarie non correnti Attività finanziarie correnti Crediti Commerciali Altri crediti ed attività correnti Debiti e passività finanziarie non correnti Debiti e passività finanziarie correnti Fornitori Altre passività correnti
Controllante - 5.843 - - - - - -
Entità controllate non consolidate - 24.297 1.797 12 - (563) (229) (719)
Entità a patrimonio netto 35.996 - 21.330 - - - (35.021) -
Altre parti correlate 15.022 - 97 75 - - (100) (13.897)
51.018 30.140 23.224 87 - (563) (35.350) (14.616)
Ricavi delle vendite e prestazioni di servizi Altri proventi operativi Acquisto e variazione rimanenze materie prime Costo del lavoro e altri costi operativi Proventi finanziari Oneri finanziari
--- --- --- --- --- --- ---
Controllante 15 - - -
Entità controllate non consolidate 2 23 - (13) 2.780 (31)
Entità a patrimonio netto 160.585 - (85.569) (17) 3.488 -
Altre parti correlate 32 (3.399) 62 (18)
160.587 70 (85.569) (3.429) 6.330 (49)

10. Impegni e garanzie

Al 31 dicembre 2025 è in essere un impegno per investimenti in immobilizzazioni materiali per Euro 12 milioni.

Nel dicembre 2015 KME Group SpA ha concesso la propria disponibilità al rilascio di una garanzia di massimi Euro 5,0 milioni a favore di Dynamo Camp ETS (già Associazione Dynamo) nell'ambito dell'erogazione di un mutuo fondiario per la ristrutturazione di alcuni immobili di Limestre. Il mutuo è peraltro già assistito da altre garanzie reali; al 31 dicembre 2025 ammonta a Euro 1,095 milioni. Inoltre, si segnala che Immobiliare Pictea ha rilasciato una fideiussione a garanzia di un mutuo erogato a favore di Dynamo Camp ETS il cui valore residuo al 31 dicembre 2025 ammonta ad Euro 1,728 milioni.


377

Allegati alle note esplicative:

Prospetto di raccordo tra il risultato della capogruppo KME Group SpA ed il risultato consolidato di spettanza dell'esercizio 2025:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025
Risultato bilancio separato della Capogruppo (33.401)
Risultato di competenza delle società consolidate (77.379)
Eliminazione dividendi ricevuti (239)
Altre scritture di consolidato (52)
Annullamento effetto IFRS 16 su operazioni infragruppo 11
Annullamento effetto IFRS 9 su operazioni infragruppo 5
Scritture di consolidato (PPA) (3.614)
Risultato netto consolidato (114.669)
di cui Risultato del periodo attribuibile ai terzi (12.061)
di cui Risultato del periodo attribuibile agli azionisti della controllante (102.608)

Prospetto di raccordo tra il patrimonio della capogruppo KME Group SpA ed il patrimonio consolidato di spettanza al 31 dicembre 2024:

(importi in migliaia di Euro) 31 dic 2025
Patrimonio netto della Capogruppo (incluso il risultato di periodo) 226.081
Patrimonio società consolidate 622.249
Eliminazioni valore di carico partecipazioni consolidate integralmente (1.086.770)
Differenza tra patrimonio netto delle società consolidate e loro valore di iscrizione 365.260
Scritture di consolidamento (PPA e rettifiche di consolidamento) 8.889
Quota di patrimonio netto delle società consolidate da attribuire ai terzi (55.890)
Patrimonio netto di pertinenza degli azionisti della Capogruppo 119.819

378

ATTESTAZIONE SUL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL'ART. 154 BIS, COMMA 5 DEL D. LGS. 58/98 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

  1. I sottoscritti Diva Moriani, in qualità di Presidente, e Giuseppe Mazza, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di KME Group S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

  2. l'adequatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

  3. l'effettiva applicazione

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell'esercizio 2025.

  1. Al riguardo si segnala che non sono emersi aspetti di rilievo.

  2. Si attesta, inoltre, che:

3.1. il bilancio consolidato:

a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;

3.2 la Relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto.

Milano, 12 maggio 2026

La Presidente

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

f.to Diva Moriani

f.to Giuseppe Mazza


Relazione del Collegio sindacale di KME Group S.p.A.
al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Il Collegio sindacale presenta la relazione al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, nell'ambito dei doveri di vigilanza sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo.

La presente relazione viene redatta secondo il principio per il quale argomenti o documenti sottoposti dagli Amministratori all'Assemblea, sono oggetto di esame da parte del Collegio sindacale, che riferisce all'Assemblea stessa.

Il Collegio sindacale dà atto che il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 27 aprile 2026, ha approvato il progetto di bilancio d'esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025. Successivamente, il Consiglio di Amministrazione, nelle riunioni dell'11 e 12 maggio 2026, ha proceduto a un riesame del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, apportando una variazione allo stesso. La presente relazione tiene conto degli esiti di tale variazione.

Al fine di evitare inutili duplicazioni, la presente relazione deve intendersi complementare a quella relativa al bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, che pertanto deve intendersi integralmente qui richiamata.

PRINCIPI CONTABILI ADOTTATI – EFFETTI SUL BILANCIO CONSOLIDATO

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stato redatto ai sensi dell'art. 154-ter del D.Lgs. 58/1998 ed è conforme agli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005.

Il bilancio consolidato, inoltre, recepisce le raccomandazioni contenute nel Public Statement ESMA del 24 ottobre 2024, con riguardo, tra gli altri elementi, alla predisposizione del bilancio in formato ESEF obbligatorio per gli emittenti di valori mobiliari quotati.

Il bilancio consolidato prevede il consolidamento integrale delle partecipazioni di controllo, che hanno redatto i propri bilanci sulla base di principi contabili uniformi e coerenti o, comunque, ricondotti agli stessi. Le entità collegate e le joint venture sono consolidate con il metodo del patrimonio netto. Il consolidamento è stato effettuato a partire dal bilancio sub-consolidato di KME SE. Si segnala che in relazione all'operazione di cessione di CULTI Milano S.p.A. descritta nella relazione del collegio


sindacale al bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, le attività e passività al 31 dicembre 2025 relative al Gruppo CULTI Milano sono state riclassificate nelle voci "Attività e Passività classificate come possedute per la vendita". I costi e ricavi sono stati classificati all'interno delle attività discontinue, provvedendo alla riesposizione anche dei valori riferiti all'esercizio precedente. Anche i flussi finanziari esposti nel Rendiconto finanziario hanno subito lo stesso trattamento.

Il bilancio consolidato, sia a livello di conto economico che di flussi finanziari, include unicamente le attività delle controllate consolidate, come meglio evidenziato nelle seguenti tabelle.

Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata – Attivo

(in migliaia di Euro) 31-dic-25 31-dic-24
di cui parti correlate di cui parti correlate
Immobili, impianti e macchinari 570.795 527.582
Investimenti immobiliari 68.548 67.182
Avviamento 369.013 394.445
Attività immateriali 57.248 46.222
Partecipazioni in altre imprese 15.755 14.185 13.937 9.023
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 5.057 5.057 6.077 6.077
Altre attività 5.364 - 6.413
Attività finanziarie 41.181 14.087 76.589 51.018
Attività per imposte differite 120.134 88.224
Totale attività non correnti 1.253.095 1.226.671
Rimanenze 447.528 400.583
Crediti commerciali 66.971 47.746 59.079 23.224
Attività finanziarie 111.852 69.743 79.596 30.140
Attività per imposte correnti 4.311 1.167
Altre attività 28.536 43 19.989 87
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 97.106 181.242
Totale attività correnti 756.304 741.656
Attività classificate come possedute per la vendita 65.557 11.947
Totale attività 2.074.956 1.980.274

Prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria consolidata – Patrimonio

Netto e Passività

(in migliaia di Euro) 31-dic-25 31-dic-24
di cui parti correlate di cui parti correlate
Capitale sociale 200.154 200.154
Riserva da sovrapprezzo azioni 8.942 8.942
Riserve 59.232 79.126
Utili (perdite) portati a nuovo (45.901) (6.066)
Utile (perdita) del periodo (102.608) (64.882)
Patrimonio netto di pertinenza dei soci della controllante 119.819 217.274
Partecipazioni di terzi 41.655 53.056
Totale patrimonio netto 161.474 270.330
Benefici ai dipendenti 111.960 116.674
Passività per imposte differite 142.168 106.641
Passività finanziarie 539.352 375.744 -
Altre passività 4.077 2.099
Fondi per rischi ed oneri 3.254 5.177
Totale passività non correnti 800.811 606.335
Passività finanziarie 239.769 1.477 252.332 563
Debiti commerciali 737.697 40.159 717.452 35.350
Passività per imposte correnti 4.949 5.956
Altre passività 105.308 13.944 116.517 14.616
Fondi per rischi ed oneri 13.267 11.352
Totale passività correnti 1.100.990 1.103.609
Passività direttamente collegate ad attività classificate come possedute per la vendita 11.681 -
Totale passività e patrimonio netto 2.074.956 1.980.274

Rendiconto finanziario consolidato

(in migliaia di Euro) 2025(*) 2024(*)
Risultato ante imposte (130.437) (73.035)
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore 57.360 46.650
Variazione fondi per il personale, fondi rischi ed oneri (7.547) (19.858)
Variazioni fair value dei derivati 77.203 (7.801)
Quota del risultato delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 1.060 10.974
Risultato finanziario (al netto effetto cambio e fair value) 72.050 57.734
Altre variazioni non monetarie (18.898) (32.998)
Flussi generato dalla gestione reddituale 50.791 (18.334)
(Incrementi)/Decrementi rimanenze 16.793 (19.408)
(Incrementi)/Decrementi crediti commerciali (6.630) 2.914
Incrementi/(Decrementi) debiti commerciali 11.369 89.272
(Incrementi)/Decrementi attività e passività (21.110) 92.856
Flussi di cassa generati/(assorbiti) dal capitale circolante netto 422 165.634
Imposte sul reddito pagate (11.814) (12.780)
Flussi di cassa generati/(assorbiti) dall'attività operativa 39.399 134.520
Acquisto di attività materiali e immateriali non correnti (48.290) (11.549)
Cessione di attività materiali e immateriali non correnti 21.932 (26.983)
Incrementi/decrementi di altre attività/passività non correnti 1 -
Acquisto di società controllate, al netto di liquidità acquisita (41.000) -
(Incrementi) decrementi in altre partecipazioni (5.688) (14.373)
Interessi incassati 8.941 9.406
Dividendi incassati - 420
Flussi di cassa generati/assorbiti dall'attività di investimento (64.104) (43.079)
Incassi per emissioni azioni (esercizio warrant) - 1.838
Dividendi pagati (166) -
Incassi derivanti da passività finanziarie 55.195 122.187
Rimborsi di passività finanziarie (55.435) (63.705)
Incassi di crediti finanziari correnti e non correnti 4.884 -
Interessi pagati (61.899) (65.023)
Altri pagamenti finanziari (22.559) (23.934)
Flussi di cassa generati/assorbiti dall'attività di finanziamento (79.980) (28.637)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti inizio esercizio 181.242 118.609
Variazione disponibilità liquide e mezzi equivalenti (104.685) 62.804
Flussi di cassa derivanti da acquisizioni aziendali e riclassifica ex IFRS 5 20.700 (268)
Effetto cambi sulle disponibilità liquide e mezzi equivalenti (151) 97
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti di fine esercizio 97.106 181.242

(*) I dati dei flussi del Gruppo Culti Milano, sono stati classificati nella voce “Flussi di cassa derivanti da acquisizioni aziendali e riclassifica ex IFRS 5”.


Prospetto dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti di conto economico complessivo consolidato

di cui parti correlate di cui parti correlate
Ricavi 1.928.645 150.684 1.540.693 160.587
Variazioni rimanenze prodotti finiti e semilavorati (7.135) (674)
Altri proventi 52.528 4.642 61.679 70
Acquisti e variazione rimanenze materie prime (1.471.624) (79.357) (1.085.922) (85.569)
Costo per il personale (253.307) (863) (222.759) (823)
Ammortamenti e perdite per riduzione di valore (57.360) (46.650)
Altri costi (254.316) (1.853) (229.700) (2.606)
Risultato Operativo (62.569) 16.667
Proventi finanziari 22.853 7.021 23.330 6.330
Oneri finanziari (89.661) (92) (102.058) (49)
Oneri finanziari netti (66.808) (78.728)
Risultati delle società contabilizzati con il metodo del patrimonio netto (1.060) (1.060) (10.974) (10.974)
Risultato Ante imposte (130.437) (73.035)
Imposte sul reddito 15.154 (1.164)
Risultato netto dell'esercizio da attività operative (115.283) (74.199)
Risultato da attività operative cessate 614 3.288
Risultato netto dell'esercizio (114.669) (70.911)
Altre componenti del conto economico complessivo:
Valutazione benefici definiti a dipendenti 9.479 (2.215)
Valutazioni al Fair Value 7 -
Effetto fiscale (3.301) (306)
Componenti che non potranno essere riclassificate nel risultato di periodo 6.185 (2.521)
Differenze cambio per conversione dei bilanci espressi in valuta diversa dall'Euro (316) 1.121
Variazione della riserva di cash flow hedge 554 (478)
Variazione della riserva di cash flow hedge riclassificata a Conto economico (451) (44)
Effetto fiscale (42) 58
Componenti che potranno essere riclassificate nel risultato di periodo (255) 657
Totale altre componenti del conto economico complessivo, al netto degli effetti fiscali 5.930 (1.864)
Totale conto economico complessivo dell'esercizio (108.739) (72.775)
Utile/(perdita) dell'esercizio attribuibile:
- alle interessenze di pertinenza di terzi (12.061) (6.029)
- ai soci della Controllante (102.608) (64.882)
Utile/(perdita) dell'esercizio (114.669) (70.911)
Totale conto economico complessivo dell'esercizio attribuibile:
- alle interessenze di pertinenza di terzi (11.162) (6.311)
- ai soci della Controllante (97.577) (66.464)
Totale conto economico complessivo dell'esercizio (108.739) (72.775)
Utile (Perdita) per azione (dati in Euro)
Utile/(perdita) base per azione (0,4438) (0,2922)
Utile/(perdita) diluito per azione (0,4438) (0,2922)

(*) I dati economici del Gruppo Culti Milano del 2024 sono stati riclassificati nella voce "Risultato da attività operative cessate".


Riconciliazione tra Bilancio consolidato e Bilancio Capogruppo

La riconciliazione tra il risultato economico ed il patrimonio netto di Gruppo e quelli separati di KME Group S.p.A. è riportata nei prospetti seguenti.

Prospetto di raccordo tra il risultato della capogruppo KME Group SpA ed il risultato consolidato di spettanza dell'esercizio 2025:

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025
Risultato bilancio separato della Capogruppo (33.401)
Risultato di competenza delle società consolidate (77.379)
Eliminazione dividendi ricevuti (239)
Altre scritture di consolidato (52)
Annullamento effetto IFRS 16 su operazioni infragruppo 11
Annullamento effetto IFRS 9 su operazioni infragruppo 5
Scritture di consolidato (PPA) (3.614)
Risultato netto consolidato (114.669)
di cui Risultato del periodo attribuibile ai terzi (12.061)
di cui Risultato del periodo attribuibile agli azionisti della controllante (102.608)

Prospetto di raccordo tra il patrimonio della capogruppo KME Group SpA ed il patrimonio consolidato di spettanza al 31 dicembre 2025.

(importi in migliaia di Euro) 31 dic 2025
Patrimonio netto della Capogruppo (incluso il risultato di periodo) 226.081
Patrimonio società consolidate 622.249
Eliminazioni valore di carico partecipazioni consolidate integralmente (1.086.770)
Differenza tra patrimonio netto delle società consolidate e loro valore di iscrizione 365.260
Scritture di consolidamento (PPA e rettifiche di consolidamento) 8.889
Quota di patrimonio netto delle società consolidate da attribuire ai terzi (55.890)
Patrimonio netto di pertinenza degli azionisti della Capogruppo 119.819

Di particolare rilevanza è altresì l'emergere di valori di avviamento derivanti dalla cd. PPA (Purchase Price Allocation) effettuata in occasione del primo consolidamento avvenuto nell'esercizio 2022 e delle variazioni intervenute nel corso del 2025 in relazione all'operazione di cessione di CULTI, sottoscritta a dicembre 2025 e perfezionatasi ad aprile 2026, e alla riclassificazione della partecipazione tra le “Attività classificate come possedute per la vendita”, come evidenziati nella seguente tabella.

(in migliaia di Euro) 31 dic 2025 31 dic 2024 Variazioni
Cash Generating Unit “Rame” 369.013 369.013
Cash Generating Unit “Profumi e Cosmesi” - 25.432 (25.432)
Avviamento 369.013 394.445 (25.432)

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 riflette il consolidamento della Capogruppo e delle società direttamente ed indirettamente controllate, controllate congiuntamente o collegate. Le entità collegate e quelle controllate congiuntamente (joint venture) sono consolidate con il metodo del patrimonio netto. Per un dettaglio delle società oggetto di consolidamento si rimanda alle note esplicative al bilancio consolidato.

Le attività e le passività di cui è prevista la dismissione vengono riclassificate nelle voci dell'attivo e del passivo destinate ad evidenziare tali fattispecie e i relativi effetti economici vengono esposti in separata voce di conto economico.

Le controllate sono tutte le società sulle quali la Capogruppo ha contemporaneamente:

  • il potere, cioè detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti, ossia le attività che incidono in maniera significativa sui rendimenti;
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la stessa;
  • la capacità di esercitare il proprio potere.

Dall'area di consolidamento restano escluse le controllate non significative e le imprese il cui consolidamento non produce effetti sostanziali. Gli effetti di tali esclusioni non assumono però rilevanza e quindi la loro omissione non influenza le decisioni economiche degli utilizzatori di questo bilancio consolidato.

In particolare, con riguardo alle variazioni dell'area di consolidamento intervenute nel corso del 2025, si segnalano:

  • Acquisizione del controllo del Gruppo Sundwiger, con iscrizione delle relative attività e passività dal 1.01.2025;
  • Cessione del controllo del Gruppo Culti, a seguito della quale, come evidenziato in precedenza, le relative attività e passività sono state riclassificate tra le "Attività e passività classificate come possedute per la vendita". Anche conto economico e rendiconto finanziario hanno riflesso tale operazione.

Si ricorda che, con riferimento alle entità controllate, in termini di significatività, la principale partecipazione è rappresentata da KME SE, società con sede in Germania, a capo di un gruppo industriale europeo leader mondiale nella produzione e commercializzazione di prodotti in rame e leghe di rame. Il gruppo che fa riferimento a KME SE è composto da diversi siti produttivi in Germania, Italia, Francia, Spagna ed è,


inoltre, rappresentato in tutto il mondo da una fitta rete di società commerciali, agenti e centri di assistenza per soddisfare le esigenze dei clienti dei principali settori industriali.

DOCUMENTI CONTABILI COSTITUENTI IL BILANCIO CONSOLIDATO

La Presidente della Società, Diva Moriani, ed il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Giuseppe Mazza, hanno consegnato agli Amministratori ed ai Sindaci, una dichiarazione scritta con la quale attestano, anche tenuto conto dell'art. 154-bis, commi 3 e 4 del D. Lgs n. 58/1998, l'adequatezza, in relazione alle caratteristiche dell'impresa, delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato dell'esercizio 2025, precisando la conformità dello stesso ai principi contabili internazionali.

Il Collegio Sindacale prende atto della relazione, senza rilievi, rilasciata in data odierna dalla società di revisione KPMG S.p.A. sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e rinvia alla stessa per ogni dettaglio informativo.

I contenuti informativi della parte della Relazione sull'andamento della gestione nell'esercizio 2025 riservata al bilancio consolidato e delle Note esplicative al bilancio consolidato appaiono adeguati. Le informazioni sui principali indicatori di risultato, sia finanziari che non finanziari, sono desumibili dalle varie tabelle della Relazione sull'andamento della gestione e delle Note esplicative al bilancio consolidato.

In relazione alle operazioni di maggior rilievo dell'esercizio 2025, alle operazioni con parti correlate e/o infragruppo, alle denunce od esposti da parte dei soci o di terzi ed in generale per quanto riguarda l'attività di vigilanza e le verifiche svolte, si rinvia alla relazione del Collegio al bilancio di esercizio 2025.

In conclusione, il Collegio Sindacale ritiene che il bilancio consolidato e i documenti che lo accompagnano illustrino in modo adeguato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo per l'esercizio 2025.

Del bilancio consolidato e di quanto lo correda, l'Assemblea deve tenere conto solamente ai fini informativi, trattandosi di atto che non è soggetto ad approvazione.



Milano, 14 maggio 2026

Il Collegio sindacale (con consenso unanime)

Il Presidente

(f.to Gianluca Cinti)


KPMG

KPMG S.p.A.
Revisione e organizzazione contabile
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Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537 del 16 aprile 2014

Agli Azionisti della
KME Group S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo KME Group (nel seguito anche il "Gruppo"), costituito dai prospetti della situazione patrimoniale e finanziaria consolidata al 31 dicembre 2025, dell'utile/(perdita) dell'esercizio e delle altre componenti del conto economico complessivo consolidato, delle variazioni di patrimonio netto consolidato e del rendiconto finanziario consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note esplicative al bilancio consolidato che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo KME Group al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nel paragrafo "Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato" della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla KME Group S.p.A. (nel seguito anche la "Società") in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione

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contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto, su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Recuperabilità dell'avviamento

Note esplicative al bilancio consolidato: nota esplicativa n. 2.3 “Altri principi contabili rilevanti” e nota esplicativa n. 4.3 “Avviamento”.

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta all’aspetto chiave
Il Gruppo ha iscritto un valore di avviamento pari a €369,0 milioni al 31 dicembre 2025 (€394,4 milioni al 31 dicembre 2024) interamente allocato alla Cash Generating Unit (nel seguito anche “CGU”) “Rame”.
Il principio contabile internazionale IAS 36 richiede che l’avviamento e le altre attività a vita utile indefinita siano sottoposti a verifica di recuperabilità con cadenza almeno annuale e, comunque, al manifestarsi di indicatori di perdita di valore (c.d. ‘trigger events’).
Il Gruppo effettua l’impariment test in occasione della redazione dei bilanci annuali e comunque ogni volta che si manifestano indicatori di potenziale riduzione di valore, confrontando il valore contabile con la stima del valore recuperabile della CGU, basato sul valore d’uso determinato mediante il metodo dell’attualizzazione dei flussi finanziari attesi.
Il processo di determinazione del valore recuperabile dell’avviamento e della relativa CGU è caratterizzato da un elevato grado di complessità e dall’utilizzo di stime, per loro natura incerte e soggettive, con riferimento ai seguenti fattori:
• flussi finanziari attesi, determinati tenendo conto dell’andamento economico generale e del settore di appartenenza, caratterizzato da volatilità dei prezzi delle materie prime, dinamiche di domanda legate ai principali settori industriali di sbocco e impatti derivanti dal contesto macroeconomico e geopolitico;
• parametri finanziari utilizzati ai fini della determinazione del tasso di attualizzazione applicato alle proiezioni dei flussi finanziari che richiedono un elevato grado di giudizio.
Per tali ragioni abbiamo considerato la recuperabilità dell’avviamento un aspetto chiave dell’attività di revisione. Le procedure di revisione svolte hanno incluso:
• comprensione del processo adottato nella predisposizione dell’impairment test approvato dal Consiglio di Amministrazione della capogruppo, nonché l’esame della configurazione e messa in atto dei controlli ritenuti rilevanti;
• comprensione del processo adottato nella predisposizione dei dati previsionali dai quali sono estratti i flussi finanziari attesi utilizzati ai fini della determinazione del valore d’uso;
• analisi della ragionevolezza delle ipotesi adottate dagli Amministratori nella predisposizione dei dati previsionali;
• esame degli scostamenti tra i dati previsionali degli esercizi precedenti e i dati consuntivati, al fine di comprendere il grado di accuratezza storico delle stime;
• confronto tra i flussi finanziari attesi utilizzati ai fini della determinazione del valore d’uso e i flussi previsti nei dati previsionali ed analisi della ragionevolezza degli eventuali scostamenti;
• analisi, anche mediante il coinvolgimento di esperti del network KPMG, della ragionevolezza delle assunzioni rilevanti adottate dagli Amministratori nell’impairment test nonché delle metodologie di valutazione utilizzate e dei dati sottostanti;
• confronto tra capitalizzazione di borsa e patrimonio netto contabile del Gruppo;
• esame dell’analisi di sensitività effettuata dagli Amministratori circa le assunzioni chiave adottate nella determinazione del valore d’uso;
• analisi degli eventi occorsi successivamente alla data di riferimento del bilancio che forniscano elementi informativi utili circa la recuperabilità dell’avviamento;
• esame dell’informativa fornita dagli Amministratori nelle note esplicative al bilancio consolidato con riferimento alla recuperabilità dell’avviamento.

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Altri aspetti – Informazioni comparative

Il bilancio consolidato del Gruppo KME Group per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 è stato sottoposto a revisione contabile da parte di un altro revisore che, in data 24 aprile 2025, ha espresso un giudizio senza rilievi su tale bilancio.

Responsabilità degli Amministratori e del Collegio Sindacale della KME Group S.p.A. per il bilancio consolidato

Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli Amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare a operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli Amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione del capogruppo KME Group S.p.A. o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il Collegio Sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;

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  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli Amministratori, inclusa la relativa informativa;
  • siamo giunti a una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di un'incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare a operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;
  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati a un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) 537/14

L'Assemblea degli Azionisti della KME Group S.p.A. ci ha conferito in data 17 dicembre 2024 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2033.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/14 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.


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Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al Collegio Sindacale, nella sua funzione di Comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli Amministratori della KME Group S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF – European Single Electronic Format) al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815.

Giudizi e dichiarazione ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettere e), e-bis) ed e-ter), del D.Lgs. 39/10 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98

Gli Amministratori della KME Group S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo KME Group al 31 dicembre 2025, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98, con il bilancio consolidato;
  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98;
  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98 sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo KME Group al 31 dicembre 2025.

Inoltre, a nostro giudizio la relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98 sono redatte in conformità alle norme di legge.


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Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e-ter), del D.Lgs. 39/10, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Il nostro giudizio sulla conformità alle norme di legge non si estende alla sezione della relazione sulla gestione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità. Le conclusioni sulla conformità di tale sezione alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione e all'osservanza degli obblighi di informativa previsti dall'art. 8 del Regolamento (UE) 2020/852 sono formulate da parte nostra nella relazione di attestazione ai sensi dell'art. 14-bis del D.Lgs. 39/10.

Milano, 14 maggio 2026

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Riccardo Cecchi
Socio

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