Quarterly Report • May 4, 2023
Quarterly Report
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| Informazione Regolamentata n. 0167-36-2023 |
Data/Ora Ricezione 04 Maggio 2023 11:46:47 |
Euronext Milan | |
|---|---|---|---|
| Societa' | : | ITALGAS | |
| Identificativo Informazione Regolamentata |
: | 176329 | |
| Nome utilizzatore | : | ITALGASN01 - Scaglia | |
| Tipologia | : | 3.1 | |
| Data/Ora Ricezione | : | 04 Maggio 2023 11:46:47 | |
| Data/Ora Inizio Diffusione presunta |
: | 04 Maggio 2023 11:46:48 | |
| Oggetto | : | ITALGAS: APPROVATI I RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2023 |
|
| Testo del comunicato |
Vedi allegato.
Milano, 4 maggio 2023 - Il Consiglio di Amministrazione di Italgas, riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Benedetta Navarra, ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2023 (non sottoposti a revisione contabile).
Highlight economici e finanziari consolidati:
Highlight operativi (comprensivi delle società partecipate):
Ufficio Stampa Italgas +39 02 8187 2020 [email protected]
1 La voce esprime l'indebitamento finanziario netto escludendo gli effetti dei debiti ex IFRS 16 e del prestito soci Italgas NewCo, comprensivo di quota interessi.
2 La voce non considera passività per 35,0 milioni di euro costituite dal pro-quota del prestito soci, comprensivo di quota interessi, a Italgas NewCo S.p.A, subordinato e convertibile in azioni, sottoscritto dal socio Phaeton Holding SA, che si ritiene non avere natura di debito finanziario.
Nei primi tre mesi del 2023 continuano le attività operative del Gruppo Italgas per raggiungere gli obiettivi di trasformazione digitale del network e dei target di sostenibilità fissati dal Piano di Creazione di Valore Sostenibile contenuti nel Piano Strategico 2022-2028. Le reti di distribuzione di Italgas – smart, digitali e flessibili – sono pronte ad accogliere gas rinnovabili, come biometano, idrogeno e metano sintetico, e a fare da volano della transizione ecologica garantendo allo stesso tempo sicurezza energetica e costi competitivi per industrie e cittadini.
Continuano a crescere i principali indicatori economici, grazie agli importanti investimenti per la digitalizzazione di asset, processi e persone che confermano il ruolo pivotale dell'innovazione tecnologica nel percorso di sviluppo del Gruppo.
Nel periodo sono stati realizzati 175,1 milioni di euro di investimenti dedicati principalmente all'estensione, alla trasformazione digitale e al repurposing delle reti. Più nello specifico, sono stati 213 i chilometri di nuove condotte posate nel primo trimestre del 2023.
L'EBITDA dei primi tre mesi dell'anno ammonta a 297,2 milioni di euro (+18,9% rispetto al 31 marzo 2022) e l'utile netto attribuibile al Gruppo è pari a 103,6 milioni di euro (+16,5% rispetto al 31 marzo 2022).
Con riferimento agli obiettivi di sostenibilità, il significativo contributo delle diverse iniziative di innovazione, digitalizzazione ed efficientamento energetico, sia in ambito industriale sia civile, oltre alla attività di formazione rivolte ai dipendenti in merito ai temi dell'efficienza energetica, hanno permesso di proseguire il percorso verso la riduzione dei consumi netti di energia (-17,3%) e delle emissioni climalteranti Scope 1 e 2 del Gruppo (-6,4%), anche a fronte dell'inclusione dei contributi del Gruppo DEPA Infrastructure relativi al 2023.
I risultati ottenuti nel primo trimestre ci permettono di inaugurare anche il 2023 all'insegna della crescita sia sotto il profilo delle performance che dello sviluppo delle attività nei Paesi in cui operiamo.
Tutti gli indicatori economici hanno fatto registrare un incremento a doppia cifra con l'EBITDA che ha riportato un aumento del 18,9%, sfiorando i 300 milioni di euro, e un Utile Netto di Gruppo che ha superato i 100 milioni di euro, mettendo a segno un aumento del 16,5% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, grazie anche al contributo delle attività in Grecia e della ESCo.
I 175 milioni di euro investiti in questo primo trimestre hanno ulteriormente accelerato il percorso di trasformazione digitale del network che rende le nostre reti pronte ad accogliere i gas rinnovabili. Tali gas sono strategici per una transizione ecologica che garantisca, in coerenza con gli obiettivi UE, la sicurezza energetica e la competitività sul piano dei costi per i cittadini e le imprese.
Grazie all'impegno delle donne e degli uomini del Gruppo Italgas lavoriamo per fornire alle comunità un servizio sempre più efficiente con tecnologie all'avanguardia; quelle stesse che abbiamo posto alla base del nostro percorso verso un'economia decarbonizzata.
La struttura del Gruppo Italgas al 31 marzo 2023 non si è modificata rispetto a quella in essere al 31 dicembre 2022.
Nel presente comunicato vengono utilizzati indicatori alternativi di performance tra cui l'EBITDA (margine operativo lordo, determinato sottraendo all'utile netto le imposte sul reddito, i proventi netti su partecipazioni, gli oneri finanziari netti, gli ammortamenti e le svalutazioni), l'EBIT (risultato della gestione operativa, determinato sottraendo all'utile netto le imposte sul reddito, i proventi netti su partecipazioni e gli oneri finanziari netti) e l'indebitamento finanziario netto (determinato come somma dei debiti finanziari a breve e a lungo termine, al netto delle disponibilità liquide ed equivalenti e delle attività correnti).
L'informativa finanziaria NON-GAAP deve essere considerata come complementare e non sostituisce le informazioni redatte secondo gli IAS – IFRS.
| Primo trimestre | ||||
|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | 2022 | 2023 | Var. ass. | Var.% |
| Ricavi regolati distribuzione gas | 318,3 | 362,8 | 44,5 | 14,0 |
| di cui Ricavi di vettoriamento | 296,3 | 343,5 | 47,2 | 15,9 |
| di cui Altri ricavi regolati distribuzione gas | 22,0 | 19,3 | (2,7) | (12,3) |
| Ricavi diversi | 35,7 | 117,1 | 81,4 | - |
| Ricavi totali (*) | 354,0 | 479,9 | 125,9 | 35,6 |
| Costi operativi | (104,0) | (182,7) | (78,7) | 75,7 |
| Margine operativo lordo (EBITDA) | 250,0 | 297,2 | 47,2 | 18,9 |
| Ammortamenti e svalutazioni | (108,1) | (124,7) | (16,6) | 15,4 |
| Utile operativo (EBIT) | 141,9 | 172,5 | 30,6 | 21,6 |
| Oneri finanziari netti | (14,0) | (19,9) | (5,9) | 42,1 |
| Proventi netti su partecipazioni | 0,3 | 0,4 | 0,1 | 33,3 |
| Utile prima delle imposte | 128,2 | 153,0 | 24,8 | 19,3 |
| Imposte sul reddito | (34,5) | (41,1) | (6,6) | 19,1 |
| Utile netto | 93,7 | 111,9 | 18,2 | 19,4 |
| Utile netto attribuibile al Gruppo | 88,9 | 103,6 | 14,7 | 16,5 |
| Utile netto attribuibile alle minoranze | 4,8 | 8,3 | 3,5 | 72,9 |
(*) Il conto economico riclassificato, a differenza del prospetto legal, prevede l'esposizione dei Ricavi totali e dei Costi operativi al netto degli effetti IFRIC 12 "Accordi per servizi in concessione" (156,2 e 165,2 milioni di euro rispettivamente nel primo trimestre 2023 e 2022), dei contributi di allacciamento (4,7 milioni di euro in entrambi i trimestri di riferimento), dei rimborsi da terzi e di altre componenti residuali (5,3 e 0,1 milioni di euro rispettivamente nel primo trimestre 2023 e 2022).
I ricavi totali del primo trimestre 2023 ammontano a 479,9 milioni di euro, in aumento di 125,9 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2022 (+35,6%) e si riferiscono ai ricavi regolati distribuzione gas naturale (362,8 milioni di euro) e a ricavi diversi (117,1 milioni di euro). Al 31 marzo 2023, i ricavi totali derivanti
dall'inclusione nel perimetro di consolidamento del Gruppo DEPA Infrastructure sono pari a 43,9 milioni di euro e 108,4 milioni di euro risultanti dalle attività ESCo.
I ricavi regolati distribuzione gas aumentano di 44,5 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2022 per effetto dell'aumento dei ricavi di vettoriamento (47,2 milioni di euro) in parte compensato dalla diminuzione degli altri ricavi regolati distribuzione gas (-2,7 milioni di euro).
L'aumento dei ricavi di vettoriamento (47,2 milioni di euro) è riconducibile principalmente al consolidamento del Gruppo DEPA Infrastructure (43,0 milioni di euro), all'incremento della RAB Italia di riferimento (6,3 milioni di euro), all'incremento del deflatore (5,3 milioni di euro), al contributo delle reti sarde (2,6 milioni di euro), all'incremento dell'indice d'inflazione per i costi operativi (2,6 milioni di euro) e agli effetti della Delibera ARERA n. 737/2022 3 relativi alla remunerazione della telelettura/telegestione (2,3 milioni di euro) parzialmente compensato dall'effetto della cessione degli impianti dell'ATEM Napoli 1 ad altro operatore (-12,6 milioni di euro), dalla variazione dell'X-factor (-1,8 milioni di euro) e dai minori conguagli tariffari rispetto al corrispondente periodo 2022 (-0,8 milioni di euro).
La diminuzione degli altri ricavi regolati (-2,7 milioni di euro) è principalmente legata ai minori ricavi per servizi alla clientela (-1,5 milioni di euro), ai minori incentivi per ricerca dispersioni (-0,9 milioni di euro) e al contributo ex art. 57 della Delibera ARERA n. 367/14 s.m.i. relativo alla sostituzione di misuratori tradizionali con quelli elettronici (-0,7 milioni di euro).
I ricavi diversi (117,1 milioni di euro) aumentano di 81,4 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2022 principalmente per effetto dell'incremento delle attività nel campo dell'efficienza energetica (87,9 milioni di euro) parzialmente compensato dai minori ricavi legati al deconsolidamento di Gaxa (8,7 milioni di euro).
I costi operativi sono pari a 182,7 milioni di euro, in aumento di 78,7 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2022, principalmente per maggiori costi esterni netti per 70,8 milioni di euro (essenzialmente indotti dalle attività relative all'efficienza energetica) e per il consolidamento del Gruppo DEPA Infrastructure per 14,2 milioni di euro parzialmente compensati da minori costi legati al deconsolidamento di Gaxa (-8,4 milioni di euro) e ai Titoli di Efficienza Energetica (-1,0 milioni di euro).
L'utile operativo lordo (EBITDA) al 31 marzo 2023 ammonta a 297,2 milioni di euro, in aumento di 47,2 milioni di euro (+18,9%) rispetto al corrispondente periodo del 2022 (250,0 milioni di euro), e comprende 29,7 milioni di euro derivanti dal consolidamento del Gruppo DEPA Infrastructure e 20,5 milioni di euro risultanti dalle attività ESCo.
Gli ammortamenti e svalutazioni (124,7 milioni di euro) aumentano di 16,6 milioni di euro (+15,4%) rispetto al corrispondente periodo del 2022 principalmente per effetto degli investimenti realizzati e della variazione dell'area di consolidamento connessa al Gruppo DEPA Infrastructure (8,4 milioni di euro).
3 La Delibera, in relazione alla definizione della componente parametrica a copertura dei costi operativi e di capitale di telelettura/telegestione, prevede per l'anno tariffe 2023, l'attivazione di una componente tariffaria unica fissata in 1,59 euro/punto di riconsegna smart.
L'utile operativo (EBIT) conseguito nell'esercizio 2022 ammonta a 172,5 milioni di euro, con un aumento di 30,6 milioni di euro rispetto al 31 marzo 2022 (+21,6%), e comprende 21,3 milioni di euro derivanti dal consolidamento del Gruppo DEPA Infrastructure e 19,7 milioni di euro risultanti dalle attività ESCo.
Gli oneri finanziari netti al 31 marzo 2023 sono pari a 19,9 milioni di euro, in aumento di 5,9 milioni di euro rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. L'aumento è attribuibile principalmente alle operazioni di finanziamento effettuate nel 2022 nonché alla variazione dell'area di consolidamento per l'ingresso del Gruppo DEPA Infrastructure.
I proventi netti su partecipazioni al 31 marzo 2023 sono pari a 0,4 milioni di euro e fanno riferimento al contributo delle partecipate valutate con il metodo del patrimonio netto.
Le imposte sul reddito ammontano a 41,1 milioni di euro in aumento di 6,6 milioni di euro rispetto al corrispondente valore dell'anno precedente essenzialmente come conseguenza del maggior risultato del periodo.
L'utile netto al 31 marzo 2023 ammonta a 111,9 milioni di euro (+19,4%). L'utile netto attribuibile al Gruppo si attesta a 103,6 milioni di euro ed è in aumento rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente (31 marzo 2022: 88,9 milioni di euro).
La situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata di Italgas al 31 marzo 2023, raffrontata con quella al 31 dicembre 2022, è di seguito sintetizzata:
| (milioni di €) | 31.12.2022 | 31.03.2023 | Var. ass. |
|---|---|---|---|
| Capitale immobilizzato (*) | 8.120,6 | 8.197,1 | 76,5 |
| Immobili, impianti e macchinari | 379,0 | 378,1 | (0,9) |
| Attività immateriali | 7.975,5 | 8.026,8 | 51,3 |
| Partecipazioni | 66,2 | 66,3 | 0,1 |
| Crediti finanziari e titoli strumentali all'attività operativa | 3,4 | 3,0 | (0,4) |
| Debiti netti relativi all'attività di investimento | (303,5) | (277,1) | 26,4 |
| Capitale di esercizio netto | 340,0 | 460,5 | 120,5 |
| Fondi per benefici ai dipendenti | (69,9) | (68,8) | 1,1 |
| Attività destinate alla vendita e passività direttamente associabili | - | - | - |
| CAPITALE INVESTITO NETTO | 8.390,7 | 8.588,8 | 198,1 |
| Patrimonio netto | 2.390,6 | 2.499,3 | 108,7 |
| - di competenza del Gruppo Italgas | 2.108,3 | 2.208,7 | 100,4 |
| - di competenza Terzi azionisti | 282,3 | 290,6 | 8,3 |
| Indebitamento finanziario netto (**) | 6.000,1 | 6.089,5 | 89,4 |
| COPERTURE | 8.390,7 | 8.588,8 | 198,1 |
(*) Al netto degli effetti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 15.
(**) La voce: i) include gli effetti derivanti dall'applicazione del principio IFRS 16 pari a 72,7 milioni di euro (72,0 milioni di euro al 31 dicembre 2022); ii) non considera passività per 35,0 milioni di euro (34,8 milioni di euro al 31 dicembre 2021) costituite dal pro-quota del prestito soci, comprensivo di quota interessi, subordinato e convertibile in azioni sottoscritto dal socio Phaeton Holding SA, che si ritiene non avere natura di debito finanziario.
Il capitale investito netto al 31 marzo 2023 ammonta a 8.588,8 milioni di euro ed è composto dalle voci di seguito commentate.
Il capitale immobilizzato (8.197,1 milioni di euro) aumenta di 76,5 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2022.
L'analisi della variazione degli Immobili, impianti e macchinari e delle Attività immateriali è la seguente:
| (milioni di €) | Immobili, impianti e macchinari |
Attività IFRIC 12 | Attività immateriali | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Saldo al 31 Dicembre 2022 | 379,0 | 7.647,5 | 328,0 | 8.354,5 |
| Investimenti | 10,2 | 156,5 | 8,5 | 175,1 |
| - di cui IFRS 16 | 8,8 | - | - | 8,8 |
| Ammortamenti e svalutazioni | (11,2) | (102,6) | (11,0) | (124,7) |
| - di cui ammortamenti ex IFRS 16 | (6,7) | - | - | (6,7) |
| Contributi | - | (4,6) | - | (4,6) |
| Dismissioni e alienazioni | (0,5) | (4,4) | - | (5,0) |
| Altre variazioni | 0,7 | 9,0 | (0,1) | 9,6 |
| Saldo al 31 Maro 2023 | 378,1 | 7.701,4 | 325,4 | 8.404,9 |
Le immobilizzazioni immateriali (8.026,8 milioni di euro) comprendono in prevalenza i beni per i servizi in concessione contabilizzati ai sensi dell'IFRIC 12 (7.701,4 milioni di euro).
Le immobilizzazioni materiali (378,1 milioni di euro), che riguardano prevalentemente impianti, fabbricati e attrezzature industriali e commerciali, registrano un decremento di 0,9 milioni di euro principalmente per effetto degli ammortamenti per 11,2 milioni di euro (di cui 6,7 milioni di euro legati al diritto d'uso ex IFRS 16) parzialmente compensato dagli investimenti di periodo per 10,2 milioni di euro (di cui 8,8 milioni di euro connessi all'applicazione dell'IFRS 16).
Le partecipazioni (66,3 milioni di euro) aumentano di 0,1 milioni di euro.
Il capitale di esercizio netto consolidato al 31 marzo 2023 ammonta a 460,5 milioni di euro ed è così composto:
| (milioni di €) | 31.12.2022 | 31.03.2023 | Var. ass. |
|---|---|---|---|
| Crediti commerciali | 315,7 | 373,1 | 57,4 |
| Rimanenze | 120,5 | 119,5 | (1,0) |
| Crediti tributari | 116,7 | 253,2 | 136,5 |
| Ratei e risconti da attività regolate | 188,6 | 166,0 | (22,6) |
| Altre attività | 815,1 | 648,8 | (166,3) |
| Debiti commerciali | (709,4) | (555,4) | 154,0 |
| Fondi per rischi e oneri | (144,3) | (139,2) | 5,1 |
| Passività per imposte differite | (91,6) | (74,5) | 17,1 |
| Debiti tributari | (28,2) | (76,0) | (47,8) |
| Altre passività | (243,1) | (255,0) | (11,9) |
| 340,0 | 460,5 | 120,5 |
Rispetto al 31 dicembre 2022, il capitale d'esercizio netto aumenta di 120,5 milioni di euro prevalentemente per: i) maggiori crediti commerciali (57,4 milioni di euro) per effetto principalmente dell'aumento dei crediti relativi al "Super/Ecobonus" (70,0 milioni di euro) e dei crediti verso le società di vendita greche (11,7 milioni di euro) parzialmente compensato dalla riduzione dei crediti verso CSEA (-32,9 milioni di euro); ii) incremento delle partite tributarie nette attive (105,8 milioni di euro) riconducibile principalmente al credito IVA per 100,0 milioni di euro; iii) diminuzione delle altre attività (166,3 milioni di euro) essenzialmente per i crediti verso CSEA per le componenti accessorie del vettoriamento4; iv) diminuzione dei debiti commerciali (154,0 milioni di euro) per effetto della riduzione dei debiti verso le società di vendita (180,9 milioni di euro, prevalentemente per Bonus gas e UG2) compensato dell'aumento dei debiti verso fornitori (26,2 milioni di euro); v) riduzione dei fondi per rischi e oneri (5,1 milioni di euro); vi) aumento delle altre passività d'esercizio (11,9 milioni di euro).
| (milioni di €) | 31.12.2022 | 31.03.2023 | Var. ass. |
|---|---|---|---|
| Debiti finanziari e obbligazionari | 6.510,8 | 6.487,0 | (23,8) |
| Debiti finanziari a breve termine (*) | 121,1 | 486,0 | 364,9 |
| Debiti finanziari a lungo termine (**) | 6.317,7 | 5.928,3 | (389,4) |
| Debiti finanziari per leasing ex IFRS 16 | 72,0 | 72,7 | 0,7 |
| Contratti derivati copertura Cash Flow Hedge | (52,5) | (52,1) | 0,4 |
| Crediti finanziari e disponibilità liquide ed equivalenti | (458,2) | (345,4) | 112,8 |
| Disponibilità liquide ed equivalenti | (451,9) | (339,3) | 112,6 |
| Crediti finanziari | (5,6) | (5,6) | 0,0 |
| Titoli non strumentali all'attività operativa | (0,7) | (0,5) | 0,2 |
| Indebitamento finanziario netto (**) | 6.000,1 | 6.089,5 | 89,4 |
| Debiti finanziari per leasing ex IFRS 16 | 72,0 | 72,7 | 0,7 |
| Indebitamento finanziario netto (esclusi effetti ex IFRS 16) (**) | 5.928,1 | 6.016,8 | 88,7 |
(*) Includono le quote a breve dei debiti finanziari a lungo termine.
(**) L'indebitamento finanziario netto non considera passività per 35,0 milioni di euro (34,8 milioni di euro al 31 dicembre 2022) costituite dal pro-quota del prestito soci, comprensivo di quota interessi, a Italgas NewCo, subordinato e convertibile in azioni, sottoscritto dal socio Phaeton Holding SA, che si ritiene non avere natura di debito finanziario.
L'indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2023, escludendo gli effetti derivanti dai debiti finanziari ex IFRS 16 pari a 72,7 milioni di euro (72,0 milioni di euro al 31 dicembre 2022) e dalla quota prestito soci Italgas NewCo, ammonta a 6.016,8 milioni di euro in aumento di 88,7 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2022 (5.928,1 milioni di euro).
I debiti finanziari e obbligazionari lordi al 31 marzo 2023 sono pari a 6.487,0 milioni di euro (6.510,8 milioni di euro al 31 dicembre 2022) e si riferiscono a prestiti obbligazionari (4.464,4 milioni di euro), contratti di finanziamento su provvista della Banca Europea per gli Investimenti/BEI (958,6 milioni di euro), a debiti verso banche (991,3 milioni di euro) e debiti per IFRS 16 (72,7 milioni di euro).
4 La variazione, prevalentemente, riguarda le componenti Bonus gas e UG2 volte a ridurre la spesa sostenuta per la fornitura di gas naturale dai nuclei familiari in condizioni di disagio economico che sarà rimborsata dall'ARERA in base alla normativa vigente.
Le disponibilità liquide sono pari a 339,3 milioni di euro e diminuiscono di 112,6 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2022.
| Al 31 marzo 2023 la composizione del debito finanziario lordo per tipologia di tasso d'interesse è la seguente: | ||||
|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | 31.12.2022 | % | 31.03.2023 | % |
| Tasso fisso | 5.905,8 | 90,7% | 5.890,1 | 90,8% |
| Tasso variabile | 605,0 | 9,3% | 596,9 | 9,2% |
| Indebitamento finanziario lordo | 6.510,8 | 100,0% | 6.487,0 | 100,0% |
Le passività finanziarie a tasso fisso ammontano a 5.890,1 milioni di euro e si riferiscono principalmente a prestiti obbligazionari (4.464,4 milioni di euro), a quattro finanziamenti BEI (851,1 milioni di euro), a finanziamenti bancari (501,9 milioni di euro) e a passività finanziarie ex IFRS 16 (72,7 milioni di euro).
Le passività finanziarie a tasso variabile ammontano a 596,9 milioni di euro e si riferiscono principalmente a finanziamenti bancari (489,4 milioni di euro) e ad un finanziamento BEI (107,5 milioni di euro).
Ad eccezione di un finanziamento BEI di nominali 90 milioni di euro sottoscritto da Toscana Energia e di alcuni finanziamenti stipulati dalle società controllate da DEPA Infrastructure pre-esistenti all'acquisizione, al 31 marzo 2023 non sono presenti contratti di finanziamento contenenti covenant finanziari e/o assistiti da garanzie reali.
Alcuni di tali contratti prevedono, inter alia, il rispetto di: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Italgas e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare. Al 31 marzo 2023 tali impegni risultano rispettati.
Lo schema del rendiconto finanziario riclassificato sottoriportato è la sintesi dello schema legale del rendiconto finanziario obbligatorio. Il rendiconto finanziario riclassificato consente il collegamento tra la variazione delle disponibilità liquide tra inizio e fine periodo e la variazione dell'indebitamento finanziario netto tra inizio e fine periodo. La misura che consente il raccordo tra i due rendiconti è il "free cash flow"5 cioè l'avanzo o il deficit di cassa che residua dopo il finanziamento degli investimenti.
| Primo trimestre | ||
|---|---|---|
| (milioni di €) | 2022 | 2023 |
| Utile netto | 93,7 | 111,9 |
| A rettifica: | ||
| - Ammortamenti ed altri componenti non monetari | 109,9 | 123,5 |
| - Minusvalenze (plusvalenze) nette su cessioni e radiazioni di attività | (1,9) | 1,9 |
| - Interessi e imposte sul reddito | 49,9 | 61,1 |
| Variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione | (37,8) | (172,5) |
| Dividendi, interessi e imposte sul reddito incassati (pagati) | (15,0) | (18,7) |
| Flusso di cassa da attività operativa (*) | 198,8 | 107,2 |
| Investimenti tecnici | (175,0) | (161,7) |
| Altre variazioni relative all'attività di investimento | (5,1) | (25,9) |
| Disinvestimenti e altre variazioni | 4,7 | 0,1 |
| Free cash flow prima di operazioni di Merger and Acquisition | 23,4 | (80,3) |
| Acquisizione rami d'azienda, impianti e attività finanziarie | (13,4) | - |
| Free cash flow | 10,0 | (80,3) |
| Variazione dei debiti finanziari a breve e a lungo e dei crediti finanziari | (165,7) | (24,3) |
| Rimborsi debiti finanziari per beni in leasing | (5,3) | (8,0) |
| Apporto capitale da terzi | 0,2 | - |
| Flusso di cassa netto dell'esercizio | (160,8) | (112,6) |
| (*) Al netto degli effetti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 15. |
| Primo trimestre | ||
|---|---|---|
| (milioni di €) | 2022 | 2023 |
| Free cash flow prima di operazioni di Merger and Acquisition | 23,4 | (80,3) |
| Variazione per acquisizioni di partecipazioni, rami aziendali e asset | 3,5 | - |
| Incremento debiti finanziari per leasing | (1,9) | (8,7) |
| Apporto capitale da terzi | 0,2 | - |
| Altre variazioni (Differenza tra interessi contabilizzati e pagati e fair value derivati) | - | (0,4) |
| Variazione indebitamento finanziario netto | 25,3 | (89,4) |
Il flusso di cassa da attività operativa al 31 marzo 2023 pari a 107,2 milioni di euro, ha parzialmente finanziato il flusso derivante dagli investimenti netti pari a 187,5 milioni di euro generando un free cash flow negativo per 80,3 milioni di euro.
5 Il free cash flow chiude alternativamente: (i) sulla variazione di cassa di periodo, dopo che sono stati aggiunti/sottratti i flussi di cassa relativi ai debiti/attivi finanziari (accensioni/rimborsi di crediti/debiti finanziari) e al capitale proprio (pagamento di dividendi/apporti di capitale); (ii) sulla variazione dell'indebitamento finanziario netto di periodo, dopo che sono stati aggiunti/sottratti i flussi di indebitamento relativi al capitale proprio (pagamento di dividendi/apporti di capitale).
Nel 2023 sono stati effettuati investimenti tecnici per un ammontare pari a 175,1 milioni di euro6, (31 marzo 2022: 179,5 milioni di euro), di cui 8,8 milioni di euro relativi ad investimenti contabilizzati ai sensi dell'IFRS 16.
| Primo trimestre | ||||
|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | 2022 | 2023 | Var.ass. | Var. % |
| Distribuzione | 118,8 | 101,4 | (17,4) | (14,7) |
| Sviluppo e mantenimento Rete | 108,7 | 89,9 | (18,8) | (17,3) |
| Nuove reti | 10,1 | 11,5 | 1,4 | 13,6 |
| Digitalizzazione | 51,9 | 57,7 | 5,8 | 11,2 |
| Altri Asset | 36,3 | 32,7 | (3,6) | (9,9) |
| Misura | 10,8 | 21,6 | 10,8 | - |
| Processi | 4,8 | 3,4 | (1,4) | (29,2) |
| Altri investimenti | 8,8 | 16,0 | 7,2 | 82,4 |
| - di cui Real Estate | 2,3 | 1,0 | (1,3) | (58,1) |
| - di cui ICT | 5,3 | 4,7 | (0,6) | (11,5) |
| - di cui effetto IFRS 16 | 2,0 | 8,8 | 6,8 | - |
| 179,5 | 175,1 | (4,4) | (2,4) |
Gli investimenti di distribuzione (101,4 milioni di euro, -14,7% rispetto al corrispondente periodo del 2022) che hanno consuntivato la posa di ulteriori 213 km di condotte sono trainati dalle iniziative di sviluppo, mantenimento e repurposing della rete. La riduzione rispetto al corrispondente periodo del 2022, parzialmente compensata dall'inclusione nel perimetro di consolidamento delle società greche, è indotta da minori realizzazioni di nuove reti, principalmente dovute al progressivo completamento del progetto di metanizzazione della Sardegna. Le società controllate da DEPA Infrastructure hanno realizzato 17,9 milioni di investimenti, di cui 4,0 milioni di euro destinati alla realizzazione di nuove reti.
Gli investimenti in digitalizzazione (57,7 milioni di euro, +11,2% rispetto al corrispondente periodo del 2022, di cui 1,5 milioni di euro relativi a DEPA Infrastructure) si riferiscono principalmente all'installazione di dispositivi digitali per l'acquisizione dei dati per il controllo e monitoraggio della rete di distribuzione, degli impianti e per la misurazione7.
6 Il Gruppo DEPA Infrastructure ha realizzato, nel periodo di riferimento del consolidamento, investimenti complessivi per 24,9 milioni di euro.
7 Il piano di sostituzione dei contatori tradizionali con smart meter in Italia ha raggiunto, al 31 marzo 2023 , complessivamente 7,6 milioni di contatori intelligenti installati (93,1% del parco totale misuratori e la totalità di quelli attivi). Al 31 marzo 2023 il parco contatori digitali installato dal Gruppo Depa Infrastructure è pari a 47 migliaia di unità. Considerando anche le società partecipate, sulle quali Italgas non esercita il controllo, nel periodo sono stati installati 145 mila di nuovi misuratori portando a 7,7 milioni il numero complessivo di contatori intelligenti installati al 31 marzo 2023 (92,7% del parco totale misuratori e la totalità di quelli attivi).
| 2022 | 2023 | Var.ass. | Var. % | |
|---|---|---|---|---|
| Contatori attivi (milioni) | 7,806 | 7,808 | 0,003 | - |
| Contatori installati (milioni) | 8,769 | 8,769 | - | - |
| Comuni in concessione per la distribuzione gas (nr) | 1.983 | 1.984 | 1,0 | 0,1 |
| Comuni in concessione per la distribuzione gas in esercizio (nr) | 1.889 | 1.891 | 2,0 | 0,1 |
| Rete di distribuzione (chilometri) | 79.406,1 | 79.504,0 | 97,9 | 0,1 |
| Gas vettoriato (milioni di metri cubi)* | 3.835,0 | 3.305,1 | (529,9) | (13,8) |
| * Il dato si riferisce al primo trimestre. |
| 2022 | 2023 | Var. ass. | Var.% | |
|---|---|---|---|---|
| Contatori attivi (milioni) | 7,959 | 7,961 | 0,003 | - |
| Contatori installati (milioni) | 8,940 | 8,940 | - | - |
| Comuni in concessione per la distribuzione gas (nr) | 2.044 | 2.045 | 1,0 | - |
| Comuni in concessione per la distribuzione gas in esercizio (nr) | 1.950 | 1.952 | 2,0 | 0,1 |
| Rete di distribuzione (chilometri) | 81.309,3 | 81.401,0 | 91,7 | 0,1 |
| Gas vettoriato (milioni di metri cubi) * | 3.953,3 | 3.408,3 | (545,0) | (13,8) |
* Il dato si riferisce al primo trimestre.
L'obiettivo Net-Zero al 2050, fissato dall'Unione Europea nell'ambito del Green Deal, e l'ulteriore impulso alla lotta ai cambiamenti climatici, alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti e alla diversificazione delle fonti energetiche - determinato dal piano REPowerEU della Commissione Europea e, prima ancora, dal pacchetto Fit for 55 - pongono oggi i singoli Stati membri di fronte all'urgenza di agire.
Il conflitto russo-ucraino ha accelerato la necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi e ha spinto l'Unione Europea a definire misure urgenti per la sicurezza degli approvvigionamenti, la diversificazione delle fonti, l'uso delle energie rinnovabili e l'efficienza energetica. Il Piano REPowerEU (2022), approvato in risposta al conflitto, ha aggiornato e incrementato gli obiettivi precedentemente fissati sulla penetrazione dei gas rinnovabili nel mix energetico europeo. Il nuovo target è di 35 miliardi di metri cubi di biometano e 20 milioni di tonnellate di idrogeno nelle forniture energetiche entro il 2030, rispettivamente il doppio e il quadruplo rispetto al target fissato nel Pacchetto "Fit for 55" (2021).
Anche nel lungo periodo il gas ricoprirà un ruolo significativo nel supportare il phase-out dal carbone e la sicurezza energetica continuando a rappresentare circa 27% dei consumi energetici europei al 2050, (di cui il 20% relativo al gas naturale)8, ma con una composizione rinnovata che rifletterà un crescente peso dei gas rinnovabili come biometano, idrogeno e metano sintetico. In questo scenario, il ruolo delle reti di distribuzione del gas, se digitalizzate, resterà centrale.
Di pari passo, l'efficienza energetica è vista come volano della lotta al cambiamento climatico e per il raggiungimento degli obiettivi fissati negli Accordi di Parigi, sia nelle politiche europee, che in quelle italiane. In questo contesto, il Gruppo Italgas ha scelto di giocare un ruolo da protagonista nel percorso di decarbonizzazione dell'economia e dei consumi attraverso scelte strategiche che hanno di fatto anticipato l'approccio delle istituzioni nazionali e comunitarie, poi concretizzatosi nel Fit for 55 e nel REPowerEU.
Il Piano Strategico 2022-2028 definisce una serie di investimenti volti a favorire:
8 ENTSOG TYNDP 2022 Visualization Platform - Global Ambition Scenario data.
di produzione di biometano alla rete di distribuzione, introdurre la tecnologia del reverse flow verso la rete di trasporto, sviluppare impianti e componenti hydrogen ready;
I criteri ESG adottati dal Gruppo rappresentano non solo parte integrante delle strategie di sviluppo ma anche elemento fondante e perno di molte azioni del modello di business di Italgas. Per attuare una reale sostenibilità economica, finanziaria, ambientale e sociale ed essere in grado di creare valore condiviso, il Gruppo si è dotato di nuovo Piano di Creazione di Valore Sostenibile 2022-2028 "Costruttori di futuro"9, che indirizza tutti temi di sostenibilità connessi al proprio business. Poiché ogni azione del Gruppo produce degli impatti, l'impegno è quello di massimizzare i risultati positivi e minimizzare le potenziali ricadute negative, generando impatti virtuosi sui capitali tangibili e intangibili che vengono utilizzati nei propri processi.
Con questo obiettivo, Italgas ha strutturato il proprio Piano, basandolo su tre pilastri: Pianeta, Persone, Partnership (per un futuro sostenibile insieme), cui corrispondono precise linee d'azione con impegni chiari e target misurabili.
Il Piano di Creazione di Valore Sostenibile 2022-2028 è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Italgas il 14 dicembre 2022 e presentato agli stakeholder il 19 gennaio 2023.
I target relativi al cambiamento climatico contenuti nel Piano Strategico 2022-2028 e nel Piano di Creazione di Valore Sostenibile 2022-2028, puntano a ridurre le emissioni di CO2 e i consumi di energia, consentendo al Gruppo di essere in anticipo rispetto agli obiettivi dell'UE fissati al 2030. Grazie alla trasformazione digitale della rete e alle innovazioni tecnologiche – dalla CRDS (la Cavity Ring-Down Spectroscopy), tecnologia all'avanguardia nel campo delle attività di monitoraggio delle reti, al know-how della controllata Geoside – Italgas prevede che al 2028 avrà ridotto del 34% le emissioni climalteranti (Scope 1 e Scope 2) e del 27% i consumi energetici, entrambi rispetto ai livelli del 202010. Il Gruppo Italgas, inoltre, si è dotato di target in linea con le principali tempistiche definite dal Green Deal: -42% di emissioni climalteranti e -33% di consumi energetici al 2030 (a parità di baseline e perimetro definiti per i precedenti obiettivi) ed un "Obiettivo Net Zero Carbon" al 2050, sulla base delle iniziative di cui sopra e di attività di carbon removal, a partire dal 2030.
Nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità forniscono un significativo contributo diverse iniziative sviluppate dalla controllata Geoside volte all'efficientamento energetico sia in ambito industriale sia civile, e alla attività di formazione rivolte ai dipendenti in merito ai temi dell'efficienza energetica.
9 https://www.italgas.it/comunicato/italgas-il-cda-approva-il-piano-di-creazione-di-valore-sostenibile-2022-2028/
10 A parità di perimetro, escluse eventuali variazioni a seguito di operazioni M&A, DEPA Infrastructure e gare ATEM.
La fonte energetica maggiormente utilizzata nelle attività del Gruppo è il gas naturale, sia negli usi civili e industriali, sia per l'autotrazione. Italgas da anni monitora i propri consumi con l'obiettivo di ridurre nel tempo il proprio impatto ambientale secondo un processo di miglioramento continuo e in linea con gli obiettivi identificati nel proprio Piano Strategico 2022-2028 e nel Piano di Creazione di Valore Sostenibile 2022-2028.
Nel seguito sono presentati i consumi netti di energia per i primi tre mesi del 2023, i quali tengono in considerazione anche del contributo del Gruppo DEPA Infrastructure, che, invece, non era presente nel 2022.
| Consumi netti di energia (TJ)11 | Primo trimestre | |||
|---|---|---|---|---|
| 2022 | 2023 | Var. Ass. | Var.% | |
| Consumi di energia da combustibile ad uso industriale | 135,2 | 112,5 | (22,7) | (16,8) |
| Consumi di energia da combustibile ad uso civile | 17,6 | 9,9 | (7,7) | (43,8) |
| Consumi di energia da combustibile da autotrazione | 33,0 | 34,8 | 1,8 | 5,5 |
| Consumi di energia elettrica netta per uso industriale | 13,5 | 5,7 | (7,8) | (57,8) |
| Consumi di energia elettrica netta per uso civile | 8,9 | 9,3 | 0,4 | 4,5 |
| Consumi di energia termica ad uso civile | 0,1 | 0,1 | - | - |
| 208,3 | 172,3 | (36,0) | (17,3) |
I primi tre mesi del 2023 sono stati caratterizzati da una forte riduzione dei consumi netti di energia totale, il cui consumo totale è pari a 172,3 TJ (-17,3% rispetto al corrispondente periodo del 2022, anche a fronte di un aumento di 6,6 TJ per l'inclusione del Gruppo DEPA Infrastructure).
Per quel che riguarda i consumi di energia da combustibile, è stato registrato un consumo a uso industriale in diminuzione per i primi tre mesi del 2023 (-16,8%, da 135,2 TJ a 112,5 TJ, incluso anche l'aumento di 1,3 TJ relativo al perimetro greco). Tale risultato è stato raggiunto grazie alla prosecuzione degli interventi di efficientamento attuati sul parco impiantistico del Gruppo, quali la sostituzione di nuove caldaie e l'installazione di sistemi di ottimizzazione dei sistemi di preriscaldo del gas e la digitalizzazione dei processi di monitoraggio e regolazione, che ha permesso di operare in condizioni di maggior efficienza. Il consumo specifico del processo di preriscaldo (metri cubi di gas naturale consumato per preriscaldo per migliaio di metri cubi di gas immesso in rete) registra una lieve riduzione per il Gruppo12 da un valore di 1,16 a 1,15.
Relativamente ai consumi di energia da combustibile per uso civile, per i primi tre mesi del 2023, si rileva una diminuzione del 43,8% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente (da 17,6 TJ a 9,9 TJ, nonostante il contributo di 0,9 TJ relativi al perimetro greco), contestualmente a un lieve aumento complessivo dei consumi di energia elettrica, pari al 4,5% (da 8,9 TJ a 9,3 TJ, determinato dal contributo di 1,6 TJ relativi al perimetro greco). La riduzione dei consumi totali di energia per uso civile (TJ relativi al consumo di gas ed energia
11 Si tratta di consumi totali di energia, cui sono sottratti eventuali consumi di energia elettrica autoprodotta ed autoconsumata, I valori per i primi tre mesi del 2023 tengono in considerazione del contributo del Gruppo DEPA Infrastructure, il quale invece non era presente nel 2022.
12 Riferito a Toscana Energia e Italgas Reti. Nel caso in cui venissero esclusi gli impianti dotati di turboespansori e cogenerazione, il consumo specifico passerebbe da 1,26, riferito al primo trimestre del 2022, ricalcolato con lo stesso perimetro adottato per il 2023, a 1,08, per il primo trimestre del 2023, a fronte, però, di una produzione contestuale di 6,6 TJ di energia elettrica registrata solo in quest'ultimo periodo negli impianti in questione.
elettrica) è correlata al costante processo di ottimizzazione e rinnovamento del patrimonio immobiliare, oltre che alla gestione "intelligente" dello stesso sulla base del monitoraggio digitalizzato e continuo dei principali parametri delle sedi e dei loro consumi (con un conseguente miglioramento delle prestazioni energetiche).
I consumi industriali di energia elettrica del Gruppo sono diminuiti del 57,8% (da 13,5 TJ a 5,7 TJ, di cui 0,2 TJ relativi al perimetro greco), riduzione ascrivibile principalmente agli interventi di efficientamento impiantistico nella gestione della distribuzione idrica e all'autoconsumo dell'energia elettrica prodotta nei citygate dotati di turboespansori abbinati agli impianti di cogenerazione.
Infine, i consumi di energia da carburante per autotrazione registrano un aumento di 1,8 TJ (+5,5% rispetto al corrispondente periodo del 2022, determinato dal contributo di 2,7 TJ relativi al perimetro greco). La riduzione ottenuta sul perimetro italiano è principalmente motivata dall'ottimizzazione del parco auto e dalla progressiva digitalizzazione dei processi aziendali (servizio di emissione online dei preventivi e la piena adozione del Workon-Site per il monitoraggio dei cantieri), che comportano, nel complesso, una significativa riduzione delle uscite in campo del personale operativo.
I principali apporti alle emissioni di gas ad effetto serra del Gruppo Italgas derivano dalle emissioni fuggitive di gas naturale dalle reti di distribuzione, dai processi per il preriscaldo del gas vettoriato negli impianti di decompressione e dall'utilizzo delle auto della flotta aziendale.
Nel seguito sono presentate le emissioni di CO2eq Scope 1 e 2 per i primi tre mesi del 2023, le quali tengono in considerazione anche del contributo del Gruppo DEPA Infrastructure, che, invece, non era presente nel 2022.
| Scope 1 e Scope 213 (migliaia di tCO2eq) | Primo trimestre | |||
|---|---|---|---|---|
| 2022 | 2023 | Var. Ass. | Var.% | |
| Emissioni fuggitive di gas (Scope 1) | 16,1 | 15,7 | (0,4) | (2,5) |
| Emissioni da consumi di gas per uso industriale (Scope 1) | 7,6 | 6,4 | (1,2) | (15,8) |
| Emissioni da consumi di gas per uso civile (Scope 1) | 1,0 | 0,6 | (0,4) | (40,0) |
| Emissioni da consumi da combustibile da autotrazione (Scope 1) | 1,6 | 1,7 | 0,1 | 6,2 |
| Emissioni da consumi di energia elettrica per uso industriale (Scope 2) | - | - | - | - |
| Emissioni da consumi di energia elettrica per uso civile (Scope 2) | 0,1 | 0,3 | 0,2 | 200,0 |
| Emissioni da energia termica per uso civile (Scope 2) | - | - | - | - |
| 26,4 | 24,7 | (1,7) | (6,4) |
13 Scope 2 market-based. I valori per i primi tre mesi del 2023 tengono in considerazione del contributo del Gruppo DEPA Infrastructure, il quale invece non era presente nel 2022.
La riduzione delle emissioni totali del 6,4% nei primi tre mesi del 2023, rispetto al corrispondente periodo del 2022, è principalmente legata alle riduzioni delle emissioni fuggitive del Gruppo Italgas sul perimetro italiano e greco (-2,5%). Tale riduzione è motivata principalmente dalla riduzione dei tempi di localizzazione ed eliminazione delle dispersioni stesse. Il piano di investigazione 2023 è stato caratterizzato da una particolare focalizzazione sulle porzioni di rete a maggiore probabilità di dispersione, nonché da un incremento della rete ispezionata con tecnologia CRDS, passando da 20.745 chilometri nei primi tre mesi 2022 ai 25.789 chilometri nello stesso periodo del 2023 (+24,3%), ottenuti ispezionando anche la rete greca in analogia a quanto viene effettuato sulle reti italiane.
Nei primi tre mesi del 2023 si è registrata una riduzione del 21,8% delle emissioni per chilometro sottoposto ad ispezione, il cui valore è passato da 44,80 Smc/km dei primi tre mesi del 2022 a 35,02 Smc/km nel 2023. Il Gruppo sta applicando un modello innovativo di manutenzione predittiva delle reti che, combinando le caratteristiche tecnico-operative delle stesse (ad es. età, materiale e pressione) e il prodotto dell'elaborazione dei dati ottenuti sul campo dal programma intensivo di ricerca dispersioni, identifichi le aree di potenziale rischio di dispersione e le relative probabilità di emissione in ottica di gestione ed intervento predittivi.
Infine, le emissioni da consumi di gas per uso civile e industriale sono in linea con le variazioni dei consumi descritte, mentre quelle da consumi di energia elettrica rimangono estremamente contenute, a seguito della riduzione dei consumi e dall'approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate per la quasi totalità dei volumi in Italia.
A marzo 2023 Italgas ha avviato trattative in esclusiva con il Gruppo Veolia Environnement S.A. per la potenziale acquisizione delle partecipazioni detenute dal Gruppo Veolia in alcune società̀ attive nel servizio idrico nelle regioni Lazio, Campania e Sicilia. L'operazione prevista si inquadra nella più ampia strategia tracciata con il Piano Strategico 2022-2028 che prevede il potenziamento della presenza del Gruppo nel settore idrico. Nell'ambito delle trattative in corso, il Gruppo Veolia ha concesso a Italgas un periodo di esclusiva fino al 10 maggio 2023, per il completamento delle attività di due diligence.
In particolare, l'operazione riguarda il potenziale acquisto delle partecipazioni del Gruppo Veolia nelle seguenti società: i) 100% del capitale sociale di Acqua S.r.l. che detiene direttamente il 98,5% del capitale sociale di Idrosicilia S.p.A. e, indirettamente, il 75% del capitale sociale di Siciliacque S.p.A.; ii) 100% di Idrolatina S.r.l. che detiene il 49% circa di Acqualatina S.p.A.; iii) 47,9% di Acqua Campania S.p.A..
Nel 2023 è proseguito il percorso di trasformazione digitale di asset e processi intrapreso dal Gruppo in linea con la propria visione strategica. Sotto la spinta della Digital Factory l'innovazione continua a produrre risultati tangibili. Ne sono esempio l'applicazione di DANA (Digital Advanced Network Automation), l'innovativo sistema di comando e controllo della rete gas digitalizzata, a un impianto di produzione di biometano recentemente entrato in funzione e collegato alla rete Italgas, e l'estensione di WorkOnSite, l'applicazione che consente di gestire da remoto l'avanzamento dei cantieri, anche alla fase di installazione dei gruppi di riduzione della pressione.
In data 9 marzo 2023, in esecuzione del Piano di co-investimento 2018-2020 approvato dall'Assemblea Ordinaria e Straordinaria degli Azionisti del 19 aprile 2018, il Consiglio di Amministrazione ha determinato l'attribuzione gratuita di complessive n. 499.502 nuove azioni ordinarie della Società ai beneficiari del Piano stesso (c.d. terzo ciclo del Piano) ed eseguito la terza tranche dell'aumento di capitale sociale deliberato dalla predetta Assemblea, per un importo di nominali euro 619.382,48 prelevato da riserve da utili a nuovo.
practice, esperienze e storie di successo delle aziende leader a livello mondiale sui temi della sostenibilità.
Italgas ha inoltre confermato la sua leadership con l'inclusione nella categoria "Top 1% S&P Global ESG Score", in virtù delle eccellenti performance registrate.
Il risultato è stato conseguito a valle del Corporate Sustainability Assessment (CSA) condotto nel 2022: 708 società, tra le 7.800 valutate, sono state inserite nel Sustainability Yearbook 2023 sulla base dei loro punteggi ESG.
Nel 2022, Italgas Reti ha impugnato, con ricorso per motivi aggiunti in seno al ricorso già pendente al TAR Lombardia avverso la Delibera 620/2021/R/gas, la Delibera n. 736/2022/R/gas, recante "l'aggiornamento delle tariffe per i servizi di distribuzione e misura del gas per l'anno 2023" e la Delibera n. 737/2022/R/gas recante "l'aggiornamento infra-periodo della regolazione tariffaria dei servizi di distribuzione e misura del gas, per il triennio 2023-2025. Approvazione della RTDG per il triennio 2023-2025 e modifiche al codice di rete tipo per il servizio di distribuzione gas". Allo stato si è in attesa della fissazione dell'udienza di merito.
Nel dicembre 2022, Italgas Reti ha proposto un ricorso per accertamento tecnico preventivo davanti al Tribunale di Napoli, al fine di chiedere l'ammissione di una consulenza tecnica d'ufficio finalizzata a rideterminare l'importo dovuto ad Italgas Reti all'operatore risultato aggiudicatario dell'ATEM Napoli 1 a titolo di valore di rimborso. Allo stato si è in attesa dello scioglimento della riserva assunta dal Giudice all'udienza dello scorso 14 marzo 2023.
Con la Delibera n. 152/2023/C/gas l'Autorità ritiene che sussistano i presupposti per proporre appello al Consiglio di Stato avverso le sentenze con cui il TAR Lombardia ha parzialmente accolto i ricorsi proposti per l'annullamento della RTDG 2020-2025 in quanto le sentenze si baserebbero su un'erronea interpretazione degli elementi di fatto e di diritto rilevanti.
ai 24 impianti che distribuiscono gas nelle località (ricadenti nelle regioni Sicilia, Piemonte, Liguria) interessate dagli esiti dell'indagine conoscitiva di cui all'Allegato A alla delibera n. 494/2018/E/gas. La delibera prevede che il procedimento si concluda entro il 31 dicembre 2023 e che nell'ambito dello stesso possano essere acquisite ulteriori informazioni utili al suo svolgimento.
Italgas, coerentemente con quanto previsto dal Piano Strategico 2022-2028, continuerà a perseguire i propri obiettivi principalmente volti (i) alla prosecuzione del programma di trasformazione digitale, repurposing ed estensione del network, per dotare il Paese di infrastrutture all'avanguardia in grado di accogliere e distribuire gas rinnovabili come biometano e idrogeno verde; (ii) all'azione di consolidamento nel settore dell'efficienza energetica con l'obiettivo di porsi tra i principali operatori del settore; (iii) alle nuove opportunità di crescita esterna attraverso gare ATEM, M&A nei settori della distribuzione gas, idrico ed efficienza energetica così come, a seguito del perfezionarsi dell'acquisto di DEPA Infrastructure, allo sviluppo del mercato greco.
Come noto, nel corso del mese di febbraio 2022 è esploso il conflitto militare russo-ucraino a seguito dell'invasione da parte dell'esercito russo del territorio sovrano ucraino. Lo stato di tensione generatosi sul piano politico-militare e le conseguenti sanzioni economiche adottate da parte della comunità internazionale nei confronti della Russia hanno determinato effetti e turbolenze significative sui mercati globalizzati, sia sul fronte finanziario sia sul fronte dei prezzi e dell'export di materie prime, ciò in considerazione del significativo ruolo che Russia e Ucraina assumono nello scacchiere economico internazionale.
Italgas conferma di non disporre di attività produttive o personale dislocato in Russia, in Ucraina o in paesi geo-politicamente allineati con la Russia, né di intrattenere rapporti commerciali e/o finanziari con tali Paesi. Italgas continua a non rilevare restrizioni materialmente rilevanti nell'esecuzione di transazioni finanziarie per il tramite del sistema bancario, anche a seguito dell'esclusione della Russia dal sistema internazionale di pagamento swift. Tuttavia, in un mercato già caratterizzato da restrizioni e rallentamenti nella catena degli approvvigionamenti soprattutto in relazione alla componentistica, non è escluso che la situazione di tensione politico-economico indotta dal conflitto possa esacerbare tali difficoltà e ripercuotersi, in una forma ad oggi non stimabile né prevedibile, sull'efficacia e tempestività della capacità di approvvigionarsi del Gruppo.
In particolare, a seguito di una survey su una parte rilevante dei propri fornitori effettuata nei mesi successivi all'inizio del conflitto, è emerso che nessuno dei fornitori oggetto del sondaggio ha segnalato impatti con il mercato russo, mentre un solo fornitore ha rilevato sub-forniture di origine ucraina per le quali ha posto in atto iniziative volte alla ricerca di alternative.
Tutti i fornitori interpellati hanno confermato di aver posto in essere misure atte a prevenire effetti derivanti da eventuali attacchi cyber. Il monitoraggio dei mesi successivi non ha evidenziato il verificarsi di criticità conseguenti al conflitto.
Si segnala altresì che la maggior parte dei processi gestiti dai fornitori interpellati possono essere catalogati tra quelli energivori.
Il sondaggio ha confermato, come già precedentemente evidenziato, la crescente criticità sull'approvvigionamento di elettronica e componentistica legata all'acciaio, sia in termini di prezzi sia di
tempistiche di consegna e di disponibilità. Con riferimento alle tensioni sui mercati finanziari, Italgas continua ad essere esposta solo marginalmente al rischio di cambio ed in ogni caso solo rispetto alla valuta dollaro USA.
Rispetto alle disponibilità di fonti di finanziamento ed ai relativi costi, si segnala che i) oltre il 90% dell'indebitamento finanziario di Italgas è a tasso fisso ii) il prossimo rimborso di un prestito obbligazionario è previsto per il 2024 per cui non sussistono esigenze di rifinanziamento nel breve periodo, iii) il Gruppo dispone in ogni caso di liquidità depositata presso primari istituti di credito per un ammontare, al 31 marzo 2023, pari a 339,3 milioni di euro che, anche alla luce dei piani di investimento in essere e delle operazioni previste nel breve periodo, consentirebbero di gestire, senza effetti significativamente materiali, eventuali restrizioni nell'accesso al credito.
Con riferimento ai rischi indiretti connessi alle società di vendita che utilizzano le reti del Gruppo Italgas, nel caso in cui queste si trovino a soffrire, in uno scenario internazionale deteriorato, di condizioni avverse di approvvigionamento della commodity quali, ad esempio, forti incrementi dei prezzi della materia prima non trasferibili ai clienti finali risultando, per le stesse, in un peggioramento delle condizioni finanziarie e relativa difficoltà ad adempiere regolarmente agli obblighi contrattuali nei confronti del Gruppo Italgas, si ricordi che le regole per l'accesso degli utenti al servizio di distribuzione del gas in Italia sono stabilite dall'ARERA e regolate nel Codice di Rete che definisce peraltro il sistema delle garanzie finanziarie in essere a tutela del distributore.
Con riferimento al rischio di minori volumi di gas immessi nell'infrastruttura nazionale l'attuale regolazione tariffaria non determina, come noto, un'esposizione per i distributori a variazioni di volumi di gas vettoriato. In ogni caso, il rischio di un'interruzione prolungata di immissione del gas naturale nelle infrastrutture di distribuzione, che possa incidere in forma significativamente negativa sulla continuità operativa del Gruppo, sarebbe comunque mitigato dalle azioni già in essere e/o allo studio a livello nazionale ed europeo quali l'ottimizzazione degli stoccaggi, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, l'incremento della produzione nazionale.
Infine, prendendo in esame il servizio di distribuzione del gas naturale in Grecia ed alla luce degli scenari sopra indicati, il Gruppo non ha rilevato e non stima, al momento, rilevanti conseguenze negative sugli incassi attesi dalle società di vendita del gas tali da pregiudicare l'equilibrio finanziario del Gruppo così come sulla regolarità dei pagamenti delle controparti.
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Il Decreto Legislativo 15 febbraio 2016, n. 25, in vigore dal 18 marzo 2016, che ha dato attuazione alla direttiva europea 2013/50/UE del 22 ottobre 2013 (cosiddetta nuova direttiva Transparency), ha eliminato l'obbligo di pubblicazione del resoconto intermedio di gestione, precedentemente disposto dall'art. 154-ter comma 5 del Testo Unico della Finanza (TUF).
In coerenza con lo sviluppo del quadro normativo di riferimento e tenuto conto delle esigenze degli stakeholders, Italgas ha scelto di pubblicare su base volontaria informazioni finanziarie periodiche aggiuntive rispetto alla Relazione finanziaria annuale e semestrale.
Tale scelta rispecchia la politica aziendale di informativa regolare e trasparente sulle performance finanziarie di Gruppo, rivolta al mercato e agli investitori.
Le informazioni economiche, patrimoniali e finanziarie sono state redatte conformemente ai criteri di valutazione e misurazione stabiliti dagli International Financial Reporting Standard (IFRS) emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del Regolamento (CE) n.1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002.
I valori delle voci, tenuto conto della loro rilevanza, sono espressi in milioni di euro con una cifra decimale.
Alle ore 16:00 CET di oggi, si terrà una conference call per illustrare ad analisti finanziari e investitori i risultati del primo trimestre 2023. La presentazione potrà essere seguita tramite audio webcasting sul sito web della Società (www.italgas.it). In concomitanza con l'avvio della conference call, nella sezione Investor Relations/Presentazioni del sito, verrà inoltre reso disponibile il materiale di supporto alla presentazione.
Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Giovanni Mercante, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
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Questo comunicato contiene dichiarazioni previsionali ("forward-looking statements"), in particolare nella sezione "Evoluzione prevedibile della gestione e conflitto Russia – Ucraina" relative a: piani di investimento, evoluzione della struttura finanziaria, performance gestionali future ed esecuzione dei progetti. I forward - looking statements hanno per loro natura una componente di rischiosità e di incertezza perché dipendono dal verificarsi di eventi e sviluppi futuri. I risultati effettivi potranno pertanto differire rispetto a quelli annunciati in relazione a diversi fattori, tra cui: le performance operative effettive, le condizioni macroeconomiche generali, fattori geopolitici quali le tensioni internazionali e l'instabilità socio-politica, gli effetti della pandemia, l'impatto delle regolamentazioni in campo energetico e in materia ambientale, il successo nello sviluppo e nell'applicazione di nuove tecnologie, cambiamenti nelle aspettative degli stakeholder e altri cambiamenti nelle condizioni di business, nonché l'azione della concorrenza.
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