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Italgas — Annual Report 2016
Apr 3, 2017
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Annual Report
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Relazione finanziaria annuale 2016
VALORI E MISSIONE
Competenza, efficienza, innovazione, affidabilità, sicurezza, vicinanza alle persone.
Ogni giorno, da 180 anni, il lavoro degli uomini e delle donne di Italgas è ispirato da questi valori.
Da sempre, Italgas accompagna lo sviluppo economico e sociale del Paese favorendone la crescita sostenibile. Oggi è il primo distributore di gas naturale in Italia e il terzo in Europa.
Forte di queste basi, il Gruppo ora guarda avanti e punta a rafforzare la sua presenza sul mercato. Investimenti, sviluppo, miglioramento continuo e qualità del servizio sono le principali direttrici della strategia messa a punto per raggiungere i tanti obiettivi e per continuare a generare valore.
Italgas, 180 anni di storia e un futuro di successi da scrivere.
Per Italgas, Gruppo Italgas o Gruppo si intende Italgas S.p.A. e le imprese incluse nell'area di consolidamento.
Relazione finanziaria annuale 2016
Organi sociali
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE(a) COLLEGIO SINDACALE(a)
Presidente Presidente Lorenzo Bini Smaghi Gian Piero Balducci
Amministratore delegato e Direttore generale Sindaci effettivi Paolo Gallo Giandomenico Genta
Consiglieri
Nicola Bedin Sindaci supplenti Barbara Borra Marilena Cederna Maurizio Dainelli Walter Visco Cinzia Farisè Yunpeng He Paolo Mosa Paola Annamaria Petrone
Laura Zanetti
COMITATO CONTROLLO E RISCHI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE(b) COMITATO PER LA REMUNERAZIONE(b)
Paola Annamaria Petrone (Presidente) Barbara Borra (Presidente) Barbara Borra Maurizio Dainelli Cinzia Farisè Paola Annamaria Petrone
COMITATO NOMINE(b)
Nicola Bedin Yunpeng He Maurizio Dainelli Paolo Mosa
DIRETTORE GENERALE FINANZA E SERVIZI(C)
COMITATO SOSTENIBILITÀ(b)
Cinzia Farisè (Presidente) Nicola Bedin (Presidente)
ORGANISMO DI VIGILANZA(d)
Antonio Paccioretti Carlo Piergallini (Presidente) Eliana La Ferrara Francesco Profumo
SOCIETÀ DI REVISIONE(e)
EY S.p.A.
- (a) Nominati dall'Assemblea degli Azionisti del 4 agosto 2016. In carica sino alla data dell'Assemblea ordinaria degli Azionisti convocata per l'approvazione del bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2018.
- (b) Comitati istituiti dal Consiglio di Amministrazione in data 4 agosto 2016. Componenti nominati dal Consiglio di Amministrazione del 5 settembre 2016.
- (c) Nominato dal Consiglio di Amministrazione del 26 settembre 2016 con efficacia dal 7 novembre 2016.
- (d) Nominato dal Consiglio di Amministrazione del 20 dicembre 2016.
- (e) Incarico conferito dall'Assemblea degli Azionisti del 4 agosto 2016 per il periodo 2016 2024.
Sommario
Relazione e Bilancio consolidato
Relazione sulla gestione
- Premessa metodologica e definizioni
- Lettera agli Azionisti e agli Stakeholder
- Highlights 2016
- Italgas e i mercati finanziari
- Azionariato
- Il Gruppo Italgas
- La storia
- La nuova brand identity
- Struttura del Gruppo Italgas al 31 dicembre 2016
- 16 Dati e informazioni di sintesi
- Principali eventi
- Principali dati
- Andamento operativo del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas"
- Le infrastrutture
- La regolazione
- Principali dati operativi del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas"
- La regolazione
- I risultati economico finanziari
- Conto economico "Consolidato"
- Non GAAP Measures
- Conto economico "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" e Conto economico "Consolidato Pro-forma"
- Situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata
- Rendiconto finanziario riclassificato
- Riconduzione degli schemi di bilancio riclassificati a quelli obbligatori
- I risultati economico finanziari di Italgas S.p.A.
- Conto economico riclassificato
- Situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata
- Rendiconto finanziario riclassificato
- Riconduzione degli schemi di bilancio riclassificati a quelli obbligatori
- Fattori di rischio e di incertezza
- Il processo di Enterprise Risk Management in Italgas
- Rischi finanziari
- Rischi operativi
- Evoluzione prevedibile della gestione
- Altre informazioni
- Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari
- Quadro normativo e regolatorio
- Sostenibilità e responsabilità d'impresa
- Glossario
79 Bilancio consolidato
- 80 Schemi di bilancio
- 84 Note al bilancio consolidato
- 140 Attestazione del management
- 141 Relazione della Società di revisione
Bilancio di esercizio di Italgas S.p.A.
143 Bilancio di esercizio
- 144 Schemi di Bilancio
- 148 Note al bilancio di esercizio
- 171 Attestazione del management
- 172 Proposte del Consiglio di Amministrazione all'Assemblea degli Azionisti
- 173 Relazione del Collegio Sindacale all'Assemblea degli Azionisti
- 181 Relazione della Società di revisione
- 183 Deliberazioni dell'Assemblea degli Azionisti
Allegati
- 184 Allegati alle note del bilancio consolidato
- 185 Imprese e partecipazioni di Italgas S.p.A. al 31 dicembre 2016
- 187 Allegati alle note del bilancio di esercizio
- 187 Notizie sulle imprese controllate e collegate a partecipazione diretta di Italgas S.p.A.
- 188 Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione
Disclaimer
La Relazione finanziaria annuale contiene dichiarazioni previsionali ("forward - looking statements"), in particolare nella sezione "Evoluzione prevedibile della gestione" relative a: piani di investimento, performance gestionali future, esecuzione dei progetti. I forward looking statements hanno per loro natura una componente di rischiosità e di incertezza perché dipendono dal verificarsi di eventi e sviluppi futuri. I risultati effettivi potranno pertanto differire rispetto a quelli annunciati in relazione a diversi fattori, tra cui: le performance operative effettive, le condizioni macroeconomiche generali, fattori geopolitici quali le tensioni internazionali, l'impatto delle regolamentazioni in campo energetico e in materia ambientale, il successo nello sviluppo e nell'applicazione di nuove tecnologie, cambiamenti nelle aspettative degli stakeholder e altri cambiamenti nelle condizioni di business.
Premessa metodologica e definizioni
Al fine di fornire una rappresentazione il più possibile completa e significativa, nella presente relazione vengono esposti i dati economico-finanziari distinti in tre modalità di seguito illustrate:
- "Consolidato", riferito ai dati economico-finanziari consolidati di Italgas S.p.A. che includono Italgas S.p.A. dalla data della sua costituzione (1 giugno 2016), e le società consolidate Italgas Reti S.p.A., Napoletanagas S.p.A. e ACAM Gas S.p.A. dalla data di separazione da Snam della partecipazione di Italgas Reti e, pertanto, della costituzione del Gruppo Italgas (7 novembre 2016);
- "Consolidato Pro-forma", redatto ai soli fini di dare un'adeguata rappresentazione della situazione economico-finanziaria ad anno intero del Gruppo Italgas, che espone i dati economico-finanziari dell'aggregato composto da Italgas S.p.A. dalla data della sua costituzione (1 giugno 2016) e dalle società Italgas Reti S.p.A., Napoletanagas S.p.A. e ACAM Gas S.p.A. dalla data del primo gennaio 2016;
- "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas", redatto al fine di poter meglio illustrare e rendere comparabile nel tempo l'andamento dell'attività di distribuzione e misura del gas, che rappresenta sia i dati economico-finanziari che i dati operativi consolidati di Italgas Reti S.p.A., Napoletanagas S.p.A. e ACAM Gas S.p.A., permettendo un confronto omogeneo dell'esercizio 2016 con quello 2015;
- Il "Consolidato Pro-forma" e il "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" espongono dati che non corrispondono ai dati consuntivi del Bilancio consolidato Italgas per l'esercizio 2016. Essi sono redatti per fornire un commento all'andamento operativo del Gruppo Italgas e, nel caso del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas", anche a poter esprimere un trend dell'attività operativa rispetto all'esercizio precedente. I dati consuntivi del Gruppo Italgas e di Italgas S.p.A. sono riportati rispettivamente nella sezione "Bilancio consolidato" e "Bilancio di esercizio di Italgas S.p.A." della presente Relazione finanziaria annuale e sono rappresentati dai dati generatisi (i) nel periodo dal 1 giugno al 31 dicembre 2016 per il Bilancio di esercizio di Italgas S.p.A. e (ii) dal 1 giugno al 31 dicembre 2016 per Italgas S.p.A. e dal 7 novembre al 31 dicembre per le società consolidate Italgas Reti S.p.A., Napoletanagas S.p.A. e ACAM Gas S.p.A. Il "Consolidato Pro-forma" e il "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" espongono quindi dati antecedenti alla scissione di Italgas da Snam.
Lettera agli Azionisti e agli Stakeholder
Lorenzo Bini Smaghi Paolo Gallo
Presidente Amministratore Delegato
Signori Azionisti e Stakeholder,
il 2016 è stato un anno molto importante per Italgas. Il 7 novembre 2016, dopo 13 anni di assenza, Italgas è tornata sul mercato azionario italiano quotandosi nell'indice FTSE MIB di Borsa Italiana.
Il processo di nuova quotazione è passato attraverso un percorso articolato e complesso che ha portato al passaggio delle partecipazioni nelle società operative focalizzate sul business della distribuzione gas dalla precedente controllante Snam a un soggetto nuovo e autonomo che ha assunto la denominazione di Italgas S.p.A.
Considerando le peculiarità dei loro business e le diverse opportunità di sviluppo che si presentano nei rispettivi contesti di mercato, Snam e Italgas hanno scelto di scindersi per rafforzare entrambe le società e creare ulteriore valore per i propri azionisti e stakeholder.
Il Gruppo che si è venuto a costituire comprende ora Italgas Reti (in precedenza denominata Italgas), controllata direttamente da Italgas S.p.A., Napoletanagas e ACAM Gas, controllate attraverso Italgas Reti. Vanno considerate inoltre, tra le società non incluse nell'area di consolidamento, la partecipazione del 48,08% in Toscana Energia, società leader nel settore della distribuzione del gas in Toscana, e quelle del 50% in Metano Sant'Angelo Lodigiano e 45% in Umbria Distribuzione Gas.
Il Gruppo Italgas, comprendendo le proprie partecipate, gestisce oggi più di 65 mila km di rete e oltre 7,4 milioni di punti di riconsegna del gas, serviti in 1.582 concessioni, e detiene una quota di mercato della distribuzione gas in termini di punti di riconsegna pari a circa il 34%.
Rinnovata nella struttura e ancor più focalizzata verso gli obiettivi della propria strategia di sviluppo, Italgas vede nelle gare d'ambito l'opportunità per crescere e consolidare il mercato, nell'efficienza operativa la chiave per mantenere la leadership in termini di redditività, negli investimenti significativi la via per continuare l'ammodernamento della rete e introdurre importanti innovazioni tecnologiche, nell'iniezione di nuove risorse e nella riorganizzazione interna delle persone la forza e le competenze per portare avanti l'ambizioso progetto.
Il piano di Italgas prevede di mettere a servizio del Paese investimenti tra i più significativi nel panorama industriale italiano, pari a circa 2 miliardi di euro entro la fine del 2020 sull'attuale perimetro di gestione. Oltre alla crescita organica, Italgas ha previsto investimenti netti per 1,3 miliardi di euro per l'acquisizione di nuove concessioni.
Gli ultimi mesi del 2016 hanno visto significativi cambiamenti e novità nel panorama italiano e internazionale, economico, politico e sociale. Dal nuovo avvio del 7 novembre 2016, Italgas si è affacciata nuovamente al mercato e, da subito, si è confrontata con situazioni complesse e in continuo mutamento che influenzano il contesto in cui opera e la percezione e risposta sui mercati.
Nel mese di novembre la società di rating Fitch ha assegnato a Italgas S.p.A. il giudizio definitivo "BBB+", outlook stabile, mentre Moody's Investors Service ha assegnato il rating definitivo "Baa1" per il merito di credito a lungo termine, sempre con outlook stabile.
A seguito dell'approvazione del piano di emissioni obbligazionarie a medio lungo termine (EMTN), deliberato dal Consiglio di Amministrazione nell'ottobre 2016, Italgas ha debuttato sul mercato obbligazionario emettendo, il 19 gennaio 2017, obbligazioni per complessivi 2.150 milioni di euro con le seguenti caratteristiche: (i) 1.500 milioni di euro, suddivisi in due tranche, la prima a 5 anni e la seconda a 10 anni, entrambe a tasso fisso, per un importo di 750 milioni di euro ciascuna e cedola annua rispettivamente dello 0,50% e dell'1,625%; (ii) 650 milioni di euro emessi in data 14 marzo 2017, con scadenza il 14 marzo 2024 e cedola annua a tasso fisso dell' 1,125%.
Inoltre, nel dicembre 2016, Italgas ha perfezionato un finanziamento dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) da 300 milioni di euro della durata di 16 anni. L'operazione destinata a finanziare in particolare l'installazione dei nuovi contatori intelligenti, cosiddetti smart meter, è la maggiore perfezionata da BEI in Italia nel comparto utilities nel corso dell'anno.
Sui risultati economici consolidati dell'esercizio in chiusura, 7 novembre 2016 – 31 dicembre 2016, hanno inciso costi addizionali non ricorrenti. Al netto di tali costi, i risultati economici del "Consolidato"1 dell'ultimo bimestre 2016 registrano un utile operativo adjusted e un utile netto adjusted rispettivamente di 52 e 30 milioni di euro.
Considerando i risultati economici del "Consolidato Pro-forma"2 si registra un utile operativo adjusted di 359 milioni di euro e un utile netto adjusted di 221 milioni di euro.
Il Consiglio di Amministrazione intende proporre all'Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,20 euro per azione.
Abbiamo alle spalle tanta storia importante e allo stesso tempo siamo una start-up di 180 anni e quasi 4.000 persone. In tanti anni di vita abbiamo vissuto cambiamenti significativi, difficoltà, successi e continue rinascite contraddistinte da un fattore comune: la voglia sempre viva di guardare avanti e cogliere nuove sfide.
Questo è lo spirito che ogni giorno guida il lavoro delle nostre persone. A loro, e a Voi che credete in Italgas, indirizziamo il nostro ringraziamento per i risultati raggiunti. In loro e in Voi confidiamo per affrontare i nostri prossimi comuni obiettivi.
23 marzo 2017
per il Consiglio di Amministrazione
Il Presidente L'Amministratore Delegato
1Per la definizione di "Consolidato" si rimanda alla premessa della presente relazione.
2 Per la definizione di "Consolidato Pro-forma" si rimanda alla premessa della presente relazione.
Highlights 2016
- Completata la separazione da Snam e ammissione alla quotazione del titolo Italgas alla Borsa valori di Milano il 7 novembre 2016 (valore di chiusura 2016 del titolo a 3,731 euro);
- Raggiunta la piena autonomia finanziaria a seguito del rimborso dell'intera esposizione finanziaria verso Snam grazie alla disponibilità di un pacchetto di finanziamenti bancari per un ammontare complessivo di 3,9 miliardi di euro con un pool di primari istituti di credito, italiani e internazionali, e a finanziamenti messi a disposizione dalla BEI per complessivi nominali 424 milioni di euro;
- Perfezionato, in data 18 novembre 2016, il programma di emissione obbligazionaria a medio e lungo termine (Euro Medium Term Notes Programme) per un ammontare complessivo fino a 2,8 miliardi di euro;
- Perfezionato, in data 12 dicembre 2016, un finanziamento BEI da 300 milioni di euro (BEI Italgas Gas Smart Metering), destinato a progetti volti a rendere il sistema di distribuzione del gas ancora più efficiente;
- L'Utile netto adjusted "Consolidato Pro forma", relativo all'intero esercizio 2016, è pari a 221 milioni di euro;
- Proposta dal Consiglio di Amministrazione la distribuzione agli azionisti di un dividendo pari a 0,20 euro per azione.
Italgas e i mercati finanziari
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Dal 7 novembre 2016 il titolo Italgas è tornato ad essere quotato all'interno dell'indice FTSE MIB di Borsa Italiana, dopo un'assenza di 13 anni. Rispetto al prezzo di riferimento alla chiusura del 04 novembre di 3,998 euro, il titolo ha registrato a fine anno un prezzo ufficiale di 3,731 euro, ovvero una riduzione del 6,7%3 . Sull'andamento del titolo ha essenzialmente inciso il rialzo dei rendimenti sovrani verificatosi dopo l'esito delle elezioni presidenziali USA, prevalentemente indotto dalle attese di una politica fiscale più espansiva da parte della nuova amministrazione statunitense. Le utilities, in particolare quelle regolate, per via del loro profilo difensivo e della prevedibilità del business, sono assimilate ai bond, e tendono pertanto a sottoperformare in periodi di rialzo dei rendimenti obbligazionari.
Nei mesi di novembre e dicembre 2016 il volume medio di scambi giornalieri del titolo Italgas sul mercato telematico della Borsa Italiana è stato di 8,5 milioni di azioni, con i maggiori volumi registrati nei primi giorni di quotazione.
Più in generale, i mercati azionari europei hanno registrato cali diffusi nella prima metà del 2016, risentendo di timori di rialzo dei tassi da parte della Fed in un contesto economico caratterizzato da segnali di rallentamento, nonché dell'esito del referendum sull'uscita dall'Unione Europea tenuto nel Regno Unito. Nella seconda metà dell'anno, invece, il miglioramento degli indicatori economici e i nuovi massimi storici conseguiti da Wall Street, supportati anche dal rialzo del prezzo del petrolio e dalle menzionate attese di maggiore utilizzo della leva fiscale da parte degli USA, hanno consentito un consistente recupero dei listini azionari europei.
L'indice europeo Stoxx Europe 600 ha chiuso il 2016 in calo dell'1,2% rispetto ai valori registrati a fine 2015, mentre a livello di indici nazionali il calo del 10,2% del FTSE Mib, notevolmente appesantito nella prima metà dell'anno dall'andamento dei titoli bancari, si contrappone alla performance positiva registrata sia dal DAX di Francoforte che dal CAC 40 di Parigi (rispettivamente +6,9% e +4,9%), che hanno beneficiato di migliori dati macroeconomici e di una minore esposizione al settore bancario. L'indice londinese FTSE 100 ha registrato un rialzo del 14,4% supportato prevalentemente dal deprezzamento della sterlina rispetto alle altre principali valute conseguentemente alla decisione del Regno Unito di uscire dall'Unione Europea (cambio Euro/Sterlina +16% circa nel 2016).
Anche il settore utilities europeo ha chiuso il 2016 in ribasso rispetto ai valori di fine 2015; l'indice Stoxx Europe 600 utilities si è deprezzato dell'8,9%, performance determinata anche dall'andamento dei titoli delle società regolate, che nella seconda metà dell'anno sono state negativamente influenzate dal rialzo dei rendimenti sovrani.
Dopo aver toccato nuovi minimi storici nella parte centrale dell'anno, i rendimenti sovrani dell'eurozona hanno registrato un movimento al rialzo conseguentemente alla risalita delle attese inflazionistiche, supportate dal rafforzamento dell'outlook economico e dal recupero del prezzo delle materie prime energetiche. L'estensione a fine 2017 del programma di Quantitative Easing da parte della BCE ha comunque consentito di mantenere i rendimenti sovrani dell'eurozona su valori molto contenuti, con particolare riferimento ai principali paesi dell'area; a fine 2016 il rendimento del BTP decennale si attestava all'1,82% rispetto all'1,60% di fine 2015, mentre lo spread rispetto al Bund tedesco si attestava a 161 bps rispetto ai 97 bps di fine 2015. La diversa politica monetaria intrapresa dalla BCE rispetto a quella della Fed (estensione QE vs attese di rialzo tassi) ha favorito il deprezzamento del cambio EURO/US\$, che a fine 2016 si è attestato a 1,052 euro, in calo del 3% circa rispetto a fine 2015, ai minimi da 14 anni.
La variazione percentuale è stata calcolata prendendo a riferimento il prezzo ufficiale per azione a fine anno con un arrotondamento a tre decimali.
Azionariato
Il capitale sociale al 31 dicembre 2016 risulta costituito da n. 809.135.502 azioni, prive di indicazione del valore nominale, a fronte di un controvalore complessivo pari a 1.001.231.518,44 euro.
Alla fine del 2016, sulla base delle risultanze del libro soci, delle informazioni disponibili e delle comunicazioni ricevute ai sensi dell'art 120 del Testo Unico della Finanza, sono di seguito rappresentati i soggetti detentori di partecipazioni rilevanti (quote superiori al 3%).
| IMPRESA CONSOLIDANTE | DICHIARANTI(*) | % DI POSSESSO |
|---|---|---|
| Italgas S.p.A. | Gruppo CDP4 | 26,05 |
| Snam S.p.A. 4 5 | 13,50 | |
| Romano Minozzi | 3,85 | |
| Altri azionisti | 60,45 |
(*) Al 30 gennaio 2017 Lazard Asset Management Llc ha dichiarato di detenere una partecipazione del 5,04% nel capitale sociale di Italgas S.p.A.
Confronto delle quotazioni Italgas, FTSE MIB e EURO STOXX 600 Utilities (7 novembre 2016 - 31 dicembre 2016)
4 In data 20 ottobre 2016 è stato stipulato un patto parasociale tra Snam, CDP Reti e CDP Gas, con efficacia dalla data di efficacia della scissione, in relazione a Italgas S.p.A.
5Tale partecipazione deriva per il 13,47% dal conferimento dell'8,23% della partecipazione di Snam in Italgas Reti a favore di Italgas, e per il restante 0,03% dall'attribuzione di azioni di Italgas in proporzione alle azioni proprie detenute in portafoglio prima della data di efficacia della scissione.
Azionariato Italgas per tipologia di investitore
Azionariato Italgas per area geografica
Il Gruppo Italgas
La storia
1837 - La nascita
La storia di Italgas si identifica con quella dell'industria del gas in Italia che ha avuto inizio a Torino nel 1837 con la costituzione della Società Anonima Compagnia di Illuminazione a Gaz della Città di Torino. Nel 1851, quando apre i battenti la Borsa di Torino, il titolo della Compagnia figurava tra i 7 "Fondi privati" ammessi alla quotazione. Nel 1863, subito dopo l'Unità d'Italia, la società
cambia ragione sociale e assume la denominazione di Società Italiana per il Gaz.
1900 - L'espansione
Nel 1900 fa il suo ingresso nella Borsa Valori di Milano. Il diffondersi dell'energia elettrica in sostituzione del gas per illuminazione pubblica spinge la Società a cercare nuovi sbocchi commerciali negli utilizzi domestici, a cominciare dalla cottura dei cibi e poi il riscaldamento e la produzione di acqua calda. Negli anni Venti viene avviato un ampio programma di acquisizione di pacchetti di maggioranza delle società del gas che operano in alcune città italiane, tra cui Venezia (1924), Roma (1929) e Firenze (1929), con l'obiettivo di dare vita a un grande gruppo industriale.
1967 - L'ingresso in Eni
Il pacchetto azionario che assicurava il controllo di Italgas viene acquistato da Eni, già allora uno dei più importanti gruppi energetici al mondo. Con la progressiva affermazione del gas naturale e con lo sviluppo, a partire dagli anni '70, della rete dei gasdotti di importazione, la Società si concentra sulla realizzazione di nuove reti cittadine e sulla modernizzazione di quelle esistenti, assumendo un ruolo da protagonista nello sviluppo della metanizzazione del Paese. Nel 2003, nell'ambito di un processo di riorganizzazione, Eni effettua il delisting del titolo Italgas dalla Borsa.
2009 - Italgas viene acquisita da Snam
Snam rileva da Eni l'intero pacchetto azionario di Italgas nell'ambito di un'operazione volta a creare un gruppo integrato a presidio di tutte le attività regolate del settore del gas naturale, dal trasporto allo stoccaggio, dalla distribuzione urbana alla rigassificazione.
2016 - La separazione da Snam e il ritorno in Borsa
Il 7 novembre 2016, con il perfezionamento dell'operazione di riorganizzazione industriale del Gruppo Snam, il titolo Italgas torna a essere quotato all'interno dell'indice FTSE MIB di Borsa Italiana.
La nuova brand identity
Con la quotazione alla Borsa di Milano e la separazione da Snam, Italgas ha adottato un nuovo marchio basato sul monogramma IG, richiamando e rinnovando lo storico codice identificativo di Borsa, con il quale la Società era identificata.
Il simbolo grafico richiama la forma di una cornucopia in cui l'energia, rappresentata simbolicamente da una sorgente luminosa, si muove e si espande. La forma aperta della brand identity esprime dinamismo e vicinanza, coerentemente con l'aspirazione di Italgas a essere elemento di connessione tra energia e persone.
Le cromie richiamano i colori tradizionali della società, con la connotazione moderna di un'azienda che vuol essere tecnologicamente avanzata e pronta ad affrontare una nuova fase della propria storia.
IG è anche il segno grafico che consentirà di identificare e di rendere riconoscibili nel tempo Italgas e le sue consociate.
Struttura del Gruppo Italgas al 31 dicembre 2016
La struttura del Gruppo Italgas al 31 dicembre 2016 è di seguito graficamente rappresentata:
Dati e informazioni di sintesi
Principali eventi
La separazione di Italgas Reti da Snam
In data 7 novembre 2016 ha avuto efficacia l'operazione di separazione di Italgas Reti da Snam, contestualmente all'inizio delle quotazioni di Italgas (precedentemente ITG Holding) sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.
L'operazione di riorganizzazione è stata attuata mediante i tre seguenti passaggi realizzati contestualmente:
- − l'atto di conferimento in natura da parte di Snam a beneficio di Italgas di una partecipazione pari all'8,23% del capitale sociale di Italgas Reti a fronte dell'assegnazione a Snam di n. 108.957.843 azioni di nuova emissione di Italgas, al fine di permettere a Snam di detenere, post-scissione, una partecipazione del 13,5% in Italgas;
- − l'atto di vendita da parte di Snam a Italgas S.p.A. di n. 98.054.833 azioni di Italgas Reti, pari al 38,87% del capitale sociale, per un corrispettivo di 1.503 milioni di euro, a fronte dell'assunzione di un debito di pari importo in capo a Italgas;
- − l'atto di scissione parziale e proporzionale con assegnazione a Italgas S.p.A. del 52,9% della partecipazione detenuta da Snam in Italgas Reti, con conseguente assegnazione ai soci di Snam dell'86,5% del capitale di Italgas. Per effetto della scissione Italgas ha emesso e assegnato agli azionisti di Snam una azione Italgas ogni cinque azioni di Snam detenute.
L'atto di scissione è stato iscritto al Registro delle imprese in data 3 novembre 2016 a seguito dell'emissione da parte di Borsa Italiana del provvedimento di ammissione a quotazione delle azioni ordinarie di Italgas sul Mercato Telematico Azionario, emesso in data 2 novembre 2016, e da parte di CONSOB del giudizio di equivalenza, ai sensi dell'art. 57, comma 1, lettera d) del Regolamento Emittenti, sul Documento Informativo relativo alla Scissione, rilasciato in data 3 novembre 2016.
Per effetto dell'operazione, l'intera partecipazione detenuta da Snam in Italgas Reti, pari al 100% del capitale sociale di Italgas Reti stessa, è stata trasferita a Italgas.
Struttura del debito e programma EMTN
Al fine di dotarsi di una struttura finanziaria autonoma e rimborsare l'intera esposizione verso Snam, nel mese di ottobre 2016 Italgas ha sottoscritto un pacchetto di finanziamenti per un ammontare complessivo di 4,3 miliardi di euro con un pool di primari istituti di credito, italiani e internazionali. In particolare, il pacchetto di finanziamenti era composto da:
- − un finanziamento Bridge to Bond a tasso variabile, fornito da un pool di 11 banche per un ammontare committed pari a 2,3 miliardi di euro della durata di 12 mesi (con facoltà di rinnovo per Italgas per ulteriori 12 mesi);
- − due linee di credito di tipo revolving a tasso variabile, fornite dallo stesso pool di banche, per un importo committed pari rispettivamente a 600 milioni di euro e 500 milioni di euro e della durata di 3 e 5 anni;
- − tre finanziamenti di tipo Term loan a tasso variabile della durata fino a 3 anni per un ammontare complessivo pari a 500 milioni di euro, forniti da tre delle 11 banche partecipanti al pool;
- − a tali finanziamenti si aggiungono quelli messi a disposizione dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) a seguito: della stipula di un atto di accollo liberatorio tra Snam e Italgas dei due finanziamenti BEI Italgas (BEI Distribuzione II e III) per complessivi 424 milioni di euro.
In data 11 novembre 2016 è stato rimborsato il debito di Italgas Reti e società controllate nei confronti della ex controllante Snam per un ammontare di 3.211 milioni di euro6 .
Successivamente, in data 12 dicembre 2016, è stato perfezionato un nuovo finanziamento BEI da 300 milioni di euro (BEI Italgas Gas Smart Metering), destinato a progetti volti a rendere il sistema di distribuzione del gas ancora più efficiente e a migliorare la qualità delle informazioni a disposizione dei
6 Tale importo non comprende 424 milioni di euro relativi ai finanziamenti BEI per i quali è stato sottoscritto un atto di accollo.
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 – DATI E INFORMAZIONI DI SINTESI
consumatori attraverso il sistema degli "smart meter". Inoltre, nel mese di dicembre 2016 sono stati rimborsati due dei tre Term Loan per un totale di 300 milioni di euro.
Italgas ha ottenuto rispettivamente in data 7 e 8 novembre 2016 il rating creditizio da Moody's (Baa1 con outlook stabile) e da Fitch (BBB+ con outlook stabile). In data 12 dicembre 2016 Moody's, a seguito del cambiamento da stabile a negativo dell'outlook sul rating a lungo termine della Repubblica Italiana, ha confermato il rating di Italgas (Baa1), assegnandole outlook negativo.
In esecuzione di quanto approvato il 18 ottobre 2016 dal Consiglio di Amministrazione di Italgas, in data 18 novembre 2016 è stato perfezionato, con l'approvazione della competente autorità di vigilanza del Lussemburgo, il primo programma di emissione a medio e lungo termine (Euro Medium Term Notes Programme) della Società, per un ammontare complessivo fino a 2,8 miliardi di euro.
Il programma, valido fino al 31 ottobre 2017, prevede l'emissione di uno o più prestiti obbligazionari non convertibili, da collocare presso investitori istituzionali operanti in Europa da emettersi in una o più tranche, e consentirà alla società di dotarsi di una solida ed efficiente struttura finanziaria con l'obiettivo di diversificare le fonti di provvista e ottenere un adeguato equilibrio tra tasso fisso e variabile a costi competitivi.
In attuazione del Programma EMTN, Italgas ha emesso prestiti obbligazionari per complessivi 2.150 milioni di euro con le seguenti caratteristiche : (i) 1.500 milioni di euro, emessi in data 19 gennaio 2017 e suddivisi in due tranches, la prima a 5 anni e la seconda a 10 anni, entrambe a tasso fisso, per un importo di 750 milioni di euro ciascuna e cedola annua rispettivamente dello 0,50% e dell'1,625%; (ii) 650 milioni di euro emessi in data 14 marzo 2017, con scadenza il 14 marzo 2024 e cedola annua a tasso fisso dell' 1,125%.
Principali dati
Principali dati del Gruppo Italgas - "Consolidato"7
| 2016 |
|---|
| 1,40 |
| 2,48 |
| 2016 |
| 809,0 |
| 809,0 |
| 809,0 |
| 3,73 |
| 3,47 |
| 3.019 |
(a) Prodotto del numero delle azioni in circolazione (numero puntuale) per il prezzo ufficiale per azione a fine anno.
7Per la definizione di "Consolidato" si rimanda alla premessa della presente relazione.
Principali dati del Gruppo Italgas - "Consolidato" e "Consolidato Pro-forma"8
| (milioni di €) | 2016 |
|---|---|
| Ricavi totali Pro-forma | 1.079 |
| Margine operativo lordo adjusted Pro-forma (*) | 685 |
| Utile operativo adjusted Pro-forma (*) | 359 |
| Utile netto adjusted Pro-forma (*) | 221 |
| Capitale investito netto al 31 dicembre | 4.682 |
| Patrimonio netto compresi gli interessi di terzi azionisti al 31 dicembre | 1.064 |
| Patrimonio netto di Gruppo al 31 dicembre | 1.063 |
| Indebitamento finanziario netto al 31 dicembre | 3.618 |
(*) Il margine operativo lordo, l'utile operativo e l'utile netto nella configurazione adjusted non sono misure di risultato previste dagli IFRS. Tali misure di performance (Non GAAP - measures) sono determinate escludendo gli special item, costituiti da componenti reddituali che derivano (i) da eventi o da operazioni il cui accadimento risulta non ricorrente ovvero da quelle operazioni o fatti che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento delle attività; (ii) da eventi o da operazioni non rappresentativi della normale attività. Tali misure di performance consentano l'analisi dell'andamento del business, assicurando una migliore comparabilità dei risultati. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto esposto nel successivo capitolo "I risultati economico – finanziari".
Principali dati del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas"9
| Principali indicatori economici e patrimoniali | 2015 | 2016 | ||
|---|---|---|---|---|
| Utile operativo adjusted (*) | (€) | 509 | 362 | |
| Utile netto adjusted (*) | (€) | 345 | 226 | |
| Patrimonio netto | (€) | 2.724 | 2.388 | |
| Investimenti tecnici | (€) | 393 | 378 | |
| Capitale investito netto al 31 dicembre | (€) | 4.572 | 4.671 | |
| (*) Non GAAP - measures (v. nota tabella precedente) | ||||
| Principali dati operativi | 2015 | 2016 | Var.ass. | Var.% |
| Contatori attivi (milioni) | 6,526 | 6,536 | 0,01 | |
| Concessioni per la distribuzione di gas (numero) | 1.472 | 1.472 | ||
| Rete di distribuzione (chilometri) (a) | 56.717 | 56.798 | 81 0,1 |
(a) Il dato fa riferimento ai chilometri di rete in gestione a Italgas.
8Per la definizione di "Consolidato Pro-forma" si rimanda alla premessa della presente relazione.
9 Per la definizione di "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" si rimanda alla premessa della presente relazione.
Andamento operativo del "Consolidato Perimetro
Distribuzione Gas"
Le infrastrutture
Italgas è leader in Italia nel settore della distribuzione del gas naturale ed è il terzo operatore in Europa.
Il servizio di distribuzione consiste nel trasporto del gas, attraverso reti di gasdotti locali, dai punti di consegna presso le cabine di riduzione e misura interconnesse con le reti di trasporto ("city-gates") fino ai punti di riconsegna presso i clienti finali (famiglie, imprese, ecc.). Inoltre, Italgas svolge l'attività di misura, che consiste nella determinazione, rilevazione, messa a disposizione e archiviazione dei dati di misura del gas naturale prelevato sulle reti di distribuzione.
Le cabine di prelievo sono gli impianti che connettono le reti di distribuzione locali alla rete nazionale dei metanodotti. Si tratta di impianti complessi che assolvono a diverse funzioni, tra cui la misurazione della quantità di gas prelevato e una prima riduzione della pressione per consentirne l'instradamento verso la rete cittadina. Attualmente Italgas dispone di cabine di prelievo dotate di avanzati sistemi di telecontrollo e di telelettura. Il telecontrollo permette la massima tempestività di intervento in caso di anomalia; la telelettura consente la continua rilevazione di una serie di parametri relativi alla gestione dei flussi di gas nonché la rilevazione della misura del gas in ingresso nelle reti.
Gli impianti di riduzione della pressione sono dispositivi posti lungo la rete di distribuzione e hanno lo scopo di portare la pressione del gas al giusto livello in relazione al tipo di utilizzo.
La regolazione
Italgas è soggetta a regolazione da parte dell'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (di seguito anche Autorità o AEEGSI), che definisce sia le modalità di svolgimento del servizio sia le tariffe di distribuzione e misura.
L'attività di distribuzione gas è stata tradizionalmente svolta in regime di concessione tramite affidamento del servizio su base comunale. Nel 2011 sono stati adottati quattro decreti ministeriali di riforma della normativa che regola il settore. In particolare, con un apposito decreto sono stati istituiti 177 ambiti territoriali minimi (ATEM) in base ai quali dovranno essere assegnate le nuove concessioni.
Il servizio di distribuzione del gas è effettuato trasportando il gas per conto delle società di vendita autorizzate alla commercializzazione nei confronti dei clienti finali.
Il rapporto tra le società di distribuzione e le società di vendita è regolato da un apposito documento, definito "Codice di Rete", nel quale sono precisate le prestazioni svolte dal distributore, suddivise fra quelle principali (servizio di distribuzione del gas; gestione tecnica dell'impianto distributivo) e accessorie (esecuzione di nuovi impianti; attivazione, disattivazione, sospensione e riattivazione della fornitura ai clienti finali; verifica del gruppo di misura su richiesta dei clienti finali, ecc.).
Principali dati operativi del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas"
Al fine di fornire un'informativa esaustiva sull'andamento della gestione e garantire una comparabilità nel tempo, di seguito sono esposti i principali dati degli investimenti e i dati operativi del 2016 del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas", comprensivi delle società Italgas Reti, Napoletanagas e ACAM Gas, che risultano comparabili con quelli dell'anno precedente.
Investimenti
Nel 2016 sono stati effettuati investimenti tecnici per un ammontare pari a 378 milioni di euro, in riduzione del 3,8% rispetto all'esercizio 2015 (393 milioni di euro).
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 - ANDAMENTO OPERATIVO DEL "CONSOLIDATO PERIMETRO DISTRIBUZIONE GAS"
| (milioni di €) | 2015 | 2016 | V ar .as s . | V ar . % |
|---|---|---|---|---|
| Dis tr ib u z io n e | 199 | 210 | 11 | 5,5 |
| Sv iluppo e mantenimento Rete | 161 | 172 | 11 | 6,8 |
| Sos tituz ione di tubaz ioni in ghis a | 38 | 38 | ||
| M is u r a | 134 | 112 | (22) | (16,4) |
| A ltr i in ve s tim e n ti | 60 | 56 | (4) | (6,7) |
| 393 | 378 | (15) | (3,8) |
Gli investimenti di distribuzione (210 milioni di euro) hanno riguardato principalmente iniziative di sviluppo (estensioni e nuove reti) e il rinnovo di tratte di tubazioni, anche attraverso la sostituzione di tubazioni in ghisa.
Gli investimenti di misura (112 milioni di euro) si riferiscono essenzialmente al piano di sostituzione dei misuratori tradizionali con quelli elettronici nell'ambito del progetto della telelettura.
Nel corso del 2016 è proseguita l'attuazione del piano di telelettura dei contatori gas, avviato a fine 2010 sui contatori a servizio delle grandi utenze (calibri maggiori di G6), esteso a partire dal 2014 anche all'area Mass Market (contatori di calibro G4 e G6), con comunicazione di tipo punto/punto.
Gli altri investimenti (56 milioni di euro) riguardano principalmente investimenti informatici, immobiliari e relativi agli automezzi.
Territori comunali in concessione e gare per ambito territoriale10
Al 31 dicembre 2016 Italgas è concessionaria del servizio di distribuzione gas in 1.472 Comuni (parimenti al 31 dicembre 2015), di cui 1.422 in esercizio (1.401 al 31 dicembre 2015).
Nella carta geografica è rappresentata la presenza in Italia del Gruppo Italgas.
Nel corso del 2016 Italgas, attualmente presente in 113 ATEM, ha proseguito le attività di predisposizione e trasmissione agli Enti Locali e/o alle Stazioni Appaltanti delle informazioni e della documentazione previste dalla normativa vigente propedeutiche all'indizione delle gare d'ambito (artt. 4 e 5 del D.M. 226/11). In tale contesto sono continuate le attività per giungere alla condivisione dei valori di rimborso dovuti alle società del Gruppo.
Nell'ambito del quadro normativo che prevede l'affidamento del servizio distribuzione gas con gare per ambito territoriale (e non per singolo comune) al 31 dicembre 2016 risultavano pubblicati 19 bandi di gara d'Ambito (di cui 5 sospesi dalle Stazioni appaltanti, 8 prorogati rispetto ai termini iniziali e uno revocato per l'incompleta documentazione allegata).
Gas distribuito
Al 31 dicembre 2016 Italgas ha distribuito 7.470 milioni di metri cubi di gas nel 2016, per il tramite di 282 società di commercializzazione.
10Per maggiori informazioni in merito alla regolazione afferente gli affidamenti del servizio di distribuzione gas e relativi bandi di gara d'ambito si veda lo specifico paragrafo del capitolo "Quadro normativo e regolatorio".
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 - ANDAMENTO OPERATIVO DEL "CONSOLIDATO PERIMETRO DISTRIBUZIONE GAS"
Rete di distribuzione
La rete di distribuzione gas al 31 dicembre 2016 si estende per 56.798 chilometri (56.717 chilometri al 31 dicembre 2015) con un incremento di 81 chilometri rispetto al 31 dicembre 2015.
Contatori
Al 31 dicembre 2016 i contatori attivi presso i punti di riconsegna (PdR) ammontano a 6,536 milioni (6,526 al 31 dicembre 2015).
La normativa in materia di telelettura dei contatori (Delibera n. 631/2013/R/gas e s.m.i.) definisce gli obiettivi, differenziati per calibro, di messa in servizio dei contatori elettronici. Tali obiettivi sono stati modificati più volte nel corso del tempo (dalla Delibera ARG/gas n. 155/08 alla Delibera n. 554/2015/R/gas). Per rispettare tale obbligo il Gruppo Italgas ha previsto la sostituzione di circa 3,7 milioni di misuratori entro il 2018, di cui 1,1 milioni già sostituiti e 2,6 milioni ancora da sostituire.
La regolazione
L'attività di distribuzione del gas naturale è regolamentata dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico. Tra le sue funzioni vi sono la determinazione e l'aggiornamento delle tariffe, nonché la predisposizione delle regole per l'accesso alle infrastrutture e per l'erogazione dei relativi servizi.
Il sistema tariffario prevede in particolare che i ricavi di riferimento per la formulazione delle tariffe siano determinati in modo da coprire i costi sostenuti dall'operatore e consentire un'equa remunerazione del capitale investito. Le categorie di costi riconosciuti sono tre:
− il costo del capitale investito netto ai fini regolatori RAB (Regulatory Asset Base) attraverso l'applicazione di un tasso di remunerazione dello stesso;
- − gli ammortamenti economico tecnici, a copertura dei costi di investimento;
- − i costi operativi, a copertura dei costi di esercizio.
Di seguito sono riportati i principali elementi tariffari sulla base del quadro normativo (Delibera n. 573/2013/R/gas e s.m.i.).
Highilights quarto pe riodo di re golazione (dall' 1/1/2014 al 31/12/2019)
| Termine periodo di regolazione (TA RIFFE) | 31 dicembre 2019 |
|---|---|
| Calcolo del capitale investito netto riconosciuto ai fini regolatori (RAB) (*) | Costo storico rivalutato |
| Metodo parametrico cespiti centralizzati | |
| Remunerazione del capitale investito netto riconosciuto ai fini regolatori (WA CC pre-tax) | Distribuzione: 6,1% anni 2016-2018 |
| Misura: 6,6% anni 2016-2018 | |
| Incentivi su nuovi investimenti | Remunerazione investimenti t-1 a compensazione del time-lag regolatorio (dal 2013) |
| Fattore di efficienza (x factor) | 1,7% - su costi operativi distribuzione |
| 0,0% - su costi operativi misura |
(*) La RAB delle società incluse nel perimetro di consolidamento, risultante dall'applicazione dei criteri adottati dall'AEEGSI nell'ambito della definizione delle tariffe di riferimento per l'anno 2016, è pari a circa 5,7 miliardi di euro.
Con la Delibera n. 573/2013/R/gas l'Autorità ha definito i criteri tariffari per il servizio di distribuzione e per il servizio di misura per il quarto periodo di regolazione, dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2019. Il capitale investito delle imprese distributrici (RAB) viene articolato in due categorie: capitale investito di località e capitale investito centralizzato. Per il primo triennio del periodo di regolazione (2014-2016):
- − il criterio di valutazione del capitale investito di località è basato sul metodo del costo storico rivalutato, mentre per gli investimenti relativi ai misuratori elettronici si applica il metodo del costo standard;
- − per la valutazione del capitale investito centralizzato relativo a immobili e fabbricati industriali e ad altre immobilizzazioni materiali e immateriali si applica la metodologia parametrica;
- − per agli asset centralizzati afferenti i sistemi di telegestione, viene previsto il riconoscimento tariffario dei costi di telelettura/telegestione e dei costi relativi ai concentratori sostenuti dalle imprese per i primi due anni del quarto periodo regolatorio.
Le componenti di ricavo correlate alla remunerazione e agli ammortamenti vengono determinate sulla base dell'aggiornamento annuale del capitale investito netto (RAB), con inclusione dei cespiti realizzati nell'anno t-1.
La metodologia di aggiornamento delle tariffe "price-cap" viene applicata alla sola componente dei ricavi relativa ai costi operativi, che vengono aggiornati con l'inflazione e ridotti di un coefficiente di recupero di produttività annuale che viene fissato pari a 1,7% per i costi operativi afferenti il servizio di distribuzione e pari a 0% per i costi operativi afferenti il servizio di misura e di commercializzazione.
Con la Delibera n. 583/2015/R/com l'Autorità ha definito le modalità di determinazione e aggiornamento del tasso di remunerazione del capitale investito (WACC) per i servizi infrastrutturali regolati dei settori elettrico e gas, unificando tutti i parametri a eccezione di quelli specifici dei singoli servizi, tra cui il parametro beta che esprime il livello specifico di rischio non diversificabile del singolo servizio e il peso del capitale proprio e capitale di debito impiegato per la ponderazione (rapporto D/E).
La durata del periodo regolatorio del tasso di remunerazione del capitale investito per le regolazioni infrastrutturali dei settori elettrico e gas viene fissata in sei anni (2016-2021) e viene previsto un meccanismo di aggiornamento del tasso a metà periodo in funzione dell'andamento congiunturale.
Per il servizio di distribuzione il valore del WACC per il triennio 2016-18 è stato fissato dall'Autorità pari a 6,1% (in riduzione rispetto al 6,9% utilizzato nel biennio 2014-2015) in termini reali prima delle imposte mentre per il servizio di misura tale valore, per il medesimo periodo 2016-18, è stato fissato dall'Autorità pari a 6,6% (in riduzione rispetto al 7,2% utilizzato nel biennio 2014-2015) in termini reali prima delle imposte.
La Delibera n. 645/2015/R/gas ha approvato le tariffe obbligatorie e gli importi di perequazione bimestrale d'acconto per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale per l'anno 2016.
La Delibera n. 647/2015/R/gas ha rideterminato le tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas per gli anni 2009-2014, sulla base di alcune istanze di rettifica presentate dalle imprese di distribuzione e pervenute entro il 15 settembre 2015.
La Delibera n. 98/2016/R/gas ha rideterminato le tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas per gli anni 2009-2014.
La Delibera n. 99/2016/R/gas ha determinato le tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura del gas per l'anno 2015, calcolate sulla base dei dati patrimoniali consuntivi relativi all'anno 2014.
La Delibera n. 173/2016/R/gas ha determinato le tariffe di riferimento provvisorie per i servizi di distribuzione e misura del gas per l'anno 2016, sulla base dei dati patrimoniali pre-consuntivi relativi all'anno 2015, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera a) della RTDG.
La Delibera n. 500/2016/R/gas ha integrato e chiarito alcune disposizioni della RTDG in materia di determinazione dei costi operativi per le località con scadenza dell'affidamento successiva alla gara d'ambito.
La Delibera n. 704/2016/R/gas ha adottato disposizioni in materia di riconoscimento dei costi relativi agli investimenti nelle reti di distribuzione del gas naturale. In particolare l'Autorità ha confermato l'introduzione dei costi standard nel meccanismo di riconoscimento dei costi relativi agli investimenti nelle reti di distribuzione del gas naturale a partire dagli investimenti del 2018 con riflessi a partire dalle tariffe nel 2019.
La Delibera n. 733/2016/R/gas ha rideterminato le tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas per gli anni 2009-2015, sulla base di alcune istanze di rettifica presentate dalle imprese di distribuzione e pervenute entro il 15 settembre 2016.
La Delibera n. 774/2016/R/gas ha approvato le tariffe obbligatorie e gli importi di perequazione bimestrale d'acconto per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale per l'anno 2017.
La Delibera n. 775/2016/R/gas ha definito i criteri per l'aggiornamento infra-periodo, a valere per il triennio 2017-2019, della regolazione tariffaria dei servizi di distribuzione e misura del gas. L'aggiornamento ha riguardato, a valere dal 1 gennaio 2017, i tassi di riduzione annuale dei costi unitari riconosciuti a copertura dei costi operativi dei servizi di distribuzione, misura e commercializzazione (X-factor), la componente a copertura dei costi derivanti dagli obblighi di verifica metrologica periodica dei convertitori (DCVER), le componenti a copertura dei costi centralizzati per il sistema di telelettura/telegestione e dei costi dei concentratori (rispettivamente t(tel) e t(con)) e i costi standard da applicare ai gruppi di misura elettronici ai fini del riconoscimento dei costi di capitale. In particolare:
- − relativamente ai costi operativi del servizio di distribuzione e di misura, l'Autorità ha confermato i target di recupero di produttività rispettivamente fissati pari a 1,7% e a 0%;
- − relativamente ai costi operativi del servizio di commercializzazione, l'Autorità ha aumentato il costo unitario riconosciuto per l'anno 2017 fissandolo pari a 2,0 euro/pdr e ha confermato l'X-factor pari a 0%;
- − relativamente alla componente a copertura dei costi relativi alle verifiche metrologiche (DCVER) l'Autorità, in attesa di approfondimenti, ha previsto una riduzione in via provvisoria per l'anno 2017 del valore unitario della componente fissandola pari a 50 euro per punto di riconsegna;
- − relativamente alla componente a copertura dei costi centralizzati per il sistema di telelettura/telegestione t(tel) e alla componente a copertura dei costi dei concentratori t(con) l'Autorità ha previsto, anche per l'anno 2017, il riconoscimento dei costi a consuntivo (con un tetto ai riconoscimenti tariffari per i costi sostenuti pari a 5,74 euro per punto di riconsegna presso cui sia stato messo in servizio uno smart meter);
- − relativamente al riconoscimento degli investimenti in gruppi di misura di classe inferiore o uguale a G6 relativi all'anno 2016 l'Autorità ha confermato il regime attuale, riconoscendo i costi effettivi sostenuti dalle imprese nei limiti del 150% del costo standard;
- − relativamente ai costi standard per gli investimenti in gruppi di misura di classe inferiore o uguale a G6 per l'anno 2017, l'Autorità ha fissato un livello pari a 135 euro/gdm per i gruppi di misura di calibro G4 e pari a 170 euro/gdm per i gruppi di misura di calibro G6.
Nella riunione del 16 marzo 2017 l'Autorità ha approvato le seguenti delibere:
- − Delibera n. 145/2017/R/gas "Determinazione delle tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura del gas, per l'anno 2016";
- − Delibera n. 146/2017/R/gas "Rideterminazione delle tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas, per gli anni 2009-2015".
I risultati economico - finanziari
Il 7 novembre 2016 è stata portata a compimento l'operazione di separazione del 100% della partecipazione di Italgas Reti, passata da Snam a Italgas, società costituita il 1 giugno 2016.
A partire da tale data Italgas ha pertanto ottenuto il controllo diretto di Italgas Reti (100%) e indiretto di Napoletanagas (99,69%) e di ACAM Gas (100%).
In base al paragrafo 20 dell'IFRS 10, dal predetto 7 novembre tali società operanti nell'attività di distribuzione gas sono state oggetto di consolidamento11 da parte della controllante Italgas.
Conto economico "Consolidato"12
Di seguito è rappresentato il conto economico "Consolidato" di Italgas, rappresentato dai risultati conseguiti da Italgas S.p.A. (dalla data della sua costituzione 1 giugno 2016 al 31 dicembre 2016) e dalle società operative (dal 7 novembre al 31 dicembre 2016):
| (milioni di €) | 01/06 - 31/12/2016 |
|---|---|
| Ricavi regolati Distribuzione Gas | 184 |
| Ricavi diversi | 12 |
| Ricavi totali (*) | 196 |
| Costi operativi (*) | (90) |
| di cui special item | 23 |
| Costi operativi adjusted | (67) |
| Margine operativo lordo (EBITDA) | 106 |
| Ammortamenti e svalutazioni | (77) |
| Utile operativo (EBIT) | 29 |
| Utile operativo adjusted (EBIT adjusted) | 52 |
| Oneri finanziari netti | (123) |
| Proventi netti su partecipazioni | 3 |
| Risultato prima delle imposte | (91) |
| Imposte sul reddito | 19 |
| Perdita netta (**) | (72) |
| Utile netto adjusted (**) | 30 |
(*) Al netto degli effetti dell'IFRIC 12 ""Accordi per servizi in concessione"" (62 milioni di euro) che definisce i criteri di rilevazione e valutazione da adottare per gli accordi tra settore pubblico e privato relativi allo sviluppo, finanziamento, gestione e manutenzione di infrastrutture in regime di concessione e che ha determinato l'iscrizione, in pari misura, dei ricavi e dei costi relativi alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture di distribuzione.
(**) Il risultato è di competenza di Italgas.
Il risultato netto conseguito, in relazione alla frazione d'anno oggetto di consolidamento, è la perdita di 72 milioni di euro, per effetto in particolare degli oneri finanziari netti sostenuti a seguito della chiusura della posizione finanziaria verso la ex controllante Snam che ha determinato l'iscrizione di oneri finanziari non ricorrenti per un ammontare pari a 119 milioni di euro (86 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale), unitamente a costi connessi all'operazione di demerger e alla quotazione per 8 milioni di euro (5 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale) e ad accantonamenti per esodi agevolati del personale per 15 milioni di euro (10 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale).
Al netto di tali componenti non ricorrenti, classificabili tra gli special item, come di seguito definiti, l'utile netto adjusted ammonta a 30 milioni di euro.
11 "Il consolidamento di un'entità oggetto di investimento deve iniziare alla data in cui l'investitore ottiene il controllo della stessa e deve cessare quando l'investitore perde detto controllo".
12Per la definizione di "Consolidato" si rimanda alla premessa della presente relazione.
Non - GAAP Measures
Riconduzione dell'utile operativo e dell'utile netto reported a quelli adjusted
Il management di Italgas valuta la performance del Gruppo sulla base dell'utile operativo nella configurazione adjusted, ottenuti escludendo dall'utile operativo e dall'utile netto gli special item.
Le componenti reddituali sono classificate negli special item, se significative, quando: (i) derivano da eventi o da operazioni il cui accadimento risulta non ricorrente ovvero da quelle operazioni o fatti che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento delle attività; (ii) derivano da eventi o da operazioni non rappresentativi della normale attività del business.
L'effetto fiscale correlato alle componenti escluse dal calcolo dell'utile netto adjusted è determinato sulla base della natura di ciascun componente di reddito oggetto di esclusione. L'utile operativo e l'utile netto adjusted non sono previsti né dagli IFRS, né da altri standard setter. Tali misure di performance consentono l'analisi dell'andamento dei business, assicurando una migliore comparabilità dei risultati.
Di seguito sono descritte le componenti che sono escluse dal calcolo dei risultati adjusted.
Le componenti reddituali dell'esercizio 2016 classificate negli special item riguardano: (i) accantonamenti non ricorrenti per esodi agevolati (15 milioni di euro; 10 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale); (ii) costi non ricorrenti connessi all'operazione di demerger e alla quotazione (8 milioni di euro; 5 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale); (iii) oneri finanziari derivanti dall'estinzione anticipata dei contratti passivi di finanziamento in essere nei confronti della ex controllante Snam (119 milioni di euro; 86 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale).
| (milioni di €) | 01/06 - 31/12/2016 |
|---|---|
| Utile operativo reported | 29 |
| Esclusione special item | 23 |
| Utile operativo adjusted | 52 |
| Oneri finanziari netti | (123) |
| - di cui special item | 119 |
| Proventi netti su partecipazioni | 3 |
| Imposte sul reddito | 19 |
| - di cui special item | (40) |
| Perdita netta reported | (72) |
| Esclusione special item | |
| -oneri finanziari da estinzione anticipata finanziamenti (*) | 87 |
| - oneri per esodi agevolati (*) | 10 |
| -costi demerger e quotazione (*) | 5 |
| Utile netto adjusted | 30 |
(*) Al netto del relativo effetto fiscale.
Conto economico "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" e Conto economico "Consolidato Pro-forma"13
Poiché i valori del "Consolidato" rappresentano i risultati di un periodo infrannuale e non hanno un termine di paragone con equivalenti saldi dell'anno precedente, di seguito vengono presentati i conti economici annuali del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" i cui saldi dell'esercizio 2016 sono confrontabili con quelli dell'esercizio precedente; è altresì presentato un conto economico "Consolidato Pro-forma" 2016 del Gruppo Italgas che include il "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas", come sopra definito, e i risultati economici (costi e ricavi) di Italgas S.p.A. dalla data della sua costituzione (1 giugno 2016).
Si evidenzia che le informazioni contenute in questi conti economici vengono fornite al solo fine di poter meglio illustrare l'andamento dell'attività di distribuzione gas. Essi non rappresentano la situazione patrimoniale ed economica del Gruppo Italgas al 31 dicembre 2016, per le quali si fa riferimento al "Consolidato" della presente Sezione; l'utilità dei medesimi si esaurisce ai soli fini di commentare l'andamento dei risultati economico-finanziari nei termini sopra esposti.
13 Per la definizione di "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" e di "Consolidato Pro-forma" si rimanda alla premessa della presente relazione.
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 – I RISULTATI ECONOMICO - FINANZIARI
| 2015 | 2016 | 2016 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" |
"Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" |
Var. ass. |
Var.% | "Consolidato Pro-forma" |
| Ricavi regolati Distribuzione Gas | 1.071 | 1.052 | (19) | (1,8) | 1.052 |
| Ricavi diversi | 27 | 28 | 1 | 3,7 | 27 |
| Ricavi totali (*) | 1.098 | 1.080 | (18) | (1,6) | 1.079 |
| Costi operativi (*) | (356) | (407) | (51) | 14,3 | (417) |
| - di cui special item | 40 | 15 | (25) | (62,5) | 23 |
| Costi operativi al netto degli special item (*) | (316) | (392) | (76) | 24,1 | (394) |
| Margine operativo lordo adjusted (EBITDA adjusted) | 782 | 688 | (94) | (12,0) | 685 |
| Ammortamenti e svalutazioni | (273) | (326) | (53) | 19,4 | (326) |
| Utile operativo adjusted (EBIT adjusted) | 509 | 362 | (147) | (28,9) | 359 |
| Oneri finanziari netti | (48) | (165) | (117) | (167) | |
| - di cui special item | 119 | 119 | 119 | ||
| Oneri finanziari netti al netto degli special item | (48) | (46) | 2 | 4,2 | (48) |
| Proventi netti su partecipazioni | 29 | 20 | (9) | (31,0) | 20 |
| Utile prima delle imposte adjusted | 490 | 336 | (154) | (31,4) | 331 |
| Imposte sul reddito | (110) | (73) | 37 | (33,6) | (70) |
| - di cui special item | 35 | 37 | 2 | 5,7 | 40 |
| Imposte sul reddito al netto degli special item | (145) | (110) | 35 | (24,1) | (110) |
| Utile netto adjusted | 345 | 226 | (119) | (34,5) | 221 |
(*) Al netto degli effetti dell'IFRIC 12 "Accordi per servizi in concessione" (316 e 321 milioni di euro rispettivamente nel 2016 e nel 2015).
Con riferimento all'esercizio 2015, le componenti reddituali classificate negli special item hanno riguardato (i) la stima, effettuata nel 2015 su basi attuariali, degli oneri a carico del datore di lavoro derivanti dalla soppressione, a far data dal 1 dicembre 2015, del Fondo Gas ai sensi della Legge 6 agosto 2015, n. 125 (40 milioni di euro; 27 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale)14. Tali oneri sono relativi a prestazioni di lavoro passate e, pertanto, sono rilevati interamente a conto economico al momento della valutazione; (ii) i proventi derivanti dall'adeguamento della fiscalità differita conseguente alla riduzione, a partire dal 1 gennaio 2017, dell'aliquota IRES dal 27,5% al 24% (22 milioni di euro), come disposto dalla Legge n. 208/2015 - Legge di stabilità 2016, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato", pubblicata sulla G.U. del 30 dicembre 2015 e in vigore a partire dal 1 gennaio 2016.
Le componenti reddituali dell'esercizio 2016 classificate negli special item del "Consolidato Perimetro distribuzione Gas" hanno riguardato accantonamenti per esodi agevolati (15 milioni di euro; 10 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale) e oneri finanziari derivanti dall'estinzione anticipata dei contratti passivi di finanziamento in essere nei confronti della ex controllante Snam (119 milioni di euro; 86 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale). Nel "Consolidato Pro-forma" gli special item hanno riguardato, oltre alle precedenti componenti, anche costi non ricorrenti connessi all'operazione di demerger e alla quotazione (8 milioni di euro; 5 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale).
L'utile operativo adjusted del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas"15 conseguito nel 2016 ammonta a 362 milioni di euro, in riduzione di 147 milioni di euro rispetto all'esercizio 2015. La diminuzione è dovuta principalmente a (i) minori ricavi regolati Distribuzione Gas (-19 milioni di euro); (ii) maggiori costi operativi al netto degli special item (76 milioni di euro) derivanti soprattutto dalla movimentazione dei fondi rischi e dagli accantonamenti per oneri futuri e (iii) maggiori ammortamenti (53 milioni di euro) conseguenti alla riduzione della vita utile dei misuratori tradizionali, soggetti al piano di sostituzione con quelli elettronici (smart meter), previsto dalle delibere dell'AEEGSI nell'ambito del piano di realizzazione della telelettura.
14 In particolare, la Legge, agli articoli 9-decies e 9-undecies, ha stabilito a carico del datore di lavoro: (i) un contributo straordinario per la copertura degli oneri relativi ai trattamenti pensionistici integrativi in essere all'atto della soppressione del Fondo Gas per gli anni dal 2015 al 2020; (ii) a favore degli iscritti o in prosecuzione volontaria della contribuzione, che alla data del 30 novembre 2015 non maturano il diritto al trattamento pensionistico integrativo da parte del soppresso Fondo Gas, un importo pari all'1% per ogni anno di iscrizione al fondo integrativo moltiplicato per l'imponibile previdenziale relativo al medesimo fondo integrativo per l'anno 2014, da destinare presso il datore di lavoro o alla previdenza complementare. Allo stato attuale, si è in attesa di conoscere i criteri, le modalità ed i tempi di corresponsione del contributo straordinario. Le scelte dei lavoratori sulla destinazione degli importi (previdenza complementare o presso il datore di lavoro) si sono concluse, così come previsto dalla Legge, in data 14 febbraio 2016.
15Per la definizione di "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" si rimanda alla premessa della presente relazione.
L'utile netto adjusted del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" 2016, pari a 226 milioni di euro, registra una riduzione di 119 milioni di euro rispetto al precedente esercizio, per effetto, oltre che della predetta riduzione dell'utile operativo, dei proventi netti su partecipazioni (-9 milioni di euro), parzialmente compensati dalle minori imposte sul reddito (+35 milioni di euro).
L'utile netto adjusted del "Consolidato Pro-forma", pari a 221 milioni di euro, considera prevalentemente, in aggiunta al "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas", 2 milioni di euro di maggiori costi operativi al netto degli special item e 2 milioni di euro di maggiori oneri finanziari netti maturati in Italgas S.p.A. dal 7 novembre al 31 dicembre 2016.
Ricavi totali
19
| 2015 | 2016 | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| "Consolidato | "Consolidato | 2016 | |||
| Perimetro | Perimetro | Var. | "Consolidato | ||
| (milioni di euro) | Distribuzione Gas" | Distribuzione Gas" | ass. | Var.% | Pro-forma" |
| Ricavi di vettoriamento | 1.027 | 1.004 | (23) | (2,2) | 1.004 |
| Altri ricavi regolati distribuzione gas | 44 | 48 | 4 | 9,1 | 48 |
| Totale ricavi regolati distribuzione gas | 1.071 | 1.052 | (19) | (1,8) | 1.052 |
| Ricavi diversi | 27 | 28 | 1 | 27 | |
| 1.098 | 1.080 (18,0) | (1,6) | 1.079 |
I ricavi del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" sono pari a 1.080 milioni di euro in diminuzione di 18 milioni di euro rispetto al 2015.
Al netto delle componenti che trovano contropartita nei costi16, la riduzione di 19 milioni di euro è dovuta prevalentemente a minori ricavi di vettoriamento (-23 milioni di euro), parzialmente compensati dall'aumento degli altri ricavi regolati Distribuzione Gas (4 milioni di euro).
La diminuzione dei ricavi di vettoriamento (-23 milioni di euro) è attribuibile principalmente: (i) alla riduzione della remunerazione del capitale investito netto riconosciuto ai fini regolatori17 (-45 milioni di euro), (ii) al mancato riconoscimento da parte dell'Autorità dell'incentivazione per gli investimenti in sostituzione della tubazione in ghisa per gli anni precedenti (-6 milioni di euro), in parte compensati (iii) dall'incremento del contributo ex art. 57 Delibera n. 367/1418 (25 milioni di euro) derivante dal piano investimenti di sostituzione di misuratori tradizionali con quelli elettronici (smart meter), previsti nell'ambito del progetto della telelettura ex delibere AEEGSI n. 631/13 e n. 554/1519 e (v) ai maggiori ricavi connessi alla variazione del perimetro di consolidamento (ACAM Gas, 5 milioni di euro).
L'incremento degli altri ricavi regolati gas (4 milioni di euro) è dovuto essenzialmente a maggiori incentivi e rimborsi AEEGSI (5 milioni di euro), in parte compensato dalla variazione negativa di altre componenti di ricavo.
I Ricavi diversi del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" (28 milioni di euro) aumentano di 1 milione di euro essenzialmente a seguito dei maggiori ricavi per vendita acqua (2 milioni di euro), in parte compensato da minori altri ricavi (1 milione di euro).
28 − riproporzionato, in funzione e a parziale copertura di tali maggiori ammortamenti, il riconoscimento tariffario stimato del periodo 2017-2018.
16 Tali componenti si riferiscono ai ricavi derivanti dal rimborso, da parte della CSEA, degli oneri connessi agli interventi di interruzione dell'alimentazione dei punti di riconsegna richiesti dalle società di vendita ai sensi dell'art. 12-bis, allegato A, del Testo Integrato Morosità Gas (TIMG) e ammontano nel 2016 a 9 milioni di euro (8 milioni di euro nel 2015).
17Remunerazione del CIN riconosciuto ai fini regolatori (WACC pre-tax) per la Distribuzione 6,1% rispetto al 6.9% del 2015, per la Misura 6,6% rispetto al 7,2% del 2015.
18 Disposizioni in materia di dismissioni di gruppi di misura in attuazione delle Direttive per la messa in servizio dei gruppi di misura del gas.
Riguardo al piano sostituzione misuratori, nel corso del 2016 Italgas ha:
− individuato per gli anni 2016, 2017 e 2018 il volume di contatori da sostituire in ottemperanza agli obblighi regolatori;
− adeguato la vita utile di tali misuratori al fine di completarne il processo di ammortamento in coincidenza con la sostituzione programmata;
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 – I RISULTATI ECONOMICO - FINANZIARI
Costi operativi
| 2015 | 2016 | 2016 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| "Consolidato Perimetro | "Consolidato Perimetro | "Consolidato | |||
| Distribuzione Gas" | Distribuzione Gas" Var. Ass. Var. % | Pro-forma" | |||
| Costi fissi controllabili | 223 | 243 | 20 | 9,0 | 245 |
| Costi variabili | 7 | 8 | 1 | 14,3 | 8 |
| Altri costi | 108 | 132 | 24 | 22,2 | 140 |
| - di cui special item | 40 | 15 | (25) | (62,5) | 23 |
| Totale costi regolati distribuzione gas adjusted | 298 | 368 | 70 | 23,5 | 370 |
| Costi diversi | 18 | 24 | 6 | 33,3 | 24 |
| Costi operativi adjusted | 316 | 392 | 76 | 24,1 | 394 |
Costi operativi adjusted del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas"
I costi fissi controllabili ammontano a 243 milioni di euro, in aumento di 20 milioni di euro rispetto all'esercizio 2015 (223 milioni di euro) e sono costituiti dalla somma del costo del personale e dai costi esterni di natura ricorrente.
L'incremento di 20 milioni di euro è dovuto al maggior costo lavoro (10 milioni di euro), in prevalenza connesso all'adozione da parte delle funzioni operative di un nuovo modello organizzativo che ha rafforzato e internalizzato le attività di ingegneria e progettazione, e ai maggiori costi esterni (10 milioni di euro) legati in particolare agli interventi di manutenzione (8 milioni di euro) e ai maggiori costi per il processo di lettura dei contatori (2 milioni di euro).
I costi variabili (8 milioni di euro) aumentano di 1 milione di euro per l'effetto combinato dei maggiori oneri sostenuti per l'acquisto di Titoli di Efficienza Energetica (3 milioni di euro), parzialmente compensati dai minori costi di consumo del gas nelle cabine di prelievo (2 milioni di euro).
Gli altri costi sono pari a 132 milioni di euro, in aumento di 24 milioni di euro. Al netto delle componenti che trovano contropartita nei ricavi e degli special item, gli altri costi ammontano a 108 milioni di euro (60 milioni di euro nel 2015). L'incremento di 48 milioni di euro deriva prevalentemente da: (i) i maggiori costi di verifica delle reti (10 milioni di euro); (ii) maggiori accantonamenti, al netto degli utilizzi, relativi ai fondi per acquisto TEE (18 milioni di euro); (iii) utilizzi per esubero del fondo rischi per contenziosi legali avvenuti nel 2015 (11 milioni di euro); (iv) utilizzi del fondo svalutazione crediti del 2015 (5 milioni di euro); (v) i maggiori accantonamenti al fondo rischi per contenziosi fiscali sorti dopo la scissione (2 milioni di euro).
I costi diversi (24 milioni di euro) aumentano di 6 milioni di euro principalmente per effetto dei maggiori accantonamenti per oneri ambientali.
Costi operativi adjusted del "Consolidato Pro-forma"
Rispetto ai valori del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas", i costi operativi adjusted (394 milioni di euro), includono 2 milioni di euro di costi fissi che, al netto dei riaddebiti per i servizi prestati alle società controllate, sono i costi che rimangono in capo a Italgas S.p.A.
Ammortamenti e svalutazioni
| (milioni di €) | 2015 "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" |
"Cons olidato Pe rim e tro Dis tribuzione Gas " |
Var. As s . | Var. % | 2016 "Cons olidato Pro-form a" |
|---|---|---|---|---|---|
| Attività immateriali IFRIC12 | 232 | 283 | 51 | 22,0 | 283 |
| Attività immateriali | 27 | 29 | 2 | 7,4 | 29 |
| Immobili impianti e macchinari | 14 | 14 | 14 | ||
| 273 | 326 | 53 | 19,4 | 326 |
Gli ammortamenti e svalutazioni della Distribuzione Gas (326 milioni di euro) aumentano di 53 milioni di euro, pari al 19,4%, rispetto all'esercizio 2015. L'aumento è dovuto principalmente ai maggiori ammortamenti conseguenti alla riduzione della vita utile dei misurati tradizionali20, soggetti al piano di sostituzione con quelli elettronici (smart meter), previsto dalle delibere dell'AEEGSI nell'ambito del piano di realizzazione della telelettura.
Oneri finanziari netti
| 2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 2015 | "Consolidato | 2016 | |||
| "Consolidato Perimetro | Perimetro | "Consolidato | |||
| (milioni di €) | Distribuzione Gas" | Distribuzione Gas" Var. Ass. Var. % | Pro-forma" | ||
| Oneri (proventi) su debiti finanziari | 49 | 159 | 110 | 161 | |
| - Interessi e altri oneri su debiti finanziari a breve e a lungo termine |
49 | 159 | 110 | 161 | |
| - di cui special item | 119 | 119 | 119 | ||
| Oneri (proventi) su debiti finanziari adjusted | 49 | 40 | (9) | (18,4) | 42 |
| Altri oneri (proventi) finanziari netti | 7 | 7 | 7 | ||
| - Oneri (proventi) finanziari connessi all'attualizzazione dei fondi ambientali e per benefici ai dipendenti |
(2) | 7 | 9 | 7 | |
| - Altri oneri (proventi) finanziari netti | 2 | (2) | |||
| Oneri finanziari imputati all'attivo patrimoniale | (1) | (1) | (1) | ||
| 48 | 46 | (2) | (4,2) | 48 |
Gli oneri finanziari netti adjusted del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" (46 milioni di euro) si riducono di 2 milioni di euro rispetto all'esercizio 2015 per: (i) minori oneri su debiti finanziari a seguito essenzialmente del minor costo medio del debito (9 milioni di euro), (ii) minori altri oneri finanziari netti (2 milioni di euro), effetti parzialmente compensati da (iii) maggiori oneri finanziari connessi alla riduzione prevista dei tassi di attualizzazione applicati per il calcolo dei fondi ambientali e benefici ai dipendenti (9 milioni di euro).
Nel 2016 sono stati capitalizzati oneri finanziari per 1 milione di euro, invariati rispetto all'anno precedente.
Gli oneri finanziari netti adjusted del "Consolidato Pro-forma" ammontano a 48 milioni di euro e includono, rispetto al corrispondente totale del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" a fine 2016, un incremento di 2 milioni di euro connesso a maggiori interessi finanziari di Italgas S.p.A., essenzialmente in conseguenza dell'incremento di 1.503 milioni di euro dell'indebitamento finanziario dovuto all'acquisto della partecipazione di Italgas Reti avvenuto nell'ambito dell'operazione societaria descritta nel capitolo "Dati e informazioni di sintesi - La separazione di Italgas Reti da Snam" della presente relazione.
Proventi netti su partecipazioni
| (milioni di €) | 2015 "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" |
2016 "Cons olidato Pe rim e tro Dis tribuzione Gas " V ar. As s . V ar. % |
2016 "Cons olidato Pro-form a" |
|
|---|---|---|---|---|
| Eff etto valutazione con il metodo del patrimonio netto | 20 | 20 | 20 | |
| A ltri proventi (oneri) netti | 9 29 |
20 | (9) (9) (31) |
20 |
I proventi netti su partecipazioni (20 milioni di euro) riguardano essenzialmente le quote di competenza dei risultati netti di periodo delle imprese valutate con il metodo del patrimonio netto e si riferiscono in particolare a Toscana Energia. La riduzione di 9 milioni di euro rispetto al precedente esercizio deriva dalla valutazione, effettuata nel 2015, della quota di ACAM Gas determinata in base al fair value alla data di acquisizione del controllo21 .
20Come illustrato precedentemente è stata adeguata la vita utile dei misuratori compresi nel progetto di sostituzione ex delibere AEEGSI n. 631/13 e n. 554/15 al fine di completarne il processo di ammortamento in coerenza con il piano di sostituzione programmato da completarsi entro il 2018.
21 Ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 3, l'operazione di acquisto da ACAM S.p.A. del 51% di ACAM Gas da parte di Italgas Reti, che già deteneva il 49% di ACAM Gas, rientra nelle cosiddette "Aggregazioni aziendali realizzate in più fasi (Step acquisition)". In conformità al principio suddetto il valore della partecipazione precedentemente detenuta in ACAM Gas è stata oggetto di rideterminazione al fair value alla data di acquisizione del controllo (1 aprile 2015).
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 – I RISULTATI ECONOMICO - FINANZIARI
Imposte sul reddito
| 2015 | 2016 | 2016 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| "Consolidato Perimetro | "Consolidato Perimetro | "Consolidato | |||
| (milioni di €) | Distribuzione Gas" | Distribuzione Gas" | Var. Ass. | Var. % | Pro-forma" |
| Imposte correnti | |||||
| Imposte correnti | 169 | 122 | (47) | (27.8) | 119 |
| - di cui special item | (13) | (37) | (24) | (40) | |
| 182 | 159 | (23) | (12.6) | 159 | |
| (Imposte anticipate) differite | |||||
| Imposte differite | (57) | (33) | 24 | (42.1) | (33) |
| - di cui special item | (22) | 22 | |||
| Imposte anticipate | (2) | (16) | (14) | (16) | |
| - di cui special item | |||||
| (37) | (49) | (12) | 32.4 | (49) | |
| Tax rate adjusted (%) | 29.6% | 32.8% | 3.2 | 11.0 | 33.3% |
| Imposte sul reddito adjusted | 145 | 110 | (35) | (24.1) | 110 |
Le Imposte sul reddito adjusted del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" (110 milioni di euro) si riducono di 35 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente per effetto essenzialmente della diminuzione del risultato lordo adjusted dell'esercizio 2016 (-155 milioni di euro).
Il tax rate adjusted si attesta al 32,8% (29,6% nell'esercizio 2015). La riconduzione del tax rate teorico al tax rate effettivo è fornita alla nota "Imposte sul reddito" delle Note al bilancio consolidato.
Situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata
Lo schema della situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata aggrega i valori attivi e passivi dello schema obbligatorio pubblicato nella Relazione finanziaria dell'esercizio in chiusura secondo il criterio della funzionalità alla gestione dell'impresa, suddivisa convenzionalmente nelle tre funzioni fondamentali: l'investimento, l'esercizio e il finanziamento.
Lo schema proposto rappresenta un'utile informativa per l'investitore perché consente di individuare le fonti di risorse finanziarie (mezzi propri e di terzi) e gli impieghi di risorse finanziarie nel capitale immobilizzato e in quello di esercizio.
Situazione patrimoniale-finanziaria del "Consolidato"
La situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata del "Consolidato" di Italgas al 31 dicembre 2016, raffrontata22 con quella al 7 novembre 2016, data di scissione e consolidamento della Italgas Reti e sue controllate Napoletanagas e ACAM Gas, è di seguito sintetizzata:
| (milioni di €) | "Consolidato" 07.11.2016 |
"Consolidato" 31.12.2016 |
Var. Ass. |
|---|---|---|---|
| Capitale immobilizzato | 4.802 | 4.793 | (9) |
| Immobili, impianti e macchinari | 225 | 227 | 2 |
| Attività immateriali | 4.487 | 4.487 | 0 |
| Partecipazioni | 173 | 176 | 3 |
| Debiti netti relativi all'attività di investimento | (83) | (97) | (14) |
| Capitale di esercizio netto | (52) | (9) | 43 |
| Fondi per benefici ai dipendenti | (125) | (121) | 4 |
| Attività destinate alla vendita e passività direttamente associabili | 18 | 19 | 1 |
| CAPITALE INVESTITO NETTO | 4.643 | 4.682 | 39 |
| Patrimonio netto (compresi gli interessi di terzi azionisti) | 0 | ||
| - di competenza Gruppo | 1.131 | 1.063 | (68) |
| - di competenza Terzi azionisti | 1 | 1 | 0 |
| 1.132 | 1.064 | (68) | |
| Indebitamento (disponibilità) finanziario netto | 3.511 | 3.618 | 107 |
| COPERTURE | 4.643 | 4.682 | 39 |
Il Capitale investito netto al 31 dicembre 2016 ammonta a 4.682 milioni di euro ed è composto dalle voci di seguito commentate.
Le immobilizzazioni materiali e immateriali che ammontano a 4.714 milioni di euro. Le attività immateriali comprendono i servizi in concessione contabilizzati ai sensi dell'IFRIC 12 alla voce attività immateriali (4.359 milioni di euro). Le immobilizzazioni materiali riguardano prevalentemente fabbricati (178 milioni di euro) e attrezzature industriali e commerciali (33 milioni di euro).
La voce Partecipazioni (176 milioni di euro) accoglie la valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto ed è riferita a Toscana Energia (174 milioni di euro), Umbria Distribuzione Gas e Metano (1 milione di euro) e Metano Sant'Angelo Lodigiano (1 milione di euro).
22 L'analoga situazione di apertura di raffronto alla data del 1 giugno 2016 rileva un Patrimonio netto e un Indebitamento finanziario netto di euro 50.000,00.
| (milioni di €) | "Consolidato" 31.12.2016 |
|---|---|
| Crediti commerciali | 418 |
| Rimanenze | 33 |
| Crediti tributari | 54 |
| Ratei e risconti da attività regolate | 35 |
| Altre attività | 146 |
| Debiti commerciali | (174) |
| Fondi per rischi e oneri | (230) |
| Passività per imposte differite | (106) |
| Debiti tributari netti | (14) |
| Altre passività | (171) |
| (9) |
Il Capitale di esercizio netto consolidato al 31/12/2016 ammonta a -9 milioni di euro ed è così composto:
Le Attività destinate alla vendita e le passività direttamente associabili riguardano un complesso immobiliare, di proprietà Italgas (19 milioni di euro, al netto dei fondi ambientali relativi ad oneri per interventi di bonifica sull'immobile) per il quale sono in corso di perfezionamento le trattative di vendita23 .
L'Indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2016 ammonta a 3.618 milioni di euro ed è composto da debiti finanziari a breve termine (2.696 milioni di euro), da debiti finanziari a lungo termine (923 milioni di euro) e da disponibilità liquide (1 milione di euro), interamente denominati in euro.
I debiti finanziari a breve termine (2.696 milioni di euro) si riferiscono a: (i) utilizzi netti di linee di credito bancarie a breve termine per 396 milioni di euro; (ii) un finanziamento bancario in pool (Bridge to Bond), per un valore nominale pari a 2.300 milioni di euro. Tale finanziamento, pur avendo una durata contrattuale di 12 mesi estendibile fino a 24 mesi a facoltà di Italgas, ai sensi dello IAS 39 è riclassificato tra le passività a breve termine in quanto Italgas prevede di sostituirlo con emissioni obbligazionarie nel corso del 2017.
I debiti finanziari a lungo termine (923 milioni di euro) si riferiscono essenzialmente a: (i) debiti su provvista della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per complessivi 724 milioni di euro nominali e (ii) un finanziamento a scadenza (Term Loan) per un valore nominale pari a 200 milioni di euro.
Al 31 dicembre 2016 l'indebitamento finanziario risulta interamente a tasso variabile.
Italgas, alla data del 31 dicembre 2016, dispone di linee di credito a lungo termine committed non utilizzate per un importo pari a 1,1 miliardi di euro.
Al 31 dicembre 2016 non sono presenti covenant finanziari e contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori assistiti da garanzie reali. Alcuni di tali contratti prevedono, inter alia, il rispetto di: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Italgas e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare.
23Si segnala che, contestualmente all'operazione di scissione di Snam, sono rimasti in capo a Italgas Reti S.p.A. diritti e obblighi in relazione al Complesso immobiliare Roma Ostiense rinvenienti da precise pattuizioni contrattuali nel contesto della cessione, da Eni a Snam, dell'intero capitale di Italgas Reti S.p.A. avvenuta nel 2009. Invece, i diritti e gli obblighi riguardanti l'aggiustamento del prezzo si sono trasferiti da Snam S.p.A. a Italgas S.p.A.
Situazione patrimoniale-finanziaria del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas"
In analogia con quanto effettuato in precedenza per le voci del conto economico riclassificato, allo scopo di fornire un'informativa sull'andamento annuale delle principali poste patrimoniali, in aggiunta a quelle del Bilancio "Consolidato" Italgas, di seguito sono esposte e commentate le principali voci patrimoniali del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2015.
| "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" |
"Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" |
||
|---|---|---|---|
| (milioni di €) | 31.12.2015 | 31.12.2016 | Var. Ass. |
| Capitale immobilizzato | 4.761 | 4.793 | 32 |
| Immobili, impianti e macchinari | 230 | 227 | (3) |
| Attività immateriali | 4.472 | 4.487 | 15 |
| Partecipazioni | 169 | 176 | 7 |
| Debiti netti relativi all'attività di investimento | (110) | (97) | 13 |
| Capitale di esercizio netto | (91) | (25) | 66 |
| Fondi per benefici ai dipendenti | (116) | (116) | 0 |
| Attività destinate alla vendita e passività direttamente associabili | 18 | 19 | 1 |
| CAPITALE INVESTITO NETTO | 4.572 | 4.671 | 99 |
| Patrimonio netto | 2.724 | 2.388 | (336) |
| Indebitamento (disponibilità) finanziario netto | 1.848 | 2.283 | 435 |
| COPERTURE | 4.572 | 4.671 | 99 |
L'analisi della variazione degli Immobili, impianti e macchinari e delle Attività immateriali del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" è la seguente:
| (milioni di €) | Immobili, impianti e macchinari |
Attività IFRIC 12 |
Attività immateriali |
Totale |
|---|---|---|---|---|
| Saldo al 31 dicembre 2015 "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" | 230 | 4.360 | 112 | 4.702 |
| Investimenti | 11 | 322 | 45 | 378 |
| Ammortamenti e svalutazioni | (14) | (283) | (29) | (326) |
| Variazione dell'area di consolidamento | ||||
| Cessioni, radiazioni e dismissioni | (12) | (12) | ||
| Contributi | (28) | (28) | ||
| Altre variazioni | ||||
| Saldo al 31 dicembre 2016 "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" | 227 | 4.359 | 128 | 4.714 |
Gli investimenti del 2016 del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas", pari a 378 milioni di euro, riguardano in particolare la sostituzione dei misuratori e la posa/sostituzione delle reti gas.
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 – I RISULTATI ECONOMICO - FINANZIARI
Capitale di esercizio netto
| 2015 | 2016 | ||
|---|---|---|---|
| "Consolidato | "Consolidato | ||
| Perimetro | Perimetro | ||
| (milioni di €) | Distribuzione Gas" | Distribuzione Gas" | Var. Ass. |
| Crediti commerciali | 456 | 421 | (35) |
| Rimanenze | 19 | 33 | 14 |
| Crediti tributari | 30 | 42 | 12 |
| Ratei e risconti da attività regolate | 2 | 33 | 31 |
| Altre attività | 100 | 136 | 36 |
| Debiti commerciali | (133) | (171) | (38) |
| Fondi per rischi e oneri | (192) | (229) | (37) |
| Passività per imposte differite | (160) | (109) | 51 |
| Debiti tributari | (37) | (14) | 23 |
| Altre passività | (176) | (167) | 9 |
| (91) | (25) | 66 |
Rispetto al 31/12/2015, l'incremento di 66 milioni di euro del capitale d'esercizio deriva principalmente: (i) dalla diminuzione delle passività per imposte differite (+51 milioni di euro), per effetto di utilizzi a fronte della movimentazione dei fondi rischi; (ii) dall'incremento delle altre attività (+36 milioni di euro) in relazione a crediti verso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali - CSEA24 (in particolare relativi ai Titoli di Efficienza Energetica, in parte compensati da componenti tariffarie addizionali) e ad anticipazioni per oneri di gara; (iii) ai maggiori ratei da attività regolate (+31 milioni di euro) relativi ai contributi ex art. 57 Delibera n. 367/14, (iv) dai maggiori debiti commerciali (-38 milioni di euro) in particolare verso fornitori; (v) dalle maggiori altre passività (+9 milioni di euro) conseguenti a debiti per canoni comunali e verso il personale; (vi) dai minori debiti tributari (+23 milioni di euro); (vii) dai minori crediti commerciali (-35 milioni di euro) in particolare verso le società di vendita e verso la CSEA per la perequazione25; (viii) dall'aumento dei Fondi per rischi e oneri attribuibile essenzialmente ai fondi relativi ai TEE, alle bonifiche e degli esodi agevolati.
24La Legge n. 208/15 (Legge di stabilità per il 2016) ha disposto, all'art. 1, comma 670, la trasformazione della Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico - CCSE in ente pubblico economico, con la denominazione di Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali - CSEA, a partire dal 1 gennaio 2016. La trasformazione della CCSE in ente pubblico economico e il cambio di denominazione non altera in alcun modo, né determina discontinuità nei rapporti funzionali di CSEA (ex-CCSE) con i soggetti regolati e con i fornitori.
25 Meccanismo in base al quale vengono registrati a debito/credito verso la CSEA le differenze tra quanto fatturato alle società di vendita e il vincolo dei ricavi definito dall'AEEGSI.
Raccordo tra l'utile d'esercizio e il patrimonio netto di Italgas S.p.A. con quelli consolidati
| (milioni di €) | Utile d'esercizio (giu-dic 2016) |
Patrimonio netto 31.12.2016 |
|---|---|---|
| Bilancio di esercizio di Italgas S.p.A. | 177 | 1.640 |
| Utile d'esercizio delle Società incluse nell'area di consolidamento (*) | (65) | |
| Differenza tra il valore di carico delle partecipazioni nelle imprese consolidate e il patrimonio netto del bilancio di esercizio, comprensivo del risultato di periodo |
(598) | |
| Rettifiche effettuate in sede di consolidamento per: | ||
| Dividendi al netto dell'effetto fiscale | (187) | |
| Proventi da valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto e altri proventi da partecipazioni |
3 | 21 |
| Altre rettifiche di consolidamento al netto dell'effetto fiscale | ||
| (249) | (577) | |
| Interessi di terzi azionisti | 1 | |
| Bilanc io consolidato | (72) | 1.064 |
(*) effetto relativo al periodo 7/11 - 31/12 in base all'IFRS 10
Rendiconto finanziario riclassificato
Lo schema del rendiconto finanziario riclassificato sottoriportato è la sintesi dello schema legale del rendiconto finanziario obbligatorio. Il rendiconto finanziario riclassificato consente il collegamento tra la variazione delle disponibilità liquide tra inizio e fine periodo e la variazione dell'indebitamento finanziario netto tra inizio e fine periodo. La misura che consente il raccordo tra i due rendiconti è il "free cash flow"26 cioè l'avanzo o il deficit di cassa che residua dopo il finanziamento degli investimenti.
Rendiconto finanziario riclassificato "Consolidato"
| (milioni di €) | 01.06.2016- 31.12.2016 |
|---|---|
| Perdita netta | (72) |
| A rettifica: | |
| - Ammortamenti e altri componenti non monetari | 70 |
| - Minusvalenze (plusvalenze) nette su cessioni e radiazioni di attività | 1 |
| - Interessi e imposte sul reddito | 104 |
| Variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione | 38 |
| Dividendi, interessi e imposte sul reddito incassati (pagati) | (186) |
| Flusso di cassa netto da attività operativa | (45) |
| Flusso di cassa netto da attività operativa adjusted | 82 |
| Investimenti tecnici | (79) |
| Imprese entrate nell'area di consolidamento e rami d'azienda | (1.503) |
| Altre variazioni relative all'attività di investimento | 14 |
| Free cash flow | (1.613) |
| Free cash flow adjusted | (1.511) |
| Assunzione di debiti finanziari a lungo termine | 927 |
| Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine | (1.442) |
| Incremento di debiti finanziari a breve termine | 2.128 |
| Flusso di cassa netto dell'esercizio | 0 |
Variazione dell'indebitamento finanziario netto
| Variazione indebitamento finanziario netto | 01.06.2016- 31.12.2016 |
|---|---|
| Free cash flow | 1.613 |
| Variazione dell'area di consolidamento e rami d'azienda (non monetario) | 2.005 |
| Variazione indebitamento finanziario netto | 3.618 |
Il Flusso di cassa netto da attività operativa adjusted e il Free cash flow adjusted sono determinati dal risultato del periodo che tiente conto degli special item precedentemente indicati.
La variazione dell'indebitamento finanziario netto di 3.618 milioni di euro deriva dall'effetto combinato del: (i) flusso di cassa netto da attività operativa (-45 milioni di euro), (ii) flusso di cassa negativo (1.503 milioni di euro) per l'acquisto di partecipazioni (Italgas Reti) entrate nell'area di consolidamento e investimenti netti per 65 milioni di euro, (iii) assunzione di debiti delle società entrate nell'area di consolidamento a seguito delle citate operazioni di conferimento e scissione (2.005 milioni di euro).
26 Il free cash flow chiude alternativamente: (i) sulla variazione di cassa di periodo, dopo che sono stati aggiunti/sottratti i flussi di cassa relativi ai debiti/attivi finanziari (accensioni/rimborsi di crediti/debiti finanziari) e al capitale proprio (pagamento di dividendi/apporti di capitale); (ii) sulla variazione dell'indebitamento finanziario netto di periodo, dopo che sono stati aggiunti/sottratti i flussi di indebitamento relativi al capitale proprio (pagamento di dividendi/apporti di capitale).
Rendiconto finanziario riclassificato del "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" e del "Consolidato Pro-forma"
| 2015 | 2016 | ||
|---|---|---|---|
| "Consolidato | "Consolidato | ||
| Perimetro | Perimetro | 2016 | |
| Distribuzione | Distribuzione | "Consolidato | |
| (milioni di €) | Gas" | Gas" | Pro-forma" |
| Utile netto | 340 | 129 | 119 |
| A rettifica: | |||
| - Ammortamenti ed altri componenti non monetari | 275 | 303 | 305 |
| - Minusvalenze (plusvalenze) nette su cessioni e radiazioni di attività | 12 | 11 | 11 |
| - Interessi e imposte sul reddito | 158 | 231 | 228 |
| Variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione | (88) | 10 | (5) |
| Dividendi, interessi e imposte sul reddito incassati (pagati) | (180) | (291) | (287) |
| Flusso di cassa netto da attività operativa | 517 | 393 | 371 |
| Flusso di cassa netto adjusted da attività operativa | 517 | 512 | 499 |
| Investimenti tecnici | (360) | (350) | (350) |
| Imprese entrate nell'area di consolidamento e rami d'azienda | (46) | (1.503) | |
| Altre variazioni relative all'attività di investimento | 27 | (13) | (13) |
| Free cash flow | 138 | 30 | (1.495) |
| Variazione dei debiti finanziari a breve e a lungo | 31 | 435 | 1.770 |
| Flusso di cassa del capitale proprio | (214) | (465) | (275) |
| Flusso di cassa netto dell'esercizio | (45) | 0 | 0 |
Riconduzione degli schemi di bilancio riclassificati a quelli obbligatori
Conto economico riclassificato
| (milioni di €) | 01/06 - 31/12/2016 | |||
|---|---|---|---|---|
| Voci del conto economico riclassificato | Riferimento alle note di bilancio consolidato |
Valori da schema obbligatorio |
Valori parziali da schema obbligatorio |
Valori da schema riclassificato |
| Ricavi totali | 274 | 196 | ||
| - Ricavi per costruzioni e potenziamento delle infrastrutture di distribuzione IFRIC 12 | (nota 24) | 62 | ||
| - Penali AEEGSI | (nota 24) | 16 | ||
| Costi operativi | (168) | (90) | ||
| - Costi per costruzioni e potenziamento delle infrastrutture di disstribuzione IFRIC 12 | (62) | |||
| - Penali AEEGSI | (16) | |||
| Totale costi operativi | (168) | (90) | ||
| Margine operativo lordo (EBITDA) | 106 | 106 | ||
| Ammortamenti e svalutazioni | (77) | (77) | ||
| Utile operativo (EBIT) | 29 | 29 | ||
| Oneri finanziari netti | (123) | (123) | ||
| di cui special item | 119 | 119 | ||
| Utile prima delle imposte | (91) | (91) | ||
| Imposte sul reddito | 19 | 19 | ||
| Perdita netta (**) | (72) | (72) | ||
Situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| Voci della Situazione Patrimoniale-finanziaria riclassificata | 31.12.2016 | ||
| (Dove non espressamente indicato, la componente è ottenuta | Riferimento alle | Valori parziali | Valori da |
| direttamente dallo schema legale) | note di bilancio | da schema | schema |
| consolidato | obbligatorio | riclassificato | |
| Capitale immobilizzato | |||
| Immobili, impianti e macchinari | 227 | ||
| Attività immateriali | 4.487 | ||
| Partecipazioni valutate con il criterio del patrimonio netto | 176 | ||
| Debiti netti relativi all'attività di investimento, composti da: | (97) | ||
| - Debiti per attività di investimento | (nota 17) | (103) | |
| - Crediti per attività di investimento/disinvestimento | (nota 8) | 6 | |
| Totale Capitale immobilizzato | 4.793 | ||
| Capitale di esercizio netto | |||
| Crediti commerciali | (nota 8) | 418 | |
| Rimanenze | 33 | ||
| Crediti tributari, composti da: | 54 | ||
| - Attività per imposte sul reddito correnti e attività per altre imposte correnti | (nota10) | 38 | |
| - Crediti IRES per il Consolidato Fiscale Nazionale | (nota 8) | 16 | |
| Debiti commerciali | (nota 17) | (174) | |
| Debiti tributari, composti da: | (14) | ||
| - Passività per imposte sul reddito correnti e passività per altre imposte correnti | (nota10) | (14) | |
| Passività per imposte differite | (106) | ||
| Fondi per rischi ed oneri | (230) | ||
| Altre attività, composte da: | 146 | ||
| - Altri crediti | (nota 8) | 139 | |
| - Altre attività correnti e non correnti | (nota 11) | 7 | |
| Attività e passività da attività regolate, composte da: | 35 | ||
| - Attività regolate | (nota 11) | 35 | |
| - Passività da attività regolate | (nota 18) | ||
| Altre passività, composte da: | (171) | ||
| - Altri debiti | (nota 17) | (166) | |
| - Altre passività correnti e non correnti | (nota 18) | (5) | |
| Totale Capitale di esercizio netto | (9) | ||
| Fondi per benefici ai dipendenti | (121) | ||
| Attività destinate alla vendita e passività direttamente associabili composte da: | 19 | ||
| - Attività destinate alla vendita | 25 | ||
| - Passività direttamente associabili ad attività destinate alla vendita | (6) | ||
| CAPITALE INVESTITO NETTO | 4.682 | ||
| Patrimonio netto compresi gli interessi di terzi azionisti | 1.064 | ||
| Indebitamento finanziario netto | |||
| Passività finanziarie, composte da: | 3.619 | ||
| - Passività finanziarie a lungo termine | 923 | ||
| - Passività finanziarie a breve termine | 2.696 | ||
| Crediti finanziari e disponibilità liquide ed equivalenti, composte da: | (1) | ||
| - Disponibilità liquide ed equivalenti | (nota 7) | (1) | |
| Totale indebitamento finanziario netto | 3.618 | ||
| COPERTURE | 4.682 | ||
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 – I RISULTATI ECONOMICO - FINANZIARI
| (milioni di €) | 01.06.2016 - 31.12.2016 | |
|---|---|---|
| Voci del rendiconto riclassifcato e confluenze delle voci dello schema legale |
Valori parziali da schema obbligatorio |
Valori da schema riclassificato |
| Utile netto | (72) | |
| A rettifica: | ||
| Ammortamenti ed altri componenti non monetari: | 70 | |
| - Ammortamenti | 77 | |
| - Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto | (3) | |
| - Variazione fondo benefici ai dipendenti | (4) | |
| Minusvalenze (Plusvalenze) nette su cessioni e radiazioni di attività | 1 | |
| Interessi, imposte sul reddito e altre variazioni: | 104 | |
| - Interessi passivi | 123 | |
| - Imposte sul reddito | (19) | |
| Variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione: | 38 | |
| - Rimanenze | (8) | |
| - Crediti commerciali | (34) | |
| - Debiti commerciali | 51 | |
| - Variazione fondi rischi e oneri | 21 | |
| - Altre attività e passività | 8 | |
| Dividendi, interessi e imposte sul reddito incassati (pagati): | (186) | |
| - Interessi pagati | (123) | |
| - Imposte sul reddito (pagate) rimborsate | (63) | |
| Flusso di cassa netto da attività operativa | (45) | |
| Investimenti tecnici: | (1.582) | |
| - Immobili, impianti e macchinari | (4) | |
| - Attività immateriali | (75) | |
| Investimenti in imprese entrate nell'area di consolidamento e rami | ||
| d'azienda | (1.503) | |
| Altre variazioni relative all'attività di investimento: | 14 | |
| - Variazione debiti e crediti relativi all'attività di investimento | 14 | |
| Free cash flow | (1.613) | |
| Variazione dei crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | ||
| Variazione dei debiti finanziari: | 1.613 | |
| - Assunzioni di debiti finanziari a lungo termine | 927 | |
| - Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine | (1.442) | |
| - Incremento (decremento) di debiti finanziari netti a breve termine | 2.128 | |
| Flusso di cassa netto dell'esercizio | 0 |
Rendiconto finanziario riclassificato
I risultati economico - finanziari di Italgas S.p.A.
Italgas S.p.A., costituita il 1 giugno 2016 e quotata a partire dal 7 novembre 2016 alla borsa di Milano, detiene, a partire da tale data, il 100% del capitale sociale delle società operative Italgas Reti S.p.A. e ACAM Gas S.p.A. e il 99,69% del capitale sociale di Napoletanagas S.p.A. A Italgas S.p.A. sono attribuiti compiti di indirizzo strategico, direzione e coordinamento nei confronti delle proprie società controllate.
Si segnala che l'azionista CDP S.p.A. consolida Italgas S.p.A. ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10 - Bilancio consolidato.
Conto economico riclassificato
In considerazione della natura di holding di partecipazioni di tipo industriale di Italgas S.p.A., è stato predisposto lo schema di Conto economico riclassificato prevedendo l'inversione dell'ordine delle voci del Conto economico ex D.Lgs. n. 127/91, presentando per prime quelle relative alla gestione finanziaria, in quanto per tali società rappresenta il più rilevante componente di natura reddituale27 .
| (milioni di €) | 01.06.2016 - 31.12.2016 |
|---|---|
| Proventi e oneri finanziari | |
| Proventi da partecipazioni | 190 |
| Interessi attivi | 2 |
| Interessi passivi e altri oneri finanziari | (5) |
| Totale proventi e oneri finanziari | 187 |
| Ricavi per prestazioni di servizio | 8 |
| Altri proventi della gestione | 8 |
| Altri costi della gestione | |
| Per il personale | (6) |
| Per prestazioni di servizi non finanziari e altri costi | (13) |
| Totale altri costi della gestione | (19) |
| Utile prima delle imposte | 176 |
| Imposte sul reddito | 1 |
| Utile netto | 177 |
L'utile netto conseguito nel periodo intercorrente tra la data di costituzione della Società e il 31 dicembre 2016 è pari a 177 milioni di euro, attribuibile essenzialmente ai proventi da partecipazioni (190 milioni di euro), in parte compensati da: (i) costi per servizi non finanziari e altri costi (13 milioni di euro), legati essenzialmente ai costi di quotazione di Italgas (-8 milioni di euro); (ii) costi per il personale (-6 milioni di euro); e (iii) interessi passivi e altri oneri finanziari (-5 milioni di euro).
Proventi e oneri finanziari
| (milioni di €) | 2016 |
|---|---|
| Proventi da partecipazioni | 190 |
| Interessi attivi | 2 |
| Interessi passivi e altri oneri finanziari | (5) |
| 187 |
I proventi da partecipazioni (190 milioni di euro) sono costituiti dai dividendi distribuiti dalla società controllata Italgas Reti nel mese di dicembre 2016.
Gli interessi attivi (2 milioni di euro) riguardano gli interessi attivi derivanti dai finanziamenti infragruppo concessi da Italgas alle società controllate.
Gli interessi passivi e altri oneri finanziari (5 milioni di euro) si riferiscono principalmente a oneri su debiti finanziari a breve/lungo termine e riguardano oneri su finanziamenti erogati da banche e da altri finanziatori.
27 Si veda a tal proposito la Comunicazione Consob n. 94001437 del 23 febbraio 1994
Altri proventi della gestione
Gli altri proventi della gestione (8 milioni di euro), si riferiscono a riaddebiti alle società controllate dei costi sostenuti per la prestazione di servizi gestiti a livello centralizzato da Italgas S.p.A.. Tali servizi sono regolati mediante contratti stipulati tra Italgas S.p.A. e le sue controllate Italgas Reti e Napoletanagas e riguardano le seguenti aree: ICT, personale e organizzazione, pianificazione, amministrazione, finanza e controllo, servizi generali, immobiliari e di security, affari legali e societari e compliance, salute sicurezza e ambiente, regolazione, relazioni esterne e comunicazione, internal audit e Enterprise Risk Management (ERM). Il modello di pricing dei contratti si basa sul riaddebito dei costi sostenuti per l'erogazione dei servizi secondo una logica di full cost.
Altri costi della gestione
| (milioni di €) | 2016 |
|---|---|
| Per il personale | (6) |
| Per prestazioni di servizi non finanziari e altri costi | (13) |
| Altri costi della gestione totali | (19) |
I costi per prestazioni di servizi non finanziari e altri costi (13 milioni di euro) si riferiscono principalmente ai costi sostenuti per la quotazione in borsa di Italgas S.p.A. (8 milioni di euro).
Il costo per il personale ammonta a 6 milioni di euro al 31 dicembre 2016. Di seguito è fornito il dato sul personale in servizio al 31 dicembre 2016 (337 persone), analizzato per qualifica professionale.
| (numero) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Qualifica professionale | |
| Dirigenti | 33 |
| Quadri | 77 |
| Impiegati | 227 |
| 337 |
Situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata28
| (milioni di €) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Capitale immobilizzato | 3.690 |
| Partecipazioni | 2.967 |
| Crediti finanziari strumentali all'attività operativa | 723 |
| Capitale di esercizio netto | 13 |
| Fondi per benefici ai dipendenti | (5) |
| CAPITALE INVESTITO NETTO | 3.698 |
| Patrimonio netto | 1.640 |
| Indebitamento finanziario netto | 2.058 |
| COPERTURE | 3.698 |
Il Capitale investito netto ammonta a 3.698 milioni di euro.
Il Capitale immobilizzato ammonta a 3.690 milioni di euro al 31 dicembre 2016, ed è composto da partecipazioni per 2.967 milioni di euro e crediti finanziari strumentali all'attività operativa per 723 milioni di euro.
Le Partecipazioni di 2.967 milioni di euro si riferiscono alla partecipazione detenuta in Italgas Reti a seguito dell'operazione di separazione29 di Italgas Reti30 da Snam.
L'operazione di riorganizzazione è stata attuata mediante i tre seguenti passaggi realizzati contestualmente:
28 Si rinvia al "Commento ai risultati economico - finanziari" consolidati per l'illustrazione metodologica degli schemi riclassificati.
29 Per maggiori informazioni sull'operazione si rimanda all'apposito paragrafo del capitolo "Dati e informazioni di sintesi della presente relazione.
30Con decorrenza 12 settembre 2016 la società operativa precedentemente denominata Società Italiana per il Gas p.A. (in breve Italgas S.p.A.) ha assunto la denominazione di Italgas Reti S.p.A.
- l'atto di conferimento in natura da parte di Snam a beneficio di Italgas di una partecipazione pari all'8,23% del capitale sociale di Italgas Reti a fronte dell'assegnazione a Snam di n. 108.957.843 azioni di nuova emissione di Italgas, al fine di permettere a Snam di detenere, post-scissione, una partecipazione del 13,5% in Italgas;
- l'atto di vendita da parte di Snam a Italgas S.p.A. di n. 98.054.833 azioni di Italgas Reti, pari al 38,87% del capitale sociale, per un corrispettivo di 1.503 milioni di euro, a fronte dell'assunzione di un debito di pari importo in capo a Italgas;
- l'atto di scissione parziale e proporzionale con assegnazione a Italgas S.p.A. del 52,9% della partecipazione detenuta da Snam in Italgas Reti, con conseguente assegnazione ai soci di Snam dell'86,5% del capitale di Italgas. Per effetto della scissione Italgas ha emesso e assegnato agli azionisti di Snam una azione Italgas ogni cinque azioni di Snam detenute.
I crediti finanziari strumentali all'attività operativa si riferiscono a crediti finanziari a lungo termine a fronte dei finanziamenti erogati alla controllata Italgas Reti per il tramite della Banca Europea per gli Investimenti per complessivi 723 milioni di euro.
Capitale di esercizio netto
| (milioni di €) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Crediti tributari | 28 |
| Crediti commerciali | 9 |
| Altre attività | 14 |
| Debiti commerciali | (16) |
| Debiti tributari | (17) |
| Fondi per rischi e oneri | (1) |
| Altre passività | (4) |
| 13 |
Il Capitale di esercizio netto ammonta a 13 milioni di euro al 31 dicembre 2016, ed è composto dalle seguenti voci: (i) crediti tributari per 28 milioni di euro, riferiti a crediti per imposte correnti della Società (12 milioni di euro) e crediti (16 milioni di euro) nei confronti delle società controllate a seguito della loro adesione al Consolidato Fiscale Nazionale, a fronte dei quali sono stati rilevati debiti tributari di pari importo; (ii) altre attività per 14 milioni di euro, costituite essenzialmente da risconti attivi relativi alle Up-Front Fees su linee di credito revolving (+5 milioni di euro).
Il Patrimonio netto al 31 dicembre 2016 ammonta a 1.640 milioni di euro.
Indebitamento finanziario netto
| (milioni di €) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Debiti finanziari | 3.619 |
| Debiti finanziari a breve termine | 2.696 |
| Debiti finanziari a lungo termine | 923 |
| Crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | (1.561) |
| 2.058 |
L'indebitamento finanziario netto di Italgas S.p.A. al 31 dicembre 2016 ammonta a 2.058 milioni di euro ed è composto da debiti finanziari a breve termine (2.696 milioni di euro), debiti finanziari a lungo termine (923 milioni di euro) e crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (-1.561 milioni di euro), interamente denominati in euro.
I debiti finanziari a breve termine (2.696 milioni di euro) si riferiscono a: (i) utilizzi netti di linee di credito bancarie a breve termine per 396 milioni di euro; (ii) un finanziamento bancario in pool (Bridge to Bond), per un valore nominale pari a 2.300 milioni di euro. Tale finanziamento, pur avendo una durata contrattuale di 12 mesi estendibile fino a 24 mesi a facoltà di Italgas, ai sensi dello IAS 39 è riclassificato tra le passività a breve termine in quanto il finanziamento è destinato a essere sostituito da emissioni obbligazionarie da effettuare entro il 2017.
I debiti finanziari a lungo termine (923 milioni di euro) si riferiscono essenzialmente a: (i) debiti su provvista della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per complessivi 724 milioni di euro nominali e (ii) un finanziamento a scadenza (Term Loan) per un valore nominale pari a 200 milioni di euro.
I crediti finanziari non strumentali all'attività operativa (1.561 milioni di euro) si riferiscono a crediti finanziari verso le società controllate, sorti essenzialmente a seguito del rimborso da parte di Italgas, per conto delle stesse società controllate, dei contratti di finanziamento esistenti alla data del 7 novembre 2016 verso Snam per un ammontare pari a 1.708 milioni di euro. L'operazione di separazione di Italgas Reti da Snam ha infatti determinato la risoluzione anticipata dei contratti di finanziamento sopracitati.
Al 31 dicembre 2016 l'indebitamento finanziario risulta interamente a tasso variabile.
Al 31 dicembre 2016 Italgas dispone di linee di credito a lungo termine committed non utilizzate per un importo pari a 1,1 miliardi di euro.
Al 31 dicembre 2016 non sono presenti covenant finanziari e contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori assistiti da garanzie reali. Alcuni di tali contratti prevedono, inter alia, il rispetto di: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Italgas è soggetta a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società può effettuare.
Rendiconto finanziario riclassificato
| (milioni di €) | 01.06.2016 - 31.12.2016 |
|---|---|
| Utile netto | 177 |
| A rettifica: | |
| - Ammortamenti ed altri componenti non monetari | 1 |
| - Dividendi, interessi e imposte sul reddito | (190) |
| Variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione | 3 |
| Dividendi, interessi e imposte sul reddito incassati (pagati) | 177 |
| Flusso di cassa netto della gestione | 168 |
| Partecipazioni | (1.503) |
| Investimenti finanziari netti strumentali all'attività operativa | (723) |
| Free cash flow | (2.058) |
| Variazione dei crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | (1.561) |
| Variazione dei debiti finanziari correnti e non correnti | 3.619 |
| Flusso di cassa netto dell'esercizio | 0 |
Riconduzione degli schemi di bilancio riclassificati a quelli obbligatori
Situazione patrimoniale-finanziaria riclassificata
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| V o ci d ella Sit uazio ne Pat rimo niale- f inanziaria riclassif icat a | 3 1.12 .2 0 16 | ||
| ( D o ve no n espressament e ind icat o , la compo nent e è ot t enut a d iret t ament e d allo schema leg ale) |
Riferimento alle note di bilancio consolidato |
V alo ri p arziali d a schema o b b lig at o rio |
V alo ri da schema riclassif icat o |
| C ap it ale immo b ilizzat o | |||
| Partecipazioni valutate con il criterio del patrimonio netto | 2 .9 6 7 | ||
| Crediti finanziari strumentali all'attività operativa | (nota 6) | 72 3 | |
| T ot ale C ap it ale immo bilizzat o | 3 .6 9 0 | ||
| C ap it ale d i esercizio net t o | |||
| Crediti commerciali | (nota 8) | 9 | |
| Crediti tributari, composti da: | 2 8 | ||
| - Attività per imposte sul reddito correnti e attività per altre imposte correnti | (nota 7) | 2 8 | |
| Debiti commerciali | (nota 11) | ( 16 ) | |
| Debiti tributari, composti da: | ( 17) | ||
| - Passività per altre imposte correnti | (nota 7) | ( 1) | |
| - Debiti IRES per il Consolidato Fiscale Nazionale | (nota 11) | ( 16 ) | |
| Fondi per rischi ed oneri | ( 1) | ||
| Altre attività, composte da: | 14 | ||
| - Altri crediti | (nota 6) | 8 | |
| - Altre attività correnti e non correnti | (nota 8) | 6 | |
| Altre passività, composte da: | ( 4 ) | ||
| - Altri debiti | (nota 11) | ( 4 ) | |
| T ot ale C ap it ale di esercizio net t o | 13 | ||
| Fondi per benefici ai dipendenti | ( 5) | ||
| C A PIT A LE IN V EST IT O N ET TO | 3 .6 9 8 | ||
| Patrimonio netto compresi gli interessi di terzi azionisti | 1.6 4 0 | ||
| Ind ebit ament o f inanziario net t o | |||
| Passività finanziarie, composte da: | 3 .6 19 | ||
| - Passività finanziarie a lungo termine | 9 2 3 | ||
| - Passività finanziarie a breve termine | 2 .6 9 6 | ||
| Crediti finanziari e disponibilità liquide ed equivalenti, composte da: | ( 1.56 1) | ||
| - Crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | (nota 8) | ( 1.56 1) | |
| T ot ale ind eb it ament o f inanziario net t o | 2 .0 58 | ||
| C OPER T U R E | 3 .6 9 8 | ||
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 – I RISULTATI ECONOMICO – FINANZIARI DI ITALGAS S.P.A.
| (milioni di €) | 01.06.2016 - 31.12.2016 | ||
|---|---|---|---|
| V oci de l re ndiconto riclas s ifcato e conflue nze de lle voci de llo s che m a le gale |
V alori parziali da s che m a obbligatorio |
V alori da s che m a riclas s ificato |
|
| Utile ne tto | 17 7 | ||
| A rettifica: | |||
| A mmortamenti ed altri componenti non monetari: | 1 | ||
| - Variazione fondo benefici ai dipendenti | 1 | ||
| Interessi, imposte sul reddito e altre variazioni: | ( 19 0 ) | ||
| - Dividendi | ( 19 0 ) | ||
| - Interessi attivi | ( 2 ) | ||
| - Interessi passivi | 3 | ||
| - Imposte sul reddito | ( 1) | ||
| V ariazione del capitale di esercizio relativo alla gestione: | 3 | ||
| - Rimanenze | |||
| - Crediti commerciali | ( 9 ) | ||
| - Debiti commerciali | 16 | ||
| - Variazione fondi rischi e oneri | 1 | ||
| - Altre attività e passività | ( 5 ) | ||
| Dividendi, interessi e imposte sul reddito incassati (pagati): | 17 7 | ||
| - Dividendi incassati | 19 0 | ||
| - Interessi incassati | 2 | ||
| - Interessi pagati | ( 3 ) | ||
| - Imposte sul reddito (pagate) rimborsate | ( 12 ) | ||
| Flus s o di cas s a ne tto da attività ope rativa | 16 8 | ||
| Investimenti tecnici: | ( 7 2 3 ) | ||
| Partecipazioni | ( 1,5 0 3 ) | ||
| Crediti finanziari strumentali all'attività operativa | ( 7 2 3 ) | ||
| Free ca sh flow | ( 5 5 5 ) | ||
| V ariazione dei crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | |||
| V ariazione dei debiti finanziari: | 2 ,0 5 8 | ||
| - Assunzioni di debiti finanziari a lungo termine | 9 2 3 | ||
| - Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine | 2 ,6 9 6 | ||
| - Variazione dei crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | ( 1,5 6 1) | ||
| Flus s o di cas s a ne tto de ll'e s e rcizio | 1,5 0 3 |
Rendiconto finanziario riclassificato
Fattori di rischio e di incertezza
Italgas ha istituito, alle dipendenze del Direttore Generale Finanza e Servizi, l'unità Enterprise Risk Management (ERM) al fine di presidiare il processo di gestione integrata dei rischi aziendali per tutte le società del Gruppo. I principali obiettivi dell'ERM sono la definizione di un modello omogeneo e trasversale di valutazione dei rischi, l'identificazione dei rischi prioritari, nonché di garantire il consolidamento delle azioni di mitigazione e l'elaborazione di un sistema di reporting.
La metodologia ERM adottata dal Gruppo Italgas è in linea con i modelli di riferimento e le best practice internazionali esistenti (COSO Framework e ISO 31000).
L'ERM opera nell'ambito del più vasto Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Italgas.
Il processo di Enterprise Risk Management in Italgas
Attraverso l'ERM Italgas ha scelto di dotarsi di un modello di individuazione, valutazione, gestione e controllo dei rischi strutturato e omogeneo per tutte le società del Gruppo. Il modello prevede una valutazione dei rischi integrata, trasversale e dinamica che valorizza i sistemi di gestione già esistenti nei singoli processi aziendali.
I risultati emersi in relazione ai principali rischi e ai relativi piani di gestione sono presentati al Comitato Controllo e Rischi e Parti Correlate al fine di consentire la valutazione dell'efficacia del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, rispetto alle specificità di Italgas e al profilo di rischio assunto.
La funzione ERM di Italgas gestisce e presidia le seguenti principali attività:
- identificazione e misurazione dei rischi;
- valutazione enterprise e prioritizzazione dei rischi;
- definizione della strategia di gestione dei rischi;
- monitoraggio e reporting;
- manutenzione ed evoluzione modello.
L'obiettivo della fase di identificazione dei rischi è individuare gli eventi rischiosi afferenti ai processi aziendali del Gruppo Italgas ed esterni agli stessi che potrebbero influire sul conseguimento degli obiettivi aziendali.
La misurazione dei rischi è svolta in modo integrato e trasversale attraverso scale di classificazione delle probabilità e degli impatti che riguardano sia aspetti quantitativi (es. impatti economici e finanziari) sia aspetti più qualitativi e intangibili (es. impatti reputazionale, salute, sicurezza e ambiente).
A ciascun evento viene assegnata una "misurazione enterprise". Tale misurazione sintetizza per ciascun rischio le diverse valutazioni effettuate dai Risk Owner e dalle unità centralizzate con competenze specialistiche. La prioritizzazione dei rischi è definita, invece, dalla combinazione delle misure di impatto e probabilità.
Per tutti i rischi vengono individuate le azioni di gestione ed eventuali interventi specifici con le relative tempistiche di attuazione e associata una tipologia di gestione dei rischi tra quelle codificate. La mappatura dei rischi è dinamica. La periodicità di riverifica è funzione della valutazione enterprise ed è comunque almeno annuale.
L'attività periodica di reporting garantisce, ai diversi livelli aziendali, la disponibilità e la rappresentazione delle informazioni relative alle attività di gestione e di monitoraggio dei rischi di competenza.
Di seguito sono riportati i principali rischi oggetto di analisi e monitoraggio da parte del Gruppo Italgas.
Rischi finanziari
Rischio di variazione dei tassi di interesse
Le oscillazioni dei tassi di interesse influiscono sul valore di mercato delle attività e delle passività finanziarie dell'impresa e sul livello degli oneri finanziari netti. Il Gruppo Italgas adotta un modello organizzativo di funzionamento di tipo accentrato. Le strutture di Italgas, in funzione di tale modello, assicurano le coperture dei fabbisogni tramite l'accesso ai mercati finanziari (canale bancario) e l'impiego dei fondi, in coerenza con gli obiettivi approvati, garantendo il mantenimento del profilo di rischio entro i limiti definiti.
Al 31 dicembre 2016 l'indebitamento finanziario risulta interamente a tasso variabile.
Alla stessa data il Gruppo Italgas utilizza risorse finanziarie esterne nelle forme di contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con Banche e altri Istituti Finanziatori, sotto forma di debiti finanziari a medio - lungo termine e linee di credito bancarie a tassi di interesse indicizzati sui tassi di riferimento del mercato, in particolare l'Europe Interbank Offered Rate (Euribor).
Pertanto un aumento dei tassi di interesse potrebbe avere effettivi negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Italgas. Tuttavia, considerato l'attuale contesto di mercato caratterizzato da tassi Euribor negativi, gli impatti sul patrimonio netto e sul risultato netto d'esercizio di un'ipotetica variazione positiva e negativa del 10% dei tassi di interesse risultano trascurabili o comunque non significativi.
Italgas ha come obiettivo il mantenimento, a regime, di un rapporto di indebitamento tra tasso fisso e tasso variabile tale da minimizzare il rischio di innalzamento dei tassi di interesse, con un obiettivo di composizione dell'indebitamento tra tasso fisso e tasso variabile di circa 2/3 a tasso fisso e 1/3 a tasso variabile. Si segnala a tal proposito che nei primi mesi del 2017 la Società ha emesso prestiti obbligazionari per complessivi 2.150 milioni di euro con le seguenti caratteristiche: (i) 1.500 milioni di euro, emessi in data 19 gennaio 2017 e suddivisi in due tranches, la prima a 5 anni e la seconda a 10 anni, entrambe a tasso fisso, per un importo di 750 milioni di euro ciascuna e cedola annua rispettivamente dello 0,50% e dell'1,625%; (ii) 650 milioni di euro emessi in data 14 marzo 2017, con scadenza il 14 marzo 2024 e cedola annua a tasso fisso dell' 1,125%.
Rischio credito
Il rischio credito rappresenta l'esposizione a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti. Il mancato o ritardato pagamento dei corrispettivi dovuti potrebbe incidere negativamente sui risultati economici e sulla situazione finanziaria di Italgas.
Le regole per l'accesso degli utenti al servizio di distribuzione del gas sono stabilite dall'AEEGSI e sono previste nei Codici di Rete, ovvero in documenti che stabiliscono, per ciascuna tipologia di servizio, le norme che regolano i diritti e gli obblighi dei soggetti coinvolti nel processo di erogazione dei servizi stessi, e dettano clausole contrattuali che riducono i rischi di inadempienza da parte dei clienti quali il rilascio di garanzie bancarie o assicurative a prima richiesta.
Al 31 dicembre 2016 non si evidenziano significativi rischi di credito. Si rileva comunque che circa il 58% dei crediti commerciali è riferito a clienti di primaria affidabilità, tra i quali Eni rappresenta circa il 47% del totale dei crediti commerciali.
Non può essere escluso, tuttavia, che Italgas possa incorrere in passività e/o perdite derivanti dal mancato adempimento di obbligazioni di pagamento dei propri clienti.
Rischio liquidità
Il rischio liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell'incapacità di reperire nuovi fondi (funding liquidity risk) o di liquidare attività sul mercato (asset liquidity risk), l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento determinando un impatto sul risultato economico nel caso in cui l'impresa sia costretta a sostenere costi addizionali per fronteggiare i propri impegni o, come estrema conseguenza, una situazione di insolvibilità che pone a rischio l'attività aziendale.
Al fine di mitigare tale rischio e di mantenere un livello di liquidità coerente con quanto richiesto per il mantenimento del rating, Italgas ha sottoscritto contratti di finanziamento in misura eccedente rispetto alle necessità finanziarie al 31 dicembre 2016. Tale eccedenza (pari a 1,1 miliardi di euro) potrà essere utilizzata per fronteggiare eventuali esigenze di liquidità, laddove ve ne sia bisogno, qualora il fabbisogno finanziario effettivo risulti superiore a quello stimato.
Italgas ha come obiettivo, sul piano finanziario, la costituzione di una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business, garantisca un livello di liquidità adeguato per il gruppo in termini di durata e di composizione del debito. Il conseguimento di tale struttura finanziaria sarà ottenuto mediante il monitoraggio di alcune grandezze chiave, quali il rapporto tra indebitamento e RAB, il rapporto tra indebitamento a breve e a medio lungo termine, il rapporto tra indebitamento a tasso fisso e a tasso variabile e quello fra credito bancario accordato a fermo e credito bancario utilizzato) A tal fine si segnala che in data 18 novembre 2016 Italgas ha visto approvare dalla competente autorità finanziaria lussemburghese un programma Euro Medium Term Notes (EMTN) che consente l'emissione, entro il 31 ottobre 2017, di uno o più prestiti obbligazionari per un importo massimo di 2,8 miliardi di euro, da collocare presso investitori istituzionali.
Rischio rating
Con riferimento al debito a lungo termine di Italgas, rispettivamente in data 7 e 8 novembre 2016 Fitch e Moody's hanno assegnato a Italgas S.p.A. il rating definitivo di BBB+ (outlook stabile) e Baa1 (outlook stabile, successivamente modificato in outlook negativo in data 12 dicembre 2016, a seguito del precedente cambiamento da stabile a negativo dell'outlook sul rating a lungo termine della Repubblica Italiana).
Sulla base delle metodologie adottate dalle agenzie di rating, il downgrade di un notch dell'attuale rating della Repubblica Italiana potrebbe innestare un aggiustamento al ribassodell'attuale rating di Italgas.
Rischio di default e covenant sul debito
Al 31 dicembre 2016 Italgas ha in essere contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori non assistiti da garanzie reali. Alcuni di tali contratti prevedono, inter alia, il rispetto di: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Italgas e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare.
Il mancato rispetto di tali covenant, nonché il verificarsi di altre fattispecie, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, come ad esempio eventi di cross-default, possono determinare ipotesi di inadempimento in capo a Italgas e, eventualmente, possono causare l'esigibilità anticipata del relativo prestito.
Rischi operativi
Italgas ha adottato specifici sistemi di gestione certificati con l'obiettivo di presidiare i processi e le attività aziendali, nel rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori, della salvaguardia dell'ambiente, della qualità e del risparmio energetico nei servizi offerti.
Rischi connessi al malfunzionamento e all'imprevista interruzione del servizio di distribuzione
La gestione delle attività regolate nel settore del gas implica una serie di rischi di malfunzionamento e di imprevista interruzione del servizio di distribuzione determinati da eventi accidentali tra cui incidenti, guasti o malfunzionamenti di apparecchiature o sistemi di controllo, minor resa di impianti ed eventi straordinari quali esplosioni, incendi, terremoti, frane o altri eventi simili che sfuggono al controllo di Italgas. Tali eventi potrebbero causare la riduzione dei ricavi e arrecare danni rilevanti a persone, cose o all'ambiente. Benché Italgas abbia stipulato specifici contratti di assicurazione in linea con le best practice a copertura di alcuni tra tali rischi, le relative coperture assicurative potrebbero infatti risultare insufficienti a far fronte a tutte le perdite subite, agli obblighi di risarcimento e agli incrementi di spesa..
Rischi connessi alla tutela ambientale, della salute e della sicurezza
L'attività di Italgas è soggetta alla normativa italiana e dell'Unione Europea in materia di tutela dell'ambiente. Italgas svolge la propria attività nel rispetto delle leggi e dei regolamenti in materia di ambiente e sicurezza. Ciò considerato, non può tuttavia essere escluso con certezza che il Gruppo possa incorrere in costi o responsabilità anche di dimensioni rilevanti. Sono, infatti, difficilmente prevedibili le ripercussioni economico finanziarie di eventuali pregressi danni ambientali, anche in considerazione dei possibili effetti di nuove disposizioni legislative e regolamentari per la tutela dell'ambiente, dell'impatto di eventuali innovazioni tecnologiche per il risanamento ambientale, della possibilità dell'insorgere di controversie e della difficoltà di determinare le eventuali conseguenze, anche in relazione alla responsabilità di altri soggetti.
Italgas è impegnata in attività di bonifica di siti contaminati sostanzialmente per effetto dell'attività di produzione di gas manifatturato svolta in passato, rimozione e smaltimento rifiuti (prevalentemente per demolizione di strutture impiantistiche obsolete) ed eliminazione di materiali contenenti amianto.
A copertura delle passività stimate in relazione agli adempimenti previsti dalla vigente normativa, è stato costituito un apposito fondo, di importo pari a 136 milioni di euro.
Rischi connessi ai Titoli di Efficienza Energetica
Il D.Lgs n. 164/00, relativo alla liberalizzazione del mercato del gas, all'art. 16.4 prevede che le aziende distributrici di gas naturale per impieghi civili perseguano obiettivi di risparmio energetico negli utilizzi finali e nello sviluppo delle fonti rinnovabili; a fronte dei risultati conseguiti, ai distributori sono assegnati i cosiddetti Titoli di Efficienza Energetica, il cui annullamento origina un rimborso da parte della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali sulla base di fondi costituti attraverso la componente RE (Risparmio Energetico) delle tariffe di distribuzione.
A fronte dei quantitativi nazionali annui di risparmio energetico che devono essere perseguiti attraverso il meccanismo dei certificati bianchi, l'Autorità determina i relativi obiettivi specifici di risparmio energetico in capo ai distributori di energia elettrica e di gas naturale.
Esiste un rischio potenziale di perdita economica dovuto all'eventuale differenza negativa tra il valore medio di acquisto dei titoli e il contributo tariffario riconosciuto e all'eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati.
Rischi connessi alla scadenza e al rinnovo delle concessioni di distribuzione del gas
L'attività di distribuzione del gas in cui è attivo il Gruppo Italgas è esercitata in virtù di concessioni rilasciate da singoli comuni. Alla data del 31 dicembre 2016, Italgas gestisce 1.472 concessioni di distribuzione di gas naturale in tutto il territorio nazionale.
Il Decreto interministeriale n. 226/11 ha stabilito che il servizio di distribuzione del gas possa essere effettuato solo sulla base di procedure di gara indette esclusivamente per ATEM, di dimensione prevalentemente provinciale.
Italgas, nell'ambito delle procedure di gara avviate, potrebbe non risultare aggiudicataria delle concessioni negli ambiti pianificati, oppure potrebbe aggiudicarsi tali concessioni a condizioni meno favorevoli di quelle attuali con possibili impatti negativi sull'attività operativa e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria. Si deve tuttavia rilevare che, nel caso di mancata aggiudicazione di concessioni relativamente ai comuni precedentemente gestiti, Italgas avrebbe diritto a vedersi riconoscere il valore di rimborso previsto a favore del gestore uscente (vedi punto successivo).
Con riferimento ai finanziamenti BEI, i relativi contratti prevedono una clausola per la quale, in caso di una significativa riduzione dell'EBITDA derivante dalla perdita di concessioni, è previsto un obbligo informativo a BEI e un successivo periodo di consultazione, al termine del quale potrebbe essere richiesto il rimborso anticipato del finanziamento.
Inoltre si segnala che, nell'ambito delle procedure di gara avviate, Italgas potrebbe risultare aggiudicataria di concessioni in ATEM precedentemente gestiti totalmente o parzialmente da altri operatori; pertanto, non si può escludere che tali aggiudicazioni possano comportare, almeno inizialmente, oneri di gestione maggiori in capo al Gruppo rispetto ai propri standard operativi.
Tenuto conto della complessità della normativa che disciplina la scadenza delle concessioni di cui Italgas è titolare, ciò potrebbe tradursi in contenziosi giudiziali e/o arbitrali con possibili effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo Italgas.
Rischi connessi al valore di rimborso a carico del nuovo gestore
Con riferimento alle concessioni di distribuzione gas relativamente alle quali Italgas è anche proprietaria delle reti e degli impianti, il D.Lgs. n. 164/00, come più volte successivamente integrato e modificato, stabilisce che il valore di rimborso riconosciuto ai gestori uscenti del servizio, titolari degli affidamenti e delle concessioni in essere, è calcolato nel rispetto di quanto stabilito nelle convenzioni o nei contratti, purché stipulati prima della data di entrata in vigore del regolamento di cui al D.M. 12 novembre 2011 n. 226 (cioè prima dell'11 febbraio 2012), e, per quanto non desumibile dalla volontà delle parti, nonché per gli aspetti non disciplinati dalle medesime convenzioni o contratti, in base alle Linee Guida su criteri e modalità operative per la valutazione del valore di rimborso, successivamente predisposte dal Ministero dello Sviluppo Economico con documento del 7 aprile 2014 e approvate con D.M del 22 maggio 201431 .
In caso di disaccordo tra l'Ente Locale e il gestore uscente, con riferimento alla determinazione del valore di rimborso, il bando di gara riporta un valore di riferimento da utilizzare ai fini della gara, determinato come il maggiore fra la stima dell'Ente locale concedente e la RAB.
Il D.M. n. 226/11 sui criteri di gara e di valutazione dell'offerta stabilisce che il gestore subentrante acquisisce la proprietà dell'impianto con il pagamento del valore di rimborso al gestore uscente, a eccezione delle eventuali porzioni di impianto di proprietà comunale.
A regime, cioè nei periodi successivi al primo, il rimborso al gestore uscente sarà comunque pari al valore delle immobilizzazioni nette di località, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località, calcolato con riferimento ai criteri usati dall'Autorità per determinare le tariffe di distribuzione (RAB).
Alla luce della nuova disciplina giuridica intervenuta, non si può escludere che il valore di rimborso delle concessioni, per le quali risulti assegnatario un soggetto terzo all'esito delle gare d'ambito, sia inferiore al valore della RAB. In tal caso si potrebbero determinare effetti negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria di Italgas.
Rischio regolatorio
Italgas svolge la propria attività in un settore del gas soggetto a regolamentazione. Le direttive e i provvedimenti normativi emanati in materia dall'Unione Europea e dal Governo Italiano, le decisioni dell'AEEGSI e più in generale la modifica del contesto normativo di riferimento possono avere un impatto sull'operatività, i risultati economici e l'equilibrio finanziario del Gruppo.
Considerando la specificità del business e il contesto in cui Italgas opera, particolare rilievo assume l'evoluzione del contesto regolatorio in materia di criteri per la determinazione delle tariffe di riferimento.
Non si possono escludere futuri cambiamenti nelle normative adottate dall'Unione Europea o a livello nazionale che potrebbero avere ripercussioni impreviste sul quadro normativo di riferimento e, di conseguenza, sull'attività e sui risultati di Italgas.
Rischio legale e di non conformità
Il rischio legale e di non conformità riguarda il mancato rispetto, in tutto o in parte, delle norme a livello Europeo, nazionale, regionale e locale cui Italgas deve attenersi in relazione alle attività che svolge. La violazione delle norme può comportare sanzioni penali, civili e/o amministrative nonché danni patrimoniali, economici e/o reputazionali. Con riferimento a specifiche fattispecie, tra l'altro, la violazione della normativa a protezione della salute e sicurezza dei lavoratori e dell'ambiente e la violazione delle norme per la lotta alla corruzione, può comportare sanzioni, anche rilevanti, a carico dell'azienda in base alla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. n. 231/01).
31 In altre parole, le specifiche metodologie previste nei singoli contratti di concessione vigenti e stipulati precedentemente all'11 febbraio 2012 prevalgono su quanto contenuto nelle Linee Guida, ma con le limitazioni previste da queste ultime e con quelle previste dal regolamento criteri di gara di cui al D.M. n. 226/11.
Evoluzione prevedibile della gestione
Italgas continuerà nel perseguimento degli obiettivi strategici previsti nel Piano 2016-2020 con focus sulla realizzazione degli investimenti, sulla razionalizzazione dei processi e dei costi operativi e sull'ottimizzazione della struttura finanziaria, mantenendo parimenti una costante attenzione alle opportunità di sviluppo.
Con specifico riferimento agli investimenti tecnici in immobilizzazioni materiali e immateriali, nel corso del 2017, Italgas prevede una spesa in aumento rispetto all'anno precedente, riconducibile al mantenimento e allo sviluppo delle reti e all'attività di misura destinata all'implementazione del rilevante programma di installazione dei contatori elettronici (smart meter), in linea con le delibere dell'Autorità, nonché al completamento delle costruzioni di nuove reti.
Italgas intende accrescere la propria efficienza operativa grazie all'implementazione di un programma di riduzione costi e di miglioramento della qualità dei processi e dei servizi che sarà avviato nei primi mesi dell'anno.
Nel corso del 2017 Italgas proseguirà anche le azioni finalizzate alla ottimizzazione della propria struttura finanziaria di gruppo estendendo la scadenza media del debito e aumentando la componente di debito a tasso fisso, in linea con la propria struttura finanziaria obiettivo.
Infine, Italgas parteciperà alle gare per il rinnovo delle concessioni di interesse strategico al fine di perseguire gli obiettivi di sviluppo volti a mantenere e incrementare la propria quota di mercato nel business della distribuzione gas in Italia.
Altre informazioni
Azioni proprie
In ottemperanza a quanto disposto dall'art. 2428 quarto comma del Codice Civile, si segnala che la società non detiene azioni proprie al 31 dicembre 2016.
Compensi corrisposti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai direttori generali e ai dirigenti con responsabilità strategiche e partecipazioni detenute
Le informazioni sui compensi corrisposti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai direttori generali e ai dirigenti con responsabilità strategiche e sulle partecipazioni dagli stessi detenute, sono fornite nella Relazione sulla remunerazione, predisposta ai sensi dell'art. 123 - ter del Decreto Legislativo n. 58/1998 (TUF). La Relazione sulla remunerazione è disponibile sul sito internet di Italgas (www.italgas.it) alla sezione Governance, cui si rinvia.
Rapporti con parti correlate
Sulla base dell'attuale assetto proprietario di Italgas, le parti correlate di Italgas sono rappresentate, oltre che dalle imprese collegate e a controllo congiunto del gruppo, anche dalle imprese controllate (direttamente o indirettamente) da parte di CDP, incluso quindi l'azionista Snam, e del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Le operazioni con tali soggetti riguardano lo scambio di beni, la prestazione di servizi e, relativamente a CDP, la provvista di mezzi finanziari.
Questi rapporti rientrano nell'ordinaria gestione dell'impresa e sono generalmente regolati in base a condizioni di mercato, cioè alle condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti. Tutte le operazioni poste in essere sono state compiute nell'interesse delle imprese del Gruppo Italgas.
Ai sensi delle disposizioni della normativa applicabile, la Società ha adottato procedure interne per assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parte correlate, realizzate dalla Società stessa o dalle sue società controllate .
Gli amministratori e sindaci rilasciano, semestralmente e/o in caso di variazioni, una dichiarazione in cui sono rappresentati i potenziali interessi di ciascuno in rapporto alla società e al gruppo e in ogni caso segnalano per tempo all'Amministratore Delegato (o al Presidente, in caso di interessi dell'Amministratore Delegato), il quale ne dà notizia agli altri amministratori e al Collegio Sindacale, le singole operazioni che la società intende compiere, nelle quali sono portatori di interessi.
Italgas non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento, benché CDP e CDP Reti la consolidino ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10. Alla data del 31 dicembre 2016 Italgas esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti delle sue Controllate ex art. 2497 e ss. del Codice Civile.
Gli ammontari dei rapporti di natura commerciale e diversa e di natura finanziaria con le parti correlate, la descrizione della tipologia delle operazioni più rilevanti, e l'incidenza delle stesse sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sui flussi di cassa, sono evidenziate nel paragrafo "Rapporti con parti correlate" delle Note al bilancio consolidato.
I rapporti con i dirigenti a responsabilità strategica (cosiddetti "Key Manager") sono illustrati nel paragrafo "Costi operativi" delle Note al bilancio consolidato.
Andamento della gestione delle società controllate
Per le informazioni sull'andamento della gestione nell'attività in cui Italgas opera in tutto o in parte attraverso imprese controllate si rinvia ai paragrafi "Andamento operativo" e "Commento ai risultati economico finanziari" della presente Relazione.
Sedi secondarie
In ottemperanza a quanto disposto dall'art. 2428 quarto comma del Codice Civile, si attesta che Italgas non ha sedi secondarie.
Attività di ricerca e sviluppo
Le attività di ricerca e sviluppo svolte da Italgas, sono descritte per settore di attività al capitolo "Impegno per lo sviluppo sostenibile".
Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio
Oltre a quelli di seguito riportati, i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio sono illustrati negli specifici capitoli della presente Relazione.
Operazione di raggruppamento di azioni
In data 13 marzo 2017 l'Assemblea dei soci di Napoletanagas ha deliberato di procedere al raggruppamento delle azioni della società nel rapporto di una nuova azione del valore nominale di euro 100.000 ciascuna ogni 100.000 azioni del valore nominale di 1 euro. Sono attualmente in corso i necessari adempimenti al Registro delle Imprese.
A conclusione dell'operazione di raggruppamento azionario, Italgas Reti verrà a detenere l'intero capitale sociale di Napoletanagas.
L'operazione è finalizzata a una gestione azionaria più flessibile e alla realizzazione più rapida e meno onerosa di eventuali operazioni straordinarie.
Regolazione tariffaria
In data 16 marzo 2017 l'Autorità ha approvato la Delibera n. 145/2017/ R/gas "Determinazione delle tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura del gas, per l'anno 2016" con la quale ha stabilito le tariffe definitive per l'anno 2016.
Inoltre l'Autorità, nella stessa seduta, ha approvato anche la Delibera n. 146/2017/ R/gas "Rideterminazione delle tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas, per gli anni 2009-2015", con la quale ha rideterminato le tariffe di riferimento definitive di 457 località di Italgas Reti per l'anno 2015 e di una località per l'anno 2014.
La Società ha valutato che l'impatto di entrambe le Delibere sopracitate sul vincolo ricavi è da considerarsi marginale e non significativo.
Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari
Premessa
Il quadro completo del sistema di corporate governance di Italgas è analiticamente descritto nella "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2016" (di seguito anche la "Relazione sulla governance 2016") predisposta ai sensi dell'art. 123-bis del Decreto Legislativo n. 58/1998 (di seguito anche "Testo Unico sulla Finanza" o "TUF"), oggetto di approvazione nel Consiglio di Amministrazione del 23 marzo 2017.
La "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2016" è pubblicata sul sito www.italgas.it contestualmente alla Relazione Finanziaria Annuale.
Sistema del governo societario
Italgas è un emittente con azioni quotate sul Mercato Telematico Azionario gestito da Borsa Italiana S.p.A. e assolve, pertanto, agli obblighi normativi e regolamentari connessi alla quotazione.
Il sistema di governo societario di Italgas è l'insieme di regole e metodologie di pianificazione, gestione e controllo necessarie al funzionamento della Società ed è stato delineato dal Consiglio di Amministrazione:
- nel rispetto della normativa applicabile, tenendo anche conto della sua qualifica di Emittente quotato e della sua attività caratteristica (ad es., normativa in materia di c.d. unbundling),
- in adesione al Codice di Autodisciplina
- avendo come riferimento le best practice nazionali e internazionali.
Tale sistema è fondato su alcuni principi cardine, quali una corretta e trasparente scelta di gestione dell'attività d'impresa assicurata anche attraverso l'individuazione di flussi informativi tra gli organi sociali e un'efficiente definizione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. È implementato un sistema di Enterprise Risk Management composto di regole, procedure e strutture organizzative volte all'identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi che possono influire sul raggiungimento degli obiettivi strategici.
Lo Statuto sociale definisce il modello di governance della Società e le principali regole di funzionamento degli organi sociali. Italgas adotta un sistema di amministrazione e controllo tradizionale, che si caratterizza per la presenza dei seguenti organi sociali:
- Assemblea degli Azionisti;
- Consiglio di Amministrazione;
- Collegio Sindacale.
Assemblea degli Azionisti
L'Assemblea degli Azionisti è l'organo deliberativo dei soci e nomina il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale.
La validità della costituzione dell'Assemblea e delle sue deliberazioni è stabilita ai sensi di legge.
Ai sensi dello Statuto, l'Assemblea delibera sulla materie previste dalla legge. Tuttavia, come consentito dalla legge, lo Statuto attribuisce al Consiglio di Amministrazione la competenza a deliberare sulle seguenti materie:
- la fusione nei casi di cui agli art. 2505 e 2505-bis del Codice Civile, anche quali richiamati per la scissione;
- l'istituzione, modifica e soppressione di sedi secondarie;
- la riduzione del capitale sociale in caso di recesso di soci;
- l'adeguamento dello Statuto sociale a disposizioni normative;
- il trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale.
Secondo quanto previsto dal Codice di Autodisciplina, l'Assemblea degli Azionisti ha approvato un proprio regolamento assembleare, che disciplina l'ordinato e funzionale svolgimento delle Assemblee della Società e garantisce il diritto a ciascun socio intervenuto di esprimere la propria opinione sugli argomenti in discussione.
Lo Statuto sociale prevede un'unica convocazione sia per l'Assemblea ordinaria sia per quella straordinaria. Il diritto di intervento in Assemblea è disciplinato dalle norme di legge, dallo Statuto, e dalle disposizioni contenute nell'avviso di convocazione. Coloro ai quali spetta il diritto di voto possono farsi rappresentare mediante delega scritta nei limiti di legge, che potrà essere notificata alla Società mediante posta elettronica certificata. I soci possono porre domande sulle materie all'ordine del giorno anche prima dell'Assemblea. Alle domande pervenute prima dell'Assemblea è data risposta al più tardi durante la stessa. L'informativa è fornita nel rispetto della disciplina delle informazioni "price sensitive".
Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri relativi all'amministrazione ordinaria e straordinaria e può compiere tutti gli atti ritenuti opportuni per il raggiungimento dell'oggetto sociale, in coerenza con il Codice di Autodisciplina e le disposizioni normative e regolamentari applicabili, con l'esclusione degli atti che la legge e lo Statuto riservano all'Assemblea degli Azionisti. Il Consiglio di Amministrazione nomina il Presidente, qualora non vi abbia provveduto l'Assemblea, delega proprie attribuzioni a uno o più dei propri componenti e può istituire Comitati. In particolare, il Consiglio di Amministrazione ha istituito i seguenti Comitati nel rispetto delle disposizioni del Codice di Autodisciplina e dello Statuto sociale: Comitato per la Remunerazione, Comitato Nomine, Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate e Comitato Sostenibilità.
L'Assemblea del 4 agosto 2016 ha fissato in nove il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A. e la durata in carica in tre esercizi, con scadenza alla data dell'Assemblea che sarà convocata nel 2019 per l'approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018, e ha nominato quali consiglieri Lorenzo Bini Smaghi (con la carica di Presidente), Paolo Gallo, Nicola Bedin, Barbara Borra, Maurizio Dainelli, Cinzia Farisè, Yunpeng He, Paolo Mosa e Paola Annamaria Petrone. Il Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A. così nominato dall'Assemblea degli Azionisti ha accertato che nei confronti dei 9 consiglieri, di cui 4 indipendenti, non sussistono cause di ineleggibilità e incompatibilità, che tutti posseggono i requisiti di onorabilità stabiliti dalla normativa vigente e che i consiglieri Barbara Borra, Nicola Bedin, Cinzia Farisè e Paola Annamaria Petrone sono in possesso dei requisiti d'indipendenza stabiliti dalla legge e dal Codice di Autodisciplina. Il genere femminile è rappresentato in Consiglio di Amministrazione da tre componenti su nove, nel rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio fra i generi (un terzo dei componenti).
| Consigliere | Carica e qualifica |
|---|---|
| Lorenzo Bini Smaghi | Amministratore non esecutivo e Presidente |
| Paolo Gallo | Amministratore Delegato |
| Nicola Bedin | Amministratore non esecutivo (1) |
| Barbara Borra | Amministratore non esecutivo (1) |
| Maurizio Dainelli | Amministratore non esecutivo |
| Yunpeng He | Amministratore non esecutivo |
| Cinzia Farisè | Amministratore non esecutivo (1) |
| Paolo Mosa | Amministratore non esecutivo |
| Paola Annamaria Petrone | Amministratore non esecutivo (1) |
(1) Amministratore indipendente ai sensi del TUF e del Codice di Autodisciplina. (2) Investitori istituzionali.
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 - RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI
Il Consiglio di Amministrazione nell'adunanza del 4 agosto 2016 ha nominato Amministratore Delegato Paolo Gallo, attribuendogli le funzioni di Chief Executive Officer e conferendogli tutte le attribuzioni e i poteri, con esclusione di quelli diversamente previsti ai sensi della legge e dello Statuto e che non sono riservati al Consiglio di Amministrazione o al Presidente.
In data 28 novembre 2016, il Consiglio di Amministrazione ha nominato Alessio Minutoli, Direttore Affari Legali, Societari e Compliance della Società, quale Segretario del Consiglio di Amministrazione.
Il Consiglio valuta all'atto della nomina e periodicamente l'indipendenza e l'onorabilità degli Amministratori nonché l'inesistenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità.
Con efficacia dal completamento dell'operazione di separazione di Italgas dal Gruppo Snam, Paolo Gallo ha assunto anche la carica di Direttore Generale di Italgas, mentre dalla stessa data Antonio Paccioretti ha assunto la carica di Direttore Generale Finanza e Servizi.
Comitati istituiti dal Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione di Italgas ha istituito al suo interno quattro Comitati, nominandone i componenti:
- Comitato per la Remunerazione;
- Comitato Nomine;
- Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate;
- Comitato Sostenibilità.
La composizione, i compiti e il funzionamento dei comitati sono disciplinati dal Consiglio, con appositi regolamenti. Il Consiglio nomina i componenti.
I Comitati sono composti da tre amministratori non esecutivi in maggioranza indipendenti ad eccezione del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate che è composto di soli amministratori indipendenti, e del Comitato Sostenibilità che è composto da amministratori non esecutivi. La durata in carica di ciascuno componente corrisponde alla durata della carica di amministratore.
Nello svolgimento delle proprie funzioni i Comitati hanno la facoltà di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali, dispongono di risorse finanziarie adeguate e della facoltà di avvalersi di consulenti esterni nei termini stabiliti, di volta in volta, dal Consiglio di Amministrazione. Alle riunioni dei Comitati possono partecipare, su invito anche soggetti che non ne siano componenti.
Il Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate è composto come segue:
| Componente | Qualifica |
|---|---|
| Paola Annamaria Petrone | Non esecutivo e indipendente(*) - Presidente |
| Barbara Borra | Non esecutivo e indipendente(*) |
| Cinzia Farisè | Non esecutivo e indipendente(*) |
(*) Indipendenti ai sensi dei requisiti di indipendenza stabiliti dal TUF e dal Codice di Autodisciplina.
Il Consiglio di Amministrazione ha attestato che almeno un componente del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate possiede le specifiche competenze in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi richieste dal Codice di Autodisciplina.
Il Comitato per la Remunerazione è composto come segue:
| Componente | Qualifica |
|---|---|
| Barbara Borra | Non esecutivo e indipendente(*) ; Presidente |
| Maurizio Dainelli | Non esecutivo |
| Paola Annamaria Petrone | Non esecutivo e indipendente(*) |
(*) Indipendenti ai sensi dei requisiti di indipendenza stabiliti dal TUF e dal Codice di Autodisciplina.
Il Consiglio di Amministrazione ha verificato che almeno un componente possiede adeguata conoscenza ed esperienza in materia finanziaria o di politiche retributive richieste dal Codice di Autodisciplina.
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 - RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI
Il Comitato Nomine è composto come segue:
| Componente | Qualifica |
|---|---|
| Cinzia Farisè | Non esecutivo e indipendente(*) - Presidente |
| Maurizio Dainelli | Non esecutivo |
| Nicola Bedin | Non esecutivo e indipendente(*) |
(*) Indipendenti ai sensi dei requisiti di indipendenza stabiliti dal TUF e dal Codice di Autodisciplina.
Il Comitato Sostenibilità è composto come segue:
| Componente | Qualifica |
|---|---|
| Nicola Bedin | Non esecutivo e indipendente(*) - Presidente |
| Yunpeng He | Non esecutivo |
| Paolo Mosa | Non esecutivo |
(*) Indipendenti ai sensi dei requisiti di indipendenza stabiliti dal TUF e dal Codice di Autodisciplina.
Collegio Sindacale
ll Collegio Sindacale vigila sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione nello svolgimento delle attività sociali, sull'adeguatezza della struttura organizzativa per gli aspetti di competenza, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo contabile nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione, e sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dal Codice di Autodisciplina. Ai sensi del Decreto Legislativo 27 gennaio 2010 n. 39, il Collegio Sindacale svolge anche le funzioni di vigilanza in qualità di "Comitato per il controllo interno e la revisione contabile".
Il Collegio Sindacale di Italgas si compone di tre sindaci effettivi e due supplenti nominati dall'Assemblea per tre esercizi e sono rieleggibili al termine del mandato. I sindaci sono scelti tra coloro che sono in possesso dei requisiti di professionalità e onorabilità indicati nel decreto del 30 marzo 2000, n. 162 del Ministero della Giustizia. Ai fini del suddetto decreto e come previsto dallo Statuto, le materie strettamente attinenti all'attività della Società sono: diritto commerciale, economia aziendale, finanza aziendale. Agli stessi fini il settore strettamente attinente all'attività della Società è il settore ingegneristico e geologico.
Il Collegio Sindacale può, previa comunicazione al Presidente del Consiglio di Amministrazione, convocare l'Assemblea e il Consiglio di Amministrazione. Il potere di convocazione del Consiglio di Amministrazione può essere esercitato individualmente da ciascun membro del Collegio; quello di convocazione dell'Assemblea da almeno due membri del Collegio. Il Collegio Sindacale è invitato ad assistere alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate.
I componenti del Collegio Sindacale, ai sensi della Procedura "Operazioni con interessi degli amministratori e Sindaci e Operazioni con Parti Correlate", devono dichiarare l'interesse di cui sono portatori, per conto proprio o di terzi, in specifiche operazioni sottoposte al Consiglio di Amministrazione
L'attuale Collegio Sindacale è stato nominato dall'Assemblea degli Azionisti del 4 agosto 2016 per la durata di tre esercizi e pertanto fino alla data dell'Assemblea che sarà convocata nel 2019 per l'approvazione del bilancio dell'esercizio 2018.
Componente Qualifica Giandomenico Genta Sindaco effettivo Laura Zanetti Sindaco effettivo Marilena Cederna Sindaco supplente
Gian Piero Balducci Sindaco effettivo e Presidente Walter Visco Sindaco supplente
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 - RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI
Il Collegio Sindacale ha verificato e confermato il possesso da parte dei propri membri dei requisiti di professionalità e onorabilità di cui al D.M. 30 marzo 2000, n. 162, come specificati dall'art. 20.1 dello statuto, e dei requisiti di indipendenza previsti dalla legge e dal Codice di Autodisciplina, trasmettendo al Consiglio i risultati di tale analisi, ai sensi del Criterio Applicativo 8.C.1. del Codice di Autodisciplina approvato dal Comitato per la Corporate Governance (edizione luglio 2015).
Società di revisione
L'attività di revisione legale è affidata ai sensi di legge a una società di revisione legale iscritta ad apposito albo nominata dall'Assemblea su proposta motivata del Collegio Sindacale.
Il 4 agosto 2016 l'Assemblea degli Azionisti ha conferito l'incarico di revisione legale dei conti di Italgas S.p.A. a EY S.p.A. per gli esercizi 2016-2024.
Informazioni sugli assetti proprietari
Struttura del capitale sociale e partecipazioni rilevanti
Il capitale sociale di Italgas è costituito da azioni ordinarie nominative, indivisibili e aventi diritto ciascuna a un voto. Alla data del 31 dicembre 2016 (invariato al 23 marzo 2017) il capitale sociale di Italgas ammonta a euro 1.001.231.518,44 ed è suddiviso in n. 809.135.502 azioni ordinarie, senza indicazione del valore nominale.
Il titolo Italgas è quotato all'interno dell'indice FTSE MIB della Borsa Italiana.
Sulla base delle informazioni disponibili e delle comunicazioni ricevute ai sensi dell'art.120 del Testo Unico della Finanza e della delibera Consob n. 11971/1999 (Regolamento Emittenti Consob), al 31 dicembre 2016, gli azionisti possessori di quote superiori al 3% del capitale di Italgas sono:
Partecipazioni rilevanti nel Capitale Sociale (1)
| Dichiarante | Azionista Diretto | Quota % sul capitale ordinario |
Quota % sul capitale votante |
|---|---|---|---|
| CDP Reti S.p.A.(2) | 25,076 | 25,076 | |
| CDP S.p.A. | CDP Gas S.p.A.(3) | 0,969 | 0,969 |
| Totale | 26,045 | 26,465(3) | |
| Snam S.p.A. | Snam S.p.A. | 13,50 | 13,50 |
| Romano Minozzi | Granitifiandre S.p.A. | 0,482 | 0,482 |
| Finanziaria Ceramica Castellarano S.p.A. |
0,225 | 0,225 | |
| Iris Ceramica Group S.p.A. | 1,471 | 1,471 | |
| Romano Minozzi | 1,669 | 1,669 | |
| Totale | 3,847 | 3,847 |
(1) Al 23 marzo 2017 Lazard Asset Management Llc ha dichiarato di detenere una quota del 5,038% sul capitale ordinario e votante di Italgas S.p.A.
(2) CDP Reti è partecipata al 59,1% da CDP, al 35% da State Grid Europe Limited – SGEL, società del gruppo State Grid Corporation of China, e al 5,9% da alcuni investitori istituzionali italiani.
(3) CDP Gas è partecipata al 100% da CDP. Sulla base delle informazioni disponibili alla Società, si apprende che in data 25 gennaio 2017 i competenti organi societari di CDP e di CDP Gas hanno approvato un progetto di fusione per incorporazione di CDP Gas in CDP. Alla data della presente Relazione tale fusione non è ancora divenuta efficace.
(4) Tenendo conto della quota detenuta da CDP in Snam, pari al 30,1% (rispettivamente, il 28,98% detenuta da CDP Reti e l'1,12% detenuta da CDP Gas), CDP possiede indirettamente una quota aggiuntiva in Italgas del 4%, con conseguente partecipazione complessiva di CDP in Italgas pari al 30,1%.
Per le ulteriori informazioni richieste dal comma 1 dell'art. 123-bis del TUF si rinvia alla Relazione sulla governance 2016.
Accordi tra gli Azionisti
Per quanto riguarda gli accordi tra gli azionisti ai sensi dell'art. 122 del TUF di cui Italgas ha conoscenza, si rappresenta quanto segue.
In data 20 ottobre 2016 Snam S.p.A. ("Snam"), CDP Reti S.p.A. ("CDP Reti") e CDP Gas S.p.A. ("CDP Gas") hanno sottoscritto un patto parasociale (il "Patto Parasociale Italgas") avente a oggetto tutte le azioni che le rispettive parti avrebbero detenuto in Italgas in conseguenza e con efficacia dalla data di efficacia della scissione parziale e proporzionale di Snam in favore di Italgas e della contestuale ammissione a quotazione delle azioni di Italgas, ossia dal 7 novembre 2016. Il Patto Parasociale Italgas disciplina, inter alia: (i) l'esercizio dei diritti di voto connessi alle azioni sindacate; (ii) l'istituzione di un comitato di consultazione; (iii) gli obblighi e le modalità di presentazione di una lista congiunta per la nomina dei membri del Consiglio di Amministrazione della Società; e (iv) alcune restrizioni alla vendita e acquisto di azioni Italgas. Il Patto Parasociale Italgas è stato depositato in copia presso il Registro delle Imprese di Milano in data 11 novembre 2016 ed è consultabile per estratto sul sito internet della Società: http://www.italgas.it/investitori/azionariato/patti-parasociali/.
In data 27 novembre 2014, CDP S.p.A. ("CDP"), da un lato, e State Grid Europe Limited ("SGEL") e State Grid International Development Limited ("SGID"), dall'altro, hanno stipulato un patto parasociale (il "Patto Parasociale SGEL") nell'ambito del contratto di compravendita concluso fra le stesse parti in data 31 luglio 2014 ai sensi del quale il 27 novembre 2014 SGEL ha acquistato da CDP una partecipazione pari al 35% del capitale sociale di CDP Reti. In concomitanza con l'efficacia della scissione parziale e proporzionale di Snam in favore di Italgas e contestuale ammissione a quotazione delle azioni di Italgas in data 7 novembre 2016, SGEL, SGID e CDP hanno modificato e integrato il Patto Parasociale SGEL, con efficacia dalla stessa data, estendendone l'applicazione anche alla partecipazione detenuta da CDP Reti in Italgas. Il Patto Parasociale SGEL è stato depositato in copia presso il Registro delle Imprese di Milano in data 11 novembre 2016 ed è consultabile per estratto sul sito internet della Società: http://www.italgas.it/investitori/azionariato/pattiparasociali/.
Sistema normativo Italgas
Italgas, in coerenza con un processo evolutivo volto al costante miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, ha adottato un proprio sistema normativo composto dai seguenti livelli normativi: (i) Corporate System Framework (primo livello normativo), (ii) Procedure (secondo livello normativo) e (iii) Istruzioni Operative (terzo livello normativo). All'interno del sistema normativo sono inoltre ricompresi, quale parte integrante dello stesso, i documenti appartenenti ai sistemi di gestione certificati in materia di salute, sicurezza, ambiente e qualità, in ottemperanza alla normativa internazionale ISO (Politiche, Manuali, Procedure e Istruzioni Operative). Infine, vi sono le circolari normative al fine di disciplinare tematiche specifiche (talora di valenza occasionale). Lo Statuto, il Codice Etico, il Codice di Autodisciplina, il Modello 231 e il Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria sono collocati nel quadro di riferimento generale del Sistema Normativo, in quanto, pur essendo strumenti specifici, i principi che li ispirano sono riconosciuti come principi fondanti dei comportamenti del Gruppo Italgas e, quindi, parte del quadro di riferimento generale di tutto il sistema normativo.
Tali strumenti normativi si inseriscono nell'ambito di una gestione efficiente dell'attività di Direzione e Coordinamento svolta da Italgas sulle Società Controllate e sono oggetto di trasmissione periodica a, e/o di formale adozione da parte dei, Consigli di Amministrazione delle Società Controllate.
Principi del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi in relazione al processo di informativa finanziaria
Il sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria del Gruppo Italgas sono elementi del medesimo "Sistema" (Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria), finalizzato a garantire l'attendibilità 32, l'accuratezza33, l'affidabilità34 e la tempestività
32Attendibilità dell'informativa: informativa che ha le caratteristiche di correttezza e conformità ai principi contabili generalmente accettati e possiede i requisiti richiesti dalle leggi e dai regolamenti applicabili.
33 Accuratezza dell'informativa: informativa priva di errori.
dell'informativa societaria in tema di financial reporting e la capacità dei processi aziendali al riguardo rilevanti di produrre tale informativa in accordo con i principi contabili.
L'informativa in oggetto è costituita dall'insieme dei dati e delle informazioni contenute nei documenti contabili periodici previsti dalla Legge - Relazione finanziaria annuale, Relazione finanziaria semestrale, Resoconto intermedio di gestione, anche consolidati - nonché in ogni altro atto o comunicazione verso l'esterno avente contenuto contabile - quali i Comunicati stampa e i Prospetti informativi redatti per specifiche transazioni - che costituiscono oggetto delle attestazioni previste dall'articolo 154-bis del T.U.F. Tale informativa include dati e informazioni di carattere finanziario e non finanziario, questi ultimi aventi l'obiettivo di descrivere gli aspetti rilevanti del business, commentare i risultati economico-finanziari dell'esercizio e/o descrivere le prospettive future.
Il modello di gestione dei rischi e di controllo interno sull'informativa societaria adottato da Italgas e dalle Società controllate, è stato definito coerentemente con le previsioni del menzionato articolo 154-bis del T.U.F. a cui Italgas è tenuta a garantire l'osservanza ed è basato, sotto il profilo metodologico, sul "COSO Framework" ("Internal Control - Integrated Framework", emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission), modello di riferimento a livello internazionale per l'istituzione, l'aggiornamento, l'analisi e la valutazione del sistema di controllo interno.
La progettazione, l'istituzione e il mantenimento del Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria sono garantiti mediante le attività di scoping, l'individuazione e la valutazione dei rischi e dei controlli (a livello aziendale e di processo, attraverso le attività di risk assessment e di monitoraggio) e i relativi flussi informativi (reporting).
La struttura del sistema di controllo prevede controlli a livello di entità (Company Entity Level Controls) che operano in maniera trasversale rispetto all'entità di riferimento (gruppo/singola società) e controlli a livello di processo.
I controlli, sia a livello di entità, che di processo, sono oggetto di regolare valutazione (monitoraggio), per verificarne nel tempo l'adeguatezza del disegno e l'effettiva operatività. A tal fine, sono previste attività di monitoraggio di linea (ongoing monitoring activities), affidate al management responsabile dei processi/attività rilevanti, e attività di monitoraggio indipendente (separate evaluations), affidate all"Internal Audit, che opera secondo un piano concordato con il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari (DP), volto a definire l'ambito e gli obiettivi del proprio intervento attraverso procedure di audit concordate.
Inoltre il Consiglio di Amministrazione di Italgas ha conferito un incarico alla Società di revisione EY avente ad oggetto l'esame dell'adeguatezza del sistema di controllo interno connesso alla predisposizione dell'informativa finanziaria per la formazione del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato di Italgas S.p.A., tramite lo svolgimento di autonome verifiche indipendenti dell'efficacia del disegno e dell'operatività del sistema di controllo stesso.
Gli esiti del monitoraggio, delle verifiche svolte sui controlli e le altre eventuali informazioni o situazioni rilevanti per il Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria sono oggetto di un flusso informativo periodico (reporting) sullo stato del sistema di controllo, che coinvolge tutti i livelli della struttura organizzativa di Italgas e delle società controllate rilevanti, quali i responsabili operativi di business e i responsabili di funzione, fino ai responsabili amministrativi e agli Amministratori Delegati.
Le valutazioni di tutti i controlli istituiti in Italgas e nelle società controllate sono portate a conoscenza del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari che, sulla base di tali informazioni, redige un rapporto semestrale e annuale sull'adeguatezza e l'effettiva applicazione del Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria che, condiviso con l'Amministratore Delegato, è comunicato al Consiglio di Amministrazione, previa informativa al Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate e al Collegio Sindacale, in occasione dell'approvazione del progetto di bilancio di esercizio e del bilancio consolidato, nonché della relazione finanziaria semestrale consolidata, al fine di consentire al Consiglio di Amministrazione stesso lo svolgimento delle funzioni di vigilanza, nonché le valutazioni di sua competenza sul Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Societaria.
34 Affidabilità dell'informativa: informativa che ha le caratteristiche di chiarezza e completezza tali da indurre decisioni di investimento consapevoli da parte degli investitori.
Modello 231 e Organismo di Vigilanza
Il Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A. in data 18 ottobre 2016 ha approvato il proprio "Modello 231", di cui il Codice Etico costituisce parte integrante, che indica i principi di organizzazione, gestione e controllo per la prevenzione dei reati commessi nell'interesse o a vantaggio dell'azienda di cui alla normativa sulla responsabilità amministrativa delle società (Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231).
La Società avvierà nell'esercizio 2017 un progetto di Risk Assessment finalizzato alla predisposizione del documento "Processi, Attività Sensibili e standard di controllo specifici del Modello 231", che integrerà il Modello 231 con i presidi adottati con riferimento a ciascuna specifica tipologia di reato rientrante nell'ambito di applicazione del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
In data 20 dicembre 2016 il Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A. ha nominato l'Organismo di Vigilanza, composto dal Prof. Carlo Piergallini in qualità di Presidente e dai Professori Eliana La Ferrara e Francesco Profumo.
L'Organismo di Vigilanza è garante del Codice Etico ed è dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo in conformità alla disciplina di legge. Ad esso possono essere presentate richieste di chiarimenti e di interpretazioni sui principi e contenuti del Codice Etico, suggerimenti in merito alla sua applicazione e segnalazioni di violazioni del Codice, anche in forma anonima.
Codice etico
Il Codice Etico definisce un sistema valoriale condiviso, esprime la cultura dell'etica di impresa di Italgas e ispira il pensiero strategico e la conduzione delle attività aziendali.
Il Codice Etico costituisce un principio generale non derogabile del "Modello 231", contiene i principi fondamentali ai quali deve ispirarsi Italgas, quali il rispetto della legge, la concorrenza leale, l'onestà, l'integrità, la correttezza e buona fede nei confronti di tutti i soggetti che intrattengono rapporti con essa. Contiene inoltre i principi generali di sostenibilità e responsabilità d'impresa, oltre al richiamo dei principi che devono essere rispettati in materia di luogo di lavoro, di rapporti con gli stakeholder e con i fornitori e in materia di tutela dei dati personali.
Quadro normativo e regolatorio
Affidamento del servizio di distribuzione gas e relativi bandi di gara d'ambito
Italgas opera in un contesto normativo caratterizzato da successivi interventi legislativi volti ad attuare quanto disposto dall'articolo 46-bis del Decreto Legge n. 159/07. Con tale Decreto il legislatore affidava al Ministro per lo Sviluppo Economico il compito di definire i nuovi criteri per bandire le gare per l'affidamento del servizio di distribuzione, non più per singolo comune, ma per ambito territoriale minimo, secondo l'identificazione di bacini ottimali di utenza, in base a criteri di efficienza e di riduzione dei costi.
Nel 2011 il Ministero dello Sviluppo Economico ha adottato quattro provvedimenti di riordino della materia di seguito descritti.
Il Decreto Ambiti, del 19 gennaio 2011, ha istituito ambiti territoriali minimi pluri-comunali (ATEM) con riferimento ai quali dovranno essere necessariamente assegnate le nuove concessioni di distribuzione gas. Il successivo Decreto del 18 ottobre 2011 ha individuato i comuni che fanno parte dei 177 ATEM.
Successivamente il 12 novembre 2011 è stato adottato il Decreto Ministeriale che individua i criteri di gara e di valutazione delle offerte per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale. Il provvedimento è stato successivamente modificato con il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, 20 maggio 2015, n.106, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 luglio 2015.
Il provvedimento contiene indicazioni su aspetti propedeutici alla gara (tra cui i requisiti di partecipazione, i criteri di valutazione delle offerte, il valore dell'indennizzo da corrispondere al gestore uscente, ecc.), nonché sul bando di gara e sul disciplinare di gara "tipo". Il valore di rimborso ai titolari degli affidamenti e delle concessioni cessanti alla scadenza è calcolato nel rispetto di quanto stabilito nelle convenzioni o nei contratti, purché stipulati prima della data di entrata in vigore del regolamento di cui al D.M. 12 novembre 2011 n. 226 (cioè prima dell'11 febbraio 2012), e, per quanto non desumibile dalla volontà delle parti, nonché per gli aspetti non disciplinati dalle medesime convenzioni o contratti, in base alle Linee Guida su criteri e modalità operative per la valutazione del valore di rimborso, predisposte dal Ministero dello Sviluppo Economico e approvate con D.M del 22 maggio 2014 . In ogni caso, dal valore di rimborso sono detratti i contributi privati relativi ai cespiti di località, valutati secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente. In caso di disaccordo tra l'Ente Locale e il gestore uscente, con riferimento alla determinazione del valore di rimborso, il bando di gara riporta un valore di riferimento da utilizzare ai fini della gara, determinato come il maggiore fra la stima dell'Ente locale concedente e il valore delle immobilizzazioni nette di località riconosciute dall'Autorità (RAB). L'eventuale differenza, a valle della risoluzione del contenzioso, è regolata fra il gestore subentrante e il gestore uscente. A regime, cioè nei periodi successivi al primo, il rimborso al gestore uscente sarà comunque pari al valore delle immobilizzazioni nette di località, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località, calcolato con riferimento ai criteri usati dall'Autorità per determinare le tariffe di distribuzione (RAB).
Le gare saranno aggiudicate in base all'offerta economicamente più vantaggiosa, nel rispetto di criteri di sicurezza, di qualità del servizio e dei piani di sviluppo degli impianti.
Il 5 febbraio 2013 è stato, infine, adottato il Decreto Ministeriale che approva lo schema di contratto di servizio tipo per lo svolgimento dell'attività di distribuzione.
Principali provvedimenti del 2016 relativi alle gare
Con la Delibera n. 10/2016/R/gas l'Autorità ha aggiornato al 3,53%, con validità per il triennio 2016-2018, il livello del tasso di interesse da applicare per la determinazione del rimborso una tantum dovuto ai gestori uscenti del servizio di distribuzione gas a copertura degli oneri di gara di cui al D.M. n. 226/11.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2016 è stata pubblicata la Legge n. 21/16, di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. n. 210/15, c.d. "mille proroghe".
Tra le altre disposizioni, il provvedimento modifica ulteriormente i termini temporali, più volte prorogati, per l'indizione delle gare d'ambito per l'affidamento del servizio di distribuzione gas; in particolare:
-
i termini relativi alla mancata pubblicazione del bando di gara sono prorogati di 12 mesi per il primo raggruppamento di ambiti territoriali, di 14 mesi per il secondo, di 13 mesi per il terzo, quarto e quinto, di 9 mesi per il sesto e settimo e di 5 mesi per l'ottavo, in aggiunta alle proroghe vigenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Legge n. 210/2015;
-
è soppresso l'articolo 4, comma 5, del Decreto Legge n. 69/2013, che prevedeva una penalizzazione a carico degli Enti Locali, nel caso di mancato rispetto dei termini per l'indizione delle gare;
- decorsi sei mesi dalla scadenza dei citati nuovi termini senza che la gara sia stata bandita, la Regione competente su ciascun ambito territoriale avvia la procedura di gara attraverso la nomina di un commissario ad acta;
- decorsi ulteriori due mesi dalla scadenza di tale termine senza che la Regione competente abbia proceduto alla nomina del commissario, il Ministero dello Sviluppo Economico, sentita la Regione, interviene per dare avvio alla gara, nominando a sua volta un commissario ad acta.
Con comunicazioni del 19 maggio 2016 e del 3-4 agosto 2016, l'Autorità e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno fornito alcune precisazioni in merito all'obbligo di pagamento del canone concessorio da parte del gestore, anche a concessione scaduta, nelle more dell'espletamento della gara d'ambito, in costanza di una prosecuzione di fatto della gestione del servizio di distribuzione gas.
L'Autorità ha esplicitato il principio, condiviso dal Ministero, per cui il concessionario che prosegue nella gestione di fatto del servizio di distribuzione gas anche alla scadenza della concessione continuando a percepire la relativa tariffa, debba continuare a corrispondere al comune il canone previsto alle condizioni originarie della fonte del rapporto, sia essa una convenzione tra ente affidante e impresa di distribuzione o altro titolo.
Ciò vale sia con riferimento agli affidamenti giunti a naturale scadenza, sia per quelli scaduti ope legis.
Il Ministero chiarisce, inoltre, che il richiamo all'articolo 5 del contratto di servizio tipo (approvato con il D.M. del 5/2/2013), in base al quale, terminato il periodo di 12 anni dei nuovi affidamenti, viene esclusa la corresponsione del canone a favore del Comune fino alla nuova gara, non è pertinente, né applicabile alla situazione attuale, ma soltanto alla situazione a regime, essendone diversi i presupposti e le finalità.
Con la determinazione n. 16/2016 – DIUC del 28 giugno 2016, l'Autorità ha aggiornato i valori di riferimento a suo tempo definiti con la delibera n. 414/2014/R/gas, funzionali alla determinazione dei costi unitari da utilizzare nell'analisi per indici relativa alla verifica degli scostamenti tra VIR e RAB, ai fini del calcolo del valore di rimborso delle reti di distribuzione gas. L'aggiornamento è stato effettuato applicando il deflatore degli investimenti fissi lordi, pari, rispettivamente, allo 0,10% per l'anno 2015 e allo 0,20% per l'anno 2016.
Sullo stesso tema è poi intervenuta, con rango legislativo primario, la Legge 11 dicembre 2016, n. 232, in vigore dal 1 gennaio 2017. Il comma 453 dell'art. 1, infatti, interpreta la disposizione di cui all'articolo 14, comma 7, del D.Lgs. n. 164/00, specificando che il gestore uscente del servizio di distribuzione gas, che prosegue nella gestione ordinaria del servizio anche alla scadenza del rapporto contrattuale e fino alla data di decorrenza del nuovo affidamento, resta obbligato al pagamento del canone di concessione previsto dal contratto a favore dell'Ente Locale.
Obblighi di installazione e messa in servizio degli Smart Meter Gas
Con la Delibera n. 631/2013/R/gas, l'Autorità aveva aggiornato gli obblighi temporali per l'installazione e la messa in servizio dei misuratori in grado di supportare le funzioni di telelettura e telegestione (c.d. smart meter), rientranti in particolare nelle classi G4, G6 e G10.
Per effetto delle disposizioni di tale delibera, le Società che svolgono il servizio di misura erano tenute a soddisfare il seguente programma temporale:
- − con riferimento ai punti di riconsegna con classe del gruppo di misura maggiore di G40, il 100% in servizio dei punti di riconsegna esistenti alla data del 29 febbraio 2012;
- − con riferimento ai punti di riconsegna attivi con classe del gruppo di misura uguale a G40 (i) il 95% in servizio entro il 31 dicembre 2013; (ii) il 100% in servizio entro il 31 dicembre 2014;
- − con riferimento ai punti di riconsegna attivi con classe del gruppo di misura uguale a G25 e G16 (i) il 25% in servizio entro il 31 dicembre 2013; (ii) il 60% in servizio entro il 31 dicembre 2014; (iii) il 100% in servizio entro il 31 dicembre 2015;
- − con riferimento ai punti di riconsegna attivi con classe del gruppo di misura uguale a G10 (i) il 15% in servizio entro il 31 dicembre 2014; (ii) il 30% in servizio entro il 31 dicembre 2015;
− con riferimento ai punti di riconsegna con classe del gruppo di misura minore o uguale a G6 (i) per le imprese distributrici con più di 200.000 clienti finali al 31 dicembre 2013 il 3% installato entro il 31 dicembre 2014, il 3% in servizio entro il 31 dicembre 2015, il 10% installato entro il 31 dicembre 2015 e il 60% in servizio entro il 31 dicembre 2018; (ii) per le imprese distributrici con numero di clienti finali compreso tra 100.000 e 200.000 al 31 dicembre 2014 il 3% installato entro il 31 dicembre 2015.
Per consentire una transizione graduale dalla tecnologia tradizionale alle tecnologie innovative, le società avevano, tuttavia, la facoltà di installare, sino al 31 dicembre 2014, gruppi di misura di classe G4 e G6 non conformi ai requisiti funzionali di cui alle relative Direttive. Dopo tale data, il soggetto responsabile del servizio di misura era tenuto a installare gruppi di misura conformi ai requisiti funzionali di cui alle relative Direttive, in occasione della sostituzione del gruppo di misura o della realizzazione di un nuovo punto di riconsegna.
Con la Delibera n. 554/2015/R/gas, l'Autorità ha aggiornato fino al 2018 gli obblighi temporali per la messa in servizio degli smart meter gas, in particolare di classe G4, G6 e G10, apportando alcune modifiche e integrazioni alle Direttive di cui all'Allegato A alla Delibera n. 631/2013/R/gas, e ha stabilito le penali che le imprese distributrici devono versare per il mancato rispetto degli obblighi di installazione e messa in servizio per l'anno 2014.
Per effetto delle nuove disposizioni, fermi restando gli obblighi già stabiliti dalla Delibera n. 631/2013/R/gas per le altre classi del gruppo di misura, il soggetto responsabile del servizio di misura è tenuto a installare e mettere in servizio gli smart meter gas di classe G4, G6 e G10, soddisfacendo almeno il seguente programma temporale:
| entro il | entro il | entro il | entro il | entro il | |
|---|---|---|---|---|---|
| 31/12/2014 | 31/12/2015 | 31/12/2016 | 31/12/2017 | 31/12/2018 | |
| Punti di riconsegna esistenti classe G10 | il 15% | il 30% | il 50% | l'85% | il 100% |
| in servizio | in servizio | in servizio | in servizio | in servizio | |
| Punti di riconsegna esistenti minore o uguale a G6 | il 3% | Il 3% in servizio | il 15% | il 33% | il 50% |
| (soc. di distrib. con più di 200.000 clienti finali al 31 dicembre 2013) | installato | il 10% installato | in servizio | in servizio | in servizio |
Con la Delibera n. 821/2016/R/gas, l'Autorità ha stabilito che, nelle more dei necessari approfondimenti tecnici e regolatori, le imprese di distribuzione gas possono rinviare l'utilizzo della funzione di tele-gestione dell'elettro-valvola inserite negli smart meter gas in servizio di classe G4 e G6, fino all'1 gennaio 2018, dandone comunicazione all'Autorità entro il 31 gennaio 2017, insieme a dettagliate motivazioni della necessità di rinvio e fornendo ogni disponibile evidenza e dato, in merito all'utilizzo in campo dell'elettrovalvola, raccolto almeno sino a tutto l'anno 2016.
Efficienza energetica
Il sistema dei Titoli di Efficienza Energetica, anche noti come certificati bianchi, è stato introdotto nella legislazione italiana mediante i D.M. 20 luglio 2004 e s.m.i. e prevede che i distributori di energia elettrica e di gas naturale con un parco clienti superiore a 50.000 unità raggiungano annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, espressi in Tonnellate Equivalenti di Petrolio risparmiate. Alle aziende obbligate è riconosciuto per i TEE acquisiti un contributo tariffario definito dall'Autorità. Più precisamente, a partire dal 2013, l'Autorità determina un contributo tariffario preventivo e un contributo tariffario definitivo, calcolati, rispettivamente, all'inizio e al termine del medesimo anno d'obbligo, dove:
- il contributo preventivo è definito sulla base del contributo definitivo dell'anno precedente e della variazione percentuale media dei prezzi dell'energia per i clienti domestici;
- il contributo definitivo è determinato in funzione del contributo preventivo fissato per il medesimo anno e del valore medio dei prezzi degli scambi di titoli avvenuti presso il mercato organizzato.
Nel 2016 i principali provvedimenti in tema di efficienza energetica sono stati i seguenti.
Con la Determinazione n. 1/2016 del 15 gennaio 2016, l'Autorità ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico e al Gestore dei Servizi Energetici l'elenco dei soggetti obbligati e i dati necessari ai fini della successiva determinazione degli obiettivi specifici di risparmio di energia primaria nell'anno 2016, in capo ai distributori di gas e di energia elettrica.
La quantità di gas naturale complessivamente distribuita sul territorio nazionale nell'anno 2014 dai distributori soggetti all'obbligo per l'anno 2016 è pari a 986.134.068,18 GJ.
Con la Determinazione DMEG/EFR/11/2016 del 16 giugno 2016, l'Autorità ha stabilito i valori del contributo tariffario definitivo per l'anno d'obbligo 2015 e del contributo tariffario preventivo per l'anno d'obbligo 2016, in materia di Titoli di Efficienza Energetica pari rispettivamente a 114,83 euro/TEE e 118,37 euro/TEE.
Il 27 luglio 2016 il GSE ha comunicato l'importo spettante a ciascun distributore di energia elettrica e gas naturale soggetto all'obbligo, per la copertura dei costi sostenuti, relativamente all'anno 2015; i corrispettivi riconosciuti sono pari rispettivamente a 61.376.290,51 euro per Italgas Reti, 7.416.180,72 euro per Napoletanagas e 1.415.050,09 euro per ACAM Gas.
Con la Delibera n. 710/2016/E/EFR, l'Autorità ha avviato un'istruttoria conoscitiva sull'andamento del mercato dei Titoli di Efficienza Energetica, per valutare l'opportunità di rivedere le modalità di determinazione del contributo tariffario, al fine di aumentare l'efficienza del meccanismo.
Nell'ambito dell'istruttoria, sarà analizzato l'andamento dei prezzi e dei volumi degli scambi di Titoli di Efficienza Energetica riscontrati presso il mercato organizzato a partire dal mese di giugno 2016; l'Autorità osserva infatti che, nel mese di novembre 2016, sono stati riscontrati scambi di titoli in borsa avvenuti a prezzi particolarmente alti rispetto allo storico.
L'Autorità prevede di concludere l'istruttoria conoscitiva entro il 31 marzo 2017.
Sicurezza del servizio di distribuzione e misura del gas
Con la Delibera n. 20/2016/R/gas, l'Autorità ha determinato i premi e le penalità relativi ai recuperi di sicurezza del servizio di distribuzione gas per l'anno 2013, per le imprese distributrici. I premi complessivi di competenza Italgas per le componenti odorizzazione e dispersioni sono pari a 5,2 milioni di euro.
Con la Delibera n. 686/2016/R/gas, l'Autorità ha determinato i premi e le penalità relativi ai recuperi di sicurezza del servizio di distribuzione gas per l'anno 2014, per le imprese distributrici. I premi complessivi di competenza Italgas per le componenti odorizzazione e dispersione sono pari a 12,4 milioni di euro.
Regolazione commerciale del servizio di distribuzione e misura del gas
Con la Determinazione DMEG/MRT/10/2016, l'Autorità ha stabilito gli obblighi informativi in capo alle imprese di distribuzione di gas naturale sulla qualità dei dati di misura.
A tale fine tutte le imprese di distribuzione sono tenute a fornire semestralmente, entro 45 giorni dalla fine di ciascun semestre, le informazioni inerenti alla messa a disposizione dei dati di misura funzionali alla cessazione della fornitura.
Assicurazione clienti gas
Con la Delibera n. 223/2016/R/gas, l'Autorità ha definito i criteri che dovranno regolare l'assicurazione contro i rischi derivanti dall'uso del gas a valle del punto di consegna, di cui beneficiano i clienti finali del gas distribuito mediante gasdotti locali e reti di trasporto per il periodo 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2020, e ha disciplinato le modalità di stipula del relativo contratto di assicurazione.
Sostenibilità e Responsabilità d'impresa
Italgas considera la sostenibilità come parte integrante del proprio modello di business. Essa è, infatti, un elemento guida nella definizione delle scelte strategiche e operative dell'azienda e una leva per assicurare una crescita sostenibile nel lungo periodo, garantendo nel contempo i risultati attesi dagli azionisti e la condivisione con tutti i propri Stakeholder del valore generato anche sotto il profilo ambientale e sociale.
Italgas fonda la pratica quotidiana delle proprie attività su principi di trasparenza, onestà, correttezza, buona fede e nel pieno rispetto delle regole poste a tutela della concorrenza. Tali principi sono riportati nei Codici Etici adottati da tutte le società del Gruppo, che sono gli strumenti fondamentali per orientare i comportamenti delle persone e per gestire responsabilmente le relazioni con gli stakeholder.
Il Gruppo Italgas adotta specifici Sistemi di Gestione certificati con l'obiettivo di presidiare i processi e le attività aziendali nel rispetto della Salute e Sicurezza dei Lavoratori, della salvaguardia dell'Ambiente e della Qualità dei servizi offerti.
Sin dal momento della sua costituzione Italgas si è attivata per la redazione del proprio Bilancio di Sostenibilità redatto in conformità alle linee guida (GRI-G4) pubblicate da Global Reporting Initiative. Il Bilancio, approvato dal Consiglio di Amministrazione contestualmente alla Relazione finanziaria annuale, esamina le attività svolte secondo le logiche dell'efficienza economica, della tutela ambientale e della responsabilità sociale, trattando tutti i temi materiali su cui l'impresa si misura e si confronta pubblicamente.
Il Bilancio di Sostenibilità costituisce inoltre il documento di riferimento per ottemperare ai requisiti del Decreto Legislativo 30 dicembre 2016, n. 254 emanato in attuazione della Direttiva 2014/95/UE sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario da parte di imprese e gruppi di grandi dimensioni.
Per quanto riguarda, invece, la presente relazione, di seguito si riportano alcune informazioni relative alla gestione del personale, dell'ambiente, del contrasto alla corruzione attiva e passiva, e dei principali impatti di carattere sociale attinenti le attività d'impresa condotte da Italgas. Al fine di fornire un'informativa quanto più esaustiva sull'andamento di tali gestioni e garantire una comparabilità nel tempo, di seguito sono esposti i principali dati del 2016 riferiti al "Consolidato Pro-forma".
Per maggiori informazioni rispetto alle tematiche rappresentate si rimanda al Bilancio di Sostenibilità.
Persone e organizzazione
L'operato di Italgas si fonda sulla crescita e valorizzazione delle proprie persone, la tutela della salute e della sicurezza, la creazione di un ambiente di lavoro positivo che offra a tutti possibilità di sviluppo sulla base del merito, l'accrescimento delle competenze professionali e manageriali, il coinvolgimento dei collaboratori affinché si sentano parte attiva dei processi di sviluppo e miglioramento.
Occupazione
Il personale in servizio nel Gruppo Italgas al 31 dicembre 2016 è pari a 3.570 persone, con un incremento complessivo di 272 unità rispetto al dato dell'anno precedente. L'analisi per categorie contrattuali e Società incluse nell'area di consolidamento, è riportata nelle tabelle che seguono:
| Personale per Società (numero) (*) | 2015 | 2016 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Italgas S.p.A | 337 | 337 | |
| Italgas Reti S.p.A. (*) | 2.768 | 2.704 | (64) |
| Napoletanagas S.p.A | 438 | 437 | (1) |
| Acam Gas S.p.A. | 92 | 92 | |
| 3.298 | 3.570 | 272 |
(*) Il dato del 2015 di Italgas Reti comprende 179 risorse della società A.E.S. Torino.
La variazione nel numero dei dipendenti è conseguente alla separazione da Snam delle società operative della Distribuzione e alla costituzione di Italgas, con conseguente riassunzione all'interno di attività in precedenza svolte in outsourcing dalla ex controllante Snam sulla base di contratti di servizio.
| Personale suddiviso per inquadramento (numero) | 2015 | 2016 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Dirigenti | 30 | 56 | 26 |
| Quadri | 180 | 237 | 57 |
| Impiegati | 1.699 | 1.896 | 197 |
| Operai | 1.389 | 1.381 | (8) |
| 3.298 | 3.570 | 272 |
In particolare, le dinamiche occupazionali registrate nel corso del 2016 hanno riguardato:
- un aumento di 355 persone, delle quali 112 per assunzioni dal mercato (di cui il 46% laureato e il 50% con diploma di istituto tecnico) e 59 ingressi dal Gruppo Snam;
- una diminuzione di 83 persone, delle quali 45 per risoluzione del rapporto di lavoro e 38 per altre uscite dal servizio (ad es. per approvazione aspettativa).
A tutti i lavoratori di Italgas vengono applicati i CCNL (Contratto Gas-Acqua per la Distribuzione).
Circa il 97% delle persone in Italgas ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il restante 3% si divide tra tempo determinato, apprendistato e contratti di inserimento.
Rispetto alla distribuzione del Gruppo sul territorio nazionale, 1.489 persone sono impiegate nelle regioni del Nord d'Italia, 995 nel Centro e 1.086 nel Sud.
Il personale laureato rappresenta il 9.8% del totale mentre il personale diplomato il 49,5%; l'età media delle persone impiegate nel Gruppo è rimasta stabile rispetto agli anni precedenti, attestandosi a un valore di poco superiore ai 52 anni, mentre l'anzianità media di servizio è di circa 26,4 anni, in aumento rispetto all'anno precedente.
Complessivamente nel Gruppo Italgas, si registra una componente femminile pari al 10,7% dell'intera popolazione aziendale in costante crescita nell'ultimo triennio. In particolare, la presenza femminile nell'area manageriale (Dirigenti e Quadri) è pari al 12,3%, con un trend in aumento se si considera che i nuovi inserimenti dal mercato di risorse laureate vedono la presenza femminile salire a circa il 27%.
Organizzazione
La costituzione della nuova Italgas S.p.A. è stata accompagnata dal disegno di un nuovo assetto organizzativo e manageriale e ha richiesto il reperimento di risorse esperte e qualificate dal mercato esterno, inserite nelle principali unità centrali di staff: Affari legali, societari e compliance, Relazioni esterne e Comunicazione, Relazioni Istituzionali e Affari regolatori, Finanza e Servizi, Sviluppo commerciale, Security, Human Resources and Organization.
Anche Italgas Reti ha inserito un consistente numero di nuove risorse per potenziare sia l'area tecnica sia l'area commerciale.
In particolare, nell'area delle Operations, è stata significativamente rafforzata l'area dell'Ingegneria di sede (per le attività di progettazione e quelle di verifica rete) con l'inserimento di giovani ingegneri e con il completamento del team dei direttori lavori assunti da diverse società di ingegneria esterne, con esperienza e competenze specifiche e diversificate nell'attività di direzione e controllo dei cantieri.
Il rafforzamento delle Operations ha coinvolto anche l'area di Gestione Rete, le attività di sede di Coordinamento esercizio, i distretti e i centri operativi attraverso inserimenti mirati di laureati in ingegneria per le unità di Ingegneria e controllo lavori oltre che di tecnici diplomati per le attività tecnico operative dei centri.
Anche l'area dello Sviluppo Commerciale è stata interessata da un rafforzamento, manageriale e operativo, con l'inserimento dal mercato di manager con esperienza e giovani laureati in discipline economiche e ingegneristiche.
Il significativo piano di inserimenti realizzato nel 2016 ha consentito quindi al Gruppo di arricchirsi con una nuova compagine di giovani che si occuperanno di attività critiche per il business e determinanti per lo sviluppo della strategia di Italgas: presidio del know-how tecnico, progettualità e innovazione, conoscenza del mercato della distribuzione, delle logiche e delle attività finalizzate alla partecipazione e gestione delle gare d'ambito.
I nuovi inserimenti sono accompagnati da un percorso formativo ed esperienziale che si sviluppa nell'arco dei primi anni attraverso momenti di aula, affiancamenti e attività on the job e partecipazione a gruppi di lavoro.
Formazione
La formazione in Italgas è finalizzata prevalentemente ad assicurare l'accrescimento delle competenze richieste dallo svolgimento delle attività di business. Complessivamente nel 2016 sono state erogate oltre 113 mila ore di formazione a 3.266 partecipanti, per complessive 14.122 partecipazioni.
| Ore di formazione erogate per inquadramento (numero) | 2015 | 2016 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Dirigenti | 1.199 | 792 | (407) |
| Quadri | 7.672 | 7.563 | (109) |
| Impiegati | 44.248 | 79.052 | 34.804 |
| Operai | 19.668 | 25.708 | 6.040 |
| 72.787 | 113.115 | 40.328 |
Tra le attività più significative realizzate nel 2016 si evidenzia quanto segue:
- la formazione sulle tematiche di gestione dell'energia e del risparmio energetico rivolta a tutti i dipendenti del Gruppo nell'ambito delle attività previste per il conseguimento e mantenimento della norma ISO 50001;
- la diffusione di iniziative formative volte a promuovere la cultura dell'etica, legalità di impresa e anticorruzione;
- la prosecuzione degli interventi formativi rivolti a tecnici e impiegati, relativamente al modello organizzativo e operativo;
- la prosecuzione della formazione rivolta ai tecnici e agli addetti per l'utilizzo dei nuovi strumenti informatici (tablet), a supporto dell'attività operativa, con particolare riferimento all'evoluzione dei sistemi di Work Force Management;
- la realizzazione di iniziative di formazione in area ingegneria con moduli specifici focalizzati sulle tematiche normative, sopralluoghi cantieri, cartografia, integrazione in azienda e relazione con i fornitori;
- l'attivazione di iniziative di "Security Coaching" destinate a Dirigenti e Quadri sulla gestione delle minacce provenienti dall'universo cyber e la protezione dei dati aziendali;
- lo svolgimento di programmi di inserimento per giovani laureati caratterizzati da momenti di incontro ed esperienze sul campo, a diretto contatto con le realtà operative, con l'obiettivo di facilitare l'integrazione nell'organizzazione aziendale.
In continuità con gli anni precedenti è proseguito l'impegno nella formazione prevista dalle normative vigenti sulle particolari tematiche di salute, sicurezza, ambiente e qualità.
Tutti i corsi di formazione in ambito "salute e sicurezza" sono stati organizzati ed erogati in conformità a quanto previsto dall'Accordo Stato - Regioni del 21 dicembre 2011.
Iniziative a favore dei dipendenti
Il sistema di welfare aziendale Italgas comprende in particolare:
- Iniziative per le famiglie, riservate ai figli dei dipendenti, con attività ludiche, sportive e laboratori formativi per i più piccoli, studio della lingua inglese e dimensione dello sport/avventura per gli adolescenti;
- Programma salute e benessere, con programmi di diagnosi precoce, check up, programmi di educazione alimentare e attività fisica per i dipendenti;
- Iniziative "work-life balance", il cui obiettivo è quello di offrire servizi collaterali alla vita lavorativa del dipendente in modo da agevolarne la vita privata;
- Agevolazioni e benefici di tipo economico destinate ai dipendenti.
Salute sicurezza e ambiente
Attraverso la Politica di Salute Sicurezza e Ambiente, Italgas riconosce, nei principi di prevenzione e tutela, dei valori irrinunciabili, assumendosi un impegno specifico per la prevenzione degli infortuni, la tutela della salute e la mitigazione degli impatti ambientali delle proprie attività.
Salute e sicurezza
Nel 2016 gli infortuni totali registrati sono stati 23, di cui 14 sono riconducibili a incidenti sul lavoro e con mezzi di trasporto e 9 in itinere. Gli infortuni totali corrispondono a 1.316 giorni di assenza totali (di cui 872 senza itinere) con un indice di frequenza di 4,09 e un indice di gravità di 0,23; escludendo gli infortuni in itinere gli indici risultano essere: frequenza 2,49 e gravità 0,16.
Infortuni sul lavoro (*)
| 2015 | 2016 |
|---|---|
| Totale infortuni dipendenti 18 |
14 |
(*) Numero di infortuni senza itinere
Indici infortunistici
| Dipendenti | 2015 | 2016 |
|---|---|---|
| Indice di frequenza (*) | 3,34 | 2,49 |
| Indice di gravità (**) | 0,16 | 0,16 |
(*) Numero di infortuni senza itinere, con inabilità di almeno un giorno, per milione di ore lavorate.
(**) Numero di giornate di lavoro perse (giorni di calendario), relative a infortuni senza itinere con inabilità di almeno un giorno, per migliaia di ore lavorate. I dati non considerano gli infortuni mortali.
Sul perimetro interno Italgas pone particolare attenzione alla sensibilizzazione e formazione del personale sui rischi che derivano dallo svolgimento delle attività operative e sull'attuazione delle prescrizioni di sicurezza da adottare a salvaguardia della propria e dell'altrui incolumità. Alla crescita della "cultura della sicurezza" contribuiscono iniziative ormai consolidate come il "Trofeo Sicurezza Italgas" e il "Premio Zero Infortuni", che viene assegnato a gruppi omogenei che hanno operato per 365 giorni consecutivi in assenza di infortuni.
Sul versante esterno la prevenzione degli infortuni coinvolge in modo particolare le società appaltatrici che operano presso i cantieri di Italgas, e i Comuni concedenti che, in fase di esame e approvazione di progetti di intervento nel sottosuolo, sono sensibilizzati rispetto alle possibili interferenze degli stessi con le esistenti reti di distribuzione gas.
Per il personale che risulta esposto a specifici fattori di rischio Italgas attua la sorveglianza sanitaria periodica, che ha registrato nell'anno 2.424 visite mediche.
Protezione dell'ambiente
La tutela dell'ambiente è un aspetto di primaria importanza in tutte le fasi delle attività di Italgas. Gli aspetti ambientali più significativi delle attività di Italgas sono le emissioni in atmosfera derivanti sia dai processi di combustione (anidride carbonica, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ecc.), sia dall'attività di distribuzione (rilasci di gas naturale in atmosfera dalle reti) e la produzione di rifiuti derivanti dalle attività ordinarie di costruzione e manutenzione delle reti e dal recupero di aree industriali.
L'impegno di Italgas è orientato a promuovere attività finalizzate alla riduzione dell'impatto ambientale dei propri processi produttivi e al miglioramento delle condizioni di sicurezza degli impianti, nonché al recupero ambientale e alla bonifica dei siti contaminati dalle pregresse attività industriali di produzione del gas manifatturato.
Per la riduzione delle emissioni di metano in atmosfera, rivestono particolare importanza gli interventi di sostituzione delle tubazioni in ghisa grigia con giunti in canapa/piombo e quelle, con stesso materiale con giunti meccanici. Tale attività consente inoltre di aumentare i livelli di sicurezza e ridurre le perdite di materia prima.
Con riferimento agli obiettivi di riduzione di emissioni acustiche, Italgas ha continuato le attività previste dal piano di insonorizzazione degli impianti di riduzione del gas con valori di emissione acustica particolarmente elevati. Sono stati attuati ulteriori interventi, volti a un risparmio di risorse energetiche, quali ad esempio, la realizzazione di impianti fotovoltaici di piccola taglia per la produzione locale di energia elettrica, l'uso di corpi illuminanti locali a led, o il recupero, attraverso turboespansori, dell'energia derivante dal processo di riduzione della pressione del gas per la distribuzione in ambito locale.
Di seguito si riportano i principali dati di impatto ambientale:
Innovazione tecnologica e attività di ricerca
Le attività di innovazione e sviluppo tecnologico condotte da Italgas mirano al miglioramento degli standard di qualità e sicurezza del servizio, alla riduzione degli effetti ambientali delle attività di distribuzione e all'aumento dell'efficienza complessiva del sistema distributivo.
I principali progetti avviati da Italgas nel corso del 2016 hanno permesso:
- lo sviluppo di idee innovative all'interno dell'azienda per rafforzarne il posizionamento competitivo;
- l'applicazione dell'ICT ai servizi e alle infrastrutture per la comunità;
- il miglioramento continuo del servizio e alla gestione ottimale, in mobilità, degli interventi tecnici;
- l'ottimizzazione del volume di odorizzante, con prove sperimentali relative a un sistema innovativo di controllo del grado di odorizzazione al variare delle condizioni di erogazione del gas o dell'assetto fluidodinamico della rete;
- il miglioramento delle misure di protezione antisismica degli edifici attraverso la sperimentazione in campo di un sistema di valvole che consente la tempestiva interruzione del flusso del gas in edifici sensibili;
- lo studio e l'analisi dei metodi impiegati per stimare le emissioni di gas naturale dalle reti di distribuzione, al fine di poter pervenire a un approccio europeo condiviso.
Rapporti con gli Stakeholder
Il sistema di Engagement di Italgas è articolato su tutti i livelli aziendali.
Italgas mantiene rapporti costanti di collaborazione con investitori, enti, istituzioni e imprese con l'intento di offrire un servizio coerente alle necessità e ai piani di crescita locali e nazionali e favorire il miglioramento continuo dell'affidabilità degli impianti e della qualità dei servizi offerti.
Comunicazione interna e change management
La comunicazione rivolta alle persone di Italgas vuole essere "agente di cambiamento" intervenendo sui valori, stimolando nuove visioni, contribuendo al cambiamento della cultura aziendale e ispirando nuovi comportamenti.
Il portale intranet del Gruppo è stato immediatamente creato e aggiornato, divenendo da subito il canale privilegiato per diffondere un nuovo modo di comunicare: la home page è diventata lo spazio in cui si alternano news "in primo piano", argomenti "in evidenza", lancio di iniziative aziendali, pop-up; nel portale sono state introdotte novità quali gallery con video e foto, come strumento per raccontare con l'immediatezza tipica delle immagini, le esperienze e gli eventi aziendali.
Italgas ha inoltre deciso di supportare le innovazioni sul piano organizzativo, dei sistemi e procedure con un articolato e consistente piano organico di Formazione e Change Management.
Il piano è stato avviato con il workshop denominato "Protagonisti del nostro Futuro", che ha coinvolto tutti i dirigenti.
Relazioni Industriali
Italgas garantisce a tutti i lavoratori, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, di aderire ad associazioni e svolgere attività sindacali. A fine 2016, il 57% dei dipendenti risulta essere iscritto a un'organizzazione sindacale.
L'esercizio delle attività sindacali può contare su appositi spazi di incontro e i lavoratori fruiscono di permessi dedicati secondo quanto previsto dalla normativa in vigore e dal contratto di categoria applicato.
Nel corso del 2016 il rapporto tra Italgas e le Organizzazioni Sindacali è stato caratterizzato dal confronto sui temi afferenti la scissione dal Gruppo Snam e successiva quotazione in Borsa di Italgas S.p.A. Il percorso si è declinato in numerosi incontri, necessari sia per l'illustrazione dell'operazione, che per la predisposizione di condizioni favorevoli per il passaggio del personale tra le società coinvolte da questa operazione straordinaria. Complessivamente, nel corso dell'anno, si sono svolti 72 incontri con le Organizzazioni Sindacali (27 nazionali e 45 locali).
Nel corso del 2016 si è dato corso mediante elezione al rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU), a conferma dell'importanza del ruolo rivestito da questo soggetto, individuato quale interlocutore per la contrattazione di secondo livello - come sancito nel Protocollo sulle Relazioni Industriali del 17 ottobre 2013 e dall' accordo del 18 Aprile 2016 che ne ha rimodulato la composizione.
Le dinamiche negoziali, coerentemente con quanto previsto dalle sopraccitate intese, hanno condotto alla definizione tra le Parti degli indicatori di produttività e redditività del Premio di Partecipazione per l'anno 2016 per tutte le Società del Gruppo Italgas.
Sono in fase ormai avanzate le trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro applicato al Gruppo.
Rapporto con gli investitori
Italgas, fin dalla sua quotazione sul mercato azionario, ha posto tra le sue priorità la trasparenza nei rapporti con gli investitori e con tutta la comunità finanziaria, esplicitando sin da subito i propri piani e obiettivi agli azionisti e al mercato finanziario in modo da permettere una valutazione delle leve di creazione di valore della Società.
Italgas è una Società con un limitato profilo di rischio industriale e finanziario, soggetta a un regime regolatorio stabile e trasparente, in grado di garantire visibilità in termini di risultati e di flussi di cassa futuri.
Prioritarie per la Società sono le iniziative che consentono agli azionisti e al mercato finanziario di essere aggiornati sui piani aziendali. Nell'ultimo trimestre del 2016 è stato condotto un roadshow, che ha toccato le principali piazze finanziarie europee e nordamericane, finalizzato a illustrare l'operazione di scissione da Snam e la successiva quotazione della Società agli investitori.
Agli inizi del 2017, in occasione del lancio della prima emissione obbligazionaria, è stata condotta un'importante attività di comunicazione nei confronti di investitori in titoli obbligazionari e analisti del credito, attraverso un roadshow dedicato nelle principali piazze finanziarie europee.
A novembre 2016 la Società ha ottenuto dall'agenzia di rating Moody's il giudizio di merito creditizio "Baa1", con Outlook stabile, poi modificato in negativo nel mese di dicembre conseguentemente ad analoga variazione dell'Outlook per la Repubblica Italiana, e ha altresì ottenuto dall'agenzia di rating Fitch il giudizio di merito creditizio "BBB+", con Outlook stabile; tali rating riflettono la struttura e la solidità finanziaria della Società.
Le informazioni di interesse per azionisti e investitori, tra cui le relazioni trimestrali/semestrali, sia in italiano che in inglese, saranno disponibili nella sezione Investor Relations del sito corporate www.italgas.it.
Comunità e territorio
Italgas, coerentemente con il proprio ruolo di concessionario del servizio di distribuzione gas, con i principi di sviluppo sostenibile e con i propri piani di crescita è costantemente impegnata in un dialogo continuo e fattivo con le comunità in cui opera. Nei rapporti con le autorità europee, nazionali e locali, Italgas opera in base a principi di leale cooperazione e di trasparenza, mettendo a disposizione le competenze e le capacità che possiede, conscia dell'utilità sociale del proprio ruolo. L'impegno alla trasparenza è testimoniato dall'adesione ai Registri per la trasparenza formalmente istituiti dal Parlamento Europeo, dalla Camera dei Deputati, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Lombardia.
Italgas attribuisce inoltre grande importanza alla cooperazione in ambito associativo con gli altri operatori del settore energia, su un piano di parità e di leale confronto. Persegue, infine, la costruzione di rapporti di cooperazione con le associazioni di rappresentanza dei consumatori per comprendere e soddisfare nel miglior modo possibile le esigenze e le aspettative dei fruitori dei propri servizi.
Clienti e Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico
Italgas dedica particolare attenzione al rapporto con le società di vendita con il costante aggiornamento degli strumenti e procedure che consentono l'accesso ai servizi.
Le attività operative e commerciali sono svolte con sistemi informatici sempre più evoluti che permettono un rapido flusso delle informazioni nella gestione dei contratti. Tali sistemi sono costantemente aggiornati sulla base della normativa emanata dall'AEEGSI che costantemente regola i servizi delle società del Gruppo Italgas.
I rapporti con l'AEEGSI rivestono un ruolo fondamentale per chi opera nel business energetico. Successivamente alla sua costituzione, Italgas si è presentata all'Autorità, proseguendo in continuità con il passato un rapporto costruttivo e propositivo, che si traduce ad esempio nell'assicurare il contributo del Gruppo nei processi di consultazione per la definizione delle delibere, nell'illustrare specifiche tematiche del settore e nel fornire le informazioni richieste dal regolatore.
Fornitori
Italgas adotta pratiche di acquisto basate su principi di trasparenza, imparzialità e responsabilità, nel rispetto della libera concorrenza e perseguendo il raggiungimento di obiettivi economici e di performance anche di lungo periodo.
Italgas richiede ai fornitori l'adesione al Modello 231 e ai principi del Codice Etico del Gruppo, il rispetto della normativa in tema di sicurezza sul lavoro, di tutela della salute, di salvaguardia ambientale, nonché il rispetto degli standard internazionali in materia di diritto del lavoro.
I fornitori sono inoltre coinvolti in un percorso di miglioramento e ottimizzazione delle modalità che regolano i subappalti, che comporta una maggiore responsabilizzazione del subappaltatore garantendo nel contempo una crescita del fornitore stesso e una migliore qualità della attività svolta per la Società.
Nel corso dell'anno il portale fornitori, strumento che vuole diventare un punto di riferimento e un veicolo privilegiato di contatto tra tutti i fornitori e l'azienda, è stato ulteriormente integrato in diverse sezioni, per migliorare e ottimizzare l'operatività quotidiana di tutti coloro che sono coinvolti nella gestione dell'intera supply chain.
Glossario
Il glossario dei termini finanziari, commerciali, tecnici e delle unità di misura è consultabile sul sito internet www.italgas.it.
Indicatori alternativi di performance
Capitale di esercizio netto
Rappresenta il capitale che resta impiegato in attività a breve ed è un'indicatore dell'equilibrio finanziario dell'impresa nel breve termine. È definito come la somma dei valori afferenti alle voci di Crediti e Debiti commerciali, Rimanenze, Crediti e Debiti tributari, Fondi per rischi e oneri, Passività per imposte differite e Altre attività e passività.
Capitale immobilizzato
Il Capitale immobilizzato è definito come la somma dei valori afferenti alle voci di Immobili, impianti e macchinari, Attività immateriali, Partecipazioni e Debiti netti relativi all'attività di investimento.
Capitale investito netto
Investimenti netti di natura operativa, rappresentati dalla somma dei valori afferenti alle voci di Capitale immobilizzato, Capitale di esercizio netto, Fondi per benefici a dipendenti e Attività destinate alla vendite e delle passività direttamente associabili.
Cash flow
Il flusso di cassa netto da attività operativa (cash flow) è costituito dalla disponibilità finanziaria generata da un'impresa in un determinato periodo di tempo. Più precisamente, costituisce la differenza tra le entrate correnti (principalmente ricavi d'esercizio monetari) e le uscite monetarie correnti (costi di competenza del periodo di riferimento, che hanno generato un'uscita di cassa).
Costi fissi controllabili
Sono così definiti i costi fissi operativi delle attività regolate costituiti dalla somma del "Totale costo del personale ricorrente" e dei "Costi esterni ricorrenti della gestione ordinaria".
EBIT (Utile operativo)
Risultato della gestione operativa, determinato come la somma dei valori afferenti a Utile netto, Imposte sul reddito, e Oneri finanziari netti al netto dei Proventi netti da partecipazioni.
EBIT adjusted (Utile operativo adjusted)
EBIT cui vengono sottratte le componenti reddituali classificate quali special item (come definiti al capitolo "Commento ai risultati economico – finanziari" della presente Relazione).
EBITDA (Margine operativo lordo)
Margine operativo lordo, determinato come la somma dei valori afferenti all'Utile operativo e degli Ammortamenti e svalutazioni.
Free cash flow
Il free cash flow rappresenta il flusso di cassa disponibile per l'azienda ed è dato dalla differenza tra il flusso di cassa dalle attività operative e il flusso di cassa per investimenti in capitale fisso.
Indebitamento finanziario netto
Indicatore delle capacità di far fronte alle obbligazioni di natura finanziaria, determinato come la somma dei valori afferenti alle voci di Debiti finanziari a breve e a lungo termine, al netto delle Disponibilità liquide ed equivalenti.
R.O.E. (Return on equity)
Rapporto tra utile netto e il patrimonio netto di fine periodo, in grado di esprimere la redditività del capitale proprio.
R.O.I. (Return on investment) caratteristico
Rapporto tra utile operativo e capitale investito netto di fine periodo al netto delle partecipazioni, in grado di esprimere la redditività operativa, esprimendo la capacità dell'impresa di remunerare il capitale investito con il risultato della sua attività caratteristica.
Altri termini economico - finanziari
Attività non correnti
Voce dell'attivo di stato patrimoniale, che accoglie, al netto dei relativi ammortamenti e svalutazioni, gli elementi destinati a perdurare nel tempo. Sono suddivise nelle seguenti categorie: "Immobili, impianti e macchinari", "Scorte d'obbligo", "Attività immateriali", "Partecipazioni", "Attività finanziarie" e "Altre attività non correnti".
Covenant
Un covenant è un impegno contenuto all'interno di un contratto di finanziamento in base al quale alcune attività possono o non possono essere effettuate dal prenditore. Nello specifico, un covenant si definisce "finanziario" quando impone un limite relativamente alla possibilità di contrarre ulteriore indebitamento; mentre, nei covenant di natura "patrimoniale", le clausole mirano, inter alia, a contenere l'utilizzo della leva finanziaria da parte della società, prevedendo l'obbligo del mantenimento di un determinato rapporto tra debito e capitalizzazione di bilancio.
Tali impegni sono imposti dai soggetti finanziatori per evitare che le condizioni finanziarie del prenditore possano deteriorarsi e, dove ciò accadesse, poter richiedere un rimborso anticipato del finanziamento.
Credit rating
Rappresenta l'opinione dell'agenzia di rating relativamente al merito di credito generale di un debitore o del merito di credito di un debitore con specifico riferimento a un particolare titolo di debito o un'altra forma di obbligo di natura finanziaria, basata su i fattori di rischio rilevanti, la classificazione dei vari livelli di rischio avviene tramite lettere dell'alfabeto e con modalità sostanzialmente analoghe per le varie agenzie.
Dividend payout
Rappresenta il rapporto tra i dividendi e l'utile netto del periodo ed equivale alla percentuale di utili distribuita agli azionisti sotto forma di dividendi.
Outlook
L'outlook indica le prospettive future di un rating e guarda a un periodo di tempo lungo, solitamente due anni. Quando è "negativo" significa che il rating è debole e che l'agenzia di valutazione riscontra alcuni elementi di criticità. Se i fattori di debolezza dovessero persistere o aggravarsi il rating potrebbe venire declassato.
Notch
Livello di rischio assegnato dall'agenzia di rating, nell'ambito del processo di assegnazione del credit rating, a cui corrisponde una probabilità di default, cioè di inadempienza dell'emittente.
Testo Unico della Finanza (TUF)
D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, come successivamente modificato e integrato.
Utile complessivo
Include sia il risultato economico del periodo, sia le variazioni di patrimonio netto afferenti a poste di natura economica che per espressa previsione dei principi contabili internazionali, sono rilevate tra le componenti del patrimonio netto (Altre componenti dell'utile complessivo).
Termini commerciali e tecnici
Anno termico
Periodo temporale di riferimento in cui è suddiviso il periodo di regolazione. A partire dal terzo periodo di regolazione l'anno termico coincide con l'anno solare.
ATEM
Ambito Territoriale Minimo per lo svolgimento delle gare e l'affidamento del servizio di distribuzione del gas, determinati in numero di 177, ai sensi della definizione dell'art. 1 del Decreto Ministeriale 19 gennaio 2011. I comuni appartenenti a ciascun ambito territoriale sono indicati nel Decreto Ministeriale 18 ottobre 2011.
Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali - CSEA
Ente pubblico economico che opera nei settori dell'elettricità, del gas e dell'acqua. La sua missione principale è la riscossione di alcune componenti tariffarie dagli operatori; tali componenti vengono raccolte nei conti di gestione dedicati e successivamente erogati a favore delle imprese secondo regole emanate dall'Autorità. La CSEA è sottoposta alla vigilanza dell'Autorità e del Ministero dell'Economia e delle Finanze. La CSEA, inoltre, svolge, nei confronti dei soggetti amministrati, attività ispettive volte ad accertamenti di natura amministrativa, tecnica, contabile e gestionale, consistenti nell'audizione e nel confronto dei soggetti coinvolti, nella ricognizione di luoghi e impianti, nella ricerca, verifica e comparazione di documenti.
Cliente finale
È il consumatore che acquista gas per uso proprio.
Codice di rete
Documento che stabilisce le norme che regolano i diritti e gli obblighi dei soggetti coinvolti nel processo di erogazione del servizio di distribuzione del gas.
Concessione di distribuzione del gas
Atto per mezzo del quale l'Ente locale affida a una società la gestione del servizio di distribuzione del gas naturale che ricade nell'ambito delle prerogative dell'Ente stesso e per il quale la società in questione assume il rischio di gestione.
Gare d'Ambito
La gara d'ambito è la gara unica per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas svolta in ciascuno dei 177 ATEM individuati con decreto del Ministero dello sviluppo economico del 19 gennaio 2011, ai sensi degli artt. 1 e 2 del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 19 gennaio 2011.
Gas distribuito o vettoriato
È il quantitativo di gas riconsegnato agli utenti della rete di distribuzione presso i punti di riconsegna.
Perequazione
Rappresenta la differenza tra i ricavi di competenza del periodo (VRT annuo) e quelli fatturati alle società di vendita. La posizione netta nei confronti della CSEA viene definita alla scadenza dell'anno termico ed è finanziariamente regolata nel corso dell'anno sulla base di acconti.
Periodo di regolazione
È il periodo temporale per il quale sono definiti i criteri per la determinazione delle tariffe per il servizio di distribuzione del gas. Il terzo periodo di regolazione si è concluso in data 31 dicembre 2013. È in corso il quarto periodo di regolazione che ha avuto inizio il 1 gennaio 2014 e terminerà il 31 dicembre 2019.
Punto di riconsegna
È il punto di confine tra l'impianto di distribuzione del gas e l'impianto di proprietà o gestito dal cliente finale in cui l'impresa di distribuzione riconsegna il gas trasportato per la fornitura al Cliente finale e nel quale avviene la misurazione.
Servizio di distribuzione gas
Servizio di trasporto di gas naturale attraverso reti di metanodotti locali da uno o più punti di consegna ai punti di riconsegna, in genere a bassa pressione e in contesti urbani, per la consegna ai consumatori finali.
Società di Vendita o RelCo (Retail Company)
Società che, in virtù di un contratto di accesso alle reti gestite da un Distributore, esercita l'attività di vendita del gas.
Regulatory Asset Based (RAB)
Il termine RAB (Regulatory Asset Base) identifica il valore del capitale investito netto ai fini regolatori, calcolato sulla base delle regole definite dall'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas ed il Sistema Idrico (AEEGSI) al fine della determinazione delle tariffe di riferimento.
RAB Centralizzata
Il Capitale Investito Netto Centralizzato è costituito dalle immobilizzazioni materiali diverse da quelle ricomprese tra le immobilizzazioni materiali di località e dalle immobilizzazioni immateriali (ovvero immobili e fabbricati non industriali; altre immobilizzazioni materiali e immobilizzazioni immateriali, quali ad esempio sistemi di telegestione e telecontrollo, attrezzature, automezzi, sistemi informatici, mobili e arredi, licenze software).
RAB di Località
Il Capitale Investito Netto di Località relativo al servizio di distribuzione è costituito dalle seguenti tipologie di immobilizzazioni materiali: terreni sui quali insistono fabbricati industriali, fabbricati industriali, impianti principali e secondari, condotte stradali e impianti di derivazione (allacciamenti). Il Capitale Investito Netto di Località relativo al servizio di misura è costituito dalle seguenti tipologie di immobilizzazioni materiali: gruppi di misura tradizionali e gruppi di misura elettronici.
Valore di Rimborso
Valore di Rimborso è l'importo dovuto ai gestori uscenti alla cessazione del servizio, ai sensi dell'art. 5 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 12 novembre 2011, n. 226, in assenza di specifiche differenti previsioni di metodologia di calcolo contenute negli atti delle singole concessioni stipulati prima dell'11 febbraio 2012 (data di entrata in vigore del D.M. n. 226/2011).
VIR o Valore Industriale Residuo
Il valore industriale residuo della parte di impianto di proprietà del gestore uscente è pari al costo che dovrebbe essere sostenuto per la sua ricostruzione a nuovo, decurtato del valore del degrado fisico e includendo anche le immobilizzazioni in corso come risultano dai libri contabili (art. 5, comma 5, del D.M. n. 226/2011).
VRT (Vincolo dei Ricavi Totale)
È il valore totale dei ricavi ammessi per le società di distribuzione dall'autorità regolatrice a copertura dei costi per l'erogazione del servizio di distribuzione e del servizio di misura.
WACC
Weighted Average Cost of Capital (Costo medio ponderato del capitale). Tasso di remunerazione del capitale investito netto.
BILANCIO CONSOLIDATO
Bilancio consolidato
Situazione patrimoniale – finanziaria
| 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|
| di cui verso | |||
| (milioni di €) | Note | Totale | parti correlate |
| ATTIVITA' | |||
| Attività correnti | |||
| Disponibilità liquide ed equivalenti | (7) | 1 | |
| Crediti commerciali e altri crediti | (8) | 579 | 256 |
| Rimanenze | (9) | 33 | |
| Attività per imposte sul reddito correnti | (10) | 35 | |
| Attività per altre imposte correnti | (10) | 3 | |
| Altre attività correnti | (11) | 4 | |
| 655 | |||
| Attività non correnti | |||
| Immobili, impianti e macchinari | (12) | 227 | |
| Attività immateriali | (13) | 4.487 | |
| Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto | (14) | 176 | 176 |
| Altri crediti | (8) | ||
| Altre attività non correnti | (11) | 38 | |
| 4.928 | |||
| Attività non correnti destinate alla vendita | (15) | 25 | |
| TOTALE ATTIVITA' | 5.608 | ||
| PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO | |||
| Passività correnti | |||
| Passività finanziarie a breve termine | (16) | 2.696 | |
| Quote a breve di passività finanziarie | |||
| a lungo termine | (16) | ||
| Debiti commerciali e altri debiti | (17) | 443 | 73 |
| Passività per imposte sul reddito correnti | (10) | 1 | |
| Passività per altre imposte correnti | (10) | 13 | |
| Altre passività correnti | (18) | ||
| 3.153 | |||
| Passività non correnti | |||
| Passività finanziarie a lungo termine | (16) | 923 | |
| Fondi per rischi e oneri | (19) | 230 | |
| Fondi per benefici ai dipendenti | (20) | 121 | |
| Passività per imposte differite | (21) | 106 | |
| Altre passività non correnti | (18) | 5 | |
| 1.385 | |||
| Passività direttamente associabili ad attività destinate alla vendita | (15) | 6 | |
| TOTALE PASSIVITA' | 4.544 | ||
| PATRIMONIO NETTO | (22) | ||
| Patrimonio netto di Italgas | |||
| Capitale sociale | 1.001 | ||
| Riserve | 134 | ||
| Utile (perdita) dell'esercizio | (72) | ||
| Azioni proprie | |||
| Totale patrimonio netto di Italgas | 1.063 | ||
| Interessenze di terzi | 1 | ||
| TOTALE PATRIMONIO NETTO | 1.064 | ||
| TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO | 5.608 | ||
Conto economico35
| giu-dic 2016 | |||
|---|---|---|---|
| di cui verso | |||
| (milioni di €) | Note | Totale | parti correlate |
| RICAVI | (24) | ||
| Ricavi della gestione caratteristica | 248 | 202 | |
| Altri ricavi e proventi | 26 | 6 | |
| 274 | |||
| COSTI OPERATIVI | (25) | ||
| Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi | (111) | (15) | |
| Costo lavoro | (57) | 1 | |
| (168) | |||
| AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI | (26) | (77) | |
| UTILE OPERATIVO | 29 | ||
| PROVENTI (ONERI) FINANZIARI | (27) | ||
| Oneri finanziari | (123) | (121) | |
| Proventi finanziari | |||
| (123) | |||
| PROVENTI (ONERI) SU PARTECIPAZIONI | (28) | ||
| Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto | 3 | 3 | |
| Altri proventi (oneri) su partecipazioni | |||
| 3 | |||
| UTILE PRIMA DELLE IMPOSTE | (91) | ||
| Imposte sul reddito | (29) | 19 | |
| Utile (perdita) dell'esercizio | (72) | ||
| Di competenza: | |||
| - Italgas | (72) | ||
| - Interessenze di terzi | |||
| Utile (perdita) netto per azione (ammontari in € per azione) | |||
| - semplice | (0,09) | ||
| - diluito | (0,09) | ||
35 Il Conto economico consolidato è stato redatto sulla base dei valori di Italgas S.p.A. dalla data di costituzione (1 giugno 2016), e delle società controllate dalla data di acquisizione del loro controllo (7 novembre 2016).
Prospetto dell'utile complessivo
| (milioni di €) | Note | giu-dic 2016 |
|---|---|---|
| Utile netto | (72) | |
| Altre componenti dell'utile complessivo | ||
| Componenti riclassificabili a conto economico: | ||
| Quota di pertinenza delle "altre componenti dell'utile complessivo" delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto |
||
| Effetto fiscale | ||
| Componenti non riclassificabili a Conto economico: | ||
| Utile (Perdita) attuariale da remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti | 2 | |
| Effetto fiscale | ||
| 2 | ||
| Totale altre componenti dell'utile complessivo al netto dell'effetto fiscale | 2 | |
| Totale utile complessivo dell'esercizio | (22) | (70) |
| Di competenza: | ||
| - Italgas | (70) | |
| - Interessenze di terzi | ||
| (70) |
Prospetto delle variazioni nelle voci del patrimonio netto
| Patrimonio di pertinenza degli azionisti della controllante | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Capitale sociale | Riserva da consolidamento | Riserva soprapprezzo azioni | Riserva legale | finanziari derivati cash flow hedge Riserva fair value strumenti al netto dell'effetto fiscale |
Riserva per piani a benefici definiti per i dipendenti al netto dell'effetto fiscale |
Altre riserve | Utili relativi ad esercizi precedenti | Utile netto dell'esercizio | Azioni proprie | Acconto sul dividendo | Totale | Interessenze di terzi | Totale patrimonio netto |
| Saldo al 1 giugno 2016 (a) (Nota 22) |
||||||||||||||
| Utile dell'esercizio 2016 | (72) | (72) | (72) | |||||||||||
| Altre componenti dell'utile complessivo: | ||||||||||||||
| Componenti riclassificabili a Conto economico: | ||||||||||||||
| - Quota di pertinenza delle "altre componenti dell'utile complessivo" delle | ||||||||||||||
| partecipazioni valutate col metodo del patrimonio netto | ||||||||||||||
| - Variazione fair value derivati di copertura cash flow hedge | ||||||||||||||
| Componenti non riclassificabili a Conto economico: | ||||||||||||||
| - Utile attuariale da remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti | 2 | |||||||||||||
| Totale utile complessivo esercizio 2016 (b) | 2 | (72) | (70) | (70) | ||||||||||
| Operazioni con gli azionisti: | ||||||||||||||
| - Riclassifica a riserva legale | ||||||||||||||
| - Aumento di capitale sociale | ||||||||||||||
| - Effetto acquisizione Italgas Reti da Snam S.p.A. | 1.001 | 620 | 192 | (350) | 1.463 | 1 | 1.464 | |||||||
| - Variazione area di consolidamento | (316) | (14) | (330) | (330) | ||||||||||
| Totale operazioni con gli azionisti (c) | 1.001 | (316) | 620 | 192 | (14) | (350) | 1.133 | 1 | 1.134 | |||||
| Altre variazioni di patrimonio netto (d) | ||||||||||||||
| Saldo al 31 dicembre 2016 (e=a+b+c+d) (Nota 22) |
1.001 | (316) | 620 | 192 | (12) | (350) | (72) | 1.063 | 1 | 1.064 |
Rendiconto finanziario
| (milioni di €) | Note | giu-dic 2016 |
|---|---|---|
| Utile (perdita) del periodo | (72) | |
| Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operativa: | ||
| Ammortamenti | 77 | |
| Svalutazioni nette di attività materiali e immateriali | ||
| Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto | (14) | (3) |
| Minusvalenze (plusvalenze) nette su cessioni, radiazioni e eliminazioni di attività | 1 | |
| Interessi attivi | ||
| Interessi passivi | 123 | |
| Imposte sul reddito | (29) | (19) |
| Altre variazioni | ||
| Variazioni del capitale di esercizio: | ||
| - Rimanenze | (8) | |
| - Crediti commerciali | (34) | |
| - Debiti commerciali | 51 | |
| - Fondi per rischi e oneri | 21 | |
| - Altre attività e passività | 8 | |
| Flusso di cassa del capitale di esercizio | 38 | |
| Variazione fondi per benefici ai dipendenti | (4) | |
| Dividendi incassati | ||
| Interessi incassati | ||
| Interessi pagati | (123) | |
| Imposte sul reddito pagate al netto dei crediti d'imposta rimborsati | (63) | |
| Flusso di cassa netto da attività operativa | (45) | |
| - di cui verso parti correlate | (30) | (110) |
| Investimenti: | ||
| - Immobili, impianti e macchinari | (12) | (4) |
| - Attività immateriali | (13) | (75) |
| - Imprese entrate nell'area di consolidamento e rami d'azienda | (1.503) | |
| - Partecipazioni | ||
| - Crediti finanziari strumentali all'attività operativa | ||
| - Variazione debiti e crediti relativi all'attività di investimento | ||
| 14 | ||
| Flusso di cassa degli investimenti | (1.568) | |
| Disinvestimenti: | ||
| - Immobili, impianti e macchinari | ||
| - Attività immateriali | ||
| - Partecipazioni | ||
| - Variazione crediti relativi all'attività di disinvestimento | ||
| Flusso di cassa dei disinvestimenti | ||
| Flusso di cassa netto da attività di investimento | (1.568) | |
| - di cui verso parti correlate | (30) | |
| Assunzione di debiti finanziari a lungo termine | 927 | |
| Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine | (1.442) | |
| Incremento (decremento) di debiti finanziari a breve termine | 2.128 | |
| Crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | ||
| Cessione di azioni proprie | ||
| Dividendi distribuiti ad azionisti Italgas | ||
| Flusso di cassa netto da attività di finanziamento | 1.613 | |
| - di cui verso parti correlate | (30) | |
| Variazioni area di consolidamento e altre variazioni | ||
| Flusso di cassa netto dell'esercizio | 0 | |
| Disponibilità liquide ed equivalenti all'inizio dell'esercizio | (7) | |
| Disponibilità liquide ed equivalenti alla fine dell'esercizio | (7) | 1 |
Note al bilancio consolidato
Informazioni societarie
In data 7 novembre 2016 è stata portata a compimento l'operazione di acquisizione da Snam del settore della Distribuzione di gas in Italia a seguito del trasferimento del 100% della partecipazione di Italgas Reti S.p.A. (in precedenza denominata Italgas S.p.A.) dalla stessa Snam S.p.A. a Italgas S.p.A., società che è stata costituita il 1 giugno 2016 e che ha assunto tale denominazione il 12 settembre 2016.
In particolare l'operazione nel suo complesso unitaria e sostanzialmente contestuale contempla:
- a) il conferimento in natura da parte di Snam a beneficio di Italgas di una partecipazione pari all'8,23% del capitale sociale di Italgas Reti a fronte dell'assegnazione a Snam di n. 108.957.843 azioni di nuova emissione di Italgas, al fine di permettere di detenere, post-scissione (di cui al punto c), una partecipazione del 13,50% nella Società beneficiaria (di cui lo 0,03% rinveniente dalle azioni proprie detenute da Snam);
- b) la vendita da parte di Snam a Italgas di n. 98.054.833 azioni di Italgas Reti, pari al 38,87% del capitale sociale di Italgas Reti stessa, per un prezzo di 1.503 milioni di euro, a fronte dell'assunzione di un debito di pari importo in capo alla Società beneficiaria (Vendor Loan); e
- c) la scissione parziale e proporzionale di Snam con assegnazione a Italgas di una partecipazione pari al 52,90% detenuta dalla Società scissa in Italgas Reti e con conseguente assegnazione ai soci di Snam del restante 86,50% del capitale della Società beneficiaria.
La riorganizzazione degli assetti societari di Italgas Reti realizzata per il tramite del conferimento e della vendita, poste in essere contestualmente alla scissione, è strettamente connessa alla realizzazione della scissione stessa e determina, da un lato, che Snam potrà detenere, post-scissione, una partecipazione del 13,50% nella Società beneficiaria successivamente alla conclusione dell'operazione (rinveniente per la quasi totalità dal conferimento) e, dall'altro, un conseguente livello di indebitamento in capo all'emittente ritenuto coerente e sostenibile, a giudizio dell'emittente, rispetto al proprio profilo di attività, di rischio e di generazione di flussi di cassa della stessa (attraverso la vendita e la conseguente erogazione del Vendor Loan).
Le operazioni di aggregazione che coinvolgono imprese che sono, in definitiva, controllate da una medesima società o dalle medesime società sia prima, sia dopo l'operazione di aggregazione, e tale controllo non è transitorio, sono qualificate come "Business Combinations of entities under common control". Tali operazioni sono escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS 3, e non sono disciplinate da altri IFRS. In assenza di un principio contabile di riferimento, la selezione del principio contabile per le operazioni in esame, relativamente alle quali non sia comprovabile una significativa influenza sui flussi di cassa futuri, è guidata dal principio di prudenza che porta ad applicare il criterio della continuità di valori delle attività nette acquisite. Le attività sono rilevate ai valori di libro che risultavano dalla contabilità delle società oggetto di acquisizione prima dell'operazione o, se disponibili, ai valori risultanti dal bilancio consolidato della controllante comune. Con riferimento ai conferimenti di business under common control, l'entità conferitaria deve rilevare il business trasferito al suo valore contabile storico incrementando di pari importo il proprio patrimonio netto; l'entità conferente rileverà simmetricamente la partecipazione nell'entità conferitaria per un importo pari all'incremento del patrimonio netto di quest'ultima.
Tale trattamento contabile si basa negli Orientamenti Preliminari in tema di IFRS (OPI n.1 Revised) - "Trattamento contabile delle Business combinations of entities under common control nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato", emesso da Assirevi nel mese di ottobre 201636 .
Come previsto dalle disposizioni del principio contabile IFRS 10 "Bilancio consolidato", le attività e le passività del predetto business della Distribuzione di gas sono state oggetto di consolidamento dalla stessa data del 7/11/2016, corrispondente all'acquisizione del controllo delle società Italgas Reti S.p.A., Napoletanagas S.p.A. e ACAM Gas S.p.A. da parte di Italgas S.p.A..
A tale riguardo occorre precisare che l'acquisizione delle attività della Distribuzione di gas naturale è avvenuta mediante tre contestuali operazioni (conferimento, vendita e scissione) della Partecipazione detenuta da Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. a favore di Italgas S.p.A.. Tale operazione ha determinato il deconsolidamento da parte di Snam del settore Distribuzione gas naturale, e da parte di Italgas S.p.A. l'acquisizione della partecipazione in Italgas Reti e, a livello consolidato, delle attività nette del settore
36 Per maggiori informazioni si veda la nota "Aggregazioni aziendali"
distribuzione gas. Si ricorda che l'azionista di riferimento di Snam, CDP, è contestualmente l'azionista di riferimento di Italgas. L'esposizione sopra descritta riflette un'impostazione basata sulla continuità di valori contabili (rispetto a Snam) in quanto l'operazione rappresenta, nell'ambito del più ampio gruppo di cui Italgas è parte, una "aggregazione di entità o attività aziendali sotto comune controllo". Le società partecipanti all'aggregazione aziendale (Snam, Italgas ed Italgas Reti) sono rimaste per effetto dell'operazione, soggette al controllo e, quindi, consolidate integralmente dallo stesso soggetto (CDP), ai sensi del Principio Contabile IFRS 10, come rappresentato da Snam nel documento informativo ex art. 70 e da Italgas nel documento informativo ex. art. 57.
Il Gruppo Italgas, costituito da Italgas S.p.A., l'impresa consolidante, e dalle società da essa controllate (nel seguito "Italgas", "Gruppo Italgas" o "gruppo"), è un gruppo integrato che presidia l'attività regolata della distribuzione del gas naturale ed è un operatore di assoluta rilevanza in termini di capitale investito ai fini regolatori (RAB37) nel proprio settore.
Italgas S.p.A. è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento della Repubblica Italiana, quotata presso la Borsa di Milano e domiciliata in Milano, in via Carlo Bo n. 11.
CDP S.p.A. esercita il controllo di fatto di Italgas S.p.A. ai sensi del principio contabile IFRS 10 "Bilancio consolidato".
Al 31 dicembre 2016, CDP S.p.A. detiene, per il tramite di CDP Reti S.p.A.38 e CDP GAS S.r.l.39 , rispettivamente il 25,08% e lo 0,97% del capitale sociale di Italgas S.p.A..
In data 20 ottobre 2016 Snam, CDP Reti e CDP Gas hanno sottoscritto un patto parasociale avente a oggetto tutte le azioni che le rispettive parti avrebbero detenuto in Italgas in conseguenza della scissione parziale e proporzionale di Snam in favore di Italgas e della contestuale ammissione a quotazione delle azioni di Italgas, ossia dal 7 novembre 2016.
1) Criteri di redazione
Il bilancio consolidato è redatto secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D. Lgs. 38/2005. Gli IFRS includono anche gli International Accounting Standards (IAS) nonché i documenti interpretativi tuttora in vigore emessi dall'IFRS Interpretation Committee (IFRS IC), inclusi quelli precedentemente emessi dall'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e, ancor prima, dallo Standing Interpretations Committee (SIC). Per semplicità, l'insieme dei suddetti principi e interpretazioni è nel seguito definito con "IFRS" o "Principi Contabili Internazionali".
Il bilancio consolidato è redatto nella prospettiva della continuità aziendale, nonché applicando il metodo del costo storico, tenendo conto ove appropriato delle rettifiche di valore, con l'eccezione delle voci di bilancio che secondo gli IFRS devono essere rilevate al fair value, come indicato nei criteri di valutazione.
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2016, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A. nella riunione del 23 marzo 2017, è sottoposto alla revisione contabile da parte della EY S.p.A. La stessa, in quanto revisore principale, è interamente responsabile per la revisione del bilancio consolidato del Gruppo Italgas.
Il bilancio consolidato adotta l'euro quale valuta di presentazione. I valori delle voci di bilancio e delle relative note, tenuto conto della loro rilevanza, sono espressi, salvo diversa indicazione, in milioni di euro.
Principi contabili e interpretazioni applicabili dall'esercizio 2016
Di seguito si riportano i principi contabili e le interpretazioni, emessi dallo IASB/IFRIC, omologati dalla Commissione europea ed entrati in vigore a partite dall'esercizio 2016.
Con il Regolamento (UE) 29/2015 della Commissione Europea del 17 dicembre 2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L. 5 del 9 gennaio 2015, sono state adottate delle modifiche allo IAS 19 - Piani a benefici definiti:
37 Il termine RAB (Regulatory Asset Base) identifica il valore del capitale investito netto ai fini regolatori, calcolato sulla base delle regole definite dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico (AEEGSI) al fine della determinazione dei ricavi di riferimento per i business regolati.
38 Società posseduta al 59,10% da CDP S.p.A.
39 Società interamente posseduta da CDP S.p.A.. Sulla base delle informazioni disponibili alla Società, si apprende che in data 25 gennaio 2017 i competenti organi societari di CDP e di CDP Gas hanno approvato un progetto di fusione per incorporazione di CDP Gas in CDP. Alla data della presente Relazione tale fusione non è ancora divenuta efficace.
contributi dei dipendenti. La modifica si è resa necessaria per facilitare, nel rispetto di determinate condizioni, la contabilizzazione dei piani a benefici definiti che prevedono la contribuzione da parte dei dipendenti o da terzi soggetti. A tale proposito in presenza di tutte le seguenti condizioni:
- (I) formalizzazione delle condizioni nelle condizioni nel piano;
- (II) collegamento al servizio del dipendente:
- (III) assenza di correlazione al numero di anni di servizio del dipendente;
vi è la facoltà di contabilizzare il contributo a diretta riduzione del costo relativo alla prestazione di lavoro in alternativa alla rilevazione con attribuzione del contributo ai singoli periodi del piano (calcolo attuariale).
Con il Regolamento (UE) di omologazione 28/2015 sono stai apportati miglioramenti ai principi contabili internazionali Ciclo 2010-2012. L'obiettivo dei miglioramenti annuali e quello di trattare argomenti necessari relativi a incoerenze riscontrate negli IFRS oppure a chiarimenti di carattere terminologico, che non rivestono un carattere di urgenza, ma che sono stati discussi dallo IASB nel corso del ciclo progettuale iniziato nel 2011. In alcuni casi le modifiche rappresentano chiarimenti o correzioni ai principi in questione (IFRS 8, IAS 16, IAS 24 e IAS 38), in altri casi le modifiche comportano cambiamenti alle disposizioni vigenti o forniscono ulteriori indicazioni in merito alla loro applicazione (IFRS 2 e 3). In particolare:
(i) per l'IFRS 2, è stata specificata la definizione di "condizione di maturazione" ed introdotte le definizioni di condizioni di permanenza in servizio (service condition) e di conseguimento di risultato (vesting condition); (ii) per l'IFRS 3, è stato chiarito che le obbligazioni a corrispondere un corrispettivo potenziale, diverse da quelle che rientrano nella definizione di strumento di patrimonio netto, sono valutate al fair value ad ogni data di bilancio, con variazioni rilevate a conto economico; (iii) per l'IFRS 8, è stato previsto che sia data informativa circa le valutazioni effettuate dalla direzione aziendale, descrivendo i segmenti che sono stati aggregati e gli indicatori economici valutati nel determinare l'esistenza di caratteristiche economiche similari tra i settori oggetto di aggregazione; (iv) per lo IAS 16 e lo IAS 38, sono state evidenziate le modalità di determinazione del valore contabile lordo delle attività, in caso di rivalutazione conseguente all'applicazione del modello della rideterminazione del valore; (v) per lo IAS 24, sono state definite le informazioni da fornire quando vi è una entità terza che fornisce servizi di direzione con responsabilità strategica in favore dell'entità che redige il bilancio (o della controllante).
Con il Regolamento (UE) 2015/2173 della Commissione Europea del 24 novembre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L. 307 del 25 novembre, che adotta Modifiche all'IFRS 11 Contabilizzazione delle acquisizioni di interessenze in attività a controllo congiunto, si fornisce una guidance sulla contabilizzazione delle acquisizioni di interessenze in attività a controllo congiunto ("joint operations") che rientrino nelle definizioni contenute nell'IFRS 3.
Con il Regolamento (UE) 2015/2231 della Commissione Europea del 2 dicembre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L. 317 del 3 dicembre, che adotta modifiche allo IAS 16 - Immobili, impianti e macchinari e allo IAS 38 Attività immateriali, si chiarisce che un metodo di ammortamento basato sui ricavi generati dall'asset (cosiddetto revenue-based method) non è ritenuto appropriato poiché si basa esclusivamente il flusso di ricavi generati da tale asset e non, invece, la modalità di consumo dei benefici economici incorporati nell'asset stesso. Con riferimento alle attività immateriali, tale assunzione può essere superata qualora: (i) il diritto d'uso dell'attività sia correlato al raggiungimento di una predeterminata soglia di ricavi da produrre oppure (ii) sia possibile dimostrare che il conseguimento dei ricavi e l'utilizzo dei benefici economici dell'attività siano altamente correlati.
Con il Regolamento (UE) 2015/2343 della Commissione Europea del 15 dicembre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L. 330 del 16 dicembre, si adotta il Ciclo annuale di miglioramenti agli IFRS 2012-2014. Tale documento (i) per l'IFRS 5, definisce le guidance nel caso in cui un'entità provveda a riclassificare un asset dalla categoria held-for-sale alla categoria held-for-distribution (o viceversa), o i requisiti di classificazione di un'attività come held-for-distribution, precisando che tali riclassifiche non costituiscono una variazione ad un piano (di vendita o di dismissione) e pertanto restano validi i criteri di classificazione e valutazione originari; (ii) per l'IFRS 7, introduce un ulteriore guidance per chiarire se un servicing contract costituisce un coinvolgimento residuo in un'attività trasferita ai fini dell'informativa richiesta in relazione alle attività trasferite e l'informativa sulla compensazione di attività e passività finanziarie nell'ambito dei bilanci intermedi; (iii) per lo IAS 19 fornisce un chiarimento in merito alla determinazione del tasso di sconto dei post-employment benefits specificando che per tali fattispecie ci si deve riferire ad high quality corporate bonds emessi nella stessa valuta utilizzata per il pagamento dei benefits; (iv) per lo IAS 34 - Bilanci intermedi, prevede l'inserimento alternativo di talune informazioni richieste dal principio nel Bilancio intermedio (leggasi nell'interim financial statements) o in altre parti del fascicolo quali, ad esempio, la Relazione (leggasi interim financial report), ma con la cautela di inserire nel Bilancio intermedio espliciti riferimenti a tale altra sezione (in tale ultimo caso la Relazione deve essere resa disponibile ai lettori del bilancio nella stessa modalità e con le medesime tempistiche con cui è reso disponibile il Bilancio intermedio).
Con il Regolamento (UE) 2015/2406 della Commissione Europea del 18 dicembre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L. 333 del 19 dicembre, si adottano modifiche allo IAS 1 - Presentazione del bilancio: Iniziativa di informativa. Nel più ampio processo di miglioramento della disclosure di bilancio, l'emendamento in oggetto apporta talune modifiche allo IAS 1 volte a fornire chiarimenti in merito a elementi che possono essere percepiti come impedimenti a una chiara e intellegibile redazione dei bilanci.
Con il Regolamento (UE) 2015/2441 della Commissione Europea del 18 dicembre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L. 336 del 23 dicembre, che adotta Modifiche allo IAS 27 Bilancio separato "Metodo del patrimonio netto nel bilancio separato", si introduce la possibilità di valutare, nel bilancio separato dell'investitore, le partecipazioni in società controllate, controllate congiuntamente o sottoposte a influenza notevole utilizzando il metodo del patrimonio netto. L'opzione contabile prescelta deve essere applicata per ogni categoria di investimento partecipativo. Il medesimo documento ha di conseguenza rivisto la definizione di bilancio separato precisando che con esso si intende il bilancio "che viene presentato in aggiunta al bilancio consolidato ovvero in aggiunta al bilancio dell'investitore che non ha partecipazioni in controllate ma ne ha in società collegate o in joint venture, per il quale lo IAS 28 impone di contabilizzare le partecipazioni in società collegate o in joint venture con il metodo del patrimonio netto.
Con il Regolamento (UE) 2016/1703 della Commissione Europea del 22 settembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L. 257 del 23 settembre, si modifica il regolamento (CE) n.1126/2008 che adotta taluni principi contabili internazionali conformemente al regolamento (CE) n.1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli International Financial Reporting Standard (IFRS) 10 e 12 e il Principio contabili internazionale (IAS) 28. Le principali modifiche riguardano (i) l'IFRS 10 - Bilancio consolidato in riferimento ai casi di esenzione alla presentazione del bilancio consolidato, ai requisiti per la determinazione di un'entità d'investimento e alle casistiche di esenzioni al consolidamento delle partecipazioni detenute dalle entità d'investimento; (ii) l'IFRS 12 - Informativa sulle partecipazioni in altre entità, con riguardo all'obbligo di informativa che deve essere data dalle entità d'investimento che redigono un bilancio in cui le sue controllate sono valutate ai sensi dell'IFRS 10: (iii) lo IAS 28 - Partecipazioni in società collegate e joint venture, con riferimento all'applicazione del metodo del Patrimonio Netto, e alle relative esenzioni.
Le disposizioni contenute nei suddetti documenti sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio a partire dal 1 gennaio 2016.
Le suddette modifiche non hanno avuto impatti sulla situazione economico patrimoniale e finanziaria del gruppo.
2) Principi di consolidamento
Il bilancio consolidato comprende il bilancio di Italgas S.p.A. e delle imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare, direttamente o indirettamente, il controllo, così come definito dall'IFRS 10 - "Bilancio Consolidato". In particolare, il controllo esiste quando l'entità controllante contemporaneamente:
- detiene il potere decisionale sull'entità partecipata;
- ha il diritto a partecipare o è esposta ai risultati (positivi e negativi) variabili dalla partecipata;
- ha la capacità di esercitare il potere sulla partecipata in modo da incidere sull'ammontare dei propri ritorni economici.
L'evidenza del controllo deve essere oggetto di verifica continuativa da parte della Società, finalizzata a individuare tutti i fatti o le circostanze che possano implicare una variazione in uno o più elementi da cui dipende l'esistenza di un rapporto di controllo su una partecipata.
Le imprese consolidate, le imprese controllate congiuntamente con altri soci, le imprese collegate nonché le altre partecipazioni rilevanti sono distintamente indicate nell'Allegato "Imprese e partecipazioni di Italgas S.p.A. al 31 dicembre 2016", che è parte integrante delle presenti note.
Tutti i bilanci delle Società incluse nell'area di consolidamento chiudono l'esercizio alla data del 31 dicembre e sono espressi con valuta funzionale in euro.
Imprese incluse nell'area di consolidamento
I valori delle imprese controllate sono inclusi nel bilancio consolidato dalla data in cui la Società ne assume il controllo (diretto o indiretto) e fino alla data in cui tale controllo cessa di esistere.
Le attività e le passività, gli oneri e i proventi delle imprese consolidate sono assunti integralmente linea per linea nel bilancio consolidato (metodo dell'integrazione globale); il valore contabile delle partecipazioni in ciascuna delle entità controllate è eliminato a fronte della corrispondente frazione di patrimonio netto di ciascuna delle entità partecipate, comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value del valore delle attività e delle passività effettuati alla data di acquisizione del controllo.
Le quote del patrimonio netto e dell'utile o perdita di competenza delle interessenze di terzi sono iscritte separatamente in apposite voci del Patrimonio netto, del Conto economico e del Prospetto dell'utile complessivo.
Le variazioni delle quote partecipative detenute (direttamente o indirettamente) dalla Società in entità controllate, le quali non determinano la modifica della qualificazione della partecipazione quale entità controllata, sono rilevate come transazioni di patrimonio netto. Il valore contabile del patrimonio netto di spettanza dei soci della controllante e delle interessenze di pertinenza dei terzi è rettificato al fine di riflettere la variazione della quota partecipativa. La differenza tra il valore contabile delle interessenze di terzi e il fair value del corrispettivo corrisposto o ricevuto è rilevato direttamente nel patrimonio netto di competenza dei soci della controllante.
Differentemente, la cessione di quote che comportano la perdita del controllo determina la rilevazione a conto economico: (i) dell'eventuale plusvalenza/minusvalenza calcolata come differenza tra il corrispettivo ricevuto e la corrispondente frazione di patrimonio netto ceduta; (ii) dell'effetto della rivalutazione dell'eventuale partecipazione residua mantenuta per allinearla al relativo fair value; (iii) degli eventuali valori rilevati nelle altre componenti dell'utile complessivo relativi alla ex entità controllata per i quali sia previsto il reversal a conto economico. Il fair value alla data di perdita del controllo dell'eventuale partecipazione mantenuta, rappresenta il nuovo valore di iscrizione della partecipazione e, pertanto, il valore di riferimento per la successiva valutazione della partecipazione secondo i criteri di valutazione applicabili.
Partecipazioni in entità collegate e partecipazioni in joint ventures
Un'entità collegata è una partecipata in cui la partecipante detiene un'influenza notevole, ovvero il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata, senza averne tuttavia il controllo od il controllo congiunto40. Si presume che la partecipante abbia un'influenza notevole (a meno che non possa essere dimostrato il contrario) se essa possiede, direttamente o indirettamente tramite società controllate, almeno il 20% dei diritti di voto esercitabili.
Una joint venture è un joint arrangement nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività nette dell'accordo e, quindi, hanno un'interessenza sul veicolo societario controllato congiuntamente.
Le partecipazioni in entità collegate e joint ventures sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto, come descritto al punto "Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto".
Aggregazioni aziendali
Le operazioni di aggregazione aziendale (cosiddette "Business combination") sono rilevate applicando l'acquisition method, secondo quanto previsto dall'IFRS 3 - "Aggregazioni Aziendali". Sulla base di tale principio, il corrispettivo trasferito in una business combination è determinato alla data di assunzione del controllo ed è pari al fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o assunte, nonché degli eventuali strumenti di capitale emessi dall'acquirente. I costi direttamente attribuibili all'operazione sono rilevati a conto economico al momento del relativo sostenimento.
Alla data di acquisizione del controllo, il patrimonio netto delle imprese partecipate è determinato attribuendo ai singoli elementi dell'attivo e del passivo patrimoniale il loro fair value. L'eventuale differenza residua rispetto al costo di acquisto o di conferimento, se positiva, è iscritta alla voce dell'attivo "Avviamento" (di seguito anche goodwill); se negativa, è rilevata a conto economico.
Nel caso di assunzione non totalitaria del controllo, la quota di patrimonio netto delle interessenze di terzi è determinata sulla base della quota di spettanza dei valori correnti attribuiti alle attività e passività alla data di assunzione del controllo, escluso l'eventuale goodwill ad essi attribuibile (cosiddetto "Partial goodwill method"). In alternativa, è rilevato l'intero ammontare del goodwill generato dall'acquisizione considerando, pertanto, anche la quota attribuibile alle interessenze di terzi (cosiddetto "Full goodwill method"); in quest'ultimo caso, le interessenze di terzi sono espresse al loro complessivo fair value includendo anche il goodwill di loro competenza. La scelta delle modalità di determinazione del goodwill (partial goodwill method o full goodwill method) è operata in maniera selettiva per ciascuna operazione di business combination.
40 Il controllo congiunto è la condivisione, su base contrattuale, del controllo di un accordo, che esiste unicamente quando per le decisioni relative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Nel caso di assunzione del controllo in fasi successive, il costo di acquisto è determinato sommando il fair value della partecipazione precedentemente detenuta nell'acquisita e l'ammontare corrisposto per l'ulteriore quota partecipativa. La differenza tra il fair value della partecipazione precedentemente detenuta rideterminato al momento dell'acquisizione del controllo e il relativo valore di iscrizione è imputata a conto economico. In sede di assunzione del controllo eventuali componenti precedentemente rilevati nelle altre componenti dell'utile complessivo sono imputati a conto economico ovvero in un'altra posta del patrimonio netto, nel caso in cui non sia previsto il reversal a conto economico.
Quando la determinazione dei valori delle attività e delle passività dell'acquisita è operata in via provvisoria nell'esercizio in cui la business combination è conclusa, i valori rilevati sono rettificati, con effetto retroattivo, non oltre i dodici mesi successivi alla data di acquisizione, per tener conto delle nuove informazioni su fatti e circostanze esistenti alla data di acquisizione.
Aggregazioni aziendali che coinvolgono entità sotto comune controllo
Le operazioni di aggregazione che coinvolgono imprese che sono, in definitiva, controllate da una medesima società o dalle medesime società sia prima, sia dopo l'operazione di aggregazione, e tale controllo non è transitorio, sono qualificate come "Business Combinations of entities under common control". Tali operazioni sono escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS 3, e non sono disciplinate da altri IFRS. In assenza di un principio contabile di riferimento, la selezione del principio contabile per le operazioni in esame, relativamente alle quali non sia comprovabile una significativa influenza sui flussi di cassa futuri, è guidata dal principio di prudenza che porta ad applicare il criterio della continuità di valori delle attività nette acquisite. Le attività sono rilevate ai valori di libro che risultavano dalla contabilità delle società oggetto di acquisizione prima dell'operazione o, se disponibili, ai valori risultanti dal bilancio consolidato della controllante comune. Con riferimento ai conferimenti di business under common control, l'entità conferitaria deve rilevare il business trasferito al suo valore contabile storico incrementando di pari importo il proprio patrimonio netto; l'entità conferente rileverà simmetricamente la partecipazione nell'entità conferitaria per un importo pari all'incremento del patrimonio netto di quest'ultima.
Tale trattamento contabile si basa negli Orientamenti Preliminari in tema di IFRS (OPI n.1 Revised) - "Trattamento contabile delle Business combinations of entities under common control nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato", emesso da Assirevi nel mese di ottobre 2016.
Transazioni infragruppo oggetto di elisione nel processo di consolidamento
Gli utili derivanti da operazioni tra le imprese consolidate e non ancora realizzati nei confronti di terzi sono eliminati, così come sono eliminati i crediti, i debiti, i proventi e gli oneri, le garanzie, gli impegni e i rischi tra imprese consolidate. Gli utili non realizzati con società valutate secondo il metodo del patrimonio netto sono eliminati per la quota di competenza del gruppo. In entrambi i casi, le perdite infragruppo non sono eliminate perché si considerano rappresentative di un effettivo minor valore del bene ceduto.
3) Criteri di valutazione
Di seguito sono illustrati i criteri di valutazione più significativi adottati per la redazione del bilancio consolidato.
Immobili, impianti e macchinari
Gli immobili, impianti e macchinari sono rilevati secondo il criterio del costo e sono iscritti al prezzo di acquisto, di conferimento o al costo di produzione comprensivo dei costi accessori di diretta imputazione necessari a rendere le attività pronte all'uso. Quando è necessario un rilevante periodo di tempo affinché il bene sia pronto all'uso, il prezzo di acquisto, di conferimento o il costo di produzione include gli oneri finanziari che teoricamente si sarebbero risparmiati, nel periodo necessario a rendere il bene pronto all'uso, qualora l'investimento non fosse stato effettuato.
Non è ammesso effettuare rivalutazioni delle attività materiali, neanche in applicazione di leggi specifiche.
I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa del valore degli immobili, impianti e macchinari sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefici economici futuri attesi. I costi di sostituzione di componenti identificabili di beni complessi sono imputati all'attivo patrimoniale e ammortizzati lungo la loro vita utile; il valore di iscrizione residuo della componente oggetto di sostituzione è imputato a conto economico. Le spese di manutenzione e riparazione ordinarie sono imputate a conto economico nell'esercizio in cui sono sostenute.
Ammortamento di immobili, impianti e macchinari
Gli immobili, impianti e macchinari, dal momento in cui il cespite risulta disponibile e pronto per l'uso, sono ammortizzati sistematicamente a quote costanti lungo la loro vita utile, intesa come il periodo di tempo nel quale ci si attende che un'attività sia utilizzabile per l'entità.
Il valore oggetto di ammortamento è rappresentato dal valore di iscrizione, ridotto del presumibile valore netto di realizzo al termine della sua vita utile, se significativo e ragionevolmente determinabile.
Di seguito sono riportate le aliquote di ammortamento annue utilizzate per l'esercizio in esame, presentate per categorie omogenee con evidenza del relativo intervallo di applicazione:
| Aliquota economico tecnica (%) annua | |
|---|---|
| Terreni e fabbricati | |
| - Fabbricati industriali | 2% |
| - Fabbricati civili | 3% |
| Impianti e macchinari | |
| - Altri impianti e macchinari | 4% |
| Attrezzature industriali e commerciali | |
| - Mobili e macchine d'ufficio | 12% - 33,3% |
| - Veicoli da trasporto | 20% - 25% |
Quando un elemento ricompreso nella categoria immobili, impianti e macchinari è costituito da più componenti significative aventi vite utili differenti, l'ammortamento è effettuato per ciascuna componente (component approach).
Non sono oggetto di ammortamento i terreni, anche se acquistati congiuntamente ad un fabbricato, nonché le attività materiali destinate alla vendita (si veda il punto "Attività non correnti destinate alla vendita e discontinued operations").
Le aliquote di ammortamento sono riviste su base annua e sono modificate se l'attuale vita utile stimata differisce da quella stimata in precedenza. Eventuali modifiche al piano di ammortamento, derivanti da revisione della vita utile dell'attività, del valore residuo ovvero delle modalità di ottenimento dei benefici economici dell'attività, sono rilevate prospetticamente.
I beni gratuitamente devolvibili sono ammortizzati nel periodo di durata della concessione o della vita utile del bene, se minore.
Beni in locazione finanziaria
I beni assunti in leasing finanziario, ovvero relativi ad accordi che, pur non assumendo la forma esplicita di un leasing finanziario, prevedono il trasferimento sostanziale dei benefici e rischi della proprietà, sono iscritti alla voce immobili, impianti e macchinari, al fair value, al netto dei contributi di spettanza del conduttore, o se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing, inclusa l'eventuale somma da pagare per l'esercizio dell'opzione di acquisto, in contropartita al debito finanziario verso il locatore. I beni sono ammortizzati applicando il criterio e le aliquote adottate per gli immobili, impianti e macchinari di proprietà. Quando non vi è la ragionevole certezza di esercitare il diritto di riscatto, l'ammortamento è effettuato nel periodo più breve tra la durata della locazione e la vita utile del bene.
Le locazioni nelle quali il locatore mantiene sostanzialmente tutti i rischi e i benefici legati alla proprietà dei beni sono classificate come leasing operativi. In tal caso, il locatario sostiene esclusivamente costi di periodo nella misura dei canoni di locazione previsti da contratto e non iscrive attività immobilizzate.
Attività immateriali
Le attività immateriali riguardano le attività prive di consistenza fisica, identificabili, controllate dall'impresa e in grado di produrre benefici economici futuri, nonché l'avviamento, quando acquisito a titolo oneroso. L'identificabilità è definita con riferimento alla possibilità di distinguere l'attività immateriale acquisita dall'avviamento; questo requisito è soddisfatto, di norma, quando: (i) l'attività immateriale è riconducibile ad un diritto legale o contrattuale, oppure (ii) l'attività è separabile, ossia può essere ceduta, trasferita, data in affitto o scambiata autonomamente oppure come parte integrante di altre attività. Il controllo dell'impresa consiste nel potere di usufruire dei benefici economici futuri derivanti dall'attività e nella possibilità di limitarne l'accesso ad altri. Le attività immateriali sono iscritte al costo determinato secondo i criteri indicati per gli immobili, impianti e macchinari. Non è ammesso effettuare rivalutazioni, neanche in applicazione di leggi specifiche.
I costi relativi all'attività di sviluppo tecnologico sono imputati all'attivo patrimoniale quando: (i) il costo attribuibile all'attività immateriale è attendibilmente determinabile; (ii) vi è l'intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e la capacità tecnica a rendere l'attività disponibile all'uso o alla vendita; (iii) è dimostrabile che l'attività è in grado di produrre benefici economici futuri.
In alternativa, i costi volti all'acquisizione di nuove conoscenze o scoperte, allo studio di prodotti o processi alternativi, di nuove tecniche o modelli, alla progettazione e costruzione di prototipi o, comunque, sostenuti per altre attività di ricerca scientifica o di sviluppo tecnologico che non soddisfano le condizioni per la loro rilevazione all'attivo patrimoniale sono considerati costi correnti e imputati a conto economico nell'esercizio di sostenimento.
Le attività immateriali sono eliminate contabilmente al momento della loro dismissione o quando nessun beneficio economico futuro è atteso dal loro utilizzo; il relativo utile o perdita è rilevato a conto economico nell'esercizio.
Accordi per servizi in concessione
Le attività immateriali includono le attività relative agli accordi per servizi in concessione tra settore pubblico e privato ("Service concession arrangements") relativi allo sviluppo, finanziamento, gestione e manutenzione di infrastrutture in regime di concessione in cui il concedente: (i) controlla o regolamenta i servizi forniti dall'operatore tramite l'infrastruttura e il relativo prezzo da applicare; (ii) controlla, attraverso la proprietà, la titolarità di benefici o in altro modo, qualsiasi interessenza residua significativa nell'infrastruttura al termine della concessione. Le disposizioni relative agli accordi per servizi in concessione risultano applicabili per Italgas nell'ambito del servizio pubblico di distribuzione di gas naturale, ovvero agli accordi nell'ambito dei quali l'operatore si impegna a fornire il servizio pubblico di distribuzione del gas naturale alla tariffa stabilita dell'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), detenendo il diritto di utilizzo dell'infrastruttura, controllata dal concedente, al fine di erogare il servizio pubblico.
Ammortamento di attività immateriali
Le attività immateriali aventi vita utile definita sono ammortizzate sistematicamente lungo la loro vita utile, intesa come il periodo di tempo nel quale ci si attende che un'attività sia utilizzabile per l'entità. Il valore oggetto di ammortamento è rappresentato dal valore di iscrizione, ridotto del presumibile valore netto di realizzo al termine della sua vita utile, se significativo e ragionevolmente determinabile.
Di seguito sono riportate le aliquote di ammortamento annue utilizzate per l'esercizio in esame, presentate per categorie omogenee con evidenza del relativo intervallo di applicazione:
| Aliquota economico tecnica (%) annua | |
|---|---|
| Diritti di brevetto e di utilizzazione delle opere dell'ingegno | 20% - 33,3% |
| Oneri per l'affidamento in concessione | In funzione della durata del contratto |
| Terreni e fabbricati (in concessione) | |
| - Fabbricati industriali | 2,5% - 5% |
| - Costruzioni leggere | 9% - 10% |
| Impianti e macchinari (in concessione) | |
| - Rete di distribuzione gas | 2% - 5% |
| - Impianti principali e secondari | 5% - 6% |
| - Impianti di derivazione gas | 2,5% - 5,4% |
| Attrezzature industriali e commerciali (in concessione) | |
| - Apparecchi di misura e controllo | 6,7% - 20% |
L'avviamento e le altre attività immateriali aventi vita utile indefinita non sono oggetto di ammortamento.
Contributi
I contributi in conto capitale concessi da enti pubblici sono rilevati quando esiste la ragionevole certezza che saranno realizzate le condizioni previste dagli organi governativi concedenti per il loro ottenimento e sono rilevati a riduzione del prezzo di acquisto, di conferimento o del costo di produzione delle attività cui si riferiscono. In analogia, i contributi in conto capitale ricevuti da soggetti privati sono contabilizzati in conformità alle medesime previsioni normative.
I contributi in conto esercizio sono rilevati a conto economico per competenza, coerentemente con il sostenimento dei costi cui sono correlati.
Riduzione di valore delle attività immobilizzate non finanziarie
Riduzione di valore di immobili, impianti e macchinari e attività immateriali a vita utile definita
Quando si verificano eventi che fanno presumere una riduzione del valore degli immobili, impianti e macchinari o delle attività immateriali a vita utile definita, la loro recuperabilità è verificata confrontando il valore di iscrizione con il relativo valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto degli oneri di dismissione (si veda il punto "Valutazioni al fair value"), e il valore d'uso.
Il valore d'uso è determinato attualizzando i flussi di cassa attesi derivanti dall'uso del bene e, se significativi e ragionevolmente determinabili, dalla sua cessione al termine della sua vita utile, al netto degli oneri di dismissione. I flussi di cassa attesi sono determinati sulla base di assunzioni ragionevoli e documentabili rappresentative della migliore stima delle future condizioni economiche che si verificheranno nella residua vita utile del bene, dando maggiore rilevanza alle indicazioni provenienti dall'esterno. L'attualizzazione è effettuata a un tasso che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività non riflesse nella stima dei flussi di cassa. La valutazione è effettuata per singola attività o per il più piccolo insieme identificabile di attività che, tramite il proprio utilizzo continuativo genera flussi di cassa in entrata largamente indipendenti da quelli di altre attività o gruppi di attività (Cash generating unit - CGU).
Per quanto riguarda il valore degli immobili, impianti e macchinari che rientrano nell'ambito delle attività regolate è determinato considerando: (i) l'ammontare quantificato dall'Autorità sulla base delle regole che definiscono le tariffe per la prestazione dei servizi cui sono destinati; (ii) l'eventuale valore che il gruppo si aspetta di recuperare dalla cessione o al termine della concessione che regolamenta il servizio alla cui prestazione sono destinati. Analogamente a quanto accade per la quantificazione delle tariffe, anche la quantificazione del valore recuperabile degli immobili, impianti e macchinari rientranti nell'ambito delle attività regolate avviene sulla base delle previsioni normative vigenti.
Quando vengono meno i motivi delle svalutazioni effettuate, le attività sono rivalutate e la rettifica è imputata a conto economico come rivalutazione (ripristino di valore). Il ripristino di valore è effettuato al minore tra il valore recuperabile e il valore di iscrizione al lordo delle svalutazioni precedentemente effettuate ridotto delle quote di ammortamento che sarebbero state rilevate qualora non si fosse proceduto alla svalutazione.
Riduzione di valore dell'avviamento, delle attività immateriali a vita utile indefinita e delle attività immateriali non ancora disponibili all'uso
La recuperabilità del valore di iscrizione dell'avviamento, delle attività immateriali a vita utile indefinita e delle attività immateriali non ancora disponibili all'uso è verificata con cadenza almeno annuale e comunque quando si verificano eventi che fanno presupporre una riduzione del valore. Con riferimento al goodwill, la verifica è effettuata a livello del più piccolo aggregato sulla base del quale la Direzione aziendale valuta, direttamente o indirettamente, il ritorno dell'investimento, incluso lo stesso goodwill. Quando il valore di iscrizione della CGU comprensivo del goodwill ad essa attribuito è superiore al valore recuperabile, la differenza costituisce oggetto di svalutazione che viene attribuita in via prioritaria al goodwill fino a concorrenza del suo ammontare; l'eventuale eccedenza della svalutazione rispetto a goodwill è imputata pro - quota al valore di libro degli assets che costituiscono la CGU. Le svalutazioni del goodwill non sono oggetto di ripristino di valore.
Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto
Le partecipazioni in joint ventures e in imprese collegate sono valutate con il metodo del patrimonio netto. In applicazione del metodo del patrimonio netto, le partecipazioni sono inizialmente iscritte al costo e successivamente adeguate per tener conto: (i) della quota di pertinenza della partecipante ai risultati economici della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione; (ii) della quota di pertinenza delle altre componenti dell'utile complessivo della partecipata. I dividendi distribuiti dalla partecipata sono rilevati a riduzione del valore di iscrizione della partecipazione. Ai fini dell'applicazione del metodo del patrimonio netto, si considerano le rettifiche previste per il processo di consolidamento (si veda anche il punto "Principi di consolidamento").
Nel caso di assunzione di un collegamento (controllo congiunto) in fasi successive, il costo della partecipazione viene misurato come sommatoria dei fair value delle interessenze precedentemente possedute e del fair value dei corrispettivi trasferiti alla data in cui la partecipazione si qualifica come collegata (o a controllo congiunto). L'effetto della rivalutazione del valore di iscrizione delle quote di partecipazione detenute antecedentemente all'assunzione del collegamento (o del controllo congiunto) viene rilevato a conto economico, inclusi eventuali componenti rilevati nelle altre componenti dell'utile complessivo. La cessione di quote di partecipazione che comporta la perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole sulla partecipata determina la rilevazione a conto economico: (i) dell'eventuale plusvalenza/minusvalenza calcolata come differenza tra il corrispettivo ricevuto e la corrispondente frazione del valore di iscrizione ceduta; (ii) dell'effetto della rivalutazione dell'eventuale partecipazione residua mantenuta per allinearla al relativo fair value; (iii) degli eventuali valori rilevati nelle altre componenti dell'utile complessivo relativi alla partecipata per i quali sia previsto il rigiro a conto economico. Il valore dell'eventuale partecipazione mantenuta, allineato al relativo fair value alla data di perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole, rappresenta il nuovo valore di iscrizione e pertanto il valore di riferimento per la successiva valutazione secondo i criteri di valutazione applicabili.
In presenza di obiettive evidenze di perdita di valore, la recuperabilità del valore di iscrizione è verificata confrontando il valore contabile con il relativo valore recuperabile determinato adottando i criteri indicati al punto "Riduzione di valore delle attività immobilizzate non finanziarie".
Quando vengono meno i motivi delle svalutazioni effettuate, le partecipazioni sono rivalutate nei limiti delle svalutazioni effettuate con imputazione dell'effetto a conto economico alla voce "Proventi (oneri) su partecipazioni".
La quota di pertinenza della partecipante di eventuali perdite della partecipata, eccedente il valore di iscrizione della partecipazione, è rilevata in un apposito fondo nella misura in cui la partecipante è impegnata ad adempiere a obbligazioni legali o implicite della partecipata, o comunque, a coprirne le sue perdite.
Rimanenze
Le rimanenze, incluse le scorte d'obbligo, sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione e il valore netto di realizzo, rappresentato dall'ammontare che l'entità prevede di ottenere dalla loro vendita nel normale svolgimento dell'attività.
Il costo delle rimanenze di gas naturale è determinato applicando il metodo del costo medio ponderato.
Strumenti finanziari
Gli strumenti finanziari detenuti da Italgas sono inclusi nelle seguenti voci di bilancio:
Disponibilità liquide ed equivalenti
Le disponibilità liquide ed equivalenti includono i valori di cassa, i depositi incassabili a vista nonché le altre attività finanziarie a breve termine con una scadenza non superiore ai tre mesi dall'acquisto, prontamente convertibili in cassa e soggette a un irrilevante rischio di variazione del loro valore. Le stesse sono iscritte al valore nominale, corrispondente al fair value.
Crediti commerciali e altri crediti e altre attività
I crediti commerciali e altri crediti e le altre attività sono valutati al momento della prima iscrizione al fair value comprensivo dei costi di transazione (a titolo esemplificativo, commissioni, consulenze, etc.). Il valore di iscrizione iniziale è successivamente rettificato per tener conto dei rimborsi in quota capitale, delle eventuali svalutazioni e dell'ammortamento della differenza tra il valore di rimborso e il valore di iscrizione iniziale.
L'ammortamento è effettuato sulla base del tasso di interesse interno effettivo che rappresenta il tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale (cosiddetto "Metodo del costo ammortizzato").
Qualora vi sia un'obiettiva evidenza di perdite di valore, la svalutazione è determinata confrontando il relativo valore di iscrizione con il valore attuale dei flussi di cassa attesi attualizzati al tasso di interesse effettivo definito al momento della rilevazione iniziale, ovvero al momento del suo aggiornamento per riflettere i repricing contrattualmente definiti. L'obiettiva evidenza di perdita di valore è verificata considerando, tra l'altro, rilevanti inadempimenti contrattuali, significative difficoltà finanziarie e rischio di insolvenza della controparte.
I crediti sono esposti al netto degli accantonamenti al fondo svalutazione; il fondo svalutazione costituito in precedenza può essere utilizzato a fronte di una riduzione accertata di valore dell'attività o per esuberanza. Se vengono meno le motivazioni delle precedenti svalutazioni, il valore delle attività viene ripristinato fino a concorrenza del valore che sarebbe derivato dall'applicazione del costo ammortizzato qualora non fosse stata effettuata la svalutazione.
Gli effetti economici della valutazione al costo ammortizzato sono rilevati alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".
Le attività finanziarie cedute sono eliminate dall'attivo patrimoniale quando i diritti contrattuali connessi all'ottenimento dei flussi di cassa associati allo strumento finanziario sono realizzati, scaduti ovvero trasferiti a terzi.
Passività finanziarie
Le passività finanziarie, inclusive dei debiti finanziari, dei debiti commerciali, degli altri debiti e delle altre passività sono iscritte inizialmente al fair value ridotto di eventuali costi connessi alla transazione; successivamente sono rilevate al costo ammortizzato utilizzando ai fini dell'attualizzazione il tasso di interesse effettivo, così come illustrato al punto precedente "Crediti commerciali e altri crediti e altre attività".
Le passività finanziarie sono eliminate quando sono estinte, ovvero quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta, cancellata o scaduta.
Attività non correnti destinate alla vendita e discontinued operations
Le attività non correnti e le attività correnti e non correnti dei gruppi in dismissione sono classificate come destinate alla vendita se il relativo valore di iscrizione sarà recuperato principalmente attraverso la vendita piuttosto che attraverso l'uso continuativo. Questa condizione si considera rispettata quando la vendita è altamente probabile e l'attività o il gruppo in dismissione è disponibile per una vendita immediata nelle sue attuali condizioni.
Le attività non correnti destinate alla vendita, le attività correnti e non correnti afferenti a gruppi in dismissione e le passività direttamente associabili sono rilevate nella situazione patrimoniale - finanziaria separatamente dalle altre attività e passività dell'impresa.
Le attività non correnti destinate alla vendita e le attività non correnti dei gruppi in dismissione non sono oggetto di ammortamento e sono valutate al minore tra il valore di iscrizione e il relativo fair value, ridotto degli oneri di vendita.
Il fair value è il corrispettivo che può essere ricevuto per la cessione di un'attività o che può essere pagato per il trasferimento di una passività in una regolare transazione tra operatori di mercato alla data di valutazione (i.e. exit price).
Il fair value di un'attività o passività è determinato adottando le valutazioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o della passività. La valutazione del fair value suppone, inoltre, che l'attività o la passività sia scambiata nel mercato principale o, in assenza dello stesso, nel più vantaggioso a cui l'impresa ha accesso.
La determinazione del fair value di un'attività non finanziaria è effettuata considerando la capacità degli operatori di mercato di generare benefici economici impiegando tale attività nel suo massimo e migliore utilizzo (cosiddetto "Highest and best use"), o vendendola ad un altro partecipante al mercato in grado di utilizzarla massimizzandone il valore. La determinazione del massimo e migliore utilizzo dell'asset è effettuata dal punto di vista degli operatori di mercato anche nell'ipotesi in cui l'impresa intenda effettuarne un utilizzo differente; si presume che l'utilizzo corrente da parte della società di un'attività non finanziaria sia il massimo e migliore utilizzo della stessa, a meno che il mercato o altri fattori non suggeriscano che un differente utilizzo da parte degli operatori di mercato sia in grado di massimizzarne il valore.
La valutazione del fair value di una passività, sia finanziaria sia non finanziaria, o di uno strumento di capitale, tiene conto del prezzo quotato per il trasferimento di una passività o uno strumento di capitale identici o similari; se tale prezzo quotato non è disponibile, si considera la valutazione della corrispondente attività posseduta da un operatore di mercato alla data della valutazione. La determinazione del fair value di una passività tiene conto del rischio che l'impresa non sia in grado di adempiere alle proprie obbligazioni (cosiddetto "Debit Valutation Adjustment" (DVA)).
Nella determinazione del fair value, è definita una gerarchia di criteri basata sull'origine, la tipologia e la qualità delle informazioni utilizzate nel calcolo. Tale classificazione ha l'obiettivo di stabilire una gerarchia in termini di affidabilità del fair value, dando la precedenza all'utilizzo di parametri osservabili sul mercato che riflettono le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività/passività. La gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:
- livello 1: input rappresentati da prezzi quotati (non modificati) in mercati attivi per attività o passività identiche alle quali si può accedere alla data di valutazione;
- livello 2: input, diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, che sono osservabili, direttamente o indirettamente, per le attività o passività da valutare;
- livello 3: input non osservabili per l'attività o la passività.
In assenza di quotazioni di mercato disponibili, il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione, adeguate alle singole fattispecie, che massimizzino l'uso di input osservabili rilevanti, riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili.
La classificazione come destinate alla vendita di partecipazioni valutate secondo il metodo del patrimonio netto implica la sospensione dell'applicazione di tale criterio di valutazione; pertanto, in questa fattispecie il valore di iscrizione è pari al valore derivante dall'applicazione del metodo del patrimonio netto alla data della riclassifica.
L'eventuale differenza negativa tra il valore di iscrizione e il fair value ridotto degli oneri di vendita è imputata a conto economico come svalutazione; le eventuali successive riprese di valore sono rilevate sino a concorrenza delle svalutazioni rilevate in precedenza, ivi incluse quelle riconosciute anteriormente alla qualificazione dell'attività come destinata alla vendita.
Le attività non correnti e le attività correnti e non correnti (e le eventuali passività a queste associate) dei gruppi in dismissione, classificate come destinate alla vendita, costituiscono una discontinued operation se, alternativamente: (i) rappresentano un ramo autonomo di attività significativo o un'area geografica di attività significativa; (ii) fanno parte di un programma di dismissione di un significativo ramo autonomo di attività o un'area geografica di attività significativa; o (iii) si riferiscono ad una controllata acquisita esclusivamente al fine della sua vendita. I risultati delle discontinued operations, nonché l'eventuale plusvalenza/minusvalenza realizzata a seguito della dismissione, sono indicati distintamente nel conto economico in un'apposita voce, al netto dei relativi effetti fiscali, anche per gli esercizi posti a confronto.
In presenza di un programma di vendita di una controllata che comporta la perdita del controllo, tutte le attività e passività di tale partecipata sono classificate come destinate alla vendita, a prescindere dal fatto che, dopo la cessione, si mantenga o meno una quota di partecipazione.
Fondi per rischi e oneri
I fondi per rischi e oneri riguardano costi e oneri di natura determinata e di esistenza certa o probabile che alla data di chiusura dell'esercizio sono indeterminati nell'ammontare o nella data di sopravvenienza.
Gli accantonamenti ai fondi sono rilevati quando: (i) è probabile l'esistenza di un'obbligazione attuale, legale o implicita, derivante da un evento passato; (ii) è probabile che l'adempimento dell'obbligazione sia oneroso; (iii) l'ammontare dell'obbligazione può essere stimato attendibilmente. Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della migliore stima dell'ammontare che l'impresa razionalmente pagherebbe per estinguere l'obbligazione ovvero per trasferirla a terzi alla data di chiusura dell'esercizio; gli accantonamenti relativi a contratti onerosi sono iscritti al minore tra il costo necessario per l'adempimento dell'obbligazione, al netto dei benefici economici attesi derivanti dal contratto, e il costo per la risoluzione del contratto.
Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando, ad un tasso che riflette le valutazioni presenti sul mercato del valore attuale del denaro, i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del fondo connesso al trascorrere del tempo è imputato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".
Quando la passività è relativa ad elementi di immobili, impianti e macchinari (es. smantellamento e ripristino siti), il fondo è rilevato in contropartita all'attività a cui si riferisce e l'imputazione a conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento. I costi che l'impresa prevede di sostenere per attuare programmi di ristrutturazione sono iscritti nell'esercizio in cui viene definito formalmente il programma e si è generata nei soggetti interessati la valida aspettativa che la ristrutturazione avrà luogo.
I fondi sono periodicamente aggiornati per riflettere le variazioni delle stime dei costi, dei tempi di realizzazione e del tasso di attualizzazione; le revisioni di stima dei fondi sono imputate nella medesima voce di conto economico che ha precedentemente accolto l'accantonamento ovvero, quando la passività è relativa ad attività materiali (es. smantellamento e ripristini), in contropartita all'attività a cui si riferiscono nei limiti dei valori di iscrizione; l'eventuale eccedenza è rilevata a conto economico.
Nelle note di commento sono illustrate le passività potenziali rappresentate da: (i) obbligazioni possibili (ma non probabili), derivanti da eventi passati, la cui esistenza sarà confermata solo al verificarsi o meno di uno o più eventi futuri incerti non totalmente sotto il controllo dell'impresa; (ii) obbligazioni attuali derivanti da eventi passati il cui ammontare non può essere stimato attendibilmente o il cui adempimento è probabile che non sia oneroso.
Fondi per benefici ai dipendenti
Benefici successivi al rapporto di lavoro
I benefici successivi al rapporto di lavoro sono definiti sulla base di programmi, ancorché non formalizzati, che in funzione delle loro caratteristiche sono distinti in piani "a benefici definiti" e piani "a contributi definiti".
• Piani a benefici definiti
La passività relativa ai piani a benefici definiti, è determinata stimando il valore attuale dei benefici futuri che i dipendenti hanno maturato nell'esercizio corrente e nei precedenti e deducendo il fair value delle eventuali attività a servizio del piano. Il valore attuale delle obbligazioni è determinato sulla base di ipotesi attuariali ed è rilevato per competenza, coerentemente al periodo lavorativo necessario all'ottenimento dei benefici.
Gli utili e le perdite attuariali relativi a programmi a benefici definiti, derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali utilizzate o da rettifiche basate sull'esperienza passata, sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo nell'esercizio in cui si verificano e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico. Quando si verifica una modifica, una riduzione o un'estinzione di un piano, i relativi effetti sono rilevati a conto economico.
Gli oneri finanziari netti rappresentano la variazione che la passività netta subisce nel corso dell'esercizio per effetto del trascorrere del tempo. L'interesse netto (net interest) è determinato applicando alle passività, al netto delle eventuali attività al servizio del piano, il tasso di sconto utilizzato per l'attualizzazione utilizzato per le passività. Gli oneri finanziari netti di piani a benefici definiti sono rilevati alla voce "Proventi (Oneri) finanziari".
• Piani a contributi definiti
Nei piani a contributi definiti, l'obbligazione dell'impresa, limitata al versamento dei contributi allo Stato ovvero a un patrimonio o a un'entità giuridicamente distinta (cosiddetta "Fondo"), è determinata sulla base dei contributi dovuti.
I costi relativi ai piani a contribuzione definita sono rilevati a conto economico al momento del loro sostenimento.
Altri piani a lungo termine
Le obbligazioni relative ad altri benefici a lungo termine sono determinate adottando ipotesi attuariali; gli effetti derivanti dalle modifiche delle ipotesi attuariali ovvero da rettifiche basate sull'esperienza passata sono rilevati interamente a conto economico.
Distribuzione di dividendi
La distribuzione di dividendi agli Azionisti della Società determina l'iscrizione di un debito nel bilancio del periodo nel quale la distribuzione è stata approvata dagli Azionisti della società ovvero, nel caso di distribuzione di acconti sui dividendi, dal Consiglio di Amministrazione.
Ricavi
I ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizi sono rilevati quando si verifica l'effettivo trasferimento dei rischi e dei vantaggi rilevanti tipici della proprietà o al compimento della prestazione ed è probabile che i benefici economici derivanti dall'operazione siano fruiti dal venditore o dal prestatore del servizio.
I ricavi sono rilevati per l'ammontare pari al fair value del corrispettivo ricevuto o da ricevere.
Relativamente alle attività svolte dal Gruppo Italgas il momento di riconoscimento dei ricavi coincide con la prestazione del servizio. Si precisa che la parte più rilevante dei ricavi della gestione caratteristica è relativa ad attività regolate, i cui proventi risultano disciplinati dal quadro normativo definito dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico. Pertanto, le condizioni economiche dei servizi prestati sono definite tramite schemi regolatori e non su base negoziale. In riferimento alla distribuzione del gas naturale il differenziale tra i ricavi riconosciuti dal regolatore (cosiddetto "Revenue cap") e i ricavi effettivamente maturati viene iscritto, se positivo, nella voce di Situazione patrimoniale - finanziaria "Crediti commerciali e altri crediti" e nella voce "Debiti commerciali e altri debiti", se negativo, in quanto lo stesso sarà oggetto di regolamento monetario con la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA)41 .
Gli stanziamenti di ricavi relativi a servizi parzialmente resi sono rilevati per il corrispettivo maturato, sempreché sia possibile determinarne attendibilmente lo stadio di completamento e non sussistano significative incertezze sull'ammontare e sull'esistenza del ricavo e dei relativi costi; diversamente sono rilevati nei limiti dei costi sostenuti recuperabili.
Gli elementi di immobili, impianti e macchinari, differenti da quelli utilizzati nell'ambito dei servizi in concessione, trasferiti dai clienti (o realizzati con le disponibilità trasferite dai clienti) e funzionali al loro collegamento ad una rete per la somministrazione di una fornitura sono rilevati al relativo fair value in contropartita ai ricavi di conto economico. Quando l'accordo prevede la prestazione di una pluralità di servizi (es. allacciamento e fornitura di beni) è verificato a fronte di quale servizio fornito è stata trasferita l'attività dal cliente e, coerentemente, la rilevazione del ricavo è operata all'atto dell'allacciamento ovvero lungo la minore tra la durata della fornitura e la vita utile dell'asset.
I ricavi sono iscritti al netto di resi, sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse.
I ricavi sono esposti al netto delle voci relative a componenti tariffarie addizionali rispetto alla tariffa, destinate alla copertura degli oneri di carattere generale del sistema gas. Gli importi riscossi da Italgas, sono versati, per pari ammontare, alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali. Tale esposizione viene dettagliata nella componente lorda e netta all'interno delle Note al bilancio consolidato (si veda la nota "Ricavi").
Le permute tra beni o servizi di natura e valore simile, in quanto non rappresentative di operazioni di vendita, non determinano la rilevazione di ricavi e costi.
Dividendi percepiti
I dividendi sono rilevati alla data di assunzione della delibera da parte dell'Assemblea, salvo quando non sia ragionevolmente certa la cessione delle azioni prima dello stacco della cedola.
Costi
I costi sono riconosciuti nell'esercizio quando relativi a beni e servizi venduti o consumati nell'esercizio medesimo ovvero quando non si possa identificare l'utilità futura degli stessi.
I canoni relativi a leasing operativi sono imputati a conto economico lungo la durata del contratto.
I costi sostenuti in occasione di aumenti del capitale sociale sono iscritti a riduzione del patrimonio netto, al netto del relativo effetto fiscale.
Imposte sul reddito
Le imposte sul reddito correnti sono calcolate sulla base della stima del reddito imponibile. I debiti e i crediti tributari per imposte sul reddito correnti sono rilevati al valore che si prevede di pagare/recuperare alle/dalle Autorità fiscali applicando le aliquote e le normative fiscali vigenti o sostanzialmente approvate alla data di chiusura dell'esercizio.
Per quanto riguarda l'imposta sul reddito delle società (IRES), Italgas ha esercitato l'opzione per il regime del Consolidato fiscale nazionale, a cui tutte le imprese consolidate hanno formalmente aderito. Il debito previsto è rilevato nella voce "Passività per imposte sul reddito correnti".
Il regolamento di partecipazione al regime di tassazione del Consolidato fiscale nazionale per le società di Italgas prevede che:
- le società controllate con imponibile positivo corrispondano a Italgas l'imposta dovuta. Il reddito imponibile della società controllata, con riferimento al quale è determinata tale imposta, è rettificato per tener conto del recupero di componenti negativi che sarebbero risultati indeducibili in assenza del Consolidato (es. interessi passivi), del cosiddetto "Effetto ACE" e dell'eventuale reddito imponibile negativo riferibile alle partecipazioni della società controllata stessa in società consolidate;
- le società controllate con imponibile negativo, se e nella misura in cui hanno prospettive di redditività che avrebbero consentito, in assenza del Consolidato fiscale nazionale, di rilevare imposte differite attive connesse all'imponibile negativo stesso sul bilancio di esercizio, ricevano dai propri Soci - nel caso in cui
41La Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità per il 2016) ha disposto, all'art. 1, comma 670, la trasformazione della Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico - CCSE in ente pubblico economico, con la denominazione di Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali - CSEA, a partire dal 1 gennaio 2016. La trasformazione della CCSE in ente pubblico economico e il cambio di denominazione non altera in alcun modo, nè determina discontinuità nei rapporti funzionali di CSEA (ex-CCSE) con i soggetti regolati e con i fornitori.
questi rientrino fra le società con imponibile positivo, o fra quelle con imponibile negativo ma con prospettive di redditività, o da Italgas negli altri casi - una compensazione corrispondente al minore fra il risparmio d'imposta realizzato dal gruppo e le predette imposte differite attive.
L'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) è rilevata alla voce "Passività per imposte sul reddito correnti"/"Attività per imposte sul reddito correnti".
Le imposte sul reddito differite e anticipate sono calcolate sulle differenze temporanee tra i valori delle attività e passività iscritte a bilancio e i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali sulla base delle aliquote e della normativa approvate o sostanzialmente tali per gli esercizi futuri. L'iscrizione di attività per imposte anticipate è effettuata quando il loro recupero è considerato probabile; in particolare la recuperabilità delle imposte anticipate è considerata probabile quando si prevede la disponibilità di un reddito imponibile, nell'esercizio in cui si annullerà la differenza temporanea, tale da consentire di attivare la deduzione fiscale. Analogamente, nei limiti della loro recuperabilità sono rilevati i crediti di imposta non utilizzati e le imposte anticipate sulle perdite fiscali.
Le attività per imposte anticipate e le passività per imposte differite sono classificate tra le attività e le passività non correnti e sono compensate a livello di singola impresa se riferite a imposte compensabili. Il saldo della compensazione, se attivo, è iscritto alla voce "Attività per imposte anticipate"; se passivo, alla voce "Passività per imposte differite". Quando i risultati delle operazioni sono rilevati direttamente a patrimonio netto, le imposte correnti, anticipate e differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.
Le attività per imposte sul reddito caratterizzate da elementi di incertezza sono rilevate quando il loro ottenimento è ritenuto probabile.
4) Schemi di bilancio
Gli schemi di bilancio adottati nella redazione del bilancio sono coerenti con le disposizioni riportate dallo IAS 1 - "Presentazione del Bilancio" (nel seguito IAS 1). In particolare:
- le voci dello schema della Situazione patrimoniale finanziaria sono classificate distinguendo attività e passività secondo il criterio "corrente / non corrente42";
- il Prospetto di conto economico è stato predisposto classificando i costi per natura, in quanto tale forma di presentazione è ritenuta più idonea per rappresentare la realtà operativa del gruppo, ed è in linea con la prassi consolidata delle aziende operanti nei mercati internazionali;
- il Prospetto dell'utile complessivo indica il risultato economico integrato dei proventi e oneri che per espressa previsione degli IFRS sono rilevati direttamente a patrimonio netto;
- il Prospetto delle variazioni nelle voci di patrimonio netto presenta i proventi (oneri) complessivi dell'esercizio, le operazioni con gli Azionisti e le altre variazioni del patrimonio netto;
- lo schema di Rendiconto finanziario è definito secondo il metodo "indiretto", rettificando l'utile di esercizio delle componenti di natura non monetaria.
Si ritiene che tali schemi rappresentino adeguatamente la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo.
Si precisa inoltre che, ai sensi della Delibera CONSOB n. 15519 del 28 luglio 2006, all'interno del conto economico sono distintamente identificati, qualora presenti, i proventi e oneri derivanti da operazioni non ricorrenti.
In relazione alla medesima Delibera CONSOB, nei prospetti di bilancio sono evidenziati separatamente i saldi delle posizioni creditorie/debitorie e delle transazioni con parti correlate, ulteriormente descritti nella nota "Rapporti con parti correlate".
Il Gruppo Italgas si è configurato come tale a valle dell'operazione di separazione da Snam avvenuta in data 7 novembre 2016. Non sono pertanto disponibili informazioni comparative riferite all'esercizio precedente. L'esercizio 2016 rappresenta il primo anno di pubblicazione del presente bilancio.
42 Le attività e le passività sono classificate come correnti se: (i) la loro realizzazione/estinzione è prevista nel normale ciclo operativo aziendale o nei dodici mesi successivi alla chiusura dell'esercizio; (ii) sono costituite da disponibilità liquide o disponibilità liquide equivalenti che non presentano vincoli tali da limitarne l'utilizzo nei dodici mesi successivi alla data di chiusura dell'esercizio; o (iii) sono detenute principalmente con finalità di trading.
5) Utilizzo di stime contabili
L'applicazione dei principi contabili generalmente accettati per la redazione del bilancio comporta che la Direzione aziendale effettui stime contabili basate su giudizi complessi e/o soggettivi, stime basate su esperienze passate e ipotesi considerate ragionevoli e realistiche sulla base delle informazioni conosciute al momento della stima. L'utilizzo di queste stime contabili influenza il valore di iscrizione delle attività e delle passività e l'informativa su attività e passività potenziali alla data del bilancio, nonché l'ammontare dei ricavi e dei costi nel periodo di riferimento. I risultati effettivi possono differire da quelli stimati a causa dell'incertezza che caratterizza le ipotesi e le condizioni sulle quali le stime sono basate.
Di seguito sono indicate le stime contabili critiche del processo di redazione del bilancio e delle relazioni contabili infrannuali perché comportano un elevato ricorso a giudizi soggettivi, assunzioni e stime relative a tematiche per loro natura incerte. Le modifiche delle condizioni alla base dei giudizi, assunzioni e stime adottati, possono determinare un impatto rilevante sui risultati successivi.
Riduzioni di valore delle attività Le attività sono svalutate quando eventi o modifiche delle circostanze facciano ritenere che il valore di iscrizione in bilancio non sia recuperabile. Gli eventi che possono determinare una svalutazione di attività sono variazioni nei piani industriali, variazioni nei prezzi di mercato, ridotto utilizzo degli impianti. La decisione se procedere a una svalutazione e la quantificazione della stessa dipendono dalle valutazioni della Direzione Aziendale su fattori complessi e altamente incerti, tra i quali l'andamento futuro dei prezzi, l'impatto dell'inflazione e dei miglioramenti tecnologici sui costi di produzione, i profili produttivi e le condizioni della domanda e dell'offerta. La svalutazione è determinata confrontando il valore di iscrizione con il relativo valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto degli oneri di dismissione, e il valore d'uso determinato attualizzando i flussi di cassa attesi derivanti dall'utilizzo dell'attività. I flussi di cassa attesi sono quantificati alla luce delle informazioni disponibili al momento della stima sulla base di giudizi soggettivi sull'andamento di variabili future - quali i prezzi, i costi, i tassi di crescita della domanda, i profili produttivi - e sono attualizzati utilizzando un tasso che tiene conto del rischio inerente all'attività interessata. Le logiche alla base dell'impairment test posto in essere dalla Direzione aziendale in relazione alle aree di bilancio immobili, impianti e macchinari e attività immateriali sono illustrate all'interno del punto "Riduzioni di valore delle attività immobilizzate non finanziarie". Aggregazioni aziendali La rilevazione delle operazioni di business combinations implica l'attribuzione alle attività e passività dell'impresa acquisita della differenza tra il costo di acquisto e il valore netto contabile. Per la maggior parte delle attività e delle passività, l'attribuzione della differenza è effettuata rilevando le attività e le passività al loro fair value. La parte non attribuita se positiva è iscritta al goodwill, se negativa è imputata a conto economico. Nel processo di attribuzione, il Gruppo Italgas si avvale delle informazioni disponibili e, per le business combination più significative, di valutazioni esterne. Passività ambientali Il Gruppo Italgas è soggetto, in relazione alle attività svolte, a numerose leggi e regolamenti per la tutela dell'ambiente a livello comunitario, nazionale, regionale e locale, ivi incluse le leggi che attuano convenzioni e protocolli internazionali relativi alle attività svolte. Con riferimento a tali normative, quando è probabile l'esistenza di una passività onerosa e l'ammontare può essere stimato attendibilmente, i relativi costi sono accantonati. Il gruppo attualmente non ritiene che vi saranno effetti negativi particolarmente rilevanti sul bilancio dovuti al mancato rispetto della normativa ambientale, anche tenuto conto degli interventi già effettuati. Tuttavia non può essere escluso con certezza che si possa incorrere in ulteriori costi o responsabilità anche di proporzioni rilevanti in quanto, allo stato attuale delle conoscenze, è impossibile prevedere gli effetti dei futuri sviluppi tenuto conto tra l'altro dei seguenti aspetti: (i) la possibilità che emergano contaminazioni; (ii) i risultati delle caratterizzazioni in corso e da eseguire e gli altri possibili effetti derivanti dall'applicazione delle leggi vigenti; (iii) gli eventuali effetti di nuove leggi e regolamenti per la tutela dell'ambiente; (iv) gli effetti di eventuali innovazioni tecnologiche per il risanamento ambientale; (v) la possibilità di controversie e la difficoltà di determinare le eventuali conseguenze, anche in relazione alla responsabilità di altri soggetti e ai possibili indennizzi.
Fondi per benefici ai dipendenti I programmi a benefici definiti sono valutati sulla base di eventi incerti e di ipotesi attuariali che comprendono, tra le altre, i tassi di sconto, i ritorni attesi sulle attività a servizio dei piani (ove esistenti), il livello delle retribuzioni future, i tassi di mortalità, l'età di ritiro e gli andamenti futuri delle spese sanitarie coperte. Le principali assunzioni utilizzate per la quantificazione dei piani a benefici definiti sono determinate come segue: (i) i tassi di sconto e di inflazione che rappresentano i tassi in base ai quali l'obbligazione nei confronti dei dipendenti potrebbe essere effettivamente adempiuta, si basano sui tassi che maturano su titoli obbligazionari di elevata qualità e sulle aspettative inflazionistiche; (ii) il livello delle retribuzioni future è determinato sulla base di elementi quali le aspettative inflazionistiche, la produttività, gli avanzamenti di carriera e di anzianità; (iii) il costo futuro delle prestazioni sanitarie è determinato sulla base di elementi quali l'andamento presente e passato dei costi delle prestazioni sanitarie, comprese assunzioni sulla crescita inflativa dei costi, e le modifiche nelle condizioni di salute degli aventi diritto; (iv) le assunzioni demografiche riflettono la miglior stima dell'andamento di variabili quali ad esempio la mortalità, il turnover e l'invalidità e altro relative alla popolazione degli aventi diritto. Le differenze nel valore della passività (attività) netta dei piani per benefici ai dipendenti derivanti dalle modifiche delle ipotesi attuariali utilizzate e dalla differenza tra le ipotesi attuariali precedentemente adottate e quelle che si sono effettivamente realizzate si verificano normalmente e sono definite utili o perdite attuariali. Gli utili e le perdite attuariali relativi a piani a benefici definiti sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo. Le ipotesi attuariali sono adottate anche per la determinazione delle obbligazioni relative agli altri benefici a lungo termine; a tal fine, gli effetti derivanti dalle modifiche delle ipotesi attuariali ovvero delle caratteristiche del beneficio sono rilevati interamente a conto economico. Fondi per rischi e Oltre a rilevare le passività ambientali, gli obblighi di rimozione delle attività materiali e
oneri di ripristino dei siti, e le passività relative ai benefici per i dipendenti, Italgas effettua accantonamenti connessi prevalentemente ai contenziosi legali e fiscali e agli oneri legati al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica indicati dall'Autorità (TEE). La stima degli accantonamenti in queste materie è frutto di un processo complesso che comporta giudizi soggettivi da parte della Direzione aziendale.
6) Principi contabili di recente emanazione
Principi contabili e interpretazioni emessi dallo IASB/IFRIC, omologati dalla Commissione europea e non ancora entrati in vigore
Con il Regolamento (UE) 2016/1905 della Commissione Europea del 22 settembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 295 del 29 ottobre 2016, è stato adottato l'IFRS 15 - Ricavi provenienti da contratti con i clienti, inteso a migliorare la rendicontazione contabile dei ricavi e quindi nel complesso la comparabilità dei ricavi nei bilanci. In particolare, l'obbiettivo del principio è quello di creare un quadro di riferimento completo ed omogeneo per la rilevazione dei ricavi, che possa trovare applicazione su tutti i contratti commerciali (ad eccezione di quelli di leasing, dei contratti assicurativi e degli strumenti finanziari). I punti essenziali per il riconoscimento dei ricavi sono costituiti dalle individuazione dei contratti con i clienti, dalla esplicitazione delle obbligazioni incluse nei contratti, dalla determinazione del prezzo delle transazioni sottostanti i contratti, delle allocazione alle obbligazioni contrattuali delle componenti del prezzo di vendita e del riconoscimento del ricavo quando una obbligazione è soddisfatta. L'applicazione dello standard è prevista, al più tardi, a partire dalla data di inizio del primo esercizio finanziario che comincerà il 1 gennaio 2018 o successivamente. Italgas ha avviato nel 2016 l'analisi degli impatti del principio IFRS 15. A tale proposito, occorre considerare che la quasi totalità dei ricavi del Gruppo derivano da prestazioni soggette all'attività regolatoria dell'AEEGSI che ne stabilisce i livelli di prezzo riconosciuti, le obbligazioni sottostanti che trovano copertura nelle tariffe e la periodicità relativa. Il rapporto tra Italgas e i propri clienti (società di vendita) è disciplinato dal Codice di rete nel quale sono descritte le modalità di accesso degli stessi clienti alle reti di distribuzione e ai relativi servizi. I ricavi soggetti a regolazione comprendono quelli connessi al servizio di distribuzione gas, alle prestazioni accessorie incluse nel Codice di rete, ai rimborsi riconosciuti dal regolatore a seguito del raggiungimento di standard tecnici e commerciali. I restanti ricavi derivano sostanzialmente da proventi immobiliari e prestazioni conto terzi. In base a tale analisi preliminare si ritiene che l'adozione del principio in oggetto non produrrà impatti di rilievo sul bilancio consolidato di Gruppo.
Ai fini dell'implementazione dell'IFRS 15 il Gruppo prevede il completamento delle proprie analisi entro la fine dell'anno 2017, in tempo per la valutazione degli eventuali aspetti quantitativi dell'adozione del nuovo principio, da esporre nel bilancio annuale al 31 dicembre 2017.
Le disposizioni contenute nell'IFRS 15 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018.
Con regolamento n. 2016/2067, emesso dalla Commissione europea in data 22 novembre 2016, sono state adottate le disposizioni contenute nell' IFRS 9 che prevedono (i) la modifica della classificazione delle attività finanziarie improntata sui flussi finanziari contrattuali dell'attività stessa nonché sul business model dell'impresa; (ii) la rimozione dell'obbligo a separare i derivati impliciti dalle attività finanziarie; (iii) la definizione di un nuovo modello di impairment che prevede un nuovo modello di "expected loss", applicato a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, alle attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, ai crediti derivanti da contratti di leasing, nonché ad attività derivanti da contratti e ad alcuni impegni all'erogazione di finanziamenti e contratti di garanzia finanziaria, che sostituisce il modello dell'"incurred loss" secondo cui, per il riconoscimento delle perdite su crediti, era necessaria la manifestazione di un "loss event" (iv) la revisione della qualificazione delle operazioni di copertura in modo da garantirne l'allineamento alle strategie di risk management delle imprese. L'IFRS 9 ha conseguentemente emendato anche il principio IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative".
Le disposizioni contenute nell'IFRS 9, in sostituzione di quelle contenute nello IAS 39 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio a partire dal 1 gennaio 2018.
L'impatto dell'adozione di tale principio sul Gruppo è attualmente oggetto di analisi; tuttavia il Gruppo non si attende impatti significativi dall'applicazione dello stesso sulle operazioni ricorrenti.
Principi contabili e interpretazioni emessi dallo IASB/IFRIC e non ancora omologati dalla Commissione europea
Sono di seguito elencati e descritti gli emendamenti, principi e interpretazioni di nuova emissione nel corso dell'esercizio 2016 che, alla data di redazione del presente Bilancio, non hanno ancora ultimato il processo di omologazione da parte della Commissione europea, ma che trattano di tematiche attinenti il bilancio del Gruppo.
In data 11 settembre 2014 lo IASB ha emesso il documento "Sale or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture - Amendments to IFRS 10 and IAS 28". Le modifiche introdotte hanno l'obiettivo, in particolare, di definire più in dettaglio il trattamento contabile e la rilevazione dei connessi effetti a conto economico, della perdita del controllo di una partecipata per effetto del suo trasferimento ad una società collegata o ad una joint venture. Il diverso trattamento contabile da adottare nel bilancio dell'investitore è funzione del fatto che l'oggetto della transazione sia (o non sia) un business, così come definito dall' IFRS 3. In data 17 dicembre 2015 lo IASB ha differito indefinitamente la data di adozione delle previsioni normative contenute in tale documento.
In data 13 gennaio 2016 lo IASB ha emesso il documento "IFRS 16 Leases". Sulla base della considerazione del fatto che tutti i contratti di leasing dal punto di vista meramente sostanziale attribuiscono ad un'entità il diritto di utilizzare un asset per un determinato periodo di tempo in cambio di un corrispettivo e del fatto che, se il pagamento di tale corrispettivo viene effettuato lungo la durata contrattuale, l'entità sta implicitamente ottenendo un finanziamento, l'IFRS 16 ha provveduto ad eliminare la distinzione tra leasing finanziario e leasing operativo ed introduce, per il locatario, un unico modello contabile di riconoscimento del leasing. Applicando tale modello l'entità riconosce: (i) attività e passività per tutti i leasing con durata superiore ai dodici mesi, a meno che il bene cui si fa riferimento sia di valore non rilevante; (ii) separatamente nel conto economico l'ammortamento dell'attività riconosciuta e gli interessi sul debito iscritto. Le disposizioni contenute nell'IFRS 16, sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2019, , salvi ulteriori differimenti emergenti in sede di omologazione della Commissione europea.
In data 19 gennaio 2016 lo IASB ha emesso il documento "Recognition of Deferred Tax Assets for Unrealised Losses - Amendments to IAS 12", il quale chiarisce che le perdite non realizzate su strumenti finanziari di debito iscritti contabilmente al fair value e la cui base fiscale fa invece riferimento al costo, danno origine a differenze fiscali temporanee deducibili, indipendentemente dal fatto che il detentore dello strumento preveda di recuperare il valore dello stesso tramite il possesso fino a scadenza od alternativamente tramite la vendita dello stesso strumento. Le modifiche introdotte chiariscono altresì che la stima degli imponibili fiscali futuri, la cui valutazione è necessaria per poter iscrivere attività per imposte differite attive: (i) include anche i proventi derivanti dal realizzo di attività per importi maggiori del relativo valore contabile in presenza di adeguate evidenze che ne supportino la probabilità; (ii) esclude il rigiro delle differenze fiscali temporanee deducibili; (iii) deve prendere in considerazione eventuali limitazioni poste dalla normativa tributaria alle tipologie di redditi imponibili a fronte delle quali operare le deduzioni fiscali. Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2017, salvo ulteriori differimenti emergenti in sede di omologazione della Commissione europea.In data 29 gennaio 2016 lo IASB ha emesso il documento "Disclosure initiative - Amendments to IAS 7", il quale richiede che agli utilizzatori del bilancio vengano fornite informazioni che permettano di valutare quali siano stati i movimenti intervenuti nelle passività e nelle attività originatesi a fronte di attività di finanziamento (di fatto, nei finanziamenti passivi e, ad esempio su attività per strumenti derivati di copertura di finanziamenti a lungo termine), sia in conseguenza di movimenti monetari che non (a titolo esemplificativo, a fronte della variazione di tassi di cambio, di fair value o a fronte dell'acquisizione o della perdita del controllo di una controllata o di un business). Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2017, salvo ulteriori differimenti emergenti in sede di omologazione della Commissione europea.
In data 12 aprile 2016 lo IASB ha emesso il documento "Clarifications to IFRS 15 - Revenue from Contracts with Customers". Le modifiche al principio introducono chiarimenti nonché nuove esemplificazioni al fine di agevolare l'applicazione del principio e nello specifico con riferimento a: (i) l'identificazione delle singole obbligazioni del contratto; (ii) la qualificazione dell'entità quale preponente od agente; (iii) quando rilevare un ricavo derivante dalla concessione ad un cliente dell'utilizzo di o dell'accesso ad una proprietà intellettuale. Le modifiche introducono altresì espedienti pratici aggiuntivi che possono rendere meno onerosa la transizione al nuovo principio ed in particolare in riferimento a: (i) i contratti completati in precedenza all'inizio del primo periodo comparativo presentato, anche nell'ambito dell'applicazione retrospettica "integrale" (full retrospective approach); (ii) la rappresentazione aggregata delle modifiche contrattuali intervenute in precedenza all'inizio del primo periodo comparativo presentato (full retrospective approach) o del periodo di prima applicazione (modified retrospective approach). Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea.
Allo stato attuale Italgas non prevede di esercitare la facoltà di adozione anticipata concessa dal principio. Lo standard prevede obbligatoriamente un'applicazione retroattiva e la transizione può avvenire secondo due possibili modalità: retroattivamente a ciascun esercizio precedente presentato conformemente allo IAS 8 (full retrospective approach) oppure retroattivamente contabilizzando l'effetto cumulativo dalla data dell'applicazione iniziale (modified restrospective approach). In caso di scelta del secondo approccio, l'IFRS 15 viene applicato retroattivamente solo ai contratti che non sono conclusi alla data dell'applicazione iniziale (1 gennaio 2018). Italgas sta valutando quale delle due opzioni di applicazione retroattiva applicare.
In data 20 giugno 2016 lo IASB ha emesso il documento "Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions - Amendments to IFRS 2", con l'obiettivo di chiarire classificazione e contabilizzazione di alcuni tipi di operazioni con pagamento basato su azioni ed in particolare con riferimento a: (i) la contabilizzazione degli effetti delle vesting conditions su operazioni regolate per cassa; (ii) la classificazione di operazioni regolate su base netta in connessione a ritenute alla fonte; (iii) la contabilizzazione di modifiche a termini e condizioni che modifichino la qualificazione dell'operazione da regolata per cassa a regolata mediante l'erogazione di strumenti rappresentativi di capitale. Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo ulteriori differimenti emergenti in sede di omologazione della Commissione europea.
In data 12 settembre 2016 lo IASB ha emesso il documento "Applying IFRS 9 Financial Instruments with IFRS 4 Insurance Contracts-Amendments to IFRS 4" volto a risolvere le problematiche derivanti dall'applicazione dell'IFRS 9, prima dell'implementazione dello standard che sostituirà l'IFRS 4, in corso di sviluppo da parte dello IASB. Le modifiche introdotte prevedono l'adozione di due opzioni alternative: (i) la possibilità di riclassificare nel conto economico complessivo costi e ricavi derivanti da determinate attività finanziarie; (ii) la possibilità di non applicare temporaneamente l'IFRS 9 per le entità la cui attività predominante è emettere contratti di assicurazione rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 4. La prima opzione ha efficacia retroattiva in sede di prima applicazione dell'IFRS 9, mentre la seconda opzione ha efficacia a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo ulteriori differimenti emergenti in sede di omologazione della Commissione europea.
In data 8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRS Standards 2014-2016 Cycle" che recepisce le modifiche ad alcuni principi nell'ambito del processo annuale di miglioramento degli stessi (tra cui: IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards, IFRS 12 Disclosure of Interest in Other Entities, IAS 28 Investments in Associates and Joint Venture). Le modifiche apportate all'IFRS 1 e allo IAS 28 si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1 gennaio 2018 o da data successiva, mentre le modifiche apportate all'IFRS 12 si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1 gennaio 2017 o da data successiva, salvo ulteriori differimenti emergenti in sede di omologazione della Commissione europea.
In data 8 dicembre 2016 lo IASB ha emesso il documento "Transfers of Investment property - Amendments to IAS 40", il quale chiarisce l'obbligo di riclassifica degli immobili strumentali ad investimenti immobiliari o viceversa solamente se vi è evidenza di un cambiamento d'uso dell'immobile; La modifica dell'intenzione d'uso del management con riferimento all'immobile non costituisce di per sè evidenza di un cambiamento d'uso. Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo ulteriori differimenti emergenti in sede di omologazione della Commissione europea.
Nella medesima data lo IASB ha emesso il documento "IFRIC 22 Foreign Currency Transaction and Advance Consideration", il quale stabilisce che, quando si verificano operazioni in valuta estera per le quali il pagamento viene effettuato o ricevuto in anticipo, il tasso di cambio da applicare per la rilevazione iniziale delle attività, dei costi o dei ricavi che si genereranno a fronte della transazione per cui è stato previsto il pagamento/l'incasso anticipato, corrisponde al tasso di cambio vigente alla data del pagamento dell'incasso anticipato stesso.
Tali disposizioni sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1 gennaio 2018, salvo eventuali successivi differimenti stabiliti in sede di omologazione da parte della Commissione europea. Italgas sta analizzando i principi indicati, ove applicabili, al fine di valutare se la loro adozione avrà un impatto significativo o meno sul bilancio.
7) Disponibilità liquide ed equivalenti
Le disponibilità liquide ed equivalenti, di importo pari a 1 milione di euro sono relative a depositi di conto corrente in giacenza presso istituti di credito.
Le disponibilità liquide ed equivalenti non sono soggette a vincoli nel loro utilizzo.
Per un'analisi complessiva della situazione finanziaria e dei principali impieghi di cassa dell'esercizio si rimanda al prospetto del Rendiconto finanziario.
8) Crediti commerciali e altri crediti correnti e non correnti
I crediti commerciali e altri crediti correnti e non correnti, di importo pari a 579 milioni di euro, si analizzano come segue:
| 1.6.2016 | 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Corrente | Non corrente |
Totale | Corrente | Non corrente |
Totale |
| Crediti commerciali | 418 | 418 | ||||
| Crediti per attività di investimento/disinvestimento | 6 | 6 | ||||
| Altri crediti | 155 | 155 | ||||
| 579 | 579 |
I crediti commerciali (418 milioni di euro al 31 dicembre 2016), che sono relativi principalmente al servizio di distribuzione gas e prestazioni ad esso accessorie, riguardano principalmente crediti verso Eni S.p.A. (196 milioni di euro), verso terzi (174 milioni di euro) e verso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) relativi alla perequazione43 (48 milioni di euro).
I crediti sono esposti al netto del fondo svalutazione (21 milioni di euro al 31 dicembre 2016). La movimentazione del fondo svalutazione crediti dell'esercizio è di seguito riportata:
43 Meccanismo in base al quale vengono registrate a debito/credito verso la CSEA le differenze fra quanto fatturato alle società di vendita e il vincolo dei ricavi definito dall'Autorità.
| (milioni di €) | Fondo Svalutazione al 1.6.2016 |
Variaz. area di consolid. |
Accant. | Utilizzi | Altre variazioni |
Fondo Svalutazione al 31.12.2016 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Crediti commerciali | 20 | 20 | ||||
| Altri crediti | 1 | 1 | ||||
| 21 | 21 |
I crediti per attività di investimento/disinvestimento (6 milioni di euro al 31 dicembre 2016) riguardano crediti per cessioni di attività materiali e immateriali.
Gli altri crediti (155 milioni di euro al 31 dicembre 2016) si analizzano come segue:
| (milioni di €) 1.6.2016 |
31.12.2016 |
|---|---|
| Crediti IRES per il Consolidato fiscale nazionale - istanze | 16 |
| Altri crediti: | 139 |
| - Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) | 82 |
| - Amministrazione pubbliche | 27 |
| - Acconti a fornitori | 13 |
| - verso personale | 4 |
| - Altri | 13 |
| 155 |
I crediti IRES per il Consolidato fiscale nazionale (16 milioni di euro al 31 dicembre 2016) si riferiscono a crediti verso l'ex controllante Eni a fronte dell'istanza di rimborso dell'IRES (13 milioni di euro), derivante dalla deduzione parziale dell'IRAP relativa ai periodi d'imposta dal 2004 al 2007 (ex articolo 6, Decreto Legge n. 185 del 28 novembre 2008, convertito dalla Legge n. 2 del 28 gennaio 2009) e ai periodi di imposta dal 2007 al 2011 (ex Decreto Legge 201/2011).
I crediti verso la CSEA (82 milioni di euro al 31 dicembre 2016) sono relativi alle componenti tariffarie aggiuntive delle tariffe della distribuzione gas per 38 milioni (UG244 e Bonus Gas45) e per 44 milioni di euro relativi ai Titoli di Efficienza Energetica.
I crediti verso amministrazione pubbliche (27 milioni di euro) riguardano crediti verso Comuni.
La voce "Altri" (13 milioni di euro al 31 dicembre 2016) si riferisce principalmente ai crediti verso Snam S.p.A. a fronte del trasferimento del personale in Italgas S.p.A. e Italgas Reti S.p.A..
Il valore di mercato dei crediti commerciali e altri crediti è analizzato alla nota "Garanzie, impegni e rischi - Altre informazioni sugli strumenti finanziari" cui si rimanda. Non vi sono crediti in moneta diversa dall'euro.
La valutazione al fair value dei crediti commerciali e degli altri crediti non produce effetti significativi in considerazione del breve tempo che intercorre tra l'insorgere delle posizioni creditorie, la relativa scadenza e le condizioni contrattuali.
L'anzianità dei crediti commerciali e altri crediti è di seguito illustrata:
44 Componente addizionale della tariffa di distribuzione al fine di contenere il costo del servizio gas per i clienti finali caratterizzati da bassi consumi.
45 Componente relativa alle richieste di agevolazione nella spesa per la fornitura del gas naturale sostenuta dai clienti domestici economicamente svantaggiati.
| 1.6.2016 | 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Crediti commerciali |
Altri crediti (*) | Totale | Crediti commerciali |
Altri crediti (*) | Totale |
| Crediti non scaduti e non svalutati | 389 | 155 | 544 | |||
| Crediti scaduti e non svalutati: | 29 | 29 | ||||
| - da 0 a 3 mesi | 9 | 9 | ||||
| - da 3 a 6 mesi | 1 | 1 | ||||
| - da 6 a 12 mesi | 4 | 4 | ||||
| - oltre 12 mesi | 15 | 15 | ||||
| 418 | 155 | 573 |
(*) Includono i Crediti finanziari, i Crediti per attività di investimento/disinvestimento e gli Altri crediti.
I crediti scaduti e non svalutati pari a 29 milioni di euro riguardano principalmente rapporti verso le società di commercializzazione gas per il servizio di distribuzione, coperti da polizze fideiussorie, e crediti diversi verso Amministrazioni pubbliche.
I crediti verso parti correlate sono indicati alla nota "Rapporti con parti correlate".
Informazioni specifiche in ordine al rischio credito sono fornite nella nota "Garanzie, impegni e rischi-Gestione dei rischi finanziari - Rischio credito".
9) Rimanenze
Le rimanenze, di importo pari a 33 milioni di euro, sono analizzate nella tabella seguente:
| 1.6.2016 31.12.2016 |
||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Valore | Fondo | Valore | Valore | Fondo | Valore |
| lordo | svalutazione | netto | lordo | svalutazione | netto | |
| Rimanenze | ||||||
| - Materie prime, sussidiarie e di consumo | 33 | 33 | ||||
| 33 | 33 |
Le rimanenze di materie prime, sussidiarie e di consumo (33 milioni di euro al 31 dicembre 2016) sono costituite principalmente da misuratori gas in relazione al piano di sostituzione. Il relativo fondo svalutazione è pari a 0,3 milioni di euro.
Sulle rimanenze non sono costituite garanzie reali. Non vi sono rimanenze a garanzia di passività né rimanenze iscritte al valore netto di realizzo.
10) Attività/passività per imposte sul reddito correnti e attività/passività per altre imposte correnti
Le attività/passività per imposte sul reddito correnti e le attività/passività per altre imposte correnti si analizzano come segue:
| (milioni di €) | 1.6.2016 | 31.12.2016 |
|---|---|---|
| Attività per imposte sul reddito correnti | 35 | |
| - IRES | 32 | |
| - IRAP | 1 | |
| - Altre attività | 2 | |
| Attività per altre imposte correnti | 3 | |
| - IVA | 1 | |
| - Altre imposte | 2 | |
| Passività per imposte sul reddito correnti | 1 | |
| - IRES | 1 | |
| - IRAP | ||
| Passività per altre imposte correnti | 13 | |
| - IVA | 5 | |
| - Ritenute IRPEF su lavoro dipendente | 7 | |
| - Altre imposte | 1 | |
| 24 |
Le attività per imposte sul reddito correnti di importo pari a 35 milioni di euro sono relativi principalmente a crediti IRES riguardanti il consolidato fiscale di Gruppo.
Le attività per altre imposte correnti di importo pari a 3 milioni di euro riferiscono a istanze di rimborso verso l'amministrazione finanziaria per imposte di registro (2 milioni di euro) e a crediti per IVA (1 milione di euro).
Le passività per imposte sul reddito correnti di importo pari a 1 milione di euro si riferiscono a debiti verso l'Erario per IRES.
Le passività per altre imposte correnti di importo pari a 13 milioni di euro si riferiscono principalmente a debiti verso l'Erario per l'IVA (5 milioni di euro) e a ritenute IRPEF sul lavoro dipendente (7 milioni di euro).
Le imposte di competenza dell'esercizio sono illustrate alla nota "Imposte sul reddito", a cui si rinvia.
11) Altre attività correnti e non correnti
Le altre attività correnti, di importo pari a 4 milioni di euro, e le altre attività non correnti, di importo pari a 38 milioni di euro, sono così composte:
| 1.6.2016 | 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Correnti | Non correnti |
Totale | Correnti | Non correnti |
Totale |
| Altre attività regolate | 3 | 32 | 35 | |||
| Altre attività | 1 | 6 | 7 | |||
| - Risconti attivi | 1 | 5 | 6 | |||
| - Depositi cauzionali | 1 | 1 | ||||
| 4 | 38 | 42 |
Le Altre attività regolate (35 milioni di euro al 31 dicembre 2016) sono relative essenzialmente al riconoscimento tariffario, da parte dell'Autorità, in conseguenza del piano di sostituzione dei misuratori tradizionali con quelli elettronici.
La restante voce pari a 7 milioni di euro include principalmente i risconti attivi relativi ai costi di assunzione dei finanziamenti (6 milioni di euro di cui 1 milione di euro a breve termine).
12) Immobili, impianti e macchinari
Gli immobili, impianti e macchinari, di importo pari a 227 milioni di euro al 31 dicembre 2016, presentano la seguente composizione e movimentazione:
| 31.12.2016 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Terreni | Fabbricati | macchinari Impianti e |
Attrezzature industriali e commerciali |
Immobilizzazioni in corso e acconti Altri beni |
Totale |
| Costo al 1.6.2016 | ||||||
| Investimenti | 4 | 4 | ||||
| Dismissioni | (1) | (1) | ||||
| Variazione area di consolidamento | 11 | 350 | 12 | 179 | 6 | 558 |
| Altre variazioni | 1 | (1) | 7 | (7) | ||
| Costo al 31.12.2016 | 11 | 351 | 11 | 185 | 3 | 561 |
| Fondo ammortamento al 1.6.2016 | ||||||
| Ammortamenti | (1) | (1) | (2) | |||
| Dismissioni | 1 | 1 | ||||
| Variazione area di consolidamento | (172) | (5) | (152) | (329) | ||
| Altre variazioni | ||||||
| Fondo ammortamento al 31.12.2016 | (173) | (5) | (152) | (330) | ||
| Fondo svalutazione al 1.6.2016 | ||||||
| Variazione area di consolidamento | (4) | (4) | ||||
| Altre variazioni | ||||||
| Fondo svalutazione al 31.12.2016 | (4) | (4) | ||||
| Saldo netto al 1.6.2016 | ||||||
| Saldo netto al 31.12.2016 | 11 | 178 | 2 | 33 | 3 | 227 |
Gli investimenti (4 milioni di euro) si riferiscono prevalentemente a immobilizzazioni in corso.
Gli ammortamenti (2 milioni di euro), si riferiscono ad ammortamenti economico - tecnici determinati sulla base della vita utile dei beni, ovvero sulla loro residua possibilità di utilizzazione da parte dell'impresa. Nel corso dell'esercizio non si evidenziano variazioni nella vita utile stimata dei beni e nei coefficienti di ammortamento applicati ed esplicitati per categorie omogenee alla nota "Criteri di Valutazione - Immobili, impianti e macchinari.
Il fondo svalutazione pari a 4 milioni di euro è relativo agli impianti e macchinari dell'attività di teleriscaldamento del comune di Cologno Monzese (MB).
Gli impegni contrattuali per l'acquisizione di immobili, impianti e macchinari, nonché per la prestazione di servizi connessi alla loro realizzazione sono riportati alla nota "Garanzie, impegni e rischi".
13) Attività immateriali
Le attività immateriali, di importo pari a 4.487 milioni di euro al 31 dicembre 2016 presentano la seguente composizione e movimentazione:
| 31.12.2016 | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Vita utile definita | Vita utile indefinita |
|||||||||
| (milioni di €) | Accordi per servizi in concessione |
diritti di utilizzazione delle opere Diritti di brevetto industriale e dell'ingegno |
Immobilizzazioni in corso e acconti |
Altre Attività Immateriali | Avviamento | Totale | ||||
| Costo al 1.6.2016 | ||||||||||
| Investimenti | 59 | 1 | 14 | 1 | 75 | |||||
| Variazione dell'area di consolidamento | 7.444 | 332 | 27 | 37 | 10 | 7.850 | ||||
| Dismissioni | (9) | (9) | ||||||||
| Altre variazioni | 20 | 21 | (20) | 1 | 22 | |||||
| Costo al 31.12.2016 | 7.514 | 354 | 21 | 39 | 10 | 7.938 | ||||
| Fondo ammortamento al 1.6.2016 | ||||||||||
| Ammortamenti | (69) | (5) | (1) | (75) | ||||||
| Variazione dell'area di consolidamento | (3.068) | (269) | (25) | (3.362) | ||||||
| Dismissioni | 9 | 9 | ||||||||
| Altre variazioni | (22) | (22) | ||||||||
| Fondo ammortamento al 31.12.2016 | (3.150) | (274) | (26) | (3.450) | ||||||
| Fondo svalutazione al 1.6.2016 | ||||||||||
| Variazione dell'area di consolidamento | (1) | (1) | ||||||||
| Fondo svalutazione al 31.12.2016 | (1) | (1) | ||||||||
| Saldo netto al 1.6.2016 | ||||||||||
| Saldo netto al 31.12.2016 | 4.363 | 80 | 21 | 13 | 10 | 4.487 |
Gli accordi per servizi in concessione (4.363 milioni di euro al 31 dicembre 2016) riguardano gli accordi tra settore pubblico e privato ("Service concession arrangements") relativi allo sviluppo, finanziamento, gestione e manutenzione di infrastrutture in regime di concessione tramite affidamento da parte dell'ente concedente. Le disposizioni relative agli accordi per servizi in concessione risultano applicabili per Italgas nell'ambito del servizio pubblico di distribuzione di gas naturale, ovvero agli accordi nell'ambito dei quali l'operatore si impegna a fornire il servizio pubblico di distribuzione del gas naturale alla tariffa stabilita dell'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), detenendo il diritto di utilizzo dell'infrastruttura, controllata dal concedente, al fine di erogare il servizio pubblico.
I diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno (80 milioni di euro al 31 dicembre 2016) riguardano prevalentemente sistemi informativi e applicativi a supporto dell'attività operativa.
Le attività immateriali a vita utile indefinita (10 milioni di euro al 31 dicembre 2016) si riferiscono principalmente all'avviamento, rilevato nel 2008, in occasione dell'acquisto, da parte di Italgas, del 100% delle azioni della Siciliana Gas. L'avviamento è stato assoggettato al test di impairment che non ha rilevato perdite di valore confrontando il recoverable amount e il carrying amount.
Gli investimenti dell'esercizio, pari a 75 milioni di euro, sono relativi principalmente agli accordi per servizi in concessione per il mantenimento e sviluppo della rete per la telelettura (55 milioni di euro) e alle immobilizzazioni in corso (18 milioni di euro).
I contributi in conto capitale riconosciuti da enti pubblici e da altri soggetti, pari rispettivamente a 360 e 427 milioni di euro, sono iscritti a riduzione del valore netto degli Accordi per servizi in concessione.
Le variazioni dell'area di consolidamento (4.487 milioni di euro, al netto dei relativi fondi ammortamento e svalutazione) sono relative all'effetto dell'acquisizione della partecipazione in Italgas Rete S.p.A. da Snam S.p.A..
Gli ammortamenti si riferiscono ad ammortamenti economico - tecnici determinati sulla base della vita utile delle attività immateriali a vita utile definita, ovvero sulla loro residua possibilità di utilizzazione da parte dell'impresa. L'importo pari a 75 milioni di euro include i maggiori ammortamenti conseguenti alla riduzione della vita utile dei misuratori tradizionali46, soggetti al piano di sostituzione con quelli elettronici, previsto dalle delibere AEEGSI nell'ambito del piano di realizzazione della telelettura (43 milioni di euro).
Gli impegni contrattuali per l'acquisto di attività immateriali nonché per la prestazione di servizi connessi alla loro realizzazione sono riportati alla nota "Garanzie, impegni e rischi".
14) Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto
Le partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto, di importo pari a 176 milioni di euro, presentano la seguente composizione e movimentazione:
| (milioni di €) | Partecipazioni in imprese a controllo congiunto |
|---|---|
| Valore iniziale al 01.06.2016 | |
| Variazione area di consolidamento | 173 |
| Acquisizioni e sottoscrizioni | |
| Plusvalenze (minusvalenze) da valutazione al patrimonio netto | 3 |
| Decremento per dividendi | |
| Altre variazioni | |
| Valore finale al 31.12.2016 | 176 |
Le plusvalenze da valutazione con il metodo del patrimonio netto (3 milioni di euro) si riferiscono alla società Toscana Energia S.p.A..
Sulle partecipazioni non sono costituite garanzie reali.
Con riferimento al valore recuperabile delle partecipazioni, per le società operanti esclusivamente nei business regolati il valore recuperabile è determinato considerando il valore della RAB rettificato della posizione finanziaria netta.
Il valore così stimato, alla luce anche dell'andamento positivo delle stesse società, risulta per tutte le partecipazioni superiore al valore di iscrizione in bilancio e di conseguenza non si evidenziano perdite di valore.
Le imprese consolidate, le imprese controllate congiuntamente con altri soci, le imprese collegate nonché le altre partecipazioni rilevanti sono distintamente indicate nell'Allegato "Imprese e partecipazioni di Italgas S.p.A. al 31 dicembre 2016" che fa parte integrante delle presenti note.
Altre informazioni sulle partecipazioni
Coerentemente alle disposizioni richieste dal principio contabile internazionale IFRS 12 "Informativa sulle partecipazioni in altre entità", di seguito è riportata la sintesi dei dati economico - finanziari delle imprese a controllo congiunto e collegate.
46 Al fine di completare il processo di ammortamento in coerenza con il programmato piano di sostituzione dei misuratori, da completarsi entro il 2018, è stata adeguata la vita utile degli stessi compresi nel progetto di sostituzione ex delibere AEEGSI n. 631/13 e n. 554/15.
Partecipazioni in imprese a controllo congiunto
I dati economico - finanziari relativi a ciascuna partecipazione in società a controllo congiunto giudicata significativa, riferiti ai valori di bilancio redatti in base ai principi IFRS delle imprese partecipate47, sono di seguito riportati:
| 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Toscana Energia S.p.A. | Umbria Distribuzione Gas S.p.A. |
Sant'Angelo Lodigiano S.p.A. |
| Attività correnti | 74 | 3 | 1 |
| - di cui disponibilità liquide ed equivalenti | |||
| Attività non correnti | 811 | 9 | 5 |
| Totale attività | 885 | 12 | 6 |
| Passività correnti | 113 | 9 | 4 |
| - di cui passività finanziarie correnti | 3 | 1 | |
| Passività non correnti | 377 | ||
| - di cui passività finanziarie non correnti | |||
| Totale passività | 490 | 9 | 4 |
| Patrimonio Netto | 395 | 3 | 2 |
| Interessenza partecipativa detenuta dal gruppo % | 48,08% | 45,00% | 50,00% |
| Quota di spettanza del gruppo | 190 | 1 | 1 |
| Altre rettifiche | |||
| Valore di iscrizione della partecipazione | 190 | 1 | 1 |
| Ricavi | 135 | 6 | 2 |
| Costi operativi | (39) | (6) | (2) |
| Ammortamenti e svalutazioni | (32) | ||
| Risultato operativo | 64 | ||
| Proventi (oneri) finanziari | (4) | ||
| Proventi (oneri) su partecipazioni | 1 | ||
| Imposte sul reddito | (20) | ||
| Utile netto | 41 | ||
| Altre componenti dell'utile complessivo | |||
| Totale utile complessivo | 41 |
INFORMAZIONI SULLE PARTECIPAZIONI IN IMPRESE A CONTROLLO CONGIUNTO
Toscana Energia S.p.A.
Toscana Energia S.p.A. è una società attiva nel settore della distribuzione di gas naturale nella Regione Toscana.
Il capitale sociale di Toscana Energia S.p.A. è detenuto da Italgas Reti S.p.A. (48,08%), dal Comune di Firenze (20,61%), da Publiservizi S.p.A. (10,38%)48, da altri Enti Pubblici Locali49 (20,26%) e da istituti bancari (0,67%).
Le regole di governance societarie prevedono che le decisioni sulle attività rilevanti debbano essere prese con il consenso unanime tra il socio privato (Italgas Reti S.p.A.) e il Socio Pubblico (Comuni).
Toscana Energia S.p.A. presenta il bilancio consolidato comprendendo nell'area di consolidamento oltre che Toscana Energia S.p.A., la società Toscana Energia Green S.p.A.
47 Si specifica che, salvo diversa indicazione, i valori di bilancio delle società a controllo congiunto, riportati in quota 100%, sono stati integrati al fine di riflettere le rettifiche operate dalla controllante in applicazione del criterio di valutazione del patrimonio netto. 48 Società a totale capitale pubblico, è una holding pura di partecipazioni. Gli Azionisti della società sono 35 Comuni della Toscana che
risiedono nelle provincie di Firenze, Pisa, Pistoia e Siena.
49 Dati rilevati dal bilancio al 31 dicembre 2015 di Toscana Energia S.p.A.
Umbria Distribuzione Gas S.p.A.
Umbria Distribuzione Gas S.p.A. è una società attiva nel settore della distribuzione di gas naturale nella Regione Umbria.
Il capitale sociale di Umbria Distribuzione Gas S.p.A. è detenuto da Italgas Reti S.p.A. (45%), da A.S.M. Terni S.p.A. (40%) e da Acea S.p.A. (15%).
Umbria Distribuzione Gas svolge, in qualità di affidataria per la durata di 11 anni, la gestione del servizio di distribuzione di gas naturale nel comune di Terni, avvalendosi di un sistema integrato di infrastrutture, di proprietà della società Terni Reti S.r.l., controllata al 100% dal Comune stesso, composto dalle cabine per il prelievo del gas dalla rete nazionale di gasdotti, dagli impianti di riduzione della pressione, dalla rete di trasporto locale e di distribuzione, dagli impianti di derivazione d'utenza e dai punti di riconsegna composti dalle apparecchiature tecniche su cui sono posti i misuratori presso i clienti finali.
Metano Sant'Angelo Lodigiano S.p.A.
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Metano Sant'Angelo Lodigiano S.p.A. è una società attiva nel settore della distribuzione di gas naturale nei comuni di Sant'Angelo Lodigiano (LO), Villanova del Sillaro nella Frazione Bargano (LO), Castiraga Vidardo (LO), Marudo (LO) e Villanterio (PV).
Le regole di governance societarie prevedono che le decisioni sulle attività rilevanti debbano essere prese con il consenso unanime tra il socio privato (Italgas Reti S.p.A.) e il Socio Pubblico (Comuni).
15) Attività destinate alla vendita e passività direttamente associabili
Le attività destinate alla vendita e le passività direttamente associabili, di importo rispettivamente pari a 25 e 6 milioni di euro, riguardano essenzialmente il Compendio immobiliare sito in Via Ostiense a Roma per il quale è stata deliberata la cessione a Eni S.p.A..
Di seguito una tabella riepilogativa della composizione delle Attività e Passività classificate come disponibili per la vendita:
| (milioni di €) 1.6.2016 |
31.12.2016 |
|---|---|
| Attività non correnti destinate alla vendita | 25 |
| Fabbricati | 25 |
| Passività direttamente associabili | 6 |
| Fondo per rischi e oneri ambientali | 6 |
| 19 |
16) Passività finanziarie a breve termine, passività finanziarie a lungo termine e quote a breve di passività finanziarie a lungo termine
Le passività finanziarie a breve termine, di importo pari a 2.696 milioni di euro e le passività finanziarie a lungo termine, comprensive della quota a breve delle passività a lungo termine, di importo pari a 923 milioni di euro si analizzano come segue:
| 1.6.2016 | 31.12.2016 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Passività a lungo termine | Passività a lungo termine | |||||||||
| (milioni di €) | Passività a breve termine |
Quota a breve termine | Quota a lungo termine con scadenza entro 5 anni |
Quota a lungo termine con scadenza oltre 5 anni |
Totale quota a lungo termine |
Passività a breve termine |
Quota a breve termine | Quota a lungo termine con scadenza entro 5 anni |
Quota a lungo termine con scadenza oltre 5 anni |
Totale quota a lungo termine |
| Finanziamenti bancari | 2.696 | 293 | 630 | 923 | ||||||
| 2.696 | 293 | 630 | 923 |
Passività finanziarie a breve termine
Le passività finanziarie a breve termine, di importo pari a 2.696 milioni di euro sono relative a un finanziamento bancario in pool (Bridge to Bond), sottoscritto con un gruppo guidato da undici primarie banche nazionali e internazionali con facoltà di rinnovo per ulteriori 12 mesi, per un valore nominale pari a 2.300 milioni di euro e a utilizzi netti di linee di credito bancarie uncommitted per 396 milioni di euro.
Non vi sono passività finanziarie a breve termine denominate in valuta diversa dall'euro.
Il tasso di interesse medio ponderato sulle passività finanziarie a breve termine è pari allo 0,25%.
Passività finanziarie a lungo termine e quota a breve di passività finanziarie a lungo termine
Le passività finanziarie a lungo termine, comprensive della quota a breve delle passività a lungo termine, ammontano complessivamente a 923 milioni di euro, al netto dei ratei e delle rettifiche di costo ammortizzato (1 milione di euro).
I debiti per finanziamenti bancari (924 milioni di euro) si riferiscono ai contratti di finanziamento, sottoscritti con:
- Banca Europea per gli Investimenti (BEI):
- atto di accollo liberatorio, stipulato in data 26 ottobre 2016, tra Snam e Italgas, di due finanziamenti per nominali complessivi di 424 milioni di euro, precedentemente stipulati tra Snam e BEI ed aventi scadenza il 30 ottobre 2033 e il 22 ottobre 2035;
- perfezionamento, in data 12 dicembre 2016, di un nuovo finanziamento di 300 milioni di euro, avente scadenza 30 novembre 2032;
- Banca Nazionale del Lavoro (BNL) per un valore nominale pari a 200 milioni di euro, avente scadenza 28 ottobre 2019.
Non vi sono finanziamenti bancari a lungo termine denominati in valuta diversa dall'euro.
Non risultano inadempimenti di clausole connesse ai contratti di finanziamento.
Il tasso di interesse medio ponderato sui debiti per finanziamenti bancari utilizzati è pari allo 0,65%.
Il valore di mercato delle passività finanziarie a breve e a lungo termine è riportato alla nota "Garanzie, impegni e rischi", cui si rimanda.
La Società dispone di linee di credito committed non utilizzate per un importo pari a 1,1 miliardi di euro.
Covenants di natura finanziaria e clausole contrattuali di negative pledge
Al 31 dicembre 2016 non sono presenti covenant finanziari e contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori assistiti da garanzie reali. Alcuni di tali contratti prevedono, inter alia, il rispetto di: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Italgas e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare.
Italgas ha inoltre in essere al 31 dicembre 2016 finanziamenti a medio - lungo termine stipulati con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), per i quali sono previste clausole contrattuali sostanzialmente in linea con quelle sopra esposte. Limitatamente ai finanziamenti BEI è prevista la facoltà del finanziatore di richiedere ulteriori garanzie qualora il credit rating assegnato a Italgas raggiunga il livello BBB- (Standard & Poor's / Fitch Ratings Limited) o Baa3 (Moody's) per almeno due delle tre agenzie di rating.
Al 31 dicembre 2016 i debiti finanziari di natura bancaria soggetti a queste clausole restrittive ammontano a circa 3,2 miliardi di euro.
Il mancato rispetto degli impegni previsti per tali finanziamenti, in alcuni casi solo qualora tale mancato rispetto non venga rimediato nei periodi di tempo previsti, nonché il verificarsi di altre fattispecie quali, a titolo esemplificativo, eventi di cross - default, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, determinano ipotesi di inadempimento in capo ad Italgas e, eventualmente, possono causare l'esigibilità immediata del relativo prestito.
Al 31 dicembre 2016 non sono verificati eventi che comportino il mancato rispetto dei suddetti impegni.
Analisi dell'indebitamento finanziario netto
L'analisi dell'indebitamento finanziario netto con l'evidenza dei rapporti con parti correlate è riportata nella tabella seguente:
| 1.6.2016 | 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Correnti | Non Correnti |
Totale | Correnti | Non Correnti |
Totale |
| A. Disponibilità liquide ed equivalenti | 1 | 1 | ||||
| B. Titoli disponibili per la vendita e da mantenere fino alla scadenza | ||||||
| C. Liquidità (A+B) | 1 | 1 | ||||
| D. Crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | ||||||
| E. Passività finanziarie a breve termine verso banche | 2.696 | 2.696 | ||||
| F. Passività finanziarie a lungo termine verso banche | 923 | 923 | ||||
| G. Prestiti obbligazionari | ||||||
| H. Passività finanziarie a breve termine verso entità correlate | ||||||
| I. Passività finanziarie a lungo termine verso entità correlate | ||||||
| L. Altre passività finanziarie a breve termine | ||||||
| M. Altre passività finanziarie a lungo termine | ||||||
| N. Indebitamento finanziario lordo (E+F+G+H+I+L+M) | 2.696 | 923 | 3.619 | |||
| O. Indebitamento finanziario netto (N-C-D) | 2.695 | 923 | 3.618 |
17) Debiti commerciali e altri debiti
I debiti commerciali e altri debiti, di importo pari a 433 milioni di euro al 31 dicembre 2016, si analizzano come segue:
| (milioni di €) 1.6.2016 |
31.12.2016 |
|---|---|
| Debiti commerciali | 174 |
| Debiti per attività di investimento | 103 |
| Altri debiti | 166 |
| 443 |
I debiti commerciali (174 milioni di euro al 31 dicembre 2016) sono relativi principalmente a debiti verso fornitori.
Gli altri debiti (166 milioni di euro al 31 dicembre 2016) sono di seguito analizzati:
| (milioni di €) 1.6.2016 |
31.12.2016 |
|---|---|
| Debiti verso Amministrazioni pubbliche | 49 |
| Debiti verso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) | 48 |
| Debiti verso il personale | 39 |
| Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale | 19 |
| Debiti verso consulenti e professionisti | 4 |
| Altri debiti | 7 |
| 166 |
I debiti verso Amministrazioni pubbliche (49 milioni di euro) riguardano in prevalenza debiti verso comuni per canoni di concessione inerenti all'attività di distribuzione.
I debiti verso la CSEA (48 milioni di euro) sono relativi ad alcune componenti accessorie delle tariffe relative al servizio distribuzione gas da versare alla stessa Cassa (RE, RS, UG1 e GS)50 .
I debiti verso il personale (39 milioni di euro) riguardano partite debitorie principalmente per ferie maturate e non godute, quattordicesima mensilità e premio di partecipazione.
I debiti verso parti correlate sono illustrati alla nota "Rapporti con parti correlate".
Il valore di iscrizione in bilancio dei debiti commerciali e altri debiti, considerando il limitato intervallo temporale tra il sorgere del debito e la sua scadenza, approssima la relativa valutazione al fair value. Il valore di mercato dei debiti commerciali e altri debiti è riportato alla nota "Garanzie, impegni e rischi - Altre informazioni sugli strumenti finanziari", cui si rinvia.
18) Altre passività correnti e non correnti
Le altre passività correnti e le altre passività non correnti, sono di seguito analizzate:
| 1.6.2016 | 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Correnti | Non | Totale | Correnti | Non | Totale |
| correnti | correnti | |||||
| Altre passività da attività regolate | ||||||
| Altre passività | 5 | 5 | ||||
| - Passività per depositi cauzionali | 5 | 5 | ||||
| 5 | 5 |
Le altre passività (5 milioni di euro al 31 dicembre 2016) includono essenzialmente depositi cauzionali versati.
19) Fondi per rischi e oneri
I fondi per rischi e oneri, di importo pari a 230 milioni di euro, sono analizzati nella seguente tabella:
| 31.12.2016 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Utilizzi | ||||||||
| (milioni di €) | Saldo iniziale | consolidamento Variaz. area di |
Accantonamenti | Incremento per il trascorrere del tempo |
a fronte oneri |
per esuberanza |
Altre variazioni | Saldo finale |
| Fondo rischi e oneri ambientali | 136 | 3 | (1) | (2) | 136 | |||
| Fondo rischi per contenziosi legali | 22 | (1) | 21 | |||||
| Fondo rischi diversi - certificati effic energetica | 9 | 4 | 13 | |||||
| Fondo rischi adeguamento impianti | 20 | 20 | ||||||
| Fondi rischi per esodi agevolati | 5 | 15 | 20 | |||||
| Altri fondi | 17 | 3 | (1) | 1 | 20 | |||
| 209 | 25 | (1) | (3) | (1) | 1 | 230 |
Il fondo rischi e oneri ambientali (136 milioni di euro al 31 dicembre 2016) accoglie principalmente gli oneri per le bonifiche ambientali del suolo, in applicazione della Legge n. 471/1999 e successive modificazioni, prevalentemente per smaltimento di rifiuti solidi, relativi all'attività di distribuzione.
Il fondo rischi per contenziosi legali (21 milioni di euro) accoglie gli oneri che la Società ha stimato di dover sostenere a fronte di cause legali in essere.
Il fondo rischi diversi certificati di efficienza energetica (13 milioni di euro) è legato al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica (TEE) indicati dall'Autorità.
50 Tali componenti si riferiscono a: (i) RE – Quota variabile a copertura degli oneri per misure e interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas naturale; (ii) RS – Quota variabile a copertura degli oneri per la qualità dei servizi gas; (iii) UG1 – Quota variabile a copertura di eventuali squilibri dei sistemi di perequazione e a copertura di eventuali conguagli; (iv) GS – Quota variabile a copertura del sistema di compensazione tariffaria per i clienti economicamente disagiati.
Il fondo rischi adeguamento impianti (20 milioni di euro) accoglie i costi stimati per l'attività di adeguamento degli impianti della distribuzione gas a fronte delle risultanze dell'attività di verifica svolte nel 2014 nell'ambito della misura di prevenzione patrimoniale dell'amministrazione giudiziaria.
Il fondo rischi per esodi agevolati (20 milioni di euro) riguarda i piani di incentivazione e mobilità relative al personale.
In coerenza con la Raccomandazione ESMA 2015/1608 del 27 ottobre 2015, di seguito sono rappresentati gli effetti sui fondi rischi ed oneri derivanti da una modifica ragionevolmente possibile relativa al tasso di attualizzazione utilizzato alla fine dell'esercizio.
La sensitivity51 sul tasso di attualizzazione rappresenta la variazione del valore della passività attuariale che si ottiene con i dati di valutazione di fine anno, variando il tasso di attualizzazione, ferme restando le altre ipotesi.
| (milioni di €) | Variazione tasso di attualizzazione | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Effetto sull'obbligazione netta al 31.12.2016 | Riduzione del | Incremento del | ||||
| 10% | 10% | |||||
| Fondo rischi e oneri ambientali | 1 | (1) |
20) Fondi per benefici ai dipendenti
I fondi per benefici ai dipendenti, di importo pari a 121 milioni di euro, si analizzano come segue:
| (milioni di €) 1.6.2016 |
31.12.2016 |
|---|---|
| Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato (TFR) | 73 |
| Fondo Integrativo Sanitario Dirigenti aziende dell'Eni (FISDE) | 6 |
| Fondo Gas | 35 |
| Altri fondi per benefici ai dipendenti | 7 |
| 121 |
Il TFR disciplinato dall'art. 2120 del Codice civile, accoglie la stima dell'obbligazione, determinata sulla base di tecniche attuariali, relativa all'ammontare da corrispondere ai dipendenti all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. L'indennità, erogata sotto forma di capitale, è pari alla somma di quote di accantonamento calcolate sulle voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro e rivalutate fino al momento di cessazione dello stesso. Per effetto delle modifiche legislative introdotte a partire dal 1 gennaio 2007, per imprese con più di 50 dipendenti, una quota significativa del trattamento di fine rapporto maturando è classificato come un piano a contributi definiti in quanto l'obbligazione dell'impresa è rappresentata esclusivamente dal versamento dei contributi ai fondi pensione, ovvero all'INPS. La passività relativa al trattamento di fine rapporto antecedente al 1 gennaio 2007 continua a rappresentare un piano a benefici definiti da valutare secondo tecniche attuariali (74 milioni di euro al 31 dicembre 2016).
Il FISDE (6 milioni di euro al 31 dicembre 2016) accoglie la stima degli oneri, determinati su basi attuariali, relativi ai contributi da corrispondere a beneficio dei dirigenti in servizio52 e in pensione.
Il FISDE eroga prestazioni sanitarie integrative di tipo economico ai dirigenti del Gruppo Eni53 e ai dirigenti pensionati il cui ultimo rapporto di lavoro sia intercorso con qualifica di dirigente con il Gruppo Eni. Il finanziamento del FISDE avviene tramite il versamento: (i) di contributi versati dalle aziende aderenti; (ii) di contributi versati dai Soci per se stessi e per il nucleo familiare; (iii) contributi ad hoc per specifiche provvidenze. L'ammontare della passività e del costo assistenziale vengono determinati prendendo a riferimento, quale approssimazione della stima degli oneri di assistenza sanitaria erogati dal fondo, il contributo che l'azienda versa a favore dei pensionati.
Il Fondo Gas (35 milioni di euro) riguarda la stima, effettuata su basi attuariali, degli oneri a carico del datore di lavoro derivanti dalla soppressione, a far data dal 1 dicembre 2015, del relativo fondo ai sensi della Legge
51Ai fini della sensitivity sono stati considerati i soli fondi rischi ed oneri che presentano un accretion discount significativo.
52 Per i dirigenti in servizio, i contributi sono calcolati a partire dall'anno in cui il dipendente andrà in pensione e riferiti agli anni di servizio già prestato.
53 Il fondo eroga le medesime prestazioni ai dirigenti del Gruppo Italgas.
6 agosto 2015, n. 125. In particolare, la Legge, agli articoli 9-decies e 9-undecies, ha stabilito a carico del datore di lavoro: (i) un contributo straordinario per la copertura degli oneri relativi ai trattamenti pensionistici integrativi in essere all'atto della soppressione del Fondo Gas per gli anni dal 2015 al 202054.; (ii) a favore degli iscritti o in prosecuzione volontaria della contribuzione, che alla data del 30 novembre 2015 non maturano il diritto al trattamento pensionistico integrativo da parte del soppresso Fondo Gas, un importo pari all'1% per ogni anno di iscrizione al fondo integrativo moltiplicato per l'imponibile previdenziale relativo al medesimo fondo integrativo per l'anno 2014, da destinare presso il datore di lavoro o alla previdenza complementare.
Allo stato attuale, si è in attesa di conoscere i criteri, le modalità ed i tempi di corresponsione del contributo straordinario. Le scelte dei lavoratori sulla destinazione degli importi (previdenza complementare o presso il datore di lavoro) si sono concluse, così come previsto dalla Legge, in data il 14 febbraio 2016.
Gli altri fondi per benefici ai dipendenti (7 milioni di euro al 31 dicembre 2016) sono relativi ai premi di anzianità e al piano di Incentivazione Monetaria Differita (IMD).
I piani di incentivazione monetaria differita sono attribuiti ai dirigenti che hanno conseguito gli obiettivi prefissati nell'anno precedente a quello di assegnazione e prevedono l'attribuzione di un incentivo base che sarà erogato dopo tre anni in misura variabile in funzione delle performance aziendali conseguite nel corso del triennio successivo al momento dell'assegnazione. Il beneficio è stanziato al momento in cui sorge l'impegno di Italgas nei confronti del dipendente. La stima è oggetto di revisione negli esercizi successivi in base alla consuntivazione realizzate e all'aggiornamento delle previsioni di risultato (superiore o inferiore al target).
I piani di incentivazione di lungo termine, che hanno sostituito le precedenti assegnazioni di stock option, prevedono, dopo tre anni dall'assegnazione, l'erogazione di un beneficio monetario variabile legato ad un parametro di performance aziendali. L'ottenimento del beneficio è legato al raggiungimento di determinati livelli di performance futuri, e condizionato alla permanenza dell'assegnatario nell'impresa nel triennio successivo all'assegnazione (cosiddetto "Vesting period"). Tale beneficio è stanziato pro rata temporis lungo il triennio in funzione delle consuntivazione dei parametri di performance.
I premi di anzianità sono benefici erogati al raggiungimento di un periodo minimo di servizio in azienda e sono erogati in natura.
I piani di incentivazione monetaria differita e di incentivazione monetaria di lungo termine, nonché i premi di anzianità, si qualificano, ai sensi dello IAS 19, come altri benefici a lungo termine.
La composizione e la movimentazione dei fondi per benefici ai dipendenti, valutati applicando tecniche attuariali, è la seguente55:
| 1.6.2016 | 31.12.2016 | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Fondo | FISDE | Fondo | Altri | Totale | Fondo | FISDE | Fondo | Altri | Totale | ||
| Valore attuale dell'obbligazione all'inizio dell'esercizio Variazione area di consolidamento |
TFR | Gas (*) | fondi | TFR 74 |
6 | Gas (*) 36 |
fondi 7 |
123 | ||||
| Costo corrente | ||||||||||||
| Costo per prestazioni passate Costo per Interessi |
||||||||||||
| Rivalutazioni / (Svalutazioni): | (2) | (1) | (3) | |||||||||
| - (Utili) / Perdite attuariali risultanti da variazioni nelle ipotesi finanziarie |
(2) | (1) | (3) | |||||||||
| - Effetto dell'esperienza passata | ||||||||||||
| Benefici pagati | ||||||||||||
| Effetto trasferimenti | 1 | 1 | ||||||||||
| Valore attuale dell'obbligazione al termine dell'esercizio | 73 | 6 | 35 | 7 | 121 |
(*) Riguarda la valutazione della passività derivante: (i) dal contributo, a favore degli iscritti in servizio o in prosecuzione volontaria della contribuzione, pari all'1% per ogni anno di iscrizione al Fondo Gas moltiplicato per l'imponibile previdenziale relativo al medesimo Fondo Gas per l'anno 2014, (ii) il contributo straordinario per la copertura degli oneri relativi ai trattamenti pensionistici integrativi in essere all'atto della soppressione del Fondo Gas per gli anni dal 2015 al 2020.
54 L'art. 9-quinquiesdecies dispone inoltre che "... Qualora dal monitoraggio si verifichi l'insufficienza del contributo straordinario di cui al comma 9-decies per la copertura dei relativi oneri, con decreto direttoriale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e con il Ministero dell'economia e delle finanze, si provvede alla rideterminazione dell'entità del contributo straordinario, dei criteri di ripartizione dello stesso tra i datori di lavoro, nonché dei tempi e delle modalità di corresponsione del contributo straordinario all'INPS".
55 Nella tabella è altresì riportata la riconciliazione delle passività rilevate nei fondi per benefici ai dipendenti.
I costi per piani a benefici definiti rilevati tra le altre componenti dell'utile complessivo sono analizzati nella seguente tabella:
| 2016 | |||
|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Fondo TFR |
FISDE | Totale |
| (Svalutazioni)/Rivalutazioni: | |||
| - (Utili)/Perdite attuariali risultanti da variazioni nelle ipotesi finanziarie | (2) | (2) | |
| - Effetto dell'esperienza passata | |||
| (2) | (2) |
Nel prospetto di seguito riportato sono rappresentate le principali ipotesi attuariali adottate per valutare le passività alla fine dell'esercizio e per determinare il costo dell'esercizio successivo.
| 2016 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Fondo | Fondo | Altri | |||||
| TFR | FISDE | Gas | fondi | ||||
| Tasso di attualizzazione (%) | 1,20 | 1,20 | 1,20 | N/A | |||
| Tasso di inflazione (%) (*) | 1,20 | 1,20 | N/A | N/A | |||
(*) Con riferimento agli altri fondi il tasso è riferito ai soli premi di anzianità.
Il tasso di attualizzazione adottato è stato determinato considerando i rendimenti di titoli obbligazionari di aziende primarie (Corporate Bond area euro e rating AA).
I piani per benefici ai dipendenti rilevati da Italgas sono soggetti, in particolare, al rischio di tasso, in quanto una variazione del tasso di attualizzazione potrebbe comportare una variazione significativa della passività.
Di seguito sono illustrati gli effetti derivanti da una modifica ragionevolmente possibile56 relativa al tasso di attualizzazione alla fine dell'esercizio.
La sensitivity sul tasso di attualizzazione rappresenta la variazione del valore della passività attuariale che si ottiene con i dati di valutazione di fine anno, variando il tasso di attualizzazione di un certo numero di basis points, ferme restando le altre ipotesi.
| (milioni di €) | Tasso di attualizzazione | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| Effetto su obbligazione netta al 31.12.2016 | Riduzione di 0,5% |
Incremento di 0,5 % |
|||
| Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato | 3 | (4) | |||
| FISDE | |||||
| Fondo Gas (*) | 3 | (1) | |||
| Altri fondi per benefici ai dipendenti | |||||
| 6 | (5) |
(*) L'importo include la stima del contributo di solidarietà INPS del 10% applicato sulle somme da destinare alla previdenza complementare.
Il profilo di scadenza delle obbligazioni per piani a benefici per i dipendenti è riportato nella tabella seguente:
56 Con riferimento al FISDE, eventuali variazioni relative alla mortalità non comportano effetti significativi sulla passività.
| 1.6.2016 31.12.2016 |
||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Fondo TFR |
FISDE | Fondo Gas (*) |
Altri fondi |
Totale | Fondo TFR |
FISDE | Fondo Gas (*) |
Altri fondi |
Totale |
| Entro l'esercizio successivo | 2 | 4 | 3 | 9 | ||||||
| Entro cinque anni | 10 | 1 | 14 | 4 | 29 | |||||
| Oltre cinque e fino dieci anni | 28 | 1 | 13 | 42 | ||||||
| Oltre dieci anni | 33 | 4 | 4 | 41 | ||||||
| 73 | 6 | 35 | 7 | 121 |
(*) L'importo include la stima del contributo di solidarietà INPS del 10% applicato sulle somme da destinare alla previdenza complementare.
La durata media ponderata delle obbligazioni per piani a benefici per i dipendenti è di seguito indicata:
| 2016 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Fondo TFR | FISDE | Fondo Gas | Altri fondi | |||
| Duration media ponderata (anni) | 10 | 15 | 6 | 2 |
21) Passività per imposte differite
Le passività per imposte differite, di importo pari a 106 milioni di euro sono esposte al netto delle attività per imposte anticipate compensabili, di importo pari a 221 milioni di euro.
Non vi sono imposte sul reddito anticipate non compensabili.
| (milioni di €) | 1.6.2016 | Variaz. area di consolidamento |
Accantonamenti | Utilizzi | Altre variazioni | 31.12.2016 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Passività per imposte differite | 330 | 1 | (4) | 327 | ||
| Attività per imposte anticipate | (213) | (12) | 4 | (221) | ||
| 117 | (11) | 106 |
Le passività per imposte differite e le attività per imposte anticipate sono di seguito analizzate in base alla natura delle differenze temporanee più significative:
| 31.12.2016 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Saldo iniziale | Variazioni area di consolidamento |
Accantonamenti | Utilizzi | Impatti rilevati a patrimonio netto |
Altre variazioni | Saldo finale | di cui: IRES |
di cui: IRAP |
| Passività per imposte differite | 330 | 1 | (4) | 327 | 296 | 31 | |||
| Ammortamenti effettuati ai soli fini fiscali | 201 | (1) | (16) | 184 | 174 | 10 | |||
| Rivalutazioni attività materiali | 116 | 16 | 132 | 112 | 20 | ||||
| Plusvalenze a tassazione differita | 4 | (3) | 1 | 1 | |||||
| Benefici ai dipendenti | 3 | 1 | 4 | 3 | 1 | ||||
| Capitalizzazione oneri finanziari | 3 | 3 | 3 | ||||||
| Svalutazione crediti eccedente | 1 | 1 | 1 | ||||||
| Altre differenze temporanee | 2 | 2 | 2 | ||||||
| Attività per imposte anticipate | (213) | (12) | 4 | (221) | (198) | (23) | |||
| Smantellamento e ripristino siti | |||||||||
| Fondi rischi e oneri e altri accantonamenti non deducibili | (69) | (1) | (70) | (61) | (9) | ||||
| Contributi a fondo perduto e contrattuali | (73) | (5) | (78) | (66) | (12) | ||||
| Ammortamenti non deducibili | (57) | 4 | (53) | (53) | |||||
| Benefici ai dipendenti | (12) | (3) | (15) | (13) | (2) | ||||
| Altre differenze temporanee | (2) | (3) | (5) | (5) | |||||
| Passività nette per imposte differite | 117 | (11) | 106 | 98 | 8 |
Le attività per imposte anticipate e le passività per imposte differite sono da considerarsi a lungo termine.
Le imposte dell'esercizio sono illustrate alla nota "Imposte dell'esercizio".
22) Patrimonio netto
Il patrimonio netto, di importo pari a 1.064 milioni euro al 31 dicembre 2016, si analizza come segue:
| (milioni di €) 1.6.2016 |
31.12.2016 |
|---|---|
| Patrimonio netto di spettanza di Italgas | 1.063 |
| Capitale sociale | 1.001 |
| Riserva legale | 192 |
| Riserva da soprapprezzo azioni | 620 |
| Riserva da consolidamento | (316) |
| Altre riserve | (350) |
| Utili relativi a esercizi precedenti | |
| Riserva da remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti | (12) |
| Utile (perdita) netto | (72) |
| a dedurre | |
| - Azioni proprie | |
| Patrimonio netto di spettanza di terzi | 1 |
| Napoletanagas | 1 |
| 1.064 |
Si riepilogano di seguito gli effetti patrimoniali sul patrimonio netto, come risultanti dall'intera operazione (costituzione di Italgas, conferimento, acquisto e scissione).
| (milioni di €) | Costituzione | Conferimento | Acquisto (*) | Scissione | effetto consolidato |
PN finale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitale sociale | euro 50.000 | 40 | 961 | 1.001 | ||
| Riserva legale | 192 | 192 | ||||
| Riserva da sovrapprezzo azioni | 204 | 416 | 620 | |||
| Riserva da remeasurement piani a | ||||||
| benefici definiti per i dipendenti | (14) | (14) | ||||
| Riserva da consolidamento | (316) | (316) | ||||
| Altre riserve | (350) | (350) | ||||
| 244 | (350) | 1.569 | (330) | 1.133 |
(*) La riserva è rilevata a fronte dell'acquisto ed è pari alla differenza tra il prezzo di acquisto e la corrispondente frazione di costo della partecipazione
Capitale sociale
Il capitale sociale al 31 dicembre 2016 risulta costituito da n. 809.135.502 azioni prive di indicazione del valore nominale, a fronte di un controvalore complessivo pari a 1.001.231.518,44 euro.
Riserva legale
La riserva legale al 31 dicembre 2016 ammonta a 192 milioni di euro.
Riserva da soprapprezzo azioni
La riserva da soprapprezzo azioni al 31 dicembre 2016 ammonta a 620 milioni di euro.
Riserva da consolidamento
La riserva da consolidamento (negativa di 316 milioni di euro) è stata determinata in sede di primo consolidamento per effetto della differenza emergente tra (i) il costo di acquisto della partecipazione di Italgas Reti S.p.A. (2.967 milioni di euro) e (ii) i relativi patrimoni netti di competenza del gruppo alla data di perfezionamento dell'operazione (2.637 milioni di euro) e della ricostituzione nei prospetti consolidati della Riserva negativa da remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti pari a -14 milioni di euro.
Altre riserve
Le altre riserve, -350 milioni di euro al 31 dicembre 2016, riguardano la riserva per business combination under common control iscritta a seguito dell'acquisto da Snam S.p.A del 38,87% della partecipazione in Italgas Reti S.p.A., pari alla differenza tra il corrispettivo dell'acquisto (1.503 milioni di euro) e il valore di iscrizione della partecipazione (1.153 milioni di euro).
A tale riguardo occorre precisare che l'acquisizione delle attività della Distribuzione di gas naturale è avvenuta mediante tre contestuali operazioni (conferimento, vendita e scissione) della Partecipazione detenuta da Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. a favore di Italgas S.p.A.. Tale operazione ha determinato il deconsolidamento da parte di Snam del settore Distribuzione gas naturale, e da parte di Italgas S.p.A. l'acquisizione della partecipazione in Italgas Reti e, a livello consolidato, delle attività nette del settore distribuzione gas. Si ricorda che l'azionista di riferimento di Snam, CDP, è contestualmente l'azionista di riferimento di Italgas. L'esposizione sopra descritta riflette un'impostazione basata sulla continuità di valori contabili (rispetto a Snam) in quanto l'operazione rappresenta, nell'ambito del più ampio gruppo di cui Italgas è parte, una "aggregazione di entità o attività aziendali sotto comune controllo". Le società partecipanti all'aggregazione aziendale (Snam, Italgas ed Italgas Reti) sono rimaste per effetto dell'operazione, soggette al controllo e, quindi, consolidate integralmente dallo stesso soggetto (CDP), ai sensi del Principio Contabile IFRS 10, come rappresentato da Snam nel documento informativo ex art. 70 e da Italgas nel documento informativo ex. art. 57.
Riserva da remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti
La riserva per rimisurazione piani per benefici ai dipendenti al 31 dicembre 2016 (-12 milioni di euro) accoglie le perdite attuariali, al netto del relativo effetto fiscale, iscritte nelle altre componenti dell'Utile complessivo, ai sensi di quanto previsto dallo IAS 19.
La movimentazione della riserva nel corso dell'esercizio è di seguito analizzata:
| (milioni di €) | Riserva lorda | Effetto fiscale | Riserva netta |
|---|---|---|---|
| Riserva al 1 gennaio 2016 | |||
| Variazioni area di consolidamento | (19) | 5 | (14) |
| Variazioni dell'esercizio 2016 | 2 | 2 | |
| Riserva al 31 dicembre 2016 | (17) | 5 | (12) |
Azioni proprie
Al 31 dicembre 2016 Italgas non possiede azioni proprie in portafoglio.
Dividendi
Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 23 marzo 2017, ha proposto all'Assemblea degli Azionisti convocata per il 28 aprile 2017, la distribuzione di un dividendo ordinario di 0,20 euro per azione. Il dividendo sarà messo in pagamento a partire dal 24 maggio 2017 con stacco cedola il 22 maggio 2017 e record date 23 maggio 2017.
Interessenze di terzi
Il risultato dell'esercizio e il Patrimonio Netto di spettanza delle interessenze di terzi sono riferiti alle seguenti entità, oggetto di consolidamento:
| (milioni di €) | Patrimonio netto di | Patrimonio netto | Risultato di esercizio | Risultato di esercizio |
|---|---|---|---|---|
| spettanza di terzi | di spettanza di terzi | di spettanza di terzi | di spettanza di terzi | |
| 1.6.2016 | 31.12.2016 | 1.6.2016 | 31.12.2016 | |
| Napoletanagas | 1 |
23) Garanzie, impegni e rischi
Le garanzie, impegni e rischi, di importo pari a 642 milioni di euro al 31 dicembre 2016, si analizzano come segue:
| (milioni di €) | 1.1.2016 | 31.12.2016 |
|---|---|---|
| Garanzie prestate nell'interesse: | 96 | |
| - di imprese controllate | 96 | |
| Impegni finanziari e rischi: | 546 | |
| Impegni | 504 | |
| Impegni per l'acquisto di beni e servizi | 495 | |
| Altri | 9 | |
| Rischi | 42 | |
| - per risarcimenti e contestazioni | 42 | |
| 642 |
Garanzie
Le garanzie pari a 96 milioni di euro si riferiscono principalmente a garanzie emesse con manleva di Snam S.p.A. a fronte di fidejussioni e altre garanzie rilasciate nell'interesse delle controllate (92 milioni di euro) e di garanzie emesse da Eni S.p.A. (1 milione di euro), a garanzia di buona esecuzione lavori e a fronte di partecipazioni a gare e affidamenti relativi alla distribuzione del gas naturale.
Impegni
Al 31 dicembre 2016 gli impegni assunti con fornitori per l'acquisto di attività materiali e la fornitura di servizi relativi agli investimenti in attività materiali e immateriali in corso di realizzazione ammontano complessivamente a 495 milioni di euro.
Gli altri impegni si riferiscono a pagamenti minimi futuri relativi alle operazioni di leasing operativo non annullabili (9 milioni di euro, di cui 2 milioni di euro scadenti entro l'esercizio successivo e 7 milioni di euro tra uno e cinque anni).
Rischi
I rischi per risarcimenti e contestazioni (42 milioni di euro) sono relativi a oneri risarcitori possibili ma non probabili in conseguenza di controversie legali in atto, con bassa probabilità di verifica del relativo rischio economico.
GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
Premessa
Italgas ha istituito, alle dirette dipendenze del Direttore Generale Finanza e Servizi, l'unità Enterprise Risk Management (ERM) al fine di presidiare il processo di gestione integrata dei rischi aziendali per tutte le società del Gruppo. I principali obiettivi dell'ERM sono la definizione di un modello omogeneo e trasversale di valutazione dei rischi, l'identificazione dei rischi prioritari, nonché di garantire il consolidamento delle azioni di mitigazione e l'elaborazione di un sistema di reporting.
La metodologia ERM adottata dal Gruppo Italgas è in linea con i modelli di riferimento e le best practice internazionali esistenti (COSO Framework e ISO 31000).
L'ERM opera nell'ambito del più vasto Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Italgas.
Nell'ambito dei rischi d'impresa, i principali rischi finanziari identificati, monitorati, e, per quanto di seguito specificato, gestiti da Italgas, sono i seguenti:
- il rischio derivante dall'esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse;
- il rischio di credito derivante dalla possibilità di default di una controparte;
- il rischio liquidità derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni a breve termine;
- il rischio rating;
- il rischio di default e covenant sul debito.
Di seguito sono descritte le politiche e i principi di Italgas per la gestione e il controllo dei rischi derivanti da strumenti finanziari sopra elencati. In accordo con le informazioni da indicare ai sensi dell'IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative", sono altresì illustrati la natura e l'entità dei rischi risultanti da tali strumenti.
Con riferimento agli altri rischi che caratterizzano la gestione (i rischi operativi e i rischi specifici dei settori in cui Italgas opera) si rinvia a quanto indicato nella Relazione sulla gestione al capitolo "Fattori d'incertezza e gestione del rischio".
Rischio di variazione dei tassi di interesse
Le oscillazioni dei tassi di interesse influiscono sul valore di mercato delle attività e delle passività finanziarie dell'impresa e sul livello degli oneri finanziari netti. Il Gruppo Italgas adotta un modello organizzativo di funzionamento di tipo accentrato. Le strutture di Italgas, in funzione di tale modello, assicurano le coperture dei fabbisogni tramite l'accesso ai mercati finanziari (canale bancario) e l'impiego dei fondi, in coerenza con gli obiettivi approvati, garantendo il mantenimento del profilo di rischio entro i limiti definiti.
Al 31 dicembre 2016 l'indebitamento finanziario risulta interamente a tasso variabile.
Al 31 dicembre 2016 il Gruppo Italgas utilizza risorse finanziarie esterne nelle forme di contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con Banche e altri Istituti Finanziatori, sotto forma di debiti finanziari a medio - lungo termine e linee di credito bancarie a tassi di interesse indicizzati sui tassi di riferimento del mercato, in particolare l'Europe Interbank Offered Rate (Euribor).
Pertanto un aumento dei tassi di interesse potrebbe avere effettivi negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del gruppo Italgas. Tuttavia, considerato l'attuale contesto di mercato caratterizzato da tassi Euribor negativi, gli impatti sul patrimonio netto e sul risultato netto d'esercizio di un'ipotetica variazione positiva e negativa del 10% dei tassi di interesse risultano trascurabili o comunque non significativi.
Italgas ha come obiettivo il mantenimento, a regime, di un rapporto di indebitamento tra tasso fisso e tasso variabile tale da minimizzare il rischio di innalzamento dei tassi di interesse, con un obiettivo di composizione dell'indebitamento tra tasso fisso e tasso variabile nell'ordine di 2/3 a tasso fisso e 1/3 a tasso variabile. Si segnala a tal proposito che nei primi mesi del 2017 la Società ha emesso prestiti obbligazionari per complessivi 2.150 milioni di euro con le seguenti caratteristiche: (i) 1.500 milioni di euro, emessi in data 19 gennaio 2017 e suddivisi in due tranches, la prima a 5 anni e la seconda a 10 anni, entrambe a tasso fisso, per un importo di 750 milioni di euro ciascuna e cedola annua rispettivamente dello 0,50% e dell'1,625%; (ii) 650 milioni di euro emessi in data 14 marzo 2017, con scadenza il 14 marzo 2024 e cedola annua a tasso fisso dell' 1,125%.
Rischio credito
Il rischio credito rappresenta l'esposizione della Società a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti. Il mancato o ritardato pagamento dei corrispettivi dovuti potrebbe incidere negativamente sui risultati economici e sulla situazione finanziaria di Italgas.
Relativamente al rischio di inadempienza della controparte in contratti di natura commerciale, la gestione del credito è affidata alla responsabilità delle unità di business e alle funzioni accentrate di Italgas per le attività connesse al recupero crediti e all'eventuale gestione del contenzioso.
Le regole per l'accesso degli utenti al servizio di distribuzione del gas sono stabilite dall'AEEGSI e sono previste nei Codici di Rete, ovvero in documenti che stabiliscono, per ciascuna tipologia di servizio, le norme che regolano i diritti e gli obblighi dei soggetti coinvolti nel processo di erogazione dei servizi stessi, e dettano clausole contrattuali che riducono i rischi di inadempienza da parte dei clienti.
Al 31 dicembre 2016 non si evidenziano significativi rischi di credito. Si rileva comunque che circa il 95% dei crediti commerciali è riferito a clienti di primaria affidabilità, tra i quali Eni rappresenta il 47% del totale dei crediti commerciali.
Non può essere escluso, tuttavia, che Italgas possa incorrere in passività e/o perdite derivanti dal mancato adempimento di obbligazioni di pagamento dei propri clienti, tenuto conto anche dell'attuale congiuntura economico - finanziaria che rende l'attività di incasso crediti più complessa e critica.
Rischio liquidità
Il rischio liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell'incapacità di reperire nuovi fondi (funding liquidity risk) o di liquidare attività sul mercato (asset liquidity risk), l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento determinando un impatto sul risultato economico nel caso in cui l'impresa sia costretta a sostenere costi addizionali per fronteggiare i propri impegni o, come estrema conseguenza, una situazione di insolvibilità che pone a rischio l'attività aziendale.
Al fine di mitigare tale rischio e di mantenere un livello di liquidità coerente con quanto richiesto per il mantenimento del rating, Italgas ha sottoscritto contratti di finanziamento in misura eccedente rispetto alle necessità finanziarie al 31 dicembre 2016. Tale eccedenza (pari a 1,1 miliardi di euro) potrà essere utilizzata per fronteggiare eventuali temporanee esigenze di liquidità, qualora il fabbisogno finanziario effettivo risulti superiore a quello stimato.
Italgas ha come obiettivo, sul piano finanziario, la costituzione di una struttura finanziaria (in termini di: rapporto tra indebitamento e RAB, tra indebitamento a breve e a medio lungo termine, tra indebitamento a tasso fisso e a tasso variabile e di quello fra credito bancario accordato a fermo e credito bancario utilizzato) che, in coerenza con gli obiettivi di business, garantisca un livello di liquidità adeguato per il gruppo in termini di durata e di composizione del debito.
A tal fine si segnala che al 31 dicembre 2016 Italgas ha lanciato un programma Euro Medium Term Notes (EMTN) che consente l'emissione, entro il 31 ottobre 2017, di uno o più prestiti obbligazionari per un importo massimo di 2,8 miliardi di euro, da collocare presso investitori istituzionali.
Rischio rating
Con riferimento al debito a lungo termine di Italgas, rispettivamente in data 7 e 8 novembre 2016 Fitch e Moody's hanno assegnato a Italgas S.p.A. il rating definitivo di BBB+ (outlook stabile) e Baa1 (outlook stabile, successivamente modificato in outlook negativo in data 12 dicembre 2016, a seguito del precedente cambiamento da stabile a negativo dell'outlook sul rating a lungo termine della Repubblica Italiana).
Sulla base delle metodologie adottate dalle agenzie di rating, il downgrade di un notch dell'attuale rating della Repubblica Italiana potrebbe innestare un aggiustamento al ribasso dell'attuale rating di Italgas.
Rischio di default e covenant sul debito
Al 31 dicembre 2016 non sono presenti covenant finanziari e contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori assistiti da garanzie reali. Alcuni di tali contratti prevedono, inter alia, il rispetto di: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Italgas e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare.
Il mancato rispetto degli impegni previsti per tali finanziamenti, in alcuni casi solo qualora tale mancato rispetto non venga rimediato nei periodi di tempo previsti, nonché il verificarsi di altre fattispecie quali, a titolo esemplificativo, eventi di cross - default, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, determinano ipotesi di inadempimento in capo ad Italgas e, eventualmente, possono causare l'esigibilità immediata del relativo prestito.
Pagamenti futuri a fronte di passività finanziarie, debiti commerciali e altri debiti
Nella seguente tabella si riporta il piano dei rimborsi contrattualmente previsti relativi ai debiti finanziari compresi i pagamenti per interessi:
| Scadenza | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Saldo al 1.6.2016 |
Saldo al 31.12.2016 |
Quota con scadenza entro 12 mesi |
Quota con scadenza oltre 12 mesi |
2018 | 2019 | 2020 | 2021 | Oltre |
| Passività finanziarie | |||||||||
| Finanziamenti bancari | 3.619 | 2.696 | 923 | 220 | 20 | 53 | 630 | ||
| Interessi su finanziamenti | 124 | 8 | 58 | 4 | 4 | 4 | 4 | 42 | |
| 3.743 | 2.704 | 981 | 4 | 224 | 24 | 57 | 672 |
Con riferimento alle tempistiche di pagamento a fronte di debiti commerciali e altri debiti, si rimanda alla nota "Passività finanziarie a breve termine, passività finanziarie a lungo termine e quote a breve di passività finanziarie a lungo termine" del bilancio consolidato.
Altre informazioni sugli strumenti finanziari
Con riferimento alle categorie previste dallo IAS 39 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione", si precisa che Italgas non detiene né attività finanziarie detenute fino alla scadenza, né disponibili per la vendita, né possedute per la negoziazione. Di conseguenza le attività e le passività finanziarie, rientrano integralmente nella categoria degli strumenti finanziari valutati secondo il metodo del costo ammortizzato.
Il valore di iscrizione degli strumenti finanziari e i relativi effetti economici e patrimoniali si analizzano come segue:
| Valore di iscrizione | Proventi / Oneri | Proventi / Oneri | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| a conto economico | a patrimonio netto (a) | |||||
| Saldo al | Saldo al | Saldo al | Saldo al | Saldo al | Saldo al | |
| (milioni di €) | 1.6.2016 | 31.12.2016 | 1.6.2016 | 31.12.2016 | 1.6.2016 | 31.12.2016 |
| Strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato | ||||||
| - Crediti finanziari (b) | ||||||
| - Debiti finanziari (b) | 3.619 | (124) | ||||
(a) Al netto dell'effetto fiscale.
(b) Gli effetti a Conto economico sono rilevati nella voce "Proventi/(Oneri) finanziari".
Nella tabella seguente viene fornito il confronto tra il valore di iscrizione delle attività e passività finanziarie e il relativo fair value.
| Saldo al 1.6.2016 | Saldo al 31.12.2016 | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Valore contabile |
Valore di mercato |
Valore contabile |
Valore di mercato |
|
| Strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato | |||||
| - Crediti finanziari | |||||
| - Debiti finanziari | 3.619 | 3.619 | |||
Si rileva che il valore di iscrizione in bilancio dei crediti commerciali e altri crediti approssima la relativa valutazione al fair value, considerando il limitato intervallo temporale tra il sorgere del credito e la sua scadenza.
Valore di mercato degli strumenti finanziari
Di seguito è indicata la classificazione delle attività e passività finanziarie, valutate al fair value nello schema della situazione patrimoniale - finanziaria secondo la gerarchia del fair value definita in funzione della significatività degli input utilizzati nel processo di valutazione. In particolare, a seconda delle caratteristiche degli input utilizzati per la valutazione, la gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:
- a) livello 1: prezzi quotati (e non oggetto di modifica) su mercati attivi per le stesse attività o passività finanziarie;
- b) livello 2: valutazioni effettuate sulla base di input, differenti dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che, per le attività/passività oggetto di valutazione, sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (in quanto derivati dai prezzi);
- c) livello 3: input non basati su dati di mercato osservabili.
Contenziosi e altri provvedimenti
Italgas è parte in procedimenti civili, amministrativi e penali e in azioni legali collegate al normale svolgimento delle sue attività. Sulla base delle informazioni attualmente a disposizione, e tenuto conto dei rischi esistenti, Italgas ritiene che tali procedimenti e azioni non determineranno effetti negativi rilevanti sul proprio bilancio consolidato.
Di seguito è indicata una sintesi dei procedimenti più significativi; salvo diversa indicazione non è stato effettuato alcuno stanziamento a fronte dei contenziosi di seguito descritti in quanto la Società ritiene improbabile un esito sfavorevole dei procedimenti, ovvero perché l'ammontare dello stanziamento non è stimabile in modo attendibile.
Contenzioso penale
Italgas Reti S.p.A. – Evento Barletta
In data 25 aprile 2015 si è verificata un'esplosione a causa di una fuga di gas. L'evento, che si è prodotto nel corso di un intervento conseguente a una segnalazione di danneggiamento della rete del gas da parte di una società terza, ha causato la morte di un operaio Italgas Reti e altri feriti. La Procura della Repubblica competente ha avviato le indagini, alle quali la Società sta attivamente collaborando.
Italgas Reti S.p.A. – Evento Roma/Via Parlatore
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha aperto un'indagine in merito all'incidente occorso il 7 settembre 2015 durante un intervento ordinario sulla rete di distribuzione del gas del Comune di Roma. L'incidente, verificatosi per cause ancora in corso di accertamento, ha dato luogo a un incendio che ha coinvolto tre persone. Due di esse, operai di un'impresa appaltatrice di Italgas Reti, sono state ferite in modo lieve. La terza persona – un dipendente di Italgas Reti – è morta dopo qualche settimana, nonostante le cure mediche. L'indagine, che vede attualmente coinvolti alcuni manager di Italgas Reti, è ancora in corso e non si può escludere la contestazione di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. La società sta attivamente cooperando con le Autorità competenti.
Italgas Reti S.p.A. – Evento Cerro Maggiore/Via Risorgimento
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio ha aperto un procedimento penale, attualmente contro dirigenti, tecnici e operai di Italgas Reti, in relazione all'incidente occorso in data 11 novembre 2015 durante un'attività di pronto intervento. L'incidente è stato causato da una dispersione di gas dovuta a lavori di trivellazione orizzontale teleguidata per la posa di cavo in fibra ottica eseguiti da terzi.
L'esplosione è avvenuta mentre erano in corso di completamento le attività di intercettazione del tratto interessato dal danneggiamento, causando il crollo dell'abitazione al civico 39 e provocando la morte della signora che vi abitava, il ferimento grave di un dipendente della società Italgas Reti e di altre due persone in maniera leggera. L'area è stata posta sotto sequestro. In data 15 novembre 2015 la Procura della Repubblica di Busto Arsizio ha notificato un avviso di accertamento tecnico non ripetibile; il Pubblico Ministero ha nominato i propri consulenti tecnici, che hanno depositato la loro relazione in data 22 aprile 2016. Italgas Reti ha, altresì, nominato i propri consulenti tecnici di parte. L'indagine è ancora in corso e non si può escludere la contestazione di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. La società sta attivamente cooperando con le Autorità competenti.
Italgas Reti S.p.A. – Evento Roma/Via Magnaghi
In data 25 ottobre 2016, mentre era in corso un intervento di sostituzione contatore da parte di dipendenti di un'impresa appaltatrice di Italgas Reti, si è verificato un incendio che ha coinvolto, oltre a due operai, anche il proprietario dell'immobile. I tre hanno riportato lesioni di vario grado. La competente Procura della Repubblica ha avviato le indagini nei confronti di ignoti a cui la Società sta attivamente collaborando.
Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI)
Italgas Reti S.p.A. – Violazioni in materia di qualità del servizio di distribuzione del gas
Con deliberazione 33/2012/S/gas del 9 febbraio 2012, l'AEEGSI ha disposto l'"Avvio di quattro procedimenti sanzionatori per l'irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie, in materia di qualità del servizio di distribuzione del gas" per l'accertamento della violazione degli artt. 2, comma 1 e 12, comma 7, lett. b) della deliberazione ARG/gas 120/08 da parte di quattro imprese di distribuzione del gas naturale, ivi inclusa Italgas Reti. L'AEEGSI rileva, in particolare, il mancato rispetto da parte della Società con riguardo all'impianto di Venezia, dell'obbligo di risanare o sostituire entro il 31 dicembre 2010, almeno il 50% delle condotte in ghisa con giunti canapa e piombo in esercizio al 31 dicembre 2003, previsto dall'art. 12, comma 7, lett. b) succitato. In data 25 marzo 2016 l'AEEGSI ha trasmesso la comunicazione delle risultanze istruttorie.
Italgas Reti S.p.A. – Violazioni in tema di fatturazione della componente tariffaria "canoni comunali" nel servizio di distribuzione gas
Con deliberazione 104/2015/S/gas del 12 marzo 2015, l'AEEGSI ha disposto l'avvio di un procedimento sanzionatorio per violazioni in tema di fatturazione della c.d. componente COLci. L'AEEGSI contesta, in particolare, il mancato rispetto delle modalità di fatturazione, previste dalla regolazione vigente, di detta componente. Il termine di durata dell'istruttoria è fissato in 180 giorni, mentre il termine per l'adozione del provvedimento finale è fissato in 90 giorni decorrenti dalla chiusura dell'istruttoria. In data 23 aprile 2015, l'AEEGSI ha formulato una richiesta di trasmissione dei dati di fatturazione della componente tariffaria COLci inerenti agli anni 2009-2013, cui la Società ha fornito riscontro in data 7 maggio 2015. Ad oggi ancora non risulta conclusa l'istruttoria.
Contenzioso amministrativo
Italgas Reti S.p.A. - Comune di Venezia - Tar Veneto
Italgas Reti ha impugnato dinnanzi al competente Giudice Amministrativo gli atti con cui il Comune di Venezia ha illegittimamente decurtato di circa € 31.000.000 il valore di rimborso spettante alla stessa Italgas Reti in qualità di gestore uscente del servizio di distribuzione del gas. Il Comune di Venezia sostiene di avere acquisito - a titolo di devoluzione gratuita – la proprietà di una porzione della rete di distribuzione del gas naturale. Italgas Reti ha puntualmente eccepito che il Comune di Venezia ha illegittimamente omesso di considerare gli effetti che, in virtù della vigente normativa di settore sulla devoluzione gratuita degli impianti del gas naturale, si sono prodotti in virtù del prolungamento della scadenza naturale della concessione fino al 2025. L'udienza di discussione del contenzioso è attualmente fissata al 5 aprile 2017.
Altre informazioni
Azioni promosse da Italgas Reti a seguito della fase di Amministrazione Giudiziaria
In data 25 luglio 2016 la Corte d'Appello di Palermo ha emesso decreto di revoca della misura del Controllo Giudiziario che era stato disposto nei confronti di Italgas Reti, dichiarando per l'effetto cessata l'esecuzione delle conseguenti prescrizioni. Dal momento che la Procura Generale non ha proposto nei termini di legge ricorso presso la Corte di Cassazione, il provvedimento favorevole a Italgas Reti è divenuto definitivo.
Italgas Reti, con ricorso depositato in data 24 ottobre 2016, ha proposto opposizione avverso il Provvedimento di liquidazione dei consulenti tecnici della Procura di Palermo, contestando la propria estraneità e, in subordine, l'eccesso dei compensi liquidati. La stessa Italgas Reti, in data 16 gennaio 2017, ha inoltre depositato presso il Tribunale di Palermo: (i) una nota di contestazione del rendiconto di gestione presentato dagli Amministratori Giudiziari, evidenziandone i profili di irregolarità ed incompletezza formale e documentale; nonché (ii) un'istanza con cui è stata richiesta la restituzione di tutti i costi ingiustamente sostenuti per i compensi ed i rimborsi spese liquidati nei confronti degli Amministratori Giudiziari e dei loro coadiutori e consulenti.
Contenziosi fiscali
Italgas Reti S.p.A. - Imposte dirette e indirette
Con riferimento alla verifica fiscale generale relativa al periodo d'imposta 2009, effettuata da funzionari dell'Agenzia delle Entrate (Direzionale Regionale del Piemonte, Settore Controlli e Riscossione, Ufficio Grandi Contribuenti) conclusasi in data 7 dicembre 2012 con il rilascio del Processo Verbale di Constatazione, sono stati formulati rilievi, che determinano maggiori imposte ai fini IRES, IRAP e IVA pari complessivamente a circa un milione di euro, oltre interessi e sanzioni. Il procedimento si è chiuso con esito negativo e la Società, in litisconsorzio con Eni S.p.A. limitatamente all'avviso di accertamento concernente l'IRES, in data 28 maggio 2015, ha proposto ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Torino, contestando unicamente i rilievi relativi all'indebita deduzione di imposte estere e ad oneri ritenuti non inerenti. La Società, corrispondentemente ai pagamenti effettuati, ha utilizzato il fondo rischi accantonato per complessivi 777.204,78 euro. In data 23 giugno 2016, la Commissione Provinciale di Torino ha accolto i ricorsi di Italgas proposti a maggio 2015. Non si è ritenuto opportuno effettuare variazioni del fondo rischi, trattandosi di sentenza non ancora definitiva.
In data 12 dicembre 2016 è stato notificato l'avviso di accertamento relativo a maggiori imposte IRES ed IRAP, oltre sanzioni ed interessi, per un ammontare complessivo di 240.600,00 euro, conseguente ai rilievi constatati con Processo Verbale del 17 novembre 2014, a chiusura della verifica fiscale generale che i funzionari dell'Agenzia delle Entrate hanno effettuato, nei confronti dell'incorporata AES S.p.A., in relazione al periodo d'imposta 2011. Tenuto conto della possibilità di ottenere la riduzione delle sanzioni ad un terzo, nonché di compensare l'imposta relativa alle poste per le quali è stata contestato un vizio di competenza, si ritiene che le probabilità di esborso relativo a questo accertamento siano limitate all'importo di 90.251,32 euro. E' stato integrato, pertanto, il preesistente fondo di 72.848,17 euro con un nuovo accantonamento pari a 17.403,15 euro.
Italgas Reti S.p.A. – Tributi locali
Il 29.12.2016 sono stati notificati ad Italgas Reti dalla Ama, per conto del Comune di Roma, avvisi di accertamento della Tariffa rifiuti - relativa al periodo dal 1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2013 - e della Tassa rifiuti - relativa al periodo dal 1 gennaio 2014 al 30 giugno 2016 - in relazione agli immobili di proprietà della Società in Via Giuseppe Guicciardi n. 47/53. E' in corso l'acquisizione della documentazione volta ad acclarare la situazione relativa ai diversi locali ed alle diverse aree, negli anni oggetto di accertamento, al fine di poter argomentare la contestazione dei provvedimenti notificati. Poiché, al momento, non si dispone della certezza di poter dimostrare a posteriori, in modo incontrovertibile, l'assenza dei presupposti su cui si fondano gli accertamenti e quindi di poter escludere che la passività si confermi, si è ritenuto necessario prevedere un accantonamento al fondo rischi, pari ad euro 1.572.117,10, in misura corrispondente al computo della Tariffa/Tassa, delle sanzioni ridotte (previste in caso di definizione agevolata) e degli interessi così come quantificati negli avvisi di accertamento.
Napoletanagas S.p.A. – Tributi locali
L'accantonamento al fondo rischi di natura fiscale riguarda avvisi di accertamento, relativi alla tassa smaltimento rifiuti, oggetto di contestazione da parte della Società. In particolare, l'incremento dell'anno 2016 comprende:
- l'importo di euro 25.185,00 (tasse, sanzioni e interessi) accertato da Publiservizi S.r.l., per conto del Comune di Caserta, in riferimento alle aree scoperte della sede di Viale dei Bersaglieri, per l'anno 2012. L'avviso è stato impugnato innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Caserta;
- l'importo di euro 72.404,53 (tasse, sanzioni e interessi), afferente l'avviso di accertamento pervenuto in data 18/10/2016, da parte di Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A. per il Comune di Napoli, in relazione ad un preteso recupero di tassa smaltimento rifiuti , relativa agli anni 2010, 2011 e 2012 per la sede di via Galileo Ferraris 66/f. Gli avvisi sono stati impugnati innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli;
- l'importo di euro 185.464,00 relativo a due avvisi pervenuti in data 29/12/2016, da parte di Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A, per conto del Comune di Napoli, mediante i quali è stata accertata una maggiore tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani per le annualità 2010, 2011 e 2012, in riferimento alle sedi di Napoli – Via Brin e via Leopardi. In relazione a questi avvisi, sono in corso verifiche atte a determinare gli importi effettivamente dovuti. Si è ritenuto comunque opportuno effettuare l'accantonamento di euro 185.464,00, comprensivi della tassa, delle sanzioni ridotte (previste in caso di definizione agevolata) e degli interessi.
Regolamentazione in materia ambientale
Per quanto riguarda il rischio ambientale, benché la Società ritenga di svolgere la propria attività nel sostanziale rispetto di leggi e regolamenti e tenendo conto degli adeguamenti alla normativa ambientale e degli interventi già effettuati, non può essere escluso con certezza che la Società possa incorrere in costi o responsabilità anche di proporzioni rilevanti.
Sono, infatti difficilmente prevedibili le ripercussioni di eventuali danni ambientali, anche in considerazione dei possibili effetti di nuove leggi e regolamenti per la tutela dell'ambiente, dell'impatto di eventuali innovazioni tecnologiche per il risanamento ambientale, della possibilità di controversie e della difficoltà di determinare le eventuali conseguenze, anche in relazione alla responsabilità di altri soggetti, ed ai possibili indennizzi assicurativi.
Le seguenti voci di Conto economico consolidato riguardano i valori di Italgas S.p.A. dalla data di costituzione (1 giugno 2016) e delle società controllate dalla data di acquisizione del loro controllo (7 novembre 2016).
24) Ricavi
La composizione dei ricavi dell'esercizio, di importo pari a 274 milioni di euro, è riportata nella tabella seguente.
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Ricavi della gestione caratteristica | 248 |
| Altri ricavi e proventi | 26 |
| 274 |
I ricavi del gruppo sono conseguiti esclusivamente in Italia e sono dettagliati di seguito.
Ricavi della gestione caratteristica
I ricavi della gestione caratteristica, di importo pari a 248 milioni di euro, sono analizzati nella tabella seguente:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Distribuzione gas naturale | 177 |
| Ricavi per costruzione e migliorie infrastrutture (IFRIC 12) | 62 |
| Assistenza tecnica, ingegneristica, informatica e prestazioni varie | 5 |
| Distribuzione e vendita acqua | 4 |
| 248 |
I ricavi della gestione caratteristica (248 milioni di euro) si riferiscono principalmente al corrispettivo per il servizio di vettoriamento del gas naturale (177 milioni di euro) e a ricavi derivanti dalla costruzione e dal potenziamento delle infrastrutture di distribuzione del gas naturale connessi agli accordi in concessione ai sensi di quanto previsto dall'IFRIC 12 (62 milioni di euro).
I ricavi della gestione caratteristica sono esposti al netto delle seguenti voci, relative a componenti tariffarie, addizionali rispetto alla tariffa, destinate alla copertura degli oneri di carattere generale del sistema gas. Gli importi riscossi da Italgas sono versati, per pari importo, alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA).
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Corrispettivi RE-RS-UG1 | 27 |
| Corrispettivi UG3 | 13 |
| Corrispettivi UG2 | 5 |
| Corrispettivi Bonus Gas e GS | (1) |
| 44 |
I corrispettivi addizionali al servizio di distribuzione (44 milioni di euro) riguardano principalmente i seguenti corrispettivi: (i) RE, a copertura degli oneri per misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili del settore del gas; (ii) RS, a copertura per la qualità dei servizi gas; (iii) UG1, a copertura di eventuali squilibri del sistema di perequazione e di eventuali conguagli; (iv) UG2, a compensazione dei costi di commercializzazione della vendita al dettaglio; (v) UG3int, a copertura degli oneri connessi all'intervento di interruzione; (vi) UG3ui, a copertura degli oneri connessi agli eventuali squilibri dei saldi dei meccanismi perequativi specifici per il Fornitore del servizio di Default Distribuzione (FDD), nonché degli oneri della morosità sostenuti dai Fornitori di Ultima Istanza (FUI), limitatamente ai clienti finali non disalimentabili; (vii) UG3ft, di alimentazione del conto oneri per il servizio dei fornitori transitori sulla rete di trasporto; (viii) GS, a copertura del sistema di compensazione tariffaria per i clienti economicamente disagiati.
I ricavi della distribuzione del gas (177 milioni di euro) si riferiscono al trasporto di gas naturale per conto di tutti gli operatori commerciali che richiedano l'accesso alle reti delle società di distribuzione in base al Codice di Rete; i volumi annuali di trasporto più rilevanti sono stati quelli relativi all'attività svolta nei confronti di Eni S.p.A.. Tali ricavi sono stati determinati in base alle delibere n. 367/2014/R/gas e 173/2016/R/gas dell'Autorità.
I ricavi della vendita acqua (4 milioni di euro) sono relativi alla distribuzione acqua conseguiti dalla Napoletanagas.
Altri ricavi e proventi
Gli altri ricavi e proventi, di importo pari a 26 milioni di euro, si analizzano come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Proventi da incentivi recupero sicurezza servizio distribuzione gas | 24 |
| Proventi degli investimenti immobiliari | 1 |
| Penalità contrattuali attive | 1 |
| 26 |
I proventi da incentivi recupero sicurezza, pari a 24 milioni di euro, sono relativi ai rimborsi riconosciuti dall'Autorità connessi al raggiungimento di standard qualitativi e tecnici relativi al servizio di distribuzione del gas naturale.
25) Costi operativi
La composizione dei costi operativi, di importo pari a 168 milioni di euro, è riportata nella tabella seguente:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi | 111 |
| Costo lavoro | 57 |
| 168 |
I costi operativi relativi alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture di distribuzione del gas naturale connessi agli accordi in concessione, iscritti ai sensi di quanto previsto dall'IFRIC 12, ammontano a 62 milioni di euro e risultano cosi composti:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Costi di acquisto materie prime, sussidiarie, di consumo e merci | 8 |
| Costi per servizi | 37 |
| Costi per godimento beni di terzi | 1 |
| Costo lavoro | 16 |
| 62 |
Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi
La voce acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi, di importo pari a 111 milioni di euro, si analizza come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Costi di acquisto materie prime, sussidiarie, di consumo e merci | 15 |
| Costi per servizi | 70 |
| Costi per godimento beni di terzi | 8 |
| Variazione delle rimanenze di materie prime, materiali diversi, di consumo e merci | (7) |
| Accantonamenti netti al fondo rischi e oneri | 5 |
| Altri oneri | 21 |
| 112 | |
| A dedurre: | |
| Incrementi per lavori interni | (1) |
| - di cui costi per servizi | (1) |
| 111 |
I costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci si analizzano come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Materiali per il magazzino | 15 |
| 15 |
I materiali a magazzino si riferiscono in particolare all'acquisto di misuratori e tubazioni gas.
I costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci includono i costi relativi alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture della distribuzione gas (8 milioni di euro) iscritti a fronte dell'entrata in vigore dell'IFRIC 12 dal 1 gennaio 2010.
I costi per servizi, di importo pari a 69 milioni di euro, riguardano:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Progettazione direzione lavori e manutenzioni impianti | 33 |
| Consulenze e prestazioni professionali | 13 |
| Servizi centralizzati service | 9 |
| Costi per servizi relativi al personale | 3 |
| Costi di vendita diversi | 3 |
| Servizi di telecomunicazioni | 2 |
| Servizi energia elettrica, acqua e altri (utility) | 1 |
| Assicurazioni | 1 |
| Servizi diversi | 7 |
| Utilizzo fondo rischi | (2) |
| 70 | |
| A dedurre: | |
| Incrementi per lavori interni | (1) |
| 69 |
I costi per servizi includono i costi relativi alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture della distribuzione gas (37 milioni di euro) iscritti a fronte dell'entrata in vigore dell'IFRIC 12 dal 1 gennaio 2010.
I costi per progettazione direzione lavori e manutenzioni impianti (33 milioni di euro) sono relativi essenzialmente all'attività di estensione e manutenzione degli impianti di distribuzione gas.
I costi per godimento beni di terzi, di importo pari a 8 milioni di euro, sono di seguito analizzati:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Canoni per brevetti, licenze e concessioni | 6 |
| Locazioni e noleggi | 2 |
| 8 |
I canoni, brevetti e licenze d'uso (6 milioni di euro) riguardano principalmente canoni riconosciuti agli enti concedenti per l'esercizio in concessione dell'attività di distribuzione del gas naturale.
Le locazioni e noleggi (2 milioni di euro) si riferiscono principalmente a canoni di affitto per immobili ad uso ufficio.
I costi per godimento beni di terzi includono i costi relativi alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture della distribuzione gas (1 milione di euro) iscritti a fronte dell'entrata in vigore dell'IFRIC 12 dal 1 gennaio 2010.
La variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (-7 milioni di euro) è dovuta essenzialmente al piano di sostituzione dei misuratori gas.
Gli accantonamenti netti del fondo rischi e oneri, di importo pari a 5 milioni di euro al netto degli utilizzi, si riferiscono essenzialmente al fondo rischi ambientali e al fondo rischi TEE. Per maggiori dettagli in merito alla movimentazione dei fondi rischi e oneri, si rimanda alla nota "Fondi per rischi e oneri".
Gli altri oneri, di importo pari a 21 milioni di euro, sono di seguito analizzati:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Penalità recuperi di sicurezza per il servizio di distribuzione gas | 16 |
| Imposte indirette, tasse e tributi locali | 3 |
| Oneri per transazioni, risarcimenti e sanzioni | 1 |
| Utilizzo fondo rischi | (1) |
| Altri oneri | 2 |
| 21 |
Le penalità recuperi sicurezza servizio distribuzione gas (16 milioni di euro) si riferiscono ai rimborsi, riconosciuti all'Autorità, connessi ai premi per recuperi di sicurezza del servizio di distribuzione gas per il 2016.
Costo lavoro
Il costo lavoro, di importo pari a 57 milioni di euro, si analizza come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Salari e stipendi | 29 |
| Oneri sociali | 10 |
| Oneri per piani a benefici ai dipendenti | 2 |
| Proventi per personale in comando | (1) |
| Altri oneri | 18 |
| 58 | |
| A dedurre: | |
| Incrementi per lavori interni | (1) |
| 57 |
La voce include i costi relativi alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture della distribuzione gas (16 milioni di euro) iscritti a fronte dell'entrata in vigore dell'IFRIC 12 dal 1 gennaio 2010.
Gli oneri per piani a benefici ai dipendenti (2 milioni di euro) riguardano principalmente oneri connessi alla soppressione del Fondo Gas, ai sensi della Legge 6 agosto 2015, n.12557. Maggiori dettagli sono illustrati alla nota "Fondi per benefici ai dipendenti".
La voce altri oneri (18 milioni di euro) è relativa principalmente agli accantonamenti effettuati nel periodo al fondo esodi agevolati (15 milioni di euro).
57A far data dal 1 dicembre 2015, la Legge 6 agosto 2015, n. 125 ha soppresso il Fondo integrativo dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e superstiti a favore del personale dipendente delle aziende private del gas (di seguito "Fondo Gas") al quale aderivano circa 3.500 iscritti facenti parte del Gruppo, in particolare del settore distribuzione. La Legge ha stabilito una serie di contributi addizionali, a carico del datore di lavoro. Tali oneri, stimati sulla base di ipotesi attuariali, sono stati ad oggi valutati in 40 milioni di euro (28 milioni di euro al netto dell'effetto fiscale).
Numero medio dei dipendenti
Il numero medio dei dipendenti a ruolo delle entità incluse nell'area di consolidamento, ripartito per qualifica professionale, è riportato nella tabella seguente:
| Qualifica professionale | 31.12.2016 |
|---|---|
| Dirigenti | 37 |
| Quadri | 222 |
| Impiegati | 1.909 |
| Operai | 1.392 |
| 3.560 |
Il numero medio dei dipendenti è calcolato come media determinata sulla base delle risultanze mensili dei dipendenti per categoria.
Il personale in servizio al 31 dicembre 2016 è pari a n. 3.570 unità.
Compensi spettanti al key management personnel
I compensi spettanti ai soggetti che hanno il potere e la responsabilità della pianificazione, direzione e controllo della società, e quindi gli amministratori esecutivi e non, i direttori generali e i dirigenti con responsabilità strategica (cosiddetto "Key management personnel") in carica al 31 dicembre 2016 sono di importo pari a 3 milioni di euro e risultano così composti:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Salari e stipendi | 2 |
| Altri benefici a lungo termine | 1 |
| 3 |
Compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci
I compensi spettanti agli Amministratori ammontano a 0,3 milioni di euro e i compensi spettanti ai sindaci ammontano a 0,1 milioni di euro (art. 2427, n. 16 del Codice civile). Questi compensi comprendono gli emolumenti e ogni altra somma avente natura retributiva, previdenziale e assistenziale dovuta per lo svolgimento della funzione di amministratore o sindaco che abbiano costituito un costo per la Società, anche se non soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche.
26) Ammortamenti e svalutazioni
La voce ammortamenti e svalutazioni, di importo pari a 77 milioni di euro, si analizza come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Ammortamenti | |
| - Immobili, impianti e macchinari | 2 |
| - Attività immateriali | 75 |
| 77 |
L'importo pari a 75 milioni di euro, relativo agli ammortamenti delle attività immateriali, include i maggiori ammortamenti conseguenti alla riduzione della vita utile dei misuratori tradizionali58, soggetti al piano di sostituzione con quelli elettronici, previsto dalle delibere AEEGSI nell'ambito del piano di realizzazione della telelettura (43 milioni di euro).
58 Al fine di completare il processo di ammortamento in coerenza con il programmato piano di sostituzione dei misuratori, da completarsi entro il 2018, è stata adeguata la vita utile degli stessi compresi nel progetto di sostituzione ex delibere AEEGSI n. 631/13 e n. 554/15.
27) Proventi (oneri) finanziari
Gli oneri finanziari netti, di importo pari a 123 milioni di euro, si analizzano come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Proventi (oneri) finanziari | (124) |
| Oneri finanziari | (124) |
| Proventi finanziari | |
| Altri proventi (oneri) finanziari | 1 |
| Altri oneri finanziari | |
| Altri proventi finanziari | 1 |
| (123) |
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Proventi (oneri) finanziari | (124) |
| Oneri su debiti finanziari: | (124) |
| - Commissioni passive su finanziamenti e linee di credito bancarie | (1) |
| - Interessi passivi su linee di credito e finanziamenti passivi verso banche e altri finanziatori | (123) |
| Altri proventi (oneri) finanziari: | 1 |
| - Proventi finanziari connessi al trascorrere del tempo (accretion discount) (*) | 1 |
| (123) |
(*) La voce riguarda l'incremento dei fondi per rischi e oneri e dei fondi per benefici ai dipendenti che sono indicati, ad un valore attualizzato, nelle note "Fondi per rischi e oneri" e "Fondi per benefici ai dipendenti".
Gli oneri sui debiti finanziari (124 milioni di euro) riguardano principalmente gli oneri derivanti dalla estinzione anticipata dei contratti di finanziamento verso la ex controllante Snam S.p.A. (119 milioni di euro).
28) Proventi e oneri su partecipazioni
I proventi e oneri su partecipazioni, di importo pari a 3 milioni di euro, si analizzano come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto | 3 |
| Plusvalenza da valutazione con il metodo del patrimonio netto | 3 |
| 3 |
L'analisi delle plusvalenze e minusvalenze da valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto è riportata nella nota "Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto".
29) Imposte sul reddito
Le imposte sul reddito di competenza dell'esercizio, positive per 19 milioni di euro, si analizzano come segue:
| giu-dic 2016 | |||
|---|---|---|---|
| (milioni di €) | IRES | IRAP | Totale |
| Imposte correnti | (9) | 3 | (6) |
| Imposte correnti di competenza dell'esercizio | (7) | 3 | (4) |
| Rettifiche per imposte correnti relative a esercizi precedenti | (2) | (2) | |
| Imposte differite e anticipate | (12) | (1) | (13) |
| Imposte differite | (2) | (2) | |
| Imposte anticipate | (10) | (1) | (11) |
| (21) | 2 | (19) |
Le imposte sul reddito positive per 19 milioni di euro riguardano imposte correnti (6 milioni di euro) e imposte anticipate nette (13 milioni di euro).
L'analisi delle imposte differite e anticipate in base alla natura delle differenze temporanee significative che le hanno generate è fornita alla nota "Passività per imposte differite".
L'analisi della riconciliazione tra l'onere fiscale teorico, determinato applicando l'aliquota fiscale IRES e IRAP vigente in Italia, e l'onere fiscale effettivo di competenza dell'esercizio è di seguito riportata:
| giu-dic 2016 | ||
|---|---|---|
| (milioni di €) | Aliquota d'imposta |
Saldo |
| IRES | ||
| Utile Ante Imposte | (91) | |
| Imposte IRES di competenza calcolate sulla base dell'aliquota teorica d'imposta | (27,5%) | (25) |
| Variazioni rispetto all'aliquota teorica: | ||
| - Proventi su partecipazioni | 1,4% | 3 |
| - Altre differenze permanenti | 3,0% | 1 |
| Imposte IRES di competenza dell'esercizio rilevate a Conto Economico | (23,1%) | (21) |
| giu-dic 2016 | ||
|---|---|---|
| (milioni di €) | Aliquota d'imposta |
Saldo |
| IRAP | ||
| Differenza tra valore e costi della produzione | (168) | |
| Imposte IRAP di competenza calcolate sulla base dell'aliquota teorica d'imposta | (4,2%) | (7) |
| Variazioni rispetto all'aliquota teorica | ||
| Costi per il personale | ||
| Interessi passivi indeducibili ai fini IRAP | 3,0% | 5 |
| Conguagli IRAP regionali | 1,2% | 2 |
| Altre differenze permanenti | 2,2% | 2 |
| Imposte IRAP di competenza dell'esercizio rilevate a Conto Economico | 2,2% | 2 |
Imposte relative a componenti dell'utile complessivo
Nella tabella seguente sono riportate le imposte correnti e differite relative alle altre componenti dell'utile complessivo:
| giu-dic 2016 | |||
|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Valore ante imposte |
Impatto fiscale |
Valore netto d'imposta |
| Remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti | 19 | (5) | 14 |
| Quota di pertinenza delle "altre componenti dell'utile complessivo" delle partecipazioni valutate secondo il metodo del patrimonio netto |
(2) | (2) | |
| Altre componenti dell'utile complessivo | 17 | (5) | 12 |
| Imposte differite/anticipate | (5) |
30) Utile (perdita) per azione
La perdita per azione semplice, pari a 0,09 euro per azione è determinata dividendo la perdita netta di competenza Italgas (72 milioni di euro) per il numero medio ponderato delle azioni di Italgas in circolazione durante l'anno (809.135.502 azioni).
La perdita per azione diluita è determinata dividendo la perdita netta per il numero medio ponderato delle azioni in circolazione nel periodo, escluse le eventuali azioni proprie, incrementato dal numero di azioni che potenzialmente potrebbero aggiungersi a quelle in circolazione per effetto dell'assegnazione o cessione di azioni proprie in portafoglio a fronte dei piani di stock options. Non possedendo azioni proprie la perdita per azione semplice coincide con la perdita per azione diluita.
31) Rapporti con parti correlate
Tenuto conto dell'esistenza di una situazione di controllo di fatto da parte di CDP S.p.A. su Italgas S.p.A., ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10 - Bilancio consolidato, le parti correlate di Italgas, sulla base dell'attuale assetto proprietario di gruppo, sono rappresentate oltre che dalle imprese collegate e a controllo congiunto di Italgas, anche dall'impresa controllante CDP S.p.A. e dalle sue imprese controllate e collegate, nonché dalle imprese controllate, collegate e sottoposte a controllo congiunto (direttamente o indirettamente) da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Inoltre, sono considerate parti correlate anche i membri del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e i dirigenti con responsabilità strategiche del Gruppo Italgas e i loro familiari.
Come esplicitato in dettaglio nel seguito, le operazioni con le parti correlate riguardano lo scambio di beni e la prestazione di servizi regolati nel settore del gas. I rapporti intrattenuti da Italgas con le parti correlate rientrano nell'ordinaria gestione dell'impresa e sono generalmente regolati in base a condizioni di mercato, cioè alle condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti. Tutte le operazioni poste in essere sono state compiute nell'interesse delle imprese del Gruppo Italgas.
Ai sensi delle disposizioni della normativa applicabile, la Società ha adottato procedure interne per assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parte correlate, realizzate dalla Società stessa o dalle sue società controllate.
Gli amministratori e sindaci rilasciano, semestralmente e/o in caso di variazioni, una dichiarazione in cui sono rappresentati i potenziali interessi di ciascuno in rapporto alla società e al gruppo e in ogni caso segnalano per tempo all'Amministratore Delegato (o al Presidente, in caso di interessi dell'Amministratore Delegato), il quale ne dà notizia agli altri amministratori e al Collegio Sindacale, le singole operazioni che la società intende compiere, nelle quali sono portatori di interessi.
Italgas non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento. Italgas esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti delle sue controllate ex art. 2497 e ss. del Codice civile.
Di seguito sono evidenziati i saldi dei rapporti di natura commerciale e diversa e di natura finanziaria posti in essere con le parti correlate sopra definite per l'esercizio 2016. E' altresì indicata la natura delle operazioni più rilevanti.
Rapporti commerciali e diversi
I rapporti di natura commerciale e diversi sono analizzati nella tabella seguente:
| 31.12.2016 | 2016 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Costi (a) | Ricavi (b) | |||||||
| (milioni di €) | Crediti | Debiti | Garanzie e impegni |
Beni | Servizi | Altro | Servizi | Altro |
| Imprese a controllo congiunto e collegate | ||||||||
| - Toscana Energia S.p.A. | 1 | |||||||
| 1 | ||||||||
| Imprese possedute o controllate dallo Stato | ||||||||
| - Gruppo Snam | 31 10 | 92 | 14 | |||||
| - Gruppo Enel | 3 32 | 1 31 | ||||||
| - Gruppo Eni | 213 | 38 | 171 | 5 | ||||
| - Gruppo Ferrovie dello Stato | 1 | 1 | ||||||
| 255 | 73 | 93 | 14 | 202 | 6 | |||
| Totale generale | 256 | 73 | 93 | 14 | 202 | 6 |
(a) Comprendono costi per beni e servizi destinati ad investimento.
(b) Al lordo delle componenti tariffarie che trovano contropartita nei costi.
Imprese a controllo congiunto e collegate
I principali rapporti commerciali attivi intercorsi riguardano prestazioni di carattere informatico a Toscana Energia S.p.A.
Imprese possedute o controllate dallo Stato
I principali rapporti commerciali attivi si riferiscono a:
- distribuzione gas naturale e prestiti di personale nei confronti di Eni S.p.A.;
- servizi di gestione immobiliare, prestazioni di carattere informatico e prestiti di personale nei confronti di Eni S.p.A.;
- distribuzione di gas naturale nei confronti di Enel Energia S.p.A..
I principali rapporti commerciali passivi si riferiscono a:
- erogazione di servizi svolti da Snam S.p.A.;
- fornitura di energia elettrica e di gas metano per consumi interni da parte di Eni S.p.A.;
- servizi inerenti la conduzione e la manutenzione degli immobili, servizi relativi al personale, gestione mense e altri servizi di carattere generale da parte di Eni Servizi S.p.A.;
Rapporti finanziari
I rapporti di natura finanziaria sono analizzati nella tabella seguente e di seguito dettagliati:
| 31.12.2016 | 2016 | |||
|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Crediti | Debiti | Proventi | Oneri |
| Impresa controllante | ||||
| - Cassa Depositi e Prestiti | 1 | |||
| 1 | ||||
| Imprese possedute o controllate dallo Stato | ||||
| - Gruppo Snam | 119 | |||
| 119 | ||||
| 120 |
Rapporti con la controllante CDP
I principali rapporti finanziari intrattenuti con CDP riguardano in particolare le commissioni sui finanziamenti sottoscritti.
Imprese possedute o controllate dallo Stato
I rapporti finanziari passivi con Snam S.p.A. riguardano essenzialmente gli oneri derivanti dall'estinzione dei relativi finanziamenti intrattenuti, a seguito dell'operazione di acquisizione di Italgas Reti S.p.A..
I rapporti con amministratori, sindaci e key managers, con particolare riferimento ai relativi compensi, sono dettagliati all'interno della nota "Costi operativi", a cui si rimanda.
Incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sui flussi di cassa
L'incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulla Situazione patrimoniale-finanziaria è indicata nella seguente tabella riepilogativa:
| 1.1.2016 | 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Totale | Entità Correlate |
Incidenza % | Totale | Entità Correlate |
Incidenza % |
| Situazione patrimoniale-finanziaria | ||||||
| Crediti commerciali e altri crediti correnti | 579 | 256 | 44,2% | |||
| Debiti commerciali e altri debiti | 443 | 73 | 16,5% | |||
L'incidenza delle operazioni con parti correlate sul Conto economico è indicata nella seguente tabella riepilogativa:
| giu-dic 2016 | ||||
|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Totale | Entità Correlate |
Incidenza % | |
| Conto economico | ||||
| Ricavi della gestione caratteristica | 248 | 202 | 81,5% | |
| Altri ricavi e proventi | 26 | 6 | 23,1% | |
| Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi | (111) | (15) | 13,5% | |
| Costo lavoro | (57) | 1 | (1,8%) | |
| Oneri finanziari | (123) | (121) | 98,4% | |
Le operazioni con parti correlate sono generalmente regolate in base a condizioni di mercato, cioè a condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti.
I principali flussi finanziari con parti correlate sono indicati nella tabella seguente:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Ricavi e proventi | 208 |
| Costi e oneri | (14) |
| Variazione dei crediti commerciali e altri crediti correnti | (256) |
| Variazione delle altre attività correnti | |
| Variazione dei debiti commerciali e altri debiti | 73 |
| Variazione delle altre passività correnti | |
| Interessi incassati (pagati) | (121) |
| Flusso di cassa netto da attività operativa | (110) |
| Investimenti: | |
| - Attività materiali e immateriali | |
| - Partecipazioni | |
| - Crediti finanziari strumentali all'attività operativa | |
| - Variazione debiti e crediti relativi all'attività di investimento | |
| Flusso di cassa degli investimenti | |
| Flusso di cassa netto da attività di investimento | |
| Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine | |
| Incremento (decremento) di debiti finanziari a breve termine | |
| Crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | |
| Flusso di cassa netto da attività di finanziamento | |
| Totale flussi finanziari verso entità correlate | (110) |
L'incidenza dei flussi finanziari con parti correlate è indicata nella tabella seguente:
| 1.1.2016 | 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Totale | Entità correlate |
Incidenza % | Totale | Entità correlate |
Incidenza % |
| Flusso di cassa da attività operativa | (45) | (110) | ||||
| Flusso di cassa da attività di investimento | (1.567) | |||||
| Flusso di cassa da attività di finanziamento | 1.613 | |||||
32) Eventi ed operazioni significative non ricorrenti
Ai sensi della comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293, si precisa che nel corso dell'esercizio non vi sono stati eventi ed operazioni significative di natura non ricorrente.
33) Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali
Ai sensi della comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293, si precisa che nel corso dell'esercizio non vi sono state posizioni o transazioni atipiche e/o inusuali.
34) Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio
I fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio sono indicati al capitolo "Altre informazioni" della Relazione sulla gestione.
35) Pubblicazione del bilancio
Il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione, da effettuarsi nei termini di Legge, dal Consiglio di Amministrazione di Italgas nella riunione del 23 marzo 2017. Il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato il Presidente e l'Amministratore Delegato ad apportare al bilancio quelle modifiche che risultassero necessarie od opportune per il perfezionamento della forma del documento nel periodo di tempo intercorrente tra il 23 marzo e la data di approvazione da parte dell'Assemblea degli Azionisti.
Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5 del D.Lgs. n. 58/98 (Testo Unico della Finanza)
-
- I sottoscritti Paolo Gallo e Claudio Ottaviano, in qualità rispettivamente, di Amministratore Delegato e di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Italgas S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
- l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell'esercizio 2016.
-
- Le procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2016 sono state definite e la valutazione della loro adeguatezza è stata effettuata sulla base delle norme e metodologie definite in coerenza con il modello Internal Control - Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission che rappresenta un framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.
-
- Si attesta, inoltre, che:
3.1 Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2016:
- a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella comunità europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
- b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
- c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
3.2 La Relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.
23 marzo 2017
Amministratore Delegato Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Paolo Gallo Claudio Ottaviano
Relazione della Società di revisione
BILANCIO DI ESERCIZIO
Bilancio di esercizio
Situazione patrimoniale – finanziaria
| 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|
| Note | Totale | di cui verso | |
| (in €) | parti correlate | ||
| ATTIVITA' | |||
| Attività correnti | |||
| Disponibilità liquide ed equivalenti | 1.500 | ||
| Crediti commerciali e altri crediti | (6) | 1.577.674.727 | 1.576.032.906 |
| Attività per imposte sul reddito correnti | (7) | 28.269.047 | |
| Attività per altre imposte correnti | (7) | ||
| Altre attività correnti | (8) | 547.341 | |
| 1.606.492.615 | |||
| Attività non correnti | |||
| Immobili, impianti e macchinari Attività immateriali |
362.841 | ||
| Partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto |
(9) | 2.966.709.388 | 2.966.709.388 |
| Altri crediti | (6) | 723.334.746 | 723.334.746 |
| Attività per imposte anticipate | 63.075 | ||
| Altre attività non correnti | (8) | 5.060.330 | |
| 3.695.530.380 | |||
| TOTALE ATTIVITA' | 5.302.022.995 | ||
| PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO | |||
| Passività correnti | |||
| Passività finanziarie a breve termine | (10) | 2.695.602.678 | |
| Quote a breve di passività finanziarie | |||
| a lungo termine | (10) | 435.334 | |
| Debiti commerciali e altri debiti | (11) | 35.443.858 | 29.216.404 |
| Passività per imposte sul reddito correnti | (7) | ||
| Passività per altre imposte correnti | (7) | 740.751 | |
| Altre passività correnti | |||
| 2.732.222.621 | |||
| Passività non correnti | |||
| Passività finanziarie a lungo termine | (10) | 923.005.203 | |
| Fondi per rischi e oneri | (12) | 1.195.616 | |
| Fondi per benefici ai dipendenti | (13) | 4.903.911 | |
| Altre passività non correnti | 929.104.730 | ||
| TOTALE PASSIVITA' | 3.661.327.351 | ||
| PATRIMONIO NETTO | (14) | ||
| Capitale sociale | 1.001.231.518 | ||
| Riserva legale | 192.236.304 | ||
| Riserva da soprapprezzo delle azioni | 620.130.651 | ||
| Riserva da remeasurement IAS 19 | (194.035) | ||
| Altre riserve | (349.839.085) | ||
| Utile netto | 177.130.291 | ||
| Azioni proprie | |||
| TOTALE PATRIMONIO NETTO | 1.640.695.644 | ||
| TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO | 5.302.022.995 |
Conto economico
| giu-dic 2016 | |||
|---|---|---|---|
| Note | Totale | di cui verso | |
| (in €) | parti correlate | ||
| RICAVI | (16) | ||
| Ricavi della gestione caratteristica | 7.703.015 | 7.703.015 | |
| Altri ricavi e proventi | 7.235 | ||
| 7.710.250 | |||
| COSTI OPERATIVI | (17) | ||
| Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi | (12.574.415) | (8.569.667) | |
| Costo lavoro | (6.157.638) | (2.508.302) | |
| (18.732.053) | |||
| AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI | (3.134) | ||
| RISULTATO OPERATIVO | (11.024.937) | ||
| PROVENTI (ONERI) FINANZIARI | (18) | ||
| Proventi finanziari | 2.083.585 | 2.083.585 | |
| Oneri finanziari | (4.548.200) | (1.893.233) | |
| (2.464.615) | |||
| PROVENTI (ONERI) SU PARTECIPAZIONI | (19) | 190.000.000 | 190.000.000 |
| UTILE PRIMA DELLE IMPOSTE | 176.510.448 | ||
| Imposte sul reddito | (20) | 619.843 | |
| UTILE NETTO | 177.130.291 | ||
Prospetto dell'utile complessivo
| (milioni di €) | Note | giu-dic 2016 |
|---|---|---|
| Utile netto | 177 | |
| Altre componenti dell'utile complessivo | ||
| Componenti riclassificabili a conto economico | ||
| Componenti non riclassificabili a conto economico: | ||
| (Perdita) / Utile attuariale da remeasurement piani a benefici definiti per i dipendenti | ||
| Effetto fiscale | ||
| Totale altre componenti dell'utile complessivo al netto dell'effetto fiscale | ||
| Totale utile complessivo dell'esercizio | 177 |
Prospetto delle variazioni nelle voci del patrimonio netto
| (milioni di €) | Capitale sociale | Riserva sovrapprezzo azioni | Riserva legale | Riserva per remeasurement piani per benefici per i dipendenti |
Altre riserve | Utili relativi ad esercizi precedenti |
Utile dell'esercizio | Azioni proprie | Acconto sul dividendo | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| (Nota 14) Saldo al 1 gennaio 2016 (a) |
||||||||||
| Utile dell'esercizio 2016 | 177 | 177 | ||||||||
| Altre componenti dell'utile complessivo: Componenti riclassificabili a conto economico |
||||||||||
| Componenti non riclassificabili a conto economico | ||||||||||
| - Utile (perdita) attuariale da remeasurement piani per benefici per i dipendenti |
||||||||||
| Totale utile complessivo esercizio 2016 (b) | 177 | 177 | ||||||||
| Operazioni con gli azionisti - Riclassifica a riserva legale |
||||||||||
| - Aumento di capitale per conferimento | 40 | 40 | ||||||||
| - Effetto acquisizione Italgas Reti da Snam S.p.A. | 961 | 620 | 192 | (350) | 1.423 | |||||
| Totale operazioni con gli azionisti (c) | 1.001 | 620 | 192 | (350) | 1.463 | |||||
| Altre variazioni di patrimonio netto (d) | ||||||||||
| Saldo al 31 dicembre 2016 (e=a+b+c+d) (Nota 14) |
1.001 | 620 | 192 | (350) | 177 | 1.640 |
Rendiconto finanziario
| (milioni di €) | Note | giu-dic 2016 |
|---|---|---|
| Utile netto | 177 | |
| Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operativa: | ||
| Ammortamenti | ||
| Dividendi e altri proventi da partecipazioni | (19) | (190) |
| Interessi attivi | (2) | |
| Interessi passivi | 3 | |
| Imposte sul reddito | (20) | (1) |
| Variazioni del capitale di esercizio: | ||
| - Crediti commerciali | (9) | |
| - Debiti commerciali | 16 | |
| - Fondi per rischi e oneri | 1 | |
| - Altre attività e passività | (4) | |
| Flusso di cassa del capitale di esercizio | 4 | |
| Variazione fondi per benefici ai dipendenti | 1 | |
| Dividendi e altri proventi da partecipazioni incassati | 190 | |
| Interessi incassati | 2 | |
| Interessi pagati | (3) | |
| Imposte sul reddito pagate, al netto dei crediti d'imposta rimborsati | (12) | |
| Flusso di cassa netto da attività operativa | 169 | |
| - di cui verso parte correlate | (21) | (1.361) |
| Investimenti: | ||
| - Immobili, impianti e macchinari | ||
| - Attività immateriali | ||
| - Partecipazioni | (1.503) | |
| - Crediti finanziari strumentali all'attività operativa | (723) | |
| - Variazione debiti e crediti relativi all'attività di investimento | ||
| Flusso di cassa degli investimenti | (2.226) | |
| Disinvestimenti: | ||
| - Partecipazioni | ||
| - Crediti finanziari srumentali all'attività operativa | ||
| Flusso di cassa dei disinvestimenti | ||
| Flusso di cassa netto da attività di investimento | (2.226) | |
| - di cui verso parte correlate | (21) | (2.226) |
| Assunzione di debiti finanziari a lungo termine | 923 | |
| Rimborso di debiti finanziari a lungo termine | ||
| Incremento (decremento) di debiti finanziari a breve termine | 2.696 | |
| Incremento (decremento) di crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | (1.562) | |
| 2.057 | ||
| Apporti netti di capitale proprio | ||
| Dividendi distribuiti agli azionisti | ||
| Flusso di cassa netto da attività di finanziamento | 2.057 | |
| - di cui verso parte correlate | (21) | |
| Altre variazioni | ||
| Flusso di cassa netto del periodo | 0 | |
| Disponibilità liquide ed equivalenti all'inizio dell'esercizio | ||
| Disponibilità liquide ed equivalenti alla fine dell'esercizio |
Note al bilancio di esercizio
Informazioni societarie
In data 7 novembre 2016 è stata portata a compimento l'operazione di acquisizione da Snam del settore della Distribuzione di gas in Italia a seguito del trasferimento del 100% della partecipazione di Italgas Reti S.p.A. (in precedenza denominata Italgas S.p.A.) dalla stessa Snam S.p.A. a Italgas S.p.A., società che è stata costituita il 1 giugno 2016 e che ha acquisito tale denominazione il 12 settembre 201659 .
In particolare l'operazione nel suo complesso unitaria e sostanzialmente contestuale contempla:
- a) il conferimento in natura da parte di Snam a beneficio di Italgas di una partecipazione pari all'8,23% del capitale sociale di Italgas Reti a fronte dell'assegnazione a Snam di n. 108.957.843 azioni di nuova emissione di Italgas, al fine di permettere di detenere, post-scissione (di cui al punto c), una partecipazione del 13,50% nella Società beneficiaria (di cui lo 0,03% rinveniente dalle azioni proprie detenute da Snam);
- b) la vendita da parte di Snam a Italgas di n. 98.054.833 azioni di Italgas Reti, pari al 38,87% del capitale sociale di Italgas Reti stessa, per un prezzo di 1.503 milioni di euro, a fronte dell'assunzione di un debito di pari importo in capo alla Società beneficiaria (Vendor Loan); e
- c) la scissione parziale e proporzionale di Snam con assegnazione a Italgas di una partecipazione pari al 52,90% detenuta dalla Società scissa in Italgas Reti e con conseguente assegnazione ai soci di Snam del restante 86,50% del capitale della Società beneficiaria.
La riorganizzazione degli assetti societari di Italgas Reti realizzata per il tramite del conferimento e della vendita, poste in essere contestualmente alla scissione, è strettamente connessa alla realizzazione della scissione stessa e determina, da un lato, che Snam potrà detenere, post-scissione, una partecipazione del 13,50% nella Società beneficiaria successivamente alla conclusione dell'operazione (rinveniente per la quasi totalità dal conferimento) e, dall'altro, un conseguente livello di indebitamento in capo all'emittente ritenuto coerente e sostenibile, a giudizio dell'emittente, rispetto al proprio profilo di attività, di rischio e di generazione di flussi di cassa della stessa (attraverso la vendita e la conseguente erogazione del Vendor Loan).
Le operazioni di aggregazione che coinvolgono imprese che sono, in definitiva, controllate da una medesima società o dalle medesime società sia prima, sia dopo l'operazione di aggregazione, e tale controllo non è transitorio, sono qualificate come "Business Combinations of entities under common control". Tali operazioni sono escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS 3, e non sono disciplinate da altri IFRS. In assenza di un principio contabile di riferimento, la selezione del principio contabile per le operazioni in esame, relativamente alle quali non sia comprovabile una significativa influenza sui flussi di cassa futuri, è guidata dal principio di prudenza che porta ad applicare il criterio della continuità di valori delle attività nette acquisite. Le attività sono rilevate ai valori di libro che risultavano dalla contabilità delle società oggetto di acquisizione prima dell'operazione o, se disponibili, ai valori risultanti dal bilancio consolidato della controllante comune. Con riferimento ai conferimenti di business under common control, l'entità conferitaria deve rilevare il business trasferito al suo valore contabile storico incrementando di pari importo il proprio patrimonio netto; l'entità conferente rileverà simmetricamente la partecipazione nell'entità conferitaria per un importo pari all'incremento del patrimonio netto di quest'ultima.
Tale trattamento contabile si basa negli Orientamenti Preliminari in tema di IFRS (OPI n.1 Revised) - "Trattamento contabile delle Business combinations of entities under common control nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato", emesso da Assirevi nel mese di ottobre 201660 .
Italgas S.p.A. è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento della Repubblica Italiana, quotata presso la Borsa di Milano e domiciliata in Milano, in via Carlo Bo n. 11.
CDP S.p.A. esercita il controllo di fatto di Italgas S.p.A. ai sensi del principio contabile IFRS 10 "Bilancio consolidato".
59Maggiori dettagli sono illustrati alla nota "Patrimonio netto".
60 Per maggiori informazioni si rimanda alla nota "Aggregazioni aziendali" delle Note al bilancio consolidato.
Al 31 dicembre 2016, CDP S.p.A. detiene, per il tramite di CDP Reti S.p.A.61 e CDP GAS S.r.l.62 , rispettivamente il 25,08% e lo 0,97% del capitale sociale di Italgas S.p.A.
In data 20 ottobre 2016 Snam, CDP Reti e CDP Gas hanno sottoscritto un patto parasociale avente a oggetto tutte le azioni che le rispettive parti avrebbero detenuto in Italgas in conseguenza della scissione parziale e proporzionale di Snam in favore di Italgas e della contestuale ammissione a quotazione delle azioni di Italgas, ossia dal 7 novembre 2016.
1) Criteri di redazione
Il bilancio di esercizio è redatto secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D. Lgs. 38/2005. Gli IFRS includono anche gli International Accounting Standards (IAS) nonché i documenti interpretativi tuttora in vigore emessi dall'IFRS Interpretation Committee (IFRS IC), inclusi quelli precedentemente emessi dall'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e, ancor prima, dallo Standing Interpretations Committee (SIC). Per semplicità, l'insieme dei suddetti principi e interpretazioni è nel seguito definito con "IFRS" o "Principi Contabili Internazionali".
Il bilancio di esercizio è redatto nella prospettiva della continuità aziendale, nonché applicando il metodo del costo storico, tenendo conto ove appropriato delle rettifiche di valore, con l'eccezione delle voci di bilancio che secondo gli IFRS devono essere rilevate al fair value.
Il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A. nella riunione del 23 marzo 2017, è sottoposto alla revisione contabile da parte della EY S.p.A..
Il bilancio adotta l'euro quale valuta di presentazione. Gli schemi della Situazione patrimoniale - finanziaria e del Conto economico sono presentati in unità di euro, mentre il Prospetto dell'utile complessivo, il Prospetto delle variazioni nelle voci del patrimonio netto ed il Rendiconto finanziario sono presentati in milioni di euro. Le informazioni a commento delle Note al bilancio di esercizio, tenuto conto della rilevanza degli importi, sono espresse in milioni di euro.
2) Criteri di valutazione
I criteri di valutazione sono gli stessi adottati per la redazione della Relazione finanziaria annuale consolidata, cui si rinvia, fatta eccezione per la rilevazione e la valutazione delle partecipazioni in imprese controllate, controllate congiuntamente (joint venture) e collegate, che sono valutate al costo di acquisto.
Le entità controllate sono imprese sulle quali la Società ha il diritto di esercitare, direttamente o indirettamente, il controllo, così come definito dal principio IFRS 10 - "Bilancio Consolidato". In particolare, il controllo esiste quando l'entità controllante contemporaneamente:
- detiene il potere decisionale sull'entità partecipata;
- ha il diritto a partecipare o è esposta ai risultati (positivi e negativi) variabili dalla partecipata;
- ha la capacità di esercitare il potere sulla partecipata in modo da incidere sull'ammontare dei propri ritorni economici.
L'evidenza del controllo deve essere oggetto di verifica continuativa da parte della Società, finalizzata a individuare tutti i fatti o le circostanze che possano implicare una variazione in uno o più elementi da cui dipende l'esistenza di un rapporto di controllo su una partecipata.
Una joint venture è un joint arrangement nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività nette dell'accordo e, quindi, hanno un'interessenza sul veicolo societario controllato congiuntamente.
Un'entità collegata è una partecipata in cui la partecipante detiene un'influenza notevole, ovvero il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata, senza averne tuttavia il controllo od il controllo congiunto. Si presume che la partecipante abbia un'influenza notevole (a meno che non possa essere dimostrato il contrario) se essa possiede, direttamente o indirettamente tramite società controllate, almeno il 20% dei diritti di voto esercitabili.
61 Società posseduta al 59,10% da CDP S.p.A..
62 Società interamente posseduta da CDP S.p.A.. Sulla base delle informazioni disponibili alla Società, si apprende che in data 25 gennaio 2017 i competenti organi societari di CDP e di CDP Gas hanno approvato un progetto di fusione per incorporazione di CDP Gas in CDP. Alla data della presente Relazione tale fusione non è ancora divenuta efficace.
Le imprese controllate, le imprese controllate congiuntamente con altri soci, le imprese collegate nonché le altre partecipazioni sono distintamente indicate nell'allegato "Imprese e partecipazioni di Italgas S.p.A. al 31 dicembre 2016", che è parte integrante delle presenti note.
In presenza di obiettive evidenze di riduzione di valore, la recuperabilità del valore di iscrizione è verificata confrontando il valore contabile con il valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value (al netto degli oneri di dismissione) e il valore d'uso, determinato adottando i criteri indicati al punto "Riduzioni di valore delle attività immobilizzate non finanziarie" nelle Note al bilancio consolidato. Il valore d'uso è determinato, generalmente, nei limiti della corrispondente frazione del patrimonio netto dell'impresa partecipata desunto dal bilancio consolidato. La quota di pertinenza della partecipante di eventuali perdite della partecipata, eccedente il valore di iscrizione della partecipazione, è rilevata in un apposito fondo nella misura in cui la partecipante è impegnata ad adempiere ad obbligazioni legali o implicite della partecipata, o comunque, a coprirne le perdite. Quando vengono meno i motivi delle svalutazioni effettuate, il valore di iscrizione delle partecipazioni valutate al costo viene ripristinato nei limiti delle svalutazioni effettuate con l'imputazione dell'effetto a conto economico alla voce "Proventi (oneri) su partecipazioni".
Le riorganizzazioni aziendali realizzate tra società sottoposte a comune controllo mediante costituzione di subholding che acquisiscono il controllo degli assets originariamente detenuti da una ex società controllante, vengono considerate come operazioni "under common control" e riflesse contabilmente secondo quanto previsto dallo IAS 27. Ovvero, gli asset acquisiti vengono rilevati utilizzando la metodologia di valutazione adottata dalla ex controllante nel proprio bilancio separato. Tali operazioni poste in essere tra società soggette a comune controllo per finalità meramente riorganizzative (cosiddette operazioni under common control) sono rilevate in continuità con i valori contabili di costo rinvenienti dalla ex controllante; l'eventuale differenza tra il prezzo pagato e tale valore contabile degli asset acquisiti, è rilevata in una riserva di patrimonio netto.
I dividendi sono rilevati alla data di assunzione della delibera da parte dell'Assemblea, salvo quando non sia ragionevolmente certa la cessione delle azioni prima dello stacco della cedola. I dividendi deliberati da società controllate o joint venture sono imputati a conto economico quando deliberati, anche nel caso in cui derivino dalla distribuzione di riserve di utili generatesi antecedentemente all'acquisizione della partecipazione. La distribuzione di tali riserve di utili rappresenta un evento che fa presumere una perdita di valore e, pertanto, comporta la necessità di verificare la recuperabilità del valore di iscrizione della partecipazione. La distribuzione di una riserva di capitale rappresenta viceversa un rimborso di capitale, senza effetti di natura economica.
3) Schemi di bilancio
Gli schemi di bilancio adottati nella redazione del bilancio sono coerenti con le disposizioni riportate dallo IAS 1 - "Presentazione del Bilancio" (nel seguito IAS 1). In particolare:
- le voci dello schema della Situazione patrimoniale finanziaria sono classificate distinguendo attività e passività secondo il criterio "corrente / non corrente";
- il Prospetto di conto economico è stato predisposto classificando i costi per natura, in quanto tale forma di presentazione è ritenuta più idonea per rappresentare la realtà della Società, ed è in linea con la prassi consolidata delle aziende operanti nei mercati internazionali;
- il Prospetto dell'utile complessivo indica il risultato economico integrato dei proventi e oneri che per espressa previsione degli IFRS sono rilevati direttamente a patrimonio netto;
- il Prospetto delle variazioni nelle voci di patrimonio netto presenta i proventi (oneri) complessivi dell'esercizio, le operazioni con gli Azionisti e le altre variazioni del patrimonio netto;
- lo schema di Rendiconto finanziario è definito secondo il metodo "indiretto", rettificando l'utile di esercizio delle componenti di natura non monetaria.
Si ritiene che tali schemi rappresentino adeguatamente la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società.
Si precisa inoltre che, ai sensi della Delibera CONSOB n. 15519 del 28 luglio 2006, all'interno del conto economico sono distintamente identificati, qualora presenti, i proventi e oneri derivanti da operazioni non ricorrenti.
In relazione alla medesima Delibera CONSOB, nei prospetti di bilancio sono evidenziati separatamente i saldi delle posizioni creditorie/debitorie e delle transazioni con parti correlate, ulteriormente descritti nella nota "Rapporti con parti correlate".
Italgas S.p.A. si è costituita in data 1 giugno 2016. Non sono pertanto disponibili informazioni comparative riferite all'esercizio precedente. L'esercizio 2016 rappresenta il primo anno di pubblicazione del presente bilancio.
4) Utilizzo di stime contabili
Con riferimento all'utilizzo di stime contabili si rinvia a quanto indicato alla nota "Utilizzo di stime contabili" delle Note al bilancio consolidato.
5) Principi contabili di recente emanazione
Con riferimento ai principi contabili di recente emanazione si rinvia a quanto indicato alla nota "Principi contabili di recente emanazione" delle Note al bilancio consolidato.
6) Crediti commerciali e altri crediti correnti e non correnti
I crediti commerciali e altri crediti correnti e non correnti, di importo pari a 2.301 milioni di euro, si analizzano come segue:
| 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|
| Non | |||
| (milioni di €) | CorrentI | correnti | Totale |
| Crediti commerciali | 9 | 9 | |
| Crediti finanziari | 1.561 | 723 | 2.284 |
| - strumentali all'attività operativa | 723 | 723 | |
| - non strumentali all'attività operativa | 1.561 | 1.561 | |
| Altri crediti | 8 | 8 | |
| 1.578 | 723 | 2.301 |
I crediti commerciali pari a 9 milioni di euro si riferiscono alla prestazione di servizi resi alle società controllate.
I crediti finanziari strumentali all'attività operativa pari a 723 milioni di euro riguardano crediti a fronte dei finanziamenti erogati alla società Italgas Reti S.p.A..
I crediti finanziari non strumentali all'attività operativa pari a 1.561 milioni di euro, con scadenza entro l'esercizio, riguardano crediti finanziari a breve termine verso società controllate derivanti dai rapporti di conto corrente, regolati da specifiche convenzioni di tesoreria stipulate tra Italgas S.p.A. e le società controllate. I crediti si riferiscono a Italgas Reti S.p.A. (1.428 milioni di euro), Napoletanagas S.p.A. (132 milioni di euro) e ACAM Gas S.p.A. (1 milione di euro).
Gli altri crediti pari a 8 milioni di euro riguardano principalmente crediti verso Snam S.p.A. relativi al trasferimento del personale in Italgas S.p.A..
I crediti commerciali e gli altri crediti correnti e non correnti verso le società controllate (2.293 milioni di euro) si riferiscono a Italgas Reti S.p.A. (2.159 milioni di euro), Napoletanagas S.p.A. (133 milioni di euro) e ACAM Gas S.p.A. (1 milione di euro).
Il valore di mercato dei crediti commerciali e altri crediti è analizzato alla nota "Garanzie, impegni e rischi" cui si rimanda. Non vi sono crediti in moneta diversa dall'euro. I crediti verso parti correlate sono indicati alla nota "Rapporti con parti correlate".
I crediti commerciali sono esigibili entro l'esercizio successivo e non presentano saldi scaduti. Informazioni specifiche in ordine al rischio credito sono fornite nella nota "Garanzie, impegni e rischi - Gestione dei rischi finanziari - Rischio credito".
7) Attività/passività per imposte sul reddito correnti e attività/passività per altre imposte correnti
Le attività/passività per imposte sul reddito correnti e le attività/passività per altre imposte correnti si analizzano come segue:
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 – NOTE AL BILANCIO DI ESERCIZIO
| (milioni di €) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Attività per imposte sul reddito correnti | 28 |
| - IRES | 28 |
| Attività per altre imposte correnti | |
| 28 | |
| Passività per imposte sul reddito correnti | |
| Passività per altre imposte correnti | 1 |
| - IVA | 1 |
| 1 | |
| 27 |
Le attività per imposte sul reddito correnti, pari a 28 milioni di euro si riferiscono a crediti verso l'Erario per IRES di gruppo.
Le passività per altre imposte correnti, pari a 1 milione di euro si riferiscono principalmente ai debiti verso l'Erario per l'IVA.
Le imposte di competenza dell'esercizio sono illustrate alla nota "Imposte sul reddito", a cui si rimanda.
8) Altre attività correnti e non correnti
Le altre attività correnti, di importo pari a 1 milione di euro e le altre attività non correnti, di importo pari a 5 milioni di euro, sono così composte:
| 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|
| Non | |||
| (milioni di €) | Correnti | Correnti | Totale |
| Altre attività | 1 | 5 | 6 |
| - Risconti attivi per costi di assunzione finanziamenti | 1 | 5 | 6 |
| 1 | 5 | 6 |
La voce "Altre attività" (6 milioni di euro) è interamente costituita da risconti attivi relativi ai costi di assunzione dei finanziamenti. La quota corrente ammonta a 1 milione di euro mentre la quota non corrente è di importo pari a 5 milioni di euro.
9) Partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto
Le partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto, di importo pari a 2.967 milioni di euro, presentano la seguente composizione e movimentazione:
| (milioni di €) | Saldo al 1.1.2016 | Acquisizioni e sottoscrizioni |
Cessioni e rimborsi |
Rettifiche di valore |
Altre variazioni | 31.12.2016 Saldo al |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Partecipazioni in imprese controllate | ||||||
| Italgas Reti S.p.A. | 2.967 | 2.967 | ||||
| 2.967 | 2.967 |
Le acquisizioni e sottoscrizioni pari a 2.967 milioni di euro si riferiscono all'acquisizione da Snam S.p.A. della società Italgas Reti S.p.A..
A tale riguardo occorre precisare che l'acquisizione delle attività della Distribuzione di gas naturale è avvenuta mediante tre contestuali operazioni (conferimento, vendita e scissione) della Partecipazione detenuta da Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. a favore di Italgas S.p.A.. Tale operazione ha determinato il deconsolidamento da parte di Snam del settore Distribuzione gas naturale, e da parte di Italgas S.p.A. l'acquisizione della partecipazione in Italgas Reti e, a livello consolidato, delle attività nette del settore distribuzione gas. Si ricorda che l'azionista di riferimento di Snam, CDP, è contestualmente l'azionista di riferimento di Italgas. L'esposizione sopra descritta riflette un'impostazione basata sulla continuità di valori contabili (rispetto a Snam) in quanto l'operazione rappresenta, nell'ambito del più ampio gruppo di cui Italgas è parte, una "aggregazione di entità o attività aziendali sotto comune controllo". Le società partecipanti all'aggregazione aziendale (Snam, Italgas ed Italgas Reti) sono rimaste per effetto dell'operazione, soggette al controllo e, quindi, consolidate integralmente dallo stesso soggetto (CDP), ai sensi del Principio Contabile IFRS 10, come rappresentato da Snam nel documento informativo ex art. 70 e da Italgas nel documento informativo ex. art. 57.
L'analisi delle imprese controllate, delle imprese controllate congiuntamente con altri soci e delle imprese collegate, con il raffronto tra il valore netto di iscrizione e la quota di patrimonio netto di spettanza della Società, è indicata nella tabella seguente:
| (milioni di €) | Quota di possesso | (ultimo esercizio) Patrimonio netto |
(ultimo esercizio) Utile (perdita) |
Valore Netto di iscrizione 31.12.2016 (A) |
Quota di patrimonio netto al 31.12.2016 di spettanza (B) |
valutazione al patrimonio Differenza rispetto alla netto (B) - (A) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Partecipazioni in imprese controllate | ||||||
| Italgas Reti S.p.A. | 100% | 2.165 | 124 | 2.967 | 2.165 | (802) |
| 2.165 | 124 | 2.967 | 2.165 | (802) |
Il maggior valore di iscrizione della partecipazione in Italgas, rispetto al corrispondente patrimonio netto, pari a 2.165 milioni di euro, deriva dall'iscrizione, in sede di perfezionamento dell'operazione di acquisto, delle attività e delle passività delle Società acquisite in continuità di valori contabili. Il valore recuperabile di tali partecipazioni è stimato con riferimento al capitale investito ai fini regolatori (RAB) riconosciuto dall'Autorità, rettificato per la posizione finanziaria netta. Tale valore è superiore al relativo costo di iscrizione.
Sulle partecipazioni non sono costituite garanzie reali. Non vi sono ulteriori restrizioni alla loro disponibilità, ad eccezione di quanto stabilito nei contratti di finanziamento.
Le imprese controllate, le imprese controllate congiuntamente con altri soci e le imprese collegate sono distintamente indicate nell'allegato "Imprese e partecipazioni di Italgas S.p.A. al 31 dicembre 2016" che fa parte integrante delle presenti note.
10) Passività finanziarie a breve termine, passività finanziarie a lungo termine e quote a breve di passività finanziarie a lungo termine
Le passività finanziarie a breve termine di importo pari a 2.696 milioni di euro e le passività finanziarie a lungo termine, comprensive della quota a breve delle passività a lungo termine, di importo pari a 923 milioni di euro, si analizzano come segue:
| 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Passività a lungo termine | |||||
| (milioni di €) | Passività a breve termine |
Quota a breve termine | Quota a lungo termine con scadenza entro 5 anni |
Quota a lungo termine con scadenza oltre 5 anni |
Totale quota a lungo termine |
| Finanziamenti bancari | 2.696 | 293 | 630 | 923 | |
| 2.696 | 293 | 630 | 923 |
Passività finanziarie a breve termine
Le passività finanziarie a breve termine, di importo pari a 2.696 milioni di euro sono relative principalmente a un finanziamento bancario in pool (Bridge to Bond), sottoscritto con un gruppo guidato da undici primarie banche nazionali e internazionali con facoltà di rinnovo per ulteriori 12 mesi, per un valore nominale pari a 2.300 milioni di euro e a utilizzi netti di linee di credito bancarie uncommitted per 396 milioni di euro.
Non vi sono passività finanziarie a breve termine denominate in valuta diversa dall'euro.
Il tasso di interesse medio ponderato sulle passività finanziarie a breve termine è pari allo 0,25%.
Passività finanziarie a lungo termine e quota a breve di passività finanziarie a lungo termine
Le passività finanziarie a lungo termine, comprensive della quota a breve delle passività a lungo termine, ammontano complessivamente a 923 milioni di euro, al netto dei ratei e delle rettifiche di costo ammortizzato (1 milione di euro).
I debiti per finanziamenti bancari (924 milioni di euro) si riferiscono ai contratti di finanziamento, sottoscritti con:
- Banca Europea per gli Investimenti (BEI):
- atto di accollo liberatorio, stipulato in data 26 ottobre 2016, tra Snam e Italgas, di due finanziamenti per nominali complessivi di 424 milioni di euro, precedentemente stipulati tra Snam e BEI ed aventi scadenza il 30 ottobre 2033 e il 22 ottobre 2035;
- perfezionamento, in data 12 dicembre 2016, di un nuovo finanziamento di 300 milioni di euro, avente scadenza 30 novembre 2032;
- Banca Nazionale del Lavoro (BNL) per un valore nominale pari a 200 milioni di euro, avente scadenza 28 ottobre 2019.
Non vi sono finanziamenti bancari a lungo termine denominati in valuta diversa dall'euro.
Non risultano inadempimenti di clausole connesse ai contratti di finanziamento.
Il tasso di interesse medio ponderato sui debiti per finanziamenti bancari utilizzati è pari allo 0,65%.
Il valore di mercato delle passività finanziarie a breve e a lungo termine è riportato alla nota "Garanzie, impegni e rischi", cui si rimanda.
La Società dispone di linee di credito committed non utilizzate per un importo pari a 1,1 miliardi di euro.
Covenants di natura finanziaria e clausole contrattuali di negative pledge
Al 31 dicembre 2016 non sono presenti covenant finanziari e contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori assistiti da garanzie reali. Alcuni di tali contratti prevedono, inter alia, il rispetto di: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Italgas e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare.
Italgas ha inoltre in essere al 31 dicembre 2016 finanziamenti a medio - lungo termine stipulati con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), per i quali sono previste clausole contrattuali sostanzialmente in linea con quelle sopra esposte. Limitatamente ai finanziamenti BEI è prevista la facoltà del finanziatore di richiedere ulteriori garanzie qualora il credit rating assegnato a Italgas raggiunga il livello BBB- (Standard & Poor's / Fitch Ratings Limited) o Baa3 (Moody's) per almeno due delle tre agenzie di rating.
Al 31 dicembre 2016 i debiti finanziari di natura bancaria soggetti a queste clausole restrittive ammontano a circa 3,2 miliardi di euro.
Il mancato rispetto degli impegni previsti per tali finanziamenti, in alcuni casi solo qualora tale mancato rispetto non venga rimediato nei periodi di tempo previsti, nonché il verificarsi di altre fattispecie quali, a titolo esemplificativo, eventi di cross - default, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, determinano ipotesi di inadempimento in capo ad Italgas e, eventualmente, possono causare l'esigibilità immediata del relativo prestito.
Al 31 dicembre 2016 non sono verificati eventi che comportino il mancato rispetto dei suddetti impegni.
Analisi dell'indebitamento finanziario netto
L'analisi dell'indebitamento finanziario netto con l'evidenza dei rapporti con parti correlate è riportata nella tabella seguente:
| 31.12.2016 | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Non | |||||
| (milioni di €) | Correnti | Correnti | Totale | ||
| A. Disponibilità liquide ed equivalenti | |||||
| B. Titoli disponibili per la vendita e da mantenere fino alla scadenza | |||||
| C. Liquidità (A+B) | |||||
| D. Crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | 1.561 | 1.561 | |||
| E. Passività finanziarie a breve termine verso banche | 2.696 | 2.696 | |||
| F. Passività finanziarie a lungo termine verso banche | 923 | 923 | |||
| G. Prestiti obbligazionari | |||||
| H. Passività finanziarie a breve termine verso entità correlate | |||||
| I. Passività finanziarie a lungo termine verso entità correlate | |||||
| L. Altre passività finanziarie a breve termine | |||||
| M. Altre passività finanziarie a lungo termine | |||||
| N. Indebitamento finanziario lordo (E+F+G+H+I+L+M) | 2.696 | 923 | 3.619 | ||
| O. Indebitamento finanziario netto (N-C-D) | 1.135 | 923 | 2.058 |
11) Debiti commerciali e altri debiti
I debiti commerciali e altri debiti, di importo pari a 36 milioni di euro, si analizzano come segue:
| (milioni di €) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Debiti commerciali | 16 |
| Altri debiti | 20 |
| 36 |
I debiti commerciali pari a 16 milioni di euro riguardano debiti verso fornitori (12 milioni di euro) e debiti verso la società Italgas Reti S.p.A. riguardante personale ricevuto in comando (4 milioni di euro).
Gli altri debiti pari a 20 milioni di euro sono di seguito analizzati:
| (milioni di €) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Debiti IRES per Consolidato fiscale nazionale | 16 |
| Altri debiti: | 4 |
| - Debiti verso il personale | 3 |
| - Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale | 1 |
| 20 |
I debiti verso parti correlate sono illustrati alla nota "Rapporti con parti correlate".
Il valore di iscrizione in bilancio dei debiti commerciali e altri debiti, considerando il limitato intervallo temporale tra il sorgere del debito e la sua scadenza, approssima la relativa valutazione al fair value. Il valore di mercato dei debiti commerciali e altri debiti è riportato alla nota "Garanzie, impegni e rischi - Altre informazioni sugli strumenti finanziari", cui si rinvia.
12) Fondi per rischi e oneri
I fondi per rischi e oneri, di importo pari a 1 milione di euro, sono analizzati nella seguente tabella:
ITALGAS RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2016 – NOTE AL BILANCIO DI ESERCIZIO
Gli altri fondi (1 milione di euro) riguardano gli oneri sociali correlati ai benefici a lungo termine connessi ai piani di Incentivazione Monetaria Differita (IMD).
13) Fondi per benefici ai dipendenti
I fondi per benefici ai dipendenti, di importo pari a 5 milioni di euro, si analizzano come segue:
| (milioni di €) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) | 1 |
| Fondo Integrativo sanitario dirigenti aziende dell'eni (FISDE) | 1 |
| Altri fondi per benefici ai dipendenti | 3 |
| 5 |
Il TFR (1 milione di euro), disciplinato dall'art. 2120 del Codice civile, accoglie la stima dell'obbligazione, determinata sulla base di tecniche attuariali, relativa all'ammontare da corrispondere ai dipendenti all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. L'indennità, erogata sotto forma di capitale, è pari alla somma di quote di accantonamento calcolate sulle voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro e rivalutate fino al momento di cessazione dello stesso. Per effetto delle modifiche legislative introdotte a partire dal 1 gennaio 2007, per imprese con più di 50 dipendenti, una quota significativa del trattamento di fine rapporto maturando è classificato come un piano a contributi definiti in quanto l'obbligazione dell'impresa è rappresentata esclusivamente dal versamento dei contributi ai fondi pensione, ovvero all'INPS. La passività relativa al trattamento di fine rapporto antecedente al 1 gennaio 2007 continua a rappresentare un piano a benefici definiti da valutare secondo tecniche attuariali.
Il FISDE (1 milione di euro), accoglie la stima degli oneri, determinati su basi attuariali, relativi ai contributi da corrispondere al fondo integrativo sanitario a beneficio dei dirigenti in servizio63 e in pensione.
Il FISDE eroga prestazioni sanitarie integrative di tipo economico ai dirigenti del Gruppo Eni64 e ai dirigenti pensionati il cui ultimo rapporto di lavoro sia intercorso con qualifica di dirigente con il Gruppo Eni. Il finanziamento del FISDE avviene tramite il versamento: (i) di contributi versati dalle aziende aderenti; (ii) di contributi versati dai Soci per se stessi e per il nucleo familiare; (iii) contributi ad hoc per specifiche provvidenze. L'ammontare della passività e del costo assistenziale vengono determinati prendendo a riferimento, quale approssimazione della stima degli oneri di assistenza sanitaria erogati dal fondo, il contributo che l'azienda versa a favore dei pensionati.
Gli altri fondi per benefici ai dipendenti (3 milioni di euro) riguardano i benefici a lungo termine connessi ai piani di Incentivazione Monetaria Differita (IMD), ai piani di Incentivazione monetaria di Lungo Termine (ILT).
I piani di incentivazione monetaria differita sono attribuiti ai dirigenti che hanno conseguito gli obiettivi prefissati nell'anno precedente a quello di assegnazione e prevedono l'attribuzione di un incentivo base che sarà erogato dopo tre anni in misura variabile in funzione delle performance aziendali conseguite nel corso del triennio successivo al momento dell'assegnazione. Il beneficio è stanziato al momento in cui sorge l'impegno di Italgas nei confronti del dipendente. La stima è oggetto di revisione negli esercizi successivi in base alla consuntivazioni realizzate e all'aggiornamento delle previsioni di risultato (superiore o inferiore al target).
63 Per i dirigenti in servizio, i contributi sono calcolati a partire dall'anno in cui il dipendente andrà in pensione e riferiti agli anni di servizio già prestato.
64 A tutt'oggi il fondo eroga le medesime prestazioni ai dirigenti del Gruppo Italgas.
I piani di Incentivazione di lungo termine, che hanno sostituito le precedenti assegnazioni di stock option, prevedono, dopo tre anni dall'assegnazione, l'erogazione di un beneficio monetario variabile legato ad un parametro di performance aziendali. L'ottenimento del beneficio è legato al raggiungimento di determinati livelli di performance futuri, e condizionato alla permanenza dell'assegnatario nell'impresa nel triennio successivo all'assegnazione (cosiddetto "Vesting period"). Tale beneficio è stanziato pro rata temporis lungo il triennio in funzione delle consuntivazione dei parametri di performance.
I piani di incentivazione monetaria differita e di incentivazione monetaria di lungo termine si qualificano, ai sensi dello IAS 19, come altri benefici a lungo termine.
La composizione e la movimentazione dei fondi per benefici ai dipendenti, valutati applicando tecniche attuariali, è la seguente65:
| 31.12.2016 | ||||
|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Fondo TFR |
FISDE | Altri fondi |
Totale |
| Valore attuale dell'obbligazione all'inizio dell'esercizio | ||||
| Costo corrente | 1 | 1 | ||
| Rivalutazioni (svalutazioni): | ||||
| - (Utili) / Perdite attuariali risultanti da variazioni nelle ipotesi finanziarie |
||||
| Benefici pagati | ||||
| Effetto aggregazioni aziendali, dismissioni, trasferimenti | 1 | 1 | 2 | 4 |
| Valore attuale dell'obbligazione al termine dell'esercizio | 1 | 1 | 3 | 5 |
I costi relativi alle passività per benefici ai dipendenti, valutati utilizzando ipotesi attuariali, sono rilevati a conto economico.
Nel prospetto di seguito riportato sono rappresentate le principali ipotesi attuariali adottate per valutare le passività alla fine dell'esercizio e per determinare il costo dell'esercizio successivo.
| giu-dic 2016 | |||
|---|---|---|---|
| Fondo | |||
| TFR | FISDE | Altri | |
| Tasso di attualizzazione (%) | 1,20 | 1,20 | 1,20 |
| Tasso di inflazione (%) (*) | 1,20 | 1,20 | 1,20 |
(*) Con riferimento agli altri fondi il tasso è riferito solo ai premi di anzianità.
Il tasso di attualizzazione adottato è stato determinato considerando i rendimenti di titoli obbligazionari di aziende primarie (Corporate Bond area Euro e rating AA).
I piani per benefici ai dipendenti rilevati da Italgas sono soggetti, in particolare, al rischio di tasso, in quanto una variazione del tasso di attualizzazione potrebbe comportare una variazione significativa della passività.
La sensitivity sul tasso di attualizzazione rappresenta la variazione di valore della passività attuariale che si ottiene con i dati di valutazione di fine anno, variando il tasso di attualizzazione di un certo numero di basis points, ferme restando le altre ipotesi.
Gli effetti derivanti da una modifica ragionevolmente possibile66 relativa al tasso di attualizzazione (variazione del +/-0,5%) alla fine dell'esercizio non evidenziano sostanziali variazioni.
65 Nella tabella è altresì riportata la riconciliazione delle passività rilevate nei fondi per benefici ai dipendenti.
66 Con riferimento al FISDE, eventuali variazioni relative alla mortalità non comportano effetti significativi sulla passività.
Il profilo di scadenza delle obbligazioni per piani a benefici per i dipendenti è riportato nella tabella seguente:
| 31.12.2016 | ||||
|---|---|---|---|---|
| Fondo | Altri | |||
| (milioni di €) | TFR | FISDE | fondi | Totale |
| Entro l'esercizio successivo | 1 | 1 | ||
| Entro cinque anni | 2 | 2 | ||
| Oltre cinque e fino a dieci anni | ||||
| Oltre dieci anni | 1 | 1 | 2 | |
| 1 | 1 | 3 | 5 |
La durata media ponderata delle obbligazioni per piani a benefici per i dipendenti è di seguito indicata:
| giu-dic 2016 | |||
|---|---|---|---|
| Fondo | |||
| TFR | FISDE | Altri | |
| Duration media ponderata (anni) | 9 | 24 | 2 |
14) Patrimonio netto
Il patrimonio netto, di importo pari a 1.640 milioni di euro, si analizza come segue:
| (milioni di €) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Capitale sociale | 1.001 |
| Riserva legale | 192 |
| Riserva da sovrapprezzo azioni | 620 |
| Altre riserve | (350) |
| Utili relativi a esercizi precedenti | |
| Utile dell'esercizio | 177 |
| a dedurre | |
| Azioni proprie | |
| Acconto sul dividendo | |
| 1.640 |
Si riepilogano di seguito gli effetti patrimoniali sul patrimonio netto della Società, come risultanti dall'intera operazione (costituzione di Italgas, conferimento, acquisto e scissione).
| (milioni di €) | Costituzione | Conferimento | Acquisto (*) | Scissione | PN finale |
|---|---|---|---|---|---|
| Capitale sociale | euro 50.000 | 40 | 961 | 1.001 | |
| Riserva legale | 192 | 192 | |||
| Riserva da sovrapprezzo azioni | 204 | 416 | 620 | ||
| Altre riserve | (350) | (350) | |||
| 244 | (350) | 1.569 | 1.463 |
(*) La riserva è rilevata a fronte dell'acquisto ed è pari alla differenza tra il prezzo di acquisto e la corrispondente frazione di costo della partecipazione
Capitale sociale
Il capitale sociale al 31 dicembre 2016 risulta costituito da n. 809.135.502 azioni prive del valore nominale a fronte di un controvalore complessivo pari a 1.001.231.518 euro.
Le variazioni intervenute nell'esercizio derivano dall'operazione di separazione della Distribuzione gas da Snam S.p.A. nelle sue componenti di conferimento (40 milioni di euro) e di scissione (961 milioni di euro).
Riserva legale
La riserva legale al 31 dicembre 2016 ammonta a 192 milioni di euro costituita per effetto dell'acquisizione della partecipazione in Italgas Reti S.p.A..
Riserva da soprapprezzo azioni
La riserva da sovrapprezzo azioni al 31 dicembre 2016 ammonta a 620 milioni di euro. Le variazioni intervenute nel 2016 sono sempre riconducibili all'operazione di acquisto della partecipazione in Italgas Reti S.p.A..
Altre riserve
Le altre riserve (-350 milioni di euro al 31 dicembre 2016) riguardano la riserva per business combination under common control iscritta a seguito dell'acquisto da Snam S.p.A. del 38,87% della partecipazione in Italgas Reti S.p.A., pari alla differenza tra il corrispettivo dell'acquisto (1.503 milioni di euro) e il valore di iscrizione della partecipazione (1.153 milioni di euro).
A tale riguardo occorre precisare che l'acquisizione delle attività della Distribuzione di gas naturale è avvenuta mediante tre contestuali operazioni (conferimento, vendita e scissione) della Partecipazione detenuta da Snam S.p.A. in Italgas Reti S.p.A. a favore di Italgas S.p.A.. Tale operazione ha determinato il deconsolidamento da parte di Snam del settore Distribuzione gas naturale, e da parte di Italgas S.p.A. l'acquisizione della partecipazione in Italgas Reti e, a livello consolidato, delle attività nette del settore distribuzione gas. Si ricorda che l'azionista di riferimento di Snam, CDP, è contestualmente l'azionista di riferimento di Italgas. L'esposizione sopra descritta riflette un'impostazione basata sulla continuità di valori contabili (rispetto a Snam) in quanto l'operazione rappresenta, nell'ambito del più ampio gruppo di cui Italgas è parte, una "aggregazione di entità o attività aziendali sotto comune controllo". Le società partecipanti all'aggregazione aziendale (Snam, Italgas ed Italgas Reti) sono rimaste per effetto dell'operazione, soggette al controllo e, quindi, consolidate integralmente dallo stesso soggetto (CDP), ai sensi del Principio Contabile IFRS 10, come rappresentato da Snam nel documento informativo ex art. 70 e da Italgas nel documento informativo ex. art. 57.
Dividendi
Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 23 marzo 2017, ha proposto all'Assemblea degli Azionisti convocata per il 28 aprile 2017, la distribuzione di un dividendo ordinario di 0,20 euro per azione. Il dividendo sarà messo in pagamento a partire dal 24 maggio 2017 con stacco cedola il 22 maggio 2017 e record date 23 maggio 2017.
Analisi del patrimonio netto per origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità:
| (milioni di €) | Importo 31.12.2016 |
Possibilità di utilizzazione |
Quota disponibile |
|---|---|---|---|
| A) CAPITALE SOCIALE | 1.001 | ||
| B) RISERVE DI CAPITALE | |||
| Riserva soprapprezzo azioni | 262 | A, B, C | 262 |
| Riserva soprapprezzo azioni | 358 | B | |
| Riserva legale | 82 | B | |
| Riserva business combination under common control | (350) | ||
| C) RISERVE DI UTILE | |||
| Riserva legale | 110 | B | |
| 462 | |||
| Quota non distribuibile | 200 | ||
| Residuo quota distribuibile | 262 |
LEGENDA
A: disponibile per aumento di capitale
B: disponibile per copertura perdite
C: disponibile per distribuzione ai soci
15) Garanzie, impegni e rischi
Le garanzie, impegni e rischi, di importo pari a 9 milioni di euro, si analizzano come segue:
| (milioni di €) | 31.12.2016 |
|---|---|
| Garanzie prestate nell'interesse: | |
| - di imprese controllate | |
| Impegni | 9 |
| Impegni per l'acquisto di beni e servizi | 3 |
| Altri | 6 |
| 9 |
Impegni
Al 31 dicembre 2016 gli impegni assunti con fornitori per l'acquisto di attività materiali e la fornitura di servizi per l'acquisto di immobili, impianti, macchinari e attività immateriali in corso di realizzazione ammontano a 3 milioni di euro.
Gli altri impegni si riferiscono a pagamenti minimi futuri relativi alle operazioni di leasing operativo non annullabili scadenti entro l'esercizio (6 milioni di euro, di cui 1 milione di euro scadenti entro l'esercizio successivo e 2 milioni di euro tra uno e cinque anni)
GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
Premessa
Italgas S.p.A. ha istituito, alle dirette dipendenze del Direttore Generale Finanza e Servizi, l'unità Enterprise Risk Management (ERM) al fine di presidiare il processo di gestione integrata dei rischi aziendali per tutte le società del Gruppo. I principali obiettivi dell'ERM sono la definizione di un modello omogeneo e trasversale di valutazione dei rischi, l'identificazione dei rischi prioritari, nonché di garantire il consolidamento delle azioni di mitigazione e l'elaborazione di un sistema di reporting.
L'ERM opera nell'ambito del più vasto Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Italgas.
Nell'ambito dei rischi d'impresa, i principali rischi finanziari identificati, monitorati, e, per quanto di seguito specificato, gestiti dalla Società, sono i seguenti:
- il rischio derivante dall'esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse;
- il rischio di credito derivante dalla possibilità di default di una controparte;
- il rischio liquidità derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni a breve termine;
- il rischio rating;
- il rischio di default e covenant sul debito.
Di seguito sono descritte le politiche e i principi adottati da Italgas per la gestione e il controllo dei rischi derivanti da strumenti finanziari sopra elencati.
Con riferimento agli altri rischi che caratterizzano la gestione si rinvia a quanto indicato nella Relazione sulla gestione al capitolo "Fattori di incertezza e gestione dei rischi".
Rischio di variazione dei tassi di interesse
Le oscillazioni dei tassi di interesse influiscono sul valore di mercato delle attività e delle passività finanziarie dell'impresa e sul livello degli oneri finanziari netti. Il Gruppo Italgas adotta un modello organizzativo di funzionamento di tipo accentrato. Le strutture di Italgas, in funzione di tale modello, assicurano le coperture dei fabbisogni tramite l'accesso ai mercati finanziari (canale bancario) e l'impiego dei fondi, in coerenza con gli obiettivi approvati, garantendo il mantenimento del profilo di rischio entro i limiti definiti.
Al 31 dicembre 2016 l'indebitamento finanziario risulta interamente a tasso variabile.
Al 31 dicembre 2016 il Gruppo Italgas utilizza risorse finanziarie esterne nelle forme di contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con Banche e altri Istituti Finanziatori, sotto forma di debiti finanziari a medio - lungo termine e linee di credito bancarie a tassi di interesse indicizzati sui tassi di riferimento del mercato, in particolare l'Europe Interbank Offered Rate (Euribor).
Pertanto un aumento dei tassi di interesse potrebbe avere effettivi negativi sull'attività e sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del gruppo Italgas. Tuttavia, considerato l'attuale contesto di mercato caratterizzato da tassi Euribor negativi, gli impatti sul patrimonio netto e sul risultato netto d'esercizio di un'ipotetica variazione positiva e negativa del 10% dei tassi di interesse risultano trascurabili o comunque non significativi.
Italgas ha come obiettivo il mantenimento, a regime, di un rapporto di indebitamento tra tasso fisso e tasso variabile tale da minimizzare il rischio di innalzamento dei tassi di interesse, con un obiettivo di composizione dell'indebitamento tra tasso fisso e tasso variabile nell'ordine di 2/3 a tasso fisso e 1/3 a tasso variabile. Si segnala a tal proposito che nei primi mesi del 2017 la Società ha emesso prestiti obbligazionari per complessivi 2.150 milioni di euro con le seguenti caratteristiche: (i) 1.500 milioni di euro, emessi in data 19 gennaio 2017 e suddivisi in due tranches, la prima a 5 anni e la seconda a 10 anni, entrambe a tasso fisso, per un importo di 750 milioni di euro ciascuna e cedola annua rispettivamente dello 0,50% e dell'1,625%; (ii) 650 milioni di euro emessi in data 14 marzo 2017, con scadenza il 14 marzo 2024 e cedola annua a tasso fisso dell' 1,125%.
Rischio credito
Il rischio credito rappresenta l'esposizione della Società a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti. Il mancato o ritardato pagamento dei corrispettivi dovuti potrebbe incidere negativamente sui risultati economici e sulla situazione finanziaria di Italgas.
Italgas S.p.A. presta i propri servizi sostanzialmente alle società del gruppo. Non può essere escluso, tuttavia, che Italgas S.p.A. possa incorrere in passività e/o perdite derivanti dal mancato adempimento di obbligazioni di pagamento dei propri clienti, tenuto conto dell'attuale congiuntura economico - finanziaria che rende l'attività di incasso crediti più complessa.
La massima esposizione al rischio di credito per Italgas al 31 dicembre 2016 è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie esposte in bilancio. Alla medesima data non sono presenti saldi scaduti di importo significativo.
Al 31 dicembre 2016 non si evidenziano significativi rischi di credito. I crediti commerciali sono relativi a società del gruppo.
Rischio liquidità
Il rischio liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell'incapacità di reperire nuovi fondi (funding liquidity risk) o di liquidare attività sul mercato (asset liquidity risk), l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento determinando un impatto sul risultato economico nel caso in cui l'impresa sia costretta a sostenere costi addizionali per fronteggiare i propri impegni o, come estrema conseguenza, una situazione di insolvibilità che pone a rischio l'attività aziendale.
Al fine di mitigare tale rischio e di mantenere un livello di liquidità coerente con quanto richiesto per il mantenimento del rating, Italgas ha sottoscritto contratti di finanziamento in misura eccedente rispetto alle necessità finanziarie al 31 dicembre 2016. Tale eccedenza (pari a 1,1 miliardi di euro) potrà essere utilizzata per fronteggiare eventuali temporanee esigenze di liquidità, qualora il fabbisogno finanziario effettivo risulti superiore a quello stimato.
Si segnala che al 31 dicembre 2016 Italgas ha lanciato un programma Euro Medium Term Notes (EMTN) che consente l'emissione, entro il 31 ottobre 2017, di uno o più prestiti obbligazionari per un importo massimo di 2,8 miliardi di euro, da collocare presso investitori istituzionali.
Rischio rating
Con riferimento al debito a lungo termine di Italgas, rispettivamente in data 7 e 8 novembre 2016 Fitch e Moody's hanno assegnato a Italgas S.p.A. il rating definitivo di BBB+ (outlook stabile) e Baa1 (outlook stabile, successivamente modificato in outlook negativo in data 12 dicembre 2016, a seguito del precedente cambiamento da stabile a negativo dell'outlook sul rating a lungo termine della Repubblica Italiana).
Sulla base delle metodologie adottate dalle agenzie di rating, il downgrade di un notch dell'attuale rating della Repubblica Italiana potrebbe innestare un aggiustamento al ribasso dell'attuale rating di Italgas.
Rischio di default e covenant sul debito
Al 31 dicembre 2016 non sono presenti covenant finanziari e contratti di finanziamento bilaterali e sindacati con banche e altri Istituti Finanziatori assistiti da garanzie reali. Alcuni di tali contratti prevedono, inter alia, il rispetto di: (i) impegni di negative pledge ai sensi dei quali Italgas e le società controllate sono soggette a limitazioni in merito alla creazione di diritti reali di garanzia o altri vincoli su tutti o parte dei rispettivi beni, azioni o su merci; (ii) clausole pari passu e change of control; (iii) limitazioni ad alcune operazioni straordinarie che la società e le sue controllate possono effettuare.
Il mancato rispetto degli impegni previsti per tali finanziamenti, in alcuni casi solo qualora tale mancato rispetto non venga rimediato nei periodi di tempo previsti, nonché il verificarsi di altre fattispecie quali, a titolo esemplificativo, eventi di cross - default, alcune delle quali soggette a specifiche soglie di rilevanza, determinano ipotesi di inadempimento in capo ad Italgas e, eventualmente, possono causare l'esigibilità immediata del relativo prestito.
Pagamenti futuri a fronte di passività finanziarie
Nella seguente tabella si riporta il piano dei rimborsi contrattualmente previsti relativi ai debiti finanziari compresi i pagamenti per interessi:
| Scadenza | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Saldo al | Saldo al | Quota entro | Quota oltre | ||||||
| (milioni di €) | 1.1.2016 | 31.12.2016 | 12 mesi | 12 mesi | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | Oltre |
| Passività finanziarie | |||||||||
| Finanziamenti bancari | 3.619 | 2.696 | 923 | 220 | 20 | 53 | 630 | ||
| Interessi su finanziamenti | 3 | 8 | 58 | 4 | 4 | 4 | 4 | 42 | |
| 3.622 | 2.704 | 981 | 4 | 224 | 24 | 57 | 672 |
Altre informazioni sugli strumenti finanziari
Con riferimento alle categorie previste dallo IAS 39 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione" si precisa che Italgas non detiene né attività finanziarie detenute fino alla scadenza, né disponibili per la vendita, né possedute per la negoziazione. Di conseguenza le attività e le passività finanziarie rientrano integralmente nella categoria degli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato.
Il valore di iscrizione degli strumenti finanziari e i relativi effetti economici e patrimoniali si analizzano come segue:
| Valore di iscrizione | a conto Economico | Proventi / Oneri rilevati | a patrimonio netto (a) | Proventi / Oneri rilevati | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Saldo al 1.1.2016 |
Saldo al 31.12.2016 |
Saldo al 1.1.2016 |
Saldo al 31.12.2016 |
Saldo al 1.1.2016 |
Saldo al 31.12.2016 |
| Strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato | ||||||
| - Crediti finanziari (b) | 723 | 2 | ||||
| - Debiti finanziari (b) | 724 | (5) | ||||
(a) Al netto dell'effetto fiscale.
(b) Gli effetti a conto economico sono rilevati nei "Proventi (oneri) finanziari".
Nella tabella seguente viene fornito il confronto tra il valore di iscrizione delle attività e passività finanziarie e il relativo fair value.
| Saldo al 31.12.2016 | ||
|---|---|---|
| Valore | Valore | |
| (milioni di €) | contabile | di mercato |
| Strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato | ||
| - Crediti finanziari | 723 | 724 |
| - Debiti finanziari | 724 | 724 |
Il valore di iscrizione in bilancio dei crediti commerciali e altri crediti, considerando il limitato intervallo temporale tra il sorgere del credito e la sua scadenza, approssima la relativa valutazione al fair value.
Il valore di mercato dei debiti finanziari include i prestiti obbligazionari, il cui valore è stimato sulla base delle quotazioni di mercato al 31 dicembre 2016, e le passività finanziarie verso banche, interamente a tasso variabile, il cui corrispondente valore è ritenuto pari al valore nominale di rimborso.
Valore di mercato degli strumenti finanziari
Di seguito è indicata la classificazione delle attività e passività finanziarie, valutate al fair value nello schema della situazione patrimoniale - finanziaria secondo la gerarchia del fair value definita in funzione della significatività degli input utilizzati nel processo di valutazione. In particolare, a seconda delle caratteristiche degli input utilizzati per la valutazione, la gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:
- livello 1: prezzi quotati (e non oggetto di modifica) su mercati attivi per le stesse attività o passività finanziarie;
- livello 2: valutazioni effettuate sulla base di input, differenti dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che, per le attività/passività oggetto di valutazione, sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (in quanto derivati dai prezzi);
- livello 3: input non basati su dati di mercato osservabili.
Contenziosi e altri provvedimenti
Italgas è parte in procedimenti civili, amministrativi e penali e in azioni legali collegate al normale svolgimento delle sue attività. Sulla base delle informazioni attualmente a disposizione, e tenuto conto dei rischi esistenti, Italgas ritiene che tali procedimenti e azioni non determineranno effetti negativi rilevanti sul proprio bilancio.
Regolamentazione in materia ambientale
Si veda la nota "Garanzie, impegni e rischi - Regolamentazione in materia ambientale" delle Note al bilancio consolidato.
16) Ricavi
La composizione dei ricavi dell'esercizio, di importo pari a 8 milioni di euro è riportata nella tabella seguente:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Ricavi della gestione caratteristica | 8 |
| Altri ricavi e proventi | |
| 8 |
I ricavi della gestione caratteristica (8 milioni di euro) si riferiscono ai ricavi per prestazioni di servizio costituiti principalmente dai riaddebiti, alle società controllate, dei costi sostenuti per la prestazione di servizi svolti e gestiti centralmente da Italgas S.p.A..
17) Costi operativi
La composizione dei costi operativi, di importo pari a 19 milioni di euro, è riportata nella tabella seguente:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi | 13 |
| Costo lavoro | 6 |
| 19 |
I costi operativi comprendono gli oneri connessi alla prestazione di servizi centralizzati resi alle società controllate. I servizi prestati da Italgas S.p.A. sono regolati mediante contratti di servizio stipulati tra la capogruppo e le sue controllate e riguardano le seguenti aree: ICT, personale e organizzazione, pianificazione, amministrazione finanza e controllo, servizi generali, immobiliari e di security, affari legali, societari e compliance, salute, sicurezza e ambiente, regolazione, relazioni esterne e comunicazione, internal audit e Enterprise Risk Management (ERM). Il modello di pricing dei contratti di servizio si basa sul riaddebito dei costi sostenuti per l'erogazione dei servizi secondo una logica di full cost.
Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi
La voce acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi, di importo pari a 13 milioni di euro, si analizza come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Costi di acquisto materie prime, sussidiarie, di consumo e merci | |
| Costi per servizi | 12 |
| Costi per godimento beni di terzi | |
| Oneri diversi di gestione | |
| Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri | 1 |
| 13 |
I costi per servizi, di importo pari a 12 milioni di euro, riguardano:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Prestazioni tecniche, legali, amministrative e professionali | 3 |
| Servizi generali service | 2 |
| Servizi relativi al personale | 1 |
| Altri servizi | 6 |
| 12 |
I costi per servizi IT (2 milioni di euro) includono i costi sostenuti anche per conto delle società controllate ed alle stesse riaddebitati (1 milione di euro) e a costi verso Snam S.p.A. (1 milione di euro).
I costi per prestazioni tecniche, legali, amministrative e professionali (3 milioni di euro) si riferiscono principalmente a prestazioni legali, a servizi di consulenza e di carattere contabile e amministrativo.
I servizi relativi al personale (1 milione di euro) riguardano principalmente rimborsi spese viaggi e trasferte.
Gli altri servizi (6 milioni di euro) sono relativi a costi inerenti la quotazione in borsa della società.
Costo lavoro
La voce costo lavoro, di importo pari a 6 milioni di euro, si analizza come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Salari e stipendi | 2 |
| Oneri sociali (previdenziali e assistenziali) | |
| Oneri per piani a benefici ai dipendenti | 1 |
| Oneri per prestazioni di personale in comando | 2 |
| Altri oneri | 1 |
| 6 |
Numero medio dei dipendenti
Il numero medio dei dipendenti a ruolo ripartito per qualifica professionale è riportato nella tabella seguente:
| Qualifica professionale | 31.12.2016 |
|---|---|
| Dirigenti | 7 |
| Quadri | 4 |
| Impiegati | 3 |
| Operai | |
| 14 |
Il numero medio dei dipendenti è calcolato come media determinata sulla base delle risultanza mensili dei dipendenti per categoria.
Il personale in servizio al 31 dicembre 2016 è pari a n. 337.
Compensi spettanti al key management personnel
I compensi spettanti ai soggetti che hanno il potere e la responsabilità della pianificazione, direzione e controllo della società, e quindi gli amministratori esecutivi e non, i direttori generali e i dirigenti con responsabilità strategica (cosiddetto "Key management personnel") in carica al 31 dicembre 2016 ammontano (inclusi i contributi e gli oneri accessori) a 2 milioni di euro per il 2016 e risultano così composti:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Salari e stipendi | 1 |
| Altri benefici a lungo termine | 1 |
| 2 |
Compensi spettanti agli amministratori e ai sindaci
I compensi spettanti agli Amministratori ammontano a 238 mila euro e i compensi spettanti ai sindaci ammontano a 73 mila euro. Questi compensi comprendono gli emolumenti e ogni altra somma avente natura retributiva, previdenziale e assistenziale dovuta per lo svolgimento della funzione di amministratore o sindaco che abbiano costituito un costo per la Società, anche se non soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche.
18) Proventi (oneri) finanziari
Gli oneri finanziari netti, di importo pari a 3 milioni di euro, si analizzano come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Proventi (oneri) finanziari | |
| Oneri finanziari | (5) |
| Proventi finanziari | 2 |
| (3) |
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Proventi (oneri) su debiti finanziari | |
| Interessi passivi su linee di credito e finanziamenti passivi verso banche e altri finanziatori | (3) |
| Commissioni passive su finanziamenti e linee di credito bancarie | (2) |
| Interessi attivi e altri proventi su crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | 2 |
| (3) |
Gli oneri netti su debiti finanziari (3 milioni di euro) riguardano: (i) interessi passivi verso banche relativi a linee di credito revolving, a linee di credito uncommitted e a finanziamenti a scadenza fissa per complessivi 3 milioni di euro; (ii) le commissioni di mancato utilizzo delle linee di credito (1 milione di euro); (iii) interessi passivi per l'assunzione dei finanziamenti (1 milione di euro); (iv) interessi attivi su crediti finanziari non strumentali all'attività operativa concessi alle società controllate (2 milioni di euro).
19) Proventi su partecipazioni
I proventi su partecipazioni, di importo pari a 190 milioni di euro, sono relativi ai dividendi distribuiti dalla società controllata Italgas Reti S.p.A..
Informazioni relative alle partecipazioni sono fornite alla nota "Partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto".
20) Imposte sul reddito
Le imposte sul reddito di competenza dell'esercizio, positive per 1 milione di euro, si analizzano come segue:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 | ||
|---|---|---|---|
| IRES | IRAP | Totale | |
| Imposte correnti | (1) | (1) | |
| Imposte correnti di competenza dell'esercizio | (1) | (1) | |
| Rettifiche imposte correnti relative a esercizi precedenti | |||
| Imposte differite e anticipate | |||
| Imposte differite | |||
| Imposte anticipate | |||
| (1) | (1) |
Le aliquote applicate e previste dalla normativa fiscale per le imposte correnti sono pari rispettivamente al 27,5% per l'IRES ed al 4,65% per l'IRAP.
L'incidenza dell'IRES sul risultato prima delle imposte è influenzata dalla tassazione dei dividendi distribuiti dalle società controllate per il 5% del loro ammontare.
L'analisi della riconciliazione tra l'onere fiscale teorico, determinato applicando l'aliquota fiscale IRES vigente in Italia, e l'onere fiscale effettivo di competenza dell'esercizio è di seguito riportata:
| giu-dic 2016 | ||
|---|---|---|
| (milioni di €) | Aliquota d'imposta |
Saldo |
| IRES | ||
| Utile ante imposte | 176 | |
| Imposte IRES di competenza calcolate sulla base dell'aliquota teorica d'imposta | 27,5% | 48 |
| Variazioni rispetto all'aliquota teorica: | ||
| - Proventi su partecipazioni | (28,4%) | (50) |
| - Altre differenze permanenti | 0,5% | 1 |
| Imposte IRES di competenza dell'esercizio rilevate a Conto Economico | (0,4%) | (1) |
21) Rapporti con parti correlate
Tenuto conto dell'esistenza di una situazione di controllo di fatto da parte di CDP S.p.A. su Italgas S.p.A., ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 10 - Bilancio consolidato, le parti correlate di Italgas, sulla base dell'attuale assetto proprietario di gruppo, sono rappresentate oltre che dalle imprese controllate, collegate e a controllo congiunto di Italgas, anche dall'impresa controllante CDP S.p.A. e dalle sue imprese controllate e collegate, nonché dalle imprese controllate, collegate e sottoposte a controllo congiunto (direttamente o indirettamente) da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Inoltre, sono considerate parti correlate anche i membri del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e i dirigenti con responsabilità strategiche e i loro familiari, del Gruppo Italgas e di CDP. I rapporti intrattenuti da Italgas S.p.A. con le parti correlate rientrano nell'ordinaria gestione dell'impresa e sono generalmente regolati in base a condizioni di mercato, cioè alle condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti. Tutte le operazioni poste in essere sono state compiute nell'interesse della Società.
Ai sensi delle disposizioni della normativa applicabile, la Società ha adottato procedure interne per assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parte correlate, realizzate dalla Società stessa o dalle sue società controllate.
Le operazioni compiute dalla Società con le parti correlate riguardano essenzialmente lo scambio di beni, la prestazione di servizi, la provvista e l'impiego di mezzi finanziari con le entità sopra definite.
Di seguito sono evidenziati i saldi dei rapporti di natura commerciale e diversa e di natura finanziaria posti in essere con le parti correlate sopra definite per l'esercizio in corso. E' altresì indicata la natura delle operazioni più rilevanti.
Rapporti commerciali e diversi
I rapporti di natura commerciale e diversi sono analizzati nella tabella seguente e di seguito dettagliati:
| 31.12.2016 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Costi (a) | Ricavi | |||||
| (milioni di €) | Crediti | Debiti | Servizi | Altro | Servizi | Altro |
| Imprese controllate | 10 | 20 | 1 | 3 | 8 | - |
| - Italgas Reti S.p.A. | 9 | 20 | 1 | 3 | 7 | |
| - Napoletanagas S.p.A. | 1 | 1 | ||||
| Imprese possedute o controllate dallo Stato | 5 | 9 | 8 | - | - | - |
| - Gruppo Snam | 5 | 9 | 8 | |||
| Totale generale | 15 | 29 | 9 | 3 | 8 | - |
(a) Comprendono costi per beni e servizi destinati ad investimento.
Imprese controllate
I rapporti commerciali attivi più significativi con le società controllate Italgas Reti e Napoletanagas riguardano la prestazione dei servizi svolti e gestiti centralmente da Italgas S.p.A. relativi alle seguenti aree organizzative: ICT, personale e organizzazione, pianificazione, amministrazione finanza e controllo, servizi generali, immobiliari e di security, affari legali, societari e compliance, salute, sicurezza e ambiente, regolazione, relazioni esterne e comunicazione, internal audit e Enterprise Risk Management (ERM). I servizi forniti alle società controllate sono regolati sulla base di tariffe definite sulla base dei costi sostenuti secondo una logica di full cost.
I principali rapporti commerciali passivi riguardano il riaddebito a Italgas, da parte delle società controllate, dei costi relativi al personale in servizio presso la controllante, a ruolo presso le società controllate.
Gli altri rapporti riguardano essenzialmente i rapporti intrattenuti tra Italgas e le sue società controllate nell'ambito del Consolidato fiscale nazionale. Tali rapporti sono regolati da appositi contratti, per i quali si applicano le norme di Legge67 .
Imprese possedute o controllate dallo Stato
I rapporti con Snam S.p.A. si riferiscono principalmente a crediti riguardanti il trasferimento del personale a seguito della già citata operazione di acquisizione della partecipazione in Italgas Reti.
Rapporti finanziari
I rapporti di natura finanziaria sono analizzati nella tabella seguente e di seguito dettagliati:
| 31.12.2016 | 2016 | |||
|---|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Crediti | Debiti | Proventi | Oneri |
| Imprese controllate | 2.284 | 2 | ||
| - Italgas Reti S.p.A. | 2.151 | 2 | ||
| - Napoletanagas S.p.A. | 132 | |||
| - ACAM Gas S.p.A. | 1 | |||
| Imprese possedute o controllate dallo Stato | 1 | |||
| - Gruppo Snam | 1 | |||
| Totale generale | 2.284 | 2 | 1 |
Imprese controllate
I rapporti finanziari in essere tra Italgas S.p.A. e le sue società controllate riguardano la copertura dei fabbisogni finanziari delle Società operative. Tali rapporti sono regolati da contratti stipulati alle normali condizioni di mercato.
Imprese possedute o controllate dallo Stato
I rapporti finanziari passivi con Snam S.p.A. sono relativi agli oneri derivanti dalla chiusura dei finanziamenti a seguito dell'operazione di acquisizione della partecipazione di Italgas Reti S.p.A..
I rapporti con amministratori, sindaci e key managers, con particolare riferimento ai relativi compensi, sono dettagliati alla nota "Costi operativi", cui si rimanda.
67 Per maggiori informazioni si rimanda alla nota "Crediti commerciali e altri crediti correnti e non correnti".
Incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sui flussi di cassa
L'incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulla situazione patrimoniale-finanziaria è indicata nella seguente tabella riepilogativa:
| 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|
| (milioni di €) | Totale | Entità Correlate |
Incidenza % |
| Situazione patrimoniale-finanziaria | |||
| Crediti commerciali e altri crediti correnti | 1.578 | 1.576 | 99,9 |
| Partecipazioni | 2.967 | 2.967 | 100,0 |
| Altri crediti non correnti | 731 | 723 | 98,9 |
| Debiti commerciali e altri debiti | 35 | 29 | 82,9 |
L'incidenza delle operazioni con parti correlate sul Conto economico è indicata nella seguente tabella riepilogativa:
| giu-dic 2016 | |||
|---|---|---|---|
| Entità | Incidenza | ||
| (milioni di €) | Totale | Correlate | % |
| Conto Economico | |||
| Ricavi | 8 | 8 | 100,0 |
| Acquisti, prestazioni di servizi e costi diversi | 13 | 9 | 69,2 |
| Costo lavoro | 6 | 3 | 50,0 |
| Proventi finanziari | 2 | 2 | 100,0 |
| Oneri finanziari | 5 | 1 | 20,0 |
| Proventi (oneri) su partecipazioni | 190 | 190 | 100,0 |
Le operazioni con parti correlate sono generalmente regolate in base a condizioni di mercato, cioè a condizioni che si sarebbero applicate fra due parti indipendenti.
I principali flussi finanziari con parti correlate sono indicati nella tabella seguente:
| (milioni di €) | giu-dic 2016 |
|---|---|
| Ricavi e proventi | 200 |
| Costi e oneri | (14) |
| Variazione dei crediti commerciali e altri | (1.576) |
| Variazione dei debiti commerciali e altri | 29 |
| Interessi incassati | 2 |
| Interessi pagati | (2) |
| Flusso di cassa netto da attività operativa | (1.361) |
| Investimenti: | |
| - Partecipazioni | (1.503) |
| - Crediti finanziari strumentali all'attività operativa | (723) |
| - Variazione debiti e crediti relativi all'attività di investimento | |
| Flusso di cassa degli investimenti | (2.226) |
| Disinvestimenti: | |
| - Crediti finanziari strumentali all'attività operativa | |
| Flusso di cassa dei disinvestimenti | |
| Flusso di cassa netto da attività di investimento | (2.226) |
| Rimborso di debiti finanziari a lungo termine | |
| Incremento (decremento) di debiti finanziari a breve termine | |
| Decremento (incremento) di crediti finanziari non strumentali all'attività operativa | |
| Flusso di cassa netto da attività di finanziamento | |
| Flusso di cassa netto dell'esercizio verso entità correlate | (3.587) |
L'incidenza dei flussi finanziari con parti correlate è indicata nella tabella seguente:
| 31.12.2016 | |||
|---|---|---|---|
| Entità | Incidenza | ||
| (milioni di €) | Totale | Correlate | % |
| Flusso di cassa da attività operativa | 169 | (1.361) | (805,3) |
| Flusso di cassa da attività di investimento | (2.226) | (2.226) | 100,0 |
| Flusso di cassa da attività di finanziamento | 2.057 | 0,0 | |
22) Eventi ed operazioni significative non ricorrenti
Ai sensi della comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293, si precisa che nel corso dell'esercizio non vi sono stati eventi ed operazioni significative di natura non ricorrente.
23) Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali
Ai sensi della comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293, si precisa che nel corso dell'esercizio non vi sono state posizioni o transazioni atipiche e/o inusuali.
24) Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio
I fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio sono indicati al capitolo "Altre informazioni" della Relazione sulla gestione.
25) Pubblicazione del bilancio
Il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione, da effettuarsi nei termini di Legge, dal Consiglio di Amministrazione di Italgas nella riunione del 23 marzo 2017. Il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato il Presidente e l'Amministratore Delegato ad apportare al bilancio quelle modifiche che risultassero necessarie od opportune per il perfezionamento della forma del documento nel periodo di tempo intercorrente tra il 23 marzo 2017 e la data di approvazione da parte dell'Assemblea degli Azionisti.
Attestazione del bilancio di esercizio ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5 del D.Lgs. n. 58/98 (Testo Unico della Finanza)
-
- I sottoscritti Paolo Gallo e Claudio Ottaviano, in qualità rispettivamente, di Amministratore Delegato e di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Italgas S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
- l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio nel corso dell'esercizio 2016.
-
- Le procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016 sono state definite e la valutazione della loro adeguatezza è stata effettuata sulla base delle norme e metodologie definite in coerenza con il modello Internal Control - Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission che rappresenta un framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.
-
- Si attesta, inoltre, che:
- 3.1 Il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016:
- a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella comunità europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
- b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
- c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente.
- 3.2 La Relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposta.
23 marzo 2017
Amministratore Delegato Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Paolo Gallo Claudio Ottaviano
Proposte del Consiglio di Amministrazione all'Assemblea degli Azionisti
Signori Azionisti,
il Consiglio di Amministrazione Vi propone di:
- approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016, che chiude con un utile di 177.130.291,44 euro;
- attribuire l'utile di esercizio come segue:
- o agli Azionisti, a titolo di dividendo, 161.827.100,40 euro in ragione di 0,20 euro per azione alle azioni che risulteranno in circolazione alla data di stacco della cedola;
- o a Riserva Legale 8.010.000,00 euro;
- o a nuovo l'importo che residua di 7.293.191,04 euro;
- mettere in pagamento il dividendo di 0,20 euro per azione a partire dal 24 maggio 2017, con stacco della cedola fissato al 22 maggio 2017 e "record date" il 23 maggio 2017.
Relazione del Collegio Sindacale all'Assemblea degli Azionisti
Signori Azionisti,
la presente relazione è stata redatta ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, dell'art. 2429 del Codice Civile e dell'art. 41 del D.Lgs. 9 aprile 1991 n. 127, in conformità ai principi di comportamento stabiliti dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e nel rispetto della comunicazione CONSOB n. 1025564 del 6 aprile 2001 e delle sue successive modifiche ed integrazioni.
Nel corso dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 il Collegio Sindacale, dalla data della propria nomina avvenuta il 4/08/2016, ha svolto l'attività di vigilanza prevista dalla legge. In particolare, ha partecipato a tutte le riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate, nel corso delle quali ha ricevuto periodicamente dagli Amministratori informazioni sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla società e dalle sue partecipate.
Diamo atto di aver ricevuto dal Consiglio di Amministrazione il progetto di bilancio al 31/12/2016 della capogruppo, il bilancio consolidato di gruppo al 31/12/2016 e le relative relazioni sulla gestione entro i termini di legge.
I suddetti bilanci risultano redatti secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS) adottati dall'Unione Europea.
Con riferimento alle indicazioni richieste dalla CONSOB per la redazione della presente relazione, il Collegio Sindacale attesta e sottopone alla Vostra attenzione quanto segue per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016:
- le operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla società sono adeguatamente descritte nella relazione sulla gestione, sono risultate conformi alla legge e all'atto costitutivo e non le abbiamo ritenute manifestamente imprudenti o azzardate, in potenziale conflitto di interessi, in contrasto con le delibere assunte dall'Assemblea o tali da compromettere l'integrità del patrimonio aziendale;
-
le verifiche periodiche e i controlli eseguiti non hanno evidenziato l'esistenza di operazioni atipiche o inusuali, neppure con parti correlate;
-
le informazioni fornite dagli Amministratori nella relazione sulla gestione sono da ritenersi conformi alle disposizioni di legge in materia; in tale relazione sulla gestione sono indicati i rapporti con le società controllate e le altre parti correlate, anche per il tramite di società controllate.
In merito ci risulta che le operazioni relative a rapporti infragruppo sono avvenute a condizioni di mercato, senza pregiudizio per la società e in applicazione delle Procedure per operazioni con parti correlate approvate dalla società e conformi al Regolamento CONSOB n. 17221 del 12 marzo 2010 ed alla Comunicazione CONSOB del 24 settembre 2010.
La società di revisione EY S.p.A. ha riscontrato la coerenza di detta relazione sulla gestione con il bilancio di esercizio e con il bilancio consolidato al 31/12/2016, a sensi di legge;
- le relazioni sulla revisione legale sul bilancio della capogruppo al 31/12/2016 e sul bilancio consolidato di gruppo al 31/12/2016 rilasciate dalla suddetta EY S.p.A. non contengono rilievi. In entrambe le relazioni di revisione non sono inoltre presenti richiami di informativa;
- non abbiamo avuto notizia di denunce e di esposti ex art. 2408 Codice Civile presentati nel corso del 2016, né successivamente, fino alla data di redazione della presente relazione;
- alla società di revisione EY S.p.A. e alle società facenti parte della relativa rete, così come definita all'art. 1 del D.Lgs. n 39 del 2010, oltre all'incarico di revisione legale del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato annuale - comprendente la revisione limitata della relazione finanziaria semestrale, le verifiche contabili nel corso dell'esercizio ai sensi dell'art. 14, lettera b del D.Lgs. n. 39/2010, la verifica di conformità del Report di sostenibilità - per un corrispettivo di competenza dell'esercizio 2016 pari a Euro 240.000,00, sono stati conferiti incarichi per servizi di attestazione - riguardanti la revisione del sistema di controllo sul reporting finanziario, l'esame dei dati previsionali e dei prospetti contenuti nel Prospetto Informativo ex art. 57 Regolamento Emittenti, le procedure svolte in merito al programma EMTN, le procedure connesse all'emissione della comfort letter con riferimento al Documento Informativo, la review e l'emissione della relazione ISAE 3400 - per un corrispettivo complessivo di competenza dell'esercizio 2016 pari a Euro 555.000,00.
In aggiunta ai compensi sopra elencati, con riferimento agli incarichi conferiti dalle altre società appartenenti al Gruppo ITALGAS, alla società di revisione EY S.p.A. e alle società facenti parte della relativa rete sono stati corrisposti i seguenti corrispettivi:
. revisione contabile: società controllate Euro 367.000,00
174
società a controllo congiunto Euro 92.000,00;
. altri servizi di attestazione: Euro 75.000,00.
L'importo totale dei compensi, pari a 1.329.000,00 Euro, comprende la quota di competenza dell'ex controllante Snam S.p.A., fino alla data della separazione dal gruppo Snam, pari a 403.000,00 Euro.
Il dettaglio di tali compensi è stato indicato in allegato al bilancio di esercizio e al bilancio consolidato, come richiesto dall'art. 149-duodecies del D.Lgs. 58/1998.
Alla società di revisione EY S.p.a. e ai soggetti ad essa collegati non sono stati conferiti né dalla società, né dalle società controllate altri incarichi di assistenza e/o consulenza oltre a quelli sopra riportati;
- nel corso dell'esercizio 2016, abbiamo rilasciato i seguenti pareri, ai sensi di legge:
- parere in merito al memorandum sul sistema di controllo di gestione redatto dalla società in ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 2.2.1., comma 6 del Regolamento di Borsa Italiana;
- parere in merito alla remunerazione del Presidente del Consiglio di Amministrazione;
- parere in merito alla nomina del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
- parere in merito all'incarico alla società di revisione per lo svolgimento delle procedure per il rilascio della comfort letter sul Prospectus per l'istituzione del Programma EMTN (110.000,00 Euro);
- parere in merito alla nomina dell'Organismo di Vigilanza 231;
- parere in merito ai seguenti incarichi alla società di revisione EY:
- . verifica dell'adeguatezza del sistema di controllo interno connesso alla predisposizione dell'informativa finanziaria per la formazione del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato al 31 dicembre 2016 di ITALGAS S.p.A. mediante verifiche sull'efficacia del disegno e dell'operatività dei controlli SCIS (Euro annui 93.000,00 per gli anni 2016 e 2017 e 92.000,00 per gli anni dal 2018 al 2024);
- . certificazione ai sensi della Deliberazione dell'A.E.E.G.S.I. n. 231/14 sulla separazione amministrativo-contabile dei conti annuali separati consolidati di ITALGAS S.p.A. per gli esercizi 2016-2024 (10.000,00 Euro annui);
- . revisione sulle schede di consolidamento (reporting package annuale al 31 dicembre 2016- 2024) di ITALGAS S.p.A. predisposto ai fini della partecipazione al consolidato della Cassa
175
Depositi e Prestiti S.p.A. e di Cassa Depositi e Prestiti Reti S.p.A., secondo le istruzioni impartite dai rispettivi Revisori di riferimento (18.000,00 Euro annui);
- . verifica di conformità del Bilancio annuale di Sostenibilità 2016-2024 redatto dalla società ITALGAS S.p.A. (34.000,00 Euro annui);
- . procedure di revisione per il rilascio delle comfort letters richieste dalle controparti finanziarie coinvolte nell'operazione di emissione di una tranche obbligazionaria rientrante nell'EMTN Programme di € 2,8 miliardi di ITALGAS S.p.A. destinata ad investitori istituzionali (10.000,00 Euro annui);
- . integrazione onorari per la revisione legale dei conti del bilancio d'esercizio e consolidato ITALGAS S.p.A. al 31 dicembre 2016 per procedure addizionali svolte in relazione alla separazione da Snam (25.000,00 Euro);
- il Consiglio di Amministrazione si è riunito 6 volte nel corso dell'esercizio;
- ci siamo riuniti 6 volte nel corso dell'esercizio; abbiamo, inoltre, partecipato alle 2 riunioni del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate svoltesi nel corso dell'esercizio, intervenendo anche nella nostra funzione di Comitato per il Controllo interno e la Revisione Contabile, ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. n. 39/2010 e alle 3 riunioni del Comitato per la Remunerazione;
- abbiamo vigilato sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, nonché sull'osservanza delle norme di legge inerenti la formazione e l'impostazione del bilancio di esercizio della capogruppo, del bilancio consolidato di gruppo e delle rispettive relazioni sulla gestione tramite verifiche dirette e informazioni assunte dalla società di revisione e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex L.262/2005;
-
abbiamo vigilato, per quanto di competenza, tramite osservazioni dirette, raccolta di informazioni e periodici incontri con i diversi responsabili delle funzioni aziendali e con la società di revisione al fine del reciproco scambio di dati e di informazioni rilevanti circa il rispetto dei principi di diligente e corretta condotta amministrativa e sulla struttura organizzativa della società, che è da ritenersi adeguata alla gestione dell'attività svolta e alle dimensioni della società;
-
abbiamo valutato e vigilato sull'adeguatezza dell'attività svolta dal sistema di controllo interno, sia nei confronti della società che nei confronti delle società controllate; a questo proposito, in particolare, alla data della presente relazione, abbiamo:
- . esaminato la relazione semestrale del responsabile della funzione di Internal Audit per le attività svolte nel corso dell'esercizio;
- . esaminato i rapporti periodici del responsabile della funzione di Internal Audit, nonché l'informativa sugli esiti dell'attività di monitoraggio sull'attuazione delle eventuali azioni correttive individuate a seguito delle attività di audit svolte;
- . ottenuto periodiche informazioni dal responsabile della funzione di Internal Audit;
- . esaminato i documenti aziendali ritenuti rilevanti in proposito;
- abbiamo vigilato sul rispetto e sull'aggiornamento del Modello di Organizzazione e Controllo di cui alla L. 231/2001, anche incontrando al riguardo l'Organismo di Vigilanza;
- ai sensi dell'art. 2429 Codice Civile, abbiamo verificato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottate dal Consiglio di Amministrazione per valutare l'effettiva indipendenza dei Consiglieri indipendenti e abbiamo effettuato la richiesta autovalutazione sulla sussistenza dei requisiti di indipendenza di tutti i membri del Collegio Sindacale;
- abbiamo vigilato sull'adeguatezza del sistema amministrativo-contabile, nonché sull'affidabilità di quest'ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, mediante l'ottenimento di costanti informazioni dai responsabili della funzione, dal responsabile della funzione di Internal Audit e dalla società di revisione;
- abbiamo vigilato sulla conformità alle disposizioni in materia della procedura adottata per le operazioni tra parti correlate, nonché sulla sua osservanza;
- abbiamo vigilato sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle società controllate ai sensi dell'art. 114, comma 2, del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58;
- abbiamo incontrato periodicamente la società di revisione; nel corso di detti incontri non sono emersi aspetti rilevanti da segnalare.
Relativamente alle funzioni di Comitato per il controllo interno e la revisione legale, ex art. 19 del D.Lgs.
n. 39/2010, diamo atto di avere vigilato, nel corso dell'esercizio:
- a. sul processo di informativa finanziaria, anche mediante periodici incontri con il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari ex L.262/2005 e l'esame della relazione semestrale sulle attività svolte nel corso dell'esercizio da egli predisposte e sottoposte all'attenzione del Consiglio di Amministrazione;
- b. sull'efficacia dei sistemi di controllo interno, di revisione interna e di controllo del rischio, incontrando periodicamente i responsabili della società cui sono state attribuite le funzioni di Internal Audit, Compliance e Risk Management;
- c. sulla revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati;
- d. sulla effettiva indipendenza della società di revisione, verificando sia il rispetto delle disposizioni normative in materia, sia la natura e l'entità dei servizi diversi dal controllo contabile prestati alla società e alle sue controllate da parte della stessa società di revisione e delle entità appartenenti alle reti della medesima. Sulla base di detta attività possiamo, dunque, confermare l'effettiva indipendenza della EY S.p.A. S.p.A..
Si ricorda che il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 4 agosto 2016, fra l'altro, ha deliberato l'adesione della società al Codice di Autodisciplina delle società quotate italiane nella versione suggerita da BORSA ITALIANA S.p.A. e da ASSONIME. Nel corso dell'esercizio abbiamo, dunque, vigilato sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste da detto Codice di Autodisciplina, tenuto anche conto delle modifiche ad esso apportate nel 2015.
Il bilancio consolidato di gruppo al 31/12/2016 della ITALGAS S.p.A., anch'esso comunicatoci nei termini di legge - composto da stato patrimoniale, conto economico, dal prospetto dell'utile complessivo, dal prospetto delle variazioni nelle voci del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario, dal raccordo tra l'utile d'esercizio e il patrimonio netto di ITALGAS S.p.A. con quelli consolidati e dalle relative note esplicative - che viene messo a Vostra disposizione, comprende i dati relativi ad ITALGAS S.p.A. dalla data della sua costituzione (1° giugno 2016) ed alle società conso lidate Italgas Reti S.p.A., Napoletanagas S.p.A. e Acam Gas S.p.A. dalla data di effetto della scissione di Italgas Reti da Snam e di costituzione del Gruppo ITALGAS (7 novembre 2016).
Il conto economico "Consolidato" presenta un utile netto adjusted pari a Euro 30 milioni, che esclude le componenti non ricorrenti, classificabili tra gli special item, rappresentate dagli oneri finanziari netti sostenuti a seguito della chiusura della posizione finanziaria verso la ex controllante Snam (119 milioni di Euro), dai costi connessi all'operazione di demerger e alla quotazione (8 milioni di Euro) e da accantonamenti per esodi agevolati del personale (15 milioni di Euro).
Il risultato netto "Consolidato" conseguito, con riferimento alla frazione di anno oggetto di consolidamento, per l'influenza delle menzionate componenti non ricorrenti, classificabili tra gli special item, è una perdita pari a 72 milioni di Euro.
La società, in considerazione dell'operazione di scissione da Snam perfezionata in data 7 novembre 2016, per completezza di informazione e per comparazione con il precedente esercizio, ha inoltre redatto il "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" - inclusivo sia dei valori economico-finanziari che dei dati operativi consolidati di Italgas Reti S.p.A., Napoletanagas S.p.A. e Acam Gas S.p.A. con un confronto omogeneo dell'esercizio 2016 con l'esercizio 2015 - da cui emerge un risultato netto adjusted di 226 milioni di Euro ed il "Consolidato Pro-forma", redatto al fine di dare un'adeguata rappresentazione della situazione economicofinanziaria ad anno intero del Gruppo ITALGAS - che espone i valori economico-finanziari di ITALGAS S.p.A. dalla data della sua costituzione (1° giugno 2016) e delle società Italgas Reti S.p.A., Napoletanagas S.p.A. e Acam Gas S.p.A. dal 1° gennaio 2016 - da cui emerge un risultato netto di 221 milioni di Euro.
Sia il "Consolidato Perimetro Distribuzione Gas" che il "Consolidato Pro-forma" sono esposti a soli fini comparativi e includono nei conti economici e nei rendiconti finanziari i risultati dal 1° gennaio 201 6 al 6 novembre 2016 di competenza di Snam.
I controlli effettuati dalla EY S.p.A., società incaricata della revisione legale, hanno condotto ad accertare che i valori espressi nel suddetto bilancio consolidato di gruppo al 31/12/2016 trovano riscontro nelle risultanze contabili della controllante e delle controllate e nelle relative informazioni da queste formalmente comunicate alla ITALGAS S.p.A..
Tali risultanze ed informazioni, trasmesse dalle controllate alla controllante ai fini della formazione del bilancio consolidato, hanno formato oggetto di esame da parte della società di revisione nell'ambito delle procedure seguite per la revisione del bilancio consolidato e, relativamente alle risultanze contabili, da parte degli organi e/o soggetti preposti al controllo delle singole società, secondo i rispettivi ordinamenti.
A tali risultanze ed informazioni e così al bilancio consolidato, salvo quanto più avanti specificato, non si è quindi esteso il controllo del Collegio Sindacale, in conformità con quanto disposto dall'art. 41, n. 3, D.Lgs. 9/04/1991 n. 127.
179
La determinazione dell'area di consolidamento, la scelta dei principi di consolidamento delle partecipazioni e delle procedure a tal fine adottate rispondono alle prescrizioni dei principi contabili internazionali IFRS. La struttura del bilancio consolidato è, quindi, da ritenersi tecnicamente corretta e, nell'insieme, conforme alla specifica normativa di riferimento.
La relazione sulla gestione riferita al bilancio consolidato di gruppo al 31/12/2016 illustra in modo adeguato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria a tale data, l'andamento della gestione nel corso del 2016 e la sua evoluzione dopo la chiusura dell'esercizio dell'insieme delle imprese oggetto di consolidamento. La società di revisione ne ha riscontrato la coerenza con il bilancio consolidato del gruppo ITALGAS al 31/12/2016, come attestato nella relativa relazione.
* * * * *
Nell'esprimere un giudizio globale positivo sulla base delle risultanze dell'attività di vigilanza svolta, il Collegio Sindacale ritiene, dunque, che il bilancio di esercizio al 31/12/2016 della ITALGAS S.p.A. sia meritevole della Vostra approvazione, unitamente alla proposta di distribuzione di un dividendo, a valere sull'utile netto dell'esercizio 2016, di complessivi Euro 0,20 per ogni azione rappresentativa del capitale sociale avente diritto, così come formulata dal Consiglio di Amministrazione al termine della relativa relazione sulla gestione.
* * * * *
Milano, lì 3 aprile 2017
IL COLLEGIO SINDACALE
(Dott. Gian Piero BALDUCCI)
(Prof.ssa Laura ZANETTI)
(Dott. Giandomenico GENTA)
Relazione della Società di revisione
Deliberazioni dell'Assemblea degli Azionisti
ALLEGATI
Allegati alle note del bilancio consolidato
Imprese e partecipazioni di Italgas S.p.A. al 31 dicembre 2016
In conformità a quanto disposto dalla comunicazione Consob DEM/6064293 del 28 luglio 2006 e dagli artt. 38 e 39 del D.Lgs. 127/1991, sono forniti di seguito gli elenchi delle imprese controllate e collegate di Italgas S.p.A. al 31 dicembre 2016, nonché delle altre partecipazioni rilevanti.
Le imprese sono suddivise per settore di attività e sono elencate in ordine alfabetico. Per ogni impresa sono indicati la denominazione, la sede legale, il capitale sociale, i soci e le rispettive percentuali di possesso; per le imprese consolidate è indicata la percentuale consolidata di pertinenza di Italgas; per le imprese non consolidate partecipate da imprese consolidate é indicato il criterio di valutazione.
Al 31 dicembre 2016 le imprese di Italgas S.p.A. sono così ripartite:
| IMPRESA CONSOLIDANTE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Denominazione | Sede legale | Valuta | Capitale sociale | Soci | % di possesso | % Consolidata di pertinenza Italgas |
Metodo di consolidamento o criterio di valutazione (*) |
| Italgas S.p.A. | Milano | Euro | 1.001.231.518 | C.D.P. Reti S.p.A. | 25,08% | C.I. | |
| C.D.P. Gas S.r.l. | 0,97% | ||||||
| Snam S.p.A. | 13,50% | ||||||
| Soci terzi | 60,45% |
(*) C.I. = Consolidamento Integrale
| IMPRESE CONTROLLATE Denominazione |
Sede legale | Valuta | Capitale sociale | Soci | % di possesso | % Consolidata di pertinenza Italgas |
Metodo di consolidamento o criterio di valutazione (*) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Italgas Reti S.p.A. | Torino | Euro | 252.263.314 | Italgas S.p.A. | 100% | 100% | C.I. |
| Napoletanagas S.p.A. | Napoli | Euro | 15.400.000 Italgas Reti S.p.A. | 99,69% | 99,69% | C.I. | |
| Soci terzi | 0,31% | 0,31% | C.I. | ||||
| ACAM Gas S.p.A. | La Spezia | Euro | 68.090.000 Italgas Reti S.p.A. | 100% | 100% | C.I. |
(*) C.I. = Consolidamento Integrale
IMPRESE COLLEGATE E A CONTROLLO CONGIUNTO
| Denominazione | Sede legale | Valuta | Capitale sociale | Soci | % di possesso | Metodo di consolidamento o criterio di valutazione (*) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Toscana Energia S.p.A. (**) | Firenze | Euro | 146.214.387 | Italgas S.p.A. | 48,08% | P.N. |
| Soci terzi | 51,92% | |||||
| Umbria Distribuzione Gas S.p.A. (**) | Terni | Euro | 2.120.000 | Italgas S.p.A. | 45,00% | P.N. |
| Soci terzi | 55,00% | |||||
| Metano Sant'Angelo Lodigiano S.p.A. (**) | Sant'Angelo | Euro | 200.000 | Italgas S.p.A. | 50,00% | P.N. |
| Lodigiano (LO) | Soci terzi | 50,00% | ||||
| Toscana Energia Green S.p.A. | Pistoia | Euro | 6.330.804 | Toscana Energia S.p.A. | 100% |
(*) P.N. = Valutazione al patrimonio netto
(**) La società è a controllo congiunto
ALTRE IMPRESE
(*) C.o. = Valutazione al costo.
Allegati alle note del bilancio di esercizio
Notizie sulle imprese controllate e collegate a partecipazione diretta di Italgas S.p.A.
Imprese controllate
Italgas Reti S.p.A. - Torino
L'Assemblea del 22 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con l'utile di 274.565.515,74 euro. Successivamente l'Assemblea del 18 luglio 2016 ha approvato la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire agli Azionisti un dividendo pari a 274.563.390,96 euro utilizzando parte della Riserva "Utili a nuovo". Infine l'Assemblea del 5 dicembre 2016 ha approvato la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire agli Azionisti un dividendo pari a 190.000.000,00 euro utilizzando parte della Riserva "Utili a nuovo".
La partecipazione nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015 in n. 252.263.314 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 100% del capitale sociale.
Napoletanagas S.p.A. - Napoli
L'Assemblea del 18 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con l'utile di 31.375.705,05 euro approvando la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire agli Azionisti un dividendo pari a 31.374.420,00 euro e destinando la parte residua dell'utile 2015, pari a 1.285,05 euro, alla Riserva "Utili a nuovo".
La partecipazione di Italgas Reti S.p.A. nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015 in n. 15.352.224 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 99,69% del capitale sociale.
ACAM Gas S.p.A. – La Spezia
L'Assemblea del 20 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con l'utile di 4.738.451,89 euro approvando la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire agli Azionisti un dividendo pari a 4.501.429,90 euro e destinando la parte residua dell'utile 2015 alla Riserva legale per 236.922,59 euro e alla Riserva "Utili a nuovo" per 99,40 euro.
La partecipazione di Italgas Reti S.p.A. nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015 in n. 6.809.000 azioni del valore nominale di 10 euro, pari al 100% del capitale sociale.
Imprese collegate e a controllo congiunto
Toscana Energia S.p.A. - Firenze
L'Assemblea del 22 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con l'utile di 39.876.210,93 euro approvando la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire agli Azionisti un dividendo pari a 27.985.433,67 euro e destinando la parte residua dell'utile 2015 alle Altre riserve per 11.890.777,26 euro.
La partecipazione di Italgas Reti S.p.A. nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015 in n. 70.304.854 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 48,08% del capitale sociale.
Umbria Distribuzione Gas S.p.A. - Terni
L'Assemblea del 12 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con l'utile di 311.046,96 euro approvando la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire agli Azionisti un dividendo pari a 147.552,00 euro e destinando la parte residua dell'utile 2015 alla Riserva legale per 15.552,35 euro e alla Riserva "Utili a nuovo" per 147.942,61 euro.
La partecipazione di Italgas Reti S.p.A. nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015 in n. 954.000 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 45% del capitale sociale.
Metano Sant'Angelo Lodigiano S.p.A. – Sant'Angelo Lodigiano (LO)
L'Assemblea del 14 aprile 2016 ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2015 che chiude con l'utile di 354.569,14 euro approvando la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire agli Azionisti un dividendo pari a 354.000,00 euro e destinando la parte residua dell'utile 2015 alla Riserva "Utili a nuovo" per 569,14 euro.
La partecipazione di Italgas Reti S.p.A. nella società è rimasta immutata rispetto al 31 dicembre 2015 in n. 100.000 azioni del valore nominale di 1 euro, pari al 50% del capitale sociale.
Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione
Ai sensi dell'art. 149 - duodecies, secondo comma, della deliberazione Consob 11971 del 14 maggio 1999, e successive modificazioni, sono di seguito indicati i compensi di competenza dell'esercizio spettanti alla società di revisione EY S.p.A. a fronte dei servizi forniti alla capogruppo Italgas S.p.A, alle sue società controllate e a controllo congiunto.
| (migliaia di €) | |||
|---|---|---|---|
| Tipologia dei servizi (*) | Soggetto che ha erogato il servizio | Destinatario | Compensi |
| Revisione contabile (**) | Revisore della capogruppo | Società capogruppo | 240 |
| Revisore della capogruppo | Società controllate Società controllo |
367 | |
| Revisore della capogruppo | congiunto | 92 | |
| Servizi di attestazione (***) | Revisore della capogruppo | Società capogruppo | 555 |
| Revisore della capogruppo | Società controllate | 75 | |
| 1.329 |
(*) L'importo totale de compensi pari a 1.329 mila euro comprende la quota di competenza dell'ex controllante Snam S.p.A. fino alla data della separazione dal gruppo Snam pari a 403 mila euro.
(**) I servizi di revisione contabile comprendono essenzialmente: (i) la revisione del bilancio consolidato e dei bilanci di esercizio di Italgas S.p.A, delle Società controllate e a controllo congiunto; (ii) la revisione limitata della relazione finanziaria semestrale; (iii) le verifiche contabili nel corso dell'esercizio ai sensi dell'art. 14, lettera b del D.Lgs. n. 39/2010; (iv) la revisione del bilancio consolidato Italgas Reti 2013-2015 e semestrale 2015- 2016; (v) la verifica dei conti annuali separati ai sensi del Testo Integrato Unbundling Contabile (TIUC); (vi) la verifica di conformità del Report di sostenibilità.
(***) I servizi di attestazione riguardano: (i) la revisione del sistema di controllo sul reporting finanziario; (ii) esame dei dati previsionali e prospetti contenuti nel Prospetto Informativo ex art. 57 Reg. Em.; (iii) procedure svolte in merito al programma EMTN; (iv) procedure connesse all'emissione della Comfort Letter con riferimento al Documento Informativo; (v) review ed emissione di relazione ISAE 3400.