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Hera

Annual Report Apr 6, 2022

4260_10-k_2022-04-06_b9d9f9d2-43b4-4861-a138-f57ac51f895d.pdf

Annual Report

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Il presente documento rappresenta la versione prodotta a fini editoriali della Relazione finanziaria annuale. Tale documento non è redatto secondo le disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di formato unico elettronico di comunicazione (ESEF). La Relazione finanziaria annuale, redatta secondo le disposizioni del predetto Regolamento Delegato, è pubblicata e depositata secondo le disposizioni di legge.

INTRODUZIONE LETTERA DEL PRESIDENTE AGLI AZIONISTI 6

RELAZIONE SULLA GESTIONE

1.01
1.01.01
TREND DI CONTESTO, APPROCCIO STRATEGICO E POLITICHE DI GESTIONE DEL GRUPPO
I trend di contesto
Macroeconomico e finanziario
Business e regolazione
Climatico e ambientale
Tecnologico e del capitale umano
17
17
1.01.02 L'approccio strategico e le politiche di gestione
Ambito macroeconomico e finanziario
Ambito di business: la strategia industriale
Climatico e ambientale: lo sviluppo sostenibile
Tecnologico e del capitale umano: l'innovazione
33
1.02
1.02.01
1.02.02
1.02.03
FATTORI DI RISCHIO: ATTORI, METODOLOGIA E AMBITI DI GESTIONE
Governance dei rischi
Metodologia di gestione
Ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio
45
45
46
47
1.03 PRINCIPALI FATTI DI RILIEVO 62
1.04
1.04.01
1.04.02
1.04.03
SINTESI ANDAMENTO ECONOMICO-FINANZIARIO E DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI
ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
Risultati economici e investimenti
Struttura patrimoniale e indebitamento finanziario netto riclassificato
Relazione sulla gestione della Capogruppo
69
73
78
82
1.05 TITOLO IN BORSA E RELAZIONI CON L'AZIONARIATO 84
1.06 RISULTATI DI SOSTENIBILITÀ 86
1.07
1.07.01
1.07.02
1.07.03
1.07.04
1.07.05
ANALISI PER AREE STRATEGICHE D'AFFARI
Gas
Energia elettrica
Ciclo idrico integrato
Ambiente
Altri servizi
93
94
99
103
108
114
1.08 DELIBERAZIONI DELL'ASSEMBLEA DEI SOCI 117
1.09 AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA DEI SOCI 118

HERA IN PILLOLE 8

BILANCIO
CONSOLIDATO
GRUPPO HERA
2.01 SCHEMI DI BILANCIO
2.01.01 Conto economico
2.01.02 Conto economico complessivo
2.01.03 Situazione patrimoniale-finanziaria
2.01.04 Rendiconto finanziario
2.01.05 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto
123
123
124
124
126
127
2.02 NOTE ESPLICATIVE
2.02.01 Principi di redazione
2.02.02 Area di consolidamento
2.02.03 Criteri di valutazione e principi di consolidamento
2.02.04 Modifiche ai principi contabili
2.02.05 Note di commento agli schemi di bilancio
2.02.06 Informativa per settori operativi
128
128
129
133
145
148
204
2.03 INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
2.03.01 Indebitamento finanziario netto
2.03.02 Indebitamento finanziario netto ai sensi della comunicazione Consob Dem/6064293 del 2006
206
206
207
2.04 SCHEMI DI BILANCIO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB 15519/2006
2.04.01 Conto economico ai sensi della delibera Consob 15519/2006
2.04.02 Situazione patrimoniale-finanziaria ai sensi della delibera Consob 15519/2006
2.04.03 Rendiconto finanziario ai sensi della delibera Consob 15519/2006
2.04.04 Elenco parti correlate
2.04.05 Note di commento ai rapporti con parti correlate
208
208
209
211
212
213
2.05 PARTECIPAZIONI
2.05.01 Elenco delle società consolidate
2.05.02 Dati essenziali dei bilanci delle società controllate e collegate
216
216
218
2.06 INFORMAZIONI RICHIESTE DALLA LEGGE 124 DEL 4 AGOSTO 2017 ART. 1 COMMI 125-129 E
SUCCESSIVE MODIFICAZIONI
224
2.07 PROSPETTO ART. 149 DUODECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB 226
2.08 ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL'ART. 154-BIS DEL D.LGS. 58/98 227
2.09 RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE 228
BILANCIO
SEPARATO
GRUPPO HERA
3.01 SCHEMI DI BILANCIO
3.01.01 Conto economico
3.01.02 Conto economico complessivo
3.01.03 Situazione patrimoniale-finanziaria
3.01.04 Rendiconto finanziario
3.01.05 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto
237
237
237
238
240
241
3.02 NOTE ESPLICATIVE
3.02.01 Principi di redazione
3.02.02 Criteri di valutazione
3.02.03 Modifiche ai principi contabili internazionali
3.02.04 Note di commento agli schemi di bilancio
242
242
243
254
256
3.03 INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
3.03.01 Indebitamento finanziario netto
3.03.02 Indebitamento finanziario netto ai sensi della comunicazione Consob Dem/6064293 del 2006
311
311
312
3.04 SCHEMI DI BILANCIO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB 15519/2006
3.04.01 Conto economico ai sensi della delibera Consob 15519/2006
3.04.02 Situazione patrimoniale-finanziaria ai sensi della delibera Consob 15519/2006
3.04.03 Rendiconto finanziario ai sensi della delibera Consob 15519/2006
3.04.04 Elenco parti correlate
3.04.05 Note di commento ai rapporti con parti correlate
314
314
316
320
321
323
3.05 PARTECIPAZIONI 325
3.06 INFORMAZIONI RICHIESTE DALLA LEGGE 124 DEL 4 AGOSTO 2017 ART. 1 COMMI 125-129 E
SUCCESSIVE MODIFICAZIONI
326
3.07 PROSPETTO ART. 149 DUODECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB 328
3.08 ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL'ART. 154-BIS DEL D.LGS. 58/98 329
3.09 RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE E DEL COLLEGIO SINDACALE
3.09.01 Relazione della Società di revisione
3.09.02 Relazione del Collegio sindacale
330
330
337

Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 9

MLN/EURO 2021 2020 ಗಿದ
Ricavi 10.555,3 7.079.0 + 49,1%
Mol 1.223,9 1.123,0 + 9%
0 Utile netto 372,7 322,8 + 15,5%
RO Investimenti 570,3 528,5 + 7,9%
Pfn 3.261,3 3.227,0 + 1,1%
Pfn/Mol 2,66 2,87 = 7,3%
56%
mercato
libero
>
684.8
mln/euro
141,3
AMBIENTI
2021
17 --- 291,7
23,8%
98,2
CICLO IIDA
2021
21,4%
262,4
194,6
ENERGIA
2021
11,8%
144,7
55,3
3,1% ALTRI BUS
2021
37,4
0 40
CAS
9,8% 2021 mln/euro 2020
487,6 Mol 374.
141,3 Investimenti 135.
AMBIENTE
2021 mln/euro
% 291,7 Mol
CICLO IDRICO
2021 m/a/a/all
THIN/CũI Q 1
- 21,4% 262,4 Mol 26
194.6 Investimenti 16
Do 2021 mln/euro 202
144.7 Mol 188
55.3 Investimenti 47.7
16 ALTRI BUSINESS
2021 mln/euro 202
37,4 Mol 36.
14.6 Investimenti 11.

A

ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI SOCIETÀ DI REVISIONE
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE COLLEGIO SINDACALE
COMITATO
SECTIVO
COMITATO
REMUNERAZIONE
COMITATO ETICU
E SOSTENIBILIT
COMITATO
CONTROLLO E RISCHI
>
PRESIDENTE ESECUTIVO
AMMINISTRATORE DELEGATO V VICE PRESIDENTE V
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE COLLEGIO
SINDACALE
SOCIETA
DI REVISIONE
COMPONENTE CARICA COMITATO COMITATO ES CUTIVO REMUNERAZIONE CONTROLLO E RISCHI ESOSTENIBILITA COMITATO COMITATO ETICO PRESIDENTE DELO THE
& TOUCHE SPA
Tomaso Tommasi
di Vignano
Presidente
Esecutivo
P Myriam Amato
Stefano Venier Amministratore
Delegato
C SINDACI EFFETTIVI
Gabriele Giacobazzi Vice Presidente VP P P
Fabio Bacchilega Consigliere C Antonio Gaiani
Danilo Manfredi Consigliere Marianna
Girolomini
Alessandro Melcarne Consigliere C )
Lorenzo Minganti Consigliere (C)
Monica Mondardini Consigliere C)
Erwin P.W. Rauhe® Consigliere (C) LEGENDA
Manuela Cecilia
Rescazzi
Consigliere Presidente
Paola Gina Maria
Schwizer
Consigliere C) del Comitato
Federica Seganti Consigliere P VP Vice Presidente
del Comitato
Bruno Tani Consigliere
Alice Vatta Consigliere C C C Componente
del Comitato
Marina Vignola Consigliere · Lead
Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 Filippo Maria
Bocchi
Cristiana
Rogate
Independent
Director

TREND DI CONTESTO, APPROCCIO STRATEGICO E POLITICHE DI GESTIONE DEL GRUPPO 1.01

I trend di contesto 1.01.01

Hera rivolge costante impegno a interpretare i segnali dei contesti in cui opera. Tale impegno è finalizzato a catturare una visione d'insieme del proprio futuro e di quello dei propri stakeholder. Al fine di anticiparne gli sviluppi, di seguito sono rappresentati i principali driver dei fenomeni di cambiamento e la loro inestricabile correlazione; in particolare, sono identificati i macrotrend dei contesti di riferimento, le principali politiche di gestione del Gruppo ovvero la strategia industriale e la correlata sostenibilità (ambientale, tecnologica e relativa al capitale umano).

Macroeconomico e finanziario

Il tessuto economico-sociale mondiale, inficiato dalla pandemia diffusasi nel 2020, nel 2021 ha restituito segnali sempre più incoraggianti, all'insegna dell'espansione economica, favorita altresì dalle misure adottate dai vari Stati. Le stime più recenti del Fondo Monetario Internazionale (FMI) relative all'anno appena concluso, mostrano un incremento del Prodotto interno lordo mondiale del 5,9% rispetto all'anno precedente. Tutte le economie globali sono cresciute in maniera sostenuta: le economie avanzate segnano un aumento del 5,0%, mentre per le economie in via di sviluppo si prevede un incremento superiore al 6,5% rispetto all'anno precedente. Dalle prime stime disponibili, India e Cina hanno trainato la ripresa, con un aumento del 9,0% e dell'8,1% rispetto al 2020; Regno Unito e Stati Uniti si attestano su uno sviluppo rispettivamente del +7,2% e +5,6%.

Economia mondiale: andamento consuntivo

Le misure di contenimento della pandemia e le azioni straordinarie adottate da parte delle istituzioni nazionali e internazionali a sostegno dell'economia hanno permesso e favorito la ripartenza dei consumi e del commercio globale, nonostante la presenza di alcune criticità. La nuova variante Omicron, più contagiosa delle precedenti, l'aumento dei prezzi dell'energia e la crisi di approvvigionamento delle materie prime per l'industria hanno rappresentato sul finire dell'anno, e rappresentano ancora, sfide di fondamentale importanza per proseguire nel percorso di ripresa economica avviato nel 2021.

Nell'area Euro, la forte espansione economica del primo semestre 2021, ha subito un deciso rallentamento nell'ultima parte dell'anno, principalmente a causa della nuova ondata di contagi e del perdurare delle criticità nell'approvvigionamento di materie prime da parte delle imprese, che hanno messo in difficoltà la produzione manifatturiera. Complessivamente il 2021 si è comunque dimostrato un anno di ripresa per tutti i paesi dell'Unione Europea facendo registrare, secondo le più recenti stime del FMI, una crescita media del 5,2%. Di particolare rilevanza la ripresa francese (+6,7% vs 2020) e italiana (+6,2%), seguite da quella spagnola (+4,9%) e tedesca (+2,7%).

L'inflazione media per l'anno 2021 si attesta intorno al +2,6%. In particolare, già dall'inizio dell'anno, la dinamica inflattiva ha mostrato una spiccata evoluzione, continuando a crescere a ritmi sostenuti soprattutto nel secondo semestre, fino a raggiungere, a dicembre 2021, una variazione del +5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, valore più alto dalla nascita dell'Unione monetaria. L'aumento del prezzo della componente energetica, pari al +26% rispetto ai valori del 2020, è stato determinante ai fini di tale incremento. La Banca centrale europea ha confermato il ricorso agli interventi straordinari legati all'emergenza sanitaria, tra i quali il Pandemic emergency purchase programme o Pepp (1.536 miliardi di euro di titoli pubblici acquistati alla fine di novembre) e il programma Next Generation EU, per cui sono state avviate le prime sovvenzioni a seguito dell'approvazione dei Piani nazionali di ripresa e resilienza dei paesi dell'Unione.

Le più recenti proiezioni del FMI per il prossimo biennio (elaborate prima dell'intervento militare russo in Ucraina) confermano il trend di ripresa iniziato nel 2021. Per l'anno 2022 è previsto un rialzo dell'economia globale pari al 3,9%, mentre per il 2023 l'incremento stimato sarà del 2,6%. Queste prospettive si realizzeranno in maniera non omogenea nei diversi paesi: le economie avanzate, già nel corso del 2022, dovrebbero raggiungere i livelli pre-pandemici di crescita, mentre le economie in via di

Economia europea: andamento consuntivo

Andamento economico previsionale economia mondiale ed europea

sviluppo potrebbero mostrare una ripresa più fragile. Secondo le stime dell'Eurosistema, lo sviluppo nell'area Euro dovrebbe attestarsi al +3,9% nel 2022 e al +2,5% nel 2023, superando il drastico calo avvenuto nel 2020 e ritornando così ai livelli del 2019 già a partire dal primo trimestre 2022.

A differenza delle altre economie dell'area Euro, l'economia italiana ha continuato a crescere anche durante il terzo trimestre del 2021 (+2,6% rispetto ai tre mesi precedenti), trainata soprattutto dai consumi delle famiglie, mentre ha iniziato a mostrare segni di rallentamento nell'ultimo trimestre dell'anno. Secondo le prime stime della Banca d'Italia, la crescita del Pil durante questo trimestre è stata di circa mezzo punto percentuale; l'incremento positivo, tra i migliori nell'area Euro, ha raggiunto il 6,2% su base annua rispetto all'anno precedente. La produzione industriale è cresciuta a un tasso di circa l'1,0% a trimestre nel corso dei primi nove mesi del 2021, indebolendosi nell'ultima parte dell'anno. Questo rallentamento, come esposto in precedenza, riflette principalmente le difficoltà di approvvigionamento da parte delle imprese. Relativamente agli altri indicatori, le esportazioni e i consumi delle famiglie hanno continuato a crescere e il mercato del lavoro ha restituito segnali positivi: il tasso di occupazione si è attestato al 59% nel quarto trimestre, in crescita rispetto ai precedenti tre mesi.

Le più recenti stime elaborate dal FMI proiettano per l'Italia una ripresa del 3,8% nel 2022 e del 2,2% nel 2023. Nonostante l'aumento dei contagi registrati a inizio 2022, l'economia dovrebbe continuare a crescere sostenuta dalle favorevoli condizioni finanziarie e dall'espansione del commercio mondiale. La spinta inflazionistica illustrata precedentemente ha portato le principali banche centrali a rivedere le

proprie politiche monetarie, prospettando una graduale riduzione delle misure emergenziali e degli stimoli monetari. A dicembre 2021, la Banca centrale statunitense (Fed), ha annunciato l'accelerazione del processo di riduzione degli acquisti di titoli, anticipandone la conclusione a marzo 2022 (anziché a giugno dello stesso anno), a seguito del quale ci si attende la risalita dei tassi d'interesse. La Banca d'Inghilterra, in modo analogo, ha varato il primo aumento post-pandemia del tasso ufficiale, da 0,10% a 0,25% nel corso del 2021, e ha annunciato all'inizio del 2022 un ulteriore incremento dei tassi dello 0,5%. Nel corso dell'anno appena trascorso, la Bce, diversamente da Stati Uniti e Regno Unito, ha confermato un orientamento accomodante, senza tuttavia escludere un rialzo dei tassi in futuro. A marzo 2022, il Pepp si concluderà in base alle previsioni, mentre proseguiranno, almeno fino al 2024, il programma di quantitative easing (ovvero acquisti di titoli ordinari e reinvestimento dei titoli a maturazione atti a impedire situazioni di crisi di liquidità) e operazioni di agevolazione al credito. La flessibilità rimarrà un elemento fondamentale della politica monetaria europea: in caso di ulteriore frammentazione del mercato connessa alla pandemia, il Pepp consentirà eventuali reinvestimenti fra le varie classi di attività e i vari paesi.

Il miglioramento congiunturale, generato dal rafforzamento del quadro macro-finanziario del 2021 e dal rialzo delle prospettive di crescita per il 2022, ha favorito il minor ricorso a misure di sostegno per l'accesso al credito di famiglie e imprese. Le condizioni di liquidità sui mercati finanziari sono attualmente prive di criticità, tuttavia il rialzo delle curve dei tassi di interesse subìto nel corso dell'esercizio, unitamente alle pressioni inflazionistiche e a modalità e tempistiche di riduzione dell'accomodamento monetario nelle principali economie avanzate, rappresentano un fattore di rischio per la liquidità sui mercati finanziari stessi. Nel breve termine, quindi, i rischi per la stabilità finanziaria nazionale sono previsti moderati, mentre risultano più incerti nel medio termine, in caso di andamenti meno favorevoli rispetto alle attese.

Politiche monetarie, mercato finanziario, e tassi d'interesse

Dati nazionali: andamento consuntivo e previsionale

Al fine di assicurare che l'inflazione si stabilizzi al target del 2% nel medio termine, nell'ultimo meeting di febbraio 2022 la Bce ha confermato come pari a zero il tasso di interesse di riferimento, come negativo quello sui depositi (-0,5%) e si è dichiarata in grado di adeguare i suoi strumenti ove opportuno. Il 2021 ha registrato un incremento della curva dei tassi di interesse di circa 50 bps sulle scadenze di medio lungo termine (tassi swap), segnando il passaggio da tassi negativi a livelli di tassi positivi per le scadenze superiori a 5 anni.

In questo contesto, le condizioni sui mercati dei titoli di Stato dell'area dell'euro non hanno subìto fluttuazioni e riscontrano condizioni di buona liquidità degli scambi, grazie anche alla prosecuzione dei programmi di acquisto della Bce. La volatilità infra-giornaliera dei rendimenti si è mantenuta in media su valori moderati e l'abbondante liquidità disponibile, accompagnata da bassi costi di transazione, ha sostenuto l'attività del mercato.

Mercato obbligazionario e spread

Il mercato obbligazionario corporate e le misure di sostegno riconducibili a politica monetaria e fiscale hanno consentito una rapida ripresa della raccolta obbligazionaria nel corso del 2021, soprattutto per le imprese con merito creditizio elevato. Le emissioni obbligazionarie per finanziare progetti con caratteristiche di sostenibilità ambientale (green bond) e l'impegno verso i temi ambientali, sociali e di governance (Environment, social and governance, Esg) sono proseguiti e divenuti criteri sempre più rilevanti per l'accesso delle imprese ai mercati dei capitali.

Nell'ultimo trimestre dell'anno, gli spread sovrani di alcuni paesi, tra cui l'Italia, hanno registrato un incremento, attribuibile principalmente al timore che un'eventuale riduzione degli stimoli monetari, più rapida delle attese, possa accompagnarsi al riemergere di frammentazioni nei mercati. Gli spread sulle obbligazioni private sono rimasti su livelli storicamente bassi, sia nel comparto investment grade sia in quello high yield.

Per quanto riguarda il Gruppo, gli spread del portafoglio obbligazionario del Gruppo sono rimasti su livelli contenuti, intorno a 40/60 Bps in funzione della scadenza, con andamento abbastanza costante nel corso dell'anno. Lo spread decennale di Hera, mostrato nel grafico seguente, ha confermato il trend positivo di merito creditizio del Gruppo, mantenendosi sempre su livelli inferiori dello spread Btp-Bund di medesima durata, e mostrando al tempo stesso una significativa minore volatilità.

Si segnala che le previsioni di sviluppo delle economie mondiali sono state elaborate prima dell'intervento militare russo in Ucraina pertanto tali stime dovranno essere aggiornate dai principali istituti internazionali nei prossimi mesi. Le incertezze inerenti l'evoluzione del conflitto e l'impatto delle sanzioni economiche imposte alla Russia rendono difficilmente quantificabili gli effetti sull'economia globale, pertanto non è stato possibile stimarne gli impatti.

Business e regolazione

Andamenti di business La ripresa economica nazionale registrata nel corso dell'anno ha influito anche sui consumi di energia elettrica: i dati elaborati dalla società operatrice delle reti nazionali di trasmissione (Terna) restituiscono per il 2021 un consumo nazionale complessivo di 318,1 TWh, in aumento del 5,6% rispetto al 2020. Circa l'87% della richiesta di energia è stata soddisfatta dalla produzione nazionale, 3 punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente. Questo calo è stato compensato dal saldo estero (+32,9%),

all'interno del quale si è registrato il doppio effetto di calo dell'export e incremento dell'import. La produzione nazionale netta da fonti rinnovabili è stata pari al 40,9% del totale per un valore di 113,8 TWh, in linea rispetto al 2020, traducendosi in una quota di consumi soddisfatti dalle rinnovabili pari al 36%. La produzione idrica si conferma la fonte di energia rinnovabile principale (39%), seppure in riduzione di 2 punti percentuali rispetto al contributo dell'anno precedente. La produzione eolica, al contrario, guadagna 2 punti percentuali sul 2020, mentre si confermano stabili la produzione fotovoltaica (22%), la produzione da biomasse (16%) e geotermica (5%).

Secondo le prime elaborazioni del Gestore dei mercati energetici (Gme), i consumi di gas naturale sono pari a 76,2 miliardi di metri cubi (+8,1% sul 2020), il livello più alto degli ultimi dieci anni. La ripresa dei consumi è stata particolarmente concentrata nei mesi primaverili, che nello stesso periodo del 2020 erano stati duramente colpiti dal lockdown nazionale indotto dall'emergenza sanitaria. I settori termoelettrico e civile, pari rispettivamente a 26,0 e 33,4 miliardi di metri cubi, hanno raggiunto i massimi livelli dal 2012, registrando una crescita rispettivamente del 6,4% e dell'8,4% rispetto all'anno precedente. Anche i consumi del settore industriale segnano un forte incremento (+6,7%), riportandosi ai livelli pre-pandemici.

La produzione annuale in Italia dei rifiuti urbani che emerge dall'ultima elaborazione dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), relativa all'esercizio 2020, è di 28,9 milioni di tonnellate, in calo del 3,6% rispetto al 2019, ed equivalente a una produzione media pro-capite di 489 kg. La causa del basso volume di rifiuti urbani prodotti è imputabile essenzialmente agli effetti connessi all'emergenza sanitaria da Covid-19, in particolare alle chiusure degli esercizi commerciali e alle misure di restrizione degli spostamenti adottate a più riprese nel corso dell'anno.

Per quanto concerne i rifiuti speciali, nel suo report più aggiornato l'Ispra ha stimato una produzione di 154 milioni di tonnellate nel 2020, in aumento del 7,3% rispetto all'anno precedente. L'incremento è imputabile principalmente ai rifiuti non pericolosi, e in particolare a quelli da operazioni di costruzione e demolizione che aumentano di oltre 8,5 milioni di tonnellate (+14,2%). Circa il 70% della produzione totale di rifiuti speciali è ascrivibile ai settori delle costruzioni (45,5%) e del trattamento rifiuti e attività di risanamento (25,1%), a seguire dalle attività manifatturiere (18,9%) e altri settori (circa il 10%).

Ad oggi non sono disponibili informazioni relative alla produzione di rifiuti urbani e speciali nel 2021, ma è plausibile supporre che la ripresa economica registrata nel corso dell'anno e la riapertura delle attività commerciali abbiano determinato un incremento della produzione dei rifiuti a livello nazionale rispetto al 2020.

In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua 2021, l'Istat ha presentato il rapporto aggiornato sulle statistiche del settore idrico nazionale. In Italia il consumo di acqua dolce prelevata per uso potabile si attesta a poco più di 9 miliardi di metri cubi, in linea con gli anni precedenti. Tale valore posiziona ancora una volta l'Italia quale primo paese nell'UE (a 27) per acqua dolce prelevata per uso potabile da corpi idrici superficiali o sotterranei.

Con riferimento agli utilizzi a cui l'acqua è destinata a livello nazionale, secondo quanto riportato nel Blue Book, il 54% dell'uso idrico è destinato all'agricoltura, il 21% all'uso industriale, il 20% all'uso civile e il 5% all'uso energetico. Da queste evidenze emerge con chiarezza l'importanza degli interventi finalizzati a incentivare il riuso della risorsa idrica in ambito agricolo e industriale.

Nel 2021 tutti i settori presidiati dalle utility si confermano caratterizzati da forte competizione, sia per quanto riguarda i business a libero mercato sia rispetto a quelli regolati.

Per quanto concerne il mercato energy, la pressione commerciale si conferma su livelli molto elevati, sia con riferimento al mercato retail che alle gare nei mercati di ultima istanza. I player hanno dimostrato forte interesse per le gare indette per il superamento del servizio di maggior tutela elettrica di piccole e microimprese. Un'ulteriore conferma della pressione competitiva del mercato retail è riscontrabile negli elevati tassi di churn rate (fonte Arera) sia per la vendita di energia elettrica che di gas. Le società di vendita stanno spostando sempre più la competizione verso prodotti a valore aggiunto (Vas) più complessi, quali possono essere le apparecchiature per l'efficientamento energetico (Hvac), da abbinare alla vendita di commodity, al fine di fidelizzare il cliente e orientarlo a nuove esigenze. L'esperienza legata all'emergenza sanitaria ha accelerato il cambio di comportamento nei clienti, sempre più inclini a sfruttare i canali digitali per scegliere le offerte e interagire con i fornitori dei servizi. Questo cambiamento ha comportato l'affacciarsi sul mercato di numerose società di vendita che stanno sperimentando una nuova modalità di comunicazione al cliente, basata su rapporti completamente digitali.

Nei mercati di ultima istanza, l'interesse dimostrato negli ultimi anni dagli operatori ha fatto registrare una progressiva erosione delle marginalità. Nel corso del 2021, in particolare, si sono svolte le gare per l'assegnazione dei servizi di Ultima Istanza nel settore gas (Default gas e Fornitore Ultima Istanza gas, da ora in avanti svolte con cadenza biennale e non più annuale) ed elettrico (Salvaguardia con durata biennale).

Con riferimento alle attività di trattamento e recupero rifiuti, il contesto competitivo ha assunto una dimensione europea, con grandi player integrati lungo tutta la filiera di riferimento e attivi in operazioni di espansione impiantistica o di aggregazione tra operatori. Ne è un esempio la fusione ormai prossima tra i due colossi francesi Veolia e Suez, la cui integrazione modificherà gli attuali equilibri tra gli operatori del settore. A livello nazionale, nel settore dei rifiuti industriali si registra un aumento degli investimenti destinati ad ampliare le capacità di trattamento degli impianti esistenti, nonché la tipologia di rifiuti trattati e l'integrazione delle attività lungo la filiera. In coerenza con questo trend, la domanda di materiale riciclato è in forte crescita, spinta dalla crescente attenzione da parte dei consumatori verso materiali sostenibili, dagli impegni presi dai grandi produttori internazionali sull'uso di plastica riciclata e dalla normativa europea a favore del riciclo. I player del mercato stanno rispondendo a queste tendenze espandendo progressivamente la propria capacità impiantistica, alimentando di conseguenza una pressione competitiva più spiccata rispetto al passato.

Contesto competitivo

Sul versante dei business regolati, il Gruppo Hera opera all'interno del mercato regolato dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), la quale gestisce e monitora le regole relative alle condizioni di accesso al mercato, il relativo funzionamento e il rispetto degli obblighi di trasparenza. Nel corso del 2021 sono proseguite le attività connesse alle procedure di gara per gli affidamenti dei servizi di distribuzione gas, ciclo idrico e igiene ambientale. Per quanto riguarda quest'ultimo business, sono state aggiudicate definitivamente, con efficacia da gennaio 2022, le gestioni per gli ambiti di

Modena e Bologna, che hanno visto il Gruppo Hera confermarsi quale gestore. Con riferimento al business della distribuzione gas, anche il 2021 si caratterizza per un numero esiguo di gare effettivamente aggiudicate a livello nazionale: tra queste le principali sono gli Atem di Milano 1, Torino 1 e 2, Belluno, Napoli 1, Aosta (quasi tutte oggetto di impugnazione), nonché l'aggiudicazione dell'Atem di Udine 2 da parte del Gruppo Hera (gestore uscente). Con riferimento ai territori nei quali Hera svolge attualmente il servizio, è terminato l'iter di approvazione degli atti di gara per gli Atem di Forlì-Cesena, Modena 1 e Trieste (per il quale attualmente il bando è stato ritirato). Per quanto riguarda il ciclo idrico, a fine 2021 è stata aggiudicata la gara per l'affidamento della provincia di Rimini, con nuova scadenza prevista a fine 2039. Nello stesso anno è stata confermata in regime di proroga all'attuale gestore la concessione (scaduta a fine anno) del servizio idrico per l'ambito bolognese. L'Autorità, infine, ha approvato le istanze di proroga quinquennale delle concessioni di servizio per gli ambiti di Ravenna e di Forlì-Cesena, le scadenze delle quali sono state posticipate dal 2023 al 2028.

In ambito regolatorio, i provvedimenti di maggior rilievo per il Gruppo Hera approvati nel corso del 2021, risultano essere:

  • la revisione del Wacc (weigthed average cost of capital) delle attività infrastrutturali energy;
  • i primi orientamenti della nuova regolazione per obiettivi di spesa e servizio (Ross-base);
  • la nuova regolazione dell'energia reattiva;
  • la sperimentazione per l'approvvigionamento dei servizi ancillari locali nel dispacciamento energia elettrica da parte del distributore, prefigurando per esso un nuovo ruolo rispetto a quelli tradizionalmente di competenza;
  • i piani di messa in servizio dei misuratori di energia elettrica 2G presentati ad Arera;
  • il ristoro dei mancati ammortamenti dei misuratori tradizionali di gas dismessi;
  • la regolazione del servizio di misura sulla rete di trasporto del gas naturale;
  • gli orientamenti finali di Arera sul riassetto dell'attività di misura e sulle sperimentazioni per innovare le infrastrutture di trasporto e di distribuzione gas;
  • la comunicazione alla società di vendita delle cause di mancata maturazione della prescrizione biennale nei casi previsti dal Codice Civile;
  • la rateizzazione delle bollette per le utenze domestiche energy emesse tra gennaio e aprile 2022;
  • l'integrazione alla disciplina della misura e della qualità tecnica del servizio idrico integrato;
  • il conguaglio delle tariffe 2022-2033 nel servizio idrico integrato;
  • la prescrizione biennale nel servizio idrico integrato;
  • l'approvazione del secondo metodo tariffario (cd Mtr2) che disciplina i criteri di riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento per il periodo 2022-2025 per il servizio integrato rifiuti;
  • la prima disciplina della qualità del servizio integrato rifiuti.

In vista dell'avvio del secondo periodo regolatorio del Wacc, attraverso la delibera 614/2021/R/com, pubblicata a fine 2021, Arera ha adeguato i criteri per la determinazione e l'aggiornamento del tasso di remunerazione del capitale investito per i settori infrastrutturali energetici (gas ed energia elettrica). Il nuovo periodo regolatorio avrà ancora una durata di sei anni (2022-2027) e prevede, oltre all'aggiornamento infra-periodo di cadenza triennale, la possibilità di un eventuale aggiornamento annuale qualora alcuni parametri di controllo dovessero subire forti oscillazioni rispetto ai valori disposti; la delibera 614/2021 quindi, formalmente, definisce i tassi per il solo anno 2022. A fronte della congiuntura macroeconomica e dell'andamento dei mercati finanziari, i livelli di Wacc hanno subìto una contrazione rispetto ai valori 2021 nella misura di 70 Bps: il tasso di remunerazione della distribuzione gas passa dal 6,3% riconosciuto nel 2021 al 5,6% del 2022, mentre il Wacc della distribuzione elettrica passa dal 5,9% riconosciuto nel 2021 al 5,2% del 2022. La flessione dei tassi di remunerazione è riconducibile, essenzialmente, all'abolizione del floor del parametro risk free rate, alla revisione del parametro a copertura del rischio paese, alla nuova metodologia per il costo del debito e all'aggiornamento del livello di tassazione riconosciuto.

A fine 2021, con il documento 615/2021/R/com, Arera ha posto in consultazione i primi orientamenti di natura metodologica sulla nuova regolazione per obiettivi di spesa e servizio (Ross). Nelle prospettazioni di Arera, il passaggio verso una regolazione che elimina le distorsioni nelle scelte di investimento dei distributori, e aumenta la produttività totale dei servizi infrastrutturali, sarà graduale e inizierà con l'applicazione di un primo schema tariffario chiamato Ross-base. Tale schema verrà applicato in modo trasversale a tutti gli operatori dei settori infrastrutturali, con decorrenza a partire dai prossimi periodi regolatori (dal 2024 per la distribuzione elettrica e dal 2026 per la distribuzione gas). L'approccio Ross-base sarà incentrato sul controllo della spesa totale dei distributori, sulla definizione di coefficienti di capitalizzazione fissati dal regolatore e sull'estensione dell'efficienza anche ai costi di capitale. Il riconoscimento dello stock di capitale esistente alla data di passaggio al nuovo criterio verrà gestito in sostanziale continuità di criteri. L'approccio più evoluto, cosiddetto Ross-integrale, oltre a includere lo schema Ross-base, comprenderà un'analisi dei business plan delle imprese e una vista integrata con la regolazione output-based. Tale approccio avanzato sarà riservato al gestore della trasmissione elettrica, al principale operatore del trasporto gas e ai principali operatori della distribuzione elettrica (con soglia dimensionale ancora da definire) a decorrere dall'anno 2024.

Con riferimento al settore della distribuzione dell'energia elettrica, si segnala che, nel corso dell'anno 2021, Arera si è espressa in merito all'esigenza di una modifica della regolazione tariffaria dell'energia reattiva. Con l'ultimo documento di consultazione, il 515/2021/R/eel, il Regolatore ha:

  • posticipato al 1° luglio 2022 il completamento della regolazione tariffaria dell'energia reattiva, inclusa la decorrenza dell'applicazione dei corrispettivi anche all'energia reattiva immessa;
  • proposto un affinamento del metodo di valorizzazione dei corrispettivi e l'applicazione di corrispettivi per energia reattiva immessa nella sola fascia oraria F3;
  • proposto nel medio termine (dal 2023 o dal 2024) un approccio tariffario per macroaree omogenee che tenga conto delle peculiarità tecniche locali nella gestione della reattiva;
  • auspicato un coinvolgimento attivo di clienti finali e produttori nella gestione dei transiti di reattiva e nel conseguente controllo della regolazione della tensione.

In tema di misura dell'energia elettrica, al fine di richiedere l'ammissione al riconoscimento individuale degli investimenti ai sensi della delibera 306/2019/R/eel, si segnala che le imprese distributrici di energia elettrica del Gruppo Hera, Inrete Distribuzione Energia Spa e AcegasApsAmga Spa, hanno inviato ad Arera, nel mese di giugno 2021, i rispettivi piani di messa in servizio dei misuratori di energia elettrica 2G (Pms2). I Pms2 illustrano le tempistiche previste per la sostituzione dei misuratori, i benefici attesi dalla nuova tecnologia smart e le spese previste. Il procedimento istruttorio di Arera è attualmente in corso di svolgimento.

Per quanto attiene l'attività di distribuzione gas, attraverso la delibera 559/2021/R/gas, Arera è intervenuta sul tema degli effetti delle dismissioni dei misuratori tradizionali di piccolo calibro, sancendo che i gestori siano ristorati delle quote ammortamento dei contatori tradizionali indipendentemente dal momento, nell'arco della loro vita utile, in cui avviene la dismissione. Gli importi a recupero dei mancati ammortamenti (c.d. Irma) vengono riconosciuti alle imprese in cinque quote annuali, a partire dall'anno tariffe 2020.

Wacc dei settori infrastrutturali energetici

Revisione del

Primi orientamenti della nuova regolazione per obiettivi di spesa e servizio (Ross)

Nuova regolazione dell'energia reattiva per il settore energia elettrica

Misuratori 2G energia elettrica: presentati ad Arera i piani di messa in servizio dei distributori del Gruppo

Distribuzione gas: copertura dei mancati ammortamenti misuratori tradizionali dismessi

Regolazione del servizio di misura sulla rete di trasporto del gas naturale

Con delibera 512/2021/R/gas, Arera, al termine di un percorso di consultazione che si è concentrato, tra gli altri aspetti, sul riassetto del servizio di misura ai punti di uscita dalla rete di trasporto (Remi), ha approvato la regolazione del servizio di misura sulla rete di trasporto del gas naturale (Rmtg). La responsabilità dell'attività di metering è mantenuta in capo ai distributori e l'attività di meter reading in capo all'operatore del trasporto. Sono stati introdotti requisiti minimi e ottimali di carattere impiantistico, prestazionale e manutentivo e definiti specifici livelli di qualità del servizio di misura (espressi da opportuni indicatori) e corrispettivi di penalità in caso di mancato rispetto degli stessi. La decorrenza del monitoraggio dei livelli di servizio è prevista dal 2023 mentre l'introduzione dei corrispettivi relativi ai casi di mancato rispetto degli standard dal 2024.

Orientamenti finali di Arera sul riassetto dell'attività di misura e sulle sperimentazioni per innovare le infrastrutture di trasporto e distribuzione gas

biennale nelle filiere energetiche: nuove informative nelle bollette energetiche e introduzione del meccanismo di compensazione degli oneri del settlement

Prescrizione

In ambito distribuzione gas, si segnalano ulteriormente il documento per la consultazione (Dco) 167/2021/R/gas, relativo agli orientamenti finali dell'Autorità in merito al riassetto dell'attività di misura nei punti di entrata e uscita della rete di trasporto gas, e il Dco 250/2021/R/gas, relativo all'avvio dei progetti pilota per l'innovazione delle infrastrutture di trasporto e distribuzione del gas. Con gli orientamenti del primo Dco, Arera ambisce a garantire che le misure del gas in entrata e uscita dalla rete di trasporto rispondano a predefiniti canoni di accuratezza e affidabilità, attraverso un'adeguata responsabilizzazione di tutti i soggetti della filiera. A tale scopo è intenzione dell'Autorità introdurre requisiti impiantistici, prestazionali e manutentivi dei sistemi di misura, standard di servizio e adeguati meccanismi di incentivazione che si traducono in corrispettivi economici in caso di mancato rispetto degli standard. Con il Dco 250/2021/R/gas, Arera prospetta invece le modalità di avvio dei progetti pilota per la sperimentazione di soluzioni per la gestione ottimizzata e per utilizzi innovativi delle infrastrutture di trasporto e distribuzione del gas, in termini di tipologie di intervento e soggetti interessati, criteri generali di valutazione e copertura dei costi delle sperimentazioni.

In tema di prescrizione biennale nei settori dell'energia elettrica e nel gas, con la deliberazione 603/2021/R/com, Arera ha ottemperato alle sentenze del Tar Lombardia, disponendo, a partire dal 2023, un assetto definitivo del flusso informativo dai distributori alle società di vendita, in cui il distributore, contestualmente alla messa a disposizione di una misura ultrabiennale per il tramite del sistema informativo integrato, dovrà comunicare agli Utenti della distribuzione (Udd) e del trasporto (Udt) anche le eventuali cause di mancata maturazione della prescrizione nei casi previsti dal Codice Civile (cause non espressamente previste dalla precedente regolazione). Nelle more degli upgrade sui sistemi informativi, che porteranno tale assetto a regime, per il 2022 è previsto un assetto transitorio in cui la società di vendita, ricevuta una richiesta di eccepimento della prescrizione da parte del cliente finale, dovrà richiedere sollecitamente al distributore se sussistono cause di mancata maturazione della stessa; il mancato riscontro entro i successivi 7 giorni lavorativi sarà considerato come risposta negativa, con la conseguenza che il venditore dovrà rinunciare al credito ormai prescritto, ma avrà diritto a rivalersi sul distributore per i corrispettivi di trasporto e di vettoriamento, e sarà altresì legittimato a partecipare al meccanismo di compensazione degli oneri del settlement, come stabilito con delibera 604/2021/R/com. In particolare, nel caso dell'energia elettrica, gli oneri per il finanziamento del meccanismo sono posti a carico dei distributori, a meno che il distributore non comprovi una causa di mancata maturazione della prescrizione biennale; nel caso del gas, invece, gli oneri per il finanziamento del meccanismo compensativo sono al momento posti a carico del sistema, senza alcun effetto economico a carico dei distributori.

Sempre in tema di vendita energy, con delibera 636/2021/R/com Arera ha definito le modalità per la rateizzazione delle bollette emesse nell'arco temporale gennaio-aprile 2022 per le utenze domestiche prevista dalla Legge di Bilancio 2022. Le misure si estendono sia ai servizi di tutela che al mercato libero e dovranno essere offerte ai clienti domestici di energia elettrica e gas naturale che risultino inadempienti al pagamento delle fatture emesse nel periodo considerato. Il piano di rateizzazione dovrà essere senza applicazione di interessi e prevedere una periodicità di rateizzazione pari a quella di fatturazione ordinariamente applicata, con prima rata di valore pari al 50% dell'importo oggetto del piano di rateizzazione.

Rateizzazione delle bollette per le utenze domestiche energy emesse tra gennaio e aprile 2022

Servizio idrico integrato: integrazione alla disciplina della misura e della qualità tecnica

Con riguardo al servizio idrico integrato, le principali novità regolatorie intervenute nell'anno 2021 concernono le integrazioni alla disciplina del servizio di misura, alcune modifiche alla qualità tecnica (delibera 609/2021/R/idr) e, con riguardo alla regolazione tariffaria, i criteri e i parametri alla base del conguaglio biennale valevole per gli anni 2022-2023 (disciplinati dalla delibera 639/2021/R/idr). La misura idrica sarà impattata dall'introduzione di indicatori prestazionali relativi all'efficacia del servizio (che serviranno per incrementare le valutazioni delle performance dei gestori nel meccanismo incentivante la qualità tecnica), di indicatori di diffusione delle tecnologie smart meter (al momento introdotti solo per una finalità di monitoraggio), di standard specifici correlati al mancato rispetto dei tentativi di lettura e dei preavvisi di passaggio, con alcuni aspetti legati anche alla valenza delle autoletture degli utenti, al fine di rispondere agli obblighi di servizio relativi ai tentativi di lettura, nella direzione di una maggiore efficienza gestionale. Al fine di comprendere la lunghezza delle derivazioni d'utenza (allacci), a seguito di alcuni ricorsi e sentenze del Consiglio di Stato, la qualità tecnica ha inoltre conosciuto una modifica nella costruzione dell'indicatore delle perdite di rete lineari ("M1a").

Tra le nuove regole relative al conguaglio biennale delle tariffe 2022 e 2023, approvate con delibera 639/2021/R/idr, oltre a una rideterminazione del tasso di riconoscimento degli oneri fiscali e finanziari (che dal 5,24% del biennio 2020-2021, passa al 4,8% per il 2022 e il 2023), merita menzione l'introduzione di un sistema di incentivi o copertura di costi alle utenze condominiali (o utenze raggruppate in unico contatore centralizzato) che opereranno interventi di individualizzazione della fornitura o di creazione di contatori divisionali interni, con un processo di lettura degli stessi organizzato (c.d. divisionalizzazione organizzata). Tale incentivo/copertura dei costi sarà riconosciuto dal gestore idrico il quale, a sua volta, risulterà compensato attraverso l'introduzione di una precisa componente tariffaria (Opmis).

Ancora per il settore idrico, si evidenzia, infine, la delibera 610/2021/R/idr, in materia di prescrizione biennale introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 per alcune tipologie di utenza, che modifica la precedente disciplina e prevede esplicitamente, come per i settori energetici, l'esistenza di cause sospensive della prescrizione (citando gli articoli 2935 e 2941 del Codice Civile), ricordando che queste ultime debbano essere, a decorrere dal 2022, individuate e comunicate puntualmente al singolo utente nelle fatture contenenti importi relativi a conguagli ultra-biennali.

Conguaglio tariffario del biennio 2022- 2023 nel settore idrico

Prescrizione biennale nel settore idrico

Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 25|

Servizio integrato rifiuti: approvazione del secondo metodo tariffario (cd Mtr2)

Relativamente al servizio integrato dei rifiuti, la principale novità regolatoria dell'anno 2021 riguarda l'approvazione del secondo metodo tariffario (delibera 363/2021/R/rif, cd Mtr2) che disciplina i criteri di riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento per il periodo 2022-2025, aggiornando il precedente metodo e introducendo la regolazione tariffaria per il trattamento, laddove si tratti di impianti minimi, ossia essenziali alla chiusura del ciclo (determinati dalle Regioni sulla base delle condizioni definite da Arera), con la sola esclusione degli impianti che trattano la frazione secca della raccolta differenziata. La delibera introduce una durata quadriennale del periodo regolatorio, con aggiornamento annuale dei parametri della tariffa. È stata introdotta, inoltre, la possibilità di compensazioni in arco quadriennale di costi ammessi a riconoscimento che eccedano il limite di crescita tariffaria (stabilito dalla regolazione). Per quanto attiene specificatamente le tariffe degli impianti di trattamento, varranno le logiche Rab-based già individuate per i gestori integrati, con strumenti tariffari e di incentivazione al recupero di materia ed energia, analoghi a quelli applicati alle società di raccolta e ai gestori integrati. Anche per il servizio di trattamento è previsto un limite alla crescita annuale, basato sul livello di inflazione programmata, ma aumentabile fino al 4% annuo per tenere conto delle caratteristiche tecnologiche e ambientali degli impianti. Sono previsti, inoltre, segnali di prezzo all'utenza finale, che permettano benefici maggiori ai fruitori del servizio che si trovano in contesti in cui prevalgono scelte impiantistiche di recupero di materia ed energia e, parallelamente, benefici alle comunità delle aree limitrofe agli impianti. Per quanto concerne il livello del rendimento del capitale investito, per il biennio 2022-2023 il Wacc relativo all'attività di raccolta è fissato, in via almeno provvisoria, pari al 6,3% (delibera 459/2021/R/rif). Il tasso relativo all'attività di trattamento non è ancora stato definito, benché sia prevista omogeneità con i parametri fondamentali alla base del tasso del servizio di raccolta, con differenze legate alla rischiosità specifica del settore.

Servizio integrato rifiuti: prima disciplina della qualità del servizio

Sempre per quanto attiene il settore dei rifiuti, il percorso regolatorio della qualità del servizio ha visto susseguirsi nell'esercizio due documenti di consultazione, l'ultimo dei quali (Dco 422/2021/R/rif) dispone l'entrata in vigore dal 1 gennaio 2023 del primo periodo regolatorio (2022-2025), prevedendo un set di obblighi di servizio di qualità contrattuale (regole omogenee su richieste attivazione, fatturazione, presentazione reclami, ecc) e tecnica (continuità, regolarità e sicurezza del servizio), affiancati da indicatori e relativi standard generali. Sono ipotizzati, infine, futuri meccanismi incentivanti (premi/penalità).

Si riporta di seguito lo schema temporale dei principali periodi regolatori e correlati provvedimenti di riferimento di Arera per i settori di attività del Gruppo.

2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027
Distribuzione e misura
gas naturale V PR Aggiornamento infra-periodo :
Distribuzione e misura
energia elettrica
V PR
Servizio Idrico Aggiornamento intra-periodo
Integrato III PR 4 MTI 3
Aggiomamento biennale
Ciclo Integrato dei
rifiuti
I PR - MTR II PR - MTR2
Tassi di Rendimento
dei servizi
infrastrutturali energy
l periodo regolario WACC Il periodo regolario WACC
Aggiornamento del tasso a
metà periodò regolatorio
Aggiornamento del tasso a :
metà periodo regolatorio

Nella tabella seguente si riportano infine i principali riferimenti tariffari per ciascun settore regolato, sulla base del quadro normativo in vigore nell'anno 2021 e previsti fino alla fine degli attuali periodi regolatori.

Distribuzione e
misura gas naturale
Distribuzione e
misura energia
elettrica
Servizio idrico
integrato
Ciclo integrato
rifiuti
Periodo regolatorio 2014-2019
IV periodo regolatorio (delibera
573/13)
2016-2019
I sottoperiodo del V periodo
regolatorio
(delibera 654/15)
2016-2019
II periodo regolatorio (delibera
664/15)
2018-2021
I periodo regolatorio
(delibera 443/19) (1)
2020-2025
V periodo regolatorio (delibera
570/19)
2020-2023
II sottoperiodo del V periodo
regolatorio
(delibera 568/19)
2020-2023
III periodo regolatorio
(delibera 580/19)
2022-2025
II periodo regolatorio
(delibera 363/21) (2)
Governance
regolatoria
Singolo livello (Arera) Singolo livello (Arera) Doppio livello (Ente di governo
d'ambito, Arera)
Doppio livello (Ente territorialmente
competente, Arera)
Capitale investito
riconosciuto ai fini
Costo storico rivalutato
(distribuzione)
Riconoscimento parametrico
per asset fino al 2007
Costo storico rivalutato Costo storico rivalutato
regolatori (Rab) Media tra costo standard e
costo effettivo (misura)
Costo storico rivalutato per
asset dal 2008
Riconoscimento parametrico
(capitale centralizzato)
Lag regolatorio
riconoscimento
investimenti
1 anno 1 anno 2 anni 2 anni
Remunerazione del
capitale investito (3)
Anno 2019
6,3% Distribuzione
6,8% Misura
Anni 2019-2021
5,9%
Anni 2018-2019
5,31%
Anni 2020-2021
6,3%
(real, pre-tax) Anni 2020-2021
6,3% Distribuzione e misura
Anni 2020-2021
5,24%
+1% per investimenti dal 2018, a
copertura del lag regolatorio
Anno 2022
5,6% Distribuzione e misura
Anno 2022
5,2% Distribuzione e misura
Anni 2022-2023
4,8%
Anni 2022-2023
In corso di definizione da parte di
+1% per investimenti dal 2012,
a copertura del lag regolatorio
Arera.
Si attende una rischiosità maggiore
per il servizio di trattamento e
recupero
Costi operativi
riconosciuti
Valori medi costi effettivi per
raggruppamenti di imprese
(dimensione/densità), su base
Valori medi costi effettivi di
settore su base 2014 (per ricavi
fino al 2019) e (2018 per ricavi
Costi efficientabili: valori effettivi
del gestore 2011 inflazionati
Costi effettivi gestore con lag
regolatorio di 2 anni (a partire dalle
tariffe 2020 su costi 2018)
2011 (per ricavi fino al 2019) e
2018 (per ricavi dal 2020) (4)
dal 2020) Costi aggiornabili: valori effettivi
con lag 2 anni
Costi aggiuntivi per miglioramento
qualità e modifiche perimetro
Sharing delle efficienze
conseguite rispetto ai costi
riconosciuti
Sharing delle efficienze
conseguite rispetto ai costi
riconosciuti
Oneri aggiuntivi per specifiche
finalità (natura previsionale)
gestione (natura previsionale)
Conguagli per gli anni 2018-2019 su
base costi 2017 in ottica di gradualità
Aggiornamento con price-cap Aggiornamento con price-cap Dal 2022:
Conguagli per gli anni 2020-2021 su
base costi 2019 in ottica di gradualità
Efficientamento X-factor annuale X-factor annuale Meccanismo di efficientamento
annuale
costi operativi
Anno 2019
Distribuzione:
Anno 2019
Distribuzione: 1,9%
basato su:
sharing efficienze 2016 del
gestore
1,7% imprese grandi
2,5% imprese medie
Misura e commercializzazione:
0%
Misura: 1,3% Livello di sharing differenziato
rispetto alla distanza tra costo
effettivo e costo efficiente del
gestore
Dal 2020
Distribuzione:
3,53% imprese grandi
4,79% imprese medie
Misura: 0%
Commercializzazione: 1,57%
Dal 2020:
Distribuzione: 1,3%
Misura: 0,7%
Meccanismi
incentivanti
Sharing sui ricavi netti derivanti
dal transito della fibra ottica
nelle infrastrutture elettriche
Sharing sui costi dell'energia
elettrica in base ai risparmi
energetici conseguiti;
Sharing sui ricavi derivanti dalla
vendita di materiale ed energia
(range 0,3-0,6) e da corrispettivi
Riconoscimento del 75% della
marginalità da attività volte alla
sostenibilità ambientale ed
energetica
Conai
Limite annuale alla
crescita tariffaria
Su base asimmetrica e in
funzione di:
- fabbisogno investitorio
- economicità della gestione
- variazioni di perimetro
Su base asimmetrica e in funzione
della presenza di:
-variazioni perimetro
-miglioramenti livello di qualità del
servizio
Facoltà di istanza a garanzia
dell'equilibrio economico
finanziario
Facoltà di istanza a garanzia
dell'equilibrio economico finanziario

(1) La delibera 443/19 viene applicata ai gestori del ciclo integrato dei rifiuti, comprendendo l'attività di trattamento (a smaltimento o recupero) solo nel caso in cui tali attività siano incluse nel perimetro societario del gestore. È invece rinviata a dedicato provvedimento la regolazione tariffaria dei corrispettivi al cancello degli impianti.

(2) La delibera 363/21 ha aggiornato il precedente periodo regolatorio e ha introdotto la regolazione tariffaria per il trattamento laddove si tratti di impianti minimi, ossia essenziali alla chiusura del ciclo dei rifiuti urbani

(3) Per i settori energetici e il settore rifiuti si fa riferimento alla metodologia Wacc, mentre per il servizio idrico integrato i valori si riferiscono al tasso di copertura degli oneri finanziari e fiscali

(4) In merito alla rilevante contrazione del riconoscimento dei costi operativi operata dalla delibera 570/2019, nel mese di febbraio 2020, Inrete Distribuzione Energia Spa, principale distributore del Gruppo, alla stregua di altri operatori del settore, ha impugnato il provvedimento innanzi al Tar Lombardia-Milano.

Climatico e ambientale

Cambiamento climatico

Gli interventi normativi ed economici per la gestione del cambiamento climatico e la concretizzazione delle opportunità derivanti dalla presa in carico dei rischi a esso collegati sono priorità delle istituzioni internazionali e nazionali, nonché degli operatori economici di ogni settore. Le priorità del Gruppo per il perseguimento della sostenibilità ambientale sono rappresentate dai 17 obiettivi dell'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 (SDGs), ma anche dalle indicazioni dell'accordo di Parigi per contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2º C, nonché dalla strategia climatica di lungo periodo A clean planet for all (adottata dall'Unione Europea) per conseguire, entro il 2050, la neutralità carbonica e contenere l'aumento delle temperature al di sotto di 1,5° C. Rappresentano ulteriori indirizzi rilevanti in tale direzione: il cambiamento auspicato dal Green Deal, il piano della Commissione Europea per un'Europa più competitiva nella lotta ai cambiamenti climatici e sempre più capace di trasformare l'economia e la società indirizzandole su un percorso di sviluppo sostenibile e, nel solco di questo, il piano d'azione per l'economia circolare (Ceap). Le azioni messe in campo dalle istituzioni europee e nazionali sono coordinate e convergenti verso gli obiettivi di una transizione equa, sostenibile e inclusiva. L'adozione del Green Deal e delle relative iniziative, volte ad affrontare i problemi climatici e ambientali per il raggiungimento della neutralità carbonica e la transizione verso un modello di crescita rigenerativo e circolare, ambisce a sollecitare una strategia industriale che implementi l'economia circolare in tutti i settori.

Piano d'azione per l'economia circolare

Il piano d'azione per l'economia circolare, presentato dalla Commissione lo scorso anno, ha consentito di dipingere il quadro strategico che coniuga in senso circolare lo sviluppo economico dell'Unione Europea e, così facendo, è orientato ad accelerare la transizione e rendere possibile il cambiamento traguardato dal Green Deal.

Le iniziative incentivanti, il riutilizzo e la riciclabilità nei prodotti, la riduzione dell'overpackaging e le regole per le bioplastiche, a tal proposito, hanno assunto sempre maggiore rilievo. Al di là del settore delle plastiche, la promozione dell'economia circolare è incoraggiata anche rispetto alla gestione delle acque, sia in termini di riuso delle acque reflue depurate per l'irrigazione in agricoltura, che in termini di requisiti minimi per l'utilizzo delle acque di recupero.

Opportunities

Le policy nazionali si stanno sviluppando in un contesto europeo dove le priorità sono definite e le risorse disponibili conseguentemente allocate. In questo senso, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che si avvale dei fondi europei resi disponibili dal dispositivo compreso all'interno del pacchetto NextGenerationEU integrati da un fondo complementare nazionale, orienta l'Italia nella fase esecutiva del Green Deal europeo e, dal momento che ha evidenziato la necessità di introdurre obiettivi climatici progressivamente più sfidanti, è stato aggiornato il piano d'azione con lo scopo di:

  • accelerare il raggiungimento della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, portando l'obiettivo al 55% entro il 2030;
  • accelerare la transizione verso un modello di crescita rigenerativo e circolare;
  • predisporre uno strumento per aiutare gli investitori nella transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio.

Una nuova spinta a decarbonizzare l'economia europea è stata affidata al pacchetto Fit for 55, tuttora in discussione presso le istituzioni UE. Il Fit for 55 intende, in particolare, aumentare gli obiettivi di riduzione dei consumi energetici e di penetrazione delle energie rinnovabili nel mix produttivo. In termini di efficienza energetica, gli attuali obiettivi al 2030, rivisti al rialzo per traguardare l'ambizioso target di riduzione delle emissioni, saranno avvicinati tramite un ruolo guida dell'edilizia pubblica nel processo di efficientamento del parco immobiliare europeo. In termini di energie rinnovabili, il cui incremento della produzione è determinante per sostituire le fonti fossili e ridurre l'intensità carbonica, l'elettrificazione dei consumi richiederà ingenti investimenti lungo tutta la filiera e il recupero del calore di scarto dei processi industriali rappresenterà un potenziale rilevante per la programmazione energetica territoriale. Lo sviluppo dei gas rinnovabili, un ulteriore tassello della strategia di decarbonizzazione elaborata a livello europeo, e lo sviluppo dell'idrogeno rinnovabile, tramite la realizzazione di elettrolizzatori alimentati da Fonti di energia rinnovabile (Fer), rappresenteranno inoltre ulteriori priorità.

Nei primi mesi del 2018 la Commissione Europea aveva pubblicato il piano d'azione per la finanza sostenibile che mirava a rispondere a tre obiettivi: riorientare i flussi di capitale verso investimenti sostenibili al fine di realizzare una crescita sostenibile e inclusiva, gestire i rischi finanziari derivanti dai cambiamenti climatici, l'esaurimento delle risorse, il degrado ambientale e le questioni sociali e promuovere la trasparenza e la visione a lungo termine delle attività economico-finanziarie.

La prima azione concreta si è sostanziata nella definizione, da parte dell'UE stessa, di una Tassonomia per gli investimenti sostenibili, finalizzata a indirizzare i fondi degli investitori verso iniziative sostenibili.

Al fine di risultare allineate a tale Tassonomia, le attività economiche devono rispettare tre principi individuati dal Regolamento:

  • contribuire positivamente ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali previsti tra la mitigazione del cambiamento climatico, l'adattamento al cambiamento climatico, l'uso sostenibile e la protezione delle risorse idriche e marine, la transizione verso l'economia circolare, la prevenzione e riduzione dell'inquinamento e la protezione della biodiversità e della salute degli ecosistemi;
  • non produrre impatti negativi sull'ambiente;
  • rispettare garanzie sociali minime.

Dal 1° gennaio 2022, inoltre, le società sottoposte alla direttiva sulla rendicontazione non finanziaria dovranno indicare la quota delle proprie attività eligibili nella Tassonomia europea.

Le sei missioni strategiche declinano i sei pilastri di intervento previsti dal Regolamento europeo per la ripresa e la resilienza e sono accompagnate da specifiche riforme settoriali. La Missione 2: "rivoluzione verde e transizione ecologica", la più consistente in termini di dotazione di risorse, indirizza le iniziative di maggiore interesse per il Gruppo Hera.

Per il ciclo idrico e il settore dei rifiuti, il Pnrr punta a modernizzare reti e impianti e a ridurre il divario infrastrutturale fra nord e sud del Paese. Tra gli strumenti in questo senso vale la pena sottolineare il ruolo centrale del piano nazionale del settore idrico ai fini dell'erogazione dei finanziamenti pubblici e l'adozione del programma nazionale per la gestione dei rifiuti.

Nel settore energia, il Pnrr si concentrerà sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, sull'ammodernamento delle reti e sulle soluzioni di risparmio energetico. Tra i principali interventi si annoverano quelli sulle reti per aumentarne la digitalizzazione e la resilienza rispetto agli eventi climatici, lo sviluppo integrato della filiera dell'idrogeno, con l'adeguamento delle infrastrutture di trasporto e distribuzione, e il principio dell'efficienza energetica come primo combustibile a emissioni zero.

Nel corso degli ultimi mesi sono stati pubblicati i primi bandi del Pnrr: quelli di interesse per il Gruppo riguardano in particolare l'economia circolare, tra cui il miglioramento e la meccanizzazione della rete di raccolta differenziata urbana, la costruzione, l'ammodernamento e l'ampliamento degli impianti di trattamento per la raccolta differenziata urbana, nonché per prodotti assorbenti, fanghi di acque reflue, rifiuti di pelletteria e tessili, progetti "faro" di economia circolare relativi a reti di raccolta e impianti di trattamento e particolare attenzione alle filiere strategiche: Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), carta e cartone, plastiche, tessile.

Strategia per la decarbonizzazione

A valle dell'accordo di Parigi, la Commissione UE ha imposto agli stati membri la redazione di una strategia per la riduzione delle emissioni climalteranti al 2050. Sebbene il documento sia stato pubblicato con un anno di ritardo rispetto agli obblighi normativi, esso non recepisce ancora i più recenti indirizzi del Green Deal. Lo scopo della strategia è quello di individuare un percorso di cambiamento verso la piena decarbonizzazione del sistema italiano al 2050, ovvero di intensificare le azioni volte ad accrescere la resilienza. La strategia proseguirà verso un miglioramento delle conoscenze in materia di impatti climatici, un'intensificazione della pianificazione e della valutazione del rischio climatico, un'accelerazione delle azioni di adattamento e uno sviluppo della resilienza rispetto ai cambiamenti climatici a livello globale. Le persone, mostrandosi sempre più sensibili ai temi dell'ambiente e dell'inclusione sociale, sono promotrici della crescita della domanda di interventi in tema green & digital, in modo coerente con le raccomandazioni dell'Unione Europea su ripresa economica e resilienza. Al fine di coinvolgere i diversi stakeholder e la società civile nell'adozione di comportamenti sostenibili, la Commissione Europea ha dato corpo al Patto europeo per il clima. Tale iniziativa offre alle persone e alle organizzazioni opportunità per conoscere il problema del cambiamento climatico e trovare soluzioni, e mette a disposizione uno spazio per l'interazione tra individui e per promuovere un movimento europeo per il clima. Le organizzazioni, a tal proposito, possono individuare i propri ambasciatori con una particolare attenzione alla parità di genere e, al fine di supportare l'avvio di azioni concrete, la piattaforma del Patto offrirà la condivisione di esperienze, possibilità di finanziamento e know how.

Opportunità del settore delle utility

L'ineluttabilità del cambiamento climatico, che ha indotto la Commissione Europea ad anticipare gli obiettivi di riduzione delle emissioni già al 2030, con l'auspicio di pervenire a una piena decarbonizzazione al 2050, costringe anche gli enti locali a rivedere priorità e linee d'azione. La pandemia, inoltre, avendo reso urgente l'attuazione di azioni capaci di rendere più resilienti le città e i programmi locali, li ha orientati sempre più verso iniziative di economia circolare, mobilità sostenibile, adattamento climatico e digitalizzazione. Lo scenario è sempre più sfidante e offre nuove opportunità al settore delle utility. Tutte le tipologie di clientela (domestica, industriale e pubblica amministrazione) saranno chiamate a introdurre miglioramenti tecnologici in grado di ridurre i loro fabbisogni energetici. La promozione e la vendita di prodotti e servizi per l'efficientamento dei consumi energetici e il supporto all'efficienza energetica degli edifici sono alcune delle iniziative incentivate.

Dimensioni ambientale e socioeconomica

Gli stakeholder, finanziari e non, sempre più orientati alle tematiche di sostenibilità e, pertanto, anche ai rating di sostenibilità delle aziende, indirizzano sempre più verso opportunità di financing verso prodotti verdi, in grado di raccogliere liquidità sul mercato dei capitali a tassi potenzialmente inferiori alle alternative.

Nella logica di condivisione del valore tra azienda e comunità, orientata alla ricerca di soluzioni a vantaggio di entrambe, l'engagement della comunità e delle singole persone assume un ruolo sempre maggiore. I principali megatrend sono quelli che si innestano sulla Agenda ONU al 2030, sui riferimenti teorici e sulle esperienze di successo di approcci basati sul valore condiviso e sulle nuove opportunità di business.

Le nuove linee di sviluppo continueranno a non poter prescindere da un pieno sfruttamento dei dati (intesi come un vero e proprio asset aziendale) e da una maggiore attenzione alla cybersicurezza, per proteggere l'impresa e i suoi dati. La velocità del cambiamento rende fondamentale definire piani di formazione che permettano alla popolazione aziendale di gestire al meglio il cambiamento (in primis quello digitale), anche – ove serva – nel quadro di una formazione che, benché parcellizzata, sappia darsi la necessaria continuità (autosviluppo).

Tecnologico e del capitale umano

L'evoluzione tecnologica digitale comporta una continua accelerazione di alcuni principali trend dell'Ict e, oltre a superare i paradigmi dei contesti economici e sociali con velocità crescente, altera interi segmenti di mercato e le modalità di relazione sociale. Il potenziamento di Intelligenza artificiale, automazione, Robotic Process Automation, raccolta e gestione dei dati (Internet of Things, data governance e data analytics), cybersecurity e, infine, piattaforme in cloud favorisce l'incremento di dati prodotti e la rapidità di disponibilità degli stessi, generando ulteriori opportunità per le aziende. L'Internet of Things e l'interazione digitale delle persone (esemplificata dall'automazione delle relazioni più standardizzabili con i clienti mediante chatbot) rendono disponibile un flusso continuo e crescente di dati, che consente non soltanto diagnosi tempestive delle diverse situazioni (real time analytics), ma

anche una definizione più puntuale delle decisioni e delle azioni da intraprendere, spesso con il supporto dell'Intelligenza artificiale. In questa direzione, la Commissione UE ha definito il percorso per uno sviluppo etico del digitale in Europa, con target chiari al 2030 a beneficio di cittadini e imprese, quali ad esempio: l'80% della popolazione adulta con competenze digitali di base, il 75% delle imprese che favoriscono l'utilizzo di servizi di cloud computing, big data e Intelligenza artificiale, più del 90% delle piccole medie imprese con un livello di base di intensità digitale, il 100% di servizi pubblici digitali disponibili online e il 100% delle famiglie con connettività gigabit e zone abitate coperte dal 5G. L'Italia, pur scontando un ritardo rispetto agli altri paesi europei sulla digitalizzazione, mostra un deciso miglioramento rispetto al passato. Lo smart working è una consolidata modalità di lavoro per il 75% delle grandi aziende del settore pubblico e per il 58% delle piccole e medie imprese. Sono in essere 13,5 milioni di identità Spid per gestire le comunicazioni da e verso le pubbliche amministrazioni. L'Italia si classifica inoltre come terzo Paese per la preparazione al 5G. Gli investimenti in telecomunicazioni, reti, software, automazione e altre infrastrutture tecnologiche, propedeutici al raggiungimento dei target europei, devono essere accompagnati dalla diffusione di una cultura e di una formazione che abilitino alle nuove tecnologie, che devono a loro volta essere orientate verso l'economia sostenibile e circolare, oltre a essere incardinate a digitalizzazione e Intelligenza artificiale. Il Pnrr intende indirizzare, tramite il 22% dei fondi a disposizione, un'accelerazione digitale importante sul territorio nazionale, quale leva per dare un impulso decisivo alla competitività del Paese. Le diverse iniziative mirano a favorire la migrazione al cloud, la piena interoperabilità tra i dati delle amministrazioni, il miglioramento dei servizi digitali offerti ai cittadini, il rafforzamento delle difese di cybersecurity, l'arricchimento delle competenze digitali. Ciò sarà possibile anche grazie agli incentivi fiscali per la trasformazione digitale (industria 4.0), ai contributi per investimenti per produzioni di avanguardia tecnologica, alla copertura di tutto il territorio con reti in banda ultralarga e all'avvio di una riforma del sistema relativo alla proprietà intellettuale. In virtù del loro rapporto con la Pubblica amministrazione e con le Pmi, le utility ricoprirono un importante ruolo di supporto alla trasformazione digitale, tramite in particolare modo servizi digitali per l'ottimizzazione della resa dei processi produttivi, ma anche attraverso i sensori installati per la raccolta e l'analisi dati, senza dimenticare i macchinari connessi per lo svolgimento automatico di mansioni e la manutenzione predittiva. Ne sono un esempio le diverse applicazioni nei business di riferimento, quali le soluzioni di energy management guidate dai dati, grazie agli impianti e dispositivi connessi e dotati di sensoristica intelligente all'interno degli edifici pubblici, oppure i sensori e i dispositivi intelligenti distribuiti sul territorio, coordinati e integrati da piattaforme digitali che ne rielaborano i big data generati per la pianificazione delle risorse e l'ottimizzazione dei servizi. La diffusione capillare della tecnologia digitale investe tutti gli aspetti dell'operatività aziendale, estendendone i cambiamenti al punto da tradursi in ulteriori e nuovi servizi a valore aggiunto. L'aumento delle esigenze infrastrutturali, che continua a orientare la domanda di investimenti su connettività e strumenti di collaborazione a distanza, per le utility ha a oggetto le necessità di connessione e di sicurezza applicate allo smart working e altresì l'interazione multicanale con il cliente, senza dimenticare la gestione e la sensorizzazione delle infrastrutture sul territorio. Il processo di digitalizzazione, inoltre, viene alimentato dagli investimenti incrementali in -Intelligenza artificiale e iperautomazione, Internet of Things e Internet of Behaviors (IoB), cloud distribuito e 5G. L'operation technology (ot) o telegestione, che nel corso degli anni passati si era sviluppata come area di nicchia limitata all'efficacia impiantistica e poco attenta ad aspetti di sicurezza informatica, ha richiesto alle aziende un incremento di investimenti volti a ridurre la fragilità dei sistemi. Il 2021 ha confermato il trend crescente di attacchi di cybersecurity, sia in termini di numerosità che di gravità di impatto. In questo contesto risulta fondamentale continuare a mettere in campo tutte le competenze tecnologiche e le risorse disponibili per aumentare il livello di protezione e l'attenzione verso i rischi di cybersecurity, al fine di contrastare le minacce e minimizzare le possibili conseguenze. I clienti di ogni settore, sempre più inclini all'interazione mediante canali digitali, si attendono risposte in tempo reale e l'ininterrotta disponibilità del servizio, pertanto premiano i fornitori più propositivi in termini di attenzione ai comportamenti e ottimizzazione dei consumi, ma anche, in misura crescente, servizi aggiuntivi come smart house ed e-mobility.

Le piattaforme in cloud hanno reso disponibile connettività ad alta performance e consentito la realizzazione di importanti economie di scala infrastrutturali per uno sviluppo esponenziale della tecnologia, ottimizzando al massimo l'impiego del tempo. La disponibilità di potenze di elaborazione, inoltre, guida la diffusione di applicazioni di Intelligenza artificiale e Robotic Process Automation con integrata Intelligenza artificiale (Irpa), utili per assumere le decisioni di volta in volta più adeguate sulle azioni da compiere. L'identificazione e la formalizzazione di processi operativi che coniugano attività umane e attività automatizzate, bilanciandole in funzione del valore aggiunto al processo, si confermano quindi uno dei temi su cui tutte le organizzazioni dovranno porre particolare attenzione, non soltanto in termini di disegno organizzativo, ma anche dal punto di vista della pratica formativa e del monitoraggio operativo.

Il valore aggiunto della forza lavoro resiliente

La valorizzazione della componente umana risulta altresì fondamentale per un equilibrio tra tecnologia e persone, focalizzando l'organizzazione delle risorse sulle attività a valore aggiunto, secondo uno schema di integrazione intelligente, che non si limita al mero efficientamento dei costi e alle logiche esclusivamente sostitutive, inscrivendosi piuttosto nel più ampio orizzonte della Just Transition traguardata dall'Unione Europea. L'attuale momento storico e l'emergenza sanitaria hanno enfatizzato la necessità di indirizzare le priorità verso cui orientare la cultura aziendale, gli stili e i modelli di leadership. La forte accelerazione della trasformazione digitale e la progressiva alfabetizzazione tecnologica delle persone confermano la necessità di un approccio sempre più sensibile agli aspetti relazionali. A fronte del consolidamento del remote working, pertanto, la capacità delle imprese di sviluppare comunità distintive e inclusive sarà un fattore critico di successo e il suo consolidamento ridurrà il rischio di indebolimento del capitale relazionale derivante da un utilizzo non consapevole del lavoro a distanza. La digital workplace transformation e l'interconnessione su un'unica piattaforma permettono di interagire, condividere informazioni e guadagnare conoscenze e competenze. Alcune ricerche del World Economic Forum in ambito energy e utility, tuttavia, evidenziano che una quota pari all'11,8% di lavoratori risulta essere a rischio ricollocamento, con un tasso di reimpiego di successo pari solo al 51%. I ruoli emergenti su cui indirizzare gli investimenti formativi dipenderanno da competenze legate alla trasformazione digitale, alla transizione energetica (con focus su decarbonizzazione ed energie rinnovabili), alla transizione ambientale (con focus su economia circolare, climate change e green finance) e, non ultimi, al problem solving e al self management, dunque nel segno di un'accresciuta importanza delle cosiddette soft skills. La capacità tecnologica di acquisire ingenti moli di dati rende ulteriormente importante investire sulla capacità umana di leggerli e renderli "parlanti", affinché possano generare il valore atteso. Al tempo stesso, mentre l'adozione sempre più pervasiva di strumenti per la collaborazione a distanza ha creato un cambiamento del modo di lavorare e di misurare le performance, la capacità di offrire un ambiente che risulti connesso anche in termini di relazioni umane diventa, proprio per questo, ricercata e apprezzata. La diffusione della capacità di performance management, necessaria per assicurare il raggiungimento degli obiettivi in un contesto in cui il fattore tempo di lavoro acquisisce sempre minore importanza rispetto al risultato, si è rivelata dirimente. L'employer branding, inoltre, sarà determinante per attrarre e mantenere ingaggiati i talenti; l'engagement e l'inclusione, interconnessi tra loro dall'idea che ogni persona deve essere valorizzata e incoraggiata ad esprimere il proprio potenziale, sono fondamentali per la massimizzazione della performance.

Al fine di generare valore per le persone, appare sempre più necessaria un'evoluzione verso una data governance strutturata e verso lo sviluppo di comportamenti sostenibili e orientati alla circolarità. Abilitare esperienze e percorsi di formazione e sviluppo sempre più determinati da logiche di responsabilizzazione individuale e collettiva consentirà di affrontare scenari futuri mutevoli e non sempre prevedibili. Modelli organizzativi flessibili per aumentare l'agilità e la resilienza, azioni di responsabilizzazione individuale, accompagnate dal ripensamento delle modalità di lavoro, dalla reinterpretazione di spazio e tempo, e dal benessere delle persone, sono pertanto driver per la valorizzazione del capitale umano e, così facendo, verso l'incremento della produttività. A tale proposito, la creazione di contesti equi e inclusivi è imprescindibile per la comunità finanziaria responsabile e l'impegno per la promozione di politiche di inclusione e tutela della diversità devono tradursi sempre di più in una lotta contro la discriminazione sul luogo di lavoro.

L'approccio strategico e le politiche di gestione 1.01.02

L'analisi di scenario è una metodologia per la definizione di input utili ai piani strategici per incrementare l'efficacia del modello di business nel tempo.

Questo tipo di analisi consiste in un processo volto a testare la resilienza della strategia sotto diverse assunzioni che descrivono possibili stati futuri. Per il Gruppo Hera è fondamentale analizzare il potenziale impatto, positivo o negativo, di diversi scenari economico-finanziari, di business, normativi, competitivi, ambientali, tecnologici e del capitale umano che siano differenti tra loro, ma ugualmente plausibili e internamente coerenti.

Lo studio degli scenari è stato declinato anche con riferimento ai cambiamenti climatici, al fine di comprendere come le opportunità e i rischi climatici fisici e di transizione possono plausibilmente condizionare il business e i relativi ambiti dello stesso nel tempo.

Lo schema di riferimento entro cui è stata sviluppata la strategia nei diversi ambiti di riferimento si compone di tre dimensioni:

  • ambientale, al fine di rispondere in modo concreto alle minacce legate al cambiamento climatico, attraverso la rigenerazione delle risorse e il potenziamento della resilienza degli asset gestiti, favorendo la transizione energetica e traguardando la neutralità di carbonio;
  • socio-economica, al fine di coniugare lo sviluppo dimensionale del Gruppo con la generazione di quote crescenti di valore condiviso, per incidere positivamente sul benessere e sulla prosperità di stakeholder e territorio servito;
  • innovazione, per alimentare l'evoluzione delle attività del Gruppo, grazie alle opportunità offerte dalle più avanzate tecnologie e dalla digitalizzazione, con l'obiettivo di accrescere efficienza e qualità e dei servizi erogati, moltiplicando le occasioni per l'engagement degli stakeholder e accelerando la diffusione di comportamenti e competenze capaci di rispondere alle sfide di un contesto in continua evoluzione.

Ambito macroeconomico e finanziario

La struttura di debito verso cui è orientato il Gruppo Hera è funzionale alle esigenze di business, non soltanto per quanto riguarda la durata dei finanziamenti, ma anche per l'esposizione ai tassi di interesse; la strategia finanziaria, a sua volta, è adeguata al rischio e orientata a massimizzare il profilo di rendimento pur mantenendo una strategia prudenziale verso il rischio.

Lo scenario di piano prevede un incremento della componente a tasso variabile di breve termine e a tasso fisso sul lungo termine; in questo senso mostra che la struttura finanziaria del Gruppo raggiungerà il 72% di indebitamento a tasso fisso nel 2025, rispettando i limiti della policy sui rischi finanziari. Tali proiezioni si inseriscono nel quadro di un'attenta programmazione a lungo termine delle risorse finanziarie necessarie, che Hera effettua tramite l'analisi e il monitoraggio dei flussi di cassa,

prestando attenzione anche alla struttura dell'indebitamento. Il costo medio del debito, in particolare, è costantemente efficientato, sia attraverso attività di financial risk management, che contemplano anche il ricorso a strumenti derivati, sia grazie a valutazioni di operazioni di liability management volte a cogliere opportunità di mercato favorevoli. In arco piano, il costo medio del debito è proiettato in riduzione di circa lo 0,3%. Nell'arco del quinquennio non sono previsti significativi importi in scadenza, a garanzia della tenuta del costo medio del debito anche in scenari maggiormente volatili. Nella stessa direzione, il piano conferma la volontà di far fronte al fabbisogno finanziario tramite emissioni obbligazionarie a tasso fisso, anche di tipo green e/o sustainable, al fine di rispondere con ulteriori incrementi di efficienza alle necessità di investimento del Gruppo e garantire così la realizzazione di progetti innovativi e sostenibili nei settori ambientale, idrico ed energetico. In coerenza con quanto esposto, nel mese di ottobre 2021 Hera ha lanciato il suo primo Sustainability-linked bond del valore di 500 milioni di euro, come parte della strategia di funding della società e rappresentando ancora una volta l'impegno di Hera per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda ONU 2030. ll Sustainability-linked bond è legato alle azioni inserite nel piano industriale relative a progetti per la riduzione delle emissioni di gas serra e l'aumento dei quantitativi di plastica riciclata. Il prestito obbligazionario ha riscontrato grande interesse da parte degli investitori internazionali, che hanno effettuato sottoscrizioni per circa quattro volte superiori all'offerta. Il nuovo bond crea valore sia da un punto di vista economico finanziario, attraverso la riduzione degli oneri finanziari e l'allungamento delle scadenze del debito, sia da un punto di vista di immagine perché diffonde nel mercato un concreto segnale di impegno ambientale, ancorando il rendimento del bond al raggiungimento degli obiettivi.

La maggior parte del business del Gruppo è concentrato sul territorio nazionale, pertanto il rating dello stesso è strettamente connesso al rating, al trend macroeconomico e allo scenario politico del paese. Le azioni e le strategie di Hera si confermano orientate a prefigurare il mantenimento e il miglioramento di adeguati livelli di rating; la consueta attività di comunicazione con le agenzie di rating Moody's e Standard & Poor's (S&P) ha confermato riscontri positivi in termini di solidità e ottimo equilibrio del portafoglio di business, nonché in termini di eccellenti performance operative, gestione efficiente e Il merito creditizio

Rendicontazione finanziaria sostenibile

In arco piano, la continua adozione delle best practice di rendicontazione finanziaria sostenibile supporterà il Green financing e i rating del Gruppo. Hera è già impegnata da tempo nel green funding: la multiutility è stata infatti la prima società italiana a emettere un green bond nel 2014, cui ha fatto seguire un finanziamento Esg linked nel 2018, per poi dotarsi, nel 2019, di un vero e proprio Green financing framework (Gff), accompagnato da un'ulteriore emissione obbligazionaria di tipo green. L'atteso e ulteriore miglioramento dei rating di sostenibilità, a sua volta, permetterà di accedere ancora più facilmente alle linee dedicate ai finanziamenti sostenibili, caratterizzati da costi potenzialmente inferiori a quelli delle linee di credito tradizionali. In coerenza con tali indirizzi, è poi in corso il recepimento (da parte del Gruppo) delle raccomandazioni della Task force on climate-related financial disclosures (TCFD) del financial stability board, che prevedono la definizione di scenari climatici, rischi e opportunità legate al cambiamento climatico, così come dei processi di gestione di tali rischi, nonché la definizione di target di riduzione delle emissioni climalteranti.

proattiva del rischio e resilienti indicatori di merito creditizio. Nel 2021, in particolare, il rating di Moody's è stato confermato a BAA2 con outlook stabile, mentre l'Agenzia di Rating S&P ha ulteriormente migliorato il rating a BBB+ con outlook stabile. Tali riconoscimenti riflettono il percorso di crescita attuato nel corso degli anni e i risultati superiori alle aspettative ottenuti dal Gruppo nel 2020. Il rating ottenuto è fra i più alti del settore delle multiutility a livello europeo e superiore al rating sovrano.

In questo contesto, l'ingresso nel Dow Jones Sustainability Index (DJSI), primo indice in grado di tracciare le performance finanziarie delle società leader a livello mondiale in tema di sostenibilità, attesta la bontà e la credibilità del percorso intrapreso dal Gruppo Hera, schiudendo ulteriori sviluppi. Riconoscimenti di questo tipo, infatti, fungono anche e soprattutto da stimolo e consentono a Hera di individuare le aree da sviluppare per un ulteriore miglioramento delle proprie performance e, insieme, per includere nella platea degli investitori anche i soggetti impegnati nel socially responsable investing (Sri), segmento, come detto, in grande e continua espansione.

Ambito di business: la strategia industriale

A gennaio 2022 è stato presentato il nuovo piano industriale 2021-2025 del Gruppo, il quale definisce per i prossimi anni una strategia in grado di alimentare una crescita economica, industriale e sempre attenta alla sostenibilità, in coerenza con le policy europee, nazionali e con gli obiettivi dell'Agenda ONU al 2030. Lo schema di riferimento adottato conferma l'impostazione strategica precedente, ponendo ancora maggiore attenzione alla sua implementazione. Tutti i progetti sottostanti il piano industriale sono stati declinati puntualmente in modo tale da rispondere a tre dimensioni, in particolare:

  • Clima e Ambiente: comprende tutte le iniziative che indirizzano la transizione energetica, la promozione dell'economia circolare e la resilienza delle attività e dei servizi;
  • Economia e Società: vi rientrano tutti quei progetti che verranno implementati per promuovere il benessere e la prosperità dell'ecosistema territoriale del Gruppo;
  • Innovazione e Competenze: è l'area che supporta in modo trasversale lo sviluppo dei business, offrendo soluzioni tecnologiche e digitali, e le iniziative a favore dei dipendenti chiamati ad accrescere le proprie capacità in modo coerente e tempestivo rispetto ai processi di digitalizzazione.

Con riferimento ai business a libero mercato, la strategia del Gruppo si concentra in particolare sulle dimensioni dello sviluppo industriale e commerciale, in chiave di decarbonizzazione e di contributo all'economia circolare.

Nei business a mercato del settore energia, il Gruppo punta a consolidare il proprio posizionamento a livello nazionale ampliando la base clienti, fino a raggiungere un target di 4,5 milioni di clienti energy al 2025. In coerenza con lo scenario climatico transizionale che prevede una crescente elettrificazione dei consumi, il Gruppo si è posto l'obiettivo di aumentare la propria base clienti soprattutto nel segmento elettrico, con una crescita di oltre 1 milione di clienti, mantenendola sostanzialmente stabile nel segmento gas. Sulla base delle pianificazioni effettuate, nel 2025 la base clienti relativa all'energia elettrica supererà la base clienti relativa al gas. Tale traguardo sarà perseguito attraverso la crescita commerciale da una parte, e le opportunità derivanti dalla liberalizzazione del mercato di maggior tutela elettrica dall'altra, di cui il Gruppo conta di conquistare una porzione di clienti coerente con la propria quota di mercato. Con riferimento alla crescita commerciale, Heracomm amplierà nei prossimi anni la gamma di Servizi a valore aggiunto (Vas), rafforzando le soluzioni per la riduzione degli sprechi e le proposte per tutelare l'ambiente e risparmiare sui consumi, come la generazione fotovoltaica e la mobilità elettrica e realizzando pertanto importanti sinergie commerciali. Al fine di potenziare la comunicazione tra il fornitore e il cliente e stimolare l'engagement di quest'ultimo verso comportamenti sostenibili, verranno realizzate iniziative orientate alla customer experience, con attenzione agli aspetti economici e di evoluzione digitale, attraverso dedicati programmi di green loyalty. Nei prossimi anni Hera indirizzerà la transizione energetica dei propri clienti anche continuando a valorizzare le opportunità offerte dal superbonus per i condomini, la cui efficacia è stata recentemente prolungata a tutto il 2025, se pur con una rimodulazione delle aliquote e dei soggetti interessati. Rimane infine confermato l'interesse da parte del Gruppo nella partecipazione alle gare nei mercati di ultima istanza, con l'obiettivo di riconfermarsi quale player di riferimento nel panorama nazionale.

Per quanto concerne il business del trattamento e recupero dei rifiuti, il Gruppo Hera intende consolidare la propria posizione di leadership facendo leva sullo sviluppo impiantistico e industriale in ottica di economia circolare, nonché sullo sviluppo commerciale nei settori dei rifiuti industriali e del recupero. In quest'ultimo ambito Hera estenderà la capacità degli impianti dedicati al trattamento delle plastiche flessibili (PET e LDPE), e valorizzerà le partnership strette con importanti operatori del

settore, entrando nel segmento delle plastiche rigide, con la realizzazione di un impianto innovativo per la produzione di polimeri riciclati di alta qualità. Sul fronte dello sviluppo industriale in ottica sostenibile il Gruppo prevede di realizzare anche due nuovi impianti di produzione di biometano, replicando il successo conseguito con l'impianto di Sant'Agata Bolognese, per arrivare a raddoppiare la produzione di biometano al 2025 rispetto ai livelli attuali. Sul versante dello sviluppo commerciale verranno rafforzate le soluzioni di Global Waste Management offerte ai clienti industriali, con servizi personalizzati che coprono l'intero ciclo dei rifiuti, la gestione della risorsa idrica e i servizi energetici, andando a valorizzare appieno le sinergie tra i diversi business presidiati dalla multiutility. Il continuo impegno nel raggiungimento di target di sostenibilità trova ulteriore conferma nell'obiettivo di riduzione nell'utilizzo delle discariche per rifiuti urbani al di sotto del 3%. Questo consentirà prospetticamente di mitigare i rischi fisici di questa filiera correlati al cambiamento climatico, per il cui approfondimento si rimanda al capitolo 1.02 "Fattori di rischio: attori, metodologia e ambito di gestione".

Business regolati

Per quanto riguarda i business regolati, gli assi di sviluppo dei prossimi anni verteranno sul potenziamento della resilienza adattiva e reattiva ai cambiamenti climatici e della asset readiness delle infrastrutture, in termini di ammodernamento, evoluzione digitale, ridondanza e predisposizione per la distribuzione di gas verdi, e sulla riconferma di Hera quale gestore di riferimento nei servizi della distribuzione gas e igiene urbana nei territori attualmente presidiati che si prevede andranno a gara in arco piano.

Nella distribuzione gas ed elettrica, in chiave di prevenzione e mitigazione dei rischi esogeni e a favore del potenziamento e di una maggiore digitalizzazione delle infrastrutture, sono state stanziate risorse in aumento rispetto alla precedente pianificazione. Tra i titoli progettuali più rilevanti in arco piano, rientra il piano di installazione di contatori sempre più evoluti, che oltre a consentire una misurazione più puntuale dei consumi, offriranno alle società di vendita l'opportunità di valorizzare le numerose informazioni relative alle utenze. Nell'ambito della distribuzione gas si prevede l'installazione di 300 mila NexMeter, contatori intelligenti sviluppati da Hera con Panasonic, che permettono di ottenere benefici in termini di sicurezza operativa e tutela ambientale, grazie alla riduzione delle dispersioni di gas in atmosfera. Di questi ne è già stata sviluppata una versione green predisposta per la misurazione dei green gas, in particolare per la miscela di gas metano e idrogeno, e le cui componenti sono realizzate con percentuali significative di plastica riciclata. In relazione alla distribuzione elettrica è in programma la sostituzione completa dei vecchi contatori installati in tutti i territori gestiti dal Gruppo con dispositivi di nuova generazione (2G).

A piano industriale è previsto inoltre l'avvio dell'impianto Power-to-gas, realizzato presso il depuratore Idar di Bologna Corticella, che consentirà di valorizzare le sinergie su diversi business presidiati dal Gruppo (non solo gas ed energia elettrica, ma anche ciclo idrico), e al contempo di avviare le sperimentazioni per la produzione e distribuzione di idrogeno o altri gas verdi.

Nel ciclo idrico proseguiranno gli interventi per rendere le reti più resilienti ai cambiamenti climatici, più intelligenti in termini di automazione e monitoraggio da remoto degli asset e più efficienti nella gestione della risorsa idrica. Coerentemente a questi obiettivi verranno potenziate le dorsali appenniniche, saranno implementati modelli predittivi in grado di anticipare gli approvvigionamenti in caso di rischio siccità prolungata e verrà potenziata la manutenzione predittiva in ottica di rinnovo selettivo della rete. Continua altresì l'attenzione del Gruppo anche nella fase di depurazione a beneficio dell'economia

circolare, che è da sempre un obiettivo importante per il Gruppo e sarà ulteriormente perseguito in arco piano. L'estensione dei programmi per il riutilizzo della risorsa idrica in agricoltura agli altri impianti dei territori gestiti permetterà di incrementare l'attuale volume di acque reflue avviate a riuso, fino a raggiungere l'8,5% sul totale riutilizzabile al 2025.

Anche al teleriscaldamento saranno destinati investimenti incrementali rispetto al piano precedente a beneficio della business continuity e dell'evoluzione smart delle infrastrutture. Il progetto di interconnessione fisica di due sistemi di teleriscaldamento a Bologna sarà l'iniziativa più rilevante del business nel prossimo quinquennio e consentirà di ottimizzare la capacità impiantistica fornendo al contempo benefici importanti in termini riduzione delle emissioni di CO2.

Nel business dell'igiene urbana, infine, si conferma l'impegno del Gruppo per raggiungere gli obiettivi di riciclo, concentrando l'impegno sul miglioramento della qualità della raccolta differenziata. A tal fine verranno avviate nuove campagne di comunicazione e azioni di engagement dei cittadini, con particolare attenzione verso le plastiche monouso e gli imballaggi, nonché alla lotta agli abbandoni e al degrado. A sostegno dei comportamenti virtuosi dei cittadini verranno messi a disposizione 62 mila cassonetti Smarty (informatizzati), che interesseranno oltre la metà dell'attuale dotazione impiantistica, i quali potranno essere monitorati da remoto e in tempo reale (control room) al fine di migliorare il servizio e ottimizzare gli interventi degli operatori.

Il percorso di crescita tracciato dalla strategia fin qui descritta consentirà al Gruppo di traguardare i 1.400 milioni di euro di margine operativo lordo (Mol) al 2025, in aumento di 277 milioni di euro rispetto al consuntivo 2020, grazie al contributo sia della crescita organica sia di quella per linee esterne. Un volume di investimenti per oltre 3,8 miliardi di euro stanziati in arco piano sarà alla base dell'evoluzione della marginalità e della realizzazione dei progetti previsti nei prossimi anni, in significativo aumento sia rispetto alla media degli ultimi cinque anni (+59%) che al montante previsto nella precedente pianificazione (+20%). Di tali investimenti circa 1,2 miliardi saranno destinati alla resilienza degli impianti, in ottica di adattamento dei rischi climatici individuati, come ad esempio il rafforzamento della rete di distribuzione elettrica, lo sviluppo di interconnessioni delle reti idriche e delle reti gas. Nonostante il rilevante impegno finanziario il rapporto tra debiti finanziari netti e Mol si manterrà costantemente al di sotto della soglia limite del 3x, grazie alla sostenuta generazione di cassa, nonché all'ottimizzazione della gestione finanziaria e fiscale.

Il Gruppo conferma anche in questo piano industriale la coerenza della propria strategia con le più recenti e ambiziose policy europee, nonché con le raccomandazioni dell'Agenda ONU. Al 2025 il 55% del Mol complessivo di Gruppo contribuirà alla creazione di valore condiviso, alimentato da circa 2,5 miliardi di euro di investimenti in arco piano (pari al 66% sul totale). Da quest'anno è stato fissato anche l'obiettivo al 2030, con un target pari al 70% del Mol totale, in coerenza con la dinamica di crescita registrata negli anni. Prosegue altresì il percorso di Hera verso i target industriali al 2030 fissati e comunicati al mercato un anno fa. Il piano al 2025 conferma, infatti, la convergenza della traiettoria verso gli obiettivi al 2030, su neutralità carbonica, economia circolare e valore condiviso.

La strategia di Hera è stata da sempre fondata su uno stretto rapporto con il territorio e con il proprio ecosistema. L'evoluzione del contesto nelle dimensioni economica, politica, locale e tecnologica, si riverbera sulle attività trasversali del Gruppo e sulle direttrici che caratterizzeranno l'evoluzione delle

Riferimenti numerici del Gruppo

stesse, stimolandone una sempre maggiore resilienza e accelerando l'evoluzione della cultura aziendale. "Growth", in particolare, rappresenta la sintesi della strategia del Gruppo ed è declinata in

Growth

diversi ambiti di azione: il percorso di crescita economica e di sostenibilità per la transizione verde;

  • la resilienza confermata e rafforzata tramite l'evoluzione del modello di enterprise risk management;
  • l'incremento della rigenerazione, con riferimento al quale si annovera il progetto per il riuso del suolo e dei materiali di demolizione;
  • lo sviluppo dei green gas, opportunità che consente di sfruttare sinergie tra diversi business presidiati;
  • lo sviluppo dei laboratori verso il mercato esterno sfruttando l'esperienza e il know how maturati;
  • gli strumenti di ascolto e dialogo col territorio di riferimento, ritenuti fondamentali per il benessere, e finalizzati a consolidare il rapporto con gli stakeholder e generare l'engagement necessario al successo delle iniziative;
  • l'aggiornamento del framework del valore condiviso sulla base delle evoluzioni della Tassonomia Ue per la finanza sostenibile;
  • la valorizzazione dell'enorme quantità di dati disponibili e il loro utilizzo in progetti di Intelligenza artificiale;
  • il potenziamento degli strumenti di monitoraggio della cyber sicurezza;

Si rimanda ai paragrafi seguenti per maggiori dettagli circa le azioni strategiche sopracitate e per l'attenzione al capitale umano implicata da ognuna di esse.

Climatico e ambientale: lo sviluppo sostenibile

Framework del valore condiviso

Green

Il framework del valore condiviso Hera, introdotto nel 2016, ha orientato la strategia del Gruppo verso una crescita basata sulle risposte ai problemi del contesto esterno, capace di massimizzare il valore condiviso, sia per l'azienda sia per la comunità. Creare valore condiviso è la prospettiva che integra l'orientamento alla sostenibilità nel cuore stesso dell'approccio strategico del Gruppo.

Nella revisione 2020 del modello sono stati inclusi i temi della resilienza e dell'adattamento ai cambiamenti climatici, quello dell'acqua potabile (incluso all'interno dell'ambito che riguarda la gestione sostenibile della risorsa idrica, insieme alla depurazione già presente) e quello della biodiversità, fronti su cui il Gruppo è di fatto impegnato da anni, che vanno a integrare le altre dimensioni in cui si articola il framework Hera (come l'economia circolare e la gestione sostenibile della risorsa idrica). L'obiettivo del Gruppo è quello di creare valore condiviso tramite le attività di business fortemente integrate nel tessuto socio-economico del territorio, che generano margini operativi e che rispondono ai driver

Si rimanda al sito web del Gruppo (www.gruppohera.it/gruppo/sostenibilità) e al bilancio di sostenibilità (sezione Strategia sostenibile e Valore condiviso) per il maggior dettaglio delle azioni che il Gruppo intende promuovere contribuendo in senso ampio ai 169 target ovvero ai 17 Goal dell'Agenda ONU 2030. Si segnala, inoltre, che il Gruppo si è posto chiari obiettivi industriali sia al 2025 che al 2030 per portare un significativo contributo al raggiungimento della neutralità carbonica. Tra i principali contributi si annoverano le soluzioni di efficienza energetica applicate sia al perimetro del Gruppo che ai clienti

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dell'Agenda Globale, ossia quelle call to action al cambiamento, indicate dalle politiche a livello mondiale, europeo, nazionale e locale. Il 2021 ha confermato la bontà delle iniziative già avviate dall'Agenda Globale ONU al 2030 per rispondere ai megatrend in essere: pianeta fragile, disruption tecnologica e urbanizzazione accelerata sono stati considerati i più strettamente legati al business di Hera e con un impatto diretto sulle attività aziendali. Il contributo di Hera è preponderante in sette sustainable development goals dell'Agenda 2030: 6. acqua pulita e servizi igienico-sanitari, 7. energia pulita e accessibile, 9. imprese, innovazione e infrastrutture, 11. città e comunità sostenibili, 12. consumo e produzione responsabili 13. lotta contro il cambiamento climatico e 17. partnership per gli obiettivi.

(valorizzando asset multibusiness), lo sviluppo di nuova impiantistica rinnovabile, la vendita ai clienti di energia verde e il forte impegno a ridurre le emissioni di anidride carbonica della filiera industriale del 37% entro il 2030 (rispetto al 2019) calcolata secondo i riferimenti Science Based Target.

Al fine di diffondere tra l'intera popolazione del Gruppo una cultura legata agli SDGs, sono stati resi disponibili sulla piattaforma formativa aziendale eventi formativi dedicati, in particolare all'economia circolare; l'agenda ONU, inoltre, rientra nella formazione per tutti i neoassunti. Tra le principali azioni si annoverano quelle orientate alla promozione dell'efficienza energetica, alla gestione sostenibile della risorsa idrica, alla selezione di fornitori con qualificazione in termini di aspetti di sostenibilità ambientale e sociale, allo sviluppo dell'occupazione e delle nuove competenze e alla diffusione dell'innovazione e della digitalizzazione. Per far sì che i principi del Green Deal, declinati operativamente nel piano di azione di economia circolare e nel Next Generation EU, diventino sempre più elementi di consapevolezza per tutte le persone del Gruppo, è programmata l'erogazione di percorsi formativi specifici, che prevedono la valorizzazione delle competenze interne per sviluppare progetti coerenti con il framework SDGs. La consapevolezza della rilevanza del fenomeno di cambiamento climatico è ritenuta dal Gruppo il primo necessario passo verso l'incorporazione nella strategia aziendale di puntuali risposte ai rischi e alle opportunità che ne derivano, e al conseguente riflesso degli effetti di tali risposte nella redazione dei piani pluriennali.

Tra le iniziative individuate per cogliere le opportunità definite attraverso l'analisi degli scenari climatici ipotizzati, le più promettenti sono state incluse nel piano industriale al 2025, che riflette altresì le azioni di mitigazione identificate in risposta ai rischi individuati. In particolare la strategia del Gruppo per attuare la mitigazione dei cambiamenti climatici si concretizza principalmente in:

  • scelta di energia elettrica rinnovabile per alimentare le proprie attività e per la vendita ai clienti;
  • incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili (in particolare geotermia e biometano, in relazione al quale, con riferimento all'impianto di Sant'Agata Bolognese, si sono registrate performace superiori alle aspettative);
  • offerta di soluzioni per la riduzione dell'impronta di carbonio dei clienti in tutti i segmenti (famiglie, condomini, imprese e Pubblica amministrazione, ad esempio tramite la fissazione di obiettivi commerciali in arco piano che mirano a coinvolgere i clienti in interventi di sostituzione caldaie con forte impatto ambientale);
  • iniziative e progetti per la riduzione dell'impronta di carbonio, come l'avvio di studi di fattibilità tecnologica e normativa per produrre l'idrogeno verde mediante elettrolisi dell'acqua, utilizzando la quota di energia rinnovabile generata dai Wte, o il collegamento dei due sistemi di teleriscaldamento nel territorio del comune di Bologna ad oggi distinti, dal quale emergerà un'unica rete di teleriscaldamento più resiliente, più efficiente e dalla migliore saturazione;
  • promozione e attuazione dei principi dell'economia circolare (meglio declinati nel proseguo);
  • realizzazione di progetti e iniziative di innovazione tecnologica per una più alta sostenibilità ambientale delle attività.

Anche l'approccio all'economia circolare del Gruppo, guida specifici progetti delle diverse filiere. A titolo esemplificativo, le fasi di progettazione ed esecuzione delle opere di ingegneria mostrano una progressiva attenzione alle tematiche della sostenibilità, della riduzione dell'impronta ambientale e della minimizzazione dell'impiego di suolo vergine. La tecnologia building information modeling (Bim), che rende possibili analisi materiche (anche al momento di demolizione degli impianti), prevede la massimizzazione del riciclo e riutilizzo ed estende l'approccio circolare anche nel fine-vita dell'opera. Lo sviluppo delle attività di riciclo della plastica e l'incremento della produzione di biometano, previsti in arco piano, sono sempre più orientati a dare nuovo valore alla frazione organica del rifiuto solido urbano. Le logiche della circolarità coinvolgono, inoltre, i principali processi di acquisto del Gruppo: l'approccio strategico di Hera prevede sempre maggiore attenzione a materiali o beni che rispondono ai principi dell'economia circolare ed estende l'adozione di criteri ambientali minimi (Cam) per la determinazione delle caratteristiche merceologiche, non solo alle componenti per gli allacciamenti acquedottistici bensì ad altri elementi standard delle reti quali riduttori gas, acqua e sollevamenti fognari. Il Gruppo conferma il proprio impegno nell'adozione e diffusione di soluzioni di economia circolare con obiettivi industriali di medio e lungo termine e progettualità basate su scadenze definite, tramite soluzioni tecnologiche e comportamentali per migliorare volumi e qualità della raccolta differenziata, nuova capacità impiantistica per il trattamento, recupero e riciclo dei rifiuti urbani speciali, (anche attraverso partnership sul territorio locale) e infine tecnologia per massimizzare il riuso della risorsa idrica e per impiantistica evoluta per la qualità della depurazione. Gli interventi volti a incrementare la resilienza delle attività del Gruppo prevedono altresì l'installazione di accessori e

Economia circolare e territorio

Regenaration & resilience

sensoristica telecontrollati in tutte le reti (per garantire monitoraggio e gestione da remoto), l'installazione di contatori intelligenti per ogni business, piuttosto che l'implementazione di strumenti di programmazione e modellazione basati sull'intelligenza artificiale per anticipare eventi critici o ottimizzare la manutenzione. In arco piano, a titolo esemplificativo, sono programmati interventi di revamping e automazione delle cabine primarie di energia elettrica, oltre alla robottizzazione di circa 1.400 cabine secondarie ("piano resilienza appennino", che indirizzerà la resilienza in ottica di mitigazione dei rischi individuati nell'ambito della distribuzione di energia elettrica). Per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo successivo "Tecnologico e del capitale umano: l'innovazione".

A beneficio della diffusione dei modelli circolari verrà poi dedicata maggiore attenzione ai vari strumenti di engagement del cliente, in modo da utilizzare i diversi canali di comunicazione/diffusione in base alla vocazione dei diversi territori, nonché di migliorare e ampliare gli strumenti già esistenti ponendo attenzione alle diverse tipologie di clienti.

La campagna di sensibilizzazione e consapevolezza delle sfide ambientali, continuerà a coinvolgere anche i giovani alunni delle scuole (progetti di educazione ambientale), anche nelle declinazioni per la didattica a distanza pensate in ragione della congiuntura sanitaria, e verrà portata avanti attraverso i principali media a livello locale (press tour sui temi dell'ambiente).

Il contributo alla transizione energetica

Per supportare la transizione energetica cui è chiamata l'intera Società, il Gruppo Hera prevede azioni mirate a incrementare l'incidenza dell'efficienza energetica presso le diverse categorie di utenza, nonché a sfruttare ogni forma possibile di energia rinnovabile.

Le azioni per ridurre i consumi energetici all'interno del perimetro del Gruppo (-8% al 2025 rispetto al 2013) così come quelle condotte nei confronti di clienti industriali, clienti domestici e pubblica amministrazione proseguiranno pertanto con rinnovato slancio. Il quadro legislativo, mantenendo interessanti opportunità sul settore domestico, faciliterà gli interventi di rinnovamento degli edifici ritenuti necessari per una transizione energetica pienamente efficace. Similmente anche il patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione dovrà assistere a un progressivo efficientamento dei consumi di energia.

Il contributo alla decarbonizzazione

Gli asset del parco impiantistico del Gruppo presentano poi ulteriori potenzialità per cogliere opportunità legate allo sviluppo di nuovi vettori energetici rinnovabili, come l'idrogeno. Il Gruppo intende presidiare le diverse fasi della filiera idrogeno, e sta avviando progetti sperimentali in tale senso. Nella fase di produzione di idrogeno sostenibile una soluzione circolare è rappresentata dalle sinergie tra processo elettrolitico e processo di depurazione delle acque, con molteplici flussi circolari di materia tra le due attività (ossigeno come input per la depurazione e biogas da fanghi di depurazione come materia per la metanazione dell'idrogeno). Ancora, gli impianti Waste-to-Energy del Gruppo potranno destinare la quota di energia elettrica biogenica (considerata rinnovabile) all'alimentazione di elettrolizzatori in grado di ottenere idrogeno da destinare alla clientela industriale, alla mobilità o alla rete di distribuzione. Proprio con riferimento alla distribuzione del gas sono in corso sperimentazioni sugli asset del Gruppo per vagliare la percentuale di blending tra metano e idrogeno, ottimale per il funzionamento degli asset di cogenerazione e degli impianti per le utenze industriali e domestiche. Si segnala infine il progetto relativo all'installazione dei contatori NexMeter di ultima generazione, predisponibili per la misurazione di miscele idrogeno/metano, come dettagliato nei paragrafi precedenti.

Per Hera la necessità di garantire la qualità e la continuità dei servizi essenziali in un contesto così mutevole e soggetto a un incremento dei rischi climatici, rappresenta un costo, ma allo stesso tempo un'opportunità. Il necessario incremento degli investimenti per aumentare la resilienza dei propri asset pone il Gruppo, grazie alla sua solidità e capacità finanziaria, in una posizione di vantaggio rispetto ai concorrenti di minori dimensioni, che potrebbero presentare maggiori difficoltà nell'affrontare tale mole di investimenti.

La strategia verso l'innovazione verde

Il Gruppo, in altri termini, ambisce a sfruttare le opportunità offerte dall'evoluzione tecnologica e dalla digitalizzazione per estrarre innovazioni, miglioramenti operativi, efficienze di costo e sinergie collegate alla gestione di dati, così da rispondere alle esigenze del territorio e degli stakeholder, assumere un ruolo di rilievo nell'erogazione di servizi e accompagnare le città verso nuovi modelli di sviluppo, presidiando ogni upgrade tecnologico attraverso l'analisi dei suoi impatti e la mitigazione dei suoi effetti collaterali.

Tecnologico e del capitale umano: l'innovazione

Capofila delle evoluzioni tecnologiche sono i progressi dell'industria chimica e dell'ingegneria che interessano la filiera dell'ambiente (plastica in primis) o dell'energia (biocarburanti e biocombustibili) alla ricerca di soluzioni concrete che possono rivelarsi abilitanti nella sfida dell'adattamento al cambiamento climatico o nel contrasto al depauperamento del patrimonio di risorse naturali. Il Gruppo sfrutta strategicamente tali progressi al fine di individuare processi di riciclaggio delle plastiche complementari a quello meccanico e di rendere il processo efficace anche per le frazioni plastiche meno pure e meno pregiate. Gli stessi progressi consentono, ad esempio, di sperimentare soluzioni che utilizzano l'eccesso di energia elettrica rinnovabile (altrimenti inutilizzabile) per scindere la molecola dell'acqua in idrogeno e ossigeno e convertirla poi in gas metano sintetico con l'addizione di carbonio (da CO2).

Hera si è dotata di una strategia di Gruppo per sfruttare tutte le informazioni disponibili e per poter garantire qualità e scambio di flussi di dati. I principi che hanno guidato l'implementazione della strategia sono quelli di un approccio organizzativo per l'architettura dei dati, che si articola in quattro punti di indirizzo:

  • organizzare l'informazione per "domini";
  • sviluppare secondo una strategia di prodotto;
  • poggiare su una piattaforma tecnologica selfservice;
  • adottare un modello di governance federato.

Il modello di data strategy del Gruppo e le relative linee guida sono stati oggetto di percorsi di formazione dedicati alle singole unità aziendali, con lo scopo di diffondere il piano strategico su tutti i livelli. Al fine di aumentare la capacità di intercettare eventi anomali, le fonti dati utilizzate con la convergenza tra ambiente gestionale (applicativi) e industriale (impianti del Gruppo) devono essere continuamente estese. Le attività di vulnerability assessment su entrambi gli ambienti, finalizzate alla prevenzione di attacchi ai sistemi e agli impianti, sono fondamentali; a tal fine il modello prevede azioni e responsabilità distribuite e lo stesso sarà ulteriormente rafforzato in arco piano mediante progetti volti all'incremento della capacità di monitoraggio e all'evoluzione degli strumenti di prevenzione.

Il settore utility è frammentato e caratterizzato da forti gap tecnologici, la cui risoluzione risulta essere necessaria per adeguarsi alle nuove direttive europee. Al fine di consolidare il proprio ruolo nel settore delle utility italiane, Hera intende far leva sulle specializzazioni costruite nel tempo attraverso l'implementazione di nuovi metodi analitici e lo sviluppo di progetti di automazione e e digitalizzazione dei processi.. Nello specifico in arco piano sono previsti diversi interventi tra i quali: l'implementazione di ulteriori tipologie di preventivi parametrizzati da inviare ai clienti a seguito dell'inserimento della richiesta nei canali di front office, la realizzazione di uno sportello tecnico che filtri le richieste di preventivo prima del sopralluogo e assista il cliente, con l'obiettivo di ridurre l'uscita in campo dei tecnici, anche grazie a eventuali sopralluoghi virtuali o preventivi online. Nei prossimi anni, inoltre, è previsto il potenziamento del telecontrollo, che gestirà un perimetro di attività considerevolmente più ampio, offrendo una notevole capacità operativa. I processi di trasformazione digitale copriranno diversi ambiti aziendali, per cogliere al meglio le opportunità delle nuove tecnologie. Nei business di vendita (energia e gas), ad esempio, le attività di acquisizione clienti saranno supportate da strumenti avanzati di digital marketing, le infrastrutture tecnologiche dei processi di fatturazione saranno rinnovate per ottimizzare il processo meter to cash, le offerte sull'energia elettrica saranno proposte

digitale

La strategia

con scontistiche personalizzabili grazie alle funzionalità dei contatori di nuova generazione (2G) e, a potenziamento della customer centricity, sarà messa a regime una nuova piattaforma di customer relationship management. Nei business di distribuzione (reti acqua, gas, ed energia elettrica) e di raccolta (rifiuti) è pianificata l'implementazione di funzionalità evolute volte al miglioramento dell'efficacia del servizio, come ad esempio la manutenzione predittiva, la condivisione dell'andamento delle attività operative con i comuni attraverso lo sviluppo di un sistema duale o la realizzazione di un controllo virtuale per i contenitori al fine di ottimizzarne la manutenzione.

Technology

La progettazione della data strategy è sempre più finalizzata a trasformare il Gruppo in un'azienda data driven, ove le decisioni guidate dai dati, valorizzati come asset aziendale e soggetti a una lettura etica e consapevole, evidenziano una crescente importanza della gestione del dato e delle risorse dedicate alla sua protezione.

Nel 2021 le iniziative di cyber security realizzate nel Gruppo hanno riguardato in modo omogeneo tre principali macrogruppi: le tecnologie, i processi e le persone. Gli interventi di cyber security sono stati distribuiti sia nell'ambito tradizionale Ict che nell'ambito Ics (Industrial control systems) o più in generale della cyber security negli impianti industriali (Operation Technology). Oltre a quanto imposto dalle normative nazionali in ambito Operation Technology, il Gruppo Hera ha adottato un paradigma di gestione della sicurezza che estende il perimetro a tutti i sistemi potenzialmente vulnerabili, non limitandosi all'ambito tradizionale delle infrastrutture applicative gestionali e di rete, ma estendendosi agli impianti industriali attraverso i quali vengono erogati i servizi del Gruppo. In questo senso, è stato avviato il percorso di convergenza del monitoraggio della cyber security in ambito IT e OT, che, oltre all'introduzione di nuove sonde di monitoraggio del traffico di rete nell'ambito gestionale, ha consentito l'attivazione di una prima sonda per l'analisi delle anomalie nei protocolli industriali dedicata al contesto OT. È inoltre proseguito il servizio di Threat Intelligence, consolidando la relazione con il Computer security incident response team (CSIRT) italiano ed i principali enti pubblici e privati. Il Gruppo ha inoltre esteso al contesto OT l'attività dei vulnerability assessment, che già copriva il contesto IT, analizzando alcuni dei principali impianti alla base dell'erogazione dei servizi del Gruppo.

Al fine di una maggiore capacità di reazione agli eventi di cyber security e per integrare le capacità di monitoraggio centralizzate e trasversali nei contesti IT e OT, il Gruppo ha esteso al contesto OT l'attività dei vulnerability assessment. Al fine di limitare gli incidenti informatici e proteggere gli accessi, ma al tempo stesso garantire il minimo impatto in termini di user experience (specie in termini di bilanciamento tra accesso agile alle risorse e adeguatezza dei requisiti di sicurezza) è inoltre proseguita l'attività di protezione delle identità digitali attraverso l'estensione dell'autenticazione a più fattori (multi factor authentication). E' proseguita la diffusione capillare di una cultura della cyber security attraverso una piattaforma di formazione online dedicata, estesa a tutta la popolazione aziendale, ed esercitazioni periodiche mensili di ethical phishing adattative.

Tali attività, su cui è concentrato il modello strategico Hera, contribuiscono alla riduzione del rischio complessivo, nonché una preparazione del Gruppo rispetto a possibili attacchi, che si concretizza in una maggiore velocità di azione e reazione.

L'evoluzione della tecnologia e della digitalizzazione, sollecitando uno sviluppo continuo delle competenze dei dipendenti e delle conseguenti esigenze formative, conferma come strategica la scelta del Gruppo di introdurre piattaforme cloud-based per l'incremento della produttività individuale e come principali strumenti di collaborazione, poiché la cooperazione tra uomo e tecnologia richiede una continua evoluzione del modo di lavorare. In quest'ottica i progetti di automazione di processo (virtual factory e digital lab) favoriscono la diffusione della cultura dell'integrazione tecnologica, focalizzandosi in iniziative di applicazione di intelligenza artificiale e potenziamento della community, attraverso gli strumenti del digital workplace.

Il Gruppo intende utilizzare i dati per generare valore per le persone e per il business; la progressiva digitalizzazione dei processi di gestione delle risorse umane, nonché la realizzazione dell'architettura di riferimento per l'integrazione di sistemi e dati disponibili in logica prescriptive analytics confermano tale intenzione. Infine, la visione strategica verso le tecnologie di digitalizzazione, in un incrocio logico con la dimensione di sostenibilità ambientale e sociale, ha portato all'introduzione nel 2020 di un framework strategico denominato Corporate digital responsibility (Cdr), di cui si da ampia informativa all'interno del bilancio di sostenibilità.

Nel contesto caratterizzato dalle transizioni in atto, le direttrici di sviluppo delle risorse umane sono costantemente aggiornate per indirizzare le priorità all'interno dello schema Next GeneHERAtion Growth, e orientare le politiche aziendali. Al fine di far emergere valori e comportamenti etici che possano rappresentare un modello distintivo per il Gruppo, è sempre più favorita una cultura orientata al risultato, alla relazione tra gli individui e a una leadership diffusa. I programmi del Gruppo su cultura e approccio agile per il miglioramento delle performance, attraverso il radicamento di fiducia, responsabilità, autonomia ed etica del lavoro, sono guidati dal continuo sviluppo della cultura work by objectives. Nella strategia di Gruppo è fondamentale far percepire a ognuno quanto il proprio lavoro e il proprio senso di appartenenza siano correlati ai risultati e alle performance complessive dell'azienda. Allo scopo di superare il concetto di uguaglianza, per arrivare a una sostanziale equità di trattamento, riconoscendo quindi le specificità individuali, dal 2021 il Gruppo ha attivato un progetto di evoluzione del performance management, con l'obiettivo di rendere sempre più efficace il dialogo tra team leader e team member, orientandolo sulla responsabilizzazione verso obiettivi misurabili e su una maggiore delega e autonomia nell'organizzazione delle attività lavorative. Il percorso orientato al Result management sarà ulteriormente consolidato attraverso una serie di iniziative previste in arco piano. Il Gruppo, anche a tal proposito, prosegue il percorso di progressiva digitalizzazione, che consente di abilitare esperienze, percorsi di formazione, sviluppo e carriera in modo sempre più autodeterminato, confermando la logica di responsabilizzazione individuale e collettiva guidata dal purpose. I processi di gestione e sviluppo delle risorse umane sono disegnati per preservare le competenze e i valori distintivi costruiti nel tempo e, contemporaneamente, per sviluppare i talenti individuali, indipendentemente dal genere e dall'età, ricercando innovazione in tutti gli aspetti che possono generare valore aggiunto e sostenibile nel tempo. La strategia di Hera è incardinata sullo sviluppo continuo di una cultura inclusiva delle diversità, intesa come motore per generare cambiamento, nel cui contesto i dipendenti possono giovarsi di un buon bilanciamento fra le azioni di sviluppo assegnate loro dal manager e le azioni di sviluppo in cui l'iniziativa parte invece dalla loro persona. Non a caso, oltre a mantenere la figura del Diversity Manager (introdotta nel 2011), Hera, firmataria del "Patto Utilitalia – La Diversità fa la differenza", promuove politiche inclusive a tutti i livelli delle organizzazioni, affina progressivamente le misure di conciliazione dei tempi vita-lavoro e adotta una gestione del merito non

Il capitale umano Hera soltanto trasparente, ma anche e soprattutto neutra rispetto alle diversità di genere, età e cultura, con l'adozione congiunturale di sistemi tesi a monitorare i progressi conseguiti e di politiche di sensibilizzazione interne ed esterne. L'intelligenza artificiale e gli strumenti digitali, inoltre, sono ormai consolidati per analizzare i dati emergenti da iniziative di ascolto che consentono di approfondire il livello di soddisfazione dei dipendenti sui temi legati all'ambiente di lavoro e ai valori aziendali, e tradurli in azioni correttive nella direzione di riferimento di ciascun dipendente, ma anche attraverso la mobilità interna tra più direzioni. Al fine di verificare il livello di soddisfazione e di engagement della popolazione aziendale, nel 2021 si è avviata un'ulteriore analisi accurata e quantitativa del fenomeno gender pay gap all'interno dell'azienda, approfondendo le diversità in relazione a ruoli agiti, performance raggiunte e anzianità aziendale.

La strategia del Gruppo concorre alla creazione di valore accelerando anche i processi di riprogettazione delle attività formative in logica blended learning, la continua evoluzione dei percorsi di academy professionali, l'utilizzo sempre più diffuso di un learning center HerAcademy quale punto di riferimento per il knowledge sharing interno ed esterno al Gruppo, senza dimenticare altri progetti per migliorare ulteriormente i livelli di employee engagement. Dal 2022 sarà finalizzato il percorso di ingaggio degli ambassador con l'obiettivo di sviluppare l'engagement sui canali digitali interni ed esterni all'azienda.

Coerentemente con il percorso aziendale, il Gruppo ha programmato iniziative multidisciplinari per sviluppare progetti coerenti con il framework SDGs, con particolare riferimento al filone dell'economia circolare, e lavorare in ottica di ecosistema con i diversi stakeholder per convergere verso obiettivi comuni in termini di green economy. La divulgazione di una cultura green e di un approccio orientato alla sostenibilità e circolarità è un elemento centrale del piano strategico e presuppone un percorso di cambiamento culturale che, già dall'anno precedente, è stato sostenuto da varie iniziative progettuali. Sta proseguendo l'intervento sulle competenze digitali, personalizzato per tutta la popolazione aziendale, per accompagnare altresì la transizione energetica e ambientale con l'aggiornamento dei ruoli, delle competenze e dell'offerta formativa del gruppo. L'obiettivo di raggiungimento dei risultati in termini di green economy in relazione alla riduzione della carbon footprint di Gruppo, a titolo esemplificativo, è condiviso tramite la valorizzazione del contributo del remote working, oppure tramite il potenziamento dell'offerta green all'interno degli strumenti di welfare aziendale o tramite la sensibilizzazione ai temi green già nel momento dell'assunzione. A partire dal 2022, la propensione a un approccio culturalmente coerente a tali principi diventerà un elemento dirimente dei percorsi di selezione, recruitment e sviluppo del Gruppo. Welfare

La visione integrata di evoluzione tecnologica ed esperienza dei dipendenti, accompagnata dall'applicazione di strumenti di Organizational Network Analysis, intelligenza artificiale e business intelligence, ha come obiettivo quello di favorire l'ottimizzazione dei processi organizzativi, di sviluppo del capitale umano e delle capacità decisionali individuali. L'evoluzione di competenze e ruoli in base alle esigenze del business, tramite un dialogo strategico tra le linee di business e la funzione delle risorse umane, consente una condivisione del significato delle sfide di business indirizzate in arco piano, ma anche il senso dei rischi e delle opportunità da esse implicate.

Dopo aver individuato quali sono i fattori di successo per le utility del futuro egli obiettivi di crescita industriale, circolarità e rischi vengono tradotti in altrettante e coerenti policy aziendali.

FATTORI DI RISCHIO: ATTORI, METODOLOGIA E AMBITI DI GESTIONE 1.02

Governance dei rischi 1.02.01

La struttura organizzativa adottata dal Gruppo Hera è orientata a preservare l'efficacia e la redditività della gestione lungo l'intera catena del valore e contemporaneamente consente di gestire l'esposizione al rischio derivante dai propri business.

Il sistema di corporate governance adottato consente di indirizzare le strategie in modo unitario e coerente. Il principale organo manageriale di indirizzo, monitoraggio e informativa relativamente alle strategie di gestione dei rischi è il Comitato rischi. Accanto a esso, l'organo consiliare - che ha il compito, in applicazione dell'articolo sette del Codice di Autodisciplina, di vigilare sulla funzionalità del sistema di controllo interno, sull'efficienza delle operazioni aziendali, sull'affidabilità dell'informazione finanziaria, nonché sul rispetto delle leggi e dei regolamenti e sulla salvaguardia del patrimonio aziendale - è il Comitato controllo e rischi. Tali organi, al fine di assicurare la massima coerenza alla strategia di gestione, si riuniscono periodicamente. Nel corso del 2021, il Comitato rischi si è riunito quattro volte e il Comitato controllo e rischi si è riunito sette volte.

Il Gruppo ha adottato un approccio di difesa dei rischi articolato su tre livelli, definendo una opportuna separazione tra:

  • il ruolo di gestione del rischio, affidato ai risk owner nelle varie articolazioni organizzative;
  • il ruolo di indirizzo e controllo dei rischi, affidato al Comitato rischi, che si avvale dei risk specialist che effettuano controlli di secondo livello, ovvero che hanno il compito di definire, applicare e aggiornare le metodologie di analisi di rischio ed effettuare le attività di controllo per gli ambiti di propria competenza (review challenge and control);
  • il ruolo di valutazione dell'adeguatezza dei processi di gestione del rischio e del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi assegnato alla Direzione Internal Auditing.

Il Comitato rischi definisce le linee guida generali per il processo di risk management, garantisce la mappatura e il monitoraggio dei rischi aziendali, assicura la definizione delle risk policy, definisce i protocolli informativi verso il Comitato controllo e rischi, la Direzione Internal Auditing e il Collegio sindacale.

Il Consiglio di Amministrazione approva le risk policy e i parametri di misurazione, svolge un ruolo di indirizzo e di valutazione dell'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Il Comitato controllo e rischi supporta il Consiglio di Amministrazione in merito alla definizione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e gestione dei rischi.

Il Presidente Esecutivo e l'Amministratore Delegato sovrintendono, per quanto di competenza, alla funzionalità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Il Vice Presidente sovrintende al coordinamento tra Comitato rischi e Comitato controllo e rischi, preservando il suo stato di indipendenza.

Si rappresenta di seguito l'architettura della risk governance:

Metodologia di gestione 1.02.02

Al fine di fornire al Consiglio di Amministrazione gli elementi utili alla valutazione della natura dei rischi aziendali e alla definizione del profilo di rischio del Gruppo, in particolare nel medio-lungo termine, Hera ha adottato il processo dell'Enterprise risk management (Erm). La definizione del profilo di rischio è esplicitata dallo stesso Consiglio di Amministrazione attraverso l'approvazione della Group risk management policy e dei limiti di rischio in essa definiti.

Il risk management framework è declinato attraverso tre elementi fondamentali:

  • il modello dei rischi, che identifica le tipologie di rischio esistenti ed emergenti alle quali il Gruppo risulta potenzialmente esposto ed è oggetto di periodica revisione;
  • la propensione al rischio del Gruppo, che definisce il livello di rischio accettabile coerente con la strategia di risk management, definito mediante l'individuazione di:
    • dimensioni di rischio chiave;
    • metriche di rischio;
    • limiti associati a ciascuna dimensione di rischio chiave;
    • processi di monitoraggio, escalation e aggiornamento, volti a garantire l'individuazione e l'implementazione di azioni correttive;
  • le attività di risk management, che garantiscono un efficace presidio dell'universo dei rischi ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto e la loro gestione. Le attività sono articolate in:
    • gestione continua dei rischi, anche attraverso modalità settoriali di gestione affidate a risk specialist/risk owner dedicati;
    • Enterprise risk management, finalizzata all'analisi dell'evoluzione del profilo di rischio complessivo del Gruppo, a supporto dell'assunzione consapevole del rischio e della definizione degli obiettivi strategici.

In data 27 gennaio 2022 è stato presentato al Consiglio di Amministrazione il sesto report Enterprise risk management relativo al piano industriale 2022-2025.

Nel corso del 2021, l'analisi Erm ha realizzato ulteriori approfondimenti e affinamenti metodologici:

  • è stato eseguito il backtesting dell'analisi Erm relativa all'anno precedente, finalizzata a valutare la coerenza degli impatti effettivamente subiti rispetto a quelli stimati;
  • l'analisi di resilienza del Gruppo effettuata negli anni precedenti a fronte di rischi che possono compromettere la continuità delle attività rilevanti ha consentito di pianificare ulteriori azioni di mitigazione nel piano industriale 2022-2025;
  • è proseguita l'identificazione e l'analisi degli scenari di rischio da cambiamento climatico (fisici e transizionali) rilevanti per le attività del Gruppo, avviando la valutazione degli impatti e delle opportunità di sviluppo dei business relativamente ad alcuni fattori di rischio rilevanti, in coerenza con le raccomandazioni della Task force on climate-related financial disclosures (TCFD);
  • sono stati effettuati ulteriori affinamenti metodologici dell'analisi Erm per una migliore intelleggibilità dei rischi.

L'analisi Erm 2021 non ha evidenziato rischi in area critica né per impatto reputazionale né economicofinanziario.

In area di rischi rilevanti si conferma quello con impatto reputazionale derivante da possibili procedimenti di organi di vigilanza/regolazione/indagine, generati dai gradi di discrezionalità sull'avvio di procedure di verifica/indagine in presenza di orientamenti interpretativi non univoci (pur in presenza di comportamenti del Gruppo sempreconformi alle disposizioni di legge), e quello economicofinanziario derivante da eventi sismici ad alta intensità relativi alle reti. Il rischio derivante dalla possibilità di incendi a impianti di trattamento e recupero dei rifiuti è confermato, ma i relativi impatti in termini di conseguenze sui risultati di Gruppo sono valutati trascurabili, mentre quelli per l'ambiente e la continuità operativa sono a impatto nullo. A causa della crescente sensibilità sociale sul tema, tali eventi possono tuttavia determinare conseguenze reputazionali significative in ragione del rischio percepito. La difficile congiuntura economica, ascrivibile agli effetti di lungo periodo dell'emergenza sanitaria, riverberandosi in varie forme sull'agenda e sulle priorità di tutti gli operatori economici, potrebbe inficiare anche la piena conformità delle azioni intraprese dalle aziende che per conto di Hera sono impegnate tramite appalti esterni sulle reti gestite dal Gruppo. Hera si impegna tuttavia a contenere questo rischio confermando il proprio impegno a controllare in maniera capillare lo stato di salute delle catene del valore interessate dai propri business.

Ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio 1.02.03

I rischi esistenti ed emergenti con cui Hera si deve confrontare appartengono a diverse tipologie, si tratta in particolare di rischi derivanti dall'evoluzione dei contesti macroeconomico e finanziario, di business (regolatorio e competitivo), tecnologico, ambientale e del capitale umano, declinati con una sempre maggior attenzione al cambiamento climatico e allo sviluppo sostenibile. Nel paragrafo 1.01 "Trend di contesto, approccio strategico e politiche di gestione del Gruppo" è riportata un'analisi puntuale dei fattori che costituiscono alcuni dei presupposti fondamentali per l'identificazione di questi rischi.

Per mitigare l'esposizione a tali rischi, introdurre misure di ottimizzazione (anche tecnologica e di efficientamento) delle strutture attuali e sviluppare una pianificazione strategica che dia risposte coerenti Hera svolge le specifiche attività di analisi, misurazione, monitoraggio e gestione che sono descritte nel proseguo.

ECONOMICU- MERCATO DEL DEBITO Fluttuazione dei tassi di interesse, dei tassi di cambio, credit spread
e crisi di liquidità.
Fluttuazione dei prezzi delle commodity.
Controparti non in grado di adempiere agli obblighi assunti,
sia nel rispetto delle condizioni economiche
che nell'esecuzione delle previsioni contrattuali.
FINANZIARIO PREZZO COMMODITY
CONTROPARTE
BUSINESS E
REGOLATORIO
COMPETITIVO E MACROECONOMICO Attività di business con crescente concorrenza sul mercato libero, svolta
in misura prevalente in ambito nazionale, con contesto economico di
crescita limitata:
· Cambiamenti sui livelli di consumo di energia;
■ Riduzione dei volumi di rifiuti trattati dagli impianti di Hera che inficia
il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
REGOLATORIO - NORMATIVO ■ Interventi delle Autorità di regolazione dei settori in cui Hera opera;
· Interventi normativi con impatti possibili sia sui business a rete che
su quelli di mercato e sul business di igiene urbana
STRATEGICO · Mancato conseguimento degli obiettivi strategici definiti
dalla pianificazione di lungo termine;
· Perdita delle necessarie licenze, autorizzazioni e permessi
per il regolare svolgimento della propria attività.
GLIMATICO-
AMBIENTALE,
TECNOLOGICO
E DEL CAPITALE
UMANO
AMBIENTALE-CATASTROFALE
E DA CAMBIAMENTO CLIMATICO
■ Mancato rispetto di standard ambientali e relativi limiti di legge, con
peggioramento delle condizioni ambientali medesime ed esposizione
a possibili sanzioni;
■ Cambiamenti climatici che impattano in termini sia economici che di
qualità del servizio, derivanti da scenari di tipo fisico e transizionale.
SICUREZZA OPERATIVA E ICT ■ Esternalità negative che compromettono la continuità dei business
e possono accrescere il fabbisogno finanziario per il ripristino della
regolare operatività del Gruppo;
· Ridotta sicurezza operativa delle reti di distribuzione (fluidi e elettricità),
ridotta sicurezza logica delle informazioni, ridotta sicurezza delle reti
di comunicazione e dei sistemi informativi e minore affidabilità dei
sistemi di telecontrollo.
SICUREZZA E SVILUPPO
DELLE PERSONE
■ Ridotta salute e sicurezza sul lavoro e limitata protezione sociale dei
lavoratori;
■ Mismatch di competenze;
" Ridotta attrattività del contesto lavorativo.

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Ambito economico-finanziario

Identificazione del rischio prezzo commodity

Il Gruppo opera in maniera integrata nella filiera di approvvigionamento e vendita di elettricità e gas nei diversi stadi della catena del valore. Hera, pertanto, è esposta ai rischi derivanti dalla volatilità dei mercati energetici, mitigabili da una valutazione integrata degli stessi e delle relative strategie di gestione.

I rischi del mercato energetico sono concentrati nella Direzione Centrale Mercato, responsabile delle attività di acquisto e vendita di energia elettrica e gas.

Gestione del rischio prezzo commodity

Con l'intento di uniformare l'approccio al rischio delle varie strutture aziendali coinvolte e con l'obiettivo di ottimizzare il ricorso al mercato per le operazioni di copertura, il Gruppo si è dotato di specifiche policy volte a definire linee guida e modalità operative del processo di controllo e gestione del rischio energetico. Hera ha strutturato i processi in modo da avere un'efficace gestione delle attività di procurement e di hedging, con elevata focalizzazione delle competenze. L'approccio adottato dal Gruppo prevede un'unica interfaccia per la gestione del rischio verso il mercato energetico rappresentata dalla società Hera Trading. Una gestione unitaria dei rischi nel rispetto delle policy assegnate consente vantaggi in termini di raggiungimento di livelli di copertura più elevati, ottimizzazione dei costi per il minor ricorso al mercato e maggiore flessibilità nella strutturazione del procurement e dell'offerta ai clienti.

Identificazione dei rischi relativi al mercato del debito

Il contesto economico-finanziario, oltre alla fluttuazione dei prezzi di energia e delle commodity, presenta variazioni dei tassi di interesse, dei tassi di cambio, credit spread e possibili crisi di liquidità. Tali fluttuazioni possono riverberarsi sui risultati di Gruppo, sulla futura crescita e sugli investimenti strategici (ad esempio per effetto di costi di rifinanziamento elevati).

Il Gruppo potrebbe non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento per effetto delle difficoltà nel reperire nuovi fondi, o nell'eventualità che gli sia possibile farlo solo a condizioni economiche sfavorevoli, a causa dell'impossibilità di liquidare attività sul mercato, o della mutata percezione della sua rischiosità.. Tra i fattori che definiscono tale rischiosità percepita, il merito creditizio assegnato a Hera dalle agenzie di rating riveste un ruolo determinante, poiché influenza la possibilità di accedere alle fonti di finanziamento e le relative condizioni economiche. La struttura dell'indebitamento del Gruppo non è soggetta a covenant finanziari sulle posizioni debitorie, a eccezione del limite di corporate rating definito su una quota di debito pari a circa 150 milioni di euro (ovvero nell'assegnazione di un rating di un livello inferiore a BBB-). Sulla quota ulteriore del debito in essere, invece, si prevede un rimborso anticipato obbligatorio solo in caso di un cambiamento significativo dell'assetto di controllo del Gruppo (change of control), revoca di una concessione (concession event) o della cessazione di un business rilevante (sale of assets event) che comporti un downgrade del Gruppo a un livello non-investment grade o inferiore, o la cessazione della pubblicazione del rating.

Gestione dei rischi relativi al mercato del debito

La gestione finanziaria di Hera è accentrata nella Direzione Centrale Amministrazione, Finanza e Controllo, che mira a mantenere un adeguato bilanciamento delle scadenze delle poste dell'attivo e del passivo, correlando gli impieghi a coerenti fonti di finanziamento in termini di durata e modalità di rimborso, tenendo conto delle necessità di rifinanziamento dell'attuale struttura di debito. Al fine di rispettare gli impegni di medio e lungo termine, Hera persegue una strategia che prevede una struttura diversificata delle fonti di finanziamento e un profilo di scadenze equilibrato, monitorando costantemente gli indicatori del rating e la disponibilità di linee di credito a lungo termine. Tale strategia è ritenuta efficace nel minimizzare il rischio di liquidità anche in caso di scenari particolarmente critici. I debiti finanziari del Gruppo sono per circa il 66% a lungo termine (oltre i cinque anni) e di questi l'86% è rappresentato da bond con rimborso a scadenza. Si rimanda alla nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti" del bilancio consolidato per maggiori dettagli in termini di worst case scenario.

Le azioni e le strategie del Gruppo, inoltre, sono particolarmente attente e indirizzate a garantire il mantenimento del massimo livello di rating come confermato dall'upgrade del rating a BBB+ con outlook stabile da parte di S&P avvenuto nel mese di maggio 2021.

I processi di controllo e gestione dei rischi finanziari si basano su un attento monitoraggio degli indicatori finanziari del Gruppo, nonché su una costante presenza nei mercati di riferimento al fine di minimizzare l'impatto della volatilità dei tassi e spread per garantire un efficiente servizio del debito. Il Gruppo si avvale, inoltre, di strumenti finanziari derivati per ridurre la propria esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse e dei tassi di cambio. Al 31 dicembre 2021, il Gruppo presenta un'esposizione al rischio di variazione dei tassi pari al 7%, mentre il restante 93% del debito è a tasso fisso. L'aumento dell'1% del tasso di interesse di riferimento rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale, basato sull'ipotesi di uno shift di tasso cedolare e sulla struttura del debito di Gruppo di piano, determinerebbe un aumento medio degli oneri finanziari pari a circa 7 milioni di euro all'anno.

Identificazione dei rischi da controparte

Hera opera con controparti che potrebbero essere incapaci di adempiere agli obblighi assunti, sia nel rispetto delle condizioni economiche che nell'esecuzione delle previsioni contrattuali (delivery del bene o servizio). ll rischio credito, inoltre, incide in modo trasversale nei vari ambiti ove l'attività commerciale è presente: vendita di commodity energetiche e servizi, attività di trattamento rifiuti e servizi di telecomunicazione.

Gestione dei rischi da controparte

In Hera è presente uno strutturato processo di origination, formalizzato in specifiche procedure di gestione del rischio credito; tale processo consente un'adeguata selezione delle controparti mediante credit check e, ove opportuno, richieste di garanzie. Viene inoltre svolto un costante monitoraggio delle posizioni verso le controparti, prevedendo articolate azioni proattive nella gestione delle stesse, che possono anche comportare il trasferimento esterno del rischio mediante cessione del credito. Le perdite attese sono costantemente stimate e monitorate; il Gruppo utilizza misure di probabilità di default, exposure at default e loss given default sviluppate sulle proprie serie storiche, sul comportamento di pagamento dei clienti e sulla base dei processi del credito vigenti. Al fine di testare la tenuta dei modelli, vengono utilizzate sia informazioni interne che esterne, le quali possono svolgere una funzione di benchmark sull'evoluzione del contesto macroeconomico.

Analisi di sensitività

Analisi di sensitività Nell'esercizio 2021, l'unpaid ratio a 24 mesi delle principali società di vendita del Gruppo è pari allo 0,85%.

Ambito di business e regolatorio

Identificazione del rischio di natura competitiva ed economica

Hera opera prevalentemente in Italia, dove si è registrata una ripresa dei consumi di energia e dei volumi di rifiuti smaltiti in correlazione all'attenuarsi delle misure restrittive conseguenti alla situazione emergenziale pandemica. Il contesto economico di ripresa rimane tuttavia condizionato da fattori esterni; oltre alla pandemia, la repentina e anomala crescita dei prezzi dell'energia e di altre materie prime, nonché le difficoltà connesse alle catene logistiche globali, concorrono a esercitare una pressione sui margini di vendita che, sommata alla maggiore concorrenza sul mercato libero, può impattare sulla redditività del Gruppo. I cambiamenti sui livelli di consumo di energia al dettaglio, e l'aumentata difficoltà nel prevedere i volumi a copertura dei fabbisogni del portafoglio di vendita, inoltre, potrebbero richiedere a Hera di acquistare o vendere energia supplementare a condizioni sfavorevoli. La potenziale riduzione della produzione di rifiuti, che deriva non solo dal contesto economico e dagli orientamenti normativi europei e nazionali, ma anche da nuove tendenze comportamentali dei clienti, unita all'eventuale indisponibilità di infrastrutture di trattamento e recupero, potrebbe incidere negativamente sulla capacità del Gruppo di perseguire gli obiettivi prefissati. I rischi del business ambiente relativi alla direzione del parco impiantistico sono concentrati in Herambiente Spa.

Gestione del rischio di natura competitiva ed economica

Il Gruppo ha mantenuto un elevato grado di flessibilità nelle fonti di approvvigionamento di commodity energetiche, parallelamente allo sviluppo delle attività di copertura, minimizzando l'esposizione ai rischi operativi della generazione elettrica, consentendo un costante allineamento al mercato e massimizzando il natural hedging.

Nelle attività di gestione e trattamento dei rifiuti, la diversificata dotazione impiantistica del Gruppo è caratterizzata da tecnologie all'avanguardia e performanti in termini di impatto ambientale, che fino a oggi ha permesso di conseguire gli obiettivi strategici assegnati. L'attuazione della strategia in tema di circolarità - mediante il processo di riciclo di materiali polimerici svolto da Aliplast Spa - e lo sviluppo delle linee di riciclo verso ulteriori tipologie di plastiche, permettono inoltre di cogliere le opportunità offerte dall'evoluzione della normativa europea.

Nel corso degli anni, i business a mercato libero hanno assunto un peso crescente nel portafoglio del Gruppo, contribuendo in misura rilevante ai suoi risultati economici, ma esponendolo al tempo stesso a una crescente pressione competitiva. Il Gruppo affronta la sfida della competizione attraverso la continua innovazione dell'offerta commerciale e la tempestiva proposizione della stessa, aumentando la sua presenza e la base clienti sul mercato libero, e assicurando la soddisfazione delle aspettative in termini di gamma e qualità del servizio

Le analisi del rischio derivanti da variazioni di contesto economico (Pil e inflazione) e dalle condizioni del mercato dell'energia (prezzo del gas e dell'energia elettrica) consentono di quantificare la sensibilità del Mol di Gruppo rispetto alla variazione delle grandezze economico-finanziarie primarie.

In particolare, la riduzione dell'1% di Pil rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale, determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 3 milioni di euro.

La riduzione dell'1% del tasso di inflazione rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 5 milioni di euro. La riduzione del prezzo dell'energia elettrica nel mercato all'ingrosso di 1 €/MWh rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 0,5 milioni di euro.

Infine, la riduzione del prezzo del gas di 1 €c/smc rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 0,2 milioni di euro.

Identificazione del rischio di natura regolatoria

Hera svolge parte della sua attività in un mercato regolato, pertanto il suo operato è influenzato dagli interventi normativi delle autorità di settore e del legislatore (in particolare su tariffe e struttura di mercato), dagli incentivi governativi sulle rinnovabili, dalle concessioni messe a gara delle autorità locali (nel caso di attività regolate relative ai servizi di raccolta dei rifiuti, distribuzione di gas, servizio

idrico integrato e illuminazione pubblica) e nazionali (nel caso di distribuzione di energia elettrica), nonché dagli impatti attesi da mutamenti della struttura del mercato e dalla sua liberalizzazione, dall'evoluzione della domanda e dell'offerta nei settori energia e ambiente.

I periodici aggiornamenti del quadro normativo e regolamentare, sia a livello nazionale che europeo, possono avere un impatto rilevante, nei settori in cui Hera svolge la propria attività influenzandone la redditività.

I rischi regolamentari impattano sui business a rete (ciclo idrico, distribuzione gas ed energia elettrica) e sul business igiene urbana e si manifestano nell'introduzione o nella modifica di prescrizioni di natura economica, organizzativa e informatica cui Hera è tenuta ad adempiere, nonché su possibili variazioni di assetti di mercato da essi indotti.

Le gare per la distribuzione di gas, servizio idrico integrato e raccolta e spazzamento programmate in arco piano determinano un rischio di perdita di alcuni degli ambiti attualmente gestiti, specie in presenza di contesti competitivi significativi. Va comunque ricordato che, in caso di perdita della gestione, il Gruppo viene indennizzato della quota di capitale investito non ancora ammortizzato.

Si segnala, infine, il rischio derivante dall'incertezza normativa relativa alla fine del regime di maggior tutela, in termini di tempistica di realizzazione.

Gestione dei rischi di natura regolatoria

Il Gruppo si è dotato di una struttura organizzativa che gestisce i rapporti con le autorità nazionali e locali, svolgendo un'ampia attività di interlocuzione con i soggetti istituzionali, partecipando attivamente ai gruppi di lavoro istituiti dalle autorità e adottando un approccio di trasparenza, collaborazione e proattività verso eventuali situazioni di instabilità dell'assetto regolatorio.

Il Gruppo opera valorizzando la propria capacità tecnica e la propria efficienza di gestione. L'attenzione di Hera verso la qualità dei servizi, l'efficienza dei costi e le soluzioni innovative rappresenta, infatti, una leva competitiva in occasione delle gare per i servizi di distribuzione di gas, servizio idrico integrato e per i servizi di raccolta e spazzamento.

Identificazione dei rischi di natura strategica

I rischi strategici riguardano la pianificazione di lungo termine, la sostenibilità finanziaria, la partecipazione a iniziative di valenza strategica e le decisioni di investimento; tale tipologia di rischi incide sul grado di solidità dei risultati declinati per le varie filiere e unità di business. La capacità del Gruppo di raggiungere i propri obiettivi strategici, inoltre, potrebbe essere compromessa nel caso non si riuscisse a mantenere o ottenere le necessarie licenze, le autorizzazioni e i permessi per il regolare svolgimento delle attività.

La realizzazione dei risultati pianificati è pertanto condizionata dai differenti rischi endogeni ed esogeni opportunamente simulati, misurati e controllati.

Gestione dei rischi di natura strategica

Hera ha sviluppato un modello strutturato di analisi del rischio strategico (Erm) volto a misurare la solidità del piano industriale a molteplici scenari di rischio avversi, contribuendo alla rappresentazione integrata dei rischi in logica enterprise wide. Grazie a tale modello è possibile effettuare analisi di scenario, stress testing e what if delle ipotesi di piano, attraverso un'adeguata analisi dei fattori di rischio e delle variabili a essi collegate, consentendo una valutazione opportuna del livello di rischiosità delle varie filiere di business.

Hera presidia costantemente i processi autorizzativi e partecipa proattivamente ai tavoli di lavoro per l'ottenimento di permessi, licenze e autorizzazioni, affinché venga meno la possibilità di compromettere il regolare svolgimento della propria attività.

Ambiti ambientale-catastrofale, climatico, tecnologico e del capitale umano

Eventi sismici, atmosferici e altri eventi climatici possono inficiare le risorse impiegate e conseguentemente le performance del Gruppo. Hera vuole valorizzare tali risorse garantendone la preservazione e lo sviluppo, allo scopo di continuare a goderne i benefici in futuro. In tale ambito, assumono particolare rilevanza i rischi di natura fisica e transizionale correlati ai cambiamenti climatici, nonché gli incidenti alla dotazione impiantistica di Gruppo che, a loro volta, possono generare potenziali danni all'ambiente. A tal proposito il Gruppo ha già sviluppato un'analisi dettagliata delle raccomandazioni della TCFD che ha portato da un lato all'implementazione a livello operativo e strategico delle migliori pratiche di gestione dei rischi e delle opportunità relative ai cambiamenti climatici, dall'altro ha consentito di avviare un graduale allineamento degli attuali strumenti di rendicontazione alle raccomandazioni. Assumono altresì crescente importanza i rischi derivanti da crimini informatici (cybercrime), che Hera valuta anche in termini di impatto sulla continuità del servizio. Diventa inoltre cogente determinare se gli incidenti possono comportare un rischio per i diritti e le libertà delle persone, ovvero se possono cagionare un danno fisico, materiale o immateriale, in base ai parametri e ai valori di soglia di accettabilità definiti dalle policy del Gruppo (pubblicate sul portale web aziendale).

L'approccio di gestione del rischio è articolato in funzione degli specifici ambiti in cui i rischi ambientali, tecnologici e del capitale umano si manifestano.

Identificazione dei rischi ambientali-catastrofali

Hera utilizza risorse naturali per assicurare servizi essenziali ai clienti. Poiché le proprie attività determinano un'impronta ambientale, idrica e di carbonio, il Gruppo è consapevole della necessità di preservare le risorse naturali ovvero di adottare iniziative di mitigazione e adattamento volte a ridurre tali rischi. Coerentemente con l'obiettivo sfidante di riduzione delle emissioni di gas serra rispetto al livello corrente, indicata dagli organismi internazionali, sono stati identificati gli scenari di rischio da climate change, fisici e transizionali, rilevanti per le proprie attività. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo seguente di "Identificazione dei rischi da cambiamento climatico".

Dal punto di vista degli standard ambientali che Hera deve assicurare nello svolgimento dei propri business, le attività del Gruppo sono sottoposte a diverse norme e regolamenti, tra i quali quelli relativi alle emissioni di CO2, alle emissioni di altre sostanze prodotte da combustione, agli scarichi idrici e alla gestione dei rifiuti pericolosi e solidi. Il mancato rispetto dei limiti relativi alla CO2 favorisce i cambiamenti ambientali, mentre il mancato rispetto dei limiti di legge relativamente agli altri aspetti ambientali determina un peggioramento delle condizioni ambientali medesime, oltre a esporre il Gruppo a sanzioni.

La scarsità di risorse idriche, o la possibile contaminazione delle relative riserve, possono influenzare la regolare fornitura di acqua e provocare interruzioni dei servizi o danni rilevanti sia di natura ambientale che di impatto economico e sociale, accrescendo anche lo stress idrico cui le risorse naturali, al fine di soddisfare la domanda di acqua, sono già costitutivamente sottoposte.

Si segnalano, inoltre, i rischi relativi all'impatto indotto sul Gruppo dalla variabilità delle condizioni meteorologiche sulla domanda di energia elettrica e gas derivante dai diversi scenari. Gli ambiti di impatto prevalente sono quelli della Direzione Centrale Mercato, esposta con l'attività di vendita di energia elettrica, gas e calore e alla variabilità della domanda derivante dai diversi scenari meteorologici.

Gestione dei rischi ambientali-catastrofali

Gli investimenti per la prevenzione e la riduzione della frequenza degli eventi dannosi, nonché quelli che consentono di ottenere misure di mitigazione per la riduzione della loro severità, assumono un ruolo fondamentale.

L'impegno del Gruppo nel ridurre la produzione di anidride carbonica si concretizza nella rendicontazione delle proprie performance e dei propri impegni nei confronti del cambiamento climatico, nei progetti attivati per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, per ridurre i consumi energetici e per fornire ai clienti opportunità finalizzate a ridurre le proprie emissioni di gas serra. Il Gruppo è impegnato a contribuire alla mitigazione dei rischi ambientali presentati ottemperando agli obiettivi di efficienza energetica fissati dal legislatore e dalle Nazioni Unite, proseguendo nel miglioramento continuo del parco produttivo e incentivando forme virtuose e responsabili di consumo da parte dei clienti. I fabbisogni elettrici per il funzionamento dei siti produttivi del Gruppo sono soddisfatti interamente mediante energia da fonte rinnovabile. In relazione alle conseguenze di eventi estremi per i quali è attesa una crescente frequenza di accadimento, quale possibile conseguenza dei cambiamenti climatici, Hera ha provveduto a sviluppare importanti azioni, quale ad esempio il piano di salvaguardia della balneazione di Rimini attualmente in corso che, oltre ad assicurare il mantenimento della qualità della risorsa marina, accresce la resilienza dell'infrastruttura di drenaggio delle acque meteoriche a fronte di eventi estremi. Per ulteriori approfondimenti sulle specifiche iniziative si rimanda al paragrafo "Mitigazione dei cambiamenti climatici" del bilancio di sostenibilità del Gruppo Hera.

Hera si è dotata di un adeguato sistema di controllo ambientale, sia per quanto attiene la governance dei processi di certificazione ambientale e relativi audit, sia per quanto attiene la gestione operativa di controlli e rilevazioni. Il Gruppo riesce a far fronte ai rischi ambientali mediante una continua attività di monitoraggio dei potenziali fattori di inquinamento, assicurando trasparenza nelle rilevazioni, nonché tramite significativi investimenti in impianti tecnologici per garantire una qualità dell'aria e dell'acqua costantemente migliore di quanto richiesto dai limiti di legge. Per maggiori dettagli si rimanda ai paragrafi "Tutela dell'aria, del suolo e della biodiversità" e "Gestione sostenibile della risorsa idrica" del bilancio di sostenibilità. Hera, inoltre, in coerenza con la propria strategia di economia circolare, ha già effettuato (e prosegue nella pianificazione di medio-lungo termine) investimenti in impianti di selezione, recupero e compostaggio, incrementando la quota di rifiuti trattati e al contempo riducendo il ricorso alle discariche, riuscendo ad anticipare quanto previsto dalle norme europee e nazionali. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Transizione verso un'economia circolare" del bilancio di sostenibilità. Prosegue l'approfondimento della resilienza del sistema di approvvigionamento e distribuzione idrico del Gruppo in una prospettiva di medio-lungo periodo. La riduzione dell'impronta idrica, inoltre, viene perseguita attraverso il sistema di water management, volto a promuovere una gestione sostenibile della risorsa sia all'interno delle attività svolte dal Gruppo (attraverso il contrasto delle perdite di rete, la riduzione dei consumi diffusi, il recupero dell'acqua piovana per l'irrigazione delle aree verdi e il lavaggio dei mezzi) sia all'esterno (attraverso il controllo dei consumi domestici e l'offerta di consigli e soluzioni per ottimizzarli, il supporto di soluzioni tecnologiche per il cliente idroesigente, il servizio di supporto alla realizzazione di impianti di trattamento per il riuso/recupero dell'acqua).

L'implementazione del servizio idrico integrato dei water safety plan consente, inoltre, un approccio alla gestione della qualità della risorsa idrica basato su valutazione e gestione dei rischi, quindi su prevenzione e controllo.

Relativamente al rischio derivante dalla variabile meteorologica, il Gruppo dispone di avanzati strumenti di previsione della domanda tali da consentire l'ottimizzazione dell'utilizzo delle fonti disponibili. Inoltre, è dotato di adeguata flessibilità nelle fonti di approvvigionamento di commodity energetiche, che ne assicurano la disponibilità a condizioni di mercato. L'aumento di un grado di

temperatura media invernale rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determina una diminuzione media annua di Mol pari a circa 13 milioni di euro.

Identificazione dei rischi da cambiamento climatico

Gli scenari di rischio da climate change, fisici e transizionali, rilevanti per le proprie attività, sono stati declinati in funzione delle potenziali conseguenze sui business e sono stati oggetto di ulteriori valutazioni di impatto e di mitigazione, in relazione alla loro materialità (fenomeni meteorologici estremi quali alluvioni e siccità nonché rischi per la salute e per l'economia sono alcuni esempi).

L'analisi di scenario in ambito climatologico è una metodologia per testare la resilienza dei piani industriali in base a diverse assunzioni di sviluppi futuri. Hera ha selezionato due scenari più rilevanti tra i nove presi come punto di partenza. In particolare, lo scenario di transizione IEA ETP 2DS prodotto dall'International energy agency, scelto come scenario climatico ambizioso, prospetta un'evoluzione futura caratterizzata da forti processi di decarbonizzazione per mantenere l'incremento delle temperature al di sotto di 2°C: tale scenario è stato assunto per l'individuazione dei rischi di transizione. Lo scenario fisico IPCC RCP 8.5, scelto come scenario pessimista, prospetta invece una traiettoria "business-as-usual" e un conseguente forte incremento della temperatura (circa 4° C): tale scenario è stato assunto per l'individuazione dei rischi fisici. I suddetti scenari hanno consentito di individuare 8 rischi fisici e 8 rischi di transizione, associati a relativi impatti sul business. A ogni rischio e opportunità è stato associato un orizzonte temporale, un livello di priorità (definito come combinato disposto del livello di probabilità che il contesto in cui opera Hera si modifichi e dell'impatto del rischio/ opportunità sul business) e le conseguenti modalità di gestione nel caso dei rischi identificata e iniziative di business nel caso delle opportunità individuate.

Tipologia Cause

ondate di calore;

salti termici anomali invernali;

allagamenti e alluvioni con conseguenti frane e smottamenti;

fenomeni meteorologici estremi;

aumento del livello del mare;
Rischi fisici
cambiamenti nella distribuzione temporale delle precipitazioni annuali e dei quantitativi
pluviometrici medi;

inaridimento dei suoli;

aumento delle temperature; il rischio associato al calo del consumo di gas e
teleriscaldamento per uso civile conseguente all'incremento della temperatura è stato
inoltre valutato come significativo nel lungo periodo.

elettrificazione dei consumi energetici;

sviluppo delle fonti di energia rinnovabile;

introduzione di misure che richiedono interventi strutturali e non strutturali di
efficientamento;

limiti sulla generazione di emissioni di gas serra;

incremento dei costi delle materie prime e delle emissioni di gas serra;
Rischi di transizione
stigmatizzazione del settore in cui opera l'impresa;
ovvero limitazione all'accesso al mercato dei capitali

assenza e/o obsolescenza di competenze altamente specialistiche richieste dal
mercato per lo sviluppo di nuove tecnologie o per la sostituzione di prodotti esistenti;

contenziosi legali;

obsolescenza degli impianti attualmente in essere con necessità di introdurre nuove
soluzioni/tecnologie più sostenibili.

Nel corso del 2021 è stata svolta un'analisi di rischio da allagamento, con proiezione temporale sul medio-lungo termine, per valutare potenziali impatti sugli asset del Gruppo derivanti da fenomeni estremi correlati alle dinamiche del cambiamento climatico. La conclusione delle attività di analisi e il conseguente aggiornamento degli scenari sono previsti per l'esercizio 2022.

Si segnala che i rischi fisici sono distribuiti sui due orizzonti temporali di medio e lungo termine, con un numero maggiore di occorrenze nell'orizzonte 2031-2050, in coerenza con la nozione che gli impatti dei cambiamenti climatici diventeranno più evidenti nel lungo termine.

I rischi di transizione sono concentrati prevalentemente nell'orizzonte temporale di medio termine e distribuiti su tutte le categorie della classificazione suggerita dalla TCFD. A ciascun rischio è stata associata anche una o più modalità di gestione: sono state individuate 21 modalità di gestione per i rischi fisici e 12 per i rischi di transizione; alcune delle conseguenti azioni sono già state integrate negli investimenti effettuati, nonché riflesse nel piano industriale. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "La strategia di Hera per il clima" riportato nel bilancio di sostenibilità. Gli investimenti e le azioni di mitigazione e adattamento ad oggi pianificati, orientati alla transizione energetica verso la carbon neutrality e alla transizione ambientale verso l'economia circolare, nonché per l'evoluzione tecnologica, in linea con le strategie europee e gli obiettivi dell'Agenda ONU 2030, sono stati realizzati nelle tempistiche stimate e talvolta accelerati alla luce dei risultati positivi del Gruppo.

Gli scenari del breve e medio termine analizzati dal Gruppo Hera potrebbero essere aggiornati sulla base delle conseguenze dell'intervento militare russo in Ucraina. Le incertezze inerenti l'evoluzione del conflitto potrebbero, infatti, non escludere un'accelerazione dei percorsi di transizione previsti dagli scenari, ovvero dei rischi e delle opportunità emergenti dalle analisi. Per le valutazioni relative ai potenziali effetti in termini di impairment test, specificatamente in relazione al consumo del gas, si rimanda alla nota 31 del bilancio consolidato al paragrafo 2.02.05 "Note di commento agli schemi di bilancio".

Gestione dei rischi da cambiamento climatico

Hera ha avviato una serie di iniziative con l'obiettivo di mitigare gli effetti del cambiamento climatico e contemporaneamente ridurre la propria impronta di carbonio. Le attività di valutazione dei rischi stanno proseguendo con gli opportuni livelli di approfondimento, specie con riferimento ai rischi di transizione e alla loro modellizzazione. Il Gruppo sta sviluppando uno schema analitico ponendosi come obiettivo la quantificazione dei singoli impatti. A seguito degli esiti della prima fase di analisi, sono state individuate una serie di attività di mitigazione e adattamento, e non sono stati riscontrati rischi che –

con riferimento alla loro valutazione di manifestazione nell'orizzonte temporale del piano industriale – possano determinare la necessità di apportare svalutazioni agli asset del Gruppo.

Tipologia Principali iniziative/azioni del Gruppo
Attività di mitigazione
riduzione dei fabbisogni energetici interni mediante investimenti in efficienza;

investimenti specifici per il crescente ruolo della produzione di energia rinnovabile,
come quelli pianificati in impianti per la produzione di biometano e le iniziative volte alla
realizzazione di impianti di elettrolizzazione per la produzione di idrogeno verde;

vendita ai clienti di energia elettrica rinnovabile e di gas con emissioni compensate;

offerte di sistemi di generazione fotovoltaica;

offerte di servizi per l'efficienza energetica verso clienti retail e istituzionali;

accelerazione verso il riutilizzo di materia prima attraverso le attività di recupero e
rigenerazione dei polimeri con conseguente riduzione della CO2 emessa.
Attività di adattamento
azioni volte a consolidare la resilienza delle proprie infrastrutture ai cambiamenti
climatici, accrescendo la capacità di adattamento a condizioni fisiche avverse. A tal
proposito, il piano di salvaguardia della balneazione ottimizzato di Rimini, assicurerà
una migliore capacità di risposta delle infrastrutture del servizio idrico integrato, a fronte
di eventi estremi di precipitazione nell'area;

sviluppo di ipotesi progettuali di integrazione e parziale sostituzione delle fonti idriche,
oltre che di realizzazione delle interconnessioni tra le stesse, per far fronte a condizioni
emergenziali entro l'orizzonte 2030;

interventi per la distrettualizzazione delle reti idriche e per il monitoraggio delle perdite
idriche;

accordi e investimenti per il riutilizzo delle acque reflue depurate, riducendo la
pressione sulle risorse idriche primarie e quindi lo stress idrico sul territorio, che sarà
accentuato dai cambiamenti climatici nei prossimi decenni.

Come anticipato nel paragrafo 1.01.02 "L'approccio strategico e le politiche di gestione - climatico e ambientale: lo sviluppo sostenibile", Hera attua una politica di gestione del rischio volta al raggiungimento della neutralità carbonica. Tra i principali contributi si annoverano le soluzioni di efficienza energetica tramite la valorizzazione di asset multibusiness, applicate sia al perimetro del Gruppo che ai clienti, lo sviluppo di nuova impiantistica rinnovabile, la vendita ai clienti di energia verde e il forte impegno a ridurre le emissioni di anidride carbonica della filiera industriale del 37% entro il 2030 (rispetto al 2019) calcolata secondo i riferimenti Science Based Target.

Identificazione dei rischi sulla sicurezza operativa e Ict

Le esternalità negative che vengono generate da eventi eccezionali, nonostante attente pianificazioni e coperture assicurative, possono compromettere la continuità dei business e accrescere il fabbisogno finanziario per il ripristino della regolare operatività. L'erogazione dei servizi di pubblica utilità richiede pertanto lo svolgimento sia di attività preventive che di azioni per contrastare interruzioni, ritardi di servizio o livelli di servizio non adeguati. Tra i rischi in ambito tecnologico si annoverano la sicurezza operativa delle reti di distribuzione (fluidi ed elettricità), la sicurezza logica delle informazioni, la sicurezza delle reti di comunicazione e dei sistemi informativi e l'affidabilità dei sistemi di telecontrollo. Le principali minacce per i sistemi on permise (ospitati presso i data center aziendali) oppure in cloud comprendono il furto di identità, il phishing mirato a prendere il controllo di un personal computer per poi attaccare i sistemi centrali, gli attacchi sui servizi esposti, quali ad esempio i siti web pubblici.

La sicurezza delle informazioni utilizzate, prodotte e trasformate dall'azienda dipende dalle modalità con cui sono gestite e dalle risorse umane e tecnologiche coinvolte. La perdita di riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni aziendali, si tratti di informazioni critiche per il business o di informazioni personali (ovvero qualsiasi dato relativo a persone fisiche, come meglio definito dal Regolamento europeo GDPR e dal codice della privacy D.Lgs. 196/03 e smi) potrebbero causare serie perdite finanziarie con conseguente perdita di immagine sul mercato. È stata portata a termine una business impact analysis su tutti i sistemi ICT (BIA) in uso nel Gruppo e annualmente viene effettuata una Security risk analysis per l'identificazione e la valutazione del rischio attraverso la metodologia basata su un framework che considera le tre dimensioni di sicurezza: disponibilità, integrità e riservatezza.

Gestione dei rischi sulla sicurezza operativa e Ict

I sistemi centralizzati di monitoraggio delle reti (telecontrollo fluidi e rete elettrica) permettono una costante attività di monitoraggio e supervisione delle stesse in tempo reale e in alcuni ambiti la gestione da remoto, consentendo di segnalare con tempestività potenziali fattori critici alle strutture tecniche del pronto intervento e, ove possibile, di intervenire direttamente a risoluzione della potenziale criticità. Tali sistemi hanno avuto modo di essere applicati in molteplici situazioni, consentendo il ripristino del servizio in tempi adeguati e garantendo adeguata resilienza ai servizi offerti.

Il Gruppo effettua un monitoraggio costante del livello di rischio della sicurezza informatica, conduce test per valutare continuamente il livello di penetrabilità dei propri sistemi e di sicurezza delle reti, oltre a realizzare campagne di formazione per la sensibilizzazione di tutti gli utenti.

Nel corso del 2021 è proseguita l'esecuzione di interventi finalizzati a garantire la riservatezza, l'integrità e la disponibilità dei sistemi Hera; le principali iniziative, consolidate nella strategia e nella modalità di azione del Gruppo, sono descritte al paragrafo 1.01 "Trend di contesto, approccio strategico e politiche di gestione del Gruppo". A titolo esemplificativo, nel contesto degli impianti industriali è stato rafforzato il coordinamento delle iniziative di miglioramento della cyber security rivolte al modello di monitoraggio convergente della cyber security tra ambiti IT (information Technology) e OT (Operation Technology). Al fine di intercettare eventuali vulnerabilità presenti su sistemi o applicazioni che potrebbero essere sfruttate da un attaccante, sono state inoltre intensificate le attività di vulnerability assessment, estendendole all'ambito degli impianti industriali.

Nel corso del 2021, il Gruppo ha ricevuto due reclami aventi ad oggetto temi di privacy o di perdita dati dei propri clienti.

Identificazione dei rischi sulla sicurezza e sullo sviluppo delle persone

Gli ambiti climatico-ambientale, tecnologico, e del capitale umano hanno come comune denominatore le persone e i relativi comportamenti, che possono influenzare in modo sempre più rilevante l'efficacia delle strategie aziendali. La tutela delle persone resta pertanto elemento cardine, che deve declinarsi nella sicurezza sul lavoro e nella dimensione della protezione sociale. L'identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi sono basate sull'analisi dei ruoli, delle attività lavorative, dei processi, dei luoghi di lavoro, delle attrezzature, dei mezzi, degli impianti e delle sostanze utilizzate. Le esigenze e i bisogni emergenti delle diverse categorie di dipendenti sono oggetto di continua attenzione del Gruppo. Con riferimento alla specificità del proprio business e alla sua presenza territoriale, il Gruppo ha stabilito dei criteri per l'individuazione degli scenari di rischio dovuti alla diffusione del virus Covid-19 in logica Enterprise risk management.

Le misure adottate e l'implementazione delle stesse sono periodicamente monitorate. A tal proposito è altresì stata sviluppata una check-list di controllo specifica per il monitoraggio periodico da parte dei responsabili delle varie unità organizzative. Infine, con lo scopo di identificare, misurare e monitorare i rischi che minacciano gli asset del Gruppo, prevenire e mitigare le minacce e gli impatti causati da incendi, indipendentemente dalle cause che possono provocarli (dolosa, colposa o accidentale), è stato implementato un modello di valutazione dei rischi per la sicurezza fisica degli asset.

Gestione dei rischi sulla sicurezza e sullo sviluppo delle persone

Al fine di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e mitigare il rischio di infortuni, il Gruppo è impegnato costantemente verso iniziative finalizzate a un più efficace monitoraggio e miglioramento dei processi di protezione e prevenzione in tema di sicurezza, volti alla riduzione della frequenza e della severità degli incidenti. Le didattiche scelte per la formazione dei lavoratori non avranno più solo carattere tecnico-normativo ma saranno orientate allo sviluppo della consapevolezza di sé nella percezione del rischio e nel mettere in campo comportamenti sicuri e consapevoli. Le misure di prevenzione messe in atto dal Gruppo hanno l'obiettivo di abbassare il livello di probabilità di accadimento di un evento sfavorevole e le misure di protezione agiscono abbassando la gravità delle conseguenze a seguito dell'evento. Per l'azienda è di fondamentale importanza sviluppare nei lavoratori la consapevolezza dei rischi legati alla propria attività lavorativa. Hera individua sempre più percorsi formativi che inducono le persone a sviluppare una maggior consapevolezza, modificando i propri comportamenti nella percezione del rischio e nell'essere d'esempio virtuoso per gli altri colleghi. L'attenzione a tali aspetti è elemento imprescindibile dell'operatività per continuare a confermare il continuo decremento del numero di infortuni, dell'indice di frequenza degli stessi, di quello di gravità degli incidenti e del numero di giornate di assenza per infortunio. A tal proposito, sono stati ricevuti importanti riconoscimenti quali la Iso 9001 (sistema di gestione qualità), la Iso 14001 (sistema di gestione ambientale) e la Iso 45001 (salute e sicurezza sul lavoro). Il procedimento di identificazione dei pericoli e di valutazione e controllo dei rischi è eseguito in maniera preventiva e proattiva (piuttosto che reattiva) al fine dell'individuazione di adeguate misure di riduzione e controllo dei rischi.

L'impegno costante delle persone e l'integrazione della sicurezza nei processi e nella formazione sono gli elementi fondanti della cultura della sicurezza del Gruppo. Questo elemento strategico nella gestione del rischio si basa sul presupposto che ciascuno è responsabile della propria salute e sicurezza, così come di quella delle persone con cui interagisce. Tale principio è stato trasposto nella procedura di gestione del processo di identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori. Questa procedura prevede, in particolare, che ogni dipendente sia tenuto a segnalare e fermare tempestivamente qualsiasi situazione a rischio o comportamento non sicuro. I responsabili delle unità organizzative, inoltre, nel 2021 hanno completato e gestito circa 7 mila checklist di controllo strumentali al monitoraggio delle misure adottate e all'eventuale segnalazione di necessità di procedure specifiche per la gestione dei lavoratori. Con riferimento all'emergenza sanitaria legata al Covid-19, al fine di interrompere tempestivamente eventuali catene di trasmissione del virus negli ambienti di lavoro è stata prevista in determinate condizioni, ad esempio, l'effettuazione di test rapidi, sono state previste attività aggiuntive a quelle standard di pulizia e sanificazione dei locali aziendali, prevedendo l'uso di disinfettanti e intensificandone la frequenza, sono stai posizionati distributori di gel disinfettanti negli accessi e nei luoghi comuni, e sono anche state distribuite dotazioni di mascherine chirurgiche a ogni dipendente. Nei luoghi comuni è stata definita una logistica di gestione degli spazi che consente un congruo distanziamento tra le persone. Sono state definite, infine, le modalità di svolgimento dei servizi sul campo, quali la riduzione degli spostamenti, l'eliminazione dell'utilizzo degli spogliatoi o la rivisitazione dei turni di lavoro per ridurre la sovrapposizione delle squadre operative.

Al fine di mantenere elevata l'efficacia nello svolgimento delle proprie attività e garantire il più elevato livello di sicurezza sul lavoro, il rispetto degli standard ambientali e ridurre i rischi legati alla continuità dei servizi, Hera ha elaborato un progetto tecnico-gestionale che:

  • garantisce un livello minimo di sicurezza uniforme per tutto il Gruppo, attraverso l'applicazione di contromisure omogenee, standardizzate e modulari;
  • applica soluzioni tecnologiche evolute nel rispetto di normative, standard e buone prassi;
  • gestisce centralmente i contratti (infrastrutture, manutenzione e servizi) garantendo una corretta standardizzazione e ottimizzazione dei costi degli interventi.

Per una migliore gestione degli eventi, ad esempio. sono state messe a frutto sinergie, competenze e risorse del Gruppo tramite la centralizzazione del punto recezione allarmi presso una control room con visione di tutti gli allarmi/segnalazioni riguardanti gli asset, ma anche tramite la gestione di reti e sistemi del global contractor (per l'installazione, la manutenzione degli impianti, e l'attivazione dei servizi di vigilanza). Infine, con riferimento al benessere sociale, con l'obiettivo di favorire un ambiente di lavoro positivo, Hera ha creato un sistema di welfare fondato sull'attenzione alle persone. Tale sistema comprende interventi di natura monetaria e legati alla qualità della vita, quali servizi aventi a oggetto interventi su famiglia, istruzione, conciliazione vita-lavoro, benessere, tempo libero e salute.

1.03 PRINCIPALI FATTI DI RILIEVO

Eventi di business e finanziari

Target SBTi

Il network internazionale Science Based Target initiative (SBTi), nato dalla collaborazione tra Carbon Disclosure Project (Cdp), Global Compact delle Nazioni Unite, World Resources Institute e Wwf, ha certificato, su base scientifica, gli obiettivi di riduzione dei gas serra fissati dal Gruppo: il 37% in meno entro il 2030 rispetto al 2019. L'impegno di Hera, in particolare, si inserisce all'interno dell'obiettivo generale "Well below 2°C", volto a limitare l'incremento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre-industriali, in linea con le traiettorie dell'Accordo sul Clima di Parigi.

Tale obiettivo non si limita alle emissioni prodotte dalle attività del Gruppo, ma si estende anche a quelle dei suoi clienti, relativamente alla vendita di energia elettrica e gas, e dei fornitori. Numerose, infatti, sono le soluzioni messe in campo da Hera per promuovere l'efficienza energetica, che si accompagnano a più ampie iniziative di coinvolgimento e sensibilizzazione volte a incentivare la riduzione dei consumi. Tra le azioni previste rientrano l'ulteriore espansione del teleriscaldamento, la riqualificazione energetica di edifici e l'avvio di iniziative per lo sviluppo dell'idrogeno come vettore energetico fino all'aumento dell'uso di energia elettrica da fonte rinnovabile per i consumi interni.

Sul fronte delle imprese, i progetti sviluppati anche grazie alle società del Gruppo dedicate ai servizi di efficienza energetica, Hera Servizi Energia Srl e AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa, vanno dalle diagnosi energetiche, alla realizzazione di impianti "chiavi in mano", fino a interventi di riqualificazione mirati. Attraverso la proposta multiservizio Hera Business Solution, inoltre, la multiutility può offrire alle aziende anche la gestione sostenibile e integrata di rifiuti, acqua ed energia. Anche per quanto riguarda infine i clienti retail, già oggi usufruiscono di energia al 100% da fonti rinnovabili e hanno gratuitamente a loro disposizione strumenti come il Diario dei consumi, per poter meglio valutare le loro abitudini e i risparmi ottenibili grazie a una riduzione degli sprechi.

Gara gas Atem Udine 2

La controllata AcegasApsAmga Spa, già gestore uscente, si è aggiudicata con un'offerta orientata alla sostenibilità e alla creazione di valore la gara gas dell'ATEM Udine 2, nel quale gestirà il servizio per i prossimi 12 anni. L'Ambito Udine 2 comprende 18 comuni (fra cui il Capoluogo) e oltre 90 mila utenze, distribuite lungo una rete di oltre 1.200 km. Il contratto firmato con il Comune di Udine, in qualità di stazione appaltante, ha un valore di circa 115 milioni di euro.

AcegasApsAmga Spa per conseguire il mantenimento della gestione del servizio, in un contesto competitivo aperto ai più qualificati operatori nella distribuzione gas, ha elaborato una proposta in grado di conciliare l'efficienza di gestione, con elevanti standard di sicurezza, soluzioni di asset management e aspetti ambientali. Il progetto di AcegasApsAmga Spa prevede che una parte consistente dei circa 80 milioni di euro previsti per investimenti saranno impiegati per prevenire guasti, potenziare la rete e aumentarne ulteriormente l'affidabilità e la resilienza, garantendo così al meglio la continuità del servizio, utilizzando soprattutto una logica di investimento predittiva (interventi pianificati in base alle fragilità potenziali rilevate in rete) anziché emergenziale (interventi a seguito di guasti rilevanti).

Sustainabilitylinked bond

Il 13 ottobre 2021 Hera ha lanciato il suo primo Sustainability-linked bond del valore nominale di 500 milioni di euro, rimborsabili in 12 anni e mezzo. Tale prestito obbligazionario quotato, sottoscritto nell'ambito del programma Euro Medium Term Notes e riservato a investitori qualificati, si inserisce nella strategia di sostenibilità, volta alla riduzione delle emissioni e al riciclo delle plastiche, ovvero nelle strategie per la transizione energetica e ambientale del Gruppo, già integrate nel piano industriale e rappresentative dell'impegno della multiutility per il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda ONU 2030. Tale operazione consente a Hera di continuare a rappresentare un punto di riferimento per la finanza Esg a livello nazionale.

La forte domanda, con sottoscrizioni pari a quattro volte l'offerta, e la qualità degli ordini ricevuti, hanno permesso di fissare il prezzo a livelli eccellenti. L'obbligazione pagherà una cedola annuale a tasso fisso dell'1% e, a partire dalla data di pagamento interessi del 2032, sono previsti eventuali step-up nel caso in cui la Società non dovesse raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Green House Gas in tonnellate di CO2 (aumento del tasso di 0,20%) e/o della quantità di plastica riciclata in migliaia di tonnellate (aumento del tasso di 0,15%). L'obbligazione è pertanto legata al conseguimento dei target di sostenibilità contenuti nel Sustainability-Linked Financing Framework, rispetto ai quali sono stati anche definiti Sustainability Performance Target (SPTs) intermedi, che verranno rendicontati annualmente in un'ottica di trasparenza. Come illustrato in relazione alla certificazione SBTi, il Gruppo Hera punta in primo luogo a ridurre le emissioni di gas serra del 37% al 2030 (rispetto al 2019). Per quel concerne invece il secondo target, Hera punta ad aumentare del 150% i quantitativi di plastica riciclata al 2030 (rispetto al 2017), anche grazie all'incremento della capacità impiantistica e all'ampliamento del raggio d'azione al recupero delle plastiche rigide. La nuova emissione, la cui data di regolamento è avvenuta il 25 ottobre 2021, è quotata, sin dalla data di emissione, sui mercati regolati di Euronext Dublin e del Luxembourg Stock Exchange e, in un momento successivo, sul sistema multilaterale di negoziazione ExtraMOT PRO di Borsa Italiana. Il Sustainability-linked bond ha infine ricevuto un rating in linea con quello di Hera (rating Baa2 con Outlook stabile per Moody's e BBB+ con Outlook stabile per Standard & Poor's).

Nel mese di ottobre Hera Comm Spa, società di vendita del Gruppo, si è aggiudicata i lotti relativi a Provincia di Roma, Campania, Calabria e Sicilia, che riguardano circa 39.000 punti di fornitura e la fornitura annua di oltre 3,4 TWh di energia elettrica alle Pubbliche Amministrazioni, per un valore di più di 580 milioni di euro. La convenzione partirà a fine anno per una durata complessiva fino a 24 mesi a seconda dell'opzione di fornitura. Hera Comm ha vinto la gara in virtù di un'offerta economica vantaggiosa, che prevede anche l'attivazione dell'Opzione Verde, con la fornitura per il 50% di energia da fonti rinnovabili.

L'Agenzia territoriale dell'Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir), in veste di stazione appaltante, ha aggiudicato a Hera la gara per la gestione del servizio idrico integrato sul territorio della provincia di Rimini, a esclusione del comune di Maiolo. L'aggiudicazione riguarda 24 comuni del riminese, fra cui il Capoluogo, e oltre 160.000 mila utenze, distribuite lungo una rete di oltre 3.000 km. Il contratto per la gestione del servizio avrà una durata di 18 anni e un valore di oltre 1,7 miliardi di euro.

Il Gruppo Hera, per conseguire il mantenimento della gestione del servizio in un contesto competitivo aperto ai più qualificati operatori del settore idrico, ha elaborato una proposta in grado di conciliare l'efficienza del servizio, e dunque l'impatto economico, con le migliori pratiche per favorire elevati standard di sicurezza, attraverso il presidio dell'asset management e degli aspetti ambientali, forte della proposta di tecnologie innovative già rodate in campo. Hera punta, infatti, sull'innovazione anche

Gara Consip

per garantire la resilienza nella gestione del ciclo idrico, servizio caratterizzato da un'alta presenza di infrastrutture e come tale, più di altri settori, soggetto alle conseguenze dei mutamenti climatici. Nell'arco del periodo di affidamento sono previsti investimenti per circa 250 milioni di euro, al fine di prevenire e contenere le perdite, potenziare la rete e aumentarne ulteriormente l'affidabilità e la resilienza, garantendo così al meglio la continuità del servizio. All'interno del piano degli investimenti sono previsti anche interventi per l'ottimizzazione del sistema fognario depurativo e il potenziamento degli impianti di depurazione, nonché soluzioni per l'attuazione del piano di indirizzo delle acque di prima pioggia. Al fine di migliorare sempre più l'efficienza di reti e impianti, l'utilizzo delle tecniche più tradizionali sarà integrato grazie a digitalizzazione e tecnologie all'avanguardia, quali intelligenza artificiale e big data, già impiegati dalla multiutility in altri territori, ad esempio per ottimizzare le attività di manutenzione o aumentare il risparmio energetico delle attività di depurazione

Nel corso del mese di novembre l'Agenzia territoriale dell'Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir), in qualità di stazione appaltante, ha aggiudicato al raggruppamento temporaneo di imprese (RTI), costituito tra Hera, Giacomo Brodolini Soc. Coop e Consorzio Stabile Ecobi, le gare per la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati nel bacino territoriale "Pianura e Montagna Modenese" e nel bacino territoriale di Bologna.

La prima aggiudicazione riguarda 32 comuni del modenese, fra cui il Capoluogo, per un bacino di circa 490 mila abitanti. L'affidamento ha un valore complessivo di oltre 880 milioni di euro e un orizzonte temporale di 15 anni. La seconda aggiudicazione riguarda 50 comuni del bolognese, fra cui il Capoluogo, per un bacino di circa 1 milione di abitanti. L'affidamento ha un valore complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro e un orizzonte temporale di 15 anni.

In entrambi gli ambiti sono previsti rilevanti investimenti per estendere all'intero territorio modelli di raccolta con servizi e attrezzature innovativi che consentano la misurazione puntuale dei rifiuti, con la finalità di minimizzare i rifiuti indifferenziati conferiti e aumentare i quantitativi avviati a riciclo. Principi cardine alla base delle offerte presentate sono stati la sensibilizzazione e il coinvolgimento attivo di cittadini e imprese al fine di favorire la riduzione del quantitativo degli scarti, in particolare indifferenziati, e una raccolta differenziata sempre più di qualità.

Operazioni societarie rilevanti

In data 27 aprile 2021 la società AresGas Ead, tramite il veicolo Atlas Utilities, ha acquisito con una quota del 96,9% il controllo di Primagas Ad, società di distribuzione gas operante a Varna (Bulgaria), titolare di licenze di distribuzione e vendita di gas naturale sul territorio delle municipalità "Vladislav Varnenchik", "Mladost" e "Asparuhovo". L'operazione ha consentito al Gruppo di rafforzare la sua presenza sul territorio bulgaro. Primagas

  • In data 29 aprile 2021 Herambiente Servizi Industriali Srl ha acquistato il 31% di SEA Servizi Ecologici Ambientali Srl, società operante nelle Marche attiva nella gestione e trattamento dei rifiuti speciali e nella bonifica di siti inquinati e aree industriali dismesse. SEA
  • In data 28 Giugno 2021 il Gruppo Hera, tramite la società controllata Herambiente Servizi Industriali Srl, ha rafforzato il proprio perimetro di attività nel ciclo dei rifiuti nel nord Italia, acquisendo il 70% di Recycla

Gare ambiente Modena e Bologna

Recycla Spa, società friulana che gestisce tre piattaforme per rifiuti industriali solidi e liquidi, la principale con sede a Maniago (PN), mentre le minori a Resana (TV) e Savignano sul Rubicone (FC). La sede principale gestisce oltre 40.000 tonnellate all'anno di scarti industriali e, in linea con i principi dell'economia circolare, svolge attività di pretrattamento per ottimizzarne le caratteristiche e destinarli principalmente al recupero energetico o al trattamento chimico fisico: in questo modo solo il 3% dei rifiuti che entrano nella piattaforma viene smaltito in discarica. Con tale acquisizione, il Gruppo consolida e amplia la propria dotazione impiantistica dedicata alle imprese, con 15 siti polifunzionali dedicati al trattamento dei rifiuti prodotti dalle aziende e 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti industriali trattati ogni anno. L'integrazione delle nuove piattaforme con l'attuale dotazione impiantistica aumenta la capillarità delle soluzioni di prossimità in territori storicamente serviti, migliorando efficienza e qualità dei servizi alle imprese (alle quali potrà fornire le proprie soluzioni a 360° nel trattamento rifiuti).

In data 27 luglio 2021, Hera Comm Spa ha acquisito il 90% di Ecogas Srl, società attiva nella vendita di gas ed energia elettrica ai consumatori finali, con un portafoglio di circa 22 mila clienti concentrati nella provincia dell'Aquila. Ecogas

In data 8 settembre 2021, è stato ratificato, nei termini e secondo le modalità previste dall'asta pubblica, l'acquisto da parte di EstEnergy Spa del restante 11% di Ascotrade Spa. Per quest'ultima società, la percentuale di partecipazione è passata dall'89% al 100%. La differenza tra l'ammontare a rettifica delle partecipazioni di minoranza e il fair value del corrispettivo pagato è stata rilevata direttamente nel patrimonio netto e attribuita ai soci della Controllante. Ascotrade

In data 9 settembre 2021, Herambiente Servizi Industriali Srl ha acquisito l'80% del Gruppo Vallortigara con sede in Torrebelvicino (VI) che, direttamente o tramite le sue partecipate Vallortigara Angelo Srl, Hydro Mud Srl e Vegri Scarl, fornisce servizi a industrie, pubbliche amministrazioni e cittadini, gestendo inoltre una piattaforma polifunzionale per il trattamento di rifiuti speciali. In particolare, la piattaforma di Torrebelvicino è costituita da tre sezioni: un impianto di stoccaggio e selezione per rifiuti industriali solidi e liquidi, pericolosi e non pericolosi, un impianto di stabilizzazione e solidificazione di fanghi industriali e un impianto chimico-fisico per rifiuti liquidi. Attualmente la struttura tratta ogni anno circa 75.000 tonnellate di rifiuti e, grazie agli investimenti pianificati, potrà incrementare ed efficientare le proprie attività, in linea con i principi dell'economia circolare. L'acquisizione del Gruppo Vallortigara consente al Gruppo Hera di rafforzare la presenza nel Triveneto, espandendo al tempo stesso il servizio anche ai territori limitrofi, e realizzando importanti sinergie con i poli industriali in provincia di Pisa e Ravenna, già da tempo operativi. Vallortigara

Altre operazioni societarie

In data 3 marzo 2021, a seguito dell'accordo di partnership tra Hera ed Eni sottoscritto nel mese di novembre 2020, Herambiente Servizi Industriali Srl ed Eni Rewind Spa hanno costituito HEA Spa, partecipata pariteticamente dai due soci, avente ad oggetto la realizzazione della nuova piattaforma ambientale per rifiuti solidi e liquidi, pericolosi e non pericolosi ubicata presso l'area Ponticelle (RA). La newco mette a fattor comune il know-how delle due aziende per realizzare impianti per la gestione dei rifiuti industriali, in linea con i principi dell'economia circolare. Verrà infatti realizzata una piattaforma polifunzionale di pretrattamento e trattamento di rifiuti speciali, che gestirà fino a 60 mila tonnellate all'anno di rifiuti prodotti dalle attività ambientali e produttive, incluse quelle del territorio, in un'ottica circolare e in linea con le direttive europee del "Pacchetto Economia Circolare". Hera gestirà operativamente la struttura, mentre Eni sarà responsabile del processo di approvvigionamento dei servizi di trattamento dei rifiuti solidi e liquidi. HEA

In data 14 luglio 2021, Herambiente Servizi Industriali Srl ha acquistato il 31% di Tremonti Srl, società costituita da Edison Spa con lo scopo di gestire direttamente e dare esecuzione alle operazioni di bonifica e recupero ambientale dell'area Tre Monti sita nel comune di Bussi sul Tirino. Tale società di scopo rappresenta un modello paradigmatico per la gestione e positiva risoluzione di casi di contaminazione dei terreni da parte di industrie storiche del nostro Paese, come i siti ex-Montedison di cui Edison ha integralmente preso in carico il recupero. La tecnologia di intervento scelta è il desorbimento termico che, tramite un sistema di riscaldamento del terreno con tubi posti in profondità, permette di far evaporare e aspirare le sostanze organiche volatili e semi-volatili presenti nel sottosuolo. I rifiuti misti ai terreni superficiali verranno invece rimossi e trasferiti nei siti deputati al loro Tremonti trattamento e, dove possibile, recuperati. La NewCo progressivamente amplierà i propri interventi alle aree di Piano d'Orta e dello stabilimento industriale. Mentre sono già in corso le attività finalizzate alla rimozione dei rifiuti presenti a livello superficiale del terreno nell'area Sud della Tre Monti.

Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio

Hera Comm Marche

Nel corso del mese di gennaio 2022, la società del Gruppo Hera Comm Spa ha definito l'acquisto del restante 16% di Hera Comm Marche Srl per un valore di 10,6 milioni di euro, arrivando a detenere l'intero ammontare del capitale sociale.

Conflitto Russia - Ucraina

La rapida escalation che ha condotto alla decisione della Russia di invadere l'Ucraina il 24 Febbraio, dopo alcune settimane di tensioni in costante crescita, ha innescato una serie di conseguenze in ambito economico e finanziario, specie con impatti sui mercati energetici dove il Gruppo opera la cui evoluzione è al momento incerta e non prevedibile.

I livelli di prezzo delle commodity, sia gas che energia elettrica, già posizionati su valori molto elevati hanno subito un incremento con tassi di crescita giornalieri estremamente elevati.

In questo scenario assumono crescente rilevanza soprattutto due rischi sistemici da cui possono derivare impatti indiretti per il Gruppo:

  • una crescita ulteriore dell'inflazione per effetto delle commodity energetiche, con riverbero su prodotti di largo consumo (agroalimentare e produzione industriali) e con conseguente impatto su crescita del Pil e sulla domanda energetica;
  • l'indisponibilità di forniture di gas provenienti dalla Russia, quale decisione sanzionatoria da parte dell'Unione Europea o quale misura ritorsiva da parte della Russia, che comporterebbe una indisponibilità superiore ai 100 miliardi di metri cubi a livello europeo e di circa 25 miliardi per l'Italia, pari a circa il 35% del fabbisogno nazionale.

Sotto tale profilo, il Gruppo è esposto anche in maniera diretta al rischio di indisponibilità di forniture di gas provenienti dalla Russia, che costituiscono, sulla base di contratti in essere, il 5% circa delle proprie fonti di approvvigionamento di tale commodity: come in precedenza esposto, si ritiene tuttavia che il verificarsi di un simile scenario determinerebbe impatti sistemici di più ampia portata, ai quali il Gruppo potrebbe essere esposto in maniera indiretta.

Il Gruppo Hera sta monitorando giorno per giorno l'evolversi della situazione, declinando i precedenti rischi sistemici in possibili scenari di rischio per le proprie attività e individuando, laddove possibile, azioni di mitigazione. In una situazione caratterizzata da assoluta incertezza e conseguente estrema volatilità dei mercati, il Gruppo continuerà in modo costante a valutare rischi e conseguenze dirette sulla propria operatività, al fine di agire tempestivamente con le azioni ritenute più idonee nel momento in cui la situazione assumerà un minore grado di indeterminatezza.

Sotto il profilo contabile, la Direzione del Gruppo ha ritenuto che il conflitto tra Russia e Ucraina, scoppiato il 24 febbraio 2022, costituisca un not-adjusting event secondo le previsioni dello Ias 10 e pertanto non se n'è tenuto conto nei processi di valutazione afferenti alle voci iscritte nel bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2021.

SINTESI ANDAMENTO ECONOMICO-FINANZIARIO E DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE 1.04

Al fine di trasmettere le informazioni sull'andamento della redditività dei business in cui opera, nonché sulla propria situazione patrimoniale e finanziaria, il Gruppo Hera utilizza gli Indicatori alternativi di performance (Iap). In accordo con gli orientamenti pubblicati il 4 marzo 2021 all'European securities and markets e in coerenza con quanto previsto dalla comunicazione Consob n. 5/21 del 29 aprile 2021, sono di seguito esplicitati il contenuto e il criterio di determinazione degli Iap utilizzati nel presente bilancio, laddove presenti. Gli eventuali special item operativi, finanziari e fiscali sono rappresentati di seguito, laddove presenti.

Indicatori alternativi di performance (Iap)

Il Gruppo Hera determina gli indicatori economici di periodo riclassificando nel risultato da special item le componenti reddituali significative che: (i) derivano da eventi o da operazioni il cui accadimento risulta non ricorrente ovvero da quelle operazioni o fatti che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento delle attività; (ii) derivano da eventi o da operazioni non rappresentativi della normale attività del business.

Gli indicatori riportati di seguito sono utilizzati come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresentano principalmente misure utili per la valutazione delle performance operative del Gruppo (nel suo complesso e a livello di business unit), anche attraverso il confronto della redditività operativa del periodo di riferimento con quella dei periodi precedenti.

Il margine operativo lordo (nel prosieguo a volte Ebitda o Mol) è calcolato sommando gli ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni all'utile operativo dello schema di bilancio.

Indicatori economici e investimenti

Il margine operativo netto è calcolato sottraendo i costi operativi dai ricavi operativi. Tra i costi operativi, gli ammortamenti e accantonamenti sono nettati degli special item operativi che, se presenti, sono descritti in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo.

Il risultato prima delle imposte è calcolato togliendo dal margine operativo netto appena descritto la gestione finanziaria esposta negli schemi di bilancio al netto degli special item finanziari che, se presenti, sono descritti in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo.

Il risultato netto è calcolato sottraendo dal risultato prima delle imposte appena descritto le imposte da schema di bilancio al netto degli special item fiscali che, se presenti, sono descritti in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo.

Il risultato da special item (se presente nella relazione oggetto di commento) è finalizzato a evidenziare il risultato delle poste special item che, qualora sussistano, sono descritte in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo. Nella relazione sulla gestione tale indicatore è posizionato tra il risultato netto e l'utile netto dell'esercizio, consentendo in questo modo una lettura più chiara dell'andamento della gestione caratteristica del Gruppo.

Il margine operativo lordo su ricavi, il margine operativo netto su ricavi e l'utile netto su ricavi misurano la performance operativa del Gruppo facendo una proporzione, in termini percentuali, del margine operativo lordo, dell'utile operativo e dell'utile netto diviso il valore dei ricavi.

Gli investimenti netti sono ottenuti dalla somma degli investimenti in immobilizzazioni materiali, attività immateriali e partecipazioni al netto dei contributi in conto capitale. Per i dati utilizzati nel calcolo degli investimenti si rimanda a quanto riportato al paragrafo 1.03.01 e nelle note 13, 15, 16, 17 del paragrafo 2.02.05 "Note di commento agli schemi di bilancio", laddove presenti.

Le immobilizzazioni nette sono determinate quale somma di: immobilizzazioni materiali, attività immateriali e avviamento, partecipazioni, attività e passività fiscali differite.

Il capitale circolante netto è definito dalla somma di: rimanenze, crediti e debiti commerciali, crediti e debiti per imposte correnti, altre attività e altre passività correnti, quota corrente di attività e passività per strumenti finanziari derivati su commodity.

I fondi accolgono la somma delle voci di "trattamento di fine rapporto e altri benefici" e "fondi per rischi e oneri".

Il capitale investito netto è determinato dalla somma algebrica delle "immobilizzazioni nette", del "capitale circolante netto" e dei "fondi".

L'indebitamento finanziario netto (o, in alternativa, NetDebt) rappresenta un indicatore della struttura finanziaria ed è determinato conformemente agli orientamenti Esma 32-382-1138 con l'aggiunta dei valori delle attività finanziarie non correnti. Tale indicatore è quindi determinato come somma delle voci: attività finanziarie correnti e non correnti, disponibilità liquide e mezzi equivalenti, passività finanziarie correnti e non correnti, quota corrente e non corrente di attività e passività per strumenti finanziari derivati su tassi e cambi.

Le fonti di finanziamento sono ottenute dalla somma dell'"indebitamento finanziario netto" e del "patrimonio netto".

L'indice NetDebt/Ebitda, esposto come multiplo dell'Ebitda, rappresenta una misura della capacità della gestione operativa di remunerare l'indebitamento finanziario netto.

Il Fund from operation (Ffo) è calcolato sottraendo, dal margine operativo lordo, le svalutazioni crediti, gli oneri finanziari, gli utilizzi del Tfr e dei fondi rischi (al netto dei disaccantonamenti e degli incrementi generati da modifiche delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito della revisione delle perizie di stima sulle discariche in coltivazione) e le imposte, al netto degli special item qualora presenti e in tal caso descritti nella tabella di dettaglio in fondo al paragrafo.

L'indice Ffo/NetDebt, esposto in percentuale, rappresenta una misura della capacità della gestione operativa di remunerare l'indebitamento finanziario netto.

Il Roi, cioè il rendimento del capitale investito netto, è dato dal rapporto tra il margine operativo netto, come sopra descritto, e il capitale investito netto. Intende misurare la capacità di produrre ricchezza tramite la gestione operativa e quindi di remunerare il capitale proprio e quello di terzi.

Il Roe, cioè il rendimento del capitale proprio, è dato dal rapporto tra il risultato netto e il patrimonio netto. Intende misurare la redditività ottenuta dagli investitori a titolo di rischio.

Il flusso di cassa (cash flow) è dato dal flusso di cassa operativo (cash flow operativo) al netto dei dividendi distribuiti. Il cash flow operativo è calcolato a partire dal margine operativo netto (precedentemente descritto al netto degli special item se presenti), a cui si sommano:

  • gli ammortamenti e gli accantonamenti del periodo diversi da quello al fondo svalutazione crediti;
  • le variazioni del capitale circolante netto (*);

Indicatori economicopatrimoniali

  • gli accantonamenti ai fondi rischi (al netto dei disaccantonamenti) (**);
  • gli utilizzi del fondo Tfr;
  • la differenza tra la variazione delle imposte anticipate e delle imposte differite;
  • gli investimenti operativi e finanziari;
  • gli oneri finanziari e i proventi finanziari (***);
  • dismissioni;
  • le imposte correnti.

(*) al netto degli effetti della diversa policy contabile relativa ai derivati finanziari su commodity, negoziati sulla piattaforma Eex, che prevedono la regolazione giornaliera del differenziale, al netto di eventuali variazioni di Ccn derivanti da ampliamenti del perimetro di consolidamento integrale. (**) al netto dei disaccantonamenti e degli incrementi generati da modifiche delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito del la revisione delle perizie di stima sulle discariche in coltivazione.

(***) al netto degli effetti di attualizzazione derivanti dall'applicazione del principio Ias 37 e del principio Ias 19, dell'utile pervenuto dalle società collegate e joint venture più i dividendi ricevuti da queste ultime e di plusvalenze/minusvalenze da cessioni di partecipazioni (al netto degli special item se presenti).

Si riportano di seguito gli Iap del Gruppo Hera:

Indicatori economici e investimenti
(mln/euro)
dic-21 dic-20 Var. Ass. Var. %
Ricavi 10.555,3 7.079,0 3.476,3 +49,1%
Margine operativo lordo 1.223,9 1.123,0 100,9 +9,0%
Margine operativo lordo/ricavi 11,6% 15,9% (4,3) pp +0,0%
Margine operativo netto 611,7 551,3 60,4 +11,0%
Margine operativo netto/ricavi 5,8% 7,8% (2,0) pp +0,0%
Utile netto 372,7 322,8 49,9 +15,5%
Utile netto/ricavi 3,5% 4,6% (1,1) pp +0,0%
Investimenti netti 570,3 528,5 41,8 +7,9%
Indicatori patrimoniali-finanziari (mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var. %
Immobilizzazioni nette 7.308,0 6.983,6 324,4 +4,6%
Capitale circolante netto 3,5 53,6 (50,1) (93,5)%
Fondi (633,4) (654,9) (21,5) (3,3)%
Capitale investito netto 6.678,1 6.382,3 295,8 +4,6%
Indebitamento finanziario netto (3.261,3) (3.227,0) 34,3 +1,1%
Indicatori economico-patrimoniali dic-21 dic-20 Var. Ass.
NetDebt/Ebitda 2,66 2,87 2,66
Ffo/NetDebt 26,7% 25,2% +26,7 p.p.
Roi 9,2% 8,6% +9,2 p.p.
Roe 10,5% 10,2% +10,5 p.p.
Cash flow 181,2 159,6 181,2

Riconciliazione special item con schemi di bilancio

Nella seguente tabella è riportata la riconciliazione tra lo schema di conto economico gestionale e lo schema di conto economico consolidato pubblicato:

2021 2020
mln/euro Schema
gestionale
Special item Schema
pubblicato
Schema
gestionale
Special item Schema
pubblicato
Ricavi 10.555,3 10.555,3 7.079,0 7.079,0
Altri ricavi operativi 400,1 400,1 467,8 467,8
Materie prime e materiali (6.668,5) (6.668,5) (3.410,6) (3.410,6)
Costi per servizi (2.464,6) (2.464,6) (2.424,9) (2.424,9)
Costi del personale (592,8) (592,8) (572,7) (572,7)
Altre spese operative (66,5) (66,5) (58,9) (58,9)
Costi capitalizzati 60,8 60,8 43,3 43,3
Margine operativo lordo 1.223,9 1.223,9 1.123,0 1.123,0
Ammortamenti, accantonamenti e
svalutazioni
(612,1) (612,1) (571,7) (571,7)
Utile operativo (Margine
operativo netto)
611,7 611,7 551,3 551,3
Gestione finanziaria (119,8) (85,0) (204,8) (116,7) (116,7)
Altri ricavi (costi) non operativi
Utile prima delle imposte
(Risultato prima delle imposte)
491,9 (85,0) 406,9 434,6 434,6
Imposte (131,8) 97,6 (34,2) (111,8) (111,8)
Risultato netto 360,1 12,6 372,7 322,8 322,8
Risultato da special item 12,6 (12,6)
Utile netto dell'esercizio 372,7 372,7 322,8 322,8
Attribuibile:
azionisti della Controllante 333,5 333,5 302,7 302,7
azionisti di minoranza 39,2 39,2 20,1 20,1

Alla fine dell'esercizio 2021 si sono verificati eventi tali da essere considerati special item, sia all'interno della gestione finanziaria che della gestione fiscale, mentre non erano presenti eventi nell'analogo periodo del 2020.

I valori classificati quali special item sono relativi alle seguenti operazioni:

  • riallineamento fiscale di alcuni valori di avviamento che risultavano iscritti alla data del 31 dicembre 2019, ai sensi dell'art. 1, comma 83, della legge 178/2020. Tale operazione ha determinato il riconoscimento fiscale di tali valori, con conseguente iscrizione di un beneficio fiscale di 87,0 milioni di euro, a fronte del pagamento di un'imposta sostitutiva del 3%, pari a 9,2 milioni di euro;
  • riacquisto parziale di cinque prestiti obbligazionari, per un valore complessivo di iscrizione a bilancio pari a 1.780 milioni di euro, che ha comportato l'iscrizione di oneri per 82,6 milioni di euro per effetto di un prezzo di riacquisto superiore al valore di libro. È stato inoltre considerato il correlato effetto fiscale per 19,8 milioni di euro, portato a rettifica del carico fiscale del periodo;
  • la svalutazione della partecipazione e del credito finanziario non corrente relativi alla società H.E.P.T. Co. Ltd per complessivi 2,4 milioni di euro, a causa delle attuali condizioni del mercato cinese di riferimento.

Risultati economici e investimenti 1.04.01

Il Gruppo Hera chiude l'esercizio 2021 con indicatori economico-finanziari in crescita rispetto all'anno precedente. La solidità finanziaria, il perseguimento di uno sviluppo sostenibile e la creazione di valore per territori e comunità servite si confermano punti di forza. Crescita

I risultati del 2021 si collocano all'interno di un ininterrotto percorso di crescita che fonda le sue solide basi nella ormai consolidata strategia industriale multibusiness, bilanciata tra crescita organica e sviluppo per linee esterne. L'equilibrio tra attività regolamentate e a libera concorrenza, l'attenzione alle opportunità del contesto esterno e l'impegno per uno sviluppo sostenibile, in coerenza con le strategie europee e l'Agenda ONU 2030, continuano a rivelarsi gli elementi fondanti della crescita del Gruppo.

Rispetto al 2020, si evidenzia l'integrazione nell'area ambiente del Gruppo Hera di due realtà, che contribuiscono ad accrescere il presidio commerciale nel centro-nord d'Italia: l'acquisizione del 70% di Recycla Spa, società friulana che gestisce tre piattaforme per rifiuti industriali, e l'acquisto dell'80% del Gruppo Vallortigara, che fornisce servizi a industrie, pubbliche amministrazioni e cittadini e gestisce una piattaforma polifunzionale per il trattamento di rifiuti speciali. Le aree energy beneficiano dell'acquisizione del 100% della società bulgara Atlas Utilities che detiene il 96,9% di Primagas, effettuata da AresGas Ead, e quella relativa al 90% della società Eco Gas Srl da parte di Hera Comm Spa. Per maggiori informazioni si rimanda al capitolo 1.03 "Principali fatti di rilievo".

Si segnala l'aggiudicazione a Hera Comm Spa del servizio a tutele graduali per la fornitura di energia elettrica alle PMI di 9 regioni italiane. Sulla tematica appena evidenziata si daranno informazioni dettagliate nel paragrafo 1.07.02.

Infine, si registra la crescita nei servizi a valore aggiunto offerti ai clienti grazie allo sviluppo della società Wolmann Spa. che opera nel settore dell'installazione di pannelli fotovoltaici.

Conto economico
(mln/euro)
dic-21 Inc. % dic-20 Inc. % Var. Ass. Var. %
Ricavi 10.555,3 7.079,0 3.476,3 49,1%
Altri ricavi operativi 400,1 3,8% 467,8 6,6% (67,7) (14,5)%
Materie prime e materiali (6.668,5) (63,2)% (3.410,6) (48,2)% 3.257,9 95,5%
Costi per servizi (2.464,6) (23,3)% (2.424,9) (34,3)% 39,7 1,6%
Altre spese operative (66,5) (0,6)% (58,9) (0,8)% 7,6 12,9%
Costi del personale (592,8) (5,6)% (572,7) (8,1)% 20,1 3,5%
Costi capitalizzati 60,8 0,6% 43,3 0,6% 17,5 40,5%
Margine operativo lordo 1.223,9 11,6% 1.123,0 15,9% 100,9 9,0%
Ammortamenti, accantonamenti e
svalutazioni
(612,1) (5,8)% (571,7) (8,1)% 40,4 7,1%
Margine operativo netto 611,7 5,8% 551,3 7,8% 60,4 11,0%
Gestione finanziaria (119,8) (1,1)% (116,7) (1,6)% 3,1 2,7%
Risultato prima delle imposte 491,9 4,7% 434,6 6,1% 57,3 13,2%
Imposte (131,8) (1,2)% (111,8) (1,6)% 20,0 17,9%
Risultato netto 360,1 3,4% 322,8 4,6% 37,3 11,6%
Risultato da special item 12,6 0,1% 0,0% 12,6 100,0%
Utile netto dell'esercizio 372,7 3,5% 322,8 4,6% 49,9 15,5%
Attribuibile a:
Azionisti della Controllante 333,5 3,2% 302,7 4,3% 30,8 10,2%
Azionisti di minoranza 39,1 0,4% 20,1 0,3% 19,0 94,6%

Di seguito vengono illustrati i risultati economici al 31 dicembre 2021 e 2020:

RICAVI (mld/euro)

Ricavi in crescita in tutte le aree

I ricavi sono in aumento di 3.476,3 milioni di euro, pari al 49,1%, rispetto al 2020. I settori dell'energia presentano una crescita importante complessivamente pari a 3.007 milioni di euro, questa crescita è legata alla maggiore intermediazione per 2.068 milioni di euro, alla maggiore attività di vendita gas per complessivi 554 milioni di euro per maggiori volumi venduti e per l'aumento del prezzo della materia prima gas. Si segnala la maggiore attività di vendita energia elettrica, per complessivi 385 milioni di euro per il maggior prezzo della materia prima, i maggiori ricavi da produzione energia elettrica, ottenuti nonostante la flessione nei volumi venduti, e minori ricavi di vettoriamento extra rete e oneri di sistema.

Si segnala anche la crescita dei servizi energia legati all'efficienza energetica negli edifici abitativi, (bonus facciate e superbonus 110%), e l'aumento delle attività per servizi a valore aggiunto per i clienti; questi effetti complessivamente contribuiscono per circa 243,0 milioni di euro.

Sono in aumento anche i ricavi del settore ambiente, per la produzione di energia, per le maggiori materie plastiche vendute e per le acquisizioni nel mercato industria per circa 134 milioni di euro. I ricavi dei servizi a rete, sia regolati che per commesse conto terzi, per circa 74 milioni di euro e i ricavi del servizio di illuminazione pubblica per la ripresa delle attività e delle telecomunicazioni per circa 18 milioni di euro.

Per approfondimenti, si rimanda all'analisi delle singole aree d'affari del paragrafo 1.07.

Gli altri ricavi operativi diminuiscono, rispetto all'anno precedente, di 67,7 milioni di euro, pari al 14,5%. Tale andamento è dovuto principalmente ai minori contributi di efficienza energetica per circa 129 milioni di euro per effetto del decreto ministeriale del 21 maggio 2021 che ridetermina gli obblighi dei titoli di efficienza energetica (per maggiori informazioni, si rimanda al capitolo 1.07.01). Tali valori sono compensati dai maggiori ricavi per commesse su beni oggetto di concessione per circa 50 milioni di euro. Infine, si segnalano maggiori altri ricavi legati prevalentemente ai maggiori servizi a valore aggiunto e soluzioni innovative e i maggiori incentivi a sostegno dell'economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani e della raccolta differenziata.

Costi di materia prima correlati all'andamento dei ricavi

I costi delle materie prime e materiali aumentano di 3.257,9 milioni di euro rispetto a dicembre 2020. Questo aumento è speculare all'andamento dei ricavi delle attività energy. Inoltre, sono in aumento anche i costi di acquisto delle materie plastiche per i maggiori volumi venduti. Tale andamento è in parte compensato dai minori costi di acquisto dei titoli di efficienza energetica a seguito del decreto ministeriale citato in precedenza.

Gli altri costi operativi aumentano complessivamente di 47,3 milioni di euro (maggiori costi per servizi per 39,7 milioni di euro e maggiori spese operative per 7,6 milioni di euro). Si evidenziano i maggiori costi nei servizi energia per l'efficienza energetica per circa 192 milioni di euro, maggiori costi per migliorie incrementali su beni oggetto di concessione e opere conto terzi per circa 60 milioni di euro, maggiori costi di raccolta e trattamento rifiuti per circa 43 milioni di euro maggiori costi per i servizi a valore aggiunto per circa 6,0 milioni di euro. La crescita precedentemente indicata è in parte compensata da minori costi per il vettoriamento extra rete e per gli oneri di sistema per circa 258 milioni di euro.

Inoltre, rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente si segnala la ripresa delle attività di lavori e cantieri che erano state bloccate dal lockdown a causa dell'epidemia del Covid-19.

Il costo del personale cresce di 20,1 milioni di euro, pari al 3,5%. Questo aumento è legato agli incrementi retributivi previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro, ai minori benefici del piano massivo di fruizione delle ferie adottato dal Gruppo lo scorso anno in concomitanza con il lockdown nazionale e alle variazioni di perimetro rispetto a dicembre 2020. Questi effetti sono solo in parte contenuti dalla minore presenza media. +3,5%

crescita costo del personale

I costi capitalizzati aumentano di 17,5 milioni di euro per le maggiori opere a investimento su beni di proprietà del Gruppo e tra le società stesse.

MARGINE OPERATIVO LORDO (mln/euro)

Il margine operativo lordo cresce di 100,9 milioni di euro, pari al 9,0%. La crescita del margine operativo lordo è da attribuire alle performance delle aree energy che complessivamente crescono di 69,7 milioni di euro contribuendo per circa il 52% ai risultati di Gruppo. L'area ambiente è in crescita di 33,8 milioni di euro, mentre l'area altri servizi è in crescita di 0,7 milioni di euro. Infine, l'area ciclo idrico presenta una contrazione per 3,3 milioni di euro.

Per approfondimenti, si rimanda all'analisi delle singole aree d'affari.

Gli ammortamenti e gli accantonamenti al 31 dicembre 2021 aumentano di 40,4 milioni di euro rispetto all'anno precedente, pari al 7,1%. Si rilevano maggiori ammortamenti principalmente per i nuovi investimenti nei settori operativi, per un incremento delle provvigioni commerciali nelle società di vendita e per le variazioni di perimetro derivanti dall'entrata nel perimetro di consolidamento di società aventi ad oggetto attività di vendita di gas, energia elettrica e altri prodotti energetici, nonché società specializzate nella gestione dei rifiuti industriali e in attività di servizi in materia ambientale. Complessivamente in aumento anche gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti, in particolare nella società Hera Comm Spa per l'aggiudicazione dei lotti del servizio a tutele graduali.

Maggiori ammortamenti per nuovi investimenti

MARGINE OPERATIVO NETTO (mln/euro)

Il margine operativo netto è in crescita di 60,4 milioni di euro, pari al 11,0%; l'incremento derivante dalla crescita del Mol è ridotto dai maggiori ammortamenti, come descritto in precedenza.

Gestione finanziaria in crescita

Il risultato della gestione finanziaria al 31 dicembre 2021, pari a 119,8 milioni di euro, peggiora di 3,1 milioni di euro, pari al 2,7 %, rispetto al 31 dicembre 2020. La variazione è dovuta ai maggiori oneri per circa 25,7 milioni di euro collegati alle cessioni dei crediti fiscali spettanti alle società del Gruppo Hera, Hera Servizi Energia e AcegasApsAmga Servizi Energetici, nell'ambito delle attività operative incentivate ecobonus, in gran parte mitigati dai benefici per minori interessi su bond e finanziamenti per 4,2 milioni di euro ottenuti dalle operazioni di ottimizzazione del debito che hanno visto il riacquisto parziale di alcuni bond, da 4,2 milioni di euro per minori oneri derivanti dalla chiusura di un contenzioso, da 5,7 milioni di euro per minori oneri figurativi derivanti principalmente da attualizzazione dei costi dei post mortem delle discariche e da 5,0 milioni di euro per maggiori utili da collegate e joint venture.

Il risultato prima delle imposte cresce di 57,3 milioni di euro, pari al 13,2%; l'incremento derivante dal margine operativo netto è ulteriormente incrementato dai motivi descritti in precedenza.

  • Le imposte dell'esercizio passano dai 111,8 milioni di euro del 2020 ai 131,8 del 2021. Il tax rate risulta pari al 26,8%, rispetto al 25,7% registrato nell'esercizio precedente. Nel confronto va tenuto conto che entrambi i tax rate tengono conto dei benefici contabilizzati a seguito dell'affrancamento di alcuni maggiori valori, originatisi a fronte di altrettante operazioni di acquisizione effettuate nei rispettivi esercizi. Al riguardo e per maggiori dettagli, si rinvia alla nota 12 a commento delle imposte del paragrafo 2.02.05 "note di commento agli schemi di bilancio". Senza considerare tali effetti, il tax rate dell'esercizio 2021 risulterebbe in leggero calo rispetto a quello dell'esercizio precedente. A questo risultato positivo hanno contributo principalmente i benefici colti in termini di maxi e iper-ammortamenti, a fronte dei significativi investimenti che il Gruppo ha effettuato in relazione alla trasformazione tecnologica, digitale e ambientale. Tax rate in crescita
  • Il risultato netto è in aumento dell'11,6%, per un controvalore di 37,3 milioni di euro; l'incremento derivante dal risultato ante imposte è ridotto dalle maggiori imposte. +11,6% risultato netto

Nel 2021 è presente un risultato da special item per un valore complessivo di 12,6 milioni di euro. Le descrizioni di dettaglio sui contenuti sono presenti in apertura del paragrafo 1.07 "Sintesi andamento economico-finanziario e definizione degli indicatori".

L'utile netto è dunque in aumento del 15,5%, pari a 49,9 milioni di euro, per la somma di tutti gli eventi precedentemente descritti. +15,5% utile netto

UTILE NETTO POST MINORITIES (mln/euro)

L'utile di pertinenza del Gruppo è in aumento di 30,8 milioni di euro, pari al 10,2%, rispetto al 2020.

Nell'esercizio 2021, gli investimenti netti del Gruppo ammontano a 570,3 milioni di euro, in aumento di 41,8 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Comprendono investimenti finanziari per 11,0 milioni di euro, principalmente per la partecipazione nella società SEA - Servizi Ecologici Ambientali Srl, in riduzione di 35,9 milioni di euro rispetto agli investimenti finanziari dell'anno precedente che comprendevano la partecipazione in Ascopiave Spa.

Gli investimenti netti aumentano a 570,3 milioni di euro

I contributi in conto capitale ammontano a 29,4 milioni di euro, di cui 16,8 milioni per gli investimenti FoNI, come previsto dal metodo tariffario per il servizio idrico integrato. Gli investimenti operativi netti sono pari a 559,2 milioni di euro, in aumento di 77,5 milioni di euro rispetto l'anno precedente.

Di seguito la suddivisione per settore di attività, con evidenza dei contributi in conto capitale:

Totale investimenti (mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Area gas 141,3 135,3 6,0 +4,4%
Area energia elettrica 55,3 47,7 7,6 +15,9%
Area ciclo idrico integrato 194,6 166,2 28,4 +17,1%
Area ambiente 98,2 68,3 29,9 +43,8%
Area altri servizi 14,6 11,1 3,5 +31,5%
Struttura centrale 84,8 77,9 6,9 +8,9%
Totale investimenti operativi lordi 588,7 506,4 82,3 +16,3%
Contributi conto capitale 29,4 24,8 4,6 +18,5%
di cui per FoNI (Fondo Nuovi Investimenti) 16,8 13,6 3,2 +23,5%
Totale investimenti operativi netti 559,2 481,7 77,5 +16,1%
Investimenti finanziari 11,0 46,9 (35,9) (76,5)%
Totale investimenti netti 570,3 528,5 41,8 +7,9%

TOTALE INVESTIMENTI OPERATIVI NETTI (mln/euro)

Al lordo dei contributi in conto capitale, gli investimenti operativi del Gruppo sono pari a 588,7 milioni di euro, in crescita di 82,3 milioni di euro rispetto all'anno precedente e sono riferiti principalmente a interventi su impianti, reti e infrastrutture. A questi si aggiungono gli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto la distribuzione gas per la sostituzione massiva dei contatori e l'ambito depurativo e fognario.

I commenti sugli investimenti delle singole aree sono riportati nell'analisi per area d'affari.

Nella struttura centrale, gli investimenti riguardano gli interventi sugli immobili nelle sedi aziendali, sui sistemi informativi, sul parco automezzi, oltre a laboratori e strutture di telecontrollo. Complessivamente, gli investimenti di struttura aumentano di 6,9 milioni di euro rispetto all'anno precedente, principalmente per gli interventi sugli immobili delle sedi e sulle flotte aziendali.

Struttura patrimoniale e indebitamento finanziario netto riclassificato 1.04.02

Di seguito viene analizzata l'evoluzione dell'andamento del capitale investito netto e delle fonti di finanziamento del Gruppo per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021.

Capitale investito e fonti di
finanziamento (mln/euro)
dic-21 Inc.% dic-20 Inc.% Var. Ass. Var.%
Immobilizzazioni nette 7.308,0 +109,4% 6.983,6 +109,4% 324,4 +4,6%
Capitale circolante netto 3,5 +0,1% 53,6 +0,8% (50,1) (93,5)%
(Fondi) (633,4) (9,5)% (654,9) (10,3)% 21,5 +3,3%
Capitale investito netto 6.678,1 +100,0% 6.382,3 +100,0% 295,8 +4,6%
Patrimonio Netto (3.416,8) +51,2% (3.155,3) +49,4% (261,5) (8,3)%
Indebitamento finanziario netto
non corrente
(3.633,1) +54,4% (3.617,1) +56,7% (16,0) (0,4)%
Indebitamento finanziario netto
corrente
371,8 (5,6)% 390,1 (6,1)% (18,3) (4,7)%
Indebitamento finanziario netto (3.261,3) +48,8% (3.227,0) +50,6% (34,3) (1,1)%
Totale fonti di finanziamento (6.678,1) (100,0)% (6.382,3) (100,0)% (295,8) (4,6)%

3,5 milioni di euro capitale circolante netto

L'esercizio 2021 chiude con un capitale circolante netto pari a 3,5 milioni di euro in calo rispetto ai 53,6 milioni di euro di fine 2020, non evidenziando particolari impatti legati alla crisi sanitaria. Il decremento è dovuto principalmente al buon andamento dei crediti commerciali, grazie al continuo e attento controllo dei processi di gestione del credito, e all'incremento dei debiti per fatture da ricevere per l'aumento prezzi della materia prima.

Nel 2021, i fondi ammontano a 633,4 milioni di euro, in riduzione rispetto a quanto registrato alla fine dell'anno precedente di 654,9 milioni di euro. Questa variazione è dovuta principalmente alla riclassifica del fondo ripristino beni di terzi, pari a 39,3 milioni di euro, tra i debiti correnti di natura finanziaria, a seguito dell'aggiudicazione della nuova gara per la gestione del servizio idrico nel territorio della provincia di Rimini. Per i dettagli sui movimenti dei fondi si rimanda alle informazioni contenute nel paragrafo 2.02.05 "Note di commento agli schemi di bilancio". 633,4 milioni di euro fondi

Il patrimonio netto sale dai 3.155,3 milioni di euro del 2020 ai 3.416,8 milioni di euro del 2021. Il patrimonio netto rafforza la solidità del Gruppo grazie al positivo risultato netto della gestione 2021, pari a 372,7 milioni di euro, all'effetto delle riserve in cash flow hedge, compensati dall'impatto derivante dalla distribuzione dei dividendi. 3,4 miliardi di euro patrimonio netto

Il rendimento sul capitale investito netto (Roi), si attesta a 9,2% nel 2021, in aumento rispetto al Roi del 2020 pari a 8,6%, per effetto del positivo risultato della gestione operativa (EBIT), che registra un incremento più che proporzionale rispetto all'aumento del capitale investito netto (Cin).

*adj per partite non ricorrenti

**adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave

Il positivo risultato della gestione, fa registrare un rendimento sul capitale proprio (Roe) pari al 10,5%, in aumento rispetto ai livelli registrati nel 2020.

ROE (%)

ROI (%)

*adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave

10,5%

ROE

L'analisi dell'indebitamento finanziario netto riclassificato è riportata nella tabella qui di seguito esposta:

mln/euro 31-dic-21 31-dic-20
A Disponibilità liquide 885,6 987,1
B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - -
C Altre attività finanziarie correnti 29,3 32,8
D Liquidità (A+B+C) 914,9 1.019,9
E Debito finanziario corrente (443,6) (302,6)
F Parte corrente del debito finanziario non corrente (99,5) (327,2)
G Indebitamento finanziario corrente (E+F) (543,1) (629,8)
H Indebitamento finanziario corrente netto (G+D) 371,8 390,1
I Debito finanziario non corrente (461,0) (594,2)
J Strumenti di debito (2.702,0) (2.554,3)
K Debiti commerciali e altri debiti non correnti
L Indebitamento finanziario non corrente (I+J+K) (3.163,0) (3.148,5)
M Totale indebitamento finanziario (H+L) (2.791,2) (2.758,4)
Crediti finanziari non correnti 142,7 140,8
Indebitamento finanziario netto (esclusa opzione di vendita) (2.648,5) (2.617,6)
Quota nominale - fair value opzione di vendita (474,2) (456,4)
Indebitamento finanziario netto con opzione di vendita rettificata
(NetDebt put option adj)
(3.122,7) (3.074,0)
Quota dividendi futuri - fair value opzione di vendita (138,6) (153,0)
Indebitamento finanziario netto (NetDebt) (3.261,3) (3.227,0)

Il valore complessivo dell'indebitamento finanziario netto risulta pari a 3.261,3 milioni di euro, registrando un incremento di circa 34,3 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

La struttura finanziaria presenta un indebitamento finanziario corrente pari a 543,1 milioni di euro, di cui 99,5 milioni di euro riferiti alla parte corrente dell'indebitamento che comprende 56,1 milioni di euro della quota in scadenza entro l'anno dei finanziamenti bancari a medio termine e 43,4 milioni di euro di debiti in scadenza per leasing. La quota di indebitamento corrente verso altri finanziatori è pari a 378,7 milioni di euro, di cui 266,5 milioni di euro per anticipi di cassa da derivati su commodity e 39,3 milioni di euro per debiti riferiti al fondo ripristino beni di terzi, da corrispondere a seguito dell'aggiudicazione della nuova gara per la gestione del servizio idrico nel territorio della provincia di Rimini. I debiti verso banche compresi nel debito finanziario corrente sono riferiti a interessi passivi su finanziamenti per 41,5 milioni di euro e utilizzi di linee di conto corrente per circa 23,3 milioni di euro.

L'ammontare relativo ai debiti non correnti e obbligazioni emesse si incrementa principalmente per l'effetto complessivo netto dell'operazione di emissione del primo Sustainability-linked bond (a valere sul Programma Euro Medium Term Notes) di 500 milioni di euro e dal riacquisto parziale di cinque prestiti obbligazionari, per un valore complessivo nominale di 405,5 milioni di euro, oltre che dai rimborsi e dalle riclassificazioni nella quota corrente di altri finanziamenti residuali. L'obbligazione, che si inserisce nella strategia di sostenibilità volta alla riduzione delle emissioni e al riciclo delle plastiche, è legata al conseguimento dei target di sostenibilità contenuti nel Sustainability-linked financing framework e ha una durata di 12 anni e mezzo con cedola annuale a tasso fisso dell'1%. A partire dalla data di pagamento degli interessi del 2032, è previsto un eventuale aumento del tasso di interesse nel caso in cui il Gruppo non dovesse raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Greenhouse Gas in tonnellate di CO2 (aumento del tasso di 0,20%) e/o della quantità di plastica riciclata in migliaia di tonnellate (aumento del tasso di 0,15%). Per maggiori dettagli sulla nuova emissione si rimanda al paragrafo 1.03 "Principali fatti di rilievo" della Relazione sulla gestione.

Le disponibilità liquide diminuiscono passando da 987,1 milioni di euro del 2020 a 885,6 milioni di euro del 2021.

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO (mld/euro)

Al 31 dicembre 2021 il debito a medio/lungo termine è rappresentato per una quota pari a 85,8% da titoli obbligazionari (bond) con rimborso alla scadenza. Il totale indebitamento presenta una durata residua media di circa sette anni, di cui 65,8% del debito ha scadenza oltre i cinque anni.

L'indebitamento finanziario netto aumenta di 34,3 milioni di euro, passando da 3.227,0 milioni di euro del 2020 a 3.261,3 milioni di euro del 2021.

La gestione caratteristica ha generato flussi di cassa operativi positivi per 379,9 milioni di euro che hanno finanziato integralmente la distribuzione dei dividendi e hanno contribuito al finanziamento della quasi totalità delle operazioni di acquisto di partecipazioni, tra le quali si segnala il 70% di Recycla Spa e l'80% del Gruppo da parte di Herambiente Servizi Industriali Srl, il 90% di Eco Gas Srl da parte di Hera Comm Spa e inoltre l'acquisizione dell'11% di Ascotrade Spa da parte di EstEnergy Spa.

CASH FLOW (mln/euro)

Il rapporto NetDebt/Ebitda del 2021 è diminuito a 2,66 volte rispetto al 2,87 del 2020.

Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 81|

NETDEBT/EBITDA (X)

2,6x NetDebt/Ebitda

*adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave

L'indice Fund from operation (Ffo)/NetDebt si attesta a 26,7% confermando la solidità finanziaria del Gruppo e la capacità di fare fronte alle proprie obbligazioni finanziarie, grazie al positivo andamento dei flussi di cassa operativi.

FFO/NETDEBT (%)

*adj per partite non ricorrenti

** adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave

***valore al netto degli special item

Relazione sulla gestione della Capogruppo 1.04.03

Di seguito sono riportati i principali indicatori rappresentativi dell'andamento gestionale dell'esercizio come previsto dall'art. 2428 del Codice Civile:

(mln/euro) 2021 2020 Var. Ass. Var. %
Ricavi 1.508,6 1.344,5 164,1 12,2%
Margine operativo lordo 286,6 252,1 34,5 13,7%
Utile operativo 132,2 105,8 26,4 24,9%
Utile netto 223,8 217,0 6,7 3,1%

Per comprendere tale andamento e le variazioni rispetto all'esercizio precedente occorre tener conto dell'attuale assetto della Capogruppo che gestisce direttamente alcuni business (igiene urbana, servizio idrico integrato, cogenerazione e teleriscaldamento) e detiene le partecipazioni nelle società del Gruppo, oltre a svolgere le principali funzioni di corporate per loro conto.

L'incremento dell'utile operativo rispetto all'esercizio precedente evidenzia la capacità, anche della Capogruppo, di cogliere le opportunità derivanti dalla ripresa economica, in particolare nell'ambito dei servizi ambientali. Per approfondimenti si rimanda al capitolo 1.07 "Analisi per aree strategiche di affari".

Si espone la sintesi dei dati patrimoniali e finanziari riclassificati al 31 dicembre 2021 e confrontati con quelli relativi al 31 dicembre 2020:

Fonti di finanziamento 3.496,3 100,0% 3.340,0 100,0% 156,3 4,7%
Indebitamento finanziario netto 1.026,4 29,4% 928,2 27,8% 98,2 10,6%
Patrimonio netto complessivo 2.469,9 70,6% 2.411,8 72,2% 58,1 2,4%
Capitale investito netto 3.496,3 100,0% 3.340,0 100,0% 156,3 4,7%
Fondi diversi (147,3) (4,2)% (182,4) (5,5)% 35,1 (19,3)%
Capitale investito lordo 3.643,6 104,2% 3.522,4 105,5% 121,2 3,4%
Capitale circolante netto (107,3) (4,3)% (128,5) (5,3)% 21,2 (16,5)%
Attività immobilizzate nette 3.750,9 107,3% 3.650,9 109,3% 99,9 2,7%
Analisi capitale investito
e fonti di finanziamento
(mln/euro)
31-dic-21 % 31-dic-20 % Var. Ass. Var. %

Relativamente alle altre informazioni richieste dall'art. 2428 del Codice Civile, si precisa quanto segue:

  • Attività di ricerca e sviluppo:
  • Si rinvia al paragrafo 1.06 della relazione sulla gestione "Risultati di sostenibilità".
  • Rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime:
    • come richiesto dall'art. 2428, 3° comma, punto 2 del Codice Civile, si rinvia agli schemi di bilancio contenuti nel paragrafo 3.04, redatti ai sensi della delibera Consob 15519/2006, relativi al bilancio separato di Hera Spa; si precisa infine che tale bilancio non contiene operazioni atipiche, o inusuali.
  • Azioni proprie:
    • per quanto riguarda le informazioni richieste dall'art. 2428, 3° comma, punti 3 e 4 del Codice Civile, il numero e il valore nominale delle azioni costituenti il capitale sociale di Hera Spa, il numero e il valore nominale delle azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2021, oltre alla variazione delle stesse intervenuta nell'esercizio 2021, si rinvia alla nota 25 del paragrafo 3.02.05 e al prospetto delle variazioni del patrimonio netto, paragrafo 3.01.05, relativo al bilancio separato di Hera Spa.
  • Evoluzione prevedibile della gestione:
    • per quanto riguarda l'andamento dei business nei quali si articola l'attuale assetto della Capogruppo si rimanda a quanto esposto nel paragrafo 1.01.02 della relazione sulla gestione "L'approccio strategico e le politiche di gestione".
  • Uso da parte della Società di strumenti finanziari:
    • per quanto riguarda gli obiettivi e le politiche della Società in materia di gestione del rischio finanziario, comprese le politiche di copertura per ciascuna principale categoria di operazioni previste e l'esposizione della Società al rischio di prezzo, al rischio di credito, al rischio di liquidità e al rischio di variazione dei flussi finanziari si rimanda a quanto esposto nel paragrafo 1.02.03 "Ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio" della relazione sulla gestione.
  • Sedi secondarie:
    • la Società non ha sedi secondarie.
  • Fatti di rilievo ed eventi successivi alla chiusura dell'esercizio:
    • si rimanda a quanto riportato al paragrafo 1.03 "Principali fatti di rilievo".

TITOLO IN BORSA E RELAZIONI CON L'AZIONARIATO 1.05

Ritorna la fiducia sui mercati, sostenuta da vaccini, politiche fiscali e monetarie

Nel corso del 2021, le borse mondiali hanno consuntivato performance positive grazie alla progressiva normalizzazione dell'attività economica, come conseguenza delle campagne vaccinali, e alla messa a punto di politiche fiscali espansive da entrambi i lati dell'Oceano Atlantico. Nonostante il ritorno alla crescita, le Banche centrali hanno mantenuto un approccio prudente, reiterando le politiche monetarie accomodanti e definendo la pressione inflazionistica, dovuta al rialzo delle materie prime, come transitoria.

In questo contesto di generale ripresa, l'indice italiano Ftse All Share è salito nel periodo di riferimento del 23,7%, mettendo a segno la seconda migliore performance tra le principali borse europee, grazie al positivo apporto dei settori considerati più ciclici, in particolare quello bancario e quello industriale. Di converso, la rotazione settoriale non ha premiato i settori più difensivi come quello delle utility, il cui indice è infatti sceso del 6,7%.

Il titolo Hera cresce del 22,6%

Con un prezzo ufficiale di 3,670 euro al 31 dicembre, il titolo Hera ha consuntivato una crescita del 22,6%, in linea con l'andamento del mercato e in controtendenza rispetto all'indice delle utility italiane. Il rialzo del titolo è stato sostenuto dal positivo accoglimento della pubblicazione di risultati trimestrali che hanno mostrato solidi fondamentali, con una reddittività in forte crescita e superiore alle aspettative.

PERFORMANCE 2021 TITOLO HERA, SETTORE UTILITY E MERCATO ITALIANO A CONFRONTO

Distribuito dividendo di 11 centesimi, superiore alle attese

Il 5 luglio 2021, è stato staccato il diciannovesimo dividendo di Hera. La cedola, pari a 11 centesimi per azione, è cresciuta del 10% rispetto all'anno precedente e in misura superiore alle indicazioni del piano industriale, il quale già incorporava una crescita rispetto al piano precedente. Hera conferma così la sua capacità di remunerare gli azionisti grazie alla resilienza del suo portafoglio di attività, che le ha permesso di distribuire dividendi costanti e in crescita sin dalla quotazione.

euro 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021
Dps 0,035 0,053 0,06 0,07 0,08 0,08 0,08 0,08 0,09 0,09 0,09 0,09 0,09 0,09 0,09 0,095 0,10 0,10 0,11

+317% il total shareholders' return dall'Ipo

L'effetto congiunto di una ininterrotta remunerazione degli azionisti tramite la distribuzione di dividendi e il rialzo del prezzo del titolo accumulato negli anni, ha permesso al total shareholders' return dalla quotazione di rimanere sempre positivo e di attestarsi, alla fine del periodo di riferimento, a oltre il +316,7%.

Gli analisti finanziari che coprono il titolo (Mediobanca, Stifel, Intermonte, Intesa Sanpaolo, Kepler Cheuvreux, Equita Sim) esprimono quasi all'unanimità raccomandazioni positive. Alla fine dell'anno, il consensus target price è pari a 4,25 euro, superiore a 3,93 euro che veniva raccomandato al termine del 2020, ed evidenzia un potenziale di rialzo del 15,8%.

COMPOSIZIONE DELL'AZIONARIATO AL 31 DICEMBRE 2021

Al 31 dicembre 2021 la compagine sociale mostra l'usuale stabilità ed equilibrio, essendo composta per il 45,8% da 111 soci pubblici dei territori di riferimento riuniti in un patto di sindacato, che è stato rinnovato per ulteriori tre anni con decorrenza dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2024, e per il 54,2% dal flottante. L'azionariato è diffuso tra un numero elevato di azionisti pubblici (111 Comuni, il maggiore dei quali detiene una partecipazione inferiore al 10%) e un numero elevato di azionisti privati istituzionali e retail.

Dal 2006, Hera ha adottato un piano di riacquisto di azioni proprie, rinnovato l'ultima volta dall'Assemblea degli Azionisti del 28 aprile 2021 per un periodo di ulteriori 18 mesi, per un importo massimo complessivo di 240 milioni di euro. Tale piano è finalizzato a finanziare le opportunità d'integrazione di società di piccole dimensioni e a normalizzare eventuali fluttuazioni anomale delle quotazioni rispetto a quelle delle principali società comparabili italiane. Al 31 dicembre del 2021, Hera deteneva in portafoglio 29,2 milioni di azioni.

È continuata nel 2021 l'intensa attività di dialogo, in modalità virtuale, con gli attori del mercato finanziario. Dopo la presentazione del piano industriale 2020-2024, il Presidente Esecutivo e l'Amministratore Delegato hanno preso parte a incontri con gli investitori delle principali piazze finanziarie per aggiornarli sull'andamento delle attività e sulle prospettive future. Ulteriori occasioni di contatto sono avvenute attraverso la partecipazione alle conferenze di settore organizzate da Borsa Italiana Spa e dai broker che coprono il titolo Hera e tramite singoli incontri richiesti da investitori istituzionali (videochiamate e company visit). L'intensità dell'impegno che il Gruppo profonde nel dialogo con gli investitori e con gli analisti finanziari, oltre che con un selezionato numero di analisti Esg, contribuisce al rafforzamento della sua reputation sui mercati e costituisce un intangible asset a vantaggio del titolo e degli stakeholder di Hera.

Per quanto riguarda le informazioni richieste dall'art. 2428, 3° comma n. 3 e n. 4 del Codice Civile, il numero e il valore nominale delle azioni costituenti il capitale sociale di Hera Spa, il numero e il valore nominale delle azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2021, nonché per la variazione delle stesse intervenuta nell'esercizio 2021, si rinvia alla nota 25 del paragrafo 3.02.04 e al prospetto delle variazioni del patrimonio netto del paragrafo 3.01.05 del bilancio separato della Capogruppo.

45,8% Il capitale sociale del patto di sindacato dei soci pubblici

Approvato piano di riacquisto di azioni proprie

Costante dialogo con il mercato anche nel 2021

RISULTATI DI SOSTENIBILITÀ 1.06

L'impegno del Gruppo nella rendicontazione agli stakeholder dei risultati ottenuti nelle dimensioni della creazione di valore condiviso (Csv - creating shared value) e della sostenibilità trova conferma anche quest'anno nella predisposizione del bilancio di sostenibilità, disponibile all'indirizzo bs.gruppohera.it e nel sito del Gruppo nella sezione sostenibilità.

Il bilancio di sostenibilità rappresenta la dichiarazione consolidata di carattere non finanziario del Gruppo Hera predisposta ai sensi del D.Lgs. 254/16, e costituisce una relazione distinta rispetto alla presente relazione sulla gestione, come previsto dall'art. 5 comma 3, lettera b) del D.Lgs. 254/16. Il bilancio di sostenibilità include anche gli indicatori e le informazioni relative all'ambiente, al personale e alle attività di ricerca e sviluppo.

Di seguito si riporta una sintesi dei principali risultati rendicontati nel bilancio di sostenibilità 2021.

Nel corso del 2021 sono stati conseguiti ulteriori progressi negli ambiti Csv e nelle prospettive della sostenibilità, sia in termini di risultati ottenuti e nuovi progetti avviati sia in termini di misurazione e rendicontazione. Relativamente a questi ultimi aspetti, sono diversi gli elementi che hanno arricchito il profilo di sostenibilità e di accountability del Gruppo:

  • l'introduzione del concetto di corporate purpose nello statuto sociale di Hera Spa (tra le prime aziende in Italia), con focus sulla creazione di valore condiviso, al fine di esplicitare lo scopo che il Gruppo si prefigge di raggiungere nello svolgimento dell'attività di impresa e ribadire così l'impegno per la sostenibilità, in particolare per la transizione energetica e l'economia circolare, attraverso l'innovazione e la digitalizzazione, nonché per la promozione dell'equità sociale;
  • l'esplicitazione dell'impegno del Gruppo per la Just Transition attraverso una ulteriore chiave di lettura dei risultati conseguiti nella direzione di una transizione in grado di saldare azioni per il clima e benefici per tutti gli stakeholder, con particolare attenzione all'inclusione sociale, già peraltro compresa nelle dimensioni Csv;
  • l'inclusione del titolo Hera, per il secondo anno consecutivo, nei Dow Jones Sustainability Index World e Europe, con uno score che conferma il Gruppo come la migliore del settore "Multi and Water Utilities", e l'ottenimento del 5° posto a livello internazionale tra le Utility Networks nella Esg Evaluation, realizzata dagli analisti di Sustainable Finance di S&P Global Ratings;
  • la validazione da parte della Science Based Targets initiative (SBTi) degli obiettivi che entro il 2030 porteranno a una riduzione delle emissioni di gas serra del Gruppo (Scopo 1+2+3 da vendita di energia elettrica e di gas metano downstream) del 37% rispetto al 2019, e relativamente ai quali nel bilancio di sostenibilità 2021 viene rendicontata la seconda consuntivazione.

Creare valore condiviso: il Mol Csv sale a 570,6 milioni di euro (46,6% del totale); investimenti Csv pari a 452,7 milioni di euro (68% del totale)

Il bilancio di sostenibilità 2021 consolida la rappresentazione dei contenuti focalizzata sulla creazione di valore condiviso. I risultati conseguiti e gli obiettivi fissati per il futuro sono affiancati a una sintesi dello scenario relativo ai tre driver per la creazione di valore condiviso:

  • Energia perseguire la neutralità di carbonio,
  • Ambiente rigenerare le risorse e chiudere il cerchio,
  • Territorio (e Impresa) abilitare la resilienza e innovare a cui sono dedicati altrettanti capitoli che rappresentano la parte più significativa del bilancio.

Uno dei punti di forza della rendicontazione del Gruppo è la quantificazione del Mol a valore condiviso (Mol Csv) ovvero della quota parte di margine operativo lordo che deriva dalle attività di business in grado di rispondere agli obiettivi dell'Agenda Globale, ossia a quelle call to action per una crescita sostenibile (e pertinenti con le attività del Gruppo) sintetizzate nei tre driver richiamati in precedenza. Nel 2021 il Mol Csv è pari a 570,6 milioni di euro, corrisponde al 46,6% del Mol totale di Gruppo registra un incremento del 25,4% rispetto al valore del 2020 allineato ai nuovi criteri di calcolo, definiti anche per tenere conto della Tassonomia europea delle attività ecosostenibili. Il Mol Csv 2021 si colloca così nella traiettoria segnata dal piano industriale 2021-2025, costruito affinché circa il 55% del Mol al 2025 derivi da attività di business che rispondono alle priorità dell'Agenda Globale. Il contributo del Gruppo alla creazione di valore condiviso passa anche dalla realizzazione di investimenti nei tre driver Csv che nel 2021 ammontano a 452,7 milioni di euro, circa il 68% del totale.

La quantificazione del Mol e degli investimenti a valore condiviso relativi all'anno 2021 è stata sottoposta per il terzo anno consecutivo alla verifica di una società di revisione, con l'obiettivo di avvalorare nei confronti di tutti gli stakeholder tali aspetti distintivi della rendicontazione del Gruppo.

Perseguire la neutralità di carbonio: -6,8% nei consumi energetici; 23% dei contratti con servizi di efficienza energetica; -11,6% nelle emissioni di gas serra

Hera persegue la neutralità di carbonio delle proprie attività e di quelle dei propri clienti attraverso la promozione dell'efficienza energetica e i progetti nell'ambito della transizione energetica e delle energie rinnovabili.

Relativamente all'efficienza energetica si evidenzia che:

  • le iniziative individuate da Hera Spa, Inrete Distribuzione Energia Spa, AcegasApsAmga Spa e Marche Multiservizi Spa, inserite nei propri piani di miglioramento energetico Iso 50001 e già realizzate a fine 2021, hanno consentito di ridurre i consumi energetici di 15.036 tep, pari al 6,8% di quelli registrati nel 2013, avvicinandosi al target fissato per il 2024;
  • a fine 2021, i contratti gas ed energia elettrica con soluzioni di efficienza energetica sono il 23% del totale, e registrano una crescita di 3 punti percentuali rispetto all'anno precedente;
  • tra le iniziative per promuovere l'efficienza energetica presso i clienti residenziali, si segnala il Diario dei consumi, un report gratuito per sensibilizzare i clienti sul risparmio energetico che poggia sui princìpi dell'economia comportamentale, e che si aggiunge alle numerose offerte con soluzioni di efficienza energetica ulteriormente arricchite nel 2021.

Per quanto riguarda la transizione energetica e le energie rinnovabili, Hera ha continuato a promuovere anche nel 2021 la propria proposizione commerciale improntata alla neutralità di carbonio consuntivando a fine anno:

  • una quota di energia elettrica da fonti rinnovabili venduta pari al 40,1% del totale (escludendo i quantitativi venduti nei mercati di tutela e di salvaguardia), in crescita di 7 punti percentuali rispetto al 2020;
  • una quota di gas metano con compensazione delle emissioni di CO2 pari al 9,1% dei volumi totali venduti a fronte di un 4,4% del 2020 (esclusi i volumi venduti ai grossisti, per servizio default e per fornitura ultima istanza).

Per il quarto anno consecutivo Hera ha inoltre continuato a garantire energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili a tutti i propri clienti residenziali a mercato libero e nel 2021 ha arricchito la propria proposizione commerciale con l'offerta Hera Fotovoltaico.

Sul fronte interno Hera ha consuntivato nel 2021 una produzione di biometano dalla frazione organica dei rifiuti pari a 8 milioni di mc (in lieve crescita rispetto al 2020) e una copertura con energia elettrica da fonti rinnovabili pari all'82% dei propri consumi. Nel 2021 sono state avviate numerose iniziative di sviluppo dell'idrogeno come vettore energetico finalizzato al suo utilizzo nei settori hard-to-abate, alla sua immissione nelle reti di distribuzione gas e alla costruzione di un impianto power-to-gas strettamente integrato con il processo di trattamento delle acque reflue.

Infine, sulla base della seconda rendicontazione effettuata secondo la metodologia SBTi richiamata in precedenza, le emissioni di gas serra del Gruppo (Scopo 1+2+3 da vendita di energia elettrica e di gas metano downstream) registrano nel 2021, rispetto all'anno base 2019, una riduzione dell'11,6% che si colloca nella traiettoria del target 2030 validato dalla stessa SBTi. In particolare, il 2021 registra una riduzione delle emissioni Scopo 1+2 (market-based) e dell'intensità di carbonio della vendita di energia elettrica (Scopo 3 upstream) rispettivamente del 9,1% e del 27,7%.

Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 87|

Rigenerare le risorse e chiudere il cerchio: 65,3% di raccolta differenziata; +17,5% plastica riciclata; -16,6% nei consumi idrici

Hera rigenera le risorse e chiude il cerchio attraverso iniziative e progetti in tre ambiti: (i) transizione verso un'economia circolare, (ii) gestione sostenibile della risorsa idrica, (iii) tutela dell'aria, del suolo e della biodiversità.

Relativamente alla transizione verso un'economia circolare, il 2021 ha registrato una raccolta differenziata pari al 65,3% (media Italia 2020: 63%) e un ricorso alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti urbani del 3,5% (media Europa 2020: 23%). Su questo aspetto Hera anticipa di quasi 20 anni l'obiettivo Ue in materia di economia circolare e si posiziona ai livelli dei paesi europei più virtuosi. Nell'ottobre dello scorso anno Hera ha pubblicato l'undicesima edizione del report "Sulle tracce dei rifiuti", verificato da Dnv, fornendo così garanzia ai cittadini dell'effettivo recupero della raccolta differenziata che risulta pari al 90,5%. Il report contiene il posizionamento del territorio servito da Hera rispetto agli obiettivi di riciclo definiti dalla Ue nell'ambito del pacchetto sull'economia circolare: il tasso di riciclo complessivo, nel quale Hera con il 55% ha già raggiunto l'obiettivo fissato per il 2025, e il tasso di riciclo degli imballaggi, dove il Gruppo con il 73% supera di tre punti percentuali l'obiettivo fissato per il 2030.

Sempre sul fronte dell'economia circolare l'anno 2021 registra una quota di recupero di materia ed energia negli impianti di selezione di Herambiente Spa pari all'80,8% e quantitativi di plastica riciclata dal Gruppo Aliplast pari a circa 81 mila tonnellate, registrando un incremento del 17,5% rispetto al 2020 e del 36% rispetto al 2017, baseline degli impegni presi nel New Plastics Economy Global Commitment promosso dalla Fondazione Ellen MacArthur.

Sul fronte della gestione sostenibile della risorsa idrica, anche nel 2021 è proseguito l'impegno nel comparto fognario-depurativo con il piano pluriennale di adeguamento alla normativa degli agglomerati urbani: a fine 2021, grazie al potenziamento del depuratore di Borgheria (PU), il 99,6% degli agglomerati risulta adeguato in termini di abitanti equivalenti (era il 97,6% nel 2020). Importanti anche le iniziative per preservare la risorsa idrica, come il progetto di water management interno, che ha permesso una riduzione dei consumi del 16,6% nel 2021 (rispetto alla baseline 2017), gli accordi con gli enti del territorio che rendono riutilizzabile il 6% dell'acqua in uscita dai depuratori e il già citato Diario dei consumi che è stato diffuso a circa il 27% dei clienti domestici del servizio idrico.

Per quanto riguarda la tutela dell'aria si confermano i risultati positivi relativamente alle performance ambientali dei termovalorizzatori del Gruppo, che anche nel 2021 hanno registrato livelli di emissioni in atmosfera molto contenute e mediamente inferiori dell'86% rispetto ai limiti di legge, e della centrale di cogenerazione di Imola, con concentrazioni medie di PM10 inferiori del 99% rispetto ai limiti. Infine, per quanto riguarda la tutela del suolo, si segnala che dal 2018 al 2021 la realizzazione di infrastrutture ha comportato un riutilizzo di suolo per il 78% del totale.

Abilitare la resilienza e innovare: 82 milioni di euro di investimenti in innovazione e digitalizzazione; 2,2 miliardi di euro di valore economico distribuito al territorio; 67% il valore delle forniture locali

Nel 2021, il Gruppo ha conseguito risultati significativi nelle aree Csv collegate allo sviluppo economico e occupazionale del territorio, all'innovazione e alla digitalizzazione; ha realizzato altresì importanti iniziative e progetti finalizzati a garantire la resilienza delle proprie attività operative e quindi del territorio servito.

Il valore economico complessivamente distribuito al territorio è stato pari a 2.224 milioni di euro, pari al 75% del valore economico totale. La quota distribuita ai fornitori locali è stata pari al 67% del totale e ha raggiunto 807 milioni (+9% rispetto all'anno precedente), mentre l'indotto occupazionale è stimato in circa 9.300 persone; tali dati confermano il ruolo primario del Gruppo nello sviluppo del territorio. Relativamente all'indotto occupazionale si segnala l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (pari a 882) in conseguenza delle forniture da cooperative sociali pari a 72,3 milioni di euro nel 2021.

In ambito innovazione, gli investimenti sono pari a oltre 82 milioni di euro e relativi a iniziative in tre ambiti: transizione energetica, economia circolare e trasformazione digitale. Per quanto riguarda la trasformazione digitale, il bilancio di sostenibilità 2021 conferma per 24 progetti la rendicontazione, introdotta per la prima volta nel bilancio 2020, di obiettivi, risultati e impatti sulla base del framework della Corporate digital responsibility, definita come l'insieme di pratiche e comportamenti che aiutano un'organizzazione a utilizzare i dati e le tecnologie digitali in maniera etica e responsabile, dai punti di vista sociale, ambientale, economico e tecnologico. Oltre ai progetti di trasformazione digitale rivolti alla ulteriore ottimizzazione dei processi operativi a vantaggio di qualità, sicurezza e continuità dei servizi, della qualità del lavoro e dell'efficienza interna, nel 2021 è proseguito lo sforzo nello sviluppo dei canali digitali di relazione con i clienti. Le app L'Acquologo e Il Rifiutologo hanno raggiunto a fine 2021 i 775 mila download e superato nel 2021 le 140 mila fotosegnalazioni da parte dei cittadini. La digitalizzazione nelle relazioni con i clienti è anche caratterizzata dal costante incremento delle pratiche gestite attraverso il canale web: nel 2021 i clienti iscritti ai servizi on-line salgono al 27,1%, mentre quelli che hanno richiesto la bolletta elettronica raggiungono quota 30,9%. L'impegno su questo fronte, unito all'attenzione alle comunità locali, è proseguito nel 2021 con la quarta edizione della campagna di promozione della bolletta elettronica e dei comportamenti digitali dei clienti, denominata Digi e Lode, attraverso la quale il Gruppo dal 2017 al 2021 ha elargito 375 mila euro per la digitalizzazione di 150 scuole.

Sempre sul fronte della digitalizzazione, l'esperienza maturata dal Gruppo fin dal 2017 ha consentito, nel 2021, di continuare a gestire in modo resiliente la situazione emergenziale: nel 2021 i lavoratori coinvolti in maniera stabile nel progetto smart working sono quasi 4.200, pari al 77% del totale dei dipendenti a tempo indeterminato, con esclusione dei soli operai.

I risultati conseguiti nel 2021 in termini di valore condiviso generato integrano quelli relativi ai seguenti ambiti che completano il profilo di sostenibilità del Gruppo e rendicontati nella sezione "Con gli attori del cambiamento" del bilancio di sostenibilità:

  • i programmi di sensibilizzazione e l'adozione della certificazione Iso 45001, che copre l'87% dei lavoratori del Gruppo, hanno consentito un'ulteriore flessione dell'indice di frequenza degli infortuni, che si è attestato al 10,3 (12,6 nel 2020). Il sistema di welfare Hextra, a cui hanno aderito il 99% dei lavoratori, ha riconosciuto ai dipendenti oltre 5,3 milioni di euro. La formazione rimane a livelli elevati anche grazie alla riprogettazione delle iniziative in modalità digitale: nel 2021 sono state 30,3 le ore medie di formazione pro capite, di cui il 60% erogate a distanza. È aumentata ulteriormente l'incidenza degli obiettivi di sostenibilità nel sistema balanced scorecard collegato al sistema incentivante che coinvolge tutto il management: nel 2021, il 38% (35% nel 2020) della retribuzione variabile dei dirigenti e quadri del Gruppo è collegata a progetti-obiettivo di sostenibilità orientati alla creazione di valore condiviso pari al 24%;
  • i livelli di qualità elevati dei canali di contatto con i clienti, nonostante il perdurare dell'emergenza sanitaria: il tempo medio di attesa al call center si è mantenuto di poco superiore ai 30 secondi per i clienti residenziali e si è attestato a 34 secondi per i clienti business, a fronte di un ulteriore incremento dei contatti rispettivamente del 16% e del 17% rispetto all'anno precedente. Il tempo medio di attesa agli sportelli si è attestato a 5,7 minuti, di poco superiore all'anno precedente, nonostante un incremento del 22% dei contatti. L'indagine realizzata nel 2021 sulla qualità dei servizi forniti dal Gruppo (oltre 9.000 le interviste effettuate ai clienti residenziali) ha confermato un indice di soddisfazione dei clienti elevato (73/100) e invariato rispetto a quello dei due anni precedenti.

  • nella selezione dei fornitori il Gruppo ha utilizzato il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa per il 79% delle gare a evidenza pubblica e nel 65% degli affidamenti complessivi (in termini di valore). In entrambi i casi, il punteggio medio riservato ad aspetti sociali e ambientali è di circa 38/100. Il monitoraggio dei fornitori focalizzato sulla responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori è proseguito anche nel 2021, così come quello del fenomeno infortunistico che ha coinvolto l'84% (in termini di valore commissionato) dei fornitori di servizi e lavori. Il 2021 ha visto anche la prosecuzione del progetto "acquisti circolari", con l'applicazione delle linee guida in materia e l'identificazione di criteri tecnici premianti da utilizzare in sede di gara: eco-efficienza, dematerializzazione, rinnovabilità e riciclabilità. In continuità con gli anni precedenti, anche nel 2021, sono stati previsti criteri di circolarità per oltre il 90% delle gare aggiudicate con offerta economicamente più vantaggiosa, con un punteggio medio pari a 8,3;
  • le attività di dialogo con la comunità locale sono proseguite nel 2021 che ha visto la conclusione dei lavori dei LAB di Modena e Forlì-Cesena. HeraLAB è lo strumento che Hera mette a disposizione dei territori in cui opera, allo scopo di attivare un canale strutturato di ascolto e dialogo con le comunità locali. Ogni LAB è formato da rappresentanti dei portatori d'interesse locali nominati dal Consiglio d'Amministrazione di Hera. Le iniziative co-progettate dai LAB di Modena e Forlì-Cesena sono 8 e saranno realizzate nel biennio 2022-23.

Le raccomandazioni della Task force on climate-related financial disclosures (TCFD)

Nel corso dell'anno 2020 è stato sviluppato un percorso di allineamento alle raccomandazioni della Task force on climate-related financial disclosures (TCFD) che ha coinvolto trasversalmente l'intera organizzazione aziendale e che è proseguito anche nel 2021. La Task force è nata a seguito dell'Accordo di Parigi del 2015, con il quale gli Stati membri dell'Organizzazione delle Nazioni Unite si sono impegnati a mantenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali, e possibilmente a limitarne l'aumento a 1,5°C entro la fine del XXI secolo. Nello stesso anno, il Financial stability board del G20 ha istituito la TCFD, con lo scopo di facilitare una maggiore trasparenza sulle opportunità e i rischi finanziari associati ai cambiamenti climatici. Nel 2017 la TCFD ha pubblicato le raccomandazioni per la rendicontazione citate in premessa, che oggi rappresentano un riferimento internazionale per la disclosure in materia di cambiamento climatico da parte delle imprese. Le raccomandazioni della Tcfd sono applicabili alle organizzazioni di tutti i settori e sono classificate in quattro aree: governance, strategy, risk management e metrics & targets.

Il percorso avviato dal Gruppo è stato sviluppato in tre passaggi principali:

  • la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato interfunzionale;
  • l'analisi approfondita dei gap del sistema di reporting e delle modalità di gestione delle opportunità e dei rischi climatici da parte del Gruppo Hera rispetto alle raccomandazioni;
  • la definizione di un piano di lavoro per incrementare il grado di allineamento alle raccomandazioni della TCFD, i cui risultati sono visibili nel presente bilancio consolidato e nel bilancio di sostenibilità 2021 (in particolare, nel paragrafo dedicato "Hera per il clima"), al quale si rimanda per un'illustrazione esaustiva delle quattro aree tematiche di rendicontazione.

La Tassonomia europea delle attività ecosostenibili

La Tassonomia dell'Unione Europea è un sistema di classificazione unico a livello europeo introdotto con il Regolamento 2021/852 che stabilisce un elenco di attività economiche ambientalmente sostenibili. Si tratta di uno strumento di classificazione previsto dall'Action plan on sustainabile finance finalizzato a supportare l'Unione Europea nell'incrementare gli investimenti sostenibili e a realizzare il Green Deal.

Seguendo le raccomandazioni del Regolamento delegato 2021/2178 che introduce gli obblighi per la divulgazione delle informazioni inerenti alla Tassonomia nella Dnf, nel corso del 2021 è stato sviluppato un processo in diversi step al fine di analizzare l'applicabilità della Tassonomia lungo l'intera catena del valore tenendo in considerazione tutte le società consolidate del Gruppo.

Il processo ha riguardato esclusivamente gli obiettivi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico per i quali il Regolamento delegato 2021/2139 introduce l'elenco delle attività che contribuiscono in modo sostanziale a tali obiettivi e l'elenco dei criteri di vaglio tecnico che tali attività devono rispettare per poter essere classificate come ecosostenibili.

Il processo ha consentito, nel rispetto degli obblighi di disclosure previsti per la Dnf 2021, la quantificazione e la rendicontazione dei Kpi economici (fatturato, opex e capex) delle attività gestite dal Gruppo Hera ammissibili alla Tassonomia, ossia quelle attività incluse nell'elenco previsto nel Regolamento 2139, indipendentemente dal fatto che soddisfino i criteri di vaglio tecnico.

Nonostante il Regolamento della Tassonomia stabilisca l'obbligo di rendicontare nel 2023 la quota di fatturato, opex e capex delle attività allineate alla Tassonomia, ovvero quelle attività che rispettano i criteri di vaglio tecnico, il Gruppo Hera si è impegnato a darne evidenza, relativamente all'obiettivo di mitigazione, già nella informativa non finanziaria del 2021. Oltre a ciò, ha deciso di integrare i Kpi economici con il Mol derivante dalle attività allineate alla Tassonomia (che accompagna e integra il Mol Csv) e introducendo all'interno del piano industriale 2021-2025 la quota investimenti in tali attività. Al riguardo si rinvia al bilancio di sostenibilità per la trattazione esaustiva dell'argomento.

MARGINE OPERATIVO LORDO DICEMBRE 2021

ANALISI PER AREE STRATEGICHE D'AFFARI 1.07

Di seguito saranno analizzati i risultati della gestione realizzati nelle aree di business del Gruppo: area gas, che comprende i servizi di distribuzione e vendita di gas metano, teleriscaldamento e i servizi energia; area energia elettrica, che comprende i servizi di produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica; area ciclo idrico integrato, che comprende i servizi di acquedotto, depurazione e fognatura; area ambiente, che comprende i servizi di raccolta, trattamento e recupero dei rifiuti; area altri servizi, che comprende i servizi di illuminazione pubblica, telecomunicazione e altri servizi minori.

Strategia multibusiness

I conti economici del Gruppo comprendono i costi di struttura e includono gli scambi economici tra le aree d'affari valorizzati a prezzi di mercato.

L'analisi per aree d'affari considera la valorizzazione di maggiori ricavi e costi, senza impatto sul margine operativo lordo, relativi all'applicazione dell'Ifric 12. I settori d'affari che risentono dell'applicazione di questo principio sono il servizio di distribuzione del gas metano, il servizio di distribuzione dell'energia elettrica, i servizi del ciclo idrico integrato, il servizio di raccolta rifiuti e il servizio d'illuminazione pubblica.

Gas 1.07.01

Marginalità in crescita

L'anno 2021 mostra un'importante crescita rispetto all'analogo periodo del 2020, sia in termini di marginalità che di volumi venduti, grazie alle opportunità fornite nel segmento Servizi Energia dagli incentivi per efficienza energetica, superbonus 110% e bonus facciate, oltre alla ripresa dei consumi e delle attività produttive che nel 2020 avevano subìto un forte rallentamento a causa della pandemia Covid-19. A questo si aggiungono i benefici legati ai titoli di efficienza energetica, al teleriscaldamento e ai mercati di vendita in tutti i territori serviti. In particolare, nei mercati di Ultima Istanza, Hera Comm Spa si è aggiudicata tramite gara i seguenti lotti su territorio nazionale:

  • sei dei nove lotti del servizio di Ultima Istanza gas (per clienti che svolgono attività di servizio pubblico o sono senza fornitore) per il periodo 1° ottobre 2021 - 30 settembre 2023 in: Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Trentino A.A., Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Campania. Nella gara precedente, il numero di lotti aggiudicati da Hera Comm era otto su nove.
  • tutti i nove lotti del servizio di default di distribuzione gas (clienti morosi), per il periodo 1° ottobre 2021 - 30 settembre 2023 in: Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino A.A., Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Lazio, Campania, Sicilia e Calabria. Nella gara precedente, il numero di lotti aggiudicati da Hera Comm era cinque su nove.
  • nove dei 12 lotti della gara Consip GAS13 per la fornitura di gas naturale alle Pubbliche Amministrazioni nel 2021: Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia.

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var. %
Margine operativo lordo area 487,6 374,4 113,2 +30,2%
Margine operativo lordo Gruppo 1.223,9 1.123,0 100,9 +9,0%
Peso percentuale 39,8% 33,3% +6,5 p.p.

CLIENTI (mgl)

Il numero di clienti gas è in lieve calo per 3,6 mila unità, pari allo 0,2%, rispetto all'esercizio precedente. Nei mercati tradizionali la base clienti è stabile, mentre i clienti dei mercati di Ultima Istanza, dopo l'importante incremento registrato nell'ultimo trimestre 2020, in seguito alle gare per il periodo 2020-2021, hanno avuto una contrazione di 4 mila unità.

I volumi di gas complessivamente venduti aumentano di 2.996,8 milioni di mc, pari al 22,6%. I volumi di intermediazione evidenziano una crescita di 2.632,4 milioni di mc, pari al 19,9% sul totale. Gli scambi sono aumentati per soddisfare gli approvvigionamenti interni e cogliere le opportunità presenti sul mercato. I volumi venduti a clienti finali incrementano dell'11,8%, pari a 364,4 milioni di mc, evidenziando la già citata ripresa post Covid-19. I mercati tradizionali crescono di 272,3 milioni di mc (+9,1%, pari al +8,8% sul totale) e i mercati di Ultima Istanza di 92,1 milioni di mc (+96%, pari al +3,0% sul totale).

La sintesi dei risultati economici dell'area:

Conto economico (mln/euro) dic-21 Inc.% dic-20 Inc.% Var. Ass. Var. %
Ricavi 5.969,0 3.361,3 2.607,7 +77,6%
Costi operativi (5.373,1) (90,0)% (2.883,4) (85,8)% 2.489,7 +86,3%
Costi del personale (126,9) (2,1)% (116,5) (3,5)% 10,4 +8,9%
Costi capitalizzati 18,6 +0,3% 13,0 0,4% 5,6 +43,0%
Margine operativo lordo 487,6 8,2% 374,4 11,1% 113,2 +30,2%

RICAVI (mln/euro)

I ricavi mostrano una crescita di 2.607,7 milioni di euro, pari al 77,6% rispetto all'esercizio precedente. Le ragioni sono principalmente da imputare alle attività di intermediazione che generano maggiori ricavi per 1.870 milioni di euro, ai maggiori volumi venduti per 120 milioni di euro.

L'aumento del prezzo della materia prima gas incide per 441 milioni di euro, con un forte incremento a partire dal mese di ottobre 2021. La componente tariffaria Cmem, che nel mercato tutelato rappresenta l'andamento del costo della materia prima, è cresciuta del 75% fra dicembre e settembre e del 245% rispetto a dicembre 2020.

I maggiori ricavi del business dei Servizi Energia, per le attività legate all'efficienza energetica, bonus facciate e superbonus 110%, sono in aumento di circa 238 milioni di euro. Infine, a questi si aggiungono i maggiori ricavi del teleriscaldamento per 28 milioni di euro, grazie ai maggiori prezzi e volumi venduti, e i maggiori ricavi per le attività in Bulgaria per 13 milioni di euro.

Tale crescita viene contenuta dal calo dei ricavi per i titoli di efficienza energetica, per circa 121 milioni di euro per effetto del Decreto Ministeriale del 21 maggio 2021. Tale decreto, che regola per gli anni 2021-2024 la determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico delle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e del gas, ha operato retroattivamente riducendo del 60% il numero dei certificati previsti per l'anno d'obbligo 2020, oltre a definire un numero di certificati significativamente minori per l'obbligo 2021 rispetto al passato.

I ricavi regolati risultano in aumento di 2 milioni di euro. Da un punto di vista normativo, essendo il 2021 il secondo anno del nuovo periodo regolatorio, non vi sono variazioni regolatorie da evidenziare. MARGINE OPERATIVO LORDO (mln/euro)

Pertanto, la crescita riguarda essenzialmente un aggiornamento fisiologico del vincolo principalmente legato all'aggiornamento dei capex.

L'incremento dei ricavi si riflette in maniera proporzionale sulla crescita dei costi operativi che evidenziano un aumento complessivo di 2.489,7 milioni di euro. Tale andamento è dovuto principalmente alla maggiore attività dei Servizi Energia e di intermediazione, ai maggiori volumi venduti e ai minori costi per l'acquisto di titoli di efficienza energetica.

Il margine operativo lordo aumenta di 113,2 milioni di euro, pari al 30,2%, grazie alla crescita per le attività incentivate di efficienza energetica per circa 42 milioni di euro, all'aumento di marginalità nel business del teleriscaldamento per 4 milioni di euro e ai certificati bianchi per 6,6 milioni di euro, per la riduzione degli obblighi di efficienza energetica sopra descritti. La restante crescita è legata alle attività di vendita per la ripresa dei consumi e l'allargamento del perimetro servito, oltre alle attività di intermediazione sui mercati internazionali. Da evidenziare anche la crescita dei margini del business gas in Bulgaria dell'11%, con un rispettivo aumento di 4 mila clienti pari al 17%.

INVESTIMENTI NETTI GAS (mln/euro)

Nell'esercizio 2021, gli investimenti netti nell'area gas sono pari a 140,6 milioni di euro, in crescita di 6,5 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Nella distribuzione del gas, si registra complessivamente un aumento di 4,0 milioni di euro che deriva principalmente dalle manutenzioni straordinarie di reti e impianti che sono in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente a fronte di una minore incidenza della sostituzione massiva dei contatori ex delibera 554/15, relativa alla messa in servizio degli smart meter gas. Nella vendita gas si registrano investimenti di 10,2 milioni di euro per le attività connesse all'acquisizione di nuovi clienti, in crescita di 1,2 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Gli investimenti sono complessivamente in aumento di 0,8 milioni di euro nel servizio di teleriscaldamento e gestione calore, con una crescita nel teleriscaldamento di Hera Spa e una riduzione nei servizi energia con le attività delle società Hera Servizi Energia Srl e AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa. Le richieste di nuovi allacciamenti sono complessivamente in lieve diminuzione rispetto all'anno precedente.

I dettagli degli investimenti operativi nell'area gas:

Gas (mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Reti e impianti 103,9 99,9 4,0 +4,0%
Acquisizione clienti Gas 10,2 9,0 1,2 +13,3%
Tlr/Servizi Energia 27,1 26,3 0,8 +3,0%
Totale gas lordi 141,3 135,3 6,0 +4,4%
Contributi conto capitale 0,7 1,2 (0,5) (41,7)%
Totale gas netti 140,6 134,1 6,5 +4,8%

La Regulatory asset base (Rab) degli asset di proprietà, che determina il valore degli asset riconosciuti dall'Autorità per la remunerazione del capitale investito, è in crescita rispetto al 2020.

RAB (mld/euro)

1,041 miliardi di euro valore della Rab 2021

Energia elettrica 1.07.02

Alla fine dell'esercizio 2021, la marginalità dell'area energia elettrica registra un calo rispetto all'anno precedente. La ragione del calo è legata al mercato della Salvaguardia per un diverso perimetro servito e alla minore attività di produzione di energia elettrica, in particolare nel mercato dei servizi di dispacciamento che lo scorso anno ha registrato ottime performance nel periodo delle chiusure per la pandemia Covid-19.

Il Gruppo Hera nel mercato di Salvaguardia gestisce nel 2021 il lotto dei clienti in Campania, Abruzzo e Umbria, rispetto ai sette lotti del biennio precedente.

Da evidenziare il risultato positivo dello sviluppo commerciale sui clienti a libero mercato, supportato da offerte innovative, servizi a valore aggiunto e una sempre migliore customer experience per ogni tipo di cliente. A questo si aggiunge che Hera Comm Spa si è aggiudicata tramite gara, per il periodo dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2024, il servizio a tutele graduali per la fornitura di energia elettrica alle PMI di nove regioni italiane: Campania, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, corrispondenti a tre lotti di assegnazione nella gara nazionale indetta dall'Acquirente Unico.

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var. %
Margine operativo lordo area 144,7 188,2 (43,5) (23,1)%
Margine operativo lordo Gruppo 1.223,9 1.123,0 100,9 9,0%
Peso percentuale 11,8% 16,8% (5,0) pp

VOLUMI VENDUTI (GWh)

Il numero di clienti energia elettrica è in crescita del 5,0% (67,3 mila unità) rispetto al 2020. La crescita è avvenuta nel mercato libero, pari al 9,5% del totale, sia per effetto del rafforzamento dell'azione commerciale messa in atto per circa 60 mila clienti, sia per l'aggiudicazione del Servizio a Tutele Graduali per circa 51 mila clienti. Tale crescita riesce a mitigare il calo sia di 17 mila clienti a maggior tutela che di 27 mila clienti in Salvaguardia a causa del diverso perimetro dei lotti gestiti.

Parallelamente all'andamento appena citato si affianca la maggiore adesione ai servizi a valore aggiunto ai quali hanno aderito circa 80 mila clienti con una crescita del 30% rispetto all'anno precedente a dimostrazione di una sempre più crescente fidelizzazione della base clienti.

I volumi venduti di energia elettrica risultano in calo di 1.105,8 GWh, pari all'8,6%, rispetto al 2020. Tale andamento è causato principalmente dalla flessione dei volumi in Salvaguardia per 1.520,4 GWh, pari all'11,9% rispetto al totale, per il diverso perimetro servito, mentre nei mercati tradizionali si registra un aumento di 414,6 GWh, pari al 3,3% rispetto al totale, grazie al nuovo Servizio a Tutele Graduali già citato in precedenza.

La sintesi dei risultati economici dell'area:

Conto economico (mln/euro) dic-21 Inc.% dic-20 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 3.024,6 2.315,9 708,7 30,6%
Costi operativi (2.846,8) (94,1)% (2.090,3) (90,3)% 756,5 36,2%
Costi del personale (47,0) (1,6)% (48,7) (2,1)% (1,7) (3,5)%
Costi capitalizzati 13,8 0,5% 11,3 0,5% 2,5 22,2%
Margine operativo lordo 144,7 4,8% 188,2 8,1% (43,5) (23,1)%

I ricavi registrano un aumento di 708,7 milioni di euro, pari al 30,6%, rispetto al 2020. Tale andamento è legato principalmente ai maggiori ricavi per attività di intermediazione pari a 243 milioni di euro, al maggior prezzo della materia prima per circa 679 milioni di euro, ai maggiori ricavi di produzione energia elettrica per circa 116 milioni di euro e ai maggiori ricavi per i servizi a valore aggiunto per i clienti per circa 15 milioni di euro. I ricavi del business energia elettrica risentono della crescita del valore medio annuo del Pun in aumento del 222% rispetto all'anno precedente.

Gli incrementi appena citati sono solo in parte mitigati dalla diminuzione dei volumi venduti che genera minori ricavi per circa 90 milioni di euro e minori ricavi di vettoriamento extra rete e oneri di sistema per 252 milioni di euro, invarianti sui costi.

I ricavi regolati registrano una crescita rispetto al 2020 per 2 milioni di euro. Tale variazione è da imputarsi all'incremento tariffario legato ai capex.

L'aumento dei ricavi si riflette in maniera più che proporzionale anche sui costi operativi che evidenziano un aumento di 756,5 milioni di euro. Tale andamento è dovuto al netto aumento dei prezzi della materia prima che impatta sulle attività di vendita, intermediazione e produzione, nonostante i minori volumi venduti e i minori costi per l'acquisto di titoli di efficienza energetica.

MARGINE OPERATIVO LORDO (mln/euro)

Il margine operativo lordo cala di 43,5 milioni di euro, pari al 23,1%, principalmente per la riduzione del perimetro servito sul mercato della Salvaguardia per 29 milioni di euro e le minori chiamate per il mercato dei servizi di dispacciamento per circa 15 milioni di euro, come già evidenziato in precedenza. In crescita le attività a libero mercato, i nuovi servizi a valore aggiunto, l'ottimizzazione della produzione degli impianti e il servizio di distribuzione che compensano le minori marginalità sulle attività di intermediazione.

Nell'area energia elettrica gli investimenti dell'esercizio 2021 ammontano a 55,3 milioni di euro, in crescita di 7,6 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

Gli interventi realizzati riguardano prevalentemente la manutenzione straordinaria di impianti e reti di distribuzione nei territori di Modena, Imola, Trieste e Gorizia.

Rispetto all'anno precedente, si registra un incremento di 4,7 milioni di euro nella distribuzione energia elettrica per alcune nuove realizzazioni, come la cabina primaria di Modena Est, oltre alle manutenzioni straordinarie di reti e impianti e alle attività di sostituzione contatori, mentre per 2,8 milioni di euro si registra nella vendita di energia, per le attività connesse all'acquisizione di nuovi clienti. Anche le richieste di nuovi allacciamenti sono in crescita rispetto all'anno precedente.

INVESTIMENTI NETTI ENERGIA ELETTRICA (mln/euro)

55,3 milioni di euro investimenti netti energia elettrica

Gli investimenti operativi nell'area energia elettrica:

Energia elettrica (mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Reti e impianti 36,1 31,4 4,7 +15,0%
Acquisizione clienti EE 19,2 16,4 2,8 +17,1%
Totale energia elettrica lordi 55,3 47,7 7,6 +15,9%
Contributi conto capitale +0,0%
Totale energia elettrica netti 55,3 47,7 7,6 +15,9%

La Rab, che determina il valore degli asset riconosciuti dall'Autorità per la remunerazione del capitale investito, è in crescita rispetto al valore dell'esercizio 2020.

0,371 miliardi di euro valore della Rab 2021

Ciclo idrico integrato 1.07.03

Nel 2021 l'area ciclo idrico integrato presenta risultati in leggera flessione rispetto allo scorso anno, registrando un calo di marginalità pari all'1,3%. Dal punto di vista normativo si segnala che il 2021 è il secondo anno di applicazione del metodo tariffario, definito dall'Autorità per il terzo periodo regolatorio (Mti-3), 2020-2023 (delibera 580/2019). A ciascun gestore è riconosciuto un ricavo (Vrg) determinato sulla base dei costi operativi e dei costi di capitale, in funzione degli investimenti realizzati, in un'ottica di crescente efficienza dei costi, nonché di misure tese a promuovere e valorizzare interventi per la sostenibilità e la resilienza.

Risultati in lieve flessione nel 2021

Si evidenzia che a fine 2021 Atersir ha aggiudicato in via definitiva la gara per l'affidamento in concessione a Hera del servizio idrico integrato per la provincia di Rimini, a esclusione del Comune di Maiolo. La nuova convenzione, sottoscritta il 23/12/2021, regola il nuovo rapporto concessorio dal 01/01/2022 fino alla scadenza prevista al 31/12/2039. Grazie all'aggiudicazione della gara, tra le prime bandite in Italia, il nuovo servizio idrico nel riminese sarà all'insegna della sostenibilità e dell'innovazione e il Gruppo Hera, già gestore uscente nei 24 comuni, avrà la titolarità del servizio per i prossimi 18 anni.

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 262,4 265,8 (3,4) (1,3)%
Margine operativo lordo Gruppo 1.223,9 1.123,0 100,9 +9,0%
Peso percentuale 21,4% 23,7% (2,3) pp

1,5 milioni clienti ciclo idrico integrato (+0,5%)

CLIENTI (mgl)

Il numero di clienti acqua aumenta rispetto allo scorso anno di 7,8 mila, pari allo 0,5%, a conferma della moderata tendenza di crescita organica nei territori di riferimento del Gruppo. La crescita è riferita per il 72,3% al territorio emiliano-romagnolo gestito da Hera Spa, per il 14,3% al territorio servito da AcegasApsAmga Spa e per la restante parte al territorio servito dal Gruppo Marche Multiservizi Spa.

Di seguito i principali indicatori quantitativi dell'area:

I volumi erogati tramite acquedotto, che si attestano a 291,5 milioni di mc, presentano una crescita pari al 2,0% rispetto a dicembre 2020, per un ammontare di 5,7 milioni di mc. A dicembre 2021 le quantità gestite relative alla fognatura sono pari a 238,6 milioni di mc, con una leggera flessione dello 0,9% rispetto allo scorso anno, mentre quelle della depurazione si attestano a 234,9 milioni di mc, con una flessione pari allo 0,7%, rispetto al 2020. I volumi somministrati, a seguito della delibera 580/2019 dall'Autorità, sono un indicatore di attività dei territori in cui il Gruppo opera e sono oggetto di perequazione per effetto della normativa che prevede il riconoscimento di un ricavo regolato indipendente dai volumi distribuiti.

ENERGIA ELETTRICA CONSUMATA (GWh)

L'energia elettrica consumata dagli impianti evidenzia una crescita di 2,2 GWh. Tale crescita è correlabile prevalentemente ai maggiori volumi erogati nel 2021 già in precedenza descritti.

La sintesi dei risultati economici dell'area:

Conto economico (mln/euro) dic-21 Inc.% dic-20 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 964,7 883,6 81,1 +9,2%
Costi operativi (521,3) (54,0)% (439,8) (49,8)% 81,5 +18,5%
Costi del personale (185,9) (19,3)% (183,7) (20,8)% 2,2 +1,2%
Costi capitalizzati 4,9 0,5% 5,8 0,7% (0,9) (15,6)%
Margine operativo lordo 262,4 27,2% 265,8 30,1% (3,4) (1,3)%

La crescita nei ricavi è legata, per complessivi 42,0 milioni di euro, ai maggiori ricavi per commesse e opere conto terzi realizzate nel corso del 2021. I ricavi da somministrazione presentano una crescita di 33,1 milioni di euro, dovuta principalmente all'incremento dei costi perequabili di energia elettrica e della materia prima acqua e all'adeguamento tariffario del nuovo metodo Mti-3. Infine, si segnalano maggiori ricavi da allacciamento per 3,0 milioni di euro.

L'incremento nei costi operativi nel 2021 è riconducibile prevalentemente ai maggiori costi correlati alle opere realizzate già descritte tra i ricavi per complessivi 42,0 milioni di euro, ai quali si aggiungono i maggiori costi della materia prima acqua e dell'energia elettrica per circa 32,5 milioni di euro. Infine, si segnalano maggiori costi operativi per la gestione di reti e impianti, questi ultimi legati al diverso avanzamento lavori rispetto a dicembre 2020 a causa della pandemia di Covid-19.

MARGINE OPERATIVO LORDO (mln/euro)

Il margine operativo lordo presenta una flessione pari all'1,3%. I maggiori ricavi da allacciamento compensano solo parzialmente la crescita dei costi operativi su reti e impianti legati al diverso avanzamento lavori rispetto a dicembre 2020.

Nell'esercizio 2021 gli investimenti netti nell'area ciclo idrico integrato ammontano a 169,0 milioni di euro, in crescita di 25,7 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Al lordo dei contributi in conto capitale ricevuti, gli investimenti effettuati ammontano a 194,6 milioni di euro, in aumento di 28,4 milioni di euro.

Gli investimenti sono riferiti principalmente a estensioni, bonifiche e potenziamenti di reti e impianti, oltre che agli adeguamenti normativi riguardanti soprattutto l'ambito depurativo e fognario.

Gli investimenti sono stati realizzati per 113,5 milioni di euro nell'acquedotto, per 45,0 milioni di euro nella fognatura e per 36,1 milioni di euro nella depurazione.

INVESTIMENTI NETTI CICLO IDRICO (mln/euro)

Fra i principali interventi si segnalano: nell'acquedotto, prosegue l'incremento delle attività di bonifica su reti e allacci legate anche alla delibera Arera 917/2017 sulla regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato, l'adeguamento sismico e riqualificazione delle aree dei serbatoi pensili, le importanti manutenzioni delle opere di presa sul torrente Setta a servizio del potabilizzatore di Sasso Marconi e le opere di bonifica della rete di adduzione nel Comune di Bentivoglio, oltre al potenziamento delle reti idriche in altri territori serviti; nella fognatura continua l'avanzamento del piano per la salvaguardia della balneazione di Rimini, con i nuovi lotti di separazione reti fognarie della zona nord, anche se nel 2021 è previsto un minore impatto degli interventi a carico di Hera rispetto all'anno precedente. Proseguono anche gli interventi manutentivi di riqualificazione della rete fognaria in altri territori e le opere di adeguamento scarichi alla Dgr 201/2016, tipologia di interventi in crescita nel 2021; nella depurazione, meritano evidenza gli adeguamenti del depuratore di Lido di Classe, così come il revamping dei dissabbiatori del depuratore IDAR di Bologna e del depuratore di Gramicia a Ferrara.

Le richieste per nuovi allacciamenti idrici e fognari sono in crescita rispetto all'anno precedente, spinti anche dalla ripresa economica, in particolare del settore edilizio.

I contributi in conto capitale, pari a 25,6 milioni di euro, sono comprensivi di 16,8 milioni di euro derivanti dalla componente della tariffa prevista dal metodo tariffario per il Fondo Nuovi Investimenti (FoNI) e risultano in aumento di 2,7 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

Il dettaglio degli investimenti operativi nell'area ciclo idrico integrato:

Ciclo idrico integrato (mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Acquedotto 113,5 98,8 14,7 +14,9%
Depurazione 36,1 28,2 7,9 +28,0%
Fognatura 45,0 39,1 5,9 +15,1%
Totale ciclo idrico integrato lordi 194,6 166,2 28,4 +17,1%
Contributi conto capitale 25,6 22,9 2,7 +11,8%
di cui per FoNI (Fondo Nuovi Investimenti) 16,8 13,6 3,2 +23,5%
Totale ciclo idrico integrato netti 169,0 143,3 25,7 +17,9%

La Rab, che determina il valore degli asset riconosciuti dall'Autorità per la remunerazione del capitale investito, è in aumento rispetto al 2020.

RAB (mld/euro)

1,64 miliardi di euro valore della Rab 2021

Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 107|

Ambiente 1.07.04

Mol in crescita Nel 2021 l'area ambiente contribuisce con il 23,8% alla marginalità del Gruppo Hera, presentando un margine operativo lordo in aumento rispetto al 2020 di 33,7 milioni di euro. In Italia nell'anno 2021 si è riscontrata una ripresa nella produzione industriale e dei rifiuti, seppur lontana dai valori pre-pandemia, e un generalizzato aumento della pressione competitiva. In tale contesto, il Gruppo ha saputo cogliere le opportunità di crescita anche grazie alla propria dotazione impiantistica che continua a essere un asset strategico e distintivo sul mercato. In particolare, si sottolinea la crescita commerciale di Aliplast Spa e l'espansione nel mercato dei rifiuti industriali e delle operazioni di bonifica e ripristino ambientale grazie a diverse operazioni di partnership e acquisizioni societarie che hanno permesso al Gruppo di consolidare la propria leadership. Nel quarto trimestre, il persistere della pandemia e l'inizio del caro energia hanno causato un temporaneo rallentamento dell'attività di alcuni settori economici con ripercussioni anche sui mercati presidiati dal Gruppo.

Si evidenzia inoltre che a fine 2021 Atersir ha aggiudicato in via definitiva alle RTI guidate dal Gruppo Hera, le gare per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati, con un orizzonte temporale di 15 anni, nei bacini territoriali di Modena e Bologna.

Grazie alle profonde competenze operative del Gruppo e delle altre realtà delle RTI aggiudicatarie, i territori compresi nei contratti di servizio saranno dotati di modelli di raccolta con servizi e attrezzature innovativi, con un forte orientamento alla sostenibilità, alla riduzione dei rifiuti e all'incremento dei materiali riciclati.

Di seguito le variazioni a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 291,7 258,0 33,7 +13,1%
Margine operativo lordo Gruppo 1.223,9 1.123,0 100,9 +9,0%
Peso percentuale 23,8% 23,0% +0,8 p.p.

Nella tabella di seguito riportata è esposta l'analisi dei volumi commercializzati e trattati dal Gruppo nel corso del 2021:

Dati quantitativi (mgl/t) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var. %
Rifiuti urbani 2.241,8 2.219,1 22,7 +1,0%
Rifiuti da mercato 2.334,3 2.187,6 146,7 +6,7%
Rifiuti commercializzati 4.576,1 4.406,7 169,4 +3,8%
Sottoprodotti impianti 2.200,5 2.203,2 (2,7) (0,1)%
Rifiuti trattati per tipologia 6.776,7 6.609,9 166,8 +2,5%

L'analisi dei dati quantitativi evidenzia un incremento dei rifiuti commercializzati dovuto sia all'aumento dei rifiuti urbani che dei rifiuti da mercato. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, nel 2021 si evidenzia una crescita pari all' 1,0% rispetto all'anno precedente.

I volumi da mercato risultano in crescita rispetto al 2020 del 6,7%, grazie al consolidamento dei rapporti commerciali esistenti e allo sviluppo del portafoglio clienti.

Infine, i sottoprodotti degli impianti presentano valori allineati rispetto all'anno precedente principalmente a causa della minore piovosità compensata da maggiori volumi legati alle acquisizioni.

+1,1 punti percentuali raccolta differenziata (se ricalcolata con criteri omogenei)

RACCOLTA DIFFERENZIATA (%)

La raccolta differenziata di rifiuti urbani risulta allineata all'anno precedente, ma se ricalcolata con criteri omogenei la crescita è pari a +1,1 punti percentuali. A partire da luglio 2021 infatti, si è data applicazione al D.Lgs.116/2020, che prevede l'esclusione dei rifiuti da costruzione e demolizione dal calcolo percentuale della raccolta differenziata.

Il Gruppo Hera opera nel ciclo completo dei rifiuti con 97 impianti di trattamento di rifiuti urbani e speciali e di rigenerazione dei materiali plastici, incrementando di sette unità il numero rispetto al 2020 grazie alle nuove acquisizioni societarie. Tra i principali impianti si evidenziano: nove termovalorizzatori, 12 impianti di compostaggio/digestori, 15 impianti di selezione.

La cura e l'attenzione al parco impiantistico è da sempre un elemento distintivo della propensione all'eccellenza del Gruppo: proseguono infatti le operazioni per migliorare ulteriormente la sicurezza e allineare gli impianti alle migliori tecnologie disponibili.

Discariche Wte Selezione Discariche Wte Selezione
Compost. Inertiz. e chi-fi Altri impianti Compost. Inertiz. e chi-fi Altri impianti
Dati quantitativi (mgl/t) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var. %
Discariche 636,4 677,4 (41,0) (6,1)%
Termovalorizzatori 1.205,2 1.275,4 (70,2) (5,5)%
Impianti di selezione e altro 550,8 530,7 20,1 +3,8%
Impianti di compostaggio e stabilizzazione 498,1 509,4 (11,3) (2,2)%
Impianti di inertizzazione e chimico-fisici 1.322,4 1.208,4 114,0 +9,4%
Altri impianti 2.563,8 2.408,7 155,1 +6,4%
Rifiuti trattati per impianto 6.776,7 6.609,9 166,8 +2,5%
Plastica riciclata da Aliplast Spa 80,9 68,8 12,1 +17,6%

Il trattamento dei rifiuti evidenzia una crescita complessiva, pari al 2,5%, rispetto a dicembre 2020 grazie anche all'incremento del numero di impianti gestiti. Analizzando le singole filiere, si segnalano quantitativi in diminuzione in discarica, principalmente a causa dell'esaurimento degli impianti di Sommacampagna e Ravenna. Per quanto riguarda i termovalorizzatori, l'andamento in diminuzione è dovuto prevalentemente al revamping dell'impianto di Trieste e al fermo impianto per manutenzioni programmate effettuate nel termovalorizzatore di Modena. L'incremento delle quantità negli impianti di selezione è imputabile alle maggiori quantità trattate in tutti gli impianti grazie allo sviluppo della raccolta differenziata. Negli impianti di compostaggio e stabilizzazione i volumi sono in lieve diminuzione, mentre nella filiera degli impianti d'inertizzazione e chimico-fisici i maggiori quantitativi sono riconducibili prevalentemente all'incremento dei volumi dei depuratori in territorio toscano, a quello di Pozzilli che a inizio 2020 non era in attività e ai maggiori volumi per nuove acquisizioni. Infine, si segnala l'incremento anche nella filiera altri impianti.

Inc.%
Var. Ass.
Var.%
138,1 +11,6%
(62,2)%
106,3
+14,4%
(17,1)% 8,2
+4,0%
1,0% 10,3
+90,4%
21,7% 33,7
+13,1%

Una sintesi dei risultati economici dell'area:

RICAVI (mln/euro)

I ricavi sono in crescita rispetto allo scorso anno dell'11,6%. Si evidenziano maggiori ricavi da produzione di energia per 20,3 milioni di euro principalmente per l'aumento dei prezzi relativi ai certificati Grin, del mercato e della produzione di energia termica e di biometano, nonostante una riduzione dei volumi sui Wte di 70,2 mgl/t. Si rileva inoltre il maggior contributo di Aliplast Spa per +55,2 milioni di euro rispetto al 2020, pari al +53%, conseguente all'incremento dei prezzi e ai maggiori prodotti venduti principalmente Film PE e Granulo PET.

In evidenza, inoltre, l'incremento di 37 milioni di euro dei ricavi legati a nuove acquisizioni nel mercato Industria e la maggiore valorizzazione dei materiali conseguente all'aumento dei prezzi in particolare di carta, vetro e ferro.

I costi operativi a dicembre 2021 crescono del 14,4%. Nel mercato del trattamento si segnala un incremento costi per l'acquisto di materie prime, per le nuove acquisizioni e per le manutenzioni programmate sugli impianti del Gruppo. Tale crescita è attenuata da efficienze nei costi operativi. Nel mercato recupero si evidenzia l'incremento dei costi di acquisto della materia prima sostenuti da Aliplast Spa correlato all'andamento dei ricavi già in precedenza citati. Per quanto riguarda l'igiene urbana, si segnalano maggiori attività legate allo sviluppo di nuovi progetti di raccolta differenziata.

MARGINE OPERATIVO LORDO (mln/euro)

L'incremento del margine operativo lordo è dovuto principalmente alle maggiori attività nel recupero della plastica per 20,7 milioni di euro, all'ampliamento del mercato dei rifiuti industriali con le nuove acquisizioni per circa 9 milioni di euro e alla crescita della marginalità dei rifiuti grazie all'incremento dei prezzi. Tali effetti positivi sono solo in parte compensati dall'aumento dei prezzi d'acquisto delle materie prime e dai maggiori costi di manutenzione degli impianti del Gruppo.

Gli investimenti netti nell'area ambiente riguardano gli interventi di manutenzione e potenziamento degli impianti di trattamento rifiuti e ammontano a 96,5 milioni di euro, in aumento di 28,9 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

La filiera compostaggi/digestori presenta un incremento di 2,8 milioni di euro dovuto principalmente all'avvio delle realizzazioni sulla NewCo Biorg Srl, parzialmente compensati da minori realizzazioni sugli impianti di Voltana, Sant'Agata, Rimini e Cesena, oggetto di importanti interventi nell'anno precedente. Nella medesima filiera si segnala, inoltre, l'attività della società Green Factory Srl nel territorio delle Marche.

Gli investimenti sulle discariche si riducono di 2,5 milioni di euro per gli interventi effettuati l'anno precedente sul 5° lotto dell'impianto del Pago.

La filiera Wte presenta un incremento di 10,6 milioni di euro principalmente attribuibile ai lavori di revamping della linea due dell'impianto di Trieste, oltre a manutenzioni straordinarie eseguite sull'impianto di Modena.

Gli investimenti nella filiera impianti rifiuti industriali sono in crescita di 10,7 milioni di euro rispetto all'anno precedente e riguardano principalmente le attività di revamping dell'impianto F3 di Ravenna.

La filiera isole ecologiche e attrezzature di raccolta presenta investimenti in crescita per 2,2 milioni di euro rispetto all'anno precedente e comprende le realizzazioni effettuate sulle isole ecologiche interrate, mentre l'aumento di 6,1 milioni di euro nella filiera degli impianti di selezione e recupero dipende dai maggiori investimenti per i lavori sul nuovo rigeneratore PE della società Aliplast Spa, oltre alla variazione di perimetro delle società Recycla Spa e Gruppo Vallortigara.

INVESTIMENTI NETTI AMBIENTE (mln/euro)

96,5 milioni di euro investimenti netti ambiente

Il dettaglio degli investimenti operativi nell'area ambiente:

Ambiente (mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Compostaggi/digestori 7,5 4,7 2,8 +59,6%
Discariche 8,3 10,8 (2,5) (23,1)%
Wte 24,6 14,0 10,6 +75,7%
Impianti RI 17,3 6,6 10,7 +162,1%
Isole ecologiche e attrezzature di raccolta 16,6 14,4 2,2 +15,3%
Impianti trasbordo, selezione e altro 24,0 17,9 6,1 +34,1%
Totale ambiente lordi 98,2 68,3 29,9 +43,8%
Contributi conto capitale 1,7 0,7 1,0 +142,9%
Totale ambiente netti 96,5 67,6 28,9 +42,8%

Altri servizi 1.07.05

Marginalità in crescita

L'area altri servizi raccoglie i business minori gestiti dal Gruppo. Ne fanno parte la pubblica illuminazione, in cui l'impegno del Gruppo Hera è rivolto alla progettazione, realizzazione e mantenimento degli impianti di illuminazione creando sicurezza sul territorio, impiegando tecnologie all'avanguardia e con costante attenzione all'economia circolare e alla sostenibilità; le telecomunicazioni, in cui il Gruppo attraverso la propria digital company offre servizi di connettività per privati e aziende, telefonia e data center; infine, i servizi cimiteriali. A dicembre 2021, il risultato dell'area altri servizi si attesta a 37,4 milioni di euro, in crescita di 0,7 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

Di seguito le variazioni del margine operativo lordo:

(mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 37,4 36,7 0,7 +1,9%
Margine operativo lordo Gruppo 1.223,9 1.123,0 100,9 +9,0%
Peso percentuale 3,1% 3,3% (0,2) pp

Gli indicatori principali dell'area riferiti all'attività dell'illuminazione pubblica:

Dati quantitativi dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Illuminazione pubblica
Punti luce (mgl) 563,2 571,3 (8,1) (1,4)%
di cui a led 35,2% 35,1% +0,1 +0,0%
Comuni serviti 184,0 188,0 (4,0) (2,1)%

Il Gruppo Hera nel corso del 2021 ha acquisito circa 13,7 mila punti luce in 10 nuovi comuni. Le acquisizioni maggiormente significative sono state: in Lombardia per circa 8,9 mila punti luce, nel Lazio per circa 2,3 mila punti luce, in Sardegna e nelle altre regioni del centro Italia per circa 1,5 mila punti luce, in Friuli-Venezia Giulia per mille punti luce. Gli incrementi dell'anno assorbono solo in parte la perdita di circa 21,8 mila punti luce e di 14 Comuni gestiti prevalentemente in Friuli-Venezia Giulia e in Veneto.

La percentuale dei punti luce che utilizzano lampade a led si attesta al 35,2% e denota l'attenzione costante del Gruppo a una gestione sempre più efficiente e sostenibile dell'illuminazione pubblica.

Tra gli indicatori quantitativi dell'area altri servizi si evidenziano anche i 4.440 Km di rete proprietaria a banda ultra-larga in fibra ottica che il Gruppo Hera possiede attraverso la propria digital company, Acantho Spa. Tale rete serve le principali città del territorio emiliano-romagnolo, Padova e Trieste, e fornisce ad aziende e privati una connettività ad alte prestazioni, elevata affidabilità e massima sicurezza di sistemi, dati e continuità del servizio.

I risultati economici dell'area sono:

RICAVI (mln/euro)

Conto economico (mln/euro) dic-21 Inc.% dic-20 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 170,8 147,1 23,7 +16,1%
Costi operativi (114,1) (66,8)% (92,0) (62,5)% 22,1 +24,0%
Costi del personale (21,2) (12,4)% (20,3) (13,8)% 0,9 +4,4%
Costi capitalizzati 1,9 1,1% 1,8 1,2% 0,1 +5,5%
Margine operativo lordo 37,4 21,9% 36,7 24,9% 0,7 +1,9%

La crescita dei ricavi è dovuta principalmente all'illuminazione pubblica ed è relativa per il 50% all'avanzamento dei lavori di riqualificazione energetica eseguiti e per l'ulteriore 50% ai conguagli energetici sui canoni di illuminazione pubblica. Il business delle telecomunicazioni concentra le sue maggiori attività nei servizi di telefonia e connettività anche per il Gruppo.

La crescita dei costi operativi è correlata all'andamento dei ricavi sia di illuminazione pubblica che di telecomunicazioni.

MARGINE OPERATIVO LORDO (mln/euro)

Il Margine operativo lordo del business degli altri servizi cresce complessivamente dell'1,9% con un controvalore di 0,7 milioni di euro.

Nell'esercizio 2021 gli investimenti netti nell'area altri servizi sono pari a 13,3 milioni di euro, in aumento di 2,2 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente.

Nelle telecomunicazioni sono stati realizzati 8,6 milioni di euro di investimenti in rete e in servizi Tlc, in aumento di 0,5 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Nel servizio di illuminazione pubblica, gli investimenti sono relativi agli interventi di manutenzione, riqualificazione e ammodernamento degli impianti di illuminazione dei territori gestiti e ammontano a 5,9 milioni di euro, in aumento di 2,9 milioni di euro rispetto all'anno precedente e non comprendono le commesse di illuminazione pubblica soggette a diversa contabilizzazione in base all'Ifric 12.

milioni di euro investimenti netti altri servizi

13,3

I dettagli degli investimenti operativi nell'area altri servizi:

Altri servizi (mln/euro) dic-21 dic-20 Var. Ass. Var.%
Tlc 8,6 8,1 0,5 +6,2%
Illuminazione pubblica e semaforica 5,9 3,0 2,9 +96,7%
Totale altri servizi lordi 14,6 11,1 3,5 +31,5%
Contributi conto capitale 1,3 1,3 +100,0%
Totale altri servizi netti 13,3 11,1 2,2 +19,8%

DELIBERAZIONI DELL'ASSEMBLEA DEI SOCI 1.08

L'Assemblea di Hera Spa:

  • preso atto della relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione;
  • preso atto della relazione del Collegio sindacale;
  • preso atto della relazione della Società di revisione;
  • esaminato il bilancio al 31 dicembre 2021 che chiude con un utile di 223.760.995,71 euro;

delibera:

  • di approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2021 di Hera Spa e la relazione sulla gestione predisposta dal Consiglio di Amministrazione;
  • di destinare l'utile dell'esercizio 1° gennaio 2021 31 dicembre 2021, pari a 223.760.995,71 euro come segue:
    • a riserva legale per 11.188.049,79 euro; e
    • di distribuire un dividendo complessivo pari a 0,120 euro lordi per ogni azione ordinaria in circolazione (escluse quindi le azioni proprie in portafoglio della società) nel giorno di messa in pagamento di detto dividendo; e
    • a riserva straordinaria per 33.828.296,52 euro.

Pertanto, il dividendo complessivamente distribuibile ammonta a 178.744.649,40 euro corrispondenti a 0,120 euro per ciascuna azione ordinaria in circolazione (escluse quindi le azioni proprie in portafoglio della società);

  • di mettere in pagamento il dividendo a partire dal 22 giugno 2022 con stacco della cedola n.20 in data 20 giugno 2022, dividendo che sarà corrisposto alle azioni in conto alla data del 21 giugno 2022;
  • di dare mandato al Consiglio di Amministrazione, e per esso al suo Presidente, di accertare a tempo debito, in relazione al definitivo numero di azioni in circolazione, l'esatto ammontare dell'utile distribuito e, quindi, l'esatto ammontare della riserva straordinaria.

AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA DEI SOCI 1.09

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SCHEMI DI BILANCIO 2.01

Conto economico 2.01.01

mln/euro note 2021 2020
Ricavi 1 10.555,3 7.079,0
Altri ricavi operativi 2 400,1 467,8
Materie prime e materiali 3 (6.668,5) (3.410,6)
Costi per servizi 4 (2.464,6) (2.424,9)
Costi del personale 5 (592,8) (572,7)
Altre spese operative 6 (66,5) (58,9)
Costi capitalizzati 7 60,8 43,3
Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni 8 (612,1) (571,7)
Utile operativo 611,7 551,3
Quota di utili (perdite) di joint venture e società collegate 9 13,2 8,2
Proventi finanziari 10 82,3 73,4
Oneri finanziari 10 (300,3) (198,3)
Gestione finanziaria (204,8) (116,7)
Utile prima delle imposte 406,9 434,6
Imposte 11 (34,2) (111,8)
Utile netto dell'esercizio 372,7 322,8
Attribuibile:
azionisti della Controllante 333,5 302,7
azionisti di minoranza 39,2 20,1
Utile per azione
di base 12 0,228 0,206
diluito 12 0,228 0,206

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di conto economico riportato al paragrafo 2.04.01 del presente bilancio consolidato.

Conto economico complessivo 2.01.02

mln/euro note 2021 2020
Utile (perdita) netto dell'esercizio 372,7 322,8
Componenti riclassificabili a conto economico
Fair value derivati, variazione del periodo 20 124,7 60,8
Effetto fiscale relativo alle componenti riclassificabili (35,3) (17,5)
Componenti non riclassificabili a conto economico
Utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti 27 1,6 (1,9)
Partecipazioni valutate al fair value 17 (2,1) (3,5)
Effetto fiscale relativo alle componenti non riclassificabili (0,2) 0,4
Totale utile (perdita) complessivo dell'esercizio 461,4 361,1
Attribuibile:
azionisti della controllante 420,5 341,7
azionisti di minoranza 40,9 19,4

Situazione patrimoniale-finanziaria 2.01.03

mln/euro note 31-dic-21 31-dic-20
ATTIVITÀ
Attività non correnti
Immobilizzazioni materiali 13, 31 1.941,0 1.926,5
Diritti d'uso 14, 31 101,6 95,9
Attività immateriali 15, 31 4.126,7 3.924,4
Avviamento 16, 31 842,9 812,8
Partecipazioni 17, 31 198,5 187,9
Attività finanziarie non correnti 18, 35 142,7 140,8
Attività fiscali differite 19 229,4 156,6
Strumenti derivati 20 6,9 14,4
Totale attività non correnti 7.589,7 7.259,3
Attività correnti
Rimanenze 21 368,0 171,7
Crediti commerciali 22, 35 2.918,0 1.971,6
Attività finanziarie correnti 18, 35 29,3 32,8
Attività per imposte correnti 23, 35 21,2 11,7
Altre attività correnti 24, 35 422,3 487,5
Strumenti derivati 20 1.797,4 113,1
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 18 885,6 987,1
Totale attività correnti 6.441,8 3.775,5
TOTALE ATTIVITÀ 14.031,5 11.034,8

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 2.04.02 del presente bilancio consolidato.

mln/euro note 31-dic-21 31-dic-20
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
Capitale sociale e riserve
Capitale sociale 25 1.459,6 1.460,0
Riserve 25 1.407,1 1.198,1
Utile (perdita) dell'esercizio 333,5 302,7
Patrimonio netto del Gruppo 3.200,2 2.960,8
Interessenze di minoranza 25 216,6 194,5
Totale patrimonio netto 3.416,8 3.155,3
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti 26, 35 3.716,0 3.678,7
Passività non correnti per leasing 14, 35 53,2 73,5
Trattamento di fine rapporto e altri benefici 27 105,4 116,7
Fondi per rischi e oneri 28 528,0 538,2
Passività fiscali differite 19 132,1 120,5
Strumenti derivati 20 13,5 20,1
Totale passività non correnti 4.548,2 4.547,7
Passività correnti
Passività finanziarie correnti 26, 35 499,7 616,9
Passività correnti per leasing 14, 35 43,4 20,1
Debiti commerciali 29, 35 2.356,6 1.497,5
Passività per imposte correnti 23, 35 27,9 25,4
Altre passività correnti 30, 35 1.435,6 1.056,2
Strumenti derivati 20 1.703,3 115,7
Totale passività correnti 6.066,5 3.331,8
TOTALE PASSIVITÀ 10.614,7 7.879,5
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 14.031,5 11.034,8

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 2.04.02 del presente bilancio consolidato.

Rendiconto finanziario 2.01.04

mln/euro note 31-dic-21 31-dic-20
Risultato ante imposte 406,9 434,6
Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operative
Ammortamenti e perdite di valore di attività 8 469,9 457,1
Accantonamenti ai fondi 8 142,2 114,6
Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto 9 (13,2) (8,2)
(Proventi) oneri finanziari 10 218,0 124,9
(Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari 25,5 (6,7)
Variazione fondi rischi e oneri 28 (31,2) (30,2)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti 27 (12,6) (13,5)
Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante netto 1.205,5 1.072,6
(Incremento) decremento di rimanenze 32 (196,7) (3,8)
(Incremento) decremento di crediti commerciali 32 (893,8) 4,8
Incremento (decremento) di debiti commerciali 32 858,5 101,9
Incremento/decremento di altre attività/passività correnti 32 279,8 (65,1)
Variazione capitale circolante 47,8 37,8
Dividendi incassati 32 12,0 10,1
Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati 32 32,6 37,4
Interessi passivi, oneri netti su derivati e altri oneri finanziari pagati 32 (96,2) (81,9)
Imposte pagate 32 (156,3) (184,6)
Disponibilità generate dall'attività operativa (a) 1.045,4 891,4
Investimenti in immobilizzazioni materiali 13 (171,9) (140,6)
Investimenti in attività immateriali 15 (416,8) (365,8)
Investimenti in imprese controllate e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide 33 (64,1) (1,8)
Investimenti in altre partecipazioni 33 (11,0) (46,8)
Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali 33 2,5 3,6
Disinvestimenti in partecipazioni e contingent consideration 33 0,2 2,0
(Incremento) decremento di altre attività d'investimento 33 (1,5) 30,8
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b) (662,6) (518,6)
Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 34 525,1 512,6
Rimborsi di debiti finanziari non correnti 34 (519,8) (2,0)
Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari 34 (252,9) (18,9)
Canoni pagati per leasing 34 (22,5) (22,1)
Acquisto quote di partecipazioni in imprese consolidate 34 (21,0) (1,2)
Dividendi pagati ad azionisti Hera e interessenze di minoranza 34 (193,0) (163,3)
Variazione azioni proprie in portafoglio 25 (0,2) (54,8)
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento (c) (484,3) 250,3
Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c) (101,5) 623,1
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio dell'esercizio 18 987,1 364,0
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio 18 885,6 987,1

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di rendiconto finanziario riportato al paragrafo 2.04.03 del presente bilancio consolidato.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto 2.01.05

mln/euro Capitale sociale Riserve Riserve strumenti
derivati valutati al
fair value
(perdite) attuariali
fondi benefici
Riserve utili
dipendenti
partecipazioni
valutate al fair
Riserve
value
Utile dell' esercizio Patrimonio netto Interessenze di
minoranza
Totale
Saldo al 01-gen-20 1.474,8 1.019,7 (37,9) (33,8) 385,7 2.808,5 201,5 3.010,0
Utile dell'esercizio 302,7 302,7 20,1 322,8
Altre componenti del
risultato complessivo:
fair value derivati,
variazione dell'esercizio
43,8 43,8 (0,5) 43,3
utili (perdite) attuariali
fondi benefici ai
dipendenti
(1,3) (1,3) (0,2) (1,5)
fair value partecipazioni,
variazione dell'esercizio
(3,5) (3,5) (3,5)
Utile complessivo
dell'esercizio
43,8 (1,3) (3,5) 302,7 341,7 19,4 361,1
variazione azioni
proprie in portafoglio
(14,8) (29,9) (44,7) (44,7)
variazione interessenza
partecipativa
(11,3) (11,3)
altri movimenti 2,4 2,4 0,9 3,3
Ripartizione dell'utile:
dividendi distribuiti (147,1) (147,1) (16,0) (163,1)
destinazione a riserve 238,6 (238,6)
Saldo al 31-dic-20 1.460,0 1.230,8 5,9 (35,1) (3,5) 302,7 2.960,8 194,5 3.155,3
Saldo al 01-gen-21 1.460,0 1.230,8 5,9 (35,1) (3,5) 302,7 2.960,8 194,5 3.155,3
Utile dell'esercizio 333,5 333,5 39,2 372,7
Altre componenti del
risultato complessivo:
fair value derivati,
variazione dell'esercizio
87,7 87,7 1,7 89,4
utili (perdite) attuariali
fondi benefici ai
dipendenti
1,4 1,4 1,4
fair value partecipazioni,
variazione dell'esercizio
(2,1) (2,1) (2,1)
Utile complessivo
dell'esercizio
87,7 1,4 (2,1) 333,5 420,5 40,9 461,4
variazione azioni
proprie in portafoglio
(0,4) 0,2 (0,2) (0,2)
variazione interessenza
partecipativa
(19,8) (19,8) (1,2) (21,0)
Ripartizione dell'utile:
dividendi distribuiti (161,1) (161,1) (17,6) (178,7)
destinazione a riserve 141,6 (141,6)
Saldo al 31-dic-21 1.459,6 1.352,8 93,6 (33,7) (5,6) 333,5 3.200,2 216,6 3.416,8

NOTE ESPLICATIVE 2.02

Principi di redazione 2.02.01

Hera Spa è una società per azioni (Spa) costituita in Italia, quotata presso la Borsa di Milano e domiciliata a Bologna in Viale Berti Pichat 2/4. Hera Spa e le sue controllate (il Gruppo Hera) operano principalmente in Italia nei settori ambientale (gestione e trattamento dei rifiuti), idrico (acquedotto, fognature e depurazione) ed energetico (distribuzione e vendita di energia elettrica, gas e servizi energia), offrendo inoltre servizi per l'illuminazione pubblica e le telecomunicazioni.

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 è stato predisposto in applicazione del Regolamento (CE) 1606/2002 del 19 luglio 2002, in conformità ai principi contabili internazionali Ifrs emessi dall'International Accounting standard board (Iasb) e omologati dalla Commissione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005. Per Ifrs si intendono anche gli International accounting standards (Ias) tuttora in vigore, i documenti interpretativi emessi dall'International Financial Reporting Standards Interpretation Commitee (Ifrs Ic) e dal precedente Standing interpretation commitee (Sic).

Gli amministratori hanno valutato l'applicabilità del presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato, concludendo che tale presupposto è adeguato in quanto non sussistono dubbi sulla continuità aziendale. Nel formulare tale valutazione si è tenuto conto dell'attuale contesto pandemico, oltre che del contesto indotto dallo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina.

Sono state predisposte le informazioni obbligatorie ritenute sufficienti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale-finanziaria del Gruppo, nonché del risultato economico. Le informazioni relative all'attività del Gruppo e i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio sono illustrati nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.03 "Principali fatti di rilievo".

Il principio generale adottato nella predisposizione del presente bilancio consolidato è quello del costo, a eccezione delle attività e passività finanziarie (inclusi gli strumenti derivati) valutate a fair value. La preparazione del bilancio consolidato ha richiesto l'uso di stime da parte del management; le principali aree caratterizzate da valutazioni e assunzioni di particolare significatività, unitamente a quelle con effetti rilevanti sulle situazioni presentate, sono riportate nella sezione "Stime e valutazioni significative" del paragrafo 2.02.03 "Criteri di valutazione e principi di consolidamento".

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 è stato predisposto dal Consiglio di Amministrazione e dallo stesso approvato nella seduta del 23 marzo 2022. Lo stesso è assoggettato a revisione contabile da parte della società Deloitte & Touche Spa.

Contenuto e forma del bilancio

Il presente bilancio consolidato è costituito da:

  • schemi primari di bilancio; sono i medesimi già applicati per il bilancio consolidato al 31 dicembre 2020 e presentano le seguenti caratteristiche:
    • il prospetto di conto economico contiene le voci analizzate per natura. Si ritiene che tale esposizione, seguita anche dai principali competitor e in linea con la prassi internazionale, sia quella che meglio rappresenta i risultati aziendali;
    • il conto economico complessivo, presentato in un documento separato, distingue fra componenti riclassificabili e non riclassificabili a conto economico;
    • il prospetto delle variazioni di patrimonio netto espone in modo separato le altre componenti del conto economico complessivo;
    • lo schema della situazione patrimoniale-finanziaria evidenzia la distinzione tra attività e passività, correnti e non correnti;
    • il rendiconto finanziario è redatto secondo il metodo indiretto;
  • note esplicative.

Negli schemi di bilancio sono separatamente indicati gli eventuali costi e i ricavi di natura non ricorrente. Si precisa che, con riferimento alla delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio, sono stati inseriti specifici schemi supplementari di conto economico, situazione patrimoniale-finanziaria e rendiconto finanziario con evidenza dei rapporti più significativi con parti correlate, al fine di non alterare la leggibilità complessiva degli schemi di bilancio.

Gli schemi di bilancio e i dati inseriti nelle note esplicative sono tutti espressi in milioni di euro con un decimale tranne quando diversamente indicato.

Area di consolidamento 2.02.02

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 include i bilanci della capogruppo Hera Spa e quelli delle società controllate. Il controllo è ottenuto quando la società controllante ha il potere di influenzare i rendimenti della partecipata, ovvero quando, per il tramite di diritti correntemente validi, detiene la capacità di dirigere le attività rilevanti della stessa. Le partecipazioni in joint venture, nelle quali il Gruppo esercita un controllo congiunto con altri soci, e le società sulle quali viene esercitata un'influenza notevole sono consolidate con il metodo del patrimonio netto.

Sono escluse dal consolidamento e valutate al fair value le imprese controllate e collegate la cui entità è irrilevante. Tali partecipate sono riportate alla nota 17 nella voce "Altre partecipazioni".

Variazioni dell'area di consolidamento

Di seguito sono riportate le variazioni dell'area di consolidamento intervenute nell'esercizio 2021 rispetto al bilancio consolidato al 31 dicembre 2020:

Acquisizione del controllo Società / ramo aziendale
Eco Gas Srl
Gruppo Vallortigara*
Primagas Ad**
Recycla Spa
Uscita dal perimetro Società / ramo aziendale
Sinergie Italiane Srl in liquidazione
Acquisto influenza notevole Società / ramo aziendale
SEA - Servizi Ecologici Ambientali Srl

* Il Gruppo Vallortigara è costituito da Vallortigara Servizi Ambientali Spa e dalle sue partecipate Hydro Mud Srl, Vallortigara Angelo Srl e Vegri Scarl. ** L'acquisizione di Primagas Ad è stata realizzata attraverso il veicolo Atlas Utilities Ead.

In data 30 settembre 2021 la società collegata Sinergie Italiane Srl in liquidazione ha terminato la propria attività operativa per effetto della conclusione del contratto pluriennale di importazione di gas e per effetto della cessione delle quote di trasporto in portafoglio.

Per un'illustrazione delle operazioni di acquisizione del controllo e dell'influenza notevole intervenute nel periodo si rimanda al capitolo 1.03 "Principali fatti di rilievo" della relazione sulla gestione.

Variazione dell'interessenza partecipativa

In data 8 settembre 2021, è stato ratificato, nei termini e secondo le modalità previste dall'asta pubblica, l'acquisto da parte di EstEnergy Spa del restante 11% di Ascotrade Spa. Per quest'ultima società, la percentuale di partecipazione è passata dall'89% al 100%.

La differenza tra l'ammontare a rettifica delle partecipazioni di minoranza e il fair value del corrispettivo pagato è stata rilevata direttamente nel patrimonio netto e attribuita ai soci della Controllante.

Altre operazioni societarie

Nel corso dell'esercizio 2021, la società Green Factory Srl, costituita nell'anno 2020 senza consistenze patrimoniali rilevanti, è diventata operativa.

In data 3 marzo 2021 è stata costituita la società HEA Spa destinata all'attività di trattamento rifiuti, a seguito di un accordo di partnership tra Herambiente Servizi Industriali Srl e Eni Rewind Spa. La società, non dotata di consistenze patrimoniali rilevanti, risulta ancora non operativa e pertanto è esclusa dal perimetro di consolidamento.

In data 29 marzo 2021 è avvenuta la fusione per incorporazione di Hera Comm Nord-Est Srl in EstEnergy Spa, con effetti contabili retrodatati al 1° gennaio 2021.

In data 28 giugno 2021 AresGas Ead, socio unico, ha costituito Ares Trading Eood, specializzata nel commercio di gas naturale e con sede a Varna, in Bulgaria. La società è divenuta operativa nel quarto trimestre dell'esercizio, ottenendo specifica licenza dall'Autorità bulgara di regolazione per l'energia e le acque.

In data 14 luglio 2021, Herambiente Servizi Industriali Srl ha acquistato il 31% di Tremonti Srl, società costituita con lo scopo di gestire il recupero ambientale dell'area Tre Monti sita nel comune di Bussi sul Tirino. La società, non dotata di consistenze patrimoniali rilevanti, è stata esclusa dal perimetro di consolidamento.

In data 30 luglio 2021, Herambiente Spa ha costituito Biorg Srl, società operativa da ottobre 2021, con la finalità di produrre biometano e compost dalla raccolta differenziata dell'organico e dai reflui, in linea con gli orientamenti dell'economia circolare. Il progetto prevede la partnership con la società Inalca (facente parte del Gruppo Cremonini) che si realizzerà operativamente a partire dall'esercizio 2022.

Operazioni di business combination

Le operazioni di aggregazione sono state contabilizzate sulla base delle valutazioni condotte dal management in relazione alle analisi di valutazione al fair value di attività, passività e passività potenziali, prendendo a riferimento le informazioni su fatti e circostanze in essere disponibili alla data di acquisizione. Il processo di valutazione di tutte le operazioni è terminato al 31 dicembre 2021.

Nella tabella seguente sono riportate le attività e passività acquisite nelle operazioni di aggregazione effettuate nel corso dell'esercizio, valutate al loro fair value:

Primagas
Ad
Recycla
Spa
Eco Gas
Srl
Gruppo
Vallortigara
Totale business
combination
Attività non correnti
Immobilizzazioni materiali 10,6 0,1 4,5 15,2
Diritti d'uso 0,9 0,2 3,0 4,1
Attività immateriali 4,9 29,5 20,0 15,4 69,8
Attività fiscali differite 0,2 0,2
Attività correnti
Rimanenze e lavori in corso 0,2 0,2
Crediti commerciali 5,3 3,9 8,9 18,1
Attività finanziarie 0,2 0,2
Attività per imposte correnti 0,1 0,1 0,2
Altre attività correnti 1,5 0,3 1,0 2,8
Disponibilità liquide 2,3 0,6 8,3 11,2
Passività non correnti
Passività finanziarie (3,8) (0,5) (4,3)
Passività per leasing (0,5) (0,1) (1,0) (1,6)
Trattamento fine rapporto (0,8) (0,9) (1,7)
Fondi per rischi e oneri (2,0) (0,2) (2,2)
Passività fiscali differite (0,3) (8,6) (5,6) (4,9) (19,4)
Passività correnti
Passività finanziarie (0,4) (0,6) (0,2) (1,2)
Passività per leasing (0,2) (0,7) (0,9)
Debiti commerciali (1,4) (3,2) (1,3) (5,3) (11,2)
Passività per imposte correnti (3,1) (0,2) (0,5) (3,8)
Altre passività correnti (2,9) (1,1) (1,1) (5,1)
Totale attività nette acquisite 3,2 24,8 16,5 26,1 70,6
Fair value corrispettivo 3,2 28,5 14,9 28,6 75,2
Interessenze di minoranza
acquisite
Opzioni di vendita soci di
minoranza
14,9 1,6 9,0 25,5
Totale valore dell'aggregazione 3,2 43,4 16,5 37,6 100,7
(Avviamento) / Provento (18,6) (11,5) (30,1)

Il processo di valutazione ha comportato le seguenti rettifiche ai valori di libro iscritti nel bilancio dell'entità acquisita, nonché le seguenti considerazioni in relazione al corrispettivo trasferito:

Primagas
Ad
Recycla
Spa
Eco Gas
Srl
Gruppo
Vallortigara
Totale business
combination
Valore contabile attività nette
acquisite
0,9 6,6 2,2 15,3 25,0
Rettifiche per valutazione al fair
value
Attività immateriali 2,6 29,4 19,9 15,3 67,2
Passività per imposte (2,7) (2,7)
Attività (passività) fiscali differite (0,3) (8,5) (5,6) (4,5) (18,9)
Fair value attività nette
acquisite
3,2 24,8 16,5 26,1 70,6
Esborso di cassa 3,2 27,2 14,5 28,8 73,7
Corrispettivi differiti / potenziali 1,3 0,4 (0,2) 1,5
Fair value corrispettivo 3,2 28,5 14,9 28,6 75,2

Rettifiche per valutazione a fair value

Le valutazioni effettuate in relazione al fair value delle attività acquisite e delle passività assunte identificabili, che hanno tenuto anche conto del valore recuperabile degli asset, hanno portato a identificare queste principali rettifiche:

  • Primagas Ad è stato iscritto un maggior valore delle reti di distribuzione del gas metano per 2,6 milioni di euro. Il periodo di ammortamento corrisponde alla vita utile residua dell'autorizzazione governativa per il servizio in concessione;
  • Recycla Spa e Gruppo Vallortigara sono state iscritte liste clienti rispettivamente per 29,4 milioni di euro e 15,3 milioni di euro. Tali valori sono stati determinati sulla base delle caratteristiche del contesto di riferimento utilizzando il metodo dei flussi di cassa incrementali (Meem). Il periodo di ammortamento, pari a 15 anni per Recycla Spa e a 12 anni per il Gruppo Vallortigara, è stato determinato sulla base del tasso di churn definito analizzando le serie storiche del fatturato dei maggiori clienti. Con riferimento a Recycla Spa sono state inoltre rilevate passività per imposte dirette e indirette per complessivi 2,7 milioni di euro;
  • Eco Gas Srl è stata iscritta una lista clienti per 19,9 milioni di euro, ammortizzata su un orizzonte di 10 anni che rappresenta il tasso stimato di churn della clientela acquisita.

Gli effetti sopra rilevati hanno comportato l'iscrizione di passività fiscali differite determinate sulla base dell'aliquota nominale applicabile.

Con riferimento all'acquisizione di Recycla Spa, di Eco Gas Srl e del Gruppo Vallortigara si segnala che sono state negoziate con le controparti delle opzioni incrociate di acquisto e vendita delle rispettive partecipazioni di minoranza. L'esistenza di un tale diritto in capo al socio di minoranza ha comportato la classificazione del valore dell'opzione nel bilancio consolidato come debito finanziario e non come strumento derivato. Conformemente alle proprie policy contabili, il Gruppo non ha proceduto a rappresentare nel bilancio consolidato le quote di minoranza, considerando quindi come interamente possedute le partecipazioni. La valutazione delle opzioni rilevate in sede di acquisizione è complessivamente pari a 25,5 milioni di euro. Per maggiori dettagli si rimanda alla Nota 26 "Passività finanziarie correnti e non correnti".

Nel corso dell'esercizio si è inoltre concluso il processo di valutazione dell'operazione di acquisizione di Wolmann Spa. Non emergendo nuove e ulteriori informazioni, conformemente a quanto previsto dai principi contabili di riferimento, è stata confermata la valutazione provvisoria a fair value effettuata al 31 dicembre 2020.

Nella nota 33 "Commenti al rendiconto finanziario" è presente l'analisi dei flussi di cassa connessi alle operazioni di aggregazione descritte.

Criteri di valutazione e principi di consolidamento 2.02.03

Per la redazione dei prospetti della situazione patrimoniale-finanziaria e del conto economico consolidati sono stati utilizzati i bilanci che le società rientranti nell'area di consolidamento hanno opportunamente riclassificato e rettificato (sulla base di apposite istruzioni emanate dalla Capogruppo) al fine di renderli uniformi ai principi contabili e ai criteri del Gruppo. Nell'elaborazione dei valori riferiti alle società valutate a patrimonio netto, sono state considerate le rettifiche ai relativi bilanci per adeguarli ai principi Ifrs qualora le stesse non li adottino.

Nella redazione dei prospetti della situazione patrimoniale-finanziaria e conto economico consolidati gli elementi dell'attivo e del passivo, nonché i proventi e gli oneri delle imprese rientranti nel perimetro di consolidamento sono inclusi integralmente. Sono invece eliminati i crediti e i debiti, i proventi e gli oneri, gli utili e le perdite originati da operazioni effettuate tra le imprese incluse nell'area di consolidamento. Viene inoltre eliso il valore contabile delle partecipazioni contro le corrispondenti frazioni del patrimonio netto delle partecipate.

In sede di primo consolidamento, la differenza positiva fra il valore contabile delle partecipazioni e il fair value delle attività e passività acquisite è attribuita agli elementi dell'attivo e del passivo e in via residuale all'avviamento. La differenza negativa è immediatamente iscritta a conto economico, come dettagliato nella successiva sezione "Aggregazioni di imprese".

L'importo del capitale e delle riserve delle imprese controllate, corrispondente alla partecipazione di terzi, è iscritto in una voce del patrimonio netto denominata "Interessenze di minoranza". La parte del risultato economico consolidato corrispondente alle partecipazioni di terzi è iscritta nella voce "Azionisti di minoranza".

La valutazione delle voci di bilancio è stata fatta ispirandosi ai criteri generali della prudenza e della competenza, nella prospettiva della continuazione dell'attività. Ai fini delle rilevazioni contabili, viene data prevalenza alla sostanza economica delle operazioni piuttosto che alla loro forma giuridica.

Nella predisposizione del presente bilancio consolidato sono stati seguiti gli stessi principi e criteri applicati nel precedente esercizio tenendo conto dei nuovi principi contabili riportati nell'apposito paragrafo 2.02.04 "Principi contabili, emendamenti e interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2021". Per quanto attiene l'aspetto economico, si precisa che i costi e i ricavi esposti comprendono le rilevazioni di fine esercizio che trovano riscontro nelle contropartite della situazione patrimoniale-finanziaria. In relazione a ciò sono inclusi utili solo se realizzati entro la data di chiusura dell'esercizio, mentre si è tenuto conto dei rischi e delle perdite anche se conosciuti successivamente a tale data.

Le transazioni con azionisti di minoranza sono contabilizzate come equity transaction, pertanto, nel caso di acquisizioni di ulteriori quote azionarie dopo il raggiungimento del controllo, la differenza tra costo di acquisizione e valore contabile delle quote di minoranza acquisite viene imputata a patrimonio netto di Gruppo.

Le attività e passività di imprese estere in moneta diversa dall'euro che rientrano nell'area di consolidamento sono convertite utilizzando i tassi di cambio alla data di riferimento dei bilanci. I proventi e gli oneri sono convertiti al cambio medio dell'esercizio. Le differenze di conversione sono incluse in una voce di patrimonio netto fino alla cessione della partecipazione. I principali tassi di cambio utilizzati per la conversione in euro dei valori delle società al di fuori dell'area euro sono stati i seguenti:

2021 31-dic-21 2020 31-dic-20
Medio Puntuale Medio Puntuale
Lev bulgaro 1,9558 1,9558 1,9558 1,9558
Zloty polacco 4,565 4,597 4,443 4,560

I criteri e principi adottati sono di seguito riportati.

Immobilizzazioni materiali – Le attività materiali sono rilevate al costo di acquisto o di produzione comprensivo degli oneri accessori, oppure al valore basato su perizie di stima, nel caso di acquisizione di aziende, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore. Nel costo di produzione sono compresi i costi diretti e indiretti per la quota ragionevolmente imputabile al bene (ad esempio: costi di personale, trasporti, dazi doganali, spese per la preparazione del luogo di installazione, costi di collaudo, spese notarili e catastali). Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati fino all'entrata in funzione del bene. Il costo ricomprende gli eventuali costi di smantellamento, ripristino e bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello Ias 37. Le spese di manutenzione ordinaria sono addebitate integralmente al conto economico. I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa sono rilevati come attività.

Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore, in particolare quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato (per i dettagli si veda la sezione "Perdite di valore").

L'ammortamento ha inizio quando le attività entrano nel ciclo produttivo. Le immobilizzazioni sono classificate come in corso quando non ha ancora avuto inizio il processo di utilizzazione economica. Le immobilizzazioni materiali sono sistematicamente ammortizzate in ogni esercizio sulla base di aliquote economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti. Di seguito sono riportate le aliquote utilizzate per l'ammortamento delle immobilizzazioni materiali:

Categoria aliquote
Fabbricati 1,8% - 2,8%
Impianti di distribuzione 1,4% - 5,9%
Impianti di produzione 2,5% - 25,0%
Altri impianti 3,9% - 7,5%
Attrezzature 5,0% - 20,0%
Macchine elettroniche 16,7% - 20,0%
Automezzi 10,0% - 20,0%

Le vite utili stimate delle immobilizzazioni materiali sono riviste a ogni esercizio al fine di valutare la necessità di una revisione delle stesse. Nell'eventualità in cui risulti che le vite utili stimate non rappresentino in modo adeguato i benefici economici futuri attesi, i relativi piani di ammortamento devono essere ridefiniti in base alle nuove assunzioni. Tali cambiamenti sono imputati a conto economico in via prospettica.

I terreni non sono ammortizzati, eccezion fatta per i terreni su cui insistono discariche, che sono ammortizzati sulla base delle quantità di rifiuti smaltite rispetto alla capacità totale abbancabile.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico nel momento in cui è trasferito il controllo del bene.

Investimenti immobiliari – La classificazione di un immobile tra gli investimenti immobiliari avviene quando il bene genera flussi finanziari indipendenti dalle altre attività della Società, in quanto posseduto al fine di percepire canoni di locazione e/o per l'apprezzamento del capitale investito e non per essere utilizzato nella produzione o nella fornitura di beni o di servizi o nell'amministrazione aziendale. Come consentito dallo Ias 40, per la valutazione degli investimenti immobiliari è stato scelto il criterio del costo. I beni risultano quindi iscritti in bilancio al costo di acquisizione, al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite durevoli di valore.

Diritti d'uso – Il diritto di utilizzo su un bene o un servizio è valutato dal Gruppo inizialmente al costo. Tale costo comprende: a) il valore iniziale della passività del leasing (calcolato come indicato alla sezione "Passività per leasing"); b) i pagamenti correlati al contratto di leasing effettuati prima della data di decorrenza; c) i costi diretti iniziali analogamente alle immobilizzazioni materiali; d) la stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e il ripristino.

Le componenti di service eventualmente presenti nel contratto sono escluse dalle proiezioni dei pagamenti futuri per il leasing e contabilizzate separatamente tra i costi operativi secondo una ripartizione lineare.

Dopo la rilevazione iniziale il valore del diritto d'uso è ridotto degli ammortamenti accumulati e delle riduzioni di valore, nonché rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing. Se il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al termine della durata prevista, il diritto d'uso è ammortizzato dalla data di decorrenza fino alla fine della vita utile dell'attività sottostante, in caso contrario l'ammortamento è calcolato in base alla durata del contratto di leasing.

L'attività consistente nel diritto di utilizzo è sottoposta a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore.

Attività immateriali – Sono rilevate contabilmente le attività immateriali identificabili e controllabili, il cui costo può essere determinato attendibilmente nel presupposto che tali attività generino benefici economici futuri. Tali attività sono rilevate al costo determinato secondo i criteri indicati per le immobilizzazioni materiali e, qualora a vita utile definita, sono ammortizzate sistematicamente lungo il periodo della stimata vita utile stessa. L'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è pronta per l'utilizzo, o comunque inizia a produrre benefici economici per il Gruppo. Le immobilizzazioni in corso comprendono i costi relativi a immobilizzazioni immateriali per le quali non ha ancora avuto inizio il processo di utilizzazione economica. Qualora le attività immateriali siano invece a vita utile indefinita, le stesse sono assoggettate non ad ammortamento, bensì a impairment test annuale anche in assenza di indicatori che segnalino perdite di valore.

I costi di ricerca sono imputati al conto economico. Eventuali costi di sviluppo di nuovi prodotti e/o processi sono imputati al conto economico nell'esercizio in cui sono sostenuti, qualora sprovvisti dei requisiti di utilità pluriennale.

I diritti di brevetto industriale e i diritti d'utilizzazione delle opere dell'ingegno sono rappresentativi di attività identificabili, individuabili e in grado di generare benefici economici futuri sotto il controllo del Gruppo. Tali diritti sono ammortizzati lungo le relative vite utili.

Le concessioni sono costituite principalmente da diritti relativi a reti, impianti e altre dotazioni che si riferiscono ai servizi gas e ciclo idrico integrato dati in gestione al Gruppo e che sono funzionali alla gestione di tali servizi. Tali concessioni risultavano classificate nelle immobilizzazioni immateriali anche antecedentemente alla prima applicazione dell'interpretazione Ifric 12 - Accordi per servizi in concessione.

Gli ammortamenti delle concessioni sono calcolati in base a quanto previsto nelle rispettive convenzioni e in particolare: i) in misura costante per il periodo minore tra la vita economico-tecnica dei beni concessi e la durata della concessione medesima, qualora alla scadenza della stessa non venga riconosciuto al gestore uscente alcun valore di indennizzo (Valore industriale residuo o Vir); ii) in base alla vita economico-tecnica dei singoli beni qualora alla scadenza delle concessioni sia previsto che i beni stessi entrino in possesso del gestore.

I servizi pubblici in concessione ricomprendono i diritti su reti, impianti e altre dotazioni relativi ai servizi gas, ciclo idrico integrato, energia elettrica (con la sola esclusione dei beni afferenti il territorio di Modena, classificati tra i beni in proprietà in forza della relativa acquisizione) e pubblica illuminazione (salvo per questi ultimi quanto evidenziato nella successiva nota di descrizione dei principi contabili applicati relativamente alla voce "Crediti e finanziamenti"), connessi a servizi in gestione al Gruppo. Tali rapporti sono contabilizzati applicando il modello dell'attività immateriale previsto dall'interpretazione Ifric 12, in quanto si è ritenuto che i rapporti concessori sottostanti non garantissero l'esistenza di un diritto incondizionato a favore del concessionario a ricevere contanti, o altre attività finanziarie. Sono contabilizzati come lavori in corso su ordinazione i servizi di costruzione e miglioria svolti per conto del concedente. Dal momento che gran parte dei lavori sono appaltati esternamente e che sulle attività di costruzione svolte internamente non è individuabile separatamente il margine di commessa dai benefici riconosciuti nella tariffa di remunerazione del servizio, tali infrastrutture sono rilevate sulla base dei costi effettivamente sostenuti, al netto degli eventuali contributi riconosciuti dagli enti e/o dai clienti privati.

Tale categoria ricomprende inoltre le migliorie e le infrastrutture realizzate su beni strumentali alla gestione dei servizi, di proprietà delle società patrimoniali (cosiddette Società degli asset, costituite ai sensi dell'art. 113 del D.Lgs. 267/00), ma gestiti dal Gruppo in forza di contratti di affitto di ramo d'azienda. Tali contratti, oltre a fissare i corrispettivi dovuti, includono anche clausole di restituzione dei beni, in normale stato di manutenzione, dietro corresponsione di un conguaglio corrispondente al valore netto contabile degli stessi o al valore industriale residuo (tenuto conto anche dei fondi ripristino).

L'ammortamento di tali diritti viene effettuato in base alla vita economico-tecnica dei singoli beni, anche a fronte delle normative di riferimento che prevedono in caso di cambio del gestore del servizio un indennizzo al gestore uscente pari al Valore industriale residuo (Vir), per i beni realizzati in regime di proprietà, o al Valore netto contabile (Vnc), per i beni realizzati in regime di contratto di affitto di ramo d'azienda.

Le attività immateriali rilevate a seguito di un'aggregazione di imprese sono iscritte separatamente dall'avviamento se il loro fair value è determinato in modo attendibile e vengono ammortizzate lungo la vita utile stimata in sede di purchase price allocation.

L'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è pronta per l'utilizzo secondo le intenzioni della direzione aziendale.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di un'attività immateriale sono determinati come differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico nel momento in cui è trasferito il controllo dell'attività immateriale.

Di seguito sono riportate le aliquote utilizzate per l'ammortamento delle attività immateriali:

Categoria aliquote
Diritti di brevetti industriali e opere ingegno 20,0%
Brevetti e marchi 10,0%
Fabbricati in concessione 1,8% - 3,5%
Impianti di distribuzione in concessione 1,8% - 10,0%
Altri impianti in concessione 2,5% - 12,5%
Attrezzature in concessione 12,5%

Aggregazioni di imprese – Le operazioni di aggregazione di imprese sono contabilizzate applicando il metodo dell'acquisizione (acquisition method) previsto dall'Ifrs 3, per effetto del quale l'acquirente acquista il patrimonio netto e rileva le attività e le passività della società acquisita. Il costo dell'operazione è rappresentato dal fair value, alla data di acquisto, delle attività trasferite, delle passività assunte e degli strumenti di capitale emessi in cambio del controllo dell'impresa acquisita. Gli oneri accessori all'aggregazione sono generalmente rilevati nel conto economico nel momento in cui sono sostenuti.

L'eventuale differenza positiva tra il costo dell'operazione e il fair value alla data di ottenimento del controllo delle attività e passività acquisite è attribuita all'avviamento (oggetto di impairment test, come indicato nella successiva sezione). Nel caso in cui il processo di allocazione del prezzo di acquisto determini l'evidenziazione di un differenziale negativo, lo stesso viene immediatamente imputato al conto economico alla data di acquisizione.

Eventuali corrispettivi sottoposti a condizione risultanti dal contratto di aggregazione di impresa sono valutati al fair value alla data di acquisizione e sono considerati nel valore dei corrispettivi trasferiti per l'operazione di aggregazione ai fini della determinazione dell'avviamento.

Le interessenze di terzi alla data di acquisizione sono valutate al fair value oppure in base al pro-quota del valore delle attività nette dell'impresa acquisita. La scelta del metodo di valutazione viene definito per ogni singola transazione.

Qualora siano effettuate aggregazioni di imprese per fasi, la partecipazione precedentemente detenuta dal Gruppo nell'impresa acquisita è valutata al fair value alla data di acquisizione del controllo e l'eventuale utile o perdita che ne consegue è rilevato nel conto economico.

Perdite di valore (impairment) – A ogni data di fine esercizio e comunque quando eventi o cambiamenti di situazione indichino che il valore di carico non può essere recuperato, il Gruppo prende in considerazione il valore contabile delle immobilizzazioni materiali, dei diritti d'uso e delle attività immateriali per determinare se tali attività abbiano subito riduzioni di valore. Qualora vi siano indicazioni in tal senso, viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione. L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value dedotti i costi di vendita e il valore d'uso. Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di un'attività individualmente, il Gruppo effettua la stima del valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari cui l'attività appartiene. I flussi di cassa futuri sono attualizzati a un tasso di sconto (al netto delle imposte) che riflette la valutazione corrente del mercato e tiene conto dei rischi connessi alla specifica attività aziendale.

Se l'ammontare recuperabile di un'attività (o di un'unità generatrice di flussi finanziari) si stima essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, il valore contabile dell'attività è ridotto al minor valore recuperabile e la perdita di valore è rilevata nel conto economico. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o dell'unità generatrice di flussi finanziari), a eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico.

Azioni proprie – Le azioni proprie sono imputate a riduzione del patrimonio netto, così come le differenze generate da ulteriori operazioni in acquisto, o vendita, sono rilevate direttamente come movimenti del patrimonio netto, senza transitare dal conto economico.

Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto – Le partecipazioni iscritte in questa voce si riferiscono a investimenti aventi carattere durevole in società collegate e joint venture. Una collegata è un'impresa nella quale il Gruppo è in grado di esercitare un'influenza notevole, ma non il controllo, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie e operative della partecipata. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Secondo il metodo del patrimonio netto le partecipazioni sono rilevate nella situazione patrimoniale-finanziaria al costo, rettificato per le variazioni successive all'acquisizione nelle attività nette, al netto di eventuali perdite di valore. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività potenziali identificabili della società alla data di acquisizione è riconosciuto come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment.

Altre partecipazioni – Appartengono a questa categoria le partecipazioni non rientranti nell'area di consolidamento, incluse le partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture la cui entità è irrilevante. Per tali investimenti, al momento della rilevazione iniziale, viene specificatamente previsto in modo irrevocabile se le variazioni successive di fair value sono rilevate nelle altre componenti di conto economico complessivo; in caso contrario le variazioni di fair value sono periodicamente rilevate nel conto economico. Sono escluse da tale approccio le partecipazioni detenute esclusivamente allo scopo della successiva alienazione, le cui variazioni di fair value sono rilevate nell'utile (perdita) d'esercizio. Il rischio derivante da eventuali perdite eccedenti il valore di carico della partecipazione è rilevato in un apposito fondo nella misura in cui la partecipante è impegnata ad adempiere a obbligazioni legali o implicite nei confronti dell'impresa partecipata o comunque a coprire le sue perdite.

Attività finanziarie – Il Gruppo classifica le attività finanziarie sulla base del modello di business adottato per la gestione delle stesse e sulla base delle caratteristiche dei flussi finanziari contrattuali. In relazione alle condizioni precedenti le attività finanziarie vengono successivamente valutate al:

  • costo ammortizzato;
  • fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo;
  • fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio.

Il management determina la classificazione delle stesse irrevocabilmente al momento della loro prima iscrizione.

Crediti e finanziamenti – In tale categoria sono incluse le attività non rappresentate da strumenti derivati e non quotate in un mercato attivo, dalle quali sono attesi pagamenti fissi o determinabili. Dal momento che il modello di business generalmente adottato dal Gruppo prevede di detenere tali strumenti finanziari unicamente al fine di incassare i flussi finanziari contrattuali, essi sono valutati al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso di interesse effettivo. Il valore delle attività è ridotto in considerazione delle perdite attese utilizzando informazioni, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli, che includono dati storici, attuali e prospettici. Le perdite di valore determinate attraverso impairment test sono rilevate a conto economico, così come gli eventuali successivi ripristini di valore. Tali attività sono classificate come attività correnti, salvo che per le quote con scadenza superiore ai 12 mesi, che vengono incluse tra le attività non correnti.

Sono rilevate in questa categoria, come previsto dall'interpretazione Ifric 12, le attività finanziarie correlate a quei servizi pubblici in concessione per i quali il Gruppo ha il diritto contrattuale incondizionato a ricevere disponibilità liquide dal concedente per i servizi di costruzione resi. Il financial asset model è utilizzato dal Gruppo per i contratti riguardanti l'erogazione di servizi di pubblica illuminazione, in considerazione delle caratteristiche degli stessi, nel cui ambito sempre più spesso il concedente garantisce al concessionario un importo determinato, o comunque attendibilmente determinabile, non in funzione dello sfruttamento dell'infrastruttura da parte del cliente finale. In applicazione di tale modello, viene rilevata in bilancio un'attività finanziaria nei confronti del concedente per un ammontare pari al fair value dei servizi di costruzione resi.

Attività finanziarie al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo – Rientrano in tale categoria le attività, diverse dagli strumenti derivati, possedute dal Gruppo al fine di percepire i flussi finanziari contrattuali (rappresentati da pagamenti del capitale e dell'interesse) oppure per la monetizzazione tramite vendita. Tali attività sono valutate al fair value, quest'ultimo determinato facendo riferimento ai prezzi di mercato alla data di bilancio o attraverso tecniche e modelli di valutazione finanziaria, rilevandone le variazioni di valore in una specifica riserva di patrimonio netto "Riserva per valutazione a fair value di attività finanziarie". Le variazioni di valore attribuibili a impairment test e gli utili/perdite su cambi sono rilevate nell'utile (perdita) d'esercizio. Tale riserva viene riclassificata a conto economico solo nel momento in cui l'attività finanziaria viene effettivamente ceduta. La classificazione, quale attività corrente o non corrente, dipende dalle intenzioni del management e dalla reale negoziabilità del titolo stesso: sono rilevate tra le attività correnti quelle il cui realizzo è atteso nei successivi 12 mesi.

Qualora vi sia un'obiettiva evidenza di indicatori di perdite di valore, il valore delle attività viene ridotto in misura tale da risultare pari al valore scontato dei flussi ottenibili in futuro. La perdita di valore precedentemente contabilizzata è ripristinata nel caso in cui vengano meno le circostanze che ne avevano comportato la rilevazione.

Attività finanziarie al fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio – Tale categoria include le attività finanziarie acquisite a scopo di negoziazione a breve termine, oltre agli strumenti derivati, per i quali si rimanda allo specifico paragrafo successivo. Il fair value di tali strumenti viene determinato facendo riferimento al valore di mercato alla data di chiusura del periodo oggetto di rilevazione. La classificazione tra corrente e non corrente riflette le attese del management circa la loro negoziazione: sono incluse tra le attività correnti quelle la cui negoziazione è attesa entro i 12 mesi o quelle identificate come detenute a scopo di negoziazione.

Crediti commerciali – Si riferiscono ad attività finanziarie derivanti da rapporti commerciali di fornitura di beni e servizi e sono valutati al costo ammortizzato rettificato per le perdite attese di valore. Tali attività sono eliminate dal bilancio in caso di cessione che trasferisca a terzi tutti i rischi e benefici connessi alla loro gestione.

Titoli ambientali – Il Gruppo è soggetto alle diverse normative emanate in ambito ambientale che prevedono il rispetto dei vincoli prefissati attraverso l'utilizzo di certificati o titoli. Il Gruppo è quindi tenuto a soddisfare un fabbisogno in termini di certificati grigi (emission trading) e certificati bianchi (titoli di efficienza energetica). Lo sviluppo dei mercati sui quali questi titoli/certificati sono trattati ha inoltre permesso l'avvio di un'attività di trading. La valutazione dei titoli è effettuata in relazione alla destinazione a essi attribuita.

I titoli posseduti per soddisfare il bisogno aziendale sono iscritti tra le attività al costo. Qualora i titoli in portafoglio non fossero sufficienti a soddisfare il fabbisogno viene iscritta una passività per garantire adeguata copertura al momento della consegna dei titoli al gestore. I titoli destinati alla negoziazione sono iscritti come attività e valutati mediante iscrizione del fair value a conto economico.

Altre attività correnti – Sono iscritte al valore nominale eventualmente rettificato per perdite di valore, corrispondente al costo ammortizzato.

Lavori in corso su ordinazione – Quando il risultato di una commessa può essere stimato con attendibilità, i lavori in corso su ordinazione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento, così da attribuire i ricavi e il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino effettivi ricavi che possano essere determinati con attendibilità.

Quando il risultato di una commessa non può essere stimato con attendibilità, i ricavi riferibili alla relativa commessa sono rilevati solo nei limiti dei costi di commessa sostenuti che probabilmente saranno recuperati. I costi di commessa sono rilevati come spese nell'esercizio nel quale essi sono sostenuti. Quando è probabile che i costi totali di commessa siano superiori rispetto ai ricavi contrattuali, la perdita attesa è immediatamente rilevata come costo.

Rimanenze – Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo d'acquisto, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione e il presumibile valore netto di realizzo. Le configurazioni di costo utilizzate per la valorizzazione del magazzino sono il costo medio ponderato su base continua (utilizzato per le materie prime sussidiarie e di consumo) e il costo specifico per le altre rimanenze. Il valore netto di realizzo è determinato in base ai costi correnti delle scorte alla chiusura dell'esercizio meno i costi stimati necessari per realizzare la vendita.

Il valore delle scorte obsolete e a lenta movimentazione è svalutato in relazione alla possibilità di utilizzo o di realizzo, mediante lo stanziamento di un apposito fondo obsolescenza materiali.

Le giacenze di materiali in corso di lavorazione sono valutate al costo medio ponderato di fabbricazione dell'esercizio, che comprende le materie prime, i materiali di consumo e i costi diretti e indiretti di produzione escluse le spese generali.

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti – La voce relativa alle disponibilità liquide e mezzi equivalenti include cassa, conti correnti bancari e depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine a elevata liquidità che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti a un rischio non significativo di variazione di valore.

Passività finanziarie – La voce è inizialmente rilevata al costo, corrispondente al fair value della passività, al netto dei costi di transazione che sono direttamente attribuibili all'emissione della passività stessa. A seguito della rilevazione iniziale, le passività finanziarie, a eccezione dei derivati, sono valutate con il criterio del costo ammortizzato utilizzando il metodo del tasso d'interesse effettivo originale. In caso di revisione delle stime dei pagamenti, a eccezioni delle passività per leasing, la rettifica della passività viene iscritta come provento o onere a conto economico.

Passività per leasing – Alla data di decorrenza del contratto, la passività per leasing è calcolata come valore attuale dei pagamenti dovuti, attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito del leasing o, se non è possibile determinarlo facilmente, il tasso di finanziamento marginale. I pagamenti considerati nel calcolo della passività risultano essere: a) i pagamenti fissi; b) i pagamenti variabili che dipendono da un indice o un tasso; c) gli importi che si prevede dovranno essere versati a titolo di garanzie del valore residuo; d) il prezzo di esercizio dell'eventuale opzione di acquisto, se la durata del leasing ne tiene conto; e) le eventuali penalità per la risoluzione del contratto, se la durata del leasing ne tiene conto.

Il tasso di finanziamento marginale rappresenta il tasso medio a cui il Gruppo si indebita, distinto per scadenze contrattuali. È determinato annualmente in sede di budget sulla base dei dati consuntivi degli esercizi precedenti e viene applicato ai contratti stipulati dal 1° gennaio di ogni esercizio successivo. Viene aggiornato nel corso del periodo nel caso si verifichino degli shock di natura significativa sul tasso di indebitamento medio del Gruppo. Per i contratti con durata superiore ai 4 anni il Gruppo utilizza il tasso di indebitamento a medio/lungo termine, mentre per i contratti di durata pari o inferiori ai 4 anni viene adottato il tasso a breve termine equivalente.

Successivamente alla data iniziale, la passività per leasing viene modificata per effetto: a) degli oneri finanziari maturati iscritti a conto economico; b) dei pagamenti effettuati al locatore; c) di eventuali nuove valutazioni o modifiche del leasing o della revisione delle ipotesi circa dei pagamenti dovuti.

Trattamento di fine rapporto e altri benefici – Le passività relative ai programmi a benefici definiti (quali il Tfr per la quota maturata ante il 1° gennaio 2007) sono determinate al netto delle eventuali attività al servizio del piano sulla base di ipotesi attuariali e per competenza, coerentemente alle prestazioni di lavoro necessarie per l'ottenimento dei benefici. La valutazione della passività è verificata da attuari indipendenti. Il valore degli utili e delle perdite attuariali è iscritto tra le altre componenti del conto economico complessivo. A seguito della Legge Finanziaria 296 del 27 dicembre 2006, per le società con più di 50 dipendenti per le quote maturate a far data dal 1° gennaio 2007, il Tfr si configura come piano a contributi definiti.

Fondi per rischi e oneri – I fondi per rischi e oneri comprendono gli accantonamenti iscritti in bilancio sulla base di obbligazioni presenti (quale risultato di eventi passati) in relazione alle quali si ritiene probabile che il Gruppo debba farvi fronte. Gli accantonamenti sono stanziati, sulla base della miglior stima dei costi richiesti per far fronte all'adempimento, alla data di bilancio (nel presupposto che vi siano sufficienti elementi per poter effettuare tale stima) e sono attualizzati quando l'effetto è significativo e si dispone delle necessarie informazioni. In tal caso gli accantonamenti sono determinati attualizzando i flussi di cassa futuri a un tasso di sconto ante imposte che riflette la valutazione corrente del mercato e tiene conto dei rischi connessi all'attività aziendale.

Quando si dà corso all'attualizzazione, l'incremento dell'accantonamento dovuto al trascorrere del tempo è rilevato tra gli oneri finanziari. Se la passività è relativa ad attività materiali (es. ripristino siti), il fondo è rilevato come contropartita dell'attività cui si riferisce e la rilevazione dell'onere a conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento dell'immobilizzazione materiale alla quale l'onere si riferisce. Nel caso di rideterminazione della passività sono adottate le metodologie previste dall'Ifric 1.

Debiti commerciali – Si riferiscono a passività finanziarie derivanti da rapporti commerciali di fornitura e sono rilevati al costo ammortizzato.

Altre passività correnti – Si riferiscono a rapporti di varia natura e sono iscritte al valore nominale, corrispondente al costo ammortizzato.

Strumenti derivati – Il Gruppo detiene strumenti derivati allo scopo di coprire la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi d'interesse, di cambio e al rischio di variazione dei prezzi del gas metano e dell'energia elettrica. In relazione a tale attività il Gruppo deve gestire i rischi legati al disallineamento tra le formule di indicizzazione e prezzi relativi all'acquisto di gas ed energia elettrica e le formule di indicizzazione e prezzi legati alla vendita delle medesime commodity. In particolare il Gruppo adotta strumenti per la gestione del rischio prezzo, sia per quanto riguarda il prezzo delle merci che per il relativo cambio euro/dollaro, anche finalizzati a prefissare gli effetti sui margini di vendita indipendentemente dalle variazioni delle condizioni di mercato.

Con riferimento ai derivati su commodity l'operatività è gestita tramite la stipula di strumenti finanziari Otc – over the counter (swap su indici), derivati su valute (acquisti forward in dollari), strumenti derivati negoziati sulla piattaforma regolamentata Eex, nonché tramite contratti di intermediazione che prevedono la consegna fisica del sottostante (cosiddetti contratti fisici). In particolare, il trattamento contabile dei contratti fisici varia in base alla loro finalità: per i contratti riferibili all'attività di approvvigionamento è prevista l'own-use exemption e i relativi effetti economici sono rilevati per competenza solo al momento dell'effettiva consegna, mentre i contratti sottoscritti con riferimento all'attività di gestione del rischio prezzo o del rischio volume sono equiparati a strumenti finanziari derivati e valutati a fair value fin dal momento della stipula. Data la natura di contratti fisici, con lo scopo di dare una rappresentazione più coerente delle reali transazioni effettuate, al momento dell'esecuzione indipendentemente dalla finalità il regolamento è rappresentato a conto economico alternativamente nella voce "Ricavi" o nella voce "Materie prime e materiali" in ragione che si tratti rispettivamente di cessione o approvvigionamento di commodity.

Da un punto di vista operativo sono stati identificati un portafoglio commerciale, dove rientrano contratti fisici e finanziari sottoscritti per la gestione dell'approvvigionamento, e un portafoglio trading, dove sono inclusi contratti fisici e finanziari sottoscritti in ottica speculativa, su logiche di position taking puro ogni volta che si ritiene ci sia l'opportunità di mercato, sempre all'interno dei limiti di rischio definiti dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

Le variazioni di fair value riferite a operazioni che, nel rispetto delle politiche di gestione del rischio, soddisfano i requisiti previsti dai principi contabili internazionali per il trattamento in hedge accounting sono rilevate (nei termini di seguito indicati) tra le altre componenti di conto economico complessivo, mentre quelle che, pur essendo poste in essere con l'intento gestionale di copertura, non soddisfano i requisiti richiesti dai principi contabili internazionali sono rilevate a conto economico nel periodo in cui si determinano. Le operazioni identificate sin dalla loro origine come speculative sono rilevate a conto economico nel periodo di riferimento. Il fair value è determinato con modelli di valutazione adeguati per ciascuna tipologia di strumento, in base al valore di mercato di riferimento come meglio descritto in seguito.

Per il trattamento in hedge accounting, il Gruppo designa e documenta formalmente il rapporto di copertura, i propri obiettivi nella gestione del rischio e la strategia perseguita, identificando: i) lo strumento di copertura, ii) la natura del rischio oggetto di copertura e iii) la modalità di valutazione dell'efficacia della copertura. La relazione di copertura è efficace se: i) esiste una relazione economica tra lo strumento di copertura e l'elemento coperto, ii) il rischio di credito non prevale sulle variazioni di fair value risultanti dalla suddetta relazione economica e iii) il rapporto di copertura corrisponde a quello tra la quantità dell'elemento coperto che il Gruppo effettivamente copre e la quantità dello strumento di copertura che il Gruppo utilizza effettivamente per coprire tale quantità di elemento coperto e non è evidenziato uno squilibrio.

Ai fini della contabilizzazione, le operazioni di copertura sono classificate come fair value hedge se sono a fronte del rischio di variazione, rispetto al valore di mercato, dell'attività o della passività sottostante oppure come cash flow hedge se sono a fronte del rischio di variabilità nei flussi finanziari derivanti sia da un'attività o passività esistente sia da un'operazione futura, incluse le operazioni su commodity.

Per quanto riguarda gli strumenti derivati classificati come fair value hedge che rispettano le condizioni per il trattamento contabile quali operazioni di copertura, gli utili e le perdite derivanti dalla determinazione del loro valore di mercato sono imputati a conto economico. Allo stesso tempo sono imputati a conto economico anche gli utili o le perdite derivanti dall'adeguamento a fair value dell'elemento sottostante oggetto della copertura limitatamente al rischio coperto.

Per gli strumenti derivati classificati come cash flow hedge, che si qualificano come tali, le variazioni di fair value vengono rilevate, limitatamente alla sola quota efficace, in una specifica riserva di patrimonio netto definita "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" attraverso il conto economico complessivo. Tale riserva viene successivamente rilevata a conto economico al momento della manifestazione economica del sottostante oggetto di copertura. La variazione di fair value riferibile alla porzione inefficace viene immediatamente rilevata al conto economico di periodo. Qualora il verificarsi dell'operazione sottostante non sia più considerata altamente probabile, o non sia più dimostrabile la relazione di copertura, la corrispondente quota della "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" viene immediatamente riversata a conto economico.

Qualora, invece, lo strumento derivato sia ceduto e pertanto non si qualifichi più come copertura del rischio efficace a fronte del quale l'operazione era stata posta in essere, la quota di "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" a esso relativa viene mantenuta sino a quando non si manifestano gli effetti economici del contratto sottostante.

Il Gruppo, laddove ne sussistano i requisiti, applica la fair value option.

Gerarchia del fair value

Gli strumenti finanziari valutati al fair value sono classificati in una gerarchia di tre livelli sulla base delle modalità di determinazione del fair value stesso, ovvero con riferimento ai fattori utilizzati nel processo di determinazione del valore:

  • livello 1, strumenti finanziari il cui fair value è determinato sulla base di un prezzo quotato in un mercato attivo;
  • livello 2, strumenti finanziari il cui fair value è determinato mediante tecniche di valutazione che utilizzano parametri osservabili direttamente o indirettamente sul mercato. Sono classificati in questa categoria gli strumenti valutati sulla base di curve forward di mercato e i contratti differenziali a breve termine;
  • livello 3, strumenti finanziari il cui fair value è determinato con tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri non osservabili sul mercato, ovvero facendo esclusivamente ricorso a stime interne.

Attività e passività destinate alla vendita – Le attività e le passività destinate alla vendita sono quelle il cui valore verrà recuperato principalmente attraverso la vendita piuttosto che attraverso l'utilizzo. La classificazione in tale categoria avviene nel momento in cui l'operazione di vendita è considerata altamente probabile e le attività e passività sono immediatamente disponibili per la vendita nelle condizioni in cui si trovano. Tali attività sono valutate al minore tra il costo e il fair value al netto dei costi di vendita.

Contributi – I contributi in conto impianto sono rilevati nel conto economico lungo il periodo necessario per correlarli alle relative componenti di costo. Nella situazione patrimoniale-finanziaria sono rappresentati iscrivendo il contributo come ricavo differito. I contributi in conto esercizio, compresi quelli ricevuti da utenti per l'allacciamento del servizio, sono considerati ricavi per prestazioni effettuate nell'esercizio e pertanto sono contabilizzati secondo il criterio della competenza.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi – I ricavi e proventi sono iscritti al netto di resi, sconti e abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi. Sono ripartiti tra ricavi derivanti dall'attività operativa e proventi finanziari che maturano tra la data di vendita e la data del pagamento.

In particolare:

  • i ricavi per vendita di energia, gas e acqua sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione e comprendono lo stanziamento per erogazioni effettuate, ma non ancora fatturate (stimate sulla base di analisi storiche determinate in relazione ai consumi pregressi);
  • i ricavi per la distribuzione sono iscritti sulla base delle tariffe riconosciute dall'Autorità e sono oggetto di perequazioni a fine esercizio per riflettere secondo il criterio della competenza la retribuzione riconosciuta dall'Autorità a fronte degli investimenti effettuati;
  • i ricavi sono rilevati quando (o man mano che) è adempiuta l'obbligazione del fare, trasferendo al cliente il bene o il servizio promesso. Il trasferimento avviene quando (o man mano che) il cliente acquisisce il controllo del bene o del servizio. Il ricavo iscritto corrisponde al prezzo attribuito all'obbligazione del fare oggetto della rilevazione. Si procede all'iscrizione del ricavo solo se si è ritenuto probabile che verrà incassato il corrispettivo per i beni o servizi trasferiti al cliente;
  • i costi sono contabilizzati secondo il principio della competenza.

Canoni di leasing – Sono iscritti a conto economico con un criterio a quote costanti come oneri di periodo i canoni riferiti a contratti di leasing, così come definiti dal principio Ifrs 16, che hanno a oggetto beni di modesto valore (low-value asset) o la cui durata è pari o inferiore a 12 mesi (short-term lease). Il Gruppo ha fissato in 10.000 euro la soglia per ritenere il singolo bene sottostante come di modesto valore.

Proventi e oneri finanziari – I proventi e oneri finanziari sono rilevati in base al principio della competenza. I dividendi delle "Altre partecipazioni" sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento, è probabile che i benefici economici derivanti dai dividendi affluiranno al Gruppo e l'ammontare degli stessi può essere attendibilmente valutato.

Imposte – Le imposte rappresentano la somma di imposte correnti, differite ed eventuali imposte sostitutive. Le imposte correnti sono calcolate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il risultato imponibile può differire dal risultato riportato nel conto economico poiché potrebbe escludere sia componenti positive e negative che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi (differenze temporanee), sia componenti che non saranno mai tassabili o deducibili (differenze permanenti). Le "Passività per imposte correnti" sono calcolate utilizzando aliquote vigenti alla data del bilancio.

Nella determinazione delle imposte di esercizio, il Gruppo ha tenuto in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotta dalla L. 244 del 24 dicembre 2007 e in particolare il rafforzato principio di derivazione statuito dall'art. 83 del Tuir. Tale principio prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgano, anche in deroga alle disposizioni del Tuir, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili.

Le imposte differite sono calcolate con riguardo alle differenze temporanee nella tassazione e sono iscritte alla voce "Passività fiscali differite". Le "Attività fiscali differite" vengono rilevate nella misura in cui si ritiene probabile l'esistenza, negli esercizi in cui si riverseranno le relative differenze temporanee, di un reddito imponibile almeno pari all'ammontare delle differenze che si andranno ad annullare. Le imposte differite sono determinate sulla base delle aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili nell'esercizio nel quale sarà realizzata l'attività fiscale o sarà estinta la passività fiscale, sulla base delle aliquote fiscali stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del bilancio. Tali variazioni sono imputate a conto economico o a patrimonio netto, in relazione all'imputazione effettuata all'origine della differenza di riferimento.

Possono, infine, essere iscritte imposte sostitutive in presenza di disposizioni di legge che consentono al Gruppo di usufruire di particolari regimi fiscali. Per loro natura si tratta di imposte aventi natura non ricorrente, riconducibile alla volontà del Gruppo di optare o meno per il correlato regime fiscale.

Criteri di conversione delle poste in valuta estera – La valuta funzionale e di presentazione adottata dal Gruppo è l'euro. Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività in valuta sono iscritte al cambio di riferimento alla data di chiusura dell'esercizio e i relativi utili e perdite su cambi sono imputati regolarmente al conto economico. L'eventuale utile netto che dovesse sorgere viene accantonato in un'apposita riserva non distribuibile fino alla data di realizzo.

Utile per azione – L'utile per azione è rappresentato dall'utile netto del periodo attribuibile agli azionisti possessori di azioni ordinarie tenuto conto della media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione nell'esercizio. L'utile per azione diluito si ottiene attraverso la rettifica della media ponderata delle azioni in circolazione, per tener conto di tutte le azioni ordinarie potenziali con effetto di diluizione.

Operazioni con parti correlate – Le operazioni con parti correlate avvengono alle normali condizioni di mercato, nel rispetto dei criteri di efficienza ed economicità. Alcune specifiche transazioni vengono remunerate sulla base delle tariffe definite dalle delibere dell'Arera.

Gestione dei rischi

Rischio di credito

Il rischio di credito cui è esposto il Gruppo deriva dall'ampia articolazione dei portafogli clienti delle principali aree di business nelle quali opera; per la stessa ragione, tale rischio risulta ripartito su di un largo numero di clienti. Al fine di gestire il rischio di credito, il Gruppo ha definito procedure per la selezione, il monitoraggio e la valutazione del proprio portafoglio clienti. Il mercato di riferimento è principalmente quello italiano.

Il modello di gestione del credito del Gruppo consente di determinare in maniera analitica la differente rischiosità associabile all'esigibilità dei crediti sin dal loro sorgere e progressivamente in funzione della loro crescente anzianità. Questa operatività consente di ridurre la concentrazione e l'esposizione ai rischi del credito, sia del segmento clienti business sia del segmento domestico. Relativamente ai crediti riguardanti i piccoli clienti vengono effettuati stanziamenti al fondo svalutazione sulla base di analisi predittive circa l'ammontare dei probabili futuri incassi, prendendo in considerazione l'anzianità del credito, il tipo di azioni di recupero intraprese e lo status del creditore. Periodicamente, inoltre, vengono effettuate analisi sulle posizioni creditizie ancora aperte individuando eventuali criticità e qualora risultino parzialmente, o del tutto inesigibili, si procede a una congrua svalutazione.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità consiste nell'impossibilità di far fronte alle obbligazioni finanziarie assunte per carenza di risorse interne, o incapacità a reperire risorse esterne a costi accettabili. Il rischio di liquidità è mitigato adottando politiche e procedure atte a massimizzare l'efficienza della gestione delle risorse finanziarie. Ciò si esplica prevalentemente nella gestione centralizzata dei flussi in entrata e in uscita (tesoreria centralizzata), nella valutazione prospettica delle condizioni di liquidità, nell'ottenimento di adeguate linee di credito, nonché preservando un adeguato ammontare di liquidità.

La pianificazione finanziaria dei fabbisogni, orientata sui finanziamenti a medio periodo, nonché la presenza di abbondanti margini di disponibilità su linee di credito permettono un'efficace gestione del rischio di liquidità.

Rischio tasso d'interesse e rischio valuta su operazioni di finanziamento

Il costo dei finanziamenti è influenzato dalle variazioni dei tassi di interesse. Parimenti il fair value delle passività finanziarie stesse è soggetto alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio.

Il Gruppo valuta regolarmente la propria esposizione a tali rischi e li gestisce anche attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari derivati, secondo quanto stabilito nelle proprie linee di gestione dei rischi. Per mitigare il rischio di volatilità dei tassi di interesse e contemporaneamente garantire un corretto bilanciamento tra indebitamento a tasso fisso e indebitamento a tasso variabile, il Gruppo stipula strumenti derivati di copertura su tassi a fronte di parte delle proprie passività finanziarie. Allo stesso tempo, per mitigare il rischio di fluttuazione dei tassi di cambio, il Gruppo sottoscrive derivati di copertura su cambi a completa copertura dei finanziamenti espressi in valuta estera.

Nell'ambito di tali indirizzi, l'uso di strumenti finanziari derivati è riservato alla gestione dell'esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio connessi con i flussi monetari e le poste patrimoniali attive e passive. Tali politiche non consentono attività di tipo speculativo.

Rischio mercato e rischio valuta su operazioni commerciali

In relazione all'attività di grossista, svolta dalla controllata Hera Trading Srl, il Gruppo si trova a dover gestire rischi legati al disallineamento tra le formule di indicizzazione relative all'acquisto di gas ed energia elettrica e le formule di indicizzazione legate alla vendita delle medesime commodity (ivi inclusi i contratti stipulati a prezzo fisso), nonché eventuali rischi cambio nel caso in cui i contratti di acquisto/vendita delle commodity vengano conclusi facendo riferimento a valute diverse dall'euro (dollaro statunitense).

Con riferimento a tali rischi il Gruppo fa ricorso a diversi strumenti, tra cui diverse fattispecie di derivati su commodity (che possono anche prevedere la consegna fisica), finalizzati a prefissare gli effetti sui margini di vendita indipendentemente dalle variazioni delle condizioni di mercato. Il modello organizzativo adottato e i sistemi gestionali a supporto consentono di identificare la natura dell'operazione (copertura vs trading) e produrre il set informativo adeguato a un'identificazione formale della finalità di tali strumenti. Nello specifico, da un punto di vista operativo, sono stati identificati un portafoglio commerciale, dove rientrano contratti sottoscritti per la gestione dell'approvvigionamento di Gruppo, e un portafoglio trading dove sono inclusi strumenti la cui finalità non può essere strettamente correlata alle attività di approvvigionamento sottostanti.

Gestione emergenza Covid-19

La forte crescita economica registrata nell'anno e la conseguente ripresa dei consumi hanno consentito di superare i potenziali elementi di criticità oggetto di peculiare attenzione da parte del Gruppo dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Sono state confermate, in particolare, le previsioni circa risultati economici e finanziari per l'esercizio 2021, che il Gruppo non aveva ritenuto di dover rivedere sulla base del proprio business model particolarmente resiliente. Da un punto di vista sanitario, stante la situazione più positiva rispetto allo scorso esercizio, restano in essere le misure adottate e prosegue il monitoraggio delle stesse.

Per una trattazione esaustiva di come il Gruppo analizza, misura, monitora e gestisce l'esposizione a tali rischi, si rimanda al paragrafo 1.02.03 "Gli ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio" all'interno della relazione sulla gestione.

Stime e valutazioni significative

La predisposizione del bilancio consolidato e delle relative note richiede l'uso di stime e valutazioni da parte degli amministratori, con effetto sui valori di bilancio, basate su dati storici e sulle aspettative di eventi che ragionevolmente si verificheranno in base alle informazioni conosciute. Tali stime, per definizione, approssimano quelli che saranno i dati a consuntivo. Sono pertanto di seguito indicate le principali aree caratterizzate da valutazioni e assunzioni, che potrebbero comportare variazioni nei valori delle attività e passività entro l'esercizio successivo.

Sono indicati in particolare la natura di tali stime e i presupposti per la loro elaborazione, con l'indicazione dei valori contabili di riferimento.

Impairment test

Il Gruppo effettua almeno una volta all'anno l'analisi del valore recuperabile dell'avviamento e delle partecipazioni (non di controllo) in società che detengono asset di generazione di energia termoelettrica per il tramite di impairment test. Tale test si basa su calcoli del suo valore in uso che richiedono l'utilizzo di stime dettagliate nella nota 31 di commento agli schemi di bilancio.

Accantonamenti per rischi

Tali accantonamenti sono stati effettuati adottando le medesime procedure dei precedenti esercizi, facendo riferimento a comunicazioni aggiornate dei legali e dei consulenti che seguono le vertenze, nonché sulla base degli sviluppi procedurali delle stesse oltre che agli aggiornamenti delle ipotesi sugli esborsi futuri da sostenersi per oneri post-mortem delle discariche, a seguito della revisione di perizie di stima effettuate anche da consulenti esterni.

Rilevazione dei ricavi

I ricavi per la vendita di energia elettrica, gas e acqua sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione solo se si è ritenuto probabile che verrà incassato il corrispettivo. Essi comprendono lo stanziamento per le prestazioni effettuate, intervenute tra la data dell'ultima lettura e il termine dell'esercizio, ma non ancora fatturate. Tale stanziamento si basa su stime del consumo giornaliero del cliente, fondate sul suo profilo storico, rettificato per riflettere le condizioni atmosferiche o altri fattori che possono influire sui consumi oggetto di stima.

Attività fiscali differite

La contabilizzazione delle imposte anticipate è effettuata sulla base delle aspettative di un imponibile fiscale negli esercizi futuri. La valutazione degli imponibili attesi ai fini della contabilizzazione delle imposte anticipate dipende da fattori che possono variare nel tempo e determinare effetti significativi sulla recuperabilità dei crediti per imposte anticipate.

Ammortamenti

Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali sono calcolati in base alla vita utile del bene. La vita utile è determinata dalla direzione aziendale al momento dell'iscrizione del bene nel bilancio; le valutazioni circa la durata della vita utile si basano sull'esperienza storica, sulle condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa, compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza è possibile che la vita utile effettiva possa differire dalla vita utile stimata.

Determinazione del fair value e processo di valutazione

Il fair value degli strumenti finanziari, sia su tassi di interesse che su tassi di cambio, è desunto da quotazioni di mercato. In assenza di prezzi quotati in mercati attivi si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri prendendo a riferimento parametri osservabili sul mercato. I fair value dei contratti su commodity sono determinati utilizzando input direttamente osservabili sul mercato laddove disponibili. La metodologia di calcolo del fair value degli strumenti in oggetto include la valutazione del non-performance risk se ritenuta rilevante. Tutti i contatti derivati stipulati dal Gruppo sono in essere con primarie controparti istituzionali.

Modifiche ai principi contabili 2.02.04

Principi contabili, emendamenti e interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2021

A partire dal 1° gennaio 2021 risultano applicabili obbligatoriamente i seguenti principi contabili e modifiche di principi contabili emanati dallo Iasb e recepiti dall'Unione Europea:

Modifiche all'Ifrs 9, Ias 39, Ifrs 7, Ifrs 4 e Ifrs 16 – Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse - fase 2 (Regolamento 25/2021). Documento emesso dallo Iasb in data 27 agosto 2020, applicabile dal 1° gennaio 2021 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche prevedono un trattamento contabile specifico per ripartire nel tempo le variazioni di valore degli strumenti finanziari o dei contratti di leasing dovute alla sostituzione dell'indice di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse, evitando così ripercussioni immediate sull'utile (perdita) d'esercizio e cessazioni delle relazioni di copertura.

A partire dal 1° aprile 2021 risulta inoltre applicabile la seguente modifica di principi contabili emanati dallo Iasb e recepiti dall'Unione Europea:

Modifiche all'Ifrs 16 – Concessioni sui canoni connesse al Covid-19 oltre il 30 giugno 2021. Documento emesso dallo Iasb in data 31 marzo 2021, applicabile dal 1° aprile 2021. La modifica estende di un anno la possibilità di applicare l'emendamento emesso nel 2020, che prevedeva per i locatari la facoltà di contabilizzare le riduzioni dei canoni connesse al Covid-19 senza dover valutare se fosse rispettata la definizione di modifica contrattuale.

Con riferimento all'applicazione di tali modifiche non si sono rilevati effetti sul bilancio del Gruppo.

Principi contabili, emendamenti e interpretazioni omologati dall'Unione Europea ma non ancora applicabili e non adottati in via anticipata dal Gruppo

Con riferimento agli ambiti rilevanti per il Gruppo, a partire dagli esercizi successivi risulteranno applicabili obbligatoriamente le seguenti modifiche di principi contabili, essendosi già concluso il processo di endorsement comunitario:

Modifiche all'Ifrs 3 – Riferimento al Conceptual Framework. Documento emesso dallo Iasb in data 14 maggio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche impongono di riferirsi al Conceptual Framework pubblicato in marzo 2018 e non a quello in vigore al momento dell'introduzione dell'Ifrs 3. Viene inoltre introdotta un'eccezione all'utilizzo del Conceptual Framework per alcune tipologie di passività, richiedendo di fare riferimento allo Ias 37 nel momento in cui viene applicato l'Ifrs 3. Senza l'introduzione di tale eccezione, un'entità potrebbe riconoscere delle passività nel momento dell'ottenimento del controllo di un business che non riconoscerebbe in altre circostanze e subito dopo l'acquisizione sarebbe tenuta a effettuare la derecognition delle stesse, realizzando un provento privo di sostanza economica.

Modifiche allo Ias 16 – Cessioni di beni prodotti prima che l'asset sia nelle condizioni di utilizzo previste. Documento emesso dallo Iasb in data 14 maggio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche vietano di dedurre dal costo di una immobilizzazione materiale le componenti positive derivanti dalla cessione di beni prodotti prima che l'immobilizzazione sia nel luogo e nelle condizioni operative previste dal management per il suo utilizzo. L'entità deve contabilizzare il ricavo per la cessione dei beni prodotti e i relativi costi di produzione nell'utile (perdita) di periodo.

Modifiche allo Ias 37 – Contratti onerosi: costi sostenuti per soddisfare un contratto. Documento emesso dallo Iasb in data 14 maggio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono che nella stima sull'eventuale onerosità di un contratto si devono considerare tutti i costi direttamente imputabili al contratto. Di conseguenza, la valutazione include non solo i costi incrementali (come il costo del materiale impiegato nella lavorazione), ma anche tutti i costi che l'impresa non può evitare in quanto ha stipulato il contratto (come la quota del costo del personale e dell'ammortamento dei macchinari impiegati per l'adempimento del contratto).

In data 14 maggio 2020 lo Iasb ha pubblicato il documento "Miglioramenti agli International financial reporting standard: 2018-2020 Cycle". Tali miglioramenti comprendono modifiche a principi contabili internazionali esistenti, tra i quali:

  • Ifrs 1 – Prima adozione degli International financial reporting standards. Il miglioramento consente a una società controllata di misurare le differenze cumulative di conversione per tutte le operazioni in valuta estera utilizzando i valori che sono stati iscritti nel bilancio consolidato, sulla base della data di prima adozione della società controllante;
  • Ifrs 9 – Strumenti finanziari. Viene chiarito che le uniche fee da considerare ai fini del test del 10% per la derecognition di una passività finanziaria sono quelle scambiate tra l'entità e la società finanziatrice;

Ifrs 16 – Leasing. Il miglioramento rivede l'illustrative example numero 13, escludendo il rimborso delle spese sostenute per migliorie su beni di terzi, al fine di non generare confusione in relazione al trattamento degli incentivi sui contratti.

Modifiche allo Ias 1 – Presentazione del bilancio e informativa sulle policy contabili. Documento emesso dallo Iasb in data 12 febbraio 2021, applicabile dal 1° gennaio 2023 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche richiedono alle società di presentare le informazioni sui principi contabili rilevanti piuttosto che sui principi contabili significativi e forniscono una guida su come applicare il concetto di significatività all'informativa.

Modifiche allo Ias 8 – Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori. Documento emesso dallo Iasb in data 12 febbraio 2021, applicabile dal 1° gennaio 2023 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono in modo più puntuale come le società dovrebbero distinguere i cambiamenti nei principi contabili dai cambiamenti nelle stime contabili.

Le modifiche chiariscono, correggono o rimuovono diciture o formulazioni ridondanti o conflittuali nel testo dei relativi principi.

Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell'introduzione di queste modifiche sul bilancio consolidato del Gruppo.

Principi contabili, emendamenti e interpretazioni non ancora omologati dall'Unione Europea

Sono in corso di recepimento da parte dei competenti organi dell'Unione Europea i seguenti principi, aggiornamenti ed emendamenti dei principi Ifrs (già approvati dallo Iasb), nonché le seguenti interpretazioni (già approvate dall' Ifrs Ic) rilevanti per il Gruppo:

Modifiche allo Ias 1 – Presentazione del bilancio: classificazione delle passività come correnti o non correnti. Documento emesso dallo Iasb in data 23 gennaio 2020 e aggiornato in data 15 luglio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2023 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono i requisiti da considerare per determinare se, nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, i debiti e le altre passività con una data di regolamento incerta debbano essere classificati come correnti o non correnti (inclusi i debiti estinguibili mediante conversione in strumenti di capitale).

Modifiche allo Ias 12 – Imposte differite relative ad attività e passività derivanti da una transazione singola. Documento emesso dallo Iasb in data 7 maggio 2021, applicabile dal 1° gennaio 2023 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche specificano come le società devono trattare l'imposta differita su operazioni di leasing e contratti con obblighi di smantellamento che possono generare attività e passività di pari importo, per le quali non si applica l'esenzione dell'iscrizione della fiscalità differita quando si rilevano attività e passività per la prima volta. L'obiettivo delle modifiche è ridurre la diversità nella rendicontazione delle imposte differite tra le differenti tipologie contrattuali.

Con riferimento alle nuove modifiche precedentemente esposte, al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti sul bilancio consolidato di Gruppo correlati alla loro introduzione.

Note di commento agli schemi di bilancio 2.02.05

Nella relazione sulla gestione ai paragrafi 1.04 e 1.07 viene riportata un'analisi dell'andamento gestionale dell'esercizio, anche per area di business, ai quali si rimanda per la comprensione delle variazioni intervenute nelle principali voci di ricavi e costi operativi.

1 Ricavi

2021 2020 Var.
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 10.377,1 7.053,8 3.323,3
Variazioni dei lavori in corso e semilavorati 178,2 25,2 153,0
Totale 10.555,3 7.079,0 3.476,3

I ricavi sono principalmente realizzati nel territorio nazionale, a eccezione dell'attività all'ingrosso del gas naturale avente una valenza internazionale, il cui valore ammonta a 2.405,6 milioni di euro al 31 dicembre 2021 (1.167,7 milioni di euro al 31 dicembre 2020), di cui 1.577,4 milioni riferiti all'intermediazione sul mercato olandese Ttf effettuata nel corso del 2021.

"Ricavi delle vendite e prestazioni" accolgono stanziamenti per servizi forniti ai clienti finali e non ancora fatturati relativi al settore operativo energia elettrica per 283,8 milioni di euro, al settore operativo gas per 447,1 milioni di euro e al settore operativo acqua per 132,2 milioni di euro.

"Variazione dei lavori in corso e semilavorati", l'incremento rispetto all'esercizio precedente è principalmente attribuibile ai lavori di efficientamento energetico effettuati dal Gruppo per i clienti, tipicamente condomini; tale business, il cui sviluppo è coerente rispetto alle scelte strategiche inerenti la lotta al cambiamento climatico, risulta fortemente in crescita rispetto all'esercizio precedente soprattutto per effetto delle agevolazioni fiscali previste dalla attuale normativa in materia.

2 Altri ricavi operativi

Totale 400,1 467,8 (67,7)
Altri ricavi 17,7 135,7 (118,0)
Plusvalenze su cessione asset 1,2 1,1 0,1
Quote contributi in conto impianti 12,4 12,9 (0,5)
Contributi in conto esercizio 26,9 25,1 1,8
Commesse a lungo termine 341,9 293,0 48,9
2021 2020 Var.

"Commesse a lungo termine" comprendono i ricavi generati dalla costruzione, o miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione in applicazione del modello contabile dell'attività immateriale previsto per i servizi pubblici in concessione.

"Contributi in conto esercizio" comprendono principalmente incentivi Fer riconosciuti dal Gse per la produzione da fonti di energia rinnovabili e contributi riconosciuti da enti, autorità o istituzioni pubbliche per specifici progetti e attività realizzate dal Gruppo.

"Quote contributi in conto impianti" rappresentano le componenti economiche positive di competenza dell'esercizio correlate alle quote di ammortamento relative agli asset oggetto di contributi.

"Altri ricavi" sono costituiti principalmente da rimborsi assicurativi, recuperi spese e certificati bianchi. Questi ultimi rappresentano i ricavi calcolati sulla base degli obiettivi di efficienza energetica stabiliti dal Gse e regolati nei confronti della Cassa per i servizi energetici e ambientali. La variazione rispetto al precedente esercizio è dovuta principalmente alla contrazione dei ricavi per certificati bianchi, che risentono in maniera negativa delle disposizioni introdotte dal Decreto del Ministero della transizione ecologica del 21 maggio 2021 relativo alla determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico delle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e del gas per gli anni 2021- 2024. Tale decreto, oltre a definire un numero di certificati per l'obbligo 2021 significativamente inferiore rispetto ai periodi precedenti, ha ridotto retroattivamente del 60% il numero di certificati previsti per l'anno d'obbligo 2020.

3 Materie prime e materiali

Totale 6.668,5 3.410,6 3.257,9
Materiali di manutenzione e vari 153,9 135,5 18,4
Oneri e proventi da derivati (175,7) 58,6 (234,3)
Certificati ambientali (23,5) 88,7 (112,2)
Materie a uso industriale 35,9 31,2 4,7
Materie plastiche 65,8 37,8 28,0
Materie prime destinate alla vendita 6.612,1 3.058,8 3.553,3
2021 2020 Var.

"Materie prime destinate alla vendita", al netto della variazione delle scorte, includono gli approvvigionamenti di gas metano, energia elettrica e acqua. L'attività di intermediazione del gas naturale sul mercato Ttf ha prodotto, nel corso del 2021, costi per 1.690,3 milioni di euro.

"Materie plastiche", al netto della variazione delle scorte, includono il costo di acquisto delle materie prime plastiche oggetto di successiva lavorazione, trasformazione e commercializzazione nell'ambito dei processi della società Aliplast Spa. La variazione dei costi è coerente con l'incremento dei ricavi di vendita per effetto dello sviluppo del business della rigenerazione delle materie plastiche, che ha mostrato un significativo miglioramento dei risultati ottenuti sia in termini di volume che di redditività. "Materie a uso industriale" includono principalmente gli approvvigionamenti di gas metano ed energia elettrica per alimentare gli impianti produttivi del Gruppo, oltre che gli acquisti di combustibili e lubrificanti per la gestione delle flotte.

"Certificati ambientali" includono principalmente il costo di acquisto dei certificati bianchi, il cui approvvigionamento è definito in funzione degli obblighi assegnati alle società di distribuzione. Tale voce accoglie altresì i titoli ambientali del portafoglio di negoziazione, prevalentemente costituiti da certificati bianchi e grigi, oltre alla valorizzazione degli impegni per l'acquisto di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili in relazione a contratti sottoscritti con clienti finali. Il valore negativo del periodo e la conseguente variazione rispetto al periodo precedente sono dovuti al provento correlato alla riduzione della passività per l'obbligo 2020 operata retroattivamente dal legislatore, come descritto alla nota 2 "Altri ricavi operativi".

"Materiali di manutenzione e vari", al netto della variazione delle scorte, accolgono principalmente i beni di consumo utilizzati nella gestione delle attività operative del Gruppo e, in via residuale, i prodotti acquistati per la rivendita a clienti finali.

Per la voce "Oneri e proventi da derivati" si rinvia alla nota 20 "Strumenti derivati".

4 Costi per servizi

2021 2020 Var.
Vettoriamento e stoccaggio 1.008,7 1.266,5 (257,8)
Spese per lavori e manutenzioni 646,3 433,8 212,5
Servizi di trasporto, smaltimento e raccolta rifiuti 398,9 375,1 23,8
Servizi informativi ed elaborazione dati 67,8 61,1 6,7
Canoni corrisposti a enti locali 64,9 65,2 (0,3)
Prestazioni professionali 40,8 40,2 0,6
Costi per servizi diversi 237,2 183,0 54,2
Totale 2.464,6 2.424,9 39,7

"Vettoriamento e stoccaggio", comprendono i costi di distribuzione, trasporto e stoccaggio del gas e quelli di distribuzione dell'energia elettrica, comprensivi degli oneri di sistema. La variazione rispetto allo scorso esercizio, sostanzialmente invariante sui risultati del Gruppo in quanto si tratta di componenti economiche riaddebitate ai clienti finali, è dovuta in particolare all'annullamento per il quarto trimestre 2021 delle aliquote relative agli oneri generali di sistema del settore elettrico applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kW, come disciplinato dal D.L. 130 del 30 settembre 2021 e dalla successiva delibera Arera 396/2021/R/com del 28 settembre 2021, per far fronte al caro bollette indotto dai repentini rialzi dei prezzi delle commodity energetiche.

"Spese per lavori e manutenzioni" si riferiscono ai costi sostenuti per la costruzione, o il miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione, in applicazione del modello contabile dell'attività immateriale previsto per i servizi pubblici in concessione, ai costi per la manutenzione degli impianti gestiti dal Gruppo e ai costi per la realizzazione degli interventi di efficientamento energetico, che rappresentano la maggior parte dell'incremento rispetto all'esercizio precedente.

"Servizi di trasporto, smaltimento e raccolta rifiuti" comprendono principalmente i costi operativi relativi alle attività di igiene urbana e trattamento rifiuti.

"Servizi informativi ed elaborazione dati" comprendono i costi operativi per la manutenzione e la gestione dell'infrastruttura informatica e di telecomunicazione del Gruppo, oltre che degli applicativi aziendali e dei sistemi di cybersecurity.

"Canoni corrisposti a enti locali" comprendono, tra gli altri, oneri sostenuti per l'utilizzo delle reti di proprietà pubblica e canoni corrisposti alle società degli asset per la gestione dei beni del ciclo gas, idrico ed elettrico. Accolgono in via residuale canoni corrisposti per l'uso delle reti di telecomunicazioni e teleriscaldamento.

"Prestazioni professionali" comprendono oneri per servizi di natura commerciale, legale, notarile amministrativa e tributaria. Sono inclusi in questa voce i compensi corrisposti per la revisione di bilancio e l'emissione di attestazioni.

"Costi per servizi diversi" comprendono tutti gli altri costi per servizi non indicati nelle categorie sopra riportate. In particolare, si segnalano i servizi tecnici per lo svolgimento delle pratiche relative alle attività di ristrutturazione edilizia dei condomini, oltre a servizi di natura commerciale sostenuti dalle società di vendita del Gruppo, entrambi in sensibile incremento rispetto all'esercizio precedente.

Si segnala, inoltre, che all'interno della voce "Costi per servizi diversi" sono iscritte le commissioni bancarie per 8,7 milioni di euro e i canoni relativi a leasing a breve termine e di modesto valore, il cui valore dell'esercizio 2021 risulta non significativo.

5 Costi del personale

2021 2020 Var.
Salari e stipendi 415,7 402,8 12,9
Oneri sociali 133,0 128,6 4,4
Altri costi 44,1 41,3 2,8
Totale 592,8 572,7 20,1

L'incremento rispetto all'esercizio precedente è principalmente riconducibile:

  • all'aumento dei dipendenti in forza, specie per effetto delle acquisizioni realizzate nell'esercizio;
  • agli incrementi retributivi previsti dai Contratti collettivi nazionali di lavoro;
  • al minor beneficio legato al piano massivo di fruizione delle ferie adottato dal Gruppo nell'esercizio 2020 in relazione al periodo di lockdown nazionale.

Il numero medio dei dipendenti per periodo, suddiviso per categorie, è il seguente:

2021 2020 Var.
Dirigenti 153 156 (3)
Quadri 572 557 26
Impiegati 5.047 4.940 134
Operai 3.289 3.265 47
Totale 9.061 8.918 204

Complessivamente, il costo del lavoro medio pro-capite nell'anno 2021 è risultato pari a 65,4 mila euro (64,2 mila euro nell'anno 2020).

Al 31 dicembre 2021 il numero effettivo dei dipendenti è pari a 9.122 unità (9.011 unità al 31 dicembre 2020).

6 Altre spese operative

Totale 66,5 58,9 7,6
Oneri minori 22,5 21,1 1,4
Minusvalenze da cessioni e dismissioni di asset 9,2 6,0 3,2
Canoni demaniali 13,1 12,6 0,5
Imposte diverse da quelle sul reddito 21,7 19,2 2,5
2021 2020 Var.

"Imposte diverse da quelle sul reddito" si riferiscono principalmente a imposte su fabbricati, imposte di bollo e registro, canone unico patrimoniale, tributi relativi alle discariche gestite e accise.

"Canoni demaniali", corrisposti alle Regioni, a consorzi di bonifica, enti d'ambito e comunità montane, sono relativi principalmente a prelievo e utilizzo di acque, alla copertura dei costi di manutenzione e gestione di opere idrauliche; la voce comprende, inoltre, i canoni a tutela delle aree di salvaguardia idrogeologica dei comuni montani (come previsto dal Dgr 933/2012) e i contributi riconosciuti per il funzionamento di Atersir.

"Minusvalenze da cessioni e dismissioni di asset" sono rappresentate prevalentemente dalla dismissione di componenti dei termovalorizzatori, degli impianti di cogenerazione, degli impianti di trattamento dei rifiuti e di contatori delle reti di distribuzione del gas e dell'energia elettrica.

"Oneri minori" comprendono numerose fattispecie tra le quali contributi associativi, indennità risarcitorie, sanzioni e penali.

7 Costi capitalizzati

2021 2020 Var.
Incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni 60,8 43,3 17,5

La voce comprende principalmente la manodopera e altri oneri (quali materiali di magazzino e costi di utilizzo delle attrezzature) di diretta imputazione alle commesse realizzate internamente dal Gruppo.

8 Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni

2021 2020 Var.
Ammortamenti 463,3 455,5 7,8
Svalutazioni 6,6 1,6 5,0
Ammortamenti e perdite di valore di attività 469,9 457,1 12,8
Accantonamenti 146,4 117,8 28,6
Disaccantonamenti (4,2) (3,2) (1,0)
Vaziazione nominale dei fondi 142,2 114,6 27,6
Totale 612,1 571,7 40,4

Per la composizione e ulteriori dettagli in relazione alle singole voci, si rinvia a quanto riportato nelle note 13 "Immobilizzazioni materiali", 14 "Diritti d'uso e passività per leasing", 15 "Attività immateriali", 22 "Crediti commerciali" e 28 "Fondi per rischi e oneri".

"Ammortamenti" comprendono gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali, dei diritti d'uso e delle attività immateriali. La variazione rispetto al precedente esercizio è attribuibile principalmente a:

  • incremento dell'ammortamento degli asset relativi ai servizi pubblici in concessione per effetto dei nuovi investimenti entrati in uso nell'esercizio, in particolare relativamente ai business ciclo idrico e distribuzione gas, per 7,6 milioni di euro;
  • capitalizzazione dei costi incrementali correlati alla stipula di nuovi contratti di vendita energia e gas a clienti finali, rappresentati prevalentemente da provvigioni riconosciute ad agenti, con conseguenti maggiori ammortamenti per 5,5 milioni di euro, determinati sulla base della vita utile media stimata della clientela acquisita (churn rate);
  • maggiori ammortamenti correlati alle liste clienti iscritte a seguito dell'acquisizione del controllo di Recycla Spa, di Eco Gas Srl e del Gruppo Vallortigara e al know-how di processo iscritto a seguito dell'acquisizione del controllo, avvenuta al termine dell'esercizio precedente, di Wolmann Spa, per complessivi 4,7 milioni di euro;
  • riduzione degli ammortamenti di impianti relativi al business trattamento rifiuti per i quali nell'esercizio 2020 era stato completato il processo di ammortamento in considerazione del fine vita previsto entro i primi mesi del 2021, per 9,1 milioni di euro.

"Svalutazioni" si riferiscono principalmente a:

  • riduzione del valore di terreni e fabbricati che il management ha ritenuto non più recuperabile, per 4,2 milioni di euro;
  • impianti non più in uso e progetti di ampliamento non più ritenuti realizzabili per complessivi 1,5 milioni di euro;
  • costi capitalizzati per la partecipazione a gare per le quali il Gruppo non è risultato aggiudicatario per 0,9 milioni di euro.

"Accantonamenti" comprendono:

accantonamenti al fondo svalutazione crediti per 94,4 milioni di euro, in incremento di 11 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente per effetto di un maggiore monte crediti soggetto a valutazione, a fronte di un decremento dell'unpaid ratio a 24 mesi delle società di vendita del Gruppo (dallo 0,87% dell'esercizio precedente allo 0,85% dell'esercizio 2021);

accantonamenti a fondi per rischi e oneri per 52 milioni di euro, in incremento di 17,6 milioni di euro principalmente a fronte di rischi normativi e per effetto dell'aggiornamento delle stime relative ai costi futuri per la gestione post operativa di alcune discariche.

"Disaccantonamenti" comprendono riaccertamenti di fondi per il venir meno del rischio sottostante.

9 Quota di utili (perdite) di joint venture e società collegate

2021 2020 Var.
Quota di risultato netto joint venture 3,1 1,2 1,9
Quota di risultato netto società collegate 10,1 7,0 3,1
Totale 13,2 8,2 5,0

Le quote di utili e perdite di joint venture e società collegate comprendono gli effetti generati dalla valutazione con il metodo del patrimonio netto delle società rientranti nell'area di consolidamento, il cui dettaglio è riportato alla nota 17 "Partecipazioni". L'incremento del periodo è dovuto a:

  • miglioramento dei risultati rispetto al periodo precedente per complessivi 3,6 milioni di euro, per effetto sia della ripresa economica dopo la forte contrazione legata alla pandemia da Covid-19 sia delle ottime performance nell'ultimo trimestre dell'esercizio 2021 della società Enomondo Srl, attiva nella produzione di energia termica ed elettrica da impianti di combustione di biomasse;
  • ingresso nel perimetro di consolidato di SEA Servizi Ecologici Ambientali Srl, per un effetto di 1,4 milioni di euro.

10 Proventi e oneri finanziari

Totale proventi (oneri) finanziari netti (218,0) (124,9) (93,1)
Totale oneri 300,3 198,3 102,0
Altri oneri finanziari 3,1 10,1 (7,0)
Oneri da factoring e cessione crediti fiscali 13,3 2,3 11,0
Attualizzazione di fondi 18,6 25,5 (6,9)
Oneri da earn out e put option minority 20,0 19,6 0,4
Oneri da valutazione a fair value di attività e passività finanziarie 25,8 3,0 22,8
Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie 29,7 28,4 1,3
Oneri da derivati 34,1 30,3 3,8
Oneri da prestiti obbligazionari e finanziamenti 73,1 79,1 (6,0)
Oneri da negoziazione 82,6 82,6
Totale proventi 82,3 73,4 8,9
Altri proventi finanziari 15,4 15,3 0,1
Proventi da valutazione a fair value di attività e passività
finanziarie
9,5 8,0 1,5
Proventi da derivati 29,3 21,8 7,5
Clienti 28,1 28,3 (0,2)
2021 2020 Var.

La variazione della gestione finanziaria nel suo complesso, anche con riferimento al costo di indebitamento medio del Gruppo, è commentata nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.04.02 "Struttura patrimoniale e indebitamento finanziario netto riclassificato".

La voce "Proventi e oneri da derivati" è commentata nella nota 20 "Strumenti derivati", mentre la nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti" contiene ulteriori dettagli in relazione alle voci "Oneri da negoziazione", "Oneri da prestiti obbligazionari e finanziamenti" e "Oneri da earn out e put option minority".

"Clienti", in linea con l'esercizio precedente, accolgono principalmente gli interessi di mora nei confronti di clienti gas ed energia elettrica.

"Proventi da valutazione a fair value di attività e passività finanziarie" comprendono principalmente:

  • rettifiche di valutazione, in applicazione della copertura del fair value, di un prestito obbligazionario per 7,5 milioni di euro, come riportato alla nota 20 "Strumenti derivati";
  • proventi finanziari netti relativi alla valutazione al valore corrente di mercato dei crediti correlati all'applicazione del cosiddetto sconto in fattura ai clienti finali per interventi soggetti all'agevolazione superbonus 110%, detenuti dal Gruppo e destinati a essere ceduti a istituti finanziari, per 1,3 milioni di euro.

"Altri proventi finanziari", la voce comprende principalmente:

  • attualizzazione di crediti finanziari non correnti per 5,6 milioni di euro rappresentanti una dilazione di pagamento per interventi di costruzione di asset, incrementati di 1,6 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente;
  • dividendi corrisposti da società partecipate non consolidate per 3,5 milioni di euro, in incremento di 0,6 milioni di euro;
  • ripristino di valore del credito finanziario nei confronti di Tamarete Energia Srl, per 2,2 milioni di euro;
  • interessi attivi su finanziamenti concessi a società valutate a patrimonio netto e partecipate minori per 2,1 milioni di euro, sostanzialmente in linea con l'esercizio precedente;
  • proventi finanziari netti relativi alle cessioni realizzate per la prima volta nel corso dell'esercizio 2021 di crediti d'imposta per interventi di efficientamento energetico realizzati presso clienti che hanno usufruito dell'agevolazione superbonus 110%, per 1,5 milioni di euro.

Si segnala che nei valori dello scorso esercizio erano presenti fattispecie di natura non ricorrente quali interessi riconosciuti dall'Agenzia delle entrate in relazione al rimborso delle istanze relative alla deducibilità dell'Irap dall'Ires per 2,3 milioni di euro e il provento relativo alla cessione della partecipazione nella società collegata Q.tHermo Srl per 1,4 milioni di euro.

"Oneri da negoziazione", comprendono l'effetto netto delle operazioni di riacquisto parziale effettuate nel corso dell'esercizio relativamente a cinque prestiti obbligazionari. Le operazioni hanno comportato l'estinzione del debito per la quota nominale riacquistata, pari a complessivi 405,5 milioni di euro e l'iscrizione di oneri netti per 82,6 milioni di euro. Per il dettaglio si rimanda alla nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti".

"Oneri da earn out e put option minority", accolgono gli oneri figurativi da attualizzazione correlati alla valutazione a fair value delle opzioni di vendita riconosciute ai soci di minoranza, come riportato alla nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti".

"Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie", accolgono gli oneri figurativi necessari per ricondurre il costo nominale del debito a quello calcolato secondo il metodo del tasso di interesse effettivo. Sono classificati in questa voce anche gli oneri figurativi per 3,2 milioni di euro, in linea con l'esercizio di confronto, relativi all'opzione di vendita detenuta da Ascopiave Spa sulla partecipazione di minoranza in Hera Comm Spa, contabilmente classificata come finanziamento (con valore nominale di 54 milioni di euro).

"Oneri da valutazione a fair value di attività e passività finanziarie", comprendono principalmente:

  • oneri finanziari relativi alla valutazione al valore corrente di mercato dei crediti correlati all'applicazione del cosiddetto sconto in fattura ai clienti finali per interventi di efficientamento energetico diversi dal superbonus 110%, detenuti dal Gruppo e destinati a essere ceduti a istituti finanziari una volta completato l'iter di riconoscimento del relativo credito fiscale, per 18,6 milioni di euro;
  • rettifiche di valutazione, in applicazione della copertura del fair value, di un prestito obbligazionario per 6,4 milioni di euro, come riportato alla nota 20 "Strumenti derivati";

rideterminazione del fair value dell'opzione di vendita riconosciuta ad Ascopiave Spa sulla partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa, per 0,8 milioni di euro.

"Attualizzazione di fondi", la voce si compone delle seguenti fattispecie:

Oneri da attualizzazione

2021 2020 Var.
Post mortem discariche 13,2 19,7 (6,5)
Ripristino beni di terzi 5,4 5,4
Trattamento di fine rapporto e altri benefici ai dipendenti (0,1) 0,3 (0,4)
Smantellamento impianti 0,1 0,1
Totale 18,6 25,5 (6,9)

La principale variazione rispetto al periodo precedente è riconducibile, in relazione ai fondi post mortem, al minor effetto derivante dall'aggiornamento annuo dei parametri utilizzati per riflettere le attuali condizioni di mercato (Wacc), nonché dalla rivisitazione delle ipotesi sulla ripartizione temporale degli esborsi futuri.

Si segnala che l'effetto positivo riferito al "Trattamento di fine rapporto e altri benefici ai dipendenti" è correlato alla curva dei tassi di interessi utilizzata per la valutazione attuariale dei fondi benefici ai dipendenti, che presenta rendimenti negativi nel breve periodo.

"Oneri da factoring e cessione crediti fiscali" comprendono gli oneri realizzati per:

  • cessioni a istituti finanziari dei crediti d'imposta per interventi di efficientamento energetico realizzati presso clienti che hanno usufruito di agevolazioni diverse dal superbonus 110%, per 9,9 milioni di euro. Il Gruppo ha avviato in maniera sistematica la cessione dei suddetti crediti fiscali solo nel corso dell'esercizio 2021;
  • cessioni di crediti commerciali, per 3,4 milioni di euro.

"Altri oneri finanziari", di natura residuale, comprendono la svalutazione della partecipazione e del credito finanziario non corrente relativi alla società H.E.P.T. Co. Ltd per complessivi 2,4 milioni di euro, oltre a oneri diversi di intermediazione finanziaria.

11 Imposte

La composizione della voce per natura è la seguente:

2021 2020 Var.
Correnti Anticipate Differite Totale Correnti Anticipate Differite Totale
Ires 99,4 (82,7) (12,5) 4,2 109,0 (11,1) (21,5) 76,4 (72,2)
Irap 31,4 (11,9) (2,6) 16,9 27,0 (0,6) (3,3) 23,1 (6,2)
Imposta sostitutiva 13,1 13,1 12,3 12,3 0,8
Totale 143,9 (94,6) (15,1) 34,2 148,3 (11,7) (24,8) 111,8 (77,6)

La significativa diminuzione del carico fiscale e il conseguente miglioramento del tax rate che passa dal 25,7% all'8,4% è dovuta agli effetti non ricorrenti dell'operazione di riallineamento fiscale di alcuni valori di avviamento ai sensi dell'art. 110, commi 8, 8 bis e 8-ter, del D.L. 104/2020, così come modificato dalla Legge 234/2021.

Il riconoscimento fiscale di maggiori valori relativi agli avviamenti eligibili ha comportato l'iscrizione di un beneficio fiscale pari a 77,8 milioni di euro. Nello specifico, si è proceduto a:

  • rilevare attività fiscali differite per 79,8 milioni di euro (si rimanda alla nota 19 "Attività e passività fiscali differite" circa le considerazioni sulla recuperabilità di tale valore) e stralciare passività fiscali differite per 7,2 milioni di euro;
  • rilevare e pagare interamente nell'esercizio imposte sostitutive in misura del 3% del valore degli avviamenti riallineati, pari a 9,2 milioni di euro.

A seguito dell'operazione di riallineamento sopra descritta, le società del Gruppo che hanno aderito al riallineamento hanno proceduto a vincolare riserve e capitale, esistenti al 31 dicembre 2020, in sospensione d'imposta ai fini fiscali ai sensi della normativa sopra citata, soggette a tassazione in caso di distribuzione, per complessivi 299 milioni di euro.

Per un'analisi più coerente dell'andamento del tax rate, si rimanda al paragrafo 1.04.01 "Risultati economici e investimenti" della relazione sulla gestione, dove sia il risultato prima delle imposte che il carico fiscale dell'esercizio sono stati rettificati da alcuni special item (tra cui l'effetto del riallineamento sopra esposto), al fine di determinare un tax rate adjusted pienamente confrontabile con quello dell'esercizio precedente.

Riconciliazione tax rate Ires

L'aliquota teorica determinata sulla base della configurazione del reddito imponibile dell'impresa ai fini dell'imposta Ires è pari al 24%. La riconciliazione con l'aliquota effettiva viene riportata di seguito.

2021 2020
Effetto nominale Effetto percentuale Effetto nominale Effetto percentuale
Utile prima delle imposte 406,9 434,6
Ires
Aliquota ordinaria (97,7) (24,0)% (104,3) (24,0)%
Deduzioni Irap 0,9 0,2% 0,6 0,1%
Cessioni partecipazioni 0,3 0,1%
Ace e super ace 5,7 1,4% 2,7 0,6%
Maxi e iper ammortamenti 8,5 2,1% 8,0 1,8%
Ires esercizi precedenti 2,0 0,5%
Altre variazioni (in aumento e/o
diminuzione)
(3,0) (0,7)% (2,0) (0,5)%
Irap e altre imposte correnti
Irap (16,9) (4,2)% (23,1) (5,3)%
Affrancamento 66,3 16,3% 6,0 1,4%
Imposte (34,2) (8,4)% (111,8) (25,7)%

Tale riconciliazione viene proposta ai soli fini Ires, in considerazione del fatto che la disciplina dell'Irap in merito alla determinazione della sua base imponibile rende poco significativa la riconciliazione tra l'onere fiscale teorico, derivato dai dati di bilancio, e l'onere fiscale effettivo.

La voce "Ires esercizi precedenti" accoglie principalmente l'effetto positivo relativo al beneficio ace degli esercizi 2019 e 2020, consuntivato nel 2021 a seguito della risposta positiva a una istanza di interpello.

La voce "Affrancamento" accoglie il beneficio sulle imposte Ires derivante da:

  • riallineamenti degli avviamenti al netto dell'imposta sostitutiva versata, per 64,5 milioni di euro;
  • affrancamento operato ai sensi del D.L. 185/2008 (convertito nella L. 2/2009) dei maggiori valori originatisi in seguito all'acquisizione di Recycla Spa, per 1,8 milioni di euro.

L'incremento della voce "Ace e super Ace" rispetto allo scorso esercizio per 3 milioni di euro evidenzia come il Gruppo abbia saputo cogliere anche le opportunità introdotte dal D.L. 73/2021 in tema di super ace (effetto per 1,4 milioni di euro), ottenendo un importante beneficio sul tax rate dell'esercizio.

Le imposte anticipate e differite relative all'esercizio 2021 riguardano le seguenti variazioni tra l'imponibile fiscale e il risultato di bilancio: Fiscalità differita

Attività fiscali differite 2021 2020
Differenze
temporanee
Effetto fiscale
(Ires + Irap)
Variazioni
patrimoniali
Differenze
temporanee
Effetto fiscale
(Ires + Irap)
Variazioni
patrimoniali
Imposte anticipate con effetto a conto economico e conto economico complessivo
Ammortamenti 701,7 183,1 415,0 102,7
Operazioni di copertura (cash flow
hedge)
348,4 100,2 4,2 0,8
Fondi per rischi e oneri 189,2 51,4 172,8 47,1
Partecipazioni 170,1 47,8 163,6 45,8
Fondo svalutazione crediti 191,8 46,0 167,4 40,1
Altri 119,3 29,8 106,1 27,5
Totale effetto fiscale 1.720,5 458,3 0,3 1.029,1 264,0 (2,6)
Importo accreditato (addebitato) a
conto economico complessivo
99,4 (9,9)
Importo accreditato (addebitato) a
conto economico
94,6 11,7
Passività fiscali differite 2021 2020
Differenze
temporanee
Effetto fiscale
(Ires + Irap)
Variazioni
patrimoniali
Differenze
temporanee
Effetto fiscale
(Ires + Irap)
Variazioni
patrimoniali
Imposte differite con effetto a conto economico e conto economico complessivo
Ammortamenti 779,5 158,1 766,2 156,7
Operazioni di copertura (cash flow
hedge)
463,4 133,1 15,6 4,5
Passività attualizzate 118,9 23,3 113,3 27,2
Fondi per rischi e oneri 37,6 10,9 42,0 12,1
Altri 149,4 35,9 113,7 27,8
Totale effetto fiscale 1.548,8 361,3 19,5 1.050,8 228,3 3,6
Importo accreditato (addebitato) a
conto economico complessivo
(128,6) (4,5)
Importo accreditato (addebitato) a
conto economico
15,1 24,8

Le "Variazioni patrimoniali" non producono effetti sul conto economico e sul conto economico complessivo dell'esercizio, poiché accolgono i saldi di attività e passività fiscali differite derivanti da:

  • operazioni di business combination (si rimanda al paragrafo 2.02.02 "Area di consolidamento" per i valori iscritti nel corso dell'esercizio 2021);
  • riclassifiche marginali intervenute tra attività e passività fiscali differite.

Nella determinazione delle imposte dell'esercizio si sono tenuti in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotta dalla L. 244 del 24 dicembre 2007, e dai relativi decreti attuativi, D.M. del 1° aprile 2009, D.M. dell'8 giugno 2011 e D.M. del 10 gennaio 2018, di coordinamento dei principi contabili internazionali con le regole di determinazione della base imponibile dell'Ires e dell'Irap, previsto dall'art. 4, comma 7-quater, del D.Lgs. 38/2005. In particolare è stato applicato il principio di derivazione rafforzata statuito dall'art.83 del Tuir che prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgono, anche in deroga alle disposizioni del Tuir, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili.

Informativa sui contenziosi fiscali

Sezione Ires, Irap e Iva

Società
Imposta
Descrizione
del contenzioso
Stato
del contenzioso
Ammontare
contestato*
(anche a titolo
Importi pagati
provvisorio)**
iscritti a bilancio
Accantonamenti
Ascotrade Spa
Ires, Irap e Iva
Avvisi di accertamento per gli anni dal
2013 al 2017 relativi alla deducibilità di
alcune componenti del costo di
acquisto della materia prima e alla
illegittima detrazione dell'Iva. Avviso di
accertamento per l'anno 2018 relativo
alla sola Iva.
Per gli anni 2013 e 2014 i procedimenti sono
pendenti
presso
la
Commissione
Tributaria
Regionale di Venezia in seguito ai ricorsi presentati
dall'Agenzia delle Entrate avverso le sentenze di
primo grado favorevoli alla società. Per l'anno 2015 il
procedimento è ancora pendente innanzi alla
Commissione Tributaria Provinciale di Venezia. Per
gli anni dal 2016 al 2018 la società ha presentato
ricorso entro i termini nel mese di febbraio 2022.
7,6 - -
Hera Trading Srl
Imposta Ires e addizionale
"Robin Tax"
Avvisi di accertamento per gli anni dal
2011 al 2013 (solo quest'ultimo per
l'addizionale) relativi alla deduzione
degli oneri da valutazione, al netto dei
correlati proventi, dei derivati su
commodity e certificati ambientali.
I procedimenti sono ancora pendenti innanzi alle
competenti Commissioni Tributarie Regionali per tutti
i periodi d'imposta contestati avverso le sentenze
sfavorevoli di I grado.
6,6 2,6 -
Herambiente Spa
Irap
Avvisi di accertamento Irap per gli anni
dal
2009
al
2013,
incentrati
principalmente sulla spettanza a favore
della società dell'agevolazione Irap
cosiddetta "cuneo fiscale".
Per i periodi d'imposta 2009, 2010 e 2011 i
procedimenti sono pendenti innanzi alla Cassazione
a seguito dei ricorsi presentati dalla parte
soccombente (sono presenti sentenze sia favorevoli
che sfavorevoli alla società). Per il periodo d'imposta
2012 si attende la sentenza di II grado, mentre per il
periodo d'imposta 2013 è in corso di predisposizione
il ricorso avverso la sentenza sfavorevole di II grado.
4,4 3,5 1,4
Marche
Multiservizi Spa
Ires e Irap
Avvisi di accertamento per gli anni dal
2009 al 2015 con contestazione
relativa
alla
deduzione
dell'accantonamento ai fondi di post
gestione delle discariche.
I procedimenti per gli anni dal 2009 al 2014 sono
pendenti innanzi alla Commissione Tributaria
Regionale di Ancona a seguito dei ricorsi presentati
dalla parte soccombente avverso le sentenze
sfavorevoli (sono presenti sentenze sia favorevoli
che sfavorevoli alla società). Il procedimento per
l'anno 2015 è stato deciso dalla Commissione
Tributaria Provinciale di Ancona con sentenza
favorevole alla Società, ma l'Agenzia delle Entrate ha
proposto appello e la società si costituirà in giudizio
entro i termini previsti dalla legge.
2,5 1,8 0,1
AcegasApsAmga Spa
Ires, Irap e Iva
Processo verbale di constatazione per
l'anno 2015 contenente contestazioni
in merito al distacco del personale.
A seguito delle interlocuzioni con l'Agenzia delle
Entrate è stata riformulata la pretesa con notifica di
avviso di accertamento pari a 14 migliaia di euro, che
è stato pagato a chiusura del contenzioso.
0,6 - -
Inrete
Distribuzione Spa
Ires e Irap
Avviso di accertamento Ires e Irap per
l'anno 2016 contenente contestazioni
relative all'indebita deduzione di oneri
da
attualizzazione
e
all'erronea
determinazione dell'agevolazione maxi
ammortamenti in ordine agli oneri
accessori all'installazione degli smart
meters, oltre che all'indebita deduzione
di costi relativi al personale dipendente
ai fini Irap.
Instaurato il contraddittorio con l'Agenzia delle
Entrate e definita la pretesa Irap pagando quanto
dovuto. Con riferimento all'Ires il procedimento è
attualmente pendente in I grado a seguito della
presentazione del ricorso
0,3 0,1 -
Hera Luce Srl
Ires e Irap
Avviso di accertamento per l'anno 2013
relativo alla deducibilità dei costi di
manutenzione ordinaria.
La società ha proposto ricorso in appello contro la
sentenza di I grado della Commissione Tributaria
Provinciale di Forlì, che ha annullato le sanzioni, ma
confermato le maggiori imposte richieste.
0,3 0,3 -
Hera Luce Srl
Ires e Irap
Processo verbale di constatazione per
l'anno 2015 in relazione al trattamento
riservato alla rinuncia di propri crediti a
fronte di un incremento di un fondo
consortile.
A seguito dell'avviso di accertamento notificato da
parte dell'Agenzia delle Entrate, si è provveduto al
pagamento con acquiescenza e conseguente
riduzioni delle sanzioni a 1/3 a chiusura del
contenzioso.
0,1 0,1 -

* per "ammontare contestato" si intende l'importo originario oggetto di contestazione privo di interessi, a meno di rideterminazioni intervenute a seguito di conciliazione giudiziale, accertamento con adesione, annullamento parziale in sede giudiziale o in autotutela.

** gli importi pagati accolgono gli interessi, laddove dovuti.

Sezione altre imposte

Società
Imposta
Descrizione
del contenzioso
Stato
del contenzioso
Ammontare
contestato*
(anche a titolo
Importi pagati
provvisorio)**
iscritti a bilancio
Accantonamenti
Herambiente Spa
Ecotassa
Atti di contestazione relativi alla
discarica di Sommacampagna per i
periodi 2014-2017.
I procedimenti sono pendenti innanzi alle competenti
Commissioni Tributarie Provinciali per tutti i periodi
d'imposta.
7,5 - -
Herambiente Spa
Ici/Imu
Avvisi di accertamento per gli anni dal
2008 al 2016 emessi a seguito della
rettifica di classamento catastale
dell'impianto del termovalorizzatore di
Ferrara.
Il procedimento risulta concluso per gli avvisi 2008-
2013 con pronuncia favorevole per la società, mentre
ancora in corso innanzi alla Commissione Tributaria
per i restanti anni.
2,8 - -
Herambiente Spa
Ici/Imu
Avvisi di accertamento per gli anni dal
2010 al 2020 emessi relativamente a
terreni, fabbricati e aree fabbricabili siti
a Ravenna circa il loro classamento
catastale.
La maggior parte degli avvisi di accertamento relativi
ai periodi 2010-2015 sono stati oggetto di
conciliazione giudiziale nel 2018 e per gli stessi la
società sta procedendo al pagamento. Restano
pendenti innanzi alla Commissione Tributaria
Regionale dell'Emilia-Romagna e alla Commissione
Tributaria Provinciale di Ravenna alcuni avvisi di
accertamento per le questioni non comprese
nell'accordo conciliativo, nonché gli avvisi di
accertamento per i periodi 2016-2020.
2,6 1,8 0,2
AcegasApsAmga Spa
Accise sugli
autoconsumi
Verifica
tecnico-amministrativa
sui
termovalorizzatori di Padova e Trieste
svolta dall'Agenzia delle Dogane per gli
anni dal 2012 al 2015 in relazione
all'installazione degli strumenti di
misura per la rilevazione dell'energia
elettrica prodotta e utilizzata per
autoconsumo e relativo pagamento
dell'accisa.
Il procedimento relativo al termovalorizzatore di
Padova è pendente in Cassazione a seguito del
ricorso presentato, mentre innanzi alla Commissione
Tributaria Regionale del Friuli-Venezia Giulia per
quanto riguarda il procedimento relativo al
termovalorizzatore di Trieste.
2,1 0,8 -
Herambiente Spa
Ici/Imu
Avvisi di accertamento per gli anni dal
2013 al 2019 relativi all'impianto di
termovalorizzazione e all'impianto di
riciclaggio siti nel Comune di Coriano.
Per gli anni 2013-2015 i procedimenti sono pendenti
in parte presso la Commissione Tributaria Provinciale
di Rimini e in parte presso la Commissione Tributaria
Regionale dell'Emilia-Romagna. Gli accertamenti per
gli anni 2016-2019 sono pendenti presso la
Commissione Tributaria Provinciale di Rimini.
1,0 - -
Avvisi
di
accertamento
relativi
all'occupazione permanente di suolo
pubblico con cassonetti per rifiuti per i
periodi di imposta dal 2013 al 2017
notificati dal Comune di Riccione.
I procedimenti Tosap per gli anni dal 2013 al 2016
sono pendenti innanzi alla Commissione Tributaria
Regionale
dell'Emilia-Romagna,
mentre
il
procedimento Cosap per l'anno 2017 è pendente
innanzi al Tribunale Civile di Rimini.
1,0 1,0
Hera Spa
Cosap/Tosap
Atto di contestazione Cosap relativo
all'occupazione permanente di suolo
pubblico con cassonetti per rifiuti per i
periodi di imposta 2018 e 2019
notificati dal Comune di Riccione.
I procedimenti sono pendenti innanzi al Tribunale
Civile di Rimini.
2,1 - 2,4
Avvisi di accertamento Tosap relativo
all'occupazione permanente di suolo
pubblico con cassonetti per rifiuti per i
periodi dal 2014 al 2018 notificati dal
Comune di Coriano.
Il procedimento per l'anno 2014 è attualmente
pendente
presso
la
Commissione
Tributaria
Regionale
dell'Emilia-Romagna,
mentre
il
procedimento per l'anno 2015 è pendente presso la
Commissione Tributaria Provinciale di Rimini.
Relativamente agli avvisi per il 2016, 2017 e 2018
sono stati presentati i ricorsi in primo grado.
0,9 -

* per "ammontare contestato" si intende l'importo originario oggetto di contestazione privo di interessi, a meno di rideterminazioni intervenute a seguito di conciliazione giudiziale, accertamento con adesione, annullamento parziale in sede giudiziale o in autotutela. ** gli importi pagati accolgono gli interessi, laddove dovuti.

Con riferimento ai contenziosi in oggetto il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha ritenuto di procedere agli accantonamenti indicati. Laddove non si sia proceduto ad alcun accantonamento, le violazioni contestate sono state ritenute prive di fondamento.

12 Utile per azione

2021 2020
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai possessori di azioni ordinarie dell'entità
Capogruppo (A)
333,5 302,7
Numero medio ponderato delle azioni in circolazione ai fini del calcolo dell'utile
(perdita) per azioni
base (B) 1.461.238.457 1.467.973.723
diluito (C) 1.461.238.457 1.467.973.723
Utile (perdita) per azione (in euro)
base (A/B) 0,228 0,206
diluito (A/C) 0,228 0,206

L'utile base per azione è calcolato relativamente al risultato economico attribuibile ai possessori di strumenti ordinari di capitale dell'entità Capogruppo. L'utile diluito per azione è pari a quello base in quanto non esistono altre categorie di azioni diverse da quelle ordinarie e non esistono strumenti convertibili in azioni.

Alla data di redazione del presente bilancio consolidato, il capitale sociale della capogruppo Hera Spa risulta composto da 1.489.538.745 azioni ordinarie, invariate rispetto al 31 dicembre 2020, utilizzate nella determinazione dell'utile per azione di base e diluito.

13 Immobilizzazioni materiali

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Terreni e fabbricati 585,3 573,2 12,1
Impianti e macchinari 1.107,8 1.120,1 (12,3)
Altri beni mobili 123,7 126,5 (2,8)
Immobilizzazioni in corso 122,1 104,4 17,7
Totale asset operativi 1.938,9 1.924,2 14,7
Investimenti immobiliari 2,1 2,3 (0,2)
Totale 1.941,0 1.926,5 14,5

Le immobilizzazioni materiali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:

Valore iniziale
netto
Investimenti Disinvestimenti Ammortamenti e
svalutazioni
consolidamento
dell'area di
Variazione
Altre variazioni Valore finale
netto
di cui valore
finale lordo
ammortamento
di cui fondo
31-dic-20
Terreni e fabbricati 583,5 6,4 (1,7) (20,6) 5,6 573,2 824,5 (251,3)
Impianti e macchinari 1.181,6 49,8 (2,0) (133,9) 24,6 1.120,1 2.906,6 (1.786,5)
Altri beni mobili 134,9 17,7 (0,5) (27,1) 0,1 1,4 126,5 487,0 (360,5)
Immobilizzazioni in
corso
90,3 66,7 (0,1) (0,4) (52,1) 104,4 104,4
Totale 1.990,3 140,6 (4,3) (182,0) 0,1 (20,5) 1.924,2 4.322,5 (2.398,3)
31-dic-21
Terreni e fabbricati 573,2 13,2 (0,1) (21,5) 9,6 10,9 585,3 856,8 (271,5)
Impianti e macchinari 1.120,1 58,0 (4,2) (120,6) 3,3 51,2 1.107,8 3.005,5 (1.897,7)
Altri beni mobili 126,5 14,4 (0,8) (28,8) 2,3 10,1 123,7 511,1 (387,4)
Immobilizzazioni in
corso
104,4 86,3 (0,1) (2,0) (66,5) 122,1 122,1
Totale 1.924,2 171,9 (5,2) (172,9) 15,2 5,7 1.938,9 4.495,5 (2.556,6)

Di seguito sono commentate la composizione e le principali variazioni all'interno di ciascuna categoria, mentre per un commento di dettaglio degli investimenti realizzati nel periodo si rimanda al paragrafo 1.07 "Analisi per aree strategiche d'affari" della relazione sulla gestione.

"Terreni e fabbricati", sono costituiti per 122,7 milioni di euro da terreni e per 462,6 milioni di euro da fabbricati. Trattasi in via prevalente di siti di proprietà adibiti ad accogliere gli impianti produttivi del Gruppo.

"Impianti e macchinari", accolgono principalmente le reti di distribuzione e gli impianti relativi ai business non rientranti in regime di concessione, quali il teleriscaldamento, la distribuzione di energia elettrica sul territorio di Modena, lo smaltimento e il trattamento rifiuti, oltre agli impianti di produzione delle materie plastiche. I principali investimenti dell'esercizio riguardano le attività di trattamento rifiuti per un ammontare di 25,6 milioni di euro, distribuzione di energia elettrica per 9,3 milioni di euro e servizi energia per un ammontare di 7,3 milioni di euro.

"Altri beni mobili", comprendono in via prevalente attrezzature e cassonetti per lo smaltimento rifiuti per 63,9 milioni di euro e automezzi per 47 milioni di euro.

"Immobilizzazioni in corso", sono costituite principalmente dagli investimenti in via di realizzazione per lo sviluppo del teleriscaldamento per 8,9 milioni di euro, della rete di distribuzione dell'energia elettrica per 8,8 milioni di euro, delle centrali di cogenerazione per 4,8 milioni di euro e degli impianti di trattamento rifiuti per 36,1 milioni di euro.

Nelle "Altre variazioni" sono rappresentate le riclassifiche dalle immobilizzazioni in corso alle specifiche categorie per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio ed eventuali riclassifiche da immobilizzazioni materiali ad attività immateriali, specie in presenza di beni oggetto di attività in concessione. Si evidenzia che è compreso anche l'avvio della coltivazione di una nuova discarica, per 5,1 milioni di euro.

Per la disamina delle garanzie reali prestate a favori di terzi e in relazione a immobilizzazioni materiali detenute dal Gruppo, si rimanda alla nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti".

Diritti d'uso

Il valore delle immobilizzazioni materiali è stato assoggettato a test di impairment, per i cui risultati si rinvia a quanto riportato alla nota 31 "Impairment test".

14 Diritti d'uso e passività per leasing

Le tabelle seguenti riportano la composizione dei diritti d'uso (esposti al netto del relativo fondo ammortamento) e le passività per leasing, nonché la relativa movimentazione. I contratti acquisiti in sede di business combination sono separatamente identificati nella movimentazione di periodo e classificati come "Variazione dell'area di consolidamento".

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Diritti d'uso di terreni e fabbricati 65,7 68,7 (3,0)
Diritti d'uso di impianti e macchinari 7,8 7,9 (0,1)
8,8
Diritti d'uso di altri beni 28,1 19,3
Totale 101,6 95,9 5,7
Valore iniziale
netto
Nuovi contratti e
contrattuali
modifiche
Decrementi Ammortamenti e
svalutazioni
consolidamento
dell'area di
Variazione
Altre variazioni Valore finale
netto
di cui valore
finale lordo
ammortamento
di cui fondo
31-dic-20
Diritti d'uso di terreni e
fabbricati
69,1 7,5 (7,8) 0,3 (0,4) 68,7 106,1 (37,4)
Diritti d'uso di impianti e
macchinari
7,9 4,7 (1,2) (3,5) 7,9 10,9 (3,0)
Diritti d'uso di altri beni 19,9 6,6 (7,3) 0,1 19,3 35,9 (16,6)
Totale 96,9 18,8 (16,3) 0,3 (3,8) 95,9 152,9 (57,0)
31-dic-21
Diritti d'uso di terreni e
fabbricati
68,7 5,1 (7,7) 0,8 (1,2) 65,7 110,4 (44,7)
Diritti d'uso di impianti e
macchinari
7,9 0,2 (1,2) 0,9 7,8 12,0 (4,2)
Diritti d'uso di altri beni 19,3 14,6 (8,1) 2,4 (0,1) 28,1 48,3 (20,2)
Totale 95,9 19,9 (17,0) 4,1 (1,3) 101,6 170,7 (69,1)

"Diritti d'uso di terreni e fabbricati", sono costituiti per 60,3 milioni di euro da diritti d'uso relativi a fabbricati e per i residui 5,4 milioni di euro da diritti d'uso relativi a terreni. I diritti d'uso dei fabbricati si riferiscono principalmente a contratti aventi a oggetto i complessi immobiliari destinati alle sedi operative, agli uffici e agli sportelli clienti.

"Diritti d'uso di impianti e macchinari" si riferisce principalmente a contratti aventi a oggetto impianti di depurazione e di compostaggio.

"Diritti d'uso di altri beni" si riferisce principalmente a contratti aventi a oggetto infrastrutture IT (specialmente data center), automezzi operativi e autovetture.

Sono riportati nella colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" i leasing sottoscritti nel corso dell'esercizio, nonché la modifica delle ipotesi definite inizialmente circa durata e opzioni di rinnovo o recesso dei contratti esistenti. L'incremento del periodo è dovuto principalmente alla sottoscrizione di contratti per l'utilizzo di infrastrutture IT per 8,6 milioni di euro, di flotte aziendali per 3,4 milioni di euro e a rivisitazioni delle clausole relativamente a contratti di affitto di sedi operative, per 2,7 milioni di euro.

La colonna "Altre variazioni" accoglie il valore residuo dei beni in leasing che sono stati oggetto di riscatto nel periodo e il cui valore è stato riclassificato tra le immobilizzazioni materiali per natura.

Il valore dei diritti d'uso è stato assoggettato a test di impairment, per i cui risultati si rinvia a quanto riportato nella nota 31 "Impairment test".

Le passività finanziarie presentano la seguente composizione e variazione: Valore iniziale netto Nuovi contratti e modifiche contrattuali Decrementi Oneri finanziari Variazione dell'area di consolidamento Altre variazioni Valore finale netto 31-dic-21 Passività per leasing 93,6 19,9 (22,5) 3,2 2,596,6 di cui passività non correnti 73,5 53,2 passività correnti 20,1 43,4 Passività finanziarie

Le passività finanziarie per leasing accolgono principalmente i debiti finanziari sorti dalla locazione delle sedi operative e amministrative del Gruppo. La colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" accoglie i contratti sottoscritti nell'esercizio e la ri-misurazione del debito dei contratti in essere, generata da un aggiornamento delle ipotesi sottostanti circa le opzioni rinnovo, acquisto o recesso anticipato.

I "Decrementi" sono generati dal rimborso dei canoni contrattuali scaduti nel corso dell'esercizio.

Conformemente alle proprie policy di approvvigionamento, il Gruppo ha sottoscritto contratti allineati agli standard di mercato con riferimento a tutte le tipologie di attività sottostanti. Nel caso di uffici, sportelli clienti, autovetture e infrastrutture IT i contratti non prevedono clausole vincolanti o particolari onerosità in caso di recesso, trattandosi di attività perfettamente fungibili e offerte da un vasto numero di controparti. Il debito espresso a bilancio rappresenta, quindi, l'ammontare più probabile di esborsi che il Gruppo dovrà sostenere negli esercizi futuri. Per le medesime ragioni, inoltre, attualmente si ritiene che non verranno esercitate le clausole di rinnovo laddove presenti, valutando eventualmente in futuro la convenienza economica delle stesse o la sottoscrizione di nuovi contratti con controparti differenti. Per quanto riguarda, infine, i fabbricati in leasing dove sono dislocati alcuni importanti impianti produttivi che rappresentano i contratti aventi il valore assoluto più rilevante, a seguito di accordi sottoscritti al termine dell'esercizio, il Gruppo procederà al riscatto nel corso dell'anno 2022 e pertanto il valore del debito esprime già l'opzione di trasferimento della proprietà.

Nella tabella che segue sono riportate le passività per leasing distinte per scadenza entro l'esercizio, entro il secondo anno, entro il quinto anno e oltre il quinto anno:

Tipologia Totale Quota entro
esercizio
Quota entro
2° anno
Quota entro
5° anno
Quota oltre
5° anno
Esercizio 2020 93,6 20,1 23,1 20,0 30,4
Esercizio 2021 96,6 43,4 15,0 26,1 12,1

15 Attività immateriali

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Applicativi informatici 84,6 78,8 5,8
Concessioni e altri diritti di utilizzo 113,8 130,2 (16,4)
Servizi pubblici in concessione 2.963,4 2.860,1 103,3
Liste clienti 576,2 546,3 29,9
Altre attività immateriali 79,4 67,7 11,7
Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione 237,4 169,5 67,9
Attività immateriali in corso 71,9 71,8 0,1
Totale 4.126,7 3.924,4 202,3

Le attività immateriali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:

iniziale
Valore
netto
Investimenti Disinvestimenti Ammortamenti e
svalutazioni
consolidamento
dell'area di
Variazione
Altre variazioni Valore finale
netto
di cui valore
finale lordo
ammortamento
di cui fondo
31-dic-20
Applicativi informatici 78,6 4,3 (37,2) 33,1 78,8 479,3 (400,5)
Concessioni e altri diritti
di utilizzo
132,0 2,8 (15,5) 10,9 130,2 471,3 (341,1)
Servizi pubblici in
concessione
2.718,6 196,6 (3,2) (153,3) 101,4 2.860,1 4.896,9 (2.036,8)
Liste clienti 578,4 (32,1) 546,3 629,2 (82,9)
Altre attività immateriali 49,6 30,1 (0,7) (20,5) 5,3 3,9 67,7 200,9 (133,2)
Attività immateriali in
corso servizi pubblici in
concessione
157,3 82,8 (0,2) (70,4) 169,5 169,5
Attività immateriali in
corso
65,7 49,2 (0,2) (42,9) 71,8 71,8
Totale 3.780,2 365,8 (4,1) (258,8) 5,3 36,0 3.924,4 6.918,9 (2.994,5)
31-dic-21
Applicativi informatici 78,8 5,5 (39,7) 0,2 39,8 84,6 524,5 (439,9)
Concessioni e altri diritti
di utilizzo
130,2 0,3 (16,8) 0,1 113,8 471,6 (357,8)
Servizi pubblici in
concessione
2.860,1 181,1 (4,5) (160,9) 4,7 82,9 2.963,4 5.144,1 (2.180,7)
Liste clienti 546,3 (34,8) 64,7 576,2 693,9 (117,7)
Altre attività immateriali 67,7 33,3 (26,9) 0,2 5,1 79,4 225,8 (146,4)
Attività immateriali in
corso servizi pubblici in
concessione
169,5 144,4 (0,8) (75,7) 237,4 237,4
Attività immateriali in
corso
71,8 52,2 (0,9) (51,2) 71,9 71,9
Totale 3.924,4 416,8 (5,3) (280,0) 69,8 1,0 4.126,7 7.369,2 (3.242,5)

Di seguito sono commentate la composizione e le principali variazioni all'interno di ciascuna categoria, mentre per un commento di dettaglio degli investimenti realizzati nel periodo si rimanda al paragrafo 1.07 "Analisi per aree strategiche d'affari" della relazione sulla gestione.

"Applicativi informatici", sono relativi ai costi sostenuti per l'acquisto e l'implementazione dei sistemi informativi aziendali.

"Concessioni e altri diritti di utilizzo", sono costituiti principalmente da:

  • concessioni, pari a 44,5 milioni di euro, riferibili a diritti relativi alle attività di ciclo idrico integrato e distribuzione gas, classificati nelle attività immateriali anche anteriormente alla prima applicazione dell'interpretazione Ifric 12 "Accordi per servizi in concessione";
  • autorizzazione relativa all'esercizio della discarica di Serravalle Pistoiese, pari a 59,5 milioni di euro, asset iscritto nell'ambito di un'operazione di business combination realizzata negli esercizi precedenti e ammortizzato sulla base delle tonnellate conferite.

"Servizi pubblici in concessione", comprendono i beni relativi alle attività di distribuzione gas, distribuzione energia elettrica (territorio di Imola), ciclo idrico integrato e illuminazione pubblica (salvo per questi ultimi quanto precisato nella nota 18 "Attività finanziarie correnti e non correnti") oggetto di concessione da parte degli enti pubblici di riferimento. Tali rapporti di concessione e i relativi beni, inerenti all'esercizio dell'attività sui quali il Gruppo detiene i diritti all'utilizzo, sono contabilizzati applicando il modello dell'attività immateriale come previsto dall'interpretazione Ifric 12. Gli investimenti dell'esercizio hanno riguardato principalmente le reti idriche per 104,2 milioni di euro e le reti di distribuzione del gas per 65,4 milioni di euro.

"Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione", rappresentano gli investimenti correlati alle medesime concessioni che risultano ancora da ultimare alla data di fine esercizio e si riferiscono principalmente alle reti idriche per 87 milioni di euro e alle reti di distribuzione del gas per 30,9 milioni di euro.

"Attività immateriali in corso", sono costituite principalmente da progetti informatici non ancora ultimati.

"Liste clienti", sono iscritte per effetto delle operazioni di business combination e della conseguente attività valutativa a fair value degli asset acquisiti. Il periodo di ammortamento di tali liste clienti è correlato al tasso di abbandono (churn rate) identificato per ogni singola operazione.

"Altre attività immateriali", comprendono principalmente i diritti di godimento e utilizzazione di infrastrutture per il passaggio di reti di telecomunicazione e i costi incrementali sostenuti per l'ottenimento di nuovi contratti di vendita. Come previsto dal principio Ifrs 15 tali costi incrementali, rappresentati prevalentemente da provvigioni riconosciute ad agenti, sono stati iscritti come attività e vengono ammortizzati secondo la vita utile media della clientela acquisita (churn rate). Le provvigioni iscritte come attività per l'esercizio 2021 ammontano a 24,8 milioni di euro (nell'esercizio precedente erano stati iscritti 24,6 milioni di euro).

Le "Altre variazioni" comprendono riclassifiche delle immobilizzazioni in corso alle rispettive categorie specifiche per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio e riclassifiche a immobilizzazioni materiali, specie in presenza di beni oggetto di attività in concessione.

La "Variazione area di consolidamento" riflette le acquisizioni di controllo realizzate nel corso dell'esercizio che hanno determinato, in particolare, l'iscrizione di liste clienti per 64,6 milioni di euro e di reti per la gestione di servizi pubblici in concessione per 4,7 milioni di euro. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo 2.02.02 "Area di consolidamento".

Il valore delle attività immateriali è stato assoggettato a test di impairment, per i cui risultati si rimanda a quanto riportato alla nota 31 "Impairment test".

16 Avviamento

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Avviamento 842,9 812,8 30,1

Il valore dell'avviamento al 31 dicembre 2021 è riconducibile principalmente alle seguenti operazioni:

  • acquisizione del controllo delle "Attività commerciali Ascopiave" nelle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, ovvero delle società EstEnergy Spa, Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa ed Etra Energia Srl, nonché della società Amgas Blu Srl operante nella provincia di Foggia, per complessivi 431,2 milioni di euro;
  • integrazione che nel 2002 ha dato origine a Hera Spa, per 81,3 milioni di euro;
  • acquisizione del controllo mediante fusione di Agea Spa avvenuta con efficacia 1° gennaio 2004, per 41,7 milioni di euro;
  • acquisizione del controllo del Gruppo Meta avvenuta alla fine dell'esercizio 2005, per effetto della fusione di Meta Spa in Hera Spa, per 117,7 milioni di euro;
  • acquisizione del controllo di Sat Spa, mediante fusione in Hera Spa, avvenuta con efficacia 1° gennaio 2008, per 54,9 milioni di euro;
  • acquisizione del controllo del Gruppo Aliplast avvenuta ad inizio esercizio 2017, per 25 milioni di euro;
  • acquisizione del controllo del Gruppo Marche Multiservizi Spa, per 20,8 milioni di euro.

Come riportato al paragrafo 2.02.02 "Area di consolidamento", nel corso dell'esercizio 2021 le acquisizioni del controllo della società Recycla Spa e del Gruppo Vallortigara hanno comportato la rilevazione di avviamenti rispettivamente per 18,6 milioni di euro e per 11,5 milioni di euro.

I valori di iscrizione degli avviamenti sono stati assoggettati a test di impairment, per i cui risultati si rimanda a quanto riportato alla nota 31 "Impairment test".

17 Partecipazioni

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 150,6 137,2 13,4
Altre partecipazioni 47,9 50,7 (2,8)
Totale 198,5 187,9 10,6

Le variazioni rispetto al 31 dicembre 2020 di joint venture e società collegate riflettono il recepimento degli utili e delle perdite pro-quota consuntivati dalle rispettive società (incluse le altre componenti di conto economico complessivo), nonché l'eventuale riduzione del valore per dividendi distribuiti e per svalutazioni a seguito di impairment test. La quota del risultato di competenza delle imprese valutate con il metodo del patrimonio netto è riportato alla nota 9 "Quota di utili (perdite) di joint venture e società collegate".

La movimentazione delle partecipazioni consolidate con il metodo del patrimonio netto risulta essere la seguente: Società collegate e joint

venture
31-dic-20 disinvestimenti
Investimenti e
Risultato di
periodo
Dividendi
distribuiti
consolidamento
dell'area di
Variazioni
altre variazioni
Svalutazioni e
31-dic-21
Società joint venture
Enomondo Srl 15,6 3,1 (1,1) 17,6
Totale società joint venture 15,6 3,1 (1,1) 17,6
Società collegate
Aimag Spa 50,6 3,7 (2,6) 51,7
Set Spa 27,9 0,6 28,5
Sgr Servizi Spa 24,4 3,0 (2,2) 25,2
ASM SET Srl 18,7 1,4 (1,2) 18,9
SEA - Servizi Ecologici
Ambientali Srl
- 1,4 (2,4) 9,7 8,7
Totale società collegate 121,6 - 10,1 (8,4) 9,7 133,0
Totale 137,2 - 13,2 (9,5) 9,7 150,6

L'acquisizione del 31% della società SEA - Servizi Ecologici Ambientali Srl è illustrato nel capitolo 1.03 "Principali fatti di rilievo".

In data 30 settembre 2021 la società collegata Sinergie Italiane Srl in liquidazione ha terminato la propria attività operativa per effetto della conclusione del contratto pluriennale di importazione di gas e per effetto della cessione delle quote di trasporto in portafoglio. La società, il cui valore contabile era già stato azzerato negli esercizi precedenti, cessa pertanto di essere consolidata con il metodo del patrimonio netto e viene classificata in "Altre partecipazioni", mentre il valore dei finanziamenti ancora in essere verso la stessa rappresenta la miglior stima delle disponibilità liquide che il Gruppo riceverà al termine della liquidazione.

Le partecipazioni in imprese non rientranti nell'area di consolidamento hanno registrato le seguenti variazioni: Altre partecipazioni

Gerarchia
fair value
31-dic-20 Investimenti e
disinvestimenti
Valutazioni
a fair value
Altre
variazioni
31-dic-21
Ascopiave Spa 1 42,0 (2,1) 39,9
Veneta Sanitaria Finanza di
Progetto Spa
3 3,6 3,6
Altre minori 3 5,1 1,3 (2,0) 4,4
Totale 50,7 1,3 (4,1) 47,9

Nel caso di partecipazioni aventi gerarchia 1 di fair value, l'adeguamento di valore, rilevato tra le componenti di conto economico complessivo, permette di allineare il valor di carico della partecipazione azionaria alle quotazioni di mercato di fine anno. Nel caso di partecipazioni aventi gerarchia 3, anche alla luce del valore non rilevante degli investimenti in portafoglio, la variazione del fair value non è risultata significativa.

Gli investimenti del periodo sono principalmente riferibili alla società HEA Spa, costituita nel corso del 2021 da Herambiente Servizi Industriali Srl in partnership con Eni Rewind Spa. La società, sorta per la realizzazione di una piattaforma polifunzionale di pretrattamento e trattamento rifiuti speciali nell'area industriale di Ravenna, non è ancora operativa in quanto si attende la conclusione dell'iter autorizzativo.

La valutazione della partecipazione in H.E.P.T. Co. Ltd ha determinato una riduzione del fair value di 2 milioni di euro a causa delle attuali condizioni del mercato cinese di riferimento.

Per maggiori dettagli sulle assunzioni e sui risultati dei test di impairment a cui sono stati soggetti i valori di iscrizione delle partecipazioni in società collegate che rappresentano veicoli attraverso i quali il Gruppo detiene quote di produzione di impianti di generazione elettrica (Set Spa e Tamarete Energia Srl) si rimanda a quanto riportato alla nota 31 "Impairment test".

Dati delle partecipate

Si espongono di seguito i principali valori aggregati della società a controllo congiunto Enomondo Srl e delle società a influenza notevole (Aimag Spa, ASM SET Srl, SEA Srl, Set Spa, Sgr Servizi Spa e Tamarete Energia Srl):

Attività Società
joint venture
Società
collegate
Totale
Attività non correnti
Immobilizzazioni materiali 31,7 411,5 443,2
Diritti d'uso 0,7 0,7
Attività immateriali 51,4 51,4
Avviamento 107,6 107,6
Partecipazioni 7,4 7,4
Atttività finanziarie 0,1 10,9 11,0
Attività fiscali differite 0,7 5,3 6,0
Totale attività non correnti 32,5 594,8 627,3
Attività correnti
Rimanenze 0,4 17,5 17,9
Crediti commerciali 9,9 334,0 343,9
Lavori in corso su ordinazione 0,4 0,4
Attività finanziarie 29,7 29,7
Attività per imposte correnti 2,7 2,7
Altre attività correnti 8,7 48,8 57,5
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 7,2 49,2 56,4
Totale attività correnti 26,2 482,3 508,5
Totale attività 58,7 1.077,1 1.135,8
Patrimonio netto e passività Società
joint venture
Società
collegate
Totale
Capitale sociale e riserve
Capitale sociale 14,0 88,0 102,0
Riserve 15,1 272,8 287,9
Utile (perdita) dell'esercizio 6,3 35,1 41,4
Patrimonio netto del Gruppo 35,4 395,9 431,3
Interessenze di minoranza 13,6 13,6
Totale patrimonio netto 35,4 409,5 444,9
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti 10,2 244,6 254,8
Passività non correnti per leasing 0,6 0,6
Trattamento fine rapporto e altri benefici 5,8 5,8
Fondi per rischi e oneri 1,1 37,7 38,8
Passività fiscali differite 0,7 0,7
Totale passività non correnti 11,3 289,4 300,7
Passività correnti
Passività finanziarie correnti 2,5 30,3 32,8
Passività correnti per leasing 0,1 0,1
Debiti commerciali 9,1 293,3 302,4
Passività per imposte correnti 0,2 0,7 0,9
Altre passività correnti 0,2 53,8 54,0
Totale passività correnti 12,0 378,2 390,2
Totale passività 23,3 667,6 690,9
Totale patrimonio netto e totale passività 58,7 1.077,1 1.135,8
Conto economico Società
joint venture
Società
collegate
Totale
Ricavi 21,6 881,6 903,2
Altri ricavi operativi 6,4 2,8 9,2
Materie prime e materiali (2,2) (617,9) (620,1)
Costi per servizi (12,0) (112,5) (124,5)
Costi del personale (0,5) (29,3) (29,8)
Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni (4,9) (49,6) (54,5)
Altre spese operative (0,3) (18,6) (18,9)
Utile operativo 8,1 56,5 64,6
Proventi finanziari 8,6 8,6
Oneri finanziari (0,1) (8,2) (8,3)
Totale gestione finanziaria (0,1) 0,4 0,3
Altri ricavi (costi) non operativi (0,3) (0,3)
Utile prima delle imposte 8,0 56,6 64,6
Imposte del periodo (1,7) (15,2) (16,9)
Utile netto del periodo 6,3 41,4 47,7

18 Attività finanziarie non correnti e correnti

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Crediti per finanziamenti 35,8 44,3 (8,5)
Titoli in portafoglio 1,9 1,9
Crediti per servizi di costruzione 59,2 46,5 12,7
Crediti finanziari diversi 45,8 48,1 (2,3)
Totale attività finanziarie non correnti 142,7 140,8 1,9
Crediti per finanziamenti 5,8 4,1 1,7
Titoli in portafoglio 0,1 (0,1)
Crediti finanziari diversi 23,5 28,6 (5,1)
Totale attività finanziarie correnti 29,3 32,8 (3,5)
Totale disponibilità liquide 885,6 987,1 (101,5)
Totale attività finanziarie e disponibilità liquide 1.057,6 1.160,7 (103,1)

"Crediti per finanziamenti" comprende finanziamenti, regolati a tassi di mercato, concessi alle seguenti società:

31-dic-21 31-dic-20
Quota non corrente Quota corrente Totale Quota non corrente Quota corrente Totale
Aloe SpA 6,1 0,8 6,9 6,9 0,8 7,7
Calenia Energia Spa 7,1 0,3 7,4 9,6 0,1 9,7
Set Spa 15,4 3,1 18,5 18,5 3,0 21,5
Altre minori 7,2 1,6 8,8 9,3 0,2 9,5
Totale 35,8 5,8 41,6 44,3 4,1 48,4

I finanziamenti nei confronti delle società che rappresentano veicoli attraverso i quali il Gruppo detiene quote di produzione di impianti di generazione elettrica (Set Spa e Tamarete Energia Srl) sono stati assoggettati a test di impairment, il cui risultato ha determinato il ripristino di valore del finanziamento verso Tamarete Energia Srl per 2,2 milioni di euro, pari alla quota incassata nel corso dell'esercizio.

"Titoli in portafoglio", nella parte non corrente, accolgono obbligazioni, fondi e polizze assicurative a garanzia della gestione post-mortem della discarica in capo alla controllata Asa Scpa, per un ammontare pari a 1,9 milioni di euro. Tali titoli sono strumenti finanziari valutati al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo.

"Crediti per servizi di costruzione" sono rilevati nei confronti dei comuni per servizi di costruzione di impianti di pubblica illuminazione in conformità al modello dell'attività finanziaria previsto dall'interpretazione Ifric 12, come più analiticamente riportato nella sezione descrittiva dei criteri di valutazione relativamente alla voce "Crediti e finanziamenti" al paragrafo 2.02.03 "Criteri di valutazione e principi di consolidamento".

"Crediti finanziari diversi", nella parte non corrente, riguardano le seguenti controparti:

  • Comune di Padova relativamente al credito, regolato a tasso di mercato, correlato alla costruzione di impianti fotovoltaici il cui rimborso è previsto al termine del 2030 per 13,6 milioni di euro;
  • Consorzio di Comuni cosiddetto Collinare in relazione all'indennizzo spettante al gestore uscente al termine dell'affidamento della gestione del servizio di distribuzione gas per 12,1 milioni di euro;
  • Acosea Impianti Srl, con riferimento alla garanzia finanziaria rilasciata per complessivi 12,6 milioni di euro;

Comuni di Vigarano, Goro e Castello d'Argile in relazione all'indennizzo spettante al gestore uscente al termine dell'affidamento della gestione del servizio di distribuzione gas per 3,9 milioni di euro.

"Crediti finanziari diversi", nella parte corrente, sono costituiti principalmente da:

  • contributi pubblici da ricevere nei confronti di vari soggetti (Cato e Regione Veneto) per complessivi 9,8 milioni di euro;
  • anticipi a copertura degli oneri di gara versati alle stazioni appaltanti da alcune società del Gruppo in qualità di gestori del servizio di distribuzione gas in vista dell'avvio delle stesse, per 4,7 milioni di euro.

Il decremento rispetto all'esercizio precedente è riconducibile principalmente alla ricezione del contributo erogato dalla Regione Friuli Venezia-Giulia per la costruzione del depuratore di Servola, pari a 3,6 milioni di euro, e all'incasso di 1,7 milioni di euro dal Consorzio stabile energie locali (Csel), a seguito dell'aggiudicazione della gara per il servizio di pubblica illuminazione.

"Disponibilità liquide e mezzi equivalenti" sono rappresentati per la quasi totalità da depositi bancari e postali.

Per meglio comprendere le dinamiche finanziarie intervenute nel corso dell'esercizio 2021 si rinvia allo schema di rendiconto finanziario.

19 Attività e passività fiscali differite

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Attività per imposte anticipate 458,3 264,0 194,3
Compensazione fiscalità differita (229,2) (107,8) (121,4)
Crediti per imposta sostitutiva 0,3 0,4 (0,1)
Totale attività fiscali differite nette 229,4 156,6 72,8
Passività per imposte differite 361,3 228,3 133,0
Compensazione fiscalità differita (229,2) (107,8) (121,4)
Totale passività fiscali differite nette 132,1 120,5 11,6

Le attività e passività fiscali differite sono compensate laddove vi sia un diritto legalmente esercitabile di compensare le attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti corrispondenti.

"Attività per imposte anticipate" sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione a fondo svalutazione crediti, a fondi per rischi e oneri, ad ammortamenti civili maggiori di quelli fiscalmente rilevanti e a operazioni di affrancamento di avviamenti, liste clienti e partecipazioni di controllo.

L'incremento del periodo è principalmente dovuto ai seguenti effetti:

  • variazione di periodo del fair value dei derivati su commodity designati come coperture di flussi finanziari (cash flow hedge), che ha comportando un incremento delle attività per 99,4 milioni di euro con contropartita il conto economico complessivo;
  • operazione di riallineamento tra valori contabili e fiscali degli avviamenti iscritti in bilancio già alla data del 31 dicembre 2019, come normato dall'art.1, comma 83, della Legge di Bilancio 2021, per 78,2 milioni di euro.

Le attività fiscali differite sono state rilevate in bilancio a fronte dell'elevata probabilità di realizzare negli esercizi futuri un reddito imponibile a fronte del quale possa essere utilizzata la differenza temporanea deducibile. In particolare, in relazione alle attività iscritte a fronte del riallineamento degli avviamenti, per i quali la normativa fiscale prevede un utilizzo annuale in quote costanti per un periodo di 50 anni a partire dall'esercizio 2021, il management ne ha valutato la piena recuperabilità in considerazione dell'estensione degli orizzonti temporali di prevedibilità dei business regolati della distribuzione (valutata sulla base di parametri quali la vita utile residua degli asset, l'estensione delle concessioni e le probabilità del loro rinnovo), dell'incidenza particolarmente contenuta del reddito imponibile necessario per il recupero di tali imposte anticipate sul reddito imponibile complessivamente generato dagli asset distributivi aventi vita utile residua pluridecennale, nonché del regime di consolidato fiscale in cui opera il Gruppo che consente di compensare eventuali perdite fiscali in modo trasversale ai business.

"Passività per imposte differite" sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione a maggiori deduzioni effettuate negli esercizi precedenti per fondi rischi e oneri e a valori di beni materiali fiscalmente non rilevanti. La voce accoglie come componente rilevante, inoltre, gli effetti fiscali correlati all'iscrizione o alla rettifica di attività e passività nel bilancio consolidato.

L'incremento rispetto al 31 dicembre 2020 è dovuto in via principale alla fiscalità differita rilevata sulle variazioni dell'esercizio dei fair value dei derivati su commodity designati come coperture di flussi finanziari (cash flow hedge), che ha comportando un incremento delle passività per 128,6 milioni di euro con contropartita il conto economico complessivo.

Per maggiori dettagli sull'operazione di riallineamento e per la composizione di attività e passività fiscali differite si rinvia alla nota 11 "Imposte".

31-dic-21 31-dic-20 Variazione
Fair value
attività
Fair value
passività
Effetto
netto
Fair value
attività
Fair value
passività
Effetto
netto
Effetto
netto
Derivati su tassi e cambi
Finanziamenti 0,1 (0,1) 9,9 2,7 7,2 (7,3)
Finanziamenti in valuta 6,9 13,4 (6,5) 14,4 20,1 (5,7) (0,8)
Totale derivati su tassi e
cambi
6,9 13,5 (6,6) 24,3 22,8 1,5 (8,2)
Derivati su commodity
Portafoglio commerciale 1.716,1 1.616,6 99,5 56,5 49,4 7,1 92,4
Portafoglio trading 81,3 86,6 (5,3) 46,8 63,6 (16,8) 11,5
Totale derivati su
commodity
1.797,4 1.703,3 94,1 103,3 113,0 (9,7) 103,8
Totale derivati 1.804,3 1.716,8 87,5 127,6 135,8 (8,2) 95,7
di cui non correnti 6,9 13,5 14,4 20,1
di cui correnti 1.797,4 1.703,3 113,2 115,7

20 Strumenti derivati

Gli strumenti derivati di cui il Gruppo si avvale si distinguono in due tipologie sulla base del sottostante coperto: tassi e cambi, con riferimento alle operazioni di finanziamento, e commodity, con riferimento al prezzo delle operazioni commerciali di acquisto e vendita di gas ed energia elettrica. Tutti i derivati su commodity sono classificati tra attività e passività correnti in virtù dell'elevato livello di liquidità e dell'orizzonte temporale di operatività che caratterizzano questi strumenti.

La politica di gestione finanziaria del Gruppo prevede la sottoscrizione di strumenti di copertura per compensare in modo efficace le variazioni di fair value, dei flussi finanziari dello strumento coperto, o più precisamente la variazione delle oscillazioni di tassi e cambi che hanno effetto sulle fonti di finanziamento utilizzate. Al 31 dicembre 2021, l'esposizione netta in termini di fair value relativamente a derivati su tassi e cambi correnti e non correnti, nella forma di Interest rate swap (Irs) e Cross currency swap (Ccs), è negativa rispetto all'esercizio precedente e riconducibile al realizzo di flussi di cassa, nonché all'incremento delle curve dei tassi d'interesse e al rafforzamento dell'euro sullo yen.

La gestione operativa del Gruppo, invece, si realizza tramite un processo che consente di individuare obiettivi, strategie e responsabilità per ciascuna operazione in essere. I contratti, sia di natura finanziaria sia di natura fisica (cioè che prevedono lo scambio della materia prima), vengono classificati in due portafogli che si distinguono in base alla finalità, commerciale o di trading. Il modello organizzativo interno del Gruppo consente di identificare la natura dell'operazione (commerciale o di trading) già all'inception del contratto e produrre il set informativo adeguato a un'identificazione formale della finalità dello strumento derivato. Per quanto concerne la commodity gas, a partire dall'esercizio 2021, il Gruppo ha rimodulato il proprio approccio strategico nella gestione del portafoglio commerciale. In particolare, tale adeguamento della gestione ha comportato la definizione di nuove procedure e l'adeguamento dei sistemi gestionali, che hanno perfezionato l'identificazione della natura delle operazioni e delle sottostanti relazioni di copertura. Nel portafoglio commerciale sono inclusi contratti di approvvigionamento e contratti derivati o equiparabili di natura finanziaria e fisica, sottoscritti con finalità di copertura di transazioni future per i quali è prevista la contabilizzazione in cash flow hedge sulla base dell'efficacia della copertura. In particolare, la valutazione dei contratti fisici varia in base alla loro finalità: per quelli riferibili all'attività di approvvigionamento è prevista l'own-use exemption, mentre quelli che fanno riferimento all'attività di gestione del rischio prezzo o del rischio volume sono equiparati a strumenti finanziari derivati e valutati di conseguenza a fair value fin dal momento della stipula. La gestione centralizzata delle operazioni di hedging consente di realizzare ogni possibile sinergia per le coperture dei fabbisogni di energia elettrica e gas della Direzione Centrale Mercato, è integrata con operazioni su tassi di cambio verso il mercato e si realizza mediante l'utilizzo esclusivo di contratti swap o altri derivati autorizzati. Tutte le restanti fattispecie di strumenti derivati o assimilabili che non hanno l'obiettivo di coprire i fabbisogni del Gruppo sono classificate all'interno del portafoglio di trading. Nell'esercizio 2021, i derivati su commodity rilevano un'esposizione netta positiva significativamente maggiore rispetto a quella dell'esercizio precedente, sostanzialmente correlata al significativo incremento dei prezzi delle commodity energetiche registrato soprattutto a partire dal secondo semestre, che si sono anche riflessi in un aumento dei costi delle materie prime (gas ed energia elettrica).

Il fair value degli strumenti finanziari è desunto da quotazioni di mercato; in assenza di prezzi quotati in mercati attivi si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri prendendo a riferimento parametri osservabili sul mercato. Tutti i contratti derivati stipulati dal Gruppo sono in essere con primarie controparti istituzionali.

Derivati su tassi e cambi

31-dic-21 31-dic-20
Tipologia Gerarchia
fair value
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Cash flow hedge 2 9 mln 0,1 10,5 mln 0,3
Fair value hedge 2 149,8 mln 6,9 13,4 149,8 mln 14,4 19,8
Non hedge accounting 2 500 mln 9,9 2,7
Totale fair value 6,9 13,5 24,3 22,8
31-dic-21 31-dic-20
Tipologia Gerarchia
fair value
Proventi Oneri Effetto
netto
Proventi Oneri Effetto
netto
Cash flow hedge 2 0,0 0,0 0,1 0,1
Fair value hedge 2 11,0 (15,8) (4,8) 7,8 (16,1) (8,3)
Non hedge accounting 2 18,3 (18,3) (0,0) 14,0 (14,1) (0,1)
Totale proventi (oneri) 29,3 (34,1) (4,8) 21,8 (30,3) (8,5)

Gli strumenti finanziari derivati su tassi e cambi in essere al 31 dicembre 2021, sottoscritti a copertura di finanziamenti, possono essere distinti nelle seguenti classi:

La variazione positiva del fair value dei derivati designati come coperture di flussi finanziari è da attribuire principalmente alla realizzazione dei flussi avvenuta nel periodo, ovvero alla riduzione del nozionale di riferimento. Non si sono rilevate quote di inefficacia significative relative agli strumenti finanziari residui nell'esercizio. Nel 2021 l'effetto sul conto economico complessivo di questi strumenti è stato inferiore a 0,1 milioni di euro.

Cash-flow hedge

I derivati designati come coperture dei rischi di tasso e cambio e del fair value di passività finanziarie in valuta (fair value hedge), nella forma di Interest rate swap (Irs) e Cross currency swap (Ccs), sono Fair value hedge

correlati a un prestito obbligazionario denominato in yen giapponesi, avente un nozionale residuo di 20 miliardi di yen pari a 149,8 milioni di euro (convertito al tasso di cambio originario oggetto di copertura). La variazione del fair value è riconducibile all'effetto cambio, avendo subito lo yen giapponese un deprezzamento rispetto all'euro nel 2021.

La ripartizione di proventi e oneri riferiti a derivati classificati come fair value hedge e relative passività sottostanti, rettificate per gli utili e le perdite attribuibili al rischio coperto, risulta essere la seguente:

Coperture fair value hedge 31-dic-21 31-dic-20
Proventi Oneri Effetto
netto
Proventi Oneri Effetto
netto
Valutazione derivati 6,4 (7,6) (1,2) 3,0 (8,0) (5,0)
Accrued interest (0,1) (0,1) (0,1) (0,1)
Cash flow realizzati 4,6 (8,2) (3,5) 4,8 (8,1) (3,3)
Effetto economico derivati
fair value hedge
11,0 (15,8) (4,8) 7,8 (16,1) (8,3)
Sottostanti coperti 31-dic-21 31-dic-20
Proventi Oneri Effetto
netto
Proventi Oneri Effetto
netto
Valutazione passività finanziarie 7,5 (6,4) 1,2 8,0 (3,0) 5,0

Non hedge accounting

I derivati su tassi di interesse, identificati come non hedge accounting, sono interamente estinti poiché giunti a scadenza nel corso dell'esercizio. La categoria derivava interamente da operazioni di ristrutturazione passate e, pur non comprendendo strumenti qualificabili come di copertura ai sensi dell'Ifrs 9, aveva come scopo precipuo la copertura dalle fluttuazioni dei tassi di interesse e ha impatto pressoché nullo a conto economico (mirroring).

La ripartizione di proventi e oneri riferiti a derivati classificati come non hedge accounting risulta essere la seguente:

Derivati su tassi e cambi 31-dic-21 31-dic-20
Proventi Oneri Effetto
netto
Proventi Oneri Effetto
netto
Valutazione derivati 6,3 (7,2) (0,9) 1,4 (8,7) (7,3)
Accrued interest (0,6) (5,6) (6,3) 0,1 (0,1) 0,0
Cash flow realizzati 12,7 (5,5) 7,2 12,5 (5,3) 7,2
Effetto economico derivati non
hedge accounting
18,3 (18,3) (0,0) 14,0 (14,1) (0,1)

Sensitivity analysis - Operazioni finanziarie

Ipotizzando un istantaneo aumento del tasso di cambio euro/yen del 10%, a parità di tassi d'interesse, il decremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati in essere al 31 dicembre 2021 ammonterebbe a circa 14,6 milioni di euro. Allo stesso modo, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stesso ammontare, si avrebbe un incremento potenziale di fair value di circa 19,3 milioni di euro. Dato che i derivati su cambi, relativi a operazioni di finanziamento, sono interamente classificati come fair value hedge, tali variazioni di fair value non avrebbero effetti sul conto economico, se non limitatamente alla quota di credit adjustment, in quanto sostanzialmente compensate da una variazione di segno opposto del valore della passività sottostante oggetto di copertura.

Le ipotesi sulle variazioni dei tassi d'interesse produrrebbero effetti non significativi sul fair value degli strumenti finanziari derivati su tassi e cambi in essere. Inoltre, le variazioni di fair value, con riferimento agli strumenti finanziari in cash flow hedge, non avrebbero effetti sul conto economico se non per la potenziale quota di inefficacia, peraltro non significativa. In caso di aumento o riduzione del fair value si registrerebbe un incremento o un decremento del patrimonio netto non significativo. Per quanto attiene i derivati classificati come fair value hedge, l'eventuale variazione del fair value non avrebbe effetti sul conto economico, se non limitatamente alla quota di credit adjustement, in quanto sostanzialmente compensata da una variazione di segno opposto del valore della passività sottostante oggetto di copertura.

Derivati su commodity – Portafoglio commerciale

Il portafoglio commerciale accoglie strumenti derivati o equiparabili, di natura finanziaria e fisica, su commodity, sottoscritti a copertura dei disallineamenti tra le formule di acquisto e vendita, che possono essere distinti nelle seguenti classi:

Gestione operativa

Tipologia 31-dic-21 31-dic-20
Gerarchia
fair value
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Formule gas 3 27.991.358
MWh
1.309,2 6.089.061
MWh
11,6
Formule energia elettrica 2 4.829.772
MWh
406,8 6.027.306
MWh
44,9
Cambi 2 10.408.061
USD
0,1
Formule gas 3 28.987.729
MWh
1.440,8 7.076.405
MWh
14,5
Formule energia elettrica 2 2.905.219
MWh
175,6 5.394.118
MWh
34,9
Cambi 2 30.477.506
USD
0,2
Totale fair value 1.716,1 1.616,6 56,5 49,4
Tipologia 31-dic-21 31-dic-20
Proventi Oneri Effetto
netto
Proventi Oneri Effetto
netto
Valutazione derivati 1,6 (1,9) (0,2) 15,5 (19,5) (4,0)
Cash flow realizzati 1.242,7 (1.279,8) (37,1) (92,4) (92,4)
Effetto economico
derivati
1.244,4 (1.281,7) (37,4) 15,5 (111,9) (96,4)

Il portafoglio commerciale include contratti finanziari e fisici per la quasi totalità formalmente inseriti all'interno di relazioni di copertura per masse, ovvero designati a copertura di programmate operazioni future di acquisto di energia elettrica e gas ritenute altamente probabili, e conseguentemente contabilizzati in hedge accounting qualora ne ricorrano i requisiti formali. I principiali obiettivi di tali coperture sono replicare i flussi di cassa delle formule in vendita verso il mercato e coprire lo spread tra prezzo Ttf, il mercato di riferimento per l'Europa continentale, e prezzo Psv, punto di scambio virtuale e hub italiano del gas. Le variazioni di fair value vengono rilevate nel conto economico complessivo limitatamente alla quota efficace; tali variazioni vengono riversate a conto economico al momento della manifestazione economica del sottostante oggetto di copertura. Per altre limitate tipologie di operazioni che prevedono la destrutturazione delle formule e la copertura delle singole componenti, non ricorrono i requisiti formali per l'identificazione dell'hedge accounting e pertanto, nonostante la finalità di copertura e il loro inserimento all'interno del portafoglio commerciale, i relativi contratti vengono valutati a fair value con contropartita il conto economico.

Al fine di valutare l'impatto che le oscillazioni del prezzo di mercato del sottostante hanno sui derivati finanziari ascrivibili al portafoglio commerciale, viene utilizzato lo strumento del PaR (Profit at Risk), ossia la variazione del valore del portafoglio di strumenti finanziari derivati entro ipotesi di probabilità prestabilite per effetto di uno spostamento degli indici di mercato.

L'incremento del fair value netto dei derivati su commodity relativi al portafoglio commerciale è attribuibile principalmente all'incremento del prezzo del gas naturale, che ha superato i massimi storici nel corso dell'esercizio, e alla stessa dinamica rilevata nel periodo per il Pun.

Effetti sul conto economico complessivo L'effetto sul conto economico complessivo di questi strumenti può essere così scomposto:

Coperture commodity
portafoglio commerciale
31-dic-21 31-dic-20
Componenti
positive
Componenti
negative
Effetto
netto
Componenti
positive
Componenti
negative
Effetto
netto
Variazione flussi finanziari attesi 87,6 87,6 (24,5) (24,5)
Riserva trasferita a conto
economico
1.279,8 (1.242,7) 37,1 85,2 85,2
Effetto conto economico
complessivo derivati
cash flow hedge
1.367,4 (1.242,7) 124,7 85,2 (24,5) 60,7

L'effetto netto dell'esercizio dei flussi finanziari attesi accoglie anche la variazione di fair value di strumenti derivati precedentemente valutati in hedge accounting, per i quali è stata ridefinita la relazione di copertura in essere relativamente a posizioni coperte che non hanno ancora raggiunto la data di maturazione. Le componenti iscritte a conto economico complessivo verranno riversate a conto economico in corrispondenza delle date di maturazione delle corrispondenti posizioni coperte, previste entro i prossimi dodici mesi.

Le componenti economiche associate alle operazioni di copertura, ovvero le contropartite delle variazioni della riserva di cash flow hedge contabilizzate al momento dalla realizzazione degli strumenti, pur rientrando nella gestione operativa, sono classificate in base alla natura dello strumento stesso. In particolare, al momento della manifestazione del sottostante oggetto di copertura, le variazioni della riserva relative a contratti derivati finanziari sono classificate a rettifica del costo della materia prima, in quanto, agendo in ottica differenziale e in via prevalente sull'approvvigionamento, consentono di rappresentare il corretto ammontare di costo sostenuto, mentre, le variazioni generate dai contratti fisici equiparati a derivati sono classificate tra i ricavi di vendita o tra i costi di acquisto della materia prima, a seconda che si tratti rispettivamente di vendita o acquisto di commodity.

Effetti sul conto economico

L'effetto sul conto economico di questi strumenti può essere così scomposto:

Contratti fisici equiparati a
derivati
Contratti derivati
finanziari
Effetto
complessivo
Ricavi di vendita 1.065,5 Proventi 177,3 1.242,7
Costi di acquisto (1.261,8) Oneri (18,0) (1.279,8)
Effetto da realizzazione derivati
cash flow hedge
(196,3) 159,2 (37,1)

Sensitivity analysis – Portafoglio commerciale

Ipotizzando un istantaneo incremento di 60 Euro/MWh del Ttf, con invarianza della curva Pun, il potenziale decremento di fair value degli strumenti finanziari derivati del portafoglio commerciale in essere al 31 dicembre 2021 ammonterebbe a circa 232,4 milioni di euro. Contrariamente, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stesso ammontare, il potenziale incremento di fair value sarebbe pari a circa 232,4 milioni di euro.

Ipotizzando un'istantanea traslazione della curva Pun di +60 euro/MWh, a parità di prezzo del Ttf, l'incremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati del portafoglio commerciale in essere al 31 dicembre 2021 ammonterebbe a circa 67,7 milioni di euro. Contrariamente, ipotizzando un'istantanea traslazione di -60 euro/MWh, il potenziale decremento di fair value sarebbe pari a circa 67,7 milioni di euro.

Nell'ambito del nuovo modello organizzativo sopra descritto, tali variazioni di fair value riguarderebbero prevalentemente gli strumenti derivati classificati come hedge accounting e pertanto si registrerebbe un'opposta variazione del patrimonio netto.

Derivati su commodity – Portafoglio trading

Il portafoglio di trading accoglie strumenti derivati o equiparabili sottoscritti con finalità speculative che possono essere distinti nelle seguenti fattispecie:

Gestione operativa

Tipologia 31-dic-21 31-dic-20
Gerarchia
fair value
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Formule gas 3 546.478
MWh
20,6
Formule energia elettrica 2 1.323.041
MWh
60,4 4.878.393
MWh
46,8
Petrolio greggio 2 4.253
Bbl
0,1
Altre commodities 2 3.578
Ton
0,3
Formule gas 3 682.525
MWh
35,1
Formule energia elettrica 2 2.183.368
MWh
49,9 10.093.260
MWh
63,6
Petrolio greggio 2 18.514
Bbl
0,2
Altre commodities 2 16.163
Ton
1,3
Totale fair value 81,3 86,6 46,8 63,6
Tipologia 31-dic-21 31-dic-20
Proventi Oneri Effetto
netto
Proventi Oneri Effetto
netto
Valutazione derivati 144,2 (132,7) 11,5 95,8 (96,5) (0,7)
Cash flow realizzati 89,4 (61,3) 28,1 38,5 38,5
Effetto economico
derivati
233,6 (194,0) 39,6 134,3 (96,5) 37,9

L'attività di trading è basata su logiche di position taking puro ogni volta che si ritiene ci sia l'opportunità di mercato, sempre all'interno di limiti di rischio definiti dal Consiglio di Amministrazione della capogruppo. La finalità dei contratti inseriti in questo portafoglio è identificata univocamente all'origine e segue un flusso operativo dedicato, con strumenti e reportistica esclusivi.

Al fine di valutare l'impatto che le oscillazioni dei prezzi di mercato del sottostante hanno sui derivati ascrivibili al portafoglio di trading, viene utilizzato lo strumento del VaR o Value at Risk, ossia la variazione negativa del valore del portafoglio di strumenti derivati entro ipotesi di probabilità prestabilite, per effetto di uno spostamento avverso degli indici di mercato.

Le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico nel periodo in cui si determinano. Il regolamento dei contratti finanziari genera proventi e oneri riferibili alle materie prime e come tali sono classificati tra i costi operativi, mentre, il regolamento dei contratti equiparati a derivati è contabilizzato tra i ricavi di vendita o tra i costi di acquisto della materia prima, a seconda che si tratti rispettivamente di vendita o acquisto di commodity.

Contratti equiparati a derivati Contratti derivati
finanziari
Effetto
complessivo
Ricavi di vendita 64,3 Proventi 25,1 89,4
Costi di acquisto (41,4) Oneri (19,9) (61,3)
Effetto da realizzazione derivati 22,9 5,2 28,1

La disclosure che segue evidenzia l'analisi dei risultati economici al 31 dicembre 2021 dell'attività di trading, in cui sono inclusi gli effetti dei contratti su commodity energetiche:

Fair value
31-dic-21
Fair value
31-dic-20
Delta fair value Realizzati
2021
Valori iscritti a
conto economico
31-dic-21
Portafoglio di trading
Formule gas, petrolio greggio e
altre commodities
(15,8) (15,8) 27,0 11,2
Formule energia elettrica 10,5 (16,8) 27,3 1,1 28,4
Totale portafoglio di trading (5,3) (16,8) 11,5 28,1 39,6

Sensitivity analysis – Portafoglio trading

Ipotizzando un istantaneo incremento di 60 Euro/MWh del Ttf, con invarianza della curva Pun, il potenziale decremento di fair value degli strumenti derivati del portafoglio di concentrazione in essere al 31 dicembre 2021 ammonterebbe a circa 6 milioni di euro. Contrariamente, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stesso ammontare, il potenziale incremento di fair value sarebbe pari a circa 6 milioni di euro.

Ipotizzando un'istantanea traslazione della curva Pun di +60 euro/MWh, a parità di prezzo del Ttf, l'incremento potenziale di fair value degli strumenti derivati del portafoglio di trading in essere al 31 dicembre 2021 ammonterebbe a circa 8,4 milioni di euro. Contrariamente, ipotizzando un'istantanea traslazione di -60 euro/MWh, il potenziale decremento di fair value sarebbe pari a circa 8,4 milioni di euro.

21 Rimanenze

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Stoccaggi gas 58,9 37,9 21,0
Materie prime e scorte 50,5 53,4 (2,9)
Materiali destinati alla vendita e prodotti finiti 6,7 6,1 0,6
Lavori in corso su ordinazione 251,9 74,3 177,6
Totale 368,0 171,7 196,3

"Stoccaggi gas", accoglie le giacenze di gas metano destinate alla vendita. La variazione rispetto al precedente esercizio è dovuta al consistente aumento dei prezzi all'ingrosso della materia prima che si è evidenziato nel corso del 2021, mentre i volumi in giacenza a fine periodo risultano inferiori. Il valore di carico degli stoccaggi risulta recuperabile sulla base delle vendite di gas, realizzate successivamente alla chiusura dell'esercizio, e dei contratti di vendita a termine già sottoscritti dal Gruppo alla data di riferimento del bilancio.

"Materie prime e scorte", già esposte al netto del relativo fondo svalutazione, sono costituite principalmente da:

  • materiali di ricambio e apparecchiature destinate alla manutenzione e all'esercizio degli impianti in funzione per 44 milioni di euro (47,7 milioni di euro al 31 dicembre 2020);
  • materie plastiche destinate alla rigenerazione per 6,5 milioni di euro (5,7 milioni di euro al 31 dicembre 2020).

"Materiali destinati alla vendita e prodotti finiti", sono costituiti principalmente da prodotti plastici realizzati presso gli impianti di rigenerazione del Gruppo per 5,8 milioni di euro (5,6 milioni di euro al 31 dicembre 2020).

"Lavori in corso su ordinazione", accolgono commesse di durata pluriennale per lavori di impiantistica, principalmente in relazione ai business servizi energia, illuminazione pubblica e servizio idrico (rispettivamente per 199,1 milioni di euro, 23,4 milioni di euro e 21,3 milioni di euro). La variazione del periodo è soprattutto correlata alle attività di riqualificazione energetica dei condomini, business che ha evidenziato un sostenuto incremento nel corso dell'esercizio 2021 a seguito dei numerosi incentivi fiscali di settore (bonus edilizi).

22 Crediti commerciali

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Crediti verso clienti 1.842,9 1.435,0 407,9
Fondo svalutazione crediti (444,6) (394,4) (50,2)
Crediti verso clienti per bollette e fatture da emettere 1.519,7 931,0 588,7
Totale 2.918,0 1.971,6 946,4

I crediti commerciali sono comprensivi dei consumi stimati, per la quota di competenza del periodo, relativamente a bollette e fatture che saranno emesse dopo la data del 31 dicembre 2021, nonché di crediti per ricavi maturati nell'esercizio con riferimento al settore idrico che, in funzione delle modalità di addebito agli utenti finali determinate dall'Autorità, verranno fatturati nei prossimi esercizi. La variazione rispetto all'esercizio precedente è dovuta principalmente:

  • all'effetto dell'incremento dei prezzi di mercato delle commodity gas ed energia elettrica che ha determinato un corrispondente aumento del valore delle vendite ai clienti e del conseguente monte crediti gestito;
  • alla crescita dei volumi dell'attività di riqualificazione energetica degli edifici svolta per conto di clienti finali, in particolare condomini.

Il valore dei crediti commerciali rappresentati in bilancio al 31 dicembre 2021 costituisce l'esposizione teorica massima al rischio di credito per il Gruppo. La movimentazione del correlato fondo svalutazione è la seguente:

Consistenza
iniziale
Accantonamenti Variazione
dell'area di
consolidamento
Utilizzi Consistenza
finale
Esercizio 2020 399,3 83,4 0,1 (88,4) 394,4
Esercizio 2021 394,4 94,4 1,8 (46,0) 444,6

L'appostamento del fondo viene effettuato sulla base di valutazioni analitiche in relazione a specifici crediti, integrate da valutazioni basate su analisi prospettiche per i crediti riguardanti la clientela di massa (in relazione all'anzianità del credito, al tipo di azioni di recupero intraprese e allo status del debitore), come descritto nella sezione "Gestione dei rischi" del paragrafo 2.02.03 "Criteri di valutazione e principi di consolidamento". Il significativo decremento degli "Utilizzi" del fondo è imputabile alle cessioni effettuate nel corso dell'esercizio 2020 di crediti non performing, che avevano portato alla completa derecognition del valore degli stessi mediante utilizzo del fondo stanziato, per circa 42 milioni di euro. Il valore dell'esercizio 2021 è pertanto sostanzialmente in linea con il valore dell'esercizio 2020, opportunamente depurato dell'effetto sopra menzionato.

Si dettagliano nella tabella sottostante i crediti verso clienti per fatture emesse, distinti per fasce di scaduto: Analisi dello scaduto

31-dic-21 Inc.% 31-dic-20 Inc.% Var.
A scadere 772,3 42% 501,7 35% 270,6
Scaduto 0-30 gg 214,5 12% 126,9 9% 87,6
Scaduto 31-180 gg 145,0 8% 113,9 8% 31,1
Scaduto 181-360 gg 98,8 5% 103,9 7% (5,1)
Scaduto oltre 360 gg 612,3 33% 588,6 41% 23,7
Totale 1.842,9 1.435,0 407,9

23 Attività e passività per imposte correnti

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Crediti per imposte sul reddito 20,3 9,8 10,5
Credito per rimborso Ires 0,9 1,9 (1,0)
Totale attività per imposte correnti 21,2 11,7 9,5
Debiti per imposte sul reddito 24,2 25,4 (1,2)
Debiti per imposta sostitutiva 3,7 3,7
Totale passività per imposte correnti 27,9 25,4 2,5

"Crediti per imposte sul reddito", si riferiscono all'eccedenza degli acconti versati per imposte dirette Ires e Irap rispetto al debito di competenza.

"Credito per rimborso Ires", la variazione rispetto all'esercizio precedente è dovuta principalmente all'incasso di parte del rimborso Ires a seguito della deducibilità dall'Ires dell'Irap riferita al costo del personale dipendente e assimilato, ai sensi del D.L. 201/2011.

"Debiti per imposte sul reddito", includono le imposte Ires e Irap stanziate per competenza sul reddito prodotto nell'esercizio.

"Debiti per imposta sostitutiva", accolgono il debito per l'operazione di affrancamento, già approvata dal management, del maggiore valore della partecipazione di controllo in Recycla Spa, che sarà versato nel corso dell'esercizio 2022.

24 Altre attività correnti

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Depositi cauzionali 121,0 55,4 65,6
Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione e
proventi di continuità
49,9 49,1 0,8
Iva, accise e addizionali 47,6 94,9 (47,3)
Titoli di efficienza energetica ed emission trading 46,9 150,5 (103,6)
Anticipo a fornitori 42,7 25,8 16,9
Costi anticipati 26,5 19,9 6,6
Incentivi da fonti rinnovabili 23,4 23,5 (0,1)
Altri crediti 64,3 68,4 (4,1)
Totale 422,3 487,5 (65,2)

"Depositi cauzionali", accolgono principalmente i depositi versati a garanzia della partecipazione alle piattaforme estere di negoziazione dei contratti su commodity e alle aste sul mercato elettrico, nonché per garantire l'operatività sui mercati all'ingrosso dell'energia elettrica e del gas per 111,9 milioni di euro. L'incremento del periodo è dovuto alla significativa variazione dei prezzi delle materie prime evidenziatesi negli ultimi mesi dell'esercizio, essendo le richieste di deposito legate ai valori nominali dei contratti scambiati, oltre che a un aumento delle operazioni effettuate.

Nel corso dell'ultimo trimestre del 2021 è stato incassato il deposito di 7,5 milioni di euro iscritto verso la società collegata Sinergie Italiane Srl in liquidazione, in ragione della conclusione al 30 settembre 2021 del contratto di importazione di gas naturale che la stessa aveva sottoscritto.

"Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione e proventi di continuità" sono costituiti da crediti per perequazione per 27,7 milioni di euro e da proventi di continuità per 22,2 milioni di euro. I crediti per perequazione sono in decremento di 4,6 milioni di euro rispetto al precedente esercizio. La variazione è dovuta principalmente alla minor perequazione della distribuzione gas per 15,5 milioni di euro, solo parzialmente compensata dal maggior credito per perequazione della vendita del servizio elettrico tutelato per 8,3 milioni di euro. In particolare, la diminuzione del credito per perequazione della distribuzione gas è da leggersi in relazione all'aumento dei volumi distribuiti nel corso dell'esercizio 2021, poiché l'anno 2020 aveva evidenziato un notevole decremento dei volumi per effetto della pandemia da Covid-19 e di conseguenza si era determinato un maggior ricorso al meccanismo della perequazione in relazione ai ricavi regolati riconosciuti al Gruppo.

I proventi di continuità si incrementano di 5,4 milioni di euro rispetto al precedente esercizio principalmente per il riconoscimento dei costi sostenuti per i servizi di default gas e di fornitura di ultima istanza per 7,5 milioni di euro e dei corrispettivi introdotti a copertura dei saldi di perequazione per il servizio elettrico a tutele graduali per 1,5 milioni di euro, solo parzialmente controbilanciati dal minore credito per la componente di compensazione dei costi di commercializzazione della vendita di gas, per 4 milioni di euro.

"Iva, accise e addizionali", sono costituiti dai crediti verso l'erario per imposta sul valore aggiunto per 6 milioni di euro e per accise e addizionali per 41,4 milioni di euro. La variazione rispetto al 31 dicembre 2020 è imputabile a un decremento di 26,9 milioni di euro dei crediti per imposta sul valore aggiunto e di 20,4 milioni di euro di crediti per accise e addizionali. Tali variazioni vanno lette congiuntamente alle medesime evidenziate nella nota 30 "Altre passività correnti", alla quale si rimanda per maggiori dettagli. In particolare, per quanto riguarda le accise e le addizionali, occorre tener presente le modalità che regolano i rapporti finanziari con l'erario: gli acconti corrisposti nel corso dell'anno, infatti, sono calcolati sulla base dei quantitativi di gas ed energia elettrica fatturati nell'esercizio precedente. Attraverso queste modalità possono generarsi posizioni creditorie o debitorie con differenze anche significative tra un periodo e l'altro.

"Titoli di efficienza energetica ed emission trading" comprendono le seguenti fattispecie:

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Certificati bianchi 22,7 127,9 (105,2)
Certificati grigi 14,4 12,8 1,6
Certificati verdi 9,8 9,8
Totale 46,9 150,5 (103,6)

Il decremento del valore dei certificati bianchi è da attribuire principalmente a modifiche normative che hanno comportato la riduzione retroattiva degli obblighi dell'anno 2020 per le società di distribuzione del settore gas ed energia elettrica e contemporaneamente hanno fissato obiettivi per gli anni 2021- 2024 notevolmente inferiori rispetto agli esercizi precedenti. Per maggiori dettagli sugli effetti economici della valutazione si rimanda alla nota 2 "Altri ricavi operativi".

In relazione ai certificati grigi, il portafoglio accoglie la valorizzazione sia di titoli in possesso del Gruppo sia di contratti a termine. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è legato a un effetto prezzo solo parzialmente compensato dalla diminuzione dei volumi di titoli detenuti alla fine del 2021. L'incremento dei prezzi delle quote di emissione di gas serra scambiate sul mercato nel corso dell'esercizio 2021 è conseguenza della pubblicazione, da parte della Commissione Europea, del pacchetto di proposte legislative "Fit for 55" che comprende una revisione della Direttiva europea Emissions trading system (come riportato al paragrafo 1.01.02 della relazione sulla gestione). Le nuove proposte prevedono il raggiungimento di un livello di emissioni gas serra inferiore al 61% rispetto all'anno 2005 entro il 2030 (precedentemente l'obiettivo era del -43%). Per conseguire i nuovi obiettivi, la Commissione propone un ribassamento della quantità massima di emissioni consentita ai settori interessati dalla direttiva e un più rapido decremento annuo nella fase di applicazione fino al 2030. Per il Gruppo, che attualmente deve rispettare la direttiva in vigore per alcuni impianti di teleriscaldamento e per alcune centrali di generazione elettrica a cui compartecipa, le nuove proposte sembrano per ora trascurabili sia perché non prevedono l'estensione del sistema ai termovalorizzatori di rifiuti urbani o pericolosi sia perché non è stata considerata l'estensione a impianti di combustione di minori soglie di potenza (mantenendo inalterata al momento la soglia di potenza al focolare complessiva nel sito superiore a 20 Mwt). Rimane comunque in capo al Gruppo il rischio di un innalzamento del prezzo di mercato delle quote. Per maggiori dettagli sulla gestione dei rischi, anche legati al climate change, si rimanda al paragrafo 1.02.03 "Ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio" della relazione sulla gestione.

Il portafoglio relativo ai certificati verdi accoglie titoli iscritti per competenza prima dell'esercizio 2016 in relazione alla produzione di energia elettrica di alcuni termovalorizzatori gestiti dal Gruppo. Tali titoli sono oggetto di una contestazione da parte del Gse in merito alla metodologia di calcolo degli autoconsumi dei servizi ausiliari. Per far fronte al potenziale rischio di mancato riconoscimento, già negli esercizi precedenti il Gruppo ha appostato un fondo rischi a copertura dell'intero ammontare del portafoglio. Per maggiori dettagli si rimanda alla nota 28 "Fondi per rischi e oneri".

Nella voce "Anticipo a fornitori", l'incremento rispetto all'esercizio precedente è riconducibile principalmente agli anticipi riconosciuti alle controparti che affiancano il Gruppo nell'attività di efficientamento energetico degli edifici per conto di clienti, prevalentemente condomini.

"Costi anticipati", comprendono principalmente le quote di competenza futura di servizi e lavorazioni esterne per 13,7 milioni di euro (8,5 milioni di euro al 31 dicembre 2020), i costi sostenuti per coperture assicurative, fideiussorie e commissioni bancarie per 4,3 milioni di euro (2,8 milioni di euro al 31 dicembre 2020), oltre a canoni passivi e canoni di concessione per servizi a rete per 2,3 milioni di euro (2,9 milioni di euro al 31 dicembre 2020).

"Incentivi da fonti rinnovabili", sono rappresentati dai crediti verso il Gse derivanti dal meccanismo incentivante per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Tali crediti sono generalmente incassati entro l'esercizio successivo.

La voce "Altri crediti" accoglie principalmente:

  • crediti d'imposta derivanti dall'applicazione dello sconto in fattura ai clienti finali in relazione a interventi agevolati di efficientamento energetico, pari a 13,4 milioni di euro (9,6 milioni di euro al 31 dicembre 2020). Si tratta quasi interamente di crediti che sono utilizzati direttamente dal Gruppo in compensazione di ritenute fiscali, sulla base della ripartizione temporale dei benefici prevista dalla normativa vigente;
  • crediti per fondo fughe acqua addebitati e non ancora incassati dagli utenti per assicurazioni in caso di perdite, pari a 10,6 milioni di euro (9,3 milioni di euro al 31 dicembre 2020);
  • crediti verso società proprietarie degli asset utilizzati per lo svolgimento dei servizi di pubblica utilità, pari a 5,7 milioni di euro (8,5 milioni di euro al 31 dicembre 2020).

25 Capitale sociale e riserve

Rispetto al 31 dicembre 2020, il patrimonio netto registra un incremento di 261,5 milioni di euro dovuto alla combinazione dei seguenti effetti:

  • utile complessivo dell'esercizio per 461,4 milioni di euro;
  • distribuzione dei dividendi per 178,7 milioni di euro;
  • decremento per variazione interessenza partecipativa per 21 milioni di euro;
  • decremento per operazioni su azioni proprie per 0,2 milioni di euro.

Il prospetto relativo alla movimentazione del patrimonio netto è riportato al paragrafo 2.01.05.

Capitale sociale

Il capitale sociale al 31 dicembre 2021 pari a 1.459,7 milioni di euro, è costituito da 1.489.538.745 azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro cadauna e risulta interamente versato.

Sono portate a riduzione del valore del capitale sociale le azioni proprie in portafoglio, il cui valore nominale al 31 dicembre 2021 è pari a 29,2 milioni di euro e i costi associati agli aumenti di capitale, al netto del relativo beneficio fiscale. Il numero delle azioni proprie detenute dal Gruppo al 31 dicembre 2021 è pari a 29.217.962 (28.891.271 al 31 dicembre 2020).

Riserve

Le riserve, pari a 1.407,1 milioni di euro, comprendono riserve di utili generati negli esercizi precedenti e riserve costituite in sede di apporti di capitale o partecipazioni, per 1.379 milioni di euro, utili cumulati relativi alle altre componenti di conto economico complessivo per 54,3 milioni di euro e riserve negative per operazioni su azioni proprie per 26,2 milioni di euro. Queste ultime riflettono le operazioni effettuate su azioni proprie alla data del 31 dicembre 2021. La movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio ha generato complessivamente una plusvalenza pari a 2,3 milioni di euro.

Interessenze di minoranza

La voce accoglie l'importo del capitale e delle riserve delle imprese controllate corrispondente alla partecipazione di terzi. È costituita principalmente dalle quote dei soci di minoranza del Gruppo Herambiente e del Gruppo Marche Multiservizi Spa.

Con riferimento alla quota partecipativa di minoranza del Gruppo Ascopiave in EstEnergy Spa, nominalmente pari al 48%, si segnala che è stata concessa alla stessa un'opzione irrevocabile di vendita. Tale opzione può essere esercitata annualmente, discrezionalmente su tutta o una parte della partecipazione, in una finestra temporale compresa tra il 15 luglio e il 31 ottobre e, in ogni caso, entro e non oltre il 31 dicembre 2026. In base alle disposizioni dello Ias 32, l'esistenza di un tale diritto in capo al socio di minoranza ha comportato la necessità di classificare nel bilancio consolidato come passività finanziaria l'opzione sulle azioni di EstEnergy detenute attualmente da Ascopiave Spa, considerando pertanto come interamente posseduta la partecipazione in EstEnergy Spa. Per maggiori dettagli circa il calcolo del fair value del debito per l'opzione di vendita, si rimanda a quanto illustrato alla nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti".

Si riporta di seguito il prospetto di raccordo fra il bilancio separato della Capogruppo e il bilancio consolidato. Prospetto di raccordo

Risultato netto Patrimonio netto
Saldi come da bilancio d'esercizio della Capogruppo 223,8 2.469,9
Eccedenza dei patrimoni netti dei bilanci di periodo rispetto ai valori di carico delle
partecipazioni in imprese consolidate
161,6 484,8
Rettifiche di consolidamento :
valutazione a patrimonio netto di imprese iscritte nel bilancio separato al costo 3,4 45,7
differenza tra prezzo di acquisto e corrispondente patrimonio netto contabile (39,5) 224,7
eliminazione effetti operazioni infragruppo (15,8) (24,9)
Totale 333,5 3.200,2
Attribuzione interessenza di terzi 39,2 216,6
Saldi come da bilancio consolidato 372,7 3.416,8

26 Passività finanziarie non correnti e correnti

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Prestiti obbligazionari e finanziamenti 3.105,9 3.096,1 9,8
Opzione di vendita soci di minoranza 585,2 556,4 28,8
Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi
potenziali
23,0 22,8 0,2
Altri debiti finanziari 1,9 3,4 (1,5)
Totale passività finanziarie non correnti 3.716,0 3.678,7 37,3
Scoperti di conto corrente e interessi passivi 64,8 188,6 (123,8)
Prestiti obbligazionari e finanziamenti 56,1 314,3 (258,2)
Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi
potenziali
2,2 1,3 0,9
Altri debiti finanziari 376,6 112,7 263,9
Totale passività finanziarie correnti 499,7 616,9 (117,2)
Totale passività finanziarie 4.215,7 4.295,6 (79,9)

"Prestiti obbligazionari e finanziamenti" nella quota non corrente, si incrementano principalmente per l'effetto complessivo netto delle seguenti operazioni:

emissione del primo Sustainability-linked bond (a valere sul programma Euro Medium Term Notes) che si inserisce nella strategia di sostenibilità volta alla riduzione delle emissioni e al riciclo delle plastiche. L'obbligazione è legata al conseguimento dei target di sostenibilità contenuti nel Sustainability-linked financing framework, rispetto ai quali sono stati definiti Sustainability

Performance Target (SPTs) intermedi. Il nuovo bond, quotato sui mercati regolamentati della Borsa irlandese e lussemburghese e sul sistema multilaterale di negoziazione ExtraMOT PRO di Borsa Italiana Spa, ha un valore nominale di 500 milioni di euro, durata di 12 anni e mezzo e cedola annuale a tasso fisso dell'1%. A partire dalla data di pagamento interessi del 2032, è previsto un eventuale aumento del tasso di interesse nel caso in cui il Gruppo non dovesse raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Greenhouse Gas in tonnellate di CO2 (aumento del tasso di 0,20%) e/o della quantità di plastica riciclata in migliaia di tonnellate (aumento del tasso di 0,15%). Per maggiori dettagli sulla nuova emissione si rimanda al paragrafo 1.03 "Principali fatti di rilievo" della relazione sulla gestione;

il riacquisto parziale di cinque prestiti obbligazionari, per un valore complessivo di iscrizione a bilancio pari a 1.832 milioni di euro. Tali operazioni, associate alla nuova emissione di cui al punto precedente, hanno consentito di incrementare la durata media del debito a circa 7 anni e di migliorare il tasso di indebitamento medio del Gruppo. Nel dettaglio le operazioni di riacquisto hanno riguardato i seguenti strumenti:

Tipologia Valore nominale
complessivo
Anno scadenza Tasso nominale (milioni di euro)
Titoli portati in
dell'offerta di
adesione
acquisto
Oneri di riacquisto
Bond 700,0 2028 5,20% 101,0 46,9
Bond 400,0 2026 0,875% 74,6 7,6
Bond 500,0 2027 0,875% 142,8 18,5
Bond 329,4 2024 2,375% 41,1 5,0
Private placement 68,0 2023 3,375% 46,0 4,5
Totale 1.997,4 405,5 82,6
  • il rimborso anticipato di un finanziamento del valore nominale di 125 milioni di euro, erogato dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), la cui estinzione era prevista a giugno 2027. La quota di debito residuo non corrente rimborsata anticipatamente ammonta a 59,8 milioni di euro;
  • la classificazione nella quota corrente del finanziamento del valore di 50 milioni di euro, erogato dalla Banca popolare dell'Emilia Romagna (Bper), con scadenza gennaio 2022 ed estinto anticipatamente nell'esercizio;
  • il rimborso anticipato di due finanziamenti del valore nominale di 7,5 e 5 milioni di euro, erogati dall'Unione di Banche Italiane (UBI), le cui estinzioni erano previste rispettivamente a marzo 2024 e a giugno 2023. Le quote di debito residuo non correnti rimborsate anticipatamente ammontano rispettivamente a 3,5 e 1,3 milioni di euro.

La voce comprende il valore dell'opzione di vendita, pari a 54,9 milioni di euro, correlata alla partecipazione di minoranza di Ascopiave Spa in Hera Comm Spa che, per effetto delle disposizioni contrattuali, è classificata come finanziamento e valutata secondo il metodo del costo ammortizzato. Il valore nominale di tale debito è pari a 54 milioni di euro.

"Prestiti obbligazionari e finanziamenti" nella quota corrente, si decrementano principalmente per:

  • il rimborso a scadenza nel mese di ottobre del bond emesso nell'anno 2013 avente valore nominale residuo di 249,9 milioni di euro;
  • il rimborso del finanziamento erogato da Bei sopracitato, la cui quota di debito residuo corrente rimborsata anticipatamente ammonta a 10,9 milioni di euro;
  • il rimborso dei finanziamenti erogati da UBI sopracitati, le cui quote di debito residuo corrente rimborsate anticipatamente ammontano complessivamente a 4 milioni di euro.

Opzioni di vendita

"Opzione di vendita soci di minoranza", accoglie la valutazione a fair value delle opzioni di vendita attribuite, con specifici istituti contrattuali, ai soci di minoranza sulle proprie quote partecipative. La policy del Gruppo prevede di non rappresentare l'interessenza dei soci di minoranza nella componente di risultato di periodo, pertanto il valore dei debiti per le opzioni (da versare alla data di esercizio delle stesse secondo il meccanismo contrattuale condiviso tra le parti) è incrementato dei dividendi che ci si aspetta verranno distribuiti dalle società controllate lungo la vita ipotetica delle opzioni stesse. Il fair value iscritto a bilancio come passività non rappresenta, quindi, soltanto il valore attuale del prezzo previsto dell'opzione di vendita alla data del suo esercizio, ma contiene anche la stima attualizzata dei futuri dividendi distribuiti in quanto da ritenersi parte del corrispettivo variabile dovuto alla controparte. Data la struttura dell'operazione, nel corso del periodo d'esercizio dell'opzione, l'utile generato dalle società controllate sarà distribuito secondo le rispettive quote nominali di partecipazione. Tale meccanismo fa sì che la parte del fair value dell'opzione di vendita che verrà estinta tramite la distribuzione di futuri dividendi è in realtà autoliquidante, dal momento che le risorse finanziarie necessarie (ovvero i dividendi delle partecipazioni di minoranza) saranno direttamente generate dalle società controllate, senza pertanto determinare nel corso di tale periodo un reale fabbisogno finanziario addizionale per il Gruppo.

Tale voce si riferisce principalmente all'opzione di vendita della partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa, pari al 48% del capitale sociale, detenuta dal Gruppo Ascopiave. Il fair value dell'opzione è calcolato facendo riferimento allo scenario futuro di esercizio dell'opzione ritenuto più probabile dal management in coerenza con le ipotesi di pianificazione aggiornate, adottando multipli applicati a indicatori di marginalità secondo le condizioni concordate tra le parti e attualizzando i corrispondenti flussi futuri di cassa, utilizzando come tasso di sconto il costo medio di indebitamento a lungo termine del Gruppo alla data dell'operazione.

La variazione rispetto all'esercizio precedente deriva:

dall'iscrizione di oneri finanziari figurativi generati dall'attualizzazione, dalla distribuzione dei dividendi effettuata da EstEnergy Spa nel corso dell'esercizio, e dall'aggiornamento delle ipotesi sottostanti il calcolo del fair value dell'opzione stessa.

La tabella seguente, che ricomprende anche il valore dell'opzione concessa sulla quota di minoranza di Hera Comm Spa, rappresenta le rettifiche di valore appena descritte avvenute nell'esercizio:

31-dic-20 Oneri finanziari Dividendi
corrisposti
Variazione
ipotesi
31-dic-21
Opzione di vendita (equity value) 401,9 14,1 3,2 419,2
Opzione di vendita (dividendi futuri) 153,0 5,3 (17,2) (2,5) 138,6
Finanziamento vs Ascopiave 54,5 3,2 (2,7) 55,0
Totale opzione di vendita 609,4 22,6 (19,9) 0,7 612,8
  • dall'acquisizione del 70% di Recycla Spa e il conseguente riconoscimento di un'opzione sulla complessiva partecipazione di minoranza, esercitabile per 18 mesi a partire dal secondo anno successivo al closing, per un valore stimato pari a 15,3 milioni di euro;
  • dall'acquisizione dell'80% di Vallortigara Servizi Ambientali Spa e il conseguente riconoscimento di un'opzione sulla complessiva partecipazione di minoranza, esercitabile per 3 anni a partire dal 2025, per un valore stimato pari a 9 milioni di euro;
  • dall'acquisizione del 90% di Eco Gas Srl ovvero dalla relativa negoziazione con la controparte che ha definito un'opzione incrociata sulla partecipazione residua, esercitabile per 2 anni a partire dal 2023, stimata in 1,6 milioni di euro.

"Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi potenziali", accolgono le somme ancora da pagare ai soci cedenti nell'ambito delle operazioni di aggregazione aziendale concluse nel periodo o in quelli precedenti, nonché la stima alla data di bilancio dei corrispettivi potenziali (earn-out) previsti dagli accordi sottoscritti in sede di acquisizione. Al 31 dicembre 2021 tale voce si riferisce prevalentemente all'acquisizione di:

  • Gruppo Aliplast per 17,9 milioni di euro (di cui 17,4 milioni di euro classificati nella parte non corrente e per 0,5 milioni di euro nella parte corrente);
  • Pistoia Ambiente Spa per 5,6 milioni di euro;
  • Recycla Spa per 1,2 milioni di euro ed Eco Gas Srl per 0,4 milioni di euro (classificati nella parte corrente).

"Altri debiti finanziari", per la parte scadente oltre l'esercizio accolgono il debito verso la Cassa pensioni comunali del Comune di Trieste per 1,9 milioni di euro. Per la parte corrente si tratta prevalentemente di debiti per:

  • acconti relativi a contratti di scambio di energia elettrica conclusi sulla piattaforma Eex, che prevedono la regolazione giornaliera dei differenziali, per 266,6 milioni di euro;
  • incassi da clienti in regime di Salvaguardia, clienti per servizi di ultima istanza del settore gas e incassi per oneri di sistema per 39 milioni di euro;
  • incassi ancora da trasferire a fine esercizio di crediti ceduti pro-soluto a società di factoring per 23,1 milioni di euro;
  • incassi canone Rai da trasferire all'Erario per 2,3 milioni di euro.

Lo scostamento rispetto allo scorso esercizio è attribuibile principalmente agli acconti relativi ai contratti di scambio di energia elettrica, di ammontare significativamente superiore rispetto a quelli iscritti al 31 dicembre 2020 (pari a 10,3 milioni di euro), e sostanzialmente correlati all'incremento dei prezzi delle commodity energetiche registrato soprattutto a partire dal secondo semestre.

"Scoperti di conto corrente e interessi passivi", la significativa variazione rispetto all'esercizio precedente è generata dalla minore richiesta di erogazione di finanziamenti a breve termine, nella forma di hot money, per un ammontare pari a complessivi 23,3 milioni di euro (138,9 milioni al 31 dicembre 2020).

Analisi del debito per scadenza

Nella tabella che segue sono riportate le passività finanziarie distinte per natura al 31 dicembre 2021, con indicazione della quota in scadenza entro l'esercizio, entro il secondo anno, entro il quinto anno e oltre il quinto anno:

Tipologia Importo residuo
31-dic-21
Quota entro
esercizio
Quota entro
2° anno
Quota entro
5° anno
Quota oltre
5° anno
Prestiti obbligazionari 2.701,3 21,4 740,5 1.939,4
Finanziamenti 460,7 56,1 57,2 157,9 189,5
Opzioni di vendita soci di
minoranza
585,2 585,2
Debiti per acquisizione
partecipazioni di controllo e
corrispettivi potenziali
25,2 2,2 23,0
Altri debiti finanziari 378,5 376,6 0,4 1,5
Scoperti di conto corrente e
interessi passivi
64,8 64,8
Totale 4.215,7 499,7 79,0 1.508,1 2.128,9

Prestiti obbligazionari Si evidenziano le principali condizioni dei prestiti obbligazionari in essere al 31 dicembre 2021:

Prestiti obbligazionari Negoziazione Durata
(anni)
Scadenza Valore Nominale
(mln)
Cedola Tasso
annuale
Sustainability-linked bond Quotato 12,5 25-apr-2034 500,0 Eur Annuale 1,00%
Bond Quotato 10 22-mag-2023 22,0 Eur Annuale 3,375%
Green bond Quotato 10 04-lug-2024 288,3 Eur Annuale 2,375%
Bond Non quotato 15 05-ago-2024 20.000 JPY Semestrale 2,93%
Bond Quotato 12 22-mag-2025 15 Eur Annuale 3,5%
Bond Quotato 10 14-ott-2026 325,44 Eur Annuale 0,875%
Bond Quotato 10 03-dic-2030 500,0 Eur Annuale 0,25%
Bond Non quotato 15/20 14-mag
2027/2032
102,5 Eur Annuale 5,25%
Green Bond Quotato 8 05-lug-2027 357,2 Eur Annuale 0,875%
Bond Quotato 15 29-gen-2028 599,02 Eur Annuale 5,20%

Al 31 dicembre 2021 i prestiti obbligazionari in essere, aventi un valore nominale di 2.859,2 milioni di euro (3.014,5 milioni al 31 dicembre 2020) e un valore di iscrizione al costo ammortizzato di 2.701,2

milioni di euro, presentano un fair value di 3.100,7 milioni di euro (3.392,8 al 31 dicembre 2020) determinato dalle quotazioni di mercato ove disponibili.

Su alcuni finanziamenti sono presenti covenant che prevedono il rispetto del limite di corporate rating, il quale deve essere valutato, anche solo da parte di un'agenzia di rating, non al di sotto del livello di Investment grade (BBB-). Alla data attuale tale parametro risulta rispettato.

Le disponibilità liquide e le linee di credito attuali, oltre alle risorse generate dall'attività operativa e di finanziamento, sono giudicate più che sufficienti per far fronte ai fabbisogni finanziari futuri. Al 31 dicembre 2021 il Gruppo presenta linee di credito committed per 450 milioni di euro e linee di credito uncommitted per 516 milioni di euro. Tali linee di credito sono distribuite fra i principali istituti bancari italiani e internazionali e consentono un'adeguata diversificazione del rischio controparte e condizioni competitive.

Nella tabella che segue viene rappresentato il worst case scenario dove le attività (liquidità, crediti finanziari e commerciali) non sono prese in considerazione, mentre vengono riportate le passività finanziarie, nella quota capitale e interessi, i debiti commerciali e i contratti derivati su tassi di interesse. È stata ipotizzata la revoca a vista delle linee finanziarie, mentre per i finanziamenti è stato ipotizzato il rimborso alla prima data prevista dai termini contrattuali. Analisi di scenario

Worst case scenario 31-dic-21 31-dic-20
(mln/euro) da 1 a 3
mesi
oltre 3 mesi
fino a 1 anno
da 1 a 2
anni
da 1 a 3
mesi
oltre 3 mesi
fino a 1 anno
Obbligazioni 33,0 62,0 87,0 38,0 321,0
Debiti e altre passività finanziarie 66,8 66,0 62,0 191,5 119,0
Debiti verso fornitori 2.356,6 1.497,5
Totale 2.456,4 128,0 149,0 1.727,1 440,0

Fidejussioni e garanzie prestate

31-dic-21 31-dic-20
Fidejussioni e garanzie bancarie 1.870,2 1.591,8
Fidejussioni e garanzie assicurative 676,0 306,2
Totale 2.546,2 1.898,0

"Fidejussioni e garanzie bancarie", il valore al 31 dicembre 2021 è così composto:

  • 913,6 milioni di euro per fidejussioni a favore di enti pubblici (Ministero dell'ambiente, Regioni, Province e Comuni) e di privati a garanzia della corretta gestione di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti, della corretta esecuzione di servizi inerenti lo smaltimento e l'intermediazione dei rifiuti, per lavori di bonifica e per il corretto assolvimento di impegni contrattuali;
  • 956,6 milioni di euro per lettere di patronage rilasciate a garanzia del puntuale pagamento di approvvigionamenti di materie prime.

"Fidejussioni e garanzie assicurative", il valore al 31 dicembre 2021 è relativo a fidejussioni rilasciate a favore di enti pubblici (Province, Comuni e Ministero dell'ambiente) e di terzi a garanzia della corretta gestione dei servizi di pubblica utilità, dei servizi di smaltimento rifiuti, della corretta esecuzione delle opere di attraversamento con condutture su proprietà di privati, di lavori di bonifica, di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti.

Si segnala, infine, che al 31 dicembre 2021 il Gruppo Hera ha prestato garanzie reali destinate a fornire idonea copertura ad alcuni finanziamenti bancari per 3,7 milioni di euro. In particolare, si riferiscono a ipoteche su fabbricati siti a Pesaro e Urbino a favore di un istituto bancario che ha erogato un finanziamento alla controllata Marche Multiservizi Spa, il cui importo nominale residuo è pari a 0,2 milioni di euro.

27 Trattamento fine rapporto e altri benefici

La voce comprende gli accantonamenti a favore del personale dipendente per il trattamento di fine rapporto di lavoro e altri benefici contrattuali, al netto delle anticipazioni concesse e dei versamenti effettuati agli istituti di previdenza in accordo con la normativa vigente. Il calcolo viene effettuato utilizzando tecniche attuariali e attualizzando le passività future alla data di bilancio. Tali passività sono costituite dal credito che il dipendente maturerà alla data in cui presumibilmente lascerà l'azienda.

Lo "Sconto gas" rappresenta un'indennità annua riconosciuta ai dipendenti Federgasacqua assunti prima del gennaio 1980 reversibile agli eredi. Il "Premungas" è un fondo pensionistico integrativo relativo ai dipendenti Federgasacqua assunti prima del gennaio 1980. Tale fondo, che è stato chiuso a far data dal gennaio 1997, viene movimentato con cadenza trimestrale unicamente per regolare i versamenti effettuati ai pensionati aventi diritto. Il fondo "Riduzione tariffaria" è stato costituito per far fronte agli oneri derivanti dal riconoscimento al personale in quiescenza del ramo elettrico delle agevolazioni tariffarie sui consumi energetici.

Di seguito viene riportata la movimentazione intervenuta nell'esercizio dei sopra menzionati fondi:

31-dic-20 Service cost Oneri finanziari Utili (perdite)
attuariali
Utilizzi Altri movimenti consolidamento
dell'area di
Variazione
31-dic-21
Trattamento fine
rapporto
102,2 1,1 (0,1) 0,1 (11,5) 0,2 1,7 93,7
Riduzione tariffaria 7,5 (1,0) (0,3) 6,2
Premungas 3,2 (0,3) (0,4) 2,5
Sconto gas 3,8 (0,4) (0,4) 3,0
Totale 116,7 1,1 (0,1) (1,6) (12,6) 0,2 1,7 105,4

La componente "Service cost" è relativa alle società con un numero ridotto di dipendenti, per le quali il fondo trattamento di fine rapporto rappresenta ancora un piano a benefici definiti.

"Oneri finanziari" sono calcolati applicando un tasso di attualizzazione specifico per ogni società, determinato in base alla durata media finanziaria dell'obbligazione. Gli oneri dell'esercizio risultano positivi, in quanto la curva dei rendimenti attesi di inizio 2021 presentava valori negativi nel breve e medio periodo.

"Utili (perdite) attuariali" rappresentano la rimisurazione delle passività per benefici a dipendenti derivante dalla modifica delle ipotesi attuariali. Tali componenti sono contabilizzate nelle altre componenti di conto economico complessivo.

La "Variazione dell'area di consolidamento" accoglie il fondo trattamento di fine rapporto acquisito per effetto delle operazioni di business combination concluse nell'esercizio.

La tabella sottostante rappresenta le principali assunzioni utilizzate nella stima attuariale dei benefici ai dipendenti suddivise per area geografica:

Area centrale Area nord-est
Tasso annuo tecnico di attualizzazione 0,25% 0,25%
Tasso annuo di aumento retribuzioni complessive 2,00% 2,00%
Frequenza annua di uscita dall'attività lavorativa per cause diverse dalla morte 1,70% 1,70%
Frequenza annua media di utilizzo del fondo Tfr 2,20% 2,00%

Nell'interpretazione di tali assunzioni occorre considerare quanto segue:

  • con riferimento al tasso di inflazione, lo scenario inflazionistico è stato desunto adottando un indice Ipca pari all'1% per l'anno 2022 e all'1,2% per gli anni successivi;
  • per le probabilità di morte si è fatto riferimento alle tavole Istat 2020;
  • nelle valutazioni attuariali sono state considerate le nuove decorrenze per i trattamenti pensionistici previste dal D.L. 201 del 6 dicembre 2011, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici convertito, con modificazioni, dalla L. 214 del 22 dicembre 2011, nonché la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del D.L. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla L. 122 del 30 luglio 2010;
  • per le probabilità di uscita dall'attività lavorativa per cause diverse dalla morte è stato ipotizzato un tasso medio di uscita pari all'1,7% annuo, in quanto l'analisi differenziata per qualifica contrattuale e sesso non ha portato a risultati statisticamente significativi;
  • per tenere in considerazione il fenomeno delle anticipazioni, sono state ipotizzate le frequenze nonché l'importo di Tfr medio anticipato. Le frequenze di anticipazione, nonché le percentuali medie di Tfr richieste a titolo di anticipo sono state desunte dall'osservazione dei dati aziendali. La percentuale di Tfr richiesta a titolo di anticipo è stata ipotizzata pari al 70% del Tfr, ovvero al massimo previsto dalla normativa vigente.

Per le valutazioni attuariali è stata utilizzata la curva dei tassi euro composite AA al 31 dicembre 2021.

Sensitivity analysis – Obbligazioni per piani a benefici definiti

Ipotizzando un incremento di 50 basis point del tasso tecnico di attualizzazione rispetto a quello effettivamente applicato per le valutazioni al 31 dicembre 2021, a parità delle altre ipotesi attuariali, il decremento potenziale del valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti (Dbo) in corso ammonterebbe a circa 2,6 milioni di euro. Allo stesso modo ipotizzando una riduzione del medesimo tasso di 50 basis point, si avrebbe un aumento potenziale del valore attuale della passività di circa 2,8 milioni di euro.

Ipotizzando un incremento di 50 basis point del tasso di inflazione rispetto a quello effettivamente applicato per le valutazioni al 31 dicembre 2021, a parità delle altre ipotesi attuariali, l'incremento potenziale del valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti (Dbo) in corso ammonterebbe a circa 1,5 milioni di euro. Allo stesso modo ipotizzando una riduzione del medesimo tasso di 50 basis point, si avrebbe una diminuzione potenziale del valore attuale della passività di circa 1,5 milioni di euro.

Le variazioni delle restanti ipotesi attuariali produrrebbero effetti non significativi rispetto al valore attuale delle passività per piani a benefici definiti iscritti a bilancio.

31-dic-20 Accantonamenti Oneri finanziari Utilizzi Altri movimenti consolidamento
dell'area di
Variazione
31-dic-21
Fondo ripristino beni di terzi 232,2 9,2 5,4 (39,3) 207,5
Fondo spese chiusura e post
chiusura discariche
179,0 5,6 13,2 (17,5) 2,3 182,6
Fondo cause legali e contenzioso
del personale
14,5 3,1 (5,8) (1,1) 10,7
Fondo smaltimento rifiuti 6,7 7,2 (6,4) 0,6 8,1
Fondo smantellamento impianti 5,9 0,1 6,0
Altri fondi rischi e oneri 99,9 28,0 (1,5) (14,9) 1,6 113,1
Totale 538,2 53,1 18,7 (31,2) (53,0) 2,2 528,0

28 Fondi per rischi e oneri

"Fondo ripristino beni di terzi" includono gli stanziamenti effettuati in relazione ai vincoli di legge e contrattuali gravanti sulle società del Gruppo in qualità di utilizzatrici delle reti di distribuzione di proprietà della società degli asset. Gli stanziamenti vengono effettuati in base ad aliquote di ammortamento economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti al fine di indennizzare le società proprietarie dell'effettivo deperimento e consumo dei beni utilizzati per l'attività d'impresa. Il fondo riflette il valore attuale degli esborsi che si andranno a determinare in periodi futuri (generalmente allo scadere delle convenzioni sottoscritte con le autorità d'ambito per quanto concerne il servizio idrico e allo scadere del periodo transitorio previsto dalla vigente normativa per quanto concerne la distribuzione del gas). Gli incrementi del fondo sono costituiti dalla sommatoria tra gli stanziamenti di competenza del periodo, anche questi attualizzati, e gli oneri finanziari che riflettono la componente derivante dall'attualizzazione dei flussi.

Gli "Altri movimenti" accolgono principalmente la riclassifica tra i debiti correnti di natura finanziaria dell'importo, pari a 39,4 milioni di euro, che il Gruppo dovrà corrispondere alle società proprietarie degli asset nel corso dell'esercizio 2022 per effetto della conclusione del processo di gara e conseguente aggiudicazione della gestione del servizio idrico nel territorio della provincia di Rimini. Il Gruppo, pur essendosi confermato, è formalmente tenuto in qualità di gestore uscente a corrispondere l'indennizzo per il periodo di aggiudicazione precedente.

"Fondo spese chiusura e post chiusura discariche" rappresentano quanto stanziato per far fronte ai costi che dovranno essere sostenuti per la gestione del periodo di chiusura e post chiusura delle discariche attualmente in gestione. Gli esborsi futuri, desunti per ciascuna discarica da una specifica perizia di stima, sono stati attualizzati. Gli incrementi del fondo iscritti a conto economico comprendono la componente finanziaria desunta dal processo di attualizzazione e gli accantonamenti dovuti a modifiche delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito della revisione di perizie di stima sulle discariche esaurite. Gli utilizzi rappresentano gli esborsi effettivi che si sono determinati nell'anno. Vengono infine classificati in "Altri movimenti":

  • le stime dei costi di chiusura e post chiusura delle discariche di nuova costituzione e le variazioni delle stime dei costi di chiusura e post chiusura relativi alle discariche attive, che comportano l'iscrizione di una rettifica di uguale ammontare al valore delle immobilizzazioni materiali (asset discarica). Al 31 dicembre 2021 comprendono l'avvio della coltivazione di una nuova discarica, per 5,1 milioni di euro;
  • gli effetti positivi delle variazioni delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito della revisione delle perizie di stima, pari a 2,8 milioni di euro al 31 dicembre 2021.

Gli "Oneri finanziari" con riferimento a "Fondo ripristino beni di terzi" e "Fondo spese chiusura e post chiusura discariche" sono commentati alla nota 10 "Proventi e oneri finanziari".

"Fondo cause legali e contenzioso del personale" riflette le valutazioni sull'esito delle cause legali e sul contenzioso promosso dal personale dipendente.

"Fondo smantellamento impianti" rappresenta quanto stanziato per far fronte ai futuri lavori di smantellamento degli impianti di termovalorizzazione.

"Fondo smaltimento rifiuti" rappresenta la stima dei costi di smaltimento dei rifiuti già stoccati presso gli impianti del Gruppo. Gli accontamenti riflettono i costi stimati per i conferimenti dell'anno 2021 non ancora processati al termine dell'esercizio, mentre gli utilizzi rappresentano i costi sostenuti nel corso dell'esercizio per la lavorazione dei rifiuti residui stoccati al 31 dicembre 2020.

"Altri fondi per rischi e oneri" accolgono stanziamenti a fronte di rischi di varia natura. Di seguito si riporta una descrizione delle principali voci:

Passività Tipologia Ammontare
(milioni di euro)
Mancato riconoscimento della quota dei certificati verdi dei termovalorizzatori e degli impianti di
cogenerazione calcolato sul differenziale dei servizi ausiliari derivanti dal totale autoconsumo e quelli
stimati in base alla percentuale da benchmark
Probabile 18,7
Obbligazioni in essere (garanzia sull'esposizione finanziaria concessa da AcegasApsAmga Spa)
nell'ipotesi di abbandono delle attività che fanno principalmente capo alla controllata estera AresGas
(Bulgaria)
Potenziale 11,3
Mancato riconoscimento del maggior costo dell'energia elettrica utilizzata nello svolgimento del
servizio idrico, per effetto della volatilità del mercato dell'energia che ha determinato valori di prezzo
superiori al limite massimo ammissibile previsto dal sistema tariffario e che potrà essere riconosciuto
solo attraverso la formulazione di specifica istanza alle competenti Autorità regionali, senza che ciò
costituisca tuttavia una certezza di accoglimento
Probabile 7,5
Rischi derivanti dall'attività di efficientamento energetico svolta per conto di clienti prevalentemente
codomini
Probabile 7,3
Contenzioso sorto in relazione al riconoscimento degli incentivi Cip6 per il termovalorizzatore di
Trieste per gli anni 2010-2012
Probabile 6,6
Maggiori oneri che potrebbero essere sostenuti in relazione a interventi di manutenzione straordinaria
della discarica di Ponte San Nicolò (Padova)
Potenziale 6,3
Rimborso di quota parte della tariffa di fognatura e depurazione nell'ambito del servizio idrico Probabile 4,7
Rischi di contenzioso relativi al ramo distribuzione gas del territorio Veneto e Friuli-Venezia Giulia,
oggetto di operazione di cessione a fine 2019
Probabile 3,5
Rischio derivante dalla delibera 527/2016 dell'Autorità che, facendo proprie le risultanze del Gse, ha
disposto che la Cassa per i servizi energetici e ambientali operi nei confronti del Gruppo il recupero
degli importi che sarebbero stati indebitamente percepiti in relazione all'energia elettrica prodotta dal
termovalorizzatore di Granarolo (Bo)
Probabile 3,3

Le passività classificate come potenziali sono state rilevate in sede di business combination nell'esercizio di riferimento dell'operazione.

Per una disamina dei fondi rischi iscritti per contenziosi fiscali si rimanda alla nota 11 "Imposte".

Gli "Altri movimenti" della voce "Altri fondi rischi e oneri" evidenziano un decremento netto di 14,9 milioni di euro. Accolgono principalmente:

  • la riclassifica di importi stanziati negli esercizi passati (e riaccertati nel corso dell'esercizio 2021) a copertura di crediti finanziari verso società correlate di dubbia recuperabilità, per 10,2 milioni di euro;
  • il rilascio per 4,2 milioni di euro a seguito della definizione di un accordo extragiudiziale con la controparte in relazione a una richiesta di risarcimento pervenuta dopo una risoluzione contrattuale operata dal Gruppo. L'accordo ha previsto il pagamento di 0,8 milioni di euro a chiusura della contestazione, rispetto a una passività stimata negli esercizi precedenti per 5 milioni di euro.

Le "Variazioni dell'area di consolidamento" accolgono i fondi delle società il cui controllo è stato acquisito nel corso dell'esercizio 2021.

29 Debiti commerciali

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Debiti verso fornitori 741,2 616,8 124,4
Debiti verso fornitori per fatture da ricevere 1.615,4 880,7 734,7
Totale 2.356,6 1.497,5 859,1

La variazione dei debiti commerciali rispetto all'esercizio precedente dipende principalmente dagli effetti correlati all'incremento dei prezzi all'ingrosso delle commodity gas ed energia elettrica, che ha comportato un incremento dei costi di acquisto delle materie prime con conseguente maggiore esposizione nei confronti dei fornitori.

I debiti commerciali derivano principalmente da operazioni realizzate nel territorio nazionale a meno dell'attività di intermediazione sui mercati europei del gas naturale e dell'energia elettrica per 61,3 milioni di euro.

30 Altre passività correnti

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Debiti per anticipi verso Cassa per i servizi energetici e
ambientali
336,9 360,5 (23,6)
Contributi in conto impianti 228,7 211,0 17,7
Ricavi anticipati e altri oneri di competenza 167,6 18,8 148,8
Iva, accise e addizionali 155,0 32,8 122,2
Depositi cauzionali da clienti 129,8 117,5 12,3
Cassa per i servizi energetici e ambientali per componenti e
perequazione
85,8 88,2 (2,4)
Personale e ritenute a dipendenti 81,7 76,3 5,4
Debiti verso istituti di previdenza 63,6 53,2 10,4
Acconti per lavori 50,4 7,1 43,3
Titoli di efficienza energetica ed emission trading 49,2 8,1 41,1
Altri debiti 86,9 82,7 4,2
Totale 1.435,6 1.056,2 379,4

"Debiti per anticipi verso Cassa per i servizi energetici e ambientali", costituiti da debiti per anticipazioni non onerose concesse dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali per le seguenti fattispecie:

  • 233,4 milioni di euro in ottemperanza al meccanismo di integrazione disposto dalle delibere 370/2012/R/Eel e 456/2013/R/Eel dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), a fronte di crediti scaduti e non riscossi vantati nei confronti dei clienti gestiti in regime di Salvaguardia. Le ultime rendicontazioni riguardano gli anni 2009-2019;
  • 90 milioni di euro in ottemperanza ai meccanismi di reintegrazione disposti dalla legge 239 del 23 agosto 2004 e dal Tivg dell'Arera, a fronte degli oneri della morosità dei servizi di ultima istanza nel settore del gas naturale (Fui, Ftd e Fdd), sostenuti fino all'anno termico 2019-2020;
  • 11,8 milioni di euro in ottemperanza alla delibera 32/2021/R/Eel (ex delibera 445/2020/R/Eel), afferente alle modalità di accesso al meccanismo di reintegrazione degli oneri generali di sistema non incassati dai clienti finali e già versati alle società di distribuzione per gli anni 2016-2020. Il perimetro è circoscritto alla vendita di energia elettrica in regime di mercato libero, al mercato Salvaguardia (disalimentabile) e al servizio a tutele graduali (disalimentabile);
  • 1,7 milioni di euro in ottemperanza al meccanismo di riconoscimento disposto dalla delibera 627/2015/R/Com dell'Arera, a fronte degli oneri della morosità relativi alla fornitura di energia elettrica, gas e servizio idrico integrato alle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 20 maggio 2012 nella regione Emilia-Romagna.

"Contributi in conto impianti", relativi principalmente a investimenti sostenuti nel settore idrico e nel settore ambiente, si decrementano proporzionalmente alle quote di ammortamento calcolate sulle immobilizzazioni di riferimento e si incrementano per effetto dei nuovi investimenti soggetti a contributi. La voce comprende, in particolare, i seguenti contributi ricevuti dal Gruppo:

  • 73 milioni di euro relativi al fondo FoNI (Fondo Nuovi Investimenti per il sistema idrico);
  • 36 milioni di euro per la realizzazione del depuratore di Servola realizzato nel comune di Trieste;
  • 33,2 milioni di euro relativi a investimenti destinati a impianti di depurazione e alle reti fognarie;

21,5 milioni di euro per la realizzazione di vasche di laminazione e condotte sottomarine nel territorio di Rimini.

"Ricavi anticipati e altri oneri di competenza" accoglie per 146,8 milioni di euro fatturazioni a corpo, effettuate per interventi di efficientamento energetico che beneficiano di incentivi fiscali (principalmente ecobonus) per i quali i lavori saranno conclusi nell'esercizio 2022. La normativa di riferimento, in particolare, ha consentito di anticipare la fatturazione dei lavori avviati, indipendentemente dallo stato di avanzamento, determinando conseguentemente la necessità di rilevare solamente la quota di ricavo di competenza.

"Iva, accise e addizionali" comprende debiti per imposta sul valore aggiunto per 78,9 milioni di euro (1,9 milioni di euro al 31 dicembre 2020) e accise e addizionali per 76,1 milioni di euro (30,9 milioni di euro al 31 dicembre 2020). Come illustrato alla nota 24 "Altre attività correnti", tali variazioni devono essere lette tenendo presente le modalità che regolano i rapporti finanziari con l'erario, per le quali possono generarsi posizioni creditorie o debitorie con differenze anche significative tra un periodo e l'altro.

Con riferimento all'imposta sul valore aggiunto, l'incremento al 31 dicembre 2021 è legato al significativo aumento del fatturato emesso a fine esercizio, in particolare riferibile alle vendite di commodity ai clienti finali. La crescita continua dei prezzi delle materie prime gas ed energia elettrica negli ultimi mesi dell'anno e i maggiori volumi di gas venduti rispetto all'esercizio precedente hanno sensibilmente incrementato la base imponibile a cui applicare le aliquote vigenti mentre la riduzione dell'aliquota al 5% relativamente alle fatture emesse nel quarto trimestre 2021 per la somministrazione di gas metano per usi civili e industriali, disciplinata dal D.L. 130 del 27 settembre 2021, ha solo parzialmente attenuato gli effetti sopra citati.

Per quanto concerne le accise e addizionali, il pagamento in acconto nel corso dell'esercizio 2021 è avvenuto, come previsto dalla normativa in vigore, sulla base dei volumi fatturati nell'anno precedente, influenzati negativamente dalla contrazione economica dovuta alla pandemia da Covid-19. Il debito di competenza si è generato invece sulla base dei volumi fatturati nell'esercizio 2021 che, in termini di vendite di gas metano, sono risultati in aumento rispetto all'anno 2020, comportando un incremento del debito per accise e addizionali della vendita gas per 43,3 milioni di euro.

"Depositi cauzionali da clienti", riflettono quanto versato dai clienti in relazione principalmente ai contratti di somministrazione gas, acqua ed energia elettrica.

"Cassa per i servizi energetici e ambientali per componenti e perequazione", riflette le posizioni debitorie nei confronti della Cassa per i servizi energetici e ambientali per alcune componenti di sistema dei servizi gas, elettrico e idrico e per la perequazione del servizio elettrico. La variazione, rispetto al 31 dicembre 2020, è attribuibile principalmente a un minor debito per le componenti dei servizi gestiti per complessivi 1,3 milioni di euro, oltre che per perequazione della distribuzione e vendita di energia elettrica per complessivi 1,1 milioni di euro.

"Personale e ritenute dipendenti", accoglie prevalentemente i compensi per le ferie maturate e non godute, il premio di produttività e gli incentivi all'esodo contabilizzati per competenza al 31 dicembre 2021, oltre le ritenute da versare all'erario in qualità di sostituto d'imposta per il personale dipendente.

"Debiti verso istituti di previdenza", relativi ai contributi dovuti agli enti previdenziali in relazione alle retribuzioni di dicembre, al premio di risultato e alle mensilità aggiuntive previste dai contratti collettivi nazionali.

"Acconti per lavori", accoglie gli acconti ricevuti da Comuni e condomini per lavori in fase di realizzazione relativi rispettivamente a opere di pubblica illuminazione e a riqualificazioni energetiche di edifici privati, che saranno completati negli esercizi successivi.

"Titoli di efficienza energetica ed emission trading", comprende le seguenti fattispecie:

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Certificati bianchi 26,7 26,7
Certificati grigi 17,2 5,7 11,5
Certificati Go 5,3 2,4 2,9
Totale 49,2 8,1 41,1

I certificati bianchi comprendono, a partire dall'esercizio 2021, la valutazione dell'esposizione relativamente agli obblighi di riconsegna nei confronti delle Autorità competenti di titoli di efficienza energetica. Al 31 dicembre 2020 l'importo della passività era stato stimato quale impegno nei confronti di fornitori del Gruppo.

I certificati grigi riflettono la valorizzazione sia dell'obbligo di riconsegna di certificati calcolato in base alla vigente normativa sia dell'esposizione per contratti di compravendita a termine di quote di emissione gas serra.

I certificati Go (garanzie d'origine) comprendono l'esposizione a mercato relativamente agli obblighi di certificazione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili a fronte delle vendite effettuate nei confronti dei clienti con tale tipologia di approvvigionamento.

L'incremento della passività per certificati grigi e certificati Go è conseguente, in via prevalente, all'aumento delle quotazioni di mercato dell'anno 2021.

"Altri debiti" costituiti principalmente dalle seguenti fattispecie:

  • acconti e specifiche agevolazioni tariffarie nei confronti degli utenti per 12,8 milioni di euro (10,8 milioni di euro al 31 dicembre 2020), principalmente relative al servizio ciclo idrico per 6,5 milioni di euro e al servizio smaltimento e trattamento rifiuti per 5,4 milioni di euro;
  • franchigie assicurative per 12,2 milioni di euro (12,7 milioni di euro al 31 dicembre 2020) che il Gruppo deve rimborsare direttamente ai terzi danneggiati o alle compagnie assicurative;
  • contributi per disagi ambientali da liquidare ai Comuni per 11,4 milioni di euro (11,3 milioni di euro al 31 dicembre 2020), determinati sulla base di specifiche convenzioni e dovuti a titolo di indennizzo per le attività aventi impatto ambientale in relazione al conferimento rifiuti negli impianti presenti sui territori comunali. L'ammontare di tali contributi è correlato alle quantità di rifiuti annualmente smaltite.

31 Impairment test

Unità generatrici di flussi finanziari e avviamento

Asset e avviamenti sono stati assoggettati a test di impairment attraverso la determinazione del valore in uso, inteso come il valore attuale dei flussi di cassa operativi (opportunamente attualizzati secondo il metodo Dcf - Discounted cash flow) derivanti dal piano industriale 2021-2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella seduta del 27 gennaio 2022.

L'impairment test ha riguardato le seguenti unità generatrici di flussi finanziari (Cgu - Cash generating units): gas, energia elettrica, ciclo idrico integrato, ambiente e altri servizi (illuminazione pubblica e telecomunicazioni), che risultano coerenti con i segmenti di attività utilizzati ai fini della reportistica periodica interna e con l'informativa riportata al paragrafo 2.02.06 "Informativa per settori operativi".

Al riguardo si segnala che il Gruppo ha posto in atto un processo strutturato relativo alla predisposizione e revisione del piano industriale il quale prevede che lo stesso venga elaborato annualmente, in base a uno scenario di contesto esterno che considera gli andamenti di mercato e la normativa dei business regolamentati, con il supporto di tutte le unità di business e in una logica bottom-up. In particolare, nello sviluppo del piano industriale 2021-2025 sono state implementate ipotesi coerenti con quelle utilizzate nei piani precedenti e, sulla base dei valori consuntivi, sono state elaborate delle proiezioni facendo riferimento, ove necessario, alle più autorevoli e aggiornate fonti esterne disponibili.

Lo sviluppo dei ricavi per i business regolati è stato elaborato sulla base dell'evoluzione tariffaria derivante dalla regolazione nazionale e/o da accordi con le autorità d'ambito. In particolare, i ricavi da distribuzione energy sono stati proiettati in base ai principi delle delibere dell'Arera 570/19 (RTDG) e 654/15 (TIT), rispettivamente per il gas e l'energia elettrica, e tenendo conto dei rispettivi tassi di remunerazione del capitale (Wacc). Tali tassi sono stati approvati per l'anno 2022 con delibera 614/21, mentre per gli anni successivi sono stati aggiornati coerentemente con la metodologia della stessa delibera e secondo le previsioni dei parametri finanziari e fiscali insite nel piano industriale approvato.

I ricavi da vendita energy in regime di tutela e con riferimento ai servizi di ultima istanza sono invece stati stimati sulla base dei rispettivi testi regolatori di riferimento, ossia il TIV (approvato con delibera 301/12) per l'energia elettrica e il TIVG (approvato con delibera 64/09) per il gas.

Per il ciclo idrico integrato i ricavi sono stati previsti in ipotesi di inerzialità dei volumi distribuiti, sulla base delle tariffe derivanti dagli accordi sottoscritti con Atersir, oltre che dall'applicazione del Metodo tariffario idrico (MTI-3) come da ultimo aggiornato con riferimento alla delibera Arera 639/21, tenuto conto, tra gli altri, dei parametri alla base della copertura degli oneri finanziari e fiscali. Per l'igiene urbana è stata formalizzata l'ipotesi del raggiungimento della piena copertura tariffaria entro l'arco piano su tutti i territori serviti, coerentemente a quanto previsto dalle norme vigenti.

La dinamica dei prezzi dell'energia elettrica e del gas venduto e acquistato sul libero mercato è stata elaborata sulla base di considerazioni di business coerenti con lo scenario energetico pianificato, tenuto conto delle previsioni fornite da un panel di osservatori istituzionali.

Lo sviluppo impiantistico per l'attività di trattamento e recupero ambientale è coerente con le previsioni dei piani d'ambito provinciali nei quali il Gruppo Hera opera. La pianificazione dei tempi di realizzazione degli investimenti e del successivo avvio dei nuovi impianti è frutto della miglior stima delle strutture tecniche preposte.

L'evoluzione inerziale dei costi del Gruppo in arco piano è stata sviluppata formulando ipotesi prospettiche basate sull'insieme delle informazioni disponibili. Sono stati quindi considerati i livelli più recenti di inflazione rilevata a consuntivo, le aspettative di andamento stimate dal Documento di pianificazione economico finanziaria, nonché le previsioni rese disponibili dalla Banca d'Italia e della Commissione Europea. Per ciò che attiene il personale e il costo del lavoro, sono state considerate le indicazioni contenute nei diversi contratti di lavoro.

Il primo anno di piano rappresenta la base di riferimento per l'individuazione degli obiettivi economici, finanziari e di gestione che confluiscono nel budget annuale, elemento guida operativo per il raggiungimento degli obiettivi di crescita del Gruppo.

I flussi di cassa generati sono stati quindi determinati utilizzando come base i dati relativi al periodo 2022-2025. In particolare, si è considerato il margine operativo netto, cui sono state detratte le imposte, sommati gli ammortamenti e gli accantonamenti e detratti gli investimenti di mantenimento previsti per ciascun anno di piano.

Successivamente all'ultimo anno di piano sono stati considerati flussi di cassa normalizzati (Free cash flow normalizzato) pari al valore del margine operativo netto dell'ultimo anno di piano, nell'ipotesi di mantenere un valore di ammortamenti e accantonamenti pari a quello degli investimenti. Nel caso in cui il piano, a causa del suo orizzonte temporale di medio termine, non tenga in considerazione la previsione di eventi futuri che influenzano significativamente i flussi di cassa prospettici, sono stati considerati degli aggiustamenti al fine di poter recepire anche gli effetti di tali eventi. I flussi di cassa sono stati calcolati applicando al Free cash flow normalizzato il tasso di crescita (g) con orizzonte temporale di medio-lungo termine del settore di appartenenza (mediamente del 2%), per il periodo dal 2026 al 2041 (quindi complessivamente 20 anni). Per i servizi regolamentati, tali flussi sono resi coerenti con le ipotesi di mantenimento della quota di mercato dopo l'espletamento delle gare previste.

A tali flussi si aggiunge il valore attuale di una rendita perpetua calcolata come segue:

  • per le attività in regime di mercato è stato considerato il flusso di cassa derivante dall'applicazione del criterio della rendita perpetua riferita all'ultimo anno (2041), assumendo un fattore di crescita mediamente del 2%;
  • per i servizi regolamentati, il valore terminale è stato definito considerando il flusso di cassa derivante dall'applicazione del criterio della rendita perpetua ponderato per la percentuale di gare che si è previsto di vincere al termine della concessione (100% per i servizi a rete, 80% per i

servizi di igiene urbana) e il valore di riscatto dei beni, ponderato per la percentuale di gare che si è previsto di non vincere. Tale valore è stato stimato pari al valore attualizzato del valore netto contabile dei beni in proprietà e delle migliorie su beni in affitto, detratti i valori di ripristino, in modo da rappresentare correttamente il mancato rinnovo della concessione e la conseguente cessione delle attività al nuovo gestore a un valore pari al valore contabile residuo.

Per l'attualizzazione dei flussi di cassa unlevered è stato utilizzato come tasso il costo medio ponderato del capitale (Weighted average cost of capital - Wacc), rappresentativo del rendimento atteso dai finanziatori della società e dagli azionisti per l'impiego dei propri capitali, rettificato del rischio Paese specifico in cui si trova l'asset oggetto di valutazione. La valorizzazione del rischio Paese specifico da includere nel tasso di sconto è definita sulla base delle informazioni fornite da provider esterni. I tassi di sconto utilizzati sono quindi differenziati in considerazione delle specifiche caratteristiche e conseguenti rischiosità dei business, nonché dei paesi, in cui il Gruppo opera. Per l'Italia è stato utilizzato un Wacc pari al 5,15% per l'ambiente e al 4,27% per gli altri business.

Gli esiti del test sono risultati positivi. È stata inoltre condotta una valutazione di sensitivity. Al riguardo si segnala che il modello di business del Gruppo, dotato di una spiccata resilienza grazie anche al portafoglio diversificato di attività gestite, ha permesso di ottenere risultati in costante crescita nel corso degli anni, con variazioni nel complesso non significative rispetto alle ipotesi pianificate, nonostante il contesto macroeconomico sfavorevole.

Tutto ciò premesso, l'analisi di sensitivity che è stata sviluppata si è focalizzata sulla marginalità dei singoli business, ipotizzandone un decremento del 5%, con conseguente riduzione dei flussi di cassa sviluppati negli anni di piano e seguenti. Anche in questo scenario, i valori ottenuti sono ampiamente superiori a quelli presenti a bilancio, pertanto l'analisi ha ulteriormente confermato i valori di iscrizione.

Nell'ambito della Cgu gas, al fine di modellizzare le prime analisi svolte in relazione al cambiamento climatico è stato sviluppato un ulteriore scenario di stress di medio-lungo periodo che tenesse conto degli effetti di un aumento delle temperature medie invernali di 1 grado rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale e della conseguente riduzione dei margini (si rinvia anche a quanto riportato nel paragrafo della relazione sulla gestione 1.02.03 Gestione dei rischi ambientalicatastrofali). Anche in questo caso i risultati ottenuti confermano la piena recuperabilità dei valori degli asset iscritti a bilancio.

Asset di generazione elettrica

Con riferimento al mercato della generazione elettrica, in presenza di indicatori di impairment e in continuità con gli esercizi precedenti, è stata svolta una valutazione approfondita del valore recuperabile delle partecipazioni a influenza notevole detenute dal Gruppo, oltre che delle correlate attività finanziarie, operanti nel settore. L'analisi è stata condotta attraverso l'attualizzazione dei flussi di cassa previsti, sviluppati in un arco temporale coerente con la vita utile degli impianti, per le società Set Spa e Tamarete Energia Srl.

Nell'esercizio 2021, a seguito della rilevante dinamica rialzista osservata per il prezzo del gas, si è avuto un effetto rilevante sui prezzi in Mgp pur in presenza di un clean spark spread positivo. I segnali di tendenza che emergono mostrano nel breve termine opportunità offerte da valori di Css relativamente sostenuti, mentre nel medio-lungo termine la prospettiva è orientata verso un consolidamento su valori più contenuti. Le cause che hanno determinato l'andamento del mercato dell'energia elettrica nel decennio in corso sono dovute a molteplici fattori congiunturali, sia dal lato della domanda che dal lato dell'offerta. I principali fattori che hanno influito sulla dinamica dei prezzi sono riconducibili:

  • all'introduzione di significativa capacità produttiva in energia rinnovabile avvenuta negli ultimi anni;
  • alla crescita del Pil contenuta e all'efficientamento dei consumi (guidato dagli obiettivi delle politiche europee e nazionali sul clima) riflessi nella modesta crescita della domanda di energia;
  • alle politiche europee e nazionali in relazione agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e di target relativi alle rinnovabili che inficiano l'offerta.

Sulla base di nuovi scenari elaborati, si ritiene che il mercato evolverà verso livelli di clean spark spread nel breve termine allineati al livello storico recente, mentre saranno più contenuti nel mediolungo termine, in particolare per un combinato disposto di molteplici effetti, tra cui:

  • nuova capacità entrante (Ccgt) a elevata efficienza dal 2022, che andrà a sostituire gli impianti a carbone in vista del phase-out del carbone entro il 2025;
  • avvio del fine ciclo di vita dei vecchi impianti Ccgt che, dalla seconda metà del decennio, consente il realizzarsi di condizioni di mercato favorevoli per retrofit a elevata efficienza e flessibilità la cui remunerazione e ritorno sull'investimento sono assicurati dalla partecipazione a Mgp e Msd, garantendo inoltre un più elevato livello di adeguatezza del sistema nel medio-lungo termine e quindi minore spazio di crescita di marginalità in assenza di tali investimenti;
  • conseguente marginalità non in crescita sul mercato Mgp;
  • ruolo crescente delle fonti rinnovabili, sostenute anche dalle esigenze di riduzione della dipendenza non solo dai combustibili fossili in generale ma anche da aree geopolitiche specifiche.

Ciò premesso, i flussi di cassa futuri sono stati determinati sulla base dello scenario energetico di medio-lungo termine ritenuto più probabile da parte del Gruppo, formulato sulla base di ipotesi elaborate da un esperto indipendente coerenti con le aspettative di evoluzione della domanda di energia, della potenza installata, della domanda contendibile per i cicli combinati, del margine di riserva atteso del sistema. Tale scenario, soprattutto nel medio-lungo termine, si discosta da quello utilizzato nel precedente esercizio, specialmente per effetto di informazioni più analitiche circa i livelli di efficienza della nuova capacità entrante, che si ritiene contribuirà a mantenere su valori inferiori il clean spark spread futuro. I flussi di cassa stimati sono stati attualizzati utilizzando un Wacc del 5,04%, calcolato con le stesse modalità illustrate per le unità generatrici di flussi finanziari.

L'esito del test ha confermato la piena recuperabilità dei valori riferiti a Set Spa, mentre ha determinato un ripristino di valore del finanziamento nei confronti di Tamarete Energia Srl per 2,2 milioni di euro, pari alla quota incassata nel corso dell'esercizio.

È stata inoltre sviluppata un'analisi di sensitivity ipotizzando un Css nullo, con conseguente riduzione dei flussi di cassa sviluppati negli anni di vita degli impianti. Anche in questo caso si avrebbe la piena recuperabilità dei valori iscritti a bilancio di Set Spa.

Al termine del processo valutativo il valore di iscrizione di asset finanziari, partecipazione e crediti, relativi a Set Spa risulta pari a 47 milioni di euro, mentre gli asset finanziari riferiti a Tamarete Energia Srl risultano interamente svalutati.

32 Attività operativa

Variazione capitale circolante netto

Di seguito si riportano le informazioni sulle variazioni del capitale circolante netto intercorse nell'esercizio 2021, distinte tra flussi monetari e flussi non monetari.

Tipologia 31-dic-21 31-dic-20 Var.
(a)
Flussi non monetari Flussi
monetari
(f)=(b)+(c)+
(d)+(e)-(a)
Acquisizioni
cessioni
(b)
Componenti
economiche
valutative
(c)
Variazioni fair
value
(d)
Altre
variazioni
(e)
Rimanenze 368,0 171,7 196,3 0,2 (0,6) (196,7)
Crediti commerciali 2.918,0 1.971,6 946,4 18,1 (95,0) (17,3) 146,8 (893,8)
Debiti commerciali (2.356,6) (1.497,5) (859,1) (11,2) 10,6 858,5
Altre
attività/passività
correnti
(1.013,3) (568,7) (444,6) (2,1) 12,0 (12,9) (161,8) 279,8
Variazione
capitale circolante
(83,9) 77,1 (161,0) 5,0 (83,6) (30,2) (4,4) 47,8

"Acquisizioni e cessioni" accolgono gli effetti derivanti dalle operazioni di acquisizione del controllo effettuate nel corso dell'esercizio 2021, come illustrato nel dettaglio al paragrafo 2.02.02 "Area di consolidamento", nella sezione "Operazioni di business combination".

"Componenti economiche valutative" accolgono principalmente:

  • l'accantonamento a fondo svalutazione crediti per 94,4 milioni di euro negativi;
  • le quote di competenza del periodo dei contributi in conto impianti, il cui ammontare complessivo è stato incassato negli esercizi precedenti, per 12,4 milioni di euro.

"Variazioni fair value" accolgono:

  • la valutazione al valore corrente di mercato dei crediti correlati all'applicazione dello sconto in fattura in relazione a interventi di efficientamento energetico presso clienti finali, detenuti allo scopo di cessione a istituti finanziari, per 17,3 milioni di euro negativi;
  • la valutazione dei certificati ambientali e degli obblighi di emissione di gas serra assegnati al Gruppo, oltre che la valorizzazione dei contratti a termine per la compravendita di quote di emissioni di gas serra, per complessivi 12,9 milioni di euro negativi.

"Altre variazioni" accolgono principalmente compensazioni all'interno dal capitale circolante netto di operazioni che prevedono la rappresentazione lorda di attività e passività.

Dividendi incassati

Nel corso dell'esercizio 2021 sono stati incassati dividendi da società consolidate secondo il metodo del patrimonio netto per 8,5 milioni di euro e da partecipazioni detenute in altre società per 3,5 milioni di euro.

Interessi netti pagati

Di seguito si riporta la riconciliazione tra i valori di bilancio di proventi e oneri finanziari e i relativi flussi di cassa netti dell'esercizio.

Tipologia Componenti non monetarie Componenti
2021
(a)
Componenti
economiche valutative
(b)
Variazioni
Fair Value
(c)
Altre variazioni
(d)
monetarie
(e)=(a)-(b)-(c)-(d)
Proventi finanziari 82,3 5,3 23,8 20,6 32,6
Oneri finanziari (300,3) (68,3) (48,6) (87,2) (96,2)
Totale (218,0) (63,0) (24,8) (66,6) (63,6)

"Componenti economiche valutative" accolgono oneri e proventi derivanti sia dalla valutazione a costo ammortizzato sia dal processo di attualizzazione di passività con esborsi monetari nel medio-lungo periodo.

"Variazioni fair value" accolgono le valutazioni al valore corrente di mercato delle attività e passività finanziarie, principalmente riferibili ai crediti correlati all'applicazione dello sconto in fattura in relazione a interventi agevolabili di efficientamento energetico realizzati per conto di clienti finali.

Per maggiori dettagli sulle voci sopra, si rimanda alla nota 10 "Proventi e oneri finanziari" e alla nota 20 "Strumenti derivati".

"Altre variazioni" accolgono principalmente:

  • le componenti di proventi incassati e oneri pagati nell'esercizio i cui flussi di cassa sono esposti in voci specifiche del rendiconto finanziario, relativi principalmente agli oneri da negoziazione per il riacquisto parziale di cinque bond avvenuto nell'esercizio per 82,6 milioni di euro negativi;
  • i flussi di cassa relativi a interessi rilevati per competenza negli esercizi precedenti.

Imposte pagate

Si riporta il dettaglio per tipologia di imposta dei flussi che compongono la voce:

31-dic-21 31-dic-20
Imposte sul reddito 148,2 116,9
Imposta sostitutiva 9,2 84,1
Rimborso Ires (1,1) (16,4)
Imposte pagate 156,3 184,6

La voce "Imposta sostitutiva" accoglie al 31 dicembre 2021 quanto versato in relazione al riallineamento fiscale degli avviamenti, come illustrato dettagliatamente alla nota 11 "Imposte". Nell'esercizio precedente era stata effettuata una rilevante operazione fiscale di affrancamento di partecipazioni di controllo (mediante il versamento di un'imposta sostitutiva del 16%) nell'ambito dell'operazione di acquisizione delle società di vendita del Gruppo Ascopiave.

La voce "Rimborso Ires" si riferisce, al 31 dicembre 2020, all'incasso di crediti per istanze di rimborso Ires in relazione alla deducibilità dell'Irap dall'Ires per 16,4 milioni di euro.

Tali effetti sono solo parzialmente compensati dai maggiori flussi di cassa corrisposti rispetto all'esercizio precedente per saldo e acconti delle imposte correnti.

33 Attività di investimento

Investimenti in imprese controllate e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide

Nel corso dell'esercizio 2021 il Gruppo ha acquisito il controllo delle società Primagas Ad, Recycla Spa e Eco Gas Srl e del Gruppo Vallortigara, per i cui dettagli si rimanda al paragrafo 1.03 "Principali fatti di rilevo" della relazione sulla gestione.

Investimenti in altre partecipazioni

Nel corso dell'esercizio 2021 il Gruppo ha acquisito quote non di controllo delle società SEA - Servizi Ecologici Ambientali Srl e Tremonti Srl e ha costituito tramite partnership con il gruppo ENI la società HEA Spa. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo 1.03 "Principali fatti di rilevo" della relazione sulla gestione.

Si riporta nella tabella seguente il dettaglio degli esborsi di cassa e delle disponibilità liquide acquisite, laddove presenti, relativamente agli investimenti in imprese e rami aziendali.

31-dic-21 Primagas
Ad
Eco Gas
Srl
Recycla
Spa
Gruppo
Vallortigara
Altre
minori
Totale
investimenti
Esborsi di cassa che hanno
portato all'ottenimento del controllo
3,2 14,5 27,3 28,7 73,7
Corrispettivi da versare 0,4 1,2 1,6
Disponibilità liquide acquisite (0,6) (2,3) (8,3) (11,2)
Investimenti in imprese
controllate e rami aziendali al
netto delle disponibilità liquide
3,2 14,3 26,2 20,4 64,1
Esborsi di cassa in partecipazioni
non controllate
11,0 11,0
Investimenti in imprese
controllate, rami aziendali e altre
partecipazioni
3,2 14,3 26,2 20,4 11,0 75,1

Incremento/decremento di altre attività di investimento

Di seguito si riportano le informazioni sulle variazioni delle altre attività di investimento intercorse nell'esercizio 2021, distinte tra flussi monetari e flussi non monetari.

Tipologia Flussi non monetari
Var.
31-dic-21
31-dic-20
(a)
Flussi
monetari
(f)=(b)+(c)+
(d)+(e)-(a)
Acquisizioni
cessioni
(b)
Componenti
economiche
valutative
(c)
Variazioni
fair value
(d)
Altre
variazioni
(e)
Attività finanziarie
correnti e non
correnti
172,0 173,6 (1,6) 0,2 7,1 (10,4) (1,5)

"Componenti economiche valutative" accolgono:

  • i proventi da attualizzazione di crediti finanziari per 5,3 milioni di euro, come riportato alla nota 10 "Proventi e oneri finanziari";
  • la rivalutazione del credito finanziario svalutato negli esercizi precedenti nei confronti della società Tamarete Energia Srl per 2,2 milioni di euro, pari alla quota incassata nel corso dell'esercizio;
  • la svalutazione di crediti finanziari non correnti verso la società collegata H.E.P.T. Co. Ltd per 0,4 milioni di euro negativi.

"Altre variazioni" accolgono principalmente la riclassifica di accantonamenti rilevati tra i fondi per rischi ed oneri negli esercizi precedenti (e riaccertati in corso d'anno) per far fronte a crediti di dubbia recuperabilità nei confronti di società partecipate, per 10,2 milioni di euro, come riportato alla nota 28 "Fondi per rischi e oneri".

34 Attività di finanziamento

Variazione delle passività finanziarie

Di seguito si riportano le informazioni sulle variazioni delle passività finanziarie intercorse nell'esercizio 2021, distinte tra flussi monetari e flussi non monetari.

Per maggiori dettagli della voce "Variazioni fair value" si rimanda alla nota 20 "Strumenti derivati", mentre relativamente a "Componenti economiche valutative" e "Altre variazioni" si rimanda alle note 10 "Proventi e oneri finanziari", 14 "Diritti d'uso e passività per leasing" e 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti".

Tipologia 31-dic-21 31-dic-20 Var.
(a)
Flussi
monetari
(f)=(b)+(c)+
(d)+(e)-(a)
Acquisizioni
cessioni
(b)
Componenti
economiche
valutative
(c)
Variazioni fair
value
(d)
Altre
variazioni
(e)
Passività finanziarie
non correnti
3.716,0 3.678,7 37,3 29,8 51,8 (0,3) (49,4) 5,4
Passività finanziarie
correnti
499,7 616,9 (117,2) 2,9 (2,1) (0,7) 135,7 (253,0)
Flussi relativi a
passività
finanziarie
4.215,7 4.295,6 (79,9) 32,7 49,7 (1,0) 86,3 (247,6)
di cui
Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 525,1
Rimborsi di debiti finanziari non correnti (519,8)
Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari (252,9)
Passività per
leasing
96,6 93,6 3,0 2,5 3,1 19,9 (22,5)
Passività
finanziarie
derivanti da
attività di
finanziamento
4.312,3 4.389,2 (76,9) 35,2 52,8 (1,0) 106,2 (270,1)

"Acquisizioni e cessioni" accolgono gli effetti derivanti dalle operazioni di acquisizione del controllo effettuate nel corso dell'esercizio 2021, come illustrato nel dettaglio al capitolo 2.02.02 "Area di consolidamento", nella sezione "Operazioni di business combination".

"Componenti economiche valutative" si riferiscono a:

  • oneri da valutazione al costo ammortizzato di bond e finanziamenti per 29,7 milioni di euro;
  • oneri da attualizzazione correlati alle opzioni di vendita delle partecipazioni di minoranza e agli earn out contrattualizzati in sede di acquisizione del controllo di imprese e rami aziendali, per 20 milioni di euro;
  • oneri correlati ai contratti di leasing per 3,1 milioni di euro.

"Variazioni fair value" accolgono principalmente la rettifica apportata al valore contabile del prestito obbligazionario in valuta per effetto della relazione di copertura in fair value hedge per 1,1 milioni di euro.

"Altre variazioni", con riferimento a "Passività finanziarie non correnti" e "Passività finanziarie correnti", accolgono gli effetti netti dovuti principalmente a:

  • oneri da negoziazione in relazione al riacquisto di quote di prestiti obbligazionari effettuati nell'esercizio 2021, per 82,6 milioni di euro (come riportato nella precedente nota 32 "Attività operativa" alla voce "Interessi netti pagati");
  • riclassifica come debito di natura finanziaria del fondo ripristino relativo all'attività di gestione del servizio idrico integrato nel territorio della provincia di Rimini, per 39,4 milioni di euro, come riportato nella nota 28 "Fondi per rischi e oneri";
  • pagamento dei dividendi ai soci di minoranza di EstEnergy Spa per 17,2 milioni di euro. Nello schema di rendiconto finanziario il relativo flusso di cassa è rappresentato tra i dividendi pagati nel periodo, mentre contabilmente rappresenta una variazione delle passività finanziarie, poiché la policy del Gruppo prevede di iscrivere a bilancio la stima dell'importo complessivo dei dividendi che verranno distribuiti lungo la vita dell'opzione di vendita riconosciuta ai soci di minoranza, il cui meccanismo è illustrato nella nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti".

"Altre variazioni", con riferimento alle "Passività per leasing", accolgono i debiti relativi ai contratti sottoscritti nell'esercizio e la rimisurazione del debito dei contratti in essere, generata da un aggiornamento delle ipotesi sottostanti circa le opzioni di rinnovo, acquisto o recesso anticipato.

Acquisto quote di partecipazioni in imprese consolidate

Il valore si riferisce all'esborso correlato all'acquisto di quote non di controllo nella società Ascotrade Spa, come descritto al paragrafo 2.02.02 "Area di consolidamento".

Dividendi pagati ad azionisti Hera e interessenze di minoranza

  • Il valore si riferisce ai dividendi pagati nel corso dell'esercizio 2021 a:
  • soci della capogruppo per 157,3 milioni di euro;
  • soci di minoranza per 35,7 milioni di euro, di cui 17,2 milioni di euro corrisposti ai soci di minoranza di EstEnergy Spa il cui ammontare è stato portato a riduzione del debito per opzione di vendita, come illustrato nella nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti".

Si segnala, infine, che non sono presenti nell'esercizio 2021 flussi non monetari dovuti a differenze cambio.

35 Classificazione di attività e passività finanziarie ai sensi dell'Ifrs 7

La seguente tabella illustra la composizione delle attività del Gruppo per classe di valutazione. Il fair value delle altre partecipazioni e degli strumenti finanziari derivati, viceversa, è dettagliato rispettivamente nelle note 17 e 20.

31-dic-21 Gerarchia
fair value
Fair value a
conto economico
Fair value a
conto economico
complessivo
Costo
ammortizzato
Totale
Attività finanziarie non correnti 2 1,9 140,8 142,7
Attività non correnti 1,9 140,8 142,7
Crediti commerciali 3 198,0 2.720,0 2.918,0
Attività finanziarie correnti 29,3 29,3
Altre attività 2 26,1 417,4 443,5
Attività correnti 26,1 198,0 3.166,7 3.390,8
31-dic-20 Gerarchia
fair value
Fair value a
conto economico
Fair value a
conto economico
complessivo
Costo
ammortizzato
Totale
Attività finanziarie non correnti 2 1,9 138,9 140,8
Attività non correnti 1,9 138,9 140,8
Crediti commerciali 3 1.971,6 1.971,6
Attività finanziarie correnti 2 0,1 32,7 32,8
Altre attività 2 24,6 474,6 499,2
Attività correnti 24,6 0,1 2.478,9 2.503,6

Relativamente ad "Attività finanziarie non correnti" si rimanda al dettaglio della nota 18.

Relativamente ad "Attività correnti" si rimanda ai dettagli delle note 18, 22, 23 e 24.

La seguente tabella illustra la composizione delle passività del Gruppo per classe di valutazione. Il fair value degli strumenti derivati è dettagliato, viceversa, nella nota 20.

31-dic-21 Gerarchia
fair value
Fair value a
conto economico
Elementi coperti
(fair value hedge)
Costo
ammortizzato
Totale
Passività finanziarie non correnti 2/3 590,8 143,7 2.981,5 3.716,0
Passività non correnti per leasing 53,2 53,2
Passività non correnti 590,8 143,7 3.034,7 3.769,2
Debiti commerciali 2.356,6 2.356,6
Passività finanziarie correnti 3 1,6 498,1 499,7
Passività correnti per leasing 43,4 43,4
Altre passività 2 22,5 1.441,0 1.463,5
Passività correnti 24,1 4.339,1 4.363,2
31-dic-20 Gerarchia
fair value
Fair value a
conto economico
Elementi coperti
(fair value hedge)
Costo
ammortizzato
Totale
Passività finanziarie non correnti 2/3 561,8 144,6 2.972,3 3.678,7
Passività non correnti per leasing 73,5 73,5
Passività non correnti 561,8 144,6 3.045,8 3.752,2
Debiti commerciali 1.497,5 1.497,5
Passività finanziarie correnti 616,9 616,9
Passività correnti per leasing 20,1 20,1
Altre passività 2 8,1 1.073,5 1.081,6
Passività correnti 8,1 3.208,0 3.216,1

Relativamente a "Passività finanziarie non correnti", la gerarchia del fair value per gli elementi coperti (fair value hedge) è di livello 2 mentre per gli elementi valutati a fair value a conto economico è di livello 3.

Relativamente a "Passività non correnti" si rimanda ai dettagli delle note 14 e 26.

Relativamente a "Passività correnti" si rimanda ai dettagli delle note 14, 23, 26, 29 e 30.

Informativa per settori operativi 2.02.06

La rappresentazione dei risultati per settori operativi è effettuata in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare la perfomance del Gruppo per aree di attività omogenee. Costi e attività nette delle funzioni di supporto al business, in coerenza con il modello di controllo interno, sono attribuiti interamente ai business operativi.

Al 31 dicembre 2021 il Gruppo Hera è organizzato nei seguenti settori operativi:

  • Gas: comprende i servizi di distribuzione e vendita di gas metano, di teleriscaldamento e i servizi energia;
  • Energia elettrica: comprende la produzione di energia, i servizi di distribuzione e vendita di energia elettrica;
  • Ciclo idrico: comprende i servizi di acquedotto, depurazione e fognatura;
  • Ambiente: comprende i servizi di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • Altri servizi: comprende l'illuminazione pubblica, le telecomunicazioni e altri servizi minori.

Si riportano le attività e passività per settore operativo relative agli esercizi 2020 e 2021:

31-dic-21 Gas Energia
elettrica
Ciclo idrico Ambiente Altri servizi Totale
Esercizio corrente
Asset (tangibili e intangibili) 1.943,3 647,6 2.134,2 1.315,4 128,8 6.169,3
Avviamento 494,8 72,2 42,7 228,3 4,9 842,9
Partecipazioni 111,7 30,4 18,9 37,5 198,5
Attività immobilizzate non attribuite 97,3
Immobilizzazioni nette 2.549,8 750,2 2.195,8 1.581,2 133,7 7.308,0
Capitale circolante netto attribuito (95,5) 108,1 (155,4) 66,8 (7,9) (83,9)
Capitale circolante netto non
attribuito
87,4
Capitale circolante netto (95,5) 108,1 (155,4) 66,8 (7,9) 3,5
Fondi diversi (181,1) (33,4) (129,4) (285,2) (4,3) (633,4)
Capitale investito netto 2.273,2 824,9 1.911,0 1.362,8 121,5 6.678,1
31-dic-20 Gas Energia
elettrica
Ciclo idrico Ambiente Altri servizi Totale
Esercizio precedente
Asset (tangibili e intangibili) 1.855,5 618,8 2.122,4 1.222,9 127,2 5.946,8
Avviamento 498,5 68,5 42,8 198,1 4,9 812,8
Partecipazioni 112,6 29,9 20,0 25,4 187,9
Attività immobilizzate non attribuite 36,1
Immobilizzazioni nette 2.466,6 717,2 2.185,2 1.446,4 132,1 6.983,6
Capitale circolante netto attribuito 181,1 (32,6) (145,6) 78,5 (3,9) 77,5
Capitale circolante netto non
attribuito
(23,9)
Capitale circolante netto 181,1 (32,6) (145,6) 78,5 (3,9) 53,6
Fondi diversi (175,6) (32,8) (159,4) (282,6) (4,5) (654,9)
Capitale investito netto 2.472,1 651,8 1.880,2 1.242,3 123,7 6.382,3

Si riportano le principali misure di risultato per settore operativo relative agli esercizi 2020 e 2021:

2021 Gas Energia
elettrica
Ciclo idrico Ambiente Altri servizi Struttura Totale
Esercizio corrente
Ricavi diretti 5.833,6 2.784,2 911,1 1.272,1 125,9 28,5 10.955,4
Ricavi infra-cicli 109,0 233,1 4,7 34,9 44,2 76,1 502,1
Totale ricavi diretti 5.942,7 3.017,2 915,8 1.307,0 170,2 104,7 11.457,5
Ricavi indiretti 26,3 7,4 48,9 21,4 0,6 (104,7)
Ricavi totali 5.969,0 3.024,6 964,7 1.328,4 170,8 11.457,5
Margine operativo lordo 487,6 144,7 262,4 291,7 37,4 1.223,9
Ammortamenti e accantonamenti
diretti
173,8 69,7 121,2 152,0 20,4 75,0 612,1
Ammortamenti e accantonamenti
indiretti
8,0 3,0 35,4 28,1 0,5 (75,0)
Ammortamenti e accantonamenti
totali
181,9 72,7 156,5 180,2 20,9 612,1
Risultato operativo 305,8 72,0 105,9 111,6 16,4 611,7
2020 Gas Energia
elettrica
Ciclo idrico Ambiente Altri servizi Struttura Totale
Esercizio precedente
Ricavi diretti 3.271,7 2.189,5 846,8 1.121,7 105,9 11,2 7.546,9
Ricavi infra-cicli 74,3 120,2 4,7 54,5 42,6 54,9 351,2
Totale ricavi diretti 3.346,0 2.309,7 851,6 1.176,2 148,5 66,1 7.898,1
Ricavi indiretti 15,3 6,1 32,0 14,1 (1,4) (66,1)
Ricavi totali 3.361,3 2.315,9 883,6 1.190,3 147,1 7.898,1
Margine operativo lordo 374,4 188,2 265,8 258,0 36,7 1.123,0
Ammortamenti e accantonamenti
diretti
150,1 66,5 116,6 150,2 21,0 67,3 571,7
Ammortamenti e accantonamenti
indiretti
7,3 3,5 31,0 25,0 0,4 (67,3)
Ammortamenti e accantonamenti
totali
157,4 70,0 147,7 175,2 21,4 571,7
Risultato operativo 217,1 118,2 118,1 82,8 15,2 551,3

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO 2.03

Indebitamento finanziario netto 2.03.01

31-dic-21 31-dic-20
A Disponibilità liquide 885,6 987,1
B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide
C Altre attività finanziarie correnti 29,3 32,8
D Liquidità (A+B+C) 914,9 1.019,9
E Debito finanziario corrente (443,6) (302,6)
F Parte corrente del debito finanziario non corrente (99,5) (327,2)
G Indebitamento finanziario corrente (E+F) (543,1) (629,8)
H Indebitamento finanziario corrente netto (G+D) 371,8 390,1
I Debito finanziario non corrente (1.073,8) (1.203,6)
J Strumenti di debito (2.702,0) (2.554,3)
K Debiti commerciali e altri debiti non correnti
L Indebitamento finanziario non corrente (I+J+K) (3.775,8) (3.757,9)
M Totale indebitamento finanziario (H+L) (3.404,0) (3.367,8)
Crediti finanziari non correnti 142,7 140,8
Indebitamento finanziario netto (NetDebt) (3.261,3) (3.227,0)

Indebitamento finanziario netto ai sensi della comunicazione Consob Dem/6064293 del 2006 2.03.02

31-dic-21 31-dic-20
A B C D A B C D
A Disponibilità
liquide
885,6 987,1
B Mezzi equivalenti
a disponibilità
liquide
C Altre attività
finanziarie
correnti
29,3 4,8 4,4 3,2 32,8 0,3 4,4 4,4 1,4
D Liquidità
(A+B+C)
914,9 1.019,9
di cui correlate 4,8 4,4 3,2 0,3 4,4 4,4 1,4
E Debito finanziario
corrente
(443,6) (0,8) (39,4) (302,6) (0,7)
F Parte corrente
del debito
finanziario non
corrente
(99,5) (1,2) (0,1) (327,2) (1,2) (0,1)
G Indebitamento
finanziario
corrente (E+F)
(543,1) (629,8)
di cui correlate (2,0) (39,5) (1,9) (0,1)
H Indebitamento
finanziario
corrente netto
(G+D)
371,8 390,1
di cui correlate 4,8 2,4 (36,3) 0,3 4,4 2,5 1,3
I Debito finanziario
non corrente
(1.073,8) (6,4) (0,2) (1.203,6) (7,9) (0,2)
J Strumenti di
debito
(2.702,0) (2.554,3)
K Debiti
commerciali e
altri debiti non
correnti
L Indebitamento
finanziario non
corrente (I+J+K)
(3.775,8) (3.757,9)
di cui correlate (6,4) (0,2) (7,9) (0,2)
M Totale
indebitamento
finanziario (H+L)
(3.404,0) (3.367,8)
di cui correlate 4,8 (4,0) (36,5) 0,3 4,4 (5,4) 1,1
Crediti finanziari
non correnti
142,7 140,8
di cui correlate 18,6 13,6 29,8 20,3 15,0 36,9
Indebitamento
finanziario netto
(NetDebt)
(3.261,3) (3.227,0)
di cui correlate 23,4 9,6 (6,7) 0,3 24,7 9,6 38,0

Legenda intestazione colonne parti correlate:

A Società controllate non consolidate

B Società collegate e a controllo congiunto

C Società correlate a influenza notevole (Comuni soci)

D Altre parti correlate

SCHEMI DI BILANCIO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB 15519/2006 2.04

Conto economico ai sensi della delibera Consob 15519/2006 2.04.01

Legenda intestazione colonne parti correlate: A Società controllate non consolidate B Società collegate e a controllo congiunto C Società correlate a influenza notevole (Comuni soci) D Altre parti correlate

Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 208|

Situazione patrimoniale-finanziaria ai sensi della delibera Consob 15519/2006 2.04.02

Legenda intestazione colonne parti correlate: A Società controllate non consolidate B Società collegate e a controllo congiunto C Società correlate a influenza notevole (Comuni soci) D Altre parti correlate

Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 209|

note 31-dic-21 - di cui correlate 31-dic-20 - di cui correlate
B C D Totale 96 B C D Totale
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA
apitale sociale e riserve
Capitale sociale 26 1.459.6 - - 1.460.0 - -
liserve 26 1.407.1 - - - 1.198,1
Jtile (perdita) del periodo 333.5 - - 302.7 - -
atrimonio netto del Gruppo 3.200,2 2.960.8 -
nteressenze di minoranza 26 216,6 - - 194.5 -
otale patrimonio netto 3.416.8 - - - - - 3.155,3 - -
assività non correnti
assività finanziane non correnti 26, 35 3.716.0 1,8 - 1,8 0.0% 3.678,7 2,3 2,3
assività non corrent per leasing 14, 35 53.2 0,1 4.6 0,2 4.9 9,2% 73.5 5.6 0,3 5,9
rattamento di fine rapporto e altri benefici 27 105.4 - - 116,7 - -
ondi per rischie onen 28 528.0 1,5 1,5 0,3% 538.2 2,8 - 2,8
assività fiscali differite 19 132,1 ' 120,5 -
Strumenti finanzian derivati 20 13,5 20.1 - :
lotale passività non correnti 4.548,2 - 1,6 6,4 0,2 8,2 4.547,7 - 2,8 7,9 0,3 11,0
Passività correnti
assività finanziane correnti 26, 35 499.7 0,7 39.4 40,1 8.0% 616.9 ರಿ
0
0,8
assività corrent per leasing 14,35 43,4 0.0 1,2 0.1 1,3 3,1% 20,1 1.2 0,1 1,3
De biti commerciali 29, 35 2.356.6 31,8 16,7 24,6 73,1 3,1% 1.497,5 15.0 16,7 24,5 56,2
assività perimposte correnti 23, 35 27,9 25,4
Altre passività correnti 30, 35 1.435.6 4,8 4,8 0,4 10,0 0,7% 1.056.2 1,4 5,7 0,3 7,4
Strumenti finanzian derivati 20 1.703,3 115,7
lotale passività correnti 6.066.5 36.6 23.4 64.5 124.5 3.331.8 16.4 24.4 24.9 65.7
TOTALE PASSIVITA 10.614,7 - 38,2 29,8 64,7 132,7 7.879,5 19.2 32,3 25,2 76,7
Passività associabili ad attività destinate alla vendita -
TOTALE PATRIMONIO NETTOE PASSIVITA 14.031,5 - 38,2 29.8 64,7 132.7 11.034,8 - 19.2 32.3 25,2 76,7

Legenda intestazione colonne parti correlate: A Società controllate non consolidate B Società collegate e a controllo congiunto C Società correlate a influenza notevole (Comuni soci) D Altre parti correlate

Rendiconto finanziario ai sensi della delibera Consob 15519/2006 2.04.03

31-dic-21 di cui parti correlate
Risultato ante imposte 406,9
Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operative
Ammortamenti e perdite di valore di attività 469,9
Accantonamenti ai fondi 142,2
Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto (13,2)
(Proventi) oneri finanziari 218,0
(Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari 25,5
Variazione fondi rischi e oneri (31,2)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti (12,6)
Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante netto 1.205,5
(Incremento) decremento di rimanenze (196,7)
(Incremento) decremento di crediti commerciali (893,8) (19,9)
Incremento (decremento) di debiti commerciali 858,5 16,9
Incremento/decremento di altre attività/passività correnti 279,8 10,8
Variazione capitale circolante 47,8
Dividendi incassati 12,0 8,5
Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati 32,6 3,7
Interessi passivi, oneri netti su derivati e altri oneri finanziari pagati (96,2) (2,5)
Imposte pagate (156,3)
Disponibilità generate dall'attività operativa (a) 1.045,4
Investimenti in immobilizzazioni materiali (171,9)
Investimenti in attività immateriali (416,8)
Investimenti in imprese controllate e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide (64,1)
Investimenti in altre partecipazioni (11,0) (11,0)
Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali 2,5
Disinvestimenti in partecipazioni e contingent consideration 0,2 (0,2)
(Incremento) decremento di altre attività d'investimento (1,5) (2,5)
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b) (662,6)
Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 525,1
Rimborsi di debiti finanziari non correnti (519,8)
Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari (252,9) (0,5)
Canoni pagati per leasing (22,5) (1,4)
Acquisto quote di partecipazioni in imprese consolidate (21,0)
Dividendi pagati ad azionisti Hera e interessenze di minoranza (193,0) (62,6)
Variazione azioni proprie in portafoglio (0,2)
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento (c) (484,3)
Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c) (101,5)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio dell'esercizio 987,1
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio 885,6

Elenco parti correlate 2.04.04

-

I valori riportati nella tabella al 31 dicembre 2021 sono relativi alle parti correlate di seguito elencate:

Gruppo A - Società controllate non consolidate

Gruppo B - Società collegate e a controllo congiunto

Adria Link Srl Aimag Spa ASM SET Srl Energo Doo Enomondo Srl Hea Spa H.E.P.T. Co. Ltd Natura Srl in liquidazione Oikothen Scarl in liquidazione SEA - Servizi Ecologici Ambientali Srl Set Spa Sgr Servizi Spa Sinergie Italiane Srl in liquidazione Tamarete Energia Srl Tre Monti Srl

Gruppo C - Parti correlate a influenza notevole

Comune di Bologna Comune di Casalecchio di Reno Comune di Cesena Comune di Ferrara Comune di Imola Comune di Modena Comune di Padova Comune di Ravenna Comune di Rimini Comune di Trieste Con.Ami Holding Ferrara Servizi Srl Ravenna Holding Spa Rimini Holding Spa

Gruppo D - Altre parti correlate

Acosea Impianti Srl Acquedotto del Dragone Impianti Spa Aloe Spa Amir Spa - Asset Apa2 consulting Sas Aspes Spa Calenia Energia Spa Co.ra.b. Srl Cora costr. Resid. Artig. Srl Dental invest Srl Executive Advocacy Srl Fiorano Gestioni Patrimoniali Srl Fonderia cab Srl Fonderia fomar ghisa Srl Formigine Patrimonio Srl

Ire immobiliare riqualificazione ed Maranello Patrimonio Srl Medeopart 2 Srl Medeopart 3 Srl Medeopart 5 Srl Medeopart associates Srl Rabofin Srl Romagna Acque Spa Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl Se.r.a. Srl servizi ristorazione Serramazzoni Patrimonio Srl Sis Società Intercomunale di Servizi Spa in liquidazione Società Italiana Servizi Spa - Sis Spa asset Te.Am Srl Unica Reti Spa - Asset Vanpart Srl Sindaci, amministratori, dirigenti strategici, famigliari di dirigenti strategici

Note di commento ai rapporti con parti correlate 2.04.05

Gestione dei servizi

Il Gruppo Hera è concessionario in gran parte del territorio di competenza e nella quasi totalità dei territori dei Comuni azionisti relativamente alle province di Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, Padova, Udine, Trieste, Gorizia e Pesaro dei servizi pubblici locali d'interesse economico (distribuzione di gas naturale a mezzo di gasdotti locali, servizio idrico integrato e servizi ambientali, comprensivi di spazzamento, raccolta, trasporto e avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti). Il servizio di distribuzione dell'energia elettrica è svolto nei comprensori di Modena e Imola, e nei comuni di Trieste e Gorizia. Altri servizi di pubblica utilità (tra questi, teleriscaldamento urbano, servizi energia e pubblica illuminazione) sono svolti in regime di libero mercato ovvero attraverso specifiche convenzioni con gli enti locali interessati. Attraverso appositi rapporti convenzionali con gli enti locali e/o le agenzie di ambito territoriali, al Gruppo Hera è demandato anche il servizio di trattamento e smaltimento rifiuti, non già ricompreso nelle attività di igiene urbana.

Settore idrico

Il servizio idrico gestito dal Gruppo Hera è svolto nei territori di pertinenza della Regione Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Marche. Esso è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le rispettive autorità di ambito locale, di durata variabile, normalmente ventennale.

L'affidamento al Gruppo Hera della gestione del servizio idrico integrato ha a oggetto l'insieme delle attività di captazione, potabilizzazione e distribuzione di acqua potabile a uso civile e industriale e il servizio di fognatura e depurazione. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali prevedono anche in capo al gestore l'esecuzione delle attività di progettazione e realizzazione di nuove reti e impianti funzionali all'erogazione del servizio. Le convenzioni regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale, le forme di gestione del servizio, nonché gli standard prestazionali e di qualità.

A partire dal 2012, la competenza in materia tariffaria è stata demandata dal Governo all'Autorità nazionale Arera che, nell'ambito di tale funzione, ha deliberato un metodo tariffario transitorio valevole per le annualità 2012-2013, un biennio di consolidamento 2014-2015, un secondo periodo tariffario 2016-2019 (Mti-2) e l'attuale regime regolatorio 2020-2023 (Mti-3).

La regolazione per il periodo 2020-2023 risulta in continuità con il precedente periodo 2016-2019 con l'introduzione di alcuni elementi di incentivazione collegati a obiettivi di sostenibilità energetica ed ambientale, nonché della qualità contrattuale. A ciascun gestore è riconosciuto un ricavo (Vrg) indipendente dalla dinamica dei volumi distribuiti e determinato sulla base dei costi operativi (efficientabili ed esogeni) e dei costi di capitale in funzione degli investimenti realizzati.

Per lo svolgimento del servizio il gestore si avvale di reti, impianti e altre dotazioni di sua proprietà, di proprietà dei Comuni, di proprietà delle società degli asset. Tali beni, facenti parte del patrimonio idrico indisponibile, oppure concessi in uso al gestore o in affitto, al termine della concessione devono essere riconsegnati ai Comuni, società degli asset, autorità di ambito locali, per essere messi a disposizione del gestore subentrante. Le opere realizzate dal Gruppo Hera per il servizio idrico, dovranno essere restituite ai citati enti a fronte del pagamento del valore residuo di tali beni.

I rapporti del Gruppo Hera con l'utenza sono disciplinati dai regolamenti di fornitura, nonché dalle carte dei servizi redatte sulla base di schemi di riferimento approvati dalle autorità di ambito locali, in coerenza alle disposizioni di Arera in termini di qualità del servizio e della risorsa.

Settore ambiente

Il servizio rifiuti urbani gestito dal Gruppo Hera nel territorio di competenza è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali e ha a oggetto la gestione esclusiva dei servizi di raccolta, trasporto, spazzamento e lavaggio delle strade, avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti e altre attività minori. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale ma anche le modalità di organizzazione e gestione del servizio e i livelli quantitativi e qualitativi delle prestazioni erogate. A partire dal 2020, il corrispettivo spettante al gestore per le prestazioni svolte, comprese le attività di smaltimento/trattamento/recupero dei rifiuti urbani, è definito sulla base della nuova regolazione nazionale Arera (delibera dell'Autorità 443/2019), nonché sulla base dei valori risultanti dalle procedure competitive già concluse, per gli ambiti di nuovo affidamento (ambito di Ravenna e Cesena).

Il servizio svolto per la gestione dei rifiuti urbani è fatturato dal Gruppo Hera ai singoli Comuni nel caso di regime Tari o ai singoli utenti nel caso di applicazione della tariffa corrispettiva puntuale (Tcp).

Per l'esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani il Gruppo Hera è soggetto all'ottenimento di autorizzazioni provinciali; inoltre per il 2021 la controllata Herambiente Spa ha stipulato con Atersir il contratto di servizio previsto dall'art. 16 della Legge Regionale dell'Emilia-Romagna 23 del 2011, per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati.

Nel rispetto del principio di continuità del servizio pubblico, ai sensi delle convenzioni in essere, il gestore è tenuto alla prosecuzione del servizio anche nei territori ove è già stata superata la data di scadenza dell'affidamento e fino alla decorrenza dei nuovi affidamenti; per le concessioni di Bologna e Modena sono già stati stipulati i nuovi affidamenti a partire dal 2022.

Settore energia

La durata delle concessioni di distribuzione di gas naturale a mezzo di gasdotti locali, inizialmente fissata in periodi tra dieci e trenta anni dagli atti originari d'affidamento stipulati con i Comuni, è stata rivista dal Decreto 164/2000 (cosiddetto Decreto Letta, di recepimento della direttiva 98/30/CE) e da successivi interventi di riordino dei mercati dell'energia. Inrete Distribuzione Energia Spa, società del Gruppo Hera subentrata a Hera Spa nell'attività di distribuzione gas ed energia elettrica gode degli incrementi delle durate residue previste per i soggetti gestori che hanno promosso operazioni di parziale privatizzazione e aggregazione. La durata delle concessioni di distribuzione è immutata rispetto a quella prevista all'atto della quotazione. Le convenzioni collegate alle concessioni di distribuzione hanno a oggetto la distribuzione del gas metano o altri similari, per riscaldamento, usi domestici, artigianali, industriali e per altri usi generici. Le tariffe per la distribuzione del gas sono fissate ai sensi della regolazione vigente e delle periodiche deliberazioni dell'autorità nazionale Arera. Il territorio sul quale Inrete Distribuzione Energia Spa esercisce il servizio di distribuzione del gas metano è suddiviso in ambiti tariffari nei quali, alle diverse categorie di clienti, è applicata una tariffa uniforme di distribuzione. La normativa tariffaria in vigore al momento dell'approvazione del presente bilancio annuale d'esercizio è rappresentata principalmente dalla delibera 596/2020/R/gas (Aggiornamento delle tariffe per i servizi di distribuzione e misura del gas, per l'anno 2021) che ha sostituito la precedente delibera 571/2019/R/gas del 27 dicembre 2019 e con cui vengono approvate, per l'anno 2021, le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione, misura e commercializzazione del gas naturale di cui all'articolo 42 della Rtdg.

Dal 1° gennaio 2020, infatti, è entrata in vigore la Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2020-2025 (Rtdg 2020-2025), approvata con deliberazione 570/2019/R/gas.

Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 43 della Rtdg 2020-2025, le tariffe obbligatorie di distribuzione e misura del gas naturale sono differenziate in ambiti tariffari:

  • ambito nord occidentale, comprendente le regioni Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria;
  • ambito nord orientale, comprendente le regioni: Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia - Romagna;
  • ambito centrale, comprendente le regioni Toscana, Umbria e Marche;
  • ambito centro-sud orientale, comprendente le regioni Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata;
  • ambito centro-sud occidentale, comprendente le regioni Lazio e Campania;
  • ambito meridionale, comprendente le regioni Calabria e Sicilia;
  • ambito Sardegna, comprendente la regione Sardegna.

Con la deliberazione 596/2020/R/gas sono state approvate, per l'anno 2021, le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione, misura e commercializzazione del gas naturale.

Il valore delle componenti tariffarie GS, RE, RS e UG1 - di cui al comma 42.3, lettere c), d), e) e f) della Rtdg 2020-2025 - è soggetto ad aggiornamento trimestrale.

Dal 1° gennaio 2021 i valori sono quelli della tabella 8 allegata alla deliberazione 349/2020/R/com, dal 1° marzo 2021 sono applicati gli stessi valori della tabella 8 allegata alla deliberazione 349/2020/R/com, dal 1° luglio 2021 i valori sono riportati in tabella 8 allegata alla deliberazione 278/2021/R/com e dal 1° ottobre 2021 è applicata la tabella 7 allegata alla deliberazione 396/2021/R/com.

Per quanto attiene all'energia elettrica, gli affidamenti (di durata trentennale e rinnovabili ai sensi della vigente normativa) hanno a oggetto l'attività di distribuzione di energia comprendente, tra l'altro, la gestione delle reti di distribuzione e l'esercizio degli impianti connessi, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la programmazione e l'individuazione degli interventi di sviluppo, nonché l'attività di misura. La sospensione, ovvero decadenza della concessione, può determinarsi, a giudizio dell'Autorità nazionale, a fronte del verificarsi di inadempimenti e di violazioni imputabili alla società concessionaria che pregiudichino in maniera grave e diffusa la prestazione del servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica. La società concessionaria della distribuzione è obbligata ad applicare ai propri clienti (i cosiddetti utenti della distribuzione) le tariffe fissate dalle norme vigenti e dalle deliberazioni adottate dall'autorità di settore. La normativa tariffaria in vigore al momento dell'approvazione del bilancio annuale di esercizio fa riferimento alla delibera dell'Autorità 654/2015/R/Eel del 23 dicembre 2015 (Regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica, per il periodo di regolazione 2016-2023) che ha sostituito la precedente delibera dell'Autorità Arg/elt 199/2011 e successive modificazioni e integrazioni (Disposizioni dell'Arera per l'erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica per il periodo di regolazione 2012-2015 e disposizioni in materia di condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione), vigente sino al 31 dicembre 2015.

Con questa deliberazione l'Autorità ha emanato le disposizioni in materia di regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica, per il periodo di regolazione 2016- 2023, definendo un periodo regolatorio di otto anni composto di due semiperiodi quadriennali, prevedendo altresì un aggiornamento infra-periodo tra il primo e il secondo semiperiodo.

La tariffa obbligatoria per il servizio di distribuzione copre i costi per il trasporto dell'energia elettrica sulle reti di distribuzione. È applicata a tutti i clienti finali, ad eccezione delle utenze domestiche in bassa tensione. La tariffa ha una struttura di tipo trinomio ed è espressa in centesimi di euro per punto di prelievo all'anno (quota fissa), centesimi di euro per Kw per anno (quota potenza) e centesimi di euro per Kwh consumato (quota energia).

La tariffa obbligatoria per il servizio di distribuzione è aggiornata periodicamente dall'autorità nazionale Arera con idoneo provvedimento, pertanto il 27 dicembre 2019 è stata emanata la delibera 568/2019/R/Eel con cui è stata approvata la regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica per il semiperiodo di regolazione 2020-2023.

Per i clienti domestici per l'anno 2021 l'aggiornamento delle tariffe relative all'erogazione dei servizi trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica è stato determinato con delibera 566/2020/R/Eel del 22 dicembre 2020.

PARTECIPAZIONI 2.05

Elenco delle società consolidate 2.05.01

Società controllate

Capitale sociale Percentuale consolidata Interessenza
Denominazione Sede legale (euro)(*) diretta indiretta complessiva
Acantho Spa Imola (BO) 23.573.079 80,64% 80,64%
AcegasApsAmga Spa Trieste 284.677.324 100,00% 100,00%
AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa Udine 11.168.284 100,00% 100,00%
Aliplast Spa Istrana (TV) 5.000.000 75,00% 75,00%
Aliplast France Recyclage Sarl La Wantzenau (Francia) 1.025.000 75,00% 75,00%
Aliplast Iberia SL Calle Castilla -Leon (Spagna) 815.000 75,00% 75,00%
Aliplast Polska Spoo Zgierz (Polonia) 1.200.000 PLN 75,00% 75,00%
Amgas Blu Srl Foggia 10.000 100,00% 100,00%
Aresenergy Eood Varna (Bulgaria) 50.000 Lev 100,00% 100,00%
AresGas Ead Sofia (Bulgaria) 22.572.241 Lev 100,00% 100,00%
Ares Trading Eood Varna (Bulgaria) 50.000 Lev 100,00% 100,00%
Asa Scpa Castelmaggiore (BO) 1.820.000 38,25% 38,25%
Ascopiave Energie Spa Pieve di Soligo (TV) 250.000 100,00% 100,00%
Ascotrade Spa Pieve di Soligo (TV) 1.000.000 100,00% 100,00%
Atlas Utilities EAD Varna (Bulgaria) 50.000 Lev 100,00% 100,00%
Biorg Srl Bologna 3.000.000 75,00% 75,00%
Black Sea Gas Company Eood Varna (Bulgaria) 5.000 Lev 100,00% 100,00%
Blue Meta Spa Pieve di Soligo (TV) 606.123 100,00% 100,00%
Eco Gas Srl Castel di Sangro (AQ) 100.000 100,00% 100,00%
EstEnergy Spa Trieste 299.925.761 100,00% 100,00%
Etra Energia Srl Cittadella (PD) 100.000 51,00% 51,00%
Feronia Srl Finale Emilia (MO) 70.000 52,50% 52,50%
Frullo Energia Ambiente Srl Bologna 17.139.100 38,25% 38,25%
Green Factory Srl Pesaro 30.000 46,70% 46,70%
Herambiente Spa Bologna 271.648.000 75,00% 75,00%
Herambiente Servizi Industriali Srl Bologna 2.748.472 75,00% 75,00%
Hera Comm Spa Imola (BO) 53.595.899 100,00% 100,00%
Hera Comm Marche Srl Urbino (PU) 1.977.332 84,00% 84,00%
Hera Luce Srl Cesena 1.000.000 100,00% 100,00%
Hera Servizi Energia Srl Forlì 1.110.430 67,61% 67,61%
Heratech Srl Bologna 2.000.000 100,00% 100,00%
Hera Trading Srl Trieste 22.600.000 100,00% 100,00%
HestAmbiente Srl Trieste 1.010.000 82,50% 82,50%
Hydro Mud Srl Torrebelvicino (VI) 50.000 75,00% 75,00%
Inrete Distribuzione Energia Spa Bologna 10.091.815 100,00% 100,00%
Marche Multiservizi Spa Pesaro 16.388.535 46,70% 46,70%
Marche Multiservizi Falconara Srl Falconara Marittima (AN) 100.000 46,70% 46,70%
Primagas Ad Varna (Bulgaria) 1.149.860 Lev 96,90% 96,90%
Recycla Spa Maniago (PN) 90.000 100,00% 100,00%
Tri-Generazione Scarl Padova 100.000 70,00% 70,00%
Uniflotte Srl Bologna 2.254.177 97,00% 97,00%
Vallortigara Servizi Ambientali Spa Torrebelvicino (VI) 330.000 75,00% 75,00%
Vallortigara Angelo Srl Torrebelvicino (VI) 80.000 75,00% 75,00%
Vegri Scarl Torrebelvicino (VI) 20.000 75,00% 75,00%
Wolmann Spa Bologna 400.000 100,00% 100,00%

(*) ove non diversamente specificato

Società a controllo congiunto

Sede legale Capitale sociale
(euro)
Percentuale posseduta Interessenza
diretta indiretta complessiva
Faenza (RA) 14.000.000 37,50% 37,50%

Società collegate

Capitale sociale Percentuale posseduta Interessenza
Denominazione Sede legale (euro)(*) diretta indiretta complessiva
Aimag Spa* Mirandola (MO) 78.027.681 25,00% 25,00%
ASM SET Srl Rovigo 200.000 49,00% 49,00%
SEA - Servizi Ecologici Ambientali Srl Camerata Picena (AN) 100.000 31,00% 31,00%
Set Spa Milano 120.000 39,00% 39,00%
Sgr Servizi Spa Rimini 5.982.262 29,61% 29,61%
Tamarete Energia Srl Ortona (CH) 3.600.000 40,00% 40,00%

* Il capitale sociale della società è costituito da 67.577.681 euro di azioni ordinarie e da 10.450.000 euro di azioni correlate.

Dati essenziali dei bilanci delle società controllate e collegate 2.05.02

Prospetto riepilogativo dati essenziali di bilancio delle società controllate ai sensi dell'art. 2429, ultimo comma, del C.c.

mgl/euro Acantho Spa AcegasApsAmga
Spa
AcegasApsAmga
Servizi Energetici
Spa
Aliplast Spa Aliplast France
Recyclage Sarl
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 60.613 1.010.693 88.042 31.981 1.456
Attivo circolante 26.750 163.386 105.058 89.825 2.104
Totale attività 87.363 1.174.079 193.100 121.806 3.560
PASSIVITÀ
Capitale sociale 23.573 284.677 11.168 5.000 1.025
Riserve 8.385 271.377 27.356 33.398 76
Utile netto / (perdita) 7.316 25.168 4.395 17.854 429
Fondi 25 30.818 - 4.855
Fondo Tfr 542 13.452 1.199 675
Debiti 47.522 548.587 148.982 60.024 2.030
Totale passività 87.363 1.174.079 193.100 121.806 3.560
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 75.873 359.387 94.656 157.539 6.596
Costi della produzione (65.305) (318.597) (95.158) (132.018) (6.166)
Proventi / (oneri) finanziari (629) (6.977) 2.644 (725) (1)
Proventi / (oneri) straordinari (8)
Imposte dell'esercizio (2.623) (8.645) 2.253 (6.934)
Utile netto / (perdita) 7.316 25.168 4.395 17.854 429
mgl/euro Aliplast Iberia Sl Aliplast Polska
SP O.O
Amgas Blu Srl AresGas Ead Aresenergy Eood
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 613 417 512 80.665 21
Attivo circolante 965 1.265 19.920 6.985 389
Totale attività 1.578 1.682 20.432 87.650 410
PASSIVITÀ
Capitale sociale 815 261 10 11.541 26
Riserve 7 459 5.057 13.688 (189)
Utile netto / (perdita) 77 176 2.642 3.173 (25)
Fondi 51
Fondo Tfr 114
Debiti 679 786 12.610 59.197 598
Totale passività 1.578 1.682 20.432 87.650 410
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 1.813 3.045 29.222 36.959 932
Costi della produzione (1.776) (2.836) (25.582) (31.983) (947)
Proventi / (oneri) finanziari (4) 23 (1.483) (10)
Proventi / (oneri) straordinari 52
Imposte dell'esercizio (12) (29) (1.021) (320)
Utile netto / (perdita) 77 176 2.642 3.173 (25)

Le società AcegasApsAmga Spa, AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa e Amgas Blus Srl applicano i principi contabili internazionali e pertanto i valori esposti sono ad essi conformi.

mgl/euro Ares Trading
EOOD
Asa Scpa Ascopiave
Energie Spa
Ascotrade Spa Atlas Utilities
EAD
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 2.649 697 7.177 1.006
Attivo circolante 1.233 14.249 78.191 183.625 126
Totale attività 1.233 16.898 78.888 190.802 1.132
PASSIVITÀ
Capitale sociale 26 1.820 250 1.000 26
Riserve 622 9.659 26.339 1.017
Utile netto / (perdita) 169 8.414 21.411 (4)
Fondi 13.703
Fondo Tfr 154 787 622
Debiti 1.038 600 59.778 141.430 93
Totale passività 1.233 16.898 78.888 190.802 1.132
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 3.821 1.704 181.989 369.647 3
Costi della produzione (3.628) (1.854) (170.345) (339.985) (7)
Proventi / (oneri) finanziari (5) 154 51 108
Proventi / (oneri) straordinari
Imposte dell'esercizio (19) (4) (3.280) (8.359)
Utile netto / (perdita) 169 8.414 21.411 (4)
mgl/euro Biorg Srl Black Sea Gas
Company Eood
Blue Meta Spa Eco Gas Srl EstEnergy Spa
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 5.762 1.352 780 294 586.117
Attivo circolante 2.127 2.334 47.881 6.347 178.836
Totale attività 7.889 3.686 48.661 6.641 764.953
PASSIVITÀ
Capitale sociale 3.000 3 606 100 299.926
Riserve 4.000 2.013 6.260 2.066 268.036
Utile netto / (perdita) (170) 89 6.158 10 45.984
Fondi 2
Fondo Tfr 660 84 562
Debiti 1.059 1.581 34.978 4.381 150.443
Totale passività 7.889 3.686 48.661 6.641 764.953
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 223 9.073 80.026 5.477 382.563
Costi della produzione (528) (8.944) (71.614) (5.451) (364.271)
Proventi / (oneri) finanziari (30) 28 2 32.387
Proventi / (oneri) straordinari
Imposte dell'esercizio 134 (10) (2.282) (18) (4.695)
Utile netto / (perdita) (170) 89 6.158 10 45.984

Le società Ascopiave Energie Spa, Ascotrade Spa, Blu Meta Spa ed EstEnergy Spa applicano i principi contabili internazionali e pertanto i valori esposti sono ad essi conformi.

mgl/euro Etra Energia Srl Feronia Srl Frullo Energia
Ambiente Srl
Green Factory
Srl
Hera Comm
Marche Srl
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 22 2.292 53.490 3.269 25.541
Attivo circolante 6.739 3.240 18.737 366 59.528
Totale attività 6.761 5.532 72.227 3.635 85.070
PASSIVITÀ
Capitale sociale 10 70 17.139 30 1.977
Riserve 1.162 1.118 24.640 (5) 14.502
Utile netto / (perdita) 1.089 (558) 7.381 (34) 5.992
Fondi 4.338 4.990
Fondo Tfr 74 1.745 553
Debiti 4.427 564 16.331 3.644 62.045
Totale passività 6.761 5.532 72.227 3.635 85.070
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 12.728 288 30.157 117.009
Costi della produzione (11.214) (1.140) (20.864) (34) (109.018)
Proventi / (oneri) finanziari 8 22 (14) 56
Proventi / (oneri) straordinari
Imposte dell'esercizio (433) 273 (1.897) (2.056)
Utile netto / (perdita) 1.089 (558) 7.381 (34) 5.992
mgl/euro Hera Comm Spa Hera Luce Srl Hera Servizi
Energia Srl
Hera Trading Srl Herambiente
Servizi
Industriali Srl
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 585.965 93.296 17.439 7.991 129.681
Attivo circolante 1.694.488 55.603 432.585 3.691.816 56.064
Totale attività 2.280.453 148.899 450.023 3.699.807 185.746
PASSIVITÀ
Capitale sociale 53.596 1.000 1.110 22.600 2.748
Riserve 53.596 46.689 14.096 17.770 21.464
Utile netto / (perdita) 135.523 7.086 11.516 14.574 3.911
Fondi 5.716 127 14.039 5.039
Fondo Tfr 3.905 966 637 762 3.232
Debiti 2.028.117 93.031 408.626 3.644.101 149.352
Totale passività 2.280.453 148.899 450.023 3.699.807 185.746
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 3.556.126 87.301 289.224 6.393.955 145.788
Costi della produzione (3.432.438) (80.265) (243.853) (6.372.366) (146.267)
Proventi / (oneri) finanziari 22.942 2.513 (28.033) (313) 871
Proventi / (oneri) straordinari 24.412
Imposte dell'esercizio (35.519) (2.463) (5.822) (6.703) 3.519
Utile netto / (perdita) 135.523 7.086 11.516 14.574 3.911

Le società Etra Energia Srl, Frullo Energia Ambiente Srl, Hera Comm Marche Srl, Hera Comm Spa, Hera Luce Srl, Hera Trading Srl ed Herambiente Servizi Industriali Srl applicano i principi contabili internazionali e pertanto i valori esposti sono ad essi conformi.

mgl/euro Herambiente Spa Heratech Srl HestAmbiente Srl Hydro Mud Srl Inrete
Distribuzione
Energia Spa
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 1.054.888 313 91.147 82 1.264.010
Attivo circolante 336.814 65.051 17.230 593 111.117
Totale attività 1.391.702 65.364 108.377 675 1.375.127
PASSIVITÀ
Capitale sociale 271.600 1.981 1.010 50 9.901
Riserve 33.671 4.198 16.136 406 543.169
Utile netto / (perdita) 51.807 2.690 1.118 103 60.488
Fondi 160.306 80 5.615 123.166
Fondo Tfr 7.641 6.186 942 13 8.814
Debiti 866.679 50.229 83.556 103 629.589
Totale passività 1.391.702 65.364 108.377 675 1.375.127
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 462.574 152.168 63.179 686 287.504
Costi della produzione (416.116) (148.034) (59.964) (543) (218.408)
Proventi / (oneri) finanziari (20.793) (293) (1.734) (15.760)
Proventi / (oneri) straordinari
Imposte dell'esercizio 26.143 (1.152) (363) (40) 7.152
Utile netto / (perdita) 51.807 2.690 1.118 103 60.488
mgl/euro Marche
Multiservizi Spa
Marche
Multiservizi
Falconara Srl
Primagas Ad Recycla Spa Tri-Generazione
Scarl
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 222.351 2.964 2.231 11.609 264
Attivo circolante 96.252 2.731 551 9.565 4.256
Totale attività 318.603 5.694 2.782 21.174 4.520
PASSIVITÀ
Capitale sociale 16.389 100 588 90 100
Riserve 101.459 333 155 6.437 289
Utile netto / (perdita) 13.520 260 184 2.240
Fondi 34.918 318 703
Fondo Tfr 5.431 949 923
Debiti 146.887 3.734 1.855 10.781 4.131
Totale passività 318.603 5.694 2.782 21.174 4.520
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 136.465 8.212 2.353 24.142 1.579
Costi della produzione (116.466) (7.845) (2.163) (19.068) (1.392)
Proventi / (oneri) finanziari (106) (8) (9) 117 (174)
Proventi / (oneri) straordinari
Imposte dell'esercizio (6.374) (100) 3 (2.951) (13)
Utile netto / (perdita) 13.520 260 184 2.240

Le società Herambiente Spa, Heratech Srl, HestAmbiente Srl, Inrete Distribuzione Energia Spa e Tri-Generazione Scarl applicano i principi contabili internazionali e pertanto i valori esposti sono ad essi conformi.

mgl/euro Uniflotte Srl Vallortigara
Angelo Srl
Vallortigara
Servizi
Ambientali Spa
Vegri Scarl Wolmann Spa
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 111.230 974 4.677 440
Attivo circolante 35.456 4.608 13.444 8 6.256
Totale attività 146.686 5.583 18.121 8 6.697
PASSIVITÀ
Capitale sociale 2.254 80 330 20 400
Riserve 25.994 3.095 9.595 (25) (128)
Utile netto / (perdita) 5.866 456 1.430 (2) (248)
Fondi 15 150 63
Fondo Tfr 1.870 350 504 85
Debiti 110.702 1.586 6.113 15 6.524
Totale passività 146.686 5.583 18.121 8 6.697
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 92.322 6.065 25.623 4.522
Costi della produzione (83.054) (5.624) (23.678) (2) (4.685)
Proventi / (oneri) finanziari (2.380) 24 (8) (107)
Proventi / (oneri) straordinari 22
Imposte dell'esercizio (1.022) (8) (507)
Utile netto / (perdita) 5.866 456 1.430 (2) (248)

La società Uniflotte Srl applica i principi contabili internazionali e pertanto i valori esposti sono ad essi conformi.

Prospetto riepilogativo dati essenziali di bilancio delle società a controllo congiunto ai sensi dell'art.2429, ultimo comma, del C.c.

mgl/euro Enomondo Srl

ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 38.049
Attivo circolante 26.818
Totale attività 64.867
PASSIVITÀ
Capitale sociale 14.000
Riserve 22.649
Utile netto / (perdita) 4.855
Fondi 1.144
Fondo Tfr 17
Debiti 22.201
Totale passività 64.867
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 27.956
Costi della produzione (21.328)
Proventi / (oneri) finanziari (93)
Proventi / (oneri) straordinari
Imposte dell'esercizio (1.680)
Utile netto / (perdita) 4.855

Prospetto riepilogativo dati essenziali di bilancio delle società collegate ai sensi dell'art.2429, ultimo comma, del C.c.

mgl/euro Aimag Spa ASM SET
Srl
SEA Servizi
Ecologici
Ambientali Srl
Set Spa Sgr Servizi
Spa
Tamarete
Energia Srl
ATTIVITÀ
Immobilizzazioni 317.574 25 11.417 116.567 1.615 56.165
Attivo circolante 145.637 17.661 10.854 104.962 129.963 24.652
Totale attività 463.211 17.686 22.271 221.529 131.578 80.817
PASSIVITÀ
Capitale sociale 78.028 200 100 120 5.982 3.600
Riserve 133.643 69 9.369 71.455 40.677 1.958
Utile netto / (perdita) 15.102 2.906 4.352 1.463 10.429 (33)
Fondi 31.372 32 1.499 118 3.546
Fondo Tfr 3.275 235 419 275 1.429
Debiti 201.791 14.244 6.532 148.216 72.943 71.746
Totale passività 463.211 17.686 22.271 221.529 131.578 80.817
CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 230.713 37.390 16.841 184.346 197.081 33.950
Costi della produzione (209.028) (33.347) (11.317) (180.301) (182.817) (31.381)
Proventi / (oneri) finanziari (1.165) 19 129 (1.368) 448 (2.393)
Proventi / (oneri) straordinari 471 (255)
Imposte dell'esercizio (5.889) (1.156) (1.301) (959) (4.283) (209)
Utile netto / (perdita) 15.102 2.906 4.352 1.463 10.429 (33)

INFORMAZIONI RICHIESTE DALLA LEGGE 124 DEL 4 AGOSTO 2017 ART. 1 COMMI 125-129 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI 2.06

La L. 124/2017, art. 1, commi da 125 a 129 e successive modificazioni ha introdotto l'obbligo per le imprese di fornire evidenza nelle note esplicative al bilancio di "sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro e natura, privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria" ricevuti dalla Pubblica amministrazione, sopra la soglia di 10.000 euro e secondo il criterio di cassa.

Di seguito si espongono in forma tabellare le casistiche presenti nel Gruppo:

Contributi in conto esercizio

Ente erogante Descrizione Importo incassato
(euro)
Atersir Interventi di riduzione rifiuti e incremento della raccolta differenziata 1.528.651
Comune di Ferrara Air Break 374.672
Regione Emilia Romagna Emergenza Covid-19 - Protezione civile 298.860
Comune di Ferrara Contributo emergenza Covid-19 227.952
Regione Emilia Romagna Interventi di manutenzione ordinaria delle reti nel comune di Fiumalbo 150.000
Agenzia Nazionale Politiche
Attive del Lavoro
Progetto "Alta formazione" 144.319
Regione Emilia Romagna Interventi di riduzione rifiuti e aumento raccolta differenziata nel comune di Bologna 126.965
Alma Mater Studiorum
Università di Bologna
Greening Energy Market and Finance (GrEnFIn) 52.659
Comune di Castelfranco Emilia Contributo emergenza Covid-19 46.309
Aster Progetto BioMethER Life "Sistema regionale del Biometano in Emilia-Romagna" 41.166
Comune di Vignola Contributo emergenza Covid-19 39.364
Regione Emilia Romagna Contributo per danni da eventi atmosferica nei Comuni della provincia di Modena 35.895
Comune di Budrio Contributo emergenza Covid-19 28.400
Regione Emilia Romagna Interventi di realizzazione di un by pass per la rete fognaria nel Comune di Monghidoro 27.681
Atersir Fondo Terremoto per il Comune di Ferrara - anno 2018 21.217
Comune di Spilamberto Contributo emergenza Covid-19 20.563
Comune di San Giovanni
In Marignano
Contributo emergenza Covid-19 17.689
Comune di Bonporto Contributo emergenza Covid-19 17.222
Comune di Monte San Pietro Contributo emergenza Covid-19 14.033
Regione Emilia Romagna Interventi di aspirazione di zone alluvionate nel Comune di Modena 14.012
Comune di Dozza Contributo emergenza Covid-19 11.356
Comune di San Cesareo
Sul Panaro
Contributo emergenza Covid-19 10.542
Comune di Bologna Interventi di mobilità sostenibile e realizzazione infrastrutture 9.516
Comune di Marano Sul Panaro Contributo emergenza Covid-19 8.199
Comune di Bastiglia Contributo emergenza Covid-19 5.946
Comune di Guiglia Contributo emergenza Covid-19 5.690

Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 224|

Contributi in conto impianti

Ente erogante Descrizione Importo incassato
(euro)
Aato Marche Nord - Regione
Marche - Ministero
dell'Ambiente
Interventi di potenziamento delle reti fognarie e idriche 3.030.990
Autorità unica per i servizi idrici
e i rifiuti - Regione Friuli
Venezia Giulia
Interventi per l'impianto di depurazione di Servola nel comune di Trieste 2.212.182
Comune di Rimini Realizzazione vasca di laminazione ausa e condotte sottomarine 2.028.545
Regione Emilia-Romagna Interventi per la riorganizzazione dei servizi di raccolta rifiuti 1.667.292
Autorità unica per i servizi idrici
e i rifiuti - Regione Friuli
Venezia Giulia
Fondi regionali - impianto di depurazione di Servola nel comune di Trieste 784.687
Regione Emilia-Romagna Interventi di bonifica e potenziamento delle reti idriche e fognarie 572.085
Regione Emilia-Romagna Interventi per lavori di protezione sulle reti gas 313.828
Consiglio di
Bacino Bacchiglione - Regione
Veneto
Interventi di estensione della rete fognaria nel comune di Piove di Sacco 130.315
Autorità unica per i servizi idrici
e i rifiuti - Regione Friuli
Venezia Giulia
Interventi di estensione della rete fognaria nella località di Puglie di Domio 87.366
Ferrovie dello Stato Interventi di smaltimento acque 63.934
Regione Marche Interventi di potenziamento della rete idrica 45.218
Centro Coordinamento Raee Interventi di implementazione del sistema Raee 25.460
Comune di Castello d'Argile Interventi di bonifica e potenziamento delle reti idriche e fognarie 9.091

PROSPETTO ART.149 DUODECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB 2.07

mgl/euro
Prestazioni per la certificazione del bilancio 940
Prestazioni di altri servizi finalizzati all'emissione di un'attestazione rese dalla Società di revisione 416
Altre prestazioni di servizi rese dalla Società di revisione 98
Totale 1.454

ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL'ART. 154-BIS DEL D.LGS. 58/98 2.08

-

-

-

2.09 RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE

Descrizione
dell'aspetto chiave
della revisione
Come riportato nelle note esplicative del bilancio consolidato al paragrafo
"Criteri di valutazione e principi di consolidamento - Riconoscimento dei ricavi
e dei costi", i ricavi per vendita di energia elettrica, gas e acqua sono
riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione del servizio e
comprendono lo stanziamento per i ricavi maturati ma non ancora fatturati a
fine esercizio. Tale stanziamento, che al 31 dicembre 2021 è pari ad Euro 863
milioni, come esposto nella Nota 1 delle note esplicative, è determinato
relativamente ai ricavi dei settori energia elettrica e gas mediante la stima
del consumo giornaliero per ciascun cliente, basata sul suo profilo storico,
rettificato per riflettere le condizioni atmosferiche o altri fattori che possono
influire sui consumi ovvero per i ricavi del sistema idrico integrato mediante
la stima del ricavo garantito dalla regolamentazione tariffaria di riferimento
(c.d. vincolo di ricavo garantito, "VRG").
Abbiamo ritenuto che le modalità di determinazione del suddetto
stanziamento costituiscano un aspetto chiave della revisione contabile del
bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2021 in considerazione: i)
della componente discrezionale insita nella natura estimativa di tale
stanziamento; ii) della rilevanza del suo ammontare complessivo; iii)
dell'elevato numero di utenti del Gruppo; iv) della complessità degli algoritmi
di calcolo adottati dal Gruppo, per la determinazione dello stanziamento, che
ha reso necessario il ricorso al supporto di specialisti informatici per lo
sviluppo delle verifiche.
svolte Procedure di revisione Le nostre procedure di revisione sullo stanziamento per ricavi maturati ma
non ancora fatturati a fine esercizio hanno incluso, tra le altre, le seguenti:
· analisi delle procedure informatiche poste in essere dal Gruppo per la
determinazione dello stanziamento dei ricavi per prestazioni effettuate e
non fatturate e dei relativi algoritmi di calcolo, con il supporto di nostri
specialisti informatici;
· rilevazione e comprensione dei principali controlli posti in essere dal
Gruppo a presidio del rischio di errato stanziamento e verifica
dell'operatività degli stessi. Tali attività sono state svolte con il supporto
di nostri specialisti informatici;
• verifiche a campione volte ad accertare la completezza ed accuratezza dei
principali dati utilizzati dalla Direzione al fine della determinazione di tali
rilevazioni;
• verifica, per un campione di utenti, del processo di stima delle quantità
consumate e dell'applicazione delle corrette tariffe di riferimento;
· analisi comparative sui principali parametri relativi agli utenti ed ai

-

svolte Procedure di revisione Le nostre procedure di revisione contabile e la valutazione
degli strumenti di finanza derivata hanno incluso, tra le altre, le seguenti:
• rilevazione e comprensione dei controlli interni posti in essere dal
Gruppo, nonché svolgimento di procedure di verifica in merito alla
conformità alle direttive interne del processo di determinazione del fair
value degli strumenti finanziari derivati, del processo di designazione
delle relazioni di copertura e di misurazione della loro efficacia
prospettica e del processo di determinazione dell'inefficacia della
relazione di copertura;
· comprensione dei criteri per l'assegnazione della gerarchia di fair value,
delle tecniche valutative e delle metodologie utilizzate per la verifica
dell'efficacia delle relazioni di copertura e per la misurazione
dell'eventuale inefficacia e analisi della loro ragionevolezza, anche
rispetto agli standard o best practice di mercato;
· analisi e verifica delle fonti utilizzate dal Gruppo per l'acquisizione dei
parametri di mercato e verifica dell'attendibilità dei principali input di
mercato utilizzati;
• verifica della coerenza del trattamento contabile adottato dal Gruppo con
quanto previsto dai principi contabili applicabili nella fattispecie;
· determinazione autonoma, su base campionaria, del fair value di alcuni
strumenti derivati, anche con il supporto di specialisti in tema di pricing di
strumenti finanziari;
· verifica, su base campionaria, della predisposizione della documentazione
formale sulla designazione e sulla verifica e misurazione dell'efficacia,
nonché verifica dell'accuratezza dei test di efficacia;
· esame dell'adeguatezza e della conformità dell'informativa fornita nelle
note al bilancio rispetto a quanto previsto dai principi contabili di
riferimento.
Responsabilità degli Amministratori e del Collegio Sindacale per il bilancio consolidato

-

-

SCHEMI DI BILANCIO 3.01

Conto economico 3.01.01

euro note 2021 2020
Ricavi 1 1.324.678.796 1.195.982.191
Variazione delle rimanenze di prodotti finiti e prodotti in corso di
lavorazione
2 (1.441.439) (983.867)
Altri ricavi operativi 3 183.932.217 148.533.940
Materie prime e materiali 4 (218.520.962) (147.567.058)
Costi per servizi 5 (777.815.819) (728.636.821)
Costi del personale 6 (206.924.347) (203.422.113)
Altre spese operative 7 (24.188.473) (18.750.842)
Costi capitalizzati 8 6.838.084 6.919.072
Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni 9 (154.346.706) (146.255.339)
Utile operativo 132.211.351 105.819.163
Quota di utili (perdite) di imprese partecipate 10 213.241.567 181.536.937
Proventi finanziari 11 91.625.593 90.515.619
Oneri finanziari 11 (222.867.370) (143.844.182)
Gestione finanziaria 81.999.790 128.208.374
Utile prima delle imposte 214.211.141 234.027.537
Imposte 12 9.549.855 (17.010.073)
Utile netto dell'esercizio 223.760.996 217.017.464

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di conto economico riportato al paragrafo 3.04.01 del presente bilancio separato.

Conto economico complessivo 3.01.02

euro note 2021 2020
Utile (perdita) netto dell'esercizio 223.760.996 217.017.464
Componenti riclassificabili a conto economico
Fair value derivati, variazione del periodo 20 (4.283.100)
Effetto fiscale relativo alle componenti riclassificabili 1.207.834
Componenti non riclassificabili a conto economico
Utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti 27 931.556 (473.164)
Partecipazioni valutate al fair value 17 (2.076.704) (3.501.037)
Effetto fiscale relativo alle componenti non riclassificabili (103.116) 175.953
Totale utile (perdita) complessivo dell'esercizio 219.437.466 213.219.216

Situazione patrimoniale-finanziaria 3.01.03

euro note 31-dic-21 31-dic-20
ATTIVITÀ
Attività non correnti
Immobilizzazioni materiali 13, 32 603.867.574 601.308.235
Diritti d'uso 14 16.885.626 18.744.957
Attività immateriali 15, 32 1.520.882.837 1.439.465.650
Avviamento 16, 32 64.451.877 64.451.877
Partecipazioni 17, 32 1.503.667.288 1.507.718.001
Attività finanziarie non correnti 18, 31 1.105.091.812 1.211.174.380
Attività fiscali differite 19 41.128.638 19.250.111
Strumenti derivati 20 6.881.812 14.438.784
Totale attività non correnti 4.862.857.464 4.876.551.995
Attività correnti
Rimanenze 21 21.464.278 23.152.631
Crediti commerciali 22, 31 394.402.847 326.380.287
Attività finanziarie correnti 18, 31 738.635.277 594.793.016
Attività per imposte correnti 23 14.983.082
Altre attività correnti 24, 31 117.539.472 177.738.266
Strumenti derivati 20 1.591.021 9.901.955
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 18 770.384.815 932.920.721
Totale attività correnti 2.059.000.792 2.064.886.876
TOTALE ATTIVITÀ 6.921.858.256 6.941.438.871

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 3.04.02 del presente bilancio separato.

euro note 31-dic-21 31-dic-20
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
Capitale sociale e riserve 25
Capitale sociale 1.489.538.745 1.489.538.745
Riserva azioni proprie valore nominale (29.217.962) (28.891.271)
Oneri per aumento capitale sociale (437.005) (437.005)
Riserve 856.895.866 797.824.273
Riserva azioni proprie valore eccedente il valore nominale (69.022.860) (66.784.211)
Riserva per strumenti derivati valutati al fair value (3.075.266)
Riserva partecipazioni valutate al fair value (5.510.808) (3.459.024)
Utile (perdita) portato a nuovo 6.954.715 6.954.715
Utile (perdita) dell'esercizio 223.760.996 217.017.464
Totale patrimonio netto 2.469.886.421 2.411.763.686
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti 26, 31 3.051.321.150 3.057.646.193
Passività non correnti per leasing 14 8.676.357 11.330.506
Trattamento fine rapporto e altri benefici 27 40.068.149 46.552.374
Fondi per rischi e oneri 28 107.187.800 135.830.686
Strumenti derivati 20 13.358.487 19.792.202
Totale passività non correnti 3.220.611.943 3.271.151.961
Passività correnti
Passività finanziarie correnti 26, 31 570.503.675 596.368.181
Passività correnti per leasing 14 3.568.590 3.644.863
Debiti commerciali 29, 31 315.681.976 400.011.392
Passività per imposte correnti 23 1.084.700 9.182.447
Altre passività correnti 30, 31 334.646.830 246.626.410
Strumenti derivati 20 5.874.121 2.689.931
Totale passività correnti 1.231.359.892 1.258.523.224
TOTALE PASSIVITÀ 4.451.971.835 4.529.675.185
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 6.921.858.256 6.941.438.871

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 3.04.02 del presente bilancio separato.

Rendiconto finanziario 3.01.04

mgl/euro note 31-dic-21 31-dic-20
Risultato ante imposte 214.211 234.028
Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da
attività operative
Ammortamenti e perdite di valore di attività 9 125.674 119.471
Accantonamenti ai fondi 9 28.750 27.538
Dividendi (213.371) (181.039)
(Proventi) oneri finanziari 11 131.241 53.328
(Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari 99.044 (53.415)
Variazione fondi rischi e oneri 28 (1.866) (1.357)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti 27 (5.510) (6.488)
Totale cash flow prima delle variazioni del capitale
circolante netto
378.173 192.066
(Incremento) decremento di rimanenze 21 1.689 1.073
(Incremento) decremento di crediti commerciali (84.094) (34.089)
Incremento (decremento) di debiti commerciali (57.626) 37.792
Incremento/decremento di altre attività/passività correnti 1.702 32.095
Variazione capitale circolante (138.329) 36.871
Dividendi incassati 213.371 181.039
Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati 73.394 77.502
Interessi passivi, oneri netti su derivati e altri oneri finanziari
pagati
(117.885) (118.305)
Imposte pagate (27.976) (16.069)
Disponibilità generate dall'attività operativa (a) 380.748 353.104
Investimenti in immobilizzazioni materiali 13 (36.663) (29.804)
Investimenti in attività immateriali 15 (171.883) (148.336)
Investimenti in imprese e rami aziendali al netto delle
disponibilità liquide
33 602
Investimenti in partecipazioni (46.659)
Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali 912 1.029
Disinvestimenti in partecipazioni 33 78 8.176
(Incremento) decremento di altre attività d'investimento (37.320) 74.534
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di
investimento (b)
(244.876) (140.458)
Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 500.000 500.000
Rimborsi di debiti finanziari non correnti (455.119)
Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari (182.019) 136.413
Canoni pagati per leasing 14 (3.761) (4.901)
Dividendi pagati ad azionisti Hera (157.290) (147.106)
Variazione azioni proprie in portafoglio (217) (54.810)
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di
finanziamento (c)
(298.406) 429.596
Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c) (162.536) 642.240
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio dell'esercizio 18 932.921 290.681
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio 18 770.385 932.921

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema del "Rendiconto finanziario" riportato al paragrafo 3.04.03 del presente bilancio separato.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto 3.01.05

mgl/euro Capitale
sociale
Riserve Riserve
strumenti
derivati
valutati al
fair value
Riserve utili
(perdite)
attuariali
fondi
benefici
dipendenti
Riserve
partecipazioni
valutate
al fair value
Utile
dell'esercizio
Patrimonio
netto
Saldo al 01-gen-20 1.475.027 768.181 (19.134) 166.312 2.390.386
Utile dell'esercizio 217.017 217.017
Altre componenti
del risultato complessivo:
fair value derivati,
variazione dell'esercizio
utili (perdite) attuariali fondi
benefici ai dipendenti (339) (339)
fair value partecipazioni,
variazione dell'esercizio
(3.459) (3.459)
Utile complessivo dell'esercizio (339) (3.459) 217.017 213.219
variazione azioni proprie
in portafoglio
(14.817) (29.893) (44.710)
riserva utili/perdite
da aggregazioni/fusioni
(25) (25)
Ripartizione dell'utile:
dividendi distribuiti (147.106) (147.106)
destinazione a riserve 19.206 (19.206)
Saldo al 31-dic-20 1.460.210 757.469 (19.473) (3.459) 217.017 2.411.764
Saldo al 01-gen-21 1.460.210 757.469 (19.473) (3.459) 217.017 2.411.764
Utile dell'esercizio 223.761 223.761
Altre componenti
del risultato complessivo:
fair value derivati,
variazione dell'esercizio
(3.075) (3.075)
utili (perdite) attuariali fondi
benefici ai dipendenti
803 803
fair value partecipazioni,
variazione dell'esercizio
(2.052) (2.052)
Utile complessivo dell'esercizio (3.075) 803 (2.052) 223.761 219.437
variazione azioni proprie
in portafoglio
(326) 109 (217)
riserva utili/perdite
da aggregazioni/fusioni
Ripartizione dell'utile:
dividendi distribuiti (161.097) (161.097)
destinazione a riserve 55.920 (55.920)
Saldo al 31-dic-21 1.459.884 813.498 (3.075) (18.670) (5.511) 223.761 2.469.886

NOTE ESPLICATIVE 3.02

Principi di redazione 3.02.01

Hera Spa (la Società) è una società per azioni (Spa) costituita in Italia, quotata presso la Borsa di Milano e domiciliata a Bologna in Viale Berti Pichat 2/4. Hera e le sue controllate (il Gruppo) operano principalmente nei settori ambientale (gestione e trattamento dei rifiuti), idrico (acquedotto, fognature e depurazione) ed energetico (distribuzione e vendita di energia elettrica, gas e servizi energia), offrendo inoltre servizi per l'illuminazione pubblica, le telecomunicazioni e l'efficienza energetica.

Il bilancio al 31 dicembre 2021 è stato predisposto in applicazione del Regolamento (CE) 1606/2002 del 19 luglio 2002, in conformità ai principi contabili internazionali Ifrs emessi dall'International accounting standard board (Iasb) e omologati dalla Commissione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005. Per Ifrs si intendono anche gli International accounting standards (Ias) tuttora in vigore, i documenti interpretativi emessi dall'International financial reporting standards Interpretation commitee (Ifrs Ic) e dal precedente Standing interpretation commitee (Sic).

Gli amministratori hanno valutato l'applicabilità del presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio, concludendo che tale presupposto è adeguato in quanto non sussistono dubbi sulla continuità aziendale. Nel formulare tale valutazione si è altresì tenuto conto dell'attuale contesto pandemico, oltre che del contesto indotto dallo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina.

Sono state predisposte le informazioni obbligatorie ritenute sufficienti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale-finanziaria della Società, nonché del risultato economico. Le informazioni relative all'attività della Società e i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio sono illustrati nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.03 "Fatti di rilievo avvenuti nel corso dell'esercizio".

Il principio generale adottato nella predisposizione del presente bilancio è quello del costo, a eccezione delle attività e passività finanziarie (inclusi gli strumenti derivati) valutate a fair value. La preparazione del bilancio ha richiesto l'uso di stime da parte del management; le principali aree caratterizzate da valutazioni e assunzioni di particolare significatività, unitamente a quelle con effetti rilevanti sulle situazioni presentate, sono riportate nella sezione "Stime e valutazioni significative" del paragrafo 3.02.02 "Criteri di valutazione".

Il presente bilancio al 31 dicembre 2021 è stato predisposto dal Consiglio di Amministrazione e dallo stesso approvato nella seduta del 23 marzo 2022. Lo stesso è assoggettato a revisione contabile da parte della società Deloitte & Touche Spa.

Contenuto e forma del bilancio

Il presente bilancio separato è costituito da:

  • schemi primari di bilancio; sono i medesimi già applicati per il bilancio separato al 31 dicembre 2020 e presentano le seguenti caratteristiche:
    • il prospetto di conto economico contiene le voci analizzate per natura. Si ritiene che tale esposizione, seguita anche dai principali competitor e in linea con la prassi internazionale, sia quella che meglio rappresenta i risultati aziendali;
    • il conto economico complessivo, presentato in un documento separato, distingue fra componenti riclassificabili e non riclassificabili a conto economico;
    • il prospetto delle variazioni di patrimonio netto espone in modo separato le altre componenti del conto economico complessivo;
    • lo schema della situazione patrimoniale-finanziaria evidenzia la distinzione tra attività e passività, correnti e non correnti;
    • il rendiconto finanziario è redatto secondo il metodo indiretto;
  • note esplicative.

Negli schemi di bilancio sono separatamente indicati gli eventuali costi e i ricavi di natura non ricorrente. Si precisa che, con riferimento alla delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio, sono stati inseriti specifici schemi supplementari di conto economico, situazione patrimoniale-finanziaria e rendiconto finanziario con evidenza dei rapporti più significativi con parti correlate, al fine di non alterare la leggibilità complessiva degli schemi di bilancio.

Gli schemi di bilancio sono tutti espressi in unità di euro, mentre i dati inseriti nelle note esplicative sono espressi in migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

Criteri di valutazione 3.02.02

La valutazione delle voci di bilancio è stata fatta ispirandosi ai criteri generali della prudenza e della competenza, nella prospettiva della continuazione dell'attività. Ai fini delle rilevazioni contabili, viene data prevalenza alla sostanza economica delle operazioni piuttosto che alla loro forma giuridica.

Nella predisposizione del presente bilancio sono stati seguiti gli stessi principi e criteri applicati nel precedente esercizio, tenendo conto dei nuovi principi contabili riportati nell'apposito paragrafo 3.02.03 "Principi contabili, emendamenti e interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2021". Per quanto attiene l'aspetto economico, si precisa che i costi e i ricavi esposti comprendono le rilevazioni di fine esercizio che trovano riscontro nelle contropartite della situazione patrimoniale-finanziaria. In relazione a ciò sono inclusi utili solo se realizzati entro la data di chiusura dell'esercizio, mentre si è tenuto conto dei rischi e delle perdite anche se conosciuti successivamente a tale data.

I criteri e principi adottati sono di seguito riportati.

Immobilizzazioni materiali – Le attività materiali sono rilevate al costo di acquisto o di produzione comprensivo degli oneri accessori, oppure al valore basato su perizie di stima nel caso di acquisizione di aziende, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore. Nel costo di produzione sono compresi i costi diretti e indiretti per la quota ragionevolmente imputabile al bene (ad esempio: costi di personale, trasporti, dazi doganali, spese per la preparazione del luogo di installazione, costi di collaudo, spese notarili e catastali). Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati fino all'entrata in funzione del bene. Il costo ricomprende gli eventuali costi di ripristino e bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello Ias 37. Le spese di manutenzione ordinaria sono addebitate integralmente al conto economico. I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa sono rilevati come attività.

Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore, in particolare quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato (per i dettagli si veda paragrafo "Perdite di valore").

Le immobilizzazioni materiali sono esposte al lordo dei contributi in conto impianti che sono rilevati a conto economico lungo il periodo necessario per correlarli con i relativi costi; nella situazione patrimoniale-finanziaria sono rappresentati iscrivendo il contributo come ricavo differito.

L'ammortamento ha inizio quando le attività entrano nel ciclo produttivo. Le immobilizzazioni sono classificate come in corso quando non ha ancora avuto inizio il processo di utilizzazione economica. Le immobilizzazioni materiali sono sistematicamente ammortizzate in ogni esercizio sulla base di aliquote economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti.

Di seguito sono riportate le aliquote utilizzate per l'ammortamento delle immobilizzazioni materiali:

Categoria aliquote
Fabbricati 1,8% - 2,8%
Impianti di distribuzione 1,4% - 5,9%
Impianti di produzione 2,5% - 25,0%
Altri impianti 3,9% - 7,5%
Attrezzature 5,0% - 20,0%
Macchine elettroniche 16,7% - 20,0%
Automezzi 10,0% - 20,0%

Le vite utili stimate delle immobilizzazioni materiali sono riviste a ogni esercizio al fine di valutare la necessità di una revisione delle stesse. Nell'eventualità in cui risulti che le vite utili stimate non rappresentino in modo adeguato i benefici economici futuri attesi, i relativi piani di ammortamento dovranno essere ridefiniti in base alle nuove assunzioni. Tali cambiamenti sono imputati a conto economico in via prospettica.

I terreni non sono ammortizzati.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico nel momento in cui è trasferito il controllo del bene.

Diritti d'uso – Il diritto di utilizzo su un bene o un servizio è valutato dalla Società inizialmente al costo. Tale costo comprende: a) il valore iniziale della passività del leasing (calcolato come indicato alla sezione "Passività per leasing"); b) i pagamenti correlati al contratto di leasing effettuati prima della data di decorrenza; c) i costi diretti iniziali analogamente alle immobilizzazioni materiali; d) la stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e il ripristino.

Le componenti di service eventualmente presenti nel contratto sono escluse dalle proiezioni dei pagamenti futuri per il leasing e contabilizzate separatamente tra i costi operativi secondo una ripartizione lineare.

Dopo la rilevazione iniziale il valore del diritto d'uso è ridotto degli ammortamenti accumulati e delle riduzioni di valore, nonché rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing. Se il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al termine della durata prevista, il diritto d'uso è ammortizzato dalla data di decorrenza fino alla fine della vita utile dell'attività sottostante, in caso contrario l'ammortamento è calcolato in base alla durata del contratto di leasing.

L'attività consistente nel diritto di utilizzo è sottoposta a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore.

Attività immateriali – Sono rilevate contabilmente le attività immateriali identificabili e controllabili, il cui costo può essere determinato attendibilmente nel presupposto che tali attività generino benefici economici futuri. Tali attività sono rilevate al costo determinato secondo i criteri indicati per le immobilizzazioni materiali e, qualora a vita utile definita, sono ammortizzate sistematicamente lungo il periodo della stimata vita utile stessa. L'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è pronta per l'utilizzo, o comunque inizia a produrre benefici economici per l'impresa. Le immobilizzazioni in corso comprendono i costi relativi a immobilizzazioni immateriali per le quali non ha ancora avuto inizio il processo di utilizzazione economica. Qualora le attività immateriali siano invece a vita utile indefinita, le stesse sono assoggettate non ad ammortamento bensì, a impairment test annuale, anche in assenza di indicatori che segnalino perdite di valore.

I costi di ricerca sono imputati al conto economico. Eventuali costi di sviluppo di nuovi prodotti e/o processi sono imputati al conto economico nell'esercizio in cui sono sostenuti, qualora sprovvisti dei requisiti di utilità pluriennale.

I diritti di brevetto industriale e i diritti d'utilizzazione delle opere dell'ingegno sono rappresentativi di attività identificabili, individuabili e in grado di generare benefici economici futuri sotto il controllo dell'impresa. Tali diritti sono ammortizzati lungo le relative vite utili.

Le concessioni sono costituite principalmente da diritti relativi a reti, impianti e altre dotazioni che si riferiscono ai servizi gas e ciclo idrico integrato dati in gestione a Hera Spa, e che sono funzionali alla gestione di tali servizi. Tali concessioni risultavano classificate nelle immobilizzazioni immateriali anche antecedentemente alla prima applicazione dell'interpretazione Ifric 12 - Accordi per servizi in concessione.

Gli ammortamenti delle concessioni sono calcolati in base a quanto previsto nelle rispettive convenzioni e in particolare: i) in misura costante per il periodo minore tra la vita economico-tecnica dei beni concessi e la durata della concessione medesima, qualora alla scadenza della stessa non venga riconosciuto al gestore uscente alcun valore di indennizzo (Valore industriale residuo Vir); ii) in base alla vita economico-tecnica dei singoli beni qualora alla scadenza delle concessioni sia previsto che i beni stessi entrino in possesso del gestore.

I servizi pubblici in concessione ricomprendono i diritti su reti, impianti e altre dotazioni relativi al ciclo idrico integrato, connessi a servizi in gestione alla Società. Tali rapporti sono contabilizzati applicando il modello dell'attività immateriale, previsto dall'interpretazione Ifric 12, in quanto si è ritenuto che i rapporti concessori sottostanti non garantissero l'esistenza di un diritto incondizionato a favore del concessionario a ricevere contanti, o altre attività finanziarie. Sono contabilizzati come lavori in corso su ordinazione i servizi di costruzione e miglioria svolti per conto del concedente. Dal momento che gran parte dei lavori sono appaltati esternamente e che sulle attività di costruzione svolte internamente non è individuabile separatamente il margine di commessa dai benefici riconosciuti nella tariffa di remunerazione del servizio, tali infrastrutture sono rilevate sulla base dei costi effettivamente sostenuti, al netto degli eventuali contributi riconosciuti dagli enti e/o dai clienti privati.

Tale categoria ricomprende inoltre le migliorie e le infrastrutture realizzate su beni strumentali alla gestione dei servizi, di proprietà delle società patrimoniali (cosiddette Società degli asset, costituite ai sensi dell'art. 113 del D.Lgs. 267/00), ma gestiti dalla Società in forza di contratti di affitto di ramo d'azienda. Tali contratti, oltre a fissare i corrispettivi dovuti, includono anche clausole di restituzione dei beni, in normale stato di manutenzione, dietro corresponsione di un conguaglio corrispondente al valore netto contabile degli stessi o al valore industriale residuo (tenuto conto anche dei fondi ripristino).

L'ammortamento di tali diritti viene effettuato in base alla vita economico-tecnica dei singoli beni, anche a fronte delle normative di riferimento che prevedono in caso di cambio del gestore del servizio un indennizzo al gestore uscente, pari al Valore industriale residuo (Vir), per i beni realizzati in regime di proprietà, o al Valore netto contabile (Vnc), per i beni realizzati in regime di contratto di affitto di ramo d'azienda.

Le attività immateriali rilevate a seguito di un'aggregazione di imprese sono iscritte separatamente dall'avviamento se il loro fair value è determinato in modo attendibile e vengono ammortizzate lungo la vita utile stimata in sede di purchase price allocation.

L'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è pronta per l'utilizzo secondo le intenzioni della direzione aziendale.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di un'attività immateriale sono determinati come differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico nel momento in cui è trasferito il controllo dell'attività immateriale.

Di seguito sono riportate le aliquote utilizzate per l'ammortamento delle attività immateriali:

Categoria aliquote
Diritti di brevetti industriali e opere ingegno 20,0%
Brevetti e marchi 10,0%
Fabbricati in concessione 1,8% - 3,5%
Impianti di distribuzione in concessione 1,8% - 10,0%
Altri impianti in concessione 2,5% - 12,5%
Attrezzature in concessione 12,5%

Perdite di valore (impairment) – A ogni data di fine esercizio e comunque quando eventi o cambiamenti di situazione indichino che il valore di carico non può essere recuperato, Hera Spa prende in considerazione il valore contabile delle immobilizzazioni materiali, dei diritti d'uso e delle attività immateriali per determinare se tali attività abbiano subito riduzioni di valore. Qualora vi siano indicazioni in tal senso viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione. L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value dedotti i costi di vendita e il valore d'uso. Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di un'attività individualmente, Hera Spa effettua la stima del valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari cui l'attività appartiene. I flussi di cassa futuri sono attualizzati a un tasso di sconto (al netto delle imposte) che riflette la valutazione corrente del mercato e tiene conto dei rischi connessi alla specifica attività aziendale.

Se l'ammontare recuperabile di un'attività (o di un'unità generatrice di flussi finanziari) si stima essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, il valore contabile dell'attività è ridotto al minor valore recuperabile e la perdita di valore è rilevata nel conto economico. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o dell'unità generatrice di flussi finanziari), a eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico.

Azioni proprie – Le azioni proprie sono imputate a riduzione del patrimonio netto, così come le differenze generate da ulteriori operazioni in acquisto, o vendita, sono rilevate direttamente come movimenti del patrimonio netto, senza transitare dal conto economico.

Partecipazioni – Le partecipazioni iscritte in questa voce si riferiscono a investimenti aventi carattere durevole.

Partecipazioni in imprese controllate – Una controllata è un'impresa nella quale la Società è in grado di esercitare il controllo. Il controllo viene esercitato quando un'impresa è esposta o ha il diritto a partecipare ai risultati (positivi e negativi) della partecipata e se è in grado di esercitare il suo potere per influenzarne i risultati economici.

Partecipazioni in imprese collegate – Una collegata è un'impresa nella quale la Società è in grado di esercitare un'influenza significativa, ma non il controllo, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie e operative della partecipata.

Le partecipazioni in imprese controllate e in imprese collegate sono rilevate al costo rettificato in presenza di perdite di valore per adeguarlo al relativo valore recuperabile, secondo quanto stabilito dallo Ias 36 Riduzione di valore di attività. Quando successivamente tale perdita viene meno o si riduce, il valore contabile è incrementato sino alla nuova stima del valore recuperabile, che non può comunque eccedere il costo originario. Il ripristino di valore è iscritto al conto economico.

Qualora l'eventuale quota di pertinenza della Società delle perdite della partecipata ecceda il valore contabile della partecipazione, si procede ad azzerare il valore della partecipazione e la quota delle ulteriori perdite è rilevata come fondo nel passivo nel caso in cui la Società ha l'obbligo di risponderne.

I dividendi ricevuti sono riconosciuti a conto economico, nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento. Nel caso la società partecipata abbia distribuito dividendi, sono anche considerati come possibili indicatori di perdite di valore i seguenti aspetti:

  • il valore di libro della partecipazione nel bilancio di esercizio eccede il valore contabile nel bilancio consolidato delle attività nette della partecipata, incluso il relativo avviamento;
  • il dividendo eccede il totale del conto economico complessivo della partecipata nel periodo al quale il dividendo si riferisce.

Attività finanziarie – Hera Spa classifica le attività finanziarie sulla base del modello di business adottato per la gestione delle stesse e sulla base delle caratteristiche dei flussi finanziari contrattuali. In relazione alle condizioni precedenti le attività finanziarie vengono successivamente valutate al:

  • costo ammortizzato;
  • fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo;
  • fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio.

Il management determina la classificazione delle stesse irrevocabilmente al momento della loro prima iscrizione.

Crediti e finanziamenti – In tale categoria sono incluse le attività non rappresentate da strumenti derivati e non quotate in un mercato attivo, dalle quali sono attesi pagamenti fissi o determinabili. Dal momento che il modello di business generalmente adottato dalla Società prevede di detenere tali strumenti finanziari unicamente al fine di incassare i flussi finanziari contrattuali, essi sono valutati al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso di interesse effettivo. Il valore delle attività è ridotto in considerazione delle perdite attese utilizzando informazioni, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli, che includono dati storici, attuali e prospettici. Le perdite di valore determinate attraverso impairment test sono rilevate a conto economico, così come gli eventuali successivi ripristini di valore. Tali attività sono classificate come attività correnti, salvo che per le quote con scadenza superiore ai 12 mesi, che vengono incluse tra le attività non correnti.

Attività finanziarie al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo

Rientrano in tale categoria le attività, diverse dagli strumenti derivati, possedute dalla Società al fine di percepire i flussi finanziari contrattuali (rappresentati da pagamenti del capitale e dell'interesse) oppure per la monetizzazione tramite vendita. Tali attività sono valutate al fair value, quest'ultimo determinato facendo riferimento ai prezzi di mercato alla data di bilancio o attraverso tecniche e modelli di valutazione finanziaria, rilevandone le variazioni di valore in una specifica riserva di patrimonio netto, la "Riserva per valutazione a fair value di attività finanziarie". Le variazioni di valore attribuibili a impairment test e gli utili/perdite su cambi sono rilevate nell'utile (perdita) d'esercizio. Tale riserva viene riclassificata a conto economico solo nel momento in cui l'attività finanziaria viene effettivamente ceduta. La classificazione, quale attività corrente o non corrente, dipende dalle intenzioni del management e dalla reale negoziabilità del titolo stesso: sono rilevate tra le attività correnti quelle il cui realizzo è atteso nei successivi 12 mesi.

Qualora vi sia un'obiettiva evidenza di indicatori di perdite di valore, il valore delle attività viene ridotto in misura tale da risultare pari al valore scontato dei flussi ottenibili in futuro. La perdita di valore precedentemente contabilizzata è ripristinata nel caso in cui vengano meno le circostanze che ne avevano comportato la rilevazione.

Attività finanziarie al fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio – Tale categoria include le attività finanziarie acquisite a scopo di negoziazione a breve termine, oltre agli strumenti derivati, per i quali si rimanda allo specifico paragrafo successivo. Il fair value di tali strumenti viene determinato facendo riferimento al valore di mercato alla data di chiusura del periodo oggetto di rilevazione. La classificazione tra corrente e non corrente riflette le attese del management circa la loro negoziazione: sono incluse tra le attività correnti quelle la cui negoziazione è attesa entro i 12 mesi o quelle identificate come detenute a scopo di negoziazione.

Crediti commerciali – Si riferiscono ad attività finanziarie derivanti da rapporti commerciali di fornitura di beni e servizi e sono valutati al costo ammortizzato rettificato per le perdite attese di valore. Tali attività sono eliminate dal bilancio in caso di cessione che trasferisca a terzi tutti i rischi e benefici connessi alla loro gestione.

Titoli ambientali – Hera Spa è soggetta alle diverse normative emanate in ambito ambientale che prevedono il rispetto dei vincoli prefissati attraverso l'utilizzo di certificati o titoli. Hera Spa è quindi tenuta a soddisfare un fabbisogno in termini di certificati grigi (emission trading) e certificati bianchi (titoli di efficienza energetica). Lo sviluppo dei mercati sui quali questi titoli/certificati sono trattati ha inoltre permesso l'avvio di un'attività di trading. La valutazione dei titoli è effettuata in relazione alla destinazione a essi attribuita.

I titoli posseduti per soddisfare il bisogno aziendale sono iscritti tra le attività al costo. Qualora i titoli in portafoglio non fossero sufficienti a soddisfare il fabbisogno viene iscritta una passività per garantire adeguata copertura al momento della consegna dei titoli al gestore. I titoli destinati alla negoziazione sono iscritti come attività e valutati mediante iscrizione del fair value a conto economico.

Altre attività correnti – Sono iscritte al valore nominale eventualmente rettificato per perdite di valore, corrispondente al costo ammortizzato.

Lavori in corso su ordinazione – Quando il risultato di una commessa può essere stimato con attendibilità, i lavori in corso su ordinazione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi e il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva, o negativa, tra il valore dei contratti e gli acconti ricevuti è iscritta rispettivamente nell'attivo o nel passivo della situazione patrimoniale-finanziaria. I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino effettivi ricavi che possano essere determinati con attendibilità.

Quando il risultato di una commessa non può essere stimato con attendibilità, i ricavi riferibili alla relativa commessa sono rilevati solo nei limiti dei costi di commessa sostenuti che probabilmente saranno recuperati. I costi di commessa sono rilevati come spese nell'esercizio nel quale essi sono sostenuti. Quando è probabile che i costi totali di commessa siano superiori rispetto ai ricavi contrattuali, la perdita attesa è immediatamente rilevata come costo.

Rimanenze – Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo d'acquisto, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione e il presumibile valore netto di realizzo. Le configurazioni di costo utilizzate per la valorizzazione del magazzino sono il costo medio ponderato su base continua. Il valore netto di realizzo è determinato in base ai costi correnti delle scorte alla chiusura dell'esercizio meno i costi stimati necessari per realizzare la vendita.

Il valore delle scorte obsolete e a lenta movimentazione è svalutato in relazione alla possibilità di utilizzo o di realizzo, mediante lo stanziamento di un apposito fondo obsolescenza materiali.

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti – La voce relativa alle disponibilità liquide e mezzi equivalenti include cassa, conti correnti bancari e depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine a elevata liquidità che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti a un rischio non significativo di variazione di valore.

Passività finanziarie – La voce è inizialmente rilevata al costo, corrispondente al fair value della passività, al netto dei costi di transazione che sono direttamente attribuibili all'emissione della passività stessa. A seguito della rilevazione iniziale, le passività finanziarie, a eccezione dei derivati, sono valutate con il criterio del costo ammortizzato utilizzando il metodo del tasso d'interesse effettivo originale. In caso di revisione delle stime dei pagamenti, a eccezione delle passività per leasing, la rettifica della passività viene iscritta come provento o onere a conto economico.

Passività per leasing – Alla data di decorrenza del contratto, la passività per leasing è calcolata come valore attuale dei pagamenti dovuti, attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito del leasing o, se non è possibile determinarlo facilmente, il tasso di finanziamento marginale. I pagamenti considerati nel calcolo della passività risultano essere: a) i pagamenti fissi; b) i pagamenti variabili che dipendono da un indice o un tasso; c) gli importi che si prevede dovranno essere versati a titolo di garanzie del valore residuo; d) il prezzo di esercizio dell'eventuale opzione di acquisto, se la durata del leasing ne tiene conto; e) le eventuali penalità per la risoluzione del contratto, se la durata del leasing ne tiene conto.

Il tasso di finanziamento marginale rappresenta il tasso medio a cui la Società si indebita, distinto per scadenze contrattuali. È determinato annualmente in sede di budget sulla base dei dati consuntivi degli esercizi precedenti e viene applicato ai contratti stipulati dal 1° gennaio di ogni esercizio successivo. Viene aggiornato nel corso del periodo nel caso si verifichino degli shock di natura significativa sul tasso di indebitamento medio della Società. Per i contratti con durata superiore ai quattro anni la Società utilizza il tasso di indebitamento a medio/lungo termine, mentre per i contratti di durata pari o inferiore ai quattro anni viene adottato il tasso a breve termine equivalente.

Successivamente alla data iniziale, la passività per leasing viene modificata per effetto: a) degli oneri finanziari maturati iscritti a conto economico; b) dei pagamenti effettuati al locatore; c) di eventuali nuove valutazioni o modifiche del leasing o della revisione delle ipotesi circa dei pagamenti dovuti.

Trattamento di fine rapporto e altri benefici – Le passività relative ai programmi a benefici definiti (quali il Tfr per la quota maturata ante 1° gennaio 2007) sono determinate al netto delle eventuali attività al servizio del piano sulla base di ipotesi attuariali e per competenza, coerentemente alle prestazioni di lavoro necessarie per l'ottenimento dei benefici; la valutazione della passività è verificata da attuari indipendenti. Il valore degli utili e delle perdite attuariali è iscritto tra le altre componenti del conto economico complessivo. A seguito della Legge Finanziaria 296 del 27 dicembre 2006, per le società con più di 50 dipendenti per le quote maturate a far data dal 1° gennaio 2007, il Tfr si configura come piano a contributi definiti.

Fondi per rischi e oneri – I fondi per rischi e oneri comprendono gli accantonamenti iscritti in bilancio sulla base di obbligazioni presenti (quale risultato di eventi passati), in relazione alle quali si ritiene probabile che Hera Spa debba farvi fronte. Gli accantonamenti sono stanziati, sulla base della miglior stima dei costi richiesti per far fronte all'adempimento, alla data di bilancio (nel presupposto che vi siano sufficienti elementi per poter effettuare tale stima), e sono attualizzati quando l'effetto è significativo e si dispone delle necessarie informazioni. In tal caso gli accantonamenti sono determinati attualizzando i flussi di cassa futuri a un tasso di sconto ante imposte che riflette la valutazione corrente del mercato e tiene conto dei rischi connessi all'attività aziendale.

Quando si dà corso all'attualizzazione, l'incremento dell'accantonamento dovuto al trascorrere del tempo è rilevato tra gli oneri finanziari. Se la passività è relativa ad attività materiali (ad esempio ripristino siti), il fondo è rilevato come contropartita dell'attività cui si riferisce e la rilevazione dell'onere a conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento dell'immobilizzazione materiale alla quale l'onere si riferisce. Nel caso di rideterminazione della passività sono adottate le metodologie previste dall'Ifric 1.

Debiti commerciali – Si riferiscono a passività finanziarie derivanti da rapporti commerciali di fornitura e sono rilevati al costo ammortizzato.

Altre passività correnti – Si riferiscono a rapporti di varia natura e sono iscritte al valore nominale, corrispondente al costo ammortizzato.

Strumenti finanziari derivati – Hera Spa detiene strumenti derivati allo scopo di coprire la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi di interesse, di cambio e al rischio di variazione dei prezzi del gas metano per il servizio di teleriscaldamento. In particolare la Società adotta strumenti per la gestione del rischio prezzo, finalizzati a prefissare gli effetti sui margini di vendita indipendentemente dalle variazioni delle condizioni di mercato.

Il fair value è determinato con modelli di valutazione adeguati per ciascuna tipologia di strumento utilizzato, in base al valore di mercato di riferimento.

Le variazioni di fair value riferite a operazioni che, nel rispetto delle politiche di gestione del rischio, soddisfano i requisiti previsti dai principi contabili internazionali, sono contabilizzate in hedge accounting nei termini di seguito indicati.

Per il trattamento in hedge accounting, la Società designa e documenta formalmente il rapporto di copertura, i propri obiettivi nella gestione del rischio e la strategia perseguita, identificando: i) lo strumento di copertura, ii) la natura del rischio oggetto di copertura e iii) la modalità di valutazione dell'efficacia della copertura.

La relazione di copertura è efficace se: i) esiste una relazione economica tra lo strumento di copertura e l'elemento coperto, ii) il rischio di credito non prevale sulle variazioni di fair value risultanti dalla suddetta relazione economica e iii) il rapporto di copertura corrisponde a quello tra la quantità dell'elemento coperto che la Società effettivamente copre e la quantità dello strumento di copertura che la Società utilizza effettivamente per coprire tale quantità di elemento coperto e non è evidenziato uno squilibrio in termini di hedge ratio.

Ai fini della contabilizzazione, le operazioni di copertura sono classificate come fair value hedge se sono a fronte del rischio di variazione rispetto al valore di mercato, dell'attività o della passività sottostante oppure come cash flow hedge se sono a fronte del rischio di variabilità nei flussi finanziari derivanti sia da un'attività o passività esistente, sia da un'operazione futura, incluse le operazioni su commodity.

Per quanto riguarda gli strumenti derivati classificati come fair value hedge che rispettano le condizioni per il trattamento contabile quali operazioni di copertura, gli utili e le perdite derivanti dalla determinazione del loro valore di mercato sono imputati a conto economico. Allo stesso tempo sono imputati a conto economico anche gli utili o le perdite derivanti dall'adeguamento a fair value dell'elemento sottostante oggetto della copertura limitate al rischio coperto.

Per gli strumenti derivati classificati come cash flow hedge, che si qualificano come tali, le variazioni di fair value vengono rilevate, limitatamente alla sola quota efficace, in una specifica riserva di patrimonio netto definita "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" attraverso il conto economico complessivo. Tale riserva viene successivamente rilevata a conto economico al momento della manifestazione economica del sottostante oggetto di copertura. La variazione di fair value riferibile alla porzione inefficace viene immediatamente rilevata al conto economico di periodo. Qualora il verificarsi dell'operazione sottostante non sia più considerata altamente probabile, o non sia più dimostrabile la relazione di copertura, la corrispondente quota della "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" viene immediatamente riversata a conto economico.

Qualora, invece, lo strumento derivato sia ceduto e pertanto non si qualifichi più come copertura del rischio efficace a fronte del quale l'operazione era stata posta in essere, la quota di "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" a esso relativa viene mantenuta sino a quando non si manifestano gli effetti economici del contratto sottostante.

La Società, laddove ne sussistano i requisiti, applica la fair value option.

Gerarchia del fair value

Gli strumenti finanziari valutati al fair value sono classificati in una gerarchia di tre livelli sulla base delle modalità di determinazione del fair value stesso, ovvero con riferimento ai fattori utilizzati nel processo di determinazione del valore:

  • livello 1, strumenti finanziari il cui fair value è determinato sulla base di un prezzo quotato in un mercato attivo;
  • livello 2, strumenti finanziari il cui fair value è determinato mediante tecniche di valutazione che utilizzano parametri osservabili direttamente o indirettamente sul mercato. Sono classificati in questa categoria gli strumenti valutati sulla base di curve forward di mercato e i contratti differenziali a breve termine;
  • livello 3, strumenti finanziari il cui fair value è determinato con tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri non osservabili sul mercato, ovvero facendo esclusivamente ricorso a stime interne.

Contributi – I contributi in conto impianti sono rilevati nel conto economico lungo il periodo necessario per correlarli alle relative componenti di costo. Nella situazione patrimoniale-finanziaria sono rappresentati iscrivendo il contributo come ricavo differito. I contributi in conto esercizio, compresi quelli ricevuti da utenti per l'allacciamento del servizio, sono considerati ricavi per prestazioni effettuate nell'esercizio e pertanto sono contabilizzati secondo il criterio della competenza.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi – I ricavi e proventi sono iscritti al netto di resi, sconti e abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi. Sono ripartiti tra ricavi derivanti dall'attività operativa e proventi finanziari che maturano tra la data di vendita e la data del pagamento.

In particolare:

i ricavi per vendita di acqua e per il servizio di teleriscaldamento sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione e comprendono lo stanziamento per erogazioni effettuate, ma non ancora fatturate (stimate sulla base di analisi storiche determinate in relazione ai consumi pregressi);

  • i ricavi sono rilevati quando (o man mano che) è adempiuta l'obbligazione del fare, trasferendo al cliente il bene o il servizio promesso. Il trasferimento avviene quando (o man mano che) il cliente acquisisce il controllo del bene o del servizio. Il ricavo iscritto corrisponde al prezzo attribuito all'obbligazione del fare oggetto della rilevazione. Si procede all'iscrizione del ricavo solo se si è ritenuto probabile che verrà incassato il corrispettivo per i beni o servizi trasferiti al cliente;
  • i costi sono contabilizzati secondo il principio della competenza.

Canoni di leasing – Sono iscritti a conto economico con un criterio a quote costanti come oneri di periodo i canoni riferiti a contratti di leasing, così come definiti dal principio Ifrs 16, che hanno a oggetto beni di modesto valore (low-value asset) o la cui durata è pari o inferiore a 12 mesi (short-term lease). La Società ha fissato in 10.000 euro la soglia per ritenere il singolo bene sottostante come di modesto valore.

Proventi e oneri finanziari – I proventi e oneri finanziari sono rilevati in base al principio della competenza. I dividendi delle "Altre partecipazioni" sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento, è probabile che i benefici economici derivanti dai dividendi affluiranno alla Società e l'ammontare degli stessi può essere attendibilmente valutato.

Imposte – Le imposte rappresentano la somma delle imposte correnti, differite e delle eventuali imposte sostitutive. Le imposte correnti sono calcolate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il risultato imponibile può differire dal risultato riportato nel conto economico poiché potrebbe escludere sia componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi (differenze temporanee) sia componenti che non saranno mai tassabili o deducibili (differenze permanenti). Le "Passività per imposte correnti" sono calcolate utilizzando aliquote vigenti alla data del bilancio.

Nella determinazione delle imposte di esercizio, la Società ha tenuto in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotta dalla L. 244 del 24 dicembre 2007 e in particolare il rafforzato principio di derivazione statuito dall'art. 83 del Tuir. Tale principio prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgano, anche in deroga alle disposizioni del Tuir, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili.

Ai fini dell'Ires la Società ha aderito al cosiddetto consolidato nazionale con le principali società controllate. A tal fine con ciascuna società controllata è stato stipulato un apposito contratto per la regolamentazione delle partite fiscali trasferite con specifico riferimento alle imposte correnti. Le imposte anticipate e differite calcolate in sede di determinazione del reddito delle controllate non vengono trasferite alla controllante Hera Spa ma permangono in capo alla singola controllata.

Le imposte differite sono calcolate con riguardo alle differenze temporanee nella tassazione e sono iscritte alla voce "Passività fiscali differite". Le "Attività fiscali differite" vengono rilevate nella misura in cui si ritiene probabile l'esistenza, negli esercizi in cui si riverseranno le relative differenze temporanee, di un reddito imponibile almeno pari all'ammontare delle differenze che si andranno ad annullare. Le imposte differite sono determinate sulla base delle aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili nell'esercizio nel quale sarà realizzata l'attività fiscale o sarà estinta la passività fiscale, sulla base delle aliquote fiscali stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del bilancio. Tali variazioni sono imputate a conto economico o a patrimonio netto, in relazione all'imputazione effettuata all'origine della differenza di riferimento.

Possono, infine, essere iscritte imposte sostitutive in presenza di disposizioni di legge che consentono alla Società di usufruire di particolari regimi fiscali. Per loro natura si tratta di imposte aventi natura non ricorrente, riconducibile alla volontà della Società di optare o meno per il correlato regime fiscale.

Criteri di conversione delle poste in valuta estera – La valuta funzionale e di presentazione adottata da Hera Spa è l'euro. Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività in valuta sono iscritte al cambio di riferimento alla data di chiusura dell'esercizio e i relativi utili e perdite su cambi sono imputati regolarmente al conto economico. L'eventuale utile netto che dovesse sorgere viene accantonato in un'apposita riserva non distribuibile fino alla data di realizzo.

Operazioni con parti correlate – Le operazioni con parti correlate avvengono alle normali condizioni di mercato, nel rispetto dei criteri di efficienza ed economicità. Alcune specifiche transazioni vengono remunerate sulla base delle tariffe definite dalle delibere dell'Arera.

Gestione dei rischi

Rischio di credito

Il rischio di credito cui è esposta la Società deriva dall'ampia articolazione dei portafogli clienti delle principali aree di business nelle quali opera; per la stessa ragione, tale rischio risulta ripartito su di un largo numero di clienti. Al fine di gestire il rischio di credito, la Società ha definito procedure per la selezione, il monitoraggio e la valutazione del proprio portafoglio clienti. Il mercato di riferimento è quello italiano.

Il modello di gestione del credito della Società consente di determinare in maniera analitica la differente rischiosità associabile all'esigibilità dei crediti sin dal loro sorgere e progressivamente in funzione della loro crescente anzianità. Questa operatività consente di ridurre la concentrazione e l'esposizione ai rischi del credito, sia del segmento clienti business sia del segmento domestico. Relativamente ai crediti riguardanti i piccoli clienti vengono effettuati stanziamenti al fondo svalutazione sulla base di analisi predittive circa l'ammontare dei probabili futuri incassi, prendendo in considerazione l'anzianità del credito, il tipo di azioni di recupero intraprese e lo status del creditore. Periodicamente, inoltre, vengono effettuate analisi sulle posizioni creditizie ancora aperte individuando eventuali criticità e, qualora risultino parzialmente o del tutto inesigibili, si procede a una congrua svalutazione.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità consiste nell'impossibilità di far fronte alle obbligazioni finanziarie assunte per carenza di risorse interne, o incapacità a reperire risorse esterne a costi accettabili. Il rischio di liquidità è mitigato adottando politiche e procedure atte a massimizzare l'efficienza della gestione delle risorse finanziarie. Ciò si esplica prevalentemente nella gestione centralizzata dei flussi in entrata e in uscita (tesoreria centralizzata), nella valutazione prospettica delle condizioni di liquidità, nell'ottenimento di adeguate linee di credito, nonché preservando un adeguato ammontare di liquidità.

La pianificazione finanziaria dei fabbisogni, orientata sui finanziamenti a medio periodo, nonché la presenza di abbondanti margini di disponibilità su linee di credito, permettono un'efficace gestione del rischio di liquidità.

Rischio tasso d'interesse e rischio valuta su operazioni di finanziamento

Hera Spa non è soggetta al rischio di cambio operando pressoché esclusivamente sul mercato italiano, sia in relazione alle vendite dei propri servizi, che per quanto riguarda gli approvvigionamenti di beni e servizi. Per quanto concerne il rischio di tasso, Hera Spa valuta regolarmente la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi di interesse e gestisce tale rischio attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari derivati, secondo quanto stabilito nelle proprie linee di gestione dei rischi. Nell'ambito di tali indirizzi, l'uso di strumenti finanziari derivati è riservato alla gestione dell'esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse connessi con i flussi monetari e le poste patrimoniali attive e passive. Tali politiche non consentono attività di tipo speculativo.

Gestione emergenza Covid-19

La forte crescita economica registrata nell'anno e la conseguente ripresa dei consumi hanno consentito di superare i potenziali elementi di criticità oggetto di peculiare attenzione da parte della Società dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Sono state confermate, in particolare, le previsioni circa risultati economici e finanziari per l'esercizio 2021, che la Società non aveva ritenuto di dover rivedere sulla base del proprio business model particolarmente resiliente. Da un punto di vista sanitario, stante la situazione più positiva rispetto allo scorso esercizio, restano in essere le misure adottate e prosegue il monitoraggio delle stesse.

Per una trattazione esaustiva di come la Società analizza, misura, monitora e gestisce l'esposizione a tali rischi, si rimanda al paragrafo 1.02.03 "Gli ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio" all'interno della relazione sulla gestione.

Stime e valutazioni significative

La predisposizione del bilancio separato e delle relative note richiede l'uso di stime e valutazioni da parte degli amministratori, con effetto sui valori di bilancio, basate su dati storici e sulle aspettative di eventi puntuali che ragionevolmente si verificheranno in base alle informazioni conosciute. Tali stime, per definizione, approssimano quelli che saranno i dati a consuntivo. Sono pertanto di seguito indicate le principali aree caratterizzate da valutazioni e assunzioni, che potrebbero comportare variazioni nei valori delle attività e passività entro l'esercizio successivo.

Sono indicati in particolare la natura di tali stime e i presupposti per la loro elaborazione, con l'indicazione dei valori contabili di riferimento.

Impairment test

Hera Spa effettua almeno una volta all'anno l'analisi del valore recuperabile dell'avviamento e delle partecipazioni (di collegamento) in società che detengono asset di generazione di energia termoelettrica per il tramite di impairment test. Tale test si basa su calcoli del suo valore in uso che richiedono l'utilizzo di stime dettagliate nella nota 32 di commento agli schemi di bilancio.

Accantonamenti per rischi

Tali accantonamenti sono stati effettuati adottando le medesime procedure dei precedenti esercizi facendo riferimento a comunicazioni aggiornate dei legali e dei consulenti che seguono le vertenze, nonché sulla base degli sviluppi procedurali delle stesse.

Rilevazione dei ricavi

I ricavi per vendita di acqua e per il servizio di teleriscaldamento sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione solo se si è ritenuto probabile che verrà incassato il corrispettivo. Essi comprendono lo stanziamento per le prestazioni effettuate, intervenute tra la data dell'ultima lettura e il termine dell'esercizio, ma non ancora fatturate. Tale stanziamento si basa su stime del consumo giornaliero del cliente, fondate sul suo profilo storico, rettificato per riflettere le condizioni atmosferiche o altri fattori che possono influire sui consumi oggetto di stima.

Attività fiscali differite

La contabilizzazione delle imposte anticipate è effettuata sulla base delle aspettative di un imponibile fiscale negli esercizi futuri. La valutazione degli imponibili attesi ai fini della contabilizzazione delle imposte anticipate dipende da fattori che possono variare nel tempo e determinare effetti significativi sulla recuperabilità dei crediti per imposte anticipate.

Ammortamenti

Gli ammortamenti sono calcolati in base alla vita utile del bene. La vita utile è determinata dalla direzione aziendale al momento dell'iscrizione del bene nel bilancio; le valutazioni circa la durata della vita utile si basano sull'esperienza storica, sulle condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa, compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza, è possibile che la vita utile effettiva possa differire dalla vita utile stimata.

Determinazione del fair value e processo di valutazione

Il fair value degli strumenti finanziari, sia su tassi di interesse sia su tassi di cambio, è desunto da quotazioni di mercato. In assenza di prezzi quotati in mercati attivi, si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri prendendo a riferimento parametri osservabili sul mercato. I fair value dei contratti su commodity sono determinati utilizzando input direttamente osservabili sul mercato laddove disponibili. La metodologia di calcolo del fair value degli strumenti in oggetto include la valutazione del non-performance risk se ritenuta rilevante. Tutti i contatti derivati stipulati da Hera Spa sono in essere con primarie controparti istituzionali.

Modifiche ai principi contabili internazionali 3.02.03

Principi contabili, emendamenti e interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2021

A partire dal 1° gennaio 2021 risultano applicabili obbligatoriamente i seguenti principi contabili e modifiche di principi contabili emanati dallo Iasb e recepiti dall'Unione Europea:

Modifiche all'Ifrs 9, Ias 39, Ifrs 7, Ifrs 4 e Ifrs 16 – Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse - fase 2 (Regolamento 25/2021). Documento emesso dallo Iasb in data 27 agosto 2020, applicabile dal 1° gennaio 2021 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche prevedono un trattamento contabile specifico per ripartire nel tempo le variazioni di valore degli strumenti finanziari o dei contratti di leasing dovute alla sostituzione dell'indice di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse, evitando così ripercussioni immediate sull'utile (perdita) d'esercizio e cessazioni delle relazioni di copertura.

A partire dal 1° aprile 2021 risulta inoltre applicabile la seguente modifica di principi contabili emanati dallo Iasb e recepiti dall'Unione Europea:

Modifiche all'Ifrs 16 – Concessioni sui canoni connesse al Covid-19 oltre il 30 giugno 2021. Documento emesso dallo Iasb in data 31 marzo 2021, applicabile dal 1° aprile 2021. La modifica estende di un anno la possibilità di applicare l'emendamento emesso nel 2020, che prevedeva per i locatari la facoltà di contabilizzare le riduzioni dei canoni connesse al Covid-19 senza dover valutare se fosse rispettata la definizione di modifica contrattuale.

Con riferimento all'applicazione di tali modifiche non si sono rilevati effetti sul bilancio della Società.

Principi contabili, emendamenti e interpretazioni omologati dall'Unione Europea ma non ancora applicabili e non adottati in via anticipata da Hera Spa

Con riferimento agli ambiti rilevanti per la Società, a partire a partire dagli esercizi successivi risulteranno applicabili obbligatoriamente le seguenti modifiche di principi contabili, essendosi già concluso il processo di endorsement comunitario:

Modifiche all'Ifrs 3 – Riferimento al Conceptual Framework. Documento emesso dallo Iasb in data 14 maggio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche impongono di riferirsi al Conceptual Framework pubblicato in marzo 2018 e non a quello in vigore al momento dell'introduzione dell'Ifrs 3. Viene inoltre introdotta un'eccezione all'utilizzo del Conceptual Framework per alcune tipologie di passività, richiedendo di fare riferimento allo Ias 37 nel momento in cui viene applicato l'Ifrs 3. Senza l'introduzione di tale eccezione, un'entità potrebbe riconoscere delle passività nel momento dell'ottenimento del controllo di un business che non riconoscerebbe in altre circostanze e subito dopo l'acquisizione sarebbe tenuta a effettuare la derecognition delle stesse, realizzando un provento privo di sostanza economica.

Modifiche allo Ias 16 – Cessioni di beni prodotti prima che l'asset sia nelle condizioni di utilizzo previste. Documento emesso dallo Iasb in data 14 maggio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche vietano di dedurre dal costo di una immobilizzazione materiale le componenti positive derivanti dalla cessione di beni prodotti prima che l'immobilizzazione sia nel luogo e nelle condizioni operative previste dal management per il suo utilizzo. L'entità deve contabilizzare il ricavo per la cessione dei beni prodotti e i relativi costi di produzione nell'utile (perdita) di periodo.

Modifiche allo Ias 37 – Contratti onerosi: costi sostenuti per soddisfare un contratto. Documento emesso dallo Iasb in data 14 maggio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono che nella stima sull'eventuale onerosità di un contratto si devono considerare tutti i costi direttamente imputabili al contratto. Di conseguenza, la valutazione include non solo i costi incrementali (come il costo del materiale impiegato nella lavorazione), ma anche tutti i costi che l'impresa non può evitare in quanto ha stipulato il contratto (come la quota del costo del personale e dell'ammortamento dei macchinari impiegati per l'adempimento del contratto).

In data 14 maggio 2020 lo Iasb ha pubblicato il documento "Miglioramenti agli International Financial Reporting Standard: 2018-2020 Cycle". Tali miglioramenti comprendono modifiche a principi contabili internazionali esistenti, tra i quali:

  • Ifrs 1 Prima adozione degli International financial reporting standards. Il miglioramento consente a una società controllata di misurare le differenze cumulative di conversione per tutte le operazioni in valuta estera utilizzando i valori che sono stati iscritti nel bilancio consolidato, sulla base della data di prima adozione della società controllante;
  • Ifrs 9 Strumenti finanziari. Viene chiarito che le uniche fee da considerare ai fini del test del 10% per la derecognition di una passività finanziaria sono quelle scambiate tra l'entità e la società finanziatrice;
  • Ifrs 16 Leasing. Il miglioramento rivede l'illustrative example numero 13, escludendo il rimborso delle spese sostenute per migliorie su beni di terzi, al fine di non generare confusione in relazione al trattamento degli incentivi sui contratti.

Modifiche allo Ias 1 – Presentazione del bilancio e informativa sulle policy contabili. Documento emesso dallo Iasb in data 12 febbraio 2021, applicabile dal 1° gennaio 2023 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche richiedono alle società di presentare le informazioni sui principi contabili rilevanti piuttosto che sui principi contabili significativi e forniscono una guida su come applicare il concetto di significatività all'informativa.

Modifiche allo Ias 8 – Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili e errori. Documento emesso dallo Iasb in data 12 febbraio 2021, applicabile dal 1° gennaio 2023 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono in modo più puntuale come le società dovrebbero distinguere i cambiamenti nei principi contabili dai cambiamenti nelle stime contabili.

Le modifiche chiariscono, correggono o rimuovono diciture o formulazioni ridondanti o conflittuali nel testo dei relativi principi.

Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell'introduzione di queste modifiche sul bilancio della Società.

Principi contabili, emendamenti e interpretazioni non ancora omologati dall'Unione Europea

Sono in corso di recepimento da parte dei competenti organi dell'Unione Europea i seguenti principi, aggiornamenti ed emendamenti dei principi Ifrs (già approvati dallo Iasb), nonché le seguenti interpretazioni (già approvate dall' Ifrs Ic) rilevanti per la Società:

Modifiche allo Ias 1 – Presentazione del bilancio: classificazione delle passività come correnti o non correnti. Documento emesso dallo Iasb in data 23 gennaio 2020 e aggiornato in data 15 luglio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2023 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono i requisiti da considerare per determinare se, nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, i debiti e le altre passività con una data di regolamento incerta debbano essere classificati come correnti o non correnti (inclusi i debiti estinguibili mediante conversione in strumenti di capitale).

Modifiche allo Ias 12 – Imposte differite relative ad attività e passività derivanti da una transazione singola. Documento emesso dallo Iasb in data 7 maggio 2021, applicabile dal 1° gennaio 2023 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche specificano come le società devono trattare l'imposta differita su operazioni di leasing e contratti con obblighi di smantellamento che possono generare attività e passività di pari importo, per le quali non si applica l'esenzione dell'iscrizione della fiscalità differita quando si rilevano attività e passività per la prima volta. L'obiettivo delle modifiche è ridurre la diversità nella rendicontazione delle imposte differite tra le differenti tipologie contrattuali.

Con riferimento alle nuove modifiche precedentemente esposte, al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti sul bilancio della Società correlati alla loro introduzione.

Note di commento agli schemi di bilancio 3.02.04

Nella relazione sulla gestione ai paragrafi 1.04 e 1.07 viene riportata un'analisi dell'andamento gestionale dell'esercizio, anche per area di business, ai quali si rimanda per la comprensione delle variazioni intervenute nelle principali voci di ricavi e costi operativi.

1 Ricavi

2021 2020 Var.
Servizio idrico integrato 512.144 486.230 25.914
Raccolta e smaltimento rifiuti 465.369 457.062 8.307
Servizi di Gruppo 183.133 153.767 29.366
Teleriscaldamento 56.091 40.605 15.486
Prestazioni per conto terzi 54.311 39.840 14.471
Vendita certificati ambientali 39.300 15.408 23.892
Produzione e distribuzione energia elettrica 14.297 3.035 11.262
Altri ricavi 34 35 (1)
Totale 1.324.679 1.195.982 128.697

I ricavi sono principalmente realizzati nel territorio nazionale.

"Servizio idrico integrato", rispetto all'esercizio precedente, si segnala che la crescita dei ricavi è legata principalmente all'incremento dei costi perequabili di energia elettrica e della materia prima acqua e all'adeguamento tariffario del nuovo metodo MTI-3. Per ulteriori commenti si rinvia a quanto riportato nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.07.03 "Analisi per aree strategiche d'affari - Ciclo idrico integrato". La voce contiene stanziamenti relativi a servizi forniti e non ancora fatturati per 105,2 milioni di euro.

"Raccolta e smaltimento rifiuti", l'incremento dei ricavi è imputabile all'effetto combinato dei seguenti fattori:

  • incremento dei costi delle materie (carta, ferro e vetro);
  • minori ricavi riconosciuti nei piani economico-finanziari per effetto del mancato riconoscimento dell'inflazione;
  • maggiori ricavi relativi ad avvio di nuovi progetti di trasformazione dei servizi di raccolta su tutti i territori.

"Servizi di Gruppo", l'incremento dei ricavi è dovuto all'effetto combinato dei seguenti fattori:

  • maggiori ricavi connessi alle attività di sviluppo e manutenzione dei sistemi informativi di Gruppo;
  • maggiori addebiti per l'utilizzo del brand Hera nell'ambito dei contratti tra le parti;
  • minori ricavi connessi all'attività di raccolta e conferimento dei rifiuti riciclabili per effetto di nuovi contratti sottoscritti con terze parti.

"Teleriscaldamento", l'incremento deriva principalmente dai maggiori volumi di vendita (il 2020 era stato influenzato dall'emergenza sanitaria e dagli effetti negativi del clima) e dall'incremento dell'indice energetico di riferimento che risulta agganciato al prezzo del gas.

"Prestazioni per conto terzi", ricomprendono ricavi generati da contributi di allacciamento, oltre che dall'avanzamento di commesse per conto terzi. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è imputabile principalmente ai maggiori lavori attinenti al servizio idrico eseguiti nei confronti delle società degli asset (in particolare Romagna Acque Spa) e ai maggiori ricavi da allacciamenti consuntivati rispetto al 2020 (come noto influenzato dall'emergenza sanitaria).

"Vendita certificati ambientali", in particolare:

  • certificati bianchi, 37.294 mila euro (15.064 mila euro nel 2020);
  • certificati grigi, 2.006 mila euro (344 mila euro nel 2020).

Le vendite di certificati bianchi si sono concentrate principalmente nei confronti di Inrete Distribuzione Energia Spa: 35.215 mila euro, rispetto ai 12.736 mila euro nel 2020. Si segnala altresì che tali ricavi vanno letti congiuntamente alla valorizzazione degli stessi certificati in portafoglio. In particolare, si rinvia alla nota 4 "Materie prime e materiali" alle voci "Certificati ambientali" e "Oneri e proventi da valutazione certificati".

"Produzione e distribuzione energia elettrica", l'incremento deriva dai maggiori volumi di energia elettrica venduta, oltre che dal significativo incremento dei prezzi consuntivati sui mercati dell'energia.

Si rimanda infine al paragrafo 3.04 per la descrizione della struttura del Gruppo e dei conseguenti rapporti intercompany.

2 Variazione delle rimanenze di prodotti finiti e prodotti in corso di lavorazione

2021 2020 Var.
Variazione dei lavori in corso su ordinazione (1.441) (984) (457)
Totale (1.441) (984) (457)

Tale voce è collegata alla nota 21 "Rimanenze".

3 Altri ricavi operativi

2021 2020 Var.
Commesse a lungo termine 137.358 112.789 24.569
Riaddebiti a società del Gruppo
per servizi informativi e corporate
14.633 11.845 2.788
Quote contributi in conto impianti 5.639 5.361 278
Riaddebiti a società del Gruppo per servizi vari 5.982 3.144 2.838
Contributi in conto esercizio 2.916 1.081 1.835
Riaddebiti a società del Gruppo per costi
sostenuti per compensi amministratori
640 746 (106)
Plusvalenze su cessione asset 2 342 (340)
Altri ricavi 16.762 13.226 3.536
Totale 183.932 148.534 35.398

"Commesse a lungo termine", comprendono i ricavi generati dalla costruzione, o miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione in applicazione del modello contabile dell'attività immateriale previsto per i servizi pubblici in concessione. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è dovuto a maggiori investimenti relativi al ciclo idrico.

"Riaddebiti a società del Gruppo per servizi informativi e corporate" (immobiliari, gestione flotte e servizi amministrativi), realizzati principalmente per conto di Inrete Distribuzione Energia Spa, AcegasApsAmga Spa, Acantho Spa, Hera Comm Spa, Herambiente Spa, Marche Multiservizi Spa, EstEnergy Spa e Uniflotte Srl. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è dovuto principalmente alle prestazioni relative ai servizi informativi.

"Quote contributi in conto impianti", rappresentano le componenti economiche positive di competenza dell'esercizio correlate alle quote di ammortamento relative agli asset oggetto di contributi.

"Riaddebiti a società del Gruppo per servizi vari", l'incremento rispetto all'esercizio precedente è dovuto principalmente ai riaddebiti a Hera Comm Spa per le attività di sollecito a clienti (attività che erano state sospese nel corso del 2020 a causa dell'emergenza sanitaria).

"Contributi in conto esercizio", comprendono contributi riconosciuti da enti, autorità o istituzioni pubbliche per specifici progetti e attività realizzate da Hera Spa. L'incremento rispetto al 2020 è relativo a maggiori contributi ricevuti per il potenziamento della raccolta differenziata e per l'emergenza sanitaria Covid-19.

"Riaddebiti a società del Gruppo per costi sostenuti per compensi amministratori", si rinvia alla nota 5 "Costi per servizi" e in particolare alla voce "Compensi a sindaci e amministratori".

"Altri ricavi", sono costituiti principalmente da rimborsi assicurativi e recuperi spese.

4 Materie prime e materiali

2021 2020 Var.
Materie a uso industriale 96.914 57.350 39.564
Acqua 47.692 45.267 2.425
Certificati ambientali 39.208 14.931 24.277
Materiali di manutenzione e vari 34.580 30.019 4.561
Oneri e proventi da derivati 127 127
Totale 218.521 147.567 70.954

"Materie a uso industriale", includono principalmente gli approvvigionamenti di gas metano ed energia elettrica per alimentare gli impianti produttivi della Società, oltre che gli acquisti di combustibili e lubrificanti per la gestione delle flotte. L'incremento è imputabile sia ai maggiori costi unitari che ai maggiori consumi registrati rispetto al 2020.

"Acqua", l'incremento è imputabile ai maggiori costi in relazione al contratto di approvvigionamento stipulato con Romagna Acque Spa oltre che ai maggiori volumi acquistati.

"Certificati ambientali", includono il costo di acquisto e la valutazione dei titoli ambientali, prevalentemente costituiti da certificati bianchi e grigi. In particolare:

  • bianchi, acquisti per 1.773 mila euro (58.787 mila euro nel 2020), oneri per 32.072 mila euro (proventi per 46.792 mila euro nel 2020);
  • grigi, acquisti per 2.775 mila euro (3.030 mila euro nel 2020), oneri per 2.588 mila euro (proventi per 94 mila euro nel 2020).

Per quanto concerne i certificati bianchi, la variazione rispetto all'esercizio precedente è dovuta principalmente alla rideterminazione degli obiettivi di risparmio energetico, in capo alle imprese della distribuzione elettrica e del gas per gli anni 2021-2024, introdotte dal Decreto del Ministero della transizione ecologica del 21 maggio 2021. Tale decreto, oltre a definire un numero di certificati per l'obbligo 2021 significativamente inferiore rispetto ai periodi precedenti, ha ridotto con efficacia retroattiva del 60% il numero dei certificati previsti per l'anno d'obbligo 2020.

"Materiali di manutenzione e vari", al netto della variazione delle scorte, accolgono principalmente i beni di consumo utilizzati nella gestione delle attività operative di Hera Spa. L'incremento è imputabile principalmente a maggiori lavori relativi al servizio idrico.

Per la voce "Oneri e proventi da derivati" si rinvia alla nota 20 "Strumenti derivati".

5 Costi per servizi

2021 2020 Var.
Servizi da società del Gruppo 318.276 302.911 15.365
Servizi di trasporto, smaltimento e raccolta rifiuti 165.478 155.437 10.041
Spese per lavori e manutenzioni 123.994 112.420 11.574
Servizi informativi ed elaborazione dati 67.781 63.555 4.226
Canoni corrisposti a enti locali 33.805 34.137 (332)
Prestazioni professionali, legali e tributarie 9.645 8.807 838
Compensi a sindaci e amministratori 2.770 3.200 (430)
Annunci, avvisi legali e finanziari, comunicazioni ai clienti 2.742 2.764 (22)
Vettoriamento e stoccaggio 2.640 244 2.396
Prestazioni organizzative 846 919 (73)
Costi per servizi diversi 49.839 44.243 5.596
Totale 777.816 728.637 49.179

"Servizi da società del Gruppo", comprendono gli addebiti di costi derivanti dai contratti in essere con le società del Gruppo relativi ai servizi di smaltimento dei rifiuti, gestione flotte, telefonia, gestione clienti e direzione ingegneria/tecnica clienti. L'incremento deriva principalmente dall'effetto combinato di:

  • maggiori oneri connessi all'utilizzo delle flotte aziendali e delle attrezzature per la raccolta rifiuti addebitati da Uniflotte Srl;
  • maggiori oneri connessi ai servizi ambientali addebitati da Herambiente Spa a fronte di un incremento delle quantità di rifiuti conferiti, oltre che del prezzo di trattamento;
  • minori costi correlati al servizio di gestione clienti;
  • maggiori costi riaddebitati da Heratech Srl a fronte di maggiori interventi per la realizzazione e l'ammodernamento di collettori fognari e impianti di depurazione, nonché per maggiori lavori lato utenti strettamente connessi ai meccanismi incentivanti promossi per la riqualifica energetica del patrimonio edilizio nazionale.

"Servizi di trasporto, smaltimento e raccolta rifiuti", l'incremento è imputabile principalmente all'attivazione di servizi aggiuntivi finalizzati all'ottenimento di una maggiore percentuale di raccolta differenziata.

"Spese per lavori e manutenzioni", comprendono i costi relativi alla costruzione, o al miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione, in applicazione del modello contabile dell'attività immateriale previsto per i servizi pubblici in concessione e i costi per la manutenzione degli impianti gestiti dalla Società. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è dovuto principalmente a maggiori investimenti nel ciclo idrico.

"Servizi informativi ed elaborazione dati", comprendono i costi operativi per la manutenzione e la gestione dell'infrastruttura informatica, oltre che degli applicativi aziendali e dei sistemi di cybersecurity. L'incremento è imputabile ai maggiori costi sostenuti per gli applicativi in uso, oltre che per i nuovi entrati in funzione nel corso del 2021, alle nuove attività in ambito cybersecurity e al maggior numero di progetti sviluppati nell'esercizio, poi oggetto di rifatturazione alle società del Gruppo sulla base dei vigenti contratti di servizio.

"Canoni corrisposti a enti locali", comprendono, tra gli altri, oneri sostenuti per l'utilizzo delle reti di proprietà pubblica, canoni corrisposti alle società degli asset per la gestione di beni del ciclo idrico e canoni di locazione delle isole ecologiche.

"Prestazioni professionali, legali e tributarie", comprendono oneri per servizi di natura commerciale, legale, notarile amministrativa e tributaria. Sono inclusi in questa voce i compensi corrisposti per la revisione di bilancio e l'emissione di attestazioni.

"Compensi a sindaci e amministratori", comprensivi dei costi sostenuti per i diversi organi sociali. Nella tabella che segue sono riportati i valori di costo, al netto di quanto viene riaddebitato alle società del Gruppo in relazione agli amministratori di Hera Spa che ricoprono cariche sociali nei rispettivi consigli di amministrazione.

2021 2020 Var.
Compensi a sindaci e amministratori 2.770 3.200 (430)
Riaddebiti a società del Gruppo (640) (746) 106
Totale 2.130 2.453 (324)

"Costi per servizi diversi", comprendono tutti gli altri costi per servizi non indicati nelle categorie sopra riportate. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è dovuto principalmente ai costi per servizi commerciali.

6 Costi del personale

2021 2020 Var.
Salari e stipendi 143.615 141.763 1.852
Oneri sociali 45.966 45.021 945
Altri costi 17.343 16.638 705
Totale 206.924 203.422 3.502

L'incremento dei costi del personale è riconducibile principalmente agli incrementi retributivi previsti dai Contratti collettivi nazionali di lavoro e al maggior impatto di oneri sostenuti per la cessazione di rapporti di lavoro rispetto all'esercizio precedente.

Il numero medio dei dipendenti per il periodo preso in considerazione, suddiviso per categorie, è il seguente:

2021 2020 Var.
Dirigenti 76 76
Quadri 229 225 4
Impiegati 1.570 1.572 (2)
Operai 1.131 1.157 (26)
Totale 3.006 3.030 (24)

Al 31 dicembre 2021 il numero effettivo dei dipendenti è pari a 2.896 unità (2.914 unità al 31 dicembre 2020).

7 Altre spese operative

2021 2020 Var.
Canoni demaniali 7.878 7.603 275
Imposte diverse da quelle sul reddito 5.581 5.607 (26)
Minusvalenze da cessioni e dismissioni di asset 1.204 455 749
Oneri minori 9.525 5.086 4.439
Totale 24.188 18.751 5.437

"Canoni demaniali", corrisposti alla Regione Emilia-Romagna, a consorzi di bonifica, enti d'ambito e comunità montane, relativi principalmente a prelievo e utilizzo di acque, alla copertura dei costi di manutenzione e gestione di opere idrauliche; la voce comprende, inoltre, i canoni a tutela delle aree di salvaguardia idrogeologica dei comuni montani (come previsto dal Dgr 933/2012) e i contributi riconosciuti per il funzionamento di Atersir.

"Imposte diverse da quelle sul reddito", si riferiscono principalmente a imposte su fabbricati, imposte di bollo e registro, Imu e canone unico patrimoniale.

"Minusvalenze da cessioni e dismissioni di asset", rappresentate prevalentemente dalla dismissione di impiantistica varia.

"Oneri minori", comprendono numerose fattispecie tra le quali contributi associativi, indennità risarcitorie, sanzioni, penali e altri costi minori. L'incremento è riconducibile principalmente al ripristino della quota di tariffa da destinare a bonus idrico integrativo e a costi sostenuti per adempiere obblighi in materia di emission trading di impianti di teleriscaldamento.

8 Costi capitalizzati

Nel corso dell'esercizio sono stati capitalizzati nella voce "Immobilizzazioni materiali" e "Attività immateriali" i seguenti costi:

2021 2020 Var.
Costo del personale 5.803 6.204 (401)
Materiali prelevati da magazzino 1.031 713 318
Utilizzo mezzi 4 2 2
Totale 6.838 6.919 (81)

Tale voce ricomprende i costi interni sostenuti per la realizzazione degli investimenti aziendali.

9 Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni

2021 2020 Var.
Ammortamento immobilizzazioni materiali 32.665 30.844 1.821
Ammortamento diritti d'uso 2.483 2.712 (229)
Ammortamento attività immateriali 90.526 85.915 4.611
Accantonamenti al fondo svalutazione crediti 16.071 15.647 424
Accantonamenti per rischi e oneri 8.894 8.163 731
Altri accantonamenti 3.785 3.728 57
Disaccantonamenti (77) (754) 677
Totale 154.347 146.255 8.092

Per la composizione e ulteriori dettagli in relazione alle singole voci, si rinvia a quanto riportato nelle note 13 "Immobilizzazioni materiali", 14 "Diritti d'uso e passività per leasing", 15 "Attività immateriali", 22 "Crediti commerciali" e 28 "Fondi per rischi e oneri".

"Ammortamento immobilizzazioni materiali", la variazione rispetto al precedente esercizio è attribuibile principalmente all'entrata in funzione di nuovi investimenti in impianti e macchinari.

"Ammortamento diritti d'uso", accoglie le quote di ammortamento delle attività iscritte in relazione a contratti di leasing rientranti nell'ambito di applicazione del principio contabile Ifrs 16.

"Ammortamento attività immateriali", la variazione rispetto al precedente esercizio è attribuibile principalmente a maggiori ammortamenti degli asset relativi ai servizi pubblici in concessione per effetto dei nuovi investimenti entrati in uso nell'esercizio relativi al ciclo idrico e dei nuovi investimenti nell'ambito dei sistemi applicativi di Gruppo.

"Disaccantonamenti", comprendono i riaccertamenti di fondi per il venir meno del rischio sottostante, in particolare, relativi al fondo per rischi e oneri e al fondo spese legali.

10 Quote di utili (perdite) di imprese partecipate

2021 2020 Var.
Proventi da partecipazioni in imprese controllate 208.848 177.220 31.628
Proventi da partecipazioni in imprese collegate 2.600 2.303 297
Proventi da partecipazioni in altre imprese 2.001 1.518 483
Rivalutazione 2.151 1.468 683
Minusvalenze da alienazioni di partecipazioni in altre imprese (189) 189
Svalutazioni di partecipazioni e attività finanziarie (2.358) (783) (1.575)
Totale 213.242 181.537 31.705

I "Proventi da partecipazioni in imprese controllate e collegate" comprendono principalmente i dividendi deliberati nell'esercizio 2021 in relazione ai risultati conseguiti nell'anno 2020.

Di seguito si evidenziano la composizione e le variazioni rispetto all'esercizio precedente:

Proventi da partecipazioni in imprese controllate 2021 2020 Var.
Acantho Spa 3.992 3.180 812
AcegasApsAmga Spa 30.145 36.412 (6.267)
Hera Comm Spa 87.300 87.300
Hera Trading Srl 27.054 17.000 10.054
Herambiente Spa 12.676 11.693 983
Heratech Srl 1.111 1.111
Inrete Distribuzione Energia Spa 37.587 17.500 20.087
Marche Multiservizi Spa 4.133 4.133
Sviluppo Ambiente Toscana Srl 2 (2)
Uniflotte Srl 4.850 4.850
Totale 208.848 177.220 31.628
Proventi da partecipazioni in imprese collegate 2021 2020 Var.
Aimag Spa 2.600 2.303 297
Totale 2.600 2.303 297

"Rivalutazione", si riferisce al ripristino di valore del credito finanziario nei confronti di Tamarete Energia Srl, già oggetto di impairment nei passati esercizi, per 2,2 milioni di euro.

"Svalutazioni di partecipazioni e attività finanziarie", si riferiscono alla partecipazione e al finanziamento verso H.E.P.T. Co. Ltd rispettivamente per 1.974 mila euro e per 384 mila euro a seguito delle valutazioni condotte sulle prospettive della società.

Nel 2020 la voce era relativa al finanziamento verso Tamarete Energia Srl per 783 mila euro.

11 Proventi e oneri finanziari

2021 2020 Var.
Proventi da crediti verso imprese controllate 51.813 55.087 (3.274)
Proventi da crediti verso imprese collegate 1.779 1.979 (200)
Proventi da crediti verso altri 295 301 (6)
Clienti 660 615 45
Proventi da derivati 29.298 21.751 7.547
Proventi da valutazione a fair value di passività finanziarie 7.502 7.980 (478)
Banche 240 233 7
Altri proventi finanziari 39 2.570 (2.531)
Totale proventi 91.626 90.516 1.110
Oneri da negoziazione 82.689 82.689
Oneri da prestiti obbligazionari 68.998 73.258 (4.260)
Attualizzazione di fondi 4.149 4.172 (23)
Oneri da derivati 33.995 30.179 3.816
Oneri da valutazione a fair value di passività finanziarie 6.446 3.005 3.441
Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie 26.476 25.249 1.227
Altri oneri finanziari 114 7.981 (7.867)
Totale oneri 222.867 143.844 79.023
Totale proventi (oneri) finanziari netti (131.241) (53.328) (77.913)

La variazione della gestione finanziaria nel suo complesso è commentata nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.04.02 "Struttura patrimoniale e indebitamento finanziario netto riclassificato".

"Proventi da crediti verso imprese controllate", il decremento rispetto all'esercizio precedente è imputabile principalmente ai minori interessi percepiti su crediti verso società del Gruppo per tesoreria centralizzata. Al riguardo si rinvia alla nota 18 della situazione patrimoniale-finanziaria.

"Proventi da crediti verso imprese collegate", costituiti dagli interessi attivi per finanziamenti concessi alle collegate Set Spa e Tamarete Energia Srl. Al riguardo si rinvia alla nota 18 della situazione patrimoniale-finanziaria.

"Clienti", in linea con l'esercizio precedente, accoglie principalmente gli interessi di mora nei confronti di clienti.

"Altri proventi finanziari", nel 2020 la voce comprendeva principalmente interessi riconosciuti dall'Agenzia delle entrate in relazione al rimborso delle istanze relative alla deducibilità dell'Irap dall'Ires per 2,3 milioni di euro.

La voce "Proventi e oneri da derivati" è commentata nella nota 20 "Strumenti derivati", mentre la nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti" contiene ulteriori dettagli in relazione alle voci "Oneri da negoziazione" e "Oneri da prestiti obbligazionari".

"Proventi da valutazione a fair value di passività finanziarie", comprende principalmente le rettifiche di valutazione, in applicazione della copertura del fair value, di un prestito obbligazionario per 7,5 milioni di euro, come riportato alla nota 20 "Strumenti derivati".

"Oneri da negoziazione", la voce comprende l'effetto netto delle operazioni di riacquisto parziale effettuate nel corso dell'esercizio relativamente a cinque prestiti obbligazionari. Le operazioni hanno comportato l'estinzione del debito per la quota nominale riacquistata, pari a complessivi 405,5 milioni di euro e l'iscrizione di oneri netti per 82,6 milioni di euro. Per il dettaglio si rimanda inoltre al paragrafo 1.03 "Principali fatti di rilievo" della relazione sulla gestione.

"Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie", la voce accoglie gli oneri figurativi necessari per ricondurre il costo nominale del debito a quello calcolato secondo il metodo del tasso di interesse effettivo.

"Oneri da valutazione a fair value di passività finanziarie", comprende principalmente le rettifiche di valutazione, in applicazione della copertura del fair value, di un prestito obbligazionario per 6,4 milioni di euro, come riportato alla nota 20 "Strumenti derivati".

"Attualizzazione di fondi", la voce si compone delle seguenti fattispecie:

2021 2020 Var.
Ripristino beni di terzi 4.192 4.071 121
Trattamento di fine rapporto e altri benefici ai dipendenti (43) 101 (144)
Totale 4.149 4.172 (23)

Si segnala che l'effetto positivo riferito al "Trattamento di fine rapporto e altri benefici ai dipendenti" è correlato alla curva dei tassi di interessi utilizzata per la valutazione attuariale dei fondi benefici ai dipendenti, che presenta rendimenti negativi nel breve periodo.

12 Imposte

La composizione della voce è la seguente:

2021 2020 Var.
Correnti Anticipate Differite Totale Correnti Anticipate Differite Totale
Ires 2.155 (15.714) (1.945) (15.504) 16.345 (1.898) (971) 13.476 (28.980)
Irap 6.972 (2.620) (332) 4.020 3.776 (66) (176) 3.534 486
Imposta sostitutiva 1.934 1.934 1.934
Totale 11.061 (18.334) (2.277) (9.550) 20.121 (1.964) (1.147) 17.010 (26.560)

Le imposte dell'esercizio 2021 sono pari a 9.550 mila euro (positive) rispetto ai 17.010 mila euro (negative) dell'esercizio 2020 e comprendono l'effetto non ricorrente del riallineamento avviamenti che verrà meglio descritto nel prosieguo.

Il tax rate è pertanto positivo per il 4,3%. Si rinvia alle tabelle che seguono, che riportano gli effetti alla base delle singole differenze rispetto all'anno passato.

L'aliquota teorica determinata sulla base della configurazione del reddito imponibile dell'impresa ai fini dell'imposta Ires è pari al 24%. La riconciliazione con l'aliquota effettiva viene riportata di seguito.

2021 2020
Effetto
nominale
Effetto
percentuale
Effetto
nominale
Effetto
percentuale
Utile prima delle imposte 214.211 234.028
Ires
Aliquota ordinaria (51.411) (24,0)% (56.167) (24,0)%
Deduzioni Irap 289 0,1% 123 0,0%
Cessioni partecipazioni 19 0,0% (27) 0,0%
Svalutazione partecipazioni
e attività finanziarie
(50) 0,0% 164 0,1%
Dividendi 48.649 22,7% 41.277 17,6%
Ammortamento goodwill 0,0% 0,0%
Utilizzo fondo svalutazione crediti
indeducibile
(145) (0,1)% 0,0%
Costi auto (139) (0,1)% (132) (0,1)%
Agevolazione Ace (ex D.L. 201/2011) 621 0,3% 0,0%
Maxi ammortamenti
(Legge di Stabilità 2016)
551 0,3% 559 0,2%
Iper ammortamenti
(Legge di Stabilità 2017)
525 0,2% 485 0,2%
Fiscalità differita per
affrancamento/riallineamento
15.468 7,2% 0,0%
Ires esercizi precedenti 919 0,4% 301 0,1%
Altre variazioni
(in aumento e/o diminuzione)
(52) 0,0% (235) (0,1)%
Irap e altre imposte correnti
Irap (4.020) (1,9)% (3.534) (1,5)%
Imposta sostitutiva (1.934) (0,9)% 0,0%
Minori imposte per agevolazioni fiscali 260 0,1% 176 0,0%
Imposte 9.550 4,3% (17.010) (7,4)%

Tale riconciliazione viene proposta ai soli fini Ires in considerazione del fatto che la particolare disciplina dell'Irap rende poco significativa la riconciliazione tra l'onere fiscale teorico derivato dai dati di bilancio e l'onere fiscale effettivo determinato sulla base della normativa fiscale.

Tra gli effetti positivi, si segnalano i super/iper ammortamenti, l'agevolazione Ace e super Ace (D.L. 73/2021) e il nuovo credito d'imposta per la sanificazione e l'acquisto dei dispositivi di protezione, introdotto dall'art. 32 del D.L. 72/2021.

Infine, si segnala l'effetto positivo pari a complessivi 16.242 mila euro derivante dal riallineamento degli avviamenti ai sensi dell'art. 110, co. 8, 8 bis e 8-ter, del D.L. 104/2020, così come modificato dalla L. 234/2021. In particolare, si è proceduto a riallineare il valore degli avviamenti indeducibili, affrancati e deducibili per un valore complessivo di 64.452 mila euro, con la conseguente rilevazione di un'imposta sostitutiva di 1.934 mila euro (3%), la rilevazione delle imposte anticipate (Ires e Irap) per 16.840 mila euro con riferimento agli avviamenti indeducibili e affrancati e, infine, lo stralcio delle imposte differite passive (Ires e Irap) per 1.335 mila euro che erano state iscritte sugli avviamenti deducibili.

A seguito dell'operazione di riallineamento sopra descritta vengono vincolate riserve, esistenti al 31 dicembre 2020, in sospensione d'imposta ai fini fiscali ai sensi del D.L. 104/2020, art. 110, co. 8, soggette a tassazione in caso di distribuzione, per complessivi 62.518 mila euro.

Tra quelli negativi, si segnala la svalutazione sia della partecipazione in H.E.P.T. Co Ltd sia del finanziamento erogato nei confronti della medesima società per il quale si rinvia all'apposita nota 18 "Attività finanziarie non correnti e correnti" e nota 17 "Partecipazioni".

Le imposte anticipate e differite relative all'esercizio 2021 riguardano le seguenti variazioni tra l'imponibile fiscale e il risultato di bilancio.

Attività fiscali differite 2021 2020
Differenze
temporanee
Effetto fiscale
(Ires + Irap)
Acquisizioni
/cessioni
Differenze
temporanee
Effetto fiscale
(Ires + Irap)
Acquisizioni
/cessioni
Imposte anticipate con effetto a conto economico e conto economico complessivo
Fondo svalutazione crediti 33.171 7.961 24.208 5.810
Fondi per rischi e oneri 37.017 9.846 33.500 8.829
Fondi benefici ai dipendenti 5.191 1.349 6.354 1.677
Operazioni di copertura
(cash flow hedge)
4.283 1.208
Ammortamenti 93.294 24.895 34.819 8.406
Partecipazioni 16.410 4.628 19.145 5.399
Leasing 1.272 359 1.665 469
Altri 1.530 367 1.747 421
Totale effetto fiscale 192.168 50.613 121.438 31.011
Importo accreditato (addebitato)
a conto economico complessivo
1.268 179
Importo accreditato (addebitato)
a conto economico
18.334 1.964
Passività fiscali differite 2021 2020
Differenze
temporanee
Effetto fiscale
(Ires + Irap)
Acquisizioni
/cessioni
Differenze
temporanee
Effetto fiscale
(Ires + Irap)
Acquisizioni
/cessioni
Imposte differite con effetto a conto economico e conto economico complessivo
Fondi per rischi e oneri 10.720 3.023 14.371 4.053
Ammortamenti 13.608 3.838 13.241 3.734
Avviamenti deducibili 6.985 1.970 11.562 3.261
Leasing 1.862 525 1.910 539
Plusvalenze rateizzate 280 67 443 106
Altri 255 61 286 68
Totale effetto fiscale 33.710 9.484 41.813 11.761
Importo accreditato (addebitato)
a conto economico complessivo
Importo accreditato (addebitato)
a conto economico
2.277 1.147

Con riferimento alle attività per imposte anticipate si segnala che l'incremento complessivo rispetto all'esercizio precedente è imputabile principalmente a maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti tassato, al fondo rischi diversi e a maggiori ammortamenti civilistici rispetto a quelli deducibili fiscalmente, nonché all'operazione di riallineamento degli avviamenti sopra descritta.

Con riferimento alle passività per imposte differite si segnala che la riduzione complessiva rispetto all'esercizio precedente è imputabile principalmente al reversal del fondo ripristino beni di terzi inserito nella voce "Fondi per rischi e oneri" e all'operazione di riallineamento sopra descritta.

Nella determinazione delle imposte dell'esercizio si sono tenuti in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotta dalla L. 244 del 24 dicembre 2007 e dai relativi decreti attuativi, D.M. 48 del 1° aprile 2009, D.M. dell'8 giugno 2011 e D.M. del 10 gennaio 2018, di coordinamento dei principi contabili internazionali con le regole di determinazione della base imponibile dell'Ires e dell'Irap, previsto dall'art. 4, comma 7-quater del D.Lgs. 38/2005. In particolare, è stato applicato il principio di derivazione rafforzata statuito dall'art. 83 del Tuir che prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgono, anche in deroga alle disposizioni del Tuir, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili.

Informativa sui contenziosi fiscali

Imposta /
Tassa
Descrizione
del contenzioso
Stato
del contenzioso
Contestato*
Ammontare
(anche a titolo
Importi pagati
provvisorio)
iscritti a bilancio
Accantonamenti
Cosap/
Tosap
Avvisi di accertamento relativi all'occupazione permanente
di suolo pubblico con cassonetti per rifiuti per i periodi di
imposta dal 2013 al 2017 notificati dal Comune di Riccione.
I procedimenti Tosap per gli anni dal 2013 al
2016 sono pendenti innanzi alla Commissione
Tributaria Regionale dell'Emilia-Romagna,
mentre il procedimento Cosap per l'anno 2017 è
pendente innanzi al Tribunale Civile di Rimini.
1,0 1,0 -
Cosap Atto di contestazione Cosap relativo all'occupazione
permanente di suolo pubblico con cassonetti per rifiuti per i
periodi di imposta 2018 e 2019 notificati dal Comune di
Riccione.
I procedimenti sono pendenti innanzi al
Tribunale Civile di Rimini.
2,1 - 2,4
Tosap Avviso di accertamento Tosap relativo all'occupazione
permanente di suolo pubblico con cassonetti per rifiuti per il
2014, per il 2015, per il 2016, 2017 e 2018 notificati dal
Comune di Coriano.
Il procedimento per l'anno 2014 è attualmente
pendente presso la Commissione Tributaria
Regionale dell'Emilia-Romagna (ricorso avverso
la sentenza sfavorevole di primo grado) mentre
il procedimento per l'anno 2015 è pendente
presso la Commissione Tributaria Provinciale di
Rimini.
Relativamente agli avvisi per il 2016, 2017 e
2018 sono stati presentati i ricorsi in primo
grado.
0,9 -

* per "ammontare contestato" si intende l'importo originario oggetto di contestazione privo di interessi, a meno di rideterminazioni intervenute a seguito di conciliazione giudiziale, accertamento con adesione, annullamento parziale in sede giudiziale o in autotutela.

Con riferimento ai contenziosi in oggetto, la Società, sentiti anche i propri legali ha ritenuto di procedere agli accantonamenti indicati. Laddove non si sia proceduto ad alcun accantonamento, le violazioni contestate sono state ritenute prive di fondamento.

13 Immobilizzazioni materiali

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Terreni e fabbricati 272.798 266.667 6.131
Impianti e macchinari 295.540 302.905 (7.365)
Altri beni mobili 10.783 11.416 (633)
Immobilizzazioni in corso 24.747 20.320 4.427
Totale 603.868 601.308 2.560

Le immobilizzazioni materiali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:

Valore iniziale
netto
cessioni di ramo
Conferimenti e
Investimenti Disinvestimenti Ammortamenti e
svalutazioni
Altre variazioni Valore finale
netto
di cui valore
finale lordo
ammortamento
di cui fondo
31-dic-20
Terreni e fabbricati 269.603 1.642 4.046 (1.525) (6.809) (290) 266.667 357.324 90.657
Impianti e macchinari 308.995 510 9.192 (20) (21.666) 5.894 302.905 582.119 279.214
Altri beni mobili 11.691 76 2.346 (6) (2.369) (322) 11.416 84.898 73.482
Immobilizzazioni
in corso
14.751 14.220 (42) (8.609) 20.320 20.320
Totale 605.040 2.228 29.804 (1.593) (30.844) (3.327) 601.308 1.044.661 443.353
31-dic-21
Terreni e fabbricati 266.667 7.350 (6.975) 5.756 272.798 370.357 97.559
Impianti e macchinari 302.905 10.427 (666) (23.364) 6.238 295.540 596.438 300.898
Altri beni mobili 11.416 1.430 (177) (2.326) 440 10.783 86.167 75.384
Immobilizzazioni
in corso
20.320 17.456 (13.029) 24.747 24.747
Totale 601.308 36.663 (843) (32.665) (595) 603.868 1.077.709 473.841

Di seguito sono commentate la composizione e le principali variazioni all'interno di ciascuna categoria, mentre per un commento più di dettaglio degli investimenti realizzati nel periodo si rimanda al paragrafo 1.07 "Analisi per area strategica d'affari" della relazione sulla gestione.

"Terreni e fabbricati", pari a 272.798 mila euro sono costituiti per 44.425 mila euro da terreni e per 228.373 mila euro da fabbricati. Trattasi principalmente di siti di proprietà adibiti ad accogliere gli impianti produttivi.

"Impianti e macchinari", pari a 295.540 mila euro, accolgono principalmente le reti di distribuzione e gli impianti relativi ai business non rientranti in regime di concessione, quali il teleriscaldamento, la cogenerazione e l'igiene urbana.

"Altri beni mobili", pari a 10.783 mila euro, comprendono attrezzature per 5.469 mila euro, mobili per 3.384 mila euro e macchine elettroniche per 1.930 mila euro.

"Immobilizzazioni in corso", pari a 24.747 mila euro, sono costituite principalmente dagli investimenti in via di realizzazione per lo sviluppo del teleriscaldamento, da manutenzioni straordinarie relative a immobili di struttura e attinenti al settore della raccolta e dello spazzamento.

Nelle "Altre variazioni" sono rappresentate le riclassifiche dalle immobilizzazioni in corso alle specifiche categorie per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio ed eventuali riclassifiche da immobilizzazioni materiali ad attività immateriali, specie in presenza di beni oggetto di attività in concessione.

Il valore delle immobilizzazioni materiali è stato assoggettato a test di impairment per i cui risultati si rinvia a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test".

14 Diritti d'uso e passività per leasing

Le tabelle seguenti riportano la composizione dei diritti d'uso (esposti al netto del relativo fondo ammortamento) e le passività per leasing, nonché la relativa movimentazione.

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Diritto d'uso di terreni e fabbricati 16.468 18.410 (1.942)
Diritto d'uso di impianti e macchinari
Diritti d'uso di altri beni 418 335 83
Totale 16.886 18.745 (1.859)
Valore iniziale
netto
Nuovi contratti e
contrattuali
modifiche
Decrementi Ammortamenti e
svalutazioni
Altre variazioni Valore finale
netto
di cui valore
finale lordo
ammortamento
di cui fondo
31-dic-20
Diritto d'uso di terreni e
fabbricati
20.597 378 (2.592) 27 18.410 34.492 16.082
Diritto d'uso di impianti
e macchinari
3.036 351 (40) (3.347)
Diritti d'uso di altri beni 415 (80) 335 606 271
Totale 24.048 729 (2.712) (3.320) 18.745 35.098 16.353
31-dic-21
Diritto d'uso di terreni e
fabbricati
18.410 460 (2.402) 16.468 34.814 18.346
Diritto d'uso di impianti
e macchinari
Diritti d'uso di altri beni 335 164 (81) 418 770 352
Totale 18.745 624 (2.483) 16.886 35.584 18.698

"Diritti d'uso di terreni e fabbricati", sono costituiti per 14.830 mila euro da diritti d'uso relativi a fabbricati e per i residui 1.638 mila euro da diritti d'uso relativi a terreni. I diritti d'uso dei fabbricati si riferiscono principalmente a contratti aventi a oggetto i complessi immobiliari destinati alle sedi operative e agli uffici.

"Diritti d'uso di altri beni", pari a 418 mila euro si riferiscono principalmente a contratti aventi a oggetto gli arredi e le attrezzature delle mense aziendali.

Sono riportati nella colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" i leasing sottoscritti nel corso dell'esercizio, nonché la modifica delle ipotesi definite inizialmente circa durata e opzioni di rinnovo o recesso dei contratti esistenti.

Il valore dei diritti d'uso è stato assoggettato a test di impairment per i cui risultati si rinvia a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test".

Le passività finanziarie presentano la seguente composizione e variazione:

Valore iniziale
netto
Nuovi
contratti e
modifiche
contrattuali
Decrementi Oneri
finanziari
Altre
variazioni
Valore finale
netto
31-dic-21
Passività per leasing 14.976 623 (3.761) 407 12.245
di cui
passività non correnti 11.331 8.676
passività correnti 3.645 3.569

Le passività finanziarie per leasing accolgono principalmente i debiti finanziari sorti dalla locazione delle sedi operative e amministrative della Società. La colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" accoglie i nuovi contratti sottoscritti nell'esercizio e la rimisurazione del debito dei contratti in essere, generata da un aggiornamento delle ipotesi sottostanti circa le opzioni rinnovo, acquisto o recesso anticipato.

I "Decrementi" sono generati dal rimborso dei canoni contrattuali scaduti nel corso dell'esercizio.

Conformemente alle proprie policy di approvvigionamento, Hera Spa ha sottoscritto contratti allineati agli standard di mercato con riferimento a tutte le tipologie di attività sottostanti. Nel caso di uffici, sportelli clienti, autovetture e infrastrutture IT i contratti non prevedono clausole vincolanti o particolari onerosità in caso di recesso, trattandosi di attività perfettamente fungibili e offerte da un vasto numero di controparti. Il debito espresso a bilancio rappresenta, quindi, l'ammontare più probabile di esborsi che Hera Spa dovrà sostenere negli esercizi futuri. Per le medesime ragioni, inoltre, attualmente si ritiene che non verranno esercitate le clausole di rinnovo laddove presenti, valutando eventualmente in futuro la convenienza economica delle stesse o la sottoscrizione di nuovi contratti con controparti differenti.

Nella tabella che segue sono riportate le passività per leasing distinte per scadenza entro l'esercizio, entro il secondo anno, entro il quinto anno e oltre il quinto anno:

Tipologia Totale Quota entro
esercizio
Quota entro
2° anno
Quota entro
5° anno
Quota oltre
5° anno
Esercizio 2020 14.976 3.645 3.103 6.477 1.751
Esercizio 2021 12.245 3.569 2.049 4.681 1.946

15 Attività immateriali

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Applicativi informatici 62.608 53.304 9.304
Concessioni e altri diritti di utilizzo 11.403 12.450 (1.047)
Servizi pubblici in concessione 1.306.389 1.245.677 60.712
Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione 93.559 78.373 15.186
Attività immateriali in corso 45.742 48.202 (2.460)
Altre attività immateriali 1.182 1.460 (278)
Totale 1.520.883 1.439.466 81.417

Le attività immateriali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:

Valore iniziale
netto
cessioni di ramo
Conferimenti e
Investimenti Disinvestimenti Ammortamenti e
svalutazioni
Altre variazioni Valore finale netto di cui valore finale
lordo
ammortamento
di cui fondo
31-dic-20
Applicativi informatici 47.310 2.460 (24.757) 28.291 53.304 359.173 305.869
Concessioni e altri diritti
di utilizzo
13.358 98 (1.054) 48 12.450 155.882 143.432
Servizi pubblici in
concessione
1.194.294 70.382 (155) (59.538) 40.694 1.245.677 2.051.901 806.224
Attività immateriali in
corso servizi pubblici in
concessione
70.214 42.401 (231) (34.011) 78.373 78.373
Attività immateriali in
corso
43.808 32.885 (10) (28.481) 48.202 48.202
Altre attvità immateriali 1.427 3 110 (566) 486 1.460 11.663 10.203
Totale 1.370.411 3 148.336 (396) (85.915) 7.027 1.439.466 2.705.194 1.265.728
31-dic-21
Applicativi informatici 53.304 2.716 (27.382) 33.970 62.608 395.859 333.251
Concessioni e altri diritti
di utilizzo
12.450 5 (1.052) 11.403 155.719 144.316
Servizi pubblici in
concessione
1.245.677 83.563 (126) (61.515) 38.790 1.306.389 2.172.949 866.560
Attività immateriali in
corso servizi pubblici in
concessione
78.373 53.796 (409) (38.201) 93.559 93.559
Attività immateriali in
corso
48.202 31.503 (33.963) 45.742 45.742
Altre attvità immateriali 1.460 300 (577) 1.182 11.974 10.792
Totale 1.439.466 171.883 (535) (90.526) 596 1.520.883 2.875.802 1.354.919

Di seguito sono commentate la composizione e le principali variazioni all'interno di ciascuna categoria, mentre per un commento più di dettaglio degli investimenti realizzati nel periodo si rimanda al paragrafo 1.07 "Analisi per area strategica d'affari" della relazione sulla gestione.

"Applicativi informatici", pari a 62.608 mila euro, sono relativi ai costi sostenuti per l'acquisto e l'implementazione dei sistemi informativi aziendali. Tali costi sono ammortizzati in cinque anni. La voce "Altre Variazioni" è relativa principalmente alla riclassifica dalle immobilizzazioni in corso delle attività progettuali relative al rinnovo del sistema Customer Relationship Management di Gruppo.

"Concessioni e altri diritti di utilizzo", pari a 11.403 mila euro, sono costituiti principalmente dal valore dei diritti relativi alle attività del ciclo idrico integrato. La diminuzione di tale voce è rappresentata principalmente dagli ammortamenti del periodo.

"Servizi pubblici in concessione", pari a 1.306.389 mila euro, comprendono i beni relativi alle attività del ciclo idrico integrato oggetto di concessione da parte degli enti pubblici di riferimento e come tali, contabilizzati applicando il modello dell'attività immateriale come previsto dall'interpretazione Ifric 12. A partire dall'esercizio 2020, a seguito dell'aggiudicazione della relativa gara, tale categoria ricomprende anche i beni dell'igiene urbana relativi alle provincie di Ravenna e Cesena. Infine, tale voce ricomprende anche le spese incrementative eseguite su tali categorie di beni e i crediti vantati verso le società degli asset. Gli investimenti dell'esercizio hanno riguardato principalmente le reti e gli impianti dell'idrico.

"Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione", pari a 93.559 mila euro, si riferiscono agli investimenti correlati alle concessioni del ciclo idrico integrato e dell'igiene urbana del bacino di Ravenna e Cesena che risultano ancora da ultimare alla data di fine esercizio.

"Attività immateriali in corso", pari a 45.742 mila euro, costituite principalmente da progetti informatici non ancora ultimati.

"Altre attività immateriali", pari a 1.182 mila euro, principalmente costituite da oneri diversi a utilità pluriennale.

Le "Altre variazioni" comprendono riclassifiche delle immobilizzazioni in corso alle rispettive categorie specifiche per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio e riclassifiche da immobilizzazioni materiali ad attività immateriali, specie in presenza di beni oggetto di attività in concessione.

Il valore delle attività immateriali è stato assoggettato a test di impairment per i cui risultati si rinvia a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test".

16 Avviamento

Avviamento 64.452 64.452
Totale 64.452 64.452

Il valore dell'avviamento, riferito a precedenti operazioni di acquisizioni/integrazioni effettuate dalla Capogruppo, è stato assoggettato a test di impairment per i cui risultati si rinvia a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test".

17 Partecipazioni

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Partecipazioni in imprese controllate 1.402.639 1.402.639
Partecipazioni in imprese collegate 59.132 61.107 (1.975)
Partecipazioni in altre imprese 41.896 43.972 (2.076)
Totale 1.503.667 1.507.718 (4.051)

Partecipazioni in società controllate

% Movimenti dell'esercizio
31-dic-20 31-dic-21 31-dic-20 Confer. Increm. Alienaz. Rival.
(sval.)
Altri
movim.
31-dic-21
Acantho Spa 80,64% 80,64% 18.950 18.950
AcegasApsAmga Spa 100% 100% 433.696 433.696
Hera Comm Spa 97% 97% 122.943 122.943
Hera Trading Srl 100% 100% 22.711 22.711
Herambiente Spa 75% 75% 253.457 253.457
Heratech Srl 100% 100% 3.000 3.000
Inrete Distribuzione Energia Spa 100% 100% 486.723 486.723
Marche Multiservizi Spa 46,70% 46,70% 57.592 57.592
Uniflotte Srl 97% 97% 3.567 3.567
Totale 1.402.639 1.402.639

Partecipazioni in società collegate

% Movimenti dell'esercizio
31-dic-20 31-dic-21 31-dic-20 Confer. Increm. Alienaz. Rival.
(sval.)
Altri
movim.
31-dic-21
Aimag Spa 25% 25% 35.030 35.030
Energo Doo 34% 34%
H.E.P.T. Co. Ltd 30% 30% 1.975 (1.975)
Oikothen Scarl in liquidazione 46,10% 46,10%
Set Spa 39% 39% 24.102 24.102
Tamarete Energia Srl 40% 40%
Totale 61.107 (1.975) 59.132

H.E.P.T. Co. Ltd

Al 31 dicembre 2021 la partecipazione è stata interamente svalutata a seguito delle valutazioni condotte sulle prospettive della società (si rinvia alla nota 10 "Quote di utili (perdite) di imprese partecipate).

Per maggiori dettagli sulle assunzioni e sui risultati dei test di impairment a cui sono stati soggetti i valori di iscrizione delle partecipazioni in società collegate che rappresentano veicoli attraverso i quali il Gruppo detiene quote di produzione di impianti di generazione elettrica (Set Spa e Tamarete Energia Srl) si rimanda a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test".

Partecipazioni in altre imprese

% Movimenti dell'esercizio
31-dic-20 31-dic-21 31-dic-20 Confer. Increm. Alienaz. Rival.
(sval.)
Altri
movim.
31-dic-21
Acsm-Agam Spa 0,0005% 0,0005% 2 2
Aloe Spa 10% 10% 162 162
Ascopiave Spa 4,9% 4,9% 42.003 (2.077) 39.926
BI-REX - Big Data Innovation &
Research Excellence
0,93% 0,93% 2 2
Bonifica e Ambiente in
liquidazione
0% 0% 2 2
Calenia Energia Spa 15% 15% 1.763 1.763
Centro per l'autotrasporto
Cesena Scarl
0,6329% 0,6329% 1 1
Consorzio Futuro in Ricerca 0% 0% 2 2
Consorzio Italiano Compostatori 3,016% 3,016% 10 10
Consorzio Polieco 0% 0% 1 1
Fondazione Flaminia 3,70% 3,70% 3 3
Galsi Spa 11,76% 0%
Prog.Este Spa 0,05% 0,05% 6 6
Torricelli Srl 1,65% 1,65% 14 14
Valdisieve Scarl 0,07% 0,07% 1 1
Totale 43.972 (2.077) 41.896

Ascopiave Spa

La valutazione al fair value alla data di bilancio ha determinato una svalutazione con contropartita la riserva da fair value del patrimonio netto di 2.077 mila euro.

Galsi Spa

La società, la cui partecipazione era già stata integralmente svalutata, è stata cancellata dal registro delle imprese in data 30 agosto 2021.

18 Attività finanziarie non correnti e correnti

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Crediti per finanziamenti verso società controllate 1.063.787 1.163.588 (99.801)
Crediti per finanziamenti verso società collegate 15.409 18.483 (3.074)
Crediti per finanziamenti verso altri 25.895 29.102 (3.207)
Altri titoli 1 1
Totale attività finanziarie non correnti 1.105.092 1.211.174 (106.082)
Crediti per finanziamenti verso società controllate 732.665 590.304 142.361
Crediti per finanziamenti verso società collegate 3.073 2.957 116
Crediti per finanziamenti verso altri 2.896 1.531 1.365
Altri titoli 1 1
Totale attività finanziarie correnti 738.635 594.793 143.842
Totale disponibilità liquide 770.385 932.921 (162.536)
Totale attività finanziarie e disponibilità liquide 2.614.112 2.738.888 (124.776)

"Crediti per finanziamenti", comprendono finanziamenti, regolati a tassi di mercato, concessi alle società controllate, collegate e ad altri.

I finanziamenti nei confronti delle società che rappresentano veicoli attraverso i quali il Gruppo detiene quote di produzione di impianti di generazione elettrica (Set Spa e Tamarete Energia Srl) sono stati assoggettati a test di impairment, il cui risultato ha determinato il ripristino di valore del finanziamento verso Tamarete Energia per 2,2 milioni di euro, pari alla quota incassata nel corso dell'esercizio.

Le "Attività finanziarie non correnti" presentano la seguente composizione e variazione:

Movimenti dell'esercizio
31-dic-20 Increm. (Rimb.) Rival.
(sval.)
Altri
movim.
31-dic-21
Crediti per finanziamenti
verso società controllate
AcegasApsAmga Spa 207.146 (158.646) (8.500) 40.000
Hera Luce Srl 20.000 20.000 40.000
Herambiente Spa 440.000 33.000 473.000
Inrete Distribuzione Energia Spa 493.000 109.000 (94.000) 508.000
Marche Multiservizi Spa 3.442 (655) 2.787
1.163.588 162.000 (252.646) (9.155) 1.063.787
Crediti per finanziamenti
verso società collegate
H.E.P.T. Co. Ltd 384 (384)
Oikothen Scarl in liquidazione 11 11
Set Spa 18.472 (3.074) 15.398
Tamarete Energia Srl
18.483 384 (384) (3.074) 15.409
Crediti per finanziamenti
verso altri
Altri crediti finanziari oltre l'esercizio 29.102 36 (975) (2.268) 25.895
29.102 36 (975) (2.268) 25.895
Altri titoli
Altri titoli 1 1
1 1
Totale 1.211.174 162.420 (253.621) (384) (14.497) 1.105.092

Gli "Altri movimenti" comprendono principalmente la riclassifica delle quote a breve dei finanziamenti tra le "Attività finanziarie correnti".

Di seguito si evidenziano le principali variazioni rispetto al 31 dicembre 2020:

  • AcegasApsAmga Spa, rimborso di 1.400 mila euro in relazione a un finanziamento in scadenza nel 2022 e rimborso di 157.246 mila euro per estinzione di un finanziamento avente scadenza nel 2032 in seguito a erogazione nuovo finanziamento di tipo revolving credit facility;
  • Hera Luce Srl, nuova erogazione di 20.000 mila euro su finanziamento del 2018;
  • Herambiente Spa, nuovo finanziamento con rimborso a quote costanti a partire dal 31/12/2023 e scadenza 31 dicembre 2025;
  • Inrete Distribuzione Energia Spa, incremento di 109.000 mila euro e rimborso di 94.000 mila euro su contratto di finanziamento la cui scadenza iniziale del 30 giugno 2024 è stata prorogata al 31 dicembre 2028;
  • H.E.P.T. Co. Ltd, nuovo finanziamento con erogazione di 384 mila euro interamente svalutato;
  • Altri crediti finanziari oltre l'esercizio, rimborso di 975 mila euro da parte di Calenia Energia Spa.

Le "Attività finanziarie correnti" presentano la seguente composizione e variazione:

Movimenti dell'esercizio
31-dic-20 Confer. Increm. (Rimb.) Rival.
(sval.)
Altri
movim.
31-dic-21
Crediti per finanziamenti
verso società controllate
Acantho Spa 17.708 23.523 (27.731) 13.500
AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa 48.000 7.220 (220) 55.000
AcegasApsAmga Spa 14.295 252.677 (16.972) 8.500 258.500
Feronia Srl 108 (108)
Hera Comm Spa 1.017 (1.017)
Hera Luce Srl 242 (242)
Hera Servizi Energia Srl 20.031 100.670 (25.701) 95.000
Hera Trading Srl 70 (70)
Herambiente Servizi Industriali Srl 12 (12)
Herambiente Spa 202.538 75.191 (95.522) (38) 182.169
Heratech Srl 230 (230)
HestAmbiente Srl 3 (3)
Inrete Distribuzione Energia Spa 7.530 (7.530)
Marche Multiservizi Spa 656 149 (804) 655 656
Uniflotte Srl 72.031 6.287 (2.097) 76.221
Crediti verso società del Gruppo per
tesoreria centralizzata
207.515 4.700 (158.766) (1.830) 51.619
590.304 472.099 (337.025) 7.287 732.665
Crediti per finanziamenti
verso società collegate
Set Spa 2.957 (2.957) 3.073 3.073
Tamarete Energia Srl 956 (956)
2.957 956 (3.913) 3.073 3.073
Crediti per finanziamenti
verso altri
Altri crediti finanziari entro l'esercizio 1.531 1.673 (2.428) 2.120 2.896
1.531 1.673 (2.428) 2.120 2.896
Altri titoli
Altri titoli 1 1
1 1
Totale 594.793 474.728 (343.366) 12.480 738.635

Gli "Incrementi" e "Rimborsi" rappresentano rispettivamente gli interessi maturati nel periodo e il pagamento delle quote a breve intervenuto nell'esercizio. Se non diversamente indicato, in tali voci sono riportate rispettivamente anche le erogazioni e i rimborsi relativi ai finanziamenti di credito rotativo.

Gli "Altri movimenti" comprendono principalmente la quota a breve dei finanziamenti in essere.

Di seguito si evidenziano le principali variazioni rispetto al 31 dicembre 2020:

  • AcegasApsAmga Spa, erogazioni per 250.000 mila euro relative a nuovo finanziamento di tipo revolving credit facility;
  • Hera Servizi Energia Srl, erogazioni 100.670 mila euro e rimborsi per 25.670 mila euro relativi a un finanziamento di tipo revolving credit facility.

"Crediti verso Società del Gruppo per tesoreria centralizzata" sono relativi al rapporto finanziario che intercorre con le controllate: Acantho Spa, AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa, AcegasApsAmga Spa, ASM SET Srl, Frullo Energia Ambiente Srl, Hera Comm Marche Srl, Hera Comm Spa, Hera Luce Srl, Hera Trading Srl, Herambiente Servizi Industriali Srl, Herambiente Spa, Heratech Srl, HestAmbiente Srl, Inrete Distribuzione Energia Spa, Uniflotte Srl.

"Disponibilità liquide", comprendono il denaro contante, i valori a esso assimilabili, presso la cassa principale e le casse decentrate, per complessivi 4 mila euro. Comprendono, inoltre, i depositi presso banche e istituti di credito in genere disponibili per le operazioni correnti, nonché i conti correnti postali per complessivi 770.381 mila euro.

Per meglio comprendere le dinamiche finanziarie intervenute nel corso dell'esercizio 2021 si rinvia al rendiconto finanziario.

19 Attività e passività fiscali differite

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Attività per imposte anticipate 50.613 31.011 19.602
Totale attività fiscali differite 50.613 31.011 19.602
Passività per imposte differite 9.484 11.761 (2.277)
Totale passività fiscali differite 9.484 11.761 (2.277)
Totale netto tra attività e passività fiscali differite 41.129 19.250 21.879

Le attività e passività fiscali differite sono compensate laddove vi sia un diritto legalmente esercitabile di compensare le attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti corrispondenti.

"Attività per imposte anticipate", sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione al fondo svalutazione crediti, a fondi per rischi e oneri, ad ammortamenti civili maggiori di quelli fiscalmente rilevanti e ai fondi benefici ai dipendenti. L'incremento del periodo è principalmente dovuto ai seguenti effetti:

  • variazione di periodo del fair value dei derivati su commodity designati come coperture di flussi finanziari (cash flow hedge), che ha comportato un incremento delle attività per 1.208 mila euro con contropartita il conto economico complessivo;
  • operazione di riallineamento tra valori contabili e fiscali degli avviamenti iscritti in bilancio già alla data del 31 dicembre 2019, come normato dall'art.1, comma 83, della Legge di Bilancio 2021, per 16.840 mila euro.

Le attività fiscali differite sono state rilevate in bilancio a fronte dell'elevata probabilità di realizzare negli esercizi futuri un reddito imponibile a fronte del quale possa essere utilizzata la differenza temporanea deducibile. In particolare, in relazione alle attività iscritte a fronte del riallineamento degli avviamenti, per i quali la normativa fiscale prevede un utilizzo annuale in quote costanti per un periodo di 50 anni a partire dall'esercizio 2022, il management ne ha valutato la piena recuperabilità in considerazione dell'estensione degli orizzonti temporali di prevedibilità dei business regolati della distribuzione (valutata sulla base di parametri quali la vita utile residua degli asset, l'estensione delle concessioni e le probabilità del loro rinnovo), dell'incidenza particolarmente contenuta del reddito imponibile necessario per il recupero di tali imposte anticipate sul reddito imponibile complessivamente generato dagli asset distributivi aventi vita utile residua pluridecennale, nonché del regime di consolidato fiscale in cui opera la Società che consente di compensare eventuali perdite fiscali in modo trasversale ai business.

"Passività per imposte differite", sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione a maggiori deduzioni effettuate negli esercizi precedenti per il fondo ripristino beni di terzi, immobilizzazioni materiali, leasing finanziari e avviamenti.

Le attività e passività fiscali differite sono compensate laddove vi sia un diritto legalmente esercitabile di compensare le attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti corrispondenti. Per il dettaglio della composizione e movimentazione di attività e passività fiscali differite si rinvia alla nota 12 "Imposte".

20 Strumenti derivati

31-dic-21 Variazione
Fair value
attività
Fair value
passività
Effetto
netto
Fair value
attività
Fair value
passività
Effetto
netto
Effetto
netto
Derivati su tassi, cambi
e commodity
Finanziamenti 9.902 2.690 7.212 (7.212)
Finanziamenti in valuta 6.882 13.358 (6.476) 14.439 19.792 (5.353) (1.123)
Derivati su commodity 1.591 5.874 (4.283) (4.283)
Totale derivati 8.473 19.232 (10.759) 24.341 22.482 1.859 (12.618)
di cui non correnti 6.882 13.358 (6.476) 14.439 19.792 (5.353) (1.123)
di cui correnti 1.591 5.874 (4.283) 9.902 2.690 7.212 (11.495)

Gli strumenti derivati di cui la Società si avvale si distinguono in due tipologie sulla base del sottostante coperto: tassi e cambi, con riferimento alle operazioni di finanziamento, e commodity, con riferimento alle operazioni di approvvigionamento di gas metano per il servizio di teleriscaldamento verso la controllata Hera Trading Srl. Questi ultimi sono classificati tra attività e passività correnti in virtù dell'elevato livello di liquidità e dell'orizzonte temporale di operatività che caratterizzano questi strumenti.

La politica di gestione finanziaria di Hera Spa prevede la sottoscrizione di strumenti di copertura per compensare in modo efficace le variazioni di fair value dei flussi finanziari dello strumento coperto, o più precisamente la variazione delle oscillazioni di tassi e cambi che hanno effetto sulle fonti di finanziamento utilizzate. Al 31 dicembre 2021, l'esposizione netta in termini di fair value relativamente a derivati su tassi e cambi non correnti, nella forma di Interest rate swap (Irs) e Cross currency swap (Ccs), è negativa rispetto all'esercizio precedente e riconducibile al realizzo di flussi di cassa, nonché all'incremento delle curve dei tassi d'interesse e al rafforzamento dell'euro sullo yen.

La politica di gestione finanziaria della Società prevede altresì la sottoscrizione di strumenti derivati con finalità di copertura delle transazioni future di acquisto di gas metano per il servizio di teleriscaldamento. Per tali strumenti è prevista la contabilizzazione in cash flow hedge sulla base dell'efficacia della copertura. Pertanto le variazioni di fair value vengono rilevate nel conto economico complessivo limitatamente alla quota efficace, e riversate a conto economico al momento della manifestazione economica del sottostante oggetto di copertura.

Il fair value degli strumenti finanziari è desunto da quotazioni di mercato; in assenza di prezzi quotati in mercati attivi il fair value viene calcolato utilizzando il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri prendendo a riferimento parametri osservabili sul mercato.

Tutti i contratti derivati stipulati da Hera Spa a copertura delle operazioni di finanziamento sono in essere con primarie controparti istituzionali. I contratti derivati sottoscritti a copertura del rischio commodity sono in essere con la controllata Hera Trading Srl.

Derivati su tassi e cambi

Gli strumenti finanziari derivati su tassi e cambi in essere al 31 dicembre 2021, sottoscritti a copertura di finanziamenti, possono essere distinti nelle seguenti classi:

Tipologia 31-dic-21 31-dic-20
Gerarchia fair
value
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Fair value hedge 2 149,8 mln 6.882 13.358 149,8 mln 14.439 19.792
Non hedge accounting 2 500 mln 9.902 2.690
Totale fair value 6.882 13.358 24.341 22.482
Tipologia 31-dic-21 31-dic-20
Gerarchia fair
value
Proventi Oneri Effetto netto Proventi Oneri Effetto netto
Fair value hedge 2 10.988 (15.660) (4.672) 7.730 (16.126) (8.396)
Non hedge accounting 2 18.310 (18.335) (25) 14.021 (14.053) (32)
Totale proventi (oneri) 29.298 (33.995) (4.697) 21.751 (30.179) (8.428)

I derivati designati come coperture dei rischi di tasso e cambio e del fair value di passività finanziarie in valuta (fair value hedge), nella forma di Cross currency swap (Ccs), sono correlati a un prestito obbligazionario denominato in yen giapponesi, avente un nozionale residuo di 20 miliardi di yen, pari a 149,8 milioni di euro (convertito al tasso di cambio originario oggetto di copertura). La variazione del fair value è riconducibile all'effetto cambio, avendo subito lo yen giapponese un deprezzamento rispetto all'euro nel 2021.

La ripartizione di proventi e oneri riferiti a derivati classificati come fair value hedge e relative passività sottostanti, rettificate per gli utili e le perdite attribuibili al rischio coperto, risulta essere la seguente:

Coperture fair value hedge 31-dic-21 31-dic-20
Proventi Oneri Effetto netto Proventi Oneri Effetto netto
Valutazione derivati 6.446 (7.502) (1.056) 2.965 (7.940) (4.975)
Accrued interest (12) (55) (67) (68) (68)
Cash flow realizzati 4.554 (8.103) (3.549) 4.765 (8.118) (3.353)
Effetto economico derivati
fair value hedge
10.988 (15.660) (4.672) 7.730 (16.126) (8.396)
Sottostanti coperti 31-dic-21
31-dic-20
Proventi Oneri Effetto netto Proventi Oneri Effetto netto
Valutazione passività finanziarie 7.502 (6.446) 1.056 7.980 (3.005) 4.975
Totale 7.502 (6.446) 1.056 7.980 (3.005) 4.975

I derivati su tassi di interesse, identificati come non hedge accounting, sono interamente estinti poiché giunti a scadenza nel corso dell'esercizio. La categoria derivava interamente da operazioni di ristrutturazione passate e, pur non comprendendo strumenti qualificabili come di copertura ai sensi dell'Ifrs 9, aveva come scopo precipuo la copertura dalle fluttuazioni dei tassi di interesse e ha impatto pressoché nullo a conto economico (mirroring).

La ripartizione di proventi e oneri riferiti a derivati classificati come non hedge accounting risulta essere la seguente:

Coperture non hedge
accounting
31-dic-21 31-dic-20
Proventi Oneri Effetto netto Proventi Oneri Effetto netto
Valutazione derivati 6.253 (7.225) (972) 1.470 (8.731) (7.261)
Accrued interest (631) (5.610) (6.241) 73 (32) 41
Cash flow realizzati 12.688 (5.500) 7.188 12.478 (5.290) 7.188
Effetto economico derivati
non hedge accounting
18.310 (18.335) (25) 14.021 (14.053) (32)

Sensitivity analysis – Operazioni finanziarie

Ipotizzando un istantaneo aumento del tasso di cambio euro/yen del 10%, a parità di tassi d'interesse, il decremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati in essere al 31 dicembre 2021 ammonterebbe a circa 14.572 migliaia di euro. Allo stesso modo, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stesso ammontare, si avrebbe un incremento potenziale di fair value di circa 19.271 migliaia di euro. Essendo i derivati su cambi, relativi a operazioni di finanziamento, interamente classificati come fair value hedge, tali variazioni di fair value non avrebbero effetti sul conto economico, se non limitatamente alla quota di credit adjustement, in quanto sostanzialmente compensate da una variazione di segno opposto del valore della passività sottostante oggetto di copertura.

Le ipotesi sulle variazioni dei tassi d'interesse produrrebbero effetti non significativi sul fair value degli strumenti finanziari derivati su tassi e cambi in essere.

Derivati su commodity

Gli strumenti finanziari derivati su commodity sono sottoscritti esclusivamente con finalità di copertura dal prezzo di approvvigionamento del gas metano per il servizio di teleriscaldamento: sono formalmente inseriti all'interno di una relazione di copertura con la controllata Hera Trading Srl e conseguentemente contabilizzati in hedge accounting qualora ne ricorrano i requisiti formali.

Al 31 dicembre 2021 l'effetto di tali strumenti contabilizzati come cash flow hedge risulta essere il seguente:

Tipologia 31-dic-21 31-dic-20
Gerarchia
fair value
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Formule gas 3 16.915.418 Smc 1.591 5.874
Totale fair value 1.591 5.874

Il valore di fair value dei derivati su commodity riflette il prezzo del gas naturale, che ha superato i massimi storici nel corso dell'esercizio.

L'ammontare rilevato nel conto economico complessivo ammonta a 3.428 migliaia di euro. Per quanto concerne l'effetto riversato a conto economico si rimanda alla nota 11 del conto economico.

Sensitivity analysis – Operazioni su commodity

Ipotizzando un istantaneo incremento di 60 Euro/MWh del Ttf, l'incremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati su commodity in essere al 31 dicembre 2021 ammonterebbe a circa 5.169 milioni di euro. Contrariamente, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stesso ammontare, il potenziale decremento di fair value sarebbe pari a circa 5.169 milioni di euro.

Tali variazioni di fair value di derivati su commodity riguarderebbero gli strumenti derivati classificati come hedge accounting e pertanto si registrerebbe un'opposta variazione del patrimonio netto.

21 Rimanenze

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Materie prime e scorte 5.974 6.222 (248)
Lavori in corso su ordinazione 15.490 16.931 (1.441)
Totale 21.464 23.153 (1.689)

Le "Materie prime e scorte" pari a 5.974 mila euro (6.222 mila euro al 31 dicembre 2020) sono costituite principalmente da materiali di ricambio e apparecchiature destinate alla manutenzione e all'esercizio degli impianti in funzione. I valori sono esposti al netto del fondo svalutazione la cui movimentazione nei periodi di riferimento è la seguente:

Consistenza
iniziale
Accantonamenti Utilizzi Altre variazioni Consistenza
finale
Esercizio 2020 220 101 (217) 104
Esercizio 2021 104 100 (57) 147

I "Lavori in corso su ordinazione" al 31 dicembre 2021 sono relativi a commesse di durata pluriennale che riguardano:

progettazione, finalizzata all'acquisizione di commesse sul mercato nazionale e internazionale;

impiantistica, principalmente in relazione al servizio idrico.

La variazione dei lavori in corso è pari a 1.441 mila euro (nota 2 "Variazione delle rimanenze di prodotti finiti e prodotti in corso di lavorazione").

22 Crediti commerciali

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Crediti verso clienti 173.939 168.952 4.987
Fondo svalutazione crediti (73.468) (63.613) (9.855)
Totale crediti verso clienti 100.471 105.339 (4.868)
Crediti verso clienti per bollette e fatture da emettere 293.932 221.041 72.891
Totale crediti verso clienti per bollette e fatture da emettere 293.932 221.041 72.891
Totale 394.403 326.380 68.023

I crediti commerciali sono comprensivi dei consumi stimati, per la quota di competenza del periodo, relativamente a bollette e fatture che saranno emesse dopo la data del 31 dicembre 2021, nonché di crediti per ricavi maturati nell'esercizio con riferimento al settore idrico che, in funzione delle modalità di addebito agli utenti finali determinate dall'Autorità, verranno fatturati nei prossimi esercizi. Il fondo svalutazione crediti, pari a 73.468 mila euro (63.613 mila euro al 31 dicembre 2020), si ritiene congruo in relazione al valore di presumibile realizzo dei crediti stessi.

La movimentazione del fondo svalutazione crediti commerciali è la seguente:

Consistenza
iniziale
Conferimento Accantonamenti Utilizzi Consistenza
finale
Esercizio 2020 59.982 343 15.646 (12.358) 63.613
Esercizio 2021 63.613 16.071 (6.216) 73.468

L'appostamento del fondo viene effettuato sulla base di valutazioni analitiche in relazione a specifici crediti, integrate da analisi prospettiche per i crediti riguardanti la clientela di massa (in relazione all'anzianità del credito, al tipo di azioni di recupero intraprese e allo status del debitore) come descritto nella sezione "Gestione dei rischi" del paragrafo 3.02.02 "Criteri di valutazione". Il significativo decremento degli "Utilizzi" del fondo è imputabile alle cessioni effettuate nel corso dell'esercizio 2020 di crediti non performing, che avevano portato alla completa derecognition del valore degli stessi mediante utilizzo del fondo stanziato, per circa 6 milioni di euro. Il valore dell'esercizio 2021 è pertanto in linea con il valore dell'esercizio 2020, opportunamente depurato dell'effetto sopra menzionato.

Nella tabella che segue sono dettagliati i crediti verso i clienti al netto del relativo fondo svalutazione e i crediti verso le parti correlate:

31-dic-21 31-dic-20 Var.
a Crediti verso clienti 272.525 230.085 42.440
di cui fatture emesse 73.833 63.229 10.604
di cui fatture da emettere 198.692 166.856 31.836
b Crediti verso parti correlate 121.878 96.295 25.583
Verso società controllate 103.937 74.795 29.142
di cui fatture emesse 10.305 22.526 (12.221)
di cui fatture da emettere 93.632 52.269 41.363
Verso società collegate 39 38 1
di cui fatture emesse 12 12
di cui fatture da emettere 27 26 1
Verso società consociate 16 8 8
di cui fatture emesse 10 10
di cui fatture da emettere 6 8 (2)
Verso correlate a influenza notevole 16.813 17.939 (1.126)
di cui fatture emesse 15.288 16.112 (824)
di cui fatture da emettere 1.525 1.827 (302)
Verso altre parti correlate 1.073 3.515 (2.442)
di cui fatture emesse 1.023 3.459 (2.436)
di cui fatture da emettere 50 56 (6)
a+b Totale 394.403 326.380 68.023

La tabella sottostante riporta in dettaglio la composizione dei crediti verso società controllate:

Crediti verso società controllate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Acantho Spa 1.218 4.521 (3.303)
AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa 171 286 (115)
AcegasApsAmga Spa 2.087 5.304 (3.217)
Aliplast Spa 281 6 275
Amgas Blu Srl 27 18 9
Asa Scpa 39 34 5
Ascopiave Energie Spa 47 12 35
Ascotrade Spa 53 24 29
Biorg Srl 4 4
Blue Meta Spa 18 10 8
EstEnergy Spa 2.086 366 1.720
Etra Energia Srl 4 2 2
Feronia Srl 56 55 1
Frullo Energia Ambiente Srl 301 218 83
Hera Comm Marche Srl 320 360 (40)
Hera Comm Nordest Srl 761 (761)
Hera Comm Spa 30.493 17.688 12.805
Hera Luce Srl 279 407 (128)
Hera Servizi Energia Srl 515 302 213
Hera Trading Srl 38.265 10.037 28.228
Herambiente Servizi Industriali Srl 1.664 1.124 540
Herambiente Spa 11.330 13.321 (1.991)
Heratech Srl 3.238 3.860 (622)
HestAmbiente Srl 59 313 (254)
Inrete Distribuzione Energia Spa 6.713 7.901 (1.188)
Marche Multiservizi Spa 3.283 6.474 (3.191)
Uniflotte Srl 1.386 1.391 (5)
Totale 103.937 74.795 29.142

I crediti verso imprese controllate, pari a 103.937 mila euro (74.795 mila euro al 31 dicembre 2020), si riferiscono a crediti commerciali, esigibili entro l'esercizio successivo, che traggono origine dalle prestazioni che Hera Spa riaddebita alle società sulla base di specifici contratti di servizio, o di normali rapporti commerciali.

La tabella sottostante riporta in dettaglio la composizione dei crediti verso società collegate:

Crediti verso società collegate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Aimag Spa 27 26 1
H.E.P.T. Co. Ltd 6 6
Oikothen Scarl in liquidazione 6 6
Totale 39 38 1

La tabella sottostante riporta in dettaglio la composizione dei crediti verso società consociate:

Crediti verso società consociate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
ASM SET Srl 15 2 13
Altre 1 6 (5)
Totale 16 8 8

La tabella sottostante riporta i crediti verso parti correlate a influenza notevole:

Crediti verso correlate a influenza notevole 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Totale 16.813 17.939 (1.126)

La tabella sottostante riporta in dettaglio la composizione dei crediti verso altre parti correlate:

Crediti verso altre parti correlate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Acosea Impianti Srl - Asset 70 70
Aloe Spa (2) (2)
Amir Spa - Asset 114 (114)
Hea Spa 4 4
Romagna Acque Spa 773 3.152 (2.379)
Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl - Asset 64 48 16
Società Italiana Servizi Spa - Asset 142 138 4
Te.Am Società Territorio Ambiente Srl - Asset 3 3
Unica Reti Spa - Asset 30 (30)
Altre 19 32 (13)
Sindaci, amministratori, dirigenti strategici 2 (2)
Totale 1.073 3.515 (2.442)

Ai fini della rappresentazione per fasce di scaduto dei crediti verso clienti per fatture emesse si riporta la seguente tabella:

Ageing crediti commerciali 31-dic-21 Inc. % 31-dic-20 Inc. % Var.
A scadere 90.500 52% 94.681 56% (4.181)
Scaduto 0-30 gg 16.924 10% 9.177 5% 7.747
Scaduto 31-180 gg 12.037 7% 16.293 10% (4.256)
Scaduto 181-360 gg 4.870 3% 8.372 5% (3.502)
Scaduto oltre 360 gg 49.608 28% 40.429 24% 9.179
Totale 173.939 168.952 4.987

Il valore di iscrizione dei crediti commerciali alla data di bilancio approssima il fair value degli stessi.

23 Attività e passività per imposte correnti

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Credito per Irap
Credito per Ires 14.983 14.983
Totale attività per imposte correnti 14.983 14.983
Debito per Ires 6.619 (6.619)
Debito per Irap 1.085 2.563 (1.478)
Totale passività per imposte correnti 1.085 9.182 (8.097)

"Credito per Ires" è derivante dai maggiori acconti versati rispetto alla rilevazione delle imposte correnti di competenza.

"Debito per Irap" è comprensivo delle imposte stanziate per competenza sul reddito prodotto nell'esercizio al netto degli acconti versati.

24 Altre attività correnti

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Credito per consolidato fiscale e Iva di Gruppo 71.219 3.878 67.341
Titoli di efficienza energetica ed emission trading 13.494 112.628 (99.134)
Costi anticipati 7.996 6.224 1.772
Crediti tributari vari 7.214 8.100 (886)
Depositi cauzionali 2.464 3.920 (1.456)
Anticipo a fornitori e dipendenti 829 931 (102)
Crediti verso società degli asset 789 2.365 (1.576)
Incentivi da fonti rinnovabili 578 610 (32)
Iva, accise e addizionali 27.685 (27.685)
Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione 109 (109)
Altri crediti 12.956 11.288 1.668
Totale 117.539 177.738 (60.199)

"Credito per consolidato fiscale e Iva di Gruppo", è relativo al solo credito per cessione Iva. Nel 2020 era relativo al credito maturato nei confronti delle società controllate per l'adesione al consolidato fiscale nell'ambito del Gruppo. La variazione va letta congiuntamente alla medesima evidenziata nella nota 30 "Altre passività correnti" alla voce "Debito per consolidato fiscale e Iva di Gruppo".

"Titoli di efficienza energetica ed emission trading", comprende:

  • certificati verdi, 6.292 mila euro (6.292 mila euro al 31 dicembre 2020);
  • certificati grigi, 7.202 mila euro (3.435 mila euro al 31 dicembre 2020).

Il portafoglio relativo ai certificati verdi accoglie titoli iscritti per competenza prima dell'esercizio 2016 in relazione alla produzione di energia elettrica di alcuni termovalorizzatori gestiti dal Gruppo. Tali titoli sono oggetto di una contestazione da parte del Gse in merito alla metodologia di calcolo degli autoconsumi dei servizi ausiliari. Il potenziale rischio di un mancato riconoscimento sarà regolato con la controllata Herambiente Spa, nei confronti della quale esiste una posizione debitoria di analogo importo.

Per quanto riguarda i certificati grigi, la variazione rispetto al 31 dicembre 2021 è riconducibile a una variazione dei prezzi delle quote di emissione di gas serra scambiate sul mercato rispetto all'esercizio precedente. L'incremento dei prezzi di tali quote, scambiate sul mercato nel corso dell'esercizio 2021, è conseguenza della pubblicazione, da parte della Commissione Europea, del pacchetto di proposte legislative "Fit for 55" che comprende una revisione della direttiva europea Emissions trading system (come riportato al paragrafo 1.01.02 della relazione sulla gestione). Le nuove proposte prevedono il raggiungimento di un livello di emissioni gas serra inferiore al 61% rispetto all'anno 2005 entro il 2030 (precedentemente l'obiettivo era del -43%). Per conseguire i nuovi obiettivi, la Commissione propone un ribassamento della quantità massima di emissioni consentita ai settori interessati dalla direttiva e un più rapido decremento annuo nella fase di applicazione fino al 2030. Per Hera Spa, che attualmente deve rispettare la direttiva in vigore per alcuni impianti di teleriscaldamento, le nuove proposte sembrano per ora trascurabili. Rimane comunque in capo alla Società il rischio di un innalzamento del prezzo di mercato delle quote. Per maggiori dettagli sulla gestione dei rischi, anche legati al climate change, si rimanda al paragrafo 1.02.03 "Ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio" della relazione sulla gestione.

Relativamente ai certificati bianchi, che al 31 dicembre 2020 risultavano pari a 102.901 mila euro, si rinvia a quanto esposto alla nota 30 "Altre passività correnti".

"Costi anticipati", si tratta principalmente delle quote di competenza futura di servizi e lavorazioni esterne, di canoni di concessione per servizi a rete, di costi sostenuti per coperture assicurative, fidejussorie e commissioni bancarie.

"Depositi cauzionali", pari a 2.464 mila euro (3.920 mila euro al 31 dicembre 2020), costituiti da depositi cauzionali rilasciati a favore di enti pubblici diversi e società.

"Incentivi da fonti rinnovabili", son rappresentati da crediti verso il Gse derivanti dal meccanismo incentivante per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

"Iva, accise e addizionali", nel 2020 pari a 27.685 mila euro relativi principalmente all'Iva di Gruppo. La variazione va letta congiuntamente alla medesima evidenziata nella nota 30 "Altre passività correnti" alla voce "Imposta sul valore aggiunto".

"Altri crediti", la voce accoglie principalmente i crediti per fondo fughe acqua addebitati e non ancora incassati dagli utenti per assicurazioni in caso di perdite e crediti verso società proprietarie degli asset utilizzati per lo svolgimento dei servizi di pubblica utilità.

Di seguito viene fornito il dettaglio delle "Altre attività correnti" per società.

In particolare, i crediti verso imprese controllate sono relativi ad anticipi vari e a crediti di natura tributaria (crediti/debiti nell'ambito della procedura del consolidato fiscale il cui saldo viene classificato nelle "Altre attività correnti" o "Altre passività correnti" a seconda del saldo netto complessivo della società aderente al consolidato fiscale). La composizione è la seguente:

31-dic-21 31-dic-20 Var.
2.352 662 1.690
1.423 217 1.206
4.221 47 4.174
(385) (385)
(285) (285)
56 56
(4) (4)
(2.946) 3 (2.949)
(1.469) 1 (1.470)
(4.370) (1.099) (3.271)
(220) (220)
27 (61) 88
377 377
(2.868) 760 (3.628)
28.295 7.374 20.921
1.130 1.130
7.747 488 7.259
7.035 36 6.999
288 (1.294) 1.582
11.892 (3.704) 15.596
6.275 291 5.984
1.530 1.530
9.140 103.234 (94.094)
21 11 10
27 27
2.939 358 2.581
1 1
72.229 107.324 (35.095)

Di seguito viene riportato il dettaglio, sempre per società controllate, alla data del 31 dicembre 2020 e 2021, delle posizioni vantate per crediti/debiti per consolidato fiscale e crediti minori:

Dettaglio controllate
31-dic-20
Credito per consolidato
fiscale
Altri crediti Totale per società
Acantho Spa 662 662
AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa 217 217
AcegasApsAmga Spa 47 47
Ascotrade Spa 3 3
Blue Meta Spa 1 1
EstEnergy Spa (1.099) (1.099)
Feronia Srl (61) (61)
Hera Comm Marche Srl 760 760
Hera Comm Spa 7.374 7.374
Hera Servizi Energia Srl 488 488
Hera Trading Srl 36 36
Herambiente Servizi Industriali Srl (1.294) (1.294)
Herambiente Spa (3.704) (3.704)
Heratech Srl 291 291
Inrete Distribuzione Energia Spa 103.234 103.234
Marche Multiservizi Spa 11 11
Uniflotte Srl 358 358
Totale 107.324 107.324
Dettaglio controllate
31-dic-21
Credito per
consolidato fiscale
Altri crediti Totale
per società
Acantho Spa 2.352 2.352
AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa 1.423 1.423
AcegasApsAmga Spa 4.221 4.221
Aliplast Spa (385) (385)
Amgas Blu Srl (285) (285)
Asa Scpa 56 56
Ascopiave Energie Spa (4) (4)
Ascotrade Spa (2.946) (2.946)
Blue Meta Spa (1.469) (1.469)
EstEnergy Spa (4.370) (4.370)
Etra Energia Srl (220) (220)
Feronia Srl 27 27
Frullo Energia Ambiente Srl 377 377
Hera Comm Marche Srl (2.868) (2.868)
Hera Comm Spa 28.295 28.295
Hera Luce Srl 1.130 1.130
Hera Servizi Energia Srl 7.747 7.747
Hera Trading Srl 7.035 7.035
Herambiente Servizi Industriali Srl 288 288
Herambiente Spa 11.892 11.892
Heratech Srl 6.275 6.275
HestAmbiente Srl 1.530 1.530
Inrete Distribuzione Energia Spa 9.140 9.140
Marche Multiservizi Spa 21 21
Tri-Generazione Scarl 27 27
Uniflotte Srl 2.939 2.939
Wolmann Spa 1 1
Totale 72.229 72.229

Il decremento degli "Altri crediti" verso Inrete Distribuzione Energia Spa rispetto all'esercizio precedente è relativo ai certificati bianchi (si rinvia alla voce "Titoli di efficienza energetica ed emission trading").

Crediti verso imprese collegate:

Altre attività correnti - collegate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Tamarete Energia Srl 640 640
Totale 640 640

Crediti verso altre parti correlate:

Altre attività correnti - correlate a influenza notevole 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Totale 831 833 (2)
Altre attività correnti - altre parti correlate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Acosea Impianti Srl - Asset 2.648 2.648
Formigine Patrimonio Srl - Asset 129 128 1
Società Italiana Servizi Spa - Asset 1.576 (1.576)
Altre 358 452 (94)
Totale 3.135 4.804 (1.669)

Distribuzione geografica dei crediti.

Tutti i crediti vantati dalla Società sono nei confronti di clienti e società partecipate italiane.

25 Capitale sociale e riserve

Il prospetto relativo alla movimentazione del patrimonio netto è riportato al paragrafo 3.01.05 del presente bilancio separato. Si riportano di seguito le informazioni richieste dall'art. 2427, comma 7-bis del Codice Civile che prevede l'indicazione analitica delle singole voci di patrimonio netto distinguendole in relazione alla disponibilità e origine.

Importo Possibilità di
utilizzazione
Quota disponibile
Capitale 1.489.539
Riserva valore nominale azioni proprie (29.218)
Oneri per aumento capitale sociale (Ias 32) (437)
Riserve di capitale
Riserva da sovrapprezzo azioni 35.235 A,B 35.235
Riserve di rivalutazione 2.885 A,B,C 2.885
Riserve contributi in conto capitale 5.400 A,B,C 5.400
Riserva da differenza tra valore di acquisto e valore nominale
delle azioni proprie
(69.023)
Riserva da avanzi di concambio 42.408 A,B,C 42.408
Altre riserve 48 A,B,C 48
Totale riserve di capitale 16.953
Riserve di utili
Riserva legale 109.136 B
Riserva straordinaria 159.813 A,B,C 159.813
Riserva per utili portati a nuovo 6.955 A,B,C 6.955
Riserva per utili azioni proprie 4.183 A,B,C 4.183
Totale riserve di utili 280.087
Riserve Ias/Ifrs
Riserva art. 7, c.6 D.Lgs. 38/2005 27.038 non disponibile
Riserva art. 6, c.1 D.Lgs. 38/2005 44.327 non disponibile
Riserva art. 7, c.7 D.Lgs. 38/2005 23.446 non disponibile
Riserva art. 7, c.7 D.Lgs.38/2005 12.477 A,B,C 12.477
Riserva art. 6, c.2 D.Lgs. 38/2005 15.850 non disponibile
Riserva utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti (18.669) non disponibile
Riserva per strumenti derivati valutati al fair value (3.075) non disponibile
Riserva partecipazioni valutate al fair value (5.511) non disponibile
Riserva da Ifrs 3 352.521 disponibile 352.521
Riserve per avanzo da scissione, fusione e aggregazione entità
sotto comune controllo
40.797 disponibile 40.797
Totale riserve Ias/Ifrs 489.201
Totale complessivo 2.246.125 662.722
Quota non distribuibile 35.235
Residuo quota distribuibile 627.487

Legenda: A per aumento di capitale sociale, B copertura perdite, C per distribuzione ai soci

Capitale sociale

Il capitale sociale al 31 dicembre 2021 pari a 1.489.538.745 euro è costituito da 1.489.538.745 azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro cadauna e risulta interamente versato.

Riserve per azioni proprie

La "Riserva per azioni proprie" presenta un valore negativo pari a 29.218 mila euro ed è costituita a fronte del corrispondente numero di azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2021 da intendersi a riduzione del capitale sociale. La "Riserva da plusvalenza/minusvalenza vendita azioni proprie" e la "Riserva azioni proprie eccedenza del valore nominale" sono iscritte tra le riserve di patrimonio netto, rispettivamente per un valore positivo pari a 42.856 mila euro e un valore negativo pari a 69.023 mila euro. Tali riserve riflettono tutte le operazioni effettuate su azioni proprie alla data del 31 dicembre 2021. La movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio ha generato complessivamente una plusvalenza pari a 2.348 mila euro.

Il numero delle azioni proprie al 31 dicembre 2021 è pari a 29.217.962 (28.891.271 al 31 dicembre 2020).

Oneri per aumento capitale sociale

I costi associati agli aumenti di capitale sono stati portati a riduzione del capitale stesso al netto del relativo beneficio fiscale.

Riserve

La voce "Riserve", pari a 856.895 mila euro, comprende le seguenti riserve (tra parentesi viene riportato il valore al 31 dicembre 2020):

  • legale, 109.136 mila euro (98.285 mila euro);
  • straordinaria, 159.813 mila euro (114.744 mila euro);
  • rivalutazione, 2.885 mila euro (2.885 mila euro);
  • sovrapprezzo azioni, 35.235 mila euro (35.235 mila euro);
  • contributi in conto capitale, 5.400 mila euro (5.400 mila euro);
  • altre, 48 mila euro (48 mila euro);
  • avanzo da concambio, 42.408 mila euro (42.408 mila euro);
  • riserva Ias/Ifrs, 64.432 mila euro generatasi a seguito dell'adozione dei principi contabili internazionali (64.432 mila euro);
  • riserva da plusvalenza vendita azioni proprie, 42.856 mila euro (40.508 mila euro);
  • riserva Ifrs 3, 352.521 mila euro, relativa alle seguenti operazioni di integrazione: Agea Spa, Meta Spa, Geat Distribuzione Gas Spa, Sat Spa, Agea Reti Srl, Con.Ami, Area Asset Spa, Gruppo AcegasAps, Amga - Azienda Multiservizi Spa (352.521 mila euro);
  • riserva indisponibile art. 6, comma 2, D.Lgs. 38/2005, 15.850 mila euro (15.850 mila euro);
  • riserva per dividendi percepiti su azioni proprie, 4.183 mila euro (4.183 mila euro);
  • riserva utili/perdite attuariali fondi benefici ai dipendenti, negativa per 18.669 mila euro (19.473 mila euro);
  • riserva per avanzo da scissione, fusione e aggregazione entità sotto comune controllo, 40.797 mila euro (40.797 mila euro).

Questa ultima risulta composta come segue:

  • riserva per avanzo da scissione, 17.975 mila euro derivante dall'operazione che ha interessato le società operative territoriali (17.975 mila euro);
  • riserva per avanzo da fusione, negativa per 5.253 mila euro derivante dalle fusioni di Gastecnica Galliera Srl, Hera Rete Modena Srl, Pri.Ge.A.S. Srl (5.253 mila euro);
  • riserva per aggregazione di entità sotto comune controllo, 28.076 mila euro relativa alle plusvalenze realizzate dalla cessione di partecipazioni e rami d'azienda a società controllate (28.076 mila euro).

Riserva strumenti derivati valutati al fair value

La voce risulta negativa per 3.075 mila euro.

Riserva partecipazioni valutate al fair value

Negativa per 5.511 mila euro derivante dalla valutazione al fair value della partecipazione in Ascopiave Spa (negativa per 3.459 mila euro).

Utile portato a nuovo

La voce risulta pari a 6.955 mila euro.

26 Passività finanziarie non correnti e correnti

Totale passività finanziarie 3.621.825 3.654.014 (32.189)
Totale passività finanziarie correnti 570.504 596.368 (25.864)
Altri debiti finanziari 486.386 124.764 361.622
Scoperti di conto corrente e interessi passivi 41.412 172.068 (130.656)
Prestiti obbligazionari e finanziamenti 42.706 299.536 (256.830)
Totale passività finanziarie non correnti 3.051.321 3.057.646 (6.325)
Prestiti obbligazionari e finanziamenti 3.051.321 3.057.646 (6.325)
31-dic-21 31-dic-20 Var.

"Prestiti obbligazionari e finanziamenti" nella quota non corrente, si incrementano principalmente per l'effetto complessivo netto delle seguenti operazioni:

  • emissione del primo Sustainability-linked bond (a valere sul Programma Euro Medium Term Notes) che si inserisce nella strategia di sostenibilità volta alla riduzione delle emissioni e al riciclo delle plastiche. L'obbligazione è legata al conseguimento dei target di sostenibilità contenuti nel Sustainability-linked financing framework, rispetto ai quali sono stati definiti Sustainability Performance Target (SPTs) intermedi. Il nuovo bond, quotato sui mercati regolamentati della Borsa irlandese e lussemburghese e sul sistema multilaterale di negoziazione ExtraMOT PRO di Borsa Italiana Spa, ha un valore nominale di 500 milioni di euro, durata di 12 anni e mezzo e cedola annuale a tasso fisso dell'1%. A partire dalla data di pagamento interessi del 2032, è previsto un eventuale aumento del tasso di interesse nel caso in cui il Gruppo non dovesse raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Greenhouse Gas in tonnellate di CO2 (aumento del tasso di 0,20%) e della quantità di plastica riciclata in migliaia di tonnellate (aumento del tasso di 0,15%). Per maggiori dettagli sulla nuova emissione si rimanda al paragrafo 1.03 della relazione sulla gestione "Fatti di rilievo";
  • il riacquisto parziale di cinque prestiti obbligazionari, per un valore complessivo di iscrizione a bilancio pari a 1.832 milioni di euro. Tali operazioni, associate alla nuova emissione di cui al punto precedente, hanno consentito di incrementare la durata media del debito a circa 7 anni e di migliorare il tasso di indebitamento medio del Gruppo. Nel dettaglio le operazioni di riacquisto hanno riguardato i seguenti strumenti:
Tipologia Valore nominale
complessivo
Anno scadenza Tasso nominale (milioni di euro)
Titoli portati in
dell'offerta di
adesione
acquisto
Oneri di riacquisto
(1)
Bond 700,0 2028 5,20% 101,0 46,9
Bond 400,0 2026 0,875% 74,6 7,6
Bond 500,0 2027 0,875% 142,8 18,5
Bond 329,4 2024 2,375% 41,1 5,0
Private Placement 68,0 2023 3,375% 46,0 4,5
Totale 1.997,4 405,5 82,6

(1) Si rimanda alla nota 10 "Proventi e oneri finanziari"

il rimborso anticipato di un finanziamento del valore nominale di 125 milioni di euro, erogato dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), la cui estinzione era prevista a giugno 2027. La quota di debito residuo non corrente rimborsata anticipatamente ammonta a 59,8 milioni di euro;

la classificazione nella quota corrente del finanziamento del valore di 50 milioni di euro, erogato dalla Banca popolare dell'Emilia-Romagna (Bper), con scadenza gennaio 2022 ed estinto anticipatamente nell'esercizio;

La voce comprende il valore nominalòe del debito, pari a 54 milioni di euro, correlato alla partecipazione di minoranza di Ascopiave Spa in Hera Comm Spa che, per effetto delle disposizioni contrattuali, è classificata come finanziamento.

"Prestiti obbligazionari e finanziamenti" nella quota corrente, si decrementano principalmente per il rimborso a scadenza nel mese di ottobre del bond emesso nell'anno 2013 avente valore nominale residuo di 249,9 milioni di euro.

"Scoperti di conto corrente e interessi passivi", la significativa variazione rispetto all'esercizio precedente è rappresentata principalmente dalla restituzione di un finanziamento a breve termine, nella forma di hot money, per 122,5 milioni di euro.

La voce "Altri debiti finanziari" pari a 486.386 mila euro comprende le seguenti posizioni:

  • verso le controllate Hera Comm Spa, Hera Trading Srl, Uniflotte Srl, Herambiente Spa, Frullo Energia Ambiente Srl, Tri-Generazione Scarl, Inrete Distribuzione Energia Spa, EstEnergy Spa per tesoreria centralizzata per complessivi 363.094 mila euro (63.976 mila euro al 31 dicembre 2020);
  • verso società del Gruppo per operazioni di cash pooling per complessivi 79.910 mila euro (29.987 mila euro al 31 dicembre 2020);
  • verso società proprietarie degli asset per 39.410 mila euro (si rinvia alla nota 28 "Fondi per rischi e oneri" alla voce "Fondo ripristino beni di terzi");
  • verso altri per 3.972 mila euro (7.827 mila euro al 31 dicembre 2020).

Nella tabella che segue sono riportate le passività finanziarie distinte per natura al 31 dicembre 2021, con indicazione della quota in scadenza entro l'esercizio, entro il secondo anno, entro il quinto anno e oltre il quinto anno:

Tipologia Importo residuo
31-dic-21
Quota entro
esercizio
Quota entro
2° anno
Quota entro
5° anno
Quota oltre
5° anno
Prestiti obbligazionari 2.701.206 21.354 740.452 1.939.400
Finanziamenti 338.821 42.706 42.670 128.015 125.430
Altri debiti finanziari 540.386 486.386 54.000
Scoperti di conto corrente e
interessi passivi
41.412 41.412
Totale 3.621.825 570.504 64.024 868.467 2.118.830

Si evidenziano le principali condizioni dei prestiti obbligazionari in essere al 31 dicembre 2021:

Prestiti obbligazionari Negoziazione Durata
(anni)
Scadenza Valore nominale
(mln)
Cedola Tasso
annuale
Bond Quotato 10 22-mag-23 22,0 Eur Annuale 3,375%
Green bond Quotato 10 4-lug-24 288,3 Eur Annuale 2,375%
Bond Non quotato 15 5-ago-24 20.000 Jpy Semestrale 2,93%
Bond Quotato 12 22-mag-25 15,0 Eur Annuale 3,50%
Bond Quotato 10 14-ott-26 325,44 Eur Annuale 0,875%
Bond Non quotato 15/20 14-mag-27/32 102,5 Eur Annuale 5,25%
Green bond Quotato 8 5-lug-27 357,2 Eur Annuale 0,875%
Bond Quotato 15 29-gen-28 599,02 Eur Annuale 5,20%
Bond Quotato 10 3-dic-30 500,0 Eur Annuale 0,25%
Sustainability-linked bond Quotato 12,5 25-apr-34 500,0 Eur Annuale 1,00%

Al 31 dicembre 2021 i prestiti obbligazionari in essere, aventi un valore nominale di 2.859,2 milioni di euro (3.014,5 milioni al 31 dicembre 2020) e un valore di iscrizione al costo ammortizzato di 2.701,2 milioni di euro, presentano un fair value di 3.100,7 milioni di euro (3.392,8 al 31 dicembre 2020) determinato dalle quotazioni di mercato ove disponibili.

Su alcuni finanziamenti sono presenti covenant che prevedono il rispetto del limite di corporate rating, il quale deve essere valutato, anche solo da parte di un'agenzia di rating, non al di sotto del livello di Investment grade (BBB-). Alla data attuale tale parametro risulta rispettato.

Le disponibilità liquide e le linee di credito attuali, oltre alle risorse generate dall'attività operativa e di finanziamento, sono giudicate più che sufficienti per far fronte ai fabbisogni finanziari futuri. Al 31 dicembre 2021 la Società presenta linee di credito committed per 450.000 migliaia di euro e linee di credito uncommitted per 515.550 migliaia di euro. Tali linee di credito sono distribuite fra i principali istituti bancari italiani e internazionali e consentono un'adeguata diversificazione del rischio controparte e condizioni competitive.

27 Trattamento fine rapporto e altri benefici

La voce comprende gli accantonamenti a favore del personale dipendente per il trattamento di fine rapporto di lavoro e altri benefici contrattuali, al netto delle anticipazioni concesse e dei versamenti effettuati agli istituti di previdenza in accordo con la normativa vigente. Il calcolo viene effettuato utilizzando tecniche attuariali e attualizzando le passività future alla data di bilancio. Tali passività sono costituite dal credito che il dipendente maturerà alla data in cui presumibilmente lascerà l'azienda.

Lo "Sconto gas" rappresenta un'indennità annua riconosciuta ai dipendenti Federgasacqua assunti prima del gennaio 1980 reversibile agli eredi. Il "Premungas" è un fondo pensionistico integrativo relativo ai dipendenti Federgasacqua assunti prima del gennaio 1980. Tale fondo, che è stato chiuso a far data dal gennaio 1997, viene movimentato con cadenza trimestrale unicamente per regolare i versamenti effettuati ai pensionati aventi diritto. Il fondo "Riduzione tariffaria" è stato costituito per far fronte agli oneri derivanti dal riconoscimento al personale in quiescenza del ramo elettrico delle agevolazioni tariffarie sui consumi energetici.

Di seguito viene riportata la movimentazione intervenuta nell'esercizio dei sopra menzionati fondi:

31-dic-20 Conferimento Accantonamenti Oneri finanziari Utili (perdite)
attuariali
Utilizzi Altri movimenti 31-dic-21
Trattamento fine
rapporto
36.798 (49) 125 (4.826) 32.048
Sconto gas 1.844 (1) (203) (175) 1.465
Premungas 2.016 (4) (269) (214) 1.529
Riduzione tariffaria 5.894 11 (584) (295) 5.026
Totale 46.552 (43) (931) (5.510) 40.068

Gli oneri finanziari sono calcolati applicando un tasso di attualizzazione specifico, determinato in base alla durata media finanziaria dell'obbligazione.

Gli "Utili (perdite) attuariali" rappresentano la rimisurazione delle passività per benefici a dipendenti derivante dalla modifica delle ipotesi attuariali. Tali componenti sono contabilizzate nelle altre componenti di conto economico complessivo.

Gli "Utilizzi e altri movimenti" accolgono principalmente gli importi corrisposti ai dipendenti nel corso dell'esercizio.

La tabella sottostante rappresenta le principali assunzioni utilizzate nella stima attuariale dei benefici ai dipendenti:

31-dic-21 31-dic-20
Tasso annuo tecnico di attualizzazione 0,25% (0,14)%
Tasso annuo di aumento retribuzioni complessive 2,00% 2,00%
Frequenza annua di uscita dall'attività lavorativa per cause diverse dalla morte 1,70% 1,70%
Frequenza annua media di utilizzo del fondo Tfr 1,50% 1,50%

Nell'interpretazione di tali assunzioni occorre considerare quanto segue:

  • con riferimento al tasso di inflazione, lo scenario inflazionistico è stato desunto adottando un indice Ipca pari all'1% per l'anno 2022 e all'1,2% per gli anni successivi;
  • per le probabilità di morte si è fatto riferimento alle tavole Istat 2020;
  • nelle valutazioni attuariali sono state considerate le nuove decorrenze per i trattamenti pensionistici previste dal D.L. 201 del 6 dicembre 2011, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici convertito, con modificazioni, dalla L. 214 del 22 dicembre 2011, nonché la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del D.L. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla L.122 del 30 luglio 2010;
  • per le probabilità di uscita dall'attività lavorativa per cause diverse dalla morte è stato ipotizzato un tasso medio di uscita pari all'1,7% annuo, in quanto l'analisi differenziata per qualifica contrattuale e sesso non ha portato a risultati statisticamente significativi;
  • per tenere in considerazione il fenomeno delle anticipazioni, sono state ipotizzate le frequenze nonché l'importo di Tfr medio anticipato. Le frequenze di anticipazione, nonché le percentuali medie di Tfr richieste a titolo di anticipo sono state desunte dall'osservazione dei dati aziendali. La percentuale di Tfr richiesta a titolo di anticipo è stata ipotizzata pari al 70% del Tfr, ovvero al massimo previsto dalla normativa vigente.

Per le valutazioni attuariali è stata utilizzata la curva dei tassi euro composite AA al 31 dicembre 2021.

Sensitivity analysis – Obbligazione per piani a benefici definiti

Ipotizzando un incremento di 50 basis point del tasso tecnico di attualizzazione rispetto a quello effettivamente applicato per le valutazioni al 31 dicembre 2021, a parità delle altre ipotesi attuariali, il decremento potenziale del valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti (Dbo) in corso ammonterebbe a circa 0,9 milioni di euro. Allo stesso modo, ipotizzando una riduzione del medesimo tasso di 50 basis point, si avrebbe un aumento potenziale del valore attuale della passività di circa 0,9 milioni di euro.

Ipotizzando un incremento di 50 basis point del tasso di inflazione rispetto a quello effettivamente applicato per le valutazioni al 31 dicembre 2021, a parità delle altre ipotesi attuariali, l'incremento potenziale del valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti (Dbo) in corso ammonterebbe a circa 0,5 milioni di euro. Allo stesso modo ipotizzando una riduzione del medesimo tasso di 50 basis point, si avrebbe una diminuzione potenziale del valore attuale della passività di circa 0,5 milioni di euro.

Le variazioni delle restanti ipotesi attuariali produrrebbero effetti non significativi rispetto al valore attuale delle passività per piani a benefici definiti iscritti a bilancio.

31-dic-20 Conferimenti Accantonamenti Oneri finanziari Utilizzi Altri movimenti 31-dic-21
Fondo ripristino beni di terzi 107.278 3.785 4.192 (39.410) 75.846
Fondo cause legali
e contenzioso del personale
2.053 1.139 (931) (27) 2.234
Altri fondi rischi e oneri 26.500 7.755 (935) (4.211) 29.108
Totale 135.831 12.679 4.192 (1.866) (43.648) 107.188

28 Fondi per rischi e oneri

"Fondo ripristino beni di terzi", include gli stanziamenti effettuati in relazione ai vincoli di legge e contrattuali gravanti su Hera Spa in qualità di società utilizzatrice delle reti di distribuzione di proprietà delle società degli asset. Gli stanziamenti vengono effettuati in base ad aliquote di ammortamento economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti al fine di indennizzare le società proprietarie dell'effettivo deperimento e consumo dei beni utilizzati per l'attività d'impresa. Il fondo riflette il valore attuale degli esborsi che si andranno a determinare in periodi futuri (generalmente allo scadere delle convenzioni sottoscritte con le autorità d'ambito per quanto concerne il servizio idrico e allo scadere del periodo transitorio previsto dalla vigente normativa per quanto concerne la distribuzione del gas). Gli incrementi del fondo sono costituiti dalla sommatoria tra gli stanziamenti di competenza del periodo, anche questi attualizzati, e gli oneri finanziari che riflettono la componente derivante dall'attualizzazione dei flussi.

Gli "Altri movimenti" accolgono la riclassifica tra i debiti correnti di natura finanziaria dell'importo, pari a 39.410 mila euro, che Hera Spa dovrà corrispondere alle società proprietarie degli asset nel corso dell'esercizio 2022 per effetto della conclusione del processo di gara e conseguente aggiudicazione della gestione del servizio idrico nel territorio della provincia di Rimini. Hera Spa, pur essendosi confermata, è formalmente tenuta in qualità di gestore uscente a corrispondere l'indennizzo per il periodo di aggiudicazione precedente.

"Fondo cause legali e contenzioso del personale", riflette le valutazioni sull'esito delle cause legali e sul contenzioso promosso dal personale dipendente.

"Altri fondi per rischi e oneri", accolgono stanziamenti a fronte di rischi di varia natura. Di seguito si riporta una descrizione delle principali voci:

Passività Tipologia Ammontare
(migliaia di euro)
Mancato riconoscimento della quota dei certificati verdi degli impianti di cogenerazione
calcolato sul differenziale dei servizi ausiliari derivanti dal totale autoconsumo e quelli
stimati in base alla percentuale da benchmark
Probabile 8.842
Mancato riconoscimento del maggior costo dell'energia elettrica utilizzata nello
svolgimento del servizio idrico, per effetto della volatilità del mercato dell'energia che ha
determinato valori di prezzo superiori al limite massimo ammissibile previsto dal sistema
tariffario e che potrà essere riconosciuto solo attraverso la formulazione di specifica
istanza alle competenti Autorità regionali, senza che ciò costituisca tuttavia una certezza
di accoglimento
Probabile 6.000
Rimborso di quota parte della tariffa di fognatura e depurazione nell'ambito del servizio
idrico
Probabile 4.700
Riconoscimento di un indennizzo per lo spostamento di condotte nell'ambito del servizio
idrico
Probabile 2.500
Maggiori oneri che potrebbero essere sostenuti per future cessioni di asset relativi al
servizio teleriscaldamento
Probabile 2.055

Per una disamina dei fondi rischi iscritti per contenziosi fiscali si rimanda alla nota 12 "Imposte".

Gli "Altri movimenti" della voce "Altri fondi rischi e oneri" sono relativi a un rilascio per 4.211 mila euro, a seguito della definizione di un accordo extragiudiziale con la controparte in relazione a una richiesta di risarcimento pervenuta dopo una risoluzione contrattuale operata dal Gruppo. L'accordo ha previsto il pagamento di 840 mila euro a chiusura della contestazione, rispetto a una passività stimata negli esercizi precedenti per 5.000 mila euro.

29 Debiti commerciali

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Debiti verso fornitori 111.194 116.587 (5.393)
Debiti verso fornitori per fatture da ricevere 201.499 281.407 (79.908)
Debiti per acconti ricevuti 2.989 2.017 972
Totale 315.682 400.011 (84.329)

I debiti commerciali derivano, per la maggior parte, da operazioni realizzate nel territorio nazionale. Nella tabella che segue vengono dettagliati i debiti verso fornitori e parti correlate:

31-dic-21 31-dic-20 Var.
a Debiti per acconti ricevuti 2.989 2.017 972
b Debiti verso fornitori 172.342 278.730 (106.388)
di cui fatture ricevute 71.358 78.875 (7.517)
di cui fatture da ricevere 100.984 199.855 (98.871)
c Debiti verso parti correlate 140.351 119.264 21.086
Verso società controllate 109.234 88.890 20.344
di cui fatture ricevute 26.752 23.842 2.910
di cui fatture da ricevere 82.482 65.048 17.434
Verso società collegate 30 29 1
di cui fatture ricevute 20 20
di cui fatture da ricevere 10 9 1
Verso società consociate (2) 2
di cui fatture ricevute (2) 2
di cui fatture da ricevere
Verso correlate a influenza notevole 9.537 9.208 329
di cui fatture ricevute 60 1.260 (1.200)
di cui fatture da ricevere 9.477 7.948 1.529
Verso altre parti correlate 21.550 21.139 411
di cui fatture ricevute 13.004 12.592 412
di cui fatture da ricevere 8.546 8.547 (1)
a+b+c Totale 315.682 400.011 (84.329)

"Debiti per acconti ricevuti", pari a 2.989 mila euro (2.017 mila euro al 31 dicembre 2020), riguardano anticipazioni ricevute da clienti per lavori da eseguire.

"Debiti verso fornitori", interamente di natura commerciale e inclusivi dello stanziamento per "fatture da ricevere", ammontano a 172.342 mila euro (278.730 mila euro al 31 dicembre 2020). Tra questi sono compresi debiti verso fornitori di nazionalità europea per 840 mila euro (381 mila euro al 31 dicembre 2020). I debiti verso i fornitori sono tutti esigibili entro l'esercizio successivo.

"Debiti verso parti correlate", pari a 140.351 mila euro (119.264 mila euro al 31 dicembre 2020), sono relativi principalmente a contratti di servizio infragruppo (smaltimento rifiuti, servizi informatici, telefonia, spazi attrezzati, flotte, ecc.).

Di seguito sono esposti i debiti verso società controllate, tutti regolati a condizioni di mercato:

Debiti verso società controllate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Acantho Spa 7.672 7.448 224
AcegasApsAmga Spa 378 1.035 (657)
Aliplast Spa 209 135 74
EstEnergy Spa 22 22
Frullo Energia Ambiente Srl 1.110 702 408
Hera Comm Spa 31.365 18.184 13.181
Hera Luce Srl 288 372 (84)
Hera Servizi Energia Srl 1.390 1.095 295
Hera Trading Srl 2.720 592 2.128
Herambiente Servizi Industriali Srl 24 44 (20)
Herambiente Spa 31.621 27.556 4.065
Heratech Srl 17.046 16.952 94
Inrete Distribuzione Energia Spa 484 267 217
Marche Multiservizi Spa 47 25 22
Uniflotte Srl 14.858 14.483 375
Totale 109.234 88.890 20.344

Di seguito sono esposti i debiti verso società collegate, tutti regolati a condizioni di mercato:

Debiti verso società collegate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Aimag Spa 30 29 1
Totale 30 29 1

Di seguito sono esposti i debiti verso società consociate:

Debiti verso società consociate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Altre (2) 2
Totale (2) 2

Di seguito sono esposti i debiti verso parti correlate a influenza notevole:

Debiti verso correlate a influenza notevole 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Totale 9.537 9.208 329

Di seguito sono esposti i debiti verso altre parti correlate:

Debiti verso altre parti correlate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Acquedotto del Dragone Impianti Spa - Asset 4 4
Amir Spa - Asset 826 798 28
Romagna Acque Spa 18.319 17.014 1.305
Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl - Asset 751 963 (212)
Te.Am Società Territorio Ambiente Srl - Asset 923 1.910 (987)
Unica Reti Spa - Asset 25 (4) 29
Altre 662 427 235
Sindaci, amministratori, dirigenti strategici 40 27 13
Totale 21.550 21.139 411

I debiti verso Romagna Acque Spa sono relativi a forniture inerenti al servizio idrico.

30 Altre passività correnti

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Contributi in conto impianti 111.147 106.212 4.935
Imposta sul valore aggiunto 78.437 78.437
Depositi cauzionali da clienti 28.009 28.297 (288)
Personale 26.895 24.036 2.859
Titoli di efficienza energetica ed emission trading 19.730 4.258 15.472
Debiti verso istituti di previdenza 16.935 15.977 958
Assicurazioni e franchigie 10.739 11.647 (908)
Ritenute a dipendenti 6.152 6.385 (233)
Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione 2.478 3.429 (951)
Debito per consolidato fiscale e Iva di Gruppo 2.348 21.124 (18.776)
Accise e addizionali 1.404 1.183 221
Altri debiti 30.373 24.078 6.295
Totale 334.647 246.626 88.021

"Contributi in conto impianti", relativi principalmente a investimenti sostenuti nel settore idrico e ambiente. L'incremento è da attribuire ai maggiori contributi ricevuti nell'anno per la realizzazione di investimenti nel settore idrico, con particolare riguardo al servizio di depurazione e fognatura, al netto delle quote di ammortamento calcolate sulle immobilizzazioni di riferimento.

"Imposta sul valore aggiunto", il debito è relativo all'Iva di Gruppo. Come illustrato alla nota 24 "Altre attività correnti" alla voce "Iva, accise e addizionali", la variazione deve essere letta tenendo presente le modalità che regolano i rapporti finanziari con l'erario, per le quali possono generarsi posizioni creditorie e debitorie con differenze significative tra un periodo e l'altro. L'incremento al 31 dicembre 2021 è dovuto all'aumento del fatturato emesso sia in termini di volumi sia in termine di incremento dei valori fatturati nel corso dell'esercizio.

"Depositi cauzionali da clienti", riflettono quanto versato dai clienti in relazione ai contratti di somministrazione del servizio idrico.

"Personale", il debito è relativo a ferie maturate e non godute, al premio di produttività e agli incentivi all'esodo contabilizzati per competenza al 31 dicembre 2021.

"Titoli di efficienza energetica ed emission trading", relativi a:

  • Certificati bianchi, 9.117 mila euro (relativamente al 31 dicembre 2020 si rimandata a quanto riportato nel prosieguo);
  • Certificati grigi, 10.613 mila euro (4.258 mila euro al 31 dicembre 2020).

Relativamente ai certificati bianchi a partire dall'esercizio 2021, la voce "Titoli di efficienza energetica ed emission trading" comprende la parte netta di esposizione al mercato alla data di bilancio nei confronti di Inrete Distribuzione Energia Spa per l'obbligo assunto in virtù del contratto di servizio stipulato che prevede che sia la Capogruppo, in qualità di Esco, a operare sul mercato per conto della controllata.

I certificati grigi riflettono l'obbligo di riconsegna di certificati calcolato in base alla vigente normativa. L'incremento della passività è prevalentemente conseguente all'incremento dei prezzi delle quote di emissione cui si è assistito nell'esercizio (si rinvia alla nota 24 "Altre attività correnti" alla voce "Titoli di efficienza energetica ed emission trading").

"Debiti verso istituti di previdenza", relativi ai contributi dovuti agli enti previdenziali in relazione alle retribuzioni di dicembre, al premio di risultato e alle mensilità aggiuntive previste dai contratti collettivi nazionali.

"Ritenute a dipendenti", accoglie le ritenute da versare all'erario in qualità di sostituto d'imposta per il personale dipendente.

"Debito per consolidato fiscale e Iva di Gruppo", è relativo al solo debito per consolidato fiscale. Nell'anno 2020 era relativo al solo debito per cessione Iva. La variazione va letta congiuntamente alla medesima evidenziata nella nota 24 "Altre attività correnti" alla voce "Credito per consolidato fiscale e Iva di Gruppo".

"Altri debiti", per 30.373 mila euro relativi principalmente a debiti verso clienti per specifiche agevolazioni tariffarie nel settore idrico e a debiti di varia natura.

I debiti sono principalmente esigibili entro l'esercizio successivo.

Di seguito sono esposti i debiti verso società controllate:

Altre passività correnti - controllate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Acantho Spa (77) 1.004 (1.081)
AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa (11) 11
AcegasApsAmga Spa 3.207 (3.207)
Aliplast Spa 613 (613)
Asa Scpa 21 (21)
EstEnergy Spa (1.236) (1.402) 166
Feronia Srl 108 33 75
Frullo Energia Ambiente Srl 360 (360)
Hera Comm Marche Srl (1.136) (48) (1.088)
Hera Comm Nordest Srl (951) 951
Hera Comm Spa 1.717 (3.451) 5.168
Hera Luce Srl 1.163 (1.163)
Hera Servizi Energia Srl 244 (3.378) 3.622
Hera Trading Srl 4.289 3.041 1.248
Herambiente Servizi Industriali Srl (299) (591) 292
Herambiente Spa (104) 6.585 (6.689)
Heratech Srl (182) 4.462 (4.644)
HestAmbiente Srl 950 (950)
Inrete Distribuzione Energia Spa (18.511) 5.578 (24.089)
Marche Multiservizi Spa 10 (10)
Tri-Generazione Scarl 15 (15)
Uniflotte Srl (40) 3.942 (3.982)
Totale (15.227) 21.152 (36.379)

Di seguito viene riportato il dettaglio, sempre per società controllate, alla data del 31 dicembre 2020 e 2021, delle posizioni debitorie:

Dettaglio controllate
31-dic-20
Debito per
consolidato fiscale
Altri debiti Totale per società
Acantho Spa 1.004 1.004
AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa (11) (11)
AcegasApsAmga Spa 3.207 3.207
Aliplast Spa 613 613
Asa Scpa 21 21
EstEnergy Spa (1.402) (1.402)
Feronia Srl 33 33
Frullo Energia Ambiente Srl 360 360
Hera Comm Marche Srl (48) (48)
Hera Comm Nordest Srl (951) (951)
Hera Comm Spa (3.451) (3.451)
Hera Luce Srl 1.163 1.163
Hera Servizi Energia Srl (3.378) (3.378)
Hera Trading Srl 3.041 3.041
Herambiente Servizi Industriali Srl (591) (591)
Herambiente Spa 6.585 6.585
Heratech Srl 4.462 4.462
HestAmbiente Srl 950 950
Inrete Distribuzione Energia Spa 5.578 5.578
Marche Multiservizi Spa 10 10
Tri-Generazione Scarl 15 15
Uniflotte Srl 3.942 3.942
Totale 21.152 21.152
Dettaglio controllate
31-dic-21
Debito per
consolidato fiscale
Altri debiti Totale per società
Acantho Spa (94) 17 (77)
AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa
AcegasApsAmga Spa
Aliplast Spa
Asa Scpa
EstEnergy Spa (1.236) (1.236)
Feronia Srl 108 108
Frullo Energia Ambiente Srl
Hera Comm Marche Srl (1.136) (1.136)
Hera Comm Nordest Srl
Hera Comm Spa 1.718 (1) 1.717
Hera Luce Srl
Hera Servizi Energia Srl 244 244
Hera Trading Srl 4.290 (1) 4.289
Herambiente Servizi Industriali Srl (299) (299)
Herambiente Spa (99) (5) (104)
Heratech Srl (182) (182)
HestAmbiente Srl
Inrete Distribuzione Energia Spa (925) (17.586) (18.511)
Marche Multiservizi Spa
Tri-Generazione Scarl
Uniflotte Srl (40) (40)
Totale 2.349 (17.576) (15.227)

Di seguito sono esposti i debiti verso parti correlate a influenza notevole:

Altre passività correnti - correlate a influenza notevole 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Totale 650 955 (305)

Di seguito sono esposti i debiti verso altre parti correlate:

Altre passività correnti - altre parti correlate 31-dic-21 31-dic-20 Var.
Romagna Acque Spa (4) 4
Serramazzoni Patrimonio Srl - Asset 6 6
Sindaci, amministratori, dirigenti strategici 296 300 (4)
Totale 302 296 6

31 Classificazione di attività e passività finanziarie ai sensi dell'Ifrs 7

La seguente tabella illustra la composizione delle attività della Società per classe di valutazione. Il fair value dei derivati è dettagliato, viceversa, nella nota 20.

31-dic-21 Fair value a
conto economico
Crediti e
finanziamenti
Detenuti fino
a scadenza
Disponibili per
la vendita
Totale
Attività non correnti 1.105.091 1 1.105.092
Attività finanziarie non correnti 1 1
Crediti non correnti
verso parti correlate
1.079.196 1.079.196
Crediti finanziari non correnti 25.895 25.895
Attività correnti 13.494 1.237.082 1 1.250.577
Crediti commerciali 394.403 394.403
Attività finanziarie correnti 1 1
Crediti finanziari correnti 738.634 738.634
Altre attività 13.494 104.045 117.539
31-dic-20 Fair value a
conto economico
Crediti e
finanziamenti
Detenuti fino
a scadenza
Disponibili per
la vendita
Totale
Attività non correnti 1.211.173 1 1.211.174
Attività finanziarie non correnti 1 1
Crediti non correnti
verso parti correlate
1.182.071 1.182.071
Crediti finanziari non correnti 29.102 29.102
Attività correnti 112.628 986.282 1 1.098.911
Crediti commerciali 326.380 326.380
Attività finanziarie correnti 1 1
Crediti finanziari correnti 594.792 594.792
Altre attività 112.628 65.110 177.738

Relativamente alle "Attività finanziarie non correnti" si rimanda al dettaglio della nota 18. Relativamente alle "Attività correnti" si rimanda ai dettagli delle note 18, 22 e 24.

La seguente tabella illustra la composizione delle passività della Società per classe di valutazione. Il fair value dei derivati è dettagliato, viceversa, nella nota 20.

31-dic-21 Fair value a
conto economico
Elementi coperti
(fair value hedge)
Costo
ammortizzato
Totale
Passività non correnti 143.698 2.916.299 3.059.997
Passività finanziarie non correnti 143.698 2.907.623 3.051.321
Passività non correnti per leasing 8.676 8.676
Passività correnti 19.730 1.204.672 1.224.402
Passività finanziarie correnti 570.504 570.504
Passività correnti per leasing 3.569 3.569
Debiti commerciali 315.682 315.682
Altre passività 19.730 314.917 334.647
31-dic-20 Fair value a
conto economico
Elementi coperti
(fair value hedge)
Costo
ammortizzato
Totale
Passività non correnti 144.716 2.924.261 3.068.977
Passività finanziarie non correnti 144.716 2.912.930 3.057.646
Passività non correnti per leasing 11.331 11.331
Passività correnti 4.258 1.242.392 1.246.650
Passività finanziarie correnti 596.368 596.368
Passività correnti per leasing 3.645 3.645
Debiti commerciali 400.011 400.011
Altre passività 4.258 242.368 246.626

Relativamente alle "Passività non correnti" si rimanda al dettaglio della nota 14 e 26. Relativamente alle "Passività correnti" si rimanda ai dettagli delle note 14, 26, 29 e 30.

32 Impairment test

Unità generatrici di flussi finanziari e avviamento

Come previsto dai principi contabili di riferimento, asset e avviamenti sono stati assoggettati a test di impairment (Ias 36) attraverso la determinazione del valore in uso, inteso come il valore attuale dei flussi di cassa operativi (opportunamente attualizzati secondo il metodo Dcf - Discounted cash flow) derivanti dal piano industriale 2021-2025 approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella seduta del 27 gennaio 2022.

L'impairment test ha riguardato le seguenti unità generatrici di flussi finanziari (Cgu - Cash-generating units): ciclo idrico integrato, ambiente e teleriscaldamento, che risultano coerenti con i segmenti di attività utilizzati ai fini della reportistica periodica interna e con l'informativa riportata nella relazione finanziaria annuale al paragrafo 2.02.06 "Informativa per settori operativi".

Al riguardo, si segnala che il Gruppo ha posto in atto un processo strutturato relativo alla predisposizione e revisione del piano industriale il quale prevede che lo stesso venga elaborato annualmente, in base a uno scenario di contesto esterno che considera gli andamenti di mercato e la normativa dei business regolamentati, con il supporto di tutte le unità di business e in una logica bottom-up.

In particolare, nello sviluppo del piano industriale 2021-2025 sono state implementate ipotesi coerenti con quelle utilizzate nei piani precedenti e, sulla base dei valori consuntivi, sono state elaborate delle proiezioni facendo riferimento, ove necessario, alle più autorevoli e aggiornate fonti esterne disponibili.

Lo sviluppo dei ricavi per i business regolati è stato elaborato sulla base dell'evoluzione tariffaria derivante dalla regolazione nazionale e/o da accordi con le autorità d'ambito. In particolare, per il ciclo idrico integrato i ricavi sono stati previsti in ipotesi di inerzialità dei volumi distribuiti, sulla base delle tariffe derivanti dagli accordi sottoscritti con Atersir, oltre che dall'applicazione del Metodo tariffario idrico (Mti-3) come da ultimo aggiornato con riferimento alla delibera Arera 639/21, tenuto conto, tra gli altri, dei parametri alla base della copertura degli oneri finanziari e fiscali. Per l'igiene urbana è stata formalizzata l'ipotesi del raggiungimento della piena copertura tariffaria entro l'arco piano su tutti i territori serviti, coerentemente a quanto previsto dalle norme vigenti.

La pianificazione dei tempi di realizzazione degli investimenti e del successivo avvio dei nuovi impianti è frutto della miglior stima delle strutture tecniche preposte.

L'evoluzione inerziale dei costi della Società in arco piano è stata sviluppata formulando ipotesi prospettiche basate sull'insieme delle informazioni disponibili. Sono stati quindi considerati i livelli più recenti di inflazione rilevata a consuntivo, le aspettative di andamento stimate dal Documento di pianificazione economico-finanziaria, nonché le previsioni rese disponibili dalla Banca d'Italia e dalla Commissione Europea. Per ciò che attiene il personale e il costo del lavoro, sono state considerate le indicazioni contenute nei diversi contratti di lavoro.

Il primo anno di piano rappresenta la base di riferimento per l'individuazione degli obiettivi economici, finanziari e di gestione che confluiscono nel budget annuale, elemento guida operativo per il raggiungimento degli obiettivi di crescita della Società.

I flussi di cassa generati sono stati quindi determinati utilizzando come base i dati relativi al periodo 2022-2025. In particolare, si è considerato il margine operativo netto, cui sono state detratte le imposte, sommati gli ammortamenti e gli accantonamenti e detratti gli investimenti di mantenimento previsti per ciascun anno di piano.

Successivamente all'ultimo anno di piano sono stati considerati flussi di cassa normalizzati (Free cash flow normalizzato) pari al valore del margine operativo netto dell'ultimo anno di piano, nell'ipotesi di mantenere un valore di ammortamenti e accantonamenti pari a quello degli investimenti. Nel caso in cui il piano, a causa del suo orizzonte temporale di medio termine, non tenga in considerazione la previsione di eventi futuri che influenzano significativamente i flussi di cassa prospettici, sono stati considerati degli aggiustamenti al fine di poter recepire anche gli effetti di tali eventi. I flussi di cassa sono stati calcolati applicando al Free cash flow normalizzato il tasso di crescita (g) con orizzonte temporale di medio-lungo termine del settore di appartenenza (mediamente del 2%), per il periodo dal 2026 al 2041 (quindi complessivamente 20 anni). Per i servizi regolamentati, tali flussi sono resi coerenti con le ipotesi di mantenimento della quota di mercato dopo l'espletamento delle gare previste.

A tali flussi si aggiunge il valore attuale di una rendita perpetua calcolata come segue:

  • per le attività in regime di mercato è stato considerato il flusso di cassa derivante dall'applicazione del criterio della rendita perpetua riferita all'ultimo anno (2041), assumendo un fattore di crescita mediamente del 2%;
  • per i servizi regolamentati, il valore terminale è stato definito considerando il flusso di cassa derivante dall'applicazione del criterio della rendita perpetua ponderato per la percentuale di gare che si è previsto di vincere al termine della concessione (100% per il servizio idrico integrato, 80% per i servizi di igiene urbana) e il valore di riscatto dei beni, ponderato per la percentuale di gare che si è previsto di non vincere. Tale valore è stato stimato pari al valore attualizzato del valore netto contabile dei beni in proprietà e delle migliorie su beni in affitto, detratti i valori di ripristino, in modo da rappresentare correttamente il mancato rinnovo della concessione e la conseguente cessione delle attività al nuovo gestore a un valore pari al valore contabile residuo.

Per l'attualizzazione dei flussi di cassa unlevered è stato utilizzato come tasso il costo medio ponderato del capitale (Weighted average cost of capital - Wacc), rappresentativo del rendimento atteso dai finanziatori della Società e dagli azionisti per l'impiego dei propri capitali, rettificato del rischio Paese specifico in cui si trova l'asset oggetto di valutazione. La valorizzazione del rischio Paese specifico da includere nel tasso di sconto è definita sulla base delle informazioni fornite da provider esterni.

I tassi di sconto utilizzati sono quindi differenziati in considerazione delle specifiche caratteristiche e conseguenti rischiosità dei business, nonché dei paesi, in cui Hera Spa opera. Per l'Italia è stato utilizzato un Wacc pari al 5,15% per l'ambiente e al 4,27% per gli altri business.

Gli esiti del test sono risultati positivi. È stata inoltre condotta una valutazione di sensitivity. Al riguardo si segnala che il modello di business del Gruppo, dotato di una spiccata resilienza grazie anche al portafoglio diversificato di attività gestite, ha permesso di ottenere risultati in costante crescita nel corso degli anni, con variazioni nel complesso non significative rispetto alle ipotesi pianificate, nonostante il contesto macroeconomico sfavorevole.

Tutto ciò premesso, l'analisi di sensitivity che è stata sviluppata si è focalizzata sulla marginalità dei singoli business, ipotizzandone un decremento del 5%, con conseguente riduzione dei flussi di cassa sviluppati negli anni di piano e seguenti. Anche in questo scenario, i valori ottenuti sono ampiamente superiori a quelli presenti a bilancio, pertanto l'analisi ha ulteriormente confermato i valori di iscrizione.

Asset di generazione elettrica

Con riferimento al mercato della generazione elettrica, in presenza di indicatori di impairment e in continuità con gli esercizi precedenti, è stata svolta una valutazione approfondita del valore recuperabile delle partecipazioni a influenza notevole detenute da Hera Spa, oltre che delle correlate attività finanziarie, operanti nel settore. L' analisi è stata condotta attraverso l'attualizzazione dei flussi di cassa previsti, sviluppati in un arco temporale coerente con la vita utile degli impianti, per le società Set Spa e Tamarete Energia Srl.

Nell'esercizio 2021, a seguito della rilevante dinamica rialzista osservata per i prezzi del gas, si è avuto un effetto rilevante sui prezzi in Mgp pur in presenza di un clean spark spread positivo. I segnali di tendenza che emergono mostrano nel breve termine opportunità offerta da valori di Css relativamente sostenuti, mentre nel medio-lungo termine la prospettiva è orientata verso un consolidamento su valori più contenuti. Le cause che hanno determinato l'andamento del mercato dell'energia elettrica nel decennio in corso sono dovute a molteplici fattori congiunturali, sia dal lato della domanda che dal lato dell'offerta. I principali fattori che hanno influito sulla dinamica dei prezzi sono riconducibili:

  • all'introduzione di significativa capacità produttiva in energia rinnovabile avvenuta negli ultimi anni;
  • alla crescita del Pil contenuta e all'efficientamento dei consumi (guidato dagli obiettivi delle politiche europee e nazionali sul clima) riflessi nella modesta crescita della domanda di energia;
  • alle politiche europee e nazionali in relazione agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e di target relativi alle rinnovabili che inficiano l'offerta.

Sulla base di nuovi scenari elaborati, si ritiene che il mercato evolverà verso livelli di clean spark spread nel breve termine allineati al livello storico recente, mentre saranno più contenuti nel mediolungo termine, in particolare per un combinato disposto di molteplici effetti tra cui:

  • nuova capacità entrante (Ccgt) a elevata efficienza dal 2022, che andrà a sostituire gli impianti a carbone in vista del phase-out del carbone entro il 2025;
  • avvio del fine ciclo di vita dei vecchi impianti Ccgt che, dalla seconda metà del decennio, consente il realizzarsi di condizioni di mercato favorevoli per retrofit a elevata efficienza e flessibilità, la cui remunerazione e ritorno sull'investimento sono assicurati dalla partecipazione a Mgp e Msd, garantendo inoltre un più elevato livello di adeguatezza del sistema nel medio-lungo termine e quindi minore spazio di crescita di marginalità in assenza di tali investimenti;
  • conseguente marginalità non in crescita sul mercato Mgp;
  • ruolo crescente delle fonti rinnovabili sostenute anche dalle esigenze di riduzione della dipendenza non solo dai combustibili fossili in generale ma anche da aree geopolitiche specifiche.

Ciò premesso, i flussi di cassa futuri sono stati determinati sulla base dello scenario energetico di medio-lungo termine ritenuto più probabile da parte del Gruppo, formulato sulla base di ipotesi elaborate da un esperto indipendente coerenti con le aspettative di evoluzione della domanda di energia, della potenza installata, della domanda contendibile per i cicli combinati, del margine di riserva atteso del sistema. Tale scenario si discosta, specialmente nel medio-lungo termine, da quello utilizzato nel precedente esercizio, specialmente per effetto di informazioni più analitiche circa i livelli di efficienza della nuova capacità entrante, che si ritiene contribuirà a mantenere su valori inferiori il clean spark spread futuro. I flussi di cassa stimati sono stati attualizzati utilizzando un Wacc del 5,04%, calcolato con le stesse modalità illustrate per le unità generatrici di flussi finanziari.

L'esito del test ha confermato la piena recuperabilità dei valori riferiti a Set Spa, mentre ha determinato un ripristino di valore del finanziamento nei confronti di Tamarete Energia Srl per 2,2 milioni di euro, pari alla quota incassata nel corso dell'esercizio.

È stata inoltre sviluppata un'analisi di sensitivity ipotizzando un Css nullo, con conseguente riduzione dei flussi di cassa sviluppati negli anni di vita degli impianti. Anche in questo caso si avrebbe la piena recuperabilità dei valori iscritti a bilancio di Set Spa.

Al termine del processo valutativo il valore di iscrizione di asset finanziari, partecipazione e crediti, relativi a Set Spa risulta pari a 42,6 milioni di euro, mentre gli asset finanziari riferiti a Tamarete Energia Srl risultano interamente svalutati.

33 Commenti al rendiconto finanziario

Disinvestimenti in partecipazioni

L'importo di 78 mila euro è da imputare alla chiusura della liquidazione della Società Galsi Spa avvenuta in data 31 agosto 2021.

34 Garanzie prestate

31-dic-21 31-dic-20 Var.
Fidejussioni e garanzie prestate nell'interesse 210.878 89.518 121.360
- di soggetti diversi 210.878 89.518 121.360
Altre garanzie personali prestate nell'interesse 2.011.465 1.921.652 89.813
- di imprese controllate 1.998.985 1.917.752 81.233
- di imprese collegate 12.479 3.900 8.579
Totale 2.222.343 2.011.170 211.173

"Fidejussioni e garanzie prestate nell'interesse di soggetti diversi", ammontano a 210.878 mila euro, con una variazione positiva rispetto all'esercizio precedente di 121.360 mila euro, dovuta principalmente al rilascio di fidejussioni assicurative ad Atersir a garanzia della corretta gestione del servizio rifiuti e assimilati nei territori di Bologna e Modena.

Il valore al 31 dicembre 2021 comprende fidejussioni per:

  • 206.317 mila euro rilasciate a comuni, enti pubblici e privati a garanzia dell'esecuzione di opere, lavori e gestione dei servizi ambientali (84.020 mila euro al 31 dicembre 2020);
  • 4.561 mila euro rilasciate a comuni ed enti correlati a garanzia dell'esecuzione di opere, lavori di pubblica utilità e corretta gestione dei servizi (4.918 mila euro al 31 dicembre 2020);

"Altre garanzie personali prestate nell'interesse di imprese controllate", ammontano a 1.998.985 mila euro con un incremento rispetto all'esercizio precedente, pari a 81.233 mila euro, che deriva principalmente dalle maggiori garanzie concesse a favore di alcune controllate per obbligazioni assunte in relazione ai business gas elettrico.

Il valore al 31 dicembre 2021 in particolare comprende:

  • garanzie a fronte di contratti di commodity swap e di factoring per complessivi 236.000 mila euro;
  • garanzie a fronte di obbligazioni contrattuali per 1.762.985 mila euro, principalmente a favore di:
    • Hera Trading Srl, 894.857 mila euro riguardanti la fornitura, il trasporto e il dispacciamento di energia elettrica e la fornitura, il trasporto e lo stoccaggio del gas;
    • Hera Comm Spa, 345.139 mila euro, riguardanti la fornitura e il dispacciamento di energia elettrica;
    • Herambiente Spa, 272.498 mila euro per fidejussioni rilasciate da istituti di credito a favore di enti pubblici nell'ambito dell'attività relativa al trattamento dei rifiuti.

"Altre garanzie personali prestate nell'interesse di imprese consociate", ammontano a 12.479 mila euro. L'importo è costituito da lettere di patronage, rilasciate a favore di Sinergie Italiane Srl in liquidazione a garanzia di obbligazioni contrattuali nell'ambito dei servizi energy.

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO 3.03

Indebitamento finanziario netto 3.03.01

mln/euro 31-dic-21 31-dic-20
A Disponibilità liquide 770,4 932,9
B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide
C Altre attività finanziarie correnti 738,6 594,8
D Liquidità (A+B+C) 1.509,0 1.527,7
E Debito finanziario corrente (527,8) (296,8)
F Parte corrente del debito finanziario non corrente (46,3) (296,0)
G Indebitamento finanziario corrente (E+F) (574,1) (592,8)
H Indebitamento finanziario corrente netto (G+D) 934,9 934,9
I Debito finanziario non corrente (365,3) (520,3)
J Strumenti di debito (2.701,2) (2.554,0)
K Debiti commerciali e altri debiti non correnti
L Indebitamento finanziario non corrente (I+J+K) (3.066,5) (3.074,3)
M Totale indebitamento finanziario (H+L) (2.131,6) (2.139,4)
Crediti finanziari non correnti 1.105,1 1.211,2
Indebitamento finanziario netto (NetDebt) (1.026,5) (928,2)

Lo schema include anche i crediti finanziari non correnti costituiti principalmente da finanziamenti fruttiferi verso società collegate regolati a tassi di mercato.

Indebitamento finanziario netto ai sensi della comunicazione Consob dem/6064293 del 2006 3.03.02

mln/euro 31-dic-21 di cui correlate Totale %
A B C D E
A Disponibilità liquide 770,4
B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide
C Altre attività finanziarie correnti 738,6 732,7 3,1 2,7 738,5 99,99%
D Liquidità (A+B+C) 1.509,0
di cui correlate 732,7 3,1 2,7 738,5
E Debito finanziario corrente (527,8) (443,1) (0,3) (39,4) (482,8) 91,47%
F Parte corrente del debito finanziario
non corrente
(46,3)
G Indebitamento finanziario corrente
(E+F)
(574,1)
di cui correlate (443,1) (0,3) (39,4) (482,8)
H Indebitamento finanziario corrente
netto (G+D)
934,9
di cui correlate 289,6 3,1 (0,3) (36,7) 255,7
I Debito finanziario non corrente (365,3) (0,2) (0,2) (0,4) 0,11%
J Strumenti di debito (2.701,2)
K Debiti commerciali e altri debiti non
correnti
L Indebitamento finanziario non
corrente (I+J+K)
(3.066,5)
di cui correlate (0,2) (0,2) (0,4)
M Totale indebitamento finanziario
(H+L)
(2.131,6)
di cui correlate 289,6 3,1 (0,5) (36,9) 255,3
Crediti finanziari non correnti 1.105,1
di cui correlate 1.063,8 15,4 25,9 1.105,1
Indebitamento finanziario netto
(NetDebt)
(1.026,5)
di cui correlate 1.353,4 18,5 (0,5) (11,0) 1.360,4
mln/euro 31-dic-20 di cui correlate Totale %
A B C D E
A Disponibilità liquide 932,9
B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide
C Altre attività finanziarie correnti 594,8 588,8 3,0 1,5 0,9 594,2 99,90%
D Liquidità (A+B+C) 1.527,7
di cui correlate 588,8 3,0 1,5 0,9 594,2
E Debito finanziario corrente (296,8) (117,0) (0,2) (117,2) 39,49%
F Parte corrente del debito finanziario
non corrente
(296,0) (0,1) (0,1) 0,03%
G Indebitamento finanziario corrente
(E+F)
(592,8)
di cui correlate (117,0) (0,2) (0,1) (117,3)
H Indebitamento finanziario corrente
netto (G+D)
934,9
di cui correlate 471,8 3,0 1,5 (0,2) 0,8 476,9
I Debito finanziario non corrente (520,3) (0,2) (0,2) (0,4) 0,08%
J Strumenti di debito (2.554,0)
K Debiti commerciali e altri debiti non
correnti
L Indebitamento finanziario non
corrente (I+J+K)
(3.074,3)
di cui correlate (0,2) (0,2) (0,4)
M Totale indebitamento finanziario
(H+L)
(2.139,4)
di cui correlate 471,8 3,0 1,5 (0,4) 0,6 476,5
Crediti finanziari non correnti 1.211,2
di cui correlate 1.163,6 18,5 29,1 1.211,2
Indebitamento finanziario netto
(NetDebt)
(928,2)
di cui correlate 1.635,4 21,5 1,5 (0,4) 29,7 1.687,7

Lo schema include anche i crediti finanziari non correnti costituiti principalmente da finanziamenti fruttiferi verso società collegate regolati a tassi di mercato.

SCHEMI DI BILANCIO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB 15519/2006 3.04

Conto economico ai sensi della delibera Consob 15519/2006 3.04.01

di cui correlate
note 2021 A B C D E Totale %
Ricavi 1 1.324.678.796 248.086.326 26.391 102.617 207.205.110 10.697.386 466.117.830 35,19%
Variazione delle
rimanenze di
prodotti finiti e
prodotti in corso di
lavorazione
2 (1.441.439)
Altri ricavi operativi 3 183.932.217 27.115.733 19.008 1.669.223 13.948 28.817.912 15,67%
Materie prime e
materiali
4 (218.520.962) (186.195.242) (26.407) (813) (45.697.977) (231.920.439) 106,13%
Costi per servizi 5 (777.815.819) (368.163.600) (16.192) (132) (10.874.242) (23.120.130) (402.174.296) 51,71%
Costi del personale 6 (206.924.347) (58.112) (58.112) 0,03%
Altre spese
operative
7 (24.188.473) (515.178) (30) (68) (811.980) (627.981) (1.955.237) 8,08%
Costi capitalizzati 8 6.838.084
Ammortamenti
accantonamenti e
svalutazioni
9 (154.346.706)
Utile operativo 132.211.351 (279.730.073) (16.238) 121.425 197.187.298 (58.734.754) (141.172.342)
Quota di utili
(perdite) di imprese
partecipate
10 213.241.567 208.848.388 2.392.644 84.387 211.325.419 99,10%
Proventi finanziari 11 91.625.593 51.813.965 1.779.709 278 328.833 53.922.785 58,85%
Oneri finanziari 11 (222.867.370) (165.533) (2.096) (12.983) (8.439) (189.051) 0,08%
Gestione
finanziaria
81.999.790 260.496.820 4.172.353 (1.818) (12.983) 404.781 265.059.153
Utile prima
delle imposte
214.211.141 (19.233.253) 4.156.115 119.607 197.174.315 (58.329.973) 123.886.811
Imposte 12 9.549.855
Utile netto
dell'esercizio
223.760.996 (19.233.253) 4.156.115 119.607 197.174.315 (58.329.973) 123.886.811
di cui correlate
note 2020 A B C D E Totale %
Ricavi 1 1.195.982.191 177.038.639 25.746 21.657 192.963.036 11.071.709 381.120.787 31,87%
Variazione delle
rimanenze di
prodotti finiti e
prodotti in corso di
lavorazione
2 (983.867)
Altri ricavi operativi 3 148.533.940 21.572.737 9.111 3.595.258 348 25.177.454 16,95%
Materie prime e
materiali
4 (147.567.058) (13.823.154) (25.746) (42.804.494) (56.653.394) 38,39%
Costi per servizi 5 (728.636.821) (345.720.280) (254) (148) (11.050.832) (23.250.264) (380.021.778) 52,16%
Costi del personale 6 (203.422.113) (46.441) (1.582.569) (1.629.010) 0,80%
Altre spese
operative
7 (18.750.842) (438.364) (30) (36) (851.370) (613.172) (1.902.972) 10,15%
Costi capitalizzati 8 6.919.072
Ammortamenti
accantonamenti e
svalutazioni
9 (146.255.339)
Utile operativo 105.819.163 (161.416.863) (284) 30.584 184.656.092 (57.178.442) (33.908.913)
Quota di utili
(perdite) di imprese
partecipate
10 181.536.937 177.104.342 2.988.598 67.729 180.160.669 99,24%
Proventi finanziari 11 90.515.619 55.088.616 1.979.289 1.115 323.008 57.392.028 63,41%
Oneri finanziari 11 (143.844.182) 52.983 (973) (9.714) (11.638) 30.658 (0,02)%
Gestione
finanziaria
128.208.374 232.245.941 4.967.887 142 (9.714) 379.099 237.583.355
Utile prima
delle imposte
234.027.537 70.829.078 4.967.603 30.726 184.646.378 (56.799.343) 203.674.442
Imposte 12 (17.010.073)
Utile netto
dell'esercizio
217.017.464 70.829.078 4.967.603 30.726 184.646.378 (56.799.343) 203.674.442

Situazione patrimoniale-finanziaria ai sensi della delibera Consob 15519/2006 3.04.02

di cui correlate
note 31-dic-21 A B C D E Totale %
ATTIVITÀ
Attività non
correnti
Immobilizzazioni
materiali
13
32
603.867.574
Diritti d'uso 14 16.885.626
Attività immateriali 15
32
1.520.882.837
Avviamento 16
32
64.451.877
Partecipazioni 17
32
1.503.667.288 1.402.639.466 59.132.475 1.925.791 1.463.697.732 97,34%
Attività finanziarie
non correnti
18
31
1.105.091.812 1.063.786.885 15.409.209 25.895.070 1.105.091.164 100,00%
Attività fiscali
differite
19 41.128.638
Strumenti derivati 20 6.881.812
Totale attività
non correnti
4.862.857.464 2.466.426.351 74.541.684 27.820.861 2.568.788.896
Attività correnti
Rimanenze 21 21.464.278
Crediti commerciali 22
31
394.402.847 103.937.159 38.503 15.848 16.813.463 1.072.656 121.877.629 30,90%
Attività finanziarie
correnti
18
31
738.635.277 732.665.054 3.073.351 2.895.471 738.633.876 100,00%
Attività per imposte
correnti
23 14.983.082
Altre attività correnti 24
31
117.539.472 72.229.248 640.080 830.715 3.134.110 76.834.153 65,37%
Strumenti derivati 20 1.591.021
Disponibilità liquide
e mezzi equivalenti
18 770.384.815
Totale attività
correnti
2.059.000.792 908.831.461 3.751.934 15.848 17.644.178 7.102.237 937.345.658
TOTALE ATTIVITÀ 6.921.858.256 3.375.257.812 78.293.618 15.848 17.644.178 34.923.098 3.506.134.554
note 31-dic-20 A B C D E Totale %
ATTIVITÀ
Attività non
correnti
Immobilizzazioni
materiali
13
32
601.308.235
Diritti d'uso 14 18.744.957
Attività immateriali 15
32
1.439.465.650
Avviamento 16
32
64.451.877
Partecipazioni 17
32
1.507.718.001 1.402.639.466 61.106.482 1.925.791 1.465.671.739 97,21%
Attività finanziarie
non correnti
18
31
1.211.174.380 1.163.588.469 18.482.560 29.102.704 1.211.173.733 100,00%
Attività fiscali
differite
19 19.250.111
Strumenti derivati 20 14.438.784
Totale attività
non correnti
4.876.551.995 2.566.227.935 79.589.042 31.028.495 2.676.845.472
Attività correnti
Rimanenze 21 23.152.631
Crediti commerciali 22
31
326.380.287 74.794.898 38.253 7.923 17.939.256 3.515.366 96.295.696 29,50%
Attività finanziarie
correnti
18
31
594.793.016 590.304.336 2.956.907 873.304 594.134.547 99,89%
Attività per imposte
correnti
23
Altre attività correnti 24
31
177.738.266 107.323.883 640.080 833.326 4.803.578 113.600.867 63,91%
Strumenti derivati 20 9.901.955
Disponibilità liquide
e mezzi equivalenti
18 932.920.721
Totale attività
correnti
2.064.886.876 772.423.117 3.635.240 7.923 18.772.582 9.192.248 804.031.110
TOTALE ATTIVITÀ 6.941.438.871 3.338.651.052 83.224.282 7.923 18.772.582 40.220.743 3.480.876.582
note 31-dic-21 A B C D E Totale %
PATRIMONIO
NETTO E
PASSIVITÀ
Capitale sociale
e riserve
25
Capitale sociale 1.489.538.745
Riserva azioni
proprie valore
nominale
(29.217.962)
Oneri per aumento
capitale sociale
(437.005)
Riserve 856.895.866
Riserva azioni
proprie valore
eccedente il valore
nominale
(69.022.860)
Riserva per
strumenti derivati
valutati al fair value
(3.075.266)
Riserva
partecipazioni
valutate al fair value
(5.510.808)
Utile (perdita)
portato a nuovo
6.954.715
Utile (perdita)
dell'esercizio
223.760.996
Totale
patrimonio netto
2.469.886.421
Passività
non correnti
Passività finanziarie
non correnti
26
31
3.051.321.150
Passività non
correnti per leasing
14 8.676.357 174.085 166.123 340.208 3,92%
Trattamento fine
rapporto e altri
benefici
27 40.068.149
Fondi per rischi e
oneri
28 107.187.800
Strumenti derivati 20 13.358.487
Totale passività
non correnti
3.220.611.943 174.085 166.123 340.208
Passività correnti
Passività finanziarie
correnti
26
31
570.503.675 443.052.909 4.310 287.211 39.383.945 482.728.375 84,61%
Passività correnti
per leasing
14 3.568.590 44.397 40.503 84.900 2,38%
Debiti commerciali 29
31
315.681.976 109.234.334 30.072 (167) 9.537.234 21.549.906 140.351.379 44,46%
Passività per
imposte correnti
23 1.084.700
Altre passività
correnti
30
31
334.646.830 (15.224.399) 652.371 301.075 (14.270.953) (4,26)%
Strumenti derivati 20 5.874.121
Totale passività
correnti
1.231.359.892 537.062.844 30.072 4.143 10.521.213 61.275.429 608.893.701
TOTALE
PASSIVITÀ
4.451.971.835 537.062.844 30.072 4.143 10.695.298 61.441.552 609.233.909
TOTALE
PATRIMONIO
NETTO E
PASSIVITÀ
6.921.858.256 537.062.844 30.072 4.143 10.695.298 61.441.552 609.233.909
di cui correlate
note 31-dic-20 A B C D E Totale %
PATRIMONIO
NETTO E
PASSIVITÀ
Capitale sociale
e riserve
25
Capitale sociale 1.489.538.745
Riserva azioni
proprie valore
nominale
(28.891.271)
Oneri per aumento
capitale sociale
(437.005)
Riserve 797.824.273
Riserva azioni
proprie valore
eccedente il valore
nominale
(66.784.211)
Riserva per
strumenti derivati
valutati al fair value
(3.459.024)
Utile (perdita)
portato a nuovo
6.954.715
Utile (perdita)
dell'esercizio
217.017.464
Totale
patrimonio netto
2.411.763.686
Passività
non correnti
Passività finanziarie
non correnti
26
31
3.057.646.193
Passività non
correnti per leasing
14 11.330.506 210.687 196.602 407.289 3,59%
Trattamento fine
rapporto e altri
benefici
27 46.552.374
Fondi per rischi e
oneri
28 135.830.686
Strumenti derivati 20 19.792.202
Totale passività
non correnti
3.271.151.961 210.687 196.602 407.289
Passività correnti
Passività finanziarie
correnti
26
31
596.368.181 116.975.184 283 168.668 (25.684) 117.118.451 19,64%
Passività correnti
per leasing
14 3.644.863 44.398 110.994 155.392 4,26%
Debiti commerciali 29
31
400.011.392 88.890.250 29.386 (1.866) 9.208.482 21.138.882 119.265.134 29,82%
Passività per
imposte correnti
23 9.182.447
Altre passività
correnti
30
31
246.626.410 21.152.137 955.432 295.908 22.403.477 9,08%
Strumenti derivati 20 2.689.931
Totale
passività correnti
1.258.523.224 227.017.571 29.386 (1.583) 10.376.980 21.520.100 258.942.454
TOTALE
PASSIVITÀ
4.529.675.185 227.017.571 29.386 (1.583) 10.587.667 21.716.702 259.349.743
TOTALE
PATRIMONIO
NETTO E
PASSIVITÀ
6.941.438.871 227.017.571 29.386 (1.583) 10.587.667 21.716.702 259.349.743

Rendiconto finanziario ai sensi della delibera Consob 15519/2006 3.04.03

mgl/euro 31-dic-21 di cui parti correlate
Risultato ante imposte 214.211
Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operative
Ammortamenti e perdite di valore di attività 125.674
Accantonamenti ai fondi 28.750
Dividendi (213.371) (211.533)
(Proventi) oneri finanziari 131.241 (54.112)
(Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari 99.044
Variazione fondi rischi e oneri (1.866)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti (5.510)
Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante netto 378.173 (265.645)
(Incremento) decremento di rimanenze 1.689
(Incremento) decremento di crediti commerciali (84.094) (25.582)
Incremento (decremento) di debiti commerciali (57.626) 21.086
Incremento/decremento di altre attività/passività correnti 1.702 (91.853)
Variazione capitale circolante (138.329) (96.349)
Dividendi incassati 213.371 211.533
Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati 73.394 53.923
Interessi passivi, oneri netti su derivati e altri oneri finanziari pagati (117.885) (189)
Imposte pagate (27.976)
Disponibilità generate dall'attività operativa (a) 380.748 (96.727)
Investimenti in immobilizzazioni materiali (36.663)
Investimenti in attività immateriali (171.883)
Investimenti in imprese e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide
Investimenti in partecipazioni
Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali 912
Disinvestimenti in partecipazioni 78 78
(Incremento) decremento di altre attività d'investimento (37.320) (36.651)
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b) (244.876) (36.572)
Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 500.000
Rimborsi di debiti finanziari non correnti (455.119)
Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari (182.019) 326.200
Canoni pagati per leasing (3.761)
Dividendi pagati ad azionisti Hera (157.290) (62.573)
Variazione azioni proprie in portafoglio (217)
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento (c) (298.406) 263.627
Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c) (162.534) 130.327
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio dell'esercizio 932.921
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio 770.385

Elenco di parti correlate 3.04.04

I valori riportati nella tabella per l'anno 2021 al punto 3.04 "Schemi di bilancio – delibera Consob 15519/2006" sono relativi alle parti correlate di seguito elencate:

Gruppo A – Società controllate

Acantho Spa AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa AcegasApsAmga Spa Aliplast France Recyclage Sarl Aliplast Iberia Sl Aliplast Polska Spoo Aliplast Spa Amgas Blu Srl Ares Trading EOOD Aresenergy Eood AresGas Ead Asa Scpa Ascopiave Energie Spa Ascotrade Spa Atlas Utilities EAD Biorg Srl Black Sea Gas Company Eood Blue Meta Spa Eco Gas Srl EstEnergy Spa Etra Energia Srl Feronia Srl Frullo Energia Ambiente Srl Green Factory Srl Hera Comm Marche Srl Hera Comm Spa Hera Luce Srl Hera Servizi Energia Srl Hera Trading Srl Herambiente Servizi Industriali Srl Herambiente Spa Heratech Srl HestAmbiente Srl Hydro Mud Srl Inrete Distribuzione Energia Spa Marche Multiservizi Falconara Srl Marche Multiservizi Spa Primagas AD Recycla Spa Tri-Generazione Scarl Uniflotte Srl Vallortigara Angelo Srl Vallortigara Servizi Ambientali Spa Vegri Scarl Wolmann Spa

Gruppo B – Società collegate

Aimag Spa Energo Doo H.E.P.T. Co.Ltd Oikothen Scarl in liquidazione Set Spa Tamarete Energia Srl

Gruppo C – Società consociate

ASM SET Srl Enomondo Srl SEA - Servizi Ecologici Ambientali Srl Sgr Servizi Spa

Gruppo D – Correlate a influenza notevole

Comune di Bologna Comune di Casalecchio di Reno Comune di Cesena Comune di Ferrara Comune di Imola Comune di Modena Comune di Padova Comune di Ravenna Comune di Rimini Comune di Trieste Con.Ami Holding Ferrara Servizi Srl Ravenna Holding Spa Rimini Holding Spa

Gruppo E – Altre parti correlate

Acosea Impianti Srl Acquedotto del Dragone Impianti Spa Adria Link Srl Aloe Spa Amir Spa - Asset Apa2 consulting Sas Aspes Spa Calenia Energia Spa Co.ra.b. Srl Cora costr. Resid. Artig. Srl Dental invest Srl Executive Advocacy Srl Fiorano Gestioni Patrimoniali Srl Fonderia cab Srl Fonderia fomar ghisa Srl Formigine Patrimonio Srl Ire immobiliare riqualificazione ed Maranello Patrimonio Srl Medeopart 2 Srl Medeopart 3 Srl Medeopart 5 Srl Medeopart associates Srl Natura Srl in liquidazione Rabofin Srl Romagna Acque Spa Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl Se.r.a. Srl servizi ristorazione Serramazzoni Patrimonio Srl Sinergie Italiane Srl in liquidazione Società Intercomunale di Servizi Spa in liquidazione Società Italiana Servizi Spa - Sis Spa Asset Te.Am Srl Tremonti Srl

Unica Reti Spa - Asset Vanpart Srl Sindaci, amministratori, dirigenti strategici, famigliari di dirigenti strategici

Note di commento ai rapporti con parti correlate 3.04.05

Gestione dei servizi

Hera Spa è concessionaria in gran parte del territorio di competenza e nella quasi totalità dei Comuni azionisti relativamente alle province di Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini dei servizi pubblici locali d'interesse economico (distribuzione di gas naturale a mezzo di gasdotti locali, servizio idrico integrato e servizi ambientali, comprensivi di spazzamento, raccolta, trasporto e avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti). Il servizio di distribuzione dell'energia elettrica è svolto nei comprensori di Modena e Imola. Altri servizi di pubblica utilità (tra questi, teleriscaldamento urbano, gestione calore e pubblica illuminazione) sono svolti in regime di libero mercato ovvero attraverso specifiche convenzioni con gli enti locali interessati. Attraverso appositi rapporti convenzionali con gli enti locali e/o le agenzie di ambito territoriali, a Hera Spa è demandato anche il servizio di trattamento e smaltimento rifiuti, non già ricompreso nelle attività di igiene urbana.

Settore idrico

Il servizio idrico gestito da Hera Spa è svolto nei territori di pertinenza della Regione Emilia-Romagna. Esso è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le rispettive autorità di ambito locale, di durata variabile, normalmente ventennale.

L'affidamento a Hera Spa della gestione del servizio idrico integrato ha a oggetto l'insieme delle attività di captazione, potabilizzazione e distribuzione di acqua potabile a uso civile e industriale e il servizio di fognatura e depurazione. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali prevedono anche in capo al gestore l'esecuzione delle attività di progettazione e realizzazione di nuove reti e impianti funzionali all'erogazione del servizio. Le convenzioni regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale, le forme di gestione del servizio, nonché gli standard prestazionali e di qualità.

A partire dal 2012, la competenza in materia tariffaria è stata demandata dal Governo all'Autorità nazionale Arera che, nell'ambito di tale funzione, ha deliberato un metodo tariffario transitorio valevole per le annualità 2012-2013, un biennio di consolidamento 2014-2015, un secondo periodo tariffario 2016-2019 (Mti-2) e l'attuale regime regolatorio 2020-2023 (Mti-3).

La regolazione per il periodo 2020-2023 risulta in continuità con il precedente periodo 2016-2019 con l'introduzione di alcuni elementi di incentivazione collegati a obiettivi di sostenibilità energetica e ambientale, nonché della qualità contrattuale. A ciascun gestore è riconosciuto un ricavo (Vrg) indipendente dalla dinamica dei volumi distribuiti e determinato sulla base dei costi operativi (efficientabili ed esogeni) e dei costi di capitale in funzione degli investimenti realizzati.

Per lo svolgimento del servizio il gestore si avvale di reti, impianti e altre dotazioni di sua proprietà, di proprietà dei Comuni, di proprietà delle società degli asset. Tali beni, facenti parte del patrimonio idrico indisponibile, oppure concessi in uso al gestore o in affitto, al termine della concessione devono essere riconsegnati ai Comuni, società degli asset, autorità di ambito locali, per essere messi a disposizione del gestore subentrante. Le opere realizzate da Hera Spa per il servizio idrico, dovranno essere restituite ai citati enti a fronte del pagamento del valore residuo di tali beni.

I rapporti di Hera Spa con l'utenza sono disciplinati dai regolamenti di fornitura, nonché dalle carte dei servizi redatte sulla base di schemi di riferimento approvati dalle autorità di ambito locali, in coerenza alle disposizioni di Arera in termini di qualità del servizio e della risorsa.

Settore ambiente

Il servizio rifiuti urbani gestito da Hera Spa nel territorio di competenza è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali e ha a oggetto la gestione esclusiva dei servizi di raccolta, trasporto, spazzamento e lavaggio delle strade, avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti e altre attività minori. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale ma anche le modalità di organizzazione e gestione del servizio e i livelli quantitativi e qualitativi delle prestazioni erogate. A partire dal 2020, il corrispettivo spettante al gestore per le prestazioni svolte, comprese le attività di smaltimento/trattamento/recupero dei rifiuti urbani, è definito sulla base della nuova regolazione nazionale Arera (delibera dell'Autorità 443/2019), nonché sulla base dei valori risultanti dalle procedure competitive già concluse, per gli ambiti di nuovo affidamento (ambito di Ravenna e Cesena).

Il servizio svolto per la gestione dei rifiuti urbani è fatturato dalla Società ai singoli Comuni nel caso di regime Tari o ai singoli utenti nel caso di applicazione della tariffa corrispettiva puntuale (Tcp).

Per l'esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani Hera Spa è soggetta all'ottenimento di autorizzazioni provinciali.

Nel rispetto del principio di continuità del servizio pubblico, ai sensi delle convenzioni in essere, il gestore è tenuto alla prosecuzione del servizio anche nei territori ove è già stata superata la data di scadenza dell'affidamento e fino alla decorrenza dei nuovi affidamenti; per le concessioni di Bologna e Modena sono già stati stipulati i nuovi affidamenti a partire dal 2022.

PARTECIPAZIONI 3.05

mgl/euro Attivo Passivo Capitale sociale escluso utile 2021
Patrimonio netto
Risultato 2021 Patrimonio netto Valore della
produzione
% posseduta Patrimonio netto
di pertinenza
Valore di bilancio
al 31-dic-21
Differenze rispetto al
patrimonio netto
Imprese controllate
Acantho Spa 87.363 48.089 23.573 31.958 7.316 39.274 75.873 80,64 31.671 18.950 12.721
AcegasApsAmga Spa 1.174.079 592.857 284.677 556.054 25.168 581.222 359.387 100 581.222 433.696 147.526
Hera Comm Spa 2.280.453 2.037.738 53.596 107.192 135.523 242.715 3.556.126 97 235.434 122.943 112.491
Hera Trading Srl 3.699.807 3.644.863 22.600 40.370 14.574 54.944 6.393.955 100 54.944 22.711 32.233
Herambiente Spa 1.391.702 1.034.626 271.600 305.271 51.807 357.078 462.574 75 267.809 253.457 14.352
Heratech Srl 65.364 56.495 1.981 6.179 2.690 8.869 152.168 100 8.869 3.000 5.869
Inrete Distribuzione
Energia Spa
1.375.127 761.569 9.901 553.070 60.488 613.558 287.504 100 613.558 486.723 126.835
Marche Multiservizi
Spa
318.603 187.236 16.389 117.848 13.520 131.368 136.465 46,70 61.349 57.592 3.757
Uniflotte Srl 146.686 112.572 2.254 28.248 5.866 34.114 92.322 97 33.091 3.567 29.524
Totale imprese
controllate
10.539.184 8.476.045 686.571 1.746.190 316.952 2.063.142 11.516.374 1.887.947 1.402.639
Imprese collegate *
Aimag Spa 463.211 236.438 78.028 211.671 15.102 226.773 230.713 25 56.693 35.030 21.663
Energo Doo 45.746 29.670 29.413 15.816 260 16.076 13.020 34 5.466 5.466
H.E.P.T. Co. Ltd - - - - - - 30
Oikothen Scarl in
liquidazione
4.581 5.024 63 (409) (34) (443) - 46,10 (204) (204)
Set Spa 221.529 148.491 120 71.575 1.463 73.038 184.346 39 28.485 24.102 4.383
Tamarete Energia Srl 80.817 75.292 3.600 5.558 (33) 5.525 33.950 40 2.210 2.210
Totale imprese
collegate
815.884 494.915 111.224 304.211 16.758 320.969 462.029 92.650 59.132

(*) Dati di capitale sociale, patrimonio netto e risultato relativi all'ultimo bilancio disponibile

Gruppo Hera – Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 325 |

INFORMAZIONI RICHIESTE DALLA LEGGE 124 DEL 4 AGOSTO 2017 ART. 1 COMMI 125-129 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI 3.06

La L. 124/2017, art. 1, commi da 125 a 129 e successive modificazioni ha introdotto l'obbligo per le imprese di fornire evidenza nelle note esplicative al bilancio di "sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro e natura, privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria" ricevuti dalla Pubblica amministrazione, sopra la soglia di 10.000 euro e secondo il criterio di cassa.

Di seguito si espongono in forma tabellare le casistiche presenti in Hera Spa:

Contributi in conto esercizio

Ente erogante Descrizione Importo incassato
(euro)
Atersir Riduzione rifiuti e aumento raccolta 1.528.651,00
Comune di Ferrara Air Break Comune di Ferrara 374.671,64
Regione Emilia-Romagna Contributo per emergenza Covid-19 Prot civile 298.860,08
Comune di Ferrara Contributo emergenza Covid-19 227.952,00
Regione Emilia-Romagna Riduzione rifiuti e aumento raccolta differenziata 126.964,66
Alma Mater Studiorum
Università di Bologna
GrEnFIn Greening Energy Market and Finance 52.659,20
Comune di Castelfranco Emilia Contributo emergenza Covid-19 46.309,00
Comune di Vignola Contributo emergenza Covid-19 39.364,00
Regione Emilia-Romagna Contributo danni da eventi atmosferici Modenese 35.895,00
Comune di Budrio Contributo emergenza Covid-19 28.400,00
Regione Emilia-Romagna Realizzazione by pass fognatura Monghidoro 27.681,40
Atersir Fondo Terremoto Comune di Ferrara 21.217,00
Comune di Spilamberto Contributo emergenza Covid-19 20.563,00
Comune di San Giovanni
In Marignano
Contributo emergenza Covid-19 17.689,00
Comune di Bonporto Contributo emergenza Covid-19 17.222,00
Comune di Monte San Pietro Contributo emergenza Covid-19 14.033,00
Regione Emilia-Romagna Aspirazione zone alluvionate Comune di Modena 14.012,36
Comune di Dozza Contributo emergenza Covid-19 11.356,00
Comune di San Cesareo
Sul Panaro
Contributo emergenza Covid-19 10.542,00
Comune di Bologna Mobilità sostenibile e infrastrutture 9.516,00
Comune di Marano sul Panaro Contributo emergenza Covid-19 8.199,00
Comune di Bastiglia Contributo emergenza Covid-19 5.946,00
Comune di Guiglia Contributo emergenza Covid-19 5.690,00

Contributi in conto impianti

Ente erogante Descrizione Importo incassato
(euro)
Comune di Rimini Vasche di laminazione ausa e condotte sottomarine 2.028.545
Regione Emilia-Romagna Contributo per la riorganizzazione dei servizi di raccolta rifiuti 1.667.292
Regione Emilia-Romagna Interventi di bonifica e potenziamento delle reti idriche e fognarie 572.085
Ferrovie dello Stato Interventi per smaltimento acque 63.934
Centro Coordinamento RAEE Implementazione sistema RAEE 25.460
Comune di Castello d'Argile Interventi di bonifica e potenziamento delle reti idriche e fognarie 9.091

PROSPETTO ART. 149 DUODECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB 3.07

2021

Prestazioni per la certificazione del bilancio 157
Prestazioni di altri servizi finalizzati all'emissione di un'attestazione rese dalla Società di revisione
Altre prestazioni di servizi rese dalla Società di revisione
Totale 354

ATTESTAZIONE DEL BILANCIO SEPARATO AI SENSI DELL'ART. 154-BIS DEL D.LGS. 58/98 3.08

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RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE E DEL COLLEGIO SINDACALE 3.09

Relazione della Società di revisione 3.09.01

niconoscimento del ficavi – neavi maturati e non ancora Jatturati
Come riportato nelle note esplicative del bilancio d'esercizio nel paragrafo
"Criteri di valutazione - Riconoscimento dei ricavi e dei costi", i ricavi per
vendita di acqua sono riconosciuti e contabilizzati al momento
dell'erogazione del servizio e comprendono lo stanziamento per i ricavi
maturati ma non ancora fatturati a fine esercizio. Tale stanziamento, che al
31 dicembre 2021 è pari ad Euro 105 milioni, come esposto nella Nota 1
delle note esplicative, è determinato mediante la stima del ricavo garantito
dalla regolamentazione tariffaria di riferimento (c.d. vincolo di ricavo
garantito, "VRG").
Abbiamo ritenuto che le modalità di determinazione del suddetto
stanziamento costituiscano un aspetto chiave della revisione contabile del
bilancio d'esercizio della Società al 31 dicembre 2021 in considerazione: i)
della componente discrezionale insita nella natura estimativa di tale
stanziamento; ii) della rilevanza del suo ammontare complessivo; iii) della
complessità degli algoritmi di calcolo adottati dalla Società, per la
determinazione dello stanziamento, che ha reso necessario il ricorso al
supporto di specialisti informatici per lo sviluppo delle verifiche.
Procedure di revisione Le nostre procedure di revisione sullo stanziamento per ricavi maturati ma
non ancora fatturati a fine esercizio hanno incluso, tra le altre, le seguenti:
· analisi delle procedure informatiche poste in essere dalla Società per la
determinazione dello stanziamento dei ricavi per prestazioni effettuate e
non ancora fatturate e dei relativi algoritmi di calcolo con il supporto di
nostri specialisti informatici;
· rilevazione e comprensione dei principali controlli posti in essere dalla
Società a presidio del rischio di errato stanziamento e verifica
dell'operatività degli stessi. Tali attività sono state svolte anche con il
supporto di nostri specialisti informatici;
· verifica della corretta determinazione del VRG secondo la
regolamentazione tariffaria di riferimento;
· esame dell'adeguatezza e della conformità dell'informativa fornita in
merito al riconoscimento dei ricavi maturati e non ancora fatturati a fine
Descrizione
dell'aspetto chiave
della revisione
La Società, in considerazione della sua struttura finanziaria, detiene
strumenti derivati allo scopo di coprire la propria esposizione al rischio di
variazione dei tassi d'interesse, dei tassi di cambio e al rischio di variazione
dei prezzi del gas metano. Come indicato nel paragrafo "Criteri di valutazione
- Strumenti finanziari derivati" delle note esplicative, la Società pone in
essere operazioni che, se soddisfano i requisiti previsti dai principi contabili
internazionali per il trattamento in hedge accounting, sono designate "di
copertura", e classificate come fair value hedge oppure come cash flow
hedge; alternativamente sono classificate "di trading".
La determinazione del fair value dei derivati è effettuata dalla Società
utilizzando modelli sviluppati al proprio interno, che includono anche una
componente di stima. Inoltre, le modalità di contabilizzazione sono
differenti, in funzione della diversa natura dei derivati posti in essere. Infine,
gli effetti della valutazione dei derivati al fair value sono significativi sia con
rifermento allo stato patrimoniale, sia con riferimento al conto economico.
In particolare, nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 risultano iscritti,
come esposto in maggior dettaglio nella Nota 20 delle note esplicative: i)
nella situazione patrimoniale – finanziaria, attività e passività da valutazione
di strumenti derivati pari rispettivamente a circa Euro 8 milioni ed a circa
Euro 19 milioni, e riserva strumenti derivati valutati al fair value esposta nel
patrimonio netto per un importo negativo di circa Euro 3 milioni; ii) nel conto
economico, oneri finanziari netti da valutazione di strumenti derivati pari a
circa Euro 8 milioni, oltreché proventi finanziari netti realizzati nel corso
dell'esercizio con riferimento a strumenti derivati pari a circa Euro 4 milioni.
Per tali motivi, abbiamo ritenuto che la rilevazione contabile e la valutazione
al fair value dei derivati configurino un aspetto chiave della revisione
contabile del bilancio d'esercizio della Società al 31 dicembre 2021.
svolte Procedure di revisione Le nostre procedure di revisione contabile e la valutazione
degli strumenti di finanza derivata hanno incluso, tra le altre, le seguenti:
· rilevazione e comprensione dei controlli interni posti in essere dalla
Società, nonché svolgimento di procedure di verifica in merito alla
conformità alle direttive interne del processo di determinazione del fair
value degli strumenti finanziari derivati, del processo di designazione
delle relazioni di copertura e di misurazione della loro efficacia
prospettica e del processo di determinazione dell'inefficacia della
relazione di conertura:

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3.09.02 Relazione del Collegio sindacale

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Gruppo Hera – Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 348 |

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Gruppo Hera – Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 352 |

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Gruppo Hera – Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2021 355 |

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