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Giglio.Com Proxy Solicitation & Information Statement 2018

Apr 9, 2019

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Proxy Solicitation & Information Statement

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Relazione Finanziaria Annuale e Consolidata al 31 dicembre 2018

SOMMARIO

  • 1. Relazione sulla Gestione Giglio Group S.p.A.
  • 2. Bilancio consolidato al 31 dicembre 2018
  • 3. Prospetti Contabili Consolidati al 31 dicembre 2018
  • a. Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata
  • b. Prospetto di conto economico e conto economico complessivo consolidati
  • c. Rendiconto finanziario consolidato
  • d. Prospetto di movimentazione del patrimonio netto consolidato
  • 4. Note Illustrative al bilancio consolidato
  • 5. Attestazione ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n.11971 del 14

maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni, nonché ai sensi dell'art.

154-bis del d.lgs. 24 febbraio n.58

  • 6. Relazione società di revisione
  • 7. Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018
  • 8. Prospetti Contabili del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018
  • a. Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria
  • b. Prospetto di conto economico e conto economico complessivo
  • c. Rendiconto finanziario
  • d. Prospetto di movimentazione del patrimonio netto
  • 9. Note Illustrative al bilancio d'esercizio

  • 10.Attestazione ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n.11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni, nonché ai sensi dell'art. 154-bis del d.lgs. 24 febbraio n.58

  • 11.Relazione del collegio sindacale
  • 12.Relazione società di revisione

Relazione sulla Gestione

del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2018

CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA

I legittimati all'intervento e all'esercizio del diritto di voto sono convocati in Assemblea Ordinaria e Straordinaria di Giglio Group S.p.A. (la "Società"), presso la sede sociale in Milano, Piazza Diaz 6, il giorno 30 aprile 2019, alle ore 15.00, in unica convocazione, per discutere e deliberare sul seguente

ORDINE DEL GIORNO

PARTE ORDINARIA

    1. 1.1. Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018, relazione degli amministratori sulla gestione, relazione del Collegio Sindacale e relazione della società di revisione; deliberazioni inerenti e conseguenti. 1.2. Deliberazioni in merito al risultato di esercizio; deliberazioni inerenti e conseguenti.
    1. Delibera sulla prima sezione della relazione sulla remunerazione ai sensi dell'articolo 123 ter, sesto comma, del D.Lgs. n. 58 del 24 febbraio 1998, come successivamente modificato ed integrato; deliberazioni inerenti e conseguenti.
    1. Rideterminazione del compenso complessivo annuo del Consiglio di Amministrazione; deliberazioni inerenti e conseguenti.
    1. Nomina di due amministratori ai sensi dell'articolo 2386 del codice civile; deliberazioni inerenti e conseguenti.
    1. Autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie; deliberazioni inerenti e conseguenti.
    1. Modifica del Piano di Stock Option denominato "Piano di Stock Option 2018 2021" approvato dall'Assemblea degli Azionisti del 29 ottobre 2018; deliberazioni inerenti e conseguenti.

PARTE STRAORDINARIA

  1. Modifica dello Statuto sociale; deliberazioni inerenti e conseguenti.

Informazioni sul capitale sociale

Il capitale sociale è pari ad Euro 3.208.050,00, interamente sottoscritto e versato, rappresentato da n. 16.040.250 azioni ordinarie prive di valore nominale espresso. Ogni azione ordinaria dà diritto ad un voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie della Società. Alla data del presente avviso la Società non detiene azioni proprie. Le informazioni circa la composizione del capitale sociale sono disponibili sul sito della Società all'indirizzo www.giglio.org (sezione "Investor relations – Azionariato e capitale sociale").

Diritto di intervento

Hanno diritto di intervenire in Assemblea, ai sensi dell'art. 83-sexies del D. Lgs. n. 58/1998 come successivamente modificato (il "TUF"), coloro che sono legittimati all'intervento in Assemblea e all'esercizio del diritto di voto per i quali la Società abbia ricevuto la comunicazione, rilasciata da un intermediario abilitato ai sensi della disciplina applicabile, attestante la titolarità delle azioni sulla base delle evidenze delle proprie scritture contabili relative al termine della giornata contabile del settimo giorno di mercato aperto precedente la data dell'Assemblea (ossia il 17 aprile 2019). Coloro che risulteranno titolari di azioni successivamente al 17 aprile 2019 non avranno diritto di partecipare né di votare in Assemblea. La comunicazione effettuata dall'intermediario abilitato deve pervenire alla Società, entro il termine della giornata contabile del terzo giorno di mercato aperto precedente la data dell'Assemblea (ossia il 25 aprile 2019) o, comunque, entro l'inizio dei lavori assembleari.

Nomina di due amministratori ai sensi dell'articolo 2386 del codice civile

Con riferimento al quarto punto all'ordine del giorno, si ricorda che, come reso noto mediante i comunicati stampa pubblicati sul sito internet della Società all'indirizzo www.giglio.org, Sezione "Investor Relations", a seguito delle dimissioni del Consigliere Carlo Frigato, intervenute in data 21 dicembre 2018, e delle dimissioni del Consigliere Graziella Cappellini, intervenute in data 25 gennaio 2019, il Consiglio di Amministrazione ha proceduto, ai sensi dell'art. 2386, 1° comma, del Codice Civile e dell'art. 20 dello Statuto sociale, con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, alla cooptazione del dott. Carlo Micchi, in data 23 gennaio 2019, e della dott.ssa Silvia Olivotto, in data 4 febbraio 2019.

Ai sensi dell'art. 2386 del Codice Civile, gli amministratori cooptati restano in carica fino alla successiva Assemblea. Pertanto, l'Assemblea convocata per il 30 aprile 2019 dovrà procedere alla nomina di due amministratori ad integrazione del Consiglio di Amministrazione sino al raggiungimento del numero di sette Amministratori, come determinato dall'Assemblea del 11 maggio 2018. Gli Amministratori eletti dall'Assemblea resteranno in carica fino alla data di scadenza del mandato degli altri componenti il Consiglio di Amministrazione, ossia fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio che si chiuderà il 31 dicembre 2020.

Ai sensi di legge e di Statuto, l'Assemblea è tenuta a procedere alla nomina degli Amministratori in modo da assicurare la presenza di amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza almeno nel numero complessivo minimo richiesto delle applicabili disposizioni di legge e regolamentari ed in modo da assicurare l'equilibrio tra i generi. Si precisa che, in conformità al disposto dell'art. 20 dello Statuto sociale, la nomina degli Amministratori avverrà senza applicazione del sistema del voto di lista e quindi tramite deliberazione assunta a maggioranza.

Integrazione dell'ordine del giorno e presentazione di nuove proposte di delibera

Ai sensi dell'art. 126-bis del TUF, i soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale possono chiedere, entro dieci giorni dalla pubblicazione del presente avviso (ossia entro il giorno 10 aprile 2019), l'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli ulteriori argomenti da essi proposti, ovvero presentare proposte di deliberazione su materie già all'ordine del giorno. La domanda deve essere presentata per iscritto dai soci proponenti, unitamente ad idonea documentazione comprovante la titolarità delle azioni rilasciata da un intermediario abilitato in conformità alle proprie scritture contabili, tramite lettera raccomandata inviata all'indirizzo della Società all'attenzione della Direzione Generale, ovvero mediante messaggio di posta elettronica certificata da inviarsi al seguente indirizzo [email protected]. Entro il predetto termine e con le medesime modalità, i soci proponenti dovranno altresì trasmettere al Consiglio di Amministrazione una relazione che riporti la motivazione delle proposte di deliberazione sulle nuove materie di cui essi propongono la trattazione ovvero delle ulteriori proposte di deliberazione presentate su materie già all'ordine del giorno.

La richiesta di integrazione dell'elenco delle materie da trattare non è ammessa per gli argomenti sui quali l'Assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta, diversa da quelle di cui all'articolo 125-ter, primo comma, del TUF.

Di tali eventuali integrazioni all'elenco delle materie all'ordine del giorno o presentazione di nuove proposte di deliberazione, nonché delle relative relazioni preparate dai soci proponenti, verrà data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione del presente avviso di convocazione, almeno quindici giorni prima di quello fissato per l'Assemblea (ossia entro il 15 aprile 2019).

Voto per delega

Ciascun soggetto legittimato ad intervenire in Assemblea può farsi rappresentare mediante delega scritta ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, con facoltà di sottoscrivere il modulo di delega reperibile sul sito internet della Società all'indirizzo www.giglio.org (sezione "Corporate Governance"). La delega può essere trasmessa alla Società mediante invio a mezzo raccomandata presso la sede sociale, ovvero mediante messaggio di posta elettronica certificata da inviarsi all'indirizzo [email protected].

Qualora il rappresentante consegni o trasmetta alla Società, tramite messaggio di posta elettronica certificata da inviarsi al seguente indirizzo [email protected], in luogo dell'originale, una copia della delega, deve attestare sotto la propria responsabilità la conformità della delega all'originale e l'identità del delegante. Salvo quanto sopraindicato, ai sensi della normativa vigente, il rappresentante dovrà conservare l'originale della delega e tenere traccia per un anno, a decorrere dalla conclusione dei lavori assembleari, delle istruzioni di voto eventualmente ricevute.

La delega può essere conferita con documento informatico sottoscritto in forma elettronica ai sensi dell'art. 21, secondo comma, del D. Lgs. n. 82/2005, come successivamente modificato, o con altro documento equipollente.

Rappresentante designato dalla Società

La delega può essere conferita, unitamente alle istruzioni di voto in merito agli argomenti all'ordine del giorno, a Computershare S.p.A., quale rappresentante designato dalla Società ai sensi dell'art. 135-undecies del TUF, sottoscrivendo lo specifico modulo di delega reperibile sul sito internet della Società all'indirizzo ww.giglio.org (nella sezione "Corporate Governance"), ovvero presso la sede legale della Società o di Computershare S.p.A, in Milano, via Lorenzo Mascheroni 19.

La delega con le istruzioni di voto deve pervenire in originale presso la sede legale del rappresentante designato entro la fine del secondo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'Assemblea (ossia entro il 26 aprile 2019), ed è revocabile entro il medesimo termine. Copia della delega potrà essere eventualmente anticipata al rappresentante designato entro il suddetto termine, a mezzo telefax al nr. +39 02 46776850, ovvero tramite messaggio di posta elettronica da inviarsi all'indirizzo [email protected].

La delega ha effetto esclusivamente nel caso in cui siano state conferite istruzioni di voto. Si ricorda che la comunicazione attestante la legittimazione all'intervento in Assemblea e all'esercizio del diritto di voto effettuata alla Società dall'intermediario, è necessaria anche in caso di conferimento di delega al rappresentante designato.

Le azioni per le quali è stata conferita la delega, anche parziale, sono computate ai fini della regolare costituzione dell'Assemblea. In relazione alle proposte per le quali non siano state conferite istruzioni di voto, le azioni non sono computate ai fini del calcolo della maggioranza e della quota di capitale richiesta per l'approvazione delle delibere.

Informazioni in merito al conferimento della delega al rappresentante designato Computershare S.p.A. (che è possibile contattare telefonicamente per eventuali chiarimenti al nr. +39 02 46776811) vengono anche rese disponibili nell'ambito del suddetto specifico modulo di delega.

Domande sulle materie all'ordine del giorno

Ai sensi dell'art. 127-ter del TUF, ogni avente diritto al voto può porre domande sulle materie all'ordine del giorno anche prima dell'Assemblea, purché entro tre giorni antecedenti la data dell'Assemblea (ossia entro il 27 aprile 2019), cui sarà data risposta al più tardi durante l'Assemblea stessa, mediante invio delle domande a mezzo raccomandata presso la sede sociale, in Milano, Piazza Diaz 6, ovvero tramite messaggio di posta elettronica certificata da inviarsi al seguente indirizzo [email protected], accompagnata da idonea comunicazione rilasciata dall'intermediario abilitato comprovante la titolarità dell'esercizio del diritto di voto.

Alle domande pervenute prima dell'Assemblea è data risposta al più tardi durante la stessa, con facoltà per la Società di fornire una risposta unitaria alle domande aventi lo stesso contenuto. Si considerano fornite in Assemblea le risposte in formato cartaceo messe a disposizione di ciascuno degli aventi diritto al voto all'inizio dell'Assemblea medesima.

Documentazione

La documentazione relativa all'Assemblea, ivi comprese le relazioni illustrative del Consiglio di Amministrazione e le proposte deliberative sulle materie poste all'ordine del giorno, la relazione finanziaria annuale, con specifica sezione che include la dichiarazione non finanziaria, unitamente alla relazione annuale sul governo societario e gli assetti proprietari nonché le relazioni del Collegio Sindacale e della società di revisione, e la relazione sulla remunerazione, verrà messa a disposizione nei termini di legge presso la sede legale, e a disposizione dei soci e del pubblico, nei termini prescritti. La documentazione sarà disponibile anche sul sito internet della Società all'indirizzo www.giglio.org (sezione "Corporate Governance"), nonché presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato eMarket Storage, all'indirizzo . I soci e coloro ai quali spetta il diritto di voto hanno facoltà di ottenere copia di tutta la predetta documentazione.

Milano, 30 marzo 2019

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato

Dott. Alessandro Giglio

Dati Societari

Sede Legale Giglio Group S.p.A. Piazza Diaz 6 20123 Milano

Dati Legali

Capitale Sociale sottoscritto e versato Euro 3.208.050, REA n. 1028989 Codice Fiscale 07396371002 Iscritta al Registro delle Imprese di Milano al n. 07396371002 Sito Istituzionale www.giglio.org

Sede Legale e operativa

Piazza Diaz 6, Milano

Sede operativa

Le sedi della società sono: Sede legale – Piazza Diaz 6, Milano Unità locale operativa – Via dei Volsci 163 Roma Unità locale operativa – Viale Brianza – San Giuliano Milanese Unità locale operativa – Via Cornelia - Roma Unità locale operativa – Piazza della Meridiana 1, Genova

Organi Sociali in carica

Consiglio di Amministrazione
Alessandro Giglio Presidente e Amministratore Delegato
Anna Lezzi Amministratore
Giorgio Mosci Amministratore Indipendente
Massimo Mancini Vice Presidente e Direttore Generale
Yue Zhao Amministratore
Carlo Micchi Amministratore esecutivo
Silvia Olivotto Amministratore Indipendente
Collegio Sindacale
Cristian Tundo Presidente
Monica Mannino Sindaco effettivo
Marco Centore Sindaco effettivo
Stefano Mattioli Sindaco supplente
Cristina Quarleri Sindaco supplente
Comitato Controllo e Rischi
Silvia Olivotto Presidente
Giorgio Mosci
Comitato per le Remunerazioni
e Nomine
Giorgio Mosci Presidente
Silvia Olivotto

Società di Revisione EY S.p.A.

1. Introduzione

Giglio Group opera definitivamente nell'industria dell'e-commerce di prodotti di moda di alta gamma, cercando di ridefinire una nuova modalità di acquisizione e di engagement dei clienti. Fondata nel 2003, è oggi la prima Digital Company ad aver introdotto a livello globale l'integrazione tra Media e Piattaforma e-commerce, rivoluzionando l'esperienza dello shopping online.

Il Gruppo offre servizi tailor-made B2B e B2C all'industria Fashion Luxury, principalmente brand del "Made in Italy", coprendo una intera catena, dalla creazione di piattaforme e-commerce alla gestione del magazzino a livello globale. Giglio Group, quindi, non è solo una piattaforma tecnologica B2C per l'industria del mondo fashion, ma propone un'estesa gamma di servizi che mirano a connettere su svariate piattaforme digitali e televisive, i brand con i consumatori a livello globale.

Giglio Group, tramite il progetto innovativo ibox, gestisce il mercato digitale del lusso su scala globale, connettendo senza soluzione di continuità brand, piattaforme e-commerce, negozi fisici, e consumatori; quest'ultimi possono essere clienti che acquistano in negozio oppure tramite svariati device quali smartphone, computer o televisione. L'obiettivo di Giglio è quello di ridefinire il modo in cui la moda viene presentata, acquistata e venduta attraverso nuove tecnologie, nuove forme di marketing e innovazione.

La proposta innovativa e commerciale di Giglio Group segue e cerca di anticipare il cambiamento del rapporto tra il brand ed il consumatore. Le innovazioni tecnologiche abilitano l'evoluzione dei canali di vendita, il ciclo di vita dei prodotti cambia e si evolve, l'offerta del brand si deve modellare intorno al cliente ed ai suoi percorsi. Nel mercato si aprono nuove opportunità di business che i brand devono presidiare, se non autonomamente con il supporto di realtà competenti. È l'inevitabile evoluzione della relazione tra i brand e i loro consumatori, non più immutevole e legata al cambiamento della collezione ogni stagione, ma in continuo movimento, con punti di contatto e canali che mutano assai velocemente.

IL MODELLO DI BUSINESS E I PUNTI DI FORZA

Giglio si costituisce come un player che agisce abilitando i brand ad essere presenti nel mondo digitale trasversalmente ai propri canali di vendita, diventando così un vero e proprio E-ECOMMERCE GATEWAY per i brand del fashion. Giglio Group è il partner per la gestione dell'intero ciclo di vita digitale del prodotto, unico punto di entrata per qualunque soluzione e-commerce del brand, assicurando un tasso di vendita del 100% nell'arco di un anno.

Giglio Group offre una combinazione esclusiva di servizi specialistici B2B e B2C per il Fashion, con un allineamento dei propri obiettivi con quelli del brand, un controllo della performance e condivisione sui risultati, in progettazione come nella gestione. Offre servizi di e-commerce compatibili con le più diffuse soluzioni e-commerce, non interferendo con le scelte tecnologiche del cliente e senza richiedergli investimenti per le integrazioni.

Giglio Group abbraccia le diverse esigenze dei brand in relazione alla loro presenza nello spazio digitale e propone servizi che possono incrementare il valore della distribuzione tradizionale:

  • Retail fisico. Per Giglio Group il negozio fisico ha il compito di potenziare l'efficacia di tutti gli altri canali di vendita, coinvolto in servizi e funzionalità aggiuntive differenzianti (es. click & collect, cambio e reso, in-store personal shopper).
  • Wholesale fisico. I department stores e le boutique multimarca amplificano la distribuzione «fisica» del brand.
  • E-commerce. È il primo pilastro di vendita all'interno del mondo online, un punto di forza consolidato per Giglio Group, in grado di rappresentare mediamente il 13% delle vendite totali di un brand (Osservatorio eCommerce B2c 2018). Ormai rappresenta parte del DNA del brand, presentando un massimo assortimento di catalogo, un rapporto personalizzato con i clienti, può assicurare importanti volumi di vendita, e si ha un controllo diretto della distribuzione online, dal magazzino alla porta di casa del consumatore, raccogliendo preziosi dati sull'esperienza di shopping avuta.
  • E-Tailers (o Multi-Brand Stores). Amplificano la distribuzione online dei brand mantenendone il posizionamento, aumentando la brand awareness, incrementando le vendite digitali e assicurando una facile penetrazione geografica.
  • Marketplace. La vera competenza di Giglio Group è la forza innovativa della proposta commerciale per il 2019. Il 2018 è stato l'anno dei Marketplaces e dell'Affiliation per il mondo fashion, grazie alla crescita di colossi come Farfetch, Lyst, Amazon, Alibaba. Si stima che 9 utenti su 10 visitino almeno un marketplace durante la fase di considerazione all'acquisto.

Essere presenti all'interno dei Marketplaces ora deve essere la realtà impellente dei brand che vogliono conseguire importanti vendite incrementali. I marketplaces, in dipendenza della geografia, possono contare per metà delle vendite on line.

Destocking. Rappresenta un altro punto di forza di Giglio Group, una competenza consolidata, in crescita e con ulteriori opportunità di sviluppo, conquistando nuove geografie. Non un'attività occasionale ma, un insieme di servizi di pianificazione e di distribuzione degli stock. L'obiettivo è ottimizzare il potenziale di vendita del brand tramite operazioni di cleaning di magazzino o di vendita di produzioni di stock dedicati. Giglio Group ha vasta esperienza di ottimizzazione del valore di magazzino, di incrementare le vendite, di assicurare la penetrazione geografica di nuovi mercati.

Definitivamente la missione di Giglio Group è di assicurare al brand il "Sell Through 100%": grazie alla combinazione di più canali di vendita e modelli economici, il gruppo punta a rendere possibile per i Brand Partner un sell through del 100% dei canali digitali.

Conclusa nei primi sei mesi del 2018 la completa integrazione delle società acquisite di e-commerce nel corso dei precedenti esercizi, la Società ha portato a termine la trasformazione da media company a gruppo globale di e-commerce identificando gli asset del segmento Media non più strategici, oggetto della transazione di cessione i cui accordi sono stati perfezionati in data 11 marzo 2019, trovando una soluzione che ha cercato di massimizzarne il valore. Il Gruppo, con un perimetro più limitato concentra le risorse finanziarie e professionali sul settore e-commerce che la società ritiene estremamente promettente e con marginalità interessanti.

IL MERCATO DI RIFERIMENTO

Si stima che il valore del mercato globale dei beni di lusso, di cui l'industria del fashion fa parte, fosse equivalente a 307 miliardi di dollari nel 2017 e si prevede che raggiungerà quota 446 miliardi di dollari entro il 2025, secondo Bain & Company "Luxury Goods Worldwide (Fall-Winter 2017): The Millennial State of Mind", con tassi di crescita annuali ormai stabilmente attorno al 10%. Le possibilità sono molte dato che si nota che gran parte dei marchi di lusso è ancora cauta nell'adozione delle tecnologie digitali. Stiamo cercando di espandere la copertura territoriale dei nostri servizi, in particolare verso la Cina e gli Stati Uniti, i mercati più interessanti ed in crescita nel lusso e nel Made in Italy, dove vediamo ampie possibilità di colmare la scarsa disponibilità di prodotto e di supportare i brand nelle loro strategie di distribuzione su piattaforme digitali anche grazie alle nostre logistiche locali.

Giglio Group vede importanti potenzialità nel mercato di riferimento e cerca di profittarne anche cogliendo immediatamente le dinamiche attuali caratterizzate da un sempre maggiore utilizzo dei canali digitali on line, dalla crescente importanza dei Millennials e dalla crescita dei consumi di lusso in Cina e in altri mercati emergenti. Si pensi alle potenzialità del canale di WeChat in Cina, con cui la società ha stretto un accordo nel corso del 2018. Il nostro obiettivo nel corso del biennio 2019 e 2020 è di connettere una base globale di consumatori direttamente ai fornitori di moda di alta gamma, prevalentemente Made in Italy e che manifestano una certa difficoltà di accesso ai nuovi segmenti di mercato, cercando di farci riconoscere come partner dell'innovazione per l'industria del lusso.

Il nostro mercato di riferimento non è esclusivamente l'e-commerce, bensì l'incrocio tra moda di lusso, il commercio online, la tecnologia e la televisione. Il settore del lusso globale è enorme e caratterizzato da specifiche dinamiche di mercato e tendenze dei consumatori che stanno dando forma al futuro del settore, tra cui:

  • Mercato di riferimento. È un mercato stabile, poco sensibile alle crisi economiche e in rapida espansione in taluni territori, per cui è possibile investire nei rapporti con i brand con un'ottica di medio lungo periodo. Secondo Bain, il mercato globale dei beni del lusso ha raggiunto un livello record di \$ 307 miliardi nel 2017, con un CAGR del 6% dal 2010 e nel 2017 il mercato dei beni di lusso personali ha registrato una crescita in tutte le regioni. Bain afferma inoltre che il settore online è diventato una percentuale più ampia del mercato complessivo, con una crescita del 27% CAGR dal 2010. Giglio Group ambisce a diventare partner dei brand che possano cogliere questa poderosa e costante crescita con una certa mitigazione del rischio riflettendo investimenti e costi di set up limitati.
  • Gestione dello stock. L'offerta è molto frammentata ed esistono inefficienze nella distribuzione. L'ecosistema del lusso è caratterizzato da società a proprietà familiare con relazioni commerciali e di distribuzione di lunga data secondo tradizionali e consolidate consuetudini; i marchi del lusso hanno mantenuto uno stretto controllo sul loro prodotto, distribuzione, marketing e prezzi. I marchi di lusso più grandi accedono alla domanda costruendo reti di negozi gestiti direttamente e attraverso i grandi multi store fisici. Tuttavia, il risultato è spesso una discrepanza tra offerta e domanda, con scorte in eccesso e ridondanti o offerta insufficiente per soddisfare la domanda locale. I marchi emergenti in genere non hanno una rotta verso il mercato globale e la loro distribuzione è limitata dalla loro capacità di finanziare e produrre un'offerta sufficiente per ciascun mercato locale. Si affidano in gran parte alla distribuzione all'ingrosso attraverso una rete di boutique di moda indipendenti, ed è attraverso le boutique che i talenti emergenti vengono scoperti, i nuovi designer sono in grado di prosperare e emergono nuovi marchi.

Di conseguenza, lo stock della moda di lusso, sia di grandi che di piccoli marchi, è distribuito attraverso una rete altamente frammentata di venditori. Giglio Group, con la propria struttura commerciale e logistica che serve le più importanti piattaforme di ecommerce nel mondo, è capace di ottimizzare le rimanenze dei brand e di poter coprire anche nuove geografie in modo ordinato.

  • Affermazione dell'e-commerce. Il canale del lusso passa online. Secondo Bain, la quota online del mercato globale dei beni di lusso personali nel 2017 era di circa il 9%, significativamente inferiore rispetto ad altre categorie merceologiche vendute on line, come per esempio i servizi turistici e bancari o i prodotti elettronici. Questo è stato determinato dall'approccio prudente dei marchi all'adozione di tecnologie e piattaforme social. Tuttavia, secondo Bain, le vendite online dovrebbero diventare una percentuale maggiore del mercato totale, raggiungendo il 25% entro il 2025. I rivenditori e i marchi del lusso stanno diventando sempre più dipendenti dai canali online, poiché il calo del traffico fisico nei negozi sta influenzando la loro capacità di raggiungere i consumatori attraverso i negozi fisici. Mentre i consumatori si spostano online, l'analisi dei dati diventerà sempre più importante per comprendere i gusti e le preferenze dei consumatori e poter offrire una esperienza di acquisto molto più prossima al cliente. Giglio Group, con la propria piattaforma ibox, integrata con i principali marketplace del mondo, integrata con la televisione, integrata con il sistema logistico, è capace di cogliere qualsiasi tendenza accada nel mercato dell'online e di utilizzare i dati raccolti condividendoli con i brand per la definizione del miglior approccio di vendita.
  • Transizione al digitale e ai canali social. Il passaggio al digitale sta influenzando il modo in cui l'industria del lusso e i consumatori interagiscono. Ispirazioni e tendenze si sono spostate dai contenuti editoriali sulle pagine stampate delle riviste di moda mensili ai canali di social media in tempo reale dei principali fashion blogger, influencer e celebrità del mondo. Crediamo che il digitale stia già trasformando le decisioni di acquisto dei consumatori. Per i venditori di lusso, il digitale sta cambiando radicalmente il loro percorso verso il mercato e le comunicazioni e l'impegno con il consumatore finale. Giglio Group è particolarmente attiva in questa tendenza, coinvolgendo nel proprio marketing influencer e utilizzando estesamente i canali social a supporto della visibilità digitale dei brand con cui collabora.

  • Spostamento demografico generazionale. Poiché le nuove generazioni di consumatori di lusso a livello globale rappresentano una quota maggiore dei volumi totali, è in corso un cambiamento radicale del modo in cui vengono acquistati i prodotti di lusso. Secondo Bain gli acquirenti online, la generazione dei Millennial e la generazione Z hanno rappresentato circa l'85% della crescita della moda di lusso nel 2017 e si prevede che realizzeranno il 45% degli acquisti di moda di lusso entro il 2025. Inoltre, tuti questi nuovi consumatori hanno una esperienza di acquisto totalmente diversa e nuova rispetto al passato, e si aspettano una continua accessibilità al prodotto, con una consegna assai veloce. Le loro decisioni di acquisto sono influenzate dai social media, dalla lettura on line delle esperienze dei propri simili, dal marketing degli influencer piuttosto che dal tradizionale editoriale di moda.

  • I mercati emergenti guidano la crescita. La domanda di moda di lusso sta diventando veramente globale. I consumatori di moda di lusso tradizionalmente sono stati dall'Europa, dalle Americhe e dal Giappone. Secondo Bain, l'Europa e le Americhe rappresentano complessivamente quasi i due terzi delle vendite nel mercato globale del lusso personale nel 2016. Nel prossimo decennio, la crescita del mercato globale della moda di lusso dovrebbe essere trainata in modo significativo dalla domanda proveniente dai mercati emergenti, tra cui la Cina, il Medio Oriente e l'Europa orientale. Giglio Group è presente in tutto il mondo, con punti di copertura commerciale di eccellenza in Europa, anche quella orientale (Romania, Russia, ….) con una progressiva presenza in Cina e in America. In Cina il gruppo Giglio può vantare su una propria società attiva nella distribuzione di fashion, con una logistica sotto il proprio controllo e una rete di relazioni con i principali market place del paese. Inoltre, può sviluppare sinergie con la propria società media, Giglio TV Hong Kong, per diffondere il modello di T-commerce anche con la promozione dei brand Made in Italy.

2. Attività e struttura del gruppo

Fondato nel 2003 da Alessandro Giglio, Giglio Group oggi è una e-commerce company 4.0 in grado di promuovere e distribuire il lusso Made in Italy in tutto il mondo. Quotato dapprima, sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana dall'agosto 2015, e sul segmento MTA Star di Borsa italiana da marzo 2018, il Gruppo opera in 5 continenti, in oltre 70 paesi, considerando tutte le nazioni servite dai servizi di e-commerce.

L'obiettivo di Giglio Group è quello di creare un modello pienamente integrato sia in termini di canali distributivi che in termini di modelli di business.

Il gruppo è impegnato sia in ambito B2C sia nel B2B. L'integrazione tra i due modelli di business, Principal (B2B) ed Agent (B2C), consente di gestire in maniera ottimale lo stock di magazzino dei brand, sia on-season che off-season, puntando ad un sell-through del 100%.

Il modello di business B2C, gestito dall'organizzazione I-box digital, il nucleo digitale del gruppo, consiste nell'attività di provider di servizi digitali per la gestione non solo dei siti monobrand di marchi del Fashion «Made in Italy». È una piattaforma tecnologica unica, per gestire il sito monobrand, la connessione con i marketplace, l'integrazione con sistemi di pagamento e la logistica. La merce transata appartiene alla collezione On Season dei brand, i quali riconoscono una commissione sulle vendite e con i quali Giglio Group collabora nella loro strategia di marketing digitale. Non è richiesto alcun particolare investimento in circolante e non vi è nessun rischio di inventario.

Il modello di business B2B, invece, ha lo scopo di abilitare le vendite indirette on line dei brand sulle più importanti piattaforme e-commerce a livello globale, offrendo ai brand una distribuzione addizionale alle reti fisiche. Il canale B2B sfrutta la stessa piattaforma Ibox utilizza per il B2C.

Nel B2B, Giglio Group gestisce la logistica direttamente tramite contratti con magazzini esterni, definisce il prezzo di rivendita, gestisce il magazzino con una provata capacità di ridurre le scorte in tempi brevi, con un alto indice di rotazione delle merci. Giglio Group lavora con le piattaforme e-commerce clienti sulla base di un piano di vendita definito che diminuisce ulteriormente il rischio di invenduto. La differenza tra i tempi di pagamento ai brand, di solito ad inizio della stagione per prenotare gli stock, e i tempi di incasso dai marketplace, normalmente 90 giorni dopo il fine stagione, genera un fabbisogno finanziario che viene ottimizzato da un attento uso di strumenti a supporto del circolante.

Nel corso della fine del 2018, il Gruppo si è spostato dall'essere un mero Service provider ad essere un Digital Enabler. Se fino al 2018 il Gruppo ha sviluppato più di 100 i progetti per importanti Brand, spaziando dalla creazione e gestione in tutto il mondo di piattaforme e-commerce allo sviluppo di tecnologie capaci di supportare i Brand nelle attività buying e refill del wholesales, oggi il Gruppo con un'unica piattaforma integra tutte le esigenze del Brand con un approccio unico.

Questi sono i fattori critici per il successo del modello Ibox, una tecnologia proprietaria in grado di connettere i brand in modalità plug & play ad uno o più Marketplaces, attingendo da una selezione di oltre 200 piattaforme nel mondo:

I PROFESSIONISTI: sviluppo numerico e qualitativo, ingresso di professionisti con forte esperienza internazionale e competenze specifiche fashion digital che condividono il DNA dei brand, in grado di costruire strategie altamente customizzate, realizzare progetti innovativi e complessi, garantire al Brand i risultati nel tempo sempre in modalità win-win;

TECNOLOGIE: scelta di un fornitore del calibro di ORACLE che ha privilegiato il Gruppo dello status di preferred partner e joint venture commerciale con SopraSteria, per abilitare ai brand qualsiasi piattaforma e-commerce;

OPERATIONS: 4 hub logistici in grado di garantire ai clienti la perfetta esperienza di acquisto in tutto il mondo;

MERCATI: consolidamento della copertura geografica e focalizzazione nei mercati del Lusso (CINA).

Giglio Group nel 2019 spinge decisamente la propria attività verso la Cina, sviluppando tutta la struttura abilitante alla presenza dei brand nel mercato più importante del mondo e in cui molti brand del made in Italy non sono affatto presenti, sia nell'on-line sia nei negozi fisici. La Cina è il più grande mercato online mondiale che vale l'83% delle vendite on line di tutta Asia-Pacifico e circa il doppio delle vendite USA (L'e-commerce 2018: presente in crescita e futuro che parla cinese, eMarketer,"Worldwide Retail and Ecommerce Sales").

In Cina, l'e-Commerce è lo standard di acquisto ed il metodo più usato da giovani e classe media nelle città secondarie. Il 53% della popolazione cinese è digitalizzata, quasi 800 milioni di persone sono quindi in grado di connettersi istantaneamente ad un negozio digitale (Rapporto annuale CeSIF 2018, 16 luglio 2018, Fondazione Italia Cina , CeSIF).

Il Gruppo Giglio recepisce le istanze dei brand circa la strategia di essere presenti in quel mercato, risultando quindi un polo d'attrazione per le aziende del lusso per il suo grande potenziale di crescita. Pertanto, è fondamentale la presenza online diretta: il 78% dei consumatori cinesi reperisce informazioni su beni di lusso da internet e app mobile. Nell'ultimo anno, il 50% dei consumatori cinesi dichiara di aver aumentato le proprie spese di lusso online su siti domestici, solo il 41% su siti internazionali (Cina e consumatori cinesi nel mercato globale del lusso, 20 settembre 2017, E-COMMERCE Monitor , Bain & Company Cina e consumatori cinesi nel mercato globale del lusso).

La strategia per il mercato cinese può essere rafforzata e accelerata attraverso la convergenza tra canali TV, Media e E-commerce. Grazie alla forte esperienza televisiva di Giglio Group, il brand può essere presentato su tutto il network cinese (TV, social, marketplace con oltre 100 milioni di

telespettatori) attraverso media editoriali tradizionali e digitali, in target con il posizionamento (incremento della Brand Awareness) e attraverso il marketplace Ibox convertire immediatamente in vendite di prodotto (push delle vendite online).

Si riporta di seguito la struttura societaria del Gruppo:

Struttura societaria al 31\12\2018*

* La partecipazione di minoranza pari al 49% detenuta da Simest S.p.A. è classificata da patrimonio netto di terzi a debiti finanziari, in virtù dell'obbligo irrevocabile di acquisto di tale quota, da parte di Giglio Group S.p.A., alla data del 30 giugno 2022.

3. Dati di sintesi al 31 dicembre 2018

Indicatori alternativi di Performance

Il Gruppo utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, che non sono identificati come misure contabili nell'ambito degli IFRS, per consentire una migliore valutazione dell'andamento del Gruppo. Pertanto, il criterio di determinazione applicato dal Gruppo potrebbe non essere omogeneo con quello adottato da altri gruppi e il saldo ottenuto potrebbe non essere comparabile con quello determinato da questi ultimi.

Tali indicatori alternativi di performance, sono costruiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e determinati in conformità a quanto stabilito dagli Orientamenti sugli Indicatori Alternativi di Performance emessi dall'ESMA/2015/1415 ed adottati dalla CONSOB con comunicazione n.92543 del 3 dicembre 2015. Si riferiscono solo alla performance all'esercizio oggetto della presente Relazione Finanziaria e dei periodi posti a confronto e non alla performance attesa del Gruppo e non devono essere considerati sostituitivi degli indicatori previsti dai principi contabili di riferimento (IFRS).

Di seguito la definizione degli indicatori alternativi di performance utilizzati nella Relazione Finanziaria:

Capitale circolante operativo/commerciale: è calcolato come somma delle Rimanenze e Crediti commerciali al netto dei Debiti commerciali.

Capitale circolante netto: è il capitale circolante operativo al netto degli altri crediti/debiti, crediti/debiti tributari.

Capitale investito netto: è calcolato come somma dell'attivo fisso immobilizzato e del capitale circolante netto.

Indebitamento finanziario netto: è la somma delle disponibilità liquide al netto dei debiti finanziari. EBITDA adjusted: determinato sommando all'EBITDA gli oneri non recurring dettagliati nella Relazione sulla Gestione.

EBITDA: è rappresentato dal Risultato Operativo al lordo degli Ammortamenti e delle Svalutazioni di attività materiali ed immateriali.

EBIT: EBIT è equivalente al risultato operativo presente nello schema di conto economico riportato nelle Note Illustrative.

VALORE AGGIUNTO: è rappresentato dalla differenza tra il totale dei ricavi ed i costi operativi rappresentati dai costi per materie prime, sussidiarie e di consumo, dalla variazione delle rimanenze, dai costi per servizi e godimento beni di terzi normalizzati dagli oneri non recurring.

Oneri non reccurring: sono rappresentati da componenti reddituali che: (i) derivano da eventi o da operazioni il cui accadimento risulta non ricorrente ovvero da quelle operazioni o fatti che non si ripetono frequentemente nel consueto svolgimento delle attività; (ii) derivano da eventi o da operazioni non rappresentativi della normale attività del business.

Analisi della Gestione Patrimoniale e Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2018

In data 11 marzo 2019 ha avuto luogo la sottoscrizione di un accordo di conferimento nella società Vértice Trescientos Sesenta Grados (Vertice 360) degli asset afferenti al business dell'area media del gruppo a fronte di un aumento di capitale riservato del valore nominale di Euro 1.136.363,64 con emissione di n. 1.136.363.636 azioni Vertice 360 a favore della Società. Il closing dell'operazione è previsto per il mese di novembre 2019.

Conseguentemente in applicazione del principio contabile IFRS 5 le attività destinate alla dismissione e le relative passività ad esse associate ed attinenti all'area media, sono state classificate nelle "Attività/Passività destinate alla dismissione".

Si rileva che i dati patrimoniali al 31 dicembre 2017, conformemente a quanto richiesto dal principio contabile IFRS 5, non sono stati riesposti. Pertanto, i dati comparativi non rappresentano le attività

e passività destinate alla dismissione e relative all'area media e conseguentemente i dati relativi allo scorso esercizio non sono direttamente comparabili.

Si rimanda per un maggior dettaglio in merito alle poste classificate tra le Attività/passività destinate alla dismissione al paragrafo 35 delle Note illustrative relative al bilancio consolidato.

I principali valori patrimoniali e finanziari del Gruppo al 31 dicembre 2018, sono di seguito riportati:

(valori in migliaia di euro) 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Immobilizzazioni immateriali 12.297 22.644 (10.347)
Immobilizzazioni materiali 1.492 6.829 (5.337)
Immobilizzazioni finanziarie 1.595 292 1.303
Totale attivo immobilizzato 15.384 29.765 (14.381)
Rimanenze 5.273 6.729 (1.456)
Crediti commerciali ed altri 12.519 20.926 (8.407)
Debiti commerciali ed altri (24.070) (33.728) 9.658
Capitale circolante operativo/commerciale (6.278) (6.073) (205)
Altre attività e passività correnti 8.177 7.960 217
Capitale circolante netto 1.899 1.887 12
Fondi rischi ed oneri (804) (864) 60
Attività/passività fiscali differite 1.171 660 511
Capitale investito netto delle attività destinate a continuare 17.650 31.448 (13.798)
Capitale investito netto delle attività destinate alla vendita 9.923 - 9.923
Totale Capitale investito netto 27.573 31.448 (3.875)
Patrimonio netto (8.409) (16.692) 8.283
Indebitamento finanziario netto* (19.164) (14.756) (4.408)
Totali Fonti (27.573) (31.448) 3.875

* Per la relativa composizione della voce si veda la tabella sotto esposta.

Il Capitale Investito Netto del Gruppo al 31 dicembre 2018, pari a Euro 27,6 milioni è costituito principalmente dall'Attivo Fisso Netto, pari a Euro 15,4 milioni, dal Capitale Circolante Netto, pari a Euro 1,9 milioni oltre che dal capitale investito netto delle attività destinate alla vendita, pari a Euro 10.

Le Immobilizzazioni Materiali pari a Euro 1,5 milioni sono principalmente riconducibili ad impianti specifici relativi alla precedente divisione Media e ancora strumentali allo sviluppo del T-commerce in Cina.

Le Immobilizzazioni Immateriali pari a Euro 12,3 milioni, di cui Euro 11,7 milioni sono principalmente riconducibili all'avviamento relativo alle acquisizioni di Giglio Fashion e del Gruppo IBOX.

Le immobilizzazioni finanziarie pari a Euro 1,6 milioni sono riferibili principalmente:

  • per Euro 1 milione alla quota a lungo del credito derivante dalla cessione a GM Comunicazione S.r.l., avvenuta in data 20 dicembre 2018, della autorizzazione di fornitore di servizi media audiovisivi associata alla numerazione 65 del digitale terrestre;

  • per Euro 0,3 milioni al corrispettivo derivante dalla cessione pro-soluto del credito IVA avvenuta in data 27 giugno 2018 e che verrà corrisposto a seguito della definizione dei contenziosi e dei carichi in essere con l'Amministrazione Finanziaria, così come previsto contrattualmente.

L'indebitamento finanziario netto (determinato coerentemente con la comunicazione Consob n. DEM/6064293 e qui esposto) alla data del 31 dicembre 2018 e 31 dicembre 2017 è il seguente:

(in migliaia di Euro) 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
A. Cassa 2.889 6.209 (3.320)
B. Assegni e depositi bancari e postali - - -
C. Titoli detenuti per la negoziazione - - -
D. Liquidità (A) + (B) + ('C) 2.889 6.209 (3.320)
E. Crediti finanziari correnti 620 - 620
F. Debiti bancari correnti (8.307) (7.564) (743)
G. Parte corrente dell'indebitamento non corrente (6.804) (2.239) (4.565)
H. Altri debiti finanziari correnti (899) (1.960) 1.061
I. Indebitamento finanziario corrente (F) + (G) + (H) (16.009) (11.763) (4.246)
J. Indebitamento finanziario corrente netto (I) + (E) + (D) (12.501) (5.554) (6.947)
K. Debiti bancari non correnti (2.119) (3.560) 1.441
L. Obbligazioni emesse (2.219) (3.098) 879
M. Altri debiti non correnti (2.325) (2.543) 218
N. Indebitamento finanziario non corrente (K) + (L) + (M) (6.663) (9.201) 2.538
O. Indebitamento finanziario netto (J) + (N) (19.164) (14.756) (4.408)

L'indebitamento finanziario netto del gruppo si attesta a Euro -19,2 milioni, evidenziando un peggioramento rispetto al 31 dicembre 2017 (Euro -14,8 milioni) pari a 4,4 mln di Euro. Tale variazione è attribuibile principalmente ai seguenti fattori:

in aumento per:

  • Minori disponibilità liquide per Euro 3,3 milioni;
  • Maggiori debiti bancari complessivi per Euro 3,8 milioni dovuti a prestiti a breve medio termine accesi per far fronte ai maggiori volumi stagionali di ordinativi delle unità di business "distribuzione";

In diminuzione per:

  • Rimborso della prima rata, per euro 0,4 milioni, del minibond emesso nel 2016, avvenuto nel mese di settembre 2018;
  • Riduzione del debito relativo al prestito obbligazionario di 1 milione di euro sottoscritto con Banca Sella nel 2017, ed estinto nel maggio 2018, e riduzione del debito per earn out per euro 0,5 milioni estinto anch'esso nel 2018.

In generale l'incremento dell'indebitamento finanziario è legato alle variazioni del capitale circolante a supporto dello sviluppo delle attività e-commerce, che per loro natura richiedono il ricorso ad anticipi di liquidità oltre al pagamento di alcuni costi non ricorrenti (ad esempio quelli sostenuti per il passaggio di listino).

Analisi della Gestione Economica Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2018

Di seguito riportiamo i principali dati economici consolidati; rileviamo che, per un miglior confronto e conseguentemente per una migliore comprensione delle dinamiche di business del gruppo, ai soli fini di fornire un'informativa più omogenea, i dati economici riportati nella seguente tabella e relativi all'esercizio 2017 sono stati riesposti applicando in modo retroattivo gli effetti derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 15 e IFRS 5.

Si rileva che gli effetti derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 15 hanno avuto impatto esclusivamente sul settore e-commerce e specificatamente all'ambito B2C e sono circoscritti ad una rappresentazione su base netta dei costi/ricavi per effetto della diversa valutazione del ruolo principal/agent.

Il Gruppo, infatti, ha analizzato le obbligazioni contrattuali, concludendo che la fattispecie in cui si inquadra la prestazione è quella riferibile a chi riveste il ruolo di Agent, non controllando i beni della Performance Obligation e pertanto espone i relativi costi e ricavi su base netta, per quanto concerne i ricavi derivanti dalla gestione in full outsourcing del sito e-commerce del cliente.

Ciò in virtù principalmente del fatto che rispetto alla precedente guida il nuovo IFRS 15 subordina il riconoscimento del ricavo secondo un'esposizione «Gross» all'esistenza del ''controllo'' sui beni o servizi forniti dall'entità prima del loro trasferimento in favore del cliente finale, prescindendo dal trasferimento dei rischi e benefici di cui al previgente IAS 18.

Sempre per una migliore analisi comparativa e ai fini di maggiore trasparenza delle informazioni, la tabella seguente riporta anche i dati economici pro-forma consolidati al 31 dicembre 2017, rappresentando il consolidamento del Gruppo Ibox (ex E-volve) a decorrere dal 1 gennaio 2017 e includendo dunque il risultato del Gruppo stesso realizzato precedentemente al consolidamento, riesposti inoltre applicando in modo retroattivo gli effetti derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 15 ed IFRS 5.

Inoltre, rileviamo che in conformità alle disposizioni del principio contabile IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate", i risultati economici del settore media sono stati rappresentati come "Discontinued operations". Tuttavia, si evidenzia che la rilevazione

separata delle discontinued operations secondo i criteri di cui all'IFRS 5 si riferisce solo ai rapporti verso terzi lasciando in essere l'elisione dei rapporti infragruppo. In tal modo, si determina una distorsione nella separazione dei valori tra continuing e discontinued operations che, a livello economico, determina una penalizzazione dell'una o dell'altra tanto più rilevante quanto maggiori sono i rapporti economici infragruppo dei settori discontinuati. Al fine di eliminare tali effetti distorsivi le operazioni intercompany verso le discontinued operations sono state ripristinate per una migliore rappresentazione dei risultati delle continuing operations.

Conto Economico Consolidato Riclassificato

A B C C=A-B D=A-C
(valori in euro migliaia) 2018 2017* 2017** Variazione Variazione
Ricavi 38.952 30.688 35.320 8.264 3.632
Ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany
verso discontinued operations 663 1.599 1.599 (936) (936)
Ricavi adjusted 39.615 32.287 36.919 7.328 2.696
Costi Operativi (34.728) (27.599) (30.993) (7.129) (3.735)
VALORE AGGIUNTO 4.887 4.689 5.926 198 (1.039)
VALORE AGGIUNTO% 12,5% 15,3% 16,8% (2,7)% (4,2)%
Costi del personale (3.653) (2.326) (2.922) (1.327) (731)
EBITDA adjusted 1.234 2.363 3.004 (1.129) (1.770)
EBITDA% 3,1% 7,3% 8,1% (4,2)% (5,0)%
Oneri non recurrring (892) (1.747) (1.747) 855 855
Ammortamenti e Svalutazioni (340) (206) (260) (134) (80)
EBIT 2 410 997 (408) (995)
Oneri finanziari netti (1.085) (580) (585) (505) (500)
RISULTATO PRE-TAX (1.084) (170) 412 (914) (1.496)
Imposte (116) 274 267 (390) (383)
RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE
DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE (1.200) 103 679 (1.303) (1.879)
RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE
DA ATTIVITA' DESTINATE ALLA DISMISSIONE (7.064) (60) (60) (7.004) (7.004)
RISULTATO DI PERIODO (8.264) 43 619 (8.307) (8.883)
EBIT adjusted oneri non recurring 894 2.157 2.744 (1.263) (1.850)
EBIT adjusted oneri non recurring % 2,3% 6,7% 7,4% (4,4)% (5,2)%
RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE A
CONTINUARE adjusted oneri non recurring (308) 1.850 2.426 (2.158) (2.734)
RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE
DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE adjusted oneri non
recurring % (0,8)% 5,7% 6,6% (6,5)% (7,3)%
RISULTATO DI PERIODO adjusted oneri non recurring (7.372) 1.790 2.366 (9.162) (9.738)
RISULTATO DI PERIODO adjusted oneri non recurring % (18,6)% 5,5% 6,4% (24,2)% (25,0)%

* Consolidato 31 dicembre 2017 riesposto applicando in modo retroattivo gli effetti derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 15 e IFRS 5.

** Consolidato Pro-forma al 31 dicembre 2017 riesposto applicando in modo retroattivo gli effetti derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 15 nonché l'effetto dell'acquisizione del Ibox.

I ricavi consolidati delle continuing operations, pari a 38,9 milioni di Euro, sono in crescita per Euro 3,6 milioni (+10%) rispetto ai dati pro-forma consolidati relativi allo stesso periodo dell'esercizio precedente (Euro 35,3 milioni).

Tale incremento è ascrivibile:

  • al settore e-commerce B2B per Euro 1,8 milioni (+9% rispetto ai consolidati dati proforma al 31 dicembre 2017) per via dei maggiori volumi di vendita che hanno interessato il mercato statunitense;
  • al settore e-commerce B2C per Euro 1,8 milioni (+13% rispetto ai consolidati dati proforma al 31 dicembre 2017) per via sia dei maggior volumi di transato relativamente ai brand gestiti sia all'ingresso nel parco clienti di nuovi brand.

Il totale dei costi operativi delle continuing operations, al netto dei costi non ricorrenti, si attesta a 34,7 mln di Euro (30,9 mln di Euro dati consolidati proforma 31 dicembre 2017), come conseguenza nel volume di affari e con i principali incrementi individuabili nei costi di acquisto di prodotti, costi per servizi e costi per godimento beni di terzi.

I costi del personale aumentano di 0,7 milioni di Euro, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (dati consolidati pro-forma 31 dicembre 2017), principalmente per via dell'incremento dell'organico con riferimento alle funzioni di business development e di vendita (staff).

L'EBITDA delle continuing operations normalizzato dagli oneri non ricorrenti (pari a 0,9 milioni di Euro) e dagli effetti IFRS 5 pari a Euro 1,2 milioni (Euro 3 milioni dati consolidati pro-forma 31 dicembre 2017), è in decrescita per via dei maggiori costi del personale sopra descritti, principalmente per i maggiori investimenti in risorse umane e spese per lo sviluppo della piattaforma di e-commerce, totalmente nuova, a supporto dei maggiori volumi di transazioni attesi e dell'integrazione con i marketplace a livello globale ed in Cina in particolare; per una performance della linea di business B2B nel 2017 particolarmente favorevole per alcune operazioni non realizzatesi con continuità nel corso del 2018; per maggiori costi centrali per adeguarsi allo stato di una società internazionale quotata nel qualificato segmento Star di Borsa Italiana. In particolare, gli oneri non ricorrenti si riferiscono per:

  • Euro 0,5 milioni al processo di passaggio di listino;
  • Euro 0,4 milioni a penali a titolo di mancato preavviso addebitate a seguito di formalizzazione di atto transattivo siglato in maggio 2018 con il precedente fornitore di banda di trasmissione televisiva.

L'EBIT delle continuing operations normalizzato dagli oneri non ricorrenti e dagli effetti IFRS 5 si attesta a 0,9 mln di Euro (Euro 2,7 milioni dati consolidati pro-forma 31 dicembre 2017).

Il Risultato netto delle continuing operations normalizzato dagli oneri non ricorrenti e dagli effetti IFRS 5 è pari a -0,3 mln di Euro (Euro 2,4 milioni dati consolidati pro-forma 31 dicembre 2017) in decrescita per via di maggiori oneri finanziari legati ai nuovi finanziamenti accesi nel corso del 2018. Tale risultato, in particolare, sconta:

  • una maggiore incidenza degli oneri finanziari, pari a Euro 1,1 milioni (Euro 0,6 milioni dati consolidati pro-forma 31 dicembre 2017), principalmente per i maggiori costi del servizio di factoring (partito nel maggio 2017) e interessi sui finanziamenti accesi successivamente al primo semestre 2017.

Analisi della Gestione Patrimoniale e Finanziaria della capogruppo al 31 dicembre 2018

Come commentato nella sezione "Analisi della Gestione Patrimoniale e Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2018" in applicazione del principio contabile IFRS 5 le attività destinate alla dismissione e le relative passività ad esse associate ed attinenti all'area media, sono state classificate nelle "Attività/Passività destinate alla dismissione".

Si rileva che i dati patrimoniali al 31 dicembre 2017, conformemente a quanto richiesto dal principio contabile IFRS 5, non sono stati riesposti. Pertanto, i dati comparativi non rappresentano in modo separato le attività e passività destinate alla dismissione e relative all'area media e conseguentemente i dati relativi allo scorso esercizio non sono direttamente comparabili.

Si rimanda per un maggior dettaglio in merito alle poste classificate tra le Attività/passività destinate alla dismissione al paragrafo 35 delle Note illustrative relative al bilancio d'esercizio.

I principali valori patrimoniali e finanziari della capogruppo al 31 dicembre 2018, sono di seguito riportati:

(valori in migliaia di euro) 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Immobilizzazioni immateriali 4.230 5.537 (1.307)
Immobilizzazioni materiali 261 5.175 (4.914)
Immobilizzazioni finanziarie 11.361 10.554 807
Totale attivo immobilizzato 15.852 21.266 (5.414)
Rimanenze 4.952 3.685 1.267
Crediti commerciali ed altri 10.572 15.140 (4.568)
Debiti commerciali ed altri (9.008) (16.751) 7.743
Capitale circolante operativo/commerciale 6.516 2.074 4.442
Altre attività e passività correnti 2.511 3.911 (1.400)
Capitale circolante netto 9.027 5.985 3.042
Fondi rischi ed oneri (275) (349) 74
Attività/passività fiscali differite 1.131 660 471
Capitale investito netto delle attività destinate a
continuare 25.735 27.562 (1.827)
Capitale investito netto delle attività destinate alla
vendita 1.433 - 1.433
Totale Capitale investito netto 27.168 27.562 (394)
Patrimonio netto (6.882) (11.712) 4.830
Indebitamento finanziario netto (20.286) (15.850) (4.436)
Totali Fonti (27.168) (27.562) 394

Il Capitale Investito Netto della capogruppo al 31 dicembre 2018, pari a Euro 27,2 milioni è costituito principalmente dall'Attivo Fisso Netto, pari a Euro 15,8 milioni (in diminuzione di 5,4 mln di Euro rispetto al 31 dicembre 2017), dal Capitale Circolante Netto, pari a Euro 9 milioni (Euro 5,9 milioni al 31 dicembre 2017) oltre che dal capitale investito netto delle attività destinate alla vendita, pari a Euro 1,4 mln.

Le Immobilizzazioni Materiali pari a Euro 0,3 milioni (Euro 5,2 milioni al 31 dicembre 2017) sono principalmente riconducibili a mobili in dotazione presso gli uffici di Milano e Roma ed attrezzature e macchine elettroniche.

Le Immobilizzazioni Immateriali sono pari a Euro 4,2 milioni, e si riferiscono principalmente all'avviamento relativo alle acquisizioni di Giglio Fashion per Euro 4,1 milioni (Euro 5,5 milioni al 31 dicembre 2017 di cui Euro 4,1 milioni di avviamento riferibili a Giglio Fashion ed Euro 1,3 milioni riferibili ai diritti di edizione che nell'esercizio 2018 sono stati riclassificate nelle attività destinate alla vendita).

Le immobilizzazioni finanziarie pari a Euro 11,3 milioni sono riferibili principalmente:

  • per Euro 8,4 milioni alle partecipazioni nelle imprese controllate;

  • per Euro 1,4 milioni a crediti verso le controllate Giglio TV, Nautical Channel e Giglio USA;

  • per Euro 1 milione alla quota a lungo del credito derivante dalla cessione a GM Comunicazione S.r.l., avvenuta in data 20 dicembre 2018, della autorizzazione di fornitore di servizi media audiovisivi associata alla numerazione 65 del digitale terrestre;

  • per Euro 0,3 milioni al corrispettivo derivante dalla cessione pro-soluto del credito IVA avvenuta in data 27 giugno 2018 e che verrà corrisposto a seguito della definizione dei contenziosi e dei carichi in essere con l'Amministrazione Finanziaria.

Analisi della Gestione Economica Finanziaria della capogruppo al 31 dicembre 2018

Di seguito riportiamo i principali dati economico-finanziario relativi alla sola Giglio Group S.p.A:

(valori in euro migliaia) 2018 2017 Variazione
Ricavi 24.457 22.714 1.743
Ripristino delle elisioni originate da transazioni intercompany verso discontinued
------------------------------------------------------------------------------------ -- --
operations 663 1.599 (936)
Ricavi adjusted 25.120 24.313 807
Costi Operativi (22.820) (19.989) (2.831)
VALORE AGGIUNTO 2.300 4.324 (2.024)
VALORE AGGIUNTO% 9,4% 19,0% (9,6)%
Costi del personale (2.058) (1.300) (758)
EBITDA adjusted 242 3.024 (2.782)
EBITDA% 1,0% 12,4% (11,5)%
Oneri non recurrring (892) (1.747) 855
Ammortamenti e Svalutazioni (136) (87) (49)
EBIT (786) 1.190 (1.976)
Oneri finanziari netti (878) (618) (260)
RISULTATO PRE-TAX (1.664) 571 (2.235)
Imposte 183 564 (381)
RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE
DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE (1.482) 1.136 (2.618)
RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE
DA ATTIVITA' DESTINATE ALLA DISMISSIONE (3.263) (3.515) 252
RISULTATO DI PERIODO (4.745) (2.379) (2.366)
EBIT adjusted oneri non recurring 106 2.937 (2.831)
EBIT adjusted oneri non recurring % 0,4% 12,1% (11,7)%
RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE
adjusted oneri non recurring (590) 2.883 (3.473)
RISULTATO DI PERIODO DERIVANTE
DA ATTIVITA' DESTINATE A CONTINUARE adjusted oneri non recurring % (2,3)% 11,9% (14,2)%
RISULTATO DI PERIODO adjusted oneri non recurring (3.853) (632) (3.221)
RISULTATO DI PERIODO adjusted oneri non recurring % (15,3)% (2,6)% (12,7)%

Come già commentato nella sezione "Analisi della Gestione Economica Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2018" si evidenzia che, al fine di eliminare gli effetti distorsivi derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 5, le operazioni intercompany verso le discontinued operations sono state ripristinate per una migliore rappresentazione dei risultati delle continuing operations.

I ricavi nel 2018 delle continuing operations si attestano ad Euro 24, 5 milioni in crescita rispetto al 31 dicembre 2017 (Euro 22,7 milioni). La variazione positiva è da attribuire principalmente ai maggiori volumi di vendita relativa alla divisione E-commerce B2B.

L'EBITDA adjusted, rettificato dagli oneri non recurring, è pari a Euro 0,2 milioni (Euro 3 milioni nel 2017). Il decremento è da attribuire all'incremento dei costi del personale (in aumento per Euro 0,8 milioni rispetto all'esercizio precedente) per via della crescita dell'organico e dalla maggiore incidenza dei costi operativi (in aumento per Euro 2,8 milioni rispetto all'esercizio precedente) legati ai maggiori volumi di vendita e per maggiori costi centrali per adeguarsi allo stato di una società internazionale quotata nel qualificato segmento Star di Borsa Italiana.

In particolare, gli oneri non ricorrenti si riferiscono per:

  • Euro 0,5 milioni al processo di passaggio di listino;
  • Euro 0,4 milioni a penali a titolo di mancato preavviso addebitate a seguito di formalizzazione di atto transattivo siglato in maggio 2018 con il precedente fornitore di banda di trasmissione televisiva.

L'EBIT delle continuing operations normalizzato dagli oneri non ricorrenti e dagli effetti IFRS 5 si attesta a 0,1 mln di Euro (Euro 2,9 milioni nel 2017).

Il Risultato netto delle continuing operations normalizzato dagli oneri non ricorrenti e dagli effetti IFRS 5 è pari a -0,6 mln di Euro (Euro 2,9 milioni nel 2017) in decrescita per via di maggiori oneri finanziari legati ai nuovi finanziamenti accesi nel corso del 2018.

4. Informativa di settore

Il principio contabile IFRS 8-Segmenti operativi richiede che siano fornite informazioni dettagliate per ogni segmento operativo, inteso come una componente di un'entità i cui risultati operativi sono periodicamente rivisti dal top management ai fini dell'adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare e della valutazione della performance.

Il Gruppo, segmentando le proprie attività con riferimento alla tipologia dei prodotti, dei processi produttivi e dei mercati di sbocco, ha identificato tre aree di affari (Business Unit):

    1. E-commerce B2B
    1. E-commerce B2C
    1. Corporate.

Le unità operative che rientrano nell'ambito delle suddette aree di affari sono le seguenti:

    1. E-commerce B2B: Giglio Group Spa, Giglio USA, Giglio TV HK e Giglio Shanghai;
    1. E-commerce B2C: Gruppo IBOX.
    1. Corporate: comprende le attività centralizzate funzionali al Gruppo non allocabili alle unità di business e principalmente svolte dalla Giglio Group S.p.A.

Si specifica che prima della decisione del gruppo di focalizzarsi sul solo businesse E commerce, i segmenti operativi identificati dalla società erano:

    1. Media
    1. E-commerce
    1. Corporate

Come in precedenza evidenziato, il settore Media è rappresentato al 31 dicembre 2018 come settore in dismissione all'interno delle discontinued operation sotto riportate.

I risultati dei settori individuati (già al netto delle elisioni intercompany) sono rappresentati nel seguito:

2018
E E
commerce commerce Discontinued
(in Euro migliaia) B2B B2C Corporate operation Totale
Ricavi 23.452 14.444 16 37.912
Altri proventi 25 1.015 0 1.040
Totale ricavi 23.476 15.460 16 0 38.952
EBITDA Adjusted 2.154 2.440 (4.024) 570
Costi di quotazione e non recurring 0 0 (892) (892)
EBIT 2.089 2.236 (4.987) (662)
EBT 2.102 1.993 (5.841) (1.747)
Risultato netto di esercizio attività destinate a continuare 2.009 1.982 (5.855) (1.863)
Risultato netto di esercizio attività destinate alla dismissione (6.401) (6.401)
Risultato netto di esercizio (8.264)

Si forniscono i risultati dei settori al 31 dicembre 2017:

2017
E E
commerce commerce Discontinued
(in Euro migliaia) B2B B2C Corporate operation Totale
Ricavi 21.561 38.295 59.856
Altri proventi 138 590 728
Totale ricavi 21.699 38.885 0 0 60.584
EBITDA Adjusted 2.771 928 (2.935) 764
Costi di quotazione e non recurring 0 0 (1.747) (1.747)
EBIT 2.757 809 (4.755) (1.189)
EBT 2.736 825 (5.330) (1.769)
Risultato netto di esercizio attività destinate a continuare 2.706 564 (4.766) (1.496)
Risultato netto di esercizio attività destinate alla dismissione 1.539 1.539
Risultato netto di esercizio 43

Si evidenziano, come già commentato precedentemente, le migliori performance dell'area ecommerce rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente. Tale risultato è dovuto: alla maggiore penetrazione nei mercati esteri, ai maggiori volumi di vendita trainati dai brand clienti oltre che alla conclusione del processo di riorganizzazione del processo produttivo e al recupero di efficienze.

Il Gruppo non utilizza come driver di controllo interno una visione dei dati patrimoniali suddivisi per settore di attività e, conseguentemente, le attività e passività per settore non sono esposte nella presente relazione finanziaria.

5. Stagionalità del settore di attività

I livelli di attività del Gruppo sono correlati alla stagionalità del business e si riflettono sui dati consolidati.

Nello specifico, il settore che risulta maggiormente influenzato dalle variazioni stagionali è quello attinente all'ambito dell'e-commerce dove i volumi di vendita sono maggiormente concentrati rispettivamente nel primo, terzo e quarto trimestre in occasione dei saldi invernali ed estivi e delle festività natalizie.

6. Risorse umane

Il Gruppo, al 31 dicembre 2018, impiega n. 84 dipendenti di cui n. 55 assunti in Italia, n. 23 assunti in Svizzera, n. 3 negli Stati Uniti, n. 2 assunti nel Regno Unito e n. 1 assunto in Cina.

Al 31 dicembre 2018, nessun lavoratore del Gruppo risulta essere soggetto a Cassa Integrazione Guadagni o altro ammortizzatore sociale.

La tabella sottostante mostra l'evoluzione dell'organico del Gruppo negli esercizi conclusi il 31 dicembre 2018 e 31 dicembre 2017.

31 dicembre 2018 31 dicembre 2017
Italia 55 Italia 44
Svizzera 23 (IBox) Svizzera 20 (IBox)
U.S.A. 3 dipendente U.S.A. 1 dipendente
Regno Unito 2 dipendenti Regno Unito 2 dipendenti
Cina 1 dipendente Cina 1 dipendente
Totale 84 dipendenti Totale 68 dipendenti

I dipendenti assunti a titolo temporaneo ammontano a sei unità.

Nel corso del 2018 non sono state registrate dimissioni.

7. Investimenti

Gli investimenti del Gruppo realizzati nel 2018 sono riferiti alle attività materiali ed immateriali e riguardano principalmente:

  • l'implementazione della piattaforma informatica dedicata alla gestione delle vendite on-line nell'ambito della divisione e-commerce B2C;
  • l'implementazione del gestionale contabile con riferimento alla capogruppo;

  • l'acquisto di impianti, mobili ed arredi a seguito dell'allestimento della nuova sede (Piazza Diaz) della società, ultimato nei primi mesi dell'anno.

8. Fatti di rilievo avvenuti nel corso dell'esercizio

In data 20 marzo 2018, la società Giglio Group è stata ammessa al mercato MTA segmento Star, concludendo il processo di translisting avviato nel corso del 2017. Il processo di translisting non ha comportato raccolta di fondi dal mercato.

Parallelamente, sempre in data 21 marzo 2018, Giglio Group ha presentato il nuovo canale Ibox 65, canale dedicato al mondo della casa e della famiglia (home, food, furniture, design e family), visibile sul canale 65 del digitale terrestre, tentativo innovativo di portare il T-commerce in Italia, lanciato il successivo 6 giugno 2018 nel settore fashion sul canale LCN68, che ha consentito di utilizzare il mezzo tradizionale della televisione integrandolo con strumenti di acquisto innovativi (smartphone).

Alla fine di maggio 2018 è stato siglato un accordo con WeChat per il T-commerce in Cina, un'operazione strategica con l'internet media company numero uno cinese, creata per i brand del fashion italiani, che consente loro di entrare velocemente nel mercato digitale cinese o di consolidarlo.

In data 27 giugno 2018 Giglio Group ha perfezionato, avvalendosi di un primario istituto di credito, un atto di cessione, in modalità pro-soluto, del credito IVA richiesto a rimborso all'Agenzia delle Entrate mediante il modello IVA 2018, relativo al periodo d'imposta 2017. L'importo chiesto a rimborso ed oggetto di cessione risulta pari a Euro 1,5 milioni, mentre il corrispettivo di cessione pro-soluto convenuto è pari ad un prezzo di Euro 1,4 milioni corrisposto secondo le seguenti modalità:

  • Euro 1,2 milioni che sono stati corrisposti il 26 giugno 2018;
  • Euro 0,3 milioni che verranno corrisposti a seguito della definizione dei contenziosi e dei carichi in essere con l'Amministrazione Finanziaria con riferimento agli avvisi di accertamento/avvisi bonari ricevuti nei precedenti esercizi e per i quali la società ha ottenuto la rateazione degli importi richiesti.

Il Consiglio di Amministrazione ha nominato il dottor Massimo Mancini, attuale Direttore Generale del gruppo, quale nuovo Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili.

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Nomine e Remunerazioni e in ottemperanza agli impegni assunti verso Borsa Italiana in seguito alla quotazione sul mercato MTA – segmento STAR - ha adeguato la propria Politica di Remunerazione.

Disegnando un sistema coerente con il nuovo assetto organizzativo, il Consiglio ha adeguato i criteri alla mutata struttura organizzativa del Gruppo.

La Politica di Remunerazione è stata definita a seguito di una valutazione del quadro normativo di riferimento e dei principi enucleati nel Codice di Autodisciplina perseguendo le seguenti finalità:

  • attrarre, trattenere e motivare un team manageriale dotato di elevate qualità professionali;
  • assicurare un'adeguata definizione delle performance;
  • allineare gli interessi manageriali alla creazione di valore per gli azionisti nel medio-lungo periodo.

In data 29 ottobre 2018 si è tenuta l'assemblea ordinaria e straordinaria della Società.

L'Assemblea, in sede ordinaria, ha approvato il Piano di Stock Option 2018-2021 riservato agli amministratori esecutivi e/o dirigenti con responsabilità strategiche al fine di mantenere elevate e migliorare le performance e contribuire ad aumentare la crescita e il successo della Società e del Gruppo.

L'Assemblea straordinaria ha attribuito delega al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale di Giglio Group S.p.A., ai sensi dell'articolo 2443 del Codice Civile, in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione, come previsto dall'articolo 2441, comma 8 e - per quanto occorrer possa - comma 5, del Codice Civile, per un importo massimo di Euro 138.000 in valore nominale, mediante emissione, anche in più tranche , di massime n. 690.000 azioni ordinarie prive del valore nominale, al servizio esclusivo del "Piano di Stock Option 2018 – 2021".

Le opzioni assegnate potranno essere esercitate nell'arco di un periodo di vesting triennale suddiviso in tre tranche (fino al 20% il primo anno, fino al 30% il secondo anno, fino al 50% il terzo anno) e matureranno solo qualora vengano raggiunti gli obiettivi (in termini di condizioni di performance) identificati nel piano stesso.

Si rileva che gli obiettivi legati al 2018 non sono stati raggiunti ed allo stesso modo, sulla base dei risultati prospettici riferiti agli obiettivi previsti nel piano, alla data del31 dicembre 2018 non si è reso necessario alcun accantonamento

L'Assemblea straordinaria ha, altresì, approvato la proposta di delega quinquennale al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale, in via scindibile, con

esclusione del diritto di opzione nei limiti del 10% del capitale sociale preesistente mediante emissione, anche in più tranche, di azioni ordinarie prive del valore nominale, da offrire in sottoscrizione ai soggetti che saranno individuati dal Consiglio di Amministrazione – ivi compresi investitori qualificati industriali e/o finanziari - a condizione che il prezzo di emissione delle azioni corrisponda al valore di mercato delle stesse e ciò sia confermato in apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale.

Nel corso dell'ultimo trimestre la società ha accelerato la trasformazione del modello di business, da un modello prevalentemente basato su attività media ad un modello incentrato su attività ecommerce inizialmente nel settore fashion/design con particolare attenzione al segmento luxury. Questa trasformazione ha previsto:

  • una crescita organica del segmento e-commerce, tramite uno sviluppo commerciale che può contare su una struttura interna di business developers e di agenti altamente qualificati ed inseriti nel settore della moda e degli accessori con vasta conoscenza dei brand potenziali clienti dei nostri servizi insieme ad un incremento dei market place connessi a livello globale;
  • la cessione di alcuni asset non più strategici o strumentali al raggiungimento degli obiettivi del gruppo, oggi totalmente dedicato all'e-commerce; in particolare negli ultimi mesi dell'anno sono state attivate le procedure preliminari per la dismissione, dapprima della divisione M-Three, unità specializzata nelle trasmissioni satellitari e verso la fine dell'esercizio anche dei canali televisivi italiani, oltre che ad una ottimizzazione del nostro impegno in ambito media in Cina.

Giglio Group, in data 20 dicembre 2018, nell'ambito di questo processo di focalizzazione strategica sull'e-commerce, ha sottoscritto con GM Comunicazione s.r.l., già editore di varie reti televisive italiane nazionali, un accordo per la cessione a GM dell'autorizzazione di fornitore di servizi di media audiovisivi, associata alla numerazione 65 del digitale terrestre, per il canale televisivo nazionale "IBOX65". La valorizzazione complessiva del canale è stata di 1,9 milioni di euro, con un pagamento per l'importo di 200.000 euro + IVA alla sottoscrizione dell'accordo, di 620.000 euro + IVA in rate mensili nel corso del 2019, e per l'importo di 1.080.000 euro + IVA in 27 rate mensili a partire dal 31 gennaio 2020. L'operazione ha consentito a Giglio Group di ottenere una plusvalenza sostanzialmente pari all'importo della cessione, fatti salvi i costi sostenuti per la transazione.

9. Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio

In data 5 febbraio 2019, la società ha comunicato le linee strategiche di business del Gruppo approvate dal Consiglio di Amministrazione che hanno anticipato il piano industriale approvato il 15 marzo 2019. I pilastri della nuova strategia del Gruppo volta alla crescita puntano a rafforzare Ibox e a diventare il partner di riferimento per il business online dei brand lifestyle italiani. Per rafforzare ulteriormente l'area di business B2B dedicata alla gestione della vendita online delle collezioni on season e off season attraverso le vetrine dei digital retailers più importanti al mondo, Giglio Group punta ad arricchire ulteriormente il numero delle collaborazioni con le piattaforme fashion e lifestyle a livello globale prevedendo di definire nuovi accordi con altre piattaforme online, sia per consolidare i mercati già presidiati (tra cui Usa, Russia, Cina e Australia), che per espandersi in mercati emergenti, quali America Latina, India, Emirati Arabi e Canada. La nuova strategia passerà per l'aumento della presenza nel mercato cinese, che da solo produce circa l'83% delle vendite ecommerce mondiali, ottenendo una presenza capillare sulle principali piattaforme digitali del Paese. L'obiettivo fissato per i prossimi 5 anni in Cina prevede un'espansione sia per quanto riguarda gli accordi con nuovi brand sia per ciò che concerne il numero dei marketplace integrati.

In data 12 febbraio 2019, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione e dall'Assemblea degli obbligazionisti, tenutasi in forma totalitaria, la modifica del Regolamento del prestito obbligazionario codice ISIN IT0005172157.

Si rimanda al paragrafo 10 della presente relazione per maggiori informazioni.

In data 12 marzo 2019 la società ha annunciato una operazione che si inserisce all'interno delle nuove linee strategiche rese note al pubblico in data 5 febbraio 2019 e si pone in piena coerenza con le attività di dismissione degli assets non-core avviate dal novembre 2018 e con il nuovo piano industriale 2019-2023 approvato il 15 marzo 2019 che prevede la focalizzazione sull'e-commerce e sostituisce il precedente.

Giglio Group, insieme a Vértice Trescientos Sesenta Grados (Vertice 360), SA, una società di diritto spagnolo quotata alla Borsa principale di Madrid, operante nel settore digitale, cinematografico, radiotelevisivo e Squirrel Capital S.L.U. società con base a Madrid attiva nella gestione di partecipazioni azionarie in ambito media e del marketing digitale, hanno sottoscritto un accordo finalizzato al conferimento in Vertice 360 degli assets afferenti al business dell'area media di Giglio Group a fronte di un aumento di capitale riservato del valore nominale di Euro 1.136.363,64 con emissione di n. 1.136.363.636 azioni Vertice 360 a favore della Società. Il perimetro dell'operazione di conferimento comprende le attività televisive in Italia (canale televisivo sul digitale terrestre-LCN 68), il 100% dell'unità di business M3Satcom, operativa nel segmento delle trasmissioni satellitari con la gestione di due teleporti in Italia, la società Nautical Channel, titolare dell'omonimo canale televisivo tematico visibile in 90 Paesi e 5 continenti dedicato a nautica e sport acquatici, e parte dei contenuti e dei diritti televisivi destinati alla Cina.

Squirrel Capital è l'azionista di maggioranza di Vertice 360 con il 54,66% del capitale. È il più importante gruppo pubblicitario ed audiovisivo del mercato spagnolo, l'unico Gruppo che, attraverso le sue Società, si occupa di pubblicità ed audiovisivo a 360°. È titolare di Radio R4G e Canal Bom Tv e lavora attivamente nel mercato pubblicitario dove opera da Centro Media ed Agenzia Creativa curando per esempio, in esclusiva mondiale, la pianificazione pubblicitaria europea su tutti i media del colosso tra i metamotori di ricerca online TRIVAGO.

Vertice 360, quotata alla Borsa di Madrid dal 2007, lavora su due grandi linee di business: produzione e distribuzione di contenuti audiovisivi internazionali.

Il valore dell'operazione è stato determinato in circa 12.500.000 Euro, quale valore complessivo stimato delle n. 1.136.363.636 azioni Vertice 360 (prezzo di sottoscrizione Euro 0,011 per azione) da emettersi in favore di Giglio Group.

La società si è avvalsa di primaria società di consulenza che, avendo fatto una valutazione sugli attivi in conferimento del Gruppo Giglio e della società Vertice 360, ha valutato che l'emissione di n. 1.136.363.636 di azioni Vertice 360 in cambio delle attività Media per un valore di euro 12.500.000 Euro fosse congrua per Giglio Group e per i suoi azionisti da un punto di vista valutativo. Ha altresì definito che i prezzi considerati singolarmente per le attività (euro 12.500.000 euro) e le azioni Vertice 360 (euro 0,011 per azione) sono congrui per Giglio e i suoi azionisti da un punto di vista valutativo.

Le Parti hanno stabilito di perfezionare i contratti definitivi entro il 30 aprile 2019 e che il Closing dell'operazione si terrà entro il 30 novembre 2019. La società Vertice 360 ha attualmente in corso un processo di aumento di capitale in opzione di circa 12 milioni di Euro, che sarà quindi già perfezionato alla data dell'Aumento Riservato, in misura integrale per effetto della garanzia di sottoscrizione dell'inoptato assunta da Squirrel. Indicativamente entro il 31 luglio 2019 è prevista la convocazione dell'Assemblea di Vertice 360 per l'approvazione dell'Aumento Riservato, che si terrà, sempre in termini indicativi, entro il 30 settembre 2019.

L'operazione è subordinata: (i) alla valutazione di un perito nominato dal Registro Commerciale Spagnolo, competente ai sensi della legge spagnola, che confermi il valore corrispondente della Divisione Media di Giglio Group, definito come corrispettivo in natura nel contesto dell'Aumento

Riservato; (ii) alla stipula dei contratti definitivi tra le Parti; (iii) al perfezionamento dell'Aumento in Opzione; nonché (iv) a tutti gli adempimenti di natura amministrativa, autorizzativa e regolamentare applicabili. Le condizioni sono rinunciabili dalla/e Parte/i interessata/e.

Giglio Group e Vertice 360° si sono impegnate ad avviare la cooperazione nella gestione della Divisione Media di Giglio Group e, sino alla data del Closing dell'operazione, qualsiasi decisione sarà concordata da entrambe le Parti nel quadro di un comitato composto da due membri, rispettivamente nominati da Vertice 360 e Giglio Group.

Nell'ambito dell'operazione, Vertice 360 e Giglio Group, sfruttando le rispettive expertise legate a Digital, TV ed e-commerce, lavoreranno insieme nell'ottica di generare continue sinergie commerciali ed imprenditoriali in tutto il mondo. Vertice 360 è molto focalizzata sul mondo media ed avrà modo di enfatizzare e valorizzare gli asset media di Giglio Group, potendo contare su un know-how specifico, forti sinergie e una particolare specializzazione in quel settore.

Così facendo il Gruppo Giglio si concentrerà esclusivamente sull'e-commerce, puntando a valorizzare al massimo l'attività media conferendola ad un player altamente specializzato e professionale del settore. Nonostante la cessione dell'area media, Giglio group presidierà sempre l'ambito del marketing digitale, anche in collaborazione con Vertice, per la produzione video a supporto della commercializzazione dei propri brand sui canali media cinesi gestiti dal Gruppo. Tale presidio locale avverrà per il tramite delle controllate Giglio Tv Hong Kong e Giglio Shanghai, che saranno totalmente dedicate alla commercializzazione dei beni per proprio conto (B2B) e per conto dei brand (B2C) sviluppando tutta la piattaforma operativa, tecnologica, logistica per connettere I brand ai marketplace del paese. Tra i vari servizi offerti ai brand, Giglio group si occuperà anche della produzione e placement dei video nei principali canali digitali del paese, sulla base della forte esperienza fino ad oggi sviluppata, oltre che sfruttare il rapporto privilegiato con CCTV, la televisione di stato cinese.

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il piano industriale 2019-2023 che considera gli effetti dell'operazione di dismissione dell'area media, non comprendendola nel perimetro delle attività operative del Gruppo già dal 2019.. Con il Piano Industriale 2019 – 2023, la Società si dota di uno strumento che fissa i propri obiettivi strategici nell'ambito del processo di trasformazione in corso, riconoscendo i principali indicatori di performance propri del settore dell'e-commerce.

Giglio Group si rappresenta come un vero player di e-commerce, con caratteristiche uniche nel suo settore, una presenza globale, competenze specifiche elevate e ben integrato all'interno del proprio contesto di mercato per le relazioni con i principali brand del made in Italy.

Highlight economico-finanziari

Ricavi 2021: > Euro 70 milioni

EBITDA 2021: > Euro 9 milioni di euro

Highlight industriali

Crescita Gross Merchandise Value 2021: pari a 159 milioni di euro.

Entro 2021: + 30 Brand contrattualizzati

Il piano assume il continuo sviluppo della nuova piattaforma tecnologica iniziato nel corso del 2018, che permette maggiore scalabilità in termini di transazioni gestibili e di velocità di integrazione dei sistemi dei brand con le piattaforme dei marketplace, oltre che l'omnicanalità. Inoltre, si assumono investimenti per lo sviluppo della piattaforma e-commerce in Cina, a servizio dei brand e delle loro vendite sui marketplace integrati alle nostre strutture tecnologiche sviluppate nel paese.

Il Piano industriale considera un'accelerazione del GMV (Gross Merchandise Value) ad un tasso annuo superiore al 20%, sia per la crescita organica, in linea con le aspettative del mercato di riferimento (le vendite on line del fashion di lusso), sia per le nuove acquisizioni di brand, previste in forte aumento a partire dal 2019, sulla base delle numerose ed importanti negoziazioni in corso.

Il Piano Industriale considera in modo assai conservativo gli effetti del lancio della commercializzazione dei nostri servizi in Cina, pur avendo una buona visibilità sulla bontà della propria proposizione commerciale, tecnologica e di marketing e la superiorità rispetto a offerte alternative.

Gli obiettivi strategici del Piano definiscono un Gruppo leader in Italia, capace di coprire una quota rilevante del mercato, il fashion made in Italy on line con oltre 50 marketplace integrati a livello globale, e diventare il più rilevante partner digitale e commerciale per il lusso Made in Italy in Cina. Giglio Group ambisce a diventare partner per oltre 80 brand, con almeno 50 brand integrati nella propria piattaforma iBox, con vendite in Cina almeno triplicate rispetto al 2018, ma non incorporando volumi di affari che potrebbero aversi con la partnership con brand di grandi dimensioni con i quali le trattative sono continue.

Nell'arco del piano, l'obiettivo è il pressoché raddoppio dei ricavi, riguadagnando velocemente una significativa redditività (Ebitda/Ricavi) sostenibile nel lungo termine, con una incidenza superiore al 12%.

Per tutta la durata del piano, le ipotesi in termini di investimenti sono piuttosto caute, ma sufficienti per sostenere il piano di set up tecnologico della piattaforma e-commerce in Cina e il sostegno delle attività di distribuzione.

Il piano industriale prevede un forte miglioramento del profilo finanziario, contando su una generazione di cassa operativa positiva, un forte controllo del capitale circolante a supporto delle vendite B2B, fabbisogni per investimenti assai inferiori rispetto agli esercizi precedenti e una gestione attiva della posizione in titoli azionari quotati che la società riceve in cambio del conferimento delle attività dell'area media nell'operazione con Vertice 360.

10. Informativa ex art. 2428 comma 3 n. 6-bis c.c.

La Controllante Giglio Group S.p.A., nel corso del 2016, ha emesso un Minibond denominato "GIGLIO GROUP S.P.A. – 5,4% 2016-2022" per Euro 3,5 milioni utilizzato per finanziare l'operazione di acquisto della società Giglio Fashion, con le condizioni:

  • Tasso: 5,4%
  • Durata: 6 anni
  • Preammortamento: 2 anni

Il minibond è quotato sul Segmento Professionale (ExtraMOT PRO) del Mercato ExtraMOT.

Per il minibond, contrattualmente sono previsti il rispetto dei seguenti covenants finanziari alla data del 31 dicembre 2018:

Parametri Valori soglia per anno
PFN / EBITDA <=4
PFN / PN <=2,0
EBITDA / OF >=5,0

In data 12 febbraio 2019, e' stata approvata dal Consiglio di Amministrazione e dall'Assemblea degli obbligazionisti, tenutasi in forma totalitaria, la modifica del Regolamento del prestito obbligazionario codice ISIN IT0005172157.

Le principali modifiche apportate al Regolamento riguardano:

  • l'inclusione delle operazioni di cessione aventi ad oggetto assets relativi al business dell'area media e televisiva fra le operazioni consentite che non richiedono la previa approvazione da parte dell'Assemblea degli obbligazionisti;
  • la modifica del piano di ammortamento mediante la previsione di tranche di rimborso mensili a partire dal 28 febbraio 2019 e sino al 30 settembre 2020, nuova data di scadenza del prestito obbligazionario;
  • la corresponsione degli interessi su base mensile secondo le date di pagamento previste dal nuovo piano di ammortamento, fermo restando (i) che il tasso annuale di interesse del prestito obbligazionario rimane invariato e (ii) che gli interessi maturati nel periodo intercorrente tra il 10 settembre 2018 e il 27 febbraio 2019 sono pagati il 10 marzo 2019;
  • la definizione dei covenants finanziari, con la precisazione che per il 2018 gli eventuali scostamenti dagli stessi non produrranno gli effetti previsti dal Regolamento.

11. Evoluzione prevedibile della gestione

Giglio Group prevede di continuare a rafforzare il proprio posizionamento di leadership sul mercato di riferimento, ovvero gli operatori di servizi digitali, logistici e di marketing per i brand del fashion, registrando un aumento dei volumi di vendita in tutte le aree geografiche. La societa' si attende che tale performance sarà trainata da una favorevole crescita organica, grazie al positivo e consistente trend del mercato dell'ecommerce su scala globale, oltre che al lancio di nuovi estore, molti dei quali in sostituzione di competitors, al costante focus sullo sviluppo delle connessioni a nuovi marketplace. Giglio Group, prevede altresì di registrare un continuo incremento dell'EBITDA, rispetto al 2018, grazie all'incremento dei ricavi, al raggiungimento di una maggiore scala nei mercati principali, ad una maggiore efficienza operativa anche tenendo conto del processo di uscita dell'area media che impiegherà tempo e risorse per la finalizzazione. La Società ribadisce pertanto la propria fiducia nel conseguimento dei propri obiettivi di mediotermine secondo le linee del Piano Industriale 2019 –2023 specialmente alla luce di una attivita' di sviluppo commerciale che nei primi mesi del 2019 è risultata favorevole in termini di contatti, negoziazioni, contratti.

Continuità aziendale

In accordo con quanto previsto dallo IAS 1 ed in coerenza con quanto richiesto dai documenti n.2 del 6 febbraio 2009 e n. 4 del 3 marzo 2000 emessi congiuntamente dalla Banca d'Italia, Consob e Isvap, si riportano di seguito le valutazioni formulate dagli Amministratori in merito alla sussistenza della continuità aziendale ai fini della redazione della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2018.

La società ha chiuso l'esercizio 2018 con una perdita significativa dovuta fondamentalmente alla riorganizzazione delle proprie attività e alla focalizzazione sul business dell'e-commerce.

In data 15 marzo 2019 il CDA della società ha approvato il piano 2019 – 2023 che prevede gli effetti dell'operazione di dismissione dell'area media, non comprendendola nel perimetro delle attività operative del Gruppo. Giglio Group si rappresenta come un vero player di e-commerce, con caratteristiche uniche nel suo settore, una presenza globale, competenze specifiche elevate, ben integrato all'interno del proprio contesto di mercato per le relazioni con i principali brand del made in Italy. Il piano assume il continuo sviluppo di implementazione della nuova piattaforma tecnologica iniziato nel corso del 2018. Inoltre si assume uno sviluppo delle nostre attività in Cina a servizio dei brand e delle loro vendite sui marketplace integrati alle nostre strutture tecnologiche sviluppate nel paese. Gli obiettivi strategici del Piano definiscono un Gruppo leader capace di coprire una quota di mercato, il fashion made in Italy on line, importante, con oltre 50 marketplaces integrati a livello globale, e il piu' rilevante partner digitale e commerciale per il lusso Made in Italy in Cina.

L'elaborazione del Piano si è basata, tra l'altro, su (i) assunzioni di carattere generale ed ipotetico, nonché di natura discrezionale, e (ii) una serie di stime ed ipotesi di natura discrezionale, relative alla realizzazione, da parte degli Amministratori, di azioni specifiche da intraprendersi nell'arco temporale 2019-2023, ovvero concernenti eventi futuri sui quali gli amministratori possono solo parzialmente influire e che potrebbero non verificarsi o variare nel periodo di piano.

La realizzazione degli obiettivi e il raggiungimento dei risultati previsti dal Piano dipendono, oltre che dall'effettivo realizzarsi del volume di ricavi indicati, anche dall'efficacia delle azioni identificate e dalla tempestiva implementazione di tali azioni, secondo i tempi e con gli impatti economici ipotizzati.

Il Gruppo monitora costantemente l'andamento dei mercati di riferimento rispetto alle assumption di Piano e la tempestiva implementazione delle azioni previste, mantenendo un'attenzione proattiva e costante al contenimento dei costi e all'individuazione di iniziative volte a raggiungere una maggiore efficienza operativa che possano mitigare il rischio legato alla contrattualizzazione di nuovi clienti/brand ed assicurare il raggiungimento dei risultati economici attesi.

Per l'attuazione del suddetto Piano, sono previsti inoltre fabbisogni finanziari rilevanti a supporto degli investimenti, del capitale circolante e dei rimborsi dei debiti in scadenza durante l'esercizio 2019. Tali fabbisogni è previsto si finanzieranno, oltre che con i flussi derivanti dalla gestione operativa, con una imminente emissione obbligazionaria, dell'importo di Euro 5.000.000, con durata di 8,5 anni, con un periodo di preammortamento di durata di 2 anni sottoscritta da primari operatori finanziari. Si fa in particolare riferimento ad un prestito obbligazionario non convertibile, nel contesto del programma "EBB Export Programme" finalizzato al reperimento da parte di selezionate società di risorse finanziarie destinate al finanziamento e al supporto dei progetti di internazionalizzazione del core business delle Società Emittenti. L'operazione è strutturata da Finint, Gruppo Banca Finanziaria Internazionale e prevede il coinvolgimento come garante di SACE, agenzia del Ministero dell'Economia che incentive l'export del paese, e di Cassa Depositi e Prestiti come anchor investor, la più importante istituzione finanziaria italiana, controllata dal Ministero dell'Economia italiano, che ha fra i propri obiettivi statutari il supporto delle iniziative imprenditoriali ritenute profittevoli e strategiche per lo sviluppo del Paese.

Il consiglio di amministrazione della società ha deliberato il 27 marzo 2019 l'emissione del prestito obbligazionario, e l'operazione è stata perfezionata con la firma dei contratti previsti tra le parti coinvolte il 2 aprile 2019. La data di erogazione da parte del veicolo finanziatore è stata il 9 aprile 2019.

L'Operazione prevede tra alcune forme di supporto del credito, il rilascio da parte di SACE S.p.A. di una garanzia a prima richiesta sull'adempimento delle obbligazioni di pagamento a titolo di capitale e interessi della società derivanti dai Prestiti emessi dalle stesse. A fronte del rilascio della garanzia la società sottoscrive un accordo diretto tra SACE e un contratto volto a disciplinare, tra l'altro, i termini e le condizioni per il rilascio della Garanzia SACE, gli impegni di natura informativa, gli impegni di fare e non fare e gli obblighi di indennizzo e manleva assunti da ciascuna Società Emittente in favore di SACE, nonché i termini e le condizioni del pagamento del premio dovuto a SACE; il tasso di interesse sul prestito obbligazionario, ad oggi, non è stato ancora definito.

Tra gli impegni industriali emerge l'obbligo di finalizzazione di un progetto a supporto dell'export. I financial covenants che dovranno essere rispettati durante la vita del Prestito Obbligazionario saranno due e più precisamente: a) un gearing ratio (rapporto tra debiti totali netti e patrimonio netto), non dovrà essere maggiore di 2 per l'intera durata del Prestito Obbligazionario, e b) un leverage ratio (rapporto tra debiti totali netti ed Ebitda), non dovrà essere maggiore di: (i) 4,5 per l'anno 2019 e per l'anno 2020; e (ii) 3,5 a partire dall'anno 2021 e fino alla Data di Scadenza. Si segnala che sulla base dei risultati previsti nel Piano Industriale, tali covenants risultano rispettati negli anni di piano.

Contestualmente, la società è anche impegnata con la negoziazione di finanziamenti a medio lungo termine con il sistema bancario, anche in coerenza con le direttrici del piano industriale 2019 – 2023 che definiscono una struttura del debito bancario con una durata media finanziaria più lunga dell'attuale. La società riscontra il supporto del socio di riferimento, Meridiana Holding, come già avvenuto in passato, alla finalizzazione di queste operazioni, nell'interesse della società. In particolare la società sta trattando un finanziamento a medio lungo termine dell'importo fino a euro 8 milioni, anche in più tranches, con primario istituto bancario allo scopo ulteriore di razionalizzare il numero di banche, diminuendolo, e ottimizzare il lavoro transato con ciascun istituto con cui si collabora, commisurandolo con il grado di intensità del rapporto di finanziamento in essere.

La società, inoltre, continua ad avere ininterrotti rapporti ordinari con il sistema bancario per l'erogazione di credito a supporto del capitale circolante necessario per alimentare il business dell'ecommerce ed in particolare l'attività di distribuzione di prodotti fashion.

Infine, la società si è dotata di una delibera assembleare che delega il consiglio di amministrazione ad aumentare il capitale sociale a pagamento fino al 10 % del capitale sociale in essere ad oggi. In particolare si fa riferimento alla delibera dell'assemblea radunatasi in via straordinaria il 29 ottobre 2018, che ha approvato la proposta di delega quinquennale al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale, in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione nei limiti del 10% del capitale sociale preesistente da offrire in sottoscrizione ai soggetti che saranno individuati dal Consiglio di Amministrazione – ivi compresi investitori qualificati industriali e/o finanziari - a condizione che il prezzo di emissione delle azioni corrisponda al valore di mercato delle stesse e ciò sia confermato in apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale. L'obiettivo di una eventuale attivazione di questa delega è da riscontrarsi nell'interesse della società ad avere maggiore dotazione finanziaria al fine di accelerare il proprio piano di sviluppo, di poter beneficiare delle eventuali sinergie provenienti da un socio industriale operante nel settore di riferimento, nel rendere il mercato azionario molto più liquido.

Tenuto conto di quanto sopra descritto, pur in presenza delle inevitabili incertezze relative alle modalità di esecuzione del Piano 2019 – 2023 ed al reperimento delle necessarie risorse finanziarie per la realizzazione del Piano stesso, gli Amministratori ritengono di poter disporre di mezzi finanziari e patrimoniali che consentono di redigere il bilancio consolidato e d'esercizio al 31 dicembre 2018 nel presupposto della continuità aziendale.

12. Informazione e gestione sui principali rischi ed incertezze

In questa parte della presente relazione, i sottoscritti intendono rendere conto dei rischi, intendendo per tali quegli eventi atti a produrre effetti negativi in ordine al perseguimento degli obiettivi aziendali, e che quindi ostacolano la creazione di valore.

I rischi presi in esame sono analizzati distinguendo quelli finanziari da quelli non finanziari e ciò che li divide in base alla fonte di provenienza del rischio stesso. I rischi così classificati saranno ricondotti in due macro-categorie: rischi di fonte interna e rischi di fonte esterna, a seconda che siano insiti nelle caratteristiche e nell'articolazione dei processi interni di gestione aziendale ovvero derivino da circostanze esterne rispetto alla realtà aziendale.

Rischi non finanziari

Fra i rischi di fonte interna si segnalano:

Efficacia/efficienza dei processi: i processi organizzativi sono in corso di perfezionamento soprattutto con riferimento al monitoraggio ed all'implementazione delle procedure aziendali interne.

Delega: nel corso della crescita della nostra azienda sarà opportuno procedere ad una distribuzione dei compiti all'interno dell'organizzazione onde favorire i processi informativi e le efficienze interne;

Risorse umane: la nostra attività richiede risorse con alte competenze: occorrerà procedere ad aggiornamenti continui delle forze lavoro onde adeguare i nostri reparti alle mutate esigenze del mercato.

Fra i rischi di fonte esterna si segnalano:

Mercato: sono costituiti dai normali rischi della nostra attività, fortemente legata agli andamenti della domanda del mercato stesso.

Normative: la società si è organizzata in modo tale da rispettare puntualmente la stringente normativa soprattutto quella del settore del commercio elettronico italiano ed estero che rappresenta un grado di complicazione significativo

Eventi catastrofici: non risultano eventi di tale natura.

Rischi informatici: la diffusione e l'uso crescente dell'identità digitale-SPID, della firma digitale e della posta elettronica certificata potrebbe comportare l'aumento dei rischi di furto dell'identità digitale nonché dell'utilizzo fraudolento di tali identità. Qualsiasi appropriazione indebita e/o utilizzo illecito di tali informazioni potrebbero determinare, tra le altre cose, una violazione, riconducibile all'Emittente e/o al Gruppo, della normativa sulla protezione di determinati dati, con possibili effetti negativi sulle attività e sulle prospettive dell'Emittente e/o del Gruppo nonché sulla situazione economica patrimoniale e finanziaria dell'Emittente e/o del Gruppo. Durante gli esercizi 2013-2018 non si sono verificati attacchi al sistema informatico né, per quanto a conoscenza della Società, fenomeni di appropriazione indebita di dati e/o di informazioni sensibili. Qualora il Gruppo non fosse in grado di adottare presidi tecnologici in grado di fronteggiare tali possibili rischi potrebbe essere chiamata a rispondere di danni economici e patrimoniali subiti da terzi con effetti pregiudizievoli sulla situazione economico, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.

Rischi finanziari

Si attesta che nella scelta delle operazioni di finanziamento e di investimento la società ha adottato criteri di prudenza e di rischio limitato e che non sono state poste in essere operazioni di tipo speculativo.

Al fine di monitorare i rischi finanziari attraverso un sistema di reporting integrato e consentire una pianificazione analitica delle attività̀future, la Società sta implementando un sistema di controllo di gestione.

La società, inoltre, non ha fatto ricorso a strumenti finanziari derivati per la copertura di rischi legati all'approvvigionamento delle risorse finanziarie.

Rischio di cambio

La Società predispone i propri dati finanziari in Euro e, in relazione al proprio business model, sostiene la maggior parte dei propri costi sempre in Euro. Il business model adottato permette alla Società di ridurre al minimo i rischi connessi alle oscillazioni dei tassi di cambio.

Rischio di Credito

Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle sue attività operative (soprattutto per crediti commerciali e note di credito) e dalle sue attività di finanziamento, compresi i depositi presso banche e istituti finanziari.

I tempi di pagamento da parte dei maggiori clienti che dettano le condizioni determina la necessità per il gruppo di finanziare il capitale circolante principalmente attraverso l'indebitamento bancario soprattutto per linee autoliquidanti. In particolare, la necessità di finanziare il capitale circolante comporta per il gruppo differenti tipologie di oneri, quali, principalmente interessi passivi per finanziamenti.

Rischio di Liquidità

Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che le risorse finanziarie disponibili possano essere insufficienti a coprire le obbligazioni a scadenza. La società gestisce il rischio di liquidità cercando di mantenere un costante equilibrio tra fonti finanziarie, derivanti dalla gestione corrente, e dal ricorso a mezzi finanziari da Istituti di Credito, e impieghi di risorse. I flussi di cassa, le necessità finanziarie e la liquidità sono monitorati costantemente, con l'obiettivo di garantire un'efficace ed efficiente gestione delle risorse. Al fine di far fronte alle proprie obbligazioni, nel caso in cui i flussi di cassa generati dall'ordinaria gestione non si rendessero sufficienti, ovvero in caso di uno sfasamento temporale tra gli stessi, la società ha la possibilità di porre in essere operazioni volte al reperimento di risorse finanziarie, tramite, ad esempio, anticipazioni bancarie su crediti e finanziamenti bancari.

13. Raccordo tra Risultato Netto d'esercizio e Patrimonio Netto del Gruppo

La seguente tabella mostra la riconciliazione tra il patrimonio netto e il risultato d'esercizio della capogruppo ed il patrimonio netto ed il risultato consolidati al 31 dicembre 2018 e 31 dicembre 2017:

(valori in euro migliaia) Patrimonio Netto
31.12.2018
Risultato 31.12.2018 Patrimonio Netto
31.12.2017
Risultato 31.12.2017
Risultato d'esercizio e patrimonio netto di Giglio
Group S.p.A.
6.881 (4.745) 11.712 (2.379)
Risultato delle società controllate e differenza tra il
valore delle partecipazioni e la quota di spettanza
del patrimonio netto
1.528 (3.519) 4.980 2.422
Totale risultato e patrimonio netto di gruppo 8.409 (8.264) 16.692 43

14. Rapporti con parti correlate

Conformemente a quanto previsto dal Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, la Società Giglio Group S.p.A. ha adottato una Procedura per le Operazioni con Parti Correlate ("Procedura Parti Correlate") disponibile sul sito internet www.giglio.org, Sezione Corporate Governance/Sistema e regole di Governance/Procedura parti correlate. Per ulteriori informazioni in merito ai rapporti con parti correlate, si rimanda al paragrafo n. 30 della nota integrativa.

15. Andamento del titolo

Di seguito viene riportato l'andamento di mercato del titolo Giglio Group S.p.A. nonché i volumi scambiati nel corso del 2018:

La capitalizzazione di mercato alla data del 31 dicembre 2018 risultava pari a Euro 33,8 milioni mostrando dunque un valore ampiamente superiore all'entità del patrimonio netto contabile di competenza del Gruppo risultante dall'ultima situazione patrimoniale consolidata approvata. Alla medesima data le azioni in circolazione sono 16.040.250.

16. Informazioni sul Governo societario e gli assetti proprietari

Informativa ai sensi dell'art. 123-bis del D. lgs. N.58/1998 (T.U.F.)

Il Consiglio di Amministrazione della Giglio Group S.p.A. in data 15 marzo 2019, ha approvato la relazione annuale sul governo societario e gli assetti proprietari ("Relazione"), redatta anche ai sensi dell'art. 123-bis del T.U.F..

La Relazione contiene una descrizione del sistema di governo societario adottato da Giglio Group S.p.A. (la Società), riporta le informazioni sugli assetti proprietari e sull'adesione al Codice di Autodisciplina, le principali pratiche di governance della Società e le caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria.

Corporate Governance

Per ogni informazione in tema di corporate governante si rinvia alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, redatta ai sensi dell'art. 123 bis del TUF, approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società contestualmente alla Relazione sulla Gestione messa a disposizione dalla Società presso la sede legale della Società, nonché sul sito internet del Gruppo (www.giglio.org – sezione Corporate Governance).

Principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno

Il sistema di controllo interno di Giglio Group S.p.A. è strutturato al fine di assicurare, attraverso un processo di identificazione e gestione dei principali rischi, il conseguimento degli obiettivi aziendali, contribuendo a realizzare l'efficienza ed efficacia nelle operazioni aziendali, l'affidabilità dell'informazione finanziaria e la conformità alle leggi e regolamenti vigenti.

Per ogni informazione si rinvia alla Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, redatta ai sensi dell'art. 123 bis del TUF, approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società contestualmente alla Relazione sulla Gestione messa a disposizione dalla Società presso la sede legale della Società, nonché sul sito internet del Gruppo (www.giglio.org – sezione Corporate Governance).

17. Altre informazioni

Ricerca e sviluppo nuovi prodotti

Nel corso del 2018 non è stata effettuata attività di ricerca e sviluppo.

Numero e valore azioni proprie e delle azioni o quote di società controllanti possedute dalla società

La società non possiede azioni proprie né azioni della società controllante.

Numero e valore nominale delle azioni proprie e delle azioni o quote di società controllanti acquistate o alienate dalla società nell'esercizio

La società non ha acquistato o ceduto nel corso dell'esercizio azioni proprie né azioni della società controllante.

Azionisti rilevanti e principali dati relativi alle azioni dell'Emittente

Alla data di redazione del presente bilancio (Marzo 2019) i dati ufficiali indicano i seguenti azionisti rilevanti:

  • 55,67% delle azioni detenute da Meridiana Holding S.r.l. (società partecipata dal Alessandro Giglio in misura pari al 99% e dalla di lui moglie Yue Zhao in misura pari al 1% del capitale sociale);
  • DOCOMO Digital Italy S.P.A che detiene il 9,91% del capitale Sociale.

Azioni detenute da Amministratori, Sindaci e Dirigenti con Responsabilità strategiche

Per le informazioni relative alle Azioni detenute da Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche si rimanda alla Relazione sulla Remunerazione, redatta in conformità a quanto previsto dall'art. 123- ter del T.U.F., dall'art. 84-quater e dall'Allegato 3A, Schema 7-bis del Regolamento CONSOB n. 11971/1999 come successivamente modificato (il "Regolamento Emittenti") e dell'art. 6 del Codice di Autodisciplina, consultabile sul sito internet della Società www.giglio.org, Sezione Corporate Governance.

18. Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018 di Giglio Group S.p.A. – Proposta di deliberazione Signori azionisti,

a conclusione della nostra relazione, Vi proponiamo:

    1. di approvare il bilancio per l'esercizio 2018;
    1. con riferimento alla perdita di Euro 4.744.900, il ripianamento della stessa mediante l'utilizzo delle riserve che, al netto dei risultati portati a nuovo relativi all'esercizio precedente, ammontano ad Euro 8.418.303.

Milano, 15 Marzo 2019 Consiglio di Amministrazione Il Presidente

GIGLIO GROUP S.p.A. Sede in Milano, Piazza Diaz, 6 Milano Capitale sociale Euro 3.208.050 REA n. 1028989 Codice Fiscale 07396371002 Iscritta al Registro delle Imprese di Milano al n. 07396371002

Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2018

PROSPETTI CONTABILI

  • Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata
  • Prospetto di conto economico e conto economico complessivo consolidati
  • Rendiconto finanziario consolidato
  • Prospetto dei movimenti di patrimonio netto consolidato
  • Note illustrative al bilancio consolidato

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata

Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata 31.12.2018 31.12.2017
(valori in migliaia di euro)
Attività non correnti
Attività materiali (1) 1.492 6.829
Attività immateriali (2) 629 10.926
di cui Diritti di distribuzione - -
di cui Diritti di edizione - 10.573
Altre attività immateriali 629 353
Avviamento (3) 11.668 11.718
Partecipazioni (4) 5 150
Crediti (5) 1.590 142
Attività fiscali differite (8) 1.174 941
Totale attività non correnti 16.558 30.706
Attività correnti
Rimanenze di magazzino (6) 5.273 6.729
Crediti commerciali e altri (7) 12.519 20.926
Crediti finanziari - -
Crediti d'imposta (8) 9.949 9.822
Altre attività (9) 2.653 3.010
Disponibilità liquide (10) 2.889 6.209
Totale attività correnti 33.283 46.696
Attività destinate alla dismissione (35) 18.431 -
Totale Attivo 68.272 77.402
Patrimonio Netto (11)
Capitale sociale 3.208 3.208
Riserve 11.400 11.374
Riserva straordinaria - -
Costi di quotazione (541) (541)
Riserva FTA 4 4
Risultati portati a nuovo 2.602 2.609
Riserva cambio - (5)
Utile (perdita) del periodo (8.264) 43
Totale Patrimonio Netto di Gruppo 8.409 16.692
Patrimonio netto di terzi - -
Totale Patrimonio Netto 8.409 16.692
Passività non correnti
Fondi per rischi e oneri (12) 804 864
Passività fiscali differite (13) 3 282
Debiti finanziari (quota non corrente) (14) 6.663 9.201
Totale passività non correnti 7.470 10.347
Passività correnti
Debiti commerciali e altri debiti (15) 24.070 33.728
Debiti finanziari (quota corrente) (14) 16.009 11.763
Debiti per imposte (16) 2.824 3.581
Altre passività (17) 982 1.291
Totale passività correnti 43.885 50.363
Passività direttamente associate ad attività destinate alla dismissione (35) 8.508 -
Totale Passività e Patrimonio Netto 68.272 77.402

Prospetto di Conto economico consolidato

Conto economico consolidato (valori in migliaia di euro) 31.12.2018 31.12.2017
Ricavi totali (18) 37.912 59.856
Altri ricavi (18) 1.040 728
Variazione delle rimanenze 1.493 2.616
Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (19) (19.735) (49.307)
Costi per servizi (20) (15.395) (11.123)
Costi per godimento beni terzi (21) (1.029) (785)
Costi operativi (36.159) (61.215)
Salari e stipendi (22) (3.101) (1.759)
Oneri sociali (22) (541) (490)
TFR (22) (11) (76)
Costo del personale (3.653) (2.325)
Ammortamenti attività immateriali (23) (153) (88)
Ammortamenti attività materiali (23) (134) (120)
Svalutazioni (23) (53) 0
Ammortamenti e svalutazioni (340) (208)
Altri costi operativi (24) (956) (642)
Risultato operativo (663) (1.190)
Proventi finanziari (25) 80 137
Oneri finanziari netti (25) (1.164) (717)
Risultato prima delle imposte (1.747) (1.770)
Imposte sul reddito (26) (116) 274
Risultato netto di esercizio delle attività destinate a continuare (1.863) (1.496)
Risultato netto di esercizio delle attività destinate alla dismissione* (35) (6.401) 1.539
Risultato netto di esercizio (8.264) 43
Di cui di terzi - -
Risultato delle attività destinate a continuare per azione base e diluito (0,1161) (0,1010)
Risultato delle attività destinate alla dismissione per azione base e diluito (0,3991) 0,1039
Risultato netto per azione base e diluito (0,5177) (0,0002)

* In conformità alle disposizioni del paragrafo 33 dell'IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate", l'analisi dell'utile netto delle discontinued operations può essere presentata alternativamente nello schema di Conto economico o nelle Note di commento. Il Gruppo ha scelto l'opzione di rappresentare tale analisi nelle Note di commento alla nota n. 35 "Discontinued operations", cui si rinvia.

Prospetto di conto economico complessivo

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO (valori in migliaia di euro) 31.12.2018 31.12.2017
Risultato netto di esercizio (8.264) 43
Altre componenti di conto economico complessivo
Altre componenti di conto economico complessivo che saranno successivamente
riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte
Riserva Cambi 5 (5)
Totale altre componenti di conto economico complessivo che saranno
successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte
5 (5)
Altre componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente
riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte
Perdita Attuariale dei benefici a dipendenti (12) (46) (42)
Totale altre componenti di conto economico complessivo che non saranno
successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte (46) (42)
Risultato complessivo consolidato dell'esercizio (8.304) (4)

Prospetto di Patrimonio Netto Consolidato

Descrizione
(Valori in migliaia di euro)
Nota 11
Capitale
sociale
Riserve Riserva
FTA
Riserve
cambio
Riserva
IAS19
Risultati
portati a
nuovo
Utile
(perdita)
del
periodo
Totale
SALDO AL 31 DICEMBRE 2016 2.964 7.248 4 (1) (39) 1.284 1.326 12.785
Aumento capitale sociale operazione
Evolve
244 244
Riserva sovrapp. Operazione Evolve 3.666 3.666
Destinazione utile esercizio
precedente
1.326 (1.326) -
Riserva IAS 19 (42) (42)
Effetto Cambi (5) (5)
Risultato di periodo Gruppo 43 43
SALDO AL 31 DICEMBRE 2017 3.208 10.914 4 (5) (81) 2.609 43 16.692
Descrizione
(Valori in migliaia di euro)
Nota 11
Capitale
sociale
Riserve Riserva
FTA
Riserve
cambio
Riserva
IAS19
Risultati
portati a
nuovo
Utile
(perdita)
del
periodo
Totale
SALDO AL 31 DICEMBRE 2017 3.208 10.914 4 (5) (81) 2.609 43 16.692
Effetto prima applicazione IFRS 9 e IFRS
15 (nota 7)
(51) (51)
SALDO AL 1 GENNAIO 2018 3.208 10.914 4 (5) (81) 2.558 43 16.641
Aumento capitale sociale - -
Riserva sovrapprezzo - -
Risultato a nuovo 43 (43) -
Riserva IAS 19 26 26
Effetti cambi 5 5
Risultato di periodo Gruppo (8.264) (8.264)
SALDO AL 31 DICEMBRE 2018 3.208 10.914 4 - (55) 2.602 (8.264) 8.409

RENDICONTO FINANZIARIO

Importi in migliaia di euro 31.12.2018 31.12.2017
Flussi finanziari derivanti dall'attività operativa
Utile (Perdita) del periodo delle attività destinate a continuare (1.863) (1.409)
Utile (Perdita) del periodo delle attività destinate alla dismissione (35) (6.401) 1.453
Rettifiche per:
Ammortamenti di immobilizzazioni materiali (1) 135 120
Ammortamenti di attività immateriali (2) 153 87
Variazione non monetaria dei fondi 126 584
Svalutazioni/(Rivalutazioni) (23) 53 -
Oneri/(Proventi) finanziari netti (25) 1.085 580
Imposte sul reddito (26) 116 (360)
Variazioni di:
Rimanenze (6) 1.324 (2.564)
Crediti commerciali (7) 2.054 742
Crediti imposta (8) (202) (5.534)
Altre attività (9) (933) (1.525)
Passività fiscali differite (13) (279) (88)
Debiti commerciali (15) (894) 2.896
Debiti d'imposta (16) (697) 2.214
Altre passività (17) 97 729
Variazione del capitale circolante netto 470 (3.130)
Variazione dei fondi (12) (51) (51)
Variazioni attività/passività destinate alla dismissione (35) 4.765 (248)
Disponibilità liquide generate dall'attività operativa (1.412) (2.374)
Interessi pagati (25) (1.085) (580)
Imposte sul reddito pagate (26) (116) 360
Disponibilità liquide nette generate dall'attività operativa (2.613) (2.594)
Flussi finanziari derivanti dall'attività di investimento
Investimenti in immobilizzazioni materiali (1) (170) (225)
Investimenti in immobilizzazioni immateriali (2) (456) (45)
Acquisizione Gruppo Evolve al netto della liquidità acquisita - 558
Acquisizione Giglio Fashion al netto della liquidità acquisita - -
Altre immobilizzazioni (5);(8) (1.788) (740)
Incremento partecipazioni (4) (5) -
Variazioni perimetro consolidamento
Disponibilità liquide nette assorbite dall'attività di investimento (2.419) (452)
Flussi finanziari derivanti dall'attività di finanziamento
Aumento di capitale - -
Variazioni di PN (20) (46)
Accensione nuovi finanziamenti (14) 6.000 3.200
(14)
Rimborsi finanziamenti (3.132) (1.965)
Variazione indebitamento finanziario (14) (1.135) 6.250
Disponibilità liquide nette assorbite dall'attività di finanziamento 1.713 7.439
Incremento (decremento) netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti (3.319) 4.393
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 1' gennaio 6.209 1.817
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 31' dicembre 2.889 6.209

NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO CONSOLIDATO

INFORMAZIONI GENERALI

A. Informazioni societarie

La pubblicazione del bilancio consolidato di Giglio Group S.p.A. (la Società) per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 è stata autorizzata dal Consiglio d'Amministrazione in data 15 marzo 2019. La sede legale della controllante Giglio Group S.p.A. è a Milano in Piazza Diaz, 6 - Milano. Le attività della Società e delle sue controllate sono descritte nelle presenti note illustrative mentre nella relazione sulla gestione sono presentate le informazioni sulla struttura del Gruppo. Le informazioni sui rapporti del Gruppo con le altre parti correlate sono presentate nella Nota 30.

B. Principi di redazione

Il bilancio consolidato della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2018 è stato redatto in conformità agli International Financial Reporting Standards ("EU-IFRS") emessi dall'International Accounting Standard Board ed omologati dall'Unione Europea.

Per EU-IFRS si intendono tutti gli "International Financial Reporting Standards", tutti gli "International Accounting Standards" (IAS), tutte le interpretazioni dell'International Reporting Interpretations Committee' (IFRIC), precedentemente denominate 'Standing Interpretations Committee' (SIC) che, alla data di approvazione dei Bilanci Consolidati, siano state oggetto di omologa da parte dell'Unione Europea secondo la procedura prevista dal Regolamento (CE) n. 1606/2002 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo del 19 luglio 2002. In particolare, si rileva che gli EU-IFRS sono stati applicati in modo coerente a tutti i periodi presentati nel presente documento.

Il bilancio consolidato è costituito dal conto economico, dal conto economico complessivo, dalla situazione patrimoniale-finanziaria, dal rendiconto finanziario e dal prospetto delle movimentazioni del patrimonio netto (tutti espressi in migliaia di Euro) e dalle presenti note al bilancio.

Il bilancio consolidato è presentato in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro, se non altrimenti indicato.

L'Euro rappresenta la valuta funzionale e di presentazione per la Capogruppo ed è la valuta nella quale è condotta la maggior parte delle operazioni del Gruppo, ad esclusione delle attività relative alla controllata Nautical Channel, espresse in Sterline, delle attività della Giglio USA ed E-volve Service USA, espresse in dollari americani e delle attività della Giglio Shanghai, espresse in Yuan cinese.

Il bilancio consolidato fornisce informazioni comparative riferite all'esercizio precedente.

Nel proseguo sono descritti i principali principi contabili ed i criteri di valutazione applicati nella redazione del bilancio consolidato. I principi risultano conformi a quelli utilizzati per la predisposizione delle situazioni patrimoniali ed economiche di comparazione ad eccezione dei principi di nuova adozione per cui si rinvia al paragrafo "Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni entrati in vigore a partire dal 1 gennaio 2018".

Il bilancio consolidato è stato redatto in base al principio del costo storico e nel presupposto della continuità aziendale, in quanto gli Amministratori hanno verificato l'insussistenza di indicatori di carattere finanziario, gestionale o di altro genere che potessero segnalare criticità circa la capacità del Gruppo di far fronte alle proprie obbligazioni nel prevedibile futuro e in particolare nei prossimi 12 mesi. In particolare, si segnala che la Giglio Group adotta i principi contabili internazionali a partire dall'esercizio 2015, con data di transizione agli IFRS al 1° gennaio 2014.

C. Base di presentazione

Il bilancio consolidato è composto dal Prospetto della situazione patrimoniale – finanziaria, dal Prospetto di Conto Economico, di Conto Economico Complessivo, dal Rendiconto finanziario, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto e dalle corrispondenti Note illustrative.

In particolare:

  • nello Stato patrimoniale sono esposte separatamente le attività e le passività correnti e non correnti;
  • nel Conto economico complessivo l'analisi dei costi è effettuata in base alla natura degli stessi;
  • per il Rendiconto finanziario viene utilizzato il metodo indiretto.

In particolare, le attività e passività nel bilancio del Gruppo sono classificate secondo il criterio corrente/non corrente.

Un'attività è corrente quando:

  • si suppone che sia realizzata, oppure è posseduta per la vendita o il consumo, nel normale svolgimento del ciclo operativo;
  • è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla;
  • si suppone che sia realizzata entro dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio; o

  • è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti a meno che non sia vietato scambiarla o utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio.

Tutte le altre attività sono classificate come non correnti.

Una passività è corrente quando:

  • è previsto che si estingua nel suo normale ciclo operativo;
  • è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla;
  • deve essere estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio; o
  • l'entità non ha un diritto incondizionato a differire il regolamento della passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio

Tutti i valori esposti nei prospetti contabili e nelle note illustrative, laddove non diversamente indicato, sono espressi in migliaia di euro.

D. Valutazioni discrezionali e stime contabili significative

La redazione del bilancio consolidato della Giglio Group S.p.A. richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento: conseguentemente i risultati che verranno in seguito conseguiti potrebbero differire da tali stime.

In particolare, le stime vengono utilizzate per rilevare gli accantonamenti per rischi su crediti, ammortamenti, svalutazioni, benefici ai dipendenti, imposte ed altri accantonamenti a fondi. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi a conto economico.

I principali dati oggetto di stima si riferiscono a:

  • Identificazione delle Cash Generating Unit (CGU); In applicazione delle disposizioni dello "IAS 36 – Riduzione di valore delle attività", l'avviamento iscritto nel Bilancio consolidato del Gruppo, in virtù di operazioni di aggregazione aziendale, è stato allocato a singole CGU o a gruppi di CGU, che si prevede beneficeranno dall'aggregazione. Una CGU rappresenta il più piccolo gruppo di attività che genera flussi finanziari largamente indipendenti. Nel processo di individuazione delle predette CGU, il management ha tenuto conto della natura specifica dell'attività e del business a cui essa appartiene, verificando che i flussi finanziari derivanti da un gruppo di attività fossero strettamente indipendenti e ampiamente autonomi da quelli derivanti da altre attività (o gruppi di attività). Le

attività incluse in ogni CGU sono state individuate anche sulla base delle modalità attraverso le quali il management le gestisce e le monitora.

  • Applicazione dei requisiti per l'applicazione dell'IFRS5; Il Gruppo classifica le attività non correnti e i gruppi in dismissione come detenuti per vendita se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita, anziché tramite il loro uso continuativo. La condizione per la classificazione come detenuti per la vendita si considera rispettata solo quando la vendita alla data di bilancio è altamente probabile e l'attività o il gruppo in dismissione è disponibile per la vendita immediata nelle sue attuali condizioni. Le azioni richieste per concludere la vendita dovrebbero indicare che è improbabile che possano intervenire cambiamenti significativi nella vendita o che la vendita venga annullata. La Direzione deve essersi impegnata alla vendita, il cui completamento dovrebbe essere previsto entro un anno dalla data della classificazione. La direzione considera tutti i fatti e le circostanze inclusi eventi che potrebbero ostacolare i piani di dismissione nelle proprie valutazioni.

  • Misurazione del fair value delle attività o gruppi di attività destinate alla dismissione; Il Gruppo classifica le attività non correnti e i gruppi in dismissione come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti della controllante se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita o di distribuzione, anziché tramite il loro uso continuativo. Tali attività non correnti e gruppi in dismissione classificati come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono valutate al minore tra il valore contabile e il loro fair value al netto dei costi di vendita o di dismissione. In data 11 marzo 2019 la capogruppo ha siglato un accordo di conferimento alla società Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A. (Vertice 360) di alcuni assets afferenti alla divisione media, classificati, sussistendone i presupposti, nelle attività destinate alla dismissione. Tali assets sono stati valutati complessivamente euro 12,5 milioni sulla base di una fairness opinion commissionata dalla Società ad un esperto indipendente. Al fine dell'iscrizione in bilancio al 31 dicembre 2018 delle attività destinate alla dismissione da iscriversi al minore tra il costo ed il fair value sono stati utilizzati quale riferimento per il fair value, i valori emergenti dalla fairness opinion come meglio descritto nel paragrafo 35 nelle note illustrative cui si rimanda.

  • Valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo; Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacita, attraverso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacita attuale

di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti. L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti. Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti minoritari ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata. Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza.

  • Fondo obsolescenza delle rimanenze di materie prime ed accessori e delle rimanenze di prodotti finiti; Poiché il Gruppo tratta prodotti soggetti agli andamenti del mercato e all'influenza della moda, le rimanenze di prodotti possono essere soggette a riduzioni di valore. In particolare, il fondo obsolescenza rimanenze di prodotti finiti riflette pertanto la stima del management circa le perdite di valore attese sui prodotti delle diverse collezioni delle stagioni in giacenza, tenendo in considerazione la capacità di vendere gli stessi attraverso i diversi canali distributivi in cui opera il Gruppo. Indicativamente le assunzioni di svalutazione prevedono comunque percentuali di svalutazione crescenti con l'aumentare dell'anzianità dei prodotti acquistati (si ricorda che il gruppo tratta sia collezioni in season sia per off season distribuendole tra i digital retailers più importanti al mondo) in modo tale da riflettere da un lato la diminuzione dei prezzi di vendita e dall'altro la diminuzione della probabilità di vendita col passare del tempo. Alla base della determinazione di tale percentuale c'è sia un'analisi statistica del variare dell'anzianità del prodotto in giacenza che una valutazione di costanza nel tempo di utilizzo di percentuali. Nel caso venga notata una variazione nelle informazioni a disposizione le percentuali vengono rianalizzate ed eventualmente adeguate.

- Svalutazione crediti:

La Direzione valuta con attenzione, attraverso lo strumento dell'ageing list, sulla base del processo di recupero crediti e sulla base delle valutazioni fornite dalla Direzione Legale, lo stato dei propri crediti e dello scaduto ed effettua un'analisi della recuperabilità; anche queste stime, in quanto soggette ad un naturale grado di incertezza, potrebbero rilevarsi non corrette;

La valutazione della recuperabilità dei crediti commerciali è effettuata sulla base del cosiddetto expected credit loss model.

In particolare, le perdite attese sono determinate sulla base del prodotto tra: (i) l'esposizione vantata verso la controparte al netto delle relative mitiganti (c.d. Exposure At Default o EAD); (ii) la probabilità che la controparte non ottemperi alla propria obbliga-zione di pagamento (c.d. Probability of Default o PD); (iii) la stima, in termini percentuali, della quantità di credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (c.d. Loss Given Default o LGD) definita, sulla base delle esperienze pregresse (serie storiche della capacità di recupero) e delle possibili azioni di recupero esperibili (ad es. azioni stragiudiziali, contenziosi legali, ecc.)

- Pagamenti basati su azioni o opzioni:

il costo lavoro include, coerentemente alla natura sostanziale di retribuzione che assume, il costo del piano di incentivazione con pagamento basato su azioni/opzioni. Il costo dell'incentivazione è determinato con riferimento al fair value degli strumenti attribuiti e alla previsione del numero di azioni/opzioni che saranno effettivamente assegnate; la quota di competenza dell'esercizio è determinata pro-rata temporis lungo il vesting period, ossia il periodo intercorrente tra la data dell'attribuzione (cd. grant date) e la data di assegnazione. Il fair value delle azioni/opzioni sottostanti il piano di incentivazione è determinato alla grant date tenendo conto delle previsioni in merito al raggiungimento dei parametri di performance associati a condizioni di mercato e non è oggetto di rettifica negli esercizi successivi; quando l'ottenimento del beneficio è connesso anche a condizioni diverse da quelle di mercato, la stima relativa a tali condizioni è riflessa adeguando, lungo il vesting period, il numero di azioni che si prevede saranno effettivamente assegnate. Al termine del vesting period, nel caso in cui il piano non assegni azioni ai partecipanti per il mancato raggiungimento delle condizioni di performance, la quota del costo afferente le condizioni di mercato non è oggetto di reversal a conto economico.

Si specifica che in data 29 ottobre 2018 si è tenuta l'assemblea ordinaria e straordinaria della Società.

L'Assemblea, in sede ordinaria, ha approvato il Piano di Stock Option 2018-2021 riservato agli amministratori esecutivi e/o dirigenti con responsabilità strategiche al fine di mantenere elevate e migliorare le performance e contribuire ad aumentare la crescita e il successo della Società e del Gruppo.

L'Assemblea straordinaria ha attribuito delega al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale di Giglio Group S.p.A., ai sensi dell'articolo 2443 del Codice Civile, in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione, come previsto dall'articolo 2441, comma 8 e - per quanto occorrer possa - comma 5, del Codice Civile, per un importo massimo di Euro 138.000 in valore nominale, mediante emissione, anche in più tranche , di massime n. 690.000 azioni ordinarie prive del valore nominale, al servizio esclusivo del "Piano di Stock Option 2018 – 2021".

Le opzioni assegnate potranno essere esercitate nell'arco di un periodo di vesting triennale suddiviso in tre tranche (fino al 20% il primo anno, fino al 30% il secondo anno, fino al 50% il terzo anno) e matureranno solo qualora vengano raggiunti gli obiettivi (in termini di condizioni di performance) identificati nel piano stesso.

Si rileva che gli obiettivi legati al 2018 non sono stati raggiunti ed allo stesso modo, sulla base dei risultati prospettici riferiti agli obiettivi previsti nel piano, alla data del 31 dicembre 2018 non si è reso necessario alcun accantonamento

  • Benefici ai dipendenti, i cui valori sono determinati in base a stime attuariali; per le principali assunzioni attuariali si rinvia alla nota 12;

  • Avviamento: la recuperabilità dell'Avviamento è testata annualmente e, se necessario, anche nel corso dell'anno. L'allocazione dell'avviamento alle CGU o gruppi di CGU e la determinazione del valore recuperabile di queste ultime comporta l'assunzione di stime che dipendono da valutazioni soggettive nonché da fattori che possono cambiare nel tempo con conseguenti effetti anche significativi rispetto alle valutazioni effettuate dagli Amministratori. Tali valutazioni sono state svolte a livello delle unità generatrici di flussi finanziari alle quali il valore degli avviamenti sono imputati, assumendo, quale valore recuperabile, il maggiore tra il fair value, qualora disponibile o determinabile ed il valore d'uso ricavabile dai piani pluriennali approvati dai Consigli di Amministrazione competenti.

Si segnala in particolare che le valutazioni svolte negli esercizi a confronto hanno confermato la recuperabilità dei valori di carico come meglio descritto nella nota 3;

  • Diritti immateriali: gli Amministratori non hanno identificato impairment indicator alla data di bilancio con riferimento al valore delle immobilizzazioni immateriali. Si rimanda al paragrafo di commento delle attività immateriali per maggiori dettagli. Si sottolinea al riguardo come le immobilizzazioni immateriali sono testate annualmente per svalutazioni durevoli quando ci sono indicazioni che il valore contabile potrebbe non essere recuperato. Quando vengono predisposti i calcoli del valore in uso, gli Amministratori devono stimare i flussi di cassa attesi dall'attività o dalle unità generatrici di flussi e scegliere un tasso di sconto adeguato in modo da calcolare il valore attuale di tali flussi di cassa. La corretta identificazione degli elementi indicatori dell'esistenza di una potenziale riduzione di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse dipendono da fattori che possono variare nel tempo influenzando valutazioni e stime effettuate dagli Amministratori.

  • Attività per imposte differite che sono rilevate nella misura in cui sia probabile l'esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite fiscali potranno essere utilizzate. A tal riguardo, il management del Gruppo stima la probabile manifestazione temporale e l'ammontare dei futuri utili fiscalmente imponibili.

  • Aggregazioni di impresa e valutazione delle attività e passività acquisite:

In caso di aggregazioni aziendali, il processo di allocazione del costo della transazione comporta stime ed assunzioni basate sul giudizio professionale della Direzione, e rende necessaria l'individuazione delle metodologie più appropriate per la valutazione delle attività acquisite e delle passività assunte. La complessità dei processi di stima è mitigata dall'utilizzo, ove necessario, della contabilizzazione provvisoria, come consentita dal principio contabile di riferimento.

  • Passività potenziali:

Il Gruppo accerta una passività a fronte di contenziosi e rischi derivanti da cause legali in corso quando ritiene probabile il verificarsi di un esborso finanziario e quando l'ammontare delle passività può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui un esborso finanziario diventi possibile ma non ne sia determinabile l'ammontare, tale fatto è riportato nelle note di bilancio.

E. Informativa di settore

Il principio contabile IFRS 8-Segmenti operativi richiede che siano fornite informazioni dettagliate per ogni segmento operativo, inteso come una componente di un'entità i cui risultati operativi sono periodicamente rivisti dal top management ai fini dell'adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare e della valutazione della performance.

Il Gruppo, segmentando le proprie attività con riferimento alla tipologia dei prodotti, dei processi produttivi e dei mercati di sbocco, ha identificato tre aree di affari (Business Unit):

    1. E-commerce B2B
    1. E-commerce B2C
    1. Corporate.

Le unità operative che rientrano nell'ambito delle suddette aree di affari sono le seguenti:

    1. E-commerce B2B: Giglio Group Spa, Giglio USA, Giglio Tv HK e Giglio Shanghai;
    1. E-commerce B2C: Gruppo IBOX.
    1. Corporate: comprende le attività centralizzate funzionali al Gruppo non allocabili alle unità di business e principalmente svolte dalla Giglio Group S.p.A.

Si specifica che prima della decisione del gruppo di focalizzarsi sul solo business E commerce, i segmenti operativi identificati dalla società erano:

    1. Media
    1. E-commerce
    1. Corporate

Come in precedenza evidenziato, il settore Media è rappresentato al 31 dicembre 2018 come settore in dismissione all'interno delle discontinued operation sotto riportate.

I risultati dei settori individuati (già al netto delle elisioni intercompany) sono rappresentati nel seguito:

2018
E E
commerce commerce Discontinued
(in Euro migliaia) B2B B2C Corporate operation Totale
Ricavi 23.452 14.444 16 37.912
Altri proventi 25 1.015 0 1.040
Totale ricavi 23.476 15.460 16 0 38.952
EBITDA Adjusted 2.154 2.440 (4.024) 570
Costi di quotazione e non recurring 0 0 (892) (892)
EBIT 2.089 2.236 (4.987) (662)
EBT 2.102 1.993 (5.841) (1.747)
Risultato netto di esercizio attività destinate a continuare 2.009 1.982 (5.855) (1863)
Risultato netto di esercizio attività destinate alla dismissione (6.401) (6.401)
Risultato netto di esercizio (8.264)

Per una migliore rappresentazione si forniscono i risultati dei settori al 31 dicembre 2017:

2017
E E
commerce commerce Discontinued
(in Euro migliaia) B2B B2C Corporate operation Totale
Ricavi 21.561 38.295 59.856
Altri proventi 138 590 728
Totale ricavi 21.699 38.885 0 0 60.584
EBITDA Adjusted 2.771 928 (2.935) 764
Costi di quotazione e non recurring 0 0 (1.747) (1.747)
EBIT 2.757 809 (4.755) (1.189)
EBT 2.736 825 (5.330) (1.769)
Risultato netto di esercizio attività destinate a continuare 2.706 564 (4.766) (1.496)
Risultato netto di esercizio attività destinate alla dismissione 1.539 1.539

Si evidenziano, come già commentato precedentemente, le migliori performance dell'area ecommerce rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente grazie alla maggiore penetrazione nei mercati esteri e ai maggiori volumi di vendita trainati dai brand clienti.

Il Gruppo non utilizza come driver di controllo interno una visione dei dati patrimoniali suddivisi per settore di attività e, conseguentemente, le attività e passività per settore non sono esposte nella presente relazione finanziaria.

F. Gestione del capitale e dei rischi finanziari

Obiettivi e criteri di gestione del rischio finanziario

Le principali passività finanziarie del Gruppo comprendono i prestiti e i finanziamenti bancari, i debiti commerciali e i debiti diversi e le garanzie finanziarie. L'obiettivo principale di tali passività è di finanziare le attività operative del Gruppo. Il Gruppo ha crediti finanziari e altri crediti, commerciali e non commerciali, disponibilità liquide che si originano direttamente dall'attività operativa.

Il Gruppo è esposto al rischio di mercato, al rischio di credito ed al rischio di liquidità. Il Management del Gruppo è deputato alla gestione di questi rischi.

Il Consiglio d'Amministrazione rivede ed approva le politiche di gestione di ognuno dei rischi di seguito esposti.

Si attesta che nella scelta delle operazioni di finanziamento e di investimento la società ha adottato criteri di prudenza e di rischio limitato e che non sono state poste in essere operazioni di tipo speculativo.

I rischi finanziari sono monitorati attraverso un sistema di reporting integrato atto a consentire una pianificazione analitica delle attività future.

La società, inoltre, non ha fatto ricorso a strumenti finanziari derivati per la copertura di rischi legati all'approvvigionamento delle risorse finanziarie.

Di seguito vengono commentati i diversi rischi finanziari cui è esposto Giglio Group.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di cambio, il rischio di tasso e altri rischi di prezzo. Stante il business del gruppo, non si ravvedono esposizioni agli altri rischi di prezzo come, ad esempio, il rischio di prezzo sui titoli rappresentativi di capitale (equity risk) ed il rischio di prezzo delle commodity.

Rischio di cambio

La Società predispone i propri dati finanziari in Euro e, in relazione al proprio business model, sostiene la maggior parte dei propri costi sempre in Euro. Il business model adottato permette alla Società di ridurre al minimo i rischi connessi alle oscillazioni dei tassi di cambio.

Rischio di tasso di interesse

Le oscillazioni dei tassi di interesse di mercato influiscono sul livello degli oneri finanziari netti e sul valore di mercato delle attività e passività finanziarie.

Il rischio di tasso d'interesse si può classificare in:

  • flow risk, che si riferisce alla variabilità degli importi di interessi attivi e passivi incassati e pagati a seguito dei movimenti nei livelli dei tassi di interesse di mercato;

  • price risk, relativo alla sensibilità del valore di mercato delle attività e passività alle variazioni del livello dei tassi di interesse (si riferisce ad attività o passività a tasso fisso).

Giglio Group S.p.A. è principalmente esposta al flow risk, o rischio di flusso, cioè al rischio di conseguire a conto economico un aumento dei costi finanziari per effetto di una variazione sfavorevole dei tassi di interesse.

La Società utilizza risorse finanziarie di terzi principalmente sotto forma di debito bancario regolato a tasso variabile. Variazioni nei tassi di interesse di mercato incidono solo sul costo dei finanziamenti e sul rendimento delle forme di impiego e quindi sul livello degli oneri e dei proventi finanziari della Società e non anche sul loro fair value.

Gran parte della posizione debitoria onerosa è rappresentata da finanziamenti a tasso variabile e a breve termine.

Il costo dell'indebitamento bancario è parametrato al tasso di mercato (generalmente euribor/libor di periodo o il tasso di riferimento sul mercato interbancario specifico della valuta in cui il finanziamento è denominato) di periodo più uno spread che dipende dalla tipologia di linea di credito utilizzata.

Si riporta di seguito la tabella in merito all'analisi di sensitività del tasso di interesse sulle poste a tasso variabile.

(importi in €'000)

Analisi di sensitività del rischio di
tasso su poste a tasso variabile
Sottostante Incremento/Riduzione dei tassi di interesse
sottostanti
Utile ante imposte
31 dicembre 2018 (17.230) +1% (1.922)
31 dicembre 2018 (17.230) -1% (1.572)

Rischio di credito

Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle sue attività operative (soprattutto per crediti commerciali e note di credito) e dalle sue attività di finanziamento, compresi i depositi presso banche e istituti finanziari.

I tempi di pagamento da parte dei maggiori clienti che dettano le condizioni determina la necessità per la società di finanziare il capitale circolante principalmente attraverso l'indebitamento bancario soprattutto per linee autoliquidanti. In particolare, la necessità di finanziare il capitale circolante comporta per la Società differenti tipologie di oneri, quali, principalmente interessi passivi per finanziamenti.

Il rischio di mancato incasso viene gestito dal Gruppo Giglio attraverso una serie di politiche commerciali e procedure interne finalizzate, da un lato a ridurre il rischio espositivo nei confronti dei clienti, e dall'altro lato da monitorare l'andamento degli incassi in modo da intervenire tempestivamente con attività ed azioni correttive.

I dati dell'esercizio 2018 comprendono gli effetti dell'adozione dell'IFRS 9.

Il Gruppo si è avvalso dell'opzione prevista dall'IFRS 9 di non rideterminare le informazioni comparative degli esercizi precedenti, riesponendo ai soli fini della completezza le tabelle del rischio di credito relative allo scorso esercizio.

Le tabelle a livello complessivo non sono direttamente confrontabili in quanto, il fondo svalutazione crediti è stato determinato nel 2018 con il metodo dell'expected credit losses, di seguito ECL, (in applicazione dell'IFRS 9) in sostituzione del metodo incurred losses utilizzato nel 2017.

Si riporta nel seguito l'ageing dei crediti commerciali al 31 dicembre 2018 comparato con il dato al 31 dicembre 2017:

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31
dicembre 2018
% Periodo chiuso al 31
dicembre 2017
%
> 120 gg 2.675 21,8 % 4.242 25,3 %
90<> 120 gg 652 5,3 % 1.771 10,6 %
60<> 90 gg 708 5,8 % 688 4,1 %
30<> 60 gg 1.125 9,2 % 1.186 7,1 %
0<> 30 gg 1.112 9,0 % 1.191 7,1 %
Totale scaduto 6.273 51,0 % 9.078 54,1 %
Non scaduto 6.018 49,0 % 7.692 45,9 %
Totale crediti lordi 12.290 100,0 % 16.770 100,0 %
Fondo svalutazione crediti (1.359) (2.109)
Inc. fondo su scaduto oltre 120 gg (50,8)% (49,7)%
Totale 10.931 14.661

La seguente tabella mostra l'esposizione al rischio di credito del Gruppo per area geografica:

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31
dicembre 2018
% Periodo chiuso al 31
dicembre 2017
%
Europa 6.675 54,3 % 11.286 67,3 %
Asia 5.578 45,4 % 4.657 27,8 %
USA 4 0,0 % 445 2,7 %
Resto del mondo 34 0,3 % 382 2,3 %
Totale crediti lordi 12.290 100,0 % 16.770 100,0 %
Fondo svalutazione crediti (1.359) (2.109)
Totale 10.931 14.661

Il fondo svalutazione crediti è stato determinato attraverso l'elaborazione di una specifica matrice di accantonamento.

In particolare, il Gruppo, in funzione della varietà della sua clientela, ha identificato raggruppamenti appropriati ed associato a tali raggruppamenti uno specifico rating determinato in base all'esperienza storica della società.

Ad ogni tipologia di rating è stata applicata una specifica percentuale di svalutazione in funzione della fascia di scaduto, come espresso nella seguente tabella:

Rating > 120 gg 90<> 120 gg 60<> 90 gg 30<> 60 gg 0<> 30 gg Non scaduto
A (rischio basso) 4,4% 3,4% 2,4% 1,4% 0,4% 0,2%
B (rischio medio) 5,4% 4,4% 3,4% 2,4% 0,6% 0,4%
C (rischio alto) 6,4% 5,4% 4,4% 3,4% 0,8% 0,6%

Le percentuali così indentificate sono poi aggiustate per tenere conto del tasso di recupero in caso di default (loss given default) o di specifiche considerazioni relative a clienti con situazioni di contenziosi.

Rischio di Liquidità

Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che le risorse finanziarie disponibili possano essere insufficienti a coprire le obbligazioni a scadenza. La società gestisce il rischio di liquidità cercando di mantenere un costante equilibrio tra fonti finanziarie, derivanti dalla gestione corrente, e dal ricorso a mezzi finanziari da Istituti di Credito, e impieghi di risorse. I flussi di cassa, le necessità finanziarie e la liquidità sono monitorati costantemente, con l'obiettivo di garantire un'efficace ed efficiente gestione delle risorse. Al fine di far fronte alle proprie obbligazioni, nel caso in cui i flussi di cassa generati dall'ordinaria gestione non si rendessero sufficienti, ovvero in caso di uno sfasamento temporale tra gli stessi, la società ha la possibilità di porre in essere operazioni volte al reperimento di risorse finanziarie, tramite, ad esempio, anticipazioni bancarie su crediti e finanziamenti bancari.

Al 31 dicembre 2018 si segnala la seguente situazione delle linee di credito accordate e i relativi utilizzi:

Ente Linea di credito per
anticipo fatture Italia
Utilizzato Linea di credito
per anticipo
fatture Estero
Utilizzato Fido
cassa
Utilizzato Totale
Fido
Totale
Utilizzato
MPS - - - - 15 11 15 11
IFITALIA
Factoring - BNL 5.950 2.595 - - - - 5.950 2.595
Banco Popolare 300 184 100 - 20 16 420 200
Banca Popolare
di Milano
650 180 - 420 - - 650 600
Banca Sella - - 200 60 - - 200 60
Banca Popolare
di Sondrio
150 150 - - - - 150 150
FACTORIT -
Banca Popolare
di Sondrio
300 - - - - - 300 -
CREDIMI 1.570 1.502 - - - - 1.570 1.502
UNICREDIT 5.000 4.990 - - 50 - 5.050 4.990
CARIPARMA 1.500 - - - - - 1.500 -
BNL - - - - 50 - 50 -
BANCA INTESA
HONG KONG
- - 200 190 - - 200 190
Totale 15.420 9.601 500 669 135 27 16.055 10.298

Sono in corso di rinegoziazione linee di credito con una primaria banca per un importo fino a 8 milioni.

Si rimanda inoltre alla tabella indicata al paragrafo 14. Debiti finanziari correnti e non correnti.

Gestione del capitale

Ai fini della gestione del capitale del Gruppo, si è definito che questo comprende il capitale sociale emesso, la riserva sovraprezzo azioni e tutte le altre riserve di capitale attribuibili agli azionisti della capogruppo. Le politiche di gestione del capitale da parte del Consiglio di Amministrazione prevedono il mantenimento di un livello elevato di capitale proprio al fine di preservare un rapporto di fiducia con gli investitori, i creditori ed il mercato, consentendo altresì lo sviluppo futuro dell'attività. Il Gruppo gestisce la struttura patrimoniale ed effettua aggiustamenti in base alle condizioni economiche ed ai requisiti dei convenants finanziari. Allo scopo di mantenere o rettificare la struttura patrimoniale, il Gruppo potrebbe intervenire sui dividendi pagati agli azionisti, rimborsare il capitale agli azionisti o emettere nuove azioni.

Il Gruppo gestisce il capitale e i rischi finanziari in coerenza con la struttura dell'attivo patrimoniale. L'obiettivo del Gruppo è quello di mantenere nel tempo un rating creditizio e livelli degli indicatori di capitale adeguati e coerenti con la struttura dell'attivo patrimoniale.

PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE

Principi di consolidamento

Il bilancio consolidato include il bilancio della Giglio Group S.p.A. e delle società controllate al 31 dicembre 2018. In particolare, una società viene considerata "controllata" quando il Gruppo ha il potere, direttamente o indirettamente, di determinarne le politiche finanziarie ed operative, al fine di ottenere benefici dalle sue attività.

Il bilancio consolidato è predisposto sulla base dei prospetti contabili redatti dalle singole società in conformità agli IFRS.

Specificatamente, il Gruppo controlla una partecipata se, e solo se, il Gruppo ha:

  • il potere sull'entità oggetto di investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell'entità oggetto di investimento);
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto di investimento;
  • la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Generalmente, vi è la presunzione che la maggioranza dei diritti di voto comporti il controllo. A supporto di tale presunzione e quando il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto (o diritti simili), il Gruppo considera tutti i fatti e le circostanze rilevanti per stabilire se controlla l'entità oggetto di investimento, inclusi:

  • Accordi contrattuali con altri titolari di diritti di voto;
  • Diritti derivanti da accordi contrattuali;
  • Diritti di voto e diritti di voto potenziali del Gruppo.

Il Gruppo riconsidera se ha o meno il controllo di una partecipata se i fatti e le circostanze indicano che ci siano stati dei cambiamenti in uno o più dei tre elementi rilevanti ai fini della definizione di controllo. Il consolidamento di una controllata inizia quando il Gruppo ne ottiene il controllo e cessa quando il Gruppo perde il controllo stesso. Le attività, le passività, i ricavi ed i costi della controllata acquisita o ceduta nel corso dell'esercizio sono inclusi nel bilancio consolidato dalla data in cui il Gruppo ottiene il controllo fino alla data in cui il Gruppo non esercita più il controllo sulla società. Le variazioni nelle quote di partecipazione in una società controllata che non comportano la perdita

Se il Gruppo perde il controllo di una controllata, deve eliminare le relative attività (incluso l'avviamento), passività, le interessenze delle minoranze e le altre componenti di patrimonio netto, mentre l'eventuale utile o perdita è rilevato a conto economico. La quota di partecipazione eventualmente mantenuta deve essere rilevata al fair value.

di controllo sono contabilizzate a patrimonio netto.

I prospetti contabili delle società controllate comprese nell'area di consolidamento sono consolidati con il metodo dell'integrazione globale, che prevede il recepimento integrale di tutte le voci del bilancio, prescindendo dalla percentuale di possesso azionario di Gruppo, nonché l'eliminazione delle operazioni infragruppo e degli utili non realizzati.

Sono elisi i valori derivanti da rapporti intercorsi tra le entità consolidate, in particolare derivanti da crediti e debiti in essere alla fine del periodo, i costi e i ricavi nonché gli oneri e i proventi finanziari e diversi iscritti nei conti economici delle stesse. Sono altrettanto elisi gli utili e le perdite realizzati tra le entità consolidate con le correlate rettifiche fiscali.

Le attività destinate alla vendita, per le quali è altamente probabile la cessione entro i successivi dodici mesi, qualora le altre condizioni previste dall'IFRS 5 siano rispettate, vengono classificate in accordo con quanto stabilito da tale principio e pertanto una volta consolidate integralmente, le attività ad esse riferite sono classificate in un'unica voce, definita "Attività destinate alla dismissione", le passività ad esse correlate sono iscritte in un'unica linea dello stato patrimoniale, nella sezione delle passività, ed il relativo margine di risultato è riportato nel conto economico nella linea "Risultato delle attività destinate alla dismissione e dismesse".

Aggregazioni aziendali e avviamento

Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate utilizzando il metodo dell'acquisizione. Il costo di un'acquisizione è determinato come somma del corrispettivo trasferito, misurato al fair value alla data di acquisizione, e dell'importo della partecipazione di minoranza nell'acquisita. Per ogni

aggregazione aziendale, il Gruppo definisce se misurare la partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita. In particolare, l'avviamento è iscritto solo per la parte riconducibile alla Capogruppo ed il valore delle partecipazioni di minoranza è determinato in proporzione alle quote di partecipazione detenute dai terzi nelle attività nette identificabili dell'acquisita.

I costi di acquisizione sono spesati nell'esercizio e classificati tra le spese amministrative. Quando il Gruppo acquisisce un business, classifica o designa le attività finanziarie acquisite o le passività assunte in accordo con i termini contrattuali, le condizioni economiche e le altre condizioni pertinenti in essere alla data di acquisizione. L'eventuale corrispettivo potenziale da riconoscere è rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o passività, quale strumento finanziario che sia nell'oggetto dello IFRS 9 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione, deve essere rilevata nel conto economico. L'avviamento è inizialmente rilevato al costo rappresentato dall'eccedenza dell'insieme del corrispettivo corrisposto e dell'importo iscritto per le interessenze di minoranza rispetto alle attività nette identificabili acquisite e le passività assunte dal Gruppo. Se il fair value delle attività nette acquisite eccede l'insieme del corrispettivo corrisposto, il Gruppo verifica nuovamente se ha identificato correttamente tutte le attività acquisite e tutte le passività assunte e rivede le procedure utilizzate per determinare gli ammontari da rilevare alla data di acquisizione. Se dalla nuova valutazione emerge ancora un fair value delle attività nette acquisite superiore al corrispettivo, la differenza (utile) viene rilevata a conto economico. Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento è valutato al costo al netto delle perdite di valore accumulate. Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è allocato, dalla data di acquisizione, a ciascuna unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo che si prevede benefici delle sinergie dell'aggregazione, a prescindere dal fatto che altre attività o passività dell'entità acquisita siano assegnate a tali unità.

Se l'avviamento è stato allocato a un'unità generatrice di flussi finanziari e l'entità dismette parte delle attività di tale unità, l'avviamento associato all'attività dismessa è incluso nel valore contabile dell'attività quando si determina l'utile o la perdita della dismissione. L'avviamento associato con l'attività dismessa è determinato sulla base de i valori relativi dell'attività dismessa e della parte mantenuta dell'unità generatrice di flussi finanziari.

Qualora l'aggregazione aziendale fosse realizzata in più fasi, al momento dell'acquisizione del controllo le quote partecipative detenute precedentemente sono rimisurate al fair value e l'eventuale differenza (positiva o negativa) è rilevata a conto economico.

In caso di acquisto di quote di minoranza, dopo l'ottenimento del controllo, il differenziale positivo tra costo di acquisizione e valore contabile delle quote di minoranza acquisite è portato a riduzione del patrimonio netto della Capogruppo. In caso di cessione di quote tali da non far perdere il controllo dell'entità, invece, la differenza tra prezzo incassato e valore contabile delle quote cedute viene rilevata direttamente a incremento del patrimonio netto, senza transitare per il conto economico.

Area di consolidamento

Informazioni sulle controllate:

Il bilancio consolidato del Gruppo include:

Perimetro di Consolidamento

Giglio Group S.p.A. Italia Controllante
Nautical Channel Ltd UK Controllata 100%
Giglio TV HK* HK Controllata 51%
Giglio USA USA Controllata 100%
IBOX SA Svizzera Controllata 100%
Giglio
(Shanghai)
Technology
Company
Limited
Cina Controllata 100%
IBOX SRL Italia Controllata 100%
Evolve Service USA USA Controllata 100%

*La partecipazione di minoranza pari al 49% detenuta da Simest S.p.A. è classificata da patrimonio netto di terzi a debiti finanziari, in virtù dell'obbligo irrevocabile di acquisto di tale quota, da parte di Giglio Group S.p.A., alla data del 30 giugno 2022.

Società consolidate col metodo integrale:

Giglio Group S.p.A. (capogruppo)

Sede legale in Milano, Piazza Diaz, 6 e sede operativa ed Amministrativa in Roma, Via dei Volsci, 163

– Capitale sociale Euro 3.208.050.

In particolare, la società opera nel campo del commercio elettronico.

Dal 20 marzo 2018 la Società è quotata sul mercato MTA segmento STAR, con un flottante pari a

circa il 35% e la compagine societaria è presente sul sito: www.giglio.org.

GIGLIO TV HK Limited

Sede legale:

Unit 305 – 7,3/F, Laford Centre,838

Lai Chi Kok Road, Cheung Sha Wan,

Kowloon, Hong Kong

Capitale sociale Euro 1.530.000, posseduto per il 100% da Giglio Group S.p.A. La società gestisce tutte le attività del gruppo rivolte al mercato cinese.

NAUTICAL CHANNEL

Sede Legale: 346a Farnham Road Slough Berkshire SL2 1BT (UK)

Capitale sociale Euro 5, posseduto per il 100% da Giglio Group S.p.A.

La società gestisce tutte le attività del gruppo legate al tema della Nautica per tutto il mondo.

GIGLIO USA LLC

Sede Legale: One Wall Street, 6th Floor

BURLINGTON, MA 01803

REPRESENTATIVE OFFICE

111 West 19th Street (6th Floor)

10011 New York, NY USA

Capitale sociale Euro 18 migliaia, posseduto per il 100% da Giglio Group S.p.A.

La Società ha lo scopo di sviluppare il modello di business della divisione Fashion sul mercato statunitense.

GIGLIO (Shanghai) TECNOLOGY LIMITED COMPANY

Sede Legale: Shanghai International Finance Center

Century Avenue 8

Room 874, Level 8, Tower II

Shanghai, 200120

Capitale Sociale Euro 40 migliaia.

IBOX SA

Sede legale: Galleria 1 Via Cantonale, 6928 Manno, Svizzera

Capitale sociale: CHF 1.882.000

La società è un e-commerce service provider impegnata nella gestione dei siti on line di grandi

marchi della moda made in Italy.

E-Volve Service USA

Sede legale: New york

Capitale sociale: Dollari 10.000

La società ha lo scopo di sviluppare il modello di business e-commerce della IBOX SA.

IBOX S.r.l.

Sede legale: Via Pier Della Francesca 39, 59100 Prato (PO)

Capitale sociale: Euro 20.000

La società è un e-commerce service provider impegnata nella gestione dei siti on line di grandi marchi della moda made in Italy.

Class TV Moda Holding è contabilizzata con il metodo del Patrimonio Netto.

Traduzione dei bilanci espressi in valuta diversa da quella di presentazione

Conversione delle poste in valuta

Il bilancio consolidato è presentato in euro che è la valuta funzionale e di presentazione adottata dalla capogruppo. Ciascuna impresa del Gruppo definisce la propria valuta funzionale, che è utilizzata per misurare le voci comprese nei singoli bilanci. Il Gruppo utilizza il metodo del consolidamento diretto; l'utile o la perdita riclassificati a conto economico al momento della cessione di una controllata estera rappresentano l'importo che emerge dall'utilizzo di questo metodo.

Operazioni e saldi

Le operazioni in valuta estera sono rilevate inizialmente nella valuta funzionale, applicando il tasso di cambio a pronti alla data dell'operazione.

Le attività e passività monetarie, denominate in valuta estera, sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio alla data del bilancio.

Le differenze di cambio realizzate o quelle derivanti dalla conversione di poste monetarie sono rilevate nel conto economico, con l'eccezione degli elementi monetari che costituiscono parte della copertura di un investimento netto in una gestione estera. Tali differenze sono rilevate nel conto economico complessivo fino alla cessione dell'investimento netto, e solo allora l'ammontare complessivo è riclassificato nel conto economico. Le imposte attribuibili alle differenze cambio sugli elementi monetari sono anch'essi essere rilevati nel prospetto di conto economico complessivo.

Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite ai tassi di cambio alla data di rilevazione iniziale della transazione. Le poste non monetarie iscritte al fair value in valuta estera sono convertite al tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore. L'utile o la perdita che emerge dalla conversione di poste non monetarie sono trattati coerentemente con la rilevazione degli utili e delle perdite relative alla variazione del fair value delle suddette poste (i.e. le differenze di conversione sulle voci la cui variazione del fair value è rilevata nel conto economico complessivo o nel conto economico sono rilevate, rispettivamente, nel conto economico complessivo o nel conto economico).

Società del Gruppo

Alla data di bilancio, le attività e passività delle società del Gruppo sono convertite in euro al tasso di cambio di tale data, ricavi e costi di ogni prospetto di conto economico complessivo o conto economico separato presentato sono convertiti ai tassi di cambio alla data delle operazioni. Le differenze di cambio derivanti dalla conversione sono rilevate nel prospetto di conto economico complessivo. All'atto della dismissione di una gestione estera, la parte di conto economico complessivo riferita a tale gestione estera è iscritta nel conto economico.

L'avviamento derivante dall'acquisizione di una gestione estera e le rettifiche al fair value dei valori contabili di attività e passività derivanti dall'acquisizione di quella gestione estera, sono contabilizzati come attività e passività della gestione estera e quindi sono espressi nella valuta funzionale della gestione estera e convertiti al tasso di cambio di chiusura d'esercizio.

Valutazione del fair value

Il Gruppo non ha attualmente altri strumenti finanziari o attività e passività misurate al fair value, oltre a quanto menzionato con riferimento alle attività del settore media in dismissione, di cui si danno informazioni dettagliate al paragrafo 35..

Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività, o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività, in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione. Una valutazione del fair value suppone che l'operazione di vendita dell'attività o di trasferimento della passività abbia luogo:

► nel mercato principale dell'attività o passività;

oppure

► in assenza di un mercato principale, nel mercato più vantaggioso per l'attività o passività.

Il mercato principale o il mercato più vantaggioso devono essere accessibili per il Gruppo.

Il fair value di un'attività o passività è valutato adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o passività, presumendo che gli stessi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico.

Una valutazione del fair value di un'attività non finanziaria considera la capacità di un operatore di mercato di generare benefici economici impiegando l'attività nel suo massimo e migliore utilizzo o vendendola a un altro operatore di mercato che la impiegherebbe nel suo massimo e miglior utilizzo. Il Gruppo utilizza tecniche di valutazione che sono adatte alle circostanze e per le quali vi sono sufficienti dati disponibili per valutare il fair value, massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e minimizzando l'uso di input non osservabili.

Tutte le attività e passività per le quali il fair value viene valutato o esposto in bilancio sono categorizzate in base alla gerarchia del fair value, come di seguito descritta:

► Livello 1 - i prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione;

► Livello 2 – Input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività;

► Livello 3 – tecniche di valutazione per le quali i dati di input non sono osservabili per l'attività o per la passività.

La valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l'input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione.

Per le attività e passività rilevate nel bilancio al fair value su base ricorrente, il Gruppo determina se siano intervenuti dei trasferimenti tra i livelli della gerarchia rivedendo la categorizzazione (basata sull'input di livello più basso, che è significativo ai fini della valutazione del fair value nella sua interezza) ad ogni chiusura di bilancio.

Criteri di valutazione

Attività materiali

Le immobilizzazioni materiali, iscrivibili in bilancio come attività se e solo se è probabile che i futuri benefici economici ad esse associati affluiranno all'impresa e se il loro costo può essere attendibilmente determinato, sono rilevate al costo storico e sono esposte in bilancio al netto del relativo fondo ammortamento e di eventuali perdite di valore.

In particolare, il costo di un'immobilizzazione materiale, acquistata da terzi o costruita in economia, è comprensivo degli oneri di diretta attribuzione ed include tutti i costi necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per il quale è stato acquisito.

Il valore iniziale del bene viene incrementato del valore attuale degli eventuali costi di smantellamento e rimozione del bene o di ripristino del sito in cui il bene è dislocato, allorquando esista un'obbligazione legale od implicita in tal senso. A fronte dell'onere capitalizzato verrà quindi rilevata una passività a titolo di fondo rischi.

Le spese di manutenzione e riparazione non vengono capitalizzate, ma rilevate nel conto economico dell'esercizio di competenza.

I costi sostenuti successivamente all'iscrizione iniziale – migliorie, spese di ammodernamento o di ampliamento, ecc. – sono iscritti nell'attivo se e solo se è probabile che i futuri benefici economici ad essi associati affluiranno all'impresa e se si sostanziano in attività identificabili o se riguardano spese finalizzate ad estendere la vita utile dei beni a cui si riferiscono oppure ad aumentarne la capacità produttiva o anche a migliorare la qualità dei prodotti da essi ottenuti. Qualora invece tali spese siano assimilabili ai costi di manutenzione verranno imputate a conto economico nel momento del sostenimento.

Le quote di ammortamento, imputate a conto economico, sono state calcolate secondo la durata economico- tecnica dei cespiti, sulla base del criterio della residua possibilità di utilizzazione Le aliquote stimate al fine di ammortizzare sistematicamente i cespiti sono le seguenti:

impianti e macchinari: 15%
attrezzatura: 15%
Server: 12,5%
mobili e arredi: 15%

Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato. Se esiste un'indicazione di questo tipo e nel caso in cui il valore di carico ecceda il valore presumibile di realizzo, le attività o le unità generatrici di flussi finanziari vengono svalutate fino a riflettere il loro valore di realizzo, che coincide con il maggiore tra il prezzo netto di vendita del bene ed il suo valore d'uso. Nel definire il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto ante imposte che rifletta la stima corrente di mercato del costo del denaro rapportato al tempo ed ai rischi specifici dell'attività. Per un'attività che non generi flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore di realizzo è determinato in relazione all'unità generatrice di flussi finanziari cui tale attività appartiene.

Leasing

La definizione di un accordo contrattuale come operazione di leasing (o contenente un'operazione di leasing) si basa sulla sostanza dell'accordo e richiede di valutare se l'adempimento dell'accordo stesso dipenda dall'utilizzo di una o più attività specifiche o se l'accordo trasferisca il diritto all'utilizzo di tale attività. La verifica che un accordo contenga un leasing viene effettuata all'inizio dell'accordo.

Un contratto di leasing viene classificato come leasing finanziario o come leasing operativo all'inizio del leasing stesso. Un contratto di leasing che trasferisce sostanzialmente al Gruppo tutti i rischi e i benefici derivanti dalla proprietà del bene locato, è classificato come leasing finanziario.

I leasing finanziari sono capitalizzati alla data di inizio del leasing al fair value del bene locato o, se minore, al valore attuale dei canoni. I canoni sono ripartiti fra quota di capitale e quota interessi in modo da ottenere l'applicazione di un tasso di interesse costante sul saldo residuo del debito. Gli oneri finanziari sono imputati al conto economico.

I beni in leasing sono ammortizzati sulla base della vita utile del bene. Tuttavia, laddove non vi sia la ragionevole certezza che il Gruppo otterrà la proprietà del bene al termine del contratto, il bene è ammortizzato sul periodo temporale più breve tra la vita utile stimata del bene e la durata del contratto di locazione.

Un leasing operativo è un contratto di leasing che non si qualifica come finanziario. I canoni di leasing operativo sono rilevati come costi nel conto economico in quote costanti sulla durata del contratto.

Attività immateriali

Le attività immateriali, capitalizzabili solo se trattasi di attività identificabili che genereranno futuri benefici economici, sono inizialmente iscritte in bilancio al costo di acquisto, maggiorato di eventuali oneri accessori e di quei costi diretti necessari a predisporre l'attività al suo utilizzo. Tuttavia, le attività acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono iscritte al valore equo alla data di acquisizione.

Se il pagamento per l'acquisto dell'attività è differito oltre i normali termini di dilazione del credito, il suo costo è rappresentato dal prezzo per contanti equivalente: la differenza tra questo valore ed il pagamento complessivo viene rilevata come onere finanziario nel periodo di dilazione del pagamento.

Le attività generate internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non possono essere rilevate come attività immateriali. L'attività di sviluppo si concretizza nella traduzione dei ritrovati della ricerca o di altre conoscenze in un programma ben definito per la produzione di nuovi prodotti o processi.

Il costo di un'attività immateriale generata internamente comprende tutti i costi direttamente attribuibili necessari per creare, produrre e preparare l'attività affinché questa sia in grado di operare nel modo inteso dalla direzione aziendale.

Dopo la rilevazione iniziale, le immobilizzazioni immateriali sono iscritte in bilancio al costo al netto degli ammontari complessivi degli ammortamenti, calcolati a quote costanti sulla base della vita utile stimata dell'attività, e delle perdite per riduzione di valore accumulati. Tuttavia, se un'attività immateriale è caratterizzata da una vita utile indefinita non viene ammortizzata, ma sottoposta periodicamente ad un'analisi di congruità al fine di rilevare eventuali perdite di valore.

L'ammortamento inizia quando l'attività è disponibile all'uso, ossia quando è nella posizione e nella condizione necessaria perché sia in grado di operare nella maniera intesa dalla direzione aziendale. Il valore contabile delle attività immateriali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore (c.d. impairment test) quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato. Se esiste un'indicazione di questo tipo e nel caso in cui il valore ecceda il valore presumibile di realizzo, le attività vengono svalutate fino a riflettere il loro valore di realizzo. Tale valore coincide con il maggiore tra il prezzo netto di vendita dell'attività ed il suo valore d'uso.

Gli utili o le perdite derivanti dall'eliminazione di un'attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell'attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

Avviamento

Le attività con vita utile indefinita non sono soggette ad ammortamento, ma vengono sottoposte, con cadenza almeno annuale, alla verifica della recuperabilità del valore iscritto in bilancio (impairment test). Come precedentemente indicato, l'avviamento è sottoposto a impairment test annualmente o più frequentemente, in presenza di indicatori che possano far ritenere che lo stesso possa aver subito una riduzione di valore.

L'impairment test, viene effettuato con riferimento a ciascuna delle unità generatrici di flussi finanziari ("Cash Generating Units", o "CGU") alle quali è stato allocato l'avviamento e oggetto di monitoraggio da parte del management.

L'eventuale riduzione di valore dell'avviamento viene rilevata nel caso in cui il valore recuperabile della CGU cui lo stesso è allocato risulti inferiore al relativo valore di iscrizione in bilancio.

Per valore recuperabile si intende il maggiore tra il fair value della CGU, al netto degli oneri di dismissione, e il relativo valore in uso, intendendosi per quest'ultimo il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per le attività che compongono la CGU. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività. Nel caso in cui la riduzione di valore derivante dall'Impairment test sia superiore al valore dell'avviamento allocato alla CGU, l'eccedenza residua viene allocata alle attività incluse nella CGU in proporzione al loro valore di carico. Tale allocazione ha come limite minimo l'importo più alto tra:

  • i. il fair value dell'attività al netto dei costi di dismissione;
  • ii. il valore in uso, come sopra definito;
  • iii. zero.

Il valore originario dell'avviamento non può essere ripristinato qualora vengano meno le ragioni che ne hanno determinato la riduzione di valore.

Attività immateriali e materiali a vita utile definita

Per le attività oggetto di ammortamento, a ciascuna data di riferimento del bilancio viene valutata l'eventuale presenza di indicatori, interni ed esterni, che facciano supporre una perdita di valore. Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette attività, imputando l'eventuale svalutazione rispetto al relativo valore di libro a conto economico. Il valore recuperabile di un'attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi accessori di dismissione, e il relativo valore d'uso, intendendosi per quest'ultimo il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per tale attività. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività. Per un'attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore recuperabile è determinato in relazione alla cash generating unit cui tale attività appartiene. Una perdita di valore è riconosciuta a conto economico qualora il valore di iscrizione dell'attività, o della relativa CGU a cui la stessa è allocata, sia superiore al suo valore recuperabile. Le riduzioni di valore di CGU sono imputate in primo luogo a riduzione del valore contabile dell'eventuale avviamento attribuito alla stessa e, quindi, a riduzione delle altre attività, in proporzione al loro valore contabile e nei limiti del relativo valore recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore contabile dell'attività è ripristinato con imputazione al conto economico, nei limiti del valore netto di carico che l'attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati i relativi ammortamenti.

Crediti e Attività Finanziarie

I crediti commerciali e i titoli di debito emessi sono rilevati nel momento in cui vengono originati. Fatta eccezione per i crediti commerciali che non contengono una significativa componente di finanziamento, le attività finanziarie sono valutate inizialmente al fair value più o meno, nel caso di attività o passività finanziarie non valutate al FVTPL, i costi dell'operazione direttamente attribuibili all'acquisizione o all'emissione dell'attività finanziaria. Al momento della rilevazione iniziale, i crediti commerciali che non hanno una significativa componente di finanziamento sono valutati al loro prezzo dell'operazione.

Al momento della rilevazione iniziale, un'attività finanziaria viene classificata in base alla sua valutazione: costo ammortizzato; fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo (FVOCI) - titolo di debito; FVOCI – titolo di capitale; o al fair value rilevato nell'utile/(perdita) dell'esercizio (FVTPL). Le attività finanziarie non sono riclassificate successivamente alla loro rilevazione iniziale, salvo che il Gruppo modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tal caso, tutte le attività finanziarie interessate sono riclassificate il primo giorno del primo esercizio successivo alla modifica del modello di business.

La valutazione di "Finanziamenti e Crediti" è effettuata secondo il criterio del costo ammortizzato, rilevando a conto economico gli interessi calcolati al tasso di interesse effettivo ossia applicando un tasso che rende nulla la somma dei valori attuali dei flussi di cassa netti generati dallo strumento finanziario. Le perdite sono iscritte a conto economico al manifestarsi di perdite di valore o quando i finanziamenti e i crediti sono contabilmente eliminati. I crediti sono assoggettati ad impairment e quindi iscritti al valore di presumibile realizzo (fair value), mediante lo stanziamento di uno specifico fondo svalutazione portato a diretta detrazione del valore dell'attività. I crediti vengono svalutati quando esiste una indicazione oggettiva della probabile inesigibilità del credito ed in base all'esperienza storica e ai dati statistici (expected losses). Qualora nei periodi successivi vengano meno le motivazioni delle precedenti svalutazioni, il valore delle attività viene ripristinato fino a concorrenza del valore che sarebbe derivato dall'applicazione del costo ammortizzato, se non fosse stata effettuata la svalutazione.

Rimanenze

Le rimanenze di magazzino sono iscritte al minore fra il costo, determinato facendo riferimento al metodo del FIFO, e il valore netto di realizzo. Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita nel corso della normale gestione, al netto dei costi stimati di completamento e di quelli necessari per realizzare la vendita. Si specifica che per quanto riguarda le rimanenze del gruppo Ibox, le stesse sono valutate al costo di acquisto che corrisponde al prezzo di vendita (il guadagno di Ibox SA è dato da una commissione sul fatturato). Il metodo di valorizzazione è pertanto approssimabile a un FIFO e la differenza di valorizzazione tra il metodo utilizzato e il FIFO non è significativa.

Disponibilità Liquide

Comprendono denaro, depositi bancari o presso altri istituti di credito disponibili per operazioni correnti, conti correnti postali e altri valori equivalenti nonché investimenti con scadenza entro tre mesi dalla data di acquisto. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti sono iscritti al fair value che, normalmente, coincide con il valore nominale.

Costi di transazione connessi all'emissione di strumenti di capitale

I costi di transazione connessi all'emissione di strumenti di capitale sono contabilizzati come una diminuzione (al netto di qualsiasi beneficio fiscale connesso) della Riserva sovrapprezzo azioni, generata dalla medesima operazione, nella misura in cui hanno natura di costi marginali direttamente attribuibili all'operazione di capitale che diversamente sarebbero stati evitati. I costi di un'operazione sul capitale che viene abbandonata sono rilevati a conto economico.

I costi di quotazione non connessi all'emissione di nuove azioni sono rilevati a conto economico.

Nel caso in cui la quotazione coinvolga sia la messa in vendita di azioni esistenti, sia l'emissione di nuove azioni, i costi direttamente attribuibili all'emissione di nuove azioni sono rilevati come una diminuzione della Riserva sovrapprezzo azioni, i costi direttamente attribuibili alla quotazione di azioni esistenti sono rilevati a conto economico. I costi riferibili ad entrambe le operazioni sono portati a riduzione della Riserva sovrapprezzo azioni in relazione al rapporto tra le azioni emesse e le azioni esistenti, il resto è rilevato a conto economico.

Debiti e Altre Passività Finanziarie

Le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al Fair Value, che sostanzialmente coincide con quanto incassato, al netto dei costi di transazione. Il management determina la classificazione delle passività finanziarie secondo i criteri definiti dall'IFRS 9 e ripresi dall'IFRS 7 al momento della loro prima iscrizione.

Successivamente all'iscrizione iniziale, tali passività sono valutate al costo ammortizzato secondo quanto definito dal principio contabile IFRS 9. La valutazione delle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato" è effettuata al costo ammortizzato ossia rilevando a conto economico gli interessi calcolati al tasso di interesse effettivo, applicando un tasso che rende nulla la somma dei valori attuali dei flussi di cassa netti generati dallo strumento finanziario. Nel caso di strumenti con scadenza entro i dodici mesi è adottato il valore nominale come approssimazione del costo ammortizzato.

I debiti commerciali e gli altri debiti, sono inizialmente iscritte al fair value, al netto dei costi accessori di diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso effettivo d'interesse. Se vi è un cambiamento stimabile nei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso interno di rendimento inizialmente determinato.

Imposte

Il carico fiscale del Gruppo è dato dalle imposte correnti e dalle imposte differite. Qualora riferibili a componenti rilevate nei proventi e oneri riconosciuti a patrimonio netto all'interno delle altre componenti del conto economico complessivo, dette imposte sono iscritte con contropartita nella medesima voce.

Le imposte correnti sono calcolate sulla base della normativa fiscale in vigore alla data del bilancio; eventuali rischi relativi a differenti interpretazioni di componenti positive o negative di reddito, così come i contenziosi in essere con le autorità fiscali, sono rilevati nelle imposte di conto economico con contropartita i fondi del passivo al fine di adeguare gli stanziamenti iscritti in bilancio.

Le imposte differite sono calcolate sulla base delle differenze temporanee che si generano tra il valore contabile delle attività e delle passività e il loro valore ai fini fiscali, nonché sulle perdite fiscali. La valutazione delle attività e delle passività fiscali differite viene effettuata applicando l'aliquota che si prevede in vigore al momento in cui le differenze temporanee si riverseranno; tale previsione viene effettuata sulla base della normativa fiscale vigente o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del periodo. Le imposte differite attive, incluse quelle derivanti da perdite fiscali, vengono rilevate soltanto nel caso sia probabile che negli esercizi successivi si generino imponibili fiscali sufficienti per il loro recupero.

Benefici per i dipendenti

I benefici per i dipendenti a breve termine, ossia dovuti entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato la relativa attività lavorativa, sono contabilizzati come costo e come passività per un importo pari all'ammontare non attualizzato di quanto dovrà essere corrisposto al dipendente in cambio dell'attività lavorativa. I benefici a lungo termine invece, quali ad esempio retribuzioni da corrispondere oltre dodici mesi dalla chiusura dell'esercizio in cui è stata prestata l'attività lavorativa, sono rilevati come passività per un importo pari al valore attuale dei benefici alla data di bilancio.

I benefici dovuti successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, quali i benefici previdenziali o le assicurazioni sulla vita, si suddividono in piani a contribuzione definita o in piani a benefici definiti, a seconda della natura economica del piano. Infatti, nei piani a contribuzione definita, l'obbligazione legale o implicita dell'impresa è limitata all'ammontare dei contributi da versare: di conseguenza il rischio attuariale ed il rischio di investimento ricadono sul dipendente. Al contrario nei piani a benefici definiti l'obbligazione dell'impresa consiste nel concedere ed assicurare i benefici concordati ai dipendenti: conseguentemente il rischio attuariale e di investimento ricadono sull'impresa.

In base allo IAS 19, il Trattamento di fine rapporto è classificabile tra i piani a benefici definiti.

Quando si è in presenza di un piano a contribuzione definita, l'impresa rileva contabilmente i contributi dovuti come passività e come costo. Qualora tali contributi non siano dovuti interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto il lavoro relativo, essi vengono attualizzati utilizzando il tasso di rendimento dei titoli di stato.

La contabilizzazione di programmi a benefici definiti comporta invece le seguenti fasi:

  • effettuazione, con l'utilizzo di tecniche attuariali, di una stima realistica dell'ammontare dei benefici che i dipendenti hanno maturato in cambio del lavoro svolto nell'esercizio corrente e in quelli precedenti. Ciò richiede la determinazione di quale percentuale del beneficio è imputabile all'esercizio corrente e quale ai precedenti, nonché l'effettuazione di stime delle variabili demografiche – es. la rotazione dei dipendenti – e di quelle finanziarie – es. incrementi retributivi futuri – che influenzeranno il costo dei benefici;
  • attualizzazione di quei benefici utilizzando il metodo della proiezione del credito unitario previsto al fine di determinare il valore attuale dell'obbligazione a benefici definiti ed il costo

relativo alle prestazioni di lavoro correnti, utilizzando come tasso di sconto il rendimento dei titoli di stato;

  • determinazione del valore corrente di eventuali attività del programma;
  • determinazione dell'ammontare degli utili e delle perdite attuariali;
  • determinazione del profitto e della perdita risultante dall'eventuale modifica o dall'estinzione del programma.

L'importo rilevato contabilmente come passività per benefici definiti è rappresentato dal valore attuale dell'obbligazione alla data di chiusura del bilancio di esercizio, al netto del valore corrente dei beni del programma, se esistenti. L'importo da rilevare come costo a conto economico è formato dai seguenti elementi:

  • il costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti;
  • il costo degli interessi;
  • i profitti o le perdite attuariali;
  • il rendimento atteso dai beni del programma, se esistenti.

Le indennità di fine rapporto sono rilevate come passività e costo quando l'impresa si è impegnata ad interrompere il rapporto di lavoro di un dipendente o di un gruppo di dipendenti prima del normale pensionamento oppure si è impegnata ad erogare compensi di fine rapporto a seguito di una proposta per incentivare dimissioni volontarie per esuberi.

Fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri sono rilevati quando, alla data di riferimento, in presenza di un'obbligazione legale o implicita nei confronti di terzi, derivante da un evento passato, è probabile che per soddisfare l'obbligazione si renda necessario un esborso di risorse il cui ammontare sia stimabile in modo attendibile.

Tale ammontare rappresenta il valore attuale, qualora l'effetto finanziario del tempo sia significativo, della migliore stima della spesa richiesta per estinguere l'obbligazione. Il tasso utilizzato nella determinazione del valore attuale della passività riflette i valori correnti di mercato e include gli effetti ulteriori relativi al rischio specifico associabile a ciascuna passività. Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico dell'esercizio in cui avviene la variazione.

Qualora il Gruppo sia sottoposto a rischi per i quali il manifestarsi di una passività è soltanto possibile, tali rischi vengono descritti nelle presenti note esplicative e non si procede ad alcuno stanziamento.

Ricavi

I ricavi ed i proventi, sono iscritti in bilancio, in accordo con l'IFRS 15, al netto di resi, sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi. In particolare, i ricavi per la vendita dei prodotti sono contabilizzati quando viene trasferito il controllo dei beni in capo all'acquirente. Tale momento, sulla base delle clausole contrattuali più frequentemente utilizzate, coincide con la spedizione dei beni stessi.

I ricavi relativi alla prestazione di servizi vengono rilevati in base allo stato di effettivo completamento del servizio alla data di riferimento del bilancio e sono rappresentati al netto di sconti e abbuoni.

Costi

I costi sono iscritti quando relativi a beni e servizi venduti o consumati nell'esercizio o per ripartizione sistematica ovvero quando non si possa identificare l'utilità futura degli stessi.

Proventi e oneri Finanziari

Gli interessi sono rilevati per competenza sulla base del metodo dell'interesse effettivo, che è il tasso che precisamente attualizza gli incassi futuri, stimati lungo la vita attesa dello strumento finanziario o su un periodo più breve, quando necessario, rispetto al valore netto contabile dell'attività finanziaria.

Utile per azione

Utile per azione - base

L'utile base per azione è calcolato dividendo l'utile di pertinenza del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio, escludendo le azioni proprie.

Utile per azione - diluito

L'utile diluito per azione è calcolato dividendo l'utile di pertinenza del Gruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai fini del calcolo dell'utile diluito per azione, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo l'esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre l'utile di pertinenza del Gruppo è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte, dell'esercizio di detti diritti.

Attività non correnti detenute per la vendita

Il Gruppo classifica le attività non correnti e i gruppi in dismissione come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti della controllante se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita o di distribuzione, anziché tramite il loro uso continuativo. Tali attività non correnti e gruppi in dismissione classificati come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono valutate al minore tra il valore contabile e il loro fair value al netto dei costi di vendita o di dismissione. I costi di dismissione sono i costi aggiuntivi direttamente attribuibili alla dismissione, esclusi gli oneri finanziari e le imposte.

La condizione per la classificazione come detenuti per la vendita si considera rispettata solo quando la vendita è altamente probabile e l'attività o il gruppo in dismissione è disponibile per la vendita immediata nelle sue attuali condizioni. Le azioni richieste per concludere la vendita dovrebbero indicare che è improbabile che possano intervenire cambiamenti significativi nella vendita o che la vendita venga annullata. La Direzione deve essersi impegnata alla vendita, il cui completamento dovrebbe essere previsto entro un anno dalla data della classificazione. Simili considerazioni sono valide anche per le attività e i gruppi in dismissione detenuti per la vendita.

L'ammortamento degli impianti e dei macchinari e delle attività immateriali cessa nel momento in cui questi sono classificati come disponibili per la vendita o per la distribuzione agli azionisti.

Le attività e le passività classificate come detenute per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono presentate separatamente tra le voci correnti nel bilancio.

Un gruppo in dismissione si qualifica come attività operativa cessata se è:

  • una componente del Gruppo che rappresenta una CGU o un gruppo di CGU;
  • classificata per la vendita o la distribuzione agli azionisti o è già stata ceduta in tale modo;
  • importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività.

Le attività destinate alla dismissione sono escluse dal risultato delle attività operative e sono presentate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio in un'unica riga come utile/(perdita) netto derivante da attività destinate alla dismissione.

Pagamenti basati su azioni

Il Gruppo riconosce benefici addizionali ad alcuni amministratori, dirigenti, impiegati, consulenti e dipendenti attraverso piani di partecipazione al capitale (Piano di "Stock Option"). Secondo quanto stabilito dall'IFRS 2 – Pagamenti basati su azioni – gli stessi sono da considerarsi del tipo "a regolamento con azioni" (cosiddetto "equity settlement"); pertanto l'ammontare complessivo del

valore corrente delle Stock Option alla data di assegnazione è rilevato a conto economico come costo.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2018

IFRS 15 Ricavi da contratti con i clienti

Il principio, emesso dallo IASB nel maggio 2014, emendato nell'aprile del 2016 ed omologato dalla Commissione Europea nel settembre 2016, introduce un quadro generale per stabilire se, quando e in quale misura, avverrà la rilevazione dei ricavi. L'IFRS 15 si applica a partire dagli esercizi che hanno inizio da o dopo il 1° gennaio 2018 ed è consentita l'applicazione anticipata. Il principio introduce un unico modello generale per stabilire se, quando e in quale misura rilevare i ricavi. L'IFRS 15 sostituisce i criteri di rilevazione dei ricavi dello IAS 18 Ricavi, dello IAS 11 Lavori su ordinazione e dell'IFRIC 13 Programmi di fidelizzazione della clientela.

In sede di prima applicazione, l'IFRS 15 deve essere applicato in modo retroattivo. Sono tuttavia consentite alcune semplificazioni ("practical expedients"), nonché un approccio alternativo ("cumulative effect approach") che consente di evitare la riesposizione degli esercizi presentati nell'informazione comparativa; in quest'ultimo caso gli effetti derivanti dall'applicazione del nuovo principio devono essere rilevati nel patrimonio netto iniziale dell'esercizio di prima applicazione dell'IFRS 15. Con l'emendamento dell'aprile 2016 lo IASB ha chiarito alcune disposizioni e allo stesso tempo ha fornito ulteriori semplificazioni, al fine di ridurre i costi e la complessità, per coloro che applicano per la prima volta il nuovo standard.

Il Gruppo Giglio ha adottato l'IFRS 15 a partire dal 1° gennaio 2018 con il metodo del cumulative effect approach e gli effetti derivanti dalla prima applicazione del principio sul bilancio consolidato sono meglio descritti nel seguito.

Pertanto, le informazioni relative al 2017 non sono state rideterminate – ovvero, sono presentate secondo lo IAS 18.

L'analisi svolta sugli effetti della prima applicazione dell'IFRS 15 sul bilancio consolidato ha condotto a risultati sostanzialmente circoscritti ad una diversa rappresentazione costi/ricavi per effetto della valutazione del ruolo principal/agent.

Tale diversa rappresentazione attiene al settore e-commerce e specificatamente all'ambito B2C. Il gruppo ha analizzato le obbligazioni contrattuali, concludendo che la fattispecie in cui si inquadra la prestazione è quella riferibile a chi riveste il ruolo di Agent, non controllando i beni nel corso della esecuzione della propria performance obligation, e pertanto espone i relativi costi e ricavi su base netta, per quanto concerne i ricavi derivanti dalla gestione in full outsourcing del sito e-commerce del cliente.

Ciò in virtù principalmente del fatto che rispetto alla precedente guida alcuni parametri sono stati eliminati o modificati e il nuovo standard si basa sul concetto di controllo dei beni nel corso della esecuzione della propria Performance Obligation. In particolare, il nuovo IFRS 15 subordina il riconoscimento del ricavo secondo un'esposizione «Gross» all'esistenza del ''controllo'' sui beni o servizi forniti dall'entità prima del loro trasferimento in favore del cliente finale, prescindendo dal trasferimento dei rischi e benefici (compreso il rischio di credito) di cui al previgente IAS 18.

Di seguito si espongono gli effetti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 15.

Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata
(valori in migliaia di euro)
31.12.2018
reported
Rettifiche IFRS 31.12.2018
senza rettifiche
IFRS
Rimanenze di magazzino 5.273 3.318 8.591
Debiti commerciali e altri debiti 24.070 3.318 27.388
Conto economico consolidato (valori in migliaia di euro) 31.12.2018
reported
Rettifiche IFRS 31.12.2018
senza rettifiche
IFRS
Ricavi totali 37.912 52.092 90.004
Variazione delle rimanenze 1.493 448 1.941
Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (19.735) (52.539) (72.274)

IFRS 9 – Strumenti finanziari

Il documento accoglie i risultati del progetto dello IASB volto alla sostituzione dello IAS 39. In particolare, l'IFRS 9:

  • introduce dei nuovi criteri per la classificazione e valutazione delle attività e passività finanziarie (unitamente alla valutazione delle modifiche non sostanziali delle passività finanziarie);

  • con riferimento al modello di impairment, il nuovo principio richiede che la stima delle perdite su crediti venga effettuata sulla base del modello delle expected losses (e non sul modello delle incurred losses utilizzato dallo IAS 39) utilizzando informazioni supportabili, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli che includano dati storici, attuali e prospettici;

  • introduce un nuovo modello di hedge accounting (incremento delle tipologie di transazioni eleggibili per l'hedge accounting, cambiamento della modalità di contabilizzazione dei contratti

forward e delle opzioni quando inclusi in una relazione di hedge accounting, modifiche al test di efficacia).

Il Gruppo Giglio, ha adottato l'IFRS 9 a partire dal 1° gennaio 2018. Sulla base delle analisi svolte il Gruppo non ha rinvenuto impatti relativi ai nuovi criteri per la classificazione e valutazione delle attività e passività finanziarie né per quanto riguarda il nuovo modello di hedge accounting.

Per quanto invece concerne l'applicazione del metodo del'expected losses nel calcolo delle perdite su crediti, gli amministratori, in base alle analisi condotte hanno determinato un impatto stimato sul patrimonio netto iniziale al 1 gennaio 2018, negativo e pari a circa Euro 70 migliaia (lordo del relativo effetto fiscale) derivante dall'applicazione del nuovo principio che richiede la determinazione di una svalutazione dei propri crediti commerciali, anche non scaduti, in base alle aspettative di perdite, anche eventuali, future.

Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata
(valori in migliaia di euro)
31.12.2017
reported
Rettifiche IFRS 01.01.2018
Attività fiscali differite 941 19 960
Crediti commerciali e altri 20.926 (70) 20.856
Patrimonio Netto
Capitale sociale 3.208 3.208
Riserve 11.374 11.374
Riserva straordinaria - -
Costi di quotazione (541) (541)
Riserva FTA 4 4
Risultati portati a nuovo 2.609 (51) 2.558
Riserva cambio (5) (5)
Utile (perdita) del periodo 43 43
Totale Patrimonio Netto di Gruppo 16.692 16.641

Di seguito si espongono gli effetti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 9.

In seguito alla prima applicazione dell'IFRS 9 alla data del 1° gennaio 2018 la differenza emersa è stata imputata a Patrimonio Netto.

Emendamento al principio IFRS 4 "Applying IFRS 9 Financial Instruments with IFRS 4 Insurance Contracts"

Nel settembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Applying IFRS 9 Financial Instruments with IFRS 4 Insurance Contracts". Le modifiche hanno l'obiettivo di chiarire le preoccupazioni derivanti dall'applicazione del nuovo principio IFRS 9, prima che avvenga la sostituzione da parte dello IASB dell'attuale principio IFRS 4 con il nuovo principio attualmente in fase di predisposizione. Si rileva che il principio non ha impatti sul bilancio consolidato di Gruppo.

Emendamento all'IFRS 2 - Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions Nel giugno 2016 lo IASB ha pubblicato le modifiche all'IFRS 2 Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions, che contiene alcuni chiarimenti in relazione alla contabilizzazione degli effetti delle vesting conditions in presenza di cash‐settled share‐based payments, alla classificazione di share‐based payments con caratteristiche di net settlement e alla contabilizzazione delle modifiche ai termini e condizioni di uno share‐based payment che ne modificano la classificazione da cash‐settled a equity‐settled. Si rileva che il principio non ha impatti sul bilancio consolidato di Gruppo.

Emendamento allo IAS 40 Investimenti Immobiliari: Trasferimenti di Investimenti Immobiliari

Nel dicembre del 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Amendments to IAS 40 Transfer of Investment Property". Le modifiche forniscono un chiarimento sui trasferimenti di un bene ad, o da, investimento immobiliare. In base a queste modifiche, un'entità deve riclassificare un bene tra, o da, gli investimenti immobiliari solamente quando il bene rispetta o cessa di rispettare la definizione di "investimento immobiliare" e c'è stato un evidente cambiamento nell'utilizzo del bene. Tale cambiamento deve essere ricondotto ad un evento specifico che è accaduto e non deve dunque limitarsi ad un cambiamento delle intenzioni da parte del management di un'entità. Si rileva che il principio non ha impatti sul bilancio consolidato di Gruppo.

IFRIC Interpretation 22 Foreign Currency Transactions and Advance Consideration

Nel dicembre del 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "IFRIC Interpretation 22 Foreign Currency Transactions and Advance Consideration". L'interpretazione ha l'obiettivo di fornire delle linee guida per transazioni effettuate in valuta estera ove siano rilevati in bilancio degli anticipi o acconti non monetari, prima della rilevazione della relativa attività, costo o ricavo. Tale documento fornisce le indicazioni su come un'entità deve determinare la data di una transazione, e di conseguenza, il tasso di cambio a pronti da utilizzare quando si verificano operazioni in valuta estera nelle quali il pagamento viene effettuato o ricevuto in anticipo. Si rileva che il principio non ha impatti sul bilancio consolidato di Gruppo.

Miglioramenti agli IFRS: Ciclo 2014-2016

Nel dicembre del 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRS Standards: 2014-2016 Cycle", le principali modifiche riguardano:

  • IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standards - Le modifiche eliminano alcune esenzioni previste dall'IFRS 1, in quanto il beneficio di tali esenzioni si ritiene oramai superato;

  • IAS 28 – Partecipazioni in società collegate e joint venture – L'emendamento chiarisce che l'opzione per una società di investimento in capitale di rischio o altra entità così qualificata per misurare gli investimenti in società collegate e joint venture valutate al fair value rilevato a conto economico (piuttosto che mediante l'applicazione del metodo del patrimonio netto) viene effettuata per ogni singolo investimento al momento della rilevazione iniziale.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati dall'UE ed applicabili dagli esercizi che iniziano dopo il 1° gennaio 2018

Emendamento all'IFRS 9 Strumenti finanziari: "Prepayment Features with Negative Compensation"

Nell'ottobre 2017 lo IASB ha pubblicato le modifiche all'IFRS 9 Prepayment Features with Negative Compensation. L'emendamento propone che agli strumenti finanziari con pagamento anticipato, che potrebbero dar esito ad una compensazione negativa, possa essere applicato il metodo del costo ammortizzato o del fair value through other comprehensive income a seconda del modello di business adottato. Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019.

IFRS 16 – Leases

Il principio, emesso dallo IASB nel gennaio del 2016 ed omologato dalla commissione Europea nell'ottobre 2017, sostituisce il principio IAS 17 proponendo cambiamenti sostanziali al trattamento contabile degli accordi di leasing nel bilancio del locatario, il quale dovrà rilevare nello stato patrimoniale le attività e le passività derivanti dai contratti, senza distinzione tra leasing operativi e finanziari. Il nuovo principio fornisce una nuova definizione di lease ed introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti: l'identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene e il diritto

di dirigere l'uso del bene sottostante il contratto. Tutti i contratti che rientrano nella definizione di leasing, ad eccezione dei contratti che hanno ad oggetto i beni di modico valore unitario e i leasing con una durata del contratto pari o inferiore ai 12 mesi, dovranno essere rilevati nello stato patrimoniale come un'attività right of use con una corrispondente contropartita come debito finanziario. Lo Standard non comprende invece modifiche significative per i locatori. Il principio introduce un criterio basato sul controllo dell'uso di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti:

  • l'identificazione del bene concesso in uso (vale a dire senza un diritto di sostituzione dello stesso da parte del locatore);
  • il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene;
  • il diritto di stabilire come e per quale scopo utilizzare il bene.

Lo IASB ha previsto che il principio venga applicato per gli esercizi a partire dal 1° gennaio 2019. Ne è consentita l'applicazione anticipata per le aziende che applicano l'IFRS 15 Ricavi da contratti con clienti.

E' possibile con la prima applicazione utilizzare il metodo full retrospective (con rideterminazione delle informazioni comparative) o modified retrospective (con effetto cumulativo dell'adozione dell'IFRS 16 rilevato a rettifica del saldo di apertura degli utili riportati a nuovo al primo gennaio 2019 senza rideterminare le informazioni comparative).

Attualmente il Gruppo ha ultimato l'analisi dei contratti potenzialmente interessati da questo principio sia in Italia sia nei paesi in cui lo stesso opera. Per i contratti definibili come short term o low value leases ci si è avvalsi della facoltà di non applicare le disposizioni di rilevazione e valutazione previste dall'IFRS 16.

Il metodo di transizione che verrà adottato dal Gruppo consiste nel sopra citato modified retrospective. Il Gruppo contabilizzerà una passività finanziaria pari al valore attuale dei pagamenti futuri residui alla data di transizione, attualizzati utilizzando per ciascun contratto l'IBR (Incremental Borrowing Rate) applicabile alla data di transizione e ha utilizzato l'opzione di determinare il diritto d'uso pari al valore della passività finanziaria.

Il Gruppo, che dovrà adottare l'IFRS 16 Leasing a partire dal 1° gennaio 2019, ha stimato gli effetti derivanti dalla prima applicazione di tale principio sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2018 in 2,9 milioni di Euro di maggiori passività finanziarie e di immobilizzazioni materiali. L'effetto a livello di bilancio separato di Giglio Group S.p.A. si stima al 31 dicembre 2018 in 2,7 milioni di Euro di maggiori passività finanziarie e di immobilizzazioni materiali.

Si fa presente che gli effetti a consuntivo dell'adozione del suddetto principio al 1° gennaio 2019 potrebbero essere diversi in quanto:

  • il Gruppo non ha ancora completato la verifica e la valutazione dei controlli sui suoi nuovi sistemi informativi; e
  • i nuovi criteri di valutazione potrebbero subire modifiche fino alla presentazione del primo bilancio consolidato del Gruppo dell'esercizio che comprende la data di prima applicazione.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora omologati dall'UE ed applicabili dagli esercizi che iniziano dopo il 1° gennaio 2018

IFRS 17 Insurance Contracts

Nel maggio 2017 lo IASB ha pubblicato l'IFRS 17 Insurance Contracts che sostituisce l'IFRS 4, emesso nel 2004. Il principio ha lo scopo di migliorare la comprensione da parte degli investitori dell'esposizione al rischio, della redditività e della posizione finanziaria degli assicuratori, richiedendo che tutti i contratti di assicurazione siano contabilizzati in modo coerente superando i problemi di confronto creati dall'IFRS 4.

Lo standard entra in vigore a partire dal 1° gennaio 2021, ma è consentita l'applicazione anticipata.

IFRIC 23 – Uncertainty over income tax treatments

Nel giugno 2017 lo IASB ha pubblicato l'interpretazione IFRIC 23 - Uncertainty over income tax treatments. L'interpretazione chiarisce l'applicazione dei requisiti di riconoscimento e di misurazione stabilite nello IAS 12 Income Taxes quando esiste incertezza sui trattamenti fiscali. Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019, ma è consentita un'applicazione anticipata.

Emendamento allo IAS 28 Partecipazioni in società collegate: Long-term Interests in Associates and Joint Ventures

L'emendamento chiarisce che ai crediti a lungo termine verso una società collegata o joint venture, che, nella sostanza, fanno parte dell'investimento netto nella società collegata o joint venture, si applica l'IFRS 9. L'emendamento prevede inoltre che l'IFRS 9 sia applicato a tali crediti prima dell'applicazione dello IAS 28, in modo che l'entità non tenga conto di eventuali rettifiche ai long‐

term interests derivanti dall'applicazione del suddetto IAS. Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019, ma è consentita un'applicazione anticipata.

Miglioramenti agli IFRS: Ciclo 2015-2017

Nel dicembre del 2017 lo IASB ha pubblicato il documento "Miglioramenti agli IFRS: Ciclo 2015- 2017", le principali modifiche riguardano:

  • A. IFRS 3 Business Combination e IFRS 11 Joint Arrangements Le modifiche all'IFRS 3 chiariscono che quando un'entità ottiene il controllo di una joint operation, essa deve rideterminare il fair value dell'interessenza che precedentemente deteneva in questa joint operation. Le modifiche all'IFRS 11 chiariscono che quando un'entità ottiene il controllo congiunto di una joint operation, l'entità non ridetermina il fair value dell'interessenza precedentemente detenuta in tale joint operation.
  • B. IAS 12 Income tax consequences of payments on financial instruments classified as equity - Le modifiche proposte chiariscono come l'entità deve riconoscere eventuali effetti fiscali derivanti dalla distribuzione di dividendi.
  • C. IAS 23 Borrowing costs eligible for capitalization Le modifiche chiariscono che nel caso in cui i finanziamenti stipulati specificatamente per l'acquisto e/o costruzione di un asset restano in essere anche dopo che l'asset stesso è pronto per il suo utilizzo o la vendita, tali finanziamenti cessano di essere considerati specifici e pertanto sono ricompresi nei finanziamenti generici dell'entità ai fini della determinazione del tasso di capitalizzazione dei finanziamenti.

Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019. È consentita l'applicazione anticipata.

Emendamento allo IAS 19 ‐ Plan Amendment, Curtailment or Settlement (pubblicato in febbraio 2018)

L'emendamento chiarisce come si determinano il costo relativo alle prestazioni di lavoro correnti e gli interessi netti quando si verifica una modifica nel piano a benefici definiti. Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019. È consentita l'applicazione anticipata.

Emendamento all'IFRS 10 e IAS 28 "Sales or Contribution of Assets between an Investor and its

Associate or Joint Venture" (pubblicato in data 11 settembre 2014)

Il documento è stato pubblicato al fine di risolvere l'attuale conflitto tra lo IAS 28 e l'IFRS 10 relativo alla valutazione dell'utile o della perdita risultante dalla cessione o conferimento di un non‐ monetary asset ad una joint venture o collegata in cambio di una quota nel capitale di quest'ultima. Al momento lo IASB ha sospeso l'applicazione di questo emendamento.

Dati sull'occupazione

L'organico aziendale, ripartito per categoria, rispetto al precedente esercizio:

Organico 31.12.2018 31.12.2017 Variazioni
Dirigenti 4 3 1
Quadri 8 7 1
Impiegati 72 58 14
Operai - - -
Altri - - -
Totale 84 68 16

Nel corso dell'anno l'organico è cresciuto per effetto di nuove assunzioni al fine di rafforzare le funzioni di business development e di vendita (staff).

Nel corso dell'anno non si sono registrate dimissioni.

Gli importi del presente Bilancio e della Nota integrativa sono espressi in Euro salvo quando espressamente indicato.

ATTIVITÀ

B) Attività non Correnti

1. Attività materiali

Saldo 31.12.2018 1.492
Saldo 31.12.2017 6.829

La tabella sotto indica la suddivisione delle attività del gruppo:

Macchine
Immobilizzazioni materiali Impianti Attrezzature Mobili elettroniche Autovetture Altri Totale
Movimentazione Costo Storico
31 dicembre 2017 17.163 165 330 338 577 365 18.939
Incrementi continuing operations 8 3 66 17 - 4 96
Incrementi discontinued operations 165 9 - 17 - 38 229
Decrementi - - - - - - -
Riclassifiche per attività in dismissione (13.638) (95) (48) (149) (452) (280) (14.663)
31 dicembre 2018 3.697 82 347 224 125 126 4.601
Movimentazione Ammortamenti -
31 dicembre 2017 (10.990) (119) (227) (298) (366) (108) (12.110)
Ammortamenti continuing operations (48) (3) (38) (15) (29) (2) (135)
Ammortamenti discontinued
operations (1.610) (6) (1) (3) (34) (18) (1.672)
Decrementi - - - - - - -
Riclassifiche per attività in dismissione 10.174 49 48 131 378 28 10.808
31 dicembre 2018 (2.474) (78) (219) (185) (51) (101) (3.108)
Valore Netto 31 dicembre 2018 1.224 4 129 39 73 25 1.492

Al 31 dicembre 2018 si evidenziano incrementi pari a Euro 96 migliaia riferiti principalmente all'acquisto di impianti e mobili a seguito dell'allestimento della nuova sede (Piazza Diaz) della società, ultimato nei primi mesi dell'anno.

Le dismissioni si riferiscono alla riclassificazione di parte degli asset tra le attività destinate alla vendita e commentate nel paragrafo 35 cui si rimanda.

La società alla data del bilancio non ha identificato indicatori di impairment relativamente alle citate attività materiali.

2. Attività immateriali

Saldo 31.12.2018 629
Saldo 31.12.2017 10.926

La composizione delle attività immateriali e le variazioni intervenute nel corso dell'esercizio sono evidenziate nel seguente prospetto.

Altre attività
Immobilizzazioni immateriali Diritti di edizione Immateriali Totale
Movimentazione Costo Storico
31 dicembre 2017 21.529 3.929 25.459
Incrementi continuing operations - 538 538
Incrementi discontinued operations 6.285 52 6.337
Decrementi - - -
Riclassifiche per attività in dismissione (27.814) (169) (27.983)
31 dicembre 2018 - 4.349 4.349
Movimentazione Ammortamenti
31 dicembre 2017 (10.956) (3.584) (14.541)
Ammortamenti continuing operations - (153) (153)
Ammortamenti discontinued operations (5.825) (67) (5.892)
Decrementi - - -
Riclassifiche per attività in dismissione 16.780 85 16.865
31 dicembre 2018 (1) (3.720) (3.721)
Valore Netto 31 dicembre 2018 (1) 629 629

Le altre attività immateriali si riferiscono a marchi e software.

Al 31 dicembre 2018 si evidenziano incrementi pari a Euro 538 migliaia riferiti principalmente all'implementazione della piattaforma informatica dedicata alla gestione delle vendite on-line nell'ambito della divisione e-commerce B2C (per Euro 418 migliaia) ed alla implementazione del gestionale contabile (per Euro 119 migliaia) con riferimento alla capogruppo.

Le immobilizzazioni immateriali vengono ammortizzate utilizzando un'aliquota pari al 20% in quanto la vita utile ragionevole è stimata in 5 anni.

La variazione complessiva è dovuta alla riclassificazione di parte degli asset tra le attività destinate alla vendita, per le quali si rimanda a quanto illustrato nel paragrafo 35.

Come previsto dallo IAS 36, si è proceduto a valutare l'eventuale esistenza di indicatori di impairment relativamente alle immobilizzazioni immateriali in essere. Al 31 dicembre 2018 non sono stati rilevati indicatori di impairment e conseguentemente non si è proceduto all'effettuazione del test di impairment relativamente alle attività immateriali sopra elencate.

3. Avviamento

Saldo al 31.12.2018 11.668
Saldo al 31.12.2017 11.718

L'avviamento include:

• Euro 7.583 migliaia inerenti all'avviamento emergente dall'acquisizione del gruppo IBOX avvenuta nel mese di aprile 2017;

• Euro 4.084 migliaia relativi all'acquisizione della Giglio Fashion avvenuta nel mese di marzo 2016.

Alla data del 31 dicembre 2018 non si rilevano perdite di valore sulla base degli impairment test effettuati.

Il test di impairment si articola su due livelli, il Tier 1 nel quale si verifica il margine (Headroom) rispetto al Capitale Investito Netto Consolidato (CIN), ed il Tier 2 nel quale il test di impairment è stato eseguito con riferimento alle unità generatrici di flussi finanziari (CGU) alle quali gli avviamenti risultano iscrivibili.

A livello sia di singola CGU sia di consolidato gli Unlevered Free Cash Flow (UFCF) di previsione esplicita sono stati determinati utilizzando i dati economico-patrimoniali di piano defiscalizzando l'Ebit con una imposizione fiscale teorica del 27,9%, mentre il terminal value (TV) è stato calcolato come media degli UFCF del periodo di previsione esplicita, allineando gli ammortamenti al livello medio di Capex nel quinquennio.

Il tasso di sconto utilizzato è il WACC adjusted del 15,54%.

Il piano pluriennale utilizzato 19-23 è stato approvato dagli Amministratori in data 15 marzo 2019. TIER 1

Il Tier 1 (livello consolidato) mostra che a fronte di un Capitale Investito Netto (CIN) pari ad Euro 19,1 milioni, l'enterprise value consolidato ammonta ad Euro 33 milioni (di cui Euro 15,5 milioni derivanti dall'attualizzazione dei flussi da previsione esplicita ed Euro 17,4 milioni dal valore del Terminal Value).

Conseguentemente il Tier 1 (verifica del valore d'uso degli avviamenti iscritti nel bilancio consolidato per Euro 11,7 milioni circa) ha dato esiti positivi a fronte di una headroom pari ad Euro 13,9 milioni. TIER 2 – B2C.

Il Tier 2 della CGU B2C (Business to Consumer) mostra che a fronte di un CIN della CGU pari ad Euro 7,3 milioni, l'enterprise value ammonta ad Euro 24 milioni (di cui Euro 15,4 milioni derivante dall'attualizzazione dei flussi di cassa da previsione esplicita ed Euro 8,6 milioni dal valore del TV).

Conseguentemente il Tier 2 della CGU B2C (verifica del valore d'uso dell'avviamento iscritto nel bilancio consolidato per Euro 7,6 milioni circa) ha dato esito positivo a fronte di una headroom pari ad Euro 16,7 milioni.

TIER 2 – B2B

Il Tier 2 della CGU B2B (Business to Business) mostra che a fronte di un CIN della CGU pari ad Euro 7,3 milioni, l'enterprise value ammonta ad Euro 21,6 milioni (di cui Euro 8,6 milioni derivante dall'attualizzazione dei flussi di cassa da previsione esplicita ed Euro 13,0 milioni dal valore del TV). Conseguentemente il Tier 2 della CGU B2B (verifica del valore d'uso dell'avviamento iscritto nel bilancio consolidato per Euro 4,1 milioni circa) ha dato esito positivo a fronte di una headroom pari ad Euro 14,3 milioni.

Nel confronto con lo scorso esercizio emerge che l'enterprise value ammontava ad euro 18,6 milioni (di cui euro 16,9 milioni generato da terminal value ed euro 1,6 milioni dall'attualizzazione dei flussi di cassa espliciti) e la headroom era pari a euro 18,8 milioni.

Sensitivity analysis e stress test

E' stata operata una sensitivity analysis delle ipotesi rilevanti sopra menzionate, tramite variazioni del tasso di crescita G pari a +/- 0,5% e variazione del WACC pari a +/-0,5% utilizzato per la determinazione del valore recuperabile, alla luce dei risultati ottenuti gli Amministratori ritengono che in presenza di ragionevoli variazioni delle ipotesi chiave non si generi un eccedenza del valore contabile sul valore recuperabile.

E' stata operato uno stress test tramite allineamento dei ricavi al tasso medio di crescita del mercato al livello di Tier 1, Tier 2 B2C e Tier 2 B2B. La tabelle di sensitività tecnica ottenute evidenziano come lo stress test produca una forte contrazione della headroom, in particolare a livelli di CIN consolidato, che in ogni caso rimane positivo per Euro 0,8 milioni.

4. Partecipazioni

Saldo al 31.12.2018 5
Saldo al 31.12.2017 150

La voce, pari al 31.12.2018 a Euro 5 migliaia, si riferisce alla partecipazione conseguente alla costituzione, insieme ad Acque Minerali Italiane, della società Cloud Food Srl avvenuta a marzo del 2018. Tale partecipazione è valutata al patrimonio netto, in conformità a quanto previsto dall'IFRS 11 – accordi a controllo congiunto. Alla data di riferimento del bilancio, la società presenta esclusivamente un capitale sociale pari a Euro 10 mila. Si fa presente che la società al 31 dicembre 2018 non è operativa.

La riduzione intervenuta rispetto al precedente esercizio, pari ad Euro 145 migliaia, si riferisce alla riclassificazione tra le attività destinate alla vendita delle partecipazioni nelle società Pegaso Srl (della quale la Società detiene il 3% del capitale) e della società Class TV Moda Holding (della quale la Società detiene il 50% del capitale). A tal proposito, si rimanda a quanto illustrato nel paragrafo 35.

5. Crediti e altre attività non correnti

Saldo al 31.12.2018 1.590
Saldo al 31.12.2017 142

La voce crediti e altre attività non correnti è composta da crediti di natura finanziaria, come evidenziato nel prospetto che segue.

Crediti e attività non correnti 31.12.2018 31.12.2017 Variazioni
Depositi cauzionali 168 142 26
Altri 1.422 - 1.422
Totale 1.590 142 1.448

La voce "Depositi Cauzionali" include i depositi cauzionali versati relativamente ai contratti di affitto per gli immobili di Milano e Roma stipulati con:

  • Satif S.p.A. per gli uffici amministrativi della sede di Milano;
  • Rfezia Immobiliare Servizi S.p.A. per gli uffici di Roma;
  • Interoute S.p.A. per la sede di San Giuliano Milanese (MI).

La voce "Altri" si riferisce:

  • per Euro 1 milione alla quota a lungo del credito derivante dalla cessione a GM Comunicazione S.r.l., avvenuta in data 20 dicembre 2018, della autorizzazione di fornitore di servizi di media audiovisivi associata alla numerazione 65 del digitale terrestre;
  • per Euro 0,3 milioni al corrispettivo derivante dalla cessione pro-soluto del credito IVA avvenuta in data 27 giugno 2018 e che verrà corrisposto a seguito della definizione dei contenziosi e dei carichi in essere con l'Amministrazione Finanziaria.

6. Rimanenze

Saldo al 31.12.2018 5.273

Saldo al 31.12.2017 6.729

Le rimanenze di magazzino del gruppo sono costituite da prodotti finiti destinati alla vendita.

Si evidenzia che il saldo al 31 dicembre 2017, non recepisce gli effetti derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 15, come già commentato nel paragrafo "Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2018".

Al 31 dicembre 2018 il criterio di valutazione utilizzato è il FIFO.

Si segnala che le rimanenze, nell'ambito della divisione Fashion B2B, si riferiscono a merce che permane per tempi assai brevi in quanto già preventivamente allocata a clienti finali dai quali si è ricevuto un relativo ordine d'acquisto vincolante.

Al 31 dicembre 2018, il fondo obsolescenza magazzino è pari a Euro 148 migliaia ed include un accantonamento dell'esercizio pari ad Euro 36 migliaia.

Per una migliore comprensione delle modalità di determinazione dei fondi svalutazione sopra presentato si rimanda alla nota D. Valutazioni discrezionali e stime contabile significative.

7. Crediti commerciali e altri crediti

Saldo al 31.12.2018 12.519
Saldo al 31.12.2017 20.926

Si riporta di seguito il dettaglio della voce:

Crediti commerciali 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Crediti verso clienti 12.480 20.985 (8.505)
Anticipi a fornitori 1.142 644 498
Depositi cauzionali 111 737 (626)
Altri crediti 145 668 (523)
Fondo svalutazione crediti (1.359) (2.109) 750
Totale 12.519 20.926 (8.407)

La variazione della voce rispetto al 31 dicembre 2017 è da attribuire prevalentemente alle riclassifiche applicate in virtù dell'applicazione del principio contabile IFRS 5, pari a Euro 4,7 milioni, con riferimento agli asset riconducibili alla divisione media, come meglio descritto nel paragrafo 35. Gli anticipi a fornitori della divisione e-commerce B2B si riferiscono agli acconti sugli ordini della collezione PE e AI 2019.

Si riporta di seguito il dettaglio dei crediti commerciali lordi per area geografica al 31 dicembre 2018 comparato al 31 dicembre 2018:

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31
dicembre 2018
% Periodo chiuso al 31
dicembre 2017
%
Europa 6.675 54,3 % 11.286 67,3 %
Asia 5.578 45,4 % 4.657 27,8 %
USA 4 0,0 % 445 2,7 %
Resto del mondo 34 0,3 % 382 2,3 %
Totale crediti lordi 12.290 100,0 % 16.770 100,0 %
Fondo svalutazione crediti (1.359) (2.109)
Totale 10.931 14.661

Si riporta nel seguito l'ageing dei crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2018 comparato con il dato al 31 dicembre 2018:

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31
dicembre 2018
% Periodo chiuso al 31
dicembre 2017
%
> 120 gg 2.675 21,8 % 4.242 25,3 %
90<> 120 gg 652 5,3 % 1.771 10,6 %
60<> 90 gg 708 5,8 % 688 4,1 %
30<> 60 gg 1.125 9,2 % 1.186 7,1 %
0<> 30 gg 1.112 9,0 % 1.191 7,1 %
Totale scaduto 6.273 51,0 % 9.078 54,1 %
Non scaduto 6.018 49,0 % 7.692 45,9 %
Totale crediti lordi 12.290 100,0 % 16.770 100,0 %
Fondo svalutazione crediti (1.359) (2.109)
Inc. fondo su scaduto oltre 120 gg (50,8)% (49,7)%
Totale 10.931 14.661

Con riferimento ai crediti verso clienti di seguito si espone la movimentazione del relativo fondo:

Fondo svalutazione crediti
Saldo al 31 dicembre 2017 2.109
Riesposizione per la prima applicazione IFRS 9 70
Saldo al 1 gennaio 2018 2.179
Accantonamento continuing operations 53
Accantonamento discontinued operations 310
Utilizzi discontinued operations (222)
Rilasci -
Variazione da attività destinate alla dismissione (961)
Saldo al 31 dicembre 2018 1.359

L'accantonamento dell'esercizio pari a Euro 53 migliaia si riferisce prevalentemente alla capogruppo, resosi necessario al fine di adeguare il valore nominale dei crediti al valore di presunto realizzo.

Come già evidenziato nella Nota F. Gestione del capitale e dei rischi finanziari sul rischio di credito, il Gruppo determina il fondo svalutazione crediti attraverso l'elaborazione di una specifica matrice di accantonamento. In particolare, il Gruppo, in funzione della varietà della sua clientela ha identificato raggruppamenti appropriati ed associato a tali raggruppamenti uno specifico rating, applicando ad essi una specifica percentuale di svalutazione.

Si rimanda a tale sezione per maggiori dettagli sulla metodologia applicata.

8. Crediti tributari

Saldo 31.12.2018 11.123
Saldo 31.12.2017 10.763

I Crediti tributari si compongono principalmente come di seguito riportato.

Crediti per imposte 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Imposte anticipate 1.174 941 233
Totale attività fiscali differite 1.174 941 233
IRES 412 398 14
IRAP 131 130 1
Ritenute - 11 (11)
INPS 3 3 -
INAIL 2 2 -
IVA 9.390 9.256 134
Altri 11 23 (12)
Totale crediti tributari correnti 9.949 9.822 126
Totale crediti tributari 11.123 10.763 359

La voce include imposte anticipate, pari ad Euro 1.174 migliaia, e si riferiscono principalmente alle imposte anticipate calcolate sulle perdite fiscali della capogruppo riferite all'esercizio 2017 (Euro 515 migliaia), successivamente al quale in ottica prudenziale le stesse non sono più state accantonate, all'effetto fiscale dei costi di IPO del 2015 (Euro 39 migliaia), all'effetto fiscale relativo alla svalutazione crediti (Euro 199 migliaia) ed alle imposte anticipate (Euro 191 migliaia) calcolate sulle svalutazioni degli attivi materiali in conseguenza della cessione dell'area media. Si rimanda per ulteriori dettagli al paragrafo 35.

La voce include, nella parte corrente, tutti i crediti di natura fiscale per acconti pagati o crediti maturati.

Il credito IVA pari ad Euro 9.390, si riferisce per:

  • Euro 6,713 migliaia al Gruppo Ibox ed è relativo ad IVA italiana generatasi da operazioni di acquisto che la società conclude tramite la propria stabile organizzazione con sede in Italia che non viene compensato dalle operazioni di vendita le quali vengono effettuate all'estero e pertanto in esenzione IVA. Si evidenzia che la recuperabilità di tale credito risulta supportata da apposito parere rilasciato da autorevole studio fiscale e che con Dichiarazione IVA 2018, periodo d'imposta 2017, si è provveduto alla richiesta a rimborso all'Agenzia delle Entrate per un importo pari a Euro 3,5 milioni. Sono in corso le usuali attività di verifica prima del rimborso dell'Agenzia delle Entrate.
  • e per Euro 2.677 migliaia alla divisione Giglio Fashion della capogruppo, ed è IVA generatasi in virtù della natura di esportatore abituale.

Le imposte anticipate si reputano riassorbibili dagli imponibili futuri derivanti dal piano aziendale.

9. Altre attività e crediti diversi correnti

Saldo 31.12.2018 2.653
Saldo 31.12.2017 3.010
Altre attività 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Altre attività 22 56 (34)
Ratei e risconti attivi 2.631 2.954 (323)
Totale 2.653 3.010 (357)

I ratei e risconti attivi si riferiscono per:

  • Euro 1.331 migliaia al Gruppo Ibox: sono risconti relativi ai canoni per l'utilizzo del software gestionale per gli anni 2019 e seguenti fatturati anticipatamente;
  • Euro 620 miglia alla quota a breve del credito derivante dalla cessione a GM Comunicazione S.r.l., avvenuta in data 20 dicembre 2018, della autorizzazione di fornitore di servizi di media audiovisivi associata alla numerazione 65 del digitale terrestre.

10. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Saldo 31.12.2018 2.889
Saldo 31.12.2017 6.209

La voce "Disponibilità liquide" si compone come indicato nella sottostante tabella:

Disponibilità liquide 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Depositi bancari e postali 2.883 6.204 (3.321)
Denaro e valori in cassa 6 5 1
Totale 2.889 6.209 (3.320)

Le variazioni intervenute sono relative a normali fatti di gestione e sono connesse alle variazioni evidenziate nel rendiconto finanziario. Non esistono vincoli alla libera disponibilità e non vi sono costi presumibili di smobilizzo.

PASSIVITÀ

11. Patrimonio netto

Il capitale sociale al 31 dicembre 2018 risulta essere composto da n. 16.040.250 prive del valore nominale.

Le movimentazioni intervenute nel 2018 sono riconducibili a:

  • Destinazione del risultato consolidato al 31 dicembre 2017;
  • Rilevazione perdita attuariale IAS 19;
  • Rilevazione delta cambi;
  • Effetto utili del periodo.

12. Fondi per rischi ed oneri e Benefici per i dipendenti (TFR)

Saldo 31.12.2018 804
Saldo 31.12.2017 864

Al 31 dicembre 2018 i fondi rischi ed oneri si riferiscono per Euro 324 migliaia al Fondo TFR (benefici ai dipendenti).

Il valore residuo dei fondi rischi ed oneri si riferisce al fondo su resi e riferibile alla società Ibox SA.

La movimentazione del Fondo TFR è la seguente:

(in migliaia di Euro)

Fondo TFR al 31.12.2017 447
Variazione da attività destinate alla dismissione (136)
Fondo TFR al 1.1.2018 311
Accantonamento 2018 11
Anticipi/utilizzi (51)
(Utili)/Perdite attuariali 46
Net Interest 7
Saldo al 31 dicembre 2018 324

Di seguito si indicano le principali basi tecniche demografiche ed economiche adottate ai fini delle valutazioni attuariali:

  • probabilità di eliminazione per morte: tavola ISTAT 2017 (fonte ISTAT Annuario Statistico Italiano 2018);
  • probabilità di eliminazione per invalidità: nulle;
  • probabilità di eliminazione per cause varie (dimissioni, licenziamenti): pari al 3% annuo per tutto il periodo di valutazione (desunte dai dati rilevati nonché dall'esperienza relativa a realtà similari);
  • pensionamento previsto alla maturazione del primo requisito utile per la pensione I.N.P.S. stabilito dall'art. 24 della legge n. 214/2011;
  • tasso annuo di inflazione: 1,4% per il 2019 e 1,5% per il 2020 (fonte: "Documento di Economia e Finanza 2018"); dal 2021 in poi è stato mantenuto il tasso annuo dell'1,5%;
  • tasso annuo di incremento delle retribuzioni per sviluppo di carriera e per rinnovi contrattuali: pari all'inflazione per tutte le categorie e per tutto il periodo di valutazione;
  • probabilità di richiesta di prima anticipazione: 2,5% per anzianità da 9 anni in poi;
  • numero massimo di anticipazioni: 1;

(importi in €'000)

ammontare di anticipazione di TFR: 30% del TFR maturato.

Quanto all'ipotesi finanziaria, si fa presente che il tasso di attualizzazione è stato scelto, tenuto conto delle indicazioni dello IAS 19, con riferimento alla curva al 31.12.2018 di titoli AA emessi da emittenti corporate dell'area Euro e in funzione della durata media residua della passività relativa al TFR al 31.12.2018; pertanto, considerando che la durata media residua della passività è risultata pari a circa 18 anni, il tasso nominale annuo di attualizzazione ipotizzato nelle valutazioni è pari all'2,1% (2,1% al 31.12.2017).

L'analisi di sensitività sul tasso di attualizzazione è stata predisposta utilizzando un tasso rispettivamente inferiore e superiore di mezzo punto percentuale rispetto al 2,1%. Nel seguente prospetto si riportano i risultati delle valutazioni in base al tasso dell'1,6% e del 2,6% (in migliaia di euro):

Tasso Tasso
1,6% 2,6%
DBO 517,4 437,6

Inoltre, si rileva che l'aggiornamento delle ipotesi demografiche rispetto al 31.12.2017 (riguardante solo le probabilità di eliminazione per morte) non ha prodotto effetti sulle risultanze attuariali, mentre il tasso adottato al 31 dicembre 2018 è uguale a quello adottato al 31 dicembre 2017.

13. Passività fiscali differite

Saldo al 31.12.2018 3
Saldo al 31.12.2017 282

Al 31 dicembre 2018 il saldo ammonta ad Euro 3 migliaia.

Il saldo dell'esercizio precedente si riferisce prevalentemente all''effetto fiscale differito calcolato sull'allocazione del maggiore prezzo pagato (PPA sui cespiti) derivante dall'acquisizione di Mthree Satcom.

La variazione della voce rispetto al 31 dicembre 2017 è da attribuire prevalentemente alle riclassifiche applicate in virtù dell'applicazione del principio contabile IFRS 5 con riferimento agli asset riconducibili alla divisione media, come meglio descritto nel paragrafo 35.

14. Debiti finanziari correnti e non correnti

Saldo al 31.12.2018 22.672
Saldo al 31.12.2017 20.965

I debiti finanziari si compongono come riportato nella tabella sottostante:

Debiti finanziari 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Correnti 16.009 11.763 4.246
Non correnti 6.663 9.201 (2.538)
Totale 22.672 20.965 1.708

Relativamente alla quota corrente, il dettaglio dei debiti finanziari è così composto:

Debiti finanziari correnti 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Quota a breve dei mutui 6.804 2.239 4.564
Totale mutui correnti 6.804 2.239 4.564
Linee anticipi fatture/Linee di credito 8.285 7.504 782
C/C passivo 21 60 (39)
Quota a breve earn-out - 500 (500)
Leasing finanziario 24 23 1
Minibond 875 438 438
Prestito obbligazionario - 1.000 (1.000)
Totale 16.009 11.763 4.246

I debiti finanziari correnti fanno riferimento a:

  • le linee di credito autoliquidanti come gli anticipi di fatture.
  • il debito per la quota a breve di earn-out del 2017 è stato corrisposto nei primi giorni del mese di aprile 2018 ai precedenti azionisti della Giglio Fashion S.p.A. per Euro 0,5 milioni.
  • Il prestito obbligazionario Banca Sella pari ad Euro 1 milione è stato rimborsato nel mese di maggio 2018.
  • Quota a breve Minibond per un valore pari ad Euro 875 migliaia. il Minibond contabilizzato in accordo con il criterio del costo ammortizzato pari ad Euro 3 milioni è stato emesso nel corso del 2016 dalla controllante Giglio Group S.p.A. Il Minibond è denominato "GIGLIO GROUP S.P.A. – 5,4% 2016-2022" ed è stato utilizzato per finanziare l'operazione di acquisto della società Giglio Fashion, con le condizioni:
  • Tasso: 5,4%
  • Durata: 6 anni
  • Preammortamento: 2 anni

In data 12 febbraio 2019, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione e dall'Assemblea degli obbligazionisti, tenutasi in forma totalitaria, la modifica al regolamento del prestito obbligazionario codice ISIN IT0005172157. Si rimanda al paragrafo 10 della relazione sulla gestione per quanto riguarda le principali modifiche apportate.

Debiti finanziari non correnti 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Mutui passivi 2.119 3.560 (1.441)
Minibond 2.219 3.098 (879)
Leasing finanziario 47 71 (24)
Earn-out - - -
Passività acquisto quota minoranza G-TV 1.470 1.470 -
Altri 808 1.003 (195)
Totale 6.663 9.201 (2.538)

Relativamente alla quota non corrente, il dettaglio dei debiti finanziari è così composto:

I debiti finanziari non correnti sono rappresentati da mutui chirografari ed includono, inoltre:

  • Quota a lungo Minibond emesso nel 2016;
  • Il debito finanziario per Euro 0,8 milioni della società Ibox SA nei confronti del precedente azionista (Tessilform S.p.A.) di Ibox SA (già Evolve SA);
  • la voce "passività per acquisto quota di minoranza Giglio TV" per Euro 1.470 migliaia fa riferimento alla passività finanziaria relativa all'obbligo irrevocabile di acquisto della quota di partecipazione di minoranza da parte di Giglio, alla data del 30 giugno 2022.

Ai sensi delle modifiche apportate allo IAS 7, la tabella seguente mostra le variazioni delle passività iscritte nel prospetto della situazione patrimoniale finanziaria, i cui flussi sono rilevati nel rendiconto finanziario come flussi di cassa da attività di finanziamento.

(importi in euro migliaia) Valore al
01.01.18
Flusso di
cassa
Variazione
discontinued
operations
Valore al
31.12.18
Debiti finanziari non correnti 9.201 (2.538) 6.663
Debiti finanziari correnti 11.763 4.270 (24) 16.009
Totale passività da attività di finanziamento 20.965 1.732 (24) 22.673

La seguente tabella riepiloga i mutui della società Giglio Group S.p.A. in essere alla data del 31 dicembre 2018 ed evidenzia la componente entro ed oltre l'esercizio successivo:

SITUAZIONE AL 31/12/2018 società giglio group spa

Banca
BANCA DI SONDRIO
Mutuo Chiro n. 076/1111534
Mutuo Ipotecario n. 076/1124006
Mutuo Chiro n. 076/1086086, garanzia CNA
Mutuo Chiro garantito da MCC
INTESA
Euribor 1
mese +
Mutuo Chiro n. 0IC1047064869
di interesse
n.a.
4,65%
n.a.
3,50%
spread 2%
Importo del finanziamento
1.500,0
370,0
500,0
1.200,0
data di sottoscrizione
07/04/2009
22/09/2013
31/01/2012
30/09/2015
Residuo al 31/12/2018
-
21
-
444
31/10/2018
31/03/2019
31/01/2018
30/09/2020
Scadenza 0<>12 mesi
-
21
-
250
anni
-
-
-
anni
-
-
-
Oltre 3anni
-
-
-
194 - -
1.000,0 28/06/2017 709 28/06/2022 198 202 205 104
MONTE PASCHI DI SIENA
Mutuo Chiro n. 741677580/60 garanzia CDP e SACE 5,8% 500,0 29/10/2014 100 31/12/2019 100 - - -
BANCA POP. NOVARA E VERONA
Mutuo Chiro n.1065/472981 garanzia CDP n.a. 100,0 18/02/2015 - 31/03/2018 - - - -
Mutuo Chiro n.03528422 2,2% 500,0 30/01/2017 314 31/01/2022 100 102 104 8
Mutuo Chiro n.03709516 2,2% 200,0 24/06/2017 51 30/06/2019 51 - - -
BANCA POP di BERGAMO
Mutuo N. 004/01141252 garanzia MCC n.a. 300,0 17/06/2015 - 17/06/2018 - - - -
Mutuo N. 004/01187014 mutuo chiro 2,1% 600,0 29/07/2016 269 29/07/2020 152 116 - -
CREDEM
Mutuo N.052/7059285 garanzia MCC 0,72% 700,0 21/06/2016 265 21/06/2020 176 88 - -
CARIGE
Finanziamento 36 mesi 2,0% 500,0 02/08/2017 281 31/08/2020 168 114 - -
BPM
Euribor tre
Finanziamento N.6026098 mesi 1.500,0 16/10/2017 1.106 31/08/2020 599 507 - -
BNL
Finanziamento N.6026098 1,4% 1.500,0 21/02/2018 1.247 21/02/2019 1.247 - - -
CARIGE
Finanziamento N. I120C590730 1,75% 1.500,0 04/06/2018 1.126,1 30/06/2020 750 376 - -
BANCA INTESA
Finanziamento 1,25% 3.000,0 27/06/2018 2.991,4 27/12/2019 2.991 - - -
CREDEM
Mutuo n. 7020946 n.a. 800,0 12/11/2015 - 12/11/2018 - - - -
CREVAL
Mutuo n.61482 n.a. 500,0 09/04/2015 - 31/10/2018 - - - -
INTESA
Mutuo Chiro n. 0194073132771 n.a. 100,0 28/02/2014 - 31/01/2018 - - - -

15. Debiti commerciali

Saldo 31.12.2018 24.070
Saldo 31.12.2017 33.728
Debiti commerciali 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Anticipi da clienti 12 89 (77)
Fornitori di beni e servizi 23.934 32.007 (8.073)
Note credito da emettere 124 613 (489)
Provvidenze c/note di credito da emettere - 476 (476)
Depositi cauzionali clienti - 543 (543)
Altri debiti commerciali - - -
Totale 24.070 33.728 (9.658)

Si evidenzia che il saldo al 31 dicembre 2017, non recepisce gli effetti derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 15, come già commentato nel paragrafo "Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2018".

La variazione della voce rispetto al 31 dicembre 2017 è da attribuire prevalentemente alle riclassifiche applicate in virtù dell'applicazione del principio contabile IFRS 5 con riferimento agli asset riconducibili alla divisione media, come meglio descritto nel paragrafo 35.

Si fornisce di seguito il dettaglio dei debiti commerciali scaduti.

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre
2018
Periodo chiuso al 31 dicembre
2017
Debiti commerciali 23.934 32.007
- di cui scaduti oltre 60 giorni 3.964 10.634
- % debiti scaduti sul totale 16,6 % 33,2 %

Non vi sono azioni o decreti ingiuntivi in essere.

16. Debiti tributari

Saldo 31.12.2018 2.824
Saldo 31.12.2017 3.581
Debiti tributari Totale 31.12.2017 Variazione
Erario c/ritenute 151 108 43
IVA estera 1.738 2.276 (538)
Erario C/imposte 719 1.057 (338)
Enti previdenziali 216 140 76
Totale 2.824 3.581 (757)

I debiti tributari fanno riferimento:

  • ai debiti per ritenute ed imposte conseguenti alla normale operatività della società per Euro 151 migliaia;
  • al debito IVA maturato dal Gruppo Ibox SA verso i paesi esteri in cui svolge la propria attività tramite apposita rappresentanza fiscale;
  • a enti previdenziali e assistenziali per Euro 216 migliaia.

17. Altre passività correnti

Saldo 31.12.2018 982
Saldo 31.12.2017 1.291
Altre passività correnti 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Debiti v/dipendenti 416 475 (59)
Ratei e risconti passivi 476 716 (240)
Debiti diversi 90 100 (10)
Totale 982 1.291 (309)

La voce risconti passivi si riferisce sostanzialmente a ricavi di competenza dell'esercizio successivo.

INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO

Si evidenzia che, come già commentato in relazione sulla gestione, i dati economici del 2017 non riflettono gli effetti derivanti dall'applicazione retroattiva del principio contabile IFRS 15. Inoltre, il Gruppo Ibox (ex E-volve), con riferimento all'esercizio 2017, partecipa ai risultati economici a partire dalla data di acquisizione, ovvero il 27 aprile 2017.

Pertanto, per un miglior confronto e comprensione dei dati economici quanto segue va letto congiuntamente con quanto commentato in relazione sulla gestione nel paragrafo "Analisi della Gestione Economica Finanziaria consolidata al 31 dicembre 2018".

Si rileva, inoltre, che gli effetti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 15 attengono esclusivamente al settore e-commerce e specificatamente all'ambito B2C (Gruppo Ibox).

Infine, si evidenzia che i dati economici con riferimento al precedente esercizio, in conformità a quanto richiesto dal principio contabile IFRS 5 sono stati riesposti per riflettere l'operazione di vendita dell'area media come già commentato in relazione sulla gestione e nella presente nota illustrativa.

18. Ricavi

Si fornisce l'indicazione della composizione del valore della produzione, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 37.912 59.856 (21.944)
Altri ricavi 1.040 728 312
Totale 38.952 60.584 (21.632)

Al 31 dicembre 2018 i ricavi delle vendite e delle prestazioni ammontano ad Euro 38,9 milioni contro i 60,6 milioni del 2017. La variazione negativa è dovuta all'applicazione, a partire dal 1° gennaio 2018, del principio contabile IFRS 15. I ricavi delle vendite e delle prestazioni relative al 31.12.2017 esposti applicando in modo retroattivo gli effetti derivanti dall'IFRS 15 ammontano ad Euro 30,7 milioni, determinando pertanto nel 2018 un incremento pari ad Euro 8.264. Se invece si considerano anche gli effetti dell'acquisizione del Gruppo Evolve, i ricavi relativi al 2017 ammontano ad Euro 35,3 milioni, determinando un incremento nel 2018 pari ad Euro 3.632.

Tale incremento è da attribuire principalmente:

  • al settore e-commerce B2B per Euro 1,8 milioni per via dei maggiori volumi di vendita che hanno interessato il mercato statunitense;

  • al settore e-commerce B2C per Euro 1,8 milioni per via sia dei maggiori volumi di transato relativamente ai brand gestiti sia all'ingresso nel parco clienti di nuovi brand.

19. Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

Si fornisce l'indicazione della composizione dei costi per materie prime, sussidiarie di consumo e merci, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente:

Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di
consumo e merci 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Costi di acquisto merci 19.670 49.280 (29.610)
Materiali di consumo 65 27 38
Totale 19.735 49.307 (29.572)

La voce accoglie prevalentemente i costi sostenuti dalla divisione B2B di Giglio Group. Il decremento è imputabile agli effetti derivanti dall'applicazione nel 2018 del principio contabile IFRS 15.

20. Costi per servizi

Si fornisce l'indicazione della composizione dei costi per servizi, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Agenti 5.424 2.950 2.474
Altri costi per servizi 50 46 4
Assicurazioni 132 144 (12)
Commissioni bancarie, postali, d'incasso 1.137 692 445
Compensi amministratori, sindaci, OdV 502 535 (33)
Consulenze 3.119 3.108 11
Costi per produzioni editoriali - 18 (18)
Costi amministrativi 682 711 (29)
Customer service 588 392 196
Magazzinaggio 530 345 185
Manutenzioni 7 9 (2)
Pubblicità, promozioni, mostre, fiere 428 258 170
Pulizie e sorveglianza 21 11 10
Trasmissione e teleporto - 64 (64)
Trasporti, spedizioni 2.083 1.261 822
Utenze 144 107 37
Web marketing 314 241 73
Viaggi, soggiorni e spese di rappresentanza 233 231 2
Totale 15.395 11.123 4.272

La voce accoglie principalmente con riferimento:

  • alla divisione B2B: costi per servizi di trasporto e spedizioni per Euro 0,2 milioni; costi per consulenze, pari a Euro 2 milioni di cui Euro 0,5 milioni legati al processo di translisting commentati nella relazione sulla gestione;
  • al Gruppo Ibox SA: costi per agenti per Euro 5,2 milioni e trasporti spedizioni per circa Euro 1,5 milioni.

21. Costi per godimento beni di terzi

Si fornisce l'indicazione della composizione dei costi per godimento beni di terzi, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Affitti 830 674 156
Noleggi 161 91 70
Leasing operativo 38 20 18
Totale 1.029 785 244

I costi per godimento per beni di terzi sono prevalentemente relativi a Giglio Group ed includono affitti passivi per le sedi Milano, Roma, Genova.

Gli affitti sono regolati da contratti stipulati con:

  • Satif S.p.A. per gli uffici amministrativi della sede di Milano;
  • Rfezia Immobiliare Servizi S.p.A. per il teleporto della sede di Roma;
  • Interoute S.p.A. per il teleporto della sede di San Giuliano (MI);
  • Max Factory S.r.l.: per la locazione degli uffici della sede di Genova Palazzo della Meridiana e di Roma - Via dei Volsci. In relazione sulla gestione abbiamo dato evidenza di queste prestazioni in quanto considerate verso parti correlate.
  • Tarchini real estate per la sede di Manno (Svizzera).

Con riferimento ai su menzionati contratti di affitto i canoni minimi a scadere ammontano a circa Euro 2,2 milioni.

22. Costi del personale

I costi del personale si dettagliano come di seguito:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Salari e stipendi 3.101 1.759 1.342
Oneri sociali 541 490 51
TFR 11 76 (65)
Totale 3.653 2.325 1.328

Il costo del personale si incrementa rispetto al 31 dicembre 2017 per un totale pari ad Euro 1.328 migliaia per il contributo del gruppo Evolve ma anche per via della crescita dell'organico che ha interessato la Giglio Group S.p.A. nel corso del 2018.

23. Ammortamenti e svalutazioni

Di seguito si fornisce il dettaglio della voce:

Ammortamenti e svalutazioni 31.12.2018 31.12.2017 Variazioni
Ammortamenti imm. Immat. 153 88 65
Ammortamenti imm. Mat 134 120 14
Svalutazioni 53 - 53
Totale 340 208 132

Con riferimento alle voci "Ammortamenti" si rimanda alle note di commento nei paragrafi rispettivamente 1 ("Attività materiali") e 2 ("Attività immateriali").

Le svalutazioni accolgono gli stanziamenti al fondo svalutazione crediti commentato in precedenza nella nota 7 Crediti commerciali ed altri crediti.

24. Altri costi operativi

Di seguito si fornisce il dettaglio della voce:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Altre imposte e tasse 11 9 2
Altri oneri 447 28 419
Sanzioni, multe e ammende 74 5 69
Sopravvenienze 424 266 158
Perdite su crediti - - -
Earn out - 334 (334)
Totale 956 642 313

La voce altri costi operativi include al 31 dicembre 2018 le penali a titolo di mancato preavviso addebitate a seguito di formalizzazione di atto transattivo siglato in maggio 2018 con il precedente fornitore di banda di trasmissione televisiva e commentate nella relazione sulla gestione.

25. Proventi ed oneri finanziari

Si fornisce l'indicazione della composizione dei proventi ed oneri finanziari, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente.

Proventi ed oneri finanziari 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Interessi attivi c/c bancari 1 1 -
Interessi attivi diversi 1 - 1
Utili su cambi 78 136 (58)
Proventi finanziari 80 137 (57)
Interessi passivi c/c bancari 15 12 3
Interessi passivi diversi 26 14 12
Interessi passivi su anticipi fatture e factoring 113 22 91
Interessi passivi su mutui 326 156 170
Interessi passivi su prestito obbligazionario 200 223 (23)
Oneri bancari 154 167 (13)
Oneri finanziari SIMEST 81 62 19
Perdite su cambi 249 61 188
Oneri finanziari 1.164 717 447
Totale (1.084) (580) (504)

Gli oneri finanziari aumentano rispetto al 31 dicembre 2017 per effetto degli oneri legati ai finanziamenti (Minibond, prestito obbligazionario e nuovi mutui accessi nel corso del 2018) e per una esposizione debitoria media superiore durante l'anno, registrando, quindi, un'incidenza di costo in termini percentuali inferiore.

26. Imposte sul reddito

Di seguito si fornisce il dettaglio delle imposte sul reddito:

Imposte 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Imposte correnti (144) (275) 131
Imposte differite 28 549 (521)
Totale (116) 274 (390)

Le imposte correnti ammontano a Euro 144 migliaia (Euro 274 migliaia al 31 dicembre 2017). Le maggiori imposte differite rilevate al 31 dicembre 2017 pari a Euro 549 migliaia si riferiscono principalmente alle imposte anticipate calcolate sulla perdita fiscale della capogruppo (Euro 515 migliaia).

La tabella sottostante riepiloga il dettaglio delle imposte dell'esercizio:

31.12.2018
Giglio group Ibox SA Evolve USA Ibox S.r.l. Giglio USA Giglio Shangai
Risultato ante imposte (2.328) 317 (23) 720 291 (61)
Imposta teorica - (60) - (201) (99) -
Imposta effettiva 197 (13) (0) (235) (92) -
Imposte differite (14) 24 - 18 - -
Utile dopo imposte (2.145) 327 (23) 503 199 (61)
Tax rate teorico 27,9% 19,0% 34,0% 27,9% 34,0% 24,0%
Tax rate effettivo 0% 4% 2% 33% 32% 0%

Ai sensi di legge si evidenziano i compensi complessivi spettanti agli Amministratori e ai membri del Collegio sindacale della Controllante Giglio Group S.p.A.

A. Giglio 200
C. Micchi 20
A. Lezzi 20
G. Mosci 25
Y. Zaho 10
M. Mancini 20
S. Olivotto 20
Totale 315

Consiglio di amministrazione (valori in migliaia di euro)

Collegio Sindacale (valori in migliaia di euro)

C. Tundo 25
M. Centore 20
M. Mannino 20
Totale 65

Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla stessa Società di revisione o da società della rete EY S.p.A.

I compensi alla Società di revisione sono di seguito dettagliati:

(valori in migliaia di euro)

Servizio Soggetto che ha erogato il servizio destinatario Corrispettivo
Revisione contabile del bilancio civilistico e
sottoscrizione dei modelli EY S.p.A. Capogruppo 55
Revisione contabile del bilancio
consolidato EY S.p.A. Capogruppo 16
Revisione contabile limitata della relazione
semestrale consolidata EY S.p.A. Capogruppo 34
Revisione contabile EY Società controllate 38
Totale 142

I compensi agli amministratori, sindaci e alla società di revisione esposti non includono le spese vive addebitate.

27. Operazioni con parti correlate (Art.2427 co.1 n.22 – bis c.c.)

La società ha effettuato operazioni con parti correlate (nell'accezione prevista dall'art. 2427, comma 2, del Codice Civile) a condizioni che non si discostano da quelle di mercato.

I rapporti di natura finanziaria ed economica con le controllate e le parti correlate sono dettagliate nel successivo paragrafo 30.

28. Impegni e garanzie, passività̀potenziali

Garanzie

Su alcuni Mutui Passivi, al 31 dicembre 2018 è presente la fidejussione personale del Dott. Alessandro Giglio.

Di seguito si espone il dettaglio:

Impegni e garanzie (valori in migliaia di euro)

Ente Valore garanzia Importo garantito residuo
MPS 1.048 111
B.POP Sondrio 2.470 1.067
Banca Sella 246 62
B. POP. Novara 650 650
FACTORIT 360 204
UNICREDIT 536 536
Totale 5.310 2.630

Passività potenziali

Alla data di chiusura del bilancio, non sussistono passività̀potenziali non iscritte in bilancio.

29. Analisi dei rischi finanziari (IFRS 7)

I rischi finanziari esistenti sono totalmente a carico della controllante GIGLIO GROUP S.P.A.

Il presente bilancio è redatto nel rispetto delle disposizioni di cui all'IFRS 7, che richiede informazioni integrative riguardanti la rilevanza degli strumenti finanziari in merito alle performance, alla esposizione finanziaria, al livello di esposizione al rischio derivante dall'utilizzo di strumenti finanziari, nonché una descrizione degli obiettivi, delle politiche e delle procedure poste in atto dal management al fine di gestire tali rischi.

Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo F. Gestione del capitale e dei rischi finanziari.

I finanziamenti e crediti sono attività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato che maturano interessi a tasso fisso o variabile. Il valore contabile potrebbe essere influenzato da cambiamenti del rischio di credito o di controparte.

Il Gruppo non ha in essere strumenti finanziari derivati. Si rileva che il valore contabile delle attività e passività finanziarie iscritte in bilancio approssima il loro fair value.

Di seguito si riporta il raffronto tra il valore contabile e il fair value delle attività e passività finanziarie al 31 dicembre 2018.

31.12.2018 31.12.2017
Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata Valore Fair Valore Fair
(valori in migliaia di euro) contabile value contabile value
Attività non correnti
Partecipazioni 5 5 150 150
Crediti 1.590 142
Attività fiscali differite 1.174 941
Totale attività non correnti 16.558 30.706
Attività correnti
Crediti commerciali e altri 12.519 12.519 20.926 20.926
Disponibilità liquide 2.889 2.889 6.209 6.209
Totale attività correnti 33.283 46.696
Attività destinate alla dismissione 18.431 -
Totale Attivo 68.272 77.402
Passività non correnti
Debiti finanziari (quota non corrente) 6.663 6.663 9.201 9.201
Totale passività non correnti 7.470 10.347
Passività correnti
Debiti commerciali e altri debiti 24.070 24.070 33.728 33.728
Debiti finanziari (quota corrente) 16.009 16.009 11.763 11.763
Totale passività correnti 43.885 50.363
Passività direttamente associate ad attività destinate alla
dismisssione 8.508 -
Totale Passività e Patrimonio Netto 68.272 77.402

Finanziamento a medio termine

La Società presenta, alla data del 31 dicembre 2018, una posizione finanziaria netta negativa pari a circa Euro 19,2 milioni (per la base di calcolo e la riconciliazione dei dati si rimanda alla apposita tabella esposta in relazione sulla gestione). Tali debiti sono inclusivi anche del Minibond emesso per finanziare l'acquisizione di Giglio Fashion (per ulteriori informazioni si rimanda a quanto già in precedenza detto nelle presenti note illustrative e commentato in relazione sulla gestione) e di finanziamenti bancari a medio termine chirografari e della quota di Simest riclassificata.

L'Emittente ha in essere numerosi contratti di finanziamento e, in una parte significativa degli stessi, sono previste clausole di cross default solo interno, negative covenants ed acceleration event in caso di mancato rispetto da parte del Gruppo di alcuni obblighi informativi o di preventiva autorizzazione al compimento di determinate operazioni. I contratti di finanziamento in essere con l'Emittente non prevedono clausole di cross default esterno né obblighi di rispetto di specifici covenants finanziari (questi ultimi si applicano unicamente con riferimento al Prestito

Obbligazionario 2016-2022).

Nonostante la Società monitori attentamente l'evoluzione della propria esposizione finanziaria, l'eventuale violazione degli impegni contrattuali o il mancato pagamento di rate, eventuali mancati rinnovi o revoche delle linee attualmente in essere, anche per effetto di eventi estranei alla volontà e/o attività dell'Emittente e/o delle società del Gruppo, potrebbero avere un impatto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria della Società e del Gruppo.

Nella nota 14 sono riepilogati i finanziamenti in essere con riferimento alla società Giglio Group S.p.A..

La Controllante Giglio Group S.p.A., nel corso del 2016, ha emesso un Minibond denominato "GIGLIO GROUP S.P.A. – 5,4% 2016-2022" per Euro 3,5 milioni utilizzato per finanziare l'operazione di acquisto della società Giglio Fashion, con le condizioni:

  • Tasso: 5,4%
  • Durata: 6 anni
  • Preammortamento: 2 anni

Il minibond è quotato sul Segmento Professionale (ExtraMOT PRO) del Mercato ExtraMOT.

Per il minibond, contrattualmente sono previsti il rispetto dei seguenti covenants finanziari alla data del 31 dicembre 2018:

Parametri Valori soglia per anno
PFN / EBITDA <=4
PFN / PN <=2,0
EBITDA / OF >=5,0

In data 12 febbraio 2019, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione e dall'Assemblea degli obbligazionisti, tenutasi in forma totalitaria, la modifica del Regolamento del prestito obbligazionario codice ISIN IT0005172157.

Le principali modifiche apportate al Regolamento riguardano:

  • l'inclusione delle operazioni di cessione aventi ad oggetto assets relativi al business dell'area media e televisiva fra le operazioni consentite che non richiedono la previa approvazione da parte dell'Assemblea degli obbligazionisti;
  • la modifica del piano di ammortamento mediante la previsione di tranche di rimborso mensili a partire dal 28 febbraio 2019 e sino al 30 settembre 2020, nuova data di scadenza del prestito obbligazionario;
  • la corresponsione degli interessi su base mensile secondo le date di pagamento previste dal nuovo piano di ammortamento, fermo restando (i) che il tasso annuale di interesse del prestito obbligazionario rimane invariato e (ii) che gli interessi maturati nel periodo intercorrente tra il 10 settembre 2018 e il 27 febbraio 2019 sono pagati il 10 marzo 2019;
  • la definizione dei covenants finanziari, con la precisazione che per il 2018 gli eventuali scostamenti dagli stessi non produrranno gli effetti previsti dal Regolamento.

30. Rapporti con imprese controllate e parti correlate

Group

Channel

La seguente tabella evidenzia i valori economici e patrimoniali relativi ai rapporti con le Parti Correlate dal 31 dicembre 2018. Si evidenzia che i dati indicati nelle seguenti tabelle sono tratte dai bilanci consolidati dell'Emittente e/o da dati di contabilità generale.

I rapporti conclusi con l'Emittente e le Parti Correlate sono stati individuati sulla base dei criteri definiti dal principio contabile internazionale IAS 24.

Crediti/Debiti Giglio
Group
Nautical
Channel
Giglio
USA
Giglio
TV
Giglio
Shanghai
IBOX SA IBOX
SRL
Evolve
USA
Giglio Group 2.319 1.008 3.033 255 818
Nautical Channel
Giglio USA 127
Giglio TV 15
Giglio Shanghai
IBOX SA 131 125
IBOX SRL
Evolve USA
Crediti debiti finanziari
Giglio Nautical Giglio Giglio Giglio IBOX Evolve

USA

TV

Shanghai IBOX SA

Crediti debiti commerciali

Crediti/Debiti

USA

SRL

Giglio Group 180 102 1.119
Nautical Channel
Giglio USA
Giglio TV 210 89
Giglio Shanghai
IBOX SA 1.575
IBOX SRL 1.302 1.793
Evolve USA
Ricavi-costi commerciali
Giglio Nautical Giglio Giglio Giglio IBOX Evolve
Crediti/Debiti Group Channel USA TV Shanghai IBOX SA SRL USA
Giglio Group 162 2.633 501 422 810
Nautical Channel
Giglio USA 84
Giglio TV
Giglio Shanghai
IBOX SA 56 123
IBOX SRL
Evolve USA

La natura delle operazioni intragruppo esposte nella tabella sopra è la seguente: (i) per Giglio TV, Giglio Shangai, Nautical Channel, Ibox SA e Ibox Srl trattasi in generale del ricarico dei costi amministrativi sostenuti dall'Emittente in nome e per conto delle società controllate, (ii) per Giglio USA e Ibox SA trattasi, invece, della fornitura di beni e servizi.

Le operazioni con Parti Correlate, ai sensi dell'art. 2427 co.1 n. 22 – bis c.c., risultano essere quelle poste in essere con i seguenti soggetti:

• China System S.r.l.: società che fa capo a Yue Zaho, amministratore e moglie di Alessandro Giglio e che fornisce al Gruppo consulenze relative al mercato cinese. I rapporti con China System sono relativi ad un contratto di fornitura di servizi con la società China System S.r.l., stipulato in data 4 gennaio 2016. Il fornitore ha esperienza di marketing nell'ambito della consulenza a società per l'inserimento dei prodotti dei clienti nei locali mercati. Nella fattispecie China System assiste la Società per l'analisi e la revisione dei contenuti editoriali, autoriali e giornalistici che Giglio Group utilizza per la realizzazione dei propri programmi televisivi di travel lifestyle, fashion, food, living e wellness. In particolare China System verifica l'opportunità dei contenuti per la cultura cinese, la correttezza delle traduzioni oltre alla assistenza necessaria affinché' i programmi possano ricevere le autorizzazioni alla trasmissione presso le istituzioni di settore preposte a tale attività. Nel 2018 l'importo della prestazione è stato pari a Euro 155.000. L'accordo è annuale ed è stato rinnovato tacitamente. Dopo il terzo anno consecutivo non sono previsti rinnovi automatici.

  • Docomo digital italy: socio di Giglio Group S.p.A.che ha effettuato transazioni economiche con il Gruppo. Al 31 dicembre 2018 il debito complessivo ammonta ad Euro 35 migliaia;
  • Max Factory S.r.l.: società immobiliare di proprietà di Alessandro Giglio, che dà in locazione a Giglio Group i seguenti immobili:
  • o Sede di Genova: Palazzo della Meridiana per un costo complessivo annuo pari ad Euro 175 migliaia;
  • o Sede di Roma: Via dei Volsci per un costo complessivo annuo pari ad Euro 200 migliaia.

I compensi corrisposti nel 2018 al Consiglio di Amministrazione dell'Emittente ammontano a Euro 315 migliaia.

31. Dividendi

Contestualmente all'approvazione delle linee guida del piano 2019-2023 il Consiglio ha deliberato di adottare una politica pluriennale di distribuzione di dividendi decisi anno per anno in funzione dei risultati conseguiti e qualora la situazione patrimoniale lo consenta.

32. Utile per azione

L'utile base per azione attribuibile ai detentori di azioni ordinarie della società̀è calcolato dividendo l'utile per il numero di azioni in essere alla data di chiusura dell'esercizio.

33. Utile diluito per azione

Non vi sono effetti diluitivi.

34. Informazioni ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Situazione patrimoniale - finanziaria consolidata
(valori in migliaia di euro)
31.12.2018 di cui
parti
correlate
31.12.2017 di cui
parti
correlate
Attività non correnti
Attività materiali 1.492 6.829
Attività immateriali 629 - 10.926 -
di cui Diritti di distribuzione - -
di cui Diritti di edizione - 10.573
Altre attività immateriali 629 353
Avviamento 11.668 11.718
Partecipazioni 5 150
Crediti 1.590 142
Attività fiscali differite 1.174 941
Totale attività non correnti 16.558 - 30.706 -
Attività correnti
Rimanenze di magazzino 5.273 6.729
Crediti commerciali e altri 12.519 20.926
Crediti finanziari - -
Crediti d'imposta 9.949 9.822
Altre attività 2.653 3.010
Disponibilità liquide 2.889 6.209
Totale attività correnti 33.283 - 46.696 -
Attività destinate alla dismissione 18.431 -
Totale Attivo 68.272 - 77.402 -
Patrimonio Netto
Capitale sociale 3.208 3.208
Riserve 11.400 11.374
Riserva straordinaria - -
Costi di quotazione (541) (541)
Riserva FTA 4 4
Risultati portati a nuovo 2.603 2.609
Riserva cambio - (5)
Utile (perdita) del periodo (8.264) 43
Totale Patrimonio Netto di Gruppo 8.410 - 16.692 -
Patrimonio netto di terzi - -
Totale Patrimonio Netto 8.410 - 16.692 -
Passività non correnti
Fondi per rischi e oneri 804 864
Passività fiscali differite 3 282
Debiti finanziari (quota non corrente) 6.663 - 9.201 3.098
Totale passività non correnti 7.470 - 10.347 3.098
Passività correnti
Debiti commerciali e altri debiti 24.070 75 33.728 80
Debiti finanziari (quota corrente) 16.009 11.763 438
Debiti per imposte 2.824 3.581
Altre passività 982 1.291
Totale passività correnti 43.885 75 50.363 518
Passività direttamente associate ad attività destinate alla dismissione 8.508 -
Totale Passività e Patrimonio Netto 68.273 75 77.402 3.616
Conto economico consolidato (valori in migliaia di euro) 31.12.20 di cui di cui 31.12.20 di cui di cui
18 parti non 17 parti non
correlat recurrin correlat recurrin
e g e g
Ricavi totali 37.912 59.856
Altri ricavi 1.040 728
Variazione delle rimanenze 1.493 2.616
Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e
merci (19.735) (49.307)
Costi per servizi (15.395) (155) (459) (11.123) (135) (1.413)
Costi per godimento beni terzi (1.029) (383) (785) (382)
Costi operativi (36.159) (538) (459) (61.215) (517) (1.413)
Salari e stipendi (3.101) (1.759)
Oneri sociali (541) (490)
TFR (11) (76)
Costo del personale (3.653) 0 0 (2.325) 0 0
Ammortamenti attività immateriali (153) (88)
Ammortamenti attività materiali (134) (120)
Svalutazioni (53) 0
Ammortamenti e svalutazioni (340) 0 0 (208) 0 0
Altri costi operativi (956) (433) (642) (334)
Risultato operativo (663) (538) (892) (1.190) (517) (1.747)
Proventi finanziari 80 137
Oneri finanziari netti (1.164) (717)
Risultato prima delle imposte (1.747) (538) (892) (1.770) (517) (1.747)
Imposte sul reddito (116) 274
Risultato netto di esercizio delle attività destinate a continuare (1.863) (538) (892) (1.496) (517) (1.747)
Risultato netto di esercizio delle attività destinate alla
dismissione
(6.401) 1.539
Risultato netto di esercizio (8.264) (538) (892) 43 (517) (1.747)
Di cui di terzi - -
Risultato delle attività destinate a continuare per azione base e
diluito
(0,1161) (0,1010)
Risultato delle attività destinate alla dismissione per azione
base e diluito
(0,3991) 0,1039
Risultato netto per azione base e diluito (0,5177) (0,0002)

35. Risultato delle attività destinate alla dismissione e dismesse

Operazione di conferimento assets media

La società ha in corso una operazione di conferimento di alcuni assets facenti parte della divisione "media" ad una società di diritto spagnolo quotata alla Borsa di Madrid, denominata Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A. (Vertice 360), valutati complessivamente euro 12,5 milioni sulla base di una fairness opinion commissionata dalla Società ad un esperto indipendente.

Come illustrato anche nel par 9 nella relazione sulla gestione, Vertice 360 è un gruppo specializzato nella produzione e distribuzione di produzioni televisive e cinematografiche e predisposizione di contenuti vari audio e video. La società è quotata presso la Borsa di Madrid dal dicembre 2007. Nel periodo aprile 2014 – gennaio 2018 il titolo azionario è stato sospeso dagli scambi di borsa. Nel gennaio 2019 le autorità di controllo spagnole hanno riammesso le azioni alla quotazione. Nel periodo compreso tra marzo 2018 e settembre 2018, il prezzo di borsa del titolo è rimasto costantemente al livello del prezzo minimo ammesso dalla Borsa di Madrid; successivamente questo livello minimo è stato abbassato- Ad oggi la capitalizzazione di borsa è di circa euro 59 milioni.

Tale conferimento avrà luogo nell'ambito di un aumento di capitale riservato a Giglio, da attuarsi entro il 30 novembre 2019 come indicato in data 12 marzo 2019. In particolare, l'accordo prevede la futura emissione di numero fisso di 1.136.363.636 nuove azioni a favore di Giglio Group S.p.A. che alla data di closing rappresenteranno non meno del 5,95% del capitale sociale di Vertice 360, anche tenuto conto di un ulteriore aumento di capitale per circa Euro 12 milioni, attualmente in corso, e riservato agli attuali azionisti.

Al fine dell'iscrizione in bilancio al 31 dicembre 2018 delle attività destinate alla dismissione, da iscriversi al minore tra il costo ed fair value, al netto dei relativi costi di vendita, sono stati utilizzati, quale riferimento per il fair value, i valori emergenti dalla fairness opinion (valore di riferimento Euro 12,5 milioni) ritenendo che l'attuale capitalizzazione di borsa di Vertice 360 ed il corrispondente valore quotato delle sue azioni, che avrebbe rappresentato un fair value di gerarchia superiore, non rifletta ancora (a) le sinergie attese dall'operazione che si attende potranno essere riflesse nei valori di borsa delle azioni alla data del closing, (b) altri fattori al momento non prevedibili come la reazione del mercato a tali informazioni (cosiddetto 'market sentiment'); e (c) l'esito delle condizioni sospensive presenti nell'accordo1 che comunque potrebbero avere un effetto sull'andamento del titolo. Pertanto, in attesa che il mercato fattorizzi tali informazioni nell'ambito delle negoziazioni su titolo e dunque sul suo prezzo quotato, gli Amministratori hanno ritenuto di basare le proprie stime del fair value su dati definiti di livello 3, coerenti con le valutazioni fatte dall'esperto indipendente avendo la ragionevole aspettativa, supportata dagli esiti della fairness opinion, che la capitalizzazione di borsa della Vertice 360 possa incrementarsi sensibilmente nel periodo intercorrente tra la data del 31 dicembre 2018 e il closing dell'operazione.

In considerazione dell'aspettativa di incremento di valore delle azioni che Giglio acquisirà in concambio al conferimento del ramo, nel novembre 2019, gli amministratori hanno stimato il fair value delle attività in dismissione considerando i valori emergenti dalla fairness opinion descritta in precedenza, determinando il valore totale del capitale economico di vertice 360 utilizzando una metodologia basata sulla stima dei discounted cash flow (cosiddetto income approach). Nello sviluppo di tale metodologia è stato utilizzato il piano 2019-2023 approvato da vertice 360 in data 25 febbraio 2019 ulteriormente esteso per 5 anni al fine di includere ulteriori aspettative di espansione del proprio business. Si segnala che i valori determinati applicando la sopra descritta metodologia incorporano un terminal value pari a circa il 75% del valore del capitale economico aziendale di Vertice 360. La determinazione di tali dati previsionali rappresenta un elemento di incertezza nel processo valutativo del prezzo di cessione degli asset destinati alla dismissione che

1 L'operazione risulta subordinata (i) alla valutazione di un perito nominato dal Registro Commerciale Spagnolo, competente ai sensi della legge spagnola, che confermi il valore corrispondente della Divisione Media di Giglio Group, definito come corrispettivo in natura nel contesto dell'Aumento Riservato; (ii) alla stipula dei contratti definitivi tra le Parti; (iii) al perfezionamento dell'Aumento in Opzione; nonché (iv) a tutti gli adempimenti di natura amministrativa, autorizzativa e regolamentare applicabili.

potrebbe pertanto differire, anche significativamente, rispetto ai valori di borsa del pacchetto azionario che Giglio otterrà, in contropartita, alla data del closing.

Infatti, le azioni che saranno ricevute alla data del closing dovranno essere iscritte, in accordo con l'ifrs 9, al valore di borsa alla data e saranno adeguate ad ogni data successiva di misurazione in considerazione dell'andamento del valore di borsa stesso rappresentando il valore di borsa un indicatore di fair value di livello 1. Si evidenzia che, qualora fosse stato utilizzato tale criterio nella predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2018 il valore netto delle attività destinate alla dismissione sarebbe stato pari a circa 4,7 milioni riducendo il patrimonio netto di gruppo alla data di bilancio a circa 2,2 milioni.

Di seguito si fornisce un elenco degli input non osservabili utilizzati per la determinazione del livello 3 di fair value nonché una analisi di sensitività come richiesto dal principio IFRS13:

Il piano 2019 – 2028 utilizzato per la valutazione della Vertice 360 prevede un equity value di euro 198,5 milioni ottenuto applicando un costo del capitale (Wacc) dell'8,4% ed un tasso di crescita perpetuo (G) del 2%. E' stata operata una sensitivity analisys che mostra quanto varia l'equity value al variare del Wacc e del tasso G. I dati sono i seguenti:

  • Crescita al 2% e Wacc al 7,8% l'equity value sale a euro 224,5 milioni:
  • Crescita al 1,8% e Wacc al 8,4% l'equity value scende ad euro 194,3 milioni;
  • Crescita al 1,8% e Wacc al 9% l'equity value scende a euro 173,9 milioni

E' stato effettuato anche uno stress test riducendo a crescita attesa di una certa linea di business al 10% dal 13% del precedente caso, per il periodo 2024-2027:

  • Crescita al 2% e Wacc al 8,4% l'equity value scende a euro 171,1 milioni
  • Crescita al 1,8% e Wacc al 9% l'equity value scende a euro 150,1 milioni

Di seguito una tabella che riepiloga i valori a cui sono iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2018, al netto delle necessarie svalutazioni, i beni che saranno oggetto del conferimento:

Descrizione Importo ante Importo in bilancio Valore di
(valori in migliaia di euro) adeguamento Adeguamento aal 31 dicembre
2018
conferimento
Vertice 360
Server, macchinari e altri asset tecnologici (incluso
virtual set)
1.350 798 552 552
Media library 548 - 548 548
Partecipazioni:
(i) 3% di Pegaso S.r.l. 150 150 - -
(ii) 50% di Class TV Moda Holding S.p.A.
Nautical Channel (partecipazione e crediti) 4.427 1.627 2.800 2.800
Giglio TV HK diritti di edizione 9.915 3.915 6.000 6.000
TOTALE 16.390 6.490 9.900 9.900

Nell'ambito della medesima operazione di conferimento sono incluse altre attività afferenti all'area media che, sulla base del valore indicato dalla fairness, hanno un valore superiore rispetto a quello identificato dal criterio del costo e non oggetto di nessun adeguamento di valore al 31 dicembre 2018:

Descrizione Valore
(valori in migliaia di euro) Valore di carico conferimento Differenza teorica
1. Autorizzazione alla fornitura di media e servizi DTT in
seguito alla risoluzione di AGCOM n. 353 del2011 relativa a
LCN 68
2. Accordo con Persidera del 12 febbraio 2018
3. Accordi di agenzia per i seguenti canali TV: - 800 800
(i) Class TV Horse (2 maggio 2017)
(ii) Class TV Moda (2 maggio 2017)
(iii) Gambero Rosso (29 maggio 2017)
100% di partecipazione in M3SATCOM, attualmente ramo
aziendale di Giglio
22 1.800 1.778
TOTALE 22 2.600 2.578

La congruità dei valori conferiti sarà asseverata da un perito incaricato dal registro commerciale delle imprese spagnolo entro il mese di luglio 2019, tale asseverazione è richiesta dalla norma esistente in Spagna (simile a quella vigente in Italia) in tema di aumento di capitale in natura, tramite conferimento di beni.

L'applicazione del principio ha comportato svalutazioni complessive per Euro 6,5 milioni.

Altre attività dismesse

In data 20 dicembre 2018, la società ha sottoscritto con GM Comunicazione s.r.l., un accordo per la cessione a GM dell'autorizzazione di fornitore di servizi di media audiovisivi, associata alla numerazione 65 del digitale terrestre, per il canale televisivo nazionale "IBOX65". La valorizzazione complessiva del canale è stata di 1,9 milioni di euro, con un pagamento per l'importo di 200.000 euro + IVA alla sottoscrizione dell'accordo, di 620.000 euro + IVA in rate mensili nel corso del 2019, e per l'importo di 1.080.000 euro + IVA in 27 rate mensili a partire dal 31 gennaio 2020.

Il Risultato delle attività destinate alla dismissione e dismesse al 31 dicembre 2018 è negativo per Euro 6,4 milioni e si confronta con un risultato positivo di Euro 1,5 milioni relativo allo scorso esercizio.

Nella voce al 31 dicembre sono comprese le svalutazioni delle attività nette dell'area media per Euro 6,5 milioni commentate al punto precedente, la plusvalenza per Euro 1,9 milioni derivante dalla cessione del canale 65 ed i risultati netti dell'area media realizzati nel corso del 2018 prima della classificazione e valutazione come attività alla dismissione.

Nelle tabelle seguenti sono esposti i valori economici al 31 dicembre 2018 e 2017, oltre che i valori patrimoniali delle attività destinate alla dismissione al 31 dicembre 2018.

(valori in migliaia di euro) 31.12.2018 31.12.2017
Ricavi totali 18.086 18.175
Altri ricavi 2.106 57
Ricavi totali 20.192 18.232
Variazione delle rimanenze (108) 24
Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (221) (379)
Costi per servizi (10.363) (8.958)
Costi per godimento beni terzi (159) (123)
Costi operativi (10.743) (9.460)
Salari e stipendi (805) (694)
Oneri sociali (226) (188)
TFR (45) (1)
Costo del personale (1.076) (883)
Ammortamenti attività immateriali (5.892) (3.861)
Ammortamenti attività materiali (1.672) (1.672)
Svalutazioni per adeguamento al fair value (6.490) 0
Svalutazioni (360) (380)
Ammortamenti e svalutazioni (14.414) (5.913)
Altri costi operativi (262) (109)
Risultato operativo (6.411) 1.891
Proventi finanziari 5 9
Oneri finanziari netti (133) (53)
Risultato prima delle imposte (6.539) 1.847
Imposte sul reddito 139 (308)
Risultato netto di esercizio delle attività destinate alla dismissione (6.400) 1.539
Di cui di terzi - -
(valori in migliaia di euro) 31.12.2018
Attività non correnti
Attività materiali 3.006
Attività immateriali 9.501
di cui Diritti di edizione 9.407
Altre attività immateriali 94
Totale attività non correnti 12.507
Attività correnti
Rimanenze di magazzino 25
Crediti commerciali e altri 4.736
Altre attività 1.092
Disponibilità liquide 71
Totale attività correnti 5.924
Totale Attività destinate alla dismissione e dismesse 18.431
Totale Passività destinate alla dismissione e dismesse 8.508
Totale passività correnti 8.106
Altre passività 826
Debiti d'imposta 116
Debiti finanziari (quota corrente) 22
Debiti commerciali e altri debiti 7.142
Passività correnti
Totale passività non correnti 402
Passività fiscali differite 202
Fondi per rischi e oneri 200
Passività non correnti

36. Valutazione della continuità aziendale

In accordo con quanto previsto dallo IAS 1 ed in coerenza con quanto richiesto dai documenti n.2 del 6 febbraio 2009 e n. 4 del 3 marzo 2000 emessi congiuntamente dalla Banca d'Italia, Consob e Isvap, si riportano di seguito le valutazioni formulate dagli Amministratori in merito alla sussistenza della continuità aziendale ai fini della redazione della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2018.

La società ha chiuso l'esercizio 2018 con una perdita significativa dovuta fondamentalmente alla riorganizzazione delle proprie attività e alla focalizzazione sul business dell'e-commerce.

In data 15 marzo 2019 il CDA della società ha approvato il piano 2019 – 2023 che prevede gli effetti dell'operazione di dismissione dell'area media, non comprendendola nel perimetro delle attività operative del Gruppo. Giglio Group si rappresenta come un vero player di e-commerce, con caratteristiche uniche nel suo settore, una presenza globale, competenze specifiche elevate, ben integrato all'interno del proprio contesto di mercato per le relazioni con i principali brand del made in Italy. Il piano assume il continuo sviluppo di implementazione della nuova piattaforma tecnologica iniziato nel corso del 2018. Inoltre si assume uno sviluppo delle nostre attività in Cina a servizio dei brand e delle loro vendite sui marketplace integrati alle nostre strutture tecnologiche sviluppate nel paese. Gli obiettivi strategici del Piano definiscono un Gruppo leader capace di coprire una quota di mercato, il fashion made in Italy on line, importante, con oltre 50 marketplaces integrati a livello globale, e il più rilevante partner digitale e commerciale per il lusso Made in Italy in Cina.

L'elaborazione del Piano si è basata, tra l'altro, su (i) assunzioni di carattere generale ed ipotetico, nonché di natura discrezionale, e (ii) una serie di stime ed ipotesi di natura discrezionale, relative alla realizzazione, da parte degli Amministratori, di azioni specifiche da intraprendersi nell'arco temporale 2019-2023, ovvero concernenti eventi futuri sui quali gli amministratori possono solo parzialmente influire e che potrebbero non verificarsi o variare nel periodo di piano.

La realizzazione degli obiettivi e il raggiungimento dei risultati previsti dal Piano dipendono, oltre che dall'effettivo realizzarsi del volume di ricavi indicati, anche dall'efficacia delle azioni identificate e dalla tempestiva implementazione di tali azioni, secondo i tempi e con gli impatti economici ipotizzati.

Il Gruppo monitora costantemente l'andamento dei mercati di riferimento rispetto alle assumption di Piano e la tempestiva implementazione delle azioni previste, mantenendo un'attenzione proattiva e costante al contenimento dei costi e all'individuazione di iniziative volte a raggiungere una maggiore efficienza operativa che possano mitigare il rischio legato alla contrattualizzazione di nuovi clienti/brand ed assicurare il raggiungimento dei risultati economici attesi.

Per l'attuazione del suddetto Piano, sono previsti inoltre fabbisogni finanziari rilevanti a supporto degli investimenti, del capitale circolante e dei rimborsi dei debiti in scadenza durante l'esercizio 2019. Tali fabbisogni è previsto si finanzieranno, oltre che con i flussi derivanti dalla gestione operativa, con una imminente emissione obbligazionaria, dell'importo di Euro 5.000.000, con durata di 8,5 anni, con un periodo di preammortamento di durata di 2 anni sottoscritta da primari operatori finanziari. Si fa in particolare riferimento ad un prestito obbligazionario non convertibile, nel contesto del programma "EBB Export Programme" finalizzato al reperimento da parte di selezionate società di risorse finanziarie destinate al finanziamento e al supporto dei progetti di internazionalizzazione del core business delle Società Emittenti. L'operazione è strutturata da Finint, Gruppo Banca Finanziaria Internazionale e prevede il coinvolgimento come garante di SACE, agenzia del Ministero dell'Economia che incentive l'export del paese, e di Cassa Depositi e Prestiti come anchor investor, la più importante istituzione finanziaria italiana, controllata dal Ministero dell'Economia italiano, che ha fra i propri obiettivi statutari il supporto delle iniziative imprenditoriali ritenute profittevoli e strategiche per lo sviluppo del Paese.

Il consiglio di amministrazione della società ha deliberato il 27 marzo 2019 l'emissione del prestito obbligazionario, e l'operazione è stata perfezionata con la firma dei contratti previsti tra le parti coinvolte il 2 aprile 2019. La data di erogazione da parte del veicolo finanziatore è stata il 9 aprile 2019.

L'Operazione prevede tra alcune forme di supporto del credito, il rilascio da parte di SACE S.p.A. di una garanzia a prima richiesta a garanzia dell'adempimento delle obbligazioni di pagamento a titolo

di capitale e interessi della società derivanti dai Prestiti emessi dalle stesse. A fronte del rilascio della garanzia la società sottoscrive un accordo diretto tra SACE e un contratto volto a disciplinare, tra l'altro, i termini e le condizioni per il rilascio della Garanzia SACE, gli impegni di natura informativa, gli impegni di fare e non fare e gli obblighi di indennizzo e manleva assunti da ciascuna Società Emittente in favore di SACE, nonché i termini e le condizioni del pagamento del premio dovuto a SACE; il tasso di interesse sul prestito obbligazionario, ad oggi, non è stato ancora definito.

Tra gli impegni industriali emerge l'obbligo di finalizzazione di un progetto a supporto dell'export. I financial covenants che dovranno essere rispettati durante la vita del Prestito Obbligazionario saranno due e più precisamente: a) un gearing ratio (rapporto tra debiti totali netti e patrimonio netto), non dovrà essere maggiore di 2 per l'intera durata del Prestito Obbligazionario, e b) un leverage ratio (rapporto tra debiti totali netti ed Ebitda), non dovrà essere maggiore di: (i) 4,5 per l'anno 2019 e per l'anno 2020; e (ii) 3,5 a partire dall'anno 2021 e fino alla Data di Scadenza. Si segnala che sulla base dei risultati previsti nel Piano Industriale, tali covenants risultano rispettati negli anni di piano.

Contestualmente, la società è anche impegnata con la negoziazione di finanziamenti a medio lungo termine con il sistema bancario, anche in coerenza con le direttrici del piano industriale 2019 – 2023 che definiscono una struttura del debito bancario con una durata media finanziaria più lunga dell'attuale. La società riscontra il supporto del socio di riferimento, Meridiana Holding, come già avvenuto in passato, alla finalizzazione di queste operazioni, nell'interesse della società. In particolare la società sta trattando un finanziamento a medio lungo termine dell'importo fino a euro 8 milioni, anche in più tranches, con primario istituto bancario allo scopo ulteriore di razionalizzare il numero di banche, diminuendolo, e ottimizzare il lavoro transato con ciascun istituto con cui si collabora, commisurandolo con il grado di intensità del rapporto di finanziamento in essere.

La società, inoltre, continua ad avere ininterrotti rapporti ordinari con il sistema bancario per l'erogazione di credito a supporto del capitale circolante necessario per alimentare il business dell'ecommerce ed in particolare l'attività di distribuzione di prodotti fashion.

Infine, la società si è dotata di una delibera assembleare che delega il consiglio di amministrazione ad aumentare il capitale sociale a pagamento fino al 10 % del capitale sociale in essere ad oggi. In particolare si fa riferimento alla delibera dell'assemblea radunatasi in via straordinaria il 29 ottobre

2018, che ha approvato la proposta di delega quinquennale al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale, in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione nei limiti del 10% del capitale sociale preesistente da offrire in sottoscrizione ai soggetti che saranno individuati dal Consiglio di Amministrazione – ivi compresi investitori qualificati industriali e/o finanziari - a condizione che il prezzo di emissione delle azioni corrisponda al valore di mercato delle stesse e ciò sia confermato in apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale. L'obiettivo di una eventuale attivazione di questa delega è da riscontrarsi nell'interesse della società ad avere maggiore dotazione finanziaria al fine di accelerare il proprio piano di sviluppo, di poter beneficiare delle eventuali sinergie provenienti da un socio industriale operante nel settore di riferimento, nel rendere il mercato azionario molto più liquido.

Tenuto conto di quanto sopra descritto, pur in presenza delle inevitabili incertezze relative alle modalità di esecuzione del Piano 2019 – 2023 ed al reperimento delle necessarie risorse finanziarie per la realizzazione del Piano stesso, gli Amministratori ritengono di poter disporre di mezzi finanziari e patrimoniali che consentono di redigere il bilancio consolidato e d'esercizio al 31 dicembre 2018 nel presupposto della continuità aziendale.

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni, nonché ai sensi dell'art. 154 – bis del d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58.

    1. I sottoscritti Alessandro Giglio, in qualità di Amministratore Delegato, e Massimo Mancini, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Giglio Group S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
  • l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa;
  • l'effettiva applicazione delle procedure amministrativo contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso del periodo dal 1°gennaio al 31 dicembre 2018.
    1. Al riguardo si segnalano i seguenti aspetti di rilievo:
  • la verifica dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrativo contabili è stata svolta in un contesto di trasformazione, essendo in corso la valorizzazione dell'area media della Società finalizzata alla dismissione. La stessa pertanto ha dovuto tener conto delle modifiche in corso sulla struttura della Società e sulle sue attività;
  • l'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2018 è stata valutata sulla base delle norme metodologiche definite tenendo conto del modello Internal Control – Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission.
  • L'analisi che era stata svolta in sede di quotazione aveva evidenziato l'opportunità di un aggiornamento/adeguamento di alcune procedure aziendali. Con riferimento a tali aspetti di miglioramento è stato predisposto un dettagliato piano di azione che prevede tra l'altro:
  • (i) l'aggiornamento delle procedure previste dalla legge 262 del 2005: attività che è stata posta in essere da apposito consulente incaricato;
  • (ii) l'adozione di un meccanismo di reporting gestionale: la Società ha in conseguenza effettuato il blueprinting di Navision (nuovo sistema contabile amministrativo di reporting e finanziario) la cui introduzione definitiva è prevista per marzo/aprile 2019. Questo consentirà alla Società un più adeguato censimento e un'adeguata reportistica dei dati amministrativi. Il sistema costituirà la base di partenza per l'integrazione con il sistema di pianificazione strategica e di controllo di gestione
  • Con riferimento alle azioni correttive previste dal piano di azione risultano essere già state implementate, altre sono state definite in dettaglio e pianificate. Nelle more della completa attuazione del piano di cui sopra, sono state altresì poste in essere procedure di controllo compensative per effetto delle quali non sono emersi impatti economico patrimoniali su quanto esposto nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2018.
    1. Si attesta, inoltre, che:
  • 3.1 Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2018:

  • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del19 luglio 2002;

  • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
  • 3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

15 marzo 2019

L'Amministratore Delegato Alessandro Giglio

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Massimo Mancini

Giglio Group S.p.A.

Bilancio consolidato al 31 dicembre 2018

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

EY S.p.A. Via Meravigli, 12 20123 Milano

Tel: +39 02 722121 Fax: +39 02 722122037 ey.com

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli azionisti della Giglio Group S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo Giglio Group (il Gruppo), costituito dal prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata al 31 dicembre 2018, dal prospetto di conto economico consolidato, dal prospetto di conto economico complessivo consolidato, dal prospetto dei movimenti di patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note al bilancio consolidato che includono anche la sintesi dei più significativi principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2018, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Giglio Group S.p.A. in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Richiamo di informativa

Richiamiamo l'attenzione sulla nota "35. Risultato delle attività destinate alla dismissione e dismesse" paragrafo "Operazione di conferimento assets media" delle note illustrative al bilancio consolidato al 31 dicembre 2018, che descrive le considerazioni degli amministratori relative alla prospettata operazione di conferimento degli assets facenti parte della divisione "media" nella società Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A. quotata alla Borsa di Madrid. Gli amministratori nel suddetto paragrafo evidenziano che tale conferimento avrà luogo nell'ambito di un aumento di capitale riservato a Giglio Group S.p.A. che, sulla base dell'accordo sottoscritto in data 11 marzo 2019 ("l'Accordo"), sarà da attuarsi entro il 30 novembre 2019. Tale Accordo prevede la futura emissione di un numero fisso di 1.136.363.636 nuove azioni a favore di Giglio Group S.p.A. che, alla data di closing, rappresenteranno non meno del 5,95% del capitale sociale di Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A., anche tenuto conto di un ulteriore aumento di capitale per circa Euro 12 milioni, attualmente in corso, e riservato agli attuali azionisti.

EY S.p.A. Sede Legale: Via Po, 32 - 00198 Roma Gli amministratori evidenziano, inoltre, che gli assets conferendi sono stati valutati

Capitale Sociale Euro 2.525.000,00 i.v. Iscritta alla S.O. del Registro delle Imprese presso la C.C.I.A.A. di Roma Codice fiscale e numero di iscrizione 00434000584 - numero R.E.A. 250904 P.IVA 00891231003 Iscritta al Registro Revisori Legali al n. 70945 Pubblicato sulla G.U. Suppl. 13 - IV Serie Speciale del 17/2/1998 Iscritta all'Albo Speciale delle società di revisione Consob al progressivo n. 2 delibera n.10831 del 16/7/1997 A member firm of Ernst & Young Global Limited

complessivamente Euro 12,5 milioni sulla base di una fairness opinion redatta da un esperto indipendente.

In particolare gli amministratori, al fine della valutazione in bilancio al 31 dicembre 2018 delle attività destinate alla dismissione, da iscriversi al minore tra il costo ed il fair value al netto dei relativi costi di vendita secondo quanto previsto dai principi contabili applicabili alla fattispecie, hanno utilizzato, quale riferimento per il fair value, i valori emergenti dalla citata fairness opinion anziché i valori derivanti dalle quotazioni di borsa delle azioni Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A.. Gli stessi, hanno infatti ritenuto che l'attuale quotazione di borsa delle azioni Vértice Trescientos Sesenta Grados,S.A. che avrebbe rappresentato un fair value di gerarchia superiore, così come definito dall'IFRS 13, non rifletta ancora (a) le sinergie attese dall'operazione che si attende potranno essere riflesse nei valori di borsa delle azioni alla data del closing, (b) altri fattori al momento non prevedibili come la reazione del mercato a tali informazioni (cosiddetto 'market sentiment'), e (c) l'esito delle condizioni sospensive presenti nell'Accordo che comunque potrebbero avere un effetto sull'andamento del titolo.

Infine, gli amministratori evidenziano (i) che qualora nella predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2018 si fosse utilizzato il sopraccitato fair value di gerarchia superiore derivante dalla quotazione di borsa delle azioni della Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A., l'ammontare netto delle attività destinate alla dismissione sarebbe stato pari a circa Euro 4,7 milioni, anziché Euro 12,5 milioni, con una conseguente riduzione del patrimonio netto di gruppo alla data di bilancio da circa Euro 8,4 milioni a circa Euro 2,2 milioni e (ii) che le azioni che saranno ricevute alla data del closing verranno iscritte, in accordo con quanto previsto dai principi contabili di riferimento, al valore di borsa alla data del closing stesso.

Il nostro giudizio non è espresso con rilievi in relazione a tale aspetto.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Abbiamo identificato i seguenti aspetti chiave della revisione contabile:

Aspetti chiave Risposte di revisione

Valutazione del presupposto della continuità aziendale

Il Gruppo ha chiuso l'esercizio 2018 con una perdita di Euro 8,3 milioni, significativamente influenzata dal risultato negativo delle attività destinate alla vendita. Il patrimonio netto e l'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2018 ammontano rispettivamente ad Euro 8,4 milioni ed Euro 19,2 milioni.

Il Piano industriale 2019-2023 (di seguito il "Piano"), approvato dal Consiglio di Amministrazione del 15 marzo 2019, prevede la concentrazione delle attività esclusivamente nel settore e-commerce ed il consolidamento delle attuali posizioni di mercato su tale segmento, al fine di ottenere un miglioramento della redditività ed un riequilibrio dell'esposizione finanziaria.

Le assunzioni alla base dell'elaborazione del Piano e le successive valutazioni degli Amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale, riferito ad almeno dodici mesi dopo la data di chiusura dell'esercizio, sono per loro natura complesse e implicano il ricorso al giudizio degli amministratori, in particolare con riferimento alla reperibilità delle risorse necessarie a coprire il fabbisogno finanziario e alle modalità e tempistiche di manifestazione delle azioni previste nel Piano.

In considerazione delle valutazioni e del giudizio richiesti agli amministratori nella predisposizione di dati previsionali e dei loro possibili riflessi futuri sul presupposto della continuità aziendale, abbiamo ritenuto che la tematica in oggetto rappresenti un aspetto chiave della revisione.

La sezione "Continuità aziendale" inclusa nel paragrafo "11. Evoluzione prevedibile della gestione" della relazione sulla gestione, descrive i risultati conseguiti nell'esercizio, le azioni intraprese alla base delle previsioni espresse nel Piano e le previsioni di copertura del fabbisogno finanziario per l'attuazione del Piano stesso.

Le principali procedure in risposta all'aspetto chiave hanno riguardato, tra l'altro:

  • l'analisi delle circostanze che hanno comportato il conseguimento di una perdita complessiva nell'esercizio;
  • l'analisi delle differenze fra i dati previsionali dell'esercizio 2018 contenuti nel precedente Piano e quelli consuntivati per il medesimo esercizio;
  • la comprensione degli elementi alla base della valutazione degli amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale e l'analisi delle assunzioni chiave del Piano approvato dal Consiglio di Amministrazione il 15 marzo 2019;
  • l'analisi delle principali assunzioni del Piano 2019-2023 e l'analisi di sensitività delle stesse rispetto alla previsione dei flussi di cassa prospettici;
  • l'analisi di sensitività dei covenants finanziari al variare del fair value delle azioni destinate alla Società in cambio della prospettata operazione di cessione degli assets media;
  • l'ottenimento di attestazioni scritte dalla Direzione relative ai piani d'azione futuri ed alla loro fattibilità.

Abbiamo inoltre considerato l'adeguatezza dell'informativa di bilancio riportata nella relazione sulla gestione in relazione a questo aspetto chiave.

Valutazione dell'avviamento

Al 31 dicembre 2018 l'avviamento ammonta a Euro 11,7 milioni. Il Gruppo ha sottoposto ad impairment test le Cash Generating Unit (CGU) a cui è attribuito l'avviamento.

Le modalità ed i processi di valutazione, nonché la determinazione del valore recuperabile dell'avviamento allocato alle CGU identificate, in termini di valore d'uso, sono basate su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli amministratori, con particolare riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi sia al periodo previsto dal piano industriale del Gruppo per il periodo 2019-2023 (il "Piano"), sia alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale, nonché alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni di tali flussi di cassa.

In considerazione del giudizio richiesto e della complessità delle assunzioni utilizzate nella stima del valore recuperabile dell'avviamento abbiamo ritenuto che tale tematica rappresenti un aspetto chiave della revisione.

Il Gruppo fornisce l'informativa relativa alla recuperabilità dell'avviamento, alle assunzioni utilizzate nelle analisi di impairment ed alle analisi di sensitività del valore recuperabile al variare delle principali assunzioni, nella Nota 3 "Avviamento" e nella nota "Valutazioni discrezionali e stime contabili significative" del bilancio consolidato.

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno riguardato, tra l'altro:

  • l'analisi della procedura di impairment test approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 5 marzo 2019, in merito alla valutazione della recuperabilità dell'avviamento;
  • la verifica dell'adeguatezza del perimetro delle CGU e dell'allocazione dei valori contabili delle attività e passività alle singole CGU;
  • l'analisi delle principali assunzioni alla base delle previsioni dei flussi di cassa futuri, tenuto conto delle previsioni di fonti esterne di settore;
  • la verifica della coerenza delle previsioni dei flussi di cassa futuri, della determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e dei tassi di attualizzazione inclusi nel Piano approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 15 marzo 2019.

Nelle nostre verifiche ci siamo anche avvalsi dell'ausilio di nostri esperti in tecniche di valutazione, che hanno eseguito un ricalcolo indipendente ed effettuato analisi di sensitività sulle assunzioni chiave al fine di determinare i cambiamenti delle assunzioni che potrebbero impattare significativamente la valutazione del valore recuperabile.

Infine, abbiamo considerato l'adeguatezza dell'informativa di bilancio riportata nelle note illustrative in relazione all'aspetto chiave.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio consolidato

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo Giglio Group S.p.A. o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo

complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;

abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le relative misure di salvaguardia.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'assemblea degli azionisti della Giglio Group S.p.A. ci ha conferito in data 1 dicembre 2017 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per il novennio decorrente dalla data di quotazione al mercato MTA, ossia per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2026.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli amministratori della Giglio Group S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo al 31 dicembre 2018, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, con il bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2018 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2018 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, c. 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Milano, 9 aprile 2019

EY S.p.A.

Agostino Longobucco (Socio)

GIGLIO GROUP S.p.A. Sede in Milano, Piazza Diaz 6 - Milano Capitale sociale Euro 3.208.050 REA n. 1028989 Codice Fiscale 07396371002 Iscritta al Registro delle Imprese di Milano al n. 07396371002

Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018

PROSPETTI CONTABILI

  • Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria
  • Prospetto di conto economico e conto economico complessivo
  • Rendiconto finanziario
  • Prospetto dei movimenti di patrimonio netto
  • Note illustrative al bilancio d'esercizio

Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria

Situazione patrimoniale - finanziaria 31.12.2018 31.12.2017
(valori in migliaia di euro)
Attività non correnti
Attività materiali (1) 261 5.175
Attività immateriali (2) 145 1.403
di cui Diritti di distribuzione - -
di cui Diritti di edizione - 1.303
Altre attività immateriali 145 100
Avviamento (3) 4.084 4.134
Partecipazioni (4) 8.376 7.419
Crediti (5) 2.985 3.135
Attività fiscali differite (8) 1.133 925
Totale attività non correnti 16.984 22.192
Attività correnti
Rimanenze di magazzino (6) 4.952 3.685
Crediti commerciali e altri (7) 10.572 15.140
Crediti finanziari - -
Crediti d'imposta (8) 3.422 3.679
Altre attività (9) 774 1.392
Disponibilità liquide (10) 800 3.100
Totale attività correnti 20.520 26.995
Attività destinate alla dismissione (35) 9.617 -
Totale Attivo 47.121 49.187
Patrimonio Netto (11)
Capitale sociale 3.208 3.208
Riserve 11.340 11.374
Riserva straordinaria - -
Costi di quotazione (541) (541)
Riserva FTA 4 4
Risultati portati a nuovo (2.384) 46
Riserva cambio - -
Utile (perdita) del periodo (4.745) (2.379)
Totale Patrimonio Netto 6.882 11.712
Passività non correnti
Fondi per rischi e oneri (12) 275 349
Passività fiscali differite (13) 2 265
Debiti finanziari (quota non corrente) (14) 5.897 7.438
Totale passività non correnti 6.174 8.052
Passività correnti
Debiti commerciali e altri debiti (15) 9.008 16.751
Debiti finanziari (quota corrente) (14) 15.810 11.513
Debiti per imposte (16) 480 405
Altre passività (17) 584 754
Totale passività correnti 25.882 29.423
Passività direttamente associate ad attività destinate alla dismisssione (35) 8.184 -
Totale Passività e Patrimonio Netto 47.121 49.187

Prospetto di Conto economico

Conto economico (valori in migliaia di euro) 31.12.2018 31.12.2017
Ricavi totali (18) 23.094 22.576
Altri ricavi (18) 1.363 138
Variazione delle rimanenze 1.400 1.329
Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (19) (19.785) (18.000)
Costi per servizi (20) (4.230) (4.033)
Costi per godimento beni terzi (21) (637) (522)
Costi operativi (24.652) (22.555)
Salari e stipendi (22) (1.756) (950)
Oneri sociali (22) (299) (288)
TFR (22) (3) (62)
Costo del personale (2.058) (1.300)
Ammortamenti imm.ni immateriali (23) (20) (14)
Ammortamenti imm.ni materiali (23) (63) (74)
Svalutazioni (23) (53) 0
Ammortamenti e svalutazioni (136) (88)
Altri costi operativi (24) (461) (510)
Risultato operativo (1.450) (410)
Proventi finanziari (25) 11 1
Oneri finanziari netti (25) (889) (620)
Risultato prima delle imposte (2.328) (1.029)
Imposte sul reddito (26) 183 564
Risultato netto di esercizio delle attività destinate a continuare (2.145) (464)
Risultato netto di esercizio delle attività destinate alla dismissione* (35) (2.600) (1.915)
Risultato netto di esercizio (4.745) (2.379)
Di cui di terzi - -
Risultato delle attività destinate a continuare per azione base e diluito (0,1337) (0,0313)
Risultato delle attività destinate alla dismissione per azione base e diluito (0,1621) (0,1292)
Risultato netto per azione base e diluito (0,2987) (0,1634)

* In conformità alle disposizioni del paragrafo 33 dell'IFRS 5 "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate", l'analisi dell'utile netto delle discontinued operations può essere presentata alternativamente nello schema di Conto economico o nelle Note di commento. Il Gruppo ha scelto l'opzione di rappresentare tale analisi nelle Note di commento alla nota n. 35 "Discontinued operations", cui si rinvia.

Prospetto di conto economico complessivo

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO (valori in migliaia di euro) 31.12.2018 31.12.2017
Risultato netto di esercizio (4.745) (2.379)
Altre componenti di conto economico complessivo
Altre componenti di conto economico complessivo che saranno successivamente
riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte
Riserva Cambi 0 0
Totale altre componenti di conto economico complessivo che saranno
successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte
0 0
Altre componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente
riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte
Perdita Attuariale dei benifici a dipendenti (12) (46) (42)
Totale altre componenti di conto economico complessivo che non saranno
successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte (46) (42)
Risultato complessivo dell'esercizio (4.791) (2.421)

Prospetto di Patrimonio Netto

Descrizione
(Valori espressi in euro)
Nota 11
Capitale
sociale
Riserve Riserva FTA Riserve
cambio
Riserva
IAS19
Risultati
portati
a nuovo
Utile (perdita)
del periodo
Totale
SALDO AL 31 DICEMBRE
2016
2.964 7.789 4 (541) (39) (96) 141 10.222
Aumento capitale sociale
operazione Evolve
244 244
Riserva sovrapp. Operazione
Evolve
3.666 3.666
Destinazione utile esercizio
precedente
141 (141) -
Riserva IAS 19 (42) (42)
Effetto Cambi -
Risultato di periodo (2.379) (2.379)
SALDO AL 31 DICEMBRE
2017
3.208 11.455 4 (541) (81) 45 (2.379) 11.712
Descrizione
(Valori in migliaia di euro)
Nota 11
Capitale
sociale
Riserve Riserva FTA Riserve
cambio
Riserva
IAS19
Risultati
portati
a nuovo
Utile (perdita)
del periodo
Totale
SALDO AL 31 DICEMBRE
2017
3.208 11.455 4 (541) (81) 45 (2.379) 11.712
Riesposizione per la prima
applicazione IFRS 9
(51) (51)
SALDO AL 1 GENNAIO 2018 3.208 11.455 4 (541) (81) (6) (2.379) 11.660
Aumento capitale sociale - -
Riserva sovrapprezzo - -
Risultato a nuovo (2.379) 2.379 -
Riserva IAS 19 (34) (34)
Effetti cambi - -
Altri movimenti - - - -
Risultato di periodo (4.745) (4.745)
SALDO AL 31 DICEMBRE
2018
3.208 11.455 4 (541) (115) (2.384) (4.745) 6.882

RENDICONTO FINANZIARIO

Importi in migliaia di euro 31.12.2018 31.12.2017
Flussi finanziari derivanti dall'attività operativa
Utile (Perdita) del periodo delle attività destinate a continuare (2.145) (377)
Utile (Perdita) del periodo delle attività destinate alla dismissione (35) (2.600) (2.002)
Rettifiche per:
Ammortamenti di immobilizzazioni materiali (1) 63 74
Ammortamenti di attività immateriali (2) 20 14
Variazione non monetaria dei fondi 62 148
Svalutazioni/(Rivalutazioni) (23) 53 -
Oneri/(Proventi) finanziari netti (25) 878 618
Imposte sul reddito (26) (183) (651)
Variazioni di:
Rimanenze (6) (1.400) (1.329)
Crediti commerciali (7) (79) 881
Crediti imposta (8) 181 (2.079)
Altre attività (9) (664) 85
Passività fiscali differite (13) (263) (86)
Debiti commerciali (15) (502) 907
Debiti d'imposta (16) 75 (442)
Altre passività (17) 201 227
Variazione del capitale circolante netto (2.451) (1.836)
Variazione dei fondi (12) - (51)
Variazioni attività/passività destinate alla dismissione (35) 3.824 1.755
Disponibilità liquide generate dall'attività operativa (2.479) (2.308)
Interessi pagati (25) (878) (618)
Imposte sul reddito pagate (26) 183 651
Disponibilità liquide nette generate dall'attività operativa (3.174) (2.275)
Flussi finanziari derivanti dall'attività di investimento
Investimenti in immobilizzazioni materiali (1) (83) (199)
Investimenti in immobilizzazioni immateriali (2) (131) (6)
Acquisizione Gruppo Evolve al netto della liquidità acquisita - 558
Acquisizione Giglio Fashion al netto della liquidità acquisita - -
Altre immobilizzazioni (5);(8) (165) (2.709)
Incremento partecipazioni (4) (1.418) (1.500)
Variazioni perimetro consolidamento
Disponibilità liquide nette assorbite dall'attività di investimento (1.797) (3.856)
Flussi finanziari derivanti dall'attività di finanziamento
Aumento di capitale - -
Variazioni di PN (85) (42)
Accensione nuovi finanziamenti (14) 6.000 3.700
Rimborsi finanziamenti (14) (3.132) (2.004)
Variazione indebitamento finanziario (14) (112) 6.126
Disponibilità liquide nette assorbite dall'attività di finanziamento 2.671 7.780
Incremento (decremento) netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti (2.300) 1.649
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 1' gennaio 3.100 1.449
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 31' dicembre 800 3.100

NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO D'ESERCIZIO

INFORMAZIONI GENERALI

A. Informazioni societarie

La pubblicazione del bilancio di Giglio Group S.p.A. (la Società) per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 è stata autorizzata dal Consiglio d'Amministrazione in data 15 marzo 2019. La sede legale della Giglio Group S.p.A. è a Milano in Piazza Diaz, 6 - Milano. L'attività della Società è descritta nelle presenti note illustrative. Le informazioni sui rapporti della Società con le altre parti correlate sono presentate nella Nota 26.

B. Principi di redazione

Il bilancio d'esercizio della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2018 è stato redatto in conformità agli International Financial Reporting Standards ("EU-IFRS") emessi dall'International Accounting Standard Board ed omologati dall'Unione Europea.

Per EU-IFRS si intendono tutti gli "International Financial Reporting Standards", tutti gli "International Accounting Standards" (IAS), tutte le interpretazioni dell'International Reporting Interpretations Committee' (IFRIC), precedentemente denominate 'Standing Interpretations Committee' (SIC) che, alla data di approvazione dei bilanci d'esercizio, siano state oggetto di omologa da parte dell'Unione Europea secondo la procedura prevista dal Regolamento (CE) n. 1606/2002 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo del 19 luglio 2002. In particolare, si rileva che gli EU-IFRS sono stati applicati in modo coerente a tutti i periodi presentati nel presente documento.

Il bilancio d'esercizio è costituito dal conto economico, dal conto economico complessivo, dalla situazione patrimoniale-finanziaria, dal rendiconto finanziario e dal prospetto delle movimentazioni del patrimonio netto (tutti espressi in migliaia di Euro) e dalle presenti note al bilancio.

Il bilancio d'esercizio è presentato in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro, se non altrimenti indicato.

L'Euro rappresenta la valuta funzionale e di presentazione per la Società ed è la valuta nella quale è condotta la maggior parte delle operazioni.

Il bilancio d'esercizio fornisce informazioni comparative riferite all'esercizio precedente.

Nel proseguo sono descritti i principali principi contabili ed i criteri di valutazione applicati nella redazione del bilancio d'esercizio.

I principi risultano conformi a quelli utilizzati per la predisposizione delle situazioni patrimoniali ed economiche di comparazione ad eccezione dei principi di nuova adozione per cui si rinvia al paragrafo "Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni entrati in vigore a partire dal 1 gennaio 2018".

Il bilancio d'esercizio è stato redatto in base al principio del costo storico e nel presupposto della continuità aziendale, in quanto gli Amministratori hanno verificato l'insussistenza di indicatori di carattere finanziario, gestionale o di altro genere che potessero segnalare criticità circa la capacità della Società di far fronte alle proprie obbligazioni nel prevedibile futuro e in particolare nei prossimi 12 mesi. In particolare, si segnala che la Società adotta i principi contabili internazionali a partire dall'esercizio 2015, con data di transizione agli IFRS al 1° gennaio 2014.

C. Base di presentazione

Il bilancio d'esercizio è composto dal Prospetto della situazione patrimoniale – finanziaria, dal Prospetto di Conto Economico, di Conto Economico Complessivo, dal Rendiconto finanziario, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto e dalle corrispondenti Note illustrative. In particolare:

  • nello Stato patrimoniale sono esposte separatamente le attività e le passività correnti e non correnti;
  • nel Conto economico complessivo l'analisi dei costi è effettuata in base alla natura degli stessi;
  • per il Rendiconto finanziario viene utilizzato il metodo indiretto.

In particolare, le attività e passività nel bilancio d'esercizio sono classificate secondo il criterio corrente/non corrente.

Un'attività è corrente quando:

  • si suppone che sia realizzata, oppure è posseduta per la vendita o il consumo, nel normale svolgimento del ciclo operativo;
  • è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla;
  • si suppone che sia realizzata entro dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio; o
  • è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti a meno che non sia vietato scambiarla o utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio.

Tutte le altre attività sono classificate come non correnti.

Una passività è corrente quanto:

  • è previsto che si estingua nel suo normale ciclo operativo;
  • è detenuta principalmente con la finalità di negoziarla;
  • deve essere estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio; o
  • l'entità non ha un diritto incondizionato a differire il regolamento della passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell'esercizio

Tutti i valori esposti nei prospetti contabili e nelle note illustrative, laddove non diversamente indicato, sono espressi in migliaia di euro.

D. Valutazioni discrezionali e stime contabili significative

La redazione del bilancio d'esercizio della Giglio Group S.p.A. richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento: conseguentemente i risultati che verranno in seguito conseguiti potrebbero differire da tali stime.

In particolare, le stime vengono utilizzate per rilevare gli accantonamenti per rischi su crediti, ammortamenti, svalutazioni, benefici ai dipendenti, imposte ed altri accantonamenti a fondi. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi a conto economico.

I principali dati oggetto di stima si riferiscono a:

  • Identificazione delle Cash Generating Unit (CGU); In applicazione delle disposizioni dello "IAS 36 – Riduzione di valore delle attività", l'avviamento iscritto nel Bilancio d'esercizio della società, in virtù di operazioni di aggregazione aziendale, è stato allocato a singole CGU o a gruppi di CGU, che si prevede beneficeranno dall'aggregazione. Una CGU rappresenta il più piccolo gruppo di attività che genera flussi finanziari largamente indipendenti. Nel processo di individuazione delle predette CGU, il management ha tenuto conto della natura specifica dell'attività e del business a cui essa appartiene, verificando che i flussi finanziari derivanti da un gruppo di attività fossero strettamente indipendenti e ampiamente autonomi da quelli derivanti da altre attività (o gruppi di attività). Le attività incluse in ogni CGU sono state individuate anche sulla base delle modalità attraverso le quali il management le gestisce e le monitora.

  • Applicazione dei requisiti per l'applicazione dell'IFRS5; Il Gruppo classifica le attività non correnti e i gruppi in dismissione come detenuti per vendita se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita, anziché tramite il loro uso continuativo.

La condizione per la classificazione come detenuti per la vendita si considera rispettata solo quando la vendita è altamente probabile e l'attività o il gruppo in dismissione è disponibile per la vendita immediata nelle sue attuali condizioni. Le azioni richieste per concludere la vendita dovrebbero indicare che è improbabile che possano intervenire cambiamenti significativi nella vendita o che la vendita venga annullata. La Direzione deve essersi impegnata alla vendita, il cui completamento dovrebbe essere previsto entro un anno dalla data della classificazione. La direzione considera tutti i fatti e le circostanze inclusi eventi che potrebbero ostacolare i piani di dismissione nelle proprie valutazioni.

  • Misurazione del fair value delle attività o gruppi di attività destinate alla dismissione; Il Gruppo classifica le attività non correnti e i gruppi in dismissione come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti della controllante se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita o di distribuzione, anziché tramite il loro uso continuativo. Tali attività non correnti e gruppi in dismissione classificati come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono valutate al minore tra il valore contabile e il loro fair value al netto dei costi di vendita o di dismissione. In data 11 marzo 2018 la società ha siglato un accordo di conferimento alla società Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A. (Vertice 360) di alcuni assets afferenti alla divisione media, classificati, sussistendone i presupposti, nelle attività destinate alla dismissione. Tali assets sono stati valutati complessivamente euro 12,5 milioni sulla base di una fairness opinion commissionata dalla Società ad un esperto indipendente. Al fine dell'iscrizione in bilancio al 31 dicembre 2018 delle attività destinate alla dismissione da iscriversi al minore tra il costo ed il fair value sono stati utilizzati quale riferimento per il fair value, i valori emergenti dalla fairness opinion come meglio descritto nel paragrafo 35 nelle note illustrative cui si rimanda.

  • Valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo; Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacita, attraverso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacita attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti. L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti. Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e

le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti minoritari ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata. Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza.

  • Partecipazioni: le partecipazioni in controllate, collegate e joint venture sono iscritte al costo di acquisto, eventualmente ridotto per perdite in conformità a quanto previsto dallo IAS 36.

Tali costi sono periodicamente riconsiderati al fine di individuare l'eventuale presenza di impairment indicators che possono suggerire che il loro valore recuperabile sia inferiore al valore di carico. Qualora vengono meno i presupposti che hanno portato ad effettuare una svalutazione in periodi precedenti, il valore contabile della partecipazione viene ripristinato con imputazione a conto economico. La società non ha rilevato indicatori di impairment.

  • Fondo obsolescenza delle rimanenze di materie prime ed accessori e delle rimanenze di prodotti finiti; Poiché la Società tratta prodotti soggetti agli andamenti del mercato e all'influenza della moda, le rimanenze di prodotti possono essere soggette a riduzioni di valore. In particolare, il fondo obsolescenza rimanenze di prodotti finiti riflette pertanto la stima del management circa le perdite di valore attese sui prodotti delle diverse collezioni delle stagioni in giacenza, tenendo in considerazione la capacità di vendere gli stessi attraverso i diversi canali distributivi in cui opera il Gruppo. Indicativamente le assunzioni di svalutazione prevedono comunque percentuali di svalutazione crescenti con l'aumentare dell'anzianità dei prodotti acquistati (si ricorda che il gruppo tratta sia collezioni in season sia per off season distribuendole tra i digital retailers più importanti al mondo) in modo tale da riflettere da un lato la diminuzione dei prezzi di vendita e dall'altro la diminuzione della probabilità di vendita col passare del tempo. Alla base della determinazione di tale percentuale c'è sia un'analisi statistica del variare dell'anzianità del prodotto in giacenza che una valutazione di costanza nel tempo di utilizzo di percentuali. Nel caso venga notata una variazione nelle informazioni a disposizione le percentuali vengono rianalizzate ed eventualmente adeguate.

- Svalutazione crediti:

La Direzione valuta con attenzione, attraverso lo strumento dell'ageing list, sulla base del processo di recupero crediti e sulla base delle valutazioni fornite dalla Direzione Legale, lo stato dei propri crediti e dello scaduto ed effettua un'analisi della recuperabilità; anche queste stime, in quanto soggette ad un naturale grado di incertezza, potrebbero rilevarsi non corrette.

La valutazione della recuperabilità dei crediti commerciali è effettuata sulla base del cosiddetto expected credit loss model.

In particolare, le perdite attese sono determinate sulla base del prodotto tra: (i) l'esposizione vantata verso la controparte al netto delle relative mitiganti (c.d. Exposure At Default o EAD); (ii) la probabilità che la controparte non ottemperi alla propria obbliga-zione di pagamento (c.d. Probability of Default o PD); (iii) la stima, in termini percentuali, della quantità di credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (c.d. Loss Given Default o LGD) definita, sulla base delle esperienze pregresse (serie storiche della capacità di recupero) e delle possibili azioni di recupero esperibili (ad es. azioni stragiudiziali, contenziosi legali, ecc.).

- Pagamenti basati su azioni o opzioni:

il costo lavoro include, coerentemente alla natura sostanziale di retribuzione che assume, il costo del piano di incentivazione con pagamento basato su azioni/opzioni. Il costo dell'incentivazione è determinato con riferimento al fair value degli strumenti attribuiti e alla previsione del numero di azioni/opzioni che saranno effettivamente assegnate; la quota di competenza dell'esercizio è determinata pro-rata temporis lungo il vesting period, ossia il periodo intercorrente tra la data dell'attribuzione (cd. grant date) e la data di assegnazione. Il fair value delle azioni/opzioni sottostanti il piano di incentivazione è determinato alla grant date tenendo conto delle previsioni in merito al raggiungimento dei parametri di performance associati a condizioni di mercato e non è oggetto di rettifica negli esercizi successivi; quando l'ottenimento del beneficio è connesso anche a condizioni diverse da quelle di mercato, la stima relativa a tali condizioni è riflessa adeguando, lungo il vesting period, il numero di azioni che si prevede saranno effettivamente assegnate. Al termine del vesting period, nel caso in cui il piano non assegni azioni ai partecipanti per il mancato raggiungimento delle condizioni di performance, la quota del costo afferente le condizioni di mercato non è oggetto di reversal a conto economico.

Si specifica che in data 29 ottobre 2018 si è tenuta l'assemblea ordinaria e straordinaria della Società.

L'Assemblea, in sede ordinaria, ha approvato il Piano di Stock Option 2018-2021 riservato agli amministratori esecutivi e/o dirigenti con responsabilità strategiche al fine di mantenere elevate e migliorare le performance e contribuire ad aumentare la crescita e il successo della Società e del Gruppo.

L'Assemblea straordinaria ha attribuito delega al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale di Giglio Group S.p.A., ai sensi dell'articolo 2443 del Codice Civile, in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione, come previsto dall'articolo 2441, comma 8 e - per quanto occorrer possa - comma 5, del Codice Civile, per un importo massimo di Euro 138.000 in valore nominale, mediante emissione, anche in più tranche , di massime n. 690.000 azioni ordinarie prive del valore nominale, al servizio esclusivo del "Piano di Stock Option 2018 – 2021".

Le opzioni assegnate potranno essere esercitate nell'arco di un periodo di vesting triennale suddiviso in tre tranche (fino al 20% il primo anno, fino al 30% il secondo anno, fino al 50% il terzo anno) e matureranno solo qualora vengano raggiunti gli obiettivi (in termini di condizioni di performance) identificati nel piano stesso.

Si rileva che gli obiettivi legati al 2018 non sono stati raggiunti ed allo stesso modo, sulla base dei risultati prospettici riferiti agli obiettivi previsti nel piano, alla data del31 dicembre 2018 non si è reso necessario alcun accantonamento

  • Benefici ai dipendenti, i cui valori sono determinati in base a stime attuariali; per le principali assunzioni attuariali si rinvia alla nota 12;

  • Avviamento: l recuperabilità dell'Avviamento è testata annualmente e, se necessario, anche nel corso dell'anno. L'allocazione dell'avviamento alle CGU o gruppi di CGU e la determinazione del valore recuperabile di queste ultime comporta l'assunzione di stime che dipendono da valutazioni soggettive nonché da fattori che possono cambiare nel tempo con conseguenti effetti anche significativi rispetto alle valutazioni effettuate dagli Amministratori. Tali valutazioni sono state svolte a livello delle unità generatrici di flussi finanziari alle quali il valore degli avviamenti sono imputati, assumendo, quale valore recuperabile, il maggiore tra il fair value, qualora disponibile o determinabile ed il valore d'uso ricavabile dai piani pluriennali approvati dai Consigli di Amministrazione competenti.

Si segnala in particolare che le valutazioni svolte nei negli esercizi a confronto hanno confermato la recuperabilità dei valori di carico come meglio descritto nella nota3;

  • Diritti immateriali: gli Amministratori non hanno evidenziato potenziali problemi di impairment sul valore di bilancio delle immobilizzazioni immateriali. Si sottolinea al riguardo come le immobilizzazioni immateriali sono testate annualmente per svalutazioni durevoli quando ci sono indicazioni che il valore contabile potrebbe non essere recuperato. Quando vengono predisposti i calcoli del valore in uso, gli Amministratori devono stimare i flussi di cassa attesi dall'attività o dalle unità generatrici di flussi e scegliere un tasso di sconto adeguato in modo da calcolare il valore attuale di tali flussi di cassa. La corretta identificazione degli elementi indicatori dell'esistenza di una potenziale riduzione di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse dipendono da fattori che possono variare nel tempo influenzando valutazioni e stime effettuate dagli Amministratori;

  • Attività per imposte differite che sono rilevate nella misura in cui sia probabile l'esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite fiscali potranno essere utilizzate. A tal riguardo, il management stima la probabile manifestazione temporale e l'ammontare dei futuri utili fiscalmente imponibili;

  • Passività potenziali:

La Società accerta una passività a fronte di contenziosi e rischi derivanti da cause legali in corso quando ritiene probabile il verificarsi di un esborso finanziario e quando l'ammontare delle passività può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui un esborso finanziario diventi possibile ma non ne sia determinabile l'ammontare, tale fatto è riportato nelle note di bilancio.

E. Gestione del capitale e dei rischi finanziari

Obiettivi e criteri di gestione del rischio finanziario

Le principali passività finanziarie della Società, diverse dai derivati, comprendono i prestiti e i finanziamenti bancari, i debiti commerciali e i debiti diversi e le garanzie finanziarie. L'obiettivo principale di tali passività è di finanziare le attività operative della Società. La Società ha crediti finanziari e altri crediti, commerciali e non commerciali, disponibilità liquide che si originano direttamente dall'attività operativa.

La Società è esposta al rischio di mercato, al rischio di credito ed al rischio di liquidità. Il Management è deputato alla gestione di questi rischi.

Il Consiglio d'Amministrazione rivede ed approva le politiche di gestione di ognuno dei rischi di seguito esposti.

Si attesta che nella scelta delle operazioni di finanziamento e di investimento la Società ha adottato criteri di prudenza e di rischio limitato e che non sono state poste in essere operazioni di tipo speculativo.

I rischi finanziari sono monitorati attraverso un sistema di reporting integrato atto consentire una pianificazione analitica delle attività̀future, la Società sta implementando un sistema di controllo di gestione.

La società, inoltre, non ha fatto ricorso a strumenti finanziari derivati per la copertura di rischi legati all'approvvigionamento delle risorse finanziarie.

Di seguito vengono commentati i diversi rischi finanziari cui è esposto Giglio Group S.p.A.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che il fair value dei flussi di cassa futuri di uno strumento finanziario si modificherà a causa delle variazioni nel prezzo di mercato. Il prezzo di mercato comprende tre tipologie di rischio: il rischio di cambio, il rischio di tasso e altri rischi di prezzo. Stante il business del gruppo, non si ravvedono esposizioni agli altri rischi di prezzo come, ad esempio, il rischio di prezzo sui titoli rappresentativi di capitale (equity risk) ed il rischio di prezzo delle commodity.

Rischio di cambio

La Società predispone i propri dati finanziari in Euro e, in relazione al proprio business model, sostiene la maggior parte dei propri costi sempre in Euro. Il business model adottato permette alla Società di ridurre al minimo i rischi connessi alle oscillazioni dei tassi di cambio.

Rischio di tasso di interesse

Le oscillazioni dei tassi di interesse di mercato influiscono sul livello degli oneri finanziari netti e sul valore di mercato delle attività e passività finanziarie.

Il rischio di tasso d'interesse si può classificare in:

  • flow risk, che si riferisce alla variabilità degli importi di interessi attivi e passivi incassati e pagati a seguito dei movimenti nei livelli dei tassi di interesse di mercato;

  • price risk, relativo alla sensibilità del valore di mercato delle attività e passività alle variazioni del livello dei tassi di interesse (si riferisce ad attività o passività a tasso fisso).

Giglio Group S.p.A. è principalmente esposta al flow risk, o rischio di flusso, cioè al rischio di conseguire a conto economico un aumento dei costi finanziari per effetto di una variazione sfavorevole dei tassi di interesse.

La Società utilizza risorse finanziarie di terzi principalmente sotto forma di debito bancario regolato a tasso variabile.

Variazioni nei tassi di interesse di mercato incidono solo sul costo dei finanziamenti e sul rendimento delle forme di impiego e quindi sul livello degli oneri e dei proventi finanziari della Società e non anche sul loro fair value.

La maggior parte della posizione debitoria onerosa è rappresentata da finanziamenti a tasso variabile e a breve termine.

Il costo dell'indebitamento bancario è parametrato al tasso di mercato (generalmente euribor/libor di periodo o il tasso di riferimento sul mercato interbancario specifico della valuta in cui il finanziamento è denominato) di periodo più uno spread che dipende dalla tipologia di linea di credito utilizzata.

Si riporta di seguito la tabella in merito all'analisi di sensitività del tasso di interesse sulle poste a tasso variabile.

(importi in euro migliaia)

Analisi di sensitività del rischio
di tasso su poste a tasso
variabile
Sottostante Incremento/Riduzione dei tassi di
interesse sottostanti
Utile ante imposte
31 dicembre 2018 (17.030) +1% (2.500)
31 dicembre 2018 (17.030) -1% (2.156)

Rischio di credito

Il rischio di credito è il rischio che una controparte non adempia ai propri obblighi legati ad uno strumento finanziario o ad un contratto commerciale, portando quindi ad una perdita finanziaria. Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dalle sue attività operative (soprattutto per crediti commerciali e note di credito) e dalle sue attività di finanziamento, compresi i depositi presso banche e istituti finanziari.

I tempi di pagamento da parte dei maggiori clienti che dettano le condizioni determina la necessità per la società di finanziare il capitale circolante principalmente attraverso l'indebitamento bancario soprattutto per linee autoliquidanti. In particolare, la necessità di finanziare il capitale circolante comporta per la Società differenti tipologie di oneri, quali, principalmente interessi passivi per finanziamenti.

Il rischio di mancato incasso viene gestito dal Gruppo Giglio attraverso una serie di politiche commerciali e procedure interne finalizzate, da un lato a ridurre il rischio espositivo nei confronti dei clienti, e dall'altro lato da monitorare l'andamento degli incassi in modo da intervenire tempestivamente con attività ed azioni correttive.

I dati dell'esercizio 2018 comprendono gli effetti dell'adozione dell'IFRS 9.

La società si è avvalsa dell'opzione prevista dall'IFRS 9 di non rideterminare le informazioni comparative degli esercizi precedenti, riesponendo ai soli fini della completezza le tabelle del rischio di credito relative allo scorso esercizio.

Le tabelle a livello complessivo non sono direttamente confrontabili in quanto, il fondo svalutazione crediti è stato determinato nel 2018 con il metodo dell'expected credit losses, di seguito ECL, (in applicazione dell'IFRS 9) in sostituzione del metodo incurred losses utilizzato nel 2017.

Si riporta nel seguito l'ageing dei crediti commerciali al 31 dicembre 2018 comparato con il dato al 31 dicembre 2017:

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31
dicembre 2018
% Periodo chiuso al 31
dicembre 2017
> 120 gg 656 27,7 % 2.583
90<> 120 gg 43 1,8 % 400
60<> 90 gg 112 4,7 % 303
30<> 60 gg 355 15,0 % 607
0<> 30 gg 202 8,5 % 309
Totale scaduto 1.368 57,8 % 4.202
Non scaduto 1.000 42,2 % 1.620
Totale crediti lordi 2.369 100,0 % 5.822
Fondo svalutazione crediti (415) (1.143)
Inc. fondo su scaduto oltre 120 gg (63,3)% (44,3)%
Totale 1.953 4.679

La seguente tabella mostra l'esposizione al rischio di credito della società per area geografica:

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31
dicembre 2018
% Periodo chiuso al 31
dicembre 2017
%
Europa 2.294 96,8 % 5.329 91,5 %
Asia 40 1,7 % 76 1,3 %
USA 1 0,0 % 35 0,6 %
Resto del mondo 34 1,4 % 382 6,6 %
Totale crediti lordi 2.369 100,0 % 5.822 100,0 %
Fondo svalutazione crediti (415) (1.143)
Totale 1.954 4.679

Il fondo svalutazione crediti è stato determinato attraverso l'elaborazione di una specifica matrice di accantonamento.

In particolare, la società, in funzione della varietà della sua clientela, ha identificato raggruppamenti appropriati ed associato a tali raggruppamenti uno specifico rating determinato in base all'esperienza storica della società.

Ad ogni tipologia di rating è stata applicata una specifica percentuale di svalutazione in funzione della fascia di scaduto, come espresso nella seguente tabella:

Rating > 120 gg 90<> 120 gg 60<> 90 gg 30<> 60 gg 0<> 30 gg Non scaduto
A (rischio basso) 4,4% 3,4% 2,4% 1,4% 0,4% 0,2%
B (rischio medio) 5,4% 4,4% 3,4% 2,4% 0,6% 0,4%
C (rischio alto) 6,4% 5,4% 4,4% 3,4% 0,8% 0,6%

Le percentuali così indentificate sono poi aggiustate per tenere conto del tasso di recupero in caso di default (loss given default) o di particolari situazioni di credito in contenzioso.

Rischio di Liquidità

Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che le risorse finanziarie disponibili possano essere insufficienti a coprire le obbligazioni a scadenza. La società gestisce il rischio di liquidità cercando di mantenere un costante equilibrio tra fonti finanziarie, derivanti dalla gestione corrente, e dal ricorso a mezzi finanziari da Istituti di Credito, e impieghi di risorse. I flussi di cassa, le necessità finanziarie e la liquidità sono monitorati costantemente, con l'obiettivo di garantire un'efficace ed efficiente gestione delle risorse. Al fine di far fronte alle proprie obbligazioni, nel caso in cui i flussi di cassa generati dall'ordinaria gestione non si rendessero sufficienti, ovvero in caso di uno sfasamento temporale tra gli stessi, la società ha la possibilità̀di porre in essere operazioni volte al reperimento di risorse finanziarie, tramite, ad esempio, anticipazioni bancarie su crediti e finanziamenti bancari.

Al 31 dicembre 2018 si segnala la seguente situazione delle linee di credito accordate e i relativi utilizzi:

Ente Linea di credito per
anticipo fatture Italia
Utilizzato Linea di credito
per anticipo
fatture Estero
Utilizzato Fido
cassa
Utilizzato Totale
Fido
Totale
Utilizzato
MPS - - - - 15 11 15 11
IFITALIA
Factoring - BNL
5.950 2.595 - - - - 5.950 2.595
Banco Popolare 300 184 100 - 20 16 420 200
Banca Popolare
di Milano
650 180 - 420 - - 650 600
Banca Sella - - 200 60 - - 200 60
Banca Popolare
di Sondrio
150 150 - - - - 150 150
FACTORIT -
Banca Popolare
di Sondrio 300 - - - - - 300 -
CREDIMI 1.570 1.502 - - - - 1.570 1.502
UNICREDIT 5.000 4.990 - - 50 - 5.050 4.990
CARIPARMA 1.500 - - - - - 1.500 -
BNL - - - - 50 - 50 -
BANCA INTESA
HONG KONG - - 200 190 - - 200 190
Totale 15.420 9.601 500 669 135 27 16.055 10.298

Sono in corso di rinegoziazione linee di credito con una primaria banca per un importo fino a 8 milioni.

Gestione del capitale

Ai fini della gestione del capitale la società, si è definito che questo comprende il capitale sociale emesso, la riserva sovraprezzo azioni e tutte le altre riserve di capitale attribuibili agli azionisti della capogruppo. Le politiche di gestione del capitale da parte del Consiglio di Amministrazione prevedono il mantenimento di un livello elevato di capitale proprio al fine di preservare un rapporto di fiducia con gli investitori, i creditori ed il mercato, consentendo altresì lo sviluppo futuro dell'attività. La società gestisce la struttura patrimoniale ed effettua aggiustamenti in base alle condizioni economiche ed ai requisiti dei convenants finanziari. Allo scopo di mantenere o rettificare la struttura patrimoniale, la società potrebbe intervenire sui dividendi pagati agli azionisti, rimborsare il capitale agli azionisti o emettere nuove azioni.

La società gestisce il capitale e i rischi finanziari in coerenza con la struttura dell'attivo patrimoniale. L'obiettivo della Società è quello di mantenere nel tempo un rating creditizio e livelli degli indicatori di capitale adeguati e coerenti con la struttura dell'attivo patrimoniale.

PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE

Conversione delle poste in valuta

Il bilancio d'esercizio è presentato in euro che è la valuta funzionale e di presentazione adottata dalla Società.

Operazioni e saldi

Le operazioni in valuta estera sono rilevate inizialmente nella valuta funzionale, applicando il tasso di cambio a pronti alla data dell'operazione.

Le attività e passività monetarie, denominate in valuta estera, sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio alla data del bilancio.

Le differenze di cambio realizzate o quelle derivanti dalla conversione di poste monetarie sono rilevate nel conto economico, con l'eccezione degli elementi monetari che costituiscono parte della copertura di un investimento netto in una gestione estera. Tali differenze sono rilevate nel conto economico complessivo fino alla cessione dell'investimento netto, e solo allora l'ammontare complessivo è riclassificato nel conto economico. Le imposte attribuibili alle differenze cambio sugli elementi monetari sono anch'essi essere rilevati nel prospetto di conto economico complessivo.

Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite ai tassi di cambio alla data di rilevazione iniziale della transazione. Le poste non monetarie iscritte al fair value in valuta estera sono convertite al tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore. L'utile o la perdita che emerge dalla conversione di poste non monetarie sono trattati coerentemente con la rilevazione degli utili e delle perdite relative alla variazione del fair value delle suddette poste (i.e. le differenze di conversione sulle voci la cui variazione del fair value è rilevata nel conto economico complessivo o nel conto economico sono rilevate, rispettivamente, nel conto economico complessivo o nel conto economico).

F. Valutazione del fair value

La Società non ha altri strumenti finanziari o attività e passività misurate al fair value.

Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività, o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività, in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione. Una valutazione del fair value suppone che l'operazione di vendita dell'attività o di trasferimento della passività abbia luogo:

► nel mercato principale dell'attività o passività;

oppure

► in assenza di un mercato principale, nel mercato più vantaggioso per l'attività o passività.

Il mercato principale o il mercato più vantaggioso devono essere accessibili per il Gruppo.

Il fair value di un'attività o passività è valutato adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o passività, presumendo che gli stessi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico.

Una valutazione del fair value di un'attività non finanziaria considera la capacità di un operatore di mercato di generare benefici economici impiegando l'attività nel suo massimo e migliore utilizzo o vendendola a un altro operatore di mercato che la impiegherebbe nel suo massimo e miglior utilizzo.

Il Gruppo utilizza tecniche di valutazione che sono adatte alle circostanze e per le quali vi sono sufficienti dati disponibili per valutare il fair value, massimizzando l'utilizzo di input osservabili rilevanti e minimizzando l'uso di input non osservabili.

Tutte le attività e passività per le quali il fair value viene valutato o esposto in bilancio sono categorizzate in base alla gerarchia del fair value, come di seguito descritta:

► Livello 1 - i prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione;

► Livello 2 – Input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività;

► Livello 3 – tecniche di valutazione per le quali i dati di input non sono osservabili per l'attività o per la passività.

La valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l'input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione Per le attività e passività rilevate nel bilancio al fair value su base ricorrente, il Gruppo determina se siano intervenuti dei trasferimenti tra i livelli della gerarchia rivedendo la categorizzazione (basata sull'input di livello più basso, che è significativo ai fini della valutazione del fair value nella sua interezza) ad ogni chiusura di bilancio.

Criteri di valutazione

Attività materiali

Le immobilizzazioni materiali, iscrivibili in bilancio come attività se e solo se è probabile che i futuri benefici economici ad esse associati affluiranno all'impresa e se il loro costo può essere attendibilmente determinato, sono rilevate al costo storico e sono esposte in bilancio al netto del relativo fondo ammortamento e di eventuali perdite di valore.

In particolare, il costo di un'immobilizzazione materiale, acquistata da terzi o costruita in economia, è comprensivo degli oneri di diretta attribuzione ed include tutti i costi necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per il quale è stato acquisito.

Il valore iniziale del bene viene incrementato del valore attuale degli eventuali costi di smantellamento e rimozione del bene o di ripristino del sito in cui il bene è dislocato, allorquando esista un'obbligazione legale od implicita in tal senso. A fronte dell'onere capitalizzato verrà quindi rilevata una passività a titolo di fondo rischi.

Le spese di manutenzione e riparazione non vengono capitalizzate, ma rilevate nel conto economico dell'esercizio di competenza.

I costi sostenuti successivamente all'iscrizione iniziale – migliorie, spese di ammodernamento o di ampliamento, ecc. – sono iscritti nell'attivo se e solo se è probabile che i futuri benefici economici ad essi associati affluiranno all'impresa e se si sostanziano in attività identificabili o se riguardano spese finalizzate ad estendere la vita utile dei beni a cui si riferiscono oppure ad aumentarne la capacità produttiva o anche a migliorare la qualità dei prodotti da essi ottenuti. Qualora invece tali spese siano assimilabili ai costi di manutenzione verranno imputate a conto economico nel momento del sostenimento.

Le quote di ammortamento, imputate a conto economico, sono state calcolate secondo la durata economico- tecnica dei cespiti, sulla base del criterio della residua possibilità di utilizzazione Le aliquote stimate al fine di ammortizzare sistematicamente i cespiti sono le seguenti:

impianti e macchinari: 15%
attrezzatura: 15%
Server: 12,5%
mobili e arredi: 15%

Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato. Se esiste un'indicazione di questo tipo e nel caso in cui il valore di carico ecceda il valore presumibile di realizzo, le attività o le unità generatrici di flussi finanziari vengono svalutate fino a riflettere il loro valore di realizzo, che coincide con il maggiore tra il prezzo netto di vendita del bene ed il suo valore d'uso. Nel definire il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto ante imposte che rifletta la stima corrente di mercato del costo del denaro rapportato al tempo ed ai rischi specifici dell'attività. Per un'attività che non generi flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore di realizzo è determinato in relazione all'unità generatrice di flussi finanziari cui tale attività appartiene.

Leasing

La definizione di un accordo contrattuale come operazione di leasing (o contenente un'operazione di leasing) si basa sulla sostanza dell'accordo e richiede di valutare se l'adempimento dell'accordo stesso dipenda dall'utilizzo di una o più attività specifiche o se l'accordo trasferisca il diritto all'utilizzo di tale attività. La verifica che un accordo contenga un leasing viene effettuata all'inizio dell'accordo.

Un contratto di leasing viene classificato come leasing finanziario o come leasing operativo all'inizio del leasing stesso. Un contratto di leasing che trasferisce sostanzialmente alla Società tutti i rischi e i benefici derivanti dalla proprietà del bene locato, è classificato come leasing finanziario.

I leasing finanziari sono capitalizzati alla data di inizio del leasing al fair value del bene locato o, se minore, al valore attuale dei canoni. I canoni sono ripartiti fra quota di capitale e quota interessi in modo da ottenere l'applicazione di un tasso di interesse costante sul saldo residuo del debito. Gli oneri finanziari sono imputati al conto economico.

I beni in leasing sono ammortizzati sulla base della vita utile del bene. Tuttavia, laddove non vi sia la ragionevole certezza che la Società otterrà la proprietà del bene al termine del contratto, il bene è ammortizzato sul periodo temporale più breve tra la vita utile stimata del bene e la durata del contratto di locazione.

Un leasing operativo è un contratto di leasing che non si qualifica come finanziario. I canoni di leasing operativo sono rilevati come costi nel conto economico in quote costanti sulla durata del contratto.

Attività immateriali

Le attività immateriali, capitalizzabili solo se trattasi di attività identificabili che genereranno futuri benefici economici, sono inizialmente iscritte in bilancio al costo di acquisto, maggiorato di eventuali oneri accessori e di quei costi diretti necessari a predisporre l'attività al suo utilizzo. Tuttavia, le attività acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono iscritte al valore equo alla data di acquisizione.

Se il pagamento per l'acquisto dell'attività è differito oltre i normali termini di dilazione del credito, il suo costo è rappresentato dal prezzo per contanti equivalente: la differenza tra questo valore ed il pagamento complessivo viene rilevata come onere finanziario nel periodo di dilazione del pagamento.

Le attività generate internamente, ad eccezione dei costi di sviluppo, non possono essere rilevate come attività immateriali. L'attività di sviluppo si concretizza nella traduzione dei ritrovati della ricerca o di altre conoscenze in un programma ben definito per la produzione di nuovi prodotti o processi.

Il costo di un'attività immateriale generata internamente comprende tutti i costi direttamente attribuibili necessari per creare, produrre e preparare l'attività affinché questa sia in grado di operare nel modo inteso dalla direzione aziendale.

Dopo la rilevazione iniziale, le immobilizzazioni immateriali sono iscritte in bilancio al costo al netto degli ammontari complessivi degli ammortamenti, calcolati a quote costanti sulla base della vita utile stimata dell'attività, e delle perdite per riduzione di valore accumulati. Tuttavia, se un'attività immateriale è caratterizzata da una vita utile indefinita non viene ammortizzata, ma sottoposta periodicamente ad un'analisi di congruità al fine di rilevare eventuali perdite di valore.

L'ammortamento inizia quando l'attività è disponibile all'uso, ossia quando è nella posizione e nella condizione necessaria perché sia in grado di operare nella maniera intesa dalla direzione aziendale. Il valore contabile delle attività immateriali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore (c.d. impairment test) quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato. Se esiste un'indicazione di questo tipo e nel caso in cui il valore ecceda il valore presumibile di realizzo, le attività vengono svalutate fino a riflettere il loro valore di realizzo. Tale valore coincide con il maggiore tra il prezzo netto di vendita dell'attività ed il suo valore d'uso.

Gli utili o le perdite derivanti dall'eliminazione di un'attività immateriale sono misurati dalla differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell'attività immateriale, e sono rilevate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

Avviamento

Le attività con vita utile indefinita nono sono soggette ad ammortamento, ma vengono sottoposte, con cadenza almeno annuale, alla verifica della recuperabilità del valore iscritto in bilancio (impairment test). Come precedentemente indicato, l'avviamento è sottoposto a impairment test annualmente o più frequentemente, in presenza di indicatori che possano far ritenere che lo stesso possa aver subito una riduzione di valore.

L'impairment test, viene effettuato con riferimento a ciascuna delle unità generatrici di flussi finanziari ("Cash Generating Units", o "CGU") alle quali è stato allocato l'avviamento e oggetto di monitoraggio da parte del management.

L'eventuale riduzione di valore dell'avviamento viene rilevata nel caso in cui il valore recuperabile della CGU cui lo stesso è allocato risulti inferiore al relativo valore di iscrizione in bilancio.

Per valore recuperabile si intende il maggiore tra il fair value della CGU, al netto degli oneri di dismissione, e il relativo valore in uso, intendendosi per quest'ultimo il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per le attività che compongono la CGU. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività. Nel caso in cui la riduzione di valore derivante dall'Impairment test sia superiore al valore dell'avviamento allocato alla CGU, l'eccedenza residua viene allocata alle attività incluse nella CGU in proporzione al loro valore di carico. Tale allocazione ha come limite minimo l'importo più alto tra:

  • iv. il fair value dell'attività al netto dei costi di dismissione;
  • v. il valore in uso, come sopra definito;
  • vi. zero.

Il valore originario dell'avviamento non può essere ripristinato qualora vengano meno le ragioni che ne hanno determinato la riduzione di valore.

Attività immateriali e materiali a vita utile definita

Per le attività oggetto di ammortamento, a ciascuna data di riferimento del bilancio viene valutata l'eventuale presenza di indicatori, interni ed esterni, che facciano supporre una perdita di valore. Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette attività, imputando l'eventuale svalutazione rispetto al relativo valore di libro a conto economico. Il valore recuperabile di un'attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi accessori di dismissione, e il relativo valore d'uso, intendendosi per quest'ultimo il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per tale attività. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività. Per un'attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore recuperabile è determinato in relazione alla cash generating unit cui tale attività appartiene. Una perdita di valore è riconosciuta a conto economico qualora il valore di iscrizione dell'attività, o della relativa CGU a cui la stessa è allocata, sia superiore al suo valore recuperabile. Le riduzioni di valore di CGU sono imputate in primo luogo a riduzione del valore contabile dell'eventuale avviamento attribuito alla stessa e, quindi, a riduzione delle altre attività, in proporzione al loro valore contabile e nei limiti del relativo valore recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore contabile dell'attività è ripristinato con imputazione al conto economico, nei limiti del valore netto di carico che l'attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati i relativi ammortamenti.

Partecipazioni

Le partecipazioni in controllate, collegate e joint venture sono iscritte al costo di acquisto, eventualmente ridotto per perdite in conformità a quanto previsto dallo IAS 36.

Tali costi sono periodicamente riconsiderati al fine di individuare l'eventuale presenza di impairment indicators che possono suggerire che il loro valore recuperabile sia inferiore al valore di carico. Qualora vengono meno i presupposti che hanno portato ad effettuare una svalutazione in periodi precedenti, il valore contabile della partecipazione viene ripristinato con imputazione a conto economico.

Crediti e Attività Finanziarie

I crediti commerciali e i titoli di debito emessi sono rilevati nel momento in cui vengono originati.

Fatta eccezione per i crediti commerciali che non contengono una significativa componente di finanziamento, le attività finanziarie sono valutate inizialmente al fair value più o meno, nel caso di attività o passività finanziarie non valutate al FVTPL, i costi dell'operazione direttamente attribuibili all'acquisizione o all'emissione dell'attività finanziaria. Al momento della rilevazione iniziale, i crediti commerciali che non hanno una significativa componente di finanziamento sono valutati al loro prezzo dell'operazione.

Al momento della rilevazione iniziale, un'attività finanziaria viene classificata in base alla sua valutazione: costo ammortizzato; fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo (FVOCI) - titolo di debito; FVOCI – titolo di capitale; o al fair value rilevato nell'utile/(perdita) dell'esercizio (FVTPL). Le attività finanziarie non sono riclassificate successivamente alla loro rilevazione iniziale, salvo che il Gruppo modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tal caso, tutte le attività finanziarie interessate sono riclassificate il primo giorno del primo esercizio successivo alla modifica del modello di business.

La valutazione di "Finanziamenti e Crediti" è effettuata secondo il criterio del costo ammortizzato, rilevando a conto economico gli interessi calcolati al tasso di interesse effettivo ossia applicando un tasso che rende nulla la somma dei valori attuali dei flussi di cassa netti generati dallo strumento finanziario. Le perdite sono iscritte a conto economico al manifestarsi di perdite di valore o quando i finanziamenti e i crediti sono contabilmente eliminati. I crediti sono assoggettati ad impairment e quindi iscritti al valore di presumibile realizzo (fair value), mediante lo stanziamento di uno specifico

fondo svalutazione portato a diretta detrazione del valore dell'attività. I crediti vengono svalutati quando esiste una indicazione oggettiva della probabile inesigibilità del credito ed in base all'esperienza storica e ai dati statistici (expected losses). Qualora nei periodi successivi vengano meno le motivazioni delle precedenti svalutazioni, il valore delle attività viene ripristinato fino a concorrenza del valore che sarebbe derivato dall'applicazione del costo ammortizzato, se non fosse stata effettuata la svalutazione.

Rimanenze

Le rimanenze di magazzino sono iscritte al minore fra il costo, determinato facendo riferimento al metodo del FIFO, e il valore netto di realizzo. Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita nel corso della normale gestione, al netto dei costi stimati di completamento e di quelli necessari per realizzare la vendita.

Disponibilità Liquide

Comprendono denaro, depositi bancari o presso altri istituti di credito disponibili per operazioni correnti, conti correnti postali e altri valori equivalenti nonché investimenti con scadenza entro tre mesi dalla data di acquisto. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti sono iscritti al fair value che, normalmente, coincide con il valore nominale.

Costi di transazione connessi all'emissione di strumenti di capitale

I costi di transazione connessi all'emissione di strumenti di capitale sono contabilizzati come una diminuzione (al netto di qualsiasi beneficio fiscale connesso) della Riserva sovrapprezzo azioni, generata dalla medesima operazione, nella misura in cui hanno natura di costi marginali direttamente attribuibili all'operazione di capitale che diversamente sarebbero stati evitati. I costi di un'operazione sul capitale che viene abbandonata sono rilevati a conto economico.

I costi di quotazione non connessi all'emissione di nuove azioni sono rilevati a conto economico.

Nel caso in cui la quotazione coinvolga sia la messa in vendita di azioni esistenti, sia l'emissione di nuove azioni, i costi direttamente attribuibili all'emissione di nuove azioni sono rilevati come una diminuzione della Riserva sovrapprezzo azioni, i costi direttamente attribuibili alla quotazione di azioni esistenti sono rilevati a conto economico. I costi riferibili ad entrambe le operazioni sono portati a riduzione della Riserva sovrapprezzo azioni in relazione al rapporto tra le azioni emesse e le azioni esistenti, il resto è rilevato a conto economico.

Debiti e Altre Passività Finanziarie

Le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al Fair Value, che sostanzialmente coincide con quanto incassato, al netto dei costi di transazione. Il management determina la classificazione delle passività finanziarie secondo i criteri definiti dall'IFRS 9 e ripresi dall'IFRS 7 al momento della loro prima iscrizione.

Successivamente all'iscrizione iniziale, tali passività sono valutate al costo ammortizzato secondo quanto definito dal principio contabile IFRS 9. La valutazione delle "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato" è effettuata al costo ammortizzato ossia rilevando a conto economico gli interessi calcolati al tasso di interesse effettivo, applicando un tasso che rende nulla la somma dei valori attuali dei flussi di cassa netti generati dallo strumento finanziario. Nel caso di strumenti con scadenza entro i dodici mesi è adottato il valore nominale come approssimazione del costo ammortizzato.

I debiti commerciali e gli altri debiti, sono inizialmente iscritte al fair value, al netto dei costi accessori di diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso effettivo d'interesse. Se vi è un cambiamento stimabile nei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso interno di rendimento inizialmente determinato.

Imposte

Il carico fiscale della Società è dato dalle imposte correnti e dalle imposte differite. Qualora riferibili a componenti rilevate nei proventi e oneri riconosciuti a patrimonio netto all'interno delle altre componenti del conto economico complessivo, dette imposte sono iscritte con contropartita nella medesima voce.

Le imposte correnti sono calcolate sulla base della normativa fiscale in vigore alla data del bilancio; eventuali rischi relativi a differenti interpretazioni di componenti positive o negative di reddito, così come i contenziosi in essere con le autorità fiscali, sono rilevati nelle imposte di conto economico con contropartita i fondi del passivo al fine di adeguare gli stanziamenti iscritti in bilancio.

Le imposte differite sono calcolate sulla base delle differenze temporanee che si generano tra il valore contabile delle attività e delle passività e il loro valore ai fini fiscali, nonché sulle perdite fiscali. La valutazione delle attività e delle passività fiscali differite viene effettuata applicando l'aliquota che si prevede in vigore al momento in cui le differenze temporanee si riverseranno; tale previsione

viene effettuata sulla base della normativa fiscale vigente o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del periodo. Le imposte differite attive, incluse quelle derivanti da perdite fiscali, vengono rilevate soltanto nel caso sia probabile che negli esercizi successivi si generino imponibili fiscali sufficienti per il loro recupero.

Benefici per i dipendenti

I benefici per i dipendenti a breve termine, ossia dovuti entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato la relativa attività lavorativa, sono contabilizzati come costo e come passività per un importo pari all'ammontare non attualizzato di quanto dovrà essere corrisposto al dipendente in cambio dell'attività lavorativa. I benefici a lungo termine invece, quali ad esempio retribuzioni da corrispondere oltre dodici mesi dalla chiusura dell'esercizio in cui è stata prestata l'attività lavorativa, sono rilevati come passività per un importo pari al valore attuale dei benefici alla data di bilancio.

I benefici dovuti successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, quali i benefici previdenziali o le assicurazioni sulla vita, si suddividono in piani a contribuzione definita o in piani a benefici definiti, a seconda della natura economica del piano. Infatti, nei piani a contribuzione definita, l'obbligazione legale o implicita dell'impresa è limitata all'ammontare dei contributi da versare: di conseguenza il rischio attuariale ed il rischio di investimento ricadono sul dipendente. Al contrario nei piani a benefici definiti l'obbligazione dell'impresa consiste nel concedere ed assicurare i benefici concordati ai dipendenti: conseguentemente il rischio attuariale e di investimento ricadono sull'impresa.

In base allo IAS 19, il Trattamento di fine rapporto è classificabile tra i piani a benefici definiti.

Quando si è in presenza di un piano a contribuzione definita, l'impresa rileva contabilmente i contributi dovuti come passività e come costo. Qualora tali contributi non siano dovuti interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto il lavoro relativo, essi vengono attualizzati utilizzando il tasso di rendimento dei titoli di stato.

La contabilizzazione di programmi a benefici definiti comporta invece le seguenti fasi:

  • effettuazione, con l'utilizzo di tecniche attuariali, di una stima realistica dell'ammontare dei benefici che i dipendenti hanno maturato in cambio del lavoro svolto nell'esercizio corrente e in quelli precedenti. Ciò richiede la determinazione di quale percentuale del beneficio è imputabile all'esercizio corrente e quale ai precedenti, nonché l'effettuazione di stime delle variabili demografiche – es. la rotazione dei dipendenti – e di quelle finanziarie – es. incrementi retributivi futuri – che influenzeranno il costo dei benefici;

  • attualizzazione di quei benefici utilizzando il metodo della proiezione del credito unitario previsto al fine di determinare il valore attuale dell'obbligazione a benefici definiti ed il costo relativo alle prestazioni di lavoro correnti, utilizzando come tasso di sconto il rendimento dei titoli di stato;

  • determinazione del valore corrente di eventuali attività del programma;
  • determinazione dell'ammontare degli utili e delle perdite attuariali;
  • determinazione del profitto e della perdita risultante dall'eventuale modifica o dall'estinzione del programma.

L'importo rilevato contabilmente come passività per benefici definiti è rappresentato dal valore attuale dell'obbligazione alla data di chiusura del bilancio di esercizio, al netto del valore corrente dei beni del programma, se esistenti. L'importo da rilevare come costo a conto economico è formato dai seguenti elementi:

  • il costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti;
  • il costo degli interessi;
  • i profitti o le perdite attuariali;
  • il rendimento atteso dai beni del programma, se esistenti.

Le indennità di fine rapporto sono rilevate come passività e costo quando l'impresa si è impegnata ad interrompere il rapporto di lavoro di un dipendente o di un gruppo di dipendenti prima del normale pensionamento oppure si è impegnata ad erogare compensi di fine rapporto a seguito di una proposta per incentivare dimissioni volontarie per esuberi.

Fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri sono rilevati quando, alla data di riferimento, in presenza di un'obbligazione legale o implicita nei confronti di terzi, derivante da un evento passato, è probabile che per soddisfare l'obbligazione si renda necessario un esborso di risorse il cui ammontare sia stimabile in modo attendibile.

Tale ammontare rappresenta il valore attuale, qualora l'effetto finanziario del tempo sia significativo, della migliore stima della spesa richiesta per estinguere l'obbligazione. Il tasso utilizzato nella determinazione del valore attuale della passività riflette i valori correnti di mercato e include gli effetti ulteriori relativi al rischio specifico associabile a ciascuna passività. Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico dell'esercizio in cui avviene la variazione.

Qualora la Società sia sottoposta a rischi per i quali il manifestarsi di una passività è soltanto possibile, tali rischi vengono descritti nelle presenti note esplicative e non si procede ad alcuno stanziamento.

Ricavi

I ricavi ed i proventi, sono iscritti in bilancio, in accordo con l'IFRS 15, al netto di resi, sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi. In particolare, i ricavi per la vendita dei prodotti sono contabilizzati quando viene trasferito il controllo dei beni in capo all'acquirente. Tale momento, sulla base delle clausole contrattuali più frequentemente utilizzate, coincide con la spedizione dei beni stessi.

I ricavi relativi alla prestazione di servizi vengono rilevati in base allo stato di effettivo completamento del servizio alla data di riferimento del bilancio e sono rappresentati al netto di sconti e abbuoni.

Costi

I costi sono iscritti quando relativi a beni e servizi venduti o consumati nell'esercizio o per ripartizione sistematica ovvero quando non si possa identificare l'utilità futura degli stessi.

Proventi e oneri Finanziari

Gli interessi sono rilevati per competenza sulla base del metodo dell'interesse effettivo, che è il tasso che precisamente attualizza gli incassi futuri, stimati lungo la vita attesa dello strumento finanziario o su un periodo più breve, quando necessario, rispetto al valore netto contabile dell'attività finanziaria.

Utile per azione

Utile per azione - base

L'utile base per azione è calcolato dividendo l'utile di pertinenza della Società per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio, escludendo le azioni proprie.

Utile per azione - diluito

L'utile diluito per azione è calcolato dividendo l'utile di pertinenza della Società per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai fini del calcolo dell'utile diluito per azione, la media ponderata delle azioni in circolazione è

modificata assumendo l'esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre l'utile di pertinenza del Gruppo è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte, dell'esercizio di detti diritti.

Attività non correnti detenute per la vendita

Il Gruppo classifica le attività non correnti e i gruppi in dismissione come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti della controllante se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita o di distribuzione, anziché tramite il loro uso continuativo. Tali attività non correnti e gruppi in dismissione classificati come detenuti per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono valutate al minore tra il valore contabile e il loro fair value al netto dei costi di vendita o di dismissione. I costi di dismissione sono i costi aggiuntivi direttamente attribuibili alla dismissione, esclusi gli oneri finanziari e le imposte.

La condizione per la classificazione come detenuti per la vendita si considera rispettata solo quando la vendita è altamente probabile e l'attività o il gruppo in dismissione è disponibile per la vendita immediata nelle sue attuali condizioni. Le azioni richieste per concludere la vendita dovrebbero indicare che è improbabile che possano intervenire cambiamenti significativi nella vendita o che la vendita venga annullata. La Direzione deve essersi impegnata alla vendita, il cui completamento dovrebbe essere previsto entro un anno dalla data della classificazione. Simili considerazioni sono valide anche per le attività e i gruppi in dismissione detenuti per la vendita.

L'ammortamento degli impianti e dei macchinari e delle attività immateriali cessa nel momento in cui questi sono classificati come disponibili per la vendita o per la distribuzione agli azionisti.

Le attività e le passività classificate come detenute per la vendita o per la distribuzione agli azionisti sono presentate separatamente tra le voci correnti nel bilancio.

Un gruppo in dismissione si qualifica come attività operativa cessata se è:

  • una componente del Gruppo che rappresenta una CGU o un gruppo di CGU;
  • classificata per la vendita o la distribuzione agli azionisti o è già stata ceduta in tale modo;
  • importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività.

Le attività destinate alla dismissione sono escluse dal risultato delle attività operative e sono presentate nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio in un'unica riga come utile/(perdita) netto derivante da attività destinate alla dismissione.

Pagamenti basati su azioni

Il Gruppo riconosce benefici addizionali ad alcuni amministratori, dirigenti, impiegati, consulenti e dipendenti attraverso piani di partecipazione al capitale (Piano di "Stock Option"). Secondo quanto stabilito dall'IFRS 2 – Pagamenti basati su azioni – gli stessi sono da considerarsi del tipo "a regolamento con azioni" (cosiddetto "equity settlement"); pertanto l'ammontare complessivo del valore corrente delle Stock Option alla data di assegnazione è rilevato a conto economico come costo.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2018

IFRS 15 Ricavi da contratti con i clienti

Il principio, emesso dallo IASB nel maggio 2014, emendato nell'aprile del 2016 ed omologato dalla Commissione Europea nel settembre 2016, introduce un quadro generale per stabilire se, quando e in quale misura, avverrà la rilevazione dei ricavi. L'IFRS 15 si applica a partire dagli esercizi che hanno inizio da o dopo il 1° gennaio 2018 ed è consentita l'applicazione anticipata. Il principio introduce un unico modello generale per stabilire se, quando e in quale misura rilevare i ricavi. L'IFRS 15 sostituisce i criteri di rilevazione dei ricavi dello IAS 18 Ricavi, dello IAS 11 Lavori su ordinazione e dell'IFRIC 13 Programmi di fidelizzazione della clientela.

In sede di prima applicazione, l'IFRS 15 deve essere applicato in modo retroattivo. Sono tuttavia consentite alcune semplificazioni ("practical expedients"), nonché un approccio alternativo ("cumulative effect approach") che consente di evitare la riesposizione degli esercizi presentati nell'informazione comparativa; in quest'ultimo caso gli effetti derivanti dall'applicazione del nuovo principio devono essere rilevati nel patrimonio netto iniziale dell'esercizio di prima applicazione dell'IFRS 15. Con l'emendamento dell'aprile 2016 lo IASB ha chiarito alcune disposizioni e allo stesso tempo ha fornito ulteriori semplificazioni, al fine di ridurre i costi e la complessità, per coloro che applicano per la prima volta il nuovo standard.

Giglio ha adottato l'IFRS 15 a partire dal 1° gennaio 2018 con il metodo del cumulative effect approach e gli effetti derivanti dalla prima applicazione del principio sul bilancio di esercizio sono meglio descritti nel seguito.

Pertanto, le informazioni relative al 2017 non sono state rideterminate – ovvero, sono presentate secondo lo IAS 18.

L'analisi svolta sugli effetti della prima applicazione dell'IFRS 15 sul bilancio di esercizio ha condotto a risultati sostanzialmente circoscritti ad una diversa rappresentazione costi/ricavi per effetto della valutazione del ruolo principal/agent.

Tale diversa rappresentazione attiene al settore e-commerce e specificatamente all'ambito B2C. La società ha analizzato le obbligazioni contrattuali, concludendo che la fattispecie in cui si inquadra la prestazione è quella riferibile a chi riveste il ruolo di Agent, non controllando la performance obligation, e pertanto espone i relativi costi e ricavi su base netta, per quanto concerne i ricavi derivanti dalla gestione in full outsourcing del sito e-commerce del cliente.

Ciò in virtù principalmente del fatto che rispetto alla precedente guida alcuni parametri sono stati eliminati o modificati e il nuovo standard si basa sul concetto di controllo della Performance Obligation. In particolare, il nuovo IFRS 15 subordina il riconoscimento del ricavo secondo un'esposizione «Gross» all'esistenza del ''controllo'' sui beni o servizi forniti dall'entità prima del loro trasferimento in favore del cliente finale, prescindendo dal trasferimento dei rischi e benefici di cui al previgente IAS 18.

IFRS 9 – Strumenti finanziari

Il documento accoglie i risultati del progetto dello IASB volto alla sostituzione dello IAS 39. In particolare, l'IFRS 9:

  • introduce dei nuovi criteri per la classificazione e valutazione delle attività e passività finanziarie (unitamente alla valutazione delle modifiche non sostanziali delle passività finanziarie);

  • con riferimento al modello di impairment, il nuovo principio richiede che la stima delle perdite su crediti venga effettuata sulla base del modello delle expected losses (e non sul modello delle incurred losses utilizzato dallo IAS 39) utilizzando informazioni supportabili, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli che includano dati storici, attuali e prospettici;

  • introduce un nuovo modello di hedge accounting (incremento delle tipologie di transazioni eleggibili per l'hedge accounting, cambiamento della modalità di contabilizzazione dei contratti forward e delle opzioni quando inclusi in una relazione di hedge accounting, modifiche al test di efficacia).

Giglio ha adottato l'IFRS 9 a partire dal 1° gennaio 2018 avvalendosi dell'esenzione che consente di non rideterminare le informazioni comparative degli esercizi precedenti relative ai cambiamenti di classificazione e di valutazione comprese le perdite per riduzione di valore. Sulla base delle analisi svolte, la Società non ha rinvenuto impatti relativi ai nuovi criteri per la classificazione e valutazione delle attività e passività finanziarie né per quanto riguarda il nuovo modello di hedge accounting. Per quanto invece concerne l'applicazione del metodo dell'expected losses nel calcolo delle perdite su crediti, gli amministratori, in base alle analisi condotte hanno determinato un impatto sul patrimonio netto iniziale al 1 gennaio 2018, negativo e pari a circa Euro 70 migliaia (lordo del relativo effetto fiscale) derivante dall'applicazione del nuovo principio che richiede la determinazione di una svalutazione dei propri crediti commerciali, anche non scaduti, in base alle aspettative di perdite, anche eventuali, future.

Situazione patrimoniale - finanziaria d'esercizio
(valori in migliaia di euro)
31.12.2017
reported
Rettifiche IFRS 01.01.2018
Attività fiscali differite 925 19 944
Crediti commerciali e altri 15.140 (70) 15.070
Patrimonio Netto
Capitale sociale 3.208 3.208
Riserve 11.374 11.374
Riserva straordinaria - -
Costi di quotazione (541) (541)
Riserva FTA 4 4
Risultati portati a nuovo 45 (50) (5)
Riserva cambio - -
Utile (perdita) del periodo (2.379) (2.379)
Totale Patrimonio Netto 11.711 11.661

Di seguito si espongono gli effetti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 9.

In seguito alla prima applicazione dell'IFRS 9 alla data del 1° gennaio 2018 la differenza emersa è stata imputata a Patrimonio Netto.

Emendamento al principio IFRS 4 "Applying IFRS 9 Financial Instruments with IFRS 4 Insurance Contracts"

Nel settembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Applying IFRS 9 Financial Instruments with IFRS 4 Insurance Contracts". Le modifiche hanno l'obiettivo di chiarire le preoccupazioni derivanti dall'applicazione del nuovo principio IFRS 9, prima che avvenga la sostituzione da parte dello IASB dell'attuale principio IFRS 4 con il nuovo principio attualmente in fase di predisposizione. Si rileva che il principio non ha impatti sul bilancio di esercizio della società.

Emendamento all'IFRS 2 - Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions Nel giugno 2016 lo IASB ha pubblicato le modifiche all'IFRS 2 Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions, che contiene alcuni chiarimenti in relazione alla contabilizzazione degli effetti delle vesting conditions in presenza di cash‐settled share‐based payments, alla classificazione di share‐based payments con caratteristiche di net settlement e alla contabilizzazione delle modifiche ai termini e condizioni di uno share‐based payment che ne modificano la classificazione da cash‐settled a equity‐settled. Si rileva che il principio non ha impatti sul bilancio di esercizio della società.

Emendamento allo IAS 40 Investimenti Immobiliari: Trasferimenti di Investimenti Immobiliari

Nel dicembre del 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Amendments to IAS 40 Transfer of Investment Property". Le modifiche forniscono un chiarimento sui trasferimenti di un bene ad, o da, investimento immobiliare. In base a queste modifiche, un'entità deve riclassificare un bene tra, o da, gli investimenti immobiliari solamente quando il bene rispetta o cessa di rispettare la definizione di "investimento immobiliare" e c'è stato un evidente cambiamento nell'utilizzo del bene. Tale cambiamento deve essere ricondotto ad un evento specifico che è accaduto e non deve dunque limitarsi ad un cambiamento delle intenzioni da parte del management di un'entità. Si rileva che il principio non ha impatti sul bilancio di esercizio della società.

IFRIC Interpretation 22 Foreign Currency Transactions and Advance Consideration

Nel dicembre del 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "IFRIC Interpretation 22 Foreign Currency Transactions and Advance Consideration". L'interpretazione ha l'obiettivo di fornire delle linee guida per transazioni effettuate in valuta estera ove siano rilevati in bilancio degli anticipi o acconti non monetari, prima della rilevazione della relativa attività, costo o ricavo. Tale documento fornisce le indicazioni su come un'entità deve determinare la data di una transazione, e di conseguenza, il tasso di cambio a pronti da utilizzare quando si verificano operazioni in valuta estera nelle quali il pagamento viene effettuato o ricevuto in anticipo. Si rileva che il principio non ha impatti sul bilancio di esercizio della società.

Miglioramenti agli IFRS: Ciclo 2014-2016

Nel dicembre del 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRS Standards: 2014-2016 Cycle", le principali modifiche riguardano:

  • IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standards - Le modifiche eliminano alcune esenzioni previste dall'IFRS 1, in quanto il beneficio di tali esenzioni si ritiene oramai superato;

  • IAS 28 – Partecipazioni in società collegate e joint venture – L'emendamento chiarisce che l'opzione per una società di investimento in capitale di rischio o altra entità così qualificata per misurare gli investimenti in società collegate e joint venture valutate al fair value rilevato a conto economico (piuttosto che mediante l'applicazione del metodo del patrimonio netto) viene effettuata per ogni singolo investimento al momento della rilevazione iniziale.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati dall'UE ed applicabili dagli esercizi che iniziano dopo il 1° gennaio 2018

Emendamento all'IFRS 9 Strumenti finanziari: "Prepayment Features with Negative Compensation"

Nell'ottobre 2017 lo IASB ha pubblicato le modifiche all'IFRS 9 Prepayment Features with Negative Compensation. L'emendamento propone che agli strumenti finanziari con pagamento anticipato, che potrebbero dar esito ad una compensazione negativa, possa essere applicato il metodo del costo ammortizzato o del fair value through other comprehensive income a seconda del modello di business adottato. Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019.

IFRS 16 – Leases

Il principio, emesso dallo IASB nel gennaio del 2016 ed omologato dalla commissione Europea nell'ottobre 2017, sostituisce il principio IAS 17 proponendo cambiamenti sostanziali al trattamento contabile degli accordi di leasing nel bilancio del locatario, il quale dovrà rilevare nello stato patrimoniale le attività e le passività derivanti dai contratti, senza distinzione tra leasing operativi e finanziari. Il nuovo principio fornisce una nuova definizione di lease ed introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti: l'identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene e il diritto di dirigere l'uso del bene sottostante il contratto. Tutti i contratti che rientrano nella definizione di leasing, ad eccezione dei contratti che hanno ad oggetto i beni di modico valore unitario e i leasing con una durata del contratto pari o inferiore ai 12 mesi, dovranno essere rilevati nello stato patrimoniale come un'attività right of use con una corrispondente contropartita come debito finanziario. Lo Standard non comprende invece modifiche significative per i locatori. Il principio

introduce un criterio basato sul controllo dell'uso di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti:

  • l'identificazione del bene concesso in uso (vale a dire senza un diritto di sostituzione dello stesso da parte del locatore);
  • il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene;
  • il diritto di stabilire come e per quale scopo utilizzare il bene.

Lo IASB ha previsto che il principio venga applicato per gli esercizi a partire dal 1° gennaio 2019. Ne è consentita l'applicazione anticipata per le aziende che applicano l'IFRS 15 Ricavi da contratti con clienti.

E' possibile con la prima applicazione utilizzare il metodo full retrospective (con rideterminazione delle informazioni comparative) o modified retrospective (con effetto cumulativo dell'adozione dell'IFRS 16 rilevato a rettifica del saldo di apertura degli utili riportati a nuovo al primo gennaio 2019 senza rideterminare le informazioni comparative).

Attualmente la società ha ultimato l'analisi dei contratti potenzialmente interessati da questo principio sia in Italia sia nei paesi in cui lo stesso opera. Per i contratti definibili come short term o low value leases ci si è avvalsi della facoltà di non applicare le disposizioni di rilevazione e valutazione previste dall'IFRS 16.

Il metodo di transizione che verrà adottato dalla società consiste nel sopra citato modified retrospective. La società contabilizzerà una passività finanziaria pari al valore attuale dei pagamenti futuri residui alla data di transizione, attualizzati utilizzando per ciascun contratto l'IBR (Incremental Borrowing Rate) applicabile alla data di transizione e ha utilizzato l'opzione di determinare il diritto d'uso pari al valore della passività finanziaria.

La società, che dovrà adottare l'IFRS 16 Leasing a partire dal 1° gennaio 2019, ha stimato gli effetti derivanti dalla prima applicazione di tale principio sul bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018 in 2,7 milioni di Euro di maggiori passività finanziarie e di immobilizzazioni materiali.

Si fa presente che gli effetti a consuntivo dell'adozione del suddetto principio al 1° gennaio 2019 potrebbero essere diversi in quanto:

  • la società non ha ancora completato la verifica e la valutazione dei controlli sui suoi nuovi sistemi informativi; e
  • i nuovi criteri di valutazione potrebbero subire modifiche fino alla presentazione del primo bilancio d'esercizio che comprende la data di prima applicazione.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora omologati dall'UE ed applicabili dagli esercizi che iniziano dopo il 1° gennaio 2018

IFRS 17 Insurance Contracts

Nel maggio 2017 lo IASB ha pubblicato l'IFRS 17 Insurance Contracts che sostituisce l'IFRS 4, emesso nel 2004. Il principio ha lo scopo di migliorare la comprensione da parte degli investitori dell'esposizione al rischio, della redditività e della posizione finanziaria degli assicuratori, richiedendo che tutti i contratti di assicurazione siano contabilizzati in modo coerente superando i problemi di confronto creati dall'IFRS 4.

Lo standard entra in vigore a partire dal 1° gennaio 2021, ma è consentita l'applicazione anticipata.

IFRIC 23 – Uncertainty over income tax treatments

Nel giugno 2017 lo IASB ha pubblicato l'interpretazione IFRIC 23 - Uncertainty over income tax treatments. L'interpretazione chiarisce l'applicazione dei requisiti di riconoscimento e di misurazione stabilite nello IAS 12 Income Taxes quando esiste incertezza sui trattamenti fiscali. Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019, ma è consentita un'applicazione anticipata.

Emendamento allo IAS 28 Partecipazioni in società collegate: Long-term Interests in Associates and Joint Ventures

L'emendamento chiarisce che ai crediti a lungo termine verso una società collegata o joint venture, che, nella sostanza, fanno parte dell'investimento netto nella società collegata o joint venture, si applica l'IFRS 9. L'emendamento prevede inoltre che l'IFRS 9 sia applicato a tali crediti prima dell'applicazione dello IAS 28, in modo che l'entità non tenga conto di eventuali rettifiche ai long‐ term interests derivanti dall'applicazione del suddetto IAS. Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019, ma è consentita un'applicazione anticipata.

Miglioramenti agli IFRS: Ciclo 2015-2017

Nel dicembre del 2017 lo IASB ha pubblicato il documento "Miglioramenti agli IFRS: Ciclo 2015- 2017", le principali modifiche riguardano:

G. IFRS 3 - Business Combination e IFRS 11 – Joint Arrangements - Le modifiche all'IFRS 3 chiariscono che quando un'entità ottiene il controllo di una joint operation, essa deve rideterminare il fair value dell'interessenza che precedentemente deteneva in questa joint operation. Le modifiche all'IFRS 11 chiariscono che quando un'entità ottiene il controllo congiunto di una joint operation, l'entità non ridetermina il fair value dell'interessenza precedentemente detenuta in tale joint operation.

  • H. IAS 12 Income tax consequences of payments on financial instruments classified as equity - Le modifiche proposte chiariscono come l'entità deve riconoscere eventuali effetti fiscali derivanti dalla distribuzione di dividendi.
  • I. IAS 23 Borrowing costs eligible for capitalization Le modifiche chiariscono che nel caso in cui i finanziamenti stipulati specificatamente per l'acquisto e/o costruzione di un asset restano in essere anche dopo che l'asset stesso è pronto per il suo utilizzo o la vendita, tali finanziamenti cessano di essere considerati specifici e pertanto sono ricompresi nei finanziamenti generici dell'entità ai fini della determinazione del tasso di capitalizzazione dei finanziamenti.

Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019. È consentita l'applicazione anticipata.

Emendamento allo IAS 19 ‐ Plan Amendment, Curtailment or Settlement (pubblicato in febbraio 2018)

L'emendamento chiarisce come si determinano il costo relativo alle prestazioni di lavoro correnti e gli interessi netti quando si verifica una modifica nel piano a benefici definiti. Le modifiche si applicano a partire dagli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2019. È consentita l'applicazione anticipata.

Emendamento all'IFRS 10 e IAS 28 "Sales or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture" (pubblicato in data 11 settembre 2014)

Il documento è stato pubblicato al fine di risolvere l'attuale conflitto tra lo IAS 28 e l'IFRS 10 relativo alla valutazione dell'utile o della perdita risultante dalla cessione o conferimento di un non‐ monetary asset ad una joint venture o collegata in cambio di una quota nel capitale di quest'ultima. Al momento lo IASB ha sospeso l'applicazione di questo emendamento.

Dati sull'occupazione

L'organico aziendale, ripartito per categoria, rispetto al precedente esercizio:

Organico 31.12.2018 31.12.2017 Variazioni
Dirigenti 4 3 1
Quadri 7 4 3
Impiegati 48 34 14
Operai - - -
Altri - 3 (3)
Totale 59 44 15

Nel corso dell'anno l'organico è cresciuto per effetto dell'adeguamento delle strutture aziendali alla crescita degli affari e della gestione del gruppo.

Nel corso dell'anno non si sono registrate dimissioni.

Proposta di approvazione del bilancio e di destinazione dell'utile di esercizio

Il Consiglio di Amministrazione della Società, tenutosi in data 15 marzo 2019, ha proposto di rimandare a nuovo la perdita del bilancio al 31 dicembre 2018.

ATTIVITÀ

C) Attività non Correnti

1. Attività materiali

Saldo 31.12.2018 261
Saldo 31.12.2017 5.175

La tabella sotto indica la movimentazione delle attività materiali:

Macchine
Immobilizzazioni materiali Impianti Attrezzature Mobili elettroniche Autovetture Altri Totale
Movimentazione Costo Storico
31 dicembre 2017 13.606 93 206 288 577 359 15.129
Incrementi continuing operations 8 3 64 16 - 4 94
Incrementi discontinued operations 165 9 - 16 - 38 228
Decrementi - - - - - - -
Riclassifiche per attività in dismissione (12.755) (95) (48) (134) (452) (280) (13.764)
31 dicembre 2018 1.023 10 222 186 125 120 1.686
Movimentazione Ammortamenti -
31 dicembre 2017 (9.014) (49) (168) (251) (366) (106) (9.954)
Ammortamenti continuing operations (2) (1) (16) (14) (29) (1) (63)
Ammortamenti discontinued
operations (1.257) (6) (1) (3) (34) (18) (1.319)
Decrementi 0 - - - - - 0
Riclassifiche per attività in dismissione 9.291 49 48 117 378 28 9.911
31 dicembre 2018 (983) (6) (137) (150) (51) (97) (1.424)
Valore Netto 31 dicembre 2018 41 4 85 36 73 23 261

Al 31 dicembre 2018 si evidenziano decrementi pari a 4.914 migliaia riferiti principalmente alla riclassificazione di taluni asset tra le attività destinate alla dismissione, per effetto dell'operazione descritta nel paragrafo 35.

2. Attività immateriali

Saldo 31.12.2018 145
Saldo 31.12.2017 1.403

La composizione delle attività immateriali e le variazioni intervenute nel corso dell'esercizio sono evidenziate nel seguente prospetto.

Altre attività
Immobilizzazioni immateriali Diritti di edizione Immateriali Totale
Movimentazione Costo Storico
31 dicembre 2017 6.408 3.133 9.542
Incrementi continuing operations - 120 120
Incrementi discontinued operations - 52 52
Decrementi - - -
Riclassifiche per attività in dismissione (6.408) (169) (6.577)
31 dicembre 2018 - 3.136 3.136
Movimentazione Ammortamenti
31 dicembre 2017 (5.105) (3.033) (8.138)
Ammortamenti continuing operations - (20) (20)
Ammortamenti discontinued operations (755) (21) (777)
Decrementi - - -
Riclassifiche per attività in dismissione 5.860 85 5.944
31 dicembre 2018 - (2.991) (2.991)
Valore Netto 31 dicembre 2018 - 145 145

La categoria "Altre attività" fa riferimento a migliorie su beni di terzi e al software gestionale.

Come previsto dallo IAS 36, si è proceduto a valutare l'eventuale esistenza di indicatori di impairment relativamente alle immobilizzazioni immateriali in essere. Al 31 dicembre 2018 non sono stati rilevati indicatori e conseguentemente non si è proceduto all'effettuazione del test di impairment relativamente alle attività immateriali sopra elencate.

Al 31 dicembre 2018 si evidenziano decrementi pari a 1.258 migliaia riferiti principalmente alla riclassificazione di taluni asset tra le attività destinate alla dismissione, per effetto dell'operazione descritta nel paragrafo 35.

3. Avviamento

Saldo al 31.12.2018 4.084
Saldo al 31.12.2017 4.134

La voce include, per Euro 4.084 migliaia, l'avviamento relativo all'acquisizione di Giglio Fashion avvenuta nel mese di marzo 2016

Alla data del 31 dicembre 2018 non si rilevano perdite di valore sulla base degli impairment test effettuati.

Il test di impairment si articola su due livelli, il Tier 1 nel quale si verifica il margine (Headroom) rispetto al Capitale Investito Netto Consolidato (CIN), ed il Tier 2 nel quale il test di impairment è stato eseguito con riferimento alle unità generatrici di flussi finanziari (CGU) alle quali gli avviamenti risultano iscrivibili.

A livello sia di singola CGU sia di consolidato gli Unlevered Free Cash Flow (UFCF) di previsione esplicita sono stati determinati utilizzando i dati economico-patrimoniali di piano defiscalizzando l'Ebit con una imposizione fiscale teorica del 27,9%, mentre il terminal value (TV) è stato calcolato come media degli UFCF del periodo di previsione esplicita, allineando gli ammortamenti al livello medio di Capex nel quinquennio.

Il tasso di sconto utilizzato è il WACC adjusted del 15,54%.

TIER 1

Il Tier 1 (livello consolidato) mostra che a fronte di un Capitale Investito Netto (CIN) pari ad Euro 19,1 milioni, l'enterprise value consolidato ammonta ad Euro 33 milioni (di cui Euro 15,5 milioni derivanti dall'attualizzazione dei flussi da previsione esplicita ed Euro 17,4 milioni dal valore del Terminal Value).

Conseguentemente il Tier 1 (verifica del valore d'uso degli avviamenti iscritti nel bilancio consolidato per Euro 11,7 milioni circa) ha dato esiti positivo a fronte di una headroom pari ad Euro 13,9 milioni. TIER 2 – B2C

Il Tier 2 della CGU B2C (Business to Consumer) mostra che a fronte di un CIN della CGU pari ad Euro 7,3 milioni, l'enterprise value ammonta ad Euro 24 milioni (di cui Euro 15,4 milioni derivante dall'attualizzazione dei flussi di cassa da previsione esplicita ed Euro 8,6 milioni dal valore del TV). Conseguentemente il Tier 2 della CGU B2C (verifica del valore d'uso dell'avviamento iscritto nel bilancio consolidato per Euro 7,6 milioni circa) ha dato esito positivo a fronte di una headroom pari

ad Euro 16,7 milioni.

TIER 2 – B2B

Il Tier 2 della CGU B2B (Business to Business) mostra che a fronte di un CIN della CGU pari ad Euro 7,3 milioni, l'enterprise value ammonta ad Euro 21,6 milioni (di cui Euro 8,6 milioni derivante dall'attualizzazione dei flussi di cassa da previsione esplicita ed Euro 13,0 milioni dal valore del TV). Conseguentemente il Tier 2 della CGU B2B (verifica del valore d'uso dell'avviamento iscritto nel bilancio consolidato per Euro 4,1 milioni circa) ha dato esito positivo a fronte di una headroom pari ad Euro 14,3 milioni.

Sensitivity analysis e stress test

È stata operata una sensitivity analysis delle ipotesi rilevanti sopra menzionate, tramite variazioni del tasso di crescita G pari a +/- 0,5% e variazione del WACC pari a +/-0,5% utilizzato per la determinazione del valore recuperabile, alla luce dei risultati ottenuti gli Amministratori ritengono che in presenza di ragionevoli variazioni delle ipotesi chiave non si generi un'eccedenza del valore contabile sul valore recuperabile.

È stata operato uno stress test tramite allineamento dei ricavi al tasso medio di crescita del mercato al livello di Tier 1, Tier 2 B2C e Tier 2 B2B. Le tabelle di sensitività tecnica ottenute evidenziano come lo stress test produca una forte contrazione della headroom, in particolare a livelli di CIN consolidato, che in ogni caso rimane positivo per Euro 0,8 milioni.

4. Partecipazioni

Saldo al 31.12.2018 8.376
Saldo al 31.12.2017 7.419

Si espone di seguito il dettaglio della voce al 31 dicembre 2018:

Partecipazioni 31.12.2018 31.12.2017 Variazioni
Giglio TV HK Ltd 1.530 1.530 -
Nautical Channel - 310 (310)
Giglio USA 18 18 -
IBOX SA 6.823 5.410 1.412
Cloud Food 5 5
Class TV Moda Holding - 50 (50)
Pegaso Srl - 100 (100)
Totale 8.376 7.419 957

L'incremento rispetto al precedente esercizio relativo alla partecipazione nella società IBOX SA (la cui acquisizione del 100% del capitale è stata perfezionata in data 27 aprile 2017) è dovuta all'aumento di capitale sociale deliberato in data 5 dicembre 2018.

Il decremento registrato nel valore delle partecipazioni Nautical Channel (per il 100% del capitale), Class TV Moda Holding (per il 50% del capitale) e Pegaso S.r.l. (per il 3% del capitale) è attribuibile alla riclassificazione delle stesse tra le attività disponibili alla vendita in quanto rientranti nel perimetro dell'operazione con Vertice 360 meglio descritta nel paragrafo 35.

Di seguito si espone il confronto, al 31 dicembre 2018, tra il valore delle partecipazioni e il valore del patrimonio netto di competenza delle società controllate:

Utile/(Perdita) Patrimonio Quota di
al Netto al patrimonio Valore di
Capitale % 31 dicembre 31 dicembre netto di carico in
Denominazione Sede Sociale detenuta 2018 2018 competenza bilancio
Room 1501 (659), 15/F,
SPA Centre
53-55 Lockhart Road
Wanchai
Giglio TV HK Ltd HONG KONG 1.530 100% (3.333) 1.513 1.513 1.530
One Wall Street, 6th Floor
BURLINGTON, MA 01803
REPRESENTATIVE OFFICE
111 West 19th Street (6th
Floor)
Giglio USA 10011 New York, NY USA 18 100% 199 301 301 18
Galleria 1 Via Cantonale,
6928 Manno,
IBOX SA Svizzera 1.700 100% 327 427 427 6.823

Il processo di stima del valore recuperabile delle partecipazioni detenute da Giglio Spa in Ibox SA e Giglio TV HK è stato sviluppato utilizzando l'enterprise value rilevabile dall'attualizzazione dei flussi di cassa unlevered rispettivamente dei segmenti/CGU B2C (gruppo IBOX SA) e B2B2C (Giglio TV HK), sulla base della identificazione di corrispondenza tra i perimetri dei segmenti in analisi e l'attività svolta dalle partecipate oggetto di valutazione.

Il piano pluriennale utilizzato è quello approvato dagli Amministratori in data 15 marzo 2019.

Gli Unlevered Free Cash Flow (UFCF) di previsione esplicita sono stati determinati utilizzando i dati economico-patrimoniali di piano defiscalizzando l'Ebit con una imposizione fiscale teorica del 27,9%, mentre il terminal value (TV) è stato calcolato come media degli UFCF del periodo di previsione esplicita, allineando gli ammortamenti al livello medio di Capex nel quinquennio.

Il tasso di sconto utilizzato è il WACC adjusted del 15,54%.

L'impairment test effettuato su IBOX SA (valore Euro 6,8 milioni) e Giglio TV HK (valore Euro 1,5 milioni) sulla base degli equity value calcolati con riferimento ai dati di flussi di cassa unlevered dei segmenti/CGU B2C e B2B2C, derivanti dal piano 2019 – 2023 e dalla Posizione Finanziaria Netta (PFN) della società al 31 dicembre 2018 non ha evidenziato criticità nella recuperabilità del valore di carico delle partecipazioni.

La società ha inoltre condotto una sensitivity analysis delle ipotesi rilevanti sopra menzionate (variazioni tasso di crescita, "g", pari a +/- 0,5% e variazioni del WACC pari a +/- 0,5%) utilizzate per la determinazione del valore recuperabile alla luce dei risultati della quale gli Amministratori ritengono che in presenza di ragionevoli variazioni delle ipotesi chiave non si generi un'eccedenza del valore contabile sul valore recuperabile.

5. Crediti e altre attività non correnti

Saldo al 31.12.2018 2.985
Saldo al 31.12.2017 3.135

La voce crediti e altre attività non correnti è composta da crediti di natura finanziaria, come evidenziato nel prospetto che segue.

Crediti e attività non correnti 31.12.2018 31.12.2017 Variazioni
Depositi cauzionali 161 137 24
Crediti finanziari ICO 1.402 - 1.402
Altri 1.422 2.998 (1.577)
Totale 2.985 3.135 (150)

La voce "Depositi Cauzionali" include i depositi cauzionali versati relativamente ai contratti di affitto per gli immobili di Milano e Roma stipulati con:

  • Satif S.p.A. per gli uffici amministrativi della sede di Milano;
  • Rfezia Immobiliare Servizi S.p.A. per gli uffici di Roma.

La voce "Altri" si riferisce:

  • per Euro 1 milione alla quota a lungo del credito derivante dalla cessione a GM Comunicazione S.r.l., avvenuta in data 20 dicembre 2018, della autorizzazione di fornitore di servizi della autorizzazione di media audiovisivi associata alla numerazione 65 del digitale terrestre;
  • per Euro 0,3 milioni al corrispettivo derivante dalla cessione pro-soluto del credito IVA avvenuta in data 27 giugno 2018 e che verrà corrisposto a seguito della definizione dei contenziosi e dei carichi in essere con l'Amministrazione Finanziaria.

6. Rimanenze

Saldo al 31.12.2018 4.952
Saldo al 31.12.2017 3.685

Le rimanenze di magazzino della società sono costituite da prodotti finiti destinati alla vendita.

Si evidenzia che il saldo al 31 dicembre 2017, non recepisce gli effetti derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 15, come già commentato nel paragrafo "Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2018".

Al 31 dicembre 2018 il criterio di valutazione utilizzato è il FIFO.

L'incremento rispetto allo scorso esercizio è da attribuire al maggior stock acquistato per far fronte agli ordinativi ricevuti che andranno in consegna nell'esercizio successivo.

Si segnala che le rimanenze, nell'ambito della divisione Fashion B2B, si riferiscono a merce che permane per tempi assai brevi in quanto già preventivamente allocata a clienti finali dai quali si è ricevuto un relativo ordine d'acquisto vincolante.

Al 31 dicembre 2018, il fondo obsolescenza magazzino è pari a Euro 148 migliaia ed include un accantonamento dell'esercizio pari ad Euro 36 migliaia.

Per una migliore comprensione delle modalità di determinazione dei fondi svalutazione sopra presentato si rimanda alla nota D. Valutazioni discrezionali e stime contabile significative.

7. Crediti commerciali e altri crediti

Saldo al 31.12.2018 10.572
Saldo al 31.12.2017 15.140

Si riporta di seguito il dettaglio della voce:

Crediti commerciali 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Crediti verso clienti 9.846 14.536 (5.707)
Anticipi a fornitori 1.141 628 513
Depositi cauzionali non immobilizzati - 627 (627)
Altri crediti - 491 (491)
Fondo svalutazione crediti (415) (1.143) 728
Totale 10.572 15.140 (4.568)

La riduzione della voce rispetto al 31 dicembre 2017 è da attribuire prevalentemente alle rettifiche applicate in virtù dell'applicazione del principio contabile IFRS 5 con riferimento agli asset riconducibili alla divisione media, come meglio descritto nel paragrafo 35.

Gli anticipi a fornitori della divisione e-commerce B2B si riferiscono agli acconti sugli ordini della collezione PE e AI 2019.

Si riporta di seguito il dettaglio dei crediti commerciali lordi per area geografica al 31 dicembre 2018 confrontato con il 31 dicembre 2017, al netto dei crediti infragruppo:

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31
dicembre 2018
% Periodo chiuso al 31
dicembre 2017
Europa 2.294 96,8 % 5.329
Asia 40 1,7 % 76
USA 1 0,0 % 35
Resto del mondo 34 1,4 % 382
Totale crediti lordi 2.369 100,0 % 5.822
Fondo svalutazione crediti (415) (1.143)
Totale 1.954 4.679

Si riporta nel seguito l'ageing dei crediti commerciali lordi al 31 dicembre 2018 comparato al 31 dicembre 2017, al netto dei crediti infragruppo:

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31
dicembre 2018
% Periodo chiuso al 31
dicembre 2017
> 120 gg 656 27,7 % 2.583
90<> 120 gg 43 1,8 % 400
60<> 90 gg 112 4,7 % 303
30<> 60 gg 355 15,0 % 607
0<> 30 gg 202 8,5 % 309
Totale scaduto 1.368 57,8 % 4.202
Non scaduto 1.000 42,2 % 1.620
Totale crediti lordi 2.369 100,0 % 5.822
Fondo svalutazione crediti (415) (1.143)
Inc. fondo su scaduto oltre 120 gg (63,3)% (44,3)%
Totale 1.954 4.679

Con riferimento ai crediti verso clienti di seguito si espone la movimentazione del relativo fondo:

Fondo svalutazione crediti (valori in euro migliaia)
Saldo al 31 dicembre 2017 1.143
Riesposizione per la prima applicazione IFRS 9 70
Saldo al 1 gennaio 2018 1.213
Accantonamento continuing operations 53
Accantonamento discontinued operations 310
Utilizzi discontinued operations (222)
Rilasci -
Variazione da attività destinate alla dismissione (939)

L'accantonamento dell'esercizio pari a Euro 53 migliaia è stato effettuato al fine di adeguare il valore nominale dei crediti al valore di presunto realizzo.

Saldo al 31 dicembre 2018 415

Come già evidenziato nella nota E. Gestione del capitale e dei rischi finanziari sul rischio di credito, la società determina il fondo svalutazione crediti attraverso l'elaborazione di una specifica matrice di accantonamento. In particolare, la società, in funzione della varietà della sua clientela ha identificato raggruppamenti appropriati ed associato a tali raggruppamenti uno specifico rating, applicando ad essi una specifica percentuale di svalutazione.

Si rimanda a tale sezione per maggiori dettagli sulla metodologia applicata in relazione alla valutazione della voce in esame.

8. Crediti tributari

Saldo 31.12.2018 4.555
Saldo 31.12.2017 4.604

I Crediti tributari si compongono principalmente come di seguito riportato.

Crediti per imposte 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Imposte anticipate 1.133 925 208
Totale attività fiscali differite 1.133 925 208
IRES 412 398 14
IRAP 131 130 1
Ritenute - 11 (11)
INPS 3 3 -
INAIL 2 2 -
IVA 2.677 3.133 (456)
Crediti per consolidato fiscale 197 - 197
Altri 1 3 (2)
Totale crediti tributari correnti 3.422 3.679 (257)
Totale crediti tributari 4.555 4.604 (49)

La voce include, nella parte non corrente, Imposte anticipate, pari ad Euro 1.133 migliaia, riferite principalmente alle perdite fiscali della società (Euro 515 migliaia), all'effetto fiscale dei costi di IPO del 2015 (Euro 39 migliaia), all'effetto fiscale relativo alla svalutazione crediti (Euro 199 migliaia) ed alle imposte anticipate (Euro 191 migliaia) calcolate sulle svalutazioni degli attivi materiali in conseguenza della prospettata cessione dell'area media. A tal proposito, si rimanda per ulteriori dettagli al paragrafo 35.

La voce include, nella parte corrente, tutti i crediti di natura fiscale per acconti pagati o crediti maturati.

Il credito per consolidato fiscale pari a Euro 197 migliaia si riferisce al credito maturato nei confronti delle controllate a seguito dell'accordo di consolidamento fiscale siglato in data 6 giungo 2018. Il credito IVA, pari ad Euro 2.677 migliaia si riferisce all'imposta generatasi in virtù della natura di esportatore abituale di Giglio Group S.p.A., con particolare riferimento alla divisione Giglio Fashion. Le imposte anticipate si reputano riassorbibili dagli imponibili futuri derivanti dal piano aziendale.

9. Altre attività e crediti diversi correnti

Saldo 31.12.2018 774
Saldo 31.12.2017 1.392
Altre attività 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Altre attività 13 12 1
Ratei e risconti attivi 761 1.380 (619)
Totale 774 1.392 (618)

I ratei e risconti attivi si riferiscono per la maggior parte, per Euro 620 migliaia, alla quota a breve del credito derivante dalla cessione a GM Comunicazione S.r.l., avvenuta in data 20 dicembre 2018, della autorizzazione di fornitore di servizi della autorizzazione di media audiovisivi associata alla numerazione 65 del digitale terrestre.

10. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Saldo 31.12.2018 800
Saldo 31.12.2017 3.100

La voce "Disponibilità liquide" si compone come indicato nella sottostante tabella:

Disponibilità liquide 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Depositi bancari e postali 796 3.096 (2.300)
Denaro e valori in cassa 3 4 (1)
Totale 800 3.100 (2.300)

Le variazioni intervenute sono relative a normali fatti di gestione e sono connesse alle variazioni evidenziate nel rendiconto finanziario.

PASSIVITÀ

11. Patrimonio netto

Il capitale sociale al 31 dicembre 2018 risulta essere composto da n. 16.040.250 azioni prive del valore nominale.

Le movimentazioni intervenute nel 2018 sono riconducibili a:

  • Destinazione del risultato consolidato al 31 dicembre 2017;
  • Rilevazione perdita attuariale IAS 19;
  • Effetto risultato del periodo.

12. Fondi per rischi ed oneri e benefici per i dipendenti (TFR)

Saldo 31.12.2018 275
Saldo 31.12.2017 349

Al 31 dicembre 2018 i fondi rischi ed oneri si riferiscono esclusivamente al Fondo TFR (benefici ai dipendenti).

La movimentazione del Fondo TFR è la seguente:

(in migliaia di Euro)
Fondo TFR al 31.12.2017 349
Variazione da attività destinate alla dismissione (136)
Fondo TFR al 1.1.2018 213
Accantonamento 2018 9
Anticipi/utilizzi
(Utili)/Perdite attuariali 46
Net Interest 7
Saldo al 31 dicembre 2018 275

Di seguito si indicano le principali basi tecniche demografiche ed economiche adottate ai fini delle valutazioni attuariali:

  • probabilità di eliminazione per morte: tavola ISTAT 2017 (fonte ISTAT Annuario Statistico Italiano 2018);
  • probabilità di eliminazione per invalidità: nulle;

  • probabilità di eliminazione per cause varie (dimissioni, licenziamenti): pari al 3% annuo per tutto il periodo di valutazione (desunte dai dati rilevati nonché dall'esperienza relativa a realtà similari);

  • pensionamento previsto alla maturazione del primo requisito utile per la pensione I.N.P.S. stabilito dall'art. 24 della legge n. 214/2011;
  • tasso annuo di inflazione: 1,4% per il 2019 e 1,5% per il 2020 (fonte: "Documento di Economia e Finanza 2018"); dal 2021 in poi è stato mantenuto il tasso annuo dell'1,5%;
  • tasso annuo di incremento delle retribuzioni per sviluppo di carriera e per rinnovi contrattuali: pari all'inflazione per tutte le categorie e per tutto il periodo di valutazione;
  • probabilità di richiesta di prima anticipazione: 2,5% per anzianità da 9 anni in poi;
  • numero massimo di anticipazioni: 1;
  • ammontare di anticipazione di TFR: 30% del TFR maturato.

Quanto all'ipotesi finanziaria, si fa presente che il tasso di attualizzazione è stato scelto, tenuto conto delle indicazioni dello IAS 19, con riferimento alla curva al 31.12.2018 di titoli AA emessi da emittenti corporate dell'area Euro e in funzione della durata media residua della passività relativa al TFR al 31.12.2018; pertanto, considerando che la durata media residua della passività è risultata pari a circa 18 anni, il tasso nominale annuo di attualizzazione ipotizzato nelle valutazioni è pari all'2,1% (2,1% al 31.12.2017).

L'analisi di sensitività sul tasso di attualizzazione è stata predisposta utilizzando un tasso rispettivamente inferiore e superiore di mezzo punto percentuale rispetto al 2,1%. Nel seguente prospetto si riportano i risultati delle valutazioni in base al tasso dell'1,6% e del 2,6% (in migliaia di euro):

Tasso Tasso
(importi in €'000) 1,6% 2,6%
DBO 517,4 437,6

Inoltre, si rileva che l'aggiornamento delle ipotesi demografiche rispetto al 31.12.2017 (riguardante solo le probabilità di eliminazione per morte) non ha prodotto effetti sulle risultanze attuariali, mentre il tasso adottato al 31 dicembre 2018 è uguale a quello adottato al 31 dicembre 2017.

13. Passività fiscali differite

Saldo al 31.12.2018 2
Saldo al 31.12.2017 265

Il saldo dell'esercizio precedente si riferisce prevalentemente all''effetto fiscale differito calcolato sull'allocazione del maggiore prezzo pagato (PPA sui cespiti) derivante dall'acquisizione di Mthree Satcom.

La riduzione della voce rispetto al 31 dicembre 2017 è da attribuire prevalentemente alle rettifiche applicate in virtù dell'applicazione del principio contabile IFRS 5 con riferimento agli asset riconducibili alla divisione media, come meglio descritto nel paragrafo 35.

14. Debiti finanziari correnti e non correnti

Saldo al 31.12.2018 21.707
Saldo al 31.12.2017 18.951

I debiti finanziari si compongono come riportato nella tabella sottostante:

Debiti finanziari 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Correnti 15.810 11.513 4.297
Non correnti 5.897 7.438 (1.541)
Totale 21.707 18.951 2.756

Relativamente alla quota corrente, il dettaglio dei debiti finanziari è così composto:

Debiti finanziari correnti 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Quota a breve dei mutui 6.804 2.239 4.564
Totale mutui correnti 6.804 2.239 4.564
Linee anticipi fatture/Linee di credito 8.086 7.304 782
C/C passivo 21 10 12
Quota a breve earn-out - 500 (500)
Leasing finanziario 24 23 1
Minibond 875 438 438
Prestito obbligazionario - 1.000 (1.000)
Totale 15.810 11.513 4.297

I debiti finanziari correnti fanno riferimento a:

  • le linee di credito autoliquidanti come gli anticipi di fatture;
  • il debito per la quota a breve di earn-out del 2017 è stato corrisposto nei primi giorni del mese di aprile 2018 ai precedenti azionisti della Giglio Fashion S.p.A. per Euro 0,5 milioni;

  • Il prestito obbligazionario Banca Sella pari ad Euro 1 milione è stato rimborsato nel mese di maggio 2018;

  • Quota a breve Minibond per un valore pari ad Euro 875 migliaia. il Minibond contabilizzato in accordo con il criterio del costo ammortizzato pari ad Euro 3 milioni è stato emesso nel corso del 2016 dalla controllante Giglio Group S.p.A. Il Minibond è denominato "GIGLIO GROUP S.P.A. – 5,4% 2016-2022" ed è stato utilizzato per finanziare l'operazione di acquisto della società Giglio Fashion, con le condizioni:
  • Tasso: 5,4%
  • Durata: 6 anni
  • Preammortamento: 2 anni

In data 12 febbraio 2019, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione e dall'Assemblea degli obbligazionisti, tenutasi in forma totalitaria, la modifica al regolamento del prestito obbligazionario codice ISIN IT0005172157. Si rimanda al paragrafo 10 della relazione sulla gestione per quanto riguarda le principali modifiche apportate.

Relativamente alla quota non corrente, il dettaglio dei debiti finanziari è così composto:

Debiti finanziari non correnti 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Mutui passivi 2.119 3.560 (1.441)
Minibond 2.219 3.098 (879)
Leasing finanziario 47 71 (24)
Debiti verso società controllate 1.512 710 802
Totale 5.897 7.438 (1.541)

Ai sensi dello IAS 7, la tabella seguente mostra le variazioni delle passività iscritte nel prospetto della situazione patrimoniale finanziaria, i cui flussi sono rilevati nel rendiconto finanziario come flussi di cassa da attività di finanziamento.

(importi in euro migliaia) Valore al
01.01.18
Flusso di cassa Valore al
31.12.18
Debiti finanziari non correnti 7.438 (1.540) 5.898
Debiti finanziari correnti 11.513 4.296 15.809
Totale passività da attività di finanziamento 18.951 2.756 21.707

La seguente tabella riepiloga i mutui della società Giglio Group S.p.A. in essere alla data del 31 dicembre 2018 ed evidenzia la componente entro ed oltre l'esercizio successivo:

SITUAZIONE AL 31/12/2018 società giglio group spa

Banca
BANCA DI SONDRIO
Mutuo Chiro n. 076/1111534
Mutuo Ipotecario n. 076/1124006
Mutuo Chiro n. 076/1086086, garanzia CNA
Mutuo Chiro garantito da MCC
INTESA
Euribor 1
mese +
Mutuo Chiro n. 0IC1047064869
di interesse
n.a.
4,65%
n.a.
3,50%
spread 2%
Importo del finanziamento
1.500,0
370,0
500,0
1.200,0
data di sottoscrizione
07/04/2009
22/09/2013
31/01/2012
30/09/2015
Residuo al 31/12/2018
-
21
-
444
31/10/2018
31/03/2019
31/01/2018
30/09/2020
Scadenza 0<>12 mesi
-
21
-
250
anni
-
-
-
anni
-
-
-
Oltre 3anni
-
-
-
194 - -
1.000,0 28/06/2017 709 28/06/2022 198 202 205 104
MONTE PASCHI DI SIENA
Mutuo Chiro n. 741677580/60 garanzia CDP e SACE 5,8% 500,0 29/10/2014 100 31/12/2019 100 - - -
BANCA POP. NOVARA E VERONA
Mutuo Chiro n.1065/472981 garanzia CDP n.a. 100,0 18/02/2015 - 31/03/2018 - - - -
Mutuo Chiro n.03528422 2,2% 500,0 30/01/2017 314 31/01/2022 100 102 104 8
Mutuo Chiro n.03709516 2,2% 200,0 24/06/2017 51 30/06/2019 51 - - -
BANCA POP di BERGAMO
Mutuo N. 004/01141252 garanzia MCC n.a. 300,0 17/06/2015 - 17/06/2018 - - - -
Mutuo N. 004/01187014 mutuo chiro 2,1% 600,0 29/07/2016 269 29/07/2020 152 116 - -
CREDEM
Mutuo N.052/7059285 garanzia MCC 0,72% 700,0 21/06/2016 265 21/06/2020 176 88 - -
CARIGE
Finanziamento 36 mesi 2,0% 500,0 02/08/2017 281 31/08/2020 168 114 - -
BPM
Euribor tre
Finanziamento N.6026098 mesi 1.500,0 16/10/2017 1.106 31/08/2020 599 507 - -
BNL
Finanziamento N.6026098 1,4% 1.500,0 21/02/2018 1.247 21/02/2019 1.247 - - -
CARIGE
Finanziamento N. I120C590730 1,75% 1.500,0 04/06/2018 1.126,1 30/06/2020 750 376 - -
BANCA INTESA
Finanziamento 1,25% 3.000,0 27/06/2018 2.991,4 27/12/2019 2.991 - - -
CREDEM
Mutuo n. 7020946 n.a. 800,0 12/11/2015 - 12/11/2018 - - - -
CREVAL
Mutuo n.61482 n.a. 500,0 09/04/2015 - 31/10/2018 - - - -
INTESA
Mutuo Chiro n. 0194073132771 n.a. 100,0 28/02/2014 - 31/01/2018 - - - -

15. Debiti commerciali

Saldo 31.12.2018 9.008
Saldo 31.12.2017 16.751
Debiti commerciali 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Anticipi da clienti 12 90 (78)
Fornitori di beni e servizi 8.751 15.032 (6.281)
Note credito da emettere 121 610 (489)
Provvidenze c/note di credito da emettere 124 476 (352)
Depositi cauzionali clienti - 543 (543)
Altri debiti commerciali - - -
Totale 9.008 16.751 (7.743)

Si evidenzia che il saldo al 31 dicembre 2017, non recepisce gli effetti derivanti dall'applicazione del principio contabile IFRS 15, come già commentato nel paragrafo "Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2018".

La riduzione della voce rispetto al 31 dicembre 2017 è da attribuire prevalentemente alle rettifiche applicate in virtù dell'applicazione del principio contabile IFRS 5 con riferimento agli asset riconducibili alla divisione media, come meglio descritto nel paragrafo 35.

Si fornisce di seguito il dettaglio dei debiti commerciali scaduti.

(in migliaia di Euro) Periodo chiuso al 31 dicembre 2018 Periodo chiuso al 31 dicembre 2017
Debiti commerciali 8.872 15.032
- di cui scaduti oltre 60 giorni 2.804 5.945
- % debiti scaduti sul totale 31,6 % 39,5 %

16. Debiti tributari

Saldo 31.12.2018 480
Saldo 31.12.2017 405
Debiti tributari 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Erario c/ritenute 141 95 46
IVA estera - - -
Erario C/imposte 142 222 (80)
Enti previdenziali 197 88 109
Totale 480 405 75

I debiti tributari fanno riferimento:

  • ai debiti per ritenute ed imposte conseguenti alla normale operatività della società per rispettivi Euro 141 migliaia e 142 migliaia;
  • a enti previdenziali e assistenziali per Euro 197 migliaia.

17. Altre passività correnti

Saldo 31.12.2018 584
Saldo 31.12.2017 754
Altre passività correnti 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Debiti v/dipendenti 335 364 (29)
Ratei e risconti passivi 187 387 (200)
Debiti diversi 63 3 60
Totale 584 754 (170)

La voce risconti passivi si riferisce sostanzialmente a ricavi di competenza dell'esercizio successivo.

INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO

18. Ricavi

Si fornisce l'indicazione della composizione del valore della produzione, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 23.094 22.576 518
Altri ricavi 1.363 138 1.225
Totale 24.457 22.714 1.743

Al 31 dicembre 2018 i ricavi delle vendite e delle prestazioni ammontano ad Euro 23,1 milioni contro

22,6 milioni relativi al 31 dicembre 2017.

L'incremento rispetto all'esercizio precedente, pari ad Euro 0,5 milioni, è da attribuire principalmente ai maggiori volumi di vendita avvenuti nell'esercizio.

19. Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

Si fornisce l'indicazione della composizione dei costi per materie prime, sussidiarie di consumo e merci,

nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente:

Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di
consumo e merci Totale 31.12.2017 Variazione
Costi di acquisto merci 19.637 17.972 1.665
Materiali di consumo 149 28 121
Totale 19.785 18.000 1.785

La voce accoglie prevalentemente i costi sostenuti dalla divisione B2B di Giglio Group. L'incremento dei costi per materie prime è direttamente collegabile all'incremento dei ricavi commentati in precedenza.

20. Costi per servizi

Si fornisce l'indicazione della composizione dei costi per servizi, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Agenti 214 42 172
Altri costi per servizi 17 26 (9)
Assicurazioni 83 93 (10)
Commissioni bancarie, postali, d'incasso 148 168 (20)
Compensi amministratori, sindaci, OdV 498 487 11
Consulenze 2.000 2.328 (328)
Costi per produzioni editoriali - - -
Costi amministrativi 139 47 92
Customer service - - -
Magazzinaggio 530 345 185
Manutenzioni 6 4 2
Pubblicità, promozioni, mostre, fiere 60 122 (62)
Pulizie e sorveglianza 20 8 12
Trasmissione e teleporto - - -
Trasporti, spedizioni 195 156 39
Utenze 107 73 35
Web marketing - - -
Viaggi, soggiorni e spese di rappresentanza 156 134 23
Riaddebiti infragruppo 56 - 56
Totale 4.230 4.033 198

21. Costi per godimento beni di terzi

Si fornisce l'indicazione della composizione dei costi per godimento beni di terzi, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Affitti 524 458 66
Noleggi 87 53 34
Leasing operativo 26 11 15
Totale 637 522 115

I costi per godimento per beni di terzi sono prevalentemente relativi a Giglio Group ed includono affitti passivi per le sedi Milano, Roma, Genova.

Gli affitti sono regolati da contratti stipulati con:

  • Satif S.p.A. per gli uffici amministrativi della sede di Milano;
  • Rfezia Immobiliare Servizi S.p.A. per il teleporto della sede di Roma;
  • Interoute S.p.A. per il teleporto della sede di San Giuliano (MI);
  • Max Factory S.r.l.: per la locazione degli uffici della sede di Genova Palazzo della Meridiana e di Roma - Via dei Volsci. In relazione sulla gestione abbiamo dato evidenza di queste prestazioni in quanto considerate verso parti correlate.

Con riferimento ai su menzionati contratti di affitto i canoni minimi a scadere ammontano a circa Euro 2 milioni.

22. Costi del personale

I costi del personale si dettagliano come di seguito:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Salari e stipendi 1.756 950 806
Oneri sociali 299 288 11
TFR 3 62 (60)
Totale 2.058 1.300 758

Il costo del personale si incrementa rispetto al 31 dicembre 2017 per un totale pari ad Euro 757 migliaia a seguito della crescita dell'organico che ha interessato la Società nel corso del 2018.

23. Ammortamenti e svalutazioni

Di seguito si fornisce il dettaglio della voce:

Ammortamenti e svalutazioni 31.12.2018 31.12.2017 Variazioni
Ammortamenti imm. Immat. 20 14 6
Ammortamenti imm. Mat 63 74 (11)
Svalutazioni 53 - 53
Totale 136 88 48

L'aumento degli ammortamenti è strettamente connesso agli incrementi degli investimenti. Si rimanda quindi alla sezione apposita delle note illustrative.

Le svalutazioni si riferiscono esclusivamente all'accantonamento al fondo svalutazione crediti commentato nella nota 7 Crediti commerciali ed altri crediti.

24. Altri costi operativi

Di seguito si fornisce il dettaglio della voce:

31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Altre imposte e tasse 11 8 3
Altri oneri 22 6 16
Sanzioni, multe e ammende 62 5 57
Sopravvenienze 366 157 209
Perdite su crediti - - -
Earn out - 334 (334)
Totale 461 510 (49)

La voce altri costi operativi include al 31 dicembre 2017 l'importo pari a Euro 334 migliaia relativo all'earn out commentato in precedenza. La voce altri costi operativi include al 31 dicembre 2018 le penali a titolo di mancato preavviso addebitate a seguito di formalizzazione di atto transattivo siglato in maggio 2018 con il precedente fornitore di banda di trasmissione televisiva e commentate nella relazione sulla gestione.

25. Proventi ed oneri finanziari

Si fornisce l'indicazione della composizione dei proventi ed oneri finanziari, nonché le variazioni intervenute nelle singole voci, rispetto all'esercizio precedente.

Proventi ed oneri finanziari 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Interessi attivi c/c bancari 1 1 -
Interessi attivi diversi 1 - 1
Utili su cambi 9 - 9
Proventi finanziari 11 1 10
Interessi passivi c/c bancari 13 9 4
Interessi passivi diversi 26 14 12
Interessi passivi su anticipi fatture e factoring 113 22 91
Interessi passivi su mutui 326 156 170
Interessi passivi su prestito obbligazionario 200 223 (23)
Oneri bancari 103 134 (31)
Oneri finanziari SIMEST 81 62 19
Perdite su cambi 27 - 27
Oneri finanziari 889 620 269
Totale (878) (619) 279

Gli oneri finanziari aumentano rispetto al 31 dicembre 2017 per effetto degli oneri legati ai finanziamenti (Minibond, prestito obbligazionario e nuovi mutui accessi nel corso del 2018) e per una esposizione debitoria media superiore durante l'anno, registrando, quindi, un'incidenza di costo in termini percentuali inferiore.

26. Imposte sul reddito

Imposte 31.12.2018 31.12.2017 Variazione
Imposte correnti 197 - 197
Imposte differite (14) 564 (578)
Totale 183 564 (382)

Il provento per consolidato fiscale pari a Euro 197 migliaia si riferisce al credito maturato nei confronti delle controllate a seguito dell'accordo di consolidamento fiscale siglato in data 6 giungo 2018.

Si riportano di seguito gli effetti fiscali di periodo:

Imposte (valori in euro migliaia) 31.12.2018 31.12.2017
Risultato ante imposte (2.328) (1.028)
Imposta teorica - -
Imposta effettiva 197 -
Imposte differite (14) 564
Utile dopo imposte (2.145) (463)
Tax rate teorico 27,9% 27,9%
Tax rate effettivo 0% 0%

Ai sensi di legge si evidenziano i compensi complessivi spettanti agli Amministratori e ai membri del Collegio sindacale della Controllante Giglio Group S.p.A.

A. Giglio 200
C. Micchi 20
A. Lezzi 20
G. Mosci 25
Y. Zaho 10
M. Mancini 20
S. Olivotto 20
Totale 315

Consiglio di amministrazione (valori in migliaia di euro)

Collegio Sindacale (valori in migliaia di euro)

C. Tundo 25
M. Centore 20
M. Mannino 20
Totale 65

I compensi alla Società di revisione sono di seguito dettagliati:

(valori in migliaia di euro)
Servizio Soggetto che ha erogato il servizio destinatario Corrispettivo
Revisione contabile del bilancio civilistico e
sottoscrizione dei modelli EY S.p.A. Capogruppo 55
Revisione contabile del bilancio consolidato EY S.p.A. Capogruppo 16
Revisione contabile limitata della relazione
semestrale consolidata EY S.p.A. Capogruppo 34
Totale 105

I compensi agli amministratori, sindaci e alla società di revisione esposti non includono le spese vive addebitate.

27. Operazioni con parti correlate (Art.2427 co.1 n.22 – bis c.c.)

La società ha effettuato operazioni con parti correlate (nell'accezione prevista dall'art. 2427, comma 2,

del Codice Civile) a condizioni che non si discostano da quelle di mercato.

I rapporti di natura finanziaria ed economica con le controllate e le parti correlate sono dettagliate nel successivo paragrafo n. 30.

28. Impegni e garanzie, passività̀potenziali

Garanzie

Su alcuni Mutui Passivi, al 31 dicembre 2018 è presente la fidejussione personale del Dott. Alessandro Giglio.

Di seguito si espone il dettaglio:

Impegni e garanzie (valori in migliaia di euro)

Ente Valore garanzia Importo garantito residuo
MPS 1.048 200
B.POP Sondrio 3.470 1.296
B.POP Sondrio 1.500 79
Banca Sella 246 124
B. POP. Novara 650 597
FACTORIT 360 68
UNICREDIT 536 536
UNIPOL 330 -
Totale 8.140 2.900

Passività potenziali

Alla data di chiusura del bilancio, non sussistono passività̀potenziali non iscritte in bilancio.

29. Analisi dei rischi finanziari (IFRS 7)

I rischi finanziari esistenti sono totalmente a carico della controllante GIGLIO GROUP S.P.A.

Il presente bilancio è redatto nel rispetto delle disposizioni di cui all'IFRS 7, che richiede informazioni integrative riguardanti la rilevanza degli strumenti finanziari in merito alle performance, alla esposizione finanziaria, al livello di esposizione al rischio derivante dall'utilizzo di strumenti finanziari, nonché una descrizione degli obiettivi, delle politiche e delle procedure poste in atto dal management al fine di gestire tali rischi.

Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo F. Gestione del capitale e dei rischi finanziari.

I finanziamenti e crediti sono attività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato che maturano interessi a tasso fisso o variabile. Il valore contabile potrebbe essere influenzato da cambiamenti del rischio di credito o di controparte.

Il Gruppo non ha in essere strumenti finanziari derivati. Si rileva che il valore contabile delle attività e

passività finanziarie iscritte in bilancio approssima il loro fair value.

Di seguito si riporta il raffronto tra il valore contabile e il fair value delle attività e passività finanziarie

al 31 dicembre 2018.

Situazione patrimoniale - finanziaria
(valori in migliaia di euro)
Valore
contabile
Fair
value
Valore
contabile
Fair
value
Attività non correnti
Partecipazioni 8.376 8.376 7.419 7.419
Crediti 2.985 2.985 3.135 3.135
Attività fiscali differite 1.133 925
Totale attività non correnti 16.984 22.192
Attività correnti
Crediti commerciali e altri 10.572 10.572 15.140 15.140
Disponibilità liquide 800 800 3.100 3.100
Totale attività correnti 20.520 26.995
Attività destinate alla dismissione 9.617 -
Totale Attivo 47.121 49.187
Passività non correnti
Debiti finanziari (quota non corrente) 5.897 5.897 7.438 7.438
Totale passività non correnti 6.174 8.052
Passività correnti
Debiti commerciali e altri debiti 9.008 9.008 16.751 16.751
Debiti finanziari (quota corrente) 15.810 15.810 11.513 11.513
Totale passività correnti 25.882 29.423
Passività direttamente associate ad attività destinate alla
dismisssione 8.184 -
Totale Passività e Patrimonio Netto 47.121 49.187

Finanziamento a medio termine

La Società presenta, alla data del 31 dicembre 2018, una posizione finanziaria netta negativa pari a circa Euro 19,2 milioni (per la base di calcolo e la riconciliazione dei dati si rimanda alla apposita tabella esposta in relazione sulla gestione). Tali debiti sono inclusivi anche del Minibond emesso per finanziare l'acquisizione di Giglio Fashion (per ulteriori informazioni si rimanda a già quanto in precedenza detto nelle presenti note illustrative e commentato in relazione sulla gestione) e di finanziamenti bancari a medio termine chirografari e della quota di Simest riclassificata.

L'Emittente ha in essere numerosi contratti di finanziamento e, in una parte significativa degli stessi, sono previste clausole di cross default solo interno, negative covenants ed acceleration event in caso di mancato rispetto da parte del Gruppo di alcuni obblighi informativi o di preventiva autorizzazione al compimento di determinate operazioni. I contratti di finanziamento in essere con l'Emittente non prevedono clausole di cross default esterno né obblighi di rispetto di specifici covenants finanziari (questi ultimi si applicano unicamente con riferimento al Prestito Obbligazionario 2016-2022).

Nonostante la Società monitori attentamente l'evoluzione della propria esposizione finanziaria, l'eventuale violazione degli impegni contrattuali o il mancato pagamento di rate, eventuali mancati rinnovi o revoche delle linee attualmente in essere, anche per effetto di eventi estranei alla volontà e/o attività dell'Emittente e/o delle società del Gruppo, potrebbero avere un impatto negativo sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria della Società e del Gruppo.

Nella nota 14 sono riepilogati i finanziamenti in essere con riferimento alla società Giglio Group S.p.A.. La Controllante Giglio Group S.p.A., nel corso del 2016, ha emesso un Minibond denominato "GIGLIO GROUP S.P.A. – 5,4% 2016-2022" per Euro 3,5 milioni utilizzato per finanziare l'operazione di acquisto della società Giglio Fashion, con le condizioni:

  • Tasso: 5,4%
  • Durata: 6 anni
  • Preammortamento: 2 anni

Il minibond è quotato sul Segmento Professionale (ExtraMOT PRO) del Mercato ExtraMOT.

Per il minibond, contrattualmente sono previsti il rispetto dei seguenti covenants finanziari alla data del 31 dicembre 2018:

Parametri Valori soglia per anno
PFN / EBITDA <=4
PFN / PN <=2,0
EBITDA / OF >=5,0

In data 12 febbraio 2019, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione e dall'Assemblea degli obbligazionisti, tenutasi in forma totalitaria, la modifica del Regolamento del prestito obbligazionario codice ISIN IT0005172157.

Le principali modifiche apportate al Regolamento riguardano:

  • l'inclusione delle operazioni di cessione aventi ad oggetto assets relativi al business dell'area media e televisiva fra le operazioni consentite che non richiedono la previa approvazione da parte dell'Assemblea degli obbligazionisti;
  • la modifica del piano di ammortamento mediante la previsione di tranche di rimborso mensili a partire dal 28 febbraio 2019 e sino al 30 settembre 2020, nuova data di scadenza del prestito obbligazionario;
  • la corresponsione degli interessi su base mensile secondo le date di pagamento previste dal nuovo piano di ammortamento, fermo restando (i) che il tasso annuale di interesse del prestito obbligazionario rimane invariato e (ii) che gli interessi maturati nel periodo intercorrente tra il 10 settembre 2018 e il 27 febbraio 2019 sono pagati il 10 marzo 2019;
  • la definizione dei covenants finanziari, con la precisazione che per il 2018 gli eventuali scostamenti dagli stessi non produrranno gli effetti previsti dal Regolamento.

30. Rapporti con imprese controllate e parti correlate

La seguente tabella evidenzia i valori economici e patrimoniali relativi ai rapporti con le Parti Correlate dal 31 dicembre 2018. Si evidenzia che i dati indicati nelle seguenti tabelle sono tratte dai bilanci consolidati dell'Emittente e/o da dati di contabilità generale.

I rapporti conclusi con l'Emittente e le Parti Correlate sono stati individuati sulla base dei criteri definiti dal principio contabile internazionale IAS 24.

Crediti/Debiti Giglio
Group
Nautical
Channel
Giglio
USA
Giglio
TV
Giglio
Shanghai
IBOX SA IBOX
SRL
Evolve
USA
Giglio Group 2.319 1.008 3.033 255 818
Nautical Channel
Giglio USA 127
Giglio TV 15

Crediti debiti commerciali

Giglio Shanghai
IBOX SA 131 125
IBOX SRL
Evolve USA
Crediti debiti finanziari
Giglio Nautical Giglio Giglio Giglio IBOX Evolve
Crediti/Debiti Group Channel USA TV Shanghai IBOX SA SRL USA
Giglio Group 180 102 1.119
Nautical Channel
Giglio USA
Giglio TV 210 89
Giglio Shanghai
IBOX SA 1.575
IBOX SRL 1.302 1.793
Evolve USA

Ricavi-costi commerciali

Giglio Nautical Giglio Giglio Giglio IBOX Evolve
Crediti/Debiti Group Channel USA TV Shanghai IBOX SA SRL USA
Giglio Group 162 2.633 501 422 810
Nautical Channel
Giglio USA 84
Giglio TV
Giglio Shanghai
IBOX SA 56 123
IBOX SRL
Evolve USA

La natura delle operazioni intragruppo esposte nella tabella sopra è la seguente: (i) per Giglio TV, Giglio Shangai, Nautical Channel, Ibox SA e Ibox Srl trattasi in generale del ricarico dei costi amministrativi sostenuti dall'Emittente in nome e per conto delle società controllate, (ii) per Giglio USA e Ibox SA trattasi, invece, della fornitura di beni e servizi.

Le operazioni con Parti Correlate, ai sensi dell'art. 2427 co.1 n. 22 – bis c.c., risultano essere quelle poste in essere con i seguenti soggetti:

• China System S.r.l.: società che fa capo a Yue Zhao, amministratore e moglie di Alessandro Giglio e che fornisce al Gruppo consulenze relative al mercato cinese. I rapporti con China System sono relativi ad un contratto di fornitura di servizi con la società China System S.r.l., stipulato in data 4 gennaio 2016. Il fornitore ha esperienza di marketing nell'ambito della consulenza a società per l'inserimento dei prodotti dei clienti nei locali mercati. Nella fattispecie China System assiste la Società per l'analisi e la revisione dei contenuti editoriali, autoriali e giornalistici che Giglio Group utilizza per la realizzazione dei propri programmi televisivi di travel lifestyle, fashion, food, living e wellness. In particolare China System verifica l'opportunità dei contenuti per la cultura cinese, la correttezza delle traduzioni oltre alla assistenza necessaria affinché' i programmi possano ricevere le autorizzazioni alla trasmissione presso le istituzioni di settore preposte a tale attività. Nel 2018 l'importo della prestazione è stato pari a Euro 155.000. L'accordo è annuale ed è stato rinnovato tacitamente. Dopo il terzo anno consecutivo non sono previsti rinnovi automatici.

  • Docomo digital italy: socio di Giglio Group S.p.A. che ha effettuato transazioni economiche con il Gruppo. Al 31 dicembre 2018 il debito complessivo ammonta ad Euro 35 migliaia;
  • Max Factory S.r.l.: società immobiliare di proprietà di Alessandro Giglio, che dà in locazione a Giglio Group i seguenti immobili:
  • o Sede di Genova: Palazzo della Meridiana per un costo complessivo annuo pari ad Euro 175 migliaia;
  • o Sede di Roma: Via dei Volsci per un costo complessivo annuo pari ad Euro 200 migliaia.

I compensi corrisposti nel 2018 al Consiglio di Amministrazione dell'Emittente ammontano a Euro 315 migliaia.

31. Dividendi

Contestualmente all'approvazione delle linee guida del piano 2019-2023 il Consiglio ha deliberato di adottare una politica pluriennale di distribuzione di dividendi decisi anno per anno in funzione dei risultati conseguiti e qualora la situazione patrimoniale lo consenta.

32. Utile per azione

L'utile base per azione attribuibile ai detentori di azioni ordinarie della società è calcolato dividendo l'utile per il numero di azioni in essere alla data di chiusura dell'esercizio.

33. Utile diluito per azione

Non vi sono effetti diluitivi.

34. Informazioni ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Situazione patrimoniale - finanziaria 31.12.2018 di cui 31.12.2017 di cui
(valori in migliaia di euro) parti parti
correlate correlate
Attività non correnti
Attività materiali 261 5.175
Attività immateriali 145 - 1.403 -
di cui Diritti di distribuzione - -
di cui Diritti di edizione - 1.303
Altre attività immateriali 145 100
Avviamento 4.084 4.134
Partecipazioni 8.376 7.419
Crediti 2.985 3.135
Attività fiscali differite 1.133 925
Totale attività non correnti 16.984 - 22.192 -
Attività correnti
Rimanenze di magazzino 4.952 3.685
Crediti commerciali e altri 10.572 15.140
Crediti finanziari - -
Crediti d'imposta 3.422 3.679
Altre attività 774 1.392
Disponibilità liquide 800 3.100
Totale attività correnti 20.520 - 26.995 -
Attività destinate alla dismissione
Totale Attivo
9.617
47.121
- -
49.187
-
Patrimonio Netto
Capitale sociale 3.208 3.208
Riserve 11.340 11.374
Riserva straordinaria - -
Costi di quotazione (541) (541)
Riserva FTA 4 4
Risultati portati a nuovo (2.384) 46
Riserva cambio - -
Utile (perdita) del periodo (4.745) (2.379)
Totale Patrimonio Netto 6.882 - 11.712 -
Passività non correnti
Fondi per rischi e oneri 275 349
Passività fiscali differite 2 265
Debiti finanziari (quota non corrente) 5.897 7.438
Totale passività non correnti 6.174 - 8.052 -
Passività correnti
Debiti commerciali e altri debiti 9.008 75 16.751 80
Debiti finanziari (quota corrente) 15.810 11.513 438
Debiti per imposte 480 405
Altre passività 584 754
Totale passività correnti 25.882 75 29.423 518
Passività direttamente associate ad attività destinate alla dismisssione 8.184 -
Totale Passività e Patrimonio Netto 47.121 74 49.187 518
Conto economico (valori in migliaia di euro) 31.12.2018 di cui di cui 31.12.2017 di cui di cui
parti non parti non
correlate recurring correlate recurring
Ricavi totali 23.094 22.576
Altri ricavi 1.363 138
Variazione delle rimanenze 1.400 1.329
Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di
consumo e merci
(19.785) (18.000)
Costi per servizi (4.230) (155) (459) (4.033) (135) (1.413)
Costi per godimento beni terzi (637) (383) (522) (382)
Costi operativi (24.652) (538) (459) (22.555) (517) (1.413)
Salari e stipendi (1.756) (950)
Oneri sociali (299) (288)
TFR (3) (62)
Costo del personale (2.058) 0 0 (1.300) 0 0
Ammortamenti imm.ni immateriali (20) (14)
Ammortamenti imm.ni materiali (63) (74)
Svalutazioni (53) 0
Ammortamenti e svalutazioni (136) 0 0 (88) 0 0
Altri costi operativi (461) (433) (510) (334)
Risultato operativo (1.450) (538) (892) (410) (517) (1.747)
Proventi finanziari 11 1
Oneri finanziari netti (889) (620)
Risultato prima delle imposte (2.328) (538) (892) (1.029) (517) (1.747)
Imposte sul reddito 183 564
Risultato netto di esercizio delle attività
destinate a continuare (2.145) (538) (892) (464) (517) (1.747)
Risultato netto di esercizio delle attività
destinate alla dismissione
(2.600) (1.915)
Risultato netto di esercizio (4.745) (538) (892) (2.379) (517) (1.747)
Di cui di terzi - -
Risultato delle attività destinate a continuare per
azione base e diluito (0,1337) (0,0313)
Risultato delle attività destinate alla dismissione
per azione base e diluito (0,1621) (0,1292)
Risultato netto per azione base e diluito (0,2987) (0,1634)

35. Risultato delle attività destinate alla dismissione e dismesse

Operazione di conferimento assets media

La società ha in corso una operazione di conferimento di alcuni assets facenti parte della divisione "media" ad una società di diritto spagnolo quotata alla Borsa di Madrid, denominata Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A. (Vertice 360), valutati complessivamente euro 12,5 milioni sulla base di una fairness opinion commissionata dalla Società ad un esperto indipendente.

Come illustrato anche nel par 9 nella relazione sulla gestione, Vertice 360 è un gruppo specializzato nella produzione e distribuzione di produzioni televisive e cinematografiche e predisposizione di contenuti vari audio e video. La società è quotata presso la Borsa di Madrid dal dicembre 2007. Nel periodo aprile 2014 – gennaio 2018 il titolo azionario è stato sospeso dagli scambi di borsa. Nel gennaio 2019 le autorità di controllo spagnole hanno riammesso le azioni alla quotazione. Nel periodo compreso tra marzo 2018 e settembre 2018, il prezzo di borsa del titolo è rimasto costantemente al livello del prezzo minimo ammesso dalla Borsa di Madrid; successivamente questo livello minimo è stato abbassato. Ad oggi la capitalizzazione di borsa è di circa euro 59 milioni.

Tale conferimento avrà luogo nell'ambito di un aumento di capitale riservato a Giglio, da attuarsi entro il 30 novembre 2019 come indicato in data 12 marzo 2019. In particolare, l'accordo prevede la futura emissione di numero fisso di 1.136.363.636 nuove azioni a favore di Giglio Group S.p.A. che alla data di closing rappresenteranno non meno del 5,95% del capitale sociale di Vertice 360, anche tenuto conto di un ulteriore aumento di capitale per circa Euro 12 milioni, attualmente in corso, e riservato agli attuali azionisti.

Al fine dell'iscrizione in bilancio al 31 dicembre 2018 delle attività destinate alla dismissione, da iscriversi al minore tra il costo ed fair value, al netto dei relativi costi di vendita, sono stati utilizzati, quale riferimento per il fair value, i valori emergenti dalla fairness opinion (valore di riferimento Euro 12,5 milioni) ritenendo che l'attuale capitalizzazione di borsa di Vertice 360 ed il corrispondente valore quotato delle sue azioni, che avrebbe rappresentato un fair value di gerarchia superiore, non rifletta ancora (a) le sinergie attese dall'operazione che si attende potranno essere riflesse nei valori di borsa delle azioni alla data del closing, (b) altri fattori al momento non prevedibili come la reazione del mercato a tali informazioni (cosiddetto 'market sentiment'); e (c) l'esito delle condizioni sospensive presenti nell'accordo2 che comunque potrebbero avere un effetto sull'andamento del titolo. Pertanto,

2 L'operazione risulta subordinata (i) alla valutazione di un perito nominato dal Registro Commerciale Spagnolo, competente ai sensi della legge spagnola, che confermi il valore corrispondente della Divisione Media di Giglio Group, definito come corrispettivo in natura nel contesto dell'Aumento Riservato; (ii) alla stipula dei contratti definitivi tra le Parti; (iii) al perfezionamento dell'Aumento in Opzione; nonché (iv) a tutti gli adempimenti di natura amministrativa, autorizzativa e regolamentare applicabili.

in attesa che il mercato fattorizzi tali informazioni nell'ambito delle negoziazioni su titolo e dunque sul suo prezzo quotato, gli Amministratori hanno ritenuto di basare le proprie stime del fair value su dati definiti di livello 3, coerenti con le valutazioni fatte dall'esperto indipendente avendo la ragionevole aspettativa, supportata dagli esiti della fairness opinion, che la capitalizzazione di borsa della Vertice 360 possa incrementarsi sensibilmente nel periodo intercorrente tra la data del 31 dicembre 2018 e il closing dell'operazione.

In considerazione dell'aspettativa di incremento di valore delle azioni che Giglio acquisirà in concambio al conferimento del ramo, nel novembre 2019, gli amministratori hanno stimato il fair value delle attività in dismissione considerando i valori emergenti dalla fairness opinion descritta in precedenza, determinando il valore totale del capitale economico di vertice 360 utilizzando una metodologia basata sulla stima dei discounted cash flow (cosiddetto income approach). Nello sviluppo di tale metodologia è stato utilizzato il piano 2019-2023 approvato da vertice 360 in data 25 febbraio 2019 ulteriormente esteso per 5 anni al fine di includere ulteriori aspettative di espansione del proprio business. Si segnala che i valori determinati applicando la sopra descritta metodologia incorporano un terminal value pari a circa il 75% del valore del capitale economico aziendale di Vertice 360. La determinazione di tali dati previsionali rappresenta un elemento di incertezza nel processo valutativo del prezzo di cessione degli asset destinati alla dismissione che potrebbe pertanto differire, anche significativamente, rispetto ai valori di borsa del pacchetto azionario che Giglio otterrà, in contropartita, alla data del closing.

Infatti, le azioni che saranno ricevute alla data del closing dovranno essere iscritte, in accordo con l'ifrs 9, al valore di borsa alla data e saranno adeguate ad ogni data successiva di misurazione in considerazione dell'andamento del valore di borsa stesso rappresentando il valore di borsa un indicatore di fair value di livello 1. Si evidenzia che, qualora fosse stato utilizzato tale criterio nella predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2018 il valore netto delle attività destinate alla dismissione sarebbe stato pari a circa 2,3 milioni riducendo il patrimonio netto della società alla data di bilancio a circa 3,6 milioni, al netto di svalutazioni di crediti infragruppo per Euro 1,1 milioni.

Di seguito si fornisce un elenco degli input non osservabili utilizzati per la determinazione del livello 3 di fair value nonché una analisi di sensitività come richiesto dal principio IFRS13:

Il piano 2019 – 2028 utilizzato per la valutazione della Vertice 360 prevede un equity value di euro 198,5 milioni ottenuto applicando un costo del capitale (Wacc) dell'8,4% ed un tasso di crescita perpetuo (G)

del 2%. E' stata operata una sensitivity analisys che mostra quanto varia l'equity value al variare del Wacc e del tasso G. I dati sono i seguenti:

  • Crescita al 2% e Wacc al 7,8% l'equity value sale a euro 224,5 milioni:
  • Crescita al 1,8% e Wacc al 8,4% l'equity value scende ad euro 194,3 milioni;
  • Crescita al 1,8% e Wacc al 9% l'equity value scende a euro 173,9 milioni

E' stato effettuato anche uno stress test riducendo a crescita attesa di una certa linea di business al 10% dal 13% del precedente caso, per il periodo 2024-2027:

  • Crescita al 2% e Wacc al 8,4% l'equity value scende a euro 171,1 milioni
  • Crescita al 1,8% e Wacc al 9% l'equity value scende a euro 150,1 milioni

Di seguito una tabella che riepiloga i valori a cui sono iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2018, al netto delle necessarie svalutazioni, i beni che saranno oggetto del conferimento:

Descrizione Importo ante Adeguamento Importo in bilancio
aal 31 dicembre
Valore di
conferimento
(valori in migliaia di euro) adeguamento 2018 Vertice 360
Server, macchinari e altri asset tecnologici
(incluso virtual set)
1.350 798 552 552
Media library 548 - 548 548
Partecipazioni:
(i) 3% di Pegaso S.r.l. 150 150 - -
(ii) 50% di Class TV Moda Holding S.p.A.
TOTALE 2.048 948 1.100 1.100

Nell'ambito della medesima operazione di conferimento sono incluse altre attività afferenti all'area media che, sulla base del valore indicato dalla fairness, hanno un valore superiore rispetto a quello identificato dal criterio del costo e non oggetto di nessun adeguamento di valore al 31 dicembre 2018:

Descrizione
(valori in migliaia di euro)
Valore di carico Valore
conferimento
Differenza teorica
1. Autorizzazione alla fornitura di media e servizi DTT in seguito
alla risoluzione di AGCOM n. 353 del2011 relativa a LCN 68
2. Accordo con Persidera del 12 febbraio 2018
3. Accordi di agenzia per i seguenti canali TV: - 800 800
(i) Class TV Horse (2 maggio 2017)
(ii) Class TV Moda (2 maggio 2017)
(iii) Gambero Rosso (29 maggio 2017)
100% di partecipazione in M3SATCOM, attualmente ramo
aziendale di Giglio
22 1.800 1.778
TOTALE 22 2.600 2.578

La congruità dei valori conferiti sarà asseverata da un perito incaricato dal registro commerciale delle imprese spagnolo entro il mese di luglio 2019, tale asseverazione è richiesta dalla norma esistente in Spagna (simile a quella vigente in Italia) in tema di aumento di capitale in natura, tramite conferimento di beni.

L'applicazione del principio ha comportato svalutazioni con riferimento alla capogruppo complessive per Euro 0,9 milioni.

Altre attività dismesse

In data 20 dicembre 2018, la società ha sottoscritto con GM Comunicazione s.r.l., un accordo per la cessione a GM dell'autorizzazione di fornitore di servizi di media audiovisivi, associata alla numerazione 65 del digitale terrestre, per il canale televisivo nazionale "IBOX65". La valorizzazione complessiva del canale è stata di 1,9 milioni di euro, con un pagamento per l'importo di 200.000 euro + IVA alla sottoscrizione dell'accordo, di 620.000 euro + IVA in rate mensili nel corso del 2019, e per l'importo di 1.080.000 euro + IVA in 27 rate mensili a partire dal 31 gennaio 2020.

Il Risultato delle attività destinate alla dismissione e dismesse al 31 dicembre 2018 è negativo per Euro 2,6 milioni e si confronta con un risultato negativo di Euro 2 milioni relativo allo scorso esercizio.

Nella voce al 31 dicembre sono comprese le svalutazioni delle attività nette dell'area media della capogruppo per Euro 1 milione commentate al punto precedente, la plusvalenza per Euro 1,9 milioni derivante dalla cessione del canale 65 ed i risultati netti dell'area media della capogruppo realizzati nel corso del 2018 prima della classificazione e valutazione come attività alla dismissione.

Nelle tabelle seguenti sono esposti i valori economici al 31 dicembre 2018 e 2017, oltre che i valori patrimoniali delle attività destinate alla dismissione al 31 dicembre 2018.

(valori in migliaia di euro) 31.12.2018 31.12.2017
Ricavi totali 12.072 9.836
Variazione delle rimanenze (108) 24
Costi di acquisto per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (222) (379)
Costi per servizi (9.697) (8.241)
Costi per godimento beni terzi (153) (119)
Costi operativi (10.072) (8.739)
Salari e stipendi (700) (586)
Oneri sociali (217) (179)
TFR (45) (1)
Costo del personale (962) (766)
Ammortamenti attività immateriali (777) (790)
Ammortamenti attività materiali (1.319) (1.085)
Svalutazioni per adeguamento al fair value (948) (358)
Svalutazioni (360) 0
Ammortamenti e svalutazioni (3.404) (2.233)
Altri costi operativi (262) (90)
Risultato operativo (2.736) (1.968)
Proventi finanziari 5 9
Oneri finanziari netti (121) (43)
Risultato prima delle imposte (2.852) (2.002)
Imposte sul reddito 252 86
Risultato netto di esercizio delle attività destinate alla dismissione (2.600) (1.916)
(valori in migliaia di euro) 31.12.2018
Attività non correnti
Attività materiali 3.006
Attività immateriali 642
di cui Diritti di edizione 548
Altre attività immateriali 94
Partecipazioni 310
Totale attività non correnti 3.958
Attività correnti
Rimanenze di magazzino 25
Crediti commerciali e altri 4.550
Altre attività 1.085
Disponibilità liquide -
Totale attività correnti 5.660
Totale Attività destinate alla dismissione e dismesse 9.617
Passività non correnti
Fondi per rischi e oneri 200
Passività fiscali differite 202
Totale passività non correnti 402
Passività correnti
Debiti commerciali e altri debiti 6.967
Debiti d'imposta 3
Altre passività 812
Totale passività correnti 7.782
Totale Passività destinate alla dismissione e dismesse 8.184

36. Valutazione della continuità aziendale

In accordo con quanto previsto dallo IAS 1 ed in coerenza con quanto richiesto dai documenti n.2 del 6 febbraio 2009 e n. 4 del 3 marzo 2000 emessi congiuntamente dalla Banca d'Italia, Consob e Isvap, si riportano di seguito le valutazioni formulate dagli Amministratori in merito alla sussistenza della continuità aziendale ai fini della redazione della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2018.

La società ha chiuso l'esercizio 2018 con una perdita significativa dovuta fondamentalmente alla riorganizzazione delle proprie attività e alla focalizzazione sul business dell'e-commerce.

In data 15 marzo 2019 il CDA della società ha approvato il piano 2019 – 2023 che prevede gli effetti dell'operazione di dismissione dell'area media, non comprendendola nel perimetro delle attività operative del Gruppo. Giglio Group si rappresenta come un vero player di e-commerce, con caratteristiche uniche nel suo settore, una presenza globale, competenze specifiche elevate, ben integrato all'interno del proprio contesto di mercato per le relazioni con i principali brand del made in Italy. Il piano assume il continuo sviluppo di implementazione della nuova piattaforma tecnologica iniziato nel corso del 2018. Inoltre si assume uno sviluppo delle nostre attività in Cina a servizio dei brand e delle loro vendite sui marketplace integrati alle nostre strutture tecnologiche sviluppate nel paese. Gli obiettivi strategici del Piano definiscono un Gruppo leader capace di coprire una quota di mercato, il fashion made in Italy on line, importante, con oltre 50 marketplaces integrati a livello globale, e il piu' rilevante partner digitale e commerciale per il lusso Made in Italy in Cina.

L'elaborazione del Piano si è basata, tra l'altro, su (i) assunzioni di carattere generale ed ipotetico, nonché di natura discrezionale, e (ii) una serie di stime ed ipotesi di natura discrezionale, relative alla realizzazione, da parte degli Amministratori, di azioni specifiche da intraprendersi nell'arco temporale 2019-2023, ovvero concernenti eventi futuri sui quali gli amministratori possono solo parzialmente influire e che potrebbero non verificarsi o variare nel periodo di piano.

La realizzazione degli obiettivi e il raggiungimento dei risultati previsti dal Piano dipendono, oltre che dall'effettivo realizzarsi del volume di ricavi indicati, anche dall'efficacia delle azioni identificate e dalla tempestiva implementazione di tali azioni, secondo i tempi e con gli impatti economici ipotizzati.

Il Gruppo monitora costantemente l'andamento dei mercati di riferimento rispetto alle assumption di Piano e la tempestiva implementazione delle azioni previste, mantenendo un'attenzione proattiva e costante al contenimento dei costi e all'individuazione di iniziative volte a raggiungere una maggiore

efficienza operativa che possano mitigare il rischio legato alla contrattualizzazione di nuovi clienti/brand ed assicurare il raggiungimento dei risultati economici attesi.

Per l'attuazione del suddetto Piano, sono previsti inoltre fabbisogni finanziari rilevanti a supporto degli investimenti, del capitale circolante e dei rimborsi dei debiti in scadenza durante l'esercizio 2019. Tali fabbisogni è previsto si finanzieranno, oltre che con i flussi derivanti dalla gestione operativa, con una imminente emissione obbligazionaria, dell'importo di Euro 5.000.000, con durata di 8,5 anni, con un periodo di preammortamento di durata di 2 anni sottoscritta da primari operatori finanziari. Si fa in particolare riferimento ad un prestito obbligazionario non convertibile, nel contesto del programma "EBB Export Programme" finalizzato al reperimento da parte di selezionate società di risorse finanziarie destinate al finanziamento e al supporto dei progetti di internazionalizzazione del core business delle Società Emittenti. L'operazione è strutturata da Finint, Gruppo Banca Finanziaria Internazionale e prevede il coinvolgimento come garante di SACE, agenzia del Ministero dell'Economia che incentive l'export del paese, e di Cassa Depositi e Prestiti come anchor investor, la più importante istituzione finanziaria italiana, controllata dal Ministero dell'Economia italiano, che ha fra i propri obiettivi statutari il supporto delle iniziative imprenditoriali ritenute profittevoli e strategiche per lo sviluppo del Paese. Il consiglio di amministrazione della società ha deliberato il 27 marzo 2019 l'emissione del prestito obbligazionario, e l'operazione è stata perfezionata con la firma dei contratti previsti tra le parti coinvolte il 2 aprile 2019. La data di erogazione da parte del veicolo finanziatore è stata fissata per il 9

aprile 2019.

L'Operazione prevede tra alcune forme di supporto del credito, il rilascio da parte di SACE S.p.A. di una garanzia a prima richiesta a garanzia dell'adempimento delle obbligazioni di pagamento a titolo di capitale e interessi della società derivanti dai Prestiti emessi dalle stesse. A fronte del rilascio della garanzia la società sottoscrive un accordo diretto tra SACE e un contratto volto a disciplinare, tra l'altro, i termini e le condizioni per il rilascio della Garanzia SACE, gli impegni di natura informativa, gli impegni di fare e non fare e gli obblighi di indennizzo e manleva assunti da ciascuna Società Emittente in favore di SACE, nonché i termini e le condizioni del pagamento del premio dovuto a SACE; il tasso di interesse sul prestito obbligazionario, ad oggi, non è stato ancora definito.

Tra gli impegni industriali emerge l'obbligo di finalizzazione di un progetto a supporto dell'export. I financial covenants che dovranno essere rispettati durante la vita del Prestito Obbligazionario saranno

due e più precisamente: a) un gearing ratio (rapporto tra debiti totali netti e patrimonio netto), non dovrà essere maggiore di 2 per l'intera durata del Prestito Obbligazionario, e b) un leverage ratio (rapporto tra debiti totali netti ed Ebitda), non dovrà essere maggiore di: (i) 4,5 per l'anno 2019 e per l'anno 2020; e (ii) 3,5 a partire dall'anno 2021 e fino alla Data di Scadenza. Si segnala che sulla base dei risultati del Piano Industriale, tali covenants risultano rispettati negli anni di piano.

Contestualmente, la società è anche impegnata con la negoziazione di finanziamenti a medio lungo termine con il sistema bancario, anche in coerenza con le direttrici del piano industriale 2019 – 2023 che definiscono una struttura del debito bancario con una durata media finanziaria più lunga dell'attuale. La società riscontra il supporto del socio di riferimento, Meridiana Holding, come già avvenuto in passato, alla finalizzazione di queste operazioni, nell'interesse della società. In particolare la società sta trattando un finanziamento a medio lungo termine dell'importo fino a euro 8 milioni, anche in più tranches, con primario istituto bancario allo scopo ulteriore di razionalizzare il numero di banche, diminuendolo, e ottimizzare il lavoro transato con ciascun istituto con cui si collabora, commisurandolo con il grado di intensità del rapporto di finanziamento in essere.

La società, inoltre, continua ad avere ininterrotti rapporti ordinari con il sistema bancario per l'erogazione di credito a supporto del capitale circolante necessario per alimentare il business dell'ecommerce ed in particolare l'attività di distribuzione di prodotti fashion.

Infine, la società si è dotata di una delibera assembleare che delega il consiglio di amministrazione ad aumentare il capitale sociale a pagamento fino al 10 % del capitale sociale in essere ad oggi. In particolare si fa riferimento alla delibera dell'assemblea radunatasi in via straordinaria il 29 ottobre 2018, che ha approvato la proposta di delega quinquennale al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare a pagamento il capitale sociale, in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione nei limiti del 10% del capitale sociale preesistente da offrire in sottoscrizione ai soggetti che saranno individuati dal Consiglio di Amministrazione – ivi compresi investitori qualificati industriali e/o finanziari - a condizione che il prezzo di emissione delle azioni corrisponda al valore di mercato delle stesse e ciò sia confermato in apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale. L'obiettivo di una eventuale attivazione di questa delega è da riscontrarsi nell'interesse della società ad avere maggiore dotazione finanziaria al fine di accelerare il proprio piano di sviluppo, di poter beneficiare delle eventuali sinergie provenienti da un socio industriale operante nel settore di riferimento, nel rendere il mercato azionario molto più liquido.

Tenuto conto di quanto sopra descritto, pur in presenza delle inevitabili incertezze relative alle modalità di esecuzione del Piano 2019 – 2023 ed al reperimento delle necessarie risorse finanziarie per la realizzazione del Piano stesso, gli Amministratori ritengono di poter disporre di mezzi finanziari e patrimoniali che consentono di redigere il bilancio consolidato e d'esercizio al 31 dicembre 2018 nel presupposto della continuità aziendale.

37. Proposta di destinazione

Il Consiglio di Amministrazione della Giglio Group S.p.A. propone, con riferimento alla perdita di Euro 4.744.900, il ripianamento della stessa mediante l'utilizzo delle riserve che, al netto dei risultati portati a nuovo relativi all'esercizio precedente, ammontano ad Euro 8.418.303.

Attestazione del bilancio d'esercizio ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni, nonché ai sensi dell'art. 154 – bis del d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58.

    1. I sottoscritti Alessandro Giglio, in qualità di Amministratore Delegato, e Massimo Mancini, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Giglio Group S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
  • l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa;
  • l'effettiva applicazione delle procedure amministrativo contabili per la formazione del bilancio d'esercizio nel corso del periodo dal 1°gennaio al 31 dicembre 2018.
    1. Al riguardo si segnalano i seguenti aspetti di rilievo:
  • la verifica dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrativo contabili è stata svolta in un contesto di trasformazione, essendo in corso la valorizzazione dell'area media della Società finalizzata alla dismissione. La stessa pertanto ha dovuto tener conto delle modifiche in corso sulla struttura della Società e sulle sue attività;
  • l'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018 è stata valutata sulla base delle norme metodologiche definite tenendo conto del modello Internal Control – Integrated Framework emesso dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission.
  • L'analisi svolta in sede di quotazione aveva evidenziato l'opportunità di un adeguamento di alcune procedure aziendali. Con riferimento a tali aspetti di miglioramento è stato predisposto un dettagliato piano di azione che prevede tra l'altro:
  • (iii) l'aggiornamento delle procedure previste dalla legge 262 del 2005: attività che è stata posta in essere da apposito consulente incaricato;
  • (iv) l'adozione di un nuovo sistema gestionale, contabile amministrativo di reporting e finanziario la cui introduzione definitiva è prevista nel mese di aprile 2019. Il sistema consentirà l'integrazione del sistema di pianificazione strategica e di controllo di gestione.
  • Nelle more della completa attuazione delle azioni correttive previste dal piano di azione, sono state altresì poste in essere procedure di controllo compensativo a verifica di quanto esposto nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018.
    1. Si attesta, inoltre, che:
  • 6.1 Il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018:
  • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del19 luglio 2002;

  • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;

  • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
  • 6.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

15 marzo 2019

L'Amministratore Delegato Alessandro Giglio

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Massimo Mancini

Servizio Soggetto che ha erogato il
servizio
Destinatario Corrispettivo (€/000)
Revisione contabile del bilancio
civilistico e sottoscrizione dei
modelli
EY S.p.A. Capogruppo 55
Revisione contabile del bilancio
consolidato
$EY$ S.p.A. Capogruppo 16
Revisione contabile limitata della
relazione semestrale consolidata
EY S.p.A. Capogruppo 34
Revisione contabile EY S.p.A. Società controllate 60
Totale 164
Il Collegio Sindacale
Cristian Tundo Presidente
Monica Mannino Sindaco effettivo
Marco Andrea Centore Sindaco effettivo

Giglio Group S.p.A.

Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

EY S.p.A. Via Meravigli, 12 20123 Milano

Tel: +39 02 722121 Fax: +39 02 722122037 ey.com

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli azionisti della Giglio Group S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio della Giglio Group S.p.A. (la Società), costituito dal prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria al 31 dicembre 2018, dal prospetto di conto economico, dal prospetto di conto economico complessivo, dal prospetto dei movimenti di patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note al bilancio che includono anche la sintesi dei più significativi principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Società al 31 dicembre 2018, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Richiamo di informativa

Richiamiamo l'attenzione sulla nota "35. Risultato delle attività destinate alla dismissione e dismesse" paragrafo "Operazione di conferimento assets media" delle note illustrative al bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018, che descrive le considerazioni degli amministratori relative alla prospettata operazione di conferimento degli assets facenti parte della divisione "media" nella società Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A. quotata alla Borsa di Madrid. Gli amministratori nel suddetto paragrafo evidenziano che tale conferimento avrà luogo nell'ambito di un aumento di capitale riservato a Giglio Group S.p.A. che, sulla base dell'accordo sottoscritto in data 11 marzo 2019 ("l'Accordo"), sarà da attuarsi entro il 30 novembre 2019. Tale Accordo prevede la futura emissione di un numero fisso di 1.136.363.636 nuove azioni a favore di Giglio Group S.p.A. che, alla data di closing, rappresenteranno non meno del 5,95% del capitale sociale di Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A., anche tenuto conto di un ulteriore aumento di capitale per circa Euro 12 milioni, attualmente in corso, e riservato agli attuali azionisti.

Gli amministratori evidenziano, inoltre, che gli assets conferendi sono stati valutati complessivamente Euro 12,5 milioni sulla base di una fairness opinion redatta da un esperto indipendente.

In particolare gli amministratori, al fine della valutazione in bilancio al 31 dicembre 2018 delle attività destinate alla dismissione, da iscriversi al minore tra il costo ed il fair value al netto dei relativi costi di vendita secondo quanto previsto dai principi contabili applicabili alla fattispecie, hanno utilizzato, quale riferimento per il fair value, i valori emergenti dalla citata fairness opinion anziché i valori derivanti dalle quotazioni di borsa delle azioni Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A.. Gli stessi, hanno infatti ritenuto che l'attuale quotazione di borsa delle azioni Vértice Trescientos Sesenta Grados,S.A. che avrebbe rappresentato un fair value di gerarchia superiore, così come definito dall'IFRS 13, non rifletta ancora (a) le sinergie attese dall'operazione che si attende potranno essere riflesse nei valori di borsa delle azioni alla data del closing, (b) altri fattori al momento non prevedibili come la reazione del mercato a tali informazioni (cosiddetto 'market sentiment'), e (c) l'esito delle condizioni sospensive presenti nell'Accordo che comunque potrebbero avere un effetto sull'andamento del titolo.

Infine, gli amministratori evidenziano (i) che qualora nella predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2018 si fosse utilizzato il sopraccitato fair value di gerarchia superiore derivante dalla quotazione di borsa delle azioni della Vértice Trescientos Sesenta Grados, S.A., l'ammontare netto delle attività destinate alla dismissione sarebbe stato pari a circa Euro 4,7 milioni, anziché Euro 12,5 milioni, con una conseguente riduzione del patrimonio netto della società alla data di bilancio da circa Euro 6,9 milioni a circa Euro 3,6 milioni e (ii) che le azioni che saranno ricevute alla data del closing verranno iscritte, in accordo con quanto previsto dai principi contabili di riferimento, al valore di borsa alla data del closing stesso.

Il nostro giudizio non è espresso con rilievi in relazione a tale aspetto.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Abbiamo identificato i seguenti aspetti chiave della revisione contabile:

Aspetti chiave Risposte di revisione

Valutazione del presupposto della continuità aziendale

La Società ha chiuso l'esercizio 2018 con una perdita di Euro 4,7 milioni, significativamente influenzata dal risultato negativo delle attività destinate alla vendita. Il patrimonio netto e l'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2018 ammontano rispettivamente ad Euro 6,9 milioni ed Euro 20,3 milioni.

Il Piano industriale 2019-2023 (di seguito il "Piano"), approvato dal Consiglio di Amministrazione del 15 marzo 2019, prevede la concentrazione delle attività esclusivamente nel settore e-commerce ed il consolidamento delle attuali posizioni di mercato su tale segmento, al fine di ottenere un miglioramento della redditività ed un riequilibrio dell'esposizione finanziaria.

Le assunzioni alla base dell'elaborazione del Piano e le successive valutazioni degli Amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale, riferito ad almeno dodici mesi dopo la data di chiusura dell'esercizio, sono per loro natura complesse e implicano il ricorso al giudizio degli amministratori, in particolare con riferimento alla reperibilità delle risorse necessarie a coprire il fabbisogno finanziario e alle modalità e tempistiche di manifestazione delle azioni previste nel Piano.

In considerazione delle valutazioni e del giudizio richiesti agli amministratori nella predisposizione di dati previsionali e dei loro possibili riflessi futuri sul presupposto della continuità aziendale, abbiamo ritenuto che la tematica in oggetto rappresenti un aspetto chiave della revisione.

La sezione "Continuità aziendale" inclusa nel paragrafo "11. Evoluzione prevedibile della gestione" della relazione sulla gestione, descrive i risultati conseguiti nell'esercizio, le azioni intraprese alla base delle previsioni espresse nel Piano e le previsioni di copertura del fabbisogno finanziario per l'attuazione del Piano stesso.

Le principali procedure in risposta all'aspetto chiave hanno riguardato, tra l'altro:

  • l'analisi delle circostanze che hanno comportato il conseguimento di una perdita complessiva nell'esercizio;
  • l'analisi delle differenze fra i dati previsionali dell'esercizio 2018 contenuti nel precedente Piano e quelli consuntivati per il medesimo esercizio;
  • la comprensione degli elementi alla base della valutazione degli amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale e l'analisi delle assunzioni chiave del Piano approvato dal Consiglio di Amministrazione il 15 marzo 2019;
  • l'analisi delle principali assunzioni del Piano Industriale 2019-2023 e l'analisi di sensitività delle stesse rispetto alla previsione dei flussi di cassa prospettici;
  • l'analisi di sensitività dei covenants finanziari al variare del fair value delle azioni destinate alla società in cambio della prospettata operazione di cessione degli assets media;
  • l'ottenimento di attestazioni scritte dalla Direzione relative ai piani d'azione futuri ed alla loro fattibilità.

Abbiamo inoltre considerato l'adeguatezza dell'informativa di bilancio riportata nella relazione sulla gestione in relazione a questo aspetto chiave.

Recuperabilità del valore delle partecipazioni

Al 31 dicembre 2018 la voce di bilancio partecipazioni è pari ad Euro 8,4 milioni.

Le modalità ed i processi di valutazione, nonché la determinazione del valore recuperabile delle partecipazioni, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli amministratori, con particolare riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri delle controllate, relativi sia al periodo previsto dal piano industriale del Gruppo 2019-2023 (il "Piano"), sia alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale, nonché alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni di tali flussi di cassa.

In considerazione del giudizio richiesto e della complessità delle assunzioni utilizzate nella stima del valore recuperabile delle partecipazioni abbiamo ritenuto che tale tematica rappresenti un aspetto chiave della revisione.

La Società fornisce l'informativa relativa alla recuperabilità del valore delle partecipazioni nella Nota 4 "Partecipazioni" del bilancio d'esercizio.

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno riguardato, tra l'altro:

  • l'analisi della procedura posta in essere dalla Società in merito alla valutazione della recuperabilità delle partecipazioni;
  • l'analisi delle principali assunzioni alla base delle previsioni dei flussi di cassa futuri, tenuto conto anche delle fonti esterne di settore;
  • la verifica della coerenza delle previsioni dei flussi di cassa futuri, della determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e dei tassi di attualizzazione.

Nelle nostre verifiche ci siamo anche avvalsi dell'ausilio di nostri esperti in tecniche di valutazione, che hanno eseguito un ricalcolo indipendente ed effettuato analisi di sensitività sulle assunzioni chiave al fine di determinare i cambiamenti delle assunzioni che potrebbero impattare significativamente la valutazione del valore recuperabile.

Infine, abbiamo considerato l'adeguatezza dell'informativa di bilancio riportata nelle note illustrative in relazione all'aspetto chiave.

Valutazione dell'avviamento

Al 31 dicembre 2018 l'avviamento ammonta a Euro 4,1 milioni. La Società ha sottoposto ad impairment test la Cash Generating Unit (CGU) a cui è attribuito l'avviamento.

Le modalità ed i processi di valutazione, nonché la determinazione del valore recuperabile dell'avviamento allocato alla CGU identificata, in termini di valore d'uso, sono basate su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli amministratori, con particolare riferimento alla previsione dei flussi di cassa futuri, relativi sia al periodo previsto dal piano industriale del Gruppo per il periodo 2019-2023 (il "Piano"), sia alla determinazione dei flussi di cassa

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno riguardato, tra l'altro:

  • l'analisi della procedura di impairment test approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 5 marzo 2019, in merito alla valutazione della recuperabilità dell'avviamento;
  • la verifica dell'adeguatezza dell'identificazione della CGU;
  • l'analisi delle principali assunzioni alla base delle previsioni dei flussi di cassa futuri, tenuto conto delle previsioni di fonti esterne di settore;
  • la verifica della coerenza delle previsioni dei flussi di cassa futuri, della

normalizzati alla base della stima del valore terminale, nonché alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni di tali flussi di cassa.

In considerazione del giudizio richiesto e della complessità delle assunzioni utilizzate nella stima del valore recuperabile dell'avviamento abbiamo ritenuto che tale tematica rappresenti un aspetto chiave della revisione.

La Società fornisce l'informativa relativa alla recuperabilità dell'avviamento, alle assunzioni utilizzate nelle analisi di impairment ed alle analisi di sensitività del valore recuperabile al variare delle principali assunzioni, nella Nota 3 "Avviamento" e nella nota "Valutazioni discrezionali e stime contabili significative" del bilancio d'esercizio.

determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e dei tassi di attualizzazione inclusi nel Piano approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 15 marzo 2019.

Nelle nostre verifiche ci siamo anche avvalsi dell'ausilio di nostri esperti in tecniche di valutazione, che hanno eseguito un ricalcolo indipendente ed effettuato analisi di sensitività sulle assunzioni chiave al fine di determinare i cambiamenti delle assunzioni che potrebbero impattare significativamente la valutazione del valore recuperabile.

Infine, abbiamo considerato l'adeguatezza dell'informativa di bilancio riportata nelle note illustrative in relazione all'aspetto chiave.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio d'esercizio

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Società.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da

comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Società;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Società cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le relative misure di salvaguardia.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'assemblea degli azionisti della Giglio Group S.p.A. ci ha conferito in data 1 dicembre 2017 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per il novennio decorrente dalla data di quotazione al mercato MTA, ossia per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2026.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli amministratori della Giglio Group S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2018, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, con il bilancio d'esercizio della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2018 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio d'esercizio della Giglio Group S.p.A. al 31 dicembre 2018 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, c. 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Milano, 9 aprile 2019

EY S.p.A.

Agostino Longobucco (Socio)