Quarterly Report • May 15, 2025
Quarterly Report
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| Sara Biglieri | Presidente Non Esecutivo |
|---|---|
| Andrea Vismara | Amministratore Delegato |
| Stefania Milanesi | Consigliere Esecutivo |
| Stefano Lustig | Consigliere Esecutivo |
| Silvia Demartini | Consigliere Indipendente |
| Michela Zeme | Consigliere Indipendente |
| Matteo Bruno Lunelli | Consigliere Indipendente |
| Presidente |
|---|
| Membro Comitato |
| Membro Comitato |
Comitato Remunerazione Silvia Demartini Presidente Michela Zeme Membro Comitato Matteo Bruno Lunelli Membro Comitato
Comitato Parti Correlate
Matteo Bruno Lunelli Presidente Silvia Demartini Membro Comitato Sara Biglieri Membro Comitato
Franco Guido Roberto Fondi Presidente Andrea Serra Sindaco Effettivo Andrea Conso Sindaco Effettivo Sabrina Galmarini Sindaco Supplente Guido Fiori Sindaco Supplente
EY S.p.A.
Via Turati 9, Milano 20121 Partita IVA 09204170964 +39 02 6204.1 www.equita.eu [email protected]
| Introduzione 2 |
|---|
| Il Gruppo in sintesi 3 |
| Struttura societaria 3 |
| Azionariato e capitale sociale 4 |
| Aree di attività 5 |
| EQUITA su Euronext Milan 6 |
| Relazione intermedia sulla gestione 7 |
| Scenario Macroeconomico 7 |
| Analisi di mercato e tendenze di business 7 |
| Performance finanziaria del Gruppo 8 |
| Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del periodo 21 |
| Evoluzione prevedibile della gestione21 |
| Le principali iniziative del 202522 |
| Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari24 |
| Prospetti contabili 25 |
| Stato Patrimoniale - Attivo Consolidato25 |
| Stato Patrimoniale- Passivo e Patrimonio Netto Consolidati26 |
| Conto Economico consolidato27 |


| Ricavi Netti verso clienti | Ricavi Netti Consolidati |
|---|---|
| €17,7 | €23,4 |
| m | m |
| Compensation/Revenues | Cost/Income |
| Adj. ratio | ratio |
| 49,1% | 71,6% |
| Utile ante imposte | Utile Netto |
| €6,7 | €4,7 |
| m | m |
| Return on Tangible Equity (ROTE) | IFR Ratio |
| 22% | 3,7x |
| Numero dipendenti al 31/03/25 199 |
| (importi in euro/000) | 1Q25 | 1Q24 | var % |
|---|---|---|---|
| Global Markets | 15.687 | 10.144 | 55% |
| Investment Banking | 5.381 | 4.289 | 25% |
| Alternative Asset Management | 2.332 | 2.685 | (13%) |
| Ricavi Netti | 23.401 | 17.117 | 37% |
| Costi del personale | (11.413) | (8.038) | 42% |
| Altre spese amministrative | (5.336) | (4.926) | 8% |
| Totale costi | (16.749) | (12.965) | 29% |
| Comp/revenues Adj | 49% | 49% | |
| Cost/income ratio | 72% | 76% | |
| Utile lordo | 6.652 | 4.153 | 60% |
| Imposte | (1.975) | (1.183) | 67% |
| Utile delle minoranze | - | (92) | (100%) |
| Utile netto del periodo | 4.677 | 3.062 | 53% |
Note: "Ricavi netti" = voce CE110 Margine di intermediazione + CE200 Utile (perdite) delle partecipazioni; "Costo del personale"=voce CE140a) Spese del personale - "Amministratori e sindaci"+"Advisory Board & professional"; "Altre spese amministrative" = voce CE120 "Rettifiche e riprese di valore nette per rischio di credito" + CE140a) altre spese ministrative+ "Amministratori e sindaci"-"Advisory Board & professional" + CE160 Rettifiche di valore nette su attività materiali + CE170 Rettifiche di valore nette su attività immateriali + CE180 altri proventi e oneri di gestione; "Imposte"=voceCE250 imposte sul reddito del periodo; "Utile netto del periodo"=voce280 Utile (perdita) del periodo. "Revenues Adj" =" voce CE110 Margine di intermediazione" al netto di talune plusvalenze sull'investimento in EPD ed al netto di una quota degli interessi netti maturati sul portafoglio HTC.

EQUITA è la principale investment bank indipendente italiana e una delle prime piattaforme di alternative asset management in Italia. Con le sue attività, EQUITA supporta società quotate e private, imprenditori, istituzioni finanziarie, fondi di private equity e investitori istituzionali, sia italiani che esteri.
Fondata nel 1973, EQUITA vanta una ampia gamma di servizi e prodotti che includono consulenza finanziaria in operazioni di acquisizione e fusione (M&A), emissioni azionarie (ECM) ed obbligazionarie (DCM) sui mercati dei capitali, ristrutturazione del debito, intermediazione in conto terzi (Sales & Trading) e proprietaria, ricerca azionaria ed obbligazionaria, attività di corporate broking, gestione di fondi di private debt e di private equity, soluzioni per la gestione del portafoglio.
EQUITA si distingue dai propri competitors per la sua indipendenza, integrità ed esperienza, per il suo approccio incentrato sul cliente, e per la sua capacità di offrire la miglior soluzione anche in operazioni complesse.
EQUITA è inoltre riconosciuta sul mercato per la sua capacità di accedere ai mercati dei capitali, per il suo network di investitori, financial sponsors e società, e per il forte commitment del management team che rappresenta il primo azionista del gruppo.
Il Gruppo è quotato al segmento STAR di Euronext Milan con il simbolo "EQUI:MI".

I nostri valori La nostra mission
La nostra vision

Il Gruppo vede nel suo azionariato i propri manager e dipendenti con una quota del 41% del capitale sociale e il 53% dei diritti di voto esercitabili in assemblea. A tale quota si aggiunge il 4% di azioni proprie detenute dalla società (si segnala che il diritto di voto delle azioni proprie è temporaneamente sospeso in sede di assemblea).
Una partnership di managers e professionisti, quotata sul mercato
Tra le partecipazioni rilevanti, Fenera Holding con il 4% del capitale sociale e il 6% dei diritti di voto esercitabili in assembla. Il flottante è pari al 52% circa del capitale sociale e rappresenta il 41% dei diritti di voto in assemblea. All'interno del flottate sono presenti alcune famiglie, imprenditori e istituzioni che a maggio 2022 avevano acquistato dal management una quota del 12% circa del capitale sociale (8% dei diritti di voto in assemblea).

Note: dati aggiornati al 14 maggio 2025. Cerchio esterno: % del capitale sociale. Cerchio interno: % voti in Assemblea
Qualsiasi azionista di EQUITA può richiedere e ottenere il voto maggiorato, previa iscrizione nell'apposito registro e condizionato al possesso continuativo delle azioni per almeno 24 mesi.
Per maggiori informazioni si prega di prendere visione dello Statuto della Società e del regolamento per la maggiorazione del voto disponibile sul sito www.equita.eu.

EQUITA ricopre il ruolo di principale broker indipendente in Italia e offre ai propri clienti istituzionali servizi di intermediazione su azioni, obbligazioni, derivati ed ETF. EQUITA supporta le decisioni degli investitori con analisi e idee di investimento sul mercato finanziario italiano ed europeo.
EQUITA offre consulenza di alto profilo dedicata a operazioni di finanza straordinaria, M&A, collocamenti ed emissioni su mercati azionari ed obbligazionari, rivolta a tutte le tipologie di clientela, dai grandi gruppi industriali alle piccole e medie imprese, dalle istituzioni finanziarie fino al settore pubblico.
EQUITA, grazie a EQUITA Capital SGR, mette al servizio di investitori istituzionali e gruppi bancari le proprie competenze nella gestione di asset liquidi e illiquidi e la profonda conoscenza dei mercati finanziari, in particolare delle mid e small caps, con un focus su strategie di gestione basate sull'expertise del Gruppo e su asset alternativi come il private debt.
Tutte le aree di business sono supportate dal team di Ricerca di EQUITA, da anni tra i migliori in Italia e riconosciuto dai principali investitori istituzionali nazionali ed internazionali per la sua eccellenza.

| Codice ISIN | IT0005312027 | Indici |
|---|---|---|
| Ticker di riferimento (piattaforme) |
EQUI:IM / EQUI:MI | FTSE All-Share Capped FTSE Italia All-Share FTSE Italia STAR |
| Mercato | EURONEXT – MILAN | FTSE Italia Small Cap |
| Segmento | STAR |
| 2017 | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 | YTD'25 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitalizzazione di mercato (€m, fine periodo) | 151 | 162 | 143 | 122 | 192 | 185 | 189 | 215 | 234 |
| Prezzo azione (€) | |||||||||
| Ultimo (fine periodo) | 3,02 | 3,24 | 2,85 | 2,43 | 3,82 | 3,64 | 3,68 | 4,08 | 4,45 |
| Medio (periodo) | 3,06 | 3,21 | 2,83 | 2,42 | 3,23 | 3,62 | 3,72 | 3,91 | 4,26 |
| Minimo (periodo) | 2,97 | 2,98 | 2,48 | 1,98 | 2,43 | 3,06 | 3,37 | 3,61 | 3,96 |
| Massimo (periodo) | 3,15 | 3,57 | 3,24 | 2,99 | 3,93 | 4,09 | 4,06 | 4,28 | 4,48 |
| Numero azioni (in milioni, a fine periodo) | |||||||||
| Totale | 50,0 | 50,0 | 50,0 | 50,0 | 50,2 | 50,9 | 51,3 | 52,6 | 52,6 |
| di cui outstanding | 45,3 | 45,5 | 45,5 | 45,9 | 46,2 | 47,0 | 48,2 | 50,0 | 50,6 |
| di cui azioni proprie | 4,7 | 4,5 | 4,5 | 4,1 | 4,1 | 3,9 | 3,1 | 2,6 | 2,0 |
Note: dati YTD all'ultimo venerdì di mercato aperto precedente l'approvazione della relazione intermedia (9 maggio 2025)

| EQUI | STAR | MidCap | Fin. Serv. | |
|---|---|---|---|---|
| Price return | 53% | 23% | 24% | 105% |
| Annual rate | 6% | 3% | 3% | 11% |
| Total return (no reinv) | 118% | 42% | 45% | 146% |
| Annual rate | 12% | 5% | 5% | 14% |
| Total return (reinv) | 161% | 44% | 51% | 184% |
| Annual rate | 14% | 5% | 6% | 16% |

In un contesto caratterizzato da un livello di incertezza eccezionalmente elevato, l'attività economica globale ha iniziato a mostrare segnali di rallentamento. La crescita si è indebolita negli Stati Uniti e continua a faticare a consolidarsi in Cina. Il 2 aprile, l'amministrazione USA ha annunciato un significativo incremento dei dazi commerciali nei confronti della maggior parte dei partner esteri, proporzionato all'entità del loro avanzo commerciale con gli Stati Uniti.
Nel 2025, le proiezioni dell'OCSE pubblicate a marzo indicano ora un'espansione del PIL globale del +3.1% YoY. Le stime sono state corrette al ribasso rispetto a quanto prefigurato a dicembre (+3.3%). Permangono, significative differenze nella dinamica del PIL tra i principali Paesi avanzati. La crescita si collocherebbe al +2.2% negli Stati Uniti (in diminuzione rispetto al +2.8% del 2024 e al +2.4% previsto a dicembre), dove le imprese e i consumatori risentono dell'incertezza sulle prospettive economiche a seguito degli annunci dei nuovi dazi. Le stime per la Cina si attestano al +4.8%, dove l'attività ha accelerato nell'ultimo trimestre del 2024, ma all'inizio del 2025 i consumi sono rimasti non particolarmente brillanti. Per l'area euro l'OCSE stima un +1.0% nel 2025 rispetto al +1.3% previsto a dicembre.
L'andamento dei consumi si è confermato positivo, mentre quello degli investimenti resta debole. Sulle prospettive economiche dell'area grava l'introduzione dei nuovi dazi da parte dell'amministrazione statunitense. L'inflazione si è attestata al +2.2% a marzo ed è attesa al +2.3% nel 2025, 20 punti base in più rispetto alle stime di dicembre; negli ultimi due mesi la dinamica dei prezzi dei servizi si è avviata su un sentiero di disinflazione.
Nelle riunioni di gennaio e marzo il Consiglio direttivo della BCE ha abbassato il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale per un totale di 50 punti base, portandolo al 2,5 per cento, 150 punti base al di sotto del picco raggiunto a giugno 2024. I mercati si attendono ulteriori tagli dei tassi ufficiali tra 75 e 100 punti base complessivamente nel corso del 2025. Le passate riduzioni si stanno trasmettendo regolarmente al costo del credito; la dinamica dei prestiti nell'area dell'euro rimane tuttavia modesta. In Italia, nell'ultimo trimestre del 2024 l'espansione del PIL è stata contenuta (+0.1%). Sono cresciuti lievemente i consumi e, in misura maggiore, dagli investimenti.
Secondo Banca d'Italia, il PIL italiano crescerà del +0.6% YoY nel 2025, del +0.8% YoY nel 2026 e del +0.7% nel 2027, mentre l'inflazione è attesa stabilizzarsi sotto il 2% (+1.6% YoY nel 2025 e +1.5% nel 2026). Le proiezioni di crescita, rispetto a quelle pubblicate lo scorso dicembre, sono riviste al ribasso, rispecchiando ipotesi più sfavorevoli sul contesto internazionale connesse con l'inasprimento delle politiche commerciali. Le previsioni di inflazione sono pressoché invariate. Nel 2024 l'indebitamento netto in rapporto al PIL si era più che dimezzato rispetto al 2023, scendendo al 3,4% (dal 7,2%). Il calo è dovuto all'andamento del saldo primario, che è migliorato di 4 punti percentuali ed è tornato positivo per la prima volta dal 2019 (0,4% del prodotto). Nel 2024, il rapporto tra il debito pubblico e PIL era lievemente aumentato (0,7 punti percentuali), portandosi al 135,3%.
Nei primi mesi del 2025 i mercati finanziari sono stati caratterizzati da un progressivo aumento della volatilità, che si è acuito all'inizio di aprile. Da metà gennaio i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi marcatamente negli Stati Uniti, riflettendo segnali di indebolimento dell'attività economica e una ricomposizione dei portafogli degli investitori innescata dalla crescente incertezza sulle politiche commerciali.
Questa dinamica si è nettamente accentuata dopo il 2 aprile, con l'introduzione di nuovi dazi da parte dell'amministrazione statunitense. I rendimenti sono rimasti sostanzialmente invariati nell'area dell'euro, dove erano dapprima saliti con l'annuncio di una maggiore spesa pubblica per la difesa e le infrastrutture in Germania, e sono poi scesi con l'inasprirsi delle tensioni commerciali. Le quotazioni azionarie sono diminuite significativamente negli Stati Uniti, in Giappone, nell'area dell'euro e in Italia, risentendo, soprattutto dopo il 2 aprile, di una forte correzione al ribasso in un contesto di elevata volatilità. Sul mercato valutario, dopo il forte apprezzamento a seguito delle elezioni negli Stati Uniti, a partire da metà febbraio il dollaro si è indebolito nei confronti dell'euro e dello yen. Le attività finanziarie a più alto rischio hanno recuperato parte dei cali registrati dopo l'annuncio, il 9 aprile, di una sospensione parziale e temporanea dei dazi da parte dell'amministrazione statunitense
I volumi azionari negoziati sull'MTA rispetto al primo trimestre 2024 sono stati in significativo aumento (+11,3%). L'indice principale di borsa è passato da 34 mila punti a fine 2024 a circa 38 mila punti a fine marzo 2025 (30 punti circa a marzo 2024).
Per quanto riguarda il mercato primario, continua la performance deludente in termini di IPO: il mercato ha registrato solo operazioni di Private Placement e un trasferimento tra segmenti. Mentre prosegue la fase di delisting (n.10 nel primo trimestre 2025) dalla Borsa Italiana per Squeeze out e per Voluntary liquidation (tra le principali si evidenziano UNIEURO, MITTEL e CONAFI).
Dal punto di vista delle operazioni di corporate finance, il 2025 si apre molto positivamente per il mercato M&A in Italia. Nei primi tre mesi del 2025 si sono censite 310 operazioni per un controvalore complessivo di 15,3 miliardi di euro. In tale contesto si registra un restringimento nel numero dei closing (-23% rispetto a marzo 2024), i controvalori sono in lieve contrazione (-2,7% rispetto a marzo 2024).
L'Italia rappresenta oltre il 50% del mercato nel primo trimestre 2025 sia in termini di numero di operazioni (163 deals) che di controvalori (circa 8 miliardi di euro) conclusi.
Inoltre, si conferma il forte interesse degli investitori esteri, in prevalenza fondi di Private Equity, che continuano ad investire in Italia, con 82 deals per un controvalore di 4,5 miliardi di euro. Infine, di converso si segnala un rallentamento delle operazioni Italia su estero: 65 deals (contro le 67 a marzo 2024) per 3 miliardi di euro.
Il conto economico per il periodo che ha chiuso al 31 marzo 2025 ha registrato un utile consolidato pari a € 4,7 milioni circa in aumento (+53%) rispetto allo stesso periodo del 2024.
I ricavi netti dei primi tre mesi del 2025 sono stati pari a €23,4 milioni, che si confrontano con €17,1 milioni registrati nello stesso periodo del 2024, quindi in aumento dell'37%.

Come descritto più in seguito, il risultato del trimestre è stato trainato dal Global Markets che ha registrato il 67% dei ricavi complessivi del periodo (+8% rispetto a marzo 2024).

Di seguito riportiamo la contribuzione trimestrale ai ricavi netti delle aree di business:
| €/m | Q1'25 (Actual) |
Q1'24 (Actual) |
Var. % |
|---|---|---|---|
| Global Markets | 15,687 | 10,144 | 55% |
| Investment Banking | 5,381 | 4,289 | 25% |
| Alternative Asset Management | 2,332 | 2,685 | (13%) |
| Ricavi Netti | 23,401 | 17,117 | 37% |
| Spese per il Personale | (11,413) | (8,038) | 42% |
| Altre spese operative | (5,336) | (4,926) | 8% |
| Risultato ante imposte | 6,652 | 4,153 | 60% |
| Imposte sul reddito | (1,975) | (1,183) | 67% |
| Minoranze | 0,000 | (0,092) | (100%) |
| Risultato Netto | 4,677 | 3,062 | 53% |
Nel corso del primo trimestre 2025 le politiche monetarie europee e statunitensi hanno continuato a essere modellate in funzione dell'andamento dell'inflazione. In particolare, nel primo trimestre e sino alla seduta di aprile, il Consiglio direttivo della BCE ha ulteriormente ridotto di complessivi 50 punti base il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale, portandolo al 2,5%. La riduzione complessiva dall'avvio del ciclo di allentamento della politica monetaria è pari a 150 punti base. In seguito alla revisione dell'assetto operativo, il Consiglio continuerà a definire l'orientamento della politica monetaria attraverso il tasso di interesse sui depositi presso l'Eurosistema. Dalla metà di gennaio le attese sui tassi di riferimento implicite nei contratti swap sul tasso €STR sono scese, risentendo del peggioramento delle prospettive economiche e delle tensioni geopolitiche. A inizio aprile i mercati si attendevano un nuovo taglio dei tassi di riferimento, compreso tra i 75 e i 100 punti base, entro la fine del 2025. Gli operatori intervistati dalla BCE a metà febbraio nell'ambito della SMA prevedevano un profilo di riduzione lievemente meno marcato.
Il 4 marzo la Commissione ha annunciato la proposta riguardante un nuovo piano, denominato ReArm Europe, finalizzato ad aumentare rapidamente e in modo significativo le capacità di difesa dell'Unione, la cui spesa militare nel 2024 ammontava sempre secondo la Commissione all'1,9% del PIL (326 miliardi di euro). Tale piano si inserisce in un quadro complesso ed è volto a definire le possibili strategie della UE in materia di difesa nel breve e nel medio termine.
Il piano potrebbe consentire fino a 800 miliardi di maggiori spese militari nei prossimi quattro anni e prevede, tra l'altro:

I rendimenti dei titoli pubblici dell'area dell'euro sono rimasti pressoché invariati, ma si sono registrati alcuni episodi di forte variazione. Dopo l'annuncio all'inizio di marzo di una maggiore spesa pubblica per la difesa e le infrastrutture in Germania, i rendimenti erano saliti marcatamente; in seguito, i timori sulla crescita generati dalle tensioni sul commercio internazionale li hanno spinti al ribasso. In Italia il rendimento dei titoli pubblici decennali è aumentato di 9 punti base al 3,86%. I differenziali di rendimento tra i titoli dei principali paesi dell'area e quello tedesco sono lievemente aumentati, fatta eccezione per la Francia. Il differenziale italiano si è ampliato di 5 punti base, raggiungendo i 123 punti, risentendo negli ultimi giorni anche della ricomposizione dei portafogli degli investitori verso attività a più basso rischio. La volatilità implicita nei contratti derivati sul titolo decennale è leggermente aumentata, ma rimane su livelli contenuti nel confronto storico, mentre le condizioni di liquidità sono rimaste invariate.
Dalla metà di gennaio, dopo il deciso rialzo di fine 2024, i rendimenti dei titoli pubblici decennali sono diminuiti nettamente negli Stati Uniti; sono rimasti pressoché invariati in Giappone. Negli Stati Uniti la discesa è stata particolarmente
rilevante per via del peggioramento della fiducia degli investitori, di segnali di rallentamento dell'attività economica e della crescente incertezza sulle politiche commerciali del paese, che hanno portato a una ricomposizione dei portafogli degli investitori verso i titoli di Stato statunitensi. Tale dinamica si è intensificata dopo gli annunci del 2 aprile e la risposta della Cina all'introduzione di nuovi dazi da parte dell'amministrazione statunitense, generando un'elevata volatilità nei rendimenti dei titoli di Stato. In Giappone i rendimenti avevano toccato alla fine di marzo i livelli più alti degli ultimi 16 anni, sostenuti da attese di una politica monetaria più restrittiva. Il rialzo è stato in parte riassorbito dopo il 2 aprile.
In Europa, in marzo l'inflazione al consumo è diminuita al 2,2% sui dodici mesi (dal 2,3 in febbraio). La dinamica dei prezzi dell'energia è tornata negativa (-0,7 %), dopo il rialzo dei mesi passati dovuto in parte ai rialzi dei corsi petroliferi e del prezzo all'ingrosso di elettricità e gas. Per contro, è aumentata l'inflazione dei beni alimentari, principalmente a causa dei rincari delle relative materie prime. L'inflazione di fondo, misurata al netto dei beni alimentari ed energetici, è ulteriormente scesa al 2,4%. Tale dinamica è attribuibile all'inflazione dei servizi, in diminuzione per il terzo mese consecutivo (3,4%). In febbraio i prezzi alla produzione dei beni venduti sul mercato interno sono aumentati del 3,0% sui dodici mesi: la riduzione dei prezzi registrata dalla primavera del 2023 si è progressivamente attenuata nel corso dell'anno passato. Ciò ha riflesso principalmente l'andamento dei prezzi delle materie prime energetiche, che sono cresciuti in misura marcata fino a febbraio.
Nelle tre principali economie mondiali (Stati Uniti, Regno Unito e Giappone), in febbraio l'inflazione al consumo sui dodici mesi è scesa rispetto al mese precedente; la componente di fondo è diminuita ovunque tranne che in Giappone, dove è rimasta stabile. Nella riunione di marzo la Federal Reserve ha nuovamente mantenuto i tassi di riferimento invariati, al 4,25- 4,50 %. A fronte del deterioramento delle prospettive di crescita e di attese di una più sostenuta dinamica dei prezzi – per via degli annunci sui dazi da parte dell'amministrazione statunitense – le proiezioni dei membri del Federal Open Market Committee (FOMC) continuano a indicare due tagli dei tassi di riferimento entro dicembre 2025. Per lo stesso orizzonte temporale, i mercati a inizio aprile stimano almeno quattro tagli con una probabilità di circa il 70%.
A marzo anche la Bank of England e la Banca del Giappone hanno lasciato invariati i tassi di riferimento, rispettivamente al 4,5 e allo 0,5%. La Banca centrale cinese ha confermato un orientamento monetario accomodante, impegnandosi a intensificare il sostegno all'attività economica; nella riunione di marzo ha mantenuto stabili i tassi di riferimento sui prestiti a uno e a cinque anni, rispettivamente al 3,1 e al 3,6%.
Nei primi mesi del 2025 i mercati finanziari sono stati caratterizzati da un progressivo aumento della volatilità, che si è acuito all'inizio di aprile.

L'annuncio dei nuovi dazi ha causato una rapida e decisa correzione dei mercati finanziari internazionali: i corsi azionari hanno registrato cali consistenti, soprattutto nei settori più esposti al commercio mondiale. Il marcato aumento della volatilità ha indotto gli investitori a riallocare i propri portafogli a favore di attività più sicure. A differenza di altri passati episodi di forte turbolenza sui mercati, il dollaro si è deprezzato rispetto a tutte le principali valute. Le quotazioni di petrolio e gas naturale sono bruscamente diminuite, riflettendo prospettive di un deterioramento della domanda. Il 9 aprile l'amministrazione statunitense ha annunciato una sospensione parziale dei dazi per un periodo di tre mesi, durante il quale verrà applicata un'aliquota ridotta al 10% verso tutti i partner commerciali, tranne la Cina. I mercati finanziari hanno recuperato in parte i cali registrati dal 2 aprile, ma permane un contesto di elevata incertezza.
Nell'area dell'euro i corsi azionari sono diminuiti, anche se in misura minore rispetto a quelli statunitensi. Fino alla seconda decade di marzo sono stati sostenuti dall'avvio dei negoziati di pace tra Ucraina e Russia e da aspettative di un'espansione della spesa pubblica in Germania. Ai primi di aprile hanno registrato importanti perdite con l'acuirsi delle tensioni commerciali; hanno recuperato parte dei cali dopo l'annuncio del 9 aprile. Le quotazioni sono scese soprattutto nei settori maggiormente esposti al commercio internazionale e al ciclo economico, mentre sono cresciute per i titoli dell'industria aerospaziale e della difesa, favorite dagli annunci dei nuovi piani di spesa europei e nazionali, e per quelli del settore bancario, dove la remunerazione attesa degli azionisti rimane elevata. Tra la metà di gennaio e l'8 aprile nel nostro paese l'indice generale di borsa è diminuito complessivamente del 4%; le quotazioni delle banche sono cresciute dell'1,8%, un dato inferiore a quello dell'area dell'euro (7,5%). I differenziali rispetto al tasso privo di rischio dei rendimenti delle obbligazioni emesse dalle società non finanziarie e dalle banche sono fortemente aumentati nei primi giorni di aprile.
Nel periodo in esame il saldo degli investimenti di portafoglio è tornato negativo, riflettendo il rallentamento degli investimenti dei residenti in titoli esteri, nonché

l'intensificarsi degli acquisti esteri di titoli italiani. Tali acquisti si sono concentrati per circa tre quarti sulle obbligazioni del settore pubblico (30,1 miliardi di euro), nonostante le emissioni nette della Pubblica amministrazione nel trimestre siano state relativamente contenute (8,7 miliardi).
La riduzione dei tassi ufficiali continua a trasmettersi al costo della raccolta bancaria e ai tassi sui prestiti alle famiglie e alle imprese, complessivamente in linea con le regolarità storiche. I finanziamenti alle società non finanziarie si sono ulteriormente ridotti, riflettendo una domanda di credito modesta e criteri di concessione ancora restrittivi, nonostante i moderati allentamenti osservati da giugno 2024.
Le obbligazioni emesse dalle imprese hanno continuato a crescere. Tra novembre e febbraio il costo marginale della raccolta bancaria è sceso di 21 punti base (all'1,5%). Vi hanno contribuito la flessione del rendimento dei nuovi depositi con durata prestabilita, il calo dei tassi sul mercato interbancario, nonché il minore costo della raccolta obbligazionaria.
In febbraio la raccolta bancaria si è ulteriormente contratta (-2,9 % sui dodici mesi); la riduzione su base annua continua a riflettere principalmente il rimborso dei fondi della terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, TLTRO3), che si è concluso lo scorso dicembre. La dinamica dei depositi dei residenti è rimasta robusta.
La trasmissione del calo dei tassi ufficiali al costo del credito alle società non finanziarie e alle famiglie per acquisto di abitazioni è proseguita in modo nel complesso coerente con quanto osservato in passato.
In febbraio la crescita su base annua delle obbligazioni emesse dalle imprese è proseguita, sebbene a un ritmo inferiore rispetto a novembre (3,1 %, da 3,8%), riflettendo un aumento dei rimborsi che ha più che compensato le maggiori emissioni lorde. Il finanziamento netto mediante capitale di rischio è rimasto contenuto. Dalla metà di gennaio i rendimenti delle obbligazioni delle società non finanziarie italiane si sono mantenuti sostanzialmente invariati (al 3,7 %), in linea con l'andamento del tasso di riferimento privo di rischio.
Sulla base della consueta analisi statistica condotta da AMF Italia, nei primi tre mesi del 2025, la controllata Equita SIM ha registrato una quota di mercato in termini di controvalori intermediati sul mercato MTA in conto terzi pari a 8,9% (4° posto) sul totale dei volumi scambiati sul mercato MTA – azioni, con volumi in miglioramento (+34%) rispetto allo stesso periodo del 2024 ed in un contesto di generale crescita dei volumi intermediati (+23%).
Per quanto riguarda i controvalori delle obbligazioni intermediate (mercati MOT, EUROMOT, EuroTLX e Vorvel), il mercato ha registrato una contrazione, anno su anno, del 4%, mentre per Equita la riduzione dei controvalori intermediati è stata del 5%.
Nei primi tre mesi del 2025, i Ricavi Netti generati dalle attività di Trading che costituiscono il Global Markets, ammontano a €15,7 milioni in netto aumento del 55% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2023 (€10,1 milioni).
All'interno del Global Markets, il risultato del desk direzionale ha segnato una performance straordinaria grazie agli investimenti effettuati nel periodo e alla strategia di adeguata copertura che ha consentito una navigazione in sicurezza durante le fasi di alta volatilità registrata nel trimestre.
Di seguito si riporta l'analisi per prodotto – mercato del Global Markets.
I ricavi netti del Sales & trading nel primo trimestre si sono attestati ad € 6,4 milioni in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 di circa €0,7 milioni (+12%).
Tale performance è stata influenzata, sia per il segmento Institutional che Retail Hub dal contesto di mercato che ha visto un incremento dei volumi intermediati su Euronext Milan e il beneficio derivante dall'aumento della volatilità sui mercati.
I prodotti gestiti dai desk di proprietà ma di tipo Client Driven & Market Making, hanno proseguito nella strategia di consolidamento del business, chiudendo il trimestre con ricavi netti pari a €3,9 milioni in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 (+9%). Tale risultato ha visto una particolare dinamicità sui prodotti Equity ed ETF.
In termini di strumenti quotati come Specialist - liquidity provider, Equita quota oltre 3.100 strumenti. La controllata ha agito come market maker per le obbligazioni societarie, i certificati e altri strumenti quotati sui mercati MOT, SeDeX, EuroTLX, Vorvel e Hi-Cert.
Equita ha altresì svolto il ruolo di operatore incaricato per conto di n.7 SGR all'interno del mercato dei fondi aperti.
Come descritto in precedenza, la performance del mercato italiano sul trimestre è stata molto positiva. La volatilità dell'indice principale è risultata decisamente superiore alla media dello stesso periodo dell'anno precedente (pari a 11%). L'indice VIX, in avvio del 2025, si è attestato attorno al 15%, a gennaio, è passato al 18% a febbraio e poi a marzo è repentinamente salito intorno al 22.75%. Il risiko bancario in Italia e le esternazioni del presente Trump hanno avuto un ruolo determinante nella dinamica borsistica descritta.
Le proiezioni, fino a giugno '25 vedono la volatilità in area 20,75%, risultato di forti acquisti di protezione per compensare i recenti movimenti dei mercati equity. Specularmente le curve di volatilità dei principali indici mondiali hanno riscontrato movimenti al rialzo, soprattutto sul tenor breve (dai 3 ai 6 mesi) come conseguenza di acquisti di protezione.

Nel trimestre, se complessivamente l'indice FTSE MIB ha registrato una crescita dell'11,3%, i settori migliori sono stati i Financials (+22.8%) e Industrials (+11.1%) in una prima fase, seguiti da Telecommunication (9,5%) e Utilities (9,5%). Sui Financials il trend rialzista si è un po' calmierato sul finire del trimestre, visto anche il contesto macro; infatti, il mercato inizia a realizzare gli impatti negativi della guerra dei dazi, a intravedere rialzi generalizzati dei tassi per timori di maggiore inflazione, tutto questo aggiunto alla scarsa visibilità sul futuro della crescita, ha comportato il rallentamento degli acquisti.
Nel risultato del portafoglio di proprietà rientrano anche gli interessi netti al costo ammortizzato (pari a €0,2 milioni) maturati sul portafoglio di investimento costituito nel mese di settembre 2022.
I ricavi netti delle attività di trading direzionali ammontano al 31 marzo 2025 ad euro 5,4 milioni che si confrontano con € 0,9 registrati nello stesso periodo del 2024.
Il Gruppo offre una gamma completa di prodotti e servizi di Investment Banking, tra cui la consulenza nell'ambito di operazioni di Mergers & Acquisitions e l'attività di Equity Capital Markets, Debt Capital Markets, Debt Advisory & Restructuring nonché servizi di Corporate Broking, principalmente rivolti a società quotate di medie e grandi dimensioni nonché a società private domestiche e a società operanti nell'area financial institutions. I principali concorrenti sono banche d'affari italiane o estere, le c.d. boutique di M&A, le divisioni di Investment Banking di gruppi bancari italiani ed esteri nonché i dipartimenti di corporate finance delle società di consulenza e di revisione.
Nonostante le incertezze legate al quadro geopolitico, nel primo trimestre 2025 il mercato M&A in Italia si attesta su livelli stabili in termini di controvalore. Infatti, nonostante una flessione del 23,1% nel numero di operazioni realizzate, passate da 403 nel primo trimestre 2024 a 310 nel primo trimestre 2025, il mercato ha registrato operazioni per circa €15,3 miliardi, risultato sostanzialmente invariato rispetto al primo trimestre 2024 e guidato dalla presenza di "grandi deal", con 4 operazioni di controvalore superiore al miliardo di euro. (Fonte: KPMG).
Le operazioni di Equity Capital Markets realizzate sul mercato italiano continuano a mostrare segnali di debolezza. Nello specifico, nonostante il controvalore delle operazioni sia salito da €2,1 miliardi del primo trimestre 2024 a €4,5 miliardi del primo trimestre 2024, tale incremento è interamente dovuto all'Accelerated Bookbuilding di azioni Ferrari per un controvalore di €3,0 miliardi. In aggiunta, il numero delle operazioni è sceso da 15 operazioni nel primo trimestre 2024 a 8 nel primo trimestre 2025. Il mercato delle IPO risulta ancora sostanzialmente chiuso, considerate le 2 IPO realizzate nel primo trimestre 2025 per una raccolta complessiva di soli €9 milioni, a fronte di 5 IPO per un controvalore di circa €13 milioni del primo trimestre 2024 (Fonte: elaborazioni Equita Group su dati Dealogic).
Infine, le operazioni di Debt Capital Markets realizzate sul mercato italiano nel primo trimestre 2025, con specifico riferimento all'emissione di prestiti obbligazionari di emittenti corporate, hanno fatto registrare un moderato incremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, passando da un controvalore di €12,9 miliardi e 19 operazioni nel primo trimestre 2024 a €13,6 miliardi e 24 operazioni nel primo trimestre 2025 (Fonte: elaborazioni Equita Group su dati BondRadar).
Nel primo trimestre 2025 Equita ha svolto o avviato le attività relative, tra l'altro, al ruolo di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa da Banca Ifis sulla totalità delle azioni di illimity Bank, al ruolo di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni nell'ambito dell'offerta pubblica di scambio volontaria promossa da UniCredit sulla totalità delle azioni di Banco BPM, al ruolo di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni nell'ambito dell'offerta pubblica di scambio volontaria promossa da BPER sulla totalità delle azioni di Banca Popolare di Sondrio, al ruolo di
consulente finanziario di Cairo Communication e intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto volontaria parziale su azioni Cairo Communication e al ruolo di Sole Global Coordinator e Bookrunner nell'Accelerated Bookbuilding avente ad oggetto azioni Newlat Food.
Per quanto riguarda le operazioni di Debt Capital Markets, nel primo trimestre 2025 Equita ha svolto il ruolo di Placement Agent per l'emissione del prestito obbligazionario Senior Unsecured da €350 milioni emesso da Newlat Food, il ruolo di Joint Book Runner per l'emissione del prestito obbligazionario Senior Secured da €300 milioni emesso da doValue ed il ruolo di consulente finanziario di Unitirreno nella strutturazione di un finanziamento multi-tranche da €57 milioni.
Inoltre, dopo il 31 marzo 2025, Equita ha svolto il ruolo di Placement Agent per l'emissione del prestito obbligazionario Senior Unsecured da €126 milioni emesso da Carraro, il ruolo di Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Senior Unsecured da €50 milioni emesso da Generalfinance ed il ruolo di Arranger e Dealer per l'emissione del minibond da €5 milioni emesso da Cantine Ermes.
Nell'ambito delle attività di Merger & Acquisitions, nel primo trimestre 2025 Equita ha svolto o avviato le attività relative, anche per il tramite della controllata Equita Mid Cap Advisory, al ruolo di consulente finanziario di Banca Ifis nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa da Banca Ifis sulla totalità delle azioni di illimity Bank, al ruolo di consulente finanziario di UniCredit nell'ambito dell'offerta pubblica di scambio volontaria promossa da UniCredit sulla totalità delle azioni di Banco BPM, al ruolo di consulente finanziario di F2i nella cessione del 40% di Iren Acqua ad Ireti, società interamente controllata da Iren, al ruolo di consulente finanziario di AMCO nell'acquisizione dell'80% del Gruppo Exacta, al ruolo di consulente finanziario di Maire nell'ambito di un accordo con Azzurra Capital per l'ingresso di quest'ultima nel capitale di NextChem, controllata di Maire a capo della business unit Sustainable Technology Solutions, con una quota dell'8%, al ruolo di consulente finanziario degli Amministratori Indipendenti e del Consiglio di Amministrazione di Beghelli nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto obbligatoria totalitaria promossa da Gewiss sul 24,6% di Beghelli, al ruolo di consulente finanziario dell'Amministratore Indipendente di Comal nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Duferco Solar Project, al ruolo di consulente finanziario di ISEM Packaging Group, portfolio company di Peninsula Capital, nell'acquisizione di EGISA.
Inoltre, dopo il 31 marzo 2025, Equita ha svolto il ruolo di consulente finanziario di Mantero Seta nella cessione di una quota di minoranza a Chanel ed ha avviato le attività relative al ruolo di consulente finanziario di Mediobanca nell'ambito dell'offerta pubblica di scambio volontaria di Mediobanca sulla totalità delle azioni di Banca Generali.
L'attività di Corporate Broking continua a rappresentare un'area strategica, soprattutto in termini di cross-selling e crossfertilization di altri prodotti e servizi di Investment Banking. Nel corso del primo trimestre 2025, il numero di mandati di Corporate Broker e di Specialist non ha subito sostanziali modifiche.
Nei primi tre mesi del 2025 l'area di Investment Banking di EQUITA ha registrato ricavi netti per €5,4 milioni, in crescita del 25% rispetto allo stesso periodo del 2024 grazie a maggiori ricavi registrati dall'area Debt Capital Markets.
In base alla Mappa mensile al 31 marzo 2025 pubblicata da Assogestioni, il mercato italiano del risparmio gestito evidenzia un patrimonio totale che si assesta a quota euro 2.493 miliardi in diminuzione di circa euro 16 miliardi rispetto a euro 2.509 miliardi rilevati a dicembre 2024.
Al 31 marzo 2025, il saldo provvisorio della raccolta netta del risparmio gestito da inizio anno risulta positivo per 6.8 miliardi. In particolare, le gestioni collettive registrano una raccolta netta positiva da inizio anno pari a circa euro 7,3 miliardi, registrando un forte contributo nel mese di marzo (+euro 4,2 miliardi). Le gestioni di portafoglio registrano una raccolta negativa pari a circa euro 0,5 miliardi, con andamenti contrapposti tra retail e istituzionale.
Nella tabella si riporta il riepilogo degli asset in gestione dall'area Alternative Asset Management.
Nei paragrafi successivi vengono esposte le dinamiche intercorse nel primo trimestre 2025.

Gli Assets under Management considerano il naturale decalage nelle masse dei fondi alternativi di private debt dovuto ai rimborsi degli investimenti e includono gli eventuali commitment già firmati da investitori istituzionali relativi ai fondi in raccolta
Alla fine del 1° trimestre 2025 gli asset del portfolio management sono pari a euro 331 milioni, in calo rispetto ai euro 412 milioni di inizio anno perché l'effetto positivo della performance dei mercati azionari (Stoxx600 +5.8%, FTSEMIB +11.3%) è stato più che compensato dall'impatto degli outflows, pari a euro 98 milioni, principalmente legati alla scadenza del fondo target date Euromobiliare Equity Mid Small Cap avvenuta il 15 gennaio scorso. Tale scadenza ha comportato un flusso in uscita pari a euro 91 milioni, mentre il resto degli outflows euro -7 milioni) è da attribuire alle gestioni patrimoniali.
Il 10 marzo è iniziato il collocamento da parte delle reti del Gruppo Credem della nuova linea di gestione patrimoniale azionaria europea denominata Europe High Dividend Top Selection, di cui Equita ha ottenuto il mandato di gestione. A fine marzo la nuova linea aveva asset pari a euro 5 milioni. La nuova delega è importante in quanto l'ultima linea era stata
lanciata nel 2006, amplia il mercato di riferimento all'Europa ed a differenza dei fondi target date è sempre aperta, per cui in caso di risultati positivi è lecito attendersi che un contributo in termini di raccolta netta.
L'apertura della linea Europe High Dividend Top Selection è coincisa con la modifica dello status della linea bilanciata Opportunity Top Selection, di cui abbiamo il mandato di gestione, che d'ora in avanti resterà aperta esclusivamente per sottoscrizioni aggiuntive da parte di clienti già investiti nella linea stessa.
A seguito di queste novità, il team gestisce in delega quattro linee patrimoniali a benchmark e tre fondi interni dedicati sottostanti le polizze vita di un importante gruppo europeo ed infine fornisce consulenza per una linea azionaria europea a benchmark.
La performance lorda media delle tre GPM storiche, ponderata per gli AUM, nel 1° trimestre 2025 è stata positiva in termini assoluti (+5.5%) e sostanzialmente allineata a quella del benchmark (-5 bps) con un contributo marginalmente positivo della linea dedicata alle Mid Small Cap compensato dalla leggera sottoperformance della linea dedicata alle Blue Chip e della linea bilanciata.
Nei dati appena riportati non risulta ancora incluso il contributo della nuova linea Europe High Dividend Top Selection per la quale la comunicazione delle performance da parte del delegante è iniziata nel mese di aprile 2025. Va comunque sottolineato che poiché i clienti stanno sottoscrivendo progressivamente ed i mercati sono piuttosto volatili, quest'anno le performance individuali potranno essere molto diverse da quella del portafoglio modello, soprattutto nei primi mesi di vita del servizio.
Le polizze vita hanno chiuso il 1° trimestre 2025 con performance netta di +3.7% nella linea Medium Risk e +4.3% nella High Risk da considerarsi apprezzabili alla luce del profilo di rischio del prodotto.
Infine, la linea azionaria europea oggetto di advisory ha evidenziato una performance trimestrale netta positiva del +7.9% in termini assoluti e del +2.3% rispetto al benchmark. La performance relativa ha beneficiato sia del sovrappeso della componente equity di portafoglio che delle scelte di stock picking tra cui segnaliamo ad esempio Agnico Eagle Mines, Franco Nevada e Buzzi Unicem.
I mercati sono entrati nel 2° trimestre 2025 mostrando una marcata volatilità derivante dalle volubili decisioni del governo degli Stati Uniti d'America in tema di dazi. Nonostante l'incertezza, abbiamo mantenuto una visione costruttiva sui mercati pronti a cogliere eventuali occasioni impiegando il cash a disposizione nei portafogli.
L'attività d'investimento del Team di gestione del private debt, dopo un rallentamento generale, ha iniziato a riprendersi nel corso del periodo in considerazione. Il Team ha continuato a concentrarsi sulla raccolta del nuovo fondo EPD III, sull'analisi delle nuove opportunità di investimento, sulle potenziali strategie di disinvestimento e sul monitoraggio degli investimenti in essere.
In data 28 gennaio 2025 è stato finalizzato il terzo closing del Fondo di private debt – EPD III, con una raccolta di commitments complessiva pari a euro 131 milioni. Sempre con riferimento al fondo EPD III, all'inizio del 2025 è stato realizzato il primo disinvestimento del Fondo che ha riguardato una società italiana operativa nella progettazione e commercializzazione di dispositivi medici.
Con riferimento al fondo EPD II, nel corso del primo trimestre si segnalano (i) il rimborso parziale, unitamente agli interessi maturati, dell'investimento in una società attiva nei prodotti panificati e (ii) il rimborso parziale dell'investimento in una società attiva nei servizi di pubblicità digitale.
Per quanto riguarda il fondo EPD, invece, il Team ha proseguito con le attività di monitoraggio e la strategia di valorizzazione del portafoglio esistente in un'ottica di liquidazione del portafoglio.


Nel corso del primo trimestre del 2025, il team di private equity ha proseguito le attività di investimento del fondo Equita Smart Capital – ELTIF (nel seguito anche il "Fondo") in linea con la strategia di investimento per le diverse asset class (private equity, public equity e public debt) e coerentemente con quanto deliberato dall'Investment Committee del Fondo.
Con riferimento alle attività di PE, Il Team si è focalizzato nella selezione e successiva analisi di opportunità di investimento che presentano buone redditività, significativi tassi di crescita e concrete prospettive future. In particolare, nel corso del mese di marzo è stato sottoscritto un accordo vincolante per l'acquisizione di una minoranza qualificata in una società attiva nel mondo della gioielleria di alta gamma, sia con brand proprio (BtoBtoC) che per conto di primari clienti internazionali del lusso (BtoB), forte di un proprio laboratorio orafo di altissima specializzazione nonché di alcuni brevetti di produzione. L'investimento si è perfezionato a fine aprile, con un investimento da parte del Fondo, sia in aumento di capitale che in acquisto di quote, per complessivi euro 12,7 milioni.
Il team PE continua al contempo la sua attività di costante presidio degli investimenti in portafoglio proseguendo nel percorso di valorizzazione delle società partecipate.
L' Alternative Asset Management, nel primo trimestre 2025, ha registrato ricavi netti per €2,3 milioni circa in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2024 (-13%).
Analizzando le performance per prodotto, il Portfolio Management, ha registrato ricavi netti in calo (-30%) rispetto allo stesso periodo del 2024 per gli effetti della chiusura dei due fondi UCITS di Euromobiliare, il Selected Dividend a metà settembre '24 e il Mid Small Cap a fine dicembre '24.
Il Private Debt Management ha visto le commissioni aumentare del 57% (€0,9 milioni Q1'25 vs €0,6 milioni Q1'24), grazie al fondo Equita Private Debt III, avviato nel secondo semestre del 2024, e che ha realizzato il terzo closing a gennaio 2025 contribuendo con commissioni di equalizzazione per circa €0,1 milioni.
Il Private Equity Management ha registrato commissioni in leggera crescita del 2% (€0,28 milioni del 2025 rispetto a €0,27 milioni del 2024). Il 30 giugno 2023 si era conclusa la raccolta di EQUITA Smart Capital – ELTIF per un ammontare complessivamente di circa euro 98,5 milioni. Sul fronte degli investimenti il team è impegnato nella continua ricerca di nuove opportunità di investimento per lo sviluppo della pipeline, nella conseguente valutazione e selezione dei migliori targets sul mercato per un successivo efficiente impiego delle risorse raccolte disponibili. Il portafoglio è attualmente composto da cinque investimenti di private equity, di cui due chiusi nel 2022, uno nel 2023 e due nel 2024, tredici posizioni in titoli di public equity e diversi investimenti di tesoreria in titoli obbligazionari di stato e corporate quotati.
Il team Green Infrastructure Management ha registrato commissioni per €0,5 milioni. Per quanto riguarda i dati di confronto, il fondo aveva chiuso il suo primo closing a giugno '24, pertanto nel corso del Q1'24 non aveva ancora generato commissioni.
Nel primo trimestre 2025 il Research Team ha pubblicato circa 130 ricerche (studi monotematici e settoriali) oltre a una serie di prodotti di periodicità giornaliera, settimanale o mensile.
Il team ha organizzato circa 10 incontri tra società quotate e investitori istituzionali. Inoltre, EQUITA ha promosso conferenze tematiche dedicate a settori specifici, tra cui LISTED REAL ASSETS.
Il ruolo della ricerca finanziaria, in particolare nel segmento azionario, è fondamentale per la generazione di idee e proposte di allocazione degli investimenti a favore degli investitori istituzionali, italiani e internazionali. Anche nel 2024, il team di ricerca ha confermato il suo posizionamento ai vertici delle principali classifiche di valutazione della qualità della ricerca stilate da Institutional Investor - Extel, con il primo posto nella categoria "Italy Research Small & Midcap stocks".
Nel corso dei primi tre mesi del 2025, il numero di risorse è passato da 194 di fine anno a 199, a cui si aggiungono 11 risorse in stage.
In termini di sostegno alla crescita professionale, il Gruppo offre una vasta gamma di corsi di sviluppo di soft skills e tecnici volti a mantenere elevato il livello di competenze e ad allargare il paniere di conoscenze. Il Gruppo è da sempre attivo con iniziative specifiche finalizzate a promuovere un ambiente di lavoro piacevole e confortevole.
Con riferimento al lavoro da remoto la percentuale di adesione marzo 2025 era il 6%, in linea con il 2024.
Il costo del personale al 31 marzo 2025 si è attestato a € 11,4 milioni circa in aumento del 42% rispetto allo stesso periodo del 2024 per effetto di una maggiore componete variabile legata ai ricavi.
La componente fissa risulta in aumento del 2% per effetto dell'incremento del numero di risorse, prevalentemente senior e delle progressioni di carriera intervenute nella seconda parte del 2024.
Il comp/revenues ratio al 31 marzo 2025, aggiustato per i ricavi non attribuiti alla performance del personale, ha chiuso quindi pari al 49%, in linea con il dato di marzo 2024.
Nei primi tre mesi del 2025 le spese di gestione segnano un aumento dell'8% (+0,4 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2024 attestandosi a circa €5,3 milioni. La variazione più consistente in aumento è relativa alle spese di consulenza professionale (+0.2 milioni di euro) legate ai ricavi (operazioni di debt advisory e placement fee per i fondi alternativi). I costi di general management registrano un incremento (+0.1 milioni di euro) per effetto delle modifiche della governance.
Resta consistente la voce dei costi di Information technology che tuttavia segna un lieve incremento, trimestre su trimestre, del 3%. Tale variazione è ascrivibile alla maggiore operatività di Trading, ai costi di per Infoproviding ed alle evolutive tecniche apportate all'infrastruttura di settlement.
Inoltre, tra i costi operativi sono incluse le spese per attività di sviluppo sociale, culturale e ambientale che nei tre mesi ammontavano a oltre €0,1 milioni.
Occorre menzionare la forte vocazione del Gruppo al sostegno delle iniziative del territorio in cui opera, anche tramite la Fondazione EQUITA a cui il gruppo destina una quota dei ricavi ante imposte consolidati.
Tra i costi operativi rientrano anche gli ammortamenti degli investimenti volti a migliorare il servizio per i clienti e il contesto lavorativo per i dipendenti del Gruppo.
Il cost/income ratio si attesta a 72%, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (pari a 76%).

Le imposte sul reddito di periodo sono state pari a €2 milioni, determinate sulla base dell'aliquota fiscale pari al 29,7%.
L'Utile Netto consolidato della Capogruppo al 31 marzo 2025 ammonta a €4,7 milioni in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 (+53%).
| (importi in euro/000) | 31/03/2025 | 31/12/2024 | var % |
|---|---|---|---|
| Cassa e disponibilità liquide | 56.543 | 77.769 | -27% |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e partecipazioni | 129.605 | 113.694 | 14% |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 114.387 | 87.822 | 30% |
| Attività materiali e immateriali | 31.174 | 31.481 | -1% |
| Attività fiscali | 2.568 | 2.356 | 9% |
| Altre attività | 23.696 | 25.728 | -8% |
| Totale Attività | 357.972 | 338.849 | 6% |
| Debiti | 169.213 | 163.704 | 3% |
| Passività finanziarie di negoziazione | 33.639 | 27.874 | 21% |
| Passività fiscali | 3.257 | 1.081 | 201% |
| Altre passività | 38.914 | 37.217 | 5% |
| TFR | 1.992 | 1.932 | 3% |
| Fondi per rischi e oneri | 1.108 | 2.048 | -46% |
| Patrimonio netto | 109.850 | 104.993 | 5% |
| Totale Passività | 357.972 | 338.849 | 6% |
La voce cassa e disponibilità liquide ammonta a euro 56,5 milioni, in diminuzione del 27% rispetto al 31 dicembre 2024. Tale variazione in diminuzione è dovuta ad un maggior utilizzo della liquidità per investimenti in attività finanziarie.
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico ammontano a euro 129 milioni, in aumento del 14% rispetto al 31 dicembre 2024. L'incremento è dovuto ad un aumento delle attività finanziarie detenute per la negoziazione che, nel corso del periodo, hanno visto incrementare sia la componente dei titoli di debito che quella dei derivati finanziari, parzialmente compensati dalla diminuzione degli investimenti in titoli di capitale. La componente delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ha invece subito un leggero decremento dovuto a rimborsi di capitale del fondo EPD II solo in parte compensati dai relativi incrementi di valore e da nuove sottoscrizioni.
Il portafoglio di investimento del Gruppo classificato obbligatoriamente al fair value è così composto:

Le passività finanziarie di negoziazione ammontano a euro 33,6 milioni, in aumento del 21% rispetto al 31 dicembre 2024. L'incremento è dovuto a maggiori posizioni corte sia su strumenti derivati che su titoli obbligazionari solo in parte compensati da minori posizioni corte su titoli di equity.
Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ammontano a euro 114,4 milioni, in aumento del 30% rispetto al 31 dicembre 2024. Tale incremento è ascrivibile per euro 26,9 milioni agli asset connessi alle operazioni di prestito titoli e per euro 9,2 milioni a maggiori crediti verso clienti per esecuzione ordini. L'incremento è parzialmente compensato da una diminuzione degli investimenti in titoli di debito del portafoglio Held To Collect, da minori crediti per attività di consulenza e per minori depositi per margini presso CC&G.
Le attività materiali e immateriali ammontano a euro 31,2 milioni, in diminuzione di euro 0,3 milioni per effetto della normale rettifica di valore dovuta agli ammortamenti di periodo.
La voce altre attività incorpora il credito acquistato da una primaria banca italiana connesso al "Superbonus 110%" per nominali euro 48,8 milioni circa. In particolare, a gennaio 2022 EQUITA SIM aveva ricevuto la citata somma di crediti sul suo cassetto fiscale che può essere usata in compensazione fiscale in quote di circa euro 10 milioni all'anno per cinque anni. EQUITA SIM ha un piano di rimborso del credito citato definito nel piano di ammortamento - costante - in 5 anni. In conformità alle disposizioni contabili, il credito è rappresentato tra le altre attività al costo. Al 31 marzo 2025 il credito fiscale residuo ammonta ad euro 16,5 milioni.
Nel periodo in esame i risconti relativi a spese per le forniture sono superiori di circa euro 0,7 milioni rispetto a dicembre 2024 per effetto del naturale periodo di competenza.
La voce debiti ammonta a euro 169,2 milioni, in aumento di euro 5,5 milioni (+3,4%) principalmente per l'incremento dei debiti su operazioni da regolare con i clienti (+ euro 5 milioni).
La voce altre passività, che ammonta a euro 38,9 milioni, incorpora il debito nei confronti della banca che ha ceduto il "Credito d'imposta per Super Bonus 110%" che al 31 marzo 2025 ammonta ad euro 19,2 milioni. La voce in esame aumenta di euro 1,7 milioni (+5%). Tale variazione è frutto del maggior debito verso enti previdenziali e verso l'erario, parzialmente compensato dalla diminuzione del debito verso personale per il bonus liquidato 2024.
La voce trattamento di fine rapporto del personale ("TFR") ammonta ad euro 2 milioni, in leggero aumento (+3%) rispetto al 31 dicembre 2024 per effetto degli accantonamenti di periodo.
La voce fondi per rischi e oneri al 31 marzo 2025 risulta in diminuzione di circa euro 0,9 milioni rispetto al 31 dicembre 2024 per effetto prevalentemente del pagamento del bonus differito maturato nel corso degli esercizi precedenti.
Il Capitale Sociale di EQUITA Group S.p.A. al 31 marzo 2025 ammonta a euro 11.969.426 (di cui euro 11.376.345 in sede di IPO), per n. 52.604.080 azioni senza indicazione del valore nominale. Le azioni proprie al 31 marzo 2025 risultano pari a euro 2.469.261 in riduzione rispetto a dicembre 2024 per effetto del trasferimento di n. 161.699 azioni ai dipendenti erogate nell'ambito delle politiche di remunerazione variabile.
L'Utile Netto consolidato al 31 marzo 2025 ammonta ad euro 4.678.484.
Al 31 marzo 2025 il Return on Tangible Equity ("ROTE") è risultato intorno al 22%, in linea rispetto al dato di fine esercizio 2024.
Il IFR Ratio consolidato è pari a 375%, ampiamente al di sopra dei limiti prudenziali, ed include l'effetto delle deduzioni relative all'ammontare stimato del buy-back.

Dopo la data di chiusura del periodo non si sono verificati eventi significativi che inducano a rettificare le risultanze esposte nella Relazione finanziaria trimestrale consolidata al 31 marzo 2025.
Nel corso del primo semestre 2025 il Gruppo proseguirà con le azioni di sviluppo del business:
Di uguale rilievo saranno le azioni attuate in ambito sociale, ambientale e culturale che il Gruppo intende perseguire anche attraverso la Fondazione EQUITA.
L'evoluzione del risultato economico, finanziario ed operativo del Gruppo nel primo semestre 2025 sarà anche influenzata dall'andamento dei mercati e dalle condizioni macroeconomiche. Di seguito si riportano i principali fattori ad oggi visibili che condizioneranno il contesto macroeconomico di riferimento.

Il fondo EQUITA Green Impact Fund (EGIF) ha firmato un accordo per acquisire il 75% di un portafoglio fotovoltaico appartenente a DOMINION – realtà internazionale attiva nella promozione di servizi e progetti end-to-end – e avviare così la fase d'investimento del fondo. L 'accordo comprende quattro progetti fotovoltaici ready-tobuild, situati in Sicilia e Basilicata, per una capacità installata totale di circa 74MW, e segue la seconda fase di raccolta completata da EGIF a dicembre 2024, che ha portato la dimensione del fondo a €140 milioni.
La partnership con DOMINION segna un traguardo importante nella strategia di sviluppo di EGIF e conferma l'obiettivo di supportare la transizione energetica in Italia. DOMINION supervisionerà la costruzione degli impianti e il loro sviluppo, garantendo il rispetto dei più elevati standard ESG.
EQUITA ha perfezionato in data 07 maggio 2025 l'acquisto del 70% di CAP Invest S.r.l., socio unico di CAP Advisory S.r.l. con l'obiettivo di rafforzare in maniera significativa le attività di Investment Banking del Gruppo e consolidare il ruolo di EQUITA come advisor finanziario indipendente al fianco di imprenditori, aziende ed istituzioni.
Il corrispettivo per l'Operazione – determinato sulla base di un price-to-earnings ratio di 9x ed applicabile all'Utile Netto Adjusted medio del triennio 2022-2024 – è pari a €6,01 milioni ed è stato regolato con una combinazione di cash (2/3) e azioni proprie EQUITA (1/3). I risultati di CAP Advisory dell'esercizio corrente verranno consolidati a livello di Gruppo su base 12 mesi (dunque, a partire dal 1° gennaio 2025) e la restante quota del 30% sarà soggetta a opzioni put & call esercitabili a partire da giugno 2028.
I soci Fabrizio Viola, Fabio Cassi e Matteo Pattavina hanno concordato di conferire all'interno del Patto Parasociale EQUITA Group le azioni ricevute come parte del corrispettivo. L'Operazione sancisce così l'ingresso di Fabio Cassi e Matteo Pattavina nella partnership tra manager del Gruppo e consolida il rapporto di lunga data tra EQUITA e Fabrizio Viola, già senior advisor dal 2021 e aderente al patto parasociale dal 2022.
Successivamente al closing, inoltre, CAP Advisory modificherà la sua denominazione sociale in EQUITA Debt Advisory. La Società opererà sul mercato come primaria boutique finanziaria indipendente, offrendo ai clienti del Gruppo un ampio spettro di soluzioni di corporate finance, in particolare nell'ambito del debt advisory, inclusi progetti di ristrutturazione, ridefinizione e consolidamento della struttura finanziaria delle imprese.
Il team di EQUITA Debt Advisory – con più di 45 mandati all'attivo nell'ultimo triennio e una media di circa €3 milioni di ricavi l'anno – continuerà ad essere guidato da Fabrizio Viola in qualità di Presidente e da Fabio Cassi in qualità di Amministratore Delegato. Fabio Cassi, inoltre, assumerà il ruolo di senior advisor del Gruppo, con l'intento di sviluppare iniziative di cross-selling sulla base della sua comprovata esperienza nel campo della consulenza finanziaria e delle operazioni di turnaround.

Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 1) del Codice Civile, si segnala che nel corso del periodo non è stata svolta alcuna attività di ricerca e sviluppo.
EQUITA Group conferma la propria volontà di aderire al regime di opt‐out di cui agli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1‐bis, del Regolamento Emittenti, avvalendosi pertanto della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.
Ai sensi dell'art. 2428 comma 2, punto 2) del Codice Civile, dichiariamo con la presente che i rapporti ricorrenti tra parti correlate intrattenuti nel corso dei primi tre mesi del 2025 sono riconducibili a rapporti partecipativi, a contratti di prestazione di servizi infragruppo, e di distacco del personale tra:
Oltre a queste si aggiungono i dirigenti con responsabilità strategica e i membri del collegio sindacale.
EQUITA Group non possiede una sede secondaria.

I sottoscritti, Andrea Vismara, nella sua qualità di Amministratore Delegato di EQUITA Group S.p.A., e Stefania Milanesi, nella sua qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di EQUITA Group S.p.A.,
in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell'articolo 154 bis del "Testo Unico della Finanza", che l'informativa contabile contenuta nella presente Relazione trimestrale Consolidata 2025 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili del Gruppo EQUITA.
Milano, 14 maggio 2025
L'Amministratore Delegato del Gruppo
Andrea Vismara Stefania Milanesi
Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
| Voci dell'Attivo Consolidato (importi in euro) | 31/03/2025 | 31/12/2024 | |
|---|---|---|---|
| 10 | Cassa e disponibilità liquide | 56.542.843 | 77.768.874 |
| 20 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 128.976.537 | 113.065.407 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 109.180.348 | 93.138.223 | |
| b) attività finanziarie designate al fair value | - | - | |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. | 19.796.188 | 19.927.185 | |
| 30 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| 40 | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 114.386.742 | 87.822.334 |
| a) crediti verso banche | 73.155.924 | 41.906.398 | |
| b) crediti verso società finanziarie | 17.434.463 | 24.596.166 | |
| c) crediti verso clientela | 23.796.356 | 21.319.771 | |
| 50 | Derivati di copertura | 45.741 | 45.741 |
| 60 | Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | - | - |
| 70 | Partecipazioni | 628.160 | 628.160 |
| 80 | Attività materiali | 4.317.834 | 4.672.683 |
| 90 | Attività immateriali | 26.856.364 | 26.807.886 |
| di cui: | |||
| - avviamento | 24.153.008 | 24.153.008 | |
| 100 | Attività fiscali | 2.567.774 | 2.356.033 |
| a) correnti | 1.080.844 | 869.103 | |
| b) anticipate | 1.486.930 | 1.486.930 | |
| 110 | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - |
| 120 | Altre attività | 23.650.176 | 25.682.195 |
| Totale Attivo | 357.972.171 | 338.849.313 |
| Voci del Passivo e del Patrimonio Netto (importi in euro) | 31/03/2025 | 31/12/2024 | |
|---|---|---|---|
| 10 | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 169.213.309 | 163.704.062 |
| a) Debiti | 169.213.309 | 163.704.062 | |
| b) Titoli in circolazione | - | - | |
| 20 | Passività finanziarie di negoziazione | 33.638.566 | 27.873.986 |
| 30 | Passività finanziarie designate al fair value | - | - |
| 40 | Derivati di copertura | - | - |
| 50 | Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | ||
| 60 | Passività fiscali | 3.257.206 | 1.081.157 |
| a) correnti | 2.534.115 | 358.067 | |
| b) differite | 723.091 | 723.091 | |
| 70 | Passività associate ad attività in via di dismissione | - | - |
| 80 | Altre passività | 38.914.064 | 37.216.780 |
| 90 | Trattamento di fine rapporto del personale | 1.991.900 | 1.932.365 |
| 100 | Fondi per rischi e oneri | 1.107.617 | 2.047.842 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | - | - | |
| b) quiescenza e obblighi simili | - | - | |
| c) altri fondi rischi ed oneri | 1.107.617 | 2.047.842 | |
| 110 | Capitale | 11.969.426 | 11.969.426 |
| 120 | Azioni proprie (-) | (2.469.261) | (2.632.237) |
| 130 | Strumenti di capitale | - | - |
| 140 | Sovrapprezzi di emissione | 29.229.228 | 28.893.759 |
| 150 | Riserve | 66.415.943 | 52.694.843 |
| 160 | Riserve da valutazione | 25.690 | 25.690 |
| 170 | Utile (perdita) dell'esercizio | 4.678.484 | 14.041.641 |
| 180 | Patrimonio di pertinenza di terzi | - | - |
| Totale Passivo e Patrimonio Netto | 357.972.171 | 338.849.313 |

| Conto economico (importi in euro) | 31/03/2025 | 31/03/2024 | |
|---|---|---|---|
| 10 | Risultato netto dell'attività di negoziazione | 8.185.792 | 3.263.965 |
| 20 | Risultato netto dell'attività di copertura | - | - |
| 30 | Utile/perdita da cessione o riacquisto di: | - | - |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | - | - | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - | |
| c) passività finanziarie | - | - | |
| 40 | Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
224.161 | 1.331.660 |
| a) attività e passività finanziarie designate al fair value | - | - | |
| b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 224.161 | 1.331.660 | |
| 50 | Commissioni attive | 15.514.686 | 13.216.323 |
| 60 | Commissioni passive | (1.759.741) | (1.860.490) |
| 70 | Interessi attivi e proventi assimilati | 3.065.646 | 2.928.697 |
| di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo | 1.324.003 | 6.983.126 | |
| 80 | Interessi passivi e oneri assimilati | (2.701.926) | (2.937.597) |
| 90 | Dividendi e proventi simili | 862.505 | 1.116.573 |
| 110 | Margine di Intermediazione | 23.391.124 | 17.059.129 |
| 120 | Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: | (33.580) | 3.542 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; | (33.580) | 3.542 | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva. | - | - | |
| 130 | Risultato netto della gestione finanziaria | 23.357.544 | 17.062.671 |
| 140 | Spese amministrative: | (16.159.712) | (12.421.669) |
| a) spese per il personale | (11.554.265) | (8.177.194) | |
| b) altre spese amministrative | (4.605.447) | (4.244.476) | |
| 150 | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri | - | - |
| 160 | Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali | (459.641) | (446.097) |
| 170 | Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali | (31.995) | (43.610) |
| 180 | Altri proventi e oneri di gestione | (52.713) | 1.458 |
| 190 | Costi operativi | (16.704.060) | (12.909.918) |
| 200 | Utili (Perdite) delle partecipazioni | - | - |
| 210 | Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali | - | - |
| 220 | Rettifiche di valore dell'avviamento | - | - |
| 230 | Utili (Perdite) da cessione di investimenti | - | - |
| 240 | Utile (perdite) dell'attività corrente al lordo delle imposte | 6.653.484 | 4.152.753 |
| 250 | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (1.975.000) | (1.183.000) |
| 260 | Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte | 4.678.484 | 2.969.753 |
| 270 | Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte | - | - |
| 280 | Utile (perdita) dell'esercizio | 4.678.484 | 2.969.753 |
| 290 | Utile (Perdita) dell'esercizio di pertinenza di terzi | - | (92.128) |
| 300 | Utile (Perdita) dell'esercizio di pertinenza della capogruppo | 4.678.484 | 3.061.881 |
| Utile base per azione (basic EPS) | 0,09 | 0.06 | |
| Utile diluito per azione (diluted EPS) | 0,09 | 0.06 |

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