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Equita Group

Quarterly Report Nov 15, 2024

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Quarterly Report

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Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2024

"Dal 1973, EQUITA ha rappresentato un faro di indipendenza e competenza nel panorama finanziario italiano. L'indipendenza è stata il pilastro su cui abbiamo costruito il nostro successo, permettendoci di agire sempre nell'interesse dei nostri clienti."

"La nostra visione è sempre stata chiara: combinare eccellenza professionale con un'etica rigorosa per creare valore duraturo. "

"Ogni sfida affrontata è stata un'opportunità per crescere e migliorare, rafforzando la nostra posizione nel settore finanziario.1 "

Il Team EQUITA

In un mondo in continua evoluzione, EQUITA trasformerà ogni sfida in opportunità, consolidando la sua leadership nel settore finanziario con una visione chiara, innovativa e sostenibile.

1 Frasi estratte dal reportage "Una primula bianca nell'economia italiana. Mezzo secolo di Equita nel segno dell'indipendenza"

Informazioni chiave

Società capogruppo EQUITA Group S.p.A.
Sede Legale Via Filippo Turati, 9 - 20121 Milano
Codice Fiscale e Partita IVA 09204170964
Numero identificativo 20070.9
Capitale Sociale (i.v.) € 11.957.840,30
Numero iscrizione Registro Imprese 2075478
Mercato di quotazione Euronext Milan – Segmento STAR, Borsa Italiana
Ticker societario sul mercato BIT: EQUI

Nota: informazioni aggiornate alla data di redazione della presente relazione

Governo societario

Consiglio di amministrazione Collegio Sindacale

Sara Biglieri Presidente Franco Fondi Presidente
Andrea Vismara Amministratore Delegato Andrea Serra Sindaco effettivo
Stefania Milanesi Consigliere Andrea Conso Sindaco effettivo
Stefano Lustig Consigliere
Michela Zeme Consigliere (indipendente)
Silvia Demartini Consigliere (indipendente)
Matteo Bruno Lunelli Consigliere (indipendente)
Franco Fondi Presidente
Andrea Serra Sindaco effettivo
Andrea Conso Sindaco effettivo

Società di Revisione

EY S.p.A.

Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Stefania Milanesi (Chief Financial Officer e Chief Operating Officer)

Indice

Introduzione 4
Relazione intermedia sulla gestione 9
Scenario Macroeconomico 9
Analisi di mercato e tendenze di business 10
Performance finanziaria del Gruppo 11
Commento alle voci patrimoniali 26
Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del periodo 28
Evoluzione prevedibile della gestione 28
Le principali iniziative del 2024 29
…di Business 29
…di governance 32
Altre informazioni 32
Attività di ricerca e sviluppo 33
Processo di semplificazione normativa - Consob n. 18079 del 20 gennaio 2012 33
Rapporti con parti correlate 33
Sedi Secondarie 33
Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 34
Prospetti contabili 35

Introduzione

Highlights e dati di sintesi al 30 settembre 2024

Ricavi Netti da clienti

€50,4 m

Ricavi Netti Consolidati €55,7 m

Utile Netto Consolidato

Cost/Income ratio

Compensation/Revenues Adj. ratio 48%

Utile ante imposte

€14 m

Return on Tangible Equity (ROTE) 25%

IFR Ratio 3,6 x

€9,9 m

75%

dipendenti al 30 settembre 2024 195

Conto economico sintetico

€/m 9M'24 9M'23 Var. %
Global Markets 29,9 29,0 3%
Investment Banking 19,8 24,0 (18%)
Alternative Asset Management 6,0 6,5 (7%)
Ricavi Netti 55,7 59,5 (6%)
Spese per il Personale (26,4) (28,1) (6%)
Altre spese operative (15,3) (16,3) (6%)
Risultato ante imposte 14,0 15,1 (7%)
Imposte (4,3) (4,5)
Minoranze - (0,6) N/A
Risultato Netto 9,9 10,0 (1%)
Monetizzazione piani di incentivazione 0,0 (0,3) N/A
Risultato Netto (incl. LTIP) 9,9 9,7 2%

Note: "Ricavi netti" = voce CE110 Margine di intermediazione + CE200 Utile (perdite) delle partecipazioni; "Costo del personale"=voce CE140a) Spese del personale - "Amministratori e sindaci"+"Advisory Board & professional"; "Altre spese amministrative" = voce CE120 "Rettifiche e riprese di valore nette per rischio di credito" + CE140a) altre spese ministrative+ "Amministratori e sindaci"-"Advisory Board & professional" + CE160 Rettifiche di valore nette su attività materiali + CE170 Rettifiche di valore nette su attività immateriali + CE180 altri proventi e oneri di gestione; "Imposte"=voceCE250 imposte sul reddito del periodo; "Utile netto del periodo"=voce280 Utile (perdita) del periodo.

Il Gruppo in sintesi

EQUITA è la principale investment bank indipendente italiana e una delle prime piattaforme di alternative asset management in Italia. Con le sue attività, EQUITA supporta società quotate e private, istituzioni finanziarie, fondi di private equity e investitori istituzionali, sia italiani che esteri.

Fondata nel 1973, EQUITA vanta una ampia gamma di servizi e prodotti che includono consulenza finanziaria in operazioni di acquisizione e fusione (M&A), emissioni azionarie (ECM) ed obbligazionarie (DCM) sui mercati dei capitali, ristrutturazione del debito, intermediazione in conto terzi (Sales & Trading) e proprietaria, ricerca azionaria ed obbligazionaria, attività di corporate broking, gestione di fondi di private debt e di private equity, soluzioni per la gestione del portafoglio.

EQUITA si distingue dai propri competitors per la sua indipendenza, integrità ed esperienza, per il suo approccio incentrato sul cliente, e per la sua capacità di offrire la miglior soluzione anche in operazioni complesse.

EQUITA è inoltre riconosciuta sul mercato per la sua capacità di accedere ai mercati dei capitali, per il suo network di investitori, financial sponsors e società, e per il forte commitment del management team che rappresenta il primo azionista del gruppo.

Il Gruppo è quotato al segmento STAR di Euronext Milan con il simbolo "EQUI:MI".

Struttura societaria

Azionariato e capitale sociale

EQUITA, gruppo quotato sul segmento STAR di Euronext Milan – segmento dedicato alle medie imprese impegnate a rispettare requisiti di eccellenza in termini trasparenza, vocazione comunicativa, liquidità e governo societario – vede nel suo azionariato i propri manager e dipendenti con una quota del 40% del capitale sociale e il 54% dei diritti di voto sul capitale.

Una partnership di managers e professionisti, quotata sul mercato

A tale quota si aggiunge il 5% di azioni proprie detenute dalla Capogruppo.

Tra gli azionisti rilevanti, Fenera Holding con il 5% del capitale sociale e il 7% dei diritti di voto. Il flottante è pari al 50% del capitale sociale e al 39% dei diritti di voto. All'interno del flottate, alcune famiglie, imprenditori e istituzioni che a maggio 2022 avevano acquistato dal management una quota del 12% circa del capitale sociale (8% dei diritti di voto).

Nella seguente tavola sono rappresentate graficamente le percentuali di possesso delle azioni di EQUITA. In particolare, nella fascia esterna si riporta l'allocazione rispetto al capitale sociale mentre nella fascia interna rispetto ai diritti di voto.

Note: dati a ottobre 2024

Voto Maggiorato

Qualsiasi azionista di EQUITA può richiedere e ottenere il voto maggiorato, previa iscrizione nell'apposito registro e condizionato al possesso continuativo delle azioni per almeno 24 mesi.

Per maggiori informazioni si prega di prendere visione dello Statuto della Società e del regolamento per la maggiorazione del voto disponibile sul sito www.equita.eu.

Aree di attività

Global Markets

EQUITA, tramite EQUITA SIM, ricopre il ruolo di principale broker indipendente in Italia e offre ai propri clienti istituzionali servizi di intermediazione su azioni, obbligazioni, derivati ed ETF. EQUITA supporta le decisioni degli investitori con analisi e idee di investimento sul mercato finanziario italiano ed europeo.

Investment Banking

EQUITA, tramite EQUITA SIM, EQUITA Mid Cap Advisory ed EQUITA Real Estate, offre consulenza di alto profilo dedicata a operazioni di finanza straordinaria, M&A, collocamenti ed emissioni su mercati azionari ed obbligazionari, rivolta a tutte le tipologie di clientela, dai grandi gruppi industriali alle piccole e medie imprese, dalle istituzioni finanziarie fino al settore pubblico. Inoltre, EQUITA affianca grandi società, family business e investitori nelle loro operazioni crossborder, in particolare nel segmento midmarket, posizionandosi stabilmente nella top ten italiana dei principali advisor finanziari, grazie anche alla recente collaborazione con Clairfield, la partnership di primarie società di M&A advisory e corporate finance in tutto il mondo.

Alternative Asset Management

EQUITA, attraverso la controllata EQUITA Capital SGR, mette al servizio di investitori istituzionali e gruppi bancari le proprie competenze nella gestione di asset liquidi e illiquidi e la profonda conoscenza dei mercati finanziari, in particolare delle mid e small caps, con un focus su strategie di gestione basate sull'expertise del Gruppo e su asset alternativi come il private debt.

Team di Ricerca

Tutte le aree di business sono supportate dal team di Ricerca di EQUITA (EQUITA SIM), da anni tra i migliori in Italia e riconosciuto dai principali investitori istituzionali nazionali ed internazionali per la sua eccellenza.

EQUITA su Euronext Milan

Codice ISIN IT0005312027 / IT0005356271 Indici
Ticker di riferimento EQUI:IM / EQUI:MI FTSE All-Share Capped
FTSE Italia All-Share
Mercato Euronext Milan (Segmento STAR) FTSE Italia STAR
Segmento STAR FTSE Italia Small Cap

Informazioni sul titolo e sul capitale

Informazioni chiave sul titolo

2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 9M'24
Capitalizzazione di mercato (€m, fine periodo) 151 162 143 122 192 185 189 219
Prezzo azione (€)
Ultimo (fine periodo) 3,02 3,24 2,85 2,43 3,82 3,64 3,68 4,17
Medio (periodo) 3,06 3,21 2,83 2,42 3,23 3,62 3,72 3,85
Minimo (periodo) 2,97 2,98 2,48 1,98 2,43 3,06 3,37 3,61
Massimo (periodo) 3,15 3,57 3,24 2,99 3,93 4,09 4,06 4,18
Numero azioni (in milioni, a fine periodo)
Totale 50,0 50,0 50,0 50,0 50,2 50,9 51,3 52,4
di cui outstanding 45,3 45,5 45,5 45,9 46,2 47,0 48,2 49,8
di cui azioni proprie 4,7 4,5 4,5 4,1 4,1 3,9 3,1 2,6

Andamento del titolo

Ritorni dall'IPO
al 30 settembre 2024
EQUI:MI FTSE Italia STAR FTSE Italia MidCap FTSE Italia Fin.
Services
Price Return 44% 25% 10% 66%
Total Shareholder Return 136% 46% 33% 123%

Relazione intermedia sulla gestione

Scenario Macroeconomico

Nel 2024, le prospettive di crescita globale rimangono modeste, con segnali di rallentamento dopo un miglioramento nella prima parte dell'anno, principalmente a causa della debolezza dell'attività manifatturiera. Negli Stati Uniti l'economia resta al momento robusta (PIL +3.0% annualizzato nel 2Q24), mentre in Europa la crescita rimane meno brillante (PIL Eurozona +0.6% YoY nel 2Q24), con il governo tedesco che si aspetta una contrazione nell'attività economica pari al -0.2% nel 2024. In Cina la domanda interna è ancora frenata dalla crisi immobiliare. Tale condizione ha portato il governo cinese a svelare un consistente pacchetto di stimoli stimato in ca. €450bn per sostenere l'economia. Secondo l'OCSE, il PIL mondiale crescerà più del 3% nel 2024-2025, in linea con il 2023 ma comunque inferiore alla media del periodo pre-Covid.

Le banche centrali stanno di conseguenza ricalibrando le politiche monetarie alla luce sia della normalizzazione dell'inflazione che della scarsa tonicità dell'economia reale, seppur con differenze tra aree geografiche. Nel trimestre, la FED ha iniziato il ciclo di ribasso dei tassi (-50bps nella riunione di settembre al 4.75-5.0%) con un'economia ancora forte, sebbene con segnali di raffreddamento per quanto riguarda il mercato del lavoro. In Europa, la BCE ha ridotto i tassi di riferimento per tre volte nelle ultime quattro riunioni (-75bps rispetto a inizio giugno), sulla scia di un outlook stagnante (sostenuto dai servizi) e di una riduzione delle proiezioni di inflazione nell'Eurozona da parte degli economisti della BCE (vista al 2.2% nel 2025 e all'1.9% nel 2026).

In Italia, la crescita è proseguita a ritmi moderati (+0.7% YoY al 1H24, stima ISTAT 2024 +0.7% YoY) grazie ai consumi interni, sostenuti in prevalenza dal recupero del reddito disponibile, mentre le esportazioni restano deboli. L'inflazione è scesa (CPI +0.7% YoY), soprattutto grazie alla riduzione dei prezzi dell'energia, mentre la componente "Core" rimane leggermente più elevata ma comunque sotto l'obiettivo della BCE (+1.8% YoY). Infine, il Governo italiano ha approvato il DPB a medio termine, che prevede una crescita moderata della spesa pubblica e un disavanzo sotto il 3% del PIL entro il 2026 e un rapporto debito/PIL, dopo una leggera crescita nel breve termine, visto scendere a partire dal 2027.

Analisi di mercato e tendenze di business

Nella prima parte del 2024, le condizioni dei mercati finanziari hanno continuato a migliorare, per effetto delle attese di un allentamento della politica monetaria da parte delle principali banche centrali, delle aspettative sugli utili, controbilanciati dall'inaspettata incertezza politica in Francia. In particolare, nel primo trimestre dell'anno si è ridotto il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e i corrispondenti titoli tedeschi, anche per l'elevata domanda dei primi da parte degli investitori, successivamente il differenziale è rimasto stabile per effetto delle citate incertezze politiche europee. Il susseguirsi di tagli ai tassi di interesse della BCE ha contribuito, da luglio, a ridurre i rendimenti dei titoli pubblici dell'area dell'euro ribilanciando i portafogli verso paesi percepiti come meno rischiosi, favorendo l'allargamento del differenziale di rendimento dei titoli decennali italiani, che nel periodo estivo hanno registrato forti oscillazioni.

I corsi azionari in Italia sono cresciuti sino ad aprile, in concomitanza con gli annunci sui dividendi. La battuta di arresto è sorta con le incertezze politiche francesi per poi riprendere fiato dopo il primo turno. Durante l'estate il mercato azionario ha subito un periodo di forti variazioni, generando un elevato grado di volatilità. In agosto si sono rilevate le maggiori flessioni per poi recuperare rapidamente a fine mese. Da inizio anno il settore che ha registrato la maggior crescita è quello finanziario (+7,8%).

I volumi azionari negoziati sull'MTA nei nove mesi del 2024 sono stati in significativo aumento (+12%) rispetto allo stesso periodo del 2023. L'indice principale di borsa – FTSE MIB – è passato da 30 mila punti a fine 2023 a circa 34 mila punti a fine settembre 2024 (28 punti a settembre 2023).

Per quanto riguarda il mercato primario, il periodo in esame ha visto un'attività molto contenuta e concentrata sul segmento Growth. In particolare, sono state realizzate n. 18 IPO (rispetto alle n. 35 a settembre 2023). Inoltre, si segnalano ben n. 22 delisting, di cui n.11 dal mercato principale (n.25 nello stesso periodo del 2023, di cui n. 6 dal mercato principale).

Dal punto di vista delle operazioni di corporate finance, i primi nove mesi del 2024 hanno registrato un andamento positivo in tutti i nove mesi dell'anno in contrapposizioni alle performance degli anni. L'ultimo trimestre dell'anno incorpora ancora pipeline importanti.

La crescita dell'M&A è stata evidente sia a livello globale, influenzata dall'andamento macroeconomico, sia a livello locale. In Italia nei primi nove mesi del 2024 sono state registrate operazioni per circa 61,1 miliardi di euro (+147% rispetto allo stesso periodo del 2023) superando anche i controvalori registrati nell'intero 2023 (pari a circa 38 miliardi di euro). Nel terzo trimestre in particolare sono stati conclusi n. 3 importanti deal sopra il miliardo di euro che si aggiungono agli oltre i 10 chiusi nella prima metà dell'anno.

Dal punto di vista dei volumi, dopo un primo trimestre fiacco – n. 272 deal (-24,4% rispetto al primo trimestre 2023) – nel secondo trimestre i deal sono stati a ben n. 411 e nel terzo trimestre n. 333 per un totale di n. 1.016 operazioni nei nove mesi del 2024 (in linea con il primo semestre record dello scorso anno pari a 1.007).

Performance finanziaria del Gruppo

Il conto economico, per il periodo chiuso al 30 settembre 2024, ha registrato un utile consolidato pari a € 9,9 milioni circa, in lieve aumento (+2%) rispetto allo stesso periodo del 2023.

I ricavi netti dei nove mesi del 2024 sono stati pari a €55,7 milioni, che si confrontano con €59,5 milioni registrati nello stesso periodo del 2023, in diminuzione del 6%. Nella tabella seguente viene riportata l'evoluzione trimestrale dei ricavi netti, per area di business.

Global Markets

Focus sul settore dei mercati finanziari

Politica Monetaria

Nel corso del primo trimestre 2024 le politiche monetarie europee e statunitensi hanno continuato a essere modellate in funzione dell'andamento dell'inflazione. In particolare, nel primo trimestre e sino alla seduta di aprile, il Consiglio direttivo della BCE ha lasciato invariati i tassi di interesse ufficiali. In giugno e in ottobre il Consiglio ha ridotto complessivamente di 50 punti base i tassi di riferimento, ribadendo di essere determinato a far sì che l'inflazione torni tempestivamente al suo obiettivo di medio termine, mantenendo i tassi su un livello sufficientemente restrittivo fino a quando sarà ritenuto necessario.

L'ammontare del portafoglio detenuto dall'Eurosistema nell'ambito del programma di acquisto di attività finanziarie (Asset Purchase Programme, APP) continua a diminuire a un ritmo misurato e prevedibile (era pari a 2.932 miliardi di euro alla fine di marzo, 2.835 miliardi di euro alla fine giugno e 2.761 miliardi a fine settembre).

Con riferimento al programma di acquisto di titoli pubblici e privati per l'emergenza pandemica (Pandemic Emergency Purchase Programme, PEPP), il Consiglio direttivo ha confermato che nella seconda metà dell'anno intende ridurre il portafoglio, per terminare i reinvestimenti alla fine del 2024.

Il totale dei finanziamenti erogati con la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, TLTRO3) e ancora detenuti dal sistema bancario è pari a 29 miliardi per l'area euro e a 12 miliardi per l'Italia.

Dalla metà di gennaio le attese di riduzione dei tassi di riferimento implicite nei contratti swap sul tasso €STR si sono attenuate. Il primo taglio del tasso €STR avvenuto a giugno 2024 e pari a 25 punti base, ha portato il tasso €STR a 4,25%. Il profilo dei rendimenti nei contratti swap sul tasso €STR osservato dall'inizio di luglio indicava che i mercati si attendevano un taglio di 25 punti base in settembre e un'ulteriore riduzione della stessa entità entro la fine dell'anno chiudendo quindi il 2024 a 3,75%. Entrambe le previsioni si sono realizzate.

Nei primi mesi dell'anno il rendimento dei titoli di Stato decennali italiani ha mostrato oscillazioni che hanno riflesso le attese sull'allentamento delle politiche monetarie nelle economie avanzate, mantenendosi di poco superiore al livello raggiunto alla fine del 2023. L'incertezza è proseguita anche nei mesi successivi e per tutto il periodo estivo. La riduzione dei tassi di interesse da parte della BCE, essendo ampiamente prevista, non ha avuto effetti di rilievo. Nel complesso, tra la prima decade di gennaio e la metà di aprile il rendimento decennale è lievemente salito (di circa 15 punti base), al 3,9%, mantenendosi allo stesso livello tra aprile e la prima decade di luglio. Successivamente e fino ad inizio ottobre il rendimento decennale italiano è diminuito di 38 punti base, al 3,5%. A questo calo hanno contribuito, specie nella prima fase, la rinnovata fiducia degli investitori nel processo di disinflazione nell'area dell'euro e le conseguenti attese sulla politica monetaria.

Dopo le elezioni europee il differenziale di rendimento rispetto ai titoli pubblici tedeschi si è ampliato sulla scadenza decennale in Francia e nei paesi periferici dell'area dell'euro. In Italia il differenziale è inizialmente cresciuto, per poi scendere a 135 punti base, al di sotto dei livelli registrati in aprile e sotto i 130 bps di ottobre. La volatilità implicita nei contratti derivati sul titolo di Stato decennale italiano è rimasta invariata, mentre le condizioni di liquidità si sono mantenute distese.

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito l'orientamento delle politiche monetarie si sono mantenute restrittive; infatti, nei primi mesi dell'anno si è arrestata la disinflazione negli Stati Uniti per poi riprendere il percorso di contrazione in primavera fino a raggiungere ad agosto il 2,5%, per l'inflazione al consumo, il 3,2% per la componente di fondo. Sino a giugno la Federal Reserve e la Bank of England hanno lasciato invariati i tassi di riferimento e comunicato che l'orientamento rimarrà restrittivo fino al consolidarsi del calo dell'inflazione (ad agosto pari al 2%); la Banca del Giappone ha innalzato i tassi ufficiali per la prima volta dal 2007, portandoli su livelli positivi, e ha interrotto la strategia di controllo della curva dei rendimenti. Nei mesi successivi anche in Giappone i tassi sono rimasti invariati con un'inflazione al consumo aumentata al 3%.

Inflazione

In Italia, negli ultimi mesi l'inflazione complessiva è rimasta su valori bassi e la componente di fondo si è ridotta lievemente. La disinflazione si è confermata più lenta per i servizi, per effetto sia delle componenti i cui listini si adeguano con ritardo all'andamento dell'indice generale, sia delle voci connesse con il turismo, per le quali la domanda nel periodo estivo è rimasta elevata. Nelle proiezioni di Banca d'Italia l'inflazione al consumo si collocherà su valori contenuti, all'1,1% nel 2024 e a poco più dell'1,6% nella media del biennio 2025-26.

Mercati finanziari internazionali

Nei nove mesi, le condizioni dei mercati finanziari sono rimaste nel complesso distese. Nell'area dell'euro hanno inciso sui corsi azionari le dinamiche dell'incertezza politica fino al mese di agosto, registrando una forte diminuzione e un deciso aumento della volatilità, per poi recuperare nel complesso nei giorni successivi. I corsi azionari statunitensi sono stati interessati da tensioni ad inizio agosto, in particolare nel settore tecnologico, in un contesto di repentino aumento della volatilità, per poi rientrare in occasione della pubblicazione dei dati macroeconomici che hanno rassicurato gli operatori di mercato sull'andamento dell'economia statunitense.

Nella prima metà del 2024, i rendimenti sui titoli pubblici a lungo termine sono tornati a salire nelle principali economie avanzate. L'inversione di tendenza è stata determinata nel primo trimestre dal posticipo nelle attese degli investitori, dell'allentamento monetario della Federal Reserve a causa della robustezza della crescita economica e del mercato del lavoro nonché della maggiore incertezza riguardo la rapidità della disinflazione negli Stati Uniti.

Nel primo semestre, il tasso di cambio effettivo nominale della moneta unica contro le valute dei principali partner commerciali dell'area si è mantenuto pressoché invariato. A partire dal mese di luglio l'euro si è lievemente apprezzato, mentre il dollaro si è nel complesso deprezzato rispetto alle valute delle maggiori economie avanzate quale conseguenza delle attese di un allentamento monetario negli Stati Uniti, che hanno poi trovato conferma nella decisione presa dalla Federal Reserve nella riunione di settembre. Al deprezzamento nei confronti dello yen ha contribuito anche l'orientamento più restrittivo della politica monetaria giapponese.

Mercato finanziario italiano

Le condizioni dettate dalla politica monetaria europea e gli aspetti congiunturali hanno influito anche in Italia sulle condizioni del credito per le banche e per le imprese.

Dopo il lieve aumento di fine 2023, i prestiti alle aziende hanno proseguito con un percorso in discesa chiudendo ad agosto con un -8,7% (sui tre mesi e in ragione d'anno). Il calo ha riflesso l'elevato livello dei tassi di interesse applicato ai nuovi prestiti (sopra il 5%) mantenendosi su livelli prossimi ai massimi raggiunti nello scorcio del 2023.

Nei primi sei mesi del 2024 la riduzione dei prestiti bancari alle aziende si è associata a una riduzione delle emissioni nette di obbligazioni delle società non finanziarie, quasi dimezzate rispetto al trimestre precedente (€2,2 miliardi nel secondo trimestre, €4,3 miliardi nel primo trimestre e €1,1 miliardi nel quarto trimestre del 2023). Il finanziamento netto mediante capitale di rischio è risultato invece contenuto. Nel terzo trimestre, in base ai dati preliminari di fonte Bloomberg, le emissioni nette delle società non finanziarie risulterebbero in aumento. Dalla metà di febbraio i rendimenti delle obbligazioni delle società non finanziarie italiane si sono mantenuti sostanzialmente invariati, mentre da luglio è stata registrata una diminuzione di 40 bps circa, sostanzialmente in linea con la riduzione dei tassi privi di rischio sulle scadenze a medio termine.

Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2024

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Dalla prima decade di gennaio, le attese di un orientamento meno restrittivo della politica monetaria e la maggiore propensione al rischio degli investitori hanno contribuito al rapido rialzo delle quotazioni azionarie in Italia e nell'area dell'euro; da aprile e fino alla metà di luglio invece le quotazioni si sono sostanzialmente stabilizzate, anche alla luce delle incertezze politiche legate alle elezioni francesi. La loro volatilità implicita è rimasta su livelli contenuti. Dall'inizio di agosto i corsi azionari italiani, risentendo degli andamenti osservati su scala globale, hanno subito una decisa flessione, per poi recuperare rapidamente nei giorni successivi. Nel complesso, tra la prima decade di luglio e l'inizio di ottobre le variazioni dell'indice generale di borsa sono state contenute (-1,6%); le quotazioni delle banche sono cresciute del 7,8%, più della media dell'area dell'euro (che

nel periodo è rimasta stabile). La volatilità implicita è aumentata, toccando all'inizio di agosto valori non lontani da quelli raggiunti in giugno dopo le elezioni in Francia.

La crescita dei corsi degli istituti di credito italiani è stata più accentuata rispetto sia a quella dell'indice generale, sia a quella delle quotazioni delle banche dell'area euro. Questa tendenza è stata favorita dalla buona redditività del comparto bancario italiano, che nelle aspettative degli operatori dovrebbe proseguire nel corso del 2024.

Nei primi nove mesi dell'anno il rendimento dei titoli di Stato decennali italiani ha mostrato oscillazioni che hanno riflesso le attese sull'allentamento delle politiche monetarie nelle economie avanzate. A partire da giugno, oltre all'incertezza sulle prospettive dell'attività economica si, è aggiunta quella sulla situazione politica, con l'annuncio di elezioni legislative in Francia. La riduzione dei tassi di interesse da parte della BCE, ampiamente prevista, non ha avuto effetti di rilievo. Nel complesso, tra la prima decade di gennaio e la metà di aprile il rendimento decennale è lievemente salito (di circa 15 punti base), per attestarsi a 3,9% sino a metà luglio. Tra la prima decade di luglio e l'inizio di ottobre il rendimento decennale italiano è diminuito di 38 punti base, al 3,5%. A questo calo hanno contribuito, specie nella prima fase, la rinnovata fiducia degli investitori nel processo di disinflazione nell'area dell'euro e le conseguenti attese sulla politica monetaria.

Ad inizio ottobre 2024, il differenziale di rendimento con i corrispondenti titoli tedeschi si è ridotto portandosi a 130 punti base, il valore minimo

registrato dall'inizio del 2022. Vi ha contribuito la forte domanda di titoli di stato italiani, favorita anche dal collocamento di quelli dedicati ai piccoli risparmiatori e dal rafforzamento della percezione di stabilità politica del Paese tra gli operatori di mercato. La volatilità implicita nei contratti derivati sul titolo di Stato decennale italiano è rimasta invariata, mentre le condizioni di liquidità si mantengono distese.

Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2024

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Infine, tra l'inizio di gennaio e la metà di luglio i rendimenti delle obbligazioni delle società non finanziarie italiane sono rimasti contenuti così come i differenziali tra il tasso privo di rischio e i rendimenti delle obbligazioni emesse dalle società non finanziarie e dalle banche. Dall'inizio di luglio i differenziali sono invece sensibilmente diminuiti.

Posizionamento di Mercato

Sulla base della consueta analisi statistica condotta da AMF, nei primi nove mesi del 2024, il Gruppo ha registrato una quota di mercato in termini di controvalori intermediati sul mercato MTA in conto terzi pari a 8,2% (4° posto) sul totale dei volumi scambiati sul mercato MTA – azioni, in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2023 (pari a 7,4%). Il contesto di mercato ha visto un generale incremento dei volumi intermediati (sull'Euronext Milan Domestic 12%) ed EQUITA ha sovraperformato crescendo del 24%.

Per quanto riguarda i controvalori delle obbligazioni intermediate (mercati MOT, EUROMOT, EuroTLX e Vorvel), il mercato ha registrato una crescita nel periodo del 17%, tuttavia EQUITA ha registrato una riduzione dei controvalori intermediati del 2% mantenendo, comunque, il quarto posto in termini di posizionamento della quota di mercato.

Performance Economica

Nei primi nove mesi del 2024 i Ricavi Netti generati dalle attività di trading che costituiscono il Global Markets, ammontano a €29,9 milioni in aumento del 3% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2023 (€29 milioni).

All'interno del Global Markets, il risultato dell'intermediazione in conto terzi ha registrato un'ottima performance segnando una crescita del 8% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tale crescita è stata spinta da mercati e dalla costante attenzione al cliente posta dal team del Sales & trading. Il risultato positivo di questa area è stato accompagnato dalla performance del Client Driven e Market Making, in crescita anch'esso dell'8%, mentre il portafoglio direzionale non è riuscito a replicare la performance interessante del 2023 in cui si era concretizzato il contributo dei prodotti obbligazionari in grande slancio.

Di seguito si riporta l'analisi per prodotto – mercato del Global Markets.

Client Related Business

Sales and Trading

Il trading istituzionale ha beneficiato nei nove mesi del buon andamento dei mercati grazie ad una ripresa dell'interesse per i prodotti equity Italia, nonostante una volatilità contenuta. Con riferimento all'andamento della volatilità del nostro indice, nel terzo trimestre, è rimasta nel range degli 11% - 15%, con un picco al 18% il 6 settembre. Nel secondo trimestre si era registrato un piccolo segnale di ripresa con il VIX in area 20% per poi

ritracciare su fine mese al 15,5% per la scadenza più vicina. La curva future del VIX ha toccato il massimo relativo nel mese in area 13,3% per poi chiudere a fine mese al 13%. I futures continuano a vedere le volatilità in aumento intorno al 18,5% per i prossimi sei mesi.

Anche l'area di Retail Hub ha intercettato un buon andamento negli scambi sia sul mercato italiano sia su quello americano del Nasdaq.

I ricavi netti del Sales & trading nei nove mesi si sono attestati ad € 15,8 milioni in aumento rispetto allo stesso periodo del 2023 (+8%).

Client Driven & Market Making

I prodotti gestiti dai desk di proprietà, ma di tipo Client Driven & Market Making, hanno confermato buone performance per quanto riguarda l'equity e i certificates mentre in contrazione risultano i prodotti Client Driven bond e Derivative.

In termini di strumenti quotati come Specialist - liquidity provider, EQUITA quota di circa 2.600 strumenti. EQUITA ha agito come market maker per le obbligazioni societarie, i certificati e altri strumenti quotati sui mercati MOT, SeDeX, EuroTLX, Vorvel e Hi-Cert.

EQUITA ha altresì svolto il ruolo di operatore incaricato per conto di n.8 SGR all'interno del mercato dei fondi aperti.

I ricavi netti dell'area Client Driven & Market Making sono pari a €10,3 milioni rispetto a €9,5 milioni nei primi nove mesi del 2023 (+8%).

Trading Direzionale

Come descritto in precedenza, la performance del mercato italiano sui nove mesi è stata complessivamente positiva, con l'indice che ha segnato a fine settembre +12% da inizio anno.

Nei nove mesi del 2024, i settori che hanno performato positivamente e a doppia cifra sono stati le materie prime (+21,2%), l'industrial (+20,9%), i financial (+42,6%); in controtendenza le tecnologie (-34,8%) e i beni di consumo (-20,4 %).

I ricavi netti delle attività di trading direzionale ammontano al 30 settembre 2024 ad €3,9 milioni che si confrontano con €4,9 registrati nello stesso periodo del 2023.

Nel risultato del portafoglio di proprietà rientrano anche gli interessi netti al costo ammortizzato maturati sul portafoglio di investimento costituito nel mese di settembre 2022.

Investment Banking

Focus sul settore dell'Investment Banking

Nei primi nove mesi del 2024 il mercato M&A in Italia ha mostrato una significativa ripresa in termini di controvalore, facendo registrare operazioni per un controvalore di circa €61 miliardi, in aumento del 147% rispetto ai €25 miliardi dei primi nove mesi del 2023. Nel terzo trimestre 2024 sono state realizzate 3 operazioni di controvalore superiore al miliardo di euro, che si aggiungono alle oltre 10 concluse nel primo semestre 2024. In termini di numero di operazioni, dopo un primo trimestre 2024 debole (272 operazioni rispetto a 360 del primo trimestre 2023), nel secondo e nel terzo trimestre il mercato ha recuperato i livelli raggiunti nello stesso periodo dell'anno precedente, con 1.016 operazioni realizzate, rispetto alle 1.007 dei primi nove mesi del 2023 (Fonte: KPMG).

Le operazioni di Equity Capital Markets realizzate sul mercato italiano continuano a mostrare segnali di debolezza. Nonostante il numero di operazioni sia cresciuto da 35, per un controvalore di €2,3 miliardi, nei primi nove mesi del 2023 a 50, per un controvalore di €5,6 miliardi, nei primi nove mesi del 2024, la crescita è principalmente attribuibile alle operazioni di Accelerated Bookbuilding. Il mercato delle IPO non evidenzia ancora segnali di miglioramento, considerato che le 18 operazioni realizzate nei primi nove mesi del 2024 hanno registrato un controvalore complessivo di circa €183 milioni, a fronte di 28 operazioni per un controvalore di oltre €1,4 miliardi nello stesso periodo del 2023 (Fonte: elaborazioni EQUITA Group su dati Dealogic).

Infine, le operazioni di Debt Capital Markets realizzate sul mercato italiano nei primi nove mesi del 2024, con specifico riferimento all'emissione di prestiti obbligazionari di emittenti corporate, hanno fatto registrare una crescita rispetto ai risultati dello stesso periodo dell'anno precedente, passando da un controvalore di €27,3 miliardi e 45 operazioni nei primi nove mesi del 2023 a €30,2 miliardi e 53 operazioni nei primi nove mesi del 2024 (Fonte: elaborazioni EQUITA Group su dati BondRadar)

Posizionamento di mercato

Equity Capital Markets

Nei primi nove mesi del 2024 EQUITA ha svolto, tra l'altro, il ruolo di Sole Bookrunner nell'Accelerated Bookbuilding avente ad oggetto azioni Garofalo Health Care, per un controvalore di €16 milioni, Sole Bookrunner nell'Accelerated Bookbuilding Offering primario avente ad oggetto azioni Racing Force Group, per un controvalore di €7,5 milioni, Intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di scambio avente ad oggetto i warrant KME Group, intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto azioni Openjobmetis, intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto azioni proprie Indel B e Intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria avente ad oggetto azioni UnipolSai.

Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2024

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Debt Capital Markets, Debt Advisory e Debt Restructuring

Per quanto riguarda le operazioni di Debt Capital Markets, nei primi nove mesi del 2024 EQUITA ha svolto, tra l'altro, il ruolo di Placement Agent per l'emissione del prestito obbligazionario Senior Unsecured da €290,5 milioni di Tamburi Investment Partners, Placement Agent per l'emissione del prestito obbligazionario Green Senior Unsecured da €250 milioni di Alperia, Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Social Senior Preferred da €500 milioni emesso da Iccrea Banca, Co-Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Green Senior Preferred da €500 milioni emesso da BPER Banca, Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Senior Preferred da €400 milioni emesso da Banca Ifis, Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Social Senior Preferred da €300 milioni di BFF Banking Group, Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Senior Preferred Green da €500 milioni di Banca Popolare di Sondrio.

Inoltre, nel primo semestre 2024 EQUITA ha assistito KME Group nell'operazione di liability management delle obbligazioni emesse, realizzata tramite un'offerta pubblica in scambio e sottoscrizione del prestito obbligazionario "KME Group S.p.A. 2024 – 2029", completata ad agosto 2024. A settembre 2024, KME Group ha annunciato la riapertura dell'offerta pubblica in scambio e sottoscrizione, la cui conclusione è attesa entro la fine del 2024.

Mergers and Acquisitions

Nell'ambito delle attività di Merger & Acquisitions, nei primi nove mesi del 2024 EQUITA, anche per il tramite della controllata EQUITA Mid Cap Advisory, ha svolto, tra l'altro, il ruolo di consulente finanziario degli azionisti di Viridis Energia nella cessione dell'80% del capitale della società a FNM, di Arcadia nell'accordo di partnership tra Chiorino Technology, portfolio company di Arcadia, e G.M. Leather, che ha previsto l'ingresso con una quota di minoranza di G.M. Leather in Chiorino Technology, di Gruppo Eredi Campidonico nella cessione di un ramo di azienda costituito da 22 impianti di distribuzione di carburante per autotrazione a Retitalia, di GPI nella cessione di Argentea a Zucchetti Hospitality, di Galileo nella partnership con GreenIT per lo sviluppo di otto progetti fotovoltaici in Italia, degli Amministratori Indipendenti di Civitanavi Systems nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Honeywell International sulle azioni della società, di Gyrus Capital nella cessione di Intellera Consulting ad Accenture, di un azionista di minoranza di Ricami NBM nella cessione della relativa partecipazione a Gruppo Florence, e nel successivo reinvestimento in Gruppo Florence, di Ariadne Group nella cessione a DGS, portfolio company di H.I.G. Capital, degli Amministratori Indipendenti di Salcef Group nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto obbligatoria totalitaria promossa da Morgan Stanley Infrastructure sulle azioni della società, di Newlat Food nell'acquisizione di Princes, di OME Metallurgica Erbese, portfolio company di IGI Private Equity, nell'acquisizione di Jungeblodt, di Clessidra Private Equity nell'acquisizione del 70% del capitale di Molino Nicoli, di Groupe CRIT nell'offerta pubblica di acquisto su Openjobmetis, degli Amministratori Indipendenti di Alkemy nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Retex sulle azioni della società, di Macquarie Asset Management nella cessione del 40% di Hydro Dolomiti Energia al Gruppo Dolomiti Energia, di Assietta Private Equity e degli altri azionisti di minoranza di Naturalia Tantum nella cessione della società ad H.I.G. Capital, di AXA Italia nell'acquisizione di Nobis, degli Amministratori Indipendenti di Unieuro nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Fnac-Darty e RUBY Equity Investment sulle azioni della società, di Trinity International Education nell'acquisizione di St. Andrew's College Language Schools, della famiglia Barbieri nella cessione di Giulio Barbieri a Gruppo BAT, portfolio company di ProA Capital, di Star Capital nella cessione di GLM a Remus Holding e di Mantero nell'acquisizione del 70% del capitale di Maglificio ITES.

Dopo il 30 settembre 2024, EQUITA ha inoltre svolto il ruolo di consulente finanziario degli Amministratori Indipendenti e del Consiglio di amministrazione di Servizi Italia nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Cometa sulle azioni della società e di Star Connect, portfolio company di STAR Capital, nell'acquisizione di Percon.

Attività di Corporate Broking e Specialist

L'attività di Corporate Broking continua a rappresentare un'area strategica, soprattutto in termini di cross-selling e cross-fertilization di altri prodotti e servizi di Investment Banking. Nel corso dei primi nove mesi del 2024, il numero di mandati di Corporate Broker e di Specialist non ha subito sostanziali modifiche.

Performance Economica

Il contesto di mercato ha condizionato l'andamento della linea di business Investment Banking che nei nove mesi del 2024 ha registrato ricavi netti pari a €19,8 milioni, in calo del 18% rispetto ai ricavi netti di €24 milioni del medesimo periodo dell'esercizio 2023. Come descritto in precedenza, la contrazione complessiva registrata nel periodo è dovuta al debole risultato dell'equity Capital Market. Le altre linee di prodotto hanno invece performato positivamente segnando una crescita a doppia cifra rispetto ai nove mesi dell'esercizio precedente.

Alternative Asset Management

Posizionamento di Mercato

L'area degli investimenti alternativi ha visto nel semestre un incremento delle masse in gestione grazie alla realizzazione del primo closing del fondo EGIF. In particolare, gli Asset sono passati complessivamente da 918 a fine settembre 2023 a 1.020 a fine settembre 2024.

Nella tabella seguente viene esposta la ripartizione degli AUM in base alla tipologia di gestione.

Gli Assets under Management considerano il naturale decalage nelle masse dei fondi alternativi di private debt dovuto ai rimborsi degli investimenti.

Portfolio Management

Alla fine del terzo trimestre del 2024 gli asset del portfolio management sono pari a €445 milioni, contro i € 546 milioni di inizio anno. Il calo è dovuto al fatto che l'effetto positivo della performance è stato più che compensato dall'impatto degli outflows (-€133 milioni).

Gli outflows sono da attribuire per circa €128 milioni ai fondi in delega e per circa €5 milioni alle gestioni patrimoniali.

I dati sugli outflows scontano il termine del mandato di gestione relativo al fondo Euromobiliare Equity Selected Dividend avvenuto in data 15 settembre 2024. In tale data il fondo aveva AUM pari a €77 milioni.

Il team gestisce in delega tre linee patrimoniali a benchmark, un fondo flessibile con limite di VAR, tre fondi interni dedicati sottostanti le polizze vita di un importante gruppo europeo ed infine fornisce consulenza per una linea azionaria europea a benchmark.

La performance lorda media delle tre gestioni patrimoniali, ponderata per gli AUM, nei primi nove mesi 2024 è stata positiva in termini assoluti (+9,46%) e migliore rispetto al benchmark (+226 bps) soprattutto grazie alle linee focalizzate sulle blue chips.

Il fondo flessibile Euromobiliare Equity Mid Small Cap ha registrato nei primi nove mesi del 2024 una performance netta di +7,2%, molto soddisfacente se si considera che il limite di VAR non consente di avere un peso equity

superiore al 60% e che un ipotetico portafoglio pienamente investito in un mix di mid cap italiane ed europee avrebbe registrato una performance di +3,2%.

La delega di gestione sul fondo Euromobiliare Equity Selected Dividend si è chiusa mostrando un'eccellente performance (+11,1%) che ha consentito di incassare commissioni di incentivo per oltre € 333 migliaia.

Solo in termini di confronto l'ETF Euro Dividend Aristocrats, che segue una strategia identica, ma è fully invested, ha registrato una performance di +13,0% sul medesimo orizzonte temporale (dall'esordio del fondo le performance medie annue sono rispettivamente 3,1% e +4,1%).

Le polizze vita hanno chiuso i primi nove mesi con una performance da inizio anno di 6,5% nella linea Medium Risk e +6,3% nella High Risk da considerarsi soddisfacente alla luce del profilo di rischio del prodotto. L'andamento leggermente inferiore della linea High Risk rispetto alla Medium Risk si spiega con alcune scelte di stock picking che hanno premiato quest'ultima.

Infine, la linea azionaria europea oggetto di advisory evidenzia una performance netta da inizio anno positiva del +4,9% in termini assoluti ma negativa di -302 bps rispetto al benchmark. Sulla performance relative ha pesato il sovrappeso sul settore petrolifero e alcune scelte di stock picking poco premianti. Dall'inizio della nostra attività (2 gennaio 2021) il rendimento annualizzato assoluto e relativo è rispettivamente +6,8% e +0,6%.

Le prospettive per il quarto trimestre rimangono positive, grazie al supporto della politica monetaria e alla bassa probabilità di un hard landing dell'economia. Da valutare l'impatto nel breve dei rischi geopolitici e l'esito delle elezioni americane.

Private Debt

L'attività d'investimento del Team di gestione del debito è rimasta sostenuta nel periodo in considerazione. Il Team di gestione si è concentrato sulla raccolta del nuovo fondo EPD III, sull'analisi delle nuove opportunità di investimento, sulle potenziali strategie di disinvestimento e sul monitoraggio degli investimenti in essere.

In data 13 settembre 2024 è stato inoltre finalizzato il Primo Closing del terzo fondo di private debt – EPD III, con una raccolta di commitments complessivamente pari a circa euro 130 milioni. Sempre con riferimento al fondo EPD III, è stato perfezionato il primo investimento per euro 8 milioni in una società italiana operativa nella progettazione e commercializzazione di dispositivi medici.

Con riferimento al fondo EPD II, nel corso del terzo trimestre, è stato realizzato un investimento ulteriore ed una linea committed per complessivi euro 11,5 milioni.

Per quanto riguarda il fondo EPD, invece, il Team di gestione ha proseguito con le attività di monitoraggio e la strategia di valorizzazione del portafoglio esistente in un'ottica di liquidazione: nel corso del terzo trimestre del 2024, infatti, è stato rimborsato integralmente un investimento relativo ad una società in portafoglio attiva nella produzione di piastrelle.

Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2024

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Nella tabella seguente si espone la composizione degli investimenti dei fondi di private debt in gestione.

Composizione degli investimenti PD

Nella tabella seguente si espone la composizione degli investitori dei fondi attualmente in gestione di private debt in corrispondenza del final closing.

Private Equity

Il Private Equity Management ha registrato commissioni in significativa diminuzione (-36%) rispetto ai primi nove mesi 2024 e pari a €0,5 milioni. Tale contrazione è dovuta al comparativo del 2023 che incorporava commissioni di equalizzazione per il fondo ELTIF di €0,6 milioni.

Il Fondo EQUITA Smart Capital – ELTIF ha una dotazione di circa € 98,5 milioni. Sul fronte degli investimenti, il team è impegnato nella continua ricerca di nuove opportunità di investimento per lo sviluppo della pipeline ed il successivo efficiente impiego delle risorse raccolte. Il portafoglio attualmente include cinque investimenti di private equity, di cui due chiusi nel 2022, uno nel 2023 e due nel 2024, undici posizioni in titoli di public equity e diversi investimenti di tesoreria in titoli obbligazionari di stato e corporate quotati.

Con riferimento alle attività di PE, il team nel corso del terzo trimestre, ha finalizzato due investimenti di Private Equity: in particolare, il 25 luglio ha firmato i contratti vincolanti per l'investimento in un gruppo attivo nel business del "long term care" e del "senior living" sottoscrivendo la prima tranche di aumento di capitale in data 3 settembre finalizzata al finanziamento di operazioni di acquisizione di altri operatori concorrenti. L'operazione di complessivi € 8,5 milioni per il Fondo si configura come un co-investimento al fianco dello sponsor iniziale dell'operazione, un primario fondo di investimento paneuropeo con sede a Londra, attuale azionista di maggioranza, e al management team di comprovata track record.

Il Team PE ha inoltre finalizzato il 2 agosto l'acquisizione di due calzaturifici in Toscana con l'obiettivo di creare un polo verticalmente integrato nel settore del lusso/moda. L'investimento del fondo nel progetto descritto è al momento di oltre € 10 milioni ma prevede l'aggregazione di ulteriori realtà appartenenti alla filiera della produzione delle scarpe di lusso conto terzi, alcune delle quali attualmente in fase avanzata di analisi e negoziazione.

Il Team è impegnato, inoltre, nella selezione e successiva analisi di opportunità di investimento che presentano buone redditività, significativi tassi di crescita e concrete prospettive future.

Nella tabella seguente si espone la composizione degli investitori dei fondi attualmente in gestione in corrispondenza del final closing.

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Infrastructure

Nella prima metà del 2024 il team Green Infrastructure della SGR ha completato l'iter previsto per l'ingresso nel fondo "EQUITA Green Infrastructure Fund" - EGIF di un investitore rilevante ed ha perfezionato l'on-boarding di tutti gli investitori che avevano fornito il loro commitment nei mesi precedenti. A fine maggio, avendo raccolto commitment pari al target minimo del fondo EGIF, si è completato il first closing ad euro 100 milioni ed il fondo è entrato ufficialmente nella fase di investimento.

Contestualmente sono proseguite le attività di fund-raising con altri investitori istituzionali, fondi pensione, banche ed assicurazioni, investitori privati e family office la cui finalizzazione potrebbe realizzarsi entro la fine del 2024.

Con il lancio operativo di EGIF l'attività di monitoraggio del mercato nella ricerca di potenziali investimenti allineati ai target del fondo ha acquisito ulteriore enfasi, ed a fine giugno sono iniziate le negoziazioni con diverse controparti sia in ambito fotovoltaico che biometano. Il team ha focalizzato la sua attività su:

  • una prima operazione per l'acquisizione di un pacchetto di impianti fotovoltaici RTB per una capacità complessiva di circa 80 MWp, da una importante corporate che si occuperà anche della costruzione dell'impianto e che, in caso di chiusura dell'operazione, resterà in società fino all'entrata in operatività degli impianti.
  • un progetto relativo ad un portfolio di nove società proprietarie di impianti fotovoltaici già operativi per un totale di circa 8,4 MWp.

Performance Economica

L' Alternative Asset Management, nei nove mesi del 2024, ha registrato ricavi netti per €6 milioni circa in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2023 (-7%.)

Analizzando le performance per prodotto, il Portfolio Management ha registrato ricavi netti in aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2023 per effetto dell'inclusione delle performance fee riconosciute alla chiusura del fondo Selected Dividend avvenuta a metà settembre.

Gli Asset Under Management, a fine settembre, segnavano una contrazione rispetto a fine 2023 in quanto l'effetto performance dei mercati non ha compensato del tutto i deflussi del periodo (-€133 milioni) come descritto nei paragrafi precedenti.

Il Private Debt Management ha visto le commissioni diminuire del 3% (€3,3 milioni al 30 settembre 2024 rispetto a €3,4 milioni al 30 settembre 2023), per effetto della variazione del perimetro di calcolo delle management fees

di EPD II, ossia sulla quota di investito e non più sul commitment del fondo, e per la riduzione delle fees unitarie sul fondo EPD a partire dal 14 marzo 2024.

Il Private Equity Management ha registrato commissioni in significativa diminuzione (-36%) rispetto al 30 settembre 2024 e pari a €0,5 milioni. Tale contrazione è dovuta al comparativo del 2023 che incorporava commissioni di equalizzazione per il fondo ELTIF di €0,6 milioni.

Da ultimo, a giugno 2024 il Team specializzato in Green Infrastructure Management ha realizzato il primo closing del fondo EQUITA Green Infrastructure Fund – EGIF, con un fundraising di €100 milioni, generando così il primo flusso di management fees che al 30 settembre ammontavano a €0,4 milioni.

Attività di Ricerca

Nei primi nove mesi il Research Team ha pubblicato circa 400 ricerche (studi monotematici e settoriali) oltre a una serie di prodotti di periodicità giornaliera, settimanale o mensile.

Il team ha organizzato circa 100 eventi tra società quotate e investitori istituzionali. Sono state inoltre organizzate da EQUITA conferenze dedicate ai seguenti temi: ingegneria e costruzioni, titoli europei, titoli mid-cap, settore utilities e data center.

Il ruolo della ricerca finanziaria, in particolare nel segmento azionario, è fondamentale per la generazione di idee e proposte di allocazione degli investimenti a favore degli investitori istituzionali, italiani e internazionali. Anche nel 2024, il team di ricerca ha confermato il suo posizionamento ai vertici delle principali classifiche di valutazione della qualità della ricerca stilate da Institutional Investor - Extel, con il primo posto nella categoria "Italy Research Small & Midcap stocks".

Risorse Umane e Spese per il Personale

Nel corso dei primi nove mesi del 2024 il numero di risorse si è attestato a n.195, in linea con il 31 dicembre 2023 2024 (n. 196 a settembre 2023), a cui si aggiungono 9 risorse in stage.

In termini di sostegno alla crescita professionale, il Gruppo offre una vasta gamma di corsi di sviluppo di soft skills e tecnici volti a mantenere elevato il livello di competenze e ad allargare il paniere di conoscenze. Il Gruppo è da sempre attivo con iniziative specifiche finalizzate a promuovere un ambiente di lavoro piacevole e produttivo.

Con riferimento al lavoro da remoto la percentuale di adesione si attesta, nei primi nove mesi del 2024, ad un valore medio del 6%, in linea con lo stesso periodo del 2023.

Il costo complessivo del personale al 30 settembre 2024 si è attestato a € 26,4 milioni circa, in diminuzione del 6% rispetto allo stesso periodo del 2023 per effetto della minor componente variabile stimata, in coerenza con l'andamento dei ricavi del periodo.

Il comp/revenues ratio adjusted2 , al 30 settembre 2024 ha chiuso quindi al 48%, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2023 (47%).

Spese per la gestione

Nei primi nove mesi del 2024 le spese di gestione segnano una contrazione di €1 milione (-6%) rispetto allo stesso periodo del 2023 attestandosi a circa €15,3 milioni. La contrazione della voce afferisce ai minori costi di marketing che nel 2023 avevano incorporato le spese per la realizzazione dell'evento istituzionale che celebrava i 50 anni dalla nascita di EQUITA.

Tra gli incrementi di costi dei nove mesi si evidenziano le maggiori spese per information technology che incorporano maggiori trading fees collegate ai maggiori volumi intermediati e all'incremento connesso al nuovo pricing di Euronext per il mercato MOT e ai maggiori volumi su MTA.

Tra i costi operativi sono incluse le spese per attività di sviluppo sociale, culturale e ambientale che nei nove mesi ammontavano a circa €0,3 milioni che si inseriscono nella mission del Gruppo volta al sostegno delle iniziative ESG anche tramite la Fondazione EQUITA alla quale destina una quota dei ricavi ante imposte consolidati.

Il cost/income ratio si attesta a 75%, in linea con lo stesso periodo dell'anno precedente.

Tassazione e Utile

Le imposte sul reddito di periodo sono state pari a €4,1 milioni, determinate sulla base dell'aliquota fiscale complessiva pari al 29,5%.

L'Utile Netto consolidato della Capogruppo al 30 settembre 2024 ammonta a €9,9 milioni, in lieve aumento (+2%) rispetto allo stesso periodo del 2023.

2 Ratio rettificato per le componenti di ricavo connesse alla gestione della tesoreria del gruppo e quindi attribuito agli shareholders.

Commento alle voci patrimoniali

Voci dell'Attivo Consolidato
(importi in euro/000)
30/09/2024 31/12/2023 Delta %
Cassa e disponibilità liquide 87.470 130.481 -33%
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico e partecipazioni
106.043 78.119 37%
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 112.402 101.249 11%
Attività materiali e immateriali 31.813 32.590 -2%
Attività fiscali 3.333 3.237 3%
Altre attività 25.880 34.042 -24%
Totale Attività 366.942 379.718 -3%
Debiti 167.021 193.786 -14%
Passività finanziarie di negoziazione 46.789 20.067 n.s.
Passività fiscali 2.759 1.332 107%
Altre passività 47.302 50.788 -7%
TFR 1.939 1.942 0%
Fondi per rischi e oneri 1.606 3.235 -50%
Patrimonio netto 99.526 108.569 -8%
Totale Passività 366.942 379.718 -3%

Le attività liquide smobilizzabili a vista nei confronti degli istituti bancari ammontano ad euro 87,5 milioni, in diminuzione del 33% rispetto al 2023. La variazione della voce riflette il rimborso dei finanziamenti aperti a fine 2023 (si rimanda ai paragrafi successivi per i dettagli), il pagamento della prima tranche di dividendi (euro 9,8 milioni) e i margini su titoli versati a CC&G, controbilanciati dagli afflussi derivanti dall'operatività dei primi nove mesi dell'anno.

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico risultano pari a euro 106 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2023 (37%). L'incremento descritto afferisce prevalentemente alla componente delle attività detenute per la negoziazione che ha registrato nel periodo un incremento del 52% rispetto al 31 dicembre 2023 per circa euro 28,4 milioni. In particolare, gli strumenti di equity sono cresciuti di euro 12,9 milioni (+46%), i titoli di debito di euro 10,7 milioni (+44%) e i derivati finanziari di euro 4,8 milioni (+200%).

La componente delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ha registrato un decremento del 2% dovuto a rimborsi di capitale solo in parte compensati da incrementi di valore e da nuove sottoscrizioni. Il portafoglio di investimento del Gruppo classificato obbligatoriamente al FV è composto da:

  • obbligazione Sparta 60-Covisian pari ad euro 2,0 milioni (acquistata nel quarto trimestre 2019 per euro 11,1 milioni e disinvestita per l'87% nel corso del 2020). Nel periodo l'obbligazione ha generato euro 0,2 milioni di interessi PIK;

  • quote del fondo EPD I per euro 10,5 milioni, in diminuzione di 2,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2023 dovuta a rimborsi di capitale per 3,4 milioni, parzialmente compensati dall'incremento di valore del fondo;

  • quote del fondo EPD II per euro 7 milioni. Nel corso del periodo l'investimento ha registrato un incremento di euro 1,6 milioni generato da una plusvalenza per euro 0,5 milioni e da nuovi draw-down di valore per euro 1,2 milioni parzialmente compensati da rimborsi di capitale per euro 0,1 milioni;

  • quote del fondo EPD III sottoscritto nel corso del terzo trimestre 2024, con drow down per euro 0,4 milioni;

  • quote del fondo EGIF sottoscritto a giugno 2024, con drow down per euro 50 migliaia;

  • quote del fondo ELTIF, sottoscritte nella seconda parte del 2023, per euro 1,3 milioni ed inclusive di un provento di euro 40 migliaia;

  • investimento partecipativo in EQUITA Club Deal 1 – ECD 1 per euro 0,65 milioni;

  • investimento partecipativo in EK- economics per euro 18.107.

Le passività finanziarie di negoziazione sono pari a euro 46,8 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2023 (+133%). Tale incremento è dovuto a maggiori posizioni corte su equity.

Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato risultano in aumento per euro 11,2 milioni (+11%). Tale incremento è ascrivibile per euro 22,1 milioni agli asset connessi alle operazioni di prestito titoli, controbilanciato dalle minori consistenze del portafoglio obbligazionario (-€22 milioni) che nel periodo hanno registrato rimborsi e re-call anticipati da parte degli emittenti stessi. Il portafoglio immobilizzato obbligazionario ha generato interessi attivi nel periodo per circa euro 1,7 milioni.

Le valutazioni al mark to market di fine periodo rispecchiano complessivamente le valorizzazioni al costo ammortizzato; pertanto, alla data di redazione della presente Resoconto non risultano indicatori impairment riferiti al portafoglio di investimento del Gruppo.

Oltre al prestito titoli, nel periodo si registra una variazione positiva dei finanziamenti a clienti per l'operatività in derivati (+ € 2,8 milioni) e dei crediti relativi ai margini di garanzia per euro 2,2 milioni. Con riferimento ai crediti relativi ai margini versati alla CC&G (Cassa di Compensazione e Garanzia), per l'operatività in derivati della proprietà e per i default fund, questi ammontano a complessivi euro 7,8 milioni rispetto a euro 5,5 milioni circa di dicembre 2023.

Le immobilizzazioni materiali risultano in diminuzione di euro 0,8 milioni rispetto all'esercizio precedente. Il decremento è dovuto alla chiusura anticipata del diritto d'uso di un contratto di locazione immobiliare, al netto del fondo ammortamento maturato e alla normale rettifica di valore dovuta agli ammortamenti di periodo.

La voce altre attività incorpora il credito acquistato da una primaria banca italiana connesso al "Superbonus 110%" per nominali euro 48,8 milioni circa. In particolare, a gennaio 2022 EQUITA SIM aveva ricevuto la citata somma di crediti sul suo cassetto fiscale che può essere usata in compensazione fiscale in quote di circa euro 10 milioni all'anno per cinque anni. EQUITA SIM ha un piano di rimborso del credito citato definito nel piano di ammortamento - costante - in 5 anni. In conformità alle disposizioni contabili, il credito è rappresentato tra le altre attività al costo. Al 30 settembre 2024 il credito fiscale residuo ammonta ad euro 19,5 milioni e nel corso del primo semestre è stato utilizzato l'intero importo disponibile per l'anno 2024 pari a euro 9,5 milioni.

Nel periodo in esame i risconti relativi a spese per le forniture sono superiori di circa euro 0,7 milioni rispetto a dicembre 2023 per effetto del naturale periodo di competenza.

La componente relativa al credito verso l'erario per IVA da compensare risulta in aumento di circa euro 0,5 milioni rispetto allo scorso esercizio per effetto della differente struttura di costi.

Il credito verso enti previdenziali ha subito un decremento di euro 0,5 milioni dovuto al parziale utilizzo di un credito generatosi nel corso degli esercizi precedenti.

La voce debiti risulta in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2023 di circa euro 26,8 milioni, attestandosi ad euro 167 milioni. La voce è composta principalmente da debiti finanziari verso banche e da debiti per operazioni da regolare con i clienti. In particolare, nel periodo in esame, il gruppo ha rimborsato euro 30 milioni di denaro caldo utilizzo a fine 2023 e ha rimborsato circa euro 4,7 milioni di finanziamenti a medio termine. Di converso, il Gruppo ha utilizzato maggiore liquidità in valuta per euro 5,5 milioni per supportare l'operatività della negoziazione.

Infine, i debiti per leasing IFRS 16 diminuiscono (euro 0,7 milioni) per effetto del rimborso progressivo degli asset in uso.

La voce altre passività, che ammonta a euro 47,3 milioni, incorpora il debito nei confronti della banca che ha ceduto il "Credito d'imposta per Super Bonus 110%" che al 30 settembre 2024 ammonta ad euro 24 milioni. Al netto di tale posta debitoria, la voce in esame aumenta di circa euro 1,3 milioni. Tale variazione è frutto del maggior debito della Capogruppo per dividendi da regolare, a novembre 2024, di euro 7,5 milioni, parzialmente compensato dalla diminuzione del debito verso personale per il bonus liquidato 2023.

La voce trattamento di fine rapporto del personale ("TFR") ammonta ad euro 1,9 milioni circa, invariato rispetto al 31 dicembre 2023.

La voce fondo rischi e oneri al 30 settembre 2024 risulta in diminuzione di circa euro 1,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2023 per effetto prevalentemente del pagamento del bonus differito maturato nel corso degli esercizi precedenti.

Il Capitale Sociale di EQUITA Group S.p.A. al 30 settembre 2024 ammonta a euro 11.925.048 (di cui euro 11.376.345 in sede di IPO), per n. 52.553.164 azioni senza indicazione del valore nominale. Le azioni proprie al 30 settembre 2024 risultano pari a euro 2.611.472 in riduzione rispetto a dicembre 2023 per effetto del trasferimento di n. 534.775 azioni ai dipendenti erogate nell'ambito delle politiche di remunerazione variabile corrente.

L'Utile Netto consolidato al 30 settembre 2024 ammonta ad € 9.879.979. Al 30 settembre 2024 il Return on Tangible Equity ("ROTE") è risultato intorno al 25% in lieve diminuzione rispetto al dato di fine esercizio 2023 (26%).

Il IFR Ratio consolidato è pari a 364%, ampiamente al di sopra dei limiti prudenziali, ed include l'effetto delle deduzioni relative all'ammontare stimato del buy-back.

Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del periodo

Dopo la data di chiusura del periodo non si sono verificati eventi significativi che inducano a rettificare le risultanze esposte nel Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2024.

Evoluzione prevedibile della gestione

Nel corso del quarto trimestre del 2024 il Gruppo proseguirà con le azioni di sviluppo del business:

  • il Global Markets proseguirà nell'intraprendere azioni di ampliamento dei mercati in cui opera allargando l'offerta su venues estere;
  • l'investment Banking proseguirà nelle azioni di consolidamento del brand e nell'offerta di nuovi prodotti, oltre che l'integrazione di nuove professionalità al fine di ampliare l'offerta alla propria clientela;
  • l'Alternative Asset Management proseguirà con le attività di selezione degli investimenti e nella strutturazione dei nuovi fondi green e di debito.

Di uguale rilievo saranno le azioni attuate in ambito sociale, ambientale e culturale che il Gruppo intende perseguire anche attraverso la Fondazione EQUITA.

L'evoluzione del risultato economico, finanziario ed operativo del Gruppo nel quarto trimestre del 2024 sarà anche influenzata dall'andamento dei mercati e dalle condizioni macroeconomiche.

Le principali iniziative del 2024

…di Business

EQUITA Private Debt Fund III completa il primo investimento a valle del first closing

EQUITA Capital SGR annuncia il primo investimento di EQUITA Private Debt Fund III: Il team di private debt ha infatti supportato – attraverso l'emissione di un finanziamento subordinato da €8 milioni – un primario fondo di private equity nell'ottimizzazione della struttura del capitale di una delle società in portafoglio, attiva nel settore healthcare e proprietaria di diversi brevetti e certificazioni che le consentono di vendere i propri prodotti su scala globale.

Si perfeziona così il primo investimento di EPD III, fondo qualificato come art. 8 ai sensi della direttiva europea SFDR (e dunque in grado di integrare e promuovere caratteristiche di sostenibilità attraverso la strategia d'investimento), a poche settimane dalla chiusura della prima fase di raccolta – completata con €106 milioni e commitment complessivi per €130 milioni – che ha visto la partecipazione di primari investitori istituzionali come casse di previdenza, imprese di assicurazione e banche. Il team di private debt continuerà ora le attività di fundraising, con l'obiettivo di raccogliere €300 milioni in totale entro la fine del 2025.

EQUITA premiata per la miglior ricerca in Italia sulle Small & Mid Caps

EQUITA annuncia i risultati dei sondaggi di Institutional Investor - Extel che la vedono al vertice delle classifiche per la ricerca sulle small e mid caps, oltre a riconfermarla tra i primi broker per le attività di Sales, Trading & Execution e Corporate Access, ed al secondo posto nella categoria "Overall Broker – Italy".

I dati pubblicati dalla prestigiosa testata giornalistica in ambito finanziario hanno infatti visto gli analisti di EQUITA posizionarsi sul gradino più alto delle classifiche nella categoria "Italy Research Small & Midcap Stocks". Il team ha ricevuto da parte degli investitori istituzionali domestici ed internazionali più di 79 voti in totale, con un alto livello di gradimento per la qualità della ricerca. Il 75% dei voti si è infatti concentrato nella fascia di eccellenza (punteggio di 5 su 5) e il 92% ha riguardato la fascia alta di valutazione (punteggio 4 e 5 su un massimo di 5).

I risultati dei sondaggi di Institutional Investor – Extel hanno anche visto EQUITA confermarsi come primo broker per le attività di trading nella categoria "Italy Trading & Execution" e ai primi posti per le attività di sales e corporate access.

Inoltre, EQUITA si è posizionata al primo posto nella classifica "Europe Direct Lender Subordinated" e al 2° posto nelle classifiche "Southern Europe Direct Lender" e "Italy Direct Lender" di Debtwire, oltre ad essere premiata come miglior operatore di capitale ibrido del 2024 da Financecommunity e Latham & Watkins.

l team di private debt di EQUITA completa tre nuovi investimenti per un totale di €43 milioni investiti

EQUITA Capital SGR annuncia tre nuovi investimenti di private debt per complessivi €42,7 milioni. Crescono così a trenta le operazioni completate dal 2016, anno di ingresso di EQUITA nell'asset class del private debt.

Il portafoglio aggregato di private debt – costituito dai fondi EQUITA Private Debt Fund ("EPD") ed EQUITA Private Debt Fund II ("EPD II"), lanciati rispettivamente nel 2016 e nel 2020 – vede più di €373 milioni investiti e si presenta oggi ampiamente diversificato come settori, con un profilo di rischio contenuto, come evidenziato dal rapporto medio tra indebitamento ed EBITDA inferiore a 3,4x al momento dell'investimento.

EQUITA Smart Capital – ELTIF investe nel nuovo gruppo manifatturiero di calzature formali al servizio di prestigiosi marchi del lusso

EQUITA Smart Capital – ELTIF, annuncia la nascita di un polo d'eccellenza nella produzione di calzature di lusso femminili per primari brand di moda internazionali. Il team di Private Equity di EQUITA, attraverso il fondo EQUITA Smart Capital – ELTIF, ha promosso e realizzato la creazione di una piattaforma industriale innovativa nel mondo del calzaturiero conto terzi, con l'obiettivo di riunire le migliori competenze artigianali e industriali e di offrire ai brand del lusso un partner affidabile e servizi di eccellenza.

L'ambizioso progetto industriale prende forma dall'integrazione di due importanti poli produttivi con sede in Toscana: Everyn e il Calzaturificio Maruska, rispettivamente guidati dagli imprenditori Massimo Pelagotti e Fabrizio Tempesti.

Oltre allo sviluppo orizzontale del business, il progetto industriale prevede un'importante attività di integrazione verticale mediante l'acquisizione di fornitori chiave (tomaifici, fasciatori, solettifici e suolifici italiani), creando così una filiera certificata del Made in Italy al servizio dei principali brand di alta gamma. Uno degli aspetti cruciali del progetto è infatti il controllo rigoroso della filiera produttiva, che comprende una gestione attenta e selettiva dei fornitori, tutti rigorosamente italiani e scelti per la loro eccellenza e affidabilità. Questo approccio garantisce non solo la qualità dei materiali utilizzati, ma anche il rispetto di standard etici e sostenibili, in linea con i principi del lusso responsabile. Il gruppo oggi conta oltre €30 milioni di ricavi complessivi e più di 100 dipendenti in totale, e mira ad aggregare altre aziende attive nella filiera della produzione di calzature di lusso da donna.

Nell'ambito del progetto, l'acquisizione di Everyn e del Calzaturificio Maruska è stata in parte supportata da un finanziamento erogato da Anthilia Capital Partners SGR e Green Arrow Capital SGR.

EQUITA completa il primo closing di EQUITA Green Impact Fund

Il fondo EQUITA Green Impact Fund (EGIF) a giugno 2024 ha raggiunto la quota di commitment di €100 milioni.

Il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI – Parte del Gruppo BEI), sostenuto dal Programma InvestEU, e CDP Real Asset SGR hanno supportato sin da subito l'iniziativa EGIF agendo come co-anchor investor, con l'obiettivo di sostenere la transizione energetica e contribuire materialmente alla lotta contro il cambiamento climatico.

Al fianco di queste due istituzioni hanno investito anche diversi soggetti di primario standing, tra cui alcune compagnie assicurative e banche, che hanno valutato positivamente gli interessanti ritorni attesi del fondo e che condividono l'interesse per un futuro sostenibile. Anche EQUITA e il team EGIF, inoltre, hanno investito, allineando così i propri interessi a quelli degli investitori.

EGIF – qualificato come prodotto art. 9 ai sensi della direttiva europea Sustainable Financial Disclosures Regulation (SFDR) e PIR compliant – avvierà già nel terzo trimestre del 2024 la fase di investimento volta ad aumentare la capacità produttiva di energie rinnovabili, con un focus prevalente sull'Italia, garantendo al contempo una certa diversificazione in altri paesi europei. Le risorse saranno destinate prevalentemente a investimenti in progetti greenfield nel campo del fotovoltaico, eolico onshore e biogas.

In parallelo, il team di EGIF continuerà le attività di marketing, con l'obiettivo di attrarre nuovi investitori e raccogliere ulteriori risorse da dedicare alla transizione energetica.

EQUITA sale al 100% di EQUITA Mid Cap Advisory – già "EQUITA K Finance" - e rafforza la partnership tra manager.

EQUITA, ha perfezionato il 23 maggio 2024 l'acquisto della quota di minoranza di EQUITA K Finance S.r.l., modificando la denominazione sociale della stessa in EQUITA Mid Cap Advisory.

Il corrispettivo per l'acquisizione è fissato in €5,65 milioni, corrisposto per circa 1/3 cash e 2/3 in azioni EQUITA di nuova emissione.

Le azioni sono emesse tramite un aumento di capitale a pagamento, con esclusione del diritto di opzione (attraverso l'esercizio della delega concessa in data 20 aprile 2023 dall'Assemblea degli Azionisti al Consiglio di amministrazione), riservato ai venditori della citata minoranza (30% di EQUITA Mid Cap Advisory) per complessivo n. 991.734 azioni EQUITA Group. Pertanto, il capitale sociale di EQUITA Group è risultato alla data pari a €11.919.586,74, suddiviso in 52.385.046 azioni, di cui n. 2.673.262 azioni proprie.

L'acquisizione descritta – che considera un multiplo implicito P/E 2023 pari a 8,1x – risulta accretive in termini di earnings per share (+2-3% circa sugli utili pro-forma attesi 2024 - dati di consensus e considerando la redditività media della Società degli ultimi quattro anni). L'acquisizione, inoltre, produrrà effetti marginalmente positivi sulla solidità patrimoniale del Gruppo, grazie al contributo dell'aumento di capitale e del patrimonio netto della controllata, quest'ultimo integralmente consolidato post closing.

Le azioni ricevute dai soci venditori, co-fondatori e attuali Co-Amministratori Delegati di EQUITA Mid Cap Advisory, entrano – in aggiunta a quelle già detenute dagli stessi, sin dal 2020 – a far parte del Patto Parasociale EQUITA Group, l'accordo siglato da più di 30 professionisti del Gruppo che rappresenta circa il 35% del capitale sociale e circa il 48% dei voti in assemblea, andando così a rafforzare la partnership tra manager.

EQUITA si conferma la principale banca d'affari indipendente in Italia nelle league tables 2023

EQUITA annuncia i risultati delle league tables 2023 che vedono il Gruppo confermarsi – nell'anno del suo 50esimo anniversario – come la principale banca d'affari indipendente in Italia, grazie a diversi importanti mandati chiusi con successo e nonostante il difficile contesto di mercato a livello globale.

Nel 2023 EQUITA si è posizionata #6 nelle league tables di M&A per numero di operazioni (31 mandati completati dai team di EQUITA SIM ed EQUITA Mid Cap Advisory, per un valore complessivo pari a €22 miliardi) e #1 tra gli advisor indipendenti italiani, confermando così il percorso di crescita del Gruppo nell'advisory, che vede il numero di mandati e il valore complessivo delle operazioni pressoché raddoppiati nel triennio 2021-2023 (103 operazioni e €95 miliardi) rispetto ai dati registrati nel triennio 2018-2020 (46 operazioni e €50 miliardi).

Il Gruppo ha anche confermato la propria leadership sui mercati dei capitali con un 2023 di particolare successo, che ha visto EQUITA chiudere 28 operazioni per un totale di €7,7 miliardi di controvalore. Il team di Equity Capital Markets (ECM) si è confermato #1 IPO franchise in Italia con 6 operazioni, più di ogni altra istituzione finanziaria in Europa. Il team si è anche posizionato #1 cash equity franchise per numero di operazioni sul mercato domestico, dando così ulteriore prova di poter affiancare le società emittenti in operazioni molto eterogenee tra loro in termini di dimensione (€15 milioni - €600 milioni di raccolta), capitalizzazione (large, mid e small caps), settori (luxury, consumer & fashion, gaming, industrials) e mercati (Euronext e Euronext Growth Milan).

Sul fronte del debito, il team di Debt Capital Markets (DCM) si è confermato l'unico player tra le istituzioni finanziarie non bancarie nella top 10 degli advisor attivi su emissioni high yield e not rated. Nel corso del 2023 il team ha infatti agito in qualità di placement agent, dealer, joint-lead manager o co-manager in 8 emissioni obbligazionarie e ha completato con successo la sua 20° emissione di un Euronext Milan Bond degli ultimi 10 anni. Il team ha inoltre confermato la propria leadership nelle emissioni obbligazionarie corporate inferiori a €250 milioni. La leadership della divisione di Investment Banking si basa anche sulla continua e sinergica collaborazione con la divisione Global Markets e gli analisti del Team di Ricerca. Le significative quote di mercato della sala

operativa di EQUITA nell'intermediazione azionaria, obbligazionaria, su opzioni su azioni ed ETF e l'ampiezza del coverage di ricerca degli analisti del Gruppo sono infatti alcuni dei fattori che hanno permesso ad EQUITA di eccellere in un contesto di mercato difficile come quello dell'anno passato.

CDP Real Asset Sgr è co-anchor investor in EGIF

EQUITA Capital SGR, a fine febbraio 2024, annuncia l'ingresso di CDP Real Asset SGR nel fondo EQUITA Green impact Fund (EGIF). CDP Real Asset, attraverso il fondo "FOF Infrastrutture" ha approvato un investimento da €30 milioni e agirà come co-anchor investor di EGIF, al fianco di un'altra primaria istituzione finanziaria europea. Il Gruppo CDP si aggiunge dunque ad altri importanti investitori istituzionali che investiranno nel Fondo, rendendo probabile un primo closing già nelle prossime settimane.

L'obiettivo di EGIF – qualificato come fondo art. 9 ex SFDR – è quello di sostenere la transizione energetica e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.

Una volta completato il primo closing, EGIF impiegherà i capitali raccolti per aumentare la capacità produttiva di energie rinnovabili con un focus prevalente e prioritario sull'Italia, garantendo al contempo una certa diversificazione in altri paesi europei. Le risorse saranno destinate, dunque, ad opportunità di investimento in progetti greenfield nel campo del fotovoltaico, eolico e biogas.

…di Governance

Aumenti del Capitale Sociale

Nella tabella seguente è riportato il riepilogo degli aumenti di capitale intervenuti da gennaio 2024 sino al 16 ottobre 2024.

Come noto, tali aumenti di capitale sono anche funzionali all'esercizio delle stock options assegnate nell'ambito del piano di incentivazione basato su strumenti finanziari "Piano EQUITA Group basato su strumenti finanziari 2019-2021" ed il "Piano EQUITA Group 2022-2024 basato su strumenti finanziari".

Di seguito si riporta lo schema che riepiloga gli aumenti di capitale avvenuti nel periodo in esame.

Periodo # Azioni Controvalore Nuovo
Capitale
Sociale
Controvalore Capitale
Sociale
1° aprile 2024 – Esercizio Stock option 69.292 15.767 € 51.393.312 11.693.930 €
23 maggio 2024 - Operazione di M&A 991.734 225.657 € 52.385.046 11.919.587 €
6 giugno - 11 giugno 2024 - Esercizio Stock
option
24.000 5.461 € 52.409.046 11.925.048 €
2 ottobre - 16 ottobre 2024 144.118 32.793 € 52.553.164 11.957.840 €
Totale 1.628.136 370.464 € 52.553.164 11.957.840 €

Variazione del capitale sociale di EQUITA Group

Altre informazioni

Attività di ricerca e sviluppo

Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 1) del Codice Civile, si segnala che nel corso dell'esercizio non è stata svolta alcuna attività di ricerca e sviluppo.

Processo di semplificazione normativa - Consob n. 18079 del 20 gennaio 2012

EQUITA Group conferma la propria volontà di aderire al regime di opt‐out di cui agli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1‐bis, del Regolamento Emittenti, avvalendosi pertanto della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.

Rapporti con parti correlate

Ai sensi dell'art. 2428 comma 2, punto 2) del Codice Civile, dichiariamo con la presente che i rapporti ricorrenti tra parti correlate intrattenuti nel corso dei primi nove mesi del 2024 sono riconducibili a rapporti partecipativi, a contratti di prestazione di servizi infragruppo, e di distacco del personale tra:

  • EQUITA Group S.p.A.;
  • EQUITA SIM S.p.A.;
  • EQUITA Capital SGR S.p.A;
  • EQUITA Investimenti S.p.A.;
  • EQUITA Mid Cap Advisory S.r.l. (già "EQUITA K Finance S.r.l.");
  • EQUITA Real Estate S.p.A..

Oltre a queste si aggiungono i dirigenti con responsabilità strategica e i membri del collegio sindacale.

Sedi Secondarie

EQUITA Group non possiede una sede secondaria.

Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

I sottoscritti, Andrea Vismara, nella sua qualità di Amministratore Delegato di EQUITA Group S.p.A., e Stefania Milanesi, nella sua qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di EQUITA Group S.p.A.,

DICHIARANO

in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell'articolo 154 bis del "Testo Unico della Finanza", che l'informativa contabile contenuta nel presente Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2024 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili del Gruppo EQUITA a tale data.

Milano, 12 novembre 2024

EQUITA Group S.p.A.

L'Amministratore Delegato del Gruppo

Andrea Vismara Stefania Milanesi

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Prospetti contabili

Stato Patrimoniale – Attivo Consolidato

(dati in unità di €)

Voci dell'Attivo Consolidato (importi in euro) 30/09/2024 31/12/2023
10 Cassa e disponibilità liquide 87.469.867 130.481.458
20 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 105.414.905 77.384.279
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 83.420.156 55.043.256
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. 21.994.750 22.341.024
40 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 112.402.496 101.248.810
a) crediti verso banche 72.159.192 66.423.042
b) crediti verso società finanziarie 16.176.817 15.122.256
c) crediti verso clientela 24.066.487 19.703.512
50 Derivati di copertura 45.148 106.079
70 Partecipazioni 628.160 628.160
80 Attività materiali 5.124.657 5.982.648
90 Attività immateriali 26.688.550 26.606.916
di cui:
- avviamento 24.153.008 24.153.008
100 Attività fiscali 3.332.985 3.237.194
a) correnti 1.672.415 1.199.047
b) anticipate 1.660.570 2.038.147
120 Altre attività 25.835.023 34.042.397
Totale Attivo 366.941.790 379.717.941

Stato Patrimoniale – Passivo e Patrimonio Netto Consolidati

(dati in unità di €)

30/09/2024 31/12/2023
10 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 167.020.511 193.785.598
a) Debiti 167.020.511 193.785.598
20 Passività finanziarie di negoziazione 46.789.325 20.067.070
60 Passività fiscali 2.759.345 1.331.729
a) correnti 2.043.647 623.424
b) differite 715.698 708.305
80 Altre passività 47.301.723 50.788.482
90 Trattamento di fine rapporto del personale 1.939.396 1.941.659
100 Fondi per rischi e oneri 1.605.525 3.234.663
c) altri fondi rischi ed oneri 1.605.525 3.234.663
110 Capitale 11.925.048 11.678.163
120 Azioni proprie (-) (2.632.237) (3.171.237)
140 Sovrapprezzi di emissione 28.312.407 23.373.173
150 Riserve 52.014.076 56.670.729
160 Riserve da valutazione 26.691 56.243
170 Utile (perdita) dell'esercizio 9.879.980 16.753.969
180 Patrimonio di pertinenza di terzi - 3.207.700
Totale Passivo e Patrimonio Netto 366.941.790 379.717.941

Conto Economico consolidato

(dati in unità di €)

30/09/2024 30/09/2023
10 Risultato netto dell'attività di negoziazione 5.705.275 6.483.179
40 Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
1.347.106 1.004.151
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 1.347.106 1.004.151
50 Commissioni attive 45.751.345 49.471.183
60 Commissioni passive (5.255.639) (5.561.429)
70 Interessi attivi e proventi assimilati 9.496.732 7.038.941
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 6.137.995 4.917.342
80 Interessi passivi e oneri assimilati (9.052.603) (7.122.994)
90 Dividendi e proventi simili 7.513.896 8.082.193
110 Margine di Intermediazione 55.506.113 59.395.225
120 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: (77.145) (79.713)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; (77.145) (79.713)
130 Risultato netto della gestione finanziaria 55.428.968 59.315.512
140 Spese amministrative: (39.879.911) (42.742.515)
a) spese per il personale (26.818.940) (28.995.158)
b) altre spese amministrative (13.060.970) (13.747.357)
150 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - -
160 Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (1.363.955) (1.288.376)
170 Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (132.593) (210.754)
180 Altri proventi e oneri di gestione (40.098) (353.712)
190 Costi operativi (41.416.558) (44.595.357)
200 Utili (Perdite) delle partecipazioni - -
240 Utile (perdite) dell'attività corrente al lordo delle imposte 14.012.411 14.720.155
250 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (4.132.431) (4.418.536)
260 Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte 9.879.980 10.301.619
280 Utile (perdita) dell'esercizio 9.879.980 10.301.619
290 Utile (Perdita) dell'esercizio di pertinenza di terzi - 582.040
300 Utile (Perdita) dell'esercizio di pertinenza della capogruppo 9.879.980 9.719.578
Utile base per azione (basic EPS) 0,20 0,20
Utile diluito per azione (diluted EPS) 0,20 0,20

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