Quarterly Report • May 16, 2024
Quarterly Report
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Relazione finanziaria trimestrale consolidata al 31 marzo 2024

| Società capogruppo | EQUITA Group S.p.A. |
|---|---|
| Sede Legale | Via Filippo Turati, 9 - 20121 Milano |
| Codice Fiscale e Partita IVA | 09204170964 |
| Numero identificativo | 20070.9 |
| Capitale Sociale (i.v.) | €11.693.929,60 |
| Numero iscrizione Registro Imprese | 2075478 |
| Mercato di quotazione | Euronext Milan – Segmento STAR, Borsa Italiana |
| Ticker societario sul mercato | BIT: EQUI |
| Nota: informazioni aggiornate alla data della presente relazione |
Governance
| Sara Biglieri | Presidente | Franco Fondi | Presidente |
|---|---|---|---|
| Andrea Vismara | Amministratore Delegato | Andrea Serra | Sindaco effettivo |
| Stefania Milanesi | Consigliere | Andrea Conso | Sindaco effettivo |
| Stefano Lustig | Consigliere | ||
| Michela Zeme | Consigliere (indipendente) | ||
| Silvia Demartini | Consigliere (indipendente) | ||
| Matteo Bruno Lunelli | Consigliere (indipendente) |
| ranco Fondi | Presidente |
|---|---|
| ndrea Serra | Sindaco effettivo |
| ndrea Conso | Sindaco effettivo |
EY S.p.A.
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Stefania Milanesi (Chief Financial Officer e Chief Operating Officer)

| Informazioni chiave 1 |
|---|
| Governance 1 |
| Indice 2 |
| Introduzione 3 |
| Highlights e dati di sintesi al 31 marzo 2024 3 |
| Il primo trimestre 2024 in sintesi 3 |
| Conto economico sintetico 3 |
| Il Gruppo in sintesi 4 |
| Struttura societaria 4 |
| Azionariato e capitale sociale 5 |
| Aree di attività 6 |
| EQUITA su Euronext Milan 7 |
| Relazione intermedia sulla gestione 8 |
| Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 30 |
| Prospetti contabili 31 |

Ricavi Netti Consolidati
€17,1 m
Cost/Income
Utile Netto €3,1 m
ratio 75,7%
| Ricavi Netti verso clienti | |
|---|---|
| -- | ---------------------------- |
Compensation/Revenues Adj. ratio
Utile ante imposte
€4,2 m
Return on Tangible Equity (ROTE) 21% IFR Ratio 3,6x
Numero dipendenti al 31/3/24 193
| (€ migliaia) | Q1'24 | Q1'23 | Var. % |
|---|---|---|---|
| Global Markets | 10.143 | 11.233 | (10%) |
| Investment Banking | 4.286 | 6.219 | (31%) |
| Alternative Asset Management | 2.686 | 1.836 | 46% |
| Ricavi netti | 17.114 | 19.288 | (11%) |
| Costo del personale | (8,038) | (8,871) | (9%) |
| Altre spese amministrative | (4.923) | (4.983) | (1%) |
| Totale Costi | (12,965) | (13,854) | (6%) |
| Comp/revenues Adj | 48% | 46% | |
| Cost/income ratio | 76% | 72% | |
| Utile Lordo | 4,153 | 5,435 | (24%) |
| Imposte | (1,183) | (1,536) | (23%) |
| Utile delle Minoranze | (0,092 | 0,043 | n.s. |
| Utile netto del periodo | 3,062 | 3,856 | (21%) |
| Piano di incentivazione LTIP | 0,0 | (93) | N/A |
| Utile netto della Capogruppo | 3,062 | 3.763 | (19%) |
Note: "Ricavi netti" = voce CE110 Margine di intermediazione + CE200 Utile (perdite) delle partecipazioni; "Costo del personale"=voce CE140a) Spese del personale - "Amministratori e sindaci"+"Advisory Board & professional"; "Altre spese amministrative" = voce CE120 "Rettifiche e riprese di valore nette per rischio di credito" + CE140a) altre spese ministrative+ "Amministratori e sindaci"-"Advisory Board & professional" + CE160 Rettifiche di valore nette su attività materiali + CE170 Rettifiche di valore nette su attività immateriali + CE180 altri proventi e oneri di gestione; "Imposte"=voceCE250 imposte sul reddito del periodo; "Utile netto del periodo"=voce280 Utile (perdita) del periodo. "Revenues Adj" =" voce CE110 Margine di intermediazione" al netto di talune plusvalenze sull'investimento in EPD ed al netto di una quota degli interessi netti maturati sul portafoglio HTC.

EQUITA è la principale investment bank indipendente italiana e una delle prime piattaforme di alternative asset management in Italia. Con le sue attività, EQUITA supporta società quotate e private, imprenditori, istituzioni finanziarie, fondi di private equity e investitori istituzionali, sia italiani che esteri.
Fondata nel 1973, EQUITA vanta una ampia gamma di servizi e prodotti che includono consulenza finanziaria in operazioni di acquisizione e fusione (M&A), emissioni azionarie (ECM) ed obbligazionarie (DCM) sui mercati dei capitali, ristrutturazione del debito, intermediazione in conto terzi (Sales & Trading) e proprietaria, ricerca azionaria ed obbligazionaria, attività di corporate broking, gestione di fondi di private debt e di private equity, soluzioni per la gestione del portafoglio.
EQUITA si distingue dai propri competitors per la sua indipendenza, integrità ed esperienza, per il suo approccio incentrato sul cliente, e per la sua capacità di offrire la miglior soluzione anche in operazioni complesse.
EQUITA è inoltre riconosciuta sul mercato per la sua capacità di accedere ai mercati dei capitali, per il suo network di investitori, financial sponsors e società, e per il forte commitment del management team che rappresenta il primo azionista del gruppo.
Il Gruppo è quotato al segmento STAR di Euronext Milan con il simbolo "EQUI:MI".

I nostri valori La nostra mission

Il Gruppo vede nel suo azionariato i propri manager e dipendenti con una quota del 40% del capitale sociale e il 54% dei diritti di voto esercitabili in assemblea. A tale quota si aggiunge il 5% di azioni proprie detenute dalla società (si segnala che il diritto di voto delle azioni proprie è temporaneamente sospeso in sede di assemblea).
Una partnership di managers e professionisti, quotata sul mercato
Tra le partecipazioni rilevanti, Fenera Holding con il 5% del capitale sociale e il 7% dei diritti di voto esercitabili in assembla. Il flottante è pari al 50% circa del capitale sociale e rappresenta il 39% dei diritti di voto in assemblea. All'interno del flottate sono presenti alcune famiglie, imprenditori e istituzioni che a maggio 2022 avevano acquistato dal management una quota del 12% circa del capitale sociale (8% dei diritti di voto in assemblea).

Note: dati aggiornati al 14 maggio 2024. Cerchio esterno: % del capitale sociale. Cerchio interno: % voti in Assemblea
Qualsiasi azionista di EQUITA può richiedere e ottenere il voto maggiorato, previa iscrizione nell'apposito registro e condizionato al possesso continuativo delle azioni per almeno 24 mesi.
Per maggiori informazioni si prega di prendere visione dello Statuto della Società e del regolamento per la maggiorazione del voto disponibile sul sito www.equita.eu.

EQUITA ricopre il ruolo di principale broker indipendente in Italia e offre ai propri clienti istituzionali servizi di intermediazione su azioni, obbligazioni, derivati ed ETF. EQUITA supporta le decisioni degli investitori con analisi e idee di investimento sul mercato finanziario italiano ed europeo.
EQUITA offre consulenza di alto profilo dedicata a operazioni di finanza straordinaria, M&A, collocamenti ed emissioni su mercati azionari ed obbligazionari, rivolta a tutte le tipologie di clientela, dai grandi gruppi industriali alle piccole e medie imprese, dalle istituzioni finanziarie fino al settore pubblico.
EQUITA, grazie a EQUITA Capital SGR, mette al servizio di investitori istituzionali e gruppi bancari le proprie competenze nella gestione di asset liquidi e illiquidi e la profonda conoscenza dei mercati finanziari, in particolare delle mid e small caps, con un focus su strategie di gestione basate sull'expertise del Gruppo e su asset alternativi come il private debt.
Tutte le aree di business sono supportate dal team di Ricerca di EQUITA, da anni tra i migliori in Italia e riconosciuto dai principali investitori istituzionali nazionali ed internazionali per la sua eccellenza.

| Codice ISIN | IT0005312027 | Indici |
|---|---|---|
| Ticker di riferimento (piattaforme) |
EQUI:IM / EQUI:MI | FTSE All-Share Capped FTSE Italia All-Share |
| Mercato | EURONEXT – MILAN | FTSE Italia STAR FTSE Italia Small Cap |
| Segmento | STAR |
| 2017 | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | 2023 | YTD'24 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitalizzazione di mercato (€m, fine anno) | 151 | 162 | 143 | 122 | 192 | 189 | 199 |
| Prezzo azione (€) | |||||||
| Ultimo (fine periodo) | 3,02 | 3,24 | 2,85 | 2,43 | 3,82 | 3,68 | 4,06 |
| Medio (periodo) | 3,06 | 3,21 | 2,83 | 2,42 | 3,23 | 3,72 | 3,77 |
| Minimo (periodo) | 2,97 | 2,98 | 2,48 | 1,98 | 2,43 | 3,37 | 3,61 |
| Massimo (periodo) | 3,15 | 3,57 | 3,24 | 2,99 | 3,93 | 4,06 | 4,06 |
| Numero azioni (in milioni, a fine periodo) | |||||||
| Totale | 50,0 | 50,0 | 50,0 | 50,0 | 50,2 | 51,3 | 51,4 |
| di cui outstanding | 45,3 | 45,5 | 45,5 | 45,9 | 46,2 | 48,2 | 48,7 |
| di cui azioni proprie | 4,7 | 4,5 | 4,5 | 4,1 | 4,1 | 3,1 | 2,7 |
Note: dati YTD al 3 maggio 2024

| Ritorni da IPO al 3/5/2024 |
EQUI:MI | FTSE Italia STAR | FTSE Italia MidCap | FTSE Italia Fin. Services |
|---|---|---|---|---|
| Price Return | 40% | 27% | 11% | 59% |
| Total Shareholder Return | 118% | 46% | 31% | 108% |

Il 2024 si è aperto con segnali di rafforzamento dell'economia globale, più diffusi nei servizi rispetto al settore manifatturiero. Negli Stati Uniti la crescita del PIL USA nel 1Q è stata più debole del previsto, +1.6% su base annua vs. +2.5% atteso (e dal +3.4% degli ultimi tre mesi del 2023), a causa di una crescita più lenta della spesa pubblica, forte crescita delle importazioni e un aumento dei prezzi dell'energia per i consumatori, ma l'attività economica e i consumi si sono mantenuti particolarmente robusti e l'occupazione è crescita oltre le attese.
In Europa, il quadro macroeconomico mostra un'attività economica che continua a essere stagnante per la debolezza della parte industriale, con alcuni segnali di ripresa nel terziario. L'Eurozona, comunque, è riuscita a evitare uno scenario recessivo (PIL Eurozona 1Q24 +0.3% QoQ), mentre l'inflazione continua nel suo percorso di discesa soprattutto nella componente dei beni industriali non energetici e alimentari. Gli economisti della BCE si attendono un tasso di inflazione del 2.3% a fine 2024, con un ritorno all'obiettivo del 2% nel 2025/26. Alla luce del contesto macro, le aspettative sono per un inizio nel ciclo di taglio dei tassi da parte della BCE nella riunione di giugno.
L'Italia è cresciuta nel 1Q24 a un tasso del +0.6% YoY (+0.3% QoQ), in linea quindi con l'Eurozona su base trimestrale. Il tasso di disoccupazione rimane a livelli storicamente bassi e pari al 7.2% (in discesa di -0.1p.p. rispetto a marzo). Ad aprile, inoltre, il Governo ha approvato il DEF 2024, il quale prevede su base tendenziale una crescita del +1.0/1.2% nel 2024/25 (da +1.2/1.4% NADEF di settembre 2023 e vs. +0.6/+1.0% stima di Banca d'Italia). Il rapporto debito/PIL è visto in leggera salita dal 137.3% del 2023 al 137.8/138.9% nel 2024/25, mentre è previsto che l'Italia torni a generare un avanzo primario nel 2025 (pari allo 0.3% del PIL).

Nei primi mesi del 2024, le condizioni dei mercati finanziari hanno continuato a migliorare, per effetto delle attese di un allentamento della politica monetaria da parte delle principali banche centrali. Pertanto, si è ridotto il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e i corrispondenti titoli tedeschi, anche per l'elevata domanda dei primi da parte degli investitori. Nel primo trimestre del 2024, i corsi azionari sono aumentati in misura significativa, soprattutto nel comparto bancario.
I volumi azionari negoziati sull'MTA rispetto al primo trimestre 2023 sono stati in significativo aumento (+7,5%). Tuttavia, l'indice principale di borsa è passato da 30 mila punti a fine 2023 a circa 35 mila punti a fine marzo 2024 (27 punti circa a marzo 2023).
Dal punto di vista delle operazioni di corporate finance, i primi tre mesi del 2024 mostrano segnali di ripresa soprattutto nell'area dell'M&A, che dopo gli ultimi anni vede pipeline sempre più importanti.
Il mercato M&A del primo trimestre del 2024 ha registrato un cambio di passo rispetto al 2023, segnando una significativa crescita, sia a livello globale, sia a livello nazionale.
La crescita dell'M&A è stata evidente sia a livello globale, che segna un +3% rispetto al 2023, sia a livello locale. In Italia nei primi tre mesi del 2024 sono state registrate operazioni per circa 14,6 miliardi di euro (+55,2% rispetto al primo trimestre 2023) che rappresentano oltre il 40% dei controvalori registrati nell'intero 2023 (pari a 35,1 miliardi di euro). Un risultato che è stato determinato essenzialmente dalla chiusura di alcuni grandi deal sopra il miliardo di euro. Rallentano invece i volumi: dopo un triennio da record in termini di numero di operazioni, che su base annua si sono sempre attestate intorno alle 1.200, il 2024 ha registrato nei primi tre mesi solo 272 deal (-24,4% rispetto al primo trimestre 2023). Importante notare, però, che tale dato risulta comunque superiore a quanto registrato nei primi 3 mesi degli anni precedenti al 2020.
Anche a livello internazionale, i deal medio grandi hanno prevalso: n14 dal per 10 miliardi di dollari.
Per quanto riguarda il mercato primario, il primo trimestre del 2024 ha visto un'attività concentrata sul segmento Growth. In particolare, sono state realizzate n. 5 IPO (rispetto alle n. 8 del 2023). Tuttavia, si segnalano ben n. 4 delisting.

Il conto economico per il periodo che ha chiuso al 31 marzo 2024 ha registrato un utile consolidato pari a € 3 milioni circa in diminuzione (-22%) rispetto allo stesso periodo del 2023.
La quota di competenza della capogruppo registra un utile netto di €3,1 milioni in lieve diminuzione (-19%) rispetto allo stesso periodo del 2023.
I ricavi netti dei primi tre mesi del 2024 sono stati pari a €17,1 milioni, che si confrontano con €19,3 milioni registrati nello stesso periodo del 2023, quindi in diminuzione dell'11%.

Come descritto più in seguito, il risultato del trimestre è stato trainato dal Global Markets che ha registrato il 59% dei ricavi complessiva ma in termini di crescita dei ricavi l'area di Alternative Asset Management ha segnato un +46%.

Di seguito riportiamo la contribuzione trimestrale ai ricavi netti delle aree di business:
| €/m | Q1'24 (Actual) |
Q1'23 (Actual) |
Contribuzione ai ricavi netti |
|
|---|---|---|---|---|
| Global Markets | 10,144 | 11,233 | 59% | |
| Investment Banking | 4,286 | 6,219 | 25% | |
| Alternative Asset Management | 2,685 | 1,836 | 16% | |
| Ricavi Netti | 17,114 | 19,288 | - | |
| Spese per il Personale | (8,038) | (8,871) | (47%) | |
| Altre spese operative | (4,926) | (4,983) | (29%) | |
| Risultato ante imposte | 4,153 | 5,435 | 24% | |
| Imposte sul reddito | (1,183) | (1,536) | (7%) | |
| Minoranze | (0,092) | 0,043 | n.s. | |
| Risultato Netto | 3,062 | 3,856 | 18% | |
| Piani di incentivazione LTIP | - | (0,093) | - | |
| Risultato Netto (incl. LTIP) | 3,062 | 3,763 | 17% |
Nel corso del primo trimestre 2024 le politiche monetarie europee e statunitensi hanno continuato a essere modellate in funzione dell'andamento dell'inflazione. In particolare, nel primo trimestre e sino alla seduta di aprile, il Consiglio direttivo della BCE ha lasciato invariati i tassi di interesse ufficiali. Ha inoltre annunciato che sarà opportuno ridurre il livello di restrizione della politica monetaria qualora la propria valutazione circa le prospettive di inflazione, la dinamica dell'inflazione di fondo e l'intensità della trasmissione della politica monetaria dovesse accrescere ulteriormente la sua fiducia che l'inflazione stia convergendo stabilmente verso l'obiettivo. In seguito alla revisione dell'assetto operativo, il Consiglio continuerà a definire l'orientamento della politica monetaria attraverso il tasso di interesse sui depositi presso l'Eurosistema.
L'ammontare del portafoglio detenuto dall'Eurosistema nell'ambito del programma di acquisto di attività finanziarie (Asset Purchase Programme, APP) continua a diminuire a un ritmo misurato e prevedibile (era pari a 2.932 miliardi di euro alla fine di marzo). Con riferimento al programma di acquisto di titoli pubblici e privati per l'emergenza pandemica (Pandemic Emergency Purchase Programme, PEPP), il Consiglio direttivo ha confermato che nella seconda metà dell'anno intende ridurre il portafoglio, per terminare i reinvestimenti alla fine del 2024. Il totale dei finanziamenti erogati con la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, TLTRO3) e ancora detenuti dal sistema bancario è pari a 141 miliardi per l'area e a 55 per l'Italia.
In febbraio la Commissione europea ha presentato una valutazione intermedia sul Dispositivo per la ripresa e la resilienza, dopo tre anni dall'entrata in vigore del relativo regolamento. Le risorse erogate nel triennio agli Stati membri dell'Unione europea ammontano a quasi 225 miliardi di euro (di cui 144 in sovvenzioni e il resto

in prestiti), su un totale disponibile di quasi 650; la quota dei traguardi e obiettivi giudicati conseguiti in modo soddisfacente dalla Commissione o dichiarati realizzati dai paesi stessi ha raggiunto quasi il 40% di quelli previsti per l'intero programma. Secondo le stime della Commissione, il Dispositivo sta inoltre sostenendo efficacemente la crescita economica: circa metà dell'aumento degli investimenti pubblici nell'Unione tra il 2019 e il 2025 sarebbe finanziato dal bilancio comunitario. Il programma Next Generation EU (NGEU), di cui il Dispositivo costituisce la componente più rilevante, innalzerebbe – rispetto a uno scenario controfattuale – il PIL reale della UE fino all'1,4% nel 2026 e l'occupazione fino allo 0,8 nel breve termine.
Dalla metà di gennaio le attese di riduzione dei tassi di riferimento implicite nei contratti swap sul tasso €STR si sono attenuate. I mercati si aspettano un primo taglio di 25 punti base in giugno e un calo complessivo di circa 100 punti base entro la fine dell'anno. Aspettative simili sono rilevate tra gli operatori intervistati dalla BCE nell'ambito della SMA.
Nei primi mesi dell'anno il rendimento dei titoli di Stato decennali italiani ha mostrato oscillazioni che hanno riflesso le attese sull'allentamento delle politiche monetarie nelle economie avanzate, mantenendosi di poco superiore al livello raggiunto alla fine del 2023. Nel complesso, tra la prima decade di gennaio e la metà di aprile il rendimento decennale è lievemente salito (di circa 15 punti base), al 3,9%. Il differenziale di rendimento con i corrispondenti titoli tedeschi si è ridotto di circa 15 punti, portandosi a 141 punti base, il valore minimo registrato dall'inizio del 2022. Vi ha contribuito principalmente la forte domanda di titoli di Stato italiani, favorita anche dal collocamento di quelli dedicati ai piccoli risparmiatori e dal rafforzamento della percezione di stabilità politica del Paese tra gli operatori di mercato; il rischio di ridenominazione è sceso di 5 punti base (a 38 punti), al di sotto dei livelli prevalenti prima dello scoppio del conflitto in Ucraina. La volatilità implicita nei contratti derivati sul titolo di Stato decennale italiano si è mantenuta su livelli contenuti e le condizioni di liquidità del mercato dei titoli di Stato sono rimaste favorevoli.
Negli Stati Uniti e nel Regno Unito l'orientamento delle politiche monetarie si sono mantenute restrittive; infatti, nei primi mesi dell'anno si è arrestata la disinflazione negli Stati Uniti. In marzo la Federal Reserve e la Bank of England hanno lasciato invariati i tassi di riferimento e comunicato che l'orientamento rimarrà restrittivo fino al consolidarsi del calo dell'inflazione; la Banca del Giappone ha innalzato i tassi ufficiali per la prima volta dal 2007, portandoli su livelli positivi, e ha interrotto la strategia di controllo della curva dei rendimenti. Gli investitori hanno posticipato il momento in cui si attendono un allentamento monetario negli Stati Uniti. Nonostante l'aumento dei rendimenti delle obbligazioni, le condizioni finanziarie nelle maggiori economie avanzate restano distese.
In Europa, In marzo, sulla base delle stime preliminari, l'inflazione al consumo è scesa al 2,4 % sui dodici mesi, grazie al rallentamento dei prezzi dei beni industriali non energetici e di quelli alimentari. Da dicembre l'inflazione dei servizi ha interrotto la sua discesa, stabilizzandosi su livelli elevati, al 4,0%. Al netto delle componenti alimentari ed energetiche la dinamica complessiva dei prezzi è nuovamente diminuita, portandosi al 2,9%. Le misure di fondo, che depurano il segnale dalle fluttuazioni più erratiche, mostrano che il sentiero discendente dell'inflazione prosegue ininterrotto dall'inizio del 2023. La disinflazione continua a diffondersi fra le componenti del paniere: in febbraio la quota di voci con variazioni dei prezzi superiori al 4% era di poco inferiore al 40%, dopo essersi progressivamente ridotta dal valore massimo di circa il 70%, raggiunto nel primo semestre dello scorso anno. Le proiezioni degli esperti della BCE pubblicate in marzo indicano che l'inflazione si ridurrebbe al 2,3 % nel 2024, raggiungendo il 2,0% nel 2025 e l'1,9% nel 2026.

Negli Stati Uniti, l'inflazione al consumo è risalita principalmente a causa della dinamica dei prezzi dell'energia; nel Regno Unito i prezzi hanno decelerato grazie al contributo di tutte le principali categorie. In entrambi i paesi il calo dell'inflazione al netto di beni alimentari ed energetici (scesa rispettivamente al 3,8 e al 4,5%) si è concentrato nella componente dei beni, a fronte della maggiore persistenza nei servizi.
In Giappone l'inflazione di fondo si è ridotta lievemente, ma si colloca su livelli ancora elevati nel confronto con quelli degli ultimi 25 anni. In marzo la Federal Reserve e la Bank of England hanno mantenuto invariati i tassi di riferimento per la quinta riunione consecutiva, al 5,25-5,50 e al 5,25%, rispettivamente. Le due banche centrali hanno inoltre comunicato che l'orientamento della politica monetaria rimarrà restrittivo, in attesa di ulteriori dati che confermino il consolidarsi della disinflazione. In Cina la debolezza della domanda e il protrarsi della crisi del settore immobiliare dall'autunno 2021 hanno contribuito alla decisione della banca centrale, assunta in febbraio, di ridurre il tasso sui prestiti a cinque anni di 25 punti base, al 3,95%.
Nel primo trimestre 2024i rendimenti sui titoli pubblici a lungo termine sono tornati a salire nelle principali economie avanzate. L'inversione di tendenza è stata determinata dal posticipo, nelle attese degli investitori, dell'allentamento monetario della Federal Reserve a causa della robustezza della crescita economica e del mercato del lavoro nonché della maggiore incertezza riguardo la rapidità della disinflazione negli Stati Uniti. Ciò nonostante, i mercati azionari hanno registrato rialzi cospicui in Giappone e negli Stati Uniti; vi ha contribuito la pubblicazione di profitti superiori alle attese specialmente per le imprese operanti nel settore tecnologico. La volatilità implicita nei prezzi delle opzioni sugli indici azionari è rimasta contenuta.
Le quotazioni del dollaro – che dall'inizio dell'anno si è apprezzato del 3,7% rispetto all'euro e dell'1,9% renminbi – hanno rispecchiato l'andamento dei rendimenti sui titoli pubblici statunitensi.
Il tasso di cambio effettivo nominale della moneta unica contro le valute dei principali partner commerciali dell'area si è invece mantenuto pressoché invariato. Lo yen si è deprezzato rapidamente nella prima metà di gennaio nei confronti del dollaro e dell'euro; l'andamento è proseguito nonostante il rialzo dei tassi e l'abbandono della politica di controllo della curva dei rendimenti da parte della Banca del Giappone in marzo.
Le condizioni dettate dalla politica monetaria europea e le condizioni congiunturali hanno comportano anche in Italia un ulteriore peggioramento delle condizioni del credito sia per le banche sia per le imprese.
Dopo il lieve aumento di fine 2023, i prestiti alle aziende sono tornati a diminuire (-3,3 % in febbraio, sui tre mesi e in ragione d'anno). Il calo è stato particolarmente deciso per quelli con durata originaria superiore ai dodici mesi, tipicamente associati a esigenze di investimento. Il calo ha riflesso l'elevato livello dei tassi di interesse e il minore fabbisogno di credito per la spesa in investimenti fissi, anche a fronte del maggior ricorso all'autofinanziamento.

Dalla prima decade di gennaio le attese di un orientamento meno restrittivo della politica monetaria e la maggiore propensione al rischio degli investitori hanno contribuito al rapido rialzo delle quotazioni delle azioni in Italia e nell'area dell'euro (dell'8% e del 7% rispettivamente). La loro volatilità implicita è rimasta su livelli contenuti. La crescita dei corsi degli istituti di credito italiani (23%) è stata più accentuata rispetto sia a quella dell'indice generale, sia a quella delle quotazioni delle banche dell'area (14%). Questa tendenza è stata favorita dalla buona redditività del comparto bancario italiano, che nelle aspettative degli operatori proseguirebbe nel corso di quest'anno.



Nei primi mesi dell'anno il rendimento dei titoli di Stato decennali italiani ha mostrato oscillazioni che hanno riflesso le attese sull'allentamento delle politiche monetarie nelle economie avanzate, mantenendosi di poco superiore al livello raggiunto alla fine del 2023. Nel complesso, tra la prima decade di gennaio e la metà di aprile il rendimento decennale è lievemente salito (di circa 15 punti base), al 3,9%. Il differenziale di rendimento con i corrispondenti titoli tedeschi si è ridotto di circa 15 punti, portandosi a 141 punti base, il valore minimo registrato dall'inizio del 2022. Vi ha contribuito principalmente la forte domanda di titoli di Stato italiani, favorita anche dal collocamento di quelli dedicati ai piccoli risparmiatori e dal rafforzamento della percezione di stabilità politica del Paese tra gli operatori di mercato.

Infine, tra l'inizio di gennaio e la metà di aprile i rendimenti delle obbligazioni delle società non finanziarie italiane e dell'area dell'euro sono lievemente aumentati. I rendimenti delle obbligazioni bancarie italiane sono invece diminuiti (di 12 punti base), riflettendo un calo del premio per il rischio di credito, mentre sono saliti nell'area dell'euro (di 6 punti base).

Sulla base della consueta analisi statistica condotta da AMF, nei primi tre mesi del 2024, il Gruppo ha registrato una quota di mercato in termini di controvalori intermediati sul mercato MTA in conto terzi pari a 8,1% (3° posto) sul totale dei volumi scambiati sul mercato MTA – azioni, in miglioramento (+17%) rispetto allo stesso periodo del 2023 ed in un contesto di generale diminuzione dei volumi intermediati (-9%).
Per quanto riguarda i controvalori delle obbligazioni intermediate (mercati MOT, EUROMOT, EuroTLX e Vorvel), il mercato ha registrato una crescita, anno su anno, del 23%, tuttavia EQUITA ha registrato una contrazione dei controvalori intermediati del 5%.
Nei primi tre mesi del 2024, i Ricavi Netti generati dalle attività di Trading che costituiscono il Global Markets, ammontano a €10,1 milioni in diminuzione del 10% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2023 (€11,2 milioni).
All'interno del Global Markets, il risultato del desk direzionale in particolare ha risentito del confronto con un dato 2023 particolarmente performante, quando si era registrato un forte rimbalzo del FTSEMIB.
Di seguito si riporta l'analisi per prodotto – mercato del Global Markets.
I ricavi netti del Sales & trading nel primo trimestre si sono attestati ad € 5,7 milioni in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2023 di circa €0,2 milioni (-3%).
Tale performance, così come nel corso del 2023, è stata influenzata dalla minore operatività sul mercato da parte degli investitori su emittenti mid-small caps (controvalori intermediati su Euronext Growth Milan dei primi 3 mesi del 2024: -19% anno su anno), in parte compensata da una maggiore propensione ad operare su

titoli azionari a maggiore capitalizzazione, specialmente titoli bancari e blue chips (controvalori intermediati su Euronext Milan dei primi 3 mesi del 2024: +9% anno su anno).
I prodotti gestiti dai desk di proprietà ma di tipo Client Driven & Market Making, hanno proseguito nella strategia di consolidamento del business, chiudendo il trimestre con ricavi netti pari a €3,6 milioni in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2023 ma sostanzialmente in linea con il 2022.
In termini di strumenti quotati come Specialist - liquidity provider, EQUITA quota circa 2500 strumenti. EQUITA ha agito come market maker per le obbligazioni societarie, i certificati e altri strumenti quotati sui mercati MOT, SeDeX, EuroTLX, Vorvel e Hi-Cert.
EQUITA ha altresì svolto il ruolo di operatore incaricato per conto di n.8 SGR all'interno del mercato dei fondi aperti.
Come descritto in precedenza, la performance del mercato italiano sul trimestre è stata complessivamente positiva. La volatilità dell'indice principale è rimasta compressa in area 11% per la scadenza di aprile mentre le altre si sono assestate sul 12.5% + 0.75% per ogni mese di scadenza fino a fine anno. Le volatilità attese del mercato ipotizzano un incremento delle curve implicite che sulle scadenze del quarto trimestre del 2024 sono viste in area 15.5%. La curva future del VIX vede la volatilità su giugno al 16,2% rispetto al 14.5% di fine marzo.
Nel trimestre, i settori che hanno sovra performato sono stati le materie prime (+16,5%), l'industrial (+15,5%), i servizi di consumo (+24,5%) e i financial (+28.3%); in controtendenza, le telecomunicazioni (-13,8%), e le tecnologie (-9,6%), i beni di consumo (-8,2%) e le utilities (-6,5%).
I ricavi netti delle attività di trading direzionali ammontano al 31 marzo 2024 ad euro 0,9 milioni che si confrontano con €1,3 registrati nello stesso periodo del 2023.
Nel risultato del portafoglio di proprietà rientrano anche gli interessi netti al costo ammortizzato (pari a €0,2 milioni) maturati sul portafoglio di investimento costituito nel mese di settembre 2022.
Il Gruppo offre una gamma completa di prodotti e servizi di Investment Banking, tra cui la consulenza nell'ambito di operazioni di Mergers & Acquisitions e l'attività di Equity Capital Markets, Debt Capital Markets, Debt Advisory & Restructuring nonché servizi di Corporate Broking, principalmente rivolti a società quotate di medie e grandi dimensioni nonché a società private domestiche e a società operanti nell'area financial institutions. I principali concorrenti sono banche d'affari italiane o estere, le c.d. boutique di M&A, le divisioni di Investment Banking di gruppi bancari italiani ed esteri nonché i dipartimenti di corporate finance delle società di consulenza e di revisione.

Nel primo trimestre del 2024 il mercato M&A in Italia ha mostrato una ripresa in termini di controvalore, facendo registrare operazioni per circa €14,6 miliardi, in aumento del 55,2% rispetto ai €9,4 miliardi del primo trimestre 2023, risultato guidato principalmente dalla chiusura di deal di dimensione medio-grande. Al contrario, il numero di operazioni realizzate nel primo trimestre 2024, pari a 272, ha registrato una flessione del 24,4% rispetto allo stesso periodo del 2023, pari a 360 operazioni (Fonte: KPMG).
Le operazioni di Equity Capital Markets realizzate sul mercato italiano continuano a mostrare segnali di debolezza. Infatti, seppur le operazioni siano passate da 11, per un controvalore di €0,8 miliardi, del primo trimestre 2023 a 15, per un controvalore di €2,1 miliardi, del primo trimestre 2024 la crescita è interamente attribuibile alle operazioni di Accelerated Bookbuilding. Il mercato delle IPO risulta sostanzialmente chiuso, considerato che le 5 operazione realizzate nel primo trimestre 2024 hanno registrato un controvalore complessivo di soli €13 milioni, a fronte di 8 operazioni per un controvalore di €490 milioni del primo trimestre 2023 (Fonte: elaborazioni Equita Group su dati Dealogic).
Infine, le operazioni di Debt Capital Markets realizzate sul mercato italiano nel primo trimestre 2024, con specifico riferimento all'emissione di prestiti obbligazionari di emittenti corporate, hanno fatto registrare un incremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, passando da un controvalore di €10,1 miliardi e 15 operazioni nel primo trimestre 2023 a €12,9 miliardi e 19 operazioni nel primo trimestre 2024 (Fonte: elaborazioni EQUITA Group su dati BondRadar).
Nel primo trimestre 2024 EQUITA ha svolto, tra l'altro, il ruolo di Sole Bookrunner nell'Accelerated Bookbuilding avente ad oggetto azioni Garofalo Health Care, per un controvalore di €16 milioni, e il ruolo di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di scambio avente ad oggetto i warrant KME Group. Inoltre, nel primo trimestre EQUITA ha svolto le attività preparatorie per l'esecuzione del ruolo di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni nell'ambito delle offerte pubbliche di acquisto aventi ad oggetto azioni Openjobmetis e Unipol. Sai, che saranno completate nel corso del 2024.
Per quanto riguarda le operazioni di Debt Capital Markets, nel primo trimestre 2024 EQUITA ha svolto il ruolo di Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Social Senior Preferred da €500 milioni emesso da Iccrea Banca, il ruolo di Co-Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Green Senior Preferred da €500 milioni emesso da BPER Banca e il ruolo di Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Senior Preferred da €400 milioni emesso da Banca Ifis.
Inoltre, dopo il 31 marzo 2024, EQUITA ha svolto il ruolo di Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Social Senior Preferred da €300 milioni di BFF Banking Group.

Nell'ambito delle attività di Merger & Acquisitions, nel primo trimestre 2024 EQUITA ha svolto, tra l'altro, il ruolo di consulente finanziario di Viridis Energia nell'ambito della cessione dell'80% del capitale sociale a FNM, il ruolo di consulente finanziario di GPI nell'ambito della cessione di Argentea a Zucchetti Hospitality e il ruolo di consulente finanziario di Galileo nell'ambito della partnership con GreenIT per lo sviluppo di otto progetti fotovoltaici in Italia.
Inoltre, dopo il 31 marzo 2024, EQUITA ha svolto il ruolo di consulente finanziario di Gyrus Capital nell'ambito della cessione di Intellera Consulting ad Accenture.
A tali operazioni si aggiungono quelle poste in essere dalla controllata EQUITA K Finance. Nel primo trimestre 2024 EQUITA K Finance ha svolto il ruolo di consulente finanziario di Arcadia SGR nell'ambito di un accordo di partnership tra Chiorino Technology S.p.A., portfolio company di Arcadia, e G.M. Leather, che ha previsto l'ingresso con una quota di minoranza di G.M. Leather in Chiorino Technology. Inoltre, EQUITA K Finance ha svolto il ruolo di consulenze finanziario del Gruppo Eredi Campidonico nell'ambito della cessione del ramo di azienda EC Rete, costituito da 22 impianti di distribuzione di carburante per autotrazione, a Retitalia SpA.
L'attività di Corporate Broking continua a rappresentare un'area strategica, soprattutto in termini di crossselling e cross-fertilization di altri prodotti e servizi di Investment Banking. Nel corso del primo trimestre 2024, il numero di mandati di Corporate Broker e di Specialist è rimato sostanzialmente invariato.
Nei primi tre mesi del 2024 l'area di Investment Banking di EQUITA ha registrato ricavi netti per €4,3 milioni, in calo del 31% rispetto allo stesso periodo del 2023 per effetto del minor numero di operazioni sul mercato primario registrate nel trimestre in esame.
In base alla Mappa mensile al 31 marzo 2024 pubblicata da Assogestioni, il mercato italiano del risparmio gestito evidenzia un patrimonio totale che si assesta a quota euro 2.343 miliardi in aumento di circa euro 42 miliardi rispetto a euro 2.311,3 miliardi rilevati a dicembre 2023.
Al 31 marzo 2024, il saldo provvisorio della raccolta netta del risparmio gestito da inizio anno risulta negativo per 4,6 miliardi. In particolare, le gestioni collettive registrano una raccolta netta negativa da inizio anno pari a circa euro 2,2 miliardi, registrando tuttavia un dato in miglioramento nel mese di marzo (+euro 2 miliardi). Le gestioni di portafoglio registrano una raccolta negativa pari a circa euro 2,4 miliardi, con andamenti contrapposti tra retail e istituzionale.

Nella tabella si riporta il riepilogo degli asset in gestione dall'area Alternati Asset Management.
Nei paragrafi successivi vengono esposte le dinamiche intercorse nel primo trimestre 2024.

Gli Assets under Management considerano il naturale decalage nelle masse dei fondi alternativi di private debt dovuto ai rimborsi degli investimenti.
Nel primo trimestre del 2024 gli asset del portfolio management sono diminuiti a € 542 milioni dai € 546 milioni della fine del 2023 perché l'effetto della performance positiva dei mercati (FTSEMIB +14,5%, Stoxx600 +7,0%) è stato più che compensato dall'impatto degli outflows (che stimiamo pari - €32 milioni nel trimestre).
Gli outflows sono da ricondurre ai due fondi in delega (-€28 milioni) che sono chiusi in ingresso ed al flusso netto per le gestioni patrimoniali leggermente negativo per circa -€4 milioni.
Il team gestisce in delega tre linee patrimoniali a benchmark, due fondi flessibili con limite di VAR, tre fondi interni dedicati sottostanti le polizze vita di un importante gruppo europeo ed infine fornisce consulenza per una linea azionaria europea a benchmark.
La performance lorda media delle tre GPM, ponderata per gli AUM, nel primo trimestre 2024 è stata positiva in termini assoluti (+8,1%) e leggermente negativa rispetto al benchmark (-0,2%) a causa delle big caps dove ha inciso soprattutto il sottopeso su titoli, Unicredit e Leonardo, che nel periodo hanno ben performato.
Il fondo flessibile Euromobiliare Equity Mid Small Cap ha registrato da inizio 2024 una performance netta di +4,8% ed ancor meglio ha fatto il fondo Euromobiliare Equity Selected Dividend con una performance YTD netta di +6,5%. Solo in termini di confronto, l'ETF Euro Dividend Aristocrats, che segue una strategia identica a Selected Dividend, ma è fully invested, ha registrato nel primo trimestre 2024 una performance di +4,7% (dall'esordio del fondo le performance sono rispettivamente +2,5% e +2,9%).
Le polizze vita hanno chiuso il primo trimestre con una performance YTD di +2,9% nella linea Medium Risk e +3.1% nella High Risk. L'unica polizza con profilo Low Risk è stata oggetto di riscatto.
Infine, la linea azionaria europea oggetto di advisory evidenzia una performance netta YTD positiva del +5,4% in termini assoluti, ma leggermente negativa del -0,4% rispetto al benchmark a causa dell'eccezionale andamento registrato da un numero limitato di titoli a grandissima capitalizzazione non inclusi nella linea

(ASML, SAP, Novo Nordisk e Stellantis). Dall'inizio della gestione (2 gennaio 2021) la performance complessiva è rispettivamente +28,8% e +5.3%.
L'inizio del secondo trimestre appare più riflessivo rispetto al primo per i mercati azionari, che stanno incorporando uno scenario in cui la discesa dell'inflazione è più lenta e la FED è propensa a rinviare i previsti tagli dei tassi.
Nel corso del primo trimestre 2024, il protrarsi delle turbolenze del quadro geopolitico ha avuto un impatto negativo sia sull'attività di M&A, in particolare per le operazioni di grandi dimensioni, che sul fundraising. Nonostante ciò, l'attività d'investimento del Team di gestione del debito è rimasta sostenuta nel periodo in considerazione, in virtù della solidità della posizione di mercato acquisita nei confronti dei principali operatori di private debt ed equity italiani di lower mid market e dei competitor italiani ed esteri.
Di conseguenza, il team di gestione si è concentrato sull'analisi delle opportunità di investimento, sul monitoraggio degli investimenti in essere e sul marketing del terzo fondo di private debt.
Con riferimento al fondo EPD II, nel corso del primo trimestre del 2024 è stato finalizzato un nuovo investimento (i) in Senior Subordinated Notes per Euro 6 milioni e (ii) in Euro 1 milione di equity in uno dei principali player di mercato nel settore dell'irrigazione. Inoltre, nel corso del mese di aprile è stato concluso un ulteriore investimento (i) in Senior Subordinated Notes per euro 22 milioni e (ii) in euro 1 milione di equity in una società attiva nella trasformazione del pomodoro.
Per quanto riguarda il primo fondo di debito EPD, invece, il Team di gestione ha proseguito con le attività di monitoraggio e la strategia di valorizzazione del portafoglio esistente in un'ottica di liquidazione.
Infine, è stata avviata la commercializzazione del terzo fondo di private debt (EPD III), il cui primo closing è previsto entro la fine del primo semestre dell'anno.


Nel corso del primo trimestre del 2024, il team di private equity ha proseguito le attività di investimento del fondo EQUITA Smart Capital – ELTIF (nel seguito anche il "Fondo") in linea con la strategia di investimento per le diverse asset class (private equity, public equity e public debt) e coerentemente con quanto deliberato dall'Investment Committee del Fondo.
Con riferimento alle attività di PE, il Team è impegnato sull'analisi di numerose opportunità di investimento che presentano buone redditività, significativi tassi di crescita e concrete prospettive future.
In particolare, è attualmente in corso di finalizzazione un nuovo investimento in un gruppo attivo nel business del "long term care" e del "senior living" con l'obiettivo di
Composizione degli investitori del fondo attualmente in gestione di private equity
sottoscrivere un aumento di capitale entro giugno per finanziare la crescita della società attraverso acquisizioni.
L'operazione si configura come un co-investimento al fianco dello sponsor iniziale dell'operazione, un primario fondo di investimento paneuropeo con sede a Londra, attuale azionista di maggioranza, e al management team.
Il Team PE sta inoltre finalizzando le analisi e le negoziazioni dei documenti contrattuali per la creazione di un polo nel settore del lusso/moda attraverso l'aggregazione di alcuni operatori che dovrebbe concludersi con un investimento per il Fondo nei prossimi mesi. In parallelo, il team PE continua la sua attività di costante presidio degli investimenti in portafoglio proseguendo nel percorso di valorizzazione delle società partecipate.
L' Alternative Asset Management, nel primo trimestre 2024, ha registrato ricavi netti per €2,78 milioni circa in crescita rispetto allo stesso periodo del 2023 (+46%).
Analizzando le performance per prodotto, il Portfolio Management, ha registrato ricavi netti in leggero aumento (3%) rispetto allo stesso periodo del 2023 per gli effetti contrapposti descritti di calo delle masse sui fondi UCITS chiusi (solo in ingresso) controbilanciato dall'aumento dei fondi liquidi.
Il Private Debt Management ha visto le commissioni diminuire del 24% (€0,6 milioni Q1'24 vs €0,8 milioni Q1'23), per effetto della variazione del perimetro di calcolo delle management fees di EPD II, ossia sulla quota di investito e non più sul commitment del fondo.
Il Private Equity Management ha registrato commissioni in crescita del 18% (€0,3 milioni del 2024 rispetto a €0,2 milioni del 2023). Il 30 giugno 2023 si era conclusa la raccolta di EQUITA Smart Capital – ELTIF per un ammontare complessivamente di circa euro 98,5 milioni. Sul fronte degli investimenti. il team è impegnato nella continua ricerca di nuove opportunità di investimento per lo sviluppo della pipeline ed il successivo efficiente impiego delle risorse raccolte. Il portafoglio attualmente include tre investimenti di private equity, di cui due chiusi nel 2022 e uno nel 2023, nove posizioni in titoli di public equity e diversi investimenti di tesoreria in titoli obbligazionari di stato e corporate quotati.

Nel corso del primo trimestre 2023, era stato costituito il team Green Infrastructure Management per la realizzazione del nuovo fondo EGIF. Il team ha operato per il set up del fondo stesso e per la commercializzazione con concrete interlocuzioni con investitori istituzionali di grande rilievo. Il primo closing del fondo è previsto nella prima metà del 2024.
Nel primo trimestre il Research Team ha pubblicato circa 134 ricerche – 113 nel primo trimestre 2023 - (studi monotematici e settoriali) oltre a una serie di prodotti di periodicità giornaliera, settimanale o mensile.
Il team ha organizzato circa n. 36 eventi – 20 nel primo trimestre 2023 - tra società quotate e investitori istituzionali. Sono state inoltre organizzate da EQUITA conferenze dedicate ai seguenti temi: titoli infrastrutturali e settore utilities.
Il ruolo della ricerca finanziaria, in particolare nel segmento azionario, è fondamentale per la generazione di idee e proposte di allocazione degli investimenti a favore degli investitori istituzionali, italiani e internazionali. Anche nel 2023, il team di ricerca ha confermato il suo posizionamento ai vertici delle principali classifiche di valutazione della qualità della ricerca stilate da Institutional Investor.
Nel corso dei primi tre mesi del 2024, il numero di risorse è passato da 195 di fine anno a 193, a cui si aggiungono 11 risorse in stage.
In termini di sostegno alla crescita professionale, il Gruppo offre una vasta gamma di corsi di sviluppo di soft skills e tecnici volti a mantenere elevato il livello di competenze e ad allargare il paniere di conoscenze. Il Gruppo è da sempre attivo con iniziative specifiche finalizzate a promuovere un ambiente di lavoro piacevole e confortevole.
Con riferimento al lavoro da remoto la percentuale di adesione a dicembre 2022 era il 6%, in lieve diminuzione rispetto alla media del 2023.
Il costo del personale al 31 marzo 2024 si è attestato a € 8 milioni circa diminuzione del 9% rispetto allo stesso periodo del 2023.
La componente variabile del trimestre è risultata in diminuzione rispetto allo scorso esercizio per effetto della performance in contrazione nel trimestre 2024.
La componente fissa risulta in aumento del 6% per effetto dell'incremento del numero di risorse, prevalentemente senior e delle progressioni di carriera intervenute nella seconda parte del 2023.
Il comp/revenues ratio al 31 marzo 2024, aggiustato per i ricavi non attribuiti alla performance del personale, ha chiuso quindi pari al 48,6%.

Nei primi tre mesi del 2024 le spese di gestione segnano una lieve contrazione (-1%) rispetto allo stesso periodo del 2023 attestandosi a circa €4,9 milioni. La riduzione più consistente (-2%) è relativa alle sese per eventi e marketing. I costi di Information technology segnano una contrazione (-2%), per effetto del confronto con il 2023 che incorporava i costi per la migrazione di Borsa Italiana su Euroclear.
Per quanto attiene i costi per trading fees, il gruppo registra un incremento del 3% per effetto dei maggiori volumi intermediati.
Inoltre, tra i costi operativi sono incluse le spese per attività di sviluppo sociale, culturale e ambientale che nei tre mesi ammontavano a circa €0,1 milioni.
Occorre menzionare la forte vocazione del Gruppo al sostegno delle iniziative del territorio in cui opera, anche tramite la Fondazione EQUITA a cui il gruppo destina una quota dei ricavi ante imposte consolidati.
Tra i costi operativi rientrano anche gli ammortamenti degli investimenti volti a migliorare il servizio per i clienti e il contesto lavorativo per i dipendenti del Gruppo.
Il cost/income ratio si attesta a 76%, esclusa la componente legata alla monetizzazione delle opzioni, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (pari a 72%).
Le imposte sul reddito di periodo sono state pari a €1,2 milioni, determinate sulla base dell'aliquota fiscale pari al 28,5%.
L'Utile Netto consolidato della Capogruppo al 31 marzo 2024 ammonta a €3,1 milioni in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2023 (-19%).

| (€/000) | 31/3/2024 | 31/12/2023 | Delta % |
|---|---|---|---|
| Cassa e disponibilità liquide | 87.470 | 130.481 | -33% |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 102.580 | 78.012 | 31% |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 122.733 | 101.249 | 21% |
| Attività materiali e immateriali | 32.330 | 32.590 | -1% |
| Attività fiscali | 3.577 | 3.237 | 10% |
| Altre attività | 32.606 | 34.148 | -5% |
| Totale Attività | 381.296 | 379.718 | 0% |
| Debiti | 183.571 | 193.786 | -5% |
| Passività finanziarie di negoziazione | 30.127 | 20.067 | 50% |
| Passività fiscali | 2.637 | 1.332 | 98% |
| Altre passività | 49.091 | 50.788 | -3% |
| TFR | 1.884 | 1.942 | -3% |
| Fondi per rischi e oneri | 2.261 | 3.235 | -30% |
| Patrimonio netto | 111.726 | 108.569 | 3% |
| Totale Passività | 381.296 | 379.718 | 0% |
La voce Cassa e disponibilità liquide ammonta a € 87,5 milioni, in diminuzione del 33% rispetto al 31 dicembre 2023. Il decremento è dovuto al rimborso di una linea di credito a breve termine di € 20 milioni e a deflussi di liquidità per investimenti nel portafoglio di negoziazione.
La voce Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico ammonta a € 102,6 milioni, in aumento del 31% rispetto al 31 dicembre 2023.
L'incremento è dovuto principalmente alla componente delle attività detenute per la negoziazione che ha visto maggiori investimenti in titoli di debito.
La componente delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ha registrato un incremento dovuto sia ad incrementi di valorizzazione sia a nuove sottoscrizioni.
Il portafoglio di investimenti del Gruppo è composto da:

La voce Passività finanziarie di negoziazione ammonta a € 30,1 milioni, in aumento del 50% rispetto al 31 dicembre 2023. L'incremento è dovuto a maggiori posizioni corte sia su titoli di capitale che su titoli di debito.
La voce Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ammonta a € 122,7 milioni, in aumento del 21% rispetto al 31 dicembre 2023. L'incremento è dovuto all'aumento dei crediti verso clienti per esecuzione ordini a cavallo della data di chiusura del trimestre (+ € 15,2 milioni), dei crediti per prestito titoli a controparti bancarie (+ € 9,4 milioni), dei crediti per le attività di gestione (+ € 0,5 milioni), dei crediti per servizi diversi (+ € 0,25 milioni) e a maggiori margini versati a CC&G (+ € 0,25 milioni). L'incremento è parzialmente compensato dalla diminuzione dei finanziamenti a clienti per operatività in derivati (- € 2,5 milioni) e dei crediti per consulenza (- € 0,7 milioni).
La voce, inoltre, comprende il portafoglio di investimento costituito da titoli obbligazionari valutati al costo ammortizzato. Tale portafoglio ha registrato una diminuzione di € 0,95 milioni (-2,6%) rispetto al 31 dicembre 2023. Le valutazioni al mark to market di fine periodo rispecchiano complessivamente le valorizzazioni al costo ammortizzato, pertanto, alla data di redazione della presente relazione non risultano indicatori impairment riferiti al portafoglio di investimento del Gruppo.
Con riferimento ai crediti relativi ai margini versati alla CC&G (Cassa di Compensazione e Garanzia), per l'operatività in derivati della proprietà e per i default fund, questi ammontano a complessivi € 5,8 milioni rispetto ai € 5,6 milioni circa di dicembre 2023.
La voce Attività materiali e immateriali ammonta a € 32,3 milioni, in diminuzione di € 0,3 milioni rispetto al 31 dicembre 2023. Nel periodo la voce ha avuto incrementi per € 0,3 milioni bilanciati dalla dismissione di un contratto di locazione immobile per € 0,1 milioni e ammortamenti per € 0,5 milioni. Nessuna partita immobilizzata presenta indicatori di impairment.
La voce Attività fiscali ammonta a € 3,6 milioni, in aumento di € 0,3 milioni.
La voce Passività fiscali ammonta a € 2,6 milioni, in aumento di € 1,3 milioni.
La voce Altre attività ammonta a € 32,6 milioni, in diminuzione di € 1,5 milioni rispetto al 31 dicembre 2023. La diminuzione è dovuta principalmente all'utilizzo del credito d'imposta connesso al "Superbonus 110%" acquistato da una primaria banca italiana per nominali €48,8 milioni circa. Al 31 marzo 2024 il credito fiscale residuo ammonta a € 24,8 milioni. La diminuzione è parzialmente compensata da un incremento dei risconti per canoni pagati anticipatamente (+ € 2 milioni).

La voce Debiti ammonta a € 183,6 milioni, in diminuzione di € 10,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2023. Il decremento è dovuto al rimborso di una linea di credito a breve termine di € 20 milioni, parzialmente compensato da un incremento dei finanziamenti in valuta differente dall'euro.
La voce Fondo TFR – trattamento di fine rapporto - ammonta a € 1.9 milioni, in leggera diminuzione rispetto al 31 dicembre 2023. Gli accantonamenti di periodo sono stati compensati da utilizzi del fondo per la cessazione di rapporti lavorativi.
La voce Fondo rischi e oneri ammonta a € 2,3 milioni, in diminuzione di € 1 milione rispetto al 31 dicembre 2023. Il decremento è dovuto al pagamento del bonus differito maturato nel corso degli esercizi precedenti.
La voce Altre passività ammonta a € 49,1 milioni, in diminuzione di € 1,7 milioni rispetto al 31 dicembre 2023. Il decremento è dovuto a minori debiti verso personale dipendente, avendo liquidato il bonus corrente 2023 nel mese di marzo 2024.
Il Capitale sociale di EQUITA Group S.p.A. al 31 marzo 2024 ammonta a € 11.678.163 (di cui € 11.376.345 in sede di IPO), per n. 51.127.074 azioni senza indicazione del valore nominale.
Le Azioni proprie in portafoglio al 31 marzo 2024 risultano pari a €2.706.610, ridottesi per effetto della cessione di azioni proprie nell'ambito dei piani di incentivazione 2022-2025 e 2023.
L'Utile netto consolidato al 31 marzo 2024 ammonta a € 2.969.753, in calo rispetto allo stesso periodo del 2023 (-19%). La quota di utile di pertinenza della capogruppo è pari a € 3.061.881 in diminuzione rispetto al 2023 (-22%).
Al 31 marzo 2024 il Return on Tangible Equity ("ROTE") è risultato intorno al 21% in diminuzione con il dato di fine esercizio 2023 (26%). Con riferimento al Total Capital Ratio consolidato è pari a circa 3,6x al di sopra dei limiti prudenziali ed inclusivo dell'effetto delle deduzioni relative all'ammontare stimato del buy-back (per massimi 2,1 milioni di euro).

Dopo la data di chiusura del periodo non si sono verificati eventi significativi che inducano a rettificare le risultanze esposte nella Relazione finanziaria trimestrale consolidata al 31 marzo 2024.
Nel corso del primo semestre 2024 il Gruppo proseguirà con le azioni di sviluppo del business:
Di uguale rilievo saranno le azioni attuate in ambito sociale, ambientale e culturale che il Gruppo intende perseguire anche attraverso la Fondazione EQUITA.
L'evoluzione del risultato economico, finanziario ed operativo del Gruppo nel primo semestre 2024 sarà anche influenzata dall'andamento dei mercati e dalle condizioni macroeconomiche. Di seguito si riportano i principali fattori ad oggi visibili che condizioneranno il contesto macroeconomico di riferimento.

EQUITA annuncia i risultati delle league tables 2023 che vedono il Gruppo confermarsi – nell'anno del suo 50esimo anniversario – come la principale banca d'affari indipendente in Italia, grazie a diversi importanti mandati chiusi con successo e nonostante il difficile contesto di mercato a livello globale.
Nel 2023 EQUITA si è posizionata #6 nelle league tables di M&A per numero di operazioni (31 mandati completati dai team di EQUITA SIM ed EQUITA K Finance, per un valore complessivo pari a €22 miliardi) e #1 tra gli advisor indipendenti italiani, confermando così il percorso di crescita del Gruppo nell'advisory, che vede il numero di mandati e il valore complessivo delle operazioni pressoché raddoppiati nel triennio 2021- 2023 (103 operazioni e €95 miliardi) rispetto ai dati registrati nel triennio 2018-2020 (46 operazioni e €50 miliardi).
Il Gruppo ha anche confermato la propria leadership sui mercati dei capitali con un 2023 di particolare successo, che ha visto EQUITA chiudere 28 operazioni per un totale di €7,7 miliardi di controvalore. Il team di Equity Capital Markets (ECM) si è confermato #1 IPO franchise in Italia con 6 operazioni, più di ogni altra istituzione finanziaria in Europa. Il team si è anche posizionato #1 cash equity franchise per numero di operazioni sul mercato domestico, dando così ulteriore prova di poter affiancare le società emittenti in operazioni molto eterogenee tra loro in termini di dimensione (€15 milioni - €600 milioni di raccolta), capitalizzazione (large, mid e small caps), settori (luxury, consumer & fashion, gaming, industrials) e mercati (Euronext e Euronext Growth Milan).
Sul fronte del debito, il team di Debt Capital Markets (DCM) si è confermato l'unico player tra le istituzioni finanziarie non bancarie nella top 10 degli advisor attivi su emissioni high yield e not rated. Nel corso del 2023 il team ha infatti agito in qualità di placement agent, dealer, joint-lead manager o co-manager in 8 emissioni obbligazionarie e ha completato con successo la sua 20° emissione di un Euronext Milan Bond degli ultimi 10 anni. Il team ha inoltre confermato la propria leadership nelle emissioni obbligazionarie corporate inferiori a €250 milioni. La leadership della divisione di Investment Banking si basa anche sulla continua e sinergica collaborazione con la divisione Global Markets e gli analisti del Team di Ricerca. Le significative quote di mercato della sala operativa di EQUITA nell'intermediazione azionaria, obbligazionaria, su opzioni su azioni ed ETF e l'ampiezza del coverage di ricerca degli analisti del Gruppo sono infatti alcuni dei fattori che hanno permesso ad EQUITA di eccellere in un contesto di mercato difficile come quello dell'anno passato.
EQUITA Capital SGR, a fine febbraio 2024, annuncia l'ingresso di CDP Real Asset SGR nel fondo EQUITA Green impact Fund (EGIF). CDP Real Asset, attraverso il fondo "FOF Infrastrutture" ha approvato un investimento da €30 milioni e agirà come co-anchor investor di EGIF, al fianco di un'altra primaria istituzione finanziaria europea. Il Gruppo CDP si aggiunge dunque ad altri importanti investitori istituzionali che investiranno nel Fondo, rendendo probabile un primo closing già nelle prossime settimane.

L'obiettivo di EGIF – qualificato come fondo art. 9 ex SFDR – è quello di sostenere la transizione energetica e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.
Una volta completato il primo closing, EGIF impiegherà i capitali raccolti per aumentare la capacità produttiva di energie rinnovabili con un focus prevalente e prioritario sull'Italia, garantendo al contempo una certa diversificazione in altri paesi europei. Le risorse saranno destinate, dunque, ad opportunità di investimento in progetti greenfield nel campo del fotovoltaico, eolico e biogas.
Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 1) del Codice Civile, si segnala che nel corso dell'esercizio non è stata svolta alcuna attività di ricerca e sviluppo.
EQUITA Group conferma la propria volontà di aderire al regime di opt‐out di cui agli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1‐bis, del Regolamento Emittenti, avvalendosi pertanto della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.
Ai sensi dell'art. 2428 comma 2, punto 2) del Codice Civile, dichiariamo con la presente che i rapporti ricorrenti tra parti correlate intrattenuti nel corso dei primi tre mesi del 2024 sono riconducibili a rapporti partecipativi, a contratti di prestazione di servizi infragruppo, e di distacco del personale tra:
Oltre a queste si aggiungono i dirigenti con responsabilità strategica e i membri del collegio sindacale.
EQUITA Group non possiede una sede secondaria.

I sottoscritti, Andrea Vismara, nella sua qualità di Amministratore Delegato di EQUITA Group S.p.A., e Stefania Milanesi, nella sua qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di EQUITA Group S.p.A.,
in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell'articolo 154 bis del "Testo Unico della Finanza", che l'informativa contabile contenuta nella presente Relazione trimestrale Consolidata 2024 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili del Gruppo EQUITA.
Milano, 14 maggio 2024
L'Amministratore Delegato del Gruppo
Andrea Vismara Stefania Milanesi
Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

| Voci dell'Attivo | 31/03/2024 | 31/12/2023 | |
|---|---|---|---|
| 10 | Cassa e disponibilità liquide | 87.470.461 | 130.481.458 |
| 20 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 101.951.518 | 77.384.279 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 78.128.028 | 55.043.256 | |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. | 23.823.490 | 22.341.024 | |
| 40 | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 122.732.570 | 101.248.810 |
| a) crediti verso banche | 81.038.368 | 66.423.042 | |
| b) crediti verso società finanziarie | 23.619.552 | 15.122.256 | |
| c) crediti verso clientela | 18.074.651 | 19.703.512 | |
| 50 | Derivati di copertura | 78.569 | 106.079 |
| 70 | Partecipazioni | 628.160 | 756.358 |
| 80 | Attività materiali | 5.733.675 | 5.982.648 |
| 90 | Attività immateriali | 26.596.820 | 26.606.916 |
| di cui: | |||
| - avviamento | 24.153.008 | 24.153.008 | |
| 100 | Attività fiscali | 3.576.625 | 3.237.194 |
| a) correnti | 1.538.478 | 1.199.047 | |
| b) anticipate | 2.038.147 | 2.038.147 | |
| 120 | Altre attività | 32.527.319 | 34.042.397 |
| Totale Attivo | 381.295.716 | 379.846.139 |

(dati in unità di €)
| Voci del Passivo e del Patrimonio Netto | 31/03/2024 | 31/12/2023 | |
|---|---|---|---|
| 10 | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 183.570.766 | 193.785.598 |
| a) Debiti | 183.570.766 | 193.785.598 | |
| 20 | Passività finanziarie di negoziazione | 30.126.634 | 20.067.070 |
| 60 | Passività fiscali | 2.636.662 | 1.331.729 |
| a) correnti | 1.928.357 | 623.424 | |
| b) differite | 708.305 | 708.305 | |
| 80 | Altre passività | 49.090.999 | 50.788.482 |
| 90 | Trattamento di fine rapporto del personale | 1.884.017 | 1.941.659 |
| 100 | Fondi per rischi e oneri | 2.260.989 | 3.234.663 |
| c) altri fondi rischi ed oneri | 2.260.989 | 3.234.663 | |
| 110 | Capitale | 11.678.163 | 11.678.163 |
| 120 | Azioni proprie (-) | (2.706.610) | (3.171.237) |
| 140 | Sovrapprezzi di emissione | 24.574.679 | 23.373.173 |
| 150 | Riserve | 71.793.119 | 56.798.926 |
| 160 | Riserve da valutazione | 36.986 | 56.243 |
| 170 | Utile (perdita) dell'esercizio | 2.969.753 | 16.753.969 |
| 180 | Patrimonio di pertinenza di terzi | 3.379.559 | 3.207.700 |
| Totale Passivo e Patrimonio Netto | 381.295.716 | 379.846.139 |

(dati in unità di €)
| Voci del Conto Economico | 31/03/2024 | 31/03/2023 | |
|---|---|---|---|
| 10 | Risultato netto dell'attività di negoziazione | 3.263.965 | 4.278.082 |
| 40 | Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
1.331.660 | 186.340 |
| b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 1.331.660 | 186.340 | |
| 50 | Commissioni attive | 13.216.323 | 15.357.933 |
| 60 | Commissioni passive | (1.860.490) | (1.635.058) |
| 70 | Interessi attivi e proventi assimilati | 2.928.697 | 2.020.254 |
| di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo | 1.980.736 | 1.045.197 | |
| 80 | Interessi passivi e oneri assimilati | (2.937.597) | (1.913.021) |
| 90 | Dividendi e proventi simili | 1.116.573 | 1.006.068 |
| 110 | Margine di Intermediazione | 17.059.129 | 19.300.598 |
| 120 | Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: | 3.542 | (47.956) |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; | 3.542 | (47.956) | |
| 130 | Risultato netto della gestione finanziaria | 17.062.671 | 19.252.641 |
| 140 | Spese amministrative: | (12.421.669) | (13.473.053) |
| a) spese per il personale | (8.177.194) | (9.261.151) | |
| b) altre spese amministrative | (4.244.476) | (4.211.902) | |
| 160 | Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali | (446.097) | (360.012) |
| 170 | Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali | (43.610) | (69.518) |
| 180 | Altri proventi e oneri di gestione | 1.458 | (44.691) |
| 190 | Costi operativi | (12.909.918) | (13.947.274) |
| 240 | Utile (perdite) dell'attività corrente al lordo delle imposte | 4.152.753 | 5.305.368 |
| 250 | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (1.183.000) | (1.499.347) |
| 260 | Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte | 2.969.753 | 3.806.021 |
| 280 | Utile (perdita) del periodo | 2.969.753 | 3.806.021 |
| 290 | Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | (92.128) | 42.944 |
| 300 | Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo | 3.061.881 | 3.763.077 |
| Utile base per azione (basic EPS) | 0.06 | 0.08 | |
| Utile diluito per azione (diluted EPS) | 0.06 | 0.08 |

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