Quarterly Report • Nov 28, 2023
Quarterly Report
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Resoconto intermedio della gestione consolidato al 30 settembre 2023

Il 2023 è un traguardo importante perché segna il cinquantesimo anniversario della nascita di Euromobiliare, oggi Equita, e il decimo anno di collaborazione con Università Bocconi per promuovere i mercati dei capitali.
Da qui l'idea di celebrare queste due tappe importanti con un reportage sulla storia della nostra investment bank – che ha fatto dell'indipendenza e della professionalità i suoi punti di forza – dal titolo "Una primula bianca nell'economia italiana" realizzato da Federico Fubini, e il libro "Capital Markets" che riassume le lezioni di dieci anni di ricerca sui mercati dei capitali, a cura di Stefano Caselli e Stefano Gatti dell'Università Bocconi.
Il Team Equita
[…] Vitale pensava che ogni operazione dev'essere vantaggiosa non solo per l'azienda, ma per un insieme ampio di interessi: gli azionisti, il mercato e la sua liquidità, la crescita economica. Questi principi vivono ancora nel codice genetico dell'azienda.
[…] Era il punto fondamentale: il valore di Euromobiliare erano le sue persone, l'abilità e la cocciutaggine dei broker, la capacità degli analisti di ricerca, l'abilità e la caparbietà dell'accompagnare le operazioni di finanza straordinaria delle imprese, la disponibilità di molti a stare in piedi fino alle tre di notte ogni volta che c'era da chiudere un'operazione.
Frasi estratte dal reportage "Una primula bianca nell'economia italiana. Mezzo secolo di Equita nel segno dell'indipendenza"

| Società capogruppo | EQUITA Group S.p.A. |
|---|---|
| Sede Legale | Via Filippo Turati, 9 - 20121 Milano |
| Codice Fiscale e Partita IVA | 09204170964 |
| Numero identificativo | 20070.9 |
| Capitale Sociale (i.v.) | €11.665.515,80 |
| Numero iscrizione Registro Imprese | 2075478 |
| Mercato di quotazione | Euronext Milan – Segmento STAR, Borsa Italiana |
| Ticker societario sul mercato | BIT: EQUI |
| Nota: informazioni aggiornate alla data della presente relazione |
| Consiglio di Amministrazione | Collegio Sindacale |
||
|---|---|---|---|
| Sara Biglieri | Presidente | Franco Fondi | Presidente |
| Andrea Vismara | Amministratore Delegato | Andrea Serra | Sindaco effettivo |
| Stefania Milanesi | Consigliere | Andrea Conso | Sindaco effettivo |
| Stefano Lustig | Consigliere | ||
| Silvia Demartini | Consigliere (indipendente) | ||
| Michela Zeme | Consigliere (indipendente) | ||
| Matteo Bruno Lunelli | Consigliere (indipendente) |
| ranco Fondi | Presidente |
|---|---|
| ndrea Serra | Sindaco effettivo |
| ndrea Conso | Sindaco effettivo |
Società di Revisione
EY S.p.A.
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Stefania Milanesi (Chief Financial Officer e Chief Operating Officer)

| Introduzione | 4 |
|---|---|
| Relazione intermedia sulla gestione | 10 |
| Scenario Macroeconomico | 10 |
| Analisi di mercato e tendenze di business | 11 |
| Performance finanziaria del Gruppo | 12 |
| Commento alle voci patrimoniali | 28 |
| Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del periodo | 30 |
| Evoluzione prevedibile della gestione | 30 |
| Le principali iniziative del 2023 | 31 |
| …di Business | 31 |
| …di governance | 36 |
| Altre informazioni | 36 |
| Attività di ricerca e sviluppo | 36 |
| Processo di semplificazione normativa - Consob n. 18079 del 20 gennaio 2012 | 36 |
| Rapporti con parti correlate | 37 |
| Sedi Secondarie | 37 |
| Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari | 38 |
| Prospetti contabili | 39 |

| Ricavi Netti da clienti | Ricavi Netti Consolidati | ||
|---|---|---|---|
| €53,4 | €59,5 | ||
| m | m | ||
| Compensation/Revenues ratio | Cost/Income ratio | ||
| 47% | 75% | ||
| Utile ante imposte | Utile Netto Consolidato | ||
| €15,1 | €9,7 | ||
| m | m | ||
| Return on Tangible Equity (ROTE) | IFR Ratio | ||
| 22% | 5,7x | ||
| n. dipendenti al settembre '23 196 |
| (€m) | 9M'23 | 9M'22 | Var. % |
|---|---|---|---|
| Global Markets | 29,0 | 26,7 | 9% |
| Investment Banking | 24,0 | 31,5 | (24%) |
| Alt. Asset Management (portfolio) | 6,5 | 5,9 | 9% |
| Ricavi netti | 59,5 | 64,2 | (7%) |
| Costo del personale | (28,1) | (30,0) | (7%) |
| Costi Operativi | (16,3) | (13,7) | 19% |
| Utile ante imposte | 15,1 | 20,5 | (26%) |
| Tasse | (4,5) | (5,9) | (22%) |
| Minorities | 0,6 | 1,5 | (62%) |
| Utile netto ex - LTIP | 10,0 | 13,1 | (24%) |
| LTIP - Long Term Incentive Plan | (0,3) | - | N/A |
| Utile Netto | 9,7 | 13,1 | (26%) |
Note: "Ricavi netti" = voce CE110 Margine di intermediazione + CE200 Utile (perdite) delle partecipazioni; "Costo del personale"=voce CE140a) Spese del personale - "Amministratori e sindaci"+"Advisory Board & professional"; "Altre spese amministrative" = voce CE120 "Rettifiche e riprese di valore nette per rischio di credito" + CE140a) altre spese ministrative+ "Amministratori e sindaci"-"Advisory Board & professional" + CE160 Rettifiche di valore nette su attività materiali + CE170 Rettifiche di valore nette su attività immateriali + CE180 altri proventi e oneri di gestione; "Imposte"=voceCE250 imposte sul reddito del periodo; "Utile netto del periodo"=voce280 Utile (perdita) del periodo.

Equita è la principale investment bank indipendente italiana e una delle prime piattaforme di alternative asset management in Italia. Con le sue attività, Equita supporta società quotate e private, istituzioni finanziarie, fondi di private equity e investitori istituzionali, sia italiani che esteri.
Fondata nel 1973, Equita vanta una ampia gamma di servizi e prodotti che includono consulenza finanziaria in operazioni di acquisizione e fusione (M&A), emissioni azionarie (ECM) ed obbligazionarie (DCM) sui mercati dei capitali, ristrutturazione del debito, intermediazione in conto terzi (Sales & Trading) e proprietaria, ricerca azionaria ed obbligazionaria, attività di corporate broking, gestione di fondi di private debt e di private equity, soluzioni per la gestione del portafoglio.
Equita si distingue dai propri competitors per la sua indipendenza, integrità ed esperienza, per il suo approccio incentrato sul cliente, e per la sua capacità di offrire la miglior soluzione anche in operazioni complesse.
Equita è inoltre riconosciuta sul mercato per la sua capacità di accedere ai mercati dei capitali, per il suo network di investitori, financial sponsors e società, e per il forte commitment del management team che rappresenta il primo azionista del gruppo.
Il Gruppo è quotato al segmento STAR di Euronext Milan con il simbolo "EQUI:MI".

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Equita, gruppo quotato sul segmento STAR di Euronext Milan – segmento dedicato alle medie imprese impegnate a rispettare requisiti di eccellenza in termini trasparenza, vocazione comunicativa, liquidità e governo societario – vede nel suo azionariato i propri manager e dipendenti con una quota del 39% del capitale sociale e il 51% dei diritti di voto.
Una partnership di managers e professionisti, quotata sul mercato
A tale quota si aggiunge il 6,2% di azioni proprie detenute dalla società (4,5% in termini di diritti di voto).
Tra le partecipazioni rilevanti, Fenera Holding con il 4,9% del capitale sociale e il 7,0% dei diritti di voto. Il flottante è pari al 50,1% del capitale sociale e al 37,4% dei diritti di voto. All'interno del flottate, alcune famiglie, imprenditori e istituzioni che a maggio 2022 avevano acquistato dal management una quota del 12% circa del capitale sociale (8% dei diritti di voto).

Note: dati al ottobre 2023
Qualsiasi azionista di Equita può richiedere e ottenere il voto maggiorato, previa iscrizione nell'apposito registro e condizionato al possesso continuativo delle azioni per almeno 24 mesi.
Per maggiori informazioni si prega di prendere visione dello Statuto della Società e del regolamento per la maggiorazione del voto disponibile sul sito www.equita.eu.

Equita ricopre il ruolo di principale broker indipendente in Italia e offre ai propri clienti istituzionali servizi di intermediazione su azioni, obbligazioni, derivati ed ETF. Equita supporta le decisioni degli investitori con analisi e idee di investimento sul mercato finanziario italiano ed europeo.
Equita offre consulenza di alto profilo dedicata a operazioni di finanza straordinaria, M&A, collocamenti ed emissioni su mercati azionari e obbligazionari, rivolta a tutte le tipologie di clientela, dai grandi gruppi industriali alle piccole e medie imprese, dalle istituzioni finanziarie fino al settore pubblico.
Equita, grazie a Equita Capital SGR, mette al servizio di investitori istituzionali e gruppi bancari le proprie competenze nella gestione di asset liquidi e illiquidi e la profonda conoscenza dei mercati finanziari, in particolare delle mid e small caps, con un focus su strategie di gestione basate sull'expertise del Gruppo e su asset alternativi come il private debt.
Tutte le aree di business sono supportate dal team di Ricerca di Equita, da anni tra i migliori in Italia e riconosciuto dai principali investitori istituzionali nazionali ed internazionali per la sua eccellenza.

| Codice ISIN | IT0005312027 | Indici | |
|---|---|---|---|
| Ticker di riferimento (piattaforme) |
EQUI:IM / EQUI:MI | FTSE All-Share Capped FTSE Italia All-Share |
|
| Mercato | EURONEXT – MILAN | FTSE Italia STAR FTSE Italia Small Cap |
|
| Segmento | STAR |
| Informazioni chiave sul titolo | 2017 | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | 2022 | 9M'23 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitalizzazione di mercato (€m, fine periodo) |
151 | 162 | 143 | 122 | 192 | 185 | 179 |
| Prezzo azione (€) | |||||||
| Ultimo (fine periodo) | 3,02 | 3,24 | 2,85 | 2,43 | 3,82 | 3,64 | 3,50 |
| Medio (periodo) | 3,06 | 3,21 | 2,83 | 2,42 | 3,23 | 3,62 | 3,77 |
| Minimo (periodo) | 2,97 | 2,98 | 2,48 | 1,98 | 2,43 | 3,06 | 3,50 |
| Massimo (periodo) | 3,15 | 3,57 | 3,24 | 2,99 | 3,93 | 4,09 | 4,06 |
| Numero azioni (in milioni, a fine periodo) |
|||||||
| Totale | 50,0 | 50,0 | 50,0 | 50,0 | 50,2 | 50,9 | 51,1 |
| di cui outstanding | 45,3 | 45,5 | 45,5 | 45,9 | 46,2 | 47,0 | 47,9 |
| di cui azioni proprie | 4,7 | 4,5 | 4,5 | 4,1 | 4,1 | 3,9 | 3,2 |

| Ritorni da IPO al 30/9/23 | EQUI:MI | FTSE Italia STAR | FTSE Italia MidCap | FTSE Italia Fin. Services |
|---|---|---|---|---|
| Price Return | +21% | +13% | (7%) | +38% |
| Total Shareholder Return | +80% | +28% | +9% | +73% |

Dopo un primo semestre resiliente per l'economia mondiale, il terzo trimestre ha iniziato a mostrare segnali di rallentamento dell'economia reale sempre più evidenti in Europa. Inoltre, le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente scoppiate a ottobre, con effetti tangibili sul prezzo del petrolio e del gas, si aggiungono a un quadro macroeconomico che rimane molto complesso.
Negli USA, la situazione si mostra ancora tonica anche grazie all'ampio deficit fiscale. Il PIL 2Q23 è cresciuto del +2.1% QoQ, mentre il mercato del lavoro continua a mostrarsi forte (tasso di disoccupazione al 3.8%). L'inflazione core prosegue nella sua lenta discesa (+4.1% YoY a settembre). Le tensioni sul credito rimangono elevate, con i tassi sui mutui ai massimi dal 2000. Il PIL dell'Eurozona risulta essere in modestissima crescita (+0.2% QoQ nel 2Q23), con alcuni Paesi in stagnazione. A livello di Eurozona, il PMI composito è in zona recessiva (47.1 punti), mentre l'inflazione si è attesta a settembre al +4.3% YoY (core al +4.5% YoY).
Coerentemente con i segnali di rallentamento e il rischio di overtightening, le banche centrali hanno iniziato a smorzare i toni restrittivi. Nello specifico, a settembre la FED ha optato per una pausa dopo il rialzo di +25bps a luglio, mantenendo il corridoio dei FED Funds al 5.25-5.5%. La BCE ha aumentato nel 3Q23 i tassi cumulativamente di +50bps (tasso sui depositi ora al 4.0%), ma è stata abbastanza esplicita nel comunicare al mercato che nelle prossime riunioni valuterà una pausa. La lotta all'inflazione continua quindi a essere la priorità delle banche centrali dei Paesi sviluppati, con una maggior attenzione ai dati.
Anche l'Italia, dopo una forte resilienza nel primo semestre, ha mostrato segnali di indebolimento nel terzo trimestre, con la lettura del PIL 2Q23 in calo del -0.3% QoQ (crescita acquisita per il 2023 a +0.8%). A fine settembre, il Governo ha approvato la NADEF, delineando il quadro di bilancio per i prossimi tre anni. Nelle previsioni del Governo, l'Italia crescerà del +0.8% nel 2023 (revisione al ribasso dal +1% di aprile) e del +1.2% nel 2024 (da +1.5% precedente). Il deficit è atteso quest'anno al 5.3%, in rialzo rispetto al precedente 4.5% per effetto principalmente della contabilizzazione del Superbonus, mentre è fissato al 4.3% nel 2024 e superiore al tetto del 3% fino al 2025. La traiettoria del rapporto debito/PIL è vista stabile il prossimo anno in area 140.1%. Il quadro di finanza pubblica prospettato nella NADEF ha contribuito ad allargare lo spread vs. il Bund tedesco, ora stabilmente in area 190-200bps.
Il contesto di breve termine rimane a nostro avviso complicato. Per quanto riguarda l'Europa, riteniamo che l'entità del rallentamento possa accelerare nei prossimi mesi, contribuendo a ridurre le pressioni inflazionistiche e facilitando di riflesso un allentamento della politica monetaria già nella prima metà del 2024.

Nei primi nove mesi del 2023, il mercato borsistico italiano è stato caratterizzato da un andamento sostenuto sino alla battuta d'arresto generata dalla crisi delle banche regionali americane e poi svizzere, momento in cui la volatilità ha accelerato il passo. In particolare, prima di tali accadimenti, i titoli del comparto bancario erano quelli con la miglior performance in borsa dall'inizio dell'anno, grazie all'effetto della crescita dei tassi di interesse. Successivamente, il comparto bancario ha pagato la contrazione della fiducia degli investitori scaturita dagli eventi descritti. Nel secondo trimestre del 2023, grazie alle iniziative poste in essere dalle banche centrali e dagli stati interessati al salvataggio degli istituti coinvolti nel dissesto finanziario, la fiducia degli investitori si è ripresa progressivamente. Il terzo trimestre ha visto una sostanziale tenuta dei corsi azionari, mantenendo la performance positiva rispetto ad inizio anno per la maggior parte dei comparti. L'indice FTSE MIB nel terzo trimestre 2023 si è mosso tra un minimo di 27.500 bps e un massimo di 29.645 bps, chiudendo il 29 settembre a 28.243 bps.
Tuttavia, il buon andamento degli indici non si è riflesso nei volumi intermediati che sono rimasti modesti rispetto allo stesso periodo del 2022.
Dal punto di vista delle operazioni di corporate finance, i primi nove mesi del 2023 non hanno segnato un'accelerazione rispetto al precedente esercizio, caratterizzato dal clima attendista e prudente nonostante le pipeline siano importanti. Occorre segnalare che nel terzo trimestre una lieve accelerazione delle attività è stata registrata soprattutto nel segmento Euronext Growth Milan.
Dopo il grande rimbalzo del mercato M&A degli ultimi due anni, i primi nove mesi del 2023 hanno registrato una significativa frenata, sia a livello globale, sia a livello nazionale.
Nel periodo in esame le operazioni M&A a livello globale hanno subìto un calo da record (-28%) raggiungendo il livello più basso degli ultimi dieci anni, a causa dell'aumento dei tassi di interesse e del clima d'incertezza. Nello specifico, in Europa la diminuzione è stata del 46%, negli Stati Uniti del 24% mentre in Asia-Pacifico è stata del 26%.
In Italia, sono state sono chiuse 888 operazioni di M&A per 17 miliardi di euro contro i 942 deal, per 61 miliardi di euro, dei primi nove mesi del 2022, e dopo i 1.265 deal dell'intero 2022 per un controvalore di 85 miliardi di euro, che era già in calo dai 100 miliardi toccati nel 2021 (per 1.214 operazioni complessive). In un contesto difficile vanno evidenziati i segnali positivi del mercato borsistico italiano che ha registrato nei primi nove mesi del 2023 ben 27 IPO sul mercato EGM (nello stesso periodo del 2022 le ammissioni erano state 17). Nel complesso le operazioni di Equity Capital Markets restano deboli essendo caratterizzate da controvalori molto contenuti (inferiori a €10 milioni).
Di converso, le operazioni di Debt capital Markets realizzate sul mercato italiano hanno ripreso slancio, sia per quanto riguarda i controvalori sia per il numero di operazioni.

Il conto economico, per il periodo chiuso al 30 settembre 2023, ha registrato un utile netto consolidato pari a € 9,7 milioni circa in diminuzione del 26% rispetto allo stesso periodo del 2023.
La Capogruppo registra una quota di competenza dell'utile netto consolidato di €10 milioni in diminuzione (24%) rispetto allo stesso periodo del 2022.
I ricavi netti dei primi nove mesi del 2023 sono stati pari a €59,5 milioni, che si confrontano con €64,2 milioni registrati nello stesso periodo del 2022 (-7%).


Il 2022 era stato un anno caratterizzato da eventi rilevanti che hanno modificato in maniera profonda il contesto macroeconomico e geopolitico internazionale. Nel 2023 persistono e continuano a condizionare il contesto le tematiche di:
Nel corso dei primi nove mesi in 2023 le politiche monetarie europee e statunitensi hanno continuato a percorrere la rotta dell'incremento del costo del denaro per contrastare l'inflazione. La FED, dopo un rialzo in maggio, ha aumentato il tasso di interesse di riferimento in luglio di 25 bps.
Nel 2023 il Consiglio direttivo della BCE ha aumentato di 50 bps i tassi di interesse ufficiali sia nella riunione di febbraio sia in quella di marzo mentre nelle riunioni di maggio, giugno, luglio e settembre ha aumentato di 25 bps i tassi di interesse di interesse ufficiali, portando a 4,50% l'incremento complessivo dallo scorso settembre.
Il Consiglio ha valutato che gli aumenti dei tassi degli ultimi mesi hanno influenzato con vigore le condizioni monetarie e di finanziamento, frenando in misura crescente la domanda aggregata. Il Consiglio ha inoltre indicato che le decisioni sui tassi ufficiali continueranno a essere prese, volta per volta, sulla base dei dati economici e finanziari che si renderanno via via disponibili (tenendo conto delle prospettive di inflazione, della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensità nella trasmissione della politica monetaria), in modo da conseguire un ritorno tempestivo dell'inflazione all'obiettivo di medio termine del 2%.
Nell'area euro, l'inflazione al consumo è ancora scesa, ma quella di fondo è rimasta elevata. Nelle proiezioni degli esperti dell'Eurosistema l'inflazione al consumo si collocherebbe al 5,4% nel 2023 per poi scendere progressivamente fino al 2,2% nel 2025.
Tra marzo e giugno il portafoglio del programma di acquisto di attività finanziarie (Asset Purchase Programme, APP) si è ridotto in media di 15 miliardi di euro al mese, per effetto del reinvestimento parziale del capitale rimborsato sui titoli in scadenza. A partire dallo scorso luglio sono terminati i reinvestimenti nell'ambito del programma di acquisto di attività finanziarie (Asset Purchase Programme, APP). Il Consiglio ha confermato che il pieno reinvestimento del capitale rimborsato sui titoli in scadenza, nell'ambito del programma di acquisto di titoli pubblici e privati per l'emergenza pandemica (Pandemic Emergency Purchase Programme, PEPP), proseguirà invece almeno sino alla fine del 2024 e continuerà a essere condotto in maniera flessibile.
In giugno è scaduta parte dei finanziamenti erogati con la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, TLTRO3); contestualmente le banche hanno effettuato rimborsi volontari. A fine settembre, il totale dei fondi ancora detenuto dal sistema bancario è sceso a 491 miliardi di euro (da 1.098) per l'area euro e a 152 (da 318) per l'Italia.
Per quanto attiene invece alle politiche di riduzione della dipendenza energetica e all'accelerazione della transizione verde, lo scorso febbraio il Consiglio della UE ha approvato il piano europeo REPowerEU. Tredici Stati membri hanno presentato una richiesta di modifica del proprio piano nazionale di ripresa e resilienza, e dieci di essi hanno incluso un nuovo capitolo di misure per accedere ai fondi del programma REPowerEU.

Nei primi due mesi dell'anno, negli Stati Uniti, l'inflazione al consumo si è ridotta, beneficiando del calo nelle componenti più volatili; la flessione dell'inflazione di fondo è stata tuttavia più contenuta. La contrazione della dinamica inflativa negli Stati Uniti è proseguita collocando il tasso di inflazione di fondo al 4,1% a fine settembre 2023. Tale andamento ha beneficiato principalmente del calo dei prezzi dei prodotti energetici.
In febbraio la dinamica dei prezzi è tornata a salire nel Regno Unito per poi ricontrarsi in aprile/maggio attestandosi ad agosto al 6,2%. In Giappone alla discesa dell'inflazione complessiva si contrappone la stabilità della componente di fondo al 2,7% in agosto
Per quanto attiene l'andamento dei mercati finanziari internazionali, dalla metà di gennaio le condizioni si sono inasprite, riflettendo le attese di un'intonazione più restrittiva delle politiche monetarie. Dalla fine della prima decade di marzo l'avversione al rischio e la volatilità sono repentinamente aumentate in seguito ai fallimenti di alcune banche regionali negli Stati Uniti e alla crisi di Credit Suisse. Le banche centrali delle principali economie avanzate sono intervenute congiuntamente per fornire liquidità in dollari, aumentando da settimanale a giornaliera la frequenza delle linee di finanziamento in valuta. Le aspettative dei mercati sul percorso di rialzo dei tassi di riferimento statunitensi si sono marcatamente ridimensionate. Anche la volatilità implicita dei corsi azionari ha temporaneamente subito un brusco aumento e quella dei titoli di Stato americani è cresciuta in modo più pronunciato. Nel secondo trimestre le condizioni sui mercati finanziari internazionali si sono normalizzate. La volatilità dei rendimenti sui titoli di Stato statunitensi si è mantenuta elevata, benché sia di poco scesa dopo il raggiungimento dell'accordo per innalzare il limite al debito federale. L'euro è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al dollaro. Nel terzo trimestre le condizioni si sono nuovamente inasprite, rispecchiando la revisione da parte degli investitori delle attese di un rapido allentamento della politica monetaria. I rendimenti sui titoli pubblici sono aumentati nelle principali economie avanzate, in misura più marcata negli Stati Uniti; sono scesi i corsi delle azioni. La volatilità implicita resta contenuta nei mercati azionari, mentre si mantiene su livelli elevati in quelli obbligazionari. L'euro si è deprezzato rispetto al dollaro.
In Italia, dopo un 2022 caratterizzato da un PIL sostanzialmente in ristagno, nei primi tre mesi del 2023 l'attività economica ha registrato un recupero, beneficiando della discesa dei corsi energetici e della normalizzazione delle condizioni di approvvigionamento lungo le catene del valore. In particolare, la crescita si è registrata nel settore delle costruzioni e della manifattura. Nel secondo trimestre la crescita del PIL si è sostanzialmente arrestata. L'attività è stata sostenuta dai servizi; la produzione manifatturiera è invece diminuita, frenata in particolare dall'indebolimento del ciclo industriale globale. Nel terzo trimestre l'attività è rimasta ancora debole sia nella manifattura sia nel terziario. Dal lato della domanda, l'andamento del PIL ha riflesso una sostanziale stazionarietà dei consumi e una diminuzione degli investimenti, riconducibile anche all'inasprimento delle condizioni di finanziamento.
L'inflazione al consumo, dopo aver raggiunto un picco alla fine dello scorso anno, ha iniziato a ridursi riflettendo il marcato calo della componente energetica, anche l'inflazione di fondo mostra segni di indebolimento (4,5% in settembre in Europa) soprattutto nella componente dei beni – per la quale la trasmissione dello shock energetico si era aggiunta alle pressioni connesse con le difficoltà di approvvigionamento degli input non energetici – e anche in quella dei servizi.
Nel corso del primo trimestre l'inflazione armonizzata al consumo è progressivamente diminuita all'8,2% dal massimo del 12,6% raggiunto in autunno. Nel secondo trimestre la discesa è proseguita attestandosi a giugno a 6,7%. In settembre si è interrotto il calo dell'inflazione armonizzata al consumo, salita al 5,7% sui dodici mesi (dal 5,5% in agosto). Vi ha inciso in particolare la dinamica dei prezzi dei beni energetici, tornata positiva a causa dell'accelerazione di quelli dei carburanti, sospinti dall'aumento delle quotazioni del petrolio e dal recupero dei margini di raffinazione e distribuzione. Per contro, la diminuzione in termini tendenziali dei prezzi di elettricità e gas è proseguita. L'inflazione dei beni alimentari si è ridotta, ma resta elevata.

Le iniziative di politica monetaria intraprese a livello europeo hanno comportano anche in Italia un ulteriore peggioramento delle condizioni dei costi di funding. Il costo dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie è in costante aumento dalla prima metà del 2022, riflettendo l'avvio della normalizzazione della politica monetaria e, da luglio dello scorso anno, anche il rialzo dei tassi ufficiali. Tra febbraio e maggio il tasso di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie dell'area è salito di circa 70 punti base, al 4,6%, a settembre il tasso ha raggiunto quota 5%; quello sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni di 50 punti base, al 3,8%.
Dalla metà di gennaio le quotazioni azionarie sono aumentate progressivamente (nel secondo trimestre hanno registrato una crescita del 2,5%) sino al periodo al periodo estivo.
Le quotazioni azionarie erano salite significativamente in gennaio e, in misura minore, in febbraio, in seguito alla pubblicazione di dati sugli utili del quarto trimestre del 2022 superiori alle attese e di indicatori che segnalavano un rallentamento dell'economia meno marcato del previsto; le quotazioni del settore bancario erano anche state sostenute dalla crescita della redditività attesa. Dalla fine della prima decade di marzo, al dissesto di alcune banche statunitensi e di Credit Suisse sono seguiti un brusco aumento della volatilità e forti pressioni al ribasso sui corsi azionari,


soprattutto nel comparto finanziario, che hanno pesato sull'andamento dei prezzi delle azioni. Il dissiparsi dei timori sulle condizioni del settore creditizio negli Stati Uniti e in Svizzera e, successivamente, la pubblicazione di utili superiori alle attese, soprattutto nel comparto finanziario e in quello tecnologico, hanno sospinto la crescita delle quotazioni azionarie nel secondo trimestre.
A partire da metà luglio le quotazioni delle azioni in Italia e nell'area dell'euro sono complessivamente diminuite (del 1,2% e del 4,3% rispettivamente) risentendo dell'indebolimento dell'attività economica, delle prospettive del commercio internazionale e del permanere dei tassi di interesse ufficiali su livelli elevati più a lungo del previsto. Nel complesso i corsi del comparto bancario sono invece aumentati del 3,7 % in Italia e del 3,3% nell'area dell'euro, sostenuti dalle aspettative positive degli operatori, che prevedono una maggiore redditività legata anche al rialzo dei tassi di interesse ufficiali. All'inizio di agosto, successivamente all'annuncio da parte del Governo della tassazione di una quota dei profitti delle banche, si è verificato un calo delle quotazioni delle aziende di credito italiane; la riduzione è stata tuttavia temporanea, anche a seguito delle modifiche della misura che ne ridimensionano l'impatto.
Il rendimento dei titoli di stato, sulla scadenza decennale, era fortemente aumentato nei primi mesi dell'anno, riflettendo i timori che i tassi di politica monetaria dell'area venissero innalzati su livelli più elevati e per un periodo più prolungato di quanto precedentemente previsto. Dalla fine della prima decade di marzo, il dissesto di alcune banche statunitensi e la crisi di Credit Suisse hanno messo in evidenza i rischi per la stabilità finanziaria connessi con il rapido e marcato aumento dei tassi di riferimento e hanno determinato bruschi cali dei rendimenti a livello globale. Nel complesso il rendimento dei titoli di Stato italiani è leggermente cresciuto, di 9 punti base, collocandosi alla fine del mese di luglio al 4,4% (segnando una crescita modesta nel secondo trimestre). Le condizioni del mercato sono state influenzate dalle aspettative sull'orientamento della politica monetaria in un quadro di incertezza sulla dinamica dell'inflazione, che resta ancora elevata, e sulle prospettive dell'attività economica, che rimangono deboli. L'allentamento delle tensioni nel settore bancario internazionale ha favorito un calo della volatilità implicita nei contratti derivati sul titolo di Stato decennale italiano, che è ritornata su valori di poco superiori a quelli prevalenti prima dell'avvio del ciclo di restrizione della politica monetaria nel dicembre

Infine, i rendimenti delle obbligazioni, emesse sia dalle società non finanziarie sia emesse dagli istituti di credito sono saliti nel primo semestre di 43 e 39 bps rispettivamente, seppure in misura minore rispetto a quelli dell'area dell'euro, 47 e 64 bps, rispettivamente). A partire dalla prima decade di luglio, i rendimenti delle obbligazioni delle società non finanziarie italiane e dell'area dell'euro sono cresciuti (di 11 e 12 bps, rispettivamente). Allo stesso modo, i rendimenti delle obbligazioni bancarie sono saliti di 20 bps in Italia e di 9 bps nell'area dell'euro.
Nel secondo trimestre sono significativamente aumentate le emissioni nette di titoli obbligazionari in Italia da parte sia delle società non finanziarie sia delle banche (6,4 e 6,8 miliardi di euro, rispettivamente). Nel terzo trimestre invece, i rimborsi hanno superato le emissioni lorde per entrambi i settori; in particolare le banche hanno effettuato rimborsi netti che hanno più che compensato le elevate emissioni del trimestre precedente.

Fonte: elaborazioni su dati Bloomberg, ICE Bank of America Merrill Lynch, ICE Data Derivatives UK ltd e Refinitiv. (1) Differenza tra il premio sul contratto CDS ISDA 2014 a 5 anni sul debito sovrano italiano e quello sul CDS ISDA 2003 di pari scadenza. Il regolamento ISDA 2014, rispetto a quello del 2003, offre una maggiore protezione nel caso di ridenominazione del debito sottostante.
(2) Volatilità implicita nelle opzioni at the money con scadenza a un mese sul contratto futures sul titolo di Stato decennale italiano scambiato all'Eurex. Scala di destra.
(3) I dati si riferiscono ai rendimenti (a scadenza) medi di un paniere di titoli obbligazionari denominati in euro di banche e società non finanziarie italiane scambiati sul mercato secondario. Anche se il paniere contiene titoli di diversa scadenza, selezionati sulla base di un grado sufficiente di liquidità, la figura riporta per confronto il rendimento del BTP decennale, particolarmente rappresentativo dei rendimenti offerti dai titoli di Stato italiani.

Sulla base della consueta analisi statistica condotta da Assosim, nei primi nove mesi del 2023, la controllata Equita SIM ha registrato una quota di mercato in termini di controvalori intermediati sul mercato azionario in conto terzi pari a 7,45% (4° posto) sul totale dei volumi scambiati sul mercato italiano. Tale quota di mercato risulta in riduzione rispetto a fine 2022 (8,1%).
Anche per quanto riguarda i controvalori delle obbligazioni intermediate in conto terzi (sui mercati MOT, EUROMOT ed ExtraMOT), la controllata Equita SIM ha registrato una quota di mercato rilevante classificandosi al 4° posto (7,22%) in leggera contrazione rispetto a settembre 2022 (8,76%).
Nei primi nove mesi del 2023, i Ricavi Netti generati dalle attività di Trading che costituiscono il Global Markets, ammontano a €29 milioni in aumento del 9% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2022 (€26,7 milioni).
All'interno del Global Markets, il risultato del direzionale in particolare ha beneficiato di una strategia accurata e basata su iniziative prudenti e solide. Anche nei nove mesi in esame 2023 il Client driven e Market making hanno registrato una performance migliore dello stesso periodo del 2022 del 5%. In controtendenza, invece la performance della negoziazione in conto terzi (-9%), penalizzata dai mercati erratici e caratterizzati da volumi ridotti, soprattutto dopo gli eventi di dissesto sulle banche SVB e Credit Suisse.
Di seguito si riporta l'analisi per prodotto – mercato del Global Markets.
Il trading istituzionale è stato condizionato dall'incremento dalla volatilità nella prima parte del periodo in esame e successivamente da una contrazione dei corsi azionari che ha favorito un atteggiamento più prudente e attendista degli investitori. Nel mese di giugno in particolare il mercato dei capitali ha registrato un andamento fortemente positivo, con l'indice FTSEMIB che ha chiuso in rialzo da inizio anno del 19,2% con uno stacco dividendi pari a 3,2%. La volatilità, invece, sia del VIX che quella implicita del FTSEMIB, è tornata sui minimi del mese di aprile posizionandosi in area 14%-15%. La bassa volatilità è l'espressione dei bassi volumi scambiati sui mercati nel corso di tutto il secondo trimestre. L'indice FTSE MIB ha chiuso il trimestre a quota 28.243 sostanzialmente in linea con giugno 2023 ed in area +20% rispetto ad inizio anno. La volatilità media del mese è risultata leggermente in rialzo rispetto ai mesi precedenti con il VIX che si è stabilizzato intorno al 18%.
Nel periodo in esame, i bassi volumi negoziati sul mercato italiano hanno impattato prevalentemente il settore istituzionale. Equita, tuttavia, è riuscita a compensare parzialmente tale andamento con volumi incrementali sui mercati esteri.
L'area di Retail Hub, al contrario, ha intercettato un buono andamento negli scambi soprattutto grazie agli asset obbligazionari.
I ricavi netti del Sales & trading al 30 settembre 2023 si sono attestati ad € 14,5 milioni in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2022 di circa €1,5 milioni (-9%).
I prodotti gestiti dai desk di proprietà ma di tipo Client Driven & Market Making, hanno proseguito il loro andamento positivo, grazie anche al maggiore appeal dei prodotti quali market making obbligazionario, Client

Driven certificates e Derivatives, registrando ricavi netti pari a € 9,5 milioni rispetto a € 9 milioni dello stesso periodo del 2022 (+5%).
Come descritto in precedenza, i primi nove mesi del 2023, sono stati caratterizzati da mercati finanziari in lenta crescita, nonostante il mese di marzo abbia registrato un breve terremoto a causa delle banche regionali in sofferenza (SVB e Credit Suisse) che hanno fatto temere una nuova crisi del settore. Le banche centrali sono scese in campo, come anche i governi americano e svizzero, per evitare effetti contagio indesiderati. La tempestività degli interventi ha ridato fiducia.
La performance del mercato italiano nei nove mesi è stata complessivamente positiva. Nel primo trimestre, i settori che hanno sovra performato sono stati le materie prime (+25.9%), le telecomunicazioni (+30,9%) e le tecnologie che hanno segnato un +41,7%. Nel secondo e terzo trimestre tutti i settori hanno mantenuto vigore, in particolare, hanno segnato crescite a doppia cifra il settore dei beni di consumo, dei servizi, delle materie prime ed il settore finanziario.
In termini di strumenti quotati come Specialist - liquidity provider, Equita quota circa 2.600 strumenti. La controllata ha agito come market maker per le obbligazioni societarie, i certificati e altri strumenti quotati sui mercati MOT, SeDeX, EuroTLX, Vorvel e Hi-Cert.
Equita ha altresì svolto il ruolo di operatore incaricato per conto di n.7 SGR all'interno del mercato dei fondi aperti.
I ricavi netti delle attività di trading direzionale ammontano al 30 settembre 2023 ad €4,9 milioni che si confrontano con €1,6 milioni registrati nello stesso periodo del 2022 (+200%).
Nel risultato del portafoglio di proprietà rientrano anche gli interessi lordi al costo ammortizzato (pari a €1,48 milioni circa) maturati sul portafoglio di investimento costituito nel mese di settembre 2022 e gli interessi derivanti dall'acquisto dei crediti per "bonus 110%" per € 0,15 milioni.
Il Gruppo offre una gamma completa di prodotti e servizi di Investment Banking, tra cui la consulenza nell'ambito di operazioni di Mergers & Acquisitions e l'attività di Equity Capital Markets, Debt Capital Markets, Debt Advisory & Restructuring nonché servizi di Corporate Broking, principalmente rivolti a società quotate di medie e grandi dimensioni nonché a società private domestiche e a società operanti nell'area financial institutions. I principali concorrenti sono banche d'affari italiane o estere, le c.d. boutique di M&A, le divisioni di Investment Banking di gruppi bancari italiani ed esteri nonché i dipartimenti di corporate finance delle società di consulenza e di revisione.
Nei primi nove mesi del 2023, il mercato M&A in Italia ha continuato a mostrare segnali di debolezza, derivanti da rinnovate incertezze sul fronte macroeconomico, che hanno comportato una contrazione sia in termini di numerosità che di controvalore delle operazioni. In particolare, nei primi nove mesi del 2023 sono state concluse 888 operazioni, in riduzione di circa il 6% rispetto alle 942 operazioni dello stesso periodo del 2022, per un controvalore complessivo di circa €17 miliardi, in calo di oltre il 70% rispetto ai circa €61 miliardi dei primi nove mesi 2022. Il mercato è stato guidato da operazioni "Mid-market", con un numero limitato di operazioni di controvalore superiore a € 1 miliardo (Fonte: KPMG).

Le operazioni di Equity Capital Markets realizzate sul mercato italiano nei primi nove mesi del 2023 hanno registrato una riduzione del 14% in termini di controvalore, passato da circa €2,7 miliardi dei primi nove mesi del 2022 a circa €2,3 miliardi dei primi nove mesi del 2023, mentre hanno registrato un incremento in termini di numerosità, passato da 28 operazioni dei primi nove mesi del 2022 a 35 operazioni dei primi nove mesi del 2023. Delle 35 operazioni completate nei primi nove mesi del 2023, 21 hanno registrato un controvalore molto contenuto, inferiore a €10 milioni (Fonte: elaborazioni Equita Group su dati Dealogic).
Le operazioni di Debt Capital Markets realizzate sul mercato italiano nei primi nove mesi del 2023, con specifico riferimento all'emissione di prestiti obbligazionari di emittenti corporate, hanno registrato un incremento sia in termini di controvalore sia di numerosità rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, passando da un controvalore di €16,4 miliardi e 25 operazioni nei primi nove mesi del 2022 ad un controvalore €27,3 miliardi e 45 operazioni nello stesso periodo del 2023 (Fonte: elaborazioni Equita Group su dati BondRadar).
Da segnalare inoltre, che nei primi nove mesi del 2023 sono stati emessi 4 prestiti obbligazionari convertibili per un controvalore complessivo di €2,5 miliardi, nessuna operazione di questo tipo era stata realizzata nei primi nove mesi del 2022 (Fonte: Dealogic).
Nei primi nove mesi del 2023 EQUITA ha svolto, tra l'altro, il ruolo di Co-manager per la quotazione di Lottomatica sul mercato Euronext Milan per un controvalore di €600 milioni, Joint Bookrunner per la quotazione di Ferretti Group sul mercato Euronext Milan per un controvalore di €292 milioni, Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner per la quotazione di Italian Design Brands sul mercato Euronext Milan per un controvalore di €70 milioni, Sole Global Coordinator, Joint Bookrunner ed Euronext Growth Advisor per la quotazione di Gentili Mosconi sul mercato Euronext Growth Milan per un controvalore di €23 milioni, Sole Global Coordinator, Sole Bookrunner ed Euronext Growth Advisor per la quotazione di Ecomembrane sul mercato Euronext Growth Milan per un controvalore di €15 milioni, il ruolo di Joint Bookrunner dell'aumento di capitale di Racing Force Group per un controvalore di €10 milioni, Sole Bookrunner per la RABB di Tamburi Investment Partners per un controvalore di €13 milioni, Sole Bookrunner per la RABB di Defence Tech per un controvalore di €7milioni. Inoltre, nei primi nove mesi del 2023 EQUITA ha svolto il ruolo di Listing Agent per il translisting di CY4Gate e Digital Value dal mercato Euronext Growth Milan al mercato Euronext Milan, il ruolo di Intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria avente ad oggetto le azioni Net Insurance per un controvalore pari a €174 milioni, il ruolo di Intermediario Incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto parziale avente ad oggetto azioni proprie REVO Insurance per un controvalore pari a €6,4 milioni e il ruolo di consulente finanziario e di Intermediario Incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto parziale avente ad oggetto azioni proprie Openjobmetis per un controvalore pari a €6 milioni.
Dopo il 30 settembre 2023, EQUITA ha completato ulteriori operazioni di Equity Capital Markets, svolgendo il ruolo di Joint Bookrunner per la RABB avente ad oggetto azioni ordinarie Banca Popolare di Sondrio per un controvalore di €236 milioni e il ruolo di Intermediario Incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per le offerte pubbliche di acquisto volontarie e totalitarie aventi ad oggetto strumenti finanziari KME Group, per un controvalore di €158 milioni.

Per quanto riguarda le operazioni di Debt Capital Markets, nei primi nove mesi del 2023 EQUITA ha svolto, tra l'altro, il ruolo di Joint Bookrunner e Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario senior unsecured da €500 milioni di AMCO, il ruolo di Collocatore per l'emissione del prestito obbligazionario senior unsecured da € 2.000 milioni di ENI, riservato agli investitori retail in Italia e il ruolo di Debt Advisor di Clessidra Private Equity nell'ambito dell'acquisizione di Everton.
Dopo il 30 settembre 2023, EQUITA ha completato ulteriori operazioni di Debt Capital Markets, svolgendo il ruolo di Placement Agent e Joint Bookrunner per l'emissione del prestito obbligazionario senior unsecured da €200 milioni di Maire Tecnimont e il ruolo di Placement Agent per l'emissione del prestito obbligazionario senior unsecured da €120 milioni di Carraro.
Nell'ambito delle attività di Merger & Acquisitions, nei primi nove mesi del 2023 EQUITA ha svolto, tra l'altro, il ruolo di consulente finanziario degli Amministratori Indipendenti di DeA Capital nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto promossa dalla famiglia De Agostini, il ruolo di consulente finanziario degli Amministratori Indipendenti di Prima Industrie nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto promossa da Alpha Private Equity e Peninsula, il ruolo di consulente finanziario di Naturalia Tantum nell'ambito delle acquisizioni di Harbor, Zeca e L'Amande, il ruolo di consulente finanziario di Atlantia nelle valutazioni sulla struttura del gruppo a seguito dell'offerta pubblica di acquisto promossa da Edizione e Blackstone, il ruolo di consulente finanziario del Consiglio di Amministrazione di Fondazione CDP nell'ambito della cessione del 49% del capitale sociale di Arbolia a Snam, il ruolo di consulente finanziario del Comitato Parti Correlate di ACEA nell'ambito di un progetto di economia circolare, il ruolo di consulente finanziario degli azionisti di Investindesign, holding che controlla Italian Design Brands, nella cessione di una partecipazione pari al 50,7% di Investindesign a Tamburi Investment Partners, il ruolo di consulente finanziario del Ministero dell'Economia e delle Finanze nell'ambito della cessione a Lufthansa di una quota in ITA, il ruolo di consulente finanziario di Farmagorà Holding nell'ambito dell'ingresso di Narval e Sogegross nel capitale della stessa, il ruolo di consulente finanziario di Sec Newgate nell'ambito dell'ingresso di Investcorp Holdings nel capitale della stessa ed il ruolo di consulente finanziario di Dentressangle Capital nell'acquisizione di Dietopack. Inoltre, nei primi nove mesi del 2023 EQUITA ha continuato a prestare la propria consulenza agli Amministratori Indipendenti di TIM nell'ambito del progetto di cessione degli asset infrastrutturali di rete fissa della società.
Dopo il 30 settembre 2023, EQUITA ha completato ulteriori operazioni di Merger & Acquisitions, svolgendo il ruolo di consulente finanziario di Unieuro nell'acquisizione di Covercare ed il ruolo di consulente finanziario di Progressio nella cessione di Garda Plast a Valgroup.
A tali operazioni si aggiungono quelle poste in essere dalla controllata Equita K-Finance. Nei primi nove mesi del 2023 Equita K-Finance ha svolto, tra l'altro, il ruolo di consulente finanziario degli azionisti di Optoplast nella cessione del 70% del capitale sociale a Star Capital SGR, il ruolo di consulente finanziario di Caleffi nell'acquisizione del 30% del capitale sociale di Mirabello Carrara, il ruolo di consulente finanziario di Customs Support Group/Castik Capital nell'acquisizione di Errek, il ruolo di consulente finanziario degli azionisti di Fonderia Boccacci nella cessione di una quota di maggioranza a Consilium Private Equity, il ruolo di consulente finanziario degli azionisti di CSO Pharmitalia nella cessione del 100% del capitale sociale di Educom ad una multinazionale attiva nella fornitura di analisi e servizi di consulenza per l'industria farmaceutica, il ruolo di consulente finanziario

di Clessidra Private Equity nell'acquisizione di Everton, il ruolo di consulente finanziario del Gruppo Sotralu, partecipato da Bridgepoint in qualità di azionista di maggioranza, nell'acquisizione del 100% del capitale sociale di FR Accessories, il ruolo di consulente finanziario di Plast.Met nella cessione al Gruppo Decorluxe, società controllata da Ethica Global Investments, il ruolo di consulente finanziario di Epta nell'acquisizione delle attività di refrigerazione di HEIFO, il ruolo di consulente finanziario degli azionisti di RS Service nella cessione del 70% del capitale sociale a CVA Smart Energy, veicolo controllato dal Gruppo CVA, il ruolo di consulente finanziario della famiglia De Girolamo nella cessione del 90% del capitale sociale di Lotras a CFI, società controllata al 92,5% dal fondo infrastrutturale F2i, il ruolo di consulente finanziario di Tecnoplast nella cessione di una quota di maggioranza a DeA Capital Alternative Funds ed il ruolo di consulente finanziario di Rosa Sistemi nella cessione a The Timken Company.
Dopo il 30 settembre 2023, Equita K-Finance ha completato un'ulteriore operazione di Merger & Acquisitions, svolgendo il ruolo di consulente finanziario degli azionisti di Vip Air Empowerment nella cessione a Multi-Wing.
L'attività di Corporate Broking continua a rappresentare un'area strategica, soprattutto in termini di cross-selling e cross-fertilization di altri prodotti e servizi di Investment Banking. Nel corso dei primi nove mesi del 2023, il numero di mandati di Corporate Broker e di Specialist è rimato sostanzialmente invariato.
Il contesto di mercato ha condizionato l'andamento della linea di business Investment Banking che nel periodo in esame ha registrato ricavi netti pari a €24 milioni, in calo del 24% rispetto ai ricavi netti di €31,5 milioni del medesimo periodo dell'esercizio 2022. Come descritto in seguito, il 2022 aveva visto la realizzazione di un'operazione particolarmente rilevante e, al netto di tale operazione, il risultato dell'area è risulta infatti cresciuto del 15%.

Analizzando il contesto di mercato in cui opera l'area, secondo dati più recenti di fonte Assogestioni, l'industria italiana del risparmio gestito ha chiuso a luglio 2023 con una raccolta negativa per 13 miliardi di euro, registrando una raccolta negativa nel mese di luglio rispetto al mese precedente pari a -3,8 miliardi di euro. Le masse sono salite a 2.286 miliardi di euro dai 2.277 di fine giugno, grazie a un effetto performance calcolato da Assogestioni in +0,5%.
Continua il consolidamento dei trend degli ultimi mesi riguardo i fondi aperti: a giugno si registra una raccolta netta totale di -2,64 miliardi di euro con deflussi stabili dai flessibili (-2,14 miliardi di euro) e dai bilanciati (-1,32 miliardi di euro); a luglio, hanno registrato 2,9 mld euro di deflussi, a fronte di un incremento del patrimonio corrispettivo a 1.120 miliardi euro dai 1.114 miliardi di euro del mese precedente, riconducibile a un effetto mercato di +1%.
Nel mese di luglio 2023, il segmento dei prodotti obbligazionari ha continuati il trend positivo dei mesi precedenti attirando 1,97 miliardi di nuove sottoscrizioni, dato che porta l'ammontare da inizio anno a +13,61 miliardi di euro. L'inversione di tendenza è invece registrata dagli azionari, -417 milioni di euro, che si somma ai deflussi di bilanciati (-1,31 milioni) e flessibili (-2,03 milioni).
Per quanto riguarda le gestioni di portafoglio, i dati provvisori segnalano 1,07 miliardi di euro di deflussi a luglio. Mentre la componente retail rimane stabile (+481 milioni di euro), quella istituzionale registra 1,56 miliardi di euro di fuoriuscite, confermandosi una delle voci strutturalmente più volatili.
Con riferimenti ai prodotti sopra descritti, il mese di agosto è stato un mese poco mosso per il mercato italiano del risparmio gestito, evidenziando flussi sostanzialmente invariati soprattutto sul fronte retail, con i fondi aperti che hanno registrato un rallentamento dei deflussi a -795 milioni di euro, dai -2,9 miliardi euro di luglio. Di seguito si riepilogano gli Asset in gestione dell'area AAM del Gruppo Equita.

Gli Assets under Management considerano il naturale decalage nelle masse dei fondi alternativi di private debt dovuto ai rimborsi degli investimenti.

Nei primi nove mesi del 2023 gli asset del portfolio management sono pari a €534 milioni, rispetto ai € 557 milioni di fine 2022 perché l'effetto della performance positiva dei mercati (FTSEMIB +19,1%, FTSEMID CAP +0,8%, Eurostoxx600 +6,0%) è stata compensata dall'impatto degli outflows (che stimiamo pari €-41 mn YTD).
Gli outflows sono da ricondurre esclusivamente ai due fondi target date in delega (€-59 milioni) che sono chiusi in ingresso, mentre il flusso netto per le gestioni patrimoniali è stato positivo per circa €+18 milioni.
Il team gestisce in delega tre linee patrimoniali a benchmark, due fondi flessibili con limite di VAR, tre fondi interni dedicati sottostanti le polizze vita di un importante gruppo europeo ed infine fornisce consulenza per una linea azionaria europea a benchmark.
La performance lorda media delle tre GPM, ponderata per gli AUM, nei primi nove mesi del 2023 è stata positiva sia in termini assoluti (+9,1%) che rispetto al benchmark (+1,7%).
Il fondo flessibile Euromobiliare Equity Mid Small Cap ha registrato nello stesso periodo una performance sostanzialmente nulla (-0,1%), penalizzato dalla pressione in vendita sul segmento delle PMI ed in particolare sui titoli dell'indice FTSE Italia Star (-9,0%).
Il fondo Euromobiliare Equity Selected Dividend ha registrato una performance YTD netta positiva (+4,2%). Solo in termini di confronto l'ETF Euro Dividend Aristocrats, che segue una strategia identica ma è fully invested, ha registrato una performance di +10,4% (dall'esordio del fondo le performance sono rispettivamente 0,4% e +0,7%).
Le polizze vita hanno chiuso i primi nove mesi con una performance YTD di -0,5% nella linea Low Risk, -2,1% nella Medium Risk e +2,8% nella High Risk. La Low Risk è stata penalizzata dalla performance negativa della componente obbligazionaria, mentre la Medium Risk in particolare da alcune scelte di stock picking che per ora non stanno portando i risultati previsti come Fineco, Merck e Nestlè.
Infine, la linea azionaria europea oggetto di advisory evidenzia una performance netta YTD positiva del +5.8% in termini assoluti e superiore di 60 bps rispetto al benchmark, grazie in particolare alla decisione di sovrappesare i titoli del settore energia. Dall'inizio della nostra attività (2 gennaio 2021) la performance assoluta e relativa annualizzata è rispettivamente+6,0% e +2,2%.
Nel corso dei primi nove mesi del 2023, le continue pressioni inflazionistiche e le turbolenze del quadro geopolitico hanno avuto un impatto negativo sull'attività di M&A, che ha subito un rallentamento, se confrontata con lo stesso periodo del 2022, con conseguente rallentamento degli investimenti di Private Debt e dell'attività di fundraising.
Durante questo periodo, il team di gestione si è concentrato in modo particolare sull'analisi delle opportunità di investimento proposte dagli operatori di private equity, sul monitoraggio degli investimenti in essere nonché sul pre-marketing del terzo fondo di private debt.
Con riferimento al fondo EPD II, nel corso dei primi nove mesi del 2023 sono stati finalizzati tre nuovi investimenti: (i) un investimento senior nel mercato tedesco per Euro 15 milioni in uno dei principali retailer e produttori tedeschi dei prodotti da forno; (ii) un investimento pari a Euro 15 milioni, in un prestito

obbligazionario senior secured strutturalmente subordinato emesso dalla holding di una società attiva nella produzione di pizza, pinsa e altri prodotti da forno surgelati e (iii) un investimento pari a Euro 21,0 milioni, in un prestito obbligazionario senior secured strutturalmente subordinato emesso dalla holding company di un gruppo che produce macchine piegatubi e sagomatubi, oltre ad Euro 2,5 milioni nel capitale sociale della medesima holding company.
Per quanto riguarda EPD, invece, il Team di gestione ha proseguito con le attività di monitoraggio e la strategia di valorizzazione del portafoglio esistente in un'ottica di liquidazione.
Infine, per quanto riguarda il fundraising del terzo fondo di private debt (EPDIII) è previsto l'inizio della sua commercializzazione nella prima metà del 2024.
Nella tabella seguente si espone la composizione degli investimenti dei fondi di private debt attualmente in gestione.

Nella tabella seguente si espone la composizione degli investitori dei fondi attualmente in gestione di private debt in corrispondenza del final closing


Nel corso dei primi nove mesi del 2023, il team di private equity ha proseguito nelle attività di marketing e di investimento del fondo Equita Smart Capital – ELTIF (nel seguito anche il "Fondo").
La fase di raccolta del fondo si è conclusa il 30 giugno 2023 con un ammontare complessivamente raccolto pari a € 98.5 milioni.
Per quanto riguarda l'attività di investimento, sono proseguiti gli acquisti di Strumenti di Public Debt e di Public Equity in linea con la strategia di investimento e coerentemente con quanto deliberato dall'Investment Committee del Fondo. Si segnala che Il 18 luglio 2023 è stato firmato un accordo per la trasformazione di un investimento di Public Equity in un investimento di Private Equity nella società Digital360 S.p.A., gruppo che ha l'obiettivo di affiancare le aziende private e le pubbliche amministrazioni nel loro percorso di digitalizzazione, divenendo una sorta di market place tra i tech buyers e i tech vendor. L'operazione, in coinvestimento con il management team della Società e un veicolo di Tree Hills Capital Partners (gestore di fondi di private equity con sede a Londra) ha previsto un aumento di capitale a supporto dell'operazione di OPA e conseguente delisting di Digital 360 da Borsa Italiana. L'investimento è stato effettuato con il conferimento delle azioni quotate già possedute dal Fondo e con due successivi aumenti di capitale fino ad arrivare a detenere una partecipazione pari ad 6,0 mln di Euro nella holding che, dal 25 ottobre u.s., possiede il 100% di Digital360 S.p.A.. Nell'ambito del Private Equity, sono inoltre proseguite le attività finalizzate alla valorizzazione degli investimenti attualmente in portafoglio e alla ricerca di nuove opportunità. In particolare, gli sforzi del Team, in questo momento, sono focalizzati su alcune specifiche target individuate che presentano buone marginalità ed ottime prospettive di crescita attive in nicchie di mercato diversificate, in particolare, tra le altre, a) produttori conto terzi per il settore del lusso/moda e b) società attiva nell'automazione degli impianti di raccolta e differenziazione per il riciclaggio dei rifiuti. Obiettivo concreto del Team è inoltre quello di concludere un'ulteriore operazione di private equity entro la fine dell'anno.


L'Alternative Asset Management, nel periodo che chiude al 30 settembre 2023, ha registrato ricavi netti per €6,5 milioni circa, di cui management fees per €5,3 milioni in crescita rispetto allo stesso periodo del 2022 (+9%).
Analizzando le performance per prodotto, il Portfolio Management, ha registrato ricavi netti pari a €1,8 milioni in riduzione (-7%) rispetto allo stesso periodo del 2022 per effetto della contrazione delle masse (€534 milioni al 30 settembre 2023 rispetto a €570 milioni a fine 2022), generata della positiva performance dei mercati che ha compensato i deflussi del periodo. Gli outflows netti, stimati sono stati circa €41 milioni, sono dipesi esclusivamente dai fondi in delega (-€59 milioni), mentre il flusso netto delle gestioni patrimoniali è stato positivo per circa €18 milioni.
Il Private Debt Management ha visto le commissioni diminuire del 7% (€3,4 milioni al 30 settembre 2023 rispetto a €3,7 milioni al 30 settembre 2022), per due effetti:
Escluso tale evento, la performance commissionale dell'area ha segnato una crescita del 5%.
Il Private Equity Management ha registrato commissioni in crescita del 254% (€1,4 milioni al 30 settembre 2023 rispetto a €0,4 milioni del 2022). Il 30 giugno 2023 si è conclusa la raccolta di Equita Smart Capital – ELTIF per un ammontare complessivamente pari a circa € 98.5 milioni. Sul fronte degli investimenti il team continua a lavorare sullo sviluppo della pipeline e sull'impiego delle risorse raccolte suddivise tra 3 investimenti di private equity, di cui 2 chiusi nel 2022 e uno nel 2023, sei posizioni in titoli di public equity e diversi investimenti di tesoreria in titoli di public debt.
Nel corso del periodo in esame è stato costituito il team Green Infrastructure Management per la realizzazione del nuovo fondo EGIF. Il team ha posto in essere le attività necessarie alla commercializzazione del fondo ed ha avviato le prime interlocuzioni con diversi potenziali investitori istituzionali di grande rilievo. Il primo closing del fondo è previsto nel primo trimestre 2024.
Nei primi nove mesi dell'anno, il Research Team ha pubblicato 342 ricerche (studi monotematici e settoriali) oltre a una serie di prodotti di periodicità giornaliera, settimanale o mensile. Il team ha organizzato n. 81 eventi tra società quotate e investitori istituzionali. Sono state inoltre organizzate da Equita conferenze dedicate ai seguenti temi: titoli infrastrutturali, settore utilities, Engineering & Construction, titoli europei, Digital & Innovation Conference e Italian Champions (Parigi, Londra e Francoforte). Il ruolo della ricerca finanziaria, in particolare nel segmento azionario, è fondamentale per la generazione di idee e proposte di allocazione degli investimenti a favore degli investitori istituzionali, italiani e internazionali. Anche nel 2023, il team di ricerca ha confermato il suo posizionamento ai vertici delle principali classifiche di valutazione della qualità della ricerca stilate da Institutional Investor.

Nel corso dei primi nove mesi del 2023, il numero di risorse è cresciuto passando da 188 di fine anno a 196, a cui si aggiungono le risorse in stage.
In termini di sostegno alla crescita professionale, il Gruppo offre una vasta gamma di corsi di sviluppo di soft skills e tecnici volti a mantenere elevato il livello di competenze e ad allargare il paniere di conoscenze. Il Gruppo è da sempre attivo con iniziative specifiche finalizzate a promuovere un ambiente di lavoro piacevole e produttivo.
Con riferimento al lavoro da remoto la percentuale di adesione a dicembre 2022 era il 6%.
Il costo complessivo del personale al 30 settembre 2023 si è attestato a € 28,1 milioni circa, in diminuzione del 7% rispetto allo stesso periodo del 2022 a cui concorreva per la parte variabile, in modo rilevante, la controllata Equita k Finance.
La componente variabile del periodo è risultata in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2022 per effetto della contrazione dei ricavi. Occorre precisare che tale variazione non include l'effetto della monetizzazione del piano in opzioni in scadenza nel 2023 per circa €0,3 milioni al netto dell'effetto fiscale.
Il costo fisso del personale risulta in aumento per effetto dell'incremento del numero di risorse prevalentemente senior e delle progressioni di carriera intervenute nella seconda parte del 2022.
Il comp/revenues ratio al 30 settembre 2023 ha chiuso quindi pari al 47%, esclusa la monetizzazione del piano in opzioni, in linea con lo stesso periodo del 2022.
Nei primi nove mesi del 2023 le spese di gestione segnano un incremento di €2,6 milioni (+19%) rispetto allo stesso periodo del 2022 attestandosi a circa €16,3 milioni. Gli incrementi di costi afferiscono prevalentemente alle maggiori trading fees collegate a prodotti obbligazionari, all'aumento della quota di affitto e delle spese di gestione legate all'ampliamento degli spazi ed alla consistente ripresa delle attività di marketing ed eventi post covid.
Con riferimento, alle trading fees, cresciute del 6%, si precisa che sono state trainate dalla maggiore operatività sui mercati MTF mentre in controtendenza il mercato MTA ha registrato una contrazione in linea con i minori volumi scambiati nel primo semestre dell'anno per poi stabilizzarsi nel terzo trimestre 2023.
Tra i costi operativi sono incluse le spese per attività di sviluppo sociale, culturale e ambientale che nei nove mesi ammontavano a circa €0,4 milioni che si inseriscono nella mission del Gruppo volta al sostegno delle iniziative ESG anche tramite la Fondazione Equita alla quale destina una quota dei ricavi ante imposte consolidati.
Il cost/income ratio si attesta a 75%, esclusa la componente legata alla monetizzazione delle opzioni, in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (pari a 68%).
Le imposte sul reddito di periodo sono state pari a €4,5 milioni, determinate sulla base dell'aliquota fiscale complessiva pari al 30%.
L'Utile Netto consolidato di competenza della Capogruppo al 30 settembre 2023 ammonta a €9,7 milioni, inclusa la componente di Long term incentive plan, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2022 (-26%).

| (€/000) | 30/09/2023 | 31/12/2022 | Delta % |
|---|---|---|---|
| Cassa e disponibilità liquide | 75.104 | 107.945 | -30% |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 99.336 | 111.760 | -11% |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 122.531 | 99.550 | 23% |
| Attività materiali e immateriali | 32.419 | 31.043 | 4% |
| Attività fiscali | 4.902 | 7.520 | -35% |
| Altre attività | 35.980 | 41.712 | -14% |
| Totale Attività | 370.273 | 399.531 | -7% |
| Debiti | 184.078 | 205.731 | -11% |
| Passività finanziarie di negoziazione | 18.914 | 15.541 | 22% |
| Passività fiscali | 1.638 | 3.626 | -55% |
| Altre passività | 64.291 | 64.428 | 0% |
| TFR | 2.028 | 2.069 | -2% |
| Fondi per rischi e oneri | 2.387 | 3.834 | -38% |
| Patrimonio netto | 96.939 | 104.301 | -7% |
| Totale Passività | 370.273 | 399.531 | -7% |
Le attività liquide smobilizzabili a vista nei confronti degli istituti bancari ammontano ad euro 75 milioni, in diminuzione del 30% rispetto al 2022. Oltre all'operatività di periodo, la variazione della voce riflette il pagamento della prima tranche di dividendi e maggiori margini su titoli versati a CC&G per l'operatività.
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico risultano pari a euro 99,3 milioni, in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2022 (-11%).
In particolare, la componente delle attività detenute per la negoziazione ha registrato nel periodo un decremento del 15% rispetto al 31 dicembre 2022 per circa 15,5 milioni di euro. Tale variazione è dovuta prevalentemente alla cessione di un bond acquistato nel mese di dicembre 2022 e ceduto nel mese di gennaio 2023, a cui si è contrapposto l'incremento dell'asset class equity.
La componente delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ha registrato un incremento del 32,4% dovuto sia ad incrementi di valorizzazione, sia a nuove sottoscrizioni: Il portafoglio di investimento del Gruppo è composto da:

Le passività finanziarie di negoziazione sono pari a euro 18,9 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2022 (21%). Tale incremento è dovuto a maggiori posizioni corte su titoli di debito e derivati finanziari.
Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, risultano in significativo aumento per euro 23 milioni (+23%). Tale incremento è ascrivibile per euro 8,3 milioni al portafoglio di investimento costituito da titoli obbligazionari: al 30 settembre 2023 il portafoglio in esame ammontava a euro 43 milioni ed ha generato interessi attivi per euro 1,6 milioni. Le valutazioni al mark to market di fine periodo rispecchiano complessivamente le valorizzazioni al costo ammortizzato, pertanto, alla data di redazione della presente Resoconto non risultano indicatori impairment riferiti al portafoglio di investimento del Gruppo.
Oltre al portafoglio obbligazionario, l'incremento della voce in esame è dovuto all'apertura di un Time Deposit per €9 milioni con scadenza ottobre 2023, al decremento delle posizioni non regolate con i clienti per l'esecuzione di ordini (- €0,1 milioni), a maggiori margini su derivati versati alla CC&G (+ €3,8 milioni), a maggiori crediti per prestito titoli a controparti bancarie (+ €4,8 milioni), alla diminuzione dei finanziamenti a clienti per l'operatività in derivati (- €0,9 milioni) e da minori crediti per le commissioni di consulenza (- €1,9 milioni).
Con riferimento ai crediti relativi ai margini versati alla CC&G (Cassa di Compensazione e Garanzia) per l'operatività in derivati della proprietà e per i default fund questi ammontano a complessivi €18,6 milioni in diminuzione rispetto a €14,7 milioni circa di dicembre 2022.
Le immobilizzazioni materiali risultano in aumento di €1,6 milioni rispetto all'esercizio precedente e l'incremento rappresenta prevalentemente il valore d'uso del nuovo contratto di affitto locali (€2 milioni) per l'ampliamento dell'immobile adibito a sede della Capogruppo. L'incremento è parzialmente compensato dalle quote di ammortamento delle attività in leasing finanziario e degli altri beni materiali.
La voce altre attività incorpora il credito acquistato da una primaria banca italiana connesso al "Superbonus 110%" per nominali €48,8 milioni circa. In particolare, a gennaio 2022 Equita SIM ha ricevuto la citata somma di crediti sul suo cassetto fiscale che potrà usare in compensazione fiscale in quote di circa €10 milioni all'anno per cinque anni. Equita SIM rimborserà la cedente in base al piano di ammortamento costante e nell'arco di 5 anni. In conformità alle disposizioni contabili, il credito è rappresentato tra le altre attività al costo. Al 30 settembre 2023 il credito fiscale residuo ammonta ad €28,9 milioni.
La voce debiti risulta in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2022 di circa €22 milioni, attestandosi ad €184 milioni. La voce è composta principalmente da debiti finanziari verso banche e da debiti per operazioni da regolare con i clienti. In particolare, il gruppo ha rimborsato nel corso del periodo €34 milioni di denaro caldo (in essere a fine 2022) e ha attivato nuove linee di credito per €16 milioni.
La voce altre passività, che ammonta a €64,3 milioni ed incorpora il debito nei confronti della banca che ha ceduto il "Credito d'imposta per Super Bonus 110%" per €33,7 milioni. Al netto di tale posta debitoria, il saldo della voce risulta in aumento di €4,6 milioni circa rispetto al 31 dicembre 2022 per effetto degli accantonamenti relativi alla componente variabile del 2023 e delle spese del periodo.
La voce fondo rischi e oneri al 30 settembre 2023 risulta in diminuzione di circa €1,4 milioni rispetto al 31 dicembre 2022 per effetto del pagamento del bonus differito maturato nel corso degli esercizi precedenti.

Il Capitale Sociale di EQUITA Group S.p.A., al 30 settembre 2023, ammonta a euro 11.633.350 (di cui euro 11.376.345 in sede di IPO), per n. 51.127.074 azioni senza indicazione del valore nominale. Le azioni proprie al 30 settembre 2023 risultano pari a euro 3.227.863 in riduzione rispetto a dicembre 2022 per effetto del trasferimento di 651.905 azioni ai dipendenti erogate nell'ambito delle politiche di remunerazione variabile corrente.
L'Utile Netto consolidato al 30 settembre 2023 ammonta ad € 10.301.618, in calo rispetto allo stesso periodo del 2022 (-30%). La quota di utile di pertinenza della capogruppo è pari a € 9.719.578 (-26%). Al 30 settembre 2023 il Return on Tangible Equity ("ROTE") è risultato intorno al 21% in diminuzione rispetto al dato di fine esercizio 2022 (29%).
Con riferimento al Total Capital Ratio consolidato è pari a 579% ampiamente al di sopra dei limiti prudenziali ed inclusivo dell'effetto delle deduzioni relative all'ammontare stimato del buy-back (per massimi 2,1 milioni di euro).
Dopo la data di chiusura del periodo non si sono verificati eventi significativi che inducano a rettificare le risultanze esposte nel Resoconto intermedio della gestione consolidato al 30 settembre 2023.
Nel corso dell'ultimo trimestre del 2023 il Gruppo proseguirà con le azioni di sviluppo del business:
Di uguale rilievo saranno le azioni attuate in ambito sociale, ambientale e culturale che il Gruppo intende perseguire anche attraverso la Fondazione Equita.
L'evoluzione del risultato economico, finanziario ed operativo del Gruppo sarà anche influenzata dall'andamento dei mercati e dalle condizioni macroeconomiche.

EQUITA ha siglato, ad inizio agosto 2023, un accordo preliminare per entrare nel capitale di Sensible Capital, boutique indipendente di advisory real estate, con una partecipazione iniziale del 30% e una serie di futuri passaggi che potranno portare EQUITA a consolidare la partecipazione. A partire dal secondo anno successivo al Closing, EQUITA potrà acquisire un'ulteriore quota del 40% di Sensible Capital e salire così al 70% esercitando un'opzione call.
L'accordo prevede anche la nomina di Silvia Rovere a senior advisor di EQUITA, con l'obiettivo di valutare nuove iniziative di business nel mondo del real estate, per esempio nell'area dell'Alternative Asset Management.
Con la partecipazione in Sensible Capital, EQUITA aggiunge all'offerta di Investment Banking una nuova, importante area di specializzazione, questa volta dedicata alla consulenza real estate. EQUITA potrà così offrire ai propri clienti advisory strategico per valorizzare i loro patrimoni immobiliari. La forte complementarità del business di Sensible Capital con le attività di EQUITA, inoltre, potrà facilitare la realizzazione di potenziali sinergie di cross-selling.
Nel mese di luglio 2023, EQUITA Capital SGR S.p.A. la conclusione con successo della fase raccolta di EQUITA Smart Capital – ELTIF, il fondo di private equity focalizzato su piccole e medie imprese italiane e conforme a quanto previsto dal regime dei PIR alternativi.
Il Fondo ha raccolto circa €100 milioni con il supporto di primarie reti di private banking, a cui si aggiungono diversi investitori professionali ed investitori al dettaglio con un adeguato profilo finanziario. Il successo della raccolta conferma il grande interesse degli investitori, che hanno premiato la chiara strategia di investimento e il posizionamento unico sul mercato del Fondo, oltre ai particolari vantaggi fiscali previsti dalla normativa sui PIR alternativi.
Tra le primarie reti di private banking coinvolte nella raccolta, il contributo più rilevante è stato dato da UniCredit Private Banking (già Cordusio SIM), Credem Euromobiliare Private Banking, Banca Sella e Banca Sella Patrimoni & C., che – insieme ad altri network – hanno consentito ad EQUITA Smart Capital – ELTIF di raccogliere più di ogni altro PIR alternativo non captive sul mercato italiano.
Fin dal primo closing, raggiunto nel novembre 2021, EQUITA Smart Capital - ELTIF si è affiancato ad imprenditori e management team di piccole e medie imprese italiane, supportandoli nello sviluppo delle loro strategie e dei loro percorsi di crescita fornendo capitale paziente e competenze manageriali.
Ad oggi, il Fondo ha completato con successo due investimenti di private equity:
il primo riguarda l'ingresso in Clonit con una partecipazione di minoranza pari al 33,3% – società leader in Italia nello sviluppo di test molecolari per malattie infettive, genetiche ed oncologiche;
il secondo riguarda Rattiinox con una partecipazione di maggioranza del 60% – realtà attiva nella progettazione, produzione e distribuzione di valvole radiali asettiche principalmente destinate ad impianti farmaceutici, chimici ed alimentari.

La pipeline di opportunità di investimento risulta ampia e diversificata, costantemente alimentata e rinnovata da un network di relazioni esteso e radicato nel territorio, anche grazie alle sinergie derivanti dal gruppo EQUITA. In virtù di ciò, il team di gestione si attende già nei prossimi mesi una significativa accelerazione nell'attività di investimento del Fondo.
EQUITA Smart Capital – ELTIF ha una durata complessiva di 8 anni e un periodo di investimento di 4 anni. Per garantire il totale allineamento degli interessi con gli investitori, EQUITA Capital SGR e il team di gestione hanno co-investito nel Fondo.
EQUITA chiude il primo semestre del 2023 come la banca d'affari con il maggior numero di IPO completate a livello europeo.
Nonostante il contesto di mercato particolarmente sfidante, EQUITA ha portato a compimento nei primi sei mesi del 2023 cinque quotazioni sui mercati di Borsa Italiana – Euronext.
EQUITA si posiziona dunque come la prima investment bank per numero di quotazioni, più di ogni altra istituzione finanziaria a livello europeo. EQUITA ha infatti assistito Lottomatica Group, Ferretti Group, Italian Design Brands, Gentili Mosconi ed Ecomembrane nei rispettivi processi di quotazione, raccogliendo per i propri clienti oltre €1 miliardo sul mercato equity.
Attraverso le cinque IPO completate, EQUITA ha dato ulteriore prova di poter contribuire al successo di operazioni molto eterogenee tra loro in termini di offerta (da €600 milioni a €15 milioni di raccolta), capitalizzazione (da large caps con capitalizzazione di oltre €2 miliardi a small caps sotto i €50 milioni), settori (luxury, consumer & fashion, gaming, industrial) e mercati (Euronext e Euronext Growth Milan), confermando la capacità del Gruppo di supportare i propri clienti a 360°.
Nei processi gestiti, EQUITA si è inoltre distinta per aver sviluppato meccanismi innovativi finalizzati a ridurre il rischio di esecuzione (sia in termini di ingaggio con gli investitori, che di processo e tempistica), in una fase di elevata incertezza dei mercati finanziari.
Oltre alle quotazioni, nel primo semestre EQUITA ha anche portato a compimento con successo numerose operazioni di Equity Capital Markets tra cui 3 operazioni accelerate (sia di collocamento che di acquisto), 2 processi di translisting, a cui si aggiunge 1 aumento di capitale in opzione, confermando ancora una volta il proprio ruolo di leading ECM franchise sul mercato domestico.
Tale traguardo è stato realizzato in contesto difficile in cui l'Italia si è distinta a livello europeo per numero di operazioni di mercato primario, risultando come il paese con più IPO (8 superiori ai €10 milioni di raccolta), per un totale di oltre €1,3 miliardi collocati. Resta tuttavia il tema strutturale di un mercato storicamente in contrazione se si guarda al listino principale, volumi di negoziazione in continuo calo e una sostanziale difficoltà a trovare investitori specializzati che possano supportare attivamente i processi di IPO. Tutto questo dovrebbe essere affrontato con una politica industriale in grado di favorire lo sviluppo e la competitività del mercato dei capitali italiano, creando nuove tipologie di investitori domestici, favorendo l'accesso al mercato e sostenendo le attività degli intermediari finanziari.

Nel mese di giugno 2023 EQUITA ha annunciato il lancio di una nuova asset class rivolta al mondo delle infrastrutture e delle energie rinnovabili.
La crescita degli investimenti "green" è un trend supportato dall'impegno a contrastare il cambiamento climatico, dalla maggior attenzione alle tematiche ESG e di sostenibilità, e dai recenti conflitti che hanno evidenziato la necessità di ciascun paese di garantire la sicurezza energetica a cittadini e imprese.
L'Europa sarà la prima a raggiungere la climate-neutrality entro il 2050 ed entro il 2030 almeno il 42% circa dell'energia consumata dovrà provenire da fonti sostenibili. L'Europa, infatti, vanta una leadership tecnologica con il 36% dei brevetti mondiali per le tecnologie rinnovabili e, guardando all'Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha tra gli obiettivi quello di promuovere le energie rinnovabili con investimenti, per più di €5 miliardi, in impianti agrovoltaici e iniziative che favoriscano l'utilizzo del biometano e la costituzione di comunità energetiche.
L'obiettivo di EQUITA è quindi offrire agli investitori istituzionali accesso al mondo delle infrastrutture e delle energie rinnovabili, beneficiando dei trend in atto.
La nuova asset class sarà gestita da un team di esperti del settore entrati a far parte del Gruppo EQUITA nel corso del 2023 ma che operano sul mercato dal 2011.
Il team ha avviato le attività propedeutiche al lancio del fondo EQUITA Green Impact Fund ("EGIF") e ha avviato un dialogo con alcuni potenziali investitori, inclusi possibili anchor investor.
La strategia di EGIF sarà di investire in rinnovabili come il fotovoltaico, l'eolico e il biogas, tecnologie già consolidate che permettono di ottimizzare il profilo di rischio-rendimento. L'Italia sarà il mercato di riferimento ma la strategia vedrà investimenti anche in altri paesi europei come Svezia, Danimarca, Spagna e Grecia.
Con il lancio di questa nuova asset class – che beneficia di buona stabilità e prevedibilità dei flussi di cassa, bassa correlazione con le asset class tradizionali e che rappresenta una forma di hedging verso l'inflazione - EQUITA punta a diversificare ulteriormente l'offerta dell'Alternative Asset Management ed incrementare il mix di asset illiquidi in gestione, crescendo ulteriormente come piattaforma multi-asset e consolidando l'expertise del Gruppo nel mondo della sostenibilità e degli investimenti green.
L'iniziativa, infatti, si inserisce nel più ampio progetto di sustainable finance annunciato nel 2022 da EQUITA e volto a supportare investitori, aziende, imprenditori ed istituzioni clienti con nuove soluzioni e servizi dedicati al mondo della sostenibilità.
EQUITA Private Debt Fund II ("EPD II") nel mese di giugno 2023 ha chiuso la sottoscrizione di un bond di €15 milioni in un importante gruppo di distribuzione al dettaglio di prodotti alimentari in Germania. EPD II ha infatti affiancato Pemberton, primario operatore di private debt pan-europeo, nel funding di un fondo di private equity pan-europeo attraverso una linea di debito senior. L'azienda, fondata negli anni '60, è la principale catena retail di prodotti da forno nel sud-ovest della Germania, con circa 200 punti vendita. Il portafoglio prodotti comprende pane e panini, pasticceria, torte, snack (compresi i piatti pronti). L'azienda è integrata verticalmente e gestisce produzione – con un proprio stabilimento che produce circa 2 milioni di prodotti da forno a settimana – logistica, consegna e vendita dei propri prodotti al consumatore finale.
A fine giugno EPD II risulta investito per il 77% dei commitment totali (ovvero €183 milioni sui €237 milioni raccolti), con n. 12 investimenti in portafoglio e un ticket medio superiore a €15 milioni.

Equita e Università Bocconi celebrano il decimo anniversario della loro collaborazione con il consueto evento annuale volto a promuovere i mercati dei capitali e stimolare il dibattito sugli elementi strutturali, i fattori di sviluppo e le possibili soluzioni da adottare. contribuendo così a migliorare i mercati dei capitali e la regolamentazione.
Quest'anno il tema centrale del convegno ha riguardato la presentazione dell'analisi svolta su dieci anni di ricerca a promossa dalla collaborazione tra EQUITA e Università Bocconi sui mercati dei capitali.
La presentazione – moderata da Federico Fubini– si è concentrata sui chiari gap che ancora oggi caratterizzano i mercati finanziari italiani rispetto a quelli esteri più sviluppati e qui di seguito sintetizzati:
Il dibattito si è focalizzato sull'occasione che il nostro paese vive oggi per aumentare la propria competitività grazie a iniziative come il Libro Verde promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze – MEF, la proposta di Listing Act EU e l'esecuzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR, tutti elementi che possono permettere la definitiva affermazione dei mercati dei capitali italiani quale forza propulsiva dell'economia reale.
Si è inoltre ricordato che nei dieci anni di collaborazione con Università Bocconi, Equita ha promosso ricerche, quarterly columns ed eventi per stimolare il dibattito sul ruolo dei mercati per il rilancio della crescita. Grazie anche agli spunti di riflessione ed ai suggerimenti, Equita ha contribuito a migliorare i mercati dei capitali e la regolamentazione. Oltre a ciò, la collaborazione ha visto un impegno costante per promuovere la formazione e la parità di genere in ambito finanziario.
Le iniziative intraprese e gli ottimi risultati ottenuti forniscono nuova linfa per le future azioni da intraprendere per i molti temi ancora da affrontare per migliorare ulteriormente i mercati dei capitali italiani ed europei, e renderli sempre più competitivi. Tra le iniziative più urgenti sono stata rammentate:
In seguito al dibattito circa i temi descritti, è stato presentato lo scoreboard sulle società quotate italiane al fine di valutare "la migliore strategia di utilizzo del mercato dei capitali". Il riconoscimento, che beneficia del patrocinio di Università Bocconi e di Borsa Italiana – Euronext, è ormai giunto al suo decimo anniversario e come ogni anno vuole premiare l'originalità e l'efficacia delle migliori strategie realizzate sul mercato dei capitali come leva per lo sviluppo dell'impresa.
Le operazioni premiate sono state selezionate tra più di 80 concluse con successo nel 2022 e confermano l'importanza dei mercati dei capitali per consentire alle imprese di raccogliere nuove risorse e finanziare così la loro crescita senza dover dipendere totalmente dal sistema bancario tradizionale.
Per la categoria "Raccolta di fondi sul mercato azionario" si è classificata al primo posto Industrie De Nora, con la quotazione su Euronext Milan. L'IPO è risultata la più grande del 2022 sul mercato regolamentato e i proventi saranno utilizzati per finanziare la strategia di crescita organica definita nel piano strategico, nuovi investimenti produttivi e il capitale circolante. Tra i premiati anche Technoprobe e CY4GATE, rispettivamente seconda e terza classificata.

Per la categoria "Raccolta di fondi sul mercato del debito ESG" si è classificata al primo posto Alerion Clean Power con l'emissione di un green bond da €100 milioni. I proventi dell'emissione andranno a finanziare nuovi investimenti in progetti green, incluse nuove centrali eoliche o a energia solare. Tra i premiati anche Snam e A2A, rispettivamente seconda e terza classificata.
Per la categoria "Raccolta di fondi sul mercato del debito tradizionale" si è classificata al primo posto Lottomatica con l'emissione di un prestito obbligazionario da €350 milioni. I proventi dell'emissione saranno utilizzati per finanziare nuovi investimenti e acquisizioni e per ottimizzare la struttura del capitale. Al secondo posto, premiati ex-aequo, AMCO – Asset Management Company e Autostrade per l'Italia.
La giuria, chiamata a scegliere i vincitori, era presieduta e coordinata da Francesco Perilli (Socio, EQUITA) e composta da: Paolo Basilico (Amministratore Unico, Samhita Investments), Stefano Caselli (Dean della SDA Bocconi School of Management, Università Bocconi), Marco Clerici (Co-Responsabile Investment Banking, Equita), Paolo Colonna (Presidente, Creazione di Valore), Claudio Costamagna (Presidente, CC & Soci), Rodolfo De Benedetti (Presidente, CIR), Stefano Gatti (Antin IP Associate Professor of Infrastructure Finance, Università Bocconi), Paolo Marchesini (Group Chief Financial Officer, Campari Group), Umberto Nicodano (Partner, Studio Legale Bonelli Erede), Claudia Parzani (Presidente, Borsa Italiana ), Fabrizio Testa (Amministratore Delegato Borsa Italiana), Fabrizio Viola (Partner e Presidente, Cap Advisory) e Andrea Vismara (Amministratore Delegato, EQUITA).

Nella tabella seguente è riportato il riepilogo degli aumenti di capitale intervenuti da gennaio 2023 e sino alla data di redazione del presente documento.
Come noto, tali aumenti di capitale sono funzionali all'esercizio delle stock options assegnate nell'ambito dei piani di incentivazione.
Di seguito si riporta lo schema che riepiloga gli aumenti di capitale avvenuti nel periodo in esame.
| Nuovo Capitale | Controvalore | |||
|---|---|---|---|---|
| Periodo | # Azioni | Controvalore | Sociale | Capitale Sociale |
| 22° marzo 2023 - 31 marzo 2023 | 67.229 | 15.297 € | 50.992.257 | 11.602.673 € |
| 1° aprile - 11 aprile 2023 | 53.537 | 12.182 € | 51.045.794 | 11.614.855 € |
| 1° giugno - 14 giugno 2023 | 81.280 | 18.494 € | 51.127.074 | 11.633.350 € |
| 3 ottobre - 12 ottobre 2023 | 141.364 | 32.166 € | 51.268.438 | 11.665.516 € |
| Totale | 343.410 | 78.139 € |
Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 1) del Codice Civile, si segnala che nel corso del periodo non è stata svolta alcuna attività di ricerca e sviluppo.
Equita Group conferma la propria volontà di aderire al regime di opt‐out di cui agli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1‐bis, del Regolamento Emittenti, avvalendosi pertanto della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.

Ai sensi dell'art. 2428 comma 2, punto 2) del Codice Civile, dichiariamo con la presente che i rapporti ricorrenti tra parti correlate intrattenuti nel corso dei primi nove mesi del 2023 sono riconducibili a rapporti partecipativi, a contratti di prestazione di servizi infragruppo, e di distacco del personale tra:
Oltre a queste si aggiungono i dirigenti con responsabilità strategica e i membri del collegio sindacale.
EQUITA Group non possiede una sede secondaria.

I sottoscritti, Andrea Vismara, nella sua qualità di Amministratore Delegato di Equita Group S.p.A., e Stefania Milanesi, nella sua qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Equita Group S.p.A.,
in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell'articolo 154 bis del "Testo Unico della Finanza", che l'informativa contabile contenuta nel presente Resoconto intermedio della gestione consolidato al 30 settembre 2023 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili del Gruppo Equita.
Milano, 9 novembre 2023
L'Amministratore Delegato del Gruppo
Andrea Vismara Stefania Milanesi
Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

(dati in unità di €)
| Voci dell' Attivo Consolidato (importi in euro) | 30/09/2023 | 31/12/2022 | |
|---|---|---|---|
| 10 | Cassa e disponibilità liquide | 75.104.391 | 107.944.782 |
| 20 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 99.289.408 | 111.713.663 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 86.610.105 | 102.138.408 | |
| b) attività finanziarie designate al fair value | - | - | |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. | 12.679.302 | 9.575.255 | |
| 30 | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| 40 | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 122.531.110 | 99.550.332 |
| a) crediti verso banche | 70.704.808 | 46.394.967 | |
| b) crediti verso società finanziarie | 33.739.367 | 30.652.845 | |
| c) crediti verso clientela | 18.086.935 | 22.502.521 | |
| 50 | Derivati di copertura | 121.325 | 146.474 |
| 60 | Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | - | - |
| 70 | Partecipazioni | 46.267 | 46.267 |
| 80 | Attività materiali | 5.738.031 | 4.140.864 |
| 90 | Attività immateriali | 26.681.263 | 26.901.934 |
| di cui: | - | - | |
| - avviamento | 24.153.008 | 24.153.008 | |
| 100 | Attività fiscali | 4.902.210 | 7.520.436 |
| a) correnti | 3.070.216 | 4.961.894 | |
| b) anticipate | 1.831.994 | 2.558.542 | |
| 110 | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - |
| 120 | Altre attività | 35.859.132 | 41.566.005 |
| Totale Attivo | 370.273.136 | 399.530.757 |

(dati in unità di €)
| 30/09/2023 | 31/12/2022 | ||
|---|---|---|---|
| 10 | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 184.077.510 | 205.731.240 |
| a) Debiti | 184.077.510 | 205.731.240 | |
| b) Titoli in circolazione | - | - | |
| 20 | Passività finanziarie di negoziazione | 18.913.689 | 15.540.760 |
| 30 | Passività finanziarie designate al fair value | - | - |
| 40 | Derivati di copertura | - | - |
| 50 | Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | ||
| 60 | Passività fiscali | 1.637.696 | 3.626.449 |
| a) correnti | 936.784 | 2.932.930 | |
| b) differite | 700.912 | 693.519 | |
| 70 | Passività associate ad attività in via di dismissione | - | - |
| 80 | Altre passività | 64.067.132 | 64.428.329 |
| 90 | Trattamento di fine rapporto del personale | 2.027.673 | 2.069.142 |
| 100 | Fondi per rischi e oneri | 2.386.574 | 3.833.991 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | - | - | |
| b) quiescenza e obblighi simili | - | - | |
| c) altri fondi rischi ed oneri | 2.386.574 | 3.833.991 | |
| 110 | Capitale | 11.633.350 | 11.587.376 |
| 120 | Azioni proprie (-) | (3.227.863) | (3.926.926) |
| 130 | Strumenti di capitale | - | - |
| 140 | Sovrapprezzi di emissione | 22.905.862 | 20.446.452 |
| 150 | Riserve | 55.445.730 | 58.819.101 |
| 160 | Riserve da valutazione | 104.165 | 106.868 |
| 170 | Utile (perdita) del periodo | 10.301.619 | 17.267.975 |
| 180 | Patrimonio di pertinenza di terzi | - | - |
| Totale Passivo e Patrimonio Netto | 370.273.136 | 399.530.757 |

| 30/09/2023 | 30/09/2022 | ||
|---|---|---|---|
| 10 | Risultato netto dell'attività di negoziazione | 6.483.179 | 3.319.337 |
| 20 | Risultato netto dell'attività di copertura | - | - |
| 30 | Utile/perdita da cessione o riacquisto di: | - | - |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | - | - | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività | - | - | |
| complessiva | |||
| c) passività finanziarie Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value |
- | - | |
| 40 | con impatto a conto economico | 1.004.151 | 881.220 |
| a) attività e passività finanziarie designate al fair value | - | - | |
| b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 1.004.151 | 881.220 | |
| 50 | Commissioni attive | 49.471.183 | 57.816.732 |
| 60 | Commissioni passive | (5.561.429) | (4.796.459) |
| 70 | Interessi attivi e proventi assimilati | 7.038.941 | 1.914.223 |
| 80 | Interessi passivi e oneri assimilati | (7.122.994) | (2.566.130) |
| 90 | Dividendi e proventi simili | 8.082.193 | 8.019.915 |
| 110 | Margine di Intermediazione | 59.395.225 | 64.588.837 |
| 120 | Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: | (79.713) | (93.910) |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; | (79.713) | (93.910) | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività | - | - | |
| complessiva. | |||
| 130 | Risultato netto della gestione finanziaria | 59.315.512 | 64.494.926 |
| 140 | Spese amministrative: | (42.742.515) | (42.684.890) |
| a) spese per il personale | (28.995.158) | (30.767.683) | |
| b) altre spese amministrative | (13.747.357) | (11.917.207) | |
| 150 | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri | - | - |
| 160 | Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali | (1.288.376) | (979.517) |
| 170 | Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali | (210.754) | (278.542) |
| 180 | Altri proventi e oneri di gestione | (353.712) | (77.689) |
| 190 | Costi operativi | (44.595.357) | (57.670.124) |
| 200 | Utili (Perdite) delle partecipazioni | - | - |
| 210 | Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali |
- | - |
| 220 | Rettifiche di valore dell'avviamento | - | - |
| 230 | Utili (Perdite) da cessione di investimenti | - | - |
| 240 | Utile (perdite) dell'attività corrente al lordo delle imposte | 14.720.155 | 20.474.289 |
| 250 | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (4.418.536) | (5.854.272) |
| 260 | Utile (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte | 10.301.619 | 14.620.017 |
| 270 | Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte | - | - |
| 280 | Utile (perdita) del periodo | 10.301.619 | 14.620.017 |
| 290 | Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | 582.040 | 1.534.699 |
| 300 Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo | 9.719.578 | 13.085.317 |
| Utile per azione (euro) | 0.204 | 0.281 |
|---|---|---|
| Utile per azione diluito (euro) | 0.202 | 0.280 |


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